(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Associazione Il Ce.Sto
Via Brignole DeFerrari 6/9 – 16125 Genova
Tel/fax 0108696609 – 3456203952
Sito web: www.assilcesto.it
e-mail: [email protected]
Ente copromotore: “La Comunità” società cooperativa sociale onlus
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ02411
ALBO REGIONALE LIG/A/0030
4
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
L’Isola che C’E’
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
A 02
Settore: Assistenza
Area di intervento: Minori
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il
progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili;
identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
1
(Allegato 1)
L’Associazione Il Ce.Sto lavora da 30 anni nel Centro Storico di Genova e l’ha eletto,
fin dalla sua nascita, proprio territorio di azione privilegiato. Il suo stesso nome si
compone delle prime sillabe delle parole Centro e Storico e rimanda allo stesso tempo
all’idea di un contenitore in cui sviluppare obiettivi educativi, ricreativi e creativi tra
minori di diverse etnie, costruendo relazioni positive tra le persone, momenti di
incontro, conoscenza e solidarietà reciproca e fornendo percorsi e strumenti per
valorizzare e rafforzare il potenziale di ciascuno.
Nel corso degli anni l’associazione ha osservato le trasformazioni della città vecchia
cercando di adeguare la propria proposta di attività e servizi ai bisogni che essa a
mano a mano ha espresso.
Nel suo lungo percorso il lavoro è andato a concentrarsi, in particolare attraverso il
Centro Sociale “I Giustiniani”, sui minori, l’intercultura e l’animazione di quartiere.
Il Centro Sociale, servizio storico dell’associazione, si inserisce nel Centro Servizi
Minori e Famiglia (CSMF) del Municipio I Centro Est di Genova che è l’organismo
che raggruppa i servizi per i minori convenzionati con il Comune che operano sul
territorio dei diversi Municipi.
Il CSMF Centro Est si articola in:
• Interventi educativi individualizzati e incontri protetti;
• Servizi di gruppo ad alta intensità educativa: Centri Socio Educativi Diurni
(CSED)
• Attività di educativa territoriale e di strada
• Servizi a bassa intensità educativa: Centri di Aggregazione Giovani
(CAG)/Centri Sociali (CS) e Spazio Famiglia
“L’area d’intervento del nostro Centro Servizi Minori e Famiglia (di seguito
indicato come CSMF) è il Municipio I centro est del Comune di Genova, area
metropolitana che comprende il centro cittadino, in particolare le unità urbanistiche
di: Lagaccio, Oregina, Prè, Maddalena, Molo, San Nicola, Castelletto, Manin, San
Vincenzo, Carignano, per una superficie totale di 707,74 ettari (di cui 495,64
urbanizzata): la popolazione è la più numerosa dei nove Municipi: 90.161 di cui
14.250 in fascia 0-19 anni (10.660 in fascia 5-19) e 10.162 stranieri regolarmente
residenti.
Il territorio del Municipio I Centro Est presenta particolari caratteristiche di
diversificazione e complessità, in quanto comprende quartieri profondamente
differenziati geograficamente e socialmente ed è interessato, soprattutto in alcune
zone quali Molo, Maddalena, Prè, Lagaccio, da importanti fenomeni e trasformazioni
sociali, derivati ad esempio dal forte flusso migratorio di numerose etnie e da sacche
di forte impoverimento sociale ed economico. Tale complessità richiede non solo una
periodica rilevazione e mappatura dei bisogni ma una loro costante verifica e analisi
approfondita, al fine di rendere sempre più efficace e coerente il “match” tra bisogni
rilevati e servizi offerti, con l’obiettivo prioritario di garantire le funzioni
fondamentali di tutela, prevenzione del disagio e promozione della socializzazione
dei minori e delle famiglie residenti nel territorio, favorendo le risposte e le soluzioni
più idonee alle diverse situazioni, anche al fine di sostenere le famiglie e prevenire
l’inserimento dei minori in strutture residenziali.” (estratto del progetto CSMF
Centro Est 2012)
Le attività del Centro Sociale I Giustiniani (sede di attuazione del progetto “L’isola
che C’E’ “), si inseriscono quindi in questo quadro e in questo particolare territorio.
Il Municipio I Centro Est è quello, come si può vedere nell’immagine n.1, più
densamente popolato della città e dove, di conseguenza si concentra il maggior
2
(Allegato 1)
numero di minori rispetto agli altri municipi (immagine n.2).
Immagine n. 1 – Notiziario statistico del Comune di Genova, 2010 – Densità della popolazione
residente per Municipio
Immagine n.2 – Notiziario statistico del Comune di Genova, 2010 – Distribuzione della popolazione
residente in età 0-18 anni per Municipio
Nel Municipio I Centro Est si concentra inoltre la maggior parte della popolazione
straniera regolarmente residente, senza contare quella irregolare.
Nel solo Centro Storico (corrispondente alle ex Circoscrizioni Prè-Molo-Maddalena,
senza contare quindi le zone di Oregina, Castelletto e Lagaccio) risiedevano infatti, al
momento dell’ultima rilevazione (2010), il 60,9% dei senegalesi, il 48,3% degli
stranieri provenienti dal Bangladesh, il 27,1% dei marocchini, il 26,0% dei nigeriani,
il 22,1% dei filippini e il 14,8% dei cinesi. (Notiziario Statistico del Comune di
Genova, Andamento della Popolazione al 31 Dicembre 2010)
A questi dati statistici vanno aggiunte alcune rilevazioni frutto dell’osservazione
diretta del territorio e dello scambio continuo tra educatori, insegnanti e assistenti
sociali:
- Sempre più sono le famiglie monogenitoriali (in prevalenza donne sole con
figli),
- È in crescita il numero di minori in carico ai servizi sociali e/o segnalati dal
3
(Allegato 1)
-
Tribunale dei Minori
Le scuole del territorio rilevano grandi difficoltà nello svolgimento del
normale programma didattico per il continuo inserimento di nuovi studenti
stranieri neoarrivati
Molti bambini e adolescenti si trovano spesso soli nell’orario extrascolastico e
occupano il proprio tempo libero in attività poco costruttive
Vi è tra gli adolescenti una generale mancanza di informazione riguardo
l’educazione sessuale e l’educazione a stili di vita sani
In Centro Storico risiede anche una quota significativa di Italiani, alcuni dei quali si
sono recentemente insediati nelle nuove “isole residenziali”. Diversi “mondi”
coesistono in una piccola parte, gli uni a fianco agli altri, ancora lontani da una reale
osmosi. In questo quadro sono cambiati anche i bisogni, dei minori in particolare. Se
da una parte la maggioranza dei ragazzi appena arrivati dai paesi d'origine ha
necessità di accoglienza, comprensione della nuova realtà di vita, conoscenza della
lingua, alfabetizzazione; i ragazzi della “seconda generazione”, quelli di origine
straniera nati o cresciuti in Italia, vivono crisi d'identità significative ed esprimono
bisogni nuovi, specifici della loro condizione: spesso frequentano e si confrontano
con coetanei autoctoni, chiedono sostegno nel difficile processo di crescita verso
l’autonomia.
Le nuove generazioni di giovani crescono in questo contesto di mancanza di punti di
riferimento “reali”, sicuri, in cui riconoscersi e spesso i genitori non riescono ad
affrontare le crisi che ne scaturiscono.
Diffusione di droghe e alcol, dispersione scolastica sono alcune manifestazioni di un
disagio che non va sottovalutato.
Cosa fa il Centro Sociale I Giustiniani
Proprio nel territorio di Prè-Molo-Maddalena che corrisponde al nucleo originario
della città e si sviluppa intorno all’antico porto, in particolare in quello del Molo,
opera il CS I Giustiniani e si svolgono le attività dell’Associazione Il Ce.Sto.
Il Centro Sociale si presenta come un luogo aperto di accoglienza per bambini e
ragazzi di diverse fasce d’età ( 6-10 anni, 11-14 anni, 15-18 anni ): luogo di aggancio
privilegiato sono le scuole del territorio, in particolare la scuola elementare Garaventa
e la scuola media Baliano, con le quali il C. S. ha un rapporto strettissimo. Gli
educatori sono quotidianamente davanti alle scuole all’orario di uscita, cosa che li
rende visibili e riconoscibili dai genitori rendendoli una presenza “familiare” per il
quartiere. Questa funzione di presidio educativo, unita alla flessibilità e
all’accessibilità dell’offerta (qualunque famiglia può iscrivere il proprio figlio e
utilizzare liberamente questa risorsa, che rappresenta un contributo non da poco
all’organizzazione familiare) rende il servizio appetibile ad un target di famiglie
estremamente diversificato per fasce socio culturali, poiché raccoglie l’interesse e il
bisogno di aree sociali di agio e di disagio, particolarmente intrecciate nella nuova
configurazione sociale del centro storico. Tale elemento dona ricchezza al servizio, e
permette l’attivazione di virtuosi scambi e contributi fra alcuni dei genitori dei
bambini seguiti (che diventano risorsa attiva e volontaria) e il C. S. stesso.
Le attività operative che caratterizzano la vita del Centro Sociale sono:
• Animazione attraverso attività strutturate, gioco libero, laboratori artisticocreativi
• Doposcuola e recupero scolastico
• Attività sportive: organizzazione di 3 squadre di calcio con partecipazione a
vari tornei, partecipazione ad una attività di basket, corso di aikido per due
4
(Allegato 1)
•
•
•
•
•
volte alla settimana, corso di hip hop.
Gite e uscite
Centri estivi
Bivacchi
Realizzazione e accompagnamento a eventi ludico-ricreativi di quartiere col
coinvolgimento delle famiglie, degli abitanti e dei commercianti del territorio
accompagnamento al cinema, a spettacoli teatrali e allo stadio
Una parte molto importante del lavoro con i minori è il coinvolgimento delle famiglie
che avviene attraverso incontri individuali e collettivi, la collaborazione con la scuola
e il confronto periodico con gli insegnanti, il raccordo con i servizi socio-sanitari e
Destinatari e beneficiari
I destinatari del progetto sono i minori, italiani e stranieri, che risiedono in centro
storico e in particolare quelli iscritti alle scuole primarie Garaventa e Embriaco e alla
scuola media inferiore Baliano. I minori si suddividono i tre fasce d’età: bambini (610 anni), pre-adolescenti (11-14) e adolescenti (15-18).
Destinatari dell’intervento sono inoltre le famiglie degli stessi minori.
In termini quantitativi si prevede il coinvolgimento di almeno:
50 bambini,
30 preadolescenti
40 adolescenti
60 famiglie
Beneficiaria del progetto sarà l’intera comunità del quartiere che comprende famiglie,
abitanti e commercianti della zona, scuole, altri servizi educativi del territorio, ATS e
altri enti pubblici che beneficieranno indirettamente degli effetti positivi del lavoro
sui minori e direttamente delle attività destinate all’animazione territoriale.
Analisi dei bisogni
Gli operatori del servizio entrano quotidianamente in contatto con le famiglie del
quartiere rilevando una serie di problematiche e accogliendo le richieste dei ragazzi e
dei loro genitori.
Si rilevano quindi alcuni bisogni raggruppabili per fasce d’età.
Bambini 6-10 anni:
- Bisogno di spazi di relazione e socializzazione liberi ma allo stesso tempo
protetti
- Necessità, per i bambini stranieri, di uscire dall’ambito familiare e della
comunità di appartenenza per poter praticare e migliorare la padronanza della
lingua italiana e acquisire strumenti per relazionarsi all’interno del nuovo
contesto (in particolare per i neoarrivati)
- Bisogno di assistenza nello studio e nei compiti che i genitori di origine
straniera non riescono a soddisfare
- Necessità di impiegare il proprio tempo in attività in gruppo che comprendano
la pratica sportiva, l’espressione artistica, il gioco.
Preadolescenti 11-14 anni:
- Bisogno di punti di riferimento adulti in grado di sostenerli nella crescita in
questa delicata fase di passaggio.
- Necessità di rinforzo della motivazione verso percorsi formativi di qualità (la
maggior parte degli iscritti alla scuola media Baliano non approdano a istituti
5
(Allegato 1)
-
tecnici o direttamente in percorsi professionali formativi di ripiego).
Bisogno di un sostegno sul doposcuola utile a acquisire un metodo di studio
produttivo.
Necessità di accedere ad attività sportive e artistiche strutturate
Bisogno di spazi aggregativi protetti capaci di accogliere e loro esigenze di
socializzazione.
