CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA
VIII LEGISLATURA
a
9 SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
mercoledì 9 novembre 2005
Presidenza del Presidente PEPE
indi del Vicepresidente MINEO
INDICE
Presidente
Processo verbale
Congedi
Assegnazioni alle Commissioni
Interrogazioni, interpellanze e
mozioni presentate
pag.
5
»
»
»
5
7
7
»
9
maltempo che ha colpito la regione Puglia e del Vicepresidente
dell’Associazione dei consiglieri
regionali, Giuseppe Castellaneta
Presidente
Ordine del giorno
Commemorazione per la morte
del Vicepresidente del Consiglio
della Regione Calabria, Francesco
Fortugno, delle sette vittime del
pag.
10
»
11
»
12,13
Sull’ordine dei lavori
Presidente
Atti consiliari della Regione Puglia
– 2 –
SEDUTA N° 9
RESOCONTO STENOGRAFICO
Tedesco, assessore alle politiche
della salute
pag.
Palese
»
Potì
»
Silvestris
»
Damone
»
Silvestris
12
12
13
13
13
Interrogazioni e interpellanze
urgenti
Presidente
»
13
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Lomelo “Sequestro di una zona di caccia a gestione privata nel parco nazionale dell’Alta Murgia”
Presidente
Russo, assessore all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura,
alle foreste, alla caccia e pesca
Lomelo
»
14
»
»
14
14
Interrogazione urgente a firma del
consigliere Lomelo “Contratto di
promozione turistica – Cotup”
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Lomelo
»
15
»
»
15
17
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Lomelo “Chiarimenti in merito alla risposta alle
interrogazioni dei Consiglieri regionali Lomelo e altri del 27 febbraio e 15 aprile 2002 aventi per
oggetto ‘Informazione circa le
edizioni del Premio Valentino del
19 marzo 2003’”
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Lomelo
Palese
9 NOVEMBRE 2005
pag.
20
»
20
»
»
21
21
»
22
»
»
22
23
»
23
»
»
23
24
»
24
»
»
25
25
»
26
»
26
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Lomelo “Situazione tratto di costa a sud della
città di Trani”
Presidente
Minervini, assessore alla organizzazione e gestione risorse umane,
agli affari generali, ai contratti e
appalti, al contenzioso, al demanio marittimo, allo sport, alle politiche giovanili, alla trasparenza
e alla cittadinanza attiva
Lomelo
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Olivieri “Chiarimenti schede informative SEAP”
Presidente
Loizzo, assessore ai trasporti e
alle vie di comunicazione
Olivieri
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Cioce “Chiarimenti in ordine al bando per
l’ampliamento dell’offerta turistico-ricettiva, pubblicato sul
BUR Puglia n. 87 del
30/06/2005”
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Cioce
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Baldassarre:
“Patrocinio alla manifestazione
‘Premio Valentino’”
»
17
»
»
»
18
19
19
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Baldassarre
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Baldassarre “Finanziamento APT provincia di
Lecce”
Interrogazione urgente a firma
dei consiglieri Ruocco, Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo Nicola e Silvestris “Delega Assessore On.le
Massimo Ostillio”
Presidente
VIII Legislatura
»
20
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Atti consiliari della Regione Puglia
– 3 –
SEDUTA N° 9
Baldassarre
RESOCONTO STENOGRAFICO
pag.
27
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Baldassarre “Prolungamento dell’orario di apertura delle chiese di Lecce”
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Baldassarre
»
28
»
»
28
29
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Cera “Calamità
naturali nella Capitanata e valle
dell’Ofanto”
Presidente
Russo, assessore all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura,
alle foreste, alla caccia e pesca
Cera
»
29
»
»
29
30
»
30
»
»
31
31
»
32
»
»
32
33
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Lomelo “Calendario venatorio”
Presidente
Russo, assessore all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura,
alle foreste, alla caccia e pesca
Lomelo
Interrogazione urgente a firma
del
consigliere
Baldassarre
“Ruolo del Sig. De Liguori presso la Segreteria dell’Assessore al
Turismo”
Presidente
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
Baldassarre
Interrogazione urgente a firma
dei consiglieri Damone e Surico
“Elevazione percentuale dei cac-
9 NOVEMBRE 2005
ciatori extraregionali negli ATC
della provincia dauna”
Presidente
pag.
Russo, assessore all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura,
alle foreste, alla caccia e pesca
»
Surico
»
38
39
40
Interrogazione urgente a firma
del consigliere Lomelo “Emergenza rifiuti speciali”
Presidente
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti e alle
aree protette
Lomelo
»
40,41
»
»
40
41
»
»
»
»
»
»
41,42,43
42
42
42
42
43
»
43
Presidente
»
Caroppo
Mita, relatore
»
»
Montanaro
Marmo Nicola
Zullo
Borraccino
Sannicandro
Ruocco
»
»
»
»
»
»
43,44,45,46,
48,49,58
43,44,45
44,45,46,47,
48,58
44
44,45,47
44,45,47
47
47,49
48
Proposta di legge Lomelo, Lonigro, Sannicandro, Giampaolo,
Ventricelli, Bonasora, Borraccino, De Leonardis, Marmo G.,
Ognissanti “Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore dei
portatori di handicap gravi”
Presidente
Mita, relatore
Palese
Saccomanno
Zullo
Caroppo
Frisullo, Vicepresidente della
Giunta regionale e assessore alle
attività produttive, all'industria
energetica, all'artigianato, al
commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati
Esame articolato
Interrogazione urgente a firma
dei consiglieri Loperfido e Brizio
“Delibera di Giunta regionale n.
1181 del 06/08/2005”
Presidente
Loizzo, assessore ai trasporti e
alle vie di comunicazione
Brizio
VIII Legislatura
»
34
»
»
34,37
36,38
Atti consiliari della Regione Puglia
– 4 –
SEDUTA N° 9
Giampaolo
RESOCONTO STENOGRAFICO
pag.
49
Disegno di legge “Misure urgenti
per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio
energetico”
Presidente
Pentassuglia
Saccomanno
Montanaro
Zullo
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo
smaltimento dei rifiuti e alle aree
protette
»
»
»
»
»
49,50,52
49
50
51
51
»
52
»
»
»
52,54,57
54
57
»
»
»
58,60,61
59,61
60
Mozione Fitto, Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Loperfido del 21/10/2005 “Piano di riordino della rete ospedaliera”
Presidente
Palese
Frisullo, Vicepresidente della
Giunta regionale e assessore alle
attività produttive, all'industria
energetica, all'artigianato, al
commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati
Ordini del giorno Olivieri, At-
tanasio, Lomelo, Loperfido,
Cassano, Surico del 26/07/2005
“Trasparenza nelle procedure
di assunzione di personale
presso gli Enti strumentali della Regione Puglia” e Maniglio,
Cappellini, Cioce, Borraccino,
Bonasora, Lonigro, Lomelo,
Sannicandro, De Leonardis,
Potì del 28/07/2005 “Criteri
evidenza pubblica per trasparenza assunzioni enti strumentali”
pag.
Olivieri
»
62,64,65,
71,97,104
63
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
Mozione Lomelo del 29/09/2005
“Adesione agli impegni siglati
dal protocollo di Kyoto”
Presidente
Lomelo
Saccomanno
9 NOVEMBRE 2005
Presidente
Esame articolato
Presidente
Costantino
Sannicandro
VIII Legislatura
Sannicandro
Palese
Lomelo
Ruocco
Visaggio
Maniglio
Bonasora
Silvestris
Cera
Attanasio
Costantino
Damone
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
64,65,74
64,66
64
64,89
72
72
76
77
79
80
82
83
»
»
»
»
»
»
»
»
84
86
87
91
92
92
94
96
»
97
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
»
»
62
62
»
62
Romano
Borraccino
Cappellini
Zullo
De Leonardis
Lonigro
Saccomanno
Giampaolo
Vendola, Presidente della Giunta
regionale
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 5 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore
15,15).
Processo verbale
PRESIDENTE. Do lettura del processo
verbale della seduta del 6 ottobre 2005:
Presidenza del Presidente Pepe
indi del Vicepresidente Mineo
La seduta ha inizio alle ore 11,00 con la lettura e l’approvazione del processo verbale delle sedute del 4 e 5 agosto 2005.
Hanno chiesto congedo i consiglieri Greco,
Introna, Loizzo, Manco e il Presidente della
Giunta, Vendola. Risulta assente il consigliere
Olivieri.
Viene data lettura delle interrogazioni cui è
pervenuta risposta scritta, delle comunicazioni
al Consiglio e delle assegnazioni alle Commissioni.
Il Presidente commemora la morte del giovane Di Leo, operaio di 25 anni dell'Ilva, vittima di un incidente sul lavoro, del carabiniere
Spagnulo, ucciso durante una rapina, e del
giovane soldato Raimondi di Salice Salentino,
morto di leucemia per le conseguenze dell'uranio impoverito. Commemora, inoltre, la morte
degli ex consiglieri regionali Blandolino, Latanza e Somma (il Consiglio osserva un minuto di raccoglimento).
Interviene il consigliere Visaggio, Gruppo
Nuovo Psi, per comunicare che è stato costituito il Gruppo Federato dei Socialisti, che si
colloca nel centrosinistra. Il Consiglio prende
atto.
Il Presidente comunica che la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi ha stabilito di dedicare un’ora allo svolgimento delle interrogazioni
urgenti. Comunica, inoltre, che l'ordine del
giorno a firma dei consiglieri Palese e Baldas-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
9 NOVEMBRE 2005
sarre del 20/06/2005 “Utilizzo dicitura ‘I.G.T.
Salento Primitivo’” è stato ritirato. Il Consiglio esaminerà gli argomenti iscritti ai punti 4),
5) e 6) e i lavori si concluderanno alle ore
14,00.
Primo argomento in discussione sono le Interrogazioni e interpellanze urgenti:
- Lomelo: “Sequestro di una zona di caccia
a gestione privata nel Parco nazionale
dell’Alta Murgia”.
L'assessore Losappio risponde che la competenza è dell'assessorato all'Agricoltura.
L'interrogante rimane in attesa della risposta da parte dell'assessore competente.
- Silvestris : “Abbattimento di 300 ettari di
bosco in piena Murgia”.
L’assessore Losappio comunica che ha inviato risposta scritta in data 7 luglio 2005.
L’interrogante ha preso atto della risposta.
Su richiesta del consigliere Palese l'assessore dà lettura della risposta scritta.
- Lomelo: “Problematica strada provinciale
Andria-Trani”.
Dichiarata dall'interrogante superata.
- Loperfido: “Gara a pubblico incanto per
l'affidamento del servizio di trasporto portatori
di handicap nei comuni dell’Azienda USL
Ba/5”.
Risponde l’assessore Tedesco. L'interrogante si dichiara insoddisfatto.
- Laurora: “Piano di riordino ospedaliero,
sesta provincia e ginecologia a Trani”.
Risponde l’assessore Tedesco.
L'interrogante si dichiara insoddisfatto. Per
un’ulteriore puntualizzazione interviene l'assessore Tedesco.
- Mineo: “Smaltimento liquami fognari nella provincia di Taranto”.
Dichiarata dall'interrogante superata.
- Bonasora: “Realizzazione centro di riferimento per la SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) in Puglia”.
Risponde l’assessore Tedesco.
Il consigliere Bonasora prende atto dell'impegno significativo che la Giunta ha adottato.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 6 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
L'assessore interviene per un’ulteriore precisazione.
- Baldassarre: “Patrocinio alla manifestazione ‘Premio Valentino’”.
L’assessore Godelli fa presente che la competenza è dell'assessore al turismo.
Il consigliere Baldassarre prende atto e attende la risposta dall'assessore competente.
- Lomelo: “Salvaguardia ‘Parco Corvaglia’”.
L'interrogante la dichiara superata in quanto gli è pervenuta la risposta scritta.
- Damone: “Carenza di figure mediche specialistiche nelle divisioni di anestesia, rianimazione, radiologia, neuroradiologia e anatomia
patologica”.
Risponde l'assessore Tedesco.
Intervengono i consiglieri Damone e Palese.
- Cioce: “Casa della divina provvidenza:
‘L’incontrollata e felice oasi dello sperpero di
pubblico denaro’”.
L'interrogante la dichiara decaduta.
Secondo argomento in discussione è l'ordine del giorno Borraccino, Brizio, Chiarelli,
Costantino, Franzoso, Lospinuso, Manco, Mineo, Pelillo, Pentassuglia del 28/06/2005, “Tutela della cozza tarantina e della mitilicoltura”.
Il Presidente ne dà lettura. Al termine, l’odg,
posto ai voti, è approvato all'unanimità (risultano assenti dall'Aula i Gruppi Nuovo PSI,
Gruppo per le Autonomie e SA).
Terzo argomento in discussione sono gli
ordini del giorno Olivieri, Attanasio, Lomelo,
Loperfido, Cassano, Surico del 26/07/2005
“Trasparenza nelle procedure di assunzione di
personale presso gli enti strumentali della Regione Puglia” e Maniglio, Cappellini, Cioce,
Borraccino, Bonasora, Lonigro, Lomelo, Sannicandro, De Leonardis, Potì del 28/07/2005
“Criteri evidenza pubblica per trasparenza assunzioni enti strumentali”. Il consigliere Attanasio illustra l’odg. Il consigliere Silvestris
chiede che l'argomento venga rinviato per essere discusso, in altra seduta, alla presenza del
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
9 NOVEMBRE 2005
Presidente della Giunta, Vendola. Seguono gli
interventi dei consiglieri Marmo N., Frisullo,
Sannicandro. Il Presidente, constatata l'unanimità di consensi, rinvia la discussione dell'argomento.
Quarto argomento in discussione è l'ordine
del giorno Franzoso e Palese del 6/09/2005 e
mozione Fitto, Cera, Damone, Loperfido, Palese, Saccomanno del 14/09/2005 “Calendario
venatorio anno 2005/2006”. Il consigliere
Franzoso illustra l’odg. Nella discussione generale intervengono i consiglieri Borraccino,
Lomelo, Attanasio, Cera, Silvestris, Lonigro
(sostituzione alla Presidenza del Presidente
Pepe con il Vicepresidente Mineo), Damone,
Lomelo, Manni, Pentassuglia, Lospinuso. Segue l'intervento dell'assessore Losappio e dell'assessore Russo. Al termine, il consigliere
Palese, a norma di regolamento, chiede che la
votazione della mozione avvenga per appello
nominale. Il Presidente indice la votazione. Il
consigliere Bonasora procede all'appello, iniziando dal consigliere Surico, nominativo estratto a sorte a norma di Regolamento. Al
termine, il Presidente proclama l'esito della votazione:
Presenti
57
Votanti
55
Astenuti
2 (Presidente Mineo –
cons. Giampaolo)
Hanno risposto “sì”
27 consiglieri
Hanno risposto “no”
28 consiglieri
(Bonasora, Canonico, Cioce, Costantino, De
Leonardis, De Santis, Dicorato, Frisullo, Gentile,
Lomelo, Losappio, Maniglio, Manni, Marino,
Marmo, Minervini, Mita, Montanaro, Ognissanti,
Pelillo, Pellegrini, Povia, Romano, Russo, Stefano, Taurino, Ventricelli, Visaggio)
Risultano assenti dall’Aula i consiglieri
Cappellini, Lonigro, Pepe, Potì, Riccardi, Sannicandro, Tedesco.
La mozione è, pertanto, respinta.
Il Presidente dichiara tolta la seduta.
Il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta termina alle ore 13,40.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 7 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
Non essendovi osservazioni, il processo
verbale si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i
consiglieri Fitto, Franzoso, Lospinuso, Manco,
Marmo Giuseppina e Riccardi.
Non essendovi osservazioni, i congedi si intendono concessi.
Invito il Segretario generale del Consiglio a
dare lettura delle comunicazioni.
Assegnazioni alle Commissioni
GUACCERO, Segretario generale del
Consiglio. Sono state effettuate le seguenti assegnazioni:
Commissione II
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso,
Marmo N., Ruocco e Silvestris “Istituzione
della Commissione d’indagine e d’inchiesta
sull’attuazione del Programma operativo regionale (POR) 2000/2006, nonché sui fabbisogni, sulla programmazione degli interventi
comunitari e sull’attuazione dei programmi per
il periodo 2007/2013 nella Regione Puglia”;
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso,
Marmo N., Ruocco e Silvestris “Istituzione
della Commissione d’indagine e d’inchiesta
per lo studio delle condizioni e per
l’individuazione delle misure atte a favorire la
sicurezza delle persone nella Regione Puglia”.
Commissione III
Proposta di legge di iniziativa del Consiglio
comunale di Bari “Abolizione del libretto di
idoneità sanitaria”;
Disegno di legge “Modificazioni all’articolo
14 della legge regionale 12 agosto 2005, n. 12
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
9 NOVEMBRE 2005
(Seconda variazione al bilancio di previsione
dell’esercizio finanziario 2005)”;
Richiesta parere deliberazione della Giunta
regionale n. 1446 del 18/10/2005 “Attuazione
sentenze TAR Lecce n. 2383/2005 e n.
2384/2005 – Strutture residenziali protette –
Modificazione Regolamento regionale n.
1/1997 (L.r. n. 20/1995, art. 4, comma 2, lett.
B) – Variazione bilancio 2005 (art. 42, l.r.
28/2001) e Regolamento regionale n. 25 del
24/10/2005, pubblicato sul BURP n: 132 del
25/10/2005.
Commissione IV
Proposta di legge a firma dei consiglieri Palese, Baldassarre, Cassano, Franzoso, Laurora,
Rollo e Tarquinio “Disciplina relativa al riconoscimento delle Associazioni pro loco della
Puglia e del Comitato regionale dell’unione
nazionale delle pro loco d’Italia”;
Proposta di legge a firma del consigliere
Pentassuglia “Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e
conservati del territorio regionale”;
Richiesta parere deliberazione della Giunta
regionale n. 1502 del 28/10/2005 “Modifica
Regolamento regionale 02/09/2004, n. 2 e sospensione degli effetti dell’articolo 5 e norme
ad esso correlate” e regolamento regionale n.
26 del 28/10/2006 pubblicato sul BURP n.
135 del 28/10/2005.
Commissione V
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Ruocco, Saccomanno, Attanasio, Congedo,
Lospinuso, Marmo N. e Silvestris “Interpretazione autentica art. 60 legge regionale 12 gennaio 2005, n. 1”;
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Ruocco, Saccomanno, Attanasio, Congedo,
Lospinuso, Marmo N. e Silvestris “Modifica
dell’art. 30, comma 3, della legge regionale 31
ottobre 2002, n. 18 (Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale)”;
Disegno di legge “Misure urgenti per il
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 8 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
contenimento dell’inquinamento luminoso e
per il risparmio energetico”;
Disegno di legge “Istituzione del Parco naturale regionale ‘Porto Selvaggio e Palude del
Capitano’”;
Disegno di legge “Istituzione della Riserva
naturale orientata regionale ‘Palude del Conte
e Duna Costiera’”;
Disegno di legge “Finanziamento piano casa. Anticipazione”.
Commissione VI
Disegno di legge “Disciplina in materia di
apprendistato professionalizzante”;
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Ventricelli, Maniglio, Dicorato, Costantino,
Montanaro, Marino, Mineo, Povia, Riccardi,
Romano e Taurino “Diritto allo studio”;
Proposta di legge a firma del consigliere
Cassano “Disposizioni dirette alla promozione
del lavoro a tempo indeterminato e
all’istituzione della Borsa regionale del lavoro”.
Commissione VII
Proposta di legge a firma del consigliere
Tarquinio “Modifica degli articoli 24 e 43 dello Statuto della Regione Puglia”.
Commissioni II e III congiunte
Proposta di legge a firma del consigliere Marino “Riordino dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Puglia e Basilicata”.
Commissione I e sigg. consiglieri
(ai sensi dell’art. 14, comma 2, della l.r.
25/2004)
Deliberazione della Giunta regionale n.
1420 del 04/10/2005 “INTERREG III – C
WEST Zone – Progetto ‘Centurio’. Variazione di bilancio”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1444 del 18/10/2005 “L.r. 16/11/2001, n. 28,
articolo 72. Assegnazione al capitolo di spesa
761025 del bilancio 2005 della somma di euro
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
9 NOVEMBRE 2005
51.413,83 riveniente da recupero somme erogate all’Azienda USL Ba/5 di Putignano, connesse a spese legislativamente vincolate. Variazione al bilancio di previsione per l’esercizio
finanziario 2005;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1446 del 18/10/2005 “Attuazione sentenze
TAR Lecce n. 2383/2005 e n. 2384/2005.
Strutture residenziali protette. Modificazione
Regolamento regionale n. 1/1997 (L.r. n.
20/1995, art. 4, comma 2, lett. B). Variazione
bilancio 2005 (art. 42, l.r. 28/2001)”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1443 del 18/10/2005 “L.r. n. 28/2001, art. 42,
comma 1. Iscrizione di fondi con vincolo di
destinazione. Variazioni allo stanziamento di
entrata e uscita del bilancio di previsione
2005”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1475 del 25/10/2005 “Accordo di Programma
Quadro in materia di ‘Ricerca scientifica’ nella
Regione Puglia – Variazione al bilancio di
previsione 2005;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1478 del 25/10/2005 “Art. 42, l.r. 28/2001 –
Variazione al Bilancio di previsione 2005 –
Delibera CIPE n. 134 del 19/12/2003. Assegnazione del 50% premialità progetto ‘Conti
pubblici territoriali’”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1481
del
25/10/2005
“Programma
INTERREG III B CADSES progetto
‘TWIST’. Presa d’atto del progetto – Variazione di bilancio”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1471 del 25/10/2005 “Art. 14, comma 1, della
l.r. n. 25 del 29 dicembre 2004. Variazione al
bilancio di previsione esercizio finanziario
2005. Aumento di stanziamento e di spesa.
Somme a destinazione vincolata”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1517 del 02/11/2005 “Art. 6 – Legge 29 marzo 2001, n. 135 ‘Riforma della legislazione
nazionale del turismo’ – Variazione al bilancio
2005”;
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 9 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Deliberazione della Giunta regionale n.
1515 del 02/11/2005 “POR Puglia 2000-2006
– Piano di sviluppo rurale. Valutazione finale
ed ex post”.
Commissione I e sigg. consiglieri
(ai sensi dell’art. 13, comma 2,
della l.r. 30/2003)
Deliberazione della Giunta regionale n.
1436 del 18/10/2005 “U.p.b 8.1. Bilancio di
direzione – Settore trasporti. Esercizio finanziario 2005: variazione compensativa ai capitoli di spesa 553025 e 552012”.
Interrogazioni, interpellanze
e mozioni presentate
GUACCERO, Segretario generale del
Consiglio. Sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
– Maniglio: “Ridefinizione dei confini territoriali fra il comune di Lizzanello e il comune
di Cavallino”;
– Loperfido (con richiesta di risposta scritta): “Decreto del Prefetto Serra del
28/02/2005”;
– Lomelo (con richiesta di risposta scritta): “Approvazione e realizzazioni impianti di
termovalorizzazione rifiuti”;
– Lomelo (con richiesta di risposta scritta): “Emergenza discarica Italcave”;
– Buccoliero (con richiesta di risposta
scritta): “Adesione della Regione Puglia
all’Assemblea delle Regioni d’Europa”;
– Bonasora (con richiesta di risposta scritta): “Esenzione bollo per le Associazioni
ONLUS”;
– Loperfido, Brizio (con richiesta di risposta
scritta): “Ruolo ricoperto da alcuni funzionari
nell’Assessorato risorse agroalimentari”;
– Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “Calamità atmosferiche nell’area jonica”;
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VIII Legislatura
9 NOVEMBRE 2005
– Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “Piano regionale per le attività estrattive”;
– Taurino (con richiesta di risposta scritta): “Oasi Frassanito”;
– Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “Regolamento attuativo legge regionale 25 agosto 2003, n. 17”;
– Palese, Baldassarre, Cassano, Franzoso,
Laurora, Rollo, Tarquinio (con richiesta di risposta scritta): “Missione all’estero del Presidente della Giunta regionale e dell’addetto
stampa…”;
– Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco, Silvestris (con
richiesta di risposta scritta): ”Spedizione
americana di una delegazione della Regione”;
– Palese (con richiesta di risposta scritta):
“Acquedotto Pugliese: conferimento di un incarico alla società ‘Pro Forma’”;
– Ruocco, Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo, Silvestris (con richiesta di risposta scritta): “Adozione strumento
urbanistico generale comune di Vico del Gargano”;
– Lonigro (con richiesta di risposta scritta): “Richiesta di intervento ispettivo nella
ASL Fg/3”;
– Lonigro (con richiesta di risposta scritta): “Richiesta di intervento ispettivo – Inquadramenti illegittimi delle USL”;
– Brizio, Franzoso, Lospinuso (con richiesta di risposta scritta): “Stato di attuazione
dell’intesa sugli interventi per il miglioramento
dell’impatto ambientale derivante dallo stabilimento ILVA di Taranto. Rischio di perdita
dei finanziamenti”;
– Cassano (con richiesta di risposta scritta): “Sospensione del servizio container al
porto di Bari”;
– Laurora (con richiesta di risposta scritta): “Gestione unitaria per Ambiti territoriali
ottimali (ATO)”;
– Laurora (con richiesta di risposta scrit-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ta): “Crisi del marmo e istituzione distretto del
marmo”;
– Cassano, Laurora (con richiesta di risposta scritta): “Missione all’estero di una delegazione capeggiata dal Vice Presidente della
Giunta regionale Sandro Frisullo – Mosca 1215 luglio 2005”;
– Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo, Ruocco, Silvestris (con richiesta di risposta scritta): “Eventi alluvionali.
Attivazione fondo di solidarietà UE”;
– Attanasio (con richiesta di risposta scritta): “Interventi infrastrutturali – Comune di
Modugno”;
– Loperfido (con richiesta di risposta scritta): “Casi di malasanità”;
– De Leonardis (con richiesta di risposta
scritta): “Trasformazione posto area amministrativa in area tecnica – Azienda USL Fg/3”;
– De Santis, Borraccino (con richiesta di
risposta scritta): “Proposto Sito di interesse
comunitario (pSIC) ‘Litorale di Ugento’”;
la seguente
interpellanza:
– Attanasio (con richiesta di risposta scritta): “Servizio idrico integrato di Castellaneta
Marina”;
e le seguenti
mozioni:
– Fitto, Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Loperfido: “Piano di riordino della rete ospedaliera”;
– Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco, Silvestris: “Politiche del decentramento”.
Commemorazione per la morte del Vicepresidente del Consiglio della Regione
Calabria, Francesco Fortugno, delle sette
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9 NOVEMBRE 2005
vittime del maltempo che ha colpito la regione Puglia e del Vicepresidente
dell’Associazione dei consiglieri regionali,
Giuseppe Castellaneta.
PRESIDENTE. Colleghi consiglieri, il 16
ottobre il Vicepresidente del Consiglio della
Regione Calabria, Francesco Fortugno, è stato
ucciso dalla criminalità organizzata, un atto
barbarico compiuto nel giorno in cui si svolgeva un importante appuntamento politico di
carattere nazionale, a testimonianza che le organizzazioni malavitose stanno alzando nuovamente il livello dello scontro contro lo Stato
e le Istituzioni democratiche. A nome del Consiglio regionale ho portato il saluto e il cordoglio dei consiglieri pugliesi ai familiari e ai
rappresentanti delle Istituzioni della Calabria.
Occorre una forte collaborazione tra Istituzioni, Forze dell’ordine e cittadini per garantire la
sicurezza e per difendere la democrazia.
La nostra regione, inoltre, la notte del 22
ottobre, è stata investita da un’eccezionale
ondata di maltempo che ha causato sette vittime e ingenti danni all’agricoltura e
all’ambiente. Il Consiglio regionale riafferma
la vicinanza alle famiglie delle vittime, strappate alla vita anche per l’insensibilità e gli errori
dell’uomo. La difesa del territorio e
dell’ambiente rappresenta un obiettivo imprescindibile per la cui attuazione il Consiglio,
nella sua interezza, deve concentrare i propri
sforzi.
Ricordiamo la morte dell’avvocato Giuseppe Castellaneta, venuto a mancare all’età di
settant’anni. Peppino, una delle figure storiche
del Partito Comunista Italiano, è stato consigliere regionale nella Legislatura 1980-1985 e
ricopriva la carica di Vicepresidente
dell’Associazione dei consiglieri regionali.
Vi invito, pertanto, ad osservare un minuto
di raccoglimento.
(L’Assemblea osserva un minuto di raccoglimento).
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 11 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
Ordine del giorno
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca i
seguenti argomenti:
1) Interrogazioni e interpellanze urgenti;
2) Interrogazioni e interpellanze;
3) Ordini del giorno Olivieri, Attanasio,
Lomelo, Loperfido, Cassano, Surico del
26/07/2005 “Trasparenza nelle procedure di
assunzione di personale presso gli Enti strumentali della Regione Puglia” e Maniglio,
Cappellini, Cioce, Borraccino, Bonasora, Lonigro, Lomelo, Sannicandro, De Leonardis,
Potì del 28/07/2005 “Criteri evidenza pubblica
per trasparenza assunzioni enti strumentali”;
4) Proposta di legge Lomelo, Lonigro,
Sannicandro, Giampaolo, Ventricelli, Bonasora, Borraccino, De Leonardis, Marmo G., Ognissanti “Deroghe alle volumetrie edilizie
previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore dei portatori di
handicap gravi” (rel. cons. Mita);
5) Mozione Lomelo del 29/09/2005 “Adesione agli impegni siglati dal protocollo di
Kyoto”;
6) Mozione Fitto, Palese, Saccomanno,
Damone, Cera, Loperfido del 21/10/2005
“Piano di riordino della rete ospedaliera”;
7) Mozione Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco, Silvestris del 24/10/2005 “Politiche del decentramento”;
8) Ordine del giorno Borraccino, De Santis
del 26/10/2005 “Progetto ‘Bolkestein’” – Direttiva europea sulla libera circolazione di servizi nell’Unione Europea”;
9) Ordine del giorno Borraccino, De Santis
del 28/10/2005 “Legge di riforma Moratti
‘Nuove disposizioni concernenti i professori e
i ricercatori universitari e delega al Governo
per il riordino del reclutamento dei professori
universitari’”;
10) Comitato tecnico regionale faunistico
venatorio – Elezione di due consiglieri regio-
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Servizi di resocontazione parlamentare
9 NOVEMBRE 2005
nali, di cui uno della minoranza (legge regionale 13 agosto 1998, n. 27 – art. 5, comma 3,
lett. b);
11) Consulta regionale della cooperazione
– Designazione di tre consiglieri regionali, di
cui uno in rappresentanza della minoranza
(legge regionale 12 agosto 1988, n. 23 – art.
2, comma 2, lett. b);
12) Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM) – Elezione di cinque componenti (con voto limitato a tre) e, nell’ambito
degli stessi, del Presidente (legge regionale
28 febbraio 2000, n. 3 – art. 3) (rel. cons.
Ventricelli);
13) Comitato urbanistico regionale (CUR)
– Designazione di sette esperti (voto limitato
a quattro) (legge regionale 17 gennaio 1980,
n. 8 – art. 3, così come modificato dall’art. 52
della legge regionale 31 maggio 1980, n. 56)
(rel. cons. Ventricelli);
14) Consiglio del Personale – Nomina di
due dipendenti regionali (legge regionale 25
marzo 1974, n. 18 – art. 70) (rel. cons. Ventricelli);
15) Sezione regionale di controllo della
Corte dei conti – Designazione di un componente (legge 5 giugno 2003, n. 131 – art. 7,
comma 9) (rel. cons. Ventricelli);
16) Comitato regionale per la gestione ottimale delle risorse idriche – Designazione di
sei esperti nei diversi profili tecnici, economici
e giuridici nella materia dei servizi idrici (legge
regionale 6 settembre 1999, n. 28 – art. 13,
comma 3, lettera g) (rel. cons. Ventricelli);
17) Università degli Studi di Foggia –
Consiglio di amministrazione – Designazione
di un rappresentante (decreto legge 1/10/1973,
n. 580, convertito dalla legge 30 novembre
1973, n. 766 –art. 9, comma 7, lett. b); decreto Ministro Università e ricerca scientifica e
tecnologica del 5 agosto 1999 – art. 9) (rel.
cons. Ventricelli);
18) Provveditorato agli studi di Bari – Nucleo provinciale di supporto tecnico amministrativo all’autonomia – Designazione di un
Atti consiliari della Regione Puglia
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
rappresentante regionale (decreto Ministro
pubblica istruzione 27 novembre 1997, n. 765
– art. 3) (rel. cons. Ventricelli).
La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito
il seguente ordine dei lavori. Iniziamo con
l’esame delle interrogazioni, in un tempo congruo, non più di un’ora. Successivamente,
passeremo all’esame del punto n. 4) all’ordine
del giorno, inerente “Deroghe alle volumetrie
edilizie previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore dei portatori di handicap gravi”.
Dopodiché, così come deciso unanimemente, anticiperemo la discussione del punto avente come oggetto “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il
risparmio energetico”, iscritto all’ordine del
giorno ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno del Consiglio. Poi, procederemo seguendo l’ordine del giorno.
Sull’ordine dei lavori
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Domando di parlare sull’ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, sono stato appena
informato che la Conferenza dei Capigruppo
non avrebbe assentito, così come prevede la
prassi, attraverso un’unanime decisione a trasmettere all’Aula, per l’esame odierno, il disegno di legge che introduce modifiche alla legge di variazione di bilancio, che, come i colleghi sanno, sono legate ad una diversa determinazione sulla disciplina relativa agli organi degli IRCCS, disciplina sulla quale nel corso di
queste settimane è intervenuto un accordo con
il Governo centrale, nello specifico con il Ministro della salute, in relazione al quale la
Giunta ha proceduto ad individuare le deter-
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Servizi di resocontazione parlamentare
9 NOVEMBRE 2005
minazioni
conseguenti,
sottoponendole
all’attenzione della Commissione competente,
che l’ha licenziato, e della Commissione bilancio per la competenza relativa alla materia.
Il Ministro Storace, non più tardi di quarant’otto ore fa, mi ha sollecitato ad una modifica tempestiva di quelle norme, anche perché
a fronte di questa modifica il Governo è impegnato a ritirare il ricorso alla Corte costituzionale, nel quale vengono evidenziate, a giudizio
del Governo, alcune incongruenze di carattere
costituzionale.
Chiedo, pertanto, al Consiglio regionale la
cortesia di valutare ed eventualmente di apprezzare l’esigenza di discutere in Aula il
provvedimento a cui ho fatto riferimento, tenuto conto di tali condizioni e circostanze. In
caso contrario ringrazio ugualmente e mi atterrò all’ordine del giorno in base a quanto
stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Personalmente, in sede di
Conferenza dei Capigruppo ho cercato di portare tutti e tre i provvedimenti con le cinque
firme, come da prassi.
Lei sa meglio di me, assessore Tedesco,
che l’articolo 29 del Regolamento interno del
Consiglio regionale impone che la decisione di
anticipare la discussione di un punto debba essere assunta all’unanimità. Ebbene, non ho riscontrato questa unanimità, per cui ho deciso
di iscrivere l’argomento da lei richiamato al
primo punto dell’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, convocato per il 15
novembre.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, prendo la parola semplicemente per chiederle maggiori e
dettagliate informazioni sulle decisioni assunte
in Conferenza dei Capigruppo relativamente
all’ordine dei lavori.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 13 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
In particolare, vorremmo che fossero informati i colleghi dalla sua autorevole voce sul
terzo punto all’ordine del giorno e
sull’eventuale presenza del Presidente Vendola. Sarebbe opportuno indicare, perlomeno orientativamente, gli orari dei lavori
dell’odierna seduta consiliare.
PRESIDENTE. Informo il Consiglio che il
terzo punto all’ordine del giorno, avente per
oggetto due ordini del giorno, uno presentato
dalla maggioranza, l’altro dalla minoranza, relativi alla trasparenza nelle procedure di assunzione presso gli enti strumentali della Regione Puglia, per il quale era stata richiesta la
presenza del Presidente Vendola, per difficoltà
oggettive legate ai suoi diversi impegni istituzionali, ha subìto uno slittamento alle ore
19,00.
Ho la certezza, salvo eventuali imprevisti,
che a quell’ora il Presidente Vendola sarà presente in Aula e in quella circostanza richiamerò il terzo punto all’ordine del giorno, come
da intesa.
POTI’. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POTI’. Signor Presidente, l’assessore Tedesco ha chiesto una verifica delle posizioni
emerse in seno alla Conferenza dei Capigruppo. Dunque, sarebbe corretto – da parte di chi
all’interno della Conferenza stessa ha espresso
riserve circa la discussione del punto richiamato dall’assessore Tedesco – riconfermare la
propria posizione, o eventualmente modificarla, visto che si tratta di una questione che è
nell’interesse generale della Puglia.
SILVESTRIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, la verifi-
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VIII Legislatura
9 NOVEMBRE 2005
ca delle posizioni espresse dai Capigruppo in
una Conferenza conclusasi circa mezz’ora fa
non è una prassi da sbrigare in Aula. Se la Presidenza lo ritenesse opportuno, alla luce
dell’ulteriore richiesta dell’assessore Tedesco
il Consiglio potrebbe decidere di sospendere i
lavori e di riascoltare i Capigruppo, ma in sede
di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, non
certo in Aula.
PRESIDENTE. Ritengo non sia accoglibile
la richiesta di sospensione dei lavori.
DAMONE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMONE. Signor Presidente, ritengo che
l’ultimo intervento non abbia motivo di essere.
Sul piano personale non avrei nulla in contrario a discutere l’argomento proposto
dall’assessore Tedesco, comunque se il Capogruppo Saccomanno vuole riconfermare o
meno la sua posizione, avendo noi aderito ad
una sua richiesta di rinvio, lo faccia pubblicamente in Aula, senza che venga sospesa la seduta, visto e considerato che le tematiche offerte dall’assessore Tedesco sono puntuali e
imminenti.
PRESIDENTE. Mi spiace, assessore Tedesco, se la sua urgenza non è stata raccolta in
maniera organica, ma siamo vincolati al Regolamento interno del Consiglio regionale.
Pertanto, propongo di procedere secondo il
calendario stabilito in Conferenza dei Capigruppo.
Interrogazioni e interpellanze urgenti
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 1), reca: «Interrogazioni e interpellanze urgenti».
Interrogazione urgente a firma del con-
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SEDUTA N° 9
– 14 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
sigliere Lomelo “Sequestro di una zona di
caccia a gestione privata nel parco nazionale dell’Alta Murgia”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Lomelo, un’interrogazione urgente “Sequestro di una zona di caccia a gestione privata nel parco nazionale dell’Alta
Murgia”, della quale do lettura:
« – All’assessore regionale alla caccia. –
Il sottoscritto Capogruppo dei Verdi, Domenico Lomelo
premesso che
nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta
Murgia, è avvenuto, ad opera del Corpo Forestale dello Stato e dei volontari del WWF, il
sequestro di una zona di caccia a gestione privata;
considerando che
tale sequestro denuncia lo stato di confusione e abbandono che attraversa la gestione
del settore venatorio nella nostra regione;
si chiede di conoscere
- come è possibile che a quasi un anno
dall’istituzione del Parco si continui ad esercitare l’attività venatoria in un’area protetta ai
sensi di normative nazionali e regionali?
- come è possibile che intere brigate di cacciatori si esercitino con cani e armi ed immettano selvaggina in zone che risultano anche
sottoposte al regime delle Zone di Protezione
Speciale. Rammentiamo che ai sensi di queste
leggi costituisce reato anche il semplice attraversamento del Parco con un fucile da caccia
scarico e chiuso nel cofano di un’automobile.
Si informa inoltre che
tale situazione appare causata da precedenti
disposizioni messe in atto nella precedente legislatura. È infatti prassi di far lavorare a
compartimenti stagni i due assessorati interessati: caccia e ambiente. Questo comporta disfunzioni e possibili raggiri delle stesse norme.
Chiediamo un impegno
dell’intero Governo regionale
- a coordinare il lavoro amministrativo re-
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Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
9 NOVEMBRE 2005
gionale con quello delle province evitando ogni forma di rimpallo di responsabilità.
- a verificare e controllare se esistono ancora aree di caccia a gestione privata autorizzate
(da chi?) nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e pesca. Signor Presidente, in
riferimento all’interrogazione riportata in oggetto preliminarmente si evidenzia che l’area
di cui trattasi è una zona addestramento cani
di tipo B. Detta zona, sita in agro del Comune
di Corato, contrada Sansanello, di ettari 50, è
stata istituita con DGR n. 604 del 29 maggio
2001, secondo i criteri e per le finalità di cui
alla legge regionale n. 27/1998 del 28 dicembre 2000.
Si precisa che nella zona è vietato esercitare la caccia e l’esercizio in qualunque forma di
tiro al volo su uccelli, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 18, comma 6, della legge
regionale n. 27/1998. In applicazione del disposto dell’articolo 3, comma 2, sempre della
legge n. 27/1998, la Provincia di Bari ha trasmesso al settore caccia e pesca regionale il
provvedimento di revoca della succitata zona.
Conseguentemente, il settore caccia e pesca
regionale ha predisposto uno schema di provvedimento di revoca della concessione, adottato successivamente dalla Giunta regionale nella seduta del 4 ottobre ultimo scorso, unitamente a quelli relativi ad altre quattro zone,
ricadenti tutte, od in parte, nel territorio del
parco nazionale dell’Alta Murgia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
LOMELO. Signor Presidente, molto spesso
ci troviamo di fronte alle contraddizioni tra i
diversi Enti. Prendo atto dell’elemento che a-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 15 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
vevamo sollevato, ossia che c’era una zona
sottoposta al sequestro: l’assessore Russo ci
ha testé confermato che in quelle aree protette
non è possibile, come naturalmente specificavamo nell’interrogazione in oggetto, esercitare
alcuna attività venatoria.
Chiedo all’assessore Russo, dunque, di far
ricorso a tutto il controllo possibile, affinché
almeno nelle aree naturali protette, nel parco –
qui mi pare, appunto, che ci troviamo
all’interno del parco – non venga assolutamente esercitata alcuna attività venatoria.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Lomelo “Contratto di promozione
turistica – Cotup”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Lomelo, un’interrogazione urgente “Contratto di promozione turistica –
Cotup”, della quale do lettura:
«– All’assessore regionale al turismo. – Il
consigliere regionale dei Verdi, Domenico
Lomelo
in considerazione:
- dei non soddisfacenti risultati delle passate stagioni turistiche che hanno addirittura registrato un significativo calo di presenze,
- dell’insoddisfacente giudizio espresso,
con nota n° 36/6601/TVR del 26.11.’04
dall’intero settore turismo dell’omonimo Assessorato regionale, sull’operato del COTUP,
- della conseguente richiesta di individuazione di un diverso soggetto idoneo alla realizzazione ed alla gestione delle attività per gli
anni 2005/06.
Chiede
- di ridiscutere i criteri e le valutazioni che
hanno portato, pur in presenza di risultati ed
informazioni assolutamente negativi, la precedente amministrazione ad affidare a trattativa
privata, per il biennio 2005/2006, al COTUP,
lo svolgimento di analoghi servizi del contratto di promozione turistica già scaduto il
31/12/’04;
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- di verificare la notizia, secondo cui il Presidente ed il C.d.A. del COTUP hanno formalizzato un rapporto di consulenza tra la stessa
azienda ed il dirigente del settore Turismo, da
pochi mesi in pensione. Va sottolineata la gravità dell’operato dello stesso dirigente che,
con proprio atto (n° 9 del 26 febbraio ’02) ha
aggiudicato al COTUP la gara per
l’affidamento dei servizi relativi alla realizzazione ed alla gestione di campagne promozionali relative all’offerta turistica della Regione
Puglia sul territorio nazionale ed internazionale per gli anni ‘02/’04. Lo stesso dirigente, in
quanto responsabile del settore Turismo, era
responsabile della effettiva esecuzione, della
vigilanza e del controllo dello stesso atto di
affidamento».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
la misura 4.15 relativa all’attività di promozione finalizzata all’allargamento dell’offerta turistica del POR Puglia 2000-2006 prevede
l’attivazione di una gamma di servizi di promozione del territorio pugliese. Già nel corso
della prima fase di programmazione 20002003, coerentemente con gli obiettivi della
programmazione regionale e di concerto con
gli indirizzi di programmazione nazionale del
settore, la misura si è proposta di attuare una
serie di azioni integrate per la promozione, la
conoscenza e la valorizzazione dell’offerta turistica regionale.
L’assessorato al turismo, in ottemperanza a
quanto previsto dal complemento di programmazione, nell’esigenza di individuare un
soggetto attuatore per l’attuazione e la promozione all’estero e in Italia e anche per le attività di ospitalità, approvò la procedura accelerata
per
l’appalto
concorso
per
l’affidamento, la realizzazione e la gestione di
campagne promozionali per un importo annuale di 6,728 miliardi di vecchie lire, IVA com-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 16 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
presa, pari a 3,594 milioni di euro. Il capitolato d’appalto prevedeva la realizzazione di una
serie di manifestazioni fieristiche e promozionali in Italia e all’estero, nonché iniziative di
ospitalità e di educational tour.
Lo stesso richiedeva, quindi, un’offerta economica complessiva relativa al progetto di
ogni fiera, completo di adempimenti tecnici
occorrenti.
Il pagamento di tutto quanto sopra indicato, richiesto per la partecipazione regionale alle diverse iniziative promozionali, era previsto
a corpo. La gara di cui sopra, visti i verbali
trasmessi dalla Commissione aggiudicatrice,
nominata con atto dirigenziale n. 1/2002, è
stata aggiudicata al COTUP. L’offerta economica presentata ammontava a 619 euro al
metro quadro a corpo per le manifestazioni in
Italia e a 1.910,89 euro a metro quadro a corpo per le manifestazioni all’estero.
