1. elementi di contabilità di
stato
2.I controlli nella P.A
3. la gestione amministrativa
delle scuole statali
4. la normativa sulle scuole
paritarie
Milano, 26 marzo 2008
Anna Armone
1997
cambia il bilancio dello Stato
Note preliminari
corredano la
legge di bilancio
1.I controlli nella P.A.
In esse il Ministro
dovrebbe illustrare
al Parlamento il
programma e gli
obiettivi da raggiungere
d.Lgs n. 297/1997
• In sede di formazione del bilancio di
previsione…..gli stanziamenti dei singoli stati di
previsione sono determinati esclusivamente in
relazione alle esigenze funzionali e agli obiettivi
concretamente perseguibili, nell’ambito
dell’esercizio delle funzioni di cui all’art. 3 del
d.lgs n. 29/1993….nel periodo cui si riferisce il
bilancio, tenuto conto degli oneri delle funzioni e
dei servizi istituzionali e dei programmi e
progetti presentati da ciascuna
amministrazione, rimanendo preclusa ogni
quantificazione basata sul mero calcolo della
spesa incrementale
1.I controlli nella P.A.
Il sistema unico di contabilità economica
Il sistema unico di contabilità economica pone in correlazione
le risorse impiegate, i risultati conseguiti e le connesse
responsabilità gestionali della dirigenza e fonda la propria
funzionalità sui seguenti principi: l'individuazione della
competenza economica dei fenomeni amministrativi, la
correlazione tra le risorse necessarie e le destinazioni per cui
esse vengono impiegate, ed il confronto tra budget e risultati
ottenuti.
Per consentire la valutazione economica della gestione - e
quindi degli obiettivi perseguiti - il sistema contabile prende a
riferimento il costo, cioè il valore delle risorse umane e
strumentali - beni e servizi - effettivamente utilizzate, anziché
la spesa, che rappresenta l'esborso monetario legato alla loro
acquisizione. Diversamente dalla spesa, infatti, il costo sorge
quando la risorsa viene impiegata: pertanto, viene valorizzato
in relazione all'effettivo consumo della risorsa stessa ed è
attribuito al periodo amministrativo in cui esso si manifesta,
indipendentemente dal momento in cui avviene il relativo
esborso finanziario.
1.I controlli nella P.A.
Elementi introduttivi sulla nuova
classificazione del bilancio dello Stato
Il bilancio dello Stato svolge
tre funzioni principali:
Funzione
informativa
Strumento di rappresentazione delle
risorse pubbliche disponibili
Funzione
allocativa
Strumento per la decisione politica
Funzione
informativa
Strumento per la gestione delle risorse
stanziate
Elementi introduttivi sulla nuova
classificazione del bilancio dello Stato
La legge di Bilancio 2008, per la prima volta, fonda le sue
previsioni di spesa sulle Missioni e sui Programmi definiti
d’intesa con le Amministrazioni centrali dello Stato
Ogni stato di previsione della spesa
è imperniato su:
Centri di responsabilità
amministrativa
Unità previsionali di base
Classificazione per funzioni
obiettivo
aspetto organizzativo
aspetto contabile
aspetto funzionale
Elementi introduttivi sulla nuova
classificazione del bilancio dello Stato
Stato di
previsione
Stato di
previsione Ministero
Ministero Pubblica
Istruzione
beni
culturali
Nota
preliminare
Stato di
previsione
Ministero
Economia e
Finanze
Strategie di politica economicofinanziaria delineate nel DPEF
Gestione economicofinanziaria
Note preliminari
Dovrebbero individuare
•gli obiettivi che le Amministrazioni intendono
conseguire con riferimento ai propri programmi;
•gli indicatori di efficienza ed efficacia che si
intendono utilizzare per valutarne i risultati
Le linee generali della riclassificazione
a seguito della legge di Bilancio 2008

Da un bilancio per centri di responsabilità (chi gestisce le risorse)
ad un bilancio per funzioni (cosa viene fatto con le risorse)

