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Pure Tech Agency
Modulo 1
Pure Tech Agency
Advanced Scuba Diver
CMAS-PTA - P2✶✶
Manuale per immersioni avanzate
con autorespiratore ad aria
" Imparare è un esperienza;
tutto il resto è solo informazione
— Albert Einstein —
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
3
Pure Tech Agency
Modulo 1
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2✶✶
Autori:
Roberto Menzaghi
Testi:
Progetto grafico:
Giorgio Amadei, Roberto Menzaghi, Gian Paolo Porretti
Barbara Albrigo di Graficamente
Progetto editoriale:
Pure-Tech-Agency
Si ringrazia per la
consulenza
l'Azienda Gravity Zero, il Dott. Fabrizio Pirrello,
Dott.ssa Laura Vernotico,
Per le fotografie:
TF PTA Argentario Scuba Point,
TF PTA Mare Nostrum, Paolo Alemanni,
Moreno Bricchi, Francesco Malgaroli, Andrea Ghisotti
Lorenzo Pestelli, Gian Paolo Porretti
Bibliografica
manuali CMAS-PTA: Nitrox - Decompression - Tek-in
wreks Esplorer
A cura del PUBLISHING OFFICE PTA
www.pure-tech-agency.net/IT/PTA/Publishing_Office/index.html
Prima Edizione
Copyright © 2012 Pure Tech Agency
Via Torino, 28 - 21013 Gallarate (VA) - www.pure-tech-agency.net
Nessuna parte del presente manuale può essere copiata, riprodotta,
elaborata e neppure trasmessa in alcuna forma tramite mezzo elettronico
o meccanico senza previo consenso scritto dell'editore, tranne nel caso di
brevi citazioni contenute in articoli di critica o recensioni.
La presente pubblicazione contiene le opinioni dell'autore e ha lo scopo di
fornire informazioni precise e accurate.
L'elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può
comportare specifiche responsabilità in capo all'autore e/o all'editore per
eventuali errori o inesattezze.
Nomi e marchi citati nel testo sono depositati o registrati dalle rispettive
aziende.
Pure Tech Agency detiene i diritti per tutte le fotografie, i testi e le
illustrazioni che compongono questo libro.
Finito di stampare nel mese di maggio 2012
4
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Questo è il manuale che devi usare durante il tuo corso per apprendere le
conoscenze e le tecniche necessarie ad effettuare immersioni divertenti e
sicure.
Esso deve focalizzare la tua attenzione sugli aspetti teorici, ma soprattutto
sulle applicazioni pratiche.
Il manuale è da supporto al corso, ne è parte integrante, ma non
è sufficiente per fornirti tutte le informazioni e conoscenze per
immergerti: ulteriori informazioni e conoscenze le apprenderai dal
tuo Istruttore PTA, un professionista altamente qualificato che ti seguirà
durante il tuo addestramento teorico e le successive applicazioni pratiche.
Il manuale è strutturato in 5 moduli, ogni modulo prevede degli obiettivi
d'apprendimento che dovrai raggiungere durante le lezioni di teoria e che
saranno in seguito verificati dal tuo Istruttore durante gli esami finali.
Il testo è volutamente semplice ed è stato strutturato in modo da facilitare
lo studio. Se hai dei dubbi, prendi appunti e chiedi delucidazioni al tuo
Istruttore.
LEGENDA
Leggendo il manuale noterai delle caselle contrassegnate da
simboli, esse ti forniranno preziosi consigli ed informazioni per
meglio comprendere la materia di studio.
ATTENZIONE
identifica un'informazione basilare
per la tua sicurezza
FERMATI
E RIFLETTI
sottolinea e rimarca un concetto
chiave
RICORDA
focalizza la tua attenzione su un
concetto
IDEA
esprime un consiglio
dall'esperienza
ESEMPIO
contraddistingue un esercizio, un
esempio pratico
NOTA
fornisce un'informazione generale o
di approfondimento
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
dettato
5
Modulo 1
INTRODUZIONE
Pure Tech Agency
Modulo 1
AVVERTENZE
Tu e il tuo Istruttore avete delle responsabilità precise durante questo corso.
Durante tutte le fasi del corso l'Istruttore valuterà le tue conoscenze e la
progressione del livello d'addestramento sempre e comunque in funzione
della sicurezza.
L'Istruttore dovrà:
•
•
•
•
•
•
•
Organizzare le lezioni di teoria
Sovrintendere alla pianificazione dell'immersione
Svolgere il briefing pre-immersione
Assicurarsi del tuo equipaggiamento
Supervisionare direttamente tutte le attività in acqua
Svolgere il de-briefing post immersione
Compilare i moduli richiesti per il corso
L'Allievo dovrà:
• Presentare e compilare la documentazione richiesta per la
partecipazione allo specifico Corso PTA ed attenersi a quanto viene
dichiarato
• Studiare e comprendere i sussudi didattici PTA e le lezioni integrative
svolte dall'Istruttore
• Pianificare l'immersione con i sistemi proposti dal corso
• Attenersi a ciò che viene pianificato, salvo diverse, esplicite ed
inconfutabili decisioni dell'Istruttore
• Essere responsabile delle proprie azioni e della personale sicurezza
• Mantenere un adeguato stato di salute fisica e mentale
• Informare l'Istruttore tempestivamente di eventuali cambi di condizioni
personali o sofferenze psicofisiche
• Immergersi secondo il principio del Sistema di Coppia, non separarsi
mai dall'Istruttore ne dall'eventuale gruppo d'immersione
Benvenuto in PURE TECH AGENCY
6
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Modulo 1
Pure Tech Agency
Manuale
Advanced Scuba Diver
CMAS-PTA P2✶✶
Pure Tech Agency
www.pure-tech-agency.net
MODULI
1
2
3
4
5
Ripasso: principi e leggi fisiche
Fisiologia e principi del BLS-D
Immersioni di esperienza con crediti formativi
Immersioni di esperienza -2
Nozioni di salvamento e salvataggio subacqueo
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
7
Modulo 1
Pure Tech Agency
8
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
MODULO 1 ..................................................................................19
1.1
1.2
La pressione .......................................................................21
Principi fisici .......................................................................24
Il principio di Torricelli ............................................................ 24
Principio di Pascal .................................................................. 25
Principio di Pascal .................................................................. 25
La legge di Boyle e Mariotte .................................................... 27
La legge di Henry .................................................................. 29
La legge di Dalton ................................................................. 30
Leggi di Charles e Guy Lussac ................................................. 31
MODULO 2 ..................................................................................33
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5
2.6
2.7
2.8
2.9
2.10
Anatomia e fisiologia di base...............................................34
La catena della sopravvivenza ............................................35
BLS Basic Life Support ........................................................37
Verifica della sicurezza ambientale .....................................42
Rianimazione - RCP .............................................................46
Posizione laterale di sicurezza ............................................58
Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo......................60
Controllo dell'emorragia esterna .........................................63
Gestione dello shock ...........................................................66
Ulteriori informazioni ..........................................................71
MODULO 3 ..................................................................................73
3.1
Nitrox..................................................................................74
Analisi dell'EANx ................................................................... 83
3.2 Immersione profonda .........................................................86
Il fattore tempo .................................................................... 88
La gestione delle scorte di aria ................................................ 89
L'attrezzatura e le configurazioni ............................................. 90
Consigli per la scelta degli erogatori ......................................... 93
Revisione degli erogatori ........................................................ 93
Sintesi delle raccomandazioni - I Stadio/II Stadio ...................... 95
3.2.1 La narcosi da Azoto .............................................................96
Il compagno e la squadra ....................................................... 98
Vademecum dell'immersione profonda ....................................106
3.2.2 Estensione Livello 40 m ....................................................107
Manifestazioni cliniche della Malattia Da Decompressione ...........111
Complicanze durante il trattamento della MDD .........................112
La prevenzione ....................................................................113
Procedure per la prevenzione ed emergenze ............................116
3.3 Relitti ................................................................................121
Attrezzature ........................................................................127
Problemi specifici e procedure per emergenza ..........................136
Regole di base .....................................................................138
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
9
Modulo 1
INDICE
Pure Tech Agency
Modulo 1
3.4
Muta stagna ......................................................................140
Come ottimizzare l'impiego della vostra muta stagna ...............147
MODULO 4 ................................................................................151
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
Immersioni dalla barca .....................................................152
L'immersione notturna o con scarsa visibilità ...................160
Le lampade subacquee e le caratteristiche ...............................161
Assetto..............................................................................165
La zavorra ...........................................................................165
Il GAV.................................................................................166
Le fruste - Rilassamento - Tecniche in acqua ............................167
La discesa ...........................................................................168
Hovering - L'assetto e la respirazione - contatti con il fondo .......169
Risalita senza la cima............................................................170
Navigazione subacquea.....................................................171
Immersione in altitudine...................................................181
MODULO 5 .................................................................................185
5.1
5.2
5.3
5.4
5.4
Introduzione ........................................................................186
Esigenze ed attitudini .......................................................187
Prevenzione ed autosoccorso ............................................188
Prevenzione.........................................................................189
Lo Stress ...........................................................................190
Gestione delle emergenze e soccorso subacqueo ..............193
Scenari ..............................................................................195
Norme da seguire per un tentativo di qianimazione in acqua ......197
ACQUE CONFINATE ....................................................................199
ACQUE LIBERE...........................................................................209
PROFONDA ................................................................................225
Appendice .........................................................................233
Allegati .............................................................................234
10
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Modulo 1
Pure Tech Agency
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
11
Modulo 1
Pure Tech Agency
12
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Il corso P1 CMAS-PTA ti ha fornito informazioni ed addestramento
sufficienti per poter utilizzare l'attrezzatura ARA, a questo punto, avevi
due possibilità per continuare l'apprendimento; la prima di proseguire da
solo tramite tentativi, errori e senza nessun sicurezza. L'altro modo, quello
di diventare subacquei più esperti è quello di frequentare ulteriori corsi
d'approfondimento con un professionista CMAS-PTA.
Il Corso P2 CMAS-PTA (Advanced Scuba Diver) che stai per iniziare è
un importante passo verso la tua formazione di subacqueo sportivo,
apprenderai le differenze che vi sono tra un immersione in basso fondale
(18 metri corso P1) e quelle a profondità maggiori (30 metri e 40 metri con
l'addestramento per l'immersione profonda).
Il Programma del Corso P2 ti introdurrà, altresi anche ad altre tipologie
di immersioni, fornendoti conoscenze e addestramento per diventare
un subacqueo esperto per immergerti con responsabilità, in sicurezza e
divertimento.
Caratteristica fondamentale del Corso P2 CMAS-PTA è anche quello di
introdurti (gradualmente) alle immersioni tecniche, dandoti le giuste
informazioni e al momento giusto.
Questo Manuale sarà per te un prezioso ausilio didattico, è importante che, ogni
volta che ritieni di avere dei dubbi o delle dimenticanze tu lo legga di nuovo.
Il Manuale P2 CMAS-PTA sarà per te un importante fonte di informazioni,
ma non può rappresentare tutto ciò che un subacqueo responsabile ha il
dovere di approfondire.
Obiettivi del Corso P2 (Advanced Scuba Diver) CMAS-PTA:
-
Introduzione a immersioni differenziate.
Addestrare il sub alle immersioni differenziate.
Aumento delle abilità subacquee.
Preparazione a livelli superiori.
Addestramento fino a 30 metri di profondità.
Addestramento fino a 40 metri di profondità
Introduzione alle miscele iperossigenate (nitrox).
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
13
Modulo 1
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2✶✶
Pure Tech Agency
14
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
ASD - P2 CMAS-PTA
Nitrox
Profonda 30m - 40m
Barca - Assetto
Notturna
-
Navigazione
Altitudine
-
Immergerti entro una profondità massima di 30/40 metri
(internazionalmente stabilita) insieme a un altro subacqueo
brevettato di almeno pari livello
Eseguire immersioni sotto la supervisione di una guida subacquea
presso i Centri Immersione.
Ottenere la ricarica della bombola presso i centri ricarica
Ottenere il noleggio di attrezzature subacquee
Accedere al Corso CMAS-PTA P3✶✶✶ (Divemaster)
Accedere ai Corsi di Specializzazione
Accedere al Corso Tek-in (previo requisiti)
Relitti
Muta Stagna
-
BLS
Modulo 1
Con il tuo brevetto potrai:
Pure Tech Agency
Confédération Mondiale Des Activités Subaquatiques
www.cmas.org
Jacques-Yves Cousteau, il noto esploratore di mari, propone di costituire la
CMAS, in francese Confédération Mondiale des
Activités Subaquatiques. Il 28 settembre 1958 i
delegati delle federazioni sportive membri della
CIPS si incontrarono a Bruxelles in occasione del
Congresso per l'indipendenza della Confederazione
United Nations Educational,
Scientific and Cultural Organization
Internazionale di tutte le discipline subacquee.
Con questo intento viene convocata dal 9 all'11
gennaio 1959 nel Principato di Monaco, dove Cousteau è direttore del Museo
Oceanografico, l'assemblea costituente della Confederazione Mondiale delle
Attività Subacquee, in breve CMAS. La Confederazione successe, nelle specifiche
competenze e funzioni, al "Comitato degli Sport Subacquei" della CIPS. Cousteau
viene acclamato Presidente e chiama alla Vicepresidenza Luigi Ferraro.
CIO - Comitato Olimpico
UICN - Unione Internazionale per la
Internazionale
Conservazione della Natura
C'è tanto da fare: innanzi tutto creare ex novo una didattica grazie alla
quale sia possibile insegnare in tutto il mondo come ci si immerge in
modo sicuro utilizzando l'aria come gas respiratorio. Inoltre bisogna
regolamentare la pesca subacquea, specialmente quella praticata con le
bombole in quanto i sub (ormai hanno un nome comune, sommozzatori
e pescatori subacquei) sono migliaia, e potrebbero infliggere seri danni
all'ambiente, erpetrando autentiche mattanze; occorre assicurare ai vari
paesi i mezzi per difendere e tutelare il proprio patrimonio archeologico
sommerso, ormai facilmente raggiungibili da qualsiasi sub dilettante;
Avviare una stretta collaborazione con la scienza medica affinchè si
risolvano i troppi misteri che ancora ammantano la fisiologia del corpo
umano in immersione.
IWGA - Associazione Internazionale Campionati Mondiali
AGFIS Associazione
Generale delle Fedrazioni
Sportive Internazionali
La CMAS oggi raggruppa numerose federazioni e associazioni che operano
nel campo della subacquea e ne organizza le attività didattiche e sportive.
Ha attraversato momenti di difficoltà economica e organizzativa da cui
l'italiano Achille Ferrero, assumendone la presidenza, l'ha saputa risollevare
e riorganizzare in maniera efficiente e moderna. Ne fanno parte 116
membri tra federazioni nazionali e organismi affiliati in rappresentanza di
più 3 milioni di praticanti. É riconosciuta dall'UNESCO, dal CIO, dall'Unione
Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC) ed membro di
altre importanti organizzazioni internazionali come AGFS e IWGA.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
15
Modulo 1
CMAS
Pure Tech Agency
Modulo 1
PTA - Pure Tech Agency
Oltre la subacquea ricreativa inizia un altro "mare" di conoscenze e possibilità
che vanno sotto l'insieme definito come subacquea tecnica. Questa,
rispetto alla subacquea ricreativa, consente il raggiungimento di profondità
ben maggiori anche utilizzando miscele respiratorie diverse dall'aria.
PTA affonda le sue radici nell'agenzia di didattica tecnica P.S.A. (Professional
Scuba Association), un'associazione statunitense fondata nel 1967 in Orlando
(Florida) da uno dei vecchi miti della subacquea americana, Hal Watts.
Nel 1993 la società HdueO Diving Activities diventa franchiser di PSA per
diffonderla in Italia e in Europa, Inghilterra esclusa.
La subacquea tecnica comincia il cammino per affermarsi nel Vecchio
Continente finchè, nel 2000, HdueO Diving Activities si rende conto che sono
necessari cambi radicali sia nella struttura sia nel metodo d'insegnamento:
nasce così PTA (Pure Tech Agency), un'agenzia di didattica tecnica che si
impone sul panorama subacqueo internazionale come punto di riferimento
per tutti quei subacquei che vogliono fare un salto di qualità abbandonando
l'approccio della "subacquea ricreativa" per approfondire tutti quegli aspetti
e quelle tecniche necessarie per diventare dei subacquei tecnici veri, puri.
Il marchio PTA viene gemellato al marchio PSA su tutti i Brevetti e nel
2006 arriva il riconoscimento di qualità della CMAS che promuove PTA
come prima didattica tecnica appartenente alla confederazione
che raggruppa le organizzazioni di addestramento alla subacquea a livello
mondiale.
Nel 2010, PTA introduce nei propri programmi didattici anche una linea
ricreativa, applicando gli Standard Ricreativi CMAS e sviluppando un
percorso dinamico, moderno, e orientato al tecnico con cammini didattici
integrati, che sviluppano Crediti Formativi.
PTA dispone pertanto di due aree ben distinte ma non distanti. Molto
diverse ma compenetrate. La Subacquea Tecnica PTA è un mondo intero,
un ambiente completo e composito, diverso dal ricreativo L'approccio PTA
dei primi Corsi è atto a costruire le basi fondamentali mantenendo basse le
profondità e le richieste operative. Solo successivamente, quando si sono
stabilite le basi, i Corsi diventano più performanti ed esigenti.
In conclusione l'approccio PTA muove verso una nuova piattaforma
didattica, evolutiva e comportamentale.
16
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
La struttura del corso è flessibile per facilitare le tue esigenze, la logistica
e le necessità dell'Istruttore. Le informazioni sono di carattere generale,
approfondirai i particolari assieme al tuo Istruttore che risponderà a tutte
le tue domande e risolverà i tuoi dubbi.
IL corso è suddiviso in 3 parti distinte:
T=
Teoria: acquisizione delle informazioni, dei principi e delle regole
d'immersione;
AC = Acque Confinate: apprendimento delle tecniche per le Immersioni
subacquee
AL = Acque Libere: applicazione in Acque Libere, delle tecniche imparate
durante l'addestramento in AC
Ogni parte può essere scomposta o unita ad altre parti, eseguita in una o
più volte secondo le esigenze logistico od organizzative.
La parte di teoria si deve ritenere superata solamente quando l'allievostudente ha superato positivamente la prova scritta (test).
La parte pratica in acque confinate si deve ritenere superata quando l'allievostudente, a discrezione dell'Istruttore, ha mostrato di avere eseguito,
sufficientemente, tutti gli esercizi previsti dagli standard del corso praticato.
Le prove in acque confinate sono propedeutiche a quelle in acque libere,
pertanto si deve dare importanza alla qualità dell'esecuzione e non solo ad
una mera ripetizione.
La parte pratica in acque libere si deve ritenere superata quando l'allievostudente ha superato tutte le esercitazioni richieste in modo adeguato.
L'allievo ha l'obbligo di effettuare tutte le esercitazioni richieste.
Sessioni di Teoria:
Imparerai molte cose importanti, non solo durante le lezioni in aula,
bensì anche durante le attività pratiche in acqua, durante i briefing e i
debriefing che il tuo Istruttore svolgerà così come prevede il programma di
addestramento CMAS-PTA.
Al termine di ogni lezione di teoria vi è un ripasso delle conoscenze
rappresentato da alcune domande sui punti principali della lezione appena
appresa. Il ripasso delle conoscenze non è valutativo.
Esami di Teoria:
Gli esami di teoria del corso CMAS-PTA P2✶✶ (ASD) si svolgono con il
sistema "multirisposta".
Ti sarà consegnato un questionario contenente le domande di esame,
per ogni domanda sono riportate diverse risposte delle quali soltanto
una è quella esatta; devi contrassegnare la risposta esatta. La massima
percentuale di errori consentita per superare l'esame è il 20%. Le domande
errate saranno in seguito discusse con l'Istruttore in modo tale che tu abbia
la possibilità di comprendere l'errore e di conoscere la risposta corretta.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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Modulo 1
Struttura del Corso
Modulo 1
Pure Tech Agency
Sessioni in Acque Confinate:
In concomitanza o dopo ogni lezione di teoria, a secondo la logistica del
Corso; si svolgeranno le sessioni in Acque Confinate.
Prima di accedere alle prove in acqua, dovrai aver consegnato il tuo
certificato medico sportivo attestante l'idoneità alle attività subacquee.
Durante la fase delle Acque Confinate, prima di eseguire gli esercizi
in acqua, dovrai assistere alla loro dimostrazione pratica da parte
dell'Istruttore e/o dell'Ass. Istruttore CMAS-PTA.
Sessioni in Acque Libere:
Le Sessioni in Acque Libere si svolgeranno dopo che avrai dato prova della
corretta esecuzione degli esercizi standard del programma CMAS-PTA P2✶✶
Durante le Sessioni in Al, ripeterai gli esercizi principali appresi durante le
Sessioni in Acque Confinate.
Le Sessioni si articolano su almeno 6 immersioni in Acque Libere per
il livello dei 30 metri e ulteriori 2 (minimo) per il livello dei 40 metri. Le
immersioni saranno precedute da un briefing e seguite di un debriefing
durante i quali l'Istruttore CMAS-PTA avrà modo di fornire consigli e
suggerimenti per migliorare l'esecuzione degli esercizi e migliorare il
proprio comfort, divertimento e sicurezza.
Al termine di ogni sessione, l'Istruttore CMAS-PTA provvederà alla
registrazione sul Modulo di Addestramento Diver CMAS-PTA e alla
convalida sul Personal Log Book (libretto d'immersioni) dell'addestramento
effettuato.
18
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Modulo 1
Pure Tech Agency
MODULO 1
Ripasso: principi e leggi fisiche
Panoramica
• La pressione
• Principi fisici
• Leggi fisiche
Obiettivi
Al termine di questo modulo saremo in grado di:
•
Approfondire le principali nozioni di fisica apprese nel corso di 1°
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
19
Modulo 1
Pure Tech Agency
Considerazioni generali
Alcune leggi fisiche hanno un interesse particolare per quanto riguarda la
subacquea. Le particolari condizioni dell'ambiente nel quale viene svolta
l'attività subacquea hanno infatti una serie di conseguenze sull'organismo;
a ciò si aggiungono gli effetti della temperatura e pressione gas respirati.
Non appena il sommozzatore s'immerge, si trova in un ambiente che pur
bello ed affascinante, può risultare ad egli ostile.
L'uomo tuttavia è riuscito a sfruttare tale ambiente, utilizzando il proprio
ingegno e la propria capacità di adattamento. Tutto è iniziato con
l'approfondita conoscenza di quei parametri caratteristici dell'ambiente
sottomarino
Non appena il sommozzatore s'immerge, si trova in un
ambiente che pur bello ed affascinante, può risultare ad egli ostile. L'uomo
tuttavia è riuscito a sfruttare tale ambiente, utilizzando il proprio ingegno e
la propria capacità di adattamento.
Tutto è iniziato con l'approfondita conoscenza di quei parametri caratteristici
dell'ambiente sottomarino Per tale motivo un subacqueo avanzato, deve
conoscere ed approfondire quanto appreso nel corsi di primo livello, e
introdotto in questo manuale.
20
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
La pressione (P) può essere definita come una forza agente su una
superficie. La forza che più spesso interessa i subacquei è il peso. Infatti
normalmente il subacqueo è sottoposto al peso dell'acqua e dell'atmosfera
sovrastanti. La pressione è quindi misurata in genere in termini di peso per
unità di superficie. La pressione (P) è per definizione una forza applicata
perpendicolarmente su di una superficie unitaria ed è direttamente
proporzionale alla forza (F) e inversamente proporzionale all'area (A).
Dove:
• P = pressione totale
• F = forza
• A = area
Da questo concetto possiamo ricavare la formula matematica:
F
P = ----------
A
Tavola 2.1 - Applicazione della stessa forza rispetto a due diverse superfici
Il concetto di pressione è univoco ed indipendente dalle unità di misura
adottate, perché, infatti noi possiamo quantificare la pressione (sulla base
delle varie forme di identificazione di forza applicata e di superficie unitaria)
in vari modi, di cui si indicano solo alcuni esempi:
Kg/cm²
Kilogrammi per centimetro quadrato
mca
metri di colonna d'acqua
Torr
psi
millimetri di mercurio
bar
unità barometriche
ata
Pounds Square Inch - libbre per
Pascal Newton/m²
pollice quadrato
Atmosfere assolute in relazione alla pressione atmosferica media terrestre
al livello del mare che è pari ad 1 Kg su 1 cm2
È intuitivo che una ben determinata pressione ha valori numerici diversi, in
funzione del sistema adottato.