Con atto dirigenziale n. 9/2002 l’assessorato
al turismo ha aggiudicato al COTUP, in qualità di soggetto attuatore, la gara di concorso
per l’affidamento della realizzazione e della
gestione delle campagne promozionali, oggetto dell’interrogazione presentata dal consigliere Lomelo. In data 21 maggio 2002 fu sottoscritto il contratto tra Regione Puglia e
COTUP, con scadenza prevista al 31 dicembre
2004.
Da quanto esposto si evince che le attività
di promozione turistica finora poste in essere
dalla Regione Puglia, con scelte proprie
dell’Istituzione regionale, hanno visto il
COTUP quale strumento attuatore degli adempimenti tecnici relativi alle scelte
dell’Amministrazione regionale. Per quanto,
invece, riguarda le notizie circa gli insoddisfacenti risultati delle passate stagioni turistiche,
le cause sono certamente da addebitare ad una
programmazione carente – ne convengo con il
consigliere Lomelo –, ma sono anche legate a
fattori esterni, quali la crisi economica complessiva del Paese e anche di alcuni mercati
consolidati all’estero.
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Rispetto a tutto questo, vi è da aggiungere
che l’articolo 3 del contratto, di cui si è ampiamente relazionato, recitava della possibilità,
a scadenza, di procedere al rinnovo dello stesso per un ulteriore biennio. Con una nota del
novembre 2004, il dirigente del settore turismo rammentò all’assessore al turismo e al
Presidente della Regione che sarebbe venuto a
scadenza il 31 dicembre 2004 tale contratto e
che esisteva la possibilità, giusto all’articolo 3
succitato, di rinnovare lo stesso a trattativa
privata per il biennio 2005/2006, evitando così
l’avvio di procedure pubbliche di aggiudicazione necessarie per individuare un nuovo
soggetto attuatore.
Con delibera n. 2104 del dicembre 2004, la
Giunta regionale ha stabilito di avvalersi del
sistema di aggiudicazione a trattativa privata,
senza preliminare pubblicazione di bando di
gara, ed ha dato mandato al dirigente del settore contratti e appalti di procedere alla stipula
del rinnovo biennale del contratto, d’intesa
con il settore turismo. Nell’aprile 2005 – cito
dal verbale – “rilevato che l’aggiudicatario ha
ben operato e che si è ottenuto mediante la
trattativa privata prevista dalla legge, nel contratto e nei termini consentiti, una riduzione
del 4% dei costi originali ed una contemporanea aggiunta ed implementazione di ulteriori
servizi, è stato così sottoscritto il nuovo contratto tra la Regione Puglia e il COTUP relativo alle annualità 2005 e 2006”.
Per quanto attiene, invece, la notizia riguardante la formalizzazione del rapporto di
consulenza, così come citato nella interrogazione in oggetto, fra COTUP e l’ex dirigente
del settore turismo, si rammenta che lo stesso
è in pensione dalla fine del 2003.
Lo stesso dirigente, con proprio atto n.
9/2002, aggiudicò la gara per l’affidamento del
servizio al COTUP esclusivamente a seguito
dei risultati della Commissione aggiudicatrice,
che ritenne l’offerta del COTUP più vantaggiosa delle altre.
Fino alla data di permanenza in servizio, ri-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
sulta all’assessore competente in carica che il
dirigente abbia effettivamente esercitato attività di vigilanza e di controllo sull’operato del
COTUP, così come è attestato anche dai controlli effettuati dalla Corte dei conti sul progetto esaminato. Tutto quanto riguarda, invece,
attività intraprese dal citato ex dirigente di settore dopo la messa in quiescenza non è ovviamente di pertinenza dell’Amministrazione
regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
LOMELO. Signor Presidente, ringrazio
l’assessore Ostillio, anche perché a seguito
dell’illustrazione della cronistoria dell’intera
vicenda appare evidente che l’interrogazione
in oggetto è abbastanza pertinente, colpisce
nelle disfunzioni della precedente gestione di
questo settore, molto particolare per lo sviluppo turistico della nostra regione.
Non siamo d’accordo, però, sul fatto che,
in una situazione di rinnovo contrattuale quale
quella verificatasi ad aprile, si sia ricorso a
trattativa privata. Come si suol dire: “prendi i
soldi e scappa”.
Dopo aver perso le elezioni, il Polo ha rinnovato il contratto per un altro biennio ad un
ente che sicuramente non aveva dato ampia
prova di capacità gestionale e di vendita della
nostra immagine.
Con grande amarezza dobbiamo sottolineare che, assieme all’allora consigliere Losappio,
facemmo scoppiare il caso quando scoprimmo
che per partecipare alla fiera BIT di Milano il
sistema degli Enti locali pagava, tramite il
COTUP, molto, ma molto di più di quanto avrebbe pagato, se avesse stipulato personalmente il contratto con la BIT di Milano. La
cosa è quantomeno scandalosa e indecente.
Ho letto le sue note programmatiche, assessore Ostillio, e mi auguro che al più presto si
svolga un incontro in merito agli indirizzi di
sviluppo turistico nella nostra regione.
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9 NOVEMBRE 2005
Inoltre prendo atto con grande rammarico
della situazione espressa nella seconda parte
dell’interrogazione: il dipendente che ha messo
in piedi il contratto per la gara d’appalto e il
capitolato, gara successivamente vinta dal
COTUP, immediatamente dopo la sua messa
in quiescenza, ha sottoscritto un contratto di
consulenza interna con il COTUP stesso. Non
credo ci sia altro da aggiungere rispetto al
malcostume di alcuni funzionari o responsabili
di settori molto particolari.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Lomelo “Chiarimenti in merito alla
risposta alle interrogazioni dei Consiglieri
regionali Lomelo e altri del 27 febbraio e 15
aprile 2002 aventi per oggetto ‘Informazione circa le edizioni del Premio Valentino
del 19 marzo 2003’”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Lomelo, un’interrogazione urgente “Chiarimenti in merito alla risposta alle
interrogazioni dei Consiglieri regionali Lomelo
e altri del 27 febbraio e 15 aprile 2002 aventi
per oggetto ‘Informazione circa le edizioni del
Premio Valentino del 19 marzo 2003’”, della
quale do lettura:
«– All’assessore regionale al turismo. – Il
sottoscritto consigliere regionale
premesso che
- con la risposta del 19.03.2003
all’interrogazione in oggetto, si dichiara che i
fondi disponibili per il finanziamento delle attività erano quelli rivenienti dal P.O.R. Puglia
2000/2006. Misura 4.15. La stessa prevedeva
l’avvio di procedure ad evidenza pubblica;
visto che
- diverse edizioni del Premio Valentino ed
in particolar modo quelle svoltesi dal 2000 al
2004, sono state finanziate con Fondi P.O.R.
2000/2006 dagli Assessorati regionali
all’Agricoltura, Turismo, Industria e Commercio;
tenuto conto che
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RESOCONTO STENOGRAFICO
- nella risposta all’interrogazione in oggetto, si ammette che, nella 27° edizione, una delle iniziative in programma, la mostra del Turismo, dell’Artigianato, del Barocco e dei prodotti dell’Agricoltura, non si è svolta, come
previsto, nelle sale del museo Internazionale
d’Arte di Castel Sant’Angelo a Roma per
mancanza di autorizzazioni;
- si afferma che, gli Assessorati regionali al
Turismo e Artigianato, avevano provveduto
ad attivare la procedura amministrativa intesa
alla restituzione di somme percepite e/o eventualmente non dovute;
visto che
sono stati utilizzati i fondi P.O.R. Misura
4.15;
chiede
1. Se è stata attivata la procedura ad evidenza pubblica dagli Assessorati regionali sopra citati, che hanno sostenuto economicamente l’iniziativa dal 2000 al 2006;
2. Quali spese nei diversi Assessorati sono
state rendicontate nel quinquennio 2000/05;
3. Se effettivamente si è intervenuto per recuperare la somma destinata, nella 27° edizione alla iniziativa mai realizzata, presso le sale
di Castel Sant’Angelo a Roma;
4. Chi è il responsabile del procedimento
per il recupero delle somme;
5. Infine, come mai, un’iniziativa artistica
come il Premio Valentino in tutti questi anni è
stato finanziato dall’Agricoltura, dall’Industria
e Artigianato e Turismo e non è mai intervenuto il settore alle attività culturali».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
in merito all’interrogazione in oggetto occorre
precisare alcuni punti. In primo luogo, i fondi
della misura n. 4.15 del POR Puglia 20002006 sono stati utilizzati per la realizzazione
dell’iniziativa “Premio Valentino” solo per
l’edizione 2001 tenutasi a Rio de Janeiro, così
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come individuato dalla delibera di Giunta regionale n. 1191/2001.
In secondo, non furono attivate le procedure ad evidenza pubblica, in quanto – gli uffici
riferiscono – all’epoca “l’assessorato al turismo sarebbe stato costretto a bloccare la normale attività di promozione volta ad incentivare le potenzialità turistiche della Puglia, con
conseguenze negative non solo per gli operatori turistici, ma anche per lo stesso comparto
economico pugliese già pesantemente colpito
in quel determinato periodo da altri eventi,
quali la guerra del Kosovo, causa di blocco di
flussi turistici verso la nostra regione e, addirittura, causa di blocco dei voli sulla nostra regione”. Pertanto, proprio con la succitata delibera di Giunta si provvide a predisporre un
programma di deliberazione turistica per
l’anno 2001 con l’individuazione puntuale di
una serie di attività promozionali, tra le quali il
fortunato citato “Premio Valentino”.
In terzo, come appena precisato, per il finanziamento delle successive edizioni del
Premio Valentino ci si avvalse di fondi ministeriali, o di fondi del bilancio regionale, pertanto la rendicontazione della spesa presentata
era inerente a tutte le attività strettamente
connesse con la realizzazione dell’iniziativa
promozionale di cui trattasi, e non di quelle
esulanti l’aspetto dell’iniziativa vera e propria.
Così come già precisato in occasione delle
risposte a precedenti interrogazioni, le uniche
inadempienze si sono riscontrate nell’ambito
della XXVII edizione del “Premio Valentino”,
che si è tenuta a Roma contestualmente alla
mostra del turismo, dell’artigianato, del barocco e dei prodotti dell’agricoltura e che avrebbe
dovuto svolgersi nelle sale del Museo Internazionale d’Arte di Castel Sant’Angelo. A tal fine, il settore turismo ha attivato gli strumenti
legislativi vigenti a tutela della Regione e ha
pure richiesto il parere legale in merito.
A tal proposito, voglio dire al consigliere
Lomelo che ingenera perplessità in me il fatto
che la precedente Giunta regionale non abbia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
mai immaginato di utilizzare degli strumenti
fideiussori
per
avere
la
garanzia
dell’espletamento effettivo della manifestazione. La consuetudine individua quale responsabile del procedimento amministrativo il dirigente di settore, quindi su questo valuterò
meglio in qualità di assessore e proporrò quello che riterrò opportuno al termine di detta verifica.
In ultimo, per quanto attiene al mancato intervento del settore attività culturali non solo a
questa iniziativa, ma anche ad un’altra serie
che riguarda sempre il turismo, condivido i
dubbi e le perplessità manifestate dal consigliere Lomelo. Le comunico che siamo già partiti
con un nuovo metodo di lavoro interassessorile, che consentirà di superare certamente il
problema da lei sollevato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
LOMELO. Signor Presidente, devo ringraziare anche in questo caso l’assessore Ostillio
e l’intera Giunta per il cambio di direzione che
si è registrato rispetto allo spreco che avveniva
in questo settore, in particolar modo dopo
ventotto anni di ininterrotte trattative private
per tenere in piedi un appuntamento che, nonostante sia giunto alla sua ventottesima edizione, non ha neanche conservato il turbante
dell’attore, nonché artista Rodolfo Valentino.
Già questo è un fatto positivo.
Inoltre mi preme sottolineare che, solo dopo questo increscioso episodio di una iniziativa per la quale erano stati anticipati dei soldi,
ma dove non c’era la fideiussione, l’allora assessore Palese decise, l’ultimo anno, di mettere in piedi un meccanismo un po’ più ristretto
per cercare di controllare la spesa. Rammento
che si tratta di un’iniziativa costata la bellezza
di 175 mila euro, mai avvenuta. Non solo: nonostante in passato abbia chiesto la rendicontazione relativa alle edizioni precedenti, dopo
un’intera Legislatura non ho ricevuto uno
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straccio di consuntivo che indicasse come, di
anno in anno, di edizione in edizione, veniva
speso il miliardo di vecchie lire.
Credo che l’interrogazione in oggetto possa
essere utile anche al collega Baldassarre per
capire e interpretare in maniera elementare la
risposta data dall’assessore Godelli lo scorso
Consiglio regionale. Il “Premio Valentino” –
ricordo che lei chiedeva le ragioni per cui non
era stato finanziato – in ben ventotto anni non
ha mai presentato una domanda, od una richiesta alle attività culturali. Come potrà evincere
da questa interrogazione, i soldi venivano dati
dall’artigianato, dall’agricoltura, dall’industria
e dal turismo. Sarebbe come dire che l’Oscar
per il cinema negli Stati Uniti d’America venisse finanziato dai ministeri dell’artigianato,
dell’agricoltura, dell’industria e del turismo.
Non mi pare una direzione corretta per le richieste, per le spese e per un premio che, al di
là di una trasmissione in quarta serata, l’ultima
fascia seguita veramente da pochi intimi, non
credo abbia portato in questi anni granché
all’immagine della Puglia nel mondo.
In ultimo, voglio aggiungere che a Castellaneta c’è gente che ha messo in piedi una
fondazione, che sta facendo ottime cose, che
sta promovendo buone iniziative senza aver
ricevuto mai un euro da parte dell’Ente Regione. È gente che neanche conosco, lo dico
giusto a titolo informativo.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, vorrei fare
una breve precisazione: non è affatto vero che
la precedente Giunta regionale non ha provveduto, a suo tempo, all’acquisizione delle fideiussioni. Non è così. Questa, assessore Ostillio, è un’inesattezza, e bene ha fatto il consigliere Lomelo a ricordarlo. Le fideiussioni
c’erano ed erano anche riferite al Testo Unico
del 1993 di diritto bancario.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Interrogazione urgente a firma dei consiglieri Ruocco, Saccomanno, Attanasio,
Congedo, Lospinuso, Marmo Nicola e Silvestris “Delega Assessore On.le Massimo
Ostillio”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
dei consiglieri Ruocco, Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo Nicola e
Silvestris, un’interrogazione urgente “Delega
Assessore On.le Massimo Ostillio”.
Comunico che l’onorevole Ostillio ha presentato da tempo le sue dimissioni, come riportato dalla documentazione che ho in mio
possesso e che posso tranquillamente mettere
a vostra disposizione. Pertanto, credo che
l’interrogazione in oggetto si potrebbe ritenere
superata.
SILVESTRIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, possiamo
accogliere il rinvio dell’interrogazione in esame stante l’assenza del Presidente Vendola,
ma non il suo superamento, dal momento che
vorremmo discuterla per acclarare quando si è
votato alla Regione, quando l’onorevole Ostillio è stato nominato assessore e quando si è
dimesso.
PRESIDENTE. Va bene.
Comunico che l’interrogazione in esame,
stante l’assenza del Presidente della Giunta, si
intende rinviata.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Lomelo “Situazione tratto di costa
a sud della città di Trani”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Lomelo, un’interrogazione urgente “Situazione tratto di costa a sud della
città di Trani”, della quale do lettura:
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«– All’assessore regionale al demanio e
all’assessore regionale all’ambiente. – Il sottoscritto Domenico Lomelo capogruppo consiliare dei Verdi per la pace
espone quanto segue:
Nonostante numerose segnalazioni più volte effettuate in passato nessuna autorità competente ha inteso adottare alcun tipo di provvedimento per risolvere la grave situazione
creatasi in relazione al tratto di costa a sud
della città di Trani, verso la città di Bisceglie.
Infatti a partire dal c.d. lido “Matinelle” sino al confine della città di Bisceglie, lungo la
strada statale n. 16, accade che è stato reso
impossibile, oramai da tanti anni, l’accesso al
mare. La situazione è grave e richiede un intervento immediato, poiché in realtà gli accessi
verso il mare esistono e sono tanti, ma sono
tutti inutilizzabili. In sostanza, tutte le strade
che perpendicolarmente collegano la strada
statale n. 16 con il mare a partir dal lido “Matinelle” fino al confine con la città di Bisceglie
sono state chiuse con cancelli di ferro sui quali
è apposta la dicitura “Strada Privata”.
Dichiara inoltre che:
- Tale stato di cose ha di fatto privatizzato
un lungo tratto di costa, tra l’altro il più bello,
a favore di quei pochi cittadini che hanno il
privilegio di possedere una villa ai bordi della
falesia.
- La situazione è ancor più drammatica,
considerato che il suddetto tratto di costa è il
solo rimasto balneabile per i cittadini tranesi e
non, poiché la costa verso nord è completamente inutilizzabile a causa della presenza lungo la stessa di numerose aziende che lavorano
il marmo e che nonostante siano state condannate con sentenze definitive a risarcire i danni
ambientali non vi hanno ancora provveduto,
mentre la costa c.d. urbanizzata è preda di
numerosi lidi privati ed in alcuni tratti pubblici
completamente inutilizzabile a causa della franosità della falesia (solo in questi giorni sono
stati avviati i lavori per il recupero di una piccola parte della stessa).
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Ribadisce inoltre che:
La situazione dello stato della costa tranese
è ormai insostenibile.
Ed è un dovere delle Pubbliche amministrazioni, ognuna per la Sua competenza, adottare
i provvedimenti più opportuni ed urgenti.
Si chiede quindi di:
- Verificare la legittimità dello stato della
costa a sud: è possibile che alcuni cittadini
debbano “appropriarsi” di parecchi chilometri
di costa sottraendola alla pubblica fruibilità?
- Verificare l’esistenza di leggi che garantiscano a tutti il diritto di raggiungere e di fruire
del mare.
- Attivare immediatamente l’agenzia del
demanio con provvedimenti urgenti per ridare
a tutti i cittadini il mare “rubato”.
È assolutamente necessario che immediatamente si adottino tutti gli strumenti che permettano l’accesso al tratto sud della costa di
Trani oggi privilegio d’uso di pochi eletti e si
verifichino la regolarità di tutte le concessioni
demaniali rilasciate.
Infine sollecito:
una indagine dello stato dei luoghi che riguardi tutto il tratto di costa della città di Trani, con la nomina di un’apposita commissione
d’indagine. La situazione come descritta e documentata da centinaia di fotografie è assolutamente vergognosa e priva la collettività di un
bene pubblico per eccellenza.
Si informa inoltre che:
sin dal 1997 la situazione sopra descritta è
stata oggetto di un esposto – denuncia della
Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Trani, depositato dal circolo di Trani della Legambiente, nuovamente sollecitata, in questi
giorni ad intervenire, onde verificare la esistenza di eventuali comportamenti penalmente
rilevanti nella situazione sopra descritta».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
ai contratti e appalti, al contenzioso, al demanio marittimo, allo sport, alle politiche
giovanili, alla trasparenza e alla cittadinanza
attiva. Signor Presidente, il Governo comunica che, dal momento del suo insediamento,
sulla città di Trani non sono state rilasciate
nuove concessioni e comunque non sono state
autorizzate nuove barriere, in modo particolare recinzioni cieche in muratura come quelle
che, a seguito di controlli recentemente svolti,
sono in ampia misura presenti sul territorio
tranese.
Non si tratta di una situazione singola, ma
purtroppo di una condizione molto diffusa
sull’intero territorio regionale. Ebbene, in virtù
di questa consapevolezza il Governo ha istituito un tavolo di concertazione per disciplinare
una nuova regolamentazione sulla materia del
demanio marittimo insieme alle associazioni di
categoria, alle associazioni ambientaliste e al
sistema delle Autonomie locali, in modo da
definire regole molto più restrittive sull’uso
della risorsa costa.
Contestualmente, a seguito della riorganizzazione amministrativa abbiamo istituito un
ufficio di controllo che ha iniziato a svolgere
un’attività capillare e puntuale sul territorio
regionale di verifiche, a seguito delle quali
stanno partendo una serie di provvedimenti disciplinari che ci consentiranno di cominciare a
sanzionare le situazioni particolarmente compromesse.
Possiamo, dunque, rassicurare che l’istanza
rivolta con l’interrogazione in oggetto corrisponde agli intendimenti del Governo regionale. Stiamo profondendo un’azione di grande
energia e di puntuale determinazione nei confronti dei casi più gravi, come quello rappresentato nel territorio di Trani.
MINERVINI, assessore all’organizzazione
e gestione risorse umane, agli affari generali,
LOMELO. Signor Presidente, ringrazio
l’assessore Minervini, anche se non nutrivo al-
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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
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cun dubbio sull’azione che il Governo regionale avrebbe messo in atto, visto e considerato
che la situazione è già gravemente compromessa (mancano gli accessi al mare e quel poco di tratto di costa è occupato dalle concessioni). L’invito è a non abbassare la guardia e,
in previsione della prossima stagione, a controllare le concessioni che eventualmente dovessero ostruire il passaggio, o comunque non
rispettare le prescrizioni indicate dalle convenzioni che questi signori sottoscrivono personalmente presso l’Ente Regione.
Rispetto al lavoro di monitoraggio messo in
piedi sicuramente il demanio ha bisogno di essere fortemente potenziato, dal momento che
difficilmente si può esercitare un controllo capillare a causa della carenza di unità lavorative. Pertanto, ripeto, l’invito è ad esercitare il
controllo e, al contempo, a rafforzare
l’efficienza di quel settore.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Olivieri “Chiarimenti schede informative SEAP”
PRESIDENTE. Comunico che l’interrogazione
urgente a firma del consigliere Lomelo “Emergenza e riforma del settore idrico in Puglia”, stante l’assenza dell’assessore Introna, si
intende rinviata.
È stata presentata, a firma del consigliere
Olivieri, un’interrogazione urgente “Chiarimenti schede informative SEAP”, della quale
do lettura:
«–All’assessore regionale ai trasporti. – Il
sottoscritto consigliere regionale
premesso che
- la SEAP s.p.a., lo scorso anno, ha divulgato sul proprio sito Internet, fac simile di
scheda informativa per ricerca di impiego, da
presentare alla stessa Azienda per eventuali
assunzioni di personale per i diversi Aeroporti
pugliesi (Bari – Palese, Foggia – Gino Lisa,
Brindisi – Papola Casale, Taranto – Grottaglie);
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9 NOVEMBRE 2005
- la scheda informativa, mentre richiedeva
una serie di informazioni varie, non evidenziava quali erano le qualifiche a cui la SEAP era
interessata;
- da diversi giorni la SEAP sta procedendo
ad una serie di colloqui, (non impegnativi né
per il candidato né per l’Azienda, così come
specificato nella scheda informativa) tenuti da
diverso personale;
interroga per conoscere:
1. con quale atto deliberativo la società
SEAP s.p.a. ha autorizzato la pubblicazione
della scheda informativa, da cui, inoltre, non si
evincono sia il numero delle unità da assumere
che le mansioni che gli stessi dovrebbero svolgere;
2. quale è la commissione che sta procedendo alla selezione, con quale atto la stessa è
stata nominata e quali sono i criteri di imparzialità e trasparenza che vengono adottati;
3. se non si ritiene opportuno intervenire, in
virtù della massima trasparenza, per fare in
modo che ci sia la massima partecipazione con
una selezione opportunamente pubblicizzata,
essendo la SEAP s.p.a. una società a capitale
totalmente pubblico, di cui la Regione è Socio
assolutamente maggioritario».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
LOIZZO, assessore ai trasporti e alle vie
di comunicazione. Signor Presidente, ho gia
provveduto a dare informazioni per iscritto al
consigliere Olivieri in data 20 luglio 2005. Gli
sviluppi che hanno riguardato la vicenda assunzioni SEAP sono ormai a tutti voi ben noti.
Ad ogni modo, ribadisco sinteticamente i punti
salienti della risposta che la SEAP mi ha fornito in ordine alle questioni poste.
La SEAP, che ha una sua autonomia giuridico-funzionale, sin dal 2002 ha previsto nel
proprio sito internet una sessione job, nella
quale è stato reso disponibile un formato tipo
di domanda di assunzione, con il corrispettivo
curriculum vitae, per facilitare e omogeneizza-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
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RESOCONTO STENOGRAFICO
re la compilazione della domanda. La SEAP
attinge periodicamente alla base informativa
composta dalle domande di impiego e, in base
al tipo di mansione di volta in volta richiesta
dalle società operative e organizzative aziendali, convoca i candidati sottoponendoli a prove selettive da parte di idonei commissari dotati di adeguati titoli ed esperienze professionali. Il formato tipo di domanda di impiego è,
quindi, sempre disponibile tramite l’accesso al
sito specifico a chiunque voglia candidarsi per
impieghi nella società. Ovviamente, la compilazione della domanda non è impegnativa né
per il candidato, né per la SEAP.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
OLIVIERI. Signor Presidente, a seguito
delle vicende verificatesi dopo la presentazione dell’interrogazione in oggetto, come appreso anche dagli organi di stampa, invito
l’assessore Loizzo a risentire la SEAP, perché
ritengo sia importante definire i criteri di trasparenza, un problema che non riguarda solo
la suddetta società. Inoltre, trovo la risposta
della SEAP, a mio modesto parere, alquanto
striminzita. Non si tratta, certamente, di coinvolgere la Magistratura, in questa sede istituzionale svolgiamo un ruolo politico, però
chiedo sommessamente che la SEAP fornisca
una risposta più approfondita.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Cioce “Chiarimenti in ordine al
bando per l’ampliamento dell’offerta turistico-ricettiva, pubblicato sul BUR Puglia
n. 87 del 30/06/2005”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Cioce, un’interrogazione urgente “Chiarimenti in ordine al bando per
l’ampliamento dell’offerta turistico-ricettiva,
pubblicato sul BUR Puglia n. 87 del
30/06/2005”, della quale do lettura:
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«– All’assessore regionale al turismo. – Il
sottoscritto consigliere regionale
premesso che
il bando per l’ampliamento dell’offerta turistica, pubblicato sul BUR Puglia lo scorso
30/06, prevede anche provvidenze nella realizzazione di stabilimenti balneari;
visto che
presupposto per l’erogazione è la disponibilità dell’area per almeno 5 anni;
tenuto conto
- che le Direttive Regionali che hanno imposto, sin dall’anno 2000, che le nuove concessioni demaniali avessero validità per un solo anno nelle more del Piano Regionale delle
Coste e che il Codice della Navigazione e le
successive regolamentazioni prevedano che le
vecchie concessioni abbiano una durata di almeno 6 anni, ma che non possano essere rinnovate prima della scadenza naturale, per cui –
di fatto – sono in pochi ad averne la disponibilità sino al 2010;
- che, di fatto, pur previsto dal bando, se
non modificato o chiarito, si realizza l’assurdo
che viene negata qualsiasi provvidenza per gli
imprenditori del Settore Balneare.
Chiede
di conoscere quale iniziativa intende assumere, per rimediare ad un’evidente lacuna del
bando che consenta agli operatori di utilizzare
le provvidenze, soprattutto in direzione
dell’adeguamento
delle
strutture
per
l’ottenimento della certificazione di qualità
ISO 14000».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
con riferimento all’interrogazione in oggetto si
intende sottolineare che il problema sollevato
attiene al bando di cui al Regolamento regionale n. 21 del 6 aprile 2005 riguardante il supporto alla competitività e all’innovazione delle
imprese e dei sistemi di imprese turistiche, non
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RESOCONTO STENOGRAFICO
a quello erroneamente citato dall’interrogante.
Si specifica, comunque, che ai sensi del Regolamento n. 1260/1999 gli Stati membri si
accertano che la partecipazione dei fondi resti
attribuita ad una operazione esclusivamente,
se quest’ultima, entro cinque anni dalla data di
decisione della competente autorità nazionale,
o dell’autorità di gestione relativa alla partecipazione dei fondi, non subisce modifiche sostanziali che ne alterino la natura, o che determinino un cambiamento della natura della
proprietà di un’infrastruttura.
Tale prescrizione opera obbligatoriamente
nei confronti di tutti i soggetti deputati alla gestione operativa dei fondi, pertanto la disponibilità dell’immobile di durata compatibile con
l’obbligo del mantenimento dell’investimento
incentivato (cinque anni dalla data di entrata in
funzione) è una condizione indispensabile per
l’ottenimento dei benefici. Non vi è da parte di
questo assessorato la possibilità di modificare
quanto è stato espressamente prescritto
dall’Unione Europea.
Tuttavia, in sede di consultazione avviata
con gli istituti di credito, si è stabilito di acquisire comunque le domande di finanziamento pur in pendenza dell’iter concessorio
pluriennale avendo cura di verificare, da
parte del preposto settore dell’assessorato
regionale e di ogni altro ufficio della Pubblica amministrazione, la possibilità di procedere alla formulazione dell’atto di cui trattasi entro gli ottanta giorni successivi alla presentazione dell’istanza, così venendo incontro all’esigenza giustamente manifestata con
l’interrogazione dal consigliere regionale
Cioce.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
CIOCE. Signor Presidente, mi dichiaro
soddisfatto della risposta dell’assessore Ostillio, perché ritengo che questo bando creasse
grosse perplessità in ordine alle disponibilità.
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La risposta dell’assessore Ostillio è stata ampiamente soddisfacente.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Baldassarre “Patrocinio alla manifestazione ‘Premio Valentino’”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Baldassarre, un’interrogazione
urgente “Patrocinio alla manifestazione ‘Premio Valentino’”, della quale do lettura:
«– Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale al Mediterraneo, alla
pace e alle attività culturali. – Il sottoscritto
consigliere regionale
premesso che
- la Regione Puglia provvede al patrocinio
di Manifestazioni di vario tenore: sportive,
culturali, teatrali, di spettacolo, che si svolgono in Puglia;
- tale patrocinio si sostanzia anche, a richiesta, con la concessione di un contributo economico a sostegno delle spese affrontate dagli
organizzatori per la realizzazione dell’evento;
- la concessione di tale patrocinio non è regolata da alcun regolamento, né passa al vaglio di alcuna commissione, ma appare presumibile che sia determinata sia da una valutazione sull’oggetto della manifestazione che sul
rilievo mediatico dell’iniziativa e sulla diffusione dell’immagine della Puglia;
- la Regione Puglia ha patrocinato anche
con cospicui contributi, una serie di eventi
svoltisi nella nostra Regione quali il “Premio
Barocco” a Gallipoli o “La Notte della Taranta” a Melpignano;
chiede
per quali ragioni, motivo, impedimento o
valutazione, questa Presidenza e la Giunta Regionale abbiano ritenuto di non concedere alcun Patrocinio alla manifestazione “Premio
Valentino” che si svolgerà sabato 23 luglio in
Piazza S. Oronzo in Lecce e che verrà trasmessa in diretta su RAI 1, con un programma
in prima serata della durata di 1 ora e mezza, e
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RESOCONTO STENOGRAFICO
quindi con un passaggio mediatico di immagine della Puglia e della Città di Lecce, di indubbia diffusione».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
si è ritenuto che l’interrogazione in esame, rivolta all’assessore al Mediterraneo e al Presidente Vendola, potesse essere di competenza
anche dell’assessorato al turismo in relazione
ai precedenti specifici che riguardano
l’argomento oggetto dell’atto consiliare.
In primo luogo desidero far presente che è
prerogativa dell’assessore al turismo concedere il patrocinio del proprio assessorato a manifestazioni di vario tenore, siano esse sportive,
culturali, teatrali, o di spettacolo che comunque si svolgono in Puglia, dopo averne valutata l’opportunità legata alla valenza
dell’iniziativa proposta. Il patrocinio che concede l’assessore al turismo è gratuito, non
comporta alcun impegno finanziario da parte
del settore.
Peraltro, la legge regionale n. 34/1980 riguarda segnatamente le competenze in merito
che ha la Presidenza della Giunta regionale. In
considerazione di ciò, il settore turismo si avvale, nell’esercizio delle funzioni che gli sono
attribuite dalla legge regionale n. 28/1978, relativa alle iniziative sulle attività di promozione turistica, di servizi e di attività rese da soggetti pubblici o privati selezionati tramite procedure ad evidenza pubblica e attraverso, soprattutto, la predisposizione di specifici atti
programmatori.
Il settore turismo, negli anni 2002 e 2003,
ha finanziato il “Premio Barocco”, la “Notte
della Taranta” e il “Premio Valentino”, in
quanto manifestazione promozionale locale
regolarmente inserita nella graduatoria stilata a
seguito di normale espletamento di procedure
ad evidenza pubblica nell’ambito della misura
4.15, azione F, promozione locale, attiva fino
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9 NOVEMBRE 2005
al 2002. Del “Premio Valentino”, per più edizioni e per le stesse motivazioni precedentemente illustrate per il “Premio Barocco”, e di
detto servizio promozionale si sono avvalsi
anche altri settori, quali l’agricoltura e
l’artigianato, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze.
Nell’anno 2004 il settore turismo ha pubblicato un avviso pubblico, ai sensi della legge
regionale n. 28/1978, tuttora in itinere. Occorre ribadire che fra le numerose istanze pervenute non compare quella relativa al “Premio
Valentino”, che evidentemente, per libera scelta – perlomeno si immagina –, ha inteso non
rispondere a detto avviso.
Per quanto riguarda il 2005 non si è ancora
proceduto alla pubblicazione di alcun avviso in
tal senso, peraltro intendendo, l’assessore
competente per il turismo, procedere ad una
modifica della programmazione che sia maggiormente rispondente sia agli emendamenti
approvati con la seconda variazione di bilancio
ad agosto in Aula, proprio a valere su quella
legge, sia alle nuove linee di indirizzo di politica promozionale e turistica che la Giunta regionale intende adottare nella prossima riunione di Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
BALDASSARRE. Signor Presidente, mi
dichiaro
soddisfatto
della
risposta
dell’assessore Ostillio, anche se, al di là degli
atti ufficiali, c’è stata fra gli organizzatori di
questo evento e i responsabili di questa Amministrazione tutta una serie di contatti.
Colgo, inoltre, l’occasione per invitare il
collega Lomelo a mantenere la furia e lo zelo di rendicontazione anche per altre manifestazioni che si svolgono in provincia di Lecce, che non vanno in onda su Rai1, ma su
emittenti private, e che hanno ricevuto,
quest’anno, 200 mila euro di promozione
dalla Regione.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Interrogazione urgente a firma del consigliere Baldassarre “Finanziamento APT
provincia di Lecce”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Baldassarre, un’interrogazione
urgente “Finanziamento APT provincia di
Lecce”, della quale do lettura:
«– Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale al turismo. – Il sottoscritto consigliere regionale
considerato che
- il Turismo costituisce nella nostra Regione una vocazione ed una grande opportunità di
sviluppo e crescita economica, sociale e culturale;
- pertanto, vanno potenziate tutte le strutture che svolgono servizi in favore dell’utenza,
in particolare quelle addette all’accoglienza ed
all’informazione;
- le Aziende di Promozione Turistica delle
nostre Province e, nello specifico, quella della
Provincia di Lecce, ha istituito il potenziamento degli Uffici Informazioni di Otranto, Santa
Cesarea, Gallipoli e Lecce, permettendo la loro apertura ogni giorno sino a tarda sera oltre
al sabato e alla domenica, con grande apprezzamento ed utilità da parte dei visitatori;
- sin dall’inizio della stagione estiva
l’Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Lecce ha chiesto all’Assessorato
competente l’assegnazione di una modesta
somma di € 40.000,00 al fine di far fronte alle
spese di personale necessario a realizzare la
medesima apertura degli Uffici informazioni
negli stessi Comuni anche per questa estate;
- i Sindaci ed Amministratori delle Città interessate dal servizio hanno pubblicamente sostenuto tale richiesta dell’A.P.T. della provincia Lecce stante l’estrema funzionalità del servizio offerto;
- a tutt’oggi, nonostante le istanze e
l’oggettiva necessità di tale servizio, nessun
provvedimento è stato adottato dalla Giunta
Regionale e dall’Assessorato competente;
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chiede
per quali motivi, ragioni od impedimenti,
non si sia ancora provveduto a finanziare
l’A.P.T. della Provincia di Lecce con la somma di € 40.000,00 al fine di consentire lo svolgimento del servizio informazioni degli Uffici
di Otranto, Santa Cesarea, Gallipoli e Lecce
sino ed oltre le 22,30 ogni giorno ed anche il
sabato e la domenica».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
le APT della Puglia, costituite con legge regionale n. 23/1996, ai sensi dell’articolo 7,
comma 2, sono dotate di personalità giuridica
di diritto pubblico e munite di autonomia amministrativa e gestionale. Oltre a ciò, con dei
successivi commi, si stabilisce che le APT
debbano improntare le loro attività a criteri di
imprenditorialità ed economicità ed avere
l’obbligo della chiusura in pareggio del bilancio annuale. Inoltre, allo statuto delle APT
vengono affidati l’attività e l’organizzazione
dell’azienda e, in particolare, l’ordinamento
amministrativo contabile.
In esito a ciò, è facile dedurre che in sede di
revisione e di assestamento di bilancio sono
solo gli organi dell’APT di Lecce ad avere
l’obbligo di prevedere la copertura finanziaria
per eventuali necessità insorte, che sicuramente debbono ritenersi straordinarie, anche se
non risulta logico dover prevedere anticipatamente, come aveva proposto l’APT di Lecce,
la prolungata apertura degli IAT nel periodo
estivo in un territorio ad altissima vocazione
turistica, qual è appunto quello del Salento.
Il primo strumento utile per il raggiungimento dell’obiettivo dell’equilibrio di bilancio
poteva e doveva essere quello rappresentato
dall’accordo decentrato stipulato tra organi di
gestione dell’APT, quale parte pubblica, e organizzazioni sindacali in rappresentanza dei
dipendenti, al fine di contrattare e porre in es-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
sere con le stesse tutti gli strumenti di flessibilità ed articolazione dell’attività lavorativa delle risorse umane dipendenti dall’APT medesima per fronteggiare il problema dell’apertura
prolungata degli sportelli informativi durante
l’alta stagione estiva, quindi utilizzando riposi
compensativi, turnazioni, e quant’altro. È, infatti, ragionevole immaginare un aggravio di
attività lavorative da parte del personale, proprio in funzione dei picchi di stagionalità di cui
risente il turismo pugliese.
Al di là di ogni polemica, si fa notare che,
come ampiamente anticipato sin dagli inizi del
mese di giugno su mia proposta in sede di seconda variazione di bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2005, poi approvato nel
mese di agosto, il legislatore regionale ha
stanziato sul Capitolo 4310 (Trasferimenti di
parte corrente alle APT di Puglia) 150 mila
euro su base regionale e, allo stato, è in corso
– da parte della struttura dell’assessorato – la
ripartizione della somma spettante ad ogni singola APT ed il successivo accredito delle stesse. Una volta che avranno introitato tali somme, gli organi di gestione delle APT potranno
imputare le stesse, o parte di esse, alla sistemazione anche del problema sollevato dal consigliere Baldassarre, stante quanto previsto dal
succitato articolo 7 della legge regionale n.
23/1996.
Mi sia consentito di esprimere un giudizio
negativo verso comportamenti amministrativi
e gestionali che hanno prodotto tale situazione
e verso anche incaute dichiarazioni polemiche
fatte a supporto di un’indebita richiesta di risorse aggiuntive.
È utile, infine, sottolineare che l’ex Presidente facente funzioni dell’APT di Lecce, che
peraltro risulta essere il Vicepresidente del
COTUP, attualmente affidatario di attività e
prestazioni da parte dello stesso assessorato
regionale, nel proporre questa richiesta
all’assessorato ha ritenuto utile sottolineare
con elementi polemici frizioni assolutamente
inesistenti
fra
l’APT
di
Lecce
e
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9 NOVEMBRE 2005
l’Amministrazione regionale. Posso assicurarvi
che non esistono frizioni, tantomeno esiste la
volontà di colpire alcune delle APT in Puglia,
o alcuni degli amministratori, conoscendo il
compito difficile e le scarse risorse che spesso
sono nella possibilità di essere usate da parte
delle APT.
Cionondimeno, ritengo personalmente e
politicamente che un rapporto corretto, fluido
e positivo tra organi come le APT e
l’Amministrazione regionale richieda anche
comportamenti conseguenti, soprattutto da
parte dei commissariandi Presidenti delle APT
stesse.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
BALDASSARRE. Signor Presidente, credo che il problema non sia la presunta polemica personale fra il Commissario, il Presidente
dell’APT di Lecce e l’assessore Ostillio. Lei sa
perfettamente che le dotazioni di bilancio delle
APT sono servite, negli anni passati, a pagare
gli stipendi, un minimo di straordinario ed anche qualche iniziativa che, con molta fantasia e
grande acume, i vari Presidenti nelle varie
province hanno adottato.
Ritengo si sia persa un’occasione, perché
l’iniziativa dell’APT di Lecce è estremamente
utile ed interessante. Tenere aperti gli IAT non
solo nella città capoluogo, ma anche nei comuni di Otranto, Santa Cesarea e Gallipoli, è
estremamente utile, soprattutto se dovessero
restare aperti fino alle 22,00 o alle 23,00, sabato e domenica compresi. Questa gravosa
somma che si chiedeva, ossia 40 mila euro,
serviva solo ed esclusivamente per assicurare
gli straordinari agli operatori e, quindi, offrire
la possibilità che questo servizio si svolgesse,
naturalmente a favore dell’utenza turistica, garantendo i dipendenti dell’APT che c’erano i
fondi di bilancio.
Questa querelle che è andata avanti per due
mesi, senza che fosse esplicitata la disponibili-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
tà dell’assessorato, anche verbale, ad intervenire successivamente, non credo sia complessivamente servita al sistema di accoglienza della Puglia nei confronti della domanda turistica.
Interrogazione urgente a firma del consigliere
Baldassarre
“Prolungamento
dell’orario di apertura delle chiese di Lecce”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Baldassarre, un’interrogazione
urgente “Prolungamento dell’orario di apertura delle chiese di Lecce”, della quale do lettura:
«– Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale al turismo. – Il sottoscritto consigliere regionale
premesso che
- parte del grande Patrimonio culturale, storico e artistico della Città di Lecce è rappresentato da Chiese, che costituiscono testimonianze mirabili del Barocco e contengono al
loro interno tesori inestimabili quali quadri,
sculture, oggetti d’arte sacra;
- di conseguenza notevole è l’afflusso di turisti che vorrebbero visitare le chiese più importanti, artisticamente, della Città di Lecce;
- a tal fine nel 2004 su iniziativa del Governo regionale si dette luogo ad un Protocollo
d’intesa fra Regione Puglia e A.P.T., Università e Comune di Lecce, al fine di consentire che
l’orario di apertura delle chiese potesse protrarsi, durante la stagione estiva, al mattino ed
alla sera, ogni giorno per tre-quattro ore complessivamente, con una partecipazione finanziaria della Regione estremamente minima;
- nonostante l’invito del Comune di Lecce
ad addivenire ad un ulteriore Protocollo
d’intesa anche per la stagione estiva 2005, la
Regione non ha risposto
chiede
per quale ragione, motivo, impedimento o
valutazione il Governo regionale non abbia intento di attivarsi insieme agli altri soggetti isti-
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tuzionali al fine di dar vita ad un ulteriore Protocollo d’intesa per la stagione estiva 2005
onde permettere con un minimo contributo
economico il prolungamento dell’orario di apertura delle chiese artisticamente più importanti di Lecce, individuate nel protocollo medesimo, realizzando così un servizio di estrema utilità per la fruizione turistica della città».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente, il
protocollo d’intesa citato dal consigliere Baldassarre nella sua interrogazione non risulta essere
mai stato stipulato dall’Amministrazione regionale. Da accertamenti svolti presso gli uffici di
questo settore, si è rilevato che la Regione
Puglia non ha partecipato, per il tramite
dell’assessorato al turismo, al citato protocollo
d’intesa, siglato, invece, dalla Curia arcivescovile di Lecce, dal Comune di Lecce, dalla Camera di commercio e dall’Azienda di promozione turistica di Lecce, per la promozione del
patrimonio culturale, storico e artistico presente nelle chiese, attraverso un allungamento
dell’orario di apertura delle stesse.
Non essendo, peraltro, l’Amministrazione
regionale coinvolta a nessun titolo in tale protocollo d’intesa, firmato il 2 luglio 2004, è risultato impossibile attivarsi in merito a possibili supporti, anche finanziari, all’iniziativa di
cui trattasi, considerato peraltro che
all’assessorato regionale è giunta solo via fax
una laconica lettera di otto righe da parte
dell’assessore competente del Comune di Lecce, priva di piano economico e finanziario,
priva di richiesta del quantum, priva di progettualità a fronte della richiesta da farsi, priva di
alcun altro progetto o programma, o comunque di ogni altro documento utile a poter fare
una valutazione tecnica dell’iniziativa.
Si sottolinea, peraltro, che la richiesta è stata considerata irricevibile sia per i vincoli normativi in materia, sia per la tempistica con cui
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RESOCONTO STENOGRAFICO
la stessa è pervenuta alla Regione – il giorno
prima che ci fosse l’annunciata apertura delle
chiese – sia perché, ancor prima che la lettera
giungesse all’assessorato, del tutto inopportunamente e ingiustamente erano state sollevate
polemiche con l’Ente Regione.
Concludo dicendo che non è comunque
competenza dell’Amministrazione verificare
quali siano stati gli impedimenti occorsi presso
gli altri Enti locali coinvolti nel protocollo, a
causa dei quali pare non si sia proceduto al
rinnovo dello stesso, o comunque si sia proceduto ad un programma ridotto delle stesse attività.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
BALDASSARRE. Signor Presidente, mi
dichiaro
soddisfatto
della
risposta
dell’assessore Ostillio.