Due livelli di aggregazione:
 34 Missioni
 169 programmi

Mantenimento di tutta l’informazione di dettaglio già esistente

Capitoli rimangono attribuiti a singoli centri di responsabilità
Incoraggiare un’attenzione del dibattito rivolta ai programmi
2. elementi di contabilità di stato
Missioni: 34
 Individuano le principali finalità dello Stato
 Rappresentano profili politico-istituzionali
 Superano segmentazione tra amministrazioni:
Es. Missione 7 “ordine pubblico e sicurezza” condivisa
tra 4 Ministeri
 Individuano le “risorse di settore”
2. elementi di contabilità di stato
Programmi: 168

Una missione – più programmi

Attribuiti a singoli Ministeri

“Aggregati omogenei di attività” (art. 2, co. 2 L. 94/97)

Criteri generali perseguiti per la definizione dei programmi:
Indicare quanto più possibile risultati da conseguire (outcome)
Omogeneità in termini dimensionali e di numerosità per missione
Non vincolare i programmi all’attuale struttura amministrativa
Denominazione dei programmi semplice ed evocativa dell’attività
2. elementi di contabilità di stato
Un esempio…
Missione
Programma
Garanzie dei diritti e
interventi per lo sviluppo
della coesione sociale
Ministero
Ministero dell’Interno
Gestione flussi migratori
Immigrazione e
accoglienza
Flussi migratori per motivi
di lavoro
Interventi di integrazione
sociale delle persone
immigrate e in favore dei
minori stranieri non
accompagnati
2. elementi di contabilità di stato
Ministero della
solidarietà sociale
La nuova struttura del bilancio
Ministero dell’Interno
Stato di previsione
Immigrazione, accoglienza e garanzia dei
diritti
Missioni
Gestione
flussi
migratori
Programmi
Macroaggregati
Funzionamento
Interventi
Centri di
Responsabilità
Dipartimento per le libertà
civili e l’immigrazione
Capitoli
cap
cap
2. elementi di contabilità di stato
cap
Investimenti
Personale,
amministrazione civile e
risorse strumentali e
finanziarie
Avvicinare bilancio e finanziaria
Disegno di legge finanziaria speculare al bilancio:
 Individuazione delle missioni
 Raccordo tra disposizione normativa e programma (allegato
conoscitivo)
 Evidenza delle risorse complessivamente destinate al programma:
somma delle risorse da bilancio e quelle incrementali/decrementali
da Finanziaria
 E’ il bilancio (non la Finanziaria) il documento fondamentale:
la Finanziaria apporta meno del 2% delle risorse già disponibili
Da notare: il bilancio riguarda solo le amministrazioni centrali. La P.A. comprende
anche le amministrazioni locali e gli enti di previdenza
2. elementi di contabilità di stato
Bilancio e Finanziaria: esempio
per una missione
Missioni
Ministeri
Programmi
Disegno di
legge di
Variazioni disegno di legge
bilancio
finanziaria
2008
art., comma e tab. 2008
27. Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti
Ministero dell’Interno
Garanzia dei diritti e interventi per lo
sviluppo della coesione sociale
Gestione flussi migratori
Rapporti con le confessioni religiose
2. elementi di contabilità di stato
Previsioni
risultanti
2008
programmazione
Si ha attività di programmazione quando l’attività
amministrativa, di intervento dell’economia, di
gestione finanziaria dei pubblici poteri, è
preventivamente definita nei suoi obiettivi e nel
suo percorso e include la prefigurazione dei criteri
e dei parametri per la verifica, misurazione e
valutazione dei risultati (Manin Carabba)
1.I controlli nella P.A.
Sequenza della Programmazione
Fissazione degli obiettivi fra loro compatibili
e analisi valutativa delle possibili alternative
per il loro raggiungimento
Fase dell’implementazione, attraverso l’indicazione
delle risorse, dei procedimenti e dei tempi attuativi
Fase della misurazione e valutazione dei risultati
1.I controlli nella P.A.
