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CORRIERE
N. 6 – novembre-dicembre 2012 – Sped. in abb. post. art. 2 comma 20/c legge 662/96 – Filiale di Torino – A cura dell’Avis Comunale di Torino
via Piacenza, 7 - 10127 Torino – Da restituire al mittente presso CMP - Torino Nord – L’editore si impegna a pagare le copie non recapitate.
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CORRIERE
SOMMARIO
SOMMARIO
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Editoriale
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Statistica
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Continuano le prenotazioni
per la Befana 2013
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Calendario prelievi
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Fotocronaca
giornata del volontario
di Sandro Fisso
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A bassa voce
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Una lodevole iniziativa
dell’Avis Ceprano
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Storia minore
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Filatelia
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Natale del passato
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Le mostre e gli artisti
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Il protettore dei ferrovieri
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Anagrafe avisina
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Assemblea Avis 2013
di Elio Blancato
N. 6
novembre/dicembre 2012
Sped. abb. post.
Corriere Avis
Direttore responsabile
ALESSANDRO FISSO
Caporedattore
GRAZIANO CESTINO
Con la collaborazione di
Marina Marchisio,
Patrizia Orrù
e del consiglio direttivo dell’Avis comunale di
Torino, dei responsabili dei gruppi anziani, giovani, aziendali e del CCS (Centro Culturale
Sportivo “Luciano Penna”)
di Renzo Rossotti
di Renzo Rossotti
Direzione, redazione e amministrazione
10127 Torino, via Piacenza 7
Tel. (011) 613.341 – Numero verde 800.265.508
www.avistorino.it
Indirizzo E-MAIL
[email protected]
[email protected]
[email protected]
Regionale Giovani
[email protected]
Registrazione Tribunale di Torino
n. 1250 del 24-7-1958
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La medicina trasfusionale
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La scuola è anche questo
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Gita in Toscana
del gruppo aziendale Fiat
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La combattiva squadra
della polizia Municipale
di Anna Lucia Massaro
di Michele Bonavero
di Angelo Mistrangelo
Conti correnti postali:
– Avis comunale Torino 26146100
– Fondo solidarietà Avis 27891100
Videoimpaginazione
la fotocomposizione
Via San Pio V, 15 - 10125 Torino
Stampa
AGAM
12100 Madonna dell’Olmo (CN)
Associato
all’Unione Stampa
Periodica Italiana
Registrato dalla Ulrich’s International
Periodicals Directory
di New Providence, N.J. (USA)
Copertina:
Luci d’Artista: Vento Solare,
di Luigi Nervo
Foto di Giorgio De Bernardi
di Maria Gabriella
e Salvatore Pirrone
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L’
Avis è dotata di personalità giuridica di diritto privato ai sensi della legge n. 49 del 20.2.1950, che
all’articolo 1 così precisa: E’ riconosciuta a tutti
gli effetti giuridici l’Associazione Nazionale Volontari Italiani del Sangue (A.V.I.S.) con sede a Milano.
Essa promuove, coordina e disciplina le attività delle Sezioni provinciali e comunali dei Volontari del Sangue.
Il primo statuto dell’AVIS risale al 10 novembre 1929
con l’avvenuta approvazione da parte dell’assemblea dei Soci allora
esistenti e tenuta nello
studio ematologico milanese di via Moscova 18
dove esercitava la professione medica il Fondatore dell’AVIS stessa, dottor Vittorio Formentano.
Per i “vecchi” avisini
questi due capoversi appaiono come l’ennesima ripetizione di cose
conosciute.
Ma per i nuovi Volontari che hanno aderito
all’AVIS torinese tutto
ciò potrà avere un senso,
se non altro per giustificare il bronzeo monumento che
appare nel giardino prospiciente la sede dell’Unità di
Raccolta di Pianezza, installato in occasione del 75°
compleanno della nostra Associazione e che riporta il
busto del dottor Formentano.
Come ogni Ente giuridico, anche l’AVIS si è dotata di
uno statuto e connesso regolamento associativo, che negli anni sono stati rivisti ed aggiornati dalle assemblee
nazionali. Chiarendo gli “scopi sociali” dell’Associazione l’articolo 2 afferma “L’AVIS è un’associazione di
volontariato apartitica, aconfessionale, non lucrativa,
che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua,
nazionalità, religione, ideologia politica”.
Seguono numerosi articoli che dettano le norme per
consentire all’Associazione di estendere la propria attività garantendo in ogni caso la piena osservanza della
“democrazia”. Termine che i dizionari indicano come
“governo a sovranità popolare”. Ed accanto alla dizione
“democratico” indicano ad esempio un comportamento
improntato ad affabilità, semplicità, familiarità, cordialità. E, per quanti non avessero ancora bene inteso il significato di “democratico” riportano come termini contrari: l’ambizione, l’altezzosità, la superbia e l’orgoglio.
Ciò che purtroppo è accaduto in passato, e non è detto
che non possa accadere anche in futuro. ogni tanto ven-
EDITORIALE
gono eletti soggetti all’apparenza pieni di buona volontà
ma che, alla prova reale, denunciano scarsità di pazienza e molta intollerabilità verso chi dimostri, od abbia dimostrato in un ricco passato di attività associativa, una
comprovata esperienza.
Tutti i Volontari regolarmente iscritti ad una, ed una sola, AVIS comunale possono presentarsi quali candidati alle prossime elezioni che si terranno entro febbraio 2013
per eleggere i direttivi
delle stesse comunali. In
marzo per le Avis provinciali che dovranno
fra qualche tempo riordinare i propri confini
adattandoli al cambiamento in programma per
lo Stato con la nascita
delle metropoli e l’accorpamento di alcune
delle attuali province. In
aprile saranno di turno le
elezioni per il rinnovo
del direttivo delle AVIS
regionali, ed in maggio/giugno per l’AVIS
nazionale.
Spesso i “galoppini”,
presenti anche in AVIS come in tutte le altre istituzioni, propongono a Soci amici o conoscenti le candidature per essere eletti nei vari ruoli in cui è strutturata l’associazione, assicurando che il disturbo connesso con
l’eventuale attribuzione di una carica sociale non è
gravoso;basterebbe qualche presenza annuale nelle
periodiche riunioni dei consigli direttivi, e il disturbo è
tutto lì.
Ma non è vero. Vero è che a tutti i livelli associativi
esiste la necessità di un ricambio nelle principali cariche
sociali. Ma chi ne accetta l’incarico dovrebbe sapere che
per consentire il raggiungimento degli scopi sociali
dell’associazione non basta la sola buona volontà, anche
se sorretta da una sufficiente dote di pazienza, ma occorre anche, se non soprattutto, una necessaria esperienza che non si può ottenere senza avere militato per sufficienti periodi nelle diverse attività associative. con
umiltà e convinzione.
Un rivenditore di pane difficilmente potrà sostituire
un fornaio che conosca a memoria le dosi di farina, sale,
lievito ed acqua per garantire una produzione gradita al
consumatore.
Meditate fratelli... suggerivano i nostri vecchi.
IL RINNOVO
DELLE
CARICHE
SOCIALI
SANDRO FISSO
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STATISTICA
CONFRONTO TRA IL 2012 ED IL 2011 - GENNAIO-NOVEMBRE
SANGUE INTERO
PLASMAFERESI
PIASTRINOAFERESI
PRELIEVI MULTIPLI
UNITA’ RACCOLTE
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5 VITA ASSOCIATIVA
CONTINUANO LE PRENOTAZIONI DEI PACCHI PER LA BEFANA AVIS
Al Palaolimpico dal 4 al 6 gennao 2013 con ingresso pedonale da piazza d’Armi
(e non via Filadelfia come lo scorso anno) vi aspettiamo numerosi come sempre
A
lle stesse condizioni degli scorsi anni gli iscritti all’Avis Comunale di Torino potranno prenotare, a scelta presso le segreterie di via Piacenza 7 Torino o via Torino 19 Pianezza, i pacchi dono della tradizionale Befana Avis
che tanto successo ha avuto in passato.
Ogni Volontario potrà prenotare per tutti i figli a carico di età non superiore ai dodici anni, e per un massimo
di 4 pacchi per nipoti e parenti di pari età versando 5 euro per pacco prenotato. Altri si potranno prenotare versando 20 euro per pacco che conterrà tre giocattoli del valore complessivo di almeno 20 euro.
Per ogni bimbo prenotato verrà rilasciata una apposita lettera che servirà, con lo strappo del tagliando sottostante, per il ritiro del pacco dono e, presentandola agli incaricati all’ingresso del Palaolimpico (quest’anno
dall’area pedonale di Piazza d’Armi e non da via Filadelfia come per l’anno passato), ottenere gratuitamente tre
gettoni per consentire ai
propri ragazzi di ricevere altri doni scegliendoli tra
quelli esposti.
Chi vorrà potrà anche acquistare con 5 euro altri 3 gettoni e giocare alle macchinette che a sorte estrarranno palline di colore diverso a cui saranno assegnati determinati
punti. Consegnando le palline agli incaricati si riceverà
un premio che potrà essere un
semplice omaggio o giocattoli più costosi e persino biciclette.
Tutto il ricavato verrà versato dall’Avis nel “fondo solidarietà” a cui i Volontari
meno abbienti potranno fare
ricorso per recuperare almeno in parte i tickets pagati
per esami di laboratorio effettuati per i membri della
famiglia.
Prima si effettuano le prenotazioni e più tempo si concederà ai Volontari che, gratuitamente, confezioneranno
oltre 30.000 pacchi dono. Così è accaduto in passato e così
speriamo accada anche quest’anno.
Per i genitori sarà una occasione per fare conoscere ai
propri ragazzi lo spirito che
anima gli avisini torinesi.
Buona Befana a tutti!
C
FA
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
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CALENDARIO PRELIEVI
DOVE E QUANDO COMPIERE
LE DONAZIONI NEI PROSSIMI MESI
Per maggiori aggiornate informazioni, telefonare al n° verde
L
800265508
e donazioni che si possono effettuare si suddividono in
• donazioni di sangue intero (ad intervalli di almeno 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne in età fertile);
• di solo plasma in “aferesi” (ad intervalli anche inferiori a quelli previsti per il sangue intero, stabiliti dai me-
dici);
• di piastrine, in aferesi, ad intervalli stabiliti dai sanitari per ogni donatore, o “multicomponenti”, cioè di due “prodotti” già separati all’atto della donazione stessa: plasma e sangue intero, plasma e piastrine.
