LABORATORIO DI QUARTIERE DI PONTE LAMBRO
C.U.P.:B82B05000050004
PROGETTO ESECUTIVO
DIREZIONE CLIENTE
IL PROGETTISTA
Arch. Paolo Simonetti
Dott.Arch. Ottavio Di Blasi
Dott.Arch. Lamberto Rossi
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
IL DIRETTORE DI SETTORE
Dott.Arch. Gianluca Panti
Dott. Ing. Mauro Giacomini
Dott. Arch. Franco Zinna
4
3 29.03.10 Revisione per validazione
1 20.01.10 Revisione per validazione
0 12.21.09 emissione
SG
D 01.0 Relazione
Generale
PROGETTO ESECUTIVO – RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA
DIREZIONE CENTRALE TECNICA INFRASTRUTTURE
E LAVORI PUBBLICI - Settore Tecnico Casa e Demanio
DIREZIONE CENTRALE SVILUPPO DEL TERRITORIO
Settore Valorizzazione aree comunali e non comunali
Via Pirelli, 39 – Milano
D01.0
Premessa
1.0 - INQUADRAMENTO TERRITORIALE
2.0 - NOTE STORICHE SU PONTE LAMBRO
3.0 - LA SITUAZIONE ATTUALE DEL QUARTIERE
4.0 - GLI IMMOBILI OGGETTO DELL’INTERVENTO
4.1 - Aspetti costruttivi e impiantistici
5.0 - LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO NEL QUARTIERE
6.0 - IL LABORATORIO: INTERVENTO ESEMPLARE NELLE PERIFERIE
7.0 - LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA
8.0 - IL LABORATORIO DI QUARTIERE (LDQ)
8.1 - Le aree di azione del Laboratorio
8.1.1 - Area “CONSULTORIO”
8.1.2 - Area “PORTIERATO SOCIALE”
8.1.3 - Area “LUDOTECA e SALA MULTIFUNZIONE
8.1.4 - Area “ LAVORO E OCCUPAZIONE”
8.1.5 – Area “ LABORATORIO DI QUARTIERE” e Centro Consulenza
9.0 - PROGRAMMA D’USO
10.0 - DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
10.1 - L’intervento volumetrico
10.2 - I Piloties e il Piano terra
10.3 - I materiali e il linguaggio architettonico
10.4 - Il sistema distributivo e le passerelle
10.5 - L’ ascensore panoramico
10.6 - Pavimentazioni e Soluzioni Materiche
10.7 - Parcheggi
11.0 - LE PARTI ADIBITE A RESIDENZA
11.1 - Androni e vani scala delle abitazioni
11.2 - Ascensori
11.3 - Facciate
11.4 - Davanzali e cornici finestre
11.5 - Parapetti in metallo per finestre e balconi
11.6 - Infissi
11.7 - L’intervento interno sugli alloggi
11.8 - Residenza e Laboratorio di Quartiere con Case/lavoro
12.0 - ALLOGGI PROTETTI PER ANZIANI - APA
12.1 - Il nucleo abitativo
12.2 - I Servizi
12.3 - Gli Alloggi Individuali
13.0 - LE CANTINE
14.0 - IL PASSAGGIO URBANO
15.0 - OBIETTIVI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
16.0 - FASI E LOGICA DI CANTIERE
16.1 - Demolizioni
16.2 - Cantiere edile tradizionale
16.3 - Montaggi metallici
16.4 - Serramenti
16.5 - Finiture e Impianti
16.6 – Sicurezza
17.0 - AUTORIZZAZIONI E PARERI
17.1 - ASL
17.2 – VVFF
18.0 - STRUTTURE
19.0 - IMPIANTI IDRAULICO E TERMICO
19.1 Gas metano ed espulsione fumi
19.2 Centrale Termica
19.3 Centrale Frigorifera
19.4 Distribuzione Riscaldamento/Raffrescamento
19.5 Terminali ambiente
19.6 Impianto Aeraulico ed Estrazione aria
19.7 Produzione acqua calda sanitaria
19.8 Reti di scarico
20.0 - IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
20.1 Reception e passerella di collegamento - Impianti elettrici
20.2 Vani scala - Impianti elettrici
20.3 Ludoteca/Sale Multifunzione - CLEO e Alloggi CLEO - Locali custode sociale - Impianti
elettrici
20.4 Poliambulatori - Impianti elettrici
20.5 APA - Impianti elettrici
20.6 Appartamenti ERP - Impianti elettrici
20.7 Impianto fotovoltaico
20.8 Reception e passerella di collegamento - Impianti speciali
20.9 Vani scala – Impianti speciali
20.10 Ludoteca/Sale Multifunzione - CLEO e Alloggi CLEO - Reception e locali custode
sociale - Impianti speciali
20.11 Poliambulatori - Impianti speciali
20.12 APA - Impianti speciali
20.13 Appartamenti ERP - Impianti speciali
20.14 Area esterna - Impianti elettrici e speciali
20.15 Opere murarie
20.16 Impianto di protezione dalle scariche atmosferiche
21.0 - NORMATIVA DI RIFERIMENTO
21.1 - Normativa generale
21.2 - Normativa specifica elettrica
21.3 - Normativa specifica termotecnica
21.4 - Normativa specifica strutturale
Premessa
Il presente aggiornamento del progetto esecutivo del Laboratorio di Quartiere di Ponte Lambro è stato
redatto su incarico dell’Amministrazione Comunale di Milano e si configura come aggiornamento e
unificazione dei due progetti esecutivi di Lotto 1 e 2 già redatti e validati. Successivamente alla validazione,
infatti, si è reso necessario apportare una serie di modifiche al progetto esecutivo, per:
- Aggiornare i layout funzionali al fine di accogliere, dato il carattere sperimentale e plurifunzionale
dell’istituendo Laboratorio, una serie di funzioni facenti capo alle Direzioni Centrali utenti interessate DC Casa e Demanio, DC Politiche del Lavoro e Occupazione, DC Famiglia Scuola e Politiche Sociali - e
definite con verbale di riunione del 01/02/08, sottoscritto dalle parti;
- Rendere unitario l’intervento accorpando il progetto già appaltato ed eseguito solo in piccola parte (vedi
Stato di Consistenza redatto in sede di scioglimento contestuale) del 1° Lotto/Alloggi Protetti per
Anziani/APA e il progetto generale denominato “Laboratorio di Quartiere di Ponte Lambro”;
- Adeguarlo alle normative subentrate, in merito a: sicurezza sismica (D.M. 14/01/2008) e certificazione
energetica (L.10/91; D.Lgs 192/2005, come modificato dal D.lgs 311/06 e normativa regionale cogente);
1.0 - INQUADRAMENTO TERRITORIALE
Il quartiere di Ponte Lambro si trova nel settore sud-est di Milano, isolato tra la Tangenziale est, il fiume
Lambro e ampie zone inedificate in via di valorizzazione. Il collegamento principale con la città avviene
attraverso l’asse via Vittoriani- Mecenate. Il quartiere è nei fatti escluso dalla viabilità primaria che, in questo
caso è rappresentata da viale Forlanini, dalla S.S.451 (Paullese) e, più a sud, dall’asse storico C.so Lodi-Via
Emilia. La direttrice di via Bonfadini, che sfocia nell’abitato di Linate, ha un’importanza esclusivamente
locale.
2.0 - NOTE STORICHE SU PONTE LAMBRO
Fino agli inizi del ‘900 l’area dell’attuale abitato di Ponte Lambro (definita a nord dall’antica strada per PaulloCremona, a est dal fiume Lambro e a ovest e sud, rispettivamente, dalla roggia Spazzola e da quelle delle
Quattro Marie) si configura come un comparto esclusivamente agricolo, caratterizzato dalla presenza di
grandi cascine e da una particolare ricchezza di acque superficiali (molti poderi sono addirittura dotati di
mulini). Il naturale sistema dei fontanili e delle rogge è stato sapientemente canalizzato e sfruttato a fini
agricoli fin dal XIII secolo, in particolare da parte dei monaci dell’ordine degli Umiliati insediati nella vicina
Abbazia di Monluè e, alla fine dell’Ottocento, l’area di nostro interesse coincide, sostanzialmente, con il
terreno dei due grandi poderi detti Canova e Zerbone.
Originariamente sottoposti alla giurisdizione ecclesiastica della Pieve di San Donato e poi di quella di Linate,
i poderi di Ponte Lambro vengono annessi prima al Comune di Morsenchio e poi a quello di Mezzate fino a
che, nel 1925, vengono compresi nei confini comunali di Milano.
Lo sviluppo di un vero e proprio centro abitato indipendente presso Ponte Lambro risale proprio ai primi
decenni del XX secolo allorché lungo l’argine del fiume, su terreni che erano stati della cascina Canova, per
alleggerire il congestionato vicolo dei Lavandai a Porta Ticinese (intorno al 1905) si insediano alcune
lavanderie artigianali. Sfruttano le acque del Lambro, allora particolarmente chiare, per il lavaggio e gli ampi
spazi agricoli circostanti, per la stesa dei panni. L’insediamento residenziale si intensifica poi negli anni tra il
1912 e il 1915 quando, dallo smembramento del fondo agricolo della Canova, si sviluppa una rete di strade
che gravita sull’attuale via Umiliati.
Indipendentemente da qualunque previsione e disegno urbanistico (i piani regolatori della città di Milano del
1889 e del 1912 non si estendono infatti ad aree così esterne) lo sviluppo edilizio del quartiere continua per
tutto il decennio successivo, caratterizzandosi per la prevalenza di edilizia residenziale (villette) lungo le
attuali vie Camaldoli, Montecassino, Monteoliveto, Parea e Bonfadini e per l’attestarsi invece delle attività
commerciali e artigianali lungo la centrale via Umiliati.
La breve esperienza di progettazione e realizzazione del “Porto di Mare” avviata dalla città di Milano tra il
1918 e il 1922 sebbene interessi anche l’area di Ponte Lambro non lascia tracce significative nella forma
dell’abitato che negli anni ’20 presenta già ben delineato il sistema viario che oggi conosciamo. Anche
l’insediamento dell’industria alla periferia est di Milano coinvolge il quartiere solo indirettamente in quanto i
nuovi stabilimenti si attestano, in quegli stessi anni, nelle vicine località di Morsenchio e Taliedo.
Disattese le previsioni che per la zona erano contenute nel Piano Regolatore Generale del 1933, nel 193536 si insedia, immediatamente a ridosso dell’abitato di Linate, il nuovo aeroporto la cui presenza introduce
un forte elemento di discontinuità nella antica rete di canali e strade che da Milano conduceva, attraverso
Ponte Lambro e Linate, fino a Paullo. Alla fine degli anni ’30 il quartiere è ormai ben delineato nel suo tipico
sviluppo in direzione nord-sud (lungo gli assi delle vie Camaldoli e Umiliati) ed è caratterizzato dalla
prevalenza di edilizia residenziale a bassa densità frammista ad attività commerciali e artigianali; la via
Bonfadini e l’attraversamento del Lambro hanno ormai evidentemente perso la propria importanza come
direttrici di livello sovracomunale mentre è stato realizzato l’asse urbano della via Mecenate (attorno al quale
si sviluppa l’insediamento industriale di Taliedo) che diviene il principale collegamento con Milano.
Stretto dal limite fisico del fiume e ormai escluso dalla viabilità primaria, Ponte Lambro mantiene, fino a tutti
gli anni ’50, una struttura di vero e proprio “paese” ai margini della città, legato - sul piano economico,
sociale e delle relazioni urbane - all’insediamento industriale di Taliedo; la realizzazione della tangenziale est
(primi anni ’70) ne accentua l’isolamento mentre gli interventi di edilizia pubblica, residenziale e non, degli
ultimi decenni introducono nuove tipologie edilizie che modificano il volto del quartiere ma non contraddicono
(anzi in qualche modo assecondano) le caratteristiche di chiusura e implosione tipiche del tessuto viabilistico
e urbano di quest’area.
3.0 - LA SITUAZIONE ATTUALE DEL QUARTIERE
L’abitato di Ponte Lambro presenta dei margini netti costituita a est dal Fiume Lambro, a sud da terreni
agricoli, a ovest dalla tangenziale e a nord dalla via Vittorini.
Via Vittorini rappresenta di fatto la principale via di collegamento del quartiere con il resto della città, mentre
la connessione verso sud e S. Donato costituisce, allo stato attuale un asse di secondo livello per
importanza. Sostanzialmente quindi Ponte Lambro continua a funzionare secondo la sua logica insediativa
più antica, legato cioè alla città attraverso la zona industriale di via Mecenate e in parte al paese di Linate. Il
quartiere è dunque costituito dal suo nucleo storico, che non ha avuto sostanziali trasformazioni fino agli
anni 70, momento in cui sono stati realizzati importanti insediamenti di abitazioni popolari. La dicotomia tra
insediamento storico (via Camaldoli e Umiliati) e interventi moderni (via Ucelli di Nemi e Serrati), appare
particolarmente evidente. Le due parti del quartiere, ognuna chiusa su se stessa, non comunicano tra loro.
La totale mancanza di collegamenti trasversali, confermata dalla logica insediativa delle case ALER, ha reso
questa separazione ancora più evidente e drammatica.
Quando, circa dieci anni fa’ iniziò l’esperienza di partecipazione legata al Laboratorio di Quartiere e,
successivamente al Contratto di Quartiere; la chiesa, il mercato rionale e il Centro Sociale Comunale (CTS),
tutti localizzati lungo la linea di confine tra queste due realtà non riuscivano a sovvertirne questa logica.
Quello che avrebbe dovuto essere il “centro del paese” non riusciva infatti a diventarne l’elemento unificante,
restando semplicemente la zona dove le due realtà insediative del quartiere si fronteggiavano.
L’unico insediamento presente di rilevanza sovracomunale è l’Istituto Cardiologico Monzino. La sua
localizzazione sulla via Vittorini, cioè ai bordi del quartiere, gli impedisce di essere, a oggi, una reale risorsa
per la riqualificazione del quartiere. La trasformazione della scuola media nella cosiddetta “Aula Bunker”
aveva poi definitivamente sancito il carattere marginale del quartiere andando a compromettere l’equilibrio
del comparto scolastico adiacente e accentuando l’identificazione “mediatica” Ponte Lambro-criminalità.
Stante la separazione tra le due parti del quartiere, la zona verde compresa tra le stecche delle case
popolari risultava di fatto esclusa dalla fruizione del resto dell’abitato, mentre la parte storica del borgo, con
la sua angusta viabilità, risultava quasi completamente priva di spazi di socializzazione. La situazione di
Ponte Lambro, spesso agli onori della cronaca nera, appariva allora emblematica di una condizione diffusa
nelle periferie urbane, dove una serie evidente di errori di pianificazione e di logiche insediative sbagliate,
aveva contribuito a creare un disagio sociale spesso accompagnato da fenomeni di criminalità diffusa.
Il problema urbanistico più evidente non era dunque tanto in termini di dotazione di verde e attrezzature,
quanto di struttura urbana. La minuta grana del tessuto originario del quartiere e le fragili logiche funzionali
che la reggevano erano state stravolte dall’inserimento di questi edifici lineari “fuori scala”. L’arrivo massiccio
di nuovi abitanti appartenenti tutti alle classi estreme (la popolazione è raddoppiata dal 1981 al 1991) e le
problematiche sociali collegate, avevano violentato la vecchia realtà rurale generando un disagio diffuso.
Gli interventi di questi ultimi anni con la realizzazione della nuova piazza di fronte al centro civico,
l’edificazione di un nuovo comparto residenziale in prossimità, la manutenzione straordinaria operata
dall’ALER sulla parte di propria proprietà di via Ucelli di Nemi oltre a una serie di operazioni immateriali di
coinvolgimento della popolazione nella creazione di un’identità collettiva condivisa, hanno avviato un
processo virtuoso di saldatura e di riequilibrio dell’organismo urbano che trova nella realizzazione del
Laboratorio di Quartiere da parte dell’Amministrazione Comunale la propria naturale conclusione volta a
creare un ulteriore elemento di riconnessione fisica trasversale del quartiere.
4.0 - GLI IMMOBILI OGGETTO DELL’INTERVENTO
Gli immobili oggetto dell’intervento sono due edifici lineari (conosciuti come le “case bianche”) di 6 piani fuori
terra. Tipologicamente sono il risultato della ripetizione di un unico sistema distributivo composto da vano
scala + due appartamenti per piano di circa 100 mq. Si tratta di n° 26 vani scala per un totale di 260
appartamenti. Gli edifici non hanno interrati e al piano terra si trovano gli accessi ai vani scala e alle cantine.
Questa scelta tipologica si è rivelata una delle ragioni principali del degrado fisico e sociale delle “case
bianche”. Le cantine al piano strada e la totale mancanza di negozi e di servizi pubblici proprio al livello in cui
tradizionalmente la città è fruibile dal pubblico, ha generato un processo di progressivo degrado e quindi di
abbandono di questi spazi che oggi sono spesso spazi di servizio usati per attività più o meno legali.
4.1 - Aspetti costruttivi e impiantistici
Costruttivamente gli edifici sono realizzati con un sistema di travi e pilastri poggianti su fondazioni costituite
da travi rovesce superficiali. I solai sono in laterizio, con travetti e pignatte. Il sistema strutturale è irrigidito e
controventato dalla presenza dei vani scala-ascensori in c.a. Le facciate sono intonacate e i serramenti sono
in legno verniciato. Dal punto di vista impiantistico gli alloggi sono riscaldati con radiatori collegati a montanti
per lo più collocate nei muri perimetrali e nella muratura di confine. Molte di queste montanti presentano
periodicamente lesioni e perdite e richiedono interventi di manutenzione regolari. Il riscaldamento dei fluidi è
affidato a un’unica grande centrale termica centralizzata che serve anche gli edifici di via Serrati.
Uno dei problemi riscontrati è che moltissimi inquilini, ritenendo insufficiente lo scaldabagno elettrico previsto
originariamente, hanno provveduto a installare privatamente impianti di riscaldamento dell’acqua sanitaria a
gas che risultano oggi completamente fuori legge e assolutamente privi delle necessarie certificazioni, sia
per quanto riguarda gli impianti che gli scarichi. L’accesso ai vani scala avviene dal portico del piano terra.
Prima dell’intervento dell’ALER, gli ingressi erano in una condizione di degrado diffuso: i vetri che
originariamente tamponavano le porte di ingresso erano stati sostituiti con lamiere. La muratura perimetrale
degli accessi, originariamente realizzata in vetrocemento, era stata sostituita con blocchetti di cemento
grezzi che oltre a togliere la necessaria luminosità agli accessi, li avevano resi invivibili e, in qualche modo,
sinistri. Allo stesso modo mancava la numerazione dei numeri civici su molte delle porte e il citofono era
spesso sfondato e inservibile. Il recente intervento dell’ALER ha ripristinato gli ingressi dando una nuova
dignità alla sequenza di ingressi al piano terra.
5.0 - LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO NEL QUARTIERE
Data la limitatezza delle risorse si è scelto come luogo più adatto per l’insediamento del laboratorio quello
che è stato ritenuto il punto più “sensibile”, ovvero quello dove l’effetto della realizzazione del LDQ potesse
essere più efficace e qualificante.
La localizzazione prescelta per l’intervento è nelle immediate vicinanze dell’unico passaggio pedonale che
oggi mette in comunicazione via degli Umiliati con via Ucelli di Nemi. Tale passaggio è una delle poche
risorse rimaste per riequilibrare la struttura dei percorsi del quartiere. Il LDQ si pone a cavallo tra le due
“stecche” realizzando la connessione tra la via degli Umiliati e l’area verde a ovest. Il punto prescelto si trova
a circa 2/5 della lunghezza del corpo di fabbrica e la sua realizzazione spezzerà la monotona stereometria
delle due stecche, riducendone, di fatto l’impatto volumetrico e nel contempo articolandone meglio i volumi.
6.0 - IL LABORATORIO: INTERVENTO ESEMPLARE NELLE PERIFERIE
L’idea del LDQ nasce dalla convinzione che condizione irrinunciabile per affrontare il problema delle
periferie sia spezzarne la monofunzionalità. Perché le periferie possano cessare di essere quartieri
dormitorio occorre creare le condizioni affinché si possano insediare nuove funzioni e attività che rendano
vivo e articolato il tessuto sociale. Alcune nuove tendenze in atto rendono oggi questa strategia molto più
realistica di quanto non fosse solo alcuni anni fa’:
-
la diffusione di internet rende l’insediamento di attività produttive e di servizio meno dipendente dalla
localizzazione
- l’aumento della congestione dei centri storici rende le aree più esterne, di fatto più accessibili dalle
grandi infrastrutture di comunicazione, più appetibili
- il tele-lavoro, o lavoro domestico è un fenomeno in crescita continua.
- la dinamica demografica in atto vede aumentare il numero di persone anziane presenti nei quartieri
comportando la necessità di nuovi servizi e attività dedicate.
- La riconversione di aree industriali dismesse secondo filoni tematici sinergici, crea nuove occasioni di
specializzazione delle aree semiperiferiche, diventando nei fatti poli di riorganizzazione del territorio.
Nel contempo le dimensioni del problema delle periferie è tale che non è possibile pensare a interventi
estensivi o a tappeto che affrontino quantitativamente il problema: non vi sarebbero mai le risorse
necessarie.
L’obiettivo del LDQ, generalizzabile al tema delle periferie è quello di contribuire a trasformare un quartieredormitorio, affetto tra l’altro da problemi di malvivenza ed emarginazione, in un quartiere polimorfo, centro di
nuove iniziative e attività. La sua realizzazione sarà anche l’occasione per la riqualificazione fisica e
architettonica dei luoghi “sensibili” nei quali il LDQ viene insediato. Col “laboratorio” si rifiuta dunque l’idea di
un intervento “pesante”, basato su demolizioni a tappeto e ricostruzioni. Si punta piuttosto su un intervento
leggero e progressivo, fatto di piccole demolizioni parziali, una sorta di “erosione” che aggredisce i corpi di
fabbrica spezzandone la monotonia e permettendo l’inserimento delle nuove attività.
Il cambiamento non è dunque frutto di un progetto “compositivo”, pensato in astratto al tavolo da disegno,
ma piuttosto la conseguenza della logica insediativa delle diverse funzioni e della nuova logica distributiva.
Gli interventi di questi anni realizzati in questa logica anche per iniziativa del Laboratorio di Quartiere già
esistente hanno dimostrato che è questa la strada giusta da percorrere.
7.0 - LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Al fine quindi di individuare puntualmente gli interventi prioritari dei quali necessitano gli stabili di via
Ucelli di Nemi, oggetto del presente Progetto, é stata adottata una metodica lavorativa che, tramite una
organica attività di approccio conoscitivo, ha visto il coinvolgimento dei funzionari della Filiale Aler, dello
staff di progettazione e degli inquilini dei fabbricati. A questo proposito è stato predisposto un programma
di “PROGETTAZIONE PARTECIPATA”, condotta dallo studio Martini Associati srl, che, attraverso una
serie di Assemblee di Condominio, di incontri a livello di “Vano scala”, e incontri individuali, ha portato da
un lato alla mappatura puntuale dei punti di degrado e delle lamentele degli abitanti, dall’altro a un
processo di illustrazione, di critica, di messa a punto e di condivisione del progetto.