Nella fase di programmazione si definiscono gli obiettivi e
si individuano le risorse
Art. 4 d.lgs n. 165/01: “Gli organi di governo esercitano
le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo
gli obiettivi ed i programmi da attuare…e verificano la
rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e
della gestione agli indirizzi impartiti
In questo contesto il budget è lo
strumento operativo con cui si
formalizzano gli obiettivi e le
connesse risorse umane necessarie:
costituisce lo strumento guida per il
raggiungimento degli obiettivi
2. elementi di contabilità di stato
La fase di gestione costituisce il processo attivo
di realizzazione degli obiettivi nella quale
vengono rilevati, in termini di costo, gli eventi
amministrativi che si verificano
2. elementi di contabilità di stato
La fase di controllo è volta a verificare,
attraverso la misurazione e l’analisi degli
scostamenti fra quanto previsto e l’effettivo
andamento della gestione, il raggiungimento
degli obiettivi prefissati.
Attraverso il costante controllo tra le risultanze
della gestione e gli obiettivi programmati si
possono individuare le cause delle differenze
riscontrate e, quindi, intraprendere le necessarie
azioni correttive
2. elementi di contabilità di stato
Nella fase di consuntivazione si dà conto
dell’effettivo utilizzo delle risorse e si forniscono
le risultanze definitive della gestione
2. elementi di contabilità di stato
Focus dei modelli gestionali
Cambiamento organizzativo e sistema dei controlli
Responsab
ilizzazione
su obiettivi
e risultati
coerenti
con
policies
AUTOCONTROLLO
PRESCRITTIVO
Adempime
nto sulle
azioni
BUROCRATICO
Rispetto
formale
delle
norme
Controllo formale
(conformità e
legittimità) sugli
adempimenti
Controllo sulle
attività e sulle
risorse assegnate
Focus dei modelli di controllo
1.I controlli nella P.A.
Controllo
sostanziale/manag
eriale sui risultati
Il cambiamento culturale
Cultura
Cultura
dell’adempimento
del risultato
(modello burocratico)
(modello manageriale)
Controllo di
legittimità
Controllo di
Gestione e strategico
Controllo sul
singolo atto
Controllo sulla gestione
complessiva
1.I controlli nella P.A.
Principi delineati dalla
normativa
• Separazione dei compiti di direzione politica
da quelli di direzione amministrativa
• Potere propositivo di obiettivi e programmi
operativi dei dirigenti
• Monitoraggio dei bilanci, rilevazione e
controllo dei costi
• Nuovo processo di bilancio pubblico che tiene
conto del costo delle funzioni e dei servizi
istituzionali
• Sistema di contabilità economica analitica
unico per tutte le Amministrazioni Pubbliche
1.I controlli nella P.A.
IL SISTEMA DEI CONTROLLI
Art. 1 Dlgs 286/99 richiama alle pubbliche amministrazioni la
necessità di dotarsi di strumenti finalizzati a:
Controllo di regolarità amministrativa e contabile per garantire
la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa
Controllo di gestione per verificare l’efficacia ed economicità
dell’azione amministrativa anche al fine di ottimizzare il
rapporto tra costi e rendimenti
Valutazione della dirigenza per valutare le prestazioni del
personale con qualifica dirigenziale
Valutazione e controllo strategico per valutare l’adeguatezza
delle scelte compiute nell’attuazione di piani, programmi e altri
strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini
di congruenza tra obiettivi prefissati e risultati raggiunti
1.I controlli nella P.A.
La programmazione strategica secondo la direttiva del PCM
del 12 marzo 2007.
La Direttiva si snoda su due piani:
•da una parte vengono richiamati gli indirizzi relativi all’attuazione, dal punto
di vista amministrativo, dei provvedimenti già approvati dal Governo e dal
Parlamento;
•dall’altra essa si pone come il momento di avvio della pianificazione
strategica dell’azione di Governo per l’anno 2008.
1.I controlli nella P.A.
Il circuito della programmazione
strategica
1.I controlli nella P.A.
Il diagramma della programmazione
strategica e finanziaria
1.I controlli nella P.A.
