14
Martedì
18 marzo 2014
ore 20.30
Stagione
2013-2014
Sala Verdi del
Conservatorio
Orchestre des
Champs-Élysées
Philippe Herreweghe
Christina Landshamer soprano
Maximilian Schmitt tenore
Rudolf Rosen basso
Haydn - Die Schöpfung Hob.XXI.2
Parte prima, nn. 1-14
Parte seconda, nn. 15-19
(ca. 60’)
Intervallo
Parte seconda, nn. 20-26
Parte terza, nn. 27-32
(ca. 51’)
direttore
Di turno
Salvatore Carrubba
Alberto Conti
Consulente artistico
Paolo Arcà
Sponsor istituzionali
Stagione
2013-14
Con il contributo di
Con il patrocinio e il contributo di
Soggetto di rilevanza regionale
Sponsor Ciclo Beethoven
Progetto
“Verso il futuro,
dal nostro
passato”
Con il patrocinio di
Con il sostegno di
Sponsor
Media partner
In collaborazione con
È vietato, senza il consenso dell’artista, fare fotografie e registrazioni,
audio o video, anche con il cellulare.
Iniziato il concerto, si può entrare in sala solo alla fine di ogni composizione.
Si raccomanda di:
• disattivare le suonerie dei telefoni e ogni altro apparecchio con dispositivi acustici;
• evitare colpi di tosse e fruscii del programma;
• non lasciare la sala fino al congedo dell’artista.
Il programma è pubblicato sul nostro sito web il venerdì precedente il concerto.
Franz Joseph Haydn
(Rohrau 1732 - Vienna 1809)
Die Schöpfung / The Creation Hob.XXI.2
Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra
Anno di composizione: 1796-1798
Prima esecuzione: Vienna, 30 aprile 1798
Personaggi
Eva e Gabriel, soprano: Christina Landshamer
Uriel, tenore: Maximilian Schmitt
Raphael e Adam, basso: Rudolf Rosen
Parte prima
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
Introduzione. La rappresentazione del caos
Recitativo e Coro (Raphael, Uriel)
Aria con Coro (Uriel)
Recitativo (Raphael)
Coro con Soprano solo (Gabriel)
Recitativo (Raphael)
Aria (Raphael)
Recitativo (Gabriel)
Aria (Gabriel)
Recitativo (Uriel)
Coro
Recitativo (Uriel)
Recitativo (Uriel)
Coro con soli (Gabriel, Uriel, Raphael)
Parte seconda
15.
16.
17.
18.
19.
Recitativo (Gabriel)
Aria (Gabriel)
Recitativo (Raphael)
Recitativo (Raphael)
Terzetto e Coro (Gabriel, Uriel, Raphael)
Intervallo
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
Recitativo (Raphael)
Recitativo (Raphael)
Aria (Raphael)
Recitativo (Uriel)
Aria (Uriel)
Recitativo (Raphael)
Coro e Terzetto (Gabriel, Uriel, Raphael)
Parte terza
27.
28.
29.
30.
31.
32.
Recitativo (Uriel)
Duetto e Coro (Eva, Adam)
Recitativo (Adam)
Duetto (Eva, Adam)
Recitativo (Uriel)
Coro finale (con soli)
Nel Candide, Voltaire mette in bocca al nobile veneziano Pococuranté una feroce stroncatura del Paradiso perduto e una sarcastica parodia del suo autore,
John Milton: «Chi? Quel barbaro che ha fatto un commento interminabile al
primo capitolo della Genesi, in dieci libri di versi durissimi? Quel rozzo imitatore dei Greci, che deturpa la Creazione, e dove Mosè pone l’Eterno a suscitare il
mondo col Verbo, rappresenta il Messia che per tracciar l’opera sua toglie un
compasso da un armadio celeste? Volete ch’io abbia stima d’uno il quale ha sciupato l’inferno e il demonio del Tasso, che traveste Lucifero da rospo e da pigmeo, che gli fa rimasticar cento volte le stesse tirate e lo introduce a dispute di
teologia; che ripigliando sul serio dall’Ariosto l’invenzione comica delle armi da
fuoco, mette i diavoli a tirar le cannonate in cielo?»
Lo scrittore francese, con la sua lingua tagliente, in realtà alimentava un antico
dibattito. Tra il Candide (1759) e Paradise Lost (1667) correva quasi un secolo
e nel frattempo la scienza moderna, grazie alle numerose scoperte della fisica,
dell’astronomia e della matematica, aveva indotto l’uomo a rivedere il rapporto
tra ragione e fede, tra Atene e Gerusalemme. In Inghilterra, in particolare, lo
studio della natura aveva provocato un secolo di aspri contrasti religiosi. La
polemica dei deisti contro l’ortodossia anglicana aveva diffuso a piene mani lo
scetticismo sulle verità affermate nella Bibbia. La polemica raggiunse il culmine proprio nel primo Settecento, nel periodo in cui Händel componeva i suoi
grandi oratori sacri, che rappresentavano anche un formidabile veicolo di propaganda religiosa e politica.
Nell’archivio del Drury Lane, il teatro di Händel, si trovava il manoscritto di un
libretto intitolato The Creation of the World, ispirato liberamente a Milton e
scritto probabilmente in vista di un nuovo oratorio del musicista. La scelta del
soggetto e il trattamento della materia ricalcano l’ottimismo di Locke e di libri
molto popolari come New Theory of Earth (1696) del teologo e matematico
William Whiston, uno dei principali divulgatori del pensiero di Isaac Newton, in
cui si sosteneva che la creazione del mondo descritta nella Bibbia fosse del tutto
compatibile con le moderne conoscenze fisiche e astronomiche.
Secondo il barone Gottfried van Swieten, Haydn ricevette il manoscritto
dall’impresario Salomon alla fine del suo secondo soggiorno londinese, nell’agosto 1795. Un altro aneddoto invece attribuisce l’idea della Creazione al violinista
François Hippolyte Barthélemon. Haydn, impressionato dall’ascolto del
Messiah di Händel e desideroso di cimentarsi nel genere dell’oratorio, chiese al
collega francese quale fosse secondo lui il soggetto più adatto. Barthélemon
prese la Bibbia e disse: “Eccolo quà, e cominci dall’inizio!”.
In ogni caso, Haydn lavorò al progetto durante tutto l’anno seguente. Il diplomatico svedese Silverstolpe, amico intimo del musicista, sosteneva che la prima
stesura risalisse all’autunno del 1797. Il 6 aprile 1798 il materiale per l’esecuzione era pronto; pochi giorni dopo, cominciarono a Vienna le prove dell’oratorio.
Il 30 aprile avvenne la prima esecuzione, in forma privata, presso il palazzo del
principe Joseph zu Schwarzenberg, con un tale successo che si dovette replicare il lavoro il 7 e il 10 maggio. Le parti solistiche erano cantate da Christine
Gerardi, Mathias Rathmayer e Ignaz Saal. Antonio Salieri suonava il basso
continuo al cembalo, mentre l’autore concertò e diresse la partitura. I viennesi
tuttavia furono costretti ad attendere il 19 marzo 1799 per ascoltare il nuovo
lavoro, a causa di un contenzioso con l’impresario Salomon, il quale pretendeva
che la prima esecuzione spettasse a Londra. Il concerto, alla presenza dell’imperatore Francesco II, rappresentò un avvenimento di portata eccezionale, con
un coro mastodontico di ben 180 persone. Haydn rinforzò il suono triplicando la
parte dei fiati e aggiunse all’organico dell’orchestra il trombone basso e il controfagotto. Il successo fu ancora più tumultuoso dell’anno precedente. Il popolo
esprimeva in questa maniera l’adesione ai valori paternalistici e patriottici contenuti nella grande allegoria musicale imbastita da Haydn.
La partitura della Creazione fu pubblicata a Vienna già nel febbraio del 1800.
Haydn, aiutato da Johann Elssler, pose la massima cura nel preparare l’edizione. Nella premessa si sottolineava come la partitura fosse stata stampata per
rendere accessibile anche alle provincie più lontane dell’Impero l’esecuzione del
lavoro. La diffusione capillare era lo scopo principale del progetto editoriale,
sostenuto in larga misura dall’aristocrazia viennese, che coincideva in pratica
con la classe dirigente dello stato. Inoltre, fatto eccezionale, l’edizione era bilingue, in tedesco e in inglese, per sottolineare gli stretti rapporti con un paese
alleato nella guerra contro la Francia. Il disegno ideale della Creazione infatti
appare più riconoscibile sullo sfondo delle vicende politiche dell’ultimo decennio
del Settecento. I successi di Bonaparte nella campagna d’Italia minacciavano
direttamente il territorio dell’Impero. Dopo la caduta di Mantova, nel ‘97, l’Austria si preparava ad affrontare una guerra difficile e incerta con la Francia. Il
governo però non era preoccupato solo degli sviluppi militari, ma anche della
diffusione all’interno delle idee rivoluzionarie. La svolta autoritaria degli anni
Novanta, dopo l’assolutismo illuminato di Giuseppe II, fu accompagnata da
un’attenta politica culturale, nella quale la musica giocava un ruolo importante.
Il progetto dell’oratorio nacque all’interno di un ristretto circolo politico, direttamente legato al governo. Al centro di questi rapporti si trovava il curatore del
testo, il barone Gottfried van Swieten.