Oggettivamente, devo anche scusarmi di
un’interrogazione per cui il Comune di Lecce
aveva omesso alcuni passaggi. Però, sarei ancora più soddisfatto, se l’assessore Ostillio assumesse l’impegno di favorire, per l’anno
prossimo, questa iniziativa che ha il solo scopo
di tenere aperte le chiese leccesi, che sono meta del turismo che si riversa nella nostra città,
soprattutto per apprezzare il barocco e le opere ivi contenute, offrendo la piena disponibilità
della Regione ad intervenire, anche finanziariamente, per rendere maggiormente fruibile
questo servizio.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Cera “Calamità naturali nella Capitanata e valle dell’Ofanto”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Cera, un’interrogazione urgente “Calamità naturali nella Capitanata e valle
dell’Ofanto”, della quale do lettura:
«– Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale all’agricoltura. – Il
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sottoscritto Angelo Cera, Presidente del
Gruppo Regionale U.D.C.
premesso che:
- in data 11/07/2005, nel comprensorio
dell’intera Capitanata e nella zona Valle
dell’Ofanto (Margherita di Savoia, S. Ferdinando di Puglia, Trinitapoli), si è verificato un
improvviso fortunale provocando danni ingenti
in agricoltura per produzioni varie (uva da vino e da tavola, frutteti, ortaggi e verdure, ecc.
ecc.);
- a seguito di tale calamità, moltissimi operatori agricoli si sono ritrovati senza poter più
contare su un raccolto, frutto di un intero anno di lavoro;
- ad oggi non risulterebbe in atto nessun interessamento da parte del Governo regionale
per tale situazione,
interroga
le SS.LL. per sapere quali sono le azioni
adottate e/o da adottare a favore degli imprenditori agricoli colpiti da tali avversità».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e pesca. Signor Presidente, il
decreto legislativo del 29 marzo 2004, n. 102,
prevede interventi di prevenzione per far fronte ai danni arrecati alle produzioni agricole e
zootecniche, alle strutture aziendali agricole
ed alle infrastrutture agricole nelle zone colpite da calamità naturali, o eventi calamitosi.
Prevede altresì la concessione di contributi sui
premi assicurativi fino all’80% del costo dei
premi per contratti assicurativi, e dal 1° gennaio 2005 è concesso esclusivamente per contratti assicurativi che prevedono per ciascun
prodotto assicurato la copertura della protezione complessiva aziendale all’interno di uno
stesso comune.
Inoltre, tale decreto individua i beneficiari e
le tipologie di aiuto di Stato da concedere, definisce le procedure per il trasferimento delle
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RESOCONTO STENOGRAFICO
risorse del Fondo di solidarietà nazionale, di
cui alla legge n. 185 del febbraio 1992, e attribuisce alle Regioni la procedura di attuazione
di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni conseguenti, necessaria
per deliberare la proposta di declaratoria al
MIPAF della eccezionalità dell’evento, nonché
l’individuazione delle provvidenze da concedere entro il termine perentorio di sessanta giorni
dalla cessazione dell’evento dannoso, prorogabile di trenta in presenza di eccezionali e
motivate difficoltà accertate dalla Giunta regionale.
La legge regionale n. 24 del maggio 1990
delega i Comuni e le Province a svolgere le
funzioni amministrative trasferite alle Regioni
in materia di interventi conseguenti a calamità
naturali, o avversità atmosferiche di carattere
eccezionale, e definisce le competenze dei
Comuni e delle Province.
In merito all’oggetto, l’IPA di Foggia, a
seguito delle segnalazioni dei danni pervenute
dai Comuni di San Severo, San Ferdinando di
Puglia, Trinitapoli, San Giovanni Rotondo,
San Marco in Lamis e Rignano Garganico, ha
attivato la procedura di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni, al
fine di verificare e valutare l’entità dei danni
causati dalla grandinata dell’11 luglio 2005. Il
fenomeno calamitoso si è verificato esattamente nei territori dei comuni sopraelencati, puntualmente delimitati, per una superficie complessiva di ettari 7.203, con un’incidenza sul
prodotto lordo vendibile pari al 58,4%.
Il decreto del Ministero del 17 marzo 2005
individua le colture, le strutture, le avversità e
le epizoozie ammesse all’assicurazione agevolata. Le avversità assicurabili a carico delle
colture sono grandine, vento, gelo e brina, siccità, eccesso di piogge, alluvioni e fitopatie.
Le colture assicurabili elencate nel decreto
comprendono anche quelle interessate
dall’evento calamitoso dell’11 luglio 2005.
Ne consegue che per i territori surriportati
non si possono applicare gli interventi com-
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pensativi previsti dal decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 102, in quanto le colture colpite sono comprese nell’elenco di quelle ammissibili all’assicurazione agevolata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
CERA. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della risposta dell’assessore Russo.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Lomelo “Calendario venatorio”
PRESIDENTE. Comunico che l’interrogazione
urgente a firma della consigliera Marmo Giuseppina “Aumento delle tariffe di trasporto
applicate dalla Ferrotranviaria S.p.A. sulla linea ferroviaria Bari-Nord”, si intende rinviata.
È stata presentata, a firma del consigliere
Lomelo, un’interrogazione urgente “Calendario venatorio”, della quale do lettura:
«– All’assessore regionale alla caccia. – Il
sottoscritto Domenico Lomelo
visto che
la L.R. n. 27 del 13/08/98 dispone che
all’approvazione in Giunta del Calendario Venatorio si pervenga secondo la seguente procedura.
- Le Province pugliesi inviano le loro bozze
di Calendario alla Regione.
- La Regione raccoglie le bozze e le sottopone al parere obbligatorio dell’INFS e al parere del Comitato tecnico faunistico regionale.
- La Giunta regionale approva il calendario
venatorio.
A quanto ci risulta il percorso alternativo
scelto dal Settore caccia regionale è stato il
seguente.
- Trasmissione di un’ipotesi “Calendario
Venatorio” alle Province in data 27 maggio e
successiva integrazione in data 14 giugno, si è
pertanto invertito l’iter amministrativo.
- Trasmissione della medesima ipotesi
all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica
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RESOCONTO STENOGRAFICO
(in data 17 giugno vedi articolo Repubblica 22
luglio) dove si è pertanto inviato un calendario
che non tiene conto né del parere delle Province, né la definitiva stesura.
Considerato che
il Comitato tecnico faunistico regionale non
vede la presenza di alcuna associazione ambientalista. Nei Comitati tecnici provinciali la
legge regionale pone in minoranza le rappresentanze delle associazioni ambientaliste.
Considerato che
il confronto sul Calendario Venatorio è stato viziato da iter non aderenti alla normativa e
pertanto non trasparenti.
Chiede
quali interventi intendono adottare le S.V.
per evitare che il proseguire di queste procedure scorrette pregiudichi la salvaguardia della
fauna selvatica dichiarata dalla legge quadro di
settore “patrimonio indisponibile dello stato” e
se nella confusione che ne potrebbe derivare
non sarebbe opportuno tenere in debita considerazione il parere dell’INFS organo di consulenza tecnico-scientifica per gli enti regionali
del nostro paese rivisitando le numerose deroghe concesse nel precedente governo di centro
destra».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e pesca. Signor Presidente, in
riferimento all’interrogazione riportata in oggetto si fa presente quanto segue. La legge regionale n. 27/1998, all’articolo 33, comma 2,
prevede che il calendario venatorio regionale,
predisposto sulla base delle proposte formulate dalle Province e dal Comitato tecnico faunistico regionale di cui all’articolo 5, sia deliberato dalla Giunta regionale, sentiti l’INFS e la
Commissione consiliare permanente competente, e successivamente pubblicato sul BURP.
Per quanto attiene l’iter fin qui seguito dal
competente settore caccia per la relazione del-
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la proposta di calendario venatorio da sottoporre all’attenzione e all’eventuale approvazione dell’Esecutivo regionale, è stato quello
previsto dalla precitata normativa regionale,
così come da prassi ormai consolidata.
Per quanto riguarda i Comitati tecnici provinciali, si sottolinea come gli stessi siano rigorosamente costituiti secondo i criteri di cui
all’articolo 6 della legge regionale n. 27/1998
di recepimento ed attuativa della normativa
statale n. 157/1992. Relativamente alla mancata presenza dei rappresentanti delle associazioni naturalistiche e protezionistiche in seno
al Comitato tecnico faunistico regionale, si evidenzia che quanto prima si provvederà alla nomina
degli stessi, cercando nell’individuazione di criteri assolutamente oggettivi e trasparenti la soluzione più legittima che possa evitare eventuali ricorsi o contenziosi. Tale situazione riviene, come è noto, dalla mancata ricostituzione del Consiglio nazionale per l’ambiente,
organo deputato al riconoscimento ufficiale
delle precitate associazioni ormai cessato dalle
proprie funzioni, con sentenza del TAR Lazio
n. 476/1998, del 5 febbraio 1998.
Per quanto attiene il parere dell’INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica), pur
non essendo vincolante, potrebbe determinare
nella Giunta regionale, come in effetti ha determinato, sempre e comunque nel pieno rispetto delle vigenti normative, un diverso indirizzo nell’adozione del testo finale di calendario venatorio 2005-2006.
Ovviamente, la risposta testé fornitavi non
è esaustiva, dal momento che abbiamo già
provveduto all’emanazione del nuovo calendario con l’integrazione e la modifica previste in
conseguenza della succitata sentenza del TAR.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
LOMELO. Signor Presidente, mi dichiaro
soddisfatto della risposta dell’assessore Russo.
Si registrava una certa lentezza nel mettere in
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
campo il calendario venatorio, per cui la mia
interrogazione andava giusto nella direzione di
sollecitare
l’assessorato
ad
assumere
l’iniziativa.
Per il futuro, mi auguro che l’impegno
dell’assessorato venga mantenuto per quanto
riguarda i Comitati. Nel contempo, onde evitare dialettiche contraddizioni tra il mondo ambientalista e il mondo venatorio, desidero sollecitare una consulenza ed un aiuto sempre
maggiore da parte dell’INFS, il che, operando
tale istituto con il Ministero delle politiche agricole, non può che farci bene ed evitare gli
estremismi dell’una e dell’altra parte.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Baldassarre “Ruolo del Sig. De Liguori presso la Segreteria dell’Assessore al
Turismo”
PRESIDENTE. Comunico che l’interrogazione
urgente a firma del consigliere Bonasora “Art.
73 della legge di bilancio 2005”, stante
l’assenza dell’assessore Minervini, si intende
rinviata.
Comunico che l’interrogazione urgente a
firma dei consiglieri Lomelo, Mita, Manni e
Sannicandro “Sovvenzioni 132 oratori”, stante
l’assenza dell’assessore Minervini, si intende
rinviata.
Comunico che l’interrogazione urgente a
firma del consigliere Silvestris “I dialoghi di
Trani”, stante l’assenza dell’assessore Godelli,
si intende rinviata.
Comunico che l’interrogazione urgente a
firma dei consiglieri Lonigro e Pellegrino “Riparto risorse finanziarie per la lotta agli incendi boschivi” si intende rinviata.
È stata presentata, a firma del consigliere
Baldassarre, un’interrogazione urgente “Ruolo
del Sig. De Liguori presso la Segreteria
dell’Assessore al Turismo”, della quale do lettura:
«– Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale al turismo. – Presso la
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Segreteria dell’assessore regionale al turismo
On.le Massimo Ostillio, sarebbe presente con
funzioni operative, tale signor Alfredo De Liguori, dipendente pare della società MediaCamere con sede in Roma.
Ora, da sommarie informazioni assunte, la
Società MediaCamere, nata nel 1992, ed avente ad oggetto la fornitura di assistenza tecnica,
la consulenza e la valorizzazione delle conoscenze, lo sviluppo locale, il sistema di informazione e comunicazione, si è aggiudicata,
circa 2 anni fa, in raggruppamento temporaneo
di imprese con Fidanzia Sistemi, l’appalto indetto dall’Assessorato alle attività Produttive
per la realizzazione delle iniziative di promozione, partecipazione alle manifestazioni fieristiche di settore in Italia e all’estero.
Non risulterebbe quindi alcun rapporto con
l’Assessorato al Turismo che giustifichi la presenza, permanenza ed attività di suoi dipendenti, pertanto
si chiede
di conoscere:
a) il ruolo ricoperto dal Sig. De Liguori
presso la Segreteria dell’Assessore al Turismo
onorevole Massimo Ostillio;
b) se tale collaborazione è regolata da un
rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato con la Regione Puglia;
c) se l’attività svolta dal Sig. De Liguori
non rientri in settori di competenza dei Dirigenti dell’Assessorato, creando pertanto una
situazione di conflitto con il personale addetto;
d) se contrariamente a quanto accertato, la
Società MediaCamere ha un rapporto di consulenza con l’Assessorato al Turismo;
e) se il Sig. De Liguori risulta essere dipendente della MediaCamere e quale sia la ragione del distacco presso l’Assessorato al Turismo».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
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RESOCONTO STENOGRAFICO
come è noto, nel settembre scorso, alla Fiera
del Levante, su iniziativa dell’assessorato al
turismo, è stato sottoscritto pubblicamente un
protocollo d’intesa sul turismo. È un atto che
per la prima volta vede aderire su un unico
documento più di cinquanta soggetti operanti
nel comparto, tracciando un percorso condiviso che disegna la nuova politica turistica della
Regione e individuando regole, obiettivi e
strumenti da attivare nel breve e nel lungo periodo. È la prima volta che viene realizzato in
Puglia, è la prima Regione a farlo dopo le elezioni dell’aprile scorso.
È stato un successo che si è potuto realizzare attraverso un lavoro molto intenso, durato più di tre mesi, durante i quali sono state
convocate un’infinità di riunioni e ascoltate in
modo certosino tutte le parti interessate. Nelle
procedure seguite per redigere e condividere
questo protocollo d’intesa sul turismo si è inteso, tra l’altro, dare rilievo alla creazione di
un think-tank tecnico, con sede negli uffici
della Regione, costituito da rappresentanti dei
vari soggetti interessati (Enti, pubblici e privati, associazioni, parti sociali, e via elencando).
Peraltro, questo è anche nello spirito della
Consulta prevista dalla legge regionale n.
1/2002 proprio in materia di turismo.
È espressamente prevista nella stesura finale dell’atto, ma era già una necessità indicata
nella prima bozza sottoposta alle parti sociali
fin dal 15 giugno scorso ed unanimemente
condivisa, questa logica della creazione del tavolo tecnico, in quanto ritenuta funzionale ad
un link permanente sulle tematiche di settore
fra la Regione e tutti i firmatari del suddetto
protocollo.
In tale contesto, l’Unioncamere aveva dato
la disponibilità a fornire una persona di specifica professionalità che potesse, in fase di
start-up, seguire tra l’altro alcune attività di
comunicazione
in
collaborazione
con
l’assessore, individuando il citato dottor De Liguori, così come riportato nell’interrogazione in
oggetto, un collaboratore della società di co-
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Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
9 NOVEMBRE 2005
municazione delle Camere di commercio italiane. Il dottor De Liguori è stato affiancato,
nelle attività di mia competenza, con mio gradimento. Devo dire che questa evidente necessità di un supporto per la comunicazione è, peraltro, dimostrata dalla pianta organica che la
Giunta regionale ha approvato il 30 agosto
scorso, che prevede espressamente una posizione organizzativa che svolga attività di comunicazione.
Dico ciò per rilevare l’importanza
dell’attività di comunicazione nel momento in
cui si sviluppa un protocollo d’intesa, che vede
la compartecipazione di circa sessanta soggetti.
Si precisa, comunque, che in nessun caso il
dottor De Liguori ha svolto attività riconducibili a responsabilità di dirigenti, o funzionari
interni all’assessorato e che, considerata anche
la competenza dimostrata, è allo studio
dell’assessorato e mio personale la possibilità
di avvalersi del professionista per alcune attività in corso, nel rispetto e ai sensi della normativa vigente in materia di collaborazioni alla
Pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
BALDASSARRE. Signor Presidente, credo che l’assessore Ostillio, nell’ultima parte
della sua risposta, abbia colto il segno. Indipendentemente dai protocolli d’intesa, se un
soggetto estraneo al personale della Regione
e, quindi, all’organizzazione regionale svolge
giornalmente e con assiduità compiti, funzioni
e mansioni presso un assessorato, anche se
l’assessorato ne ha fortemente bisogno, forse
sarebbe più giusto, corretto e regolare che il
rapporto venisse regolato da un contratto convenzionale, da una collaborazione a tempo determinato, piuttosto che attraverso lo strumento di un non meglio identificato protocollo
d’intesa.
In questo modo, oltretutto, adotteremmo
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
un sistema non solo più trasparente, ma anche
in grado di offrire maggiori garanzie ai dipendenti e a coloro che operano presso
l’assessorato al turismo, su una non invadenza
dei propri settori di competenza.
Interrogazione urgente a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Delibera di
Giunta regionale n. 1181 del 06/08/2005”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
dei
consiglieri
Loperfido
e
Brizio,
un’interrogazione urgente “Delibera di Giunta
regionale n. 1181 del 6 agosto 2005”, della
quale do lettura:
«– Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale ai trasporti. – I sottoscritti consiglieri regionali
premesso che
con D.G.R. 1181 del 06/08/05 la Giunta
regionale ha destinato € 214.099.400,00 per
finanziare programmi di investimento per il
rinnovo di autobus con destinazione trasporto
pubblico locale, nonché all’acquisto di mezzi
di trasporto pubblico a trazione elettrica e di
altri mezzi di trasporto pubblico
interrogano
per conoscere con la massima urgenza:
1. se l’importo di € 12.420.000,00 destinato all’acquisto di tre elettrotreni in favore della
costituenda Foggia-Lucera della Società Ferrovie del Gargano S.r.L. sia stato ritenuto necessario tempisticamente in questa tornata, visto che la costruzione della stessa ferrovia sarà
terminata forse nell’arco di tre anni;
2. se il rinnovamento e potenziamento di
sessantasei nuovi rotabili e la ristrutturazione
di novantatre rotabili in favore della Trenitalia
S.p.A. per un importo complessivo di €
150.830.000,00 sia destinato a carrozze che
serviranno la Regione Puglia o l’intero territorio nazionale.
Si rimane in attesa di risposta urgente».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
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9 NOVEMBRE 2005
LOIZZO, assessore ai trasporti e alle vie
di comunicazione. Signor Presidente, per
quanto riguarda l’interrogazione in oggetto, su
cui si è accesa una discussione un po’ stravagante, mi permetto di riassumere brevemente
la natura del provvedimento varato dalla Giunta nel mese di agosto e gli argomenti riportati
dai due colleghi interroganti.
Innanzitutto, voglio chiarire che è stata la
precedente Giunta, il precedente Consiglio regionale, con l’esercizio di previsione 2005, che
ha inteso per la prima volta – io credo giustamente – appostare una quota finanziaria per
l’acquisto di materiale rotabile nell’esercizio
ferroviario. Ritengo sia stata una scelta giusta,
perché nella nostra regione la situazione del
materiale rotabile ferroviario è fortemente critica, proprio per l’atavica mancanza di finanziamenti. Era necessario cominciare a valorizzare la modalità ferroviaria, anche per evidenti
ragioni di carattere ambientale.
Questa è la scelta di fondo, ripeto, impostata nel bilancio di previsione dalla maggioranza
precedente, che io ho condiviso e che reputo
sia stata una decisione giusta. Abbiamo semplicemente proceduto a mettere in atto gli interventi necessari per attivare gli investimenti.
Inoltre, mi preme sottolineare che il finanziamento è pari a 3,5 milioni di euro, non a
12,5 milioni di euro come riportato
nell’interrogazione relativamente alla Società
Ferrovie del Gargano, quella che è stata definita da alcuni giornali la famosa “ferrovia fantasma”, notizia enfatizzata in maniera assolutamente immotivata. Abbiamo già avuto modo
di chiarire questo aspetto, ma intendo ribadire
quest’oggi, in Consiglio regionale, che quella
non è una ferrovia fantasma e che da circa dieci anni sono in corso investimenti.
A questo punto, sono io a chiedere agli esponenti della vecchia maggioranza le ragioni
per cui, nel corso di questi anni, non hanno
messo in atto le iniziative non solo di controllo, ma anche di carattere politico per accelerare l’iter di tali investimenti, cosa che abbiamo
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RESOCONTO STENOGRAFICO
fatto noi in questi pochi mesi tallonando
l’azienda e gli uffici dei lavori pubblici e
l’assessorato ai trasporti. Tant’è vero che pochi giorni fa siamo finalmente riusciti a sbloccare 29 milioni di euro di investimenti per
completare l’infrastruttura e il suo attrezzamento tecnologico. Inoltre, l’altro ieri, la Società Ferrovie del Gargano ha pubblicato il
bando di gara. Quindi, l’investimento e
l’infrastruttura sono in evidente corso di attrezzamento.
Per di più, che non si tratti di una ferrovia
fantasma è dimostrato dal fatto che
nell’accordo di programma del 2002, sottoscritto dall’allora Presidente Fitto, nell’attivare
il finanziamento per l’infrastruttura fu già previsto l’acquisto di due elettrotreni, perché si
ritenne necessario – aggiungo giustamente –
far procedere unitamente l’avanzamento delle
infrastrutture e del relativo materiale rotabile.
Tant’è vero che la Società Ferrovie del Gargano aveva già attivato la procedura di gara
per l’acquisto di due elettrotreni.
Noi, avendo la disponibilità dell’investimento,
abbiamo tenuto conto del fatto che i due elettrotreni sarebbero stati del tutto insufficienti,
nel momento in cui si sarebbe attivato
l’esercizio, a fra fronte anche alla semplice
manutenzione ordinaria. Quindi, abbiamo previsto l’acquisto di un terzo elettrotreno perlomeno per consentire l’esercizio continuo e dare contestualmente la possibilità, a turno, di
procedere alla manutenzione prevista dai protocolli di sicurezza.
L’idea, o la volontà di far credere che si finanziava
l’elettrotreno
in
mancanza
dell’infrastruttura è una chiara dimostrazione
di scarsa conoscenza di aspetti che oserei definire elementari. L’acquisto di un treno, come
abbiamo già spiegato, non è lontanamente
comparabile all’acquisto di un’autovettura.
Non basta recarsi presso una concessionaria e
fare una cernita. Prima di procedere
all’acquisto di un treno è necessario predisporre una commessa, per attivare la quale sono
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necessari minimo ventiquattro mesi. Non solo,
ma ci sono alcune tipologie di treni che, essendo già omologati, possono entrare immediatamente in esercizio, mentre ce ne sono altri
che, non essendo omologati, prima di entrare
in esercizio necessitano di un protocollo di
messa in sicurezza e di omologazione che
comporta un altro anno di attesa. Ebbene, per
quanto riguarda le Ferrovie del Gargano eravamo esattamente in quest’ultima fattispecie,
per cui in definitiva occorrono ben tre anni per
avviare in esercizio un elettrotreno.
Queste sono le ragioni per cui abbiamo accelerato gli investimenti infrastrutturali, dal
momento che riteniamo quella infrastruttura
importante per la modalità trasportistica
dell’area garganica.
Sulla base dell’ultimo bando di gara, entro
il 2007 quell’infrastruttura dovrebbe essere ultimata e in grado di avviare l’esercizio. Pertanto, se tutti i procedimenti andranno secondo il
verso giusto, alla data di completamento
dell’infrastruttura dovremmo anche avere a disposizione il materiale rotabile. Diversamente,
se non avessimo completato questa scelta, già
avviata con l’accordo di programma del 2002
dalla precedente Giunta, se non avessimo
completato l’operazione di acquisizione del
materiale rotabile, ci saremmo ritrovati con
l’infrastruttura pronta, ma senza i treni necessari ad avviare l’esercizio.
Relativamente alla questione di carattere
costituzionale in ordine all’attivazione degli
investimenti ai sensi e per effetto della legge n.
94, non ci risultano esservi vizi di costituzionalità. Abbiamo verificato tutti gli aspetti giuridici e formali.
Peraltro, altre Regioni hanno già attivato
investimenti facendo riferimento alla suddetta
normativa, e non è accaduto nulla.
In ultimo, per quanto riguarda la questione
Ferrovie del Gargano quali soggetti gestori, è
del tutto evidente che – se il collega Brizio lo
ritenesse, potrei consegnargli il decreto – le
Ferrovie del Gargano sono concessionarie
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SEDUTA N° 9
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RESOCONTO STENOGRAFICO
dell’esercizio ferroviario sin dal 1999, tant’è
vero che in virtù di questa loro titolarità
all’esercizio filo-ferroviario, in mancanza delle
infrastrutture, sono titolari del servizio sostitutivo di pullman, il che rappresenta la connotazione giuridica che la Società Ferrovie del
Gargano è il soggetto giuridico che ha la concessione per l’esercizio. Pertanto, così come
nel 2002 era legittimata ad avere il materiale
rotabile attraverso l’accordo di programma
sottoscritto dalla precedente Giunta regionale,
oggi è altrettanto legittimata ad avere il terzo
elettrotreno finanziato dalle risorse messe a disposizione dalla delibera di Giunta regionale
oggetto di questa interrogazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
BRIZIO.
Signor
Presidente,
colgo
l’occasione per chiarire alcuni aspetti relativi
alla vicenda in questione. Leggendo la delibera
di concessione dei contribuiti, noto che in essa
si fa riferimento, com’è giusto che sia, alla
legge di riforma dei trasporti approvata dal
Consiglio regionale, che stabilisce una serie di
condizioni per giungere, alla fine, alla distribuzione dei contributi previsti. Rilevo che, però,
mentre ci si è attenuti alla prima parte della
normativa, sono state volutamente trascurate
le altre condizioni poste.
In particolare, mi riferisco alla gara per affidare la gestione dei servizi e alla stipula tra
Regione e soggetti privati o pubblici del contratto dei servizi, che in questo caso non è mai
stato sottoscritto. Solo allora, avreste potuto
concedere i contributi.
Ciò che è parso palese è il fatto che un tratto di ferrovia, che da dieci anni non trovava
soluzione, all’improvviso vede la luce grazie
all’intervento della Regione, a mio parere sollecitato dall’azione dei due consiglieri regionali. Ecco perché l’assessorato si è interessato in
maniera più particolare e determinata per
sbloccare quei fondi. Difatti, a noi risulta che
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bisogna ancora procedere agli espropri
dell’area in questione. Il solo bando, o avviso
pubblico per l’appalto in essere non basterà a
fornire quella tratta delle infrastrutture necessarie nell’arco di due anni.
Ebbene, noi ci interessiamo a dare un contributo di 3,5 milioni di euro per l’acquisizione
di un terzo elettrotreno, quando invece avremmo potuto aspettare che si avviasse realmente la costruzione della tratta. Questo, però, non è avvenuto, perché evidentemente oggi, in Italia, occorrono molti anni per portare a
termine un’infrastruttura.
Probabilmente questo assessorato è interessato alla possibilità di instaurare rapporti con i
privati, dimenticando che i privati da queste
situazioni potrebbero anche trarre guadagno.
Difatti, la legge regionale prevede che il mezzo acquistato con il contributo regionale, dopo
dieci anni, potrebbe anche essere rivenduto.
L’assessore Loizzo, come ha avuto modo di
sottolineare nel suo intervento, mi insegna che
bisogna aspettare, sostanzialmente, tre anni
prima di potere mettere in esercizio una locomotiva. Ebbene, le faccio notare che per un
privato avere una locomotiva a disposizione di
altre tratte significherebbe fare un business.
Siccome nella legge è prevista la possibilità di
vendere il mezzo acquistato adottando alcuni
sistemi per le permute e per restituire la quota
parte alla Regione, è chiaro che il privato ne
trarrebbe un’utilità.
Siamo anche arrivati a spingerci a chiedere
all’assessore Loizzo le sue dimissioni, tant’è
che ci ha prontamente rassicurato, tramite
stampa, che nell’arco di due anni la tratta sarà
realizzata. Ebbene, resteremo in attesa della
costruzione di quella infrastruttura, saremo vigili, ci comporteremo come gli inviati di “Striscia la notizia”, ci legheremo un nodo al fazzoletto e aspetteremo.
Francamente sono convinto che lei, tra due
anni, tornerà in quest’Aula, dirà che è accaduto il classico imprevisto dei lavori pubblici,
chiederà ancora tempo, magari altri due o tre
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RESOCONTO STENOGRAFICO
anni, e quel treno resterà lì e quella tratta continuerà ad essere una tratta fantasma.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Loizzo.
LOIZZO, assessore ai trasporti e alle vie
di comunicazione. Signor Presidente, visto
che il consigliere Brizio continua a raccontare
cose immotivate e inventate, credo di poter dire che non conosce assolutamente la legge regionale n. 18. Onestamente, non so dove trovi
la forza per insistere a sostenere tesi assolutamente strampalate.
Per quanto riguarda le gare, il consigliere
Brizio dovrebbe sapere che nella legge n. 18,
proposta dalla sua maggioranza e votata in
Consiglio regionale, è stato espressamente
previsto che si presentavano le procedure di
gara per il trasporto pubblico su gomma e si
rinviava, giustamente, la gara per l’esercizio
ferroviario. Dico giustamente, perché, per come versa il sistema ferroviario integrato nella
nostra regione, non siamo nelle condizioni di
poter bandire alcuna gara.
Inoltre, il consigliere Brizio ha fatto riferimento a mezzi che si potrebbero vendere, con
evidente interesse da parte del privato. In primo luogo, per quanto riguarda i treni
l’ammortamento previsto è a trent’anni. In secondo, il contributo non è totalmente a fondo
perduto, ma è al massimo nella misura dell’85%,
con la parte restante dell’investimento a carico
del privato.
In terzo, così come stabilito dalla legge n.
18, il titolare, qualora nella fase di ammortamento dovesse vendere il mezzo (un treno od
un pullman), è tenuto a restituire alla Regione
il capitale al netto dell’ammortamento, come
avviene in tutti gli accordi di diritto civile. Onestamente, continuo a non capire su cosa si
basi la sua preoccupazione.
Vorrei, altresì, rassicurare il consigliere
Brizio,
preoccupato
del
fatto
che
l’infrastruttura possa non essere completata
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entro i prossimi due anni, che sto personalmente lavorando alla realizzazione di questa,
come di tutte le altre opere rimaste incompiute
in questa regione, tallonando, giorno per giorno, gli uffici addetti alle autorizzazioni e le aziende. Lei, in qualità di consigliere regionale,
che dovrebbe essere anche interessato al completamento dell’infrastruttura, concorra alla
sollecitazione e all’impegno, affinché le gare di
appalto che sono state avviate si concludano
nel più breve tempo possibile e gli investimenti
si accelerino.
Mi auguro, e lavorerò per questo, che nell’arco
dei prossimi due anni quell’infrastruttura possa essere completata. La gara d’appalto va in questa
direzione, sono previste le opere civili, le opere di elettrificazione e le opere di segnalamento. Dopodiché, come avviene in tutte le opere
pubbliche, sappiamo che non esiste certezza.
C’è sempre la possibilità che sorga un elemento di difficoltà. Ebbene, il mio auspicio è che,
in questa circostanza, non emergano altre
complicazioni di natura attuativa. Lavoreremo
per questo, lavoreremo per completare quella
infrastruttura nei tempi necessari, anche perché il nostro obiettivo strategico è spostare,
man mano, il traffico passeggeri dalla gomma
al ferro.
In ultimo, per quanto riguarda la questione
del contributo, come posta dal consigliere Brizio parrebbe che abbiamo già dato i soldi alle
Ferrovie del Gargano. Noi alle Ferrovie del
Gargano non abbiamo dato nulla. Le Ferrovie
del Gargano prima devono indire la gara, acquistare il treno e consegnarci la relativa rendicontazione, dopodiché, ma solo in quel momento, riceverà i finanziamenti. Dunque, le risorse stanziate dalla delibera sono ferme lì,
pronte.
È evidente che seguiremo l’evoluzione della
situazione. Poi, se per caso ci accorgeremo
che, per sfortuna di tutti, conosce tempi lunghissimi, nulla vieta alla Regione di prendere
quell’investimento e di spostarlo in altre situazioni, dove magari a gara aperta – penso alle
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Ferrovie del Sud-Est, o alle Ferrovie AppuloLucane, o ancora alle Ferrovie Bari-Nord –
affianchiamo un investimento, dal momento
che, purtroppo, il materiale rotabile serve a
tutti e tre gli esercizi ferroviari.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, innanzitutto mi
preme sottolineare che quella in questione non
è una tratta del Gargano, ma è la FoggiaLucera, che è cosa ben diversa.
Fatta questa doverosa premessa, non mi
sento di condividere il punto di vista
dell’assessore Loizzo, secondo cui la mia valutazione sulla legge è stata strampalata. Lei ci
dice che dobbiamo spostare il trasporto dalla
gomma al ferro, allora proprio per questa ragione c’è la necessità di dotarsi del piano dei
trasporti, visto e considerato che quello adottato dalla vecchia Giunta regionale è stato sospeso dall’organo amministrativo. Ebbene,
questa Giunta, questa maggioranza nulla sta
facendo per adeguarsi e porre alla nostra attenzione un piano serio di sviluppo della materia trasportistica.
Noi, prima di costruire la ferrovia, ancor
prima di redigere il piano, concediamo il contributo di 3,5 milioni di euro alle Ferrovie del
Gargano. Le vorrei ricordare che nella legge n.
18 è prevista la possibilità di rivendere ciò che
è stato acquistato con il contributo. Se la tratta Foggia-Lucera non dovesse aprire in tempi
brevi, il soggetto privato potrebbe rivendere il
treno, riconoscendo alla Regione una quota
parte dell’investimento concessogli. Le voglio
inoltre rammentare che molti privati potrebbero anche acquistare un treno “usato”, pagandolo molto di più.
Ci stiamo imbarcando in una situazione
scandalosa. Come da lei stesso preannunciato,
in maniera supina sta già dicendo che la tratta
Foggia-Lucera non sarà pronta da qui a tre
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anni, sta già ponendo delle questioni di carattere burocratico. Ecco la verità: si è dato un
contributo che poteva essere rinviato nel tempo. Invece, si vuole andare avanti offrendo
delle utilità ai privati.
Le ribadisco che presteremo la massima attenzione. Certo, faremo del nostro meglio per
contribuire alla realizzazione dell’opera, sicuramente non ci porremo come ostacolo, ma,
ripeto, torneremo tra due anni a fare chiarezza
in questo Consiglio regionale, anche perché la
gente ha necessità di ricevere risposte concrete
rispetto ad un’opera che parte già in maniera
errata.
Interrogazione urgente a firma dei consiglieri Damone e Surico “Elevazione percentuale dei cacciatori extraregionali negli
ATC della provincia dauna”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
dei
consiglieri
Damone
e
Surico,
un’interrogazione urgente “Elevazione percentuale dei cacciatori extraregionali negli ATC
della provincia dauna”, della quale do lettura:
«–Al Presidente della Giunta regionale e
all’assessore regionale all’agricoltura. – I
sottoscritti consiglieri regionali
premesso che
- la legge regionale n. 12/2004, all’art. 3
comma 5, consente ai cacciatori residenti in
altre regioni la caccia alla selvaggina migratoria, per un massimo di 20 giornate, fino al raggiungimento del 4% dei cacciatori ammissibili
in ciascun Ambito Territoriale di Caccia
(ATC), previa autorizzazione del comitato di
gestione ATC e pagamento della quota di partecipazione prevista;
- l’area dove può essere esercitata l’attività
venatoria nella provincia di Foggia è la più estesa in Puglia, con una capacità di ricezione
di cacciatori pari a 22.500 unità, contro i
6.720 cacciatori residenti;
- le attuali entrate finanziarie non consentono di raggiungere gli obiettivi prefissati per
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RESOCONTO STENOGRAFICO
gestire un territorio di ampia consistenza e che
l’accesso di cacciatori extraregionali si traduce
in occasioni di crescita economica e produttiva
per gli operatori turistico e agricoli della zona
e dell’intera Regione Puglia;
rilevata
la richiesta della Provincia di Foggia, con
deliberazione del Consiglio provinciale, di elevare al 20% la quota dei cacciatori non residenti ammissibili, ferma al 4%;
considerato
peraltro che la proposta non comporta alcun impegno di spesa.
Interroga
per conoscere le ragioni che non hanno
consentito di dare seguito alla richiesta
dell’Amministrazione provinciale di Foggia di
elevare al 20% la percentuale dei cacciatori
non residenti in Puglia da ammettere negli ambiti territoriali istituiti nella provincia dauna,
modificando in tale senso la quota indicata
nell’art. 14 comma 5 della legge regionale
27/1998, così come appresso specificato: al
fine della funzionalità e della gestione
dell’intero territorio dell’ATC, il comitato di
gestione, dopo aver rilasciato tutte le autorizzazioni previste dalla L.R. 12/2004, art. 3,
comma 3 e comma 5, rilevando la mancata utilizzazione di tutti i posti assegnabili nel proprio ATC, previa richiesta alla Provincia competente, ai sensi dell’art. 3, comma 9 della legge citata, potrà rilasciare ulteriori autorizzazioni ai cacciatori extraregionali, fino al raggiungimento della capienza totale dell’ATC e
nel rispetto delle graduatorie pubblicate.
D’altra parte il periodo sancito
dall’attuale calendario venatorio è restrittivo
oltre che penalizzante non solo per i cacciatori, ma per tutti gli operatori turistici,
commerciali, artigianali che sono stati perennemente penalizzati dalla modifica del
calendario stesso e dalla stagione turistica
che ha avvertito diminuzioni di presenze
sull’intero territorio pugliese.
Tanto, per soddisfare la pseudopartecipa-
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zione delle categorie e la concertazione con gli
operatori interessati.
Le visioni di parte non possono mortificare
le esigenze di una gran massa di soggetti interessati ad esercitare sino in fondo le proprie
attività sportive venatorie».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e pesca. Signor Presidente, in
riferimento all’interrogazione in oggetto si fa
presente quanto segue. La legge regionale n.
12 del 29 luglio 2004 (Modifiche alla legge
regionale del 13 agosto 1998, n. 27),
all’articolo 3, comma 5, stabilisce che il numero di cacciatori extraregionali in ogni ATC
della regione Puglia, per un massimo di venti
giornate ed unicamente per il prelievo di fauna
migratoria, è pari al 4% di quelli ammissibili
nell’ATC, previa autorizzazione del Comitato
di gestione dell’ambito prescelto e versamento
di una quota di partecipazione prevista nel
programma venatorio regionale.
La Regione, sentita la Provincia competente per territorio, fissa con il programma venatorio il numero di cacciatori extraregionali
ammissibile annualmente in ogni ATC. Con il
programma venatorio regionale 2005-2006,
giusta delibera di Giunta del 6 agosto 2005,
pubblicata sul BURP n. 100, supplemento del
10 agosto 2005, è stato fissato il numero di
cacciatori extraregionali (n. 898) ammissibili
nell’ATC di Foggia. La Provincia di Foggia ha
richiesto di ampliare la percentuale del 4% dei
cacciatori extraregionali ammissibili nel proprio ATC, portandola al 20%.
Si evidenzia che per elevare detta percentuale è necessario apportare le giuste modifiche sia alla legge regionale n. 27/1998, che al
relativo regolamento regionale di attuazione.
Atteso il ristretto lasso di tempo intercorso tra
l’insediamento della nuova Giunta regionale e
l’emanazione urgente dei provvedimenti an-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
nuali di regolamentazione dell’attività venatoria, vi è stata l’impossibilità di procedere alla
valutazione della richiesta innanzi richiamata.
Questo assessorato, sentito l’organismo
consultivo (Comitato tecnico faunistico venatorio regionale), prenderà in esame quanto
prima la possibilità di proporre eventuali modifiche alla vigente normativa regionale riguardante la percentuale di cacciatori extraregionali ammissibili negli ATC, in particolare in quello della provincia di Foggia, stante le sue particolari caratteristiche territoriali, ambientali e
faunistiche, sempre e comunque nel rispetto
dei principi fondamentali della legge regionale
n. 27/1998 di recepimento della normativa statale n. 157/1992.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
SURICO. Signor Presidente, ci dichiariamo
soddisfatti della risposta dell’assessore Russo,
augurandoci che l’impegno che ha assunto
prosegua e venga concretizzato.
Interrogazione urgente a firma del consigliere Lomelo “Emergenza rifiuti speciali”
PRESIDENTE. È stata presentata, a firma
del consigliere Lomelo, un’interrogazione urgente “Emergenza rifiuti speciali”, della quale
do lettura:
«– All’assessore regionale all’ecologia. –
Il sottoscritto Domenico Lomelo in qualità di
consigliere regionale
in considerazione che
alcune Regioni sono in emergenza rifiuti
per una non attenta programmazione dei siti di
smaltimento finale;
verificato che
i costi di smaltimento in molte regioni del
Nord hanno raggiunto cifre ragguardevoli;
in considerazione che
la normativa nazionale prevede l’autonomia
gestionale di ogni singola regione;
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9 NOVEMBRE 2005
interroga per conoscere
- se corrisponde al vero che la discarica Italcave ha ricevuto rifiuti speciali di altre regioni, in particolare dalla Lombardia;
- se corrisponde al vero che i rifiuti speciali
provenienti dalla Lombardia sono stati trasportati dalla ditta Lombardia recuperi di Rovato e dalla ditta Cereda di Milano;
- se altre ditte hanno ricevuto autorizzazione per il conferimento dei rifiuti speciali provenienti da altre regioni d'Italia;
- se altre discariche pugliesi hanno avuto
l’autorizzazione per lo smaltimento dei rifiuti
speciali negli ultimi 6 mesi;
- quante e quali sono le discariche autorizzate allo smaltimento di rifiuti speciali provenienti da altre regioni».
Il rappresentante della Giunta regionale ha
facoltà di rispondere a questa interrogazione.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Signor Presidente, come
mia consuetudine ho predisposto la risposta
scritta all’interrogazione in oggetto e l’ho puntualmente inviata. Comunque, la leggo in Aula, come prevede il regolamento.
La normativa nazionale sui rifiuti speciali, a
differenza di quanto prevede per i rifiuti urbani, non comporta l’obbligo di smaltimento
all’interno dell’ambito territoriale ottimale in
cui gli stessi vengono prodotti. Pertanto, salvo
diverse disposizioni e regolamentazioni, i rifiuti speciali provenienti da altre regioni possono
essere smaltiti nelle discariche pugliesi senza
ulteriori autorizzazioni rilasciate dalla Regione. I dati ARPA risalenti al 2003 riportano in
Puglia la presenza di undici discariche per rifiuti non pericolosi e di altre due per quelli pericolosi. Questi dati, oggi, sono in corso di aggiornamento.
È vero che la discarica di proprietà della Italcave S.p.A. ha ricevuto quotidianamente un
cospicuo quantitativo di rifiuti speciali prove-
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nienti dalla Campania, dalla Lombardia e da
altre regioni, fino a 150 Tir al giorno, anche
sulla base delle autorizzazioni positive rilasciate dall’Amministrazione provinciale di Taranto. L’attuale Presidente dell’Amministrazione
provinciale di Taranto, con ordinanza n. 89 del
13 ottobre 2005, ha interdetto in via provvisoria e cautelativa, a tutto il 31 dicembre 2005 e
su tutto il territorio provinciale, il conferimento dei rifiuti classificati con il codice CER
190503 provenienti dalla Campania, come
conseguenza dell’iniziativa del Commissario
per l’emergenza rifiuti di quella Regione, dottor Catenacci. Tale decisione è stata assunta
sulla base delle determinazioni del dirigente
dell’ufficio rifiuti della Provincia di Taranto,
che ritiene i rifiuti così contrassegnati privi
delle caratteristiche previste dalle norme comunitarie, nazionali e regionali vigenti. Conseguentemente, gran parte degli stessi non potrà
più essere conferita nel sito di proprietà della
Italcave S.p.A..
Lo stesso Presidente, dottor Gianni Florido, con la predetta ordinanza, ha invece deliberato di consentire lo smaltimento in discarica dei rifiuti sempre provenienti dalla Campania, specificamente dagli impianti dei Comuni
di Giugliano, Tufino e Caivano, classificati con
il codice CER 191212, in quanto non vi sono
al momento elementi sufficienti per la sospensione e in attesa di ulteriori accertamenti analitici.
La legge regionale n. 30/1986 prevede che
le funzioni autorizzative siano delegate alle
Amministrazioni provinciali, pur in vigenza
dello stato di emergenza socioambientale in
Puglia, e relativamente alle discariche dei rifiuti speciali le stesse sono assoggettate al regime
ordinario, ex articoli 27 e 28 del decreto legislativo n. 22/1997, e quindi in capo alle Province.
Sulla base degli atti in possesso al momento
dell’assessorato regionale all’ecologia, si rappresenta che negli ultimi sei mesi le Province
hanno avviato cinque provvedimenti autoriz-
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9 NOVEMBRE 2005
zativi, dei quali tre ancora aperti con le conferenze dei servizi istruttorie e due (Brindisi e
Francavilla Fontana) conclusi con esito negativo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’interrogante.
LOMELO. Signor Presidente, quando si
parla del settore rifiuti, ci si scontra naturalmente con le pressioni delle lobby e molti interessi. Per quanto riguarda la situazione particolare della Italcave, c’era stato un movimento
di Statte che aveva semplicemente chiesto –
mi pare avessero costituito un tavolo di concertazione – di poter verificare, tramite un
tecnico terzo, ciò che ancora non era stato risolto, vale a dire la qualità dei rifiuti che vengono smaltiti in quella realtà.
Credo che bene abbia fatto la Giunta ad avviare una riflessione nell’ottica di un cambiamento della direzione di marcia. Diversamente, con il vecchio piano e con i termoinceneritori avremmo una regione a disposizione delle
altre. Se dei dubbi sorgono sui rifiuti provenienti dalla Campania, immaginiamo cosa possa esservi fra quelli non sottoposti a controllo.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni è così esaurito.
