ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “Ottavio Gravina De Cruyllas”
con annesso Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Verga” (D. A. n. 806 del 06-03-2012)
R A M A C C A (CT)
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Protocollo d’accoglienza
per gli alunni stranieri
Premessa
Il Protocollo d’accoglienza e d’integrazione per gli alunni stranieri contiene principi, criteri e
indicazioni operative riguardanti l’iscrizione e l’inserimento degli alunni stranieri; definisce i
compiti e i ruoli degli insegnanti, del personale amministrativo e dei mediatori culturali; traccia le
diverse possibili fasi di accoglienza e le attività di facilitazione per l’apprendimento della lingua
italiana.
Il Protocollo, strumento di lavoro integrato e rivisto periodicamente dal Collegio dei Docenti, è
adottato dal Consiglio di Istituto e costituisce parte del Piano dell’Offerta Formativa.
Finalità
Attraverso le indicazioni contenute nel Protocollo d’accoglienza la scuola si propone di:
 Facilitare l’ingresso nella comunità scolastica degli alunni stranieri, sostenendoli nella fase
di adattamento al nuovo ambiente;
 Proporre un clima d’accoglienza e d’attenzione alle relazioni che prevenga o rimuova
eventuali ostacoli alla piena integrazione;
 Definire e attivare pratiche condivise all’interno dell’Istituto in tema d’accoglienza degli
alunni stranieri, anche perché la scuola si offra quale contesto favorevole all’incontro tra le
diverse culture e le “storie” personali di ogni alunno;
 Promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola, famiglia e agenzie del
territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale, nella direzione di un
sistema formativo integrato.
Indice del Protocollo
Il Protocollo d’accoglienza e integrazione delinea tre aree per le prassi condivise:
1. Amministrativa e informativa: l’iscrizione e l’inserimento a scuola degli alunni stranieri.
2. Comunicativa e relazionale: i compiti e i ruoli degli operatori scolastici e le fasi
dell’accoglienza a scuola.
3. Educativa e didattica: le fasi relative all’assegnazione della classe, all’insegnamento
dell’italiano come seconda lingua, alla valutazione.
1. Area amministrativa e informativa
Questa area viene gestita dall’incaricata di segreteria per la didattica. Essa rappresenta il primo
approccio dei genitori stranieri all’Istituzione scolastica.
I compiti e le azioni sono:
 Informare la famiglia sull’organizzazione della scuola, consegnando note informative
quando possibile nella lingua d’origine;
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Sulla base dell’età anagrafica, accertare se e come è stato assolto l’obbligo scolastico;
Iscrivere l’alunno utilizzando la modulistica eventualmente predisposta;
Fornire ai genitori i moduli per l’assicurazione e il libretto scolastico;
Acquisire l’opzione di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica;
Informare i genitori del tempo che intercorrerà tra l’iscrizione e l’effettivo inserimento nella
classe (circa una settimana);
Fissare il primo incontro tra la famiglia e il docente della classe ricevente.
2. Area comunicativa e relazionale
In quest’area agisce il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (G.L.I.), di cui fa parte anche il Dirigente
Scolastico, con il compito di seguire le varie fasi dell’inserimento degli alunni stranieri di recente
immigrazione a partire dal momento della richiesta di iscrizione a scuola.
Il G.L.I. si riunisce ogni qualvolta si presenti il caso di nuova iscrizione di alunni stranieri.
I compiti e le azioni del G.L.I.