Un ruolo essenziale nell’attività di ascolto, ricognizione del degrado e delle problematiche abitative è stato
svolto da “Laboratorio di Quartiere”, attivo dal 2001 in una sede provvisoria all’interno delle proprietà
ALER, che, oltre a costituire il veicolo fondamentale delle attività di ACCOMPAGNAMENTO SOCIALE di
supporto alla MOBILITA’, ha rappresentato una sorta di “sportello aperto” a cui gli abitanti hanno potuto
rivolgersi per testimoniare problematiche o per ricevere spiegazioni e per partecipare al processo di
cambiamento in atto regolato dal Contratto di Quartiere. Inoltre lo staff progettuale ha svolto diversi
sopralluoghi atti al rilievo delle patologie di degrado presenti sulle strutture, sulle finiture e negli impianti,
sia in modo autonomo che, in modo mirato, su segnalazione degli abitanti.
8.0 - IL LABORATORIO DI QUARTIERE (LDQ)
Il LDQ è concepito come uno strumento polifunzionale al tempo stesso sociale, economico, progettuale,
tecnico e di servizio. L’effetto sinergico del collocare tutte queste funzioni in un unico luogo “sensibile”
dovrebbe rappresentare un ulteriore tassello di quel processo di ridisegno urbano che intende spezzare la
spirale viziosa del degrado e innescare un meccanismo virtuoso di riappropriazione collettiva del quartiere.
L’insieme delle azioni previste si propone di attivare meccanismi di coinvolgimento degli abitanti e di
partecipazione collettiva alle scelte che riguardano le problematiche sociali, la qualità degli spazi di uso
pubblico e le dinamiche in atto nel quartiere.
Non da ultimo il LDQ si propone come un momento di sviluppo del senso di appartenenza della gente al
quartiere specie nelle classi estreme: bambini, adolescenti, anziani.
Il laboratorio è costituito da un insieme di spazi con destinazioni d’uso diverse, in parte ricavate all’interno
del corpo di fabbrica delle “case bianche” e in parte di nuova edificazione, in grado di funzionare assieme
per mezzo di un sistema distributivo autonomo composto da una scala con ascensore e una passerella
pedonale. Questa nuova rete distributiva rende indipendenti le attività del laboratorio dai flussi dei residenti.
Il laboratorio attraversa dunque trasversalmente le stecche dell’ALER da parte a parte nella parte acquisita
al demanio comunale e rappresentata dai quattro blocchi scala dei civici 23, 24, 25 e 26. Nel punto di
attraversamento il laboratorio modifica la struttura fisica e di uso dei vecchi edifici, al piano terra e in
copertura.
E’ al piano terra che, infatti che si gioca quel processo di sostituzione e di terziarizzazione che sta alla base
della riqualificazione e che, con i suoi effetti indotti, si estenderà progressivamente a tutto il tessuto di Ponte
Lambro attenuandone il carattere monofunzionale.
8.1 - Le aree di azione del laboratorio
Il programma del laboratorio si articola in quattro sezioni e contempla una serie di funzioni facenti capo alle
Direzioni Centrali utenti interessate - DC Casa e Demanio, DC Politiche del Lavoro e Occupazione, DC
Famiglia Scuola e Politiche Sociali - e definite nella riunione del 01/02/08, sottoscritto dalle parti:
8.1.1 - Area “CONSULTORIO” - L’area Consultorio offre un servizio di assistenza medica alla cittadinanza e
in particolare modo alla fascia degli anziani sotto forma di centro diagnostico. Il servizio prevede una zona di
reception, segreteria e orientamento al piano terra. Qui gli utenti potranno accreditarsi, ricevere informazioni
e regolare pratiche amministrative. Nell’ampio parterre del piano terra saranno attrezzati i desk di
ricevimento e le zone d’attesa. Dopo l’accreditamento potranno accedere al piano superiore dove si trovano
n°6 uffici medici attrezzati con lavabo, dove potranno essere ricevuti e assistiti individualmente a seconda
della specializzazione. Entrambi i livelli sono dotatii di spazi di stoccaggio e bagni. La presenza dello spazio
a doppia altezza consente da un lato l’ottenimento dei necessari requisiti di abitabilità e dall’altro permette
una comprensione immediata dell’organizzazione dello spazio e facilita l’orientamento degli utenti. Il
collegamento tra piano terra e primo piano avviene per mezzo di una scala indipendente posta nello spazio
a doppia altezza e di una piattaforma elevatrice per garantire l’accesso al piano superiore anche a chi ha
mobilità ridotta. Il consultorio sviluppa circa 150 mq al piano terra e 195 mq. al primo piano.
8.1.2 - Area “PORTIERATO SOCIALE” - E’ la sede operativa del “portiere sociale”, nuova professionalità
al servizio della popolazione più anziana. Lo spazio è organizzato come un ufficio di 73 mq accessibile
direttamente dallo spazio pubblico dove si organizzeranno le attività di portierato e si intratterranno i rapporti
con la cittadinanza e i residenti. Lo spazio è dotato di servizi igienici indipendenti e ha una zona di deposito
accessibile dalla parte posteriore carraia per la sosta dei servizi offerti alla popolazione (carrelli pasto cambio biancheria, altro). Anche in questo caso, al fine di garantire i requisiti di abitabilità, lo spazio è in
parte a doppia altezza, nell’area destinata agli spazi di lavoro e di ricevimento, e in parte con altezza di m.
2,40 per le parti di servizio e di deposito.
8.1.3 - Area “LUDOTECA e SALA MULTIFUNZIONE - Nella fase di progettazione partecipata è stata
riscontrata la necessità di dare una risposta alla domanda di un maggior supporto alle famiglie nella forma di
spazi per l’infanzia: a questo scopo, al piano terra e quindi facilmente accessibile da tutto il quartiere, è stato
individuato lo spazio per una ludoteca.
E’ uno spazio di mq. 310 mq di cui mq. 120 al piano terra e 190 al piano primo.
Una piccola area verde esterna protegge lo spazio principale della ludoteca dalla zona dei parcheggi.
Al piano terra la ludoteca si presenta come una grande sala multifunzionale con una parte a doppia altezza
dotata di servizi igienici e di uno spazio deposito per alloggiare le attrezzature mobili necessarie per le
attività. Il vano scala è chiuso per consentire una migliore condizione di controllo e di sicurezza dei giovani
ospiti. Al primo piano si trovano gli uffici per gli operatori e per attività di piccoli gruppi.
Lo spazio multifunzionale è sostanzialmente una sala di mq 100 mq. con accesso indipendente che potrà
ospitare riunioni oltre che le attività dell’utenza più anziana e potrà essere utilizzato sia come palestra per la
ginnastica dolce che come luogo per attività ricreative e momenti d’incontro per favorire la vita sociale del
quartiere così come lo scambio intergenerazionale.
Questo spazio potrà essere utilizzato a seconda delle necessità sia come estensione della Ludoteca, sia
come spazio autonomo, fruibile anche in orari serali, da parte di associazioni e gruppi presenti sul territorio.
8.1.4 - Area “LAVORO E OCCUPAZIONE” - L’Area “LAVORO E OCCUPAZIONE” è il cuore delle attività
del Laboratorio. Qui vengono ospitate le attività di supporto alle politiche occupazionali. In particolare le
azioni di assistenza mirata a riqualificare e migliorare la propria professionalità, a fornire supporto
all’individuazione di nuove occasioni lavorative e alla implementazione degli strumenti e delle competenze
necessarie a ricollocarsi in un mercato del lavoro selettivo e in rapida evoluzione. Le utenze cui il servizio si
rivolge sono essenzialmente i giovani, i lavoratori di mezza età senza qualifica o in cassa integrazione, i
lavoratori extracomunitari.
L’esperienza ha dimostrato che le esigenze di un quartiere problematico come Ponte Lambro possono
cambiare molto rapidamente, così come rapidamente possono modificarsi gli strumenti che
l’Amministrazione Comunale decide di adottare per fare fronte alle problematiche sociali e abitative dell’area.
Per questa ragione si è scelto di adottare soluzioni costruttive e scelte di lay-out che privilegino la più grande
flessibilità d’uso al fine di rendere facilmente adattabili e convertibili le future destinazioni d’uso.
Gli spazi del Centro sono organizzati a partire da un corpo Reception esterno ai corpi di fabbrica degli edifici.
Qui avverrà il ricevimento degli utenti e verrà loro offerto un primo servizio di orientamento per mezzo di
console internet in libera consultazione che permetteranno un primo livello di accoglimento e l’introduzione ai
servizi offerti. Attraverso un vano scale indipendente e un ascensore si potrà accedere alla passerella
pedonale che serve gli spazi del terzo livello distribuiti sui due corpi di fabbrica. Gli spazi sono
sostanzialmente articolati in uffici e spazi di riunione adatti ad accogliere riunioni e corsi di piccoli gruppi (1012 persone) fino a gruppi di 30 e più persone. All’interno del Centro Lavoro e Occupazione potrà essere
ospitato una centro di Arti e Mestieri attrezzato per mantenere, promuovere e assistere le professionalità
presenti nel quartiere favorendo lo scambio delle conoscenze soprattutto nel campo dell’artigianato e dei
servizi.
8.1.5 - LABORATORIO DI QUARTIERE E Centro Consulenza - La sede del “Laboratorio di Quartiere” Ormai da molti anni il “Laboratorio di Quartiere”, segno tangibile dell’idea che, a partire dall’anno 2000, è
stata alla base del progetto, è insediato in un alloggio ALER delle case bianche (Via Ucelli di Nemi, n. 17). E’
diventato negli anni un luogo “topico” del quartiere e un sicuro punto di riferimento per la vita del quartiere
con il ruolo principale di “Punto di ascolto” e di “Catena di trasmissione e punto di contatto tra la realtà del
quartiere e la pubblica amministrazione”. Attraverso di esso sono passate tutte le attività di
accompagnamento sociale preliminare agli interventi di riqualificazione del quartiere, a partire dalla
ristrutturazione fisica degli alloggi, al loro frazionamento, per arrivare alle numerosi attività di miglioramento
del quartiere tra cui: modifica linee di trasporto pubblico, miglioramento puntuale e mirato degli spazi pubblici
del quartiere, luogo di riunione e di incontro degli inquilini, progettazione partecipata, ecc…
A scala urbana punta a rielaborare un progetto di riqualificazione urbanistica dell’intero quartiere. Ha il
compito di individuare interventi campione atti al miglioramento dello spazio pubblico precisando quali di essi
potranno essere realizzati direttamente dall’Amministrazione comunale (ristrutturazione di attrezzature di
interesse collettivo, rifacimento delle pavimentazioni, organizzazione e miglioria del sistema del verde,
coordinamento degli elementi di arredo urbano) con un occhio particolare al coordinamento degli interventi
dei diversi settori della pubblica Amministrazione, sia quelli da concordarsi coi privati (miglioramento della
qualità abitativa, coordinamento interventi pubblici-privati, ecc.).
Il piano individuerà anche i punti “sensibili” del quartiere e gli ambiti edilizi più labili e le attrezzature
pubbliche più vicine alle aree suscettibili, in prospettiva, di interventi di ristrutturazione.
L’insieme dei progetti esemplificativi sarà elaborato in modo da costituire il telaio generale per lo sviluppo di
una serie successiva di progetti esecutivi, un Libretto di istruzioni per il Recupero Ambientale di Ponte
Lambro, una sorta di piano-progetto propositivo che invece di dire cosa non si deve fare, indichi cosa fare,
come farlo, con quali finanziamenti e agevolazioni.
Questo ufficio, la cui sede è stata individuata al quinto piano del blocco 1 (214 mq), sarà l’anello di
congiunzione tra il quartiere e le scelte di pianificazione urbana.
Centro di Consulenza
All’interno dell’area CLEO troverà posto il centro di Consulenza predisposto per l’erogazione di servizi di
consulting e tecnici per la formazione manageriale, amministrativo-finanziaria, assicurativa e di marketing.
Gli utenti di questo centro potranno essere sia le imprese e gli artigiani presenti sul territorio del quartiere sia
imprese esterne. Spazi di riunione e di presentazione comune saranno utilizzabili dietro prenotazione alla
segreteria che si occuperà del coordinamento delle varie attività.
Offre un gamma completa di servizi e assistenza per:
- ricerca e selezione di nuovi imprenditori e nuovi progetti produttivi
- formazione di base alle funzioni della gestione di impresa
- preparazione di piani d’impresa comprendenti tecnologie innovative capaci di essere finanziate e di
svilupparsi in investimenti duraturi
- promozione collettiva e relazioni privilegiate con partners esterni
9.0 - PROGRAMMA D’USO
Si riporta qui di seguito l’ipotesi di ripartizione degli spazi del laboratorio che è stata assunta per la stesura
del progetto esecutivo:
impianti
PI mq
76,00
vani
scala
CLEO
consultorio
custode
sociale
ludoteca
sala
multiuso
ponte
alloggi
casa
lavoro
LDQ
totale
32,00
PT mq
222,40
P1 mq
96,60
P2 mq
100,80
108,00
70,70
150,00
72,50
195,00
120,00
98,50
734,10
190,00
481,60
756,00
45,00
901,80
P3 mq
0,00
P4 mq
0,00
50,40
P5 mq
TOT. Mq
76,00
502,20
826,70
345,00
72,50
310,00
98,50
20,50
202,00
140,50
413,40
65,50
202,00
140,50
2.638,90
10.0 - DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
10.1 – L’intervento volumetrico
L’intervento si configura come la demolizione di alcune parti non strutturali (tamponamenti e solai) dei vecchi
fabbricati per consentire il recupero dei piani terra attualmente adibiti a cantina e le due “gallerie” traversali
per l’attraversamento pedonale. La copertura a falda inclinata del blocco 1 viene demolita e sostituita con un
tetto piano che alloggerà i pannelli solari. Nel quinto piano, parte della vecchia volumetria viene erosa per
lasciare posto a due terrazzini “open air” al servizio della sede del Laboratorio di Quartiere.
La fruizione degli spazi distribuiti sui due blocchi è garantita da un sistema esterno costituito da una torre per
la distribuzione verticale e per quella orizzontale da due passerelle: una al secondo piano che collega i due
blocchi e una al quinto al servizio del blocco scala e ascensori.
10.2 - I Piloties e il Piano terra
La stragrande maggioranza delle abitazioni popolari costruite negli anni 60/70 è caratterizzata dalla
presenza di piloties: vale a dire un piano terra costruito a raso terreno con un’altezza inferiore a quella
minima di legge per essere abitabile (2,40 m. nel caso di via Ucelli di Nemi). D’abitudine questi spazi erano
destinati a cantine o box. E’ chiaro che questa soluzione era originariamente dettata sia da considerazioni di
carattere economico: non esisteva un piano interrato in cui posizionare le cantine; sia da considerazioni
funzionali e di sicurezza: (il primo alloggio non era a contatto con il terreno e non vi erano problemi di
introspezione e umidità). Questa soluzione, così logica dal punto di vista funzionale, ha rappresentato
purtroppo una delle concause del degrado urbano e sociale dei quartieri periferici.
Laddove in un contesto urbano i piani terra sono quelli storicamente destinati al commercio, all’artigianato e
ai servizi; in un contesto periferico essi diventano il simbolo stesso della separazione e della impossibilità di
realizzare un tessuto urbano capace di essere vissuto e popolato a tutte le ore del giorno. Ciò che nella città
storica è lo zoccolo brulicante e animato dell’abitare, in periferia si limita a essere uno zoccolo muto, privo di
vita e di qualità che separa inevitabilmente l’abitare dal quartiere e che condanna i piani terra delle periferie
a un ruolo di puro servizio. Nel caso di Ponte Lambro, poi, inevitabilmente i piani terra, sono i luoghi più
pericolosi e, spesso, le cantine risultano abbandonate, incustodite e spesso sono il luogo di attività criminali.
Crediamo che ogni progetto di riqualificazione delle periferie debba fare i conti con il problema della
riconversione dei piani terra. La tipologia di intervento si basa sulla considerazione dell’impossibilità di
abbassare il livello del piano terra dei trenta centimetri che sarebbero necessari sia a causa della presenza
di fondazioni a trave rovescia superficiale che interferiscono con il pavimento, sia per la difficoltà di rendere
accessibile il piano terra da parte dei disabili. Si genererebbero infatti numerose e poco pratiche rampe che
comprometterebbero la fluidità d’utilizzo del piano terra.
10.3 - I materiali e il linguaggio architettonico
Il LDQ è sostanzialmente un edificio funzionale: conseguentemente l’immagine del progetto ha più a che
fare con l’assemblaggio di un “kit di componenti” che con un progetto compositivo di architettura.
L’assemblaggio a secco della quasi totalità dei suoi componenti implica un linguaggio costruttivo di tipo
“meccanico”. Coerentemente con questo approccio, tutte le parti metalliche e i grigliati saranno realizzati con
strutture in ferro zincato assemblate tra loro con imbullonatura, evitando al massimo la presenza di saldature
in opera. Dal punto di vista concettuale, infatti, il LDQ è volutamente modificabile e potrebbe subire nel
tempo cambiamenti rilevanti: essere “ingrandito” tramite addizioni oppure “smontato” in tutto o in parte.
Il linguaggio è quello di un’architettura “industriale” disegnata più dalla vibrazione della luce e dalle ombre
portate che dalle forme nitide di una architettura “nobile”.
L’altro criterio fondamentale utilizzato per la messa a punto del linguaggio architettonico del progetto è la
riduzione di volume e quindi la trasparenza. Per questa ragione la gran parte dei muri perimetrali del
Laboratorio che si affacciano su via Ucelli di nemi è caratterizzata da serramenti vetrati a taglio termico. Per
la stessa ragione i parapetti delle rampe di scale e delle passerelle sono realizzati in vetro, materiale leggero
ed estremamente durevole e privo di manutenzione.
Le tettoie e gli sporti davanti agli edifici saranno realizzati con pannelli industriali in grigliato, usati con la
duplice finalità di superficie ombreggiante e di supporto per la messa in opera di lastre di policarbonato.
In questo modo gli aggetti di gronda, le tettoie e le coperture delle passerelle proteggeranno dall’acqua
piovana ma saranno al contempo luminosi grazie alla presenza del grigliato frangisole.
Quanto sopra descritto è ancora più importante se si considera che l’intervento sarà visto sopratutto dal
basso, cioè dalla strada, e dunque che il maggiore impatto visivo sarà costituito dai piani orizzontali. Per
questa ragione si è scelto di utilizzare anche per le pedate della scala un grigliato antitacco di sicurezza che,
tra l’altro elimina il rischio di scivolamento in caso di gelate.
10.4 - Il sistema distributivo e le passerelle
La distribuzione dei diversi elementi del LDQ è ottenuta per mezzo di un sistema di passerelle e scale
metalliche. Il blocco scale principale è posizionato sulla via Ucelli di Nemi, in posizione baricentrica, ed è
composto da un traliccio portante in ferro, una rampa di scale e un ascensore panoramico. Il blocco scala
principale parte al centro dell’edificio centrale, dove è collocato tra la reception delle attività del Laboratorio.
L’ascensore centrale panoramico serve la quota (0- Reception CLEO), (+2, CLEO), (+5, Laboratorio di
Quartiere), mentre la quota (+1, Consultorio, Ludoteca e Sala multiuso) è servita da due piattaforme
elevatrici a norma disabili. La passerella pedonale che passa scalca via Ucelli di Nemi è a quota +2 e mette
in comunicazione diretta la zona reception al Piano Terra con le due aree CLEO.
Il blocco scala principale arriverà fino alla quota (+5), dove fungerà sia da percorso di emergenza che da
collegamento dedicato tra i diversi settori CLEO.
10.5 - L’ascensore panoramico
Si tratta di un ascensore a pistone che si integra nel blocco scale principale e che costituisce il principale
mezzo di movimentazione verticale del LDQ. I lati della cabina perpendicolari alla porta di ingresso saranno
realizzati con pannelli ciechi in acciaio inossidabile al fine di non creare servitù visive nei confronti degli
alloggi, mentre la parete della cabina parallela alla porta di ingresso sarà in vetro trasparente. Allo stesso
modo le porte di piano perpendicolari all’andamento di via Ucelli di Nemi saranno in vetro trasparente al fine
di salvaguardare il più possibile la trasparenza per chi si muove lungo la strada.
L’utilizzo dell’ascensore sarà libero durante le ore d’ufficio, mentre il suo azionamento sarà subordinato al
possesso di un badge magnetico durante le ore notturne.
10.6 - Pavimentazioni e Soluzioni Materiche
La riqualificazione dell’intero sistema delle aree esterne e del piano terra è in continuità alle scelte che ha
fatto l’Amministrazione Comunale per la risistemazione della sede stradale ove in corrispondenza dell’area
del Laboratorio è stata realizzata una “castellana” per rallentare la velocità di attraversamento, ospitare le
fermate dell’autobus e “proteggere” l’attraversamento trasversale pedonale di via Ucelli di Nemi nel punto
dove questo passaggio diviene un elemento di ricucitura urbana di livello superiore tra via degli Umiliati e il
Parco.
L’unitarietà dell’intervento complessivo è affidata alla continuità del materiale : quindi sia i marciapiedi
pubblici, le aree a parcheggio su via Ucelli di Nemi e la “castellana” (intervento di riqualificazione viabilistico)
che i percorsi interni alle nuove aree verdi “condominiali”, i percorsi posteriori di servizio ai parcheggi e agli
ingressi così come l’attraversamento pedonale ( di pertinenza del Laboratorio) prevedono tutte una
pavimentazione in cubetti di porfido.
10.7 - Parcheggi e Sistemazioni Esterne
Vengono creati in totale di 27 posti auto dedicati, di cui 8 (uno per disabili) sul lato Ludoteca e 19 (due per
disabili) sul lato Parco. Tale dotazione risponde alla richiesta del RUP di prevedere almeno un posto auto
per ogni alloggio ERP. I parcheggi sono in parte mascherati rispetto alle attività del piano terra tramite aiuole
piantumate con arbusti; sono previsti dissuasori perimetrali per rallentare la velocità dei veicoli e segnalare il
cambio di proprietà. In continuità con la sistemazione ALER, la pavimentazione dei parcheggi è in asfalto e
la cordolatura delle aiuole in cemento. Su entrambi i lati vengono realizzate stanze ecologiche di raccolta e
conferimento, ciascuna dotata di uno spazio esterno di pertinenza, nella misura di una ogni due vani scala.
11.0 - LE PARTI ADIBITE A RESIDENZA
La realizzazione del Laboratorio è l’occasione per la manutenzione straordinaria dei quattro vani scala con
destinazione abitativa interessati dal LDQ. L’intervento prevede la manutenzione straordinaria di tutte le parti
comuni abitative (vani scala, ingressi, facciate e coperture), nonché un intervento a tappeto su tutti gli alloggi
che prevede il frazionamento dei tagli di stato di fatto in alloggi più piccoli. I criteri di scelta dei tagli dei nuovi
appartamenti sono basati sulla volontà di diversificare e ampliare al massimo l’offerta abitativa e le superfici
dei singoli alloggi sono in linea con i criteri di assegnazione ALER (rapporto superficie/utenti).
