TRIBUNALE DI PALMI - RITO COLLEGIALE SEZIONE PENALE
STRALCIO DEL VERBALE DI DEPOSIZIONE
DI GIUSEPPINA PESCE
UDIENZA 22/05/2012
AULA BUNKER TRIBUNALE DI ROMA – P.n.R.G.TRIB.819/11 – R.G.N.R.4302/06
PROCEDIMENTO A CARICO DI ARMELI SIGNORINO + 62
Presidente CONCETTINA EPIFANIO
P.M. ALESSANDRA CERRETI
P.M. GIULIA PANTANO
-
LA COSCA PESCE, I CAPI, LE ATTIVITA’, LE RIUNIONE A CASA
DI GIUSEPPA BONARRIGO
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Allora, adesso affrontiamo la tematica
delle sue responsabilità nell’ambito di questo processo.
Lei è accusata di una serie di reati; il primo fra tutti
è l’appartenenza all’associazione
mafiosa Pesce e poi i
reati che vengono contraddistinti
dai capi 13, 14, 20,
21, 36
e 37
adesso
li
innanzitutto
del capo d’imputazione.
analizzeremo
tutti,
chiederle: lei ammette
Fermo restando
uno
la
per
uno,
che
vorrei
responsabilità
per i
reati che le vengono contestati?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Per tutti i
reati così come
a lei
contestati?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Bene, adesso li analizzeremo uno
per
uno. Partiamo dal reato associativo.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei è accusata di
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appartenenza alla
– le leggo il capo
cosca mafiosa Pesce per aver svolto
d’imputazione –
“In qualità
di partecipe,
collegamento e trasferimento
tra
il
un ruolo
di comunicazioni
padre detenuto Pesce
Salvatore
e
di
in ordini
gli
altri
associati; in particolare per avere svolto il ruolo di
intermediaria circa
le specifiche
disposizioni
Pesce Salvatore sui destinatari e le modalità
estorsive, nonché per avere
partecipato
date
da
delle attività
all’attività
di
intestazione fittizia di beni e reimpiego dei capitali
illeciti
che
le
del gruppo criminale”. Quindi la prima
faccio,
visto
che lei
responsabilità per questo reato,
mi
è:
ha
esiste
domanda
ammesso la
una
cosca
mafiosa che si chiama Pesce?
IMP. PESCE – Sì, esiste.
(…)
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
Tribunale come
–
Allora,
vorrei
spiegasse
al
fa a fare queste affermazioni? Quali sono
gli elementi a sua conoscenza sulla
può
che
base dei quali lei
concludere che esista una cosca mafiosa che si chiama
Pesce?
IMP. PESCE –
e...
cioè
Sì.
io
Io praticamente vivevo in questa famiglia
ero
a
conoscenza,
insomma, che era
una
famiglia mafiosa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da quando ne è venuta a conoscenza?
IMP. PESCE – Diciamo che da sempre, da quando era ragazzina.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei
ha
ammesso il ruolo che le
è
stato, diciamo, configurato nel capo d’imputazione, cioè
il ruolo di trasmettitrice
innanzitutto;
2
di messaggi tra
qual è il periodo in
cui lei
i detenuti
ha svolto
questa funzione? Da quando a quando?
IMP. PESCE – Nel periodo che mio
fratello
era in carcere, mio
fratello Francesco.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
È
quando
è
stato
arrestato
suo
fratello Francesco la prima volta immagino?
IMP. PESCE – No, io...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si riferisce a quella?
IMP. PESCE – No, non
era la prima volta. Io parlo dell’arresto
di novembre... di... Adesso io con le date sono un po’...
anche perché sono due anni, quindi...
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Sì,
certo.
elemento certo della sua vita.
l’età dei
Le
colleghi
a
qualche
Non so, le sue gravidanze,
suoi bambini, quindi magari
così si orienta
meglio.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – 2008/2009,
insomma quella
carcerazione
che ebbe in quegli anni.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi 2008/2009?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi lei
si recava a colloquio con
suo fratello?
IMP. PESCE – Da mio fratello, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Da
sola
o
in
compagnia di altri
familiari?
IMP. PESCE –
Allora, ci
sono state due carcerazioni, quella
che ha avuto a Palmi ci andavo con i familiari; quando è
stato detenuto a Palermo ci andavo da sola con i bambini.
3
CERRETI –
P.M. DOTT.SSA
E
a Palmi
con
quali
familiari
si
recava a colloquio?
IMP. PESCE – Con mia madre, mia sorella, mio marito...
P.M.
CERRETI – Che tipo di disposizioni lei ha trasmesso
DOTT.SSA
da suo fratello
al carcere a fuori o viceversa da fuori a
dentro?
IMP.
PESCE –
Io
mi
occupavo, insomma, degli
Avvocati.
dovevo andare a curare gli Avvocati, se
dovevo
qualche...
all’Avvocato
insomma
qualche...
qualche
insomma qualche
fratello o mio
notizia
cosa
dall’Avvocato
Se
portare
a
o
mio
fratello all’Avvocato. E poi nel periodo
che stava a Palermo
notizie
a
mio zio
per quello
che riguardava i soldi che lui doveva avere del camion.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Soldi che lui
doveva avere da quale
camion?
IMP. PESCE – Dal camion che gli lavorava alla Sisa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi si
sta riferendo al camion di
cui al capo d’imputazione (inc.) all’estorsione, il capo
numero 14?
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Okay. In
questa
vicenda che poi
andiamo ava affronteremo nel dettaglio, nel particolare,
lei che ruolo ha svolto?
IMP. PESCE –
Andavo e... quando uscivo andavo a trovare
zio perché questi
soldi
mio
arrivavano con difficoltà e mi
recavo più volte lì per dire che mio
fratello richiedeva
questi soldi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E poi questi soldi effettivamente lei
li ha mai presi e portati a suo fratello?
4
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quante volte?
IMP. PESCE – Un paio di mesi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay.
IMP. PESCE – Cioè tipo quattro/cinque volte,
perché venivano
dati mensilmente, quindi per quattro/cinque mesi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E l’ultima volta...
un
termine iniziale, ha detto
in
cui
lei
ha preso
queste
perché ci ha dato
2008/2009, l’ultima volta
somme
di
denaro e le
ha
portate a suo fratello riesce a collocarle nel tempo?
IMP. PESCE – Sì,
fino
al
mese prima del mio
arresto, marzo
2010.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, marzo 2010 quindi è l’ultima
volta
che lei prende queste somme di denaro?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA
nello
CERRETI –
specifico
Senta,
tornando e poi affronteremo
questo capo d’imputazione...
tornando
invece al discorso generale, lei ha detto che esiste una
cosca mafiosa che si chiama Pesce, le chiedo lei sa chi
comanda questa cosca mafiosa?
IMP. PESCE – Attualmente mi chiede o nel tempo?
P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, cristallizziamo al momento del
arresto, perché do
per scontato
che lei conoscenze
suo
in
questo momento non ne abbia, se poi ce le ha ce lo dirà
lei.
Io intanto le chiedo: al momento del suo
quindi al 28 aprile
2010, chi comanda la
arresto,
cosca mafiosa
Pesce?
IMP. PESCE –
La
cosca la
Antonino, però...
5
comandava... la
comanda mio zio
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, ci spieghi perché lei
ha detto
chi comandava... comanda, che vuol dire questo?
IMP. PESCE – Perché era detenuto e in questo momento era
il
figlio Francesco a... nel momento... io parlo sempre fino
a quando io sono stata libera.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Certo, sì, sì.
IMP. PESCE – Cioè parlo al presente, però parlo sempre fino...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – È chiaro.
PRESIDENTE – Ecco, allora quando lei parla al presente come si
riferisce alla data del suo arresto?
IMP. PESCE – Fino al 2010, sì.
PRESIDENTE –
Quindi quando dice:
“Comanda mio
zio” significa
nel 2010 comanda mio zio?
IMP. PESCE – Sì, sempre a quel tempo là, sì.
PRESIDENTE – Okay, okay.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo come fa a dirlo,
che comandasse
suo zio detenuto e poi suo cugino Francesco classe ‘78?
IMP. PESCE – Allora, intanto perché non
è una cosa che... cioè
non
è che è una cosa che mi hanno detto, è una cosa che
io
so
perché,
come
ripeto
e
come...
forse
sono
ripetitiva, però io vivevo in quella famiglia e sapevo
come andavano le cose perché le vivevo giornalmente, cioè
negli anni, nel tempo che sono stata lì. Non è che è una
cosa che apprendi in un momento solo perché l’hai appreso
in quel momento, cioè è una cosa che hai vissuto
e che
sai che è così.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Oltre
cugino Francesco classe
6
a suo zio
‘78
chi
Antonino e a suo
sono le
persone
che
dirigono questa cosca mafiosa? Dopo
di loro, sotto,
chi
c’è, se lei lo sa? Immediatamente sotto.
IMP. PESCE – Dopo di loro c’è...
insomma i fratelli di mio zio
hanno anche loro tipo...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi sono? Dica i nomi.
IMP. PESCE – Pesce Vincenzo...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – ...e Pesce Giuseppe quando c’era.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì. Suo padre?
IMP. PESCE – No. Loro erano, diciamo, i più...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – I più?
IMP. PESCE – I più forti, i più... Le
persone che avevano,
insomma, più rispetto, più forza, più potere insomma.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
tutte
le
Okay. Poi affronteremo una per
posizioni. Adesso
le
faccio
una
appunto delle
domande più generali.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quali sono, se lei lo sa, le attività
illecite della
cosca mafiosa Pesce? Quali sono i reati
che la cosca mafiosa Pesce commette?
IMP. PESCE – Mi può ripetere la domanda?
P.M.
CERRETI – Quali sono i reati che la cosca
DOTT.SSA
mafiosa
Pesce commette? Che tipo di attività illecite svolge?
IMP. PESCE – Allora, il traffico di droga...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE –
...le estorsioni e gli
appalti,
dei lavori
li prendono loro...
spartizioni
di questi appalti e tutto
quando ci
le parti insomma...
sono
le
quello che riguarda
il territorio, insomma. Cioè comandano in quel campo là.
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Qualsiasi
cosa
abbia
profitto
insomma è
nel
loro
interesse, insomma.
P.M.
CERRETI – Il
DOTT.SSA
territorio a cui lei si riferisce...
di che territorio stiamo parlando?
IMP. PESCE – Va beh, Rosarno in particolare perché è proprio
il paese
altri
di
provenienza.
Poi
in
generale
anche negli
paesi limitrofi hanno interessi, però diciamo che
lì vivono in... cioè si
uniscono ad altre famiglie per
dividere, insomma, questi interessi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Adesso le chiedo c’erano, se è a
sua
conoscenza, dei luoghi di incontro, cioè dei posti
specifici dove le
suoi
zii
o
persone che lei
altri
ha indicato,
componenti della
sua
quindi i
famiglia,
si
riunivano per parlare di queste cose?
IMP. PESCE – Sì, diciamo che io parlo sempre di quello che ho
visto io.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Certo, lei deve sempre dire quello che
ha visto e come l’ha visto. Adesso io le chiederò quando
l’ha visto pure.
IMP. PESCE – Sì. In quel periodo che io frequentavo la casa di
mia nonna...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sua nonna quale?
IMP. PESCE – Bonarrigo Giuseppa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che è la mamma di?
IMP. PESCE – Di mio padre.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Diceva?
IMP. PESCE – Praticamente in quel periodo che io ho
po’ più contatti
proprio
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per
proprio con loro,
prendere questi
soldi
avuto un
perché mi recavo lì
di
mio
fratello,
vedevo... lì vedevo tante
persone che venivano lì, che
venivano a trovare i miei zii, che parlavano...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – I suoi zii quali? Dica sempre il nome?
IMP. PESCE – Giuseppe e Vincenzo.
PRESIDENTE –
questo
Mi
scusi
punto?
signora,
Cioè lei
vuole essere
“In
dice:
andavo per i soldi di mio
quel
più
chiara
su
periodo quando
fratello”, ci vuole dire
più
chiaramente che cosa vuol dire questo? Qual è il periodo
cioè, ecco?
IMP. PESCE –
Sì. Nel periodo che io
fratello
andavo
in carcere, io prima di
dovevo recare dai miei zii
là
tipo
e
uscivo
dal
andare a trovarlo mi
a prendere questi soldi e io i
miei zii li andavo a trovare
io
lavoro
perché loro
dopo
dell’orario che finivo, andavo da mia
i miei
zii
e lì
a volte
a trovare mio
delle
la sera...
sei,
tipo
nonna dove trovavo
dovevo aspettarli
anche per
un’ora, mezzora, due ore.
PRESIDENTE –
Ma cioè
sono i soldi che lei
chiedeva agli zii
per portarli a suo fratello Francesco?
IMP. PESCE –
Sì,
che mi
dovevano dare quelli
del camion per
andare a trovarlo, sì.
PRESIDENTE – Ah!
IMP. PESCE – Poi a volte anche perché mio padre...
PRESIDENTE – Ma non
solo quei soldi
a cui faceva riferimento
con riferimento al capo 14?
P.M.
DOTT.SSA
Presidente.
9
CERRETI – Sì,
sì,
sono
proprio
quelli,
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Sono quelli?
P.M. DOTT.SSA CERRETI – S ì.
PRESIDENTE – Ah, va bene.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sono sempre lì.
(…)
P.M. DOTT.SSA
–
CERRETI
periodo in cui lei
Allora,
stava
raccontando
che
nel
andava a prelevare questi soldi si
recava presso la nonna Bonarrigo.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma la nonna Bonarrigo è la moglie di
Pesce Giuseppe classe ‘23?
IMP. PESCE – No, no.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi spieghi.
IMP. PESCE – Di Pesce Francesco...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, spieghi al Tribunale.
IMP. PESCE – Pesce Francesco, non
so la classe. È la madre di
mio padre praticamente.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Okay. Lei ha detto
persone e aspettava due/tre ore;
che vedeva tante
ecco, perché aspettava
due/tre ore prima di poter parlare con i suoi zii?
IMP. PESCE –
Perché, va beh, erano sempre impegnati a parlare
con qualcuno e poi a volte mi dicevano di aspettare che
dovevano arrivare i figli... “Adesso arriva mio fratello,
l’ho mandato. Adesso arriva” e quindi aspettavo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E perché lei
suo cugino?
doveva aspettare
E quale? Innanzitutto
quale zio le
anche
diceva
così e a quale cugino si riferiva?
IMP. PESCE – Mio zio
10
Vincenzo lo diceva dei suoi figli e a
volte era uno
e a volte
era un
altro, insomma a volte
era...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come si chiamano i figli di Vincenzo?
IMP. PESCE – Savino e Francesco.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Francesco classe ‘87?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay.
IMP. PESCE – Non so la classe veramente. Savino il figlio di
Vincenzo, Francesco il figlio di Vincenzo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì,
dovrebbe essere classe... E cosa
c’entrava, mi spiega, suo cugino in questa storia?
lei
Perché
ha detto che andava da suo zio per prelevare questi
soldi.
Ci ha
già
accennato
la
provenienza
denaro, poi lo approfondiremo. Cosa c’entra
di
questo
suo cugino o
i suoi cugini?
IMP. PESCE –
Perché il padre
mandava lui a prendere questi
soldi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mandava lui dove?
IMP. PESCE – Dalla persona che glieli doveva dare,
da quello
del camion.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Okay. Torniamo a casa di
sua nonna
Bonarrigo Giuseppa.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha detto: “Vedevo tanta gente che
parlava con i miei
zii”, ma ci
spieghi meglio,
tanta gente... che
tipo di gente
innanzitutto
e
se
capiva l’oggetto dei loro discorsi?
IMP.
PESCE
–
Allora,
no,
non
lo
capivo
appartavano a parlare e quindi non...
11
perché
loro
si
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
Si
appartavano
rispetto
a
lei
o
rispetto a sua nonna?
IMP. PESCE – Rispetto a noi in generale, perché ci stava una
porta e poi loro si
spostavano oltre
questa porta per
parlare.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi lei
non
ha mai
avuto modo di
ascoltare l’oggetto dei loro discorsi?
IMP. PESCE – No, no, no, no, non era...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma ha capito le motivazioni di queste
visite?
IMP. PESCE – Diciamo che... sì,
più o meno sì, chiedevo cosa
succedeva a mia nonna...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – A chi chiedeva?
IMP. PESCE – A mia
nonna,
insomma tipo a titolo
informativo:
“Ma perché tutte queste persone? ” e allora lei mi faceva
capire
che ognuno...
chi
aveva
problemi
bisogno di
qualcosa o chi faceva un
venivano
lì
per evitare di
essere visti... allora venivano lì
o
chi
lavoro
andare
a
aveva
per loro,
casa e
di
e parlavano insomma delle
loro cose.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei tra
queste persone ha mai
visto
gente da lei conosciuta di cui ci può fare i nomi?
IMP. PESCE – Ma poche persone
conoscevo.
Erano tutte persone
che non erano neanche del paese a volte, perché io non
li
avevo mai visti.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
categorie,
secondo lei
no? Non
dedite
tipo di categorie?
12
–
Ma si
so,
di
trattava... mi
imprenditori,
riferisco
di
a
persone
al crimine, di banchieri... di
che
INTERVENTO – Presidente...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, per far comprendere...
PRESIDENTE – No, la domanda non è ammissibile.
INTERVENTO - Ha già detto che non li conosceva.
PRESIDENTE
–
Non
li
conosceva,
la
domanda non
può
essere
ammessa.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
conoscevo,
perché
–
No,
molte
ha
“Poche persone
detto:
erano
di
fuori
Rosarno”,
ha
detto.
PRESIDENTE – No, ha detto che non li conosceva veramente.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Glielo richiediamo.
PRESIDENTE –
Anche perché
perché molti non
molti... Non
capo,
anche
erano di Rosarno, così mi pare di aver
capito. È così? Mi sta
cenno del
li conosceva,
confermando che è così facendo il
quindi
–
non
so
–
se
vuole spiegare
qualcosa...
IMP. PESCE –
C’erano sia
persone
che erano del
paese che
conoscevo...
PRESIDENTE – Quindi lei conosceva delle persone?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ovviamente mi riferisco a queste.
IMP. PESCE –
Persone
che conoscevo e
molte
altre
che non
conoscevo.
PRESIDENTE – Ah, quindi conosceva delle persone?
IMP. PESCE – Alcune persone sì.
PRESIDENTE
–
domanda
E
del
queste
persone che
Pubblico Ministero
conosceva...
è:
queste persone che lei conosceva?
IMP. PESCE – Sì, sì.
13
sa
dire
Ecco,
chi
la
erano
PRESIDENTE – Anche se non
indicare
i
nomi,
li sa dire nominativamente oppure sa
non
so.
Ci dica
lei,
visto
che li
conosceva, magari qualcosa può dirci, non so.
IMP. PESCE – Sì, ma una volta ho
visto il cognato di mio
zio,
Arena, Domenico Arena. Una volta ho visto Cananzi, non so
il nome; mi ricordo il cognome, ma non so il nome.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E chi è Cananzi?
IMP. PESCE – Cananzi,
quando io ero fuori,
era il consuocero
di mio zio Antonino.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Alcune volte ho visto Preiti, quelli che hanno la
concessionaria.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Si ricorda il nome di battesimo di
questo Preiti?
IMP. PESCE – Sì, Domenico.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay.
IMP. PESCE – Adesso ricordo solo questi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Va bene.
IMP. PESCE – E poi anche familiari, insomma venivano
familiari, tipo
cugini,
parenti
insomma...
anche i
però
anche
dice: “Vedevo
tanta
persone che non conoscevo.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
gente” ci
–
Okay.
Ma lei
faccia capire cosa intende per tanta
Quando lei arrivava
quante persone volta
gente.
per volta
può
aver visto?
IMP. PESCE – Diciamo che non
si
fermavano
lì
per
è che facevano... cioè non
aspettare,
quindi
non
è che
erano
quantificate lì al momento, cioè che vedevo proprio tante
14
p ersone. È che uno
andava e uno
veniva, uno
andava... era
come un viavai, proprio era un continuo...
PRESIDENTE – Quindi non erano persone in fila?
IMP. PESCE – No, no, no. Venivano, vedevano che è occupato, se
ne andavano, ritornavano... insomma,
così.
A volte lui
non
anche io magari lo
era
veniva
proprio e loro
aspettavo,
però lui
veniva e tutto quel tempo che io
stavo
venivano...
non
Capitava sere che lo aspettavo anche due ore,
non
sempre
veniva.
tre
là
ore e
vedevo
queste persone che venivano in continuazione a chiedere di
lui.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Senta, lei ci ha detto poco fa che si
appartavano.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da lei e da sua nonna.
IMP. PESCE – Da chi stava là.
A volte
eravamo anche di più,
non eravamo solo io e mia nonna, insomma ci stavamo...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ci riferisce... stava là intende nella
casa di sua nonna, dentro la casa?
IMP. PESCE – Diciamo che c’ha una specie di tettoia e...
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
com’erano i luoghi,
Ecco, faccia
per capire
capire
bene come
al
Tribunale
avvenivano
i
fatti?
IMP. PESCE –
tettoia
Allora,
la
casa è qua. Poi c’è una specie di
e noi stavamo...
con i divanetti fuori e poi c’è
una salita e una porta, un garage, una porta di un garage
e loro entravano in fondo là in quella porta.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
che si appartavano.
15
Okay. Lei ci
ha già detto,
appunto,
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
appartarsi? Ne
Ma
avete mai
perché
parlato
quest’esigenza
di
con sua nonna? Avete
capito qual era il motivo?
IMP.
PESCE
–
No.
Va
beh,
però era
scontato
che noi
non
potevamo ascoltare i discorsi che facevano.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E perché lei dice che era scontato? Ci
faccia capire.
IMP. PESCE – Perché non
cioè in quanto
potevamo sentire quello che dicevano,
donne, in
quanto discorsi
loro
insomma
non... non potevamo sentire quello che loro si dicevano.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma perché, se lo ha mai
zii ricevevano queste persone proprio
saputo, i suoi
da sua nonna e non
a casa loro?
IMP. PESCE – Non ho capito, scusi.
PRESIDENTE – Perché queste persone andavano...
gli
zii
suoi
ricevevano
queste
persone
quindi perché
da
sua
nonna
anziché nella loro casa?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – L’aveva anche accennato prima veramente.
IMP. PESCE –
Perché a casa... diciamo che loro
sorveglianza,
quindi
dovevano
rientrare.
prima che loro rientrassero, facevano queste
ricevevano queste persone là
avevano la
Allora,
visite,
che poi era un
cioè
punto meno
visibile e li ricevevano là insomma.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Meno visibile a chi?
IMP. PESCE – Alle Forze dell’Ordine.
P.M.
16
DOTT.SSA
CERRETI
–
Lei sa
di
ulteriori
particolari
attenzioni
per
essere
meno
visibili
alle
Forze
dell’Ordine predisposte in queste occasioni dai suoi zii?
IMP. PESCE – Quello era già uno
e poi avevano le
campagne e
passavano il resto della giornata nelle campagne per non
farsi vedere in giro.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, mi
riferivo sempre alla attività
svolta a casa di sua nonna Bonarrigo.
IMP. PESCE – Non ho capito la domanda.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sono state mai
parte vostra
rinvenuto microspie da
e dei suoi familiari
presso casa di
sua
nonna?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Vuole spiegare al Tribunale come?
IMP. PESCE –
Ricordo un
stavo là
episodio che praticamente
e si accennò
queste microspie sotto
nonna,
insomma,
si
al fatto
delle
che
pietre
lamentava e
un
giorno
avevano rinvenute
e dicevano...
diceva... lei
non
mia
era
contenta del fatto
che i figli andavano lì a parlare con
queste
diceva
persone
“Guarda,
arrestano,
parlate.
e
guarda,
poi
Non
che
continuano
li
arrestano”
parlate.
rovinano
i
suoi
figli:
ad
andare
lì.
e
quindi
diceva:
Abbassate
la
Poi
voce, ieri
trovato le microspie”. Allora io poi ho
chiesto
li
“Non
hanno
e mi
è
stato detto, sì, che ci stavano delle microspie.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questo quando lo colloca nel tempo,
questo rinvenimento delle microspie?
IMP. PESCE – Sempre nel 2010.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sono state rinvenute delle
puntate sulla...
17
telecamere
IMP. PESCE – Sì, da... Siccome mia
nonna lì è a limite con una
scuola, la scuola Maria Zita...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – E dentro la scuola dice che ci stavano pure le
telecamere fissate su quel posto là.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Cioè su casa di sua nonna?
IMP. PESCE –
Sì,
sulla
casa e sul
posto dove proprio
loro
andavano a incontrarsi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo in che periodo è avvenuto?
IMP. PESCE – Sempre 2010.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
E
come
lo
avete
saputo
delle
telecamere puntate su casa di vostra nonna?
IMP. PESCE – Io non
lo so, perché a me sempre me l’ha detto
mia nonna in quel contesto, però non so come
Cioè non so se gli
era
guardando, perché dopo
l’hanno
saputo.
stato detto o le hanno trovato loro
che
hanno visto le
microspie
hanno fatto una ricerca più approfondita.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Loro chi?
IMP. PESCE – I familiari, i miei zii, i nipoti.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Dica sempre i nomi perché
siete così
tanti che poi sennò rimane una informazione generica.
IMP. PESCE – Giuseppe e Vincenzo, parlo
sempre di loro.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – I suoi zii Giuseppe e Vincenzo?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di
altre telecamere lei
oltre queste, diciamo, fissate
ha mai
saputo
dalla scuola di fronte a
sua nonna?
IMP. PESCE – Sì.
Quelle nell’ospedale,
è la strada che porta
dove abitiamo noi, abita mio cugino insomma e altri miei
18
zii. Nell’ospedale erano state messe delle telecamere che
guardavano sulle nostre case.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E anche in questo caso lei
sa come
è
stata scoperta l’esistenza di queste telecamere?
IMP. PESCE –
Sì, praticamente si accorgevano di questi fili
palo della luce e l’altro
che comparivano insomma tra un
e si risaliva che erano state messe le telecamere.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
No, no, prego, l’ho
Senta, invece...
interrotta.
IMP. PESCE – C’era anche un
no?
Che praticamente
batteva proprio sulla
problema di un
non
è
mai
faro della luce,
stato
aggiustato,
casa di Ciccio e sulla
che
casa di mio
padre e un giorno sono venuti ad aggiustare questo faro e
da lì si è capito
che era perché...
per fare insomma...
per riprendere meglio la strada.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Senta, ma invece le microspie come
sono state trovate?
IMP. PESCE – Di preciso non
lo so. So che sono state trovate
là sotto delle pietre dicevano, però non
so in che modo,
se le hanno cercate, se è stato un caso... non lo so.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Okay. Lei sa se qualcuno della
sua
famiglia fosse dotato di rilevatore di microspie?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi?
IMP. PESCE –
Chi di
disposizione
un
preciso
non
rilevatore,
lo so,
che
so che
usavano
avevano a
anche
nelle
macchine quando... dopo magari qualche fermo oppure dopo
le perquisizioni in casa venivano controllate
rilevatore di microspie.
19
con questo
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questo lei da chi l’ha appreso?
IMP. PESCE – Diciamo che... da mio
un
periodo che aveva le
perché c’è stato
fratello
macchine e faceva dei controlli
di questo tipo, però anche da...
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
E
suo
fratello
ha
mai
trovato
microspie?
IMP. PESCE –
Mi sembra,
sì, una in
una macchina che aveva
noleggiato, in una Smart.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – In che periodo siamo?
IMP. PESCE – 2006. Mi sembra, sì, 2006. 2005/2006.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Vuole spiegare bene al
dove sorge la necessità di tutte
lei
ci ha descritto,
microspie,
la
queste precauzioni
cioè l’appartarsi,
rimozione
delle
Tribunale da
che
il rilevatore di
telecamere...
qual
è
l’esigenza sottostante?
IMP. PESCE –
La
consapevolezza di
viene monitorata insomma dalla
essere
una famiglia
che
legge e anche dal fatto
che hanno qualcosa da nascondere.
P.M.
DOTT.SSA
arresti.
CERRETI
–
Okay.
Parlo dei primi
Passiamo
al
momento degli
arresti, il 28
aprile 2010,
che hanno coinvolto anche lei. Prima di questa data...
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
qualche
CERRETI
notizia
–
...che
delle
lei
indagini
sappia avevate
in
corso
nei
avuto
vostri
confronti e dell’imminenza dei provvedimenti cautelari?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, da chi? Chiarisca al Tribunale e
racconti questa vicenda.
20
IMP. PESCE – Allora, io personalmente l’ho appresa da mio
Vincenzo in una famosa sera
di
quelle
che io
zio
andavo a
trovarlo lì.
PRESIDENTE – Lì a casa della nonna sempre?
IMP.
–
PESCE
Della
nonna,
sì,
sì.
Disse
praticamente
insomma... chiacchieravamo insomma del più e del meno, di
queste cose...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – In che tempo siamo?