 Esaminare la prima documentazione raccolta dalla segreteria all’atto dell’iscrizione;
 Effettuare un colloquio con la famiglia finalizzato a raccogliere ulteriori informazioni sulla
situazione familiare, storia personale, scolastica e competenza linguistica dell’alunno. In tal
contesto fornire informazioni sull’organizzazione della scuola e prospettare la necessità
della stretta collaborazione con la scuola;
 Effettuare un colloquio con l’alunno per la valutazione delle abilità, delle competenze, dei
bisogni specifici di apprendimento e degli interessi;
 Proporre l’assegnazione alla classe e stabilire, sulla scorta degli elementi raccolti durante i
colloqui, la classe specifica d’inserimento, tenendo conto dell’età anagrafica,
dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza, del primo accertamento di
competenze ed abilità, delle aspettative familiari emerse dal colloquio, del numero di alunni
per classe e della presenza di altri alunni stranieri (fra l’atto formale dell’iscrizione e
l’effettivo inserimento nella classe assegnata intercorre il lasso di tempo che permette di
curare gli aspetti fondamentali per l’inserimento: scambio di informazioni, accordi con il
team docente, preparazione della classe);
 Promuovere l’attuazione di laboratori linguistici, individuando risorse interne ed esterne e
spazi adeguati, facilitando, ove necessario, il coordinamento tra gli insegnanti incaricati
dell’alfabetizzazione;
 Favorire e facilitare il rapporto con la famiglia;
 Stabilire contatti con Enti Locali, servizi, associazioni di volontariato, altre istituzioni
scolastiche;
 Fornire le informazioni raccolte ai docenti che accoglieranno l’alunno in classe;
 Individuare con il team docenti i percorsi di mediazione e di facilitazione;
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Convocare, per il primo incontro con la famiglia e l’alunno straniero fissato dalla segreteria,
un insegnante del team che presumibilmente accoglierà il nuovo iscritto.
I criteri di assegnazione alla classe
I dati raccolti nelle fasi precedenti permettono di assumere decisioni in merito alla classe di
inserimento, secondo le indicazioni del D.R.P. 31/08/99 n.394, posto che l’iscrizione di un minore
straniero alla scuola dell’obbligo italiana può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno
scolastico.
I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all’età
anagrafica, salvo che venga decisa in commissione l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo
conto:
a) dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare
l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente
all’età anagrafica;
b) dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno;
c) del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza;
d) del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno;
e) ciascuna classe non deve superare la quota del 30% di alunni stranieri.
3. Area educativa e didattica
In questa fase il Team docenti e/o il Consiglio di classe, dopo aver valutato il nuovo alunno,
individua i più opportuni percorsi facilitati di inserimento (necessità di corsi intensivi di lingua
italiana, ecc…) e stabilisce le modalità di adattamento dei programmi curricolari e i percorsi di
facilitazione relazionale.
Definizione dell’intervento
Elemento fondamentale per l’integrazione degli alunni stranieri è il potenziamento della lingua
italiana, indispensabile per poter andare di pari passo negli studi con i compagni di scuola italiani. Il
regolamento di riordino del primo ciclo prevede, infatti, che nella Scuola Secondaria di primo grado
una quota di ore di insegnamento della seconda lingua comunitaria possa essere utilizzata per
potenziare l’Italiano per gli alunni stranieri.
Al momento del loro arrivo, essi si devono confrontare con due diverse strumentalità linguistiche, la
lingua per comunicare nella vita quotidiana, quindi del contesto concreto, e la lingua dello studio,
ovvero quella specifica, necessaria per comprendere ed esprimere concetti e sviluppare
apprendimenti delle diverse discipline. Lo studio della lingua italiana deve essere inserito nella
quotidianità dell’apprendimento e della vita scolastica, prevedendo attività di laboratorio linguistico
e percorsi e strumenti per l’insegnamento intensivo dell’Italiano. Al centro dell’azione didattica
deve essere l’apprendimento e lo sviluppo della lingua italiana come seconda lingua.
Diversi sono i tempi richiesti dall’apprendimento dell’italiano L2 per la comunicazione di base e
dell’apprendimento dell’italiano lingua veicolare di studio per apprendere i contenuti disciplinari.
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Per il primo percorso, sono necessari, in genere, alcuni mesi; per il secondo percorso, il cammino è
lungo e deve coinvolgere tutti i docenti della classe.
Occorre, pertanto, che i Dipartimenti disciplinari individuino i nuclei essenziali delle discipline e
predispongano moduli didattici imperniati su concetti e lessico semplificati, accompagnati da
mediatori linguistici più semplici e concreti, da mediatori visivi e simbolici che facilitino il
passaggio dal concreto all’astratto.
