'4 Un salto ___gante e la
sbarra è superata ; scatto,
snellezza, prontezza di ritlessi . Ne consegue armonía fisica e spirituale.
4 Saggio gìnnìco
giovani congoles delta Scuola
professionale salesiana
KIGALI (Congo-Ruanda) .
. Inaugurazione
ROMA .
dell'anno sportivo all'Istituto San. Giovanni Bosco
nel quartiere Appio (Cinecittà) . In primo piano
le varie squadre sportive .
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ANNO LXXXIì - NUMERO 17 - TORINO, 1° SETTEMBRE 1960
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opinione pubblica mondiale è polarizzata in questi giorni sul più grande
avvenimento sportivo internazionale : le XVII Olimpiadi aperte a Roma
il 25 agosto .
Oltre 80 nazioni seguono con impressionante interesse le competizioni sportive in cui sono impegnati i loro migliori atleti . Circa 7000 atleti, il fior
gioventù sportiva di tutto il mondo, all'inizio dei giochi olimpici hanno
prestato giuramento di presentarsi « come concorrenti leali, rispettosi dei regolamenti
che li disciplinano e desiderosi di parteciparvi con spirito cavalleresco per la gloria
dello sport e l'onore dei loro paesi » .
Tutti i mezzi di informazione sono collegati con la Press House, ove alcune migliaia
di giornalisti continuamente aggiornano i loro comunicati stampa, i loro resoconti,
i loro commenti .
1 più progrediti ritrovati tecnici tentano di tenere in costante collegamento gli atleti
irn gara con i rispettivi Paesi a mezzo stampa, radio e televisione .
Pare davvero che si rinnovi il miracolo delle antiche Olimpiadi : cioè che il mondo
sospenda per un momento ogni altro interesse, ogni discordia, ogni divisione per godere
la fraternità, esuberante di giovinezza, dei Giochi Olimpici .
• Può darsi che si rimanga esitanti nella valutazione di questo avvenimento, del suo
significato, della sua portata, dinanzi ai grandi e a volte tragici problemi che travagliano la vita della umanità . Ma questo giudizio meno favorevole, se può giustificarsi
353
dinanzi a tante false espressioni d'interesse
sportivo, a volte ingenuo, a volte violentemente passionale, a volte ridicolo, a volte scandaloso, non deve impedire di cogliere autentici
valori umani insiti in questa manifestazione e
nell'attività sportiva che ne è il contenuto .
È il desiderio di mettere in luce questi
valori profondi di un avvenimento di portata
mondiale che spinge anche noi a parlarne .
Ci conforta in questo il gesto paterno e significativo del Santo Padre, che ha voluto
questo scopo, il fondatore delle Olimpiadi moderne, il barone de Coubertin, soggiornò allora a Roma per alcuni mesi per avvicinare
le Autorita civili onde averne il consenso e
« ottenere dal Vaticano » la soppressione di
una specie di interdetto che veniva esercitato
da taluni ambienti cattolici nei riguardi della
pedagogia sportiva . Il primo intento non fu
raggiunto ; il secondo lo fu pienamente . È
l'affermazione esplicita dello stesso de Coubertin, che se subì la delusione del rifiuto
delle Autorità civili ad organizzare le Olimpiadi, trovò la più cordiale e favorevole accoglienza in Vaticano . Non solo il card . Segretario di Stato Merry del Val affermò che non
v'era alcun motivo di contrasto fra lo sport e
la religione, ma lo stesso Papa San Pio X, dopo
aver ricordato il suo personale interessamento
a manifestazioni sportive veneziane quand'era
Patriarca di Venezia, promise una prova tangibile dei suoi sentimenti . Il che fece nell'estate
successiva presiedendo nello stupendo cortile
di S . Damaso ad una festa ginnastica nel corso
di un pellegrinaggio di organizzazioni giovanili cattoliche francesi, belghe e di altri paesi .
E tutti i Papi che gli succedettero hanno
testimoniato eguale comprensione e favore per
l'attività sportiva . Indimenticabili rimangono
tante cordialissime udienze concesse a sportivi dal Papa Pio XII, e dal regnante Sommo
Pontefice Giovanni XXIII .
u
Equilibrio e forza di muscoli, ottimo allenamento all'equilibrio dello spirito e alla fortezza del carattere .
dare il via a queste Olimpiadi Romane con
l'udienza concessa prima dell'inaugurazione
ufficiale a tutti gli atleti, ai componenti le
delegazioni estere ed italiana, oltrechè alla
stampa di tutto il mondo presente a Roma .
o
Sport e religione
Questo interessamento della Suprema Autorità religiosa per le
Olimpiadi . richiama alla memoria un'altra pagina della storia delle Olimpiadi moderne .
Anche la IV Olimpiade moderna nel 1905
doveva essere organizzata a Roma . Ed a
Ma l'interessamento della Chiesa e dei Papi
per lo sport, non è stato solo un occasionale
gesto di simpatia, è stato un cristiano approfondimento di un fenomeno, che se è tipico
del mondo moderno nelle sue attuali espressioni, è componente ineliminabile della vita
stessa dell'uomo .
Lo sport infatti involge tutto il problema
dell'educazione fisica dell'uomo ; lo sport ancora è una delle più seguite forme di divertimento . Ambedue questi aspetti dello sport
hanno un chiaro significato morale, che giustifica, anzi richiede una precisa dottrina teologica e morale che preservi lo sport dalle degenerazioni dannose al fisico e al morale degli
atleti che vi sono impegnati, e che viceversa utilizzi tutte le possibilità di educazione del fisico
e del morale insite nella sana attività sportiva .
Nessuno può ignorare l'importanza della
educazione fisica dei giovani : un armonioso
sviluppo del fisico è parte integrante della,
educazione dell'uomo non solamente per la
sua sanità ma anche per una più piena vitalità al servizio della vita totale dell'uomo,
anche della vita spirituale, intellettuale, affettiva e volitiva .
Per raggiungere questo fine la tradizionale
dello sport, che troppo frequentemente rivela
« educazione fisica » è stata utilmente intepiù i lati negativi che quelli positivi, malato
grata dalla pratica sportiva, che nella sua
anch'esso di materialismo, di edonismo, di
grande varietà meglio esercita le attitudini
mercantilismo e di divismo .
fisiche sviluppandole ordinatamente, aggiungendovi l'attrattiva di un sano agonismo, del
desiderio di affermazione e di vittoria, del
costante perfezionamento in vista di risulÈ nella cornice di questa concetati migliori, della socialità nei giochi di
zione cristiana dello sport, e
squadra, di disciplina nell'allenamento e della
di quest'opera di penetrazione cristiana nel
leale osservanza dei regolamenti sportivi .
inondo sportivo, che si può meglio comprenL'attività sportiva insomma, non
abbandonata ad un istintivismo capriccioso diseducativo, ma utilizzata
sapientemente, può contribuire efficacemente all'educazione noti solo lisica, ma anche spirituale dell'uomo .
E proprio su questo valore costruttivo dello sport hanno messo
l'accento i Sommi Pontefici, integrando i dati di una pedagogia sportiva puramente naturale, coli gli insegnamenti della fede e della morale
cristiana .
Si potrebbe presentare un'antologia
di passi dei discorsi pontifici che sottolineano mirabilmente questi valori
umani e cristiani dell'attività sportiva . Basti un accenno . Così parla
S . S . Giovanni XXIII : « Lo sport
ha nella vostra vita un valore di
primo ordine per l'esercizio delle
virtù. . . Anche nello sport infatti possono trovare sviluppo le vere e forti
virtù cristiane, che la grazia di Dio
rende poi stabili e fruttuose ; nello
spirito di disciplina si imparano e si
praticano l'obbedienza, l'umiltà, la
rinuncia ; nei rapporti di squadra e
di competizione, la carità, l'amore
di fraternità, il rispetto reciproco, la
magnanimità, talora anche il perdono; nelle ferme leggi del rendimento
fisico, la castità, la modestia, la temTORINO-VALDOCCO - Aspirano alle altezze . . .
peranza, la prudenza . Oh! quale fortuna per voi praticare con giovanile
entusiasmo, queste antiche virtù, senza le
dere l'accoglienza favorevole che ha sempre
quali ci può essere sì un valoroso atleta, ma
avuto lo sport nelle case salesiane .
Don Bosco, finissimo conoscitore della psinon un vero atleta cristiano » .
Evidentemente con altrettanta chiarezza i
cologia giovanile, ha dato grande importanza
nel suo sistema educativo all'allegria ed al
Sommi Pontefici hanno indicato i pericoli della
attività sportiva ed i suoi limiti, nel rispetto
gioco, normale espressione della esuberanza
di altri doveri preminenti : religiosi, morali,
delle energie giovanili e fonte di serenità .
familiari, professionali .
Il cortile, le ricreazioni sono la più classica
Si è venuta così precisando una ricca dotrealizzazione del suo grande principio : « Bisogna amare le cose che piacciono ai giovani,
trina cattolica dello sport e si è venuta organizzando una efficace presenza dei Cattoperchè i giovani amino le cose che stanno a
lici nel mondo sportivo . E quanto il mondo
cuore agli educatori » . Il cortile di gioco è
sportivo abbia bisogno di essere illuminato
il punto di incontro più efficace fra educatore
da questa dottrina e fermentato da questa
e giovani : la vita gioiosa della ricreazione è
presenza, lo documenta la realtà quotidiana
quella che crea il clima di familiarità, di sin-
Don Bosco e lo sport
x,5
cerità, di confidenza fra giovani ed educatori .
Si può giungere ad una affermazione più
impegnativa : il segreto di Don Bosco, la novità del suo sistema, è stata proprio questa :
portare il giovane, attraverso alla vera gioia,
alle più alte vette della sua formazione
cristiana .
Studio e lavoro, pietà, allegria : « Gli è
- scrive il noto studioso Don Caviglia che nell'attuazione della vita educativa salesiana, la ricreazione, la vita del cortile,
zione . Valore spirituale, valore pedagogico,
valore metodico, valore energetico e redimente dell'adolescenza » .
Lo sport si inserisce quindi nel sistema salesiano come risolutore del bisogno di ricreazione, di allegria dei giovani, e come campo
aperto per una positiva opera educativa, sul
fisico e sul morale dei giovani .
Nella pratica stessa dell'attività sportiva
da una parte il giovane si « rivela » più totalmente, dall'altra si offre più malleabile all'influsso educativo del Superiore salesiano, sempre a contatto con i
suoi giovani, come vuole Don Bosco .
E mentre l'attività sportiva è
aperta, nei nostri Oratori e nei
nostri Istituti, a tutti i giovani, per
portare a tutti i benefìci fisici e
morali di questa attività, emergono
anche spontaneamente i più dotati,
che si avvieranno alle espressioni
più perfezionate dello sport giungendo anche ai massimi valori nazionali, portandovi lo « stile » cristiano e salesiano, attuando la figura
del « vero atleta cristiano », come
desidera Giovanni XXIII .
PER MOTIVI TECNICI
DOBBIAMO RIMANDARE
AL PROSSIMO MESE
RELAZIONI ED ARTICOLI
SUL
CONGRESSO EUCARISTICO
DI MONACO
:3.ît3
« Con l'avvento del presente secolo - afferma Pio XII -- lo sport
Lo sport per questi giovani apostoli salesiani non è fine a se
ha assunto proporzioni tali, per le
stesso, ma preparazione a un apostolato salesiano, quello del cortile .
schiere dei dilettanti e dei professionisti, per le folle accorrenti negli stadi
e per l'interesse destato mediante la stampa,
come dovrebbe dirsi, è uno dei tre termini
del trinomio professionale, uno dei centri di
da costituire un fenomeno tipico dell'odierna
tre' cerchi che si interferiscono l'un l'altro,
società . L'accresciuta importanza suscita, a
sua volta, nuovi riflessi e problemi nel campo
passando per i centri degli altri due . La
dell'educazione, della pratica religiosa, della
disciplina del lavoro, la pietà, la vita del
morale, perfino in quello sociale, da non poter
cortile, hanno nel sistema salesiano un'importanza ciascuna per sè, in relazione alle
essere trascurati dalla Chiesa, sollecita sempre
di promuovere organizzazioni rispondenti alle
altre due, che, a mancarne una, il lavoro
non è più quello, e cioè fallisce in parte
nuove esigenze » .
Nella luce di questi alti insegnamenti, nello
per il suo scopo o per il suo risultato . La
stile e nella tradizione educativa salesiana .
novità, l'originalità senz'altro, del Patriarca
nelle case di Don Bosco si coltiva, si orgadell'educazione cristiana, che ha « santificato
nizza lo sport, lo sport sano, quello che
la gioia di vivere », sta nel valore salesiano
risponde alle vere esigenze del mondo giodella ricreazione ; nel valore dato alla giocondità, allegria, serenità lieta, dell'educavanile odierno .
#*
o
Ignor vincenz
So
I
01
I
servo dei poveri
3
nel terzo centenario della morte 1660 - 27 settembre - 1930
6
N
el 1883 Don Bosco, trovandosi ad
Amiens, fu pregato di rivolgere la parola ai
numerosi Cooperatori di quella città . Celebrò
la Messa in cattedrale davanti ad una folla
numerosa, a cui poi rivolse una di quelle sue
esortazioni che lasciavano l'anima rapita e
commossa . Parlò dal pulpito, che era addossato
ad un grosso pilastro, ornato alla base da
una colossale statua di San Vincenzo de' Paoli,
che si presenta in atto di tendere una mano
al cielo e di indicare con l'altra un bimbo che
gli sta ai piedi . « Ma quella mattina - dice
il biografo - gli uditori provavano l'illusione
che con ambe le mani il Santo francese della
carità volesse abbracciare il predicatore della
carità, italiano » .
Accostamento fortùito su quel pulpito,
accanto a quella statua, ma indice chiaro di
una viva realtà .
S
donne perdute e
pericolanti ; carità
per i vecchi, i carcerati, i condannati alle galere, la
turba immensa
degli affamati, i
senzatetto e i rovinati dalle guerre ; carità per gli schiavi stessi
dei Barbareschi .
Quanta poveraglia - così la chiamava il
mondo sudicio e fastoso di allora - in quella
Francia che i suoi re ambiziosi vogliono portare al primo posto in Europa a forza di
;,angue e di rovine! Tempi tristi in cui il
popolo è costretto a curvare la schiena per
far da sgabello ai suoi sovrani .
Il signor Vincenzo, da solo, cerca di mettere rimedio a questa somma infinita di lutti
e di lacrime . I re profondevano i miliardi in
imprese pazzesche, Vincenzo spenderà i mil'ardi a sollievo delle umane sventure ; i re
an Vincenzo de' Paoli - o come comunemente lo si chiamava - il .signor Vincenzo è l'araldo della carità nel secolo XVII come Don Bosco lo
è nel XIX : ambedue nel loro
secolo così travagliato levarono
UN NUOVO PREZIOSO PRIVILEGIO
alta la band'era della carità di
Cristo, dimcdochè si può ben
Con rescritto dell'8 luglio 1960 la Sacra Congregazione ó
dire che impersonarono l'ansia •• dei Religiosi ha concesso il seguente nuovo Privilegio chiesto
di amore che nei due secoli si é al Santo Padre Giovanni XXIII dal nostro Procuratore Ce- •
faceva sempre più viva, perchè s nerale a nome del Rettor Maggiore :
al posto di Cristo erano stati •
Diocesani,
Decurioni
tutti Sacerdoti propria
innalzati i soliti idoli umani • r atori Salessiani
possono celebrare la iMessa
p di
- l'ambizione, l'avarizia, l'ego- •
Maria SS. Ausiliatrice, di S . Giovanni Bosco, di S . Domenico
ismo - che della carità sono
Savio e di S. Maria Mazzarello :
i
la negazione più assoluta .
chiese in cui si coltiva la Pia Unione secondo le
La carità del signor Vincenzo :• 1 nelle
norme del Regolamento di Don Bosco ;
ha sì gran braccia che sembra ••
emulare quella stessa di Dio : •• 2 nelle rispettive feste liturgiche e in altre occasioni di connon v'è ceto di bisog-íosi che ,•,
die feste die1° e 2° classe, di i ottave, vigilie e ferie privile- é
le sfugga .
•
giate, osservando le rubriche e le disposizioni generali .
Carità materiale per i bam- • Dette Messe si celebrano :
bini esposti e abbandonati, per ;
i trovatelli e gli orfani (quanti : a con Gloria ed Ite Missa est nelle ricorrenze liturgiche ;
in quel secolo di malcostume : b senza Gloria e con Benedicamus Domino nelle altre occasioni di convegni e celebrazioni speciali .
e di guerre continue!) ; carità •
per i malati, i mendicanti, le
II privilegio è concesso per dieci anni .
•
aggraveranno la questione sociale al punto
che dovrà inevitabilmente sfociare in una rivoluzione - la terribile Rivoluzione ! -- e
Vincenzo si sforzerà di risolverla nella luce
di Cristo e del suo Vangelo . Regioni intere
-- la Piccardìa, la Sciampagna e la Lorena devono a lui l'essere sopravvissute alla fame,
alle stragi, alle violenze di eserciti scatenati .
Presso i potenti egli alzerà la voce a favore
degli umili, e le ricchezze di tanti nobili,
attraverso le sue mani, soccorreranno i poveri di Cristo, di cui egli si gloriava di essere il servo .
Dietro al suo esempio tante anime generose
del popolo e della nobiltà - Figlie della
Carità, Dame e Damine della carità - si
mettono al servizio degli indigenti, cosa strana
a quei tempi in cui un nobile si sentiva offeso
se l'ombra di un povero ne sfiorava appena le
vesti sfarzose.
E
alla carità del corpo egli unisce quella
per l'anima .
Era anzi il suo programma : arrivare all'anima
attraverso al corpo . Non solo l'anima dei poveri, ma del popolo in genere, così ignorante e
abbrutito in tanto imperversar di violenza .
I suoi missionari -- i Signori della Missione - riportarono il pensiero del Signore
e degli eterni destini a una moltitudine di
anime che nell'esasperazione prodotta da una
torma infinita di mali, di Dio avevano la nozione solo per maledirlo e bestemmiarlo. Dove
arrivavano quei suoi degni discepoli il deserto rifioriva e la vita cristiana riprendeva
vigore . Animati dallo zelo e dalla voce del
loro Fondatore, quei valorosi partirono pure
per il lontano Madagascar, ad annunziarvi
il Vangelo di Cristo .
Nè si deve dimenticare quanto Vincenzo
abbia fatto per riportare i sacerdoti alla visione della loro missione divina e per donare
alla Nazione vescovi degni e zelanti, cosicchè
è in buona parte suo merito se il clero di
Francia, uscito da un periodo di tenebroso
rilassamento, potè avviarsi allo splendore di
una vita intemerata e apostolica .