Di seguito viene riportata la tabella con i dati riassuntivi dell’intervento in merito alle residenze ERP:
BLOCCO 1
S.U.R. mq utenti
norma
n°
tot
Piano terzo
rif. +10% -15/20%
1b2 bilocale
45
2 42
46
34
1
45
2b2 bilocale
38
1 42
46
34
1
38
3b2 bilocale
45
2 42
46
34
1
45
4b1 bilocale
37
1 36
40
29
1
37
5q4 quadrilocale
78
4 77
85
65
1
78
6q5 quadrilocale
94
5 89
98
76
1
94
S.U.R. mq utenti
norma
n°
tot
Piano quarto
rif. +10% -15/20%
1b2 bilocale
45
2 42
46
34
1
45
2b2 bilocale
38
1 42
46
34
1
38
3b2 bilocale
45
2 42
46
34
1
45
4b1 bilocale
37
1 36
40
29
1
37
5q4 quadrilocale
78
4 77
85
65
1
78
6q5 quadrilocale
94
5 89
98
76
1
94
S.U.R. mq utenti
norma
n°
tot
Piano quinto
rif. +10% -15/20%
1
Bilocale Cleo
52
2
2
104
Piano terzo
7t4
trilocale
8b2 bilocale
9t3
trilocale
Piano quarto
1b2 bilocale
3b2 bilocale
Piano quinto
7t4
8b2
9t3
trilocale
bilocale
trilocale
BLOCCO 2
S.U.R. mq utenti
norma
n°
rif. +10% -15/20%
71
4 71
78
57
2
46
2 42
46
34
2
52
3 51
56
41
2
S.U.R. mq utenti
norma
n°
rif. +10% -15/20%
45
2 42
46
34
1
48
2 42
46
34
1
S.U.R. mq utenti
norma
n°
rif. +10% -15/20%
71
4 71
78
57
2
46
2 42
46
34
2
52
3 51
56
41
2
Tot n° appartamenti ERP
26
TOT ERP
mq
tot
142
92
104
tot
45
48
tot
142
92
104
1443
S.U.R: superficie utile di riferimento calcolata secondo la normativa ALER di riferimento R.R.
10 febbraio 2004 n°1 e sue modifiche con R.R. 27 marzo 2006 n° 5
Gli schemi grafici di distribuzione dei nuovi alloggi ai piani terzo, quarto e quinto, sono i seguenti:
11.1 - Androni e vani scala delle abitazioni
Gli androni di ingresso ai vani scale sono oggi spazi bui con evidenti segni di degrado edilizio sugli infissi
e gli intonaci, spesso scrostati e imbrattati da graffiti e in qualche caso bruciature. La presenza di un
muretto che occlude alla vista una parte dell’ingresso (originariamente previsto per lasciare biciclette o
carrozzine) rende lo spazio molto insicuro. Le scale sono in graniglia di cemento e in uno stato di
conservazione sufficiente. Nel quadro della nuova sistemazione del piano terra gli androni d’ingresso
vengono completamente ridisegnati e tamponati con ampie vetrate luminose .
La parete esterna del pianerottolo dei vano scala è realizzata in vetrocemento. Molti dei mattoni in vetro
sono rotti, danneggiati o mancanti. La cessazione della produzione degli elementi in vetromattone e la
conseguente impossibilità di trovare pezzi sostitutivi sul mercato rende oggi impossibile qualunque
intervento di manutenzione.
La mancanza di elementi apribili rende difficoltoso il ricambio d’aria soprattutto sul lato rivolto a ovest,
verso il parco, che, a causa della trasparenza e della mancanza di ventilazione diventa nelle ore
pomeridiane caldissimo e invivibile.
Descrizione dell’intervento
E’ stata quindi prevista la sostituzione del vetrocemento con un paramento in muratura e un serramento
apribile in alluminio a taglio termico e vetro camera. I serramenti saranno apribili al fine di consentirne la
pulizia del lato esterno e per risolvere in modo definitivo il problema della ventilazione dei vani scala.
Ai pianerottoli sarà sostituita la porta esterna dell’ascensore.
11.2 - Ascensori
Gli ascensori odierni sono di tipo obsoleto e non sono a norma. Le porte di ingresso sono del tipo a
doppio battente e sono in una condizione di funzionalità precaria. I rivestimenti interni delle cabine
portano i segni di degrado diffuso. Numerosissimi sono i malfunzionamenti e lunghi i periodi di inattività
tra un intervento di riparazione e l’altro. Tale situazione, oltre che portare disagio alle famiglie che
risiedono ai piani alti e agli anziani, rappresenta un grave impedimento ai disabili.
Descrizione dell’intervento
L’obiettivo dell’intervento è garantire l’accessibilità completa a tutte le unità immobiliari. Gli ascensori
vengono integralmente sostituiti con impianti di tipo omologato per portatori di handicap con porte esterne
e interne apribili elettricamente.
11.3 - Facciate
Le facciate esterne hanno composizione ordinata e simmetrica, scandite da piccoli aggetti che
caratterizzano i balconi e da rientranze tamponate in vetrocemento che caratterizzano i vani scala.
Il complesso rileva una impostazione morfologica e volumetrica unitaria e non presenta particolari
decorativi.
La consistenza degli intonaci di facciata è alla vista complessivamente da considerarsi sufficiente anche
se non infrequenti sono i punti di stacco di settori di intonaco in corrispondenza delle parti più esposte allo
stravento. Questo fenomeno testimonia di un processo di degrado comunque in atto e dunque destinato
negli anni a venire ad aggravarsi. Frequente e diffuso è invece il fenomeno di defoliazione della pittura.
Descrizione dell’intervento
L’intervento sulla facciata non è solo di tipo estetico ma prevede la riqualificazione energetica dell’intero
edificio. Prevede l’asportazione di tutte le parti non più ancorate, siano esse l’intonaco o lo strato di
finitura mediante idrolavaggio a pressione per asportare le parti verniciate e per mettere in risalto i
fenomeni di distacco dell’intonaco, seguito da picozzatura delle parti di ancoraggio incerto. Si è quindi
previsto di rifoderare gli edifici con un sistema a cappotto con fissaggio meccanico. Questo sistema
permette di garantire la tenuta del sistema by-passando le incertezze dovute all’incollaggio su un
supporto di tenuta incerta. Il sistema prevede una serie di profili di ancoraggio ad andamento orizzontale
che vengono fissati con tassellatura meccanica alla muratura esistente. Su questi profili vengono
posizionati i pannelli di isolante ad alta densità (polistirene espanso) e poi il successivo intonaco con
strato di preparazione e armatura con rete finito con verniciatura.
11.4 - Davanzali e cornici finestre
I Davanzali e le cornici delle finestre sono realizzati con prefabbricati di graniglia di cemento e, seppure
complessivamente di discreta tenuta, presentano puntualmente fessurazioni e pezzi mancanti.
Descrizione dell’intervento
Verranno sostituiti tutti i davanzali con soglie in beola mentre per gli imbotti delle finestre è previsto il
rivestimento con il nuovo cappotto isolante.
11.5 - Parapetti in metallo per finestre e balconi
Tutte le aperture in facciata (finestre e balconi) sono caratterizzate da una quota di affaccio di 75 cm. Sia
le finestre che i balconi sono dotate di un piccolo parapetto in ferro verniciato che porta la quota di
imposta a circa 104 cm. Tale misura pone l’insieme delle aperture nella condizione di non rispettare le
vigenti norme di sicurezza che prescrivono una altezza minima per parapetti e balconi di 110 cm.
Descrizione dell’intervento
Viene prevista la sostituzione di tutti gli orizzontamenti metallici esistenti con un nuovo parapetto: in vetro
per le finestre e in metallo per i balconi.
11.6 - Infissi
Gli infissi esistenti sono in legno con vetrata singola. Il cassonetto è attrezzato con tapparelle in plastica.
In molti casi la verniciatura è ormai delaminata o usurata e la parte lignea è deformata impedendo una
regolate tenuta dell’infisso. La vicinanza della tangenziale e dell’aereoporto rende necessario un
intervento che garantisca un buon abbattimento acustico: di conseguenza si è scelto di adottare una
logica di intervento che prevede la totale sostituzione degli infissi e dei cassonetti esistenti.
Le finestre degli appartamenti e le vetrate del laboratorio saranno in alluminio a taglio termico con
vetrocamera e rispetteranno tutti i valori imposti dalle normative di riferimento in merito ad isolamento
acustico e termico.
Per quanto riguarda la protezione solare delle vetrate del laboratorio sono previste dal primo piano in su
tende filtranti a rullo motorizzate.
11.7 - L’intervento interno sugli alloggi
La ristrutturazione degli alloggi prevede due tipi di intervento: da una parte un intervento semplificato di
carattere manutentivo che riguarda le unità che mantengono l’impianto attuale caratterizzato dalla
presenza di quattro locali; dall’altra un intervento di completa ristrutturazione laddove gli appartamenti
vengono frazionati e ridisegnati secondo i tagli individuati in precedenza.
Il primo caso prevede:
- Nuovo portoncino blindato di ingresso
- Sostituzione porte interne
- Rifacimento del rivestimento ceramico dei bagni e delle cucine
- Sostituzione dei sanitari
- Rifacimento delle pavimentazioni in gres porcellanato
- Rifacimento degli impianti
- Intonaco a civile di pareti e soffitti interni
- Riverniciatura caloriferi e integrazione con nuovi
Il secondo caso prevede sostanzialmente 4 tipologie che vanno dal monolocale al trilocale e coprono tutti i
tagli previsti dalla normativa relativa alla Edilizia Residenziale Pubblica e quindi consentono di insediare una
compagine sociale variegata. Si è poi optato per una soluzione a loft - monolocale o bilocale - per i due
alloggi del piano quinto appartenenti al sistema del Laboratorio di Quartiere, ritenendola una soluzione più
dinamica e flessibile soprattutto in considerazione di un loro utilizzo come casa-lavoro.
11.8 - Residenza e - Laboratorio di Quartiere con Case/lavoro
Il piano +5 si divide in due parti. Il lato Est ospita il Laboratorio di Quartiere su di una superficie di 234 mq.
E’ parte integrante del Centro Occupazione e Lavoro, col quale condivide i servizi, la reception e il sistema
distributivo. La copertura del LdQ è costituita da un sistema ombreggiante degli spazi esterni che integra il
solare termico e il solare fotovoltaico. A questo piano sono anche presenti alcuni alloggi destinati a ospitare
forme avanzate di Casa-Lavoro che faranno riferimento alle attività del Centro Lavoro-Occupazione
12.0 - ALLOGGI PROTETTI PER ANZIANI - APA
Il progetto degli APA si inserisce nel progetto più generale del Laboratorio di Quartiere di Ponte Lambro.
La realizzazione degli Alloggi protetti si propone di sperimentare una tipologia abitativa “Protetta”, in cui gli
anziani autosufficienti possano continuare a risiedere nel loro quartiere d’origine godendo di una serie di
servizi di supporto che vanno dal Portierato Sociale alle forme di assistenza già previste dalla
Amministrazione Comunale quali servizio refezione a domicilio, pulizia, lavanderia e assistenza domiciliare.
L’obiettivo è duplice: allungare il più possibile il periodo di vita autosufficiente dell’anziano nel suo quartiere
di appartenenza e nella sua comunità di riferimento evitandogli i traumi dello sradicamento che, aggiunti a
quelli inevitabili causati dal trasloco, creano una situazione di disagio e di violenza ambientale e dall’altro
ridurre i costi sociali dovuti a un prematuro internamento dell’anziano in istituti assistenziali.
12.1 - Il nucleo abitativo
Il nucleo abitativo è composto da un numero di anziani attorno ai 10 elementi che presentano problematiche
omogenee e compatibili. Scopo del nucleo abitativo è anche quello di favorire i rapporti di socializzazione tra
gli ospiti, realizzando un ambiente abitativo con connotazioni domestiche. Il nucleo è giustificato dalla
necessità di potere accogliere, nella stessa struttura residenziale, persone con diverso grado di autonomia
fisica, evitando problemi di coabitazione e interferenze, ottimizzando i servizi assistenziali.
La formula proposta è il risultato di numerosi incontri avvenuti con il Settore Servizi Sociali del Comune di
Milano. In base alle esperienze finora accumulata, si è preferito rinunciare alla formula originariamente
prevista - tipo “Abbey Field” - che prevedeva una maggiore disponibilità di spazi collettivi, alloggi privi di
cucina e in definitiva un grado di socialità e di promiscuità maggiore.
Si è preferito invece optare per una formula più “tradizionale” che consiste nella realizzazione di n°5 alloggi
individuali indipendenti (n°3 monolocali e n°2 bilocali) oltre a una dotazione di spazi comuni
L’APA di Ponte Lambro potrà essere completata in futuro con l’integrazione di n° 2 bilocali aggiuntivi ricavati
dall’appartamento attiguo, portando il nucleo alla sua configurazione ottimale. In futuro, infatti si potrà
passare dagli attuali 7 anziani, al numero di 11.
Il Nucleo degli APA è composto da appartamenti autonomi e da una serie di servizi di nucleo:
Alloggio 1
30 mq.
Alloggio 2
33 mq.
Alloggio 3
33 mq.
Alloggio 4
46 mq.
Alloggio 5
54 mq.
Servizi di nucleo
87 mq.
Terrazzo + Veranda
17 mq.
Superficie totale
300 mq.
12.2 - I Servizi
Ogni alloggio è completamente autonomo e indipendente. Non per questo però sarà isolato. Il Lay-out degli
alloggi è completato dagli spazi comuni che consentono all’anziano di potere vivere una vita comunitaria più
intensa se ne sente la necessità oppure di godere di una privacy comunque garantita nel suo alloggio.
L’utenza di riferimento è quella di un anziano che pur senza essere affetto da menomazioni motorie gravi, si
trova nella necessità di avere bisogno di una assistenza quotidiana, per questa ragione gli APA sono
concepiti per permettere a un/a “ badante” di operare nelle ore diurne fornendo l’assistenza necessaria. A
titolo indicativo il compito di questa figura consiste nel fornire o coordinare l’erogazione dei seguenti servizi:
pulizia dei locali, lavaggio biancheria, ascolto e assistenza psicologica, assistenza alla refezione, assistenza
medica corrente. E’ evidente che il dettaglio di queste mansioni sarà meglio precisato dal Settore Servizi
Sociali tenendo conto anche del previsto servizio di “ Portierato Sociale” che sarà insediato nei locali del
realizzando Laboratorio di Quartiere.
I servizi semi-collettivi di nucleo comprendono:
Corridoio passante
Il corridoio passante è il sistema distributivo attorno a cui si articolano gli APA. Esso consente di avere un
doppio ingresso e soprattutto permetterà in futuro il completamento del Nucleo APA per 11 anziani.
Soggiorno comune
Lo spazio soggiorno è in contiguità con lo spazio distributivo. L’esigenza di inglobare un pilastro ed una
colonna montante suggerisce l’opportunità di realizzare un mobile libreria che filtra lo spazio di soggiorno
dallo spazio di passaggio. Si vengono così a creare da un lato una zona soggiorno con divani e
(probabilmente) la televisione, dall’altro lato vi è una zona con un tavolo allungabile per le attività comuni e il
pranzo. Questo è il luogo dove l’anziano potrà trascorrere il tempo libero, intessere relazioni, espletare
attività collettive.
Terrazza e Veranda/Giardino d’Inverno
Gli spazi esterni sono indispensabili per eliminare il senso di costrizione generato dalla permanenza
continua in ambienti limitati. Lo spazio della terrazza è la naturale prosecuzione all’esterno del soggiorno.
La terrazza è uno spazio esterno protetto dai venti in quanto 2.5 lati su 4 sono chiusi. Una piccola panca di
seduta consentirà di soggiornare all’esterno con comodità nella buona stagione. Il serramento è di tipo
scorrevole per creare, in posizione aperta, una reale continuità tra lo spazio interno e quello esterno, senza
la scomodità e gli ingombri delle ante battenti.
Al fine di articolare il più possibile l’utilizzabilità degli spazi esterni, si è creato una veranda esterna: uno
spazio vetrato protetto ma non chiuso ermeticamente. Si tratta di una sorta di serra che permetterà una
maggiore articolazione dello spazio comune ed offrirà la possibilità di coltivare piante e fiori anche in inverno.
Un altro uso possibile è quello di creare una“zona fumatori” indipendente dal soggiorno. La veranda sporge
all’esterno del filo dei balconi esistenti sia per aumentare la superficie a disposizione, sia per segnalare
all’esterno la presenza di una unità tipologica diversa e per spezzare la monotonia dei prospetti odierni.
Tisaneria
Si tratta di uno spazio multifunzionale che, di volta in volta potrà servire da Cucina per la comunità (una delle
attività comunitarie sarà infatti la preparazione di cibi con l’aiuto del/la “badante”, per questo sarà dotata di
forno e lavastoviglie). Un piccolo serramento interno passante servirà da passa-vivande tra la tisaneria e il
soggiorno. Lo studio dell’arredo di questo locale dovrà prevedere anche la creazione di una scrivania - posto
di lavoro de/la badante. A questa postazione sono rinviati tutti comandi e gli allarmi degli APA.
Bagno assistito
La zona semi-collettiva degli APA è dotata di un bagno assistito completamente a norma per disabili (D.M.
n.236/1989). Oltre a ciò è prevista una vasca ad accesso facilitato munita di sportello. Ciò consentirà agli
anziani con ridotta mobilità, eventualmente assistiti dal/la “badante”, di potere continuare a essere ospitato
nel Nucleo APA e, in definitiva, di allontanare il momento del loro trasferimento in un istituto di cura.
Lavanderia
Gli abitanti degli APA potranno utilizzare la lavanderia comune che sarà attrezzata con lavatrice,
asciugatrice e stireria. Qualora non fosse loro possibile la piena autonomia potranno avvalersi dell’aiuto
del/la “badante”, oppure dei servizi comunali esterni esistenti. In questo locale potrebbe trovare posto anche
una ciclette per assicurare agli abitanti la necessaria attività motoria.
12.3 - Gli Alloggi Individuali
Gli alloggi individuali sono funzionalmente autonomi e indipendenti anche se potranno godere delle strutture
e dei servizi semi-collettivi del Nucleo. Di seguito sono elencate le caratteristiche salienti:
Ingresso Filtro
Ogni alloggio è dotato di una sorta di zona filtro di ingresso controsoffittata h. 240 cm. che si integra con la
cucina. Questa zona, oltre a dare accesso all’armadio e ai servizi igienici costituisce un filtro tra la porta di
ingresso e la zona di utilizzo interno e articolando lo spazio interno in due aree distinte.
Cucina integrata a scomparsa
La presenza di una cucina completa è irrinunciabile per potere garantire l’autonomia sia reale che
psicologica dell’anziano. Questa premessa si scontra con l’esigenza di ridurre il taglio degli alloggi e in
definitiva l’efficienza economica della proposta. Per questa ragione ogni alloggio è dotato di una cucina
integrata a scomparsa. Si tratta di un modulo di 240 cm. concepito per un uso facilitato che sarà dotata delle
seguenti caratteristiche:
- Bancone - in materiale melaminico termoformato per garantire la facilità di pulizia e la durata munito di
bordo per evitare caduta dei liquidi in caso di fuoriuscita accidentale
- lavello con gocciolatoio da 90 cm. e rubinetti ad azionamento facilitato
- piastra elettrica di cottura a due fuochi con termostato di sicurezza.
- cappa aspirante sottopensile di forte potenza (600 mc/ora) per asportare odori e vapori di cottura
- frigo posizionato a colonna in posizione rialzata (+30 cm. da terra) per evitare movimenti difficili di
flessione da parte dell’utente
- pensili ribassati per facilitarne l’utilizzo anche da parte di persone di bassa statura o con mobilità ridotta
- maniglie di facile presa e con assenza di spigoli
- sistema di apertura del sottobancone ad estrazione anziché ad anta
- illuminazione diffusa del piano di lavoro
- vano di stoccaggio retrobancone da 15 cm. per lo stoccaggio degli oggetti di uso frequente nella zona di
più facile accessibilità con chiusura scorrevole a tapparella
La cucina sarà dotata di un sistema di pannellature in legno scorrevoli col sistema di movimentazione
integrato nel controsoffitto. Ciò permette di chiudere completamente la cucina quando non è in uso ridando
al locale l’aspetto di un vero living-room.
Servizi Igienici
I servizi igienici degli APA sono stati concepiti per essere visitabili e adattabili secondo quanto previsto dalla
legislazione vigente in materia diversamente abili. La scelta di renderli adattabili e visitabili anziché
completamente agibili è dovuta sia a considerazioni di equilibrato utilizzo dello spazio (la superficie dei bagni
sarebbe stata sproporzionata rispetto a quella degli alloggi) sia per non creare problemi di accettabilità da
parte degli abitanti.
Nei servizi igienici sono stati adottati degli apparecchi sanitari a uso facilitato con le seguenti caratteristiche:
- altezza superiore al normale
- bordo leggermente inclinato in avanti
- presenza di maniglie di aiuto alla seduta e al sollevarsi
- rubinetti a uso facilitato
- lavabi con possibilità di appoggio di gomiti e avambracci ed eventualmente seduti
Particolare attenzione è stata posta alla funzione toeletta personale. In particolare si è rinunciato all’adozione
della vasca poiché di difficile uso e fonte di incidenti (una vasca viene comunque garantita nel bagno
assistito comune). Si è preferita l’adozione di una zona doccia a uso facilitato con le seguenti caratteristiche:
- Accesso quasi a raso
- Zona spogliatoio interna al vano doccia al riparo da correnti d’aria e dotato di seduta
- Zona doccia con porta scorrevole a tutta altezza per evitare fuoriuscite d’acqua e il raffreddamento
dovuto a correnti d’aria.
- Piano di calpestio con carabottini in legno al fine di avere una superficie antisdrucciolevole e facilmente
rimovibile per la pulizia
- Ampia dotazioni di maniglioni e corrimani dentro il vano spogliatoio/doccia
L’impianto di riscaldamento dei locali bagno è indipendente da quello centralizzato degli APA ed è assicurato
da un calorifero portasciugamani termostatico in modo da potere controllare individualmente la temperatura
del locale.
Letto dell’ospite
Il lay-out interno è stato studiato appositamente per consentite all’anziano di ospitare occasionalmente un
ospite che gli voglia rendere visita. Il letto dell’ospite sarà del tipo a gambe ripiegabili e sarà d’abitudine
stoccato sotto il letto principale. Un piccolo separé leggero posizionato opportunamente potrà salvaguardare
un ragionevole livello di privacy.
Serramenti esterni
I serramenti in legno a vetro semplice oggi esistenti vengono completamente sostituiti con nuovi con le
seguenti caratteristiche:
- doppio vetro isolante 5-12-5
- corpo in legno e rivestimento esterno in alluminio verniciato a polveri
- taglio termico
La finitura in legno interna dei serramenti crea un ambiente interno molto caldo ed accogliente, mentre
all’esterno l’alluminio verniciato a polveri offre omogeneità cromatica con i serramenti degli alloggi attigui ed
al contempo garanzia di durata ed assenza di manutenzione.
Il tipo di apertura sarà ad anta-ribalta. L’apertura ad anta sarà utilizzata soprattutto per la pulizia esterna dei
vetri mentre l’apertura a ribalta sarà quella di uso corrente per consentire all’anziano di ottenere un ricambio
d’aria efficace senza correnti d’aria e senza il rischio di ante in movimento accidentale a causa del vento. La
tapparella sarà azionata elettricamente per permetterne l’azionamento anche da parte di persone con ridotta
mobilità.
Pavimento
Si è scelto di adottare un pavimento in laminato plastico con finitura tipo legno. Questa scelta associa il
calore e la qualità ambientale con l’economicità, la durata e la praticità di manutenzione ed è particolarmente
adatta per gli APA. Tradizionalmente il neo di questo tipo di pavimento è la rumorosità al calpestio. Per
questo si è scelto un tipo dotato di un sottile strato di sughero interposto che consente di ridurre al massimo
questo inconveniente. All’interno degli APA il pavimento sarà messo in opera con due essenze diverse: una
più scura (ciliegio) per gli alloggi indipendenti, e una più chiara (rovere - acero) per gli spazi collettivi. Ciò
darà qualità omogenea agli spazi interni e al contempo segnerà la differenza tra spazi privati e semicollettivi.