Necessità di inserimento in percorsi educativi di prevenzione dei
comportamenti a rischio che possono portare all’abuso di alcool e sostanze e a
gravidanze indesiderate
Adolescenti 15-18 anni:
- Bisogno di luoghi e spazi protetti di espressione, socializzazione e confronto,
sia con i coetanei che con figure adulte, sui temi e le problematiche legate alla
particolare fase che attraversano e sul rapporto con i genitori e la cultura di
origine
- Necessità di strutturazione di momenti che favoriscano la motivazione allo
studio e scoraggino l’abbandono scolastico attraverso percorsi che portino i
ragazzi ad acquisire autonomia e li aiutino nell’organizzazione del tempo
studio
- Necessità di praticare attività ricreative, sportive e artistiche
Famiglie:
- Necessità di confrontarsi e chiedere assistenza a figure competenti per quanto
riguarda la crescita e l’educazione dei propri figli, l’accompagnamento verso
servizi territoriali, il sostegno nei rapporti con la scuola e le istituzioni
- Bisogno di garantire ai figli attività di qualità e sostegno scolastico a fronte
della scarsa disponibilità di risorse economiche e, in alcuni casi, di adeguati
strumenti linguistici e culturali
- Bisogno di occupare in maniera costruttiva e sicura il tempo libero dei minori
durante le ore lavorative
- Bisogno di occasioni di relazione e socializzazione, in particolare per quanto
riguarda le famiglie immigrate
7) Obiettivi del progetto:
Attraverso il progetto, l’associazione intende rafforzare la comunità locale di
quartiere attraverso azioni finalizzate a rispondere ai bisogni dei minori e degli
adolescenti.
Rafforzando luoghi e strumenti educativi il progetto contribuirà a costituire “una
comunità educante” in grado di rendere il quartiere a misura di bambini e ragazzi.
Tale obiettivo va a rafforzare la finalità più generali, condivise da una vasta rete di
soggetti sociali e istituzionali, di migliorare la vivibilità del centro storico.
Tale finalità si inserisce in una sfida strategica di affrontare le conflittualità legate ai
flussi migratori che hanno attraversato il centro storico, cercando di trasformarle in
opportunità di crescita di un nuovo tessuto sociale ricco e interculturale.
Gli obiettivi generali del progetto sono quindi:
- Favorire l’integrazione e l’incontro tra minori stranieri e autoctoni e le loro
famiglie
- Contrastare l’isolamento sociale, l’abbandono scolastico e la devianza
6
(Allegato 1)
-
minorile
Migliorare la vivibilità del quartiere
Gli obiettivi generali sopra enunciati vengono a loro volta declinati in obiettivi
specifici:
1 Sostenere i minori nel loro percorso di crescita e di adattamento al nuovo
contesto culturale incrementando le figure di riferimento positive
2 Favorire una maggiore integrazione scolastica di bambini, preadolescenti e
adolescenti che frequentano le attività moltiplicando al contempo le
occasioni di migliorare le competenze linguistico-comunicative di bambini
e ragazzi stranieri
3 Potenziare l’offerta e l’accompagnamento ad attività sportive
4 Potenziare l’offerta e l’accompagnamento ad attività culturali
5 Potenziare l’offerta di spazi di espressione e artistica
6 Aumentare l’offerta di spazi di socializzazione dedicati alle diverse fasce di
età e moltiplicare l’offerta di spazi e momenti di ascolto e confronto (in
particolare per preadolescenti e adolescenti)
7 Favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi
adolescenti riguardo le problematiche dell’età dello sviluppo, la sessualità,
i comportamenti a rischio
8 Potenziare la possibilità di sostenere le famiglie lungo le fasi di crescita dei
figli e di orientarle e indirizzarle verso servizi pubblici e privati
9 Moltiplicare le occasioni di incontro, conoscenza e collaborazione tra tutti i
soggetti presenti sul territorio (abitanti, commercianti, scuole, CSMF,
ATS, etc.)
Per ciascuno degli obiettivi specifici riportiamo (nella schematizzazione che segue)
gli indicatori correlati che vengono presi in considerazione per poter “misurare”, nel
periodo di svolgimento del progetto, l’effettivo impatto della presenza dei volontari in
servizio civile in termini di contributo effettivo al raggiungimento degli obiettivi
specifici. L’evidenziazione di questi indicatori (e altri ne potranno essere individuati
in corso d’opera) permetterà anche di svolgere un’adeguata attività di monitoraggio.
Obiettivi specifici
Sostenere i minori
1 nel loro percorso
di crescita e di
adattamento al
nuovo contesto
culturale
incrementando le
figure di
riferimento
positive
Favorire una
Indicatori
Situazione di
partenza
Risultati
attesi
n. persone adulte
presenti
quotidianamente in
struttura
3 educatori
n. minori che
Circa
Aggiunta di 6
giovani
volontari in
servizio
civile che,
grazie al loro
impiego
continuativo,
potranno a
loro volta
diventare
figure di
riferimento
per i minori
Almeno
(Al centro
ruotano circa 20
volontari che
però non
partecipano ogni
giorno alle
attività)
7
(Allegato 1)
2 maggiore
integrazione
scolastica di
bambini,
preadolescenti e
adolescenti che
frequentano le
attività
moltiplicando al
contempo le
occasioni di
migliorare le
competenze
linguisticocomunicative di
bambini e ragazzi
stranieri
usufruiscono dello
spazio studio e
recupero scolastico,
30 bambini
15 preadolescenti
20 adolescenti
n. minori che
potranno usufruire di
un sostegno in un
rapporto 1 a 1
Non più di 1 al
giorno
Almeno 3 al
giorno
Potenziare l’offerta Varietà dell’offerta
3 e
l’accompagnament
o ad attività
n. allenamenti
sportive
settimanali di calcio
n. di minori che
usufruiscono
dell’accompagnament
o ad attività sportive
Potenziare l’offerta
4 e
l’accompagnament
o ad attività
culturali
Potenziare l’offerta
5 di spazi di
espressione e
artistica
Aumentare
6 l’offerta di spazi di
socializzazione
dedicati alle
diverse fasce di età
e moltiplicare
l’offerta di spazi e
momenti di ascolto
e confronto (in
particolare per
preadolescenti e
adolescenti)
45 bambini
25
preadolescent
i
35
adolescenti
4 attività sportive
1 allenamento
settimanale
10 aikido
10 basket
15 hip hop
Aggiunta di
almeno 1
nuova attività
2 allenamenti
settimanali
20 aikido
20 basket
25 hip hop
n. di attività culturali
offerte mensilmente
(cinema, teatro, etc.)
1 al mese
Almeno 2 al
mese
n. di laboratori
artistico espressivi
realizzati
mensilmente
Efficacia del lavoro
del centro e degli
operatori nell’offrire
momenti protetti
dedicati all’incontro e
alla socializzazione
dei minori delle
diverse fasce d’età
2 al mese
4 al mese
Alto numero di
minori che
frequentano le
attività rispetto
agli educatori
(mantenendo
sempre il
rapporto
educativo di 1 a
15)
I volontari in
servizio
civile
potranno
sostenere il
lavoro degli
educatori
permettendo
di dedicare
maggiore
attenzione al
gruppo, ai
Possibilità di dedicare
più tempo all’ascolto
individuale
8
(Allegato 1)
sottogruppi e
ai singoli
n. di attività
straordinarie e
animazioni di
quartiere
1 ogni 3 mesi
Almeno una
attività
straordinaria
realizzazione
di animazioni
territoriali
presso i
Giardini
Luzzati 1
volta a
settimana
Realizzazione
di un piano di
incontri
mensili
dedicati alla
discussione
di diverse
tematiche
(educazione
sessuale,
alimentare,
abuso di
sostanze,
rapporto con i
familiari, la
scuola, i
coetanei, etc.)
Almeno 30
Favorire lo
7 sviluppo di una
maggiore
consapevolezza da
parte dei ragazzi
adolescenti
riguardo le
problematiche
dell’età dello
sviluppo, la
sessualità, i
comportamenti a
rischio
n. di incontri tematici
dedicati a specifiche
fasce d’età
Occasionali
Potenziare la
8 possibilità di
sostenere le
famiglie lungo le
fasi di crescita dei
figli e di orientarle
e indirizzarle verso
servizi pubblici e
privati
n. di genitori che
partecipano agli
incontri collettivi
Circa 15
n. di colloqui
individuali con i
genitori
1 a settimana
Almeno 2 a
settimana
n. di
accompagnamenti ad
altri servizi
Possibilità di
accompagnar
e e seguire in
maniera più
efficace le
famiglie
Moltiplicare le
9 occasioni di
n. eventi territoriali
dedicati alla
Al momento è
possibile
indirizzare le
famiglie ai
servizi e solo
occasionalmente
è possibile un
reale
accompagnament
o
1 ogni 4 mesi con
la partecipazione
1 ogni 2 mesi
con la
9
(Allegato 1)
incontro,
conoscenza e
collaborazione tra
tutti i soggetti
presenti sul
territorio (abitanti,
commercianti,
scuole, CSMF,
ATS, etc.)
cittadinanza e n. di
persone coinvolte
di circa 150
persone
partecipazion
e di almeno
250 persone
Livello di
connessione e
raccordo tra operatori
e volontari del centro,
insegnanti, assistenti
sociali e operatori
degli enti del CSMF e
delle altre reti a cui
partecipa
l’associazione
Buono
Eccellente
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
10
(Allegato 1)
“Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare,
cessate anche di essere in grado di farlo.”
James M. Barrie, Le Avventure di Peter Pan
Il progetto L’Isola che C’E’ si propone di migliorare l’offerta di spazi e momenti di
incontro e di crescita per i minori che risiedono e studiano nell’area di riferimento, il
Centro Storico di Genova, e di favorire e migliorare le relazioni all’interno dello
stesso territorio.
Il progetto vuole infatti spingere la comunità a immaginare un’isola che c’è, che si
distingue dall’isola che non c’è: in primo luogo poiché essa può diventare reale,
accessibile, quotidiana; in secondo luogo perché si configura come un luogo in cui
non si rimane sempre bambini ma, al contrario, si impara a crescere insieme agli
altri (come è successo anche a Peter Pan!)
Non si tratta di un rifugio dal mondo reale in cui si vive in una condizione “sospesa”
e i bimbi non sono più “sperduti”. Nell’isola che c’è si può e, soprattutto, si ha il
diritto di vivere serenamente la propria condizione di bambino, preadolescente,
adolescente ma sempre con uno sguardo al futuro, a ciò che ognuno di noi può
diventare, realizzare e progettare.
L’Isola che C’E’ vuole offrire gli strumenti adeguati ai minori e alle famiglie a cui si
rivolge per affrontare questo lungo viaggio, per abbattere le barriere che si pongono
sul loro cammino, per superare le difficoltà quotidiane e “mettere le ali” ai sogni e
alle potenzialità di ciascuno.
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Di seguito l’elenco delle attività previste per la realizzazione del progetto; per
ciascuna delle attività vengono inoltre indicati gli obiettivi specifici (vedi sezione 7
del formulario) che ogni attività contribuisce a perseguire e raggiungere. Questa
modalità di rappresentazione, raccordata con quella fornita al punto 7, permette di
dare ragione del “quadro logico” seguito per la progettazione dell’Isola che C’E’.
Così come è naturale che sia in un progetto a valenza socio-educativa, ogni singola
azione converge su più di uno degli obiettivi specifici.
Attività
1 – Accoglienza e inserimento nella struttura dei volontari in
servizio civile
2 – Formazione generale dei volontari SCN
3 – Formazione specifica dei volontari SCN
4 – Potenziamento delle attività ludico-ricreative del centro
5 – Incremento dell’attività di doposcuola e realizzazione di un
piano di recupero scolastico individuale per i minori più in
difficoltà
6 – Incremento delle attività sportive gratuite quali calcio, basket,
aikido, hip hop e ampliamento dell’offerta
7 – Realizzazione di attività culturali (cinema, teatro, etc.)
Numero
identificativo
degli obiettivi
specifici
tutti
tutti
tutti
1, 6
1, 2
1, 3
1, 4
11
(Allegato 1)
8 – Realizzazione di laboratori artistici
9 – Pianificazione di una serie di incontri periodici dedicati a
diversi temi con i gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti
10 – Realizzazione di incontri periodici (collettivi e individuali)
con le famiglie
11 – Orientamento e accompagnamento delle famiglie ad altri
servizi presenti sul territorio
12 – Realizzazione di eventi e feste di quartiere
13 – Realizzazione di animazioni di quartiere nel weekend
14 – Colloqui con insegnanti, assistenti sociali, partecipazione ad
incontri con altri enti
15 – Realizzazione di attività di promozione delle attività e dei
servizi offerti
16 – Realizzazione di una campagna per la ricerca e l’inserimento
di nuovi volontari
1, 5
1, 7,
8
8
1, 8, 9
1, 8, 9
9
tutti
tutti
Nello schema che segue forniamo invece una rappresentazione grafica del periodo di
svolgimento previsto per ciascuna delle attività sopra elencate
Mesi
Attivit
à
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette
attività
Forniamo di seguito uno schema riepilogativo delle risorse umane dipendenti e
volontarie dedicate alla realizzazione del progetto in relazione a ciascuna delle
attività previste
Attività
1 – Accoglienza e inserimento nella
struttura dei volontari in servizio
Risorse umane
3 educatori professionali
1 responsabile volontari
12
(Allegato 1)
civile
2 – Formazione generale dei volontari
SCN
3 – Formazione specifica dei
volontari SCN
4 – Potenziamento delle attività
ludico-ricreative del centro
5 – Incremento dell’attività di
doposcuola e realizzazione di un
piano di recupero scolastico
individuale per i minori più in
difficoltà
6 – Incremento delle attività sportive
gratuite quali calcio, basket, aikido,
hip hop e ampliamento dell’offerta
7 – Realizzazione di attività culturali
(cinema, teatro, etc.)