IMP. PESCE – Febbraio... gennaio/febbraio 2010.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
questi soldi,
Sì. Praticamente
di questa cosa...
che dovevo avere
un
parlando
insomma di
“Sì,
giorno disse:
sempre di
questi
sì,
soldi
parlate,
parlate – dice – tanto tra un po’ – dice – ci arrestano
tutti”. Io lo guardai e dissi: “Come
Cioè che
arresti.
vuoi
Ora
dire? ”,
non
dice: “Sì, sì,
faccio
perché – dice – tra un
ci arrestano tutti?
in
ci sono degli
tempo a sposare
il figlio
po’ mi arrestano” e io ho
“No, dai zio, perché dici così? No, non
detto:
dire così”, dice:
“No, guarda che ci stanno anche delle donne” e io mi sono
messa a ridere e ho detto: “Sì, delle donne!”, dice: “Sì,
sì, ci saranno – lui all’epoca mi disse – 40 donne della
famiglia Pesce”, dissi:
“Ma guarda che 40
donne neanche
stiamo e poi – ho detto – perché ci devono arrestare se
non
abbiamo fatto
niente? ” e lui
vedrete, poi vedrete” e finì
lì
disse:
“Sì, sì,
poi
la cosa. Poi... prima di
quel periodo là, mi sembra era estate... o estate o era
settembre, così, mio cugino Marcello ci aveva fatto avere
pure la
parlare
21
notizia di stare
attenti
noi donne al telefono
al
telefono, di non
perché siamo monitorati,
siamo intercettati, di stare attente.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi estate 2009 già questo accade?
IMP. PESCE – Sì, sì. Non so se era agosto, settembre...
quel
periodo là comunque.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP.
–
PESCE
Dicevano che
un’associazione
e
per
dicembre
dovevano
ci
arrestare...
doveva essere
un’associazione
che era mirata per la famiglia Pesce, tra cui ci stavano
delle donne.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha mai
Vincenzo
o
suo
cugino
saputo dove suo zio Pesce
Pesce
Marcello
hanno
reperito
queste notizie?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come facevano a saperlo?
IMP. PESCE – No, no, non
l’ho mai
chiesto e non
era nelle mie
conosce.
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa perché suo zio Pesce Vincenzo,
classe ‘59, nonostante fosse
a conoscenza dell’imminenza
della cattura sia stato effettivamente arrestato?
Lei lo
sa?
AVV. MERCURIO – Ha ripetuto la stessa domanda di prima, c’è
opposizione.
PRESIDENTE
–
Allora, lei
l’imputata
può
sa,
rispondere
quindi
è
una domanda a
liberamente,
cui
secondo appunto
quello che è a sua conoscenza, se è a sua conoscenza.
IMP. PESCE – Di preciso non
la sorveglianza
speciale
sottratto per questo.
22
lo so. So soltanto che lui aveva
e che probabilmente non
si
è
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei conosceva l’allora Comandante...
sa
che
ci
fosse
Carabinieri
di
il
Comandante
Rosarno nel
della
periodo
dal
Stazione
2003/2004
dei
ai
giorni nostri?
IMP. PESCE –
Io
ne conoscevo solo
uno, ma non
so in
che
periodo...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi conosceva lei?
IMP. PESCE – Il Comandante Frisina.
P.M.
DOTT.SSA
avesse
CERRETI
–
Ha
mai
contatti diretti
saputo
o
se
indiretti
questo militare
con
suo
cugino
Francesco, classe ‘78?
IMP. PESCE –
Sì,
quello che...
fra
di
da quello che apprendevo in
da alcune frasi
loro
c’era
che ho
un’amicizia e
famiglia,
da
sentito sapevo che
che più
volte
lo
interpellava per sapere qualcosa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – In che senso? Spieghi innanzitutto
in
quale contesto lo ha saputo e da chi e poi per sapere
cosa?
IMP. PESCE – Allora, diciamo che il contesto è sempre contesto
familiare,
a
casa
o
da
mia
nonna; erano
quelli
i
riferimenti, non è che avevo altro...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E da chi l’ha sentito?
IMP. PESCE – Da mia
come
per dire:
nonna, riferito... lo riferiva
“Tanto lui...”... siccome tra
a mio
di loro non
c’era un... c’erano come degli attriti, erano...
PRESIDENTE – Tra di loro chi, signora?
IMP. PESCE – Tra mio zio Vincenzo e mio cugino Ciccio.
PRESIDENTE – Sì.
23
zio
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Quindi più volte io l’ho sentito
che l’ho sentito
lui e in quelle volte
“Tanto lui
poi va da Frisina
parlare con di
parlare
e gli dice...
diceva:
gli dice...
gli dice le cose” insomma.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma di cosa stiamo parlando?
IMP. PESCE – È riferito al fatto che lui
si
sottraeva alle
catture oppure se che gli facevano le perquisizioni o se
c’era qualche cosa insomma in campo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E lei, oltre averne sentito parlare,
ha contezza diretta di qualche episodio che è accaduto
che le ha confermato questa cosa nella
sua famiglia? Mi
sto riferendo quindi al contatto, no? , tra Francesco e i
Carabinieri.
IMP. PESCE – Un episodio preciso no, in generale. Ma non
so
l’episodio preciso.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Suo
padre Pesce Salvatore
quando è
stato arrestato e dove, con che modalità?
PRESIDENTE –
Sempre in esecuzione dell’ordinanza del nostro
processo?
P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, no, mi sto riferendo a un episodio
pregresso,
a
una
carcerazione
pregressa
rispetto
a
quest’ultima.
IMP. PESCE – È stato arrestato a novembre del 2005.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Con
che
modalità?
Dove
è
stato
trovato?
IMP. PESCE – In un bunker.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
bunker?
24
In un
bunker e dove si trovava il
IMP. PESCE – Nella casa di mia nonna Bonarrigo Giuseppa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come è stato rinvenuto il bunker?
IMP. PESCE – È stato trovato...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da chi innanzitutto? Si ricorda chi lo
ha arrestato?
IMP. PESCE – I Carabinieri, i R.O.S. mi sembra.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Dai Carabinieri?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E come
fosse
è stato rinvenuto il bunker? Se
un bunker immagino che non
fosse, diciamo, palese;
come è stato rinvenuto questo bunker?
IMP. PESCE – È stata
una cosa mirata. Sono proprio andati
lì,
hanno fatto una perquisizione e hanno rinvenuto il bunker
sotto il pavimento.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sotto il pavimento?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Da quanto tempo se lei lo sa suo padre
utilizzava questo bunker?
IMP. PESCE – Adesso di non lo ricordo, ma non era...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Giorni, mesi o anni?
IMP. PESCE – No, no, mesi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mesi.
IMP. PESCE – Forse uno, forse due, ma non da tanto.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Durante la
permanenza
di
padre presso il bunker riceveva visite? Qualcuno
suo
andava
a
trovarlo?
IMP. PESCE –
insomma.
Sì. Va
Io,
Savino, mio
25
mia
beh,
sempre nell’ambito
madre,
mio
fratello...cioè
cugino
noi familiari
Pesce
Vincenzo di
noi, però di estranei
no.
No, no, estranei no, solo noi.
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Oltre ai suoi strettissimi
familiari,
quelli che ci indicato che andavano a trovare
suo padre,
chi altro sapeva...
INTERVENTO – Opposizione.
P.M. DOTT.SSA CERRETI
Chi
altro
sapeva dell’esistenza del
bunker, ora mi devono spiegare perché ci oppone a questa
domanda. Chi altri era a conoscenza dell’esistenza del
bunker, questa è la domanda.
PRESIDENTE –
Quindi non
chi andava a trovarlo,
ma chi altri
era conoscenza.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi altri era a conoscenza.
PRESIDENTE – Quindi
quindi può
è
una
domanda che
non
è stata
posta,
essere posta.
(…)
IMP. PESCE – Allora, non
molte persone perché non
è che quando
c’è un bunker tutti quanti sanno che là ci sta un bunker,
quindi non
è una cosa di dominio pubblico che ci sta un
bunker, però ricordo un’occasione di quei giorni che...
PRESIDENTE
–
Quei giorni
intende
prima
del
rinvenimento
diciamo...
IMP. PESCE – Prima dell’arresto... sì.
PRESIDENTE – ...della scoperta del
bunker?
IMP. PESCE –
tenne
Prima, sì, sì, sì. Che
a sottolineare
però lo disse,
nonna...
26
dicendo...
praticamente mia nonna
anche prima dell’arresto
che siccome vide uscire
mio cugino Pesce Francesco, che
da casa di mia
si
trovava
all’angolo
del
supermercato,
Vincenzo da lì e mia
che ha visto lui
padre sta
qua.
neanche cinque
vide
uscire
mio
cugino
nonna cominciò a dire: “Ah, adesso
uscire
da qui ha immaginato che tuo
Adesso lo
arrestano”.
Mio
padre
dopo
giorni è stato arrestato. Quindi lui
so se era a conoscenza che là ci stava il
non
bunker, però
aveva capito dai movimenti che mio padre stava...
PRESIDENTE – Scusi, io non
ho capito bene questo passaggio. Me
lo vuole rispiegare gentilmente.
IMP. PESCE – Praticamente le persone che erano a conoscenza –
era la domanda– del bunker eravamo io
e
i
familiari
ristretti che andavamo a trovare mio padre.
PRESIDENTE – Che andavate a trovarlo lì.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi sapevate che c’era questo...
IMP. PESCE – E poi nei giorni prima era venuto a conoscenza di
questo bunker mio cugino Pesce Francesco.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sempre il figlio di Antonino?
IMP. PESCE – Il figlio di Antonino, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi?
IMP. PESCE – E quindi...
PRESIDENTE – Era venuto a conoscenza...
IMP. PESCE – Perché ha visto
i movimenti, vedeva noi uscire
da
lì.
PRESIDENTE – Vedeva voi?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE
-
Ma lei
ha introdotto
Pesce Vincenzo, non
capito Pesce Vincenzo come si collega?
IMP. PESCE – Usciva dal bunker, usciva dal...
27
ho
PRESIDENTE –
E quindi anche Pesce Vincenzo veniva a trovare
suo padre?
IMP. PESCE – Pesce Vincenzo, il piccolo. Non mio zio.
PRESIDENTE – Sì, non lo zio, il cugino.
IMP. PESCE – Il cugino, sì, sì.
PRESIDENTE – Classe ‘86, mi pare.
IMP. PESCE – L’avevo già detto c omunque.
PRESIDENTE – Qualcosa del genere.
IMP. PESCE – Sì. Sì, sì.
PRESIDENTE –
Ma quindi
suo cugino veniva insieme
a voi
a
trovare suo padre?
IMP. PESCE – Sì, sì, ci alternavamo, andava lui, andavamo noi.
PRESIDENTE – Veniva pure lui. Era uno dei visitatori diciamo?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
PRESIDENTE
–
Perfetto.
Quindi Pesce Francesco l’aveva...
quindi suo cugino Ciccio l’aveva visto uscire...
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – E poi dopo è stato arrestato?
IMP. PESCE –
Sì.
Era a conoscenza che mio
padre stava
lì.
Adesso non so se sapeva che ci stava il bunker o meno.
PRESIDENTE – Ho capito.
IMP. PESCE – Ma che mio padre era lì sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi scusi, ma perché suo cugino avrebbe
dovuto
far
arrestare
suo padre? Cioè non
lo
capisco
questo.
AVV.
SANTAMBROGIO –
Non
ha
detto
che
l’ha
voluto fare
arrestare, le chiedo scusa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ha detto che è stata una loro ipotesi.
28
AVV. SANTAMBROGIO – Ha detto... ha detto... ha riferito
pensiero della nonna. Ora
cosa c’entra
di un
che l’abbia fatto
arrestare.
INTERVENTO – Ha capito che c’era il padre, ma non il bunker.
AVV. SANTAMBROGIO – (inc.) l’ha fatto arrestare, chiedo scusa,
non andiamo oltre.
PRESIDENTE – No, non
ha detto che l’ha fatto arrestato. Questo
non l’ha detto, vero? L’ha detto?
IMP. PESCE – No, no.
PRESIDENTE – Sta facendo di no
con la testa,
quindi non
l’ha
detto che l’ha fatto arrestare. Ha detto soltanto...
AVV. SANTAMBROGIO –
stata
in
Ma la
domanda del
Pubblico Ministero
questo senso. Ha presupposto
un
fatto
è
che la
collaboratrice non ha mai detto.
PRESIDENTE – No, non ha detto questo. In effetti non ha detto.
Ha detto soltanto.
AVV.
SANTAMBROGIO –
Sì,
ma
perché
avrebbe dovuto...
Ha
detto... chiedo scusa Presidente e poi chiudo.
PRESIDENTE – Sì.
AVV. SANTAMBROGIO –
Ha
detto il Pubblico Ministero:
perché
avrebbe dovuto fare arrestare suo papà.
PRESIDENTE – E questa domanda infatti non
Ecco, non
non
gliel’ammettiamo la
era venuto fuori
gliela
a mmettiamo.
domanda perché in
effetti
da quello che aveva detto finora la
signora Pesce.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Va
Tribunale qual è stato
29
bene. Allora
l’oggetto
vuole spiegare
al
esattamente di quello
colloquio che ci ha riferito avere
Lei ha detto: “Con
mia
con sua nonna?
nonna abbiamo parlato di questo
concatenarsi di eventi”,
e cosa ha detto
avuto
esattamente cosa vi siete detti
sua nonna in quella
occasione a questo
proposito?
IMP. PESCE – Dopo l’arresto di mio padre sta dicendo?
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, esatto.
IMP. PESCE –
Mia
nonna in
cugino ha fatto
fatto
quel contesto ha detto
arrestare
mio
che mio
padre e che lo aveva già
negli anni addietro con l’altro figlio grande e che
lui per... per rimanere,
insomma, intoccabile lui faceva
queste cose per...
PRESIDENTE – L’altro figlio grande ci sarebbe?
IMP. PESCE – Vincenzo.
PRESIDENTE – Ah, Vincenzo.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
Cosa
vuol
dire
per
rimanere
intoccabile lui faceva queste cose?
IMP. PESCE – Era come se faceva dei favori per restare fuori,
insomma, dei processi, dalle associazioni e da tutto.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Ma tra
suo cugino Francesco e suo
padre c’erano... i rapporti com’erano?
IMP. PESCE – Normali.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Cioè
c’erano
motivi
di
astio
che
potevano spingere suo cugino a fare una cosa del genere?
IMP. PESCE – No, no, astio in particolare no.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Ecco,
non
c’erano motivi di
astio
personale?
IMP. PESCE – No, no.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – La spiegazione è solo quella che ci ha
30
dato lei?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Posso inserirmi un attimo? Ma quando dice normale
che cosa vuole dire?
IMP. PESCE – Un rapporto...
PRESIDENTE
–
Ma si
frequentavano?
Avevano un
rapporto di
frequentazione?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
PRESIDENTE – Si vedevano? Si frequentavano?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Lei adesso ci
nonna le avrebbe detto:
ha riferito che sua
“Già in passato ha fatto queste
cose”, a cosa si riferiva in particolare?
IMP. PESCE – Sempre a... diciamo da quello
che mi ha detto
lei, adesso non ricordo però... che mi ha detto che negli
anni addietro aveva fatto arrestare il figlio grande,
Vincenzo, perché aveva visto
uscire una persona dal luogo
dove poi è stato arrestato.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quanti anni indietro andavamo? Di cosa
stiamo parlando?
IMP. PESCE – Alla data dell’arresto di mio zio Vincenzo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, rispetto all’arresto di suo padre
quanti anni prima lo colloca?
IMP. PESCE – Un otto anni prima. Otto/nove anni prima o sei...
insomma anni addietro, ma adesso non...
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
E
Vincenzo
in
quel
periodo
latitante?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa dove si nascondesse?
31
era
IMP. PESCE – Mi ricordo in un
bunker, che è stato
anche lui
arrestato in un bunker, però non ricordo dove.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
bunker nella
Okay. Sa
vostra
di disponibilità
famiglia
oltre
quelli
di altri
che ci
ha
indicato?
IMP. PESCE –
Sì,
quello che c’era
nell’abitazione
di Pesce
Francesco stesso.
P.M. DOTT.SSA
CERRETI –
com’era venuta
a
che avevo di quando ero piccola,
di
E
di quello lei
conoscenza?
IMP. PESCE – È un ricordo
una frase che avevo appreso a casa mia.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
l’aveva appresa?
A casa sua e questa frase
da chi
IMP. PESCE – Da mio padre.
PRESIDENTE – Cosa avrebbe detto suo padre a proposito?
IMP. PESCE – Era proprio ai
tempi che noi eravamo andati
abitare giù dove...la casa in via Donizetti numero 1,
è
proprio di
fronte
alla
casa di
ricordo che parlando con mia
disse che il
fratello aveva
dove nascondersi
botte.
mio
zio
Una
che
Antonino e
madre – io ero piccola – lui
fatto
il bunker,
in cantina e che l’entrata
Ricordo questo.
ad
botte, sì. Che
un
posto
era da una
si
entrava
dalla botte, una cosa del genere.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Oltre a questo qualcos’altro,
qualcun
altro di cui lei era a conoscenza?
IMP. PESCE – No.
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
comune da cui
32
Esisteva, se lei
lo sa, una cassa
si attingeva per il pagamento delle spese
legali?
IMP. PESCE – Esisteva
persone
che
una cassa comune per il sostegno delle
non
avevano
la
possibilità
di
pagarsi i
legali, cioè dei familiari che non avevano la possibilità
di pagarsi i legali.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
contribuiva...
in
E
questa
questa
cassa
cassa
comune
comune chi
a
chi
metteva
i
quindi
i
soldi?
IMP.
PESCE
–
Quelli
che
avevano i
soldi,
cioè
familiari che avevano i soldi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì e chi nel caso di specie?
IMP. PESCE –
Sì,
Pesce Francesco per parte
del
padre però
Antonino...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Pesce Vincenzo e Pesce Giuseppe. Non sempre però
Pesce Giuseppe, a volte.
P.M. DOTT.SSA
CERRETI
–
Questi soldi
che
venivano versati
nella cassa comune da dove provenivano?
IMP. PESCE – Dal loro...
dalle entrate che avevano loro, cioè
i soldi che loro, insomma, si guadagnavano.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si guadagnavano come?
IMP. PESCE – Si guadagnavano con le attività estorsive, con le
attività di appalti, con i loro traffici.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questi soldi
sostegno delle
famiglie o
servivano anche per il
solo per il pagamento delle
spese legali?
IMP. PESCE – Anche per il sostegno delle famiglie.
PRESIDENTE – Chiedo
scusa,
quindi
cassa comune era formata...
33
lei
ha detto che questa
confluivano, diciamo, i soldi
di Pesce Vincenzo, Pesce Giuseppe e Pesce
Antonino, quindi
Pesce Francesco per conto del padre, così ha detto. Ma
padre era anche
suo
uno dei fratelli della famiglia Pesce,
quindi suo padre non metteva niente in questa cassa comune?
IMP. PESCE – No, mio padre riceveva i soldi da loro.
PRESIDENTE – Suo padre riceveva?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE –
Ma perché non
aveva possibilità
suo padre di
mettere...
IMP. PESCE – No, non aveva...
PRESIDENTE – E altri fratelli della famiglia?
IMP. PESCE – No, no, loro tre.
PRESIDENTE – Loro tre.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi l’Avvocato di suo padre chi
lo pagava?
IMP. PESCE – Prima che ci fosse mio
Francesco.
Quando
poi
sono
zio Giuseppe e Vincenzo,
usciti
tutti
quanti
lo
pagavano insieme.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – L’Avvocato di suo fratello?
IMP. PESCE – Anche.
PRESIDENTE – Quando sono usciti tutti quanti, quando...
IMP. PESCE – Mio zio Giuseppe e Vincenzo.
PRESIDENTE – Quando sono usciti dal carcere intende?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sa se esistesse un posto dove questi
soldi della cassa comune venissero conservati?
IMP. PESCE – No, non lo so.
- L’OMICIDIO SABATINO E IL PERICOLO DI UNA GUERRA CON
34
GLI ASCONE E I BELLOCCO
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Passiamo
a
un
altro
argomento:
Domenico Sabatino lo conosceva?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi era
Domenico Sabatino
e come
lo
fratello,
di
conosceva?
IMP. PESCE – Era un amico di mio
padre, di mio
mio marito.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei come l’ha conosciuto?
IMP. PESCE –
L’ho conosciuto quando abitavo a casa con mio
padre perché era un amico di mio padre.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Aveva dei soprannomi che lei sappia?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quale?
IMP.
PESCE
–
Per via dell’altezza,
mi
sembra,
non
lo
so
adesso, Sipaluni.
PRESIDENTE – Sipaluni?
IMP. PESCE – Uhm!
P.M. DOTT.SSA CERRETI – È sicura di ciò?
IMP. PESCE – Questo è il soprannome che aveva lui e che aveva
la famiglia.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – I familiari, cioè i fratelli e così... poi...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, tutta la famiglia?
IMP. PESCE – Sì, i fratelli.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Diciamo che si usa quando... da noi si usa quando
uno
35
ha un soprannome, poi diciamo che vengono chiamati
tutti
con lo
generico,
stesso
soprannome. Va
quando si
sempre non
parlava di
beh, poi lui
lui
nel
veniva definito,
so se per la stazza o per quello che faceva,
Il Killer.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi non
sa perché veniva definito
così?
IMP. PESCE – No, di preciso no.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
contestazione
del
27
–
Presidente,
che traggo dal
settembre
2011,
devo
verbale
perché
procedere
di
alla
a
una
interrogatorio
stessa
domanda
l’imputata in quella occasione aveva risposto...
(…)
PRESIDENTE – Bene. Allora, facciamo fare questa contestazione.
Signora,
adesso ascolti quello
Pubblico Ministero,
va
bene? Le
dichiarazione da lei resa
sta
facendo il
darà lettura
di
chesembrerebbe difforme
divergente, comunque vedremo,
detto
che
rispetto a quello
adesso con riferimento al
soprannome di
una
o
che ha
Sabbatino,
va bene? Poi lei ci darà la spiegazione se c’è divergenza
del perché c’è divergenza e qual è la versione corretta,
va bene? Prego Pubblico Ministero.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Allora signora, alla stessa domanda,
cioè qual era il soprannome di Domenico Sabbatino
27 settembre aveva risposto: “Il Killer,
Sabbatino non
praticamente
marito
INTERVENTO –
verbali.
36
è che era un
sembra
lei il
che aveva ‘sto
caso, chiaramente... insomma
che anni prima lui
aveva ucciso il
di questa ragazza,della sorella di questi Ascone”.
Non
c’è niente di
tutto
questo negli nostri
(…)
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
Sì
Presidente,
verifica incrociata tra file,copie
ritiriamo
la
contestazione,
alla
luce
della
cartacee, eccetera,
perché sicuramente era
un
passo omissato.
PRESIDENTE
–
Va
bene,
va
bene.
Allora
andiamo avanti,
riprendiamo, va bene?
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Grazie.
PRESIDENTE – Prego.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Sabbatino.
Allora signora,
torniamo a Domenico
Domenico Sabbatino faceva parte
della
cosca
mafiosa Pesce?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come fa a dirlo? Scusi se le rifaccio
ripetutamente
lei
questa domanda, ma è sempre importante
che
indichi al Tribunale i suoi elementi di conoscenza,
cioè la fonte della sua conoscenza.
IMP. PESCE – Perché era a disposizione della famiglia.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Eh, spieghi cosa vuol dire innanzitutto
essere
a
disposizione
della
famiglia
e
come
lei
ha
appreso che lui lo fosse.
IMP. PESCE – Intanto, va beh, dal legame che c’era di amicizia e
di... il
legame,
insomma, che
perché so che faceva delle
ci
stava e poi perché...
commissioni per conto della
famiglia, cioè delle commissioni di reato per conto della
famiglia.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Eh, che tipo
di commissioni di reato,
dice lei, faceva per conto della famiglia?
37
IMP. PESCE –
Praticamente se gli
veniva chiesto
di uccidere
qualcuno per conto della famiglia o di vendicare qualcosa
o di far pagare qualcosa a qualcuno lo faceva.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come lo sa questo lei?
IMP. PESCE – Lo so perché... relativo alla sua morte so che...
intanto la famiglia,
quello
diciamo, che è rimasta shoccata da
che era successo,
ottobre
del
2006,
mi
perché lui
è stato
sembra...2006/2007,
ucciso a
adesso
non
ricordo l’anno...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE –
E da quello
che ho
famiglia, al funerale...
casa
era
che intanto
sentito
sia, insomma,
insomma quello
non
lo
in
che si diceva a
dovevano toccare
perché
faceva parte dei Pesce, perché si parlava di lui come di
un
membro
della
insomma, c’era
famiglia Pesce e quindi,
questa questione che ci avevano toccato, “Hanno toccato
noi, è come
se avessero toccato uno
di noi”. Si parlava
di un inizio di guerra, “Adesso è guerra. Adesso dobbiamo
rivendicarlo. È stato
sempre a nostra disposizione. Era
una persona di fiducia” e tutto qua.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Guerra tra chi?
IMP. PESCE – Tra chi aveva fatto
questa azione nei confronti
della famiglia Pesce e la famiglia Pesce stessa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma lei quando sentiva questi discorsi
ha sentito
anche l’attribuzione
della
Cioè quando lei dice: “Era guerra.
guerra” e la guerra tra
responsabilità?
Si parlava
chi doveva essere
che era
secondo quanto
lei ha ascoltato?
IMP. PESCE – In un
38
primo
momento non è che
si aveva subito
chiarezza di chi aveva fatto
l’aveva fatto
si
questo, perché non
lo aveva detto,
però poi in secondo tempo
è incominciato a indagare,
erano interessate
spiegazione
insomma.
Le persone
a sapere questo arrivarono a
perché è stato...
perché
è che chi
non
si
trovava
che
capire
neanche
a questo. E poi, insomma, sono
una
arrivati al
motivo perché è stato ucciso questo ragazzo e,
insomma,
da quello che ne era venuto fuori...
P.M. DOTT.SSA
CERRETI –
Ce
lo
spieghi cosa
ne era
venuto
fuori. Perché era stato ucciso questo ragazzo?
IMP. PESCE –
Perché praticamente all’epoca
commissione di un
affiliato
lui
alla famiglia
aveva... su
Pesce,
aveva
fatto...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che sarebbe, se lo sa?
IMP. PESCE – Non so se era lui
preciso o la famiglia... cioè
per lui... solo per lui o anche per i fratelli, Preiti...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Per lui chi?
IMP. PESCE – Preiti Domenico.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, Domenico, Preiti Domenico?
IMP. PESCE – Sì. Su
commissione di Preiti Domenico aveva fatto
pagare a questo ragazzo, che era il cognato della persona
che
poi
lo
ha
commissione di
ucciso. Quindi praticamente
questo
Preiti
uccise
all’epoca e poi c’è stata la ritorsione
questa
lui
su
persona
del cognato nei
confronti di Sabbatino.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Cognato che si chiama?
IMP. PESCE – Ascone Vincenzo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi quando lei poco fa parlava di
39
guerra la guerra contro chi doveva essere?
IMP. PESCE – Gli Ascone diciamo che sono supportati, affiliati
alla
famiglia Bellocco, quindi era come
se i Bellocco
avessero...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – I Bellocco sono una famiglia mafiosa?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Gli Ascone pure?
IMP. PESCE –
Affiliati
alla famiglia... sì, affiliati alla
famiglia Bellocco.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E quindi la guerra, spieghi, tra
chi
doveva essere?
IMP. PESCE – Praticamente era come
mano
libera a questi
se i Bellocco avessero dato
Ascone di uccidere questa persona,
quindi facendo la guerra ai Pesce, perché era una persona
affiliata
ai Pesce,
un ragazzo che faceva parte
della
cosca Pesce.
PRESIDENTE
–
E il
cognato di
questo
Ascone che Sabbatino
avrebbe ucciso lei sa come si chiamava?
IMP. PESCE – Adesso mi sfugge sinceramente, però lo ricordavo.
PRESIDENTE –
Ah, okay.
Va
bene, era
il
cognato quindi di
Ascone che sarebbe stato ucciso da Sabbatino?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Va bene, se poi si ricorda il nome ce
lo dice nel corso dell’esame.
IMP. PESCE – Sì, se me lo ricordo... Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma la famiglia Pesce decide di reagire
a quello che lei ci ha raccontato, se lo sa?
40
IMP. PESCE – Presumo che sì... diciamo che in un primo
si parlava insomma di
questa
cosa,
però
dover far
poi
in
pagare a chi
un
secondo
subentrati... cioè si prevedeva che non
momento
ha fatto
momento sono
sarebbe stata una
semplice... cioè un semplice riscatto, non
so nel senso:
tu hai ucciso uno dei nostri, noi uccidiamo uno dei tuoi.