Vincenzo moriva, ottantacinquenne, or sono
tre secoli, il 27 settembre i66o, ma il suo nome
è passato alla storia come una voce possente che
si leva a proclamare l'impero della carità in un
mondo che conosce e pratica soltanto l'odio .
Egli è il patrono di quanti, nel nome di Cristo,
si accingono a medicare le umane miserie .
D
358
on Bosco non lo poteva ignorare .
Si può ben dire che, prima di accingersi
alla sua opera, l'Apostolo dei giovani si sia
messo alla scuola di questo gran Santo .
« Egli professava - dice il biografo - una
speciale devozione a San Vincenzo de' Paoli,
il quale come lui da fanciullo aveva per molti
anni custodito gli armenti, e poi studente,
chierico e sacerdote era stato istitutore di
giovanetti ».
Ne conosceva la vita e le opere e ne aveva
assorbito con lungo studio lo spirito, tanto
che nel 1848 volle compendiare in 3o brevi
letture il frutto di questo suo studio e lo
diede alle stampe col titolo : Il Cristiano guidato alla virtù e alla civiltà (e, cioè, alla buona
educazione) secondo lo spirito di San Vincenzo
de' Paoli.
Del resto chi raffronta le vite dei due
Santi vi trova le più belle somiglianze : dalle
origini modeste e contadine, alla vita consumata tutta per la gloria di Dio ; dallo zelo
per la formazione del clero, alla fedeltà indefettibile per il Sommo Pontefice ; dalla nomina di vescovi degni, alle udienze concesse
a innumerevoli persone ; dalle lettere scritte
a migliaia, alle relazioni con i grandi del
mondo ; dalle opere di carità in favore dei bisognosi, alle missioni in paesi infedeli . Il temperamento stesso era in ambedue ardente e
bilioso e fu piegato fino a toccare una dolcezza che richiamava quella di Gesù ; ambedue
oggetto di persecuzioni e di lotte ; ambedue,
fa notare il biografo, costretti a sostenere per
quarant'anni le stesse malattie : le febbri e la
gonfiezza delle gambe .
Non fa meraviglia quindi se Don Bosco
fu chiamato il « San Vincenzo de' Paoli del
secolo XIX ,> e se come tale apparve alle moltitudini acclamanti della Francia .
E Papa Giovanni XXIII, nella lettera commemorativa per la data giubilare, applica a
San Vincenzo le stesse parole - la larghezza
di cuore vasta quanto le arene del mare che la Chiesa usa nella Messa di San Giovanni Bosco .
I
l terzo centenario di questo eroe della
carità cristiana giunge in buon punto, perchè
il nostro secolo della carità ha un bisogno
estremo . « Esso - dice il Papa nel citato documento - se ha fatto progressi tecnici mirabili, nei suoi costumi va cadendo di male
in peggio ; un freddo egoismo si diffonde pel
mondo, per cui la convivenza domestica vacilla e le relazioni fra gli Stati si reggono più
sul timore vicendevole che non sull'amore» .
Per questo ci pare che San Vincenzo de'
Paoli ricordi a tutti la grande verità evangelica da troppi dimenticata . Servo dei poveri,
egli ci ammonisce che la salvezza viene soltanto
quando gli uomini, bandito l'odio, aprono il
cuore al caldo dell'amore ; quando nel prossimo
non vedono più un essere da odiere e sfruttare,
ma un fratello da amare e servire .
LA PIA UNIONE DEI COOPERATORI SALESIANI IN CAMMINO
Nel Venezuela
La ripresa del movimento Cooperatori Salesiani nella Repubblica risale allo scorso settembre .
Seguendo le direttive emanate
dall'ultimo
Capitolo
Generale
(1958), fu fondato in ogni casa
dei Salesiani e delle Figlie di
M . Ausiliatrice un Centro Cooperatori, che in questo suo primo
anno di vita ha già dato frutti
consolanti . Ogni mese si è tenuta
la conferenza e l'esercizio della
buona morte . In questi incontri
mensili i Delegati locali si sono
preoccupati di dare agli iscritti
idee chiare sul Cooperatore, che
non è un semplice benefattore,
ma un apostolo che esplica il
suo zelo nello spirito e nell'àmbito delle attività volute dal santo
Fondatore . L'entusiasmo è andato crescendo, e il Bollettino Salesiano che si stampa a Caracas
ha dato ogni mese relazione delle
attività specifiche della Pia Unione realizzate nei singoli Centri .
i Nell'Uruguay
Anche nell'Uruguay la P . U. si
è messa decisamente in marcia
in conformità con le direttive
dell'ultimo Capitolo Generale .
Il signor Ispettore in ogni corso
di Esercizi Spirituali ha illustrato
ai Salesiani il pensiero di Don Bosco e le direttive dei suoi Successori, destando in tutti un
grande entusiasmo per la Pia
Unione . Tornò poi a parlarne ai
Direttori riuniti . Nella novena
di M . A . fece egli stesso la conferenza prescritta ai Cooperatori
e nelle sue visite alle Case salesiane parlò ai membri della nostra terza famiglia e organizzò
l'Esercizio mensile della Buona
Morte per loro . E anche in preparazione il Consiglio Nazionale
della Pia Unione . Ovunque i
Cooperatori sono desiderosissimi
di essere interessati e diretti nelle
opere di apostolato proprie della
Pia Unione .
Nell'Equatore
Il Delegato dei Cooperatori di
Guayaquil ha dato vita a varie
iniziative che offrono ai Cooperatori e alle Cooperatrici del
Centro un campo vario e interessante di apostolato . Ne elenchiamo alcune .
• Il Centro Catechistico
della P . U . opera meravigliose
conversioni ed è un mezzo di
preservazione della fede .
• I Cooperatori si sono impegnati a fondo nella organizzazione di un « Consultorio medico», che funziona gratuitamente
nel settore più povero della città .
O
I Cooperatori più giovani
fanno Catechismo negli Oratori .
L'Unione Educatori Don Bosco
- una cinquantina di professori -lavorano nelle scuole pubbliche, dove non si insegna la
Religione. Queste scuole hanno
oltre 8o .ooo alunni . Si può quindi
immaginare il valore dell'apostolato di questi Cooperatori .
• Un gruppo di Cooperatrici - le « Ambasciatrici di
Dio» -- visitano gli ammalati e,
da ouest'anno, anche i lebbrosi .
• Una iniziativa che piace
è la « Messa del Cooperatore,>,
che si celebra tutte le domeniche,
preannunziata sui giornali cittadini . In essa si fa anche l'Esercizio della Buona Morte .
In Argentina
Il movimento Cooperatori nella
Ispettoria di Cordoba va intensificandosi : aumentano le iscrizioni, si chiariscono e rettificano
le idee, si perfeziona il funzionamento del Centro ispettoriale e
degli altri centri e si moltiplicano
le attività formative, organizzative
e apostoliche .
Segnaliamo alcune iniziative :
• L'organizzazione del Centro Catechistico dei Cooperatori
con la scuola frequentata da gio-
vani Cooperatrici, che prendono
il titolo di « Maestre di Religione » .
• 1,1 funzionamento del Laboratorio per la confezione di
indumenti per i poveri .
O
La « Peregrinatio Marine »
nelle case dei Cooperatori .
• La « Giornata delle Vocazioni » e la settimana di penitenza per le vocazioni .
• L'attività a favore degli
apprendisti,che in Cordoba vanno
aumentando col moltiplicarsi dei
grandi complessi industriali .
Nel Portogallo
In tutti i Centri di Cooperatori che hanno sede in case salesiàne si tenne la 1a Conferenza
regolamentare, a cui fu presente
il Delegato Nazionale . La circostanza servì a preparare gli spiriti al z° grande Convegno Nazionale di Fatima, che si svolse
alla fine di maggio . Anche a
Timor e in altre isole portoghesi si tenne la Conferenza .
Ovunque s'insistette sulla parola d'ordine : anche pochi, ma
cristiani ferventi e apostoli .
Per organizzare Centri di Cooperatori dove non ci sono i Salesiani, si dislocarono il Delegato Nazionale col cooperatore
Duarte Capela, ricevuti dovunque
con molta cordialità e ascoltati
con vivo interesse . Alla conferenza
di Avidagos parteciparono ben
450 persone . A Braga, dove posero piede i Salesiani entrando
nel Portogallo, trovarono Cooperatori e amici della prima ora ;
alla riunione che si tenne nel
salone del Seminario, assisterono
tutti i chierici teologi .
In complesso visitarono 25 centri, nominarono Zelatori e Zelatrici, presero contatto con i Parroci e distribuirono a migliaia
foglietti di propaganda e immagini . A Fatima poi il fervore e
l'entusiasmo che caratterizzò il
Convegno Nazionale crearono il
clima adatto a ulteriori incrementi della P . U . nel Portogallo .
359
IL
alaselo
DI D011 ZIGGIOTTI
RU
O = casa ispettoriale
seminario
casa e parrocchia
casa salesiana
-=
casa delle Figlie di M. AA
•
UO
Settant'anni fa i Salesiani
entravano nel Perù
e davano inizio al loro apostolato
con un modestissimo Oratorio festivo a Lima .
Oggi il Successore di Don Bosco,
viaggiando attraverso l'antico impero degli Incas,
ha trovato un fervore di opere
che l'ha costretto a esclamare :
"Solo Dio ha potuto compiere queste meraviglie;
noi, poveri Sa' esiani,
non ne siamo che gli umili strumenti .
A Lui la gloria"
a catena delle Ande, che corre parallela alla costa, divide il Perù in
tre regioni distinte e con caratteristiche del tutto diverse .
La zona costiera è una lunga fascia
/ di terreno deserto, tagliata da fiumi,
che bagnano fertili vallate . Queste però sono
assai strette e brevi, per cui il suolo coltivato lungo le coste rappresenta appena il tre
per cento di tutta la superficie . Il clima temperato lo si deve alla Corrente di Humboldt,
un immenso frigorifero naturale, di tale potenza da creare come una perpetua primavera
in terre che sarebbero costantemente torride .
Nella zona costiera sorgono le case salesiane di Lima, Callao, Chosica e Piura . Quest'ultima, trovandosi a pochi gradi dall'equatore, ha clima tropicale con qualche acquazzone nella stagione estiva . Nella regione
di Lima invece non piove mai, sebbene il cielo
sia frequentemente coperto da un denso strato
di nubi, che producono una forte umidità .
La sierra è costituita dal massiccio montano
centrale, che ha estesi altipiani, profonde vallate, numerosi corsi d'acqua, altissime vette,
parecchie delle quali rivestite di ghiacciai e
nevi eterne . Nelle parti più alte il clima è
freddo e la temperatura di notte può scendere anche di parecchi gradi sotto zero . La
maggior parte delle miniere si trova in queste
regioni . L'agricoltura prospera nelle valli bagnate dai fiumi, sugli altipiani e sul pendio
dei monti irrigati dalle piogge o forniti di
acque sorgive . Quivi la terra viene sovente
sistemata a terrazze o andénes, secondo il metodo già praticato con sorprendente abilità
dagli Incas . Sugli altipiani abbonda il be-
stiame, soprattutto le pecore e le ilamas,
graziosi camelidi conosciuti e addomesticati
fin dai tempi più remoti . Invece la r'icuna
(ruminante simile alla pecora, pregiato- per
la lana finissima) vive per lo più allo stato
selvatico .
Nella zona della Sierra sorgono le case salesiane di Puno, Cuzco, Yucay, Ayacucho,
Huancayo ed Arequipa .
La montana è una regione immensa, che
occupa più della metà del Perù ed è formata
dalla foresta amazzonica e dai declivi che
scendono dolcemente dalla Sierra . I fiumi numerosi e navigabili versano le loro acque nel
bacino dell'Amazzoni . Queste terre sono abitate ancora da tribù selvagge e sono in gran
parte inesplorate . Il clima è torrido con abbondanti piogge, che allagano la vasta superficie delle foreste .
In questa parte del Perù non abbiamo ancora case salesiane, ma probabilmente verrà
il giorno in cui i figli di Don Bosco vi pianteranno le loro tende, trattandosi di zona missionaria .
La popolazione del Perù ascende a oltre
10 milioni di abitanti, metà dei quali amerindi e meticci . La razza bianca si trova per
lo più nelle città costiere e nei grossi centri
della Sierra . Non mancano elementi negri e
mulatti, ma in proporzione assai ridotta .
Prima dell'occupazione spagnola, il Perù
cori la Bolivia e l'Ecuador formava il vasto
Impero Incaico, con capitale Cuzco . Gli Incas
assoggettarono a poco a poco le tribù preesistenti da molti secoli, alcune delle quali
avevano raggiunto una notevole civiltà e di
cui rimangono ancora interessanti vestigia,
L
so
li
o Rettor MagAtOre .
el Santuario>
..
rarvi la Santa Messa.
Una bella inquadratura del cor
Ispettoriale durante l'Accademia fit:
giore . Nello sfondo il Tempio di Maria ;
. Don Zig
Finita l'Accademia, il sig
dona il cortile fra gli applausi e le note
presidenti delle «Compagnie» ride
riso di compiacenza dal Successore 4L,-l
sor
eo .
i
soprattutto nei pressi di Trujillo . La civiltà
incaica ci ha pure lasciato dei resti imponenti,
oggetto di ammirazione da parte degli studiosi e dei turisti . Si trovano in modo speciale
nella regione di Cuzco . Non molti anni fa
fu scoperta la città fortezza di Macliupichu,
adagiata sul dorso di una impervia montagna
e circondata da dirupi selvosi . L incredibile
come gli Incas siano riusciti senza macchine
e mezzi moderni di costruzione - a lasciarci
questo gigantesco monumento di arte edilizia .
Gli Spagnoli nella loro conquista portarono qui la civiltà latina e la religione cattolica . Edificarono grandiosi templi, ammansirono e convertirono gli Incas, fondarono numerose città e diedero alla regione un notevole benessere materiale .
Lo spirito d'indipendenza preparò in seguito quella serie di rivoluzioni e guerre .
che segnarono la fine della dominazione coloniale e costituirono le repubbliche sudamericane . Purtroppo la massoneria e il laicismo si atteggiarono a paladini dell'indipendenza, misero in cattiva luce la religione e il
clero, s'impadronirono dei poteri, cacciarono
religiosi e preti secolari e ridussero queste
Repubbliche ad uno stato di ignoranza religiosa e di disordine morale, di cui si risentono
tuttora gli effetti deleteri . In questi ultimi
tempi si aggiunse l'opera nefasta dei protestanti e dei comunisti, i quali si uniscono
volentieri - come Erode e Pilato - nella
lotta contro Cristo e la sua Chiesa .
La Chiesa procurò e procura di reagire con
apostolico zelo, cercando di riportare queste
terre all'antico splendore religioso e alla pratica della morale cristiana . Essa moltiplica
le Diocesi, favorisce le vocazioni, prepara un
clero e un laicato all'altezza dei tempi . incoraggia l'opera educativa e missionaria delle
famiglie religiose . Tra queste figurano i Salesiani, che venuti qui alla fine del secolo
scorso, portano il loro umile contributo alla
sana formazione della gioventù e del popolo .
Attualmente nell'America Meridionale l'Opera di Don Bosco fiorisce con oltre 400 istituti salesiani e altrettanti delle Figlie di Maria
Ausiliatrice .
Nel Perù i Salesiani lavorano in 13 case .
mentre le Figlie di Maria Ausiliatrice sono
presenti con 14 opere .
Nella città di Santa Rosa
•••w sw •o wwwowoooooooeoooooooooowwowoowoow
Nel numero precedente avevamo lasciato
il nostro venerato Rettor Maggiore in viaggio
da Santiago a Lima . Lo ritroviamo ora all'aeroporto della capitale peruviana, gremito di
persone accorse a dargli il primo saluto . Sono
i nostri due Vescovi Mons . Alcedo e Mons . Gon-
PERÙ - I fanciulli di Arequipa offrono fiori al Successore
di Don Bosco per festeggiarne l'ingresso nella loro città .
zalez, il Vescovo Castrense, i rappresentanti
del Governo e le autorità : i Salesiani e i giovani con la banda, le Figlie di Maria Ausiliatrice con schiere di allieve, Cooperatori, Ex
allievi e popolo . Un imponente corteo sfila
per le vie della capitale fino alla Casa ispettoriale . Nella grandiosa e artistica chiesa di
Maria Ausiliatrice viene cantato un solenne
Te Deum di ringraziamento, il Rettor Maggiore
sale sul pulpito . osserva commosso quella fiumana di gente, ringrazia e imparte la benedizione di Maria Ausiliatrice .
Il giorno seguente . 29 maggio, celebra la
S . Messa nella parrocchia di Maria Ausiliatrice
e più tardi viene onorato con una grandiosa
manifestazione in uno dei cortili . Gli dà il
benvenuto l'Ispettore Don Pietro Garnero .
Il Centro ispettoriale di Avenida Brasil è
un imponente complesso di opere educative
e pastorali: 1200 sono gli allievi delle scuole
primarie, secondarie, professionali e serali, fiorente l'Oratorio, frequentatissima la chiesa .
Nel pomeriggio venera S . Rosa da Lima
nel suo Santuario e nella Chiesa di S . Domenico, dove si conserva la testa della Santa .
Attraversando la parte centrale della città,
ammira i viali ampi e fioriti, i vasti parchi
verdeggianti, gli edifici moderni e accoglienti .
Il 30 maggio, onomastico della Madre Generale, celebra la S . Messa nell'Istituto delle
Figlie di Maria Ausiliatrice, fiorente di 1200
giovanette . Più tardi s'incontra con l'Arcivescovo, amico e benefattore nostro .
Seguendolo nel suo pellegrinaggio, eccoci
nella ridente cittadina di Magdalena del Mar,
3(>R
PERÙ - Il Rettor Maggiore al suo arrivo a Lima è salutato da alcuni allievi ai quali
fu concesso di avvicinarsi all'aereo . Gli altri, oltre mille, lo attendevano fuori .
364
situata sulle rive del Pacifico e facente parte
della grande Lima . Salesiani, novizi e aspiranti accolgono il Successore di Don Bosco
con gioia esplosiva . Primo omaggio, una graziosa accademia ; poi lo invitano a presiedere
ad una riunione delle Compagnie Salesiane,
brillantemente condotta e rallegrata da cori
e musica . A conclusione gli offrono un tesoro
spirituale e l'obolo per il costruendo Pontificio
Ateneo Salesiano in Roma .
Il 31 maggio si parte per Piura, all'estremo
nord peruviano, verso i confini con l'Ecuador .