Proposta di legge Lomelo, Lonigro, Sannicandro, Giampaolo, Ventricelli, Bonasora, Borraccino, De Leonardis, Marmo G.,
Ognissanti “Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore dei
portatori di handicap gravi”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 4), reca: «Proposta di legge Lomelo,
Lonigro, Sannicandro, Giampaolo, Ventricelli,
Bonasora, Borraccino, De Leonardis, Marmo
G., Ognissanti “Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici di zona degli strumenti
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urbanistici generali in favore dei portatori di
handicap gravi”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
MITA, relatore. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, a nessuno di noi sfugge la delicatezza della problematica delle barriere architettoniche, gravida di difficoltà e di sofferenze
per i portatori di handicap e per le loro famiglie. Il misurarsi con questo tema è segno non
solo della dovuta solidarietà, ma anche di una
nuova sensibilità culturale.
Con la presente proposta di legge si intende
dare una risposta alle sempre più numerose richieste di quei cittadini che devono fronteggiare i bisogni dei propri familiari portatori di
handicap che risiedono nella stessa casa. Per
molte di queste è necessario ampliare gli spazi
residenziali esistenti che non consentono di
soddisfare le esigenze abitative del disabile. A
tal fine, la proposta di legge rende possibile
realizzare, in deroga agli indici di zona previsti
dagli strumenti urbanistici vigenti, ampliamenti
di volumetria per un massimo di 120 metri cubici ed una superficie massima di 45 mq. Questa opportunità che la proposta di legge consente è interna rispetto alla normativa vigente
sui beni ambientali e culturali.
Sarà necessario che la domanda dell’utente,
per beneficiare della legge medesima, sia corredata da una certificazione rilasciata dai soggetti preposti che documentino l’handicap
grave.
Non saranno possibili, sulle volumetrie realizzate in un lasso di tempo decennale, variazioni di destinazione d’uso.
Questa proposta di legge, in Commissione,
è stata approvata all’unanimità. Si invitano,
pertanto, i signori consiglieri a votare a favore
del provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne
ha facoltà.
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PALESE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, intervengo solo per annunciare la nostra più ampia condivisione dell’iniziativa proposta, già espressa in Commissione. Penso sia
stato presentato anche qualche emendamento
che valuteremo insieme per cercare di migliorare il testo legislativo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, il Gruppo di Alleanza Nazionale si ritrova in questa norma e in questi
spazi. Qualche collega ha presentato degli emendamenti che riteniamo, anch’essi, assolutamente motivati e che, quindi, sosterremo, ma
indubbiamente lo spirito della legge ci vede assolutamente coinvolti e decisi.
Probabilmente, dovremmo compiere uno
sforzo in futuro quando parliamo – non vedo
l’assessore Tedesco – di accreditamenti, di
studi, e quant’altro. Ad oggi, la legislazione
nazionale non prevede l’obbligo reale per tutte
le forme di assistenza sanitaria, per tutti gli
studi, ambulatori, e via elencando, di rendere
le norme di abbattimento degli ostacoli
all’handicap vincolanti al rilascio delle autorizzazioni.
La proposta di legge in esame rappresenta
già un passo avanti molto utile per le famiglie
che vivono gravi problemi all’interno delle
proprie mura domestiche.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, mi preme semplicemente sottolineare
che questo progetto di legge incontra i favori e
le sensibilità anche del Gruppo La Puglia prima di tutto. Abbiamo presentato degli emendamenti che, a nostro avviso, rendono più facili gli interventi che si intendono realizzare a
favore delle persone portatrici di handicap.
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Dichiaro fin da ora, pertanto, che non mancherà il nostro voto favorevole alla proposta di
legge in oggetto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Caroppo. Ne ha facoltà.
CAROPPO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, anche il Gruppo dell’UDC è
d’accordo su questa proposta di legge. Si tratta di un intervento molto importante per le
persone con handicap.
Aggiungo solo che ho personalmente presentato alcuni emendamenti per una migliore
definizione di handicap.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante
del Governo regionale, assessore Frisullo.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, esprimo a nome
del Governo il nostro pieno apprezzamento
per lo sforzo che si è compiuto.
Lo spirito e il contenuto della legge testimoniano una scelta di grande civiltà che onora
il lavoro di quest’Aula e che il Governo regionale non può che sottoscrivere, apprezzare e
condividere.
Esame articolato
PRESIDENTE.
Passiamo
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
all’esame
art. 1
(Finalità ed ambito di applicazione)
1. La presente legge detta disposizioni finalizzate a dotare gli edifici di spazi e strutture
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adeguati alle esigenza abitative dei portatori di
handicap grave ivi residenti.
2. Per gli edifici esistenti all’entrata in vigore della presente legge sono consentiti nei casi
in cui è possibile l’intervento, anche in deroga
agli indici di zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, interventi di ampliamento della volumetria nella misura massima di 120 mc.
ed una superficie massima di 45 mq, al fine di
creare servizi indispensabili alle esigenze di vita del portatore di handicap quali: bagno, doccia a pavimento, spogliatoio, spazio per
l’installazione di apparecchiature per la riabilitazione fisioterapica ed infermieristica.
3. Restano fermi, per gli adempimenti di cui
al comma 2, le disposizioni a tutela dei beni
ambientali e culturali, quelle previste dalla
normativa vigente sulle distanze delle strade,
sulle distanze dai confini e tra pareti finestrate
e pareti di edifici antistanti, nonché gli eventuali vincoli igienico-sanitari che vietano ogni
tipo di nuova edificazione.
A questo articolo è stato presentato un emendamento (n. 1) a firma del consigliere Caroppo, del quale do lettura: «All’articolo 1, al
comma 1, dopo la parola “residenti” aggiungere le seguenti “che per superare la riduzione
della propria autonomia personale necessitano
di ausilii per la deambulazione”».
Ha chiesto di parlare il consigliere Caroppo. Ne ha facoltà
CAROPPO. Signor Presidente, la proposta
emendativa è tesa a meglio precisare il tipo di
handicap, visto che il testo di legge parla di
handicap grave. Ebbene, suggerisco di inserire
dopo le parole “ivi residenti” le seguenti “che
per superare la riduzione della propria autonomia personale necessitano di ausilii per la
deambulazione”.
MITA, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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MITA, relatore. Signor Presidente, mi pare
che l’emendamento in oggetto introduca un
elemento di restrizione rispetto alla possibilità
della fruizione del medesimo testo di legge.
Inoltre, come facciamo a dire che si potrà utilizzare questa provvidenza soltanto nel caso di
una difficoltà di deambulazione? L’handicap è
più complessivo, è più variegato. Se accogliessimo questo emendamento, limiteremmo fortemente in futuro l’utilizzo della legge medesima. Pertanto, dal mio punto di vista non mi
pare accettabile.
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un’Assemblea legislativa. Dopodiché, cominciamo la discussione.
PRESIDENTE. Propongo una breve sospensione della seduta per procedere alla sistemazione degli emendamenti, alla loro fotocopiatura e distribuzione.
(La seduta, sospesa alle ore 17,15, riprende alle ore 17,45).
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
MONTANARO. Domando di parlare.
CAROPPO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MONTANARO. Signor Presidente, ritengo
che l’emendamento in esame, anche se lo spirito è di evitare un abuso della deroga alle normative nel settore urbanistico, sia superfluo,
dal momento che la lett. a), comma 1, del successivo articolo 2 specifica che chi chiede di
poter utilizzare questa normativa deve consegnare “una certificazione medica rilasciata dalla AUSL, attestante la situazione di handicap
grave, ai sensi del comma 3 dell’art. 3 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104”.
Mi sembra che l’emendamento presentato
restringa di molto il campo e non tenga conto
degli handicap gravi previsti dal successivo articolo 2, comma 1, lett. a).
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, non
vorrei che la mancanza del Presidente della
Giunta generasse la mancanza di una distribuzione regolare degli emendamenti. Ci stanno
arrivando tutti gli emendamenti, ad eccezione
di quello in esame. Si fermi un attimo e faccia
distribuire tutti gli emendamenti in ordine relativamente agli articoli, come è usanza di
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CAROPPO. Signor
l’emendamento in esame.
Presidente,
ritiro
PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento (n. 2) a firma del consigliere Zullo, del quale do lettura: «All’articolo 1, al
comma 2, eliminare le parole “nei casi in cui è
possibile l’intervento”».
Ha chiesto di parlare il consigliere Zullo.
Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, propongo di eliminare le parole di cui al mio emendamento,
perché sono specificati al comma successivo i
casi in cui è consentito l’intervento. Mantenendo questa formulazione potremmo dare adito a soggettività di giudizio all’interno dei
Comuni. Se, invece, accoglieste la mia proposta emendativa, il testo sarebbe molto più snello e di maggior facilitazione per l’attuazione
della finalità cui sottende la proposta di legge.
MITA, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MITA, relatore. Signor Presidente, sono
contrario all’emendamento in oggetto, perché
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la formulazione presente nel testo si riferisce
alla tipologia della costruzione, non
dell’handicap.
ZULLO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, non mi stavo
riferendo alla tipologia dell’handicap. Non
vorrei essere stato frainteso, né essere stato
poco chiaro per la fretta. Io intendevo dire che
i casi in cui è possibile l’ampliamento sono delineati al comma successivo, per cui mantenere
questa formulazione al comma 2 potrebbe dare
adito ad una soggettività di giudizio all’interno
degli Enti locali che sono chiamati ad assentire
a questi ampliamenti. Diversamente, accogliendo la mia proposta si faciliterebbe l’iter
procedurale e si risponderebbe in maniera più
snella alle finalità alle quali la legge sottende.
I casi in cui è previsto l’ampliamento – ho
inteso bene – riguardano certamente la tipologia degli edifici, non dell’handicap.
MARMO Nicola. Domando di parlare.
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stualmente la formulazione della stessa proposta di legge.
Pongo ai voti l’emendamento a firma del
consigliere Zullo.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 3) a
firma del consigliere Caroppo, del quale do
lettura: «All’articolo 1, al comma 2, aggiungere dopo la parola “l’intervento” la frase “e realizzati in aderenza agli edifici”».
Ha chiesto di parlare il consigliere Caroppo. Ne ha facoltà.
CAROPPO. Signor Presidente, ho presentato questo emendamento per evitare di avere
due corpi di fabbrica. È giusto che ci sia
l’aderenza all’edificio, in modo tale che
l’handicap venga utilizzato esclusivamente per
avere un unico corpo di fabbrica.
Mi rendo conto, però, che l’accoglimento
del precedente emendamento ha eliminato la
formulazione “nei casi in cui è possibile
l’intervento”. Quindi, dovremmo aggiungere la
frase “realizzati in aderenza agli edifici” dopo
le parole “interventi di ampliamento della volumetria”.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MITA, relatore. È pleonastico, è inutile.
MARMO Nicola. Signor Presidente, è assolutamente vero quello che ha detto il collega
Zullo e ciò che è scritto nell’emendamento che
ha presentato. Il comma 2 dell’articolo 1 fa
proprio riferimento agli edifici. Quindi, il soggetto della formulazione “sono consentiti nei
casi in cui è possibile l’intervento” sono gli edifici esistenti all’entrata in vigore della presente legge, non certo l’handicap. Quindi,
l’emendamento del consigliere Zullo è più che
opportuno.
CAROPPO. Io, invece, lo ritengo utile.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento a firma del consigliere Caroppo.
Non è approvato.
Pongo ai voti l’articolo 1, nel testo emendato.
È approvato.
Do lettura dell’articolo successivo:
PRESIDENTE. Faccio peraltro notare che
all’interno del testo vi è una ripetizione di “intervento” con “interventi”. Pertanto, suggerirei di eliminarla, in modo da correggere conte-
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art. 2
(Modalità di intervento)
1. Per la realizzazione di tali opere va invia-
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ta una Denuncia di Inizio di attività (D.I.A.) al
Comune ai sensi degli artt. 22 e 23 del D.P.R.
6 giugno 2001 n. 380 come modificato dal D.
Lgs. 27 dicembre 2002 n. 301 corredata da:
a) una certificazione medica rilasciata dalla
AUSL, attestante la situazione di handicap
grave, ai sensi del comma 3 dell’art. 3 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104 “Legge quadro
per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti
delle persone handicappate”, della persona ivi
residente con indicazione delle condizioni necessarie a garantire il completo soddisfacimento delle esigenze abitative del portatore di
handicap;
b) una relazione a firma di un progettista
abilitato, accompagnata da idonea rappresentazione grafica dello stato di fatto, che attesti
l’impossibilità tecnica di reperire spazi adeguati nell’ambito dell’edificio di residenza;
c) il progetto del nuovo volume che evidenzi le soluzioni tecniche adottate per il conseguimento
delle
speciali
finalità
dell’intervento nel rispetto della normativa vigente.
2. Sulle volumetrie realizzate ai sensi
dell’art. 1, è istituito a cura del richiedente un
vincolo di durata decennale di non variazione
della destinazione d’uso, di non alienazione e
non locazione a soggetti non portatori di handicap, da trascriversi presso la conservatoria
dei registri immobiliari.
3. L’istruttoria delle pratiche relative alla esecuzione delle opere previste dalla presente legge
rivestono carattere di assoluta priorità nei confronti delle altre normali pratiche edilizie.
A questo articolo è stato presentato un emendamento (n. 4) a firma del consigliere Zullo, del quale do lettura: «All’articolo 2, al
comma 2, sostituire le parole “di durata decennale” con le parole “per la durata di esistenza in vita della persona portatore di handicap”».
Ha chiesto di parlare il consigliere Zullo.
Ne ha facoltà.
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ZULLO. Signor Presidente, l’emendamento
in oggetto mira a valorizzare la finalità degli
interventi che si vogliono facilitare, nel senso
che l’intervento deve essere finalizzato a sopperire a quelle necessità della persona portatrice di handicap finché è in vita.
Badate, ci sono persone portatrici di handicap, la cui vita, o la cui prognosi quoad vitam
dura molto più di dieci anni, così come potrebbero esserci delle persone portatrici di
handicap la cui vita ha una prognosi inferiore a
questi dieci anni. Pertanto, dovremmo fare in
modo che la variazione della destinazione
d’uso venga finalizzata a contemperare questo
periodo di vita.
Potremmo trovarci, ad esempio, di fronte a
delle famiglie che, valutando il periodo prognostico di gran lunga inferiore ai dieci anni,
potrebbe non accedere a questo intervento,
potrebbe rinunciarvi. Chi ne pagherebbe in
termini di funzionalità e di vivibilità
dell’abitazione sarebbe la persona portatrice di
handicap.
Dovremmo, quindi, condizionare la variazione di destinazione d’uso al periodo di esistenza in vita della persona portatrice di handicap, per fare in modo che la finalità sia direttamente collegata alla volontà del corpo legiferante.
MITA, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MITA, relatore. Signor Presidente, ritengo
che l’emendamento così come formulato non
sia accettabile. Tutt’al più potrei presentare un
subemendamento che mantenga il testo di legge e contestualmente accolga lo spirito della
proposta emendativa.
PRESIDENTE. Possiamo anche accogliere
lo spirito dell’emendamento, comunque, se
vuole apportare una modifica, deve formulare
ufficialmente un subemendamento.
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MITA, relatore. Accogliamo la formulazione proposta dal consigliere Zullo, aggiungendo le parole: “e comunque non prima di
dieci anni”.
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente,
l’illustrazione dell’emendamento non è concepibile rispetto al tema che stiamo trattando.
Non si può pensare di vincolare la destinazione d’uso di un immobile, comunque, per dieci
anni, mentre l’emendamento va nella direzione
che, se il diversamente abile decede prima dei
dieci anni, decade il vincolo. Se il diversamente abile vive venti, o venticinque anni, dopo
dieci anni lo cacciamo via?
Allora, credo che l’emendamento del collega Zullo faccia giustizia e chiarisca lo scopo
della legge e dove vuole andare a parare, fare
in modo, cioè, che i diversamente abili possano avere cubature, stanze e possibilità per la
propria vita, indipendentemente dalla sua durata, non per dieci anni.
BORRACCINO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORRACCINO. Signor Presidente, forse
sfugge al collega Marmo che non è scritto da
nessuna parte che in caso di decesso decade
tutto. Noi vogliamo soltanto porre in essere un
atto che impedisca possibili speculazioni circa
l’utilizzo di questa legge. Pertanto, si è stabilito che per dieci anni non ci può essere cambio
di destinazione d’uso, onde evitare che – si
tratta di fenomeni purtroppo diffusi in Italia –
a distanza magari di un mese l’invalido e la
famiglia, cambiando casa, lascino ad altri questa maggiorazione di 45 metri quadri e di 120
metri cubi.
Provate oltretutto ad immaginare cosa po-
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trebbe accadere, se si ripetesse questa operazione per quattro o cinque volte, per ogni singolo caso. Dunque, ripeto, è un tassello che
mettiamo per evitare eventuali speculazioni e
garantire ai portatori di handicap che hanno
beneficiato di questa legge l’utilizzo di tale
struttura, di cui ne potranno godere a vita.
Il limite dei dieci anni, collega Marmo, serve solo ad impedire, in quell’arco di tempo, il
cambio della destinazione d’uso. Mi pare che
sia molto chiaro.
ZULLO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ZULLO. Signor Presidente, desidero chiarire il concetto. Non vorrei si parlasse di una
volontà, o di un intento da parte mia di favorire fenomeni di speculazione, visto che la mia
proposta procede proprio nella direzione opposta.
Io ho esordito dicendo che ci sono delle
persone portatrici di handicap grave che vivranno per moltissimi anni, molti più di dieci, e
che, se dovessimo approvare la proposta di
legge così com’è formulata, per queste persone non si potrebbe variare la destinazione
d’uso per tutto il periodo di esistenza in vita.
Ho certamente compreso il principio esposto dal consigliere Mita, però credo che andrebbe riformulato in modo da adattare la finalità della legge all’intero arco della vita della
persona portatrice di handicap.
SANNICANDRO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, la
formulazione non ci spaventa, anche perché
faccio notare che, fino a quando questa persona rimane in vita, il bene rimane vincolato.
Ciononostante, dobbiamo comunque parlare di
destinazione d’uso per le ragioni prima espo-
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ste dal collega Borraccino. Allora, si tratta di
trovare una formulazione che vincoli
l’immobile.
Il consigliere Mita ha presentato un subemendamento che modifica il secondo comma
più o meno nella maniera seguente: “2. Sulle
volumetrie realizzate ai sensi dell’art. 1, è istituito a cura del richiedente un vincolo per la
durata di esistenza in vita della persona portatore di handicap e comunque non prima di
dieci anni […]”.
È la stessa cosa che avviene per le case popolari: il Comune, quando fa costruire in convenzione le case popolari, stabilisce che possono esserne assegnatari solo coloro i quali
hanno particolari requisiti, che il bene non può
essere alienato prima di dieci anni e che, comunque, il bene non potrà essere alienato se
non a favore di persone con eguali requisiti.
PRESIDENTE. Cerchiamo di fare una sintesi. Credo che l’emendamento del consigliere
Zullo e le osservazioni sollevate tocchino due
temi completamente diversi: uno si riferisce
alla volumetria realizzata, vale a dire
all’immobile, l’altro alla persona portatrice di
handicap. Dovremmo meglio coniugare questi
due elementi. Dunque, stante il disposto di
legge ribadito dal consigliere Mita, occorre
precisare che quell’edificio resta vincolato alla
durata di esistenza in vita della persona portatrice di handicap. Questa è la soluzione.
MITA, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MITA, relatore. Signor Presidente, ho presentato il subemendamento per aderire allo
spirito che anima l’emendamento in esame.
Ebbene, mi piacerebbe sapere se il consigliere
Zullo è d’accordo. Se non lo fosse, non ho
nessuna difficoltà a tornare al testo iniziale.
PRESIDENTE. Il consigliere Zullo ha già
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dichiarato di essere d’accordo. Si tratta solo di
definire la formulazione.
MITA, relatore. La formulazione è esattamente quella proposta precedentemente: “per
la durata di esistenza in vita della persona portatore di handicap e comunque non prima di
dieci anni”. In questa maniera si salvaguardano
le due esigenze.
PRESIDENTE. La sua proposta, dunque,
diventa un subemendamento all’emendamento
presentato dal consigliere Zullo.
RUOCCO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, vorrei ricordare all’Assemblea che la destinazione d’uso
attiene alla normativa urbanistica (attività
commerciali, attività industriali, e via elencando). Non esiste una destinazione d’uso per
portatori di handicap.
Per fare un paragone con un caso simile,
seppur riguardante tutt’altra situazione, rammento che quando venne approvata la legge n.
865 si posero dei vincoli di inalienabilità di
dieci e vent’anni, che praticamente paralizzarono le trasferibilità di immobili di rilevante
valore. Successivamente abbiamo messo mano
alla modifica di questa norma, ottenendo come
risultato che, non potendosi vendere tali immobili, gli uffici tecnici comunali ricorsero a
numerose scappatoie per superare l’ostacolo.
Non so se ho ben capito quanto diceva il
collega Sannicandro, ma forse andrebbe recuperata la stessa normativa in tema di beneficio
della prima casa. Non si può tenere paralizzato
per venticinque anni un immobile. Può anche
sorgere la reale esigenza di cambiare casa.
Certo, non possiamo garantire la maggiorazione della volumetria, ma non possiamo neanche paralizzare la vendibilità di un immobile,
significherebbe azzerarne il valore. Immagina-
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te le conseguenze che ciò potrebbe determinare per una famiglia che ha un handicappato in
casa.
Il mio suggerimento è di fare una breve sospensione in modo da recuperare la formulazione della normativa, ad esempio, dei benefici
in tema di prima casa. Potremmo stabilire che
il beneficio si perde, se non lo si destina per un
determinato periodo di tempo, e lo si deve rimettere in pristino, anche perché non sussisterebbe più la giustificazione di una maggiorazione della volumetria.
PRESIDENTE. La materia è estremamente
delicata. Pertanto, inviterei i consiglieri Zullo,
Mita, Ruocco e Sannicandro a riunirsi per trovare una possibile soluzione.
GIAMPAOLO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMPAOLO. Signor Presidente, c’è un
piccolo problema. Per quanto riguarda la legge
n. 865, precedentemente menzionata dal consigliere Ruocco, è stata apportata una modifica del piano decennale della legge n. 457, fatta
propria
dalla
Regione
Puglia
con
l’approvazione della legge regionale n. 17, se
non ricordo male, che ha portato gli anni da
dieci a cinque. Credo sia opportuno tener conto di questo aspetto.
SANNICANDRO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, dicevo prima che sarebbe stato sufficiente eliminare la virgola, lasciando il resto tale e quale,
perché ritenevo che il testo terminasse alla parola “immobiliari”, ma così non è. Pertanto,
basterebbe ripristinare il testo presentato in
Commissione, e i conti tornano per tutti, salvo
accogliere quanto sostenuto dal consigliere
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Giampaolo di portare gli anni da dieci a cinque.
In tal caso, il testo del secondo comma andrebbe letto nel modo seguente: “2. Sulle volumetrie realizzate ai sensi dell’art. 1, è istituito a cura del richiedente un vincolo di durata
decennale di non alienazione e non locazione a
soggetti non portatori di handicap, da trascriversi presso la conservatoria dei registri immobiliari”. In questo modo il problema è chiuso.
In effetti l’espressione “destinazione d’uso”
può indurre in inganno, dal momento che, come giustamente diceva il consigliere Ruocco,
la destinazione d’uso per portatori di handicap
non esiste. Quindi, eliminiamo questa espressione che nel tecnicismo della materia non esiste e riportiamo il testo a quello che può avere
significato.
PRESIDENTE. Ripeto, la materia è piuttosto delicata. Quindi, invito i consiglieri Mita,
Sannicandro, Ruocco e Zullo ad incontrarsi in
separata sede per elaborare un’unica formulazione.
Accantoniamo per il momento l’argomento
in esame, in attesa delle definitive risoluzioni.
Disegno di legge “Misure urgenti per il
contenimento dell’inquinamento luminoso
e per il risparmio energetico”
PRESIDENTE. Passiamo all’esame del disegno di legge “Misure urgenti per il contenimento dell’inquinamento luminoso e per il risparmio energetico”, iscritto all’ordine del
giorno ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento interno del Consiglio regionale.
Stante l’assenza del relatore designato, invito il consigliere Pentassuglia a dare lettura
della relazione.
PENTASSUGLIA. Signor Presidente, colleghi consiglieri, il disegno di legge che si sottopone all’attenzione del Consiglio regionale contiene
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RESOCONTO STENOGRAFICO
norme di prevenzione dell’inquinamento luminoso.
Com’è stato adeguatamente documentato a
livello scientifico, la dispersione di luce artificiale al di fuori degli spazi che necessitano di
essere illuminati provoca effetti deleteri
sull’ambiente naturale notturno.
In tale contesto, la luce dispersa verso
l’alto impedisce le osservazioni del cielo stellato e, quindi, ostacola la ricerca astronomica.
Come è stato rilevato dalla Commissione
sull’inquinamento luminoso costituita in seno
all’Unione Astrofili Italiani (UAI), i raggi luminosi emessi da fonti artificiali, quali lampioni
stradali, torri-faro, globi e insegne, diretti verso il cielo, danno luogo all’inquinamento luminoso, cioè alla rottura di parte dell’equilibrio
naturale.
Da tali considerazioni, che tra l’altro affrontano in modo specifico soltanto un profilo
del più complesso problema rappresentato
dall’inquinamento luminoso, deriva la necessità di una politica energetica e delle emissioni
luminose che sia finalmente ispirata a concezioni tecnicamente nuove ed economicamente
più razionali di quelle in auge negli ultimi decenni.
È doveroso per la Regione Puglia intervenire con adeguati provvedimenti sulla più complessa problematica del risparmio energetico,
che certamente va ben al di là del presente disegno di legge e del tema in oggetto.
In direzione di un nuovo equilibrio naturabisogni civili ed economici dell’uomo e per
contribuire sia pur parzialmente al risparmio
energetico, è necessaria l’affermazione di nuove modalità nella gestione delle emissioni luminose inquinanti.
Il disegno di legge prevede, tra l’altro, il divieto di orientare sorgenti di luce verso l’alto,
sempre in base a precise prescrizioni,
l’adozione di dispositivi in grado di ridurre il
flusso di potenza ed il numero di punti luce
durante le ore notturne, l’utilizzazione di lampade con potenza adeguata alle esigenze reali
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alle quali sono destinate, l’impiego di lampade
ad alta efficienza, l’utilizzazione di lampioni
che non disperdano luce lateralmente ed in alto.
Il provvedimento di legge in oggetto tiene
conto della scelta più generale del Governo
regionale a favore del decentramento e prevede conseguentemente competenze specifiche
per le Province ed i Comuni.
Si invitano i signori consiglieri a votare a
favore del presente disegno di legge.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, in sede di Commissione abbiamo fatto nostro l’intento dell’assessore al
ramo a far sì che il provvedimento in oggetto
avesse un percorso celere e completasse, in
una continuità istituzionale che riteniamo importante, un trittico della Regione in tema di
salvaguardia ambientale.
Probabilmente, il tema dell’inquinamento
luminoso è quello meno avvertito, forse perché meno ricco da un punto di vista economico. Tuttavia, l’assessore all’ambiente ha ribadito anche in I Commissione che esso sarà oggetto di una misura POR, in modo da impegnare realmente le Amministrazioni in un importante processo di risparmio energetico e di
riqualificazione del territorio.
Non dico nulla di nuovo quando sostengo
che questo disegno di legge procede esattamente lungo il percorso che il precedente Governo regionale si era dato e che ricalca in maniera abbastanza fedele, ad eccezione delle
parti economicamente necessitate ad essere
rimosse in questo momento, quanto avevamo
programmato. Già nella precedente Legislatura avevamo ascoltato in Commissione esperti e
tecnici e avevamo raccolto una serie di dati
che inducevano alla possibilità di risistemare
l’illuminazione in questa regione in modo ade-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
guato. Stando ai dati internazionali e nazionali,
la regione Puglia risulta tra le più inquinate da
un punto di vista luminoso.
Inoltre emerge anche che, al di là delle sofferenze che lamentiamo per l’utilizzazione di
materiale nella produzione energetica inquinante, siamo tra coloro che sprechiamo notevolmente l’energia elettrica, che anche nella
nostra regione è prodotta partendo dal carbone, e da quant’altro.
In queste finalità il Gruppo di Alleanza Nazionale si ritrova perfettamente. Vorrei dire
all’assessore Losappio che probabilmente –
credo fosse stato anche individuato un capitolo nella precedente formulazione – andrebbe
incentivato il percorso di osservazione del cielo nelle aree protette. Il disegno di legge che si
porta oggi alla nostra attenzione provvede a
far sì che vi siano degli spazi di salvaguardia
rispetto agli osservatorî regionali, dimodoché
tutto ciò venga tutelato, ma non incentiva un
percorso e un’utilizzazione nell’ambito delle
aree protette dell’osservazione del cielo, uno
dei punti importanti.
Molti di voi avranno viaggiato nell’altro
emisfero e certamente ricorderanno quanti sono i luoghi da dove è possibile osservare la
Croce del Sud, provando emozioni significative nell’ammirarla. Teniamo presente che coloro che arrivano dall’altro emisfero nel nostro
provano le medesime emozioni nell’osservare
l’Orsa maggiore, l’Orsa minore, e via elencando. Ebbene, ciò nella nostra regione, rispetto
alla situazione esistente in altre regioni italiane, è tra le cose più complicate.
Capisco che l’argomento possa far sorridere e apparire di scarso rilievo, ma tenete presente che abbiamo delle aree protette, spesso
piccolissime e frammentate, all’interno delle
quali un’area di osservazione può rappresentare un momento di preziosa crescita. Pertanto,
nei limiti delle disponibilità dell’assessore
all’ambiente vorrei che, se non oggi, quantomeno in futuro, potesse valutare, osservare e
raccogliere disponibilità in questa direzione.
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Il Gruppo di Alleanza Nazionale preannuncia fin d’ora il voto positivo a favore di questo
disegno di legge.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Montanaro. Ne ha facoltà.
MONTANARO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, anche noi abbiamo accolto con
soddisfazione questo disegno di legge e abbiamo contribuito a migliorarlo in sede di
Commissione.
Quello dell’inquinamento luminoso, infatti,
è un problema molto sentito che necessita di
una pronta soluzione. Dal nostro modesto
punto di vista, abbiamo contribuito a migliorare il testo normativo, soprattutto nella parte
concernente la competenza demandata ai Comuni e gli oneri incombenti a carico dei privati, che devono dotare le proprie abitazioni di
nuovi impianti di illuminazione.
Il disegno di legge in discussione consente
alla Regione Puglia di mettersi alla pari con
tante altre Regioni italiane, che già da tempo si
sono dotate di una normativa appropriata. Per
questo motivo, non potevamo che salutare con
favore questo nuovo disegno di legge, a cui
non faremo mancare il nostro voto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi del
Consiglio, ho avuto modo di apprezzare questo disegno di legge in Commissione, dove ho
dato un contribuito con piccoli emendamenti,
ritenendo che il testo originario si muovesse
nella direzione che tutti auspicavamo.
In Commissione ho espresso un parere di
astensione meramente tecnica, solo perché non
avevo sentito gli amici del mio Gruppo di appartenenza.
Essendomi consultato, posso ora preannunciare un pieno voto di condivisione al disegno
di legge che ci accingiamo a votare.
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PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante
del Governo regionale, assessore Losappio.
l’inquinamento luminoso, onde evitare che
vengano distolti in altra maniera.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Signor Presidente, colleghi consiglieri, ringrazio i colleghi intervenuti,
il Presidente Saccomanno e i consiglieri Montanaro e Zullo, sia per la dichiarazione di voto
a favore della legge, sia per l’impostazione politico-programmatica alla base di questa dichiarazione puntuale e precisa, tale da rendere
inutile da parte dell’assessore un’ulteriore
spiegazione dei motivi di questa legge, sia per
confermare il ruolo che i colleghi hanno svolto
nel contributo dato ai lavori della Commissione.
Mi preme, inoltre, sottolineare che nella
precedente Legislatura, come è stato correttamente ricordato, il Governo ha approvato la
legge sull’inquinamento elettromagnetico e la
legge sull’inquinamento acustico, che insieme
a questo disegno di legge, appunto, completano un primo pacchetto – comunemente chiamato trittico – di provvedimenti tesi ad adeguare la nostra Regione al resto delle Regioni
italiane e a limitare forme di inquinamento meno evidenti, ma non meno insidiose, di altre
che sono sotto i nostri occhi. Ricordo che
all’epoca votai a favore, come stanno facendo
adesso i colleghi, le due suddette leggi proposte dall’allora Governo Fitto.
Voglio anche aggiungere che, per quanto
riguarda
l’articolato,
raccogliendo
un’osservazione e una proposta del collega
Palese avanzata in Commissione bilancio e accolta, per la verità, da tutti i commissari,
sull’ultimo articolo il Governo ha presentato
un emendamento che tende a blindare quei finanziamenti che i Comuni potranno ricevere
per il tramite di eventuali sanzioni, destinandoli unicamente alla funzione di combattere
PRESIDENTE.
Passiamo
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
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Esame articolato
all’esame
art. 1
Finalità
1. La Regione nel perseguire gli obiettivi
della tutela dei valori ambientali finalizzati allo
sviluppo sostenibile della Comunità regionale,
promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al fine di conservare e proteggere
l’ambiente naturale, inteso anche come territorio, sia all’interno che all’esterno delle aree naturali protette.
2. Per tali finalità si considera inquinamento
luminoso ogni alterazione dei livelli di illuminazione naturale ed in particolare ogni forma
di irradiazione di luce artificiale che si disperda
al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, in particolar modo se orientata al
di sopra della linea dell’orizzonte.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
art. 2
Competenze della Regione
1. La Regione, per il tramite dell’Ufficio
regionale competente in materia di ambiente e
pianificazione ambientale, per garantire una
omogenea applicazione delle norme della presente legge, esercita le funzioni di coordinamento ed indirizzo in materia di risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento luminoso, determinando:
a) il quadro degli ambiti territoriali rilevanti
al fine delle tutela e conservazione dei valori
ambientali;
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RESOCONTO STENOGRAFICO
b) gli indirizzi, i criteri e gli orientamenti
per la formazione, il dimensionamento e il
contenuto degli strumenti di pianificazione
provinciale e Comunale ed il loro inserimento
nei PTCP, nei PUG e nei PUE.
2. Adotta, entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, i criteri di applicazione della presente legge ad integrazione dei
minimi requisiti tecnici di cui all’articolo 5.
3. Aggiorna, anche su richiesta degli osservatori astronomici, la lista degli osservatori
professionali e non professionali, e delle aree
tutelate, individuandone le relative zone di
protezione, secondo le direttive dell’articolo 7.
4. Con il concorso delle associazioni rappresentative degli interessi per il contenimento
dell’inquinamento luminoso, delle categorie e
degli enti/organismi a diverso titolo interessate
dalle presenti disposizioni, promuove corsi di
formazione ed aggiornamento tecnico e professionale per tecnici con competenze
nell’ambito dell’illuminazione, incentiva la
formazione di figure professionali in tema di
illuminazione con particolare riferimento alla
presente legge; favorisce la divulgazione e la didattica scolastica con programmi ed iniziative di
sensibilizzazione e corsi di studio dedicati.
5. Esercita le funzioni di vigilanza sulle
province ed i comuni circa l’ottemperanza alle
disposizioni di cui alla presente legge e, se necessario, predispone gli opportuni provvedimenti.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 3
Competenze della Provincia
1. Alle Province competono:
a) l’inserimento dei piani energetici, di risparmio
energetico
e
di
riduzione
dell’inquinamento luminoso, nel PTCP (Piano
Territoriale di Coordinamento Provinciale),
quali componenti essenziali nell’ambito delle
materie inerenti la protezione della natura e la
tutela dell’ambiente;
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b) le funzioni di coordinamento (vigilanza e
controllo), sull’applicazione della presente
legge;
c) le azioni di formazione ed informazione
per diffondere la cultura del risparmio energetico e delle buone pratiche per evitare inquinamento luminoso, anche attraverso i LEA
provinciali; (Laboratori di educazione ambientale, Programmi INFEA);
d) il rispetto dei criteri di applicazione della
presente legge che saranno emanati ai sensi del
precedente articolo 2, comma 2;
e) l’esercizio delle funzioni di vigilanza e
controllo sul corretto e razionale uso
dell’energia elettrica da illuminazione esterna e
provvedono a diffondere i principi dettati dalla
presente legge;
f) l’applicazione della legge sugli impianti
di loro competenza.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 4
Competenze dei Comuni
1. Ai Comuni competono:
a) l’adozione del piano comunale per il risparmio
energetico
e
la
riduzione
dell’inquinamento luminoso;
b) l’inserimento del piano di cui al punto
precedente PUG (Piano Urbanistico Generale)
e nei PUE (Piani Urbanistici Esecutivi), al fine
di tendere ad uno sviluppo sostenibile e migliorare la qualità della vita;
c) adeguano il Regolamento Edilizio e si
dotano, entro quattro anni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, di piani di illuminazione che disciplinano le nuove installazioni e gli adeguamenti di quelle vecchie in accordo con la presente legge;
d) svolgono le funzioni di vigilanza sulla
corretta applicazione della legge da parte dei
privati e dei lottizzanti, anche su richiesta delle
associazioni che si occupano del contenimento
dell’inquinamento luminoso, applicando, ove
necessario le sanzioni amministrative di cui
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RESOCONTO STENOGRAFICO
all’articolo 8. Per tali funzioni possono avvalersi anche della collaborazione dell’Agenzia
Regionale per l’Ambiente.
e) rilasciano la necessaria autorizzazione,
previa predisposizione da parte degli interessati del relativo progetto redatto dalle figure
professionali abilitate, per tutti i nuovi impianti
di illuminazione anche a scopo pubblicitario.
Al termine dei lavori l’impresa installatrice
rimette al Comune la dichiarazione di conformità dell’impianto realizzato al progetto assentito, unitamente alle caratteristiche tecniche, fornite dalle aziende produttrici, dei corpi
illuminanti installati.
Il progetto illuminotecnico non è obbligatorio per gli impianti di cui all’articolo 5, commi
2 e 5, o temporanei per i quali è sufficiente
depositare in Comune il certificato di conformità rilasciato dall’impresa installatrice ai requisiti minimi di legge.
f) Pianificano i provvedimenti del caso affinché l’incremento annuale dei consumi di energia elettrica per illuminazione esterna notturna pubblica e privata nel territorio comunale non superi l’1% del consumo al momento
dell’entrata in vigore della presente legge.
COSTANTINO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTANTINO. Signor Presidente, a proposito dell’articolo 4 desidero far rilevare un errore
puramente formale, che però andrebbe corretto:
al comma 1, alla lett. d), si fa riferimento alle
sanzioni previste dall’articolo 8, ma in realtà le
sanzioni sono previste all’articolo 9.
PRESIDENTE. Prendiamo atto della corretta precisazione del consigliere Costantino.
Non credo il Governo abbia problemi ad accogliere questo suggerimento.
Pongo ai voti l’articolo 4, nel testo modificato.
È approvato.
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art. 5
Requisiti tecnici e modalità
di impiego degli impianti di illuminazione
1. In tutto il territorio regionale tutti i nuovi
impianti di illuminazione esterna pubblica e
privata devono essere corredati di certificazione di conformità alla presente legge, come
specificato all'articolo 4, comma 5, e devono
possedere contemporaneamente i seguenti requisiti minimi:
a) essere costituiti da apparecchi illuminanti
aventi un'intensità massima di 0 candele (cd)
per 1000 lumen di flusso luminoso totale emesso a 90 gradi ed oltre;
b) essere equipaggiati con lampade ad avanzata tecnologia ed elevata efficienza luminosa, quali al sodio ad alta o bassa pressione,
in luogo di quelle con efficienza luminosa inferiore. È consentito l'impiego di lampade con
indice di resa cromatica superiore a Ra=65, ed
efficienza comunque non inferiore ai 90 lm/w,
solo nell’illuminazione di monumenti, edifici,
aree di aggregazione e centri storici in zone di
comprovato valore culturale e/o sociale ad
uso esclusivamente pedonale;
c) avere luminanza media mantenuta delle
superfici da illuminare e illuminamenti non superiori ai livelli minimi previsti dalle normative
tecniche di sicurezza ovvero dai presenti criteri, nel rispetto dei seguenti elementi guida:
1) classificare le strade in base a quanto disposto dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 5 novembre 2001
“Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade” che in particolare dispone che le strade residenziali devono essere
classificate di tipo F, di rete locale, ad esclusione di quelle urbane di quartiere, tipo E, di
penetrazione verso la rete locale;
2) impiego, a parità di luminanza, di apparecchi che conseguano, impegni ridotti di potenza elettrica, condizioni ottimali di interasse
dei punti luce e ridotti costi manutentivi. In
particolare, i nuovi impianti di illuminazione
stradali tradizionali, fatta salva la prescrizione
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RESOCONTO STENOGRAFICO
dell'impiego di lampade con la minore potenza
installata in relazione al tipo di strada ed alla
sua categoria illuminotecnica, devono garantire un rapporto fra interdistanza e altezza delle
sorgenti luminose non inferiore al valore di
3,7.
Sono consentite soluzioni alternative, solo
in presenza di ostacoli quali alberi, o in quanto
funzionali alla certificata e documentata migliore efficienza generale dell'impianto. Soluzioni con apparecchi lungo entrambi i lati della
strada (bilaterali frontali) sono accettabili, se
necessario, solamente per strade classificate
con indice illuminotecnico 5 e 6;
3) mantenimento, su tutte le superfici illuminate, fatte salve diverse disposizioni tecniche, di valori medi di luminanza, non superiori
ad 1 cd/mq.;
d) essere provvisti di appositi dispositivi in
grado di ridurre in base al flusso di traffico,
entro l'orario stabilito con atti delle amministrazioni comunali e comunque non oltre la
mezzanotte, l'emissione di luci degli impianti in
misura non inferiore al trenta per cento rispetto al pieno regime di operatività: la riduzione
non va applicata qualora le condizioni d'uso
della superficie illuminata siano tali da comprometterne la sicurezza.
e) Le disposizioni di cui al comma 1, lettera
c e d possono essere derogate con atto motivato dalle Amministrazioni locali qualora vi
siano esigenze di riduzione dei fenomeni criminosi in zone particolari delle città.
2. I requisiti di cui al comma 1 non si applicano per le sorgenti interne ed internalizzate,
per quelle in impianti con emissione complessiva al di sopra del piano dell'orizzonte non
superiore ai 2250 lumen, costituiti da sorgenti
di luce con flusso totale emesso in ogni direzione non superiore a 1500 lumen cadauna,
per quelle di installazione temporanea che
vengano spente entro le ore venti nel periodo
di ora solare ed entro le ventidue nel periodo
di ora legale.
3. È fatto divieto di utilizzare in modo per-
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manente fasci di luce roteanti o fissi a scopo
pubblicitario.
4. L’illuminazione degli edifici deve avvenire dall'alto verso il basso, come specificato al
comma 1 lettera a, dotati di spegnimento o riduzione della potenza di almeno il 30% entro
le ore ventiquattro. Solo per edifici di interesse
storico, architettonico o monumentale i fasci
di luce possono essere orientati dal basso verso l’alto. In tal caso devono essere utilizzate
basse potenze al fine di non superare una luminanza di 1 cd/mq. e un illuminamento di 10
lux, inoltre i fasci di luce devono ricadere comunque all'interno della sagoma dell'edificio.
Se la sagoma è fortemente irregolare, il flusso
luminoso che fuoriesce non deve superare il
10% del flusso nominale che fuoriesce dall'impianto di illuminazione.
5. L’illuminazione delle insegne non dotate
di illuminazione propria deve essere realizzata
dall'alto verso il basso, rispettando i criteri definiti al comma 1. Le insegne dotate di illuminazione propria non possono superare un flusso totale emesso di 4500 lumen per ogni esercizio. In ogni caso tutti i tipi di insegne luminose non preposte alla sicurezza e ai servizi di
pubblica utilità devono essere spente entro le
ore 24 oppure, nel caso di attività che si svolgono dopo tali orari, alla chiusura dell'esercizio.
6. Nelle zone di particolare protezione di
cui al successivo art. 6 valgono, oltre che tutti
i punti precedenti del presente articolo, le seguenti norme più restrittive:
a) entro tre anni dall'entrata in vigore della
presente legge tutti gli apparecchi illuminanti
altamente inquinanti già esistenti, tipo globi
luminosi, fari, torri faro, ottiche aperte, insegne luminose, devono essere schermati o comunque dotati di idonei dispositivi in grado di
contenere e dirigere a terra il flusso luminoso.
L'intensità luminosa non dovrà comunque eccedere le 15 cd per 1000 lumen a 90° e oltre;
b) tutti gli apparecchi non rispondenti alle
norme della presente legge, già esistenti alla
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data di entrata in vigore della stessa, vanno
comunque adattati o sostituiti entro e non oltre 5 anni dall'entrata in vigore della legge.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 6
Deroghe
1. Non sono soggette alle disposizioni dell'articolo 5 le seguenti installazioni:
a) sorgenti di luce già strutturalmente
schermate, quali porticati, logge, gallerie, ed,
in generale, installazioni che per il loro posizionamento non possono diffondere luce verso
l'alto;
b) sorgenti di luce, non a funzionamento
continuo, che non risultino, comunque, attive
oltre 2 (due) ore dal tramonto del sole;
c) impianti per le manifestazioni all'aperto e
itineranti con carattere di temporaneità e
provvisorietà, regolarmente autorizzate dai
Comuni, per un limite massimo di 5 (cinque)
giorni al mese;
d) impianti realizzati in occasione delle feste patronali;
e) impianti di uso saltuario ed eccezionale,
purché destinati ad impieghi di protezione, sicurezza o per interventi di emergenza;
f) impianti con funzionamento inferiore a
250 ore l'anno;
g) porti, aeroporti e strutture, militari e civili, limitatamente agli impianti e ai dispositivi
di segnalazione strettamente necessari a garantire la sicurezza della navigazione marittima ed
aerea.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 7
Poteri sostitutivi
e Norme di Salvaguardia
1. Qualora si registrano ritardi e/o il mancato rispetto dei criteri di applicazione della presente legge, da parte di Comuni e Province, la
Giunta Regionale, su segnalazione del Settore
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competente, provvede, anche con la nomina di
un Commissario ad acta, a promuovere tutte le
azioni atte a rimuovere le difficoltà incontrate
dagli Enti inadempienti e favorire la concertazione, l'applicazione del principio di sussidiarietà e la copianificazione.