Si sapeva che da lì sarebbe venuta una guerra, una cosa a
catena;
Pesce
quindi
hanno deciso
Giuseppe
e
Pesce
i grandi,
Vincenzo
quindi
e,
mio
insomma,
zio
altri
componenti della famiglia, di mettere pace a questa cosa,
cioè di evitare che andasse avanti
questa cosa,
questa
guerra.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
punto che lei
Mi scusi, ma prima di arrivare al
ci sta già descrivendo, dopo l’omicidio
Domenico Sabatino, che lei
sappia, ci
di
sono stati altri
fatti di sangue?
IMP.
–
PESCE
Sì,
sì.
Sono
stati
uccisi
dei
ragazzi
appartenenti agli Ascone insomma, dei cugini.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Lo
colloca
nel
tempo questo?
Dopo
quanto tempo dall’omicidio Sabbatino?
IMP. PESCE
–
Penso
un
anno,
un
anno
e
mezzo.
Adesso
non
ricordo con precisione sinceramente.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Ricorda se qualcuno è morto, se ci
sono stati dei feriti? Delle circostanze specifiche?
IMP. PESCE – Sì, un ragazzo è morto. Un ragazzo sì, è proprio
morto.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si ricorda il nome del morto?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Se lo ricorda?
41
IMP. PESCE – No, no, no. Il nome no.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Ma è certa
che appartenesse
alla
famiglia A scone?
IMP. PESCE – Sì, sì, era proprio un Ascone. Era il cugino di
Ascone Vincenzo e... sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Oltre al morto ci sono stati dei
feriti?
IMP. PESCE – Sì, mi ricordo che erano due ragazzi, che uno
stato
ferito,
però
poi
insomma si
è salvato,
era
se non
ricordo male.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come ha reagito
la
famiglia Pesce a
questi nuovi fatti di sangue?
IMP. PESCE – Cioè di preciso io non
lo so perché... cioè non
è
che ero...
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Certo, se lei
sa qualcosa. Perché lei
ci stava raccontando di una intervenuta pace.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma la pace la colloca prima o dopo il
ferimento e l’omicidio degli Ascone?
IMP. PESCE – Prima.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Prima?
IMP. PESCE – Sì. La pace sì, cioè loro volevano mettere pace e
sembrava che era finito
tutto
lì. Poi col passare del
tempo successe questa cosa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Successe questa cosa, si riferisce al
ferimento e all’omicidio?
IMP. PESCE – L’omicidio... sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E dopo il ferimento e l’omicidio
la questione come è finita?
42
IMP. PESCE – Era come
se si fosse pareggiato il conto, quindi
erano uno pari e andava bene così.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
dell’omicidio
degli
Nel
periodo
Ascone suo
del
fratello
ferimento
era
e
libero
o
detenuto?
IMP. PESCE – Era agli arresti domiciliari.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha mai
sentito direttamente da suo
fratello o da qualcun altro della sua famiglia parlare di
propositi di vendetta? Perché lei
un
adesso ci ha descritto
po’ il clima, ma di specifico
particolare,
se
è
accaduto,
da chi ha sentito
parlare
di
proposito
in
di
vendetta contro gli Ascone?
IMP. PESCE – Va beh, non ne parlavano davanti a noi, però era
chiaro che c’era rabbia, cioè che tutti erano arrabbiati
per questa cosa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Tutti chi?
IMP. PESCE – I familiari, gli z ii...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quali? Quali? Ci dica sempre i nomi.
Chi era arrabbiato per questa cosa?
IMP. PESCE – No, in
quel
momento non
erano... non
mi sembra
che c’era... Zio Vincenzo non
c’era. Mi sembra che c’era
solo lo zio Giuseppe. Io non
ricordo adesso se ci
zio
Vincenzo,
ultimamente
però
quindi
non
non
avevo quel
posso dire
rapporto
che
che lui...
stava
avevo
cioè
me
l’abbia detto lui o che l’abbia sentito. Sempre percepito
dalla
nonna,
quando stavo lì dalla
trovarla oppure a casa mia
nonna che andavo a
stessa, mio
percepivamo questa cosa che era stato
che non
43
marito, anche noi
fatto
un
torto
e
era stato... cioè un torto, no un torto... noi lo
vedevamo non come
un
torto, cosa una cosa brutta, anche
perché il ragazzo lo conoscevamo, era un padre di
aveva dei
famiglia,
bambini e quindi insomma...un bambino.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quando dice: “Noi lo conoscevamo”
a chi si riferisce, al suo nucleo familiare?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, io, mia
madre, mia
sorella, anche i
miei cugini, insomma tutti. Diciamo che con mio
quindi automaticamente anche io e mia
legame
particolare
vivevamo la
con lui
e
madre avevamo un
con la
moglie, quindi
cosa in prima persona, perché lui
detenuto con mio marito
e anche nell’ambito
di
arrestato con
padre
mio
insieme... poi,
e poi
lui
associazione
insomma,
e
quindi
c’era
marito e
è stato
addietro
è stato
detenuto
è
facevamo i
un’amicizia un
stato
colloqui
po’
più
particolare.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora buongiorno.
IMP. PESCE – Buongiorno.
PRESIDENTE – La Dottoressa Pantano.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Salve, mi inserisco io un
questo
argomento.
Non
ho
capito
un’amicizia particolare. Volevo
Sabbatino Domenico. Sabbatino
un
tra
attimino in
chi
vi
era
attimino parlare
di
Domenico lei ha detto che
era una persona legata ai Pesce.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Ma
a
chi
se
c’è
una
persona
particolare a cui DomenicoSabbatino, diciamo, era legato?
IMP. PESCE – Allora, in particolare era legato a mio padre...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – ...a mio fratello e a mio zio Vincenzo.
44
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE –
Che
so io il particolare della loro
amicizia,
però in generale era amico e vicino a tutti, cioè a mio
zio Giuseppe, a mio cugino Pesce Francesco...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Allora, io le chiedo di suo fratello
perché immagino che, essendo una persona di famiglia più
vicina insomma a lei, lei potesse sapere qualcosa in più.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha mai
visto Domenico Sabbatino
frequentare casa sua, quindi suo fratello?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, lei ci ha messo in correlazione i
due
fatti, diciamo, di sangue, cioè ha parlato
dell’omicidio
fatti
di
Cannizzaro e poi
sangue
che
si
ha elencato
sarebbero
prima
questi
verificati
due
come
conseguenza.
AVV. SANTAMBROGIO – Presidente, c’è opposizione...
PRESIDENTE – Cannizzaro non l’ha detto. Sì, sì, sì.
AVV. SANTAMBROGIO - ...perché ha introdotto...
PRESIDENTE – Sì, sì, l’ho colta Avvocato, l’ho colta. Non ha
parlato dell’omicidio Cannistraro. Ha parlato di un
fatto
di sangue, di Sabbatino che avrebbe ucciso su incarico
Domenico Preiti un cognato di Ascone, vero?
IMP. PESCE – Sì. Però posso, Presidente?
PRESIDENTE – Sì, prego.
IMP. PESCE – Mi sfuggiva, però l’avevo già detto questo.
PRESIDENTE – Quando l’aveva detto?
IMP. PESCE – Nei verbali.
PRESIDENTE – Ah, nei verbali.
45
di
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
PRESIDENTE – Okay, quindi le sfuggiva prima...
IMP. PESCE – Adesso mi sfuggiva, però...
PRESIDENTE –
...adesso
che è stato
fatto
questo nome
quindi
lei ricorda?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, è Cannistraro Domenico.
PRESIDENTE – Ed era quel cognato di cui non ricordava prima...
IMP. PESCE – Sì, sì, era il marito della sorella Sonia.
PRESIDENTE – È il marito della sorella di?
IMP. PESCE – Sonia Ascone, la sorella di Vincenzo Ascone.
PRESIDENTE – Di Vincenzo Ascone?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Va bene. Bene, Pubblico Ministero prego.
P.M.
DOTT.SSA
risiedeva
PANTANO
–
Sì,
nell’introduzione
la
del
mia
suggestiva
nominativo e le
scusa per questo. Signora, ascolti,
si
trovava quando
avvenne
il
lei
si
tentato
infatti
chiedo
ricorda dove
omicidio
e
l’omicidio che interessò membri della famiglia Ascone?
IMP. PESCE – Sì, mi trovavo a casa di mia madre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi a Rosarno?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, lei
questi fatti all’interno
aveva sentito parlare di
della sua famiglia e da chi in
particolare?
IMP. PESCE – Di quel fatto di quel giorno mi sta chiedendo?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. Sì, sì.
IMP.
PESCE
–
Sì,
quel
giorno
quando stavo
là
ho
sentito
parlare che era successa questa cosa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo
46
fratello dove si trovava? In quel
periodo dove risiedeva?
IMP. PESCE – A casa con mia
nonna.
mia
madre, che però era la casa di mia
Non era la casa in via Donizetti, era la casa di
nonna
Macrì
Marina che praticamente
è
ubicata di
fronte alla casa della via Donizetti.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi viveva lì Pesce Francesco?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ascolti, ha mai sentito
parlare di
questi fatti suo fratello Francesco Pesce?
IMP. PESCE – Ricordo quel giorno in particolare
madre eravamo su perché la casa di mia
due piani. Praticamente c’ha un
che io e mia
nonna è ubicata in
pianoterra
garage e un
piano su, che sarebbe poi dove abitiamo. Ricordo solo che
mio
fratello
era
giù
e
venne
notizia, dice: “È successo un
su
e
ci
diede
questa
attentato. – dice – Hanno
ucciso un ragazzo”, però non sapevamo chi. Poi nell’arco
della giornata si è saputo insomma...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E se lo ricorda il nome della persona
uccisa?
IMP. PESCE – Uno degli Ascone, però non so come si chiama.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non si ricorda il nome?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, suo marito in quel periodo era
libero o detenuto?
IMP. PESCE – Era libero.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Era libero.
Suo
marito
conosceva
Domenico Sabbatino?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ha mai
47
sentito
colloqui, diciamo, da
parte di suo marito in relazione a queste vicende, quindi
parlo dell’omicidio Sabbatino e poi di
venuto
fuori,
tutto ciò che è
quindi di questi fatti
di
cui
abbiamo
parlato poc’anzi?
IMP. PESCE – Di quello che è susseguito alla sua morte dice?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì.
IMP.
PESCE –
quelli
No,
di
prima sì,
particolari
cioè dell’omicidio
delle modalità di chi è stato
le
ho apprese
da
quell’omicidio no.
di
e tutto
lui queste cose,
di
Di
Sabbatino,
questo sì, perché
però di
quello
che è
successo dopo no.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, lei
poi ha parlato, diciamo,
di una pace che sarebbe sostanzialmente intervenuta,
dico
bene? Ho capito bene?
IMP. PESCE – Sì. Doveva... cioè doveva essere così, ma poi non è
stato perché c’è stato l’omicidio.
PANTANO –
P.M. DOTT.SSA
sarebbe...
E quindi
innanzitutto
se
quando
c’è
sarebbe...
stata
e
quando
quando si
collocherebbe questa pace di cui lei... io utilizzo il
termine che ha utilizzato lei.
AVV. SANTAMBROGIO –
Presidente, già risposto.
Ha detto prima
degli attentati.
PRESIDENTE –
Ecco, ha già risposto,
domanda dall’altro
sì. Era stata
Pubblico Ministero,
se
fatta
era
una
prima o
dopo e ha detto prima.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ha sentito parlare all’interno
della
sua
famiglia...
quindi
circostanza e se sì da chi?
48
come
apprende
questa
IMP. PESCE – Non ho capito la domanda. Scusi, mi può ripetere?
PRESIDENTE –
Ripeta perché c’è stata
questa interruzione
e
quindi magari...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei come
fa
a sapere che c’è stata
questa pace?
IMP. PESCE – Perché si parlava proprio di questo fatto
venisse... insomma
si
parlava addirittura
perché se
che se
doveva scatenare una guerra,
di
stare
succedeva qualcosa
attente
anche le
si
donne,
potevano anche toccare
le
donne...
PRESIDENTE – Ma questo, scusi, l’omicidio di Sabbatino?
IMP. PESCE – Sì, questo subito dopo, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E chi è che la... cioè voglio dire...
IMP. PESCE – Sempre appreso da mio marito. Io questi discorsi
li facevo a casa con mio marito.
P.M. DOTT.SSA PANTANO
–
Ho capito. Sa come si
addiviene a
questa pace? Qual è stato... insomma, voglio dire,
chi è
stato l’artefice di questa pace?
IMP. PESCE – Sì, mio
zio Giuseppe Pesce e... insomma io so lui
perché il grande in quel momento che era fuori,
perché
gli altri non ci stavano.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E come
fa a riferire, appunto, questa
circostanza? Cioè come fa a dire che...
IMP. PESCE – Perché loro prendevano riferimento
sempre: “Zio
Pino... Zio Pino ha detto che...”...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E loro chi è che...
IMP.
PESCE –
Mio
marito,
mio
fratello,
insomma quando
si
parlava...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay, quindi ne aveva sentito parlare,
49
voglio dire?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da suo marito e da suo fratello?
IMP. PESCE – Sì.
-
LA COLLABORAZIONE DI ROSA FERRARO
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Va bene. Ascolti, un altro argomento.
Parliamo un attimo di Ferraro Rosa. Chi è Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – È una cugina di mia madre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ci spiega com’è che sono parenti?
IMP. PESCE – Sì, sono figlie
di sue sorelle e figlie
di due
fratelli, primi cugini.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, che legame di parentela c’è tra
la signora Ferraro Rosa e Ferraro Giuseppe?
IMP. PESCE – Figli
di due fratelli e figlie
di due sorelle,
primi cugini.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Primi cugini.
Tra Ferraro
Rosa e
Ferraro Mario?
IMP. PESCE – Zio e nipote, figlia del fratello.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, il papà della signora Ferraro
come si chiama?
IMP. PESCE – Ferraro Giuseppe.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Lei sa se
la signora Ferraro Rosa
fosse sposata?
IMP. PESCE – Attualmente era separata, divorziata... non so se
era proprio divorziata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Con chi era sposata?
IMP. PESCE – Con Do Giuseppe.
50
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dove viveva?
IMP. PESCE – A Genova.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Hanno figli? Hanno avuto figli?
IMP. PESCE – Sì, tre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Diciamo il nucleo familiare... quindi
una volta sposata ha sempre vissuto
a Genova la signora
Ferraro?
IMP. PESCE – Sì, col marito sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, sa se ancora oggi, diciamo, la
signora mantiene un rapporto affettivo col marito?
IMP. PESCE – Non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè voglio dire...
IMP. PESCE – L’aveva già interrotto quando stava giù con noi.
Poi se l’ha ripreso non lo so adesso, però fino a che io
sono stata fuori no.
PRESIDENTE –
Quindi quando ha detto
che è stata
sempre a
Genova, fino a quando non è venuta giù vuole dire?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Perché adesso ha introdotto...
IMP. PESCE – Però anche se stava a Genova era già separata.
PRESIDENTE – Ah, okay.
IMP. PESCE – Poi venne giù ed era ancora attualmente separata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti signora, lei e i componenti
della
sua
famiglia
diciamo di
origine
frequentavate
Genova, andavate a trovare la signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Io ricordo
mio padre e con mia
che siamo andati
solo una volta
madre. Io ero bambina però,
avere dieci anni, così. Eravamo andati
51
con
potevo
per una vacanza,
una gita su, insomma eravamo andati a Gardaland e siamo
andati a trovare loro a casa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito. Senta, quando Ferraro
lascia Genova? Perché
lei
ha detto che a un
viene a vivere a Rosarno. Se se lo ricorda,
certo
Rosa
punto
se lo riesce
a collocare nel tempo.
IMP. PESCE – Sì, forse 2001 così... 2001/2002.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma sa le ragioni per cui, diciamo, si
trasferisce da Genova a Rosarno?
IMP. PESCE – Perché non... mi sembra che non
aveva più un buon
rapporto con la figlia e poi gli era morto un figlio anni
prima e insomma era...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Per cosa era morto il figlio?
IMP. PESCE – Per overdose.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi era tossicodipendente?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, invece i rapporti col marito?
Lei ha detto che erano già separati.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa le ragioni di questa separazione?
IMP.
PESCE
–
Per
tradimenti.
Lui la
tradiva
e
lei
non
sopportava queste cose.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi la signora negli anni 2001/2002
ha detto che si trasferisce a Rosarno?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E dove va a vivere la signora Ferraro
Rosa?
IMP. PESCE –
padre.
52
Nella
casa paterna
di...
sua,
insomma di
suo
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Quindi ancora era
in vita il padre
della signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Ascolti,
la
signora
Ferraro
ha
fratelli?
PRESIDENTE – Cosa? A quella constatazione ancora era in vita,
perché mi sembrava che lei stesse dicendo...
IMP. PESCE – No, era nel senso era perché non
lo è più. Era
una...
PRESIDENTE – Era?
IMP. PESCE – Siccome ha detto era...
PRESIDENTE – Sì.
IMP. PESCE – ...e ho avuto un attimo, perché cioè...
PRESIDENTE – Ah, non sa se oggi è vivo, questo vuole dire?
IMP. PESCE – Uhm!
PRESIDENTE – Ah, ho
capito. Quindi
quell’era,
quell’imperfetto,
cioè l’ha...
IMP. PESCE – Mi ha un po’...
PRESIDENTE –
...l’ha colpa
di sorpresa
perché pensa che può
essere morto nel frattempo? Questo...
e quindi lei non
lo
sa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – No, no, no, le assicuro è stato un...
PRESIDENTE – Forse è vivo ancora.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non ne sono a conoscenza...
PRESIDENTE – Gli auguriamo lunga vita comunque, va beh.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi va a vivere col padre?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO –
fratelli o sorelle?
53
Ascolti,
la
signora Ferraro aveva
IMP. PESCE – Sì, aveva una sorella e un fratello.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi faccia capire, quando la
Ferraro va a vivere a Rosarno chi trova insomma
signora
dei parenti?
IMP. PESCE – Il padre, il fratello e la sorella che all’epoca
ancora era viva.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché dopo... dopo quanto tempo muore e
per che cosa?
IMP. PESCE – Muore se non
sbaglio nel 2004/2005, due anni dopo
insomma che lei era lì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E come
si chiamava la sorella della
signora Ferraro?
IMP. PESCE – Ferraro Caterina.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa per quale motivo è... se era malata
insomma?
IMP. PESCE –
Sì,
era malata. Faceva la dialisi,
mi
sembra.
Aveva l’anemia mediterranea, non so... Sì, aveva problemi
di salute comunque.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, ma aveva un proprio
nucleo
familiare questa signora o viveva a casa col padre?
IMP. PESCE – No, no, vivevano tutti sotto lo stesso tetto.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO –
Anche
il
fratello a cui ha
fatto
riferimento prima?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E come si chiama?
IMP. PESCE – Ferraro Marco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, lei sa che Ferraro Marco ha dei
problemi di salute?
IMP. PESCE – Sì.
54
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Di che tipo?
IMP. PESCE
–
So
che
non
sente
bene e
che
ha problemi a
parlare. È sordomuto, una cosa del genere.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ha problemi, diciamo, di udito,
ma anche problemi diciamo che attengono alle
sue facoltà
mentali? Cioè lei con il signor Ferraro ha mai
fatto dei
discorsi, insomma è un soggetto capace?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Comprende, questo voglio dire?
IMP. PESCE – Sì, non... non... cioè se gli spieghi una cosa la
capisce, sì, come no.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, la signora Ferraro quanto tempo
si trattiene a Rosarno? Lei dice che arriva
nel 2001 fino
a quando vive a Rosarno?
IMP. PESCE – Io nel tempo sono un
po’ disorientata.
Fino al
2005/2006.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi 2005/2006?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ha sempre vissuto in casa col padre?
IMP. PESCE – No. C’è stato un periodo che ha vissuto con noi.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quando dice con noi...
IMP. PESCE – Con mia madre e mia nonna insomma quando...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua nonna Macrì Marina?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dove vivevano?
IMP. PESCE – Nella casa di mia nonna Macrì Marina.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. A quel punto, quando la
Ferraro Rosa
55
va a vivere
signora
da sua nonna sostanzialmente,
in
casa di sua nonna, da chi era composto il nucleo? Insomma
chi erano i soggetti conviventi con lei?
IMP. PESCE –
periodo
mio
Mia
madre, mio
ha
dormito nella
padre
aveva la
padre,
che però
per
un certo
casa in via Donizetti, perché
sorveglianza, quindi
lui aveva
la
residenza nell’altra casa, quindi il giorno stava con noi,
con loro, insomma mangiava
lì e tutto,
però poi la sera
lui rientrava nell’altra casa.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO
diciamo di
–
Ma a che distanza
sua nonna e
la
casa
stanno
le
case
diciamo utilizzata
di
fatto poi per dormire da suo padre?
IMP. PESCE – Mah, un cento metri.
PRESIDENTE – Poco fa mi pare ha detto che sono di fronte?
IMP. PESCE – Sì, sì,
ci sta solo... beh, li divide una specie
di strada, però poi sono una di fronte all’altra.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ascolti,
invece di voi figli c’era
qualcuno che viveva all’epoca in quella casa, nella casa
di sua nonna?
IMP. PESCE – Di noi figli?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì. Voi siete quattro figli, giusto?
IMP. PESCE
ricordo
–
Sì,
tanto
sposate mia
sì.
Di
quel
periodo non
ho...
cioè
bene perché era il periodo che si
sorella, mio
fratello,
non
erano
poi si erano separati,
erano tornati in casa, quindi... Ricordo che mia
sì, mi sembra di sì.
PRESIDENTE – Sua sorella quale?
IMP. PESCE – Pesce Marina.
PRESIDENTE – Perché lei ha un’altra sorella, no?
56
sorella
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – La piccolina.
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – E l’altra sorella...
IMP. PESCE – Stava lì, sì. Lei abitava con mia madre.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Lei
invece
no?
Lei
era
già
coniugata...
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...e viveva in un’altra casa?
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
fossero...
PANTANO –
perché lei
Ascolti,
lei
sa
che rapporti
ci
ha detto
che Ferraro Rosa è andata
a vivere a casa di sua nonna, che rapporti
c’erano tra
Ferraro
nonna,
Rosa e
il nucleo familiare di
sua
suo
padre, sua madre...
IMP. PESCE – Buoni, buoni.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mah, era... perché era andata a vivere
lì? Era ospite?
IMP. PESCE – Allora all’inizio
perché... diciamo che lei e la
sorella e poi dopo che è morta la sorella passavano tutto
il tempo là
madre non
con noi a casa di mia
ha sorelle
madre, insomma. Mia
e quando a Ferraro
Rosa è venuta a
mancare la sorella insomma tra di loro c’è stato questo
legale e poi lei veniva... la andavamo a prendere tutti i
giorni
e la portavamo là.
Poi è successa la malattia di
mia
nonna che l’ha resa disabile, è rimasta a letto e poi
lei
subentrò come aiuto
a mia
madre, che però già
aveva una figlia disabile e quindi non
sostenere tutte
57
e due,
lei
ce la faceva a
a badare a tutte e due e lei,
anche pure per una questione
economica perché mia
madre
la pagava, aiutava mia madre con la nonna, ad accudire la
nonna.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E quando... siccome ha detto poi, poi,
riusciamo
diciamo
a
collocarlo
Ferraro
concretamente
Rosa
di
sua
nel
va
tempo?
a
nonna?
Quando,
appunto,
vivere
e
si
occupa
Va
vivere
presso
a
l’abitazione di sua nonna? Se lo riesce a dare un anno di
riferimento.
IMP. PESCE – 2004, se non sbaglio.
P.M.
PANTANO – Ascolti, quindi
DOTT.SSA
prima
che
era
un
rapporto
abbiamo
precisato
proprio
lavorativo
sostanzialmente, perché lei ha detto che veniva pagata.
IMP. PESCE – All’inizio era affettivo
e poi è diventato, sì,
retribuito.
PRESIDENTE –
All’inizio,
prima che andasse a vivere in casa
della nonna?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE
–
All’inizio
quando veniva
durante
il giorno
a
passare un po’ di tempo con la cugina insomma?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Poi dal
momento che dormiva là e che...
veniva
pagata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Veniva pagata.
Sa quanto veniva pagata
la signora Ferraro?
IMP. PESCE – 300 euro, se non sbaglio.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, quando lei dice viveva... io
adesso non
so
come
è fatta
composta? Voglio dire,
58
casa
di
sua
nonna, com’è
è a più piani? Insomma dove viveva
la signora Ferraro? Aveva una stanza?
IMP. PESCE – Diciamo che il piano dove si abita è uno. L’altro
giù è garage. Sì, aveva una stanza...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma mangiava con il nucleo familiare?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè era una persona...
insomma me la
definisca lei voglio dire. Frequentava...
IMP. PESCE – Era una di famiglia.
Era una persona come
noi,
cioè nel senso che la trattavamo come una di famiglia.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Okay. Senta,
suo
padre
all’epoca
svolgeva attività lavorativa?
IMP. PESCE – Sì, avevamo il supermercato.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ci dice dove?
IMP. PESCE – In via Maria Zita.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Era un supermercato intestato a suo
padre?
IMP. PESCE – Il supermercato no.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma ci lavorava suo papà dentro?
IMP. PESCE – Lo gestiva.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Qualcuno di voi,
dei figli, lavorava
nel supermercato?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi?
IMP. PESCE – Io e mia sorella Marina.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua mamma?
IMP. PESCE –
Mia
madre no
sorella Maria Rosaria.
(…)
59
perché accudiva mia
nonna e mia
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Ferraro
Rosa era
Signora, lei
una
persona
prima ha detto
di
fiducia
che
della
sua
famiglia. Mangiava con voi la signora Ferraro?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo padre rientrava a casa per pranzo?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
voglio dire,
si
C’erano degli
parlava di
argomenti di cui non
tutto
argomenti...
cioè,
c’erano
degli
o
si parlava in presenza della signora
Ferraro?
IMP. PESCE – Nelle volte che io mi sono trovata, perché io non è
che
mangiavo tutti i giorni
a casa da mia
madre, si
parlava tranquillamente.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
supermercato,
suo
–
padre
Senta,
lo
invece
gestiva
da
tornando
solo
o
al
c’era
qualcun altro che lo gestiva con lui?
IMP. PESCE – No, da solo.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO – Da solo. Qual era la situazione conomica
di suo padre in
quel
momento?
Aveva
disponibilità
economiche?
IMP. PESCE – No.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Chi,
diciamo,
si
occupava della
fornitura della merce nel supermercato?
IMP. PESCE – I rappresentanti, cioè le aziende...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, ma immagino che dovessero
pagati?
IMP. PESCE – Sì, dovevano essere pagati.
60
essere
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, lei sa con quali
modalità suo
padre pagasse i fornitori?
IMP. PESCE – Con gli assegni.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ma suo padre era titolare di conti
correnti, insomma aveva possibile di emettere assegni in
quel periodo?
IMP. PESCE –Non lui in prima persona, però aveva dei carnet, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Aveva? Chiedo scusa.
IMP. PESCE – Dei carnet.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Aveva dei carnet?
IMP. PESCE – Dei blocchetti di assegni.
P.M.
DOTT.SSA
–
PANTANO
disponibilità...
Senta,
Ferraro
Rosa
aveva
cioè era intestataria di conti correnti?
Aveva disponibilità di assegni in quel periodo?
IMP. PESCE – Sì, ricordo che aveva aperto un conto corrente
e
aveva dato a mio padre la disponibilità.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Aveva aperto
autonomamente o gli era
stato consigliato?
IMP. PESCE – Gli era stato chiesto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da chi?
IMP. PESCE – Da mio padre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi suo padre chiede a Ferraro Rosa
di aprire un conto corrente. Sa dove?
IMP. PESCE – Sì, una banca che ci sta lì a Rosarno sul corso,
la Banca Carime.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
conto
corrente?
Sa,
Cioè
l’apertura del conto?
61
diciamo, come
chi
si
fu aperto questo
presentò
in
banca per
IMP. PESCE – No, io queste cose non le so perché non ho... non
sono stata
lì
al momento insomma che
è
stato
aperto
questo conto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E mi spiega che cosa vuol dire che suo
padre aveva la disponibilità
ha detto che
gli ha dato
di questo conto? Perché lei
la possibilità...
Ferraro
ha dato la possibilità a mio
delega?
Voglio capire
emetteva assegni
su
come
quel
la signora
padre.
funzionava.Cioè
conto corrente
C’era una
suo padre
della
signora
Ferraro?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma...
IMP.
PESCE
– Praticamente
supermercato
praticamente
avevamo avuto un
prima
lavorava
sorella, praticamente
mia
allora
mio
padre...
prima del
negozio di abbigliamento e
con
gli
assegni di
mia
con il carnet di assegni a nome di
sorella. Poi in un secondo momento è stata protestata
e siccome poi,
blocchetti
riempire
aprendo il supermercato, servivano questi
di assegni per poter pagare la merce e poter
il
supermercato
chiese
a
Ferraro
Rosa,
che
abitava
in quel periodo sotto lo stesso tetto insomma là
con mia
madre, di... a titolo
di favore insomma, che gli
avrebbe
anche
a
dato
avrebbe incassato
che dovevano
qualcosa
livello
lavorativo
se
qualcosa dal supermercato, dall’azienda
aprire,
non
lo
so,
dalle... non
so
che
cos’erano, vendite al dettaglio... non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi c’era un accorto in tal
con la signora Ferraro tra suo padre e questa...