La Compagnia aerea « Faucett » ha messo a
disposizione del Rettor Maggiore e del suo
seguito tre posti gratuiti per tutti i viaggi
che farà in territorio nazionale . Il quadrimotore sorvola la zona costiera offrendo lo spettacolo della superba catena Andina, che culmina con la gigantesca e bianca mole delI'Huaxaràn (6807 metri) . A Piura abbiamo
un collegio di oltre 800 allievi, il piccolo Seminario diocesano affidato alle nostre cure e
un oratorio festivo .
All'aeroporto Don Ziggiotti si trova circondato da tutte le autorità, dai superiori delle
famiglie religiose e da uno stuolo di giovani
e persone di ogni categoria . Gli automezzi
sfilano per le vie cittadine tra gli evviva del
popolo, mentre il sole cocente fa sentire che
l'Equatore non è lontano . Solo una parte
della folla riesce a entrare nella chiesa per
assistere alla Messa del Successore di Don
Bosco . Ma nell'ampio cortile tutti possono
prendere parte all'omaggio, che si svolge impeccabile e festoso . In serata cooperatori, ex allievi, padri di famiglia tengono una riunione
presieduta dal Sindaco, che a nome della città
ringrazia il Rettor Maggiore e gli consegna
un diploma
invita tutti
gioventù di
che la renda
di benemerenza . Il festeggiato
a collaborare uniti per dare alla
Piura una formazione cristian-t
degna della Chiesa e della Patria .
Nella « Roma del Perù »
Il 1o giugno, dopo una breve sosta a Lima,
si riprende il viaggio in auto alla volta di
Chosica, graziosa cittadina a 40 chilometri
dalla capitale e 900 metri di altezza, mèta
di frequenti gite per la salubrità del clima e
la luminosità del cielo, costantemente sereno .
L'Ispettore Don Orlando l'ha scelta come sede
dello Studentato filosofico, che sorge moderno
e accogliente in località detta « Villa del
Sole », con vasto terreno di una fertilità che
fa pensare alla Terra Promessa . Il Rettor Maggiore vi è accolto con gioia filiale e passa in
quest'oasi di pace due giorni d'intensa attività . Tra l'altro, benedice il Noviziato delle
Figlie di Maria Ausiliatrice, ancora in costruzione, e accoglie l'invito dei Fratelli Maristi,
che si onorano di averlo ospite della loro casa di
formazione . Un'allegra merenda sulle andénes
o terrazze coltivate della nostra proprietà sul
pendio del monte, fa passare ai giovani confratelli momenti deliziosi di intimità col Padre .
1,14 giugno è dedicato all'Istituto del Callao,
il noto porto del Pacifico che dista appena
8 chilometri da Lima, con cui forma un
unico complesso urbano . Vi prosperano un collegio con 750 allievi, una chiesa parrocchiale
assai frequentata e l'oratorio festivo . Anche
le Figlie di Maria Ausiliatrice vi dirigono un
istituto rigurgitante di allieve .
Il Rettor Maggiore celebra la S . Messa e
riceve un caloroso omaggio a cui partecipano
molti cooperatori e parrocchiani . A mensa lo
circondano le massime autorità cittadine e
il Conte Radicati, Console Generale d'Italia
e nostro affezionato ex allievo . Nel pomeriggio
visita il Collegio delle Figlie di M . A . ed è
festeggiato dalle associazioni parrocchiali .
La domenica di Pentecoste, 5 giugno, con
volo placido e tranquillo, si giunge ad Arequipa, la seconda città del Perù, a 2400 metri,
adagiata ai piedi del vulcano Misti, solenne
e minaccioso con i suoi 6000 metri di altezza .
All'inizio di quest'anno il terremoto vi causò
numerose vittime e distruzioni, tra cui quella
della nostra chiesa di Maria Ausiliatrice . La
città vanta il titolo di « Roma del Perù »
per la sua fede profonda e le belle chiese che
l'adornano . All'aeroporto l'Arcivescovo e le
autorità vanno incontro al Rettor Maggiore
con un cordialissimo benvenuto, che gli fa
subito respirare aria di famiglia . Il lungo
corteo di macchine percorre le vie principali
della città e termina al nostro istituto, dove
si svolge una grandiosa manifestazione in
onore del venerato Ospite . Alla sera viene
intervistato dalla Radio TV locale, che gli
offre l'occasione di illustrare ai cittadini le
nostre opere e lo spirito che le informa .
Come dovunque, anche qui gli allievi sono
numerosi: oltre 700 tra scuole elementari, secondarie, professionali . Naturalmente non si
contano gli oratoriani, che vengono a frotte
riempiendo la chiesa e formicolando festosi
nei vasti cortili e campi da giuoco . I vincitori
delle gare sportive hanno l'onore di ricevere
il premio dal Rettor Maggiore . Alla Messa
del 6 giugno celebrata in uno dei cortili assistono anche le Figlie di Maria Ausiliatrice di
1%%tollendo . Il fior fiore della città con l'Arcivescovo e tutte le autorità cittadine si radunano alla sera nel palazzo municipale per il
conferimento della cittadinanza onoraria al
Successore di Don Bosco . Il Sindaco - che
fino a quel giorno era rimasto a letto per
malattia - volle compiere personalmente
la cerimonia . Un assessore municipale, ex allievo salesiano, tenne un commovente discorso
e Don Ziggiotti ringraziò assicurando che i
figli di Don Bosco non avrebbero risparmiato
fatiche per la sana formazione della gioventù .
Sulle sponde del lago Titicaca
• e eeeoeeeeeseeeeeeeeeeeeeeeeseeeeesaeesoe •
La sera stessa parte per Puno . La società
ferroviaria ha offerto la cabina con cuccetta
al Superiore e al suo seguito . L'accompagna
il Vescovo di Puno, S . E . Mons . Gonzalez,
salesiano .
Il viaggio notturno si compie alle falde di
alte vette, tra gole e vallate . In nove ore si
coprono i 300 chilometri che separano Arequipa da Juliaca sull'altipiano di Puno . Accolti dal direttore della nostra Scuola Agricola
e ristorati dalle Rev . Suore Domenicane tedesche, proseguono in auto per Puno, a 40 chilometri, sulle sponde del Lago Titicaca, le cui
acque sono a ben 3808 metri sul livello del
mare . È il più alto e vasto di tutta l'America
Meridionale .
Per dar modo alla massa degli allievi, delle
allieve e del popolo di assistere alla Messa
del Successore di Don Bosco, si sceglie la
chiesa parrocchiale, affidata ai Padri di Maryknoll, zelantissimi, che a Puno hanno un
vicariato per gli indigeni dell'Altipiano .
Dopo la S . Messa le allieve delle Figlie di
Maria Ausiliatrice svolgono in suo onore una
solenne accademia, nella quale dànno prova
della loro abilità artistica, specialmente in alcune danze incaiche .
A 7 chilometri da Puno in una località detta
Salcedo, sorge un'altra grandiosa opera salesiana con Scuola normale, professionale e agricola per allievi interni (300), tutti di stirpe
indigena . Vi è inoltre una Scuola elementare
per i bimbi della zona . Il terreno all'intorno
offre pascoli e in parte è coltivato a patate,
ortaggi e piante compatibili con l'altitudine
del luogo - poco meno di 4000 metri . All'accoglienza piena di spontaneità fatta
dai giovani si aggiunge quella, ricca di folclore, dei pastori e agricoltori indi, scesi dai
loro villaggi in abiti festivi e con gli animali
bardati di tutto punto .
L'8 giugno è nuovamente a Puno, dove il
Sindaco lo proclama ospite illustre della città
e i nostri giovani gli offrono uno spettacolo
folcloristico con danze e musiche, indossando
vistosi costumi e facendo rivivere le feste del
glorioso popolo degli Incas . La gente dei dintorni, seduta su panche o accoccolata per terra,
ammira estatica le scene che si succedono e
che sembrano risuscitare le grandezze dei loro
tempi migliori. Don Ziggiotti posa benevolmente in mezzo ai vari gruppi degli attori . A
sera i giovani lo intrattengono con un'accademia, durante la quale gli offrono i doni tipici
del luogo e i loro risparmi per l'Ateneo Salesiano . Fanno altrettanto le alunne delle
Figlie di Maria Ausiliatrice .
Il 9 giugno tutto un mondo salesiano con la
banda musicale è alla stazione ferroviaria per
salutare l'amato Padre, che parte per Cuzco .
Viene messa a sua disposizione la carrozza presidenziale con veranda, salotto e personale di
servizio . Il viaggio è quanto mai interessante .
Nel primo tratto il treno costeggia l'azzurro
Titicaca, poi s'inoltra nel vasto altipiano, punteggiato di villaggi e popolato di greggi . Più
365
avanti il convoglio comincia a salire per raggiungere il passo della Ray a, a 4500 metri,
ai piedi di magnifici ghiacciai e nevai . Poi
scende lungo la vallata del Rio Vilcanota,
mentre la vegetazione* all'intorno si fa sempre
più rigogliosa, scoprendo ai viaggiatori aspetti
nuovi del Perù . Si giunge sull'imbrunire a
Cuzco, dove una folla straripante di persone
attende il Successore di Don Bosco . In prima
fila c'è l'Arcivescovo con le autorità di tutti
i settori cittadini . E poi giovani e giovanette,
famiglie religiose, cooperatori, ex allievi e popolo innumerevole e festante . Le macchine,
in lunga carovana, corrono per le vie cittadine
e raggiungono la casa salesiana .
Cuzco, « centro del mondo »
~sssssssassssetsstssssssssssssssssss •s ssss •
Cuzco è detta la capitale archeologica dell'America latina per le sue passate grandezze,
le numerose vestigia dell'epoca incaica, lo
splendore delle chiese del tempo coloniale,
l'architettura e vetustà dei suoi edifici . Chiamata dagli Incas « centro del mondo », fu la
prima sede episcopale dell'America . I Salesiani vi hanno un istituto fiorente ; anche
le Figlie di Maria Ausiliatrice dirigono un
collegio frequentato da centinaia di giovanette .
Dopo la S . Messa del 10 giugno, gli allievi
di Cuzco onorano il Rettor Maggiore con una
graziosa accademia, nella quale, tra i vari
numeri, figura un concerto di violini eseguito impeccabilmente da minuscoli artisti .
Nel pomeriggio il signor Don Ziggiotti prende
visione della casa e del vasto terreno che la
circonda, ricco di eucaliptus . Poi sale sulla
sommità del colle, ove
un'antica fortezza incaica con le sue possenti mura canta le glorie,
di questo popolo guerriero e dominatore . Ma
anche la città di Cuzco
è costruita in parte
sulle mura edificate dagli Incas con enormi
pietre squadrate e compatte, che resistono ai
PERÙ - Un rappresentante
dell'Associazione « Padri di
Famiglia » esprime al Rettor Maggiore la gratitudine
dei genitori per l'educazione
dei figli .
secoli . Sfarzosa la cattedrale con numerose
pitture della Scuola Cuzchegna, altari straricchi, dorati e incrostati d'argento . Grandiose
e ricche anche le altre chiese, che parlano
dell'antico splendore e della fede che gli
Spagnoli seppero infondere in queste popolazioni .
In serata si radunano nel teatro del collegio
i cooperatori, gli ex allievi e i padri di famiglia
per rendere omaggio al Rettor Maggiore . Il
Vicario Generale, cooperatore e benefattore .
legge un indirizzo ripieno di affetto e gli consegna una pergamena ricordo .
L'11 giugno, di buon mattino, lascia Cuzco
e, sulla macchina del Colonnello di Polizia,
nostro ex allievo, si dirige alla nostra Scuola
agricola di Yucay, nella fertile vallata dell'Urubamba, ai piedi di grandiose montagne
e vasti ghiacciai, sì da dare l'impressione di
trovarsi in un lembo della Svizzera . La nostra
casa accoglie indietti del luogo poverissimi.
a cui bisogna somministrare gratuitamente
alloggio, vitto e vestito . La proprietà della
Scuola è di appena venti ettari, ma produce
abbondanti ortaggi, frutta e una qualità molto
pregiata di granoturco . Familiare è l'accoglienza dei giovani ; ad essi si uniscono tutti
i bambini delle scuole e le autorità . AA sera si
ritorna a Cuzco .
Il 12 giugno, celebrata la S . Messa nella
cappella delle Figlie di Maria Ausiliatrice e
ricevuto il filiale omaggio delle Suore e delle
allieve, il sig . Don Ziggiotti fa breve visita alle
Suore dei Sacri Cuori e a quelle di S . Anna .
Poi ritorna a Lima . L'apparecchio si porta
molto in alto ed è necessaria la somministrazione dell'ossigeno . Ma il volo è sereno e
permette di godere visioni indimenticabili di
vallate e montagne altissime con punte aguzze
e candidi ghiacciai .
Sugli altipiani centrali del Perù
esoeosseeeoe•e sseseeeeeeesesseseseeeessess~
Il Comando dell'Aeronautica militare mette
a disposizione del Rettor Maggiore un bimotore perchè possa visitare le case salesiane
di Ayacucho e Huancayo, sugli altipiani centrali del Perù . Il pilota, ex allievo, si tiene
altamente onorato di portare sul suo velivolo il Successore di Don Bosco . Egli maneggia
i motori in modo perfetto, sicchè i viaggiatori
provano la dolce emozione di un volo tranquillissimo su zone fortemente rupestri e impervie . Dopo un'ora e mezzo scende felicemente all'aeroporto di Ayacucho, accolto da
un mondo di persone, in testa alle quali sta
il Vescovo Mons . Ottoniele Alcedo, salesiano .
La città è storica perchè nei suoi pressi avvenne la battaglia condotta dal generale Sucre,
che segnò la fine della dominazione spagnola
nel Sud America e la costituzione delle varie
repubbliche indipendenti (anno 1824) .
Avacucho non vuole essere inferiore per le
accoglienze ai più grandi centri . Una sfilata
di macchine precedute dalla banda del collegio Don Bosco lo porta fino all'abitato .
Lungo le vie la gente acclama entusiasta.
All'angolo del Municipio, presso la piazza centrale, si concentra la massa per assistere allo
scoprimento di una targa e all'inaugurazione
della via dedicata al nostro santo Fondatore .
Il Sindaco interpreta i sentimenti della cittadinanza e il Rettor Maggiore ringrazia e invita tutti a percorrere la via di Don Bosco,
cioè quella che mena alla salvezza della propria
anima e di quella del prossimo . In cattedrale
si canta un solenne Te Deum . In mattinata s'intrattiene col Vescovo e visita il piccolo Seminario affidato ai Salesiani . Nel pomeriggio
si va a gara nel festeggiare il venerato Ospite .
Cominciano le allieve dell'istituto Maria Ausiliatrice ; poi è la volta del collegio Don Bosco
con i suoi 600 alunni . Finalmente in Seminario si svolge in onore del Festeggiato una
solenne accademia, a cui partecipano seminaristi, allievi, ex allievi, alunne delle Figlie di
Maria Ausiliatrice di Ayacucho e di Huanta .
Il 14 giugno celebra la S . Messa alla gioventù e al numeroso popolo convenuto . Poi si
dirige all'aeroporto e risale sull'apparecchio
messo a sua disposizione per raggiungere
Huancayo . Mancando qui il campo di atterraggio, l'aereo lo porta a Jauja, distante
una cinquantina di chilometri . Con sua meraviglia vede anche qui uno stuolo di persone con S . E . il Vescovo e un grande numero
di macchine pronte a portarlo trionfalmente
a Huancayo . La banda fa sentire le sue note
di giubilo e quando entra in città, il popolo
ammira l'insolita sfilata . I nostri giovani . le
allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice e la
massa degli invitati si schierano nel grande
cortile del collegio salesiano per un solenne
omaggio al quinto Successore di Don Bosco .
Presta servizio la banda militare .
Il collegio salesiano di Huancayo ha numerosi allievi interni ed esterni . Vastissimo
è il terreno che lo circonda . Ora si stanno
costruendo nuovi locali per portare a mille
gli allievi . Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno il loro bel collegio nel centro di
questa cittadina industriosa e piena di vita .
Nella serata, al Palazzo Municipale, il Sindaco, attorniato da tutte le autorità, proclama
il Rettor Maggiore Ospite illustre della città .
La Messa del 15 giugno la celebra nella
Cattedrale . Poi le Figlie di Maria Ausiliatrice
lo accolgono nel loro collegio per una manifestazione di omaggio e l'offerta di caratteristici doni . Vescovo, autorità, cooperatori e
amici circondano il Rettor Maggiore al pranzo
familiare, rallegrato ancora dalla banda militare . Nel pomeriggio gli allievi salesiani gli
offrono preziose coperte di vicuiìa e di llama,
vari altri doni e un llama imbottito di considerevole grandezza . Egli gradisce il dono per
il futuro Ateneo Salesiano . A sera convengono
nel nostro istituto numerosi cooperatori, ex
allievi, dame patronesse, zelatrici, padri di
famiglia e lo stesso Prefetto per un cocktail
d'onore; ed è una gara affettuosa di espressioni
di simpatia verso chi rappresenta Don Bosco .
Tutti vogliono essere fotografati con lui per
avere un ricordo della sua visita ed egli pazientemente li compiace e assicura che il
ricordo di tanto affetto per Don Bosco e per
il suo Successore gli rimarrà indelebile .
Il 16 giugno, alle 5 del mattino, Don Ziggiotti è già all'altare . Nonostante l'ora mattutina, tutti gli interni e gran numero di esterni
e di allieve delle Figlie di M . A . assistono
spontaneamente alla sua Messa . Alle 6 tutti
convengono alla stazione per dare l'ultimo
saluto al Padre che parte . L'addio è doloroso
per tutti. Il treno si muove, mille fazzoletti
sventolano in atto di saluto, poi il convoglio
scompare per inoltrarsi nella fertile vallata
del Rio Mantaro . Dopo quattro ore di viaggio,
comincia la salita che deve portarli ai
4781 metri di altezza . È il tratto di ferrovia
più alto del mondo . Poi si scende, si scende
ancora tra dirupi, vallate e precipizi con visioni e panorami indimenticabili .
Alto riconoscimento all'Opera Salesiana
eeeeefeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee=
Fino al 23 giugno si ferma a Lima e dintorni per dare modo a tutti i membri della
triplice nostra Famiglia di esprimergli i loro
sentimenti di filiale affetto e devozione .
367
368
Il 17 giugno, nella chiesa di S . Domenico
il Rettor Maggiore celebra la S . Messa per i
cooperatori della capitale . In serata, nella casa
ispettoriale, cooperatori, cooperatrici e padri
di famig'ia gli rendono un devoto omaggio .
Il giorno dopo celebra nella nostra chiesa
di Lima per la comunità degli artigiani . Poi
partecipa al pranzo familiare, a cui sono invitati cooperatori, benefattori, amici, ex allievi .