2. La Regione Puglia si riserva, ai fini del
Coordinamento per la tutela e la valorizzazione del territorio regionale, di redigere e
appianare una cartografia in scala adeguata
ed un elenco di zone di particolare interesse
paesistico, di monumenti di interesse storico
artistico, di bellezze naturali, e di criticità
ambientali da trattare con particolare cura in
quanto definiti obiettivi strategici per lo sviluppo regionale medesimo o ricettori particolarmente sensibili. Si riserva altresì, di
provvedere sanzioni amministrative, di cui
all'articolo 8, per violazioni e difformità nell'ambito dei criteri di applicazione della presente legge.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 8
Zone di particolare
tutela e protezione
1. Ai fini dell’applicazione della presente
legge, presso il competente Servizio della
Giunta regionale è tenuto il registro degli Osservatori Astronomici e Astrofisici statali,
pubblici o privati che svolgono attività di divulgazione e ricerca scientifica, con indicazione degli Osservatori professionali e non professionali.
2. La Giunta regionale, entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, individua, mediante cartografia in scala adeguata, le zone di particolare protezione e tutela degli osservatori di
cui al comma 1, dei Parchi nazionali e regionali, delle Riserve naturali regionali e statali. La relativa delibera è pubblicata sul
BURP.
3. Le zone di particolare protezione e tutela
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RESOCONTO STENOGRAFICO
devono avente un’estensione di raggio minimo, fatti salvi i confini regionali, pari a:
a) 30 chilometri per gli osservatori professionali,
b) 15 chilometri per gli osservatori non professionali di rilevanza regionale e provinciale,
c) estese quanto i confini delle aree naturali
protette.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 9
Sanzioni
1. Salvo che il fatto costituisca reato,
chiunque realizza impianti di illuminazione
pubblica e privata in difformità alla presente
legge, è punito, previa diffida a provvedere all'adeguamento entro 60 giorni, con la sanzione
amministrativa da € 250,00 a € 600,00 per
punto luce ove l'inadempienza si verifichi in
ambiti territoriali ricadenti nelle fasce di rispetto degli osservatori e fino a € 1.500,00 per
punto luce in presenza di impianti ad elevato
inquinamento luminoso, fermo restando
l’obbligo all'adeguamento.
2. I proventi delle sanzioni di cui al comma
1 sono impiegati dai comuni per l'adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica ai
criteri della presente legge.
3. Competenti a provvedere a comminare
le sanzioni sono i comandi di polizia municipale dei comuni ove siano stati installati
gli impianti non rispondenti ai presenti criteri. Gli organi di polizia municipale provvedono alla verifica e alla notifica della violazione di legge entro 30 giorni dalla segnalazione del singolo cittadino, dell'Osservatorio
competente o delle associazioni per la tutela
del cielo notturno. L'adeguamento dell'impianto segnalato ai criteri della presente legge deve essere effettuato dal proprietario
dello stesso entro 60 giorni dalla notifica
della violazione. L’impianto segnalato deve
rimanere spento sino all'avvenuto adeguamento. In caso di mancato adeguamento
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verrà comminata la sanzione amministrativa
prevista al comma 1 per ogni punto luce non
adeguato.
A questo articolo è stato presentato un emendamento a firma dell’assessore Losappio,
del quale do lettura: «All’articolo 9, al comma
2, dopo le parole “dai comuni” sono inserite le
parole “esclusivamente e con vincolo di destinazione”».
SANNICANDRO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, siccome è stato giustamente rilevato che noi ci
siamo cimentati a modificare il Codice civile,
ma non ancora il Codice penale, sarebbe opportuno eliminare al primo comma la frase
“Salvo che il fatto costituisca reato”. È certamente un refuso purtroppo passato in Commissione.
PRESIDENTE. Io sono sempre d’accordo,
consigliere Sannicandro, purché si formuli ufficialmente la proposta.
SANNICANDRO. Propongo di cassare le
prime parole del comma 1: “Salvo che il fatto
costituisca reato”.
PRESIDENTE. Per la regolarità dei lavori
dell’Aula, devo sottoporre all’intero Consiglio
regionale la proposta avanzata dal consigliere
Sannicandro di eliminare al primo rigo del
comma 1 le seguenti parole : “Salvo che il fatto costituisca reato”.
Pongo ai voti l’emendamento a firma
dell’assessore Losappio.
È approvato.
Pongo ai voti l’articolo 9, nel testo emendato e modificato.
È approvato.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 58 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Pongo ai voti il disegno di legge “Misure
urgenti per il contenimento dell’inquinamento
luminoso e per il risparmio energetico” nel suo
complesso.
È approvato.
Pongo ai voti la procedura d’urgenza.
È approvata.
Ripresa esame proposta di legge Lomelo,
Lonigro, Sannicandro, Giampaolo, Ventricelli, Bonasora, Borraccino, De Leonardis,
Marmo G., Ognissanti “Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici di zona
degli strumenti urbanistici generali in favore dei portatori di handicap gravi”
PRESIDENTE. Riprendiamo l’esame della
proposta di legge “Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore dei portatori di handicap gravi”, precedentemente accantonata.
Invito il consigliere Mita a riferire sull’esito
dell’incontro.
MITA, relatore. Signor Presidente, leggo il
testo del comma 2 dell’articolo 2 così come
riscritto: «Sulle volumetrie realizzate ai sensi
dell’art. 1, è istituito a cura del richiedente un
vincolo di durata quinquennale di non variazione della destinazione d’uso e di non alienazione e non locazione a soggetti non portatori
di handicap, da trascriversi presso la conservatoria dei registri immobiliari».
PRESIDENTE.
Comunico
che
l’emendamento a firma del consigliere Zullo è
stato ritirato.
Pongo ai voti il subemendamento.
È approvato.
Pongo ai voti l’articolo 2, nel testo emendato.
È approvato.
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9 NOVEMBRE 2005
Pongo ai voti la proposta di legge “Deroghe alle volumetrie edilizie previste dagli indici
di zona degli strumenti urbanistici generali in
favore dei portatori di handicap gravi” nel suo
complesso.
È approvata.
Pongo ai voti la procedura d’urgenza.
È approvata.
Mozione Lomelo del 29/09/2005 “Adesione agli impegni siglati dal protocollo di
Kyoto”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 5), reca: «Mozione Lomelo del
29/09/2005 “Adesione agli impegni siglati dal
protocollo di Kyoto”».
Ne do lettura: «Il Consigliere regionale dei
Verdi Domenico Lomelo,
atteso che
- la Regione Puglia in questa nuova legislatura intende impegnarsi “La salvaguardia
dell’equilibrio climatico come opportunità industriale ed occupazionale: in piena adesione
agli impegni siglati dal protocollo di Kyoto”;
- questo tema riveste particolare interesse
alla luce della ratifica da parte della Russia del
Protocollo di Kyoto e la conseguente entrata
in vigore dello stesso;
- il settore energetico è tra i più grandi emettitori di gas serra, che sono quelli che inducono il riscaldamento del pianeta ed i conseguenti cambiamenti climatici (oltre che una
azione di scioglimento dei ghiacciai con successivo innalzamento del livello dell’acqua nei
mari);
intende
sensibilizzare l’intero Governo regionale ad
esprimere una posizione unitaria, su un programma ambientale condiviso, e già patrimonio dell’intera coalizione dell’Unione, a livello
nazionale;
l’obiettivo che il piano a livello nazionale si
propone è quello di ridurre l’emissione di ani-
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SEDUTA N° 9
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RESOCONTO STENOGRAFICO
dride carbonica – CO2 – del 20% (rispetto al
1990) al 2020 tramite interventi su:
- aumento dell’efficienza elettrica;
- cogenerazione (cioè generazione contemporanea di calore ed elettricità);
- utilizzo di fonti rinnovabili: fotovoltaico,
con ricorso a tecnologie di II generazione (nanotecnologie, film sottili, ecc.); solare termodinamico a concentrazione (in corso di sperimentazione da parte dell’ENEA); eolico, orami vicino alla competitività di mercato e in
continuo progresso;
- utilizzando il gas naturale (metano) come
“combustibile di transizione” verso il definitivo
modello sostenibile utilizzando anche strumenti di fiscalità ambientale;
- impegnandosi nella ricerca sulle tecnologie energetiche (vettori idrogeno, nanotecnologie applicate alle rinnovabili, soprattutto fotovoltaico).
Si chiede all’intero Governo regionale
- di produrre specifiche e dettagliate proposte politiche per la creazione dell’istituzione di
una Agenzia regionale per l’Energia,
l’ambiente ed i cambiamenti climatici;
- un fondo straordinario per l’efficienza
(per la sola sostituzione dei boiler elettrici,
cioè scalda acqua con pannelli solari);
- di una commessa pubblica una tantum per
lo sviluppo tecnologico nel settore energetico
ambientale.
Pertanto impegna
l’intero Governo regionale
- A fare dell’ambiente la principale occasione di nuova e buona occupazione… Applicare
il Protocollo di Kyoto (andando anche oltre)
attraverso l’attuazione di piani complessivi di
uscita dalle fonti inquinanti.
- Avviare una diversa politica energetica
fondata sul risparmio ed un uso razionale
dell’energia, nonché sullo sviluppo di fonti
rinnovabili pulite quali solare, termico e fotovoltaico, eolico e piccolo idroelettrico, valorizzando le vocazioni locali.
- Risanare le centrali energetiche recupe-
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9 NOVEMBRE 2005
rando potenzialità e riducendo le emissioni.
Riaffermare il no deciso al nucleare.
- Impegnarsi per una nuova centralità pubblica dei servizi essenziali per la società e dei
beni comuni quali la produzione e la distribuzione energetica».
Invito il presentatore ad illustrarla.
LOMELO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, credo che la questione della salvaguardia dell’equilibrio climatico debba impegnare tutte le nazioni a intervenire, affinché si
porti avanti una nuova politica energetica, onde evitare i fenomeni distruttivi che sempre più
stanno sconvolgendo varie parti del mondo.
Nonostante qualche mese fa la Russia abbia
sottoscritto il protocollo di Kyoto, questo tipo
di sensibilità rispetto a politiche energetiche
ormai internazionali non è stata manifestata da
paesi come la Cina e l’India che, insieme al
Canada, costituiscono oltre il 40 per cento della popolazione mondiale. I disastri che avvengono, purtroppo, scaturiscono da una politica
industriale di consumo delle risorse e, quindi,
di spreco delle fonti di energia principale e di
un mancato investimento per le fonti di energia alternativa.
La mia è una mozione di indirizzo che impegna il Governo regionale a dotarsi, facendo
uso degli strumenti a disposizione dell’Ente
Regione, di un’Agenzia regionale per
l’energia, l’ambiente ed i cambiamenti climatici. In apertura di Consiglio, il Presidente Pepe
ricordava l’ondata di maltempo avvenuta il 22
ottobre scorso, che ha addirittura causato sette
vittime. A tal riguardo, ho sentito dichiarazioni
secondo cui questi fenomeni dalle nostre parti
si ripetono ogni cinquanta o settant’anni, ma
così purtroppo non è.
Basti pensare, ad esempio, che in America
fenomeni di tale portata una volta avvenivano
con una frequenza decennale, o addirittura
ventennale. Oggi, si ripetono molto più frequentemente, tant’è vero che hanno addirittura
terminato le lettere dell’alfabeto con le quali
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
indicare i nuovi tornado. Stesso dicasi per la
nostra regione: qualche anno fa nel tarantino ci
sono state una serie di disgrazie simili a quella
accaduta il 22 ottobre scorso e precedentemente nel foggiano si è verificata un’inondazione che
colpì Apricena e altri comuni limitrofi. Le
mutazioni climatiche in atto purtroppo generano questi fenomeni che sono molto più recenti.
Nei limiti delle nostre possibilità, rivolgo
l’invito al Governo regionale, affinché si continui nella direzione che si è già intrapresa di
un risparmio energetico, di condizioni di sviluppo e di interventi nel settore della ricerca
per un maggiore utilizzo di fonti di energia alternativa.
Gli sforzi della nostra Regione, insieme a
quelli che potranno compiere le altre Regioni e
il Governo nazionale, che ha da tempo sottoscritto il protocollo di Kyoto, serviranno se
non a raggiungere l’obiettivo della diminuzione delle emissioni del 20% entro il 2020, così
come stabilito dal protocollo medesimo, perlomeno ad indirizzarci sulla strada giusta, che
è indubbiamente ancora molto lunga. Pertanto,
sarebbe opportuno che ogni ente, ogni istituzione svolgesse il proprio lavoro e assolvesse
il proprio compito.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, pare questa sia una serata di
grazia nell’ambito della quale si riescono ad
approvare leggi all’unanimità e si adottano
buoni comportamenti, pur tuttavia credo occorra fare delle riflessioni che riempiano di
contenuti molte intenzioni.
Mi ha fatto piacere che l’assessore Losappio
abbia chiesto per la legge sull’inquinamento luminoso
l’approvazione
della
procedura
d’urgenza, poi però nell’articolato leggiamo
che appronteremo il regolamento di attuazione
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solo l’anno prossimo. Perlomeno, cominciano
subito a lavorare a questo regolamento.
La mozione in oggetto è per molti versi
condivisibile, soprattutto rispetto alla necessità
generale affrontata dal collega Lomelo. Certamente, vede l’interesse di tutta l’attuale opposizione. Però, mi chiedo se il corso delle attività di una Giunta e di un Governo regionale
stia realmente procedendo in modo così virtuoso
da richiamarci e obbligarci all’osservanza del
protocollo di Kyoto con un contributo importante ed essenziale. Non è un semplice indirizzo di basso profilo, collega Lomelo, mi sembra
molto di più. Perlomeno, cerchiamo di riempirlo di contenuti, di cose realizzabili, non di
ampollosità che potrebbero risultare inutili.
Quindi, ci pare doveroso fare una qualche riflessione su questo documento, ripeto, condividendone il progetto.
Voglio ricordare che, tanto in passato,
quanto oggi, se c’è un momento di difficoltà, a
qualsiasi livello istituzionale, ogni volta che
l’assessore all’ambiente si alza e richiede il rispetto di vincoli o patti, ognuno si impegna a
cercare soluzioni alternative, magari per raggirare l’ostacolo. Purtroppo, ancora oggi
l’ambiente è visto come un ostacolo. Non vi
sono ancora segni che vadano in un senso inverso nella coscienza della Pubblica amministrazione, però vogliamo sperare che questa
mozione proceda lungo l’auspicato cambiamento di direzione.
Nei mesi scorsi, c’è stata una prima approvazione di moratoria per l’eolico. Ebbene, alla
luce di quanto poc’anzi detto dal consigliere
Lomelo, ci auguriamo che l’eolico torni a far
parte integrante e importante di un nuovo
progetto di produzione energetica nel territorio italiano e, in particolare, nella nostra regione. Auspico, quindi, che l’assessore
all’ambiente e l’assessore alle politiche produttive tornino rapidamente in Consiglio regionale per suggerire i meccanismi per far sì che, nel
mentre l’ENEL ribadisce di voler continuare a
lavorare con il carbone “bianco”, vi sia la pos-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
sibilità di riprendere una trattativa che, nella
composizione della quantità di energia, preveda uno spazio importante per l’eolico, certo
salvaguardando i dati ambientali e paesaggistici.
Per andare al concreto, fin dove è condivisibile questa mozione? Al proponente vorrei
dire che non mi sembra assolutamente utile, se
non per ridar vita ad un meccanismo farraginoso, l’istituzione di un’Agenzia regionale per
l’energia, l’ambiente ed i cambiamenti climatici, quando da ben dieci anni l’assessorato
all’ambiente della Regione Puglia funziona solo a metà e il settore energetico, in concorrenza con lo Stato, è al limite nell’impostazione
della propria attività. Ebbene, ritengo che questi due assessorati, con la conclusione dello
stato emergenziale da una parte e con il nuovo
spazio
di
operatività
da
richiedere
nell’impostazione energetica dall’altra, debbano essere messi nelle condizioni di funzionare
a dovere. Questo è il primo sforzo che dobbiamo richiedere. Vogliamo che in questa regione il piano energetico regionale veda la luce
in virtù di una piena attività di entrambi gli assessorati.
Non troverete la condivisione da parte
dell’opposizione per la creazione di questa
Agenzia. Pur trattandosi di un fatto importante di impostazione, di indirizzo e di stimolo al Governo regionale a non sentire il
peso dell’assessore all’ambiente ogni volta
che si alza, potremmo fare a meno, consigliere Lomelo, di richiedere questo tipo di
percorso.
Inoltre, vorrei mi spiegasse il significato
delle parole “una commessa pubblica una tantum per lo sviluppo tecnologico nel settore energetico ambientale”. Onestamente, non ho
compreso questa sua richiesta, forse per una
mia carenza. Vorrei che me la spiegasse, in
modo da trovare un linguaggio comune che
permettesse di capire anche a tutti coloro che
non sono addentro l’argomento delle commesse pubbliche.
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Per quanto riguarda gli impegni, ritengo
che non possiamo percorrere la strada di un
impegno regionale quando parliamo del protocollo di Kyoto. Poi, possiamo anche fare un
dibattito sull’argomento, ribadendo la volontà
di riaffermare il nostro “no” deciso al nucleare,
e la invito, consigliere Lomelo, anche a presentare una mozione specifica al riguardo, ma
le faccio notare che questo argomento non ha
nulla a che vedere con il protocollo di Kyoto.
Credo, dunque, sia possibile trovare la condivisione comune su questa mozione di indirizzo ambientale importante nella misura in cui
avremo rimosso l’idea di questa sovrastruttura
dell’Agenzia e avremo cancellato quel rigo
dove si parla di “Riaffermare il no deciso al
nucleare”, perché non consequenziale con tutti
i percorsi che lei stesso ha citato nello scrivere
la mozione.
PRESIDENTE. Mi auguro si possa giungere alla redazione di una mozione unitaria, al di
là di qualche problema che è stato sollevato.
Lo spirito del provvedimento presentato dal
consigliere Lomelo è condiviso da tutti, motivo per cui sarebbe opportuno rinviare la mozione e, una volta migliorata e integrata, riportarla alla prima seduta utile sottoscritta da tutti
i Gruppi consiliari.
LOMELO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMELO. Signor Presidente, condivido la
sua proposta e le anticipo che discuteremo con
l’assessore competente le questioni sollevate
dal consigliere Saccomanno, in modo che, nella prossima seduta consiliare, la mozione possa essere approvata all’unanimità.
PRESIDENTE. Onestamente non so se entro martedì prossimo riuscirete a trovare
l’intesa. Comunque sia, iscriverò la mozione
all’ordine del giorno non appena il proponente
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SEDUTA N° 9
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RESOCONTO STENOGRAFICO
mi avrà portato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i Gruppi consiliari.
Mozione Fitto, Palese, Saccomanno,
Damone, Cera, Loperfido del 21/10/2005
“Piano di riordino della rete ospedaliera”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 6), reca: «Mozione Fitto, Palese,
Saccomanno, Damone, Cera, Loperfido del
21/10/2005 “Piano di riordino della rete ospedaliera”».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, visto e considerato che il Presidente Vendola dovrebbe
giungere a momenti, stante anche l’accordo
che abbiamo raggiunto in apertura dei lavori,
sarebbe opportuno attenderne l’arrivo, onde
evitare di cominciare l’esame di una mozione
che saremmo costretti a interrompere dopo
solo pochi minuti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Frisullo.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Signor Presidente, il consigliere Palese dice una cosa giusta, nel senso che abbiamo condiviso l’ordine
del giorno e l’ordine dei lavori. Dunque, sarebbe preferibile restare in attesa dell’arrivo
del Presidente Vendola, in modo da affrontare
immediatamente la questione inerente la trasparenza nelle procedure di assunzione di personale presso gli enti strumentali.
PRESIDENTE. Accantoniamo, dunque, il
punto in questione.
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9 NOVEMBRE 2005
Ordini del giorno Olivieri, Attanasio,
Lomelo, Loperfido, Cassano, Surico del
26/07/2005 “Trasparenza nelle procedure di
assunzione di personale presso gli Enti
strumentali della Regione Puglia” e Maniglio, Cappellini, Cioce, Borraccino, Bonasora, Lonigro, Lomelo, Sannicandro, De
Leonardis, Potì del 28/07/2005 “Criteri evidenza pubblica per trasparenza assunzioni
enti strumentali”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 3), reca: «Ordini del giorno Olivieri, Attanasio, Lomelo, Loperfido, Cassano,
Surico del 26/07/2005 “Trasparenza nelle
procedure di assunzione di personale presso
gli Enti strumentali della Regione Puglia” e
Maniglio, Cappellini, Cioce, Borraccino,
Bonasora, Lonigro, Lomelo, Sannicandro,
De Leonardis, Potì del 28/07/2005 “Criteri
evidenza pubblica per trasparenza assunzioni enti strumentali”».
Do lettura del primo ordine del giorno: «Il
Consiglio regionale
premesso che
“la qualificazione di un Ente come società
di capitali non è di per sé sufficiente ad escludere la natura di istituzione pubblica dell'Ente
stesso”
(CORTE DI CASSAZIONE, Sezioni Uniti
Civili - sentenza 3 maggio 2005 n. 9096);
“le Società operanti nell'ambito delle politiche di un Ministero come strumento organizzativo per il perseguimento di specifiche finalità, presentano tutti i caratteri propri dell'Ente
strumentale, salvo quello di rivestire, per espressa disposizione legislativa, la forma della
società per azioni”
(CORTE COSTITUZIONALE sentenza n.
363/2003);
“la natura pubblica è configurabile in particolare allorché la s.p.a, le cui azioni siano possedute prevalentemente, se non esclusivamente, da un Ente pubblico, costituisca lo strumento per la gestione di un servizio pubblico e
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RESOCONTO STENOGRAFICO
quindi faccia parte di una nozione allargata di
pubblica amministrazione”;
(Rel. ne introduttiva Anno Giudiziario innanzi alla Corte dei Conti - Roma.-2005 -);
Sono attribuiti al Giudice Contabile giudizi
di responsabilità amministrativa anche nei confronti di amministratori e dipendenti di Enti
Pubblici Economici”
(CORTE DI CASSAZIONE, Sezioni Unite
Civili - sent. n. 3899 del 26 febbraio 2004);
A seguito di interrogazioni di alcuni Consiglieri Regionali, è stato accertato che presso
alcuni Enti e Società, a totale o prevalente capitale pubblico, (AQP, SEAP ecc.) sono state
assunte diverse unità lavorative, senza alcuna
selezione pubblica o comunque di evidenza
pubblica;
Alle interrogazioni, gli Organi di stampa locale e nazionale hanno dato notevole risalto,
ingenerando nella Pubblica Opinione il sospetto di una totale assenza di controllo e di trasparenza amministrativa, nonché di gravi illegittimità commesse negli atti adottati dagli
Amministratori degli Enti suindicati;
Invita il Presidente e la Giunta Regionale
ad adottare tutti i provvedimenti necessari a
tutelare l'immagine dell'Ente proprietario (Regione Puglia) e a stabilire i criteri di evidenza
pubblica, al fine di garantire la massima trasparenza nelle procedure di assunzione di personale presso gli Enti della Regione Puglia».
Do lettura del secondo ordine del giorno:
«Il Consiglio regionale,
premesso che
negli anni e nei mesi scorsi si è proceduto
all'assunzione a tempo determinato di diverse
unità lavorative in numerosi enti a totale o
prevalente capitale pubblico;
tali assunzioni a tempo, come rilevato da
numerosi consiglieri regionali, sono state decise, sia presso l’AQP che la Seap, al di fuori da
qualsiasi forma di avviso o di evidenza pubblica;
l'eccesso di discrezionalità dei dirigenti degli enti partecipati, di cui si è avuta prova in
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VIII Legislatura
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questi anni, è addebitale al mancato controllo
da parte della giunta regionale;
opportunamente e tempestivamente il Presidente Vendola è già intervenuto presso tutti
gli enti strumentali della Regione perché rendicontino sulle procedure messe in atto in questi anni per la selezione del personale,
invita
il Presidente e la giunta regionale ad adottare i provvedimenti necessari per stabilire i criteri di evidenza pubblica al fine di garantire la
massima trasparenza nelle procedure di assunzione di personale presso tutti gli enti strumentali della regione Puglia».
Invito i presentatori ad illustrare il primo
ordine del giorno.
OLIVIERI. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, desidero innanzitutto rivelare lo
spirito che mi ha indotto a presentare
quest’ordine del giorno. Avrete certamente
notato la differenza di taglio tra l’ordine del
giorno da noi sottoscritto e quello presentato
dagli altri colleghi consiglieri. Il nostro presenta un taglio più giuridico. Non intendevo aprire una caccia alle streghe, cosa che poi è accaduta tramite gli organi di stampa, ma semplicemente, come la democrazia vuole, fissare
delle regole certe. Ritengo, infatti, sia compito
del Consiglio regionale suggerire le regole certe per definire i criteri di assunzione, affinché
la Giunta poi le trasmetta agli enti partecipati.
Queste sono le ragioni per cui ho raccolto
alcune sentenze della Corte di cassazione, della Corte costituzionale e della Corte di cassazione a Sezioni Unite Civili, che ritengo mi
diano ragione, o quantomeno rappresentano la
giurisprudenza più costante e autorevole, perché gli enti strumentali soggiacciano a criteri
di trasparenza pubblica.
Chiedo, quindi, all’intera Assise di evitare
una qualsiasi strumentalizzazione di uno o
dell’altro ordine del giorno. L’obiettivo è far sì
che per il futuro – almeno per quanto mi riguarda, essendo stato eletto per la prima volta
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RESOCONTO STENOGRAFICO
in questa Legislatura – ci sia un comportamento diverso rispetto a quello verificatosi in passato.
Noto, però, che sia il primo, che il secondo
ordine del giorno terminano con lo stesso invito, non differiscono assolutamente in nulla, se
non in qualche parola, pertanto – essendo
l’obiettivo il medesimo – vorrei arrivare ad
una mozione unitaria, affinché si evitino strumentalizzazioni, o cacce alle streghe, e si vada
direttamente alla sostanza, ovvero approvare
un criterio unitario.
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
SANNICANDRO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, come
giustamente ribadiva il consigliere Olivieri, le
conclusioni di entrambi gli ordini del giorno
sono pressocché identiche. È inutile, dunque,
elaborare un nuovo testo e raccogliere le firme, ma riteniamo si possa procedere direttamente ad una discussione unitaria.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, ritengo cionondimeno
assolutamente
importante
l’illustrazione del secondo ordine del giorno
sottoscritto dal centrosinistra.
PRESIDENTE. Invito i presentatori ad illustrare il secondo ordine del giorno.
LOMELO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, tenuto conto che l’invito del primo e
del secondo ordine del giorno sono pressoché
identici, forse differiscono solo per qualche
virgola, anche se predisposti in un periodo di
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fibrillazione all’esterno a seguito di avvenimenti che hanno interessato alcuni enti strumentali della Regione, ritengo di poter procedere ad un’illustrazione che contempli entrambi gli ordini del giorno.
Vi confesso che, durante la prima discussione tenuta in Aula al riguardo, ho apprezzato l’equilibrio e la serenità del collega Attanasio che ha evitato strumentalizzazioni e polemiche inutili, portando avanti un lavoro sereno
rispetto agli enti strumentali che avevano rapporti con la Regione. Proprio in questo spirito
e alla luce dei due ordini del giorno, il collega
Sannicandro ha messo in piedi una proposta di
legge che chiederemo anche ai colleghi
dell’opposizione di sottoscrivere. Tale proposta, muovendosi nella direzione di recepire i
due inviti rivolti da entrambi gli ordini del
giorno, fissa regole certe e trasparenti nel rapporto con gli enti strumentali e nella definizione dei criteri di assunzione all’interno
dell’Ente regione.
Si tratta di una legge molto semplice che
non apre nessuna caccia alle streghe, ma mira
a rendere sempre più chiare le assunzioni e i
rapporti tra gli enti strumentali e la Regione,
nonché la gestione degli enti stessi in merito
all’assunzione del personale. Credo che la
proposta di legge completi e recepisca i due
ordini del giorno.
Oggi, forse, con una maggiore serenità
d’animo, credo che la presenza del Presidente
della Giunta non possa che favorire il recepimento del percorso intrapreso e l’adesione a
quel tipo di proposta di legge, a pochi mesi
dagli avvenimenti che ci hanno portato alla
presentazione di questi due ordini del giorno.
RUOCCO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, credo sia ioneschiano il discorso che si sta cercando di
portare avanti. La discussione non può limitar-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
si agli ordini del giorno, visto che questi rappresentano proprio lo strumento per aprire i
dibattiti. Non ho mai assistito alla definizione
di un dibattito, in occasione della presentazione di un ordine del giorno, che sia basato esclusivamente sul suo tecnicismo.
Ora, poiché non sediamo per la prima volta
in un’assise politica e poiché non siamo certo
usciti ieri dall’Istituto delle Marcelline, prima
di prenderci in giro, cosa del tutto irrispettosa,
decidiamo se dobbiamo aspettare il Presidente
Vendola, o se vogliamo subito entrare nel merito della discussione. Ad ogni modo, l’ipotesi
di unificare i due ordini del giorno in toto, o in
parte, in modo da accontentare tutti quanti, è
una presa in giro che offende le nostre intelligenze. Allora, onde evitare questo schiaffo al
nostro buon senso, invito la Presidenza a prefigurare un passaggio che ci consenta di superare l’impasse, altrimenti sembriamo tante signorine che vogliono discutere di un argomento che potrebbe sembrare asettico, ma che asettico non è.
Onestamente, non ho ben compreso cosa
volesse dire il consigliere Lomelo quando ha
parlato di una proposta di legge, se si riferisse
al provvedimento normativo già depositato e
che da ben un mese e mezzo giace in Commissione senza che questa sia mai stata convocata, o che il punto fosse iscritto all’ordine del
giorno. Ebbene, potremmo uscire dall’impasse
solo se oggi, prendendoci il potere che ci spetta in qualità di Consiglio regionale, calendarizziamo la discussione di quella proposta di legge, senza nessun altro ritardo.
Concludo il mio intervento, invitando la
Presidenza a smetterla di adottare questi atteggiamenti ioneschiani, che piacevano qualche anno fa e che continuano a piacere a qualche appassionato, ma che sono privi, o quasi,
di contenuti, e sollecitando il Consiglio regionale a superare gli incresciosi avvenimenti verificatisi, dettando regole precise. Una proposta di legge giace inutilmente presso la Commissione, che non viene convocata, allora che
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il Consiglio, facendo anche a meno della presenza del Presidente Vendola, decida la calendarizzazione dei lavori, in modo da dare una
risposta definitiva ai cittadini pugliesi.
PRESIDENTE. È doveroso ribadire che
non impediamo a nessuno di entrare nel merito
dell’argomento. Poi, se il Consiglio ritiene assolutamente indispensabile la presenza del Presidente Vendola, annunciata a momenti, per
entrare nel merito della discussione, a questo
punto non ci resta che sospendere la seduta.
Considerato, però, come dicevamo poc’anzi,
che si tratta di un’attesa di pochi minuti, sarebbe preferibile aprire comunque il dibattito e
affrontare gli argomenti di merito.
SANNICANDRO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, vorrei davvero non vivere una serata kafkiana. Ci
sono due ordini del giorno che concludono
nella stessa maniera, sono praticamente identici. Vogliamo per forza litigare?
Abbiamo detto che per quanto ci riguarda,
ma credo di interpretare anche il pensiero degli
altri colleghi, la giurisprudenza citata è condivisibile. Una volta detto questo, cos’altro
dobbiamo aggiungere. È stata menzionata la
Corte costituzionale, è stata richiamata la Corte di cassazione a sezioni unite, il massimo organo che detta le regole, per cui siamo
d’accordo, ma ci fermiamo. Dovremmo forse
aggiungere altro?
C’era un mio vecchio Capogruppo che amava
ripetere: bene ha fatto l’Amministrazione a fare
questa proposta. Dopodiché, si sedeva e si
passava ai voti. Con quella sua frase aveva
detto tutto.
PRESIDENTE. Essendo arrivato il Presidente Vendola, propongo di procedere nella
discussione dei due ordini del giorno secondo
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la prassi, in modo da affrontare la questione in
maniera coordinata ed esaustiva.
Dichiaro aperta la discussione generale. È
iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne ha
facoltà.
PALESE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, prendo la parola a nome del Gruppo di
Forza Italia per contribuire alla discussione di
una questione che sta molto a cuore a tutti, a
me in modo particolare. Sono in gioco valori
ed interessi di alto spessore morale, quindi non
mi sottrarrò ad una disamina delle problematiche e ad una prospettazione dei possibili rimedi. A tal proposito, non posso che concordare
con le considerazioni espresse dal consigliere
Ruocco, al di là dell’ordine del giorno.
Non parlerò di soluzioni, perché ho la modestia di ritenere che su una questione che è
vecchia quanto la politica, quindi quanto
l’uomo, non ci possa essere nessuna persona
responsabile ed onesta capace di offrire una
ricetta e una cura, quasi che essa sia l’unica e
la migliore.
Si discute, oggi, della previsione di norme
che assicurino la trasparenza nelle assunzioni
del personale nella Regione e negli enti strumentali. Nell’ultima seduta del Consiglio, ma
mi sembra che sia stata anche ribadita questa
sera, alcuni esponenti di centrosinistra hanno
preannunciato anche la presentazione di una
proposta di legge per l’istituzione di una
Commissione d’inchiesta sulle assunzioni decise negli ultimi anni.
Si discute, quindi, in una sola parola, della
questione morale.
Preannuncio, ma dirò meglio in seguito, che
non ci sottraiamo da una valutazione politica,
amministrativa, o penale, se si voglia, della nostra attività e dei nostri atti, ma non ci possiamo sostituire ai giudici, perché non siamo giudici. Ho sempre rispettato e non invidiato il
compito dei giudici, della maggior parte di essi, di quelli onesti e di quelli coscienziosi e
scrupolosi, perché giudicare gli altri uomini
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vuol dire conoscere le loro debolezze, le loro
azioni, le loro ansie, le loro povertà.
Il giudizio si deve estendere sul contesto
nel quale un’azione si è svolta, sulle ragioni,
quelle più remote e quelle più difficilmente
spiegabili e giustificabili, che l’hanno animata e
sulle motivazioni, quindi sul movente, come
con un termine processualistico si tenderebbe
a dire. Ma quando il giudice penale si occupa
di fatti amministrativi, sia che ciò avvenga
spontaneamente, sia perché qualche schieramento ritenga di utilizzare la Magistratura ai
fini speculativi per gettare del fango sugli altri,
la politica ha fallito. I compiti e i potere
dell’una e dell’altra Istituzione sono diversi e
separati. La politica deve saper arrivare un attimo prima per impedire che irregolarità dei
comportamenti possano tramutarsi in illeciti
penali, così come si deve evitare che accadono
fatti che, ancorché penalmente rilevanti, siano
politicamente non corretti.
Rifuggiamo, quindi, da facili moralismi e
occupiamoci della questione morale, senza però dimenticare che avevamo ed abbiamo tutti
dinanzi, nei diversi ruoli che l’elettorato ci aveva e ci ha assegnato, al di là quindi
dell’appartenenza politica, un compito, una
missione: quella di agire, di fare, di operare.
Sarebbe, però, riduttivo affrontare la questione
morale interessandoci soltanto di assunzioni,
raccomandazioni e parenti. Se ci limitassimo a
fare disamina, potremmo anche illuderci di aver scovato il nemico, di gettare fango su persone, a volte anche estranee alle amministrazioni, ma non avremmo fatto niente per studiare e affrontare seriamente il problema.
La politica è fare, agire con immediatezza,
tempestività ed impegno, ma è anche fatta di
comportamenti che devono rispondere, essi
per primi, a canoni di eticità e correttezza.
Ancorché vi sia un generale disinteresse dei
cittadini rispetto alla politica, molti ancora
guardano ai nostri comportamenti e ci giudicano anche in base ad essi, prima ancora di valutare azioni ed effetti. Se ci sentiremo gravati
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da questa responsabilità, come noi ci sentiamo,
valuteremo con distacco, ma con un giudizio
di disvalore quei comportamenti cui pure assistiamo, in base ai quali rappresentanti eletti
con i voti di uno schieramento cambiano rapidamente casacca seguendo motivazioni opportunistiche e personali. Le responsabilità sono
eque e divise tra chi decide il passaggio e chi
accoglie il transfugo, né vi possono essere due
morali o due diversi giudizi, a secondo che si
sia vittime, o autori dell’atto di trasformismo.
In un vecchio giornale satirico politico degli
anni ’60, quando ancora la politica rappresentava un argomento interessante per le passioni
dei cittadini, fu pubblicata una vignetta che
raffigurava un vecchio militante comunista con
suo figlio, giovane desideroso di conoscere le
regole della politica, ed il colloquio era il seguente: “Papà, se un comunista diventa democristiano, che cosa è?”. “Un traditore”, gli risponde severamente il genitore. “E se un democristiano diventa comunista?”. “È un ravveduto”, gli replica compiaciuto l’anziano militante. Invece, nell’uno e nell’altro caso, l’atto
rimane un’insensibile valutazione del voto elettorale, un tradimento della volontà popolare,
una rappresentanza delusa e offesa.
Oggi, invece, assistiamo alla caccia dei ravveduti, offendendo valori che prescindono dalla scelta del singolo e dai suoi meriti. Non è
anche questa, direi soprattutto questa, una
questione morale? Quando nel ‘93 venne
sciolto il Consiglio comunale di Palermo per
infiltrazioni mafiose, alle successive elezioni fu
eletto Leoluca Orlando con un grandissimo
consenso, oltre il 70%. Cosa era accaduto? I
mafiosi non erano più andati a votare? Rifuggiamo, quindi, da visioni manichee della società, quasi che il male stia tutto da una parte e
che gli stessi comportamenti possano essere
giudicati positivamente, o negativamente solo
che essi siano posti in essere da noi, oppure
dagli altri.
Su questi argomenti non vi è solo la destra
o la sinistra, ma vi sono gli uomini con le loro
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passioni e con le loro coscienze, con i loro valori e con il loro senso di responsabilità.
Ho letto con interesse una recente intervista
rilasciata da Luciano Violante. Secondo
l’autorevole rappresentante della sinistra, che
più di tutti si è occupato, da quella parte, dei
problemi del rapporto tra politica e Magistratura, nel periodo di Tangentopoli vi furono azioni esasperate e zone franche di intervento.
Ancor più significativa è stata l’intervista successiva del senatore Giovanni Pellegrino, in
cui ha esplicitamente affermato: “meglio tardi
che mai”. Ma se quelle dichiarazioni Luciano
Violante le avesse rilasciate nel ’93, la storia
d’Italia sarebbe stata diversa.
In quest’ottica si insedia il ruolo della politica, quello di capire se anche oggi vi siano azioni esasperate e zone franche di intervento.
Non è un problema giudiziario, è soprattutto
un problema di conflitto di interessi. Ma esiste
solo il conflitto di interessi ultrasbandierato di
Silvio Berlusconi, o vi sono anche altre situazioni da scongiurare? Quando i Governi di sinistra, siano essi comunali, provinciali o regionali, persino nazionali, assumono iniziative e
provvedimenti mirati alla migliore tutela degli
interessi, quelli meno nobili, di tutto il mondo
della cooperazione rossa, non ci troviamo di
fronte ad un vero e proprio conflitto di interessi? Gli elettori votano i loro rappresentanti
per il soddisfacimento degli interessi pubblici,
o per la salvaguardia degli interessi economici
di determinati gruppi?
Può, quindi, levarsi da sinistra un credibile
atto di accusa nei confronti del mondo politico, se prima non si rimuove questo macigno
che condiziona l’attività amministrativa e politica di molte amministrazioni?
Se l’intento, quindi, è quello di affrontare
seriamente la questione morale, bisogna da destra e da sinistra eliminare ogni condizionamento ed assumere comportamenti seri e responsabili, così come dovremmo ribellarci ogni qual volta qualche PM, di qualsiasi estrazione politica, cambi mestiere lasciando la fun-
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zione giudiziaria per assumere incarichi politici. A tal proposito, speriamo che adesso non si
apra anche la stagione dei Prefetti.
Non vi siete domandati anche voi come mai
alcune aziende nazionali e regionali siano continuamente interessate dalle perquisizioni delle
Forze dell’Ordine, della Guardia di Finanza,
mentre altre godono di particolari stati di immunità? L’appello di Violante costituisce un
mea culpa, o un avvertimento tutto rivolto
all’interno del suo schieramento?
Anche la sua decisione, Presidente Vendola, di assumere sotto i riflettori e senza il riserbo che, forse, la questione meritava con la
Procura di Bari la questione delle assunzioni
alla SEAP costituisce una speranza di ottenere
dalla Magistratura una validazione delle scelte,
o è un monito rivolto anche ai suoi amici di
cordata ad astenersi in futuro da azioni ritenute poco corrette? Nell’uno, o nell’altro caso, le
dico modestamente che anche qui la politica
ha fallito, perché si affidano ad un altro potere
compiti che rimangono della politica, sia quello di difendere atti amministrativi, sia quello di
educare i comportamenti successivi.
Per tornare a Violante, ci si è chiesto come
mai alcuni soggetti del mondo economico e
produttivo siano immuni da interessi giudiziari? Vi è certezza che i loro comportamenti siano sempre conformi alle leggi, o vi è il dubbio
che basta sventolare la sola appartenenza per
ottenere una sanificazione dei comportamenti?
È censurabile solo Berlusconi – non so se sia
vero – che parla con gli imprenditori interessati alla scalata del “Corriere della Sera” e non
Fassino che si interessa dell’acquisto della
Banca Nazionale del Lavoro? Per non parlare
del caso Serravalle e dei rapporti tra Penati e
Gavio.
Non vogliamo colpevolizzare le cooperative, ma diremmo una grande bugia, se affermassimo che anche nel mondo dell’impresa,
nel suo complesso, non vi sia la necessità di
rivedere i modi di agire. A destra, quanto a sinistra – ed è ancora un problema di conflitto di
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interessi – vi è conflitto di interessi tra economia e politica, vi è un conflitto di interessi
quando i giudici scelgono di impegnarsi personalmente in politica. Se è vero che questo è
il quadro generale, non sfuggirò all’impegno di
occuparmi direttamente della vicenda “raccomandazioni”.
Il cittadino che ci ha affidato, insieme al suo
voto, le sue preoccupazioni e le sue ansie ha il
diritto di essere da noi ascoltato sempre? No.
Mentre noi parliamo in questa stessa Aula –
forse oggi, visto l’orario, in misura inferiore –
seduti tra il pubblico vi sono i cittadini che ritengono di poter cogliere l’occasione della nostra presenza per richiederci segnalazioni e
raccomandazioni. Solo perché spenti per il rispetto che questa Assise merita – purtroppo
non sempre spenti – i nostri telefonini non
rappresentano il tecnologico terminale, o lo
strumento delle richieste di interventi.
Nessuna persona in buona fede tra noi, senza distinzione di schieramenti, può negarlo.
Ma se è umano che il cittadino ci affidi le sue
preoccupazioni, non è corretto che pretenda
interventi che possono danneggiare l’Ente e,
soprattutto, altri cittadini, al di là se ciò sia penalmente censurabile.
Se, come ho preannunciato, alcuni fatti
possono essere penalmente rilevanti, la politica
deve studiare regole comportamentali tese ad
impedire che malcostumi si ripetano, con tempi diversi anche da quelli giudiziari. Una strada
sarebbe quella che ci fosse una grande evoluzione culturale, soprattutto nel Mezzogiorno,
e che si procedesse verso la strada della legalità, della trasparenza, della meritocrazia, e
quant’altro.
È una strada lunga. Certo, è stata sempre
presa in considerazione, ma l’esperienza
m’induce a pensare che, ahimè, tra quarant’anni corriamo il rischio di trovarci nuovamente a parlare delle stesse cose.
So che non abbiamo competenze – questa è
l’altra strada – per introdurre norme di carattere penale. Però, possiamo intervenire sul
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rapporto che lega noi eletti e i dipendenti della
Regione con l’Ente e possiamo introdurre una
norma che sanzioni con la decadenza quei
comportamenti accertati, senza ragionevole
dubbio, che siano contrari alle norme deontologiche, prima che penali.
I consiglieri regionali, o i dirigenti regionali,
o i dipendenti regionali che solo ascoltino e si
interessino di vicende che possono interferire
sulla corretta azione amministrativa devono,
ahimè, andarsene a casa. Non è giusto che tradiscano l’ufficio al quale sono deputati. Se vi è
la prova di un comportamento scorretto, ancorché esso non sia – lo ribadisco – penalmente rilevante, la politica deve predisporre adeguati strumenti per recidere il legame che unisce l’autore con l’Ente. Così saremmo tutti più
liberi di alzare le spalle dinanzi a richieste non
ortodosse, senza preoccuparci se esse possono
essere rivolte altrove e se il nostro atteggiamento possa penalizzarci sotto il profilo del
consenso.
