TRIBUNALE DI PALMI - RITO COLLEGIALE SEZIONE PENALE STRALCIO DEL VERBALE DI DEPOSIZIONE DI GIUSEPPINA PESCE UDIENZA 22/05/2012 AULA BUNKER TRIBUNALE DI ROMA – P.n.R.G.TRIB.819/11 – R.G.N.R.4302/06 PROCEDIMENTO A CARICO DI ARMELI SIGNORINO + 62 Presidente CONCETTINA EPIFANIO P.M. ALESSANDRA CERRETI P.M. GIULIA PANTANO - LA COSCA PESCE, I CAPI, LE ATTIVITA’, LE RIUNIONE A CASA DI GIUSEPPA BONARRIGO P.M. DOTT.SSA CERRETI – Allora, adesso affrontiamo la tematica delle sue responsabilità nell’ambito di questo processo. Lei è accusata di una serie di reati; il primo fra tutti è l’appartenenza all’associazione mafiosa Pesce e poi i reati che vengono contraddistinti dai capi 13, 14, 20, 21, 36 e 37 adesso li innanzitutto del capo d’imputazione. analizzeremo tutti, chiederle: lei ammette Fermo restando uno la per uno, che vorrei responsabilità per i reati che le vengono contestati? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Per tutti i reati così come a lei contestati? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Bene, adesso li analizzeremo uno per uno. Partiamo dal reato associativo. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei è accusata di 1 appartenenza alla – le leggo il capo cosca mafiosa Pesce per aver svolto d’imputazione – “In qualità di partecipe, collegamento e trasferimento tra il un ruolo di comunicazioni padre detenuto Pesce Salvatore e di in ordini gli altri associati; in particolare per avere svolto il ruolo di intermediaria circa le specifiche disposizioni Pesce Salvatore sui destinatari e le modalità estorsive, nonché per avere partecipato date da delle attività all’attività di intestazione fittizia di beni e reimpiego dei capitali illeciti che le del gruppo criminale”. Quindi la prima faccio, visto che lei responsabilità per questo reato, mi è: ha esiste domanda ammesso la una cosca mafiosa che si chiama Pesce? IMP. PESCE – Sì, esiste. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI Tribunale come – Allora, vorrei spiegasse al fa a fare queste affermazioni? Quali sono gli elementi a sua conoscenza sulla può che base dei quali lei concludere che esista una cosca mafiosa che si chiama Pesce? IMP. PESCE – e... cioè Sì. io Io praticamente vivevo in questa famiglia ero a conoscenza, insomma, che era una famiglia mafiosa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da quando ne è venuta a conoscenza? IMP. PESCE – Diciamo che da sempre, da quando era ragazzina. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha ammesso il ruolo che le è stato, diciamo, configurato nel capo d’imputazione, cioè il ruolo di trasmettitrice innanzitutto; 2 di messaggi tra qual è il periodo in cui lei i detenuti ha svolto questa funzione? Da quando a quando? IMP. PESCE – Nel periodo che mio fratello era in carcere, mio fratello Francesco. P.M. DOTT.SSA – CERRETI È quando è stato arrestato suo fratello Francesco la prima volta immagino? IMP. PESCE – No, io... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si riferisce a quella? IMP. PESCE – No, non era la prima volta. Io parlo dell’arresto di novembre... di... Adesso io con le date sono un po’... anche perché sono due anni, quindi... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, certo. elemento certo della sua vita. l’età dei Le colleghi a qualche Non so, le sue gravidanze, suoi bambini, quindi magari così si orienta meglio. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – 2008/2009, insomma quella carcerazione che ebbe in quegli anni. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi 2008/2009? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi lei si recava a colloquio con suo fratello? IMP. PESCE – Da mio fratello, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da sola o in compagnia di altri familiari? IMP. PESCE – Allora, ci sono state due carcerazioni, quella che ha avuto a Palmi ci andavo con i familiari; quando è stato detenuto a Palermo ci andavo da sola con i bambini. 3 CERRETI – P.M. DOTT.SSA E a Palmi con quali familiari si recava a colloquio? IMP. PESCE – Con mia madre, mia sorella, mio marito... P.M. CERRETI – Che tipo di disposizioni lei ha trasmesso DOTT.SSA da suo fratello al carcere a fuori o viceversa da fuori a dentro? IMP. PESCE – Io mi occupavo, insomma, degli Avvocati. dovevo andare a curare gli Avvocati, se dovevo qualche... all’Avvocato insomma qualche... qualche insomma qualche fratello o mio notizia cosa dall’Avvocato Se portare a o mio fratello all’Avvocato. E poi nel periodo che stava a Palermo notizie a mio zio per quello che riguardava i soldi che lui doveva avere del camion. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Soldi che lui doveva avere da quale camion? IMP. PESCE – Dal camion che gli lavorava alla Sisa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi si sta riferendo al camion di cui al capo d’imputazione (inc.) all’estorsione, il capo numero 14? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. In questa vicenda che poi andiamo ava affronteremo nel dettaglio, nel particolare, lei che ruolo ha svolto? IMP. PESCE – Andavo e... quando uscivo andavo a trovare zio perché questi soldi mio arrivavano con difficoltà e mi recavo più volte lì per dire che mio fratello richiedeva questi soldi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E poi questi soldi effettivamente lei li ha mai presi e portati a suo fratello? 4 IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quante volte? IMP. PESCE – Un paio di mesi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. IMP. PESCE – Cioè tipo quattro/cinque volte, perché venivano dati mensilmente, quindi per quattro/cinque mesi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E l’ultima volta... un termine iniziale, ha detto in cui lei ha preso queste perché ci ha dato 2008/2009, l’ultima volta somme di denaro e le ha portate a suo fratello riesce a collocarle nel tempo? IMP. PESCE – Sì, fino al mese prima del mio arresto, marzo 2010. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, marzo 2010 quindi è l’ultima volta che lei prende queste somme di denaro? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA nello CERRETI – specifico Senta, tornando e poi affronteremo questo capo d’imputazione... tornando invece al discorso generale, lei ha detto che esiste una cosca mafiosa che si chiama Pesce, le chiedo lei sa chi comanda questa cosca mafiosa? IMP. PESCE – Attualmente mi chiede o nel tempo? P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, cristallizziamo al momento del arresto, perché do per scontato che lei conoscenze suo in questo momento non ne abbia, se poi ce le ha ce lo dirà lei. Io intanto le chiedo: al momento del suo quindi al 28 aprile 2010, chi comanda la arresto, cosca mafiosa Pesce? IMP. PESCE – La cosca la Antonino, però... 5 comandava... la comanda mio zio P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, ci spieghi perché lei ha detto chi comandava... comanda, che vuol dire questo? IMP. PESCE – Perché era detenuto e in questo momento era il figlio Francesco a... nel momento... io parlo sempre fino a quando io sono stata libera. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Certo, sì, sì. IMP. PESCE – Cioè parlo al presente, però parlo sempre fino... P.M. DOTT.SSA CERRETI – È chiaro. PRESIDENTE – Ecco, allora quando lei parla al presente come si riferisce alla data del suo arresto? IMP. PESCE – Fino al 2010, sì. PRESIDENTE – Quindi quando dice: “Comanda mio zio” significa nel 2010 comanda mio zio? IMP. PESCE – Sì, sempre a quel tempo là, sì. PRESIDENTE – Okay, okay. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo come fa a dirlo, che comandasse suo zio detenuto e poi suo cugino Francesco classe ‘78? IMP. PESCE – Allora, intanto perché non è una cosa che... cioè non è che è una cosa che mi hanno detto, è una cosa che io so perché, come ripeto e come... forse sono ripetitiva, però io vivevo in quella famiglia e sapevo come andavano le cose perché le vivevo giornalmente, cioè negli anni, nel tempo che sono stata lì. Non è che è una cosa che apprendi in un momento solo perché l’hai appreso in quel momento, cioè è una cosa che hai vissuto e che sai che è così. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Oltre cugino Francesco classe 6 a suo zio ‘78 chi Antonino e a suo sono le persone che dirigono questa cosca mafiosa? Dopo di loro, sotto, chi c’è, se lei lo sa? Immediatamente sotto. IMP. PESCE – Dopo di loro c’è... insomma i fratelli di mio zio hanno anche loro tipo... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi sono? Dica i nomi. IMP. PESCE – Pesce Vincenzo... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – ...e Pesce Giuseppe quando c’era. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. Suo padre? IMP. PESCE – No. Loro erano, diciamo, i più... P.M. DOTT.SSA CERRETI – I più? IMP. PESCE – I più forti, i più... Le persone che avevano, insomma, più rispetto, più forza, più potere insomma. P.M. DOTT.SSA CERRETI – tutte le Okay. Poi affronteremo una per posizioni. Adesso le faccio una appunto delle domande più generali. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quali sono, se lei lo sa, le attività illecite della cosca mafiosa Pesce? Quali sono i reati che la cosca mafiosa Pesce commette? IMP. PESCE – Mi può ripetere la domanda? P.M. CERRETI – Quali sono i reati che la cosca DOTT.SSA mafiosa Pesce commette? Che tipo di attività illecite svolge? IMP. PESCE – Allora, il traffico di droga... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – ...le estorsioni e gli appalti, dei lavori li prendono loro... spartizioni di questi appalti e tutto quando ci le parti insomma... sono le quello che riguarda il territorio, insomma. Cioè comandano in quel campo là. 7 Qualsiasi cosa abbia profitto insomma è nel loro interesse, insomma. P.M. CERRETI – Il DOTT.SSA territorio a cui lei si riferisce... di che territorio stiamo parlando? IMP. PESCE – Va beh, Rosarno in particolare perché è proprio il paese altri di provenienza. Poi in generale anche negli paesi limitrofi hanno interessi, però diciamo che lì vivono in... cioè si uniscono ad altre famiglie per dividere, insomma, questi interessi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Adesso le chiedo c’erano, se è a sua conoscenza, dei luoghi di incontro, cioè dei posti specifici dove le suoi zii o persone che lei altri ha indicato, componenti della sua quindi i famiglia, si riunivano per parlare di queste cose? IMP. PESCE – Sì, diciamo che io parlo sempre di quello che ho visto io. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Certo, lei deve sempre dire quello che ha visto e come l’ha visto. Adesso io le chiederò quando l’ha visto pure. IMP. PESCE – Sì. In quel periodo che io frequentavo la casa di mia nonna... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sua nonna quale? IMP. PESCE – Bonarrigo Giuseppa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che è la mamma di? IMP. PESCE – Di mio padre. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Diceva? IMP. PESCE – Praticamente in quel periodo che io ho po’ più contatti proprio 8 per proprio con loro, prendere questi soldi avuto un perché mi recavo lì di mio fratello, vedevo... lì vedevo tante persone che venivano lì, che venivano a trovare i miei zii, che parlavano... P.M. DOTT.SSA CERRETI – I suoi zii quali? Dica sempre il nome? IMP. PESCE – Giuseppe e Vincenzo. PRESIDENTE – questo Mi scusi punto? signora, Cioè lei vuole essere “In dice: andavo per i soldi di mio quel più chiara su periodo quando fratello”, ci vuole dire più chiaramente che cosa vuol dire questo? Qual è il periodo cioè, ecco? IMP. PESCE – Sì. Nel periodo che io fratello andavo in carcere, io prima di dovevo recare dai miei zii là tipo e uscivo dal andare a trovarlo mi a prendere questi soldi e io i miei zii li andavo a trovare io lavoro perché loro dopo dell’orario che finivo, andavo da mia i miei zii e lì a volte a trovare mio delle la sera... sei, tipo nonna dove trovavo dovevo aspettarli anche per un’ora, mezzora, due ore. PRESIDENTE – Ma cioè sono i soldi che lei chiedeva agli zii per portarli a suo fratello Francesco? IMP. PESCE – Sì, che mi dovevano dare quelli del camion per andare a trovarlo, sì. PRESIDENTE – Ah! IMP. PESCE – Poi a volte anche perché mio padre... PRESIDENTE – Ma non solo quei soldi a cui faceva riferimento con riferimento al capo 14? P.M. DOTT.SSA Presidente. 9 CERRETI – Sì, sì, sono proprio quelli, IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Sono quelli? P.M. DOTT.SSA CERRETI – S ì. PRESIDENTE – Ah, va bene. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sono sempre lì. (…) P.M. DOTT.SSA – CERRETI periodo in cui lei Allora, stava raccontando che nel andava a prelevare questi soldi si recava presso la nonna Bonarrigo. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma la nonna Bonarrigo è la moglie di Pesce Giuseppe classe ‘23? IMP. PESCE – No, no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi spieghi. IMP. PESCE – Di Pesce Francesco... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, spieghi al Tribunale. IMP. PESCE – Pesce Francesco, non so la classe. È la madre di mio padre praticamente. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Lei ha detto persone e aspettava due/tre ore; che vedeva tante ecco, perché aspettava due/tre ore prima di poter parlare con i suoi zii? IMP. PESCE – Perché, va beh, erano sempre impegnati a parlare con qualcuno e poi a volte mi dicevano di aspettare che dovevano arrivare i figli... “Adesso arriva mio fratello, l’ho mandato. Adesso arriva” e quindi aspettavo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E perché lei suo cugino? doveva aspettare E quale? Innanzitutto quale zio le anche diceva così e a quale cugino si riferiva? IMP. PESCE – Mio zio 10 Vincenzo lo diceva dei suoi figli e a volte era uno e a volte era un altro, insomma a volte era... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come si chiamano i figli di Vincenzo? IMP. PESCE – Savino e Francesco. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Francesco classe ‘87? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. IMP. PESCE – Non so la classe veramente. Savino il figlio di Vincenzo, Francesco il figlio di Vincenzo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, dovrebbe essere classe... E cosa c’entrava, mi spiega, suo cugino in questa storia? lei Perché ha detto che andava da suo zio per prelevare questi soldi. Ci ha già accennato la provenienza denaro, poi lo approfondiremo. Cosa c’entra di questo suo cugino o i suoi cugini? IMP. PESCE – Perché il padre mandava lui a prendere questi soldi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mandava lui dove? IMP. PESCE – Dalla persona che glieli doveva dare, da quello del camion. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Torniamo a casa di sua nonna Bonarrigo Giuseppa. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha detto: “Vedevo tanta gente che parlava con i miei zii”, ma ci spieghi meglio, tanta gente... che tipo di gente innanzitutto e se capiva l’oggetto dei loro discorsi? IMP. PESCE – Allora, no, non lo capivo appartavano a parlare e quindi non... 11 perché loro si P.M. DOTT.SSA – CERRETI Si appartavano rispetto a lei o rispetto a sua nonna? IMP. PESCE – Rispetto a noi in generale, perché ci stava una porta e poi loro si spostavano oltre questa porta per parlare. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi lei non ha mai avuto modo di ascoltare l’oggetto dei loro discorsi? IMP. PESCE – No, no, no, no, non era... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma ha capito le motivazioni di queste visite? IMP. PESCE – Diciamo che... sì, più o meno sì, chiedevo cosa succedeva a mia nonna... P.M. DOTT.SSA CERRETI – A chi chiedeva? IMP. PESCE – A mia nonna, insomma tipo a titolo informativo: “Ma perché tutte queste persone? ” e allora lei mi faceva capire che ognuno... chi aveva problemi bisogno di qualcosa o chi faceva un venivano lì per evitare di essere visti... allora venivano lì o chi lavoro andare a aveva per loro, casa e di e parlavano insomma delle loro cose. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei tra queste persone ha mai visto gente da lei conosciuta di cui ci può fare i nomi? IMP. PESCE – Ma poche persone conoscevo. Erano tutte persone che non erano neanche del paese a volte, perché io non li avevo mai visti. P.M. DOTT.SSA CERRETI categorie, secondo lei no? Non dedite tipo di categorie? 12 – Ma si so, di trattava... mi imprenditori, riferisco di a persone al crimine, di banchieri... di che INTERVENTO – Presidente... P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, per far comprendere... PRESIDENTE – No, la domanda non è ammissibile. INTERVENTO - Ha già detto che non li conosceva. PRESIDENTE – Non li conosceva, la domanda non può essere ammessa. P.M. DOTT.SSA CERRETI conoscevo, perché – No, molte ha “Poche persone detto: erano di fuori Rosarno”, ha detto. PRESIDENTE – No, ha detto che non li conosceva veramente. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Glielo richiediamo. PRESIDENTE – Anche perché perché molti non molti... Non capo, anche erano di Rosarno, così mi pare di aver capito. È così? Mi sta cenno del li conosceva, confermando che è così facendo il quindi – non so – se vuole spiegare qualcosa... IMP. PESCE – C’erano sia persone che erano del paese che conoscevo... PRESIDENTE – Quindi lei conosceva delle persone? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ovviamente mi riferisco a queste. IMP. PESCE – Persone che conoscevo e molte altre che non conoscevo. PRESIDENTE – Ah, quindi conosceva delle persone? IMP. PESCE – Alcune persone sì. PRESIDENTE – domanda E del queste persone che Pubblico Ministero conosceva... è: queste persone che lei conosceva? IMP. PESCE – Sì, sì. 13 sa dire Ecco, chi la erano PRESIDENTE – Anche se non indicare i nomi, li sa dire nominativamente oppure sa non so. Ci dica lei, visto che li conosceva, magari qualcosa può dirci, non so. IMP. PESCE – Sì, ma una volta ho visto il cognato di mio zio, Arena, Domenico Arena. Una volta ho visto Cananzi, non so il nome; mi ricordo il cognome, ma non so il nome. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E chi è Cananzi? IMP. PESCE – Cananzi, quando io ero fuori, era il consuocero di mio zio Antonino. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Alcune volte ho visto Preiti, quelli che hanno la concessionaria. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si ricorda il nome di battesimo di questo Preiti? IMP. PESCE – Sì, Domenico. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. IMP. PESCE – Adesso ricordo solo questi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Va bene. IMP. PESCE – E poi anche familiari, insomma venivano familiari, tipo cugini, parenti insomma... anche i però anche dice: “Vedevo tanta persone che non conoscevo. P.M. DOTT.SSA CERRETI gente” ci – Okay. Ma lei faccia capire cosa intende per tanta Quando lei arrivava quante persone volta gente. per volta può aver visto? IMP. PESCE – Diciamo che non si fermavano lì per è che facevano... cioè non aspettare, quindi non è che erano quantificate lì al momento, cioè che vedevo proprio tante 14 p ersone. È che uno andava e uno veniva, uno andava... era come un viavai, proprio era un continuo... PRESIDENTE – Quindi non erano persone in fila? IMP. PESCE – No, no, no. Venivano, vedevano che è occupato, se ne andavano, ritornavano... insomma, così. A volte lui non anche io magari lo era veniva proprio e loro aspettavo, però lui veniva e tutto quel tempo che io stavo venivano... non Capitava sere che lo aspettavo anche due ore, non sempre veniva. tre là ore e vedevo queste persone che venivano in continuazione a chiedere di lui. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Senta, lei ci ha detto poco fa che si appartavano. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da lei e da sua nonna. IMP. PESCE – Da chi stava là. A volte eravamo anche di più, non eravamo solo io e mia nonna, insomma ci stavamo... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ci riferisce... stava là intende nella casa di sua nonna, dentro la casa? IMP. PESCE – Diciamo che c’ha una specie di tettoia e... P.M. DOTT.SSA – CERRETI com’erano i luoghi, Ecco, faccia per capire capire bene come al Tribunale avvenivano i fatti? IMP. PESCE – tettoia Allora, la casa è qua. Poi c’è una specie di e noi stavamo... con i divanetti fuori e poi c’è una salita e una porta, un garage, una porta di un garage e loro entravano in fondo là in quella porta. P.M. DOTT.SSA CERRETI – che si appartavano. 15 Okay. Lei ci ha già detto, appunto, IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA – CERRETI appartarsi? Ne Ma avete mai perché parlato quest’esigenza di con sua nonna? Avete capito qual era il motivo? IMP. PESCE – No. Va beh, però era scontato che noi non potevamo ascoltare i discorsi che facevano. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E perché lei dice che era scontato? Ci faccia capire. IMP. PESCE – Perché non cioè in quanto potevamo sentire quello che dicevano, donne, in quanto discorsi loro insomma non... non potevamo sentire quello che loro si dicevano. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma perché, se lo ha mai zii ricevevano queste persone proprio saputo, i suoi da sua nonna e non a casa loro? IMP. PESCE – Non ho capito, scusi. PRESIDENTE – Perché queste persone andavano... gli zii suoi ricevevano queste persone quindi perché da sua nonna anziché nella loro casa? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – L’aveva anche accennato prima veramente. IMP. PESCE – Perché a casa... diciamo che loro sorveglianza, quindi dovevano rientrare. prima che loro rientrassero, facevano queste ricevevano queste persone là avevano la Allora, visite, che poi era un cioè punto meno visibile e li ricevevano là insomma. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Meno visibile a chi? IMP. PESCE – Alle Forze dell’Ordine. P.M. 16 DOTT.SSA CERRETI – Lei sa di ulteriori particolari attenzioni per essere meno visibili alle Forze dell’Ordine predisposte in queste occasioni dai suoi zii? IMP. PESCE – Quello era già uno e poi avevano le campagne e passavano il resto della giornata nelle campagne per non farsi vedere in giro. P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, mi riferivo sempre alla attività svolta a casa di sua nonna Bonarrigo. IMP. PESCE – Non ho capito la domanda. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sono state mai parte vostra rinvenuto microspie da e dei suoi familiari presso casa di sua nonna? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Vuole spiegare al Tribunale come? IMP. PESCE – Ricordo un stavo là episodio che praticamente e si accennò queste microspie sotto nonna, insomma, si al fatto delle che pietre lamentava e un giorno avevano rinvenute e dicevano... diceva... lei non mia era contenta del fatto che i figli andavano lì a parlare con queste diceva persone “Guarda, arrestano, parlate. e guarda, poi Non che continuano li arrestano” parlate. rovinano i suoi figli: ad andare lì. e quindi diceva: Abbassate la Poi voce, ieri trovato le microspie”. Allora io poi ho chiesto li “Non hanno e mi è stato detto, sì, che ci stavano delle microspie. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questo quando lo colloca nel tempo, questo rinvenimento delle microspie? IMP. PESCE – Sempre nel 2010. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sono state rinvenute delle puntate sulla... 17 telecamere IMP. PESCE – Sì, da... Siccome mia nonna lì è a limite con una scuola, la scuola Maria Zita... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – E dentro la scuola dice che ci stavano pure le telecamere fissate su quel posto là. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Cioè su casa di sua nonna? IMP. PESCE – Sì, sulla casa e sul posto dove proprio loro andavano a incontrarsi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo in che periodo è avvenuto? IMP. PESCE – Sempre 2010. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E come lo avete saputo delle telecamere puntate su casa di vostra nonna? IMP. PESCE – Io non lo so, perché a me sempre me l’ha detto mia nonna in quel contesto, però non so come Cioè non so se gli era guardando, perché dopo l’hanno saputo. stato detto o le hanno trovato loro che hanno visto le microspie hanno fatto una ricerca più approfondita. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Loro chi? IMP. PESCE – I familiari, i miei zii, i nipoti. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Dica sempre i nomi perché siete così tanti che poi sennò rimane una informazione generica. IMP. PESCE – Giuseppe e Vincenzo, parlo sempre di loro. P.M. DOTT.SSA CERRETI – I suoi zii Giuseppe e Vincenzo? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di altre telecamere lei oltre queste, diciamo, fissate ha mai saputo dalla scuola di fronte a sua nonna? IMP. PESCE – Sì. Quelle nell’ospedale, è la strada che porta dove abitiamo noi, abita mio cugino insomma e altri miei 18 zii. Nell’ospedale erano state messe delle telecamere che guardavano sulle nostre case. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E anche in questo caso lei sa come è stata scoperta l’esistenza di queste telecamere? IMP. PESCE – Sì, praticamente si accorgevano di questi fili palo della luce e l’altro che comparivano insomma tra un e si risaliva che erano state messe le telecamere. P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, no, prego, l’ho Senta, invece... interrotta. IMP. PESCE – C’era anche un no? Che praticamente batteva proprio sulla problema di un non è mai faro della luce, stato aggiustato, casa di Ciccio e sulla che casa di mio padre e un giorno sono venuti ad aggiustare questo faro e da lì si è capito che era perché... per fare insomma... per riprendere meglio la strada. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Senta, ma invece le microspie come sono state trovate? IMP. PESCE – Di preciso non lo so. So che sono state trovate là sotto delle pietre dicevano, però non so in che modo, se le hanno cercate, se è stato un caso... non lo so. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Lei sa se qualcuno della sua famiglia fosse dotato di rilevatore di microspie? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi? IMP. PESCE – Chi di disposizione un preciso non rilevatore, lo so, che so che usavano avevano a anche nelle macchine quando... dopo magari qualche fermo oppure dopo le perquisizioni in casa venivano controllate rilevatore di microspie. 19 con questo P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questo lei da chi l’ha appreso? IMP. PESCE – Diciamo che... da mio un periodo che aveva le perché c’è stato fratello macchine e faceva dei controlli di questo tipo, però anche da... P.M. DOTT.SSA CERRETI – E suo fratello ha mai trovato microspie? IMP. PESCE – Mi sembra, sì, una in una macchina che aveva noleggiato, in una Smart. P.M. DOTT.SSA CERRETI – In che periodo siamo? IMP. PESCE – 2006. Mi sembra, sì, 2006. 2005/2006. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Vuole spiegare bene al dove sorge la necessità di tutte lei ci ha descritto, microspie, la queste precauzioni cioè l’appartarsi, rimozione delle Tribunale da che il rilevatore di telecamere... qual è l’esigenza sottostante? IMP. PESCE – La consapevolezza di viene monitorata insomma dalla essere una famiglia che legge e anche dal fatto che hanno qualcosa da nascondere. P.M. DOTT.SSA arresti. CERRETI – Okay. Parlo dei primi Passiamo al momento degli arresti, il 28 aprile 2010, che hanno coinvolto anche lei. Prima di questa data... IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA qualche CERRETI notizia – ...che delle lei indagini sappia avevate in corso nei avuto vostri confronti e dell’imminenza dei provvedimenti cautelari? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, da chi? Chiarisca al Tribunale e racconti questa vicenda. 