(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: Associazione Il Ce.Sto Via Brignole DeFerrari 6/9 – 16125 Genova Tel/fax 0108696609 – 3456203952 Sito web: www.assilcesto.it e-mail: [email protected] Ente copromotore: “La Comunità” società cooperativa sociale onlus 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ02411 ALBO REGIONALE LIG/A/0030 4 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: L’Isola che C’E’ 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): A 02 Settore: Assistenza Area di intervento: Minori 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: 1 (Allegato 1) L’Associazione Il Ce.Sto lavora da 30 anni nel Centro Storico di Genova e l’ha eletto, fin dalla sua nascita, proprio territorio di azione privilegiato. Il suo stesso nome si compone delle prime sillabe delle parole Centro e Storico e rimanda allo stesso tempo all’idea di un contenitore in cui sviluppare obiettivi educativi, ricreativi e creativi tra minori di diverse etnie, costruendo relazioni positive tra le persone, momenti di incontro, conoscenza e solidarietà reciproca e fornendo percorsi e strumenti per valorizzare e rafforzare il potenziale di ciascuno. Nel corso degli anni l’associazione ha osservato le trasformazioni della città vecchia cercando di adeguare la propria proposta di attività e servizi ai bisogni che essa a mano a mano ha espresso. Nel suo lungo percorso il lavoro è andato a concentrarsi, in particolare attraverso il Centro Sociale “I Giustiniani”, sui minori, l’intercultura e l’animazione di quartiere. Il Centro Sociale, servizio storico dell’associazione, si inserisce nel Centro Servizi Minori e Famiglia (CSMF) del Municipio I Centro Est di Genova che è l’organismo che raggruppa i servizi per i minori convenzionati con il Comune che operano sul territorio dei diversi Municipi. Il CSMF Centro Est si articola in: • Interventi educativi individualizzati e incontri protetti; • Servizi di gruppo ad alta intensità educativa: Centri Socio Educativi Diurni (CSED) • Attività di educativa territoriale e di strada • Servizi a bassa intensità educativa: Centri di Aggregazione Giovani (CAG)/Centri Sociali (CS) e Spazio Famiglia “L’area d’intervento del nostro Centro Servizi Minori e Famiglia (di seguito indicato come CSMF) è il Municipio I centro est del Comune di Genova, area metropolitana che comprende il centro cittadino, in particolare le unità urbanistiche di: Lagaccio, Oregina, Prè, Maddalena, Molo, San Nicola, Castelletto, Manin, San Vincenzo, Carignano, per una superficie totale di 707,74 ettari (di cui 495,64 urbanizzata): la popolazione è la più numerosa dei nove Municipi: 90.161 di cui 14.250 in fascia 0-19 anni (10.660 in fascia 5-19) e 10.162 stranieri regolarmente residenti. Il territorio del Municipio I Centro Est presenta particolari caratteristiche di diversificazione e complessità, in quanto comprende quartieri profondamente differenziati geograficamente e socialmente ed è interessato, soprattutto in alcune zone quali Molo, Maddalena, Prè, Lagaccio, da importanti fenomeni e trasformazioni sociali, derivati ad esempio dal forte flusso migratorio di numerose etnie e da sacche di forte impoverimento sociale ed economico. Tale complessità richiede non solo una periodica rilevazione e mappatura dei bisogni ma una loro costante verifica e analisi approfondita, al fine di rendere sempre più efficace e coerente il “match” tra bisogni rilevati e servizi offerti, con l’obiettivo prioritario di garantire le funzioni fondamentali di tutela, prevenzione del disagio e promozione della socializzazione dei minori e delle famiglie residenti nel territorio, favorendo le risposte e le soluzioni più idonee alle diverse situazioni, anche al fine di sostenere le famiglie e prevenire l’inserimento dei minori in strutture residenziali.” (estratto del progetto CSMF Centro Est 2012) Le attività del Centro Sociale I Giustiniani (sede di attuazione del progetto “L’isola che C’E’ “), si inseriscono quindi in questo quadro e in questo particolare territorio. Il Municipio I Centro Est è quello, come si può vedere nell’immagine n.1, più densamente popolato della città e dove, di conseguenza si concentra il maggior 2 (Allegato 1) numero di minori rispetto agli altri municipi (immagine n.2). Immagine n. 1 – Notiziario statistico del Comune di Genova, 2010 – Densità della popolazione residente per Municipio Immagine n.2 – Notiziario statistico del Comune di Genova, 2010 – Distribuzione della popolazione residente in età 0-18 anni per Municipio Nel Municipio I Centro Est si concentra inoltre la maggior parte della popolazione straniera regolarmente residente, senza contare quella irregolare. Nel solo Centro Storico (corrispondente alle ex Circoscrizioni Prè-Molo-Maddalena, senza contare quindi le zone di Oregina, Castelletto e Lagaccio) risiedevano infatti, al momento dell’ultima rilevazione (2010), il 60,9% dei senegalesi, il 48,3% degli stranieri provenienti dal Bangladesh, il 27,1% dei marocchini, il 26,0% dei nigeriani, il 22,1% dei filippini e il 14,8% dei cinesi. (Notiziario Statistico del Comune di Genova, Andamento della Popolazione al 31 Dicembre 2010) A questi dati statistici vanno aggiunte alcune rilevazioni frutto dell’osservazione diretta del territorio e dello scambio continuo tra educatori, insegnanti e assistenti sociali: - Sempre più sono le famiglie monogenitoriali (in prevalenza donne sole con figli), - È in crescita il numero di minori in carico ai servizi sociali e/o segnalati dal 3 (Allegato 1) - Tribunale dei Minori Le scuole del territorio rilevano grandi difficoltà nello svolgimento del normale programma didattico per il continuo inserimento di nuovi studenti stranieri neoarrivati Molti bambini e adolescenti si trovano spesso soli nell’orario extrascolastico e occupano il proprio tempo libero in attività poco costruttive Vi è tra gli adolescenti una generale mancanza di informazione riguardo l’educazione sessuale e l’educazione a stili di vita sani In Centro Storico risiede anche una quota significativa di Italiani, alcuni dei quali si sono recentemente insediati nelle nuove “isole residenziali”. Diversi “mondi” coesistono in una piccola parte, gli uni a fianco agli altri, ancora lontani da una reale osmosi. In questo quadro sono cambiati anche i bisogni, dei minori in particolare. Se da una parte la maggioranza dei ragazzi appena arrivati dai paesi d'origine ha necessità di accoglienza, comprensione della nuova realtà di vita, conoscenza della lingua, alfabetizzazione; i ragazzi della “seconda generazione”, quelli di origine straniera nati o cresciuti in Italia, vivono crisi d'identità significative ed esprimono bisogni nuovi, specifici della loro condizione: spesso frequentano e si confrontano con coetanei autoctoni, chiedono sostegno nel difficile processo di crescita verso l’autonomia. Le nuove generazioni di giovani crescono in questo contesto di mancanza di punti di riferimento “reali”, sicuri, in cui riconoscersi e spesso i genitori non riescono ad affrontare le crisi che ne scaturiscono. Diffusione di droghe e alcol, dispersione scolastica sono alcune manifestazioni di un disagio che non va sottovalutato. Cosa fa il Centro Sociale I Giustiniani Proprio nel territorio di Prè-Molo-Maddalena che corrisponde al nucleo originario della città e si sviluppa intorno all’antico porto, in particolare in quello del Molo, opera il CS I Giustiniani e si svolgono le attività dell’Associazione Il Ce.Sto. Il Centro Sociale si presenta come un luogo aperto di accoglienza per bambini e ragazzi di diverse fasce d’età ( 6-10 anni, 11-14 anni, 15-18 anni ): luogo di aggancio privilegiato sono le scuole del territorio, in particolare la scuola elementare Garaventa e la scuola media Baliano, con le quali il C. S. ha un rapporto strettissimo. Gli educatori sono quotidianamente davanti alle scuole all’orario di uscita, cosa che li rende visibili e riconoscibili dai genitori rendendoli una presenza “familiare” per il quartiere. Questa funzione di presidio educativo, unita alla flessibilità e all’accessibilità dell’offerta (qualunque famiglia può iscrivere il proprio figlio e utilizzare liberamente questa risorsa, che rappresenta un contributo non da poco all’organizzazione familiare) rende il servizio appetibile ad un target di famiglie estremamente diversificato per fasce socio culturali, poiché raccoglie l’interesse e il bisogno di aree sociali di agio e di disagio, particolarmente intrecciate nella nuova configurazione sociale del centro storico. Tale elemento dona ricchezza al servizio, e permette l’attivazione di virtuosi scambi e contributi fra alcuni dei genitori dei bambini seguiti (che diventano risorsa attiva e volontaria) e il C. S. stesso. Le attività operative che caratterizzano la vita del Centro Sociale sono: • Animazione attraverso attività strutturate, gioco libero, laboratori artisticocreativi • Doposcuola e recupero scolastico • Attività sportive: organizzazione di 3 squadre di calcio con partecipazione a vari tornei, partecipazione ad una attività di basket, corso di aikido per due 4 (Allegato 1) • • • • • volte alla settimana, corso di hip hop. Gite e uscite Centri estivi Bivacchi Realizzazione e accompagnamento a eventi ludico-ricreativi di quartiere col coinvolgimento delle famiglie, degli abitanti e dei commercianti del territorio accompagnamento al cinema, a spettacoli teatrali e allo stadio Una parte molto importante del lavoro con i minori è il coinvolgimento delle famiglie che avviene attraverso incontri individuali e collettivi, la collaborazione con la scuola e il confronto periodico con gli insegnanti, il raccordo con i servizi socio-sanitari e Destinatari e beneficiari I destinatari del progetto sono i minori, italiani e stranieri, che risiedono in centro storico e in particolare quelli iscritti alle scuole primarie Garaventa e Embriaco e alla scuola media inferiore Baliano. I minori si suddividono i tre fasce d’età: bambini (610 anni), pre-adolescenti (11-14) e adolescenti (15-18). Destinatari dell’intervento sono inoltre le famiglie degli stessi minori. In termini quantitativi si prevede il coinvolgimento di almeno: 50 bambini, 30 preadolescenti 40 adolescenti 60 famiglie Beneficiaria del progetto sarà l’intera comunità del quartiere che comprende famiglie, abitanti e commercianti della zona, scuole, altri servizi educativi del territorio, ATS e altri enti pubblici che beneficieranno indirettamente degli effetti positivi del lavoro sui minori e direttamente delle attività destinate all’animazione territoriale. Analisi dei bisogni Gli operatori del servizio entrano quotidianamente in contatto con le famiglie del quartiere rilevando una serie di problematiche e accogliendo le richieste dei ragazzi e dei loro genitori. Si rilevano quindi alcuni bisogni raggruppabili per fasce d’età. Bambini 6-10 anni: - Bisogno di spazi di relazione e socializzazione liberi ma allo stesso tempo protetti - Necessità, per i bambini stranieri, di uscire dall’ambito familiare e della comunità di appartenenza per poter praticare e migliorare la padronanza della lingua italiana e acquisire strumenti per relazionarsi all’interno del nuovo contesto (in particolare per i neoarrivati) - Bisogno di assistenza nello studio e nei compiti che i genitori di origine straniera non riescono a soddisfare - Necessità di impiegare il proprio tempo in attività in gruppo che comprendano la pratica sportiva, l’espressione artistica, il gioco. Preadolescenti 11-14 anni: - Bisogno di punti di riferimento adulti in grado di sostenerli nella crescita in questa delicata fase di passaggio. - Necessità di rinforzo della motivazione verso percorsi formativi di qualità (la maggior parte degli iscritti alla scuola media Baliano non approdano a istituti 5 (Allegato 1) - tecnici o direttamente in percorsi professionali formativi di ripiego). Bisogno di un sostegno sul doposcuola utile a acquisire un metodo di studio produttivo. Necessità di accedere ad attività sportive e artistiche strutturate Bisogno di spazi aggregativi protetti capaci di accogliere e loro esigenze di socializzazione. Necessità di inserimento in percorsi educativi di prevenzione dei comportamenti a rischio che possono portare all’abuso di alcool e sostanze e a gravidanze indesiderate Adolescenti 15-18 anni: - Bisogno di luoghi e spazi protetti di espressione, socializzazione e confronto, sia con i coetanei che con figure adulte, sui temi e le problematiche legate alla particolare fase che attraversano e sul rapporto con i genitori e la cultura di origine - Necessità di strutturazione di momenti che favoriscano la motivazione allo studio e scoraggino l’abbandono scolastico attraverso percorsi che portino i ragazzi ad acquisire autonomia e li aiutino nell’organizzazione del tempo studio - Necessità di praticare attività ricreative, sportive