14 Martedì 18 marzo 2014 ore 20.30 Stagione 2013-2014 Sala Verdi del Conservatorio Orchestre des Champs-Élysées Philippe Herreweghe Christina Landshamer soprano Maximilian Schmitt tenore Rudolf Rosen basso Haydn - Die Schöpfung Hob.XXI.2 Parte prima, nn. 1-14 Parte seconda, nn. 15-19 (ca. 60’) Intervallo Parte seconda, nn. 20-26 Parte terza, nn. 27-32 (ca. 51’) direttore Di turno Salvatore Carrubba Alberto Conti Consulente artistico Paolo Arcà Sponsor istituzionali Stagione 2013-14 Con il contributo di Con il patrocinio e il contributo di Soggetto di rilevanza regionale Sponsor Ciclo Beethoven Progetto “Verso il futuro, dal nostro passato” Con il patrocinio di Con il sostegno di Sponsor Media partner In collaborazione con È vietato, senza il consenso dell’artista, fare fotografie e registrazioni, audio o video, anche con il cellulare. Iniziato il concerto, si può entrare in sala solo alla fine di ogni composizione. Si raccomanda di: • disattivare le suonerie dei telefoni e ogni altro apparecchio con dispositivi acustici; • evitare colpi di tosse e fruscii del programma; • non lasciare la sala fino al congedo dell’artista. Il programma è pubblicato sul nostro sito web il venerdì precedente il concerto. Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 - Vienna 1809) Die Schöpfung / The Creation Hob.XXI.2 Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra Anno di composizione: 1796-1798 Prima esecuzione: Vienna, 30 aprile 1798 Personaggi Eva e Gabriel, soprano: Christina Landshamer Uriel, tenore: Maximilian Schmitt Raphael e Adam, basso: Rudolf Rosen Parte prima 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. Introduzione. La rappresentazione del caos Recitativo e Coro (Raphael, Uriel) Aria con Coro (Uriel) Recitativo (Raphael) Coro con Soprano solo (Gabriel) Recitativo (Raphael) Aria (Raphael) Recitativo (Gabriel) Aria (Gabriel) Recitativo (Uriel) Coro Recitativo (Uriel) Recitativo (Uriel) Coro con soli (Gabriel, Uriel, Raphael) Parte seconda 15. 16. 17. 18. 19. Recitativo (Gabriel) Aria (Gabriel) Recitativo (Raphael) Recitativo (Raphael) Terzetto e Coro (Gabriel, Uriel, Raphael) Intervallo 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. Recitativo (Raphael) Recitativo (Raphael) Aria (Raphael) Recitativo (Uriel) Aria (Uriel) Recitativo (Raphael) Coro e Terzetto (Gabriel, Uriel, Raphael) Parte terza 27. 28. 29. 30. 31. 32. Recitativo (Uriel) Duetto e Coro (Eva, Adam) Recitativo (Adam) Duetto (Eva, Adam) Recitativo (Uriel) Coro finale (con soli) Nel Candide, Voltaire mette in bocca al nobile veneziano Pococuranté una feroce stroncatura del Paradiso perduto e una sarcastica parodia del suo autore, John Milton: «Chi? Quel barbaro che ha fatto un commento interminabile al primo capitolo della Genesi, in dieci libri di versi durissimi? Quel rozzo imitatore dei Greci, che deturpa la Creazione, e dove Mosè pone l’Eterno a suscitare il mondo col Verbo, rappresenta il Messia che per tracciar l’opera sua toglie un compasso da un armadio celeste? Volete ch’io abbia stima d’uno il quale ha sciupato l’inferno e il demonio del Tasso, che traveste Lucifero da rospo e da pigmeo, che gli fa rimasticar cento volte le stesse tirate e lo introduce a dispute di teologia; che ripigliando sul serio dall’Ariosto l’invenzione comica delle armi da fuoco, mette i diavoli a tirar le cannonate in cielo?» Lo scrittore francese, con la sua lingua tagliente, in realtà alimentava un antico dibattito. Tra il Candide (1759) e Paradise Lost (1667) correva quasi un secolo e nel frattempo la scienza moderna, grazie alle numerose scoperte della fisica, dell’astronomia e della matematica, aveva indotto l’uomo a rivedere il rapporto tra ragione e fede, tra Atene e Gerusalemme. In Inghilterra, in particolare, lo studio della natura aveva provocato un secolo di aspri contrasti religiosi. La polemica dei deisti contro l’ortodossia anglicana aveva diffuso a piene mani lo scetticismo sulle verità affermate nella Bibbia. La polemica raggiunse il culmine proprio nel primo Settecento, nel periodo in cui Händel componeva i suoi grandi oratori sacri, che rappresentavano anche un formidabile veicolo di propaganda religiosa e politica. Nell’archivio del Drury Lane, il teatro di Händel, si trovava il manoscritto di un libretto intitolato The Creation of the World, ispirato liberamente a Milton e scritto probabilmente in vista di un nuovo oratorio del musicista. La scelta del soggetto e il trattamento della materia ricalcano l’ottimismo di Locke e di libri molto popolari come New Theory of Earth (1696) del teologo e matematico William Whiston, uno dei principali divulgatori del pensiero di Isaac Newton, in cui si sosteneva che la creazione del mondo descritta nella Bibbia fosse del tutto compatibile con le moderne conoscenze fisiche e astronomiche. Secondo il barone Gottfried van Swieten, Haydn ricevette il manoscritto dall’impresario Salomon alla fine del suo secondo soggiorno londinese, nell’agosto 1795. Un altro aneddoto invece attribuisce l’idea della Creazione al violinista François Hippolyte Barthélemon. Haydn, impressionato dall’ascolto del Messiah di Händel e desideroso di cimentarsi nel genere dell’oratorio, chiese al collega francese quale fosse secondo lui il soggetto più adatto. Barthélemon prese la Bibbia e disse: “Eccolo quà, e cominci dall’inizio!”. In ogni caso, Haydn lavorò al progetto durante tutto l’anno seguente. Il diplomatico svedese Silverstolpe, amico intimo del musicista, sosteneva che la prima stesura risalisse all’autunno del 1797. Il 6 aprile 1798 il materiale per l’esecuzione era pronto; pochi giorni dopo, cominciarono a Vienna le prove dell’oratorio. Il 30 aprile avvenne la prima esecuzione, in forma privata, presso il palazzo del principe Joseph zu Schwarzenberg, con un tale successo che si dovette replicare il lavoro il 7 e il 10 maggio. Le parti solistiche erano cantate da Christine Gerardi, Mathias Rathmayer e Ignaz Saal. Antonio Salieri suonava il basso continuo al cembalo, mentre l’autore concertò e diresse la partitura. I viennesi tuttavia furono costretti ad attendere il 19 marzo 1799 per ascoltare il nuovo lavoro, a causa di un contenzioso con l’impresario Salomon, il quale pretendeva che la prima esecuzione spettasse a Londra. Il concerto, alla presenza dell’imperatore Francesco II, rappresentò un avvenimento di portata eccezionale, con un coro mastodontico di ben 180 persone. Haydn rinforzò il suono triplicando la parte dei fiati e aggiunse all’organico dell’orchestra il trombone basso e il controfagotto. Il successo fu ancora più tumultuoso dell’anno precedente. Il popolo esprimeva in questa maniera l’adesione ai valori paternalistici e patriottici contenuti nella grande allegoria musicale imbastita da Haydn. La partitura della Creazione fu pubblicata a Vienna già nel febbraio del 1800. Haydn, aiutato da Johann Elssler, pose la massima cura nel preparare l’edizione. Nella premessa si sottolineava come la partitura fosse stata stampata per rendere accessibile anche alle provincie più lontane dell’Impero l’esecuzione del lavoro. La diffusione capillare era lo scopo principale del progetto editoriale, sostenuto in larga misura dall’aristocrazia viennese, che coincideva in pratica con la classe dirigente dello stato. Inoltre, fatto eccezionale, l’edizione era bilingue, in tedesco e in inglese, per sottolineare gli stretti rapporti con un paese alleato nella guerra contro la Francia. Il disegno ideale della Creazione infatti appare più riconoscibile sullo sfondo delle vicende politiche dell’ultimo decennio del Settecento. I successi di Bonaparte nella campagna d’Italia minacciavano direttamente il territorio dell’Impero. Dopo la caduta di Mantova, nel ‘97, l’Austria si