Maniglie
Le porte interne sono del tipo a battente e sono dotate di una maniglia di nuovo tipo ad azionamento
facilitato del tipo premi-apri e spingi-apri. In questo modo l’apertura della porta può avvenire anche senza la
presa manuale e la rotazione della maniglia ma per mezzo di una semplice pressione che si può esercitare
sia con il palmo della mano che con un’altra parte del corpo.
Interruttori
Per favorire l’identificabilità e la facilità d’uso tutti gli interruttori a parete saranno di tipo singolo, con
mascherina in acciaio colorata. Gli interruttori sono di superficie doppia rispetto al consueto per favorire la
facilità di azionamento.
13.0 - LE CANTINE
La realizzazione del LDQ implica la demolizione di 4 blocchi cantine oggi esistenti al piano terreno. La scelta
di rinunciare alle cantine è motivata sia dalla tipologia degli alloggi serviti dai vani scala. (Mini alloggi per
anziani, APA, Mini alloggi, Abitazione-Studio), sia per destinare lo spazio originariamente a loro destinato è
utilizzato per ospitare le funzioni di maggiore rilevanza urbana.
14.0 - IL PASSAGGIO URBANO
Il progetto prevede la realizzazione di un punto di attraversamento trasversale ai corpi di fabbrica che mette
in comunicazione il passaggio verso via degli Umiliati con il parco pubblico ad ovest degli edifici. Si tratta di
un passaggio largo circa 9 metri e con una doppia altezza con una vocazione dichiaratamente urbana: è
infatti l’unico percorso esistente che mette in comunicazione trasversalmente la parte vecchia del quartiere
con il LDQ, il parco ed il nuovo baricentro di sviluppo del quartiere.
In corrispondenza con l’attraversamento della via Ucelli di Nemi viene realizzata una “castellana” con lo
scopo di rallentare il flusso delle automobili ed inoltre la pavimentazione in porfido dei sottoportici viene
proseguita anche sulla sede stradale.
15.0 - OBIETTIVI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Porsi il problema delle periferie urbane oggi, significa inevitabilmente farsi carico anche delle problematiche
ambientali ed energetiche che diventano sempre più importanti anche nel contesto urbano.
Le caratteristiche edilizie dei due immobili oggetto dell’intervento sono quelle tipiche dell’edilizia degli anni
‘70, caratterizzati da uno scarsissimo grado di isolamento alla dispersione termica. In particolare le pareti
esterne, pur essendo realizzate con doppia muratura di forati da 12 cm. con interposta intercapedine vuota
di circa 11cm. sono assolutamente prive di coibentazione. I K di questo pacchetto è presuntivamente
valutabile attorno al valore di k=1. I serramenti in legno sono privi di vetro camera e mancano
completamente le guarnizioni di tenuta.
Allo stesso modo la copertura è priva di coibentazione. Anche i soffitti dei portici al piano terra sono
coibentati con sottilissimi pannelli di fibra minerale di scarsissima capacità di coibentazione.
Dal punto di vista energetico si tratta di un vero e proprio “colabrodo” con tassi di dispersione molto al di
sopra degli standard oggi comunemente richiesti.
Ciò si traduce in notevole costo per la collettività in termini di riscaldamento invernale e in un complessivo
basso livello di confort termico invernale ed estivo per gli abitanti.
Obiettivo base dell’intervento sono:
- Aumentare la classe di efficienza energetica dell’edificio portandolo in classe B.
- Dotare l’edificio di un sistema di solare termico che fornisca il 50% del fabbisogno di acqua calda del
LdQ e delle abitazioni ERP oggetto del progetto
- Dotare l’edificio di un sistema fotovoltaico di base a servizio delle parti di servizio generale.
16.0 - FASI E LOGICA DI CANTIERE
Si è ritenuto di non prevedere scadenze contrattuali intermedie perché l’intervento sui sottoservizi esistenti,
in particolare la deviazione della rete del riscaldamento degli alloggi, influisce direttamente sul
cronoprogramma. Tale intervento, che può essere effettuato previo accordi con ALER solo in periodi di non
esercizio per evitare disagi agli inquilini, sarebbe auspicabile essere preliminare all’inizio del cantiere ma fino
ad ora non è stato possibile inserirlo in una programmazione certa. Conseguentemente il cronoprogramma
potrebbe subire delle modifiche così come l’organigramma delle fasi di cantiere.
Il cantiere è stato concepito per essere il meno impattante possibile e, nel contempo, il più rapido possibile.
La sequenza operativa delle varie fasi di cantiere è la seguente.
16.1 - Demolizioni
Le demolizioni sono state previste in due fasi: nella prima microfase si dovrà provvedere alla demolizione
delle cantine in corrispondenza del passaggio. Successivamente, dopo avere provveduto alla necessarie
puntellature e protezioni, si provvederà alla demolizione dei solai in laterizio, partendo dall’ultimo piano, per
poi scendere fino a terra. Tale fase dovrà essere condotta con particolare cura al fine di evitare vibrazioni e
stress alla struttura esistente soprattutto in considerazione delle interferenze possibili con gli alloggi ALER
adiacenti che sono abitati. Durante la demolizione dovranno essere intercettate le montanti dell’attuale rete
di riscaldamento e predisposte le modifiche previste dal progetto definitivo impiantistico.
16.2 - Cantiere edile tradizionale
Sarà realizzato lo scavo per le fondazioni dell’edificio centrale, nonché le palificazioni necessarie alle
strutture della passerella adiacenti agli immobili. Fondazioni in c.a. e realizzazione getti interrati.
Dopo l’approntamento delle reti impiantistiche, realizzazione dei nuovi solai e successivamente dei massetti,
sottofondi, dei pavimenti, delle murature.
16.3 - Montaggi metallici
Tutte le componenti metalliche del LDQ sono concepite per essere realizzate in officina e per arrivare in
cantiere già zincate e verniciate, e ciò al fine di contenere i tempi di esecuzione che si riducono a puro e
semplice montaggio. Quanto detto riguarda: struttura portante dell’edificio centrale e delle nuove strutture in
copertura, tamponamento dei solai, strutture verticali portanti, passerelle pedonali, rampe, scale, tettoie e
parapetti. Gli accoppiamenti dovranno avvenire solo attraverso bullonatura a freddo e senza il ricorso a
saldature in opera, al fine di garantire l’integrità della zincatura di protezione e, in definitiva, la durevolezza
dei manufatti.
16.4 - Serramenti
In questa fase verranno montati tutti i serramenti e le partizioni interne dei locali interni.
16.5 - Finiture e Impianti
La fase finale sarà dedicata alle finiture, pavimentazioni, controsoffitti e alla posa in opera delle parti mobili
degli impianti.
16.6 - Sicurezza
I problemi maggiori che il cantiere si troverà ad affrontare sono dovuti:
a) dall’essere all’interno di un’area densamente abitata
b) dal non poter interrompere la viabilità sulla strada tra i due blocchi, per cui sarà necessariamente
obbligatorio dividere il cantiere in due aree distinte, con due cesate di cantiere separate, due ingressi
separati (in pratica quasi due cantieri).
c) Sono in corso di completamento e saranno sicuramente finite le opere di manutenzione straordinaria
eseguite da ALER sulle due stecche edilizie al cui centro verranno eseguite le lavorazioni oggetto del
presente esecutivo. Le lavorazioni dovranno dunque farsi carico della compresenza e stretta vicinanza di
opere - impianti –sistemazioni (anche esterne) appena ristrutturate e utilizzate a pieno regime dagli abitanti.
d) In particolare vi è la presenza di sottoservizi che interferiscono nell’area del blocco 0. Molta attenzione
dovrà essere posta alle modalità con cui eseguire gli scavi per l’interrato e per le fondazioni.
e) Le finestre e i balconi delle parti oggetto dell’interno ,sono state tamponate con mattoni forati per
prevenire eventuali occupazioni abusive degli appartamenti. Essendo stati segnalati cedimenti e/o
ribaltamenti di queste tamponature in foglio a filo facciata, occorrerà agire con prudenza nelle fasi di
allestimento del cantiere
f) Le nuove strutture in acciaio e la nuova passerella-ponte di collegamento tra i due blocchi _1 e 2, collegata
a terra alla Reception, pongono problemi organizzativi e di protezione soprattutto verso l’esterno in
particolare verso la strada e il traffico sia veicolare sia pedonale: in pratica si vengono ad eseguire montaggi
di strutture prefabbricate in quota e al di sopra delle normali attività esterne al cantiere. Occorrerà dunque
predisporre di un preciso Piano di montaggio con i conseguenti apprestamenti protettivi.
17.0 - AUTORIZZAZIONI E PARERI
17.1 - ASL Viene richiesto il parere Preventivo sulla base del progetto così come aggiornato.
17.2 - VVFF Il Certificato di Prevenzione Incendi è richiesto esclusivamente per quanto concerne la centrale termica la
cui potenzialità supera i 116 kW. Essa costituirà pertanto attività n. 91 ai sensi del D.M. 16.02.1982.
18.0 – STRUTTURE
L'intervento di progetto prevede la costruzione di una passerella pedonale di collegamento tra i due
blocchi di edifici, di una reception-ingresso, di un corpo scale, di un ascensore panoramico, alcune
porzioni di solai interni, di elementi frangisole in copertura e di due balconi coperti.
Le strutture sono realizzate in profili laminati a caldo di acciaio zincati, verniciati nelle parti a vista e
montati in opera con unioni bullonate.
La passerella ha una struttura principale realizzata da due travi reticolari in acciaio per ogni impalcato,
con profili laminati a caldo accoppiati che costituiscono i correnti superiori e profili pieni tondi per il
corrente inferiore e per l’orditura di collegamento, ottenuta con i suddetti tondi inclinati saldati sia ai
correnti superiori sia al corrente inferiore. L’impalcato è una struttura mista con soletta in calcestruzzo
armato e lamiera grecata collaborante ed orditura primaria in profili HEA 120, per la zona destinata al
passaggio, ed un grigliato di acciaio per il percorso di manutenzione. La tamponatura laterale della
passerella è realizzata in vetro. Per il percorso di manutenzione è previsto un parapetto costituito da un
telaio in tubi di acciaio ed un cavo di sicurezza in trefolo di acciaio vincolato alla struttura principale della
passerella tramite bullonatura. Le travi principali a traliccio sono pensate realizzate in un unico elemento
saldato in officina.
Il corpo scale è composto di una struttura verticale costituita da pilastri, realizzati dall’accoppiamento di
più profili e da una struttura orizzontale in profili longitudinali su cui poggiano le travi principali della
passerella e gli elementi portanti della scala e l’ascensore.
La scala è realizzata in profili di acciaio vincolati alla struttura del corpo scale tramite bullonatura ed a due
pilastri laterali. Le travi laterali della scala ed i pianerottoli sono realizzati con un telaio di profili laminati a
caldo. Il piano di calpestio è realizzato interamente in grigliato 15x76 mm appoggiato in un telaio di profili
a L 40x40 mm. I parapetti sono realizzati in lastre di vetro stratificato e temperato vincolati alla struttura
da un piatto di acciaio e bullonatura tipo DIN 7991.
Le porzioni di solaio previste nelle zone destinate ad uso comune, sono realizzate da una struttura mista
in acciaio e calcestruzzo. La struttura principale e secondaria è realizzata in profili laminati a caldo tipo
HEA 200 e l’impalcato in un getto di calcestruzzo armato con lamiera grecata collaborante. Le tipologie
dei collegamenti verticali e dei parapetti sono quelle previste per le scale esterne.
La reception-ingresso è una struttura in profili di acciaio con tamponamenti in serramenti di alluminio. La
struttura verticale è prevista realizzata in profili laminati a caldo, la struttura orizzontale costituente la
copertura della reception è una struttura mista acciaio e calcestruzzo con travi tipo HEB 200 e soletta in
calcestruzzo armato con lamiera grecata collaborante. Nelle parti aggettanti la copertura è realizzata in
grigliato 15x76 mm e da una lastra di vetro.
I due balconi aggettanti sono previsti realizzati con due solette miste in acciaio e calcestruzzo con
struttura principale di acciaio con profili laminati a caldo tipo HEA 240 per l’impalcato inferiore ed HEA
200 per quello superiore. I parapetti sono pensati realizzati in lastre di vetro vincolate alla struttura con un
piatto in acciaio e bulloni tipo DIN 7991.
Gli interventi strutturali sugli edifici esistenti sono limitati a pochi e localizzati episodi, che nel seguito
verranno decritti nella loro esecuzione:
Applicazione di un “balcone” metallico in corrispondenza dell’arrivo della passerella metallica che collega
le due porzioni di edifici esistenti che si fronteggiano; poiché la massa complessiva (pesi propri + carichi
permanenti + sovraccarichi accidentali) di uno di questi balconi è pari allo 0,38 % della massa
permanente (pesi propri + carichi permanenti) dell’edificio cui è applicato, si tratta di un problema
localizzato di attacchi e collegamenti alla struttura esistente, che non sposta in modo apprezzabile il
comportamento d’assieme della struttura esistente, nemmeno sotto sisma;
 Realizzazione di una piattaforma monta persone che collega il piano terra con il piano primo; il
vano destinato ad ospitare detta piattaforma è stato progettato in laterizio, così da avere sufficiente
resistenza per le sollecitazioni indotte dal movimento della piattaforma e per sorreggere le modeste
porzioni di solaio che gravano su di esso, ma rigidezza limitata così da non turbare il funzionamento
dell’esistente struttura intelaiata in cemento armato dell’edificio, a fronte di sollecitazioni dovute a
vento o sisma;
 Asportazione di alcune porzioni del primo solaio, per realizzare zone a doppia altezza; questo
intervento poteva avere conseguenze non trascurabili sul funzionamento dell’esistente struttura
intelaiata in cemento armato, per cui si è proceduto ad una verifica accurata. La verifica è di fatto
costituita dal raffronto tra le sollecitazioni causate nei pilastri da un sisma “di progetto” (si è adottata
la normativa del gennaio ’96, considerando che il comune di Milano ricadeva in Zona 3 nella
zonizzazione conseguente al DPCM 3274 del 20.03.2003 e s.m.i.) agente sulla struttura esistente, e
le sollecitazioni causate dallo stesso sisma sulla struttura modificata come da progetto (demolizione
delle zone di solaio individuate in pianta, e posa in opera di profili metallici ortogonali alle travi in c.a.
esistenti). Nella Relazione di Calcolo specifica è dimostrato con ricchezza di dati che nella struttura
“modificata” le sollecitazioni massime nelle varie famiglie di pilastri non sono superiori a quelle nei
pilastri della struttura esistente indisturbata; pertanto si rimanda colà per ogni dettaglio.
 In uno dei due fabbricati viene realizzata una scala metallica costituita da due rampe ed un
pianerottolo intermedio che collegano il piano terreno al primo.
Al quarto piano viene realizzato un balcone metallico che ripete lo schema costruttivo di quello posto al
piano inferiore.
A livello dell’ultimo solaio viene demolita parte della soletta strutturale e sostituita con una nuova struttura
in metallo, ad essa è raccordata una sovrastruttura metallica su cui sono posati i pannelli solare termico.
Allo stesso livello, viene realizzata anche un’altra sovrastruttura metallica che si aggancia al solaio
esistente e su cui giace la centrale termica la cui struttura è costituita da profilati metallici di tipo IPE 100.
Esternamente al fabbricato vengono realizzati due locali depositi rifiuti. Gli interventi strutturali riguardanti
suddette strutture secondarie sono riconducibili alla realizzazione di cordolo superiore e inferiore in
cemento armato, solaio sommatale in laterocemento e solaio interno di spessore 5 cm in cemento
armato.
Dal punto di vista del calcolo è stato assunto il seguente indirizzo procedurale e progettuale in merito allo
sviluppo della progettazione definitiva ed esecutiva e alla cogente normativa in materia sismica:
- Per gli interventi sul fabbricato esistente, dal momento che le previste demolizioni dei solai sono in
pratica corrispondenti o migliorative rispetto a quelle contenute nel precedente progetto definitivo ed
esecutivo già validato, trova applicazione l’indicazione della Circolare del Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti del 5 agosto 2009, pubblicata in G.U. n. 187 del 13.08.09, la quale “consente
l’applicazione della normativa tecnica utilizzata per la redazione dei progetti (e fino alla
ultimazione delle opere ed all’eventuale collaudo) e quindi anche quella previgente al D.M.
14.01.08, sia alle opere già affidate o iniziate alla data del 30 giugno 2009 sia a quelle per le quali
siano stati avviati, prima di tale data, i progetti definitivi o esecutivi”. In virtù di ciò le opere
strutturali previste si configureranno come miglioramento sismico e non adeguamento sismico del
fabbricato esistente e seguiranno la applicazione delle normative già utilizzate per la precedente stesura
progettuale (D.M. 09.01.1996); sono stati assunti aspetti migliorativi in materia sismica come in
particolare l’eliminazione dalla copertura dei carichi prodotti dagli impianti tecnologici (centrale idrica e
gruppi refrigeratori) che sono stati collocati nel piano interrato della Reception;
- Per gli interventi sulle porzioni di nuova edificazione, ovvero reception e relativa struttura verticale e
orizzontale di collegamento in acciaio troverà piena applicazione la disciplina introdotta dal D.M.
14.01.2008 in quanto dette opere hanno significative variazioni rispetto al precedente progetto (per
esempio esecuzione del nuovo livello interrato).
Il suddetto approccio tecnico differenziato è ammissibile in quanto le due strutture sono indipendenti.
19.0 - IMPIANTI IDRAULICO E TERMICO
Si fornisce breve illustrazione delle caratteristiche tecniche degli impianti previsti nel progetto esecutivo
relativo all’intervento di riqualificazione urbana che prevede la realizzazione di laboratori di sperimentazione
per nuove attività, da ricavare all’interno di un comparto residenziale esistente. In particolare saranno
riadattati due edifici (affacciati e separati dalla via Ucelli di Nemi) attualmente adibiti a uso abitativo,
inserendo i suddetti nuovi volumi nel contesto dell’esistente edificio, le cui rimanenti scale manterranno la
attuale destinazione d’uso. Gli edifici oggetto del presente progetto sono siti in Milano in via Ucelli di Nemi ai
numeri civici 23, 24, 25 e 26. La consistenza delle unità immobiliari oggetto di intervento è la seguente:
Fabbricato Blocco 2 (civ. 23 e 25):
- n.1 blocco a piano terra adibito a Ludoteca e Sala Multiuso;
- n.1 blocco a piano primo adibito a Ludoteca;
- n.1 blocco a piano secondo adibito a CLEO (Centro Lavoro e Occupazione);
- n.6 Appartamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) a piano terzo;
- n.2 Appartamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) a piano quarto;
- n.1 blocco a piano quarto adibito ad APA (Alloggi Protetti per Anziani);
- n.6 Appartamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) a piano quinto.
Fabbricato Blocco 1 (civ. 24 e 26):
- n.1 blocco a piano terra adibito a Poliambulatorio;
- n.1 blocco a piano terra adibito a Custode Sociale;
- n.1 blocco a piano primo adibito a Poliambulatorio;
- n.1 blocco a piano secondo adibito a CLEO (Centro Lavoro e Occupazione);
- n.6 Appartamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) a piano terzo;
- n.6 Appartamenti ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) a piano quarto;
- n.1 blocco a piano quinto adibito a CLEO (Centro Lavoro e Occupazione);
- n.2 Appartamenti CLEO a piano quinto;
- n.1 Locale Centrale Termica a piano copertura.
Fabbricato Blocco 0 (civ. 24 e 26):
- n.1 blocco a piano primo interrato adibito a Locali Tecnologici;
- n.1 blocco a piano terra adibito a CLEO (Centro Lavoro e Occupazione).
Caratteristiche essenziali dell’intervento sono:
1. Intervento di ristrutturazione globale su due porzioni verticali di ogni edificio (due scale per edificio) con
completo rifacimento della parte impiantistica compresi i n.26 appartamenti totali;
2. I locali oggetto di intervento sopra descritti diverranno di proprietà del Comune di Milano (compresi gli
appartamenti delle scale oggetto di intervento globale, collocati ai piani terzo, quarto e quinto);
3. L’intervento prevede, soltanto a piano secondo, la realizzazione di un ponte esterno (coperto) di
collegamento dei fabbricati Blocco 1 e Blocco 2 mentre, per il piano quinto, il ponte sarà realizzato
soltanto per il collegamento del corpo scale centrale di nuova costruzione con il fabbricato Blocco 1.
In particolare sono interessate le seguenti porzioni di edifici:
1. Fabbricato Blocco 2: scale 23 e 25 integralmente interessate dai lavori;
2. Fabbricato Blocco1: scale 24 e 26 integralmente interessate dai lavori.
I suddetti interventi comprenderanno le seguenti opere:
1. realizzazione della nuova colonna montante di alimentazione gas metano alla nuova Centrale Termica
ubicata in copertura: installazione di nuovi contatori di gas metano in box prefabbricati a piano terreno
posti sotto il porticato al piede delle colonne montanti per ospitare i gruppi di misura secondo le
specifiche di installazione fissate dalla locale azienda distributrice del gas metano;
2. realizzazione di nuove colonne montanti di alimentazione gas metano appartamenti e relativo
smantellamento dell’impianto esistente;
3. realizzazione, per le porzioni di edificio in oggetto, di unica Centrale Termica ubicata nella copertura del
Blocco 1 e di unica Centrale Frigorifera ubicata a piano interrato nel Blocco 0;
4. realizzazione delle nuove reti idrauliche, di riscaldamento e di raffrescamento, con realizzazione di nuovi
collegamenti tramite l’utilizzo dei cavedi adiacenti al nuovo ascensore esterno del Blocco 0 e dei cavedi
esistenti adiacenti le scale interne dei Blocchi 1 e 2 ed abbandono, a quota piano terra, delle vecchie
linee di riscaldamento provenienti da Centrale Termica esistente ubicata all’esterno dell’area dei Blocchi
1 e 2;
5. realizzazione di nuove condotte di adduzione idrica (acqua fredda, calda e ricircolo) di tipo centralizzato
con accumulo acqua calda bivalente (solare e termico); realizzazione di nuovi collegamenti idraulici
tramite l’utilizzo dei cavedi adiacenti al nuovo ascensore esterno del Blocco 0 e dei cavedi esistenti
adiacenti le scale interne dei Blocchi 1 e 2; il nuovo impianto solare costituito da pannelli del tipo
sottovuoto sarà ubicato nella copertura del Blocco 1.
