/////////////////////// Anno IX / n. 4 - 2015 / Luglio-Agosto / Bimestrale / € 1, 00 / Poste Italiane SpA / Spedizione in Abbonamento Postale / 70% LO/BS /////////////////////// lari v istadi S al u t E - B enessere - B E L L E Z Z A La Doppia Vita delle gemelle ALIMENTAZIONE D’ESTATE IPERTENSIONE E CALDO FARMACI IN VALIGIA PROTESI PER IL SENO PROFUMI ESTIVI La vignetta di Qmino /////////////////////// Anno IX / n. 4 - 2015 / Luglio-Agosto / Bimestrale / € 1, 00 / Poste Italiane SpA / Spedizione in Abbonamento Postale / 70% LO/BS /////////////////////// lari v istadi S al u t E - B enessere - B E L L E Z Z A Concessionaria per la pubblicità Punto Farma srl Direttore Responsabile Luigi Cavalieri [email protected] Direzione e Amministrazione Punto Farma srl Via A. Grandi 18 25125 Brescia Telefono 030.36.65.611 Fax 030.36.65.680 [email protected] Editore Punto Farma srl Segreteria di Redazione [email protected] Stampa Tiber SpA - brescia Anno IX - Numero 4 - 2015 www.profilosalute.it Redazione e Marketing Federica Peretti Telefono 030.36.65.685 [email protected] AUTORIzzAzIOnE TRIbUnALE DI bRESCIA n. 48/2008 del 24.10.2008 Poste Italiane SpA Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BS in collaborazione con: 3 Numero 4 - 2o15 // Luglio-Agosto 2015 // www.profilosalute.it Segui le News di Profilo Salute su Facebook COVER STORY In questo numero Profilo-salute Laura e Silvia Squizzato ci parlano di “Doppia Vita Il linguaggio segreto dei gemelli” Ipertensione arteriosa e caldo estivo Estate: non lasciamo a casa le buone abitudini alimentari EDITORIALE 7 Consigli per vacanze serene di Luigi Cavalieri IL PUNTO 9 Novità nella chirurgia polmonare ATTUALITà 10 La Sindrome da affaticamento cronico e il valido aiuto di GinPent® FARMACIA 13 Sanità, sistema da riformare per rimanere sostenibile di Alessandro Cavalli 14 Cannabis in farmacia di Francesco Rastrelli INTERVISTA 16 Il linguaggio segreto dei gemelli di Luigi Cavalieri MAMMA E BAMBINO 21 Come si sviluppa l’udito nel primo anno di vita di Guido Vertua 4 SOMMARIO 24 Allattamento al seno ed osteopatia di Simona Caffi 26 Estate: non lasciamo a casa le buone abitudini alimentari 29 Beauty case dei bimbi in vacanza di Chiara Kron Morelli PARLA LO SPECIALISTA 30 La Maculopatia di Andrea Russo 32 Ipertensione arteriosa e caldo estivo di Stefano Taddei 35 L’HPV colpisce donne e uomini di Claudio Paganotti 38 Risponde lo specialista Valeriana ed epatotossicità di Claudio Paganotti a cura di Stefano Taddei 40 43 Lo stress fa male al cuore di Franco Pesciatini SALUTE E BENESSERE 43 I medicinali in vacanza con noi MEDICINA NATURALE 67 Il giuggiolo contro l’ansia di Simonetta Elseri di Antonio Marinelli 48 Gambe in primo piano di Monica Chirico 51 Consigli per l’igiene intima di Serena Schiavo 54 A Brescia la prima banca del seme di Tommaso Revera di Antonio Schiavo 73 Mare, sole e salsedine mi trucco o no? di Roberta Rossi 74 Capelli al sole di Marta Simoni 76 I profumi dell’estate di Giovanna Saleri 78 Snelle e in forma 56 Benvenuto sole... 61 Scopriamo la curcuma ALIMENTAZIONE 80 Additivi sì e no ma con attenzione di Antonella Boldini di Roberto Scalvini 64 Finalmente in ferie! 82 Alimurgiche: in tempi record! di Enrico Filippini alimento o medicina? di Giulio Francesco Valeriano 84 Oggi mangio… insetti di Federica Peretti additiva e protesi mammarie di Enrico Motta 69 BELLEZZA 69 Mastoplastica 45 La Zona Mediterranea a cura di Giovanna Saleri 32 I profumi dell’estate a cura di ENRICO MOTTA a cura di SIMONETTA ELSERI 26 76 Mastoplastica additiva e protesi mammarie I medicinali in vacanza con noi 86 L’ importanza della nutrizione di Michele Vanossi 88 Pelle e nutrizione di Erica Denti 91 Le ricette senza glutine dello chef Marco Scaglione Caponata alla palermitana con cous cous di mais GRAFOLOGIA 93 In punta di penna di Candida Livatino RICETTA 94 Zucchine sfiziose di Laura e Silvia Squizzato di Gianni Fochi 98 La simbologia del convivio e del cibo nella storia dell’arte di Alberto D’Atanasio 103Favorire il benessere col training autogeno di Elena Gadaldi L’ODONTOIATRA RISPONDE 107L’ortodonzia invisibile di Belsorriso AMICI ANIMALI 113 I parassiti dei nostri amici animali di Nicola Bertoni NOTIZIE DALLE AZIENDE 109 LabQuarantadue 111 IDShooter COPIA OMAGGIO OFFERTA DELLA TUA FARMACIA ATTUALITà 96 Scopriamo in un libro come nascono le medicine SOMMARIO 5 EDITORIALE di LUIGI CAVALIERI Direttore Responsabile Consigli per 100% NATURALE Senza COLORANTI e senza CONSERVANTI Con FRUTTOSIO e STEVIA REBAUDIANA PASTORIZZATO CM Pharma Trading srl | Via Cartesio 2 - 20124 Milano [email protected] - www.cmpht.com Shanghai - Guangxi Bei Road Q Tanti suggerimenti preziosi per il benessere del nostro organismo d’estate uesto numero della rivista vi accompagnerà durante la stagione estiva e proprio di questo periodo abbiamo voluto tener conto nei diversi articoli. L’estate tutti noi la stavamo attendendo con ansia, perché è sinonimo di vacanze, di viaggi in Paesi esotici, di mare, di montagna, di lago, complessivamente di vita all’aria aperta col desiderio di poter recuperare e rilassarci dopo i lunghi mesi trascorsi fra quattro pareti. Per essere al top abbiamo cercato di seguire i consigli, che, di volta in volta, ci sono stati proposti e quanto più saremo stati bravi tanto più ne potremo trarre i benefici. Anche ora, però, i fastidi, che possono rovinare le nostre vacanze, sono sempre dietro l’angolo e vogliamo, quindi, nel limite del possibile, aiutarvi ad evitarli. Prima di partire, è sempre opportuno preoccuparsi dei farmaci che nella valigia non dovrebbero mai mancare: sono utili specie per chi ha come destinazione località in cui non sempre sarà facile reperire quel che, invece, avremmo dovuto avere a portata di mano. Anche per l’esposizione al sole, piacevole e non dannosa se moderata e con le dovute precauzioni, specie per i nostri bambini e chi ha la pelle chiara, siamo prodighi di suggerimenti in questo numero. Non vorremmo mai che la nostra pelle dovesse invecchiare troppo precocemente! Insistiamo, come sempre, sull’importanza del movimento, che vale per giovani e meno giovani e che nella bella stagione siamo più propensi a praticare. Correre fa certamente bene e dobbiamo approfittarne per togliere qualche chilo di troppo accumulato durante l’inverno. Non mancano neppure, come sempre, altri servizi in cui farmacisti, medici, specialisti sono prodighi di informazioni su come affrontare diverse patologie. Infine abbiamo voluto dedicare la nostra copertina alle gemelle Squizzato, nostre apprezzate collaboratrici. Nella loro recente fatica editoriale ci aiutano ad approfondire le caratteristiche dei gemelli: chi meglio di loro, d’altra parte, poteva farlo! Buone Vacanze. è opportuno preoccuparsi dei farmaci da mettere in valigia Le immagini utilizzate hanno il solo scopo di illustrare il prodotto. cioli La linea di ghiac letamente p m o c , a tt u fr a ll a cchero. u z a z n e s e li ra natu i, Sfiziosi e gustos tta sono ottimi per tu la famiglia. diabetici. Adatti anche ai vacanze serene [email protected] EDITORIALE 7 KILLER BUZZ Novità nella chirurgia polmonare a cura della Redazione Prioritarie una corretta prevenzione e protezione per tutti N el passato la chirurgia polmonare richiedeva grandi accessi toracotomici, con ampia divaricazione delle coste, oggi non più proponibili. La chirurgia toracica video-assistita (VATS) è stata, senza dubbio, la più importante innovazione in chirurgia toracica. Nata negli anni ‘90, è stata per lungo tempo utilizzata per il trattamento di patologie benigne. Con lo sviluppo di strumentari dedicati e la nascita di suturatrici meccaniche affidabili anche per l’utilizzo vascolare le indicazioni sono state estese anche al trattamento di casi selezionati di patologie maggiori, quali le neoplasie del polmone. Le tecniche mini-invasive hanno largamente soppiantato l’approccio tradizionale. Attualmente il 40% circa delle procedure chirur- Le tecniche mini-invasive hanno largamente soppiantato l’approccio tradizionale VATS Acronimo di chirurgia toracica video-assistita. Nata negli anni ‘90, è oggi utilizzata per il trattamento anche di casi selezionati di patologie maggiori, quali le neoplasie del polmone 8 IL PUNTO Il dolore post-operatorio risulta assai ridotto rispetto alla tecnica tradizionale Il dott. Aldo Manzato ed il dott. Mauro Benvenuti giche maggiori sul polmone vengono eseguite con metodica VATS. La lobectomia polmonare videotoracoscopica per il trattamento di neoplasie polmonari in stadio iniziale, oltre ad un esito estetico assai migliore, consente una più rapida ripresa post-operatoria ed una degenza media ospedaliera più breve. Il dolore post-operatorio risulta assai ridotto rispetto alla tecnica tradizionale ed anche l’analisi complessiva dei costi, nonostante l’utilizzo di suturatrici dedicate, depone per le resezioni polmonari in VATS, che risultano comparabili o addirittura meno dispendiose rispetto alla toracotomia. Presso la Chirurgia Toracica degli Spedali Civili di Brescia vengono eseguiti ogni anno circa 600 interventi chirurgici; di questi, circa il 50% vengono eseguiti con tecniche videoassistite o mini-invasive, sia in elezione che in emergenza-urgenza. Recentemente è stata trattata chirurgicamente una donna affetta da neoplasia del polmone destro con elevato rischio all’intubazione e con rara forma di coagulopatia, che condizionava un elevato rischio di trombosi. è stata sottoposta ad intervento chirurgico di resezione lobare del polmone destro in videotoracoscopia (VATS Lobectomy) a paziente non intubata, in respiro spontaneo e con sola sedazione ed anestesia peridurale. Questo tipo di trattamento è stato eseguito, per la prima volta in Italia, con pieno successo, in assenza di complicanze e rapida dimissione della paziente in quarta giornata post-operatoria. Il chirurgo toracico dr. Mauro Benvenuti ed il collega anestesista dr. Aldo Manzato sottolineano che questo approccio è stato deciso per permettere una rapidissima mobilizzazione della paziente ed un recupero immediato già pochi minuti dopo il termine della procedura chirurgica. “La lobectomia polmonare videotoracoscopica VATS – precisa il dr. Benvenuti – è tecnica sicura e con risultati oncologici sovrapponibili alla metodica tradizionale nel trattamento di tumori polmonari in stadio non avanzato”. La scelta, nel caso descritto, di ricorrere alla sedazione senza intubazione né anestesia generale, richiede grande affiatamento di tutti i membri dell’équipe (chirurghi, anestesista ed infermieri). L’intervento a polmone ventilante risulta più difficoltoso dal punto di vista tecnico e la gestione anestesiologica richiede grande competenza. Tradizionalmente l’anestesia generale, con ventilazione monopolmonare ed utilizzo di un tubo endotracheale doppio lume, è stata considerata mandatoria sia nella chirurgia “open” che toracoscopica. L’anestesia generale con intubazione orotracheale può, tuttavia, produrre effetti avversi quali lesioni tracheali, danni polmonari indotti dal ventilatore, nausea o vomito e blocco residuo neuromuscolare. Benché la lobectomia polmonare a paziente sveglio, eseguibile solo presso Centri di alta specializzazione, non abbia un utilizzo estensivo, può essere considerata ed utilizzata in casi particolari estremamente selezionati. IL PUNTO 9 La Sindrome da affaticamento cronico e il valido aiuto di GinPent® a cura della Redazione L’esposizione ripetitiva allo stress può causare dolori muscolari, diarrea, stipsi e insonnia L a causa della Sindrome da affaticamento cronico è, a tutt’oggi, sconosciuta, sebbene siano stati invocati quali agenti virus come quello della mononucleosi e batteri (stafilococchi). Tuttavia nessuno studio è riuscito, finora, a dimostrare con certezza una simile etiologia. Molte ricerche hanno appurato lo stress, specie se ricorrente e di varia origine, quale fattore di insorgenza di una CFS (Dobbins 1995)-(Reyes 1996). In altri termini l’esposizione ripetitiva allo stress, soprattutto se multifattoriale e nei soggetti ipersensibili, determinerebbe con il tempo l’instaurarsi di una sindrome da affaticamento, quale espressione di un esaurimento dei meccanismi di difesa. La CFS sarebbe, quindi, nient’altro che una “sindrome da esaurimento cronico” dell’organismo. I sintomi più frequenti correlati alla CFS, oltre, naturalmente all’affaticamento cronico, sono i dolori muscolari, le turbe dell’alvo (diarrea, stipsi, dolori addominali) e l’insonnia. Non esistono, a tutt’oggi, terapie farmacologiche valide per la CFS: analgesici e antinfiammatori sono impiegati in terapia, ma con risultati non incoraggianti. Sono stati, inoltre, utilizzati gli antidepressivi triciclici per migliorare la qualità del sonno e mitigare i dolori muscolari. Obiettivi Sulla scorta di queste considerazioni abbiamo rite- 10 ATTUALITà nuto utile verificare l’efficacia della somministrazione del Gin Pent® nei soggetti affetti da CFS. Il Gin Pent® è una varietà della pianta di origine asiatica Gin Pent® naturalmente selezionata ed acclimatata ai nostri climi dal botanico bresciano Giovanni Ambrogio. Tra le attività più importanti ricordiamo quella antiossidante, adattogena, vasoregolatore, immunostimolante e antistress. Ad alcuni pazienti (uno studio di circa 20) è stato somministrato il Gin Pent® sotto forma di compresse da 350 mg cadauna, disponibili in commercio sotto la denominazione di Dianid®, alla dose giornaliera di 3 compresse (2 al mattino e 1 al pomeriggio) per un periodo di tre mesi. I risultati, allo scadere dei tre mesi di trattamento, sono stati ottimi in 6 casi (30%), con la scomparsa completa o netta riduzione dell’affaticamento, buoni in 13 casi (68% circa) con una sensibile riduzione della stanchezza e dei sintomi correlati. Conclusioni Pur ritenendo limitato il numero di pazienti e la durata dello studio, possiamo affermare la sicura validità dell’utilizzo del Gin Pent® nelle sindromi da affaticamento cronico, specie nei soggetti meno anziani e con una storia più breve, in assenza di effetti collaterali degni di nota. Visti i risultati preliminari, s’intende proseguire nella sperimentazione, ampliando il numero di pazienti e il periodo di osservazione, riferendone gli esiti appena possibile. Sanità sistema da riformare per rimanere sostenibile a cura di Alessandro Cavalli Farmacista 4 BENEFICI IN 1 SOLA FIBRA Lo psillio contenuto in Metamucil: Favorisce la regolarità intestinale. Facilita il metabolismo dei lipidi. Modula l’assorbimento dei nutrienti. Favorisce un’azione lenitiva del sistema digerente. Scopri di più su www.metamucil.it Il prof. Pecorelli e il dr. Rastrelli a confronto con una platea di giovani operatori sanitari U na chiacchierata sul tema “Università e Sanità”, organizzata da GenerAZIONE e For Art, ha visto confrontarsi una sessantina di giovani farmacisti, giovani medici e studenti universitari con due eccellenze della sanità bresciana ed italiana. Il prof. Sergio Pecorelli, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco e Rettore Università degli Studi di Brescia e il dr. Francesco Rastrelli, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia e coordinatore degli Ordini Lombardi, hanno, infatti, dato vita ad una serata di assoluta qualità. Il prof. Pecorelli ha tenuto a sottolineare come sia fondamentale cercare d’impartire non solo una istruzione adeguata ai giovani, ma anche di trasmettere una vera e propria educazione. Grande interesse è stato suscitato dai dati ufficiali annunciati dal prof. Pecorelli sulla spesa farmaceutica italiana e sui nuovi farmaci di futuro utilizzo: “L’EMA annuncia che sono in arrivo 21 nuovi far- maci a costi elevati, per decine di migliaia di euro a paziente. Il sistema va, dunque, riformato perché rimanga sostenibile”. Dopo i farmaci in grado di sradicare completamente il virus dell’Epatite C, e non solo di rallentare la progressione della patologia, sono, dunque, in arrivo numerosi altri farmaci biotecno- tolineato come i farmacisti italiani siano pronti ad affrontare nuove sfide, come, ad esempio, quella relativa all’aderenza terapeutica. Il rapporto, infatti, tra farmaco e paziente deve essere migliorato, bisogna evitare che vengano assunti farmaci in dosaggi eccessivi o insufficienti, che vengano interrotte le terapie senza il consenso del i farmacisti italiani DEVONO affrontare la sfida dell’aderenza terapeutica logici, che porteranno alla cura di malattie fino ad ora ritenute incurabili, come il cancro e l’HIV. La richiesta di riforma del sistema farmaceutico è stata sostenuta anche dal dr. Rastrelli, che ha sot- medico o del farmacista, è, inoltre, necessario che il paziente conosca gli effetti dei farmaci che assume, le reazioni avverse, le interazioni non solo con gli altri farmaci, ma anche con gli alimenti. FARMACIA 13 Modalità di somministrazione Modalità di somministrazione in bustine filtro: si prepara un infuso (infiorescenze) facendo bollire in un tegame coperto 0,5g di cannabis per 15 minuti in 1/2L di acqua, filtrare per eliminare i residui solidi e addolcire a piacere con miele o zucchero. Cannabis in farmacia a cura di Francesco Rastrelli Presidente Ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia Prescrizione medica per gli usi terapeutici consentiti D a quando sono comparse in ambito farmaceutico alcune specialità medicinali contenenti la Cannabis sono sorte delle difficoltà riguardanti l’acquisto e, quindi, la reperibilità della stessa, il dosaggio idoneo, la forma farmaceutica e soprattutto la qualità (se sintetica o naturale). Va ricordato che la Cannabis (volgarmente chiamata “Canapa”) è una pianta largamente adattabile a diverse condizioni climatiche e territoriali: può essere coltivata sia in collina che in montagna fino a 1500 metri di 14 FARMACIA altitudine. Esistono alcune specie che sviluppano dei metaboliti in gran quantità (chiamati “tetraidrocannabinoli” ed i “cannabinoidi”) superiore al normale, crescendo a quote molto elevate. La Cannabis ha origini antichissime (tracce sono state ritrovate nei pressi del lago di Albano , risalenti a 11.000 anni a.c.) in Asia centrale e medio oriente, si è poi La Cannabis è nota, in primo luogo, per i suoi effetti psicoattivi estesa in Africa, Europa ed anche in America. La storia di questa pianta meriterebbe una trattazione a parte, che esula da questa breve presentazione. La Cannabis, pur prestandosi ad innumerevoli usi, è nota, in primo luogo, per i suoi effetti psicoattivi. Oggetto di repressione attraverso il proibizionismo americano a partire dagli anni trenta del secolo scorso, la Cannabis è divenuta simbolo della contestazione giovanile nel corso degli anni sessanta del Novecento. Si è, poi, largamente diffusa come “droga” ricreazionale, tanto da rappresentare la sostanza psicoattiva ed illegale più diffusa nella civiltà occidentale e da coniare parole come “hashish” (resina) e “marijuana” (infiorescenza) della Cannabis. La Cannabis è stata oggetto di studio sin dall’antichità, ma nel Novecento sono stati fatti progressi notevoli sia dal punto di vista chimico che farmacologico. Nel 1964 fu isolato ed identificato il “delta-9-tetraidrocannabinolo” (delta 9THC), che viene considerato il capostipite di tutti i farmaci cannabinoidi. Le sostanze ritrovate sono circa quattrocento, di cui settanta studiate e catalogate. Tuttavia ciò che rende la droga a base di Cannabis particolarmente attraente è l’effetto immediato, che si ottiene quando viene fumata, come il senso di benessere ed il calo delle inibizioni a basse dosi, mentre a dosi più forti si ottiene un’ alterazione delle percezioni sensoriali, del tempo e dello spazio. L’aspetto negativo del “delta-9THC” risiede nel fatto che è “psicoattivo”, agisce cioè sul cervello con possibilità di determinare squilibri, come: allucinazioni, senso di angoscia, disturbi della memoria, difficoltà di ragionamento e problemi psichiatrici (schizofrenia). Al di là delle controversie sull’uso della canapa come stupefacente, va tenuto presente che essa è stata per migliaia di anni un’importante pianta medicinale, fino all’avvento del proibizionismo della cannabis. Negli ultimi decenni si è accumulato un gran numero di ricerche sulle attività farmacologiche della cannabis e sulle sue possibili è efficace per contrastare il dolore e gli spasmi muscolari applicazioni. è stata dimostrata la sua efficacia per contrastare il dolore e gli spasmi muscolari nella sclerosi multipla, nella sclerosi laterale amiotrofica e contro il dolore in generale. In molti Paesi, come Canada, Gran Bretagna, Olanda e Belgio, farmaci a base di cannabis sono stati autorizzati da tempo per il trattamento di nausea, vomito nella chemioterapia antitumorale e per l’anoressia in malati di AIDS. L’utilizzo dei cannabinoidi a scopo medico non si riferisce necessariamente al “delta-9-tetraidrocannabinolo”, che ha effetti psicotropi, ma anche ad altri cannabinoidi non psicoattivi come il “Cannabidiolo” o alla loro associazione, utilizzando, comunque, dosaggi diversi e lontani da quelli dell’abuso. La grande burocrazia, richiesta per ottenere alcuni prodotti, ha scoraggiato molte persone al loro uso. Da alcuni anni sono stati messi a disposizione iniziando dall’Olanda e, poi, in altri Paesi europei dei farmaci a base di infiorescenze di cannabis flos, da usare per via inalatoria od alternativamente come tisana. La notizia interessante è che anche in Italia ora è disponibile in varie forme farmaceutiche: nelle Farmacie di comunità la formulazione più semplice ed economica è sotto forma di cartine. Le Farmacie attrezzate e dotate di un laboratorio galenico per preparazioni magistrali e officinali sono organizzate ed attente ai diversi bisogni e necessità sanitarie che riguardano: la reperibilità della materia prima, la sostenibilità della terapia e l’assistenza dei pazienti, garantendo la continuità terapeutica Ospedale/Territorio attraverso la dispensazione su prescrizione medica del preparato “Cannabis flos” per gli usi terapeutici consentiti. FARMACIA 15 Il linguaggio segreto dei gemelli a cura di LUIGI CAVALIERI Direttore Responsabile Il libro delle gemelle Squizzato risponde a tante curiosità N essuno aveva scritto sinora un libro sui gemelli, o meglio, se qualcuno ne aveva scritto, l’aveva sempre fatto dall’esterno, come è successo a medici, antropologi, genetisti, psicologi. A colmare tale lacuna hanno provveduto le gemelle omozigoti Laura e Silvia Squizzato, giornaliste e volti televisive Rai, col libro “ ” edito da Mondadori. La nostra intervista alle belle gemelle, apprezzate collaboratrici della nostra rivista, cerca di sciogliere alcuni degli interrogativi che tutti noi ci poniamo. Cosa si prova da piccoli quando si scopre che chi vive al nostro fianco ci assomiglia in tutto? Fin da bambine ci siamo accor- 16 INTERVISTA te che eravamo “speciali” nella nostra uguaglianza, perché tutti fermavano la nostra mamma, quando eravamo a passeggio insieme a lei, facendo sorrisi e chiedendole: ”Sono gemelle?”. Ma per noi essere due era una cosa naturale ed assolutamente normale. Noi eravamo noi e dall’altra parte c’erano gli altri. Per molti anni ci siamo viste quasi come un’entità unica. Ci spieghiamo Per molti anni ci siamo viste quasi come un’entità unica meglio: pur essendo autonome l’una dall’altra a scuola, pur discutendo, pur avendo i nostri spazi nettamente divisi (cassetti, armadi) e, quindi, pur essendo assolutamente coscienti del fatto di essere due persone distinte, tuttavia eravamo unite come in una sorta di bolla, che ci separava nettamente dal mondo esterno. Quando al telefono qualcuno chiedeva a Silvia se era a casa da sola, lei rispondeva di sì, anche se in realtà c’era anche Laura, e viceversa. Fino ai dodici anni il giorno del compleanno era il nostro compleanno e basta e, quindi, gli altri facevano auguri e regali a noi. Solo a 11 anni Silvia ha fatto il primo regalo a Laura e da quell’anno abbiamo cominciato a farci sempre reciprocamente gli auguri ed i regali (a Siamo entrambe spiritose, ma Laura si è specializzata nel racconto di spassose barzellette volte ci è capitato senza saperlo che fossero uguali!). Con la crescita come è mutato il vostro carattere ed in cosa vi siete maggiormente differenziate. Nelle scelte importanti di vita, come lavoro e passioni, i gusti sono rimasti molto simili; solo che Silvia è leggermente più diplomatica e paziente in alcune situazioni (ma non fatela arrabbiare, perché, poi, non si ferma più), mentre Laura è più impulsiva e tende a dire subito in faccia quello che pensa. Siamo entrambe spiritose, ma Laura si è specializzata nel racconto di spassose barzellette, che durante le cene riscuotono grande successo tra tutti! Vi sarà certamente capitato di essere scambiate. Come vi siete comportate? Avete fatto finta di niente o... Dipende dalle situazioni. A volte ci giochiamo un po’, ma, quando la situazione può diventare “pericolosa”, lo diciamo subito. Una volta Silvia è stata accusata di tradimento dal suo fidanzato di allora, perché un amico l’aveva vista a Milano con un altro ragazzo in teneri atteggiamenti. In quel caso è stato necessario chiarire subito che si trattava di Laura a passeggio col suo fidanzato milanese! Nei primi amori avete avuto qualche problemino di identità? O di gelosia? Crescendo, anche in questo campo cos’è cambiato? Solo all’asilo ci è piaciuto lo stesso bambino; poi, forse per reazione, abbiamo avuto sempre gusti molto diversi. Laura dice a Silvia scherzando che le piacciono uomini non bellissimi, Silvia rimprovera a Laura che le sue scelte vadano su uomini dal carattere un po’ puntiglioso. Comunque a scegliere siamo noi e non l’uomo, che giustamente in una fase iniziale potrebbe sentirsi imbarazzato di fronte alla nostra uguaglianza. Inoltre non litigheremmo mai per un uomo! INTERVISTA 17 In un capitolo parliamo di nascite plurime e straordinarie che fanno sempre notizia Gli uomini passano, la sorella resta! I gemelli famosi non mancano, nel vostro libro ne parlate? Sì, nel nostro libro parliamo di molti gemelli famosi. E facciamo una panoramica in tutti i campi, spaziando dagli Stati Uniti all’Europa all’Australia senza dimenticare l’Oriente. Nello sport abbiamo citato i gemelli bresciani Filippini, Emanuele e Antonio, ad esempio. Parlate anche di nascite plurime e straordinarie? In un capitolo parliamo di nascite plurime e straordinarie, che fanno sempre notizia. Già la nascita di due gemelli crea stupore, figuriamoci cosa succede quando ne nascono otto! Per ora a detenere il primato per aver avuto il maggior numero di gemelli tutti sopravvissuti al parto è una donna californiana, la Suleman, che ha otto gemelli. Ma anche di feti fantasma? 