8 – Realizzazione di laboratori
artistici
9 – Pianificazione di una serie di
incontri periodici dedicati a diversi
temi con i gruppi dei preadolescenti e
degli adolescenti
10 – Realizzazione di incontri
periodici (collettivi e individuali) con
le famiglie
11 – Orientamento e
accompagnamento delle famiglie ad
altri servizi presenti sul territorio
12 – Realizzazione di eventi e feste di
quartiere
13 – Realizzazione di animazioni di
quartiere nel weekend
14 – Colloqui con insegnanti,
assistenti sociali, partecipazione ad
incontri con altri enti
15 – Realizzazione di attività di
promozione delle attività e dei servizi
offerti
16 – Realizzazione di una campagna
per la ricerca e l’inserimento di nuovi
volontari
(come previsto dal piano per la
formazione generale)
(come previsto dal piano per la
formazione specifica)
3 educatori professionali
20 volontari
3 educatori professionali
7 volontari
3 educatori professionali
5 volontari
2 allenatori volontari di calcio
1 insegnante volontario di aikido
1 allenatore volontario di basket
1 insegnante volontario di hip hop
3 educatori professionali
8 volontari
3 educatori professionali
3 volontari
3 educatori professionali
5 volontari
1 volontario esperto in educazione
alimentare
3 educatori professionali
3 educatori professionali
4 volontari
3 educatori professionali
1 operatore culturale (Giardini Luzzati
Nuova Associazione)
20 volontari del centro sociale
15 volontari di altri servizi
dell’associazione
3 educatori professionali
2 animatori volontari
15 volontari
3 educatori professionali
5 membri del consiglio direttivo volontari
3 educatori professionali
10 volontari
1 responsabile comunicazione e
promozione
3 educatori professionali
1 responsabile volontari
1 responsabile comunicazione e
13
(Allegato 1)
promozione
10 volontari
8.3. Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
Nello schema seguente viene indicato il ruolo specifico che i volontari svolgeranno
per la realizzazione delle singole attività
Attività
1 – Accoglienza e
inserimento nella
struttura dei volontari
in servizio civile
2 – Formazione
generale dei volontari
SCN
3 – Formazione
specifica dei volontari
SCN
4 – Potenziamento
delle attività ludicoricreative del centro
5 – Incremento
dell’attività di
doposcuola e
realizzazione di un
piano di recupero
scolastico individuale
per i minori più in
difficoltà
6 – Incremento delle
attività sportive
gratuite quali calcio,
basket, aikido, hip hop
e ampliamento
dell’offerta
7 – Realizzazione di
attività culturali
(cinema, teatro, etc.)
8 – Realizzazione di
laboratori artistici
9 – Pianificazione di
una serie di incontri
periodici dedicati a
Ruolo e attività previste per i volontari SCN
I volontari SCN verranno accolti dagli operatori del
centro e dal responsabile volontari dell’associazione e
verranno istruiti sulla strutturazione dell’attività del
servizio, sull’utenza, sulle collaborazioni attive e sulle
procedure da rispettare all’interno della struttura
(come previsto dal piano per la formazione generale)
(come previsto dal piano per la formazione specifica)
I volontari parteciperanno alle attività quotidiane del
centro affiancando gli educatori e in particolare si
occuperanno di:
- organizzare e condurre giochi di gruppo
- partecipare a momenti di gioco libero
- programmare attività su breve e lungo periodo
- partecipare a centri estivi, bivacchi, gite e
soggiorni
I volontari SCN affiancheranno l’équipe di educatori e i
volontari del centro nell’attività di doposcuola e
pianificheranno insieme agli educatori momenti
specifici di recupero scolastico
Partecipazione e accompagnamento alle attività sportive
Partecipazione alla pianificazione e realizzazione
dell’offerta culturale dedicata ai minori
Ideazione, preparazione e conduzione di laboratori
artistici
Partecipazione ai gruppi di discussione e informazione
rivolti agli adolescenti
14
(Allegato 1)
diversi temi con i
gruppi dei
preadolescenti e degli
adolescenti
10 – Realizzazione di
incontri periodici
(collettivi e
individuali) con le
famiglie
11 – Orientamento e
accompagnamento
delle famiglie ad altri
servizi presenti sul
territorio
12 – Realizzazione di
eventi e feste di
quartiere
13 – Realizzazione di
animazioni di quartiere
nel weekend
14 – Colloqui con
insegnanti, assistenti
sociali, partecipazione
ad incontri con altri
enti
15 – Realizzazione di
attività di promozione
delle attività e dei
servizi offerti
16 – Realizzazione di
una campagna per la
ricerca e l’inserimento
di nuovi volontari
Osservazione di alcuni colloqui con i genitori e
partecipazione agli incontri collettivi
I volontari assisteranno gli operatori
nell’accompagnamento delle famiglie
I volontari parteciperanno alla realizzazione di feste ed
eventi assistendo operatori e volontari nelle attività di
preparazione, nel coinvolgimento del quartiere e nella
promozione delle iniziative. Parteciperanno inoltre
all’animazione durante le feste.
I volontari SCN si alterneranno, insieme ad un
educatore, nella realizzazione di momenti di
animazione territoriale durante i weekend
I volontari SCN potranno assistere agli incontri con gli
insegnanti, gli assistenti sociali e agli incontri di rete
I volontari assisteranno il responsabile della
comunicazione e promozione dell’ente realizzando e
diffondendo materiali informativi sui servizi offerti e
sullo specifico progetto di Servizio Civile
I volontari SCN contribuiranno alla ricerca di nuovi
volontari da inserire nelle attività progettuali
affiancando il responsabile comunicazione e
promozione e assistendo ad alcuni colloqui con aspiranti
volontari
Si vengono a configurare inoltre una serie di attività trasversali di organizzazione a
cui i volontari SCN sono tenuti quali:
- partecipazione alle riunioni settimanali di equipe del centro,
- partecipare alle riunioni quindicinali dei volontari del centro,
- partecipare occasionalmente alle supervisioni dell’equipe,
- assistere gli operatori nella manutenzione ordinaria e straordinaria del centro,
- partecipare alla programmazione e realizzazione di nuove attività.
Tutte le attività previste permetteranno ai giovani volontari di inserirsi a pieno titolo
nel servizio educativo, di conoscerne a fondo l’organizzazione e le metodologie e
consentiranno loro di fare un’esperienza altamente formativa nel campo
dell’educazione e di approfondire la conoscenza del sistema dei servizi dedicati ai
minori della città di Genova oltre alla particolare realtà del Centro Storico e alle
tematiche legate all’immigrazione.
15
(Allegato 1)
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
6
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
6
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
30 h/sett
ovvero
1400 h/anno
5
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
Si richiede ai volontari di Servizio Civile:
Rispetto delle procedure e dei regolamenti interni alla struttura
Disponibilità a lavorare in équipe
Flessibilità oraria (possibilità di cambi di orario ad esempio in coincidenza con i
centri estivi)
Partecipazione alle attività esterne e/o soggiorni
Partecipazione alle attività programmate nei giorni festivi
Rispetto della normativa sulla privacy, sulla sicurezza ed sul trattamento dei dati
interni
16
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod.
ident.
sede
N. vol. per
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
I volontari in servizio civile impiegheranno una parte del proprio monte ore in
attività di promozione del Servizio Civile Nazionale e dello specifico progetto in cui
sono impiegati.
Verranno dedicate a questa attività un minimo di 25 ore per ogni volontario che si
realizzerà attraverso:
- Volantinaggio e distribuzione di materiale informativo presso fiere,
convegni, etc.
- Presenza a sportelli informativi e realizzazione di infopoint sul SCN durante
gli eventi territoriali previsti nel progetto
- Realizzazione di video-interviste sull’esperienza realizzate internamente
all’associazione che verranno diffuse attraverso il sito internet
dell’associazione www.assilcesto.it , Facebook, Twitter, Youtube e altri siti
dedicati all’informazione cittadina
- Partecipazione all’Open Day del Servizio Civile Nazionale (Fiera dei
Progetti)
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
La selezione dei volontari sarà effettuata dal responsabile del personale e dal
responsabile dei volontari dell’ente in base ai criteri UNSC.
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Le “Note esplicative per la redazione dei progetti” richiedono che in questa sezione
venga presentato un piano di rilevazione interno, completo di strumenti e
metodologie, incentrato sulla rilevazione periodica dell’andamento delle attività
previste dal progetto, permettendo così di rilevare “cosa funziona e cosa non
funziona nel progetto”; nelle righe che seguono presentiamo quindi il nostro “Piano
di rilevazione” teso a monitorare l’andamento delle singole attività, soprattutto in
termini di “efficienza” (cosa sta funzionando); escludiamo – per evitare ripetizioni –
di illustrare le modalità di monitoraggio della formazione generale e specifica che
vengono riportate al punto 42 (Modalità di monitoraggio del piano di formazione).
Il monitoraggio dell’intero progetto si può realizzare (per non essere troppo generico
e poco “quantitativo”) tramite il monitoraggio delle singole azioni, cioè la verifica
dell’andamento delle attività specifiche, tramite l’utilizzo degli indicatori
quantitativi riportati di seguito per ogni attività.
1 – Accoglienza e inserimento nella struttura dei volontari in servizio civile
Ore degli operatori dedicate all’accoglienza e all’inserimento
Ore dei volontari dedicate all’accoglienza e all’inserimento
2 – Formazione generale dei volontari SCN – vedi punto 42
3 – Formazione specifica dei volontari SCN - vedi punto 42
4 – Potenziamento delle attività ludico-ricreative del centro
Numero di attività nelle quali si sono inseriti i volontari
Numero di partecipanti alle attività ricreative
Numero di nuove attività realizzate
5 – Incremento dell’attività di doposcuola e realizzazione di un piano di recupero
scolastico individuale per i minori più in difficoltà
Numero di attività nelle quali si sono inseriti i volontari
Numero di partecipanti alle attività ricreative
Numero di attività di dopo scuola alle quali hanno partecipato i volontari
Numero di piani di recupero scolastico individuali
6 – Incremento delle attività sportive gratuite quali calcio, basket, aikido, hip hop e
ampliamento dell’offerta
Numero di attività nelle quali si sono inseriti i volontari
Numero di partecipanti alle attività sportive gratuite
Numero di nuove attività offerte ai partecipanti
7 – Realizzazione di attività culturali (cinema, teatro, etc.)
Numero di attività culturali nelle quali si sono inseriti i volontari
Numero di partecipanti alle attività culturali
8 – Realizzazione di laboratori artistici
Numero di laboratori artistici nei quali si sono inseriti i volontari
Numero di partecipanti ai laboratori
9 – Pianificazione di una serie di incontri periodici dedicati a diversi temi con i
gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti
Esistenza di una pianificazione degli incontri
Numero di incontri pianificati
Numero di temi affrontati
Strumenti: sintetici verbali degli incontri
10 – Realizzazione di incontri periodici (collettivi e individuali) con le famiglie
Numero di incontri collettivi con le famiglie realizzati
Numero di incontri individuali con le famiglie realizzati
Numero di famiglie coinvolte negli incontri
Strumenti: sintetici verbali degli incontri
11 – Orientamento e accompagnamento delle famiglie ad altri servizi presenti sul
territorio
Numero di incontri di orientamento alle famiglie realizzati
Numero di azioni di accompagnamento ad altri servizi territoriali
Numero di famiglie coinvolte negli incontri
Strumenti: sintetici verbali degli incontri
12 – Realizzazione di eventi e feste di quartiere
Numero di eventi e feste di quartiere realizzati con la collaborazione di volontari
13 – Realizzazione di animazioni di quartiere nel weekend
Numero di attività di animazione
Numero di week end “animati”
14 – Colloqui con insegnanti, assistenti sociali, partecipazione ad incontri con altri
enti
Numero di colloqui con insegnanti con la partecipazione di volontari
Numero di colloqui con assistenti sociali con la partecipazione di volontari
Numero di incontri con altri enti con la partecipazione di volontari
Strumenti: sintetici verbali degli incontri
15 – Realizzazione di attività di promozione delle attività e dei servizi offerti
Ore/giornate dedicate dai volontari ad attività di promozione delle attività
Numero di singole attività di promozione realizzate
Rassegna media
16 – Realizzazione di una campagna per la ricerca e l’inserimento di nuovi volontari
Ore/giornate dedicate dai volontari alla campagna
Numero di volontari con i quali si è entrati in contatto
Numero di nuovi volontari inseriti al Centro Sociale
Uno degli indicatori, trasversale per tutte le attività, e quindi non ripetuto, riguarda il
rispetto della tempistica indicata nel timing.