Ambasciatore a Berlino tra il 1770 e il 1777, Swieten coltivava con grande passione la musica antica e si adoperò per mantenere in vita le forme del passato.
Mozart, per esempio, fu incaricato dal barone di rivedere la partitura di alcuni
oratori di Händel, tra cui il Messiah. Beethoven, ospite fisso delle sue serate
musicali, era costretto a suonare per l’illustre ospite una buona dose di fughe di
Bach, prima di venir congedato. Il barone però non era soltanto un amateur
originale e di gusto conservatore. Tra i suoi compiti, come prefetto della biblioteca di corte, c’era anche quello di dirigere il delicato organismo della censura.
A lui si rivolse il ministro degli affari interni, conte Saurau, nel luglio 1796, per
sollecitare la creazione di un inno nazionale da contrapporre alla Marseillaise.
Swieten incaricò Lorenz Leopold Haschka, un suo impiegato presso la biblioteca, di stendere il testo. Gesuita di formazione, dopo lo scioglimento dell’Ordine
Haschka era passato al servizio dell’élite riformatrice giuseppina, terminando
in seguito la sua carriera come spia della polizia politica. Per la musica invece il
barone si rivolse a Haydn, il quale compose Gott erhalte Franz den Kaiser tra
l’ottobre 1796 e il febbraio 1797, prendendo a modello, senza dubbio su richiesta
del committente, God save the King. In un biglietto del conte Saurau alle autorità di Praga si legge: “Vostra Eccellenza sa sicuramente qual effetto produca
sulla popolazione l’inno inglese God save the King, e quanto abbia incoraggiato
questo popolo a difendersi come un sol uomo contro i nemici esterni”. Il nuovo
inno fu eseguito a Vienna e in tutte le principali città dell’Impero il 12 febbraio
1797, in occasione del compleanno di Francesco II.
Swieten coltivava anche ambizioni artistiche. Le circostanze sembravano propizie per ricreare in tempi moderni l’ideale allegorico-politico dell’oratorio händeliano. Il testo della Creazione, rivisto, fu tradotto in tedesco e poi ritradotto in
inglese dallo stesso Swieten. Il barone fornì un libretto molto studiato, con
minuziose indicazioni sul carattere musicale e sugli effetti da ottenere. La
pazienza del compositore venne messa a dura prova dalle continue intrusioni
dell’illustre collaboratore nella sfera musicale. La Creazione intendeva raffigurare un mondo governato con mano saggia da un’autorità benevola e provvidenziale. Il male era stato cacciato dalla terra e nulla minacciava di scompigliare la
gerarchia delle creature, obbedienti e disciplinate. La felicità dell’individuo e il
benessere della famiglia rappresentavano il compimento supremo del progetto
divino.
Le fonti del testo erano tre: il libro della Genesi, secondo il testo inglese della
cosiddetta “Bibbia di re Giacomo” (1611); il poema di Milton, da cui l’autore
trasse spunto per parafrasi, imitazioni o interpretazioni; alcune immagini del
libro dei Salmi. L’oratorio è articolato in tre Parti. Ciascuna di esse presenta
una struttura stilistica simile, formata da frasi in prosa, al passato remoto, per
i recitativi tratti dalla Genesi, di versi all’indicativo presente per le arie e i pezzi
d’assieme d’ispirazione poetica e di testi innodici per il coro conclusivo.
L’introduzione della Prima Parte raffigura il Caos. L’idea di Haydn fu di sfruttare la discrepanza tra ordine e disordine per rappresentare un fenomeno di
per sé indescrivibile. La musica del Caos, luogo dell’informe, doveva occupare
uno spazio in cui la tonalità fosse sospesa. La scintilla creatrice viene evocata
con un mirabile effetto, geniale non solo per la maestria tecnica, ma anche per
il significato che questa pagina assume nel contesto dell’oratorio. Haydn non
raffigura un evento, ma ricostruisce per così dire il fenomeno, come se la materia slittasse in maniera impercettibile dal disordine della dissonanza alla perfezione della consonanza.
Il primo personaggio ad apparire è Raphael. Coppie di ali spuntano dalle spalle,
dai fianchi e dai piedi, cingendo maestosamente il suo corpo. Le parole della
Genesi “In principio Dio creò il cielo e la terra” risuonano nel recitativo del
serafino. Il coro mormora sillabe, quando lo Spirito sorvola la superficie delle
acque. La luce esplode all’improvviso, in do maggiore, prorompendo nel fortissimo dall’orchestra. Haydn fu geloso dell’effetto di quest’idea semplice e spettacolare, tanto che non volle mostrare nemmeno a Swieten questa pagina prima
dell’esecuzione.
La prima Aria (n. 3) dell’oratorio è cantata da un altro spirito, Uriel, che solca
il cielo sui raggi del sole. La forma tripartita (ABA) deriva dall’aria col da capo
dell’opera seria, ma Haydn tratta la forma con maggior libertà. Il racconto di
Raphael (n. 4) impiega i due stili del recitativo teatrale, quello secco e quello
accompagnato, di carattere più lirico e descrittivo. Nei recitativi accompagnati,
Haydn assecondò il gusto per la pittura musicale di stampo settecentesco. La
critica romantica infatti prese spunto da questi episodi per censurare l’oratorio.
Friedrich W. Schelling parlò di un gusto svilito e decadente, che si compiaceva
del belare delle pecore.
Il Coro successivo (n. 5) introduce un nuovo personaggio, Gabriel, “Chief of
th’angelic guards”, secondo Milton. La voce dello spirito è introdotta da un
tema dell’oboe, che esprime lo slancio dell’angelo guerriero. La forma è cristallina, con la ripetizione della strofa e un percorso armonico ad arco (tonicadominante-tonica).
L’Aria di Raphael (n. 7) dipinge un grande affresco, in cui si raffigurano oceani
schiumosi e montagne che toccano il cielo, fiumi serpeggianti e valli solcate da
ruscelli. La forma ha una struttura più articolata, seguendo le impressioni
suscitate dalle immagini. Gabriel completa il secondo giorno con un Recitativo
(n. 8) e un’Aria (n. 9). L’erba cresce sulla terra e i frutti maturano sulle piante,
seminate dalla parola di Dio. Gabriel si esprime con un’aria in forma sonata, con
la parte centrale dell’“Andante” al posto dello sviluppo.
Uriel introduce con un breve Recitativo (n. 10) il Coro angelico (n. 11), celebrando l’opera del terzo giorno. I numeri corali sono le parti più vicine al modello di
Händel, nel carattere, nella forma, nei ritmi energici e squadrati. Quando il
testo ricorda che il Signore ha rivestito i cieli e la terra di splendide vesti, i bassi
iniziano la prima delle tre fughe incluse nell’oratorio. Haydn ricorre agli artifici
canonici (stretto, aumentazione, pedale), ma tende a mescolare il moderno stile
omofonico con il contrappunto, rivelando di essere figlio di un’epoca poco incline
alla polifonia.
Un Recitativo secco (n. 12) e uno accompagnato (n. 13) sono dedicati alla creazione delle stelle e degli astri. Haydn, sensibile al fascino della volta celeste,
aveva visitato a Londra il famoso telescopio di William Herschel, che gli ispirò
forse la bella pagina orchestrale che apre il recitativo. La prima parte si conclude con il famoso coro “Die Himmel erzählen die Ehre Gottes” (n. 14). Il coro è
interpolato dal terzetto degli angeli, che evocano invece una delle immagini più
potenti della Bibbia (“Un giorno rivolge parole all’altro, una notte comunica
conoscenza all’altra”, Salmi 19, 2). Haydn coglie soprattutto il contrasto tra
giorno e notte, la cui musica getta un’ombra lunga sul coro. L’ultimo ritornello
apre la strada a uno sviluppo contrappuntistico, che si perde in armonie lontane.
I primi numeri della Seconda Parte rappresentano il più sorprendente giardino zoologico della storia della musica. Con la fantasia di un illustratore, Haydn
evoca un mondo di figure in parte tolte dai bestiari medioevali, in parte legate
ai boschi e alle fattorie della sua infanzia. Gabriel si occupa degli uccelli, con un
breve Recitativo (n. 15) che conduce all’Aria (n. 16). La tavola ornitologica presenta in sequenza l’aquila, l’allodola, la colomba, l’usignolo. Poche volte Haydn
si è spinto tanto in là nella pittura musicale come nel quadro dei piccioni, raffigurati con irresistibile arguzia da una coppia di fagotti. Il Recitativo accompagnato di Raphael (n. 17) è uno dei numeri più suggestivi. Dio crea le balene e
tutti gli esseri in movimento. La forza misteriosa e possente della vita, marciando sul ritmo dei contrabbassi, anima il “Poco adagio” in re minore. Haydn
immerge questa pagina solenne nel timbro scuro di viole e violoncelli divisi,
come in un humus primordiale. Raphael richiama i compagni con un Recitativo
secco (n. 18), per cantare le lodi del Signore all’alba del quinto giorno. Il
Terzetto e Coro (n. 19) sono saldati in un’unico blocco. Il la maggiore del
Terzetto è terso come il cielo del mattino, quello del Coro risplende come il sole
a mezzogiorno. L’effetto trascinante del tema perentorio dettato da Gabriel si
trasmette a catena in ogni angolo del palcoscenico e trova un valido contrappeso nel crescendo poderoso del coro sulla parola ewig, eterno.