Per misurarla utilizziamo spesso come unità di misura l'atmosfera assoluta
(ata): come è noto 1 ata equivale, in accordo con la definizione di
pressione, alla forza del peso di 1.013 Kg su di una superficie di 1 cm2.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
21
Modulo 1
1.1 La pressione
Pure Tech Agency
Modulo 1
FATTORI DI CONVERSIONE
ata
bar
msw
KPa
PSI
fsw
mmHg
1
1.01325
10.33
101.325
14,696
33,9
760
2
2.02650
20.66
202.650
29.392
67.8
1520
3
3.03975
30.99
303.975
44.088
101.7
2280
4
4.05300
41.32
405.300
58.784
135.6
3040
5
5.03325
51.65
506.625
73.480
169.5
3800
Tavola 3.2 - Fattori e leggi di conversione
1
1
1
1
1
1
RELAZIONI TRA GRANDEZZE
msw
0.0967 ata
bar
0.9869 ata
Kpa
0.0098 ata
psi
0.0680 ata
fsw
0.0294 ata
mmHg
0.0013 ata
Tavola 3.3 - Relazioni fra le grandezze
Per completezza d'informazione ricaviamo le relazioni per convertire le
grandezze msw - fsw (meters of salt water - feet of salt water):
COVERSIONE DELLE GRANDEZZE
msw - fsw
fsw - msw
msw = 0.305 x fsw
fsw = 3.256 x msw
ata - msw
msw - ata
ata = (msw:10) + 1
msw = (ata x 10) - 10
ata - fsw
fsw - ata
ata = (fsw : 33) + 1
fsw = (ata x 33) - 33
Tavola 3.4 - Conversioni delle grandezze
Alcune unità di misura della pressione hanno tra di esse valori poco
differenti per cui, per i nostri scopi pratici e per rendere più facile
l'argomento, possono considerarsi equivalenti.
Parleremo quindi indifferentemente di atmosfere, bar o kg/cm² (le più
consuete), indicando, ad esempio, con un unico valore numerico la
pressione di carica delle bombole o la pressione esistente a 30 m di
profondità.
Adesso che ne conosciamo il significato, possiamo distinguere la pressione
in vari modi:
22
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
La massa d'Aria che circonda la terra raggiunge con gli strati
più alti e rarefatti approssimativamente 20.000 metri.
Tale massa ha un proprio peso che a livello del mare è circa
di 1 kg per cm2.
Per convenzione questo valore è stato considerato pari a 1
atmosfera (atm).
Pressione idrostatica
La Pressione idrostatica è la pressione esercitata da un fluido in quiete su
ogni superficie a contatto con esso e dipende unicamente dalla densità del
fluido e dall'affondamento dell'oggetto di riferimento rispetto alla superficie
(cioè dalla profondità), ed essendo l'acqua incomprimibile, a differenza
dell'Aria, il suo aumento sarà costante ed è pari a 1 atm ogni 10 m.
Nel caso dell'acqua, il diverso grado di salinità influisce sulla sua densità
e quindi sulla Pressione idrostatica, ma tale differenza è di circa il 2.5% e
generalmente si considera trascurabile.
L'acqua dolce a 4°C ha una densità pari a 1,00 Kg/dm3 mentre l'acqua
salata alla medesima temperatura ha una densità di circa 1,025 Kg/dm3
Pressione assoluta
La Pressione Assoluta è la Pressione totale che grava sul corpo di ogni
subacqueo ed è il risultato della somma fra la Pressione Atmosferica e
la Pressione Idrostatica.
PRESSIONE
ATMOSFERICA
PRESSIONE ASSOLUTA
PRESSIONE
IDROSTATICA
Vi ricordate dal vostro corso di primo livello come calcolare la profondità in
relazione alla pressione e viceversa?
Convertire ata in msw:
Convertire msw in ata:
msw = (ata -1) 10
ata = (msw :1) +10
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23
Modulo 1
Pressione atmosferica
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Modulo 1
1.2 Principi fisici
Per descrivere il mondo fisico abbiamo bisogno di utilizzare dei parametri
particolari, detti "grandezze". Almeno le sei seguenti sono usate dai
subacquei; per esse daremo delle definizioni molto semplificate.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Lunghezza:è la distanza intercorrente fra due punti.
Tempo: è la durata di un particolare evento od intervallo.
Massa: è la quantità di una sostanza o più sostanze unite (corpo).
Volume: è lo spazio occupato da un corpo.
Forza: è una spinta od una trazione in una determinata direzione.
Energia: è il "carburante" di ogni lavoro (azione).
Le leggi fisiche sono delle semplificazioni della realtà che cercano, nel modo
più semplice possibile, di spiegare il legame tra le grandezze fisiche più
importanti del sistema di nostro interesse. In ambito fisico esistono anche
degli enunciati chiamati principi fisici.
Dietro ad un principio non vi è alcuna dimostrazione matematica vi è spesso
un concetto frutto di ragionamento; la legge sperimentale è invece preceduta
da esperimenti, calcoli e ci sono dati empirici, cioè si basa sull'esperienza.
Il principio di Torricelli
La terra è circondata da uno strato gassoso chiamato atmosfera, che
raggiunge uno spessore superiore ai 20.000 metri. Dato che tutti i
gas hanno un peso, anche se minimo, questo strato d'aria esercita
sulla superficie terrestre una pressione detta pressione barometrica o
atmosferica, la cui unità di misura è il "bar" (1bar = 1,02 atm). Questa
pressione varia al variare dello spessore dello strato gassoso ed è più alta
al livello del mare, dove lo spessore è massimo e dove potremo rilevare 1
Bar, rispetto a quella misurata per esempio sulla vetta del monte Bianco.
In metereologia potremo vedere indicata la pressione atmosferica anche
in "mm/Hg", millimetri di mercurio (760 mm/Hg = 1 Bar.). Talvolta il
"millimetro di mercurio" è chiamato "Torr" in onore dello scienziato italiano.
Per semplicità di calcolo noi consideriamo lo spessore della colonna
atmosferica in 10.000 metri, tanto più che l'aria, essendo comprimibile,
presenta la sua massima densità nei suoi strati inferiori dove è compressa
dallo spessore totale dell'atmosfera. Le variazioni di pressione nell'atmosfera
non sono costanti in quanto al variare dell'altezza varia anche la densità
dell'aria, e quindi il suo peso. Poiché l'acqua è un elemento incomprimibile
quando si scende in profondità, l'aumento della pressione sarà costante
di 1 atmosfera, cioè di un chilogrammo per cm2, ogni 10 metri, in quanto
non avremo variazioni di densità. In immersione quindi non si considera
la pressione atmosferica separata da quella idrostatica, infatti nei calcoli
relativi viene considerata la somma delle due pressioni detta pressione
assoluta.
24
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Torricelli nel 1644 riempì di mercurio una provetta di vetro lunga 1 metro
e della sezione di 1cm2 e la capovolse in una vasca, anch'essa piena di
mercurio. Il livello del mercurio nella provetta cominciò a calare, ma si fermò
quando raggiunse l'altezza di 760mm. Torricelli dedusse che il peso dell'aria
che premeva sulla vaschetta (la sua pressione) fosse equivalente a quello
della colonna di mercurio rimasta nella provetta. Egli definì quindi come peso
dell'atmosfera il peso della colonna di mercurio alta 760 mm e con sezione di
1 cm2: per questo tale valore viene chiamato "atmosfera" (atm).
Principio di Pascal
Partendo da osservazioni sul comportamento dei liquidi sottoposti a
compressione,si giunge al Principio di Pascal e al concetto di pressione in
un liquido.
"La pressione esercitata su un punto qualsiasi di un fluido si
trasmette in tutte le direzioni con uguale intensità".
Un classico esempio di questo principio si può avere se si crea con l'aiuto
di un pistone una pressione in un cilindro forato contenente acqua. La
pressione provocata dal pistone viene trasmessa uniformemente dall'acqua
sulle pareti del cilindro: gli zampilli che escono dai fori di uguale diametro
giungono ad una identica distanza.
Blaise Pascal, scienziato, matematico e filosofo francese (1623-1662),
osservò sistematicamente il comportamento di liquidi compressi in
recipienti, arrivando alla conclusione che in tutto il volume del liquido si
stabilisce una pressione uniforme: sulle pareti del recipiente, tale pressione
dà luogo a forze perpendicolari in ogni punto alla parete.
Rapportando il principio alla attività subacquea si ha lo stesso fenomeno
nel corpo umano quando la pressione dell'aria respirata da una bombola si
trasmette sempre con la stessa intensità in tutte le direzioni e in tutte le cavità.
La legge fisica basilare ai fini dell'attività
subacquea, prima ancora di quelle che
descrivono il comportamento dei gas alle
diverse pressioni, è quella della non
comprimibilità dei liquidi. Il corpo umano è
costituito per una percentuale molto elevata
da liquidi: ciò spiega perché, pure a
profondità (e quindi pressioni) elevate, non
venga "schiacciato" dal peso dell'acqua.
Principio di Haldane
Nel 1912 John Scott Haldane, fisico britannico,pubblicò le prime tabelle
di decompressione per la Marina Militare Americana. Queste tabelle
servivano per stabilire l'esatta decompressione necessaria per desaturarsi
sufficientemente al termine di una immersione. Ma come fece a calcolarle?
Haldane fu chiamato a studiare delle patologie che già al tempo venivano
ricondotte a problemi legati alla desaturazione dell'Azoto. Le sue ricerche
gli diedero la possibilità di capire che Diversi tessuti hanno diversi tempi di
saturazione se sottoposti ad Azoto in pressione.
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25
Modulo 1
Pure Tech Agency
Modulo 1
Pure Tech Agency
Haldane scoprì che l'assorbimento ed il rilascio di gas dai tessuti non
procedono a velocità costante ma diminuisco con il passare del tempo.
Definì così che ogni tessuto si satura in sei periodi e che ogni periodo
satura il 50% del tessuto stesso. Haldane capì che un tessuto con un
tempo di emisaturazione di 5 minuti si satura in 30 minuti. Utilizziamo
quindi il Periodo come unità di misura per calcolare i tempi di saturazione
e desaturazione del nostro organismo. É importante anche ricordare che il
tempo che il tessuto impiega per raggiungere una saturazione pari al 50%
è una caratteristica del tessuto stesso. Per semplificazione si definisce che
il tempo di emisaturazione del corpo umano è di circa 120 minuti.
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
123456
Emitempi di saturazione
Per questo diciamo che il corpo umano si satura in 12 ore.
Dato che i tempi di emisaturazione valgono anche per la decompressione
diciamo che il nostro corpo si desatura in 12 ore.
Nota Tuttavia dagli studi di Haldane ad oggi sono stati fatti molti passi
avanti. Sono stati scoperti in laboratorio tessuti con tempi di saturazione
fino a 48 ore che hanno portato ad un aggiornamento delle tabelle e degli
algoritmi dei computer basati su compartimenti Haldaniani.
Rapporto 2:1
Il rapporto 2:1 di cui parliamo è il famoso rapporto di Haldane, la teoria
che ha permesso dapprima la formulazione delle tabelle di decompressione
e poi il calcolo in tempo reale delle modalità di risalita dall'immersione
tramite i moderni computers subacquei.
Haldane, osservando i casi di embolia in cui incorrevano gli operai
che lavoravano per intere giornate nei cassoni subacquei, formulò
l'osservazione che, poiché gli incidenti avvenivano soprattutto a quegli
operai che lavoravano oltre i 10 metri di profondità, cioè a circa 2 bar di
pressione e poi risalivano rapidamente in superficie, cioè alla pressione di
circa 1 bar, il criterio da seguire per risalire da una immersione subacquea
evitando incidenti embolici era mantenere il "rapporto" fra la pressione di
inizio risalita e fine risalita inferiore a 2:1.
26
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Da ciò si deduce che dal punto di vista della possibilità di incorrere in
una Patologia Da Decompressione, in un'immersione protratta fino alla
completa saturazione a 10 mt, seguita da una risalita diretta alla superficie
o un'immersione protratta ad esempio fino alla completa saturazione a
40 mt, con risalita diretta a 15 mt, si equivalgono in quanto il rapporto di
Haldane è per entrambe 2:1 (5 bar : 2,5 bar = 2 bar : 1 bar); applicando
questo concetto sono state ottenute le prime tabelle di decompressione.
La legge di Boyle e Mariotte
La legge di Boyle e Mariotte afferma che: "A temperatura costante, il
volume di una certa quantità di gas varia in modo inversamente
proporzionale alla pressione a cui viene sottoposto."
Tale costante è funzione (crescente) della temperatura assoluta, della
natura del gas e del numero di moli. (il simbolo della grandezza quantità)
La legge può essere scritta anche con la seguente notazione più completa:
nella quale viene indicato che la costante varia con la temperatura e che la
legge vale a temperatura costante.
La legge di Boyle - Mariotte fu enunciata per la prima volta da Robert Boyle
(1627-1691) Questa legge venne riformulata in modo più preciso da Edme
Mariotte (1620-1684) nel 1676, che confermando i dati di Boyle specificò
che la legge vale soltanto se la temperatura del gas è costante.
Al gas, che spontaneamente tende ad espandersi, viene applicata una forza
peso che lo mantiene compresso.
La legge di Boyle e Mariotte è sperimentalmente verificata per i gas che si
comportano come un gas ideale, oppure per i gas in condizioni di pressione
non troppo elevate (gas rarefatto) e temperature non troppo prossime alla
temperatura di liquefazione.
La legge non è valida per i liquidi, il cui volume varia assai poco con il
variare della pressione (la variazione di densità è del tutto trascurabile
fino a livelli di pressione veramente elevati). Inoltre, ad esempio nel mare,
al crescere della profondità aumenta la pressione, ma la temperatura
diminuisce (anziché aumentare) fino a stabilizzarsi oltre i 100-200 metri.
La legge di Boyle e Mariotte costituisce uno dei fondamenti sui quali
poggia la tecnica e la tecnologia dell'immersione. Infatti il comportamento
di un gas (nella fattispecie aria o miscele) è in funzione della pressione
idrostatica a cui è sottoposto e le modificazioni del suo volume mostrano
l'applicazione pratica della legge.
Questa legge spiega perché un palloncino gonfio d'aria se venisse portato
ad una profondità di 10 metri (2 ATA di pressione ambiente) lo vedremmo
rimpicciolire della metà del suo volume di partenza, a 20 metri (3 ATA) di
un terzo, a 30 metri (4 ATA) di quarto e cosi via. Al contrario se fossimo
in grado di riempire un palloncino a 10 metri di profondità, lo vedremmo
raddoppiare di volume appena giunto in superficie.
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Modulo 1
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DISCESA
profondità pressione volume
0m
1 bar
1
10m
2 bar
1/2
20 m
3 bar
1/3
30 m
4 bar
1/4
volume non
compensato
volume
compensato
RISALITA
profondità
pressione
volume
polmoni
aperti
volume chiuso
aumento
di volume
0m
1 bar
x4
10m
2 bar
x2
20 m
3 bar
x 1+1/3
30 m
4 bar
x1
In termini matematici la legge di Boyle e Mariotte si esprime come segue:
P1 x V1 = P2 x V2 = K (costante)
Riprendiamo l'esempio del palloncino ed immaginiamo che questi avesse
un volume di 10 litri in superficie, avremo:
1
ATA in
superficie
28
x
10
Volume in
superficie
=
2
ATA a
10 metri
x
5
Volume a
10 metri
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
=
3
x
3,3
e cosi via
=
...
Pure Tech Agency
Esempio 1. Si vuole calcolare il volume di gas a pressione atmosferica
contenuto in una bombola da 18 litri caricata a 200 atm.
P1
V1
P2
V2
=
=
=
=
200 atm
18 litri
1 atm
?
V2 = (P1 x V1)/P2 = (200 x 18)/1 = 3.600 litri.
Esempio2. Si vuole calcolare il massimo volume di gas trasferibile, per
mezzo di una frusta di travaso, da una bombola di 40 litri (V1) caricata a
200 bar (P1 iniziale) ad una bombola di 12 litri vuota (V2).
La risoluzione di questo esercizio richiede qualche passaggio in più.
P1 iniziale = 200 atm
V1
= 40 litri
P2 iniziale = 0 atm
V2
= 12 litri
P1 finale = P2 finale = ?
Le bombole messe a sistema per mezzo di una frusta di connessione
hanno un volume complessivo di 52 litri, pertanto gli 8.000 (200 x 40) litri
contenuti in P1 si diffonderanno in questo maggior volume disponibile e la
pressione del sistema si ridurrà a circa 154 atm (8.000/52).
Il volume di gas contenuto in V2 sarà di circa 1.846 litri (154 x 12).
Le operazioni eseguite vengono schematizzate nella tabella seguente.
P1 x V1
200 x 40
=
=
(154 x 12 ) + (154 x 40)
P finale x V sistema
=
154 x 52
Questi esercizi descrivono matematicamente l'atteggiamento mentale
più comune in questo genere di operazioni: riportare il volume di un gas
contenuto in una bombola a pressione ambiente.
Legge di Henry
"A temperatura costante la quantità di un gas che si può sciogliere
in un liquido è direttamente proporzionale alla pressione parziale
del gas stesso "
Quest'enunciato è d'importanza fondamentale per capire cosa accade
all'organismo in termine di saturazione e desaturazione dei gas quando
si scende in profondità equipaggiati con ARA e, soprattutto, ai fini della
sicurezza e dell'insorgere d'eventuali embolie gassose quando si risale in
superficie.
Bisogna ricordare che l'aria che si respira è composta da una miscela di
gas, due dei quali partecipano agli scambi alveolari (ossigeno ed anidride
carbonica); gli altri, fra cui l'Azoto (circa il 78% di tutta la miscela), sono
definiti inerti perché sono assunti ed espirati senza subire trasformazioni.
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29
Modulo 1
Esempi applicativi: la carica delle bombole
Modulo 1
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Soltanto i gas inerti, e quindi soprattutto l'Azoto, interessano ai fini
dell'applicazione pratica della legge di Henry.
Durante la discesa l'Azoto che viene inspirato aumenta la sua pressione
parziale in modo proporzionale a quell'esterna e, come dice l'enunciato, si
trasferisce dai polmoni al sangue e poi in tutti i tessuti in forma liquida.
Ogni volta che un gas entra
a contatto con un liquido
comincia a disciogliersi in
esso. Le molecole del gas
sono
in
continuo
movimento;alcune passano
nel liquido, altre ritornano
dal liquido al gas. Sebbene
sia impossibile prevedere il
comportamento della singola molecola,il bilancio sarà mediamente nullo
nelle condizioni di equilibrio,in cui la parte di gas disciolto è proporzionale
alla pressione parziale del gas sovrastante il liquido. Questo è un equilibrio
dinamico,ovvero le molecole passano continuamente dal liquido al gas e
viceversa,la concentrazione del gas disciolto nel liquido non cambia.
Questa fase si chiama di saturazione, e varia in funzione di pressione e
temperatura. Più è alta la pressione parziale del gas maggiore è la
"spinta"verso il liquido,quindi più grande sarà la quantità di gas che si
discioglie. Se la temperatura si abbassa questa quantità cresce
Durante la risalita avviene il fenomeno inverso: l'Azoto in eccesso torna alla
forma gassosa, attraversa il sistema venoso e viene eliminato attraverso la
respirazione, in modo asintomatico, a condizione che vengano rispettati i
giusti tempi d'ascesa e d'eventuali soste di decompressione.
le disattenzioni e le imprudenze si possono pagare a caro prezzo con
l'Embolia gassosa arteriosa.
Una volta usciti dall'acqua la desaturazione non sarà ancora terminata:
per questo motivo una seconda immersione dovrà essere affrontata con
particolari tabelle che tengano conto dell'Azoto residuo ancora presente nel
nostro organismo.
Legge di Dalton
La pressione totale esercitata da una miscela di gas ideali è uguale alla
somma delle pressioni parziali che sarebbero esercitate dai gas se fossero
presenti da soli in un eguale volume. La pressione parziale P di un
componente di una miscela di gas è la pressione che questo eserciterebbe
qualora occupasse, da solo, tutto il volume a disposizione dell'intera
miscela. La pressione P di una miscela di un gas può essere definita come
la somma:
P = Pp1 + Pp2 + ... + Ppn
+ disegno
30
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Ogni gas nella miscela agisce come se l'altro gas non fosse presente
e pertanto le pressioni di ciascun gas possono essere semplicemente
sommate. Si presume che i gas non reagiscano interagiscano mediante
forze intermolecolari l'uno con l'altro. Applicando la Legge di Dalton all'aria
avremo che, la sua pressione totale al livello del mare sarà 1ata.
Le Pressioni parziali (Pp) dei vari gas che la compongono saranno:
N2 79% di 1ata
O2 20% di 1ata
Altri 1% di 1ata
= 0,79 ata
= 0,20 ata
= 0,01 ata
Se la stessa massa d'aria fosse sottoposta ad una pressione di 5 ata
(profondità 40m.) avremo:
Pp N2 79% di 5 ata cioè 79x5:100
Pp O2 20% di 5 ata cioè 20x5:100
Pp altri 1% di 5 ata cioè 1x5:100
Totale
=
=
=
=
3,95 ata
1 ata
0,05 ata
5,00 ata
Legge di Charles e Guy Lussac
Sul finire del 1700 lo scienziato francese Jacques Charles studiò la
variazione di pressione e volume con la temperatura. La ricerca, fu
proseguita da Guy Lussac.La Legge di Charles conosciuta anche come legge
di Gay Lussac può essere così descritta: "A volume costante, la variazione
della pressione di una massa di gas è direttamente proporzionale alla
variazione della sua temperatura".
PV/T
Dove: P
V
T
K
=
=
=
=
=
K
pressione
volume
temperatura assoluta
costante
Questa legge ha un impatto apparentemente marginale sull'aria contenuta
nelle bombole. Le bombole sono caricate a 200 bar e caricando la bombola
la temperatura interna aumenta; il successivo raffreddamento provoca una
diminuzione della pressione, motivo per cui le bombole vengono caricate
mentre sono immerse in acqua.
È opportuno non esporre le bombole durante il trasporto a notevoli
fonti di calore, per minimizzare il rischio di esplosioni. Ciononostante
al momento dell'ingresso in acqua, in presenza di un forte divario fra
temperatura esterna e temperatura dell'acqua, è necessario prevedere,
nella pianificazione dell'immersione, una riduzione della pressione della
bombola.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
31
Modulo 1
le pressioni parziali devono essere espresse nelle stesse unità.
Modulo 1
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Si noti come in una bombola (recipiente rigido, cioè a volume costante) sia
possibile che, anche senza aggiungere aria, la pressione cresca.
Un aumento di temperatura corrisponde una maggiore energia cinetica
delle molecole,che quindi colpiranno le pareti della bombola più spesso e
con forza maggiore. Questi due fattori fisicamente significano un aumento
di pressione. É molto importante quindi, ai fini della sicurezza,che il
subacqueo conservi le bombole cariche in un luogo a temperatura non
eccessiva.
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Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Modulo 2
Pure Tech Agency
MODULO 2
Fisiologia e principi del BLS-D
Panoramica
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Anatomia e Fisiologia di base
La catena della sopravvivenza
Basic Life Support - BLS
Verifica della Sicurezza Ambientale
Rianimazione - RCP
Posizione Laterale di Sicurezza
Ostruzione delle Vie Aeree da Corpo Estraneo
Controllo dell'emorragia esterna
Gestione dello Shock
Ulteriori informazioni. Domande di Ripasso di BLS/
Risposte corrette
Obiettivi
Al termine di questo modulo saremo in grado di:
•
•
•
•
•
•
Eseguire una valutazione della sicurezza ambientale;
Praticare la RCP da solo a una persona che non respira;
Mettere una persona infortunata priva di coscienza nella posizione
laterale di sicurezza;
Prestare soccorso ad una persona adulta che sta soffocando;
Prestare soccorso per un'emorragia esterna;
Prestare soccorso ad una persona in stato di shock.
Questa lezione è stata sviluppata in accordo con le linee guida ERC 2010 per
Basic Life Support ed è riferita a situazioni che possono verificarsi in tutti gli
ambienti in cui viviamo e non limitatamente all'ambiente subacqueo
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33
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Modulo 2
2.1 Anatomia e fisiologia di base
Vie Aeree - Respirazione - Circolazione
L'aria contiene circa il 21% di ossigeno e circa il 79% d'Azoto.
Il nostro corpo (cellule, organi, etc) ha bisogno di un apporto d'ossigeno
costante per produrre energia e per sopravvivere. Il meccanismo può
essere paragonato alla funzione del carburante in un'auto.
Senza questo costante rifornimento (e trasporto) d'ossigeno all'organismo,
gli organi e le cellule degenerano e muoiono.
A-Vie Aeree:
Le vie aeree pervie (naso, bocca, faringe,
laringe e trachea) assicurano che l'aria possa
arrivare ai polmoni.
B - Breathing - Respirazione
Ogni volta che inaliamo (inspiriamo), l'aria
entra nel naso o nella bocca, poi attraverso
la laringe, scende nella trachea.
La trachea si divide in due bronchi, destro
e sinistro; l'aria attraverso questi giunge nei
polmoni, rispettivamente, destro e sinistro. I
bronchi somigliano a rami che si dividono in altri rami sempre più piccoli, i
bronchioli.
Al termine dei bronchioli l'aria arriva in piccole sacche chiamate alveoli.