Definizione della strategia
La strategia progettuale prevede due percorsi:
Percorso di facilitazione didattica:
 rilevazione dei bisogni specifici di apprendimento;
 uso di mediatori didattici eterogenei (materiali visivi, musicali, grafici);
 semplificazione linguistico-concettuale;
 adattamento dei programmi curricolari;
 istituzione di laboratori intensivi di lingua italiana;
 individuazione di un docente referente per lo studente.
Percorso di facilitazione relazionale:
 programmazione di attività interculturali rivolte a tutti gli alunni;
 utilizzo di materiali nelle diverse lingue;
 individuazione di compagni di classe con funzione di tutor a rotazione;
 promozione di attività di piccolo gruppo;
 coinvolgimento delle famiglie degli alunni.
L’accoglienza dell’alunno straniero
L’accoglienza non è una fase nettamente circoscritta, ma risponde piuttosto alla volontà di
instaurare e mantenere nella scuola un clima sereno e motivante per tutti i protagonisti dell’azione
educativa. La collegialità (genitori, alunni, docenti, collaboratori scolastici) è il suo tratto
caratteristico. E’ tuttavia compito specifico degli insegnanti predisporre attività mirate a
sensibilizzare soprattutto la classe che accoglie l’alunno straniero, prevedendo le seguenti azioni:
 informare i compagni del nuovo arrivo, creando un clima positivo di attesa;
 dedicare del tempo ad attività di benvenuto e conoscenza;
 preparare un’aula visibilmente multiculturale;
 individuare un alunno particolarmente adatto a svolgere la funzione di tutor del compagno
straniero, per favorire la conoscenza degli spazi, dei tempi e dei ritmi della scuola, e la
comprensione dell’organizzazione delle attività;
 stabilire contenuti minimi, adattando ad essi la verifica e la valutazione;
 programmare il lavoro con gli insegnanti che seguono l’alunno straniero;
 informare l’alunno e la famiglia del percorso predisposto per lui dalla scuola;
 valorizzare la differente cultura.
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L’inserimento nella classe
Lo studio della lingua italiana, come evidenziato sopra, è l’obiettivo prioritario per tutto il primo
periodo di attività dell’alunno straniero.
Per quanto riguarda le materie di studio, è utile notare che il comma 4 dell’art. 45 del D.P.R. n.394
del 31 agosto 1999 così recita:
“Il Collegio dei docenti definisce, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri,
il necessario adattamento dei programmi di insegnamento; allo scopo possono essere adottati
specifici interventi individualizzati o per gruppi di alunni, per facilitare l’apprendimento della
lingua italiana utilizzando, ove possibile, le risorse professionali della scuola. Il consolidamento
della conoscenza e della pratica della lingua italiana può essere realizzata altresì mediante
attivazione di corsi intensivi di lingua italiana sulla base di specifici progetti, anche nell’ambito
delle attività aggiuntive di insegnamento per l’arricchimento dell’offerta formativa”.
Pertanto, il Team docenti e/o il Consiglio di classe coinvolto individuerà le forme di “adattamento
dei programmi di insegnamento” secondo i seguenti criteri:
 la temporanea esclusione dal curriculum di quelle discipline che presuppongono una
specifica competenza linguistica, sostituendole con attività di alfabetizzazione o
consolidamento linguistico;
 la riduzione degli obiettivi e dei contenuti di alcune discipline, in modo da favorire il
raggiungimento di obiettivi minimi disciplinari;
 la sostituzione di parti di programma con altre più consone alla formazione e alle
competenze dell’alunno.