6. realizzazione di nuovo impianto di recupero energia termica solare tramite pannelli solari sottovuoto
ubicati nella copertura del Blocco 1
7. realizzazione di nuovo impianto aeraulico per immissione di aria primaria per i locali adibiti ad APA,
CLEO e Sala Multiuso ubicati a piano quinto, quarto e terra;
8. realizzazione di nuovo impianto di estrazione forzata per tutti i servizi ciechi delle nuove utenze;
9. realizzazione di nuova rete di scarico condensa per i nuovi locali;
10. rifacimento totale delle condotte di scarico orizzontali e verticali acque nere e saponose;
11. rifacimento completo della rete orizzontale di scarico acque meteoriche (pluviali);
12. rifacimento completo della rete sub-orizzontale delle acque nere di scarico a piano terra fino alla
interconnessione con i collettori di scarico interrati esistenti;
13. rifacimento completo della rete sub-orizzontale delle acque meteoriche e condensa a piano terra fino alla
interconnessione con i collettori di scarico interrati esistenti;
19.1 Gas metano ed espulsione fumi
Centrale Termica
Il contatore del gas metano, per motivi di sicurezza, verrà ubicato a piano terreno in armadietto aerato
prefabbricato sotto il porticato. Con tubazione posata a vista sotto tale porticato e, nascosta in canalina
aerata sotto il cappotto di rivestimento esterno della facciata, si raggiungerà il locale Centrale Termica
ubicato in copertura.
La rete di alimentazione del gas metano verrà realizzata in acciaio zincato, sarà staffata a parete con
appositi collari distanziali, verrà dotata di organi di intercettazione manuale del gas metano, sarà verniciata
in colore giallo per la parte a vista per una rapida identificazione e verrà realizzata conformemente alle
disposizioni legislative vigenti.
All’interno del locale Centrale Termica, sulla rampa di alimentazione delle caldaie, si installeranno tutti gli
organi di sicurezza, controllo ed intercettazione previsti dal D.M. 12.04.96.
La rete di alimentazione verrà collaudata e della prova di tenuta verrà redatto verbale da parte della Ditta
installatrice.
L’espulsione dei fumi sarà realizzata tramite unico camino in acciaio inox isolato (collegato al collettore del
canale da fumo) con sbocco direttamente all’esterno.
Appartamenti ERP
I contatori di gas metano, a servizio degli appartamenti ai piani terzo, quarto e quinto, sia per motivi di
sicurezza e sia per necessità derivanti dalla modifica architettonica, verranno ubicati a piano terreno in
armadietti aerati prefabbricati sotto il porticato: detti armadietti raccoglieranno i gruppi di misura relativi alle
unità abitative di ogni scala.
Le nuove reti di distribuzione di gas metano saranno realizzate in acciaio zincato, saranno posate a vista
sotto tale porticato e nascoste in canalina aerata sotto il cappotto di rivestimento esterno della facciata fino al
raggiungimento delle singole cucine degli appartamenti ERP.
La nuova rete di alimentazione ad ogni singola unità abitativa entrerà all’interno dei balconi e/o direttamente
dall’esterno e si svilupperà fino alle utenze interne. All’ingresso di ogni unità abitativa verrà posta una valvola
generale di sezionamento del gas metano all’interno di apposita nicchia aerata non a tenuta e saranno
realizzati dei nuovi condotti di aerazione naturale di dimensioni minime nette pari a 100 cmq.
A valle della valvola generale di sezionamento l’impianto verrà realizzato tramite tubazioni in rame serie “B”
pesante complete di controtubo e posate sottotraccia a pavimento secondo quanto indicato dalla Norma UNI
7129/08
I condotti di scarico dei fumi delle cucine verranno realizzati tramite nuovi condotti in PVC rigido ubicati
all’interno di cavedi esistenti e con sbocco oltre la copertura.
Le reti di alimentazione verranno collaudate e della prova di tenuta verrà redatto verbale da parte della Ditta
installatrice.
Alloggi Protetti per Anziani APA
Per le cucine della zona adibita ad APA in quanto di tipo elettrico non verrà predisposto l’allacciamento a
nuove linee del gas metano; verranno comunque realizzati i condotti di scarico dei fumi delle cucine tramite
nuovi condotti in PVC rigido ubicati all’interno di cavedi esistenti e con sbocco oltre la copertura..
19.2 Centrale Termica
Blocco 1 e 2
Come precedentemente introdotto in premessa, le porzioni di edifici che diventeranno di proprietà comunale,
civici 23 e 25 per il Blocco 2 e civici 24 e 26 per il Blocco 1 e 0 (il blocco 0 verrà inglobato impiantisticamente
al Blocco 1), saranno dotate di unica Centrale Termica di produzione calore ai fini del riscaldamento
ambiente invernale ubicata in copertura nel Blocco 1. I generatori di calore saranno di tipo modulare per
installazione a parete, ad alto rendimento montati in batteria.
Il circuito primario del riscaldamento completo di propria pompa di circolazione gemellare partirà dal locale
Centrale Termica ubicato in copertura fino al raggiungimento del locale Sottocentrale ubicato a piano
interrato del Blocco 0; dal locale Sottocentrale l’impiantistica idraulica sarà sostanzialmente separata su
quattro linee di cui due di alimentazione ai nuovi locali adibiti a Laboratori Blocco 1 e 2 e due di
alimentazione agli Appartamenti ERP Blocco 1 e 2. Ogni rete idraulica di riscaldamento verrà dotata di
propria pompa di circolazione gemellare di tipo elettronica, di proprio programmatore orario, per la differente
gestione degli orari di funzionamento e sistema automatico indipendente di termoregolazione dell’acqua di
mandata in funzione delle condizioni climatiche esterne.
La Centrale Termica verrà dotata delle apparecchiature di controllo, sicurezza, funzionamento e gestione
dell’intero impianto di riscaldamento.
Le linee idrauliche verranno realizzate con tubazioni in acciaio nero SS saldate, dotate di coibentazione con
proprio rivestimento protettivo, con posa a vista all’interno della Centrale Termica, della Sottocentrale
Termica e cavedi adiacenti ascensore Blocco 0.
Le potenze termiche che verranno installate nella suddetta Centrale sono le seguenti:
- Blocco 1 e 2: n. 2 moduli termici cadauno di potenza pari a 115 kW per una potenza complessiva al
focolare pari a 230 kW.
19.3 Centrale Frigorifera
Blocco 1 e 2
Analogamente a quanto illustrato per il riscaldamento invernale, gli edifici precedentemente descritti saranno
dotati di unica Centrale di produzione acqua refrigerata ai fini del raffrescamento ambiente estivo per le zone
adibite a Laboratori.
La produzione dell’acqua refrigerata avverrà a mezzo di gruppi refrigeratori d’acqua da interno condensati ad
aria di tipo monoblocco ubicati a piano primo interrato del Blocco 0.
I refrigeratori d’acqua (in numero di due) saranno di tipo supersilenziato ed avranno almeno due gradini di
parzializzazione; i circuiti primari (uno per ogni Gruppo Refrigeratore) saranno previsti completi di pompa di
circolazione, volano di accumulo, apparecchiature di sicurezza e controllo e di programmatore orario per la
gestione degli orari di funzionamento.
L’impiantistica idraulica avrà due linee principali di distribuzione che alimenteranno unicamente i Laboratori
del Blocco 1 e 2: ogni singolo circuito sarà dotato di pompa di circolazione elettronica gemellare, di
programmatore orario per la gestione degli orari di funzionamento e di tutte le apparecchiature di sicurezza e
controllo.
Le linee idrauliche verranno realizzate con tubazioni in acciaio nero SS saldate, dotate di coibentazione con
proprio rivestimento protettivo, con posa a vista all’interno della Centrale Termica, della Sottocentrale
Termica e cavedi adiacenti ascensore Blocco 0.
19.4 Distribuzione Riscaldamento/Raffrescamento
Laboratori - Distribuzione principale
La distribuzione principale degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento, Centrale Termica e Frigorifera
- collettori di distribuzione, a servizio degli ambienti Laboratori sarà realizzata prevalentemente in esterno
con tubazioni in acciaio nero SS coibentate, con finitura esterna in lamierino di alluminio, staffate al di sotto
della pensilina metallica del piano copertura, per il percorso orizzontale di collegamento alla Centrale
Termica, staffate al di sotto del ponte di collegamento dei Blocchi 1 e 2 a piano secondo, per il percorso
orizzontale, fino al raggiungimento dei cavedi principali adiacenti ai vani scala dei Blocchi 1 e 2, ed alloggiate
all’interno dei cavedi adiacenti l’ascensore del Blocco 0 per le colonne montanti verticali di collegamento
Centrale Termica e Sottocentrale.
Le tubazioni interne alla struttura saranno anch’esse in acciaio nero SS complete di isolamento ma senza la
finitura metallica.
Dai piani la rete si dividerà nei necessari rami di alimentazione ai vari collettori interni alle unità servite.
Per ogni blocco immobiliare verranno installati contabilizzatori dell’energia termica e frigorifera ispezionabili
direttamente dal vano scala in quanto ubicati in apposita nicchia a parete.
Laboratori - Distribuzione secondaria
La distribuzione secondaria degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento, collettori di distribuzione terminali ambiente, sarà realizzata con singole tubazioni di mandata e di ritorno in rame complete di
isolamento e con posa sottotraccia.
Appartamenti ERP - Distribuzione principale
La distribuzione principale degli impianti di riscaldamento, Centrale Termica - collettori di distribuzione, a
servizio degli ambienti Appartamenti ERP sarà realizzata prevalentemente in esterno con tubazioni in
acciaio nero SS coibentate, con finitura esterna in lamierino di alluminio, staffate al di sotto della pensilina
metallica del piano copertura, per il percorso orizzontale di collegamento alla Centrale Termica, staffate al di
sotto del ponte di collegamento dei Blocchi 1 e 2 a piano secondo, per il percorso orizzontale, fino al
raggiungimento dei cavedi principali adiacenti ai vani scala dei Blocchi 1 e 2, ed alloggiate all’interno dei
cavedi adiacenti l’ascensore del Blocco 0 per le colonne montanti verticali di collegamento Centrale Termica
e Sottocentrale.
Le tubazioni interne alla struttura saranno anch’esse in acciaio nero SS complete di isolamento ma senza la
finitura metallica.
Dai piani la rete si dividerà nei necessari rami di alimentazione ai vari collettori interni alle unità servite.
Per ogni blocco immobiliare verranno installati contabilizzatori dell’energia termica ispezionabili direttamente
dal vano scala in quanto ubicati in apposita nicchia a parete.
Appartamenti ERP - Distribuzione secondaria
La distribuzione secondaria degli impianti di riscaldamento, collettori di distribuzione - terminali ambiente,
sarà realizzata con singole tubazioni di mandata e di ritorno in rame complete di isolamento e con posa
sottotraccia.
Alloggi per Anziani APA - Distribuzione principale
La distribuzione principale degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento, Centrale Termica e Frigorifera
- collettori di distribuzione, a servizio degli ambienti APA sarà realizzata prevalentemente in esterno con
tubazioni in acciaio nero SS coibentate, con finitura esterna in lamierino di alluminio, staffate al di sotto della
pensilina metallica del piano copertura, per il percorso orizzontale di collegamento alla Centrale Termica,
staffate al di sotto del ponte di collegamento del Blocco 2 a piano secondo, per il percorso orizzontale, fino al
raggiungimento dei cavedi principali adiacente al vano scala del Blocco 2, ed alloggiate all’interno dei cavedi
adiacenti l’ascensore del Blocco 0 per le colonne montanti verticali di collegamento Centrale Termica e
Sottocentrale.
Le tubazioni interne alla struttura saranno anch’esse in acciaio nero SS complete di isolamento ma senza la
finitura metallica.
Dai piani la rete si dividerà nei necessari rami di alimentazione ai vari collettori interni alle unità servite.
Per la zona APA verranno installati contabilizzatori dell’energia termica e frigorifera ispezionabili
direttamente dal vano scala in quanto ubicati in apposita nicchia a parete.
Alloggi per Anziani APA - Distribuzione secondaria
La distribuzione secondaria degli impianti di riscaldamento e di raffrescamento, collettori di distribuzione terminali ambiente, sarà realizzata con singole tubazioni di mandata e di ritorno in acciaio nero SS complete
di isolamento e con posa sottotraccia.
19.5 Terminali ambiente
Laboratori
All’interno dei locali adibiti a laboratorio verranno installate due differenti tipologie di terminali di erogazione
dell’energia, in particolare:
1. ventilconvettori che verranno installati negli spazi operativi e nelle zone comuni; saranno del tipo a
pavimento con doppia batteria di scambio (installazione tipo 4 tubi) dotati di doppia valvola a tre vie di
regolazione ON-OFF e di pannello elettronico di comando e controllo montato a bordo per la selezione
automatica del regime di funzionamento in funzione della temperatura ambiente;
2. radiatori a piastra in ghisa da installare nei locali servizi igienici completi di valvola con comando
termostatico per il controllo locale della temperatura.
La regolazione per singolo ambiente verrà realizzata tramite i singoli termostati installati a bordo dei
ventilconvettori e dalle valvole termostatiche installate nei radiatori a piastra in ghisa.
La regolazione di zona verrà invece realizzata tramite orologio programmatore giornaliero/settimanale che
agirà direttamente su una elettrovalvola a tre vie ON/OFF installata a monte dei contabilizzatori di energia
termica e frigorifera.
Appartamenti ERP
All’interno dei locali adibiti ad Appartamenti ERP verranno installati come terminali di erogazione dell’energia
termica dei radiatori a piastra in ghisa completi di valvola con comando termostatico per il controllo locale
della temperatura, all’interno dei servizi igienici verranno installati dei Termoarredi da bagno completi
anch’essi di valvola con comando termostatico.
La regolazione per singolo ambiente verrà realizzata tramite le valvole termostatiche installate nei radiatori a
piastra in ghisa mentre, la regolazione di zona, verrà realizzata tramite cronotermostato ambiente installato
nel locale Soggiorno che agirà direttamente su una elettrovalvola a tre vie ON/OFF installata a monte dei
contabilizzatori di energia termica.
Il radiatore pilota installato nel locale Soggiorno sarà sprovvisto di valvola termostatica.
Alloggi per Anziani APA
All’interno dei locali adibiti ad APA verrà realizzato un impianto del tipo a pannelli a pavimento ribassato
completo di lamelle in alluminio conduttrici di calore, collettori di distribuzione completi di pompa di
circolazione e regolazione climatica agente su valvola a tre vie miscelatrice.
L’impianto a pannelli a pavimento verrà realizzato in tutti i locali con la sola esclusione dei servici igienici
dove i terminali di erogazione dell’energia termica saranno costituiti da Termoarredi da bagno completi
anch’essi di valvola con comando termostatico.
La regolazione di zona verrà invece realizzata tramite orologio programmatore giornaliero/settimanale che
agirà direttamente su una elettrovalvola a tre vie ON/OFF installata a monte del contabilizzatore di energia
termica.
19.6 Impianto Aeraulico ed Estrazione aria
Blocco 2
L’impianto aeraulico che alimenterà le zone dedicate del Blocco 1 e 2 così come previsto in progetto servirà
per immettere in ambiente aria primaria ad esclusione di locali servizi e corridoi e sarà realizzato tramite
delle Unità di Trattamento Aria posate in controsoffitto all’interno delle singole zone.
Le riprese dell’aria esterna saranno realizzate tramite canali rettangolari in lamiera di acciaio zincato
completi di griglie antivolatile direttamente nelle pareti esterne dei locali o in copertura; l’immissione in
ambiente avverrà tramite distribuzione principale dell’aria con condotti rettangolari in lamiera di acciaio
zincato completi di adeguato isolamento con percorso in controsoffitto nella zona interessata.
L’immissione dell’aria in ambiente avverrà tramite stacchi dal canale principale con condotti in PVC rigido
isolati con percorso in controsoffitto fino al raggiungimento del locale desiderato e da diffusori di mandata in
alluminio complete di serrande di taratura.
L’estrazione dell’aria immessa in ambiente e viziata dei locali servizi avverrà mediante torrini estrattori
posizionati a vista nel piano copertura; all’interno dei locali saranno posizionate le valvole di ripresa aria da
controsoffitto e/o diffusori di ripresa in alluminio completi di serranda di regolazione; saranno montate inoltre
nelle porte delle griglie di transito per il passaggio dell’aria di estrazione.
I condotti circolari in PVC rigido usati per l’estrazione dell’aria si collegheranno al canale principale di
estrazione che raggiungerà a piano copertura il torrino di estrazione; l’espulsione dell’aria a valle del torrino
di estrazione sarà realizzata tramite condotti rigidi in PVC completi di griglie antivolatile e curve a 45°C per
evitare l’infiltrazione di agenti atmosferici.
Le Unità di Trattamento Aria saranno complete di tutti gli accessori utili (filtro, bacinella di raccolta e scarico
condensa, disaeratori automatici d’aria ecc..) e di regolazioni a temperatura fissa che agiranno direttamente
sui servomotori delle valvole a tre vie; il funzionamento giornaliero delle UTA e degli estrattori sarà stabilito
da un orologio da quadro.
19.7 Produzione acqua calda sanitaria
Analogamente a quanto illustrato per il riscaldamento invernale, gli edifici precedentemente descritti saranno
dotati di unica Centrale di produzione acqua calda ai fini dell’impianto idrico sanitario per tutte le zone.
La produzione dell’acqua calda sanitaria avverrà per mezzo di un bollitore bivalente di accumulo e
produzione di capacità utile pari a 4000 litri ubicato all’interno della Sottocentrale (piano primo interrato
Blocco 0).
Il bollitore sarà provvisto di due scambiatori di calore di cui uno dedicato all’impianto solare realizzato tramite
pannelli sottovuoto ubicati in copertura nel Blocco 1 di dimensioni adeguate per coprire il 55 % del
fabbisogno idrico di acqua calda dei Blocchi 1 e 2 e uno dedicato al circuito caldo di provenienza dal
collettore del riscaldamento.
Il Bollitore sarà previsto completo di tutte le apparecchiature di sicurezza e controllo e di miscelatore
termostatico con programma Antilegionella.
L’impiantistica idraulica sarà realizzata tramite due linee principali di distribuzione ognuna comprensiva di
tubazione acqua fredda, calda e ricircolo sanitario che alimenteranno i Blocchi 1 e 2: ogni singolo circuito
sarà dotato di riduttore di pressione e contatore acqua calda e fredda.
Sarà installata una doppia pompa per il circuito del ricircolo sanitario mentre il circuito solare sarà previsto
completo di proprio gruppo di pompaggio e centralina di regolazione.
Le linee idrauliche verranno realizzate con tubazioni in polietilene multistrato, dotate di coibentazione con
proprio rivestimento protettivo, con posa a vista all’interno della Sottocentrale Termica e cavedi adiacenti
ascensore Blocco 0.
L’acqua fredda principale di alimentazione dei Blocchi 1 e 2 avrà origine dal contatore ubicato nel porticato
del Blocco 1; dal contatore tramite una linea interrata in polietilene si raggiungerà il locale Sottocentrale a
piano interrato e, dopo una prima filtrazione, si alimenterà il collettore di distribuzione acqua fredda e il
Bollitore.
Distribuzione principale
La distribuzione principale dell’impianto idrico sanitario a servizio di tutti i servizi e le cucine del Blocco 1 e 2
sarà realizzata prevalentemente in esterno con tubazioni in polietilene multistrato coibentate, con finitura
esterna in lamierino di alluminio, staffate al di sotto del ponte di collegamento dei Blocchi 1 e 2 a piano
secondo, per il percorso orizzontale, fino al raggiungimento dei cavedi principali adiacenti ai vani scala dei
Blocchi 1 e 2, ed alloggiate all’interno dei cavedi adiacenti l’ascensore del Blocco 0 per le colonne montanti
verticali di collegamento Copertura e Sottocentrale.
La distribuzione principale dell’impianto solare Copertura-Sottocentrale sarà realizzata prevalentemente in
esterno con tubazioni in rame coibentate, con finitura esterna in lamierino di alluminio, staffate al di sotto del
ponte di collegamento del Blocco 1 a piano quinto, per il percorso orizzontale, fino al raggiungimento dei
cavedi adiacenti l’ascensore del Blocco 0 per le colonne montanti verticali di collegamento Copertura e
Sottocentrale.
Le tubazioni interne alla struttura saranno anch’esse in polietilene multistrato complete di isolamento ma
senza la finitura metallica.
Dai piani la rete si dividerà nei necessari rami di alimentazione ai vari servizi.
Per ogni blocco immobiliare verranno installati dei contatori di acqua calda e fredda ispezionabili
direttamente dal vano scala in quanto ubicati in apposita nicchia a parete.
Distribuzione secondaria
La distribuzione secondaria dell’impianto idrico sanitario all’interno dei servizi e/o cucine sarà realizzata
tramite tubazioni in polietilene multistrato complete di isolamento e con posa sottotraccia.
Per tutte le zone saranno previste delle valvole di sezionamento generale acqua fredda e calda e delle
valvole di intercettazione a parete con cappuccio cromato per il sezionamento di singoli sevizi o zone.
Il ricircolo sanitario sarà previsto soltanto all’interno dei cavedi nelle montanti principali e non all’interno delle
singole zone.
19.8 Reti di scarico
Acque nere e saponose Blocco 1 e 2
Per i Blocchi 1 e 2 saranno realizzate delle nuove montanti di scarico acque nere complete di condotto di
esalazione con sbocco in copertura e isolamento delle montanti tramite materassino fonoisolante; le nuove
tubazioni di scarico verticali ed orizzontali saranno realizzate con tubazioni in Polietilene rigido e saranno
complete di tutti i pezzi speciali (braghe, curve ed ispezioni) per realizzare la rete perfettamente funzionante.
Le reti di scarico sub-orizzontali a piano terra, dovendo rifare la pavimentazione esterna verranno rifatte in
modo da poter abbandonare quelle esistenti; le nuove reti con tratto orizzontale saranno complete di pozzetti
in CLS per le relative ispezioni.
Acque meteoriche Blocco 1 e 2
Per quanto attiene la rete di scarico delle acque meteoriche si procederà alla realizzazione della nuova rete
orizzontale di scarico dei pluviali esterni.
Le reti di scarico sub-orizzontali a piano terra, dovendo rifare la pavimentazione esterna verranno rifatte fino
al collegamento con il condotto fognario principale in modo da poter abbandonare quelle esistenti; le nuove
reti con tratto orizzontale saranno complete di pozzetti in CLS per le relative ispezioni.
Acque di condensa Blocco 1 e 2
Le reti di scarico della condensa saranno realizzate tramite tubazioni in Polietilene rigido posate sottotraccia
a pavimento; le montanti verticali saranno realizzate in adiacenza alle montanti degli scarichi acque nere e
saponose.
A piano terra le linee della condensa verranno interconnesse con le linee principali delle reti di scarico acque
meteoriche.
20.0 - IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
20.1 - Reception e passerella di collegamento - Impianti elettrici
Verrà realizzato un nuovo corpo di fabbrica al piano terra, Blocco 0, adibito a servizi di portineria e reception.
Dal corpo si svilupperà fino al piano quinto una scala in esterno per raggiungere il secondo piano dei civici
23, 25, 24 e 25 ed il quinto piano dei civici 24, 26.
Il nuovo corpo di fabbrica sarà costituito anche da locali al piano interrato adibiti agli impianti elettrici e
tecnologici: saranno lì ubicati il locale tecnico ascensore scala esterna, il locale tecnico contatori A2A di
energia elettrica, il locale tecnico impianti speciali servizi/zona CLEO e la centrale frigorifera.
Forza motrice
Nel locale tecnico interrato contatori verranno installati i seguenti gruppi di misura dell’energia elettrica:
trifase: contatore condominiale, unico per i 4 civici 23 – 26, contatore APA, contatore Poliambulatori,
contatore Ludoteca/Sale multifunzione, contatore CLEO;
monofase: contatori alloggi CLEO, contatore custode sociale.