preparava ad affrontare una guerra difficile e incerta con la Francia. Il governo però non era preoccupato solo degli sviluppi militari, ma anche della diffusione all’interno delle idee rivoluzionarie. La svolta autoritaria degli anni Novanta, dopo l’assolutismo illuminato di Giuseppe II, fu accompagnata da un’attenta politica culturale, nella quale la musica giocava un ruolo importante. Il progetto dell’oratorio nacque all’interno di un ristretto circolo politico, direttamente legato al governo. Al centro di questi rapporti si trovava il curatore del testo, il barone Gottfried van Swieten. Ambasciatore a Berlino tra il 1770 e il 1777, Swieten coltivava con grande passione la musica antica e si adoperò per mantenere in vita le forme del passato. Mozart, per esempio, fu incaricato dal barone di rivedere la partitura di alcuni oratori di Händel, tra cui il Messiah. Beethoven, ospite fisso delle sue serate musicali, era costretto a suonare per l’illustre ospite una buona dose di fughe di Bach, prima di venir congedato. Il barone però non era soltanto un amateur originale e di gusto conservatore. Tra i suoi compiti, come prefetto della biblioteca di corte, c’era anche quello di dirigere il delicato organismo della censura. A lui si rivolse il ministro degli affari interni, conte Saurau, nel luglio 1796, per sollecitare la creazione di un inno nazionale da contrapporre alla Marseillaise. Swieten incaricò Lorenz Leopold Haschka, un suo impiegato presso la biblioteca, di stendere il testo. Gesuita di formazione, dopo lo scioglimento dell’Ordine Haschka era passato al servizio dell’élite riformatrice giuseppina, terminando in seguito la sua carriera come spia della polizia politica. Per la musica invece il barone si rivolse a Haydn, il quale compose Gott erhalte Franz den Kaiser tra l’ottobre 1796 e il febbraio 1797, prendendo a modello, senza dubbio su richiesta del committente, God save the King. In un biglietto del conte Saurau alle autorità di Praga si legge: “Vostra Eccellenza sa sicuramente qual effetto produca sulla popolazione l’inno inglese God save the King, e quanto abbia incoraggiato questo popolo a difendersi come un sol uomo contro i nemici esterni”. Il nuovo inno fu eseguito a Vienna e in tutte le principali città dell’Impero il 12 febbraio 1797, in occasione del compleanno di Francesco II. Swieten coltivava anche ambizioni artistiche. Le circostanze sembravano propizie per ricreare in tempi moderni l’ideale allegorico-politico dell’oratorio händeliano. Il testo della Creazione, rivisto, fu tradotto in tedesco e poi ritradotto in inglese dallo stesso Swieten. Il barone fornì un libretto molto studiato, con minuziose indicazioni sul carattere musicale e sugli effetti da ottenere. La pazienza del compositore venne messa a dura prova dalle continue intrusioni dell’illustre collaboratore nella sfera musicale. La Creazione intendeva raffigurare un mondo governato con mano saggia da un’autorità benevola e provvidenziale. Il male era stato cacciato dalla terra e nulla minacciava di scompigliare la gerarchia delle creature, obbedienti e disciplinate. La felicità dell’individuo e il benessere della famiglia rappresentavano il compimento supremo del progetto divino. Le fonti del testo erano tre: il libro della Genesi, secondo il testo inglese della cosiddetta “Bibbia di re Giacomo” (1611); il poema di Milton, da cui l’autore trasse spunto per parafrasi, imitazioni o interpretazioni; alcune immagini del libro dei Salmi. L’oratorio è articolato in tre Parti. Ciascuna di esse presenta una struttura stilistica simile, formata da frasi in prosa, al passato remoto, per i recitativi tratti dalla Genesi, di versi all’indicativo presente per le arie e i pezzi d’assieme d’ispirazione poetica e di testi innodici per il coro conclusivo. L’introduzione della Prima Parte raffigura il Caos. L’idea di Haydn fu di sfruttare la discrepanza tra ordine e disordine per rappresentare un fenomeno di per sé indescrivibile. La musica del Caos, luogo dell’informe, doveva occupare uno spazio in cui la tonalità fosse sospesa. La scintilla creatrice viene evocata con un mirabile effetto, geniale non solo per la maestria tecnica, ma anche per il significato che questa pagina assume nel contesto dell’oratorio. Haydn non raffigura un evento, ma ricostruisce per così dire il fenomeno, come se la materia slittasse in maniera impercettibile dal disordine della dissonanza alla perfezione della consonanza. Il primo personaggio ad apparire è Raphael. Coppie di ali spuntano dalle spalle, dai fianchi e dai piedi, cingendo maestosamente il suo corpo. Le parole della Genesi “In principio Dio creò il cielo e la terra” risuonano nel recitativo del serafino. Il coro mormora sillabe, quando lo Spirito sorvola la superficie delle acque. La luce esplode all’improvviso, in do maggiore, prorompendo nel fortissimo dall’orchestra. Haydn fu geloso dell’effetto di quest’idea semplice e spettacolare, tanto che non volle mostrare nemmeno a Swieten questa pagina prima dell’esecuzione. La prima Aria (n. 3) dell’oratorio è cantata da un altro spirito, Uriel, che solca il cielo sui raggi del sole. La forma tripartita (ABA) deriva dall’aria col da capo dell’opera seria, ma Haydn tratta la forma con maggior libertà. Il racconto di Raphael (n. 4) impiega i due stili del recitativo teatrale, quello secco e quello accompagnato, di carattere più lirico e descrittivo. Nei recitativi accompagnati, Haydn assecondò il gusto per la pittura musicale di stampo settecentesco. La critica romantica infatti prese spunto da questi episodi per censurare l’oratorio. Friedrich W. Schelling parlò di un gusto svilito e decadente, che si compiaceva del belare delle pecore. Il Coro successivo (n. 5) introduce un nuovo personaggio, Gabriel, “Chief of th’angelic guards”, secondo Milton. La voce dello spirito è introdotta da un tema dell’oboe, che esprime lo slancio dell’angelo guerriero. La forma è cristallina, con la ripetizione della strofa e un percorso armonico ad arco (tonicadominante-tonica). L’Aria di Raphael (n. 7) dipinge un grande affresco, in cui si raffigurano oceani schiumosi e montagne che toccano il cielo, fiumi serpeggianti e valli solcate da ruscelli. La forma ha una struttura più articolata, seguendo le impressioni suscitate dalle immagini. Gabriel completa il secondo giorno con un Recitativo (n. 8) e un’Aria (n. 9). L’erba cresce sulla terra e i frutti maturano sulle piante, seminate dalla parola di Dio. Gabriel si esprime con un’aria in forma sonata, con la parte centrale dell’“Andante” al posto dello sviluppo. Uriel introduce con un breve Recitativo (n. 10) il Coro angelico (n. 11), celebrando l’opera del terzo giorno. I numeri corali sono le parti più vicine al modello di Händel, nel carattere, nella forma, nei ritmi energici e squadrati. Quando il testo ricorda che il Signore ha rivestito i cieli e la terra di splendide vesti, i bassi iniziano la prima delle tre fughe incluse nell’oratorio. Haydn ricorre agli artifici canonici (stretto, aumentazione, pedale), ma tende a mescolare il moderno stile omofonico con il contrappunto, rivelando di essere figlio di un’epoca poco incline alla polifonia. Un Recitativo secco (n. 12) e uno accompagnato (n. 13) sono dedicati alla creazione delle stelle e degli astri. Haydn, sensibile al fascino della volta celeste, aveva visitato a Londra il famoso telescopio di William Herschel, che gli ispirò forse la bella pagina orchestrale che apre il recitativo. La prima parte si conclude con il famoso coro “Die Himmel erzählen die Ehre Gottes” (n. 14). Il coro è interpolato dal terzetto degli angeli, che evocano invece una delle immagini più potenti della Bibbia (“Un giorno rivolge parole all’altro, una notte