IMP. PESCE – Sì, fra di loro... sì, sì.
62
senso
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, chi in quel periodo, oltre
sorella
e
suo
padre,
all’interno
poteva emettere assegni? Cioè,
della
sua
famiglia non
voglio dire, per
esempio
suo fratello... qual era la condizione di suo fratello
in
quel momento?
IMP. PESCE – Era protestato.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei?
IMP. PESCE – Protestata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei, lei dico signora...
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Lei era
protestata
e
la
signora
Ferraro? Sua madre, Ferraro Angela?
IMP. PESCE – Protestata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi era tutto
il nucleo familiare
protestato?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
importo
suo
padre
Senta, sa quanti assegni e di che
dispose
sul
conto
corrente
della
signora Ferraro?
IMP. PESCE – No, la quantità no.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa?
IMP. PESCE – Non lo so.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO –
Senta, la
signora Ferraro
durante
tutta la sua permanenza a Rosarno continuò a vivere sotto
lo stesso tetto con la sua famiglia?
IMP. PESCE – Fino a che non successe la lite, sì.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
riferimento?
63
A
quale
lite
stiamo
facendo
IMP. PESCE –
Diciamo che dopo questi
dato a mio
assegni
padre, questi blocchetti,
che lei aveva
alcuni assegni erano
tornati indietro protestati. Nel momento in cui lei ne
ebbe... le
lettere
che riceveva
insomma
da...
non
mi
ricordo adesso da chi... ricevette queste lettere, adesso
non
ricordo
chi
Civile... non
è
lo
che
manda...
so adesso da dove
lettere... poi lei un giorno
lettere da mio
venne
padre dicendogli:
hai protestati!”
insomma
“Mi
il
Giudice
arrivavano
queste
con una di
queste
hai protestata! Mi
da lì hanno litigato
e lei poi se ne
andò da casa.
PRESIDENTE – “Venne da mio
padre”,
dove venne da suo padre?
Dice: “Poi lei venne da mio padre: ‘Mi hai protestata! Mi
hai protestata!’”.
IMP. PESCE – Al negozio, al supermercato.
PRESIDENTE – Al supermercato?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Prima di parlare
signora Pesce, volevo sapere se di
ossia dell’apertura
del
conto
di questo episodio,
questa circostanza,
corrente da parte
della
signora Ferraro Rosa, fosse a conoscenza anche sua madre?
IMP. PESCE– Sì, era a
conoscenza e su questo...
a questo
riguardo mia madre l’aveva messa in guardia, proprio per
il discorso dei protesti
che c’erano stati già nei nostri
confronti e le aveva sconsigliato di fare questa cosa, di
prestarsi a dare questi blocchetti a mio padre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, dopo quanto tempo, se ce lo sa
dire,
si
all’apertura
64
registrò
del
questa
conto
famosa
corrente
e
lite
rispetto
all’operatività
concreta su di esso fatta da sua padre?
IMP. PESCE – Dall’apertura a quanto tempo...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè quanto è durato questo rapporto
per cui suo padre di fatto
dispone del conto corrente
della signora Ferraro?
IMP. PESCE – Mah, saranno stati pochi mesi.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
avvenuto. Quindi lei
lettere
Poi se ci
racconta che
ha detto
che
cosa
ha ricevuto
la signora Ferraro Rosa. Ecco, se mi
è
delle
può
dire
qual è stato lo sviluppo, insomma, di questa storia.
IMP. PESCE – Ripeto, lei ricevette questa lettera
con dei margini di tempo che doveva coprire
queste spese
una dietro l’altra
e poi però da lì ne arrivavano
veniva da mio
di protesto
padre dicendogli che lui
le
e lei
deve pagare,
che lui... Mio padre gli diceva: “Sì, sì, va bene, adesso
le paghiamo, stai tranquilla”, però poi se ne andava e ne
arrivavano
altre... insomma lei
si
è scaldata e poi la
cosa è degenerata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma lei
di queste liti ne ha sentito
parlare o ha assistito?
IMP. PESCE – Ne ho
normale, stavo
sentito parlare
perché poi... va beh, è
a casa da madre e si parlava: “Rosa
ha
litigato con papà. Hai visto...”, insomma erano poi degli
scambi di
quello
che
succedeva in
quel
momento. Poi
successivamente la lite praticamente aveva fatto anche... cioè
praticamente
prendersela
anche
la
con
Ferraro
mia
Rosa aveva
madre,
cominciato
insomma un
po’
a
con
noi...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Andiamo un
65
attimo con ordine. Fino al
momento in cui,
diciamo, il rapporto si incrina con suo
padre
qualcosa
è
mutato
nel
rapporto
Rosa –
Ferraro
Ferraro Angela?
IMP. PESCE – Mi scusi, non ho capito.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè voglio dire...
INTERVENTO –
Stava
rispondendo
credo
il
Tribunale,
perché
stava parlando di questa incrinatura dei rapporti.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Signora Pesce, lei
ha detto
di aver
appreso di questa lite.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa dove è avvenuta la lita,
cioè
in quale luogo?
IMP. PESCE – Al supermercato.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Quando
viene
rispetto alla lite da parte della
presa
la
decisione
signora Ferraro Rosa di
allontanarsi dall’abitazione dove viveva?
IMP. PESCE – Quando hanno già litigato già lei era...
si era
già allontanata.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah, era già andata via?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E quindi in conseguenza di che cosa va
via la signora Ferraro Rosa? Cioè voglio capire se se ne
va nel momento in cui riceve i protesti?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì?
IMP. PESCE – Sì, sì, nel
momento in
cui
già
era
consapevole
che c’era già stato il protesto.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Senta,
quando va
via
di
casa la
signora Ferraro Angela... quali erano i rapporti tra la
66
signora Ferraro Angela e Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – All’inizio
ragione
a
lei
erano buoni perché tipo mia
perché...
cioè in
un
certo
madre dava
senso dava
ragione perché se n’era andata perché c’era stata
questa
questione, però ogni tanto la riprendeva dicendo: “Io te
l’avevo
detto.
Io
te
l’avevo
detto”
e
allora
poi
insomma...
PRESIDENTE – Te l’avevo detto in che senso?
IMP. PESCE – Perché mia madre l’aveva avvisata di non...
PRESIDENTE – Di non dare il consenso per l’apertura del conto,
questo?
IMP. PESCE – Sì, perché diceva: “Ti protesta. Ti protesta. Non
lo fare perché ti protesta” e mia madre diceva: “Se tu mi
avesse sentita questo oggi non sarebbe successo”.
PRESIDENTE – Ho capito, bene.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, invece i termini della lite al
supermercato lei li conosce?
IMP. PESCE – Sì. Sì, perché praticamente subito dopo che hanno
litigato mio padre venne a casa e cominciò a gridare
mia
madre, a dirgli: “Tua cugina...
permette. È venuta
lì davanti al
tua cugina come
con lei,
si
supermercato, con la
gente che passava di là a gridare, a dire che mi
comportato
con
sono
che... ha usato parole grosse: ‘Sei
un poco di buono. Hai fatto questo...’”...
PRESIDENTE – Ma andava... litigava...
IMP. PESCE – Fuori.
PRESIDENTE - ...quindi “Ti sei comportato con me...” perché?
IMP. PESCE – Con me... sì, dammi i soldi...
PRESIDENTE – Il discorso sempre degli assegni?
67
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, per quello.
PRESIDENTE – Sempre per...
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Ah, quindi la lite questa è?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – La lite quando va a...
IMP. PESCE –
diceva
Sì, “Mi hai protestata.
queste
cose
qua:
Ti rovino...”, insomma
“Ridammi
i
soldi.
Mi
devi
togliere questi protesti”.
PRESIDENTE –
Scusi,
ma lei
ha detto
questa lite al supermercato Ferraro
che quando c’è stata
Rosa non
abitava più
con il nucleo?
IMP. PESCE – No, no, no, infatti è partita
da casa sua, del
padre, a piedi ed è arrivata fino al supermercato.
PRESIDENTE – Quindi ha lasciato casa della nonna diciamo...
IMP. PESCE – Sì, l’aveva lasciata perché già...
PRESIDENTE – Quando arrivavano queste lettere e lei è venuta a
conoscenza di questi protesti, è così?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Quindi già...
IMP. PESCE – È probabile che...
perché poi io... cioè non
è
che poi so le cose...
PRESIDENTE – Non era a casa, ho capito.
IMP. PESCE –
Può
darsi
già che avevano litigato anche per
qualche altra cosa, però il motivo era sempre quello.
PRESIDENTE – Era quello e lei se n’era andata?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE
–
Dopodiché
un
giorno è partita,
supermercato, l’ha affrontato...
68
è
andata al
IMP. PESCE – Un giorno che gli arrivò questa lettera...
PRESIDENTE - ...ma sempre per questo discorso degli assegni?
IMP. PESCE – Sì, sì, sempre per il protesto, sì.
PRESIDENTE – Va bene, okay.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Senta,
chi
è
che
ha
utilizzato
quell’espressione che lei ha detto: “Ti rovino”?
IMP. PESCE – Lei gli diceva che... cioè praticamente il suo
carattere era un po’ impulsivo. Lei quando partiva con le
parole era
abbastanza pesante.
Era
proprio di
indole,
insomma, così. Allora iniziarono a volare parole sia da
parte
di
mio
minacciati
padre
a
che da parte
vicenda,
sono
sua. Insomma
arrivati
a
parole
si sono
grosse
entrambi.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
E cosa
voleva
praticamente
da suo
padre la signora Ferraro?
IMP. PESCE – Lei voleva che fossero
fatti i pagamenti e che
gli fosse tolto il protesto. Mio padre nel momento in cui
l’ha vista che lei lo ha affrontato cominciò a dirgli:
“No, non
te li
pago.
Non
te
li pago. Non ho
soldi,
vattene da qua. Vattene da qua”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – Insomma così.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito.
PRESIDENTE
–
questo l’ha
E quindi lei
raccontato
suo
padre
tornando
saputo perché l’ha
quel
giorno
dal
supermercato, è così?
IMP. PESCE – ...mio
Sì,
venne arrabbiato
dicendogli:
69
padre dopo subito a casa... Sì, sì, sì.
tipo
“Tua cugina, come
a
parlare
con mia
madre
si è permessa? È venuto là
e ha cominciato a gridare davanti”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, ascolti, ma lei ha capito chi
metteva la firma su questi assegni?
IMP. PESCE – Ferraro Rosa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi non
c’era
una delega fatta
a
suo padre?
IMP. PESCE – No, no, no, li firmava lei.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Li firmava lei?
IMP. PESCE –
Quando arrivano questi carnet lei
li firmava e
poi glieli dava.
PANTANO –
P.M. DOTT.SSA
Lei
ha detto
che Ferraro
Rosa si
allontana da casa nel momento in cui riceve i protesti,
poi
c’è
la
lite
a
distanza
di
tempo, ma
in
questo
frangente la signora Ferraro Rosa continua a frequentare
la
casa
dove vive
sua
madre e
dove viveva
suo
padre
all’epoca?
IMP. PESCE – No, no.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E la signora Ferraro Angela continuava
ad avere rapporto con la signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Prima della
lita
fra di loro sì,
perché noi la
andavamo a trovare là, però poi dopo che hanno litigato,
dopo che lei cominciava a non
ragionare no, non
ci siamo
più andati.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
–
Sì.
Poi
c’è
stata
un’evoluzione
diciamo nei rapporti ulteriormente all’interno
famiglia
con
la
signora
Ferraro
Rosa?
È
della sua
successo
qualcos’altro?
IMP. PESCE – Sì, praticamente poi...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè finisce
70
qui la questione del
protesto,
degli
assegni che
non
venivano pagati
o
è
successa qualche altra cosa dopo questa lite?
IMP. PESCE –
Ricordo che... sempre da quello
andavo sapevo, perché – ripeto –
non
che io
quando
abitavo là
quindi
non sapevo quello che succedeva tutto
quando andavo, nel pomeriggio mi
il giorno. Quindi
recavo da mia
madre...
il pomeriggio o la sera o la mattina solo per una visita
e poi me
ne
andavo
insomma...
quello
sapere è che a questa lite insomma
che riuscivo
a
poi avevano preso
parte la famiglia di mia madre, i Ferraro, per cercare di
calmarla,
perché
lei
non
si
reggeva,
perché
lei
pretendeva questi soldi, perché...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi ha continuato a chiedere questi
soldi a suo padre dopo la famosa lite?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì, ha continuato.
andata
dagli
chiedergli
si
a
spiegargli
la
situazione,
per
chi aveva ragione e il padre Ferraro Giuseppe
recava lui
protesti,
zii
In alcuni casi è
da mio
perché
padre
non
la
dicendogli:
reggo più,
“Togli questi
perché non
si
tiene. Non so più come fare a trattenerla” insomma.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO
–
Ma è
mai
venuta
dopo
la
lite
la
signora Ferraro Rosa a casa vostra a chiedere i soldi?
IMP. PESCE – Sì, è capitato un
pomeriggio che stavo io a casa
di mia madre...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – È l’unica volta che lei è venuta.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – Quel pomeriggio stavo in casa con le bambine...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua madre non c’era?
71
IMP. PESCE –
No, era
uscita
con mia sorella, erano andate
dall’Avvocato.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dall’Avvocato per questo fatto o per
altre questioni giudiziarie?
IMP. PESCE – No, no, no, per altre questioni, altre cose. E
praticamente... niente, quel giorno stavo io a casa e lei
ha suonato,
è
venuta
telecamera, gli ho
a
piedi...
io
non
voleva entrare.
punto io sono scesa giù, perché ci
ha iniziato
vista
dalla
aperto tranquillamente e... niente, io
dicevo di entrare e lei
sono scesa alla
l’ho
A un
certo
stanno due porte
e
porta chiedendogli che è successo e lei
a raccontarmi tutto: “Tuo padre... tuo padre
mi ha fatto questo. Secondo te è giusto? ” e allora...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma cercava lei, signora, o cercava suo
padre?
IMP. PESCE – No, veramente cercava mia madre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sua madre?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Lei ha ricevuto minacce in
quella
circostanza, lei personalmente?
IMP. PESCE – Lei quel giorno ha usato parole forti. Io ero in
gravidanza
P.M. DOTT.SSA
diciamo,
ci può
e
aspettavo...non mi ricordo se (omissis) adesso...
PANTANO –
ha assistito
Visto
che è una cosa
a
cui
lei,
personalmente,è la protagonista,
dire esattamente che cos’è che vi siete
dette con
la signora Ferraro? Cosa voleva?
IMP. PESCE – Lei mi diceva che vuole ammazzare mia
vuole ammazzare mio
padre, che gliela
madre, che
deve far
pagare,
che lei l’avrebbe aspettato lì e quando sarebbe sceso lì
72
lo avrebbe ammazzato,gli avrebbe tagliato
la
testa
e
insomma tutte queste cose un po’...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Erano minacce verbali
anche armi, visto
che ha detto
o lei
ha visto
che voleva tagliargli la
testa?
IMP.
PESCE
–
No,
io
quel
giorno
ho
cercato di
calmarla,
dicendogli di stare calma, di entrare, che gli avrei dato
d’acqua perché era molto agitata.
un bicchiere
visto
niente.
Ho
visto
borsa. Lei di solito
soltanto
le borse non
che lei
Io non
portava
ho
una
le portava. Poi mentre
stavamo lì a parlare sono arrivate le zie di Ferraro Rosa
e di mia madre insomma...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E chi sarebbero, signora?
IMP. PESCE
–
È
arrivata
Conte Maria, che è
la
moglie di
Ferraro Salvatore, sempre lo zio di Ferraro Rosa, e...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Zio perché fratello del padre?
IMP. PESCE –
Sì. E Pellizzeri Antonia, che è la
moglie di
Ferraro Francesco, che è sempre zio di Ferraro Rosa e di
mia
madre, e la figlia Ferraro
Maria Rosa, la figlia di
Pellizzeri Maria Antonia.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ascolti, questo Ferraro Francesco e
l’altro Ferraro che ha nominato qual è, chiedo scusa?
IMP. PESCE – Salvatore.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Salvatore. Hanno rapporti
di parentela
con Ferraro Mario?
IMP. PESCE – Sì, sono fratelli.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sono fratelli, quindi
di Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Sì.
73
sono tutti
zii
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma sono venute a... Io voglio capire:
la signora Ferraro,
dopo questa discussione iniziale
che
ha avuto con lei, è entrata in casa o no?
IMP. PESCE – No, non è voluta entrare a casa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi si è tutto svolto fuori?
IMP. PESCE – Sì, davanti la porta, al portone.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
E
quando
rispetto
a
questa
lite
giungono le zie?
IMP. PESCE – Dieci minuti dopo. Ma quale lite, scusi?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Scusi, a questa discussione.
PRESIDENTE – No, quando arrivano le zie con sua mamma lei era
già andata via, Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – No, no, era lì, era lì.
PRESIDENTE – Era lì fuori che ancora stava discutendo?
IMP. PESCE – Sì, che parlava con me.
PRESIDENTE – Ah, Okay.
IMP. PESCE – Sì, sì,
arrivate e...
che stava
parlando
con me. Loro sono
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma loro sapevano... cioè, voglio dire,
era un passaggio casuale o loro sapevano che la signora
Ferraro
Rosa era
a
casa sua,
cioè era lì
fuori insomma?
Sapevano che era venuta a trovarsi?
IMP. PESCE – Sì.
No, da quello che mi hanno raccontato
dopo
praticamente lei era passata prima da loro dicendogli che
stava venendo a casa per fare
fargliela
pagare
del male a mia
insomma, perché
loro
madre, per
abitano
diciamo
sulla strada che precede casa nostra, insomma casa di mia
nonna.
P.M. DOTT.SSA
74
PANTANO –
Sì.
Io non
ho
capito
una
cosa...
capisco il motivo di astio nei confronti di suo padre, ma
perché la
signora
Ferraro
Rosa ce
l’aveva
anche
sua
mamma?
IMP. PESCE – Ma perché poi in un secondo
ha preso... tipo come
momento Ferraro Rosa
se... poi è andata in confusione,
ce l’aveva con tutti, con tutti
me con tutti, con mia
noi. Cioè tranne che con
sorella Marina, con mia
mio padre, con tutti... con mio
madre, con
zio, cioè con tutti. Con
me no, però insomma...
PRESIDENTE – Con suo zio quale?
IMP. PESCE – Ferraro Giuseppe.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
E
quindi
giungono
le
sue
zie
la
signora Ferraro dove si trovava? La signora Ferraro Rosa.
IMP. PESCE – Davanti alla porta fuori là con me.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E cosa è avvenuto in quel momento lì?
IMP. PESCE – È avvenuto che...
PRESIDENTE – Signor Pubblico Ministero,
un attimo solo. Quindi
arrivano le zie con una cugina?
IMP. PESCE – Con una cugina.
PRESIDENTE – Ma non c’è sua mamma in questo contesto?
IMP. PESCE – No, mia madre era dall’Avvocato con mia sorella.
PRESIDENTE – Era dall’Avvocato,
mi
ero distratta
un
attimo.
Quindi sono solo le zie con una figlia di una di loro, va
bene?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Okay. E che succede? Prego Pubblico Ministero.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, cosa succede, signora?
IMP.
PESCE
–
trascinarla
75
Niente,
per
succede
il
che
braccio,
loro
cominciarono
dicendogli:
“Sali
a
in
macchina. Ti portiamo a casa”
macchina. Sali in
“No, no, no, no”. Poi,
continuava ad opporsi:
sono
riuscite
portato
a
farla
salire
in
insomma,
macchina e
via e questa cugina Maria Rosa è rimasta
È rimasta con me, mi ha fatto
e lei
l’hanno
con me.
entrare a casa e... io ero
un po’ agitata, anche dalle parole che lei aveva detto mi
po’ agitata.
ero un
“Tu
sei
Poi lei
pazza, ma tu sai
detto: “No, perché cosa
aveva un coltello
nel guardarmi mi
ha detto:
quello che hai rischiato?”,
ho rischiato?”, dice: “Nella
perché – dice – era
ho
borsa
venuto per fare del
male a tua madre”.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Però
lei
questo
coltello...
lei
personalmente non lo vede?
IMP. PESCE – No, no, no, io non l’ho visto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
di
là
di
rivolte
Okay. Ascolti,
questa visita
dalla signora
famiglia
per
episodio
che lei
ci
Ferraro
quanto lei
adesso
quindi diciamo che al
sono
state
minacce
Rosa a membri della
è a conoscenza?
ha
altre
raccontato
Oltre
sua
questo
che cercava di
recuperare i soldi ed è venuta a casa.
IMP.
PESCE
–
No,
altri
episodi
no,
rassegnata di questo sì, che lei
del male a mia madre e
quello
che
arrivava
però
non
si
era
aveva intenzione di far
insomma queste
poi...
che
perché gli
cose
qua...
da
zii
prendevano
parte, si erano messi insomma a sistemare questa cosa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, ma la cugina che le ha detto:
“Tu
visto
hai rischiato”,
il
Ferraro Rosa?
76
coltello
aveva visto...le ha detto
nella
disponibilità
se avesse
della
signora
IMP. PESCE – No, io non gliel’ho chiesto perché...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non gliel’ha
a questo fatto
chiesto. Senta, rispetto
poi, appunto, ci sono state delle altre
evoluzioni in relazione a questo storia
assegni? Suo padre ha restituito
del carnet degli
la somma alla signora
Ferraro Rosa?
IMP.
–
PESCE
No, perché
poi
mio
padre
subito
dopo venne
arrestato, se non ricordo male.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi per quanto ne è a conoscenza
non ci fu un pagamento?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa che la signora Ferraro Rosa ha
reso
delle
dichiarazioni
contro
i
membri
della
sua
famiglia?
IMP. PESCE – Se...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè le risulta che ci sia stata
una
collaborazione da parte della signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Lei sa
collocarlo
nel
tempo? Sa
quando...
IMP. PESCE – Mi ricordo
che dopo la lite che c’è stata, dopo
un periodo di tempo da una frase sempre che è stata detta
in
casa
fatto
da mia madre si sapeva che Ferraro
delle
dichiarazioni
alla
Rosa aveva
Finanza,
adesso
non
specificò
da chi era
ricordo...
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Sua
madre le
venuta a conoscenza di questa circostanza?
IMP. PESCE – Dai familiari suoi, dallo zio, insomma dagli zii.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da quale zio, da quali zii?
77
IMP. PESCE – Ferraro Mario, insomma da loro stessi.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da Ferraro Mario?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Senta, era la
prima volta che nella
parentela si registrasse un’attività di collaborazione
da
parte di qualcuno?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non c’erano state altre collaborazioni
in precedenza?
IMP. PESCE – In famiglia dei Ferraro e dei Pesce no.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
un’attività
voglio dire,
di...
–
Ma quando
diciamo
voi
apprendete che c’è
una collaborazione in
sua madre che la
corso,
rende partecipe di questa
cosa, sa anche il contenuto di queste dichiarazioni, cioè
sa cosa sta dicendo Ferraro Rosa alla Finanza?
IMP. PESCE – No, però facendo un discorso tra di noi cioè si
immaginava che
riguardava mio
avrebbe parlato
padre. Cioè mia
insomma per
che
madre ricordo disse: “Che
può dire? Quello che sa che può
discorso del protesto...
quello
essere...” insomma sul
cioè si pensava a questo.
Si
pensa, poi non lo so che...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma in quel periodo suo padre, se lei
lo
sa,
commetteva atti illeciti? Aveva
delle attività
delittuose? Compiva attività delittuose?
IMP. PESCE – In quel periodo il supermercato e...
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Lei lì perché dice che è un’attività
delittuosa quella del supermercato, perché è un lavoro?
IMP. PESCE
–
No, no,
nel
senso
che ricordo
supermercato, che era un’entrata...
78
che aveva il
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Che aveva il supermercato, però voglio
dire...
IMP. PESCE – Va beh, il traffico
di droga di cui insomma lui
era...
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Quindi in
quel
periodo
suo
padre
trafficava in droga?
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Ascolti,
suo
padre
ne
parlava in
famiglia di ciò che faceva? In famiglia intendo dire con
la signora Ferraro Angela, con voi figli?
IMP. PESCE – Con me no. Davanti a loro non
lo posso dire,
non
lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però, diciamo, la preoccupazione della
signora
signora
Ferraro
Ferraro
Angela...
preoccupazione,
Angela aveva detto: “Ha
insomma
la
più per dire del
protesto”, lei ricorda questo?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta,
qual è stata e se c’è stata
innanzitutto una relazione alle dichiarazioni rese dalla
signora Ferraro Rosa da parte dei familiari?
PRESIDENTE – Se c’è stata una reazione.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, se c’è stata, certo.
AVV. RYOLO – La reazione mi sembra... l’utilizzo
del termine
reazioni...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cioè è stato... okay.
AVV. RYOLO – Grazie Pubblico Ministero.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
dichiarazioni...
79
–
Ascolti,
dopo
che
cosa è
venite
a
successo
dopo
conoscenza
le
delle
dichiarazioni della signora Ferraro Rosa?
IMP.
–
PESCE
Mah, io
non
sono venuta
a
conoscenza
delle
dichiarazioni sue nel tempo che io ero fuori, quindi...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – No, però lei ha detto
prima che sua
madre glielo aveva riferito, no?
IMP. PESCE – No, aveva detto...
PRESIDENTE –
Quando la
famiglia
apprende che ha fatto delle
dichiarazioni alla Guardia di Finanza magari o a chiunque
altro
“Però non
e lei ha detto:
si sapeva... tanto che
mia madre dice: “Che cosa può dire?” ...
INTERVENTO –
Presidente,
ha
già
preciso,
ha
detto
che
pensavano che avesse riferito degli assegni.
PRESIDENTE
–
Sì,
riassumendo.
e sua
sì,
aspetti
Quando quindi
madre dice:
“Al
Avvocato, infatti
sto
si sa che comunque ha parlato
più
che
cosa
può
dire?
Degli
assegni” per dire. Ecco, cosa avvenne dopo che comunque
si seppe che lei
momento non
aveva reso delle dichiarazioni di cui al
si sapeva il contenuto, ma si immaginava che
potessero riguardare gli
ha
detto
poco
fa?
assegni, secondo quello che lei
Ecco,
qualcosa? Quali furono gli
cosa
avvenne
se
sviluppi rispetto
successe
a questa
situazione, ecco?
IMP. PESCE –
No, io
ricordo
solo
qualche frase
che veniva
detta, che dicevano che la Finanza neanche l’ha creduta e
che l’avevano rimandata a casa.
PRESIDENTE – Chi diceva questo?
IMP. PESCE – Mia madre.
PRESIDENTE – Sua madre lo diceva?
IMP. PESCE – Sì.
80
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, per il momento sappiamo che
sua madre sa che Ferraro
Pesce Salvatore,
suo
Rosa rende delle dichiarazioni.
padre,
sa
che
Ferraro
Rosa sta
rendendo delle dichiarazioni alle Forze dell’Ordine?
IMP. PESCE – Lo sapevano tutti, sì, che stava...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo fratello lo sapeva?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo fratello lo sapeva.
IMP. PESCE – Tutti
sapevamo
che
lo sapevamo, sì. Non sapevamo cosa,
era
andata dalla Finanza,
stata... insomma che
che...
però non
aveva
fatto
delle
potevamo conoscere
che
però
poi
era
dichiarazioni e
il contenuto in quel
periodo, cioè perché lei aveva dato quelle...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma avevate interrotto completamente i
rapporti con la signora Ferraro Rosa in quel momento?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
(…)
PRESIDENTE – Ma con gli altri membri della famiglia Ferraro, e
poi vediamo con chi,
continuano ad esserci
dei rapporti
tra la famiglia sua di origine e la famiglia Ferraro?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
E con chi,
signora, della
famiglia
Ferraro?
IMP. PESCE – Con tutti com’erano prima, cioè non...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi non
era cambiato assolutamente
nulla diciamo?
IMP. PESCE –
Mario
81
No, no,
nel
no.
Con
discorso...