Nei polmoni ci sono circa 300 milioni di alveoli ed ogni alveolo è circondato
da capillari (piccolissimi vasi sanguigni con pareti molto sottili.)
L'ossigeno (dell'aria) dagli alveoli passa ai capillari attraverso queste pareti
sottili. Il processo è detto diffusione.
Nei capillari è presente anche anidride carbonica (CO2), prodotto di scarto
del metabolismo corporeo (l'ossigeno usato ritorna ai polmoni sotto forma
di CO2).
L'anidride carbonica diffonde dai capillari di nuovo agli alveoli.
La diffusione dell'ossigeno al sangue è possibile solo quando la
concentrazione d'ossigeno nei polmoni è superiore a quella nei capillari. La
respirazione assicura che la concentrazione d'ossigeno nei polmoni resti più
alta.
Quando esaliamo (espiriamo), l'aria (con un'aumentata concentrazione di
CO2), esce dai polmoni e viene trasportata attraverso i bronchi alla trachea,
alla bocca o al naso dove lascia il corpo.
L'esofago è il condotto che porta i cibo dalla bocca allo stomaco e si trova accanto
alla trachea ed alla laringe: le due aperture di esofago e trachea si trovano vicine
e vengono controllate da una valvola chiamata epiglottide che blocca la laringe
quando si deglutisce per tenere fuori dalla trachea solidi e liquidi.
34
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Il cuore pompa il sangue ossigenato (dai capillari) in circolo e lo trasporta a
tutte le parti del corpo.
Questa funzione è svolta dalla circolazione polmonare (da e per i polmoni)
e dalla circolazione sistemica (resto del corpo).
Il sangue povero di ossigeno di ritorno dalla circolazione sistemica
(contenente CO2) entra nell'atrio destro, va al ventricolo destro e viene
pompato verso i polmoni per lo scambio dei gas negli alveoli (circolazione
polmonare).
Il sangue che ritorna dai polmoni entra nell'atrio sinistro, è trasportato al
ventricolo sinistro e di lì è pompato verso il resto del corpo (attraverso la
circolazione sistemica).
Questo sangue porterà ossigeno alle cellule fino a quando non tornerà
all'atrio destro.
Terminologia medica
Atrio
Camera del cuore che dà accesso ad un'altra camera detta ventricolo.
Laringe
L'organo della produzione della voce; nota anche come scatola della voce.
Faringe
Parte della vie aeree che connette cavità nasale e laringe.
2.2 La catena della sopravvivenza
Esistono 4 stadi che influenzano positivamente il tasso di sopravvivenza.
Questi 4 stadi sono comunemente detti i 4 anelli della catena di
sopravvivenza.
Accesso precoce al servizio medico della emergenza - sme
Il SME in Italia si identifica con il 118 ed in un futuro prossimo verrà gestito
da una centrale operativa unificata nel numero 112)
Per aumentare la possibilità di sopravvivere è essenziale chiamare il SME
con il personale sanitario
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35
Modulo 2
C- Circolazione
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Modulo 2
Per evitare di perdere tempo è perciò importante
riconoscere il problema il più presto possibile. La
persona che chiama il SME deve essere calma e
più chiara possibile.
Riferisci a chi riceve la chiamata:
•
•
•
•
•
L'esatta posizione dell'emergenza
Cos'è accaduto
Quante sono le persone infortunate
Le condizioni della o delle persone infortunate
Quale soccorso è stato prestato
Per essere certo che la persona a cui hai chiesto di chiamare gli aiuti
ha effettivamente allertato il servizio d'ambulanza, chiedigli di tornare
immediatamente dopo la chiamata.
É bene chiedere alla persona che deve fare la chiamata di ripetere le
informazioni necessarie prima che si attivi. In tal modo lo puoi correggere
se è necessario e puoi essere sicuro che il messaggio sarà corretto.
Ricorda che prima chiami, prima arriva l'Advanced Life Support (ALS).
In Italia chiamata anche Auto Medica.
BLS Precoce
Un BLS tempestivo aumenta molto le
possibilità di sopravvivere.
Durante il BLS o la RCP (Rianimazione
Cardio Polmonare) cerchiamo di evitare
danni agli organi vitali facendo circolare
sangue ossigenato.
Le compressioni toraciche sostituiscono
temporaneamente la funzione del cuore,
pompando "manualmente" il sangue in
circolo.
La respirazione assistita porta ossigeno ai
polmoni e assicura che avvenga lo scambio di gas negli alveoli.
Defibrillazione precoce
Nella maggioranza dei casi il motivo per cui una persona smette di
respirare è un arresto cardiaco.
L'arresto cardiaco è spesso provocato da "fibrillazione ventricolare - FV".
Si tratta di un disturbo elettrico del cuore, che fa "tremare" il muscolo
cardiaco e crea un ritmo caotico e anormale. Per l'assenza del normale
impulso elettrico, il cuore non pompa più in modo efficace.
In questi casi la rianimazione cardio-polmonare non è in grado di far
ripartire il cuore. Mentre la RCP può ritardare danni causati agli organi (al
cervello o altri) dalla mancanza di ossigeno, soltanto un defibrillatore può
resettare un cuore in arresto e pemettergli di riprendere il battito.
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Modulo 2
É pertanto cruciale defibrillare una
persona in Arresto Cardiaco Improvviso il
più presto possibile (l'ideale sarebbe
entro 4-5 minuti).
Dopo 7-10 minuti la possibilità di
sopravvivere è minima.
Advanced life support - supporto vitale avanzato
BLS e defibrillazione potrebbero non far ripartire il cuore. In questi
casi interventi sanitari come la gestione avanzata delle vie aeree e la
somministrazione di farmaci possono aumentare il successo della rianimazione.
Se BLS e/o defibrillazione hanno successo,
l'Advanced Life Support stabilizzerà
l'infortunato per renderlo trasportabile
all'ospedale.
Ricorda: Advanced Life Support non
arriverà se non viene chiamato il SME!
2.3 Basic Life Support
Che cos'è il BLS?
Il BLS è un insieme di tecniche di Primo Soccorso impiegate per sostenere
(o ripristinare) le funzioni vitali e comprende:
•
•
•
•
Protezione personale
Attivazione SME
Somministrazione di cure per gli incidenti pericolosi per la vita
Ripristino o mantenimento dell'ABC
Per essere in grado di prestare soccorso
per gli incidenti che minacciano la vita è
fondamentale imparare queste tecniche di
Primo Soccorso:
•
•
•
Verifica della sicurezza ambientale
(e protezione personale)
RCP (Cardio Pulmonary Resuscitation
o Rianimazione Cardio Polmonare)
Posizione laterale di sicurezza
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• Ostruzione delle vie aeree provocata da un corpo estraneo/ Soffocamento
• Emorragia esterna (grave)
• Gestione dello shock
Modulo 2
Per garantire la miglior assistenza possibile ad una persona infortunata è
importante mantenere aggiornate le conoscenze e le capacità di esecuzione
del Basic Life Support.
Perché il BLS?
É vitale mantenere l'apporto di ossigeno ai nostri organi. I nostri organi
sono riforniti di ossigeno quando:
Quando questo apporto si interrompe i nostri organi soffrono e infine
muoiono. I tessuti cerebrali ad esempio, iniziano a morire dopo 3-6 minuti
senza ossigeno.
É fondamentale agire immediatamente (Basic Life Support - Rianimazione).
Durante il Basic Life Support il soccorritore si occupa di ristabilire o
mantenere le suddette Vie Aeree, Respirazione e Circolazione "Airway,
Breathing and Circulation" comunemente dette ABC o funzioni vitali.
Quando pratichiamo la RCP o rianimazione (parte fondamentale del BLS) noi:
1
2
3
4
verifichiamo lo stato di coscienza dell'infortunato;
apriamo o manteniamo pervie le via aeree e controlliamo se il respiro
è normale;
appena è stato confermato che l'infortunato non respira
normalmente, pratichiamo le compres-sioni toraciche per assumere
temporaneamente la funzione del cuore e pompare in circolo il
sangue;
pratichiamo la ventilazione artificiale per portare aria, quindi
ossigeno, ai polmoni.
Lo scopo della rianimazione non è di far ripartire il cuore, ma di fornire un
flusso di sangue piccolo ma critico a cuore e cervello, poi di mantenere in
circolo il sangue ossigenato.
Infatti, nella maggior parte dei casi la RCP non fa ripartire il cuore, ma
ritarda il danno ad organi vitali, come il cervello, e fa guadagnare tempo.
Inoltre aumenta la possibilità di successo della defibrillazione (le
compressioni toraciche sono importanti specialmente se non c'è la
possibilità di applicare uno shock entro 4-5 minuti dal collasso).
l'aria che immettiamo nelle vie aeree dell'infortunato, durante la ventilazione
artificiale, è la nostra aria espirata che contiene circa il 16% di ossigeno. Per
migliorare l'ossigenazione del sangue è raccomandato di utilizzare ossigeno
supplementare durante la rianimazione (previo addestramento specifico)
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Lo scopo del BLS è di:
1
2
3
Mantenere in vita
Prevenire ulteriori danni
Eseguire il Primo Soccorso e stabilizzare l'infortunato fino all'arrivo del SME.
Il BLS non è limitato alla RCP. Anche le altre tecniche di primo soccorso
nella lezione BLS possono impedire che una persona vada in arresto
circolatorio (e/o respiratorio) e possono salvare vite. Un corso BLS non solo
addestra a rianimare un infortunato in arresto circolatorio, ma può anche
prevenire l'insorgere di tale condizione. Emorragia esterna e shock, ad
esempio, possono portare a gravi problemi circolatori e respiratori.
Allertare il servizio medico dell'emergenza - SME
Un aspetto spesso sottovalutato, ma non meno importante è la chiamata al
SME: il SME dovrebbe essere chiamato fin dal momento in cui hai stabilito
se una persona sta respirando oppure no.
• Se sei solo dovrai attivare il SME prima di iniziare la RCP.
• Se non sei solo, puoi mandare qualcuno a chiamare il SME mentre tu
cominci la RCP.
Eccezioni a questa regola sono quando l'infortunato è:
un bambino, oppure una vittima di annegamento.
In questi casi il soccorritore, anche se solo, deve fare un minuto di RCP
prima di chiamare aiuti. In molti paesi i servizi medici d'emergenza sono
raggiungibili digitando un numero d'emergenza nazionale (in Italia: SME =
118 che in futuro diventerà 112). In certi paesi é possibile che ti venga
chiesto con quale tipo di sevizio d'emergenza vuoi parlare (polizia, vigili del
fuoco, servizi medici d'emergenza).
Quando chiama il SME, la persona deve essere calma e dichiarare
chiaramente:
1
2
3
4
5
il proprio nome
cos'è accaduto, di quale emergenza si tratta e quali sono le condizioni
dell'infortunato
quante persone sono coinvolte
quale primo soccorso è stato fornito
la posizione esatta dove si è verificata l'emergenza
Se sei il soccorritore in uno scenario d'incidente, devi dare istruzioni chiare
ad uno degli astanti sulla chiamata che deve fare al SME e devi chiedergli
di ritornare subito dopo. In questo modo hai un'idea chiara su quanto
tempo passerà prima che giunga l'ambulanza e sei sicuro che il SME è stato
attivato. Fai ripetere alla persona incaricata le informazioni che gli hai dato,
così avrai la certezza che saranno riferite in modo corretto.
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39
Modulo 2
Questo può avere un'influenza positiva sul processo di guarigione
dell'infortunato.
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Stress emotivo e paura di fare la cosa sbagliata…
Modulo 2
Aiutare chi ha bisogno ti fa sentire bene, ma può anche creare stress
emotivo prima, durante e dopo il salvataggio. Quando una persona è
vittima di un incidente o di un arresto cardiaco improvviso può capitare
che gli astanti stiano ad aspettare finché qualcun altro si decide e pratica il
primo soccorso.
L'esitazione ad assumere l'iniziativa e ad iniziare BLS spesso è dovuta a:
1
2
3
4
paura di non essere in grado di fornire la miglior assistenza possibile,
paura di commettere uno sbaglio, provocare un danno o di non
essere capaci di riportare la vita
paura di subire un'azione legale
paura d'infezione (nella prossima sezione imparerai come evitare
un'infezione)
Essere in uno stato d'ansia è normale quando si pratica il primo soccorso.
Sia il soccorritore che l'infortunato si trovano in una situazione stressante.
Il soccorritore potrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di non fornire
assistenza, per non assumersi il rischio di commettere errori o di non
essere capace di dare un'assistenza perfetta.
Tuttavia è accettabile non prestare un'assistenza "perfetta". Un piccolo
errore difficilmente provocherà danni o peggiorerà le condizioni
dell'infortunato. Fare un piccolo errore mentre si dà assistenza è assai
preferibile che non fare assolutamente nulla.
Ricorda che se il soccorritore non fa nulla, sicuramente la condizione
dell'infortunato non cambia o peggiora. Una persona in arresto circolatorio
(senza segni di respirazione) è nella peggiore delle condizioni possibili.
Praticando la RCP è impossibile peggiorarle, perciò la paura di causare un
danno è priva di consistenza o eccessiva. Dopo aver seguito questa lezione
ed aver eseguito tutte le manovre che il tuo istruttore ti ha insegnato puoi
essere certo di saper praticare BLS in modo appropriato ed efficace, e se
ti capita di prestare cure sarai sorpreso di come le capacità necessarie per
il primo soccorso ti torneranno in mente in modo chiaro. Per mantenere
questo livello di competenza si richiede di rinfrescare le tue conoscenze
seguendo un corso BLS di ripasso almeno ogni due anni.
Il soccorritore potrebbe avere un battito cardiaco accelerato ed essere
molto emozionato mentre pratica il primo soccorso. Questa è una reazione
naturale del corpo umano (adrenalina) che effettivamente ci è d'aiuto
nel momento di agire e di prestare il primo soccorso. Dopo aver dato
assistenza e quando il soccorritore si rilassa, ad esempio camminando un
pò, sentirà il suo cuore tornare alla normalità e calmarsi.
É tuttavia importante che il soccorritore non mostri la propria ansietà, cosa
che renderebbe l'infortunato ancor più nervoso e stressato. Le persone
infortunate possono reagire in un modo molto strano, che va dalla rabbia
alla violenza. Un soccorritore deve cercare di restare più calmo possibile
e parlare alla persona infortunata, informandola su cosa sta facendo e
tranquillizzandola.
40
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Un salvataggio non riuscito significa che una persona morta (priva di segni
di vita) non ritorna alla vita e NON che il soccorritore ha fatto qualche
errore provocandone la morte.
Riportare la vita è al di sopra delle possibilità di ogni soccorritore.
Affermare che la RCP salva le vite o che quando si fa la RCP correttamente
salverai una vita, effettivamente dà un'impressione sbagliata e non è del
tutto vero. Questo farà sentire peggio un soccorritore dopo un salvataggio
fallito.
Ricorda che nella maggior parte dei casi il cuore non riparte quando pratichi
la RCP, anche se in modo perfetto.
La RCP aumenta le probabilità di sopravvivere, ma non c'è alcuna garanzia.
La RCP, come parte del "BLS precoce", è soltanto un anello della catena di
sopravvivenza.
Aspetti legali
Obbligo di assistenza
L'obbligo di assistenza sussiste quando una data persona ha delle
responsabilità verso qualcun altro.
Ad esempio un centro sportivo (come un dive center) assume l'obbligo
di assistenza nei confronti dei suoi clienti (ad esempio subacquei),
dal momento che essi pagano il centro per avere un servizio (o per
immergersi). Il centro deve essere preparato a fornire il primo soccorso
(l'assistenza) relativamente alle attività offerte.
Ciò vale anche per gli Istruttori (come gli Istruttori sportivi) dai quali ci si
aspetta che siano in grado di dare assistenza ai propri studenti.
Nella maggior parte dei paesi non esiste alcuna legge che dice ad un
soccorritore, che non ha obbligo di assistenza, di prestare il primo soccorso.
Tuttavia la legge potrebbe imporre al cittadino di dare assistenza.
Quando un soccorritore senza obbligo di assistenza pratica il primo
soccorso, egli non deve cercare di farlo superando il proprio livello di
addestramento. Se lo facesse potrebbe essere considerato responsabile per
aver causato eventuali ulteriori danni all'infortunato.
Per evitare problemi legali si consiglia di domandare all'infortunato il
suo permesso prima di fornire il primo soccorso. Puoi farlo dicendo: "Mi
chiamo….. e sono un Soccorritore addestrato al Primo Soccorso. Posso
aiutarti?"
Se l'infortunato è cosciente, dovrebbe accordare il permesso prima che
venga fornita assistenza.
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Modulo 2
Anche un salvataggio fallito può creare un grave stress emotivo al
soccorritore. Egli potrebbe biasimare se stesso per non aver "salvato"
(riportato) una vita o per aver commesso qualche errore. É consigliabile
parlare al soccorritore dopo il salvataggio allo scopo di dargli un supporto
mentale e assicurargli di aver fatto tutto il possibile. Soccorritori che
presentano gravi problemi emotivi dopo aver praticato il primo soccorso
possono aver bisogno di un aiuto professionale.
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Quando non viene chiesto il permesso o l'assistenza è data contro il suo
volere, la persona infortunata può intraprendere azioni legali per assistenza
non voluta o aggressione. Se l'infortunato non è cosciente la legge dà per
scontato il rilascio del permesso.
Modulo 2
BLS - linee guida
Le linee guida per il BLS sono stabilite da un comitato medico scientifico
internazionale chiamato "The International Liaison Committee on
Resuscitation (ILCOR)".
Questo comitato esiste in forma di organizzazioni nazionali di esperti come
lo Australian Resuscitation Committee (ARC), l'American Heart Association
(AHA) e il European Resuscitation Council (ERC).
Anche se ILCOR pubblica le linee guida internazionali per BLS, le
organizzazioni regionali hanno la responsabilità di scrivere le proprie linee
guida locali.
É quindi possibile riscontrare piccole differenze locali. Questa Lezione
rispetta le linee guida ERC del 2010.
Le linee guida inoltre, col tempo possono cambiare e può succedere che
libri più vecchi facciano riferimento a Standard differenti o anteriori.
2.4 Verifica della sicurezza ambientale
Pericoli
Un soccorritore non sarà in grado di praticare il primo soccorso se egli
stesso è infortunato. Di conseguenza la sicurezza del soccorritore viene per
prima.
Prima di fornire BLS è importante valutare l'ambiente dove si è verificato
l'incidente ed eliminare eventuali pericoli presenti
Tra i pericoli possiamo elencare:
1
2
3
4
5
Fuoco
Elettricità o gas
Traffico
Sostanze chimiche
Animali
(ad esempio i tentacoli di una medusa)
Trasmissione d'infezione
Anche se minimo, il rischio d'infezione
durante il primo soccorso è sempre
presente; è necessario minimizzare il
rischio di trasmissione di virus come
quelli di epatite, tubercolosi e il virus da
immunodeficienza acquisita (HIV), più
noto come AIDS.
42
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Modulo 2
Per queste ragioni sicurezza del soccorritore significa anche protezione
contro sangue, vomito o altri liquidi corporei.
Per proteggere te stesso contro la trasmissione di queste infezioni devi:
1
2
3
4
5
impiegare guanti "usa e getta" (evita il contatto con oggetti taglienti)
usare barriere per la rianimazione come la maschera oronasale
(Pocket mask) o uno schermo per il viso
proteggere gli occhi
evitare il contatto con siringhe
lavarti le mani dopo aver praticato il primo soccorso (più di una
semplice Se il soccorritore dovesse entrare in contatto con fluidi
corporei dell'infortunato, si raccomanda di farlo visitare da un
medico.
La decisione se impiegare o meno queste precauzioni universali sta al
soccorritore e può essere influenzata da vari fattori:
chi è la persona cui si presta il primo soccorso (ad esempio un figlio oppure
un perfetto sconosciuto) e la disponibilità di barriere.
Si consiglia di tenere sempre barriere protettive in ogni kit di primo
soccorso e perfino in auto.
Una maschera facciale piccola come un
portachiavi può essere di importanza
incalcolabile durante la RCP
Non avere fretta quando ti avvicini alla
scena di un incidente. Prenditi il tempo di
pensare e verificare l'ambiente per garantire
la tua sicurezza come soccorritore.
Si raccomanda di procurarsi il kit di primo
soccorso prima di dare assistenza se non ci
sono guanti o altre barriere immediatamente disponibili.
Questo specialmente quando ci si attende di venire in contatto con sangue
o altri fluidi del corpo.
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Suggerimento:
Prima di indossare i guanti, soffia aria all'interno e chiudi l'apertura del
guanto facendone un pallone.
Modulo 2
Se il guanto resta pieno d'aria è intatto e
può essere usato senza timore di contatto
diretto con sangue o liquidi corporei.
Cosa fare dopo aver prestato il primo soccorso?
Tutti i materiali riutilizzabili devono essere puliti e disinfettati dopo ogni uso.
I guanti che ci hanno protetto durante il primo soccorso, dopo possono
essere contaminati con sangue o altri fluidi. É importane evitare il contatto
con questo sangue quando si tolgono i guanti. Prendi il primo guanto
all'esterno del polso
Il guanto si rivolterà.
Rimuovilo e usa la mano ancora protetta per farne una pallottola
(chiudendo a pugno la mano guantata).
Quando il guanto rimosso è nel palmo della mano ancora protetta, infila un
dito "non protetto" all'interno del secondo guanto (tra il polso e il guanto)
e tira il guanto verso le dita come hai fatto prima
44
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Metti i guanti in una busta per "rifiuti
pericolosi" per evitare che altre persone
vengano in contatto con essi. La busta può
essere usata anche per altro materiale che
va gettato dopo l'uso).
Barriere per ventilazione
L'uso di barrire per la ventilazione viene spiegato nella seguente sessione
del libro. Tuttavia è importante avere queste barriere anche durante la
Verifica della Sicurezza Ambientale.
Esercitati alla verifica della sicurezza dell'ambiente
Ricorda l'acronimo s-a-f-e
S "Stop"
Fermati
Pensa
Agisci
A "Assess Scene" - Verifica l'Ambiente
-
L'ambiente è sicuro?
É sicuro avvicinare la persona infortunata?
Sono presenti pericoli?
C'è qualcos'altro che può costituire un rischio per il soccorritore?
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45
Modulo 2
Anche questo guanto si rivolterà con il primo all'interno del secondo
evitando qualsiasi contatto con sangue o altri fluidi presenti sui guanti
stessi.
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F "Find" - Trova il kit di primo soccorso
(e se sei addestrato e ce li hai trova il kit
Ossigeno ed il DAE )
Modulo 2
I kit di primo soccorso contengono materiali
fondamentali come le barriere
E "Exposure" Protezione contro l'Esposizione
-
Usa barriere come guanti e barriere bocca-maschera.
Quando indossi i guanti: verifica che non siano danneggiati.
Quando togli i guanti:
a Prendi il primo guanto all'esterno del polso, tiralo verso le dita e
rivoltalo.
b Usa la mano ancora protetta per fare una palla del guanto che hai
rimosso.
c Infila un dito "non protetto" all'interno del secondo guanto e tira
il guanto verso le dita come hai fatto prima, tenendo il primo guanto
all'interno del secondo.
D Metti i guanti in una busta per "rifiuti pericolosi".
2.5 Rianimazione - RCP
Rianimazione cardio polmonare (rcp) cardio
pulmonary resuscitation
Come abbiamo visto nella sezione generale del BLS, è estremamente
importante iniziare la RCP il più presto possibile per evitare danni ai tessuti
cerebrali e ad altri organi.
La ragione più comune per cui una persona cessa di respirare è l'Arresto
Cardiaco Improvviso -Sudden Cardiac Arrest (SCA). Il cuore ha cessato di
battere inaspettatamente ed è ancora presente una quantità relativamente
alta di ossigeno nei vasi sanguigni, nel cuore e nel cervello. Perciò la
ventilazione è inizialmente meno importante delle compressioni toraciche.
46
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In caso di arresto cardiaco da asfissia (arresto cardiaco in seguito a
soffocamento per esempio in caso di annegamento) il livello di ossigeno
nel corpo è ridotto drasticamente (ipossia), rendendo più importanti le
ventilazioni.
Per questa ragione il protocollo di BLS per un bambino e in caso di
annegamento è leggermente diverso.
La rianimazione Cardio (da cuore) Polmonare (da polmoni) è una tecnica
che consiste in compressioni cardiache e ventilazioni (respiri assistiti):
Le compressioni cardiache generano un flusso di sangue modesto ma critico
al cervello e al miocardio (cuore) e aumentano la probabilità di successo
della defibrillazione.
Le respirazioni assistite portano aria ai polmoni e aumentano la
concentrazione di ossigeno negli alveoli, che per diffusione andrà poi ai
capillari.
Rapporto compressioni - ventilazioni
Un modello matematico suggerisce che un rapporto di 30:2 costituisce il
miglior compromesso tra flusso di sangue e apporto di ossigeno, ma le
interruzioni durante le compressioni del torace devono essere ridotte al
minimo.