In ogni caso, purché precedute da visite mediche appropriate, ogni tipo di donazione è innocuo per il donatore ed
eseguito con materiale monouso, cioè utilizzato una sola volta e poi eliminato.
Ogni anno l’Avis premia i propri associati che hanno raggiunto il numero di donazioni o di fedeltà di appartenenza all’Avis, previste dal regolamento associativo.
Le donazioni di sangue intero si possono effettuare, senza prenotazione, tutti i giorni feriali e festivi esclusi
Natale e Capodanno:
• presso la sede di via Piacenza 7, Torino, con possibilità di usufruire anche dell’ampio parcheggio per il tempo necessario a donazioni e visite;
• presso l’unità di raccolta di Pianezza, via Torino 19 (autobus 32 - biglietto suburbano e ampia disponibilità di parcheggio) con i seguenti orari: feriali 7,30 - 11,45 * festivi 8 - 11,45
Tutti i giorni feriali anche presso il centro trasfusionale dell’ospedale OIRM S.Anna, di via Baiardi 43 dalle 8 alle 12 (sabato escluso) e presso il Maria Vittoria, ingresso via Medail 1, con orario: dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 11,30 ed il sabato dalle 8,30 alle 10,30.
Per le prime donazioni presentarsi entro le 10,45.
Sulle autoemoteche dell’Avis torinese donazioni e visite si possono effettuare:
• nei soli giorni feriali
in piazza del Donatore di sangue (ex Largo Gottardo), davanti all’ospedale Giovanni Bosco, dalle 7,45 alle
11,45;
a Porta Nuova in corso Vittorio 58 angolo via XX Settembre dalle 7,45 alle 11,45, solo il lunedì ed il venerdì;
a Porta Susa, in piazza 18 Dicembre, dalle 7,45 alle 11,45;
nel parco Ruffini, in corso Trapani angolo corso Rosselli, dalle 7,45 alle 11,45 per prelievi di sangue e di plasma
in aferesi.
le domeniche e le altre festività, con orario 8,30/11,30 innanzi alle Chiese:
16 dicembre 2012
NATALE DEL SIGNORE, via Boston, 37;
SANTA RITA, piazza Santa Rita
3 febbraio 2013
SANTA CROCE, piazza Fontanesi
10 febbraio 2013
MADONNA DI CAMPAGNA, via Cardinal Massaia, 98
6 gennaio 2013
SAN GIULIO D’ORTA, corso Cadore, 9
13 gennaio 2013
SACRO CUORE DI GESU’, via Nizza, 56
20 gennaio 2013
SANT’ANNA, via G. Medici, 55
27 gennaio 2013
SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO,
corso Potenza, 130
17 febbraio 2013
SANTA GIULIA, piazza Santa Giulia;
SAN PELLEGRINO LAZIOSI, corso Racconigi, 28
24 febbraio 2013
MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA,
via Asinari di Bernezzo, 44
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GIORNATA DEL VOLONTARIO
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l Teatro Nuovo si è svolta domenica 21 ottobre l’annuale
giornata del Volontario. Presenti autorità, a rappresentare la provincia Torinese il dott. Raffaele Petrarulo, per la
regione il consigliere Nino Boeti, era presente il dott. Giuseppe
Rivetti per anni punto di riferimento all’assessorato della sanità.
I nostri medici operanti nelle unità di raccolta completavano il
folto gruppo che per alcune ore hanno premiato i volontari.
Un ringraziamento particolare, consegnando la goccia d’oro,
a Damaride Moccia per la sua costante e fattiva collaborazione
nella stesura e non solo del corriere Avis.
Fotocr onaca dei volontari pr emiati
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Domenica 21 ottobre, giornata del volontario, a Sparviero Tortello, componente ufficio presidenza Consiglio Regionale per la sanità e l’assistenza, la presidenza Avis ha voluto consegnare un premio particolare.
Nostro donatore con molte donazioni al suo attivo, sente, vive in modo particolare le difficoltà
che da un certo periodo l’Avis purtroppo mensilmente deve affrontare.
Sparviero ha capito il valore della solidarietà, l’importante servizio che compiono i volontari.
Noi ci rivolgiamo a lui affinché ricordi ad assessori e ai funzionari della Pubblica Amministrazione che l’attività svolta dall’Avis torinese, in particolare dall’Intercomunale Arnaldo Colombo che, raccogliendo oltre 90 mila delle unità di sangue e derivati disponibili in Piemonte,
svolge una attività che comunque la Regione dovrebbe effettuare per garantire la disponibilità
del prezioso tessuto in ogni circostanza.
Medici, infermieri, tecnici ed impiegati dell’Avis hanno diritto di ricevere puntualmente ogni
mese il loro stipendio, così come ugualmente hanno diritto, e puntualmente ricevono, tutti i funzionari e gli impiegati della Pubblica Amministrazione. Ma purtroppo non sempre così avviene.
Tortello cerca di intervenire, più volte ha cercato e cerca di far comprendere che l’Avis non sia
considerato un semplice fornitore che può attendere, ma ha invece la necessità di avere mensilmente quanto dovuto per la continuità nella consegna delle sacche di sangue che se non raccolte si rischierebbe di chiudere le sale operatorie con gravi conseguenze. Perciò a nome anche di
coloro che beneficiano del gesto di tanti volontari, si impegna affinché i rimborsi siano regolari, cosa non facile da ottenere.
Le foto pubblicate
– tutte – di Patrizia Orrù
possono essere scelte
e richieste personalmente
presso le segreterie
citando il numero
Sparviero Tortello
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1 9 CULTURA ASSOCIATIVA
“LA MEDICINA TRASFUSIONALE: STORIA E ATTUALITÀ”
di Anna Lucia Massaro
A
lcune fra le più importanti e recenti attribuzioni della Medicina Trasfusionale sono:
✓ uso di fattori di crescita emopoietici,
✓ raccolta, espansione, manipolazione e conservazione di cellule staminali,
✓ immunoterapia con manipolazione di cellule immunocompetenti,
✓ gestione di un database per i trapianti di midollo osseo,
✓ congelamento di vari prodotti per trasfusione,
✓ organizzazione di banche dei tessuti.
Con l’aumento della sua complessità, la Scienza Trasfusionale
diventa più “importante” e aumenta la possibilità d’errore nella
produzione di sangue e nuovi prodotti terapeutici. Miglioramenti
continui sono necessari, non solo per progettare e realizzare sistemi di sicurezza per le attività correlate con la trasfusione, ma anche
per guidare il comportamento degli utenti nel gestire in modo standard sia le informazioni sia la pratica trasfusionale; questo dovrebbe portare ad un corretto uso della risorsa sangue e all’eliminazione dei pregiudizi e timori che i cittadini hanno ancora in relazione
alla terapia trasfusionale e sulle possibilità di donazione.
Allo stesso tempo è richiesta una gestione sempre più accurata delle non conformità e delle possibili reazioni avverse, in altri termini è necessario istituire un sistema di emovigilanza.
Lo European Haemovigilance Network (EHN) definisce l’emovigilanza come “a set of surveillance procedures covering the
whole transfusion chain (from the collection of blood and its components to the follow up of recipients), intended to collect and asses information on unexpected or undesirable effects resulting
from the therapeutic use of labile blood products and to prevent
their occurrence or recurrence” (ehn-org.net). Nonostante la
maggior parte dei sistemi di emovigilanza abbia focalizzato la sua
attività sull’osservazione degli effetti sfavorevoli nei pazienti, da
tale definizione emerge come sia importante sorvegliare l’intero
processo trasfusionale, comprendendo quindi le procedure di donazione, dal reclutamento e selezione del donatore.
La gestione del processo trasfusionale secondo i criteri del Sistema Qualità (SQ) supporta l’organizzazione di una rete di
emovigilanza garantendone i requisiti essenziali di:
• tracciabilità dei dati di tutti gli emocomponenti prodotti e
rilasciati: tale tracciabilità deve essere “bidirezionale” per
garantire non solo informazioni riguardanti il paziente che ha
ricevuto l’emocomponente ma anche il donatore cui è stato
prelevato;
• gestione dei dati riguardanti gli effetti avversi e/o inattesi
delle trasfusioni: l’analisi prospettica e/o retrospettiva di “Indicatori” permette di individuare in modo attendibile quali fasi del processo trasfusionale sono suscettibili di miglioramento e identificare specifiche aree di intervento per provvedimenti correttivi mirati.
Il donatore di sangue riveste nei confronti del SIT il duplice ruolo di:
✓ Fornitore: come tale deve essere gestito in modo da garantire il massimo di sicurezza sia per se stesso sia per il paziente assicurando il massimo delle funzioni biologiche degli
emocomponenti raccolti,
✓ Cliente poiché la donazione di sangue è volontaria e non remunerata, come stabilito dalle normative a livello sia nazio-
nale sia europeo, il donatore deve sentirsi rispettato e ringraziato, ha il diritto di essere informato ed avere una percezione positiva della donazione.
A tali scopi può tornare utile un’analisi di indicatori individuati sulla base del duplice ruolo del donatore.
Il donatore di sangue come fornitore del SIT
In dettaglio, possiamo considerare che il ruolo del donatore come fornitore può essere suddiviso in alcune fasi principali e per
ognuna di loro si possono ipotizzare alcuni esempi di indicatori.
✓ Reclutamento
N° donatori attivi/totali
N° nuovi donatori/totali
N° donatori periodici/totali
N° donatori per fasce d’età/sesso/
professione
✓ Selezione/Idoneità N° donatori scartati
(suddivisi per cause)
N° donatori sospesi temporaneamente
(suddivisi per cause e per tipo
di donazione)
N° donatori sospesi definitivamente
(suddivisi per cause e per tipo
di donazione)
✓ Donazione
Sulla base della donazione:
N° di donazioni effettuate
N° di donazioni programmate
Durata della donazione (in funzione
del tipo di donazione e del team
di raccolta)
Peso dell’unità raccolta (in funzione
del tipo di donazione e del team
di raccolta)
Sulla base del donatore:
N° di ematomi post venipuntura
(in funzione del tipo di donazione
e del team di raccolta)
N° di eventi avversi (in funzione
del tipo di donazione)
✓ POST Donazione N° donatori positivi per markers
virali (per tipo di marcatore)
N° donatori con alterazione esami
ematochimici di legge (emocromo,
transaminasi….).
