Teorie dei processi formativi A cura di Antonia Cunti Il processo di apprendimento-insegnamento Campo d’indagine e di intervento della DIDATTICA Scienza della comunicazione formativa Essa si occupa del modo in cui tutti i fattori implicati nell’apprendimento e nell’insegnamento possano interagire al fine di sortire esiti di formazione L’apprendimento è un fenomeno biologico Gli esseri umani esprimono una naturale tendenza all’attività e alla recettività rispetto all’ambiente come condizione di sopravvivenza La propensione ad apprendere rende l’uomo un essere culturale L’insegnamento è un processo intenzionale Esso costituisce: una modalità intenzionale attraverso la quale alcuni soggetti favoriscono, orientano, imprimono una direzione all’apprendimento di altri una mediazione tra gli oggetti culturali, i repertori di saperi e di competenze e coloro che si trovano in una situazione di apprendimento L’apprendimento e l’insegnamento a scuola assumono caratteristiche specifiche L’istituzione scolastica opera per il raggiungimento di una determinata formazione culturale attraverso il ricorso a saperi formalizzati L’apprendimento scolastico: utilizza strutture simboliche si riferisce a contesti distanti (nel tempo e nello spazio) avviene in un ambiente collettivo si realizza in una situazione contrassegnata da norme e regole La mole di studi e di ricerche che ha interessato l’apprendimento è assolutamente sovradimensionata rispetto a quella che ha interessato l’insegnamento Ciò risale ad una personalizzazione dell’insegnamento che ha ritardato lo sviluppo di contributi scientifici sull’argomento Solo di recente oggetto specifico di attenzione da parte della pedagogia e della didattica è il processo formativo che accoglie in sé l’apprendere, l’insegnare e tutte le variabili di contesto L’istruzione tra qualità e quantità Il cambiamento del modo di interpretare i fenomeni educativi e del modo di operare su di essi è strettamente connesso ai mutamenti sociali, economici e politici L’incremento quantitativo delle platee scolastiche in tutti i paesi del mondo ha comportato la necessità di rivedere la qualità della didattica affinché l’incremento numerico non andasse a discapito di buoni esiti formativi Ampliamento delle platee scolastiche Incremento della eterogeneità dei suoi componenti… sul piano cognitivo sul piano relazionale sul piano affettivo sul piano motivazionale La piena affermazione del diritto allo studio ha significato anche: - La perdita del valore sociale del titolo di studio Lo spostamento di attenzione sulle conoscenze e competenze realmente acquisite La necessità di ridefinire la professione del docente Il modello tradizionale della didattica In contesti scolastici caratterizzati da platee a base sociale ristretta può risultare adeguato un modello tradizionale di didattica Tale modello entra in crisi al cospetto di platee a base sociale allargata Caratteristiche fondamentali di un modello tradizionale di didattica - - - Concezione di alunno ideale avente precisi connotati socio-culturali, motivazionali e relazionali Insegnamento di tipo trasmissivo a cui corrisponde un apprendimento fondato sulla ritenzione e sulla ripetizione di messaggi Lezione frontale e messaggio univoco nell’ambito di un contesto formativo di tipo sostanzialmente duale (docente e alunno), direttivo e unidirezionale In un modello tradizionale di didattica le componenti socio-affettive e motivazionali sono messe da parte I fattori che presiedono al rendimento scolastico attengono all’alunno Le capacità, l’intelligenza, la volontà, l’impegno sono considerate caratteristiche individuali sostanzialmente non modificabili e che trovano le proprie ragioni all’esterno della scuola Alcuni contributi di studio degli anni ’70 in questo settore hanno evidenziato come la variabile istruzione si comporti alla stessa maniera di una qualsiasi altra variabile casualmente distribuita in una popolazione Negli anni ’80 e ’90 assistiamo a degli aggiustamenti del modello tradizionale di didattica che non ne inficiano però la sostanza Elementi di novità: Introduzione della diagnostica (per adattare l’insegnamento non per mutare le caratteristiche in ingresso) Considerazione degli aspetti non cognitivi della formazione (che però rimangono sganciati da quelli cognitivi e