Si deve proseguire la rianimazione fino a quando:
• Personale qualificato ci sostituisce;
• La persona infortunata comincia ad alzarsi: muoversi, aprire gli occhi e
respirare normalmente;
• Sei esausto.
Distensione gastrica - rigurgito
La distensione gastrica o rigurgito è l'espulsione del contenuto dello
stomaco ed è provocata dall'aria che entra nello stomaco durante la
respirazione assistita.
É molto simile al vomito. Quando si vomita il contenuto dello stomaco è
spinto fuori dalla contrazione dei muscoli gastrici. Nel caso della distensione
gastrica non vi è attività muscolare, ma l'aumento di pressione all'interno
dello stomaco spingerà fuori il suo contenuto. Il contenuto defluirà dallo
stomaco nella bocca (non in modo forzato o a scatti come nel vomito).
Se c'è rigurgito il soccorritore deve girare l'infortunato di fianco e pulire
le vie aeree. Tuttavia dopo aver pulito le vie aeree, rimane il rischio che
quando si fanno altre ventilazioni, parte del contenuto dello stomaco venga
soffiato nella trachea e nei polmoni. La distensione gastrica dovrebbe
essere evitata in tutti i casi.
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Modulo 2
Quando l'infortunato è un bambino, i problemi cardiaci sono estremamente
più rari e inoltre possiamo aspettarci un livello di ossigeno inferiore nel suo
corpo.
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Modulo 2
Per evitare il rigurgito il volume delle ventilazioni dovrebbe essere
mantenuto a circa 500-600 ml (6-7 ml per kg di peso corporeo).
Anche ventilazioni rapide e forzate possono portare a distensione gastrica.
Questo perché il muscolo che separa l'esofago dallo stomaco (sfintere
esofageo) si apre ad una pressione sulla via aerea di 1520 cm di H2O.
Quando durante le ventilazioni si soffia troppo forte questa pressione può
essere facilmente raggiunta. Inoltre questo sfintere nelle vittime di arresto
cardiaco potrebbe non funzionare più.
Per evitare la distensione gastrica devi:
• Eseguire ventilazioni artificiali della durata di un secondo circa con un
volume d'aria sufficiente a far alzare il torace dell'infortunato.
• Evitare ventilazioni artificiali troppo veloci o troppo energiche.
• Aprire completamente le vie aeree.
• Lasciare che il torace torni alla sua posizione normale prima di iniziare
la seconda ventilazione.
• Evitare di far pressione sullo stomaco.
• Controllare se lo stomaco mostra segni di sovra distensione.
Sequenza di rianimazione di un adulto - azioni
del soccorritore
La sequenza di rianimazione può essere divisa in tre parti
principali:
• Approccio, verifica dello stato
di coscienza
• Controllo della respirazione
• Inizio della RCP, se necessaria.
Approccio - verificare lo stato di coscienza aprire le vie aeree
Una volta che il soccorritore ha stabilito che l'ambiente è sicuro, deve
verificare lo stato di coscienza.
Se l'infortunato è cosciente, deve essere lasciata nella posizione in cui è
stata trovata e si devono attivare il SME.
Il soccorritore deve rassicurare la persona infortunata e cercare di scoprire
cosa è accaduto.
48
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Deve presentarsi dichiarando il suo nome, dire che è addestrato al primo
soccorso ed esprimere il proprio desiderio di aiutare. Dovrebbe rassicurare
la persona infortunata mostrando un atteggiamento premuroso, spiegare
cosa sta succedendo e dire che il soccorritore si sta occupando di lei.
Il soccorritore deve anche cercare di tenere a distanza gli astanti per
evitare di stressare l'infortunato ulteriormente. Vi è la possibilità che la
persona infortunata sia in agitazione o preoccupata della propria condizione
e di ciò che sta accadendo. Se il soccorritore la conforta, l'infortunato si
sentirà più sicuro e resterà tranquillo. Se la persona infortunata non è
cosciente, deve essere girata sulla schiena e la via aerea deve essere resa
pervia immediatamente.
Quando le vie aeree sono chiuse, non solo è impossibile controllare il
respiro, ma l'infortunato non sarà nemmeno in grado di respirare.
Più avanti in questa lezione verrà trattata l'ostruzione delle vie aeree da
corpo estraneo, ma le vie aeree possono essere ostruite anche a causa
della lingua. É possibile che la lingua cada all'indietro e blocchi il passaggio
dell'aria quando l'infortunato ha un livello di responsività basso.
La manovra di apertura della via aerea si fa
usando la tecnica "piega il capo e solleva il
mento.
É una tecnica facile da imparare, descritta
nelle pagine seguenti.
In alcuni casi può essere sufficiente aprire e
mantenere pervie le vie aeree fino all'arrivo
del SME (se c'è respiro).
Verificare la respirazione
Quando le vie aeree sono pervie, il
soccorritore deve controllare la respirazione:
guardare se il torace si muove, ascoltare
se suoni respiratori escono dalla bocca
dell'infortunato e sentire se c'è movimento
d'aria avvicinando la propria guancia od
orecchio.
Si deve fare tutto ciò mantenendo aperte le vie aeree e per non più di 10
secondi.
Se si adoperano i tre verbi guardare - ascoltare - sentire, si
può adoperare l'acronimo g.a.s., che è molto conosciuto in
italia.
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Modulo 2
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Modulo 2
Se la respirazione è normale, l'infortunato deve essere messo nella
posizione laterale di sicurezza per assicurare sempre l'apertura delle vie
aeree e si deve chiamare il SME immediatamente. Il soccorritore deve
controllare continuamente la respirazione e deve agire di conseguenza.
nei primi minuti dopo un arresto cardiaco può respirare debolmente o fare
rantoli rumorosi che non devono assolutamente essere confusi con una
respirazione normale.
Se non sei sicuro che il respiro sia normale agisci come se non lo fosse.
Iniziare la RCP - sostenere la circolazione
Quando non è presente una normale respirazione si devono allertare
immediatamente il SME (informando che non c'è respirazione normale)
e il soccorritore deve iniziare le compressioni del torace, ponendo le
mani con le dita intrecciate al centro del torace. Le linee guida attuali di
RCP richiedono che siano eseguite 30 compressioni ad una velocità di
almeno100 al minuto (senza superare le 120 al minuto).
Ciò significa che ad una velocità di 100 al minuto, devono essere eseguite
30 compressioni in 18 secondi (poco meno di 2 al secondo). Ad una
velocità di 100 al minuto, senza superare le 120, questo significa 15-18
secondi. La profondità della compressione deve essere di almeno 5 cm (
senza superare i 6 cm ) ed è importante rilasciare la pressione sul torace
tra una compressione e l'altra, senza perdere il contatto tra le mani e il
torace (allo sterno). L'esatta posizione delle mani è descritta in dettaglio
alla pagina delle prove pratiche
Ad ogni compressione il sangue è spinto
fuori dalla parte sinistra del cuore e da qui
attraverso il corpo.
Allo stesso tempo il sangue deossigenato
viene pompato dalla parte destra del
cuore verso i polmoni, all'interno dei quali
prenderà ossigeno dagli alveoli. Rilasciando
la pressione sul torace, il sangue defluisce
all'interno della parte destra del cuore e il sangue ossigenato ritorna dai
polmoni alla parte sinistra del cuore.
Quando le compressioni sono troppo ravvicinate, il cuore non ha il tempo
di riempirsi e di conseguenza le compressioni non mandano in circolo
abbastanza sangue, risultando inefficaci.
Se le compressioni sono troppo lente, il sangue si muove troppo
lentamente, la pressione resta bassa, la circolazione inefficace.
Quando le compressioni non sono abbastanza profonde la quantità di
sangue spinto fuori dal cuore è minima e inadeguata a sostenere la
circolazione. Immediatamente dopo queste 30 compressioni, il soccorritore
deve eseguire due ventilazioni efficaci.
50
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Quando il torace è tornato alla sua posizione,
si può fare la seconda ventilazione. Le due
ventilazioni non dovrebbero durare più di 5
secondi in tutto.
Quando si pratica la respirazione assistita,
l'aria espirata dal soccorritore (con il 16%
di ossigeno) va ai polmoni dell'infortunato.
Se la concentrazione d'ossigeno nei polmoni
(alveoli) è sufficientemente alta, l'ossigeno
si diffonde ai capillari e il sangue diventa ossigenato.
Ovviamente, durante questo processo e poiché l'infortunato non respira, la
concentrazione d'ossigeno nei polmoni diminuisce. Se la concentrazione si
abbassa troppo la diffusione cessa.
Rimuovi dalla bocca tutte le protesi mobili. Nel caso di presenza di dentiera
che non si muove lasciarla al suo posto nella bocca.
Se viene ripristinato il ritmo cardiaco sospendere le compressioni. Ulteriori
compressioni non aumentano la possibilità di provocare un altro arresto
cardiaco
Nel caso il soccorritore non sia addestrato o abbia timore a ventilare bocca
a bocca per timore di trasmissione di malattie, può limitarsi alle sole
compressioni al la velocità di 100 al minuto (massimo 120)
Per evitarlo dobbiamo fare altre ventilazioni. Tuttavia, in condizioni normali
i respiri sono circa 12 - 20 al minuto (a seconda dell'età e dell'attività) e
durante la rianimazione scendono a circa 5 al minuto.
La quantità d'ossigeno inferiore nell'aria inspirata (16% anziché 21%) e lo
scarso numero di ventilazioni mantengono la concentrazione d'ossigeno nei
polmoni relativamente bassa. Aumentando la concentrazione d'ossigeno
durante le ventilazioni, una maggior quantità di questo gas si diffonderà ai
capillari e l'ossigenazione risulterà migliore. La concentrazione d'ossigeno
può essere incrementata usando un dispositivo che fornisca ossigeno
supplementare.
Molti bambini non ricevono la rianimazione perché i potenziali soccorritori
temono di far loro del male. Questa paura è infondata; è molto meglio
usare la sequenza di rianimazione di un adulto per rianimare un bambino
piuttosto che non fare nulla.
D'altra parte vanno comunque rispettate le seguenti modifiche al
trattamento normale:
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51
Modulo 2
Si devono aprire di nuovo le vie aeree, ponendo le labbra intorno alla bocca
dell'infortunato tenendo chiuso il suo naso. Il soccorritore deve soffiare aria
dai polmoni nella bocca dell'infortunato. Se il naso non fosse chiuso, l'aria
esalata dal soccorritore uscirebbe dal naso dell'infortunato.
É importante soffiare in modo costante mentre si osserva il torace alzarsi.
Questo deve durare circa un secondo.
Modulo 2
Pure Tech Agency
• Se il bambino non respira normalmente, attuate 5 respirazioni bocca
a bocca iniziali (di durata da 1 secondo a 1 secondo e mezzo, quanto
basta per fare sollevare il petto)
• Poi, controllate i segni di vita per non più di 10 secondi
• Se i segni di vita continuano, continuate con la respirazione di
soccorso
• Se non vi sono segni di vita, cominciate con le compressioni del petto:
• Comprimete il petto di approssimativamente un terzo della sua profondità;
usate le punte di 2 dita per un neonato di meno di un anno; utilizzate una
mano o due mani per un bambino di più di 1 anno a seconda di quanto è
necessario per ottenere un livello adeguato di compressione (4 cm per i
neonati -5 cm per i bambini di oltre 1 anno di età)
• Se il soccorritore è solo, dovrà fare la RCP per approssimativamente 1
minuto prima di chiamare aiuto, a meno che non abbia assistito ad un
collasso improvviso (in questo caso va cercata assistenza immediatamente)
L'uso di schermi facciali
maschere per rianimazione
e
Quando si esegue la ventilazione artificiale
si consiglia di usare una maschera per
rianimazione o uno schermo per il viso
come protezione.
Gli schermi sono facili da usare e sono
disponibili come portachiavi. La tecnica
della ventilazione artificiale è la stessa tecnica della ventilazione "bocca a
bocca".
Gli schermi per il viso sono disponibili con o senza un filtro protettivo.
Anche se entrambi i tipi danno solo una protezione di base, è meglio usare
uno schermo con il filtro.
Usando la maschera per rianimazione, si deve impiegare un'altra tecnica
(descritta più avanti ).
Una maschera per rianimazione è una
protezione migliore rispetto ad uno schermo
per il viso, ma è anche molto più grande e
meno comoda da portare in tasca.
Può essere però tenuta in un kit di primo
soccorso, nello zaino o in auto.
La maschera per rianimazione è chiamata
anche Pocket Mask (il nome commerciale),
anche se è leggermente troppo grande per
essere messa nella tasca dei pantaloni.
L'impiego dell'ossigeno durante la rianimazione
Quando si è addestrati, e quando è disponibile, si raccomanda di fornire
ossigeno durante la rianimazione. Questo può essere ottenuto usando
una maschera per rianimazione con una valvola d'entrata per l'ossigeno
o attrezzature ancor più avanzate come un pallone auto espandibile
52
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
La maschera per rianimazione
deve avere un beccuccio per
connettersi all'ossigeno. Questo
beccuccio ha una valvola di non
ritorno o può essere chiuso con
un piccolo rubinetto, attaccato
al beccuccio nel caso in cui la
maschera sia usata senza
ossigeno supplementare. La
maschera viene poi collegata
all'ugello di flusso costante di
un erogatore di ossigeno con
un tubo di plastica trasparente.
L'impiego dell'ossigeno è molto importante per le vittime di
semiannegamento e negli incidenti subacquei, quando il maggior problema
è l'ipossia. L'ossigeno dovrebbe essere presente in ogni piscina e in ogni
sito d'immersione. I soccorritori"occasionali sono incoraggiati a seguire
ulteriori lezioni specifiche per poter essere in grado di somministrare
ossigeno e di rianimare con ossigeno.
Esercitati alla BLS
1.
Assicuratevi che voi, la persona infortunata e le persone presenti sul
posto siate in sicurezza
2.
-
Verificate se la persona infortunata è cosciente
Dichiarate il vostro nome, il vostro addestramento ed il desiderio di
aiutare.
Chiedete il permesso di aiutare.
Scuotete gentilmente le spalle della persona infortunata e chiedete a
voce alta: "Stai bene?"
-
3a.
-
-
Se l'infortunato risponde:
Lasciatelo nella posizione in cui
lo avete trovato e fate in modo che
non subisca ulteriori danni.
Cercate di capire cosa c'è che non
va e, se necessario, chiedete aiuto.
Ricontrollate l'infortunato regolarmente.
3b.
-
Se non risponde:
Chiedete aiuto.
-
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53
Modulo 2
(es. Ambu™) o un ventilatore azionato manualmente ad ossigeno (es.
MTV100). Quando si è connessi ad una fonte di ossigeno, la concentrazione
d'ossigeno inspirato può aumentare dal 16% al 50%, usando una maschera
per rianimazione oronasale, e fino al 97-100%, usando il Pallone Ambu™ o
MTV-100.
Pure Tech Agency
Girate la persona infortunata sulla schiena, aprite le vie aeree
utilizzando il metodo del piegamento della testa e del sollevamento
del mento:
• Ponete una mano sulla fronte del subacqueo infortunato e reclinategli
delicatamente la testa all'indietro.
• Poggiando la punta delle dita sotto il mento della persona infortunata
sollevategli il mento per aprire le vie aeree .
Modulo 2
-
4.
-
Mantenendo le vie aeree aperte, osservate, ascoltate e sentite se
respira.
Osservate il movimento del torace.
Ascoltate i rumori respiratori dalla bocca della persona infortunata.
Sentite il contatto dell'aria espirata con la vostra guancia.
Stabilite se la respirazione è normale, non normale o assente.
Nei primi minuti a seguito di un arresto cardiaco, la persona infortunata
potrebbe respirare a mala pena o emettere sporadici rantoli rumorosi.
Guardate, ascoltate e sentite per non più di 10 secondi e stabilite se la
persona infortunata sta respirando normalmente.
Se avete qualche dubbio se la respirazione sia normale agite come se non
fosse normale.
5a. Se respira normalmente:
Sistematelo nella posizione di ricovero.
andate o mandate qualcuno a chiedere aiuto/chiamate un'ambulanza
54
Controllate costantemente la respirazione.
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5b. Se la respirazione non è normaleo assente:
Mandate qualcuno a chiedere aiuto e a cercare e portare un DAE
se disponibile; o, se siete soli, usate il vostro telefono cellulare per
avvertire l'ambulanza, lasciate la persona infortunata quando non c'è
nessun'altra opzione.
cominciate le compressioni toraciche come segue:
•
Inginocchiatevi al lato destro della persona infortunata;
•
Ponete il palmo di una mano nel centro del torace
(che si trova nella metà inferiore dello sterno della persona);
•
Ponete il palmo dell'altra mano sulla prima:
•
Incrociate le dita delle mani e assicuratevi che la pressione non sia
applicata sulle costole della persona infortunata. Tenete le braccia
dritte. Non fate pressione sulla parte superiore dell'addome o sulla
estremità inferiore dello sterno;
• Posizionatevi verticalmente sopra il torace e comprimete il torace di
almeno 5 cm (ma non superiore a 6 cm);
• Dopo ciascuna compressione, rilasciate del tutto la pressione sul
torace senza staccare il contatto tra le mani e lo sterno; ripetete ad
una velocità di almeno 100 compressioni al minuto (ma non superate
le 120 al minuto);
• La compressione ed il rilasciamento dovrebbero durare lo stesso lasso
di tempo.
6a. Alternate compressioni toraciche a ventilazioni.
•
Dopo 30 compressioni aprite di nuovo le vie aeree utilizzando il
metodo del piegamento della testa e del sollevamento del mento.
•
Utilizzate una maschera di rianimazione oronasale o chiudete le
narici usando l'indice ed il pollice della mano che tenete sulla fronte.
- Permettete alla bocca di aprirsi, ma
mantenete il mento sollevato.
- Fate un'inspirazione normale e posizionate
le labbra sul beccuccio della maschera di
rianimazione oronasale, o sulle sue labbra,
assicurandovi che vi sia una buona tenuta.
Advanced S
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Modulo 2
Pure Tech Agency
Modulo 2
Pure Tech Agency
-
- Soffiate delicatamente nella maschera /
nella bocca mentre guardate che il torace si
sollevi, impiegando circa 1 secondo come in
una respirazione normale; questa è una
respirazione assistita efficace.
- Mantenendo la testa inclinata ed il mento
sollevato, allontanate la bocca della persona
infortunata e guardate il torace abbassarsi
mentre l'aria fuoriesce.
Fate un'altra inspirazione normale e soffiate nella bocca della
persona(o nella maschera), per un totale di 2 efficaci respirazioni
assistite. Le due ventilazioni non dovrebbero durare più di 5 secondi
in tutto. Poi, senza interrompervi, riposizionate le mani nella
posizione corretta sullo sterno ed eseguite altre 30 compressioni.
-Continuate la RCP con un rapporto di 30:2.
-Fermatevi per ricontrollare la persona
infortunata soltanto se comincia ad alzarsi:
muoversi, aprire gli occhi e respirare
normalmente; altrimenti non interrompete
la rianimazione.
• Se il vostro primo respiro assistito non riesce a far sollevare il torace
come in una respirazione normale, prima di fare un altro tentativo:
-
Controllate la bocca della persona infortunata e rimuovete qualsiasi
ostruzione.
Ricontrollate che la testa sia inclinata ed il mento sollevato in
posizione adeguata.
Non tentate più di 2 respirazioni alla volta prima di tornare ad
effettuare le compressioni toraciche.
• Se c'è più di un soccorritore presente, potete alternarvi nella RCP ogni
2 minuti per prevenire l'affaticamento. Assicuratevi che l'interruzione
delle compressioni toraciche sia minima durante il cambio tra
soccorritori.
6b. Le sole compressioni toraciche possono essere esercitate come
segue:
Se non siete addestrati, o non siete disposti a praticare ventilazioni,
eseguite le sole compressioni toraciche.
Se sono state effettuate le compressioni toraciche, queste
dovrebbero essere continuate ad una velocità di almeno 100 al
minuto ( ma non superate le 120 al minuto).
7.
56
Non interrompere la rianimazione fino a che:
Personale specializzato arrivi e prenda il controllo.
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-
La persona infortunata comincia ad alzarsi: muoversi, aprire gli occhi
e respirare normalmente
Siete esausti.
Esercitati all'uso di un maschera di rianmazione
• Togli la maschera dalla scatola di plastica
• Posizionati accanto alla testa dell'infortunato per eseguire la
ventilazione artificiale e le compressioni del torace
• Applica la maschera sul viso dell'infortunato, usando la radice del naso
per un corretto posizionamento
• Puoi usare l'elastico per tenere la maschera in posizione.
• Sigilla la maschera ponendo indice e pollice della tua mano più vicina
alla parte superiore del capo dell'infortunato lungo il bordo della
maschera e ponendo il pollice (oppure pollice ed indice) dell'altra mano
lungo il margine inferiore della maschera
• Posiziona le altre dita della mano sopra la mano più vicina ai piedi
dell'infortunato lungo il margine osseo della mandibola e sollevala con
una manovra "piega la testa - solleva il mento"
• Comprimi decisamente e completamente il margine esterno della
maschera per avere una tenuta totale
• Esegui le ventilazioni artificiali lente ed efficaci mentre guardi se il
torace si alza.
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Modulo 2
Per le vittime di annegamento:
• Fornite 5 respirazioni assistite iniziali prima di iniziare le compressioni
toraciche
• Eseguite 1 minuto di RCP prima di andare a cercare aiuto
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2.6 Posizione laterale di sicurezza
Modulo 2
Posizionare una persona non cosciente e che respira nella posizione laterale
di sicurezza è importante per mantenere aperte le vie aeree e per evitare
che sangue e vomito ostruiscano le vie aeree (o penetrino nei polmoni).
La posizione in cui l'infortunato va posta deve essere stabile, vicina ad una
vera posizione laterale, con la testa sostenuta e la via aerea aperta. Per
evitare problemi respiratori non ci deve essere pressione sul torace.
Se si verifica il vomito o c'è sangue in bocca, la forza di gravità farà defluire
i liquidi all'esterno del corpo ed essi non saranno inalati. Inoltre sarà più
facile per il soccorritore vedere la presenza di sangue o vomito nella bocca.
Esistono diverse piccole varianti alla posizione laterale di sicurezza. Quella
descritta in questo libro è la posizione che ERC raccomanda, ma non è
l'unica posizione adeguata possibile.
In generale tuttavia, i seguenti punti devono essere rispettati: Persone con
lesioni a schiena o collo non devono essere poste nella posizione laterale di
sicurezza. Il movimento potrebbe provocare ulteriori danni.
-
Una persona con lesioni al torace deve essere girata sul lato leso.
Questo perché se c'è sangue all'interno della cavità toracica, è più
probabile che coinvolga solo un polmone anziché entrambi.
Una persona con una lesione al polmone deve essere girata sul lato
del polmone leso per facilitare la respirazione .
Una donna (visibilmente) gravida dovrà essere girata sul lato sinistro
Quando una persona viene posta in posizione laterale di sicurezza devi
monitorare la circolazione periferica del braccio inferiore e ridurre al minimo
il tempo di pressione sul braccio.
Se l'infortunato deve essere tenuto in posizione laterale di sicurezza per più
di 30 minuti deve essere girato sul lato opposto (ogni 30 minuti).
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Esercitati alla posizione laterale di sicurezza
• Togli gli occhiali
• Posiziona il braccio più vicino a te ad angolo retto con il corpo, il
gomito piegato col palmo della mano verso l'alto.
• Porta il braccio più lontano attraverso il torace e tieni il dorso della
mano contro la guancia dell'infortunato più vicina a te.
• Con l'altra mano, afferra la gamba più lontana appena sopra il
ginocchio, mantenendo il piede a terra.
• Tenendo la mano premuta contro la guancia, solleva la gamba per
ruotare l'infortunato verso di te sul suo fianco.
• Sistema la gamba che sta sopra in modo che anca e ginocchio siano
piegate ad angolo retto.
• Piega la testa all'indietro per essere certo che le vie aeree restino
aperte.
• Sistema la posizione della mano sotto la guancia, se necessario, per
mantenere la testa piegata.
• Controlla regolarmente la respirazione.
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59
Modulo 2
• Inginocchiati accanto alla persona infortunata e assicurati che entrambi
i suoi arti inferiori siano distesi.
Modulo 2
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2.7 Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
In una persona non cosciente,l'ostruzione delle vie aeree potrebbe essere
causata dalla caduta all'indietro della lingua dovuta ad un calo del tono
muscolare . La manovra "piega il capo - solleva il mento", in questo caso
potrà aprire le vie aeree.
Nelle persone coscienti, la presenza di corpi estranei nelle vie aeree è la
causa principale di blocco delle vie aeree e del soffocamento.
La più comune causa di soffocamento negli adulti è l'ostruzione delle vie
aeree da cibo. Nei neonati e bambini il soffocamento è per lo più provocato
da cibo (come caramelle), piccoli giocattoli o monete.