comunica conoscenza all’altra”, Salmi 19, 2). Haydn coglie soprattutto il contrasto tra giorno e notte, la cui musica getta un’ombra lunga sul coro. L’ultimo ritornello apre la strada a uno sviluppo contrappuntistico, che si perde in armonie lontane. I primi numeri della Seconda Parte rappresentano il più sorprendente giardino zoologico della storia della musica. Con la fantasia di un illustratore, Haydn evoca un mondo di figure in parte tolte dai bestiari medioevali, in parte legate ai boschi e alle fattorie della sua infanzia. Gabriel si occupa degli uccelli, con un breve Recitativo (n. 15) che conduce all’Aria (n. 16). La tavola ornitologica presenta in sequenza l’aquila, l’allodola, la colomba, l’usignolo. Poche volte Haydn si è spinto tanto in là nella pittura musicale come nel quadro dei piccioni, raffigurati con irresistibile arguzia da una coppia di fagotti. Il Recitativo accompagnato di Raphael (n. 17) è uno dei numeri più suggestivi. Dio crea le balene e tutti gli esseri in movimento. La forza misteriosa e possente della vita, marciando sul ritmo dei contrabbassi, anima il “Poco adagio” in re minore. Haydn immerge questa pagina solenne nel timbro scuro di viole e violoncelli divisi, come in un humus primordiale. Raphael richiama i compagni con un Recitativo secco (n. 18), per cantare le lodi del Signore all’alba del quinto giorno. Il Terzetto e Coro (n. 19) sono saldati in un’unico blocco. Il la maggiore del Terzetto è terso come il cielo del mattino, quello del Coro risplende come il sole a mezzogiorno. L’effetto trascinante del tema perentorio dettato da Gabriel si trasmette a catena in ogni angolo del palcoscenico e trova un valido contrappeso nel crescendo poderoso del coro sulla parola ewig, eterno. Un articolato racconto di Raphael introduce il sesto giorno. L’arcangelo ricorda la parola creatrice di Dio in un Recitativo secco (n. 20), poi comincia a illustrare il regno animale con un Recitativo accompagnato (n. 21) e un’Aria (n. 22). Haydn si diverte a disegnare gli animali in un affresco naïf. Il ruggito del leone, l’empito della tigre, la corsa del cervo, il nitrito del destriero, il pascolo degli armenti, lo strisciare del verme: all’occhio attento dell’autore non sfugge il particolare che possa dar lustro alla sua arca musicale. La creazione del genere umano è affidata al racconto di Uriel, con un Recitativo secco (n. 23) e un’Aria (n. 24). L’Aria è in do maggiore e ha almeno due caratteristiche notevoli. Dopo aver ammirato l’aspetto dell’uomo, Uriel intona due volte la frase “E nei suoi occhi brilla lo spirito, alito e immagine del Creatore”. Queste otto battute rappresentano forse il passo più sorprendente di tutta la musica di Haydn; sembra significativo che un’invenzione così notevole diventi il suggello musicale dell’intelligenza umana. L’altra magnifica idea è il solo di violoncello e la strumentazione del passo che racconta la creazione di Eva, nata come Venere dal soffio della primavera. Un Recitativo secco di Raphael (n. 25) inizia la complessa scena che chiude il sesto giorno. Un Coro di creature (n. 26) intona le lodi al Signore in stile fugato. Il Terzetto degli angeli interrompe il ringraziamento, ricordando che il loro sostentamento è elargito dalla mano di Dio. Raphael evoca il terrore che invade colui a cui Dio nasconde il volto. Senza il respiro divino la vita muore e ritorna polvere. La musica ritrova serenità e dolcezza quando gli angeli assicurano che Dio, nella sua infinita bontà, provvede al ciclo della vita. Il Coro riprende il tambureggiante si bemolle maggiore per lodare il nome di Dio e termina con una doppia fuga un po’ farraginosa. Dopo un Recitativo di Uriel (n. 27), la Terza Parte si apre con un accordo di mi maggiore. La triade occupa un posto analogo all’unisono da cui all’inizio aveva preso forma l’universo. L’ultima sezione rappresenta infatti una parodia poetica delle prime due. La creazione del mondo è ripercorsa dall’inizio, ma nella prospettiva del destino umano. Nell’Eden, dove Adamo ed Eva vivono in pace con la natura, l’armonia scende dal cielo. La presenza di tre flauti rende il suono dell’orchestra suadente e vaporoso, mentre il dolce timbro dei corni e degli oboi si spande nell’aria. L’Inno a Dio e alla vita (n. 28), la pagina più corposa dell’intera partitura, è una sorta di microcosmo. Il Lobgesang, com’era definito nell’edizione originale, ripercorre i momenti essenziali del cammino. Adamo ed Eva scoprono il mondo con lo sguardo pieno di meraviglia e di ammirazione. Adamo loda il sole, Eva la luna; l’uno comanda il regno animale, l’altra parla a quello vegetale. Questa fusione di caratteri diversi in un sentimento perfetto, frutto della comunione del corpo con lo spirito, è il preambolo alla parte della Creazione più consona ai temi sviluppati da Milton. Per il poeta, infatti, l’amore di cui godono Adamo ed Eva è un sentimento casto, ma vissuto nella sfera sessuale. Satana osserva con invidia e rimpianto i due amanti dell’Eden. Egli conosce il dolore della privazione dei sensi, e in questa crepa sottile dell’esperienza umana versa il veleno del peccato, distillando nel piacere l’idea di morte. “Disonorevole onore, nutrito di peccato, come hai turbato gli uomini”, dice Milton nel IV Libro. Haydn però si ferma sulla soglia dei temi affrontati da Milton. La scena finale dell’oratorio è un colloquio amoroso tra l’uomo e la donna, vissuto con intensa sensualità. Il Recitativo accompagnato (n. 29) che precede il Duetto (n. 30) freme di emozione. Nella voce di Eva, che vola verso l’alto sulla parola Freude, gioia, avvertiamo un brivido tutt’altro che spirituale. Adamo ed Eva esprimono la calda umanità del loro essere, in una forma che richiama quella del rondò. Nell’“Adagio” iniziale cantano entrambi la stessa linea melodica, pur rimanendo ciascuno nella propria sfera armonica di tonica e dominante. La metafora di Adamo è ripresa da Eva con lo stesso linguaggio, ma con immagini speculari, in un’altalena di riconoscimenti reciproci in cui ciascuno gioca a rispecchiarsi nell’altro. L’estasi lascia il posto alla danza, all’espressione fisica della felicità amorosa. La natura stessa vibra nelle vene dei due amanti, con il profumo dei boschi, la frescura della macchia, l’aroma della resina. L’anima, in questo perdersi dei corpi, è dimentica di Dio e ignara di Satana, che spia la loro felicità dal buco della serratura come un vecchio voyeur. Adamo ed Eva finiscono per unire il loro canto gioioso benedetti da Uriel, che con un Recitativo secco (n. 31), prima del Coro conclusivo (n. 32), raccomanda all’uomo di non desiderare più di ciò che ha e di non pretendere di sapere più di ciò che sa. Oreste Bossini Franz Joseph Haydn Die Schöpfung Hob.XXI.2 La Creazione Traduzione di Olimpio Cescatti PARTE PRIMA 1. Einleitung - Die Vorstellung des Chaos 1. Introduzione - La rappresentazione del Caos 2. Recitativ und Chor Raphael Im Anfange schuf Gott Himmel und Erde; und die Erde war ohne Form und leer; und Finsternis war auf der Fläche der Tiefe. 2. Recitativo e Coro Raffaele In principio Dio creò cielo e terra; Chor und Raphael Und der Geist Gottes schwebte auf der Fläche der Wasser; und Gott sprach: Es werde Licht, und es ward Licht. Coro e Raffaele E lo spirito di Dio si librava sulla superficie delle acque; e Dio disse: Si faccia luce, e luce fu fatta. e la terra era senza forma e vuota; e tenebra era sulla superficie della profondità. Uriele Uriel Und Gott sah das Licht, dass es gut war; E Dio vide che la luce era buona; e Dio divise la luce dalla tenebra. und Gott schied das Licht von der Finsternis. 3. Arie und Chor Uriel Nun schwanden vor dem heiligen Strahle des schwarzen Dunkels gräuliche Schatten; der erste Tag entstand. Verwirrung weicht, und Ordnung keimt empor. 