e artistiche Famiglie: - Necessità di confrontarsi e chiedere assistenza a figure competenti per quanto riguarda la crescita e l’educazione dei propri figli, l’accompagnamento verso servizi territoriali, il sostegno nei rapporti con la scuola e le istituzioni - Bisogno di garantire ai figli attività di qualità e sostegno scolastico a fronte della scarsa disponibilità di risorse economiche e, in alcuni casi, di adeguati strumenti linguistici e culturali - Bisogno di occupare in maniera costruttiva e sicura il tempo libero dei minori durante le ore lavorative - Bisogno di occasioni di relazione e socializzazione, in particolare per quanto riguarda le famiglie immigrate 7) Obiettivi del progetto: Attraverso il progetto, l’associazione intende rafforzare la comunità locale di quartiere attraverso azioni finalizzate a rispondere ai bisogni dei minori e degli adolescenti. Rafforzando luoghi e strumenti educativi il progetto contribuirà a costituire “una comunità educante” in grado di rendere il quartiere a misura di bambini e ragazzi. Tale obiettivo va a rafforzare la finalità più generali, condivise da una vasta rete di soggetti sociali e istituzionali, di migliorare la vivibilità del centro storico. Tale finalità si inserisce in una sfida strategica di affrontare le conflittualità legate ai flussi migratori che hanno attraversato il centro storico, cercando di trasformarle in opportunità di crescita di un nuovo tessuto sociale ricco e interculturale. Gli obiettivi generali del progetto sono quindi: - Favorire l’integrazione e l’incontro tra minori stranieri e autoctoni e le loro famiglie - Contrastare l’isolamento sociale, l’abbandono scolastico e la devianza 6 (Allegato 1) - minorile Migliorare la vivibilità del quartiere Gli obiettivi generali sopra enunciati vengono a loro volta declinati in obiettivi specifici: 1 Sostenere i minori nel loro percorso di crescita e di adattamento al nuovo contesto culturale incrementando le figure di riferimento positive 2 Favorire una maggiore integrazione scolastica di bambini, preadolescenti e adolescenti che frequentano le attività moltiplicando al contempo le occasioni di migliorare le competenze linguistico-comunicative di bambini e ragazzi stranieri 3 Potenziare l’offerta e l’accompagnamento ad attività sportive 4 Potenziare l’offerta e l’accompagnamento ad attività culturali 5 Potenziare l’offerta di spazi di espressione e artistica 6 Aumentare l’offerta di spazi di socializzazione dedicati alle diverse fasce di età e moltiplicare l’offerta di spazi e momenti di ascolto e confronto (in particolare per preadolescenti e adolescenti) 7 Favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi adolescenti riguardo le problematiche dell’età dello sviluppo, la sessualità, i comportamenti a rischio 8 Potenziare la possibilità di sostenere le famiglie lungo le fasi di crescita dei figli e di orientarle e indirizzarle verso servizi pubblici e privati 9 Moltiplicare le occasioni di incontro, conoscenza e collaborazione tra tutti i soggetti presenti sul territorio (abitanti, commercianti, scuole, CSMF, ATS, etc.) Per ciascuno degli obiettivi specifici riportiamo (nella schematizzazione che segue) gli indicatori correlati che vengono presi in considerazione per poter “misurare”, nel periodo di svolgimento del progetto, l’effettivo impatto della presenza dei volontari in servizio civile in termini di contributo effettivo al raggiungimento degli obiettivi specifici. L’evidenziazione di questi indicatori (e altri ne potranno essere individuati in corso d’opera) permetterà anche di svolgere un’adeguata attività di monitoraggio. Obiettivi specifici Sostenere i minori 1 nel loro percorso di crescita e di adattamento al nuovo contesto culturale incrementando le figure di riferimento positive Favorire una Indicatori Situazione di partenza Risultati attesi n. persone adulte presenti quotidianamente in struttura 3 educatori n. minori che Circa Aggiunta di 6 giovani volontari in servizio civile che, grazie al loro impiego continuativo, potranno a loro volta diventare figure di riferimento per i minori Almeno (Al centro ruotano circa 20 volontari che però non partecipano ogni giorno alle attività) 7 (Allegato 1) 2 maggiore integrazione scolastica di bambini, preadolescenti e adolescenti che frequentano le attività moltiplicando al contempo le occasioni di migliorare le competenze linguisticocomunicative di bambini e ragazzi stranieri usufruiscono dello spazio studio e recupero scolastico, 30 bambini 15 preadolescenti 20 adolescenti n. minori che potranno usufruire di un sostegno in un rapporto 1 a 1 Non più di 1 al giorno Almeno 3 al giorno Potenziare l’offerta Varietà dell’offerta 3 e l’accompagnament o ad attività n. allenamenti sportive settimanali di calcio n. di minori che usufruiscono dell’accompagnament o ad attività sportive Potenziare l’offerta 4 e l’accompagnament o ad attività culturali Potenziare l’offerta 5 di spazi di espressione e artistica Aumentare 6 l’offerta di spazi di socializzazione dedicati alle diverse fasce di età e moltiplicare l’offerta di spazi e momenti di ascolto e confronto (in particolare per preadolescenti e adolescenti) 45 bambini 25 preadolescent i 35 adolescenti 4 attività sportive 1 allenamento settimanale 10 aikido 10 basket 15 hip hop Aggiunta di almeno 1 nuova attività 2 allenamenti settimanali 20 aikido 20 basket 25 hip hop n. di attività culturali offerte mensilmente (cinema, teatro, etc.) 1 al mese Almeno 2 al mese n. di laboratori artistico espressivi realizzati mensilmente Efficacia del lavoro del centro e degli operatori nell’offrire momenti protetti dedicati all’incontro e alla socializzazione dei minori delle diverse fasce d’età 2 al mese 4 al mese Alto numero di minori che frequentano le attività rispetto agli educatori (mantenendo sempre il rapporto educativo di 1 a 15) I volontari in servizio civile potranno sostenere il lavoro degli educatori permettendo di dedicare maggiore attenzione al gruppo, ai Possibilità di dedicare più tempo all’ascolto individuale 8 (Allegato 1) sottogruppi e ai singoli n. di attività straordinarie e animazioni di quartiere 1 ogni 3 mesi Almeno una attività straordinaria realizzazione di animazioni territoriali presso i Giardini Luzzati 1 volta a settimana Realizzazione di un piano di incontri mensili dedicati alla discussione di diverse tematiche (educazione sessuale, alimentare, abuso di sostanze, rapporto con i familiari, la scuola, i coetanei, etc.) Almeno 30 Favorire lo 7 sviluppo di una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi adolescenti riguardo le problematiche dell’età dello sviluppo, la sessualità, i comportamenti a rischio n. di incontri tematici dedicati a specifiche fasce d’età Occasionali Potenziare la 8 possibilità di sostenere le famiglie lungo le fasi di crescita dei figli e di orientarle e indirizzarle verso servizi pubblici e privati n. di genitori che partecipano agli incontri collettivi Circa 15 n. di colloqui individuali con i genitori 1 a settimana Almeno 2 a settimana n. di accompagnamenti ad altri servizi Possibilità di accompagnar e e seguire in maniera più efficace le famiglie Moltiplicare le 9 occasioni di n. eventi territoriali dedicati alla Al momento è possibile indirizzare le famiglie ai servizi e solo occasionalmente è possibile un reale accompagnament o 1 ogni 4 mesi con la partecipazione 1 ogni 2 mesi con la 9 (Allegato 1) incontro, conoscenza e collaborazione tra tutti i soggetti presenti sul territorio (abitanti, commercianti, scuole, CSMF, ATS, etc.) cittadinanza e n. di persone coinvolte di circa 150 persone partecipazion e di almeno 250 persone Livello di connessione e raccordo tra operatori e volontari del centro, insegnanti, assistenti sociali e operatori degli enti del CSMF e delle altre reti a cui partecipa l’associazione Buono Eccellente 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 10 (Allegato 1) “Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo.” James M. Barrie, Le Avventure di Peter Pan Il progetto L’Isola che C’E’ si propone di migliorare l’offerta di spazi e momenti di incontro e di crescita per i minori che risiedono e studiano nell’area di riferimento, il Centro Storico di Genova, e di favorire e migliorare le relazioni all’interno dello stesso territorio. Il progetto vuole infatti spingere la comunità a immaginare un’isola che c’è, che si distingue dall’isola che non c’è: in primo luogo poiché essa può diventare reale, accessibile, quotidiana; in secondo luogo perché si configura come un luogo in cui non si rimane sempre bambini ma, al contrario, si impara a crescere insieme agli altri (come è successo anche a Peter Pan!) Non si tratta di un rifugio dal mondo reale in cui si vive in una condizione “sospesa” e i bimbi non sono più “sperduti”. Nell’isola che c’è si può e, soprattutto, si ha il diritto di vivere serenamente la propria condizione di bambino, preadolescente, adolescente ma sempre con uno sguardo al futuro, a ciò che ognuno di noi può diventare, realizzare e progettare. L’Isola che C’E’ vuole offrire gli strumenti adeguati ai minori e alle famiglie a cui si rivolge per affrontare questo lungo viaggio, per abbattere le barriere che si pongono sul loro cammino, per superare le difficoltà quotidiane e “mettere le ali” ai sogni e alle potenzialità di ciascuno. 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Di seguito l’elenco delle attività previste per la realizzazione del progetto; per ciascuna delle attività vengono inoltre indicati gli obiettivi specifici (vedi sezione 7 del formulario) che ogni attività contribuisce a perseguire e raggiungere. Questa modalità di rappresentazione, raccordata con quella fornita al punto 7, permette di dare ragione del “quadro logico” seguito per la progettazione dell’Isola che C’E’. Così come è naturale che sia in un progetto a valenza socio-educativa, ogni singola azione converge su più di uno degli obiettivi specifici. Attività 1 – Accoglienza e inserimento nella struttura dei volontari in servizio civile 2 – Formazione generale dei volontari SCN 3 – Formazione specifica dei volontari SCN 4 – Potenziamento delle attività ludico-ricreative del centro 5 – Incremento dell’attività di doposcuola e realizzazione di un piano di recupero scolastico individuale per i minori più in difficoltà 6 – Incremento delle attività sportive gratuite quali calcio, basket, aikido, hip hop e ampliamento dell’offerta 7 – Realizzazione di attività culturali (cinema, teatro, etc.) Numero identificativo degli obiettivi specifici tutti tutti tutti 1, 6 1, 2 1, 3 1, 4 11 (Allegato 1) 8 – Realizzazione di laboratori artistici 9 – Pianificazione di una serie di incontri periodici dedicati a diversi temi con i gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti 10 – Realizzazione di incontri periodici (collettivi e individuali) con le famiglie 11 – Orientamento e accompagnamento delle famiglie ad altri servizi presenti sul territorio 12 – Realizzazione di eventi e feste di quartiere 13 – Realizzazione di animazioni di quartiere nel weekend 14 – Colloqui con insegnanti, assistenti sociali, partecipazione ad incontri con altri enti 15 – Realizzazione di attività di promozione delle attività e dei servizi offerti 16 – Realizzazione di una campagna per la ricerca e l’inserimento di nuovi volontari 1, 5 1, 7, 8 8 1, 8, 9 1, 8, 9 9 tutti tutti Nello schema che segue forniamo invece una rappresentazione grafica del periodo di svolgimento previsto per ciascuna delle attività sopra elencate Mesi Attivit à 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Forniamo di seguito uno schema riepilogativo delle risorse umane dipendenti e volontarie dedicate alla realizzazione del progetto in relazione a ciascuna delle attività previste Attività 1 – Accoglienza e inserimento nella struttura dei volontari in servizio Risorse umane 3 educatori professionali 1 responsabile volontari 12 (Allegato 1) civile 2 – Formazione generale dei volontari SCN 3 – Formazione specifica dei volontari SCN 4 – Potenziamento delle attività ludico-ricreative del centro 5 – Incremento dell’attività di doposcuola e realizzazione di un piano di recupero scolastico individuale per i minori più in difficoltà 6 – Incremento delle attività sportive gratuite quali calcio, basket, aikido, hip hop e ampliamento dell’offerta 7 – Realizzazione di attività culturali (cinema, teatro, etc.) 8 – Realizzazione di laboratori artistici 9 – Pianificazione di una serie di incontri periodici dedicati a diversi temi con i gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti 10 – Realizzazione di incontri periodici (collettivi e individuali) con le famiglie 11 – Orientamento e accompagnamento delle famiglie ad altri servizi presenti sul territorio 12 – Realizzazione di eventi e feste di quartiere 13 – Realizzazione di animazioni di quartiere nel weekend 14 – Colloqui con insegnanti, assistenti sociali, partecipazione ad incontri con altri enti 15 – Realizzazione di attività di promozione delle attività e dei servizi offerti 16 – Realizzazione di una campagna per la ricerca e l’inserimento di nuovi volontari (come previsto dal piano per la formazione generale) (come previsto dal piano per la formazione specifica) 3 educatori professionali 20 volontari 3 educatori professionali 7 volontari 3 educatori professionali 5 volontari 2 allenatori volontari di calcio 1 insegnante volontario di aikido 1 allenatore volontario di basket 1 insegnante volontario di hip hop 3 educatori professionali 8 volontari 3 educatori professionali 3 volontari 3 educatori professionali 5 volontari 1 volontario esperto in educazione alimentare 3 educatori professionali 3 educatori professionali 4 volontari 3 educatori professionali 1 operatore culturale (Giardini Luzzati Nuova Associazione) 20 volontari del centro sociale 15 volontari di altri servizi dell’associazione 3 educatori professionali 2 animatori volontari 15 volontari 3 educatori professionali 5 membri del consiglio direttivo volontari 3 educatori professionali 10 volontari 1 responsabile comunicazione e promozione 3 educatori professionali 1 responsabile volontari 1 responsabile comunicazione e 13 (Allegato 1) promozione 10 volontari 8.3. Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto Nello schema seguente viene indicato il ruolo specifico che i volontari svolgeranno per la realizzazione delle singole attività Attività 1 – Accoglienza e inserimento nella struttura dei volontari in servizio civile 2 – Formazione generale dei volontari SCN 3 – Formazione specifica dei volontari SCN 4 – Potenziamento delle attività ludicoricreative del centro 5 – Incremento dell’attività di doposcuola e realizzazione di un piano di recupero scolastico individuale per i minori più in difficoltà 6 – Incremento delle attività sportive gratuite quali calcio, basket, aikido, hip hop e ampliamento dell’offerta 7 – Realizzazione di attività culturali (cinema, teatro, etc.) 8 – Realizzazione di laboratori artistici 9 – Pianificazione di una serie di incontri periodici dedicati a Ruolo e attività previste per i volontari SCN I volontari SCN verranno accolti dagli operatori del centro e dal responsabile volontari dell’associazione e verranno istruiti sulla strutturazione dell’attività del servizio, sull’utenza, sulle collaborazioni attive e sulle procedure da rispettare all’interno della struttura (come previsto dal piano per la formazione generale) (come previsto dal piano per la formazione specifica) I volontari parteciperanno alle attività quotidiane del centro affiancando gli educatori e in particolare si occuperanno di: - organizzare e condurre giochi di gruppo - partecipare a momenti di gioco libero - programmare attività su breve e lungo periodo - partecipare a centri estivi, bivacchi, gite e soggiorni I volontari SCN affiancheranno l’équipe di educatori e i volontari del centro nell’attività di doposcuola e pianificheranno insieme agli educatori momenti specifici di recupero scolastico Partecipazione e accompagnamento alle attività sportive Partecipazione alla pianificazione e realizzazione dell’offerta culturale dedicata ai minori Ideazione, preparazione e conduzione di laboratori artistici Partecipazione ai gruppi di discussione e informazione rivolti agli adolescenti 14 (Allegato 1) diversi temi con i gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti 10 – Realizzazione di incontri periodici (collettivi e individuali) con le famiglie 11 – Orientamento e accompagnamento delle famiglie ad altri servizi presenti sul territorio 12 – Realizzazione di eventi e feste di quartiere 13 – Realizzazione di animazioni di quartiere nel weekend 14 – Colloqui con insegnanti, assistenti sociali, partecipazione ad incontri con altri enti 15 – Realizzazione di attività di promozione delle attività e dei servizi offerti 16 – Realizzazione di una campagna per la ricerca e l’inserimento di nuovi volontari Osservazione di alcuni colloqui con i genitori e partecipazione agli incontri collettivi I volontari assisteranno gli operatori nell’accompagnamento delle famiglie I volontari parteciperanno alla realizzazione di feste ed eventi assistendo operatori e volontari nelle attività di preparazione, nel coinvolgimento del quartiere e nella promozione delle iniziative. Parteciperanno inoltre all’animazione durante le feste. I volontari SCN si alterneranno, insieme ad un educatore, nella realizzazione di momenti di animazione territoriale durante i weekend I volontari SCN potranno assistere agli incontri con gli insegnanti, gli assistenti sociali e agli incontri di rete I volontari assisteranno il responsabile della comunicazione e promozione dell’ente realizzando e diffondendo materiali informativi sui servizi offerti e sullo specifico progetto di Servizio Civile I volontari SCN contribuiranno alla ricerca di nuovi volontari da inserire nelle attività progettuali affiancando il responsabile comunicazione e promozione e assistendo ad alcuni colloqui con aspiranti volontari Si vengono a configurare inoltre una serie di attività trasversali di organizzazione a cui i volontari SCN sono tenuti quali: - partecipazione alle riunioni settimanali di equipe del centro, - partecipare alle riunioni quindicinali dei volontari del centro, - partecipare occasionalmente alle supervisioni dell’equipe, - assistere gli operatori nella manutenzione ordinaria e straordinaria del centro, - partecipare alla programmazione e realizzazione di nuove attività. Tutte le attività previste permetteranno ai giovani volontari di inserirsi a pieno titolo nel servizio educativo, di conoscerne a fondo l’organizzazione e le metodologie e consentiranno loro di fare un’esperienza altamente formativa nel campo dell’educazione e di approfondire la conoscenza del sistema dei servizi dedicati ai minori della città di Genova oltre alla particolare realtà del Centro Storico e alle tematiche legate all’immigrazione. 15 (Allegato 1) 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 6 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 6 12) Numero posti con solo vitto: 0 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 30 h/sett ovvero 1400 h/anno 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Si richiede ai volontari di Servizio Civile: Rispetto delle procedure e dei regolamenti interni alla struttura Disponibilità a lavorare in équipe Flessibilità oraria (possibilità di cambi di orario ad esempio in coincidenza con i centri estivi) Partecipazione alle attività esterne e/o soggiorni Partecipazione alle attività programmate nei giorni festivi Rispetto della normativa sulla privacy, sulla sicurezza ed sul trattamento dei dati interni 16 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. vol. per Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e Data di nome nascita C.F. Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Cognome e Data di nome nascita C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: I volontari in servizio civile impiegheranno una parte del proprio monte ore in attività di promozione del Servizio Civile Nazionale e dello specifico progetto in cui sono impiegati. Verranno dedicate a questa attività un minimo di 25 ore per ogni volontario che si realizzerà attraverso: - Volantinaggio e distribuzione di materiale informativo presso fiere, convegni, etc. - Presenza a sportelli informativi e realizzazione di infopoint sul SCN durante gli eventi territoriali previsti nel progetto - Realizzazione di video-interviste sull’esperienza realizzate internamente all’associazione che verranno diffuse attraverso il sito internet dell’associazione www.assilcesto.it , Facebook, Twitter, Youtube e altri siti dedicati all’informazione cittadina - Partecipazione all’Open Day del Servizio Civile Nazionale (Fiera dei Progetti) 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: La selezione dei volontari sarà effettuata dal responsabile del personale e dal responsabile dei volontari dell’ente in base ai criteri UNSC. 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Le “Note esplicative per la redazione dei progetti” richiedono che in questa sezione venga presentato un piano di rilevazione interno, completo di strumenti e metodologie, incentrato sulla rilevazione periodica dell’andamento delle attività previste dal progetto, permettendo così di rilevare “cosa funziona e cosa non funziona nel progetto”; nelle righe che seguono presentiamo quindi il nostro “Piano di rilevazione” teso a monitorare l’andamento delle singole attività, soprattutto in termini di “efficienza” (cosa sta funzionando); escludiamo – per evitare ripetizioni – di illustrare le modalità di monitoraggio della formazione generale e specifica che vengono riportate al punto 42 (Modalità di monitoraggio del piano di formazione). Il monitoraggio dell’intero progetto si può realizzare (per non essere troppo generico e poco “quantitativo”) tramite il monitoraggio delle singole azioni, cioè la verifica dell’andamento delle attività specifiche, tramite l’utilizzo degli indicatori quantitativi riportati di seguito per ogni attività. 1 – Accoglienza e inserimento nella struttura dei volontari in servizio civile Ore degli operatori dedicate all’accoglienza e all’inserimento Ore dei volontari dedicate all’accoglienza e all’inserimento 2 – Formazione generale dei volontari SCN – vedi punto 42 3 – Formazione specifica dei volontari SCN - vedi punto 42 4 – Potenziamento delle attività ludico-ricreative del centro Numero di attività nelle quali si sono inseriti i volontari Numero di partecipanti alle attività ricreative Numero di nuove attività realizzate 5 – Incremento dell’attività di doposcuola e realizzazione di un piano di recupero scolastico individuale per i minori più in difficoltà Numero di attività nelle quali si sono inseriti i volontari Numero di partecipanti alle attività ricreative Numero di attività di dopo scuola alle quali hanno partecipato i volontari Numero di piani di recupero scolastico individuali 6 – Incremento delle attività sportive gratuite quali calcio, basket, aikido, hip hop e ampliamento dell’offerta Numero di attività nelle quali si sono inseriti i volontari Numero di partecipanti alle attività sportive gratuite Numero di nuove attività offerte ai partecipanti 7 – Realizzazione di attività culturali (cinema, teatro, etc.) Numero di attività culturali nelle quali si sono inseriti i volontari Numero di partecipanti alle attività culturali 8 – Realizzazione di laboratori artistici Numero di laboratori artistici nei quali si sono inseriti i volontari Numero di partecipanti ai laboratori 9 – Pianificazione di una serie di incontri periodici dedicati a diversi temi con i gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti Esistenza di una pianificazione degli incontri Numero di incontri pianificati Numero di temi affrontati Strumenti: sintetici verbali degli incontri 10 – Realizzazione di incontri periodici (collettivi e individuali) con le famiglie Numero di incontri collettivi con le famiglie realizzati Numero di incontri individuali con le famiglie realizzati Numero di famiglie coinvolte negli incontri Strumenti: sintetici verbali degli incontri 11 – Orientamento e accompagnamento delle famiglie ad altri servizi presenti sul territorio Numero di incontri di orientamento alle famiglie realizzati Numero di azioni di accompagnamento ad altri servizi territoriali Numero di famiglie coinvolte negli incontri Strumenti: sintetici verbali degli incontri 12 – Realizzazione di eventi e feste di quartiere Numero di eventi e feste di quartiere realizzati con la collaborazione di volontari 13 – Realizzazione di animazioni di quartiere nel weekend Numero di attività di animazione Numero di week end “animati” 14 – Colloqui con insegnanti, assistenti sociali, partecipazione ad incontri con altri enti Numero di colloqui con insegnanti con la partecipazione di volontari Numero di colloqui con assistenti sociali con la partecipazione di volontari Numero di incontri con altri enti con la partecipazione di volontari Strumenti: sintetici verbali degli incontri 15 – Realizzazione di attività di promozione delle attività e dei servizi offerti Ore/giornate dedicate dai volontari ad attività di promozione delle attività Numero di singole attività di promozione realizzate Rassegna media 16 – Realizzazione di una campagna per la ricerca e l’inserimento di nuovi volontari Ore/giornate dedicate dai volontari alla campagna Numero di volontari con i quali si è entrati in contatto Numero di nuovi volontari inseriti al Centro Sociale Uno degli indicatori, trasversale per tutte le attività, e quindi non ripetuto, riguarda il rispetto della tempistica indicata nel timing. Oltre