18 INTERVISTA Il fenomeno del feto fantasma è più noto in ambito medico, ma, in generale, sono ancora in pochi a conoscerlo. Noi ci siamo documentate ed abbiamo sentito anche medici, perché è un fenomeno davvero incredibile. Sapevate, ad esempio, che una gravidanza su otto inizia come gemellare? È una percentuale elevatissima di cui si è presa coscienza solo ora che le ecografie precoci sono molto più diffuse di un tempo. Solo che entro i primi tre mesi uno dei due feti muore e letteralmente scompare, viene riassorbito e non se ne hanno più tracce nelle successive ecografie. Il perché succeda ancora non è chiaro. Quanti misteri si celano dietro al mondo dei gemelli! Quali abitudini alimentari possono favorire un parto gemellare? La nascita di gemelli dovrebbe avere un carattere ereditario, che da solo, però, non basta. Secondo alcuni studiosi le donne, che non mangiano latticini e le donne ve- getariane in generale, sono meno predisposte ad avere gemelli. Ma sul perché nascono gemelli ancora ci sono molte discussioni e poche certezze. Ci raccontate qualche aneddoto curioso di cui parlate nel vostro libro? Ogni coppia di gemelli vive nel corso della vita un’infinità di equivoci o coincidenze. Una volta Silvia è entrata in un negozio due ore dopo Laura ed ha comprato lo stesso vestito, dello stesso colore, sotto gli occhi increduli della commessa, che pensava di trovarsi coinvolta in qualche candid camera! Divertente, non trovate? I gemelli anche utili nelle ricerche medico-scientifiche per prevenire malattie genetiche. I gemelli sono utilissimi per studiare le malattie genetiche o sulla predisposizione ad alcune malat- Ogni coppia di gemelli vive nel corso della vita un’infinità di equivoci o coincidenze tie, per capire quanto l’ambiente e lo stile di vita possano ritardare o accelerare la comparsa di alcune malattie come l’Alzheimer, ad esempio. In Italia c’è il Registro Nazionale dei Gemelli (RNG), a cui noi siamo iscritte ed invitiamo tutti i gemelli (sia omozigoti che eterozigoti) a registrarsi. Lo scopo è quello di raccogliere dati sui gemelli e nell’occasione è possibile sottoporsi ad esami e test mirati a ricerche e indagini specifiche su alcune malattie. Per il bene di tutti. C M Y CM MY CY CMY K skin program treatment Come si sviluppa l’udito nel primo anno di vita a cura di guido VERTUA Pediatra - Responsabile dei contenuti medici di www.mammaepapa.it Il bambino avverte benissimo i rumori esterni già all’interno del pancione L Tutta la delicatezza della Natura per il tuo bambino. o sviluppo dell’udito alla nascita è sicuramente più avanzato rispetto ad altri sensi, come, ad esempio, la vista. Già all’interno del pancione della mamma il feto è, infatti, in grado di avvertire i suoni, anche se solo alla fine del secondo trimestre di gestazione si completa lo sviluppo del nervo acustico, la struttura nervosa che permette agli stimoli sonori di arrivare al cervello. Il bambino avverte be- nissimo i rumori esterni (anche se, ovviamente, gli giungono attutiti ed ovattati dal liquido amniotico in cui si trova immerso), tanto da riconoscere la voce della madre o da sobbalzare, quando ascolta un rumore improvviso. è stato, inoltre, dimostrato che un suono intenso vicino alla pancia della mamma provoca un’accelerazione del battito cardiaco fetale. Quando nasce, il bebè è perciò perfettamente in grado di percepire i suoni, anche se non è in grado di localizzare bene la loro origine. Riconosce la voce della madre e persino eventuali brani musicali, che può avere ascoltato, quando ancora si trovava nell’utero materno. Il piccolo reagisce ai rumori forti, come può essere una porta LINEA COMPLETA con FORMULAZIONI da AGRICOLTURA BIOLOGICA TESSUTI in PURO COTONE e FIBRE di ORIGINE NATURALE SCOPRI TUTTA LA LINEA MAMMA E BAMBINO 21 editable da l www.nubyclub.be Appro va 22 MAMMA E BAMBINO use on pictures * at SoftFle TM x Modellato sulla Mamma Tettarella flessibile ‘SoftFlexTM’ in silicone medicale Le tre valvole limitano la comparsa di coliche e reflussi Le sferette poste sulla superficie imitano l’areola mammaria NOVITA’ Premi la base morbida e allatta il tuo bebè in modo attivo dark background La base ventilata riduce la pressione negativa all’interno del biberon, favorendo un allattamento piu’ fisiologico www.nubyclub.be white background www.nubyclub.be * Sulla base di un’indagine online effettuata su 131 mamme www.nubyclub.it tch te La sy che sbatte o una persona che grida, sussultando o sbattendo le palpebre o reagendo con il cosiddetto “riflesso di Moro” (è una reazione involontaria per cui il bambino allarga le braccia e apre le dita delle mani), o infine, ma raramente, mettendosi a piangere. Tra il secondo ed il terzo mese di vita il bebè è già in grado di individuare la fonte di un suono e di ruotare la testa in quella direzione. Smette di piangere, quando la mamma gli si avvicina parlando ad alta voce o si tranquillizza, quando ascolta un suono ritmico, come può essere quello di un carillon. Dimostra di apprezzare i suoni dolci e sussurrati, come le parole che ascolta, quando la mamma gli parla, mentre fa il bagnetto o gli cambia il pannolino, mentre lo infastidiscono i rumori forti. Ha difficoltà a sentire i toni di voce bassi e profondi, come può essere una voce maschile. Dal quinto, ma soprattutto dal sesto mese di vita il piccolo ruota immediatamente la testa verso la fonte di qualsiasi suono di una certa entità come, ad esempio, un televisore che si accende. Il lattante inizia ad apprezzare il rumore che fa un oggetto, quando gli cade dalle mani, e questo lo fa spesso strillare di piacere. Tenta di ripro- panellini, posti dal lato opposto alla direzione dello sguardo, a circa 20 cm dall’orecchio: il piccolo, se ci sente bene, smette di osservare l’oggetto e ruota la testa verso la sorgente sonora. Dopo un congruo intervallo di tempo, nel corso del quale l’attenzione del bambino viene nuovamente catturata dal bastoncino rosso o dai due anelli concentrici ruotanti, l’esame viene ripetuto dalla parte opposta. I due campanellini per lato emettono suoni di frequenza diversa e permettono perciò di valutare la risposta uditiva a toni acustici di diverso tipo. Tra i 9 e i 10 mesi di vita ripete chiaramente, e spesso con un tono di voce piuttosto alto, “mamma”, “pa-pa”, ”ta-ta” e altre parole, anche se, probabilmente, non comprende in pieno il significato di questi vocaboli. Quando, invece, è arrabbiato, mostra tutto il suo disappunto urlando forte ed emettendo sillabe gutturali come “br”, “gr” e “tr”. Tra gli 11 ed i 12 mesi è capace di obbedire a ordini molto semplici come “batti le manine”, “apri la bocca”, “prendi quell’oggetto”. è in grado di comprendere perfettamente il proprio nome e di girarsi immediatamente, quando qualcuno lo chiama. Interrompe, inoltre, quello che sta facendo, se gli viene detto “No”. Gli piacciono molto i giocattoli, che emettono rumori e suoni di qualsiasi tipo. Sa dire mamma e papà in modo chiaro, dimostrando di sapere chi vuole chiamare o indicandolo quando pronuncia tali parole. l Ea IL test di Boel valuta numerosi aspetti del comportamento infantile durre i suoni appena ascoltati e riconosce le sillabe delle parole, che prova a ripetere. Tra il settimo e l’ottavo mese il bambino è capace di afferrare rumori anche molto lievi come il fruscio delle pagine di un giornale. Inizia a balbettare in modo forte e chiaro e le prime sillabe che sa riprodurre, con sua enorme soddisfazione, sono “la”, “pa”, “ma”, “ta”. Il piccolo gioca con la propria voce (che ama ascoltare), e la capacità di ripetere i suoni, che sente, e di provare ad imitarli, è la migliore conferma che ci sente bene. All’incirca all’ottavo mese di vita è opportuno eseguire il test di Boel, attraverso cui il medico è in grado di valutare, oltre all’udito del lattante, numerosi aspetti del comportamento infantile come la capacità di contatto con il mondo, lo sviluppo psico-motorio in senso generale e la vista. L’attrezzatura per eseguire l’esame consiste in quattro campanellini d’argento fissati con anelli alle dita dell’esaminatore (due per mano), in un bastoncino rosso e in due anelli ruotanti concentrici. Il medico si pone di fronte al bambino, che viene tenuto sulle ginoc- c h i a della mamma e l’attenzione del bambino viene mantenuta viva per mezzo del bastoncino rosso o dei due anelli concentrici ruotanti. A questo punto l’esaminatore fa suonare con le dita uno dei quattro cam- 7% % odfe 9 97 ml ppmroeve * am msa oem t a www.nubyclub.it www.nubyclub.it s Nel neonato le tecniche sono essenzialmente basate sul modellamento Allattamento al seno ed osteopatia a cura di Simona Caffi // [email protected] Chinesiologa, Osteopata Non dovrebbero esserci dubbi sulla necessità di sostenerlo I benefici dell’allattamento al seno materno sulla salute dei neonati, delle madri, della società sono talmente evidenti che non dovrebbero esserci dubbi sulla necessità di promuoverlo e sostenerlo. Gli operatori della salute ed i servizi per la maternità hanno un ruolo fondamentale in tale sfida e nella dichiarazione congiunta Oms-Unicef sono stati individuati 10 passi per favorire il successo dell’allattamento al seno. In tale 24 MAMMA E BAMBINO documento si afferma che ogni punto di nascita e di assistenza al neonato dovrebbe: 1. Definire un protocollo scritto per la promozione. 2.Addestrare il personale sanitario affinché possa mettere in pratica tale protocollo. 3.Informare le donne già durante la gravidanza sui vantaggi e sulla conduzione dell’allattamento al seno. 4. Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno en- tro mezz’ora dal parto. 5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato. 6. Non somministrare al neonato alimenti o liquidi diversi dal latte materno, salvo indicazioni mediche. 7.Praticare il rooming-in, permettere cioè alla madre ed al bambino di restare insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale. 8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta. 9.Non dare tettarelle artificiali o succhiotti durante il periodo di allattamento. 10. Favorire lo stabilirsi di gruppi di sostegno all’allattamento al seno ai quali le madri possano rivolgersi dopo la dimissione dall’ospedale o dalla clinica. Problemi nella dinamica della suzione La suzione nutritiva del neonato coinvolge il movimento coordinato della lingua, dello ioide, della mandibola e del labbro inferiore, che spinge vigorosamente la lingua verso il palato molto rapidamente. Il corpo della lingua del neonato deve entrare completamente in contatto con il palato e poi spostarsi velocemente per generare la forza negativa necessaria per succhiare e convogliare latte nell’orofaringe, affinché ciò possa accadere in modo armonioso ed efficace. L’innervazione motoria delle strutture deputate alla suzione è a carico quasi esclusivo del nervo ipoglosso ( 12° nervo cranico, che fuoriesce a livello della base del cranio). Il cranio fetale, sotto l’effetto delle pressioni intra-uterine, si accomoda, subisce un modellamento, modifica la propria forma al fine di adattarsi al canale nel quale deve defluire. Il cranio del feto, benchè resistente, può reagire alle costrizioni meccaniche in utero o perinatali. L’espulsione del feto avviene generalmente per appoggio dell’occipite sulle branche pubiche; le lesioni ossee dell’occipite interessano le parti condiloidee, le masse laterali e la squama, che possono venire compresse dalle forze meccaniche del travaglio uterino al momento del parto. Questa situazione potrebbe determinare un’alterazione funzionale a carico del nervo ipoglosso, che si manifesterà con una suzione difficoltosa, nonostante il valido sostegno del personale sanitario. Visione osteopatia: ascolto e valutazione Essa consiste nel valutare i diversi tessuti: la mano dell’osteopata registra qualcosa come una sensazione di movimento ritmico nei diversi piani dello spazio. L’ascolto, inoltre, permette di valutare la mancanza di mobilità dei diversi tessuti del corpo, di cogliere le zone più limitate e, di conseguenza, di normalizzarle. Il primo contatto può avvenire con il neonato sulle ginocchia dell’operatore con una mano sotto l’occipite ed una sotto il sacro, ma, se il bambino manifesta disagio, cerchiamo una posizione più favorevole: sulle ginocchia della madre, sul letto o al seno. Verifichiamo anche la libertà delle fasce e delle membrane della dura madre, che uniscono il cranio al bacino, così come la sincronia dei diaframmi. Nel neonato le tecniche sono essenzialmente basate sul modellamento: seguiamo i tessuti, i loro ritmi, rispettandone i loro micro movimenti: i neonati si abbandonano totalmente, assumendo da soli quelle posizioni che ci permettono di arrivare fino ad un accumulo delle tensioni. Si può concludere che la valutazione osteopatica del neonato nelle prime ore di vita e l’applicazione di tecniche specifiche possono, in sintonia con la raccolta di una accurata anamnesi, fornire un contributo alla risoluzione di importanti problemi, che si potranno manifestare nell’immediato (disturbi di suzione) o nel proseguo della vita. L’articolo è stato realizzato prendendo in considerazione la bibliografia ufficiale e la nostra personale esperienza di osteopati in un noto ospedale. MAMMA E BAMBINO 25 Estate non lasciamo a casa le buone abitudini alimentari a cura della Redazione I consigli del pediatra per una corretta nutrizione anche in vacanza È tempo d’estate, di sport all’aria aperta e di gite fuori porta. Arriva, quindi, uno dei periodi in cui maggiormente si modificano le abitudini alimentari. Si cede a qualche concessione in più e può aumentare la disattenzione anche nei confronti dell’alimentazione dei più piccoli, ma non bisogna abbassare il livello di guardia. Modificare l’alimentazione dei bambini, anche solo per un breve periodo, rischia di abituarli ad assumere comportamenti non sani. Come spiega il prof. Gianvincen- 26 MAMMA E BAMBINO zo Zuccotti, Direttore della Clinica Pediatrica L. Sacco di Milano, Università degli Studi di Milano che ha condotto lo studio Nutrintake sulle abitudini alimentari dei bambini italiani da 6 a 36 mesi, .”Il periodo delle vacanze è tradizionalmente quello in cui si verificano le maggiori trasgressioni alimentari. Orari sfasati rispetto al solito, meno attenzione alle regole alimentari e alle indicazioni dei pediatri portano spesso i genitori a commettere errori a tavola. Uno dei principali è l’eccesso di zucchero nei piatti dei più piccoli: la quasi totalità dei bambini, già prima dell’anno di età, ne consuma il limite massimo raccomandato nella dieta quotidiana e, dopo il primo anno di vita, tutti i bambini ne assumono in eccesso rispetto alle raccomandazioni.Gli zuccheri sono fondamentali per la crescita e il sostentamento quotidiano, ma è sbagliato eccedere e non è necessario aggiungerli soprattutto agli alimenti che li contengono già naturalmente. Dare al bambino alimenti ricchi di zucchero non lo aiuta ad impostare buone abitudini alimentari e può contribuire al rischio di sviluppare carie dentaria, obesità e patologie associate”. Ma come bisogna comportarsi in estate, quando si è in vacanza ed i bambini sono piccoli? Il prof. Zuccotti propone un “Pacchetto di buone regole alimentari” da mettere in valigia per aiutare i genitori a vivere con serenità le vacanze. L’importanza della colazione Che la colazione sia il pasto più importante della giornata è ormai risaputo. D’estate, però, capita che i bimbi, se non allattati al seno, non abbiano voglia di bere bevande calde e che rifiutino il latte. Si tratta della tipica inappetenza mattutina, che si risolve, generalmente, in pochi minuti. Basta solo aspettare, senza far mai mancare il primo pasto della giornata. Anche in vacanza, se il latte materno manca, fate sempre attenzione a non introdurre il latte vaccino prima del 12° mese, I bambini non hanno bisogno di “ricostituenti” o di Alimenti ipercalorici meglio sarebbe dopo il secondo anno, ricordate che è troppo ricco di proteine e povero di ferro. Merenda sì, ma sana e bilanciata Il maggior movimento, i giochi all’aria aperta ed il maggiore sforzo fisico dei bambini durante l’estate comportano un aumentato consumo di calorie, che non deve, però, creare allarmismi nei genitori. I bambini non hanno bisogno di “ricostituenti” o di essere rifocillati con alimenti iperzuccherati e ipercalorici. Lo spuntino dopo il gioco o dopo il bagno al mare è importante e rientra nei 5 pasti consigliati della giornata, ma deve essere “tenuto a bada”. Patatine, gelati o merendine inappropriate e troppo zuccherate, se assunti con frequenza, tendono a sbilanciare l’equilibrio nutrizionale e deviare le preferenze alimentari del bambino. Meglio scegliere snack o merende specifiche per la sua crescita. Attenzione a come reintegrare i liquidi. No a bevande gassate e zuccherate Generalmente d’estate il corpo perde molti liquidi e, sali minerali e, per ritrovare un equilibrio fisiologico, brucia meno calorie, avendo spesso come conseguenza il rifiuto del cibo e la perdita di peso. Questo fenomeno preoccupa i genitori, i quali, a volte, commettono l’errore di proporre ai propri figli bevande gassate ed anche zuccherate, pensando che possano rifornire il corpo di sali minerali, zuccheri e vitamine. Questa pratica scorretta comporta, se ripetuta nel tempo, una progressiva abitudine ad un gusto sempre più dolce, impostando un’abitudine alimentare poco salutare e tra le più pericolose per il rischio di sviluppare sovrappeso e obesità. Far conoscere la frutta, ma senza aggiungere lo zucchero L’estate è il momento principe per far conoscere ai più piccoli la frutta. Bisogna far scoprire il suo sapore naturale senza aggiungere lo zucchero. La frutta è un alimento naturalmente dolce, che fornisce un complesso di zuccheri, ma che porta con sé anche altre importanti sostanze quali fibre, vitamine, minerali con un valore nutritivo ben superiore a quello fornito dal solo fruttosio in essa contenuto. Stare lontano, quindi, dalla tentazione di insaporire le fragole con 2/3 cucchiaini di zucchero e scegliere alimenti senza zucchero aggiunto che rispettano il profilo zuccherino degli ingredienti da cui derivano. Cena e pranzo fuori casa Essere in vacanza porta spesso a consumare cibo fuori casa, inducendo di frequente i genitori a fare uno strappo alla regola, facendo mangiare ai bambini le loro stesse pietanze. Uno degli errori più comuni è, infatti, quello di considerare il bambino come un “piccolo adulto”, senza pensare che ha esigenze specifiche e che è più sensibile di un adulto ai contaminanti ambientali. In pochi sanno, infatti, che gli alimenti “da adulti” orientano il suo gusto verso un’alimentazione non corretta, spesso troppo dolce o salata, o troppo proteica. Importante, quindi, ricordare che nei primi anni di vita i piccoli hanno bisogno di un’alimentazione specifica, che garantisca un equilibrio nutrizionale adeguato all’insegna della massima sicurezza. MAMMA E BAMBINO 27 Beauty case dei bimbi in vacanza La scelta dei prodotti richiede accuratezza E vviva si parte! Sono arrivate le attese vacanze e con loro anche l’ansia da valigia, soprattutto se si hanno bambini. Piacerebbe molto, a noi mamme, avere un unico prodotto cosmetico formato famiglia, pratico, che occupi poco spazio e che soddisfi le esigenze di tutti! In realtà la scelta di cosa portare con noi richiede accuratezza, perché i nostri piccoli siano protetti e coccolati in qualsiasi occasione. Ecco allora che nel beauty case dell’estate non possono mancare una crema solare protettiva e possibilmente resistente all’acqua, accanto a creme doposole lenitive e rinfrescanti... Magari approfittate di qualche promozione nella vostra farmacia! Non possono mancare nemmeno prodotti per la detersione, in base all’età del bambino: in questo caso è facile optare per cosmetici due in uno, formulati in modo che siano delicati sia per il corpo che per i capelli, per il bagnetto o per la doccia. Per i più piccini, abituati alla coccola prima della nanna, consiglio oli per il massaggio eudermici e leggermente profumati vendibili anche in taglie mini; per i più grandi consiglio un pratico sapone neutro per il approfittate DELLE promozionI PRESENTI nella vostra farmacia viso e le mani oltre allo spazzolino da denti e al dentifricio adatto all’età. Non dimentichiamo un detergente intimo che riduca le irritazioni da sabbia o da salsedine; e ancora: una pasta per il cambio senza ossido di zinco, che possa essere perfetta anche per rossori, dovuti al sudore, per esempio, in altre zone del corpo. Teniamo a portata di mano salviettine detergenti poco profumate e adatte in ogni occasione, anche se in fondo, se sei mamma, le hai sempre in borsa! Infine un pratico antizanzara alla citronella, in spray, crema o roll-on e per i neonati in patch o bracciali che si attaccano al passeggino, possono sempre servire! E... buone vacanze! a cura di CHIARA KRON MORELLI Farmacista MAMMA E BAMBINO 29 interessa circa il 10% della popolazione tra 66 e 74 anni di età Figura 2 La Maculopatia a cura di ANDREA RUSSO // www.centrooculisticobresciano.it // [email protected] Medico Chirurgo Oculista, Responsabile Centro Oculistico Bresciano Una patologia frequente nella terza età G razie ai continui progressi della Medicina e al miglioramento generale della qualità di vita assistiamo ad una continua crescita di quelle che sono le patologie tipicamente (ma non solo) della terza età. Tra queste la maculopatia è certamente una delle più importanti a livello numerico nella popolazione over 60 e, non a caso, viene denominata come Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE) dalla comunità scientifica. Con varie forme e severità interessa circa il 10% della popolazione tra 66 e 74 anni di età. Tale percentuale sale al 30% nei pazienti tra 75 e 85 anni. Purtroppo, se non diagnosticata in tempo, ha un impatto deleterio sulla qualità di 30 PARLA LO SPECIALISTA vita del paziente, conducendo a risultati disastrosi per la vista con la perdita anche completa della visione centrale. Si tratta, infatti, di una malattia della retina ed in particolare della macula (Figura 1), ossia la zona più nobile della retina stessa, dedicata alla visione centrale. La maculopatia può, quindi, portare ad una incapacità più o meno completa nella lettura, nel riconoscere le persone, nella guida ed in generale nella visione (Figura 2). Screening e diagnosi precoce La maculopatia, come altre malattie dell’occhio (tra cui il glaucoma), ha un andamento subdolo, poiché non presenta dolore e l’attenzione del paziente può essere risvegliata solamente nelle fasi più avanzate, quando il danno è ormai irrimediabilmente avvenu- Figura 1 to. A tale riguardo gioca un ruolo fondamentale la diagnosi precoce, oggigiorno facilitata da esami veloci, non invasivi e di elevatissima tecnologia come l’OCT (Figura 3), ossia una sorta di TAC ad elevatissima risoluzione sulla retina mediante una sorgente laser. È raccomandabile che tutta la popolazione sopra i 60 anni effettui periodicamente una visita oculistica con scansione OCT, in particolare nei casi di parentela con pazienti affetti da maculopatiam, poiché recenti studi evidenziano in tali situazioni un rischio 12 volte superiore rispetto alla norma. La griglia di Amsler (Figura 4) può essere un valido aiuto per il paziente. Non si sostituisce all’OCT ed alla visita oculistica, ma in caso di distorsione delle sue linee è certamente un importante segno di malattia. Malattie e trattamento Varie possono essere le forme di maculopatia, che interessano la retina. Schematicamente queste possono