3. Aria con Coro Uriele Allora sparvero dinanzi al santo raggio le grigiastre ombre del nero buio; Erstarrt entflieht der Höllengeister Schaar, in des Abgrunds Tiefen hinab zur ewigen Nacht: Atterrita fugge la schiera degli spiriti infernali, nelle profondità dell’abisso giù nell’eterna notte: nacque il primo giorno. Cede il caos, e l’ordine fiorisce. Chor Verzweiflung, Wut und Schrecken begleiten ihren Sturz. Und eine neue Welt entspringt auf Gottes Wort. Coro Disperazione, rabbia e spavento accompagnano la loro caduta. E un nuovo mondo scaturisce sulla parola di Dio. Uriel Erstarrt entflieht u.s.w. Uriele Atterrita fugge ecc. Chor Verzweiflung, Wut u.s.w. Coro Disperazione, rabbia ecc. 4. Recitativ Raphael Und Gott machte das Firmament, und theilte die Wasser, die unter dem Firmament waren, von den Gewässern, die ober dem Firmament waren, und es ward so. 4. Recitativo Raffaele E Dio fece il firmamento, e divise le acque che stavano sotto il firmamento, dalle acque che stavano sopra il firmamento, e così fu. Da tobten brausend heftige Stürme. Ed ecco scrosciando infuriarono tremende tempeste. Come pula al vento volaron le nubi. Wie Spreu vor dem Winde, so flogen die Wolken. Die Luft durchschnitten feurige Blitze, und schrecklich rollten die Donner umher. Der Fluth entstieg auf sein Geheiss der allerquickende Regen, der allverheerende Schauer, der leichte, flockige Schnee. Fendettero l’aria lampi infuocati, e terribili rumoreggiarono i tuoni all’intorno. Dal flutto emerse, al suo comando, la pioggia che tutto ricrea, la grandine che tutto distrugge, la soffice neve che fiocca. 5. Chor mit Sopran-Solo Gabriel Mit Staunen sieht das Wunderwerk der Himmelsbürger frohe Schaar, und laut ertönt aus ihren Kehlen des Schöpfers Lob, das Lob des zweiten Tags. 5. Coro con Soprano solo Gabriele Con stupore scorge l’opera mirabile la lieta schiera dei celesti, e alta risuona dalle loro gole la lode del Creatore, la lode del secondo giorno. Chor Und laut ertönt u.s.w. Coro E alta risuona ecc. Gabriel Mit Staunen u.s.w. Gabriele Con stupore ecc. Gabriel und Chor Und laut ertönt u.s.w. Gabriele e Coro E alta risuona ecc. 6. Recitativ Raphael Und Gott sprach: Es sammle sich das Wasser unter dem Himmel zusammen an einem Platz, und es erscheine das trockne Land; und es ward so. Und Gott nannte das trockne Land: Erde, und die Sammlung der Wasser nannte er Meer, und Gott sah, dass es gut war. 6. Recitativo Raffaele E Dio disse: Si raccolga l’acqua sotto il cielo 7. Arie Raphael Rollend in schäumenden Wellen bewegt sich ungestüm das Meer. Hügel und Felsen erscheinen, der Berge Gipfel steigt empor. Die Fläche, weit gedehnt, durchläuft der breite Strom in mancher Krümme. Leise rauschend gleitet fort im stillen Thal der helle Bach. 7. Aria Raffaele Rimbombando in spumeggianti onde s’agita impetuoso il mare. Colline e rupi compaiono, s’ergono le cime dei monti. La vasta corrente percorre con le sue increspature l’ampia, infinita distesa. Lievemente mormorando scorre nella tranquilla valle il chiaro ruscello. 8. Recitativ Gabriel Und Gott sprach: Es bringe die Erde Gras hervor, Kräuter, die Samen geben, und Obstbäume, die Früchte bringen ihrer Art gemäss, die ihren Samen in sich selbst haben auf der Erde, und es ward so. 8. Recitativo Gabriele E Dio disse: La terra produca l’erba, e piante che danno seme e alberi da frutto che recano frutti secondo il loro genere, che hanno in sé il loro seme della terra, e così fu. in un sol luogo, e compaia il terreno asciutto; e così fu. E Dio chiamò il terreno asciutto: terra, e la raccolta delle acque chiamò mare, e Dio vide che era buono. 9. Arie Gabriel Nun beut die Flur das frische Grün dem Auge zur Ergötzung dar; den anmuthsvollen Blick erhöht der Blumen sanfter Schmuck. Hier duften Kräuter Balsam aus: hier sprosst den Wunden Heil. Die Zweige krümmt der goldnen Früchte Last: hier wölbt der Hain zum kühlen Schirme sich: den steilen Berg bekrönt ein dichter Wald. Nun beut die Flur u.s.w. 9. Aria Gabriele Ora la pianura offre la fresca verzura all’occhio per suo diletto; Il soave ornamento dei fiori sublima l’amena visione. Qui le piante esalano balsamo: qui scaturisce la salute per le ferite. Il peso dei frutti dorati piega i rami; 10. Recitativ Uriel Und die himmlischen Heerschaaren verkündigten den dritten Tag, Gott preisend und sprechend: 10. Recitativo Uriele E le celesti schiere annunciarono il terzo giorno, lodando Dio e dicendo: 11. Chor Chor Stimmt an die Saiten, ergreift die Leier! Lasst euren Lobgesang erschallen! Frohlocket dem Herrn, dem mächtigen Gott! Denn er hat Himmel und Erde bekleidet in herrlicher Pracht. Stimmt an die Saiten u.s.w. 11. Coro Coro Intonate le corde, afferrate le cetre! Fate risuonare un inno di lode! Gioite nel Signore, il possente Iddio! 12. Recitativ Uriel Und Gott sprach: Es sei’n Lichter an der Feste des Himmels, um den Tag von der Nacht zu scheiden, und Licht auf der Erde zu geben, und es sei’n diese für Zeichen und für Zeiten und für Tage und für Jahre. Er machte die Sterne gleichfalls. 12. Recitativo Uriele E Dio disse: Vi siano luci fisse nel cielo, qui s’inarca il boschetto in fresco riparo; una fitta foresta corona l’erto monte. Ora la pianura offre ecc. Ché egli ha vestito cielo e terra in magnifica pompa. Intonate le corde ecc. per dividere il giorno dalla notte, e per dare luce sulla terra, e queste servano per segni e per tempi, per giorni e per anni. E fece anche le stelle. 13. Recitativ Uriel In vollem Glanze steiget jetzt die Sonne strahlend auf: ein wonnevoller Bräutigam, ein Riese, stolz und froh, zu rennen seine Bahn. 13. Recitativo Uriele In pieno splendore Ora sorge raggiante il sole: uno sposo ebbro di gioia, un gigante, fiero e allegro, per correre il suo cammino. Mit leisem Gang und sanftem Schimmer Con lieve passo e tenue lucore schleicht der Mond die stille Nacht la luna s’infiltra nella quieta notte. hindurch. Den ausgedehnten Himmelsraum ziert, ohne Zahl, der hellen Sterne Gold, und die Söhne Gottes verkündigten den vierten Tag mit himmlischen Gesang, seine Macht ausrufend, also: L’oro delle chiare stelle adorna, senza numero, l’immenso spazio celeste, e i figli di Dio annunciarono il quarto giorno con celeste canto, proclamando la sua potenza, così: 14. Terzett und Chor Chor Die Himmel erzählen die Ehre Gottes. Und seiner Hände Werk zeigt an das Firmament. 14. Terzetto e Coro Coro I cieli narrano la gloria di Dio. E il firmamento rivela l’opera delle sue mani. Gabriel, Uriel und Raphael Dem kommenden Tage sagt es der Tag; die Nacht, die verschwand, der folgenden Nacht. Gabriele, Uriele e Raffaele Il giorno lo dice al giorno che viene; La notte, che sparì, alla notte che segue. Chor Die Himmel erzählen u.s.w. Coro I cieli narrano ecc. Gabriel, Uriel und Raphael In alle Welt ergeht das Wort, jedem Ohre klingend, keiner Zunge fremd. Gabriele, Uriele e Raffaele In tutto il mondo si diffonde la parola, risuonando in ogni orecchio, intesa in ogni lingua. Chor Die Himmel erzählen u.s.w. Coro I cieli narrano ecc. PARTE SECONDA 15. Recitativ Gabriel Und Gott sprach: Es bringe das Wasser in der Fülle hervor webende Geschöpfe, die Leben haben, und Vögel, die über der Erde fliegen mögen in dem offenen Firmament des Himmels. 15. Recitativo Gabriele E Dio disse: Produca l’acqua in gran copia creature brulicanti che hanno vita, e uccelli che possano volare sopra la terra nell’aperto firmamento del cielo. 16. Arie Gabriel Auf starkem Fittige schwinget sich der Adler stolz, und theilet die Luft im schnellsten Fluge zur Sonne hin. Dem Morgen grüsst der Lerche frohes Lied, und Liebe girrt das zarte Taubenpaar. 