Le fasi dell’apprendimento dell’italiano L2
Gli alunni stranieri inseriti nella scuola attraversano grosso modo tre diverse fasi:
(cfr. Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, 19 Febbraio 2014)
a) La fase iniziale dell’apprendimento dell’italiano L2 per comunicare. Corrispondente
grosso modo, per la rilevazione iniziale e per la definizione degli obiettivi, alla descrizione dei
livelli A1 e A2 del quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Ha a che fare con
l’intervento specifico (laboratorio di italiano L2), intensivo e con orario “a scalare”, più denso nei
primi due/tre mesi, più diluito in seguito. Gli obiettivi privilegiati di questa fase riguardano
soprattutto:
 lo sviluppo delle capacità di ascolto e comprensione dei messaggi orali;
 l’acquisizione del lessico fondamentale della lingua italiana (le circa 2000 parole più usate);
 l’acquisizione e la riflessione sulle strutture grammaticali di base;
 il consolidamento delle capacità tecniche di lettura/scrittura in L2.
b) La fase “ponte” di accesso all’italiano dello studio. E’ questa forse la fase più delicata
e complessa, alla quale dedicare una particolare attenzione, consolidando gli strumenti e i materiali
didattici e affinando le modalità di intervento di tipo linguistico. L’obiettivo è duplice: rinforzare e
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sostenere l’apprendimento della L2 come lingua di contatto e, nello stesso tempo, fornire
all’apprendente competenze cognitive e metacognitive efficaci per poter partecipare
all’apprendimento comune. In altre parole, l’allievo non italofono impara l’italiano per studiare, ma
impara l’italiano anche studiando, accompagnato in questo cammino da tutti i docenti che diventano
“facilitatori” di apprendimento e che possono contare oggi su strumenti da sperimentare, quali:
glossari plurilingue che contengono termini chiave relativi alla microlingua delle varie discipline;
testi e strumenti multimediali “semplificati” che propongono i contenuti comuni con un linguaggio
più accessibile; percorsi-tipo di sviluppo delle abilità di scrittura e di lettura/comprensione di testi
narrativi.
c) La fase degli apprendimenti comuni. L’italiano L2 resta in questa fase sullo sfondo e
fornisce ai docenti di classe chiavi interpretative per cogliere le difficoltà che possono permanere e
per intervenire su di essi. Le modalità di mediazione didattica e di facilitazione messe in atto per
tutta la classe e per gestire la sua irriducibile eterogeneità possono essere in gran parte efficaci
anche per gli alunni stranieri. Anzi, il loro punto di vista diverso su un tema geografico, storico,
economico, ecc., e la loro capacità metalinguistica, che nel frattempo ha avuto modo di allenarsi e
che si è affinata, potranno essere potenti occasioni per introdurre uno sguardo interculturale.
Questo percorso rappresenta certamente un intenso artigianato pedagogico e didattico. E’ anche
un’occasione perché ogni alunno, italiano e straniero, così come l’intera comunità scolastica,
familiarizzino con l’apprendimento della nostra lingua come opportunità di confronto intenso tra
culture entro le giovani generazioni che vivono nel nostro Paese. Inoltre, si tratta di una
straordinaria occasione di sviluppo dell’italiano nel mondo.
Valutazione
Per quanto attiene alle modalità di valutazione e di certificazione degli alunni stranieri, in
particolare dei neo- arrivati, si fa riferimento a quanto espresso nelle Linee guida per l’accoglienza e
l’integrazione degli alunni stranieri emanate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca - Dipartimento per l’Istruzione - Direzione Generale per lo studente - Ufficio per
l’integrazione degli alunni stranieri (Circolare ministeriale n° 24 del marzo 2006).
Dall’emanazione della legge n°517/77 ad oggi, l’approccio alla valutazione nella scuola è
positivamente cambiato. Accanto alla funzione certificativa si è andata sempre più affermando la
funzione regolativa in grado di consentire, sulla base delle informazioni raccolte, un continuo
adeguamento delle proposte di formazione alle reali esigenze degli alunni e ai traguardi
programmati per il miglioramento dei processi e dei risultati, sollecitando, altresì, la partecipazione
degli alunni e dei genitori al processo di apprendimento.
L’art. 4 del D.P.R. n°275/99, relativo all’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche, assegna
alle stesse la responsabilità di individuare le modalità e i criteri di valutazione degli alunni,
prevedendo altresì che esse operino nel “rispetto della normativa nazionale”.