alle attività fin qui elencate, ve ne sono alcune di tipo trasversale e di tipo organizzativo che coinvolgono direttamente i volontari (vedi punto 8.3); anche per queste indichiamo i relativi indicatori. a) partecipazione alle riunioni settimanali di equipe del centro, numero di riunioni alle quali il volontario partecipa b) partecipare alle riunioni quindicinali dei volontari del centro, numero di riunioni alle quali il volontario partecipa c) partecipare occasionalmente alle supervisioni dell’equipe, numero di riunioni alle quali il volontario partecipa d) assistere gli operatori nella manutenzione ordinaria e straordinaria del centro ore dedicate dal volontario a supporto degli operatori per attività di manutenzione del centro e) partecipare alla programmazione e realizzazione di nuove attività. Ore dedicate ad attività di programmazione di nuove attività Ore/giornate dedicate alla realizzazione di nuove attività Numero di nuove attività alle quali il volontario partecipa in fase di programmazione Numero di nuove attività alle quali il volontario partecipa in fase di realizzazione Per quanto riguarda le metodologie, verrà utilizzato il semplice metodo dell’osservazione diretta, supportato dallo strumento base, utile per tutte le attività, di schede di rilevazione e registrazione contenenti, per ogni attività, i “campi” relativi alla ricorrenza dei singoli “fenomeni” osservati. Nell’elencazione fornita sopra degli indicatori monitorati per ogni attività, non abbiamo quindi ripetuto la presenza di tali metodologie e strumenti base. Sono indicati strumenti ulteriori solo in caso di utilizzo di supporti strumentali diversi da quelli comuni a tutte le azioni. Per ogni attività, la rilevazione analitica dei dati di monitoraggio avviene in corso d’opera; per le attività di durata più lunga (oltre i tre mesi) viene fatta un’analisi sintetica in itinere (indicativamente a metà periodo di ogni attività), al fine di poter dare un giudizio (o meno) di “buon funzionamento” dell’attività e al fine di di rilevare l’eventuale necessità di interventi correttivi; al termine dell’attività viene fatta una valutazione a consuntivo sulla base dell’insieme dei dati raccolti dal monitoraggio in corso d’opera. Un ulteriore aspetto dell’attività di monitoraggio riguarda non tanto l’andamento delle singole attività progettuali, quanto piuttosto l’andamento del progetto di servizio civile assegnato a ciascun volontario. In questo caso vengono usate metodologie e strumenti diversi da quelli utilizzati per il monitoraggio delle singole attività e, necessariamente, di tipo più qualitativo. Nella fase di avvio del periodo di servizio civile, l’Associazione procede, tramite intervista individuale, alla raccolta delle seguenti informazioni: - dati generali del volontario (anagrafici e c.v. formativo ed esperienziale) - aspettative e suoi obiettivi personali A quattro e ad otto mesi dall’inizio del progetto, due ulteriori momenti di colloquio individuale sono tesi a rilevare: - dati generali dell’esperienza di servizio civile svolta nei primi periodi - quantità e tipologia delle attività svolte dal volontario - numero ore/giornate dedicate ad ogni attività - risorse umane coinvolte e con le quali si è rapportoatonelle specifiche attività di progetto - risorse strumentali e tecniche utilizzate Al termine del periodo di servizio, un ultimo momento di colloquio rileverà infine dati generali dell’esperienza di servizio civile svolta dal volontario - numero ore/giornate e tipologia delle attività svolte dal volontario - riepilogo delle risorse umane e tecnico/strumentali coinvolte nelle specifiche attività di progetto - difficoltà riscontrate - informazioni ulteriori sull’anno di servizio svolto (rapporto con l’OLP, lavoro di equipe, percezione di soddisfazione, ecc) Per quanto riguarda invece l’ “efficacia” delle azioni previste dal progetto, l’attività di “verifica” da noi svolta riguarda la capacità che la realizzazione delle azioni progettuali ha avuto nel raggiungimento degli obiettivi specifici (sezione 7) del progetto; ciò avverrà utilizzando gli indicatori da noi proposti e, soprattutto, misurando sia il gap accrescitivo rispetto alla “situazione attuale” da noi descritta, sia la capacità del progetto di raggiungere i valori target attesi da noi stessi definiti; ovvio evidenziare che, nel caso di pieno raggiungimento dei “risultati attesi” il progetto avrà registrato una buona efficacia, in caso contrario l’attività di valutazione dovrà procedere ad un’analisi delle cause, anche al fine di intervenire per ridurre l’impatto delle problematiche rilevate o delle anomali registrate in fase di nuove progettazioni. Per quanto riguarda il “MONITORAGGIO REGIONALE” si allega dichiarazione di impegno come richiesto con D.G.R. 993 del 3 agosto 2012. 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Requisiti che costituiranno titolo preferenziale nella scelta dei candidati: - Diploma di scuola media superiore in campo umanistico - Laurea in scienze della formazione primaria, dell’educazione, psicologia, mediazione interculturale 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Acquisto materiali 400 euro Acquisto e noleggio attrezzatura 600 euro Produzione materiale informativo e pubblicitario 500 euro Consulenza informatica 300 euro Formazione specifica 600 euro Risorse umane aggiuntive 1.000 euro TOTALE 2.900 euro 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): Ente copromotore: La Comunità - società cooperativa sociale onlus Via Brignole DeFerrari 6/9 16125 Genova L’Ente sosterrà il progetto fornendo la Formazione Generale Ente partner: Giardini Luzzati Nuova Associazione – Associazione di promozione sociale Piazza Invrea 8/12 16123 Genova L’Ente partecipa al progetto mettendo a disposizione le seguenti risorse: 1 operatore culturale 5 volontari Supporto logistico alla realizzazione degli eventi territoriali (feste, iniziative, animazioni) 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: I locali del centro e l’attrezzatura (giochi, materiali laboratorio, stanza studio, etc) di cui questo è fornito saranno impiegate nella realizzazione del progetto. A questi si aggiungono l’affitto di un campetto da calcio e una palestra che viene concessa a titolo gratuito per le attività sportive. Si aggiungono le attrezzature per l’animazione territoriale che prevedono: - Materiale per l’animazione - Giochi gonfiabili - Allestimento spazio bambini presso i Giardini Luzzati Verrà inoltre allestita idonea sala attrezzata per lo svolgimento della formazione specifica munita di: - Videoproiettore - Pc - Materiale didattico Una postazione internet sarà a disposizione dei volontari, attraverso di essa questi potranno seguire la promozione online e avere un canale diretto con UNSC, Regione, Tavoli della Consulta: - Pc con connessione a internet - Stampante CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: Non esistono accordi specifici con le Università per il riconoscimento del tirocinio. L’Ente si impegna comunque a produrre valida documentazione utile al riconoscimento dei crediti formativi. 27) Eventuali tirocini riconosciuti : Non esistono accordi specifici con le Università per il riconoscimento del tirocinio. L’Ente si impegna comunque a produrre valida documentazione utile al riconoscimento del tirocinio. 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Lo svolgimento dell’intero percorso di Servizio Civile (dal momento dell’inserimento nel gruppo, dalla formazione generale e specifica, dalla partecipazione allo svolgimento delle attività previste, fino alla verifica finale), presenta le caratteristiche di un “ambiente di apprendimento”, che permetterà al volontario di acquisire una gamma articolata di competenze le quali la cui certificazione può rappresentare una passerella per agevolare l’inserimento e/o la permanenza nel mercato del lavoro, nonché un momento di crescita individuale e professionale. Le competenze acquisibili al termine del percorso di servizio civile qui proposto riguardano: - la conoscenza dei servizi sociali a livello locale - la conoscenza dei servizi erogati dal Ce.Sto - la conoscenza della configurazione sociale del centro storico genovese - il saper lavorare in équipe - il saper gestire con efficacia il rapporto con il pubblico delle diverse fasce d’età - il saper cogliere esigenze e bisogni - l’assunzione e gestione di responsabilità - la capacità propositiva - il problem solving - la programmazione e la gestione di iniziative a carattere educativo e culturale - la conoscenza di tecniche ludiche e di animazione - la gestione di laboratori artistico-creativi a tema - la gestione di attività sportive a fini educativi - la gestione di attività di doposcuola. - il sapersi rapportare all’interno dei diversi ambiti e situazioni - la gestione di impegni e scadenze Ai fini del curriculum vitae, la partecipazione al periodo di servizio civile potrà essere registrata all’interno del “libretto formativo” avverrà secondo le modalità previste dalla Regione Liguria, LEGGE REGIONALE 11 maggio 2009, n. 18 Sistema educativo regionale di istruzione, formazione e Orientamento - Capo II Riconoscimento, certificazioni e titoli - Art. 82 Libretto formativo, che dice: “1. Il libretto formativo registra il curriculum dell’allievo, la carriera scolastica e i titoli conseguiti, i corsi di formazione professionale frequentati, le caratteristiche dell’alternanza scuola lavoro, del tirocinio e le qualifiche ottenute. 2. Nel libretto di cui al comma 1, possono essere iscritti anche gli attestati di frequenza relativi a percorsi dell'educazione non formale, le competenze ed i crediti formativi comunque acquisiti e documentati, compresa la formazione in apprendistato.” Il processo per la validazione e la certificazione delle competenze rilasciata dal Ce.Sto sarà resa possibile grazie alla collaborazione e alla supervisione di Universitas Genuensis Ente di Formazione, organismo formativo riconosciuto dalla Regione Liguria con decreto n.3034 del 22.12.2000 (iscrizione all’Albo Regionale degli Enti di Formazione), accreditato Regione Liguria (Deliberazione della Giunta Regionale Ligure n.965 del 6.8.03 “Approvazione esiti della valutazione dei requisiti ai fini dell’accreditamento delle sedi formative degli organismi del sistema formativo ligure” e successivi aggiornamenti per il mantenimento dell’accreditamento), certificato in sistema di qualità ISO 9001:1994, per "l'erogazione di servizi formativi" con United Register of System e, dal 2003, in possesso dell’aggiornamento ISO 9001:2000 per “Progettazione ed erogazione di interventi formativi, servizi di orientamento al lavoro e di sostegno alla creazione di nuova impresa”. Dal punto di vista strettamente documentale, le competenze validate al termine del percorso di servizio civile saranno indicate all’interno di un’apposita “Scheda bilancio dell’esperienza individuale” (vedi in allegato) rilasciata dall’Associazione. In riferimento a quanto richiesto dalla DGR 993 del 3 agosto 2012 (Punteggi regionali aggiuntivi ad integrazione di quelli previsti nelle griglie di valutazione dei progetti di servizio civile nazionale), le “modalità di effettuazione per il bilancio delle esperienze individuali” prevede, nella fase di inizio progetto, la realizzazione di un momento, tramite colloquio individuale, finalizzato alla ricostruzione delle esperienze professionali e alla definizione delle competenze in termini di conoscenze, competenze ed abilità relazionali nel momento di ingresso; viene inoltre avviata una riflessione finalizzata all’evidenziazione dei punti di forza e a quelli di debolezza, delle eventuali aree di sviluppo oltre ad una esplorazione degli interessi professionali. Nella fase finale del percorso vengono invece - rilevate le competenze aggiuntive acquisite rispetto a quelle presenti nella fase iniziale - quantificati e qualificati i miglioramenti riscontrati rispetto alle competenze già presenti nella fase di ingresso potendo così procedere alla definizione di un bilancio finale dell’esperienza, utile come bagaglio personale del volontario per l’identificazione delle potenzialità individuali suscettibili di essere investite nell’elaborazione di un progetto personale per il periodo successivo a quello del servizio civile. Il nominativo del rappresentante dell’Associazione che curerà questa attività è quello della Signora Valentina Giovine, educatrice e formatrice Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: La Comunità Società Cooperativa Sociale Onlus Via Brignole De Ferrari 6/9 16125 GENOVA 30) Modalità di attuazione: La Formazione Generale prevede la collaborazione tra enti di 3° e 4° classe iscritti all’Albo della Regione Liguria. L’ente attua, dal 2008, la Formazione in collaborazione con la Coop. Soc. La Comunità e l’Associazione San Marcellino. Tale formula è utilizzata in virtù della condivisione dei valori promossi dagli enti e legati alla coscienza di “cittadinanza attiva”, tematica su cui si snodano i contenuti della formazione proposta. La formazione generale sarà svolta per la Cooperativa e L’associazione Il Ce.sto da Alessandra Risso (formatrice accreditata presso l’UNSC per l’erogazione della formazione generale ed accreditata dal 2007 all’Albo della Regione Liguria) e per l’Associazione San Marcellino dal loro formatore accreditato. 