essere distinte in due grandi categorie: le forme secche e quelle umide. Le prime sono caratterizzate da una lenta e progressiva degenerazione degli strati, che compongono la retina, con tipiche lesioni quali le drusen e le pseudodrusen. Tali lesioni possono, in alcuni casi, condurre ad atrofie retiniche o alla forma umida della malattia. Quest’ultima è caratterizzata dalla presenza di neovasi retinici anomali, che sovvertono la struttura retinica antiossidanti ed in particolare di luteina e zeaxantina, come supportato da recenti grossi studi clinici (AREDS e AREDS2). Il trattamento della forma umida o essudativa comporta, invece, l’iniezione intravitreale di specifici farmaci diretti contro i fattori di crescita dei neovasi anomali. Si tratta di iniezioni di anticorpi monoclonali diretti contro il fattore di crescita vascolare endoteliale (anti-VEGF). Tali iniezioni (Figura 5) vengono effettuate mensilmente nella prima fase della terapia, per essere, poi, maggiormente di- Figura 3 ed essudano materiale proteico e liquido con conseguente edema intraretinico e morte delle cellule retiniche. L’andamento della malattia è estremamente aggressivo sul tessuto retinico, che non è in grado di rigenerarsi, come, invece, avviene nelle normali ferite cutanee. Ciò comporta che la maculopatia essudativa agisca come un incendio, che rapidamente brucia una foresta: è fondamentale intervenire con tempestività a spegnere l’incendio per preservare il maggior numero di cellule retiniche integre e funzionanti. Il trattamento della forma secca prevede l’assunzione di supplementi vitaminici con alte dosi di Figura 4 luite nel corso del tempo secondo l’andamento della malattia. L’importanza di una visita oculistica completa di OCT, in una popolazione che invecchia, è, quindi, fondamentale per una completa valutazione retinica. Figura 5 PARLA LO SPECIALISTA 31 si improvvisamente e non sempre alla riduzione della dose (ad esempio mezza compressa di una terapia standard) corrisponde una parallela riduzione dell’efficacia terapeutica. Una seconda regola è di non confondere i sintomi da caldo eccessivo con quelli dell’ ipotensione: entrambe le condizioni causano disturbi molto simili quali la spossatezza. Tuttavia la riduzione dei valori pressori diventa sintomatica solo quando la pressione sistolica scende sotto 110 mmHg, in quanto esiste un meccanismo di autoregolazione che mantiene il flusso cerebrale costante e, pertanto, disturbi come i “giramenti di testa” solo raramente sono dovuti all’ ipotensione. Ipertensione arteriosa e caldo estivo Va evitata l’autogestione della terapia farmacologica a cura di Stefano Taddei Direttore U.O. Medicina Generale 1 Universitaria - Centro di riferimento regionale per la diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa - Azienda Ospedaliera Universitaria - Pisa Quando e come ridurre la terapia farmacologica antipertensiva I valori di pressione arteriosa possono essere modificati da numerosi fattori quali l’alimentazione, i disturbi del tono dell’umore (soprattutto ansia ed attacchi di panico), alcuni tipi di farmaci (ad esempio gli antinfiammatori incluso il cortisone, gli spray nasali o la terapia estroprogestinica) e le variazioni climatiche, che si osservano con il susseguirsi delle stagioni. Con l’avvicinarsi dell’estate si as- 32 PARLA LO SPECIALISTA siste ad una riduzione dei valori pressori, che può rappresentare un problema in chi assume una terapia antipertensiva per la comparsa di disturbi causati da valori troppo bassi. In alcuni pazienti è un problema e certamente diventa necessario modificare la terapia, ma altri i sintomi, che si avvertono col caldo, non sono realmente riferibili a valori pressori eccessivamente ridotti. Quali sono, quindi, le principa- li regole e consigli da tenere in considerazione per evitare errori, che potrebbero compromettere il nostro stato di salute? Innanzitutto è bene ricordare che va evitata l’autogestione della terapia farmacologica sulla base di sensazioni e/o convinzioni spesso errate. è buona regola rivolgersi sempre al proprio medico, soprattutto se si ritiene necessario modificare lo schema terapeutico. Molti farmaci non possono essere sospe- Il disturbo più frequente dovuto al caldo è l’ipotensione ortostatica e cioè la brusca riduzione dei valori di pressione sistolica (a volte anche 30 mmHg) quando si assume la posizione eretta. In genere questo è un fenomeno transitorio, che si risolve spontaneamente, ma che può dare origine a cadute. è buona regola, quindi, soprattutto quando è molto caldo, alzarsi con prudenza, pronti a rimettersi seduti o sdraiati alla prima sensazione di mancamento. In ogni caso un solo episodio non deve allarmare né indurre a frettolose modificazioni di terapia. I valori pressori sono un parametro clinico estremamente labile e, quindi, molto spesso isolati valori pressori troppo bassi o troppo alti allarmano senza motivo i pazienti (e purtroppo anche molti medici) ed inducono a modificare schemi terapeutici che stanno funzionando molto bene. Il caldo eccessivo determina una reale riduzione dei valori, tale da richiedere un aggiustamento terapeutico. Che cosa si può fare? Innanzitutto si può intervenire con una buona idratazione, affidata sia al consumo di bevande, ma soprattutto aumentando il consumo di frutta. La frutta ha elevati contenuti di acqua. Un’altra possibilità è aumentare il consumo di sale. Come erroneamente si crede, il sale non è un nemico giurato dell’ipertensione purché se ne usino dosi ragionevoli. Quello che va sicuramente evitato è l’uso eccessivo di sale. Per la terapia farmacologica è ragionevole ridurre il dosaggio ed il numero dei farmaci, ma, anche in questo caso, è necessario seguire alcune regole ben precise. Ad esempio, per alcune classi di farmaci (come gli ACE-inibitori), la riduzione della dose è una procedura scorretta, in quanto tali farmaci hanno un meccanismo d’azione particolare, definito “curva dose-risposta piatta”. Che cosa significa? L’aumento o diminuzione della dose modifica solo la durata d’azione e non la potenza del farmaco. Pertanto, se un paziente assume un farmaco di questa classe ed i valori pressori, durante l’estate, fossero troppo bassi, è ragionevole sospendere la terapia, probabilmente non più necessaria. Al contrario, con farmaci come i calcio-antagonisti o i diuretici, è, invece, assolutamente corretto ridurre la dose, per, poi, valutare il comportamento dei valori pressori. Un errore, che osserviamo frequentemente, è di ridurre la posologia assumendo mezza compressa di farmaci, che sono in realtà combinazioni (cioè due farmaci racchiusi nella stessa compressa). Moltissimi pazienti assumono, infatti, combinazioni di farmaci quali gli ACE-inibitori o gli AT-1 antagonisti associati a diuretici. In questi casi, se è necessario diminuire la terapia, si deve ridurre la dose del solo diuretico, se il paziente assume la combinazione con una dose alta di diuretico. Se, invece, il paziente assume la combinazione con la dose bassa di diuretico, dovrà tornare alla monoterapia (cioè assumere esclusivamente il farmaco che era associato al diuretico). Nel periodo estivo è necessaria una particolare attenzione ai valori pressori, senza che diventi una causa di ansia o di eccessive preoccupazioni. PARLA LO SPECIALISTA 33 una barriera naturale al 100%, nei confronti dei batteri indesiderati. Progyn in caso di squilibrio della flora vaginale per maggiori informazioni visita il sito www.sulfaro.com L’HPV colpisce donne e uomini a cura di CLAUDIO PAGANOTTI // www.paganotti.it Specialista in Ostetricia e Ginecologia Consulente in Sessuologia Clinica. Istituto Clinico “Città di Brescia” Il Papilloma virus si trasmette coi rapporti sessuali Due prodotti in uno: per uso locale e come integratore alimentare (assunzione orale) n°1 in Belgio! Distrubuito in Italia da: Sulfaro Monte Grappa S.r.l. Via Monte Grappa, 36 - 20020 arese (Mi) tel. 0293581144 - fax 029385669 www.sulfaro.com Che cos’è il Papilloma virus umano (HPV)? L’HPV è un gruppo di virus (oltre 120 diversi tipi), che comunemente colpisce donne e uomini. L’infezione si trasmette in particolare con i rapporti sessuali, anche non completi. Talvolta l’infezione è trasmessa da una persona all’altra molti anni dopo che una delle due persone l’ha contratta, quindi l’infezione può non avere nulla a che fare col compagno attuale. L’infezione è spesso asintomatica; in altri casi i sintomi, che si avvertono, come bruciore e prurito, possono essere facilmente confusi con altre patologie. Chi può essere colpito dall’HPV? Tutte le persone sessualmente attive sono esposte al rischio di contrarre l’HPV. Nelle donne i picchi di infezione si registrano subito dopo l’inizio dell’attività sessuale ed in menopausa; comunque il rischio di infezione non si annul- Tutte le persone sessualmente attive sono esposte al rischio di contrarre l’HPV la mai, colpisce 8 persone su 10, anche se, nella maggioranza dei casi (50% nel corso di un anno e 80% in due anni), scompare spontaneamente senza conseguenze per la salute. Quali malattie provoca l’HPV? L’HPV causa numerose patologie. Gli HPV 16 e 18 sono responsabili PARLA LO SPECIALISTA 35 di circa il 70% dei tumori del collo (cervice) dell’utero, della vagina, dell’ano e del perineo, di un terzo dei tumori della vulva e di una parte dei tumori del cavo orale. Gli HPV 6 e 11 sono responsabili dei condilomi (lesioni benigne simili a piccole verruche) genitali. Come prevenire l’HPV? L’accurata igiene intima personale e l’uso del preservativo non sono sempre efficaci. Lo screening cervicale, in abbinamento alla vaccinazione, è l’arma di prevenzione più efficace per le malattie da HPV. Lo screening cervicale I test di screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero sono il Pap-test e l’HPV-test. Il Pap-test è un esame semplice e indolore, che si esegue prelevando con una spatola e uno spazzolino del materiale a livello del collo dell’utero, che viene “strisciato” e fissato su un vetrino e, quindi, analizzato al microscopio. Con il Pap-test è possibile evidenziare lesioni pre-tumorali e/o tumori del collo dell’utero in 36 PARLA LO SPECIALISTA fase precoce. Lo screening prevede l’esecuzione del test ogni 3 anni dai 25 anni fino ai 65 anni. L’HPV-test si effettua in maniera simile al Pap-test, però il materiale prelevato non è letto al microscopio, ma sottoposto ad un esame di laboratorio per la ricerca del virus. Lo screening con l’HPV-test al posto del Pap-test è possibile perché l’PHV-test trova più lesioni del collo dell’utero di quelle che trova il Pap-test e trova queste lesioni più precocemente. Lo screening prevede l’esecuzione dell’HPV-test ogni 5 anni dai 30-35 anni, perché nelle donne più giovani le infezioni da HPV, anche se sono molto frequenti, nella maggioranza dei casi regrediscono spontaneamente. L’accurata igiene intima e l’uso del preservativo non sono sempre efficaci La vaccinazione Esistono due vaccini efficaci e sicuri nella prevenzione del tumore del collo dell’utero: 1. il vaccino bivalente, che protegge dagli HPV 16 e 18, è indicato nella prevenzione delle lesioni precancerose del collo dell’utero e del tumore del collo dell’utero nelle donne dai 9 ai 25 anni; 2. il vaccino quadrivalente, che protegge dagli HPV 6, 11, 16 e 18, è indicato nella prevenzione delle lesioni precancerose del collo dell’utero, del tumore del collo dell’utero, della vagina, della vulva e dei condilomi genitali nelle donne dai 9 ai 45 anni. Recentemente è stato immesso in commercio un vaccino per l’HPV, che protegge contro 9 tipi di papilloma virus (6,11,16,18,31,33,45,52,58). Poiché i vaccini non proteggono da tutti i tipi di HPV, è importante sottoporsi a controlli regolari, ogni 3 anni, con il Pap-test anche dopo la vaccinazione. La vaccinazione HPV in Italia Il Ministero della Salute ha iniziato una Campagna di vaccinazione gratuita per le ragazze di 11 anni compiuti, per le quali il vaccino è somministrato presso i Centri vaccinali. Nella maggior parte delle Regioni è attivo il prezzo sociale, cioè la possibilità per le ragazze e le donne, che non rientrino nell’offerta gratuita, di ottenere la vaccinazione ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto al prezzo di vendita in farmacia. È, comunque, sempre possibile acquistare in farmacia il vaccino dietro presentazione di ricetta medica. Dalla ricerca Specchiasol, la nuova linea di integratori a base di estratti vegetali. g di Ben 45 m idine n a ci to n proa o n metod titolate co BL-DMA Per il benessere delle vie urinarie. C www.specchiasol.it - seguici su: IN FARMACIA, PARAFARMACIA ED ERBORISTERIA LO SPECIALISTA RISPONDE valeriana ed epatotossicità Egregio Direttore, sono un’assidua lettrice della vostra rivista che prendo alla farmacia del mio Comune di residenza. Ho letto l’articolo “Menopausa, non solo soia” apparso sul numero di Gennaio 2015 e, poiché assumo una pastiglia di Valeriana tutte le sere, chiedo, se può darmi qualche altra informazione a proposito della sua epatotossicità (il mio medico curante non è a conoscenza dell’argomento.) Vi ringrazio per la risposta. Buon lavoro. Rosanna Gentile Signora, la Valeriana quando è assunta a dosi elevate, ma soprattutto per un tempo prolungato, può essere responsabile di danni epatocellulari, che sono rilevati dall’aumento di alcuni enzimi del fegato: le transaminasi. L’uso non dovrebbe protrarsi per oltre tre mesi, mentre il dosaggio è diverso per i vari preparati a base di Valeriana. Comunque, segni di sovradosaggio sono la nausea e la cefalea. L’epatotossicità, inoltre, è accentuata, quando la Valeriana è assunta insieme con altri epatotossici come per esempio alcune piante (scutellaria) e diversi farmaci (paracetamolo, tetracicline, clorpromazina, metotrexate, …). Infine, le ricordo che la Valeriana potenzia l’effetto dell’alcool, noto agente epatotossico. Dott. Claudio Paganotti Specialista in Ostetrica e Ginecologia www.paganotti.it 38 PARLA LO SPECIALISTA giusto peso, fare esercizio in quantità e qualità commisurata all’età ed alle condizioni di salute, riposare bene ed a sufficienza specialmente durante le ore notturne. è importante ricorrere prontamente Lo stress fa male al cuore a cura di FRANCO PESCIATINI Specialista in Cardiologia, Dietologia, Fisiatria C Come combattere il logorio della vita moderna he tra cuore e psiche vi siano legami è noto da secoli. Già Ippocrate, il padre della medicina, nel 400 a.C. sosteneva che la mente ed il corpo sono tutt’uno. Non so dire come il medico sia arrivato a valutare il paziente dal punto di vista prevalentemente organico, somatico, trascurando la componente psicologica, ma da alcuni anni si sta verificando un’ inversione di tendenza, anche perché le relazioni tra psiche e corpo sono state di- 40 PARLA LO SPECIALISTA mostrate scientificamente. Numerosi studi hanno accertato che, in occasione di condizioni di stress, l’organismo produce sostanze, tra cui l’adrenalina ed il cortisone, che aumentano la frequenza dei battiti del cuore e la pressione arteriosa. è stato evidenziato che quanti di più soffrono lo stress, hanno un maggiore rischio di sviluppare una malattia coronarica e di soffrire di problemi cardiaci. Un evento sporadico può non causare problemi, ma, se lo stress si protrae nel tempo, può arrivare Già Ippocrate sosteneva che la mente ed il corpo sono tutt’uno a danneggiare le pareti delle arterie, favorendo la formazione di placche (restringimenti) al loro interno. In caso di stress prolungato viene esaltata l’azione dannosa di altri fattori di rischio, come il fumo, la sedentarietà, le scorretta alimentazione, tutte abitudini proprie delle persone stressate, già di per sé dannose per la salute. Si è anche visto che nella maggioranza dei casi uno stress improvviso può rappresentare la classica goccia, che fa traboccare il vaso. Se il sistema cardiovascolare non è in perfetta salute, non solo le emozioni, ma anche l’attività fisica possono essere pericolose: sforzi rapidi e intensi, specialmente in persone non allenate e già un po’ avanti negli anni, possono rappresentare una violenta condizione di stress ed essere anche fatali. L’attività sessuale, che di per sé non è rischiosa in molti di coloro che hanno avuto un infarto, lo può diventare, se svolta con il partner non abituale ed affrontata con Se il sistema cardiovascolare non è in perfetta salute l’attività fisica può essere pericolosa intensa “ ansia da prestazione”. Anche pranzi e cene troppo abbondanti possono scatenare aritmie ed infarti, in quanto durante la digestione il sangue viene convogliato prevalentemente verso l’apparato digerente e, se le coronarie non sono perfettamente libere da restringimenti, è possibile che una scorpacciata diventi uno “stress fatale”. Come, allora, non farsi “cogliere impreparati” dagli stress? Per prima cosa è necessario conoscere adeguatamente il nostro apparato cardiovascolare (cuore e arterie), sottoponendosi a controlli specialistici periodici, specialmente dopo i 50-60 anni: il controllo della pressione una volta al mese, l’esame del sangue per ricercare possibili fattori di rischio almeno ogni 1-2 anni, un elettrocardiogramma eseguito annualmente ed eventualmente un test da sforzo. Oltre a queste misure di prevenzione, occorre mantenere il al cardiologo, se sono presenti sintomi che indirizzano sull’apparato cardiovascolare, allo psichiatra o allo psicologo, se ci rendiamo conto che la componente ansiosa e/depressiva sta prendendo il sopravvento. Altrettanto importante è la gestione dello stress: possono essere utili le tecniche di rilassamento come lo yoga e la meditazione. Se non si ha tempo o voglia per questo tipo di corsi, molto può fare anche l’attività fisica regolare e costante: un corretto allenamento, eseguito quotidianamente con la giusta concentrazione ed impegno, ci aiuta a liberare la mente dai pensieri e dalle preoccupazioni e col tempo riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Una passeggiata rilassante, magari con la vista di un bel panorama, dimenticando almeno per un’ora i problemi familiari o lavorativi, è una buona ed efficace cura contro il “logorìo della vita moderna”. PARLA LO SPECIALISTA 41 I medicinali in vacanza con noi A quale categoria di vacanzieri appartenete? A quale categoria di va- possono risultare micidiali), cerotcanzieri appartenete? ti anti-vesciche, in caso di jet-lag Al modello “Se mi ser- melatonina e/o valeriana. ve qualcosa, lo compro Raccomandazione sul posto” o a quello Chi segue una terapia cronica “Chiocciola”, che, po- (ad esempio per diabete, ipertentendo, porterebbero con sé an- sione, problemi cardiaci o pillola che la casa? anticoncezionale) deve dotarsi di La scelta dei prodotti da mettere una scorta sufficiente a coprire il in valigia dipende anzitutto dalla periodo di vacanza. Spesso repedestinazione e dalle caratteristiche rire questi farmaci all’estero può del viaggio. In ogni caso, sia che rivelarsi difficile o costoso. Semla vostra meta siano le affollate pre consigliabile partire muniti spiagge romagnole, sia che an- di una dichiarazione del proprio diate a fare trekking sulle Ande, medico, in cui sia annotato anecco una lista di farmaci che non che il nome del principio attivo dovrebbero mai mancare: analge- del farmaco da assumere. sico (mal di testa, di denti), antipi- Se la destinazione è un Paese a rischio retico (febbre), antinfiammatorio Verificare sempre se sono con(dolori muscolari, strappi), anti- sigliate vaccinazioni specifiche; biotico ad ampio spettro d’azione oltre all’Asl di riferimento si pos(ascessi, cistite), farmaco contro sono ricercare informazioni agil mal d’auto (o di mare o mal giornate sul sito della Farnesina d’aria), kit di pronto soccorso con www.viaggiaresicuri.it. l’occorrente per una rapida me- Si parte! dicazione (soprattutto se ci sono I farmaci vanno protetti da tembimbi), termometro, pomata con- perature troppo elevate e, quintro botte e/o distorsioni, prodotto di, possono essere conservati in contro la diarrea e fermenti lattici, contenitori termici. Meglio, in rimedi per la stitichezza, repellenti ogni caso, inserirli nel bagaglio a per insetti, pomata per le punture mano anziché in valigia. Non didi zanzare, pappataci, crema per menticate di allegare sempre ad le scottature da sole, colliri lubri- ogni farmaco il proprio foglietto ficanti e caraillustrativo. melle o spray per la gola a cura di (gli ambienSIMONETTA ELSERI // [email protected] ti con aria Farmacista condizionata SALUTE E BENESSERE 43 Gambe gonfie, pesanti e dolenti? Destasi wellcare.it Novità VEN Protegge i capillari Diosmina - Centella - Uva Rossa Migliora il microcircolo Melilloto - Bromelina - Vitamina C Drena i liquidi Betulla - Ortosifonide - Peduncolo di Ciliegia COMPRESSE + SPRAY Destasi VEN Compresse è il nuovo integratore alimentare che, grazie all’equilibrato mix di estratti vegetali, favorisce la protezione dei capillari, il miglioramento del microcircolo e il drenaggio dei liquidi stagnanti. La compressa triplo strato, realizzata con tecnologia Fast/Slow, ottimizza la biodisponibilità dei suoi componenti. Destasi VEN Spray No Gas è il nuovo trattamento pronto da nebulizzare che rinfresca intensamente, alleggerisce, riattiva e idrata le gambe “dall’esterno”, offrendo immediato sollievo. La Zona Mediterranea a cura di ANTONIO MARINELLI // [email protected] Farmacista I Efficaci per il benessere delle tue gambe. OFFERTA DA NON PERDERE COMPRESSE + SPRAY solo 24,00 euro * anzichè 37,00 Uno stile di vita contro l’infiammazione cellulare l termine “dieta” per gli antichi greci significava “modo di vivere”o, come dicono i contemporanei, “stile di vita”. Oggi, invece, viene per lo più interpretato come semplice privazione di cibo allo scopo di perdere peso. La strategia della Zona, come vedremo, è di modificare lo stile di vita delle persone con l’obiettivo di incrementarne la salute, senza preoccuparsi direttamente del dimagrimento. Dopo 20 anni dall’introduzione di questo regime alimentare si sono succeduti diversi studi scientifici, che hanno avvalorato l’efficacia della Zona nella prevenzione di molte malattie cronico-degenerative. Lo scopritore della Zona, dr. Barry Sears, è stato ospite dei farmacisti bresciani per presentare le novità sulle ricerche, che hanno dato vita ad un nuovo libro. La Zona Ormonale Gli ormoni sono i messaggeri ed i regolatori di molte funzioni dell’organismo: a seconda dell’equilibrio fra i diversi ormoni si possono avere effetti positivi o negativi sulla salute. Purtroppo il loro rilascio e funzionamento è automatico ed indipendente dalla nostra volontà, ma abbiamo imparato che possiamo “programmarli” semplicemente curando l’alimentazione. Alcuni alimenti promuovono il rilascio di alcuni ormoni e sopprimono quello di altri. Il dr. Barry Sears, un biochimico statunitense, ha scoperto “la formula alimentare”, che mantiene i principali ormoni nella “zona corretta”, ovvero quella della salute. Da questo deriva il nome Zona, che significa, quindi, “zona ormonale”. L’effetto antinfiammatorio L’infiammazione sistemica a basso grado è responsabile di SALUTE E BENESSERE 45 * Promozione valida nelle Farmacie aderenti fino ad esaurimento scorte. molte delle patologie cronico-degenerative, che affliggono gli esseri umani: dalle cardiovascolari a quelle del sistema nervoso sino alla predisposizione ad alcuni tipi di cancro. Il bilanciamento ormonale, indotto dall’alimentazione in Zona associato all’ integrazione con acidi grassi polinsaturi Omega 3 (EPA e DHA), previene e combatte questi processi infiammatori. L’effetto di dimagrimento Non bisogna confondere il dimagrimento con la perdita di peso. Dimagrire significa perdere tessuto adiposo, mentre la semplice perdita di peso potrebbe essere anche a carico di tessuti nobili come quello muscolare o, peggio, degli organi interni. L’applicazione dei principi della Zona regola l’equilibrio fra l’insulina e gli ormoni controinsulari (in particolare il glucagone), facendo in modo che non venga più accumulato nuovo grasso corporeo. Le regole della Zona Mediterranea 1 - L’olio di pesce L’alimentazione moderna è molto povera degli acidi grassi essenziali Omega 3 (EPA e DHA), che 46 SALUTE E BENESSERE provengono soprattutto dal pesce. L’introduzione di questi grassi, opportunamente purificati e concentrati, è il primo passaggio per raggiungere la Zona 2 - L’alimentazione 40-30-30 Con questa formula sintetica s’intende specificare che l’apporto calorico, per ogni singola assunzione di cibo, deve essere fornito per il 40% dai Carboidra- Non bisogna confondere il dimagrimento con la perdita di peso ti, per il 30% dalle Proteine e per il restante 30% dai Grassi. Per stabilire il fabbisogno individuale giornaliero è innanzitutto necessario misurare con precisione la Massa Magra di ogni singolo soggetto tramite spettrometria BIA ACC. Questo dato viene, poi, moltiplicato per un fattore proporzionale al grado di attività fisica, che il soggetto stesso svolge abitualmente. La scelta dei carboidrati (favorevoli, sfavorevoli o neutri) e dei grassi è di fondamentale importanza così come la distanza fra i vari pasti che non deve mai superare le cinque ore. Per mantenere le proporzioni 40-30-30 si può usare il metodo a blocchi o quello, più semplice, ad occhio. 