Tra le personalità si notano l'Ecc .mo Arcivescovo con altri Vescovi, Superiori di Famiglie religiose, Deputati ecc . A sera presiede
una vivace riunione delle Compagnie giovanili nell'Oratorio di S . Rosa, annesso alla
casa ispettoriale, dove il giorno seguente celebra la S . Messa e riceve l'omaggio dei 200
soci del -circolo S . Giovanni Bosco . Quindi
scende nel cortile, dove dà il calcio inaugurale
al pallone, tra l'entusiasmo degli oratoriani .
Alle 11 è nuovamente a Chosica, dove benedice la chiesa in costruzione e siede a mensa con
la famiglia salesiana della capitale e dintorni .
La mattinata del 20 giugno è dedicata alle
Figlie di Maria Ausiliatrice della casa ispettoriale . Sono presenti tutte le direttrici dell'Ispettoi ia . Il signor Don Ziggiotti comincia con
la meditazione predicata, celebra la S . Messa
comunitaria, quindi assiste nel cortile alla selemle accademia in suo onore eseguita con finezza e gusto . In essa l'Ispettrice governativa
delle Scuole pronuncia un discorso altamente
elogiativo del lavoro dei Salesiani e delle Figlie
di Maria Ausiliatrice . Caratteristici e bellissimi
doni vengono offerti al venerato Superiore .
A mezzogiorno al Palazzo del Ministero
degli Esteri riceve solennemente la Decora-
PERÙ - Tra gli omaggi resi da ogni categoria di persone
al Successore di Don Bosco, i più graditi furono in
ogni città quelli dei ragazzi, la pupilla dei suoi occhi .
zione Por Serricios Distinguidos col titolo di
Grande Ufficiale . È la più alta che si concede
a cittadini non Peruviani .
Quindi si reca alla Nunziatura per compiacere l'Ecc .mo Nunzio Apostolico Mons . Carboni, che lo vuole con sè a pranzo .
Nel pomeriggio tiene una conferenza a tutte
le direttrici del Perù . Più tardi nella casa di
formazione di Magdalena del Mar riceve l'omaggio dei genitori e parenti dei Salesiani e
delle Figlie di Maria Ausiliatrice .
Il 21 e 22 giugno il Rettor Maggiore tiene
colloqui privati cori i confratelli, fa una conferenza ai direttori del Perù e un'altra ai Salesiani . Lo stesso giorno celebra la Messa vespertina per le associazioni parrocchiali e dopo cena
passa un'ora lieta nella sede degli ex allievi .
L'ultimo giorno che passa nel
Perù
- 23 giugno - è ancora più pieno dei precedenti . In mattinata lo assediano i direttori
salesiani del Perù . A pranzo è ospite del Presidente della Repubblica, che lo accoglie con
tutta affabilità . A sera l'« Istituto Italo-Peruviano di Cultura» raduna nella sua sede un
folto gruppo d'Italiani, desiderosi di rendere
omaggio al quinto Successore di Don Bosco .
Il 24 giugno, sacro alla commemorazione
di Maria Ausiliatrice, celebra una Messa di
ringraziamento e, dopo il penoso distacco da
tutto un inondo salesiano che ormai gli era
diventato familiare, a bordo di un apparecchio
« Panagra », spicca il volo per la Bolivia .
.. la
nella
coli,
sono
carità verso i fanciulli pericolanti : raccoglierli, istruirli
fede, avviarli alle sacre funzioni, consigliarli nei pericondurli dove possono essere istruiti nella religione,
altra messe dei Cooperatori Salesiani"
(DON BOSCO nel Regolamento dei Cooperatori)
L'Oratorio San Domenico
Savio di Paternò (Catania) è
un frutto della festa di Don
Bosco . Il 31 gennaio a. s. il
Consiglio locale dei Cooperatori Salesiani, che si propone
ogni anno una tappa di apostolato da raggiungere nel piano
organico che si è prefisso, ha
deciso per quest'anno di dar
vita ad un Oratorio per i
ragazzi di periferia .
Nei locali dove, quattro anni
fa, per iniziativa dei Cooperatori, è sorto un asilo per bambini poveri e che oggi accoglie
120 bambini, ai quali dà due
refezioni calde e adeguata istruzione, quest'anno conn la medesima cooperazione è nato l'Oratorio per ragazzi della strada .
Per averli bastò che una
Cooperatrice facesse un giro
per le vie malsane della cit-
tadina, si fermasse dove crocchi di ragazzi sporchi e mal
vestiti giocavano e facesse loro
l'invito per la domenica seguente. Il 14 febbraio si presentarono 120 ragazzi, ma sospettosi; alcuni anzi con l'intenzione di far bravate .
Furono accolti col sorriso e
la paternità di Don Bosco,
trovarono varietà di giochi, ebbero la colazione e ascoltarono
la santa Messa . Ma che Messa!
Quello che si dovette fare per
tenerli a dovere è indescrivibile. Il povero sacerdote salesiano che la celebrò se ne ricorderà per tutti la vita . Quei
ragazzi non capivano proprio
niente . Ma Gesù, che scese tra
loro in quella Messa, ne ebbe
compassione. Poverini! che col-
pa avevano se nessuno se n'era
preso cura?
Si continuò così nelle domeniche seguenti . Quei ragazzi
che si affezionavano sempre
più a chi s'interessava di loro,
avevano soprattutto bisogno d'istruzione catechistica . Non arrivavano a dieci quelli che avevano già fatto la prima Comunione in qualche colonia .
Ai primi di aprile si cominciò
una scuola di catechismo pomeridiana a giorni alternati ; ma
visto che i ragazzi venivano
con sempre maggior puntualità e piacere, il 19 aprile
detta scuola si rese giornaliera .
Così dalle 17 alle 20,30 circa
i ragazzi venivano, giocavano
un poco, poi si cominciava
l'istruzione catechistica e an-
PATERNO (Catania) - I ragazzi dell'Oratorio S . Domenico Savio con il Cooperatore e le Cooperatrici che vi si sacrificano con spirito e metodo salesiani .
3G9
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davano a casa dopo aver recitato le preghiere della sera .
Il 24 aprile si cominciò il
mese di Maria Ausiliatrice con
la recita del santo Rosario,
guidato (la uno di loro . Una
i-era bozza, se si pensa che
qualche mese prima non sapevano fare il segno della croce .
A sere alternate s'interessavano
anche con una piccola lotteria .
Ma la giornata più luminosa di. sole e di gioia fu il
15 maggio . quando 37 di loro
ricevettero laa prima Comunione
dalle mani del Delegato Ispettori,ale dei Cooperatori Don
Rasò, con un raccoglimento da
commuovere . La gioia era già
esplosa dai cuori la sera precedente dopo le confessioni . Il
loro contegno aveva strappato
lacrime di consolazione ai Salesiani venuti da Catania per
ascoltarne le confessioni e a
chi li aveva preparati . Si pensi
che quasi tutti avevano superato i 10 anni e i più ne avevano 14 . Quel giorno fu data
loro una lauta colazione . I
poveretti non avevano mai visto tanta grazia di Dio ; essi
stessi non 'ne facevano mistero .
Ormai i ragazzi non sono
più. quelli della prima domeinca . Per il triduo di Maria
Ausiliatrice, che si tenne nella
Chiesa Madre, attraversavano
il paese inquadrati e in bell'ordine . Disposti nei banchi
riservati per loro, recitavano il
Rosario, ascoltavano la predica, assistevano alla Messa
vespertina e facevano la santa
Comunione, divenuti oggetto
dell'ammirazione generale .
Il 24 maggio l'allegria salesiana esplodeva rumorosa in
un bar, dove veniva loro off'rto un gelato, una corona del
Rosario e una cartolina di
Maria Ausiliatrice . La gioia
era completa anche per quelli
che se ne curano . Ormai sono
per loro dei figliuoli e tali i
ragazzi si sentono per la paternità salesiana di cui vengono circondati .
La scuola di catechismo continuò in preparazione alla
santa Cresima . La ricevettero
il 20 giugno da S . E . l'Arcivescovo, che espresse la sua
ammirazione e si congratulò
con i Cooperatori che dirigono
l'Oratorio .
Ora una sessantina aspettano che i Superiori facciano
loro l'onore di iscriverli tra gli
Amici di Domenico Savio .
Il 12 giugno, 55 di quelli
che avevano il maggior numero di presenze furono condotti in gita pellegrinaggio al
« Rifugio Don Bosco » sull'Etna, dove ascoltarono la
santa Messa e fecero la santa
Comunione . Al ritorno l'aspirantato salesiano di Pedara
offrì loro il pranzo con un
contorno di tanta cordialità
che ad alcuni venne il desiderio di rimanervi. Se il Signore benedirà, qualche vocazione è già in vista . Dopo una
sosta nell'altra casa di formazione di S . Gregorio, si diressero al Santuario di Valverde .
Quella sera tornarono felici .
Mentre scriviamo, è in via
di attuazione un campeggio in
montagna che offrirà ai dirigenti la possibilità di averli
più vicini per dare loro una
formazione più completa .
Tutto ciò ha richiesto non
lievi sacrifici, che sono ben
compensati nel vedere i progressi che la Grazia opera in
quei ragazzi . Lo dicono episodi commoventi .
Un ragazzo di I5 anni, dopo
poche frequenze, non compare
più . Si viene a sapere che ne
è impedito dal padre, che lo
batte molto forte . Lo si tiene
presente, gli si fa giungere una
buona parola per mezzo dei
compagni e si prega per lui .
Nella novena di Maria Ausiliatrice ritorna tutto contento :
« Sono stato molto buono e mio
padre mi ha dato il permesso
di venire. - Adesso voglio fare
anch'io la prima Comunione » .
Lo si interroga . Sa tutto .
Aveva studiato il libretto di
nascosto . Gli si promette che
la farà il giorno della festa di
Maria Ausiliatrice e si pensa
di preparargli una festicciuola .
Ma ecco che la prima sera del
triduo, appena vede il Salesiano predicatore, si confessa
e fa la Comunione . Ad un
paterno richiamo risponde :
« Perchè aspettare ancora? così
per la festa ne farò quattro! » .
Con lo stesso slancio continua
a frequentare i Sacramenti ; i
genitori ne sono arcicontenti .
Molti, la sera, quando rincasavano, li attendevano le
botte del padre . « Prego la Madonna - diceva uno - che
me le faccia dare non troppo
forte, ma vengo lo stesso » .
Ormai questo non succede
più; anzi molti genitori pregano di tenere i loro figliuolí
anche tutto il giorno .
Una mamma venne a dire :
« Benedetto l'Oratorio! Avevo
un figlio che era un diavolo,
per cui avevo l'inferno in casa .
Era incorreggibile . Adesso è un
angelo e non fa che fioretti alla
Madonna ; anzi dice che l'anno
venturo, f nita la 5a elementare,
vuole farsi sacerdote » .
Quanto a locali, ci si adatta .
La cappella per ora viene improvvisata nel salone che serre
di refettorio per l'asilo (un antico garage) . Il sabato si ritirano le tavole e vi si sistema
un altare portatile . In principio le suppellettili sacre renivano fornite da Mons . Prevosto, Decurione Salesiano, il
quale nella gioia di veder compiere tanto bene, è sempre stato
largo della sua paterna comprensione . Ma ora la Divina
Provvidenza ha trovato i suoi,
strumenti in generosi Cooperatori, che hanno provveduto il
necessario .
Si sente ancora il bisogno
di un Sacerdote stabile . Finora
non è mai mancata la santa
Messa alla domenica, grazie
alla generosità dei Salesiani dei
centri vicini . Le difficoltà non
mancano, ma il Cooperatore e
le tre Cooperatrici che lo dirigono si confortano pensando
a quelle che dovette superare
Don Bosco nei primi tempi e
soprattutto ai miracoli che la
Grazia ha già operato in tanti
cuori e che fanno fiorire le più
rosee speranze per l'avvenire .
NUOVO VESCOVO SALESIANO
L'Osservatore Romaeo del 10 luglio u . s . portava la lieta notizia che Sua Santità Giovanni XXIII si è degnato di nominare Vescovo di Vielo (Uruguay) il Rev .mo Don Oreste
Nuli, Salesiano .
S . E . MONS . NUTI è nato a Montevideo il
15 ottobre 1919 . Entrato nell'Istituto Salesiano della stessa città a soli nove anni, vi
compì gli studi secondari tino al noviziato,
che fece al Manga, consacrandosi a Dio nella
Famiglia Salesiana il 6 febbraio 1938 . A coronamento degli studi teologici compiuti nell'Istituto di Cordoba-Villada (Argentina), fu
ordinato Sacerdote il 1o dicembre del 1946 .
Dopo soli cinque anni gli venne affidata la direzione della Casa di Las Piedras, che tenno
lino al 1959, quando i Superiori lo elessero a
fondare la nuova Opera salesiana di Melo,
dove lo sorprese la nomina a Vescovo dell
stessa città .
Anima di apostolo, ha lavorato con zelo e
successo soprattutto tra i giovani degli Oratori, cattivandosi il loro affetto e la stima delle
autorità e del popolo . Si può quindi immaginare
l'entusiasmo suscitato dalla notizia che il
Direttore dei Salesiani sarebbe diventato il
Vescovo della città .
-1 S . E . llons . lati la h'antiglia Salesiar a
offre voti e preghiere per un fecondo apostola'
pastorale.
il campanile di una bella chiesa retta dai Salesiani a Tokyo era ancora senza voce, e
presero l'iniziativa di dargliene una milanese .
La liturgia assegna profondi significati simbolici a benedizioni come questa ; e ancor
più solenne sarà la consacrazione che ne farà
il nuovo Cardinale della diocesi di Tokyo .
Erano presenti l'Ambasciatore Dino Alfieri e
altre personalità, che diedero il tocco inaugurale alle campane . Alla cerimonia intervenne
anche una suora di Maria Bambina, giapponese, M . Josepha Teramoto, e il missionario
salesiano Don Alberto Castiglioni, appena arrivato dal Giappone .
MILANO
Sua Eminenza il Cardinale Montini benedice
tre campane per la chiesa di Tokyo-Meguro
Salutant vos de Italia fratres . Tratto d :,
una lettera di San Paolo, è uno dei motti
dettati da Sua Em . il Card . Montini e scolpiti
su tre campane destinate alla chiesa della
Ifissione salesiana di Tokyo-Meguro . Furono
benedette la- sera del 31 maggio u . s ., nel
cortile dell'Arcivescovado, dal Card . Montini .
Sua Eminenza ricordò come l'idea del dono
era venuta a una comitiva di giornalisti in
un viaggio in Giappone . Essi constatarono che
GENZANO (Roma) - Nella tradizionale " infiorata " dei
Corpus Domini i giovani esploratori e lupetti hanno
eseguito questo quadro di Maria Ausiliatrice, che fu
giudicato dalla stampa uno dei migliori.
371
La gioventù bergamasca ha festeggiato un centenario di Don Bosco
Al Patronato di S . Vincenzo si è voluto
commemorare con particolare solennità il passaggio di Don Bosco a Bergamo, quando andò,
il 6 maggio 1860, per confortare il Vescovo
Alons . Pier Luigi Speranza, incontrarsi con
i chierici del Seminario, far del bene al Clero e
al popolo, e fondare il primo nucleo delle Conferenze di S . Vincenzo .
All'invito del benemerito Direttore Generale Don Giuseppe Vavassori i cittadini, i
Cooperatori, gli Ex Allievi salesiani, i devoti del
Santo hanno risposto con lodevole entusiasmo .
La mattinata è stata caratterizzata da solenni funzioni, che si sono ininterrottamente
succedute nella chiesa e presso l'Altare del Santo .
:Nel pomeriggio, alle ore 15,30, ebbe luogo
la Conferenza annuale dei Cooperatori .
Alle ore 17 venne il turno degli Istituti di
educazione della città a cui rivolse la sua paterna parola Don Vavassori, ricordando loro
alcuni edificanti episodi di Don Bosco .
Allo stesso pubblico, dopo la Benedizione e
il bacio della Reliquia, furono proiettati i documentari salesiani « Tecnici di domani» e
«Santi tra la gente» .
La funzione più importante fu senza dubbio
quella delle ore 20,45, organizzata dalla Presi(lenza Diocesana di A . C ., non solo per l'imporente massa dei Giovani della città e del suburbio con i loro reverendi Assistenti, ma anche
per la partecipazione di S . E . Mons . Vescovo .
Don Favini rievocò la prima visita del Santo
a Bergamo, e ne trasse per i giovani tre particolari esortazioni :
1) Fiducia nella Chiesa, elio da Dio riceve
a tempo opportuno l'ispirazione per le grandi
opere di progresso sociale, come ha fatto Don
Bosco per l'educazione della gioventù e l'elek azione della classe operaia ;
2) aiuto alla Gerarchia in uno slancio di
generoso apostolato nell'Azione Cattolica, nelle
Conferenze di S . Vincenzo de' Paoli e nelle altre
opere di apostolato ;
3) fedeltà alle direttive della Santa Sede .
Costanza nel leggere e sostenere i giornali
cattolici e la stampa cattolica .
372
Quest'ultima esortazione la trasse dal fatto
che Don Bosco nel viaggio si trovò di fronte
in treno un signore che leggeva un giornale
massonico del tempo : L'Opinione, senza conoscerne lo spirito settario .
Il Santo dimostrò al brav'uomo quanto
male facesse il giornale con la sua formula
laicista e con le maliziose insinuazioni contro
la Chiesa e la Religione .
E il brav'uomo, grato al Santo di avergli
aperto gli occhi, gettò il giornale dal finestrino,
dopo averlo fatto a pezzi ; poi nel tratto da Magenta a Milano fece la sua confessione .
La devota Processione con fiaccolata, cui
parteciparono duemila giovani, il saluto e la
benedizione pastorale del Vescovo conclusero
la magnifica celebrazione .
Nuove opere inaugurate
in occasione delle celebrazioni centenarie
della Congregazione
Il centenario salesiano è stato celebrato in
Australia con convegni di Cooperatori e Amici
dell'Opera Salesiana e con l'inaugurazione di
varie nuove costruzioni destinate ad ampliare e
completare le opere esistenti . Tra di esse- ricordiamo tre aule nel Collegio S . Domenico Savio
di Hobart, un'ala con aule e uffici a Sunbury
(Vittoria), una cappella e un salone teatro a
Port Pirie, una cappella, laboratori scientifici
e tre aule nel collegio di Oakleigh (Vittoria) .
Il numero degli allievi è in continuo aumento
in tutte le scuole . Il favore del pubblico cresce
e non mancano le richieste di nuove fondazioni .