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: NO 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Nell'educazione alla pace lo scopo perseguito non è quello di trasmettere informazioni e replicare un "prodotto" già prefigurato bensì il creare situazioni problematiche - in un'ottica di problem solving e di educazione al "pensiero divergente" - in cui il giovane sia attivo e creativo costruttore della propria formazione, secondo esiti non prefigurabili a tavolino (e non riconducibili ad un'educazione al "pensiero convergente"). In questo senso l’educazione alla pace (secondo i punti declinati nella della “Carta Etica dei Diritti e dei Doveri” del Servizio Civile) non è mera trasmissione di contenuti ed informazioni "diverse", quali ad esempio concetti di nonviolenza, di disarmo, conflitto ecc. Riteniamo infatti che a partire dalla trasmissione di informazioni sia necessario giungere alla formazione di una personalità critica e creativa che sappia mettere in discussione e sia pronta a mettersi in discussione, in un certo senso rifiutandosi di accettare “passivamente” i dati dell'esperienza. Al fine dello sviluppo di una “coscienza critica” parte integrale e fondante del progetto. La formazione verrà erogata, in coerenza con quanto previsto dall’art. 1 della l. n. 64/2001 e dall’art. 11 del D. Lgs.vo 77/02, con l’ausilio delle seguenti metodologie didattiche: - lezioni frontali che si avvarranno dell’ausilio di relatori, schede informative, dispense e video; - dinamiche non formali che vedranno il coinvolgimento dei giovani al fine di creare un’identità di gruppo. In tale sede saranno utilizzati: role-playing, giochi di cooperazione e di simulazione, giochi di conoscenza e di valutazione. Non si prevede l’utilizzo della modalità di formazione a distanza. 33) Contenuti della formazione: La Formazione Generale fornita ai giovani che scelgono di svolgere un anno Servizio Civile presso gli Enti coinvolti vuole essere un “valore aggiunto” e incentra sull'esigenza di educare al rispetto della persona umana e sui bisogni sperimentare un apprendimento dei principi della cittadinanza attiva per favorire di si di lo sviluppo e la crescita della cultura alla pace come educazione/risoluzione del conflitto. I termini di “educazione/risoluzione del conflitto” e di “educazione alla pace” implicano lo stimolo di un “pensiero critico” finalizzato al confronto adulto e consapevole con le tematiche trattate. La Formazione si sviluppa sulle tematiche dell’educazione alla pace, non intesa quale “passività di fronte all'ingiustizia” ma come educazione al conflitto gestito in modo costruttivo e creativo per una crescita collettiva culturale e sociale. Verranno utilizzate testimonianze sia dei fondatori dell’educazione alla gestione nonviolenta dei conflitti (S. Francesco, Ghandi, M.L. King e Don Lorenzo Milani) sia testimonianze tratte dalle esperienze promosse ed attuate da Maria Montessori (educazione quale "arma per la pace" per creare una società di persone che costituiscano forza attiva), Aldo Capitini, (per il quale i principi essenziali dell'educazione alla pace sono: educare alla diversità attraverso il dialogo e l'apertura reciproca; educare alla disobbedienza, intesa nel senso dello sviluppo dello spirito critico; educazione alla nonviolenza per uscire dal dualismo violenzadebolezza ed apprendere le tecniche del metodo nonviolento, basato sull'uso del consenso-dissenso), Danilo Dolci (che in Sicilia ha sviluppato un discorso di educazione alla pace globale come sforzo di auto-liberazione dalla violenza strutturale che interessa gli schemi psicologici, le strutture socio-politiche ed i valori ormai fossilizzati, per contrapporre un'azione educativa nonviolenta e costruttiva) e Augusto Boal (fondatore della metodologia del “Teatro dell’Oppresso” in Brasile, in Sud-America ed in Europa). Moduli Formativi e Tematiche I moduli proposti si riferiscono alle “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, approvate il 4 aprile 2006 dall’UNSC, ed affrontano i principi basilari e le norme su cui si fonda il Servizio Civile. La formazione sarà erogata nell’arco dei primi mesi di Servizio seguendo uno schema di giornate formative full immersion. Grazie alla proficua collaborazione con gli enti di servizio civile del Tavolo Genovese (a cui partecipano enti di 1° ed enti di 4° classe senza distinzioni di appartenenza ma con reciproco riconoscimento delle specificità e delle singole competenze) in ogni modulo sarà possibile offrire ai giovani l’occasione di incontro e confronto con alcuni “Testimoni Privilegiati” che offriranno loro personali memorie di esperienze vissute in merito ai temi trattati. Nel corso degli anni è stato possibile stabilire solide basi di scambio e collaborazione con differenti enti e realtà tra cui Caritas, Arci e Regione: i contributi che i relatori invitati in formazione hanno offerto ed offrono ai ragazzi sono di alto livello qualitativo e promuovono occasione di scambio, stimoli alla riflessione e crescita della consapevolezza. Di seguito si elencano, in linea di massima, le tematiche affrontate nel corso della formazione: I° incontro - Presentazione dell’Ente: tavola rotonda e dibattito affidati ai legali rappresentanti degli enti coinvolti - La Carta di impegno etico e Diritti e Doveri del volontario in Servizio Civile: il ruolo del volontario e la normativa concernente la disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionale. I principi basilari su cui si fonda il Servizio Civile declinato attraverso brain storming e dibattito con i giovani. II° incontro - Il dovere di Difesa della patria: testimonianza privilegiata di operatori degli enti che hanno svolto il Servizio di Leva e l’obiezione di Coscienza. Riflessioni e stimoli. - La difesa civile non armata e nonviolenta: tecniche e metodi della difesa non armata e nonviolenta, contestualizzazione storica. Obiettivo: a partire della Costituzione italiana 1. analizzare i concetti di difesa civile o difesa non armata per ricercarne il significato nel contesto culturale dei giovani volontari e il valore che gli stessi concetti possono rivestire nell’odierna società globalizzata; 2. affrontare le tematiche della pace, dei diritti umani, della cooperazione tra i popoli e della gestione, trasformazione e risoluzione non violenta dei conflitti. III° incontro - Dall’Obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e divergenze tra le due realtà – (Esperto Caritas Genova). Partendo dalla legge n. 64/01 si ripercorrono le tappe principali della storia dell'obiezione di coscienza e del servizio civile per mettere in evidenza: • i fondamenti istituzionali; • gli elementi di continuità e di discontinuità fra il “vecchio” servizio civile degli obiettori di coscienza e il “nuovo” servizio civile volontario. IV° incontro - Il conflitto e la sua gestione. Metodi e tecniche di risoluzione dei conflitti a confronto: Jacqueline Morineau, l’approccio della mediazione, Pat Patfoord, la Risoluzione Nonviolenta dei conflitti. Role playing e discussione in aula. V° incontro - SCN, associazionismo e volontariato: (Esperto ARCI Liguria) Obiettivi: • descrivere affinità e differenze tra le varie figure che operano sul territorio nell’impegno in interventi di utilità sociale per attribuire un significato concreto ai concetti di “servizio” e di “servizio civile”; • illustrare le competenze del Terzo Settore negli ambiti in cui opera il servizio civile. - La protezione civile (esperti Regione Liguria Ufficio protezione Civile): La protezione civile: elementi di protezione civile intesa come difesa dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni. VI° incontro - Il lavoro per progetti: verranno illustrate le metodologie del lavoro per progetti utilizzate dall’Associazione, dalla Cooperativa La Comunità e dall’Associazione San Marcellino, compresa la fase della valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del progetto, e la valutazione della crescita umana dei volontari in servizio civile. - La solidarietà e le forme di cittadinanza Obiettivi: 1. riflettere sui principi costituzionali di solidarietà sociale, di libertà ed eguaglianza e sui possibili ostacoli alla loro attuazione; 2. partendo dall’analisi e dalla discussione di vissuti personali, favorire la riflettere sul concetto di cittadinanza attiva; 3. analizzare il concetto di cittadinanza come appartenenza ad una collettività che interagisce su un determinato territorio e il rapporto tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile ai fini della promozione umana e della difesa dei diritti delle persone; 4. valutare le dinamiche internazionali legate alla globalizzazione e i loro effetti a livello nazionale e locale; 5. favorire e stimolare un approccio multiculturale nell’affrontare le questioni sopra esposte. Nel corso dei moduli declinati focus specifico della formazione sarà incentrato sulla tematica “Identità del gruppo in formazione” su cui si lavorerà in maniera continuativa nell’arco di ogni giornata attraverso dinamiche esperienziali, role playing e simulazioni. Verranno utilizzate anche le seguenti metodologie: - ascolto empatico e circle time, allo scopo di favorire la conoscenza reciproca e generare un clima collaborativo - brainstorming, per dare spazio a originalità e creatività - procedure di debriefing, per una sintesi riflessiva ed una crescita della consapevolezza individuale Obiettivi: 1. definire l’identità del gruppo dei volontari in servizio civile individuando le caratteristiche che ne costituiscono la specificità; 2. analizzare aspettative, motivazioni e obiettivi individuali dei volontari 3. creare consapevolezza del contesto entro il quale si sviluppa l’esperienza del servizio civile e riconoscerne le potenzialità dei singoli 4. verificare efficacia ed efficienza delle dinamiche di processo di gruppo. In funzione dell’approfondimento dei moduli formativi (“FORMAZIONE GENERALE AGGIUNTIVA” come richiesto con D.G.R. 19 del 15/01/2010) è inoltre previsto lo svolgimento di una formazione aggiuntiva, con particolare riferimento al modulo 6 “La solidarietà e le forme di cittadinanza”. I contenuti di tale formazione aggiuntiva saranno così articolati: - per quanto riguarda i temi legati al sistema del welfare nazionale sarà utilizzato come traccia il Piano sociale integrato (Psir) 2007/2010 della Regione Liguria, in particolare focalizzando l’attenzione sui seguenti contenuti: gli scenari delle politiche sociali, nazionali e locali; il ruolo degli enti locali secondo la legge regionale della Regione Liguria 12/06; ATS e CSMF; le politiche per le pari opportunità, per la non discriminazione e la crescita sociale. L’argomento sarà affrontato attraverso la testimonianza di un esperto. - per quanto riguarda le dinamiche internazionali lette attraverso un approccio multiculturale la formazione sarà centrata prevalentemente sulla conoscenza di uno o più progetti di cooperazione internazionale. Questo tema permetterà infatti di sviluppare ed accrescere le conoscenze inerenti le politiche di cooperazione Internazionale (in base alle Linee guida MAE – Obiettivi per il Millennio) inerenti: 1. la collaborazione con i PVS, 2. 3. 4. 5. gli interventi di Emergenza, le tematiche della povertà nei PVS, lo sfruttamento iniquo delle risorse (vertice di Cancun) la protezione internazionale delle vittime nell’emergenza umanitaria: principi, pratica e fondamenti. 6. la dimensione di genere nelle emergenze umanitarie Si farà pertanto riferimento a: progetti di sviluppo e progetti di economia alternativa utilizzando testimonianze di operatori esperti nel settore in oggetto. - un ulteriore modulo approfondirà la seguente tematica: la Legge della Regione Liguria sul Servizio Civile (L.r. 11/2006). In questo modulo, grazie all’esperienza svolta dagli enti nel corso degli anni, sarà declinata la legge regionale sul servizio civile, indirizzata ai cittadini che non hanno diritto di accesso al servizio Civile Nazionale: minorenni, stranieri, e minori e/o adulti provenienti dal circuito penale. 