20 IMP. PESCE – Allora, io personalmente l’ho appresa da mio Vincenzo in una famosa sera di quelle che io zio andavo a trovarlo lì. PRESIDENTE – Lì a casa della nonna sempre? IMP. – PESCE Della nonna, sì, sì. Disse praticamente insomma... chiacchieravamo insomma del più e del meno, di queste cose... P.M. DOTT.SSA CERRETI – In che tempo siamo? IMP. PESCE – Febbraio... gennaio/febbraio 2010. P.M. DOTT.SSA CERRETI – questi soldi, Sì. Praticamente di questa cosa... che dovevo avere un parlando insomma di “Sì, giorno disse: sempre di questi sì, soldi parlate, parlate – dice – tanto tra un po’ – dice – ci arrestano tutti”. Io lo guardai e dissi: “Come Cioè che arresti. vuoi Ora dire? ”, non dice: “Sì, sì, faccio perché – dice – tra un ci arrestano tutti? in ci sono degli tempo a sposare il figlio po’ mi arrestano” e io ho “No, dai zio, perché dici così? No, non detto: dire così”, dice: “No, guarda che ci stanno anche delle donne” e io mi sono messa a ridere e ho detto: “Sì, delle donne!”, dice: “Sì, sì, ci saranno – lui all’epoca mi disse – 40 donne della famiglia Pesce”, dissi: “Ma guarda che 40 donne neanche stiamo e poi – ho detto – perché ci devono arrestare se non abbiamo fatto niente? ” e lui vedrete, poi vedrete” e finì lì disse: “Sì, sì, poi la cosa. Poi... prima di quel periodo là, mi sembra era estate... o estate o era settembre, così, mio cugino Marcello ci aveva fatto avere pure la parlare 21 notizia di stare attenti noi donne al telefono al telefono, di non perché siamo monitorati, siamo intercettati, di stare attente. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi estate 2009 già questo accade? IMP. PESCE – Sì, sì. Non so se era agosto, settembre... quel periodo là comunque. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. – PESCE Dicevano che un’associazione e per dicembre dovevano ci arrestare... doveva essere un’associazione che era mirata per la famiglia Pesce, tra cui ci stavano delle donne. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha mai Vincenzo o suo cugino saputo dove suo zio Pesce Pesce Marcello hanno reperito queste notizie? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come facevano a saperlo? IMP. PESCE – No, no, non l’ho mai chiesto e non era nelle mie conosce. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa perché suo zio Pesce Vincenzo, classe ‘59, nonostante fosse a conoscenza dell’imminenza della cattura sia stato effettivamente arrestato? Lei lo sa? AVV. MERCURIO – Ha ripetuto la stessa domanda di prima, c’è opposizione. PRESIDENTE – Allora, lei l’imputata può sa, rispondere quindi è una domanda a liberamente, cui secondo appunto quello che è a sua conoscenza, se è a sua conoscenza. IMP. PESCE – Di preciso non la sorveglianza speciale sottratto per questo. 22 lo so. So soltanto che lui aveva e che probabilmente non si è (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei conosceva l’allora Comandante... sa che ci fosse Carabinieri di il Comandante Rosarno nel della periodo dal Stazione 2003/2004 dei ai giorni nostri? IMP. PESCE – Io ne conoscevo solo uno, ma non so in che periodo... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi conosceva lei? IMP. PESCE – Il Comandante Frisina. P.M. DOTT.SSA avesse CERRETI – Ha mai contatti diretti saputo o se indiretti questo militare con suo cugino Francesco, classe ‘78? IMP. PESCE – Sì, quello che... fra di da quello che apprendevo in da alcune frasi loro c’era che ho un’amicizia e famiglia, da sentito sapevo che che più volte lo interpellava per sapere qualcosa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – In che senso? Spieghi innanzitutto in quale contesto lo ha saputo e da chi e poi per sapere cosa? IMP. PESCE – Allora, diciamo che il contesto è sempre contesto familiare, a casa o da mia nonna; erano quelli i riferimenti, non è che avevo altro... P.M. DOTT.SSA CERRETI – E da chi l’ha sentito? IMP. PESCE – Da mia come per dire: nonna, riferito... lo riferiva “Tanto lui...”... siccome tra a mio di loro non c’era un... c’erano come degli attriti, erano... PRESIDENTE – Tra di loro chi, signora? IMP. PESCE – Tra mio zio Vincenzo e mio cugino Ciccio. PRESIDENTE – Sì. 23 zio P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Quindi più volte io l’ho sentito che l’ho sentito lui e in quelle volte “Tanto lui poi va da Frisina parlare con di parlare e gli dice... diceva: gli dice... gli dice le cose” insomma. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma di cosa stiamo parlando? IMP. PESCE – È riferito al fatto che lui si sottraeva alle catture oppure se che gli facevano le perquisizioni o se c’era qualche cosa insomma in campo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E lei, oltre averne sentito parlare, ha contezza diretta di qualche episodio che è accaduto che le ha confermato questa cosa nella sua famiglia? Mi sto riferendo quindi al contatto, no? , tra Francesco e i Carabinieri. IMP. PESCE – Un episodio preciso no, in generale. Ma non so l’episodio preciso. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Suo padre Pesce Salvatore quando è stato arrestato e dove, con che modalità? PRESIDENTE – Sempre in esecuzione dell’ordinanza del nostro processo? P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, no, mi sto riferendo a un episodio pregresso, a una carcerazione pregressa rispetto a quest’ultima. IMP. PESCE – È stato arrestato a novembre del 2005. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Con che modalità? Dove è stato trovato? IMP. PESCE – In un bunker. P.M. DOTT.SSA CERRETI – bunker? 24 In un bunker e dove si trovava il IMP. PESCE – Nella casa di mia nonna Bonarrigo Giuseppa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come è stato rinvenuto il bunker? IMP. PESCE – È stato trovato... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da chi innanzitutto? Si ricorda chi lo ha arrestato? IMP. PESCE – I Carabinieri, i R.O.S. mi sembra. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Dai Carabinieri? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E come fosse è stato rinvenuto il bunker? Se un bunker immagino che non fosse, diciamo, palese; come è stato rinvenuto questo bunker? IMP. PESCE – È stata una cosa mirata. Sono proprio andati lì, hanno fatto una perquisizione e hanno rinvenuto il bunker sotto il pavimento. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sotto il pavimento? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da quanto tempo se lei lo sa suo padre utilizzava questo bunker? IMP. PESCE – Adesso di non lo ricordo, ma non era... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Giorni, mesi o anni? IMP. PESCE – No, no, mesi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mesi. IMP. PESCE – Forse uno, forse due, ma non da tanto. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Durante la permanenza di padre presso il bunker riceveva visite? Qualcuno suo andava a trovarlo? IMP. PESCE – insomma. Sì. Va Io, Savino, mio 25 mia beh, sempre nell’ambito madre, mio fratello...cioè cugino noi familiari Pesce Vincenzo di noi, però di estranei no. No, no, estranei no, solo noi. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Oltre ai suoi strettissimi familiari, quelli che ci indicato che andavano a trovare suo padre, chi altro sapeva... INTERVENTO – Opposizione. P.M. DOTT.SSA CERRETI Chi altro sapeva dell’esistenza del bunker, ora mi devono spiegare perché ci oppone a questa domanda. Chi altri era a conoscenza dell’esistenza del bunker, questa è la domanda. PRESIDENTE – Quindi non chi andava a trovarlo, ma chi altri era conoscenza. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi altri era a conoscenza. PRESIDENTE – Quindi quindi può è una domanda che non è stata posta, essere posta. (…) IMP. PESCE – Allora, non molte persone perché non è che quando c’è un bunker tutti quanti sanno che là ci sta un bunker, quindi non è una cosa di dominio pubblico che ci sta un bunker, però ricordo un’occasione di quei giorni che... PRESIDENTE – Quei giorni intende prima del rinvenimento diciamo... IMP. PESCE – Prima dell’arresto... sì. PRESIDENTE – ...della scoperta del bunker? IMP. PESCE – tenne Prima, sì, sì, sì. Che a sottolineare però lo disse, nonna... 26 dicendo... praticamente mia nonna anche prima dell’arresto che siccome vide uscire mio cugino Pesce Francesco, che da casa di mia si trovava all’angolo del supermercato, Vincenzo da lì e mia che ha visto lui padre sta qua. neanche cinque vide uscire mio cugino nonna cominciò a dire: “Ah, adesso uscire da qui ha immaginato che tuo Adesso lo arrestano”. Mio padre dopo giorni è stato arrestato. Quindi lui so se era a conoscenza che là ci stava il non bunker, però aveva capito dai movimenti che mio padre stava... PRESIDENTE – Scusi, io non ho capito bene questo passaggio. Me lo vuole rispiegare gentilmente. IMP. PESCE – Praticamente le persone che erano a conoscenza – era la domanda– del bunker eravamo io e i familiari ristretti che andavamo a trovare mio padre. PRESIDENTE – Che andavate a trovarlo lì. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi sapevate che c’era questo... IMP. PESCE – E poi nei giorni prima era venuto a conoscenza di questo bunker mio cugino Pesce Francesco. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sempre il figlio di Antonino? IMP. PESCE – Il figlio di Antonino, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi? IMP. PESCE – E quindi... PRESIDENTE – Era venuto a conoscenza... IMP. PESCE – Perché ha visto i movimenti, vedeva noi uscire da lì. PRESIDENTE – Vedeva voi? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE - Ma lei ha introdotto Pesce Vincenzo, non capito Pesce Vincenzo come si collega? IMP. PESCE – Usciva dal bunker, usciva dal... 27 ho PRESIDENTE – E quindi anche Pesce Vincenzo veniva a trovare suo padre? IMP. PESCE – Pesce Vincenzo, il piccolo. Non mio zio. PRESIDENTE – Sì, non lo zio, il cugino. IMP. PESCE – Il cugino, sì, sì. PRESIDENTE – Classe ‘86, mi pare. IMP. PESCE – L’avevo già detto c omunque. PRESIDENTE – Qualcosa del genere. IMP. PESCE – Sì. Sì, sì. PRESIDENTE – Ma quindi suo cugino veniva insieme a voi a trovare suo padre? IMP. PESCE – Sì, sì, ci alternavamo, andava lui, andavamo noi. PRESIDENTE – Veniva pure lui. Era uno dei visitatori diciamo? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. PRESIDENTE – Perfetto. Quindi Pesce Francesco l’aveva... quindi suo cugino Ciccio l’aveva visto uscire... IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – E poi dopo è stato arrestato? IMP. PESCE – Sì. Era a conoscenza che mio padre stava lì. Adesso non so se sapeva che ci stava il bunker o meno. PRESIDENTE – Ho capito. IMP. PESCE – Ma che mio padre era lì sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi scusi, ma perché suo cugino avrebbe dovuto far arrestare suo padre? Cioè non lo capisco questo. AVV. SANTAMBROGIO – Non ha detto che l’ha voluto fare arrestare, le chiedo scusa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ha detto che è stata una loro ipotesi. 28 AVV. SANTAMBROGIO – Ha detto... ha detto... ha riferito pensiero della nonna. Ora cosa c’entra di un che l’abbia fatto arrestare. INTERVENTO – Ha capito che c’era il padre, ma non il bunker. AVV. SANTAMBROGIO – (inc.) l’ha fatto arrestare, chiedo scusa, non andiamo oltre. PRESIDENTE – No, non ha detto che l’ha fatto arrestato. Questo non l’ha detto, vero? L’ha detto? IMP. PESCE – No, no. PRESIDENTE – Sta facendo di no con la testa, quindi non l’ha detto che l’ha fatto arrestare. Ha detto soltanto... AVV. SANTAMBROGIO – stata in Ma la domanda del Pubblico Ministero questo senso. Ha presupposto un fatto è che la collaboratrice non ha mai detto. PRESIDENTE – No, non ha detto questo. In effetti non ha detto. Ha detto soltanto. AVV. SANTAMBROGIO – Sì, ma perché avrebbe dovuto... Ha detto... chiedo scusa Presidente e poi chiudo. PRESIDENTE – Sì. AVV. SANTAMBROGIO – Ha detto il Pubblico Ministero: perché avrebbe dovuto fare arrestare suo papà. PRESIDENTE – E questa domanda infatti non Ecco, non non gliel’ammettiamo la era venuto fuori gliela a mmettiamo. domanda perché in effetti da quello che aveva detto finora la signora Pesce. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Va Tribunale qual è stato 29 bene. Allora l’oggetto vuole spiegare al esattamente di quello colloquio che ci ha riferito avere Lei ha detto: “Con mia con sua nonna? nonna abbiamo parlato di questo concatenarsi di eventi”, e cosa ha detto avuto esattamente cosa vi siete detti sua nonna in quella occasione a questo proposito? IMP. PESCE – Dopo l’arresto di mio padre sta dicendo? P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, esatto. IMP. PESCE – Mia nonna in cugino ha fatto fatto quel contesto ha detto arrestare mio che mio padre e che lo aveva già negli anni addietro con l’altro figlio grande e che lui per... per rimanere, insomma, intoccabile lui faceva queste cose per... PRESIDENTE – L’altro figlio grande ci sarebbe? IMP. PESCE – Vincenzo. PRESIDENTE – Ah, Vincenzo. P.M. DOTT.SSA – CERRETI Cosa vuol dire per rimanere intoccabile lui faceva queste cose? IMP. PESCE – Era come se faceva dei favori per restare fuori, insomma, dei processi, dalle associazioni e da tutto. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma tra suo cugino Francesco e suo padre c’erano... i rapporti com’erano? IMP. PESCE – Normali. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Cioè c’erano motivi di astio che potevano spingere suo cugino a fare una cosa del genere? IMP. PESCE – No, no, astio in particolare no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, non c’erano motivi di astio personale? IMP. PESCE – No, no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – La spiegazione è solo quella che ci ha 30 dato lei? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Posso inserirmi un attimo? Ma quando dice normale che cosa vuole dire? IMP. PESCE – Un rapporto... PRESIDENTE – Ma si frequentavano? Avevano un rapporto di frequentazione? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. PRESIDENTE – Si vedevano? Si frequentavano? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei adesso ci nonna le avrebbe detto: ha riferito che sua “Già in passato ha fatto queste cose”, a cosa si riferiva in particolare? IMP. PESCE – Sempre a... diciamo da quello che mi ha detto lei, adesso non ricordo però... che mi ha detto che negli anni addietro aveva fatto arrestare il figlio grande, Vincenzo, perché aveva visto uscire una persona dal luogo dove poi è stato arrestato. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quanti anni indietro andavamo? Di cosa stiamo parlando? IMP. PESCE – Alla data dell’arresto di mio zio Vincenzo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, rispetto all’arresto di suo padre quanti anni prima lo colloca? IMP. PESCE – Un otto anni prima. Otto/nove anni prima o sei... insomma anni addietro, ma adesso non... P.M. DOTT.SSA CERRETI – E Vincenzo in quel periodo latitante? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa dove si nascondesse? 31 era IMP. PESCE – Mi ricordo in un bunker, che è stato anche lui arrestato in un bunker, però non ricordo dove. P.M. DOTT.SSA CERRETI – bunker nella Okay. Sa vostra di disponibilità famiglia oltre quelli di altri che ci ha indicato? IMP. PESCE – Sì, quello che c’era nell’abitazione di Pesce Francesco stesso. P.M. DOTT.SSA CERRETI – com’era venuta a che avevo di quando ero piccola, di E di quello lei conoscenza? IMP. PESCE – È un ricordo una frase che avevo appreso a casa mia. P.M. DOTT.SSA CERRETI – l’aveva appresa? A casa sua e questa frase da chi IMP. PESCE – Da mio padre. PRESIDENTE – Cosa avrebbe detto suo padre a proposito? IMP. PESCE – Era proprio ai tempi che noi eravamo andati abitare giù dove...la casa in via Donizetti numero 1, è proprio di fronte alla casa di ricordo che parlando con mia disse che il fratello aveva dove nascondersi botte. mio zio Una che Antonino e madre – io ero piccola – lui fatto il bunker, in cantina e che l’entrata Ricordo questo. ad botte, sì. Che un posto era da una si entrava dalla botte, una cosa del genere. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Oltre a questo qualcos’altro, qualcun altro di cui lei era a conoscenza? IMP. PESCE – No. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – comune da cui 32 Esisteva, se lei lo sa, una cassa si attingeva per il pagamento delle spese legali? IMP. PESCE – Esisteva persone che una cassa comune per il sostegno delle non avevano la possibilità di pagarsi i legali, cioè dei familiari che non avevano la possibilità di pagarsi i legali. P.M. DOTT.SSA – CERRETI contribuiva... in E questa questa cassa cassa comune comune chi a chi metteva i quindi i soldi? IMP. PESCE – Quelli che avevano i soldi, cioè familiari che avevano i soldi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì e chi nel caso di specie? IMP. PESCE – Sì, Pesce Francesco per parte del padre però Antonino... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Pesce Vincenzo e Pesce Giuseppe. Non sempre però Pesce Giuseppe, a volte. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questi soldi che venivano versati nella cassa comune da dove provenivano? IMP. PESCE – Dal loro... dalle entrate che avevano loro, cioè i soldi che loro, insomma, si guadagnavano. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si guadagnavano come? IMP. PESCE – Si guadagnavano con le attività estorsive, con le attività di appalti, con i loro traffici. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questi soldi sostegno delle famiglie o servivano anche per il solo per il pagamento delle spese legali? IMP. PESCE – Anche per il sostegno delle famiglie. PRESIDENTE – Chiedo scusa, quindi cassa comune era formata... 33 lei ha detto che questa confluivano, diciamo, i soldi di Pesce Vincenzo, Pesce Giuseppe e Pesce Antonino, quindi Pesce Francesco per conto del padre, così ha detto. Ma padre era anche suo uno dei fratelli della famiglia Pesce, quindi suo padre non metteva niente in questa cassa comune? IMP. PESCE – No, mio padre riceveva i soldi da loro. PRESIDENTE – Suo padre riceveva? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Ma perché non aveva possibilità suo padre di mettere... IMP. PESCE – No, non aveva... PRESIDENTE – E altri fratelli della famiglia? IMP. PESCE – No, no, loro tre. PRESIDENTE – Loro tre. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi l’Avvocato di suo padre chi lo pagava? IMP. PESCE – Prima che ci fosse mio Francesco. Quando poi sono zio Giuseppe e Vincenzo, usciti tutti quanti lo pagavano insieme. P.M. DOTT.SSA CERRETI – L’Avvocato di suo fratello? IMP. PESCE – Anche. PRESIDENTE – Quando sono usciti tutti quanti, quando... IMP. PESCE – Mio zio Giuseppe e Vincenzo. PRESIDENTE – Quando sono usciti dal carcere intende? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sa se esistesse un posto dove questi soldi della cassa comune venissero conservati? IMP. PESCE – No, non lo so. - L’OMICIDIO SABATINO E IL PERICOLO DI UNA GUERRA CON 34 GLI ASCONE E I BELLOCCO P.M. DOTT.SSA CERRETI – Passiamo a un altro argomento: Domenico Sabatino lo conosceva? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi era Domenico Sabatino e come lo fratello, di conosceva? IMP. PESCE – Era un amico di mio padre, di mio mio marito. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei come l’ha conosciuto? IMP. PESCE – L’ho conosciuto quando abitavo a casa con mio padre perché era un amico di mio padre. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Aveva dei soprannomi che lei sappia? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quale? IMP. PESCE – Per via dell’altezza, mi sembra, non lo so adesso, Sipaluni. PRESIDENTE – Sipaluni? IMP. PESCE – Uhm! P.M. DOTT.SSA CERRETI – È sicura di ciò? IMP. PESCE – Questo è il soprannome che aveva lui e che aveva la famiglia. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – I familiari, cioè i fratelli e così... poi... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, tutta la famiglia? IMP. PESCE – Sì, i fratelli. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Diciamo che si usa quando... da noi si usa quando uno 35 ha un soprannome, poi diciamo che vengono chiamati tutti con lo generico, stesso soprannome. Va quando si sempre non parlava di beh, poi lui lui nel veniva definito, so se per la stazza o per quello che faceva, Il Killer. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi non sa perché veniva definito così? IMP. PESCE – No, di preciso no. P.M. DOTT.SSA CERRETI contestazione del 27 – Presidente, che traggo dal settembre 2011, devo verbale perché procedere di alla a una interrogatorio stessa domanda l’imputata in quella occasione aveva risposto... (…) PRESIDENTE – Bene. Allora, facciamo fare questa contestazione. Signora, adesso ascolti quello Pubblico Ministero, va bene? Le dichiarazione da lei resa sta facendo il darà lettura di chesembrerebbe difforme divergente, comunque vedremo, detto che rispetto a quello adesso con riferimento al soprannome di una o che ha Sabbatino, va bene? Poi lei ci darà la spiegazione se c’è divergenza del perché c’è divergenza e qual è la versione corretta, va bene? Prego Pubblico Ministero. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Allora signora, alla stessa domanda, cioè qual era il soprannome di Domenico Sabbatino 27 settembre aveva risposto: “Il Killer, Sabbatino non praticamente marito INTERVENTO – verbali. 36 è che era un sembra lei il che aveva ‘sto caso, chiaramente... insomma che anni prima lui aveva ucciso il di questa ragazza,della sorella di questi Ascone”. Non c’è niente di tutto questo negli nostri (…) P.M. DOTT.SSA – CERRETI Sì Presidente, verifica incrociata tra file,copie ritiriamo la contestazione, alla luce della cartacee, eccetera, perché sicuramente era un passo omissato. PRESIDENTE – Va bene, va bene. Allora andiamo avanti, riprendiamo, va bene? P.M. DOTT.SSA CERRETI – Grazie. PRESIDENTE – Prego. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sabbatino. Allora signora, torniamo a Domenico Domenico Sabbatino faceva parte della cosca mafiosa Pesce? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come fa a dirlo? Scusi se le rifaccio ripetutamente lei questa domanda, ma è sempre importante che indichi al Tribunale i suoi elementi di conoscenza, cioè la fonte della sua conoscenza. IMP. PESCE – Perché era a disposizione della famiglia. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Eh, spieghi cosa vuol dire innanzitutto essere a disposizione della famiglia e come lei ha appreso che lui lo fosse. IMP. PESCE – Intanto, va beh, dal legame che c’era di amicizia e di... il legame, insomma, che perché so che faceva delle ci stava e poi perché... commissioni per conto della famiglia, cioè delle commissioni di reato per conto della famiglia. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Eh, che tipo di commissioni di reato, dice lei, faceva per conto della famiglia? 37 IMP. PESCE – Praticamente se gli veniva chiesto di uccidere qualcuno per conto della famiglia o di vendicare qualcosa o di far pagare qualcosa a qualcuno lo faceva. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come lo sa questo lei? IMP. PESCE – Lo so perché... relativo alla sua morte so che... intanto la famiglia, quello diciamo, che è rimasta shoccata da che era successo, ottobre del 2006, mi perché lui è stato sembra...2006/2007, ucciso a adesso non ricordo l’anno... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – E da quello che ho famiglia, al funerale... casa era che intanto sentito sia, insomma, insomma quello non lo in che si diceva a dovevano toccare perché faceva parte dei Pesce, perché si parlava di lui come di un membro della insomma, c’era famiglia Pesce e quindi, questa questione che ci avevano toccato, “Hanno toccato noi, è come se avessero toccato uno di noi”. Si parlava di un inizio di guerra, “Adesso è guerra. Adesso dobbiamo rivendicarlo. È stato sempre a nostra disposizione. Era una persona di fiducia” e tutto qua. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Guerra tra chi? IMP. PESCE – Tra chi aveva fatto questa azione nei confronti della famiglia Pesce e la famiglia Pesce stessa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma lei quando sentiva questi discorsi ha sentito anche l’attribuzione della Cioè quando lei dice: “Era guerra. guerra” e la guerra tra responsabilità? Si parlava chi doveva essere che era secondo quanto lei ha ascoltato? IMP. PESCE – In un 38 primo momento non è che si aveva subito chiarezza di chi aveva fatto l’aveva fatto si questo, perché non lo aveva detto, però poi in secondo tempo è incominciato a indagare, erano interessate spiegazione insomma. Le persone a sapere questo arrivarono a perché è stato... perché è che chi non si trovava che capire neanche a questo. E poi, insomma, sono una arrivati al motivo perché è stato ucciso questo ragazzo e, insomma, da quello che ne era venuto fuori... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ce lo spieghi cosa ne era venuto fuori. Perché era stato ucciso questo ragazzo? IMP. PESCE – Perché praticamente all’epoca commissione di un affiliato lui alla famiglia aveva... su Pesce, aveva fatto... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che sarebbe, se lo sa? IMP. PESCE – Non so se era lui preciso o la famiglia... cioè per lui... solo per lui o anche per i fratelli, Preiti... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Per lui chi? IMP. PESCE – Preiti Domenico. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, Domenico, Preiti Domenico? IMP. PESCE – Sì. Su commissione di Preiti Domenico aveva fatto pagare a questo ragazzo, che era il cognato della persona che poi lo ha commissione di ucciso. Quindi praticamente questo Preiti uccise all’epoca e poi c’è stata la ritorsione questa lui su persona del cognato nei confronti di Sabbatino. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Cognato che si chiama? IMP. PESCE – Ascone Vincenzo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi quando lei poco fa parlava di 39 guerra la guerra contro chi doveva essere? IMP. PESCE – Gli Ascone diciamo che sono supportati, affiliati alla famiglia Bellocco, quindi era come se i Bellocco avessero... P.M. DOTT.SSA CERRETI – I Bellocco sono una famiglia mafiosa? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Gli Ascone pure? IMP. PESCE – Affiliati alla famiglia... sì, affiliati alla famiglia Bellocco. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi la guerra, spieghi, tra chi doveva essere? IMP. PESCE – Praticamente era come mano libera a questi se i Bellocco avessero dato Ascone di uccidere questa persona, quindi facendo la guerra ai Pesce, perché era una persona affiliata ai Pesce, un ragazzo che faceva parte della cosca Pesce. PRESIDENTE – E il cognato di questo Ascone che Sabbatino avrebbe ucciso lei sa come si chiamava? IMP. PESCE – Adesso mi sfugge sinceramente, però lo ricordavo. PRESIDENTE – Ah, okay. Va bene, era il cognato quindi di Ascone che sarebbe stato ucciso da Sabbatino? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Va bene, se poi si ricorda il nome ce lo dice nel corso dell’esame. IMP. PESCE – Sì, se me lo ricordo... Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma la famiglia Pesce decide di reagire a quello che lei ci ha raccontato, se lo sa? 40 IMP. PESCE – Presumo che sì... diciamo che in un primo si parlava insomma di questa cosa, però dover far poi in pagare a chi un secondo subentrati... cioè si prevedeva che non momento ha fatto momento sono sarebbe stata una semplice... cioè un semplice riscatto, non so nel senso: tu hai ucciso uno dei nostri, noi uccidiamo uno dei tuoi. Si sapeva che da lì sarebbe venuta una guerra, una cosa a catena; Pesce quindi hanno deciso Giuseppe e Pesce i grandi, Vincenzo quindi e, mio insomma, zio altri componenti della famiglia, di mettere pace a questa cosa, cioè di evitare che andasse avanti questa cosa, questa guerra. P.M. DOTT.SSA CERRETI – punto che lei Mi scusi, ma prima di arrivare al ci sta già descrivendo, dopo l’omicidio Domenico Sabatino, che lei sappia, ci di sono stati altri fatti di sangue? IMP. – PESCE Sì, sì. Sono stati uccisi dei ragazzi appartenenti agli Ascone insomma, dei cugini. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lo colloca nel tempo questo? Dopo quanto tempo dall’omicidio Sabbatino? IMP. PESCE – Penso un anno, un anno e mezzo. Adesso non ricordo con precisione sinceramente. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ricorda se qualcuno è morto, se ci sono stati dei feriti? Delle circostanze specifiche? IMP. PESCE – Sì, un ragazzo è morto. Un ragazzo sì, è proprio morto. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si ricorda il nome del morto? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Se lo ricorda? 41 IMP. PESCE – No, no, no. Il nome no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma è certa che appartenesse alla famiglia A scone? IMP. PESCE – Sì, sì, era proprio un Ascone. Era il cugino di Ascone Vincenzo e... sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Oltre al morto ci sono stati dei feriti? IMP. PESCE – Sì, mi ricordo che erano due ragazzi, che uno stato ferito, però poi insomma si è salvato, era se non ricordo male. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come ha reagito la famiglia Pesce a questi nuovi fatti di sangue? IMP. PESCE – Cioè di preciso io non lo so perché... cioè non è che ero... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Certo, se lei sa qualcosa. Perché lei ci stava raccontando di una intervenuta pace. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma la pace la colloca prima o dopo il ferimento e l’omicidio degli Ascone? IMP. PESCE – Prima. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Prima? IMP. PESCE – Sì. La pace sì, cioè loro volevano mettere pace e sembrava che era finito tutto lì. Poi col passare del tempo successe questa cosa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Successe questa cosa, si riferisce al ferimento e all’omicidio? IMP. PESCE – L’omicidio... sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E dopo il ferimento e l’omicidio la questione come è finita? 42 IMP. PESCE – Era come se si fosse pareggiato il conto, quindi erano uno pari e andava bene così. P.M. DOTT.SSA – CERRETI dell’omicidio degli Nel periodo Ascone suo del fratello ferimento era e libero o detenuto? IMP. PESCE – Era agli arresti domiciliari. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha mai sentito direttamente da suo fratello o da qualcun altro della sua famiglia parlare di propositi di vendetta? Perché lei un adesso ci ha descritto po’ il clima, ma di specifico particolare, se è accaduto, da chi ha sentito parlare di proposito in di vendetta contro gli Ascone? IMP. PESCE – Va beh, non ne parlavano davanti a noi, però era chiaro che c’era rabbia, cioè che tutti erano arrabbiati per questa cosa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Tutti chi? IMP. PESCE – I familiari, gli z ii... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quali? Quali? Ci dica sempre i nomi. Chi era arrabbiato per questa cosa? IMP. PESCE – No, in quel momento non erano... non mi sembra che c’era... Zio Vincenzo non c’era. Mi sembra che c’era solo lo zio Giuseppe. Io non ricordo adesso se ci zio Vincenzo, ultimamente però quindi non non avevo quel posso dire rapporto che che lui... stava avevo cioè me l’abbia detto lui o che l’abbia sentito. Sempre percepito dalla nonna, quando stavo lì dalla trovarla oppure a casa mia nonna che andavo a stessa, mio percepivamo questa cosa che era stato che non 43 marito, anche noi fatto un torto e era stato... cioè un torto, no un torto... noi lo vedevamo non come un torto, cosa una cosa brutta, anche perché il ragazzo lo conoscevamo, era un padre di aveva dei famiglia, bambini e quindi insomma...un bambino. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quando dice: “Noi lo conoscevamo” a chi si riferisce, al suo nucleo familiare? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, io, mia madre, mia sorella, anche i miei cugini, insomma tutti. Diciamo che con mio quindi automaticamente anche io e mia legame particolare vivevamo la con lui e madre avevamo un con la moglie, quindi cosa in prima persona, perché lui detenuto con mio marito e anche nell’ambito di arrestato con padre mio insieme... poi, e poi lui associazione insomma, e quindi c’era marito e è stato addietro è stato detenuto è facevamo i un’amicizia un stato colloqui po’ più particolare. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora buongiorno. IMP. PESCE – Buongiorno. PRESIDENTE – La Dottoressa Pantano. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Salve, mi inserisco io un questo argomento. Non ho capito un’amicizia particolare. Volevo Sabbatino Domenico. Sabbatino un tra attimino in chi vi era attimino parlare di Domenico lei ha detto che era una persona legata ai Pesce. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma a chi se c’è una persona particolare a cui DomenicoSabbatino, diciamo, era legato? IMP. PESCE – Allora, in particolare era legato a mio padre... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – ...a mio fratello e a mio zio Vincenzo. 44 P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Che so io il particolare della loro amicizia, però in generale era amico e vicino a tutti, cioè a mio zio Giuseppe, a mio cugino Pesce Francesco... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Allora, io le chiedo di suo fratello perché immagino che, essendo una persona di famiglia più vicina insomma a lei, lei potesse sapere qualcosa in più. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha mai visto Domenico Sabbatino frequentare casa sua, quindi suo fratello? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, lei ci ha messo in correlazione i due fatti, diciamo, di sangue, cioè ha parlato dell’omicidio fatti di Cannizzaro e poi sangue che si ha elencato sarebbero prima questi verificati due come conseguenza. AVV. SANTAMBROGIO – Presidente, c’è opposizione... PRESIDENTE – Cannizzaro non l’ha detto. Sì, sì, sì. AVV. SANTAMBROGIO - ...perché ha introdotto... PRESIDENTE – Sì, sì, l’ho colta Avvocato, l’ho colta. Non ha parlato dell’omicidio Cannistraro. Ha parlato di un fatto di sangue, di Sabbatino che avrebbe ucciso su incarico Domenico Preiti un cognato di Ascone, vero? IMP. PESCE – Sì. Però posso, Presidente? PRESIDENTE – Sì, prego. IMP. PESCE – Mi sfuggiva, però l’avevo già detto questo. PRESIDENTE – Quando l’aveva detto? IMP. PESCE – Nei verbali. PRESIDENTE – Ah, nei verbali. 45 di IMP. PESCE – Sì, sì, sì. PRESIDENTE – Okay, quindi le sfuggiva prima... IMP. PESCE – Adesso mi sfuggiva, però... PRESIDENTE – ...adesso che è stato fatto questo nome quindi lei ricorda? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, è Cannistraro Domenico. PRESIDENTE – Ed era quel cognato di cui non ricordava prima... IMP. PESCE – Sì, sì, era il marito della sorella Sonia. PRESIDENTE – È il marito della sorella di? IMP. PESCE – Sonia Ascone, la sorella di Vincenzo Ascone. PRESIDENTE – Di Vincenzo Ascone? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Va bene. Bene, Pubblico Ministero prego. P.M. DOTT.SSA risiedeva PANTANO – Sì, nell’introduzione la del mia suggestiva nominativo e le scusa per questo. Signora, ascolti, si trovava quando avvenne il lei si tentato infatti chiedo ricorda dove omicidio e l’omicidio che interessò membri della famiglia Ascone? IMP. PESCE – Sì, mi trovavo a casa di mia madre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi a Rosarno? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, lei questi fatti all’interno aveva sentito parlare di della sua famiglia e da chi in particolare? IMP. PESCE – Di quel fatto di quel giorno mi sta chiedendo? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. Sì, sì. IMP. PESCE – Sì, quel giorno quando stavo là ho sentito parlare che era successa questa cosa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo 46 fratello dove si trovava? In quel periodo dove risiedeva? IMP. PESCE – A casa con mia nonna. mia madre, che però era la casa di mia Non era la casa in via Donizetti, era la casa di nonna Macrì Marina che praticamente è ubicata di fronte alla casa della via Donizetti. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi viveva lì Pesce Francesco? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, ha mai sentito parlare di questi fatti suo fratello Francesco Pesce? IMP. PESCE – Ricordo quel giorno in particolare madre eravamo su perché la casa di mia due piani. Praticamente c’ha un che io e mia nonna è ubicata in pianoterra garage e un piano su, che sarebbe poi dove abitiamo. Ricordo solo che mio fratello era giù e venne notizia, dice: “È successo un su e ci diede questa attentato. – dice – Hanno ucciso un ragazzo”, però non sapevamo chi. Poi nell’arco della giornata si è saputo insomma... P.M. DOTT.SSA PANTANO – E se lo ricorda il nome della persona uccisa? IMP. PESCE – Uno degli Ascone, però non so come si chiama. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non si ricorda il nome? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, suo marito in quel periodo era libero o detenuto? IMP. PESCE – Era libero. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Era libero. Suo marito conosceva Domenico Sabbatino? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ha mai 47 sentito colloqui, diciamo, da parte di suo marito in relazione a queste vicende, quindi parlo dell’omicidio Sabbatino e poi di venuto fuori, tutto ciò che è quindi di questi fatti di cui abbiamo parlato poc’anzi? IMP. PESCE – Di quello che è susseguito alla sua morte dice? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì. IMP. PESCE – quelli No, di prima sì, particolari cioè dell’omicidio delle modalità di chi è stato le ho apprese da quell’omicidio no. di e tutto lui queste cose, di Di Sabbatino, questo sì, perché però di quello che è successo dopo no. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, lei poi ha parlato, diciamo, di una pace che sarebbe sostanzialmente intervenuta, dico bene? Ho capito bene? IMP. PESCE – Sì. Doveva... cioè doveva essere così, ma poi non è stato perché c’è stato l’omicidio. PANTANO – P.M. DOTT.SSA sarebbe... E quindi innanzitutto se quando c’è sarebbe... stata e quando quando si collocherebbe questa pace di cui lei... io utilizzo il termine che ha utilizzato lei. AVV. SANTAMBROGIO – Presidente, già risposto. Ha detto prima degli attentati. PRESIDENTE – Ecco, ha già risposto, domanda dall’altro sì. Era stata Pubblico Ministero, se fatta era una prima o dopo e ha detto prima. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ha sentito parlare all’interno della sua famiglia... quindi circostanza e se sì da chi? 48 come apprende questa IMP. PESCE – Non ho capito la domanda. Scusi, mi può ripetere? PRESIDENTE – Ripeta perché c’è stata questa interruzione e quindi magari... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei come fa a sapere che c’è stata questa pace? IMP. PESCE – Perché si parlava proprio di questo fatto venisse... insomma si parlava addirittura perché se che se doveva scatenare una guerra, di stare succedeva qualcosa attente anche le si donne, potevano anche toccare le donne... PRESIDENTE – Ma questo, scusi, l’omicidio di Sabbatino? IMP. PESCE – Sì, questo subito dopo, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E chi è che la... cioè voglio dire... IMP. PESCE – Sempre appreso da mio marito. Io questi discorsi li facevo a casa con mio marito. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito. Sa come si addiviene a questa pace? Qual è stato... insomma, voglio dire, chi è stato l’artefice di questa pace? IMP. PESCE – Sì, mio zio Giuseppe Pesce e... insomma io so lui perché il grande in quel momento che era fuori, perché gli altri non ci stavano. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E come fa a riferire, appunto, questa circostanza? Cioè come fa a dire che... IMP. PESCE – Perché loro prendevano riferimento sempre: “Zio Pino... Zio Pino ha detto che...”... P.M. DOTT.SSA PANTANO – E loro chi è che... IMP. PESCE – Mio marito, mio fratello, insomma quando si parlava... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay, quindi ne aveva sentito parlare, 49 voglio dire? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da suo marito e da suo fratello? IMP. PESCE – Sì. - LA COLLABORAZIONE DI ROSA FERRARO P.M. DOTT.SSA PANTANO – Va bene. Ascolti, un altro argomento. Parliamo un attimo di Ferraro Rosa. Chi è Ferraro Rosa? IMP. PESCE – È una cugina di mia madre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ci spiega com’è che sono parenti? IMP. PESCE – Sì, sono figlie di sue sorelle e figlie di due fratelli, primi cugini. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, che legame di parentela c’è tra la signora Ferraro Rosa e Ferraro Giuseppe? IMP. PESCE – Figli di due fratelli e figlie di due sorelle, primi cugini. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Primi cugini. Tra Ferraro Rosa e Ferraro Mario? IMP. PESCE – Zio e nipote, figlia del fratello. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, il papà della signora Ferraro come si chiama? IMP. PESCE – Ferraro Giuseppe. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa se la signora Ferraro Rosa fosse sposata? IMP. PESCE – Attualmente era separata, divorziata... non so se era proprio divorziata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Con chi era sposata? IMP. PESCE – Con Do Giuseppe. 50 P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dove viveva? IMP. PESCE – A Genova. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Hanno figli? Hanno avuto figli? IMP. PESCE – Sì, tre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Diciamo il nucleo familiare... quindi una volta sposata ha sempre vissuto a Genova la signora Ferraro? IMP. PESCE – Sì, col marito sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, sa se ancora oggi, diciamo, la signora mantiene un rapporto affettivo col marito? IMP. PESCE – Non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè voglio dire... IMP. PESCE – L’aveva già interrotto quando stava giù con noi. Poi se l’ha ripreso non lo so adesso, però fino a che io sono stata fuori no. PRESIDENTE – Quindi quando ha detto che è stata sempre a Genova, fino a quando non è venuta giù vuole dire? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Perché adesso ha introdotto... IMP. PESCE – Però anche se stava a Genova era già separata. PRESIDENTE – Ah, okay. IMP. PESCE – Poi venne giù ed era ancora attualmente separata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti signora, lei e i componenti della sua famiglia diciamo di origine frequentavate Genova, andavate a trovare la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Io ricordo mio padre e con mia che siamo andati solo una volta madre. Io ero bambina però, avere dieci anni, così. Eravamo andati 51 con potevo per una vacanza, una gita su, insomma eravamo andati a Gardaland e siamo andati a trovare loro a casa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito. Senta, quando Ferraro lascia Genova? Perché lei ha detto che a un viene a vivere a Rosarno. Se se lo ricorda, certo Rosa punto se lo riesce a collocare nel tempo. IMP. PESCE – Sì, forse 2001 così... 2001/2002. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma sa le ragioni per cui, diciamo, si trasferisce da Genova a Rosarno? IMP. PESCE – Perché non... mi sembra che non aveva più un buon rapporto con la figlia e poi gli era morto un figlio anni prima e insomma era... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Per cosa era morto il figlio? IMP. PESCE – Per overdose. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi era tossicodipendente? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, invece i rapporti col marito? Lei ha detto che erano già separati. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa le ragioni di questa separazione? IMP. PESCE – Per tradimenti. Lui la tradiva e lei non sopportava queste cose. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi la signora negli anni 2001/2002 ha detto che si trasferisce a Rosarno? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E dove va a vivere la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – padre. 52 Nella casa paterna di... sua, insomma di suo P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ancora era in vita il padre della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Ascolti, la signora Ferraro ha fratelli? PRESIDENTE – Cosa? A quella constatazione ancora era in vita, perché mi sembrava che lei stesse dicendo... IMP. PESCE – No, era nel senso era perché non lo è più. Era una... PRESIDENTE – Era? IMP. PESCE – Siccome ha detto era... PRESIDENTE – Sì. IMP. PESCE – ...e ho avuto un attimo, perché cioè... PRESIDENTE – Ah, non sa se oggi è vivo, questo vuole dire? IMP. PESCE – Uhm! PRESIDENTE – Ah, ho capito. Quindi quell’era, quell’imperfetto, cioè l’ha... IMP. PESCE – Mi ha un po’... PRESIDENTE – ...l’ha colpa di sorpresa perché pensa che può essere morto nel frattempo? Questo... e quindi lei non lo sa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – No, no, no, le assicuro è stato un... PRESIDENTE – Forse è vivo ancora. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non ne sono a conoscenza... PRESIDENTE – Gli auguriamo lunga vita comunque, va beh. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi va a vivere col padre? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – fratelli o sorelle? 53 Ascolti, la signora Ferraro aveva IMP. PESCE – Sì, aveva una sorella e un fratello. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi faccia capire, quando la Ferraro va a vivere a Rosarno chi trova insomma signora dei parenti? IMP. PESCE – Il padre, il fratello e la sorella che all’epoca ancora era viva. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché dopo... dopo quanto tempo muore e per che cosa? IMP. PESCE – Muore se non sbaglio nel 2004/2005, due anni dopo insomma che lei era lì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E come si chiamava la sorella della signora Ferraro? IMP. PESCE – Ferraro Caterina. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa per quale motivo è... se era malata insomma? IMP. PESCE – Sì, era malata. Faceva la dialisi, mi sembra. Aveva l’anemia mediterranea, non so... Sì, aveva problemi di salute comunque. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, ma aveva un proprio nucleo familiare questa signora o viveva a casa col padre? IMP. PESCE – No, no, vivevano tutti sotto lo stesso tetto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Anche il fratello a cui ha fatto riferimento prima? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E come si chiama? IMP. PESCE – Ferraro Marco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, lei sa che Ferraro Marco ha dei problemi di salute? IMP. PESCE – Sì. 54 P.M. DOTT.SSA PANTANO – Di che tipo? IMP. PESCE – So che non sente bene e che ha problemi a parlare. È sordomuto, una cosa del genere. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ha problemi, diciamo, di udito, ma anche problemi diciamo che attengono alle sue facoltà mentali? Cioè lei con il signor Ferraro ha mai fatto dei discorsi, insomma è un soggetto capace? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Comprende, questo voglio dire? IMP. PESCE – Sì, non... non... cioè se gli spieghi una cosa la capisce, sì, come no. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, la signora Ferraro quanto tempo si trattiene a Rosarno? Lei dice che arriva nel 2001 fino a quando vive a Rosarno? IMP. PESCE – Io nel tempo sono un po’ disorientata. Fino al 2005/2006. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi 2005/2006? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ha sempre vissuto in casa col padre? IMP. PESCE – No. C’è stato un periodo che ha vissuto con noi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quando dice con noi... IMP. PESCE – Con mia madre e mia nonna insomma quando... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua nonna Macrì Marina? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dove vivevano? IMP. PESCE – Nella casa di mia nonna Macrì Marina. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. A quel punto, quando la Ferraro Rosa 55 va a vivere signora da sua nonna sostanzialmente, in casa di sua nonna, da chi era composto il nucleo? Insomma chi erano i soggetti conviventi con lei? IMP. PESCE – periodo mio Mia madre, mio ha dormito nella padre aveva la padre, che però per un certo casa in via Donizetti, perché sorveglianza, quindi lui aveva la residenza nell’altra casa, quindi il giorno stava con noi, con loro, insomma mangiava lì e tutto, però poi la sera lui rientrava nell’altra casa. P.M. DOTT.SSA PANTANO diciamo di – Ma a che distanza sua nonna e la casa stanno le case diciamo utilizzata di fatto poi per dormire da suo padre? IMP. PESCE – Mah, un cento metri. PRESIDENTE – Poco fa mi pare ha detto che sono di fronte? IMP. PESCE – Sì, sì, ci sta solo... beh, li divide una specie di strada, però poi sono una di fronte all’altra. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, invece di voi figli c’era qualcuno che viveva all’epoca in quella casa, nella casa di sua nonna? IMP. PESCE – Di noi figli? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. Voi siete quattro figli, giusto? IMP. PESCE ricordo – Sì, tanto sposate mia sì. Di quel periodo non ho... cioè bene perché era il periodo che si sorella, mio fratello, non erano poi si erano separati, erano tornati in casa, quindi... Ricordo che mia sì, mi sembra di sì. PRESIDENTE – Sua sorella quale? IMP. PESCE – Pesce Marina. PRESIDENTE – Perché lei ha un’altra sorella, no? 56 sorella IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – La piccolina. IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – E l’altra sorella... IMP. PESCE – Stava lì, sì. Lei abitava con mia madre. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Lei invece no? Lei era già coniugata... IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...e viveva in un’altra casa? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA fossero... PANTANO – perché lei Ascolti, lei sa che rapporti ci ha detto che Ferraro Rosa è andata a vivere a casa di sua nonna, che rapporti c’erano tra Ferraro nonna, Rosa e il nucleo familiare di sua suo padre, sua madre... IMP. PESCE – Buoni, buoni. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mah, era... perché era andata a vivere lì? Era ospite? IMP. PESCE – Allora all’inizio perché... diciamo che lei e la sorella e poi dopo che è morta la sorella passavano tutto il tempo là madre non con noi a casa di mia ha sorelle madre, insomma. Mia e quando a Ferraro Rosa è venuta a mancare la sorella insomma tra di loro c’è stato questo legale e poi lei veniva... la andavamo a prendere tutti i giorni e la portavamo là. Poi è successa la malattia di mia nonna che l’ha resa disabile, è rimasta a letto e poi lei subentrò come aiuto a mia madre, che però già aveva una figlia disabile e quindi non sostenere tutte 57 e due, lei ce la faceva a a badare a tutte e due e lei, anche pure per una questione economica perché mia madre la pagava, aiutava mia madre con la nonna, ad accudire la nonna. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E quando... siccome ha detto poi, poi, riusciamo diciamo a collocarlo Ferraro concretamente Rosa di sua nel va tempo? a nonna? Quando, appunto, vivere e si occupa Va vivere presso a l’abitazione di sua nonna? Se lo riesce a dare un anno di riferimento. IMP. PESCE – 2004, se non sbaglio. P.M. PANTANO – Ascolti, quindi DOTT.SSA prima che era un rapporto abbiamo precisato proprio lavorativo sostanzialmente, perché lei ha detto che veniva pagata. IMP. PESCE – All’inizio era affettivo e poi è diventato, sì, retribuito. PRESIDENTE – All’inizio, prima che andasse a vivere in casa della nonna? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – All’inizio quando veniva durante il giorno a passare un po’ di tempo con la cugina insomma? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Poi dal momento che dormiva là e che... veniva pagata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Veniva pagata. Sa quanto veniva pagata la signora Ferraro? IMP. PESCE – 300 euro, se non sbaglio. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, quando lei dice viveva... io adesso non so come è fatta composta? Voglio dire, 58 casa di sua nonna, com’è è a più piani? Insomma dove viveva la signora Ferraro? Aveva una stanza? IMP. PESCE – Diciamo che il piano dove si abita è uno. L’altro giù è garage. Sì, aveva una stanza... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma mangiava con il nucleo familiare? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè era una persona... insomma me la definisca lei voglio dire. Frequentava... IMP. PESCE – Era una di famiglia. Era una persona come noi, cioè nel senso che la trattavamo come una di famiglia. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Senta, suo padre all’epoca svolgeva attività lavorativa? IMP. PESCE – Sì, avevamo il supermercato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ci dice dove? IMP. PESCE – In via Maria Zita. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Era un supermercato intestato a suo padre? IMP. PESCE – Il supermercato no. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma ci lavorava suo papà dentro? IMP. PESCE – Lo gestiva. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Qualcuno di voi, dei figli, lavorava nel supermercato? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi? IMP. PESCE – Io e mia sorella Marina. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua mamma? IMP. PESCE – Mia madre no sorella Maria Rosaria. (…) 59 perché accudiva mia nonna e mia P.M. PANTANO – DOTT.SSA Ferraro Rosa era Signora, lei una persona prima ha detto di fiducia che della sua famiglia. Mangiava con voi la signora Ferraro? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo padre rientrava a casa per pranzo? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. PANTANO – DOTT.SSA voglio dire, si C’erano degli parlava di argomenti di cui non tutto argomenti... cioè, c’erano degli o si parlava in presenza della signora Ferraro? IMP. PESCE – Nelle volte che io mi sono trovata, perché io non è che mangiavo tutti i giorni a casa da mia madre, si parlava tranquillamente. P.M. DOTT.SSA PANTANO supermercato, suo – padre Senta, lo invece gestiva da tornando solo o al c’era qualcun altro che lo gestiva con lui? IMP. PESCE – No, da solo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da solo. Qual era la situazione conomica di suo padre in quel momento? Aveva disponibilità economiche? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi, diciamo, si occupava della fornitura della merce nel supermercato? IMP. PESCE – I rappresentanti, cioè le aziende... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, ma immagino che dovessero pagati? IMP. PESCE – Sì, dovevano essere pagati. 60 essere P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, lei sa con quali modalità suo padre pagasse i fornitori? IMP. PESCE – Con gli assegni. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma suo padre era titolare di conti correnti, insomma aveva possibile di emettere assegni in quel periodo? IMP. PESCE –Non lui in prima persona, però aveva dei carnet, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Aveva? Chiedo scusa. IMP. PESCE – Dei carnet. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Aveva dei carnet? IMP. PESCE – Dei blocchetti di assegni. P.M. DOTT.SSA – PANTANO disponibilità... Senta, Ferraro Rosa aveva cioè era intestataria di conti correnti? Aveva disponibilità di assegni in quel periodo? IMP. PESCE – Sì, ricordo che aveva aperto un conto corrente e aveva dato a mio padre la disponibilità. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Aveva aperto autonomamente o gli era stato consigliato? IMP. PESCE – Gli era stato chiesto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da chi? IMP. PESCE – Da mio padre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi suo padre chiede a Ferraro Rosa di aprire un conto corrente. Sa dove? IMP. PESCE – Sì, una banca che ci sta lì a Rosarno sul corso, la Banca Carime. P.M. DOTT.SSA PANTANO – conto corrente? Sa, Cioè l’apertura del conto? 