Il noviziato di Sunburv ospita sette giovani
australiani, entusiasti della vocazione salesiana, e quest'anno torneranno in Australia
cinque sacerdoti novelli, che hanno finito i
loro studi . L'Ispettore Don Bortolo Fedrigotti
chiede preghiere perché la grande messe che
si prospetta ai figli di Don Bosco in Australia
non resti trascurata per mancanza di operai .
OAKLEIGH VIC . (Australia) - La nuova ala dell'Istituto con la cappella e il laboratorio di scienze .
SUMBURY (Australia)
Il centenario salesiano ha segnato per l'Istituto San
Giovanni Bosco nuovi sviluppi e nuove costruzioni .
75 anni di vita del Liceo
" Sacro Cuore di Gesù" di S . Paolo
Il Liceo salesiano «Sacro Cuore di Ge»ù »
celebra quest'anno i suoi 75 anni di esistenza .
Fondato in S. Paolo il 5 giugno 1885, per
15 lustri ha svolto la sua missione, circondato
dalla simpatia del popolo e delle autorità .
L'origine del Liceo salesiano di S . Paolo risale
alla fondazione del Santuario del Sacro Cuore
di Gesù . Nell'anno 1878 alcuni emigrati italiani progettarono di costruire una cappella
dedicata al Sacro Cuore nel « rione dos Campos
Eliseos » . La prima pietra fu posta il 24 giugno 1881 alla presenza del Vescovo di S . Paolo .
Nel 1882 sorse l'idea di annettere alla cappella
in costruzione anche un istituto da affidare
ai Salesiani . I1 24 giugno 1884 il Vescovo
benedisse la cappella . Assisteva alla cerimonia
Don Luigi Lasagna, Ispettore dei Salesiani
dell'Uruguay, che già aveva aperto nell'allora Impero del Brasile il collegio di Niteroi .
Era stato invitato dal Vescovo di S . Paolo per
trattare dell'opera, progettata . Don Lasagna
scrisse subito a Don Bosco chiedendo il permesso di aprire la nuova casa di S . Paolo :
« A mio parere, diceva, l'importanza di questa
casa e le sue speranze sono tali che non esito
a dedicarmi ad essa con tutte le mie forze e
anche con la mia stessa vita . . . 11 Vescovo ha
espresso il desiderio di avere almeno due
missionari salesiani per mantenere il culto
divino nel Santuario, il che presentemente
non_ è possibile . Ma tempo verrà che non due,
ma molti salesiani, circondati da molte squadre
di giovani, qui renderanno ferventi omaggi al
Sacratíssimo Cuore di Gesù, rinnovando così
sulla terra spettacoli di cielo! Vorrei poter
esporre a viva voce i motivi e le circostanze
che militano per l'accettazione di questa casa,
da me già tanto amata» .
Di ritorno a Montevideo, dopo la risposta
affermativa di Don Bosco, Don Lasagna mandò
a S . Paolo i due primi Salesiani : Don Lorenzo Giordano e il coadiutore Giovanni Bologna .
Il Liceo « Sacro Cuore» si sviluppò in modo
costante e progressivo . All'ombra della cappella del Sacro Cuore, i primi Salesiani diedero inizio all'Oratorio festivo, la caratteristica
opera salesiana . Nell'anno seguente si aprì
la Scuola per interni ed esterni, destinata specialmente all'educazione dei figli del popolo ;
perciò sorsero anche le Scuole professionali .
Il Corso commerciale si può dire che sorse
insieme con l'Istituto, perchè già nel 1882,
un anno prima dell'inizio dell'opera, era stata
lanciata l'idea della fondazione di un Liceo
di Commercio, Arti e Mestieri . Nel 1921 il
Corso commerciale era ufficialmente riconosciuto dal Governo e nel 1923 ricevette anche
il pareggio federale . Il Corso ginnasiale data
il Battesimo di un atleta
Nel corso della visita pastorale nella parrocchia
di S . Pio X a Taranto, S . E . Mons. Motolese ha
ammesso nella Chiesa Cattolica il giovane Shelby
Farris Gantous, di 2o anni, noto giocatore di rugby
della Contea di Jefferson nello stato dell'Alabama .
La cerimonia è stata commoventissima . L'atleta
(che supera i due metri), ha ricevuto contemporaneamente il Battesimo, la Cresima e fatto la
Prima Comunione . Il Vescovo ha parlato al neofita
delle bellezze della nostra fede e gli ha donato un
Rosario benedetto dal Santo Padre . Erano presenti
alla cerimonia autorità religiose e civili, tra le quali
il Salesiano D . Limongelli, istruttore del giovane .
L'atleta fu poi ricevuto nella Compagnia Salesiana
dell'Immacolata quale socio ed allenatore della
nascente squadra di rugbv.
373
DON BOSCO PATRONO DEGLI APPRENDISTI SPAGNOLI
Sua Eccellenza il Vescovo
di Madrid dà lettura u
ciale al Decreto di Sua
Santità Giovanni XXIII,
che proclama San Giovanni Bosco Patrono degli
Apprendisti Spagnoli .
Sono presenti il Direttorcr
Generale delle Scuole del
Lavoro, il Delegato Nazionale delle Università
del Lavoro e tutti i membri
del Consiglio Nazionale di
Formazione Industriale,
oltre numerose altre personalità . In quell'occasione il Direttore Generale
delle Scuole del Lavoro ha
decorato a nome del Governo l'Ispettore salesiano di
Madrid, Don Alessandro
Vicente (a sinistra del
Vescovo) con la « Encomienda de la Orden Civil
de Alfonso X el Sabio » .
pure dai primi anni della Casa : molti dei suoi
alunni onorarono più tardi la magistratura,
il clero e l'episcopato del Paese . Le Scuole serali
ebbero inizio nel 1909 . Nel 1938 si creò finalmente, grazie allo zelo del compianto Don Luigi
Marcigaglia, la Facoltà di Studi Economici,
annessa alla Pontificia Università di S . Paolo .
Gli Ex Allievi del Liceo, che oggi formano
una vera legione, sono organizzati in una Associazione dinamica e attiva, la cui sede è una
delle migliori della Congregazione . Il Santuario del Sacro Cuore è un tempio maestoso
e artistico, centro di fervida devozione al
Cuore di Gesù in S . Paolo . I lavori del Santuario furono terminati nel 1901, quando si
inaugurò la statua del Sacro Cuore, che campeggia maestosa e solenne dall'alto dell'artistica
torre, come da un trono di gloria .
MADRAS - tl Santuario Nazionale della
Madonna di Lourdes a Madras-Perambur
37 ,1*
La città di Madras ha un altro magnifico
monumento cristiano e mariano nel nuovo
Santuario Nazionale di N . S . di Lourdes, benedetto da S . E . Mons . Mathias, salesiano,
Arcivescovo di Madras-Mylapore .
Questo monumento d'amore alla Vergine è
la realizzazione di un sogno che l'allora par-
roco salesiano Don Michele Murray aveva
concepito e Mons . Mathias aveva fervidamente caldeggiato . L'idea era bella,, ma le
borse erano vuote . Tuttavia i figli di Don
Bosco, che hanno ereditato dal Padre una
fiducia illimitata nell'Ausiliatrice, che suole
venir loro in aiuto anche miracolosamente
quando sono impegnati in opere che tornano a gloria di Dio e della sua santissima
Madre, si accinsero alla grandiosa impresa .
Oggi, dopo vent'anni, il Santuario è una bellissima realtà . Don Mariotta costruì la cripta,
benedetta da S . E . l'Arcivescovo nel 1953 .
Don Sandanam, l'attuale parroco, e il suo aiutante Don Seber hanno portato a termine la
chiesa superiore con le offerte raccolte da vari
paesi, specialmente dall'America e dai generosi fedeli Indiani . Come a Lourdes, la cripta
è dedicata a N . S . del Rosario e la chiesa superiore all'immacolata . Le grandi campane
furono fuse in Francia, le due Via Crucis furono lavorate nella Spagna, i tre begli altari
di marmi impreziositi di mosaici furono scolpiti in Italia. Le lampade votive, ammirato
lavoro artistico, sono opera della Scuola Professionale Salesiana di Madras .
Il popolo va dicendo che è la più bella chiesa
dell'India e sono già cominciati i pellegrinaggi .
Un solo dato : il tredicesimo pellegrinaggio
nazionale ha portato al Santuario ben 25 .000
fedeli ed è riuscito un vero trionfo dell'Immacolata a Madras .
Ora sono in progetto nuove opere per svi-
luppare attorno al Santuario un complesso
movimento giovanile con oratorio e scuole
ed ò già in atto la « The Massabielle Guild >
per l'apostolato dei malati, tanto caro alla
Madonna di Lourdes . 1 Salesiani non sono
che gli umili strumeni ;i nelle mani della Vergine, che sta preparandosi a Perambur un
lembo di terra benedetta, dove fioriranno
multiformi attività a bene della gioventù e
dell'umanità sofferente .
AYAGUALO-SANTA TECLA
Inaugurazione della nuova chiesa salesiana
Il noviziato dell'Ispettoria Centro-Americana che sorge in Ayagualo Santa Tecla, ha
la sua nuova chiesa su di una ridente collina
prospiciente il mare .
Il progetto risale al compianto Ispettore
Don Antonio Ragazzini, che non potè raccogliere i frutti della sua generosità perché
morì in un incidente aereo nel marzo dello
scorso anno . I suoi resti riposano nella
nuova chiesa, che volle bella e accogliente .
Essa è stata benedetta dall'Ecc .mo Arcivescovo di San Salvador, Mons . Luigi Chavez .
Lo splcndido altare di marmo fu costruito
in Italia . Le artistiche vetrate, istoriate con
21 episodi della vita di S . Giovanni Bosco,
provengono dal Messico .
La palma
intrecciata al giglio
Recentemente la Sacra Congregazione dei Riti ha esaminato gli scritti
della Serva di Dio Laura Vicuna,
fanciulla di 13 anni, allieva delle
Figlie di Maria Ausiliatrice, e ha
dato il suo parere favorevole .
Laura Vicufla nacque a Santiago del Cile il
ó aprile 1891 . Pochi mesi dopo, il babbo, per
motivi politici, dovette allontanarsi con la famigliuola dalla capitale e nell'esilio di Temuco
morì, lasciando Laura orfana a soli due anni
con una sorellina minore di lei .
La madre, continuando la vita di esule, passò
in Argentina e, dopo varie avventurose peregrinazioni, si stabilì a, Junín (le los Andes . E
qui affidò le sue bambine alle Figlie di Maria
Ausiliatrice, che da poco vi avevano aperto
nn piccolo Collegio di Missione .
Laura, che contava allora nove anni, e al
dire della mamma era stata sempre buona e
non le aveva mai dato alcun dispiacere, in
collegio si distinse subito per l'adempimento
esatto dei suoi doveri, e in ogni più bella virtù .
La Prima Comunione, ricevuta a dieci anni,
segnò per Laura il principio di una vita tutta
d'amore e di sacrificio . « 0 Gesù -- scrisse allora - voglio amarti e servirti per tutta la
vita ; e perciò ti offro la, mia anima, il mio
cuore, tutto il mio e :^t a! Voglio morire prima
di offenderti col peccato : e perciò voglio mortificarmi in tutto quello che mi potrebbe allontanare (la te . . . » .
Ricevuta, alcuni mesi dopo, nell'Associazione delle Figlie di Maria, ne divenne un modello, dando prova di singolarissimo amore alla
Vergine e di fortezza cristiana superiore all'età
nel difendere il giglio della sua purezza .
Non potendo effettuare l'ardente desiderio di
essere accolta come aspirante nell'Istituto delle
Figlie di Maria Ausiliatrice, ne visse lo spirito,
dopo aver emesso privatamente i voti religiosi .
Il dolore di sapere la mamma sviata dal retto
sentiero le fu intimo e cocente martirio, che la
spinse incessantemente a moltiplicare preghiere
e penitenze per implorarne la conversione .
Allo stesso scopo, fece infine l'eroica offerta della propria vita, che Dio gradì, concedendole sul letto di morte, dopo lunghe sofferenze, la grazia implorata .
Spirò il 22 gennaio 1904, non ancora tredicenne, ma eroica nella virtù, intrecciando al giglio
della purezza la palma di un incruento martirio .
La Causa di Beatifeazione venne in fata nel
settembre del 1955 .
375
1*
Azione sociale dei Salesiani a Caracas
:17(;
L'« Oratorio Club San Domenico Savio », annesso allo Studentato Filosofico di CaracasAltamira è un Club per i ragazzi dei sobborghi
dell'Est della capitale venezuelana . Ben tre
volte si fece il tentativo di fondare un oratorio
in questa zona, ma i risultati furono fallimentari e bisognò chiudere per mancanza di ragazzi . Tuttavia il direttore dello Studentato non
si scoraggiò : bisognava riuscire ad ogni costo
per dare ai chierici la possibilità di lavorare nell'opera primogenita di Don Bo . , i . Si
cominciò un'altra volta,
dopo una ben organizzata
propaganda . Questa volta
con successo . Già il primo
giorno 240 ragazzi corsero
ad allietare i cortili salesiani ; poi il numero salì
ed oggi la media di frequenza è di 300 alla Messa
e di 400 nel pomeriggio . I
ragazzi vengono da molto
lontano, dagli ultimi caseggiati della periferia e
si è ottenuto per essi
liti tesserino gratuito per
tutti i viaggi .
L'oratorio fa passare
loro una giornata f «ec .
Al mattino giochi e divertimenti svariatissimi .
Alle 12,30, la Santa Messa
nella chiesa pubblica, sempre strapiena . La Messa
è bellissima, la dirige
un chierico e i ragazzi
cantano e pregano come mai si sarebbe potuto immaginare . Poi c'è per tutti la colazione, che serve di pranzo alla maggior parte,
perchè non ritornano a casa, ma passano la
giornata nell'Oratorio . Dopo, di nuovo giochi,
letture, visione di filmine e finalmente il
catechismo . Ci sono 25 gruppi di catechismo
organizzati e il gruppo dei . . . fuori serie . I
chierici dispongono di una magnifica sala
catechistica, che è ritenuta la più bella del
Venezuela . Ci sono 4 squadre di palla canestro ;
3 di calcio, 2 di base-ball, 3 di i, (> Ilei-ball . Ci
sono cinque compagnie religiose attive . Dopo il
catechismo viene offerta ai ragazzi una abbondante e saporita merenda e poi il cinema .
Molte domeniche hanno premi particolari,
gare, tombole ecc . Due volte all'anno vien
fatta la distribuzione dei pregni per la fedeltà
al catechismo domenicale .
L'ultima festa dell'oratorio fu veramente
magnifica e sarà ricordata a lungo dai ragazzi .
Giochi, sfide, musica, allegria rumorosa . La
chiesa si riempì in una forma straordinaria e
si dovette ricorrere alle logge circostanti . Gli
stessi ragazzi diressero la partecipazione alla
loro Messa . Molte confessioni e comunioni .
Quindi, in perfetto ordine 720 ragazzi (i chierici hanno contatto con più di 1500) uscirono
nei cortili per prendere il pranzo « al sacco »,
che tra le altre cose riservava la sorpresa di
un pollo ogni quattro ragazzi . La loro allegria fu straordinaria . Dopo il pranzo, giochi
a premio e poi la distribuzione dei premi : più
di 500 vestiti completi di prima qualità, seicento giocattoli di un certo valore e molti
premi minori per quelli meno assidui .
CARACAS-ALTAMIRA (Venezuela) - Un'istantanea dell'originale Oratorio durante una distribuzione di doni .
A conclusione della bella giornata fu offerta
a tutti una buona merenda ed un gelato .
I Salesiani dello Studentato, che sono stracarichi di lavoro durante la settimana, non
riposano neanche la domenica e dicono come
Don Bosco : « Riposeremo in paradiso» . 1 risultati sono lenti, lentissimi alle volte, ma
sicuri . Questi ragazzi domani saranno migliori . Molti si sono già trasformati ed altri,
che erano buoni, si sono organizzati nelle
compagnie e sono divenuti apostoli tra i
compagni . L'anno scorso nove sono andati al
nostro Aspirantato : è la più bella ricompensa
a tanta fatica .
L'Associazione dei Genitori e dei Rappresentanti del Collegio «Don Bosco», i Cooperatori e Benefattori possono essere contenti : il
loro aiuto salva le anime e sta formando i cittadini del domani .
40
YiSJ//d4
I Salesiani lavorano a LATINA
dall'ottobre 1933 . Furono mandati
dal Papa Pio XI, quando con la
fondazione della nuova città e l'appoderamento dell'Agro, una popolazione di parecchie migliaia di abitanti venne a trovarsi senza assistenza religiosa ed i primi Salesiani,
con a capo Don Carlo Torello, si
misero al lavoro nel nome dell'Ausiliatrice, attuando un piano inissionano, già vagheggiato da Don Bosco
per l'Agro Romana cento anni or
sono. L'Em. Cardinale Micara, dopo
aver benedetto un'artistica statua
di S. Marco, ha implorato sul ml1neroso popolo la benedizione divina
• dell'Ausiliatrice ringraziando i
Salesiani per « aver profuso - disse
- splendide doti di mente e di
cuore, ereditate da Don Bosco »
Della cura spirituale della Città.
Due Figlie di Maria Ausiliatrice del
MATO GROSSO riuscirono vincitrici nel « Concorso Nazionale » per
la formazione di Catechiste, indetto
dalla Commissione dei Religiosi pci
Brasile . La proclamazione delle premiate si svolse solennemente a
Rio Janeiro, alla presenza dell'Ecc .nio Nunzio Apostolico, dei rappresentanti de!l'Eni .ino Card . Arcivescovo, della Direzione della Conferenza delle Religiose del Brasile
• delle rappresentanze delle Congregazioni Religiose .
Il 14 maggio u. s ., festa di S . Maria
Mazzarello, venne solennemente benedetto in CARPINA (Pernambuco) il nuovo Noviziato Missionario
dell'Ispettoria
Brasiliana
« Maria Ausiliatrice a . Frutto dei
molteplici sacrifici delle Case del
Brasile Nord, il nuovo Noviziato
vuoi essere un monumento di gratitudine a Maria Ausiliatrice per
tutte le grazie accordate ail'lspettori» in venticinque anni di !eeondo
• rigoglioso sviluppo. Vi presenziò
il Rev .rnj Duo Modesto Bellido del
Capitolo Superiore Salesiano .
It Governatore di Capo Verde ha
fatto ultimamente una visita all'Opera Salesiana della città di SAN
VICENTE che, oltre a un Ospizio
per orfani, ha Scuole elementari e
professionali per interni ed esterni .