34) Durata: Totale 48 ore distribuite in 6 moduli formativi di 8 ore e composte da: 24 ore in lezione frontale; 24 ore in dinamiche non formali (attività di gruppo: distribuite nei 6 moduli). Tali ore risulteranno così suddivise: − 42 ore basate sui moduli formativi definiti dalle Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale UNSC 4/4/2006; − 6 ore di formazione aggiuntiva rispetto ai moduli 4 e/o 6 delle stesse Linee guida, secondo le indicazioni fornite dalla Regione Liguria in merito all’attribuzione dei punteggi regionali aggiuntivi. Nell’ambito delle 42 ore di cui sopra, 2 ore saranno dedicate alla presentazione della storia, delle caratteristiche specifiche e delle modalità organizzative ed operative dell’ente proponente. Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: Associazione Il Ce.Sto – Centro Sociale I Giustiniani Vico Vegetti, 2 16123 Genova 36) Modalità di attuazione: In proprio con volontari dell’associazione o con consulenti privati. Un membro del direttivo dell’associazione si occuperà del tutoraggio della formazione specifica predisponendo il calendario delle formazioni , occupandosi di organizzare l’aula con gli strumenti necessari ai docenti, occupandosi della tenuta del registro presenze. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: Signora Valentina Giovine Dottor Marco Montoli Dottor Mario Calbi Dottor Alfredo Marangon Signor Alexandru Teodurescu Dottor Si Mohamed Kaabour Genova, 05/06/1981 Genova, 01/04/1973 Genova, 07/10/1942 Torino, 12/06/1949 Romania, 18/06/1986 Marocco, 2/11/1981 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: Formatore di riferimento Titoli ed esperienza Valentina Giovine Educatrice Esperta in tecniche di animazione Educatore esperto in educativa di strada Presidente e coordinatore delle attività dell’Associazione Il Ce.Sto Assistente sociale Ex assessore ai servizi sociali del Comune di Genova Formatore e docente universitario di servizio sociale Architetto Coordinatore dell’attività di alfabetizzazione per adulti stranieri presso la Casa di Quartiere GhettUp Psicoterapeuta Supervisore esperto di équipe educative Mediatore culturale Formatore e mediatore educativo Coordinatore dell’area accoglienza dell’Associazione Esperto in fenomeni migratori Marco Montoli Mario Calbi Alexandru Teodorescu Alfredo Marangon Si Mohamed Kaabour 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Lezioni frontali. Formazione d’aula con sussidi didattici ( slides, lucidi, schede). Dinamiche non formali: esercitazioni, giochi di ruolo, simulazioni, lavoro di gruppo e laboratori di apprendimento attivo. Non si prevedono modalità di formazione a distanza I volontari SCN potranno inoltre confrontarsi con gli OLP e i rappresentanti dell’Associazione riguardo una eventuale, e auspicabile, partecipazione attiva alle attività associative al di là dell’esperienza di Servizio Civile come già accaduto per 3 volontari che hanno prestato servizio nel 2009 e 2 volontari che hanno prestato servizio nel 2010 che sono entrati a far parte dell’organizzazione ricoprendo anche ruoli di direzione e rappresentanza (consiglio direttivo) e continuando a svolgere attività di volontariato. Per quanto richiesto dall’All.1 alla DGR 993 del 3.8.2012, rimandiamo a quanto già indicato al punto 28 del formulario. 40) Contenuti della formazione: I contenuti proposti dalla Formazione Specifica ineriscono le seguenti aree: 1. metodologie dell’intervento educativo 2. l’intercultura e il lavoro di rete 3. strumenti per la gestione del gruppo dei minori Declinazione dei temi trattati nei moduli proposti Modulo A. Il gioco. Teatro della relazione educativa Il gioco come strumento educativo I giochi cooperativi, i giochi di gruppo 15 ore Signora Valentina Giovine Modulo B. Strumenti per l’aggancio e la gestione del gruppo informale L’approccio diretto e quello indiretto Gruppi formali e gruppi informali: limiti e potenzialità I gruppi informali in situazione educativa Le dinamiche relazionali nei gruppi informali La peer education 10 ore Dottor Marco Montoli Modulo C – Il lavoro di rete e la progettazione territoriale Il lavoro di rete Costruire la rete: i soggetti, gli obiettivi, il progetto La progettazione territoriale Metodi e tecniche dell’intervento educativo in “bassa soglia” 10 ore dott. Marco Montoli Modulo D: il mandato costituzionale dei servizi alla persona Principi costituzionali e servizi alla persona Sistemi di welfare: caratteristiche e sviluppo storico I servizi alla persona e i diritti individuali Servizi pubblici e servizi privati Il principio della sussidiarietà 10 ore Dottor Mario Calbi Modulo E: le due facce della città La Casa di Quartiere GhettUp come esempio di riqualificazione urbana Partecipazione e cittadinanza attiva: l’analisi di un caso La rete dei soggetti coinvolti e le attività realizzate 5 ore Dottor Alexandru Teodorescu Modulo F. – Lingua italiana e integrazione L’attività di alfabetizzazione in lingua italiana per adulti stranieri La conoscenza della lingua come strumenti di integrazione sociale La centralità della relazione nell’apprendimento della lingua 5 ore Dottor Alexandru Teodorescu Modulo G : l’approccio interculturale nella relazione educativa Principi di educazione interculturale Introduzione all’osservazione del fenomeno migratorio L’accoglienza dei minori stranieri nelle scuole 15 ore Dottor Si Mohamed Kaabour Modulo H. l’approccio psicoanalitico nella relazione educativa La parola e l’incontro Le parole dell’altro La supervisione come strumento di tenuta dell’operatore 10 ore Dottor Alfredo Marangon 41) Durata: 80 ore complessive Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Le modalità con le quali vengono svolte le attività di monitoraggio della formazione (sia generale che specifica), prevedono le attività di seguito descritte e si configurano come una serie di azioni di osservazione e di controllo dell’intero processo formativo nel suo iter evolutivo (nelle sue diverse fasi e nelle sue diverse componenti); l’attività di osservazione raccoglie i dati e le informazioni necessari per una valutazione periodica dell’attività, finalizzata a sua volta a cogliere i punti di forza ed i punti di debolezza dell’impostazione adottata. L’analisi così svolta permette quindi sia di intervenire in corso d’opera (per rafforzare gli aspetti migliori e per intervenire su quelli di debolezza, procedendo ad una serie di correttivi e ad una riprogettazione di dettaglio in itinere), sia da fare a posteriori un bilancio complessivo di valutazione dell’iter formativo, utile per la progettazione di future e nuove edizioni dell’attività. Dal punto di vista strettamente quantitativo, l’attività di monitoraggio della formazione si configura come una sorta di “controllo di gestione” dell’attività formativa, rilevando l’ “andamento” dell’attività e, quindi, i dati relativi allo sviluppo cronologico della formazione (ore corso, ore docenza, ore presenza per allievo, eventuali ore assenza, ecc.); sulla base di alcuni valori soglia predefiniti (ad esempio, ore corso/mese; percentuale ore assenza, ecc.) la rilevazione dei dati permetterà in corso d’opera di individuare tempestivamente la presenza di situazioni anomale, potenziali sintomi di problematiche, e di intervenire con appositi interventi correttivi da parte del responsabile della formazione. Più articolato il monitoraggio “qualitativo” che viene incentrato su diversi aspetti prevalenti: l’apprendimento dei partecipanti la qualità percepita dai partecipanti stessi la qualità percepita dai diversi attori coinvolti nel processo formativo Il monitoraggio (e la conseguente valutazione) dell’apprendimento verrà svolta dai singoli docenti, all’interno delle ore di insegnamento, con l’utilizzo di diversi strumenti di verifica (prove scritte, test, colloqui e discussioni guidate di gruppo), scelti da ogni docenti in base alle specifiche della materia di insegnamento. La valutazione del livello di apprendimento, nei casi in cui alcuni partecipanti non raggiungessero la soglia minima, porterà in primis all’individuazione di strumenti per recuperare il “gap” mancante (momenti di autoformazione ulteriori, fornitura di testi o materiali didattici aggiuntivi, incontri di “recupero” individuali o di piccolo gruppo); infine, nei casi in cui non venissero comunque raggiunti i livelli minimi di apprendimento, verranno segnalati dal docente al responsabile della formazione le aree di “insufficienza” e, quindi, le competenze rispetto alle quali il partecipante non è in grado dimostrarne il possesso. La qualità percepita dai partecipanti avverrà attraverso la somministrazione di due questionari (in itinere e finale), sia per la formazione generale che per la formazione specifica, strutturati in maniera tale da cogliere il giudizio dei singoli allievi sulle diverse componenti del singolo processo formativo (chiarezza e preparazione dei singoli docenti, adeguatezza e completezza dei materiali didattici, adeguatezza della logistica - sede, attrezzature didattiche -, presenza e disponibilità del tutor, ecc.). I dati così raccolti verranno analizzati e valutati sia in maniera aggregata, così da avere valori di giudizio medi per l’intero gruppo classe, sia a livello individuale, per poter prendere in considerazione e intervenire su casi particolari e specifici. Le conclusioni di questa attività saranno oggetto di “restituzione” sia al gruppo classe che, se del caso, alle singole persone partecipanti. La qualità percepita dai diversi attori prevede un momento di intervista con i singoli docenti e/o con soggetti esterni con i quali i volontari sono entrati in contatto nel corso dello svolgimento delle attività (non di tipo formativo), così da rilevare punti di vista diversificati sull’atteggiamento e sul livello di preparazione dei singoli partecipanti. Quanto sopra descritto riguarda evidentemente l’attività di monitoraggio “interno” svolta dal Ce.Sto.; a ciò si vanno ad aggiungere quelle parti del sistema di monitoraggio “esterno” (Monitoraggio sulla formazione generale dei volontari in servizio civile nazionale – Ufficio nazionale per il servizio civile), almeno per quelle sezioni che si sovrappongono nematicamente con quelle del monitoraggio interno (ad esempio, questionari sistema Helios). Data Il Responsabile legale dell’ente / Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente Note esplicative per la redazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia. L’elaborato progettuale va redatto in maniera chiara, seguendo in modo puntuale la numerazione e la successione delle voci riportate nella scheda. Ente 1) Indicare l'Ente proponente il progetto. Per gli enti iscritti agli albi regionali o delle Province autonome, in caso di co-progettazione, indicare prima l’ente proponente il progetto e poi gli altri enti intervenuti nella co-progettazione, specificando per questi ultimi il codice di iscrizione all’albo. 2) Indicare il codice di accreditamento dell’ente. 3) Indicare l’albo di iscrizione, specificando se si tratta di albo nazionale, oppure regionale. In questo ultimo caso necessita specificare l’albo della regione nella quale l’ente è iscritto. Infine specificare la classe di iscrizione. Caratteristiche del progetto 4) Indicare il titolo del progetto (es: Città solidale, Giochiamo insieme…). 5) Indicare il Settore e l’area di intervento del progetto con relativa codifica, utilizzando i codici dell’allegato 3. In caso di progetti articolati su più aree di intervento la codifica va effettuata tenendo presente l’area prevalente. E’ vietata la redazione di progetti per più settori. Di contro pur essendo consentita la redazione di progetti per più aree all’interno dello stesso settore, si consiglia, ai fini di una maggiore comprensione ed intelligibilità dei progetti stessi, di limitare al minimo le aree di intervento nell’ambito dello stesso progetto, soprattutto quando quest’ultimo è articolato su più ambiti territoriali diversi tra loro, anche se questa opzione dovesse comportare la redazione di un numero superiore di progetti. 