3 - L’esercizio fisico Il mezzo più efficace per abbassare la glicemia (e l’insulina) e bruciare grassi è l’esercizio aerobico, cioè quell’attività fisica svolta a ritmo blando (60-80% della Frequenza Cardiaca Massima), che consente ai muscoli di essere ossigenati a sufficienza e che, quindi, non dà adito a formazione di acido lattico. 4 -La gestione dello stress La vita moderna è caratterizzata da una componente di stress cronico di diversa natura, che porta alla perturbazione degli equilibri ormonali e del sistema nervoso autonomo . Ciò è dovuto principalmente all’intervento del cortisolo, che ha il compito di ridurre gli eicosanoidi favorenti l’infiammazione. L’eccesso di cortisolo ha effetti deleteri sulla salute. 5 -L’importanza della personalizzazione La personalizzazione e soprattuttto il controllo costante dei risultati sono un fattore chiave per il successo della Zona. Tramite gli spettrometri BIA ACC, che si trovano presso i medici e le farmacie specializzate, si può misurare il grado infiammatorio senza la necessità di prelievi ematici e soprattutto si possono misurare accuratamente le masse metabolicamente attive per calcolare l’esatto numero di blocchi necessari. Inoltre gli atleti o gli sportivi molto impegnati fisicamente hanno la necessità di adeguare le proporzioni degli alimenti alle loro caratteristiche specifiche: la regola del 40-30-30 è valida in generale, ma va calibrata in particolare in caso di attività fisica estrema. Pronto per le vacanze? Anche in vacanza Imodium ti può essere utile in caso di diarrea. Imodium orosolubile è indicato per il trattamento sintomatico delle diarree acute di breve durata. · rimedio veloce contro la diarrea · si scioglie in bocca in pochi secondi · non serve acqua è un medicinale a base di loperamide. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Autorizzazione Min. del 08/04/2015 Gambe in primo piano a cura di Monica Chirico Farmacista Salute e bellezza vanno di pari passo L a salute e la bellezza delle gambe vanno di pari passo. Purtroppo l’80% delle donne soffre di insufficienza venosa cronica, il che predispone a diverse complicazioni: dai formicolii agli edemi, dall’aspetto cianotico della cute, dovuta a scarsa ossigenazione dei tessuti, a vene ben evidenti in superficie, dall’aspetto nodoso e serpentiforme. Quando si manifesta l’insufficien- 48 SALUTE E BENESSERE za venosa? Quali i primi campanelli d’allarme? lnsufficienza venosa vuol dire apparato venoso e linfatico compromesso sia a livello anatomico che funzionale. Non è legata necessariamente all’età anagrafica avanzata. Anche una ventenne può soffrire di insufficienza venosa. Immaginiamo l’apparato venoso come un albero con diverse diramazioni. Nelle braccia dell’albero corrono diversi vasi collegati tra loro, caratterizzati da diversi calibri. Se il flusso sanguigno scorre in un letto pulito e sgombro da ostacoli, la circolazione fila via liscia, ma, se, ahimè, i vasi sono poco elastici, il flusso rallenta ed i rami diventano nodosi, dall’andamento tortuoso. Sembrano quasi volersi aggrovigliare tra loro. Le vene sono paragonabili a tubi elastici, che conducono il sangue di ritorno dalla periferia al centro (ossia al cuore). La forza di gravità rema contro. In condizioni normali le valvole consentono il flusso sanguigno verso l’alto. Quando le pareti venose e le valvole perdono di tono, diventando meno elastiche, diventa più difficoltosa la risalita del sangue. Si instaura così una condizione di insufficienza venosa con ristagno di liquidi e sangue nelle vene. Non trascuriamo, quindi, i piccoli disturbi, perché non si risolvono da sé... c’è una progressione a stadi della patologia venosa. Si inizia con l’avvertire dei fastidiosi formicolii alle caviglie, prurito, secchezza cutanea (dovuto alla scarsa ossigenazione dei tessuti), pesantezza delle gambe fino all’affiorare delle vene superficiali e alla rottura dei capillari (teleangectasie). Col progredire della malattia vengono man mano coinvolte le vene a grosso calibro, che “emergono “in superficie” a mo’ di cordoni dall’aspetto serpentiforme. Gli edemi diventano ancora più pronunciati, le caviglie si gonfiano, compaiono ematomi bluastri. La pelle diventa sempre più sottile e biancastra, tanto che piccoli traumi possono provocare ferite, che evolvono in piaghe (ulcere varicose) dalla lenta guarigione e possono lasciare antiestetiche cicatrici. La predisposizione familiare incide parecchio. Infatti circa il 50% Le vitamine C - P esplicano un’azione protettiva sulla parete capillare Anche una ventenne può soffrire di insufficienza venosa delle persone, che soffrono di vene varicose, riferiscono di diversi casi analoghi tra i loro familiari. Il primo step terapeutico è rappresentato dall’uso delle calze a compressione. Grazie alla compressione, che parte dal piede ed avvolge caviglie e polpacci fino ad arrivare alle cosce, si facilita il ritorno del sangue dalla periferia al cuore. Si riducono, di conseguenza, anche le zone edematose, i disturbi alle gambe, dalla pesantezza ai formicolii, sono alleviati e la pelle riappare gradualmente compatta e rosea. Non esistono scuse... le calze si mettono in ogni stagione… ed a qualsiasi età. La terapia farmacologica fa da supporto a quella meccanica delle calze compressive. Non ci si può aspettare che le varici guariscano da sé, ma nemmeno che guariscano unicamente con l’ausilio di pilloline magiche. I farmaci possono ridurre l’edema… migliorare la permeabilità vasale, ma… il problema è ben lontano dalla risoluzione, se non si associano norme igienico-comportamentali (più movimento), astuzie mirate ad hoc (calze a compressione). Mentre non è possibile intervenire sui fattori genetici, è doveroso intervenire sui vari fattori favorenti l’insufficienza venosa (stazione eretta o seduta prolungata, esposizione a fonti di calore, sovrappeso, stipsi, etc.) e seguire una alimentazione corretta. In fitoterapia sono utilizzate piante medicinali, che manifestano sia un’azione venotonica (aumento del tono venoso), che permette di rafforzare le pareti venose impedendone lo sfiancamento, che un’azione di permeabilizzazione della parete venosa così che si riducono gli edemi. Grazie a tali proprietà si riduce sia la sensazione di pesantezza e stanchezza alle gambe. Le piante medicinali utili in materia sono davvero tante: ippocastano, centella, mirtillo, ruscus, vitis vinifera. In genere questi rimedi sono consigliabili sotto forma di gemmoderivati, poiché, a giudizio medico, possono essere assunti anche in gravidanza. Le vitamine C e P esplicano un’azione protettiva sulla parete capillare, incrementandone la resistenza. La vitamina E, invece, ha una potente azione anti radicali liberi, il che è utile per allontanare il pericolo di complicazioni infiammatorie. Ampiamente utilizzati sono i flavonoidi: Diossina, Esperidina, Troxerutina, Curarina Antocianosidi del mirtillo. Hanno notevole importanza sia nella prevenzione dell’insufficienza venosa che nella cura della stessa, sia il movimento fisico (più tono muscolare e riattivazione del flusso sanguigno) che la dieta, ricca di acqua, frutta e verdura. SALUTE E BENESSERE 49 Consigli per l’igiene intima a cura di Serena SCHIAVO Farmacista I probiotici utili per un corretto equilibrio batterico L a zona intima non è sterile né asettica, anzi è un’area densamente popolata, dove vivono pacificamente numerose popolazioni di microrganismi, che costituiscono quello che i medici chiamano “ecosistema flora vaginale”. Seguendo un perfetto meccanismo di pesi e contrappesi, la flora batterica con- 51 sente che abitanti di “razze” anche molto diverse tra loro, alcune potenzialmente in conflitto come funghi e batteri, convivano non solo senza farsi la guerra, ma condividendo il medesimo am- biente in perfetta armonia. Fino a quando regna la pace, la zona intima sta bene, è forte, pronta a respingere attacchi esterni e ad affrontare con successo anche i problemi interni. Poichè si tratta pur sempre di una convivenza delicata, madre natura ha predisposto che la zona i bacilli di Doederlein SONO GLI artefici dell’equilibrio vaginale intima sia costantemente pattugliata da veri e propri guardiani dell’ecosistema: i cosiddetti bacilli di Doederlein, i veri artefici dell’equilibrio vaginale. Il loro compito, infatti, non si limita a sorvegliare l’area ed a vegliare sull’ordine e sui rapporti di buon vicinato, ma partecipano attivamente alla creazione di un ambiente locale ostile ai nemici esterni. Alla nascita la vagina è colonizzata dalla flora batterica molto simile a quella della don- SALUTE E BENESSERE 51 intensivo ALOE VERA PG na adulta (gli ormoni materni persistono per alcune settimane nel corpo della bambina). Nella prima infanzia, quando l’influenza degli ormoni materni scompare, la flora della bambina è composta da batteri cutanei e digestivi fino alla pubertà. Dopo la pubertà abbiamo la comparsa degli estrogeni e l’aumento delle secrezioni vaginali. Grande è la trasformazione della flora dell’adolescente nella flora di una donna adulta. I lattobacilli vaginali furono scoperti da Doederlein nel 1892. Sono batteri non patogeni, che vivono sia in presenza di ossigeno, che in sua assenza, sia in ambienti a ph acido, che in quelli a ph alcalino (sebbene quest’ultimo tolga importanti sostanze nutritive, quali il glicogeno). Le funzioni, che questi batteri hanno a livello vaginale, sono molte e fondamentali: - fermentano il glicogeno (attivato dagli estrogeni) trasformandolo in acido lattico, che contribuisce al mantenimento di un ph acido; - producono perossido di idrogeno (acqua ossigenata) inibendo la crescita dei batteri patogeni anaerobi e dei batteri aerobi, in quanto, oltre ad apportare ossigeno letale per gli anaerobi, il perossido ha azione tossica sulle cellule batteriche non lattobacillari; - producono batteriocine, sostanze con effetti antibiotici naturali; - si nutrono delle stesse sostanze utili ai microrganismi patogeni anaerobi (per esempio l’arginina) togliendo loro, quindi, nutrimento. Può accadere che, a causa di fattori esterni, quali lo stress o terapie antibiotiche, o a causa di momenti di particolare debolezza, il Gli integratori probiotici Aiutano il mantenimento ED IL RIPRISTINO di un corretto equilibrio batterico corretto microbismo della vulva e della vagina possa risultare alterato, con conseguenze sgradevoli e potenzialmente dannose. Alcuni studi hanno evidenziato come l’utilizzo regolare di integratori probiotici possa essere di grande aiuto nel mantenimento e nel ripristino di un corretto equilibrio batterico, in particolare in caso di vaginosi batterica, candida e di altre infezioni del tratto urinario. I ceppi fondamentali, per ripristinare la flora batterica, sono sicuramente il Lattobacillo Acidophilus e Lattobacillo Rhamnosus da associare sempre ad un ripristino del Ph vaginale. Per mantenere in equilibrio la flora vaginale è importante: - detergere correttamente le zone intime. Sia un’igiene personale scadente, sia una detersione ossessiva, contribuiscono ad alterare la microflora locale. Si consi- glia l’utilizzo di un sapone a pH fisiologico (4 o 5), mentre vanno limitati deodoranti intimi e lavande interne; - evitare di indossare biancheria intima sintetica, jeans e pantaloni troppo stretti, poiché trattengono umidità e calore, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di microrganismi dannosi. Analogo discorso per i salvaslip, che nei giorni di flusso dovrebbero essere cambiati frequentemente; - evitare di stare a lungo con il costume da bagno umido; - seguire una dieta sana ed equilibrata (ridurre, in particolare, il consumo di dolci e zuccheri semplici); concedersi saltuariamente delle pause rigeneranti e praticare regolare esercizio fisico. Queste piccole attenzioni per il proprio corpo verranno ripagate con una migliore efficacia immunitaria e, di riflesso, con un miglior equilibrio della flora vaginale. SALUTE E BENESSERE 53 VICINA ALLA TUA SALUTE A Brescia la prima banca del seme a cura di Tommaso Revera Giornalista Attiva presso l’Istituto Clinico Città di Brescia, una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato P resentata la nuova banca per la crioconservazione del seme per la tutela della fertilità maschile in caso di trattamenti medici e chirurgici. Si tratta della prima realtà attivata in provincia di Brescia. Per presentare la nuova iniziativa, sono intervenuti, nel corso di una conferenza stampa, il dott. Paolo Rotelli, Vice Presidente del Gruppo Ospedaliero San Donato, l’ing. Marco Centenari, Amministratore Delegato degli Ospedali Bresciani del Gruppo, il dott. Carlo Gastaldi, primario di Ostetricia e Ginecologia, e il Dott. Danilo 54 SALUTE E BENESSERE Zani, primario di Urologia. Da sempre in prima linea per la terapia dell’infertilità di coppia che solo grazie al programma di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), intrapreso nel 1999, ha eseguito oltre 6.000 interventi di II e III livello, che hanno consentito la nascita di oltre 1.600 bambini - l’Istituto Città di Brescia aggiunge un nuovo, fondamentale, tassello alla propria offerta sanitaria. A completamento di tale programma il servizio, appena avviato per la tutela della fertilità maschile, va ad aggiungersi alla banca per la crioconservazione degli ovuli e degli embrioni ottenuti nell’ambito del programma di PMA, già esistente all’interno dell’Istituto. Per saperne di più rispetto a questo nuovo, rivoluzionario, servizio sanitario unico per Brescia e provincia, abbiamo raccolto le considerazioni del dott. Carlo Gastaldi e del dott. Danilo Zani. “La crioconservazione omologa del seme o del tessuto testicolare è una metodica che permette di conservare i propri gameti per un tempo indefinito, dando l’oppor- si rivolge ai pazienti che devono eseguire trattamenti in ambito oncologico tunità di preservare la fertilità in previsione di trattamenti medici o chirurgici, che potrebbero alterarla. Ciò offre alla coppia la possibilità di accedere successivamente a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita” – ci ha raccontato il dott. Carlo Gastaldi, Responsabile dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia: “Pensiamo, ad esempio, ai soggetti che devono effettuare trattamenti in ambito oncologico per una leucemia o una neoplasia testicolare, tutte patologie che possono colpire soggetti in età riproduttiva”. “La medicina della riproduzione è una branca innovativa che si sviluppa sia in ambito ginecologico che uro-andrologico. Come per altri settori della medicina, l’interdisciplinarietà sembra essere il fattore che fa la differenza nei risultati. Punto di forza del nostro Centro è una stretta collaborazione tra le due unità operative, per un approccio più completo alla coppia e non al singolo soggetto”- ha aggiunto il dott. Danilo Zani, Responsabile dell’Unità di Urologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia. “Inoltre lo scopo di una crioconservazione è anche quello di conservare gameti in quei pazienti affetti da patologie progressive, che determinano una diminuzione nel numero degli spermatozoi, sempre nell’ottica di una procedura di PMA”. A quali pazienti si rivolge questo nuovo servizio? “La crioconservazione omologa del seme si rivolge ai pazienti, che devono eseguire trattamenti in ambito oncologico o autoimmune, che possono danneggiare L’accesso al servizio prevede anche un percorso diagnostico con visita ed ecografia in maniera definitiva la capacità fertile, oppure a coloro che dovranno subire interventi chirurgici in ambito uro-genitale, ed, ancora, a soggetti esposti a sostanze tossiche che potrebbero causare mutazioni genetiche”. Quali prestazioni contempla l’accesso a questo servizio? “L’accesso al servizio prevede anche un percorso diagnostico con visita ed ecografia, una valutazione del profilo ormonale ed alcuni esami funzionali. In questo ambito clinico vogliamo mettere a disposizione dei nostri pazienti tutte le migliori tecnologie per tutelare la salute dell’uomo e della donna che desiderano avere dei figli. L’apertura della banca per la crioconservazione omologa del seme ci consente di offrire ai nostri pazienti un percorso clinico-diagnostico completo”. Quali sono i costi? “La raccolta spontanea o il trasferimento da altro Centro di Crioconservazione contempla un costo di 600 euro, che include una visita urologica di valutazione con colloquio informativo, la compilazione della cartella clinica con la firma dei consensi e la raccolta, la crioconservazione e il mantenimento per il primo anno. La raccolta, invece, mediante biopsia testicolare richiede 700 euro ed include la raccolta del materiale in corso di biopsia chirurgica del testicolo, la preparazione del materiale e la crioconservazione e il mantenimento per il primo anno”. Non è un caso, dunque, se nell’ambito della PMA il Gruppo Ospedaliero San Donato vanta un’esperienza straordinaria, con tecnologie all’avanguardia e con la più alta casistica italiana (ben più di 7.000 procedure all’anno), potendo contare su un network di strutture ospedaliere, che lavorano in sinergia. Attualmente i Centri PMA del Gruppo Ospedaliero San Donato eseguono oltre il 30% dei cicli di fecondazione assistita eseguiti in Regione Lombardia. SALUTE E BENESSERE 55 Vai sul sito www.farmaciainsieme.it e scopri qual è la farmacia di FarmaciaINsieme più vicina a te Benvenuto sole... ma con attenzione a cura di Antonella Boldini // [email protected] Farmacista C Come prevenire e curare le conseguenze del sole in quattro semplici mosse! aldo, sole, caldo, sole… questi due sono i temi più ricorrenti in farmacia. Ecco, allora, un vademecum per una corretta esposizione e per prevenire o, se necessario, curare le conseguenze. Cos’è l’eritema solare? è un arrossamento della cute. Si può considerare un’ustione di primo grado e, come tale, va trattata sapendo che può provocare anche lesioni bollose. Cos’è un’insolazione? Detta più volgarmente colpo di sole, l’insolazione è una condizione patologi- ca, in cui avviene un surriscaldamento della temperatura corporea. L’organismo è stato sottoposto ad un’eccessiva esposizione solare, ignorando che il nostro corpo ha un limite di sopportazione dei raggi solari, superato il quale non è più in grado di produrre il sudore necessario a regolare il calore interno. E così arriva la febbre. Come prevenire? Sicuramente bevendo molta acqua non fredda. Quando ci si espone al sole, mangiare frutta e verdure, continuare ad applicare le creme con un adeguato fattore di protezione a seconda della propria pelle ed evitare l’esposizione durante le ore più calde. Ottimi rimedi sono le vitamine E ed A e tutti gli integratori a base di betacarotene o ancora il rimedio omeopatico Herp Sol: 5 granuli tutte le mattine al risveglio oppure Natrum Muriaticum 9CH: 5 granuli 2 volte al dì iniziando una settimana prima e continuando per tutto il periodo dell’esposizione. Dalla gemmoterapia si ha, invece, a disposizione il Ribes Nigrum e il Ficus Carica, che, somministrati in 50 gocce di entrambi almeno una settimana prima dell’esposizione solare, riducono la comparsa di sintomi fastidiosi. PER TUTTA L’ESTATE NELLE FARMACIE DI FARMACIAINSIEME I SOLARI: IN OFFERTA Come curare? Una volta comparso l’eritema, si può massaggiare la parte irritata con della Calendula in crema, mentre, se ci sono delle bolle, stando bene attenti a non romperle, si può applicare dell’Aloe gel, possibilmente freddo anche tre volte al giorno, alternato ad impacchi di acqua fresca, evitando assolutamente, però, l’utilizzo del ghiaccio per raffreddare la parte lesa, perché può creare un’ulteriore ustione, in questo caso da freddo. Apis Mellifica 5CH è di sicuro il rimedio più funzionale in fase acuta: 5 granuli anche ogni mezz’ora, fino a quando non scompare il prurito. È bene ricordare anche che la pelle va sempre mantenuta in uno stato d’idratazione: bere acqua è fondamentale, anche se non si ha sete, quando ci si espone al sole. E IN PIÙ €5 DI SCONTO PER L’ACQUISTO DI UNA CREMA VISO il Cura network Si didi Te 56 SALUTE E BENESSERE Si Cura di Te *Chiedi maggiori dettagli nelle farmacie aderenti, www.farmaciainsieme.it. Offerta valida fino a esaurimento scorte e fino al 30.09.2015 La Cooperativa dei Farmacisti Polase Sustenium Plus Ketodol Nurofen 400 mg Bepanthenol Tantum Rosa Lady Presteril 36 bustine INTENSIVE FORMULA 22 bustine 20 compresse 12 compresse rivestite pasta lenitiva protettiva 100 g LENITIVA detergente intimo pH 4,5 250 ml 10 assorbenti giorno pocket con ali 10 assorbenti notte pocket con ali 24 proteggi slip pocket 25% 25% 25% € 23,50 € 20,50 3€ Risparmi Lasonil ANTIDOLORE 10 % gel 50 g 20% € 20,90 € 15,65 € 8,80* Eumill Optrex gocce oculari 10 flaconcini monodose ACTIMIST spray 2 in 1 per occhi secchi e irritati lubrificante e reidratante 10 ml 25% € 6,60 15% € 8,29* € 7,30 € 9,00 Cistiflux Lactoflorene Enterogermina Viaggi 5% crema 2 g A PLUS 36 + D 14 bustine PANCIA PIATTA 20 buste 6 MILIARDI 12 bustine orosolubili Kukident Complete Citrosil Neutro o Plus 70 g soluzione cutanea 200 ml 20% € 12,25 40% € 4,90* LATTE CORPO EMOLLIENTE E IDRATANTE 300 ml € 13,90 € 8,30 40% Eucerin pH5 OLIO DETERGENTE DOCCIA Skin-Protection pelli secche 200 ml € 12,20 € 6,10 DOCCIA SHAMPOO pelli sensibili e intolleranti 400 ml € 8,40* 25% Eucerin BALSAMO CORPO SOTTO LA DOCCIA dermoprotettivo 400 ml € 14,50 € 9,90 € 5,88 Dermon 40% DOCCIA SCHIUMA VITAMINA E 400 ml € 19,50 € 16,55 € 16,90 3€ 31% € 47,00 € 37,60 € 10,80 Risparmi Imodium Venoruton 2 mg 12 compresse orosolubili 1000 mg granulato 30 bustine Foille Sole 20% 20% € 9,10* Somatoline Cosmetic ANTI AGE LIFT EFFECT corpo 300 ml € 13,50* spray cutaneo 70 g 25% *prezzo al pubblico consigliato € 10,90* € 9,20 ReactiFargan 2% crema 20 g 20% Zanzano dispositivo anti-zanzare portatile funziona ad ultrasuoni € 15,90 € 10,99 € 7,25 30% € 16,90* € 13,50 Zanzano spray anti-zanzara natural protection 100 ml 30% € 8,45 Zanzano 15 salviettine anti-zanzara monouso natural protection € 9,49* 30% con o senza ammoniaca roll-on 20 ml 30% 26% € 6,70 € 9,00 € 6,30 € 6,60 ZanzOff DOPO PUNTURA € 6,50 € 4,50 giorni estate estate estate d’ estate Offerte valide dal 01/07/2015 al 31/08/2015 e fino ad esaurimento scorte - 15% 20% € 11,30* € 5,80 € 10,95 50% 15% € 9,70 € 14,75 € 9,70 € 2,90 Dermon Triderm 30% Codex 5 MILIARDI 10 capsule rigide 250 mg € 19,90 € 14,85 € 6,75 € 6,90 Zovirax Labiale € 17,49 € 9,20* € 9,90 € 6,20 estate € 4,90 Sulle tracce di Ermengarda a cura di Tommaso Revera Giornalista Il romanzo di Silvana Piva Viganò evidenzia lo spessore psicologico dell’ultima nata di Re Desiderio U n romanzo storico dalla forza struggente, le cui memorie sono radicate nel territorio bresciano. Stiamo parlando del libro “Sulle tracce di Ermengarda”, la seconda “fatica” letteraria firmata dalla prof.ssa Silvana Piva Viganò uscita in seguito alla pubblicazione del volume “Langobardia. Storia di Eoghan e di Adelchi”. “è da Adelchi, dalla sua tragica figura di uomo, che ho voluto partire - ci ha spiegato l’autrice. Nell’anno in cui i siti longobardi sono diventati Patrimonio dell’UNESCO, ovvero il 2013, la storia di Adelchi e del suo scudiero, figlio del fabbro di San Michele del fundus Calvisius, si dipana all’ombra dei conventi di Santa Giulia di Brescia e di San Salvatore di Leno, tra i difficili rapporti con la Chiesa, la guerra aperta con Carlo, le trame del diacono Martino, l’alleanza con Costantinopoli fino allo scontro finale, 60 NEWS che vedrà soccombere un popolo ingiustamente dimenticato”. Dare spazio alle vicende del popolo Franco ed al personaggio di Pipino Il breve, padre di Carlo Magno, attraverso una narrazione basata su una bibliografia, ma con la riproposizione di alcuni episodi non cronologicamente esatti: questa, in estrema sintesi, l’ambizione dell’autrice, che, nonostante una preponderante ed inevitabile presenza di personaggi maschili, ha voluto narrare una storia tutta al femminile. Perché, storicamente, le donne sono state spesso relegate ad un ruolo di comparse e della loro reale importanza spesso non è rimasta alcuna traccia. Le abbiamo chiesto, allora, cosa è stato più difficile nella stesura Storicamente le donne sono state relegate ad un ruolo di comparse di questo romanzo... “Dare spessore psicologico al personaggio di Ermengarda - ci ha risposto l’autrice. O, come mi piace chiamarla, l’ultima nata di Re Desiderio, della quale, purtroppo, non esiste alcun cenno storico. Rischiavo, infatti, di costruire un personaggio troppo moderno, descrivendo una ragazza del nostro tempo”. Non è un caso, dunque, se tra scontri e battaglie, inganni, tradimenti e menzogne, l’immagine di Desiderata (l’Ermengarda manzoniana), l’ultima figlia di Re Desiderio, rivela un animo femminile dedito alla pietà ed alla concordia. Inevitabile la riflessione spontanea, che scaturisce al termine della lettura del romanzo e che, di fatto, corrisponde all’interrogativo, a cui ci indirizza volutamente l’autrice sin dalle prime pagine: che sia vero che le vicende storiche sarebbero state meno tragiche, se le donne non fossero state relegate al solo ruolo di comparse?! Scopriamo la curcuma a cura di Roberto Scalvini // [email protected] Farmacista La sua polvere ha un valore nutrizionale notevole L a Curcuma Longa è una delle piante di maggiore interesse nell’attuale panorama scientifico. è originaria dell’India ed è coltivata principalmente nell’Asia tropicale. Dai rizomi (parti sotterranee della pianta) si ricava l’omonima spezia, polvere poco considerata per molto tempo dal mondo occidentale, ma conosciuta ed apprezzata da millenni in Oriente, dove è utilizzata in cucina, nei prodotti cosmetici e nell’industria alimentare. La polvere di curcuma ha un valore nutrizionale notevole (contiene amido, vitamine, minerali e proteine) ed è ricca di principi attivi. Gli indiani ed i cinesi la consuma- la curcuma è ben tollerata dall’uomo anche a dosi alte no ogni giorno, da sola o in associazione con altre spezie, come nel famoso curry. La curcuma è presente, da sempre, nelle Farmacopee di molti Paesi orientali e negli ultimi quarant’anni le ricerche scientifiche hanno confermato che le sostanze in essa contenute sono utili nel trattamento di molte patologie. Il principio attivo, maggiormente responsabile degli effetti benefici sull’uomo, è la curcumina. La sua quantità nella spezia varia tra il due e il cinque per cento. La polvere può essere concentrata e l’estratto secco, così ottenuto, è utilizzato per formulare integratori in capsule SALUTE E BENESSERE 61 o compresse. è dimostrato che la curcuma è ben tollerata dall’uomo: il suo utilizzo è sicuro, anche a dosi alte. Sul sistema digerente L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce ufficialmente che la curcuma esercita un’azione efficace su colite, dispepsia, gastrite, diarrea, flatulenze, gonfiori, nausea e ulcera. Inoltre sembra avere un’attività contro l’Helicobacter pylori, batterio spesso responsabile di gastrite. Potere antiossidante Gli studi scientifici hanno rilevato che un’alimentazione ricca di curcuma è in grado di ridurre lo stress ossidativo, causato dai radicali liberi in eccesso e primo responsabile dell’invecchiamento cellulare. Quest’aspetto è di grande valore, visto che la maggior parte delle malattie degenerative è legata allo stress ossidativo. L’effetto è dovuto soprattutto alla curcumina, il cui potere antiossidante è paragonato a quello della vitamina C e della vitamina E. La curcuma previene l’ossidazione del colesterolo LDL, detto “cattivo”, impedendone il deposito nelle arterie e bloccando, quindi, il fenomeno di aterosclerosi. Le prospettive sono buone anche nell’anti-età, settore in grande fermento, che si occupa di prevenzione ed attenuazione dei “segni” del tempo. 