Oltre alle attività fin qui elencate, ve ne sono alcune di tipo trasversale e di tipo
organizzativo che coinvolgono direttamente i volontari (vedi punto 8.3); anche per
queste indichiamo i relativi indicatori.
a) partecipazione alle riunioni settimanali di equipe del centro,
numero di riunioni alle quali il volontario partecipa
b) partecipare alle riunioni quindicinali dei volontari del centro,
numero di riunioni alle quali il volontario partecipa
c) partecipare occasionalmente alle supervisioni dell’equipe,
numero di riunioni alle quali il volontario partecipa
d) assistere gli operatori nella manutenzione ordinaria e straordinaria del centro
ore dedicate dal volontario a supporto degli operatori per attività di manutenzione
del centro
e) partecipare alla programmazione e realizzazione di nuove attività.
Ore dedicate ad attività di programmazione di nuove attività
Ore/giornate dedicate alla realizzazione di nuove attività
Numero di nuove attività alle quali il volontario partecipa in fase di programmazione
Numero di nuove attività alle quali il volontario partecipa in fase di realizzazione
Per quanto riguarda le metodologie, verrà utilizzato il semplice metodo
dell’osservazione diretta, supportato dallo strumento base, utile per tutte le attività,
di schede di rilevazione e registrazione contenenti, per ogni attività, i “campi”
relativi alla ricorrenza dei singoli “fenomeni” osservati. Nell’elencazione fornita
sopra degli indicatori monitorati per ogni attività, non abbiamo quindi ripetuto la
presenza di tali metodologie e strumenti base. Sono indicati strumenti ulteriori solo
in caso di utilizzo di supporti strumentali diversi da quelli comuni a tutte le azioni.
Per ogni attività, la rilevazione analitica dei dati di monitoraggio avviene in corso
d’opera; per le attività di durata più lunga (oltre i tre mesi) viene fatta un’analisi
sintetica in itinere (indicativamente a metà periodo di ogni attività), al fine di poter
dare un giudizio (o meno) di “buon funzionamento” dell’attività e al fine di di
rilevare l’eventuale necessità di interventi correttivi; al termine dell’attività viene
fatta una valutazione a consuntivo sulla base dell’insieme dei dati raccolti dal
monitoraggio in corso d’opera.
Un ulteriore aspetto dell’attività di monitoraggio riguarda non tanto l’andamento
delle singole attività progettuali, quanto piuttosto l’andamento del progetto di
servizio civile assegnato a ciascun volontario.
In questo caso vengono usate metodologie e strumenti diversi da quelli utilizzati per
il monitoraggio delle singole attività e, necessariamente, di tipo più qualitativo.
Nella fase di avvio del periodo di servizio civile, l’Associazione procede, tramite
intervista individuale, alla raccolta delle seguenti informazioni:
- dati generali del volontario (anagrafici e c.v. formativo ed esperienziale)
- aspettative e suoi obiettivi personali
A quattro e ad otto mesi dall’inizio del progetto, due ulteriori momenti di colloquio
individuale sono tesi a rilevare:
- dati generali dell’esperienza di servizio civile svolta nei primi periodi
- quantità e tipologia delle attività svolte dal volontario
- numero ore/giornate dedicate ad ogni attività
- risorse umane coinvolte e con le quali si è rapportoatonelle specifiche attività di
progetto
- risorse strumentali e tecniche utilizzate
Al termine del periodo di servizio, un ultimo momento di colloquio rileverà infine
dati generali dell’esperienza di servizio civile svolta dal volontario
- numero ore/giornate e tipologia delle attività svolte dal volontario
- riepilogo delle risorse umane e tecnico/strumentali coinvolte nelle specifiche
attività di progetto
- difficoltà riscontrate
- informazioni ulteriori sull’anno di servizio svolto (rapporto con l’OLP, lavoro di
equipe, percezione di soddisfazione, ecc)
Per quanto riguarda invece l’ “efficacia” delle azioni previste dal progetto, l’attività
di “verifica” da noi svolta riguarda la capacità che la realizzazione delle azioni
progettuali ha avuto nel raggiungimento degli obiettivi specifici (sezione 7) del
progetto; ciò avverrà utilizzando gli indicatori da noi proposti e, soprattutto,
misurando sia il gap accrescitivo rispetto alla “situazione attuale” da noi descritta,
sia la capacità del progetto di raggiungere i valori target attesi da noi stessi definiti;
ovvio evidenziare che, nel caso di pieno raggiungimento dei “risultati attesi” il
progetto avrà registrato una buona efficacia, in caso contrario l’attività di
valutazione dovrà procedere ad un’analisi delle cause, anche al fine di intervenire
per ridurre l’impatto delle problematiche rilevate o delle anomali registrate in fase di
nuove progettazioni.
Per quanto riguarda il “MONITORAGGIO REGIONALE” si allega dichiarazione di
impegno come richiesto con D.G.R. 993 del 3 agosto 2012.
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Requisiti che costituiranno titolo preferenziale nella scelta dei candidati:
- Diploma di scuola media superiore in campo umanistico
- Laurea in scienze della formazione primaria, dell’educazione, psicologia,
mediazione interculturale
23)
Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla
realizzazione del progetto:
Acquisto materiali
400 euro
Acquisto e noleggio attrezzatura
600 euro
Produzione materiale informativo e pubblicitario 500 euro
Consulenza informatica
300 euro
Formazione specifica
600 euro
Risorse umane aggiuntive
1.000 euro
TOTALE
2.900 euro
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
Ente copromotore:
La Comunità - società cooperativa sociale onlus
Via Brignole DeFerrari 6/9
16125 Genova
L’Ente sosterrà il progetto fornendo la Formazione Generale
Ente partner:
Giardini Luzzati Nuova Associazione – Associazione di promozione sociale
Piazza Invrea 8/12
16123 Genova
L’Ente partecipa al progetto mettendo a disposizione le seguenti risorse:
1 operatore culturale
5 volontari
Supporto logistico alla realizzazione degli eventi territoriali (feste, iniziative,
animazioni)
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
I locali del centro e l’attrezzatura (giochi, materiali laboratorio, stanza studio, etc) di
cui questo è fornito saranno impiegate nella realizzazione del progetto.
A questi si aggiungono l’affitto di un campetto da calcio e una palestra che viene
concessa a titolo gratuito per le attività sportive.
Si aggiungono le attrezzature per l’animazione territoriale che prevedono:
- Materiale per l’animazione
- Giochi gonfiabili
- Allestimento spazio bambini presso i Giardini Luzzati
Verrà inoltre allestita idonea sala attrezzata per lo svolgimento della formazione
specifica munita di:
- Videoproiettore
- Pc
- Materiale didattico
Una postazione internet sarà a disposizione dei volontari, attraverso di essa questi
potranno seguire la promozione online e avere un canale diretto con UNSC,
Regione, Tavoli della Consulta:
- Pc con connessione a internet
- Stampante
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Non esistono accordi specifici con le Università per il riconoscimento del tirocinio.
L’Ente si impegna comunque a produrre valida documentazione utile al
riconoscimento dei crediti formativi.
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
Non esistono accordi specifici con le Università per il riconoscimento del tirocinio.
L’Ente si impegna comunque a produrre valida documentazione utile al
riconoscimento del tirocinio.
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Lo svolgimento dell’intero percorso di Servizio Civile (dal momento
dell’inserimento nel gruppo, dalla formazione generale e specifica, dalla
partecipazione allo svolgimento delle attività previste, fino alla verifica finale),
presenta le caratteristiche di un “ambiente di apprendimento”, che permetterà al
volontario di acquisire una gamma articolata di competenze le quali la cui
certificazione può rappresentare una passerella per agevolare l’inserimento e/o la
permanenza nel mercato del lavoro, nonché un momento di crescita individuale e
professionale.
Le competenze acquisibili al termine del percorso di servizio civile qui proposto
riguardano:
- la conoscenza dei servizi sociali a livello locale
- la conoscenza dei servizi erogati dal Ce.Sto
- la conoscenza della configurazione sociale del centro storico genovese
- il saper lavorare in équipe
- il saper gestire con efficacia il rapporto con il pubblico delle diverse fasce
d’età
- il saper cogliere esigenze e bisogni
- l’assunzione e gestione di responsabilità
- la capacità propositiva
- il problem solving
- la programmazione e la gestione di iniziative a carattere educativo e culturale
- la conoscenza di tecniche ludiche e di animazione
- la gestione di laboratori artistico-creativi a tema
- la gestione di attività sportive a fini educativi
- la gestione di attività di doposcuola.
- il sapersi rapportare all’interno dei diversi ambiti e situazioni
- la gestione di impegni e scadenze
Ai fini del curriculum vitae, la partecipazione al periodo di servizio civile potrà
essere registrata all’interno del “libretto formativo” avverrà secondo le modalità
previste dalla Regione Liguria, LEGGE REGIONALE 11 maggio 2009, n. 18 Sistema educativo regionale di istruzione, formazione e Orientamento - Capo II
Riconoscimento, certificazioni e titoli - Art. 82 Libretto formativo, che dice:
“1. Il libretto formativo registra il curriculum dell’allievo, la carriera scolastica e i
titoli conseguiti, i corsi di formazione professionale frequentati, le caratteristiche
dell’alternanza scuola lavoro, del tirocinio e le qualifiche ottenute.
2. Nel libretto di cui al comma 1, possono essere iscritti anche gli attestati di
frequenza relativi a percorsi dell'educazione non formale, le competenze ed i crediti
formativi comunque acquisiti e documentati, compresa la formazione in
apprendistato.”
Il processo per la validazione e la certificazione delle competenze rilasciata dal
Ce.Sto sarà resa possibile grazie alla collaborazione e alla supervisione di
Universitas Genuensis Ente di Formazione, organismo formativo riconosciuto dalla
Regione Liguria con decreto n.3034 del 22.12.2000 (iscrizione all’Albo Regionale
degli Enti di Formazione), accreditato Regione Liguria (Deliberazione della Giunta
Regionale Ligure n.965 del 6.8.03 “Approvazione esiti della valutazione dei requisiti
ai fini dell’accreditamento delle sedi formative degli organismi del sistema
formativo ligure” e successivi aggiornamenti per il mantenimento
dell’accreditamento), certificato in sistema di qualità ISO 9001:1994, per
"l'erogazione di servizi formativi" con United Register of System e, dal 2003, in
possesso dell’aggiornamento ISO 9001:2000 per “Progettazione ed erogazione di
interventi formativi, servizi di orientamento al lavoro e di sostegno alla creazione di
nuova impresa”.
Dal punto di vista strettamente documentale, le competenze validate al termine del
percorso di servizio civile saranno indicate all’interno di un’apposita “Scheda
bilancio dell’esperienza individuale” (vedi in allegato) rilasciata dall’Associazione.
In riferimento a quanto richiesto dalla DGR 993 del 3 agosto 2012 (Punteggi
regionali aggiuntivi ad integrazione di quelli previsti nelle griglie di valutazione dei
progetti di servizio civile nazionale), le “modalità di effettuazione per il bilancio
delle esperienze individuali” prevede, nella fase di inizio progetto, la realizzazione
di un momento, tramite colloquio individuale, finalizzato alla ricostruzione delle
esperienze professionali e alla definizione delle competenze in termini di
conoscenze, competenze ed abilità relazionali nel momento di ingresso; viene inoltre
avviata una riflessione finalizzata all’evidenziazione dei punti di forza e a quelli di
debolezza, delle eventuali aree di sviluppo oltre ad una esplorazione degli interessi
professionali.
Nella fase finale del percorso vengono invece
- rilevate le competenze aggiuntive acquisite rispetto a quelle presenti nella fase
iniziale
- quantificati e qualificati i miglioramenti riscontrati rispetto alle competenze già
presenti nella fase di ingresso
potendo così procedere alla definizione di un bilancio finale dell’esperienza, utile
come bagaglio personale del volontario per l’identificazione delle potenzialità
individuali suscettibili di essere investite nell’elaborazione di un progetto personale
per il periodo successivo a quello del servizio civile.