Integrazione dei sistemi di controllo
Controllo
strategico
Valutazione
Dirigenti
Apicali
Controllo
dei risultati
Controllo
di
gestione
Controllo
di
Regolarità
1.I controlli nella P.A.
Valutazione
Dirigenti
non Apicali
Controllo
delle
procedure e
degli atti
CONTROLLI
Obiettivi
Politico
Strategici
Controllo
Strategico
Controllo
di
Gestione
Obiettivi
Gestionali
1.I controlli nella P.A.
Valutazione
dirigenziale
Controllo
Amministrativo
contabile
•Verifica attuazione scelte socioeconomiche
•Verifica efficacia politica
•Verifica congruità tra obiettivi strategici,
Programmi e Progetti
•Supporto a scelte strategiche
Misurazione della creazione di valore per
la collettività amministrata
•Analisi e valutazione obiettivi gestionali
•Analisi risorse utilizzate
•Valutazione e misurazione efficienza
gestionale
•Analisi e valutazione qualità dei servizi
Verifica legittimità dell’azione
amministrativa
La Programmazione ed il controllo
Eventuali
modifiche
degli
obiettivi
Pianificazione e
programmazione
a medio termine
Budget
Attività
dell’unità
produttiva
Rilevazione dei
risultati raggiunti
1.I controlli nella P.A.
Eventuali
azioni
correttive
Misurazione ed
analisi degli
scostamenti
REQUISITO INDISPENSABILE PER IL CONTROLLO DI
GESTIONE E’ LA DEFINIZIONE DA PARTE DI
CIASCUNA AMMINISTRAZIONE DELLE MODALITA’ DI
RILEVAZIONE E RIPARTIZIONE DEI COSTI TRA LE
UNITA’ ORGANIZZATIVE E DI INDIVIDUAZIONE DEGLI
OBIETTIVI PER CUI I COSTI SONO STATI SOSTENUTI
(ART. 4 D.LGS 286/99)
1.I controlli nella P.A.
Le fasi del controllo di gestione
• Il tipico meccanismo di controllo di
gestione consente di individuare tre fasi
durante le quali si esercita il controllo
stesso:
• Controllo preventivo = Prima della
gestione
• Controllo concomitante = durante la
gestione
• Controllo consuntivo = dopo la gestione
1.I controlli nella P.A.
Il meccanismo del Controllo di Gestione
Definizione di obiettivi, risorse,
azioni e tempi mediante la
redazione del budget
Rilevazione degli eventi di gestione
in concomitanza al loro manifestarsi
gestione
programmazione
Rilevazione dei costi
Budget
Analisi
scostamenti
Azioni correttive
controllo
1.I controlli nella P.A.
Ogni apparato deve determinare (d.lgs n.
286/1999):
•le unità responsabili della progettazione e del
controllo di gestione
•le unità organizzative al livello delle quali si
intende misurare l’efficacia, l’efficienza e
l’economicità dell’azione amministrativa
•le procedure di determinazione degli obiettivi
gestionali e dei soggetti responsabili
•il complesso dei prodotti e delle finalità
dell’azione amministrativa
•gli indicatori specifici per misurare l’efficacia,
l’efficienza e l’economicità
1.I controlli nella P.A.
Il Sistema di Rilevazione
Il controllo di gestione è un processo direzionale, che necessita di
adeguati strumenti contabili, cioè di un sistema informativo per il
controllo economico – finanziario di gestione
CONTABILITA’
GENERALE
CONTABILITA’
ANALITICA
ANALISI
SCOSTAMENTI
INFORMAZIONI
EXTRACONTABILI
1.I controlli nella P.A.
SISTEMA DI
BUDGET
piano dei conti
Indicatori fissati
dall’amministrazione
Il modello logico di riferimento per la
costruzione del sistema di valutazione della
performance
INPUT
Tempo,
risorse,
tecnologie, ecc
CONTROLLO
DI GESTIONE /
PROJECT
MANAGEMENT
OUTPUT
Numero di
prodotti, valore
prodotti, ecc.
CONTROLLO DI
GESTIONE /
PROJECT
MANAGEMENT
1.I controlli nella P.A.