62 SALUTE E BENESSERE Azione antinfiammatoria La curcumina presenta una spiccata attività antinfiammatoria. Non esistono controindicazioni per l’apparato digerente, a differenza di molti antinfiammatori “classici”. L’efficacia è paragonabile a quella dei farmaci cortisonici, senza i tipici effetti collaterali. Il campo di applicazione è vastissimo, in casi sia acuti sia cronici, ad esempio: infiammazioni articolari, respiratorie, intestinali e nevralgie. Curcuma e cancro Un grande numero di ricerche, per lo più recenti, è stato rivolto al potere che la curcuma avrebbe contro i tumori. Le analisi, condotte su topi di laboratorio, mostrano risultati incoraggianti, specialmente nel cancro del colon, del seno, della prostata e della pelle. Un consumo regolare di curcuma svolge un’importante azione preventiva e sembra attenuare gli effetti collaterali di chemioterapia e radioterapia. E ancora… La curcuma presenta proprietà epatoprotettive, anticoagulan- ti, ipoglicemizzanti, antinfettive ed, applicata esternamente, lenisce sintomi muscolari e articolari e accelera la guarigione delle ferite. Studi sperimentali mostrano un suo possibile impiego nella prevenzione e nel trattamento del morbo di Alzheimer. Alla luce di tutto questo la curcuma andrebbe consumata tutti i giorni! Si consiglia di assumere un cucchiaino di polvere al giorno, meglio se mescolato con del pepe nero, che ne aumenta l’assorbimento dei principi attivi a livello gastro-intestinale (ne basta pochissimo). Se si ricerca un’azione curativa, le dosi vanno concordate con il medico o il farmacista. Estratti molto concentrati sono sconsigliati in gravidanza e allattamento. Sono necessari nuovi approfondimenti, soprattutto per chiarire le reali applicazioni nella lotta contro il cancro e per definire meglio i limiti di sicurezza del suo utilizzo. *Non contiene glutine o i suoi derivati. L’indicazione consente una decisione informata ai soggetti con “Sensibilità al glutine non-celiaca (Gluten Sensitivity)”. **Anche contenuti residuali di nickel possono creare, in particolare nei soggetti predisposti, reazioni allergiche o sensibilizzazioni. Quindi ogni lotto è analizzato per garantire un contenuto di nickel inferiore a 0,00001%. La curcumina presenta una spiccata attività antinfiammatoria Nickel Tested** SENZA Conservanti Profumo Glutine* DEFENCE SUN Linea solare per adulti e bambini. Protegge ogni tipo di pelle, anche la più sensibile. BIONIKE PER IL BENE DELLA PELLE SENSIBILE In Farmacia Finalmente in ferie! a cura della Redazione Consigli per il viaggio e per un sana alimentazione E state, tempo di vacanze. Attenzione però: per poter godere appieno il meritato riposo, é innanzitutto necessario arrivare sani e salvi alla meta. Quindi, se abbiamo scelto l’auto per spostarci da casa, sarà opportuno che al pasto i piatti siano poco conditi e di facile digeribilità. Meglio pasta o riso al pomodoro o con altre verdure o un’insalata, magari con tonno, uovo, formaggio o prosciutto (ma senza esagerare) e accompagnata da una fetta di pane. Per concludere un frutto ed acqua come bevanda. Magari un caffè, e assolutamente niente alcolici per chi sta al volante. È sbagliato digiunare, sia prima sia durante il viaggio, col rischio di crisi ipoglicemiche. Mai mangiare un panino, mentre si sta guidando: meglio fermarsi, sgranchirsi le gambe e consumare un pasto con calma. Se si ha fretta, per uno spuntino veloce va preferito un panino leggero (mozzarella e pomodoro, bresaola e rucola) o un gelato, sempre 64 SALUTE E BENESSERE con frutta e acqua per combattere il caldo. Se si parte presto, è indispensabile una buona prima colazione. Chi soffre il mal d’auto deve mangiare in maniera ancora più leggera, preferendo cibi solidi (grissini, crackers) e poca acqua, bevuta a piccoli sorsi. Una volta arrivati, soprattutto al mare e col caldo, é meglio continuare a mangiare in modo leggero. La colazione e la cena devono essere i pasti cui dedicare maggior attenzione, specie se trascorriamo la giornata fuori. Alla sera cerchiamo di mangiare più verdura e frutta fresca, anche per recuperare La colazione e la cena devono essere i pasti cui dedicare maggior attenzione acqua e sali minerali persi durante l’esposizione al sole o le passeggiate in montagna. È sconsigliato bere alcol quando fa caldo, sia perché ci fa sentire ancora più accaldati, sia perché responsabile della maggior parte dei collassi e delle congestioni in mare. È molto importante, invece, bere molta acqua durante il giorno per reintegrare i liquidi persi col caldo. È il mese ideale per fare un po’ di attività fisica, favorita dalla vita all’aria aperta, a contatto con la natura. Per ammirare i paesaggi, muoviamoci a piedi e lasciamo i soliti mezzi di locomozione. Chi va in vacanza nel Mediterraneo deve sapere che in quest’area vi é un modello alimentare comune, diversamente declinato a seconda delle tradizioni locali. Vale la pena, dunque, provare piatti differenti, ma, al tempo stesso, simili ai nostri, senza rimpiangere la classica pastasciutta! Sapore d’estate L’alimentazione deve essere più leggera, ricca di frutta e ortaggi, senza dimenticare l’attività fisica, anche d’estate quando fa caldo. L’estate, più di ogni altra stagione, ci regala frutta e verdura in abbondanza, dai colori e sapori più differenti. In realtà dovremmo mangiarne tutto l’anno ed almeno cinque porzioni al giorno: sono un vero e proprio concentrato di salute e ci forniscono nutrienti preziosi come zuccheri, minerali e vitamine. Frutta e verdura, infatti, sono una fonte eccellente di vitamine, dai folati ed altre vitamine del gruppo B alla vitamina C ed al carotene, precursore della vitamina A. I prodotti più ricchi di carotene sono quelli di colore giallo-arancione, come carote, peperoni, zucca, arance, pesche e albicocche, o quelli di colore verde scuro, come gli spinaci o la rucola. Ma i prodotti dell’orto sono fonti importanti anche di minerali L’alimentazione deve essere più leggera, ricca di frutta e ortaggi, senza dimenticare l’attività fisica come il magnesio e il potassio. Buono anche l’apporto di calcio e ferro, anche se la biodisponibilità di questi minerali dai vegetali é inferiore a quella dei prodotti animali. Per assorbire un po’ di ferro in più, basterà aggiungere alle verdure cotte o crude un po’ di limone spremuto o anche mangiare un frutto a fine pasto. Non mancano, infine, il selenio e lo zinco, altri minerali importanti per la salute. Una dieta variata, ricca di frutta e verdura, ci assicura anche altre sostanze benefiche, come molte molecole ad azione antiossidante e soprattutto fibra. Questa non ha valore energetico o nutritivo, perché non siamo in grado di digerirla, tuttavia serve da nutrimento alla flora batterica intestinale, ci permette di combattere la stitichezza e ci aiuta a prevenire ed a controllare il diabete e le malattie cardiovascolari, perché regola l’assorbimento ed il livello nel sangue di zuccheri e grassi. Inoltre il potere saziante della fibra ci fa sentire “pieni” più facilmente (ecco perché i vegetali sono uno spezza-fame ideale). Sempre più studi tendono a confermare che un adeguato e costante consumo di frutta e verdura contribuisce a prevenire le malattie cardiovascolari (infarto e ictus), alcuni tipi di tumore, sovrappeso, obesità e diabete, ipertensione, ecc. L’alimentazione deve essere, quindi, più leggera, ricca di frutta ed ortaggi, senza dimenticare l’attività fisica anche d’estate quando fa caldo. Si può nuotare, ad esempio, oppure passeggiare all’ombra, unendo divertimento e consumo di calorie. SALUTE E BENESSERE 65 Il giuggiolo contro l’ansia a cura di ANTONIO SCHIAVO // www.farmaciaschiavo.it Farmacista Ne è affetto l’80% degli uomini oltre i 55 anni O gnuno di noi attraversa nella propria vita momenti di difficoltà, che possono essere legati a particolari periodi o eventi, oppure stati d’animo, che fatichiamo a comprendere ed a sopportare. Alcune di queste difficoltà richiedono un aiuto per essere affrontate. Problemi di relazioni di coppia, di lavoro e di famiglia gestione di eventi dolorosi, lutti, malattie, separazioni, perdita di lavoro, gestione di passaggi di vita: trasferimenti, nascita di figli, cambiamento di lavoro, pensionamento. Sofferenza che si manifesta sotto forma di sintomi “fisici o psicologici”: emozioni e pensieri intensi e disturbanti, che possono limitare la nostra vita quotidiana, presentandosi sotto forma di ansia, attacchi di panico, depressione, ipocondria. In tutte queste situazioni l’aiuto di un buon prodotto di estrazione naturale, consigliato da un buon professionista, può essere fondamentale per migliorare la nostra situazione di salute, inficiata e dominata dalla sindrome ansiosa. Tra i numerosi prodotti, che la natura ci propone per attenuare la sintomatologia ansiosa, voglio menzionare il Giuggiolo (Zizyphus Jujuba), pianta dalle numerose virtù, comunemente prescritta nella medicina tradizionale cinese per controllare le sovraeccitazioni del sistema nervoso centrale. I principi attivi di questa pianta si ricavano dai semi del frutto gradevolmente commestibile. Recenti studi clinici hanno evidenziato che queste proprietà, sfruttate da molti anni dalla medicina tradizionale cinese, sono reali ed attendibili. Sono stati trattati per 45 giorni un gruppo di soggetti particolarmente ansiosi con 100 milligrammi di estratto secco di Giuggiolo I principi attivi si ricavano dai semi del frutto titolato al 2% di jujuboside e si è ottenuto un soddisfacente risultato di rilassamento e sedazione, che ha modulato in maniera significativa la sintomatologia ansiogena nei soggetti trattati. La relazione finale di questo studio ha puntualizzato che una buona e corretta integrazione con estratto di semi di giuggiolo riduce il senso di inquietudine del nostro vivere quotidiano e può sciogliere tutte le tensioni emotive, che invadono la vita di tutti i giorni, favorendo il rilassamento ed il benessere mentale. MEDICINA NATURALE 67 e se stavolta provassi l’ Omeopatia? Ti bruciano gli occhi? Sono rossi e irritati? I medicinali omeopatici possono dare un rapido sollievo agli occhi stanchi, secchi, irritati per cause diverse: polvere, pollini, smog, raggi solari, cloro dell’acqua delle piscine, uso prolungato di videoterminali, lenti a contatto. I medicinali omeopatici esistono in specifiche forme orali come granuli, globuli e in colliri anche monodose e possono essere utilizzati da grandi e piccoli. Parlane con il tuo Medico e con il tuo Farmacista, sapranno prescriverti e consigliarti un medicinale omeopatico adatto ai tuoi sintomi. www.boiron.it L’omeopatia un altro modo di curarti Sfondo tratto da un’opera di Gregorio Mancino Occhi Rossi? MASTOPLASTICA ADDITIVA e protesi mammarie a cura di enrico motta // www.mopart.it Chirurgo plastico - Master in Chirurgia estetica morfodinamica, Master in medicina estetica Un seno più sviluppato il sogno di molte donne U n seno poco sviluppato oppure una sua riduzione di volume dopo un dimagramento o dopo una gravidanza può essere corretto attraverso una mastoplastica additiva. Si tratta di uno tra gli interventi di chirurgia estetica tra i più desiderati dalle donne e tra i più diffusi. La mastoplastica può essere ese- guita attraverso molteplici tecniche, ognuna delle quali presenta vantaggi e svantaggi, per cui è opportuno individuare la più idonea in funzione delle specifiche esigenze della paziente. È necessario valutare dove localizzare l’incisione, che permetterà l’introduzione della protesi. L’accesso dall’ascella ha il vantaggio di non lasciare cicatrici nella regione mammaria, ma lascia postumi evidenti nel cavo ascellare. L’accesso dal solco sottomammario prevede un’incisione L’accesso dall’areola è il più praticato perché lascia una cicatrice poco evidente BELLEZZA 69 che può rivelarsi piuttosto antiestetica, ma è la più idonea all’impianto di grande volume. L’accesso dall’areola è il più praticato, perché lascia una cicatrice poco evidente, ma può prevedere alterazioni temporanee della sensibilità della cute in questa regione. L’accesso dall’ombelico necessita di un taglio piccolissimo, ma non permette l’impianto di protesi in silicone. Dove alloggiare le protesi? Esiste la possibilità di collocare l’impianto in una posizione superficiale rispetto al piano muscolare oppure in uno spazio più profondo. Gli impianti sopramuscolari sono chirurgicamente più semplici e meno dolorosi nel periodo post operatorio, ma poco adatti alle pazienti magre, in quanto le protesi risultano piuttosto evidenti. Gli impianti sottomuscolari o parzialmente sottomuscolari prevedono un maggior impegno, ma spesso risultano più stabili e gradevoli. Esiste anche una discreta variabilità tra le protesi mammarie. La quasi totalità degli impianti è in silicone, ma ne esistono anche riempite con fisiologica o rivestite in poliuretano, mentre, per quanto riguarda la forma, si distinguono protesi tonde e protesi anatomiche. La paziente portatrice di protesi è opportuno individuare la tecnica più idonea alla paziente La paziente portatrice di protesi mammarie può TRANQUILLAMENTE allattare mammarie può sottoporsi, senza alcuna limitazione, agli esami diagnostici come l’ecografia o la mammografia e può allattare. Le protesi non devono necessariamente essere sostituite dopo qualche anno. L’intervento chirurgico può essere eseguito in anestesia generale o in sedazione in regime di day hospital o con un ricovero di 24 ore. La storia della mastoplastica additiva risale alla metà del secolo scorso, infatti il primo tentativo di abbellire il seno con l’aggiunta di un corpo estraneo risale al 1942, quando un chirurgo eseguì, per la prima volta, iniezioni di paraffina nelle mammelle con il solo intento di aumentarne il volume. Tra gli anni cinquanta e i primi anni sessanta furono effettuati ulteriori tentativi impiantando chirurgicamente materiali spugnosi o silicone liquido, ma la prima vera svolta avvenne nel 1962, quando furono introdotte le prime protesi in silicone. Si trattava di un sistema costituito da una massa di gel di silicone avvolto da una membrana di silastic con risultati incoraggianti, pur presentando una percentuale significativa di complicanze con la necessità, in molti casi, di sostituire le protesi dopo un breve periodo. Nel 1965 sono nate le protesi gonfiabili e nel 1974 le protesi a doppio lume, ma un significativo passo in avanti si è verificato negli anni 80 con l’introduzione sul mercato di impianti in gel di silicone con superficie rinforzata e testurizzata. Un ulteriore miglioramento è avvenuto nel 1992 con la comparsa di protesi di forma anatomica; si tratta di impianti in gel di silicone, che riproducono al meglio la forma di una mammella naturale. BELLEZZA 71 05/02/2015 In estate ... CHI ABBANDONA LA TERAPIA PEGGIORA LA PATOLOGIA! AKNICARE ® Sun Sun teintée protezione solare SPF 30 ACNE COMEDONICA ED INFIAMMATORIA DEL VISO SENZA ANTIBIOTICI SENZA RETINOIDI NON FOTOTOSSICO NON FOTOSENSIBILIZZANTE Mare, sole e salsedine mi trucco o no? I consigli per essere belle d’estate C ome ogni anno la stagione estiva è arrivata ed il pallore, che ha caratterizzato il nostro viso per tutto l’inverno, lascia spazio ad un bel colorito ambrato. In molte don- pelle del mio viso? ne però nasce la domanda: è Durante l’esposizione solare si proprio necessario rinunciare consiglia di utilizzare una crema al make-up durante il giorno con filtri protettivi adeguati, maal mare? La risposta è: No! gari anche colorata, ma non un Sono lontani i tempi in cui in fondotinta. L’abbronzatura può spiaggia si poteva indossare essere considerata un make-up solo il mascara (primo cosme- naturale, in quanto dona colore tico resistente all’acqua). Oggi e copre molti degli inestetismi, ogni tipologia di trucco esiste che si cerca di correggere con il sia in formato normale che re- trucco. Il make-up lasciamolo sistente. Quindi possiamo uti- per la sera. Osiamo con colori lizzare tutto quello che ci serve luminosi e vivaci, utilizzando anche al mare: fondotinta, ma- terre illuminanti, in crema o in tite, ombretti e rossetto. I pro- polvere e nella versione “shimdotti waterproof, però, non sono mer”, dove la presenza di miprivi di inconvenienti, primo di nerali illuminanti alza zigomi, questi la difficoltà a stenderli e palpebre e contorno del volto. sfumare. Inoltre, se usati ecces- Vanno messi in risalto gli occhi sivamente, rischiano di compro- con mascara, ombretti dai colori mettere la necessaria ossigena- metallici, che rendono lo sguarzione della pelle. Bisogna porre do magnetico e irresistibile. Inuna certa attenzione anche alla fine le labbra: rossetti, lucidi e loro rimozione utilizzando pro- brillanti dai colori aranciati. dotti adeguati. Pronta la valia cura di gia e si parte. ROBERTA ROSSI // [email protected] Spiaggia bianFarmacista ca, ombrellone e lettino. E la Lasciamo il MAke-up per la sera BELLEZZA 73 www.general-topics.com • www.synchroline.com Capelli al sole a cura di MARTA SIMONI // [email protected] Farmacista Semplici accorgimenti per proteggerli I ndaffarati a salvaguardare il nostro corpo dai raggi solari con creme protettive, schermati dietro ampi occhiali, ci scordiamo spesso che il nostro capo è l’estremità esposta al sole con maggiore frequenza... è, invece, il caso di “avere la testa sulle spalle”! Anche se non si scottano, i capelli possono, comunque, essere danneggiati dal sole, dal vento, dall’acqua salata o dal cloro delle piscine. L’esposizione a questi elementi altera lo strato della cuticola del capello, che dovrebbe, invece, essere liscio. Il danno indotto dalle radiazioni 74 BELLEZZA solari provoca drammatiche modificazioni delle proprietà fisiche del capello, con riduzione della resistenza alla tensione, facilità alla rottura, minor efficacia dei trattamenti cosmetici, aumento dei danni dei trattamenti chimici e imbibizione di acqua. Una volta irritata, la pelle produce superossido, una sostanza an- I raggi UV determinano un cambiamento della composizione chimica del capello tinfiammatoria, che ammortizza sì la scottatura, ma, allo stesso tempo, può danneggiare i follicoli: è, quindi, importante salvaguardare il cranio durante le lunghe giornate passate in spiaggia! Al mare o in ogni caso durante l’esposizione eccessiva al sole è importante proteggere i capelli. Diversi studi hanno dimostrato che, oltre a causare un forte stress ossidativo su tutto il capello, dal follicolo pilifero al fusto, e ad indurre photobleaching (lo sbiadimento), i raggi del sole agiscono su particolari proteine, le desmogleine, che hanno il compito di trattenere il pelo dentro il follicolo pilifero: in sostanza la caduta dei capelli è anticipata. I meccanismi biologici alla base del danno al capello sono legati all’induzione dell’apoptosi e della morte cellulare, provocato dalle radiazioni al DNA in varie zone del bulbo. L’effetto di morte cellulare, causato dalle radiazioni, è maggiore nelle cellule dell’organismo soggette a rapida proliferazione cellulare, ed il bulbo del capello in fase di anagen è una delle strutture a maggior attività mitotica e proliferativa dell’organismo. I raggi UV determinano un cambiamento della composizione chimica del capello, che subisce un effetto di fotossidazione. La melanina naturale all’interno del fusto è un mezzo di protezione estremamente debole per controllare l’effetto negativo dei raggi solari: tuttavia, maggiore è la concentrazione della melanina contenuta nella corteccia, minore è il danno. La cuticola non contiene melanina e non possiede, quindi, fattori naturali di protezione, subendo perciò i danni più importanti. Ecco semplici accorgimenti per proteggere i nostri capelli. Salsedine, sabbia, polvere e sudore devono essere asportate ogni sera con uno shampoo leggero: se il cuoio capelluto non traspira, si irrita. L’aceto di mele per l’ ultimo risciacquo é un ottimo rimedio per ripristinare il pH! Almeno un paio di volte la settimana, prima dello shampoo, i capelli andrebbero nutriti con un impacco d’olio: perfetti quelli di jojoba, di mandorle dolci e di germe di grano. Durante i mesi estivi l’ alimentazione dovrebbe essere particolarmente ricca di betacarotene e vitamine C ed E: queste sostanze sono efficaci antiossidanti, che neutralizzano i radicali liberi, presenti in misura maggiore nella luce solare intensa. I radicali liberi danneggiano o distruggono le cellule e possono essere contrastati con antiossidanti, che si ritrovano in modo particolare nelle bacche, nella frutta e nella verdura, come albicocche, uva, broccoli e spinaci. L’abbinamento della dieta all’ utilizzo di integratori di olio di germe di grano, miglio, vitamina E, vitamina C, carotenoidi, polifenoli è garanzia di un ottimo sinergismo! Salsedine, sabbia E polvere devono essere asportatE ogni sera con uno shampoo leggero In spiaggia ottimo filtro protettivo dà mettere sui capelli è il burro di karitè, un grasso vegetale estratto dal seme della bacca del Butyrospermum parkji, un albero d’alto fusto noto in Africa come “albero della salute”. Il burro di karitè, ottenuto per pressione a freddo, è una pasta color bianco avorio con proprietà emol- lienti, antiossidanti e idratanti. Basta scaldare tra le mani una quantità pari a un cucchiaino di burro e poi stenderlo sui capelli e sulla testa al posto dei normali filtri solari chimici. Sarebbe buona abitudine la sera, dopo lo shampoo, applicare su cuoio capelluto e capelli un prodotto trattante, preferibilmente a base di camomilla, aloe vera o avena, sostanze ristrutturanti lenitive. Alcune nonne consiglierebbero una miscela preparata con un cucchiaio di olio di germe di grano, un tuorlo d’uovo, un cucchiaino di miele e uno di cognac.... oltre all’utilizzo diurno di un bel cappellino! Betulla ed Equiseto sono ideali per capelli sfibrati, sottili e tendenti alle doppie punte. Della betulla si usa il macerato glicerico: 70 gocce di Betulla verrucosa, una volta al giorno, mentre l’Equiseto si prende sotto forma di tintura, 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua, due volte al giorno lontano dai pasti per un paio di mesi. Utile l’impacco con olio di cumino nero, estratto dai semi della Nigella sativa. Essendo una miniera di acidi grassi essenziali (linoleico e linolenico), aminoacidi, sali minerali e vitamine, previene l’invecchiamento e stimola il microcircolo. Ne