16. Aria Gabriele Su possente ala si lancia l’aquila superba, e fende l’aria col più rapito volo verso il sole. Il lieto canto dell’allodola saluta il mattino, e tuba amore la tenera coppia di colombi. Auf starkem Fittige u.s.w. Su possente ecc. Aus jedem Busch und Hain Da ogni cespuglio e boschetto erschallt der Nachtigallen süsse Kehle. Risuona la soave gola degli usignoli. Noch drückte Gram nicht ihre Brust, Il duolo non opprimeva ancora il loro petto, noch war zur Klage nicht gestimmt non ancora si intonava al lamento ihr reizender Gesang. il loro seducente canto. 17. Recitativ Raphael Und Gott schuf grosse Wallfische, und ein jedes lebende Geschöpf, das sich bewegt, und Gott segnete sie, sprechend: 17. Recitativo Raffaele E Dio creò grandi balene, e ogni creatura vivente che si muove, Seid fruchtbar alle, mehret euch! Bewohner der Luft, vermehret euch, und singt auf jedem Aste! Mehret euch, ihr Fluthenbewohner, und füllet jede Tiefe! Seid fruchtbar, wachset, mehret euch! Erfreuet euch in eurem Gott! Siate prolifiche tutte, moltiplicatevi! Abitatori dell’aria, riproducetevi, e cantate su ogni ramo! Moltiplicatevi, o abitatori dei flutti, e riempite ogni profondità! Siate prolifici, crescete, moltiplicatevi! Rallegratevi nel vostro Dio! e Dio le benedisse, dicendo: 18. Recitativ Raphael Und die Engel rührten ihr’ unsterblichen Harfen, und sangen die Wunder des fünften Tags. 18. Recitativo Raffaele E gli angeli toccarono le loro arpe immortali, e cantarono le meraviglie del quinto giorno. 19. Terzetto e Coro Gabriel In holder Anmuth stehn, mit jungem Grün geschmückt, die wogigten Hügel da. Aus ihren Adern quillt, in fliessendem Krystall, der kühlende Bach hervor 19. Terzetto e Coro Gabriele Con grazia eletta s’ergono, adorne di giovane verzura, le fluttuanti colline. Dalle loro vene zampilla, in fluido cristallo, il fresco ruscello. Uriel In frohen Kreisen schwebt, sich wiegend in der Luft, der munteren Vögel Schaar. Den bunten Federglanz erhöht im Wechselflug das goldene Sonnenlicht. Uriele In lieti giri si libra, oscillando nell’aria, la schiera dei baldi uccelli. Il variopinto splendore delle piume nell’intermittente volo accresce la dorata luce del sole. Raphael Das helle Nass durchblitzt der Fisch, und windet sich in stetem Gewühl umher. Vom tiefsten Meeresgrund wälzet sich Leviathan auf schäumender Well’ empor. Raffaele Il pesce scintilla nel chiaro umore, e s’attorce in perpetuo subbuglio. Dal più profondo abisso marino riaffiora il Leviatano sull’onde schiumose. Gabriel, Uriel und Raphael Wie viel sind deiner Werk’, o Gott! Wer fasset ihre Zahl? Wer? O Gott! Gabriele, Uriele e Raffaele Quante sono l’opere tue, o Dio! Chi ne conosce il numero? Chi? O Dio! Der Herr ist gross in seiner Macht, und ewig bleibt sein Ruhm. Il Signore è grande nella sua potenza, ed eterna rimane la sua gloria. Gabriel, Uriel, Raphael und Chor Der Herr ist gross u.s.w. Gabriele, Uriele, Raffaele e Coro Il Signore è grande ecc. Intervallo 20. Recitativ Raphael Und Gott sprach: Es bringe die Erde hervor lebende Geschöpfe nach ihrer Art; Vieh und kriechendes Gewürm, und Thiere der Erde nach ihren Gattungen. 20. Recitativo Raffaele E Dio disse: Produca la terra creature viventi secondo la loro specie; bestiame e vermi striscianti, e animali terrestri secondo le loro specie. 21. Recitativ Raphael Gleich öffnet sich der Erde Schoss, und sie gebiert auf Gottes Wort Geschöpfe jeder Art, in vollem Wuchs und ohne Zahle. Vor Freude brüllend steht der Löwe da. Hier schiesst der gelenkige Tiger empor. 21. Recitativo Raffaele Subito s’apre il grembo della terra, ed essa produce, sulla parola di Dio, creature d’ogni specie, nel loro pieno sviluppo e senza numero. Ruggente di gioia ecco il leone. Qui sfreccia l’agile tigre. Das zach’ge Haupt erhebt der Il ramoso capo erge l’agile cervo. schnelle Hirsch. Mit fliegender Mähne springt und vieh’rt Con volante criniera balza e nitrisce, voll Muth und Kraft das edle Ross. pieno di coraggio e forza, il nobile destriero. Auf grünen Mattend weidet schon das Rind, in Herden abgetheilt. Die triften deckt, als wie gesät, das wollenreiche, sanfte Schaaf. Wie Staub verbreitet sich in Schwarm und Wirbel das Heer der Insekten. Su verdi prati già pascono i giovenchi, divisi in mandrie. Ricoprono i campi, come fosser seminati, le lanose, tenere pecore. Come polvere si spande in vorticoso sciame la moltitudine degli insetti. In langen Zügen kriecht am Boden In lunghe file i vermi strisciano das Gewürm. al suolo. 22. Arie Raphael Nun scheint in vollem Glanze der Himmel. Nun prangt in ihrem Schmucke die Erde. Die Luft erfüllt das leichte Gefieder, das Wasser schwellt der Fische Gewimmel; den Boden drückt der Thiere Last. Doch war noch alles nicht vollbracht. Dem Ganzem fehlte das Geschöpf, 22. Aria Raffaele Ora brilla in pieno splendore il cielo. Ora riluce nel suo ornamento la terra. Le penne leggere riempiono l’aria, enfia l’acque il brulichio dei pesci; schiaccia il suolo il peso degli animali. Ma non tutto era ancora compiuto. Al tutto mancava la creatura das Gottes Werke dankbar seh’n, des Herren Güte preisen soll. che grata debba vedere le opere di Dio, lodare la bontà del Signore. 23. Recitativ Uriel Und Gott schuf den Menschen nach seinem Ebenbilde. Nach dem Ebenbilde Gottes schuf er ihn. Mann und Weib erschuf er sie. Den Athem des Lebens hauchte er in sein Angesicht, und der Mensch wurde zur lebendigen Seele. 23. Recitativo Uriele E Dio creò l’uomo a sua somiglianza. A somiglianza di Dio lo creò. Maschio e femmina li creò. Egli spirò l’alito della vita nel suo volto, e l’uomo divenne anima vivente. 24. Aria Uriel Mit Würd’ und Hoheit angethan, mit Schönheit, Stärk’ und Muth begabt, gen Himmel aufgerichtet, steht der Mensch, ein Mann und König der Natur. Die breit gewölbt’, erhab’ne Stirn, verkünd’t der Weisheit tiefen Sinn, und aus dem hellen Blicke strahlt der Geist, des Schöpfers Hauch und Ebenbild. An seinen Busen schmieget sich, für ihn, aus ihm geformt, die Gattin hold und anmuthsvoll. In froher Unschuld lächelt sie, des Frühlings reizend Bild, ihm Liebe, Glück und Wonne zu. 24. Aria Uriele Fatto con dignità e nobiltà, dotato di bellezza, forza e coraggio, eretto verso il cielo, s’erge l’uomo, signore e re della natura. La nobile fronte, ben arcuata, annuncia il profondo senso di saggezza, e dal chiaro sguardo irraggia lo spirito, 25. Recitativ Raphael Und Gott sah jedes Ding, was er gemacht hatte; und es war sehr gut; und der himmlische Chor feierte das Ende des sechsten Tages mit lautem Gesang. 25. Recitativo Raffaele E Dio vide ogni cosa che egli aveva fatto; ed era molto buona; e il coro celeste festeggiò la fine del sesto giorno con forte canto. 