A valle dei gruppi di misura saranno installati i rispettivi quadri di protezione generale ad una distanza dai
contatori tale che il cavo che li collega sia di lunghezza non superiore a 3 metri. Ciascun quadro di
protezione generale conterrà un interruttore automatico magnetotermico differenziale selettivo con correnti
nominali e di intervento differenziale definite in modo da realizzare la selettività sia cronometrica che
ampermetrica dei vari dispositivi in cascata.
All’interno del locale contatori sarà installato il quadro elettrico condominiale Q.VS23-26, da cui si
dipartiranno le linee elettriche ai vari servizi condominiali divisi per numero civico e ai servizi comuni
(centrale frigorifera e centrale termica, servizi esterni.
Le apparecchiature di protezione in esso contenute alimenteranno i seguenti circuiti:
1. Illuminazione vano scala con accensione comandata da relè crepuscolare;
2. Centralini TV/TV SAT e alimentatore citofonico condominiale;
3. Alimentazione quadro ascensore condominiale;
4. Illuminazione locali condominiali;
5. Scorta.
L’interruttore crepuscolare installato all’interno del quadro sarà comprensivo di sonda crepuscolare esterna.
Infine verranno installati il quadro generale CLEO, da cui si dipartiranno le linee ai quadri CLEO per blocco 1
e 2 e per piano ed il quadro CLEO a servizio del nuovo corpo di fabbrica. Quest’ultimo conterrà
apparecchiature di protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Servizi di illuminazione ordinarie e di emergenza;
2. Servizi di forza motrice;
3. Alimentazione quadro ascensore scala esterna;
4. Alimentazione impianti speciali;
5. Servizi ausiliari del quadro stesso.
Nella zona reception sarà realizzato un nuovo ascensore che sarà utilizzato per raggiungere il secondo
piano dei civici 23, 25, 24 e 25 ed il quinto piano dei civici 24, 26; per accedere al piano quinto dei civici 23,
25, i cui locali saranno adibiti a servizi per gli anziani si dovranno usare le scale esistenti o l’ascensore a loro
annesso. Il quadro Q.ASC REC sarà composto da tutte le apparecchiature indicate nello schema di progetto
Le apparecchiature di protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Forza motrice ascensore (trifase);
2. Predisposizione resistenza;
3. Illuminazione vano ascensore;
4. Illuminazione cabina ascensore;
5. Pompa sollevamento acqua fossa ascensore reception, situata al di sotto del livello del terreno relativo
contattore con circuito ausiliario per il comando della pompa in manuale o in automatico da indicatore di
posizione a galleggiante posizionato nella fossa;
6. Ausiliari del quadro stesso.
Saranno realizzate alcune postazioni di lavoro con torrette a pavimento contenenti n. 2 prese 2P+T bivalenti
10/16 A e n. 2 prese 2P+T 16 A tipo UNEL. Altre postazioni saranno solo predisposte mediante la posa di
bocchettoni e relativi tappi di chiusura per il collegamento al sistema di canalizzazioni sottopavimento.
Saranno inoltre installate perse di forza motrice in esecuzione ad incasso di tipo 2P+T bivalenti 10/16 A, tipo
UNEL e tipo standard italiano tedesca.
Illuminazione
L’impianto di illuminazione all’interno della Reception sarà costituito da corpi illuminanti per lampade
fluorescenti lineari 2x35W con ottica antiriflesso del tipo a sospensione, doppia accensione per ottenere la
possibilità di parzializzazione del livello d’illuminamento; mentre i corridoi verranno illuminati tramite corpi
illuminanti a soffitto cilindrici per lampade fino a 2x42 W fluorescenti compatte, con griglia antiabbagliante in
policarbonato, corpo in alluminio, e alimentatore elettronico. Il comando dell’illuminazione dei corridoi
avverrà pulsanti di accensione a parete ad incasso. I comandi di illuminazione avverranno tramite organi di
comando a parete e ad incasso come indicato sugli elaborati grafici di progetto; in particolare l’accensione
dei corpi illuminanti dei corridoi avverrà da pulsanti.
L’illuminazione del vano scala reception sarà realizzata tramite un circuito uno comandato da
programmatore orario, con corpi illuminanti stagni in acciaio stampato e diffusore in vetro per lampade
fluorescenti compatte 2x36W con gruppo di emergenza a bordo costituito da batterie autoalimentate al
Nichel-Cadmio, autonomia 60 min a realizzare l’illuminazione di sicurezza della stessa.
Le passerelle di collegamento tra vano scala reception e gli edifici ai piani secondo e quinto, saranno
illuminate con corpi illuminanti a soffitto cilindrici per lampade fino a 2x42 W fluorescenti compatte, con
griglia antiabbagliante in policarbonato, corpo in alluminio, e alimentatore elettronico la cui accensione verrà
come già detto comandata con consenso da interruttore orario. L’illuminazione di sicurezza delle passerelle
verrà ottenuta dotando parte dei corpi illuminanti installati sulle passerelle di gruppo di emergenza a bordo
costituito da batterie autoalimentate al Nichel-Cadmio, autonomia 60 min. Per il numero ed il posizionamento
dei corpi illuminanti con gruppo di emergenza si vedano gli elaborati grafici di progetto.
Nei locali tecnici, nelle zone di circolazione al piano seminterrato e in corrispondenza delle uscite di
sicurezza saranno installate plafoniere a incasso per illuminazione d’emergenza con gruppo di emergenza a
bordo costituito da batterie autoalimentate al Nichel-Cadmio, autonomia minima 60 min.
Linee
I conduttori utilizzati per l’impianto elettrico incassato saranno del tipo unipolare non propaganti l’incendio
tipo N07V-K, mentre per le linee con tragitto anche solo parzialmente interrato, per le tubazioni costituenti la
canalizzazione delle passerelle di collegamento e per le colonne montanti del vano scala reception,
realizzate con tubazioni in acciaio zincato dotate di raccordi per garantire un grado di protezione minimo
IP55, saranno utilizzati cavi multipolari non propaganti l’incendio, isolati in gomma etilenpropilenica e con
guaina in EPR qualità Rz tipo FG7OR.
20.2 Vani scala - Impianti elettrici
Forza motrice
I gruppi di misura A2A, per gli alloggi ERP saranno collocati all’interno di locali armadio contatori a fianco del
vano ascensore condominiale; in tali armadi saranno collocati anche i centralini di protezione dei singoli
alloggi.
Per gli appartamenti ERP il quadretto di protezione di ciascun appartamento avrà capienza 4 moduli e
contenenti interruttore magnetotermico per la protezione del montante e delle apparecchiature collocate a
valle:
- corrente nominale In = 25 A
- potere di interruzione estremo Icu = 6 kA
I contatori di tutte le altre forniture saranno collocati al piano interrato della reception come di seguito
descritto al punto 11.2.
Nel locale tecnico al piano terra di ciascun vano scala sarà installato il quadro ascensore del vano scala, con
alimentazione derivata dal quadro condominiale al piano interrato della reception, con canalizzazione della
linea elettrica interrata.
Il quadro ascensore vano scala sarà del tipo modulare in PVC da esterno e denominato Q.ASCn, dove n è il
numero civico del vano scala. Il quadretto in PVC avrà una capienza di 54 moduli e sarà collocato in
apposito locale tecnico ascensore del vano scala situato al piano terra e sarà composto da tutte le
apparecchiature indicate nello schema di progetto che, per tipologia, sono costituite da:
- Interruttori automatici magnetotermici, serie modulare, tensione nominale 230/400 V c.a.; potere
d'interruzione 6 kA, curva C, tranne l’interruttore a protezione della linea di forza motrice trifase
ascensore che sarà in curva D; in esecuzione unipolare, bipolare e quadripolare nel numero e nella
consistenza indicata sullo schema di progetto del quadro;
-
Modulo automatico differenziale istantaneo da associare all’ interruttore magnetotermico generale del
quadro della serie modulare, tensione nominale 230/400 V c.a.: sensibilità 0,3 A, tipo "AC";
Le apparecchiature di protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Forza motrice ascensore ( trifase);
2. Forza motrice e illuminazione locale tecnico ascensore;
3. Illuminazione vano ascensore;
4. Illuminazione cabina ascensore.
Saranno realizzati i nuovi montanti per servizio ascensore vano scala, l’illuminazione del vano scala e dei
servizi in copertura realizzati con tubazioni in PVC corrugato per posa a incasso e linee in gomma
etilenpropilenica tipo FG7OR o in cavo isolato in PVC tipo N07V-K. Essi verranno canalizzati entro nuove
colonne montanti entro cavedi sempre a lato dell’ascensore come indicato sugli eleborati grafici di progetto;
tali alimentazioni faranno capo al quadro condominale civici 23-26 installato al piano interrato della
reception.
Al piano interrato è collocato il locale centrale frigorifera e sottocentrale termica. Al suo interno sarà collocato
il quadro Centrale frigorifera del complesso vani scala 23-26, composto da tutte le apparecchiature indicate
nello schema di progetto. Le apparecchiature di protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Quadri gruppi frigoriferi;
2. Elettropompe;
3. Servizi di illuminazione e forza motrice locale tecnico;
4. Estrattori posti in copertura per la ventilazione dei bagni interni privi di aerazione naturale, sia del
laboratori che degli appartamenti;
5. Ausiliari.
In copertura al blocco 1, in locale dedicato, sarà collocato il Quadro Centrale Termica del complesso vani
scala 23-26, composto da tutte le apparecchiature indicate nello schema di progetto. Le apparecchiature di
protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Gruppo caldaie;
2. Elettropompe;
3. Servizi di illuminazione e forza motrice locale tecnico centrale termica);
4. Estrattori posti in copertura per la ventilazione dei bagni interni privi di aerazione naturale, sia del
laboratori che degli appartamenti;
5. Ausiliari.
I locali al piano terra saranno dotati di prese 2P+T 10/16 A bipasso con posizionamento ed esecuzione ad
incasso o a vista come indicato sugli elaborati grafici.
I locali tecnici centrale frigorifera al piano interrato Blocco 0 e centrale termica in copertura del blocco 1
saranno dotati ciascuno di prese posate a vista: 2P+T 10/16 A bipasso e, il locale centrale termica, di presa
tipo IEC interbloccata 3P+N+T 380 V come indicato sugli elaborati grafici. L’illuminazione sarà realizzata con
plafoniere stagne in policarbonato per lampade fluorescenti lineari 2x36W.
Illuminazione
L’illuminazione di ogni vano scala sarà realizzata tramite un circuito uno comandato da relè crepuscolare, i
corpi illuminanti saranno tondi in policarbonato infrangibile RAL7035, diffusore in policarbonato trasparente,
satinato antiabbagliamento ed infrangibile, riflettore in policarbonato bianco e saranno dotati di lampade
fluorescenti a basso consumo energetico compatte da 32 W. Ogni vano scala oggetto dell’appalto sarà
dotato di un impianto ascensore che verrà rifatto; la fornitura dell’ impianto elevatore sarà a carico
dell’appaltatore delle opere edili.
Le linee degli ascensori faranno direttamente capo alle protezioni magnetotermiche differenziali.
L’illuminazione dei locali ascensore condominiali sarà realizzata con corpi illuminanti in policarbonato
infrangibile ed autoestinguente e diffusore in policarbonato trasparente per lampade fluorescenti, con
accensione da organi di comando, in esecuzione ad incasso o a vista come indicato sugli elaborati grafici, e
posizionati in corrispondenza dell’ingresso ai locali.
Linee elettriche
Le linee saranno realizzate con cavi unipolari o multipolari in gomma etilenpropilenica tipo FG7 e saranno
distribuite, all’interno del piani terra entro tubazioni in PVC rigido posate a vista e dotate di raccordi per
garantire un grado di protezione minimo IP44.
Impianto di terra
Sempre al piano terra, al piede di ogni vano scala sarà installato un collettore di terra generale che verrà
interconnesso con l’impianto disperdente esistente il quale verrà integrato con nuovi dispersori a croce in
profilato di acciaio zincato a caldo alloggiati in nuovi pozzetti delle dimensioni di 500 x 500 x 800 mm
interconnessi fra di loro tramite corda nuda di rame sezione 35 mmq posa interrata; al vecchio impianto
disperdente verranno eseguite le manutenzioni ai dispersori, la verifica delle connessioni ai dispersori stessi
ed una eventuale pulizia dei collegamenti con rifacimento delle giunzioni qualora necessario, una verifica
strumentale della continuità elettrica della giunzione affinchè si determini una resistenza di collegamento
massima di 0,02 Ohm e infine una prova per determinare il valore della resistenza della rete di terra.
Al collettore di terra generale saranno collegati i conduttori di equipotenzialità di tutti i quadri elettrici di piano
e dei quadri tecnologici in copertura ed il conduttore di equipotenzialità condominiale, mediante cavi unipolari
tipo N07V-K di sezioni individuate come negli elaborati grafici di progetto. In particolare il conduttore di
equipotenzialità condominiale avrà sezione 16 mmq. Nell’atrio dei vani scala condominiali ed entro veletta in
cartongesso saranno posizionati dei collettori di piano, connessi al PE condominiale ed al quale saranno
collegati tutti i conduttori di equipotenzialità dei vari quadri elettrici di piano, degli appartamenti e non.
Indagini varie
Vista la necessità architettonica di modificare in modo sostanziale il piano terra con la realizzazione di nuovi
locali o lo spostamento di alcuni esistenti, tra cui i locali contatori, e vista l’edificazione di nuovo corpo con
piano interrato in area dove sono presenti sottoservizi di vari fornitori sarà prevista, la realizzazione di una
approfondita indagine, con mezzi idonei e la partecipazione dei tecnici degli enti fornitori i quali dovranno
essere preventivamente contattati dalla ditta appaltatrice, per la ricerca di eventuali pozzetti sia degli impianti
elettrici condominiali che degli enti fornitori (A2A, TELECOM e servizi internet a banda larga) i quali
potrebbero essere resi inutilizzabili causa costruzione di nuove pareti in muratura; per cui si provvederà alla
sostituzione degli stessi con nuovi pozzetti in zone libere adiacenti a quelli esistenti con conseguente
spostamento dei cavidotti dalla posizione originale ad una nuova.
20.3 Ludoteca/Sale Multifunzione - CLEO e Alloggi CLEO - Locali custode sociale - Impianti elettrici
Forza motrice
Le zone Ludoteca/Sale Multifunzione – CLEO – Locali custode sociale sono alimentate da quadri elettrici
con alimentazione che si sviluppa dal quadro di protezione generale di zona a valle del gruppo di misura. E’
presente un quadro generale di zona, che alimenta i vari quadri di zona di blocco e di piano.
Le apparecchiature di protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Servizi di illuminazione (illuminazione ordinaria e di sicurezza);
2. Servizi di forza motrice;
3. Alimentazione apparecchiature impianti tecnologici (ventilconvettori, centraline collettori pannelli a
pavimento, impianti di condizionamento nelle zone ove questi sono presenti, contabilizzatori , estrattori
d’aria forzata;
4. Servizi ausiliari, quali elettrificazione serrature di ingresso;
5. Impianto di chiamata bagni a bassissima tensione di sicurezza.
Saranno realizzate alcune postazioni di lavoro con torrette a pavimento contenenti n. 2 prese 2P+T bivalenti
10/16 A e n. 2 prese 2P+T 16 A tipo UNEL. Altre postazioni saranno solo predisposte mediante la posa di
bocchettoni e relativi tappi di chiusura per il collegamento al sistema di canalizzazioni sottopavimento.
Saranno inoltre installate perse di forza motrice in esecuzione ad incasso di tipo 2P+T bivalenti 10/16 A, tipo
UNEL e tipo standard italiano tedesca.
Canalizzazioni
Le linee elettriche ai quadri delle varie zone che si sviluppano a partire da gruppo di misura dedicato
collocato al piano interrato del Blocco 0 saranno entro canalizzazione interrata dall’ uscita dal locale
contatori fino a raggiungere cavedio a fianco dell’ascensore del vano scala. Le colonne montanti, costituite
da tubazioni in PVC dedicate del tipo pesante per posa ad incasso. I montanti saranno realizzati con
conduttori multipolari non propaganti l’incendio tipo FG7OR. Sia le linee di distribuzione che quelle terminali
all’interno dei locali saranno posate all’interno di tubazioni in PVC corrugato tipo pesante per posa ad
incasso nelle taglie e nel numero sufficiente a garantire una comoda sfilabilità delle linee ed eventuali futuri
ampliamenti.
Linee elettriche
I conduttori utilizzati per l’impianto elettrico incassato saranno del tipo unipolare non propaganti l’incendio
tipo N07V-K. Le canalizzazioni delle montanti nei cavedi saranno realizzate con conduttori multipolari non
propaganti l’incendio tipo FG7OR.
Impianto di terra
Dal quadro generale di piano, collegato all’impianto di terra generale, si dipartiranno i conduttori PE di tutti i
circuiti che dal quadro elettrico si originano.
Illuminazione
L’impianto di illuminazione all’interno dei locali nelle varie zone Ludoteca e Sale multifunzione – CLEO e
locali custode sociale sarà costituito da corpi illuminanti per lampade fluorescenti lineari 2x35W con ottica
antiriflesso del tipo a sospensione, doppia accensione per ottenere la possibilità di parzializzazione del livello
d’illuminamento; mentre i corridoi verranno illuminati tramite corpi illuminanti a soffitto cilindrici per lampade
fino a 2x42 W fluorescenti compatte, con griglia antiabbagliante in policarbonato, corpo in alluminio, e
alimentatore elettronico. Nei locali servizi igienici verranno installati corpi illuminanti in policarbonato
infrangibile ed autoestinguente e diffusore in policarbonato trasparente per lampade fluorescenti. Il comando
dell’illuminazione avverrà prevalentemente tramite organi di comando a parete ad incasso.
Nei locali servizi igienici ad uso disabili, nei locali tecnici, nelle zone di circolazione ed in corrispondenza
delle uscite di sicurezza saranno installate plafoniere ad incasso per illuminazione d’emergenza con gruppo
di emergenza a bordo costituito da batterie autoalimentate al Nichel-Cadmio, autonomia minima 60 min.
Altri impianti
Nei servizi igienici per portatori di handicap sarà installato un impianto di chiamata bagni costituito da
pulsante a tirante nel locale, ronzatore e pulsante di annullo esterni al locale.
E’ prevista l’installazione di ripetizioni ottico-acustiche nelle zone corridoi/comuni delle varie aree. I pulsanti
per la chiamata all’interno dei locali saranno del tipo a tirante.
Impianti elettrici alloggi CLEO
I due alloggi CLEO previsti al piano quinto del blocco 1, uno al civico 23 e l’altro al civico 25, saranno dotati
della stessa tipologia degli impianti elettrici degli alloggi ERP con fornitura di energia elettrica che si sviluppa
a partire da gruppo di misura dedicato collocato al piano interrato reception e montante di alimentazione al
centralino di protezione dell’appartamento a partire dal locale interrato entro canalizzazione interrata fino a
raggiungere cavedio a fianco dell’ascensore del vano scala civico n. 23 e 24. Le colonne montanti, costituite
da tubazioni in PVC dedicate del tipo pesante per posa ad incasso. I montanti saranno realizzati con
conduttori multipolari non propaganti l’incendio tipo FG7OR.
20.4 Poliambulatori - Impianti elettrici
Forza motrice
I locali Poliambulatori sono alimentati da quadri elettrici con alimentazione che si sviluppa dal quadro di
protezione generale di zona a valle del gruppo di misura al nel locale tecnico contatori al piano interrato del
Blocco 0. Al piano terra, nell’atrio di ingrasso, sarà installato il quadro generale ambulatori. Da essi si
dipartiranno le linee alle utenze di piano e la linea di alimentazione al quadro elettrico locali al piano primo. I
contengono le apparecchiature di protezione alimentano i seguenti circuiti:
1. Servizi di illuminazione (illuminazione ordinaria e di sicurezza);
2. Servizi di forza motrice;
3. Impianto elevatore, di fornitura compresa nelle opere edili;
4. Alimentazione apparecchiature impianti tecnologici (ventilconvettori, centraline collettori pannelli a
pavimento, impianti di condizionamento nelle zone ove questi sono presenti, contabilizzatori , estrattori
d’aria forzata;
5. Servizi ausiliari, quali elettrificazione serrature di ingresso;
6. Impianto di chiamata bagni a bassissima tensione di sicurezza.
Sarà da installare pulsante di sgancio per la deenergizzazione da rete ordinaria come prescritto al punto 5
dal D.M. 18.09.2002.
Nei locali uffici al piano primo, cautelativamente classificati come ad uso medico di gruppo 1 (CEI 64-8 Sez.
710.413.1.3), le prese a spina nei locali saranno protette da interruttore magnetotermico differenziale con
corrente nominale 16 A, protezione differenziale istantanea I∆n = 30 mA e di classe A.
Saranno realizzate alcune postazioni di lavoro con torrette a pavimento contenenti n. 2 prese 2P+T bivalenti
10/16 A e n. 2 prese 2P+T 16 A tipo UNEL. Altre postazioni saranno solo predisposte mediante la posa di
bocchettoni e relativi tappi di chiusura per il collegamento al sistema di canalizzazioni sottopavimento.
Saranno inoltre installate perse di forza motrice in esecuzione ad incasso di tipo 2P+T bivalenti 10/16 A, tipo
UNEL e tipo standard italiano tedesca.
Canalizzazioni
Le linee elettriche ai quadri delle varie zone che si sviluppano a partire da gruppo di misura dedicato
collocato al piano interrato del Blocco 0 saranno entro canalizzazione interrata dall’ uscita dal locale
contatori fino a raggiungere cavedio a fianco dell’ascensore del vano scala. Le colonne montanti, costituite
da tubazioni in PVC dedicate del tipo pesante per posa ad incasso. I montanti saranno realizzati con
conduttori multipolari non propaganti l’incendio tipo FG7OR. Sia le linee di distribuzione che quelle terminali
all’interno dei locali saranno posate all’interno di tubazioni in PVC corrugato tipo pesante per posa ad
incasso nelle taglie e nel numero sufficiente a garantire una comoda sfilabilità delle linee ed eventuali futuri
ampliamenti.
Linee elettriche
I conduttori utilizzati per l’impianto elettrico incassato saranno del tipo unipolare non propaganti l’incendio
tipo N07V-K. Le canalizzazioni delle montanti nei cavedi saranno realizzate con conduttori multipolari non
propaganti l’incendio tipo FG7OR.
Illuminazione
L’impianto di illuminazione all’interno dei locali sarà costituito da corpi illuminanti per lampade fluorescenti
lineari 2x35W con ottica antiriflesso del tipo a sospensione, doppia accensione per ottenere la possibilità di
parzializzazione del livello d’illuminamento; mentre i corridoi verranno illuminati tramite corpi illuminanti a
soffitto cilindrici per lampade fino a 2x42 W fluorescenti compatte, con griglia antiabbagliante in
policarbonato, corpo in alluminio, e alimentatore elettronico. Nei locali servizi igienici verranno installati corpi
illuminanti in policarbonato infrangibile e autoestinguente e diffusore in policarbonato trasparente per
lampade fluorescenti. Il comando dell’illuminazione avverrà prevalentemente tramite organi di comando a
parete ad incasso.
Nei locali classificati ad uso medico di gruppo 1, nel locali servizi igienici a uso disabili, nelle zone di
circolazione ed in corrispondenza delle uscite di sicurezza saranno installate plafoniere a incasso per
illuminazione d’emergenza con gruppo di emergenza a bordo costituito da batterie autoalimentate al NichelCadmio, autonomia minima 60 min.