L’analisi di indicatori simili permette ad esempio di valutare
in fase di reclutamento una diminuzione di nuovi donatori: individuarne le motivazioni. Promuovere il reclutamento di nuovi
donatori è utile per garantire un “ricambio” dei donatori che
hanno raggiunto il limite di età garantendone un adeguato numero anche per il futuro. Inoltre, ad esempio, in fase di donazione se emerge una maggior durata delle procedure in un certo
team rispetto ad un altro va rivisto il lavoro di quel team. Tali
azioni possono prevenire effetti indesiderati della trasfusione
(una durata della donazione maggiore del previsto può essere
indice di stasi venosa e compromettere la funzionalità piastrinica che porterà ad un Concentrato Piastrinico inefficace cioè
ad un effetto indesiderato della trasfusione).
(continua)
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2 0VITA ASSOCIATIVA
LA SCUOLA.... È ANCHE QUESTO
La Commissione Avis Scuola, augura a tutti gli studenti un buon anno scolastico 2012-2013
B
uon anno scolastico a tutti voi. Anche quest’anno contiamo di poter raggiungere i traguardi che ci siamo imposti, come ormai avviene da diversi anni grazie alla vostra partecipazione. Il dono del sangue da parte vostra, è espressione d’altruismo, e di solidarietà. Questo semplice gesto vi permette anche di tenere sotto controllo la vostra salute. Vi chiediamo di non aver timore, sappiate che grazie al vostro
gesto, si possono salvare vite umane.
Un grazie doveroso a tutti i docenti e a tutto il personale non docente che pazientemente collabora con noi.
Continueremo a scattare foto e a pubblicarle sul nostro Corriere Avis per ricordare
il vostro gesto non solo oggi, ma anche per il futuro.
IST. BECCARI
LA COMMISSIONE AVIS SCUOLA
Pubblichiamo la foto degli
alunni premiati nella Giornata
del Volontario tenutasi al Teatro
Nuovo con alcuni insegnanti e i
componenti della commissione
scuola: Vatafu Daniela, I.T.C.
Moro (succ. Russell); Gilardi Sara, L.SC. Giordano Bruno; Azzella Giulia, I.T.I. Avogadro;
Hultureann Cosmin Ianut, I.T.I.
Avogadro; Cavaglià Irene,
Il gruppo dei benemeriti premiati
I.P.C. Giulio; Pita Alexandra
Paula, I.M. Regina Margherita (sede); Canelli Giorgia, L.SC.L.CL. Istituto Sociale; Sommadossi Eleonora, L.SC. Ferraris; Mazzarino Riccardo, L.SC. Pogliani; Gangi Sara, L.SC.
Amaldi; Giurato Carlotta, I.T.F. Santorre di Santarosa; Carlone Manuel, I.T.I. Casale; Varetto Tiziana, L.SC. Segrè; Sica Serena, I.T.C. Majorana; Cozzubbo Irene, I.I.S. Primo Levi; Chirica Oana Mihaela, I.T.C. Majorana; Prof.re Gemma – Prof.ssa Conti Anna
IST. RUSSELL
LICEO CLASSICO D’AZEGLIO
IST. ZERBONI
IST. TEC. PININFARINA
IST. TEC. COMM. SOMMEILLER
FACOLTÀ DI ECONOMIA
IST. TEC. GALILEI FERRARI
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2 1 VITA ASSOCIATIVA
IL GRUPPO AZIENDALE FIAT IN TOSCANA
I
l 7, 8 e 9 settembre 2012 si è svolta la gita in Toscana, come
da programma.
Partenza venerdì 7 alle 5,30, ottanta i partecipanti; Arrivo a
Pisa alle 10, come previsto: ci accoglie una temperatura elevata ma ci dirigiamo, accompagnati dalla guida, a visitare Piazza
dei Miracoli e la sua famosa Torre.
Dopo il pranzo, servito nella tenuta di San Rossore, visita
guidata alla città di Lucca, che conserva il fascino di piccola e
antica città-stato italiana. In seguito, trasferimento a Montecatini Terme per la cena e il pernottamento. Durante la cena si è
svolto anche il gradevole incontro con le delegazioni avisine di
Pescia e Montecatini.
Sabato 8 trasferimento a Siena per la visita guidata. Patria di
Santa Caterina, patrona d’Italia, la città è ricca di monumenti
d’arte: piazza del Campo con la Torre del Mangia – dove due
volte l’anno si corre il famoso Palio delle Contrade – e Palazzo
Pubblico. Proseguimento per Volterra con visita guidata. La località è famosa anche per l’estrazione e la lavorazione dell’alabastro. Data la posizione strategica si ammira uno dei paesaggi
più belli della natura toscana. Successivamente visita guidata a
San Gimignano, famosa per le numerose torri medievali.
Domenica 9 partenza per Bologna. Incontro con la guida e
visita della città: una puntata a Palazzo d’Accursio, edificio
che si affaccia su Piazza Grande. Caratterizzano il capoluogo
emiliano l’università, i 38 kilometri di portici e le celebri Torri degli Asinelli e Garisenda.
I partecipanti hanno gradito il percorso e apprezzato l’assistenza prestata dall’Avis comunale di Torino. In molti attendono di leggere sul Corriere Avis le indicazioni in merito alla
promozione avisina per il 2013.
IL GRUPPO AZIENDALE AVIS-FIAT
LA COMBATTIVA SQUADRA DELLA POLIZIA MUNICIPALE
N
ei giorni 18, 19, 20 ottobre presso il Palazzetto dello
Sport del Parco Ruffini si è disputata la prima Coppa
Italia A.S.P.M.I. di calcio a cinque organizzata dal
Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino. Hanno partecipato all’evento le sei squadre prime classificate al Campionato Italiano 2012, provenienti da Genova, Pesaro, Montesilvano, Andria, Castellammare di Stabia e naturalmente la squadra
di casa di Torino. La manifestazione ha avuto inizio giovedì 18
ottobre alle ore 16.30 con la cerimonia di apertura a cui ha partecipato la banda del Corpo di Polizia Municipale di Torino,
l’Assessore allo Sport della Città di Torino, Ing. Stefano Gallo, il Vicepresidente Vicario dell’Associazione Sportiva Polizie Municipali d’Italia Sig. Lanzetta, il Dr. Ivo Berti, Dirigente del Corpo di Polizia Municipale di Torino con delega al
Gruppo Sportivo, l’Avis Comunale di Torino rappresentata da
Graziano Cestino, dal Comandante dei corsi della Scuola di
Applicazione dell’Esercito Colonnello Luigi Dellomonaco e
naturalmente il promotore della manifestazione e Presidente
del G.S.P.M. Torino Massimo Re con tutti i componenti del
Consiglio Direttivo. L’ingresso in campo delle squadre è stato
accompagnato dai bambini, alcuni figli di colleghi ed altri appartenenti al Gruppo Calcio dell’Associazione Valdocco.
Successivamente si sono disputate le varie gare dei due gironi. Le sei partite sono finite con il seguente punteggio:
Torino-Pesaro 7-0; Torino -Genova 4-3; Genova Pesaro 4-3;
Castellammare -Andria 4-1; Castellammare -Montesilvano 32; Andria -Montesilvano 3-1.
Dagli esiti della fase a gironi le due finaliste sono risultate
Torino e Castellammare di Stabia che sabato 20 ottobre alle
ore 11.00 hanno disputato una combattutissima finale che si è
risolta con la vittoria per 1-0 del Castellammare di Stabia a un
minuto dalla fine del match.
Alla cerimonia finale sono stati premiati Raffaele Meola
del Castellammare di Stabia quale miglior giocatore, Vincenzo D’Alessandro di Torino migliore portiere e Luca Luppi di Torino capocannoniere.
DOMENICO FRENOLLI
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2 2 A BASSA VOCE
UNA SOCIETÀ DI FARMACODIPENDENTI
Assumiamo troppi farmaci, anche quando potremmo farne a meno
S
econdo
l’Organizzazione
Mondiale della Sanità “farmaco” è qualsiasi sostanza –
organica o inorganica, naturale o
sintetica – che, introdotta in un organismo vivente, sia in grado di
produrre una o più modificazioni
funzionali. Tutti i farmaci sono formati da combinazioni chimiche
(molecole) contenenti sia il costituente fondamentale della sostanza
considerata, il cosiddetto “principio attivo”, sia alcuni elementi
inattivi, gli “eccipienti” (amido,
cellulosa, lattosio, saccarosio, acqua …), usati per preservare il principio
attivo da agenti esterni (umidità, calore…) che potrebbero danneggiarlo e nello
stesso tempo per renderne più facile l’assorbimento da parte dell’organismo.
La favola dell’innocuità
Va subito chiarito che non esistono farmaci sicuri e neppure innocui. La sicurezza è una condizione assai variabile che dipende da diversi fattori: dalla sensibilità
individuale nei confronti del principio attivo o di uno qualsiasi degli eccipienti;
dalla dose assunta; dalla durata del trattamento e anche dalla modalità di somministrazione del farmaco. L’innocuità è, invece, una condizione utopica del tutto immaginaria, che non trova riscontro nei fatti perché tutti i farmaci hanno effetti tossici più o meno gravi. È una realtà oggettiva
che nessuno deve dimenticare e che i medici conoscono bene, tanto da essere stata
più volte ribadita da diversi autorevoli
personaggi del mondo della sanità. Uno di
questi è Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano, che ha dichiarato: “Di una cosa si può essere certi:
del fatto che un farmaco è sempre portatore di effetti indesiderati, in alcuni casi
conosciuti, ma nella maggior parte dei
casi ancora da conoscere, soprattutto per
quanto riguarda gli effetti tossici che si
possono manifestare a distanza di tempo”. Evviva la sincerità!
Per chi nutrisse ancora dei dubbi è importante ribadire che non esistono farma-
ci innocui o sicuri, e neppure farmaci buoni o cattivi, ma soltanto persone che, consapevoli dei rischi che si corrono, li assumono in maniera sensata – quando è necessario, nella dose prescritta e per il tempo occorrente – e persone che invece ne
abusano, usandoli in maniera sconsiderata o anche quando potrebbero farne a meno. Che poi molti dei farmaci in commercio non servano a nulla è un fatto inconfutabile, che anche Garattini evidenzia.