disciplinari) Accoglimento di problematiche inerenti al vissuto degli alunni, all’attualità, all’ambiente (il più delle volte esclusivamente nell’ambito dell’extracurricolare) Introduzione di metodologie innovative (difficilmente per cambiare il modo di apprendere e di insegnare i saperi disciplinari) Valutazione riferita anche ad ambiti non cognitivi (soprattutto per giustificare esiti formativi inadeguati o promozioni in assenza di conoscenza e competenze acquisite) La didattica come problema e come ricerca: verso la costruzione di un modello innovativo Con l’ampliamento della base sociale dell’istruzione si pone il problema di costruire una nuova didattica che faccia corrispondere alla quantità (accesso generalizzato alla formazione scolastica) una qualità (raggiungimento di obiettivi forativi socialmente rilevanti) Elementi teorici e metodologici su cui poggia una didattica innovativa Circolarità (virtuosa) tra attitudine e apprendimento Considerazione degli aspetti motivazionali come modificabili Nesso di tipo probabilistico tra insegnamento e apprendimento Organizzazione e monitoraggio dell’offerta formativa Ruolo dell’ipotesi e della ricerca nella costruzione di una professionalità docente Flessibilità dell’impianto didattico Concezione del gruppo-classe come risorsa Collegialità ed organizzazione La ricerca in didattica La ricerca in didattica privilegia alcuni ambiti afferenti al processo di apprendimentoinsegnamento ed all’organizzazione dei contesti formativi Tra principali campi della ricerca in didattica troviamo il curricolo, la programmazione e la valutazione Curricolo insieme della progettazione educativa e didattica assume sia le valenze teoriche che quelle metodologiche e tecnico-organizzative che strutturano l’offerta formativa in contesti reali predispone l’offerta formativa interrelando la variabili interne del processo (soggetti e contesti) con quelle esterne (società e cultura) al fine di ottimizzare gli esiti formativi Programmazione Costruzione di strutture reticolari (non lineari) comprensive di obiettivi, contenuti, metodi, tecniche, mezzi e modalità di valutazione Attività preliminare a quella della programmazione formativa vera e propria è la ricognizione del contesto (interno ed esterno) Ipotesi atta a far sì che determinati alunni raggiungano obiettivi definiti di formazione Costruzione orientativa e non esaustiva che si modifica nel corso dell’azione formativa attraverso gli esiti in progress conseguenti al monitoraggio ed alla valutazione l’impostazione suggerita configura la programmazione come attività fortemente professionalizzante contrassegnata da decisioni e da scelte inerenti sia le modalità di raccolta, classificazione ed elaborazione di informazioni sia la predisposizione dei processi e dei risultati formativi Programmare l’integrazione didattica attraverso strutture a rete Qualità della proposta formativa e piano delle attività Le attività realizzano forme diverse di insegnamento-apprendimento che si supportano reciprocamente Apprendimento Ascolto-assimilazione Insegnamento Lezione frontale (Comunicazione di informazioni) Riflessione-consolidamento Lavoro individuale Laboratorio Argomentazionecondivisione Lavoro di gruppo Apprendistato cognitivo Stage Produzione-scoperta culturale Unità di lavoro Collocazione delle attività nel senso della crescita progressiva degli apprendimenti e dell’affinamento delle competenze Esemplificazione dell’attività inerente alla programmazione 1. Obiettivi Sono giustamente dimensionati rispetto al livello di pertinenza degli allievi? Sono formulati chiaramente? Esprimono conoscenze e abilità? Sono verificabili? 2. Contesti disciplinari Traducono bene gli obiettivi? Sono validi, significativi e tali da poter essere appresi? 3. Saperi in ingresso Sono stati enucleati gli elementi cognitivi, nonché le conoscenze e le abilità che il percorso didattico presuppone? Esemplificazione dell’attività inerente alla programmazione 4. Proposta didattica È il contenuto articolato didatticamente? Le tecniche sono adatte a fissare e a veicolare i messaggi? Nonché diversamente per utilizzare più linguaggi? Le attività scelte sono consone alla situazione? Il percorso didattico contiene la precisazione dei luoghi e l’articolazione dei tempi? 