Per rafforzare la nostra libertà, secondo me,
occorrerà assumere un’iniziativa legislativa
concordata con altre Regioni, in modo da raggiungere il minimo costituzionalmente previsto, di prevedere una pena, anche lieve, per chi
chiede una raccomandazione, od un interessamento che prescinda dagli interessi generali
affidati alla nostra cura. Se il momento è eccezionale, se vi sono molti cittadini che sono
stanchi della politica e dei suoi rappresentanti,
dobbiamo necessariamente pensare a misure
eccezionali, forse limitatrici delle libertà personali, ma capaci di rispondere con determinazione a fenomeni patologici e mai risolti.
D’altronde, non dimentico mai di essere
prima che consigliere regionale un chirurgo,
che durante la sua attività professionale non ha
mai esitato ad affondare il bisturi per rimuovere la parte degenerata del corpo umano, se tale
iniziativa era capace di restituire il benessere al
paziente. Oggi ho solo la fortuna di poter assumere decisioni con più tranquillità, dopo una
riflessione più lunga, mentre in sala operatoria
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la tempestività nelle scelte era essenziale per
non compromettere il destino dell’intervento,
ma conservo la stessa determinazione e lo
stesso spirito e, aggiungerei – questa è
un’annotazione personale –, la stessa coscienza del chirurgo.
Vi sembrerà non pertinente, ma un contributo ai problemi che oggi interessano questa
discussione può essere portato dalla realizzazione della sede unica regionale. A parte
l’ovvia considerazione che accentrare in un sol
sito tutti gli uffici regionali provoca benessere
ai cittadini che devono sbrigare pratiche burocratiche e, comunque, più in generale efficienza nell’azione amministrativa, oggi le sedi in
vario modo dislocate degli uffici regionali sono pressoché incontrollate. Non sappiamo chi
entra e chi esce dalla Regione, se chi entra può
farlo, perché ne ha una legittima ragione, se ha
un appuntamento con qualche consigliere, o
funzionario regionale, e se quest’ultimo possa,
o voglia riceverlo. Chi di noi si è recato presso
un Ministero sa che, prima di entrare, deve
spiegare le ragioni della sua visita alla persona
con la quale intende parlare, deve lasciare un
documento e deve ricevere il pass da parte
dell’interessato. Quante volte ci siamo trovati
dietro la porta persone che non potevamo ricevere, che non volevamo ricevere e che, invece, si erano introdotte al posto giusto conoscendo le nostre abitudini?
Sempre sul piano delle misure bisogna pensare di far pervenire ai singoli Gruppi presenti
in Consiglio non più l’elenco, a mio avviso, ma
copia di tutte le determine dirigenziali. Non è
motivo di trasparenza anche conoscere tutti gli
atti dell’Ente? Perché non contenersi nella
bramosia di rimuovere i dirigenti e i commissari ritenuti fedeli all’altro schieramento, disponendo in modo non ritenuto ortodosso dai
giudici che si sono interessati della questione
dell’organizzazione sindacale dei dirigenti?
Così come non sono il massimo della trasparenza le procedure adottate dalla Giunta
per le assunzioni a tempo con contratto di di-
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ritto privato e l’affidamento della responsabilità dirigenziale di alcuni settori. Tralasciando
ogni commento sull’elusione dell’evidenza
pubblica, sarebbe comunque opportuno che
agli atti deliberativi fossero allegati i curricula
dei nominati, utili per motivi di conoscenza sia
da parte dei consiglieri regionali, ma soprattutto da parte dei cittadini pugliesi.
Per chi l’ha fatto, tentando di combattere
per la trasparenza, un cavallo di battaglia in
certi momenti non sarà difficile pensare
all’istituzione di un’Authority regionale alla
trasparenza, eletta a maggioranza qualificata
dal Consiglio regionale e composta da alti
Magistrati ordinari, amministrativi e contabili,
Prefetti e apicali dirigenti dello Stato, ovviamente a riposo, con competenze in ordine alle
assunzioni, appalti di beni e servizi ed utilizzo
delle risorse.
L’autorità avrà la funzione di rispondere alle perplessità dei cittadini, di supportare, se richiesto, l’azione amministrativa nell’ambito di
un controllo collaborativo di cui oggi si parla
nel diritto amministrativo, perché non appaia
un’ingerenza dell’autonomia degli organi.
Quando penso a misure per affrontare seriamente, fattivamente e propositivamente la
questione morale, penso a tutto ciò. È una riforma a costo zero, una riforma rock.
Non penso alla costituzione di Commissioni
d’inchiesta che non approdano a nulla, che
hanno strumenti limitati e che sono condizionate dal fatto che la loro composizione è figlia
della logica dell’appartenenza, i cui risultati
prodotti sono quasi sempre uguali al nulla del
nulla, con l’aggravante anche dei costi aggiuntivi.
Se, quindi, questa è la sede per valutare seriamente le misure per contribuire al contenimento di un malcostume che affonda le sue origini sin dal tempo dei romani, penso allora a
misure a regime che consentano a tutti, maggioranza e opposizione, in futuro di lavorare
meglio e di non cedere a tentazioni. Se, invece, la proposta che oggi ci sottoponete è quel-
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la di strumentalizzare i fatti e di soffiare sul
venticello della calunnia che si autoalimenta
sulle piazze e sui giornali, vi diciamo con forza, pur sapendo che non è la soluzione del
problema: istituite tutte le Commissioni
d’inchiesta che volete, rivoltate come un calzino tutti i nostri atti, purché giungiate ad un
giudizio sereno ed obiettivo.
Ci avete accusato nelle piazze di aver bloccato ovunque le assunzioni. È vero. Abbiamo
istituito con legge di bilancio, perché la misura
legale interdittiva era l’unica compresa dai destinatari della norma, di non procedere ad assunzioni, di non stipulare contratti non necessari per la Pubblica amministrazione, di contenere la spesa e di rivedere tutti quei rapporti
dispendiosi e non coerenti con le finalità istituzionali. Se avessimo avuto la spasmodica bramosia di sistemare amici e parenti, avremmo
con legge fatto tutto ciò? Per altro verso, state
sbandierando la vostra iniziativa di sottoporre
ad indagine la precedente gestione, rea, a vostro dire, di aver proceduto in modo clientelare. Le due affermazioni sono antitetiche, quindi, delle due l’una: sceglietene una, e su quella
possiamo ragionare e discutere.
Abbiamo snellito l’azione amministrativa
affidando ai dirigenti con la legge n. 7/1997
l’assunzione degli atti esecutivi, consentendo
alla Giunta regionale di occuparsi solo degli
atti necessari di indirizzo. Sapete che prima
della legge regionale n. 7 ogni anno venivano
sfornate dalla Giunta circa 20 mila delibere,
mentre oggi gli atti dell’Esecutivo sono soltanto 3 mila all’anno? Se non avessimo avuto
senso di responsabilità, forse oggi non saremmo chiamati a discutere delle assunzioni degli
ultimi giorni alla SEAP, all’Acquedotto pugliese, alle terme, perché è stata responsabile
scelta dell’Esecutivo presieduto da Fitto rinviare le dotazioni organiche di questi e altri
enti al momento in cui gli obiettivi erano chiari, a seguito dei processi di ristrutturazione e
di privatizzazione che erano in corso.
Abbiamo pensato che gli investitori doves-
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sero essere liberi di dotare gli enti da privatizzare del personale che gradivano e che ritenevano necessario e di non far pesare sulla valutazione economica il fardello di un organico
sovradimensionato. Per un naturale pudore
abbiamo evitato di procedere, direttamente o
indirettamente, all’assunzione nel periodo preelettorale per non inquinare la libera espressione del voto popolare.
Abbiamo difeso la Regione dall’assalto dei
creditori, abbiamo messo ordine alle carte contabili regionali, abbiamo ridato credibilità ad
una Regione che non pagava tempestivamente
i suoi fornitori, abbiamo dotato la Regione
della legge di riforma e dell’ordinamento regionale in materia di programmazione, bilancio, contabilità regionale e controlli, istituendo
il sistema dei controlli interni di gestione, legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale e ritenuta fra le migliori del Paese.
In quest’Aula è presente chi potrà ricordare
i tempi in cui le UU.SS.LL. pagavano farmacisti e fornitori con anni di ritardo, quando gli
stipendi di medici e dipendenti erano a rischio,
quando la Regione era costretta a corrispondere il doppio del capitale per interessi e spese
e a tacere d’altro. Oggi tutto ciò rappresenta
un lontano ricordo. E non è stato un contributo alla questione morale tutto ciò?
Basta rileggere serenamente le tante relazioni di altre Istituzioni degli anni scorsi per
trovare l’apprezzamento per la nostra opera e
per le nostre iniziative. Se ci fosse serenità, sarebbero riconosciuti anche i meriti rispetto alle
cose positive che sono state fatte. Possiamo
non reagire alle continue provocazioni? Abbiamo il dovere di farlo. Le nostre mani erano,
sono e saranno pulite, come pulita è la nostra
coscienza. L’ho già detto in una precedente
occasione, ricordando Moro e riscoprendo,
insieme a lui, l’orgoglio di essere stato ieri e di
sentirmi ancora oggi un democristiano.
Noi non ci lasceremo certamente processare sulle piazze. Non esporremo persone incolpevoli alla morbosità del giudizio, quasi che
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ciò rappresenti una nuova forma di reality.
Abbiamo il diritto di essere rispettati per la
mole di consenso che rappresentiamo. Noi
rappresentiamo la metà della società pugliese
che ci ha votato riconoscendo in noi onestà,
trasparenza e competenza. Se scruteremo al
nostro interno oggettivi comportamenti immorali, saremo noi stessi, discretamente, ma fermamente, a recidere i legami e l’appartenenza
per non compromettere i valori che ci hanno
caratterizzato e che, quotidianamente, ispirano
la nostra azione di uomini e di politici. Siamo
garantisti, perciò seguiamo con attenzione gli
sviluppi di ogni questione giudiziaria e ci impegniamo a isolare e condannare episodi che
vedono coinvolti i rappresentati del nostro
schieramento, così come abbiamo fatto in passato, nella consapevolezza, però, che ciascuno
risponde per le proprie azioni.
A differenza di altri, se il vostro è un tentativo serio, onesto e responsabile di moralizzare
l’agire politico, noi lasceremo da parte le logiche di appartenenza, ci assumeremo la responsabilità che l’elettorato ci ha assegnato e contribuiremo al dibattito che oggi si apre. Diversamente, abbiamo il dovere di tutelare il nostro
lavoro e la nostra personale dignità e faremo
quadrato, sempre per dirla con Moro, per evitare che argomenti seri e che i bisogni della
gente vengano utilizzati come un pretesto per
l’infamia politica.
Riscopriremo tutto quanto il nostro orgoglio, perché non temiamo il giudizio della gente e delle Istituzioni, che, siamo certi, non si
lasceranno maldestramente strumentalizzare,
perché la Puglia ancora oggi ha in gran parte
bisogno, forse, anche di noi.
La ringrazio, signor Presidente, della collaborazione e della tolleranza.
PRESIDENTE. Resta fermo l’impegno che
l’intervento del consigliere Palese è stato svolto a nome di tutto il Gruppo di Forza Italia.
È iscritto a parlare il consigliere Visaggio.
Ne ha facoltà.
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VISAGGIO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, questa sera si è voluto per forza
parlare della questione morale. Credo che
l’intervento del consigliere Palese abbia scioccato un po’ tutti. Io, quantomeno, sono rimasto davvero sconcertato. Non si è trattato altro che di una censura nei confronti di una
maggioranza appena insediatasi e di
un’assoluzione per tutto quello che è stato fatto dalla sua coalizione e dalla sua maggioranza
nel corso di tanti anni.
Respingo fermamente e senza tentennamenti questa censura, anche perché osservandola
dall’esterno, essendo un novizio in quest’Aula,
ritenevo la Regione un’istituzione all’interno
della quale si affermassero principi di democrazia, di rispetto e di lealtà. Invece, noto che
non si è neanche aperto un dibattito politico,
ma c’è spazio solo per manovre sulla questione morale che purtroppo affligge la nostra società da tantissimi anni, credo dal momento
stesso della sua istituzione. Manca un dibattito
politico, al cui posto si cerca di portare avanti
un mero tentativo di assoluzione e, di conseguenza, di aggressione sotto il profilo morale
che naturalmente non intendo avallare.
Si è fatto riferimento ad una questione morale, diventata ormai un calderone in cui metterci di tutto, anche i discorsi di natura politica
che, secondo uno stile che non mi appartiene,
hanno mostrato in passato connotati di trasformismo.
Se il riferimento era a chi vi parla, consigliere Palese, le dico che sono stato autore di
una posizione politica, di una trasformazione
politica, di una necessità politica che mi ha costretto ad operare un cambiamento, passando
dalla minoranza alla maggioranza. Alla base, al
di là degli stili e dell’immaginario comune, non
ci sono state contrattazioni, anche perché
l’attuale maggioranza, di per sé già numerosa,
non avrebbe avuto certamente bisogno della
mia partecipazione e della mia collaborazione
per andare avanti.
Del resto, la maggioranza ha già dimostrato
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di poter andare avanti in maniera serena, tranquilla ed operosa.
Non accetto queste censure, perché, lo ripeto, negli ultimi anni la stampa ci ha raccontato tante storie. Credo che questo aspetto sarebbe stato meglio non metterlo in risalto ponendo in atto un tentativo di aggressione. I
consiglieri Lomelo e Sannicandro, inizialmente, hanno avanzato una proposta. Quindi, cerchiamo di comportarci seriamente, di lavorare
per trovare una soluzione che non conosca elementi di pomposità ed enfasi e di fissare le
regole che unanimemente riteniamo necessarie
per assicurare quei principi di rispetto dei cittadini e, forse, anche di noi stessi.
Lei ha voluto per forza attendere l’arrivo
del Presidente Vendola per esporre tutte quelle questioni e tutti quegli elementi che mi hanno dato l’impressione fossero indirizzati ad intimorire la maggioranza. Si è trattato di un
tentativo che non ha trovato e non troverà
sbocchi secondo le sue intenzioni. Se vuole,
possiamo andare in fondo a tutte le questioni,
e credo che da parte di tutti non ci siano riserve mentali, o timori al riguardo.
Auspico che, alla fine, si addivenga
all’approvazione in quest’Aula di una legge
che disciplini la materia delle assunzioni, visto
che il tema in oggetto è inerente esclusivamente alle assunzioni negli enti strumentali collegati alla Regione, nonché all’organico regionale stesso. Inoltre, mi auguro che i nostri comportamenti e i nostri provvedimenti, presenti e
futuri, rappresentino la dimostrazione che il
discorso della questione morale, almeno
nell’Ente Regione Puglia, è stato affrontato in
maniera seria e convincente, soprattutto per i
cittadini.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Maniglio. Ne ha facoltà.
MANIGLIO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, vorrei ricordare al collega Palese
che all’ordine del giorno dell’odierno Consi-
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glio regionale non è iscritto il bilancio del Governo degli ultimi dieci anni, essendo quella
una partita che è stata chiusa proprio dagli elettori pochi mesi fa. Oggi, dobbiamo discutere di un problema più limitato, ed è giusto farlo nell’Aula consiliare, non attraverso gli
scambi epistolari sui giornali. Dobbiamo discutere i criteri, le procedure e le scelte che un
Ente come la Regione deve adottare per assicurare a tutti i propri cittadini le pari opportunità.
Non c’entrano nulla i pass, come tante altre
cose che il consigliere Palese avrebbe potuto
valutare con maggior attenzione negli ultimi
dieci anni. Oggi, dobbiamo discutere di come
questa Regione, investita da un forte vento di
cambiamento, si collega a questa spinta al
cambiamento e traduce le aspirazioni dei cittadini pugliesi in atti, in scelte e in nomine. Questo è il nostro obbiettivo.
La discussione è indubbiamente partita con
il piede sbagliato. Tuttavia, siamo sempre in
tempo a riportarla sui binari corretti. Però,
proprio per l’esigenza di non mostrarsi ipocriti, non vorrei si dimenticasse che si è iniziato il
confronto con una guerra senza esclusione di
colpi e con uno scambio di accuse strumentali
che sono partite da quella parte politica. Questa era ed è una strada rovinosa. Se qualcuno
si illude che gettando fango sugli altri possa
trarne vantaggio, sbaglia, perché in questo
modo assesta seri colpi alla propria credibilità,
così come, purtroppo, alla serietà e al decoro
delle Istituzioni. Nessuno si salverebbe da
questa voragine che coinvolgerebbe il ruolo e
la funzione della politica e dei suoi rappresentanti. Inoltre, se proprio vogliamo metterla su
questo piano, se dalla vostra parte potrebbero
arrivarci schizzi di fango, dalla nostra potremmo scaricarvi valanghe di fango che non
risparmierebbero nessuno.
Collega Silvestris, è mia intenzione svolgere un intervento privo di ipocrisie. Se lei nei
cinque anni precedenti non ha avuto modo di
vedere quanto è successo, fa ancora in tempo
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ad aprire gli occhi. Poi, se non c’entra nulla,
evidentemente sarà stato uno dei pochi, o uno
dei tanti che non ha potuto compiere determinate scelte. Ciò vale per lei, come per qualche
altro collega, ma non cancella il dato politico
che sto cercando di portare all’attenzione del
Consiglio.
Vogliamo guardare avanti e, allo stesso
tempo, voltare pagina dando un messaggio
chiaro all’opinione pubblica. Questo lo potremo fare, e lo faremo meglio, se insieme decideremo la strada da percorrere. Non dimentico, però, che questa vicenda ha avuto avvio da
una scelta sgradevole, inopportuna e intempestiva del vecchio management dell’Acquedotto
pugliese che, all’indomani delle elezioni di aprile, ha deciso di procedere ad alcune assunzioni. Da parte del centrodestra si è guardato
alla pagliuzza che s’è persa nel vento, non
all’ammasso di travi che si era accumulato negli anni passati.
Su questo argomento avete portato avanti
una battaglia mediatica di stampo strumentale
e demagogico del tutto inaccettabile. E non vi
siete fermati all’AQP, nella mia provincia avete avuto la capacità di mettere alla gogna mediatica centinaia di nomi di persone che avevano vinto i concorsi ben dieci anni fa. Se questo
è un modo costruttivo, come qualcuno adesso
mi rimprovera, di porre le questioni, allora
sappiate che quanto sto dicendo appartiene indubbiamente al bon ton delle migliori scuole
inglesi. Avete messo alla gogna mediatica nomi e cognomi di persone che hanno vinto un
concorso dieci anni fa, ecco perché si è sollevata la reazione del centrosinistra, ecco perché
porteremo avanti le nostre ragioni.
Da parte nostra, siamo nelle condizioni di
affrontare qualsiasi questione, siamo pronti ad
aprire tutti gli armadi, siamo disposti a portare
tutte le carte, dal momento che non abbiamo
nulla da nascondere.
Questo lo dico non perché voglio alimentare uno scontro, ma perché sia chiaro che la
convergenza cui arriviamo è frutto di
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RESOCONTO STENOGRAFICO
un’assunzione di responsabilità che riguarda
passato e presente.
Oggi, dobbiamo dare un segnale nuovo alla
Puglia in termini di trasparenza e di chiarezza
per garantire a tutti le stesse opportunità.
Dobbiamo farlo soprattutto oggi, in presenza
di una crisi sociale drammatica che scarica su
ciascuno di noi centinaia di esigenze e di bisogni. Non possiamo nasconderci dietro un velo
di ipocrisia. Siamo assediati dalle famiglie, dai
giovani, dalla nostra comunità che chiede alla
politica, sbagliando o indovinando – questo lo
valuteremo altrove – di dare risposte, anche
individuali. Sappiamo benissimo che non sempre è possibile dare risposte, anzi nella maggior parte dei casi nessuno è nelle condizioni
di corrispondere a quella domanda che ci viene
rivolta.
Allora, proprio perché è in atto una crisi
sociale che mette a rischio la coesione della
nostra società, abbiamo evitato – ecco la differenza tra noi e voi – nel corso degli anni precedenti di mettere in piazza nomi e cognomi di
persone che avete favorito. Lo dico in maniera
semplice e chiara. Non ho preparato
l’intervento come il collega Palese, ma spero
che i concetti siano altrettanto chiari.
Non abbiamo sbandierato i nomi in piazza,
innanzitutto perché sappiamo quante esigenze,
quanti bisogni e quante difficoltà ci sono nel
rapportarsi in maniera corretta con la politica.
Quando abbiamo parlato di sanità, abbiamo
discusso delle disfunzioni, delle liste d’attesa,
di un piano di riordino che distruggeva, o cancellava primariati senza indicare chi veniva
premiato, o chi veniva penalizzato. Quando
abbiamo parlato dell’ufficio legale della Regione Puglia, mai abbiamo fatto nomi e cognomi, pur riportati nelle delibere, sottolineando a chi apparteneva questo, o quell’altro.
Abbiamo semplicemente chiesto quanto si
spende, e oltretutto non l’abbiamo mai saputo.
Allo stesso modo, quando abbiamo valutato
l’assegnazione di incarichi legali nelle
AA.SS.LL., negli II.AA.CC.PP., e via elen-
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cando, non abbiamo mai reclamato i nomi.
Ebbene, oggi ve li abbiamo chiesti, non per
portarli in piazza, ma per farci un’idea statistica della funzione di governo di questi ultimi
anni. Nei cinque anni precedenti non abbiamo
messo un solo nome in piazza. Voi, invece,
l’avete fatto. Ecco la differenza di stile tra noi
e voi. Ripeto, questo lo dico non perché è mia
intenzione alimentare uno scontro, ma perché
è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Non abbiamo bisogno di tribunali del popolo, o di gogne mediatiche, ma a nessuno è
consentito capovolgere le responsabilità. Queste sono le ragioni – concludo come ho iniziato – per cui abbiamo bisogno di indirizzi e di
norme a garanzia dei cittadini. Noi ci prodigheremo in tal senso e vogliamo sperare che
su questo si raggiunga un punto di convergenza, perché in questo modo l’intera classe dirigente regionale compirebbe un salto avanti.
Questo, però, lo possiamo fare, se mettiamo i
paletti al punto giusto e, soprattutto, se guardiamo avanti con spirito costruttivo.
I pugliesi guardano a noi, e penso che anche questo dibattito, pur con i toni aspri che a
volte caratterizzano le discussioni, possa servire a far compiere un passo avanti alla nostra
comunità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Sannicandro. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, vi confesso che neanche io ho
preparato un intervento, e ve ne spiego la motivazione. In questi mesi sono stato combattuto, da un lato, dal senso di ilarità che provavo
leggendo gli attacchi dell’opposizione, in particolare del collega Palese, dall’altro da un
sentimento di profonda indignazione. Ebbene,
in questa contrapposizione di emozioni mi sono angosciato e non sono stato in grado di
scrivere un intervento.
Dopo aver ascoltato le considerazioni e-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
spresse dal collega Palese, ho avvertito il dovere di intervenire sempre con l’intenzione di
frenare l’indignazione e di non assecondarla
nel tentativo demagogico di trasformare in
travi quelle che sono delle semplici pagliuzze,
come giustamente sottolineato dal collega
Maniglio. Proprio perché sospeso fra indignazione e ilarità, mentre parlava il consigliere Palese, mi è venuta in mente la favola di Fedro
che ad un certo punto recitava “superior stabat lupus”. Il lupo, nonostante fosse nella parte alta del fiume, accusava l’agnello di intorbidarne l’acqua. Ebbene, siete stati al Governo
per dieci anni e ora accusate noi, o tentate di
farlo, dopo pochi mesi di gestione della Cosa
pubblica, delle peggiori nefandezze.
È indubitabile che il collega Palese, sapendo di aver governato per dieci anni, ha cercato
di mettere le mani avanti, oscillando tra proclami moralistici, sottili minacce e avvertimenti, cadendo a mio avviso in una sorta di “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Tra
l’altro, ho notato che il collega Palese parlava
a bassa voce, in fretta e con gli occhi bassi,
quasi sapesse di non compiere una buona azione, quasi si vergognasse. In effetti la capisco: fino a quando si rilasciano dichiarazioni
sui giornali, si può anche abusare della parola,
però quando bisogna alzarsi in Aula e assumersi le proprie responsabilità, si comincia a
provare qualche imbarazzo, perché quello che
si dice rimane alla storia. Con calma andrò a
rileggere il suo intervento, ma già da ora posso dirle che ho colto una sorta di “excusatio
non petita” nelle sue parole, consigliere Palese.
È inutile portarla per le lunghe. Lei, fino
all’altro giorno, parlava di consulenze, per cui
mi sono preso la briga di consultare il calendario e mi sono ricordato che voi, nel novembre
2000, a quasi cinque anni di distanza,
all’esordio della Legislatura, tanto per inaugurare e far capire di che pane si doveva campare, portaste frettolosamente in Aula ben otto
disegni di legge che scoprimmo commissionati
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ad altrettanti professori universitari per la modica somma di 50 milioni di vecchie lire cadauno di onorario. Come ebbi modo di dimostrare in quell’occasione, ogni disegno di legge
constava di una pagina e mezza: 25 milioni di
vecchie lire a pagina.
Non è finita qui: scoprimmo successivamente che il testo a fronte era quello adottato
dalle Regioni Toscana e Lazio, da cui avevano
pedissequamente copiato.
Avete dato avvio alla vostra attività politica
non affidando la difesa ad un legale esterno,
come ricordato dal collega Maniglio, ma dando in appalto la funzione legislativa, facendovi
preparare da studi privati esterni otto disegni
di legge. Nonostante questa fedina penale, nonostante questi carichi pendenti, venite oggi a
cercare di metterci sotto accusa. Ma vogliamo
scherzare? Non voglio perdere tempo come ha
fatto il collega Maniglio, quasi si trattasse di
una cosa seria. Vi assicuro che, se solo volessimo, potremmo preparare un dossier sugli
sprechi, sugli arricchimenti, sulla discrezionalità, e via elencando, che hanno caratterizzato il
vostro mandato.
Altro aspetto che mi fa sorridere è che, nonostante io venga puntualmente accusato di
essere comunista e veterocomunista, vi siete
erti ad oppositori delle esternalizzazioni, delle
consulenze, degli incarichi professionali e continuate a ribadire che dovrebbe fare tutto in
proprio l’Ente locale. Siete diventati ultrastatalisti, voi che fino a qualche tempo fa avete
sostenuto il sistema delle privatizzazioni, della
maggiore libertà di azione nel campo del
commercio giuridico, dello spoil system, che
voi avete inventato, e ora ve lo tenete. Siete
stati anche capaci di diffondere la vostra cultura in aree a noi vicine. Del resto, i fan di queste nuove dottrine sostengono che, essendo
loro a risponderne, hanno bisogno del proprio
staff, delle proprie risorse, del proprio staff
dello staff, e via elencando. Avete campato in
questo modo, l’avete tradotto in legge, ed ora
che qualcuno all’interno di un Comune si ade-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
gua alle vostre indicazioni e si crea il proprio
staff, gridate allo scandalo. Allora, cambiamo
la legge e torniamo ad altro sistema.
Mi rendo conto, consigliere Palese, che lei
ora voglia apparire come quello che lo voleva
fare e che è stato ostacolato da altri. Io, però,
non ci credo. Può anche darsi che in una maggioranza qualcuno soccomba, ma credo di poter dire che lei non abbia mai soggiaciuto con
sofferenza, anzi lei sembrava godere di questa
situazione.
Noi, come già ribadito dal collega Maniglio, abbiamo preparato una proposta di legge
per motivi statistici, provvedimento che abbiamo preferito non presentare in attesa del
vostro eventuale beneplacito, considerato che
siamo tutti d’accordo sulla necessità di cambiare strada e di operare al meglio. Tant’è vero che i due ordini del giorno sono identici, in
perfetto stile bipartisan.
Del resto, la proposta di legge, all’articolo
1, prevede semplicemente la costituzione di
una commissione consiliare d’indagine sulla
gestione del personale, degli uffici della Regione, delle AA.SS.LL., delle Aziende ospedaliere, della SEAP, dell’Acquedotto pugliese e
delle Terme di Santa Cesarea Terme, al fine di
accertare il numero delle assunzioni, le qualifiche o il livello di inquadramento, la durata dei
rapporti di lavoro, le modalità di assunzione e
comunque di scelta del prestatore di lavoro.
Nel novero delle unità lavorative vanno considerate tutte le tipologie contrattuali comunque
denominate, ivi comprese quelle del lavoro autonomo e/o di consulenza.
Ebbene, vi invitiamo a sottoscrivere questa
proposta di legge, visto che siamo tutti quanti
d’accordo e considerato che lei, consigliere
Palese, si è preso la briga di scrivere un lungo
intervento per ribadire il proprio assenso su
questi aspetti. Quindi, se volete, le iscrizioni
sono aperte.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Bonasora. Ne ha facoltà.
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BONASORA. Signor Presidente, colleghi
del Consiglio, mentre ascoltavo con estrema
attenzione l’analisi del consigliere Palese, mi è
venuta in mente una frase pronunciata circa
duemila anni fa, una frase che mi torna in mente ogni qual volta si parla di questione morale
all’interno della nostra realtà politica: “chi di
voi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
Vi confesso che dinanzi alla questione morale mi coglie un certo senso di “impotenza”.
Ho ricoperto il ruolo di Sindaco della mia città
per tantissimi anni e durante questa esperienza
ho maturato la convinzione che noi operatori
della politica, noi che ci appassioniamo alle
questioni della gestione pubblica siamo condannati – dobbiamo prenderne coscienza – ad
essere i terminali delle quotidiane e drammatiche richieste di soddisfacimento dei bisogni di
tante famiglie, di tanti giovani, di tante persone della nostra terra di Puglia che non conoscono la realtà del lavoro e l’opportunità di
percepire un reddito. Ebbene, innanzi a questa
relativa interiore impotenza noi uomini della
politica dobbiamo reagire.
Ho colto nell’analisi del consigliere Palese
alcuni cenni di reazione, però ritengo che il
metodo giusto non sia quello di rinfacciarsi
presunte colpe, o presunti errori, come credo
non sia quello di proporre commissioni
d’indagine, con tutto il rispetto per chi ha avanzato tale ipotesi.
Non è la strada giusta per liberare la politica da questa immagine. Le strade da seguire sono altre. È necessaria – passatemi il
termine – un’autentica guerra di liberazione
della politica da questa immagine. Non sarà
mai sufficiente – lo dicevo ieri in qualità di
Sindaco – un’ottima delibera, non sarà mai
sufficiente – lo dico oggi in qualità di consigliere regionale – un’ottima legge dinanzi ai
bisogni urgenti di una persona che chiede
aiuto per vivere.
Non siamo ipocriti: molto spesso ci si rivolge a noi politici per cercare una scorciatoia.
Questa è l’immagine della politica che oggi of-
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friamo, e innanzi a questa realtà molto spesso
ci scopriamo impotenti.
La volontà del Presidente Vendola di recarsi presso la Magistratura e consegnare i dossier l’ho letta nell’ottica di un atto di ribellione, per dire che la politica oggi vuol vivere
una guerra di liberazione da questa immagine.
Io, però, credo che non basti.
Se ritenessimo sufficiente ciò, molto probabilmente a breve torneremmo a parlare di questione morale, per scoprirci ancora una volta
impotenti. Noi uomini della politica, noi consiglieri regionali, i più esposti su questo fronte,
dobbiamo renderci protagonisti e promotori di
un’autentica rivoluzione culturale, che dia la
possibilità a chi si interessa di politica di raccogliere consensi legati alle progettualità, piuttosto che a interessi particolari.
Occorrerebbe, dunque, un’autentica rivoluzione culturale che riporti la politica ad essere
una forma di servizio tesa alla promozione
dell’uomo, in modo tale che la gestione della Cosa pubblica possa apparire, agli occhi di chi intende avvicinarsi alla politica, un’autentica bellissima esperienza. Qualcuno potrà obiettare che
anche questa, insieme all’analisi del consigliere
Palese, può essere un’ovvietà. Credo, invece, che
questa possa e debba essere l’autentica sfida, la
nuova sfida del nostro essere politici.
Noi del centrosinistra siamo indubbiamente
pronti a cogliere questa sfida, perché avvertiamo in pieno questa responsabilità, questa
autentica passione civile che ci spinge a considerare la legalità non collegata ad un concetto
di mera repressione. Per noi la legalità è un
modo di essere, un modo di agire, un modo di
rapportarsi con la Cosa pubblica che va al di là
delle regole, anche quand’esse siano ottime.
Pur tuttavia, se la legalità non è collegata ad
un’autentica rivoluzione culturale, potremmo
anche scrivere delle bellissime regole, ma tali
resterebbero.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Silvestris. Ne ha facoltà.
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SILVESTRIS. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta e colleghi
consiglieri, sono fortemente convinto che non
faremmo cosa utile, se trasformassimo il dibattito di questa sera, al quale abbiamo chiesto
partecipasse personalmente il Presidente Vendola, in una risata generale, come purtroppo è
accaduto in alcuni frangenti. Allo stesso modo, non faremmo nulla di utile, se ci avvitassimo in discussioni che tentano esplicitamente, o
artatamente, di ribadire che ciò che alcuni
hanno fatto è sempre meno di ciò che hanno
fatto altri ancor prima. Condivido a tal riguardo l’impostazione offerta dal collega Maniglio:
questo modo di fare screditerebbe comunque
la politica e le Istituzioni. Ciononostante, questa sera qualcosa dobbiamo fare.
Se i consiglieri regionali di centrodestra e di
centrosinistra, seppur con due ordini del giorno distinti, ma identici nelle conclusioni, hanno
chiesto al Consiglio regionale di discutere di
norme relative alle assunzioni nella Regione e
nelle società partecipate, ciò avviene perché
evidentemente qualcosa è accaduto.
Il consigliere Maniglio invitava a bandire
l’ipocrisia. Ebbene, cari colleghi, tutti quanti
dobbiamo attenerci a questo suggerimento e
ribadire che quanto accaduto a luglio è un
qualcosa che non ci è piaciuto. Rileggendo la
rassegna stampa dei mesi estivi si evince chiaramente che tutti noi abbiamo sottolineato il
nostro dissenso per quello che è accaduto a
luglio. Certo, con i dovuti distinguo, perché
ognuno ha cercato di tirare la giacchetta dalla
propria parte. Da un lato, c’è stato chi ha detto che quello che è accaduto non è piaciuto,
ma la colpa era di chi ha firmato certi provvedimenti e che era stato nominato da altri,
dall’altro c’è stato chi ha detto che quello che
è accaduto non è piaciuto, ma la colpa era da
attribuirsi a chi aveva indicato certi nomi e
firmato certi provvedimenti.
Se ci avvitassimo un’altra volta su questa
discussione, otterremmo l’effetto prefigurato
dal consigliere Maniglio: il discredito della po-
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litica e delle Istituzioni. Gli schizzi di fango su
alcuni, che corrispondono alle tonnellate di
fango su altri, non sono misure utili a questo
ragionamento e mi pare non offrano al dibattito di questa sera una valenza politica e istituzionale adeguata a compiere un passo avanti.
Dobbiamo liberarci dalle ipocrisie, ma non
dobbiamo caricarci di un buonismo che non ci
appartiene, e che, per quanto mi riguarda, sono orgoglioso di dire che non mi appartiene.
Il sentimento che ha maggiormente caratterizzato gli ultimi mesi è stato quello di una forte indignazione salita non dalla politica, non
dal nostro rimpallo sui giornali, ma dal tessuto
connettivo pugliese, quello che vive ogni giorno anche il dramma della disperazione di un
posto di lavoro, un’indignazione nei confronti
di una certa politica di privilegi che in Puglia
ancora si è dimostrata esistere. Dobbiamo almeno avere il coraggio di dirci queste cose.
L’indignazione manifestatasi all’indomani della
pubblicazione sui giornali di alcune notizie era
palpabile con mano da parte sia di chi governa,
sia di chi è all’opposizione, perché tutti siamo
portatori di un consenso in questa Assemblea,
tutti ci siamo presentati agli elettori, tutti ci
siamo proposti per governare. Certo, alcuni lo
fanno, altri sono stati delegati al compito di
controllori, ma tutti abbiamo un’interlocuzione
con il territorio.
Come reagiamo a questo senso di indignazione? Forse rimpallandoci le responsabilità?
O forse, collega Maniglio, misurando le quantità di fango che ciascuna coalizione è titolata
a buttare sull’altra, o che anche all’interno delle coalizioni ciascuno può ricevere, o è scevro
dal ricevere? In questo modo facciamo opera
assolutamente inutile e soprattutto insignificante. Altro, più utilmente, potremmo fare
questa sera. Ad esempio, potremmo dire che
quello che è accaduto questa estate è qualcosa
di deprecabile e censurabile, potremmo anche
sviluppare una riflessione più approfondita.
Presidente Vendola, ho registrato con sorpresa il suo silenzio su questa vicenda, che pu-
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re è stata una vicenda pubblica su cui tutti sono intervenuti, di tutti i partiti. C’è stato chi,
nella sua coalizione, consigliere Maniglio, ha
chiesto l’annullamento e la revoca dei provvedimenti di assunzione. Quindi, non c’è stato un
silenzio da parte di una coalizione e un parlare
da parte di un’altra. Se qualcuno ha chiesto di
annullare certi provvedimenti vuol dire che li
ha ritenuti inopportuni, non li ha condivisi
prima ancora di aspettare l’eventuale giudizio
di legittimità, che è giunto in un secondo momento e che non è oggetto di discussione in
Aula. Mi ha davvero meravigliato il suo silenzio, Presidente Vendola, anche perché per altre vicende, con grande pubblicizzazione, anche mediatica, ha fatto sentire il proprio pensiero e la propria impostazione.
Ora, se vogliamo superare la fase dei distinguo, se vogliamo superare la logica dello
scredito, se vogliamo superare la strumentalizzazione politica, se vogliamo evitare quei rischi a cui si riferiva il collega Maniglio nel suo
intervento, che solo per quella parte ho condiviso, penso ci siano alcune cose da fare. Intanto, bisognerebbe ribadire che qui nessuno è
venuto per giudicare nessuno e a questo aggiungere che nessuno è intenzionato ad aprire
la caccia alle streghe. Possiamo anche costituire commissioni, o avanzare proposte di legge,
ma evitiamo il giochetto per cui, poi, magari si
presentano emendamenti per estendere gli anni
di durata, o gli enti su cui esercitare i poteri di
verifica, o non limitare l’indagine statistica alla
Regione, per arrivare anche alla Camera di
commercio, o alle consulenze, o ai portavoce
delle province. In questo modo continueremmo solo a giocare, non liberandoci da quelle
ipocrisie di cui dovrebbe essere scevro il nostro dibattito.
L’unica cosa utile che, questa sera, potremmo fare è rispondere, da un lato, ad un atteggiamento di indignazione che ha portato
all’odierna discussione, dall’altro ad un dato
oggettivo, al quale penso tutti, nei loro interventi, si siano richiamati, vale a dire la necessi-
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tà di garantire una risposta alla domanda di
trasparenza e di diffusa moralizzazione della
vita pubblica, a cui tutti quanti noi siamo quotidianamente sollecitati. Ebbene, per raggiungere tali obiettivi occorre soddisfare tre necessità che esulano dalla commissione statistica.
La prima necessità, signor Presidente della
Giunta, è quella di dare norme certe alle procedure concorsuali. Lo dico non per fare il
primo della classe – anche perché sarei il settimo in questo caso – ma per futura memoria
del Consiglio regionale: Alleanza Nazionale ha
presentato una proposta di legge al riguardo.
Non sfido nessuno a firmarla, ma invito tutti,
nella sensibilità di ciascuno, a far sì che questa
proposta di legge, che mira a garantire procedure concorsuali trasparenti, verificabili e documentabili anche nel tempo, sia discussa ed
approvata con la massima celerità.
La seconda necessità inerisce l’educazione
ai comportamenti, un ruolo che spetta solo e
soltanto alla politica, soprattutto ai partiti. Se i
nostri partiti non fossero più dei semplici “listifici”, o dei raggruppamenti in cui, secondo le
stagioni di Governo, o di opposizione, intruppiamo chiunque, ma rappresentassero dei luoghi di discussione e di formazione alla politica
e di selezione della classe dirigente, molte risposte a queste esigenze le avremmo già date.
La terza necessità è quella di garantire, attraverso una seria azione di governo, fatta di
atti, non di proclami, risposte e soluzioni a
quei bisogni che spesso danno vita, in particolare, laddove vi è povertà non solo economica,
ma anche sociale e culturale, a quella domanda
di occupazione che porta all’esigenza delle
corsie preferenziali.
Su queste tre risposte, norme certe sulle assunzioni, educazione ai comportamenti e garanzia di un’attività di governo che dia soluzioni e risposte ai bisogni del nostro territorio,
la politica pugliese deve decidere se raccogliere, o meno, una sfida. Se questa sera continuassimo a ripetere chi ha fatto le assunzioni,
chi le ha firmate, chi ne ha tratto vantaggio,
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chi ha più fango addosso e chi ha più titolo per
buttarne sopra agli altri, non avremmo risposto a nessuna di queste tre necessità, facendo
un torto a noi stessi e a quanti, in questi mesi,
ci hanno chiesto una risposta seria ed efficace
rispetto a quanto accaduto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cera. Ne ha facoltà.
CERA. Signor Presidente, colleghi consiglieri, sono francamente impressionato da questa sarabanda dell’ipocrisia. Credo che, questa
sera, la politica stia veramente toccando il
fondo. Una vecchietta del mio paese, qualche
tempo fa, parlando dei politici mi disse, usando una forma dialettale, che sono tutti canne
della stessa “littera”, per dire che sono tutti identici. Se dovessimo accogliere l’invito del
consigliere Sannicandro a sottoscrivere
l’ipocrisia contenuta in quella proposta di legge, continueremmo a prendere in giro il prossimo.
Non ho intenzione di ripetere tutte le frasi
che questa estate hanno riempito la cronaca,
piuttosto vi solleciterei ad andare a verificare
cosa accade negli Enti locali. Vi rendereste
conto che siamo tutti uguali, che siamo identici. Basterebbe vedere quello che succede per il
servizio civile, dove si affacciano centinaia di
giovani, ma a vincere sono sempre gli stessi, i
raccomandati di sempre, a seconda della coalizione politica che governa. Che dire, oppure,
dei convenzionati esterni? Affacciatevi negli
Enti locali, nelle Province, scoprireste chi sono
e che hanno la stessa colorazione politica di
chi governa.
Per dare posti di lavoro la nuova moda lanciata dai Comuni è di inventarsi delle agenzie che, in
qualche maniera, si sovrappongono anche agli
assessorati e che stipulano contratti di lavoro a
tempo determinato, la cui validità varia a seconda della durata dell’Amministrazione. Per non
parlare, poi, del direttore generale di turno, o
delle famose cooperative bianche, rosse, tur-
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chine, o verdi. Tutti sappiamo adattarci a seconda delle colorazioni politiche, tutti sappiamo vivacchiare.
Allora, Presidente Vendola, mi arrabbio
perché, anziché portare una sola delibera al
vaglio della Magistratura, sarebbe stato giusto
portare tutte le delibere della politica in generale e affermare che quando si ha il potere tutti
si è identici, a prescindere dalla propria colorazione politica. Ecco perché mi ribello alla sarabanda, all’ipocrisia che, questa sera, emerge
da ambo le parti.
Vorrei tanto che, indistintamente da chi governa, sia esso il centrodestra, sia esso il centrosinistra, fossero offerte le stesse possibilità
a tutti coloro che si presentano ad un concorso. La verità è che, a seconda di chi governa, è
la politica a dettare le regole. Molto spesso –
questa è la cosa più grave – a rimetterci sono
le persone più deboli e indifese, quelle che non
sono toccate dalla politica e che non hanno
trovato in paradiso quel santo protettore che
possa rimetterle in circolo.
Nella parte più povera ed emarginata del
Subappennino Dauno e del Gargano ci sono
ancora persone che, nonostante abbiano raggiunto ormai una certa età, sono in attesa della
loro prima occasione di lavoro. Ebbene, dovremmo essere noi, con la politica, a crearne
di nuove. Quantomeno, per cortesia, non
prendiamo in giro la brava gente che nella politica in generale ormai ha perso le speranze.
All’amico Maniglio vorrei dire che sono arrabbiato, e non me ne abbia, con il consigliere
Palese, ma non per le ragioni che lui immagina. Come si fa a dire che si è approfittato della
situazione politica, quando nel foggiano avremmo potuto tranquillamente recuperare
settemila voti, se solo avessimo proceduto alla
nomina dei consigli di amministrazione
dell’ASI, dell’EDISU, della Fiera di Foggia,
dello IACP e dei revisori dei conti. Sarebbe
bastato creare l’entusiasmo dell’attesa per recuperare quei settemila voti che oggi vi consentono di governare.
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A voi, che avete vinto la tornata elettorale,
abbiamo lasciato una grande ricchezza in termini economici, per cui potrete fare quello che
volete. Non venite a dirci, però, che la politica
è diversa a seconda di chi governa, se il centrosinistra, o il centrodestra. Come dice la
vecchietta del mio paese: siamo tutti canne
della stessa “littera”.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attanasio. Ne ha facoltà.
ATTANASIO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, desidero rivolgere il mio intervento
in particolare al Presidente Vendola, nulla togliendo ai miei colleghi, dal momento che l’ho
seguito molto attentamente durante la sua
campagna elettorale e ancor di più quando in
piazza della Prefettura, a poco meno di cinquanta metri da casa mia, chiuse il comizio.