Impianto di terra
Dal quadro generale di piano, collegato all’impianto di terra generale, si dipartiranno i conduttori PE di tutti i
circuiti che dal quadro elettrico si originano.
Saranno eseguiti i collegamenti equipotenziali supplementari nei locali a uso medico di gruppo 1, mediante
dell’esecuzione del nodo equipotenziale entro il locale a uso medico e al quale dovranno essere addotte
tutte le masse e le masse estranee presenti nei locali.
Altri impianti
Nei servizi igienici per portatori di handicap sarà installato un impianto di chiamata bagni costituito da
pulsante a tirante nel locale, ronzatore e pulsante di annullo esterni al locale.
è prevista l’installazione di ripetizioni ottico-acustiche nelle zone corridoi/comuni delle varie aree. I pulsanti
per la chiamata all’interno dei locali saranno del tipo a tirante.
20.5 APA – Impianti elettrici
Impianto F.M.
La consegna dell’energia elettrica, per il piano quarto del numero civico 25 oggetto dell’intervento, avverrà
da contatore al piano interrato della reception. un locale tecnico esistente in cui già attualmente l’ente
fornitore ha installato i propri contatori per la contabilizzazione dei consumi.
A valle del quadro di protezione generale APA sarà installato al quarto piano APA in locale dedicato, o nel
locale postazione presidiata, il quadro elettrico APA. All’interno dei quadri di appartamento saranno installati
dei contatori elettronici per la contabilizzazione dei consumi dei singoli condomini.
Immediatamente a valle delle forniture, all’interno del locale contatori, sarà installato, un quadretto in
materiale isolante contenente la protezione del relativo montante costituita da un interruttore automatico
magnetotermico e differenziale di tipo selettivo. La montante di collegamento ed alimentazione del quadro
APA si svilupperà a partire dal locale contatori interrato entro canalizzazione interrata fino a raggiungere
cavedio a fianco dell’ascensore del vano scala civico n. 25. Dai quadretti di protezione e sezionamento
appena menzionati si dipartiranno le colonne montanti, costituite da tubazioni in PVC dedicate del tipo
pesante per posa ad incasso. I montanti saranno realizzati con conduttori multipolari non propaganti
l’incendio tipo FG7(O)/R delle sezioni opportune e coordinate alla potenza richiesta ed alle protezioni già
menzionate; i montanti con percorso verticale saranno posati in appositi cavedi esistenti a fianco del vano
ascensore.
All’interno degli appartamenti protetti saranno installati quadretti in materiale plastico per posa ad incasso
per contenere le apparecchiature di protezione delle linee terminali; tali centralini saranno collocati in
prossimità dell’accesso ai locali serviti e conterranno le seguenti apparecchiature di protezione:
Interruttore generale automatico magnetotermico differenziale con sensibilità pari a 30 mA;
Interruttori automatici magnetotermici per i circuiti terminali;
Contatore elettronico di energia.
Negli alloggi per anziani sarà realizzato completamente un nuovo impianto con prese di forza motrice
bipasso 10/16 A, solo nella zona cucina saranno previste alcune prese UNEL 16 A.
Sono previste diverse utenze tecnologiche, site in locali dedicati, che saranno alimentate dal quadro di piano
Q.APA, ubicato all’interno dell’appartamento presidiato; inoltre saranno previsti anche i collegamenti a tutte
le apparecchiature (termostati, centraline e sonde) necessarie per realizzare le regolazioni degli impianti
tecnologici.
Saranno da installare anche una cucina dotata di piastra e forno elettrico per ogni appartamento.
Impianto di terra
Ogni appartamento sarà collegato tramite il montante del conduttore di protezione (posato in tubazione e
scatole di derivazione dedicate esistente) ad un nodo generale di terra esistente collocato al piede del vano
scala. Tale nodo sarà poi collegato all’impianto disperdente costituito da picchetti in acciaio zincato e da
corda di rame nudo.
Impianto di illuminazione
All’interno degli alloggi per anziani l’impianto d’illuminazione sarà costituito da corpi illuminanti tondi del tipo
a plafone per l’illuminazione diretta con lampade ad incandescenza, da faretti installati in contro soffitto
infine per l’illuminazione delle zone comuni saranno utilizzate lampade del tipo fluorescente compatto a
risparmio energetico con corpi illuminanti a parete.
Il comando dell’illuminazione avverrà prevalentemente tramite organi di comando a parete con posa ad
incasso, in dotazione sufficiente a servire tutti i locali. Nei locali servizi igienici con vasca o doccia, saranno
rispettate le zone di rispetto definite dalla Norma CEI 64-8/7 i livelli d’illuminamento raggiunti dovranno
essere quelli prescritti nella norma UNI 10380.
Nei corridoi sarà prevista anche una illuminazione notturna, nel corridoio e locali comuni mentre negli
appartamenti sarà installata una lampada da incasso per illuminazione d’emergenza di potenza 8 W
autoalimentata; negli appartamenti sarà installata una lampada di emergenza anti black out estraibile.
Linee principali
All’interno degli alloggi per anziani e dei vari laboratori le linee elettriche saranno realizzate mediante
conduttori unipolari non propaganti l’incendio tipo N07V-K, mentre nei locali tecnici e per l’alimentazione
delle grosse utenze condominiali, quali per esempio i gruppi frigoriferi ed i circuiti forza motrice degli
ascensori, o dei circuiti di illuminazione esterna, o comunque per le linee con tragitto anche solo
parzialmente interrato, saranno utilizzati cavi unipolari o multipolari non propaganti l’incendio, isolati in
gomma etilenpropilenica e con guaina in PVC qualità Rz tipo FG7(O)R.
I cavi degli impianti speciali o in genere degli impianti di bassa tensione saranno mantenuti separati
fisicamente dai cavi di potenza.
Canalizzazioni
Sia le linee di distribuzione che quelle terminali al servizio degli alloggi saranno posate all’interno di tubazioni
in PVC corrugato tipo pesante per posa ad incasso nelle taglie e nel numero sufficiente a garantire una
comoda sfilabilità delle linee ed eventuali futuri ampliamenti.
La distribuzione verticale, sia per l’impianto di forza motrice sia per gli impianti speciali, avverrà all’interno di
cavedi esistenti ubicati in prossimità del vano ascensore, mentre per quella orizzontale si utilizzeranno gli
spazi utili in controsoffitto per quanto riguarda la distribuzione fino all’ingresso degli appartamenti; all’interno
delle unità abitative, a causa dell’esiguo spessore di pavimento utile e visto anche il previsto utilizzo di
pannelli a pavimento per il riscaldamento, si dovranno incassare le tubazioni di contenimento cavi, sia di
forza motrice sia degli impianti speciali, all’interno delle pareti divisorie realizzate in cartongesso; si potrà
utilizzare solo una piccola porzione di pavimento (20-25 cm) a ridosso dei muri esterni in cui non saranno
previste le tubazioni per il riscaldamento.
Altri impianti
Sarà installato un impianto di chiamata bagni facente capo al locale presidiato in cui sarà presente un
sistema di segnalazione acustica e luminosa con identificazione numerica della chiamata; inoltre l’impianto
sarà dotato di due segnalazioni acustiche posizionate rispettivamente nel corridoio e nel locale presidiato i
pulsanti di annullo saranno due posizionati anche essi nel corridoio, mentre i pulsanti per la chiamata
saranno del tipo a tirante.
Inoltre tutte le finestre saranno motorizzate (motorizzazione esclusa dal presente appalto) con comando
tramite pulsante in campo.
20.6 Appartamenti ERP – Impianti elettrici
Gli impianti elettrici degli appartamenti che verranno ristrutturati saranno completamente rifatti in base del
nuovo lay-out ai piani terzo, quarto e quinto dei Blocchi 1 e 2 che prevede la realizzazione di complessivi 26
appartamenti.
Impianto F.M.
All’interno di ogni appartamento verrà collocato in prossimità dell’ingresso un nuovo quadretto di protezione
alloggi a 4 moduli per il contenimento di un interruttore magnetotermico differenziale avente le seguenti
caratteristiche:
- corrente nominale In = 25 A
- potere di interruzione estremo Icu = 6 kA
- sensibilità differenziale Idn=30 mA;
L’impianto elettrico trarrà origine da un quadro elettrico a valle del centralino di protezione appartamento
Q.PAPPi; verrà installato un nuovo quadro appartamento 12 moduli; sarà composto da tutte le
apparecchiature indicate nello schema di progetto e, per tipologia, esse sono costituite da:
- Sezionatore generale bipolare manovrabile sottocarico 32 A;
- Interruttori automatici magnetotermici, serie modulare, tensione nominale 230/400 V c.a.; potere
d'interruzione 4,5 kA, curva C, in esecuzione unipolare, a protezione dei seguenti quattro circuiti:
illuminazione, forza motrice prese, forza motrice elettrodomestici, ausiliari. .
Canalizzazioni
Per l’adduzione dell’energia elettrica dai contatori A2A al piano terra fino agli appartamenti saranno realizzati
i montanti degli appartamenti, per i quali si utilizzeranno cavedi a fianco dei vani ascensore condominiali.
Sia le linee di distribuzione che quelle terminali al servizio degli alloggi saranno posate all’interno di tubazioni
in PVC corrugato tipo pesante per posa ad incasso nelle taglie e nel numero sufficiente a garantire una
comoda sfilabilità delle linee ed eventuali futuri ampliamenti.
Linee principali
I montanti saranno costituiti da cavo multipolare in gomma etilenpropilenica tipo FG7OR o in cavo isolato in
PVC tipo N07V-K e saranno posati in tubazioni separate non interrotte, dai quadretti di protezione fino
all’ingresso negli appartamenti.
Per gli appartamenti ERP la sezione del montante sarà di 6 mmq. Ciò garantisce, date le lunghezze di cui si
tratta, di poter incrementare in futuro la fornitura di potenza, fino a 4,5 kW.
Tutto l’impianto sarà ad incasso per cui verranno utilizzate corde unipolari isolate in PVC tipo N07V-K di
sezione 2,5 mmq per i circuiti illuminazione e 4 mmq per i circuiti di forza motrice.
All’interno degli alloggi le linee elettriche di forza motrice, monofase, saranno realizzate mediante conduttori
unipolari non propaganti l’incendio tipo N07V-K con sezione pari a 1,5 mmq per il circuito ausiliari, 2,5 mmq
per il circuito di illuminazione, 4 mmq per i circuiti di forza motrice. Negli appartamenti frazionati sarà
presente un circuito per l’alimentazione della piastra elettrica tipo N07V-K con sezione 6 mmq.
Altri impianti
La dotazione di prese tipica per ogni alloggio è costituita da: n.1 presa 2P+T 16 A tipo UNEL protetta da
interruttore magnetotermico 1P+N da 16 A per lavastoviglie; n.1 presa 2P+T 16 A tipo UNEL protetta da
interruttore magnetotermico 1P+N da 16 A per la lavatrice; n.2 prese 2P+T 16 A tipo UNEL per frigorifero e
forno elettrico; n.2 prese 2P+T 16 A tipo UNEL per piccoli elettrodomestici nelle vicinanze del piano cottura
ad altezza 1,2 m; n.1 presa 2P+T 10/16 A bivalente per rasoio elettrico in ciascun bagno corrispondenza del
lavabo; prese 2P+T 10/16 A bivalenti in numero adeguato. Ogni alloggio con bagno cieco sarà dotato di un
estrattore centrifugo a parete (cappa) con alimentazione motore aspiratore 220 V ac da comando luce,
completo di scatola a incasso per allacciamento al circuito prese dell’alloggio. Ogni alloggio sarà dotato di
impianto di campanello costituito da pulsante fuori porta con targhetta portanome e ronzatore all’interno in
prossimità della porta stessa; tale impianto sarà alimentato tramite apposito trasformatore di sicurezza
220/24 V - 16 VA, collocato all’interno di apposita scatola ad incasso posizionata in prossimità del centralino.
Sarà poi installato un impianto di chiamata dal bagno, costituito da pulsanti a tirante in corrispondenza della
vasca e da suoneria dedicata posta nel locale soggiorno; l’alimentazione sarà derivata dallo stesso
trasformatore di sicurezza che alimenta l’impianto di campanello.
Impianto di terra
Ogni quadretto di protezione alloggio sarà collegato, tramite conduttore unipolare tipo N07V-K, avente
sezione pari a 6 mmq, al collettore di terra del relativo vano scala. All’interno del singolo alloggio oltre
all’impianto interno, sarà presente un collegamento equipotenziale supplementare per ogni locale bagno.
Impianto di illuminazione
L’impianto di illuminazione comprenderà solamente i punti luce, in generale posti a soffitto al centro del
locale ed i relativi organi di comando a parete, in dotazione sufficiente a servire tutti i locali
dell’appartamento. Nei locali con comando di accensione del punto luce esterno alla stanza, il relativo
organo comando sarà di tipo luminoso. Infine nei locali servizi igienici con vasca o doccia, in cui il punto luce
a parete sopra al lavabo sia contenuto nella zona di rispetto 2 definita dalla Norma CEI 64-8/7, è previsto
anche il corpo illuminante avente grado di protezione minimo IP44.
20.7 Impianto fotovoltaico
In copertura del blocco 1, che sarà oggetto di rifacimento nell’ambito dei lavori di ristrutturazione edile
previsti nel presente intervento sarà installato un impianto fotovoltaico composto da pannelli fotovoltaici a
cristalli di silicio in grado di convertire direttamente la radiazione solare in energia elettrica. I pannelli saranno
staffati sulla copertura piana mediante strutture inclinate in modo da orientare i pannelli di circa 30 gradi
rispetto al piano orizzontale. I pannelli saranno installati nelle porzioni della copertura disponibile, disposti a
file orientate a sud. Tenendo conto dell’ area di copertura utilizzabile, al netto degli spazi occupati dai vani
scala, centrale termica, dell’area di installazione dell’ impianto a pannelli solari termici e distanziando le file di
pannelli tra loro e dai bordi della copertura per limitare i fenomeni di ombreggiamento, si prevede
l’installazione di n° 44 pannelli fotovoltaici disposti su cinque file di diversa lunghezza, composte al massimo
da 11 pannelli, ad utilizzare una superficie di pannelli di 72 m2 circa (copertura in pianta di 62 m2 tenendo
conto dell’inclinazione dei pannelli. Tale installazione corrisponde ad un impianto avente circa 10 kW di
potenza di picco che andranno ad integrare la fornitura. Il funzionamento previsto sarà in parallelo alla rete
ossia con collegamento diretto alla normale rete di alimentazione elettrica: durante le ore in cui vi è un
eccesso di potenza prodotta rispetto al consumo, l’energia viene ritirata dall’ente distributore che la ricede
durante le ore di insufficiente produzione. In questo caso perciò dovrà essere installato un doppio contatore,
che verrà richiesto all’ente pubblico distributore, che permetteranno la contabilizzazione dei saldi positivi e
negativi di energia prodotta e consumata.
Poiché l’impianto non è semplicemente collegabile alla rete, in quanto caratterizzato da parametri elettrici
diversi, per cui si dovrà installare una interfaccia costituita da un apparato di conversione ad inverter che
permette la conversione dell’energia elettrica da continua (prodotta dai pannelli fotovoltaici) ad alternata con
medesimi parametri della energia di rete.
Descrizione dell’impianto
L’impianto sarà composto da 44 moduli fotovoltaici in silicio policristallino da 220 W di picco per una potenza
totale di circa 9,68 kW di picco. Nessuno dei poli del generatore fotovoltaico sarà connesso a terra.
Il generatore fotovoltaico sarà sostenuto da strutture in acciaio, sulle quali verranno fissate le “barelle” ad
alloggiare i 44 moduli.
I pannelli verranno posizionati sulla superficie orizzontale piana in copertura e staffati con inclinazione di
circa 30° rispetto al piano orizzontale. Tutti i moduli avranno la stessa inclinazione e saranno orientati a
SUD.
I moduli fotovoltaici verranno imbullonati su profilati in acciaio zincato a caldo e consisteranno di celle in
silicio policristallino; le tipiche caratteristiche elettriche dei moduli, misurate a STC (AM=1,5; E=1000 W/m2;
T=25°C) sono le seguenti: dimensioni del modulo = 1290x990 mm; peso = 16 Kg; Tensione a circuito aperto
Voc = 36,9 V; Corrente di corto circuito Isc = 7,93 A; Potenza massima di picco Pmax =220 W± 5%;
Massima tensione di lavoro = 29,41 V. I moduli saranno qualificati secondo norme CEI e/o JRC 503. I
moduli saranno collegati in serie; ogni serie di moduli formerà una stringa.
Il campo fotovoltaico sarà diviso in tre sottocampi: due sottocampi saranno costituiti da 1 stringa di 15
pannelli, il terzo sottocampo da 1 stringa di 14 pannelli.
20.8 Reception e passerella di collegamento - Impianti speciali
Per le canalizzazioni delle linee di distribuzione principale degli impianti speciali a servizio delle zone APA,
Poliambulatori, Ludoteca/Sale multifunzione, CLEO ed alloggi CLEO, verrà adottata la medesima soluzione
descritta per gli impianti di forza motrice al paragrafo 3.1 della presente relazione. A fianco del canale
impianti elettrici verrà infatti staffato un canale dedicato per gli impianti speciali a collegare le
apparecchiature contenute nel locale dedicato al piano interrato della reception (Blocco 0) alle varie zone.
Anche il cavo dell’impianto TV TV SAT, derivato dall’ impianto condominiale del civico 24 al piano secondo,
sfrutterà questa canalizzazione per il collegamento delle prese installate nella reception.
20.9 Vani scala – Impianti speciali
Nei vani scala, si realizzeranno le seguenti colonne montanti, ubicate insieme a quelle degli impianti elettrici
con relative scatole di derivazione al piano:
- tubazioni per telefonia, attestate su scatola a vista interna collocata nella parte superiore della porta
dell’appartamento;
- tubazioni per ingresso servizi “a banda larga” (predisposizioni Fastweb) attestate su scatola a vista
interna collocata nella parte superiore della porta all’interno dell’appartamento;
- impianto antenna TV e TV satellitare: in ogni appartamento, oltre a riallacciare l’impianto ai nuovi
montanti, sarà portata una presa TV SAT del tipo per posa a vista in prossimità della porta di accesso;
l’onere della distribuzione interna rimarrà a carico dell’utente;
- impianto citofonico: all’interno di ogni unità abitativa verrà collocato un nuovo citofono facente capo a
una postazione esterna per ogni scala corrispondenti all’ingresso esterno di accesso alla singola scala.
Ogni complesso di edifici costituenti un numero civico sarà dotato di nuovo impianto TV e TV satellitare
centralizzato per vano scala , per ricezione di stazioni terrestri analogiche e digitali e stazioni da satellite. Per
ciascun civico saranno installati gruppi di antenne su palo telescopico in copertura (un gruppo di antenne e
parabola per numero civico), relativi centralini, alimentatori, amplificatori, multiswitch installati nel vano scale
in copertura, dai montanti già menzionati e dai collegamenti alle prese interne.
I centralini e box dei fornitori dei servizi telefonia e servizi a banda larga saranno collocati entro ciascuno dei
4 locali sottosacala al piano terra nel vano scala di ciascun numero civico.
Ciascun ascensore sarà dotato di punto di presa telefonica come richiesto da normativa da normativa.
Ogni vano scala costituente un numero civico sarà dotato di impianto citofonico di nuova installazione ; tale
impianto sarà completato da una pulsantiera antivandalo da esterno all’ingresso del vano scala in
corrispondenza dell’accesso ad ogni civico, installata su apposita colonna metallica di fornitura a carico
dell’appaltatore delle opere edili, e da un apparecchio interno all’alloggio. Gli alimentatori saranno installati
nei locali contatori ai piedi delle scale al piano terra. Inoltre verrà realizzato impianto apriporta elettrico sulla
porta all’ingresso al vano scala.
20.10 Ludoteca/Sale Multifunzione - CLEO e Alloggi CLEO - Reception e locali custode sociale Impianti speciali
Impianto videocitofonico e citofonico
Tutte le zone saranno dotate ciascuna di impianto citofonico costituito da postazioni esterne agli ingressi al
piano terra e, per quanto riguarda il CLEO, agli ingressi agli edifici dalle passerelle esterne ai piani secondo
per i blocchi 1 e 2 ed al piano quinto per il solo blocco 1. All’interno delle varie zone sono previste postazioni
interne nei corridoi, con i relativi pulsanti apriporta agenti sulle varie porte. Per il CLEO è inoltre prevista
postazione interna a piano terra, all’interno della reception. E’ prevista la possibilità di installare un
postazione all’interno dei locali custode sociale, con possibilità di intercomunicazione tra la postazione e le
varie unità delle singole zone.
Gli impianti saranno di tipo digitale. Gli impianti, pensati inizialmente di tipo citofonico, potrà in futuro, in base
ad eventuali future necessità, essere trasformato in videcitofonico.
interna, nell’ alloggio con possibilità di intercomunicazione tra la postazione presidiata, dove sarà posizionato
il centralino, e gli appartamenti.
Impianto TV
L’ impianto TV e TV satellitare a servizio di ogni utenza sarà connesso al nuovo impianto condominiale; in
ogni locale sarà installata una o due prese posata ad incasso entro scatola 503 per ognuno dei due tipi
d’impianto.
Impianto telefonia/trasmissione dati a cablaggio strutturato
Le zone Ludoteca/Sale Multifunzione – CLEO, Reception e locali custode sociale saranno servite da un
impianto di trasmissione dati/telefonia a cablaggio strutturato in categoria 6. Ogni impianto farà capo ad un
proprio armadio dati che verrà connesso ai box telefonici e centralini dei fornitori servizi telefonia e rete a
banda larga di ciascuna zona. Tutti gli armadi dati saranno sovradimensionati del 30% circa per eventuali
future applicazioni.
Il CLEO sarà dotato di armadio a pavimento nel locale impianti speciali al piano interrato della reception; tale
armadio sarà connesso mediante impianto collegato a stella ad armadi di piano collocati a ciascuno dei piani
e per edificio facenti parte dell’area CLEO. La distanza tra i vari armadi risulta inferiore ai 100 metri, per cui
non è necessaria l’installazione di cavi in fibra ottica.
Ai vari armadi delle zone, saranno attestate le prese dati e telefonia di tipo RJ45 categoria 6 nei vari locali.
All’interno dei locali è prevista l’installazione entro le postazioni di lavoro descritte negli impianti di forza
motrice, di prese tipo RJ45 categoria negli appositi scomparti delle torrette.
Impianto antintrusione
All’interno di ciascuna zona Ludoteca/Sale Multifunzione – CLEO, Reception e locali custode sociale sarà
realizzata la predisposizione dell’impianto. Ogni impianto farà capo ad un propria centrale e ad un proprio
combinatore telefonico. Saranno previste le predisposizioni per la futura posa di impianti antintrusione che
saranno costituiti da rivelatori di movimento di tipo volumetrico e microcontatti sulle porte di accesso, a
seconda delle dimensioni e della conformazione dei locali, sirene esterne e tastiere di inserimento per la
programmazione delle funzioni di impianto.
Il CLEO sarà dotato di centrale entro locale impianti speciali al piano interrato della reception; tale centrale
sarà connessa alle apparecchiature ai vari piani mediante concentratori di impianto.