Ammirato per tante realizzazioni,
il Governatore mostrò il desiderio
che i Salesiani aprissero in ogni
isola una scuola del genere . Il
10 gennaio questa Casa salesiana
presentò per la prima volta la
banda musicale formata dai suoi
giovani allievi, i quali portarono
con le loro briose note il saluto rila
città e alle autorità, la «Radio Barlavento a chiese di poter registrare
tre maree, che trasmise la domenica
seguente, aprendo il programma
settimanale di <i Rivista sonora » .
dottor Arturo i' . Posada,
ex
Il allievo del collegio salesiani)
Leone XIII di BOGOTÀ, è stato
unanimemente eletto dalla Corte
Suprema di Giustizia della Colombia a suo Presidente . Il dott .
Arturo C. Posada, con rapida ascesa
attraverso tutti i gradi della magistratura, ha raggiunto questa alta
posizione, dopo aver dato esempio
ininterrotto di giudice integerrimo,
ardente patriota e fedelissimo ex allievo salesiano . Per vari anni fu
capo dell'Associazione nazionale
Ex allievi Salesiani di Colombia .
Come professore di Diritto Pubblico,
trasmette ai suoi allievi lo spirito
che ha appreso alla scuola dei figli
di Don Bosco, cooperando efficacemente alla realizzazione di un inondo
migliore nella Colombia .
Accolto da numerosi archi di trionfo
eretti lungo la strada che da Cirardot porta al Lazzaretto di AGUA
DE DIOS e da tutto no popolo
osannante, è entrato nella <i Città
del dolore a il Vescovo di Girardot
S . E . Mons . Alfredo Rubio Diaz
per la sua prima visita Pastorale .
Nei giorni della visita 5. E . non
si risparmiò per far giungere a tutti
gli abitanti di quella dolorante città
la sua parola e la sua opera di pastore . Con zelo e pazienza non comune amministrò ben 1600 sante
Cresime, nella chiesa centrale, nelle
cappelle dei vari reparti e negli
ospedali . Volle anche visitare i ricoverati dei diversi ospedali e le
comunità religiose . Prima di lasciare
Agua de Dios, S . E . volle manifestare la sua ammirazione per il lavoro sacrificato che da 70 anni i
Salesiani vi svolgono e che è già
costato la vita di parecchi di essi .
La storia della Congregazione Salesiana nel Messico ha segnato mina
data importante con l'inaugurazione
dello Studentato Teologico per la
preparazione immediata dei chierici
al sacerdozio . Questa è stata una
felice realizzazione degli sforzi e
dei sacrifici degli Ispettori Don Ragazzini, (li felice memoria, Don Alberto M. Lopez, ora Direttore della
nuova Casa, e dell'attuale Ispettore
Don Luigi Gonzalez, generosamente
aiutati dai Cooperatori e amici (li
Don Bosco. Il nuovo imponente e moderno Studentato sorge in COACALCO . ugll'archidioeesi di Messico .
Anche 'Africa salesiana del Sud ha
il suo noviziato a DALESIDE, nel
Transvaal, diocesi di Johannesburg .
Amici e ammiratori dell'opera di
Don Bosco sono stati generosi di
aiuti per provvedere la casa e la
cappella del fabbisogno . In contrasto con la discriminazione razziale
che recentemente ha avuto dolorosi
episodi, i Salesiani hanno fatto giungere da oltre Oceano tre novizi che
si sono aggiunti a quelli nativi .
I Salesiani di BANGKOK hanno
aggiunto alle loro attività quella dell'insegnamento della religione cattolica per corrispondenza . Numerosi
sono i cattolici che vi corrispondono
per essere meglio istruiti specie su
difficoltà pratiche nell'applicazione
della legge cristiana nelle loro relazioni con quanto ha attinenza con
la vita quotidiana in una società
impregnata di dottrine e pratiche
buddiste . Anche numerosi buddisti
hanno accolto con interesse questa
iniziativa, per conoscere segretamente la religione cattolica .
377
Quattro anni d;
íllé/
i
INDIA -
MANIPUR i
La nuova bella
chiesa di Hundung,
dedicata al Sacro
Cuore di Gesù .
•
•
•
e
1 9 marzo 1956, festa di San Domenico Savio, i missionari salesiani
poterono finalmente stabilirsi in Imphal, la capitale dello Stato del
Manipur, sulla frontiera birmana,
a sud-est dell'Assain . Tutti i loro tentativi
di portare la Fede in quella fertile regione
erano stati ostacolati sino allora dai Protestanti, che godevano dell'appoggio del Governo
ed esercitavano una specie di monopolio religioso nel Manipur .
In seguito . con l'indipendenza dell'India e
l'annessione del Manipur, ogni ostacolo venne
tolto e i Missionari poterono entrarvi giubilanti, accolti trionfalmente dai giovani che
erano stati educati nelle scuole salesiane di
Gauhati e di Dibrugarh .
I due Missionari salesiani Don Luigi Ravalico e Doti Pietro Bianchi si misero con
entusiasmo all'opera di evangelizzazione, trovando tra quelle tribù montane, ancor giovani e sane, una corrispondenza aperta e
gioiosa . Si era sparsa la voce sui monti del
Manipur : « Sono venuti dall'Assam i Padri
che vogliono bene ai bambini : gli stessi che
hanno aperto a Shillong e in tante altre città
assamesi scuole e orfanotrofi . . . » . Fu allora
un accorrere di capi-villaggio, per sollecitare
i due missionari a visitare i loro villaggi e a
mandare maestri e catechisti .
Presto si aggiunse altro personale e si potè
aprire una nuova stazione missionaria a
Hundung tra i Nagas Tangkul . Ora si dovrebbe
pensare ad altre due stazioni tra i Mao-Maran
e i Chin-Taddo . Al presente ci sono soltanto
sei Missionari, ma si spera che ne vengano
altri due, perchè la messe è abbondante .
In questi quattro anni abitanti di 120 villaggi del Manipur hanno abbracciato la Fede
cattolica . Per l'educazione della gioventù i
Missionari salesiani hanno aperto più di 50
scuole primarie e alcune secondarie, oltre al
grande Centro Giovanile di Imphal, che rac.378 coglie quasi 200 piccoli Nagas .
GI
Molato
YA
Ogni villaggio ha la sua cappella, che i
cristiani stessi il più delle volte si costruiscono come possono . Nei centri principali sorgono con l'aiuto dei Missionari vere chiesette, mentre il Vescovo ne fece costruire due belle
e vistose tra i Nagas e i Mao-Maran . Ora si
sta costruendo nella capitale una chiesa vera
e propria da dedicarsi alla Nirmala Rani o
Regina Immacolata .
In Imphal è sorta pure una grande opera
delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la Scuola
« Piccolo Fiore » . frequentata da oltre 300
bambini delle famiglie più notevoli della città .
Questa scuola ha servito assai a rialzare il
prestigio della Chiesa cattolica e a dissipare
diffidenze e pregiudizi . Persino il figlio del
Maharaja del Manipur, un fanciullo di otto
anni, la frequenta .
Sua Ecc . Mons . Oreste Marengo, Vescovo salesiano di Dibrugarh, ha passato recentemente
un mese nel Manipur per la visita pastorale .
È stato ricevuto ovunque con gioia ed esultanza. Egli fu il primo salesiano, da semplice
sacerdote, che nel 1948 visitò il Manipur, per
studiare insieme con Don Attilio Colussi la
possibilità di aprire una stazione missionaria .
E ancor prima che i missionari potessero stabilirsi definitivamente, egli dalla sua lontana
sede di Dibrugarh visitava periodicamente le
tribù del Manipur, iniziando quel meraviglioso
movimento che ogni si è trasformato in consolante primavera di vita e di opere cattoliche .
Proprio il 1 0 gennaio di quest'anno
Mons . Marengo ebbe la grande gioia di benedire la bella chiesa di Hundung, dedicata
al Sacro Cuore di Gesù . Il sacro edificio sorge
imponente sulla cima di un colle ed è ora
la più grande « meraviglia » dei Nagas . Poi
da vero Buon Pastore, Mons . Marengo iniziò
la sua visita, che lo portò da un capo all'altro
del Manipur, per valli e monti, e si concluse
nel grosso villaggio di Punanamai, ove 600
neofiti l'accolsero con tripudio osannante .
Mons . Marengo si trova ora in Italia per
compiere la sua visita ad limina . E questa
un'ottima occasione per illustrare presso i cattolici italiani il mirabile sviluppo della sua
diocesi missionaria, vero avamposto sulla frontiera cino-birmana . Egli si ripromette di trovare in Patria quegli aiuti che saranno trasformati in tante opere di carità cristiana
nella sua Missione sull'Alto Bramaputra e sui
monti Manipur .
SAC . LUIGI RAVALICO
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Salesiani giunsero in Birmania nel
gennaio del 1939 . Il 31 gennaio, festa
di San Giovanni Bosco, fecero il loro
ingresso nell'orfanotrofio di San Giui seppe di Mandalay. Questo orfanotrofio, che più tardi prese il nome di « Lafon
Memorial School », a ricordo del generoso
benefattore che l'aveva ceduto ai Salesiani,
era allora un'opera modesta . Ad eccezione di
una bella chiesa gotica, i fabbricati erano
insufficienti . Gli studenti erano pochi e indisciplinati, perchè il buon Padre Lafon era
solo e vecchio .
Le prime difficoltà furono molteplici e gravi .
Ciò nonostante il primo direttore Don Alessi
si prospettò subito con occhio preveggente il
problema delle vocazioni e, appena fu cessato il conflitto mondiale, cominciò a inviare
all'aspirantato salesiano del Nord-India vari
giovani che davano buone speranze di riuscita . Grazie a questa previdenza oggi si contano 18 salesiani birmanesi, di cui uno sacerdote e gli altri si accingono a diventarlo .
IE successore di Don Alessi nel 1954 introdusse, sempre a Mandalav, una classe di latino per quelli che intendevano avviarsi al
sacerdozio . Era poca cosa, ma servì a tenere
viva l'idea delle vocazioni . Intanto col finire
della guerra e con l'indipendenza della Birmania, vennero delle restrizioni che preclusero l'entrata di missionari dall'estero .
S'imponeva quindi la necessità di aprire
un aspirantato nella Birmania .
Le difficoltà furono molteplici, tanto da
sembrare insormontabili . Ma, con la benedizione dell'Ausiliatrice, l'aspirantato si aprì il
17 maggio 1957 ad Anisakan, a 1200 metri
sul mare, lontano una sessantina di chilometri da Mandalay . Attualmente vi sono
60 aspiranti e dànno buone speranze .
Potrà interessare conoscere la fonte di queste
vocazioni . La Birmania ha solo 160 .000 cattolici e ci sono altri tre seminari minori, che
hanno sufficienti vocazioni . Una ragione che
spiega questa relativa fecondità va cercata
nel fatto che il Birmanese è molto religioso,
sia egli buddista o cristiano . Ma ci sono pure
altri fattori .
Due secoli e mezzo fa, i Re birmanesi, attirati dalle armi da fuoco di cui erano dotati
gli avventurieri e i mercanti portoghesi che
approdavano sulle coste della Birmania, facevano frequenti razzie nei porti di mare per
fornirsi di prigionieri di -guerra, che in ogni
caso non facevano più ritorno ai loro paesi .
Questi prigionieri, relegati nell'alta Birmania,
si sposavano con donne del luogo, dando così
origine ad una razza tutta speciale che ancor
oggi si mantiene distinta dal resto della popolazione e forma un'oasi cristiana in mezzo
a paesi del tutto buddisti . Da questi villaggi
si ritraggono preziosi elementi per l'aspirantato salesiano .
Un caso più unico che raro . In uno di questi
villaggi vive un padre di famiglia che in
tempo di gioventù era entrato in seminario
col desiderio di diventare sacerdote . Dopo alcuni anni, si convinse che quella non era la
sua vocazione c 'tornò alla vita dei campi.
Coll'andare del tempo si sposò e divenne
padre di dodici figliuoli . Di questi le due
ragazze maggiori sono già religiose, una Salesiana e una Francescana di Maria . Il figlio
maggiore è studente di teologia nell'Istituto
salesiano di Shillong in India . Altri due figli
sono nel noviziato salesiano e tre li seguono
da vicino nell'aspirantato Don Bosco di Anisakan . Altri due sono ancora alla « Lafon
School » di Mandalav e non desiderano altro
che di crescere per raggiungere i loro fratelli
nell'aspirantato . Rimangono a casa ancora
un fratellino e una sorellina, che già assicurano
che vogliono seguire l'esempio dei fratelli .
Non molto tempo fa questo bravo uomo
mi assicurava che se anche i due figliuoli più
piccoli si decideranno per la vita religiosa,
egli e sua moglie hanno già fatto i loro piani :
lui si farà salesiano coadiutore, e lei suora!
Caso mirabile, che ci apre uno spiraglio
sui disegni misteriosi della Divina Provvidenza,
la quale ci aiuterà, ne siamo certi, a superare,
con l'aiuto dei buoni, tutte le difficoltà che
ostacolano l'espansione del Regno di Dio in
questa cara terra birmana .
DON GUGLIELMO BALOCCO
missionario salesiano
381
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PRODIGI A CATENA
Don Francesco Laconi, Ispettore Salesiano nel Medio Oriente, narra come nella guerra arabo-israelita Maria
Ausiliatrice abbia compiuto una serie di prodigi per salvare otto sue Figlie e un Salesiano, rimasti tra i due fuochi .
382
Premetto una breve inquadratura degli
eventi di cui sono stato parte attiva .
La Palestina dal 1918 era sotto mandato
inglese, che durò fino al 14 maggio del 1948 .
Cacciati i Turchi, alle Nazioni Unite fu proposto un piano di divisione della Palestina
tra Arabi ed Ebrei . I primi, naturalmente,
lo respinsero . Nel piano proposto la città di
Gerusalemme doveva essere internazionale con
zone adiacenti che includevano anche Betlemme .
Allo spuntare del 14 maggio l'Alto Commissario Britannico lasciò la città, e tutta la
Palestina divenne un campo di lotta, che durò
per mesi, fino alla tregua di Cipro .
Già prima di quella data c'erano stati urti
e scontri con vittime un po' dappertutto .
Dal 26 aprile io mi trovavo a Gerusalemme,
nel quartiere di Musrara, zona nevralgica,
posta tra le due linee di fuoco . Alle spalle,
lo schieramento ebraico ; di fronte, la legione
araba . Con me erano rimaste otto Figlie di
Maria Ausiliatrice . L'Ispettrice, con saggia
previdenza, aveva ritirato quante più suore
aveva potuto .
Alle 1 i, 15 del 14 maggio cominciò la guerra .
Quel giorno stesso si restò senza luce e senza
linea telefonica . Nei giorni seguenti furono
colpiti i serbatoi dell'acqua e bisognava portarsi di notte, strisciando, nel cortile e attingere dal pozzo, arrischiando la vita . Si sa
che quando si capita tra due fuochi, si prendono da tutte e due le parti . Questa fu la
nostra sorte. Ma la Madonna moltiplicò i
prodigi a nostro favore .
Già nella prima settimana l'ala destra del
fabbricato fu distrutta da un incendio, che si
arrestò in modo inspiegabile .
Qualche giorno dopo, sorpreso da una sparatoria mentre scrivo a macchina, lascio la
mia camera . E rimasto un foglio in macchina, scritto a metà . Fattasi un po' di quiete,
voglio tornare a riprendere il lavoro . Ma
una Suora mi trattiene esclamando :
- Ci lascia sole?
Pochi istanti dopo un colpo violento di
mortaio schianta la porta della mia camera,
riduce in frammenti il pianoforte e manda in
aria il mio tavolo di lavoro . Sono salvo
Alla sera mi trovo solo per qualche minuto
in camera : un fischio improvviso, un vetro
spezzato, una pallottola che rimbalza sul
pavimento . Mi ha sfiorato i capelli . . . Sono
nuovamente salvo .
Di notte una mitragliatrice canta ininterrottamente . Pare un gracidare di rane e la
si battezza « la rana» . Un cane legato in una
casa vicina abbaia disperatamente . Vorrei andare a slegarlo, e un giorno mi avvio . Sono
già all'angolo della nostra casa . È molto pericoloso uscire . Mentre sto indeciso, un colpo
di cannone ben centrato colpisce la casa e
il cane tace per sempre .
Nascosti nei rami di un grosso pino, gemono i passeri . . . Il loro gemito sembra deprecare una guerra inutile che poteva essere
risparmiata alla città di Gerusalemme e alla
Terra Santa, uno strazio del quale il Paese
di Gesù porta ancora oggi le conseguenze . . .
E spunta il 24 maggio, giornata per noi
di evidente strepitoso miracolo . La notte è
stata calma . Al mattino celebro la Messa in
chiesa . Alle 9 vorrei che le Suore si radunassero ancora in cappella per la predica, come
sempre si è fatto anche sotto i bombardamenti .
Ma una di esse agita dei dubbi e influenza le
altre, creando una psicosi di panico che non
riesco a vincere . Me ne duole : proprio oggi,
festa di Maria Ausiliatrice ! Ci raduniamo in
refettorio . Predico sull'Ausiliatrice . E chi più
di noi ha bisogno del suo aiuto materno?
E trascorsi, mezz'ora . In un clima di commozione sto concludendo . A un tratto si ode
un fragore sordo unito ad un acre odore di
bruciato . Salgo al piano della cappella : polvere e calcinaccio . Un mortaio si è infilato
dentro ed è scoppiato . La Madonna e il Bambino sono stati colpiti in pieno . Le schegge
sono sfrecciate in tutte le direzioni . L'odore
di bruciato viene dalla stanza attigua . Sono
le tende delle celle . Se avessi predicato in
cappella, il mortaio avrebbe colpito me e le
Suore avrebbero ricevuto un Asperges da funerale . Ma la Madonna si è presa i colpi in
nostra vece .
Credo prudente ritirare dalla cappella il
Santissimo e le statue ancora integre . Adattiamo a cappella una stanza a pianterreno e
formiamo delle barricate alla porta e alle finestre con materassi e mobili . La morte
sembra che si diverta a cercarci . Il fuoco riprende intenso . Più tardi si calma . Due Suore
ne approfittano e, quatte quatte, sgusciano
fuori a prender acqua per preparare il pranzo
di gala - siamo sempre al 24 maggio - che
sarà cucinato su di un fornellino a petrolio !
Rientrano col secchio pieno d'acqua . Appena rinchiusa la porta, riprendono a fischiare le palle : forano, penetrano, arrivano
alla cucina prima delle due portatrici . Un
tavolo scricchiola e si piega . Due suore stavano tagliando su di esso della carne di
galline uccise per l'occasione . Delle otto
gambe, quattro di carne e ossa e quattro
di legno, le palle hanno scelto quelle di
legno !