Questa ostruzione impedisce il normale flusso d'aria nella trachea e può
avere come risultato l'arresto respiratorio.
Poiché il soffocamento di solito si verifica mentre si mangia, il problema
può essere riconosciuto tempestivamente e può essere data assistenza fin
dalla prima fase, mentre l'infortunato è ancora cosciente.
Corpi estranei possono provocare ostruzioni lievi o gravi delle vie aeree.
In generale l'infortunato si afferra il collo e si alza in piedi.
É importante chiedere all'infortunato
"Stai soffocando?" per distinguere tra
ostruzione lieve e grave.
Nel caso di Ostruzione Lieve delle
vie aeree l'infortunato è in grado di
rispondere, tossisce (in modo efficace) e
respira.
Nella Ostruzione Grave delle vie aeree
l'infortunato è incapace di parlare, ma
potrebbe annuire in risposta alla tua
domanda. Non sarà in grado di respirare
o avrà un respiro ansimante e può fare tentativi silenziosi di tossire (in
modo inefficace). Può anche perdere coscienza in breve tempo.
Il tipo di intervento di Primo Soccorso dipende dalla gravità dell'ostruzione
della via aerea.
Nel caso di un'ostruzione lieve il soccorritore deve incoraggiare l'infortunato
a tossire, ma non deve fare nient'altro.
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Rimuovere materiale estraneo dalla bocca
Pulizia con le dita:
Quando il materiale solido nelle vie
aeree si vede, il soccorritore può anche
usare le dita per rimuoverlo.
L'infortunato in questo caso dovrebbe
essere non cosciente e preferibilmente
posizionato sul suo fianco.
Mentre una mano è impiegata per tenere
aperta la mandibola, il soccorritore può
usare l'indice dell'altra per esplorare
l'interno della bocca dalla guancia alla
parte posteriore della bocca. L'indice deve agganciare il corpo estraneo e
tirarlo fuori.
Rimuovere liquidi dalle vie aeree
Anche sangue e vomito (rigurgito del contenuto dello stomaco) possono
causare un'ostruzione delle vie aeree.
Nella maggioranza dei casi, grazie alla forza di gravità, è sufficiente girare
l'infortunato sul fianco mentre si tengono aperte le vie aeree per rimuovere
questi fluidi dalla bocca.
É anche possibile usare uno strumento per aspirazione per rimuovere
liquidi dalla parte superiore della via aerea.
Tale tecnica tuttavia non è trattata in questa lezione.
Vittime di annegamento: aspirazione di acqua
Nelle vittime di annegamento è ragionevole supporre che ci sia stata
aspirazione d'acqua. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, questi infortunati
aspirano solo una modesta quantità d'acqua, rapidamente assorbita nella
circolazione centrale.
Perciò non è necessario rimuovere dalle vie aeree l'acqua aspirata prima di
iniziare la RCP.
Il rigurgito è comune in un soggetto rianimato dopo un incidente da
sommersione; questo può rendere difficoltoso mantenere aperte e pervie
le vie aeree.
Ogni volta che si verifica rigurgito il soccorritore deve girare l'infortunato
sul fianco e liberare le vie aeree rimuovendo il materiale rigurgitato.
Per far questo si può impiegare la tecnica della pulizia con le dita o
dell'aspirazione.
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Modulo 2
Se l'infortunato mostra segni di ostruzione grave ed è cosciente, il
soccorritore deve dare 5 colpi al dorso (colpi decisi tra le scapole, seguiti
da 5 spinte addominali (manovra di Heimlich) nel caso in cui i cinque colpi
al dorso non avessero eliminato l'ostruzione.
Queste azioni devono essere ripetute fino a quando l'ostruzione è risolta.
Se in qualsiasi momento l'infortunato perde coscienza, il soccorritore deve
iniziare la RCP.
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Esercitati nel trattamento di ostruzone delle vie aeree
Nel caso di un'ostruzione lieve devi incoraggiare l'infortunato di
soffocamento a tossire, ma non devi fare nient'altro.
Se l'infortunato mostra segni di un'ostruzione grave delle vie aeree ed è
cosciente devi:
Modulo 2
• Dare fino a 5 colpi al dorso:
-
Mettiti a fianco e leggermente dietro l'infortunato
Sostieni il suo torace con una mano e inclina l'infortunato ben in
avanti in modo tale che quando l'oggetto che ostruisce è espulso,
esso fuoriesce dalla bocca anziché tornare giù nella via aerea.
-
Dai fino a 5 colpi secchi tra le scapole con l'altra mano
-
Verifica se ogni colpo ha rimosso l'ostruzione. Lo scopo è di eliminare
l'ostruzione ad ogni colpo, non necessariamente di darli tutti e
cinque.
• Se i colpi al dorso falliscono, esegui fino a 5 spinte all'addome:
-
62
Mettiti dietro all'infortunato e poni le braccia intorno alla parte
superiore del suo addome.
Inclina l'infortunato in avanti in modo che quando l'oggetto che
ostruisce è espulso, viene fuori dalla bocca.
Stringi il pugno e appoggialo tra l'ombelico e la punta inferiore dello
sterno
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Modulo 2
- Afferra il pugno con l'altra mano e
tiralo bruscamente verso l'interno e
in su; l'oggetto dovrebbe essere
espulso
- Ripeti fino a 5 volte.
• Se l'ostruzione non è ancora risolta, continua alternando cinque colpi
sul dorso e cinque spinte all'addome.
Se l'infortunato in qualsiasi momento perde coscienza:
• Sostieni l'infortunato mentre lo adagi a terra con attenzione
• Attiva il SME
• Inizia la RCP (compressioni del torace seguite dalla ventilazione artificiale)
2.8 Controllo dell'emorragia esterna
La funzione primaria del sangue è di portare ossigeno e nutrienti ai tessuti
del corpo e di rimuovere i prodotti di scarto (come anidride carbonica).
Il sangue è composto per il 55% di plasma (liquido) e per il 45% di cellule
o particelle solide (44% globuli rossi e 1% globuli bianchi e piastrine).
Il plasma, un fluido di color giallognolo chiaro, trasporta le cellule del
sangue e le piastrine. Senza plasma il sangue non potrebbe scorrere.
I Globuli Rossi contengono Emoglobina, che conferisce al sangue il suo
colore rosso. L'emoglobina è il vettore primario d'ossigeno nel corpo ed è
saturata per circa il 97% d'ossigeno quando lascia i polmoni. Circa il 98,5%
dell'ossigeno nel sangue è chimicamente legato all'emoglobina. Il resto è
dissolto nel plasma.
Questi globuli rossi trasportano anche l'anidride carbonica ai polmoni, dove
essa lascia il corpo.
I Globuli Bianchi sono incolori e proteggono il corpo da virus e batteri
(alcuni globuli bianchi possono formare anticorpi, i quali sono in grado di
uccidere i batteri). Essi inoltre aiutano a rimuovere le cellule morte dal
corpo.
Le Piastrine sono le cellule più piccole e rivestono un ruolo importante nel
naturale processo di coagulazione del sangue. Durante il sanguinamento,
queste piastrine creano con il coagulo un "tappo" per ridurre o fermare la
perdita di sangue.
Un uomo adulto ha circa 5,5 litri di sangue, a seconda del suo peso.
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Modulo 2
Quando perde approssimativamente un litro di sangue, un adulto può
andare in shock ipovolemico a causa del diminuito o basso volume di
sangue (detto anche ipovolemia).
Questa è una situazione che minaccia la vita e sarà discussa nella prossima
sezione della lezione.
Il sanguinamento grave (Emorragia) deve essere fermato per evitare
l'ipovolemia.
Poiché il volume totale di sangue in un bambino è molto inferiore rispetto
ad un adulto, anche sanguinamenti minori nei bambini possono portare a
ipovolemia.
Quando si verifica una emorragia, i vasi sanguigni subiscono una
costrizione per rallentare la perdita di sangue e le piastrine iniziano a
costruire il coagulo allo scopo di arrestare il sanguinamento ed evitare che
i batteri entrino nel circolo sanguigno dall'esterno.
Per emorragie minori questo processo funziona molto bene, ma nel caso di
un emorragia grave un aiuto è necessario.
L' emorragia può essere interna o esterna. In questa sezione discuteremo
l'emorragia esterna.
Esistono tre categorie di emorragia:
Emorragia capillare: è una emorragia facile da controllare che si verifica
quando i capillari sono danneggiati. I capillari sono i più piccoli vasi
sanguigni del corpo. L'emorragia capillare è lenta e tende a filtrare più che
a fluire. Di solito si ferma spontaneamente senza alcun intervento esterno.
Tuttavia presta attenzione al fatto che anche emorragie minori comportano
un rischio d'infezione, quindi la ferita deve essere disinfettata e coperta con
una medicazione sterile.
Emorragia venosa: questa emorragia è ancora controllabile abbastanza
facilmente, ma è già un pò più grave. Si verifica quando le vene sono
danneggiate. Le vene sono vasi sanguigni che riportano il sangue al cuore.
L' emorragia venosa è di colore rosso scuro e fuoriesce dalla ferita con un
flusso costante. Normalmente si ferma applicando una pressione diretta e
una fasciatura.
Emorragia arteriosa: l'emorragia arteriosa è sempre grave e necessita
di attenzione immediata. Si verifica quando un'arteria è danneggiata. Le
arterie portano il sangue ossigenato dal cuore in tutto il corpo. Giacché
proviene dal cuore il sangue schizza dalla ferita con una pressione
relativamente alta (pompa del cuore) ed ha un colore rosso brillante.
Questa emorragia è difficile da controllare.
Il soccorritore non deve mai smettere di distinguere tra emorragia venosa
e arteriosa. Entrambi i casi di emorragia esterna (grave) necessitano dello
stesso tipo di primo soccorso.
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Potrebbe essere necessario usare i punti
di pressione se la pressione diretta non
ferma l'emorragia. I punti di pressione
del braccio si trovano all'interno dello
stesso appena sopra il gomito e appena
sotto l'ascella. I punti di pressione
dell'arto inferiore sono dietro il ginocchio
e all'inguine. Schiaccia l'arteria principale
contro l'osso in queste zone, mentre con
l'altra mano continui ad applicare
pressione sulla ferita stessa.
Se l'emorragia non si ferma, posiziona nuovamente la mano e riprova.
Esercitati nel trattamento dell'emorragia esterna
GRAVE
-
-
Verifica l'ambiente e l'ABC (usa i guanti).
Se necessario chiama il SME.
Metti un tampone (una garza sterile) sopra la ferita e fai pressione
diretta (con la mano) sulla ferita.
Solleva l'estremità ferita per rallentare il flusso di sangue.
Ferma il tampone con una benda sterile. Il tampone non si deve
essere muovere e la benda deve essere grande a sufficienza per
coprire tampone e ferita completamente.
Il bendaggio deve essere stretto ma non impedire la circolazione.
Puoi controllare la circolazione schiacciando la punta di un dito e
verificando il rapido ritorno del colore rosato sotto l'unghia.
Rassicura la persona infortunata e falla rimanere ferma.
Quando l'emorragia è cessata, immobilizza la ferita o l'estremità,
se è interessato un arto. Si può usare un bendaggio triangolare per
limitare i movimenti.
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Modulo 2
L'uso dei punti di pressione
Modulo 2
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-
Monitorizza i segni vitali, cerca di capire se intervengono segni di
shock ed agisci di conseguenza.
Se è addestrato e quando l'ossigeno è disponibile, il soccorritore può
somministrare ossigeno.
Se l'emorragia persiste e filtra attraverso il tampone. Non rimuoverlo perché
potrebbe rimuovere il coagulo che aiuta a controllare l'emorragia. É bene
aggiungere altro tampone assorbente.
Se l'emorragia non si arresta con la pressione diretta, usa i punti di
pressione.
2.9 Gestione dello shock
Cos'è lo shock?
Lo shock è una condizione che minaccia la vita causata da un apporto
inadeguato di ossigeno agli organi principali.
Questa riduzione dell'apporto di ossigeno è principalmente provocata da:
• Sanguinamento grave: emorragia interna o esterna, o
• Un'eccessiva perdita di liquidi: come nei casi di ustioni gravi oppure
vomito e/o diarrea tali da portare a disidratazione
Questo tipo di shock è chiamato anche Shock Ipovolemico (da ridotto
volume).
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• Shock Cardiogeno: shock dovuto ad una inadeguata funzione di
"pompa" del cuore. Questo può accadere dopo un attacco cardiaco,
un collasso cardiaco, o altri problemi del cuore (che provocano ridotta
pressione arteriosa o "cattiva" circolazione)
• Shock Settico: shock dovuto a circolazione insufficiente causata da
infezione (come un avvelenamento del sangue)
• Shock Anafilattico: causato da una reazione allergica grave. Può
verificarsi come reazione a punture d'api, penicillina o crostacei
• Shock Insulinico: causato da un livello molto basso di zuccheri nel
sangue come può accadere nel diabete
• Shock Neurogeno: provocato da un grave danno al sistema nervoso
centrale, come ad esempio dopo una lesione al capo o alla colonna
vertebrale, che abbia come risultato vasodilatazione (dilatazione dei
vasi sanguigni) e un calo della pressione del sangue.
A causa di una riduzione della pressione arteriosa o una riduzione del
volume di fluidi circolanti, causata ad esempio da un cattivo funzionamento
del cuore o una grave perdita di sangue, si avrà un apporto inadeguato di
sangue (e ossigeno) alle cellule.
Come reazione, l'organismo cercherà di rifornire il cervello (molto sensibile
a un ridotto apporto d'ossigeno) a scapito di tessuti muscolari, arti o pelle
(meno sensibili a tale riduzione).
Questo però avrà come risultato che anche altri organi o cellule (vitali)
riceveranno meno ossigeno, nonostante siano anch'essi sensibili alla sua
carenza (come i reni, suscettibili al danno da ridotta pressione arteriosa).
A causa di questi cambiamenti nell'organismo, possono essere presenti i
seguenti segni e sintomi:
• Ansietà, irrequietezza, confusione: provocate dal ridotto livello
d'ossigeno nel cervello
• Respiro rapido e superficiale: il respiro diventa più rapido come
reazione del cervello al ridotto apporto d'ossigeno
• Polso rapido e debole: poiché il cuore aumenta la circolazione
d'ossigeno (sangue) per compensarne il ridotto apporto
• Pelle fredda e colorito pallido: causati da un ridotto apporto d'ossigeno
a muscoli e pelle
• Pelle umida: perché i cambiamenti nell'organismo fanno sudare
l'infortunato
• Sete: segno che la quantità di fluidi circolanti non è sufficiente
• Nausea e vomito: perché intestino e stomaco ricevono meno sangue
(ossigeno) e quindi non funzionano più al meglio
• Pupille dilatate.
• Debolezza e (in caso di shock severo), perdita di coscienza.
Ad una persona sotto shock che manifesta desiderio di bere,non deve essere
somministrato alcun liquido per bocca; ciò per evitare aspirazione di liquidi
con conseguente soffocamento.
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67
Modulo 2
Altri tipi di shock comprendono:
Modulo 2
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Perché una perdita cospicua di liquidi estrema può portare allo shock?
Come visto prima, l'ossigeno è trasportato dal sangue. É quindi logico che
una grave perdita di sangue possa portare allo shock.
Con vomito o diarrea una persona perde una grossa quantità di fluido dal
suo corpo. Questo fluido proviene da cellule e tessuti, ma anche dai vasi
sanguigni. Questo riduce il volume di sangue e, nei casi di diarrea o vomito
gravi, può portare a shock.
Nelle ustioni severe c'è una perdita di fluidi a causa della pelle bruciata
e a causa della quantità di fluido che si accumula nei tessuti e sotto la
pelle. Questo provoca edema (rigonfiamento dei tessuti). Il fluido extra
proviene dai vasi sanguigni, causando un calo del volume di sangue e nei
casi gravi uno shock. In caso di distorsioni, contusioni o fratture avremo lo
stesso fenomeno e aumenta il rischio di emorragia interna, peggiorando ancora
la perdita di liquidi.
Cosa fare?
Il soccorritore deve affrontare la causa fondamentale dello shock. In
generale per il Primo Soccorritore questo significa fermare il sanguinamento
esterno (vedi sezione 8).
Nel caso di shock Anafilattico o Cardiogeno è possibile che l'infortunato
abbia con sé i farmaci adatti.
I soccorritori devono anche:
•
•
•
•
•
•
68
Accertarsi che l'ambiente sia sicuro
Verificare i segni vitali
Attivare il SME
Mantenere pervie le vie aeree
Tenere calmo l'infortunato
Posizionare a terra l'infortunato, con gli arti inferiori leggermente
sollevati (20-25cm), a meno che lo shock non sia provocato da un
problema cardiaco o una lesione alla testa1. L'elevazione degli arti
inferiori aumenta la quantità di sangue che ritorna al cuore.
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Modulo 2
Pure Tech Agency
• Somministrare ossigeno, se è disponibile e se si è addestrati, per
compensarne il diminuito livello nell'organismo.
Le controindicazioni a questa Posizione antishock sono più numerose
di quelle citate nel testo: fratture arti inferiori, fratture al bacino, traumi
toracici, lesioni addominali, ecc.
• Mantenere una temperatura corporea normale, in quanto l'infortunato
non sarà in grado di regolarla da sé. Coperte isotermiche o altro (ad
esempio la giacca o una tuta) possono essere usati per proteggere
la persona dal freddo. Il soccorritore deve anche evitare l'aumento
eccessivo della temperatura nell'infortunato. Se ci si trova all'aperto
l'infortunato può essere posto all'ombra. (Vedi note sull'uso di una
coperta isotermica).
Non insistere a chiedere al'infortunato di sdraiarsi o mettere i piedi in alto,
se non si sente comodo in quella posizione e non sollevare gli arti inferiori
se ciò dovesse peggiorare un'altra lesione.
Un tipo di coperta isotermica chiamato comunemente "metallina" ha
materiale riflettente su entrambi i lati: uno color oro per proteggere dal
freddo (ipotermia) ed uno color argento per proteggere dal caldo.
le persone sotto shock devono essere ospedalizzate per
ulteriori trattamenti. tuttavia, nonostante il trattamento,
lo shock dovuto ad attacco cardiaco o ad avvelenamento del
sangue, spesso risulta fatale.
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69
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Esercitati nella gestione
dello shock
Modulo 2
-
Accertati che l'ambiente sia sicuro
Verifica i segni vitali
Attiva il SME
Se presente, controlla l' emorragia
esterna (grave)
Mantieni pervie le vie aeree
Conforta e rassicura la persona
infortunata
Posiziona l'infortunato a terra,
con gli arti inferiori leggermente
elevati (20-25cm).
Somministra ossigeno .
Proteggi l'infortunato da freddo o
caldo. Mantieni la temperatura
corporea nella norma.
-
70
Monitorizza il livello di
reattività
Controlla e assicurati che
continui a respirare
Se manifesta desiderio di
bere
NON SOMMINISTRARE
ALCUN LIQUIDO
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2.10 Ulteriori informazioni
É consigliabile lasciare la persona infortunata e cosciente nella posizione in
cui è stata trovata, specialmente se è vittima di un incidente (trauma) e si
sospetta una lesione alla schiena o al collo.
In alcuni casi tuttavia può essere necessario che il soccorritore sposti
l'infortunato per verificare il respiro, per prestare primo soccorso o perché
c'è un pericolo, come il fuoco ad esempio.
Le vittime possono essere
spostate facilmente con la
tecnica Rautek:
• Vai con le braccia sotto le
ascelle dell'infortunato, tra il
braccio e il corpo
• Porta una delle braccia
dell'infortunato ad angolo retto
di fronte al suo corpo
• Metti la tua mano con le
dita chiuse sopra l'avambraccio
dell'infortunato, tra il gomito e
il polso
• Mettiti vicino all'infortunato
con i tuoi piedi ai lati del suo
corpo
• Solleva
la
persona
infortunata distendendo le tue
gambe, mentre tieni la schiena
più dritta possibile (per evitare
lesioni)
• Trascina
l'infortunato
lontano dal pericolo, riducendo
al minimo la distanza percorsa
(appena fuori la zona del pericolo è sufficiente)
• Poni l'infortunato a terra stesa sulla schiena
Se la persona infortunata è seduta sarà facile applicare questa tecnica. Se
giace sul pavimento prima devi:
• Girarla sulla schiena, se necessario
• Inginocchiarti al suo lato, vicino alle spalle
• Portare la mano destra sotto il collo dell'infortunato e afferrare la sua
ascella con le dita
• Posizionare la mano sinistra nell'ascella sinistra
• Portare l'infortunato in posizione seduta con movimento fluido
sollevandola con le mani e posizionandoti appena dietro di lei
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71
Modulo 2
Muovere una persona infortunata
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Altre tecniche:
Modulo 2
Tirare per le braccia è un'altra tecnica che può essere impiegata per gli
spostamenti d'emergenza. In questo caso puoi trascinare la persona
infortunata per le braccia, mentre è ancora sul pavimento.
Un'alternativa è trascinarlo per i vestiti.
72
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Modulo 3
MODULO 3
Immersioni di esperienza
con crediti formativi
Panoramica
•
•
•
•
Nitrox
Immersione profonda (30/40m)
Relitti
Muta stagna
Obiettivi
Al termine di questo modulo saremo in grado di:
•
•
Apprendere le nozioni di base per introdurre nel mondo delle
immersioni di specialità;
Fornire Crediti Formativi per acquisire le future abilitazioni;
1) Introdurre all'uso delle miscele iperossigenate
2) Introdurre all'immersione profonda -30m.
3) Estendere all'immersione profonda a -40m.
4) Introdurre all'immersione sui relitti
5) Introdurre all'uso della muta stagna
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73
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Modulo 3
3.1 Nitrox
La storia del Nitrox
Il Nitrox ha una lunga storia; il suo uso ha visto molteplici applicazioni.
Tutta la comunità subacquea ha ormai compreso che diminuendo
il contenuto d'Azoto, i subacquei possono estendere i limiti di non
decompressione e, o ridurre il tempo necessario per la decompressione.
Presente
Oltre agli usi professionali ora di normale routine, in diversi paesi è
presente il Nitrox sia come Associazioni Didattiche sportive sia come centri
di ricarica.
In Italia si è tenuto nel 1994 il primo Corso Nitrox tenuto dall'HdueO Diving
Activities di Gallarate.
Altre associazioni americane e nazionali stanno ora operando nel settore
che appare in forte espansione e diffusione.
Futuro
Oltre alla maggiore diffusione dei centri di ricarica ed all'incremento dei
subacquei che usano il Nitrox, il futuro è la ricerca ed ottenimento della
migliore miscela per ogni immersione in ogni fase di essa (viaggio,
fondo, decompressione), prodotta e mutata automaticamente da un
autorespiratore che ricicli il gas.
Suddivisone dei corsi Nitrox PTA
L'apprendimento delle tecniche che permetteranno di immergerti
con miscele iperossigenate, è strutturato sulla base di due tipologie
d'immersione.
Corso Nitrox
Corso di conoscenza e primo utilizzo delle miscele Nitrox con percentuali
di O2 da Ean21 ad Ean40, messe a frutto all'interno della Curva di non
decompressione ed entro i 40 m.
Le percentuali fisse sono: 32% chiamato Nitrox I e 36% chiamato Nitrox II;
Corso Decompression
Corso d'approfondimento delle miscele Nitrox con percentuali di O2 da
Ean21 ad Ean40 utilizzate in forma variabile (Best Mix) oltre la curva di
non decompressione entro i 45 m.
74
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Pure Tech Agency
Caratterizza il corso la particolare attenzione alla decompressione, stadio
d'apprendimento specifico di questo programma.
Cosa è il Nitrox?
La parola Nitrox è la composizione delle iniziali delle parole inglesi
NITRogen (Azoto) ed OXygen (Ossigeno): identifica dunque una qualsiasi
combinazione di Azoto (N2) ed Ossigeno (O2).
NITRogen
OXogen
Appreso questo concetto ora possiamo comprendere che sin dalla nostra
nascita abbiamo respirato, e stiamo respirando anche in questo
istante una miscela Nitrox.
Aria è Nitrox
L'aria è una miscela Nitrox composta da:
Aria
COLORAZIONE:
BIANCO-NERO
78%
21%
Azoto
Ossigeno
COLORAZIONE: NERO
COLORAZIONE: BIANCO
1%
GAS RARI
GAS INERTI
COLORAZIONE:
VERDE BRILLANTE
Il NOAA Nitrox I è l' originale designazione per l'Aria in cui la concentrazione
di Ossigeno è aumentata al 32%, si ha quindi una miscela standard
composta dal 68% di Azoto e altri gas inerti e dal 32% di Ossigeno.
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75
Modulo 3
Nitrox
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32% OSSIGENO
COLORAZIONE: BIANCO
68%
Azoto
COLORAZIONE: NERO
NITROX I
COLORAZIONE: BIANCO
Il NOAA Nitrox II è la originale designazione per l'aria in cui la
concentrazione di ossigeno è aumentata al 36%. Il risultato è una miscela
standard composta dal 64% di Azoto e altri gas inerti e dal 36% di
Ossigeno.