Ebbene, l’articolazione elettorale del Presidente Vendola si è sviluppata essenzialmente su
due pilastri: il primo, la sanità e il riordino sanitario; il secondo, la questione morale, intesa
nella maniera più ampia possibile. Ricordo che
il Presidente della Giunta, rappresentando una
sottolineatura forte e intimamente sentita,
promise che avrebbe dato voce a coloro che,
fino a quel momento, non l’avevano avuta, che
si sarebbe mosso laddove si annidava il disagio
e la povertà. Ricordo anche la sua dichiarazione quando prese possesso dell’ufficio regionale che già fu del Presidente Fitto: bella e calda
è la stanza del potere, buia e fredda è la stanza
della sofferenza e del disagio. Credo abbia
convinto tutti, tant’è vero che lo slogan che
campeggiava sui manifesti del centrosinistra
era: “una Puglia migliore”.
Questa breve premessa mi porta a dire ai
colleghi dell’attuale maggioranza che, ammesso e assolutamente non concesso che quello
che ci avete attribuito corrisponde al vero, ciò
è stato sottolineato dall’esito della campagna
elettorale: noi l’abbiamo persa, voi l’avete vinta, perché eravate migliori. Ora tocca a voi
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RESOCONTO STENOGRAFICO
dimostrare di essere migliori. Noi, in campagna elettorale, non l’abbiamo detto neppure
una volta, proprio perché abbiamo sempre saputo e per certi versi compreso le umane debolezze. La maggiore stizza, dunque, in questo momento trae origine proprio da questo
atteggiamento di sentirsi migliori.
È una considerazione che ho avuto modo di
esprimere, in maniera altrettanto compassata,
durante un mio intervento in un precedente
Consiglio. Purtroppo allora non era presente il
Presidente Vendola. Ebbene, se partiamo dal
fatto che nessuno è migliore dell’altro e che le
condizioni generali e ambientali talvolta fanno
deviare la macchina dalla retta strada, questo,
sì, che può essere un buon inizio ed un buon
viatico per portare avanti un sereno ragionamento e analizzare quegli aspetti che secondo
Dorothy Lousie Zinn, nel suo libro “La raccomandazione – Clientelismo vecchio e nuovo”,
sono molto più forti e molto più impregnati di
disagio nel Meridione.
Occorre ragionare e chiedersi: c’è pericolo
che la preferenza unica, quindi il rapporto diretto, schiacciante ed epidermico con
l’elettore, spinga noi tutti al punto tale da non
riuscire più a controllare quello che può essere
un discorso che in maniera intrinseca riteniamo
etico per noi stessi? C’è pericolo, o quella tanto vituperata legge elettorale, adesso in sede di
approvazione al Senato, potrebbe rappresentare l’opportunità, con le liste bloccate, di determinare un momento di riflessione – non voglio certo sciogliere i nodi in questa circostanza – acché questa sovrapposizione che rende
asfittici tutti quanti, elettore ed eletto, possa
cessare?
Non conosco la sua esperienza pregressa
dal punto di vista politico, Presidente Vendola,
non so se si è sempre candidato nei collegi uninominali, o se nella sua passata esperienza è
stato anche consigliere comunale, però posso
dire indubbiamente che chi viene eletto nei
collegi uninominali ha vita più facile di chi,
come i consiglieri comunali o regionali, vive la
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preferenza unica e, quindi, una sovrapposizione molto forte da parte degli elettori.
Ciò detto, devo dare ragione al collega Silvestris quando sostiene che bisogna cercare di
fatturare positivamente questo momento. Personalmente non ho fatto i nomi di nessuno,
tuttavia, nel momento in cui ho ricevuto
l’incartamento relativo all’Acquedotto pugliese, ai sensi dell’articolo 39, comma 3, dello
Statuto, documentazione che ho letto attentamente, avrei gradito anche ricevere l’elenco di
quelle persone, di cui non avrei morbosamente
fatto cenno, il che mi è stato impossibile per
una più o meno non condivisibile ragione di
tutela della privacy, sostenuta apertamente dal
dottor Petrella. Credo che il problema della tutela della privacy sia tra noi, che otteniamo gli
incartamenti, e le persone eventualmente lese
da questo utilizzo.
Presidente Vendola e Presidente Pepe, sarebbe opportuno – credo che anche i consiglieri di maggioranza possano convenire – allertare tutti gli uffici e metterli a conoscenza
dell’articolo 39, comma 3, dello Statuto, secondo cui dovrebbero essere messi a disposizione dei consiglieri, ancor quando richiesti,
gli atti regionali. Questo sarebbe già un elemento di grande trasparenza.
Inoltre, non sarebbe affatto male, anzi sarebbe un atteggiamento molto positivo da parte del Presidente considerare la proposta di
legge di Alleanza Nazionale, assolutamente da
migliorare, da emendare e da rivedere, dimodoché, dopo aver celebrato l’apoteosi
dell’avvenimento e l’analisi condivisibile dei
fatti, se tutti siamo d’accordo, se tutti siamo in
buona fede, si possa procedere alla fase successiva. Credo che ciò possa essere un elemento di autotutela anche per i consiglieri di
maggioranza, perché a mio avviso il consigliere Maniglio ha involontariamente fatto un intervento che oserei definire, per certi aspetti,
diseducativo. Forse, il retropensiero dei consiglieri regionali di maggioranza – sarebbe del
tutto legittimo, se lo stessero pensando – può
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RESOCONTO STENOGRAFICO
alimentare questo genere di sentimento: proprio ora che tocca a noi, non sembrano convincenti.
Ho esercitato per cinque anni la funzione di
consigliere regionale di maggioranza e posso
ben dirvi che le pressioni alle quali sarete ancor più di noi sottoposti per i prossimi cinque
anni saranno insostenibili. Forse, questa proposta di legge, così come il consigliere Palese
nell’ultima parte del suo intervento ha avuto
modo di ribadire, potrebbe mettere tutti quanti
nelle condizioni di fare politica, quella con la
“p” maiuscola, di recuperare i disagi assolutamente singoli e di predisporre norme di interesse generale. Questa è la politica e questo è
il motivo per cui siamo consiglieri regionali.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Costantino. Ne ha facoltà.
COSTANTINO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, desidero innanzitutto raccontarvi una storia personale che mi ha fortemente
stupito. Alcune settimane fa, mi sono recato
presso il comando dei Vigili Urbani di Bari per
salutare un maresciallo, il quale, dopo avermi
accompagnato e avermi fatto visitare la struttura, mi disse che mi conosceva indirettamente
dal momento che, quando ricoprivo l’incarico
di Sindaco del Comune di Ginosa, fu bandito
un concorso a Ginosa per comandante dei Vigili Urbani che fu successivamente vinto da un
barese. La qual cosa, vi confesso, mi ha un po’
preoccupato, in quanto appariva una cosa talmente semplice indire un concorso regolare
che premiasse il migliore.
Ebbene, questo episodio mi ha ricordato
una frase ricorrente del film di Sergio Rubini,
“Il cognato”, un film ambientato a Bari che
narra un viaggio nel mondo dell’illegalità, frase che veniva ripetuta quando si proponeva
qualcosa di legale: “ma tu non sei di Bari?”.
Onestamente, mi preoccupa alquanto questo
modo di ragionare. È chiaro che Bari non rappresenta la capitale della corruzione ma, poi-
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ché è da sempre centro del potere, viene spesso presa come punto di riferimento negativo.
È comunque chiaro ed evidente che questo
malcostume è largamente diffuso.
Se la fase delle polemiche è superata – credo sia superata, almeno a sentire gli interventi
da parte della maggioranza e della minoranza
– allora cerchiamo di prendere gli spunti positivi di questa discussione. Un elemento estremamente positivo è la consapevolezza da parte
di tutti che in questo modo non si può più andare avanti. Se siamo in grado di superare
questa fase, ed è possibile superarla, ben venga una legge regionale, tenendo bene a mente,
però, che questa non sarà sufficiente a cambiare le cose.
Credo comunque che sia nostro dovere offrire un’immagine positiva ai cittadini pugliesi,
e condivido l’atteggiamento e la posizione del
Presidente Vendola, perché comunque ha lanciato un segnale ai pugliesi. Poi, se saremo in
grado di metterlo seriamente in pratica, lo verificheremo con il passare del tempo.
Credo sia indispensabile mettere in atto tutti i tentativi, affinché da questa idea nuova si
possano raccogliere risultati concreti. Invito,
però, a non confondere gli argomenti. Oggi,
stiamo parlando di concorsi pubblici, per cui è
inutile fare l’esempio di problematiche relative
a cittadini con particolari esigenze. In qualità
di Sindaco vi confesso che ho aiutato tantissima gente bisognosa e non me ne pento assolutamente, però quest’oggi non stiamo trattando
questo tema, ma stiamo parlando di concorsi
pubblici, che devono essere assolutamente trasparenti e che devono premiare i migliori.
Qualora vi riuscissimo, faremmo cosa utile per
noi consiglieri, che verremmo alleviati dalle
tantissime pressioni che riceviamo, che riceveremo e che abbiamo sempre ricevuto, perlomeno in questo modo potremmo dimostrare
che qualcosa comincia a cambiare, ma soprattutto faremmo cosa utile all’Ente, perché ha
bisogno di gente altamente professionale e
preparata, e ai cittadini pugliesi.
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Dalla consapevolezza che nasce questa sera
abbiamo il diritto e il dovere di andare avanti
cercando di trovare delle soluzioni. Probabilmente, le soluzioni non verranno fuori da una
legge, in quanto queste sono insite nel singolo
comportamento dei consiglieri e degli assessori, ma l’idea che è stata lanciata va raccolta e
portata avanti. Credo che le premesse per fare
qualcosa insieme ci siano tutte.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Damone. Ne ha facoltà.
DAMONE. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, avverto una certa difficoltà nel
prendere la parola questa sera, perché finora
mi pare si sia semplicemente scoperta l’acqua
calda, si siano rievocati i soliti luoghi comuni.
Le aggressioni e le violenze anche verbali non
credo contribuiranno a risolvere il problema
morale. Dal mio punto di vista la morale non
ha colorazione politica, anche se c’è una parte
politica di sinistra che ritiene di possedere la
perfezione e il rispetto delle norme e della legalità.
Prendo, comunque, la parola con grande
tristezza e con grande rammarico, anche perché più che le parole, più che le chiacchiere
oggi servono i fatti concreti. Io vengo da molto lontano, ho vissuto molte esperienze a livello regionale e ricordo quando, bipartisan, il
Vicepresidente della Giunta regionale e due
rappresentanti dell’opposizione si incontravano in una saletta dell’Hotel Jolly per compiere
alcune operazioni non certo confessabili in
questa sede. La morale, lo ripeto, è sul piano
dei comportamenti, sul piano della quotidianità
di ciascuno di noi.
Badate, in qualità di operatore politico e di
amministratore di un’ASL ho ricevuto da parte della sinistra la bellezza di centoventi denunce all’autorità giudiziaria, ho subito due
indagini per mafia, una delle quali voluta
dall’allora Vicepresidente della Commissione
antimafia (anche per questo motivo nutro
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qualche risentimento nei confronti dell’attuale
Presidente, e non lo nascondo). Ebbene, tutti i
procedimenti subiti si sono conclusi con il proscioglimento in istruttoria, perché nella mia vita non ho mai preso una lira da nessuno. Piuttosto, ho dato occupazione, ho violato anche
le leggi procedendo a cinquantuno assunzioni,
nonostante vigesse il blocco, ho creato il dipartimento di emergenza, la guardia medica
notturna in cardiologia, e via elencando. Oggi,
sono consigliere regionale grazie a quelle denunce, perché la gente, dopo quindici anni di
sofferenze patite sulla mia pelle, ha espresso il
proprio consenso e la propria riconoscenza nei
riguardi della mia persona e della mia storia
politica.
Devo dare pubblicamente atto al Presidente
Vendola, nonostante il mio risentimento nei
suoi confronti, che forse è l’unico, nel momento in cui è libero di scegliere, a nominare persone altamente qualificate e ad andare al di là
della solita logica della gestione e della spartizione partitica. Dunque, o vince, o perde la
logica del Presidente, da questo discorso non
si viene fuori.
Vorrei portarvi un esempio. A San Severo,
un amico del Presidente, che oltretutto ha contribuito alla mia non realizzata crocifissione, è
uno di coloro che fa il santo per antonomasia,
però, quando si è trattato di richiedere un incarico per la sua persona, ha sdoppiato il dipartimento di tossicodipendenza a San Severo,
unico caso in Italia. Vi sono amici e figli di
amministratori della sinistra che hanno ricevuto occupazione da parte del centrodestra. A
questo punto, amici cari, smettiamola di farci
del male vicendevolmente. Ripeto, la morale
ha la caratteristica oggettiva di non appartenere a nessuno. Quando per la morale, o per un
discorso pseudo-morale teso a colpire
l’avversario, ci si rivolge alla Magistratura, allora vuol dire che i limiti della democrazia e
della libertà si stanno restringendo nel nostro
Paese, perché la Magistratura surroga i poteri
della Pubblica amministrazione.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Chiedo ai diversi amici della provincia di
Foggia quanti Magistrati hanno i figli impiegati nelle banche, o i fratelli impiegati nelle
AA.SS.LL grazie alle raccomandazioni. È un
delitto? Richiamo alla memoria quanto Bettino
Craxi disse in uno dei suoi ultimi interventi in
Parlamento: chi di voi non ha subìto o fatto
corruzione, si alzi in piedi. Ebbene, allora non
si alzò nessuno. La morale è un fatto squisitamente personale, la morale è sul piano dei
comportamenti e delle azioni quotidiane. Se
vogliamo sconfiggere la corruzione, procediamo con gli accertamenti patrimoniali. Non
sono utili gli arresti domiciliari, come d’altra
parte avviene, ad esempio, per coloro che taccheggiano i braccianti agricoli, persone che
guadagnano 15 euro a giornata lavorativa. A
quella gente bisogna togliere il patrimonio, occorre intervenire colpendo le loro tasche, solo
così quel genere di persone si sente minacciata, si ricrede e magari torna sui propri passi. In
politica serve l’accertamento patrimoniale, e
ciascuno di noi deve compiere azioni conseguenti.
Mi permetto, quindi, di dare un suggerimento al Presidente Vendola: faccia attenzione
alle procedure concorsuali, perché fioccano
raccomandazioni che lei, pur con tutta la sua
buona volontà, la sua buona disponibilità e la
sua buona fede, che le riconosco, non riuscirà
mai a sconfiggere. Allora, cerchiamo di avvicinarci ad un criterio più o meno oggettivo,
quale quello di tenere conto dei curricula dei
candidati, dando giusto valore ai voti di laurea, o di diploma, perché chi prende il massimo
dei voti, anche se figlio di un barone, è certamente una persona che si è impegnata. In questo modo, pur con tutti gli aggiustamenti del
caso, possiamo dar vita ad un criterio oggettivo che dia spazio alla meritocrazia.
Caro Presidente, noi dobbiamo essere sempre conseguenti. Oggi, assistiamo ad un trasversalismo violento, in ispecie nell’ambiente
sanitario, dove i signori medici fanno a gara
per salire sul carro del vincitore e ottenere un
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primariato, od una posizione dipartimentale. È
davvero squallido.
Se lei è in buona fede, come io ritengo,
cominci a revisionare tutti gli incarichi gestionali. Vi sono forme di degrado nelle
AA.SS.LL. che fanno pena. Ve lo dice chi nella sanità ha speso i migliori anni della propria
vita lavorativa. Proprio per questo voglio offrire un contributo sul piano deontologico
all’azione governativa, acché si eviti la caccia
alle streghe e si cominci seriamente a lavorare
per la gente e per la comunità.
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Romano. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, pur non avendo maturato
un’esperienza pregressa tale da farmi comprendere le dinamiche e gli sviluppi della discussione, sono stato ugualmente in grado di
comprendere l’evoluzione del dibattito stesso.
Ebbene, rispetto ai toni e alle argomentazioni
di questa estate avevo inteso che la discussione odierna sarebbe stata un’altra.
Vi confesso che ho trovato poco chiare alcune considerazioni espresse dal collega Palese a proposito del trasformismo imperante, parole prontamente richiamate dal consigliere
Silvestris quando faceva riferimento ai fastidi
che possono derivare dalla produzione di veri
e propri “listifici”.
Solo adesso ho meglio compreso, seguendo
l’intervento del consigliere Damone, quello
che in realtà egli intendeva dire.
Ritengo che questa discussione, come altri
colleghi hanno sottolineato, debba essere scevra da infingimenti, se davvero vuole portare
da qualche parte. Proprio per questa ragione
personalmente non accetto la chiamata di corresponsabilità in ordine alla questione morale
così com’è stata presentata, anche perché un
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RESOCONTO STENOGRAFICO
tema così importante e delicato è stato riempito di molti elementi impropri, dalla legge elettorale che ritorna al proporzionale, alle pagliuzze delle assunzioni. Credo che lo spessore
e i contenuti della questione morale siano ben
altri.
Ricordo il lirismo con cui, il 5 agosto scorso, il consigliere Saccomanno parlò del rapporto tra maggioranza e opposizione in questa
sede, rapporto che doveva svilupparsi, a suo
dire, in termini collaborativi, il che non significa consociativi, perché la consociazione potrebbe ricollocarsi all’interno della questione
morale stessa. A tal proposito, ricordo un inquietante articolo scritto da Pier Paolo Pasolini negli anni ‘70, quando diceva: io so. Ebbene, dopo vent’anni abbiamo capito cosa intendesse dire. In merito all’azione di governo che
si è sviluppata in questi anni, io posso dire di
non sapere, ma certamente posso dire di aver
visto cos’è accaduto in periferia, avendo anche
ricoperto l’incarico di Sindaco. Allo stesso
modo posso dire di conoscere perfettamente il
differente approccio che si ha sulla gestione di
questa complessa materia.
Quando un responsabile istituzionale si misura con il consenso elettorale – chi ha fatto il
Sindaco sa di cosa sto parlando – e va incontro ad una sconfitta, il giudizio dell’elettore si
accetta solo dopo un certo arco di tempo. La
prima reazione è indubbiamente quella di stilare una sorta di lista di proscrizione degli eventuali traditori. Ho vissuto queste esperienze.
Poi, mi sono ricandidato e la mia cultura mi ha
portato a strappare quella lista che avrebbe
dovuto caratterizzare il mio assenso, o il mio
diniego alla responsabilità di un dirigente, di
un ingegnere, di un incaricato, e quant’altro.
Se volessimo valutare con linearità e senza
infingimenti – serve a noi, ma anche a chi ha
governato prima di noi – quello che è accaduto in Puglia in tutti gli enti, come la militarizzazione e il livello di qualità che alcuni servizi
hanno raggiunto, perché veniva prima
l’appartenenza, poi tutto il resto, dovremmo
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riflettere maggiormente sul risultato, giusto o
sbagliato, che ci è stato consegnato. Credo
che questo sia il problema che deve essere affrontato senza ipocrisie. C’è un approccio diverso, c’è una cultura diversa nel governo di
questa materia così delicata. Allo stesso modo,
noi dovremmo ragionare come centrosinistra,
perché ognuno ha le sue responsabilità.
Ogni tanto ci dilettiamo a capire meglio
cos’è la coscienza critica dell’elettore, ogni
tanto ci imbarchiamo in una sorta di sondaggio
fatto a caso. Ebbene, quando l’elettore risponde con un “siete tutti uguali”, sono convinto
che quello è un elettore di centrosinistra, e lo
dico perché è giusto che la politica si assuma
le responsabilità fino in fondo rispetto alla funzione svolta, ai compiti assegnati, alle scelte
compiute.
Allora, in questa fase e su questa discussione, per quello che ci riguarda, credo che la
partita non possa essere definita con una semplice norma, dal momento che la storia è piena
di deroghe alle norme. La partita deve misurarsi sul terreno culturale, sulla costruzione di
opportunità pari nel settore imprenditoriale,
nel finanziamento agevolato, nella finanza trasferita, nell’accesso alle fonti di finanziamento
pubblico. Da Sindaco ho visto cosa arrivava in
un comune di centrosinistra per il sostegno alle devianze e cosa arrivava in qualche altro
comune limitrofo.
Mi corre, pertanto, il dovere di consegnare
al Presidente Vendola una nostra richiesta.
Qualche giorno fa, quando si sono insediati i
direttori generali delle AA.SS.LL., ho deciso
di rivolgere un augurio irrituale al direttore
nominato nell’ASL di competenza del mio territorio, dicendogli che, dall’ascolto che ho attivato in qualità di consigliere nella società in
merito ai temi della sanità, ho ravvisato molti
interessi che guardano con attenzione alle politiche del centrosinistra. Ebbene, rispetto a
questi interessi l’ho invitato a prestare la massima attenzione, lasciandoli sedimentare, perché diversamente quegli interessi potrebbero
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tradursi in trasformismo. Ho aggiunto, in ultimo, che la frontiera delle scelte che egli dovrà
compiere deve essere rappresentata dal merito,
dalla qualità, dall’appropriatezza.
Qualche settimana fa abbiamo tenuto gli
stati generali e in quella riunione, dietro un suo
messaggio forte, abbiamo deciso di percorrere
una strada. Ebbene, la risposta prima che si
può dare a questo tema è di mantenere alte le
scelte che compiamo. Non sto parlando delle
guarentigie previste dalla normativa a chi governa, perché quelle ci sono per tutti, ma
quando c’è una scelta che riguarda qualche ente è giusto che la politica si misuri con qualcosa che sia più congeniale anche al suo stesso
progetto politico.
Ad ogni modo, rispetto a tutto il resto, il
merito, l’appropriatezza delle prestazioni e la
qualità delle risposte che si danno, devono
rappresentare la frontiera che caratterizza la
questione morale.
Badate, noi non siamo i nuovi padroni della
Regione Puglia, guai se lo pensassimo anche
solo per un istante. Non so se prima ci sono
stati dei padroni, ma se si sono comportati da
tali, se ne assumeranno la responsabilità. Per
quanto riguarda il centrosinistra, il messaggio
chiaro che dobbiamo dare al popolo pugliese è
che non abbiamo insediato un nuovo padrone
rispetto a quello che c’era precedentemente.
La nostra volontà si limiterà alle scelte che
compiremo quotidianamente nella nostra azione di governo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Borraccino. Ne ha facoltà.
BORRACCINO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, il dibattito odierno ha come
tema la trasparenza nelle procedure di assunzione di personale presso gli enti strumentali
della Regione Puglia. Purtroppo, questa sera
di tutto si sta parlando tranne che del problema oggetto degli ordini del giorno. Penso che
da parte dell’opposizione si sia voluta costrui-
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re artatamente un’azione di grande clamore
senza entrare nel merito della vicenda.
Quando si presenta un ordine del giorno in
data 26 luglio, dopo appena un mese e mezzo
dall’insediamento della Giunta di centrosinistra, in ordine a procedure, criteri e atti di trasparenza nelle assunzioni, è chiaro che non si
può non fare riferimento a criteri, metodi, scelte, modalità e approcci che sono stati messi in
atto nella precedente Legislatura, che hanno
connotato l’azione della precedente Amministrazione. Invece, con un’azione che su tre
fronti ha visto impegnata l’opposizione, si è
voluto sollevare un grande clamore.
Lo abbiamo notato anche dal modo con cui
si è giunti in questo Consiglio. C’era quasi il
timore che lo show non potesse realizzarsi
senza la viva presenza del Presidente della
Giunta, quasi che il Governo, rappresentato
dal Vicepresidente Frisullo, dagli assessori e
dalla maggioranza organicamente presente in
Aula, non fosse sufficiente a togliere lo sfizio
ai rappresentanti dell’opposizione del centrodestra. Si è quasi pretesa la presenza del Presidente della Giunta, il quale si è adoprato
massimamente per partecipare alla odierna seduta.
Questa estate abbiamo assistito, da un lato,
alla demagogia sulle procedure di assunzione –
oltretutto previste dalla precedente Giunta,
con la precedente Amministrazione – posta in
essere in primis dal consigliere Fitto, proprio
lui che, guarda caso, questa sera è misteriosamente assente, nonostante si svolga la discussione di un punto che egli diceva di ritenere
prioritario. Dall’altro lato, abbiamo assistito ad
un poderoso e micidiale attacco mediatico,
con delle imbeccate che sono state date in pasto ai mass media di tiratura nazionale. In particolare, mi riferisco alla squallida campagna
che ha portato avanti “Il Giornale”, quotidiano di proprietà del Presidente Berlusconi, sulle
indennità pugliesi, compiendo un atto poco serio e deontologicamente scorretto. Sono state,
infatti, indicate per la Regione Puglia le cifre
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lorde relative alle indennità di presidenti, assessori e consiglieri, mentre in maniera un po’
più tenera per altre Regioni gestite dal centrodestra si sono offerte cifre notevolmente più
basse, perché chiaramente depurate da oneri e
tasse. Altra cosa vergognosa è stato il ricorso
amministrativo tentato per l’annullamento delle elezioni, che nel prossimo mese vedrà la seduta del Consiglio di Stato, quasi a non voler
riconoscere, a non voler dare legittimità a questo Governo e a questa maggioranza di centrosinistra.
Ebbene, questa poderosa offensiva, ponendo in essere una forte demagogia, una massiccia strumentalizzazione di certa stampa e una
capziosa volontà di non voler riconoscere il
risultato decretato dai cittadini pugliesi, che
hanno manifestato una grande voglia di discontinuità e di rinascita, ha fatto sì che si arrivasse a tutto ciò.
Da pochi mesi svolgo il ruolo di consigliere
regionale, ma per quanto mi è dato di sapere
vi posso assicurare che questa coalizione, questa maggioranza, questi uomini che amministrano la Regione Puglia non nascondono
scheletri nell’armadio. Non ci faremo trascinare da questa polemica. Ripeto, mettetevi
l’anima in pace, non abbiamo scheletri
nell’armadio.
Piuttosto, c’è la voglia di continuare a interagire con la rinascita pugliese, con questa
gente che ha voluto davvero cambiare, che ha
voluto portare una ventata di novità in una politica che da troppo tempo, da tanti anni era
intesa come mera gestione, una sorta di mix
tra grande efficienza e scarsi risultati. Peraltro,
questa tanto decantata grande efficienza era
soltanto nella testa degli amministratori. Si potrebbe riassumere con la seguente formula:
una grande capacità decisionale seguìta da una
grande incapacità gestionale. Questo ha rappresentato il centrodestra.
Una volta che le leve del comando gli sono
state tolte, il centrodestra ha tentato la strada
mediatica di non riconoscere il risultato, la
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strada di voler intravedere forse vizi che sono
stati appannaggio della precedente Giunta regionale, che ha conosciuto non solo il tintinnio
delle manette, ma addirittura anche la carcerazione di interi gruppi di assessori. Ora, invece,
si attacca la discontinuità, la nuova classe dirigente pugliese del centrosinistra, quasi a voler
addossare a loro queste responsabilità.
Non ci facciamo trascinare in questa polemica, piuttosto vogliamo continuare a dialogare con quelle persone, convinti che non si può
vivacchiare. Noi non vogliamo vivacchiare,
consigliere Cera, tantomeno ci sentiamo di
rappresentare la normalità descritta da quella
vecchietta che sostiene che i politici sono tutti
uguali. Noi non ci sentiamo assolutamente uguali a nessuno. Ognuno dei quarantadue consiglieri che compongono la maggioranza ha
una sua peculiarità, ha una sua autonomia, ha
una sua discrezionalità. Non ci sono padroni in
questa maggioranza. Ci sentiamo notevolmente diversi da coloro che hanno gestito, prima
di noi, la Regione Puglia. Non voleva morire,
perché doveva imparare, e probabilmente imparerà che con questa maggioranza c’è un metodo nuovo di fare politica, consigliere Cera.
Mi meraviglio che, alla fine, la bontà del suo
ragionamento, ancora una volta, sia sfociata in
una polemica tutta interna con il collega Palese
su quei settemila voti che non siete riusciti a
raccogliere.
Noi, invece, guardiamo a quella generazione che, a sua volta, ci segue con attenzione e
che non possiamo deludere. Noi guardiamo a
questi giovani che hanno dimostrato la loro
grande voglia di cambiamento. Colleghi del
centrodestra, non si può uccidere il sogno di
una generazione in un territorio in cui quotidianamente è stato ucciso questo sogno.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cappellini. Ne ha facoltà.
CAPPELLINI. Signor Presidente, colleghi
del Consiglio, non parto dall’assunto che in
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quest’Aula ci siano consiglieri buoni e consiglieri cattivi. Immagino che l’Assise sia composta da settantasei galantuomini. Ciononostante, avendo anche maturato un’esperienza
da democristiano, un’esperienza importante
che mai rinnego, mi preme sottolineare che il
tema in questione, che ha ormai travalicato gli
stessi ordini del giorno, ha posto una condizione di discrimine di ordine culturale. È vero
che Aldo Moro, in quel contesto, diceva che
non si sarebbero mai fatti processare sulle
piazze, però, quando parlava del potere, esprimeva un concetto altrettanto chiaro, vale a
dire che per il potere si possono seguire due
strade: la sua gestione, o la sua ragione. Ebbene, credo che l’attuale maggioranza abbia intrapreso la seconda di queste strade.
Badate, la maggioranza odierna, nel corso
della propria campagna elettorale, non ha celebrato alcun processo ai dieci anni di passato
Governo. Piuttosto, ha parlato di una Puglia
migliore, ponendovi al centro la ragione del
potere, motivo per cui si chiedeva il consenso
ai nostri cittadini. Credo che questo risulti
fondamentale anche oggi, proprio in queste
ore, perché anche nei processi ci sono due
modi di procedere. Questo concetto diverso
rappresenta un discrimine culturale e, se mi
consentite, anche politico.
C’è chi i processi li ha affrontati, come un
democristiano di lungo corso quale il Senatore
Andreotti, per ben dieci anni, difendendosi nel
processo, e c’è chi, caro collega Palese, si difende dal processo. Gli esempi sono di queste
ore. Allora, quando si parla di questione morale avverto l’impressione che non sia sufficiente
fare una legge, od una norma. La questione
morale è tutta dentro la questione politica, che
a sua volta comporta una scelta di ordine metodologico e di governo.
Anch’io sono alla prima esperienza in questo Consiglio regionale, però ho già avuto la
possibilità di svolgere attività amministrativa in
qualità di assessore all’urbanistica nel Governo
del Sindaco Antonino a Brindisi. Ebbene, an-
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che in quel caso sono stati i comportamenti
delle persone a determinare la questione morale, o una questione che morale non è e che, invece, riesce a far andare d’accordo la scelta
politica con l’etica dei comportamenti.
Sta tutto qui, caro consigliere Palese, il discrimine, perché non si può fare di tutta l’erba
un fascio. Non siamo stati certamente noi coloro i quali hanno portato avanti polemiche
aspre rispetto a condizioni nelle quali si poneva questo Governo, quasi fosse sotto accusa
per scelte che non lo vedevano protagonista,
che non gli appartenevano. Qualche volta si è
fatto addirittura un processo anche alle intenzioni.
In questo Consesso non ci sono i Girolamo
Savonarola, non c’è chi fa il giustizialista, ma
c’è chi, sul piano della questione politica, ha
l’ambizione, come Nichi Vendola e la sua
maggioranza, di riannodare i fili dei diritti, di
riportare al centro le ingiustizie sociali e le povertà di coloro i quali sono esclusi e che questa maggioranza e questo Governo hanno il
dovere e il diritto di far sedere in prima fila.
Questa è la condizione primaria. Poi, è chiaro
che ognuno di noi sarà valutato dagli altri.
È vero, caro amico Cera, che lo scarto dei
voti è quello che è, ma è altrettanto vero che si
era partiti da una condizione di meno 19%. Il
vero giudizio, alla fine, spetta al popolo, il
quale si è espresso in una determinata maniera.
Non dimentichiamo, poi, che quella legge elettorale l’abbiamo trovata, non l’abbiamo certo
fatta noi.
Questa maggioranza e questo Governo
hanno l’ambizione di dichiararsi diversi rispetto al Governo degli ultimi anni, che si è caratterizzato in una certa maniera. Questa è materia delicata, motivo per cui sono convinto che
la nostra azione politica e di governo si misurerà sulla capacità di fare le cose in un’altra
maniera.
Concludo il mio intervento, raccontandovi
il seguente aneddoto. Nel 1492 due frati domenicani della Renania scrissero un trattato in
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cui sostenevano che per dimostrare che una
strega era tale bisognava legarla, imbavagliarla
e gettarla nel fiume. Ebbene, se ella affogava
voleva dire che non era una strega, se non affogava, sostenendo che fosse il diavolo a tenerla a galla, veniva considerata una strega,
per cui andava bruciata sul rogo.
Non credo che questa maggioranza possa
essere eletta in base a questo aneddoto. Questa maggioranza e questo Governo hanno
l’ambizione di dissentire completamente da
quel trattato e di scriverne uno nuovo. I passi,
le scelte e le decisioni che, in questi pochi mesi
di Governo, sono state compiute, procedono
tutte lungo questa direzione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ruocco. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, quando il Presidente Pepe in termini
un po’ sportivi mi ha invitato a prepararmi per
l’intervento, mi è parso si celasse dietro i suoi
toni l’idea della necessità di una sorta di scontro. Pertanto, ho voluto seguire il suo invito e
ho cominciato a raccogliere i miei pensieri, anche perché l’intervento di questa sera è uno
dei più difficili. Rispetto a quanto si è verificato questa estate, stiamo assistendo ad un’orgia
di ipocrisia ammantata di contrapposizioni.
Se i cittadini pugliesi avessero seguito questo dibattito, anche solo attraverso la stampa,
rispetto a tutto quello che c’è stato, sarebbero
rimasti molto delusi. Abbiamo sentito parlare
di stipendi, abbiamo sentito parlare di sistema
elettorale, abbiamo sentito parlare di scarto dei
voti, abbiamo sentito parlare finanche, caro
consigliere Cera, della vecchietta, che data
l’età
forse
è
stata
già
colpita
dall’arteriosclerosi, per cui ritengo si possa
pensare che non sia solo saggezza quella che
l’ha spinta a dire che i politici sono tutti uguali, valutazione che ovviamente non condivido.
Ci sono stati, però, alcuni passaggi molto
significativi, in particolare per come sono stati
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posti. Non mi riferisco certo all’ultimo intervento del consigliere Maniglio, che ho trovato
molto craxiano. Francamente, preferisco evitare di aggiungere altri commenti, perché se lo
facessi potrei dire molto di più di quello che
finora si è detto.
Le dico solo che questo tipo di discorso mi
ha fatto venire in mente un altro Presidente.
Mi ha, invece, molto colpito un passaggio
dell’intervento del consigliere Romano, quando ci ha accusato di esserci appigliati alle pagliuzze di alcune assunzioni. Ebbene, se ci riflettete, il discorso può cominciare, articolarsi
e finire attorno a questa dichiarazione.
Ritengo sia ormai maturo il tempo per chiarire le nostre posizioni, che sono fondamentalmente diverse. Noi abbiamo perso le elezioni, pertanto abbiamo il dovere, in quest’Aula e
nella società civile, di controllare e, come dicevate voi, di far esplodere le vostre contraddizioni e abbiamo il dovere di dimostrare non
che voi siete peggiori di noi – cosa della quale
sono assolutamente convinto –, ma che noi
siamo capaci di costruire un progetto migliore.
Non mi interessa tornare a governare, perché
l’altro è meno bravo, o meno capace di me,
ma perché ho un progetto politico e amministrativo migliore di quello altrui.
Il nostro compito, dunque, è quello di far
esplodere le contraddizioni e di avanzare delle
proposte. A tal proposito, non mi è sembrato
sia esplosa alcuna contraddizione. Onestamente non possiedo un concetto di sacralità
dell’Aula, sono convinto di poter utilizzare lo
stesso linguaggio tanto dentro, quanto fuori
dall’Assise, ma vi chiedo: vi rendete conto
che, dopo un mese di dibattito sulle assunzioni, nel corso del quale si sono fatti nomi e cognomi di rappresentanti dell’Esecutivo, questa
sera non si è fatto alcun cenno? Il problema
non è sapere se qualcuno appartiene ad una
coalizione, piuttosto che ad un’altra, il punto è
capire se è stato fatto, se è stato fatto con determinate complicità, se addirittura è stato fatto utilizzando dei rappresentanti di Governo
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nominati da un Governo diverso. Questa è la
contraddizione di cui avremmo dovuto discutere.
Se al termine dell’intera vicenda sviluppatasi nei mesi estivi avessi dovuto disegnare una
vignetta che la descrivesse, l’avrei presentata
nel modo seguente: un paio di assessori che si
azzuffano, alcuni consiglieri e alcuni giornalisti
che chiedono risposte, un Presidente della
Giunta che, fischiettando, guarda dall’altra
parte e, in ultimo, il dottor Petrella che, violando lo Statuto della Regione Puglia, dice:
“Informalmente abbiamo chiesto e informalmente ci hanno risposto le authority per la
privacy. Peraltro, dico e ribadisco tranquillamente che non ho alcuna stima e fiducia nei
confronti delle authority.
Non voglio certo ripetere il precedente
commento alla proposta del collega Palese,
secondo cui i prefetti devono continuare a fare
i prefetti, i magistrati devono continuare a fare
i magistrati, la politica deve issare, alta e nobile, la “p” maiuscola tante volte ammainata, per
poi avanzare la proposta di costituire
un’authority composta da prefetti, da magistrati e da tutti coloro che dovrebbero, invece,
stare altrove. Pur tuttavia, mi preme sottolineare che, ribadendo la mia totale mancanza di
fiducia nei confronti delle authorities e delle
persone che si ammantano quasi di una sacralità che le esclude dalla discussione, all’interno
delle authorities annoveriamo anche personaggi importanti, poi passati in alcuni consigli
di amministrazione. Sappiate che in America
questi personaggi sarebbero stati linciati vivi.
La valutazione che ci spetta fare è che, ad
alcuni mesi dal vostro insediamento, voi che vi
siete proposti con lo slogan “Una Puglia migliore” non avete dato dimostrazione di poter
dar realmente vita ad una Puglia migliore. Lo
dico con molta pacatezza. Restando al discorso delle pagliuzze di alcune assunzioni, chiedo
a tutti i consiglieri e agli assessori, interni ed
esterni, della Giunta regionale se hanno mai
pensato di andare da uno qualsiasi dei loro e-
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lettori, da uno qualsiasi dei loro esclusi a raccontare questa storia e a definirla una pagliuzza. Ebbene, non credo che abbiate il coraggio
di andare in giro per la nostra regione a dire
che, un mese dopo il vostro insediamento,
avete provveduto a fare delle assunzioni, come
è sempre avvenuto e come probabilmente avverrà sempre, questione che andrebbe comunque affrontata diversamente. Ditemi voi se
questo significa essere la Puglia migliore, o se
invece non sarebbe più opportuno affrontare i
problemi che coinvolgono la nostra realtà in
maniera diversa, evitando proclami, o autoproclamandosi sibi imputet nomine.
Se la Magistratura ha commesso un errore
durante il periodo di Tangentopoli è proprio
quello di aver confuso i fatti che avevano raggiunto delle dimensioni non più soltanto giudiziarie con le logiche giudiziarie. Se i problemi
sono questi, abbiamo il dovere di intervenire,
in primo luogo favorendo la crescita del controllo sociale, ovverossia la partecipazione della gente a conoscere i problemi e i propri rappresentanti, non delegandolo al dibattito di
poche persone che leggono le rassegne stampa. Una delle nostre missioni più importanti è
far crescere il controllo sociale, non mettere
un prefetto, od un magistrato, per poi magari
ritrovare i loro figli in qualche sub-authority.
Noi abbiamo il dovere di far partecipare al
controllo del nostro operato tutti i cittadini
che ci votano, da una parte e dall’altra. In secondo luogo, occorre intervenire per esercitare, attraverso interventi ad hoc, un miglioramento delle situazioni obiettive.
Nella proposta di legge che abbiamo presentato non abbiamo chiesto la costituzione di
un’authority, od altro. Abbiamo invece indicato, ad esempio, un passaggio forse fondamentale – oggi che abbiamo a disposizione i mezzi
necessari –, quale quello di teletrasmettere attraverso il digitale terrestre tutte le gare e tutti
i processi di valutazione nei procedimenti concorsuali. In questo modo ognuno, concorrente
ed esaminante, saprà di essere controllato e
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conoscerà, perché pubblicato abbondantemente prima, i criteri di valutazione dei titoli, così
come accade nei concorsi pubblici, estendendo
tali metodologie ai procedimenti concorsuali
per quegli organi regionali, o di derivazione
regionale, che non ne hanno obbligo.
Caro Presidente Pepe, le confesso che,
quando mi ha invitato a prepararmi per
l’intervento, avrei voluto assumere un atteggiamento diverso. Avrei preferito, infatti, dedicare i minuti concessimi ad un significativo
silenzio, piuttosto che svolgere queste riflessioni. Forse, in quel modo sarei riuscito a catturare l’attenzione di un’Aula che, volutamente o no, in concomitanza di uno sciopero sta
assumendo il suo bravo alka-seltzer, perché
nulla si cambi e tutto continui come prima.
Non è in questo modo che si afferma la propria superiorità di messaggio, di approccio, o
di progetto, ma intervenendo concretamente
per eliminare le contraddizioni ereditate, un
lavoro certamente non semplice da svolgere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, desidero innanzitutto ringraziare coloro
che sono già intervenuti, dal momento che
hanno offerto il proprio contributo ad una crescita globale. Sarebbe stato davvero un peccato perdere un’occasione del genere. Ritengo
infatti che il dibattito si sia svolto in modo costruttivo, considerato che ha messo in evidenza aspetti che possono rappresentare dei punti
di partenza da cui muoversi per costruire un
rapporto che vada nell’interesse delle collettività e, dunque, costruire un futuro migliore,
che non può essere edificato solo ed unicamente da una parte politica.
È necessario indubbiamente il concorso di
idee e di contributi da parte di tutti coloro che
siedono in questa Assise.
Credo si possa partire da alcuni concetti
fondamentali, quali il rispetto dei valori intrin-
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seci delle persone. Non ci si può gettare fango
vicendevolmente addosso, se per ragioni di
appartenenza politica non teniamo conto, invece, dei valori intrinseci di ciascuno di noi.
Così come dobbiamo avere rispetto della dignità delle persone e dei loro stati di necessità.
Tutti noi vorremmo, o avremmo voluto che
non ci fosse uno stato di necessità nelle persone che si affidano alle nostre cure, o ad un nostro intervento.
In realtà, dobbiamo tener conto che, purtroppo, in questo nostro mondo ci sono degli
stati di necessità che portano la gente a chiedere e, molto spesso, a peregrinare. Come ci si
può chiudere innanzi a queste richieste? A mio
avviso, una chiusura in tal senso equivarrebbe
a non offrire una prospettiva, a non dare una
speranza a chi chiede aiuto.
Ho apprezzato alcuni passaggi della relazione del consigliere Palese, soprattutto laddove si parla di codice deontologico. Come
diceva il collega Bonasora, non sarà certo una
legge a cambiare il mondo, se non ci ispiriamo
ad un sistema di valori che noi stessi dobbiamo
darci, che noi stessi dobbiamo condividere e
che noi stessi dobbiamo osservare. Questo codice deontologico deve anche tener conto delle professionalità e dei valori intrinseci delle
persone. Quello che si sta verificando per alcuni miei colleghi, ex direttori sanitari, o ex
direttori amministrativi, è davvero inammissibile. Queste persone, al termine del proprio incarico di servizio, sono tornate indietro nelle
loro USL di origine, e ciò non è certamente
bello, non corrisponde certamente ad una Puglia migliore. Su questa vicenda tutti quanti
dovremmo farci un esame di coscienza.
Sono sicuramente in atto dei sistemi di persecuzione nei confronti di alcune persone, per
cui ritengo sia necessario fare una verifica. Caro Presidente, siccome credo nei principi ai
quali lei si ispira, anche se forse con
un’ideologia diversa, essendo io cattolico, le
chiedo di effettuare una verifica. Ci sono articoli contrattuali molti chiari. Ad esempio,
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l’articolo 18 del contratto della dirigenza medica stabilisce che il direttore sanitario, una
volta terminata la propria esperienza, debba
tornare all’incarico che occupava in precedenza. Che, poi, venga sottoposto alla valutazione
e alle verifiche e, magari, fatto fuori è altra cosa, ma non può tornare indietro e non trovare
il suo posto di lavoro. Questo svilisce il valore
intrinseco delle persone e le professionalità
acquisite in tanti anni di servizio all’interno
delle aziende sanitarie.
Abbiamo bisogno di darci delle regole
comportamentali, di definire un codice deontologico. Una legge sicuramente non potrà
modificare i comportamenti e non aiuterà
l’efficienza e l’efficacia delle aziende che vengono controllate. Se creassimo dei meccanismi
molto farraginosi all’interno delle norme e dei
controlli, probabilmente perderemmo in efficienza ed efficacia. È molto importante, invece, affidare degli obiettivi seri a chi amministra
queste aziende, effettuando verifiche serie,
all’interno dei quali trasferire il codice comportamentale che deve coinvolgere noi e chi è
chiamato ad amministrare queste aziende e
questi enti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere De Leonardis. Ne ha facoltà.
DE LEONARDIS. Signor Presidente, colleghi consiglieri, ho avvertito il dovere di intervenire anche alla luce della frase di Aldo
Moro che il collega Palese ha precedentemente citato: non ci faremo processare nelle piazze. Devo riconoscere che tra quell’essere democristiano di allora e i comportamenti odierni
corrono notevoli differenze. Mai la Democrazia Cristiana di un tempo si sarebbe sognata di
impostare una serie di polemiche sul nulla,
partendo da un ricorso elettorale per cercare
di delegittimare un’azione di governo appena
iniziata. Mai ci saremmo sognati di fare delle
polemiche sui cambi di casacca. Lo sappiamo,
ci sono stati nella passata Legislatura, ci sono
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sempre stati, appartengono alla nostra storia di
proporzionalisti puri e convinti. Molti amici
cambiano partito oggi, come una volta si cambiava corrente. Ritengo, dunque, sia un po’
strumentale fare polemiche di questa natura
partendo da una mozione sulle assunzioni.