“Potremmo – sostiene con convinzione –
ritirare dal mercato il 50% dei farmaci
senza procurare danni per la salute umana, anzi ottenendo benefici poiché i “falsi
amici” nel mondo dei farmaci sono tanti,
come nella vita”. Una prima scrematura,
secondo l’ultraottuagenario farmacologo
bergamasco, potrebbe essere questa: “Se
un farmaco non viene dispensato dal Servizio Sanitario Nazionale, che è già molto
generoso, e dunque si trova in fascia C,
con molta probabilità non serve a nulla.
Io nutrirei molti sospetti nei confronti di
questi prodotti”. Una bocciatura senza
appello per tutti i farmaci di fascia C e per
i prodotti da banco: non servono alla salute e fanno male al portafogli.
Proseguendo nel discorso, Garattini
chiarisce meglio il suo pensiero: “Non
esistono farmaci innocui. Per questo bisogna distinguere quelli che hanno il miglior rapporto rischio-beneficio, come i
vaccini, gli antibiotici se usati appropriatamente, i contraccettivi della donna, alcuni farmaci cardiovascolari che
usati come terapia nell’evento acuto
hanno contribuito alla riduzione del rischio cardiaco”. Ma, allora, che cosa fare? Come ci si deve comportare? Il vec-
chio farmacologo non ha dubbi:
“I farmaci vanno usati solo quando servono davvero, prediligendo quelli che costano meno, cioè i
generici. E senza farsi ammaliare
da integratori alimentari, antiossidanti, anti-radicali liberi, che
spesso fanno più male che bene”.
Dunque, non farsi incantare da
promesse miracolistiche, ma usare i farmaci con buonsenso e massima prudenza perché, nella stragrande maggioranza dei casi, pur
avendo superato tutti i controlli
preclinici (in vitro e su animali) e
clinici (sull’uomo), non hanno i requisiti
essenziali di sicurezza ed efficacia.
Grandi consumatori di farmaci
Il vero problema è che noi italiani ne
usiamo troppi. Lo rileva il rapporto realizzato dall’“Osservatorio sull’impiego
dei medicinali” (OsMed) dell’“Associazione Italiana farmaci” (AIFA), presentato a Roma il 5 luglio 2012. Nel 2011 gli
italiani – attraverso le strutture pubbliche
(ASL, Aziende Ospedaliere, Policlinici
Universitari) e private (farmacie) – hanno acquistato oltre 1,8 miliardi di confezioni di medicinali, per una spesa complessiva di 26,3 miliardi di euro, per la
maggior parte (75%) a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tra i farmaci
mutuabili, si confermano al primo posto
per prescrizione e consumo quelli per
l’apparato cardiovascolare (5,5 mld di
euro di spesa), seguiti dai medicinali per
il sistema nervoso centrale (3,41 mld),
poi da quelli per l’apparato gastrointestinale e metabolismo (3,38 mld), dagli antineoplastici e immunomodulatori (3,16
mld) e dagli antimicrobici (2,72 mld).
Le maggiori fruitrici di medicinali sono le donne, che sopravanzano gli uomini di un buon punto percentuale a causa,
probabilmente, della loro maggiore longevità, mentre grandi consumatori risultano anche i bambini (in particolare di
antibiotici e antiasmatici) e soprattutto
gli anziani, per una maggiore diffusione
di patologie croniche come ipertensione,
artrosi e diabete. Dall’analisi dei dati
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OsMed 2011 emerge l’evidenza che gli
italiani, a qualunque età, sono restii a rinunciare ai farmaci che usano anche
quando potrebbero farne a meno.
La conferma arriva dagli antibiotici, farmaci molto potenti destinati a combattere
le infezioni batteriche, ma utilizzati sovente in maniera inappropriata o quando non
servono. Da un’indagine della Commissione Europea, pubblicata nel gennaio
2012, si rileva che il 57% degli italiani,
quasi 6 persone su 10, hanno dichiarato di
aver assunto antibiotici almeno una volta
nel corso dell’ultimo anno, contro una media europea di 4 persone su 10. Se a questo
dato si aggiunge il fatto che tutti i prodotti
di origine animale (carne, latte, formaggi),
ampiamente presenti nella dieta degli italiani, contengono in varia misura residui di
antibiotici – usati in tutti gli allevamenti
zootecnici, che ne assorbono più
della metà dell’intera produzione
mondiale – risulta evidente che se ne
assumono troppi e che sarebbe opportuno limitarne il consumo.
Infatti, a parte i numerosi effetti
collaterali (disturbi gastrointestinali, dermatiti, reazioni allergiche,
difficoltà respiratorie, vertigini,
cefalee), non va dimenticato che
un abuso di antibiotici ne riduce
drasticamente l’azione e li rende,
nel momento del bisogno, del tutto
inefficaci. Per queste ragioni, ma
anche perché non hanno un’azione
mirata e agiscono distruggendo anche i batteri “buoni” – indispensabili alla
regolarità delle funzioni metaboliche, digestive, omeostatiche e immunitarie –
gli antibiotici vanno utilizzati solo su indicazione medica e non nelle infezioni
più comuni (raffreddori, bronchiti, mal
di gola) causate da agenti virali.
La comparsa delle benzodiazepine
Altrettanto abusati sono gli psicofarmaci, sostanze che agiscono sul sistema
nervoso centrale (SNC) e che, a seconda
dell’effetto terapeutico prodotto, si distinguono in: tranquillanti maggiori (antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori
dell’umore) e tranquillanti minori (ansiolitici, ipnotici, bromuri). A quest’ultimo gruppo appartengono le benzodiazepine, molecole che, avendo effetto sedativo, vengono utilizzate sia come ansiolitici per abbassare tensione e ansia, sia come ipnotici (sonniferi) in quanto, provocando torpore, favoriscono il sonno.
Introdotte sui mercati mondiali all’inizio degli Anni Sessanta, le prime benzodiazepine (Valium e Librium) furono accolte con entusiastici consensi perché erano in grado di contrastare contemporaneamente due patologie già allora molto diffuse, l’ansia e l’insonnia. Prima della comparsa delle benzodiazepine venivano usati
i barbiturici, farmaci assai pericolosi per
via dell’azione inibitoria esercitata sui centri respiratori, e potenzialmente letali se associati all’alcol. La loro minore tossicità,
unita alla capacità di creare dipendenza,
sono state le ragioni che hanno permesso
alle benzodiazepine (Tavor, Xanax, Ansiolin, En, Felison, Frontal, Lexotan, Control, Lorans, Prazene…) di risultare i farmaci più venduti nel mondo dopo l’aspirina. Gli effetti delle benzodiazepine sono
molteplici e variano con: la dose; il tempo
di permanenza nell’organismo (la cosiddetta “emivita”); la durata del trattamento;
i tratti di personalità del paziente e la situazione in cui avviene il loro consumo.
A livello fisiologico, le benzodiazepine
agiscono sui neurotrasmettitori cerebrali
inibendone l’attività. In particolare, potenziando gli effetti dell’acido gammaaminobutirrico (GABA) – il “calmante
naturale del cervello”, in grado di bloccare l’azione di diversi neurotrasmettitori
(noradrenalina, serotonina, dopamina,
glicina) – rallentano la trasmissione dei
segnali nervosi in diversi distretti cerebrali, compresa l’area limbica, deputata alla
regolazione delle emozioni. Questa riduzione di impulsi nervosi nel SNC determina – oltre a un’attenuazione d’intensità
delle emozioni – anche l’abbassamento di
diversi parametri vitali (pressione sanguigna, frequenza cardiaca, attività respiratoria), una diminuzione delle contrazioni
gastro-intestinali e un generale stato di rilassamento, condizioni che, se associate
tra loro, favoriscono un più rapido addormentamento.
A livello psicologico, a basse dosi,
producono: disinibizione, modesta euforia, abbassamento del livello d’ansia, visione meno angosciante e immediata dei
propri problemi. Ad alte dosi, possono
invece causare: deficit di attenzione; riduzione delle capacità cognitive; instabilità d’umore; alterazioni del comportamento; irrequietezza; aggressività; mancanza di coordinazione motoria; difficoltà di deambulazione e anche di eloquio, che risulta confuso e indistinto.
Meno gravi, ma altrettanto numerosi gli
effetti collaterali ricorrenti: torpore, sonnolenza, confusione mentale, riduzione
della vigilanza, debolezza muscolare, affaticamento, spossatezza, cefalea, vertigini, visione alterata, disturbi epatici e
gastrointestinali, reazioni cutanee e talvolta anche disturbi sessuali.
Non essendo meno pericolose di
altri farmaci, le benzodiazepine
vanno assunte solo in caso di necessità, per un periodo di tempo limitato (4-5 settimane per l’insonnia, 810 settimane per l’ansia) e sotto
controllo medico perché, oltre alle
alterazioni già descritte, possono
anche: ostruire le vie respiratorie;
dare reazioni anafilattiche e potenziare – in base alla dose assunta e alla durata del trattamento – i propri
effetti nocivi, facendo aumentare
significativamente l’incidenza di
patologie tumorali, il rischio di
morte precoce e, nei soggetti depressi, la produzione di pensieri suicidari.
A parte ciò, che non è poco, l’aspetto più
inquietante è la capacità di creare una forte dipendenza.
Un successo chiamato “dipendenza”
Capita sovente di proseguire nell’assunzione di benzodiazepine non tanto perché
continuino a persistere i sintomi iniziali,
quanto piuttosto per il timore che la loro
sospensione possa provocare disagi vari,
del tutto immaginari. Ciò conferma la facilità di sviluppo di una dipendenza fisica e
psichica molto forte che non deve mai essere sottovaluta né dai medici che le prescrivono, né dai pazienti che le assumono.
I foglietti illustrativi (bugiardini) di tutti i
farmaci benzodiazepinici riportano questa
avvertenza: “L’uso di benzodiazepine può
condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio
di dipendenza aumenta con la dose e con
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la durata del trattamento: esso è maggiore nei pazienti con una storia di abuso di
alcol e di droga”.
Una volta che la dipendenza fisica si sia
sviluppata, la cessione brusca del trattamento è accompagnata da “sintomi di
astinenza” quali: cefalea, dolori muscolari, ansia estrema, tensione, irrequietezza,
confusione e irritabilità. Nei casi più gravi
si possono manifestare: perdita del contatto con la realtà (derealizzazione); senso
di irrealtà e di estraneità alla propria persona (depersonalizzazione); allucinazioni; ipersensibilità a suoni, luce e contatto
fisico; crisi epilettiche e convulsive e persino l’affioramento (slatentizzazione) di
disturbi depressivi e psicotici nascosti
Oltre all’astinenza, ulteriori manifestazioni caratteristiche della dipendenza da
farmaci sono: l’assuefazione, ossia la progressiva diminuzione di efficacia del farmaco per resistenze cellulari o a causa di
processi metabolici di inattivazione spontanea; la tolleranza, una sorta di adattamento fisiologico che spinge l’utilizzatore ad assumere dosi sempre più elevate del
farmaco per poter ottenere gli effetti desiderati; infine il craving, una vera e propria
compulsione, un bisogno forte e incontenibile che spinge ad assumere il farmaco
(o altre sostanze esogene psicoattive) a
scadenze prefissate, per sentirsi tranquilli
e poter svolgere con meno difficoltà le
proprie attività quotidiane.