Modulo 3
36% OSSIGENO
COLORAZIONE: BIANCO
64%
Azoto
COLORAZIONE: NERO
NITROX II
COLORAZIONE: BIANCO
I vantaggi del Nitrox
I vantaggi del Nitrox sono principalmente attribuiti ad una caratteristica
fondamentale data dalla miscela iperossigenata:
Minor assorbimento di Azoto dovuto all'aumento della percentuale di Ossigeno
nella miscela respirata che va ovviamente a scapito di quella dell'Azoto.
I principali vantaggi sono:
1.
Prolungamento dei tempi limite di non decompressione:
se pianifichiamo un'immersione a 40 m in aria il mio limite di non
decompressione US Navy sarà 10' di cui circa 3' impiegati nella
discesa e i restanti 7' realmente sul fondo.
Se pianifico un'immersione a 40 m in Nitrox I, il mio limite di non
decompressione sarà 20' di cui 3' impiegati nella discesa ed i restanti
17' realmente sul fondo.
Da quest' esempio abbiamo visto, come per questo tipo di
immersione, il Nitrox I rispetto all'Aria non solo ci ha fatto aumentare
il limite di non decompressione, ma, rimanendo invariato il tempo di
discesa, il tempo spendibile sul fondo è più che raddoppiato.
2.
Maggior durata delle immersioni ripetitive:
avrai modo di effettuare numerosi esempi reali quando nel modulo
4, studierai le tabelle.
Minor tempo tra immersione e volo, dovuto al minor carico d' Azoto
residuo al termine dell'immersione.
76
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3.
Maggior sicurezza:
utilizzando tabelle o computer basati su algoritmi per immersioni ad Aria,
procedura d' evidente conservatorismo per soggetti ad alto rischio di PDD.
4.
Maggior sicurezza:
utilizzando anche tabelle o computer Nitrox, data dal fattore
aggiuntivo di conservazione compreso nel sistema di calcolo delle
tabelle od algoritmi Nitrox
5.
Minor stanchezza durante e dopo L'immersione:
avrai modo di notare nelle immersioni che l'effetto benefico
dell'ossigeno si apprezza grandemente (non è dovuto al solo effetto
"psicologico" ma fisico, reale).
Minor sensibilità alla Narcosi:
in acqua avrai modo di notare nelle immersioni che l'effetto benefico
dell'Ossigeno si apprezza grandemente.
6.
7.
Maggior durata dell'integrità cellulare dei tessuti:
eventualmente colpiti da PDD dovuta alla maggior ossigenazione dei
tessuti che contribuiscono a mantenere reattive più a lungo le cellule
in pericolo di deperimento organico, rendendo i tessuti più recettivi
al trattamento di emergenza ( non si vuole ignorare ne minimizzare i
rischi di un immersione in quanto sono sempre presenti).
8.
Riduzione di oli ed impurità:
nella miscela respirata, in quanto per la ricarica Nitrox, devono
essere utilizzati compressori chiamati oil-free (senza olio).
Problematiche del Nitrox
L'unico svantaggio del Nitrox, ma non è cosa da poco, è legato alla
caratteristica fondamentale data dalle miscele Iperossigenate:
Minor assorbimento di Azoto = maggior assorbimento di Ossigeno
Questo aspetto, pone un limite alla profondità massima di utilizzo, legato al
problema della tossicità dell'ossigeno.
Attenzione: va precisato comunque che questo problema esiste anche
con l'aria, solo che in questo caso si presenta a profondità maggiori.
Éimportante perciò comprendere che il Nitrox non è una miscela da usarsi
per immersioni "molto profonde."
I computer subacquei e il Nitrox
L'introduzione dei computer subacquei ha sicuramente contribuito allo
sviluppo dello sport subacqueo. Questi computer sono veri e propri
microprocessori che compiono migliaia di calcoli per immersione, quasi
la maggior parte dei modelli oggi disponibili sono programmabili per le
miscele EANx.
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77
Modulo 3
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Applicazioni del Nitrox
Considerando i molteplici aspetti caratteristici dei Nitrox, elencati in
precedenza, possiamo ora ben comprendere le sue varie applicazioni.
L'uso del Nitrox permette di sfruttare al meglio l'immersione ricreativa,
ottimizzandola in generale in considerazione della possibilità di aumentare i
tempi in curva di sicurezza, diminuire i rischi di MDD e ridurre od annullare
la narcosi d'Azoto.
Modulo 3
Un impiego maggiormente "dedicato" del Nitrox verrà a
beneficio di:
•
•
•
•
•
•
Istruttori e Guide dell'attività subacquea ricreativa
Fotografi e video operatori subacquei
Sommozzatori scientifici
Operazioni commerciali/industriali
Immersioni su relitti - in altitudine
Ai quali offrirà immersioni più sicure, più lunghe, ripetitive con minor
intervallo di superficie e gran riduzione di stanchezza.
Fisiologia dell'Ossigeno
L'aria, in quanto composta di due gas (Ossigeno ed Azoto), è da
considerarsi una miscela e partendo da quest'assunto è interessante vedere
quali sono, al variare delle percentuali d'O2 e N2 in essa, le differenze che
esistono sulle problematiche d'immersione.
L'Ossigeno è indispensabile per la vita, dopo essere stato assimilato,
attraverso il meccanismo della respirazione, reagisce dando il via ad una
serie di processi vitali fondamentali per il corpo umano.
Effetti fisiologici al variare della pO2
EFFETTI FISIOLOGICI AL VARIARE DELLA pO2
pO2
EFFETTI
0.10
Perdita di conoscenza, morte
0.12
Ipossia grave
0.16
Lievi sintomi di ipossia
0.21
Normossia, condizione ottimale
0.30
Esposizione in saturazione per periodi maggiori di 24 ore
0.40
Esposizione in saturazione per periodi minori di 24 ore
0.50
Massima esposizione in saturazione, primi sintomi Lorraine Smith
1.40
Esposizione massima per immersioni con elevato carico lavorativo
1.60
Limite massimo US Navy per immersioni lavorative
1.60 - 2.00
Probabile effetto Paul Bert causa tempi d'esposizione o affaticamento
2.00
Ossigeno puro a 2 ata in condizioni di riposo per terapia iperbarica
2.50
Livello massimo in decompressione per immersioni in saturazione
3.00
Nitrox 50 a 6 ata esposizioni brevi per terapia in camera iperbarica
78
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Pure Tech Agency
L'Ossigeno, in specifiche condizioni, può essere molto pericoloso per il
subacqueo. Queste "specifiche condizioni" sono determinate dalla pressione
(parziale) di questo gas.
La pressione (parziale) di un gas si ottiene con estrema semplicità
moltiplicando la sua frazione (percentuale) di presenza in una miscela per le
atmosfere assolute (la profondità) cui tale miscela è respirata (approfondirai
bene questi concetti nel modulo concernente la fisica del Nitrox).
Durante la normale respirazione introduciamo il 21% di Ossigeno e restituiamo
il 16% circa con il 4%circa d'Ossigeno utilizzato. Possiamo affermare che
una pO2 pari a 0,16 possa essere ancora sufficiente almeno in condizioni di
riposo (la usiamo per praticare la rianimazione cardio - polmonare, mentre
oltrepassare il limite superiore ti troveresti in esubero di pressione
d'Ossigeno "Iperossia" (situazione d'avvelenamento da Ossigeno).
La tossicità dell'Ossigeno si presenta in due modi:
FORMA ACUTA
Forma acuta:
tossicità al CNS (Central Nervous System, Sistema
Nervoso Centrale) o effetto Paul Bert
FORMA POLMONARE
Forma polmonare:
tossicità polmonare e del corpo o effetto Lorraine Smith
Fisica del Nitrox
Abbiamo appreso, durante il modulo di ripasso dei principi fisici i concetti di:
pressione - pressione atmosferica - pressione idrostatica - pressione assoluta
apprendiamo ora nuovi concetti:
•
•
•
•
frazione di un gas
pressione parziale
egge di Dalton
M.O.D.
Pressione parziale e Frazione
In una miscela di gas la Pressione che un singolo gas esercita rispetto
alla Pressione totale della miscela, è detta Pressione (Parziale)
di quel gas. Ogni gas della miscela quindi esercita la sua Pressione
indipendentemente dagli altri gas.
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79
Modulo 3
La condizione ottimale d'utilizzo d'Ossigeno è definita "Normossia"
pO2 pari a 0,21 ata. Se la pO2 scende sotto a 0.21 ata il corpo inizia ad
avere effetti dovuti alla mancanza d'Ossigeno, questa condizione è
chiamata "Ipossia" (situazione d'insufficienza di Pressione di Ossigeno) o
in caso "d'assenza totale anossia".
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La Pressione di ogni singolo gas è direttamente proporzionale alla
sua Frazione (percentuale) di presenza nella miscela.
La frazione della pressione totale provocata dalle molecole d'Azoto (più
i gas inerti) è 79/100 e la frazione della pressione totale provocata dalle
molecole d'Ossigeno è 21/100
Se ne deduce quindi che la Pressione di un singolo gas in una miscela può
essere ottenuta moltiplicando la Pressione Assoluta con la frazione del gas
preso in considerazione.
Modulo 3
(MOD)
Ogni miscela iperossigenata ha quindi una profondità massima di utilizzo,
dipendente dalla percentuale di ossigeno in essa contenuto.
La MOD (Maximum Operative Depth) è la massima profondità d'utilizzo di
una data miscela, la sua conoscenza risulta estremamente fondamentale
per pianificare con sicurezza una immersione.
Non superare mai la pO2 di 1.6 ata, rispetta sempre la MOD della miscela
che respiri
Introduzione ed uso tabelle Nitrox I - II in curva di sicurezza
Le tabelle d'immersione sono usate per controllare la quantità di Azoto nel
corpo e stabilire i limiti massimi di tempo e di profondità per le diverse
miscele Nitrox (compresa velocità di risalita).
Come sicuramente già sai, le tabelle più conosciute ed usate sono quelle
della Marina Militare degli Stati Uniti d'America (US Navy); per questo
motivo il National Oceanic & Atmosferic Administration (NOAA) scrisse le
tabelle per miscele Nitrox utilizzando lo stesso schema ed algoritmo di
partenza.
Queste tabelle Nitrox lavorano su percentuali d'Ossigeno fisse:
32 (NOAA I) e 36 (NOAA II)
Le tabelle per miscele Nitrox I - Il sono dunque assolutamente identiche
per formato ed uso alle tabelle standard US Navy ad Aria.
Grazie a questo sistema non è necessario imparare nessun nuovo
procedimento di calcolo o d'uso, creandosi inoltre così anche la possibilità
di interscambiare le suddette tabelle in immersioni ripetitive con differente
miscela respiratoria.
Concetto di profondità equivalente respirando
aria: calcolo dell'EAD
Le tabelle NOAA si basano sul concetto dell'EAD. Grazie a tale procedura
di calcolo la quantità d'Azoto assorbita con qualsiasi miscela Nitrox può
essere trovata sulla tradizionale tabella ad Aria mutando la profondità di
riferimento.
Puoi utilizzare le tabelle ad uso Aria, qualsiasi esse siano (non è obbligatorio
riferirsi alle US Navy), pianificando la tua immersione in base alla profondità
80
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
equivalente calcolata in precedenza (naturalmente poi dovrai continuare
con quelle scelte sino a totale desaturazione). Se si preferisce usare un
altro algoritmo, lo si faccia pure. Attenzione però a seguire le indicazioni
di quelle tabelle (vedi velocità di risalita) ed ad aspettare la totale
desaturazione prima di un eventuale cambio d'algoritmo (questa procedura
non è certo nuova ed esiste anche nelle immersioni in Aria: le tabelle PADI
ad esempio) non sono compatibili con le US Navy ecc. i gruppi ripetitivi e
gli intervalli di superficie hanno valore diverso.
Puoi utilizzare le tabelle ad uso Aria, qualsiasi esse siano (non è
obbligatorio riferirsi alle US Navy), pianificando la tua immersione in base
alla profondità equivalente calcolata in precedenza (naturalmente poi dovrai
continuare con quelle scelte sino a totale desaturazione). Se si preferisce
usare un altro algoritmo, lo si faccia pure. Attenzione però a seguire le
indicazioni di quelle tabelle (vedi velocità di risalita) ed ad aspettare la
totale desaturazione prima di un eventuale cambio d'algoritmo (questa
procedura non è certo nuova ed esiste anche nelle immersioni in Aria: le
tabelle PADI ad esempio) non sono compatibili con le US Navy ecc. i gruppi
ripetitivi e gli intervalli di superficie hanno valore diverso.
Aspetti operativi dell'EANx
Gli aspetti operativi sono raggruppabili in tre sezioni:
Produzione: le attrezzature ed i sistemi con i quali è possibile, in modo
sicuro (e con quali no), arrivare ad avere una miscela iperossigenata della
percentuale voluta;
Analisi: le attrezzature ed i sistemi con i quali è possibile, in modo
preciso e rapido, arrivare a definire con certezza la miscela contenuta nella
bombola;
Uso: gli accorgimenti e le attrezzature necessarie per maneggiare con
sicurezza i gas con particolare riferimento all'Ossigeno
Normativa in materia di gas: come deve essere usata la bombole ed il
Nitrox in esso contenuto
L'Ossigeno, come abbiamo appreso è un gas vitale, lo si può considerare
sia come amico sia come nemico.
Durante il processo di miscelazione dei gas per immersioni subacquee, un
centro di ricarica desidera di ottenere la percentuale d'Oossigeno in miscela
richiesta dal cliente.
Questo può essere fatto in vari modi ad esempio: miscelando Azoto puro
con ossigeno puro, addizionando l'Ossigeno all'Aria, o sottraendo Azoto
dall'Aria; il problema dell'utilizzo dell'Ossigeno ad alta pressione è il rischio
d'incendio.
Tutto ciò che non è ossidato a contatto con l'Ossigeno ad alta pressione
può bruciare, alla presenza di un innesco che ne favorisce l'accensione.
Per prevenire un incendio è importante conoscere quali sono gli ingredienti
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
81
Modulo 3
Pure Tech Agency
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Modulo 3
che possono innescare una combustione: la combustione è una reazione
chimica che avviene tra un combustibile ed un comburente (ossidante) e
deve essere avviata da un innesco d'accensione (calore). La combustione
può avvenire anche senza il fuoco (es. ruggine) ma richiede di un innesco
per incominciare a svilupparsi; ad accensione avvenuta, la reazione chimica
rilascia energia (calore) e questo continua a mantenere la reazione.
Venendo a mancare uno degli elementi (combustibile, Ossigeno o calore)
non vi può essere fuoco.
La "pulitura" dei materiali a contatto con percentuali superiori al 40 di
Ossigeno è molto specifica e non è per niente semplice, purtroppo esistono
credenze e metodi di pulizia che sarebbero ridicoli se non giocassero con la
sicurezza dell'individuo. Ricorda che l'attrezzatura che si trova in commercio
non è pulita per l'Ossigeno se non reca esplicita dichiarazione in tal senso
da parte della casa costruttrice. Convertire una normale attrezzatura per
aria in attrezzatura "pulita per Ossigeno " non è sempre possibile.
Dov'è l'EANx
Come dunque hai visto la produzione
delle miscele EANx non è difficile, ma
può essere pericolosa, per questo motivo
dovrai affidarti alla professionalità dei
centri specializzati che adottano tutte le
misure di sicurezza necessarie a tal fine.
Questi centri sono stati scelti per la loro
preparazione in merito (hanno seguito
corsi avanzati di miscelazione) dove
potrai trovare l'ordine e la disposizione
delle bombole delle varie miscele e la
cortesia con la quale si accolgono richieste
dei subacquei, la disponibilità ad essere vicini a tutti con informazioni e
consigli adeguati e professionali, per la possibilità di seguirti anche a livello
didattico; se ritieni ti siano necessari consigli od un aiuto di qualsiasi tipo, il
Training Facility PTA è il posto più adatto anche per informarti o partecipare
a stage o corsi successivi più avanzati.
Tieni inoltre presente che il Training Facility PTA-CMAS rispetta anche le
più rigorose norme di sicurezza: Aria per ricariche tradizionali e miscele
purissima; ossigeno, liquidi e comunicazioni (Vhf o telefono) sempre
disponibili; assistenza DAN.
Per sapere dove puoi trovare i centri specializzati in ricarica Nitrox oppure
i Training Facility PTA-CMAS chiedi informazioni al tuo Istruttore PTA-CMAS
oppure consulta il sito internet dove troverai sempre l'elenco aggiornato
degli stessi:
http://www.pure-tech-agency.net/IT/strutture/centri/training_facility/index.html
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Analisi dell'EANx
Come si analizza
Il Diver si recherà presso il centro presentando il proprio brevetto Nitrox
PTA-CMAS per noleggiare o far caricare la propria bombola con la miscela
desiderata; il centro dopo aver verificato brevetto e/o data di collaudo e
dedicamento della bombola presentata procederà alla consegna o alla
ricarica.
Dopo le varie operazioni, il centro vi consegnerà la bombola indicandovi
la percentuale d'Ossigeno presente, contemporaneamente vi richiederà (è
obbligato) di effettuarne l'analisi.
Il Nitrox va quindi SEMPRE analizzato personalmente prima dell'uso. Non
sottovalutare l'importanza di questa apparentemente banale pratica,
non devi affidare la tua sicurezza a nessun'altra persona, anche se molto
qualificata e di cui hai gran fiducia.
"Non delegare quest'operazione a nessuno"
Analizzatori di ossigeno
L'Ossigeno è il gas più facile d'analizzare
grazie alle sue particolari proprietà. L'analisi
del contenuto di una bombola Nitrox avviene
utilizzando specifici analizzatori d'Ossigeno, sono
economici e semplici da calibrare.
Essi rilevano la percentuale d'Ossigeno, che è
assai più semplice da testare dell'Azoto, hanno
un volume ridotto, sono leggeri, e capaci di
recepire fO2 con frazioni dello 0.1 %.
Taratura
Il risultato dell'analisi della vostra bombola potrà dirsi valido se prima
l'analizzatore è stato correttamente calibrato. La taratura avviene
utilizzando Aria come gas di riscontro.
Il sensore è influenzato dalla temperatura e dal tasso d'umidità e dalla
pressione.
Ciò significa che l'apparecchio va acceso alcuni minuti prima delle analisi
affinché il sensore stabilizzi la propria rilevazione in base al sempre nuovo
ambiente circostante.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
83
Modulo 3
Dopo che un Nitrox Diver PTA-CMAS ha, con successo, conseguito il
brevetto è abilitato ad immergersi ed a noleggiare bombole con miscela
Nitrox. Noleggio ed altri servizi sono ottenibili come presso i centri
d'immersione che spesso coincidono con il centro di ricarica; occorre a
questo punto evidenziare il rapporto di fiducia e collaborazione che deve
svilupparsi tra i due soggetti: diver-center.
Pure Tech Agency
Analisi del gas
La procedura d'analisi è sufficientemente semplice da eseguire, ma deve
essere fatta con estrema cura e correttezza al fine di ottenere un dato
certo in quanto dovrai, in seguito, scegliere la tabella da usare o calibrare il
computer subacqueo per pianificare la tua immersione basandoti proprio sui
dati ottenuti dall'analisi.
Procedura d'analisi
Modulo 3
Procedure per l'analisi della miscela
• Accendere qualche minuto prima l'analizzatore
• Effettuare la taratura dell'analizzatore
• Collegare l'analizzatore alla bombola
• Aprire lentamente la valvola quanto basta per far uscire un
leggero flusso di gas
• Attendete che i dati si stabilizzino
• Verificare che la miscela sia quella richiesta
• Chiudere la valvola della bombola
• Registrate i dati sul cartellino di identificazione
• Compilare l'apposito registro presso il Centro di Ricarica
Come si registra
Una volta analizzato correttamente il contenuto della bombola, vengono
effettuate le pratiche di registrazione sia sulla bombola stessa che presso il
Centro di Ricarica.
Cartellino
identificativo della bombola
DATE
TANK NR.
ANALYZED BY
ANALYZER (OWNER)
PRESSURE
BAR ❏ PSI ❏
% O2
% N2 % He
M.O.D.
m ❏ ft ❏
% Ar
Foglio analisi delle miscele
84
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Normativa in materia di gas
Con Decreto 7 gennaio 1999 il Ministero dei Trasporti, ravvisando
l'opportunità di uniformare le colorazioni distintive delle bombole nei Paesi
CE, ha disposto l'applicazione della norma UNI EN 1089-3 che prevede un
sistema di identificazione delle bombole con codici di colore delle ogive.
Il nuovo sistema di identificazione è divenuto obbligatorio per le bombole
nuove il 10 agosto 1999 con deroga per quelle già in uso fino al giugno
2006.
La codifica dei colori secondo la nuova normativa è individuata
con la lettera maiuscola "N" riportata in due posizioni diametralmente
opposte sull'ogiva.
La codifica dei colori riguarda solo l'ogiva delle bombole, in generale il corpo
della bombola può essere dipinto di qualsiasi colore che non comporti il
pericolo di erronee interpretazioni.
verde
rosso
blu
giallo
Per una maggiore identificazione della miscela potrà essere applicata su un
lato della bombola la scritta NITROX seguita o sostituita dalla MOD.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
85
Modulo 3
Le bombole Nitrox sono identificabili tramite una particolare
colorazione che può differire da Paese a Paese:
• in Italia e in tutta l'Unione Europea (UE) tutte le miscele con una
percentuale di Ossigeno superiore al 21% hanno l'ogiva colorata di
bianco
• nei paesi Anglosassoni sono identificate dai colori giallo-verde
Pure Tech Agency
Modulo 3
3.2 Immersione profonda
Significato di profondità e programmazione
Esistono degli stadi di apprendimento, altrimenti definiti come livelli di
abilitazione chiaramente codificati dalle varie agenzie didattiche, verso i
quali si dovrebbe sviluppare un atteggiamento rispettoso e consapevole.
Il livello di abilitazione che si consegue superando il corso P2 CMAS-PTA
è: 30 metri 1° livello - 40 metri 2° livello entrambi in curva di non
decompressione; questo significa che abbiamo davanti a noi due linee di
demarcazione in qualche modo convergenti: la prima di ordine spaziale, la
seconda di ordine temporale.
Detto ciò è bene aver chiaro che un livello di abilitazione non è da
intendersi come un limite, bensì come un momento della crescita di
un subacqueo, un bagaglio di conoscenze propedeutico per conseguire
successivi stadi di apprendimento.
40 metri sono già un bel risultato; avete idea quanto siano estesi 40 metri?
Provate a percorrere una distanza di 40 passi piuttosto ampi e già si avrà un
idea della spazio che si deve percorrere; e per ben 2 volte oltretutto! Andata
e ritorno: 80 metri per l'appunto. Adesso provate a compierne 80 di passi
ampi; voltatevi indietro ed osservate il punto di partenza; lontano vero!
Fin qui abbiamo visualizzato la distanza che dobbiamo percorrere sul
piano orizzontale; adesso guardatevi attorno e se siete in una città cercate
un palazzo di almeno 13 piani (vi accorgerete che in Italia non è affatto
facile trovare palazzi così alti).
86
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
La sommità di un tale edificio si trova a circa 40
metri dal suolo e questa rappresenta la distanza
verticale da percorrere. Forse vi risulterà più
facile trovare un palazzo di 5 o 6 piani il quale però
non arriva nemmeno alla metà della distanza
verticale che si deve percorrere per raggiungere i
fatidici 40 metri di profondità.
Con l'esperienza si imparerà che la distanza
percorsa in orizzontale, nelle immersioni condotte
a queste profondità, il più delle volte è ben
inferiore rispetto alla distanza che si deve compiere
in verticale tra andate e ritorno.
Abbiamo già appreso il significato di "uscire fuori curva" e le implicazioni
ad esso connesse. Questa eventualità è assolutamente possibile soprattutto
quando, all'aumentare delle profondità e dei tempi di fondo, si percorre
l'orlo della curva supportati dal nostro computer da immersione che
allegramente ci dice: "tranquillo! Hai ancora un minuto prima di incorrere
in obblighi decompressivi".
Una visione subacquea che cattura la nostra attenzione basta da sola a
farci permanere ancora quel minutino in più senza che ce ne rendiamo
conto ed oplà; il nostro fido computer inizia a snocciolarci minuti di deco.
Va da sé che il controllo dei parametri di immersione diventa essenziale
cosi come diventa essenziale comprendere come il limite tra l'essere in
curva e fuori curva non è netto come si potrebbe pensare.
Abbiamo studiato come fattori esterni possano influenzare l'assorbimento
e la cessione dell'Azoto (freddo, condizioni fisiche, sforzi durante
l'immersione, ecc); si comprende benissimo quindi come sia meglio non
fare gli acrobati appesi al filo del dentro-fuori curva, bensì rimanere
ben centrati all'interno dei limiti oppure decidere di essere più cauti e
conservativi delle indicazioni del nostro computer. Utilizzando le tabelle,
generalmente, il nostro status decompressivo è più netto: dentro o fuori,
purché siamo onesti e precisi nel determinare la nostra "posizione" nella
tabella.