Ferraro Mario, perché Ferraro
quando
c’è
stata
la
lite,
l’aggressione che lei
non
voleva fare a mia
madre, che poi
si
era
verificata, lui
veniva più
perché
poi
mia
preoccupata,
madre
era
spesso
a
casa
quindi
come
riferimento prendeva lui per chiedergli aiuto, per dirgli
di bloccarla e per dirgli
che lei aveva paura di questa
persona, di andare a casa e di
poi lei aveva fatto
dirgli di non venire. Perché
sapere che si... siccome è una strada
un po’ in campagna...
di...abbiamo la casa internata
non
in campagna, però è un
posto isolato, allora lei
diceva
che si sarebbe nascosta
dietro un muretto e quindi
meno
l’aspettasse
poi
mia
madre lei sarebbe uscita.
un po’ nella
cominciavamo a vivere
ci
cominciava
avere paura per lei, per noi.
spaventa
i
figli. Fa
Quindi da lì
paura perché
pensavamo che
ad
arrivasse
davanti e quindi mia
qualcosa
madre
Diceva: “Mi
miei confronti”
nei
se
e
avendo una figlia disabile può succedere di tutto. Quindi
ha
chiamato
aiuto,
mio zio
quindi mio
zio
Ferraro
Mario per
Ferraro
chiedergli
Mario veniva
spesso
in
quelle sere a casa nostra.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E sa se suo zio Ferraro Mario abbia
concretamente aiutato
Visto che lei
quindi
si
questa
questione
sua
mamma?
ha detto che sua mamma era preoccupata e
rivolge
“Intervieni
su
tu”,
al
signor
che tipo
di
Ferraro
Mario e
intervento
dice:
ha fatto
il
signor Ferraro Mario se lo sa?
IMP. PESCE – Allora, quando ci stava la Ferraro Rosa l’avevano
chiamata
tipo
gli
zii
tutti,
cioè
Ferraro
Francesco,
Ferraro Mario e Ferraro Salvatore per dirgli di finirla,
per dirgli che non doveva fare
82
queste cose. Nel momento
in cui lei ha iniziato a fare delle dichiarazioni lui,
come
gli altri,
cioè tipo
si
come
se hanno cominciato ad aver paura,
sono scaricati questa... non
volevano più
saperne di questa cosa. Dice: “No, no, va beh, noi non
vogliamo avere
a
che
fare
più
con
lei,
basta.
Stai
tranquilla, non ti farà niente. Non ti farà niente”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma c’era, voglio dire,
apprensione e
preoccupazione nei confronti di quello che poteva dire la
signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Diciamo che...
AVV. RYOLO – Presidente, c’è opposizione alla domanda.
PRESIDENTE – No Avvocato, è giusto che chiarisca
detto
qualcosa.
perché ha
Dice che aveva paura dopo...
Mario aveva cominciato
ad avere
Ferraro
dopo queste dichiarazioni
e quindi aveva preso le distanze?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Ecco, che cosa vuole dire signora Pesce?
IMP. PESCE – Aveva paura
che lei
facesse delle dichiarazioni
nei suoi confronti, quindi lui in quel momento non voleva
più sapere di questa...
PRESIDENTE –
Dichiarazioni quindi nei suoi confronti
quindi
pregiudizievoli per lui intende dire?
IMP. PESCE – Sì, sì, o se a riguardo suo...
dichiarazioni non
lo so di che tipo, però come se lui avesse...
PRESIDENTE – Quindi non sa?
IMP. PESCE – No, di che tipo no.
PRESIDENTE – Quindi in questo senso aveva paura?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa quante dichiarazioni
83
aveva reso
Ferraro
Rosa
fino
a
quel
momento quando c’è
questa
preoccupazione del signor Ferraro Mario?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quante volte si era recata...
AVV. MONACO – Presidente,
c’è opposizione perché ha detto
se ne parlava in casa, ma non
che
si sapeva né quando né come
né a chi le aveva rese. L’ha detto in precedenza.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, ha detto alla Finanza.
AVV. MONACO – Come fa a riferire poi...
PRESIDENTE – Ha detto alla Finanza.
AVV. MONACO – La Finanza l’avete introdotta voi nella domanda.
PRESIDENTE – No, no, no, no, l’ha detto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – L’aveva detto l ei.
PRESIDENTE – No, l’ha
detto lei. L’ha detto
lei: “Credo alla
Guardia di Finanza”. Anzi se poi vedrete la registrazione
lei
ha
dato
in
effetti...
credo,
così
ha
dato
un
dubitativo, ecco. Perché prima ha detto non so, eccetera.
Poi ha dato un credo... poi voglio dire...
AVV. MONACO – E quindi è proprio per questo, Presidente.
PRESIDENTE – ...si vedrà dalla registrazione, ecco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi è consentita farla?
PRESIDENTE – Sì, prego.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Signora, lei
un’unica dichiarazione,
oppure c’erano state
quindi
se
c’era
stata
un’unica soluzione,
diverse dichiarazioni da parte della
signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – No, non conosco...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa?
84
in
sa
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa di interventi, e se sì da chi,
per quanto riguarda questa attività di collaborazione della
signora Ferraro Rosa?
PRESIDENTE – Non ho capito la domanda, Pubblico Ministero.
PANTANO –
P.M. DOTT.SSA
periodo
la
Signora Pesce,
signora
Ferraro
lei
sa se in
Rosa fosse
quel
assistita da
qualche difensore?
IMP. PESCE – No, non so...
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
avesse
un
Lei sa se la
signora Ferraro Rosa
all’epoca
difensore
in
cui
rendeva
dichiarazioni?
IMP. PESCE – No, non lo so.
P.M.
DOTT.SSA
–
PANTANO
componenti della
siete
venuti
Non
sua
a
lo
sa.
famiglia,
Lei
o
qualcuno
dei
anche successivamente,
conoscenza
del contenuto
delle
dichiarazioni della signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE –
No, io
affermazione di
l’unica
mia
cosa che so... ricordo
madre che
diceva
che
non
questa
è stata
creduta di quello che ha detto e che neanche gli Avvocati
la volevano difendere perché non
era credibile,
non
lo
so... non la volevano difendere.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però sua mamma non
le specifica né il
tipo di dichiarazioni che sta rendendo né quale fosse il
difensore che si fosse rifiutato...
AVV. MALVASO – C’è opposizione, Presidente. Ha già
due volte.
IMP. PESCE – No, no.
85
risposto
AVV. MALVASO – Due volte ha risposto sulla stessa domanda.
PRESIDENTE – Avvocato, va beh, è stata fatta, dai.
AVV. MALVASO – Ed è ammessa nuovamente, Presidente?
PRESIDENTE – No, no, no, è stata fatta
quindi non... Ha già
risposto.
AVV. MALVASO – Ah ecco, questo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
minacce che
la
Signora, lei
signora
prima ci ha parlato di
Ferraro
Rosa ha fatto
verso i
componenti della sua famiglia e ci ha raccontato un
di episodi.
Sa
se la
signora
paio
Ferraro Rosa invece sia
stata mai vittima di minacce? Se
sì da chi e per quale
ragione?
(…)
IMP. PESCE –
Che
assistito
io
a
chiamata in
sappia
loro
quella
no,
cioè
quando...
con
nel
senso che io
loro
riunione insomma
ho
quando l’hanno
che hanno
fatto i
Ferraro. Non so cosa le abbiano...
PRESIDENTE –
E in quella riunione, ma quale riunione
perché
non abbiamo parlato di nessuna riunione, signora?
IMP.
PESCE
–
Sì,
quando l’avevano
dichiarazioni...
non
dichiarazione, le
so
sue
se
chiamata
era
già
dichiarazioni...
prima
delle
avvenuta
che
la
l’avevano
chiamata gli zii Ferraro Giuseppe e Ferraro...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Eh, perché questo non
ce l’ha detto.
Ce lo racconti.
PRESIDENTE
–
L’aveva
introdotto
così,
diciamo,
non
specificamente.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ce lo racconti.
PRESIDENTE
86
–
Cioè
dopo
che
sua
mamma
aveva
chiesto
l’intervento degli zii Salvatore, Francesco e Mario...
IMP. PESCE – Sono subentrati nel chiamarla.
PRESIDENTE –
E quindi loro
in
pratica
erano intervenuti
e
l’avevano chiamata?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – L’avevano chiamata nel senso...
come
l’avevano
chiamata?
IMP. PESCE – L’avevano... Ripeto, non
detti. So che sono intervenuti
so quello che si
per bloccarla,
sono
perché non
doveva...
PRESIDENTE – Quando protestava sempre per gli assegni?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Quando voleva fare male a suo padre, a sua madre?
IMP. PESCE – Sì, quando già era venuta a casa con la borsa che
dicevano che dentro ci stava il coltello.
PRESIDENTE – Okay, okay.
IMP. PESCE – Poi da lì a seguirsi lei fece sapere che lei
l’avrebbe fatto comunque, cioè non riuscivano a calmarla.
PRESIDENTE – Sì.
IMP. PESCE – E poi una sera mio
zio,
nel venire a casa da mia
madre...
PRESIDENTE – Suo zio chi?
IMP. PESCE – Ferraro Mario.
PRESIDENTE – Mario, sì.
IMP. PESCE – Quando poi cominciò a non
non
riusciva
cominciò
a
più
dire
a...
a
mia
non
riuscire
sapeva
madre...
cosa
più a... cioè
fare,
perché mia
allora
madre si
lamentava del fatto che diceva: “Ma se viene qua e mi fa
del male? Ma se viene qua e fa del male ai miei figli o a
87
qualcuno di noi? ”,
dire: “Io non
allora
mio
zio tipo come
se... per
so che fare” e mia
so più cosa fare, io non
madre disse: “E allora io che devo fare?Mi devo fare ammazzare?
e
mio zio disse: “No,
se viene,
se
ti
dice – ti
-
suona o se la
do
vedi
una pistola io e
–
la ammazzi
dice – che tanto se la ammazzi tu – dice – è legittima
difesa”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Questo dialogo tra suo zio e sua madre
lei come l’ha appreso?
IMP. PESCE – Perché mia madre si lamentava del fatto che...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi gliel’ha detto sua madre a lei,
dico?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì, mia madre.
PRESIDENTE – Non era presente lei?
IMP. PESCE – No, no, mi ricordo...
PRESIDENTE – Quindi non ha assistito a questo dialogo?
IMP. PESCE – No, di preciso no.
PRESIDENTE – Quindi l’ha saputo perché glielo
aveva detto
sua
mamma?
IMP.
P.M.
PESCE – Mia madre, sì. Sì, sì, perché si lamentava insomma.
DOTT.SSA
PANTANO
–
Senta,
ma
sua
mamma
aveva
disponibilità di pistole?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E chi gliel’avrebbe dovuta dare questa
pistola?
IMP. PESCE – Si era offerto lui di darla, Ferraro Mario.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi Ferraro Mario dice a sua mamma
che le avrebbe consegnato una pistola?
IMP. PESCE – Sì.
88
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ma per minacciare o
per uccidere la
signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – No, no, lui
disse chiaramente: “Se viene e ti fa
qualcosa la ammazzi, tanto
se la
ammazzi tu è legittima
difesa e non ti possono fare niente”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. E tutto questo siamo ancora però
nella fase del subbuglio che si
era creato per via dei
protesti, mi sembra di capire, e del fatto che la signora
Ferraro
Rosa
continuava
a chiedere i soldi
a voi, la
restituzione di quei soldi, giusto?
IMP. PESCE – Sì.
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, sa di propositi omicidiari nei
confronti della signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – No, che io abbia sentito: “La dobbiamo ammazzare”
no.
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signor Presidente,
volevo procedere a
una contestazione a questo punto.
PRESIDENTE –
risposta
pare
della
Allora,
è stata
che
ci
c’è una contestazione,
abbastanza chiara.
Ora
sia
sa, il
contestazione
una...
gliel’ho
significa? La contestazione
discordanza
emerge nel
è
Lo
vediamo perché
quando
no?,
c’è
che
una
prima e
corso dell’esame dibattimentale,
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
discorso
spiegato,
tra quanto dichiarato
vediamo di che si tratta
89
bene, perché la
quanto poi
va bene? Ora
e eventualmente chiarirà.
Sono due le contestazioni. Inizierei
dalla prima, a proposito dell’episodio della pistola.
PRESIDENTE – Sì.
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Allora,
della pistola
con riferimento all’episodio
la signora ha detto di averlo appreso dalla
madre...(…) Allora, di avere appreso della
insomma delle
minacce
doveva essere data
dalla madre,
quindi pistola che
da Ferraro Mario alla signora
Angela. Quando è stata sentita dal Pubblico
novembre del
pistola,
2011,
pagina
184 delle
Ferraro
Ministero il 16
trascrizioni,
la
signora ha invece detto... almeno da me è 184.
PRESIDENTE – 16 novembre 2011.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – La
lui...Io non ho
ha detto: “...ho sentito
signora
visto la pistola, ho
sentito lui che diceva:
‘Te la do io’”.
PRESIDENTE –
Ho sentito lui,
dichiarazioni, cioè lei
ha capito? Allora,
è come
se fosse stata
questo incontro che ci sarebbe stato,
insomma tra
sua mamma e lo
zia
quelle
presente a
a questo colloquio
sua mamma.
Adesso
invece ci ha detto una cosa un
pochino diversa,
no? Che
l’avrebbe
saputo
e
presente.
Qual
dalla
mamma
la
versione
è
di
in
quindi lei
che
dobbiamo
non
era
ritenere
rispondente al vero?
(…)
IMP. PESCE – Sì. Mi ricordo che stavamo...
zio stava seduto
sul divano...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi era presente, signora, lei?
IMP. PESCE – Sì, ero presente.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO
–
Ci
racconti,
appunto,
il
contesto
visto che era presente quando si svolgeva il fatto?
90
IMP. PESCE – Ricordo che lui era seduto sul divano... cioè un
po’ di confusione perché erano più sere che lui
più
volte
che
si
affrontava
questo
veniva e
discorso,
quindi
ricordo di sapere il fatto... perché nel momento in cui è
stata
detto la cosa stavo là e sentivo...
cui poi lui se
ne è andato mia
nel momento in
madre questa cosa l’ha
riportata più volte, quindi...
PRESIDENTE – Quindi dice che ha confusione ora?
IMP. PESCE – Sì, sì. Sono pure un po’ stanca, scusate.
PRESIDENTE – Mi rendo conto. Comunque, voglio
dire,
quindi a
fronte di questa contestazione, quando le viene ricordata
questa dichiarazione lei
ricorda
che in
effetti
era
presente?
IMP. PESCE – Sì, sì, io stavo là e lui stava sul divano... sì,
sì, sì, ero lì. Sì, ero presente.
PRESIDENTE – E quindi ha visto la pistola?
IMP. PESCE – No, no, no, no.
PRESIDENTE – No, non l’ha vista?
IMP. PESCE – No, la pistola no.
PRESIDENTE – Non l’ha vista?
IMP. PESCE – No, no.
PRESIDENTE – Ha solo sentire dire che...
IMP. PESCE – Ho sentito che gli diceva: “Te la do io...”...
PRESIDENTE
–
...avrebbe
avuto la
possibilità di
darle la
pistola per...
IMP. PESCE –
Sì,
perché mia
perché gli
ha fatto
madre diceva...
riuscirei mai
ad uccidere
nel senso tipo:
una persona”,
fece pure il giusto tipo: “La
91
anche vedere tipo...
“Io? Io non
no? E allora lui
metti qua al
buco della
serratura, magari, e spari senza guardare”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi lei
rifiuta
diciamo questa
era presente
indicazione
del
e sua madre
signor
Ferraro
Mario?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, io prima le avevo chiesto se
lei fosse o meno a conoscenza di propositi omicidiari nei
confronti della signora Ferraro Rosa.
IMP. PESCE – Allora, propositi
racconto
quello
che ho
sentito, insomma poi non
cioè
non
Ferraro
so
catalogarli
omicidiari cioè che io...
sentito,
quello che ho...
so se sono propositi
così
insomma. Io
io ho
ho
omicidiari,
sapevo
che
Rosa era un problema. Che era un problema e che
praticamente era una questione da risolvere.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Signora, perché era un
problema la
signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Era un problema per la questione che aveva creato
insomma quel subbuglio a casa mia con mia madre, le liti e
tutto e in più il discorso che stava collaborando, cioè che
aveva cominciato a
una vergogna per
fare queste dichiarazioni e quindi era
la famiglia.
Praticamente,
sempre da
quelli che erano i discorsi che apprendevo quando mio zio
Ferraro
Mario veniva a casa da mia madre,
discussione tra
Francesco che
da
adottare
c’era questa
Ferraro Mario, Ferraro Giuseppe, Ferraro
praticamente c’era qualcosa... una
a questo. E il
discorso è che
soluzione
praticamente,
da quello che sempre apprendevo lì,è come se Ferraro Mario
92
non
prendeva...cioè
quella soluzione è
quando
perché
lui
lui non
dire: “Sì, facciamo questo.
Sì,
ha proposto a mia madre
prendeva posizione
per
la allontaniamo. Sì...”,
non so poi qual erano le loro... il loro metodo.
dicevano chiaramente:
“Dobbiamo ammazzarla
o
vediamo come
ammazzarla”, però so che c’era questo problema,
situazione
mi
che
doveva essere...
ricordo
che, sempre in
lui veniva, mia
Non
c’era
su questo praticamente
una
di
quelle
sere
che
madre... non ricordo se lui ancora era lì
oppure se n’era andato, non lo ricordo... ricordo
mia
una
madre ebbe
diceva che...“Tuo
che
poi
un battibecco con lui, perché come se lui
figlio...
vedersela tuo figlio”
tuo
e mia
figlio
madre
in
può...
può
questo diceva: “Tu
mio figlio devi lasciarlo fuori perché mio figlio è giovane,
perché deve
vostro.
Sta
fare... deve vedersela
disonorando la
lui. È
famiglia
un
problema
Ferraro,
dovete
vedervela voi”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi mi faccia capire signora Pesce,
era un problema sia
per i Ferraro
che per i Pesce la
collaborazione di Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Sì,
perché Ferraro Rosa era una Ferraro che però
stava rendendo dichiarazioni
in base alla lite che aveva
avuto con mio padre, che era un Pesce, e quindi era...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi l’oggetto di queste discussioni
tra sua madre e il signor Ferraro Mario qual era?
IMP. PESCE –
cioè
Era che si
doveva prendere una decisione su...
io ricordo che mia
madre
diceva: “Allontanatela,
mandatela via, fate quello che dovete fare” e lui
per scontato
93
che
là la
soluzione
era...
dava
cioè di
fargli insomma tenere la bocca chiusa, quindi quando lui
propose a mia
madre quella
il problema
era
quella la
fai tu. Sei donna e lo
che
cosa era come se per
fai per
io abbia assistito
“Dobbiamo ammazzarlo
soluzione
o
difesa”, però
al fatto
che
dice:
ammazziamo...” questo
la
“Lo
e quindi:
legittima
mai
eliminare
no.
Era
questo che intendevo dire quando...
P.M. DOTT.SSA
PANTANO –
cioè
aveva
lei
Io,
appunto, questo volevo sapere:
compreso
se
si
trattasse
di
una
eliminazione fisica della signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Ripeto...
AVV. MALVASO – Presidente, ha già risposto a questa domanda.
PRESIDENTE – Sì, ha risposto. Sì, in effetti...
AVV. MALVASO – Due volte.
P.M. DOTT.SSA PANTANO
–
In
che senso esce
il nome
di
suo
fratello, signora?
PRESIDENTE – No, ha già detto. Ha detto che...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Che
cosa avrebbe dovuto fare?
Cioè non
ho capito che cosa avrebbe dovuto fare.
PRESIDENTE – Ah ecco, sì.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Cosa avrebbe
dovuto
fare
Pesce
Francesco?
IMP.
PESCE
–
Sì,
mio
zio
diceva
a
mia
madre
di
fare
intervenire suo figlio, di... “Se la vede tuo figlio. Tuo
figlio può insomma risolvere questa cosa”.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Ma
in
che
modo
avrebbe
dovuto
opposizione. Avrebbe
dovuto
risolverla Pesce Francesco?
AVV.
RYOLO
casomai
94
–
Presidente,
il Pubblico
c’è
Ministero
formulare
la
domanda in
maniera diversa.
PANTANO –
P.M. DOTT.SSA
Mi
sono riallacciata
alla
risposta
della Pesce.
AVV. RYOLO – Da per scontata
la
indicazione
di una modalità
che per la verità almeno fino ad ora non è...
PRESIDENTE – No, no, no, la domanda invece
nel senso che adesso, se lei
può
essere ammessa
lo sa, ci deve spiegare
che cosa doveva consistere questo intervento.
in
Quando lo
zio di sua mamma proponeva a sua mamma che si occupasse
della questione suo fratello Francesco, Francesco cosa
avrebbe
dovuto fare secondo naturalmente le indicazioni
di Ferraro?
IMP. PESCE – Tappare la bocca a Rosa Ferraro eliminandola.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Eliminandola come?
IMP. PESCE – Come...
P.M. DOTT.SSA PANTANO
capire
– Che cosa vuol
che cosa intende
dire... cioè
voglio
lei, cosa ha capito, che cosa
significava eliminare?
IMP.
PESCE
–
Va
chiaramente: “La
beh...
cioè,
ripeto,
si
diceva
deve uccidere”, però si diceva: “Lo
fare lui. Lo deve fare
lui.
deve
Faglielo fare a tuo figlio,
tanto tuo figlio è giovane, dai”,
senso, però non
non
cioè era
è che parlavano mai: “Falla
questo il
ammazzare a
lui. Falla ammazzare a lui”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però lei
aveva intuito
che si
stesse
parlando di una eliminazione fisica?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti signora Pesce, lei
se vi sono stati interventi concreti?
95
sa diciamo
IMP. PESCE – No, non lo so perché...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ai danni della signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Non lo
quindi non
che non
so perché poi
lo so se è stato
ci sono stati o
Ferraro
Rosa è sparita,
perché è stata
perché... non
portata via,
ci sono proprio
stati.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
conoscenza della
Un’altra
domanda: suo marito era
collaborazione
della
signora
a
Ferraro
Rosa?
IMP. PESCE – Sì, come
ne erano a conoscenza tutti ne era a
conoscenza...
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Ne
era
a
conoscenza anche Palaia
Rocco?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa di minacce di Palaia Rocco nei
confronti della signora Ferraro?
IMP. PESCE – (inc.)...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Direttamente o indirettamente?
IMP. PESCE –
che...
Ecco, voglio dire
siccome
praticamente
madre,
si
mio
marito
è di un
di...
lui
cugino di
Gregorio per fargli
si può
aveva
lui no, ricordo
frequentava
Ferraro
insomma di tutti i Ferraro,
decise
– ma non
direttamente
un
bar
Rosa e di
che
mia
ricordo che una sera
detto:
“Siamo andati
con
cambiare idea, per parlarci, - dice
parlare perché lei continuava a gridare e
a minacciare”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Con Gregorio chi?
IMP. PESCE – Cacciola.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
96
Cacciola. Quindi
questa circostanza
lei la apprende da chi?
IMP. PESCE – Da mio
marito che diceva: “Siamo andati
e non
si
riesce a parlare, sembra una pazza. Sembra una pazza”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi lei
ha intuito che si fossero
incontrati suo marito e la signora Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Mi ha detto che ci ha andato con Gregorio.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO
–
Sa
se ci
furono delle
minacce in
quella circostanza?
IMP. PESCE – So che ha parlato Gregorio con lei...
AVV. PISANI – Ha già risposto, Presidente. Ha già risposto su
questo punto.
PRESIDENTE – No, facciamola rispondere.
AVV. RYOLO – Allora la domanda è suggestiva. Può chiedere cosa è
accaduto. Se il teste finora non ha parlato di minacce, non
può
introdurre il
tema per la
prima volta
il Pubblico
Ministero.
P.M.
DOTT.SSA
fatto, se
PANTANO –
Io
ho
chiesto
è a conoscenza di
una circostanza di
minacce. Sto chiedendo un
dato.
AVV. RYOLO – No, la minaccia non
credo che sia un termine che
colui che domanda può
fase
introdurre nella
dell’esame
diretto.
PRESIDENTE – Va bene, l’opposizione è accorta, perché comunque
qualcosa aveva detto,
ma si
era fermata lì. Quindi se
vuole... insomma, voglio dire, è qualcosa che sta
dicendo
il Pubblico Ministero. Effettivamente potrebbe suggerire
una risposta che non è stata data finora.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – In che termini le parlò suo marito di
questo colloquio avuto con la signora Ferraro Rosa?
97
IMP. PESCE –
Che
tapparsi la
non
li
erano andati per intimarle
bocca e di non
lasciava
parlare,
di finirla,
di
fare stupidaggini e che lei
dicendo che
lei si deve
difendere, che lei...
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Lei
adesso
adopera
il
termine
intimare, fu un termine utilizzato da suo marito?
IMP. PESCE – No, l’ho
percepito
da quello
che diceva che...
“Siamo andati lì...” e andando lì... cioè non
è che erano
andati lì per...
PANTANO –
P.M. DOTT.SSA
Cioè era stato prospettato
qualche
cosa...
IMP. PESCE – Non era una visita di cortesia insomma.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Non era una visita di cortesia. Era
stato prospettato qualcosa alla
signora
Ferraro
Rosa nel
caso in cui fosse andata avanti nelle sue dichiarazioni?
IMP. PESCE – Non ho capito, scusi.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Fu prospettato... Ha detto che non
era
una visita di cortesia.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Sto
chiedendo
che
fu
prospettato
qualcosa alla signora Ferraro...
PRESIDENTE
–
Se
fu
prospettato
alla
signora alla
signora
Ferraro...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...ove
fosse andata avanti nelle sue
dichiarazioni.
PRESIDENTE
-
...se
avesse continuato a
parlare,
a
tenere
quell’atteggiamento?
IMP. PESCE – No, non lo so. Questo non lo so.
PRESIDENTE – Lei non
98
lo sa, però ha detto che lei
avrebbe...
cioè che suo marito le ha riferito...
IMP. PESCE – Che sono andati...
PRESIDENTE - ...e che la signora...
che non
si poteva parlare
con...
IMP. PESCE –
Non si
poteva parlare perché lei
era agitata,
gridava e non gli dava ascolto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Senta, suo zio Ferraro
Mario aveva
conoscenze con soggetti napoletani?
(…)
IMP. PESCE – No, non ne sono a conoscenza.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa. Ascolti,
invece un’altra
cosa che le volevo chiedere è: al di là della
dei
protesti,
appunto,
che aveva ricevuto
questione
la
signora
Ferraro Rosa a causa dell’apertura di quel conto corrente
su cui operava suo padre, c’erano state altre
attrito, diciamo,
tra
la
signora
ragioni di
e sua madre?
Faccio
riferimento a giochi, schedine.
(…)
IMP. PESCE –
Sì,
ricordo
che c’è
una questione per questa
cosa, per una schedina non giocata. Sì, ricordo.
PRESIDENTE – E quando sarebbe avvenuto questo fatto?
IMP. PESCE – Sempre nel periodo in cui lei abitava a casa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Prima, diciamo, della lite
per gli
assegni?
IMP. PESCE – Sì, sì, perché praticamente...
io adesso questa
cosa la ricordo un po’ alla lontana, perché non...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, quello che si ricorda, signora
Pesce.
99
IMP. PESCE –
Sì, sì,
ricordo
che giocavamo tutti
quasi non
tutti i giorni, ma tutti i sabati forse... all’epoca era
solo il sabato ancora...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quando lei dice tutti...
IMP. PESCE – Sì, giocavamo anche io, mia
sorella, mio padre...
giocavamo i numeri, la schedina.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE –
Il
lotto era. Ricordo che... non
mancanza c’è
stata
una schedina
che
non
è
so per
una
stata
già
giocata che era di... Siccome Rosa non aveva la macchina,
quindi
andavamo
madre o io o mia
stato, non
noi
a giocare queste
schedine,
o
mia
sorella. Non so se per un errore che c’è
mi ricordo adesso il particolare, però
schedina vincente a lei non
fu giocata e lei
male come se è stato fatto apposta per non
una
la prese a
farla vincere,
insomma era questa la...
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Okay.
Ma,
voglio
dire,
questa
circostanza aveva incrinato i rapporti tra sua madre e la
signora Ferraro Rosa?
IMP.
–
PESCE
Diciamo
che
mia
madre
e
Ferraro
Rosa
caratterialmente sono simili. Sì, un po’ sì.
P.M.
DOTT.SSA
signora
PANTANO
Ferraro
–
Però
dopo
questa circostanza la
rimane comunque ad abitare
presso casa
vostra?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, non
insomma. È stata
è che andò via per la schedina,
poi una...
l’è incominciata a prendere
quando dico che poi lei
anche con mia
se
madre, poi da
lì tirò insomma tante cose che diceva: “Tu mi davi pochi
soldi per badare a tua madre. Tu...”, cioè è stato poi un
100
accumulo che
lei
ha poi insomma manifestato tutto
quel
rancore insomma.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ho capito. Senta, lei era a conoscenza
delle abitudini della signora Rosa Ferraro?
IMP. PESCE – Delle?
PANTANO –
P.M. DOTT.SSA
Delle
abitudini? Ad esempio,
aveva
l’abitudine di frequentare il cimitero la signora?
AVV. RYOLO –
Presidente,
c’è opposizione per l’introduzione
del luogo che avrebbe frequentato la signora Ferraro.