26. Chor und Terzett Chor Vollendet ist das grosse Werk, 26. Coro e Terzetto Coro Finita è la grande opera, il respiro e la somiglianza del Creatore. Al suo petto si stringe - da lui, per lui, formata la sposa bella e vezzosa. In lieto candore gli sorride - attraente immagine della primavera Con amore, felicità e voluttà. der Schöpfer sieht’s und freuet sich. Auch unsre Freud’ erschalle laut! Des Herren Lob sei unser Lied! il Creatore la vede e si rallegra. Anche la nostra gioia alta risuoni! La lode del Signore sia il nostro canto! Gabriel und Uriel Zu dir, o Herr, blickt alles auf; und Speise fleht dich alles an. Du öffnest deine Hand, gesättigt werden sie. Gabriele e Uriele A te, Signore, tutti alzano gli occhi; e tutti implorano il cibo da te. Tu apri la tua mano, ed essi vengono saziati. Raphael Du wendest ab dein Angesicht, da bebet alles und erstarrt. Du nimmst den Odem weg; in Staub zerfallen sie. Raffaele Tu distogli il tuo volto, e tutti tremano atterriti. Tu trattieni il respiro, ed essi cadono in polvere. Gabriel, Uriel und Raphael Den Odem hauchst du wieder aus, und neues Leben sprosst hervor. Verjüngt ist die Gestalt der Erd’ an Reiz und Kraft. Und neues Leben u.s.w. Gabriele, Uriele e Raffaele Tu emetti ancora il respiro, e zampilla nuova vita. Ringiovanito è l’aspetto della terra In fascino e forza. E nuova vita ecc. Chor Vollendet ist das grosse Werk; des Herren Lob sei unser Lied! Alles lobe seinen Namen, denn er allein ist hoch erhaben, alleluja! Coro Finita è la grande opera; la lode del Signore sia il nostro canto! Tutti lodino il suo nome, ché egli solo è sublime, alleluja! PARTE TERZA 27. Recitativ Uriel Aus Rosenwolken bricht, geweckt durch süssen Klang der Morgen jung und schön. Vom himmlischen Gewölbe strömt reine Harmonie zur Erde hinab. Seht da beglückte Paar, wie Hand in Hand es geht! Aus ihren Blicken strahlt des heissen Danks Gefühl. Bald singt in lautem Ton Ihr Mund des Schöpfers Lob. 27. Recitativo Uriele Dalle rosee nubi irrompe, destato da dolce suono, il mattino giovane e bello. Dalla volta celeste fluisce la sua armonia verso la terra. Vedete la beata coppia, come procede mano nella mano! Dai suoi sguardi irraggia un senso di calda riconoscenza. Ecco, la bocca canta con forte accento la lode del Signore. Lasst unsre Stimme dann sich mengen in ihr Lied! Dunque, la nostra voce s’unisca al loro canto! 28. Duett und Chor Eva und Adam Von deiner Güt’, o Herr und Gott, ist Erd’ und Himmel voll. Die Welt, so gross, so wunderbar, ist deiner Hände Werk. Von deiner Güt’ u.s.w. 28. Duetto e Coro Eva e Adamo Della tua bontà, o Signore e Dio, son pieni terra e cielo. Il mondo, sì grande, sì mirabile, è opera delle tue mani. Della tua bontà ecc. Chor Gesegnet sei des Herren Macht. Sein Lob erschall’ in Ewigkeit. Coro Benedetta sia la potenza del Signore. La sua lode risuoni in eterno. Adam Der Sterne hellster, o wie schön verkundest du den Tag! Wie schmückst du ihn, o Sonne du, des Weltalls Seel’ und Aug’! Adamo Oh più luminosa tra le stelle, oh come bella annunci il giorno! Come lo adorni, o sole, anima e occhio dell’universo! Chor Macht kund auf eurer weiten Bahn des Herren Macht und seinen Ruhm! Coro Annunciate, nel vostro immenso cammino, la potenza del Signore e la sua gloria! Eva Und du, de Nächte Zierd’ und Trost, und all’ das strahlend Heer, verbreitet überall, verbreitet sein Lob in eurem Chorgesang! Eva E tu, ornamento e conforto delle notti, e tutto l’esercito stellato, diffondete ovunque, diffondete la sua lode nei vostri cori! Adam Ihr Elemente, deren Kraft stets neue Formen zeugt, ihr Dünst’ und Nebel, die der Wind versammelt und vertreibt,… Adamo O elementi, la cui potenza produce nuove forme, o vapori, o nebbie, che il vento raccoglie e disperde,… Eva, Adam und Chor …lobsinget alle Gott, dem Herrn! Gross wie sein Nam‘ ist seine Macht. Eva, Adamo e Coro …lodate tutti Dio, il Signore! Grande come il suo nome è la sua potenza. Eva Sanft rauschend lobt, o Quellen, ihn! Eva Con lieve mormorio lodatelo, o fonti! den Wipfel neigt, ihr Bäum’! Ihr Pflanzen, duftet! Blumen, braucht ihm euern Wohlgeruch! piegate la cima, o alberi! O piante, olezzate! fiori, per lui spandete il vostro profumo! Adam Ihr, deren Pfad die Höh’n erklimmt, und ihr, die niedrig kriecht, ihr, deren Flug die Luft durchschneid’t, und ihr, im tiefen Nass,… Adamo Voi il cui sentiero scala le vette, e voi che bassi strisciate, voi il cui volo fende l’aria, e voi nell’acqua profonda,… Eva und Adam …ihr Thiere, preiset alle Gott! Eva e Adamo …voi animali, lodate tutti Dio! Chor Ihr Thiere, preiset alle Gott! Coro Voi animali, lodate tutti Dio! Eva, Adam und Chor Ihn lobe was nur Odem hat. Eva, Adamo e Coro Lui lodi ogni cosa ch’abbia respiro. Eva und Adam Ihr dunk’len Hain’, ihr Berg’ und Thal’, ihr Zeugen unsers Danks, ertönen sollt ihr früh und spät, von unserm Lobgesang. Eva e Adamo O cupi boschetti, o monti e valli, testimoni della nostra gratitudine, dovete risuonare all’alba e a sera del nostro canto di lode. Chor Heil dir, o Gott! O Schöpfer, Heil! Aus deinem Wort entstand die Welt; Dich beten Erd’ und Himmel an; Wir preisen dich in Ewigkeit. Coro Salve a te, Dio! O Creatore, salve! Dalla tua parola nacque il mondo; ti implorano terra e cielo; noi ti lodiamo in eterno. 29. Recitativ Adam Nun ist die erste Pflicht erfüllt, dem Schöpfer haben wir gedankt. 29. Recitativo Adamo Ora è compiuto il primo dovere, abbiamo ringraziato il Signore. Nun folge mir, Gefährtin meines Lebens! Ich leite dich, und jeder Schritt weckt neue Freud’ in unsrer Brust, zeigt Wunder überall. Erkennen sollst du dann, welch’ unaussprechlich Glück der Herr uns zugedacht, Ora seguimi, compagna della mia vita! Io ti guido, e ogni passo desta nuova gioia nel nostro petto, mostra ovunque meraviglie. Devi allora riconoscere quale inesprimibile felicità il Signore ci ha serbato: ihn preisen immerdar, ihm weihen Herz und Sinn. Komm, komm, folge mir! folge mir! ich leite dich! lodarlo sempre, dedicargli cuore e mente. Vieni, vieni, seguimi! seguimi! io ti guido! Eva O du, für den ich ward! Mein Schirm, mein Schild, mein All! Dein Will’ ist mir Gesetz. Eva O tu, per cui io nacqui! Mio scudo, mia difesa, mio tutto! La tua volontà è la mia legge. So hat’s der Herr bestimmt, und dir gehorchen, bringt mir Freude, Glück und Ruhm. Così ha stabilito il Signore, e ubbidirti mi porta gioia, felicità e lode. 30. Duett Adam Holde Gattin! dir zur Seite fliessen sanft die Stunden hin. Jeder Augenblick ist Wonne: Keine Sorge trübet sie. 30. Duetto Adamo Dolce sposa! al tuo fianco scorrono soavi le ore. Ogni istante è voluttà; nessun affanno la turba. Eva Theurer Gatt! dir zur Seite schwimmt in Freuden mir das Herz. Dir gewidmet ist mein Leben, deine Liebe sei mein Lohn. Eva Dolce sposo! al tuo fianco nuota nella gioia il mio cuore. A te è dedicata la mia vita, il tuo amore sia la mia ricompensa. Adam Holde Gattin! u.s.w. Adamo Dolce sposa! ecc. Eva Theurer Gatt! u.s.w. Eva Dolce sposo! ecc. Adam Der thauende Morgen, o wie ermuntert er! Adamo Il rugiadoso mattino, oh come rianima! Eva Die Kühle des Abends, o wie erquicket sie! Eva Il fresco della sera, oh come riconforta! Adam Adamo Wie labend ist der runden Früchte Saft! Come consola il succo dei dolci frutti! Eva Eva Wie reizend ist der Blumen süsser Come seduce il dolce aroma Duft... dei fiori… Adam und Eva …doch ohne dich, was wäre mir... Adamo e Eva …ma senza te, che sarebbe per me… Adam …der Morgenthau,… Adamo …la rugiada mattutina,… Eva …der Abendhauch,… Eva …il soffio serale,… Adam ...der Früchte Saft,... Adamo …il succo dei frutti,… Eva …der Blumenduft? Eva …l’aroma dei fiori? Eva und Adam Mit dir erhöht sich jede Freude, mit dir geniess’ ich doppelt sie; mit dir ist Seligkeit das Leben; dir sei es ganz geweiht. Eva e Adamo Con te s’accresce ogni gioia, con te doppiamente ne godo; con te è beatitudine la vita; a te sia tutta dedicata. Adam Der thauende Morgen u.s.w. Adamo Il rugiadoso mattino ecc. 31. Recitativ Uriel O glücklich Paar, und glücklich immerfort, wenn falscher Wahn euch nicht verführt, noch mehr zu wünschen, als ihr habt, und mehr zu wissen, als ihr sollt. 31. Recitativo Uriele O felice coppia, e felice senza fine, se falsa illusione non vi travia nel bramare ancor più quel che avete, e nel sapere più di quel che dovete. 32. Schlusschor (mit Soli) Chor Singet dem Herren, alle Stimmen! Dankt ihm, alle seine Werke! Lasst zu Ehren seines Namens Lob in Wettgesang erschallen! 