basta un cucchiaio massaggiato sulla testa! La cura di sé richiede rispetto, conoscenza e tempo... almeno l’ultimo ingrediente, in vacanza, siamo sicuri di poterlo trovare! BELLEZZA 75 ma da gustare per merenda o a colazione con un frullato fresco. Secondo alcuni esperti di aromaterapia il cocco, che per tante persone riporta immediatamente Gli agrumi Sono la base per qualsiasi profumo con ambizioni di freschezza I profumi dell’estate a cura di GIOVANNA SALERI Farmacista è opportuno farsi consigliare da chi le fragranze le conosce bene D urante l’estate i profumi ci avvolgono rendendo più intense e vive le atmosfere di un luogo, la percezione delle persone e delle situazioni. Recenti ricerche mediche hanno dimostrato che i profumi influenzano l’umore, svolgono una funzione antistress e risvegliano la memoria provocando un’ondata di benessere dal corpo alla mente. Perché l’estate è immediatamente sinonimo di buon umore? L’intensa luce solare insieme alle buone 76 BELLEZZA condizioni climatiche invoglia il corpo ad essere sempre in movimento godendo di sole, ossigeno, colori ed a sperimentare la vivacità della natura trascorrendo più tempo all’aperto. Sono molti i profumi e le fragranze, regalate dalla natura, che ci fanno sognare, palpitare e gode- I profumi freschi sono quelli che d’estate vengono più utilizzati re appieno della stagione calda, amplificandone le emozioni. Col clima cambiano le abitudini ed anche… le fragranze che indossiamo. I migliori profumi estivi sono quelli freschi e dal carattere spensierato e floreale. I profumi freschi sono quelli che d’estate vengono più utilizzati: sono fragranze piacevoli, che non solo lasciano una gradevole scia, ma regalano refrigerio e benessere. I bouquet frizzanti non sono, però, i soli a fornire il benessere e la freschezza che piace ricevere nella stagione calda. La bella stagione porta con sé il profumo della frutta fresca, otti- all’aroma delle vacanze, può influenzare positivamente l’umore, così come la pesca e l’albicocca: via libera, quindi, agli spruzzi golosi fruttati. L’odore del mare è sinonimo di estate, i luoghi dove regna l’acqua apportano incalcolabili benefici per la salute ed il benessere. L’acqua salata, lo iodio ed i sali minerali come il magnesio aiutano l’equilibrio del sistema nervoso, la bellezza della pelle ed il benessere del sistema respiratorio. Purtroppo non è possibile racchiudere il profumo del mare in una bottiglia, ma la ricerca dell’industria dei maestri profumieri è riuscita a sintetizzare molecole odorose, che rievocano l’aria frizzante del mare, la carezza salata sul viso, l’ossigeno ed il senso di freschezza blu, che solo una passeggiata in riva al mare riesce a dare. Come separare l’estate dalla vitalità sgargiante dei fiori che la contraddistinguono? Rose dai colori accesi e dal profumo avvolgente, gelsomini capaci di farci immergere immediatamente in un’atmosfera da fiaba, lavanda, gardenie, magnolia: circondati di natura, fuori e dentro casa. Le essenze, ricavate dai fiori, forniscono da sole oltre la metà del “fabbisogno” per la produzione profumiera pour femme. Le fragranze estive non sono fuori da questo calcolo, anzi… più di altre sono basate su jus floreali di ogni tipo. Ma quali sono le varietà più adatte, quelle che caratterizzano questi profumi estivi? Esistono fiori, i cui effluvi hanno il dono della leggerezza e, quindi si prestano più di altri alla produzione di profumi freschi: il mughetto, la rosa, la violetta e la lavanda. Ma è dalla combinazione di diverse varietà che si ottengono i migliori risultati, dall’unione con altre essenze di altra natura. L’estate è caratterizzata anche dal profumo intrigante della menta e dall’ odore del basilico, capace di riportare immediatamente a casa, nella cucina della nonna ed alle domeniche in famiglia, insieme a maggiorana, origano e rosmarino, il quale, come confermato da diversi studi, aiuta la rigenerazione cellulare ed ha effetti sulla memoria. Spruzzare sul corpo un’acqua profumata con una concentrazione ridotta di oli essenziali di menta, maggiorana e limoncello regala alla nostra immagine un’allure pulita, serena ed, allo stesso tempo, sensuale. Estate è anche luce, sole e colori brillanti: la profumeria attinge al grosso patrimonio, che forniscono gli oli essenziali estratti dagli agrumi, per rievocare il senso di gioia ed allegria che caratterizza questa stagione. Gli agrumi forniscono gli ingredienti base per qualsiasi profumo con ambizioni di freschezza. Fiori d’arancio, bergamotto, cedro, limoni, pompelmi… sono al centro della maggior parte delle storiche acque di colonia, create per fornire un piacevole benessere prima ancora che per lasciare una persistente scia profumata al passaggio. Sono proprio le antiche acque di colonia ad avere ispirato tutta una serie di fragranze estive basate sugli agrumi. La scelta è, dunque, amplissima, non ci resta che affidarci a chi le fragranze le conosce bene per farci consigliare quella più adatta alla nostra percezione di estate ed al nostro umore. BELLEZZA 77 Snelle e in forma in tempi record! LINEA a cura di ENRICO FILIPPINI Oggi in farmacia c’è Dimalosio Complex il regolatore dell’intestino. Professore a contratto in “Nutrizione Clinica” - Roma Piano d’attacco su più fronti. Scopri quali con i consigli dell’esperto I nutile dire che non è vero. Quando giunge l’estate, il caldo, la piscina, il mare ci obbligano a riflettere sulla nostra condizione di forma. Noi medici specialisti in medicina estetica ed endocrinologia del Poliambulatorio medico-chirurgico dott. Enrico Filippini siamo abituati, da molti anni, a dover effettuare terapie urgenti e veloci, al limite delle possibilità di buona riuscita, nonostante le raccomandazioni fondamentali su quanto sia importante iniziare programmi dimagranti e modellanti a partire dall’inverno e permettere in questo modo l’esplicarsi dell’effetto terapeutico. Alla fine, però, luglio e agosto sono i mesi delle terapie urgenti, per non sembrare troppo goffi con la maglietta a maniche corte, con il costume da bagno, con le scollature della sera. Primo: dieta proteica Quando volete dimagrire con una certa velocità, è meglio che vi facciate consigliare dal vostro medico endocrinologo di fiducia, perché è importante utilizzare gli strumenti più adatti ed evitare di nuocervi alla salute. La terapia dimagrante, che può fare al caso vostro, è la dieta proteica, possibilmente con 78 BELLEZZA qualche pasto sostitutivo, in modo da ottimizzare la perdita di grasso preservando la massa muscolare ed evitando di perdere la tonicità della pelle, soprattutto del viso e del contorno occhi. Secondo: terapie ad hoc per diminuire nei punti giusti Altro aspetto molto importante è capire bene, aiutate dal vostro endocrinologo esperto in medicina estetica, la zona dove soprattutto avete desiderio di diminuire: sembra un’affermazione inutile, ma non è vero. Infatti, per riuscire a dimagrire in alcune zone particolari del corpo come la radice delle cosce, i fianchi, le braccia, è necessario scegliere tra una delle numerose diete normoproteiche, attraverso la sinergia di terapie generali e terapie locali. Le prime per determinare lo stimolo al dimagrimento e le seconde per indirizzarlo soprattutto nel punto desiderato. Sarebbe un grave errore, purtroppo assai frequente, non considerare la quasi sicura scarsa risposta alla dieta di molte parti del corpo, bloccate da fattori genetici, ma soprattutto endocrino-ormonali. Terzo: attività fisica Difficile riuscire a dimagrire velocemente senza aumentare l’atti- vità fisica, che in estate può essere favorita dal clima gradevole e stimolata dall’attraente fioritura dei parchi pubblici attrezzati per lo sport. Anche la piscina offre la possibilità di svagarsi piacevolmente, mentre viene praticata una delle più salutari ed efficaci pratiche sportive. Quarto: integratori e termogenici Quando dobbiamo cercare di perdere peso con una certa rapidità, possiamo utilizzare in sinergia anche un valido termogenico, scegliendo tra quelli presenti in natura ed ormai abilmente trasformati dai farmacologi. Tè verde, caffè verde, peperoncino, pepe, arancio amaro, alghe sono tra i più noti estratti naturali, che possono essere utilizzati dal vostro medico dietologo, endocrinologo per eliminare la stanchezza, farvi sentire in forza e con minor fame. Ricordate che, anche e soprattutto nell’utilizzo di tutti gli integratori, è sempre consigliato chiedere al vostro medico specialista di fiducia, per evitare effetti indesiderati. Quinto: crema anticellulite Per finire, cari lettori, non dimentichiamoci la crema anticellulite. Ce ne sono di molto efficaci ed anche la crema rassodante, essenziale per evitare smagliature e gravi perdite di tono durante il dimagrimento. SPECIALE STIPSI? Sveglia l’intestino combatti la stitichezza Kilocal Brucia Grassi Aiuta a mantenere l’equilibrio del peso corporeo. (E.s. Guaranà, Coleus Forskohlii) Kilocal Pancia Piatta Naturalmente in linea senza fastidiosi gonfiori, aiuta la digestione. Q uando l’intestino si “addormenta” e perde la sua regolare puntualità è possibile andare incontro ad episodi di stitichezza che possono causare cattiva digestione, senso di gonfiore con tensione addominale e alitosi. Secondo le recenti linee guida il problema può essere affrontato con una dieta ricca di fibre indispensabili per ritrovare e mantenere la corretta motilità intestinale. Kilocal Caffè Verde Sostiene la tua voglia di perdere peso. (E.s. Caffè Verde, Cromo, Iodio) Kilocal Armonia Donna Ritrovare l’equilibrio psicofisico per il bene della coppia. (E.s. Damiana, Maca) Kilocal e sei di nuovo tu! Gusto Mirtillo drenante forte 11 estratti erboristici in 3 gradevoli gusti, per un’azione drenate e depurante “forte”. NOVITÀ Gusto Tè Verde Gusto Ananas www.kilocalprogram.it I prodotti devono essere impiegati nell’ambito di una dieta ipocalorica adeguata seguendo uno stile di vita sano con un buon livello di attività fisica. Se la dieta viene seguita per periodi prolungati, superiori alle tre settimane, si consiglia di sentire il parere del medico. Leggere le avvertenze sulle confezioni. Seguendo queste direttive è stato formulato Dimalosio Complex, un preparato a base di Psillio e Glucomannano, fibre naturali, arricchito con Lattulosio ed estratti vegetali, componenti attivi che agiscono in sinergia per “risvegliare” la corretta motilità intestinale senza irritare. Dimalosio Complex sveglia l’intestino pigro, usato con regolarità svolge un’azione come regolatore intestinale, favorisce la crescita della flora batterica ed aiuta a combattere quel fastidioso gonfiore addominale facilitando una normale evacuazione. Dimalosio Complex lo trovate in Farmacia, disponibile in confezione da 20 bustine al gradevole gusto pesca. Da ALKAMED In Farmacia Additivi sì e no a cura di Gianni Fochi È il caso di molti coloranti: nei cibi se ne potrebbe far tranquillamente a meno. A scanso d’equivoci, non si tratta di sostanze pericolose: nessun additivo ammesso nei cibi in Europa lo è, a quanto se ne sa. Ogni tanto per qualcuno il progredire della scienza scopre una nocività che prima era sconosciuta: per questo le norme sono soggette a una tranquillizzante revisione periodica. Non dimentichiamo, comunque, che sorprese sgradite arrivano di continuo nei campi in vari tipi d’alimento non si può far a meno dei conservanti Chimico e Giornalista scientifico Alcuni additivi alimentari sono indispensabili, altri superflui E poca strana, la nostra. Viviamo un progresso tecnico impensabile qualche decennio fa e si diffonde la sensazione esagerata che le conquiste scientifiche e tecnologiche possano risolvere ogni problema. Nello stesso tempo, però, sono altrettanto diffuse mille fobie immotivate o almeno poco motivate, che esasperano il nostro istintivo senso d’insicurezza e ci fanno convivere con gli spettri di catastrofi incombenti. Un campo, in cui questo è particolarmente vero, è quello degli additivi alimentari, sostanze aggiunte 80 ALIMENTAZIONE ai cibi con gli scopi più diversi. Esse intervengono in vario modo su lavorabilità, conservazione, proprietà dietetiche, sapore, consistenza, aspetto. In una grossa friggitrice, per esempio, l’emulsione dell’olio col liquido acquoso, che in cottura esce dalle patatine, tenderebbe a schiumare, creando difficoltà: alcuni produttori rimediano con l’E900, un tipo di silicone, che non ha inconvenienti sanitari o ambientali. Di sicuro qualche lettore storcerà il naso, pensando che sarebbe meglio far a meno di roba del genere, anche se la quantità massima ammessa dalle norme europee nell’olio di frittura è davvero bassa: dieci parti di E900 su un milione di parti d’olio. La dose, già così limitata, s’abbassa ancora parecchio, se teniamo conto che di olio nelle patatine ne resta poco. In generale siamo tutti portati a prediligere i cibi più genuini possibile e la repulsione verso tutto ciò che va sotto la dicitura d’additivo alimentare, viene istintiva. La realtà è, tuttavia, troppo complessa per essere liquidata con un no categorico, come del resto anche un sì acritico sarebbe sbagliato. In effetti alcuni additivi non portano nessun beneficio al consumatore, ma soltanto al produttore, nel senso che hanno la sola funzione d’invogliare all’acquisto. più diversi: persino ingredienti in uso da tempo immemorabile, che siano o no naturali, possono venire prima o poi sconsigliati, o addirittura messi al bando. D’altronde molti additivi sono indispensabili: se un giorno la scienza arrivasse a ritenere no- civi proprio quelli, bisognerebbe assolutamente che fornisse subito alternative più sicure. Per citare una categoria, in vari tipi d’alimento non si può immaginare di far a meno dei conservanti. Agli insaccati vengono aggiunti certi sali di sodio o di potassio, i cosiddetti nitriti, sebbene presentino rischi sanitari, se il dosaggio è esagerato. Evitar d’ingerirli anche entro il limite ammesso (80 milligrammi per chilo d’alimento) sarebbe un bene? Solo in astratto. Senza di essi incorreremmo, infatti, in un rischio assai peggiore: un batterio, quel botulino che ha acquistato popolarità per trattamenti antirughe. D’ora in avanti Chi è Gianni Fochi Gianni Fochi, chimico della Scuola Normale Superiore di Pisa, ha fatto ricerca sperimentale in Laboratori universitari e industriali, lavorando in Italia e al Politecnico di Zurigo (ETH). È autore di libri di chimica per le Scuole medie superiori e per l’Università. Da molti anni si dedica anche alla divulgazione scientifica, collaborando a quotidiani e periodici vari. Ha pubblicato libri divulgativi con la Longanesi (“Il segreto della chimica” e “Fischi per fiaschi nell’italiano scientifico”) e con la Giunti (“La chimica fa bene”): i lettori potranno trovarvi approfondimenti dei temi trattati nell’articolo. fate caso alle non poche volte in cui le cronache riferiscono le stragi che esso compie in famiglie o gruppi di convitati: intossicazioni spesso letali. Altro esempio: gli antiparassitari nelle patate. La natura ha dotato la patata d’un pesticida appunto naturale: la solanina, che in condizioni normali sta nella buccia per tener fuori i parassiti. Purtroppo non fa miracoli e qualche aggressore, minuscolo, ma agguerrito, ogni tanto riesce a penetrare dentro il tubero. La pianta reagisce arretrando la solanina verso l’interno, nel tentativo d’inseguire l’invasore e d’intensificare il contrattacco. Così, mangiando la patata, c’intossichiamo noi anche se la buccia è stata tolta. Meglio, allora, sull’esterno un buon antiparassitario di sintesi, più efficace della solanina contro gli intrusi e più controllato nei suoi effetti su di noi. A quel punto la solanina resta all’esterno e, quando sbucciamo la patata, non va nel piatto, ma nei rifiuti insieme col presidio aggiunto dall’uomo. ALIMENTAZIONE 81 Alimurgiche: alimento o medicina? a cura di Giulio Francesco Valeriano Farmacista diplomato in Omeopatia Un mix di sostanze benefiche per la salute A limento o medicina? L’uno e l’altra! Sì, le alimurgiche (piante edibili che crescono spontanee) presentano questo dualismo. Capaci di appagare anche i palati più esigenti, apportano un mix di sostanze benefiche per la salute. Conservare un buono stato di salute implica una sana e corretta alimentazione, tant’ è che negli antichi testi di medicina cinese il cibo era considerato un farmaco. Le fitoalimurgiche contengono sali minerali, fibre, mucillagini, antiossidanti e molte altre sostanze utili al nostro metabolismo. Tarassaco, ortica e malva: tre piante spontanee conosciute in cucina e molto usate anche in farmacia. Il tarassaco, dente di leone o piscialetto, è ottimo in insalata (le foglie più giovani) o spadellato, utilissimo anche come drenante in virtù delle sue proprietà diuretiche. Lo troviamo in tisane, capsule e sciroppi, per contrastare la ritenzione idrica, che causa l’antiestetica e fastidiosa cellulite ed i gonfiori alle caviglie nella stagio- 82 ALIMENTAZIONE ne calda. Anche l’irritante ortica, conosciuta per il famoso risotto e per le frittate, trova impiego come depurativo ematico e della pelle, oltre ad essere utile nei casi di astenia . In omeopatia l’ortica si usa per i disturbi reumatici e le affezioni della pelle, i cui sintomi sono simili a quelli che la pianta causerebbe per contatto con la pelle. Ancora la malva, conosciuta per le sue proprietà emollienti e lenitive (molto utili i cataplasmi), dovute alla sua ricchezza in mucillagini, che la rendono adatta per le pelli irritate dal sole o dagli agenti atmosferici, molto usata anche per contrastare la stitichezza e dar sollievo ad un intestino irritato. Troviamo la malva anche in sciroppi e colliri. Anche in cucina questa pianta trova il suo posto, entrando nei nostri piatti come ingrediente di insalate oppure cotta e spadellata. Secondo la mtm (medicina tradizionale mediterranea) la malva è collegata all’elemento acqua e, per questo, capace, in forma di tisana, di quietare il nostro mare interiore e stimolare un fisiologico sonno ristoratore. Come sempre si raccomanda l’uso di piante fresche di provenienza sicura (luoghi non contaminati dall’inquinamento) e raccolte solo se si è certi di riconoscerle. Per i prodotti già pronti che troviamo in farmacia, il farmacista può fornire tutte le informazioni necessarie per usarli al meglio. Oggi mangio… insetti a cura di Federica Peretti // [email protected] sione Europea all’Autorità per la sicurezza alimentare, che ha sede a Parma, che dovrebbe esprimersi nel merito entro luglio. Giornalista Inusuali, ma gustosi e nutrienti C hi avrebbe mai immaginato che un giorno avremmo potuto sentirci offrire ragni fritti, scorpioni o cavallette. In estremo Oriente, in Africa ed in Sudamerica, l’entomofagia, cioè la consuetudine di mangiare insetti, rappresenta una normalità, perché larve, scorpioni e locuste rappresentano un’autentica fonte alimentare. Non si tratta di una rivoluzione o di una nuova moda culinaria, ma di un’abitudine diffusa in molte parti del mondo, dove gli insetti rappresentano un’importante fonte di nutrienti, specialmente proteine. 84 ALIMENTAZIONE Tutti gli insetti, infatti, hanno un elevato contenuto nutrizionale: sono ricchi di proteine, grassi, calcio, ferro e zinco. Per quanto riguarda l’apporto energetico rappresentano un cibo di alta qualità. Presentano, inoltre, un buon contenuto di minerali e vitamine con potassio, calcio, ferro e magnesio. Le vitamine del gruppo B (niacina, riboflavina e tiamina) sono ben rappresentate ed in alcune specie anche le vitamine A, E e D. Non è un caso che EXPO 2015 abbia scelto come tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L’en- In molti Paesi asiatici mangiare insetti è un’usanza accettata da tutti i ceti sociali tomofagia è una pratica diffusa in larga parte del mondo (l’80% circa); ciononostante ha da sempre suscitato scarso interesse nei popoli occidentali, perché considerata usanza bizzarra, povera e poco igienica. Solo recentemente le autorità internazionali hanno cominciato a porre reale attenzione all’argomento ed a realizzare l’importanza di una maggiore dignità e diffusione di questa pratica alimentare. Secondo la Fao circa due miliardi di persone consumano già oggi regolarmente insetti. Attualmente nel nostro Paese non è consentito l’utilizzo degli insetti, ma un parere scientifico è già stato richiesto dalla Commis- Cenni storici Durante la preistoria l’uomo non aveva ancora strumenti per cacciare grossi animali né tecniche per l’agricoltura, si può supporre quindi, che gli insetti fossero una importante fonte alimentare. Con l’avvento dell’uso del fuoco la raccolta di prove si è semplificata: dalle analisi delle ceneri sono state ritrovate tracce di insetti. Erodoto narra di popolazioni libiche, che usavano mangiare locuste mescolate col latte. Aristotele scrive di come le cicale siano più buone allo stato di crisalide. Nella sua Naturalis Historia Plinio parla di una larva chiamata Cossus, servita in delicatissimi piatti nei banchetti degli antichi romani. Anche i Vangeli citano Giovanni Battista che mangiava locuste e miele selvatico. Pochi sono a conoscenza della passione di Leonardo da Vinci per la cucina. In un libro raccoglie i suoi suggerimenti culinari e le sue bizzarie e sono presenti anche ricette con gli insetti. Elenca come commestibili: grilli, api e alcuni bruchi e non commestibili: ragni, coleotteri e mosconi. In molti Paesi asiatici mangiare insetti è un’usanza accettata da tutti i ceti sociali. In alcuni Paesi occidentali come Usa, Regno Unito, Francia, Olanda e Belgio hanno cominciato a diffondersi compagnie, che vendono prodotti a base di insetti, Festival dedicati o ristoranti che li propongono nel loro menu. Tuttavia, specialmente in Europa, sono pochissimi gli insetti consumati tradizionalmente. Ancora noto e diffuso è il “formaggio coi vermi” tipico di alcune Regioni della Francia, Germania e Italia, come la Sardegna, la Sicilia, il Piemonte, il Friuli, l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna. Infine alcuni estratti di insetto, come il rosso cocciniglia, vengono ampiamente utilizzati per colorare cibi come yogurt, caramelle, il Campari ed altro. Ristorazione I ristoranti, che in Europa propongono pietanze a base di insetti, sono diversi, alcuni, forse, conosciuti solo per passaparola, altri più rinomati. Tra questi ultimi ci sono: Spektakel, De Apenheul e ‘t Rubenshuis in Olanda, Manitou a Francoforte, Never Never Land a Berlino, Archipelago a Londra, Noma a Copenaghen, Le Festin Nu a Parigi, Aphrodite a Nizza. Attualmente i piatti proposti sono burro di noccioline alle camole della farina, crema di cocco e gelatina di vodka, api nel loro miele accompagnate da caramello biscotto croccante e gelato al burro, locuste ricoperte di cioccolata, rucola con salsa agrodolce di locuste e grilli e camole della farina disidratate, quinoa e spinaci con grilli saltati e uvetta accompagnati da bacche rosse secche. Nessuno è particolarmente saporito, probabilmente perché il gusto è coperto dagli altri ingredienti abbinati. Quello che risalta è la croccantezza. La mentalità della gente è ancora lontana dal considerare gli insetti nella loro dieta quotidiana. Nessuno trova ci sia una reale ragione per farlo. Solo i media ed anni di esperienza potranno far cambiare idea alla gente. Li si mangia per curiosità o per sfida, ma essi sono culturalmente ben lontani dall’essere un’esperienza quotidiana. Il pregiudizio degli occidentali è ancora molto diffuso. ALIMENTAZIONE 85 probabilità maggiore di ammalarsi”. Di conseguenza bisogna assolutamente adottare uno stile di vita corretto, iniziando da una congrua alimentazione, sup- gli alimenti “ad alto indice glicemico” ci fanno ingrassare L’ importanza della nutrizione a cura di Michele Vanossi Giornalista de Il Giornale, Ulisse e Maxim Prof. Franco Berrino: 10 basilari raccomandazioni per ridurre la possibilità di ammalarsi di patologie tumorali e croniche I l prof. Franco Berrino collabora col direttore del Reparto di Epidemiologia dell’Istituto dei Tumori di Milano Vittorio Krog e con la dottoressa Anna Villarini, coordinatrice del “Progetto Diana”. Di frequente è colui che introduce la presentazione dei Corsi di cucina naturale per la prevenzione e la gioia di vivere, aperti a tutti, che si svolgono alla Cascina Rosa 86 ALIMENTAZIONE di Milano, organizzati dall’Associazione Salute Donna Onlus ([email protected]). Con parole semplici, ma efficaci ricorda sempre le 10 basilari e già note raccomandazioni del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), consultabili sul sito: http://cancer-code-europe.iarc.fr. Ma la sua “mission” è quella di soffermarsi su alcuni suggerimenti alimentari (approvati e supportati da studi e da ricerche scientifiche), adottando i quali, ridurremmo del 30% circa la probabilità di ammalarci di patologie tumorali e croniche. “Bisogna mangiare, in media, circa il 20% in meno rispetto alle nostre consuetudini, rieducando il gusto”– afferma – ricordando quanto la pressione economica svolga talvolta un ruolo negativo inducendoci a fagocitare cibo spazzatura. Quindi come dovremmo comportarci? ”è fondamentale