Tutti siamo assillati quotidianamente dai bisogni e dalle esigenze della nostra gente che
sta vivendo una crisi economica drammatica.
Venendo in Consiglio e sfogliando uno dei pochi giornali usciti in edicola in questi giorni,
riflettevo in merito ad un articolo che denunciava il fatto che alcune persone che lavorano
in un’azienda municipalizzata di Foggia, assunte senza evidenza pubblica e senza contratto da una precedente amministrazione, rischiano il posto di lavoro, perché questa azienda
sta vivendo una forte crisi economica. Ebbene,
voglio raccogliere la parte positiva degli interventi susseguitisi in quest’Aula per evidenziare
che dobbiamo evitare le polemiche inutili e
pretestuose che non portano da nessuna parte.
Tutti noi siamo soggetti alle quotidiane richieste di interessamenti e segnalazioni. Se
riuscissimo ad impostare una politica costruttiva fra opposizione e maggioranza, che ci
permettesse di procedere e raggiungere risultati importanti, sicuramente riusciremmo a
portare avanti quel programma che il nostro
Presidente sta cercando di attuare in maniera
concreta per dar vita ad una Puglia migliore.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lonigro. Ne ha facoltà.
LONIGRO. Signor Presidente, colleghi del
Consiglio, nei mesi passati ho già avuto modo
di dichiarare che la caccia alle streghe non mi
appassionava ieri, non mi appassiona oggi, per
cui ero sinceramente intenzionato a non intervenire in questo dibattito. Ciononostante, dopo aver ascoltato alcuni interventi, ho ritenuto
che sarebbe stato meglio che ciascuno di noi
esprimesse le proprie considerazioni.
Trovo davvero strano pensare di mettere su
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un ragionamento in ordine alla moralità della
politica. Capisco la preoccupazione dell’ex potente Vicepresidente della Regione, quando fa
appello alla moralità della politica e ai cambi di
schieramento, ma credo che al riguardo il collega Visaggio abbia ben risposto spiegando
che non ha fatto una scelta per ottenere qualcosa in cambio. Credo, infatti, che il collega
Visaggio difficilmente diventerà assessore regionale dopo aver compiuto la scelta politica
di abbandono di un progetto fallito. Allo stesso modo l’ex potente assessore regionale scopre quanto sia difficile da semplice consigliere
regionale seguire l’attività amministrativa, capire le modalità decisionali che si celano dietro
le determine, seguire l’azione amministrativa
limitandosi alla lettura dell’elenco delle determine medesime, senza avere la possibilità, in
tempo reale, di sapere cosa si è deciso, cosa si
è stabilito a livello di dirigenza regionale.
Abbiamo trovato una macchina amministrativa che non applica alcun sistema di trasparenza, per cui ci è risultato difficile capire
quanto avviene, se non a distanza di diversi
mesi. Provate, dunque, ad immaginare come
possa un semplice cittadino pugliese comprendere le decisioni assunte dalla dirigenza regionale. Ecco, dunque, l’invito all’assessore Minervini a rivedere l’intero sistema e a mettere
in piedi un meccanismo che permetta ad un
qualsiasi cittadino di venire facilmente in possesso della copia di una determina e, quindi,
conoscere le decisioni della dirigenza regionale, facilitando di conseguenza anche la conoscenza della stessa azione gestionale
dell’Amministrazione regionale da parte dei
consiglieri, siano essi di maggioranza, che di
minoranza.
Allo stesso modo si invoca un cambiamento
delle regole rispetto alle leggi, alle norme, ai
contratti per il reclutamento di personale presso gli Enti pubblici. Ebbene, non si tratta tanto
di cambiare, quanto di far rispettare le regole
già previste per i procedimenti concorsuali
pubblici e di fare in modo che, sia per le gare,
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sia per il reclutamento del personale negli Enti
pubblici, la commissione non sia sempre la
stessa. Basterebbe verificare nelle varie
AA.UU.SS.LL. pugliesi la composizione delle
commissioni negli anni passati, per valutare se
i membri erano sempre gli stessi, o se cambiavano di volta in volta a seconda della gara, o
di un concorso. Non voglio certo mettere in
dubbio le professionalità di quelle persone, però siamo sicuri che non si sarebbe potuto scegliere altro personale? Oppure, dobbiamo pensare che quelli erano, oltreché di grande professionalità, anche di grande affidabilità?
Mi preme inoltre sottolineare che la norma
vigente consente allo schieramento politico
vincitore della tornata elettorale, in qualsiasi
Ente pubblico, di applicare lo spoil system, affinché esso si possa basare su una dirigenza
che accompagni quella maggioranza a realizzare il proprio programma e a raggiungere gli
obiettivi prefissati.
Da questo punto di vista mi sarei aspettato
– questa è anche moralità della politica – che
chi in passato è stato nominato dirigente, o
commissario in enti derivanti dalla Regione,
avesse rimesso il proprio mandato il giorno
dopo il risultato elettorale. Questa sarebbe stata una dimostrazione di grande moralità.
Mi fa specie chi in questa fase, nonostante
l’Amministrazione regionale non abbia ancora
nominato i commissari di appartenenza politica della maggioranza, si è rivolto alle prefetture, alle camere di commercio, e quant’altro,
per avere le indicazioni in ordine ai commissari. Moralità sarebbe stata quella di evitare di
presentare ricorso al TAR per far cadere quella nomina e permettere a queste persone di restare al loro posto. Posso anche comprendere
un atteggiamento del genere dal punto di vista
umano, però sul piano della morale politica
non lo concepisco. Se mi fossi trovato in quella situazione, il giorno dopo mi sarei già dimesso.
Ad ogni modo, non avrei certo fatto ricorso
al TAR per tornare al mio posto, frutto di una
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nomina politica avvenuta negli anni passati.
Questa è anche moralità.
A questo punto sarei davvero tentato di
promuovere la costituzione di questa commissione d’indagine in modo da verificare tutto
ciò che è accaduto, quali e quante ditte nelle
AA.SS.LL. pugliesi hanno beneficiato, se sono
state sempre le stesse a vincere le gare, se sono stati sempre gli stessi liberi professionisti a
ricevere gli incarichi, se avevano davvero una
grande professionalità da mettere in campo, e
via discorrendo. Così la smettiamo di fare moralismo.
Certo, le regole vanno rispettate, ed io mi
aspetto molto dai neodirettori generali delle
AA.SS.LL.: spero ripristinino la tanto auspicata trasparenza, invocata non solo da chi ci lavora dentro, ma anche dall’intera comunità
pugliese. Invito, inoltre, la Giunta e il Governo
regionale a svolgere il proprio compito e la
propria funzione di vigilanza, affinché i neodirettori compiano il proprio dovere, e in particolare l’assessorato alla salute ad attivare tutti
gli strumenti disponibili di verifica e di controllo acché ciò avvenga. In ultimo, chiamo in
causa personalmente il Presidente della Giunta
regionale, sollecitandolo ad attuare i cambiamenti promessi, anche se oggi si assiste, purtroppo, alla corsa a cambiar casacca per poter
vincere sempre, perché c’è una parte della dirigenza che vince sempre. Questa non è certamente una bella cosa.
Voglio concludere il mio intervento, raccontandovi un episodio che mi è accaduto
quando ho iniziato a lavorare. Ricordo che,
dopo alcuni mesi, un vecchio dipendente pubblico, essendo io ancora giovane e inesperto,
volle trasferirmi un’esperienza lavorativa e mi
disse: inizia a diffidare di quelle persone che
insistono sempre sullo stesso argomento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, col-
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leghi consiglieri, cercherò di essere breve e allo stesso tempo schematico, in modo da dare
una qualche risposta alle tante domande. Tutti
abbiamo preteso che fosse presente alla discussione odierna il Presidente della Giunta
regionale, ma stando ai discorsi sviluppati non
credo sarebbe cambiato molto, se avessimo rivolto i nostri interventi al Vicepresidente Frisullo, uomo politico estremamente preparato
ed impegnato. Vorrei, comunque, che ci dicessimo qualcosa, onde evitare che domani mattina venissimo tacciati di aver parlato del nulla
fino a tarda ora. Francamente, considerate le
bordate che venivano minacciate, non mi è
sembrato sia accaduto granché. Si è parlato di
colpe, di timori, di rischi.
Ebbene, mi preme innanzitutto sottolineare
che per il fatto di aver ricoperto la carica assessorile non sono limitato nella mia azione di
consigliere regionale, nonché di Presidente di
un Gruppo di opposizione. Svolgerò il mio lavoro con attenzione, con continuità, con tenacia dove è possibile farlo, con oculatezza e
con capacità ove vi riuscirò. Se, poi, ad un
certo punto mi dovessi accorgere d’essere
d’intralcio al mio Gruppo, quantomeno mi dimetterò da Presidente e mi applicherò a fare il
semplice consigliere. Tuttavia, non c’è nulla
che ci impedisca di svolgere il nostro ruolo
compiutamente, guardando, indagando, controllando, stimolando, lavorando.
Alcuni colleghi hanno illustrato, probabilmente in maniera prematura, una nostra proposta di legge, su cui eviterò almeno per ora
qualsiasi commento, anche se è doveroso sottolineare che, al di là di tutto, abbiamo il diritto e il dovere di presentare leggi, se riteniamo
che le cose possano andare meglio con una
nostra proposta, se non ci sentiamo limitati, e
non ci sentiremo limitati, nello svolgere la nostra azione.
Fatta questa doverosa premessa, faccio notare al consigliere Romano che, se potessi,
parlerei con ugual lirismo anche questa sera
della possibile collaborazione, il che non signi-
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fica consociativismo, tra maggioranza e opposizione per un progetto comune, visto e considerato che tutti lavoriamo per dar vita ad una
Puglia migliore. Nessuno credo abbia mai lavorato per una Puglia peggiore. Non vorrei
che, una mattina, qualcuno potesse immaginare che da quella parte dei banchi ci si adopera
per una Puglia migliore, mentre da questa parte per una Puglia peggiore.
Non è così, Presidente Vendola: lei ci troverà puntualmente al suo fianco per costruire
una Puglia migliore. Anche se dovessero sorgere tesi diverse, ciò non significa che stiamo
lavorando per una Puglia peggiore, così come
non lo avete fatto voi quando eravamo noi al
Governo.
Abbiamo le nostre opinioni, organizziamo il
nostro percorso, registreremo piccoli o grandi
successi, ma certamente questo è il ruolo che
dobbiamo svolgere e che cercheremo di svolgere con grande puntualità.
Non pensiate che questa sera, solo perché
abbiamo richiesto un dibattito su un argomento così delicato, ci troviamo in difficoltà. Non
siamo affatto in difficoltà. Stiamo ragionando
insieme sulla possibilità che si realizzi, con
chiarezza e fattivamente, un processo diverso
nell’organizzazione delle assunzioni, dei concorsi, delle consulenze, nell’organizzazione
trasparente di una macchina che, se non
l’avete trovata come volevate, è necessario
riorganizzare per lavorare così come è stato
proposto.
Il Presidente Vendola, oggi, ricopre
l’incarico di Presidente della Giunta, per cui è
il Presidente dell’intera Assise, non solo il vostro, quindi ho il dovere di rivolgermi a lui per
i ruoli istituzionali di rappresentanza di questa
Regione, con uguali diritti, con uguale rispetto. Devo essere ricevuto da tutti regolarmente,
anche se faccio parte di un Gruppo di opposizione, in quelli che sono gli ambiti di questa
Istituzione regionale, con uguale rispetto, con
uguale attenzione, con uguale disponibilità.
Non faccio richieste folli. La collaborazione si
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muoverà esattamente in questa direzione, con
questa attenzione, con questa rispondenza.
Il consigliere Romano, concetto poi ripreso
dal collega Ruocco, ci ha accusato di esserci
appigliati alle pagliuzze di alcune assunzioni.
Ebbene, quando è stata sollevata l’intera questione, io non ho richiesto alcun intervento, io
non ho preteso alcun elenco di nominativi, pur
tuttavia bisogna fare molta attenzione: è diverso anche nell’opinione pubblica quando si parla della moglie di Cesare. Noi abbiamo parlato
di questo, Presidente Vendola. Abbiamo sottolineato questo aspetto, senza neanche accodarci alla richiesta generica di togliere, di cacciare, o di invitare lo stesso Presidente Divella
a tirare tutto indietro. Sicuramente il Presidente Divella ha le sue responsabilità, ma questa
sera, Presidente Vendola, voglio porle alcune
domande pratiche: lei sapeva di queste cose?
Ne era informato? Dopo esserne venuto a conoscenza, ha tutelato questo suo percorso in
un modo diverso? Questa sera non è stato posto il giusto accento alla domanda che più di
altre ci interessa: lei, Presidente Vendola, sapeva?
Il Presidente Vendola si è rivolto alla Magistratura portando loro degli elenchi. Ebbene,
avrei preferito si fosse evitato questo genere di
percorso per chiunque, indipendentemente da
chi si tratti. Non è una caccia alla punizione,
ma un percorso istituzionale di riorganizzazione di un sistema nel quale chi ha creduto ha
votato e chi non ha creduto si sente comunque
coinvolto. A questo bisogna dare risposte.
Non serve rivolgersi al magistrato, anzi lo dovremmo evitare. Le dico onestamente che non
godrei, se il mio avversario politico fosse messo sotto processo a seguito di un intervento
della Magistratura. Non ne sarei felice, anzi ne
sarei fortemente preoccupato.
Del resto, quante volte ci siamo detti in
quest’Aula, anche in passato, assessore Tedesco, che l’intervento della Magistratura avrebbe generato uno iato drammatico, determinato
dalla politica. Non abbiamo bisogno di questi
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interventi. Abbiamo la severità e la cultura reciproca tale, che non avoco a me in termini di
diritto storico, sociale e culturale, ma che caratterizzano entrambe le parti politiche, da essere in grado di correggere eventuali distorsioni.
Abbiamo raccolto una sfida importante, che
deve restare in termini positivi, proprio come
ricordava precedentemente il collega Ruocco:
farà meglio Vendola, o farò meglio io? Questa
è la domanda che mi devo porre, nel momento
stesso in cui dovesse sorgere la volontà di
candidarmi, perché la sfida è indubbiamente
nel muoversi in positivo.
Nessuno è ancorato a percorsi passati tali
da impedirgli di procedere con passo spedito e
di richiedere che si possa fare meglio e che,
magari, ciò che non è accaduto nei primi sei
mesi possa avvenire nei prossimi mesi, o nei
prossimi anni. Ebbene, su questo percorso noi
ci vogliamo confrontare.
Se chiedo risposte al Presidente Vendola in
tal senso, non lo faccio perché oggi sono
all’opposizione, ma semplicemente perché sto
svolgendo il mio lavoro, convinto che lui potrà
rispondere con chiarezza, con capacità e con
l’esperienza maturata in qualità di uomo di
governo e, comunque, di uomo delle Istituzioni. Lei sa benissimo che, il giorno in cui scopriremo che tutto si è risolto con un buco
nell’acqua, ci rimetteremo subito in moto a lavorare, ognuno per la sua parte: io a controllare che tutto continui a procedere al meglio, lei
a rinsaldare il processo che ha ritenuto di proporre ai pugliesi e per il quale è stato votato.
Prendiamola con serenità.
Non esiste nessuna caccia alle streghe. Restiamo in attesa che il Presidente Vendola si
esprima. Una volta chiarito il discorso e riorganizzato il percorso, ci troveremo al suo
fianco a lavorare, affinché la Puglia diventi
migliore.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampaolo. Ne ha facoltà.
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9 NOVEMBRE 2005
GIAMPAOLO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, è doveroso innanzitutto dichiarare
che il Gruppo de La Primavera pugliese non
ha scheletri negli armadi, anche perché sono
nuovi gli armadi messi a nostra disposizione.
Fatta questa premessa, mi preme sottolineare
che, nonostante il mio carattere, questa mia
voglia di stare sempre in giro, di non stare mai
fermo, questa sera sono riuscito a seguire con
attenzione il dibattito, proprio perché volevo
capire fino in fondo le colpe, proprio perché
volevo comprendere le ragioni per cui si parla
quasi sempre di corruzione, perché esiste e
quali ne sono le cause. La politica, questa sera,
aveva il dovere di affrontare tali questioni e
trovare le ragioni della povertà e della miseria.
A tal riguardo, desidero raccontarvi un breve aneddoto. Ieri, ho avuto la sensazione, lo
dico con estrema franchezza, di essere un raccomandato, un privilegiato. Mia moglie doveva effettuare una visita medica. Ebbene, innanzi alla sua richiesta l’ASL le ha risposto che
avrebbe dovuto attendere un anno e mezzo, a
meno che non si fosse rivolta ad una clinica
privata, dove per la modica somma di 150 euro avrebbe effettuato la visita nel volgere di
pochi giorni. Mia moglie ha preferito rivolgersi alla clinica privata.
Ora, ditemi voi se questa non è una raccomandazione, considerato che ci sono migliaia
di cittadini pugliesi che non possono far altro
che aspettare, a volte anche degli anni, per fare
una visita del genere. Perché la politica non si
mobilita in questo senso? Perché la politica,
invece di affrontare questo argomento, non ha
discusso della nomina del CUR? Sapete cosa
possa significare non aver approvato il Comitato urbanistico regionale? Significa che avremo ancora per molto tempo lottizzazioni bloccate, significa che avremo ancora per molto
tempo gente che non trova lavoro, e quando la
gente non trova lavoro si rivolge al Palazzo,
per cui chi ha potere può contrattare meglio
anche il voto. Questo non è corretto, non è
giusto.
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SEDUTA N° 9
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Ricordo che, quando assunsi l’incarico di
Presidente dell’albo regionale rifiuti, ruolo ricoperto per due anni, al momento del mio insediamento trovai una situazione davvero
drammatica: c’erano inchieste, c’era la DIA,
c’erano i carabinieri, c’era una fila di persone
che cercavano documenti e raccomandazioni,
non si tenevano le commissioni, non si riunivano i comitati, non si licenziavano i provvedimenti, se non ogni tanto. Addirittura, mi dicevano che per ricevere un parere paesaggistico in ordine ad un provvedimento urbanistico
si aspettava anche un anno, un anno e mezzo.
Ebbene, nel giro di due anni ho aggiornato i
provvedimenti dal 1999 al 2005, ho eliminato
le code, ho soppresso i fenomeni di corruzione. Questo significa prestare un servizio alla
cittadinanza.
La discussione di questa sera, onestamente,
non mi ha appassionato. Vi invito a discutere i
provvedimenti più urgenti, perché questo è nel
programma del Presidente Vendola che noi
abbiamo approvato e sul quale continueremo a
lavorare.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di intervenire il Presidente della
Giunta regionale, Nichi Vendola.
VENDOLA, Presidente della Giunta regionale. Signor Presidente, colleghe e colleghi
consiglieri, ho trovato molti spunti interessanti
in questa discussione, benché essa sia rimasta
un po’ alla superficie e molto interna alla descrizione di una vaga fenomenologia della cosiddetta questione morale. Penso che dovremmo innanzitutto dire dove stiamo: ci troviamo all’interno di un’infinita transizione del
sistema politico italiano che è cominciata in
maniera traumatica all’epoca di Tangentopoli
e che, come emerge dalle ultimissime vicende
in Parlamento, non si è ancora esaurita.
Dentro Tangentopoli si è consumato un
equivoco su cui spesso noi stessi insistiamo,
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quasi masochisticamente. L’equivoco è che la
politica fosse il male e che contro una società
politica ontologicamente malata ci fosse una
società civile ontologicamente innocente. Questa è una visione sbagliata perfino dal punto di
vista degli atti giudiziari. Abbiamo affrontato a
trecentosessanta gradi il tema della corruzione,
che è un tema del rapporto fra la politica e il
sistema d’impresa, tra la politica, il sistema
d’impresa, la Pubblica amministrazione e il
mondo delle professioni, è una fotografia della
reciprocità fra società politica e società civile
nella riproduzione dei fenomeni corruttivi.
Ci siamo accontentati di questa mitologia
negativa della politica e, certo, abbiamo affidato al super pubblico ministero il ruolo salvifico, assimilandolo alla figura di San Giorgio
che deve uccidere il drago della corruzione. Ci
siamo perfino illusi, ad un certo punto, che ci
fosse una rivoluzione portata avanti dalle toghe, che è una contraddizione in termini, è la
morte della politica, perché rappresenta la delega della principale funzione democratica che
la politica deve svolgere, che è anche quella di
riflettere criticamente su di sé.
All’interno di questa discussione osserviamo e giustamente denunciamo, naturalmente
rimbalzandoceli addosso, gli uni con gli altri, i
fenomeni di trasformismo. Anche in questo caso, talvolta, siamo un po’ vaghi, generici e
perfino ingenerosi, soprattutto in considerazione di una transizione così lunga e drammatica.
Qualche volta bisognerebbe non solo nelle
sedi dei partiti, ma anche nelle sedi istituzionali, raccontare cos’è il dolore nella politica, cosa è stato il dolore della perdita di un partito,
ad esempio per la casa dei socialisti, ad esempio per la casa dei democristiani, ad esempio
per la casa dei comunisti, che cosa ha rappresentato questo grande elemento del dolore
pubblico, sul quale avremmo dovuto spendere
qualche riflessione in più, nel momento in cui
invece è cominciata una concezione neoamericana di privatizzazione della politica in forma
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
di comitati elettorali, sul quale avremmo dovuto prestare qualche attenzione in più.
Non penso che sia tutto trasformismo quello che vedo. Ad esempio, l’infinita diaspora
socialista io la guardo con tantissimo rispetto.
Ho seguito le vicende del congresso del Nuovo PSI, e indipendentemente dal loro esito ho
visto una discussione politica nobile, una discussione politica vera.
Il trasformismo, sì, c’è ed è un problema,
ma anche questo – lo dico ai colleghi del centrosinistra e del centrodestra – non è soltanto
un problema del ceto politico. Il trasformismo
è dentro i ceti professionali, è dentro il sistema
di impresa, è una malattia più diffusa. Vogliamo guardarla per capire da dove nasce? Allora, affrontiamo con strumenti rudimentali e
sperimentali – passatemi la terminologia – un
problema immane che ha origini storiche lunghe, che affonda le sue radici perfino nel modo
in cui si è compiuta l’unificazione nazionale,
nel modo in cui si è fatta l’unità d’Italia, nel
modo in cui si è fondata la macchina burocratica dello Stato.
Badate, non siamo figli della rivoluzione
francese, di una grande rivoluzione borghese
che ha partorito il culto dell’autonomia della
pubblica amministrazione. La nostra Pubblica
amministrazione è nata con funzioni ancillari
nei confronti del sistema di potere. Sbattiamo
la testa duramente, perché poi, caro collega
Palese, alla fine dei conti il vero problema non
è se il funzionario, o il dirigente è di centrosinistra o di centrodestra, se sa fare o meno i
rendiconti, se fa perdere o meno i soldi dei finanziamenti comunitari, o addirittura la sua
qualificazione professionale. Il vero problema
è costituito dall’idea che bisogna introdurre
nella Pubblica amministrazione due elementi
che ancora mancano: la formazione permanente e lo sviluppo delle carriere secondo rigidi
criteri meritocratici. Ma questo è un problema
di tutti? Ce lo dobbiamo dire a trecentosessanta gradi.
Dobbiamo parlare anche di noi stessi, e
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chiedo perdono ai colleghi dell’opposizione se
mi permetto di fare qualche cenno autobiografico. Ognuno in fondo racconta quello che è e
dove sta. Io rivendico di non essermi comportato, sulla questione morale, come colui che
guarda la pagliuzza nell’occhio degli avversari,
piuttosto che la trave negli occhi della sua parte politica. Io sono quello che per primo ha
denunciato il caso Brindisi e il Sindaco Antonino in Commissione parlamentare antimafia,
sono quello che ha condotto una battaglia che
ha portato alle dimissioni di un Sottosegretario
del suo Governo, appunto il Sottosegretario
Giorgianni, per i suoi rapporti con ambienti discutibili, sono quello che ha difeso la collega
Angela Napoli, Vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Rammento che “Il Giornale” e il “Secolo
d’Italia” un anno fa, proprio di questi tempi,
scrivevano che io ero diventato l’esempio di
“sprecopoli”, e lo ero diventato alla luce di
una falsificazione sistematica delle notizie. Anche il collega Palese sa bene come stanno le
cose. Non è possibile che si apra un dibattito
sul mio stipendio, facendo immaginare che me
lo sia aumentato, quando invece è uguale a
quello che percepiva il mio predecessore, o
che si faccia addirittura un confronto fra gli
stipendi dei vari Presidenti di Regione trascrivendo il mio stipendio al lordo e quello degli
altri al netto ed evitando di inserire tutte le voci che compongono lo stipendio e che – vi assicuro – farebbero vedere cose divertenti, come il fatto che è stato “involontariamente”
omesso il 47,8% di tasse che io pago su quello
stipendio.
Non sto dicendo che quello sia legittimo,
però si è costruita una campagna intorno e ci
sono colleghi che, purtroppo, lo hanno detto
nelle pubbliche piazze. C’è un collega di centrodestra che nella trasmissione “Omnibus” ha
detto che il Presidente Vendola si è aumentato
lo stipendio. Non fa bene. Lo stesso collega
Galan, Presidente della Regione Veneto, ha
voluto inzuppare in questa cattiva minestra.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Che significa aprire questa Legislatura con
la campagna sui presunti brogli delle ultime elezioni e comunque dentro la cornice di un
tentativo subdolo di delegittimazione della vittoria del centrosinistra e del mio ruolo di Presidente della Regione, con il ricorso e con tutto il contorno un po’ folkloristico che vi è attorno a quel ricorso. Che significa vilipendere
l’immagine di una missione all’estero, che è
stata, invece, un successo internazionale che
produrrà risultati importanti, della quale hanno
discusso un po’ ovunque nel mondo, come
quella fatta a Washington, sulla base di veline
prodotte da persone che sono considerate negli ambienti internazionali dei cialtroni che abbiamo avuto il torto di mettere alla porta, perché abbiamo bisogno di mantenere un certo
livello di serietà.
Lo dico perché il fango non soltanto è deleterio, perché produce l’esercizio della reciprocità, del rimbalzo, del ping-pong, ma anche
perché alla fine dei conti determina un risultato
estenuante per la credibilità dell’Istituzione,
perché avvelena la credibilità della politica.
Siccome io vivo questa mia vita soltanto con
la speranza che sulla mia lapide scrivano “era
una persona perbene”, come penso faccia la
stragrande maggioranza dei colleghi, a questo
sport non voglio partecipare.
Il tema della questione morale vorrei provare con il centrosinistra e con il centrodestra a
viverlo non, collega Cera, con il cinismo di chi
dice “chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”, quindi siamo tutti vocati a peccare,
perché non è così.
Dobbiamo affrontare la radice del peccato,
che è una radice strutturale, una radice istituzionale, una radice politica, una radice culturale, e per quello che è possibile tentare lì di incidere. Non so se ce la faremo, perché è
un’opera ciclopica, ma abbiamo il dovere di
tentarci.
La questione morale – il collega Ruocco lo
ha accennato ad un certo punto – è tutta dentro la separatezza feroce tra governanti e go-
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vernati, la questione morale è nel fatto che la
Pubblica amministrazione è nemica dei cittadini, che l’avvitamento burocratico e l’indotto di
corruzione dell’avvitamento burocratico non
sono percepiti se non come un’immensa barriera architettonica da parte dei cittadini. Allora, occorre risanare la Pubblica amministrazione e fare in modo che essa rappresenti il ponte
levatoio che mette in comunicazione il castello
del potere con l’area circostante dove stanno i
cittadini.
Ebbene, il ponte levatoio della Pubblica
amministrazione oggi è alzato, quindi i cittadini non vedono cosa accade dentro, sanno che
non possono entrarvi. Il problema, dunque, è
abbassare quel ponte levatoio, rendere la Pubblica amministrazione sempre più servizio ai
cittadini, e qui c’è un punto importante sul
quale credo dobbiamo compiere un grande lavoro.
C’è, però, un problema più di fondo. Collega Cera, dell’uso e del disagio sociale ne vogliamo parlare come di un riferimento fatalisticamente retorico? Dobbiamo scrivere una versione postmoderna de “I Malavoglia” di Verga, o dobbiamo dire cosa produce
l’allargamento delle aree di povertà della sofferenza sociale e della precarietà? Faccio un
esempio. Se interveniamo per bloccare i processi di precarizzazione della vita e del lavoro,
rendiamo questa platea di cittadini, che certo
assediano i nostri uffici, più indipendenti dal
potere politico, li mettiamo nelle condizioni di
non essere questuanti, a volte, che parlano di
un dramma, quello delle loro vite, delle loro
famiglie?
Da quando sono Presidente avrò incontrato, perfino nell’ufficio della Presidenza, o addirittura arrampicati alle sue finestre, decine e
decine di volte i lavoratori delle CCR (non lo
sto usando come un argomento polemico, o
ritorsivo).
Sappiamo quanti soldi si sono spesi per fare
una formazione professionale che non ha formato nulla e non ha portato da nessuna parte.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Se quei soldi della formazione professionale li
avessimo dati individualmente a ciascuno di
quei lavoratori, forse avrebbero svoltato la loro vita. Ma il punto è: io come mi devo porre
nei confronti di queste centinaia e centinaia di
lavoratori? Forse, come colui che perpetua la
loro precarietà e li rende permanentemente
questuanti, alla fine di ogni percorso di precarietà? O devo sforzarmi di renderli indipendenti, di impegnarmi per un percorso che possa
portare alla stabilizzazione del loro lavoro? Il
diritto al lavoro è ciò che entra nel merito,
brutalmente ed aspramente, di questa geografia anche degli atteggiamenti di malcostume.
Avremmo dovuto distinguere nel nostro ragionamento il malcostume, non essendo tipizzato dal punto di vista penale. C’è la corruzione, che ha le varie tipizzazioni dal punto di vista penale, c’è la penetrazione criminale, o il
condizionamento criminale. Dovremmo distinguere, dovremmo essere più precisi per capire
dove mordiamo, dove e come interveniamo
per essere incisivi.
Mi spiace dover contraddire il collega Silvestris usando le parole di Salvatore Tatarella:
«Nessuno può sottovalutare – dice testualmente Tatarella su “Puglia d’Oggi” – lo spessore e la portata della proposta lanciata da Nichi Vendola sul palco della Fiera di Foggia, un
accordo fra centrodestra e centrosinistra per
fermare la giostra del fango. Vendola merita di
essere ascoltato perché le sue parole dicono il
vero». Ebbene, all’indomani di quelle polemiche estive ho evitato completamente il terreno
della ritorsione polemica, perché ivi giacevano
i corpi e i nomi di tante persone.
Quando avevo quindici anni ho realizzato il
mio primo tazebao politico, l’ho fatto su una
serie di assunzioni clientelari, scrivendo nomi e
cognomi delle persone assunte. Il segretario
della sezione del mio partito, che era anche
mio zio e un discreto pedagogista, personaggio abbastanza noto a quei tempi, mi chiamò a
casa sua e mi rimproverò, spiegandomi nominativamente chi erano tutti coloro che erano
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stati clientelarmente assunti. Mi disse di fare
attenzione a non confondere la denuncia politica con lo scandalismo, con il sensazionalismo, perché quella è una graticola su cui si
mette la vita delle persone, e spesso, in questi
casi, si tratta della vita di poveracci.
Allora, ho pensato di scrivere all’Acquedotto
pugliese, così come ho fatto per tutte le società
partecipate dalla Regione Puglia. Ebbene, il
Presidente dell’Acquedotto pugliese ha chiesto
un parere legale sulle assunzioni che furono
fatte all’epoca, il cui esito ribadiva
l’impossibilità legale di revocare tali assunzioni,
perché
questa
era
naturalmente
l’intenzione, essendomi caduta addosso una
vicenda che non riguardava me, tantomeno il
management che la Giunta Vendola aveva
nominato all’Acquedotto pugliese.
Nel frattempo, su nostra indicazione, il
nuovo management dell’Acquedotto pugliese
ha attivato un sistema di valutazione delle prestazioni che sarà utilizzato alla scadenza dei
contratti, vale a dire ai dodici mesi dal momento dell’assunzione. Questa è una cosa che
abbiamo fatto.
Abbiamo contemporaneamente scritto a
tutte le società per azioni partecipate dalla Regione Puglia per conoscere le procedure adottate in materia di selezione delle risorse umane. L’assessore al bilancio ha condotto
un’istruttoria e predisposto una bozza di lineeguida sui seguenti criteri: pubblicità e trasparenza, criteri di predisposizione e valutazione
delle prove, documentazione dei giudizi. Nel
frattempo, il Presidente uscente di FinPuglia,
Francesco Divella, lo stesso che presiedeva
l’Acquedotto pugliese, ha chiesto direttive su
una selezione di collaboratori a termine. Io,
per queste selezioni, ho proposto, con lettera
protocollata, massima pubblicità, predisposizione di valutazioni non solo dei curricula, valutatori esterni.
Devo dire che FinPuglia si sta adeguando e
ha chiesto all’università una terna di valutatori.
Non siamo stati zitti. Abbiamo evitato di por-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
tare la questione su un terreno improprio,
tutt’al più abbiamo subito un terreno improprio. Ci sono stati alcuni inciampi, come hanno
scritto i giornali, nel percorso iniziale della mia
Giunta.
Ebbene, come sono finiti quegli inciampi?
Un inciampo riguardava quelle assunzioni, in
particolare la presenza, tra gli assunti, del figlio di un assessore, l’unico che il giorno dopo
ha praticato l’autolicenziamento. Abbiamo avuto un inciampo sulla nomina di uno dei tre
componenti del Consiglio di amministrazione
dell’Acquedotto, il dottor Fabrizio Quarta, tenuto sulla graticola per quattro giorni sui giornali, dal momento che il giorno dopo che noi
lo abbiamo nominato ha ricevuto un avviso di
garanzia.
Naturalmente, stessa pubblicità non ha ricevuto il quinto giorno quando è stato prosciolto da tutte le accuse. Abbiamo avuto un
problema per quanto riguarda la nomina di
uno dei direttori generali delle AA.SS.LL, però delle due l’una: o abbiamo proceduto
all’arrembaggio perché c’era talmente tanta
famelicità, oppure abbiamo fatto una valutazione di merito dei dodici direttori generali –
pensi, consigliere Ruocco, sono quattordici liste e sedici partiti della mia coalizione – e abbiamo selezionato, valutando i curricula, due
direttori generali che provenivano dalla precedente esperienza e che consideravamo di gran
pregio.
Sia nel caso del dottor Quarta, sia nel caso
del dottor Petroli, direttore generale uscente
della ASL di Taranto, abbiamo ricevuto dopo
poche ore la lettera di dimissioni dall’incarico.
Credo, dunque, ci sia stata una corrispondenza
tra i sentimenti nostri di voler provare anche
ad esibire le credenziali della moglie di Cesare
e gli uomini della Pubblica amministrazione a
cui ci eravamo affidati.
Il problema è serio, perché riguarda
l’impoverimento della Pubblica amministrazione, la difficoltà di costruire una selezione rigidamente meritocratica. Questa è la verità.
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Dobbiamo ricostruire le funzioni di classe dirigente non solo noi, qui, maggioranza e opposizione, un po’ fuori dal teatro dello scontro
politico che ha bisogno di nutrirsi del cannibalismo dei media, ma dobbiamo ricostruire a
trecentosessanta gradi le funzioni e le qualità
di una classe dirigente. Diversamente, non usciremmo da quella giostra di fango, perché
rappresenterebbe una scorciatoia per non affrontare i problemi di merito che abbiamo davanti.
Ci sarebbe un’osservazione importante da
fare per spiegare la mia decisione di recarmi in
Procura a portare le carte inerenti alle assunzioni alla SEAP. C’erano due profili da valutare, e in me ha prevalso, in quel momento,
l’animo garantista.
Non c’era soltanto il profilo di possibili discriminazioni, nel senso di chi poteva essere
stato selezionato perché raccomandato, ma alla luce di denunce fatte in maniera molto estemporanea, che però raccoglievano molta
audience, c’era anche il profilo relativo alla
lesione dei diritti di coloro che erano stati selezionati per merito e si vedevano marchiati
come raccomandati.
Non sono un valutatore penale, o giuridico,
ma sono solo un valutatore politico, per cui
non ho gli strumenti per apprezzare il profilo
dei diritti degli uni e degli altri e non ho gli
strumenti per dire al mondo e alla politica:
come facciamo? È chiaro che non sono un frequentatore dell’idea – si è capito da ciò che ho
detto? – che la Magistratura debba risolvere i
problemi della politica, perché ogni volta che
si finisce là si sta denunciando un’insufficienza,
una carenza, un problema, una latitanza della
politica, però la politica si deve pur responsabilizzare e trovare in maniera concorde i modi
per affrontare questi problemi.
Rischiamo di finire in una strana centrifuga,
nella quale nei giorni pari celebriamo la nobiltà
della politica, nei giorni dispari diamo fiato alle
trombe dell’antipolitica praticando riti di autoflagellazione assolutamente indistinti e generi-
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ci. Io penso che, invece, dobbiamo recuperare
fino in fondo la dignità e la nobiltà della politica.
Una Puglia migliore non è quella che io
posso presentare con un’operazione che assomiglia ad un sortilegio all’indomani della
mia elezione a Presidente. Una Puglia migliore
è soltanto il frutto di un’operazione complessa
di ricostruzione delle funzioni dirigenti nel
Mezzogiorno d’Italia e in Puglia. È un’opera
gigantesca.
Per quanto riguarda l’idea dell’authority
proposta dal consigliere Palese, è stato sottolineato dai colleghi dell’opposizione che vi era
una qualche incongruenza, una qualche contraddittorietà tra l’eccesso di deleghe a magistrati e prefetti e un’authority ingolfata di magistrati e prefetti.
Faremo la tara a questa incongruenza, però
penso che in questo caso potremmo non buttare a mare il bambino con l’acqua sporca. Sa
perché glielo dico? Perché io ero partito di
gran lena con l’idea di costituire un comitato
etico, una commissione di garanti, ma volevo
costruirla come una commissione che in nessun caso si prestasse all’obiezione di essere
una commissione di parte.
Ovviamente, è una operazione nella quale
incartarsi è molto facile, perché forse è una
costruzione che va fatta dentro una discussione pubblica. Quindi, da questo punto di vista
ritengo che dovremmo approfondire questa
sua suggestione, che io trovo davvero interessante.
Certo, dobbiamo mettere in funzione in
primo luogo l’ufficio del difensore civico,
dobbiamo intervenire – penso che lo faremo –
sulla costruzione di quegli strumenti di comunicazione in tempo reale con i cittadini che
consentano, non solo ai cittadini, di accendere
una tv e di leggere tutte le informazioni che
riguardano i loro diritti, rendendo generalizzato il diritto all’informazione, perché quello è il
primo elemento che ferisce lo statuto dei diritti
di cittadinanza, ossia il fatto che quei diritti
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non sono esercitabili, perché non conosciuti.
Inoltre, dobbiamo anche prevedere che questo
collegamento in tempi reali, non orwelliano,
ma aperto, senza schermi, consenta il rimbalzo
della voce e dell’esperienza dei cittadini sugli
uffici della Regione, sul mondo della Regione.
Questa è l’idea alla quale stiamo lavorando.
Aggiungo, poi, che su alcune questioni importanti, come ad esempio il riordino ospedaliero, la programmazione strategica per i fondi
comunitari 2007-2013, vogliamo condurre la
sperimentazione dei processi partecipativi,
perché è la democrazia l’antidoto alla corruzione.
La questione morale, quando viene ritagliata e presentata dai pulpiti moralistici, perde sia
la sua coordinata politica, che è la democrazia,
sia la sua coordinata sociale, che è la giustizia
sociale.
Noi dobbiamo provare ad incrociare queste
due coordinate. Diversamente, praticheremmo
solo riti di autocoscienza e riprodurremmo penosamente e stancamente lo stesso dibattito, di
volta in volta, a seconda di quanto i giornali, o
i mass-media ci avranno spinto in questa arena, che fa male non tanto perché ci scorniamo,
quanto per il fatto che ci impedisce di approfondire le questioni.
Vi sto proponendo – l’ho fatto in occasione
della Fiera di Foggia – un discorso di verità,
non sull’adagio della vecchietta. Non possiamo dimostrarle in maniera metafisica, od ontologica, che aveva torto, perché la sua percezione di come gira la politica ci interessa.
Questo lo si può fare soltanto in forme processuali, allargando la platea degli attori che conoscono e decidono e rendendo la democrazia
meno virtuale e malata di quanto non sia in
questi riti autoreferenziali della politica. Insomma, dobbiamo porci in collegamento ed
essere maggiormente coerenti, parlo per il
Presidente e parlo per tutti.
Il garantismo non può essere una religione
per i par miei e un codice facilmente dimenticato per i miei avversari. Il garantismo deve
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RESOCONTO STENOGRAFICO
diventare una religione civile della politica,
della società e della cultura giuridica, perché
non può valere a spizzichi e bocconi, non può
valere a brandelli.
Consiglieri dell’opposizione, lo dico solo
per spiegarmi: anche sulla vicenda dei CPT,
che ci ha visti così furiosamente oppositori e
che mi vede con alcuni settori del centrosinistra non in omogeneità, il tema che cerco di
sollevare è l’indivisibilità delle garanzie, è il
fatto che la libertà personale è un bene indisponibile e che soltanto un provvedimento
motivato di un magistrato può interrompere
l’esercizio di tale diritto.
Questo è il mio pensiero – poi possiamo discutere, mi posso sbagliare – per dire che il
garantismo non solo non può essere per gli
amici, ma non può essere neppure solo per i
ricchi, per i ceti possidenti e per coloro che
frequentano il potere.
Spero che quello delle garanzie, che sono
garanzie ad avere il lavoro, a non vivere in periferie che possono anche incendiarsi, a non
morire di precarietà, a non perire di solitudine
e a non finire torchiato in un provvedimento
giudiziario che non ti offre spazio per
l’esercizio dei diritti di difesa, sia un tema al
quale tutti presteremo molta, moltissima attenzione.
Abbiamo praticato spesso questo gioco in
passato e ci siamo fatti male. Il centrosinistra
ha cavalcato il giustizialismo e ha predisposto
la strada alla propria sconfitta. Lo dico, perché
penso che su questo punto dobbiamo essere
tutti quanti d’accordo e coerenti nei comportamenti. Torneremo ancora a discutere di questi argomenti, almeno lo spero, e mi auguro
che lo si possa fare entrando nel merito dei
problemi.
Amici e colleghi, è capitato molte volte a
chi vi sta parlando di raccontare di una estraneità di fondo, di una estraneità antropologica
al luogo in cui è toccato in sorte di venire a lavorare, il Palazzo della Presidenza della Regione, il luogo di potere più concentrato che ci
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sia oggi in un territorio di più di quattro milioni di abitanti.
Non lo dico come un fatto privato e personale, tant’è che io detesto il potere. Si può
credere o meno a questa mia affermazione, ma
io ho un disamore antico per il potere. Mi
pongo un problema: l’obiettivo storico di questo Governo – può sembrare una battuta, ma
vi assicuro che non lo è – deve essere quello di
perdere potere, non nel senso banale di perdere le elezioni, che anzi vorremmo rivincere, ma
nel senso di articolare, con la concertazione,
con il decentramento, con la cittadinanza attiva, poteri diffusi contro l’idea di un potere
concentrato.
Sono convinto, consigliere Palese, che lei
abbia raccontato in buona fede di tutti gli interventi di adeguamento e di modernizzazione,
che avevano anche un’intenzione di moralizzazione della Cosa pubblica, come ha ribadito
nel suo intervento. Cosa non ha funzionato?
Perché, invece, è rimasto un alone (non è un
giudizio sulle persone)?
Ebbene, perché vi era un surplus autoritario, un surplus di potere concentrato che, per
definizione, è un potere opaco. Se i cittadini
non vedono, pensano che nell’ombra si nasconda il male. Ecco, quello che voglio dire io
è proprio questo: meno fustigatori di noi stessi, più analizzatori delle strutture di un sistema
di potere, più analizzatori delle strutture della
Cosa pubblica.
Per quello che sarà possibile, io sarò contento di ricevere il vostro aiuto. Collega Saccomanno, stia tranquillo: guai a quei Governi
che cominciano una specie di infinita trattativa
privata con i singoli rappresentanti
dell’opposizione.
Se si snatura il ruolo dell’opposizione, si
snatura anche il ruolo della maggioranza. Se si
snatura la fisiologia della democrazia, i consigli diventano dei suq.
Il potere di controllo che voi esercitate è
salutare per la mia idea di democrazia e per il
mio progetto politico: guai se vi avessi tutti da
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 9
– 104 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
9 NOVEMBRE 2005
questa parte, perché a quel punto prenderebbe
avvio una brutta storia.
Invece, se abbandoniamo i secchielli di fango e ci mettiamo a discutere, aprendo anche
un conflitto aspro, sul merito dei problemi che
affliggono i nostri territori e la nostra gente,
saremo in grado di trovare la strada che insieme ci porti a dire che c’è una Puglia migliore.
che il merito del dispositivo dei due ordini del
giorno in oggetto è in qualche modo condiviso
sia dall’uno, che dall’altro schieramento.
Pongo ai voti il primo ordine del giorno.
È approvato.
PRESIDENTE. Ringrazio tutti i consiglieri
anche per la civiltà delle dichiarazioni rese. Vi
invito, comunque, a riflettere sulla circostanza
Il Consiglio tornerà a riunirsi martedì prossimo, 15 novembre.
La seduta è tolta (ore 22,40).
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
Pongo ai voti il secondo ordine del giorno.
È approvato.
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Resoconto stenografico - Consiglio Regionale della Puglia