5. Modalità di verifica I tipi di prove sono adeguati agli apprendimenti da rivelare Le modalità di articolazione dei giudizi consentono di migliorare la formazione? I momenti di valutazione formative si collocano efficaciemente lungo l’itinerario di apprendimento? La ricerca didattica riguarda l’impiego del metodo della ricerca per favorire il processo di insegnamento-apprendimento Il metodo della ricerca valorizza in particolare la dimensione divergente del pensiero. - - modalità di produzione divergente come generazione di informazioni date, dove l’accento è posto sulla varietà e quantità dell’output proveniente dalla stessa fonte (Guilford) nella produzione convergente l’informazione dell’input è sufficiente a determinare una risposta unica Elementi fondamentali del pensiero divergente sono La fluidità delle idee La flessibilità spontanea L’originalità La qualità Il metodo della ricerca immette il soggetto in formazione in contesti di apprendimento attivo che chiamano in causa: Le sue conoscenze pregresse La sua capacità di indurre nuove informazioni Le sue capacità organizzative sul compito Esso si configura come un metodo di apprendimento che sostiene ed incrementa le capacità critico-trasformative e quelle “transferiali” dell’apprendimento Il metodo della ricerca, quindi, accoglie e realizza le raccomandazioni deweyane dell’apprendere facendo e dell’imparare ad apprendere La ricerca didattica utilizza il metodo dell’indagine scientifica e ne riprende le principali fasi di lavoro: Individuazione di un problema Analisi del problema sulla base delle conoscenze pregresse e dei saperi empirici Nuova definizione del problema Formulazione di un’ipotesi conoscitiva che preveda il ricorso a saperi disciplinari Verifica dell’ipotesi attraverso l’individuazione delle teorie scientifiche e delle relative interpretazioni pertinenti al problema Formalizzazione degli esiti conoscitivi a cui si è giunti e riscontro dell’incremento della capacità di lettura del problema Per obiettivo si intende la descrizione di una performance che gli alunni devono essere in grado di mostrare per essere considerati competenti; descrive cioè il risultato che l’istruzione si prefigge piuttosto che il procedimento o il metodo didattico¹ Definire gli obiettivi consente di: Selezionare i contenuti, i metodo, i materiali didattici Valutare e accertare la validità dell’intervento Rendere gli alunni consapevoli delle richieste ed aiutarli ad organizzare il loro impegno Un obiettivo formulato in modo significativo è quello che riesce a comunicare in modo chiaro l’intento del docente. È quindi necessario evitare termini ambigui: Parole aperte a molte interpretazione: Sapere Capire Apprezzare Credere Interiorizzare … Parole aperte ad un minor numero di interpretazioni: Scrivere Recitare Selezionare Risolvere Costruire Sorridere … ¹ Cfr. Mager R.F., Gli oiettivi didattici, Giunti e lisciani, Teramo, 1984. Le caratteristiche di un obiettivo efficace sono: Performance Condizioni Un obiettivo indica sempre quello che riteniamo un alunno debba essere in grado di fare Un obiettivo descrive sempre le condizioni entro cui si prevede che la performance si realizzi Criterio Un obiettivo descrive la qualità o il livello di una performance accettabile specificando con quanta abilità l’alunno dovrà comportarsi per essere considerato idoneo Il termine performance si riferisce ad una qualsiasi attività intrapresa da un allievo; può essere visibile (performance evidente), come scrivere o aggiustare, o invisibile (performance occulta) come sommare, risolvere riconoscere. Ogni volta che la performance stabilità in un obiettivo è occulta, bisogna aggiungere all’obiettivo un comportamento indicativo. Mager suggerisce alcuni esempi di obiettivi ben costruiti: “… elenca i componenti dell’aria…” “… costruisce una carta topografica…” “… interpreta il diagramma di una funzione esponenziale…” “…individua i momenti storici cruciali della…” Oppure, sul piano degli obiettivi sociali: “… cerca altra occasioni per imparare…” “… esegue puntualmente i lavori assegnati…” “… finisce i lavori anche se richiedono molto tempo…” “… permette agli altri di finire di esporre la propria idea…” “… discute i punti di vista degli altri senza insultarli…” Mager indica una maniera per controllare l’esattezza della formulazione dei nostri obiettivi: Per far