LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 1 di 39 INDICE PREMESSA Pag. 3 OBIETTIVI DELLE LINEE GUIDA Pag. 5 COMUNITA' DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Pag. 6 AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO Pag. 7 LA METODOLOGIA PROGETTUALE PROGETTO DEL SERVIZIO LA PROGETTAZIONE INTEGRATA PROGETTO GLOBALE PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO Pag. Pag. Pag. Pag. Pag. MODALITA' OPERATIVE AMMISSIONI URGENZE/EMERGENZE ACCOGLIENZE DI SITUAZIONI COMPLESSE DIMISSIONI O CHIUSURA DELL'INTERVENTO Pag. 11 Pag. 11 Pag. 11 Pag. 12 Pag. 13 FORMAZIONE DEL PERSONALE Pag. 14 SUPERVISIONE E CONSULENZE Pag. 14 DOCUMENTAZIONE DELLE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA Pag. 15 ASPETTI SANITARI Pag. 16 TUTELA ASSICURATIVA Pag. 16 CARATTERISTICHE DEGLI OPERATORI DELLE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA Pag. 17 8 8 8 9 9 ALLEGATI N° 1 SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEL CASO N° 2 ACCORDO DI COLLABORAZIONE CON I VOLONTARI N° 3 SCHEDA DI MONITORAGGIO DELLE ACCOGLIENZE SCHEDA FONDAZIONE FAMIGLIA MATERNA SCHEDA COOPERATIVA PUNTO D'APPRODO - CASA FIORDALISO SCHEDA ASSOCIAZIONE CASA P. ANGELO Pag. 20 Pag. 22 Pag. 23 Pag. 25 Pag. 30 Pag. 34 LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 2 di 39 Provincia Autonoma di Trento Servizio Politiche sociali e abitative Ufficio Programmazione e coordinamento Via Gilli, 4 - 38100 Trento Tel. 0461/494119 - Fax 0461/494149 www.provincia.tn/sociale a cura di: - Daniela Roner, Lino Zanon - Gruppo di monitoraggio delle comunità di accoglienza madri con bambini - Servizio Politiche sociali e abitative, Rappresentanti Enti gestori delle funzioni socio assistenziali delegate e responsabili delle comunità di accoglienza madri con bambini. Stampa: Centro Duplicazioni della Provincia Autonoma di Trento LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 3 di 39 PREMESSA Nell'ambito del programma di gestione per l'anno 2003 la Giunta Provinciale assegnò al Servizio socio assistenziale tra gli altri obiettivi quello di procedere all'affidamento all'esterno di parte dell'attività allora svolta dal Centro per l'Infanzia e, nello specifico, la parte riguardante l'accoglienza di gestanti e madri con minori. Il servizio effettuò la ricognizione delle strutture del privato sociale che nella nostra provincia già si caratterizzavano per lo svolgimento di quelle funzioni che si intendevano dismettere dal Centro per l'infanzia. Vennero così individuate: la cooperativa Punto d'approdo di Rovereto, la fondazione Opera famiglia materna di Rovereto e l'associazione Casa di accoglienza Padre Angelo di Trento. Al fine di preparare il passaggio all'affidamento all'esterno ed individuare dei criteri omogenei di invio alle strutture fu costituito un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti dei vari enti interessati; nello specifico i responsabili delle strutture di accoglienza suddette, due rappresentanti degli enti gestori, la coordinatrice del Centro per l'infanzia in rappresentanza della Provincia. Il gruppo elaborò un documento che ridefiniva l'organizzazione dell'attività di accoglienza di gestanti e madri con bambini. Dal 1° gennaio 2003 il Centro per l'infanzia cessò le accoglienze di gestanti e madri con minori e subentrarono le tre strutture sopraccitate. All'inizio venne individuata la cooperativa Punto d'approdo di Rovereto quale sostituto diretto del Centro per l'infanzia per le situazioni di urgenza/emergenza, mentre le altre due strutture fungevano da supporto allo stesso, secondo i criteri e modalità indicate dal documento di indirizzo. Lo stesso documento prevedeva inoltre che per le richieste di accoglienza programmate tutte e tre le strutture fossero coinvolte e chiamate a rispondere definendo l'accoglienza in base alla tipologia del bisogno e alla disponibilità di posti. Inoltre il documento prevedeva che nel primo anno di attività venisse costituito fra le strutture interessate, la PAT e gli enti gestori, un gruppo di coordinamento per il monitoraggio e la verifica degli interventi nonché per individuare modalità uniformi di risposta ai problemi che si fossero presentati nel corso della gestione. Tale gruppo costituito nel 2003, continua tutt'ora ad operare, essendo stata ravvisata l'utilità in questi anni di mantenere momenti di incontro e di monitoraggio, in considerazione alla dinamicità delle problematiche sociali e definire risposte sempre più appropriate ai bisogni in continua evoluzione. Dal 2003 ad oggi le tre strutture di accoglienza hanno continuato ed implementato l'attività di accoglienza di gestanti e madri con minori in situazione di difficoltà. La cooperativa Punto d'approdo con Casa Fiordaliso rimane come prevalente punto di riferimento per la pronta accoglienza salvo poi individuare la struttura per la prosecuzione del progetto. Nel tempo le tre strutture hanno completato la dotazione del personale necessaria per rispondere in maniera adeguata alle esigenze del servizio offerto. La preparazione di base, integrata dalla formazione permanente e dalla supervisione, permette ora a tutti i servizi di accoglienza di prendere in carico situazioni effettuando, con competenza, le seguenti funzioni, seppure modulate secondo quanto richiesto da ciascuna situazione e dai relativi livelli di gravità: - Valorizzazione delle potenzialità della donna e della madre attraverso un appropriato sostegno e accompagnamento. - Osservazione e descrizione mirate ad evidenziare le capacità materne con la capacità di distinguere e controllare i propri vissuti e modelli di riferimento. - Osservazione e definizione dei possibili interventi per le situazioni accolte con adeguata lettura della realtà. - Gestione della relazione con l'utenza caratterizzata da equilibrio fra empatia e giusta distanza . LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 4 di 39 - Contenimento e gestione della conflittualità interna al servizio sia tra ospiti sia nei confronti degli operatori. - Tutela del minore da eventuali aggressività degli adulti e protezione di madri e figli rispetto all'esterno e a persone che siano intrusive e dannose. - Cura sostitutiva dei bambini e/o integrazione delle cure materne inadeguate, affinché il minore non subisca ulteriori danni e non si strutturino incompetenze. - Collaborazione con il Centro per l'Infanzia per assicurare gradualità nell'inserimento di minori che debbano essere trasferiti a seguito di separazione dalla madre o di ricongiungimento con la madre. - Rapporto con il Servizio Sociale e riferimento e alla Magistratura Minorile. - Rapporto con altri soggetti e agenzie del territorio. Le presenti linee guida integrano quelle per il funzionamento dei servizi socio-educativi per i minori, al fine di delineare e approfondire la specificità delle comunità di accoglienza madri con bambini. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 5 di 39 OBIETTIVI DELLE LINEE GUIDA Le linee guida sono mezzi per indirizzare l'azione fornendo tracciati e fissando coordinate; affrontano tematiche per le quali le normative non sono in grado di fornire indicazioni specifiche o sufficienti e delimitano il campo della loro applicazione. Sono strumenti che facilitano l'azione perché sostengono la coerenza e la stabilità delle scelte operative assunte. Le linee guida quindi: a) concorrono a garantire il livello minimo di qualità dei servizi offerti, b) concorrono a garantire l'equità dei servizi per tutte le persone in difficoltà, c) concorrono a garantire l'efficienza e l'efficacia del servizio, d) sostengono gli operatori nell'effettuare scelte appropriate e centrate sui bisogni, in continua trasformazione degli utenti. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 6 di 39 COMUNITA' DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Struttura residenziale, con accoglienza temporanea destinata all'accoglienza di gestanti e madri con figli minori, che, per cause diverse, non sono in grado di vivere in autonomia, che si trovano temporaneamente in difficoltà personale nel garantire l'accudimento, il mantenimento e l'educazione del/dei figlio/i. Si propone, mediante un modello di vita comunitaria un progetto individualizzato di sostegno personale e per l'acquisizione di una sufficiente capacità genitoriale. Il percorso di aiuto è finalizzato al perseguimento di una sufficiente autonomia nella gestione della quotidianità complessiva. La struttura offre un servizio di sostegno materiale, psico-relazionale e sociale agli ospiti, mediante la presenza costante di operatori. Le persone accolte sono sostenute ed aiutate nella gestione delle attività quotidiane, in particolare quelle riguardanti l'accudimento dei figli e la gestione dei rapporti con la rete parentale. Sono inoltre supportate nel rapporto con il servizio sociale di competenza, con gli organi giudiziari e gli altri servizi pubblici e privati sia sociali che sanitari. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 7 di 39 AUTORIZZAZIONE AL FUNZIONAMENTO Le strutture socio-assistenziali a carattere residenziale e semi-residenziale devono essere in possesso dei requisiti minimi stabiliti con il regolamento emanato con il Decreto del Presidente della Provincia n°31152/Leg.del 22 ottobre 2003 ed il loro funzionamento è subordinato al rilascio dell'apposita autorizzazione come stabilito dall'art. 35 della L.P. 14/91. Il regolamento stabilisce norme sulle procedure per il rilascio, la sospensione e la revoca dell'autorizzazione, nonché sui criteri di vigilanza alla verifica della permanenza delle condizioni e dei requisiti che hanno dato luogo all'autorizzazione stessa. Prima di dare avvio all'attività, il soggetto gestore presenta al Servizio provinciale competente la domanda di autorizzazione al funzionamento della struttura per la corrispondente tipologia prevista dal catalogo. Le strutture infatti devono trovare collocamento nell'ambito del "Catalogo delle tipologie di servizio" approvato con deliberazione della Giunta Provinciale di Trento n. 199 di data 8 febbraio 2002, distinte per le quattro aree di intervento (minori, adulti, persone con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, anziani), esistenti sul territorio della provincia di Trento. Il catalogo costituisce quindi strumento tecnico per l'istruttoria della domanda presentata per il rilascio dell'autorizzazione al funzionamento della struttura, ai sensi dell'articolo 5 del suddetto regolamento. Il catalogo ha carattere aperto; previo parere della Commissione di vigilanza e monitoraggio prevista dall'articolo 5, comma 2 del regolamento, la Giunta provinciale può introdurre ulteriori tipologie rispetto a quelle già individuate nel catalogo di cui al comma 2, anche con riferimento a sperimentazioni di nuovi servizi, finalizzate a rispondere a problemi sociali ancora senza risposta, ferma restando l'individuazione di idonei requisiti minimi strutturali, impiantistici, abitativi ed organizzativi. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 8 di 39 LA METODOLOGIA PROGETTUALE PROGETTO DEL SERVIZIO Ogni organizzazione deve dotarsi di un progetto relativo alla tipologia del servizio che gestisce, mediante il quale esplicita le proprie fonti valoriali, le radici storiche e la cultura di appartenenza, i principi deontologici. Il progetto descrive l'organizzazione del servizio e contiene gli aspetti metodologici generali coerenti con l'approccio pedagogico-educativo ed il modello di intervento e di lavoro di rete adottato. Ad esso devono attenersi tutti i collaboratori della struttura e gli operatori nei rapporti con le persone accolte, con i servizi esterni e con i colleghi. Il progetto contribuisce a garantire la qualità del servizio e rappresenta uno degli strumenti cui riferirsi nei processi di valutazione, autorizzazione e verifica. Rappresenta uno strumento a disposizione degli operatori dei servizi invianti per individuare la casa di accoglienza ed il progetto educativo più pertinenti ai bisogni presi in considerazione e di conseguenza costituisce una garanzia per le persone accolte. Contenuti imprescindibili nel progetto del servizio sono: a) i valori da cui nasce il servizio, la storia dell'ente, gli obiettivi ed i riferimenti educativi generali, le specifiche linee educative; b) la tipologia di utenza, i bisogni e la fascia d'età a cui la struttura prevalentemente si rivolge; c) le procedure di ammissione e di dimissione; d) la metodologia e gli strumenti che si intendono adottare; e) le prestazioni offerte; f) le modalità di rapporto con il territorio; g) l'organigramma con la descrizione dei ruoli e delle funzioni ; h) i processi di formazione e di selezione del personale. LA PROGETTAZIONE INTEGRATA I servizi descritti nelle presenti linee guida richiedono, di norma, un approccio integrato e la capacità dei diversi soggetti coinvolti ad intessere una rete progettuale. Il lavoro di rete si propone la ricerca di significati condivisibili nell'attività, per rendere gli interventi coerenti e dotati di senso globale. Esso agevola la comunicazione e la capacità di gestire le criticità e di sostenere i cambiamenti possibili. La comunità considera come attori principali delle possibili sinergie: - la donna accolta e i figli, se in età da collaborare; - l'eventuale compagno e padre e la famiglia se presente; - il servizio sociale competente territorialmente; - altre agenzie territoriali coinvolte nel progetto, con particolare attenzione ai servizi dell'area sanitaria, dell'educazione e scolastici; - le reti sociali formali ed informali opportune per la specifica situazione. Il progetto deve tenere conto anche di quanto indicato dalla Magistratura. Nel lavoro di costruzione della rete è importante : - definire e chiarire ruoli e compiti dei diversi attori/operatori coinvolti, - assicurare la circolarità delle comunicazioni, - prevedere incontri periodici (di progettazione, riprogettazione, verifica ecc.). LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 9 di 39 PROGETTO GLOBALE Per progetto globale si intende il complesso degli obiettivi e delle azioni che il servizio sociale inviante intende sviluppare per affrontare i bisogni delle persone accolte e la diversa complessità delle situazioni. Esso specifica quali sono le azioni previste per valutare le risorse e le capacità della famiglia, al fine di attivare percorsi di aiuto e sostegno. Indica i tempi e le azioni rispetto agli obiettivi segnalati e i possibili percorsi verso l'autonomia. Il progetto globale è definito dal servizio sociale inviante, diretto responsabile di tutto il progetto; deve essere condiviso e periodicamente rivalutato con la comunità di accoglienza, che viene coinvolta in virtù dell'osservazione che può effettuare, nella valutazione delle capacità personali e genitoriali e delle risorse familiari, nelle azioni di sostegno e di accompagnamento verso l'autonomia. Alla sua realizzazione possono concorrere anche altri soggetti coinvolti: viene assicurato l'eventuale raccordo con i servizi dell'area sanitaria, con la scuola e le agenzie educative, con gli altri enti del privato sociale eventualmente presenti. Eventuali prescrizioni della Magistratura ne costituiscono parte determinante. Il progetto, redatto in forma scritta, deve contenere: gli obiettivi sociali da raggiungere, le azioni previste, i diversi soggetti coinvolti, i tempi, i luoghi, i criteri di verifica, di processo e di risultato adottati ed i tempi che si prevedono necessari al progetto. PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO E' la declinazione degli obiettivi fissati nel progetto globale, in base alle esigenze e caratteristiche delle singole situazioni. Viene elaborato dall'equipe socio-educativa e rappresenta l'analisi dei bisogni, i risultati attesi, le strategie pedagogiche,i compiti di ciascuno, il complesso di azioni che si intende intraprendere nella quotidianità, i tempi eventualmente prevedibili, in coerenza col progetto globale e con il servizio di accoglienza offerto. E' costruito con la persona/il nucleo accolta/o ed in collaborazione con il servizio sociale titolare del caso, coerentemente al progetto globale di cui è parte integrante. E' redatto in forma scritta. Dovrà essere definito tenendo conto degli eventuali decreti e prescrizioni della Magistratura. In particolare ha lo scopo: o di raccogliere elementi utili alla conoscenza della situazione accolta, delle capacità genitoriali, delle risorse e delle potenzialità effettive rispetto al raggiungimento dell'autonomia; o di identificare le strategie del lavoro con la donna accolta ed i suoi figli e con il suo eventuale compagno; o di definire le azioni di aiuto e sostegno e di accompagnamento verso la ricerca di risorse per l'autonomia, che spettano al servizio di accoglienza; o di concorrere alla valutazione più generale della sufficiente adeguatezza genitoriale degli adulti ( oppure della donna e della coppia), al fine di assicurare al/ai minore/i le condizioni familiari che lo/li tutelino e lo/li curino. Deve essere aggiornato costantemente dagli operatori, prevedendo appositi incontri di verifica in itinere e finali. Nel progetto sono precisate inoltre le fasi conclusive dello stesso, stabilite in modo condiviso dai diversi soggetti coinvolti. La fase finale deve prevedere modi e tempi della dimissione. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 10 di 39 MODALITA' OPERATIVE AMMISSIONI I MODALITA' DI INVIO L'ammissione delle persone alle comunità di accoglienza, su proposta del servizio sociale, avviene secondo la prassi di seguito individuata: 1. segnalazione da parte del servizio sociale attraverso un primo contatto con il coordinatore della comunità ed invio di una scheda della richiesta di accoglienza (utilizzando il modello di cui all'allegato 1); 2. risposta da parte dell'ente in base alla congruità della proposta e alla disponibilità del posto; 3. incontro di presentazione della situazione ed invio di una relazione informativa, possibilmente prima dell'ingresso; 4. incontri di approfondimento tra servizio sociale e servizio di accoglienza e, se significativi, con altri soggetti e servizi coinvolti; 5. incontro di conoscenza dell'utente; 6. definizione degli accordi progettuali e gestionali tra persone accolte ed eventuale partner, servizio sociale e comunità di accoglienza. 7. Le comunità si sono impegnate a non accogliere richieste provenienti da altre regioni, salvo un perdurante eccesso di posti liberi. In tal caso la spesa e la presa in carico professionale non potranno essere assunte dalla Provincia autonoma di Trento né dall'ente gestore sede della struttura. Comunque tali accoglienze non dovranno determinare una perdurante riduzione dei posti. 8. Si definisce che salvo situazioni particolarmente gravi, l'accoglienza di donne gestanti (senza altri bambini) venga attivata a partire dal 7° mese di gravidanza, utilizzando al bisogno per i mesi precedenti le strutture di accoglienza generiche per donne (Casa della giovane, Punto d'Approdo-comunità di via Valbusa, ecc.). Non sono pertinenti, vista la finalità delle comunità di accoglienza, richieste di accoglienza per mero bisogno alloggiativo. Alla relazione va allegato l'eventuale decreto del Tribunale per i Minorenni, integro se con l'assenso dell'interessato, solo i dispositivi qualora mancasse l'assenso. URGENZE I EMERGENZE Per urgenze/emergenze si intendono tutte le richieste di accoglienza che non possono essere precedute da tempo adeguato per la predisposizione di un progetto. Nel caso di un inserimento d'urgenza si distingue tra: a) quello attivato dalla Magistratura e/o dalle Forze dell'Ordine in giorni festivi o in orari in cui il servizio sociale non è reperibile; b) quello promosso dal servizio sociale stesso. In caso di accoglienza urgente si conferma l'impegno della comunità ad informare il servizio sociale competente per territorio nel primo giorno feriale utile immediatamente dopo l'intervento, al fine di LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 11 di 39 concordare e programmare gli interventi successivi che potranno proseguire presso la struttura che ha effettuato l'accoglienza o prevedere l'invio ad altra struttura. Nel caso in cui l'urgenza sia individuata e verificata dal servizio sociale, questo ricercherà la struttura e avvierà una procedura accelerata dei punti già descritti. L'assistente sociale, qualora abbia preso contatto con più strutture, le informerà tempestivamente nel caso in cui l'accoglienza urgente venga sospesa oppure se è stata individuata la struttura che effettuerà l'accoglienza. Essere accolti per la pronta accoglienza sull'emergenza/urgenza non significa automaticamente che l'accoglienza ed il relativo progetto si protraggano nella stessa comunità, in quanto occorre mantenere sempre la disponibilità dei posti assegnati alle situazioni di emergenza. La situazione, dopo la prima risposta per l'emergenza/urgenza, deve essere valutata assieme alle altre richieste in attesa, per valutare le priorità, la pertinenza dei bisogni e le risorse disponibili ( in caso di carenza di posti). Sarà compito del Servizio sociale inviante informare il Tribunale per i Minorenni, qualora non trovasse risorse adatte. Le comunità di accoglienza madri con bambini, riconoscendo di concorrere con il servizio sociale alla tutela della maternità e infanzia nell'ambito della legislazione vigente, si sono impegnate a garantire l'accoglienza di madri e minori a rischio e pertanto hanno convenuto di individuare Casa Fiordaliso per garantire sempre una disponibilità sull'emergenza e di mantenere un contatto settimanale tra i coordinatori al fine di utilizzare al meglio i posti disponibili nella rete provinciale. . ACCOGLIENZA DI SITUAZIONI COMPLESSE Nel caso di richiesta di accoglienza di situazioni particolarmente complesse le comunità di accoglienza accreditate si consulteranno tra loro per individuare l'intervento più appropriato. Qualora si evidenzino problemi che assumano rilevanza più generale anche ai fini organizzativi, questi dovranno essere segnalati dal responsabile del servizio dell'ente sia al servizio sociale inviante sia al Servizio politiche sociali e abitative della Provincia Autonoma di Trento. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 12 di 39 DIMISSIONI O CHIUSURA DELL'INTERVENTO I tempi e le modalità della dimissione sono parte integrante del progetto. Eventuali variazioni relative alla durata del progetto individuale vanno motivati e condivisi dagli attori coinvolti. Qualora la comunità accogliente veda la necessità di dimettere la persona accolta quando sopraggiungono condizioni che rendono inattuabile il progetto concordato in rapporto alle possibilità operative dello stesso, ne verrà data comunicazione motivata al servizio sociale e le dimissioni verranno effettuate, se possibile, quando sia già stata individuata una eventuale soluzione alternativa. Anche la fase finale è oggetto di una specifica progettazione che prevede un percorso di accompagnamento verso una vita autonoma o, comunque, della dimissione dal servizio. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 13 di 39 FORMAZIONE DEL PERSONALE La Provincia Autonoma di Trento provvede a monitorare il fabbisogno formativo degli operatori delle comunità di accoglienza promuovendo il costante aggiornamento attraverso specifiche proposte formative. La comunità deve mantenere attive procedure documentate per individuare le necessità di formazione del personale. Queste derivano, oltre che dalle indicazioni fornite dagli operatori, all'evoluzione dei servizi e dei bisogni. L'ente accogliente deve predisporre un piano di formazione permanente per gli operatori individuando percorsi formativi secondo specifiche competenze degli operatori. SUPERVISIONE E CONSULENZE Ai fini di una qualificazione del servizio si ritiene necessario garantire agli operatori dei diversi servizi opportune forme di supervisione. Supervisione metodologica. L'offerta riguarda una supervisione di équipe di servizio o aree di lavoro che hanno bisogno di un lavoro di facilitazione e confronto sui temi e sulle metodologie del proprio operato, a partire dalla realtà quotidiana del servizio. Vengono affrontate anche problematiche legate a dinamiche interne al gruppo di lavoro, ma il punto di partenza della supervisione è comunque di natura metodologica. All'interno di un tale percorso di supervisione l'équipe può essere accompagnata in percorsi di programmazione e verifica del proprio lavoro. Supervisione d'équipe sulle dinamiche di gruppo. La supervisione offre uno strumento per migliorare e sviluppare la sinergia necessaria al lavoro di équipe e sostiene la qualità del gruppo degli operatori e della comunità accogliente. Si occupa delle dinamiche relazionali dell'èquipe sia al proprio interno, sia al proprio esterno nei confronti degli utenti ed ai soggetti attivi nel progetto. Riconosce spazio alla dimensione emotiva del lavoro sociale e permette agli operatori di rielaborare i vissuti e i ruoli rispetto al servizio e al gruppo. Costruisce un terreno comune di autoriflessione sulla quotidianità del servizio accogliente e rappresenta uno spazio protetto dove agire ed elaborare i conflitti del gruppo. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 14 di 39 DOCUMENTAZIONE DELLE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA L'organizzazione titolare del servizio accogliente deve assicurare la tutela della privacy e l'adeguata conservazione della documentazione che contiene dati sensibili. Deve dotarsi oltre che dei documenti previsti da leggi, regolamenti, convenzioni e protocolli, di strumenti documentali adeguati per garantire: - la comunicazione fra gli operatori e i passaggi di consegne, - la memoria degli avvenimenti, - la documentazione delle riunioni di équipe. Presso l'organizzazione che gestisce il servizio di accoglienza deve essere predisposta e conservata una cartella dell'utente. Essa è suddivisa in sezioni: - amministrativa: contiene la documentazione anagrafica ed amministrativa dell'utente, la corrispondenza con il servizio sociale inviante, e l'eventuale documentazione dell'Autorità Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza; - sociale e psicologica: contiene le relazioni prodotte ed inviate dai relativi servizi; - progettuale: contiene la documentazione del lavoro svolto dal servizio di accoglienza (osservazione, progetto individuale, evoluzione del/i soggetto/i e della situazione familiare e ambientale, verifiche del progetto e sue variazioni, relazioni, dimissioni); - sanitaria: contiene la documentazione prevista dal protocollo degli accertamenti sanitari, compresa la tessera sanitaria individuale; - formativa e lavorativa: contiene l'eventuale documentazione concernente il percorso formativo e di avvio al lavoro. La cartella personale viene costantemente aggiornata dagli operatori del servizio di accoglienza. ASPETTI SANITARI Le comunità promuovono gli accertamenti sanitari in funzione della consapevolezza dell'ospite rispetto della propria situazione di salute. Per la profilassi delle malattie trasmissibili si attivano le modalità di prevenzione previste dai protocolli sanitari. TUTELA ASSICURATIVA I servizi accoglienti sono tenuti a stipulare polizze assicurative idonee a coprire i rischi da infortuni o da danni subiti o provocati dalle persone accolte, dal personale e dai volontari, all'interno e all'esterno dei servizi medesimi. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 15 di 39 CARATTERISTICHE DEGLI OPERATORI DELLE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA Il personale occupato presso i servizi di accoglienza può essere così classificato: a) b) c) d) e) personale con compiti direttivi e/o di coordinamento personale amministrativo personale socio-educativo personale ausiliario volontari Personale con compiti direttivi eIo di coordinamento Ogni organizzazione deve dotarsi di una figura direttiva con le seguenti funzioni: tenere i rapporti con il gestore del servizio di accoglienza e con gli enti affidanti; predisporre, con la collaborazione delle componenti interessate, il progetto del servizio ; - organizzare periodicamente momenti di verifica e di aggiornamento del progetto medesimo; - coordinare l'attività degli operatori dei servizi di accoglienza che propone l'organizzazione; promuovere il lavoro di équipe per la formulazione , la verifica, il monitoraggio e l'aggiornamento del progetto educativo individuale , assicurandosi l'apporto degli operatori esterni, comunque interessati al nucleo familiare; controllare che siano tenuti aggiornati, a cura degli operatori, il registro delle presenze e la cartella personale della persona accolta; promuovere i progetti di formazione e aggiornamento del personale e adottare le opportune iniziative per la loro realizzazione. Qualora si tratti di un'organizzazione complessa cioè con più unità operative e sedi, alcune delle funzioni sopraelencate possono essere delegate ad altri coordinatori o responsabili di area. Il responsabile e/o coordinatore dell'organizzazione deve possedere, oltre alla laurea (psicologia, scienze dell'educazione, servizio sociale, scienze della formazione, sociologia ed equipollenti) un'esperienza lavorativa di almeno 3 anni in contesti socio assistenziali, fatte salve situazioni già in essere. Il responsabile di area o di unità operativa, deve essere in possesso di un titolo di studio : - diploma di assistente per comunità infantili; - tecnico per i servizi sociali; - diploma di dirigente di comunità; - maturità socio psico-pedagogica; - diploma di scuola media superiore (durata quinquennale) più uno dei seguenti titoli: - diploma di educatore professionale, - diploma di qualifica di assistente all'infanzia, - diploma di puericultrice, - oppure deve avere almeno 2 anno di esperienza in contesti socio-educativi. Personale socio-educativo Deve essere in possesso dei titoli di studio: - diploma di assistente per comunità infantili; - tecnico per i servizi sociali; - diploma di dirigente di comunità; LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 16 di 39 oppure di un diploma di scuola di media superiore più 12 mesi di un'esperienza professionale svolta presso centri di assistenza all'infanzia o servizi socio-educativi, nonché degli attestati di partecipazione ad attività formative e di aggiornamento, tali da garantire la realizzazione delle finalità indicate nel progetto educativo. Personale ausiliario Per il funzionamento delle comunità di accoglienza possono essere impiegate anche figure di supporto all'attività di assistenza quotidiana agli utenti per attività legate all'igiene della persona, della struttura, per la preparazione dei pasti, ecc. ( O.S.S. ecc.) Volontari Le comunità di accoglienza per madri con bambini possono, inoltre, avvalersi dell'opera di volontari. A tal fine l'organizzazione predispone un accordo da far sottoscrivere al volontario (vedi l'allegato: accordo di collaborazione con i volontari) nel quale sono riportati: il ruolo, le mansioni, l'orario, la durata del servizio e le eventuali responsabilità. Si prevede la possibilità di effettuare percorsi di tirocinio o stage in struttura in collegamento con gli istituti di formazione pertinenti al tipo di servizio offerto. Ciascun ente tiene il registro del personale, indicando mansioni e responsabilità, e il registro delle presenze. I parametri minimi distinti per ogni tipologia di servizio saranno individuati in sede di accreditamento. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 ALLEGATI 17 di 39 LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 18 di 39 SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEL CASO data-------- ALLEGATO 1 Nome e cognome della madre----------------------------------------------------Data e luogo di nascita-Nazionalità-------------------------------------------------------------------Residenza--------------------------------------------------------------------Permesso di soggiorno---------------------------scadenza--------------------------Minori a carico nome------------------------ cognome-----------------------nome------------------------ cognome-----------------------nome------------------------ cognome------------------------ eta' --------eta' --------eta' -------- Nome e cognome del padre del/i minore/i---------------------------------------------Rete parentale--------------------------------------------------------------------Ente gestore inviante----------------------------------------- Nome Assistente Sociale inviante---------------------------------------tel.-------------Altri invianti -----------------------------------------------------------------------Altri servizi coinvolti------------------------------------------------------------------Tipo di richiesta di ammissione: o urgenza o progetto Motivazioni della richiesta o accompagnamento al parto o osservazione competenze nella genitorialità o ricongiungimento con il minore o conflitti familiari/maltrattamento /abuso o osservazione recupero della genitorialità o problemi economici o assenza di alloggio o disagio picologico o psichiatrico o dipendenze o arresti domiciliari Obiettivi ---------------------------------------------------------------------------------- LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 Risposta alla richiesta: o accolta o sospesa o ritirata marzo 2008 19 di 39 o non accolta perché: o posti o inadeguatezza strutture Data di ingresso madre..........Data di ingresso minore....... Conclusione del progetto data o autodimissioni o rientro in ambito parentale o passaggio in altro servizio -----------------------------------------------------------o autonomia abitativa o allontanamento o affido del minore o altro----------------------------------------------------------------------------- Note per la valutazione finale Quali obiettivi raggiunti/ parzialmente/ non raggiunti ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 20 di 39 ALLEGATO 2 ACCORDO DI COLLABORAZIONE CON I VOLONTARI Il Sign Per la collaborazione presso (denominazione della comunità di accoglienza) PREMESSA: Considerata l'importanza e la delicatezza del servizio prestato nelle comunità di accoglienza dai volontari , è nata l'esigenza di redigere una sorta di "contratto", con lo scopo di chiarire al meglio e fin dall'inizio gli aspetti principali che riguardano la loro presenza. RUOLO: il volontario è una figura importante per la riuscita del progetto. Si affianca al lavoro dell'equipe e favorisce un ambiente di "normalità" nella vita dell'utente. Ai suoi occhi il volontario è una persona attenta alle sue esigenze e che condivide del tempo con lui ponendosi come riferimento diverso dagli educatori. MANSIONI: la collaborazione del volontario deve tener presente quanto segue: il volontario si affianca al lavoro dell'équipe educativa e quindi è tenuto ad essere coerente con le linee educative da essa stabilite; il volontario non deve assumere di propria iniziativa, comportamenti o mansioni non concordate con l'équipe; il volontario non sostituisce gli educatori e quindi non gli sono attribuite mansioni e responsabilità tipiche degli educatori; al volontario si chiede di riferire all'équipe eventi significativi o informazioni, in special modo riguardo ai minori, di cui è venuto a conoscenza; il volontario, come tutta l 'équipe educativa, ha l'obbligo del rispetto del segreto professionale (ex art. 622 del Codice Penale). In particolare al Sign. vengono assegnate le seguenti mansioni: ORARI: Il volontario presterà la propria collaborazione nelle seguenti modalità: frequenza orario Sarà tenuto a partecipare ai seguenti incontri: Durata del servizio: Trento,......... Il responsabile dei collaboratori Il collaboratore LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 21 di 39 marzo 2008 SCHEDA DI MONITORAGGIO DELLE ACCOGLIENZE (da compilare a cura della comunità accogliente) ENTE: DATA: DATI nome servizio sociale di anno di provenien nascita za TEMPI cittadinan za N° figli/ gravidanz a ingresso previsio ne CONDIZIONI DI INGRESSO dimissi oni familiari: motivo della Presenti, presa in Assenti, carico Collaboranti, Ostacolanti SITUAZIONE LAVORATIVA RISORSE PERSONALI capacità gestione economica/ lavorativa capacità nelle relazioni capacità utilizzo dei servizi COMPETENZE limiti/ problem a tiche rilevate cura di sè cura del cura bambin della o casa LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DELLE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA MADRI CON BAMBINI Rev. 1 marzo 2008 22 di 39 LEGENDA TEMPI Dimissioni Tipo: • Auto dimissioni • Rientro in ambito parentale • Passaggio in altro servizio • Autonomia abitativa • Allontanamento • Affido del minore • Altro Nelle caselle "RISORSE PERSONALI" e"COMPETENZE" rispondere con: • • • • Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Motivazioni della richiesta:* • Accompagnamento al parto • Osservazione competenze nella genitorialità • Ricongiungimento con il minore • Conflitti familiari/ maltrattamento/abuso • Osservazione recupero della genitorialità • Problemi economici • Assenza di alloggio • Disagio psicologico o psichiatrico • Dipendenze • Arresti domiciliari RISORSE PERSONALI Problematiche rilevate • Limiti cognitivi certificati e non • Dipendenze • Problemi psichiatrici • Problemi psicologici • Non conoscenza della lingua italiana Tali "giudizi" si intendono riferiti ad una condizione su//iciente nella capacità di gestire la propria quotidianità in una situazione di semiautonomia alloggiativa *Specificare se ci sono Decreti del tribunale dei minori SITUAZIONE LAVORATIVA • Sussidi economici enti gestori • Aiuti familiari • Nessun lavoro • Part time (tempo determinato, indeterminato) • Tempo pieno (tempo determinato, indeterminato) • Lavoro interinale LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 23 di 39 FONDAZIONE "FAMIGLIA MATERNA" Introduzione Nata all'inizio del '900 per accogliere e sostenere le madri sole ed i loro bambini, col passare del tempo essa ha saputo rinnovarsi adeguando la fisionomia dei propri servizi ai cambiamenti della società, restando tuttavia fedele allo scopo di offrire aiuto alle donne sole o con figli, che si trovano in situazione di difficoltà. L'incontro con le ospiti si basa sull'attenzione alla persona, condividendo i suoi bisogni concreti. Nel rapporto con figure significative di educatori, la donna è portata a riscoprire la possibilità di un atteggiamento positivo di fronte alla propria storia ed esperienza, anche quando essa è stata dolorosa e difficile. Le forme di accoglienza sono flessibili e personalizzate e le ospiti possono seguire programmi di reinserimento familiare, sociale e lavorativo. SERVIZI OFFERTI • CASA DI ACCOGLIENZA La Casa di Accoglienza è una struttura di residenza temporanea, in cui gli operatori sono presenti 24 ore. La convivenza è di tipo comunitario e familiare. Ciascun utente dispone di una stanza da letto arredata e di un bagno autonomo, mentre cucina, salotto, sala giochi e lavanderia sono condivisi. Gli ospiti, inoltre, possono usufruire di spazi comuni a disposizione di tutti gli utenti della Fondazione ( sale riunioni, auditorium, palestra, parco giochi) DISPONIBILITA' DI POSTI 4 donne e 7 - 8 minori TEMPI DI INGRESSO 2-3 giorni dalla richiesta del servizio sociale DOCUMENTI RICHIESTI ALL'INGRESSO Al momento dell'ingresso è essenziale un documento che riconosca la legittimità del soggetto sul territorio Altri documenti Carta d'identità o altro documento d'identificazione personale Codice fiscale e/o tessera sanitaria Documentazione relativa ai minori (libretto ostetrico/pediatrico) Passaporto e permesso o carta di soggiorno (per utenti stranieri) TIPOLOGIA DI UTENZA La Casa di Accoglienza è particolarmente predisposta per accogliere donne in maternità o con bambini nella prima infanzia o in età prescolare. Le donne e i minori accolti in questo servizio presentano situazioni di disagio sociale legato a diversi fattori: gravidanza difficile o indesiderata; conflitto familiare e separazione; maltrattamento della donna o dei minori; scarsità di risorse materiali; problemi di fragilità psichica; difficoltà genitoriali. Le utenti necessitano del costante supporto degli operatori. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 24 di 39 Ogni accoglienza è fondata sulla condivisione con l'utente di un progetto individualizzato, che definisca un percorso di recupero dell'autonomia. MODELLI OPERATIVI La presa in carico in Casa di Accoglienza avviene su richiesta dei servizi sociali territoriali (Comune, Comprensorio). L'intervento di aiuto viene formulato dall'assistente sociale territoriale, in collaborazione con quella della Fondazione. Gli obiettivi di breve e medio periodo sono stabiliti in accordo con l'utente, insieme ad un programma di attività ed alle regole di vita e comportamento che dovranno essere seguite per raggiungere gli scopi concordati. Al momento dell'accoglienza l'utente condivide quindi il Patto educativo, ossia un insieme di obiettivi ed impegni assunti durante la sua permanenza, e sottoscrive il Regolamento della Casa. Dopo un primo periodo di osservazione si può predisporre un "Progetto educativo individualizzato", a cui seguiranno verifiche periodiche sugli obiettivi fissati ed oltre alle attività specifiche previste dai progetti individualizzati, vengono proposte a tutte le ospiti iniziative formative e di socializzazione (gite, feste, attività motorie, laboratori artistici o di formazionelavoro.). La verifica del progetto si fonda sull'attività di osservazione degli educatori e dell'assistente sociale e sulle valutazioni di équipe. L'ospite può inoltre avvalersi di colloqui periodici con lo psicologo e l'assistente sociale della Fondazione. La struttura mantiene un contatto stabile con l'assistente sociale del servizio pubblico per una valutazione congiunta dell'andamento del progetto. Le dimissioni dalla Casa di Accoglienza avvengono di norma in seguito ad una valutazione congiunta tra le parti interessate, quando siano state raggiunte condizioni soddisfacenti di tranquillità e autonomia. Esiste tuttavia la possibilità di dimissioni volontarie della madre oppure decise dalla struttura in casi eccezionali che possano pregiudicare la convivenza della comunità. PERSONALE L'equipe di lavoro è formata da: 1 direttrice 1 coordinatore 1 assistente sociale 4 educatori 1 psicologo 1 segretario amministrativo 5 volontari (a scavalco con gli altri servizi della Fondazione) (a scavalco con gli altri servizi della Fondazione) part time 4 ore di consulenza settimanali (a scavalco con gli altri servizi della Fondazione) 60 ore LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 • marzo 2008 25 di 39 APPARTAMENTI IN SEMIAUTONOMIA - PROGETTO "VIVERE INSIEME" Realizza interventi individualizzati di reinserimento familiare, sociale e lavorativo, rivolti a donne sole o con figli, in situazione di disagio o emarginazione. Oltre all'accoglienza residenziale temporanea presso un alloggio si propongono altri interventi: sostegno nella gestione della vita domestica e delle risorse economiche; osservazione e sostegno nel rapporto con i figli; consulenza sul rapporto di coppia e mediazione familiare; supporto specifico alle donne straniere per l'apprendimento della lingua italiana, l'ottenimento di permessi e documenti, l'accesso ai servizi; ricerca di alloggio; orientamento lavorativo e ricerca attiva di opportunità di impiego; momenti formativi e ricreativi, come occasioni di incontro tra le ospiti e di integrazione nell'ambiente circostante. DISPONIBILITA' DI POSTI Sono a disposizione per questo progetto 20 appartamenti (monolocali o bilocali) attrezzati e ammobiliati, situati all'interno della Fondazione Famiglia Materna. L'alloggio è indipendente per ogni nucleo familiare ed accessibile a visitatori esterni dalle 7.30 alle 20.30. TEMPI DI INGRESSO 7 - 10 giorni dalla richiesta del servizio sociale DOCUMENTI RICHIESTI ALL'INGRESSO Al momento dell'ingresso è essenziale un documento che riconosca la legittimità del soggetto sul territorio. Altri documenti Carta d'identità o altro documento d'identificazione personale Codice fiscale e/o tessera sanitaria Documentazione relativa agli eventuali minori Passaporto e permesso o carta di soggiorno (per utenti stranieri) TIPOLOGIA DI UTENZA Negli alloggi possono essere ospitate donne sole o con figli minorenni, che presentano le seguenti problematiche: - fragilità psicologica e sociale, - carenze economiche e culturali; - separazione o grave conflittualità familiare; - carenze di genitorialità; - disagio psichiatrico non grave; - lieve deficit intellettivo; - trascorsi di alcolismo e tossicodipendenza; - vittime di violenza e abuso. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 26 di 39 MODELLI OPERATIVI presa in carico su richiesta dei servizi territoriali; formulazione dell'intervento di aiuto; verifiche in itinere del progetto, attraverso relazioni degli educatori e colloqui con l'assistente sociale; possibilità di consulenza psicologica; valutazione finale e dimissioni concordate con i servizi invianti. Al momento dell'accoglienza l'utente sottoscrive: il Patto educativo, una sintesi degli obiettivi e degli impegni assunti dall'ospite durante la sua permanenza la Convenzione per l'assegnazione dell'appartamento il Regolamento per l'utilizzo degli alloggi e della lavanderia il Verbale di consegna delle chiavi e dello stato dell'appartamento all''ingresso e l'inventario delle attrezzature fornite. Dopo il primo periodo di osservazione si propone un "Progetto educativo individualizzato", a cui seguiranno verifiche periodiche sugli obiettivi fissati ed una più generale, ogni sei mesi. Oltre ad attività specifiche dai progetti individualizzati, vengono periodicamente proposte iniziative formative e di socializzazione. PERSONALE L'equipe di lavoro è formata da: 1 direttrice (a scavalco con gli altri servizi della Fondazione) 1 coordinatore (a scavalco con gli altri servizi della Fondazione) 1 assistente sociale 3 educatori 1 psicologo 15 ore settimanali 1 segretario amministrativo (a scavalco con gli altri servizi della Fondazione) 10 volontari LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 27 di 39 ALTRI SERVIZI • FORESTERIA E' composta da 7 appartamenti per donne sole o con figli, che si trovino in una situazione di bisogno contingente e che siano in grado di gestirsi autonomamente . La richiesta di accoglienza va inoltrata direttamente all'assistente sociale della Fondazione e gli alloggi vengono assegnati in base ad una valutazione delle condizioni di effettiva necessità. La permanenza presso la Foresteria è considerata una fase transitoria la cui durata, di norma, non supera i 6 mesi • CENTRO DI ACCOGLIENZA PER LA PRIMA INFANZIA - "PROGETTO "FREEWAY" Centro diurno rivolto a bambini in età da 0 a 11 anni, suddivisi in piccoli gruppi per fasce d'età, che intende conciliare percorsi ed obiettivi congruenti alle esigenze di minori in situazione di rischio, ma anche - insieme a questi - attività socio-educative e di promozione, aperte ad altri bambini del medesimo territorio. Gli utenti appartengono quindi a nuclei familiari in difficoltà segnalati dai servizi sociali, ma possono anche provenire da famiglie che non presentano situazioni di disagio, però abbisognano di un servizio flessibile per poter conciliare i tempi di cura ed i tempi di lavoro, ad esempio difficoltà derivanti dal pendolarismo, dalla turnistica e in generale da orari di lavoro incompatibili con quelli dei servizi per l'infanzia tradizionali. Le attività sono programmate in modo flessibile sulla base delle esigenze familiari e l'orario di frequenza è personalizzato per ciascun minore. Il Centro è aperto tutti i giorni, anche il sabato e festivi, dalle 7.30 alle 19.30. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 28 di 39 PUNTO D'APPRODO Società cooperativa sociale onlus Storia e presentazione della cooperativa La Cooperativa Punto d'Approdo nasce come Associazione nel 1986, grazie all'impegno di un gruppo di volontari e di due religiose che avevano come preciso intento quello di dare delle risposte a situazioni di disagio femminile che non trovavano adeguate risposte da parte delle strutture già presenti. Nel 1994 l'Associazione si trasforma in Cooperativa Sociale. Destinatarie dell'intervento sono donne con problemi familiari, con difficoltà nella relazione a causa del proprio disagio psicologico o psichiatrico (seppur non particolarmente grave), sono persone con limitate risorse personali o parentali, con trascorsi o storie di disagio grave. Sono donne maggiorenni, alcune sole, altre con figli; sono italiane e straniere. Con tutte queste persone la Cooperativa ha sempre cercato di elaborare, insieme al Servizio Sociale o specialistico che le ha inviate, un progetto di accoglienza che le potesse aiutare a recuperare, nel più breve tempo possibile, un maggior grado di autonomia. Nel luglio 2002, viste anche le maggiori richieste pervenute dai Servizi Sociali del territorio, la Cooperativa ha aperto una nuova struttura, Casa Fiordaliso, specificamente pensata ed adibita all'accoglienza di gestanti e di madri, anche minorenni, con figli , che risponde sia all'accoglienza sull'urgenza, sia a seguito della strutturazione di un progetto educativo specifico. Nel corso del 2003 la Coooperativa ha avviato un altro servizio residenziale che prevede un "percorso sociale" a favore di donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento. La Cooperativa opera ispirandosi ai principi di solidarietà e mutualità, perseguendo l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale della donna, con particolare riferimento ai soggetti socialmente svantaggiati. La Cooperativa considera centrale nel proprio operato la persona valorizzandola in ogni sua potenzialità per stimolarla ad arrivare al maggior grado di autonomia possibile dal punto di vista psicologico, relazionale ed economico nell'ottica di un reinserimento pieno nel tessuto sociale. Persona intesa come soggetto attivo di diritti e doveri, chiamata a gestire la propria vita nella libertà e responsabilità. L'intervento della cooperativa si deve così intendere quale accompagnamento e sostegno della persona in difficoltà limitata al tempo necessario per non creare situazioni di dipendenza o assistenza. Servizi offerti: CASA FIORDALISO Descrizione della struttura La casa si sviluppa su quattro piani, ciascuno di questi con specifica destinazione d'uso. Le persone sono ospitate in 9 stanze arredate opportunamente per accogliere la madre con i figli; i bagni sono previsti ogni due stanze da letto. Gli spazi comuni sono: - la cucina, dove è preparato il pasto da un operatore in collaborazione con una delle ospiti a turno LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 29 di 39 - la sala da pranzo, dove si mangia comunitariamente, ogni mamma occupa un tavolo, insieme ai propri figli - la sala TV soggiorno - la lavanderia - stireria - una saletta per i bambini piccoli e le relative madri - una sala polivalente per incontri con l'esterno, adibita anche a sala giochi - due grandi terrazzi esterni, dove grandi e piccoli trovano aria, sole e sfogo al necessario bisogno di movimento - l'ufficio - una saletta utilizzata sia per gli incontri di verifica con gli Assistenti Sociali sia come stanza letto notturna per l'operatore in turno - un'ampia sala al piano terra adibita a spazio specifico per bambini: SPAZIO BAMBINI. Tipologia dell'utenza Così come concordato nel Gruppo Tecnico per l'esternalizzazione di parte delle funzioni del Centro per l'Infanzia, Casa Fiordaliso è disponibile ad accogliere tutte le situazioni di difficoltà legate