Un articolato racconto di Raphael introduce il sesto giorno. L’arcangelo ricorda
la parola creatrice di Dio in un Recitativo secco (n. 20), poi comincia a illustrare
il regno animale con un Recitativo accompagnato (n. 21) e un’Aria (n. 22).
Haydn si diverte a disegnare gli animali in un affresco naïf. Il ruggito del leone,
l’empito della tigre, la corsa del cervo, il nitrito del destriero, il pascolo degli
armenti, lo strisciare del verme: all’occhio attento dell’autore non sfugge il
particolare che possa dar lustro alla sua arca musicale.
La creazione del genere umano è affidata al racconto di Uriel, con un Recitativo
secco (n. 23) e un’Aria (n. 24). L’Aria è in do maggiore e ha almeno due caratteristiche notevoli. Dopo aver ammirato l’aspetto dell’uomo, Uriel intona due
volte la frase “E nei suoi occhi brilla lo spirito, alito e immagine del Creatore”.
Queste otto battute rappresentano forse il passo più sorprendente di tutta la
musica di Haydn; sembra significativo che un’invenzione così notevole diventi il
suggello musicale dell’intelligenza umana. L’altra magnifica idea è il solo di
violoncello e la strumentazione del passo che racconta la creazione di Eva, nata
come Venere dal soffio della primavera.
Un Recitativo secco di Raphael (n. 25) inizia la complessa scena che chiude il
sesto giorno. Un Coro di creature (n. 26) intona le lodi al Signore in stile fugato.
Il Terzetto degli angeli interrompe il ringraziamento, ricordando che il loro
sostentamento è elargito dalla mano di Dio. Raphael evoca il terrore che invade
colui a cui Dio nasconde il volto. Senza il respiro divino la vita muore e ritorna
polvere. La musica ritrova serenità e dolcezza quando gli angeli assicurano che
Dio, nella sua infinita bontà, provvede al ciclo della vita. Il Coro riprende il
tambureggiante si bemolle maggiore per lodare il nome di Dio e termina con
una doppia fuga un po’ farraginosa.
Dopo un Recitativo di Uriel (n. 27), la Terza Parte si apre con un accordo di mi
maggiore. La triade occupa un posto analogo all’unisono da cui all’inizio aveva
preso forma l’universo. L’ultima sezione rappresenta infatti una parodia poetica
delle prime due. La creazione del mondo è ripercorsa dall’inizio, ma nella prospettiva del destino umano. Nell’Eden, dove Adamo ed Eva vivono in pace con
la natura, l’armonia scende dal cielo. La presenza di tre flauti rende il suono
dell’orchestra suadente e vaporoso, mentre il dolce timbro dei corni e degli oboi
si spande nell’aria. L’Inno a Dio e alla vita (n. 28), la pagina più corposa dell’intera partitura, è una sorta di microcosmo. Il Lobgesang, com’era definito
nell’edizione originale, ripercorre i momenti essenziali del cammino. Adamo ed
Eva scoprono il mondo con lo sguardo pieno di meraviglia e di ammirazione.
Adamo loda il sole, Eva la luna; l’uno comanda il regno animale, l’altra parla a
quello vegetale. Questa fusione di caratteri diversi in un sentimento perfetto,
frutto della comunione del corpo con lo spirito, è il preambolo alla parte della
Creazione più consona ai temi sviluppati da Milton. Per il poeta, infatti, l’amore
di cui godono Adamo ed Eva è un sentimento casto, ma vissuto nella sfera sessuale. Satana osserva con invidia e rimpianto i due amanti dell’Eden. Egli
conosce il dolore della privazione dei sensi, e in questa crepa sottile dell’esperienza umana versa il veleno del peccato, distillando nel piacere l’idea di morte.
“Disonorevole onore, nutrito di peccato, come hai turbato gli uomini”, dice
Milton nel IV Libro.
Haydn però si ferma sulla soglia dei temi affrontati da Milton. La scena finale
dell’oratorio è un colloquio amoroso tra l’uomo e la donna, vissuto con intensa
sensualità. Il Recitativo accompagnato (n. 29) che precede il Duetto (n. 30)
freme di emozione. Nella voce di Eva, che vola verso l’alto sulla parola Freude,
gioia, avvertiamo un brivido tutt’altro che spirituale. Adamo ed Eva esprimono
la calda umanità del loro essere, in una forma che richiama quella del rondò.
Nell’“Adagio” iniziale cantano entrambi la stessa linea melodica, pur rimanendo
ciascuno nella propria sfera armonica di tonica e dominante. La metafora di
Adamo è ripresa da Eva con lo stesso linguaggio, ma con immagini speculari, in
un’altalena di riconoscimenti reciproci in cui ciascuno gioca a rispecchiarsi
nell’altro. L’estasi lascia il posto alla danza, all’espressione fisica della felicità
amorosa. La natura stessa vibra nelle vene dei due amanti, con il profumo dei
boschi, la frescura della macchia, l’aroma della resina. L’anima, in questo perdersi dei corpi, è dimentica di Dio e ignara di Satana, che spia la loro felicità dal
buco della serratura come un vecchio voyeur. Adamo ed Eva finiscono per unire
il loro canto gioioso benedetti da Uriel, che con un Recitativo secco (n. 31),
prima del Coro conclusivo (n. 32), raccomanda all’uomo di non desiderare più di
ciò che ha e di non pretendere di sapere più di ciò che sa.
Oreste Bossini
Franz Joseph Haydn
Die Schöpfung Hob.XXI.2
La Creazione
Traduzione di Olimpio Cescatti
PARTE PRIMA
1. Einleitung - Die Vorstellung des
Chaos
1. Introduzione - La rappresentazione
del Caos
2. Recitativ und Chor
Raphael
Im Anfange schuf Gott Himmel
und Erde;
und die Erde war ohne Form und leer;
und Finsternis war auf der Fläche
der Tiefe.
2. Recitativo e Coro
Raffaele
In principio Dio creò cielo e terra;
Chor und Raphael
Und der Geist Gottes schwebte auf
der Fläche der Wasser;
und Gott sprach: Es werde Licht,
und es ward Licht.
Coro e Raffaele
E lo spirito di Dio si librava sulla
superficie delle acque;
e Dio disse: Si faccia luce, e luce fu fatta.
e la terra era senza forma e vuota;
e tenebra era sulla superficie
della profondità.
Uriele
Uriel
Und Gott sah das Licht, dass es gut war; E Dio vide che la luce era buona;
e Dio divise la luce dalla tenebra.
und Gott schied das Licht von
der Finsternis.
3. Arie und Chor
Uriel
Nun schwanden vor dem heiligen Strahle
des schwarzen Dunkels gräuliche
Schatten;
der erste Tag entstand.
Verwirrung weicht, und Ordnung
keimt empor.
3. Aria con Coro
Uriele
Allora sparvero dinanzi al santo raggio
le grigiastre ombre del nero buio;
Erstarrt entflieht der
Höllengeister Schaar,
in des Abgrunds Tiefen hinab zur
ewigen Nacht:
Atterrita fugge la schiera degli
spiriti infernali,
nelle profondità dell’abisso giù
nell’eterna notte:
nacque il primo giorno.
Cede il caos, e l’ordine fiorisce.
Chor
Verzweiflung, Wut und Schrecken
begleiten ihren Sturz.
Und eine neue Welt entspringt
auf Gottes Wort.
Coro
Disperazione, rabbia e spavento
accompagnano la loro caduta.
E un nuovo mondo scaturisce
sulla parola di Dio.
Uriel
Erstarrt entflieht u.s.w.
Uriele
Atterrita fugge ecc.
Chor
Verzweiflung, Wut u.s.w.
Coro
Disperazione, rabbia ecc.
4. Recitativ
Raphael
Und Gott machte das Firmament,
und theilte die Wasser, die unter
dem Firmament waren,
von den Gewässern, die ober
dem Firmament waren,
und es ward so.
4. Recitativo
Raffaele
E Dio fece il firmamento,
e divise le acque che stavano
sotto il firmamento,
dalle acque che stavano sopra
il firmamento,
e così fu.
Da tobten brausend heftige Stürme.
Ed ecco scrosciando infuriarono
tremende tempeste.
Come pula al vento volaron le nubi.
Wie Spreu vor dem Winde, so
flogen die Wolken.
Die Luft durchschnitten feurige Blitze,
und schrecklich rollten die
Donner umher.
Der Fluth entstieg auf sein Geheiss
der allerquickende Regen,
der allverheerende Schauer,
der leichte, flockige Schnee.
Fendettero l’aria lampi infuocati,
e terribili rumoreggiarono i tuoni
all’intorno.
Dal flutto emerse, al suo comando,
la pioggia che tutto ricrea,
la grandine che tutto distrugge,
la soffice neve che fiocca.
5. Chor mit Sopran-Solo
Gabriel
Mit Staunen sieht das Wunderwerk
der Himmelsbürger frohe Schaar,
und laut ertönt aus ihren Kehlen
des Schöpfers Lob,
das Lob des zweiten Tags.