sì che gli obiettivi comunichino chiaramente gli intenti dell’autore, bisogna assicurarsi che rispondono affermativamente alle seguenti domande: È stato stabilito l’intento principale? Se l’intervento principale è occulte, è stato stabilito un comportamento indicativo? Tale comportamento indicativo è uno dei più semplici e diretti che si possa immaginare? Sono stati descritti i mezzi che l’allievo avrà o non avrà a disposizione per dimostrare l’acquisizione dell’obiettivo? È stato stabilito quanta abilità l’allievo debba mostrare per essere considerato idoneo? Può essere significativo, per il raggiungimento degli obiettivi, esplicitare le condizioni di contesto in cui si manifesta la performance. Ad esempio: Avendo a disposizione… Con l’aiuto di… Usando… Posto di fronte a… Scegliendo… Per individuare queste condizioni l’insegnante potrà porsi domande come: Che cosa fornirò all’allievo? Che cosa non darò all’allievo? Ecc. Le condizioni psicologiche sono state sottolineate soprattutto da Gagné. Esse possono riguardare sia le conoscenze e le esperienze di apprendimento precedenti, sia le caratteristiche ambientali e di interazione interpersonale esistenti Esempi di unità didattiche 1 esempio primo Obiettivi dell’unità: A) Dati degli appunti su un avvenimento valido dal punto di vista giornalistico, dimostrare di saper scrivere un buon sommario B) Dati gli appunti e un sommario, dimostrare di saper organizzare l’articolo in forma “piramidale” C) Dati “A” e “B”, stendere l’articolo, tenendo conto degli standard di brevità e di interesse da parte del lavoro Eventi dell’unità didattica: 1. 2. 3. Stabilire l’obiettivo della lezione Informare lo studente dell’obiettivo fornendo un modello di prestazione 1. 2. Guida all’apprendimento 3. 4. 5. 6. 7. 8. Guida all’apprendimento: dare una definizione verbale Guida all’apprendimento: offrire un certo numero di esempi Presentare lo stimolo e sollecitare la prestazione Fornire il feedback Accertare il raggiungimento dell’obiettivo 4. 5. 6. 7. 8. 2 L’insegnante spiega alla classe cos’è un sommario L’insegnante proietta una diapositiva che contiene un articolo di giornale; le frasi sottolineate rappresentano il sommario; successivamente si chiederà agli studenti di sottolineare altri articoli L’insegnate avvierà una discussione con gli studenti sul perché le parti sottolineata nella diapositiva costituiscono il sommario L’ insegnante definisce il sommario come la prima parte di un articolo di cronaca L’insegnante proietta altre diapositive e distribuisce alcuni articoli di una pagina L’insegnante chiede allo studente di identificare dei sommari per esercitarsi L’insegnante fornisce la conferma e il feed-back correttivo necessari Viene data una terna di articoli di cronaca; gli studenti sottolineano il sommario come prova di prestazione durante la lezione Esempi di unità didattiche 1 esempio secondo Acquisizione ed utilizzazione di regole metacognitive Obiettivi: Far acquisire all’alunno la capacità di esplicitare la propria modalità cognitiva di affrontare e risolvere problemi-compiti disciplinari Far conoscere agli alunni le regole cognitive adatte ad affrontare e risolvere i problemi-compiti disciplinari Far acquisire e far applicare all’alunno le modalità cognitive idonee per affrontare e risolvere un problema-compito disciplinare Metodologia Si stimola l’alunno ad acquisire consapevolezza del proprio stile cognitivo al confronto con le modalità cognitive proprie dei compagni. Si sollecita il passaggio dal dato legato all’esperienza alla conoscenza delle regole attraverso l’attività docente di focalizzazione dei passaggi cruciali, di esemplificazione, ecc. Le fasi di lavoro sono, allora, le seguenti: confronto di esperienze, conoscenza, applicazione. Unità didattica: Acquisizione ed utilizzazione di regole metacognitive 2 Le attività Cosa fa il docente: Presenta agli alunni un brano in cui si evidenzia la necessità di individuare una strategia idonea per conseguire un determinato risultato Sollecita un dibattito, chiedendo agli studenti di esprimere le proprie reazioni al brano; sottolinea l’importanza di valutare prima di scegliere e di dotarsi di un progetto e di una strategia operativa prima di agire; fa esempi. Chiede agli alunni se hanno mai riflettuto su tale questione e stimola un dibattito