Oltre alle benzodiazepine, possono
creare dipendenza psicofisica: gli antidolorifici (paracetamolo, carbamazepina…); gli antinfiammatori, sia steroidei
(cortisonici), sia non steroidei (FANS);
gli antidepressivi (soprattutto quelli con
azione analgesica); i narcotici (morfina,
petidina, metadone…) e gli stimolanti
(efedrina, pentetrazolo, anfetamine…).
Il fatto è che viviamo in una società
farmacodipendente, dove è radicata la
convinzione che per ogni disturbo esiste
una pillola che lo risolve e dove non si è
più capaci di far nulla senza ricorrere a
un qualche supporto esterno di natura
chimica. Fateci caso: la nostra giornata è
sempre più scandita dagli appuntamenti
con i farmaci che, entrati di soppiatto
nella nostra quotidianità, sono diventati i
padroni assoluti della nostra esistenza.
Ne consumiamo a caterve. C’è la pillola
digestiva, lassativa, diuretica, anticoncezionale, abortiva; la pillola per quando
piove, fa freddo o tira vento; la pillola per
il mal di testa, mal di gola, mal di schiena, mal di denti; la pillola per studiare,
dormire, stare svegli e fare sesso; la pillola per le rughe, la calvizie, l’obesità, il
dimagrimento; la pillola per quando si è
tristi, stanchi, nervosi, depressi. Siamo
sommersi (e intossicati) dalle pillole:
senza di loro ci sentiamo fragili, perduti,
in balìa di eventi che ci sovrastano, incapaci di affrontare le normali incombenze
del vivere quotidiano: una riunione di lavoro, un’interrogazione scolastica, una
visita, un incontro, un viaggio, un esame.
Siamo al tempo stesso drogati e persi.
ELIO BLANCATO
(1 – CONTINUA)
UNA LODEVOLE INIZIATIVA
L’Avis e la ricerca. Da Ceprano indagini sull’inquinamento ambientale
oggi al centro di dibattiti legati alle vicissitudini dell’Ilva di Taranto
M
artedì 30 ottobre si è svolto nell’Aula Magna “Gismondi” dell’Università di Roma Tor Vergata
l’interessante Convegno: “Inquinamento
ambientale: monitoraggio in punta di dito”. Durante i lavori sono stati presentati i
risultati ottenuti analizzando i campioni
ematici forniti dall’Avis Ceprano che ha
sponsorizzato la ricerca.
Dopo il saluto della Prof. Silvia Licoccia, Direttore del Dipartimento di Chimica
di Roma Tor Vergata, è intervenuto il Presidente Regionale dell’Avis, dott. Marco
Gratta, che ha elogiato l’intuizione dell’Avis Ceprano e ha dato ampia disponibilità a collaborare in modo da estendere
l’indagine all’intera regione Lazio.
Il Presidente Tommaso D’Aversa ha
presentato l’attività svolta in 25 anni dall’Avis Ceprano. Importante è stata la scelta di aderire al progetto proposto dal Prof.
Palleschi riguardante l’applicazione del
metodo messo a punto nei laboratori del
Prof. Ricci. La partecipazione al progetto
di ricerca è stata fortemente voluta per dare una risposta alla pressante richiesta dei
cittadini preoccupati per il gran numero di
gravi patologie e di decessi, soprattutto in
età giovanile, che colpiscono la valle del
Sacco e del Liri. Il Dott. Luca Aldegheri,
direttore Sanitario Avis Regione Lazio,
ha illustrato l’attività e le problematiche
che l’Avis deve quotidianamente affrontare per poter svolgere al meglio la propria insostituibile attività. La parte scientifica è stata presentata dal Prof. Giorgio
Ricci, ordinario di Biochimica, che ha illustrato i risultati ottenuti. Il nuovo metodo proposto è stato ripreso da vari quotidiani nazionali e adesso sarà probabilmente utilizzato in varie zone a rischio in Italia,
tra le quali l’area dell’Ilva di Taranto.
Dopo la relazione il Prof. Antonio Palleschi, ordinario di Chimica Fisica, che ha
collaborato alla ricerca ha stimolato i presenti a porre domande. Molti colleghi
dell’ateneo si sono dichiarati interessati ai
risultati e hanno proposto nuove possibili
strategie per affrontare le problematiche
inerenti l’inquinamento ambientale. È stato molto apprezzato anche l’intervento di
un dirigente dell’Inail che ha mostrato un
grande interesse per il metodo d’indagine
proposto e ha prospettato la possibilità di
una sua applicazione in ambito lavorativo.
Il convegno si è concluso con un generale apprezzamento ed un chiaro riconoscimento al contributo dell’Avis Ceprano
che ha reso possibile la messa a punto di
una innovativa metodologia sperimentale.
Adesso, grazie a piccolissime quantità di
sangue, sarà possibile seguire l’inquinamento ambientale nel Lazio, in Italia ed
anche in Europa.
IL PRESIDENTE
TOMMASO D’AVERSA
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2 5 STORIA MINORE
I MAYA E LA FINE DEL MONDO
I
n un anno assai turbolento, soprattutto sul finire di
novembre – si era nell’877
– il pontefice Giovanni VIII
(872-882) fu costretto a lasciare Roma per sottrarsi a
varie minacce, soprattutto
da Carlo Manno, nuovo sovrano tedesco in Italia. Quel
Papa passò pure da Torino,
diretto in Francia. Fu in quel
periodo che si diffuse una
curiosa profezia sull’Anticristo e sulla imminente fine
del mondo.
Non fu quella, di certo,
l’unica profezia in materia,
ma una delle molte che periodicamente circolavano
gettando la gente nel terrore. Si intensificarono in prossimità
dell’Anno Mille (“Mille e non più mille”) quando molti torinesi ripararono in
collina o dormivano nelle piazze del centro cittadino aspettando l’ora fatale.
Uno degli autori che più si sono cimentati in materia, Joaquin Gòmez Buròn
(“La fine del mondo? Profezie per il Duemila”), ha offerto un buon “riassunto”
delle paure accumulate dall’umanità nel
corso dei secoli. In questa nostra epoca
sono divenuti popolari i Maya,
per un certo loro calendario, per
un allineamento di pianeti (chiamando in causa quindi anche
l’astrologia), per certi “segni”
che, per taluni, anticiperebbero
la “fine dei tempi”.
San Giovanni Bosco, nel
1939, mentre stava per iniziare
la seconda guerra mondiale
(annunciata da una grande aurora boreale che alcuni attribuiscono alle visioni profetiche di
Fatima) fu indicato quale ipotetico autore di una “profezia”
scritta in piemontese in cui la
guerra incombente era definita
“polentone”. Quello scritto
passò di mano in mano e preoccupò non poco le autorità fasciste dell’epoca. A poco a poco,
poi, la gente se ne dimenticò.
Era stato diffuso un po’ ovunque, perfino fra i banchi delle
chiese. Allora dei Maya non si
parlava affatto. Non erano ancora di moda.
Le profezie, qualsiasi sia la loro origine, si intrecciano, quelle “laiche”, quelle religiose, risalenti a moltissimi anni
addietro, ognuna con una propria interpretazione. Per non dire di quelle che si
riferiscono ai Romani Pontefici, celebri
fra tutte le previsioni di Malachia.
Numerose le pubblicazioni che si riferiscono ai Maya e alla pesante eredità
che ci avrebbero lasciato. Il settimanale Oggi ha dedicato all’argomento un
numero speciale comprendente, fra l’altro, un
articolo del sociologo e
scrittore Massimo Introvigne, che già nel titolo la
dice lunga: “Maya, vi
spiego perché non c’è nulla di vero”.
Introvigne scrive, fra
l’altro; “….Si tratta di una
teoria inventata da un teorico del New Age nato in
Messico ma cittadino statunitense (1939-2011), Josè Arguelles, a partire dagli
anni Settanta e illustrata
particolarmente nel suo volume del 1987 The Mayan
Factor (in italiano “Il fattore Maya”, la via al di là della tecnologia, WIP, Bari, 1999).
Molte delle sue teorie, spiega Introvigne, sarebbero derivate da “visioni” che
Arguelles avrebbe avuto sotto l’influsso
dell’LSD. Elementi che poco dànno di
fiducia a una poco credibile profezia
Maya che, comunque, si è rivelata un ottimo affare editoriale, come si è visto. I
Maya – ha osservato qualcuno – sono le
briciole, forse le ceneri, di quel che resta
del Codice da Vinci e di Harry Potter. La
fantasia ha pure le sue esigenze.
A dare, per contro, una qualche ragione ai Maya rimangono i non poco frequenti terremoti, il ripetersi quasi quotidiano di delitti, perlopiù perpetrati
nell’ambito domestico, vittime
spesso i fanciulli, il riproporsi
di conflitti locali, di crisi internazionali, di malattie a volte
sconosciute, ma di tutto ciò, più
che addebitarne la colpa ai
Maya, sarebbe forse meglio attribuirne la responsabilità a una
umanità stanca, che ha perso i
migliori ideali, che non sa vivere, in pace, una parentesi purtroppo difficile da gestire, dalla
fine della disastrosa seconda
guerra mondiale fino a oggi.
Nel bunker di Berlino, fra le
macerie di una Germania distrutta e di una Europa a pezzi, i
Maya, riconosciamolo, erano
totalmente assenti, sino a prova
contraria.
RENZO ROSSOTTI
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2 6FILATELIA
COLLEZIONISMO
● FILATELIA
I due esemplari emessi dall’Italia per
questo Natale illuminano la vetrina delle
feste: un esemplare da euro 0,60 a soggetto religioso, riproducente un dipinto di
Antonio del Massaro, detto il Pastura, e
uno del medesimo valore con un albero
natalizio, opera di Angelo Merenda. Ai
bambini, alla flora augurale, ai giocattoli,
la bella serie di Jersey.