6) Definire il contesto territoriale e dell’area di intervento entro il quale si realizza il progetto descrivendo la situazione di partenza (situazione data) sulla quale il progetto è destinato ad incidere, mediante pochi e sintetici indicatori. Il contesto è rappresentato dalla ristretta area territoriale di riferimento del progetto e dall’area di intervento dello stesso. E’ opportuno, quindi, evitare di riportare indicatori a livello nazionale ed internazionale o politiche generali di settore. Gli indicatori devono rappresentare in modo chiaro la realtà territoriale entro la quale è calato il progetto, con particolare riferimento all’area di intervento nella quale si vuole operare. In presenza di attività difficilmente misurabili attraverso indicatori numerici è possibile quantificare il numero degli interventi che si intendono realizzare nell’arco di tempo di durata del progetto, proponendone una accurata descrizione. Gli indicatori sono scelti dall’ente proponente il progetto. (Es.I Assistenza anziani in un comune: popolazione complessiva del comune, popolazione del comune con età superiore ai 65 anni, altri enti che già si occupano degli anziani nell’ambito territoriale prescelto; Es II Salvaguardia ambientale e prevenzione antincendio dei boschi: ettari di bosco dell’area territoriale di intervento, ettari di bosco che il progetto intende sottoporre a sorveglianza; frequenza degli incendi ed ettari di bosco distrutti negli ultimi 5 anni, altri enti che operano nello stesso campo; Es. III Salvaguardia beni artistici e storici: bacini archeologici, monumenti storici o artistici presenti nell’area, breve descrizione del loro valore artistico, storico o archeologico. Riferimenti ad eventuali lavori analoghi svolti negli anni precedenti sui beni in argomento presenti sul territorio e ad altri enti operanti nel settore nell’ambito territoriale interessato dal progetto). Individuare i destinatari diretti del progetto, cioè soggetti o beni pubblici/collettivi favoriti dalla realizzazione del progetto, quelli su cui l’intervento va ad incidere in maniera esplicita e mirata e che costituiscono il target del progetto. Normalmente il progetto ha effetto anche su altri soggetti che costituiscono i beneficiari favoriti indirettamente dall’impatto del progetto sulla realtà territoriale e dell’area di intervento. 7) Descrizione degli obiettivi del progetto, tenendo presente la realtà descritta al precedente punto 6) ed utilizzando possibilmente gli stessi indicatori in modo da rendere comparabili i dati e le diverse situazioni all’inizio e alla fine del progetto. Si tratta di indicare in modo chiaro cosa si vuole fare (situazione di arrivo), con la realizzazione del progetto. 8) Effettuare una descrizione del progetto e degli ambiti di intervento tenendo presente il contesto e gli obiettivi descritti ai precedenti punti 6) e 7). In particolare occorre in primo luogo individuare le azioni e le coerenti attività da porre in essere per il raggiungimento degli obiettivi fissati, ponendole anche in uno schema logico-temporale (diagramma di Gantt) il più accurato e dettagliato possibile, che si presti ad una facile azione di controllo concernente l’andamento delle attività stesse. In questo ambito devono necessariamente essere individuati il ruolo dei volontari e le specifiche attività che questi ultimi dovranno svolgere nell’ambito del progetto. Individuare, infine, tutte le risorse umane sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo necessarie all’espletamento delle attività previste dal progetto e per il raggiungimento degli obiettivi in precedenza fissati. Pertanto, necessita specificare non solo il numero delle risorse umane impegnate ma anche la professionalità delle stesse coerenti con le attività da svolgere. Non vanno inserite nel computo le figure dell’OLP, del RLEA, dei Formatori (per formazione generale e specifica), dei Selettori, degli Esperti del monitoraggio e della valutazione ed ogni altra figura prevista dal sistema del servizio civile nazionale relativa sia all’accreditamento, che alla realizzazione dei progetti. 9) Indicare il numero dei volontari richiesti per la realizzazione del progetto che non può essere superiore alle 50 e non inferiore alle 4 unità – due per i progetti di competenza delle regioni e delle province autonome - tenendo presente i precedenti punti 6), 7) e 8), in quanto la congruità del numero dei volontari richiesti è rapportata al contesto entro il quale si colloca il progetto, agli obiettivi fissati, alle azioni previste per la loro realizzazione. Per i progetti articolati su più sedi di attuazione l’indicazione di almeno un volontario per sede, deve essere effettuata per ogni singola sede alla successiva voce 16 della scheda. E’ opportuno controllare che il numero dei volontari inserito nel box 9), coincida con la somma di quelli inseriti alla voce 16) della scheda progetto e con la somma dei box 10), 11) e 12). In caso di differente indicazione del numero dei volontari richiesti nelle diverse voci della scheda progetto (9 e 16) è ritenuto valido il totale indicato alla voce 16 del format progetto. 10) Indicare il numero dei volontari richiesti che usufruiscono della fornitura di vitto e alloggio e le modalità di fruizione di detti servizi. Per i progetti articolati su più sedi di attuazione l’indicazione dovrà essere effettuata per ogni singola sede nell’ambito del procedimento di approvazione delle graduatorie. 11) Indicare il numero dei volontari richiesti che non usufruiscono di vitto e alloggio. Per i progetti articolati su più sedi di attuazione l’indicazione deve essere effettuata per ogni singola sede nell’ambito del procedimento di approvazione delle graduatorie. 12) Indicare il numero dei volontari richiesti che usufruiscono della fornitura del solo vitto e le modalità di fruizione di detto servizio, con riferimento alle attività previste per la realizzazione del progetto e all’orario giornaliero. Per i progetti articolati su più sedi di attuazione l’indicazione deve essere effettuata per ogni singola sede nell’ambito del procedimento di approvazione delle graduatorie. 13) Indicare il numero di ore di servizio settimanale dei volontari che non può essere inferiore alle 30 ore (orario rigido). In alternativa indicare il monte ore annuo delle ore di servizio che non può essere inferiore alle 1.400 ore (monte ore al netto delle giornate di permesso previste per i volontari). In quest’ultimo caso occorre precisare le ore settimanali obbligatorie che non possono essere inferiori a 12 ore (orario flessibile). 14) Specificare se il progetto si articola su 5 o 6 giorni di servizio a settimana. Detta indicazione deve essere fornita anche se si adotta il monte ore annuo. Si ricorda che in nessun caso è possibile articolare un progetto su un numero di giorni inferiore a 5. 15) Indicare eventuali condizioni e disponibilità richieste per l'espletamento del servizio (es: pernottamento, disponibilità a missioni o trasferimenti, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi…). Caratteristiche organizzative 16) Pur conservando la progressione numerica nell’ambito della scheda progetto, questa voce è posta fuori dal format al fine di consentire la sua compilazione automatizzata nella parte relativa alle sedi di attuazione, che possono essere trasportate sullo schema direttamente dagli archivi del programma Helios. Pertanto, il predetto programma non prevede l’inserimento manuale delle sedi di attuazione. Ciò allo scopo di eliminare i controlli incrociati tra il supporto cartaceo, i dati inseriti in Helios ed il rispetto dei requisiti previsti dal decreto legislativo n. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La certezza che lo schema sia stato riempito correttamente utilizzando le procedure previste dal programma Helios è accertata tramite un codice di riconoscimento. L’invio dello schema senza il predetto codice non sarà preso in considerazione ed il progetto risulterà incompleto e quindi non ammesso alla valutazione di qualità. Premesso quanto sopra e che ogni riga rappresenta una sede di attuazione del progetto, indicare per ogni sede interessata: • la sede di attuazione di progetto dell’ente presso il quale si realizza il progetto come risulta indicata in fase di accreditamento. Il progetto può far capo sia a sedi alle dirette dipendenze dell’ente accreditato, che a sedi facenti capo ad enti associati, consorziati, federati o legati da vincoli canonico-pastorali o da accordi di partenariato a quello accreditato; • il comune di ubicazione delle sedi di progetto; • l’indirizzo (via/piazza e numero civico) delle sedi di progetto; • il codice identificativo assegnato alle sedi interessate in fase di accreditamento; • il numero dei volontari richiesti per le singole sedi; • il cognome, nome, data di nascita e codice fiscale degli Operatori Locali di Progetto operanti sulle singole sedi. E’ fondamentale abbinare le singole sedi di progetto con i singoli OLP. Si ricorda che a seconda dei settori di intervento del progetto il rapporto OLP/N. dei volontari è pari a 1 OLP ogni 4 o 6 volontari. In caso di presenza di due o più operatori locali di progetto su una singola sede occorre inserire i nominativi ed i dati anagrafici richiesti senza cambiare riga. Fermo restando il rapporto OLP/numero dei volontari (1 a 4, oppure 1 a 6) uno specifico OLP può essere indicato per una singola sede di attuazione progetto e, avendone i requisiti, per progetti diversi, purché realizzati nella stessa sede. Al fine di evitare che due enti diversi immettano lo stesso nominativo con la conseguenza di dover respingere per intero o tagliare le sedi di entrambi i progetti, il sistema avverte l’ente all’atto del secondo inserimento dello stesso nominativo. I curricula degli OLP e le relative autocertificazioni devono pervenire, a pena di esclusione, obbligatoriamente in originale. • il codice fiscale, il cognome, nome e data di nascita degli eventuali Responsabili locali di ente accreditato. E’ indispensabile che i singoli Responsabili locali di ente accreditato siano abbinati alle singole sedi di progetto, anche se ciò comporta ripetere lo stesso nominativo su più sedi di progetto. Al fine di evitare che due enti diversi immettano lo stesso nominativo con la conseguenza di dover respingere per intero o tagliare le sedi di entrambi i progetti, il sistema avverte l’ente all’atto del secondo inserimento dello stesso nominativo. I curricula dei RLEA e le relative autocertificazioni devono pervenire, a pena di esclusione, obbligatoriamente in originale. 17) Indicare le eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale con particolare riferimento alla proposta di SCN prevista dal progetto in cui sono impiegati i giovani, in modo da collegare il progetto stesso alla comunità locale dove i volontari prestano servizio. Specificare il numero di ore espressamente dedicato all’attività di sensibilizzazione. 18) Inserire: • criteri autonomi di selezione proposti nel progetto e descrivere i criteri autonomi con i quali si vuole effettuare la selezione dei volontari. Necessita, a tal fine, descrivere un sistema compiuto e coerente con le esigenze poste dall’attività del progetto, con l’indicazione non solo delle modalità (es. colloquio, test attitudinali), ma anche dei criteri di valutazione e della scala dei punteggi attribuibili. In ogni caso il meccanismo di valutazione, fermo restando le cause di esclusione previste dal presente prontuario, deve consentire l’attribuzione di un punteggio finale ad ogni singolo candidato. I predetti criteri di valutazione devono essere resi noti ai candidati, con adeguate forme di pubblicità, prima delle prove selettive. A questa voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe. Qualora i criteri proposti risultino non idonei e funzionali alla formazione di una graduatoria l’Ufficio e le RPA limiteranno detta voce, dando il punteggio zero ed obbligando l’ente ad adottare i criteri di valutazione predisposti dall’Ufficio. • criteri UNSC, qualora l’ente intenda avvalersi dei criteri elaborati dall’Ufficio, definiti ed approvati con la determinazione del Direttore Generale dell’11 giugno 2009, n.173. A tal fine basta richiamare la predetta determinazione, oppure non compilare la presente voce. Questa scelta per gli enti innanzi richiamati comporta l’attribuzione del punteggio zero nella relativa voce. • criteri autonomi di selezione verificati nell’accreditamento per gli enti iscritti alla 1^ classe dell’albo nazionale e degli albi regionali e delle Province autonome Effettuare un semplice rinvio al sistema di selezione verificato dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento; • criteri autonomi di selezione verificati nell’accreditamento e acquisiti da enti di 1^ classe per gli enti iscritti alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito il predetto servizio dai citati enti. 19) Specificare, inserendo SI nella casella, se per la selezione dei volontari è previsto il ricorso a sistemi di selezione verificati dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento, in caso contrario inserire NO. Gli enti accreditati alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito da enti di 1^ classe il predetto servizio sono tenuti a specificare da quale ente lo stesso è stato acquisito. Il punteggio acquisibile per questa voce non è cumulabile con quello della precedente voce 18. 20) Elaborare un piano di rilevazione interno, completo di strumenti e metodologie, incentrato sulla rilevazione periodica dell’andamento delle attività previste dal progetto (cosa funziona e cosa non funziona nel progetto). Gli enti iscritti alla 1^ classe e quelli iscritti alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito il predetto servizio da enti di 1^ classe possono effettuare un semplice rinvio al sistema di monitoraggio verificato dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento. Si precisa che a questa voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe. Qualora il piano proposto non risulti idoneo ai fini del rilevamento delle attività previste, il progetto è escluso dalla valutazione di qualità. Il punteggio acquisibile per questa voce è non cumulabile con quello della successiva voce 21. 