OUTCOME / IMPATTO
Risultati
nel breve
periodo
Risultati
nel medio
periodo
Impatti nel
lungo
periodo
cosa si è
ottenuto
nel breve
termine
Quali
azioni sono
scaturite
nel medio
termine
Qual è
l’impatto
sulle
condizioni
finanziarie,
economich
e e sociali
SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLA
PERFORMANCE
La gestione delle istituzioni scolastiche
La gestione formale dell’istituzione scolastica
Gestione formale Gestione informale
Responsabilità formali
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Effetti sulla qualità interna
ed esterna del servizio
La gestione delle istituzioni scolastiche
Gli effetti della gestione sulle prestazioni
Gestione amministrativa
Gestione formale
Legittimità
dell’azione
amministrativa
Amministrazione e
contabilità
didattica
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Consiglio
Attività di indirizzo
e controllo
CollegioAttività didattica e
formativa
dirigente
Attività gestionale
ATAAttività amministrativa
e di supporto
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
La strana composizione……
Consiglio
Attività di indirizzo
e controllo
Collegio
Attività didattica e
formativa
dirigente
Attività gestionale
equiordinazione
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Art. 4 d.lgs 165/01
“le amministrazioni pubbliche i cui organi di
vertice non siano direttamente o indirettamente
espressione di rappresentanza politica, adeguano
i propri ordinamenti al principio della distinzione
tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e
gestione dall’altro”
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Attività di indirizzo
e………..
• Piano dell'offerta formativa è elaborato dal
collegio dei docenti sulla base degli indirizzi
generali per le attività della scuola e delle scelte
generali di gestione e di amministrazione definiti
dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto
delle proposte e dei pareri formulati dagli
organismi e dalle associazioni anche di fatto dei
genitori e, per le scuole secondarie superiori,
degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di
circolo o di istituto.
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
controllo
• Si tratta di vero “controllo” ?
• Se si, quando ?
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Articoli del regolamento di contabilità
Art. 2 Il Consiglio approva il Programma annuale
entro il 15 dicembre dell’anno prima quello di
riferimento
Art. 18 corredato dalla relazione del Collegio dei
revisori, è sottoposto, entro il 30 aprile,
all’approvazione del Consiglio
Art. 33 Il Consiglio delibera in ordine…………
Al Consiglio spettano le deliberazioni
relative alla determinazione dei criteri e dei limiti
per lo svolgimento, da parte del dirigente, delle
seguenti attività negoziali……………….
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Articoli del regolamento di contabilità
Art. 35
Copia dei contratti e delle convenzioni
conclusi con l’ordinaria contrattazione è
messa a disposizione del Consiglio di istituto
nella prima riunione utile ed affissa all’albo
della scuola.
Una relazione sull’attività negoziale svolta dal
dirigente è presentata alla prima riunione
successiva del Consiglio di istituto
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Art. 4….Ratifica i decreti di prelievo dal fondo di riserva
entro 30 gg dal provvedimento del Dirigente e modifica in
conseguenza il programma annuale
Art. 6 Verifica, entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie
dell’istituto nonché lo stato di attuazione del programma e
delibera le modifiche proposte dal ds o dalla Giunta
Art. 17 …Stabilisce l’entità del fondo per le minute spese del
Direttore, in sede di approvazione del programma
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
La funzione dirigenziale del coordinamento
non è una potestà autonoma ma è l’esercizio
di alcuni poteri indispensabili alla soddisfazione
di esigenze unitarie dell’istituzione
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
La gestione delle istituzioni scolastiche
Il dirigente scolastico è organo di gestione
Azione didattico
educativa
gestione
Attività amministrativa e
gestionale
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
La gestione delle istituzioni scolastiche
comprese le scuole paritarie
Gestione finanziaria :chi decide e come
Dirigente scolastico
“responsabile delle gestione
finanziaria…”
Indirizzi del consiglio
Programmazione didattica
Contrattazione integrativa
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Sistema
organizzativo
Struttura funzionale con parziale
discrezionalità amministrativa a
supporto dell’attività di gestione
Ufficio di Segreteria
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Il direttore s.g.a
“sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi
generali
amministrativo-contabili
e
ne
cura
l’organizzazione….”. La norma parla di “autonomia
operativa”, cioè di azioni realizzative di obiettivi, che
possiamo riportare ad un’attività sovraordinata che è
quella dirigenziale.