5. Coro con Soprano solo
Gabriele
Con stupore scorge l’opera mirabile
la lieta schiera dei celesti,
e alta risuona dalle loro gole
la lode del Creatore,
la lode del secondo giorno.
Chor
Und laut ertönt u.s.w.
Coro
E alta risuona ecc.
Gabriel
Mit Staunen u.s.w.
Gabriele
Con stupore ecc.
Gabriel und Chor
Und laut ertönt u.s.w.
Gabriele e Coro
E alta risuona ecc.
6. Recitativ
Raphael
Und Gott sprach:
Es sammle sich das Wasser unter
dem Himmel
zusammen an einem Platz,
und es erscheine das trockne Land;
und es ward so.
Und Gott nannte das trockne Land:
Erde,
und die Sammlung der Wasser
nannte er Meer,
und Gott sah, dass es gut war.
6. Recitativo
Raffaele
E Dio disse:
Si raccolga l’acqua sotto il cielo
7. Arie
Raphael
Rollend in schäumenden Wellen
bewegt sich ungestüm das Meer.
Hügel und Felsen erscheinen,
der Berge Gipfel steigt empor.
Die Fläche, weit gedehnt,
durchläuft der breite Strom
in mancher Krümme.
Leise rauschend gleitet fort
im stillen Thal der helle Bach.
7. Aria
Raffaele
Rimbombando in spumeggianti onde
s’agita impetuoso il mare.
Colline e rupi compaiono,
s’ergono le cime dei monti.
La vasta corrente percorre
con le sue increspature
l’ampia, infinita distesa.
Lievemente mormorando scorre
nella tranquilla valle il chiaro ruscello.
8. Recitativ
Gabriel
Und Gott sprach:
Es bringe die Erde Gras hervor,
Kräuter, die Samen geben,
und Obstbäume, die Früchte bringen
ihrer Art gemäss,
die ihren Samen in sich selbst haben
auf der Erde,
und es ward so.
8. Recitativo
Gabriele
E Dio disse:
La terra produca l’erba,
e piante che danno seme
e alberi da frutto che recano frutti
secondo il loro genere,
che hanno in sé il loro seme
della terra,
e così fu.
in un sol luogo,
e compaia il terreno asciutto;
e così fu.
E Dio chiamò il terreno asciutto:
terra,
e la raccolta delle acque chiamò mare,
e Dio vide che era buono.
9. Arie
Gabriel
Nun beut die Flur das frische Grün
dem Auge zur Ergötzung dar;
den anmuthsvollen Blick
erhöht der Blumen sanfter Schmuck.
Hier duften Kräuter Balsam aus:
hier sprosst den Wunden Heil.
Die Zweige krümmt der goldnen
Früchte Last:
hier wölbt der Hain zum kühlen
Schirme sich:
den steilen Berg bekrönt ein dichter
Wald.
Nun beut die Flur u.s.w.
9. Aria
Gabriele
Ora la pianura offre la fresca verzura
all’occhio per suo diletto;
Il soave ornamento dei fiori
sublima l’amena visione.
Qui le piante esalano balsamo:
qui scaturisce la salute per le ferite.
Il peso dei frutti dorati piega i rami;
10. Recitativ
Uriel
Und die himmlischen Heerschaaren
verkündigten den dritten Tag,
Gott preisend und sprechend:
10. Recitativo
Uriele
E le celesti schiere
annunciarono il terzo giorno,
lodando Dio e dicendo:
11. Chor
Chor
Stimmt an die Saiten,
ergreift die Leier!
Lasst euren Lobgesang erschallen!
Frohlocket dem Herrn, dem
mächtigen Gott!
Denn er hat Himmel und Erde bekleidet
in herrlicher Pracht.
Stimmt an die Saiten u.s.w.
11. Coro
Coro
Intonate le corde,
afferrate le cetre!
Fate risuonare un inno di lode!
Gioite nel Signore, il possente Iddio!
12. Recitativ
Uriel
Und Gott sprach:
Es sei’n Lichter an der Feste
des Himmels,
um den Tag von der Nacht zu scheiden,
und Licht auf der Erde zu geben,
und es sei’n diese für Zeichen und
für Zeiten
und für Tage und für Jahre.
Er machte die Sterne gleichfalls.
12. Recitativo
Uriele
E Dio disse:
Vi siano luci fisse nel cielo,
qui s’inarca il boschetto in fresco
riparo;
una fitta foresta corona l’erto monte.
Ora la pianura offre ecc.
Ché egli ha vestito cielo e terra
in magnifica pompa.
Intonate le corde ecc.
per dividere il giorno dalla notte,
e per dare luce sulla terra,
e queste servano per segni e per tempi,
per giorni e per anni.
E fece anche le stelle.
13. Recitativ
Uriel
In vollem Glanze
steiget jetzt die Sonne strahlend auf:
ein wonnevoller Bräutigam,
ein Riese, stolz und froh,
zu rennen seine Bahn.
13. Recitativo
Uriele
In pieno splendore
Ora sorge raggiante il sole:
uno sposo ebbro di gioia,
un gigante, fiero e allegro,
per correre il suo cammino.
Mit leisem Gang und sanftem Schimmer Con lieve passo e tenue lucore
schleicht der Mond die stille Nacht
la luna s’infiltra nella quieta notte.
hindurch.
Den ausgedehnten Himmelsraum
ziert, ohne Zahl, der hellen
Sterne Gold,
und die Söhne Gottes verkündigten
den vierten Tag
mit himmlischen Gesang,
seine Macht ausrufend, also:
L’oro delle chiare stelle adorna,
senza numero, l’immenso
spazio celeste,
e i figli di Dio annunciarono il
quarto giorno
con celeste canto,
proclamando la sua potenza, così:
14. Terzett und Chor
Chor
Die Himmel erzählen die Ehre Gottes.
Und seiner Hände Werk zeigt an das
Firmament.
14. Terzetto e Coro
Coro
I cieli narrano la gloria di Dio.
E il firmamento rivela l’opera
delle sue mani.
Gabriel, Uriel und Raphael
Dem kommenden Tage sagt es der Tag;
die Nacht, die verschwand, der
folgenden Nacht.
Gabriele, Uriele e Raffaele
Il giorno lo dice al giorno che viene;
La notte, che sparì, alla notte
che segue.
Chor
Die Himmel erzählen u.s.w.
Coro
I cieli narrano ecc.
Gabriel, Uriel und Raphael
In alle Welt ergeht das Wort,
jedem Ohre klingend, keiner
Zunge fremd.
Gabriele, Uriele e Raffaele
In tutto il mondo si diffonde la parola,
risuonando in ogni orecchio, intesa
in ogni lingua.
Chor
Die Himmel erzählen u.s.w.
Coro
I cieli narrano ecc.
PARTE SECONDA
15. Recitativ
Gabriel
Und Gott sprach:
Es bringe das Wasser in der Fülle hervor
webende Geschöpfe, die Leben haben,
und Vögel, die über der Erde fliegen
mögen
in dem offenen Firmament des Himmels.
15. Recitativo
Gabriele
E Dio disse:
Produca l’acqua in gran copia
creature brulicanti che hanno vita,
e uccelli che possano volare sopra
la terra
nell’aperto firmamento del cielo.
16. Arie
Gabriel
Auf starkem Fittige schwinget
sich der Adler stolz,
und theilet die Luft im schnellsten
Fluge zur Sonne hin.
Dem Morgen grüsst der Lerche
frohes Lied,
und Liebe girrt das zarte Taubenpaar.
16. Aria
Gabriele
Su possente ala si lancia
l’aquila superba,
e fende l’aria col più rapito volo
verso il sole.
Il lieto canto dell’allodola saluta
il mattino,
e tuba amore la tenera coppia
di colombi.
Auf starkem Fittige u.s.w.
Su possente ecc.
Aus jedem Busch und Hain
Da ogni cespuglio e boschetto
erschallt der Nachtigallen süsse Kehle. Risuona la soave gola degli usignoli.
Noch drückte Gram nicht ihre Brust, Il duolo non opprimeva ancora il
loro petto,
noch war zur Klage nicht gestimmt
non ancora si intonava al lamento
ihr reizender Gesang.
il loro seducente canto.
17. Recitativ
Raphael
Und Gott schuf grosse Wallfische,
und ein jedes lebende Geschöpf,
das sich bewegt,
und Gott segnete sie, sprechend:
17. Recitativo
Raffaele
E Dio creò grandi balene,
e ogni creatura vivente che si muove,
Seid fruchtbar alle, mehret euch!
Bewohner der Luft, vermehret euch,
und singt auf jedem Aste!
Mehret euch, ihr Fluthenbewohner,
und füllet jede Tiefe!
Seid fruchtbar, wachset, mehret euch!
Erfreuet euch in eurem Gott!
Siate prolifiche tutte, moltiplicatevi!
Abitatori dell’aria, riproducetevi,
e cantate su ogni ramo!
Moltiplicatevi, o abitatori dei flutti,
e riempite ogni profondità!
Siate prolifici, crescete, moltiplicatevi!
Rallegratevi nel vostro Dio!
e Dio le benedisse, dicendo:
18. Recitativ
Raphael
Und die Engel rührten ihr’
unsterblichen Harfen,
und sangen die Wunder des
fünften Tags.