Il nominativo del rappresentante dell’Associazione che curerà questa attività è
quello della Signora Valentina Giovine, educatrice e formatrice
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
La Comunità Società Cooperativa Sociale Onlus
Via Brignole De Ferrari 6/9
16125 GENOVA
30) Modalità di attuazione:
La Formazione Generale prevede la collaborazione tra enti di 3° e 4° classe iscritti
all’Albo della Regione Liguria.
L’ente attua, dal 2008, la Formazione in collaborazione con la Coop. Soc. La
Comunità e l’Associazione San Marcellino.
Tale formula è utilizzata in virtù della condivisione dei valori promossi dagli enti e
legati alla coscienza di “cittadinanza attiva”, tematica su cui si snodano i contenuti
della formazione proposta.
La formazione generale sarà svolta per la Cooperativa e L’associazione Il Ce.sto da
Alessandra Risso (formatrice accreditata presso l’UNSC per l’erogazione della
formazione generale ed accreditata dal 2007 all’Albo della Regione Liguria) e per
l’Associazione San Marcellino dal loro formatore accreditato.
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Nell'educazione alla pace lo scopo perseguito non è quello di trasmettere
informazioni e replicare un "prodotto" già prefigurato bensì il creare situazioni
problematiche - in un'ottica di problem solving e di educazione al "pensiero
divergente" - in cui il giovane sia attivo e creativo costruttore della propria
formazione, secondo esiti non prefigurabili a tavolino (e non riconducibili ad
un'educazione al "pensiero convergente").
In questo senso l’educazione alla pace (secondo i punti declinati nella della “Carta
Etica dei Diritti e dei Doveri” del Servizio Civile) non è mera trasmissione di
contenuti ed informazioni "diverse", quali ad esempio concetti di nonviolenza, di
disarmo, conflitto ecc. Riteniamo infatti che a partire dalla trasmissione di
informazioni sia necessario giungere alla formazione di una personalità critica e
creativa che sappia mettere in discussione e sia pronta a mettersi in discussione, in
un certo senso rifiutandosi di accettare “passivamente” i dati dell'esperienza. Al fine
dello sviluppo di una “coscienza critica” parte integrale e fondante del progetto.
La formazione verrà erogata, in coerenza con quanto previsto dall’art. 1 della l. n.
64/2001 e dall’art. 11 del D. Lgs.vo 77/02, con l’ausilio delle seguenti metodologie
didattiche:
- lezioni frontali che si avvarranno dell’ausilio di relatori, schede informative,
dispense e video;
- dinamiche non formali che vedranno il coinvolgimento dei giovani al fine di
creare un’identità di gruppo. In tale sede saranno utilizzati: role-playing,
giochi di cooperazione e di simulazione, giochi di conoscenza e di
valutazione.
Non si prevede l’utilizzo della modalità di formazione a distanza.
33) Contenuti della formazione:
La Formazione Generale fornita ai giovani che scelgono di svolgere un anno
Servizio Civile presso gli Enti coinvolti vuole essere un “valore aggiunto” e
incentra sull'esigenza di educare al rispetto della persona umana e sui bisogni
sperimentare un apprendimento dei principi della cittadinanza attiva per favorire
di
si
di
lo
sviluppo e la crescita della cultura alla pace come educazione/risoluzione del
conflitto.
I termini di “educazione/risoluzione del conflitto” e di “educazione alla pace”
implicano lo stimolo di un “pensiero critico” finalizzato al confronto adulto e
consapevole con le tematiche trattate.
La Formazione si sviluppa sulle tematiche dell’educazione alla pace, non intesa
quale “passività di fronte all'ingiustizia” ma come educazione al conflitto gestito in
modo costruttivo e creativo per una crescita collettiva culturale e sociale.
Verranno utilizzate testimonianze sia dei fondatori dell’educazione alla gestione
nonviolenta dei conflitti (S. Francesco, Ghandi, M.L. King e Don Lorenzo Milani)
sia testimonianze tratte dalle esperienze promosse ed attuate da Maria Montessori
(educazione quale "arma per la pace" per creare una società di persone che
costituiscano forza attiva), Aldo Capitini, (per il quale i principi essenziali
dell'educazione alla pace sono: educare alla diversità attraverso il dialogo e
l'apertura reciproca; educare alla disobbedienza, intesa nel senso dello sviluppo dello
spirito critico; educazione alla nonviolenza per uscire dal dualismo violenzadebolezza ed apprendere le tecniche del metodo nonviolento, basato sull'uso del
consenso-dissenso), Danilo Dolci (che in Sicilia ha sviluppato un discorso di
educazione alla pace globale come sforzo di auto-liberazione dalla violenza
strutturale che interessa gli schemi psicologici, le strutture socio-politiche ed i valori
ormai fossilizzati, per contrapporre un'azione educativa nonviolenta e costruttiva) e
Augusto Boal (fondatore della metodologia del “Teatro dell’Oppresso” in Brasile, in
Sud-America ed in Europa).
Moduli Formativi e Tematiche
I moduli proposti si riferiscono alle “Linee guida per la formazione generale dei
giovani in servizio civile nazionale”, approvate il 4 aprile 2006 dall’UNSC, ed
affrontano i principi basilari e le norme su cui si fonda il Servizio Civile.
La formazione sarà erogata nell’arco dei primi mesi di Servizio seguendo uno
schema di giornate formative full immersion.
Grazie alla proficua collaborazione con gli enti di servizio civile del Tavolo
Genovese (a cui partecipano enti di 1° ed enti di 4° classe senza distinzioni di
appartenenza ma con reciproco riconoscimento delle specificità e delle singole
competenze) in ogni modulo sarà possibile offrire ai giovani l’occasione di incontro
e confronto con alcuni “Testimoni Privilegiati” che offriranno loro personali
memorie di esperienze vissute in merito ai temi trattati.
Nel corso degli anni è stato possibile stabilire solide basi di scambio e
collaborazione con differenti enti e realtà tra cui Caritas, Arci e Regione: i contributi
che i relatori invitati in formazione hanno offerto ed offrono ai ragazzi sono di alto
livello qualitativo e promuovono occasione di scambio, stimoli alla riflessione e
crescita della consapevolezza.
Di seguito si elencano, in linea di massima, le tematiche affrontate nel corso della
formazione:
I° incontro
- Presentazione dell’Ente: tavola rotonda e dibattito affidati ai legali
rappresentanti degli enti coinvolti
- La Carta di impegno etico e Diritti e Doveri del volontario in Servizio Civile:
il ruolo del volontario e la normativa concernente la disciplina dei rapporti
tra enti e volontari del servizio civile nazionale. I principi basilari su cui si
fonda il Servizio Civile declinato attraverso brain storming e dibattito con i
giovani.
II° incontro
- Il dovere di Difesa della patria: testimonianza privilegiata di operatori degli
enti che hanno svolto il Servizio di Leva e l’obiezione di Coscienza.
Riflessioni e stimoli.
- La difesa civile non armata e nonviolenta: tecniche e metodi della difesa non
armata e nonviolenta, contestualizzazione storica.
Obiettivo: a partire della Costituzione italiana
1. analizzare i concetti di difesa civile o difesa non armata per ricercarne il
significato nel contesto culturale dei giovani volontari e il valore che gli
stessi concetti possono rivestire nell’odierna società globalizzata;
2. affrontare le tematiche della pace, dei diritti umani, della cooperazione tra i
popoli e della gestione, trasformazione e risoluzione non violenta dei
conflitti.
III° incontro
- Dall’Obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica,
affinità e divergenze tra le due realtà – (Esperto Caritas Genova).
Partendo dalla legge n. 64/01 si ripercorrono le tappe principali della storia
dell'obiezione di coscienza e del servizio civile per mettere in evidenza:
• i fondamenti istituzionali;
• gli elementi di continuità e di discontinuità fra il “vecchio”
servizio civile degli obiettori di coscienza e il “nuovo”
servizio civile volontario.
IV° incontro
- Il conflitto e la sua gestione. Metodi e tecniche di risoluzione dei conflitti a
confronto: Jacqueline Morineau, l’approccio della mediazione, Pat Patfoord,
la Risoluzione Nonviolenta dei conflitti. Role playing e discussione in aula.
V° incontro
- SCN, associazionismo e volontariato: (Esperto ARCI Liguria) Obiettivi:
• descrivere affinità e differenze tra le varie figure che operano
sul territorio nell’impegno in interventi di utilità sociale per
attribuire un significato concreto ai concetti di “servizio” e di
“servizio civile”;
• illustrare le competenze del Terzo Settore negli ambiti in cui
opera il servizio civile.
- La protezione civile (esperti Regione Liguria Ufficio protezione Civile): La
protezione civile: elementi di protezione civile intesa come difesa
dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni.
VI° incontro
- Il lavoro per progetti: verranno illustrate le metodologie del lavoro per
progetti utilizzate dall’Associazione, dalla Cooperativa La Comunità e
dall’Associazione San Marcellino, compresa la fase della valutazione di
esito, di efficacia ed efficienza del progetto, e la valutazione della crescita
umana dei volontari in servizio civile.
- La solidarietà e le forme di cittadinanza
Obiettivi:
1. riflettere sui principi costituzionali di solidarietà sociale, di libertà ed
eguaglianza e sui possibili ostacoli alla loro attuazione;
2. partendo dall’analisi e dalla discussione di vissuti personali, favorire la
riflettere sul concetto di cittadinanza attiva;
3. analizzare il concetto di cittadinanza come appartenenza ad una collettività
che interagisce su un determinato territorio e il rapporto tra le istituzioni e le
organizzazioni della società civile ai fini della promozione umana e della
difesa dei diritti delle persone;
4. valutare le dinamiche internazionali legate alla globalizzazione e i loro effetti
a livello nazionale e locale;
5. favorire e stimolare un approccio multiculturale nell’affrontare le questioni
sopra esposte.
Nel corso dei moduli declinati focus specifico della formazione sarà incentrato sulla
tematica “Identità del gruppo in formazione” su cui si lavorerà in maniera
continuativa nell’arco di ogni giornata attraverso dinamiche esperienziali, role
playing e simulazioni.
Verranno utilizzate anche le seguenti metodologie:
- ascolto empatico e circle time, allo scopo di favorire la conoscenza
reciproca e generare un clima collaborativo
- brainstorming, per dare spazio a originalità e creatività
- procedure di debriefing, per una sintesi riflessiva ed una crescita della
consapevolezza individuale
Obiettivi:
1. definire l’identità del gruppo dei volontari in servizio civile individuando le
caratteristiche che ne costituiscono la specificità;
2. analizzare aspettative, motivazioni e obiettivi individuali dei volontari
3. creare consapevolezza del contesto entro il quale si sviluppa l’esperienza
del servizio civile e riconoscerne le potenzialità dei singoli
4. verificare efficacia ed efficienza delle dinamiche di processo di gruppo.
In funzione dell’approfondimento dei moduli formativi (“FORMAZIONE
GENERALE AGGIUNTIVA” come richiesto con D.G.R. 19 del 15/01/2010) è
inoltre previsto lo svolgimento di una formazione aggiuntiva, con particolare
riferimento al modulo 6 “La solidarietà e le forme di cittadinanza”.
I contenuti di tale formazione aggiuntiva saranno così articolati:
- per quanto riguarda i temi legati al sistema del welfare nazionale sarà
utilizzato come traccia il Piano sociale integrato (Psir) 2007/2010 della
Regione Liguria, in particolare focalizzando l’attenzione sui seguenti
contenuti: gli scenari delle politiche sociali, nazionali e locali; il ruolo degli
enti locali secondo la legge regionale della Regione Liguria 12/06; ATS e
CSMF; le politiche per le pari opportunità, per la non discriminazione e la
crescita sociale. L’argomento sarà affrontato attraverso la testimonianza di
un esperto.
- per quanto riguarda le dinamiche internazionali lette attraverso un approccio
multiculturale la formazione sarà centrata prevalentemente sulla conoscenza
di uno o più progetti di cooperazione internazionale. Questo tema permetterà
infatti di sviluppare ed accrescere le conoscenze inerenti le politiche di
cooperazione Internazionale (in base alle Linee guida MAE – Obiettivi per il
Millennio) inerenti:
1. la collaborazione con i PVS,
2.
3.
4.
5.
gli interventi di Emergenza,
le tematiche della povertà nei PVS,
lo sfruttamento iniquo delle risorse (vertice di Cancun)
la protezione internazionale delle vittime nell’emergenza umanitaria:
principi, pratica e fondamenti.