Prende in considerazione un problema-compito scolastico e chiede ad un alunno di risolverlo; l’alunno viene invitato ad esporre i passaggi mentali che produce nel tentare di risolverlo Sollecita gli alunni a discutere su altre possibili procedure di risoluzione; focalizza gli aspetti importanti della strategia, eventualmente correggendoli Divide la classe in gruppi e consegna un compito simile a quello svolto Invita un gruppo per volta a relazionare e la classe ad intervenire, discutendo, correggendo, apportando contributi conoscitivi Attribuisce un compito individuale dello stesso tipo Compila la griglia di valutazione annessa al compito sulla base dei risultati degli alunni; comunica i risultati Unità didattica: Acquisizione ed utilizzazione di regole metacognitive 3 Le attività Cosa fanno gli alunni: Ascoltano il brano Partecipano al dibattito Intervengono esprimendo punti di vista ed esperienze Un alunno svolge il compito individuando i passaggi cognitivi e scrivendoli su una lavagna; gli altri seguono Partecipano al dibattito I gruppi svolgono il compito documentando le fasi di lavoro I gruppi relazionano alla classe e la classe partecipa al dibattito individuando una procedura corretta per lo svolgimento del compito I singoli alunni svolgono il compito La classe apprende gli esiti dell’esperienza Unità didattica: Acquisizione ed utilizzazione di regole metacognitive Griglia di valutazione del lavoro di gruppo Tutti gli alunni del gruppo hanno dato un contributo no in parte si no in parte si no in parte Il gruppo ha risolto correttamente il compito si Il gruppo ha utilizzato correttamente l’iter identificato in parte Il gruppo ha individuato i passaggi opportuni e una sequenza corretta no Il gruppo ha lavorato con serietà e impegno si si no in parte Griglia di valutazione del compito individuale Ha individuato i passaggi cognitivi inerenti al compito in parte si no in parte Ha seguito la procedura identificata no Ha individuato la sequenza corretta si si no in parte Ha risolto correttamente il compito si no in parte 4 La valutazione degli apprendimenti: le prove di verifica Le prove di verifica si compongono di due elementi: Lo stimolo La risposta Sia lo stimolo sia la risposta possono essere di due tipi: - Aperto / non strutturato Chiuso / strutturato Ne consegue che ci possono essere quattro combinazioni possibili: 1. aperto/aperta 2. aperto/chiusa 3. chiuso/aperta 4. chiuso/chiusa Prima tipologia: aperto/aperta Esempi Seconda tipologia: chiuso/aperta Esempi Saggio breve Stesura di verbali Rapporti di ricerca Terza tipologia: aperto/chiusa Esempio Tema d’italiano Interrogazioni Problemi Interrogazioni in cui alla carenza di indicazioni corrisponde un’aspettativa precisa Quarta tipologia: chiuso/chiusa Esempi Questionari si/no Questionari a scelta multipla Completamenti Corrispondenze GLI AMBITI E GLI OGGETTI DELLA VALUTAZIONE IN PROSPETTIVA SISTEMICA FATTORI DI QUALITA’, INDICATORI E STANDARD: L’ITER METODOLOGICO PER LA COSTRUZIONE DI UN’OFFERTA FORMATIVA DI QUALITA’ valutazione degli esiti formativi valutazione dell’offerta formativa valutazione della scuola come sistema L’offerta formativa è funzionale alla costruzione di esiti, costituiti soprattutto, ma non solo, dagli apprendimenti Gli esiti formativi sono prodotti ma anche processi, nel senso di potenzialità che mettono capo a nuovi prodotti L’offerta formativa/la scuola come sistema esprimono processi rispetto agli esiti, ma sono anche prodotti in sé perché qualificanti un servizio In tal senso alcuni autori (vedi P. Romei) quasi capovolgendo i significati usuali sostengono che: output è il servizio di insegnamento outcome indica la riuscita degli studenti (apprendimenti) e quello che riescono a fare in seguito (carriera) Ciò richiama il nesso non causal-lineare tra insegnamento e apprendimento, bensì probabilistico (centratura sull’offerta) La valutazione dell’offerta formativa: una prima operazione consiste nella individuazione dei FATTORI DI QUALITA’ dell’offerta formativa una seconda operazione consiste nella scelta degli INDICATORI una terza operazione prevede la precisazione degli STANDARD L’approccio richiamato sottolinea innanzi tutto il passaggio da una valutazione avente le funzioni di sanzionare e di certificare ad una valutazione con funzione proattiva “Una delle concause della non eccellente produttività quali-quantitativa del nostro sistema scolastico e della distribuzione a macchia di leopardo degli esiti formativi risiede proprio nella mancanza di produzione e consumo di informazioni relative agli input, al contesto, ai processi, ai prodotti e persino al grado di riuscita sociale di quanti conseguono un titolo di studio”. (G. Domenici, 1998) E’ in tale contesto che nascono gli indicatori educativi Essi sono indici statistici che forniscono informazioni su: lo stato e il funzionamento del sistema educativo gli effetti dell’educazione sui singoli e sulla società nel suo complesso Hanno le seguenti caratteristiche: consentono di cogliere caratteri ed evoluzione di settorichiave del contesto educativo e scolastico; sono misure di forte interesse politico-sociale; sono relativi a specifici problemi; di norma sono riferiti a degli standard. (Gattico E., Mantovani S., 1998; de Landsheere G., 1998) La prospettiva di ricerca più attuale, al riguardo, è di natura sistemica Si tende ad identificare un insieme correlato di indicatori che: fornisca informazioni anche sull’interazione tra le variabili si riferisca non solo ai dati di input e di output, ma anche ai processi attivati e ai contesti in cui si manifestano La selezione degli indicatori è condizionata dalle opzioni politico-educative. Di queste occorre tener conto nella lettura comparativa dei dati internazionali Le ricerche del CERI-OCDE: due rapporti del progetto INES 49 indicatori suddivisi in tre grandi aree I contesti dell’educazione Costi, risorse e processi scolastici Risultati dell’istruzione (CERI-OCDE, Uno sguardo sull’educazione. Scuole a confronto, 1995) 43 indicatori suddivisi in 7 settori contesto demografico, sociale ed economico dell’educazione costi dell’istruzione, risorse umane e finanziarie accesso all’istruzione, scolarizzazione e sviluppo ambiente scolastico e procedimenti all’interno della scuola risultati dell’istruzione in termini di diplomi e lauree risultati degli studenti e livelli di literary degli adulti risultati dell’istruzione e mercato del lavoro Nel lessico aziendalistico con QUALITA’ si intende l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che conferisce ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite Focalizzando l’attenzione su ciascuna singola scuola, esistono molti aspetti per i quali si possono costruire indicatori misurabili delle qualità. Es.: il grado di attuazione dei programmi la percentuale di conoscenze e capacità acquisite dagli studenti in relazione agli obiettivi didattici gli indici di coesione o del clima psicologico della classe il grado di soddisfazione dichiarato dai clienti (studenti, genitori, docenti) la percentuale di utilizzo dei laboratori e dei servizi di supporto i tempi di attesa per l’accesso al mondo del lavoro la quantità di abbandoni il grado di turn-over del personale scolastico la capacità di inserimento in un nuovo livello di studi l’efficienza dei servizi amministrativi il grado di igiene ambientale Se la qualità della scuola dipende da una molteplicità di aspetti, da essi possono scaturire obiettivi di miglioramento Esempi di obiettivi di sviluppo della soddisfazione dei clienti potrebbero riguardare il miglioramento dei seguenti punti: gli indici di soddisfazione di studenti e famiglie il livello di soddisfazione delle scuole di ordine superiore e/o delle aziende la comunicazione con le famiglie la coesione e il clima della classe l’accoglienza degli studenti Obiettivi relativi al miglioramento della didattica potrebbero riguardare: Rispetto alla gestione: la coerenza dei metodi di valutazione l’efficacia dei metodi di studio l’apprendimento degli studenti la programmazione didattica la gestione d’aula i supporti di comunicazione nell’insegnamento l’orientamento scolastico e professionale l’efficienza delle strutture e delle attrezzature il funzionamento e la partecipazione agli organi collegiali Rispetto ai risultati: incrementare il successo post-scolastico accrescere le iscrizioni alla scuola aumentare la presenza del personale scolastico e degli studenti ridurre la dispersione scolastica Come si passa dall’obiettivo all’indicatore? Concetto di INDICATORE: Insieme di dati in grado di fornire alcune informazioni sullo stato e sull’evoluzione del sistema scolastico. Enunciato circostanziato che qualifica un fenomeno o un processo (un aspetto del sistema didattico), che consente di rilevare la presenza/assenza (la “misurabilità” di quel fenomeno Es.: FATTORE/OBIETTIVO: migliorare la comunicazione con le famiglie Indicatori: numero delle riunioni svolte con i genitori in un anno scolastico percentuale di genitori partecipanti grado di soddisfazione espresso dai partecipanti relativamente alla qualità della comunicazione insegnanti-genitori ................................................ Come si possono misurare gli indicatori: Tre modalità principali: contabilizzazione di eventi (ovvero raccolta di dati statistici sugli aspetti più oggettivi) osservazione sistematica di comportamenti (compiuta tramite schemi di osservazione e scale di registrazione) rilevamento di percezioni soggettive (attraverso questionari e interviste più o meno strutturate) Concetto di STANDARD È un criterio di qualità, ossia un livello desiderato del servizio scolastico o del suo prodotto Come si definisce tale criterio? Due linee: consiste nell’indicare, con un procedimento a priori, ciò che si considera necessario riscontrare nell’organizzazione della scuola, nelle strutture, nelle dotazioni, nel comportamento degli allievi procede a posteriori, sulla base della constatazione della maggiore o minore omogeneità che si riscontra nei diversi aspetti del funzionamento del sistema scolastico Possibile soluzione: seguire entrambi i procedimenti: standard di progetto e standard di fatto Lo standard richiama il problema degli scarti relativi al servizio scolastico In fase di progettazione, di realizzazione e di valutazione si possono evidenziare tre tipologie di scarti: Servizio OTTIMALE/POSSIBILE Servizio POSSIBILE/EROGATO Servizio EROGATO/PERCEPITO AUTOVALUTAZIONE del DIRIGENTE e fattori di qualità su cui poter articolare il portfolio delle competenze stabilire negoziazioni motivare i collaboratori risolvere i conflitti stabilire reti di informazioni disseminare l’informazione prendere decisioni in condizioni di estrema ambiguità allocare risorse avere abilità introspettive su se stesso e il proprio lavoro Passaggio ulteriore: la costruzione di indicatori e di standard relativi a tali fattori VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI Si potrebbe concentrare l’attenzione su una serie limitata di competenze trasversali in grado di comporre un profilo formativo riassuntivo della formazione “guadagnata” e di essere predittivo rispetto ad ulteriori percorsi Si tratta di abilità riferite alla dimensione logicolinguistica, considerate strategiche nel sostenere gli apprendimenti nei diversi settori disciplinari Esse riguardano: capacità di comprensione della lettura capacità metalinguistiche livello della competenza lessicale competenza nella produzione scritta capacità logiche fondamentali capacità di seguire procedimenti algoritmici Esse sono, più che abilità trasversali, abilità trasferibili, che nascono e si sviluppano in uno specifico contesto disciplinare Tale approccio consente di: comprendere e precisare i nessi di relazione tra ambiti disciplinari diversi esplicitare analogie e differenze tra le discipline e i relativi linguaggi Inoltre, consente agli alunni di riguadagnare un’immagine significativa della cultura; si rimotivano continuamente alla conoscenza ed esplorandola vi scoprono motivi di utilità e vie di personalizzazione SCHEDA OPERATIVA N.1 “La valutazione di sistema”. Quali potrebbero essere i fattori di qualità dell’offerta di formazione del suo istituto scolastico? Provi ad individuare anche i relativi indicatori e standard SCHEDA OPERATIVA N. 2 “L’autovalutazione” 1. 2. 3. 4. 5. Si chiede di seguire il seguente percorso: Scrivere una cronologia delle proprie esperienze lavorative e/o di studio negli ultimi 5 anni Creare una mappa concettuale a partire da uno o più eventi particolari e descrivere cosa da questi si è appreso Identificare le abilità e le competenze che si pensa di avere acquisito attraverso tali esperienze Descrivere le proprie prospettive e aspettative personali circa: l’occupazione la progressione negli studi la crescita professionale e la pratica che si vorrebbe sviluppare Evidenziare i riscontri che si potrebbero presentare rispetto a quanto affermato