18. Recitativo
Raffaele
E gli angeli toccarono le loro
arpe immortali,
e cantarono le meraviglie del
quinto giorno.
19. Terzetto e Coro
Gabriel
In holder Anmuth stehn,
mit jungem Grün geschmückt,
die wogigten Hügel da.
Aus ihren Adern quillt,
in fliessendem Krystall,
der kühlende Bach hervor
19. Terzetto e Coro
Gabriele
Con grazia eletta s’ergono,
adorne di giovane verzura,
le fluttuanti colline.
Dalle loro vene zampilla,
in fluido cristallo,
il fresco ruscello.
Uriel
In frohen Kreisen schwebt,
sich wiegend in der Luft,
der munteren Vögel Schaar.
Den bunten Federglanz
erhöht im Wechselflug
das goldene Sonnenlicht.
Uriele
In lieti giri si libra,
oscillando nell’aria,
la schiera dei baldi uccelli.
Il variopinto splendore delle piume
nell’intermittente volo accresce
la dorata luce del sole.
Raphael
Das helle Nass durchblitzt
der Fisch, und windet sich
in stetem Gewühl umher.
Vom tiefsten Meeresgrund
wälzet sich Leviathan
auf schäumender Well’ empor.
Raffaele
Il pesce scintilla
nel chiaro umore, e s’attorce
in perpetuo subbuglio.
Dal più profondo abisso marino
riaffiora il Leviatano
sull’onde schiumose.
Gabriel, Uriel und Raphael
Wie viel sind deiner Werk’, o Gott!
Wer fasset ihre Zahl?
Wer? O Gott!
Gabriele, Uriele e Raffaele
Quante sono l’opere tue, o Dio!
Chi ne conosce il numero?
Chi? O Dio!
Der Herr ist gross in seiner Macht,
und ewig bleibt sein Ruhm.
Il Signore è grande nella sua potenza,
ed eterna rimane la sua gloria.
Gabriel, Uriel, Raphael und Chor
Der Herr ist gross u.s.w.
Gabriele, Uriele, Raffaele e Coro
Il Signore è grande ecc.
Intervallo
20. Recitativ
Raphael
Und Gott sprach:
Es bringe die Erde hervor
lebende Geschöpfe nach ihrer Art;
Vieh und kriechendes Gewürm,
und Thiere der Erde nach ihren Gattungen.
20. Recitativo
Raffaele
E Dio disse:
Produca la terra
creature viventi secondo la loro specie;
bestiame e vermi striscianti,
e animali terrestri secondo le loro specie.
21. Recitativ
Raphael
Gleich öffnet sich der Erde Schoss,
und sie gebiert auf Gottes Wort
Geschöpfe jeder Art,
in vollem Wuchs und ohne Zahle.
Vor Freude brüllend steht der Löwe da.
Hier schiesst der gelenkige Tiger empor.
21. Recitativo
Raffaele
Subito s’apre il grembo della terra,
ed essa produce, sulla parola di Dio,
creature d’ogni specie,
nel loro pieno sviluppo e senza numero.
Ruggente di gioia ecco il leone.
Qui sfreccia l’agile tigre.
Das zach’ge Haupt erhebt der
Il ramoso capo erge l’agile cervo.
schnelle Hirsch.
Mit fliegender Mähne springt und vieh’rt Con volante criniera balza e nitrisce,
voll Muth und Kraft das edle Ross.
pieno di coraggio e forza, il nobile
destriero.
Auf grünen Mattend weidet schon
das Rind,
in Herden abgetheilt.
Die triften deckt, als wie gesät,
das wollenreiche, sanfte Schaaf.
Wie Staub verbreitet sich in
Schwarm und Wirbel
das Heer der Insekten.
Su verdi prati già pascono i giovenchi,
divisi in mandrie.
Ricoprono i campi, come fosser seminati,
le lanose, tenere pecore.
Come polvere si spande in
vorticoso sciame
la moltitudine degli insetti.
In langen Zügen kriecht am Boden
In lunghe file i vermi strisciano
das Gewürm. al suolo.
22. Arie
Raphael
Nun scheint in vollem Glanze der Himmel.
Nun prangt in ihrem Schmucke die Erde.
Die Luft erfüllt das leichte Gefieder,
das Wasser schwellt der
Fische Gewimmel;
den Boden drückt der Thiere Last.
Doch war noch alles nicht vollbracht.
Dem Ganzem fehlte das Geschöpf,
22. Aria
Raffaele
Ora brilla in pieno splendore il cielo.
Ora riluce nel suo ornamento la terra.
Le penne leggere riempiono l’aria,
enfia l’acque il brulichio dei pesci;
schiaccia il suolo il peso degli animali.
Ma non tutto era ancora compiuto.
Al tutto mancava la creatura
das Gottes Werke dankbar seh’n,
des Herren Güte preisen soll.
che grata debba vedere le opere di Dio,
lodare la bontà del Signore.
23. Recitativ
Uriel
Und Gott schuf den Menschen
nach seinem Ebenbilde.
Nach dem Ebenbilde Gottes schuf er ihn.
Mann und Weib erschuf er sie.
Den Athem des Lebens hauchte er
in sein Angesicht,
und der Mensch wurde zur
lebendigen Seele.
23. Recitativo
Uriele
E Dio creò l’uomo
a sua somiglianza.
A somiglianza di Dio lo creò.
Maschio e femmina li creò.
Egli spirò l’alito della vita
nel suo volto,
e l’uomo divenne anima vivente.
24. Aria
Uriel
Mit Würd’ und Hoheit angethan,
mit Schönheit, Stärk’ und Muth begabt,
gen Himmel aufgerichtet,
steht der Mensch, ein Mann
und König der Natur.
Die breit gewölbt’, erhab’ne Stirn,
verkünd’t der Weisheit tiefen Sinn,
und aus dem hellen Blicke strahlt
der Geist,
des Schöpfers Hauch und Ebenbild.
An seinen Busen schmieget sich,
für ihn, aus ihm geformt,
die Gattin hold und anmuthsvoll.
In froher Unschuld lächelt sie,
des Frühlings reizend Bild,
ihm Liebe, Glück und Wonne zu.
24. Aria
Uriele
Fatto con dignità e nobiltà,
dotato di bellezza, forza e coraggio,
eretto verso il cielo,
s’erge l’uomo, signore e re
della natura.
La nobile fronte, ben arcuata,
annuncia il profondo senso di saggezza,
e dal chiaro sguardo irraggia lo spirito,
25. Recitativ
Raphael
Und Gott sah jedes Ding,
was er gemacht hatte;
und es war sehr gut;
und der himmlische Chor
feierte das Ende des sechsten Tages
mit lautem Gesang.
25. Recitativo
Raffaele
E Dio vide ogni cosa
che egli aveva fatto;
ed era molto buona;
e il coro celeste
festeggiò la fine del sesto giorno
con forte canto.
26. Chor und Terzett
Chor
Vollendet ist das grosse Werk,
26. Coro e Terzetto
Coro
Finita è la grande opera,
il respiro e la somiglianza del Creatore.
Al suo petto si stringe
- da lui, per lui, formata la sposa bella e vezzosa.
In lieto candore gli sorride
- attraente immagine della primavera Con amore, felicità e voluttà.
der Schöpfer sieht’s und freuet sich.
Auch unsre Freud’ erschalle laut!
Des Herren Lob sei unser Lied!
il Creatore la vede e si rallegra.
Anche la nostra gioia alta risuoni!
La lode del Signore sia il nostro canto!
Gabriel und Uriel
Zu dir, o Herr, blickt alles auf;
und Speise fleht dich alles an.
Du öffnest deine Hand,
gesättigt werden sie.
Gabriele e Uriele
A te, Signore, tutti alzano gli occhi;
e tutti implorano il cibo da te.
Tu apri la tua mano,
ed essi vengono saziati.
Raphael
Du wendest ab dein Angesicht,
da bebet alles und erstarrt.
Du nimmst den Odem weg;
in Staub zerfallen sie.
Raffaele
Tu distogli il tuo volto,
e tutti tremano atterriti.
Tu trattieni il respiro,
ed essi cadono in polvere.
Gabriel, Uriel und Raphael
Den Odem hauchst du wieder aus,
und neues Leben sprosst hervor.
Verjüngt ist die Gestalt der Erd’
an Reiz und Kraft.
Und neues Leben u.s.w.
Gabriele, Uriele e Raffaele
Tu emetti ancora il respiro,
e zampilla nuova vita.
Ringiovanito è l’aspetto della terra
In fascino e forza.
E nuova vita ecc.
Chor
Vollendet ist das grosse Werk;
des Herren Lob sei unser Lied!
Alles lobe seinen Namen,
denn er allein ist hoch erhaben,
alleluja!
Coro
Finita è la grande opera;
la lode del Signore sia il nostro canto!
Tutti lodino il suo nome,
ché egli solo è sublime,
alleluja!
PARTE TERZA
27. Recitativ
Uriel
Aus Rosenwolken bricht,
geweckt durch süssen Klang
der Morgen jung und schön.
Vom himmlischen Gewölbe strömt
reine Harmonie zur Erde hinab.
Seht da beglückte Paar,
wie Hand in Hand es geht!