al nucleo madrebambini; in particolare in situazioni di pronta emergenza (una sorta di "pronto soccorso sociale"), nei casi di maggior problematicità della madre o in presenza di Decreto del Tribunale per i Minorenni. La comunità è organizzata per accogliere preferibilmente madri i cui bambini hanno compiuto i due anni , ma ciò non è un vincolo perché questo dato va valutato insieme alla problematica presentata e alla provenienza territoriale (che talvolta porta con sé dei legami che è opportuno mantenere). Su queste basi, il servizio erogato da Casa Fiordaliso è finalizzato a progetti di sostegno e recupero per nuclei mono - genitoriali in evidente stato di difficoltà, sia affettiva e relazionale sia materiale, causato da relazioni familiari fatte di violenza fisica e psicologica, abbandoni ed indifferenza. Un'altra tipologia d'utenza che può, certamente, godere del lavoro di Casa Fiordaliso, è senza dubbio quella riguardante le persone che si trovano in un particolare periodo di difficoltà della propria vita, determinato da vari motivi, quali abbandono del partner, perdita del lavoro, mancanza di una rete parentale o amicale adeguata, stato di gravidanza inserito in un contesto di difficoltà relazionale, a livello familiare, scarsamente tutelante verso la donna ed il nascituro. La documentazione richiesta è la relazione del servizio sociale e del servizio specialistico laddove sia presente. Prestazioni offerte 1. Accoglienza residenziale. A Casa Fiordaliso è offerta accoglienza, vitto e alloggio, sostegno alla madre con i propri figli. 2. Lo spazio per i bambini. Dal primo di ottobre 2003 è funzionante un servizio specifico per bambini situato in un ampio locale debitamente attrezzato a piano terra. Questo servizio prevede l'inserimento dei figli delle ospiti presenti in struttura nei seguenti casi: quando le mamme lavorano e i bambini non frequentano l'asilo nido, la scuola materna o la scuola. l'inserimento avviene a ore prestabilite e concordate quando insieme al servizio sociale si valuta che il figlio necessita di un intervento lontano dalla madre, oppure si ritiene necessario lavorare con la madre da sola e con il bambino da solo. Anche in questo caso l'inserimento avverrà per un periodo programmato e mediante un progetto condiviso, - nel caso di richiesta da parte del Servizio Sociale per un intervento mirato al solo minore. L'apertura di questo spazio prevede una fascia oraria compresa tra le 8.00 e le 20.30, anche il sabato. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 30 di 39 Metodologia e strumenti Qui di seguito viene proposto un elenco sintetico degli strumenti e delle modalità operative utilizzati dall'equipe educativa per l'accoglienza che ne definiscono così la metodologia: commissione d'accoglienza quindicinale: formata da tutti gli educatori, dalla responsabile, dal direttore e da un membro del Consiglio d'Amministrazione. Ha il compito di prendere in esame tutte le domande d'accoglienza basandosi sui seguenti strumenti: richiesta d'accoglienza d'urgenza; richiesta d'accoglienza su progetto; richiesta di proroga d'accoglienza, le dimissioni. risposta alla pronta accoglienza sono a disposizione 24 ore su 24 due stanze per nuclei che si presentano o da soli o accompagnati dalle forze dell'ordine o dai servizi sociali per situazioni in emergenza e per un periodo limitato di 20 gg. progetto - contratto: si tratta della stesura di un progetto individualizzato in cui le tre parti (Casa Fiordaliso, Servizio Sociale, Servizio Specialistico e utente) s'impegnano, con un contratto, a rispettare gli accordi presi e a raggiungere determinati obiettivi nei tempi concordati. Il progetto viene sviluppato assieme alla mamma e in base ai suoi bisogni. Poi sarà sottoscritto da tutte le parti. Durante gli incontri di verifica almeno mensili con l'Assistente Sociale, si decidono modifiche al progetto o si prendono ulteriori accordi. dimissioni che possono essere: per fine progetto, per cambio di progetto, per autodimissione dell'ospite, per allontanamento, previo accordo con il Servizio Sociale. diario giornaliero scritto e scambio consegne tra educatori per la registrazione di eventi e fatti quotidiani. equipe settimanale: ad essa partecipano tutti gli educatori, l'operatore OSA, la responsabile, ed eventuali tirocinanti. - regolamento della Casa operatore di riferimento: ad ogni mamma l'equipe da la possibilità di avere un operatore fisso con cui confrontarsi, parlare e confidarsi. L'abbinamento è deciso dall'equipe, considerando le problematiche dell'utente. riunione della casa: è un incontro a cadenza mensile a cui partecipano tutte le mamme, in assenza dei bambini, e, per quanto possibile, tutti gli educatori ,gli operatori OSA e la l responsabile. Le tematiche su cui discutere sono portate sia dall'equipe educativa sia dalle stesse mamme. E' un momento di reciproco confronto supervisione operatori: è un momento quindicinale in cui tutta l'equipe ha la possibilità di parlare e confrontarsi su problematiche inerenti l'esperienza lavorativa e la vita di comunità, con il supporto di uno specialista. gestione della casa: è chiesta ad ogni mamma la partecipazione alla conduzione della Casa, attraverso gli aiuti cucina e le pulizie della propria camera e delle parti comuni. Si tratta di un intervento educativo che mira a dare responsabilità ad ogni mamma in ordine all'igiene e alla cura personale e degli ambienti di vita. lavoro di rete: la presa in carico rimane sempre al Servizio Sociale, con il quale si lavora in stretta collaborazione, si attivano altresì tutti i Servizi pubblici necessari in relazione alla natura del problema dell'ospite (SerT., Servizio Alcologia, Servizio Salute Mentale, Consultorio Familiare..) prevenzione: si danno alle ospiti informazioni e strumenti necessari (guanti, grembiuli.) al fine di garantire il massimo di tutela igienico-sanitaria; vista la tipologia d'utenza e che la prevalenza delle accoglienze avviene sull'urgenza, viene richiesto l'esame della Mantoux. Spazio Bambini la principale attività è quella di garantire ai minori presenti la migliore cura rispetto ai loro bisogni fisici, affettivi, relazionali. Importante è rassicurare i minori nella relazione con l'adulto e stimolarli nella comunicazione della propria emotività e dei propri vissuti al fine di poter LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 31 di 39 dar loro uno spazio speciale ove poter esprimersi senza le rigidità e i vincoli che la vita della comunità soprastante richiede. Comunità casa aperta tutto l'anno, pronta a rispondere a tutte le situazioni d'urgenza. La gestione della casa, come è nello stile della cooperativa, è affidata alla responsabilità delle ospiti che, con il dovuto supporto degli operatori, sono chiamate a far fronte a tutti gli aspetti legati alla quotidianità. Questo per far mantenere all'ospite, che ne è gia in possesso, le proprie capacità gestionali della casa e per rafforzarle laddove sono precarie o carenti. Attraverso costanti colloqui e la costruzione di relazioni significative si cerca di creare un clima comunitario collaborativi e positivo che possa aiutare la persona a riflettere sulla propria situazione di bisogno e di difficoltà. La responsabilità dei figli, compatibilmente con interventi di natura giudiziaria, è a carico delle madri e il progetto di intervento cerca di porre delle caratteristiche per cui la mamma possa continuare anche quando esce dalla struttura nella direzione e nelle modalità di autonomia acquisite. Da parte degli operatori c'è comunque la tutela del minore nel caso la madre non la garantisca. Organigramma e personale • Presidente e Consiglio di amministrazione: rappresentanza politica e legale, responsabilità amministrativa e gestionale generale. • Direttore: responsabilità dell'ufficio amministrativo e dei progetti operativi della cooperativa; mantenimento dei rapporti con gli enti gestori a livello di accordi e organizzazione generale dei progetti; partecipazione a tavoli di coordinamento e progettazione; cura della promozione delle attività della cooperativa e della formazione del personale • Coordinatrice della struttura Casa Fiordaliso: responsabilità della casa, gestione del rapporto con i servizi sociali e specialistici, coordinamento dell'attività degli operatori di Casa Fiordaliso; promozione del lavoro di équipe per la formulazione , la verifica, il monitoraggio e l'aggiornamento del progetto educativo individuale , verifica del registro delle presenze e della cartella personale della persona accolta; stesura delle relazioni sociali. • Nove educatori di cui : sette a tempo pieno (38 ore) che svolgono il servizio a turno giorno e notte in comunità, con la notte passiva (presenza in struttura con attivazione al bisogno o su chiamata) dalle 24 alle 7; due per la gestione dello spazio bambini a tempo pieno (38 ore): partecipazione all'equipe educativa e attuazione delle linee concordate, aggiornamento della documentazione e passaggi di consegne e informazioni, gestione pratica della comunità, affiancamento operativo quotidiano al nucleo per l'attuazione del progetto educativo individualizzato, attivazione di una relazione significativa con l'ospite e i minori, protezione del nucleo e tutela del minore (un educatore viene distaccato allo spazio bambini a part time per eventuali malattie o ferie degli educatori), • un'operatrice osa, part-time, con l'incarico di responsabile della gestione della cucina per 30 ore settimanali • un'operatrice osa part-time, con l'incarico di responsabile della gestione delle pulizie per 12 ore settimanali In questo modo si può garantire la compresenza di almeno due operatori nella fascia oraria dalle 7.00 alle 22.1 in comunità e la presenza di un operatore dalle 8.00 alle 20.30 per lo spazio bambini. Alcuni volontari frequentano la struttura sia a sostegno degli operatori in particolari momenti della vita della comunità, sia con relazioni dirette con le ospiti e i bambini. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 32 di 39 Un pediatra con cui abbiamo attivato una convenzione è disponibile per interventi di urgenza riferiti ai minori e di consulenza anche agli operatori. In quest'ambito, è necessario considerare anche il lavoro dei tirocinanti, che provengono in Casa Fiordaliso in base ad accordi con enti del Trentino e di altre province. Attività proposte Oltre a tutte le attività legate alla gestione e organizzazione della casa si mettono in atto: • accompagnamenti in relazione alle specifiche necessità delle ospiti rispetto ai servizi pubblici esterni alle scopo di "educarle" ad utilizzare tali servizi ad affrontare in maniera adeguata i propri impegni (scuola, pediatra, collocamento, ospedale, questura.) • supporto, sostegno e stimolo nella cura personale della mamma e del bambino, • attività ludico-ricreative al fine di proporre un "sano" divertimento (uscite pomeridiane o domenicali sia singole o comunitarie, attenzione alle varie proposte della città, valorizzazione dei momenti di festa particolari come compleanni, Natale ecc.) • riconoscimento e valorizzazione delle tipicità culturali ed etniche, il "menù culturale" ecc. • momenti di formazione a tema Tutto ciò è pensato e organizzato dall'equipe educativa con il sostegno del gruppo dei volontari che rendono possibile una adeguata animazione. Rapporti con il territorio Essendo la Cooperativa presente sul territorio già da 20 anni, in stretta relazione con i servizi e la comunità locale, la necessità di lavorare in rete è sempre stata considerata di notevole importanza per costruire insieme sempre maggiori collaborazioni chiare e proficue. Sono costantemente rafforzarti i legami con i servizi che si occupano di minori (il Tribunale per i Minorenni, il Servizio Sociale dei Minori, la Scuola, gli asili, la neuropsichiatria, la psicologia clinica). Sono valorizzate sempre più le occasioni formative che già il territorio, in particolare il Comune di Rovereto, mette in atto a favore dei minori e dei genitori. Con le associazioni e cooperative di privato sociale stiamo collaborando fattivamente sia a livello locale (Consulta di Psichiatria, partecipazione alla Commissione Unica di Casa Maglio-Casa Chizzola) che provinciale (Consolida, Federazione della Cooperazione). A livello di enti che si occupano di problematiche simili alla nostra (Casa Padre Angelo, Opera Famiglia Materna) stiamo attuando incontri comuni su tematiche specifiche. Partecipiamo al Tavolo di lavoro Minori e Famiglie promosso dal Comune di Rovereto. Ci sono poi costanti rapporti a seconda delle esigenze dei progetti: con la Questura di Rovereto o di Trento, il Tribunale Ordinario, i Carabinieri, i Vigili Urbani, i Consolati, il Centro per l'Impiego. L'importanza del lavoro di rete, sia a livello istituzionale che informale, è ormai un dato certo e imprescindibile per svolgere il nostro lavoro in maniera seria e professionale. L'essere fortemente radicati sul territorio ci consente di conoscere dettagliatamente risorse e possibilità che la comunità possiede e ci permette quindi di offrire alle ospiti occasioni e opportunità che sarebbe altrimenti impossibile usufruire. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 33 di 39 Processi di formazione e selezione del personale Rispetto alla selezione del personale la cooperativa ha attivato al suo interno una commissione che promuove tutte le attività necessarie (colloqui, raccolta informazioni, piccoli stage interni alle strutture) al fine di realizzare una accurata scelta del personale, maggiormente indicata alle esigenze del ruolo richiesto. In ordine alla formazione si tende ad agevolare il più possibile la partecipazione a corsi e aggiornamenti esterni; annualmente si propongono altresì delle occasioni formative interne su temi specifici coinvolgendo l'intera equipe. Altri servizi offerti dalla Cooperativa Punto d'Approdo: STRUTTURA DI ACCOGLIENZA PER DONNE SOLE - Via Valbusa grande, 48 Rovereto, al cui interno trovano collocazione • comunità residenziale temporanea ove si effettuano interventi di accoglienza progettuale (11 posti) e in emergenza (3 posti) rivolti a donne sole, maggiorenni con problematiche legate a conflittualità familiare, disagio sociale, psicologico, relazionale o psichiatrico non acuto o cronico, gestanti fino al 7° mese di gravidanza, madri a cui hanno allontanato i figli e che necessitano di un periodo di sostegno personale, donne con trascorsi di alcolismo o tossicodipendenza in fase di reinserimento, persone con lievi deficit intellettivi. • due alloggi in autonomia, di cui uno per la sperimentazione di autonomia di persone provenienti dalla comunità (1 posto), l'altro per persone con problematiche alloggiative (2 posti) • 1 monolocale per emergenze particolari (piccoli nuclei madre-bambino laddove non è necessario l'inserimento nelle strutture per madri e minori, persone che non sono adatte ad uno stile di vita comunitario) PROGETTO LLAMBINA Gestione di un appartamento semi - protetto per l'accoglienza residenziale di ragazze vittime di tratta che, a seguito della scelta di denunciare i propri sfruttatori hanno intrapreso un progetto di protezione ed integrazione sociale. Monitoraggio di tre appartamenti per richiedenti asilo politico. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 34 di 39 CASA DI ACCOGLIENZA PADRE ANGELO • Presentazione del servizio L'Associazione Casa di Accoglienza alla vita Padre Angelo - ONLUS è un'organizzazione di volontariato nata come risposta di tipo residenziale alle donne in difficoltà per una gravidanza o una maternità difficile. Inizialmente, Marzo 1983, parte integrante del Centro Aiuto alla Vita di Trento, in data 04.09.1995 si è resa autonoma pur mantenendo una collaborazione con i CAV anche di altre regioni. La struttura è ubicata a Trento in viale Bolognini 28, in un immobile di recente costruzione, di proprietà dell'Istituto Diocesano Sostentamento del Clero. La Casa di Accoglienza, motivata da un forte impegno di solidarietà sociale e civile per contrastare l'emarginazione, si propone di favorire la maternità responsabile, accettando la vita del proprio bambino concepito o già nato, offrendo ospitalità, affetto, ambiente familiare, nonché attività di tipo educativo e formativo. Col tempo la stessa struttura ha colto l'opportunità di poter usufruire di ulteriori spazi per la propria attività di accoglienza, quali gli appartamenti avuti in locazione dall'Itea e la recente struttura a Sarche di Calavino da destinarsi a situazioni di semi autonomia. CASA DI ACCOGLIENZA Descrizione della struttura La Casa dispone di: - 8 monolocali, destinati a mamme con bambino già nato o con più bambini e che in particolari casi e in accordo coi servizi sociali, possono essere utilizzati in condizione di semi-autonomia. - 4 camere con bagno da destinare a gestanti o mamme con un solo bambino di pochi mesi - 1 camera da riservare ad accoglienze in emergenza - 1 camera riservata ad un'accoglienza legata agli scopi statutari dell'associazione, - 1 camera riservata all'operatore notturno. Al piano terra e al primo piano ci sono: - locali di servizio (dispensa, guardaroba, lavanderia, bagno), - locali di uso comune (sala, angolo morbido, cucina, sala pranzo con angolo cottura, bagno). Di fronte alla casa accoglienza, separati da un cortile interno, sono ubicati gli uffici ed in particolare: - l'ufficio amministrativo, - l'ufficio del coordinatore, - una sala polivalente utilizzata in particolare come sala riunioni. Tipologia d'utenza Il servizio si rivolge in particolar modo a gestanti e madri con i loro bambini, in situazione di disagio, quindi in grave difficoltà personale nel garantire la cura, il mantenimento e l'educazione dei propri figli. Diverse le problematiche alla base di questa difficoltà: mancanza di risorse materiali e/od organizzative, minor età, assenza di rete familiare e amicale adeguata, deficit intellettivi, stati di ex-dipendenza da monitorare, problemi psichiatrici, patologie croniche del figlio di difficile gestione, conflittualità tra partner, situazioni di violenza intrafamiliare anche grave. Esperienze recenti hanno dimostrato che una netta separazione tra tipologie di utenza, non è così semplice e facile da definire e a tutt'oggi alcune accoglienze, alle quali non è stato possibile proporre alternative, LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 35 di 39 presentano successivamente problematiche complesse e la struttura si è dovuta attrezzare per rispondervi nel miglior modo possibile, in collaborazione con gli altri servizi coinvolti. • Risorse umane L'equipe di lavoro è composta da: 1 Coordinatore generale; 1 Coordinatore interno 3 Educatori; 1 Puericultrice; 4 Operatori; 1 Impiegata amministrativa; 2 religiose volontarie; 19 operatori volontari. Tirocinanti: sono programmati stage formativi professionali in convenzione con enti pubblici (Università, Agenzie di formazione, Istituti superiori) Tutto il personale dipendente ha contratto a tempo pieno. L'equipe educativa, i volontari e le religiose, coprono il servizio garantendo la presenza 24 ore su 24. • Modelli operativi e metodologici Primo contatto: - a progetto: alla richiesta del Servizio Sociale del territorio segue prassi di accoglienza (valutazione in Commissione accoglienza, colloquio/i di conoscenza per la condivisione degli obiettivi a lungo termine e dei tempi del progetto individualizzato, visita in comunità, presa in carico e ingresso). - sull'urgenza: il Servizio Sociale richiede una accoglienza in tempi brevissimi, per situazioni di grave rischio minori/gravidanza con la necessità della territorialità tra comunità e Servizio Sociale di riferimento; in assenza di alternative residenziali anche per casi in presenza di decreto di allontanamento di minori. - sull'emergenza: quando il Servizio Sociale territoriale non è attivo, per richiesta di operatori di ordine pubblico, in assenza di alternative residenziali. Presa in carico Le richieste vengono vagliate da una commissione di accoglienza composta da alcuni membri interni alla struttura, che si riunisce settimanalmente o all'occorrenza. Al Servizio Sociale viene richiesta una relazione di presentazione del caso da esaminare e, in caso di riscontro positivo, viene stipulato un contratto tra le parti interessate (Servizio Sociale, Ospite, Operatori), che definisce i reciproci impegni. Preferibilmente l'ingresso dell'ospite viene preceduto da una sua visita alla struttura, mentre sarà compito dell'educatore di riferimento e del coordinatore illustrare all'ospite il regolamento interno e fornire altre informazioni rispetto alla convivenza in comunità e al personale progetto di accoglienza, quando questa avviene. Durante la permanenza dell'ospite in struttura vengono effettuati periodici colloqui con gli operatori referenti il caso, visite nell'alloggio assegnato, nonché verifiche con l'assistente sociale ed eventuali altri servizi del territorio coinvolti. Si tratta di momenti in cui fare il punto della situazione e affrontare problematiche espresse dall'ospite o rilevate dalle osservazioni dell'equipe educativa. Le dimissioni, ipotizzate già al momento in cui viene condiviso il progetto di accoglienza, avvengono di fatto dopo che i servizi coinvolti nel progetto abbiano riscontrato condizioni soddisfacenti di autonomia. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 36 di 39 Documenti richiesti: - al Servizio Sociale: • relazione (storia personale, motivazione all'accoglienza, servizi coinvolti) • relazione Servizi Specialistici • copia eventuali disposizioni del Tribunale per i Minorenni - alla persona accolta: • carta d'identità, se italiana • documenti identità minore/i • permesso di soggiorno valido e passaporto, per le ospiti straniere • tessera sanitaria personale e figlio/i • codice fiscale • documenti medici personali e figlio/i, se presenti patologie sanitarie • copia libretto gravidanza. Metodologia Presupposti teorici: - un approccio che veda la persona accolta protagonista e motivata al proprio cambiamento, facilitata nell'espressione dei propri vissuti, attraverso un percorso di consapevolezza dei limiti e delle risorse personali; - il lavoro di rete, come rifiuto di forme assistenzialistiche, sulla base del principio che la persona acquisisca un pieno inserimento socio-lavorativo attraverso l'accesso autonomo ai servizi del territorio; - un approccio multiculturale alla dimensione della maternità e cura dei figli, che promuova la comprensione e il rispetto dei principi di tutela del minore previsti dalla normativa italiana, senza perdere di vista la valorizzazione delle diversità culturali. Strumenti operativi: - commissione accoglienza periodica (valutazione richieste, ingressi e dimissioni) - equipe educativa settimanale - equipe allargata mensile, operatori e volontari - incontro volontari, a tema specifico - supervisione mensile all'equipe educativa (professionista esterno) - supervisione individuale, in situazioni di particolare complessità (idem) - regolamento della casa - assemblea periodica con le ospiti - diario di bordo sull'andamento della giornata e del turno notte (per gli operatori in turno) - agenda di servizio, con indicati impegni operatori e ospiti, momenti significativi della comunità - educatore/operatore di riferimento, per ogni ospite - passaggio di consegne - cartella sociale individuale, con l'aggiornamento degli interventi (educatore di riferimento) progetto individualizzato: storia personale, definizione obiettivi a lungo e breve termine, colloqui in itinere con l'educatore e/o con operatore di riferimento, colloqui di verifica intermedia con l'assistente sociale di riferimento, definizione metodologia intervento, incontri di rete osservazione delle competenze genitoriali, attraverso schede di rilevazione (relazione tra madre/figlio, abilità genitoriali inerenti alla cura del bimbo, rapporti con i servizi pediatrici, cura dell'ambiente, gestione vita personale in relazione al ruolo genitoriale, relazioni in comunità, relazioni personali) - relazioni al Servizio competente e su richiesta al Tribunale per i Minorenni e a servizi coinvolti LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 37 di 39 percorsi formativi: 5 rivolti agli operatori su metodologia lavoro; 6 rivolti ai volontari su maternità nelle varie culture, la relazione d'aiuto nel disagio psichico, igiene e salute, etica e riservatezza nella vita di comunità. Sui vari percorsi possono intervenire esperti esterni. - Attività interne: attività di accompagnamento, se in linea con il progetto educativo ed in particolare in caso di mamme straniere, all'uso dei servizi di territorio (scuola, azienda sanitaria, Cinformi, questura.), favorendo comunque l'autonomia dell'ospite, attività di supporto all'elaborazione dei vissuti personali, attraverso colloqui mirati con educatori e/o coordinatori attività di condivisione in gruppo, in momenti definiti, con lo scopo di valorizzare le specificità culturali e le competenze di ciascuna ospite su vari temi inerenti la quotidianità (gestione della casa e dei figli), - attività di monitoraggio alle competenze genitoriali e allo sviluppo psicomotorio del bambino. percorsi formativi rivolti alle ospiti su temi inerenti alla salute della donna in gravidanza e dopo il parto, aspetti di cura del bebè, psicomotricità per madri e figli, corsi di lingua italiana per mamme straniere. Sui vari percorsi vengono utilizzate le competenze specifiche di operatori, volontari, nonché di esperti esterni, attività di animazione: in occasione di festività religiose, di compleanni, festa d'autunno e di primavera, gite, uscite per le ospiti e per i bimbi, - attività ludico-espressive per mamme e bambini (pittura, danza, lettura, pastapane, creta.). attività per la casa: si favorisce un clima di socializzazione e familiarità anche nell'educare alla presa in carico della cura dell'ambiente e delle persone che vi abitano e si incoraggiano momenti di valorizzazione della propria cultura invitando alla preparazione di piatti etnici da condividere. ALLOGGI IN AUTONOMIA Negli ultimi anni la nostra associazione ha avuto in locazione dall'ITEA quattro immobili siti nel quartiere di S. Giuseppe e in centro storico a Trento, allo scopo di offrire risposte di tipo residenziale alle ospiti che pur avendo raggiunto condizioni soddisfacenti di autonomia, si trovino in difficoltà nel reperire un alloggio sul libero mercato. Viene distaccato mensilmente, per un pomeriggio, un educatore permettendo così di continuare il rapporto amicale nato in struttura e favorire un monitoraggio della situazione sociale dell'ex ospite. LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 38 di 39 CASA VERDE Descrizione della struttura Nel settembre 2007 la Provincia Autonoma di Trento ha autorizzato il funzionamento del progetto "Casa Verde" presso Sarche di Calavino; si tratta di un edificio costituito da due corpi contigui, ognuno con ingresso autonomo e con un piazzale recintato in comune. L'edificio è dato in locazione all'associazione, anch'esso dall'Istituto Diocesano Sostentamento Clero. Il primo è costituito da 4 appartamenti, il secondo da altri 2 più un terzo a disposizione dell'educatore e adibito a sala riunioni e a incontri con gli assistenti sociali. Tale proposta condivisa già nella fase di progettazione e finanziato dalla nostra Provincia "Servizio per le Politiche Sociali e Abitative", ha il presupposto di considerare la famiglia accolta come la prima responsabile del proprio progetto di autonomia, rispetto al quale gli operatori di Casa Verde hanno un ruolo di supporto e verifica. Un altro presupposto dell'attività è l'importanza e la valorizzazione dell'incontro tra le persone accolte, al fine di favorire una sorta di auto-mutuo-aiuto alle difficoltà di ciascuno nonché un'integrazione tra le diverse culture di cui ciascuno sarà portatore. La Casa Verde, ponendosi localmente in un centro a confluenza di diversi comprensori, inoltre decentrato rispetto al capoluogo, vuole porsi da subito in relazione con gli altri servizi presenti, favorendo momenti di confronto e scambio, ritenendo il lavoro di rete come punto cardine del proprio operare. La presenza discreta dei due operatori a part time è stimolo all'autonomia e ogni intervento sarà calibrato a partire da una valutazione delle competenze presenti in ogni singolo ospite. Si può tradurre indicativamente in sostegno rispetto a: • gestione del quotidiano e delle risorse economiche, • elaborazione dei vissuti personali, anche delle proprie relazioni con i figli, • accesso ai servizi di territorio, • ricerca lavoro, • ricerca alloggio permanente, • ricerca servizi all'infanzia presenti sul territorio, • fornitura di nozioni civilistiche, • disbrigo pratiche burocratiche, Tipologia d'utenza Il compito preposto al progetto è quello di poter dare un alloggio a nuclei familiari anche monoparentali, per offrire un'accoglienza a problematiche di bassa soglia in appartamenti di semi autonomia. Presupposto indispensabile all'accoglienza, è il possesso, da parte di uno dei componenti del nucleo, di un contratto di lavoro. Risorse umane • coordinatore, a scavalco con il servizio in casa accoglienza. • 2 educatori part time che garantiscono una presenza quotidiana su sei giorni settimanali. Modelli operativi e metodologici Contatto e presa in carico La richiesta è inoltrata dal servizio sociale di riferimento al caso, che ha conoscenza del pregresso del nucleo e può garantire la presenza di criteri di semi autonomia attinenti al progetto "Casa Verde". Lo stesso ospite è invitato a farsi portavoce dei bisogni della propria famiglia e a esplicitare gli obiettivi che si pone nel periodo di permanenza in "Casa Verde". LINEE GUIDA PER IL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI PER I MINORI Rev. 1 marzo 2008 39 di 39 Viene vagliata la richiesta da una commissione accoglienza interna e, in caso di risposta positiva, si procede di seguito con: – la visita all'alloggio, – firma di contratto, regolamento e inventario, – definizione di un progetto educativo compartecipato (persona accolta, servizio sociale, Casa Verde). Tempi d'accoglienza Il contratto di comodato può essere rinnovato fino al massimo di un anno. Tale periodo è stato individuato quale idoneo al fine di dare il tempo all'ospite per riorganizzare le proprie risorse, nella consapevolezza che tale situazione abitativa è assolutamente provvisoria. Documentazione richiesta Oltre a quanto richiesto dalla casa accoglienza, è necessario il contratto di lavoro. Metodologia Presupposti metodologici • favorire l'empowerment e l'autonomia delle persone accolte, • lavoro in rete con gli altri servizi di territorio, • creare spazi di auto mutuo aiuto, • facilitare il confronto di realtà personali e culturali differenti. Attività interne • attività che favoriscano la socializzazione e il mutuo aiuto tra le famiglie accolte, • attività di sostegno finalizzato sempre al concretizzarsi dell'autonomia, • attività di cura degli ambienti comuni