L’art. 45, comma 4 del D.P.R. n° 394/99, come sopra riportato, assegna al Collegio dei Docenti il
compito do definire, in relazione al livello di competenza dei singoli alunni stranieri, il necessario
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adattamento dei programmi d’insegnamento. Benché la norma non accenni alla valutazione, ne
consegue che il possibile adattamento dei programmi per i singoli alunni comporti un adattamento
della valutazione, anche in considerazione degli orientamenti generali su questo tema, espressi in
circolari e direttive, che sottolineano fortemente l’attenzione ai percorsi personalizzati degli alunni.
Per il Consiglio di classe che deve valutare gli alunni stranieri inseriti nel corso dell’anno scolastico,
per i quali i percorsi personalizzati prevedono interventi di educazione linguistica e di messa a
punto curricolare, diventa fondamentale conoscere, per quanto possibile, la storia scolastica
precedente, gli esiti raggiunti, le caratteristiche delle scuole frequentate, le abilità e le competenze
essenziali acquisite.
In questo contesto, che privilegia la valutazione formativa rispetto a quella sommativa, si prende in
considerazione il percorso dell’alunno nel suo complesso, evidenziandone i progressi conseguiti
rispetto al punto di partenza, la motivazione e l’impegno profuso e, soprattutto, le potenzialità di
apprendimento dimostrate. In particolare, nel momento in cui si decide il passaggio da una classe
all’altra o da un grado scolastico al successivo, occorre far riferimento ad una pluralità di elementi,
fra cui non può mancare una previsione di sviluppo dell’alunno.
Emerge chiaramente come nell’attuale contesto normativo vengono rafforzati il ruolo e la
responsabilità delle istituzioni scolastiche e dei docenti nella valutazione degli alunni.
I quadrimestre
I Consigli di classe potranno decidere che gli alunni stranieri, i quali non conoscendo la lingua
partono da un’evidente situazione di svantaggio, possano avere una valutazione nelle materie
pratiche e meno legate alla lingua, come educazione motoria, musicale, arte e immagine,
matematica e, in alcuni casi, lingua straniera.
Il lavoro svolto dagli alunni nei corsi di alfabetizzazione o di sostegno linguistico diventa parte
integrante della valutazione di italiano (intesa come materia curriculare) o anche di altre discipline,
qualora durante tale attività sia possibile l’apprendimento di contenuti.
L’attività di alfabetizzazione sarà oggetto di verifiche orali e scritte (da svolgere in classe)
predisposte dal docente del corso di alfabetizzazione e concordate con l’insegnante curriculare.
Nel caso in cui l’alunno straniero abbia una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese –
francese – spagnolo), essa, almeno in una prima fase, potrà essere utilizzata come lingua veicolare
per l’acquisizione dei contenuti e l’esposizione degli stessi, previa la predisposizione di opportuni
materiali.
Il Consiglio di classe dovrà coinvolgere la famiglia nei diversi momenti del processo valutativo e
prevedere la presenza di un mediatore linguistico durante i colloqui con i genitori e durante la
consegna delle schede di valutazione. In assenza di tale figura bisognerà prevedere la possibilità di
trasmettere il documento di valutazione dell’alunno debitamente tradotto.
E’ utile ricordare che per tutti gli alunni e, quindi, anche per gli alunni stranieri, la valutazione
sommativa non dovrebbe essere la semplice media delle misurazioni rilevate con le varie prove, ma
dovrebbe tener conto del raggiungimento di obiettivi trasversali, quali impegno, partecipazione,
progressione nell’apprendimento.
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E’ necessario, inoltre, prendere in considerazione la situazione di svantaggio linguistico e rispettare
i tempi di apprendimento dell’Italiano come L2.
In sintesi, il team docente, nell’ambito della valutazione, dovrà prendere in considerazione:
1. La situazione di partenza;
2. I risultati conseguiti nell’apprendimento della lingua per comunicare e/o nell’apprendimento
della lingua per lo studio;
3. I risultati ottenuti nei percorsi individualizzati programmati;
4. La motivazione, l’impegno e la partecipazione;
5. La progressione e le potenzialità di apprendimento.
Deliberato dal Collegio dei docenti in data 1 Aprile 2015.
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