● PER ELISABETTA
Molte delle serie stampate per il Giubileo di Diamante della regina Elisabetta
d’Inghilterra sono andate esaurite. Un successo inimmaginabile per l’esemplare forse più raro di questo “giro”: il dieci sterline
di Jersey, opera di Chris Levine e del fotografo Rob Munday. Il francobollo è, in effetti, un ologramma con il ritratto della regina. Basta spostarlo di poco sotto la luce e
muta l’espressione seriosa della sovrana.
Forte la richiesta (con conseguente aumento di prezzo) dei libretti britannici emessi
per celebrare il Giubileo di Diamante. In
sensibile aumento il carnet (libretto) delle
poste inglesi con immagini relative ai sessant’anni di regno di Elisabetta.
● PER IL CONCILIO
In sensibile domanda anche l’esempla-
re italiano da euro 0,60 per il cinquantennio del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Il commemorativo mostra l’interno della
basilica vaticana e tre pontefici visti di
profilo: Giovanni XXIII, Paolo VI e Benedetto XVI.
l’isola di Cayman, parte del Commonwealth britannico: aiuto che giunge
dal cielo, dal mare, nella lotta contro il
malessere improvviso, contro il fuoco.
Cinque valori che illustrano mezzi diversi di intervento per ogni circostanza di
emergenza.
● EMERGENZA PREVENZIONE
A questo tema ha dedicato una serie
RENZO ROSSOTTI
GIULIO ALSONA
L’amico delle cartoline
Nella sua casa, nel centro storico di Torino, si è spento, dopo
un fulmineo malore, Giulio Alsona Bertazzi, personaggio ben
noto nel mondo del collezionismo, soprattutto delle cartoline
storiche, legate a Torino e al Piemonte, fondatore del Cartolinea Club, per il quale produceva non poche illustrate. Era, in
particolare, collezionista egli stesso di quelle prodotte dall’artista torinese Aurelio Bertiglia, e le studiava da oltre trent’anni.
Giulio Alsona ha lasciato una imponente collezione che gli è
servita per numerose opere, divise per argomento, con un commento all’opera di Bertiglia, volumi che si proponeva di arricchire, come ci aveva detto egli stesso, con un’opera per illustrare Il meglio di Bertiglia, opera a cui si era accinto e che non ha avuto modo di completare.
Gli appassionati della cartolina si sono raccolti per il rito funebre e per la Messa celebrata in Torino nella storica chiesa della Madonna del Carmine. Dell’amico Giulio
rimane non solo un mondo di cartoline ma l’affettuosa amicizia di quanti lo hanno
RENZO ROSSOTTI
conosciuto.
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2 7 CONSERVIAMO IL NOSTRO DIALETTO
NATALE DEL PASSATO
C
i siamo lasciati alle spalle il mese di
novembre, mese di brume fredde,
di nebbie avanzanti sulle pianure e
di temperature inevitabilmente in calo.
Una considerazione che sorge spontanea,
riferendosi agli ultimi anni, è come il tempo meteorologico stia prendendo il sopravvento sul tempo cronologico. Sarà il
proliferare delle previsioni che ci sono
ammannite in ogni dove e, ad onor del vero, con maggiore precisione, ma ci si stacca da quella ciclicità del tempo che, con il
beneficio dell’esperienza antica, ci faceva
sentire più vicini “a le còse nòstre” (alle
nostre cose), quelle “contà parland a nòstra mòda” (raccontate con il nostro parlare), a “cola roa dël temp ch’a gira da
quand che ij giari a portavo le
pantofle” (quella ruota del
tempo che gira da quando i topi portavano le pantofole).
Tuttavia, oltre ad una maggiore attenzione “al temp
ch’a farà” (al tempo che
farà), sempre tenendo presente che “ël temp, coma le fomne, a fà sèmper coma ch’a
veul” (il tempo, come le donne, fa sempre come gli pare)
dobbiamo riscontrare un ritorno alle belle e sane “còse ’d
na vira” (cose d’un tempo). Si
assiste così ad un moltiplicarsi d’iniziative, non solo paesane e campagnole, volte alla
riscoperta dei cibi, dei balli,
delle feste di un tempo non
troppo lontano. In questo contesto, la mia
mente “dròla da bastian contrari” (bizzarra da bastian contrario) vorrebbe proporre che si ritornasse a “coma ch’i parlavo na vira” (come parlavano un tempo).
Non penso che sia una cosa difficile però
penso che per un po’ di tempo resterà uno
dei “cadò ch’i-j ciamrai al Bambin për
Natal” (regalo che chiederò a Gesù Bambino per Natale).
Con dicembre, con il freddo e forse la
neve viene voglia di starsene al calduccio
e le nostre tradizioni ci offrono ben due occasioni per restare ben legati al territorio
“sensa fesse manché gnente” (senza farsi
mancare nulla): la “bagna càuda” e “ël
bujì”. Vi risparmio le mie elucubrazioni
etimologiche e storiche su queste ghiotte
specialità (se vorrete le troverete nel libro
“365 volte Piemonte a tavola” edito da Il
Punto-Piemonte in Bancarella), ma con-
sentitemi di ricordare come esse siano due
capisaldi “ëd la paciada an amicissia”
(dell’agape fraterna), “ëd buté ij pé sota a
la tàula fasend balé ij trantedoi” (mettere
i piedi sotto al tavolo facendo ballare i 32
_i denti-). Momenti dell’estrema convivialità che si concretizzano nell’intingere,
“a mòda veja” (secondo il vecchio uso),
comunitariamente le verdure nell’unico
“fojòt” (tegame di coccio), simbolo della
famiglia riunita o dell’“amicissia da mangiòira” (amicizia da mascella). Poi, sempre per mantenersi in linea con il passato,
cosa c’è di meglio di una scodella di brodo
caldo per ripulire la bocca “sacagnà da
l’aj e j’ancioe” (“accoltellata” da aglio e
acciughe)? Casomai rimanesse un buco
nello stomaco, ecco là l’ammasso fumante del “cicin bujì” (carne lessa), con il tremolio “anciarmant ëd la testin-a” (ammaliante della testina) e l’arcobaleno “dij bagnèt” (delle salse) a chiedere un ultimo sacrificio ai succhi gastrici.
Dicembre significa però anche fine
dell’anno, secondo tradizioni pagane, e
Natale secondo quelle cristiane. Natale
significa essenzialmente presepio anche
se oggi è assai soppiantato, come popolarità anche a fini commerciali, da “l’erbo ’d Natal” (l’albero di Natale), un povero abete che si deve sobbarcare il peso
“ëd milanta lumin parpignant e ’d garlande con tante balin-e colorà” (migliaia
di lucine lampeggianti e di ghirlande con
tante palline colorate). Il nostro caro
“Bambin” (Gesù Bambino) è stato in
parte sostituito dal nordico Babbo Natale, a cui si affida l’incombenza di portare
doni sempre più grandi e sempre meno
necessari. Nel cassetto dei ricordi rimangono, quasi “coma ’d fàule da conté”
(come favole da raccontare), le infantili
sorprese nel trovare sotto al cuscino “doi
mandarin, un portugal e un Bambin ëd
sùcher” (due mandarini, un’arancia e un
Bambinello di zucchero). Altro che trenini, robot, playstation o videogiochi!
Natale però ci ricorda, assieme al caro
Presepio, anche un personaggio uscito
dalla semplice fantasia popolare per diventare attore “ëd na stòria bela e granda” (di una storia bella e grande) che avvicinava al Vangelo: “ël Gelindo”. Unito con un filo alle rappresentazioni religiose medievali rappresentava una forma di teatro per il popolo, ma
anche un anello nella lunga
catena della letteratura nostrana che ancora torna ad allietare paesi e città con la sua
schiettezza.
“Torna Gelindo” (ritorna
Gelindo) è diventato un modo
di dire nostrano per riprendere
l’agire di questo immaginario
personaggio della Betlemme
che si vide illuminata, nella
Notte Santa, dalla “stèila
comëtta, la stèila con la coa”
(stella cometa, la stella con la
coda) che indicava ai Magi la
strada verso il luogo di nascita
del Bambin Santo.
Tradizione nostrana che
trova in questo uomo, come
nel servitore Maffeo o nella moglie Alinda, e nel suo parlare piemontese un rappresentante da fare apparire sul grande
palcoscenico della Natività, con il suo
carattere e le sue stranezze che identificano un po’ la sua gente. Non per nulla
questa rappresentazione si è radicata su
tutto il territorio regionale, partendo dal
Monferrato d’origine, adattandosi alle
parlate locali in una simbiosi preziosa.
Del Gelindo scriveva Antonio Gramsci nel 1915: “Gelindo è un’incarnazione
dello spirito popolare piemontese... che
si colloca in margine allo svolgersi degli
avvenimenti e li chiosa, li commenta, vi
partecipa con una sua particolare visione
del mondo e la sua vita di tutti i giorni”.
Bon Natal, Bon-a fin e Bon Prinsipi a
tuti!