Vista la funzionalità dell’attività amministrativa e gestionale
all’attività di istruzione e formazione, sarebbe incoerente
un’azione del direttore sga che non fosse rapportabile agli
obiettivi istituzionali che provengono dall’elaborazione del
collegio dei docenti e dall’attività programmatoria del
dirigente.
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Gestione amministrativo contabile:chi decide e
come
dirigente
Direttive
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
direttore
Autonomia
organizzativa
L’introduzione del Programma annuale ha modificato la
struttura del Pof
Parte
generale
Stabile nella programmazione a
medio termine
Parte speciale
Mobile annualmente, secondo le
disponibilità finanziarie
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Il sistema degli obiettivi per una
corretta gestione
Obiettivi strategici vengono definiti dall’organo politico.
Possono anche essere pluriennali
Obiettivi operativi costituiscono gli obiettivi di azione
relativi al ciclo annuale di bilancio ed alle risorse
assegnate. Rappresentano specificazioni degli obiettivi
strategici
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
In quali documenti la scuola individua e
declina gli obiettivi?
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
In quale documento si
trovano gli obiettivi
strategici?
Atto di indirizzo del
Consiglio
Pof
relazione
cii
Programma Annuale
In quale documento si
trovano gli obiettivi
operativi?
Schede progetto
Schede attività
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Utilizzo prevalente degli indicatori nella
scuola
OBIETTIVI
STRATEGICI
OBIETTIVI
OPERATIVI
•indicatori di risultato e
di impatto
vengono definiti nel pof
•Indicatori di realizzazione (fisica e
finanziaria) e di risultato (didatticoformativo)
Vengono definiti nelle schede
progetto/attività
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Attività di programmazione
Programmazione
generale
Programmazione
didattica
Consiglio
di
istituto
Programmazione
finanziaria
Collegio
D.S.G.A.
Attività integrata
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Due documenti correlati, ma
profondamente distinti
Il Programma annuale rappresenta
l’evidenziazione contabile della complessiva
gestione di ciascuna istituzione scolastica
Il Piano dell’offerta formativa si riferisce
esclusivamente all’offerta formativa, che
incontra due livelli di pianificazione.
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
Gli attori
Il Dirigente Scolastico
è responsabile dell’attività gestionale;
predispone il Programma annuale, di cui scrive la relazione di
accompagnamento;
Il Direttore dei Servizi
generali ed
amministrativi
è responsabile della tenuta della contabilità, delle registrazioni,
degli adempimenti fiscali;
svolge attività tecnica di ricognizione degli strumenti da
utilizzare nella stesura della programmazione annuale;
redige e aggiorna le schede illustrative finanziarie dei progetti;
La Giunta esecutiva
propone il Programma annuale al Consiglio d’Istituto entro il 31
ottobre;
Il Collegio dei docenti
elabora il Piano dell'offerta formativa base degli indirizzi
generali per le attività della scuola e delle scelte generali di
gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di
istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli
organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le
scuole secondarie superiori, degli studenti;
Il singolo docente/team
docenti/staff dirigente
elabora i progetti didattici
realizza i progetti
svolge il monitoraggio e la valutazione dei progetti
Il Consiglio di Istituto
fissa le linee generali sulle attività della scuola
approva il Programma annuale entro il 15 dicembre.