61 diciamo, come chi si fu aperto questo presentò in banca per IMP. PESCE – No, io queste cose non le so perché non ho... non sono stata lì al momento insomma che è stato aperto questo conto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E mi spiega che cosa vuol dire che suo padre aveva la disponibilità ha detto che gli ha dato di questo conto? Perché lei la possibilità... Ferraro ha dato la possibilità a mio delega? Voglio capire emetteva assegni su come quel la signora padre. funzionava.Cioè conto corrente C’era una suo padre della signora Ferraro? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma... IMP. PESCE – Praticamente supermercato praticamente avevamo avuto un prima lavorava sorella, praticamente mia allora mio padre... prima del negozio di abbigliamento e con gli assegni di mia con il carnet di assegni a nome di sorella. Poi in un secondo momento è stata protestata e siccome poi, blocchetti riempire aprendo il supermercato, servivano questi di assegni per poter pagare la merce e poter il supermercato chiese a Ferraro Rosa, che abitava in quel periodo sotto lo stesso tetto insomma là con mia madre, di... a titolo di favore insomma, che gli avrebbe anche a dato avrebbe incassato che dovevano qualcosa livello lavorativo se qualcosa dal supermercato, dall’azienda aprire, non lo so, dalle... non so che cos’erano, vendite al dettaglio... non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi c’era un accorto in tal con la signora Ferraro tra suo padre e questa... IMP. PESCE – Sì, fra di loro... sì, sì. 62 senso P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, chi in quel periodo, oltre sorella e suo padre, all’interno poteva emettere assegni? Cioè, della sua famiglia non voglio dire, per esempio suo fratello... qual era la condizione di suo fratello in quel momento? IMP. PESCE – Era protestato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei? IMP. PESCE – Protestata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei, lei dico signora... IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Lei era protestata e la signora Ferraro? Sua madre, Ferraro Angela? IMP. PESCE – Protestata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi era tutto il nucleo familiare protestato? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – importo suo padre Senta, sa quanti assegni e di che dispose sul conto corrente della signora Ferraro? IMP. PESCE – No, la quantità no. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa? IMP. PESCE – Non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, la signora Ferraro durante tutta la sua permanenza a Rosarno continuò a vivere sotto lo stesso tetto con la sua famiglia? IMP. PESCE – Fino a che non successe la lite, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – riferimento? 63 A quale lite stiamo facendo IMP. PESCE – Diciamo che dopo questi dato a mio assegni padre, questi blocchetti, che lei aveva alcuni assegni erano tornati indietro protestati. Nel momento in cui lei ne ebbe... le lettere che riceveva insomma da... non mi ricordo adesso da chi... ricevette queste lettere, adesso non ricordo chi Civile... non è lo che manda... so adesso da dove lettere... poi lei un giorno lettere da mio venne padre dicendogli: hai protestati!” insomma “Mi il Giudice arrivavano queste con una di queste hai protestata! Mi da lì hanno litigato e lei poi se ne andò da casa. PRESIDENTE – “Venne da mio padre”, dove venne da suo padre? Dice: “Poi lei venne da mio padre: ‘Mi hai protestata! Mi hai protestata!’”. IMP. PESCE – Al negozio, al supermercato. PRESIDENTE – Al supermercato? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Prima di parlare signora Pesce, volevo sapere se di ossia dell’apertura del conto di questo episodio, questa circostanza, corrente da parte della signora Ferraro Rosa, fosse a conoscenza anche sua madre? IMP. PESCE– Sì, era a conoscenza e su questo... a questo riguardo mia madre l’aveva messa in guardia, proprio per il discorso dei protesti che c’erano stati già nei nostri confronti e le aveva sconsigliato di fare questa cosa, di prestarsi a dare questi blocchetti a mio padre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, dopo quanto tempo, se ce lo sa dire, si all’apertura 64 registrò del questa conto famosa corrente e lite rispetto all’operatività concreta su di esso fatta da sua padre? IMP. PESCE – Dall’apertura a quanto tempo... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè quanto è durato questo rapporto per cui suo padre di fatto dispone del conto corrente della signora Ferraro? IMP. PESCE – Mah, saranno stati pochi mesi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – avvenuto. Quindi lei lettere Poi se ci racconta che ha detto che cosa ha ricevuto la signora Ferraro Rosa. Ecco, se mi è delle può dire qual è stato lo sviluppo, insomma, di questa storia. IMP. PESCE – Ripeto, lei ricevette questa lettera con dei margini di tempo che doveva coprire queste spese una dietro l’altra e poi però da lì ne arrivavano veniva da mio di protesto padre dicendogli che lui le e lei deve pagare, che lui... Mio padre gli diceva: “Sì, sì, va bene, adesso le paghiamo, stai tranquilla”, però poi se ne andava e ne arrivavano altre... insomma lei si è scaldata e poi la cosa è degenerata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma lei di queste liti ne ha sentito parlare o ha assistito? IMP. PESCE – Ne ho normale, stavo sentito parlare perché poi... va beh, è a casa da madre e si parlava: “Rosa ha litigato con papà. Hai visto...”, insomma erano poi degli scambi di quello che succedeva in quel momento. Poi successivamente la lite praticamente aveva fatto anche... cioè praticamente prendersela anche la con Ferraro mia Rosa aveva madre, cominciato insomma un po’ a con noi... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Andiamo un 65 attimo con ordine. Fino al momento in cui, diciamo, il rapporto si incrina con suo padre qualcosa è mutato nel rapporto Rosa – Ferraro Ferraro Angela? IMP. PESCE – Mi scusi, non ho capito. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè voglio dire... INTERVENTO – Stava rispondendo credo il Tribunale, perché stava parlando di questa incrinatura dei rapporti. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora Pesce, lei ha detto di aver appreso di questa lite. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa dove è avvenuta la lita, cioè in quale luogo? IMP. PESCE – Al supermercato. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Quando viene rispetto alla lite da parte della presa la decisione signora Ferraro Rosa di allontanarsi dall’abitazione dove viveva? IMP. PESCE – Quando hanno già litigato già lei era... si era già allontanata. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah, era già andata via? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E quindi in conseguenza di che cosa va via la signora Ferraro Rosa? Cioè voglio capire se se ne va nel momento in cui riceve i protesti? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì? IMP. PESCE – Sì, sì, nel momento in cui già era consapevole che c’era già stato il protesto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, quando va via di casa la signora Ferraro Angela... quali erano i rapporti tra la 66 signora Ferraro Angela e Ferraro Rosa? IMP. PESCE – All’inizio ragione a lei erano buoni perché tipo mia perché... cioè in un certo madre dava senso dava ragione perché se n’era andata perché c’era stata questa questione, però ogni tanto la riprendeva dicendo: “Io te l’avevo detto. Io te l’avevo detto” e allora poi insomma... PRESIDENTE – Te l’avevo detto in che senso? IMP. PESCE – Perché mia madre l’aveva avvisata di non... PRESIDENTE – Di non dare il consenso per l’apertura del conto, questo? IMP. PESCE – Sì, perché diceva: “Ti protesta. Ti protesta. Non lo fare perché ti protesta” e mia madre diceva: “Se tu mi avesse sentita questo oggi non sarebbe successo”. PRESIDENTE – Ho capito, bene. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, invece i termini della lite al supermercato lei li conosce? IMP. PESCE – Sì. Sì, perché praticamente subito dopo che hanno litigato mio padre venne a casa e cominciò a gridare mia madre, a dirgli: “Tua cugina... permette. È venuta lì davanti al tua cugina come con lei, si supermercato, con la gente che passava di là a gridare, a dire che mi comportato con sono che... ha usato parole grosse: ‘Sei un poco di buono. Hai fatto questo...’”... PRESIDENTE – Ma andava... litigava... IMP. PESCE – Fuori. PRESIDENTE - ...quindi “Ti sei comportato con me...” perché? IMP. PESCE – Con me... sì, dammi i soldi... PRESIDENTE – Il discorso sempre degli assegni? 67 IMP. PESCE – Sì, sì, sì, per quello. PRESIDENTE – Sempre per... IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Ah, quindi la lite questa è? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – La lite quando va a... IMP. PESCE – diceva Sì, “Mi hai protestata. queste cose qua: Ti rovino...”, insomma “Ridammi i soldi. Mi devi togliere questi protesti”. PRESIDENTE – Scusi, ma lei ha detto questa lite al supermercato Ferraro che quando c’è stata Rosa non abitava più con il nucleo? IMP. PESCE – No, no, no, infatti è partita da casa sua, del padre, a piedi ed è arrivata fino al supermercato. PRESIDENTE – Quindi ha lasciato casa della nonna diciamo... IMP. PESCE – Sì, l’aveva lasciata perché già... PRESIDENTE – Quando arrivavano queste lettere e lei è venuta a conoscenza di questi protesti, è così? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Quindi già... IMP. PESCE – È probabile che... perché poi io... cioè non è che poi so le cose... PRESIDENTE – Non era a casa, ho capito. IMP. PESCE – Può darsi già che avevano litigato anche per qualche altra cosa, però il motivo era sempre quello. PRESIDENTE – Era quello e lei se n’era andata? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Dopodiché un giorno è partita, supermercato, l’ha affrontato... 68 è andata al IMP. PESCE – Un giorno che gli arrivò questa lettera... PRESIDENTE - ...ma sempre per questo discorso degli assegni? IMP. PESCE – Sì, sì, sempre per il protesto, sì. PRESIDENTE – Va bene, okay. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Senta, chi è che ha utilizzato quell’espressione che lei ha detto: “Ti rovino”? IMP. PESCE – Lei gli diceva che... cioè praticamente il suo carattere era un po’ impulsivo. Lei quando partiva con le parole era abbastanza pesante. Era proprio di indole, insomma, così. Allora iniziarono a volare parole sia da parte di mio minacciati padre a che da parte vicenda, sono sua. Insomma arrivati a parole si sono grosse entrambi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E cosa voleva praticamente da suo padre la signora Ferraro? IMP. PESCE – Lei voleva che fossero fatti i pagamenti e che gli fosse tolto il protesto. Mio padre nel momento in cui l’ha vista che lei lo ha affrontato cominciò a dirgli: “No, non te li pago. Non te li pago. Non ho soldi, vattene da qua. Vattene da qua”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Insomma così. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito. PRESIDENTE – questo l’ha E quindi lei raccontato suo padre tornando saputo perché l’ha quel giorno dal supermercato, è così? IMP. PESCE – ...mio Sì, venne arrabbiato dicendogli: 69 padre dopo subito a casa... Sì, sì, sì. tipo “Tua cugina, come a parlare con mia madre si è permessa? È venuto là e ha cominciato a gridare davanti”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, ascolti, ma lei ha capito chi metteva la firma su questi assegni? IMP. PESCE – Ferraro Rosa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi non c’era una delega fatta a suo padre? IMP. PESCE – No, no, no, li firmava lei. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Li firmava lei? IMP. PESCE – Quando arrivano questi carnet lei li firmava e poi glieli dava. PANTANO – P.M. DOTT.SSA Lei ha detto che Ferraro Rosa si allontana da casa nel momento in cui riceve i protesti, poi c’è la lite a distanza di tempo, ma in questo frangente la signora Ferraro Rosa continua a frequentare la casa dove vive sua madre e dove viveva suo padre all’epoca? IMP. PESCE – No, no. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E la signora Ferraro Angela continuava ad avere rapporto con la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Prima della lita fra di loro sì, perché noi la andavamo a trovare là, però poi dopo che hanno litigato, dopo che lei cominciava a non ragionare no, non ci siamo più andati. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. Poi c’è stata un’evoluzione diciamo nei rapporti ulteriormente all’interno famiglia con la signora Ferraro Rosa? È della sua successo qualcos’altro? IMP. PESCE – Sì, praticamente poi... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè finisce 70 qui la questione del protesto, degli assegni che non venivano pagati o è successa qualche altra cosa dopo questa lite? IMP. PESCE – Ricordo che... sempre da quello andavo sapevo, perché – ripeto – non che io quando abitavo là quindi non sapevo quello che succedeva tutto quando andavo, nel pomeriggio mi il giorno. Quindi recavo da mia madre... il pomeriggio o la sera o la mattina solo per una visita e poi me ne andavo insomma... quello sapere è che a questa lite insomma che riuscivo a poi avevano preso parte la famiglia di mia madre, i Ferraro, per cercare di calmarla, perché lei non si reggeva, perché lei pretendeva questi soldi, perché... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ha continuato a chiedere questi soldi a suo padre dopo la famosa lite? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì, ha continuato. andata dagli chiedergli si a spiegargli la situazione, per chi aveva ragione e il padre Ferraro Giuseppe recava lui protesti, zii In alcuni casi è da mio perché padre non la dicendogli: reggo più, “Togli questi perché non si tiene. Non so più come fare a trattenerla” insomma. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma è mai venuta dopo la lite la signora Ferraro Rosa a casa vostra a chiedere i soldi? IMP. PESCE – Sì, è capitato un pomeriggio che stavo io a casa di mia madre... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – È l’unica volta che lei è venuta. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Quel pomeriggio stavo in casa con le bambine... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua madre non c’era? 71 IMP. PESCE – No, era uscita con mia sorella, erano andate dall’Avvocato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dall’Avvocato per questo fatto o per altre questioni giudiziarie? IMP. PESCE – No, no, no, per altre questioni, altre cose. E praticamente... niente, quel giorno stavo io a casa e lei ha suonato, è venuta telecamera, gli ho a piedi... io non voleva entrare. punto io sono scesa giù, perché ci ha iniziato vista dalla aperto tranquillamente e... niente, io dicevo di entrare e lei sono scesa alla l’ho A un certo stanno due porte e porta chiedendogli che è successo e lei a raccontarmi tutto: “Tuo padre... tuo padre mi ha fatto questo. Secondo te è giusto? ” e allora... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma cercava lei, signora, o cercava suo padre? IMP. PESCE – No, veramente cercava mia madre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua madre? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha ricevuto minacce in quella circostanza, lei personalmente? IMP. PESCE – Lei quel giorno ha usato parole forti. Io ero in gravidanza P.M. DOTT.SSA diciamo, ci può e aspettavo...non mi ricordo se (omissis) adesso... PANTANO – ha assistito Visto che è una cosa a cui lei, personalmente,è la protagonista, dire esattamente che cos’è che vi siete dette con la signora Ferraro? Cosa voleva? IMP. PESCE – Lei mi diceva che vuole ammazzare mia vuole ammazzare mio padre, che gliela madre, che deve far pagare, che lei l’avrebbe aspettato lì e quando sarebbe sceso lì 72 lo avrebbe ammazzato,gli avrebbe tagliato la testa e insomma tutte queste cose un po’... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Erano minacce verbali anche armi, visto che ha detto o lei ha visto che voleva tagliargli la testa? IMP. PESCE – No, io quel giorno ho cercato di calmarla, dicendogli di stare calma, di entrare, che gli avrei dato d’acqua perché era molto agitata. un bicchiere visto niente. Ho visto borsa. Lei di solito soltanto le borse non che lei Io non portava ho una le portava. Poi mentre stavamo lì a parlare sono arrivate le zie di Ferraro Rosa e di mia madre insomma... P.M. DOTT.SSA PANTANO – E chi sarebbero, signora? IMP. PESCE – È arrivata Conte Maria, che è la moglie di Ferraro Salvatore, sempre lo zio di Ferraro Rosa, e... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Zio perché fratello del padre? IMP. PESCE – Sì. E Pellizzeri Antonia, che è la moglie di Ferraro Francesco, che è sempre zio di Ferraro Rosa e di mia madre, e la figlia Ferraro Maria Rosa, la figlia di Pellizzeri Maria Antonia. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, questo Ferraro Francesco e l’altro Ferraro che ha nominato qual è, chiedo scusa? IMP. PESCE – Salvatore. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Salvatore. Hanno rapporti di parentela con Ferraro Mario? IMP. PESCE – Sì, sono fratelli. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sono fratelli, quindi di Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Sì. 73 sono tutti zii P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma sono venute a... Io voglio capire: la signora Ferraro, dopo questa discussione iniziale che ha avuto con lei, è entrata in casa o no? IMP. PESCE – No, non è voluta entrare a casa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi si è tutto svolto fuori? IMP. PESCE – Sì, davanti la porta, al portone. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E quando rispetto a questa lite giungono le zie? IMP. PESCE – Dieci minuti dopo. Ma quale lite, scusi? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Scusi, a questa discussione. PRESIDENTE – No, quando arrivano le zie con sua mamma lei era già andata via, Ferraro Rosa? IMP. PESCE – No, no, era lì, era lì. PRESIDENTE – Era lì fuori che ancora stava discutendo? IMP. PESCE – Sì, che parlava con me. PRESIDENTE – Ah, Okay. IMP. PESCE – Sì, sì, arrivate e... che stava parlando con me. Loro sono P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma loro sapevano... cioè, voglio dire, era un passaggio casuale o loro sapevano che la signora Ferraro Rosa era a casa sua, cioè era lì fuori insomma? Sapevano che era venuta a trovarsi? IMP. PESCE – Sì. No, da quello che mi hanno raccontato dopo praticamente lei era passata prima da loro dicendogli che stava venendo a casa per fare fargliela pagare del male a mia insomma, perché loro madre, per abitano diciamo sulla strada che precede casa nostra, insomma casa di mia nonna. P.M. DOTT.SSA 74 PANTANO – Sì. Io non ho capito una cosa... capisco il motivo di astio nei confronti di suo padre, ma perché la signora Ferraro Rosa ce l’aveva anche sua mamma? IMP. PESCE – Ma perché poi in un secondo ha preso... tipo come momento Ferraro Rosa se... poi è andata in confusione, ce l’aveva con tutti, con tutti me con tutti, con mia noi. Cioè tranne che con sorella Marina, con mia mio padre, con tutti... con mio madre, con zio, cioè con tutti. Con me no, però insomma... PRESIDENTE – Con suo zio quale? IMP. PESCE – Ferraro Giuseppe. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E quindi giungono le sue zie la signora Ferraro dove si trovava? La signora Ferraro Rosa. IMP. PESCE – Davanti alla porta fuori là con me. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E cosa è avvenuto in quel momento lì? IMP. PESCE – È avvenuto che... PRESIDENTE – Signor Pubblico Ministero, un attimo solo. Quindi arrivano le zie con una cugina? IMP. PESCE – Con una cugina. PRESIDENTE – Ma non c’è sua mamma in questo contesto? IMP. PESCE – No, mia madre era dall’Avvocato con mia sorella. PRESIDENTE – Era dall’Avvocato, mi ero distratta un attimo. Quindi sono solo le zie con una figlia di una di loro, va bene? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Okay. E che succede? Prego Pubblico Ministero. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, cosa succede, signora? IMP. PESCE – trascinarla 75 Niente, per succede il che braccio, loro cominciarono dicendogli: “Sali a in macchina. Ti portiamo a casa” macchina. Sali in “No, no, no, no”. Poi, continuava ad opporsi: sono riuscite portato a farla salire in insomma, macchina e via e questa cugina Maria Rosa è rimasta È rimasta con me, mi ha fatto e lei l’hanno con me. entrare a casa e... io ero un po’ agitata, anche dalle parole che lei aveva detto mi po’ agitata. ero un “Tu sei Poi lei pazza, ma tu sai detto: “No, perché cosa aveva un coltello nel guardarmi mi ha detto: quello che hai rischiato?”, ho rischiato?”, dice: “Nella perché – dice – era ho borsa venuto per fare del male a tua madre”. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Però lei questo coltello... lei personalmente non lo vede? IMP. PESCE – No, no, no, io non l’ho visto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – di là di rivolte Okay. Ascolti, questa visita dalla signora famiglia per episodio che lei ci Ferraro quanto lei adesso quindi diciamo che al sono state minacce Rosa a membri della è a conoscenza? ha altre raccontato Oltre sua questo che cercava di recuperare i soldi ed è venuta a casa. IMP. PESCE – No, altri episodi no, rassegnata di questo sì, che lei del male a mia madre e quello che arrivava però non si era aveva intenzione di far insomma queste poi... che perché gli cose qua... da zii prendevano parte, si erano messi insomma a sistemare questa cosa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, ma la cugina che le ha detto: “Tu visto hai rischiato”, il Ferraro Rosa? 76 coltello aveva visto...le ha detto nella disponibilità se avesse della signora IMP. PESCE – No, io non gliel’ho chiesto perché... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non gliel’ha a questo fatto chiesto. Senta, rispetto poi, appunto, ci sono state delle altre evoluzioni in relazione a questo storia assegni? Suo padre ha restituito del carnet degli la somma alla signora Ferraro Rosa? IMP. – PESCE No, perché poi mio padre subito dopo venne arrestato, se non ricordo male. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi per quanto ne è a conoscenza non ci fu un pagamento? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa che la signora Ferraro Rosa ha reso delle dichiarazioni contro i membri della sua famiglia? IMP. PESCE – Se... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè le risulta che ci sia stata una collaborazione da parte della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Lei sa collocarlo nel tempo? Sa quando... IMP. PESCE – Mi ricordo che dopo la lite che c’è stata, dopo un periodo di tempo da una frase sempre che è stata detta in casa fatto da mia madre si sapeva che Ferraro delle dichiarazioni alla Rosa aveva Finanza, adesso non specificò da chi era ricordo... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua madre le venuta a conoscenza di questa circostanza? IMP. PESCE – Dai familiari suoi, dallo zio, insomma dagli zii. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da quale zio, da quali zii? 77 IMP. PESCE – Ferraro Mario, insomma da loro stessi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da Ferraro Mario? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, era la prima volta che nella parentela si registrasse un’attività di collaborazione da parte di qualcuno? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non c’erano state altre collaborazioni in precedenza? IMP. PESCE – In famiglia dei Ferraro e dei Pesce no. P.M. DOTT.SSA PANTANO un’attività voglio dire, di... – Ma quando diciamo voi apprendete che c’è una collaborazione in sua madre che la corso, rende partecipe di questa cosa, sa anche il contenuto di queste dichiarazioni, cioè sa cosa sta dicendo Ferraro Rosa alla Finanza? IMP. PESCE – No, però facendo un discorso tra di noi cioè si immaginava che riguardava mio avrebbe parlato padre. Cioè mia insomma per che madre ricordo disse: “Che può dire? Quello che sa che può discorso del protesto... quello essere...” insomma sul cioè si pensava a questo. Si pensa, poi non lo so che... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma in quel periodo suo padre, se lei lo sa, commetteva atti illeciti? Aveva delle attività delittuose? Compiva attività delittuose? IMP. PESCE – In quel periodo il supermercato e... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei lì perché dice che è un’attività delittuosa quella del supermercato, perché è un lavoro? IMP. PESCE – No, no, nel senso che ricordo supermercato, che era un’entrata... 78 che aveva il P.M. DOTT.SSA PANTANO – Che aveva il supermercato, però voglio dire... IMP. PESCE – Va beh, il traffico di droga di cui insomma lui era... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi in quel periodo suo padre trafficava in droga? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, suo padre ne parlava in famiglia di ciò che faceva? In famiglia intendo dire con la signora Ferraro Angela, con voi figli? IMP. PESCE – Con me no. Davanti a loro non lo posso dire, non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però, diciamo, la preoccupazione della signora signora Ferraro Ferraro Angela... preoccupazione, Angela aveva detto: “Ha insomma la più per dire del protesto”, lei ricorda questo? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, qual è stata e se c’è stata innanzitutto una relazione alle dichiarazioni rese dalla signora Ferraro Rosa da parte dei familiari? PRESIDENTE – Se c’è stata una reazione. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, se c’è stata, certo. AVV. RYOLO – La reazione mi sembra... l’utilizzo del termine reazioni... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè è stato... okay. AVV. RYOLO – Grazie Pubblico Ministero. P.M. DOTT.SSA PANTANO dichiarazioni... 79 – Ascolti, dopo che cosa è venite a successo dopo conoscenza le delle dichiarazioni della signora Ferraro Rosa? IMP. – PESCE Mah, io non sono venuta a conoscenza delle dichiarazioni sue nel tempo che io ero fuori, quindi... P.M. DOTT.SSA PANTANO – No, però lei ha detto prima che sua madre glielo aveva riferito, no? IMP. PESCE – No, aveva detto... PRESIDENTE – Quando la famiglia apprende che ha fatto delle dichiarazioni alla Guardia di Finanza magari o a chiunque altro “Però non e lei ha detto: si sapeva... tanto che mia madre dice: “Che cosa può dire?” ... INTERVENTO – Presidente, ha già preciso, ha detto che pensavano che avesse riferito degli assegni. PRESIDENTE – Sì, riassumendo. e sua sì, aspetti Quando quindi madre dice: “Al Avvocato, infatti sto si sa che comunque ha parlato più che cosa può dire? Degli assegni” per dire. Ecco, cosa avvenne dopo che comunque si seppe che lei momento non aveva reso delle dichiarazioni di cui al si sapeva il contenuto, ma si immaginava che potessero riguardare gli ha detto poco fa? assegni, secondo quello che lei Ecco, qualcosa? Quali furono gli cosa avvenne se sviluppi rispetto successe a questa situazione, ecco? IMP. PESCE – No, io ricordo solo qualche frase che veniva detta, che dicevano che la Finanza neanche l’ha creduta e che l’avevano rimandata a casa. PRESIDENTE – Chi diceva questo? IMP. PESCE – Mia madre. PRESIDENTE – Sua madre lo diceva? IMP. PESCE – Sì. 80 P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, per il momento sappiamo che sua madre sa che Ferraro Pesce Salvatore, suo Rosa rende delle dichiarazioni. padre, sa che Ferraro Rosa sta rendendo delle dichiarazioni alle Forze dell’Ordine? IMP. PESCE – Lo sapevano tutti, sì, che stava... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo fratello lo sapeva? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo fratello lo sapeva. IMP. PESCE – Tutti sapevamo che lo sapevamo, sì. Non sapevamo cosa, era andata dalla Finanza, stata... insomma che che... però non aveva fatto delle potevamo conoscere che però poi era dichiarazioni e il contenuto in quel periodo, cioè perché lei aveva dato quelle... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma avevate interrotto completamente i rapporti con la signora Ferraro Rosa in quel momento? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. (…) PRESIDENTE – Ma con gli altri membri della famiglia Ferraro, e poi vediamo con chi, continuano ad esserci dei rapporti tra la famiglia sua di origine e la famiglia Ferraro? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E con chi, signora, della famiglia Ferraro? IMP. PESCE – Con tutti com’erano prima, cioè non... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi non era cambiato assolutamente nulla diciamo? IMP. PESCE – Mario 81 No, no, nel no. Con discorso... Ferraro Mario, perché Ferraro quando c’è stata la lite, l’aggressione che lei non voleva fare a mia madre, che poi si era verificata, lui veniva più perché poi mia preoccupata, madre era spesso a casa quindi come riferimento prendeva lui per chiedergli aiuto, per dirgli di bloccarla e per dirgli che lei aveva paura di questa persona, di andare a casa e di poi lei aveva fatto dirgli di non venire. Perché sapere che si... siccome è una strada un po’ in campagna... di...abbiamo la casa internata non in campagna, però è un posto isolato, allora lei diceva che si sarebbe nascosta dietro un muretto e quindi meno l’aspettasse poi mia madre lei sarebbe uscita. un po’ nella cominciavamo a vivere ci cominciava avere paura per lei, per noi. spaventa i figli. Fa Quindi da lì paura perché pensavamo che ad arrivasse davanti e quindi mia qualcosa madre Diceva: “Mi miei confronti” nei se e avendo una figlia disabile può succedere di tutto. Quindi ha chiamato aiuto, mio zio quindi mio zio Ferraro Mario per Ferraro chiedergli Mario veniva spesso in quelle sere a casa nostra. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E sa se suo zio Ferraro Mario abbia concretamente aiutato Visto che lei quindi si questa questione sua mamma? ha detto che sua mamma era preoccupata e rivolge “Intervieni su tu”, al signor che tipo di Ferraro Mario e intervento dice: ha fatto il signor Ferraro Mario se lo sa? IMP. PESCE – Allora, quando ci stava la Ferraro Rosa l’avevano chiamata tipo gli zii tutti, cioè Ferraro Francesco, Ferraro Mario e Ferraro Salvatore per dirgli di finirla, per dirgli che non doveva fare 82 queste cose. Nel momento in cui lei ha iniziato a fare delle dichiarazioni lui, come gli altri, cioè tipo si come se hanno cominciato ad aver paura, sono scaricati questa... non volevano più saperne di questa cosa. Dice: “No, no, va beh, noi non vogliamo avere a che fare più con lei, basta. Stai tranquilla, non ti farà niente. Non ti farà niente”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma c’era, voglio dire, apprensione e preoccupazione nei confronti di quello che poteva dire la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Diciamo che... AVV. RYOLO – Presidente, c’è opposizione alla domanda. PRESIDENTE – No Avvocato, è giusto che chiarisca detto qualcosa. perché ha Dice che aveva paura dopo... Mario aveva cominciato ad avere Ferraro dopo queste dichiarazioni e quindi aveva preso le distanze? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Ecco, che cosa vuole dire signora Pesce? IMP. PESCE – Aveva paura che lei facesse delle dichiarazioni nei suoi confronti, quindi lui in quel momento non voleva più sapere di questa... PRESIDENTE – Dichiarazioni quindi nei suoi confronti quindi pregiudizievoli per lui intende dire? IMP. PESCE – Sì, sì, o se a riguardo suo... dichiarazioni non lo so di che tipo, però come se lui avesse... PRESIDENTE – Quindi non sa? IMP. PESCE – No, di che tipo no. PRESIDENTE – Quindi in questo senso aveva paura? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa quante dichiarazioni 83 aveva reso Ferraro Rosa fino a quel momento quando c’è questa preoccupazione del signor Ferraro Mario? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quante volte si era recata... AVV. MONACO – Presidente, c’è opposizione perché ha detto se ne parlava in casa, ma non che si sapeva né quando né come né a chi le aveva rese. L’ha detto in precedenza. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, ha detto alla Finanza. AVV. MONACO – Come fa a riferire poi... PRESIDENTE – Ha detto alla Finanza. AVV. MONACO – La Finanza l’avete introdotta voi nella domanda. PRESIDENTE – No, no, no, no, l’ha detto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – L’aveva detto l ei. PRESIDENTE – No, l’ha detto lei. L’ha detto lei: “Credo alla Guardia di Finanza”. Anzi se poi vedrete la registrazione lei ha dato in effetti... credo, così ha dato un dubitativo, ecco. Perché prima ha detto non so, eccetera. Poi ha dato un credo... poi voglio dire... AVV. MONACO – E quindi è proprio per questo, Presidente. PRESIDENTE – ...si vedrà dalla registrazione, ecco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi è consentita farla? PRESIDENTE – Sì, prego. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, lei un’unica dichiarazione, oppure c’erano state quindi se c’era stata un’unica soluzione, diverse dichiarazioni da parte della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – No, non conosco... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa? 84 in sa IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa di interventi, e se sì da chi, per quanto riguarda questa attività di collaborazione della signora Ferraro Rosa? PRESIDENTE – Non ho capito la domanda, Pubblico Ministero. PANTANO – P.M. DOTT.SSA periodo la Signora Pesce, signora Ferraro lei sa se in Rosa fosse quel assistita da qualche difensore? IMP. PESCE – No, non so... (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – avesse un Lei sa se la signora Ferraro Rosa all’epoca difensore in cui rendeva dichiarazioni? IMP. PESCE – No, non lo so. P.M. DOTT.SSA – PANTANO componenti della siete venuti Non sua a lo sa. famiglia, Lei o qualcuno dei anche successivamente, conoscenza del contenuto delle dichiarazioni della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – No, io affermazione di l’unica mia cosa che so... ricordo madre che diceva che non questa è stata creduta di quello che ha detto e che neanche gli Avvocati la volevano difendere perché non era credibile, non lo so... non la volevano difendere. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però sua mamma non le specifica né il tipo di dichiarazioni che sta rendendo né quale fosse il difensore che si fosse rifiutato... AVV. MALVASO – C’è opposizione, Presidente. Ha già due volte. IMP. PESCE – No, no. 85 risposto AVV. MALVASO – Due volte ha risposto sulla stessa domanda. PRESIDENTE – Avvocato, va beh, è stata fatta, dai. AVV. MALVASO – Ed è ammessa nuovamente, Presidente? PRESIDENTE – No, no, no, è stata fatta quindi non... Ha già risposto. AVV. MALVASO – Ah ecco, questo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – minacce che la Signora, lei signora prima ci ha parlato di Ferraro Rosa ha fatto verso i componenti della sua famiglia e ci ha raccontato un di episodi. Sa se la signora paio Ferraro Rosa invece sia stata mai vittima di minacce? Se sì da chi e per quale ragione? (…) IMP. PESCE – Che assistito io a chiamata in sappia loro quella no, cioè quando... con nel senso che io loro riunione insomma ho quando l’hanno che hanno fatto i Ferraro. Non so cosa le abbiano... PRESIDENTE – E in quella riunione, ma quale riunione perché non abbiamo parlato di nessuna riunione, signora? IMP. PESCE – Sì, quando l’avevano dichiarazioni... non dichiarazione, le so sue se chiamata era già dichiarazioni... prima delle avvenuta che la l’avevano chiamata gli zii Ferraro Giuseppe e Ferraro... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Eh, perché questo non ce l’ha detto. Ce lo racconti. PRESIDENTE – L’aveva introdotto così, diciamo, non specificamente. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ce lo racconti. PRESIDENTE 86 – Cioè dopo che sua mamma aveva chiesto l’intervento degli zii Salvatore, Francesco e Mario... IMP. PESCE – Sono subentrati nel chiamarla. PRESIDENTE – E quindi loro in pratica erano intervenuti e l’avevano chiamata? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – L’avevano chiamata nel senso... come l’avevano chiamata? IMP. PESCE – L’avevano... Ripeto, non detti. So che sono intervenuti so quello che si per bloccarla, sono perché non doveva... PRESIDENTE – Quando protestava sempre per gli assegni? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Quando voleva fare male a suo padre, a sua madre? IMP. PESCE – Sì, quando già era venuta a casa con la borsa che dicevano che dentro ci stava il coltello. PRESIDENTE – Okay, okay. IMP. PESCE – Poi da lì a seguirsi lei fece sapere che lei l’avrebbe fatto comunque, cioè non riuscivano a calmarla. PRESIDENTE – Sì. IMP. PESCE – E poi una sera mio zio, nel venire a casa da mia madre... PRESIDENTE – Suo zio chi? IMP. PESCE – Ferraro Mario. PRESIDENTE – Mario, sì. IMP. PESCE – Quando poi cominciò a non non riusciva cominciò a più dire a... a mia non riuscire sapeva madre... cosa più a... cioè fare, perché mia allora madre si lamentava del fatto che diceva: “Ma se viene qua e mi fa del male? Ma se viene qua e fa del male ai miei figli o a 87 qualcuno di noi? ”, dire: “Io non allora mio zio tipo come se... per so che fare” e mia so più cosa fare, io non madre disse: “E allora io che devo fare?Mi devo fare ammazzare? e mio zio disse: “No, se viene, se ti dice – ti - suona o se la do vedi una pistola io e – la ammazzi dice – che tanto se la ammazzi tu – dice – è legittima difesa”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Questo dialogo tra suo zio e sua madre lei come l’ha appreso? IMP. PESCE – Perché mia madre si lamentava del fatto che... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi gliel’ha detto sua madre a lei, dico? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì, mia madre. PRESIDENTE – Non era presente lei? IMP. PESCE – No, no, mi ricordo... PRESIDENTE – Quindi non ha assistito a questo dialogo? IMP. PESCE – No, di preciso no. PRESIDENTE – Quindi l’ha saputo perché glielo aveva detto sua mamma? IMP. P.M. PESCE – Mia madre, sì. Sì, sì, perché si lamentava insomma. DOTT.SSA PANTANO – Senta, ma sua mamma aveva disponibilità di pistole? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E chi gliel’avrebbe dovuta dare questa pistola? IMP. PESCE – Si era offerto lui di darla, Ferraro Mario. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi Ferraro Mario dice a sua mamma che le avrebbe consegnato una pistola? IMP. PESCE – Sì. 88 P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma per minacciare o per uccidere la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – No, no, lui disse chiaramente: “Se viene e ti fa qualcosa la ammazzi, tanto se la ammazzi tu è legittima difesa e non ti possono fare niente”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. E tutto questo siamo ancora però nella fase del subbuglio che si era creato per via dei protesti, mi sembra di capire, e del fatto che la signora Ferraro Rosa continuava a chiedere i soldi a voi, la restituzione di quei soldi, giusto? IMP. PESCE – Sì. (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, sa di propositi omicidiari nei confronti della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – No, che io abbia sentito: “La dobbiamo ammazzare” no. (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signor Presidente, volevo procedere a una contestazione a questo punto. PRESIDENTE – risposta pare della Allora, è stata che ci c’è una contestazione, abbastanza chiara. Ora sia sa, il contestazione una... gliel’ho significa? La contestazione discordanza emerge nel è Lo vediamo perché quando no?, c’è che una prima e corso dell’esame dibattimentale, P.M. DOTT.SSA PANTANO – discorso spiegato, tra quanto dichiarato vediamo di che si tratta 89 bene, perché la quanto poi va bene? Ora e eventualmente chiarirà. Sono due le contestazioni. Inizierei dalla prima, a proposito dell’episodio della pistola. PRESIDENTE – Sì. (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – Allora, della pistola con riferimento all’episodio la signora ha detto di averlo appreso dalla madre...(…) Allora, di avere appreso della insomma delle minacce doveva essere data dalla madre, quindi pistola che da Ferraro Mario alla signora Angela. Quando è stata sentita dal Pubblico novembre del pistola, 2011, pagina 184 delle Ferraro Ministero il 16 trascrizioni, la signora ha invece detto... almeno da me è 184. PRESIDENTE – 16 novembre 2011. P.M. DOTT.SSA PANTANO – La lui...Io non ho ha detto: “...ho sentito signora visto la pistola, ho sentito lui che diceva: ‘Te la do io’”. PRESIDENTE – Ho sentito lui, dichiarazioni, cioè lei ha capito? Allora, è come se fosse stata questo incontro che ci sarebbe stato, insomma tra sua mamma e lo zia quelle presente a a questo colloquio sua mamma. Adesso invece ci ha detto una cosa un pochino diversa, no? Che l’avrebbe saputo e presente. Qual dalla mamma la versione è di in quindi lei che dobbiamo non era ritenere rispondente al vero? (…) IMP. PESCE – Sì. Mi ricordo che stavamo... zio stava seduto sul divano... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi era presente, signora, lei? IMP. PESCE – Sì, ero presente. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ci racconti, appunto, il contesto visto che era presente quando si svolgeva il fatto? 90 IMP. PESCE – Ricordo che lui era seduto sul divano... cioè un po’ di confusione perché erano più sere che lui più volte che si affrontava questo veniva e discorso, quindi ricordo di sapere il fatto... perché nel momento in cui è stata detto la cosa stavo là e sentivo... cui poi lui se ne è andato mia nel momento in madre questa cosa l’ha riportata più volte, quindi... PRESIDENTE – Quindi dice che ha confusione ora? IMP. PESCE – Sì, sì. Sono pure un po’ stanca, scusate. PRESIDENTE – Mi rendo conto. Comunque, voglio dire, quindi a fronte di questa contestazione, quando le viene ricordata questa dichiarazione lei ricorda che in effetti era presente? IMP. PESCE – Sì, sì, io stavo là e lui stava sul divano... sì, sì, sì, ero lì. Sì, ero presente. PRESIDENTE – E quindi ha visto la pistola? IMP. PESCE – No, no, no, no. PRESIDENTE – No, non l’ha vista? IMP. PESCE – No, la pistola no. PRESIDENTE – Non l’ha vista? IMP. PESCE – No, no. PRESIDENTE – Ha solo sentire dire che... IMP. PESCE – Ho sentito che gli diceva: “Te la do io...”... PRESIDENTE – ...avrebbe avuto la possibilità di darle la pistola per... IMP. PESCE – Sì, perché mia perché gli ha fatto madre diceva... riuscirei mai ad uccidere nel senso tipo: una persona”, fece pure il giusto tipo: “La 91 anche vedere tipo... “Io? Io non no? E allora lui metti qua al buco della serratura, magari, e spari senza guardare”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi lei rifiuta diciamo questa era presente indicazione del e sua madre signor Ferraro Mario? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, io prima le avevo chiesto se lei fosse o meno a conoscenza di propositi omicidiari nei confronti della signora Ferraro Rosa. IMP. PESCE – Allora, propositi racconto quello che ho sentito, insomma poi non cioè non Ferraro so catalogarli omicidiari cioè che io... sentito, quello che ho... so se sono propositi così insomma. Io io ho ho omicidiari, sapevo che Rosa era un problema. Che era un problema e che praticamente era una questione da risolvere. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, perché era un problema la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Era un problema per la questione che aveva creato insomma quel subbuglio a casa mia con mia madre, le liti e tutto e in più il discorso che stava collaborando, cioè che aveva cominciato a una vergogna per fare queste dichiarazioni e quindi era la famiglia. Praticamente, sempre da quelli che erano i discorsi che apprendevo quando mio zio Ferraro Mario veniva a casa da mia madre, discussione tra Francesco che da adottare c’era questa Ferraro Mario, Ferraro Giuseppe, Ferraro praticamente c’era qualcosa... una a questo. E il discorso è che soluzione praticamente, da quello che sempre apprendevo lì,è come se Ferraro Mario 92 non prendeva...cioè quella soluzione è quando perché lui lui non dire: “Sì, facciamo questo. Sì, ha proposto a mia madre prendeva posizione per la allontaniamo. Sì...”, non so poi qual erano le loro... il loro metodo. dicevano chiaramente: “Dobbiamo ammazzarla o vediamo come ammazzarla”, però so che c’era questo problema, situazione mi che doveva essere... ricordo che, sempre in lui veniva, mia Non c’era su questo praticamente una di quelle sere che madre... non ricordo se lui ancora era lì oppure se n’era andato, non lo ricordo... ricordo mia una madre ebbe diceva che...“Tuo che poi un battibecco con lui, perché come se lui figlio... vedersela tuo figlio” tuo e mia figlio madre in può... può questo diceva: “Tu mio figlio devi lasciarlo fuori perché mio figlio è giovane, perché deve vostro. Sta fare... deve vedersela disonorando la lui. È famiglia un problema Ferraro, dovete vedervela voi”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi mi faccia capire signora Pesce, era un problema sia per i Ferraro che per i Pesce la collaborazione di Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Sì, perché Ferraro Rosa era una Ferraro che però stava rendendo dichiarazioni in base alla lite che aveva avuto con mio padre, che era un Pesce, e quindi era... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi l’oggetto di queste discussioni tra sua madre e il signor Ferraro Mario qual era? IMP. PESCE – cioè Era che si doveva prendere una decisione su... io ricordo che mia madre diceva: “Allontanatela, mandatela via, fate quello che dovete fare” e lui per scontato 93 che là la soluzione era... dava cioè di fargli insomma tenere la bocca chiusa, quindi quando lui propose a mia madre quella il problema era quella la fai tu. Sei donna e lo che cosa era come se per fai per io abbia assistito “Dobbiamo ammazzarlo soluzione o difesa”, però al fatto che dice: ammazziamo...” questo la “Lo e quindi: legittima mai eliminare no. Era questo che intendevo dire quando... P.M. DOTT.SSA PANTANO – cioè aveva lei Io, appunto, questo volevo sapere: compreso se si trattasse di una eliminazione fisica della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Ripeto... AVV. MALVASO – Presidente, ha già risposto a questa domanda. PRESIDENTE – Sì, ha risposto. Sì, in effetti... AVV. MALVASO – Due volte. P.M. DOTT.SSA PANTANO – In che senso esce il nome di suo fratello, signora? PRESIDENTE – No, ha già detto. Ha detto che... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Che cosa avrebbe dovuto fare? Cioè non ho capito che cosa avrebbe dovuto fare. PRESIDENTE – Ah ecco, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cosa avrebbe dovuto fare Pesce Francesco? IMP. PESCE – Sì, mio zio diceva a mia madre di fare intervenire suo figlio, di... “Se la vede tuo figlio. Tuo figlio può insomma risolvere questa cosa”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma in che modo avrebbe dovuto opposizione. Avrebbe dovuto risolverla Pesce Francesco? AVV. RYOLO casomai 94 – Presidente, il Pubblico c’è Ministero formulare la domanda in maniera diversa. PANTANO – P.M. DOTT.SSA Mi sono riallacciata alla risposta della Pesce. AVV. RYOLO – Da per scontata la indicazione di una modalità che per la verità almeno fino ad ora non è... PRESIDENTE – No, no, no, la domanda invece nel senso che adesso, se lei può essere ammessa lo sa, ci deve spiegare che cosa doveva consistere questo intervento. in Quando lo zio di sua mamma proponeva a sua mamma che si occupasse della questione suo fratello Francesco, Francesco cosa avrebbe dovuto fare secondo naturalmente le indicazioni di Ferraro? IMP. PESCE – Tappare la bocca a Rosa Ferraro eliminandola. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Eliminandola come? IMP. PESCE – Come... P.M. DOTT.SSA PANTANO capire – Che cosa vuol che cosa intende dire... cioè voglio lei, cosa ha capito, che cosa significava eliminare? IMP. PESCE – Va chiaramente: “La beh... cioè, ripeto, si diceva deve uccidere”, però si diceva: “Lo fare lui. Lo deve fare lui. deve Faglielo fare a tuo figlio, tanto tuo figlio è giovane, dai”, senso, però non non cioè era è che parlavano mai: “Falla questo il ammazzare a lui. Falla ammazzare a lui”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però lei aveva intuito che si stesse parlando di una eliminazione fisica? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti signora Pesce, lei se vi sono stati interventi concreti? 95 sa diciamo IMP. PESCE – No, non lo so perché... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ai danni della signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Non lo quindi non che non so perché poi lo so se è stato ci sono stati o Ferraro Rosa è sparita, perché è stata perché... non portata via, ci sono proprio stati. P.M. DOTT.SSA PANTANO – conoscenza della Un’altra domanda: suo marito era collaborazione della signora a Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Sì, come ne erano a conoscenza tutti ne era a conoscenza... P.M. PANTANO – DOTT.SSA Ne era a conoscenza anche Palaia Rocco? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa di minacce di Palaia Rocco nei confronti della signora Ferraro? IMP. PESCE – (inc.)... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Direttamente o indirettamente? IMP. PESCE – che... Ecco, voglio dire siccome praticamente madre, si mio marito è di un di... lui cugino di Gregorio per fargli si può aveva lui no, ricordo frequentava Ferraro insomma di tutti i Ferraro, decise – ma non direttamente un bar Rosa e di che mia ricordo che una sera detto: “Siamo andati con cambiare idea, per parlarci, - dice parlare perché lei continuava a gridare e a minacciare”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Con Gregorio chi? IMP. PESCE – Cacciola. P.M. DOTT.SSA PANTANO – 96 Cacciola. Quindi questa circostanza lei la apprende da chi? IMP. PESCE – Da mio marito che diceva: “Siamo andati e non si riesce a parlare, sembra una pazza. Sembra una pazza”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi lei ha intuito che si fossero incontrati suo marito e la signora Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Mi ha detto che ci ha andato con Gregorio. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa se ci furono delle minacce in quella circostanza? IMP. PESCE – So che ha parlato Gregorio con lei... AVV. PISANI – Ha già risposto, Presidente. Ha già risposto su questo punto. PRESIDENTE – No, facciamola rispondere. AVV. RYOLO – Allora la domanda è suggestiva. Può chiedere cosa è accaduto. Se il teste finora non ha parlato di minacce, non può introdurre il tema per la prima volta il Pubblico Ministero. P.M. DOTT.SSA fatto, se PANTANO – Io ho chiesto è a conoscenza di una circostanza di minacce. Sto chiedendo un dato. AVV. RYOLO – No, la minaccia non credo che sia un termine che colui che domanda può fase introdurre nella dell’esame diretto. PRESIDENTE – Va bene, l’opposizione è accorta, perché comunque qualcosa aveva detto, ma si era fermata lì. Quindi se vuole... insomma, voglio dire, è qualcosa che sta dicendo il Pubblico Ministero. Effettivamente potrebbe suggerire una risposta che non è stata data finora. P.M. DOTT.SSA PANTANO – In che termini le parlò suo marito di questo colloquio avuto con la signora Ferraro Rosa? 97 IMP. PESCE – Che tapparsi la non li erano andati per intimarle bocca e di non lasciava parlare, di finirla, di fare stupidaggini e che lei dicendo che lei si deve difendere, che lei... P.M. PANTANO – DOTT.SSA Lei adesso adopera il termine intimare, fu un termine utilizzato da suo marito? IMP. PESCE – No, l’ho percepito da quello che diceva che... “Siamo andati lì...” e andando lì... cioè non è che erano andati lì per... PANTANO – P.M. DOTT.SSA Cioè era stato prospettato qualche cosa... IMP. PESCE – Non era una visita di cortesia insomma. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non era una visita di cortesia. Era stato prospettato qualcosa alla signora Ferraro Rosa nel caso in cui fosse andata avanti nelle sue dichiarazioni? IMP. PESCE – Non ho capito, scusi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Fu prospettato... Ha detto che non era una visita di cortesia. IMP. PESCE – Sì. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Sto chiedendo che fu prospettato qualcosa alla signora Ferraro... PRESIDENTE – Se fu prospettato alla signora alla signora Ferraro... P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...ove fosse andata avanti nelle sue dichiarazioni. PRESIDENTE - ...se avesse continuato a parlare, a tenere quell’atteggiamento? IMP. PESCE – No, non lo so. Questo non lo so. PRESIDENTE – Lei non 98 lo sa, però ha detto che lei avrebbe... cioè che suo marito le ha riferito... IMP. PESCE – Che sono andati... PRESIDENTE - ...e che la signora... che non si poteva parlare con... IMP. PESCE – Non si poteva parlare perché lei era agitata, gridava e non gli dava ascolto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, suo zio Ferraro Mario aveva conoscenze con soggetti napoletani? (…) IMP. PESCE – No, non ne sono a conoscenza. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa. Ascolti, invece un’altra cosa che le volevo chiedere è: al di là della dei protesti, appunto, che aveva ricevuto questione la signora Ferraro Rosa a causa dell’apertura di quel conto corrente su cui operava suo padre, c’erano state altre attrito, diciamo, tra la signora ragioni di e sua madre? Faccio riferimento a giochi, schedine. (…) IMP. PESCE – Sì, ricordo che c’è una questione per questa cosa, per una schedina non giocata. Sì, ricordo. PRESIDENTE – E quando sarebbe avvenuto questo fatto? IMP. PESCE – Sempre nel periodo in cui lei abitava a casa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Prima, diciamo, della lite per gli assegni? IMP. PESCE – Sì, sì, perché praticamente... io adesso questa cosa la ricordo un po’ alla lontana, perché non... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, quello che si ricorda, signora Pesce. 99 IMP. PESCE – Sì, sì, ricordo che giocavamo tutti quasi non tutti i giorni, ma tutti i sabati forse... all’epoca era solo il sabato ancora... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quando lei dice tutti... IMP. PESCE – Sì, giocavamo anche io, mia sorella, mio padre... giocavamo i numeri, la schedina. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Il lotto era. Ricordo che... non mancanza c’è stata una schedina che non è so per una stata già giocata che era di... Siccome Rosa non aveva la macchina, quindi andavamo madre o io o mia stato, non noi a giocare queste schedine, o mia sorella. Non so se per un errore che c’è mi ricordo adesso il particolare, però schedina vincente a lei non fu giocata e lei male come se è stato fatto apposta per non una la prese a farla vincere, insomma era questa la... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Ma, voglio dire, questa circostanza aveva incrinato i rapporti tra sua madre e la signora Ferraro Rosa? IMP. – PESCE Diciamo che mia madre e Ferraro Rosa caratterialmente sono simili. Sì, un po’ sì. P.M. DOTT.SSA signora PANTANO Ferraro – Però dopo questa circostanza la rimane comunque ad abitare presso casa vostra? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, non insomma. È stata è che andò via per la schedina, poi una... l’è incominciata a prendere quando dico che poi lei anche con mia se madre, poi da lì tirò insomma tante cose che diceva: “Tu mi davi pochi soldi per badare a tua madre. Tu...”, cioè è stato poi un 100 accumulo che lei ha poi insomma manifestato tutto quel rancore insomma. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito. Senta, lei era a conoscenza delle abitudini della signora Rosa Ferraro? IMP. PESCE – Delle? PANTANO – P.M. DOTT.SSA Delle abitudini? Ad esempio, aveva l’abitudine di frequentare il cimitero la signora? AVV. RYOLO – Presidente, c’è opposizione per l’introduzione del luogo che avrebbe frequentato la signora Ferraro. PRESIDENTE – Opposizione rigettata. IMP. PESCE – Sì, frequentava il sorella e la madre e quindi insomma... in da noi, cimitero perché settimanalmente generale la aveva la da domenica si noi va a trovare i defunti. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, siccome lei prima ha detto che non aveva la macchina la signora Ferraro... IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...ci andava come? Come lo raggiungeva il cimitero? IMP. PESCE – Il padre aveva la macchina. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Il padre aveva la macchina? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, ci andava settimanalmente, con che cadenza? Ogni quindici giorni, ogni mese, ogni due? Ogni quant’è cimitero che frequentava il la Ferraro, se lo sa? IMP. PESCE – Non lo so con che cadenza lo frequentava. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa? IMP. PESCE – No. 101 signora P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa quando Ferraro Rosa va via da Rosarno e per quale ragione? IMP. PESCE – So che va via, so che è stata non so il periodo precisamente e portata via dalla Finanza, che se la sono andata a prendere a casa la Finanza e se la sono portati via. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa per quale motivo? IMP. PESCE – Perché stava collaborando. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Su questo argomento nessun’altra domanda da parte mia. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Signora, solo qualche chiarimento su questo argomento e poi passiamo al successivo. Faccio un piccolo passo indietro. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA – CERRETI all’argomento Torno del conto corrente, no? Conto corrente intestato a Ferraro Rosa. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E, utilizzato da suo padre. come lei a suo padre? Cosa ci l’esigenza sottostante ha Quello che non cosa serviva questo conto corrente; servivano ci alla raccontato, ho capito è a questi assegni a cosa doveva fare? Qual era creazione di questo conto corrente? (…) IMP. PESCE – Sì, doveva servire a... dovevano aprire di salumi, di... all’acquisto una ditta di una quantità di salumi di una ditta che avevano aperto loro stessi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Loro chi? IMP. PESCE – Mio padre e Ferraro Rosa. 102 P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, quindi c’era una ditta aperta da suo padre e da Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questa ditta aveva un locale? IMP. PESCE – No, no, no, era sempre... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi spieghi cos’era e di cosa stiamo parlando. IMP. PESCE – Allora praticamente era un’intenzione di fare una truffa ai salumi. danni di questa Da lì lui aveva azienda che vendeva questi detto praticamente nel fare questa truffa alla Ferraro i soldi che del ricavato avrebbe dato qualcosa anche a lei. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questa truffa lei sa come andava realizzata? IMP. PESCE – So che dovevano acquistare un di quello che era, non grosso quantitativo so, ma salumi, prodotti tipici di questa attività... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – ...venivano fatti questi assegni e poi non venivano coperti. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma si acquistavano quindi questi salumi con assegni che poi non sarebbero stati coperti, questa era la truffa? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – aperta lei E di questa ditta che cosa sa? Serviva a questo o solo a questo? Cioè era aperta ad hoc oppure era un’attività commerciale che suo padre voleva aprire? 103 che doveva essere diciamo IMP. PESCE – No, no, l’intestazione praticamente non praticamente e la c’era la... era solo partiva iva che ci stavano, però effettivamente non c’era il locale. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, quindi era un’esistenza meramente formale della ditta? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – È chiaro. IMP. PESCE – Anche perché la documentazione si trovava nel supermercato, quindi era... P.M. DOTT.SSA CERRETI – padre era un’attività Ed aveva inteso... che voleva questa che suo realizzare insieme a Ferraro Rosa o c’era coinvolto qualcun altro? IMP. PESCE – aiutato Ci stavano delle mio padre persone che all’epoca avevano quando fece riempire il supermercato, però non la prima fornitura per so chi erano, perché non erano di Rosarno. P.M. DOTT.SSA banca... – CERRETI Lei ci ha già risposto su quale presso quale banca fosse stato aperto il conto corrente. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – lei lo sa, proprio alla per C’era una motivazione cui quel conto corrente Carime di Rosarno e non specifica, se venne aperto presso un’altra banca? IMP. PESCE – Perché... da quello che so io perché alla BNL mio padre nel... siccome la BNL è un’altra banca che si trova sempre a Rosarno... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Alla BNL non 104 poteva fare accesso perché ormai, avendo protestato insomma mia sorella... il direttore non gli avrebbe aperto un altro ancora, quindi era... l’altra banca era quella che era rimasta insomma, da quello che so io. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sa concreto... non già chiesto, di quanti blocchetti di assegni in del numero degli assegni che le è stato ma di quanti blocchetti di assegni stiamo parlando? Se lo sa. IMP. PESCE – No, non lo so. CERRETI – Sa se Ferraro P.M. DOTT.SSA Rosa si personalmente a ritirare in banca questi lo sa, se lo ha mai sentito fosse recata blocchetti? che la signora Se andasse personalmente in banca a ritirarli. IMP. PESCE – Non lo so. So sorella quando che veniva accompagnata da mia doveva andare movimento bancario, però non a qualcosa... qualche so se anche nel momento che prelevava i blocchetti o solo quando doveva andare a fare qualche commissione. So che si recava accompagnata da qualcuno, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha mai visto questi blocchetti nella disponibilità fisica di Ferraro Rosa? IMP. PESCE – Io ho visto solo una volta questi blocchetti a casa di mia nonna, insomma dove abitavano loro... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – ...e ho visto proprio lei stato un attimo. Io che li firmava, però è sono entrata e ho visto lei che faceva questa cosa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ed era da sola? IMP. 105 PESCE – No, c’era mio padre che aspettava, io, mia madre... sì, no, eravamo lì in cucina e ho visto questa cosa, sì. P.M. DOTT.SSA – CERRETI Quindi lei dice che li firmava soltanto. Non li riempiva con gli altri dati? IMP. PESCE – No, no, no, li firmava tutti in una volta e glielo consegnava. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa chi li riempiva materialmente poi con gli ulteriori dati? Se lo sa. IMP. PESCE – No, non lo so. Penso mio padre, ma non... cioè non lo so, no. P.M. DOTT.SSA parlato – CERRETI Torno all’episodio in cui Ferraro Rosa si di sua madre, non parlato. cui lei ha reca presso il domicilio la trova e trova lei. Ne abbiamo già Io volevo Ferraro Rosa le di solo chiederle se in quel contesto abbia a lei, a lei Giuseppina, rivolto delle esplicite minacce? IMP. PESCE – No, no, assolutamente no. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei poco fa ha affermato eravate venuti a conoscenza della Rosa avesse Giudiziaria, particolare iniziato le a faccio suo una fratello circostanza collaborare con che tutti che Ferraro l’Autorità domanda più specifica: Francesco era venuto in a conoscenza di questa circostanza? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come aveva reagito suo fratello Francesco apprendendo questa notizia? IMP. PESCE – Di preciso non lo so, perché nel momento che l’ha appreso non ero con lui, però in generale... 106 P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ne avete mai parlato? IMP. PESCE – Con me no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di questo argomento insieme a suo fratello Francesco? IMP. PESCE – Con me no. P.M. DOTT.SSA – CERRETI Avete mai parlato lei o i suoi familiari della reazione di suo fratello Francesco? IMP. PESCE – Mio fratello Francesco in quel periodo era più arrabbiato del fatto casa con l’intento questa che lui...cioè di fare circostanza non... lei del male a cioè non ne era venuta a mia madre. Di abbiamo mai... capito. Le ho chiesto affrontato questo discorso con lui. P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, con lui se della parlato ho relazione di suo fratello Francesco ne abbia con gli altri familiari. Con lui ho capito che non ne avete parlato direttamente. PRESIDENTE – Se c’è stata intanto una reazione di suo fratello Francesco alla collaborazione conoscenza che Rosa Ferraro e aveva se c’è cominciato stata la questa reazione che tipo di reazione insomma... IMP. PESCE – La reazione era che... siccome mio fratello in quel periodo doveva andare via da lì per andare a vivere a Milano, si voleva trasferire e ricordo cioè voleva sapere... Ferraro voleva che lui prese... conferma dalla famiglia che avrebbero risolto questo problema e che lui se ne poteva andare tranquillamente a Milano. Si stava insomma... voleva capire doveva fare. 107 cosa avrebbero deciso, cosa si - I CAMION DELLA CEDI SISA P.M. DOTT.SSA PANTANO - Va bene signora, passiamo a un argomento successivo: la Ce.di.s.i.s.a.. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cosa è la Ce.di.s.i.s.a., lo sa? IMP. PESCE – Ce.di.s.i.s.a. è un centro dove si... dove lavorano, praticamente dove c’è la... i trasporti insomma per i centri Sisa, dove praticamente i supermercati e fanno insomma i viaggi con i camion. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E a Rosarno chi è il titolare della Ce.di.s.i.s.a. IMP. PESCE – Il titolare della Ce.di.s.i.s.a. è... Della Sisa sono i Garruzzo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco, mi faccia la distinzione. IMP. PESCE – Ecco, perché ci sono i supermercati Sisa e il Ce.di.s.i.s.a.. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Con certezza so che del supermercato Sisa sono i Garruzzo. Della Ce.di.s.i.s.a.... anche loro. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi è Armeli Signorino? IMP. PESCE – Non lo conosco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – C’è un rapporto, una cointeressenza – se lei lo sa – fra Garruzzo della Sisa e la sua famiglia? La famiglia Pesce intendo, non la sua famiglia nucleare, eh! IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Garruzzo abbiamo un nome anche, oltre che Garruzzo? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lo chiediamo alla signora. 108 IMP. PESCE – Sì, Giovanni Garruzzo. PRESIDENTE – Giovanni Garruzzo, okay. IMP. PESCE – Giovanni Garruzzo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi è Giovanni Garruzzo e che rapporto ha con la famiglia Pesce? IMP. PESCE – Da quello sempre che io ho appeso so che Giovanni Garruzzo all’epoca, parlo di anni addietro... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quanti anni addietro? IMP. PESCE – Parlo degli anni ’94, così. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. PESCE – Da quando ricordo io. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Aveva questo supermercato nella Nazionale e... il primo supermercato, perché insomma ne ha avuto un altro poi quello più avanti... più grande che è più avanti, però del primo parlo... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Noi sempre quello fino al avevamo aperto un supermercato, che era che abbiamo noi... che avevano noi insomma momento del sequestro e questo supermercato... praticamente già all’epoca si parlava insomma di farlo praticamente gestire da Garruzzo, perché praticamente... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Questo che avevate già voi? IMP. PESCE – Sì, sì, che avevamo acquistato... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Voi chi? Chi intende? IMP. PESCE – Mio padre. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. PESCE – Praticamente questo supermercato doveva essere dato in gestione a questo Garruzzo col tramite di mio zio 109 Vincenzo che praticamente si sarebbe occupato di riempire questo supermercato prendendo la Garruzzo, facendo portare la merce merce dal da supermercato di Garruzzo per farlo lavorare. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – E mio padre avrebbe dovuto gestirlo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Questo siamo, ha detto, agli... PRESIDENTE – No, mi scusi, mi scusi. Lei dice: “Avrebbe dovuto padre”, però ha detto gestirlo mio gestirlo Garruzzo”; ecco, prima: “Avrebbe dovuto vuole essere un tantino più chiara? IMP. PESCE – Sì. Praticamente quando gestiva mio supermercato non farlo gestire andava bene, da persone padre questo l’intento quindi economicamente più avevano caratteristiche di poterlo rifornire, gestire meglio. Quindi praticamente mio era di forti, che di poterlo padre continuava a gestirlo fisicamente, però dietro ci stavano loro. PRESIDENTE – Suo padre sarebbe stato una sorta di prestanome dei Garruzzo? IMP. PESCE – Allora, il acquistato mio supermercato padre, cioè alla aveva base l’aveva preso questo supermercato, perché il locale era in affitto. PRESIDENTE – È quello in via Maria Zita? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – È quello in via Maria Zita? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Eh! IMP. PESCE – Il locale era in affitto, gestione, diciamo. 110 quindi aveva preso la PRESIDENTE – Sì. IMP. – PESCE Però non riusciva ad andare bene questo supermercato e subentrò questo mio zio Vincenzo, dicendo: “Dammelo a me, lo gestisco io perché tu non lo sai gestire”. PRESIDENTE – Sì. IMP. – PESCE E la proposta era che l’avrebbe fatto... affiliato alla Sisa, in pratica ai Garruzzo, però sempre rimaneva in gestione di mio padre. PRESIDENTE – Sì. Materialmente lo gestiva suo padre, in negozio ci stava suo padre. IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Però il riferimento l’avrebbe fatto suo zio tramite Garruzzo? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – È questo? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Vada avanti. Poi cosa accade? IMP. PESCE – Niente, questo poi non venne fatto. Cioè questa era un’idea. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Un progetto quindi? IMP. PESCE – Sì, sì, era un progetto. PRESIDENTE – Questa era un’idea, okay. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non se ne fece nulla perché, lo sa? IMP. PESCE – Non lo so, perché... no, non il perché non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. 111 PESCE – Non se ne fece nulla comunque. Rimaneva in gestione a mio padre, rimase poi com’era. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. PESCE – Niente, so che questo Garruzzo e mio zio avevano qualche interesse mio zio insieme, qualche interesse in corso e Pesce Vincenzo aveva qualche interesse nel supermercato del Pesce Vincenzo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – No... IMP. PESCE – Del Garruzzo. PRESIDENTE – Del Garruzzo Giovanni. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi suo zio aveva qualche interesse nel supermercato di Garruzzo, ho capito bene? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Vuole spiegarci meglio? Che vuol dire? IMP. PESCE – Cioè come se Garruzzo lavorasse per lui, cioè come... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah, quindi è una cosa diversa. IMP. PESCE – Sì, che il supermercato apparentemente era di Garruzzo, però dietro Garruzzo c’era mio zio Vincenzo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Questo in che anni siamo? IMP. PESCE – Io adesso faccio riferimento al ’93/’94. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Lei come viene a conoscenza di questa circostanza? Come lo sa? IMP. PESCE – Sul progetto che c’era da fare al supermercato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah, quindi in quella occasione? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E da chi? IMP. PESCE – Era un progetto che si faceva tra mio padre, mia madre... P.M. DOTT.SSA PANTANO – No, da chi ne viene a conoscenza? IMP. PESCE – Ah, da mio padre. A casa mia. 112 P.M. PANTANO – DOTT.SSA Ah, da suo padre direttamente di questa circostanza? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha detto che Garruzzo stava lì per conto di suo zio Vincenzo. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha mai saputo, se lo ha saputo, da quanto tempo? Cioè se era stato della Sisa o se è sempre così dall’origine una cosa che è intervenuta dopo dalla creazione? IMP. PESCE – Non lo so questo con precisione. P.M. DOTT.SSA PANTANO – famiglia Pesce si Okay. I rapporti tra Garruzzo e la sono limitati a quelli che lei ci ha descritto con Pesce Vincenzo o c’erano rapporti anche con altri componenti della famiglia? IMP. PESCE – No, nel momento poi che mio zio poi venne arrestato... P.M. DOTT.SSA PANTANO – In che anni siamo? IMP. PESCE – Non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Più o meno. IMP. PESCE – Non ricordo l’anno. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Rispetto al ’93/’94... IMP. PESCE – Dopo un paio d’anni, due/tre anni dopo... ’94 forse. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dopo cosa? IMP. PESCE – Dopo... il ’94. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah okay, scusi non avevo capito. Quindi dopo il ’93/’94 un paio d’anni e viene arrestato 113 suo zio Vincenzo e cosa accade? IMP. PESCE – Praticamente i rapporti diciamo si rafforzano di più con mio cugino, con Francesco, Pesce Francesco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sempre Testuni, il figlio di Antonino? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Che vuol dire si rafforzano di più? Mi faccia capire. IMP. PESCE – Allora, praticamente anche da quello che io percepivo a casa quando magari si parla, quando si parla di determinate persone che sono vicine a, vicine a, lui è un fidato di cugino... cioè tuo cugino, da questo cioè lo c’è tuo da discorsi che lui... apprendo, tanto sentivo a casa. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Okay, ma nel senso che aveva sostituito lo zio Vincenzo o che aveva un altro ruolo suo cugino Francesco, vorrei capire? IMP. PESCE – Aveva sostituito lo zio Vincenzo. È subentrato dopo, nel momento che lui non c’è stato più. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei poco fa ci ha fatto la distinzione fra Sisa e Ce.di.s.i.s.a.. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Adesso ci ha chiarito cos’è la Sisa. Parliamo della Ce.di.s.i.s.a.. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – A chi fa capo la Ce.di.s.i.s.a.? Ci ha già detto che cura il trasporto merci. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. A chi fa capo? IMP. PESCE – A Garruzzo Giovanni e fratelli anche. 114 PRESIDENTE – Fratelli di Garruzzo? IMP. PESCE – Di Garruzzo, sì. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa se ci fosse una cointeressenza della famiglia Pesce anche nel trasporto merci Ce.di.s.i.s.a.? IMP. PESCE – Io so che tutti quanti avevano dei camion e... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Tutti quanti chi? IMP. PESCE – Tutti, alcuni miei cugini e miei zii... dei camion che lavoravano dentro questa Sisa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Dice alcuni miei cugini e miei zii, ci vuole fare i nomi di questi zii e cugini che sa essere coinvolti nel trasporto merci? IMP. PESCE – Sì, mio cugino Pesce Francesco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Che so che ne aveva più di uno. PRESIDENTE – Classe ’78? IMP. PESCE – Sì. Mio zio Vincenzo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. Sa quanti ne avesse suo zio Vincenzo? IMP. PESCE – No, con precisione non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. PESCE – Mio fratello... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa quanti ne avesse suo fratello? IMP. PESCE – Uno o due. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. PESCE – Uno sicuro, l’altro non Ce.di.s.i.s.a.. 115 lo so se lavorava alla P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché comunque sa che erano due i camion (inc.) suo fratello? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Poi chi altro? IMP. PESCE – Va beh, il figlio di mio zio Vincenzo, Savino. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quanti ne aveva Savino, se lo sa? IMP. PESCE – No, no, non so le quantità. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. IMP. PESCE – questi Non so quanti perché ho camion aveva. Con certezza sentito dirlo a loro stessi, so però di altro non so chi ce l’aveva più. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma che lei sappia nel trasporto, li definisce lei, i camion della Ce.di.s.i.s.a., anche gente c’entrava che non niente con la come c’era famiglia Pesce o c’erano solo i suoi familiari? IMP. PESCE – No, c’erano anche persone non che c’entravano... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Eh, mi spieghi. IMP. PESCE – Persone a cui loro facevano entrare cioè praticamente parenti, chiunque insomma aveva familiari, il camion, cugini, nipoti... la disponibilità di un voleva metterlo a lavorare loro lo camion e mettevano insomma, lo facevano entrare. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma quindi era un settore di dominio assoluto della sua famiglia? IMP. PESCE – Sì, gestivano loro chi doveva mettere doveva metterne due, chi doveva entrare, chi ne ne doveva mettere proprio perché non lo tre, chi non doveva mettere, insomma questo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei dice: “Gestivano loro”, ma in base a 116 cosa? Cioè c’era un contratto titolari di qualcosa, di col Garruzzo, loro erano una licenza? In base a cosa gestivano loro quelli che dovevano entrare e che dovevano avere il camion? IMP. PESCE – c’era un Bastava che andava lì e glielo dicevano, contratto. Bastava quello che loro non dicevano e lui faceva, insomma. P.M. DOTT.SSA PANTANO – “No, Garruzzo avrebbe potuto dire: questo camion vostro non entra”? IMP. PESCE – No, non l’avrebbe potuto dire. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché? IMP. PESCE – Perché... perché comandavano loro, perché glielo imponevano, perché non poteva rifiutarsi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi faccia capire, questo diritto della famiglia Pesce a disporre dei trasporti Ce.di.s.i.s.a. niente a che vedere poc’anzi che dietro con quello che lei Garruzzo nella ci Sisa ha ha detto ci fosse Vincenzo? Cioè il diritto nasceva di quello o sono due cose completamente separate? INTERVENTO – Presidente, da Palmi. Un po’ suggestiva la domanda, lei che dice? PRESIDENTE – No, suggestiva forse... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Forse è complessa. PRESIDENTE – Forse non l’ha dall’espressione del fatto neppure compresa esattamente che io vedo e che voi non vedete. INTERVENTO – Andiamo per gradi magari. PRESIDENTE – Io credo che la signora non la domanda. 117 ha neanche compreso P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, ammetto che sia stata formulata in maniera complessa. Lei ha detto che Garruzzo nella Sisa forse da un era formalmente titolare lato della Sisa, ma dietro c’era suo zio Vincenzo, okay? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA trasporto PANTANO – merci non Pesce e lui non Adesso può si può scopriamo che Garruzzo nel dire di no, cioè è dominio dei ribellare, ma complice o vittima Garruzzo dei Pesce? IMP. PESCE – Complice, cioè a lui va bene quello che loro dicono. P.M. DOTT.SSA PANTANO – ribellare e glielo Siccome lei ha detto che non impongono,per questo io si può le faccio questa domanda. IMP. PESCE – Nel senso persona non andare che lui non può fare: “A me questa lo mettiamo”, cioè va bene, deve piace, non va bene insomma, però lui neanche magari... cioè non è che se va – per dire – mio zio e gli dice: “Guarda, viene mio nipote e mette due camion”, lui dire: “No, tuo nipote non non è che può mette i camion” e il nipote mette i camion. PRESIDENTE – Quindi complice in che senso? Cioè se lui... IMP. PESCE – Complice perché alla non fine lui ci guadagna, cioè è che lui perde qualcosa se lo mette tizio mette caio. A lui interessa il... cioè o se lo mandare avanti quel lavoro. PRESIDENTE – no? Sì, ma complice forse Voglio dire, chi imposizione di altri non 118 significa semplicemente può qualcos’altro, subisce una ribellarsi e magari più che complice forse è vittima. Complice significa anche che gli sta bene, ma non solo... lei dice: perché comunque ci guadagnava lo Perché stesso Garruzzo, ma come ci guadagnava? quindi i guadagni andavano a Garruzzo? Ci faccia capire un attimo. IMP. PESCE – No, perché Garruzzo anche lui i suoi guadagni; non in quella attività aveva è che lui teneva questa azienda aperta e faceva lavorare i camion e lui stava lì senza far niente. Lui stava lì e prendeva anche lui insomma... PRESIDENTE – Quindi per insomma, lui era indifferente l’importante circolassero e che la è che comunque chi lavorasse questi camion merce venisse distribuita, che i soldi entrassero e poi chiunque li prendeva sarebbe stata la stessa cosa, in questo senso vuole dire che è complice? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – È così o no? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, è così. PRESIDENTE – Ma quindi ci guadagnava Garruzzo pure? IMP. PESCE – Sì, il suo posto insomma se lo guadagnava. PRESIDENTE – Quindi guadagnava Garruzzo e guadagnavano pure i suoi parenti? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – I parenti suoi. IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Lei ha detto persone direttamente o 119 che entravano tutte comunque indirettamente legate a voi. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Di all’interno mafiosa – metti della colui due, tu oppure tu non questo affare Ce.di.s.i.s.a. c’era famiglia – intendo che comandava, chi ne metti due, tu un semprefamiglia decideva che tu altro entri? Chi era all’interno ne ne metti tre della famiglia che comandava su questo affare? IMP. PESCE – Pesce Francesco classe ’78. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da sempre? IMP. PESCE – Sì. Sì, perché mi sembra che la Ce.di.s.i.s.a. è arrivata già dopo... quando mio zio stava in carcere. È arrivata... no, no, mi sembra. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei è a conoscenza di liti per questo motivo tra suo zio Francesco e altri suoi familiari? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Con chi? IMP. PESCE – Con mio zio Vincenzo Pesce Francesco aveva litigato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi Francesco, suo cugino, ho sbagliato io. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, chiedo scusa. PRESIDENTE – Era tra suo cugino Francesco e altri familiari. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, adesso... con lo zio Vincenzo. E quale fu l’origine di questa lite? Perché litigarono? IMP. PESCE – Da quello che ho che praticamente lo zio appreso sempre io dalla Vincenzo voleva entrare nonna i suoi cognati a lavorare... a mettere questi camion alla Sisa e 120 lui non li faceva entrare, insomma non voleva farli entrare. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché non voleva farli entrare? IMP. se c’era la preferenza. Ognuno metteva chi voleva mettere, no? Quindi PESCE – Perché, fra di loro come ripeto, era come contro l’ho, andavano uno “No, io metto miei, tu metti i suoi. Tu ce ne hai cinque, io non Devo mettere questi perché devono lavorare i ne ho. loro...”... Su questo qua insomma. P.M. DOTT.SSA PANTANO – volesse gli Okay. Lei sa perché suo cugino non Arena in particolare? C’era un motivo o era solo un interesse economico, come lei ci sta dicendo? PRESIDENTE – Gli Arena chi sono? IMP. PESCE – I cognati di mio zio Vincenzo, Areno Domenico e l’altro fratello che adesso mi sfugge. PRESIDENTE – (inc.), però non era stato detto dalla... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, ha ragione Presidente. IMP. PESCE – No, non era un motivo preciso, fratelli Arena, era più che altro mirato per i mirato nei confronti di mio zio, ma non per gli Arena. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa come finì questa lite? IMP. PESCE – No, so che sono arrivati alle mani, però poi il risultato dei camion no, non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO innanzitutto questa – Sono circostanza arrivati quando la alle mani... colloca nel tempo, se riesce? E dove è accaduto e come lo ha saputo? IMP. PESCE – 2009... o fine 2009 o inizi 2010 comunque. P.M. DOTT.SSA PANTANO – lite? 121 Okay. Da chi l’ha saputo di questa IMP. PESCE – Da mia nonna Bonarrigo Giuseppa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E che le disse in particolare, se lo ricorda? IMP. PESCE – Siccome lei era rimasta... si era fatta male a un ginocchio durante pomeriggio gli tutto quella chiesi andandola che era l’episodio e mi l’hanno spinta, lei lite disse successo e trovare mi raccontò che avevano litigato, è caduta e insomma mi un che ha raccontato tutto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa come finì, cioè l’esito, alla fine come finì questa storia? IMP. PESCE – Della lite o dei camion? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, della lite, della lite. Della lite e quindi dei camion. IMP. PESCE – Della lite... in quel momento, beh, finì lo portarono via perché gli voleva mettere che lui le mani addosso a mio zio. Poi dopo... PRESIDENTE – Lui lo portò via chi? IMP. PESCE – Lui lo portarono via. PRESIDENTE – Ah, lo portarono via, okay. IMP. PESCE – C’erano altre persone, i miei cugini... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lui chi? IMP. PESCE – Francesco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Francesco venne portato via? IMP. PESCE – Sì. E poi per un proprio nemici diciamo, non di mio zio Vincenzo 122 c’era verso per... che era oppure di riavvicinarsi so che si erano periodo di tempo sono rimasti più da parte grande di perdonarlo e poi, no, dopo un periodo invece ripresi... insomma avevano ripreso il rapporto. Lui aveva chiesto scusa e... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lui chi? IMP. PESCE – Francesco. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma alla fine, entrarono o no, che lei diciamo, questi camion sappia? Chi la vinse da questo punto di vista? IMP. PESCE – No, questo non lo so. (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – Le risulta che suo fratello Francesco avesse manifestato delle minacce nei confronti di Garruzzo? PRESIDENTE – Sempre Garruzzo Giovanni? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì. IMP. – PESCE So che mio fratello aveva difficoltà con i camion... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – ...e che anche alcune volte gli con riferimento questa volontà che mio cugino e si sono stati tolti Francesco nascondeva dietro aveva avuto Garruzzo e quindi... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi scusi, mi sono persa l’ultima battuta, chiedo scusa. PRESIDENTE – Allora, Francesco, suo fratello, aveva avuto problemi con i camion, ci sta dicendo. In che senso? IMP. PESCE – Sì, ci sono state alcune volte che i suoi camion sono stati tenuti fermi, non essere lavoravano, perché poi può anche che i camion stanno dentro la Sisa, però non lavorano perché magari qualcuno al posto di un altro fa i viaggi che al momento ci stanno da fare. 123 PRESIDENTE – Sì. IMP. PESCE – In questo caso quelli di mio fratello venivano lasciati fermi più spesso. PRESIDENTE – Sì, ma chi decideva? P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco. IMP. PESCE – Questo lo decideva sempre Francesco in base a quello che... PRESIDENTE – Francesco non suo fratello? IMP. PESCE – No, ’78. PRESIDENTE – Francesco suo cugino? IMP. PESCE – Sì. del lavoro In base a quello che il Garruzzo gli che c’era, cioè il lavoro è diceva questo, chi dobbiamo... PRESIDENTE – Ci sono da fare cinque viaggi, per dire. IMP. PESCE – Sì, sì. E normalmente lui faceva fare i viaggi o per sé o per le persone a cui lui ci teneva che venissero fatti questi viaggi. PRESIDENTE – E suo fratello Francesco non era... IMP. PESCE – Mio fratello c’è stato un periodo che i suoi venivano messi insomma da parte e venivano fatti lavorare meno e quindi mio fratello come riferimento prendeva il Garruzzo e quindi inveiva contro il Garruzzo, per dire: “Perché non mi fa lavorare i camion? ”. Ecco, insomma, era questa... PRESIDENTE – Quindi, mi scusi, suo fratello non sapeva che... o sapeva che... IMP. PESCE – Sì, sì, come no! PRESIDENTE - ...chi decideva era il cugino, anziché Garruzzo? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. 124 PRESIDENTE – E perché se la pigliava con Garruzzo allora? IMP. PESCE – Perché era più debole. P.M. DOTT.SSA PANTANO – È chiaro. Tutte queste circostanze che lei ci ha riferito come le ha apprese? IMP. PESCE – Assistevo ai discorsi a casa. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Tra chi? IMP. PESCE – Quando mio fratello era lì tra mio fratello e... a casa, insomma con mio marito, con mia madre... P.M. DOTT.SSA PANTANO – E suo marito aveva camion alla Ce.di.s.i.s.a.? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Come mai? IMP. PESCE – lui Perché non avevano un’altra attività aveva necessità di mettere loro, insomma un camion alla Ce.di.s.i.s.a.. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi non ha mai mostrato interesse suo marito a... IMP. PESCE – aveva... No, praticamente c'è che aveva personalmente, era mettere io un in a della interesse, me, famiglia come nucleo familiare che lavorava lì e si poter acquistare marito diretto e dicevano stava si era prospettata insomma compimento. ma dicevano che non che lui dovevo se mi spettasse avere avere un anche noi un camion anche noi trovando insomma il modo questo camion, lo stava cercando insomma all’epoca, avendo i non avendo un lavoro, avendo necessità 125 un periodo camion... cioè che era come quanto membro camion, mostrato stato di mio bambini, di avere un’entrata... questa cosa che poi però non è andata PRESIDENTE – Signora Pesce, un chiarimento. IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Lei ha detto un’altra attività, appena adesso che suo marito aveva quindi non aveva interesse perché aveva un’altra attività. IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Qual era questa attività? IMP. PESCE – L’azienda di famiglia del padre. PRESIDENTE – Ah, in questo senso? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – riferimento ai Signora, camion, lei prima i nomi delle solo una domanda con ha detto che... ci ha fatto persone dell’entourage della famiglia Pesce che avevano i camion alla Ce.di.s.i.s.a.. Io volevo sapere: quando lei dice: “Avevano i camion”, erano camion intestati alle persone che le possedevano oppure erano intestate a terze persone? IMP. PESCE – Non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Gliela fratello che forse è faccio con riferimento a suo una circostanza di cui lei essere a conoscenza. Francesco Pesce, classe ’84, può aveva un camion di proprietà diciamo formale alla Ce.di.s.i.s.a.? IMP. PESCE – Aveva un camion di proprietà perché sapevo che l’avevo acquistato lui il camion. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – Però non lo so a chi era intestato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa a chi era intestato? IMP. PESCE – No, no. P.M. 126 DOTT.SSA PANTANO – Lei prima ha detto che Armeli Signorino non lo conosce? IMP. PESCE – No, come persona fisica no. (…) PRESIDENTE – (…) Signora, può rispondere. Lei ha sentito mai il nome di Armeli Signorino? IMP. PESCE – Così per intero no. Armeli Signorino no. PRESIDENTE – Armeli Signorino no? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E posso chiederle che cos’è che ha sentito, cioè qual è... PRESIDENTE – Ecco, perché fa questa precisazione? P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...il nominativo che ha sentito? IMP. PESCE – Ho avuto... quando sono stata letto l’ordinanza ho così in quanto confronti arrestata che ho saputo che questa persona si chiama il capo d’imputazione di questa persona mi viene che ho è... nei insomma contestata l’estorsione. P.M. PANTANO – DOTT.SSA perché non Gliela pongo in voglio sapere quello maniera diversa, che lei apprende dagli altri. PRESIDENTE – No, stava cercando di spiegare come... IMP. PESCE – Che questa persona... altro nome, con il diminutivo cioè la conosco con un del nome, però non sapevo che era Armeli Signorino; è questo insomma il... P.M. DOTT.SSA PANTANO – E qual è questo diminutivo? IMP. PESCE – Rino. PRESIDENTE – Quindi lei conosceva un certo Rino? IMP. PESCE – 127 Sempre per... cioè so che era la persona che doveva dare i soldi a mio fratello del camion. PRESIDENTE – Ho capito. Di cui ci ha parlato prima? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Quel discorso là dei soldi che dovevano essere dati a Francesco suo fratello. IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Quindi questi soldi li doveva dare un certo Rino? IMP. PESCE – Rino sì. PRESIDENTE – Che lei aveva visto? IMP. PESCE – No, no, mai visto. PRESIDENTE – Non sapeva chi... IMP. PESCE – No. PRESIDENTE – Cioè fisicamente non sapeva... IMP. PESCE – No, io non l’ho mai visto. PRESIDENTE – E poi ci sta dicendo che leggendo l’ordinanza ha capito che questo Rino era il diminutivo di questo Armeli Signorino, questo sta dicendo? IMP. PESCE – Sì, sì, sì. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ci sono dei soprannomi con cui lei conosce questa persona di nome Rino che aveva legami con suo fratello Francesco Pesce? IMP. PESCE – Sì. Perché veniva chiamato Rino Lo Sbirro. P.M. DOTT.SSA PANTANO – A che titolo la persona che lei conosce col nome di Rino, che ora mi dice Rino Lo Sbirro, doveva dare dai soldi a Francesco Pesce? IMP. PESCE – A che titolo doveva dare i soldi? P.M. DOTT.SSA PANTANO – 128 Sì, perché lei mi ha detto che lo collega al discorso dei camion, però voglio capire in che senso, per quale motivo doveva dare dei soldi? IMP. PESCE – Perché era la persona che praticamente gestiva il camion al Ce.di.s.i.s.a. per conto suo, cioè praticamente faceva i viaggi da quello che so io, del camion e doveva dare i trasporti insomma i soldi a fine mese a mio fratello. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E lei è a conoscenza del fatto... cioè sa se il camion di suo fratello fosse intestato ad Armeli Signorino? IMP. PESCE – No, no, non so a chi erano intestati i camion. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo fratello aveva... lei dice che lo gestiva Armeli Signorino, Rino Lo Sbirro lei ha detto. IMP. PESCE – Sì. P.M. PANTANO – DOTT.SSA Lo gestiva in che senso? Era l’autista? Che cos’era Armeli Signorino? IMP. PESCE – Il lavoro preciso che faceva non aveva in consegna il camion di mio lo so. So che fratello, ma non so che... se era l’autista, se era l’intestatario. Non lo so cos’era. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Poi ci ha spiegato prima che i profitti variavano in relazione ai viaggi effettuati. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma la gestione del camion da parte di suo fratello, che appunto lei ci ha detto aveva un camion alla Ce.di.s.i.s.a., determinava mese? Cioè era un’entrata, fratello questa? IMP. PESCE – Sì. 129 un costituiva reddito fisso al un’entrata per suo P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa a quanto ammontava? IMP. PESCE – Da quello trovarlo, nel ho appreso quando andavo a perché questa storia io l’ho saputa soltanto momento in carcere, che io cui andavo a trovare che richiedeva questi soldi “Ti deve dare i soldi. mio fratello e quindi mi al diceva: Digli a zio che ti deve dare i soldi”. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Me la quindi, voglio dire, reddito per suo spiega meglio, appunto. Cioè la gestione del camion costituiva un fratello; questo reddito che cadenza aveva, voglio dire? IMP. PESCE – Ogni mese gli dovevano dare un tot di soldi da questo... P.M. DOTT.SSA PANTANO – con suo fratello Visto che lei in ha avuto un colloquio carcere, qual era l’entità della somma che richiedeva Francesco Pesce al mese? IMP. PESCE – Allora, quando lo andavo a trovare io e mi recavo io da mio zio a prendere i soldi erano mille euro. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mille euro? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Un momento, perché suo fratello, aveva uno alla Sisa, ma l’altro o lei ha detto che Francesco, due camion. Uno quindi... cioè uno o sicuramente due, quindi del secondo non è certa o... ci dica. IMP. PESCE – Il secondo ce lo aveva, però non lavorava sempre. PRESIDENTE – Non lavorava sempre? IMP. PESCE – perché... 130 Sì, la maggior parte delle volte era fermo PRESIDENTE – Ma sempre era alla Ce.di.s.i.s.a.? – IMP. PESCE Non lo l’altro. so dove lavorava So che ce l’aveva, ma non so se erano tutti e due nella Sisa o... PRESIDENTE – Quindi sa che aveva due camion? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Sa per certo che uno lavorava sicuramente alla Sisa? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Dell’altro non ci sa dire? IMP. PESCE – No, non lo so. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma questi mille euro che le sono stati chiesti da suo fratello dipendevano dal numero dei viaggi? IMP. PESCE – Diciamo che quando io... saputo di questi camion nel camion, ho avuto la momento in cui fratello, perché quei soldi portaglieli a lui. sapevo che lui questo lì ho consapevolezza di andavo a trovare mio per andare a trovarlo Quindi io camion lavorava momento io ho aveva questa entrata, dei soldi che lui nel ripeto, perché io avuto e per la... cioè questo camion e che alla Sisa. Non so però il totale prendeva prima o prendeva dopo. So che in cui lui era detenuto prendeva questi soldi. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, quand’era detenuto? A quando sta facendo riferimento lei? IMP. PESCE – Dal 2008 fino a che sono andato a trovarlo io al 2010. P.M. DOTT.SSA PANTANO – fratello? 131 Okay. All’epoca dov’era detenuto suo IMP. PESCE – A Palermo. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi lei circostanza per bocca di apprende, appunto, questa suo fratello, mi sembra di capire, che avesse diritto a questi soldi? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei materialmente ha mai portato i soldi in carcere a suo fratello? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quante volte glieli ha portati? IMP. PESCE – Tante. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Tante volte? IMP. PESCE – Non riesco a quantificarlo, tante. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ha sempre portato, diciamo, la cifra che era stata richiesta o ci sono state delle circostanze in cui ha portato meno o ha portato di più? IMP. PESCE – No, diciamo che io prendevo queste mille sostanzialmente le facevo bastare per tutto lo andavo a trovare due/tre volte, euro e il mese che quante volte andavo a trovarlo. PRESIDENTE – Che cosa vuole dire? Cioè non ho capito bene. Lei prendeva questi mille euro... IMP. PESCE – E li mettevo da parte. PRESIDENTE - ...e li metteva da parte. IMP. PESCE – Nel momento in cui dovevo andare a trovarlo compravo quello che gli servivo, glieli gli lasciavo a lui nel libretto dei detenuti... PRESIDENTE – Quindi glieli portava una volta... cioè li prendeva una volta al mese questi soldi? IMP. PESCE – I soldi li 132 prendevo una volta al mese, però lo andavo a trovare... PRESIDENTE – E poi glieli portava in due/tre volte? IMP. PESCE – Settimanalmente, sì, ogni quindici giorni. PRESIDENTE – Ah, quindi non glieli portava tutti in una volta? IMP. PESCE – No, no, no, no. PRESIDENTE – Quindi non ha mai portato mille euro in carcere? IMP. PESCE – No, no, in carcere no, no, mai. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, ascolti, Pesce Francesco... lei questo reddito di “Sicuramente io nell’anno dice: 2008/2009 ho portato i soldi della gestione del camion a mio fratello in carcere”. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO inserito nella aveva Da quanto tempo suo gestione del camion rispetto a questo tempo – la fratello alla Ce.di.s.i.s.a. momento? Cioè, voglio dire, disponibilità del era da quanto camion, se se lo ricorda? Era di quell’anno o era di anni precedenti? IMP. PESCE – Allora, ripeto, io ho avuto contezza del camion di mio fratello nel momento in occupare di mio fratello cui perché io mia mi sono dovuta madre si era trasferita per andare a vivere a Milano, perché prima di me mia madre... io andavo a trovare mio fratello soltanto quando necessitavo di andare a fargli una visita, non una cosa che faceva settimanalmente. mia Nel momento in cui madre è andata a vivere a Milano iniziai ad andare a trovare mio con mio 133 era zio fratello settimanalmente e ad avere contatti che praticamente mi dava questi soldi per andare a trovarlo e per insomma... che erano suoi. Io dico io dal 2008 al 2010, però non dal 2008 effettivamente gli portavo iniziai ad andare a trovarlo da quella avesse data lì io ho questi soldi. dal avuto consapevolezza non so 2009 con questa frequenza, questo camion, che avesse insomma... quindi Io se quindi che lui questa entrata, che prima lo aveva, da quanti anni o... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però suo fratello in realtà non era la prima volta quella del 2008/2009 in cui entra in carcere? IMP. PESCE – No. P.M. PANTANO – DOTT.SSA È stato arrestato in altre circostanze? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco, si ricorda quando? IMP. PESCE – Diciamo che è stato arrestato sempre, quindi adesso di preciso ricordarmi le date... P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco, l’episodio... motivi di arresto per droga, se li ricorda, di suo fratello? IMP. PESCE – Sì, l’associazione che ebbe con mio marito, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Si ricorda più o meno l’anno, signora? IMP. PESCE – Sì, maggio 2008. (…) P.M. DOTT.SSA PANTANO – Allora, lei nel dicembre 2006 è mai andata a trovare in carcere suo fratello? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. IMP. PESCE – stava Con mia quella frequenza che le madre andavo cioè... PRESIDENTE – Non settimanalmente. 134 dicevo, quando ci settimanalmente a trovarlo, IMP. PESCE – Non settimanalmente, ma... PRESIDENTE – Lei ha detto: “Quando non quando volevo andare a trovarlo, c’era la mamma andavo quando avevo necessità di andare a trovarlo”? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – “Quando poi la mamma invece si trasferì a Milano fui io che presi le...”, sostanzialmente il posto di sua madre e quindi cominciò ad andare ogni settimana, è così? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Bene. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Pesce se in (…) volevo chiedere alla all’anno precedenza, e faccio riferimento 2006 in cui noi abbiamo delle intercettazioni in carcere, si fosse mai recata Pesce Francesco e avesse mai stesso dall’attività a trovare signora ambientali suo fratello parlato dei proventi dello di gestione dei camion e se sì in quali termini. (…) IMP. PESCE – Grazie. Sì, trovaremio sono recata in fratello, ma è uno dicevo prima, trovarlo, mi quando sentivo la di quei periodi non... cioè è vero che notizia dei camion, ma io non che io necessità di andare a quindi in quel periodo mia quindi io quel periodo a madre viveva portai già, quella sapevo se quei camion erano quelli che ancora tutt’oggi, quando io ero fuori, aveva. È stato solo un messaggio che io ho portato da fuori, cioè da mio marito che mi aveva riferito... PRESIDENTE – Quindi lei 135 ricorda di aver portato a suo fratello nel 2006? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì. PRESIDENTE – E che messaggio aveva portato? IMP. PESCE – Che i soldi glieli avrebbero dati a fine mese e che gli avrebbero dato mille euro, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – E si riferiva a questi soldi di cui stiamo parlando? IMP. PESCE – Ripeto, io in quel tempo non... non era come nel 2009/2010 che sapevo che erano quelli i camion, che sapevo che era quello che glielo gestiva e che era quella la somma che prendeva. Io quel periodo, a parte che aveva partorito da due mesi una bambina piccola, quindi io non occupavo della vita di mio fratello quindi avevo altre carceraria appieno, cose insomma... Quello è stato colloquio nel quale io mi sono recata ho mio portato quella notizia solo un da mio fratello e da casa che mi aveva riferito marito: “Digli a tuo fratello che a fine mese gli daranno i soldi e gli daranno mille euro”. PRESIDENTE – Okay, va bene. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Allora signora, scusi, da dove siamo dall’origine per partiti. riassumere in ammesso la sua responsabilità di Lei ricapitoliamo stamattina due parole – - parto ci aveva per tutti i comportamenti imputazione e io le avevo detto poi li analizzeremo uno per uno, okay? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo è valso 136 anche per il capo 14 d’imputazione per l’imputazione ad Armeli Signorino, è così? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Poco fa, da qui è nata tutta la diatriba che forse insomma era più semplice risolvere con due domanda, alla domanda della collega che la chiesto da quando lei fratello ha cominciato questi soldi a di portare cui in carcere a abbiamo già parlato suo ha detto: credo dal 2008/2009. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ora, la mia domanda semplicissima. Lei sa benissimo, perché ha letto il provvedimento coercitivo nei suoi confronti, immagino l’avrà ...che contro letto più di una volta... IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI utilizzata secondo – una intercettazione la impostazione di lei è stata del 12 dicembre 2006 che accusatoria in quella intercettazione voi parlavate proprio di questi soldi e lei assicurava a suo fratello: “Ha detto che te li dà a fine mese”. AVV. RYOLO – C’è opposizione... P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, no, adesso non voglio finire. lei c’è opposizione, Quello quindi che le chiedo è: visto che le intercettazioni le ha già lette inutile che io gliele facessi vedere, non ricorda o meno, queste somme il 12 dicembre e forse anche so se se le 2006 parlavate già di denaro che sono le di stesse che lei ha detto: “Ho portato tante volte fino a qualche mese prima 137 dell’arresto”? Siparlava già di questi soldi il 12 dicembre del 2006? PRESIDENTE – Allora, la domanda – Pubblico Ministero – non può essere fatta perché comunque ha già risposto. Ha dato una risposta che è registrata, Pubblico Ministero che... perché è stata fatta dal dalla Dottoressa Pantano negli stessi termini e l’imputata ha dato una risposta. AVV. RYOLO – E adesso suggerisce una diversa... PRESIDENTE – No, adesso non suggerisce niente perché adesso la domanda non è fatta. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Visto che è un elemento contro di lei non possiamo consentire di spiegare l’apparente discrasia fra i due dati, quello accusatorio e quello... io credo che abbia diritto l’imputata a dare una spiegazione. PRESIDENTE – Torniamo questione, daccapo. perché non Andiamo abbiamo perizia trascrittiva. avanti su a disposizione Quando ce l’avremo, eventualmente se servirà, la questa la poi richiamiamo per poter... IMP. PESCE – Presidente, posso spiegare quello che era il 2006 a quello quello che ho che cambia da dichiarato del 2008/2009? PRESIDENTE – Ma l’ha già detto prima o no? ? IMP. PESCE – Io ho detto che dal 2008/2009 portavo i soldi a mio fratello. PRESIDENTE – Eh! IMP. PESCE – E l’intercettazione per quella intercettazione. 138 c’è e io sono stata arrestata PRESIDENTE – Sì. IMP. PESCE – Cioè posso spiegarmi? Posso rispondere? Diciamo che è una spiegazione alla domanda, però... PRESIDENTE – Sì, può spiegarsi. Certo, può spiegarsi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ne ha diritto. PRESIDENTE – Certo, ne ha diritto. IMP. PESCE – Grazie. PRESIDENTE – Certo. IMP. – PESCE Io nel 2006 sapevo meramente così che fratello aveva dei camion, sapevo che prendeva soldi, di detentivo, come cose. cui lui viveva in quel perché nel periodo che lui dicevo, lui Nel periodo si questi periodo sempre era in carcere... occupava personalmente in cui lui mio delle veniva arrestato sue qualcuno provvedeva a fargli avere questi soldi. Nel periodo del 2006 non ero io. Cioè è questo... io nel 2008 e 2009 l’ho fatto io, portarli cioè sono stata a mio fratello. io a prendere i soldi Nel 2006 ho portato e a quella notizia a mio fratello dicendogli: “Sì, i soldi te daranno a fine mese. Te ne daranno mille, piuttosto 800”, ma non glieli ho portati io e non li che ho provveduto ad andare a prenderli. PRESIDENTE – E lei portato a mio ha detto pure: “In quella occasione io ho fratello... ho detto detto mio marito di dirgli”? IMP. PESCE – Mio marito, sì. PRESIDENTE – Ha detto questo poco fa? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, nel 2006. PRESIDENTE – Nel 2006, certo. 139 quello che mi aveva IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Quindi sta confermando quello che ha detto prima? IMP. PESCE – Sì, sì, però cambia che... sì, ero consapevole nel 2006 che aveva i camion, ero consapevole... sapevo che lui prendeva questi soldi, perché io stessa gli ho detto: “Te li daranno”... PRESIDENTE – Però non glieli portava lei, né si interessava di... IMP. PESCE – Di quali camion erano, dove lavoravano... PRESIDENTE – Né si interessava di farglieli avere questi soldi? IMP. PESCE – No, no, neanche. Io in quel colloquio ho riportato questa notizia a mio fratello, ma non... niente di più. PRESIDENTE – Ho capito. (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi nel 2006 reperiva i soldi provento di estorsione e li portava in carcere a suo fratello? IMP. PESCE – Li portava... direttamente li portava mia madre. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Li metteva a lui insomma lì dove... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E chi li andava a prendere presso Armeli Signorino? IMP. PESCE – Mio marito... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – ...e... cioè che so che andava lui e so che se ne occupavano i miei zii Giuseppe e... Giuseppe all’epoca. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Se ne occupavano in senso? IMP. PESCE – Che li faceva arrivare anche lui mio zio Giuseppe Pesce. 140 questi soldi, P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi Giuseppe e Vincenzo, i suoi zii, se ne occupavano e suo marito li andava a prendere? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sua madre li portava... PRESIDENTE – Mi scusi Pubblico Ministero, un chiarimento. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Prego. PRESIDENTE – Dato che adesso sta detto, Giuseppe Pecora, ha e prima quando parlava invece delle visite faceva però citando che lei settimanalmente a Palermo ha nominato lo zio, senza specificare chi era, era sempre Giuseppe Pecora? IMP. PESCE – Vincenzo. PRESIDENTE – Vincenzo, ecco. Perché aveva detto più volte lo zio... volevo chiederglielo perché insomma... IMP. PESCE – Sì, sì, sì. PRESIDENTE – Va bene? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sua sorella Marina ha mai portato questi soldi in carcere a suo fratello? È mai capitato? IMP. PESCE – Sì, se doveva andare lei a trovarlo sì, è capitato. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Suo fratello – siamo a dicembre 2006 – aveva un’attività lavorativa lecita? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei nel dicembre 2006 di quella somma di denaro, della provenienza di quella somma di denaro cosa sa? IMP. PESCE – Sapevo che aveva questi che doveva prendere questi soldi. 141 camion che lavoravano e Che ogni fine mese gli venivano dati questi soldi dati, insomma mandati e che... che gli venivano tramite i miei zii o tramite mio marito. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. PRESIDENTE – Le posso chiedere un chiarimento? IMP. PESCE – Certo. PRESIDENTE – Quando erano frutto si parla di questi soldi che, diciamo, dell’uso del camion, ma era il camion della Sisa questo? IMP. PESCE – Ripeto, provenienza, se quando era nel il camion era 2006 io quello non sapevo la della Sisa... I camion. Io sapevo i camion. PRESIDENTE – Era dei camion? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Così genericamente? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Successivamente invece era il camion della Sisa? IMP. PESCE – Io sapevo... sì, quello della Sisa. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sa questa somma se suo padre era a conoscenza di che veniva incassata mensilmente da suo fratello? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come lo sa? IMP. PESCE – Perché più volte chiedeva: “Ma i soldi glieli hanno dati? Ma i soldi glieli hanno dati? ”. P.M. DOTT.SSA CERRETI – A chi lo chiedeva? IMP. PESCE – Quando andavamo a trovarlo, lo chiedeva o a mia il colloquio. 142 a fare il colloquio madre o insomma a chi veniva a fare P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha fatto Vincenzo e Giuseppe, utilizzavano anche i figli per andare... lei ha detto materialmente a prima dell’attività estorsiva generico quando abbiamo parlato dicendo che i suoi zii, riferimento riscuotere. quindi stiamo parlando In del che li mandava questo caso specifico, capo 14 Signorino, le risulta che sia stato estorsione mai Armeli mandato qualche suo cugino a riscuotere queste somme di denaro? IMP. PESCE – Del 2006 stiamo parlando? P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. se ovviamente materialmente Partiamo dal 2006, se c’è poi... questa presa somma nel chiarisca, per carità. di denaro 2008 o nel viene 2009 lei poi ce lo Cioè se in questo arco temporale qualche volta qualche suo cugino è intervenuto per la riscossione. IMP. PESCE – Del 2006 non ne ho... non ne sono a conoscenza. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E successivamente? IMP. PESCE – Sì, del 2008... 2009/2010 sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quale suo cugino? IMP. PESCE – Il figlio di mio zio Vincenzo, quando Savino, quando Francesco. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come fa a dirlo? IMP. PESCE – Perché mio miei figli. Mando mio a volte trovato. il figlio. Stasera mando figlio arrivava Papà, assistevo... “Passa più tardi non c’era. proprio che là lui mio diceva: Passo più quando questa e tardi” ragazza deve i figlio”, “Non l’ho e lo mandava trovare suo fratello domani” insomma o... 143 “Mando zio Pesce Vincenzo diceva: allora diceva: andare a (…) P.M. DOTT.SSA CERRETI – Senta, che lei sappia Armeli poteva rifiutarsi di pagare? IMP. PESCE – So che... AVV. SANTAMBROGIO – Presidente, Palmi. Si chiede alla c’è scusi, teste di opposizione rispondere da sul comportamento di un altro soggetto. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Se lo sa. PRESIDENTE – In effetti... AVV. SANTAMBROGIO – Tra l’altro... PRESIDENTE – Voglio dire, se è una sua se sa il motivo poi ci deve dire... opinione poi rimane come tale, quindi possiamo chiederlo in questi termini. P.M. DOTT.SSA CERRETI – lei sa se Anzi, la rendo ancora più specifica: Armeli si è mai in concreto rifiutato di pagare? PRESIDENTE – Questa è ancora meglio. IMP. PESCE – Sì, ultimamente si rifiutava di pagare con la motivazione che il camion era fermo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questo cosa ha provocato? Cosa è accaduto dopo, all’esito del suo rifiuto? IMP. PESCE – cominciato La rabbia di mio fratello. Mio a diventare insomma aggressivo, fratello ha a pretendere quei soldi e a dirmi di andare da mio zio e dirgli che a lui gli deve quei soldi e di fargli avere quei soldi. PRESIDENTE – Lo zio in questo caso è? IMP. PESCE – Vincenzo. PRESIDENTE – Zio Vincenzo. 144 P.M. DOTT.SSA CERRETI – In sua presenza suo fratello ha mai minacciato Armeli? IMP. PESCE – Diceva che quando sarebbe uscito vista lui con questo tizio e di fargli se la sarebbe sapere che lui sarebbe uscito prima o poi da lì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Poi la questione com’è finita, pagò o non pagò Armeli? IMP. PESCE – Sì, sì, pagava tutti i mesi. Almeno fino a quando c’era mio zio i soldi arrivavano. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa chi riuscì a convincerlo a pagare? IMP. PESCE – No. INTERVENTO – Presidente, c’è opposizione. PRESIDENTE – Ha risposto e ha detto no, che non lo sa. IMP. PESCE – Signor Presidente, posso? PRESIDENTE – Prego. IMP. – PESCE Sulla domanda che mi ha fatto il Pubblico Ministero adesso. PRESIDENTE – Eh! IMP. PESCE – Siccome sono tante le cose, adesso mi è venuto un flash di una situazione che era successa. Siccome... Posso? PRESIDENTE – Sì. IMP. PESCE – Siccome c’è stato un periodo. INTERVENTO – Presidente, però rimane l’opposizione, chiedo scusa. PRESIDENTE – L’opposizione era... Dunque, la domanda qual era? INTERVENTO – Presidente... PRESIDENTE – Scusatemi, qual è la domanda intanto e poi voglio 145 dire... P.M. DOTT.SSA CERRETI – In questo momento sono dichiarazioni spontanee. PRESIDENTE – Appunto, nel spontaneamente, quindi non senso che è intervenuta possiamo tapparle la bocca in ogni caso. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Esatto. PRESIDENTE – Non ha avuto nessuna imbeccata. Manco la vedono, è che posso dire: “No, lei nessuno la vede, quindi... non deve parlare”. non Se mi ha chiesto di parlare io devo raccogliere quello che lei sta dichiarando. Prego. IMP. – PESCE Praticamente praticamente stato questo Armeli non mio fratello e io dissi c’è questa un periodo voleva più dare i soldi a quando sono andata da mio cosa... poi che uscendo ho fratello e dovuto chiedere spiegazioni a mio zio per conto di mio fratello e mio zio mi disse intimato che praticamente questo da Francesco Pesce, Armeli ’84, classe era a stato non dare più... ’78, scusi. PRESIDENTE – Da suo cugino quindi. IMP. PESCE – Adesso un po’... PRESIDENTE – Da suo cugino, sì. IMP. PESCE – Di non non dare più i soldi a mio dargli più questi soldi. fratello, Quindi mio cioè di zio... quando io gli dicevo: “Perché non li vuole dare? ”, dice: “Perché Ciccio gli zio ha detto che non glieli insomma parlò con questo Armeli e doveva farlo, almeno fino a che mio doveva dargli 146 questi soldi. dare più”. E poi mio gli disse che fratello era detenuto Poi, un domani quando lui sarebbe uscito, insomma sarebbe arrivato a un chiarimento con lui. PRESIDENTE – Può proseguire. (…) - GLI “AGGANCI” IN CASSAZIONE: il giudice Carnevale P.M. DOTT.SSA – CERRETI argomento. Lei Allora, ha mai affrontiamo saputo se qualche un membro altro della famiglia Pesce, e se sì ci dirà chi, conoscesse qualche magistrato della Corte di Cassazione? IMP. PESCE – Della famiglia Pesce no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Perché mi fa questa specificazione? Che vuol dire? IMP. PESCE – Perché i legali con membri, insomma persone della Cassazione o insomma con qualche magistrato intervenire per loro non che poteva erano i membri della famiglia Pesce. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E chi erano? IMP. PESCE – Era mio suocero Palaia Gaetano. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – E qualche Avvocato che si prestava a fare da tramite. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Innanzitutto queste circostanze lei come le conosce? IMP. – PESCE Allora, partecipato madre qualcuno 147 degli a dei colloqui dove mio per il impegnare quella per suo... un Avvocati perché padre parlava cioè di Avvocati suo che ne aveva trasferimento ho con mia che si dovevano tramite insomma le capacità, insomma che poteva fare questo trasferimento. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Poi per quanto riguarda quando io mi sono sposata mio con mio sapevo perché ho detto suocero aveva delle che mio dicevano a Roma, suocero perché marito sapevo che... sentito, perché più volte mi alla da è stato amicizie in ambito... Cassazione a Roma... questo è quello che mi... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi glielo diceva? IMP. PESCE – L’ho sentito insomma anche da mio marito stesso. L’ho sentito anche una volta Ferraro Giuseppe di chiedere a mio insomma con le sue amicizie, lui per farlo che mi chiese mio zio suocero di aiutarlo con le amicizie che aveva uscire dal carcere e, va beh, era noto insomma... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi lo chiese a lei direttamente Ferraro Giuseppe? IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di intervenire con suo suocero? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei lo fece? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Suo suocero cosa le rispose? IMP. PESCE – Mio suocero mi rispose che non tempi, che lui ormai queste erano più quelli i amicizie non le aveva più, che a causa della sua... cioè praticamente negli anni, diciamo, la posizione aveva più questi economica era poteri facilmente raggiungibili 148 che con la cambiata prima gli e lui non venivano... posizione economica che aveva. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quando suo suocero le riferisce: “Prima io avevo questi riferiamo? Rispetto poteri” la avviene innanzitutto? a quale arco temporale ci vostra discussione Partiamo da questo che quando dato certo. Questa discussione con suo suocero in relazione a Ferraro Giuseppe quando avviene? IMP. PESCE – Sì, un attimo che sto... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Più o meno. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lo colleghi sempre, io le consiglio, alle date delle sue gravidanze, perché ho visto che così riesce più a orientarsi. IMP. PESCE – Forse il 2005... il 2004/2005. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Nel 200/2005 quindi Ferraro Giuseppe le fa questa richiesta. E il prima a cui si riferisce suo suocero a che arco temporale si riferiva, se lo sa, se suo suocero gliel’ha detto. IMP. PESCE – Non ho capito la domanda, mi scusi. P.M. DOTT.SSA risposto: CERRETI – Lei ha detto: ‘Adesso queste cose non “Mio le suocero mi ha posso fare più. Prima le facevo’”. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo prima, quanto tempo prima? Se lo sa. Se glielo ha detto suo suocero. IMP. PESCE – No, non me l’ha detto, però... insomma, no, non lo so. Di preciso no. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Tra i suoi familiari Ferraro Giuseppe è stato l’unico che le ha chiesto di intercedere 149 attraverso suo suocero con queste conoscenze in Corte di Cassazione? IMP. PESCE – Direttamente sì. Anche con battute o con riferimenti in altri casi anche mio padre, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E lei ha detto Giuseppe si trattava di tirarlo fuori che per Ferraro dal carcere e per suo padre di cosa si trattava? IMP. PESCE – Tipo per i trasferimenti oppure anche a volte per intervenire proprio a livello... per farlo uscire... sì, anche questo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E questo interessamento per suo padre, siamo sempre negli stessi anni o in anni diversi rispetto a Ferraro Giuseppe? IMP. PESCE – In anni... più o meno era quello insomma l’arco temporale. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Il periodo era sempre quello? IMP. PESCE – Sì, sì, 2006, 2005... insomma quello... P.M. DOTT.SSA CERRETI – E in quel caso suo suocero per suo padre riesce a fare qualcosa? IMP. PESCE – No, no, no, lui... almeno per quello che so io no, non si è mai reso disponibile a farlo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Non si è mai reso disponibile a farlo, però lei poco fa ha detto: “Ha detto prima le potevo fare ora non più”. IMP. PESCE – Sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi un prima c’era stato. IMP. PESCE – Non si rendeva disponibile perché diceva che non era più nelle sue capacità di poterlo fare. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, quindi prima sì? 150 IMP. PESCE – Sì, sì, prima negli anni prima, si parlava di decenni prima insomma di quell’arco temporale. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei non sa di cosa di specifico sia stato fatto in questi anni prima grazie Cioè le è stato mai raccontato a suo suocero? questo prima... questo potere che suo suocero asseriva di avere prima in cosa si era tradotto? IMP. PESCE – Allora, intanto... va beh, qualcosa era riuscito a fare nel periodo che c’era stata la prima carcerazione di mio marito, che avvenne tra il ’95... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Io aspettavo mia figlia, la grande, quindi ’94/’95, il primo provvedimento... INTERVENTO – Non abbiamo sentito. Non sentiamo, Presidente, da Palmi. PRESIDENTE – Adesso ripeterà a voce più alta. IMP. PESCE – La prima volta che lui intervenne... aveva fatto insomma qualche intervento provvedimento che mio marito con mio che so che era il primo padre che è stato nel ’94. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E in quel caso innanzitutto in che situazioni detentiva era, cioè era suo marito libero o detenuto? IMP. PESCE – No, no, l’avevano arrestato nell’ambito di un provvedimento di associazione. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Quindi era detenuto. PRESIDENTE – E quindi ha detto “con mio padre”, quindi erano stati arrestati insieme, diciamo nell’ambito della operazione? 151 stessa IMP. PESCE – Sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – andò a buon fine Okay. L’intervento che lei in cosa è consistito dice lì per suo marito in quel caso? IMP. PESCE – Che tutti presero la condanna e mio marito è uscito assolto da quel provvedimento. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma che suo marito venne assolto grazie all’intervento di suo suocero è una circostanza di cui lei ha conoscenza perché ne avete parlato o è una sua deduzione? IMP. PESCE – No, no, era palese perché... cioè se ne vantava anche mio suocero dicendo: “Questa volta però non fare altri guai, perché ti ho non salvato, posso più intervenire”. P.M. DOTT.SSA specifico, grazie al CERRETI un – Lei nome di ha mai questo saputo un contatto riferimento in Cassazione quale suo suocero si vantava di aver ottenuto dei benefici processuali? IMP. PESCE – Una volta, non ricordo adesso se nell’occasione che io riferì a mio suocero quello che mi aveva detto mio zio o in un altro contesto, ricordo che lui disse che il Giudice Carnevale non c’era più, non era più arrivabile, insomma non poteva più arrivare a lui. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questa circostanza chi è che gliel’ha riferita? IMP. PESCE – L’ho sentita dire a mio suocero. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E suo suocero a chi la diceva? IMP. PESCE – Cioè ricordo di averla sentita da lui, non ricordo se nel contesto quando io gli chiesi di mio zio, 152 di intervenire per lui o in un altro contesto, però ho sentito questa cosa... P.M. DOTT.SSA – CERRETI L’ha sentita direttamente da suo suocero? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ha mai di sentito parlare del pagamento una somma di denaro per ottenere benefici processuali per suo padre? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ci vuole raccontare in che contesto, come l’ha appreso e di cosa si trattava? IMP. PESCE – Allora, l’ho sentito a casa di mia madre in un contesto... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Il periodo? IMP. PESCE – Periodo... forse 2004/2005, sempre quel periodo là. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quel periodo là? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. L’ha sentito dire a casa di sua madre, chi c’era e in quale contesto? Ci racconti. IMP. PESCE – Doveva esserci padre del quale... mio una sentenza di Cassazione per mio padre e mio zio, se non ricordo male, era anche per mio zio Ferraro Giuseppe. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Non so bene i particolari perché non... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ci dica quello che sa. IMP. PESCE – quello ...non ho che sentivo movimenti, dalle 153 partecipato a questa cosa, e da quello telefonate che vedevo, che mia madre però da insomma dai faceva nei confronti...doveva esserci questo movimento di soldi che doveva avvenire tramite mio cugino... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Suo cugino quale? IMP. PESCE – Pesce Francesco, il quale ricordo che... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che c’entrava Pesce Francesco con suo padre in questa questione? Come mai doveva essere lui a pagare? IMP. PESCE – Doveva dare i soldi che servivano per pagare... insomma per l’esito di questa Cassazione. Doveva dare i soldi, insomma la disponibilità dei soldi. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, come mai proprio Pesce Francesco li dà questi soldi? IMP. PESCE – Perché era lui quello che serviva nei che si occupava del pagamento di confronti di mio padre, degli Avvocati e di tutto quello che serviva. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Che lei sappia Pesce Francesco aveva dato disponibilità a questo pagamento? IMP. PESCE – Sì, aveva dato disponibilità tanto che doveva esserci proprio il passaggio insomma dei soldi che doveva avvenire, però poi ricordo – sempre da un racconto che ascoltati – che questo Francesco alla fine questi soldi non li ha dati e che ha fatto fare cattiva figura alle persone che si erano impegnati e... e così insomma. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quali erano le persone che si erano impegnate? IMP. PESCE – Ricordo un Avvocato, ma non so quale Avvocato era. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si impegnati a fare queste persone? 154 cosa esattamente IMP. PESCE – A chiedere il favore e poi fare il passaggio dei soldi, il pagamento, per ricevere questo beneficio. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma il beneficio qual era in questo caso in concreto? Quale doveva essere? IMP. PESCE – Ricordo che era una cassazione, ma non questo momento qual era il processo Sa di o ricordo in qual era la richiesta insomma che si... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. quanti soldi stessimo parlando, di che somma di denaro veniva richiesta? IMP. PESCE – Era una grossa somma. Adesso non ricordo se era a lire o a euro, comunque era una grossa somma, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Non si ricorda nell’ordine di centinaia, di migliaia? IMP. PESCE – Non ricordo se erano 50 milioni all’epoca o 100.. cioè 50 mila euro o 100 milioni. Era insomma... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Comunque nell’ordine di queste cifre? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – Ma questa Cassazione riguardava chi? IMP. PESCE – Mio padre e mio zio Ferraro Giuseppe. PRESIDENTE – Insieme? IMP. PESCE – Sì, sì. PRESIDENTE – Quindi erano coinvolti insieme in qualche processo? IMP. PESCE – Sì, sì, un’associazione per droga sempre. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E i benefici di cui lei parla dovevano riguardare entrambi? IMP. PESCE – Sì, perché l’esito penso che era per tutti e due, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Poi lei ci disse... ci sta dicendo che non è andato a buon fine, è così? Ho capito bene? 155 IMP. PESCE – Non è andato a buon fine il passaggio, sì. Cioè praticamente questi soldi non sono arrivati e... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Non sono arrivati perché Ciccio non li ha dati? IMP. PESCE – Non li ha dati, sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo è il motivo? IMP. PESCE – Sì. PRESIDENTE – E la Cassazione fu favorevole o contraria? IMP. PESCE – Non ricordo qual era in questo momento, perché ci sono tanti provvedimenti, quindi... se non sbaglio era quella dei 15 anni che poi sono stati confermati. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi poi fu contraria. Lei poco fa ha parlato anche di un’esigenza di trasferimento di suo padre. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – All’inizio del... la prima risposta. Ecco, mi parla di quest’altra vicenda? Chi si interessò innanzitutto di questa vicenda, del trasferimento di suo padre? IMP. PESCE – ricordo ricordo Diciamo che... sempre gli Avvocato che all’epoca un il nome, ma non Avvocati, quindi aveva mio padre, ricordo il mi cognome dell’Avvocatessa, era una donna, Marina. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. IMP. PESCE – Che si era impegnata per fargli trasferimento. Poi, va beh, nell’arco del anche degli altri Avvocati che mio 156 fare questo tempo c’erano padre contattava e poi questi Avvocati insomma parlavano con mio venivano giù in zio Vincenzo all’epoca Calabria, e... questo lo ricordo perché mio zio un giorno mi disse che aveva dato questi soldi effettivamente all’Avvocato il e che però poi trasferimento effettivamente non c’è stato insomma e che... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi faccia capire, innanzitutto di quanti soldi stiamo parlando, se lo sa? IMP. PESCE – quello Allora, il primo Avvocato – se non che veniva da... da Milano mi questo Avvocato, erano... non era sbaglio – sembra che veniva una grossa cifra, erano 7 mila euro. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma si trattava di un’attività tipica del difensore che perorava l’istanza presso il Ministero da parte di suo padre? INTERVENTO – Presidente... PRESIDENTE – Sì... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Per quale tipo di attività era stata richiesta questa somma di denaro? IMP. PESCE – Per far trasferire mio padre nel carcere di Rebibbia. PRESIDENTE – Trasferire che cosa significa? concreto cosa avrebbe dovuto... Cioè l’Avvocato in l’Avvocato o gli Avvocati... IMP. PESCE – Tramite qualcuno che era di sua conoscenza predisporre... far insomma... siccome lui faceva richieste di avvicinamento a... PRESIDENTE – (inc.) doveva fare la richiesta di trasferimento? 157 IMP. PESCE – No, no, l’Avvocato doveva le richieste le faceva fare... tramite mio qualche padre e conoscenza, fare accogliere queste richieste e farlo trasferire. PRESIDENTE – Okay. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E i 7 mila euro a cosa servivano? IMP. PESCE – A far sì che la persona a cui venivano dati poteva effettivamente fare questo sollecito a chi doveva insomma predisporre il trasferimento. P.M. DOTT.SSA persona? CERRETI Non – erano Quindi erano destinati il a compenso all’Avvocato? questa Questo voglio capire. IMP. PESCE – Era il compenso alla persona che doveva fare il trasferimento tramite l’Avvocato. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi l’Avvocato era l’intermediario? IMP. PESCE – Sì. Sì, l’Avvocato era... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Anche questo lei come l’ha appreso? IMP. PESCE – Questo da mio mio zio Pesce Vincenzo che... siccome padre in quel periodo chiedeva a lui praticamente lui chiedendo a mio mi scriveva e queste cose, mandava una lettera zio queste cose e allora poi io dovevo... mio padre mi diceva: “Vai da zio e vedi cosa ti dice” e allora io mi scriverglielo dire: “Zio sta dovevo informare di naturalmente, però non quello che a chiare era e lettere, vedendo, ha dato i soldi all’Avvocato” e questo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi è proprio diretta che lei ha di questi fatti? IMP. PESCE – Sì. 158 una conoscenza P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma il pagamento c’è stato di questi 7 mila euro? IMP. PESCE – Di un Avvocato sì, di questo Avvocato di cui non conosco però... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di quello di cui non si ricorda il nome o di quello di cui si ricorda solo che è donna e che si chiama Marina? IMP. PESCE – Allora, di quello che... euro non so proprio chi era, nelle mie di questo dei 7 mila perché non era un Avvocato conoscenza, era un Avvocato che stava a Milano in quel periodo, di Milano mi sembra che era, adesso... P.M. DOTT.SSA CERRETI – Uomo o donna? IMP. PESCE – Uomo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. IMP. PESCE – L’Avvocatessa quell’altra... quella ricordo che doveva intervenire anche lei in questo senso, però questo solo per sentito dire e non l’ho vissuto in prima persona. Se ne occupava mia madre di questo. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Ma questi soldi sono stati... questi 7 mila euro sono stati effettivamente pagati? IMP. PESCE – I 7 mila euro sì, perché mio diceva: “Ho dato 7 mila euro zio più volte mi all’Avvocato e non è successo niente”. P.M. DOTT.SSA CERRETI – All’Avvocato di Milano? IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA CERRETI – E il risultato è stato ottenuto? IMP. PESCE – No. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mentre l’altro Avvocato ha ricevuto somme di denaro, che lei sappia? 159 IMP. PESCE – Io non lo so, questo non lo so. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma lei come che si tratti di fa a essere così sicura una cosa illecita, cioè che non si tratti di una mera attività difensiva? IMP. PESCE – Perché era chiaro che questi soldi venivano dati per il aveva trasferimento, e poteva un’istanza che per fare chiaro che dovevano... all’Avvocato questo l’Avvocato parcella dell’Avvocato che faceva un aggancio trasferimento. doveva che fare. doveva cioè l’Avvocato che Quelli per l’istanza fare veniva data il suo dovere. Non una era la era parcella Quella era una questione di impegno in più che aveva l’Avvocato, che si prendeva per andare a fare questa cosa tramite qualche conoscenza. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei dice che era chiaro, che cosa vuol dire che ne parlavate chiaramente tra di voi? IMP. PESCE – Sì, Avvocato che ne parlavamo che adesso si impegna questo per farlo trasferire, vediamo... a volte faceva anche qualche pensiero nel senso che mia madre o anche mio zio diceva: “Sì, tuo padre il primo che gli raccontare la prima cosa lui subito si crede a quello va che gli dicono e...”, così insomma. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha detto: “Di quest’altro Avvocato so poco, della occupava mia donna che si chiama Marina, perché se madre”, che cosa vuol dire, cioè sua madre che ruolo aveva in questo? IMP. PESCE – Si occupava degli Avvocati di mio padre. Nel senso che andava a trovarli... P.M. 160 DOTT.SSA CERRETI – Sì. No, nello specifico caso per questo episodio di cui le sto chiedendo e che lei mi ha detto: “So poco perché se madre”, che ne occupava mia vuol dire “se ne occupava mia madre”? IMP. PESCE – Si occupava mia Avvocati di madre di andare a parlare con gli qualsiasi cosa riguardava la condizione processuale di mio padre in quel momento. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che lei sappia di questo argomento sua madre con questo Avvocato ne parlava solo di persona o anche al telefono? IMP. PESCE – No, no, parlava anche al telefono. P.M. DOTT.SSA CERRETI – Parlavano liberamente al telefono, che lei sappia? IMP. PESCE – Ricordo un’affermazione di mia “Questa non paura. mi madre che diceva: risponde neanche più al C’ha paura”, però non chiaramente o perché non so se lei rispondeva, perché ne parlava perché non insomma... non lo so. So che mia madre un questa frase, non che effettivamente c’ha telefono, le voleva giorno disse rispondeva al telefono e non riusciva a rintracciarla. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora Pesce, ascolti, da dove essere trasferito suo padre? Lei ha detto Rebibbia, ma dove si che doveva arrivare a trovava? Qual era il luogo diciamo di detenzione effettivo, se se lo ricorda, se lo sa? IMP. PESCE – Se non ricordo male era stato... in quel periodo là era a Asti, se non ricordo in tanti altri penitenziari, male però, perché è stato quindi adesso non ricordo di preciso in quel periodo dov’era. È stato anche a Saluzzo, è stato 161 a Asti e... non ricordo in quel periodo dov’era proprio ubicato. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, stata consegnata questa somma lei prima ha detto che è di denaro, questi 7 mila euro. IMP. PESCE – Sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa dove è avvenuta la consegna? IMP. PESCE – Sì, trovare mio questo Avvocato venne in Calabria e andò a zio Pesce Vincenzo a casa di mia nonna Bonarrigo Giuseppa e lì avvenne... P.M. DOTT.SSA PANTANO – E lei questa circostanza come fa a indicarla, ecco? IMP. PESCE – Sempre me l’aveva detto mio zio perché mi raccontò: “Quest’Avvocato è venuto...” e insomma... P.M. DOTT.SSA PANTANO - Quindi si suo zio dall’Avvocato, ma era recato l’Avvocato. Non è l’Avvocato che scende in Calabria? IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, come mai proprio a casa di sua nonna? IMP. PESCE – Perché mio ho zio qualsiasi cosa la faceva là, detto già prima era il punto di riferimento suo per gli incontri e per tutto il resto. P.M. DOTT.SSA PANTANO – Va bene. 162 come