MICHELE BONAVERO
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2 8ARTE
LE MOSTRE E GLI ARTISTI
TORINO:
UN NATALE AD ARTE
Torino città d’arte che a
Natale si trasforma in un unico grande museo. Opere contemporanee, testimonianze
del passato, libri, esprimono
un pregevole panorama culturale: un vero e proprio itinerario per immagini e incantamenti figurali. Un itinerario che si apre con il “Ritratto di Lionello d’Este”
(circa 1441) di Antonio Pisano, detto Pisanello (Pisa, circa 1394-Roma?1455), esposto a Palazzo Madama. Dopo
il disegno “Madonna col
Bambino” di Michelangelo,
ammirato lo scorso anno, la
città propone un capolavoro
del Rinascimento italiano,
una tempera su tavola restaurata nel 2008 presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che proviene dalle raccolte dell’Accademia Carrara di Bergamo e raffigura il
marchese Lionello d’Este, signore di Ferrara dal 1441 al
1450. Realizzato con una linea incisiva, il busto emerge
dal fondo con rigore e una
fierezza marcata da una pacata risoluzione dell’immagine. E da piazza Castello il
discorso si snoda attraverso
le vie cittadine illuminate anche quest’anno dalle “Luci
d’Artista” con le installazioni, tra le altre, di Luigi Stoisa
(via Pietro Micca), Mario
Merz alla Mole Antonelliana, Luigi Mainolfi (via Maria
Vittoria), Luigi Nervo alla
Porta Palatina. E proseguendo s’incontrano Valerio Berruti (via Accademia delle
Scienze), Martino Gamper
(via Carlo Alberto), Qingyun
Ma presso la Fondazione
Sandretto. Al Valentino, invece, la Palazzina della Promotrice delle Belle Arti ospita la bella mostra dedicata ad
Edgar Degas (1834-1917),
con un’ampia scelta di dipinti, disegni e sculture della
collezione del Musée d’Orsay di Parigi. Sin dai primi
giorni di apertura, il pubblico
ha affollato le sale espositive
per ammirare la sorprendente stagione di uno dei maggiori protagonisti della pittu-
LIBRI
I
l volume “Simondo dal Situazionismo allo sperimentalismo”, a cura di
Marisa Vescovo, racchiude opere e
documenti dell’arte di Piero Simondo
e le riproduzioni dei quadri esposti
nell’autunno del 2012 alla Fondazione
Peano di Cuneo e all’Art Gallery La
Luna di Borgo San Dalmazzo. Una
preziosa pubblicazione, che rinnova
l’indagine intorno alla sua ricerca e
agli anni di formazione all’Accademia
Albertina, allievo di Felice Casorati e
Filippo Scroppo. Delle Edizioni Alpine Studio (2012) è il libro di Irene Cabiati “Mongolia in viaggio”. Giornalista de “La Stampa”, esperta di vela e appassionata di viaggi e avventure, racconta in queste pagine il suo incontro con la popolazione, le tradizioni, i pascoli infiniti della
Mongolia. Un’occasione per “scoprire” un mondo proiettato
verso il futuro.
A.MIS.
PISANELLO
Il marchese Lionello d’Este
ra francese che, pur collocato
nell’ambito degli Impressionisti, ha assunto una posizione autonoma all’interno del
movimento. E dallo studio di
due cavalli a matita ai dipinti
“L’Orchestra dell’Opéra” e
“Prove di balletto in scena”,
al bronzo patinato “Grande
arabesque” si delinea l’indiscusso fascino di una figurazione elegante, plastica, poetica. In piazza Carlo Felice
ritorna il suggestivo “Presepe” di Emanuele Luzzati,
con i personaggi della tradizione natalizia, mentre nell’atrio della GAM – Galleria
Civica d’Arte Moderna e
Contemporanea – è stato allestito un albero di Natale
d’Artista, decorato e addobbato dalle “Palle Presepe”
che Marcello Jori ha creato
per Alessi, eccellenza del design italiano, e per LPWK di
Laura Polinoro. Jori reinventa la tradizione dei riti natalizi in chiave contemporanea,
con piccole opere in vetro
soffiato che sono figure del
presepio: da Gesù Bambino
ai Re Magi.
SVEART: I GIOVANI
DELLE ACCADEMIE
EUROPEE
Nel nuovo Centro Congressi della città di Saint Vincent
sono esposte le opere che par-
Fin d’arabesque (Ballerina con
bouquet), 1877
Sveart
tecipano alla prima edizione
del “Premio Biennale di Arte
Europra Saint Vincent”. Promosso dalla Regione Autonoma Valle D’Aosta e dal Casinò
di Saint Vincent, con il supporto dell’Associazione inSaintVincent, questo concorso rappresenta – sottolineano i
curatori Paolo Levi e Federico
Faloppa – “una novità assoluta
nel panorama dei premi d’arte
in Italia”. Sono in mostra i lavori di 44 artisti under 40 selezionati dai direttori di 22 Accademie di Belle Arti di 21
paesi dell’Unione Europea. In
particolare, sono presenti le
Accademie italiane di Brera
(Milano) e l’Albertina (Torino) con rispettivamente le
opere di Antonio Fiorini e
Giuliana Storino, di Aline
Blanc e Andrea Lauda. Accanto alle loro esperienze vi sono,
tra le altre, quelle provenienti
da Francia, Germania, Romania, Spagna, Inghilterra. Sino
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2 9ARTE
al 31 gennaio 2013 la creatività contemporanea dei giovani talenti emergenti.
Saint Vincent, Centro Congressi del Comune, Tel.
0165/545746.
UNA COLLEZIONE
D’ARTE A CARAGLIO
Con la rassegna “Miche
Berra. Una storia di arte e vita”, allestita al Filatoio di Caraglio e curata da Ivana Mulatero, è possibile ripercorrere
l’impegno culturale, civile e
di critico d’arte di Michelangelo “Miche” Berra. Promossa dall’Associazione Culturale Marcovaldo, questa manifestazione, aperta sino al 24
febbraio 2013, costituisce un
omaggio alla sua personalità
di giornalista e scrittore, alle
sue “scoperte” nel mondo
dell’arte, a una vicenda che le
figlie Erica e Mariella Berra
hanno presentato al pubblico
insieme alle testimonianze di
Sergio Arneodo, Fiorenzo
Cravetto, Ugo Giletta, Ida
Isoardi, Don Aldo Benevelli.
Nelle sale del Filatoio sono
esposte 150 opere: da Matteo
Olivero a Giulio Boetto, da
Carlo Sismonda a Bernard
Damiano, Tanchi Michelotti,
Renato Guttuso. Sicuramente
affascinante è il nudino di Felice Casorati che si può vedere accanto a Piero Ruggeri,
Ego Bianchi, Piero Garino,
Maria Rosa Ravera Aira,
Francesco Franco, Giovanni
Gagino, Agenore Fabbri,
Giulio Benzi, Jessie Boswell
dei “Sei di Torino”, Cesare
Botto, Ugo Giletta, Tino Aime, Corrado Ambrogio, Piero
Bolla.
Caraglio (Cuneo), Il Filatoio,
via Matteotti 40,
tel. 0171/ 618260.
MOSTRE FLASH
Mario Molinari: il colore
della vita. Alla Galleria d’Arte di Massimo Circosta è di
scena la poliedrica e intrigante
esperienza di Mario Molinari
(1930-2000) tra grafica, sculture e pittosculture. Allievo di
Raffaele Pontecorvo, esponente del gruppo “Surfanta”,
personaggio dalla forte personalità e comunicativa, Molinari viene ricordato dalla moglie Pia con una serie di composizioni in cui domina il colore, l’essenzialità delle forme, l’ironia che conduce alla
definizione delle sorprendenti
figure. Galleria Circosta, Torino, via dell’Arcivescovado
9/18, tel. 011/5788238.
Silvio Brunetto e Goldoni.
L’annuale volume della
Grande Collana delle edizioni
Fogola è dedicato per il 2012
a “La Locandiera” di Carlo
Goldoni. Per questa occasione il pittore Silvio Brunetto ha
realizzato le 12 tavole che arricchiscono il testo. E sono
queste le immagini e non solo
esposte dalla Fogola Galleria
Dantesca sino al 15 gennaio
2013. Un piacevole appuntamento tra arte e teatro. Torino, piazza Carlo Felice 15,
tel. 011/541512.
Fiabe di Francesco Tabusso. Intitolata “Poesie di
vita”, la retrospettiva di
Francesco Tabusso è aperta
al Centro espositivo Santo
Stefano-Mondovì Breo e
all’Antico Palazzo di CittàMondovì Piazza, sino al 13
gennaio 2013. Il suo mondo
fiabesco emerge dal corpus
dei quadri che copre un arco
di tempo dagli anni ’40 al
2010. Per informazioni: tel.
0174/40389.
ANGELO MISTRANGELO
IL QUIZ
Soluzione del quiz precedente: La storica bevanda che tanto piaceva al conte di Cavour, legata anche a un caffè
altrettanto storico, situato davanti alla basilica della Consolata, è il famoso Bicerin. Questa era, dunque, la risposta esatta.
Risulta vincitrice del quiz Noemi Guasti
IL NUOVO QUIZ
Sin dal suo primo apparire nei teatrini stradali, poi sui palcoscenici, la più celebre maschera piemontese, Gianduja, comparve avendo accanto a sé una “compagna”, una donna, una moglie, che a sua volta entrò nel mondo
folcloristico e carnevalesco torinese. Il quiz è questo: come si chiama (o chiamava) la moglie di Gianduja? Facile la risposta per i nostri affezionati lettori.
Le risposte devono pervenire a AVIS - Concorso Quiz - Via Piacenza 7 - 10127 Torino oppure [email protected] entro il 31 dicembre 2012.
Il premio del precedente quiz deve essere ritirato entro il 31 dicembre 2012.
VISITA IL NOSTRO SITO:
WWW.AVISTORINO.IT
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COMMEMORAZIONE DEFUNTI
Il 1° novembre con due cerimonie al cimitero Monumentale alle ore
8,30 e al cimitero Parco alle ore 10,30 abbiamo ricordato tutti i donatori
defunti dal 1° novembre 2011 al 1° novembre 2012 e in particolare quelli di cui siamo venuti a conoscenza:
Benvegnù Daniele , Berlen Maurizio, Bosticco Luigi, Chironna Nicola
Ascanio, Contenti Ernesto, Cristofaro Luigi, D’Alessio Marco, Dal Zilio Mauro, Ferreri Mario, Gaido Carlo, Germano Vincenzo, Grosso
Valteriano, Lisa Giacomo, Neri Antonino, Montoro Maurizio, Perfumo Giovanni, Rinaudo Ruggero, Riva Delia, Roero Pietro, Rosso Cecilia, Sparacio Michele, Zausa Bruno
Il coro ‘La Montagna”
A conclusione della nostra cerimonia, essendo presente al cimitero Parco il coro “La montagna” città di Orbassano ha voluto dedicare a tutti i
donatori defunti il canto “Signore delle cime”: è stato un momento toccante e commovente perché le parole dedicate all’amico scomparso – alpino possono essere rivolte anche ai nostri donatori.
Un grazie particolare a tutti i coristi.
IL FERROVIERE SANTO VENERABILE PAOLO PIO PERAZZO
Eletto protettore dei ferrovieri
A
nche quest’anno, puntualmente, nella chiesa di S. Tommaso in Torino, il
24 novembre, si sono celebrate le cerimonie religiose per ricordare l’ascesa alla
Casa del Padre del Venerabile Paolo Pio
Perazzo. – Sono passati ormai 101 anni dalla dipartita e, ci si augura che presto venga
concluso il processo ecclesiastico, che lo
porterà agli onori degli altari, aperto già
prima del secondo conflitto mondiale e mai
concluso, anche per l’incendio dell’archivio storico, bombardato, contenete tutta la
documentazione e le ricerche effettuate,
necessari per il processo.