Aus ihren Blicken strahlt
des heissen Danks Gefühl.
Bald singt in lautem Ton
Ihr Mund des Schöpfers Lob.
27. Recitativo
Uriele
Dalle rosee nubi irrompe,
destato da dolce suono,
il mattino giovane e bello.
Dalla volta celeste fluisce
la sua armonia verso la terra.
Vedete la beata coppia,
come procede mano nella mano!
Dai suoi sguardi irraggia
un senso di calda riconoscenza.
Ecco, la bocca canta con forte
accento la lode del Signore.
Lasst unsre Stimme dann
sich mengen in ihr Lied!
Dunque, la nostra voce
s’unisca al loro canto!
28. Duett und Chor
Eva und Adam
Von deiner Güt’, o Herr und Gott,
ist Erd’ und Himmel voll.
Die Welt, so gross, so wunderbar,
ist deiner Hände Werk.
Von deiner Güt’ u.s.w.
28. Duetto e Coro
Eva e Adamo
Della tua bontà, o Signore e Dio,
son pieni terra e cielo.
Il mondo, sì grande, sì mirabile,
è opera delle tue mani.
Della tua bontà ecc.
Chor
Gesegnet sei des Herren Macht.
Sein Lob erschall’ in Ewigkeit.
Coro
Benedetta sia la potenza del Signore.
La sua lode risuoni in eterno.
Adam
Der Sterne hellster,
o wie schön verkundest du den Tag!
Wie schmückst du ihn, o Sonne du,
des Weltalls Seel’ und Aug’!
Adamo
Oh più luminosa tra le stelle,
oh come bella annunci il giorno!
Come lo adorni, o sole,
anima e occhio dell’universo!
Chor
Macht kund auf eurer weiten Bahn
des Herren Macht und seinen Ruhm!
Coro
Annunciate, nel vostro immenso cammino,
la potenza del Signore e la sua gloria!
Eva
Und du, de Nächte Zierd’ und Trost,
und all’ das strahlend Heer,
verbreitet überall, verbreitet sein Lob
in eurem Chorgesang!
Eva
E tu, ornamento e conforto delle notti,
e tutto l’esercito stellato,
diffondete ovunque, diffondete
la sua lode nei vostri cori!
Adam
Ihr Elemente,
deren Kraft stets neue Formen zeugt,
ihr Dünst’ und Nebel,
die der Wind versammelt und vertreibt,…
Adamo
O elementi,
la cui potenza produce nuove forme,
o vapori, o nebbie,
che il vento raccoglie e disperde,…
Eva, Adam und Chor
…lobsinget alle Gott, dem Herrn!
Gross wie sein Nam‘ ist seine Macht.
Eva, Adamo e Coro
…lodate tutti Dio, il Signore!
Grande come il suo nome è la
sua potenza.
Eva
Sanft rauschend lobt, o Quellen, ihn!
Eva
Con lieve mormorio lodatelo, o fonti!
den Wipfel neigt, ihr Bäum’!
Ihr Pflanzen, duftet! Blumen,
braucht ihm euern Wohlgeruch!
piegate la cima, o alberi!
O piante, olezzate! fiori,
per lui spandete il vostro profumo!
Adam
Ihr, deren Pfad die Höh’n erklimmt,
und ihr, die niedrig kriecht,
ihr, deren Flug die Luft durchschneid’t,
und ihr, im tiefen Nass,…
Adamo
Voi il cui sentiero scala le vette,
e voi che bassi strisciate,
voi il cui volo fende l’aria,
e voi nell’acqua profonda,…
Eva und Adam
…ihr Thiere, preiset alle Gott!
Eva e Adamo
…voi animali, lodate tutti Dio!
Chor
Ihr Thiere, preiset alle Gott!
Coro
Voi animali, lodate tutti Dio!
Eva, Adam und Chor
Ihn lobe was nur Odem hat.
Eva, Adamo e Coro
Lui lodi ogni cosa ch’abbia respiro.
Eva und Adam
Ihr dunk’len Hain’,
ihr Berg’ und Thal’,
ihr Zeugen unsers Danks,
ertönen sollt ihr früh und spät,
von unserm Lobgesang.
Eva e Adamo
O cupi boschetti,
o monti e valli,
testimoni della nostra gratitudine,
dovete risuonare all’alba e a sera
del nostro canto di lode.
Chor
Heil dir, o Gott!
O Schöpfer, Heil!
Aus deinem Wort entstand die Welt;
Dich beten Erd’ und Himmel an;
Wir preisen dich in Ewigkeit.
Coro
Salve a te, Dio!
O Creatore, salve!
Dalla tua parola nacque il mondo;
ti implorano terra e cielo;
noi ti lodiamo in eterno.
29. Recitativ
Adam
Nun ist die erste Pflicht erfüllt,
dem Schöpfer haben wir gedankt.
29. Recitativo
Adamo
Ora è compiuto il primo dovere,
abbiamo ringraziato il Signore.
Nun folge mir, Gefährtin meines Lebens!
Ich leite dich, und jeder Schritt
weckt neue Freud’ in unsrer Brust,
zeigt Wunder überall.
Erkennen sollst du dann,
welch’ unaussprechlich Glück
der Herr uns zugedacht,
Ora seguimi, compagna della mia vita!
Io ti guido, e ogni passo
desta nuova gioia nel nostro petto,
mostra ovunque meraviglie.
Devi allora riconoscere
quale inesprimibile felicità
il Signore ci ha serbato:
ihn preisen immerdar,
ihm weihen Herz und Sinn.
Komm, komm, folge mir!
folge mir! ich leite dich!
lodarlo sempre,
dedicargli cuore e mente.
Vieni, vieni, seguimi!
seguimi! io ti guido!
Eva
O du, für den ich ward!
Mein Schirm, mein Schild, mein All!
Dein Will’ ist mir Gesetz.
Eva
O tu, per cui io nacqui!
Mio scudo, mia difesa, mio tutto!
La tua volontà è la mia legge.
So hat’s der Herr bestimmt,
und dir gehorchen,
bringt mir Freude, Glück und Ruhm.
Così ha stabilito il Signore,
e ubbidirti
mi porta gioia, felicità e lode.
30. Duett
Adam
Holde Gattin! dir zur Seite
fliessen sanft die Stunden hin.
Jeder Augenblick ist Wonne:
Keine Sorge trübet sie.
30. Duetto
Adamo
Dolce sposa! al tuo fianco
scorrono soavi le ore.
Ogni istante è voluttà;
nessun affanno la turba.
Eva
Theurer Gatt! dir zur Seite
schwimmt in Freuden mir das Herz.
Dir gewidmet ist mein Leben,
deine Liebe sei mein Lohn.
Eva
Dolce sposo! al tuo fianco
nuota nella gioia il mio cuore.
A te è dedicata la mia vita,
il tuo amore sia la mia ricompensa.
Adam
Holde Gattin! u.s.w.
Adamo
Dolce sposa! ecc.
Eva
Theurer Gatt! u.s.w.
Eva
Dolce sposo! ecc.
Adam
Der thauende Morgen,
o wie ermuntert er!
Adamo
Il rugiadoso mattino,
oh come rianima!
Eva
Die Kühle des Abends,
o wie erquicket sie!
Eva
Il fresco della sera,
oh come riconforta!
Adam
Adamo
Wie labend ist der runden Früchte Saft! Come consola il succo dei dolci frutti!
Eva
Eva
Wie reizend ist der Blumen süsser
Come seduce il dolce aroma
Duft...… dei fiori…
Adam und Eva
…doch ohne dich, was wäre mir...
Adamo e Eva
…ma senza te, che sarebbe per me…
Adam
…der Morgenthau,…
Adamo
…la rugiada mattutina,…
Eva
…der Abendhauch,…
Eva
…il soffio serale,…
Adam
...der Früchte Saft,...
Adamo
…il succo dei frutti,…
Eva
…der Blumenduft?
Eva
…l’aroma dei fiori?
Eva und Adam
Mit dir erhöht sich jede Freude,
mit dir geniess’ ich doppelt sie;
mit dir ist Seligkeit das Leben;
dir sei es ganz geweiht.
Eva e Adamo
Con te s’accresce ogni gioia,
con te doppiamente ne godo;
con te è beatitudine la vita;
a te sia tutta dedicata.
Adam
Der thauende Morgen u.s.w.
Adamo
Il rugiadoso mattino ecc.
31. Recitativ
Uriel
O glücklich Paar,
und glücklich immerfort,
wenn falscher Wahn euch nicht verführt,
noch mehr zu wünschen, als ihr habt,
und mehr zu wissen, als ihr sollt.
31. Recitativo
Uriele
O felice coppia,
e felice senza fine,
se falsa illusione non vi travia
nel bramare ancor più quel che avete,
e nel sapere più di quel che dovete.
32. Schlusschor (mit Soli)
Chor
Singet dem Herren, alle Stimmen!
Dankt ihm, alle seine Werke!
Lasst zu Ehren seines Namens
Lob in Wettgesang erschallen!
32. Coro finale (con Soli)
Coro
Cantate al Signore, o voci tutte!
Ringraziatelo, voi tutte opere sue!
In onore del suo nome
fate risuonare lodi a gara!