6. la dimensione di genere nelle emergenze umanitarie
Si farà pertanto riferimento a: progetti di sviluppo e progetti di economia
alternativa utilizzando testimonianze di operatori esperti nel settore in
oggetto.
- un ulteriore modulo approfondirà la seguente tematica: la Legge della
Regione Liguria sul Servizio Civile (L.r. 11/2006). In questo modulo, grazie
all’esperienza svolta dagli enti nel corso degli anni, sarà declinata la legge
regionale sul servizio civile, indirizzata ai cittadini che non hanno diritto di
accesso al servizio Civile Nazionale: minorenni, stranieri, e minori e/o adulti
provenienti dal circuito penale.
34) Durata:
Totale 48 ore distribuite in 6 moduli formativi di 8 ore e composte da:
24 ore in lezione frontale;
24 ore in dinamiche non formali (attività di gruppo: distribuite nei 6 moduli).
Tali ore risulteranno così suddivise:
− 42 ore basate sui moduli formativi definiti dalle Linee guida per la
formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale UNSC
4/4/2006;
− 6 ore di formazione aggiuntiva rispetto ai moduli 4 e/o 6 delle stesse
Linee guida, secondo le indicazioni fornite dalla Regione Liguria in
merito all’attribuzione dei punteggi regionali aggiuntivi.
Nell’ambito delle 42 ore di cui sopra, 2 ore saranno dedicate alla presentazione della
storia, delle caratteristiche specifiche e delle modalità organizzative ed operative
dell’ente proponente.
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
Associazione Il Ce.Sto – Centro Sociale I Giustiniani
Vico Vegetti, 2
16123 Genova
36) Modalità di attuazione:
In proprio con volontari dell’associazione o con consulenti privati.
Un membro del direttivo dell’associazione si occuperà del tutoraggio della
formazione specifica predisponendo il calendario delle formazioni , occupandosi di
organizzare l’aula con gli strumenti necessari ai docenti, occupandosi della tenuta
del registro presenze.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Signora Valentina Giovine
Dottor Marco Montoli
Dottor Mario Calbi
Dottor Alfredo Marangon
Signor Alexandru Teodurescu
Dottor Si Mohamed Kaabour
Genova, 05/06/1981
Genova, 01/04/1973
Genova, 07/10/1942
Torino, 12/06/1949
Romania, 18/06/1986
Marocco, 2/11/1981
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Formatore di riferimento
Titoli ed esperienza
Valentina Giovine
Educatrice
Esperta in tecniche di animazione
Educatore esperto in educativa di strada
Presidente e coordinatore delle attività
dell’Associazione Il Ce.Sto
Assistente sociale
Ex assessore ai servizi sociali del Comune di Genova
Formatore e docente universitario di servizio sociale
Architetto
Coordinatore dell’attività di alfabetizzazione per
adulti stranieri presso la Casa di Quartiere GhettUp
Psicoterapeuta
Supervisore esperto di équipe educative
Mediatore culturale
Formatore e mediatore educativo
Coordinatore dell’area accoglienza
dell’Associazione
Esperto in fenomeni migratori
Marco Montoli
Mario Calbi
Alexandru Teodorescu
Alfredo Marangon
Si Mohamed Kaabour
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Lezioni frontali. Formazione d’aula con sussidi didattici ( slides, lucidi, schede).
Dinamiche non formali: esercitazioni, giochi di ruolo, simulazioni, lavoro di gruppo
e laboratori di apprendimento attivo.
Non si prevedono modalità di formazione a distanza
I volontari SCN potranno inoltre confrontarsi con gli OLP e i rappresentanti
dell’Associazione riguardo una eventuale, e auspicabile, partecipazione attiva alle
attività associative al di là dell’esperienza di Servizio Civile come già accaduto per 3
volontari che hanno prestato servizio nel 2009 e 2 volontari che hanno prestato
servizio nel 2010 che sono entrati a far parte dell’organizzazione ricoprendo anche
ruoli di direzione e rappresentanza (consiglio direttivo) e continuando a svolgere
attività di volontariato.
Per quanto richiesto dall’All.1 alla DGR 993 del 3.8.2012, rimandiamo a quanto già
indicato al punto 28 del formulario.
40) Contenuti della formazione:
I contenuti proposti dalla Formazione Specifica ineriscono le seguenti aree:
1. metodologie dell’intervento educativo
2. l’intercultura e il lavoro di rete
3. strumenti per la gestione del gruppo dei minori
Declinazione dei temi trattati nei moduli proposti
Modulo A. Il gioco. Teatro della relazione educativa
Il gioco come strumento educativo
I giochi cooperativi,
i giochi di gruppo
15 ore
Signora Valentina Giovine
Modulo B. Strumenti per l’aggancio e la gestione del gruppo informale
L’approccio diretto e quello indiretto
Gruppi formali e gruppi informali: limiti e potenzialità
I gruppi informali in situazione educativa
Le dinamiche relazionali nei gruppi informali
La peer education
10 ore
Dottor Marco Montoli
Modulo C – Il lavoro di rete e la progettazione territoriale
Il lavoro di rete
Costruire la rete: i soggetti, gli obiettivi, il progetto
La progettazione territoriale
Metodi e tecniche dell’intervento educativo in “bassa soglia”
10 ore
dott. Marco Montoli
Modulo D: il mandato costituzionale dei servizi alla persona
Principi costituzionali e servizi alla persona
Sistemi di welfare: caratteristiche e sviluppo storico
I servizi alla persona e i diritti individuali
Servizi pubblici e servizi privati
Il principio della sussidiarietà
10 ore
Dottor Mario Calbi
Modulo E: le due facce della città
La Casa di Quartiere GhettUp come esempio di riqualificazione urbana
Partecipazione e cittadinanza attiva: l’analisi di un caso
La rete dei soggetti coinvolti e le attività realizzate
5 ore
Dottor Alexandru Teodorescu
Modulo F. – Lingua italiana e integrazione
L’attività di alfabetizzazione in lingua italiana per adulti stranieri
La conoscenza della lingua come strumenti di integrazione sociale
La centralità della relazione nell’apprendimento della lingua
5 ore
Dottor Alexandru Teodorescu
Modulo G : l’approccio interculturale nella relazione educativa
Principi di educazione interculturale
Introduzione all’osservazione del fenomeno migratorio
L’accoglienza dei minori stranieri nelle scuole
15 ore
Dottor Si Mohamed Kaabour
Modulo H. l’approccio psicoanalitico nella relazione educativa
La parola e l’incontro
Le parole dell’altro
La supervisione come strumento di tenuta dell’operatore
10 ore
Dottor Alfredo Marangon
41) Durata:
80 ore complessive
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Le modalità con le quali vengono svolte le attività di monitoraggio della formazione
(sia generale che specifica), prevedono le attività di seguito descritte e si
configurano come una serie di azioni di osservazione e di controllo dell’intero
processo formativo nel suo iter evolutivo (nelle sue diverse fasi e nelle sue diverse
componenti); l’attività di osservazione raccoglie i dati e le informazioni necessari
per una valutazione periodica dell’attività, finalizzata a sua volta a cogliere i punti di
forza ed i punti di debolezza dell’impostazione adottata. L’analisi così svolta
permette quindi sia di intervenire in corso d’opera (per rafforzare gli aspetti migliori
e per intervenire su quelli di debolezza, procedendo ad una serie di correttivi e ad
una riprogettazione di dettaglio in itinere), sia da fare a posteriori un bilancio
complessivo di valutazione dell’iter formativo, utile per la progettazione di future e
nuove edizioni dell’attività.
Dal punto di vista strettamente quantitativo, l’attività di monitoraggio della
formazione si configura come una sorta di “controllo di gestione” dell’attività
formativa, rilevando l’ “andamento” dell’attività e, quindi, i dati relativi allo
sviluppo cronologico della formazione (ore corso, ore docenza, ore presenza per
allievo, eventuali ore assenza, ecc.); sulla base di alcuni valori soglia predefiniti (ad
esempio, ore corso/mese; percentuale ore assenza, ecc.) la rilevazione dei dati
permetterà in corso d’opera di individuare tempestivamente la presenza di situazioni
anomale, potenziali sintomi di problematiche, e di intervenire con appositi interventi
correttivi da parte del responsabile della formazione.
Più articolato il monitoraggio “qualitativo” che viene incentrato su diversi aspetti
prevalenti:
l’apprendimento dei partecipanti
la qualità percepita dai partecipanti stessi
la qualità percepita dai diversi attori coinvolti nel processo formativo
Il monitoraggio (e la conseguente valutazione) dell’apprendimento verrà svolta dai
singoli docenti, all’interno delle ore di insegnamento, con l’utilizzo di diversi
strumenti di verifica (prove scritte, test, colloqui e discussioni guidate di gruppo),
scelti da ogni docenti in base alle specifiche della materia di insegnamento. La
valutazione del livello di apprendimento, nei casi in cui alcuni partecipanti non
raggiungessero la soglia minima, porterà in primis all’individuazione di strumenti
per recuperare il “gap” mancante (momenti di autoformazione ulteriori, fornitura di
testi o materiali didattici aggiuntivi, incontri di “recupero” individuali o di piccolo
gruppo); infine, nei casi in cui non venissero comunque raggiunti i livelli minimi di
apprendimento, verranno segnalati dal docente al responsabile della formazione le
aree di “insufficienza” e, quindi, le competenze rispetto alle quali il partecipante non
è in grado dimostrarne il possesso.
La qualità percepita dai partecipanti avverrà attraverso la somministrazione di due
questionari (in itinere e finale), sia per la formazione generale che per la formazione
specifica, strutturati in maniera tale da cogliere il giudizio dei singoli allievi sulle
diverse componenti del singolo processo formativo (chiarezza e preparazione dei
singoli docenti, adeguatezza e completezza dei materiali didattici, adeguatezza della
logistica - sede, attrezzature didattiche -, presenza e disponibilità del tutor, ecc.).
I dati così raccolti verranno analizzati e valutati sia in maniera aggregata, così da
avere valori di giudizio medi per l’intero gruppo classe, sia a livello individuale, per
poter prendere in considerazione e intervenire su casi particolari e specifici. Le
conclusioni di questa attività saranno oggetto di “restituzione” sia al gruppo classe
che, se del caso, alle singole persone partecipanti.
La qualità percepita dai diversi attori prevede un momento di intervista con i singoli
docenti e/o con soggetti esterni con i quali i volontari sono entrati in contatto nel
corso dello svolgimento delle attività (non di tipo formativo), così da rilevare punti
di vista diversificati sull’atteggiamento e sul livello di preparazione dei singoli
partecipanti.
Quanto sopra descritto riguarda evidentemente l’attività di monitoraggio “interno”
svolta dal Ce.Sto.; a ciò si vanno ad aggiungere quelle parti del sistema di
monitoraggio “esterno” (Monitoraggio sulla formazione generale dei volontari in
servizio civile nazionale – Ufficio nazionale per il servizio civile), almeno per quelle
sezioni che si sovrappongono nematicamente con quelle del monitoraggio interno
(ad esempio, questionari sistema Helios).
Data
Il Responsabile legale dell’ente /
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
Note esplicative per la redazione dei progetti di servizio civile nazionale
da realizzare in Italia.
L’elaborato progettuale va redatto in maniera chiara, seguendo in modo puntuale la numerazione e
la successione delle voci riportate nella scheda.
Ente
1)
Indicare l'Ente proponente il progetto. Per gli enti iscritti agli albi regionali o delle
Province autonome, in caso di co-progettazione, indicare prima l’ente proponente il
progetto e poi gli altri enti intervenuti nella co-progettazione, specificando per questi ultimi
il codice di iscrizione all’albo.
2)
Indicare il codice di accreditamento dell’ente.
3)
Indicare l’albo di iscrizione, specificando se si tratta di albo nazionale, oppure
regionale. In questo ultimo caso necessita specificare l’albo della regione nella quale l’ente
è iscritto. Infine specificare la classe di iscrizione.
Caratteristiche del progetto
4)
Indicare il titolo del progetto (es: Città solidale, Giochiamo insieme…).
5)
Indicare il Settore e l’area di intervento del progetto con relativa codifica, utilizzando
i codici dell’allegato 3. In caso di progetti articolati su più aree di intervento la codifica va
effettuata tenendo presente l’area prevalente. E’ vietata la redazione di progetti per più
settori. Di contro pur essendo consentita la redazione di progetti per più aree all’interno
dello stesso settore, si consiglia, ai fini di una maggiore comprensione ed intelligibilità dei
progetti stessi, di limitare al minimo le aree di intervento nell’ambito dello stesso progetto,
soprattutto quando quest’ultimo è articolato su più ambiti territoriali diversi tra loro, anche
se questa opzione dovesse comportare la redazione di un numero superiore di progetti.