21) Specificare, inserendo SI nella casella, se per il monitoraggio dei progetti è previsto il ricorso a sistemi verificati dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento, in caso contrario inserire NO. Gli enti accreditati alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito da enti di 1^ classe il predetto servizio sono tenuti a specificare da quale ente lo stesso è stato acquisito. Il punteggio acquisibile per questa voce non è cumulabile con quello della precedente voce 20 e della successiva voce 42. 22) Vanno indicati eventuali requisiti, oltre quelli previsti dalla legge 64 del 2001, che i candidati devono necessariamente possedere per poter partecipare alla realizzazione del progetto; in tal caso, l’assenza di tali requisiti preclude la partecipazione al progetto. L’introduzione dei requisiti aggiuntivi (es: particolari titoli di studio e/o professionali, particolari abilità, possesso di patente auto, uso computer, lingue straniere…) deve essere adeguatamente motivata, esplicitandone le ragioni in relazione alle attività previste dal progetto. In nessun caso potrà prevedersi, tra i requisiti, la residenza in un determinato comune o regione. E’ consigliabile individuare requisiti facilmente verificabili attraverso certificazioni, come ad esempio i titoli di studio. 23) Indicare l’ammontare delle eventuali risorse finanziarie aggiuntive che l’ente intende destinare in modo specifico alla realizzazione del progetto. Si tratta di risorse finanziarie non riconducibili a quelle necessarie per l’espletamento delle normali attività dell’ente (spese postali, di segreteria, le quote di ammortamento delle macchine d’ufficio e le spese del personale non dedicato in modo specifico alla realizzazione del progetto) e a quelle impegnate dall’ente per far fronte agli obblighi imposti dall’accreditamento, ivi compresi quelli per il personale. Non possono inoltre essere valutati i costi sostenuti per la formazione generale dei volontari, che vengono coperti con il contributo corrisposto dall’Ufficio nazionale. In particolare, i costi evidenziati dovranno trovare riscontro in quanto indicato alla voce 25 (risorse tecniche e strumentali necessarie per la realizzazione del progetto) e nelle voci relative alla formazione specifica. 24) Individuare i copromotori e partner che costituiscono la rete finalizzata ad una migliore realizzazione del progetto. Specificare il loro concreto apporto alla realizzazione dello stesso, allegando la documentazione dalla quale risulti il codice fiscale, gli impegni assunti a firma del loro legale rappresentante. Detto apporto, riferito esclusivamente alle concrete attività previste dal progetto, deve essere dettagliato e non generico e può riguardare tutte le fasi di realizzazione dello stesso ad esclusione della formazione (generale e specifica) e della certificazione delle competenze delle professionalità acquisibili, per le quali è già prevista l’attribuzione di specifici punteggi. I predetti enti in nessun caso possono essere sedi di attuazione dell’ente che presenta il progetto o di altri enti accreditati, né iscritti autonomamente all’albo nazionale, regionale o delle province autonome degli enti di servizio civile. Ai fini dell’attribuzione del punteggio possono ricoprire il ruolo di copromotore o partner gli enti non profit, le società profit e le Università. 25) Elencare le risorse tecniche e strumentali necessarie alla realizzazione del progetto, evidenziandone l’ adeguatezza rispetto agli obiettivi. E’ necessario porre particolare attenzione alla compilazione della presente voce, atteso che la sua omissione è motivo di non accoglimento del progetto. Si ricorda che essa è strettamente collegata agli obiettivi fissati alla voce 7 e alle attività previste alla voce 8 della scheda. Caratteristiche delle conoscenze acquisibili 26) Indicare gli eventuali crediti formativi cui la partecipazione alla realizzazione del progetto dà diritto, indicando l'Ente che riconosce i crediti ed allegare la copia degli accordi intervenuti in merito. Gli accordi per il riconoscimento dei crediti devono essere stipulati prima della presentazione del progetto. Pertanto, qualora i predetti accordi all’atto della presentazione del progetto non siano stati ancora perfezionati è opportuno non indicare nulla, attesa l’irrilevanza ai fini del progetto degli accordi in itinere e delle semplici promesse. Nel caso in cui l’Università riconosca genericamente l’attribuzione di crediti ai propri studenti impegnati nel servizio civile nazionale al di fuori di uno specifico accordo con l’ente, dovrà allegarsi una nota dell’Università che esplicitamente riconosca all’ente il beneficio per i propri volontari. Ai crediti formativi non è attribuito alcun punteggio in fase di esame, valutazione e selezione dei progetti. 27) Indicare gli eventuali tirocini riconosciuti ai giovani per la partecipazione alla realizzazione del progetto, specificando l'Ente che riconosce i tirocini ed allegare la copia degli accordi intervenuti in merito. Possono essere allegati accordi che riguardano tirocini necessari per poter accedere agli albi professionali, che danno luogo a crediti formativi, ovvero effettuati presso altri enti a tal uopo abilitati da leggi regionali. Gli accordi per il riconoscimento dei tirocini devono essere stipulati prima della presentazione del progetto e non essere sottoposti ad alcuna condizione di natura discrezionale. Pertanto, qualora i predetti accordi all’atto della presentazione del progetto non siano stati ancora perfezionati è opportuno non indicare nulla, attesa l’irrilevanza ai fini del progetto degli accordi in itinere e delle semplici promesse. 28) Specificare le competenze utili alla crescita professionale dei volontari acquisibili con la partecipazione alla realizzazione del progetto. Le predette competenze devono essere attinenti al progetto, certificate e riconosciute. Qualora l’ente che certifica e riconosce le competenze acquisite sia terzo rispetto a quello proponente il progetto, occorre e produrre copia degli appositi accordi, la cui stipula deve avvenire prima della presentazione del progetto. Pertanto, qualora i predetti accordi all’atto della presentazione del progetto non siano stati ancora perfezionati è opportuno non indicare nulla, attesa l’irrilevanza ai fini del progetto degli accordi in itinere e delle semplici promesse. Formazione generale dei volontari 29) Indicare la sede di realizzazione della formazione, la quale può essere anche diversa da quella di realizzazione del progetto. 30) Specificare se la formazione è effettuata: a) in proprio, presso l’ente con formatori dell’ente; b) in proprio, presso l’ente con servizi acquisiti da enti di servizio civile di 1^ classe; c) dalla Regione o Provincia autonoma, attraverso enti dotati di specifica professionalità (per i soli enti iscritti alla 3^ e 4^ classe); scegliendo tra le opzioni innanzi previste ed indicare se si prevede l’intervento di esperti, secondo quanto contemplato dal paragrafo 2 delle Linee guida per la formazione generale dei volontari. 31) Specificare, inserendo SI nella casella, se per la formazione dei volontari è previsto il ricorso a sistemi verificati dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento, in caso contrario inserire NO. Gli enti accreditati alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito da enti di 1^ classe il predetto servizio sono tenuti a specificare da quale ente lo stesso è stato acquisito. Il punteggio acquisibile per questa voce non è cumulabile con quello delle successive voci 32 e 33. 32) Indicare le metodologie alla base del percorso formativo individuato per i volontari e le tecniche che si prevede di impiegare per attuarlo facendo riferimento alle Linee guida per la formazione generale dei volontari Si precisa che a questa voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe, ovvero il servizio di formazione dalle Regioni e Province autonome. Il punteggio acquisibile per questa voce è non cumulabile con quello della precedente voce 31. 33) Specificare i contenuti della formazione generale dei volontari facendo riferimento alle Linee guida per la formazione generale dei volontari agli specifici settori di attività previsti dall’allegato 3, alle caratteristiche e all’ordinamento del servizio civile, ivi compresi i principi, gli ordinamenti e la storia dell’obiezione di coscienza, alla difesa della Patria come diritto/dovere costituzionali con mezzi non violenti, ai diritti umani, alla carta etica del servizio civile nazionale, alle diverse forme di partecipazione attiva alla vita della società civile e all’ordinamento dell’ente proponente il progetto. Si precisa che a questa voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe, ovvero il servizio di formazione dalle Regioni e Province autonome. Il punteggio acquisibile per questa voce è non cumulabile con quello della precedente voce 31. 34) Indicare la durata della formazione generale che complessivamente non può essere inferiore alle 30 ore e non può essere espressa con un indicatore diverso dalle ore (es. giorni, settimane, mesi). E’ attribuito un punteggio ulteriore per un numero di ore di formazione superiore alle 30. La formazione dei volontari è obbligatoria per cui l’assenza della stessa o anche una durata inferiore al minimo stabilito comporta l’esclusione del progetto. Formazione specifica dei volontari 35) Indicare la sede di realizzazione della formazione, la quale può essere anche diversa da quella di realizzazione del progetto. 36) Specificare se la formazione è effettuata: in proprio, presso l’ente con formatori dell’ente; affidata ad enti di servizio civile di 1^ classe; affidata ad altri soggetti terzi; scegliendo tra le opzioni innanzi previste. 37) Indicare Cognome, Nome, luogo e data di nascita del/i formatore/i. 38) Specificare, per le singole aree di intervento, qualora il progetto ne preveda più di una, le competenze, i titoli e le esperienze del/i formatore/i cui è affidata la formazione specifica. Allegare i relativi curricula in originale e rilasciati nella forma dell’autocertificazione. 39) Indicare le metodologie alla base del percorso formativo per i volontari e le tecniche che saranno impiegate per attuarlo tra le quali non rientrano l’affiancamento e l’accompagnamento. 40) La formazione specifica dei volontari varia da progetto a progetto secondo il settore di intervento e le peculiari attività previste dai singoli progetti. Essa concerne tutte le conoscenze di carattere teorico pratico legate alla specifiche attività previste dal progetto e ritenute necessarie dall’ente per la realizzazione dello stesso. 41) Indicare la durata della formazione specifica che non può essere inferiore alle 50 ore, tenendo conto che la somma delle ore indicate con quelle previste per la formazione generale non può esse inferiore alle 80 ore e non può superare le 150. La durata, quindi, non può essere espressa con un indicatore diverso dalle ore (es. giorni, settimane, mesi). E’ attribuito un punteggio ulteriore per un numero di ore di formazione superiore alle 50. La formazione specifica dei volontari è obbligatoria per cui l’assenza della stessa, o una durata che, cumulata con le ore previste per la formazione generale, risulti inferiore al minimo stabilito di 80 ore comporta l’esclusione del progetto. Altri elementi della formazione 42) Approntare un piano di rilevazione interno completo di strumenti e metodologie adeguate, incentrato sull’andamento e la verifica del percorso formativo predisposto, sulla valutazione periodica dell’apprendimento di nuove conoscenze e competenze, nonché sulla crescita individuale dei volontari. Gli enti iscritti alla 1^ classe e quelli iscritti alla 3^ e 4^ classe che hanno acquisito il predetto servizio da enti di 1^ classe possono effettuare un semplice rinvio al sistema di monitoraggio presentato e verificato dall’Ufficio nazionale o dalle competenti Regioni e Province autonome in sede di accreditamento. Si precisa che a questa voce è attribuito un punteggio per i soli enti di 2^ classe e per quelli di 3^ e 4^ classe che non hanno acquisito il relativo sistema dagli enti di 1^ classe. Il punteggio acquisibile per questa voce non è cumulabile con quello della precedente voce 21. Qualora il piano proposto non risulti idoneo ai fini del rilevamento delle attività della formazione generale e specifica, il progetto è escluso dalla valutazione di qualità.