Il Collegio dei revisori
esprime il parere (non obbligatorio) di regolarità contabile sul
Programma annuale entro 5 giorni prima della riunione del
Consiglio d’Istituto;
3. la gestione amministrativa delle scuole statali
La scuola paritaria
legge 10.03.2000, n. 62
• La legge 10.03.2000, n. 62 ha dato
attuazione all’art. 33, comma 4, della
Costituzione, che affida alla legge
ordinaria il compito di "fissare i diritti e gli
obblighi" cui sono tenute le scuole non
statali, al fine di assicurare ai loro alunni
un trattamento scolastico equipollente (e
quindi "pari") a quello degli alunni delle
scuole statali
4. la normativa sulle scuole paritarie
legge 10.03.2000, n. 62
• La legge n. 62/2000 offre un’interpretazione
squisitamente giuridica del concetto di parità
insieme delle regole (corrispondenza con gli ordinamenti generali
dell’istruzione, coerenza con la domanda formativa delle famiglie,
adozione di requisiti di "qualità ed efficacia" fissati dalla legge) che
le istituzioni si impegnano a rispettare, per avere titolo ad esercitare
legalmente compiti di istruzione
(rilasciare
titoli di studio aventi valore legale, assicurando
un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di
scuole statali).
4. la normativa sulle scuole paritarie
Art. 33 Cost.
• L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
• La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed
istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
• Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di
educazione, senza oneri per lo Stato.
• La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non
statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena
libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a
quello degli alunni di scuole statali.
• È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e
gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione
all’esercizio professionale.
• Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il
diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle
leggi dello Stato.
4. la normativa sulle scuole paritarie
legge 10.03.2000, n. 62
• La verifica del rispetto di tali condizioni, previste
analiticamente dal comma 4 dell’art. 1 della
legge, consente di attribuire alle istituzioni
richiedenti il riconoscimento di scuola paritaria
(privata o di ente locale).
• Si tratta di un atto concessivo, che implica
ulteriori doveri
4. la normativa sulle scuole paritarie
I doveri
la
garanzia della libertà di insegnamento (in
sintonia, comunque, con il "progetto educativo
della scuola")
la non obbligatorietà per gli alunni delle attività
extra-curriculari di carattere confessionale,
l’assoggettamento alla valutazione dei processi e
degli esiti da parte del sistema nazionale di
valutazione
4. la normativa sulle scuole paritarie
Art. 1, comma 3, l. n. 62/2000
• Alle scuole paritarie private è assicurata
piena libertà per quanto concerne
l'orientamento culturale e l'indirizzo
pedagogico-didattico.
• Tenuto conto del progetto educativo della
scuola, l'insegnamento è improntato ai
princípi di libertà stabiliti dalla Costituzione
4. la normativa sulle scuole paritarie
• Le scuole paritarie, svolgendo un servizio
pubblico, accolgono chiunque, accettandone il
progetto educativo, richieda di iscriversi,
compresi gli alunni e gli studenti con handicap.
• Il progetto educativo indica l'eventuale
ispirazione di carattere culturale o religioso. Non
sono comunque obbligatorie per gli alunni le
attività extra-curriculari che presuppongono o
esigono l'adesione ad una determinata ideologia
o confessione religiosa
4. la normativa sulle scuole paritarie
legge
10.03.2000,
n.
62
Requisiti per ottenere il riconoscimento di parità
La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta in possesso dei
seguenti requisiti :
a. un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione; un piano
dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti;
attestazione della titolarità della gestione e la pubblicità dei bilanci;
b. la disponibilità di locali, arredi e attrezzature didattiche propri del tipo di scuola e
conformi alle norme vigenti;
c. l’istituzione e il funzionamento degli organi collegiali improntati alla
partecipazione democratica;
d. l’iscrizione alla scuola per tutti gli studenti i cui genitori ne facciano richiesta,
purché in possesso di un titolo di studio valido per l’iscrizione alla classe che
essi intendono frequentare;
e. l’applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di studenti con
handicap o in condizioni di svantaggio;
f. l’organica costituzione di corsi completi: non può essere riconosciuta la parità a
singole classi, tranne che in fase di istituzione di nuovi corsi completi, ad iniziare
dalla prima classe;
g. personale docente fornito del titolo di abilitazione; h. contratti individuali di lavoro
per personale dirigente e insegnante che rispettino i contratti collettivi nazionali
di settore.