32. Coro finale (con Soli) Coro Cantate al Signore, o voci tutte! Ringraziatelo, voi tutte opere sue! In onore del suo nome fate risuonare lodi a gara! Des Herren Ruhm, er bleibt in Ewigkeit. La gloria del Signore resta in eterno. Amen. Amen. Soli Amen. Soli Amen. Chor Des Herren Ruhm u.s.w. Coro La gloria del Signore ecc. Soli Amen. Des Herren Ruhm u.s.w. Soli Amen. La gloria del Signore ecc. Chor Singt dem Herren u.s.w. Coro Cantate al Signore ecc. Soli Amen. Des Herren Ruhm u.s.w. Soli Amen. La gloria del Signore ecc. Chor Des Herren Ruhm u.s.w. Singt dem Herren u.s.w. Amen. Coro La gloria del Signore ecc. Cantate al Signore ecc. Amen. Philippe Herreweghe direttore Diplomato in pianoforte al Conservatorio di Gent, Philippe Herreweghe si è dapprima dedicato agli studi di medicina e psichiatria. Proprio durante questo periodo di studio ha fondato il Collegium Vocale Gent attirando l’attenzione di Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt, che lo invitarono a collaborare alla prima registrazione integrale delle Cantate di Bach. L’aver fondato la Chapelle Royale nel 1977 e più tardi l’Ensemble Vocal Européen gli ha permesso di esplorare un repertorio corale che va dal Rinascimento fino ai giorni nostri. Herreweghe si dedica oggi prevalentemente alla direzione di orchestre sinfoniche. Collabora regolarmente sia con complessi di strumenti antichi (Concerto Köln, The Age of Enlightenment, Freiburger Barockorchester) che con orchestre “tradizionali” (Concertgebouw di Amsterdam, Gewandhaus di Lipsia, Mahler Chamber Orchestra). Nel 1991 ha costituito l’Orchestre des Champs-Élysées con l’intento di eseguire il repertorio romantico e pre-romantico su strumenti originali. È inoltre frequentemente invitato quale direttore ospite di orchestre di primo piano in Europa e negli Stati Uniti. Dal 1997 è direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica delle Fiandre; dal 1982 al 2002 è stato direttore artistico del festival “Les Academies Musicales de Sainte”. Dal 2008 ricopre l’incarico di direttore ospite permanente dell’Orchestra Filarmonica da Camera della Radio dei Paesi Bassi. Dal 2009 Herreweghe e il Collegium Vocale Gent, in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, sono impegnati attivamente nella formazione di un coro sinfonico i cui cantanti provengono da tutta Europa, attività che dal 2011 gode del patrocinio del Programma Cultura dell’Unione Europea. In campo discografico ricordiamo l’incisione delle Passioni, della Messa in si minore e dell’Oratorio di Natale di J.S. Bach, i Requiem di Mozart, Fauré e Brahms, l’Elias e il Paulus di Mendelssohn e Pierrot Lunaire di Schönberg. Nel 2010 ha fondato la sua etichetta discografica φ (PHI). Nel 1990 la stampa musicale europea lo ha eletto “Personaggio musicale dell’anno” e “Musicista europeo dell’anno” nel 1991. Nel 1993 è stato nominato, insieme al Collegium Vocale, Ambasciatore Culturale delle Fiandre. Nel 1994 è stato nominato “Officier des Arts et Lettres”. Nel 1997 ha ricevuto la laurea “honoris causa” dall’Università cattolica di Lovanio. Nel 2003 è stato nominato “Chevalier de la Lègion d’Honneur”. Nel 2010 ha ricevuto la BachMedaille dalla città di Lipsia in quanto interprete di valore assoluto delle musiche di Bach. Più volte ospite delle Settimane Bach e di Musica e poesia a San Maurizio, è stato ospite della nostra Società nel 2008. Orchestre des Champs-élisées Fondata nel 1991 dalla comune iniziativa di Alain Durel, direttore del Théâtre des Champs-Élysées e di Philippe Herreweghe, l’Orchestre des Champs-Élysées si dedica all’interpretazione su strumenti d’epoca del repertorio che va da Haydn a Mahler. Orchestra residente per molti anni al Théâtre des Champs-Élysées e al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, si è esibita per le più importanti sale da concerto delle più importanti città europee (Vienna, Amsterdam, Londra, Monaco di Baviera, Berlino, Colonia, Francoforte, Lipsia, Lucerna, Roma), e in Giappone, Corea, Cina e Australia diretta principalmente da Herreweghe (direttore artistico e direttore principale dell’orchestra), ma anche da direttori ospiti quali Daniel Harding, Christian Zacharias, Louis Langrée, Hans Holliger, Christophe Coin e René Jacobs. L’Orchestre des Champs-Élysées è membro del TAP (Théâtre & Auditorium de Poitiers) e gode del patrocinio economico del Ministero della Cultura francese e della Regione di Poitou-Charentes. L’Orchestre des Champs-Élysées è molto attenta all’aspetto didattico della musica. In occasione di molti concerti è possibile assistere a prove, conferenze, incontri e laboratori organizzati per le scuole. Dalla sua discografia: Requiem e Messa in do minore di Mozart, Missa Solemnis e Nona sinfonia di Beethoven, Elias, Paulus, Sogno di una notte di mezz’estate di Mendelssohn, Ein deutsches Requiem di Brahms, Concerto per pianoforte, Concerto per violoncello, Scènes de Faust, Sinfonie n. 1 e n. 3 di Schumann, Nuits d’été, L’enfance du Christ di Berlioz, Requiem di Fauré, Sinfonia n. 7 e 4 di Bruckner e Des Knaben Wunderhorn di Mahler. È stata ospite della nostra Società nel 2008. Alessandro Moccia, Roberto Anedda, Ilaria Cusano, Asim Delibegovic, Solenne Guilbert, Thérèse Kipfer, Andreas Preuss, Enrico Tedde, Sebastiaan Van Vucht violini primi Bénédicte Trotereau, Adrian Chamorro, Isabelle Claudet, Virginie Descharmes, Jean-Marc Haddad, Corrado Lepore, Corrado Masoni, Giorgio Oppo violini secondi Catherine Puig, Marie-Elsa Beaudon, Agathe Blondel, Laurent Bruni, Brigitte Clement, Delphine Grimbert, Wendy Ruymen viole Ageet Zweistra, Michel Boulanger, Vincent Malgrange, Hilary Metzger, Andrea Pettinau, Harm-Jan Schwitters violoncelli Axel Bouchaux, Damien Guffroy, Michel Maldonado, Massimo Tore contrabbassi Alexis Kossenko, Amélie Michel, Giulia Barbini flauti Marcel Ponseele, Taka Kitazato oboi Nicola Boud, Daniele Latini clarinetti Julien Debordes, Jean-Louis Fiat fagotti Robert Percival controfagotto Jean-Pierre Dassonville, Jean-Emmanuel Prou corni Alain De Rudder, Steven Verhaert trombe Harry Ries, Guy Hanssen, Wim Becu tromboni Marie-Ange Petit timpani Maude Gratton fortepiano Collegium Vocale Gent Il Collegium Vocale Gent è stato fondato da Herreweghe e da un gruppo di amici che studiavano all’Università di Gent nel 1970, proprio quando cominciava ad evolversi l’approccio interpretativo alla musica antica. Fu in particolare il primo ensemble ad applicare questi nuovi principi al repertorio vocale. Con un repertorio che spazia dalla musica polifonica rinascimentale a quella contemporanea, è stato ospite dei maggiori teatri e festival in Europa, Israele, Stati Uniti, Russia, Sud America, Giappone e Australia. Si dedica in particolar modo alla diffusione del repertorio polifonico dei predecessori di Bach e ai capolavori del massimo Thomaskantor e di Händel. Attualmente si sta anche specializzando sempre più nei repertori di musica romantica, moderna e contemporanea. A tal proposito, nel 2009, ha dato il via a un progetto con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Collabora regolarmente con raffinati ensemble strumentali (Orchestre des Champs-élysées, Freiburger Barockorchester, Akademie für Alte Musik di Berlino) e orchestre sinfoniche di primo piano (de Filharmonie, Royal Concertgebouw, Wiener Philharmoniker, Orchestra del Festival di Budapest) con direttori tra i quali Sigiswald Kuijken, René Jacobs, Daniel Reuss, Philippe Pierlot, Paul Van Nevel, Bernard Haitink, Ivan Fischer, Marcus Creed, Yannick Nézet-Séguin, James Wood e Peter Phillips. Una stretta collaborazione lo lega a musicisti quali Gustav Leonhardt, Ton Koopman e Nikolaus Harnoncourt. Ha al suo attivo, sotto la direzione di Philippe Herreweghe, più di 75 registrazioni per Harmonia Mundi France e Virgin Classics, “a cappella”, accompagnato dall’Orchestra del Collegium Vocale Gent o in collaborazione con l’Orchestre des Champs-Élysées tra le quali Tönet, ihr Pauken dedicato alle cantate secolari di J.S. Bach, Psalmi Davidis Poenitentialis di Orlandus Lassus e Canticle of the Sun di Sofia Gubaidulina. Il