mantenersi in forma, chi è in sovrappeso ha una portata dal movimento fisico costante (che può consistere in una semplice passeggiata a passo sostenuto per 30 minuti al giorno). Optare a favore di una dieta sana significa consumare abitualmente cereali integrali (molto ben assimilabili dal nostro organismo), frutta secca, legumi (rallentano la velocità di assorbimento degli zuccheri), tanta verdura, frutta e tutti quegli alimenti a basso indice glicemico individuabili con facilità anche su internet. Il tutto a beneficio di un organo di fonda- mentale importanza: l’intestino. Se funziona bene, ne trae giovamento anche il sistema immunitario. La lista dei cibi che il professore reputa dannosi è abbastanza lunga: le farine raffinate, le patate (soprattutto le patatine), fino ad arrivare al sale, del quale dovremmo ridimensionare drasticamente l’utilizzo. Sono, in sostanza, quei prodotti o quegli alimenti “ad alto indice glicemico” che causano repentini picchi glicemici e che ci fanno ingrassare perché sopiscono il senso di fame per breve tempo. Semaforo rosso anche per gli di zuccheri (comprese le bevande zuccherate), per il fruttosio e per l’aspartame (vero killer per chi soffre di diabete). Il prof. Berrino giudica negativa- mente le attuali e tanto modaiole diete ultraproteiche. Costituiscono un’arma a doppio taglio, perché danno un dimagrimento immediato, ma, stancano e, per bruciare l’eccesso di proteine, costringono il metabolismo a produrre residui tossici che intaccano il centro (e il regolatore) del nostro appetito: l’ipotalamo. E ancora: incrementano la produzione dell’ormone grelina durante il loro passaggio nell’apparato digerente stuzzicando ed aumentando, di conseguenza, l’appetito. Prevenire significa limitare (non eliminare) anche il consumo di latte e derivati e di proteine di origine animale (l’OMS raccomanda che il totale giornaliero non superi l’8% per gli italiani la media corrisponde al 20%) e soprattutto le carni rosse, perché ricche di una tipologia di ferro altamente ossidante, che sarebbe il responsabile principale di alcune tipologie di carcinomi all’apparato digerente, all’intestino, all’esofago e al colon. Ma la novità rivelata dal professore è quella emersa da recenti studi “Epic”, secondo i quali l’abuso di proteine, protratto nel tempo, causerebbe anche una demineralizzazione ossea con conseguente rischio di osteoporosi e di fratture. Il prof. Franco Berrino ALIMENTAZIONE 87 Pelle e vitamine a cura di Erica Denti // [email protected] Farmacista P L’elenco di quelle che non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione arlando di pelle luminosa, sana, elastica e morbida, siamo abituati a chiederci quali, tra i prodotti cosmetici più innovativi, dalla detersione alla crema da giorno e da notte, dobbiamo scegliere per ottenere risultati straordinari. Spesso ci dimentichiamo che non basta la cura dall’esterno per una pelle sana e giovane, è necessario scegliere il giusto nutrimento dall’interno: vitamine, acqua, antiossidanti e tutti i micronutrienti, forniti da una dieta varia ed equilibrata, sono di fondamentale aiuto nel rallentare l’in- 88 ALIMENTAZIONE vecchiamento cutaneo e garantire una pelle invidiabile. Dovremmo badare alla nutrizione ed anche allo stile di vita: LA Vitamina A migliora l’idratazione e favorisce l’elasticità DELLA PELLE banditi alcol e fumo, mai esagerare con il caffè, ricordarci di fare attività fisica regolarmente per ossigenare i tessuti, bere almeno 2 litri di acqua al giorno, evitare diete ipocaloriche sbilanciate. Ecco le 5 vitamine contenute nei cibi alleati della nostra pelle, che non dovrebbero mai mancare nella nostra alimentazione: A, B, C, D, E. Vitamina A: migliora l’idratazione e favorisce l’elasticità stimolando la produzione di collagene, aumenta lo spessore del derma e rende la pelle più tonica e resistente. Le principali fonti sono l’uovo, latticini e formaggi, verdura e frutta di colore giallo-arancione nella quale sono presenti i caro- tenoidi ovvero i precursori della vitamina A. Vitamine B: svolgono un ruolo fondamentale favorendo il ricambio e rallentando l’invecchiamento cellulare oltre a proteggere il microcircolo ed avere spiccata attività antiossidante. Le vitamine del gruppo B sono presenti in quantità elevata nel lievito di birra, soia, germe di grano, lenticchie, frutta secca, latte, uova, fegato e pollo. Vitamina C: è un ottimo antiossidante in grado di limitare i danni dei radicali liberi ed è fondamentale nella sintesi di collagene ed elastina per garantire una pelle elastica e tonica. Agrumi, fragole, ciliegie, kiwi, ananas, ma anche spinaci, peperoni, pomodori, prezzemolo ne sono ricchi e non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole. Vitamina D: è una vitamina che il nostro organismo è in grado di produrre quando ci esponiamo al sole, ma, purtroppo, non in tutte le regioni il sole è garantito tutto l’anno. Possiamo integrarla consumando pesce quale sgombro, sardine, spada, ma anche mandorle, sesamo, olio di germe di grano e cereali, perché la vitamina D è fondamentale nel garantire l’equilibrio del film idrolipidico della nostra pelle per una migliore idratazione, elasticità e luminosità. Vitamina E: è un potentissimo antiossidante ed aiuta a rallentare l’invecchiamento cutaneo limitando i danni cellulari dei radicali liberi, mantenendo un’ottima elasticità e prevenendo le macchie cutanee causate dai raggi UV. Utilissima in caso di eritemi e arrossamenti cutanei, perché anche gli Omega 3 sono fondamentali per formare i tessuti di sostegno della pelle ristabilisce presto l’idratazione e lenisce efficacemente. Bastano 2 o 3 cucchiai al giorno di oli vegetali o qualche spuntino con frutta secca e l’abitudine nel prediligere farine integrali per garantire un apporto ottimale. Non solo le vitamine, ma anche gli Omega 3 sono fondamentali per formare i tessuti di sostegno della pelle; la principale fonte è il pesce, ma anche noci, mandorle e semi di chia. Nel fegato, frutti di mare, cereali integrali, legumi e verdure verdi troviamo un’ottima fonte di ferro, che sosterrà l’ossigenazione dei tessuti,il circolo e la nutrizione. Anche il magnesio non dovrà mai mancare, perché sostiene e stimola la formazione del collagene; possiamo aiutarci consu- mando tisane di foglie di te, spezie, noci e semi vari. Yogurt, formaggi, nocciole, spinaci, cereali ed acciughe integrano lo zinco, che coopera rallentando l’invecchiamento cellulare. Selenio e rame combattono anch’essi i radicali liberi attenuando le rughe: li troviamo nelle noci, cavoli, cetrioli, broccoli, carne di pollo e tacchino, pesci come tonno e sardine, crostacei, riso e cereali integrali, fegato, fagioli, germe di grano. Lo stato di salute della nostra pelle dipende, dunque, da molteplici fattori: dal punto di vista nutrizionale non dovranno mai mancare grassi, proteine,vitamine, sali e soprattutto l’acqua, l’elemento vitalizzante e ringiovanente per eccellenza in grado di idratare, ma anche di ripulire l’organismo spazzando via le tossine. Il “segreto” è imparare a dosare tutti questi semplici ingredienti naturali nel menu di ogni giorno, scegliendo tra gli ortaggi e la frutta di stagione freschi, pesce ed oli ricchi di acidi grassi saturi, semi oleosi, cereali integrali e proteine, ma senza dimenticarci dell’acqua, dello sport e di buoni momenti di relax. ALIMENTAZIONE 89 LE RICETTE SENZA GLUTINE dello chef Marco Scaglione ILTESTDIAGNOSTICO PIU’COMPLETOPER VALUTARELASALUTE DELTUOINTESTINO INFLORASCAN L’intestino è un organo caratterizzato da complesse funzionalità: digestione ed assorbimento di nutrienti, produzione di anticorpi per difendere l’organismo, produzione di ormoni e neurotrasmettitori che regolano il senso di fame e sazietà e il ritmo della peristalsi. Il benessere dell’intestino si traduce in benessere generale della persona. La buona funzionalità intestinale dipende da numerosi fattori tra cui l’equilibrio della flora batterica, il sistema immunitario nella mucosa, l’assenza di stati infiammatori, la presenza di batteri patogeni, virus o miceti. INFLORA SCAN è un test innovativo, completo e non invasivo che valuta la presenza di microorganismi patogeni, specifici marker di infiammazione intestinale, capacità digestiva, permeabilità intestinale, funzione immunitaria intestinale e disbiosi. NATRIX È IL LABORATORIO DI ANALISI DI RIFERIMENTO PER VALUTARE LA SALUTE DELL’INTESTINO. INFLORASCAN è consigliato a tutti, per valutare il benessere dell’intestino e particolarmente utile a chi soffre di diarrea o stipsi, gonfiori addominali, tensioni e crampi addominali, flatulenza, infezioni genitali ricorrenti (candida), malassorbimento, difficoltà digestive, a chi conduce ritmi frenetici e stressanti a chi ha una alimentazione scorretta, ricca di cibi raffinati e povera di fibre. INFLORA SCAN è indicato anche a chi soffre di patologie croniche non intestinali, in quanto un disturbo o un’infiammazione intestinale si può ripercuotere a livello di vari distretti dell’organismo: mal di testa ed emicrania, stanchezza cronica, stati di ansia e sbalzi di umore, problemi dermatologici. Natrix Lab: il laboratorio certificato (UNI-ENI-ISO 9001 : 2000) di riferimento per le tue analisi personalizzate: • FOOD INTOLERANCE TEST: valutazione delle intolleranze alimentari IgGmediate, metodo ELISA. • CELIACTEST: Valutazione immunitaria della positività al morbo celiaco. • ANTIAGING PROFILE: (Free Radical Test + Antioxidant Capacity Test) valutazione globale dello stress ossidativo. • CELLULAR AGING FACTORS: valutazione dell’invecchiamento cellulare (ossidazione, metilazione, glicazione, infiammazione). • LIPIDOMIC PROFILE: valutazione del profilo lipidomico plas-matico e di membrana (acidi grassi). • CARDIO WELLNESS TEST: analisi globale del benessere cardiovascolare, integrato con l’indice di rischio di contrarre patologie a carico del sistema cardiovascolare. • ZONA PLUS TEST: valutazione del rapporto (AA/EPA), Glicemia, Insulina, indice HOMA. • HORMONALPROFILES: dimagrimento, stress, sport, buona notte, donna fertile, donna menopausa, uomo. • MINERAL EVO: valutazione approfondita di minerali nutrizionali e metalli pesanti su capello. Tutte queste analisi sono eseguibili anche tramite un semplicissimo prelievo capillare o salivare. Caponata alla palermitana con cous cous di mais Autore: Marco Scaglione Fotografo: Iuri Niccolai INGREDIENTI per 6 persone: 250 g di cous cous di mais 1-2 melanzane 15 g di uvetta sultanina 1 cipolla bianca 1 costa di sedano 3 pomodori ramati 1 cucchiaino di zucchero sem. 50 ml di aceto di vino 15 olive verdi denocciolate 30 g di capperi sotto sale 70 g di pinoli sgusciati 40 g di mandorle sgusciate e tritate 16 foglie di basilico olio per friggere olio extravergine di oliva sale fino pepe nero in grani Tempo: 1 ora + tempo di riposo Difficoltà: Media PROCEDIMENTO: Lavare le melanzane, spuntarle, tagliarle a dadini e friggerle in una padella con abbondante olio bollente; scolarle con una schiumarola su carta assorbente da cucina. Fare ammollare l’uvetta in acqua per 5 minuti, quindi scolarla, strizzarla e tenerla da parte. Sbucciare la cipolla, dividerla a metà, affettarla sottilmente e farla appassire in una padella antiaderente con 1-2 cucchiai di acqua per 5-6 minuti, a fuoco moderato. Spuntare il sedano, con l’aiuto di un pelapatate privarlo dei filamenti, quindi lavarlo e affettarlo sottilmente; cuocerlo in acqua bollente salata per 2 minuti, poi scolarlo e unirlo nella padella con la cipolla e l’uvetta. Lavare i pomodori, eliminare il picciolo e cuocerli in acqua bollente per 15 secondi; scolarli, privarli della pelle e dei semi all’interno e tagliare la polpa a cubetti. Aggiungerla alle verdure nella padella e unirvi lo zucchero, l’aceto e 4 foglie di basilico lavate e spezzettate. Cuocere per altri 8 minuti a fuoco vivace. Unire infine le melanzane, i pinoli, le olive e i capperi sciacquati e cuocere per 6-7 minuti, regolando alla fine di sale e di pepe. Tostare le mandorle tritate in una teglia senza alcun condimento, lasciandole per 2 minuti sotto il grill acceso del forno. Disporre il cous cous in una teglia larga, distribuendolo in modo uniforme. Portare a ebollizione 2,5 dl di acqua con una presa di sale, quindi versarla sul cous cous e mescolare, in modo che venga del tutto assorbita. Utilizzando una forchetta, mescolare quindi il cous cous, separando i grani fino a quando risulterà freddo; unire 1 cucchiaio di olio e un pizzico di sale e mescolare nuovamente. Comporre le fondine individuali: distribuirvi il cous cous e farvi un profondo foro al centro. Riempirlo con la caponata di verdure, completare con il restante basilico e servire. ALIMENTAZIONE 91 IL PERITO GRAFOLOGO Candida Livatino analizza la vostra scrittura IN PUNTA DI PENNA www.livatinocandida.it La scrittura di Anna Maria rivela una rigidità di pensiero ed un forte legame con la famiglia. C ara Anna Maria, la sua è una scrittura priva di inclinazione, rigida, che rispecchia la sua rigidità di pensiero. Non si discosta dalle sue idee, perché è sempre convinta di essere nel giusto e che siano gli altri a sbagliare. è testarda e irremovibile nelle sue decisioni, anche se questo le può creare qualche problema relazionale. Non accetta i consigli degli altri, vuole fare tutto di testa sua, pronta a pagarne le conseguenze. Noto, inoltre, che ha lasciato poco spazio tra una parola e l’altra. è la conferma che ha poco senso critico, in particolare verso se stessa. Se qualcuno la contraddice, reagisce immediatamente, con atteggiamenti a volte condizionati dall’impulsività. Nell’affettività fa fatica a lasciarsi andare, perché, nonostante sia un po’ ansiosa, cerca di tenere sotto controllo le pulsioni. Questo suo atteggiamento nasce dalla paura di soffrire, una sofferenza, che, forse, ha provato in passato e non vuole più rivivere. In realtà, in cuor suo, desidera essere coccolata e colmata di attenzioni affettive. Vorrebbe tornare bambina per essere accudita e riempita di quell’affetto che forse le è mancato. Noto, inoltre, che la sua grafia è priva di allunghi superiori ed inferiori e si sviluppa tutta in orizzontale. è il segnale del desiderio di farsi notare, di non passare inosservata e di ricevere attestati di apprezzamento da parte delle persone con le quali si relaziona. La firma, spostata nella parte sinistra del foglio (che rappresenta il passato), evidenzia il forte legame con la famiglia d’origine, in particolare con la figura materna. Un caro saluto. Per ricevere profili grafologici corretti utilizzare una penna nera, usare fogli bianchi non a righe o a quadretti, apporre la propria firma ed inviare a: [email protected] GRAFOLOGIA 93 TEMPO DI PREPARAZIONE 20 minuti circa INGREDIENTI PER 4 PERSONE 800 gr circa di zucchine più una zucchina di decorazione 1 spicchio d’aglio (facoltativo) 2 cucchiai di pinoli 1 mazzetto abbondante di basilico fresco 3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato Sale Speck a cubetti a piacere 3 cucchiai di olio extravergine PREPARAZIONE Mettete sul fuoco dell’acqua e portatela a ebollizione; nel frattempo lavate le zucchine e asciugatele; tagliate LA RICETTA una zucchina a rondelle, che metterete da parte per la decorazione del piatto. Il resto delle zucchine, invece, tagliatele a bastoncini lunghi 4 centimetri; buttatele nell’acqua bollente salata e lasciatele “sbollentare” per circa 5 minuti. Mettete in un frullatore il basilico, i pinoli, eventualmente l’aglio (ma si può anche evitare) ed il formaggio grattugiato, frullate fino a che non otterrete una crema abbastanza liscia. Prendete una pentola antiaderente (noi abbiamo usato l’ottima Risolì), mettetela sul fuoco con la salsa preparata e, dopo qualche istante, aggiungete le zucchine, precedentemente scolate. Lasciate andare per qualche minuto a fuoco vivo mescolando le zucchine con delicatezza. Se necessario, aggiustate di sale. Un minuto prima di spegnere il fuoco, aggiungete lo speck e spegnete, non appena comincia a diventare rosato. Servite caldo in un piatto di portata, dove avrete posizionato le zucchine tagliate a rondelle come decorazione. a cura di LAURA E SILVIA SQUIZZATO // www.gemellesquizzato.it // www.doppiavita.tv Giornaliste, conduttrici e attrici, per 5 anni inviate del programma “Mezzogiorno in famiglia” su Rai Due e autrici del libro di cucina “I nostri dolci light” (Gribaudo Editore) e di “Doppia Vita - il linguaggio segreto dei gemelli” (Oscar Mondadori) Zucchine sfiziose I Un piatto facile da preparare e bello da vedere l piatto che vi proponiamo è molto leggero, facile da preparare e anche bello da vedere. è un piatto unico perfetto per un pranzo. Anche se siamo in estate, è un piatto caldo, ma, comunque, dal sapore fresco. Le zucchine, che noi adoriamo tutto l’anno, sono ricche, tra l’altro, di potassio e magnesio e, quindi, perfette per la stagione estiva in cui è facile sentirsi spossati (a meno che non siate in vacanza!). Sono, inoltre, un alimento molto povero in calorie, quindi ottime anche per chi sta a dieta. Questa ricetta permette di renderle un po’ più sfiziose, senza appesantire eccessivamente il piatto con condimenti. Le cistiti non complicate interessano solo la vescica 94 RICETTA Scopri la gamma completa Dr.Green su www.risoli.com - Risolì srl - Lumezzane (BS) [email protected] - www.facebook.com/risolisrl Scopriamo in un libro come nascono le medicine Il Direttore di ProfiloSalute ne parla con uno degli autori I l dott. Maurizio D’Incalci, medico e farmacologo, Direttore del reparto di Oncologia dell’Istituto Mario Negri di Milano, è l’autore con la dott. ssa Lisa Vozza, biologa,divulgatrice scientifica e Chief Scientific Officer dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro di un libro particolarmente interessante dal titolo “Come nascono le medicine - La scienza imperfetta dei farmaci” (Zanichelli Editore, pp 232, euro 12,90). Il libro cerca di rispondere, in una forma semplice e piana, alle domande, che spesso molti di noi si pongono e che non sempre ricevono risposte puntuali. In farmacia si trovano oltre 13.000 medicine. La risposta di un farmaco e, quindi, la sua efficacia variano da persona a persona. Corrisponde al vero o c’è una soglia per cui va bene a tutti? C’è chi ha gli occhi azzurri, chi marroni, chi è alto, chi è basso, etc.: è evidente a tutti noi che esi- 96 ATTUALITà ste una forte variabilità genetica tra soggetti diversi. La stessa variabilità esiste per gli effetti che hanno i farmaci. La stessa dose, anche normalizzata per il peso corporeo, può essere molto attiva in un individuo ed inattiva in un altro. Esistono, infatti, differenze genetiche, che sono responsabili della trasformazione di un farmaco nel nostro corpo e la sensibilità ai suoi effetti può variare moltissimo. Bisogna tener presente questa variabilità, quando si studia un nuovo farmaco A e si vuole dimostrare che sia migliore del farmaco B, utilizzato fino ad oggi per una determinata patologia. Infatti, per dimostrare che il nuovo farmaco A sia più efficace del La lettura del libro può aiutarci a scoprire un pianeta composto da 13.000 medicine farmaco B, è necessario confrontare i loro effetti su due popolazioni del tutto omogenee, affette dalla stessa malattia. Si procederà, quindi, all’analisi statistica dei risultati per stabilire, se la percentuale dei casi rispondenti al farmaco A sia maggiore o minore di quella riscontrata con il farmaco B. Sui generici o meglio equivalenti si nutrono ancora dei dubbi in merito alla loro effettiva efficacia, tant’è che molti pazienti li rifiutano. La ringrazio per questa domanda. Purtroppo siamo abituati a pensare che, se un prodotto costa meno, sia di peggiore qualità. Allora si è portati a pensare che un farmaco generico sia di qualità inferiore rispetto a quello di marca. Ciò non è affatto vero. è forse utile ricordare che il principio attivo di un farmaco è un composto chimico ben definito. Il farmaco generico ha la stessa struttura chimica del farmaco di marca e, quindi, non vi è alcuna ragione per pensare che abbia una diversa efficacia o un diverso profilo di tossicità rispetto al farmaco di marca. L’ i d e n t i t à chimica del farmaco generico viene controllata accuratamente con metodi altamente specifici che sono del tutto affidabili e, per escludere che ci sia qualche differenza imputabile agli eccipienti (sostanze inerti aggiunte nella preparazione farmaceutica), vengono anche fatte prove per controllare che le concentrazioni del principio attivo nel sangue siano equivalenti dopo la somministrazione del farmaco di marca e del generico. Queste prove ci permettono di escludere possibili differenze di efficacia tra il farmaco generico e quello di marca. Si sente sempre più spesso parlare di farmaci biosimilari, ma si fatica a comprendere quali sono ed a che servono. Anche per i farmaci biologici, nel momento in cui il brevetto scade, ci possono essere delle aziende farmaceutiche interessate a produrre e commercializzare il far- Il dott. Maurizio D’Incalci Il farmaco generico ha la stessa struttura chimica del farmaco di marca maco biologico equivalente. Trattandosi di molecole molto più grandi e complesse rispetto ai farmaci ottenuti per sintesi chimica ci possono essere piccole differenze tra le diverse preparazioni. Infatti la produzione di farmaci biologici avviene spesso con dei passaggi all’interno di organismi viventi e questo rende più difficile un controllo completo della loro struttura chimica. Pertanto, prima di autorizzarne la commercializzazione, sono necessari studi comparativi della loro efficacia e sicurezza rispetto ai prodotti brevettati e già clinicamente utilizzati. Fatti questi controlli, si può ritenere che, anche in questo caso, i farmaci biosimilari, che hanno un costo inferiore, siano equivalenti a quelli di marca. Si parla anche di “farmaci per malattie inesistenti”. Faccia capire ai nostri lettori a cosa ci si riferisce. In Inglese si chiama “Disease mongering”, che letteralmente significa trafficare con malattie. Sappiamo tutti come siamo bombardati da messaggi dei media, che non sono sempre veritieri. Anche i messaggi, che riguardano la medicina, sono spesso inaccurati ed influenzati dalla propaganda delle case farmaceutiche. Un esempio molto chiaro di questo meccanismo è quello della terapia ormonale sostitutiva in donne in menopausa. La menopausa non è una malattia, ma negli anni novanta si è affermata l’idea che fosse necessario rimpiazzare la minore produzione degli ormoni prodotti dall’ovaio somministrando gli ormoni stessi. Milioni di donne sono state sottoposte a queste terapie, non soltanto per brevi periodi di tempo, ma in modo cronico, nonostante fossero noti possibili rischi per il sistema cardiocircolatorio, per la induzione di tumori e anche per la funzione cerebrale. Gli studi epidemiologici hanno successivamente dimostrato in modo piuttosto convincente che questa terapia era associata a notevoli rischi e le Agenzie regolatorie in Europa e negli Stati Uniti hanno richiesto di modificare il foglietto illustrativo avvertendo dei rischi e consigliando di limitare l’impiego delle terapie ormonali sostitutive a periodi brevi per il controllo di alcuni sintomi. ATTUALITà 97 LA SIMBOLOGIA del convivio e del cibo nella storia dell’arte a cura di ALBERTO D’ATANASIO Docente di Storia dell’Arte ed Estetica dei Linguaggi Visivi - Urbino Identità fra l’atto del mangiare e quello del vivere L’ Esposizione Universale Milano 2015 ha come tema Nutrire il pianeta, energia per la vita ed è un’ottima opportunità per parlare di come questo magnifico pianeta possa tornare a essere recuperato nel rispetto delle sue energie 98 ATTUALITà e degli uomini che lo abitano. Anche l’Arte e la Storia dell’Arte propongono la loro riflessione, ma non si risolve solo nella esposizione di nature morte o di soggetti che mangiano varie portate. Ciò che è un messaggio importante e che l’arte può dare è insito nell’essenza che da sem- pre costituiva la motivazione per riunire gli uomini intorno a una tavola imbandita. Un tempo nel ritrovarsi intorno alla tavola si svolgeva inconsapevole, spontaneo e necessario un rito, era il convivio. Nell’etimologia il termine deriva da “cum vivere”, vivere insieme. Nel modo più semplice e immediato la parola propone un’identità fra l’atto del mangiare e quello del vivere. IL CONVIVIO NON ERA SOLO il condividere un pasto, quanto piuttosto il condividere la vita Non era il condividere un pasto, quanto piuttosto il condividere la vita, i ricordi, la memoria, col raccontarsi. In questo modo si tramandava un patrimonio composto di novelle e di fasti. Quell’affabulare intorno alla tavola permetteva alla tradizione orale la sopravvivenza di memorie, che poi sono diventate tradizioni ed a queste di divenire letteratura, storia. La Storia dell’Arte, dalle grotte di Lascaux fino agli artisti contemporanei, propone innumerevoli icone in cui sono rappresentati quegli eventi che venivano narrati, cantati nel tempo del convivio. Gli affreschi, che decorano una chiesa o le pareti di un palazzo, non erano soltanto ornamento, quanto il dare immagine a ciò che si era