4. la normativa sulle scuole paritarie
legge 10.03.2000, n. 62
• Le istituzioni di cui ai commi 2 e 3 sono
soggette alla valutazione dei processi e
degli esiti da parte del sistema nazionale
di valutazione secondo gli standard stabiliti
dagli ordinamenti vigenti.
4. la normativa sulle scuole paritarie
legge 10.03.2000, n. 62
• Alle scuole paritarie, senza fini di lucro,
che abbiano i requisiti di cui all'articolo 10
del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.
460, è riconosciuto il trattamento fiscale
previsto dallo stesso decreto legislativo n.
460 del 1997, e successive modificazioni
4. la normativa sulle scuole paritarie
Nota 07.02.2003, prot. n. 165:
Scuole paritarie
Pubblicizzazione dell'offerta formativa.
nell'ambito della sostanziale parità di trattamento, deve essere estesa
alle scuole paritarie la possibilità di pubblicizzare la propria offerta
formativa, negli incontri che abitualmente vengono organizzati dai
dirigenti scolastici, per i genitori degli alunni che frequentano la quinta
elementare o la terza media.
Pertanto si ritiene che debba essere garantita anche alle scuole paritarie
la possibilità di partecipare a dette riunioni, fermo restando che analogo
diritto, sempre nella logica della completezza dell'informazione, va
concesso alle scuole statali rispetto ad analoghe riunioni eventualmente
organizzate dalle paritarie.
4. la normativa sulle scuole paritarie
C.M. 15.06.2000, n. 163: Legge 10.3.2000, n. 62 "Norme
per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e
all'istruzione". Prime indicazioni applicative.
• 1.1 La definizione di scuola paritaria,
gestita da Enti diversi dallo Stato, da
privati e da persone giuridiche
appartenenti a Stati membri dell'Unione
Europea, da Enti religiosi italiani o da Enti
religiosi stranieri dipendenti dalla S. Sede
che abbiano ottenuto la personalità
giuridica in Italia, si estende a tutta la
fascia dell'istruzione.
4. la normativa sulle scuole paritarie
C.M. 15.06.2000, n. 163: Legge 10.3.2000, n. 62 "Norme
per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e
all'istruzione". Prime indicazioni applicative.
• La scuola paritaria svolge un servizio pubblico,
improntato ai principi costituzionali ed è aperta a
tutti. Il progetto educativo identifica la singola
scuola esprimendo l'eventuale orientamento
culturale e/o religioso.
• Il piano dell'offerta formativa determina il
curricolo obbligatorio per gli alunni (nella quota
definita a livello nazionale e nella quota
riservata) e programma le attività extracurricolari
4. la normativa sulle scuole paritarie
C.M. 15.06.2000, n. 163: Legge 10.3.2000, n. 62 "Norme
per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e
all'istruzione". Prime indicazioni applicative.
• Il riconoscimento della parità esige che il
servizio scolastico erogato corrisponda
agli ordinamenti generali dell'istruzione,
sia coerente con la domanda formativa
delle famiglie e sia caratterizzato da
requisiti di qualità ed efficacia
4. la normativa sulle scuole paritarie
C.M. 15.06.2000, n. 163: Legge 10.3.2000, n. 62 "Norme
per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e
all'istruzione". Prime indicazioni applicative.
• All'Amministrazione scolastica compete
l'accertamento del possesso originario e
della permanenza dei requisiti elencati
all'art.1 comma 4 della legge e delle
condizioni di esercizio del servizio
pubblico di cui allo stesso art. 1 commi 2 e
3.
4. la normativa sulle scuole paritarie
I SOGGETTI DECISIONALI RISPETTO AL POF
Il soggetto gestore
Fissa gli indirizzi generali e opera scelte di gestione e
amministrazione.
Approva il POF.
COLLEGIO DOCENTI
Elabora il Piano
Soggetto gestore
Tiene i rapporti con gli EE.LL. nella fase di fissazione degli
indirizzi generali, predisponendo le condizioni per la
realizzabilità del POF
4. la normativa sulle scuole paritarie
Scarica

controllo - Cidi di Milano