Si accorre, ci si congratula e tra un commento e l'altro si esce per un attimo dalla
cucinetta . E l'attimo giusto . Un mortaio da
un altro lato si abbatte sulla cucina aggiustando proprio per la festa piatti e casseruole .
Quello che sta succedendo non par vero .
Sembra una cosa predisposta, organizzata da
ambe le parti, o meglio da una parte sola :
da parte di Maria Ausiliatrice, che ci vuole
incolumi a qualunque costo .
Una suora mi chiede che ne penso . Rispondo
che anche uno scettico in simili frangenti
avrebbe di che riflettere .
Non manca la nota umoristica . E bisogna
pur coglierla . Sono tanti giorni che si è in
trappola : occorre tener alto il morale .
Dalle rovine escono miagolando dei gatti
in cerca di cibo . Hanno sentito odore di fritto .
Entrano da una finestra .
- Non bisogna lasciar entrare i gatti osserva una Suora .
- Scriva : clausura e vedrà che non entreranno più ; ma almeno in tre lingue, chè non
sappiamo da quale quartiere vengono . Scelga
pure l'inglese, l'arabo e l'ebraico .
- E se viene un altro mortaio, cosa facciamo ?
- Per conto mio ci ho l'ombrello in camera!
I giorni continuano a sfilare tra le bombe .
Siamo tagliati dal mondo . Non sappiamo cosa
avvenga . Ormai si vive tutti a pianterreno .
Si prega, si veglia e si attende . Le otto Suore
sono stanche, ma la speranza non vien meno .
Tutto il quartiere è avvolto nel fumo . Non
anima viva . Ogni angolo della casa è stato
colpito . Occorre ripiegare, trovare una soluzione per non fare la morte del topo . Tentiamo il tutto per il tutto, ci dirigiamo verso
la linea tenuta dalla Legione Araba perchè
più facile accedervi . Siamo tutti salvi !
Ovunque solo rovine e segni di morte .
Sulla parete di una casa vicina, l'unica che
resta in piedi, pende un quadro intatto, vetro
e cornice compresi . È il quadro di Maria
Ausiliatrice . Per me resta un simbolo e un
monito : da tutte le rovine si risorge, purchè
su di esse vegli la Madre di Dio .
SAC . FRANCESCO LÀCONI
Ispettore salesiano nel Medio Oriente
Il medico disse che era troppo tardi
Da qualche tempo mia mamma era travagliata da una febbre persistente che la indeboliva sempre più! Vedendola peggiorare ogni
giorno, mia sorella volle condurla a Roma per
farla visitare da un valente medico . Questi
dichiarò che il caso era molto grave e che
ormai era troppo tardi per salvarla . Non ci
demmo pace . Supplicammo Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco di salvarcela e
la portammo da un altro medico, che tentò
una cura . Dopo pochi giorni si notò un miglioramento e in breve tempo si ristabilì completamente . Ad una visita di controllo fu dichiarata perfettamente guarita . Il nostro grazie
all'Ausiliatrice e a Don Bosco, il cui intervento fu evidente .
Buonalbergo (Benevento)
SUOR ANNITA ANTONACCIO, F .M .A .
« È stato un miracolo di Don Bosco »
La nascita di un caro bimbo aveva allietato
la famiglia di una mia nipote . Ma due giorni
dopo, gravi e impreviste complicazioni la
ridussero in fin di vita . Non giovando le
cure mediche, le fu amministrata l'Estrema
Unzione . Noi però l'avevamo affidata a Don
Bosco e non dubitavamo che ce l'avrebbe
salvata . Fu trasportata all'ospedale come morta .
L'unico segno di vita era il battito del polso .
Per tre giorni e tre notti rimase in quello
stato, mentre da noi s'intensifica a la preghiera . Finalmente cominciò a riprendere
vita e nel termine di un mese era guarita .
Per noi è stato un miracolo di Don Bosco ;
perciò mantengo le mie promesse .
Schilpario (Bergamo)
ANDREINA GRASSI
29i
Il dottore non dava più speranza
La nostra piccola Margherita nacque in
condizioni difficilissime . Si fece di tutto per
poterla salvare, ma il dottore non dava più
speranza di vita . Il piccolo cuore non reagiva .
In questo triste frangente invocammo l'aiuto di
Maria Ausiliatrice . Dopo due settimane di ansie,
ecco un piccolo miglioramento, che nonostante
altre complicazioni, la portò alla guarigione .
M . Ausiliatrice e Don Bosco ci hanno ascoltati!
Ora, dopo quattro mesi, il dottore è meravigliato
di vedere la bimba vispa e piena di salute .
Donnax (Aosta)
FAMIGLIA PRAMOTTON
Quando tutto sembrava perduto
Una delicata e dolorosa situazione si era
determinata nella mia famiglia facendoci vivere, da oltre tre mesi, in uno stato di continua agitazione e di grande tristezza . La bufera, abbattutasi su di me e sui miei cari,
sembrava proprio volesse schiantarci . Allora
con la più grande fede e speranza mi rivolsi
a San Giovanni Bosco e a Maria Ausiliatrice
promettendo loro la mia offerta . E quando
tutto sembrava perduto e impossibile trovare
una via di uscita, ecco Maria Ausiliatrice e
S . G . Bosco manifestarci il loro potente aiuto e
accordarci in pieno la grazia tanto desiderata .
Pagani (Salerno)
c/Iifri
1384
ELENA DE PASCALE N . SIANO
,')ìtGt
ottenute per l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco, di S . Maria Mozzare/lo, di S . Domenico
Savio e di altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato cfferte ed elemosine per sante Messe di ringrazio,,lento - i seguenti :
Andorno Mario - Artaz Augustina - Bianchi Luisella Biasi Bettina - Bo Alba - Boero Ottonelto Rosa - Boneili
Spinta - Brezzo Margherita - Brigada Rina - Calleia Luigi
- Cannizzaro Francesca - Castoldi Silvia - Cattozzo Natalina - Cerotti Michele e Anna - Chiampo Sofia - Chizzota Enrica - Dal Fra Amelia - Danese Fam . - Danesi
Maria - Della Maestra Pagnutti Angelina - De Oroni
Maria - De Rossi Guglielmo - Devatie Maria - Eterni
Fam . - Falzetti Celestina - Faussone M . Adele - Ferrando
Diana - Filippi Virginia - Fosson Delfina - Frati Elide Fusero Domenico - Galeazzi Elvira ved . Castigtioni Giuliani Martini Efigenia - Goldoni Giacomo - Goria
Caterina - Gorlier Gianna - Grignolio Tersilla - tcardi
Giuseppe - Lanteri Rina - Lastrucci Paola - Maffeis Angelina - Maggioni Edvige - Maggioni Giovanna - Mainco
Maria - Manavella Fausta - Marangio lolanda - Marano
Angelina - Milanese Pierina - Moresco Fam . - Maotrojanni
Carlotta - Mattina Verso Mariannina - Mazzucchelli
Maria - Mazzucchin Erminda - Nocelli Maria - Pagani
Pasetto
Alessandra - Pagliotti Renato - Parodi Onorio
Anna Maria - Patenma Margherita - Perani Mario - Pizzi
Fortunatina - Pontillo Ansia - Pulae Mario e Noemi Radaelli Maria - Rigotti Vittorio - Rolfo don Giovanni Rusconi Agnese - Scoli Maria - Tettamanti Luigi - \'aira
Veronica - Vercelli Tirone Terailla - Zandrino Cristina
- Zenith Amnenis .
4?f1OIi 1if?CtfVt1??uti
Maria Barale (Torino) invia segno
di riconoscenza a M . A . e a Don
Pietro Berruti per varie grazie ricevute .
Bianca Cordero (Torino) professa
viva gratitudine a M . A. e a S . ( . B .
per grazia ricevuta , raccomandandosi ancora alla loro protezione .
Suor Rosa C ., F . M . A . (Lione Francia) invia offerta ringraziando
iVI . A . e 5 . G . 13 . d'averla aiutata
a raggiungere la vita religiosa superando molti ostacoli .
J,ella Manacorda (Casale Monf. Aless.) adempie la promessa di pubblico ringraziamento a M . A . e a
5 . G . B . per grazie ottenute .
Bartolomeo M . (Belvedere di GrignoTrento) operato tre volte di cistite
ulcerosa ribelle, si sente ora ristabilito e professa il suo grazie a
S . G . Bosco .
Elisa Bertinatti (Castellanionte - Torino) ringraziando e supplicando
ancora M . A . e S . G . B . invia la
sua offerta .
Margherita Baliocca (Torino) preoccupata per la diminuzione del lavoro e della salute dei marito, rivolse con lui preghiere a M . A .
e a 5 . G . B. ottenendo che tornasse la normalità .
, t
Piera Gatti (Solzago - Como) raccomandò a M . A . e a D . F. Rinaldi il nipotino preso da convulsioni . Al tocco della reliquia del
Servo di Dio il bimbo si calmò .
Egidio cav . Roero (Torino) è rivanos : ente a iVi . A ., a 5 . G . B . e a
5 . 1) . 5 . per opcra7ione felicemente
vuperata .
Maria Savino (Mazzè - Torino) ottenne protezione per i familiari da
M . A ., 5 . G . B . e S . I) . Savio .
Giovanni Ribeca (Ischia di Castro Viterbo) con i familiari raccomandò
alla Madonna il padre infermo di
male misteriosi) . Dopo qualche
tempo si scoprì un calcolo nella
vescica che fu asportato con operazione e il malato s ristabilì pienamente .
Ofelia Turchet (Gueiph - Canada)
raccomandandosi a S . G . B . e a
S . D . S ., ebbe felicemente il svio
primogenito .
Attilia Girola (Appiano GentileCome) ringrazia sentitamente S .
G . B . per una persona che fu esaudita nei suoi desideri .
Giovanni Scelsi (Collesano - Palermo) in seguiti) a incidente automobilistico rimase per più di
quindici giorni tra la vita e la morte
con frattura alla base cranica . I
congiunti, elevando preghiere a
5 . C ; . B ., ne ottennero la guarigione .
Rosina Gambuzza (Caltanissetta)
ringrazia iVI . A . unitamente alla sorella, che ha potuto conseguire un
posto di insegnante .
Lorenza Meaglia (Torino) invia otferta e pubblica la grazia ottenuta
da M . A ., S . G . 13 . e 5 . I) . S .
col grande miglioramento da artrosi.
P . C . R . (Legnano - Milano) ringrazia M . A . e 5 . G . B . per tre segnalati favori concessi a suo figlio,
Rina Vittone ('forino) ottenne per
io figlio una grazia particolare .
tana Colombo (Bergamo) ringrazia
FI . A . e 5 . G. 13 . dell'assistenza e
protezione avuta negli esami di
concorso per il posto di ruolo .
Sandro Bissola (Bergamo) è riconoscente a 5 . G . B . per aver trovato lavoro sicuro, dopo lungln
mesi di disoccupazione .
Emilia Moresi (S . Francisco, Cal U .S .A .) ringrazia MA. e 5 . G . 13 .
per un'operazione felicemente superata dal marito lontano dalla
propria casa .
Santina Maistrello (Bolzano) è riboccante di gioia e di riconoscenza
a M . A. per la guarigione del marito che si era fratturate le calcagna
e per l'abilitazione del figlio a perito industriale .
0% i/zte2ceaòtolie di
S. DOMENICO SAVIO
Ora sta meglio di prima
La nostra cara mamma ebbe a soffrire
un vero cabario . Malata . a due anni di dolori artritici, fu ricoverata all'ospedale . Toltale l'ingessatura, dovette subire un'operazione di appendicite . Era appena liberata da
questa infermità che ebbe a sottoporsi ad un
terzo intervento . Ne seguì una crisi tanto
forte da farla rimanere tre giorni senza profferir parola . Da un nostro fratello salesiano
ebbe una reliquia di S . Domenico Savio, che
pregammo di cuore ; e questo caro Santino
ottenne dal Signore che non sopravvenissero
le temute complicazioni . Oggi si è rimessa
bene e mentre tempo addietro a stento poteva stare in piedi, ora si sente in forze meglio
di prima . Aggiungiamo che S . Domenico Savio
ha ottenuto molte grazie a nostri conoscenti,
ai quali abbiamo fatto avere la reliquia .
Vedelago (Treviso)
FAMIGLIA SIMEONI
Domenico Savio aiuta anche oltre la
« Cortina di ferro »
Una mia nipote suddita russa, nonostante
l'addotrinamento ateo e la coercizione antireligiosa del governo sovietico, mantiene viva
nell'anima la fiaccola della fede. Sposata da
vari anni, non aveva avuto ancora la gioia di
un figlioletto . Il marito che desiderava ardentemente d'esser papà, aveva portato la
moglie da molti specialisti e le aveva procurato
tutte le cure possibili, senza risultato . Mia
nipote, ben consapevole delle teorie comuniste, temeva vivamente d'esser allontanata
dalla casa, perciò cominciò a far voti e preghiere ardenti per ottenere miracolosamente
la sospirata grazia . Avendomi ella proposto
il suo caso e chieste preghiere, le scrissi parlandole degli interventi prodigiosi di S . D . Savio, e le inviai l'immagine con la reliquia . Fu
già grazia che l'immagine sia passata inosservata per la frontiera, perchè è proibito mandare
oggetti religiosi, e vari tentativi di farne entrare in territori russi erano falliti . Con grande
fede mia nipote accettò il consiglio, con gioia
accolse in casa sua la sacra immagine e unimmo
le nostre suppliche . La grazia giunse puntualmente : una bella bambina allieta ora la casa,
così che l'unione familiare è assicurata . Mia
nipote al colmo della gioia vuol testimoniare
la sua gratitudine pubblicando la grazia .
La Spezia
SR . B . U .
Un caso giudicato « disperato »
Nel marzo 1959 la famiglia di mio fratello
fu allietata dalla nascita di un terzo bambino .
Ma dopo due giorni la mamma dovette essere ricoverata all'ospedale per una sopraggiunta infezione renale, che le aveva già provocato serissime complicazioni generali . Il
caso fu dato disperato e io, unita alla mia
famiglia, iniziai subito una novena a S . Domenico Savio, protettore delle mamme, con
promessa di far pubblicare la grazia . All'ottavo giorno di preghiere l'ammalata cominciò
a migliorare e dopo 45 giorni potè uscire
dall'ospedale . La convalescenza fu lunga, ma
ora a distanza di più d'un anno gode buona
salute . Ringrazio S . Domenico Savio per aver
vigilato anche sulla creaturina e imploro la
sua valida protezione sull'intera famiglia .
Treviso
ELISABETTA DA RIN
Davilla Giusti (Scandiano - Reggio E .) si pose sotto la
protezione di S . D . S . portandone l'abitino, e fu favorita
dal Cielo di una bambina .
Maria Lucia Anchora (Corigliano d'Otranto - Lecce) nell'invocare la protezione di S . D . S . fu esaudita felicemente lo stesso giorno .
Luigi Olivaro, Cooperatore (Gandellino - Bergamo) dovette portare d'urgenza all'ospedale un figlio affetto di
edema polmonare e pleurite . Fiduciosamente raccomandato a S . D. S ., guarì in ventidue giorni con meraviglia
dei medici .
La moglie versava in difficoltà, ma indossato l'abitino,
ottenne un esito felicissimo .
Un altro figlio era in fin di vita per broncopolmonite e
stomatite, ma con la reliquia del Santo superò ogni male.
Giuseppina Bernasconi (Rodero - Como) mentre raccomanda preghiere per una sorella ammalata, annunzia
che una cognata, con l'abitino di S . D . S ., ebbe un felice
esito, contrariamente ai casi precedenti .
Rosa Chabert Dentis (Torino) trasmette l'offerta promessa per la felice nascita della secondogenita .
385
voctudo naltri $crvi di dio
M
Salva la vita a una mamma
Nella notte del 23 aprile u . s . fui portata
d'urgenza all'ospedale . Il mio stato era gravissimo ed io ero pienamente cosciente del
pericolo imminente in cui versavo . Angosciata al pensiero di dover abbandonare per
sempre i miei figli e mio marito, mi rivolsi
al buon Dio e, dopo avere recitato l'atto di
dolore, lo pregai con fervore affinchè, per
i meriti della sua Serva Laura Vicufia, mi
concedesse la grazia della guarigione . Mentre
pregavo, stringevo fra le mani la medaglietta
con l'effigie di Laura, che porto sempre con
me . Con mia grande gioia fui esaudita e a
testimonianza della grazia ricevuta mando
questa relazione .
Torino
RITA BARATTIERI
Immediata guarigione da difterite
Amilton Paolo Forster, vispo bambino di
due anni, ammalatosi di difterite, rimase in
questo stato due giorni senza che- i genitori
si dessero conto della terribile malattia . Trasportato all'ospedale, ricevette le cure del
caso, però il piccino peggiorava sempre più
senza speranza di miglioramento . Ricorremmo
allora a Laura Vicuna pregandola con fede .
Immediatamente, con grande stupore dei parenti, Paolo cominciò a sorridere e a voler
giocare : il terribile male era scomparso . I
genitori, riconoscenti, ringraziano sì valida
protettrice .
Rio do Sul (Brasile) SUOR EMMA TOMASELLA, F .M .A .
386
Guarita da meningite tubercolare
La mia piccola Ornella di anni 8 ammalò
di meningite tubercolare . La bambina soffriva
terribilmente ; il medico aveva dichiarato il
caso gravissimo . Si può immaginare la mia
angoscia, aggravata dal fatto che in quel
periodo mio marito era ricoverato in casa di
cura, e io non volevo comunicargli la dolorosa notizia per non aggravarne le condizioni .
Giorno e notte, con gli occhi fissi sulla mia
piccola e il cuore in gola, seguivo il corso
della malattia, che da un giorno all'altro poteva essere fatale . La piccola soffriva nelle
membra, e io nello spirito . In tale frangente
una mia cugina mi portò la reliquia di
Suor Teresa Valsè Pantellini . La misi subito
sopra la testa della bambina e con la cugina
incominciai una novena . Al termine la bambina fu dichiarata fuori di pericolo . Ora, a
più di un anno di distanza, la mia piccola
continua a stare bene e della malattia non
rimane che il ricordo .
Traversara di Bagnacavallo
BALDINI ALBA BEZZI
Guarita l'indomani
Dovevo entrare in ospedale per essere operata di una fistola venuta in seguito a una
caduta . La notte precedente ho sognato il
Vescovo martire salesiano Mons . Luigi Versiglia . Svegliatami, lo pregai di guarirmi
promettendo un'offerta per la sua beatificazione. L'indomani la fistola si chiudeva ed
ora sono completamente guarita . Anzi, essendo già passato tanto tempo, è escluso
anche il pericolo che si riapra . Desidero render
nota la grazia a gloria di Mons . Versiglia .