6)
Definire il contesto territoriale e dell’area di intervento entro il quale si realizza il
progetto descrivendo la situazione di partenza (situazione data) sulla quale il progetto è
destinato ad incidere, mediante pochi e sintetici indicatori. Il contesto è rappresentato dalla
ristretta area territoriale di riferimento del progetto e dall’area di intervento dello stesso. E’
opportuno, quindi, evitare di riportare indicatori a livello nazionale ed internazionale o
politiche generali di settore. Gli indicatori devono rappresentare in modo chiaro la realtà
territoriale entro la quale è calato il progetto, con particolare riferimento all’area di
intervento nella quale si vuole operare. In presenza di attività difficilmente misurabili
attraverso indicatori numerici è possibile quantificare il numero degli interventi che si
intendono realizzare nell’arco di tempo di durata del progetto, proponendone una accurata
descrizione. Gli indicatori sono scelti dall’ente proponente il progetto. (Es.I Assistenza
anziani in un comune: popolazione complessiva del comune, popolazione del comune con
età superiore ai 65 anni, altri enti che già si occupano degli anziani nell’ambito territoriale
prescelto; Es II Salvaguardia ambientale e prevenzione antincendio dei boschi: ettari di
bosco dell’area territoriale di intervento, ettari di bosco che il progetto intende sottoporre a
sorveglianza; frequenza degli incendi ed ettari di bosco distrutti negli ultimi 5 anni, altri
enti che operano nello stesso campo; Es. III Salvaguardia beni artistici e storici: bacini
archeologici, monumenti storici o artistici presenti nell’area, breve descrizione del loro
valore artistico, storico o archeologico. Riferimenti ad eventuali lavori analoghi svolti negli
anni precedenti sui beni in argomento presenti sul territorio e ad altri enti operanti nel
settore nell’ambito territoriale interessato dal progetto). Individuare i destinatari diretti del
progetto, cioè soggetti o beni pubblici/collettivi favoriti dalla realizzazione del progetto,
quelli su cui l’intervento va ad incidere in maniera esplicita e mirata e che costituiscono il
target del progetto. Normalmente il progetto ha effetto anche su altri soggetti che
costituiscono i beneficiari favoriti indirettamente dall’impatto del progetto sulla realtà
territoriale e dell’area di intervento.
7)
Descrizione degli obiettivi del progetto, tenendo presente la realtà descritta al
precedente punto 6) ed utilizzando possibilmente gli stessi indicatori in modo da rendere
comparabili i dati e le diverse situazioni all’inizio e alla fine del progetto. Si tratta di
indicare in modo chiaro cosa si vuole fare (situazione di arrivo), con la realizzazione del
progetto.
8)
Effettuare una descrizione del progetto e degli ambiti di intervento tenendo presente
il contesto e gli obiettivi descritti ai precedenti punti 6) e 7). In particolare occorre in primo
luogo individuare le azioni e le coerenti attività da porre in essere per il raggiungimento
degli obiettivi fissati, ponendole anche in uno schema logico-temporale (diagramma di
Gantt) il più accurato e dettagliato possibile, che si presti ad una facile azione di controllo
concernente l’andamento delle attività stesse. In questo ambito devono necessariamente
essere individuati il ruolo dei volontari e le specifiche attività che questi ultimi dovranno
svolgere nell’ambito del progetto. Individuare, infine, tutte le risorse umane sia sotto il
profilo qualitativo che quantitativo necessarie all’espletamento delle attività previste dal
progetto e per il raggiungimento degli obiettivi in precedenza fissati. Pertanto, necessita
specificare non solo il numero delle risorse umane impegnate ma anche la professionalità
delle stesse coerenti con le attività da svolgere. Non vanno inserite nel computo le figure
dell’OLP, del RLEA, dei Formatori (per formazione generale e specifica), dei Selettori,
degli Esperti del monitoraggio e della valutazione ed ogni altra figura prevista dal sistema
del servizio civile nazionale relativa sia all’accreditamento, che alla realizzazione dei
progetti.
9)
Indicare il numero dei volontari richiesti per la realizzazione del progetto che non
può essere superiore alle 50 e non inferiore alle 4 unità – due per i progetti di competenza
delle regioni e delle province autonome - tenendo presente i precedenti punti 6), 7) e 8), in
quanto la congruità del numero dei volontari richiesti è rapportata al contesto entro il quale
si colloca il progetto, agli obiettivi fissati, alle azioni previste per la loro realizzazione. Per
i progetti articolati su più sedi di attuazione l’indicazione di almeno un volontario per sede,
deve essere effettuata per ogni singola sede alla successiva voce 16 della scheda. E’
opportuno controllare che il numero dei volontari inserito nel box 9), coincida con la
somma di quelli inseriti alla voce 16) della scheda progetto e con la somma dei box 10),
11) e 12). In caso di differente indicazione del numero dei volontari richiesti nelle diverse
voci della scheda progetto (9 e 16) è ritenuto valido il totale indicato alla voce 16 del
format progetto.
10) Indicare il numero dei volontari richiesti che usufruiscono della fornitura di vitto e
alloggio e le modalità di fruizione di detti servizi. Per i progetti articolati su più sedi di
attuazione l’indicazione dovrà essere effettuata per ogni singola sede nell’ambito del
procedimento di approvazione delle graduatorie.
11) Indicare il numero dei volontari richiesti che non usufruiscono di vitto e alloggio. Per
i progetti articolati su più sedi di attuazione l’indicazione deve essere effettuata per ogni
singola sede nell’ambito del procedimento di approvazione delle graduatorie.
12) Indicare il numero dei volontari richiesti che usufruiscono della fornitura del solo
vitto e le modalità di fruizione di detto servizio, con riferimento alle attività previste per la
realizzazione del progetto e all’orario giornaliero. Per i progetti articolati su più sedi di
attuazione l’indicazione deve essere effettuata per ogni singola sede nell’ambito del
procedimento di approvazione delle graduatorie.
13) Indicare il numero di ore di servizio settimanale dei volontari che non può essere
inferiore alle 30 ore (orario rigido). In alternativa indicare il monte ore annuo delle ore di
servizio che non può essere inferiore alle 1.400 ore (monte ore al netto delle giornate di
permesso previste per i volontari). In quest’ultimo caso occorre precisare le ore settimanali
obbligatorie che non possono essere inferiori a 12 ore (orario flessibile).
14) Specificare se il progetto si articola su 5 o 6 giorni di servizio a settimana. Detta
indicazione deve essere fornita anche se si adotta il monte ore annuo. Si ricorda che in
nessun caso è possibile articolare un progetto su un numero di giorni inferiore a 5.
15) Indicare eventuali condizioni e disponibilità richieste per l'espletamento del servizio
(es: pernottamento, disponibilità a missioni o trasferimenti, flessibilità oraria, impegno nei
giorni festivi…).
Caratteristiche organizzative
16) Pur conservando la progressione numerica nell’ambito della scheda progetto,
questa voce è posta fuori dal format al fine di consentire la sua compilazione
automatizzata nella parte relativa alle sedi di attuazione, che possono essere trasportate
sullo schema direttamente dagli archivi del programma Helios. Pertanto, il predetto
programma non prevede l’inserimento manuale delle sedi di attuazione. Ciò allo scopo di
eliminare i controlli incrociati tra il supporto cartaceo, i dati inseriti in Helios ed il
rispetto dei requisiti previsti dal decreto legislativo n. 81/2008 in materia di tutela della
salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La certezza che lo schema sia stato riempito
correttamente utilizzando le procedure previste dal programma Helios è accertata tramite
un codice di riconoscimento. L’invio dello schema senza il predetto codice non sarà preso
in considerazione ed il progetto risulterà incompleto e quindi non ammesso alla
valutazione di qualità. Premesso quanto sopra e che ogni riga rappresenta una sede di
attuazione del progetto, indicare per ogni sede interessata:
•
la sede di attuazione di progetto dell’ente presso il quale si realizza il progetto
come risulta indicata in fase di accreditamento. Il progetto può far capo sia a sedi alle
dirette dipendenze dell’ente accreditato, che a sedi facenti capo ad enti associati,
consorziati, federati o legati da vincoli canonico-pastorali o da accordi di partenariato
a quello accreditato;
•
il comune di ubicazione delle sedi di progetto;
•
l’indirizzo (via/piazza e numero civico) delle sedi di progetto;
•
il codice identificativo assegnato alle sedi interessate in fase di
accreditamento;
•
il numero dei volontari richiesti per le singole sedi;
•
il cognome, nome, data di nascita e codice fiscale degli Operatori Locali di
Progetto operanti sulle singole sedi. E’ fondamentale abbinare le singole sedi di
progetto con i singoli OLP. Si ricorda che a seconda dei settori di intervento del
progetto il rapporto OLP/N. dei volontari è pari a 1 OLP ogni 4 o 6 volontari. In caso
di presenza di due o più operatori locali di progetto su una singola sede occorre
inserire i nominativi ed i dati anagrafici richiesti senza cambiare riga. Fermo restando
il rapporto OLP/numero dei volontari (1 a 4, oppure 1 a 6) uno specifico OLP può
essere indicato per una singola sede di attuazione progetto e, avendone i requisiti, per
progetti diversi, purché realizzati nella stessa sede. Al fine di evitare che due enti
diversi immettano lo stesso nominativo con la conseguenza di dover respingere per
intero o tagliare le sedi di entrambi i progetti, il sistema avverte l’ente all’atto del
secondo inserimento dello stesso nominativo. I curricula degli OLP e le relative
autocertificazioni devono pervenire, a pena di esclusione, obbligatoriamente in
originale.
•
il codice fiscale, il cognome, nome e data di nascita degli eventuali
Responsabili locali di ente accreditato. E’ indispensabile che i singoli Responsabili
locali di ente accreditato siano abbinati alle singole sedi di progetto, anche se ciò
comporta ripetere lo stesso nominativo su più sedi di progetto. Al fine di evitare che
due enti diversi immettano lo stesso nominativo con la conseguenza di dover
respingere per intero o tagliare le sedi di entrambi i progetti, il sistema avverte l’ente
all’atto del secondo inserimento dello stesso nominativo. I curricula dei RLEA e le
relative autocertificazioni devono pervenire, a pena di esclusione, obbligatoriamente
in originale.
17) Indicare le eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile
nazionale con particolare riferimento alla proposta di SCN prevista dal progetto in cui sono
impiegati i giovani, in modo da collegare il progetto stesso alla comunità locale dove i
volontari prestano servizio. Specificare il numero di ore espressamente dedicato all’attività
di sensibilizzazione.
18)
Inserire:
•
criteri autonomi di selezione proposti nel progetto e descrivere i criteri
autonomi con i quali si vuole effettuare la selezione dei volontari. Necessita, a tal fine,
descrivere un sistema compiuto e coerente con le esigenze poste dall’attività del
progetto, con l’indicazione non solo delle modalità (es. colloquio, test attitudinali), ma
anche dei criteri di valutazione e della scala dei punteggi attribuibili. In ogni caso il
meccanismo di valutazione, fermo restando le cause di esclusione previste dal
presente prontuario, deve consentire l’attribuzione di un punteggio finale ad ogni
singolo candidato. I predetti criteri di valutazione devono essere resi noti ai candidati,
con adeguate forme di pubblicità, prima delle prove selettive. A questa voce è
attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che
non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe. Qualora i criteri
proposti risultino non idonei e funzionali alla formazione di una graduatoria l’Ufficio
e le RPA limiteranno detta voce, dando il punteggio zero ed obbligando l’ente ad
adottare i criteri di valutazione predisposti dall’Ufficio.
•
criteri UNSC, qualora l’ente intenda avvalersi dei criteri elaborati
dall’Ufficio, definiti ed approvati con la determinazione del Direttore Generale
dell’11 giugno 2009, n.173. A tal fine basta richiamare la predetta determinazione,
oppure non compilare la presente voce. Questa scelta per gli enti innanzi richiamati
comporta l’attribuzione del punteggio zero nella relativa voce.
•
criteri autonomi di selezione verificati nell’accreditamento per gli enti iscritti
alla 1^ classe dell’albo nazionale e degli albi regionali e delle Province autonome
Effettuare un semplice rinvio al sistema di selezione verificato dall’Ufficio nazionale
o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento;
•
criteri autonomi di selezione verificati nell’accreditamento e acquisiti da enti
di 1^ classe per gli enti iscritti alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito il predetto
servizio dai citati enti.
19) Specificare, inserendo SI nella casella, se per la selezione dei volontari è previsto il
ricorso a sistemi di selezione verificati dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e
Province autonome in sede di accreditamento, in caso contrario inserire NO. Gli enti
accreditati alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito da enti di 1^ classe il predetto servizio
sono tenuti a specificare da quale ente lo stesso è stato acquisito. Il punteggio acquisibile
per questa voce non è cumulabile con quello della precedente voce 18.