Des Herren Ruhm, er bleibt in Ewigkeit. La gloria del Signore resta in eterno.
Amen.
Amen.
Soli
Amen.
Soli
Amen.
Chor
Des Herren Ruhm u.s.w.
Coro
La gloria del Signore ecc.
Soli
Amen.
Des Herren Ruhm u.s.w.
Soli
Amen.
La gloria del Signore ecc.
Chor
Singt dem Herren u.s.w.
Coro
Cantate al Signore ecc.
Soli
Amen.
Des Herren Ruhm u.s.w.
Soli
Amen.
La gloria del Signore ecc.
Chor
Des Herren Ruhm u.s.w.
Singt dem Herren u.s.w.
Amen.
Coro
La gloria del Signore ecc.
Cantate al Signore ecc.
Amen.
Philippe Herreweghe direttore
Diplomato in pianoforte al Conservatorio di Gent, Philippe Herreweghe si è
dapprima dedicato agli studi di medicina e psichiatria. Proprio durante questo periodo di studio ha fondato il Collegium Vocale Gent attirando l’attenzione di Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt, che lo invitarono a collaborare alla prima registrazione integrale delle Cantate di Bach. L’aver fondato
la Chapelle Royale nel 1977 e più tardi l’Ensemble Vocal Européen gli ha permesso di esplorare un repertorio corale che va dal Rinascimento fino ai giorni
nostri. Herreweghe si dedica oggi prevalentemente alla direzione di orchestre
sinfoniche. Collabora regolarmente sia con complessi di strumenti antichi
(Concerto Köln, The Age of Enlightenment, Freiburger Barockorchester) che
con orchestre “tradizionali” (Concertgebouw di Amsterdam, Gewandhaus di
Lipsia, Mahler Chamber Orchestra).
Nel 1991 ha costituito l’Orchestre des Champs-Élysées con l’intento di eseguire
il repertorio romantico e pre-romantico su strumenti originali. È inoltre frequentemente invitato quale direttore ospite di orchestre di primo piano in
Europa e negli Stati Uniti. Dal 1997 è direttore musicale dell’Orchestra
Filarmonica delle Fiandre; dal 1982 al 2002 è stato direttore artistico del festival “Les Academies Musicales de Sainte”. Dal 2008 ricopre l’incarico di direttore ospite permanente dell’Orchestra Filarmonica da Camera della Radio dei
Paesi Bassi.
Dal 2009 Herreweghe e il Collegium Vocale Gent, in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana di Siena, sono impegnati attivamente nella formazione di un coro sinfonico i cui cantanti provengono da tutta Europa, attività
che dal 2011 gode del patrocinio del Programma Cultura dell’Unione Europea.
In campo discografico ricordiamo l’incisione delle Passioni, della Messa in si
minore e dell’Oratorio di Natale di J.S. Bach, i Requiem di Mozart, Fauré e
Brahms, l’Elias e il Paulus di Mendelssohn e Pierrot Lunaire di Schönberg.
Nel 2010 ha fondato la sua etichetta discografica φ (PHI).
Nel 1990 la stampa musicale europea lo ha eletto “Personaggio musicale
dell’anno” e “Musicista europeo dell’anno” nel 1991. Nel 1993 è stato nominato, insieme al Collegium Vocale, Ambasciatore Culturale delle Fiandre. Nel
1994 è stato nominato “Officier des Arts et Lettres”. Nel 1997 ha ricevuto la
laurea “honoris causa” dall’Università cattolica di Lovanio. Nel 2003 è stato
nominato “Chevalier de la Lègion d’Honneur”. Nel 2010 ha ricevuto la BachMedaille dalla città di Lipsia in quanto interprete di valore assoluto delle
musiche di Bach.
Più volte ospite delle Settimane Bach e di Musica e poesia a San Maurizio, è
stato ospite della nostra Società nel 2008.
Orchestre des Champs-élisées
Fondata nel 1991 dalla comune iniziativa di Alain Durel, direttore del
Théâtre des Champs-Élysées e di Philippe Herreweghe, l’Orchestre des
Champs-Élysées si dedica all’interpretazione su strumenti d’epoca del repertorio che va da Haydn a Mahler. Orchestra residente per molti anni al Théâtre
des Champs-Élysées e al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, si è esibita per le
più importanti sale da concerto delle più importanti città europee (Vienna,
Amsterdam, Londra, Monaco di Baviera, Berlino, Colonia, Francoforte,
Lipsia, Lucerna, Roma), e in Giappone, Corea, Cina e Australia diretta principalmente da Herreweghe (direttore artistico e direttore principale dell’orchestra), ma anche da direttori ospiti quali Daniel Harding, Christian Zacharias,
Louis Langrée, Hans Holliger, Christophe Coin e René Jacobs.
L’Orchestre des Champs-Élysées è membro del TAP (Théâtre & Auditorium de
Poitiers) e gode del patrocinio economico del Ministero della Cultura francese
e della Regione di Poitou-Charentes.
L’Orchestre des Champs-Élysées è molto attenta all’aspetto didattico della
musica. In occasione di molti concerti è possibile assistere a prove, conferenze,
incontri e laboratori organizzati per le scuole.
Dalla sua discografia: Requiem e Messa in do minore di Mozart, Missa
Solemnis e Nona sinfonia di Beethoven, Elias, Paulus, Sogno di una notte di
mezz’estate di Mendelssohn, Ein deutsches Requiem di Brahms, Concerto per
pianoforte, Concerto per violoncello, Scènes de Faust, Sinfonie n. 1 e n. 3 di
Schumann, Nuits d’été, L’enfance du Christ di Berlioz, Requiem di Fauré,
Sinfonia n. 7 e 4 di Bruckner e Des Knaben Wunderhorn di Mahler.
È stata ospite della nostra Società nel 2008.
Alessandro Moccia, Roberto Anedda, Ilaria Cusano, Asim Delibegovic, Solenne
Guilbert, Thérèse Kipfer, Andreas Preuss, Enrico Tedde, Sebastiaan Van Vucht violini primi
Bénédicte Trotereau, Adrian Chamorro, Isabelle Claudet, Virginie Descharmes,
Jean-Marc Haddad, Corrado Lepore, Corrado Masoni, Giorgio Oppo violini secondi
Catherine Puig, Marie-Elsa Beaudon, Agathe Blondel, Laurent Bruni,
Brigitte Clement, Delphine Grimbert, Wendy Ruymen viole
Ageet Zweistra, Michel Boulanger, Vincent Malgrange, Hilary Metzger,
Andrea Pettinau, Harm-Jan Schwitters violoncelli
Axel Bouchaux, Damien Guffroy, Michel Maldonado, Massimo Tore contrabbassi
Alexis Kossenko, Amélie Michel, Giulia Barbini flauti
Marcel Ponseele, Taka Kitazato oboi
Nicola Boud, Daniele Latini clarinetti
Julien Debordes, Jean-Louis Fiat fagotti
Robert Percival controfagotto
Jean-Pierre Dassonville, Jean-Emmanuel Prou corni
Alain De Rudder, Steven Verhaert trombe
Harry Ries, Guy Hanssen, Wim Becu tromboni
Marie-Ange Petit timpani
Maude Gratton fortepiano
Collegium Vocale Gent
Il Collegium Vocale Gent è stato fondato da Herreweghe e da un gruppo di amici
che studiavano all’Università di Gent nel 1970, proprio quando cominciava ad
evolversi l’approccio interpretativo alla musica antica. Fu in particolare il
primo ensemble ad applicare questi nuovi principi al repertorio vocale.
Con un repertorio che spazia dalla musica polifonica rinascimentale a quella
contemporanea, è stato ospite dei maggiori teatri e festival in Europa, Israele,
Stati Uniti, Russia, Sud America, Giappone e Australia. Si dedica in particolar modo alla diffusione del repertorio polifonico dei predecessori di Bach e ai
capolavori del massimo Thomaskantor e di Händel. Attualmente si sta anche
specializzando sempre più nei repertori di musica romantica, moderna e
contemporanea. A tal proposito, nel 2009, ha dato il via a un progetto con
l’Accademia Musicale Chigiana di Siena.
Collabora regolarmente con raffinati ensemble strumentali (Orchestre des
Champs-élysées, Freiburger Barockorchester, Akademie für Alte Musik di
Berlino) e orchestre sinfoniche di primo piano (de Filharmonie, Royal
Concertgebouw, Wiener Philharmoniker, Orchestra del Festival di Budapest)
con direttori tra i quali Sigiswald Kuijken, René Jacobs, Daniel Reuss,
Philippe Pierlot, Paul Van Nevel, Bernard Haitink, Ivan Fischer, Marcus
Creed, Yannick Nézet-Séguin, James Wood e Peter Phillips. Una stretta collaborazione lo lega a musicisti quali Gustav Leonhardt, Ton Koopman e
Nikolaus Harnoncourt.
Ha al suo attivo, sotto la direzione di Philippe Herreweghe, più di 75 registrazioni per Harmonia Mundi France e Virgin Classics, “a cappella”, accompagnato dall’Orchestra del Collegium Vocale Gent o in collaborazione con l’Orchestre des Champs-Élysées tra le quali Tönet, ihr Pauken dedicato alle cantate secolari di J.S. Bach, Psalmi Davidis Poenitentialis di Orlandus Lassus e
Canticle of the Sun di Sofia Gubaidulina.