Quest’anno la solenne concelebrazione
eucaristica è stata presieduta dal Rev.mo
don Giuseppe Tuninetti, incaricato Diocesano per le Cause dei Santi, con la presenza dell’Ordine Francescano Secolare del
Piemonte, del quale il Venerabile era Terziario – Arciconfraternita dell’Adorazione
Quotidiana Universale Perpetua, fondata
dal Venerabile – rappresentanza della Direzione Territoriale della Ferrovie dello
Stato – Comitato Spontaneo Ferrovieri
“Santa Barbara” per ricordare i colleghi
periti sul lavoro e gli eroi nazionali morti a
servizio dello Stato durante il secondo
conflitto mondiale – Associazione Ferrovie Europee – Gruppo Ferrovieri Donatori
AVIS – Rappresentanza AVIS Comunale
di Torino. – Animazione dei canti della
Corale Santo Natale di Torino, diretta dal
Maestro Giorgio Ferrero.
Paolo Pio Perazzo, nato a Nizza Monferrato il 5 luglio 1846, all’età di 15 anni,
mentre si trovava a Pinerolo, per seguire
gli studi, a seguito dell’eccellente zio,
Professore don Carlo, entrò nel mondo
del lavoro, in Ferrovia, dove vi rimase per
cinquant’anni, svolgendo le sue molteplici attività con il massimo impegno e competenza, al punto che dopo pochi anni è
stato trasferito a Porta Nuova, dove vi rimase fino alla conclusione della sua prestigiosa carriera, percorrendo tutte le varie tappe fino a Capo Divisione e Capo
Ufficio.
Nonostante il duro lavoro, che lo impegnava anche per 12 ore al giorno, Paolo
Pio Perazzo, trovava anche il tempo di dedicarsi al giornalismo, prevalentemente di
indirizzo cattolico, e di prodigarsi anche
per l’aiuto dei più poveri e dei bisognosi di
assistenza.
Il Venerabile, amò la Madonna Consolata di grande amore filiale e, con notevole
approvazione dell’allora Papa Leone XIII,
che lo riceveva spesso in udienza privata,
fu promotore del Congresso Nazionale
Mariano a Torino nel 1898.
Paolo Pio Perazzo morì a Torino, in spirito di santità, il 22 novembre 1911 e venne tumulato a Nizza Monferrato, nella
tomba di famiglia. – Il suo amico Giovanni Caneparo, involontario Profeta, così lo
salutò: “Verrà un giorno che tu ritornerai a
Torino, da Santo”.
Le Sue spoglie ritornarono trionfalmente il 19 marzo 1953, portate a spalla dai
suoi Ferrovieri, nella sua chiesa di S. Tommaso e riposte nel sarcofago, fatto preparare dal marmista torinese Righetti. Qui si
attende il riconoscimento della sua Santità
da parte della Chiesa Cattolica.
Chi ricevesse grazie o miracoli per intercessione del Venerabile, è pregato di prendere contatti con la presidenzadel Gruppo
Donatori AVIS Ferrovieri. – Tel/fax
011.2474311 – Cell. 347.1636982.
MARIA GABRIELLA E SALVATORE PIRRONE
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3 1 ANAGRAFE AVISINA
NOTE LIETE
COMPLEANNI, AUGURI
E SALUTI
– Auguri a Leonardo Diana,
che il 3 settembre ha compiuto 5
anni, da parte di mamma e papà,
della sorellina Ludovica, dei
nonni Giampiero e Lucia e di zio
Massimo.
– Il 17 novembre la piccola
Giada Pocusta, figlia del volontario David, ha compiuto 1 anno.
Auguri dalla zia avisina Daniela
Pocusta.
– Un anno fa la telefonata del
tuo imminente arrivo e la corsa in
auto per esser vicino alla tua mamma… oggi, 7 dicembre, Ciuky
spegne la sua primissima candelina! Ti voglio bene, zia CiopPiera.
– Mamma Anna e papà Davide augurano a Daniele e Vincenzo Marchese tanta felicità e fortuna per il loro decimo compleanno che festeggeranno il 18
dicembre.
– E dopo i palloncini gialli…
Felice 30esimo compleanno
all’avisino Van Milonten! Auguri di cuore, Milly.
– Un bacio ai miei 2 supereroi
Riccardo e Nicolò.
Leonardo Diana
Giada Pocusta
Ciuky
Daniele e Vincenzo Marchese
Van Milonten
Riccardo e Nicolò
ANNIVERSARI
– Il 30 giugno
Angela e Walter
hanno festeggiato
il loro 50° anniversario
di nozze.
Angela
e Walter
A tutti le più vive felicitazioni.
I LUTTI NELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE
SONO DECEDUTI:
– Il 21 aprile Mario Ferreri.
“Sotto qualsiasi cielo vi porti il
vostro cuore, non perdete mai la
fiducia, l’amore, la dignità, il rispetto”
RICORRENZE
E DEDICHE
– I figli Enzo e Fabrizio e tutti i
parenti ricordano con tanto amore Lidia Pizzolante Vozza a 2
anni dalla sua scomparsa.
– La volontaria Rosa ricorda
con affetto la grande perdita dei
genitori Giovanni Bosco e Antonina Voto “Sono trascorsi 8
anni dalla vostra tragica scomparsa. Il ricordo del vostro amore
e della vostra bontà è sempre vivo nei nostri cuori. Non vi dimenticheremo mai”. I vostri cari.
– Dedica a Maria Anna Zorgniotti: “Cara mamma, ti ringra-
Mario Ferreri
Lidia Pizzolante Vozza
ziamo per averci fatto capire che
un sorriso o una parola buona
possono aprire ogni cuore”.
– Un pensiero per Valteriano
Grosso: “ Grazie… Per le tue donazioni, per il tuo sorriso, per la tua
semplicità e per ciò che hai lasciato. Il tuo ricordo rimarrà indelebile”. Il tuo amico Nino Cambria
– “Caro Valter, sei salito in
cielo troppo presto. L’unica no-
stra consolazione per superare il
dolore è saperti vicino al nostro
caro papà e nonno Giuliano. Ti
ricordano per sempre Mariagrazia e Fabio, tua suocera Lina e i
tuoi cognati Roby e Dina”.
– Il 6 gennaio ricorre il 16° anniversario della scomparsa di Filippo Piredda.
A tutti le più sentite condoglianze.
Maria Anna Zorgniotti
Valteriano Grosso
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CONVOCATA PER SABATO MATTINA 23 FEBBRAIO 2013
L’ASSEMBLEA DELL’AVIS COMUNALE DI TORINO
A norma di Statuto e Regolamento associativo è convocata per sabato 23 febbraio 2013 l’annuale assemblea dell’Avis Comunale di Torino in via Piacenza 7.
In prima convocazione (valida con la presenza della
maggioranza degli iscritti) l’assemblea inizierà alle ore 8
ed in seconda convocazione (valida con qualunque numero di soci presenti) un’ora dopo, quindi alle 9.
Questo l’ordine del giorno dei lavori:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
nomina del presidente e del segretario dell’assemblea;
presentazione delle relazioni e del bilancio consuntivo relativi all’attività svolta nel 2012;
relazione del Collegio dei Revisori dei Conti;
discussione e votazione su relazioni e bilancio;
presentazione bilancio di previsione per il 2013;
discussione ed approvazione del bilancio di previsione;
presentazione in sintesi dei principali problemi connessi all’attività delle Istituzioni Avis a livello superiore;
elezione del nuovo consiglio direttivo della Comunale, previa determinazione del numero dei componenti.
Elezione del Collegio dei Revisori dei Conti.
Le proposte di candidature a tutti i livelli dovranno
pervenire alla segreteria dell’Avis Comunale di Torino entro e non oltre il 31 gennario 2013;
9) valutazione e approvazione delle candidature proposte per i consigli, revisori dei conti e probiviri a livello provinciale, regionale e nazionale. Chi viene proposto per candidature ai livelli superiori deve comunque avere ottenuto la nomina di partecipazione
al consiglio direttivo dell’Avis Comunale di Torino;
10) varie ed eventuali.
Possono partecipare all’assemblea tutti i Soci donatori che abbiano effettuato almeno due donazioni di sangue, o plasma o piastrine, di cui l’ultima non antecedente il 23 febbraio del 2011.
Possono altresì partecipare all’assemblea i soci collaboratori che, non essendo idonei alle donazioni, come accertato dai medici Avis, abbiano effettuato gratuitamente negli anni precedenti la convocazione, attività ritenute utili
dal direttivo ed i Soci con 75 e più donazioni non più in
grado di donare per motivi di età o di salute.
IL DIRETTIVO
DELL’AVIS COMUNALE DI TORINO
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ANNUALE GRUPPO ANZIANI
DELL’AVIS COMUNALE DI TORINO 2 FEBBRAIO 2013
Convocata l’assemblea annuale del gruppo anziani il 2 febbraio 2013 alle ore 15,30 in via Piacenza 7.
Essendo l’anno del rinnovo delle cariche si invitano gli avisini che hanno raggiunto i 20 anni di appartenenza all’Avis oppure che
hanno compiuto i 55 anni a prendere parte a questa assemblea.
Ordine del giorno:
1° Elezione del presidente dell’assemblea
2° Elezione della segretaria dell’assemblea
3° Relazione della responsabile uscente
4° Votazione e successivo scrutinio per il rinnovo del direttivo
5° Incontri 1° e 3° sabato di ogni mese
6° Varie ed eventuali
L’assemblea rappresenta un momento determinante per il sodalizio tra gli avisini e si confida che la partecipazione sia numerosa.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
ATTENTI AI TRUFFATORI
Nostri Volontari ci hanno comunicato di essere stati contattati da sconosciuti che offrivano loro
l’abbonamento a pagamento al “Corriere Avis”, di cui esibivano una copia, accompagnandola con
imprecisati “coupons” che avrebbero dato diritto a particolari sconti nei negozi indicati. Altri hanno ricevuto richieste sui propri cellulari!
Ogni anno, in vicinanza delle feste natalizie, si ripresentano questi “sciacalli”.
L’Avis di Torino non ha mai chiesto soldi a nessuno e tantomeno con queste insensate proposte.
Amici volontari in caso foste contattati da questi personaggi informate le forze dell’ordine. Grazie
per la collaborazione Buon Natale e Buon Anno a tutti.
SANDRO FISSO
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novembre-dicembre 2012