PRESIDENTE – Opposizione rigettata.
IMP.
PESCE –
Sì,
frequentava il
sorella e la madre e
quindi
insomma...
in
da
noi,
cimitero
perché
settimanalmente
generale la
aveva la
da
domenica si
noi
va
a
trovare i defunti.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti, siccome lei prima ha detto
che non aveva la macchina la signora Ferraro...
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...ci andava come? Come lo raggiungeva
il cimitero?
IMP. PESCE – Il padre aveva la macchina.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Il padre aveva la macchina?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, ci andava settimanalmente, con
che cadenza? Ogni quindici giorni,
ogni mese, ogni due?
Ogni quant’è
cimitero
che
frequentava
il
la
Ferraro, se lo sa?
IMP. PESCE – Non lo so con che cadenza lo frequentava.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa?
IMP. PESCE – No.
101
signora
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa quando Ferraro
Rosa va via da
Rosarno e per quale ragione?
IMP. PESCE – So che va via,
so che è stata
non
so il periodo precisamente e
portata via dalla Finanza, che se la sono
andata a prendere a casa la Finanza e se la sono portati
via.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa per quale motivo?
IMP. PESCE – Perché stava collaborando.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Su questo argomento nessun’altra
domanda da parte mia.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Signora, solo qualche chiarimento su
questo argomento e poi passiamo al successivo. Faccio un
piccolo passo indietro.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
all’argomento
Torno
del
conto
corrente, no? Conto corrente intestato a Ferraro Rosa.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
E,
utilizzato da suo padre.
come
lei
a suo padre? Cosa ci
l’esigenza
sottostante
ha
Quello che non
cosa serviva questo conto corrente;
servivano
ci
alla
raccontato,
ho capito
è a
questi assegni a cosa
doveva
fare? Qual era
creazione di
questo conto
corrente?
(…)
IMP. PESCE – Sì,
doveva servire a... dovevano aprire
di salumi, di... all’acquisto
una ditta
di una quantità di salumi
di una ditta che avevano aperto loro stessi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Loro chi?
IMP. PESCE – Mio padre e Ferraro Rosa.
102
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, quindi c’era
una ditta aperta
da
suo padre e da Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E questa ditta aveva un locale?
IMP. PESCE – No, no, no, era sempre...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Mi spieghi cos’era e di cosa stiamo
parlando.
IMP. PESCE – Allora praticamente era un’intenzione di fare una
truffa ai
salumi.
danni
di
questa
Da lì lui
aveva
azienda
che vendeva questi
detto
praticamente nel fare questa truffa
alla
Ferraro
i soldi
che
del ricavato
avrebbe dato qualcosa anche a lei.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
E questa truffa lei
sa come
andava
realizzata?
IMP. PESCE – So che dovevano acquistare un
di quello che era, non
grosso quantitativo
so, ma salumi, prodotti tipici
di
questa attività...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP.
PESCE
–
...venivano
fatti
questi
assegni
e
poi
non
venivano coperti.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Ma
si
acquistavano
quindi
questi
salumi con assegni che poi non sarebbero stati coperti,
questa era la truffa?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
aperta lei
E di questa ditta
che cosa sa? Serviva a questo o solo a questo?
Cioè era aperta ad hoc oppure era
un’attività
commerciale che suo padre voleva aprire?
103
che doveva essere
diciamo
IMP. PESCE –
No, no,
l’intestazione
praticamente non
praticamente e
la
c’era la... era solo
partiva
iva
che
ci
stavano, però effettivamente non c’era il locale.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ah, quindi era un’esistenza meramente
formale della ditta?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – È chiaro.
IMP. PESCE –
Anche perché
la documentazione si trovava nel
supermercato, quindi era...
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
padre
era un’attività
Ed
aveva inteso...
che
voleva
questa che suo
realizzare
insieme
a
Ferraro Rosa o c’era coinvolto qualcun altro?
IMP. PESCE –
aiutato
Ci stavano delle
mio
padre
persone che all’epoca avevano
quando fece
riempire il supermercato, però non
la
prima
fornitura
per
so chi erano, perché non
erano di Rosarno.
P.M.
DOTT.SSA
banca...
–
CERRETI
Lei
ci
ha già
risposto
su
quale
presso quale banca fosse stato aperto il conto
corrente.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
lei lo
sa,
proprio
alla
per
C’era una motivazione
cui
quel conto corrente
Carime di
Rosarno e
non
specifica,
se
venne aperto
presso un’altra
banca?
IMP. PESCE – Perché...
da quello che so io perché alla
BNL mio
padre nel... siccome la BNL è un’altra banca che si trova
sempre a Rosarno...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Alla BNL non
104
poteva fare
accesso perché ormai,
avendo protestato insomma mia
sorella... il direttore non
gli avrebbe aperto un altro ancora, quindi era... l’altra
banca era quella
che era rimasta insomma, da quello che
so io.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sa
concreto... non
già chiesto,
di quanti blocchetti di assegni in
del numero degli
assegni che le è stato
ma di quanti blocchetti
di assegni stiamo
parlando? Se lo sa.
IMP. PESCE – No, non lo so.
CERRETI – Sa se Ferraro
P.M. DOTT.SSA
Rosa si
personalmente a ritirare in banca questi
lo
sa,
se
lo ha mai sentito
fosse recata
blocchetti?
che la signora
Se
andasse
personalmente in banca a ritirarli.
IMP. PESCE –
Non
lo so. So
sorella quando
che veniva accompagnata da mia
doveva andare
movimento bancario, però non
a
qualcosa...
qualche
so se anche nel momento che
prelevava i blocchetti o solo quando doveva andare a fare
qualche
commissione. So
che si
recava accompagnata
da qualcuno, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Lei
ha mai
visto questi blocchetti
nella disponibilità fisica di Ferraro Rosa?
IMP. PESCE – Io ho
visto solo una volta questi blocchetti
a
casa di mia nonna, insomma dove abitavano loro...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – ...e ho visto proprio lei
stato
un attimo.
Io
che li firmava, però è
sono entrata
e ho
visto
lei
che
faceva questa cosa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ed era da sola?
IMP.
105
PESCE
–
No, c’era
mio
padre
che
aspettava, io,
mia
madre... sì,
no, eravamo lì in cucina e ho visto questa
cosa, sì.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
Quindi
lei
dice che
li
firmava
soltanto. Non li riempiva con gli altri dati?
IMP. PESCE –
No, no,
no, li firmava tutti in una volta
e
glielo consegnava.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei sa chi li riempiva materialmente
poi con gli ulteriori dati? Se lo sa.
IMP. PESCE – No, non
lo so. Penso mio
padre, ma non...
cioè
non lo so, no.
P.M.
DOTT.SSA
parlato
–
CERRETI
Torno all’episodio
in cui Ferraro Rosa si
di sua madre, non
parlato.
cui
lei
ha
reca presso il domicilio
la trova e trova lei. Ne abbiamo già
Io volevo
Ferraro Rosa le
di
solo
chiederle se in
quel contesto
abbia a lei, a lei Giuseppina, rivolto
delle esplicite minacce?
IMP. PESCE – No, no, assolutamente no.
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Lei poco fa ha affermato
eravate venuti a conoscenza della
Rosa
avesse
Giudiziaria,
particolare
iniziato
le
a
faccio
suo
una
fratello
circostanza
collaborare
con
che tutti
che Ferraro
l’Autorità
domanda più specifica:
Francesco
era
venuto
in
a
conoscenza di questa circostanza?
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Come
aveva reagito
suo
fratello
Francesco apprendendo questa notizia?
IMP. PESCE – Di
preciso non
lo so, perché nel momento che l’ha
appreso non ero con lui, però in generale...
106
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ne avete mai parlato?
IMP. PESCE – Con me no.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Di
questo
argomento insieme
a suo
fratello Francesco?
IMP. PESCE – Con me no.
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
Avete
mai
parlato
lei
o
i
suoi
familiari della reazione di suo fratello Francesco?
IMP. PESCE – Mio
fratello Francesco in quel periodo era più
arrabbiato del fatto
casa
con l’intento
questa
che lui...cioè
di fare
circostanza non...
lei
del male a
cioè
non
ne
era venuta a
mia
madre.
Di
abbiamo
mai...
capito. Le ho
chiesto
affrontato questo discorso con lui.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, con lui
se della
parlato
ho
relazione di suo fratello Francesco ne abbia
con gli altri
familiari. Con
lui ho
capito
che
non ne avete parlato direttamente.
PRESIDENTE – Se c’è stata intanto una reazione di suo fratello
Francesco alla
collaborazione
conoscenza che
Rosa
Ferraro
e
aveva
se
c’è
cominciato
stata
la
questa
reazione che tipo di reazione insomma...
IMP. PESCE – La
reazione era che...
siccome mio
fratello
in
quel periodo doveva andare via da lì per andare a vivere
a Milano, si voleva trasferire e ricordo
cioè voleva sapere...
Ferraro
voleva
che lui prese...
conferma dalla
famiglia
che avrebbero risolto questo problema e che lui
se ne poteva andare tranquillamente a Milano. Si stava
insomma... voleva capire
doveva fare.
107
cosa avrebbero deciso,
cosa si
- I CAMION DELLA CEDI SISA
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO -
Va
bene
signora,
passiamo
a
un
argomento successivo: la Ce.di.s.i.s.a..
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Cosa è la Ce.di.s.i.s.a., lo sa?
IMP.
PESCE
–
Ce.di.s.i.s.a.
è
un
centro
dove si...
dove
lavorano, praticamente dove c’è la... i trasporti insomma
per i centri
Sisa,
dove praticamente i supermercati
e
fanno insomma i viaggi con i camion.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E a Rosarno chi è il
titolare della
Ce.di.s.i.s.a.
IMP. PESCE – Il titolare della Ce.di.s.i.s.a. è...
Della Sisa
sono i Garruzzo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco, mi faccia la distinzione.
IMP. PESCE – Ecco, perché ci
sono i supermercati Sisa e il
Ce.di.s.i.s.a..
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – Con certezza so che del supermercato Sisa sono i
Garruzzo. Della Ce.di.s.i.s.a.... anche loro.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi è Armeli Signorino?
IMP. PESCE – Non lo conosco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – C’è un rapporto, una cointeressenza –
se lei lo sa – fra Garruzzo della Sisa e la sua famiglia?
La famiglia Pesce intendo,
non
la sua famiglia nucleare,
eh!
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Garruzzo abbiamo un nome anche, oltre che Garruzzo?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lo chiediamo alla signora.
108
IMP. PESCE – Sì, Giovanni Garruzzo.
PRESIDENTE – Giovanni Garruzzo, okay.
IMP. PESCE – Giovanni Garruzzo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Chi è Giovanni Garruzzo e che rapporto
ha con la famiglia Pesce?
IMP. PESCE – Da quello sempre che io ho appeso so che Giovanni
Garruzzo all’epoca, parlo di anni addietro...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quanti anni addietro?
IMP. PESCE – Parlo degli anni ’94, così.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP. PESCE – Da quando ricordo io.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – Aveva questo supermercato nella Nazionale e... il
primo
supermercato,
perché
insomma ne ha avuto un altro
poi
quello
più
avanti...
più grande che è più avanti,
però del primo parlo...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP.
PESCE –
Noi
sempre quello
fino al
avevamo aperto
un
supermercato,
che
era
che abbiamo noi... che avevano noi insomma
momento del sequestro e questo supermercato...
praticamente già all’epoca si
parlava
insomma di farlo
praticamente gestire da Garruzzo, perché praticamente...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Questo che avevate già voi?
IMP. PESCE – Sì, sì, che avevamo acquistato...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Voi chi? Chi intende?
IMP. PESCE – Mio padre.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP. PESCE –
Praticamente questo supermercato doveva essere
dato in gestione a questo Garruzzo col tramite di mio zio
109
Vincenzo che
praticamente
si
sarebbe
occupato di
riempire questo supermercato prendendo la
Garruzzo, facendo portare
la
merce
merce dal
da
supermercato di
Garruzzo per farlo lavorare.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – E mio padre avrebbe dovuto gestirlo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Questo siamo, ha detto, agli...
PRESIDENTE – No, mi scusi, mi scusi. Lei dice: “Avrebbe dovuto
padre”, però ha detto
gestirlo mio
gestirlo Garruzzo”; ecco,
prima: “Avrebbe dovuto
vuole essere
un
tantino
più
chiara?
IMP. PESCE – Sì.
Praticamente quando gestiva mio
supermercato
non
farlo gestire
andava bene,
da persone
padre questo
l’intento
quindi
economicamente più
avevano caratteristiche di poterlo rifornire,
gestire meglio. Quindi praticamente
mio
era di
forti,
che
di poterlo
padre continuava
a gestirlo fisicamente, però dietro ci stavano loro.
PRESIDENTE – Suo
padre sarebbe stato
una sorta
di prestanome
dei Garruzzo?
IMP.
PESCE
–
Allora, il
acquistato
mio
supermercato
padre,
cioè
alla
aveva
base
l’aveva
preso
questo
supermercato, perché il locale era in affitto.
PRESIDENTE – È quello in via Maria Zita?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – È quello in via Maria Zita?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Eh!
IMP. PESCE – Il locale era in affitto,
gestione, diciamo.
110
quindi aveva preso la
PRESIDENTE – Sì.
IMP.
–
PESCE
Però
non
riusciva
ad
andare
bene
questo
supermercato e subentrò questo mio zio Vincenzo, dicendo:
“Dammelo
a me, lo
gestisco
io
perché tu
non
lo
sai
gestire”.
PRESIDENTE – Sì.
IMP.
–
PESCE
E
la
proposta era
che
l’avrebbe
fatto...
affiliato alla Sisa, in pratica ai Garruzzo, però sempre
rimaneva in gestione di mio padre.
PRESIDENTE
–
Sì.
Materialmente lo gestiva
suo padre,
in
negozio ci stava suo padre.
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE
–
Però
il
riferimento
l’avrebbe fatto
suo zio
tramite Garruzzo?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – È questo?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Vada avanti. Poi cosa accade?
IMP. PESCE – Niente, questo poi non
venne fatto. Cioè questa
era un’idea.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Un progetto quindi?
IMP. PESCE – Sì, sì, era un progetto.
PRESIDENTE – Questa era un’idea, okay.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non se ne fece nulla perché, lo sa?
IMP. PESCE – Non lo so, perché... no, non il perché non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP.
111
PESCE
–
Non
se
ne fece
nulla
comunque.
Rimaneva
in
gestione a mio padre, rimase poi com’era.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP. PESCE – Niente, so che questo Garruzzo e mio zio avevano
qualche interesse
mio
zio
insieme, qualche interesse
in corso e
Pesce Vincenzo aveva qualche interesse
nel
supermercato del Pesce Vincenzo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – No...
IMP. PESCE – Del Garruzzo.
PRESIDENTE – Del Garruzzo Giovanni.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi suo zio aveva qualche interesse
nel supermercato di Garruzzo, ho capito bene?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Vuole spiegarci meglio? Che vuol dire?
IMP. PESCE –
Cioè come
se Garruzzo lavorasse per lui,
cioè
come...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah, quindi è una cosa diversa.
IMP. PESCE – Sì, che il supermercato apparentemente
era
di Garruzzo, però dietro Garruzzo c’era mio zio
Vincenzo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Questo in che anni siamo?
IMP. PESCE – Io adesso faccio riferimento al ’93/’94.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Lei come viene a conoscenza di
questa circostanza? Come lo sa?
IMP. PESCE – Sul progetto che c’era da fare al supermercato.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ah, quindi in quella occasione?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E da chi?
IMP. PESCE – Era un progetto che si faceva tra mio padre, mia
madre...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – No, da chi ne viene a conoscenza?
IMP. PESCE – Ah, da mio padre. A casa mia.
112
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Ah,
da
suo
padre
direttamente di
questa circostanza?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha detto che Garruzzo stava lì per
conto di suo zio Vincenzo.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei ha mai
saputo, se lo ha saputo, da
quanto tempo? Cioè se era stato
della
Sisa o
se è
sempre così dall’origine
una cosa che è intervenuta
dopo dalla
creazione?
IMP. PESCE – Non lo so questo con precisione.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
famiglia Pesce si
Okay. I rapporti tra Garruzzo e la
sono limitati
a quelli che lei
ci ha
descritto con Pesce Vincenzo o c’erano rapporti anche con
altri componenti della famiglia?
IMP.
PESCE
–
No,
nel
momento poi
che
mio
zio
poi
venne
arrestato...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – In che anni siamo?
IMP. PESCE – Non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Più o meno.
IMP. PESCE – Non ricordo l’anno.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Rispetto al ’93/’94...
IMP. PESCE –
Dopo
un
paio d’anni, due/tre anni dopo...
’94
forse.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Dopo cosa?
IMP. PESCE – Dopo... il ’94.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Ah
okay, scusi
non
avevo
capito.
Quindi dopo il ’93/’94 un paio d’anni e viene arrestato
113
suo zio Vincenzo e cosa accade?
IMP. PESCE – Praticamente i rapporti diciamo si rafforzano
di
più con mio cugino, con Francesco, Pesce Francesco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sempre Testuni, il figlio di Antonino?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Che vuol dire si rafforzano di più? Mi
faccia capire.
IMP.
PESCE –
Allora,
praticamente
anche da quello
che
io
percepivo a casa quando magari si parla, quando si parla
di determinate persone che sono vicine a, vicine a, lui è
un
fidato
di
cugino... cioè
tuo
cugino,
da questo
cioè
lo
c’è
tuo
da discorsi
che
lui...
apprendo,
tanto
sentivo a casa.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Okay,
ma
nel
senso
che
aveva
sostituito lo zio Vincenzo o che aveva un altro ruolo suo
cugino Francesco, vorrei capire?
IMP. PESCE –
Aveva sostituito
lo zio Vincenzo. È subentrato
dopo, nel momento che lui non c’è stato più.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei poco fa ci ha fatto
la distinzione
fra Sisa e Ce.di.s.i.s.a..
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Adesso ci ha chiarito cos’è la Sisa.
Parliamo della Ce.di.s.i.s.a..
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – A chi fa capo la Ce.di.s.i.s.a.? Ci ha
già detto che cura il trasporto merci.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. A chi fa capo?
IMP. PESCE – A Garruzzo Giovanni e fratelli anche.
114
PRESIDENTE – Fratelli di Garruzzo?
IMP. PESCE – Di Garruzzo, sì.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa se ci fosse una cointeressenza
della
famiglia
Pesce
anche
nel
trasporto
merci
Ce.di.s.i.s.a.?
IMP. PESCE – Io so che tutti quanti avevano dei camion e...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Tutti quanti chi?
IMP. PESCE –
Tutti,
alcuni miei cugini e miei
zii... dei
camion che lavoravano dentro questa Sisa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Dice alcuni
miei cugini e miei
zii, ci vuole fare i nomi di questi zii
e cugini che sa
essere coinvolti nel trasporto merci?
IMP. PESCE – Sì, mio cugino Pesce Francesco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – Che so che ne aveva più di uno.
PRESIDENTE – Classe ’78?
IMP. PESCE – Sì. Mio zio Vincenzo.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Sì.
Sa
quanti
ne avesse suo zio
Vincenzo?
IMP. PESCE – No, con precisione non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP. PESCE – Mio fratello...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa quanti ne avesse suo fratello?
IMP. PESCE – Uno o due.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP. PESCE – Uno sicuro, l’altro non
Ce.di.s.i.s.a..
115
lo so se lavorava alla
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Perché comunque sa che erano
due i
camion (inc.) suo fratello?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Poi chi altro?
IMP. PESCE – Va beh, il figlio di mio zio Vincenzo, Savino.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quanti ne aveva Savino, se lo sa?
IMP. PESCE – No, no, non so le quantità.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay.
IMP. PESCE –
questi
Non
so quanti
perché ho
camion aveva.
Con
certezza
sentito dirlo a loro stessi,
so
però di
altro non so chi ce l’aveva più.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma che lei
sappia nel trasporto,
li definisce lei, i camion della Ce.di.s.i.s.a.,
anche gente
c’entrava
che non
niente
con la
come
c’era
famiglia
Pesce o c’erano solo i suoi familiari?
IMP. PESCE – No, c’erano anche persone non che c’entravano...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Eh, mi spieghi.
IMP. PESCE –
Persone a cui loro facevano entrare
cioè praticamente parenti,
chiunque
insomma aveva
familiari,
il camion,
cugini, nipoti...
la disponibilità di un
voleva metterlo a lavorare
loro
lo
camion e
mettevano insomma, lo
facevano entrare.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma quindi era un
settore
di dominio
assoluto della sua famiglia?
IMP. PESCE –
Sì,
gestivano loro chi
doveva mettere
doveva metterne
due,
chi
doveva entrare, chi ne
ne doveva mettere
proprio perché
non
lo
tre, chi non
doveva mettere,
insomma questo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei dice: “Gestivano loro”, ma in base a
116
cosa?
Cioè
c’era un
contratto
titolari di qualcosa, di
col Garruzzo, loro erano
una licenza?
In
base a cosa
gestivano loro quelli che dovevano entrare e che dovevano
avere il camion?
IMP. PESCE –
c’era un
Bastava
che andava
lì e glielo dicevano,
contratto. Bastava quello che loro
non
dicevano e
lui faceva, insomma.
P.M. DOTT.SSA
PANTANO –
“No,
Garruzzo avrebbe potuto dire:
questo camion vostro non entra”?
IMP. PESCE – No, non l’avrebbe potuto dire.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché?
IMP. PESCE – Perché... perché
comandavano loro, perché glielo
imponevano, perché non poteva rifiutarsi.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mi faccia capire, questo diritto della
famiglia Pesce a disporre dei trasporti Ce.di.s.i.s.a.
niente
a
che
vedere
poc’anzi
che
dietro
con
quello
che lei
Garruzzo nella
ci
Sisa
ha
ha detto
ci
fosse
Vincenzo? Cioè il diritto nasceva di quello o sono due
cose completamente separate?
INTERVENTO –
Presidente,
da
Palmi.
Un
po’
suggestiva
la
domanda, lei che dice?
PRESIDENTE – No, suggestiva forse...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Forse è complessa.
PRESIDENTE
–
Forse
non
l’ha
dall’espressione del fatto
neppure compresa esattamente
che
io
vedo e
che voi
non
vedete.
INTERVENTO – Andiamo per gradi magari.
PRESIDENTE – Io credo che la signora non
la domanda.
117
ha neanche compreso
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì,
ammetto che sia stata
formulata in maniera complessa. Lei ha detto
che Garruzzo nella Sisa
forse
da un
era formalmente titolare
lato
della
Sisa, ma dietro c’era suo zio Vincenzo, okay?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA
trasporto
PANTANO –
merci non
Pesce e lui
non
Adesso
può
si può
scopriamo
che Garruzzo nel
dire di no, cioè è dominio dei
ribellare, ma complice o vittima
Garruzzo dei Pesce?
IMP. PESCE –
Complice, cioè a lui
va bene quello
che loro
dicono.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
ribellare e glielo
Siccome lei
ha detto che non
impongono,per questo io
si può
le
faccio
questa domanda.
IMP. PESCE –
Nel senso
persona non
andare
che lui non
può
fare: “A me questa
lo mettiamo”, cioè va bene, deve
piace, non
va bene insomma, però lui
neanche magari... cioè
non è che se va – per dire – mio zio e gli dice: “Guarda,
viene mio
nipote e mette due camion”, lui
dire: “No, tuo nipote non
non
è che può
mette i camion” e il nipote
mette i camion.
PRESIDENTE – Quindi complice in che senso? Cioè se lui...
IMP. PESCE – Complice perché alla
non
fine lui
ci guadagna, cioè
è che lui perde qualcosa se lo mette tizio
mette caio. A lui
interessa il...
cioè
o se lo
mandare avanti
quel lavoro.
PRESIDENTE –
no?
Sì, ma complice forse
Voglio
dire,
chi
imposizione di altri non
118
significa
semplicemente
può
qualcos’altro,
subisce una
ribellarsi e magari più che
complice forse
è vittima. Complice
significa anche
che
gli sta bene, ma non solo... lei dice: perché comunque ci
guadagnava lo
Perché
stesso
Garruzzo,
ma come
ci
guadagnava?
quindi i guadagni andavano a Garruzzo? Ci faccia
capire un attimo.
IMP. PESCE –
No, perché
Garruzzo
anche lui i suoi guadagni; non
in
quella attività aveva
è che lui
teneva questa
azienda aperta e faceva lavorare i camion e lui stava lì
senza
far
niente.
Lui stava
lì
e
prendeva
anche lui
insomma...
PRESIDENTE –
Quindi per
insomma,
lui era indifferente
l’importante
circolassero e che la
è
che
comunque
chi lavorasse
questi
camion
merce venisse distribuita, che i
soldi entrassero e poi chiunque li prendeva sarebbe stata
la
stessa
cosa,
in
questo
senso
vuole
dire
che
è
complice?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – È così o no?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, è così.
PRESIDENTE – Ma quindi ci guadagnava Garruzzo pure?
IMP. PESCE – Sì, il suo posto insomma se lo guadagnava.
PRESIDENTE – Quindi guadagnava Garruzzo e guadagnavano pure i
suoi parenti?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – I parenti suoi.
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Okay. Lei ha detto
persone direttamente o
119
che entravano tutte
comunque indirettamente
legate
a
voi.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Di
all’interno
mafiosa –
metti
della
colui
due,
tu
oppure tu non
questo affare Ce.di.s.i.s.a. c’era
famiglia
–
intendo
che comandava, chi
ne metti
due, tu
un
semprefamiglia
decideva che tu
altro
entri? Chi era all’interno
ne
ne metti tre
della famiglia
che comandava su questo affare?
IMP. PESCE – Pesce Francesco classe ’78.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Da sempre?
IMP. PESCE – Sì. Sì, perché mi sembra che la Ce.di.s.i.s.a. è
arrivata già dopo... quando mio
zio stava in carcere. È
arrivata... no, no, mi sembra.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei è a conoscenza di liti per questo
motivo tra suo zio Francesco e altri suoi familiari?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Con chi?
IMP.
PESCE
–
Con
mio
zio
Vincenzo Pesce
Francesco
aveva
litigato.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Quindi
Francesco,
suo
cugino,
ho
sbagliato io.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, chiedo scusa.
PRESIDENTE – Era tra suo cugino Francesco e altri familiari.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, adesso... con lo zio Vincenzo.
E quale fu l’origine di questa lite? Perché litigarono?
IMP. PESCE – Da quello che ho
che praticamente lo zio
appreso sempre io dalla
Vincenzo voleva entrare
nonna
i suoi
cognati a lavorare... a mettere questi camion alla Sisa e
120
lui
non
li
faceva entrare,
insomma
non
voleva farli
entrare.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Perché non voleva farli entrare?
IMP.
se
c’era la
preferenza. Ognuno metteva chi voleva mettere,
no? Quindi
PESCE
–
Perché,
fra di loro
come
ripeto,
era
come
contro l’ho,
andavano uno
“No, io metto
miei, tu metti i suoi. Tu ce ne hai cinque, io non
Devo
mettere questi perché devono lavorare
i
ne ho.
loro...”... Su
questo qua insomma.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
volesse gli
Okay. Lei
sa perché suo cugino non
Arena in particolare? C’era un
motivo o era
solo un interesse economico, come lei ci sta dicendo?
PRESIDENTE – Gli Arena chi sono?
IMP. PESCE – I cognati di mio
zio
Vincenzo, Areno Domenico e
l’altro fratello che adesso mi sfugge.
PRESIDENTE – (inc.), però non era stato detto dalla...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì, ha ragione Presidente.
IMP. PESCE –
No, non
era
un
motivo preciso,
fratelli Arena, era più che altro
mirato per
i
mirato nei confronti di
mio zio, ma non per gli Arena.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa come finì questa lite?
IMP. PESCE – No, so che sono arrivati
alle mani, però poi il
risultato dei camion no, non lo so.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
innanzitutto questa
–
Sono
circostanza
arrivati
quando la
alle
mani...
colloca
nel
tempo, se riesce? E dove è accaduto e come lo ha saputo?
IMP. PESCE – 2009... o fine 2009 o inizi 2010 comunque.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
lite?
121
Okay. Da chi l’ha saputo di questa
IMP. PESCE – Da mia nonna Bonarrigo Giuseppa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E che le disse in particolare,
se lo
ricorda?
IMP. PESCE – Siccome lei era rimasta... si era fatta male a un
ginocchio
durante
pomeriggio
gli
tutto
quella
chiesi
andandola
che era
l’episodio e mi
l’hanno spinta, lei
lite
disse
successo
e
trovare
mi
raccontò
che avevano litigato,
è caduta
e insomma mi
un
che
ha raccontato
tutto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa come finì,
cioè l’esito, alla fine
come finì questa storia?
IMP. PESCE – Della lite o dei camion?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, della lite,
della lite.
Della lite
e quindi dei camion.