Benché l'uscire dalla curva non rappresenti un problema di per sé, per
poter gestire coscientemente questa tipologia di immersioni è necessario
conseguire delle abilità e delle conoscenze che sono tema di corsi
successivi. Deve esser quindi chiaro che il livello di abilitazione a cui questo
corso abilita non prevede di dover eseguire decompressioni. Detto ciò
gestire modesti obblighi decompressivi, dell'ordine di pochi minuti, oltre ad
essere piuttosto semplice rende l'immersione diversamente emozionante.
Già le tabelle che si hanno a disposizione ci indicano come comportarci se
ci spingiamo di poco oltre i limiti della curva di non decompressione.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
87
Modulo 3
Visualizzata la questione puramente "spaziale" dell'immersione affrontiamo
quella più squisitamente temporale.
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Il fattore tempo
I minuti a disposizione per rimanere all'interno della curva alla profondità
ad esempio di 40 metri non sono molti (ce li ricordiamo????). Se
l'immersione ha un profilo quadro il tempo massimo di un'immersione
condotta alla profondità massima a cui abilita il brevetto P2 (ovvero i
fatidici 40 metri) è determinato da:
discesa
Modulo 3
2
fondo
+
10
risalita
+
4
tappa di
sicurezza
+
3
totale in minuti
=
19
Si tratta di un tempo tutto sommato limitato, scandito da fasi ben
distinte (discesa, fondo, risalita e tappa di sicurezza), entro il quale,
se non vogliamo incorrere in obblighi decompressivi, dobbiamo starci
assolutamente.
Da questa semplice tabella l'osservatore attento si accorge che la
sommatoria dei tempi da dedicare alle fasi di discesa, risalita e tappa di
sicurezza è analoga al solo tempo di fondo; in buona sostanza soltanto
metà della nostra immersione potrà essere dedicata alla pura osservazione
subacquea, mentre l'altra metà sarà soprattutto destinata alla corretta
esecuzione delle singole fasi nel rispetto dei parametri di immersione.
In conseguenza di quanto detto sopra ci appare in tutta la sua evidenza
quello che differenzia, in modo sostanziale, le immersioni novizie da
quelle profonde in generale e tecniche in particolare: il tempo dedicato
all'esplorazione vera e propria è inferiore, e talvolta minimale, rispetto alle
fasi di avvicinamento e risalita.
Oltre una certa profondità il tempo
diventa un elemento ulteriormente
determinante e decisivo, ragion per cui
si comprende benissimo l'assoluta
necessità di programmare in anticipo lo
svolgersi della nostra esplorazione
proprio per aver chiaro nella mente
quali
sono
i
parametri guida
dell'immersione che ci accingiamo a
condurre.
In conclusione possiamo dire che la subacquea, similmente all'arrampicata,
è un'attività verticale: man mano che i livelli di abilitazione aumentano,
le fasi di discesa e di risalita diventano sempre più preponderanti.
Già nella subacquea avanzata il solo tempo della risalita è spesso ben
maggiore del tempo trascorso sul fondo e questo la dice lunga su quanto
sia decisamente essenziale la corretta gestione di questa importante fase
di un'immersione.
88
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
La gestione delle scorte di aria
Uno dei rischi maggiori per il subacqueo é di ritrovarsi senza gas, è
per questo motivo che il calcolo di quanto ne serve deve basarsi su dati
personali, non su medie standard. Bisogna scendere con la tranquillità
proveniente dalla certezza di avere una scorta d'aria sufficiente anche per
gli imprevisti e le emergenze proprie e del compagno. Con questo non
bisogna arrivare a eccessi sempre negativi; il ricorso a bombole inutilmente
ingombranti rende il sub meno agile.
Il volume di gas deve essere adeguato al tipo di esplorazione programmata
comprensiva della tappa di sicurezza di 3 minuti a 6 metri.
Il tempo di fondo e la scorta di gas programmati devono essere
considerati come dei limiti assoluti, al cui raggiungimento devi
interrompere l'immersione e risalire.
Per calcolare il fabbisogno devi innanzitutto conoscere con buona
approssimazione il tuo consumo medio, accertabile soltanto a seguito di
prove pratiche. É quindi opportuno dedicare un pò di tempo alla verifica
della sua entità nelle diverse fasi di un'immersione, rapportandolo poi a
quota zero per ricavarne il tasso di consumo in superficie (TCS).
Al fine di raggiungere risultati obiettivi, non influenzati da particolari
situazioni ambientali, sceglierai per la prova in acqua, grazie alla quale
dedurre il proprio CTS, una zona priva di corrente sensibile e una
profondità di assoluta tranquillità, che nello stesso tempo non faccia
avvertire l'eventuale moto ondoso. Bisogna percorrere uno spazio lungo 20
metri per un tempo di 10'. Individuato il percorso e segnati sulla lavagnetta
il momento della partenza e l'esatta pressione della bombola, oltre alla
quota precisa, effettuerai il percorso ad andatura tranquilla. Eventualmente
prevedi un percorso di andata e ritorno in modo tale da annullare gli effetti
di correnti a favore o a sfavore.
Il pinneggiamento sarà tale da non provocare affaticamento o eccessiva
rilassatezza. Alla fine rileverai nuovamente il tempo e la pressione
residua, per cui diventa facile accertare il consumo/minuto individuale alla
profondità nota e tradurlo in litri di consumo. Sarebbe opportuno ripetere
la prova anche in condizioni ambientali sfavorevoli dove viene valutamente
messo in atto un piccolo sforzo in modo tale da avere un quadro ancora più
esaustivo al fine del calcolo del consumo medio.
Tempo Tot. Pinneggiata = 10' (andata + ritorno)
Consuno (bar) per Volume Bombola (lt) = Consumo (bar)
Consumo (lt)
= Consumo reale (lt/min)
10' x Profondità Test (ata)
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
89
Modulo 3
Devi terminare la tua immersione e riemergere una volta raggiunto il
tempo di fondo e/o la scorta minima di gas programmata
Pure Tech Agency
Modulo 3
Il consumo dipende dalla conformazione fisica, dalla statura, dalla
preparazione atletica e dall'attrezzatura utilizzata (configurazione ed
assetto).
Ottenendo, per esempio, 18 normal-litri al minuto nel pinneggiamento
moderato, 23 in quello veloce e 14 durante la tappa di sicurezza, nelle
successive programmazioni verranno sempre adottati questi parametri.
Riferendosi al primo in condizioni normali e al secondo prevedendo di
incontrare nel percorso sensibili correnti contrarie, di dover fare uno sforzo
per sollevare qualcosa.
I calcoli richiedono di determinare il fabbisogno per discesa,
fondo, risalita e decompressione, aumentando infine la somma
ottenuta della percentuale riservata agli imprevisti. Questa variabile
è da stimare in rapporto alle difficoltà e alla pianificazione dell'immersione,
ricordandoti che il tuo gas di scorta potrebbe servire al compagno, mentre
il suo potrebbe essere indispensabile per una tua necessità.
Procederai ora, con il tuo Istruttore, ad effettuare alcuni calcoli per la
programmazione dei consumi dei gas necessari ad un'immersione ed alla
sua relativa decompressione
Calcolo della scorta per emergenze
Questa previsione non serve solo a stabilire se un'immersione può essere
fatta con uno specifico numero di litri, ma anche a determinare a quanto
deve ammontare la scorta di gas da usare per le emergenze.
Il principio di base è:
Se succede il problema più grave nel peggior momento dell'immersione, il
mio compagno ha la sufficiente scorta di gas per terminare l'immersione
correttamente?
Se così non fosse, se si verificasse quel problema in quel momento non
sarebbe possibile porvi rimedio, e l'immersione aprirebbe già in partenza
una o più possibilità di incidenti gravi e certi in alcune condizioni, e questo
è totalmente inaccettabile.
In buona sostanza dobbiamo conservare nella nostra bombola un
quantitativo di aria sufficiente per permettere al nostro compagno di risalire
dalla profondità massima e di eseguire la tappa di sicurezza.
Per queste ragioni dobbiamo conoscere il TCS del nostro compagno.
L'attrezzatura e le configurazioni
Sia durante il corso P1, sia durante il corso P2 si è discusso, appreso e
sperimentato delle tecniche di risalita di emergenza verso la superficie.
Tralasciando per il momento di approfondire la disamina relativa alle
emergenze, ripensiamo ai metodi di risalita in emergenza. Semplifichiamo
lo scenario in 3 punti:
90
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Se proviamo a visualizzare il concreto verificarsi di una di queste tre
situazioni durante un'immersione profonda, possiamo senza dubbio
affermare che l'ultima in elenco è oltremodo di difficile e pericolosa
esecuzione. Già a 10 metri di profondità gestire una risalita di emergenza
in assetto positivo è una questione molto delicata, figuriamoci da 30
o 40 metri di profondità. Oltre alla distanza notevole da percorrere fino
alla superficie, ed in espirazione continua per giunta (rischio di incidente
meccanico), esiste anche un rischio concreto di incorrere in un incidente
di tipo fisico (PDD). Questo scenario ci fa riflettere sul fatto che la nostra
attrezzatura deve essere predisposta in modo tale che nel caso in cui un
componente di essa dovesse smettere di funzionare, saremmo comunque
in grado sia di proseguire l'immersione sia di riguadagnare subito la
superficie qualora la situazione lo richieda.
I primi due scenari in elenco devono quindi essere percorribili, a
qualsiasi profondità ci trovassimo, a condizione che la FAA sia facilmente
accessibile e funzionante sia per se stessi sia per il compagno.
Descriviamo questi due condizioni:
Accessibilità
Il secondo erogatore non deve penzolare come un
salame. Deve potersi raggiungere con facilità,
certezza e rapidamente in modo anche da poter
essere offerto al compagno in caso di bisogno.
Deve essere posizionato alto sul tronco, verso una
spalla oppure sul petto per mezzo di un sistema
ritentore a sgancio rapido (come un elastico o una
clip di qualche tipo) al GAV. L'erogatore deve
essere dotato di una frusta lunga di almeno un
metro e mezzo oppure due. Le fruste di 90/100
cm, benché siano più lunghe di quelle standard,
sono un poco scomode nel senso che talvolta, per
il loro peso, si ha la sensazione di "tirarle" con la
bocca. Quelle lunghe due metri possono essere
posizionate sulla propria attrezzatura, per mezzo di elastici o altri sistemi,
in modo tale che sporgano soltanto dei consueti 70 cm mentre in caso di
bisogno possono essere estratte completamente per essere offerte al
compagno in difficoltà.
Anche l'erogatore primario deve essere sempre accessibile. Fino a questo punto
abbiamo dato per scontato che l'erogatore primario fosse accessibile in quanto
già lo abbiamo serrato tra i denti, ma se per qualche motivo viene estratto dalla
bocca ecco che valgono le stesse argomentazioni espresse per la FAA.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
91
Modulo 3
• risalita verso la superficie utilizzando l'erogatore di emergenza/
secondario (FAA)
• risalita verso la superficie utilizzando la FAA del compagno
• risalita verso la superficie in assetto positivo (si è abbandonato la
zavorra) emettendo aria dalla bocca.
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Modulo 3
Funzionalità
Gli
erogatori
devono
ovviamente
funzionare
entrambi. L'unico modo per
essere sicuri che entrambi
funzioni durante tutta la
durata dell'immersione è
quello
di
respirare
alternativamente un poco
dall'uno e poi dall'altro
soprattutto nei primi minuti
di immersione. Se uno dei
due
mostrasse
dei
malfunzionamenti si avrebbe
tutto il tempo e la scorta
d'aria per ritornare verso la superficie senza ulteriori problemi respirando
dall'erogatore in stato di efficienza. L'utilizzo di questa pratica restituisce
agli erogatori pari importanza: sparisce il concetto di erogatore primario e
secondario in favore di un atteggiamento che fa di tutta l'attrezzatura
un tutt'uno unitariamente importante.
Visualizzare le risalite di emergenza ci è servito per focalizzare l'attenzione
in particolare su due componenti dell'attrezzatura, gli erogatori, e su
come questi devono essere posizionati. Accessibilità e funzionalità sono
dei criteri fondamentali, e per certi aspetti ovvi, verso i quali tutti i
componenti della nostra attrezzatura devono rispondere.
Il semplice "funzionare" di un componente della nostra attrezzatura non
deve essere banalizzato bensì implica anche che il suo funzionamento sia
adeguato alla situazione che si intende affrontare.
Fin qui abbiamo parlato degli erogatori in quanto il respiro è l'aspetto che
più di ogni altro deve essere garantito durante un immersione, ma ora
ragioniamo anche sul resto:
• la scorta d'aria - bombola avente capacità non inferiore ai 15 litri
• la protezione termica - muta idonea al contesto ambientale
• al mantenimento dell'assetto - GAV adeguato e responsivo, cintura dei
pesi correttamente calibrata
• al movimento - pinne reattive
• la vista e la comunicazioni tra i compagni - torcia potente e segnali chiari
• al cavarsi di impaccio e, più verosimilmente, all'aiutare il compagno a
cavarsi di impaccio - un erogatore dotato di frusta lunga e strumento
da taglio efficiente ed accessibile
e cosi via.
Organizzare accessibilità e funzionalità dell'attrezzatura significa configurare
il proprio equipaggiamento. Una corretta configurazione ci permette di
affrontare in modo adeguato e responsabile le immersioni profonde.
92
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Molte aziende offrono, nei propri cataloghi, numerosi modelli di erogatore
che si distinguono dai modelli vecchi soltanto nella forma esteriore,
restando spesso nella sostanza le medesime macchine. Alcuni modelli
rimangono nei cataloghi delle aziende per diversi anni segno che sono
modelli ben collaudati e affidabili a riprova della validità dei progetti iniziali.
Sul versante dei materiali è difficile valutare le loro qualità specifiche per un
non addetto al settore. Alcuni materiali, come ad esempio le leghe leggere
o il titanio, non aggiungono nulla in termini di prestazioni ma offrono
delle differenze dai materiali tradizionali (generalmente ottone satinato o
cromato) soprattutto in termini di peso e di durata.
Nella scelta dell'erogatore va tralasciato il più possibile il discorso estetico.
La scelta cadrà sulla robustezza, l'affidabilità e la qualità. Verifichiamo l'ergonomia
dello strumento. Il numero di attacchi di alta e bassa pressione devono essere
sufficienti e ben distribuiti sul corpo del I° stadio per tutte le necessità.
Le torrette girevoli di molti primi stadi sono inutili se le prese LP e HP sono
ben orientate.
Sul secondo stadio verifichiamo invece la presenza o meno di pomelli vari di
regolazione e poi chiediamoci se effettivamente ci servono o costituirebbero
solo un'ulteriore complicazione in fase di manutenzione. La presenza di un
boccaglio (morso) anatomico e ben conformato aggiunge parecchio comfort
all'erogatore nell'uso prolungato.
Da considerare anche con attenzione l'uso che faremo del nostro erogatore:
se prevediamo di immergerci in acque fredde, talvolta torbide, o comunque
aventi temperature inferiori ai 12 gradi (come al lago o al mare d'inverno)
è bene orientarsi verso erogatori le cui doti in acque fredde sono provate.
Non ultimo dovrebbe essere considerata la facilità di reperimento dei pezzi
di ricambio e la relativa assistenza: alcuni erogatori, pur essendo molto
validi, sono poco serviti dalle reti commerciali italiane.
Revisione degli erogatori
Se l'attrezzatura è stata riposta con cura essa sarà perfettamente
efficiente. Tuttavia qualche controllo preliminare non farà male.
Proviamo a connettere l'erogatore alla rubinetteria della bombola e
verifichiamo il corretto funzionamento dello stesso. Ricordiamo sempre
di agire sul pulsante di erogazione manuale all'atto dell'apertura della
rubinetteria: eviteremo "traumi” al I stadio del nostro erogatore.
Verifichiamo che non si abbiano indesiderate auto-erogazioni, sinonimo di
anomalie di funzionamento.
Le possibili cause potrebbero essere diverse: dalla semplice necessità
di agire sulla taratura del II stadio all'incisione della pastiglia di battuta
del II stadio o del I stadio. Evitiamo di prendere sotto gamba il problema
e corriamo ai ripari. Si suggerisce di evitare il fai da te in quanto
occorrerebbe avere la necessaria preparazione per intervenire, la cassetta
attrezzi dedicata ed i ricambi del caso.
Effettuiamo un'ispezione visiva dell'erogatore stesso.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
93
Modulo 3
Consigli per la scelta degli erogatori
Modulo 3
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Controlliamo lo stato del filtro sinterizzato del I stadio: tracce di ossido sul
filtro (o altre impurità) potrebbero essere il segnale di richiesta revisione
dell'erogatore. Il filtro va periodicamente sostituito perché la sua efficienza
diminuisce con l'usura: praticamente da un filtro ostruito non si avrà un
buon passaggio dell'aria con conseguente calo di prestazioni dell'erogatore.
Ispezioniamo visivamente le membrane di carico e scarico: devono
conservare elasticità e non devono mostrare segni di invecchiamento; nel
dubbio sostituire.
Ispezioniamo anche il baffo di scarico: in particolare assicuriamoci che sia
ben collegato così eviteremo di perderlo. L'estetica qui non incide sulla
funzionalità.
Importantissimo controllo, spesso trascurato è quello della manichetta di
bassa pressione che connette il I stadio al II stadio. La manichetta deve
essere flessibile, senza tagli o screpolature. Inoltre la manichetta stessa
reca la stampigliatura della data: significa che essa non è eterna e che
è buona norma sostituirla dopo molti anni di uso anche se non presenta
evidenti tracce di usura; un discorso analogo a quello degli pneumatici
delle auto.
La complessità e l'accuratezza dei controlli da eseguire spesso suggerisce
di ricorrere ad un centro di assistenza autorizzato.
Autorizzato significa che il centro dispone di utensili appositi, ricambi e
personale addestrato per intervenire su quel tipo particolare di erogatore.
Analizziamo cosa deve fare un centro di assistenza autorizzato all'atto
della revisione del vostro erogatore. Ponendo attenzione sulle operazioni di
seguito descritte avremo anche la possibilità di verificare la professionalità
dell'intervento, pur non essendo dei tecnici.
La revisione dell'erogatore comporta che lo stesso venga smontato e
pulito.
Lo smontaggio di un erogatore manutenzionato correttamente non è
operazione distruttiva: controlliamo che i pezzi non siano segnati dall'uso
di chiavi non adatte o da operazioni maldestre.
La pulizia dell'erogatore smontato avviene tramite l'impiego di soluzioni
apposite (che spesso vengono personalizzate nei dosaggi dai tecnici): la
cromatura dell'erogatore non deve essere intaccata.
I
più
attrezzati
effettueranno la pulizia
dell'erogatore con l'impiego
di
una
vaschetta
ad
ultrasuoni, del tipo di quelle
adoperate dai gioiellieri:
metodo migliore, meno
aggressivo
e
più
professionale. La revisione
comporta l'ispezione di tutti
i pezzi dell'erogatore e la
sostituzione di tutte le
guarnizioni (oltre che dei
pezzi usurati).
94
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Ad erogatore aperto la professionalità richiede la sostituzione di tutto il set
di o-ring anche se essi appaiono ancora buoni. Le gomme invecchiano.
Il rimontaggio e la taratura sono le operazioni conclusive. Ogni casa ha uno
schema di taratura ed i centri autorizzati sanno come effettuare la taratura
stessa.
Il centro autorizzato alla consegna dell'erogatore al cliente deve
consegnare oltre all'erogatore in buono stato anche i pezzi sostituiti
(guarnizioni incluse): è sinonimo di grande correttezza. Tale pratica viene
spesso disattesa e rimane allora il dubbio che non sia avvenuta alcuna
sostituzione.
I centri di assistenza più seri vi consegneranno anche una scheda riportante
il tipo, la matricola, il tipo di intervento effettuato sul vostro erogatore.
Tale scheda alcuni tecnici la considerano come garanzia del lavoro svolto.
Un intervento ben realizzato ha ovviamente un costo. Quando valutiamo
questo costo cerchiamo di non perdere di vista che l'erogatore è quello
strumento che ci consente di respirare in immersione.
Sicurezza e comfort hanno un valore sicuramente più elevato del costo di
manutenzione
Sintesi delle raccomandazioni
Primo Stadio
• Meglio se con attacco DIN
• Torretta girevole: alcuni primi stadi hanno la parte sommitale girevole
per agevolare il posizionamento delle fruste. Comunque se le uscite
di alta e bassa pressione sono ben disposte (e vi consentono di
assemblare tutte le fruste di servizio senza creare un groviglio), la
torretta girevole non è necessaria. Inoltre alcuni costruttori hanno
accertato che l'uscita fissa garantisce un 10% di portata d'aria
supplementare
• Il Filtro sinterizzato (preposto al filtraggio dell'aria da eventuali
corpuscoli), che si trova all'ingresso del condotto dell'aria, può essere
conico o piatto: in teoria è meglio quello che garantisce la maggior
superficie filtrante
• I materiali: il titanio non aggiunge nulla alle prestazioni dell'erogatore
(eccetto longevità e peso) ma influisce sul costo in modo sensibile.
Secondo Stadio
• Con scarico aria espirata frontale o laterale? Valutare con il proprio
Istruttore a cosa serve la possibilità di rendere destro o sinistro
l'erogatore. Gli erogatori con scarico laterale per essere svuotati
in immersione dall'acqua obbligano il subacqueo ad assumere una
posizione inclinata della testa durante la prima espirazione
• Valvola di scarico: la qualità della valvola di scarico influisce sullo
sforzo espiratorio. Ottimi gli erogatori con doppia membrana di scarico
o con valvola di scarico integrata in quella di carico
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
95
Modulo 3
Pure Tech Agency
Pure Tech Agency
• Metallo o tecnopolimero? Il metallo è più adatto all'impiego in
acque fredde è nell'uso normale conferisce un migliore comfort alla
respirazione in quanto l'effetto radiatore della cassa metallica crea
una piccola condensa in grado di umidificare l'aria. L'aria caricata dai
compressori nelle bombole è piuttosto secca in ragione della presenza
di filtri lungo il percorso di carica. L'erogatore con cassa in metallo
tende a renderla nuovamente umida.
Il tecnopolimero garantisce leggerezza e inossidabilità. Alcuni
produttori più attenti hanno realizzato le casse degli erogatori in
carbonio: leggerezza, robustezza e stesso comportamento del metallo.
Modulo 3
3.2.1 La narcosi da Azoto
L'Azoto è un gas un pò birbante. Quando respirato oltre certe profondità,
oltre ai ben noti fenomeni di assorbimento e rilascio da parte del nostro
organismo - ed a causa dei quali devono essere ben noti i comportamenti
da adottare in immersione al fine di prevenire l'insorgere di una PDD esso è in grado di provocare un rallentamento o un'alterazione delle
capacità analitiche di un subacqueo. Si ritiene che l'Azoto respirato ad
alte pressioni causi un'interferenza a livello neuronale tale da provocare
degli effetti sull'individuo ascrivibili per l'appunto ad una sorta di narcosi.
A livello chimico e fisiologico la narcosi da Azoto è un fenomeno piuttosto
complesso e non ancora del tutto compreso. Pare essere associato alla
solubilità dell'Azoto nei grassi dei quali sono appunto costituite le cellule
nervose. É bene precisare che questa non sembra essere l'unica ragione;
più cause concorrano al verificarsi di questo fenomeno tra le quali è
importante citare l'uso o l'abuso di alcuni farmaci. Ad esempio i farmaci
per il mal di mare oppure certi antimalarici e non solo. Per queste ragioni è
bene consultarsi con un medico nel caso si decida di affrontare immersioni
impegnative nel mentre di terapie farmacologiche).
Nella tabella seguente vengono indicati alcuni fattori che favoriscono la
narcosi da Azoto o per meglio dire alzano il livello di narcosi.
Cause Fisiche
Cause psicologiche
Cause ambientali
Stanchezza
Indisposizione mentale
all'immersione che si
deve affrontare
Scarsa visibilità
Assunzione di alcol
Assunzione di
farmaci
Ansia
Stress
Sforzi in profondità Freddo
In immersioni condotte entro i 40 metri di profondità, in condizioni
ambientali e personali definibili normali - ovvero buona visibilità, acqua
temperata, buone condizioni psico fisiche e non vi sia una condizione acuta
anche soltanto di uno dei fattori predisponenti sopra elencati - la narcosi
da Azoto non crea alcun particolare problema. In buona sostanza possiamo
affermare che il livello di narcosi riscontrabile entro profondità di 40 metri
è molto basso.
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Nelle immersioni oltre i 40 metri il fenomeno della narcosi di Azoto deve
essere tema di attenta disamina durante la preparazione di tali immersioni.