Collegium Vocale è sostenuto dalla Comunità Fiamminga, dalla Provincia delle Fiandre dell’Est e dalla città di Gent. Nel 2011, l’ensemble è stato nominato Ambasciatore delle Nazioni Unite. Più volte ospite delle Settimane Bach e di Musica e poesia a San Maurizio, l’ensemble è stato ospite della nostra Società nel 1993, 2004 e 2008. Ulrike Barth, Annelies Brants, Inge Clerix, Sylvie De Pauw, Emilie De Voght, Katja Kunze, Chiyuki Okamura, Elisabeth Rapp, Mette Rooseboom, Kathrin Volkmann soprani Carla Babelegoto, Sofia Gvirts, Gudrun Köllner, Lucia Napoli, Katherine Nicholson, Cécile Pilorger, Sandra Raoulx, Mieke Wouters contralti Malcolm Bennett, Dan Martin, Yves Van Handenhove, Josef Pollinger, Florian Schmitt, João Sebastião, René Veen, Clemens Volkmar tenori Elias Benito, Stefan Drexlmeier, Georg Finger, Joachim Höchbauer, Philipp Kaven, Matthias Lutze, Julián Millán, Michael Rapke, Kai-Rouven Seeger, Robert van der Vinne bassi Christina Landshamer soprano Nata nel 1977 a Monaco di Baviera, Christina Landshamer si è diplomata nel 2001 con Angelica Vogel alla Hochschule für Musik und Theater della sua città. Ha poi perfezionato la sua preparazione con Konrad Richter e Dunja Vejzovicˇ alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda. Vincitrice della borsa di studio del Deutscher Musikrat, nel 2004 ha vinto il concorso internazionale Bach e il “Grosse Förderpreis-Wettbewerb der Konzertgesallschaft München e.V”, un concorso del Bayerischer Rundfunk. Il suo repertorio si estende da Carissimi a Bach, Haydn, Brahms, fino a Orff e agli autori contemporanei. In campo operistico nel 2009 ha debuttato al Theater an der Wien con Nikolaus Harnoncourt. Nel 2011 ha debuttato al Festival di Salisburgo (Die Frau ohne Schatten) e nel 2012 con Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker ai Salzburger Festtage (Carmen di Bizet) e all’Opera di Amsterdam nel Flauto magico di Mozart diretta da Marc Albrecht. In concerto ha collaborato con le maggiori orchestre europee e direttori di primo piano. Nel 2012 ha interpretato la Quarta Sinfonia di Mahler con l’Orchestra del Gewandhaus e Riccardo Chailly a Lipsia e in tournée a Berlino, Amburgo, Colonia, Lussemburgo e Madrid. Appassionata liederista collabora con Gerold Huber, Jendrik Springer e Matthias Veit. In ambito contemporaneo è stata protagonista dei concerti di “Klangspuren” alla Biennale di Monaco. Tra le sue registrazioni ricordiamo la Passione secondo Matteo con Riccardo Chailly e la prima mondiale dell’opera Die Aeolsharfe di J.H. Knecht. Con l’ensemble Concentus Musicus e Nikolaus Harnoncourt, ha realizzato al Theater an der Wien il DVD Il mondo della luna di Haydn. È stata ospite della nostra Società nel 2006. Maximilian Schmitt tenore Maximilian Schmitt ha iniziato a cantare giovanissimo nel Coro della Cattedrale di Regensburg. Ha poi iniziato gli studi nel 1999 a Berlino sotto la guida di Anke Eggers. In seguito ha frequentato le master class di Ann Murray e Robert Dean Smith e ha fatto parte dell’ensemble giovanile dell’Opera di Stato Bavarese di Monaco debuttando nel ruolo di Tamino nel Flauto magico all’Opera di Stato di Salisburgo. Tra gli impegni operistici recenti La clemenza di Tito di Mozart a Mannheim, Don Giovanni con l’Orchestra da Camera Scozzese e Robin Ticciati, Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi con l’Orchestra Sinfonica WDR, Così fan tutte con Robin Ticciati e il debutto all’Opera di Amsterdam nel ruolo di Tamino diretto da Marc Albrecht. All’attività operistica affianca un’intensa attività concertistica. Tra gli impegni recenti i concerti con l’Orchestre de Paris e Jesus Lopez-Cobos, l’Ensemble Orchestral de Paris e Reinhard Goebel, l’Ensemble Accentus e Laurence Equilbey, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, il Collegium Vocale Gent, il Berliner Requiem di Kurt Weill con la direzione di Philippe Herreweghe, lo Stabat mater di Dvořák con l’Orchestra Sinfonica WDR e con la Filarmonica Reale delle Fiandre. In recital collabora con Gerold Huber (Die schöne Müllerin a Regensburg e a Monaco). Ha inoltre avviato un progetto con Christina Landshamer al Konzerthaus di Vienna in omaggio all’arte liederistica tedesca nell’ambito del Festival “Spot on Germany”. In ambito discografico ricordiamo La Creazione di Haydn con l’Orchestra Barocca di Friburgo e René Jacobs, la Passione secondo Matteo di Bach con Riccardo Chailly, Trauermusik di J.L. Bach e la recente registrazione dell’Oratorio di Natale di Bach con l’Akademie für Alte Musik di Berlino e il Coro della Radio Bavarese. È per la prima volta ospite della nostra Società. Rudolf Rosen baritono Nato a Berna, Rudolf Rosen ha iniziato gli studi alla Musikhochschule di Berna, con Jakob Stämpfli e Juliette Bise. Ha poi frequentato le master class di Jenö Sipos, Edith Mathis e Irwin Gage. Premiato in concorsi internazionali quali CIEM di Ginevra (1997), ARD di Monaco di Baviera (1998), nel 1999 ha vinto il Concorso Belvedere di Vienna che gli dato l’occasione di esibirsi in concerto con José Carreras. Da allora si è esibito in molte sale da concerto europee, in Messico e Israele, con direttori di primo piano. In recital ha cantato al Festival di Salisburgo, ha partecipato alla serie di concerti “Freunde des Liedes” a Zurigo e al Internationalen Kammermusikfestival di Lipsia. Dal 2002 è membro stabile del Stuttgarter Staatstheater dove è stato protagonista dei maggiori capolavori mozartiani e del Castello del duca Barbablù di Bartók che ha ripreso alla Bayerische Philharmonie e con l’Orchestra del Westdeutscher Rundfunk di Colonia. Dal 2004 è ospite regolare del New National Theatre di Tokyo. Nel 2005 si è esibito al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nelle Nozze di Figaro firmate da Jean-Louis Martinoty. Nel 2010 ha debuttato alla Scala e a Vienna in una produzione di Lulu curata da Peter Stein. Nel 2012 ha interpretato Ottokar in Der Freischütz al Grand Théâtre di Ginevra. Tra gli impegni recenti Ein Deutsches Requiem di Brahms al Maggio Musicale Fiorentino, La Creazione di Haydn a Colonia, Bruxelles e Francoforte, l’Oratorio di Natale di Bach a Lisbona, Vier ernste Gesänge di Brahms a Bamberg, Die erste Walpurgisnacht di Mendelssohn ad Amsterdam, Die schöne Magelone di Brahms, Elegia di Schoeck e Winterreise e Schwanengesang di Schubert a Berna. È stato ospite della nostra Società nel 2007. L’attività dell’Orchestre des Champs-élysées è sostenuta da Prossimo concerto: Martedì 1 aprile 2014, ore 20.30 Sala Verdi del Conservatorio Andrea Lucchesini pianoforte Il ritorno di Andrea Lucchesini al Quartetto è segnato da un recital di grande finezza artistica nella scelta del programma. Il pianista italiano infatti torna nel suo recital su alcuni temi a cui è particolarmente legato, come per esempio la forma libera. Schubert è stato in effetti il creatore del pezzo lirico e caratteristico, che tutti i musicisti romantici hanno esplorato nella loro produzione. I 3 Klavierstücke D 946 rappresentano un modello esemplare, che il pianoforte dell’Ottocento non ha cessato di indagare, fino alle espressioni più introspettive ed ermetiche dell’ultimo Brahms. Allo stesso modo è interessante il confronto tra una delle Sonate giovanili di Mozart, K 283, e un analogo lavoro dell’adolescente Strauss, di cui ricorre quest’anno l’anniversario dei 150 anni dalla nascita. La Sonata in si minore op. 5 infatti rappresenta uno dei migliori esempi dell’eccezionale talento del giovane musicista, che nella prima fase della produzione esprimeva soprattutto sul pianoforte l’energia esuberante della sua personalità. Società del Quartetto di Milano - via Durini 24 20122 Milano - tel. 02.795.393 www.quartettomilano.it - [email protected]