IMP. PESCE – Della lite... in quel momento, beh, finì
lo
portarono
via
perché gli
voleva mettere
che lui
le
mani
addosso a mio zio. Poi dopo...
PRESIDENTE – Lui lo portò via chi?
IMP. PESCE – Lui lo portarono via.
PRESIDENTE – Ah, lo portarono via, okay.
IMP. PESCE – C’erano altre persone, i miei cugini...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lui chi?
IMP. PESCE – Francesco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Francesco venne portato via?
IMP. PESCE – Sì. E poi per un
proprio nemici diciamo, non
di
mio
zio Vincenzo
122
c’era verso per...
che era
oppure di riavvicinarsi
so che si erano
periodo di tempo sono rimasti
più
da parte
grande di perdonarlo
e poi, no, dopo un periodo invece
ripresi... insomma avevano
ripreso il
rapporto. Lui aveva chiesto scusa e...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lui chi?
IMP. PESCE – Francesco.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma alla fine,
entrarono
o no, che lei
diciamo, questi camion
sappia? Chi la
vinse da questo
punto di vista?
IMP. PESCE – No, questo non lo so.
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Le risulta che suo fratello Francesco
avesse
manifestato
delle
minacce
nei
confronti
di
Garruzzo?
PRESIDENTE – Sempre Garruzzo Giovanni?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì, sì.
IMP.
–
PESCE
So
che
mio
fratello
aveva
difficoltà
con
i
camion...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – ...e che anche alcune volte gli
con
riferimento
questa
volontà
che mio cugino
e
si
sono stati tolti
Francesco
nascondeva dietro
aveva avuto
Garruzzo e
quindi...
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
–
Mi
scusi, mi
sono
persa
l’ultima
battuta, chiedo scusa.
PRESIDENTE
–
Allora,
Francesco,
suo
fratello,
aveva avuto
problemi con i camion, ci sta dicendo. In che senso?
IMP. PESCE – Sì, ci sono state
alcune volte che i suoi camion
sono stati tenuti fermi, non
essere
lavoravano, perché poi può
anche che i camion stanno dentro la Sisa, però non
lavorano perché magari qualcuno al posto di un altro fa i
viaggi che al momento ci stanno da fare.
123
PRESIDENTE – Sì.
IMP. PESCE – In questo caso quelli
di mio
fratello venivano
lasciati fermi più spesso.
PRESIDENTE – Sì, ma chi decideva?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco.
IMP. PESCE –
Questo lo
decideva sempre Francesco in base a
quello che...
PRESIDENTE – Francesco non suo fratello?
IMP. PESCE – No, ’78.
PRESIDENTE – Francesco suo cugino?
IMP. PESCE – Sì.
del
lavoro
In base a quello che il Garruzzo gli
che c’era,
cioè
il
lavoro
è
diceva
questo,
chi
dobbiamo...
PRESIDENTE – Ci sono da fare cinque viaggi, per dire.
IMP. PESCE – Sì, sì. E normalmente lui faceva fare i viaggi o
per sé o per le persone a cui lui ci teneva che venissero
fatti questi viaggi.
PRESIDENTE – E suo fratello Francesco non era...
IMP. PESCE –
Mio
fratello
c’è stato un
periodo
che i suoi
venivano messi insomma da parte e venivano fatti lavorare
meno
e quindi mio
fratello come
riferimento
prendeva il
Garruzzo e quindi inveiva contro il Garruzzo, per dire:
“Perché non
mi fa lavorare i camion? ”.
Ecco,
insomma,
era questa...
PRESIDENTE – Quindi, mi scusi, suo fratello non
sapeva che...
o sapeva che...
IMP. PESCE – Sì, sì, come no!
PRESIDENTE - ...chi decideva era il cugino, anziché Garruzzo?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
124
PRESIDENTE – E perché se la pigliava con Garruzzo allora?
IMP. PESCE – Perché era più debole.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – È chiaro. Tutte queste circostanze che
lei ci ha riferito come le ha apprese?
IMP. PESCE – Assistevo ai discorsi a casa.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Tra chi?
IMP. PESCE – Quando mio
fratello era lì
tra mio
fratello e...
a casa, insomma con mio marito, con mia madre...
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
E
suo
marito
aveva
camion alla
Ce.di.s.i.s.a.?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Come mai?
IMP. PESCE –
lui
Perché
non
avevano un’altra attività
aveva necessità
di
mettere
loro, insomma
un
camion
alla
Ce.di.s.i.s.a..
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi non
ha mai
mostrato interesse
suo marito a...
IMP.
PESCE
–
aveva...
No,
praticamente c'è
che
aveva
personalmente, era
mettere io un
in
a
della
interesse,
me,
famiglia
come nucleo familiare
che lavorava
lì e si
poter acquistare
marito
diretto
e dicevano
stava
si era prospettata
insomma compimento.
ma
dicevano che
non
che
lui
dovevo
se mi spettasse
avere
avere un
anche noi
un
camion anche noi
trovando insomma il modo
questo camion, lo stava
cercando
insomma all’epoca, avendo i
non avendo un lavoro, avendo necessità
125
un periodo
camion... cioè che era come
quanto membro
camion,
mostrato
stato
di
mio
bambini,
di avere un’entrata...
questa cosa che poi però non
è andata
PRESIDENTE – Signora Pesce, un chiarimento.
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Lei ha detto
un’altra
attività,
appena adesso che suo marito aveva
quindi
non
aveva interesse
perché
aveva un’altra attività.
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Qual era questa attività?
IMP. PESCE – L’azienda di famiglia del padre.
PRESIDENTE – Ah, in questo senso?
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
riferimento ai
Signora,
camion, lei
prima i nomi delle
solo
una
domanda
con
ha detto che... ci ha fatto
persone dell’entourage
della
famiglia
Pesce che avevano i camion alla Ce.di.s.i.s.a.. Io volevo
sapere: quando lei dice: “Avevano i camion”, erano camion
intestati alle persone
che le possedevano oppure erano
intestate a terze persone?
IMP. PESCE – Non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Gliela
fratello che
forse
è
faccio
con riferimento a suo
una circostanza
di
cui lei
essere a conoscenza. Francesco Pesce, classe
’84,
può
aveva
un camion di proprietà diciamo formale alla Ce.di.s.i.s.a.?
IMP. PESCE – Aveva un
camion di proprietà
perché sapevo che
l’avevo acquistato lui il camion.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE – Però non lo so a chi era intestato.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Non lo sa a chi era intestato?
IMP. PESCE – No, no.
P.M.
126
DOTT.SSA
PANTANO –
Lei
prima
ha
detto
che
Armeli
Signorino non lo conosce?
IMP. PESCE – No, come persona fisica no.
(…)
PRESIDENTE
–
(…) Signora, può rispondere.
Lei
ha
sentito
mai il nome di Armeli Signorino?
IMP. PESCE – Così per intero no. Armeli Signorino no.
PRESIDENTE – Armeli Signorino no?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
E posso chiederle che cos’è
che ha
sentito, cioè qual è...
PRESIDENTE – Ecco, perché fa questa precisazione?
P.M. DOTT.SSA PANTANO – ...il nominativo che ha sentito?
IMP. PESCE –
Ho avuto... quando sono stata
letto l’ordinanza ho
così in quanto
confronti
arrestata
che ho
saputo che questa persona si
chiama
il capo d’imputazione
di questa persona mi
viene
che
ho
è... nei
insomma contestata
l’estorsione.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
perché non
Gliela
pongo in
voglio sapere quello
maniera diversa,
che lei apprende dagli
altri.
PRESIDENTE – No, stava cercando di spiegare come...
IMP. PESCE –
Che
questa persona...
altro nome, con il diminutivo
cioè la conosco con un
del
nome, però non sapevo
che era Armeli Signorino; è questo insomma il...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E qual è questo diminutivo?
IMP. PESCE – Rino.
PRESIDENTE – Quindi lei conosceva un certo Rino?
IMP. PESCE –
127
Sempre per... cioè so che era la
persona che
doveva dare i soldi a mio fratello del camion.
PRESIDENTE – Ho capito. Di cui ci ha parlato prima?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE –
Quel discorso là dei soldi che dovevano essere
dati a Francesco suo fratello.
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Quindi questi soldi li doveva dare un certo Rino?
IMP. PESCE – Rino sì.
PRESIDENTE – Che lei aveva visto?
IMP. PESCE – No, no, mai visto.
PRESIDENTE – Non sapeva chi...
IMP. PESCE – No.
PRESIDENTE – Cioè fisicamente non sapeva...
IMP. PESCE – No, io non l’ho mai visto.
PRESIDENTE – E poi ci sta dicendo che leggendo l’ordinanza ha
capito che questo Rino era il diminutivo di questo Armeli
Signorino, questo sta dicendo?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ci sono dei soprannomi con cui lei
conosce questa persona di nome Rino che aveva legami con
suo fratello Francesco Pesce?
IMP. PESCE – Sì. Perché veniva chiamato Rino Lo Sbirro.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
A
che
titolo
la
persona che lei
conosce col nome di Rino, che ora mi dice Rino Lo Sbirro,
doveva dare dai soldi a Francesco Pesce?
IMP. PESCE – A che titolo doveva dare i soldi?
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
128
Sì,
perché lei
mi
ha detto
che lo
collega al discorso dei camion, però voglio capire in che
senso, per quale motivo doveva dare dei soldi?
IMP. PESCE – Perché era la persona che praticamente gestiva il
camion al Ce.di.s.i.s.a. per conto suo, cioè praticamente
faceva i viaggi da quello che so io,
del
camion e
doveva dare
i trasporti insomma
i soldi
a
fine
mese a
mio
fratello.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E lei è a conoscenza del fatto... cioè
sa se il camion di suo fratello
fosse intestato ad Armeli
Signorino?
IMP. PESCE – No, no, non so a chi erano intestati i camion.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Suo
fratello aveva... lei dice che lo
gestiva Armeli Signorino, Rino Lo Sbirro lei ha detto.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
Lo
gestiva
in
che
senso?
Era
l’autista? Che cos’era Armeli Signorino?
IMP. PESCE – Il lavoro preciso
che faceva non
aveva in consegna il camion di mio
lo so. So che
fratello, ma non
so
che... se era l’autista, se era l’intestatario. Non lo so
cos’era.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO –
Poi
ci
ha
spiegato
prima che
i
profitti variavano in relazione ai viaggi effettuati.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma la gestione del camion da parte di
suo fratello, che appunto lei ci ha detto aveva un camion
alla
Ce.di.s.i.s.a.,
determinava
mese? Cioè era un’entrata,
fratello questa?
IMP. PESCE – Sì.
129
un
costituiva
reddito fisso
al
un’entrata per suo
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Lei sa a quanto ammontava?
IMP. PESCE –
Da quello
trovarlo,
nel
ho
appreso quando andavo a
perché questa storia
io l’ho saputa soltanto
momento in
carcere,
che io
cui andavo
a
trovare
che richiedeva questi soldi
“Ti deve dare i soldi.
mio
fratello
e quindi mi
al
diceva:
Digli a zio che ti deve dare i
soldi”.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Me la
quindi, voglio dire,
reddito
per
suo
spiega meglio, appunto.
Cioè
la gestione del camion costituiva un
fratello;
questo
reddito
che
cadenza
aveva, voglio dire?
IMP. PESCE – Ogni mese gli dovevano dare un tot di soldi da
questo...
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
con suo fratello
Visto che lei
in
ha avuto un
colloquio
carcere, qual era l’entità
della
somma che richiedeva Francesco Pesce al mese?
IMP. PESCE – Allora, quando lo andavo a trovare io e mi recavo
io da mio zio a prendere i soldi erano mille euro.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Mille euro?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE –
Un momento, perché
suo fratello,
aveva uno
alla Sisa, ma l’altro
o
lei ha detto
che Francesco,
due camion. Uno
quindi... cioè uno
o
sicuramente
due, quindi
del secondo non è certa o... ci dica.
IMP. PESCE – Il secondo ce lo aveva, però non lavorava sempre.
PRESIDENTE – Non lavorava sempre?
IMP.
PESCE
–
perché...
130
Sì,
la
maggior parte
delle
volte
era
fermo
PRESIDENTE – Ma sempre era alla Ce.di.s.i.s.a.?
–
IMP. PESCE
Non
lo
l’altro.
so dove lavorava
So
che ce
l’aveva, ma non so se erano tutti e due nella Sisa o...
PRESIDENTE – Quindi sa che aveva due camion?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE –
Sa per certo
che uno
lavorava sicuramente alla
Sisa?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Dell’altro non ci sa dire?
IMP. PESCE – No, non lo so.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ma questi mille euro che le sono stati
chiesti
da
suo
fratello
dipendevano dal
numero
dei
viaggi?
IMP. PESCE –
Diciamo che quando io...
saputo di questi
camion nel
camion, ho avuto la
momento
in
cui
fratello, perché quei soldi
portaglieli
a lui.
sapevo che lui
questo
lì
ho
consapevolezza di
andavo
a
trovare mio
per andare a trovarlo
Quindi io
camion lavorava
momento
io
ho
aveva questa entrata,
dei soldi che lui
nel
ripeto, perché io
avuto
e per
la...
cioè
questo camion e che
alla Sisa. Non so però il totale
prendeva prima o prendeva dopo. So che
in cui lui
era
detenuto
prendeva
questi
soldi.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora, quand’era detenuto? A quando
sta facendo riferimento lei?
IMP. PESCE – Dal 2008 fino a che sono andato a trovarlo io al
2010.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
fratello?
131
Okay. All’epoca dov’era detenuto
suo
IMP. PESCE – A Palermo.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quindi lei
circostanza
per
bocca di
apprende, appunto, questa
suo fratello,
mi
sembra
di
capire, che avesse diritto a questi soldi?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Lei materialmente ha mai
portato i
soldi in carcere a suo fratello?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Quante volte glieli ha portati?
IMP. PESCE – Tante.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Tante volte?
IMP. PESCE – Non riesco a quantificarlo, tante.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Ha sempre portato,
diciamo, la cifra
che era stata richiesta o ci sono state delle circostanze
in cui ha portato meno o ha portato di più?
IMP. PESCE – No, diciamo che io prendevo queste mille
sostanzialmente le facevo bastare per tutto
lo andavo a trovare due/tre volte,
euro e
il mese che
quante volte andavo a
trovarlo.
PRESIDENTE – Che cosa vuole dire? Cioè non
ho capito bene. Lei
prendeva questi mille euro...
IMP. PESCE – E li mettevo da parte.
PRESIDENTE - ...e li metteva da parte.
IMP. PESCE – Nel momento in cui dovevo andare a trovarlo
compravo quello che gli
servivo, glieli
gli
lasciavo a lui
nel libretto dei detenuti...
PRESIDENTE
–
Quindi
glieli
portava
una
volta...
cioè li
prendeva una volta al mese questi soldi?
IMP. PESCE – I soldi li
132
prendevo una volta
al
mese, però lo
andavo a trovare...
PRESIDENTE – E poi glieli portava in due/tre volte?
IMP. PESCE – Settimanalmente, sì, ogni quindici giorni.
PRESIDENTE – Ah, quindi non glieli portava tutti in una volta?
IMP. PESCE – No, no, no, no.
PRESIDENTE – Quindi non ha mai portato mille euro in carcere?
IMP. PESCE – No, no, in carcere no, no, mai.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Signora, ascolti,
Pesce Francesco... lei
questo reddito di
“Sicuramente io nell’anno
dice:
2008/2009 ho portato i soldi della gestione del camion a
mio fratello in carcere”.
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
PANTANO
inserito nella
aveva
Da
quanto
tempo suo
gestione del camion
rispetto a questo
tempo
–
la
fratello
alla Ce.di.s.i.s.a.
momento? Cioè, voglio dire,
disponibilità
del
era
da quanto
camion, se
se
lo
ricorda? Era di quell’anno o era di anni precedenti?
IMP. PESCE – Allora, ripeto, io ho
avuto contezza del camion
di mio fratello nel momento in
occupare
di
mio
fratello
cui
perché
io
mia
mi
sono dovuta
madre si
era
trasferita per andare a vivere a Milano, perché prima di
me mia
madre... io andavo a trovare mio fratello soltanto
quando necessitavo di andare a fargli una visita, non
una cosa che faceva settimanalmente.
mia
Nel momento in cui
madre è andata a vivere a Milano iniziai ad andare a
trovare mio
con mio
133
era
zio
fratello settimanalmente e ad avere contatti
che praticamente mi
dava questi
soldi
per
andare a trovarlo e per insomma...
che erano suoi. Io
dico
io
dal
2008
al
2010,
però
non
dal
2008
effettivamente gli
portavo
iniziai ad andare a trovarlo
da quella
avesse
data
lì io ho
questi soldi.
dal
avuto consapevolezza
non so
2009
con questa frequenza,
questo camion, che avesse
insomma... quindi
Io
se
quindi
che lui
questa entrata,
che
prima lo aveva, da quanti
anni o...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Però suo fratello in realtà non
era la
prima volta quella del 2008/2009 in cui entra in carcere?
IMP. PESCE – No.
P.M.
PANTANO –
DOTT.SSA
È
stato
arrestato
in
altre
circostanze?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco, si ricorda quando?
IMP. PESCE –
Diciamo che è
stato
arrestato
sempre, quindi
adesso di preciso ricordarmi le date...
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ecco, l’episodio...
motivi di arresto
per droga, se li ricorda, di suo fratello?
IMP. PESCE – Sì, l’associazione che ebbe con mio marito, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Si ricorda più o meno l’anno, signora?
IMP. PESCE – Sì, maggio 2008.
(…)
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Allora, lei
nel
dicembre 2006 è mai
andata a trovare in carcere suo fratello?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sì.
IMP. PESCE –
stava
Con
mia
quella frequenza che le
madre
andavo
cioè...
PRESIDENTE – Non settimanalmente.
134
dicevo, quando ci
settimanalmente
a
trovarlo,
IMP. PESCE – Non settimanalmente, ma...
PRESIDENTE – Lei ha detto:
“Quando non
quando volevo andare a trovarlo,
c’era la mamma andavo
quando avevo necessità
di andare a trovarlo”?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – “Quando poi la mamma invece si trasferì a Milano
fui io che presi le...”,
sostanzialmente il posto di sua
madre e quindi cominciò ad andare ogni settimana, è così?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Bene.
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
Pesce
se in
(…) volevo
chiedere alla
all’anno
precedenza, e faccio riferimento
2006 in cui noi abbiamo delle intercettazioni
in carcere, si fosse mai
recata
Pesce Francesco e avesse mai
stesso
dall’attività
a trovare
signora
ambientali
suo fratello
parlato dei proventi dello
di gestione dei camion e se sì in
quali termini.
(…)
IMP. PESCE –
Grazie. Sì,
trovaremio
sono recata in
fratello, ma è uno
dicevo prima,
trovarlo,
mi
quando sentivo la
di quei periodi
non...
cioè è vero che
notizia dei camion, ma io non
che io
necessità di andare a
quindi in quel periodo mia
quindi io
quel periodo a
madre viveva
portai
già,
quella
sapevo se quei camion erano
quelli che ancora tutt’oggi, quando io ero fuori, aveva. È
stato solo un
messaggio che io ho
portato da fuori,
cioè
da mio marito che mi aveva riferito...
PRESIDENTE – Quindi lei
135
ricorda di aver portato a suo fratello
nel 2006?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì.
PRESIDENTE – E che messaggio aveva portato?
IMP. PESCE – Che i soldi glieli avrebbero dati a fine mese e
che gli avrebbero dato mille euro, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – E si riferiva
a questi soldi di cui
stiamo parlando?
IMP. PESCE – Ripeto, io in quel tempo non... non era come nel
2009/2010
che
sapevo
che
erano
quelli i
camion,
che
sapevo che era quello che glielo gestiva e che era quella la
somma
che
prendeva. Io quel periodo,
a parte
che aveva
partorito da due mesi una bambina piccola, quindi io non
occupavo della vita di mio fratello
quindi avevo altre
carceraria appieno,
cose insomma... Quello è stato
colloquio nel quale io mi sono recata
ho
mio
portato quella notizia
solo un
da mio fratello
e
da casa che mi aveva riferito
marito: “Digli a tuo fratello
che a fine
mese gli
daranno i soldi e gli daranno mille euro”.
PRESIDENTE – Okay, va bene.
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Allora signora, scusi,
da
dove
siamo
dall’origine
per
partiti.
riassumere in
ammesso la sua responsabilità
di
Lei
ricapitoliamo
stamattina
due parole
–
-
parto
ci
aveva
per tutti i comportamenti
imputazione e io le avevo detto
poi li analizzeremo
uno per uno, okay?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo è valso
136
anche per il capo 14
d’imputazione per
l’imputazione
ad Armeli Signorino,
è
così?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Poco fa,
da qui è nata tutta la
diatriba che forse insomma era più semplice risolvere
con
due domanda, alla domanda della collega che la chiesto da
quando lei
fratello
ha cominciato
questi soldi
a
di
portare
cui
in
carcere a
abbiamo già
parlato
suo
ha
detto: credo dal 2008/2009.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ora, la mia
domanda semplicissima. Lei
sa benissimo, perché ha letto il provvedimento coercitivo
nei suoi confronti,
immagino
l’avrà
...che
contro
letto
più di
una
volta...
IMP. PESCE – Sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
utilizzata
secondo
–
una intercettazione
la
impostazione
di
lei
è
stata
del 12 dicembre 2006 che
accusatoria
in
quella
intercettazione voi parlavate proprio di questi soldi e
lei
assicurava a suo fratello: “Ha detto che te li dà a
fine mese”.
AVV. RYOLO – C’è opposizione...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – No, no, adesso non
voglio finire.
lei
c’è opposizione,
Quello quindi che le chiedo è: visto che
le intercettazioni
le
ha già lette
inutile che io gliele facessi vedere, non
ricorda o meno,
queste somme
il 12
dicembre
e forse
anche
so se se le
2006 parlavate già
di denaro che sono le
di
stesse che lei ha
detto: “Ho portato tante volte fino a qualche mese prima
137
dell’arresto”?
Siparlava già di questi
soldi
il 12
dicembre del 2006?
PRESIDENTE – Allora, la domanda – Pubblico Ministero – non può
essere fatta perché comunque ha già risposto. Ha dato una
risposta
che
è
registrata,
Pubblico Ministero che...
perché è
stata
fatta
dal
dalla Dottoressa Pantano negli
stessi termini e l’imputata ha dato una risposta.
AVV. RYOLO – E adesso suggerisce una diversa...
PRESIDENTE – No, adesso non
suggerisce niente perché adesso la
domanda non è fatta.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Visto che è un elemento contro di lei
non possiamo consentire di spiegare l’apparente discrasia
fra i due dati, quello accusatorio e quello...
io credo
che abbia diritto l’imputata a dare una spiegazione.
PRESIDENTE
–
Torniamo
questione,
daccapo.
perché non
Andiamo
abbiamo
perizia trascrittiva.
avanti
su
a disposizione
Quando ce l’avremo,
eventualmente se servirà,
la
questa
la
poi
richiamiamo
per
poter...
IMP. PESCE – Presidente, posso spiegare
quello
che era il
2006 a quello
quello
che ho
che cambia da
dichiarato
del
2008/2009?
PRESIDENTE – Ma l’ha già detto prima o no? ?
IMP. PESCE – Io ho
detto
che dal 2008/2009 portavo i soldi a
mio fratello.
PRESIDENTE – Eh!
IMP. PESCE – E l’intercettazione
per quella intercettazione.
138
c’è e io sono stata arrestata
PRESIDENTE – Sì.
IMP. PESCE – Cioè posso spiegarmi? Posso rispondere?
Diciamo
che è una spiegazione alla domanda, però...
PRESIDENTE – Sì, può spiegarsi. Certo, può spiegarsi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ne ha diritto.
PRESIDENTE – Certo, ne ha diritto.
IMP. PESCE – Grazie.
PRESIDENTE – Certo.
IMP.
–
PESCE
Io
nel
2006 sapevo
meramente così
che
fratello aveva dei camion, sapevo che prendeva
soldi,
di
detentivo,
come
cose.
cui
lui
viveva
in
quel
perché nel periodo che lui
dicevo,
lui
Nel periodo
si
questi
periodo sempre
era in carcere...
occupava personalmente
in cui lui
mio
delle
veniva arrestato
sue
qualcuno
provvedeva a fargli avere questi soldi. Nel periodo del
2006 non ero io. Cioè è questo... io nel 2008 e 2009 l’ho
fatto
io,
portarli
cioè sono stata
a
mio
fratello.
io
a prendere i soldi
Nel
2006
ho
portato
e a
quella
notizia a mio fratello dicendogli: “Sì, i soldi te
daranno a fine mese. Te ne daranno mille, piuttosto
800”, ma non
glieli ho portati
io e non
li
che
ho provveduto ad
andare a prenderli.
PRESIDENTE – E lei
portato a mio
ha detto pure: “In quella occasione io ho
fratello... ho
detto
detto mio marito di dirgli”?
IMP. PESCE – Mio marito, sì.
PRESIDENTE – Ha detto questo poco fa?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, nel 2006.
PRESIDENTE – Nel 2006, certo.
139
quello che mi
aveva
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Quindi sta confermando quello che ha detto prima?
IMP. PESCE – Sì, sì,
però cambia che... sì,
ero consapevole
nel 2006 che aveva i camion, ero consapevole... sapevo
che
lui prendeva questi soldi,
perché io stessa gli
ho
detto: “Te li daranno”...
PRESIDENTE – Però non glieli portava lei,
né si
interessava
di...
IMP. PESCE – Di quali camion erano, dove lavoravano...
PRESIDENTE
–
Né
si
interessava
di
farglieli
avere questi
soldi?
IMP.
PESCE
–
No, no, neanche. Io in quel colloquio ho riportato
questa notizia a mio fratello, ma non... niente di più.
PRESIDENTE – Ho capito.
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi nel 2006 reperiva i soldi provento
di estorsione e li portava in carcere a suo fratello?
IMP. PESCE – Li portava... direttamente li portava mia madre.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Li metteva a lui insomma lì dove...
P.M. DOTT.SSA
CERRETI –
Okay.
E
chi li
andava
a prendere
presso Armeli Signorino?
IMP. PESCE – Mio marito...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – ...e... cioè che so che andava lui e so che se ne
occupavano i miei zii Giuseppe e... Giuseppe all’epoca.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Se ne occupavano in senso?
IMP. PESCE –
Che
li faceva arrivare anche lui
mio zio Giuseppe Pesce.
140
questi soldi,
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Quindi Giuseppe e Vincenzo, i suoi
zii, se ne occupavano e suo marito li andava a prendere?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sua madre li portava...
PRESIDENTE – Mi scusi Pubblico Ministero, un chiarimento.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Prego.
PRESIDENTE – Dato che adesso sta
detto,
Giuseppe Pecora, ha
e prima quando parlava invece delle visite
faceva
però
citando
che lei
settimanalmente a Palermo ha nominato lo zio, senza
specificare chi era, era sempre Giuseppe Pecora?
IMP. PESCE – Vincenzo.
PRESIDENTE –
Vincenzo, ecco. Perché aveva detto
più volte
lo
zio... volevo chiederglielo perché insomma...
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
PRESIDENTE – Va bene?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Sua
sorella Marina
ha mai
portato
questi soldi in carcere a suo fratello? È mai capitato?
IMP.
PESCE
–
Sì,
se
doveva andare lei
a trovarlo sì,
è
capitato.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Suo fratello – siamo a dicembre
2006 – aveva un’attività lavorativa lecita?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei nel dicembre 2006 di quella somma
di denaro, della provenienza di quella somma di denaro cosa
sa?
IMP. PESCE – Sapevo che aveva questi
che doveva prendere questi soldi.
141
camion che lavoravano e
Che ogni fine
mese gli
venivano dati
questi
soldi
dati, insomma mandati
e che... che gli venivano
tramite i miei zii
o
tramite
mio
marito.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay.
PRESIDENTE – Le posso chiedere un chiarimento?
IMP. PESCE – Certo.
PRESIDENTE –
Quando
erano frutto
si
parla di questi soldi che, diciamo,
dell’uso del camion, ma era il
camion della
Sisa questo?
IMP. PESCE –
Ripeto,
provenienza, se
quando era nel
il
camion era
2006 io
quello
non
sapevo la
della
Sisa... I
camion. Io sapevo i camion.
PRESIDENTE – Era dei camion?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Così genericamente?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Successivamente invece era il camion della Sisa?
IMP. PESCE – Io sapevo... sì, quello della Sisa.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sa
questa
somma
se suo padre era a conoscenza di
che veniva
incassata
mensilmente da
suo
fratello?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come lo sa?
IMP. PESCE –
Perché più volte
chiedeva: “Ma i soldi glieli
hanno dati? Ma i soldi glieli hanno dati? ”.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – A chi lo chiedeva?
IMP. PESCE – Quando andavamo a trovarlo,
lo chiedeva o a mia
il colloquio.