Impianto rivelazione ed allarme incendi
All’interno di ciascuna zona Ludoteca/Sale Multifunzione – CLEO, Reception e locali custode sociale sarà
realizzata la predisposizione dell’impianto. Ogni impianto farà capo ad un propria centrale e ad un proprio
combinatore telefonico. Saranno previste le predisposizioni per la futura posa di impianti rivelazione ed
allarme incendio che saranno costituiti da rivelatori ottici, a vista ed entro controsoffitto con lampada di
ripetizione, pulsanti manuali di allarme e targhe ottico acustiche.
Il CLEO sarà dotato di centrale entro locale impianti speciali al piano interrato della reception. Sempre per
quanto riguarda il CLEO, nella reception al piano terra è stata predisposta l’installazione di un pannello di
ripetizione allarmi incendi dell’impianto.
Infine è stata predisposta l’installazione di un pannello di ripetizione allarmi incendi di tutti gli impianti
all’interno dei locali custode sociale.
Impianti speciali alloggi CLEO
I due alloggi CLEO previsti al piano quinto del blocco 1, uno al civico 23 e l’altro al civico 25, saranno dotati
della stessa tipologia degli impianti degli alloggi ERP per quanto riguarda la citofonia, impianto TV TV SAT,
impianto telefonico e predisposizione servizi a banda larga. Per quanto riguarda gli impianti antintrusione e
rivelazione ed allarme incendi, è prevista la predisposizione di apparecchiature da connettere in futuro agli
impianti installati al piano quinto blocco 1 del CLEO.
20.11 Poliambulatori - Impianti speciali
Impianto videocitofonico e citofonico
Gli ambulatori saranno dotati di impianto citofonico costituito da postazione esterna al’ ingresso al piano
terra e postazioni interne con relativo pulsante apriporta, nell’ ingresso al piano terra e corridoi al piano
primo.
Gli impianti saranno di tipo digitale. Gli impianti, pensati inizialmente di tipo citofonico, potrà in futuro, in base
ad eventuali future necessità, essere trasformato in videcitofonico.
Impianto TV
L’ impianto TV e TV satellitare sarà connesso al nuovo impianto condominiale del blocco 1, al civico 26; in
ogni locale sarà installata una o due prese posata ad incasso entro scatola 503 per ognuno dei due tipi
d’impianto.
Impianto telefonia/trasmissione dati a cablaggio strutturato
I poliambulatori saranno serviti da un impianto di trasmissione dati/telefonia a cablaggio strutturato in
categoria 6 che farà capo ad un armadio dati che verrà installato al piano terra nell’atrio di ingresso dei
Poliambulatori. L’ armadio dati che verrà connesso ai box telefonici e centralini dei fornitori servizi telefonia e
rete a banda larga installati nel locale condominale servizi al piano terra del civico n. 26. L’armadio sarà
sovradimensionato del 30% circa per eventuali future applicazioni.
All’armadio saranno attestate le prese dati e telefonia di tipo RJ45 categoria 6 nei vari locali. All’interno dei
locali è prevista l’installazione entro le postazioni di lavoro descritte negli impianti di forza motrice, di prese
tipo RJ45 categoria negli appositi scomparti delle torrette.
Impianto antintrusione
Sarà realizzata la predisposizione dell’impianto. Esso farà capo ad un propria centrale installata nel deposito
più prossimo alla zona reception poliambulatori al piano terra. L’impianto potrà essere in futuro costituito da
rivelatori di movimento di tipo volumetrico e microcontatti sulle porte di accesso, a seconda delle dimensioni
e della conformazione dei locali, sirena esterna e tastiere di inserimento per la programmazione delle
funzioni di impianto.
Impianto rivelazione e allarme incendi
La porzione di edificio ad uso Poliambulatori si configura come struttura sanitaria “che eroga prestazioni di
assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e
di laboratorio” in base alla classificazione di cui al punto c) dell’art. 1 del D.M. 18.09.2002; inoltre, essendo
una struttura di superficie inferiore a 500 m2, verrà considerato il suo adeguamento rientrante nella disciplina
del Titolo IV, paragrafo 18.2 dell’Allegato al citato DM.
In base alla classificazione di cui al punto c) dell’art. 1 e dell’ art.18.2 del D.M. 18.09.2002, non è richiesta
l’installazione di un impianto di allarme e rivelazione incendi a servizio dei locali che costituiscono il
compartimento.
Saranno però da installarsi, ai sensi del D.M. 18 settembre 2002 al punto 5.2.1: rivelatori automatici nel locali
deposito, tutti caratterizzati da superficie non superiore ai 10 m2 e carico di incendio non superiore ai 30
kg/m2 . I rivelatori faranno capo ad un centrale installata all’ ingresso la piano terra, nel sottoscala. Il
funzionamento sarà garantito anche in assenza di alimentazione elettrica principale in conformità alle Norme
UNI EN 54 “Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio” ed UNI 9795 “ Sistemi fissi automatici di
rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio”.
Saranno previste le predisposizioni per la futura posa di impianti rivelazione ed allarme incendio che saranno
costituiti da rivelatori ottici, a vista ed entro controsoffitto con lampada di ripetizione, pulsanti manuali di
allarme e targhe ottico acustiche.
Sarà infine fornito un sistema elettromeccanico, comandato dall'impianto di rilvelazione fumi, per l'apertura di
un serramento per areazione vano scale, di superficie almeno 1 m², per l'evaquazione fumi.
Infine è stata predisposta l’installazione di un pannello di ripetizione allarmi incendi dell’impianto all’interno
dei locali custode sociale.
20.12 APA - Impianti speciali
Impianto videocitofonico e citofonico
Ogni alloggio all’interno dell’APA sarà dotato di una postazione citofonica con i relativi pulsanti apri porta
agenti sulle porte situate sui vari percorsi di accesso; esse saranno collegate ad una postazione citofonica
esterna situata in prossimità dell’ingresso; gli impianti citofonici faranno poi capo ad una postazione collocata
in un locale dell’appartamento presidiato. L’impianto sarà di tipo digitale con possibilità di intercomunicazione
tra la postazione presidiata, dove sarà posizionato il centralino, e gli appartamenti.
L’impianto, pensato inizialmente di tipo citofonico, potrà in futuro, in base ad eventuali future necessità,
essere trasformato in videcitofonico.
E’ prevista la predisposizione per implementare in futura la funzione di intercomunicazione tra le postazioni
interne della zona e la postazione interna custode sociale.
Impianto TV
L’impianto TV e TV satellitare a servizio dell’APA e di ogni singolo alloggio all’interno sarà connesso al
nuovo impianto condominiale dei civici 24 e 26; negli alloggi per anziani saranno installate e predisposte
alcune prese sia nei locali comuni che nelle camere da letto, una presa TV sarà installata anche nella sala
comune e nell’appartamento presidiato; la predisposizione di prese SAT saranno previste in tutti gli
appartamenti.
Impianto telefonia/trasmissione dati a cablaggio strutturato
All’interno dell’ APA sarà installato un impianto di trasmissione dati/telefonia a cablaggio strutturato in
categoria 6. Esso farà capo ad un armadio dati che verrà installato in locale dedicato (in alternativa nel
locale presidiato). L’armadio sarà sovradimensionato del 30% circa per eventuali future applicazioni.
All’armadio verranno attestate le prese RJ45 categoria 6 telefoniche e dati, per servizi a banda larga,
previste negli alloggi per anziani, nel locale presidiato e negli spazi comuni
Impianto rivelazione ed allarme incendi
Sarà realizzata la predisposizione dell’impianto. All’interno di ogni appartamento sarà possibile la futura
installazione di un rivelatori ottici, a vista. Rivelatori ottici, pulsanti manuali di allarme e targa ottico acustica
saranno predisposti anche negli spazi comuni.
Queste apparecchiature faranno capo ad una collocata all’interno del locale presidiato.
Impianto antintrusione
Sarà realizzata la predisposizione dell’impianto. All’interno di ogni appartamento sarà possibile la futura
installazione di più rivelatori di movimento di tipo volumetrico, a seconda delle dimensioni e della
conformazione dei locali, un microcontatto di apertura porte ed un lettore di trasponder (badge magnetico)
per l’attivazione delle funzioni di impianto. Queste apparecchiature faranno capo ad una centrale in grado di
garantire l’utilizzo indipendente dei vari impianti all’interno di ogni singolo appartamento; tale centrale sarà
collocata all’interno del locale presidiato, l’impianto sarà completato dalla sirena elettronica collocata in
posizione facilmente udibile dalla pubblica via.
20.13 Appartamenti ERP - Impianti speciali
Così come per gli impianti elettrici, anche gli impianti speciali dei 19 appartamenti ristrutturati saranno di
nuova realizzazione.
L’impianto TV e TV satellitare a servizio di ogni alloggio sarà connesso al nuovo impianto condominiale.
Saranno installate una presa TV in soggiorno e per ogni camera da letto e o cucina e anche una presa
satellitare posizionata anche essa in soggiorno; le prese saranno comprensive di impianto distribuzione
incassato in tubazione di PVC flessibile tipo pesante diametro 20 mm e cavo di distribuzione coassiale per
impianti TV e TV satellitare con impedenza 75 Ohm a bassa perdita dalla scatola di derivazione dell’impianto
telefonico dell’alloggio posta a nei pressi dell’ingresso dell’appartamento.
L’impianto citofonico sarà connesso all’ impianto condominiale di nuova realizzazione con sistema digitale; in
ogni alloggio sarà installata una postazione citofonica completa di ronzatore e del pulsanti apri porta agenti
sul portone di ingresso principale.
Saranno installate due prese telefoniche prese telefoniche derivate a 3 spinotti o tipo jack RJ11/RJ12
comprensive di impianto distribuzione incassato in tubazione di PVC flessibile tipo pesante diametro 20 mm
e cavi telefonici multipli del diametro 0,6 mm dalla scatola di derivazione dell’impianto telefonico dell’alloggio
posta a nei pressi dell’ingresso dell’appartamento. Saranno predisposte le tubazioni e le scatole per la
normale dotazione di punti presa telefonici per l’ allacciamento, di competenza dell’ente gestore del servizio,
alla rete telefonica dell’edificio.
All’interno degli alloggi saranno infine predisposte le tubazioni incassate in tubazione di PVC flessibile tipo
pesante diametro 20 mm e le scatole di derivazione necessarie per permettere il futuro cablaggio per i
servizi informatici, di competenza degli enti gestori dei servizi, dell’edificio; in particolare oltre alla scatola di
ingresso all’alloggio saranno installate almeno due scatole portafrutti con coperchio cieco, una in soggiorno
ed una in una delle camere da letto. Sarà possibile utilizzare in tal modo il servizio di Internet veloce banda
larga (apparecchiature Fastweb parzialmente già esenti ) o, in futuro servizi di altri sistemi informatici a
banda larga e fibra ottica disponibili anche con altri gestori di telecomunicazioni.
20.14 Area esterna - Impianti elettrici e speciali
Per quanto riguarda l’area esterna agli edifici essa sarà caratterizzata essenzialmente dalla presenza della
illuminazione esterna costituita, da corpi illuminanti applicati sul lato interno dei pilastri con linea di
alimentazione interrata con risalita realizzata mediante tubazione in metallo posata a vista sul pilastro
medesimo. I corpi illuminanti saranno per lampade fluorescenti compatte da 42 W per illuminazione diretta
verso il basso corpo pressofuso in lega leggera anticorrosiva, riflettore in alluminio purissimo a finitura
speculare o diffondente e vetri di protezione planimetrici “float”di sicurezza temperati, resistenti a urto
meccanico e sbalzo termico.
Nei pilastri nelle zone di passaggio tra i fabbricati 1 e 2, coperti dai piani superiori dei fabbricati stessi, sono
previsti corpi illuminanti dello stesso tipo, ma per illuminazione diretta ed indiretta che consentono una
maggiore diffusione della luce e data la loro copertura non sono in grado di provocare alcun illuminamento
verso l’alto.
L’illuminazione dell’area verde circostante sarà invece realizzata fuori terra con corpi illuminanti circolari a
forma emisferica in alluminio con vano ottico e guarnizione in neoprene e lampada ad alogenuri metallici di
colore grigio grado di protezione IP66 e classe II d’isolamento:
- su pali cilindrici in accaio zincato aventi diametro 160 cm di altezza 8 m fuori terra, con sbraccio lineare,
potenza lampada 250 W;
- ad applique sulle pareti perimetrali esterne con completo di basetta orientabile per applique, potenza
lampada 150 W
I corpi illuminanti verranno alimentati dalle linee interrate poste in cavidotti di nuova realizzazione dotati di
pozzetti di derivazione posti in corrispondenza ad ogni punto luce esterno.
La realizzazione del suddetto punto luce esterno rende possibile la stesura di una nuova rete di terra
disperdente costituita da corda di rame direttamente interrata a contatto con il terreno avente sezione pari a
35 mmq, la quale verrà connessa al collettore generale di terra posto nel locale quadri elettrici e ad ogni
collettore posto nei locali quadri al piede di ogni vano scala. Sui collettori di terra i terminali imbullonati
saranno ispezionabili e potranno essere disconnessi permettendo di eseguire una misura della resistenza
globale di terra.
Per le utenze ubicate esternamente in cavidotti interrati saranno utilizzati esclusivamente cavi unipolari o
multipolari non propaganti l’incendio, isolati in gomma etilenpropilenica e con guaina in EPR qualità Rz tipo
FG7(O)R.
Nell’area esterna saranno posate tubazioni e pozzetti anche per la futura installazione di impianti speciali
esterni, tali cavidotti saranno completamente separati da quelli degli impianti elettrici.
Infine saranno posati in accordo con gli enti erogatori i vari servizi (A2A, TELECOM) le tubazioni esterne e i
pozzetti per gli allacciamenti a valle dei contatori e delle cassette di distribuzione, e occorrerà prendere
accordi con i tecnici di questi enti per una corretta gestione del passaggio delle utenze attualmente in locali
che verranno demoliti.
20.15 Opere murarie
Congiuntamente alle opere impiantistiche saranno realizzate tutte le opere di assistenza muraria necessarie
a dare le opere complete ed in particolare tracce in parete e ripristini, formazione di cavedi con elementi in
laterizio, formazione di scavi per posa di tubazioni interrate e successivi reinterri, posa di pozzetti per le
condotte elettriche, formazione di controsoffitti in cartongesso per la mascheratura di impianti.
In particolare in tutti i pianerottoli dei vani scala verrà realizzata una veletta in cartongesso, con struttura di
sostegno nascosta, che servirà per ospitare le tubazioni e le linee degli impianti elettrici di forza motrice e
speciali, dalle cassette di derivazione dei relativi montanti sul vano scala a fianco dell’ascensore fino agli
accessi ai singoli alloggi.
20.16 Impianto di protezione dalle scariche atmosferiche
La valutazione della protezione, secondo la Norma CEI 81-10 Ia edizione aprile 2006 è stata effettuata per gli
edifici in oggetto; da essa risulta che tali edifici non necessitano della realizzazione di impianto LPS esterno
in quanto autoprotetti.







o
o














21.0 - NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Il presente progetto fa riferimento in particolare alle seguenti norme:
21.1 - Normativa generale:
D.Lgs. 9 aprile 2008 , n. 81: Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela
della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
DPR 24.07.1996, n. 503, recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici;
Decreto 14.06.89, n. 236 del Ministero dei Lavori, recante norme per l’eliminazione delle barriere
architettoniche negli edifici privati;
DPCM 01.03.91 riguardante i limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente
esterno;
Legge 26.10.95 n. 447 legge quadro sull’inquinamento acustico e relativi decreti attuativi ai sensi dell’Art. 3;
DPCM 05.12.97 riguardante determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici;
Normative di Prevenzione Incendi vigenti per le specifiche attività di cui al D.M. 16.02.82 presenti nell’edificio
in oggetto ed in particolare:
D.M. 12 aprile 1996 per le Centrali Termiche;
D.M. 18.09.2002 per i locali ad uso medico e similari;
Regolamento di Igiene tipo della Regione Lombardia;
Regolamento Edilizio del Comune di Milano;
D. Lgs. 12.04.2006 n. 163 nuovo Codice degli appalti pubblici e successive modifiche ed integrazioni
D.P.R. 21.12.1999 n. 554 w successive modifiche ed integrazioni - Regolamento di Attuazione della Legge
109/94
Delibera di Giunta Regionale D.G.R. 31 ottobre 2003 n. 7/14843 recante disposizioni per i programmi
regionali di emergenza abitativa
Delibera di Giunta Regionale D.G.R. 26.06.2007 n. 8/5018 recante disposizioni per la certificazione
energetica degli edifici e successive modifiche e integrazioni nonché delibere attuative successive ed in
particolare:
o D.G.R. VIII/5773
o D.G.R. VIII/8745
21.2 - Normativa specifica elettrica:
Legge 1 marzo 1968, n. 186: Disposizioni concernenti la produzione dei materiali e l'installazione degli
impianti elettrici;
Legge 18 ottobre 1977, n. 791: Garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad
essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione, con relativi elenchi di norme armonizzate successivamente
pubblicati;
D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 626: Marcatura CE del materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro
taluni limiti di tensione;
D.M. 22 gennaio 2008, n. 37: Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma
13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività
di installazione degli impianti all’interno degli edifici ;
DPR 22 ottobre 2001, n. 462: Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di
installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di
impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi;
D.P.C.M. 23 aprile 1992: Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico a frequenza industriale
(50 Hz) nell’ambiente abitativo interno ed all’esterno;
Norma UNI 9795 Sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d'incendio Sistemi dotati di rivelatori puntiformi di fumo e calore e punti di segnalazione manuali
nonché le seguenti Norme del Comitato Elettrotecnico Italiano:
o
o
o
o
o
o
o
o
o











o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
o
Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente
alternata e a 1500V in corrente continua”;
Norma CEI 31-30 “Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas - Classificazione dei
luoghi pericolosi”;
Norma CEI 31-33 “Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas - Impianti elettrici”;
Norma CEI 31-35 “Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas - Guida alla
classificazione dei luoghi pericolosi”;
Norma CEI 64-50 “Edilizia residenziale - Guida per l’integrazione nell’edificio degli impianti elettrici
utilizzatori, ausiliari, telefonici e di trasmissione dati. Criteri generali”;
Norma CEI 81-10/1 “Protezione contro i fulmini. Principi generali”;
Norma CEI 81-10/2 “Protezione contro i fulmini. Valutazione del rischio”;
Norma CEI 81-10/3 “Protezione contro i fulmini. Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone”;
Norma CEI 81-10/4 “Protezione contro i fulmini. Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture”;
21.3 - Normativa specifica termotecnica:
Legge 09.01.91 n. 10 e DPR 26.08.93 n. 412 relativi al contenimento dei consumi di energia negli edifici (per
le parti non abrogate dai successivi D. Lgs.);
D. Lgs. 19.08.05 n. 192 e D. Lgs. 29.12.06 n. 311 relativo all’attuazione della direttiva europea 2002/91/CE
sul rendimento energetico in edilizia;
Norme UNI sul contenimento dei consumi di energia;
Norme UNI relative ai materiali unificati da impiegare ed alla realizzazione di impianti;
Legge 06.12.71 n. 1083 recante Norme di sicurezza per l’impiego del gas combustibile e successivi D.M. di
recepimento di Norme UNI-CIG;
D.M. 12.04.96 del Ministero dell’Interno riguardante la regola tecnica per impianti termici alimentati da
combustibili gassosi;
D.M. 01.12.1975 riguardante la sicurezza dei generatori di calore ad acqua calda sotto pressione;
ISPESL Raccolta R - Edizione 2005 (UNI 10412);
DPR 24.05.88 n. 236 riguardante le qualità delle acque destinate al consumo umano;
Norma UNI 8199/81 per il rumore prodotto dagli impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione;
nonché le seguenti Normative UNI per le varie tipologie di impianti:
UNI 10339 Impianti aeraulici ai fini di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Regole per la
richiesta d'offerta, l'offerta, l'ordine e la fornitura;
UNI 8065 Trattamento dell'acqua negli impianti termici ad uso civile;
UNI 8211 Impianti di riscaldamento ad energia solare - Terminologia, funzioni, requisiti, e parametri per
l'integrazione negli edifici.;
UNI 8364 (8364-1 8364-2 8364-3) Impianti di riscaldamento. Esercizio, conduzione, controllo e
manutenzione;
UNI 9511 Disegni tecnici – Simboli;
UNI EN 13384-1:2006 Camini - Metodi di calcolo termico e fluido dinamico - Parte 1: Camini asserviti ad un
solo apparecchio;
UNI EN 12237:2004 Ventilazione degli edifici - Reti delle condotte - Resistenza e tenuta delle condotte
circolari di lamiera metallica;
UNI 10412 Impianti di riscaldamento ad acqua calda. Requisiti di sicurezza;
UNI 9182 Edilizia - Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua calda e fredda - Criteri di progettazione,
collaudo e gestione;
UNI 7128 Impianti a gas per uso domestico alimentati da reti di distribuzione - Termini e definizioni;
UNI 7129 Impianti a gas per uso domestico alimentati da reti di distribuzione - Progettazione, installazione e
manutenzione;
UNI 8827 Impianti di riduzione finale della pressione dei gas funzionanti con pressioni a monte compresa fra
0,04 e 5 bar - Progettazione, costruzione e collaudo;
UNI 9860 Impianti di derivazione di utenza del gas - Progettazione, costruzione e collaudo;
UNI 10640 Canne collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale; progettazione e verifica;
o
o
o
o














UNI 10641 Canne fumarie e camini a tiraggio naturale per apparecchi di tipo C con ventilatore nel circuito di
combustione; progettazione verifica;
UNI 10738 Impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico e similare preesistenti alla data del 31
marzo 1990;
UNI 10845 Impianti a gas per uso domestico - Sistemi per l'evacuazione dei prodotti della combustione
asserviti ad apparecchi alimentati a gas - Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione ed intuba mento;
UNI 10779 Reti di idranti – Progettazione installazione ed esercizio
21.4 - Normativa specifica strutturale:
D.M. 14 gennaio 2008 “Norme Tecniche per le costruzioni”
Circ. Min. Infrastrutture e Trasporti 2 febbraio 2009, n. 617 C.S.LL.PP.
Circ. Min. Infrastrutture e Trasporti 5 agosto 2009
D.M. LL.PP. 9 Gennaio 1996 "Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in
cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche".
D.M. LL.PP. 16 Gennaio 1996 "Norme tecniche relative ai Criteri generali per la verifica di sicurezza delle
costruzioni e dei carichi e sovraccarichi".
D.M. LL.PP. 16 Gennaio 1996 "Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche".
Circolare 4/07/96, n.156AA.GG./STC. istruzioni per l'applicazione delle "Norme tecniche relative ai Criteri
generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi" di cui al D.M. 16/01/96.
Circolare 10/04/97, n.65AA.GG. istruzioni per l'applicazione delle "Norme tecniche per le costruzioni in zone
sismiche" di cui al D.M. 16/01/96.
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 “Primi elementi in materia di
criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni
in zona sismica”.
Eurocodice n.2 – Progettazione delle strutture cementizie.
Eurocodice n.3 – Progettazione di strutture in acciaio.
Eurocodice n.4 – Regole comuni unificate per le strutture composite in acciaio e calcestruzzo.
Eurocodice n.5 – Regole comuni unificate per le strutture in legno.
Eurocodice n.8 – Strutture in zone sismiche - Progetto
Scarica

D01.0-Relazione Tecnico Illustrativa