raccontato a ciò che si era udito intorno alla mensa. L’effetto del convivio continuava nella chiesa e nel palazzo e la storia accomunava, dava identità al gruppo e ci si sentiva più fieri, più forti, più capaci di guardare al futuro oltre che con speranza, con autentica fiducia negli altri perché gli altri non erano estranei, ma avevano condiviso la vita mangiando insieme. Nelle sale o nelle cucine c’erano dei caminetti talmente ampi da contenere panche e sedute, perché ci si potesse raccogliere dopo il pasto a sentire la fabula. Il fuoco riscaldava il corpo e la brace poi avrebbe riscaldato la camere nei bracieri, ma il cuore e la mente si riscaldavano al fuoco magnifico della fantasia e dell’immaginazione con i racconti. Un tempo le mamme e le nonne raccontavano una favola antica, il mito di Proserpina e Ade, scolpita magistralmente nel marmo da Gian Lorenzo Bernini o dipinto da Luca Giordano. Il racconto iniziava con un grido: guardatele il volto e le lacrime, guardatele le mani ed i capelli, sentite come una donna cambiò per sempre l’inferno! Proserpina, benché fosse una dea, stava sulla terra e giocava con le ninfe. Ade, il Dio degli inferi, chiese a suo fratello Giove di poter prendere una dea, Proserpina di cui era innamorato. Un ATTUALITà 99 Gian Lorenzo Bernini, Il Ratto di Proserpina Strada Comunale della Fonticella – 65016 Montesilvano (PE) tel: 085 4681525 - web site: farmeco.it - e-mail: [email protected] giorno, mentre Proserpina era attenta ad intrecciar corolle, dalla terra emerse Plutone con il suo cocchio, trainato da quattro cavalli neri e la prese. Lei si oppose e fece di tutto per divincolarsi, ma nulla poté contro la forza e la passione di lui. Demetra, la madre di lei, la cercò per nove giorni e nove notti e pianse. Chiese a tutti, uomini e dei, se di sua figlia avessero notizie, ma nessuno osava parlare per paura del furore del dio degli inferi. Allora Demetra chiese a Elio, che, essendo veritas, non poté non dire ciò che era accaduto. Allora lei si vestì da vecchia e cominciò a vagare tra gli uomini. Ma la sua presenza nell’olimpo permetteva lo scorrere delle stagioni e la fertilità della terra e di lì a poco gli uomini cominciarono a soffrire di carestie e fame. Gli uomini pregarono gli dei e le suppliche arrivarono fino a Giove, che mandò Hermes a parlare con Ade, il quale fu irremovibile. Ma il messaggero degli dei lo ammonì dicendo che il suo comportamento stava decimando gli umani e nessuno avrebbe più fatto riti né offerto sacrifici e preghiere a causa del suo egoismo e possesso. Così Ade capì che doveva acconsentire e permise a Proserpina di andarsene, ma prima la pregò di mangiare quel cibo da regina, che aveva fatto preparare per lei. La fanciulla prese una metà di una melagrana e ne mangiò sei semi. Grande fu la gioia di Demetra alla vista di Proserpina, fu lungo e commuovente l’abbraccio tra madre e figlia, poi Demetra chiese alla fanciulla, se avesse mangiato qualcosa negli inferi, perché ben sapeva che chi mangia nell’Ade rimane agli inferi per sempre senza possibilità di risalire ad ispirare gli umani. Hermes avvertì Zeus dell’inganno, il quale stabilì il tempo in cui Proserpina sarebbe divenuta Persefone, regina degli inferi: sarebbero stati sei mesi, uno per chicco di melagrana mangiato, ma sei mesi dopo sarebbe tornata Proserpina. Da allora l’intera vicenda veniva ricordata ai convivi nelle grandiose celebrazioni di Eleusi, che duravano nove giorni. Da allora le anime, che oltrepassano lo Stige, trovano la regina Persefone che indica il melograno sta a simboleggiare la passione che unisce i morti coL mondo dei vivi loro la strada migliore per vivere nell’oltretomba e ispirare nel migliore dei modi gli umani sulla terra. Da allora il melograno sta a simboleggiare la passione che unisce i morti con il mondo dei vivi, è così che il melograno sta a simboleggiare la passione di Cristo, che vinse la morte e i chicchi di quel frutto divennero il sangue di Gesù e della eucaristia. Come Proserpina, mangiando il cibo dell’Ade, si legò per sempre alla casa di Plutone, così chi si ciba del Buon Cibo si lega alla Casa di Dio, il Paradiso. Siamo quel che mangiamo. ATTUALITà 101 Favorire il benessere col training autogeno a cura di Elena Gadaldi // [email protected] Psicologa e Life Coach Praticato correttamente, può consentire di raggiungere un addestramento al cambiamento psicofisico I tine Senza glu In caso di diarrea e alterazione della microflora intestinale, Codex può essere una soluzione. Grazie al suo principio attivo, il Saccharomyces Boulardii, un lievito resistente agli antibiotici, è indicato per la profilassi ed il trattamento della diarrea. Codex: arriva intatto nell’intestino può essere assunto insieme alla terapia antibiotica È un medicinale. Leggere attentamente il foglio illustrativo. Autorizzazione in data 04/11/2014. Il soggetto-paziente HA un ruolo molto più attivo nel raggiungimento del rilassamento l Training Autogeno (T.A.) è una tecnica di rilassamento, nata agli inizi del ‘900, grazie agli studi dello psichiatra tedesco Johannes H. Schultz. A partire dalle tecniche ipnotiche ed in particolare dalle ricerche sul sonno di Oskar Vogt, Schultz mise a punto una tecnica, che, a differenza delle precedenti metodiche, attribuiva al soggetto-paziente un ruolo molto più attivo ed indipendente dal terapista nel raggiungimento dello stato di rilassamento. Con il termine Training Autogeno J.H. Schultz definì un metodo di autodistensione da concentrazione psichica, che consente di ottenere una serie di modificazioni sia somatiche che psichiche. Il T.A., acronimo con cui tale tecnica viene ormai usualmente indicata, se praticato correttamente e costantemente, può consentire di raggiungere un’autosuggestione ed un addestramento al cambiamento psicofisico, migliora il contatto con se stessi e rappresenta una risorsa dalle immense potenzialità per aiutare la mente sia a migliorare le quotidiane performances che ad alleviare disagi psicosomatici di vario tipo. ATTUALITà 103 Fiori di Bach, serenità ritrovata! La crema mille usi! Rescue® Cream, l’Originale combinazione di essenze floreali del Dr. Bach. Addolcente, lenitiva ed emolliente, in soccorso alla tua pelle delicata. Senza parabeni, lanolina e profumo. Ma vediamo meglio cos’è il T.A. La tecnica consiste in una serie di esercizi di concentrazione, che si focalizzano su diverse zone corporee, allo scopo di ottenere un generale stato di rilassamento sia a livello fisico che psichico. La caratteristica principale di questo metodo sta nella possibilità di effettuare modifiche corporee attraverso esercizi mentali. Ciò è possibile perché l’organismo umano è un’unità unica, mente e corpo non sono indipendenti l’una dall’altro, ma sono strettamente correlati in un rapporto di influenza reciproca; pertanto, attraverso semplici attività mentali, è possibile raggiungere modificazioni organiche e viceversa. Per fare un esempio concreto, basta pensare all’effetto del cibo, quando si ha fame: in questi momenti il solo pensiero di un buon pranzo produce delle modificazioni fisiologiche (la cosiddetta acquolina in bocca) molto simili a quelle che il corpo produce davanti ad un reale piatto di cibo. Pertanto che si mangi realmente o che lo si immagini, il cibo produce nel nostro corpo le medesime reazioni. Il T.A funziona seguendo la stessa logica, ossia genera distensione fisica-corporea, che, a sua volta, produce distensione psichica. Per ottenere questi risultati, è necessario fare esercizio, il termine Training significa, appunto, allenamento cioè apprendimento IL TRAINING AUTOGENO Viene largamente usato nello sport e in ambito lavorativo graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica, particolarmente studiati e concatenati allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni psicofisiche. Come conseguenza dell’apprendimento di questo nuovo atteggiamento mentale, si sviluppano spontaneamente modificazioni opposte a quelle provocate da stati di tensione, ansia o stress. Se il T.A viene applicato e seguito con regolarità, già dopo poche settimane se ne possono sentire i benefici. Quando è utile il T.A.? La pratica del T.A ha tra le sue finalità principali un maggior controllo di stress, ansia e tensione emotiva, inoltre può essere utile nella cura di insonnia, emicrania, asma, attacchi di panico, insicurezza, irritabilità, disturbi dell’alimentazione e tutte le patologie in cui vi è una compromissione psicosomatica. Viene largamente usato nello sport ed in ambito lavorativo in quanto favorisce il recupero di energie positive, migliora la concentrazione ed aiuta a controllare l’emotività agendo positivamente sulle prestazioni. Può essere applicato anche ai più giovani per migliorare le capacità di concentrazione e memorizzazione, per migliorare alcuni aspetti legati alla timidezza o alle paure. In ostetricia, invece, viene largamente impiegato come tecnica di profilassi di preparazione al parto. Si può dire che non esiste malattia, che non possa essere migliorata dal T.A. Chi può fare il T.A.? è importante precisare che il T.A. deve essere applicato solo da operatori qualificati, perché, pur essendo relativamente privo di pericoli, comporta una serie di implicazioni fisiche e psichiche, che devono necessariamente essere gestite da un operatore preparato. La persona, che impara il metodo da autodidatta, può commettere errori, che, se non colti o corretti, possono portare a risultati negativi. Durante il Training, inoltre, possono verificarsi delle reazioni psicofisiche più che normali che lo specialista sa riconoscere e trattare. Solo dopo una fase di apprendimento l’individuo lo potrà applicare in autonomia. Generalmente il periodo di apprendimento dura circa 12 sedute, variabili in base alle situazioni. ATTUALITà 105 wellcare.it SPECIALE STIPSI? Sveglia l’intestino combatti la stitichezza Oggi in farmacia c’è Dimalosio Complex il regolatore dell’intestino. Q uando l’intestino si “addormenta” e perde la sua regolare puntualità è possibile andare incontro ad episodi di stitichezza che possono causare cattiva digestione, senso di gonfiore con tensione addominale e alitosi. Secondo le recenti linee guida il problema può essere affrontato con una dieta ricca di fibre indispensabili per ritrovare e mantenere la corretta motilità intestinale. Una marcia in più per combattere stanchezza, spossatezza, eccessiva sudorazione. Arancia Lemonade Straordinaria Promozione Scarica l’App smartLOGO , inquadra la promo, trovi la farmacia più vicina. Gusti e * Promozione valida nelle Farmacie aderenti fino ad esaurimento scorte. O! PROVALNA FUNZIO dell’estate! Nuovo gusto Il fresco e dissetante energetico con estratto di Tè Verde AZIONE ANTIOSSIDANTE-TONICA Una fonte di energia. Una risorsa per l’organismo. Reidratante energetico per bambini e ragazzi www.mgkvis.it Seguendo queste direttive è stato formulato Dimalosio Complex, un preparato a base di Psillio e Glucomannano, fibre naturali, arricchito con Lattulosio ed estratti vegetali, componenti attivi che agiscono in sinergia per “risvegliare” la corretta motilità intestinale senza irritare. Dimalosio Complex sveglia l’intestino pigro, usato con regolarità svolge un’azione come regolatore intestinale, favorisce la crescita della flora batterica ed aiuta a combattere quel fastidioso gonfiore addominale facilitando una normale evacuazione. Dimalosio Complex lo trovate in Farmacia, disponibile in confezione da 20 bustine al gradevole gusto pesca. Da ALKAMED In Farmacia L’ODONTOIATRA RISPONDE a cura di BELSORRISO L’ortodonzia invisibile Un sistema che rispetta l’estetica del sorriso Ho sentito parlare di ortodonzia invisibile, che cos’è? Angela (Livorno) Con il termine ortodonzia invisibile si intende la possibilità di trattare i pazienti affetti da malocclusione cioè che richiedono un intervento di tipo Ortodontico con sistemi che, essendo poco visibili, aiutano la terapia rispettando l’estetica del sorriso. L’apparecchio invisibile rappresenta da diversi anni una soluzione innovativa nell’ortodonzia moderna. Esso consente di effettuare, al tempo stesso, un trattamento individuale estetico efficace. L’ortodonzia invisibile consente di realizzare l’allineamento dei denti attraverso un programma personalizzato. Lo studio di radiografie, di foto, unitamente alla presa di impronte della dentatura del paziente, consente di realizzare un “Piano di trattamento” a supporto del quale vengono realizzate apposite “mascherine” in materiale elastico trasparente. Tali mascherine verranno utilizzate nel corso della terapia in relazione al programma ortodontico de- scritto nel “Piano di trattamento”. Le mascherine, appositamente realizzate in materiale plastico trasparente, una volta applicate, risultano “invisibili” e possono essere rimosse per consentire al paziente di mangiare ed effettuare una corretta pulizia dei denti. La generazione delle mascherine, che serviranno durante il trattamento, viene effettuata con sofisticati programmi in grado di “calcolare” tutte le fasi degli spostamenti dentari così come previsto dal Piano di trattamento, sino all’ottenimento del risultato voluto. In tale modo “l’apparecchio invisibile” é in grado di determinare il progressivo allineamento dentario con la stessa efficacia dei tradizionali apparecchi in metallo o ceramica, senza, tuttavia, causare i tipici disagi quali, ad esempio, la difficoltà di eseguire una corretta igiene orale dopo i pasti o le irritazioni procurate dalla presenza di attacchi e fili metallici nel cavo orale, e ancora più i disagi di una non piacevole estetica. In tale modo le caratteristiche altamente innovative di “impianto ortodontico invisibile” e l’impatto estetico ottimale permettono facilmente di salvaguardare la normale vita di relazione, di lavoro e del tempo. L’ODONTOIATRA RISPONDE 107 NOTIZIE DALLE AZIENDE L.E.S.C. Lipoemulsione Sottocutanea Intervista alla dott.ssa Sandra Bogetti di LabQuarantadue L L’innovativa metodica soft per combattere gli accumuli adiposi localizzati a L.E.S.C., lipoemulsione sottocutanea, è una novità assoluta nell’ambito della medicina estetica. Prevede la riduzione degli accumuli adiposi con un livello molto basso di invasività. La rapidità di esecuzione, la mancanza di convalescenza, il recupero immediato delle attività rendono questa tecnica un vero e proprio programma di rimodellamento corporeo. Abbiamo consultato la dott.ssa Sandra Bogetti, medico di medicina estetica ed agopuntore di LabQuarantadue. Dott.ssa Bogetti le adiposità localizzate, come la culotte de cheval e le maniglie dell’amore, sono un vero problema, soprattutto ora che l’estate è alle porte, esistono tecniche per eliminare o ridurre il problema di queste adiposità in tempi brevi? Certamente. Nei nostri ambulatori ci avvaliamo di una tecnologia all’avanguardia, che richiede un’unica seduta, ma è molto meno invasiva rispetto alla tradizionale liposuzione: la lipoemulsione sottocutanea (LESC). La LESC è una procedura mini invasiva ambulatoriale, che consente di ridurre accumuli di grasso in eccesso da vari distretti corporei. Rimodella il profilo corporeo creando un’emulsione del grasso stesso mediante ultrasuoni. Quindi non si tratta di un trattamento invasivo che richiede convalescenza? Come funziona? La procedura prevede l’esecuzione di 2 o più micro tagli d’accesso (2mm circa) per l’introduzione della sonda cavitazionale. Le sedi, dove questo trattamento può essere effettuato, sono la regione sottomentoniera, l’addome, i fianchi, la regione trocanterica e la superficie laterale e interna delle cosce , le ginocchia, le braccia interne, le caviglie e i polpacci e, più in generale, le aree di accumulo localizzato di tessuto adiposo. I taglietti vengono fatti a seguito di anestesia locale e sono talmente piccoli che vengono chiusi al termine del trattamento con cerotti senza necessità di punti di sutura. Al termine del trattamento di una zona, che può durare 10-20 minuti, con un’altra sonda viene rimossa una piccola quantità di tessuto adiposo (max 100 cc), mentre il restante grasso emulsionato viene lentamente eliminato attraverso le normali vie escretorie. E i risultati si vedono subito? No, i primi due giorni la zona trattata potrebbe essere lievemente gonfia o presentare degli ematomi che si riassorbono velocemente. Il risultato, poiché, come detto, è collegato al fisiologico riassorbimento dell’emulsione, richiede alcune settimane di tempo per evidenziarsi completamente (2-3 mesi), e presenta delle variazioni individuali dovute all’età, alla zona trattata e alle capacità metaboliche dell’organismo. Per tale motivo non è da escludere la necessità di eseguire interventi di ritocco. Ci tengo a specificare che, seppur si tratti di un trattamento di facile e veloce esecuzione, vi consigliamo, comunque, di rivolgervi sempre ad un professionista e ad un Centro medico sicuro. NOTIZIE DALLE AZIENDE 109 NOTIZIE DALLE AZIENDE TUTTO SOTTO CONTROLLO! Con IDSHOOTER qr code Un sistema per gestire situazioni d’emergenza I DShooter srl è un’innovativa start up con sede a Brescia. Tutti i prodotti della linea IDShooter si basano sul collegamento tra un qr code ed una pagina web, nella quale si dispone di uno spazio illimitato per l’inserimento di informazioni testuali o immagini, che possono essere modificate con facilità in qualsiasi momento. Con il semplice utilizzo di uno smartphone e la relativa applicazione gratuita è possibile per chiunque visionare i dati salvati che l’utente desidera divulgare. Il sistema IDShooter è stato applicato a svariate categorie merceologiche, riferendosi, prima di tutto, al tema della sicurezza della persona. Il sistema IDShooter offre, infatti, la possibilità di avere sempre con sé e rendere accessibili ad altri informazioni utili per gestire eventuali situazioni di emergenza, come, ad esempio, il gruppo sanguigno o la presenza di eventuali allergie/patologie e contatti telefonici di riferimento. I prodotti sviluppati ed attualmente commercializzati da IDShooter srl sono: IDSafe: Qr applicato ad un braccialetto per la sicurezza della persona. L’utente inserisce nella pagina web tutte le informazioni utili in caso di emergenza come, ad esempio, contatti dei familiari, allergie, etc... Con IDsafe potete davvero stare tranquilli: al mare o in montagna, sui mezzi pubblici o per le strade di città turistiche, se il vostro bambino dovesse allontanarsi , grazie al braccialetto IDsafe chiunque lo trovi si potrà mettere in contatto con voi in modo semplice e sicuro. IDPuppy: Qr applicato ad una medaglietta per cani e gatti. L’utente inserisce, sulla rispettiva pagina web, sia tutti quei dati che aumentano le possibilità di essere contattati in caso di smarrimento del proprio cucciolo (numero del cellulare, dell’ufficio, del veteri- nario, indirizzo di casa) sia dati relativi al cucciolo stesso (allergie, vaccini, alimentazione, ecc). IDpuppy offre, inoltre, un servizio di geolocalizzazione, che consente, a chi ritrova il cucciolo, di inviare al proprietario dello stesso le coordinate geografiche del luogo del ritrovamento. Per il 2015, inoltre, sarà attivo il libretto veterinario digitale, che consentirà di utilizzare la medaglietta IDPuppy per gestire tutte le informazioni di tipo medico. Pronto per essere lanciato sul mercato è, invece, IDBike: uno sticker in pvc resistente all’acqua ed applicabile al casco o a qualunque altro accessorio della moto. Proprio come IDSafe, IDBike consente di avere sempre con sé tutti i dati utili in caso di emergenze e permette, inoltre, la creazione di un profilo per la gestione delle informazioni relative alla propria motocicletta come, ad esempio, numero di polizza assicurativa o data del tagliando. NOTIZIE DALLE AZIENDE 111 I parassiti dei nostri amici animali a cura di NICOLA BERTONI // www.veterinariobertoni.it Medico Veterinario Conoscerli per combatterli: pulci e zecche È importante conoscere i parassiti, in quanto vivono nel nostro ambiente (parchi pubblici, giardini) e possono entrare ed infestare le nostre case attraverso i nostri animali. Inoltre gli spostamenti per le vacanze possono portare i nostri animali a contatto con parassiti “inusuali” (come la Leishmaniosi). Le pulci Sono insettini privi di ali, di colore marrone, con il corpo appiattito lateralmente, delle dimensioni di circa 2-3 mm e con tre paia di arti, che consentono lungi salti. Le pulci adulte (vita media 50 gg) vivono sull’animale ospite, dove si nutrono di sangue e producono le uova, che cadono dall’animale ed in 2-5 giorni si schiudono liberando le larve, che si nutrono di detriti organici presenti nell’ambiente e delle feci delle pulci adulte. Le larve, poi, diventano pupe (possono resistere 4-5 mesi), protette da un bozzolo setoso rivestito da detriti, da dove nasceranno, poi, gli individui adulti, che producono uova ed il ciclo si ripete. Il tutto dura appena 3-4 settimane. Le pulci rappresentano la sola “punta” dell’iceberg, infatti solo il 5% delle pulci si trova sull’animale, il restante 95% è rappresentato da uova, larve e pupe disseminate nell’ambiente. Vediamo ora quali malattie possono trasmettere: • Dermatite Allergica da Pulci (DAP): durante il morso la pulce deposita una piccola quantità di saliva nella cute del cane o gatto. La saliva della pulce può innescare la DAP, che induce un forte prurito. L’animale può grattarsi o mordersi eccessivamente soprattutto nella zona della coda, dell’inguine o del dorso e possono comparire croste o tumefazioni sul collo o sul dorso. • Anemia: i principali segni dell’anemia sono il pallore delle mucose orali, la debolezza e la letargia. • Tenie: soprattutto nei gatti. Le larve delle pulci possono nutrirsi delle uova di questo verme piatto, quando il gatto si toeletta leccan- AMICI ANIMALI 113 dosi, ingerisce la pulce infestata e si infesta esso stesso. • Malattia da graffio di gatto: colpisce l’uomo ed è causata dal graffio o dal morso del gatto. Le persone colpite presentano una pustola nella sede di infezione, febbre moderata, aumento di volume dei linfonodi ed irrequietezza. Il controllo di questi parassiti deve avvenire su più fronti: fondamentale risulta il trattamento degli animali con prodotti specifici, con cadenza regolare o addirittura tutto l’anno. Nel caso di forti infestazioni va assolutamente trat- (fino a 100 volte il peso iniziale!) Il loro ciclo vitale si compie nell’arco di uno o più anni, passando da 4 stadi: uovo, larva ninfa e adulto e necessitano di un pasto di sangue sull’ospite per evolvere negli stati successivi, durante il quale la zecca rimane costantemente attaccata all’ospite. Le zecche depongono le uova in aree nascoste con vegetazione folta e si schiudono in 2 settimane circa; dopo la schiusa, le larve si spostano sui fili d’erba alti e si lasciano cadere sull’ospite, rilevato grazie a sensori di CO2, per il sia l’uomo. I segni clinici includono zoppia, perdita di appetito, affaticamento e aumento di volume dei linfonodi. • Babesiosi: i sintomi acuti possono essere costituiti da febbre, perdita di appetito e deterioramento delle condizioni generali. Possono verificarsi shock, coma o morte dopo meno di un giorno di letargia, soprattutto nei cuccioli di 4-12 settimane d’età. • Ehrlichiosi: è una malattia infettiva del sangue, che colpisce i globuli bianchi, danneggiando il sistema immunitario. I sintomi primo pasto di sangue; dopo aver compiuto il loro primo pasto, le larve evolvono in ninfe ed iniziano la ricerca di un altro ospite. Dopo un ulteriore pasto di sangue, la ninfa matura e diviene un insetto adulto. Sempre sull’ospite la femmina si accoppia, poi cade a terra e depone le uova in un posto appartato, dando vita a un nuovo ciclo vitale. La trasmissione delle malattie dalla zecca all’ospite avviene dopo 48 ore dall’inizio del pasto, esse possono trasmettere: • Malattia di Lyme: infezione batterica, che colpisce sia il cane includono febbre, depressione, dimagrimento e perdita di appetito. • Encefalite da zecche: sporadica in Italia, ma endemica nell’Europa dell’Est. La prevenzione di questi parassiti va attuata su più fronti: innanzitutto trattando gli animali domestici con sostanze spot-on acaro repellenti prima della stagione a rischio (fine febbraio-inizio marzo), poi eliminando dal proprio giardino l’habitat delle zecche tagliando regolarmente l’erba e potando i cespugli. Esaminare l’animale verificando quotidianamente la presenza di zecche sul cane e sul gatto. LE ZECCHE DOPO IL PASTO possono “gonfiarsi” ed essere ben visibili sul corpo dell’animale tato anche l’ambiente domestico utilizzando spesso l’aspirapolvere nelle zone frequentate dal cane o gatto, soprattutto su tappeti, divani e automobile (se utilizzata per trasportare l’animale). Ciò permette di rimuovere il maggior numero possibile di forme immature (uova, larve e pupe). Le zecche Le zecche sono acari, ematofaghe, hanno corpo piatto e 3 paia di zampe delle dimensioni di qualche mm, ma dopo il pasto di sangue possono “gonfiarsi” ed essere ben visibili sul corpo dell’animale 114 AMICI ANIMALI Numero Verde Brescia Numero Verde Brescia Numero Verde Milano Numero Verde Milano