142
a fare il colloquio
madre o insomma a chi veniva a fare
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Lei
ha
fatto
Vincenzo e Giuseppe, utilizzavano
anche i figli per andare... lei ha detto
materialmente
a
prima
dell’attività estorsiva
generico quando abbiamo parlato
dicendo che i suoi zii,
riferimento
riscuotere.
quindi stiamo parlando
In
del
che li mandava
questo caso specifico,
capo 14
Signorino, le risulta che sia stato
estorsione
mai
Armeli
mandato qualche
suo cugino a riscuotere queste somme di denaro?
IMP. PESCE – Del 2006 stiamo parlando?
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
se
ovviamente
materialmente
Partiamo dal 2006, se c’è poi...
questa
presa
somma
nel
chiarisca, per carità.
di denaro
2008 o
nel
viene
2009
lei
poi
ce
lo
Cioè se in questo arco temporale
qualche volta qualche suo cugino è intervenuto
per la
riscossione.
IMP. PESCE – Del 2006 non ne ho... non ne sono a conoscenza.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E successivamente?
IMP. PESCE – Sì, del 2008... 2009/2010 sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quale suo cugino?
IMP. PESCE –
Il
figlio di mio
zio Vincenzo,
quando Savino,
quando Francesco.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Come fa a dirlo?
IMP. PESCE – Perché mio
miei figli. Mando mio
a
volte
trovato.
il
figlio.
Stasera mando
figlio arrivava
Papà,
assistevo...
“Passa più tardi
non c’era.
proprio
che
là
lui
mio
diceva:
Passo più
quando
questa
e
tardi”
ragazza deve
i
figlio”,
“Non l’ho
e
lo mandava
trovare suo fratello domani” insomma o...
143
“Mando
zio Pesce Vincenzo diceva:
allora
diceva:
andare a
(…)
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Senta,
che lei sappia
Armeli poteva
rifiutarsi di pagare?
IMP. PESCE – So che...
AVV.
SANTAMBROGIO – Presidente,
Palmi.
Si
chiede
alla
c’è
scusi,
teste
di
opposizione
rispondere
da
sul
comportamento di un altro soggetto.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Se lo sa.
PRESIDENTE – In effetti...
AVV. SANTAMBROGIO – Tra l’altro...
PRESIDENTE – Voglio dire,
se è
una
sua
se sa il motivo poi ci deve dire...
opinione
poi
rimane come
tale,
quindi
possiamo chiederlo in questi termini.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
lei
sa
se
Anzi, la rendo ancora più specifica:
Armeli si
è
mai
in
concreto rifiutato
di
pagare?
PRESIDENTE – Questa è ancora meglio.
IMP. PESCE –
Sì,
ultimamente si
rifiutava di pagare con la
motivazione che il camion era fermo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
E questo cosa ha provocato? Cosa è
accaduto dopo, all’esito del suo rifiuto?
IMP.
PESCE
–
cominciato
La
rabbia di
mio
fratello.
Mio
a diventare insomma aggressivo,
fratello
ha
a pretendere
quei soldi e a dirmi di andare da mio zio e dirgli che a
lui gli deve quei soldi e di fargli avere quei soldi.
PRESIDENTE – Lo zio in questo caso è?
IMP. PESCE – Vincenzo.
PRESIDENTE – Zio Vincenzo.
144
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
In sua presenza suo fratello ha mai
minacciato Armeli?
IMP. PESCE – Diceva che quando sarebbe uscito
vista lui con questo
tizio
e di fargli
se la
sarebbe
sapere che lui
sarebbe uscito prima o poi da lì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Poi la questione com’è finita, pagò o
non pagò Armeli?
IMP. PESCE – Sì, sì, pagava tutti i mesi. Almeno fino a quando
c’era mio zio i soldi arrivavano.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Lei sa chi riuscì
a convincerlo
a
pagare?
IMP. PESCE – No.
INTERVENTO – Presidente, c’è opposizione.
PRESIDENTE – Ha risposto e ha detto no, che non lo sa.
IMP. PESCE – Signor Presidente, posso?
PRESIDENTE – Prego.
IMP.
–
PESCE
Sulla
domanda che
mi
ha fatto
il
Pubblico
Ministero adesso.
PRESIDENTE – Eh!
IMP. PESCE – Siccome sono tante le cose, adesso mi è venuto un
flash
di
una
situazione
che era
successa.
Siccome...
Posso?
PRESIDENTE – Sì.
IMP. PESCE – Siccome c’è stato un periodo.
INTERVENTO –
Presidente,
però rimane l’opposizione,
chiedo
scusa.
PRESIDENTE – L’opposizione era... Dunque, la domanda qual era?
INTERVENTO – Presidente...
PRESIDENTE – Scusatemi, qual è la domanda intanto e poi voglio
145
dire...
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
In questo
momento sono dichiarazioni
spontanee.
PRESIDENTE
–
Appunto,
nel
spontaneamente, quindi non
senso
che
è
intervenuta
possiamo tapparle
la bocca in
ogni caso.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Esatto.
PRESIDENTE – Non ha avuto nessuna imbeccata. Manco la vedono,
è che posso dire: “No, lei
nessuno la vede, quindi... non
deve parlare”.
non
Se mi
ha chiesto di parlare io devo
raccogliere quello che lei sta dichiarando. Prego.
IMP.
–
PESCE
Praticamente
praticamente
stato
questo Armeli non
mio fratello e io
dissi
c’è
questa
un
periodo
voleva più dare i soldi a
quando sono andata da mio
cosa...
poi
che
uscendo
ho
fratello e
dovuto chiedere
spiegazioni a mio zio per conto di mio fratello e mio zio
mi
disse
intimato
che
praticamente
questo
da Francesco Pesce,
Armeli
’84,
classe
era
a
stato
non
dare
più... ’78, scusi.
PRESIDENTE – Da suo cugino quindi.
IMP. PESCE – Adesso un po’...
PRESIDENTE – Da suo cugino, sì.
IMP. PESCE – Di non
non
dare più i soldi a mio
dargli più questi soldi.
fratello,
Quindi mio
cioè di
zio... quando io
gli dicevo: “Perché non li vuole dare? ”, dice: “Perché
Ciccio gli
zio
ha detto che non glieli
insomma parlò
con
questo
Armeli e
doveva farlo, almeno fino a che mio
doveva dargli
146
questi soldi.
dare più”. E poi mio
gli
disse
che
fratello era detenuto
Poi, un
domani quando
lui
sarebbe uscito, insomma sarebbe arrivato a un chiarimento
con lui.
PRESIDENTE – Può proseguire.
(…)
-
GLI “AGGANCI” IN CASSAZIONE: il giudice Carnevale
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
argomento.
Lei
Allora,
ha mai
affrontiamo
saputo se
qualche
un
membro
altro
della
famiglia Pesce, e se sì ci dirà chi, conoscesse qualche
magistrato della Corte di Cassazione?
IMP. PESCE – Della famiglia Pesce no.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Perché mi
fa questa specificazione?
Che vuol dire?
IMP. PESCE – Perché i legali con membri, insomma persone della
Cassazione o insomma con qualche magistrato
intervenire per loro
non
che poteva
erano i membri della
famiglia
Pesce.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E chi erano?
IMP. PESCE – Era mio suocero Palaia Gaetano.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE –
E qualche
Avvocato che si prestava
a fare
da
tramite.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Innanzitutto queste circostanze lei
come le conosce?
IMP.
–
PESCE
Allora,
partecipato
madre
qualcuno
147
degli
a dei colloqui dove mio
per il
impegnare
quella
per
suo...
un
Avvocati perché
padre parlava
cioè di Avvocati
suo
che ne aveva
trasferimento
ho
con mia
che si dovevano
tramite
insomma
le capacità, insomma che poteva
fare questo trasferimento.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE –
Poi per quanto riguarda
quando io mi
sono sposata
mio
con mio
sapevo perché
ho
detto
suocero aveva delle
che mio
dicevano a
Roma,
suocero perché
marito sapevo che...
sentito, perché più volte mi
alla
da
è stato
amicizie in ambito...
Cassazione
a
Roma...
questo
è
quello che mi...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Chi glielo diceva?
IMP. PESCE – L’ho sentito insomma anche da mio marito stesso.
L’ho
sentito anche
una volta
Ferraro Giuseppe di
chiedere
a mio
insomma con le sue amicizie,
lui
per farlo
che
mi chiese
mio
zio
suocero di aiutarlo
con le amicizie che aveva
uscire dal carcere e, va beh,
era
noto
insomma...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi lo chiese a lei
direttamente
Ferraro Giuseppe?
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di intervenire con suo suocero?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei lo fece?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Suo suocero cosa le rispose?
IMP. PESCE – Mio suocero mi rispose che non
tempi, che lui ormai queste
erano più quelli i
amicizie
non
le aveva più,
che a causa della sua... cioè praticamente negli anni,
diciamo, la posizione
aveva
più
questi
economica era
poteri
facilmente raggiungibili
148
che
con la
cambiata
prima
gli
e lui non
venivano...
posizione economica che
aveva.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
E quando suo suocero le riferisce:
“Prima io avevo questi
riferiamo?
Rispetto
poteri”
la
avviene innanzitutto?
a quale arco temporale ci
vostra
discussione
Partiamo da
questo
che
quando
dato
certo.
Questa discussione con suo suocero in relazione
a Ferraro
Giuseppe quando avviene?
IMP. PESCE – Sì, un attimo che sto...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Più o meno.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lo colleghi sempre, io le consiglio,
alle date delle sue gravidanze, perché ho visto che così
riesce più a orientarsi.
IMP. PESCE – Forse il 2005... il 2004/2005.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Nel 200/2005 quindi
Ferraro
Giuseppe
le fa questa richiesta. E il prima a cui si riferisce suo
suocero a che arco temporale si riferiva, se lo sa,
se
suo suocero gliel’ha detto.
IMP. PESCE – Non ho capito la domanda, mi scusi.
P.M. DOTT.SSA
risposto:
CERRETI –
Lei ha detto:
‘Adesso queste cose non
“Mio
le
suocero
mi ha
posso fare più.
Prima le facevo’”.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo prima,
quanto tempo prima? Se
lo sa. Se glielo ha detto suo suocero.
IMP. PESCE – No, non
me l’ha detto, però... insomma, no, non
lo so. Di preciso no.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Okay. Tra
i suoi familiari Ferraro
Giuseppe è stato l’unico che le ha chiesto di intercedere
149
attraverso suo suocero con queste
conoscenze in Corte di
Cassazione?
IMP.
PESCE
–
Direttamente
sì. Anche con battute o
con
riferimenti in altri casi anche mio padre, sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
E
lei
ha detto
Giuseppe si trattava di tirarlo fuori
che
per
Ferraro
dal carcere e per
suo padre di cosa si trattava?
IMP. PESCE – Tipo per i trasferimenti oppure anche a volte
per
intervenire proprio a livello... per farlo uscire...
sì,
anche questo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. E questo interessamento per suo
padre, siamo sempre negli stessi
anni o in anni diversi
rispetto a Ferraro Giuseppe?
IMP. PESCE – In anni...
più o meno era quello insomma l’arco
temporale.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Il periodo era sempre quello?
IMP. PESCE – Sì, sì, 2006, 2005... insomma quello...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E in
quel caso suo suocero per suo
padre riesce a fare qualcosa?
IMP. PESCE – No, no, no, lui... almeno per quello
che so io
no, non si è mai reso disponibile a farlo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Non si è mai
reso disponibile a farlo,
però lei poco fa ha detto: “Ha detto prima le potevo fare
ora non più”.
IMP. PESCE – Sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi un prima c’era stato.
IMP. PESCE – Non si
rendeva disponibile perché diceva che non
era più nelle sue capacità di poterlo fare.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ecco, quindi prima sì?
150
IMP. PESCE – Sì, sì,
prima negli
anni prima, si parlava di
decenni prima insomma di quell’arco temporale.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei non
sa di cosa di specifico sia
stato fatto in questi anni prima grazie
Cioè le è stato
mai
raccontato
a suo suocero?
questo prima... questo
potere che suo suocero asseriva di avere prima in cosa si
era tradotto?
IMP. PESCE –
Allora, intanto...
va beh, qualcosa era riuscito
a fare nel periodo che c’era stata
la prima carcerazione
di mio marito, che avvenne tra il ’95...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Io aspettavo mia figlia, la grande, quindi ’94/’95,
il primo provvedimento...
INTERVENTO – Non abbiamo sentito. Non sentiamo, Presidente, da
Palmi.
PRESIDENTE – Adesso ripeterà a voce più alta.
IMP. PESCE – La prima volta che lui intervenne...
aveva fatto
insomma
qualche intervento
provvedimento che mio
marito
con mio
che so che
era
il
primo
padre che è stato
nel ’94.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E in quel caso innanzitutto
in
che
situazioni
detentiva
era,
cioè
era
suo marito
libero
o
detenuto?
IMP. PESCE –
No, no, l’avevano arrestato
nell’ambito di
un
provvedimento di associazione.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Quindi era detenuto.
PRESIDENTE – E quindi ha detto
“con mio
padre”, quindi erano
stati arrestati insieme, diciamo nell’ambito della
operazione?
151
stessa
IMP. PESCE – Sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
andò a buon fine
Okay. L’intervento che lei
in cosa è consistito
dice lì
per suo marito in
quel caso?
IMP. PESCE –
Che
tutti
presero la condanna e mio
marito è
uscito assolto da quel provvedimento.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma che suo marito venne assolto grazie
all’intervento
di suo suocero è una circostanza di cui
lei ha conoscenza perché ne avete parlato
o
è una sua
deduzione?
IMP. PESCE –
No, no, era palese perché...
cioè se ne vantava
anche mio suocero dicendo: “Questa volta
però
non
fare
altri
guai,
perché
ti ho
non
salvato,
posso
più
intervenire”.
P.M.
DOTT.SSA
specifico,
grazie
al
CERRETI
un
–
Lei
nome
di
ha
mai
questo
saputo
un
contatto
riferimento
in
Cassazione
quale suo suocero si vantava di aver ottenuto
dei benefici processuali?
IMP. PESCE – Una
volta, non
ricordo adesso se nell’occasione
che io riferì a mio suocero quello che mi aveva detto mio
zio o in un altro contesto, ricordo che lui disse che il
Giudice Carnevale non
c’era più, non
era più arrivabile,
insomma non poteva più arrivare a lui.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Questa circostanza chi è che gliel’ha
riferita?
IMP. PESCE – L’ho sentita dire a mio suocero.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E suo suocero a chi la diceva?
IMP.
PESCE
–
Cioè ricordo
di
averla
sentita
da
lui,
non
ricordo se nel contesto quando io gli chiesi di mio zio,
152
di intervenire per lui
o in un
altro
contesto, però ho
sentito questa cosa...
P.M.
DOTT.SSA
–
CERRETI
L’ha
sentita
direttamente
da
suo
suocero?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ha mai
di
sentito parlare del pagamento
una somma di denaro per ottenere
benefici
processuali
per suo padre?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Ci vuole raccontare in che contesto,
come l’ha appreso e di cosa si trattava?
IMP. PESCE – Allora, l’ho sentito
a casa di mia
madre in un
contesto...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Il periodo?
IMP. PESCE –
Periodo... forse 2004/2005, sempre quel periodo
là.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quel periodo là?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. L’ha sentito
dire a casa di sua
madre, chi c’era e in quale contesto? Ci racconti.
IMP. PESCE – Doveva esserci
padre del quale... mio
una sentenza di Cassazione per mio
padre e mio
zio, se non
ricordo
male, era anche per mio zio Ferraro Giuseppe.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE – Non so bene i particolari perché non...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ci dica quello che sa.
IMP. PESCE –
quello
...non ho
che sentivo
movimenti, dalle
153
partecipato a questa cosa,
e da quello
telefonate
che vedevo,
che
mia
madre
però da
insomma dai
faceva nei
confronti...doveva esserci questo movimento di soldi
che
doveva avvenire tramite mio cugino...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Suo cugino quale?
IMP. PESCE – Pesce Francesco, il quale ricordo che...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che c’entrava Pesce Francesco con suo
padre in questa questione? Come mai
doveva essere lui
a
pagare?
IMP. PESCE – Doveva dare
i soldi che servivano per pagare...
insomma per l’esito di questa Cassazione.
Doveva dare i
soldi, insomma la disponibilità dei soldi.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì, come
mai
proprio Pesce Francesco
li dà questi soldi?
IMP. PESCE – Perché era lui
quello
che
serviva nei
che si occupava del pagamento di
confronti
di
mio
padre,
degli
Avvocati e di tutto quello che serviva.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Che
lei sappia
Pesce Francesco
aveva dato disponibilità a questo pagamento?
IMP. PESCE –
Sì,
aveva dato disponibilità
tanto che
doveva
esserci proprio il passaggio insomma dei soldi che doveva
avvenire,
però poi ricordo
– sempre da un racconto che
ascoltati – che questo Francesco alla fine questi soldi
non
li ha dati
e che ha fatto
fare cattiva
figura alle
persone che si erano impegnati e... e così insomma.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Quali erano le
persone che si
erano
impegnate?
IMP. PESCE –
Ricordo un
Avvocato, ma non
so quale
Avvocato
era.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Si impegnati a fare
queste persone?
154
cosa esattamente
IMP. PESCE – A chiedere il favore e poi fare il passaggio dei
soldi, il pagamento, per ricevere questo beneficio.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Ma il beneficio qual era in questo
caso in concreto? Quale doveva essere?
IMP. PESCE – Ricordo che era una cassazione, ma non
questo
momento qual
era
il
processo
Sa
di
o
ricordo in
qual era la
richiesta insomma che si...
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Okay.
quanti
soldi
stessimo
parlando, di che somma di denaro veniva richiesta?
IMP. PESCE – Era una grossa somma. Adesso non
ricordo se era a
lire o a euro, comunque era una grossa somma, sì.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Non
si
ricorda
nell’ordine
di
centinaia, di migliaia?
IMP. PESCE – Non ricordo se erano 50 milioni all’epoca o 100..
cioè 50 mila euro o 100 milioni. Era insomma...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Comunque nell’ordine di queste cifre?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – Ma questa Cassazione riguardava chi?
IMP. PESCE – Mio padre e mio zio Ferraro
Giuseppe. PRESIDENTE – Insieme?
IMP. PESCE – Sì, sì.
PRESIDENTE – Quindi erano coinvolti insieme in qualche processo?
IMP. PESCE – Sì, sì, un’associazione per droga sempre.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E i benefici di cui lei parla dovevano
riguardare entrambi?
IMP. PESCE – Sì, perché l’esito penso che era per tutti e due,
sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Poi lei ci disse... ci sta dicendo che
non è andato a buon fine, è così? Ho capito bene?
155
IMP. PESCE – Non è andato a buon fine
il passaggio, sì. Cioè
praticamente questi soldi non sono arrivati e...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Non sono arrivati perché Ciccio non
li
ha dati?
IMP. PESCE – Non li ha dati, sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Questo è il motivo?
IMP. PESCE – Sì.
PRESIDENTE – E la Cassazione fu favorevole o contraria?
IMP. PESCE – Non ricordo qual era in questo momento, perché ci
sono tanti provvedimenti, quindi... se non
sbaglio era
quella dei 15 anni che poi sono stati confermati.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi poi fu contraria.
Lei poco fa
ha parlato anche di un’esigenza di trasferimento di suo
padre.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – All’inizio del...
la prima risposta.
Ecco, mi parla di quest’altra vicenda?
Chi si interessò
innanzitutto di questa vicenda, del trasferimento di suo
padre?
IMP.
PESCE
–
ricordo
ricordo
Diciamo
che...
sempre gli
Avvocato che all’epoca
un
il
nome,
ma
non
Avvocati, quindi
aveva
mio padre,
ricordo
il
mi
cognome
dell’Avvocatessa, era una donna, Marina.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Sì.
IMP. PESCE –
Che
si
era
impegnata per fargli
trasferimento. Poi, va beh, nell’arco del
anche degli altri Avvocati che mio
156
fare questo
tempo c’erano
padre contattava
e poi
questi
Avvocati
insomma
parlavano con mio
venivano
giù
in
zio Vincenzo all’epoca
Calabria,
e... questo lo
ricordo perché mio zio un giorno mi disse che aveva dato
questi soldi effettivamente all’Avvocato
il
e che però poi
trasferimento effettivamente non c’è stato
insomma e
che...
P.M. DOTT.SSA
CERRETI
–
Mi
faccia capire,
innanzitutto
di
quanti soldi stiamo parlando, se lo sa?
IMP. PESCE –
quello
Allora, il primo Avvocato – se non
che veniva da... da Milano mi
questo
Avvocato, erano... non
era
sbaglio –
sembra che veniva
una
grossa cifra,
erano 7 mila euro.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma si trattava di un’attività tipica
del difensore che perorava l’istanza
presso il Ministero
da parte di suo padre?
INTERVENTO – Presidente...
PRESIDENTE – Sì...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Per quale tipo di attività era stata
richiesta questa somma di denaro?
IMP. PESCE –
Per far
trasferire
mio
padre nel carcere di
Rebibbia.
PRESIDENTE – Trasferire che cosa significa?
concreto
cosa
avrebbe
dovuto...
Cioè l’Avvocato in
l’Avvocato
o
gli
Avvocati...
IMP.
PESCE
–
Tramite
qualcuno che
era
di
sua
conoscenza
predisporre... far insomma... siccome lui faceva richieste
di avvicinamento a...
PRESIDENTE – (inc.) doveva fare la richiesta di trasferimento?
157
IMP. PESCE
–
No, no,
l’Avvocato
doveva
le
richieste le faceva
fare...
tramite
mio
qualche
padre
e
conoscenza,
fare accogliere queste richieste e farlo trasferire.
PRESIDENTE – Okay.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E i 7 mila euro a cosa servivano?
IMP. PESCE –
A far
sì
che la persona a cui venivano dati
poteva effettivamente fare questo sollecito
a chi doveva
insomma predisporre il trasferimento.
P.M.
DOTT.SSA
persona?
CERRETI
Non
–
erano
Quindi erano destinati
il
a
compenso all’Avvocato?
questa
Questo
voglio capire.
IMP. PESCE – Era il compenso alla persona che doveva fare
il
trasferimento tramite l’Avvocato.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Quindi l’Avvocato era l’intermediario?
IMP. PESCE – Sì. Sì, l’Avvocato era...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Anche questo lei come l’ha appreso?
IMP. PESCE – Questo da mio
mio
zio Pesce Vincenzo che... siccome
padre in quel periodo chiedeva a lui
praticamente
lui
chiedendo a mio
mi
scriveva
e
queste cose,
mandava una
lettera
zio queste cose e allora poi io dovevo...
mio padre mi diceva: “Vai da zio e vedi cosa ti dice” e
allora
io
mi
scriverglielo
dire: “Zio sta
dovevo informare
di
naturalmente, però non
quello
che
a chiare
era
e
lettere,
vedendo, ha dato i soldi all’Avvocato” e
questo.
P.M.
DOTT.SSA
CERRETI
–
Quindi
è
proprio
diretta che lei ha di questi fatti?
IMP. PESCE – Sì.
158
una
conoscenza
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma il pagamento c’è stato di questi 7
mila euro?
IMP. PESCE – Di un Avvocato sì, di questo Avvocato di cui non
conosco però...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Di
quello di cui non si ricorda il
nome o di quello di cui si ricorda solo che è donna e che
si chiama Marina?
IMP. PESCE – Allora, di quello che...
euro non
so proprio chi era,
nelle mie
di questo dei 7 mila
perché
non era un
Avvocato
conoscenza, era un Avvocato che stava a Milano
in quel periodo, di Milano mi sembra che era, adesso...
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Uomo o donna?
IMP. PESCE – Uomo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay.
IMP. PESCE – L’Avvocatessa quell’altra... quella ricordo che
doveva intervenire anche lei in questo senso, però questo
solo
per
sentito
dire
e
non
l’ho
vissuto
in
prima persona. Se ne occupava mia madre di questo.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Okay. Ma questi
soldi
sono stati...
questi 7 mila euro sono stati effettivamente pagati?
IMP. PESCE – I 7 mila euro sì, perché mio
diceva:
“Ho
dato
7
mila
euro
zio più volte mi
all’Avvocato
e
non
è
successo niente”.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – All’Avvocato di Milano?
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – E il risultato è stato ottenuto?
IMP. PESCE – No.
P.M. DOTT.SSA CERRETI –
Mentre l’altro Avvocato ha ricevuto
somme di denaro, che lei sappia?
159
IMP. PESCE – Io non lo so, questo non lo so.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Ma lei come
che si tratti
di
fa a essere così sicura
una cosa illecita,
cioè
che non
si
tratti di una mera attività difensiva?
IMP. PESCE – Perché era chiaro che questi soldi venivano dati
per
il
aveva
trasferimento,
e
poteva
un’istanza
che
per
fare
chiaro che
dovevano...
all’Avvocato
questo
l’Avvocato
parcella dell’Avvocato
che faceva
un aggancio
trasferimento.
doveva
che
fare.
doveva
cioè
l’Avvocato
che
Quelli
per
l’istanza
fare
veniva data
il suo dovere.
Non
una
era
la
era
parcella
Quella
era
una
questione di impegno in più che aveva l’Avvocato, che si
prendeva per
andare a fare questa cosa tramite
qualche
conoscenza.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei dice che era chiaro, che cosa vuol
dire che ne parlavate chiaramente tra di voi?
IMP. PESCE – Sì,
Avvocato
che ne parlavamo che adesso si impegna questo
per
farlo trasferire,
vediamo...
a
volte
faceva anche qualche pensiero nel senso che mia
madre o
anche mio zio diceva: “Sì, tuo padre il primo che gli
raccontare
la prima cosa lui
subito
si
crede a quello
va
che
gli dicono e...”, così insomma.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Lei ha detto: “Di quest’altro Avvocato
so poco, della
occupava mia
donna che si
chiama Marina, perché se
madre”, che cosa vuol dire,
cioè sua madre
che ruolo aveva in questo?
IMP. PESCE –
Si
occupava degli
Avvocati di mio
padre.
Nel
senso che andava a trovarli...
P.M.
160
DOTT.SSA
CERRETI
–
Sì.
No, nello
specifico
caso per
questo episodio di cui le sto chiedendo e che lei mi ha
detto: “So poco perché
se
madre”, che
ne occupava mia
vuol dire “se ne occupava mia madre”?
IMP. PESCE – Si occupava mia
Avvocati
di
madre di andare a parlare con gli
qualsiasi
cosa
riguardava
la
condizione
processuale di mio padre in quel momento.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Che lei sappia di questo argomento sua
madre con questo Avvocato ne parlava
solo
di persona o
anche al telefono?
IMP. PESCE – No, no, parlava anche al telefono.
P.M. DOTT.SSA CERRETI – Parlavano liberamente al telefono, che
lei sappia?
IMP. PESCE – Ricordo un’affermazione di mia
“Questa non
paura.
mi
madre che diceva:
risponde neanche più al
C’ha paura”,
però non
chiaramente o perché
non
so se lei
rispondeva,
perché ne parlava
perché non
insomma... non lo so. So che mia
madre un
questa frase,
non
che effettivamente
c’ha
telefono,
le
voleva
giorno disse
rispondeva al
telefono e non riusciva a rintracciarla.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Signora Pesce, ascolti, da dove essere
trasferito suo padre? Lei ha detto
Rebibbia, ma dove si
che doveva arrivare
a
trovava? Qual era il luogo diciamo
di detenzione effettivo, se se lo ricorda, se lo sa?
IMP. PESCE – Se non
ricordo male era stato... in quel periodo
là era a Asti, se non
ricordo
in tanti altri penitenziari,
male però, perché è stato
quindi adesso non
ricordo di
preciso in quel periodo dov’era. È stato anche a Saluzzo,
è stato
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a Asti e... non
ricordo in quel periodo dov’era
proprio ubicato.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Ascolti,
stata
consegnata questa somma
lei
prima ha detto che è
di denaro, questi
7 mila
euro.
IMP. PESCE – Sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Sa dove è avvenuta la consegna?
IMP. PESCE – Sì,
trovare
mio
questo Avvocato venne in Calabria e andò a
zio
Pesce Vincenzo a
casa
di
mia
nonna
Bonarrigo Giuseppa e lì avvenne...
P.M. DOTT.SSA PANTANO –
E lei
questa circostanza come
fa a
indicarla, ecco?
IMP.
PESCE
–
Sempre
me
l’aveva
detto
mio
zio
perché
mi
raccontò: “Quest’Avvocato è venuto...” e insomma...
P.M. DOTT.SSA PANTANO - Quindi si
suo
zio
dall’Avvocato,
ma
era recato l’Avvocato. Non
è l’Avvocato che scende in
Calabria?
IMP. PESCE – Sì, sì, sì, sì.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Senta, come mai
proprio a casa di sua
nonna?
IMP. PESCE – Perché mio
ho
zio qualsiasi cosa la faceva là,
detto già prima era il punto di riferimento suo per
gli incontri e per tutto il resto.
P.M. DOTT.SSA PANTANO – Va bene.
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