20) Elaborare un piano di rilevazione interno, completo di strumenti e metodologie,
incentrato sulla rilevazione periodica dell’andamento delle attività previste dal progetto
(cosa funziona e cosa non funziona nel progetto). Gli enti iscritti alla 1^ classe e quelli
iscritti alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito il predetto servizio da enti di 1^ classe
possono effettuare un semplice rinvio al sistema di monitoraggio verificato dall’Ufficio
nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento. Si
precisa che a questa voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli
di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe.
Qualora il piano proposto non risulti idoneo ai fini del rilevamento delle attività previste,
il progetto è escluso dalla valutazione di qualità. Il punteggio acquisibile per questa voce
è non cumulabile con quello della successiva voce 21.
21) Specificare, inserendo SI nella casella, se per il monitoraggio dei progetti è previsto
il ricorso a sistemi verificati dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province
autonome in sede di accreditamento, in caso contrario inserire NO. Gli enti accreditati alla
3^ e 4^ classe che hanno acquisito da enti di 1^ classe il predetto servizio sono tenuti a
specificare da quale ente lo stesso è stato acquisito. Il punteggio acquisibile per questa
voce non è cumulabile con quello della precedente voce 20 e della successiva voce 42.
22) Vanno indicati eventuali requisiti, oltre quelli previsti dalla legge 64 del 2001, che i
candidati devono necessariamente possedere per poter partecipare alla realizzazione del
progetto; in tal caso, l’assenza di tali requisiti preclude la partecipazione al progetto.
L’introduzione dei requisiti aggiuntivi (es: particolari titoli di studio e/o professionali,
particolari abilità, possesso di patente auto, uso computer, lingue straniere…) deve essere
adeguatamente motivata, esplicitandone le ragioni in relazione alle attività previste dal
progetto. In nessun caso potrà prevedersi, tra i requisiti, la residenza in un determinato
comune o regione. E’ consigliabile individuare requisiti facilmente verificabili attraverso
certificazioni, come ad esempio i titoli di studio.
23) Indicare l’ammontare delle eventuali risorse finanziarie aggiuntive che l’ente intende
destinare in modo specifico alla realizzazione del progetto. Si tratta di risorse finanziarie
non riconducibili a quelle necessarie per l’espletamento delle normali attività dell’ente
(spese postali, di segreteria, le quote di ammortamento delle macchine d’ufficio e le spese
del personale non dedicato in modo specifico alla realizzazione del progetto) e a quelle
impegnate dall’ente per far fronte agli obblighi imposti dall’accreditamento, ivi compresi
quelli per il personale. Non possono inoltre essere valutati i costi sostenuti per la
formazione generale dei volontari, che vengono coperti con il contributo corrisposto
dall’Ufficio nazionale. In particolare, i costi evidenziati dovranno trovare riscontro in
quanto indicato alla voce 25 (risorse tecniche e strumentali necessarie per la realizzazione
del progetto) e nelle voci relative alla formazione specifica.
24) Individuare i copromotori e partner che costituiscono la rete finalizzata ad una
migliore realizzazione del progetto. Specificare il loro concreto apporto alla realizzazione
dello stesso, allegando la documentazione dalla quale risulti il codice fiscale, gli impegni
assunti a firma del loro legale rappresentante. Detto apporto, riferito esclusivamente alle
concrete attività previste dal progetto, deve essere dettagliato e non generico e può
riguardare tutte le fasi di realizzazione dello stesso ad esclusione della formazione
(generale e specifica) e della certificazione delle competenze delle professionalità
acquisibili, per le quali è già prevista l’attribuzione di specifici punteggi. I predetti enti in
nessun caso possono essere sedi di attuazione dell’ente che presenta il progetto o di altri
enti accreditati, né iscritti autonomamente all’albo nazionale, regionale o delle province
autonome degli enti di servizio civile. Ai fini dell’attribuzione del punteggio possono
ricoprire il ruolo di copromotore o partner gli enti non profit, le società profit e le
Università.
25) Elencare le risorse tecniche e strumentali necessarie alla realizzazione del progetto,
evidenziandone l’ adeguatezza rispetto agli obiettivi. E’ necessario porre particolare
attenzione alla compilazione della presente voce, atteso che la sua omissione è motivo di
non accoglimento del progetto. Si ricorda che essa è strettamente collegata agli obiettivi
fissati alla voce 7 e alle attività previste alla voce 8 della scheda.
Caratteristiche delle conoscenze acquisibili
26) Indicare gli eventuali crediti formativi cui la partecipazione alla realizzazione del
progetto dà diritto, indicando l'Ente che riconosce i crediti ed allegare la copia degli
accordi intervenuti in merito. Gli accordi per il riconoscimento dei crediti devono essere
stipulati prima della presentazione del progetto. Pertanto, qualora i predetti accordi all’atto
della presentazione del progetto non siano stati ancora perfezionati è opportuno non
indicare nulla, attesa l’irrilevanza ai fini del progetto degli accordi in itinere e delle
semplici promesse. Nel caso in cui l’Università riconosca genericamente l’attribuzione di
crediti ai propri studenti impegnati nel servizio civile nazionale al di fuori di uno specifico
accordo con l’ente, dovrà allegarsi una nota dell’Università che esplicitamente riconosca
all’ente il beneficio per i propri volontari. Ai crediti formativi non è attribuito alcun
punteggio in fase di esame, valutazione e selezione dei progetti.
27) Indicare gli eventuali tirocini riconosciuti ai giovani per la partecipazione alla
realizzazione del progetto, specificando l'Ente che riconosce i tirocini ed allegare la copia
degli accordi intervenuti in merito. Possono essere allegati accordi che riguardano tirocini
necessari per poter accedere agli albi professionali, che danno luogo a crediti formativi,
ovvero effettuati presso altri enti a tal uopo abilitati da leggi regionali. Gli accordi per il
riconoscimento dei tirocini devono essere stipulati prima della presentazione del progetto e
non essere sottoposti ad alcuna condizione di natura discrezionale. Pertanto, qualora i
predetti accordi all’atto della presentazione del progetto non siano stati ancora perfezionati
è opportuno non indicare nulla, attesa l’irrilevanza ai fini del progetto degli accordi in
itinere e delle semplici promesse.
28) Specificare le competenze utili alla crescita professionale dei volontari acquisibili
con la partecipazione alla realizzazione del progetto. Le predette competenze devono
essere attinenti al progetto, certificate e riconosciute. Qualora l’ente che certifica e
riconosce le competenze acquisite sia terzo rispetto a quello proponente il progetto, occorre
e produrre copia degli appositi accordi, la cui stipula deve avvenire prima della
presentazione del progetto. Pertanto, qualora i predetti accordi all’atto della presentazione
del progetto non siano stati ancora perfezionati è opportuno non indicare nulla, attesa
l’irrilevanza ai fini del progetto degli accordi in itinere e delle semplici promesse.
Formazione generale dei volontari
29) Indicare la sede di realizzazione della formazione, la quale può essere anche diversa
da quella di realizzazione del progetto.
30) Specificare se la formazione è effettuata:
a)
in proprio, presso l’ente con formatori dell’ente;
b)
in proprio, presso l’ente con servizi acquisiti da enti di servizio civile di 1^
classe;
c)
dalla Regione o Provincia autonoma, attraverso enti dotati di specifica
professionalità (per i soli enti iscritti alla 3^ e 4^ classe);
scegliendo tra le opzioni innanzi previste ed indicare se si prevede l’intervento di esperti,
secondo quanto contemplato dal paragrafo 2 delle Linee guida per la formazione generale
dei volontari.
31) Specificare, inserendo SI nella casella, se per la formazione dei volontari è previsto il
ricorso a sistemi verificati dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province
autonome in sede di accreditamento, in caso contrario inserire NO. Gli enti accreditati alla
3^ e 4^ classe che hanno acquisito da enti di 1^ classe il predetto servizio sono tenuti a
specificare da quale ente lo stesso è stato acquisito. Il punteggio acquisibile per questa
voce non è cumulabile con quello delle successive voci 32 e 33.
32) Indicare le metodologie alla base del percorso formativo individuato per i volontari e
le tecniche che si prevede di impiegare per attuarlo facendo riferimento alle Linee guida
per la formazione generale dei volontari Si precisa che a questa voce è attribuito un
punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito
il relativo sistema dagli enti di 1^ classe, ovvero il servizio di formazione dalle Regioni e
Province autonome. Il punteggio acquisibile per questa voce è non cumulabile con quello
della precedente voce 31.
33) Specificare i contenuti della formazione generale dei volontari facendo riferimento
alle Linee guida per la formazione generale dei volontari agli specifici settori di attività
previsti dall’allegato 3, alle caratteristiche e all’ordinamento del servizio civile, ivi
compresi i principi, gli ordinamenti e la storia dell’obiezione di coscienza, alla difesa della
Patria come diritto/dovere costituzionali con mezzi non violenti, ai diritti umani, alla carta
etica del servizio civile nazionale, alle diverse forme di partecipazione attiva alla vita della
società civile e all’ordinamento dell’ente proponente il progetto. Si precisa che a questa
voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che
non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe, ovvero il servizio di
formazione dalle Regioni e Province autonome. Il punteggio acquisibile per questa voce è
non cumulabile con quello della precedente voce 31.
34) Indicare la durata della formazione generale che complessivamente non può essere
inferiore alle 30 ore e non può essere espressa con un indicatore diverso dalle ore (es.
giorni, settimane, mesi). E’ attribuito un punteggio ulteriore per un numero di ore di
formazione superiore alle 30. La formazione dei volontari è obbligatoria per cui l’assenza
della stessa o anche una durata inferiore al minimo stabilito comporta l’esclusione del
progetto.
Formazione specifica dei volontari
35) Indicare la sede di realizzazione della formazione, la quale può essere anche diversa da
quella di realizzazione del progetto.
36) Specificare se la formazione è effettuata:
 in proprio, presso l’ente con formatori dell’ente;
 affidata ad enti di servizio civile di 1^ classe;
 affidata ad altri soggetti terzi;
scegliendo tra le opzioni innanzi previste.
37) Indicare Cognome, Nome, luogo e data di nascita del/i formatore/i.
38) Specificare, per le singole aree di intervento, qualora il progetto ne preveda più di una, le
competenze, i titoli e le esperienze del/i formatore/i cui è affidata la formazione specifica.
Allegare i relativi curricula in originale e rilasciati nella forma dell’autocertificazione.
39) Indicare le metodologie alla base del percorso formativo per i volontari e le tecniche che
saranno impiegate per attuarlo tra le quali non rientrano l’affiancamento e
l’accompagnamento.
40) La formazione specifica dei volontari varia da progetto a progetto secondo il settore di
intervento e le peculiari attività previste dai singoli progetti. Essa concerne tutte le
conoscenze di carattere teorico pratico legate alla specifiche attività previste dal progetto e
ritenute necessarie dall’ente per la realizzazione dello stesso.
41) Indicare la durata della formazione specifica che non può essere inferiore alle 50 ore,
tenendo conto che la somma delle ore indicate con quelle previste per la formazione
generale non può esse inferiore alle 80 ore e non può superare le 150. La durata, quindi, non
può essere espressa con un indicatore diverso dalle ore (es. giorni, settimane, mesi). E’
attribuito un punteggio ulteriore per un numero di ore di formazione superiore alle 50. La
formazione specifica dei volontari è obbligatoria per cui l’assenza della stessa, o una durata
che, cumulata con le ore previste per la formazione generale, risulti inferiore al minimo
stabilito di 80 ore comporta l’esclusione del progetto.
Altri elementi della formazione
42) Approntare un piano di rilevazione interno completo di strumenti e metodologie adeguate,
incentrato sull’andamento e la verifica del percorso formativo predisposto, sulla valutazione
periodica dell’apprendimento di nuove conoscenze e competenze, nonché sulla crescita
individuale dei volontari. Gli enti iscritti alla 1^ classe e quelli iscritti alla 3^ e 4^ classe che
hanno acquisito il predetto servizio da enti di 1^ classe possono effettuare un semplice
rinvio al sistema di monitoraggio presentato e verificato dall’Ufficio nazionale o dalle
competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento. Si precisa che a questa
voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che
non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe. Il punteggio acquisibile per
questa voce non è cumulabile con quello della precedente voce 21. Qualora il piano
proposto non risulti idoneo ai fini del rilevamento delle attività della formazione generale e
specifica, il progetto è escluso dalla valutazione di qualità.
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scheda progetto per l`impiego di volontari in