Il Collegium Vocale è sostenuto dalla Comunità Fiamminga, dalla Provincia
delle Fiandre dell’Est e dalla città di Gent. Nel 2011, l’ensemble è stato nominato Ambasciatore delle Nazioni Unite.
Più volte ospite delle Settimane Bach e di Musica e poesia a San Maurizio,
l’ensemble è stato ospite della nostra Società nel 1993, 2004 e 2008.
Ulrike Barth, Annelies Brants, Inge Clerix, Sylvie De Pauw,
Emilie De Voght, Katja Kunze, Chiyuki Okamura, Elisabeth Rapp, Mette Rooseboom,
Kathrin Volkmann soprani
Carla Babelegoto, Sofia Gvirts, Gudrun Köllner, Lucia Napoli,
Katherine Nicholson, Cécile Pilorger, Sandra Raoulx, Mieke Wouters contralti
Malcolm Bennett, Dan Martin, Yves Van Handenhove, Josef Pollinger,
Florian Schmitt, João Sebastião, René Veen, Clemens Volkmar tenori
Elias Benito, Stefan Drexlmeier, Georg Finger, Joachim Höchbauer,
Philipp Kaven, Matthias Lutze, Julián Millán, Michael Rapke, Kai-Rouven Seeger,
Robert van der Vinne bassi
Christina Landshamer soprano
Nata nel 1977 a Monaco di Baviera, Christina Landshamer si è diplomata nel
2001 con Angelica Vogel alla Hochschule für Musik und Theater della sua
città. Ha poi perfezionato la sua preparazione con Konrad Richter e Dunja
Vejzovicˇ alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda.
Vincitrice della borsa di studio del Deutscher Musikrat, nel 2004 ha vinto il
concorso internazionale Bach e il “Grosse Förderpreis-Wettbewerb der
Konzertgesallschaft München e.V”, un concorso del Bayerischer Rundfunk.
Il suo repertorio si estende da Carissimi a Bach, Haydn, Brahms, fino a Orff
e agli autori contemporanei.
In campo operistico nel 2009 ha debuttato al Theater an der Wien con
Nikolaus Harnoncourt. Nel 2011 ha debuttato al Festival di Salisburgo (Die
Frau ohne Schatten) e nel 2012 con Simon Rattle e i Berliner Philharmoniker
ai Salzburger Festtage (Carmen di Bizet) e all’Opera di Amsterdam nel Flauto
magico di Mozart diretta da Marc Albrecht.
In concerto ha collaborato con le maggiori orchestre europee e direttori di
primo piano. Nel 2012 ha interpretato la Quarta Sinfonia di Mahler con l’Orchestra del Gewandhaus e Riccardo Chailly a Lipsia e in tournée a Berlino,
Amburgo, Colonia, Lussemburgo e Madrid.
Appassionata liederista collabora con Gerold Huber, Jendrik Springer e
Matthias Veit. In ambito contemporaneo è stata protagonista dei concerti di
“Klangspuren” alla Biennale di Monaco.
Tra le sue registrazioni ricordiamo la Passione secondo Matteo con Riccardo
Chailly e la prima mondiale dell’opera Die Aeolsharfe di J.H. Knecht. Con
l’ensemble Concentus Musicus e Nikolaus Harnoncourt, ha realizzato al
Theater an der Wien il DVD Il mondo della luna di Haydn.
È stata ospite della nostra Società nel 2006.
Maximilian Schmitt tenore
Maximilian Schmitt ha iniziato a cantare giovanissimo nel Coro della
Cattedrale di Regensburg. Ha poi iniziato gli studi nel 1999 a Berlino sotto la
guida di Anke Eggers. In seguito ha frequentato le master class di Ann
Murray e Robert Dean Smith e ha fatto parte dell’ensemble giovanile dell’Opera di Stato Bavarese di Monaco debuttando nel ruolo di Tamino nel Flauto
magico all’Opera di Stato di Salisburgo.
Tra gli impegni operistici recenti La clemenza di Tito di Mozart a Mannheim,
Don Giovanni con l’Orchestra da Camera Scozzese e Robin Ticciati, Il ritorno
di Ulisse in patria di Monteverdi con l’Orchestra Sinfonica WDR, Così fan
tutte con Robin Ticciati e il debutto all’Opera di Amsterdam nel ruolo di
Tamino diretto da Marc Albrecht. All’attività operistica affianca un’intensa
attività concertistica. Tra gli impegni recenti i concerti con l’Orchestre de
Paris e Jesus Lopez-Cobos, l’Ensemble Orchestral de Paris e Reinhard Goebel,
l’Ensemble Accentus e Laurence Equilbey, l’Orchestra del Gewandhaus di
Lipsia, il Collegium Vocale Gent, il Berliner Requiem di Kurt Weill con la
direzione di Philippe Herreweghe, lo Stabat mater di Dvořák con l’Orchestra
Sinfonica WDR e con la Filarmonica Reale delle Fiandre.
In recital collabora con Gerold Huber (Die schöne Müllerin a Regensburg e a
Monaco). Ha inoltre avviato un progetto con Christina Landshamer al Konzerthaus
di Vienna in omaggio all’arte liederistica tedesca nell’ambito del Festival
“Spot on Germany”.
In ambito discografico ricordiamo La Creazione di Haydn con l’Orchestra
Barocca di Friburgo e René Jacobs, la Passione secondo Matteo di Bach con
Riccardo Chailly, Trauermusik di J.L. Bach e la recente registrazione dell’Oratorio di Natale di Bach con l’Akademie für Alte Musik di Berlino e il Coro
della Radio Bavarese.
È per la prima volta ospite della nostra Società.
Rudolf Rosen baritono
Nato a Berna, Rudolf Rosen ha iniziato gli studi alla Musikhochschule di
Berna, con Jakob Stämpfli e Juliette Bise. Ha poi frequentato le master class
di Jenö Sipos, Edith Mathis e Irwin Gage. Premiato in concorsi internazionali quali CIEM di Ginevra (1997), ARD di Monaco di Baviera (1998), nel
1999 ha vinto il Concorso Belvedere di Vienna che gli dato l’occasione di esibirsi in concerto con José Carreras.
Da allora si è esibito in molte sale da concerto europee, in Messico e Israele,
con direttori di primo piano. In recital ha cantato al Festival di Salisburgo, ha
partecipato alla serie di concerti “Freunde des Liedes” a Zurigo e al
Internationalen Kammermusikfestival di Lipsia. Dal 2002 è membro stabile
del Stuttgarter Staatstheater dove è stato protagonista dei maggiori capolavori mozartiani e del Castello del duca Barbablù di Bartók che ha ripreso alla
Bayerische Philharmonie e con l’Orchestra del Westdeutscher Rundfunk di
Colonia. Dal 2004 è ospite regolare del New National Theatre di Tokyo. Nel
2005 si è esibito al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nelle Nozze di Figaro
firmate da Jean-Louis Martinoty. Nel 2010 ha debuttato alla Scala e a Vienna
in una produzione di Lulu curata da Peter Stein. Nel 2012 ha interpretato
Ottokar in Der Freischütz al Grand Théâtre di Ginevra.
Tra gli impegni recenti Ein Deutsches Requiem di Brahms al Maggio
Musicale Fiorentino, La Creazione di Haydn a Colonia, Bruxelles e
Francoforte, l’Oratorio di Natale di Bach a Lisbona, Vier ernste Gesänge di
Brahms a Bamberg, Die erste Walpurgisnacht di Mendelssohn ad Amsterdam,
Die schöne Magelone di Brahms, Elegia di Schoeck e Winterreise e
Schwanengesang di Schubert a Berna.
È stato ospite della nostra Società nel 2007.
L’attività dell’Orchestre des Champs-élysées è sostenuta da
Prossimo concerto:
Martedì 1 aprile 2014, ore 20.30
Sala Verdi del Conservatorio
Andrea Lucchesini pianoforte
Il ritorno di Andrea Lucchesini al Quartetto è segnato da un recital di grande finezza
artistica nella scelta del programma. Il pianista italiano infatti torna nel suo recital su
alcuni temi a cui è particolarmente legato, come per esempio la forma libera. Schubert
è stato in effetti il creatore del pezzo lirico e caratteristico, che tutti i musicisti romantici
hanno esplorato nella loro produzione. I 3 Klavierstücke D 946 rappresentano un modello esemplare, che il pianoforte dell’Ottocento non ha cessato di indagare, fino alle
espressioni più introspettive ed ermetiche dell’ultimo Brahms. Allo stesso modo è interessante il confronto tra una delle Sonate giovanili di Mozart, K 283, e un analogo
lavoro dell’adolescente Strauss, di cui ricorre quest’anno l’anniversario dei 150 anni
dalla nascita. La Sonata in si minore op. 5 infatti rappresenta uno dei migliori esempi
dell’eccezionale talento del giovane musicista, che nella prima fase della produzione
esprimeva soprattutto sul pianoforte l’energia esuberante della sua personalità.
Società del Quartetto di Milano - via Durini 24
20122 Milano - tel. 02.795.393
www.quartettomilano.it - [email protected]
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Orchestre des Champs-Élysées Philippe Herreweghe direttore