Biella (Vercelli)
TEODOLINDA MILANESI IN DEFILIPPI
Per la pace in casa
Ero in una situazione dolorosa per il carattere assai difficile di una persona con cui
vivevo . I suoi modi bruschi, imperiosi, violenti mi rendevano la vita impossibile . Cercavo di vincerla con la pazienza e il silenzio,
ma la mia condizione non migliorava . Pensai
allora di chiedere l'intervento di quella eroina
di carità che fu Donna Dorotea de Chopitea, mediante una fervorosa novena . Pochi
giorni dopo notai in quella persona un miglioramento e al termine della novena la grazia
era completa . La sua condotta era radicalmente cambiata e oggi viviamo in perfetta
armonia . Molto riconoscente, invio una modesta offerta per la beatificazione della Serva
di Dio .
Barcellona (Spagna)
A . PILAR
Don Giovanni M . Campus (Sassari) dichiara che
la signorina M . S . ha ottenuto, per intercessione del
Servo di Dio Don Andrea Beltrami, la grazia della
guarigione da una grave malattia che l'affliggeva .
Grata e riconoscente, invia offerta con preghiera di
pubblicare la grazia .
Mario Masera (Trofarello-Torino) rende pubbliche
grazie al Servo di Dio Don Andrea Beltrami, che
lo ha liberato dai disturbi renali che lo travagliavano .
Cav. Antonio Abella (Roma) invia offerta e ringrazia il Servo di Dio Don Beltrami, per la cui in-
tercessione ha evitato un intervento chirurgico che
i medici ritenevano indispensabile .
Caterina Tinivella (Borgomanero-Novara) è grata
nosfilrí
moii1
a Don Beltrami per grazia ricevuta .
Giuseppina Bonaventura (Bronte-Catania) affidò
l'esito di una operazione difficile alla Serva di Dio
Madre Maddalena Morano e fu pienamente esaudita .
Giuseppe Robino (S . Stefano Belbo-Cuneo) trovandosi disoccupato, pregò il Servo di Dio principe Czartoryski e fu così prontamente esaudito
da restarne ammirato e commosso .
Irene Capitolo Pianta (Roatto d'Asti) rende grazie
alla Serva di Dio Suor Teresa Valsè Pantellini per
l'evidente protezione ottenuta in una delicata operazione .
Avelina A. de Sportelli
(Pigiié-Argentina) aveva
un figlio che soffriva di ulcera allo stomaco ; lo raccomandò a Zeffirino Namuncurà e lo ebbe guarito .
Annabella Hernandez
(Gaiman-Argentina) dichiara che il suo primogenito di 9 anni si era punto
un'occhio con un filo di ferro e che gli oculisti avevano detto che avrebbe perso l'occhio . Lo raccomandò a Zeffirino Namuncurà e lo vide miracolosamente guarire .
Emma de Caropreso (Generai Roca-Argentina) è
grata a Zeffirino Namuncurà per essere guarita senza
un nuovo intervento chirurgico, che i medici avevano
dichiarato necessario e per altra segnalata grazia .
Maria E . de Ariza (Cordoba-Argentina) da cinque
anni soffriva di mal di fegato . Dopo tante cure e
responsi medici si persuase che solo un miracolo
l'avrebbe guarita . Si rivolse allora con fede a Zeffirino Namuncurà e il giorno stesso cominciò a migliorare . Oggi può dichiararsi guarita .
Norma Casarasa de Gil
(Gobernador Costa-
Chubut-Argentina), dichiara che il figlio, avendo
battuto la testa contro un camion, era in pericolo
di vita ; applicatagli una reliquia di Zeffirino Namuncurà, a poco a poco si riprese e guarì .
Maria Delfina C . de Sica (Buenos Aires) aveva il
marito colpito da una paralisi alla laringe, che gli
impediva di deglutire, sicchè doveva ricorrere alla
sonda per nutrirsi . Cominciò una novena a Zeffirino Namuncurà ed ecco che l'ultimo giorno della
novena il marito poteva ingerire una cucchiaiata di
caffè e il giorno dopo un bicchiere d'acqua e oggi
mangia normalmente .
L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI
con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con
Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente
ricevere Legati ed Ereditd. Ad evitare possibili
contestazioni si consigliano le seguenti formule :
Se trattasi d'un Legato : « . . . lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo
di legato la somma di Lire. . . (oppure) l'immobile sito m . . .* .
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa :
« . . .Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale l'istituto
Salesiano perle Missioni con sede in Torino, lasciando
ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo» .
(luogo e data)
Salesiani defunti
Sac. Olínto Gallo t a Piossasco ('l'orino) a 73 anni .
Figura nota negli ambienti salesiani, lavorò per trent'anni
nell'Economato Generale come contabile della Congregazione . L'Economo Generale, Rev .mo Don Fedele Gi
raudi, nel commosso elogio che tenne di lui dopo la Messa
funebre, ne ricordò la fedeltà al duro, monotono lavoro
quotidiano, la competenza, la dedizione, lo spirito di povertà e il vivissimo amore a Don Bosco e alla Congregazione .
Parlando poi del suo zelo sacerdotale, con felice espressione, lo definì a missionario della confessione s . Il suo
<i riposo i, infatti, dopo il faticoso lavoro d'ufficio, era quello
di attendere per ore e ore alle confessioni nella sacrestia
della Basilica di Maria Ausiliatrice .
Altra benemerenza del compianto Confratello fu l'amore
ai malati, per i quali ebbe delicatezze di mamma, sacrificando spesso per loro le notti intere . Tra i molti che beneficiarono della sua carità in questi ultimi anni ci furono
due Superiori Maggiori della Congregazione, Don Bercori e Don Fanara, al capezzale dei quali Don Gallo vegliò
molte notti, prodigando loro le più amorevoli cure e strappando ai due illustri infermi espressioni piene di commossa riconoscenza .
Devotissimo della Madonna, in suo onore il sabato non
toccava frutta ; e la Madonna volle invitarlo al premio
proprio in giorno di sabato, come egli aveva desiderato .
Sac. Luigi Hallet t a Liegi (Belgio) a 62 anni .
Sac. Enrico Kalmeier t a Berlino a 53 anni .
Sac. Salva Gregorio t a Bahia Bianca (Argentina) .
Coad. Schepers ottone t a Helenenberg (Germania) .
Coad. Angelo Jímenez Lara t a Siviglia (Spagna) .
Cooperatori defunti
Caterina Dotto ved. Gallenca t a Foglizzo a Sz anni .
La sua vita fu un continuo donarsi : a Dio, sole luminoso
che la rischiarò dalla nascita al sereno se pur doloroso trapasso ; ai figli per cui fu guida dolce e sicura ; ai nipoti
che ebbero da lei le espressioni più tenere e commoventi ;
al prossimo che l'avvicinava. Conobbe Don Bosco e fu
lieta di consacrare a Dio tra le Figlie di M . A . la più giovane delle sue figliuole.
Maria Merlo Mortara t a Genova a 81 anno .
Madre esemplare, crebbe i figlioli nel santo timor di Dio soprattutto con l'esempio ; e diede al Signore un figlio sacerdote
salesiano e una figlia nella Congregazione delle Figlie di Gesù .
Abrate Beatrice ved . Maccagno t ;o-v-io6o a 75 anni .
Donna di fede profonda, trascorse una vita di sacrificio .
A tarda età sopportò rassegnata nella preghiera la lunga
e penosa malattia che l'aveva stroncata anche dal peculiare suo zelo per le opere di apostolato .
Anna Boffardi Andreoni t a Sestri Ponente (Genova) .
Benemerita cooperatrice e ammiratrice delle Opere salesiane . Mamma della doti. Ines Boffardi, Assessore alla
Beneficenza e Spedalità del comune di Genova .
Angiotetta Corti t a Magnago (Milano) il z5-v-i96o .
Una grande fiducia in Maria Ausiliatrice e in San G . Bosco, che conobbe presso le Figlie di M . A ., le consentì
di fare da mamma, a 23 anni, senza mezzi, a quattro teneri nipotini, rimasti privi di genitori, guidandoli saggiamente e salesianamente al bene. Meritò il dono della vocazione a due di essi . Nella lunga, dolorosissima malattia
rivelò grande delicatezza di coscienza, amore ardente a
Dio e una gioia santa di aver lavorato solo per il Signore .
Nina Nespoli t a Sant'Albano (Bergamo) il 9-vi-i96o .
Umile, pia, silenziosamente dedicò la sua esistenza operosa presso quel venerando Parroco, felice di poter essere
cooperatrice salesiana e sorella di una Figlia di Maria Ausiliatrice. Prima di morire volle consegnare i suoi piccoli
risparmi per le vocazioni povere con una Borsa di studio
per un chierico salesiano e una per un'aspirante a F .M .A.
Altri Cooperatori defunti
(firma per esteso)
j
Biletta Vincenzo - Bonesso Felicita - Britore Clelia Calderazzi Maria - Casalena Nicola - Celoria Margherita
- Cinelli Domenico - Crivellaro Stefano - Filippi Botter
Antonietta - Fino M . Luigia - Calati Giuseppe - Matteo
Antonio - Mele Pasquale - Monti Garnieri Alfonso - Pasini
Bice - Regis Milano Ercolina - Revello Maddalena - Scarsi
Felice - Domenico Ventura - Vezzà Regina in Girardini .
387
CROCI
%1lM~l1Tdrk
TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000
Borse da completare
Borsa Mondaini Don Guglielmo, padre degli orfani,
a cura di M . Gabellini - Lasagna M . R . 5000 - L. 18 .200 .
Borsa M. Ausiliatrice e S . G . Bosco, ringraziando invoca
protezione e suffragi per i cari defunti, a cura di D . Raviola Margherita - L . 30 .000.
Borsa M . Ausiliatrice e S . D . Savio, a cura di Musso
Valle Teresa - Felicina Macchi Scelsi 3000 - L . 14 .000 .
Borsa Madonna delle Lastre, a cura di A . C . N . (Trento)
- Provenzano Pietro 1100 ; Felicina Scelsi 1700 - L . 22 .450 .
Borsa Madonna del S. Rosario e S . Domenico, pregate per
le,-nostre famiglie e i nostri defunti, a cura di Maccario
Giuseppina (Imperia) - Nardi Medardo Sooo ; G . Gilmozzi 1000 ; Scelsi Felicina 2450 - L . 28 .450.
Borsa Maria Ausiliatrice, confido in voi, a cura di Beatrice Satta ved . Pili (Cagliari) - L . 24 .000.
Borsa Masaracchio Antonino-Maria Oddo (Ragusa) Solaro Giuseppina 1000 ; Turconi Ausilia iz .ooo ; Spagno Maria 2000 ; Rizzardi Da pra' Colo iooo - L . 19 .500 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco (3"), affinchè
liberino mia figlia da ogni male e pericolo, a cura di Barone Bice (Napoli) - Mazzini Pierina iooo - L . 18 .200 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a cura di
Frattin Maria (Modena) - L . 40 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Domenico Savio, vegliate
sempre su noi, a cura di Biffi Maria (Varese) - L . 10 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giuseppe e S . G . Bosco,
a cura di Garelli Don Giovanni (Pesaro) - Ostorero
Edvige 2000 ; Scelsi Felicina 2000 - L . 29 .350.
Borsa M . Ausiliatrice, S . G . Bosco e S . Domenico Savio,
proteggete i miei figli e i loro cari, a cura di Scartata Rosa
Cavadi (Palermo) - L . 25 .000 .
Borsa M . Ausiliatrice e S . G . Bosco, a cura dei coniugi
Giaretto - N . N . 10 .000 - L. 40 .000 .
Borsa Madonna del soccorso (2") in suffragio dei defunti,
a cura dell'avv . Aldo Andreoni (Milano) - Bernotti Caterina 5000 ; Genco Giuseppe ISoo ; Nardi Medardo
6oo - L . 19 .400 .
Borsa Maria Ausiliatrice, proteggi i miei studi, a cura di
Nanda Valsecchi (Como) - Barone Lidia 4600 - L . i5 .1o0.
Borsa Maria Ausiliatrice, proteggi mio fratello, a cura di
Adriana Marcosanti (Bologna) - L . 45 .000 .
Borsa Mamma Margherita, in suffragio dei defunti di
Fontana Francesco (Pesaro) - Calligaro Apollonia 1000
- L . 22 .000 .
Borsa Maria aiuto dei cristiani e S . G . Bosco, in suffragio
di Anna Zanzuitti (Ragusa) - Suor Mariotta C . 2900 ;
Ghisolfi Lucia 3000 - L . 16 .9oo .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, provvedete per
la mia figliuola, a cura di Chirico Bello Assunta (Reggio
Calabria) - L . ,7 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, proteggete i miei
figli, a cura di Duillo Firpo Natalina (Genova) - Blatto
Giuseppe 5000 - L. 26 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, pregate per noi, a cura di
Lina Reggiori (Savona) - Fazio Bernardo 5000 - L . 29 .000 .
BorsaMaria Ausiliatrice, proteggi i miei figli, a cura di
Piano Cecilia (Torino) - L . 27 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S. Domenico Savio (z"), a
cura di Lina Garnero - L . to .00o .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco, S . Domenico Savio e Ss . Salesiani, guidatemi e salvatemi,
a cura di Driussi Elvira (Palermo) - Margherita Borelli ved . Leonetti 1500 ; M . L . F . Sooo ; famiglia Bernardi i 5oo - L . 23 .000.
388
Borsa Maria Ausiliatrice, secondo le intenzioni di Mambelli Nunziatina (Forlì) - L. 41 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco e Venerabile Michele Rua, proteggete e benedite la famiglia di Olga lVichuel (Napoli) - L . 20 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, secondo le intenzioni di Palumbo Antonio (Potenza) - L . 10 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Santi Salesiani, a cura di
M . G . Montanaro (Torino) - Milanese Pierina 10 .000
- L . 15 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, Divina Provvidenza, aiutateci, a cura di Mary Re e Giovanna Torri (Bergamo)
- L . 20 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, in suffragio di Mecca Cristina
(Torino), a cura di Mecca Antonietta - L . 10 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Don Filippo Rinaldi (za),
a cura del cav . Periti (Piacenza) - Martinoni Zorzi Rosina 715 - L . 40 .715 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S. G . Bosco, a cura della
famiglia Somale (Torino) - L . 10 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, per la salute
delle anime dei miei familiari, a cura di Elisa Marchesin
(S .U .A .) - L . 43 .900 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, a cura di Gerali
Maria (Genova) - L . 15 .000 .
Borsa M . Ausiliatrice, S . G . Bosco, S . D . Savio e Santi
Salesiani, proteggete i miei figli, a cura di Maria Missoni (Udine) - L. 40 .000.
Borsa Madonna delle Tre Fontane (2"), a cura di Panebianco Santi Maria (Palermo) - L. 25 .000 .
Borsa Mater Boni Consilii, a cura della famiglia Decanale (Torino) - L. 25 .000 .
Borsa M . Ausiliatrice, S. G . Bosco e S . D . Savio, a cura di
Sorba Margherita (Torino) - L . 40 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, a cura di La
Barbera Gaetano (Palermo) - L . 20 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, Don F . Rinaldi e Don Amadei
Angelo (z") (Bergamo) - L . 25 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . C . Bosco, in ringraziamento e chiedendo la conversione di persona cara (Catania),
a cura di Pietrina Buca lo-Spampinato SODO ; Muscianico
V . Ida 12 .350 - L . 17 .350 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, proteggete e aiutate i miei cari, a cura di Perroni Maria Fiore - G . R .
.000 - L . 47 .000 .
,3_q
Borsa Mollino Don Domenico, a cura di Botta Giuseppina
- Tognetti Campini M . 2360 ; Puato Luigia 10 .000 L . 33 .360 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . G . Bosco e Venerabile Michele Rua, pregate per l'anima di Rosina Maizza e i
suoi defunti (Bari) - Savant Maria 5000 - L . 20 .000 .
Borsa Maria Santissima, a cura di Z . D . M . L . (Imperia)
- L. 15 .000 .
Borsa Mamma Margherita e S . G . Bosco, a cura di Consorti Ulderica (Ascoli Piceno) - L . 40 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, proteggete
noi e le nostre famiglie, a cura di Alberto ed Elvira Gorini (Milano) - L . 10 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, proteggete i mieii
cari, a cura di Durando Marta (Genova) - N . N . 5000
- L . 12 .500 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, concedetemi
quella grazia, a cura di S . O . (Alessandria) - L . 44 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Venerabile Michele Rua,
pregate per noi, a cura delle sorelle Roà (Cuneo) (continua)
L . 10 .000 .
AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO IN DATA 16 FEBBRAIO 1949, NUMERO 403 - CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA
DIRETTORE RESPONSABILE: SAC. DOTT . PIETRO ZERBINO, VIA MARIA AUSILIATRICE 32, TORINO (714) - OFFICINE GRAFICHE SEI
MOVITA
la medaglia d'oro
E . IBERTIS
A
P fl P i i N A T- fl f
I I IT Ì_ T H
SOLDATO DI CRISTO E DELLA PATRIA
PAGINE 331 . L. 1200
Il messaggio di Padre Giuliani continua . L'ardente dome nícano,
che tanto ha amato i soldati e li ha capiti, perchè con loro visse,
per ordinazioni
rivolgersi alla
avvolto dall'onda del loro entusiasmo, conscio dei problemi che
si agitavano nel profondo del cuore e delle possibilità di bene
racchiuse in quelle anime, ha ancora una parola ed un insegnamento da dare a chi nei giovani deve scorgere la più grande speranza per un avvenire migliore .
Questo è quindi un libro suscitatore di puri entusiasmi religiosi
e patriottici .
TORINO
CORSO REGINA MARGHERITA 116
C. C. P. 21171
BOLLETTINO SALESIANO
PERIODICO QUINDICINALE DELLE OPERE E MISSIONI DI SAN GIOVANNI BOSCO
Direzione : via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino - Telefono 22-117
Al 1° dei mese : per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane
Al 15 del mese : per i Dirigenti della Pia Unione
Si invia gratuitamente . Spedizione in abbonamento postale . Gruppo 2°
*
Facciamo noto ai benemeriti Cooperatori e alle benemerite Cooperatrici
che le Opere Salesiane hanno il Conto Corrente Postale con il numero 2-1355 (Torino)
sotto la denominazione : Direzione Generale Opere di Don Bosco
- Torino 714
Ognuno può valersene con risparmio di spesa, nell'inviare le proprie offerte,
ricorrendo all'ufficio postale locale per il modulo relativo
IMPORTANTE --- Per correzioni d'indirizzo si prega d'inviare anche l'indirizzo vecchio .
Si ringraziano i Sig. Agenti postali che respingono, con le notificazioni d'uso, i Bollettini non recapitati .