Ma come si manifesta la narcosi? Quando il livello della narcosi diventa
percettibile possiamo parlare di veri e propri sintomi che possono essere
lievi od intensi a seconda del nostro livello di narcosi raggiunto. Vediamo
ora di definire un quadro dei possibili sintomi ai quali si è potenzialmente
soggetti quando il livello della narcosi si alza.
I Sintomi della narcosi d'Azoto
Sintomi specifici primari
Senso di leggerezza mentale:
Senso di leggerezza fisica
Senso di gran sicurezza
Euforia
Stato depressivo
Confusione mentale
Sensazione di apprensione od ansia
Vertigini
Nausea
Compromissione della destrezza
Alterazione della coordinazione muscolare
Alterazione della capacità di esecuzione di compiti
Modulo 3
Segni generici
Ritardo dei riflessi
Difficoltà nella lettura e comprensione
degli strumenti
Deterioramento delle capacità
percettive e di giudizio
Come si evince dalla tabella sebbene gli effetti siano molteplici quasi tutti
convergono nel definire un quadro contraddistinto dalla perdita di lucidità
del subacqueo. Ed è proprio per questa ragione che la narcosi non è
una condizione che si subisce supinamente semplicemente perché
si scende in profondità, tutt'altro!. Proprio perché abbassa la lucidità del
sub, quindi la sua concentrazione, il modo più efficace per affrontare
la narcosi si attua alzando il proprio livello di concentrazione ed
attenzione verso se stessi, i parametri di immersione ed il compagno.
Tanto per capirci un subacqueo in assetto corretto
neutro, ben protetto dal freddo, sereno ma
concentrato sul proprio operato è in grado di
tenere ben lontano da sé i sintomi della narcosi
anche a 40 metri di profondità.
Al contrario un subacqueo malamente zavorrato,
affaticato dal continuo pinneggiare per mantenersi
in assetto, magari infreddolito, sotto stress perché
nel frattempo ha alzato un polverone che gli ha
offuscato la vista e gli ha fatto perdere contatto
con il compagno avrà sicuramente un livello
narcotico alto.
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La narcosi aumenta con la profondità, è progressiva, anche se, come abbiamo
visto, varie condizioni possono aumentare (fattori negativi: stress, freddo ecc.) o
"tenere a bada" (fattori positivi: concentrazione, buon comportamento in acqua)
il livello narcotico. Nei corsi successivi, nei quali si affronteranno immersioni a
profondità superiori, si imparerà sia il significato di "gestione della narcosi"
sia le tecniche di mantenimento della narcosi a basso livello; tecniche che
consentiranno il raggiungimento di profondità superiori ai 40 metri.
Modulo 3
Il compagno e la squadra
Come prima regola,
se abbiamo deciso
di
effettuare
un'immersione
profonda
e
comunque oltre i 18
metri,
dobbiamo
sincerarci ed esser
sicuri che il nostro
compagno
sia
abilitato a questo
tipo di immersioni.
Uno degli errori più
comuni,
e
che
spesso determina
s i t u a z i o n i
potenzialmente
pericolose, è quello di indurre un sub ad eccedere i propri livelli di
abilitazione. Si è visto troppe volte sommozzatori di primo livello affrontare
immersioni oltre i 18 metri di profondità affidandosi a sedicenti esperti i
quali, senza troppi complimenti, mitigano arbitrariamente le precondizioni
per condurre tali immersioni.
Detto questo, ed una volta assicurato che i partecipanti all'immersione,
o semplicemente il compagno, siano tutti qualificati per eseguirla, è
importante fare in modo che l'atteggiamento dei partecipanti sia
cooperativo e disciplinato. Per ottenere questo, oltre alla propria
specifica volontà e desiderio, è importante eseguire in modo appropriato e
coinvolgente il briefing.
Il briefing è il momento in cui si costituiscono e saldano le relazioni
soprattutto tra subacquei che non si conoscono.
L'atteggiamento giusto durante un briefing non è quello del "capo che da gli
ordini", ma "dell'esponente di punta che impartisce delle istruzioni".
La squadra o il compagno le recepisce criticamente e se necessario rimanda
i propri dubbi cosicché questi possano essere discussi e risolti.
L'esponente di punta o leader di una immersione non è necessariamente lo
stesso sempre, tutt'altro. Come si stabilisce chi sia il leader? Vari elementi
concorrono alla sua designazione, vediamone alcuni:
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conoscenza del luogo di immersione
livello di preparazione e brevetto
esperienza specifica in un dato tipo di immersione
(es: relitti, profonde, in acqua dolce...)
Se è pur vero che l'esperienza ed il livello di abilitazione siano dei fattori
che incidono sul grado di responsabilità di un subacqueo verso gli altri, è
altrettanto vero che tutti, indipendentemente dal proprio brevetto, devono
sentirsi responsabili al fine di assicurare un gioioso e sicuro andamento
dell'immersione.
La coppia o il team si devono comportare proprio come una qualsiasi
squadra sportiva. Vi sono delle regole che vanno rispettate, vi è un proprio
ruolo che deve essere mantenuto e vi sono delle finalità comuni che sono
proprio lo scopo delle nostre immersioni.
Tra i compiti della coppia o della squadra vi è anche quello di definire e
mettere in pratica le procedure per la risoluzione dei problemi.
Benché di queste se ne sia parlato già ampiamente, quindi non è il caso
di dilungarsi in questo paragrafo, è bene rimarcare che sia i piaceri sia i
doveri durante un immersione devono essere collettivi.
Alle persone che per indole o semplicemente per carattere non sono
abituate ad interagire con il esigenza di collettività che è l'andar sott'acqua,
forse potrebbe risultare difficile inizialmente vivere pienamente questo
aspetto della subacquea. Col tempo si supera questa timidezza e si scopre
che vivere questo momento collegiale non mortifica assolutamente la
propria personalità ne tanto meno il divertimento. Questi semmai vengono
amplificati proprio per la caratteristica convivialità tipica della subacquea.
Attrezzatura standard e specifica
É importante per un buon subacqueo avere abilità, conoscenza e
manutenzione della propria ed altrui attrezzatura subacquea. Scopo di
questo paragrafo, oltre che focalizzare la tua attenzione sul classico elenco
di attrezzature da portare in immersione, vuole mostrare gli aspetti anche
meno conosciuti dei singoli componenti.
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Modulo 3
•
•
•
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Modulo 3
Un subacqueo deve essere in grado di utilizzare e gestire la propria
attrezzatura con efficienza, destrezza e comodamente; quando ciò non è
attuabile si rischia di non essere in grado di saper gestire situazioni normali
già con un basso profilo di disagio; ciò può portare a gravi conseguenze.
Un giusto equipaggiamento deve adeguarsi ad ogni tipologia d'immersione,
e nel contempo, ogni tipologia d'immersione richiede un adeguato
equipaggiamento; un'immersione nelle calde acque del mar Rosso è
decisamente diversa da quella effettuata in un lago. Come subacqueo
avanzato ricercherai la sua migliore configurazione cercando di alterarla
il meno possibile per aumentarne la confidenza. La ricerca della
configurazione ottimale deve avere la sua logica ed applicazione ancor più
in un team (per team intendiamo anche una semplice coppia si subacquei).
Vedrai con il tuo Istruttore CMAS-PTA gli Standard e Procedure per i limiti
operativi e le soluzioni migliori da adottare
La zavorra
Leggero è comodo, ma certe teorie non vanno affatto sempre d'accordo con
esigenze reali. La zavorra deve essere tale da mantenere un assetto di poco
negativo a meno 5 m con le bombole quasi vuote, pensando all'eventualità di
trovarsi costretti a fare la sosta di sicurezza in acqua libera. La sua entità si
definisce con prove effettive e naturalmente varia a seconda del proprio
peso specifico, della muta, dell'attrezzatura, dell'essere in mare o in acqua
dolce. All'usuale cintura da serrare in vita si potrebbe utilizzare il sistema dei
pesi integrati. É importante notare come la zavorra non si limiti semplicemente
a bilanciare le galleggiabilità della nostra attrezzatura ma, per il modo in
cui è disposta e distribuita rappresenta uno strumento decisivo per un
assetto ottimale. La distribuzione dei pesi tra il petto, la vita in maniera mai
sporgente o penzolante, di solito si presenta come soluzione vincente.
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Le pinne
In ogni tipo di immersione esiste la possibilità di incontrare correnti
impegnative, Le pinne devono essere pertanto adeguate a fronteggiare la
situazione, la scelta deve cadere su pinne a cinghiolo e molto reattive,
che siano in grado di esprimere tutta la loro potenza nelle situazioni
d'emergenza. Non sono purtroppo molte le pinne con queste caratteristiche
presenti sul mercato e non ne fa certo parte la maggioranza di quelle che
vanno per la maggiore sul mercato, dove la scelta sembra dettata più dal
concetto di pinneggiare senza fatica, che dall'effettiva capacità propulsiva
della pinna. Controlla spesso lo stato di usura di fibbie e cinghioli che
devono ovviamente essere perfetti e portate sempre a bordo un ricambio
di entrambi; per ovviare ad inconvenienti che immancabilmente avvengono
nei momenti meno opportuni.
È consigliabile sostituire i cinghioli con particolari molle che si dimostrano
molto più pratiche e resistenti, nel caso scegliere modelli di pinne già
dotati.
La muta
La scelta della muta è dettata prevalentemente dalla temperatura
dell'acqua. Se questa è accettabile (> 20°) e i tempi di permanenza non
sono troppo lunghi è senz'altro preferibile una muta umida, per la maggiore
libertà di movimenti che permette rispetto alla stagna.
Nel caso della muta umida sono da preferire i modelli realizzati con
sovrapposizione di vari strati di neoprene, come sottomuta più monopezzo,
più giacca, per totalizzare un elevato spessore di neoprene sul corpo,
attenzione però che la sovrapposizione dei vari pezzi non crei dei punti di
pressione che potrebbero ostacolare la circolazione verso gli arti, con tutte
le conseguenze che ciò comporta.
Umide o stagne? Sotto questo aspetto e naturalmente sotto quello
termico sono preferibili le mute stagne.
Neoprene o trilaminato? A favore del secondo materiale c'è la costanza
di assetto alle varie quote in quanto il materiale stesso è incomprimibile
e richiede quindi la stessa zavorra in superficie come sul fondo, cosa
invece non vera con le stagne in neoprene. C'è da dire che il problema
è stato largamente ridimensionato dalla comparsa sul mercato di modelli
in neoprene ad alta densità o precompresso, che subiscono compressioni
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Modulo 3
Le maschere
La maschera deve offrire un ampio campo visivo nella zona inferiore, tale
da permettere di vedere perfettamente tutte le attrezzature fissate sul
petto, l'aggancio della frusta della muta stagna, erogatori vari, moschettoni
e accessori. Naturalmente una buona maschera deve essere prima di tutto
adatta al nostro contorno facciale e garantire una perfetta tenuta
stagna, altrimenti passeremmo buona parte dell'immersione a svuotarla;
si potrebbe disporre anche di una maschera di scorta, meglio se piccola
e leggera, da portare sempre con sé, infilata in una tasca del gav o in
apposite tasche accessorie da portare sulla coscia della muta.
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ridotte all'aumentare della pressione. A nostro parere il miglior prodotto
è quello che garantisce la migliore libertà di movimento. Dato che l'acqua
non è mai esageratamente fredda in mare, optiamo, anche nel campo delle
stagne, per modelli che non ci facciano perdere quell'acquaticità e quella
facilità a nuotare e a muoverci tanto importante in ogni situazione.
Modulo 3
Gli attrezzi da Taglio
Il timore di rimanere impigliati in quella moltitudine di lenze, reti,
cime, sagole che spesso sono presenti sul fondo consiglia di avere, fra le
attrezzature di un subacqueo, uno strumento da taglio. Gli strumenti da
taglio devono sempre riposti nelle loro custodie fissate in punti strategici.
Gli strumenti da taglio devono essere assolutamente efficaci e sotto
questo aspetto i classici coltelli da sub non eccellono affatto. Ricorda che
è sempre il lato seghettato della lama che va impiegato, mai quello
liscio.
Un altro ottimo attrezzo è il tagliareti (o tagliacime), una specie di uncino
munito di una o due affilatissime lame da tagliabalsa. Il tagliareti risulta
il migliore attrezzo se l'impiglio è dietro la testa, all'altezza della
rubinetteria. Basta agganciare e tirare, eventualmente ruotando in senso
verticale lo strumento (attenzione alle fruste). Il difetto del tagliareti è che
non può tagliare cime troppo spesse, che non riescono a entrare nella
"U" dell'attrezzo, dove si trova la lama. Scegli perciò un modello grosso e
robusto.
I sistemi di illuminazione
La necessità di una sorgente di luce dipende dalle condizioni di visibilità
dell'acqua e dalla profondità, ma non solo, in quanto la torcia è un attrezzo
utilissimo anche per comunicare tra subacquei e possiamo ritenerlo
pertanto indispensabile per ogni tipologia d'immersioni, in particolar modo
quelle avanzate. Le caratteristiche principali di una buona torcia o di un
faro sono innanzi tutto quelle di una totale impermeabilità e robustezza. La
seconda caratteristica da prendere in considerazione è la reale autonomia di
luce.
Come utilizzare correttamente le lampade subacquee:
• non dirigere la lampada negli occhi di altri subacquei
• muovi lentamente la lampada per non creare confusione
• non dirigere la lampada direttamente sugli strumenti, sfruttando
la fosforescenza dei quadranti per non restare abbagliati dalla luce
riflessa
• sfrutta la luce riflessa della lampada per indicare i segnali
• codificare l'uso della lampada per segnali particolari
• movimenti circolari equivalgono ad un OK
• movimenti orizzontali servono per richiamare l'attenzione
• indirizza la luce della lampada davanti al subacqueo se vuoi attirare la
sua attenzione
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Modulo 3
Il computer da immersione
In netto contrasto con le tabelle di decompressione, che forniscono al
subacqueo un profilo decompressivo standard basato su un'esposizione
predeterminata e presunta, il computer d'immersione segue l'effettiva
esposizione del subacqueo e fornisce un profilo decompressivo
basato sulla reale esposizione, aggiornandolo continuamente col
progredire dell'immersione.
Il computer è ormai entrato come accessorio indispensabile nell'attrezzatura
del subacqueo moderno, è molto affidabile, ma richiede alcune semplici
regole da rispettare, e forse non tutti le conoscono bene.
Osservando il quadro di un computer a volte la visualizzazione dei dati
potrebbe sembrare molto affollata invece, in fase di utilizzo, la maggior
parte di questo strumento mostra solo i dati essenziali di quel dato
momento dell'immersione. In seguito, mediante la pressione di alcuni tasti
si può passare alla visualizzazione di altre informazioni.
In generale, è necessario che siano disponibili le informazioni
prioritarie: tempo d'immersione, tempo residuo di non decompressione,
profondità massima, profondità attuale. Inoltre, la maggior parte dei
computer in commercio fornisce molte altre informazioni, quali la
temperatura dell'acqua, la velocità di risalita, ecc. Una delle regole
basilari, nell'uso del computer subacqueo, è quella di non eseguire
immersioni sempre al limite della curva di non decompressione. È
effettivamente più sicuro avere qualche minuto di tappa decompressiva a
fine immersione, piuttosto che risalire al limite della zona "no deco".
É intuibile che il riemergere proprio sul filo del rasoio dei tempi di non
decompressione ci porta a essere maggiormente a rischio di PDD, infatti i
nostri tessuti, vuoi per un pò di lavoro in più, vuoi per la temperatura un pò
bassa dell'acqua, piuttosto che per un fattore fisiologico, potrebbero essere
in una condizione di eccessiva sovrasaturazione, portandoci ad accusare un
qualche sintomo di PDD.
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La bussola
L'uso della bussola può essere considerato come strumento indispensabile
nelle immersioni, in particolar modo sui relitti o fondali piatti.
I sistemi di rientro
Abbiamo scelto di chiamarli "sistemi di rientro" in quanto possono essere
utilizzati vari attrezzi per scopi comuni. I sistemi possono prevedere diversi
attrezzi chiamati in diversi modi: reel, mulinello,rocchetto/spool.
Modulo 3
Il mulinello ha un ruolo specifico nel quale eccelle: quello di far ritrovare
la "strada di casa",svolgendo la funzione di cima di risalita al termine
di un'esplorazione in condizioni di ridotta visibilità, o per ritorvare la cima
dell'ancora.
Tutti gli usi in cui il reel si rivela prezioso per la sua capacità di contenere
molti metri di sagola e quindi di tracciare un lungo percorso. La forma
del reel è studiata per permettere un lento svolgimento della sagola
dal tamburo, senza problemi particolari, a patto che questa non subisca
brusche accelerazioni o strappi improvvisi.
Nell'uso inverso, ovvero nel recupero della sagola svolta, il rocchetto deve
funzionare bene, pochi sono i modelli di reel ben costruiti, tra i tantissimi
reperibili sul mercato, i costruttori sembrano preoccupati solo di far stare
il maggior numero possibile di metri di sagola sottilissima su un piccolo
attrezzo. Un buon mulinello deve invece avere un tamburo di giusto
diametro onde scongiurare che la cima salti giù involontariamente.
Il mulinello va benissimo per svolgere una sagola in condizioni normali,
mentre diventa inadatto quando la sagola è sottoposta a una
forte tensione, con le relative accelerazioni e i bruschi strappi che ne
conseguono, che se non correttamente gestiti possono farci tirare a galla
in una pericolosa pallonata.
Il rocchetto o spool aperto è costituito da un tamburo di avvolgimento
simile a quello del mulinello. La sagola viene avvolta a mano e distribuita
uniformemente lungo il tamburo al cui asse viene fissato il capo iniziale; sul
capo terminale, invece, viene ricavato un anello al quale legare l'aggancio
del pallone, tutto poi verrà riposto in una tasca apposita.
Configurazione dell'attrezzatura
Sarà cura del tuo Istruttore PTA verificare la tua configurazione e fornirti
indicazioni e consigli per eventuali modifiche o correzioni
Per Configurazione si intende, in linea generale, il modo di disporre
l'equipaggiamento che userai per una determinata immersione.
In particolare Configurare significa applicare determinate regole, finalizzate
a gestire al meglio la tua attrezzatura dal punto di vista della:
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-
sicurezza (mezzi per gestire un'emergenza)
operatività (facilità nei movimenti - buona idrodinamicità possibilità di compiere un lavoro)
comfort (facile accesso ai singoli elementi che compongono il nostro
equipaggiamento - corretta distribuzione delle masse)
I motivi di ciò sono da ricercare nella natura del sistema uomo - macchina,
com'è da considerare il sommozzatore in immersione; l'interazione della
componente biologica (uomo), con la componente meccanica (attrezzatura)
determina una serie di diverse interpretazioni sui percorsi da scegliere nel
raggiungimento degli obiettivi prefissati. A ciò, si aggiunge il fatto che le
aree occupate rispettivamente da Sicurezza, Operatività e Comfort, spesso
si sovrappongono generando così la necessità di dover avvantaggiare l'una
rispetto all'altra. Riferendoci all'elenco di tutta l'attrezzatura utilizzabile,
dovrai attuare un processo logico che porterà a definire una configurazione
personale (tagliata su misura per te e le tue esigenze) ricordandoti che
essa dovrà sempre rispondere a requisiti di Sicurezza, Operatività, Comfort
(Obiettivi Primari) e alle generali esigenze logistiche, personali e/o di team
(Obiettivi Logistici).
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Modulo 3
Le regole che determinano una configurazione, pur dovendo rispondere
tutte a requisiti di Sicurezza, Operatività e Comfort, si diversificano tra
loro nella fase applicativa dando origine a configurazioni differenti.
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É indispensabile provare prima, in acque basse e sicure, la vostra
configurazione e le eventuali modifiche prima di tuffarvi in immersioni
impegnative. RICORDATI, l'attrezzatura deve essere scelta in funzione
dell'immersione e non viceversa.
Vademecum dell'immersione profonda
Modulo 3
Prima di ogni immersione:
• Effettua una visita medica specialistica ogni anno
• Accertati che nel luogo di immersione o sulla barca vi sia un kit per la
somministrazione di ossigeno
• Prevedi un giorno di riposo ogni 3-4 d'immersione
• Idratati correttamente con liquidi non gassati prima e dopo
l'immersione, evitando alcolici
• Non affaticarti ed evita stress psicofisici eccessivi
• Non assumere farmaci e sostanze stupefacenti
• Associati al DAN
Durante la immersione:
• Sempre con un assistente in superficie
• Tieni conto della corrente e della marea
• Non superare i 9-10 m/min al minuto di velocità in risalita e non
trattenere mai il respiro durante la risalita
• Rispetta i limiti di tempo e profondità
• Rispettare la pianificazione dell'immersione
• Evita o riduci l'affaticamento in immersione che sono la causa di un
aumento dell'assorbimento di Azoto
• Evita variazioni frequenti di quota di immersione rispettando il profilo
pianificato
• Proteggiti adeguatamente dal freddo che è causa di vasocostrizione
e disidratazione per incremento della diuresi e un ulteriore fattore di
stress con aumento dell'attività cardiocircolatoria
Durante la risalita:
• Mantieni una velocità di 9/10 m/min fino alla tappa di sicurezza e,
possibilmente, rallenta ancora negli ultimi metri
• Esegui sempre la tappa di sicurezza
• Evita continui cambi di quota controllando la propria posizione e
l'assetto, limitando il lavoro muscolare
Dopo la riemersione:
• Proteggiti dalla perdita di calore con indumenti adeguati
• Evita sforzi, non trasportare subito dopo la riemersione la tua
attrezzatura pesante
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• Non sottovalutare mai l'insorgenza, anche tardiva, di qualsiasi sintomo
dopo un'immersione e consulta il DAN per valutare la situazione
• Lascia trascorrere il giusto intervallo di tempo dall'ultima immersione
prima di volare (durante la tua pianificazione devi tenere conto se
devi volare) Segui le raccomandazioni del DAN: almeno 12 ore dopo
una singola immersione in curva di sicurezza, almeno 24 ore dopo
immersioni ripetitive o immersioni con decompressione
• Evitare immersioni in apnea dopo un'immersione con autorespiratore
Modulo 3
3.2.2. Estensione Livello 40 m
Le Patologie Da Decompressione
Il termine "Patologie Da Decompressione" può essere riferito ad ogni
sindrome clinica che insorga a seguito di una decompressione. In
questo senso sono compresi tutti i barotraumi in decompressione con le
conseguenti sindromi (Insieme dei segni e dei sintomi che compongono
una situazione clinica particolare in un individuo; è anche usato come
sinonimo di malattia le cui caratteristiche sono poco chiare) compresa
quindi l'embolia gassosa arteriosa di origine baro traumatica (Barotrauma): "Trauma dovuto ad una variazione improvvisa e notevole della
pressione ambiente; ne è colpito frequentemente l'orecchio durante i voli
aerei e le immersioni subacquee), la Malattia Da Decompressione.
Tradizionale classificazione delle patologie acute da decompressione
Inevitabilmente, in ogni immersione, i tessuti del nostro corpo assorbono
l'azoto dell'aria in relazione alla profondità e al tempo trascorso.
Questo significa che più in profondità vai e più tempo passa, più azoto
assorbi.
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Modulo 3
Se si osserva la tabella per calcolare l'immersione, si noterà che a più
alte profondità corrispondono tempi di permanenza subacquea più brevi.
Questo serve per poter stimare una quantità di azoto accettabile affinché
il subacqueo possa, dopo una lenta risalita, far ritorno in superficie senza
tappe di decompressione.
Non esiste una regola uguale per tutti circa l'assorbimento d'azoto. Sia le
tabelle che i computer sono stati progettati per offrire un buon margine di
sicurezza per tutti, essi però non garantiscono che i sintomi non possano
mai insorgere. In ogni modo, come si ricorderà anche che l'Azoto viene
rilasciato quando diminuisce la pressione, cioè in risalita e, per un certo
tempo, anche dopo l'immersione. Per ridurre al minimo i rischi e facilitare
lo smaltimento del gas (azoto) dobbiamo rispettare i calcoli ed aumentare
la prudenza con l'applicazione di piccole regole.
All’interno di vene o arterie, le bolle rallentano il flusso sanguigno
Esse sono: non arrivare mai alla fine del tempo di non decompressione,
risalire lentamente (almeno 10 metri al minuto) e, prima di riemergere,
fermarsi a 5 metri per una tappa di sicurezza di 3 minuti.
Come saprai, la sosta di sicurezza non è una misura obbligatoria nelle
immersioni, ma tutti i subacquei dovrebbero sempre farla e considerarla
obbligatoria durante le immersioni profonde.
La Malattia Da Decompressione è una sindrome caratterizzata da molte
manifestazioni cliniche, causata dalla rapida riduzione della pressione
ambiente, mentre la Pressione nei liquidi corporei è di gran lunga superiore
a quella esterna. Pertanto i gas sfuggono dalla soluzione e formano bolle
in sede vascolare, intercellulare e intracellulare. Tuttavia , per molti minuti
od ore le bolle possono non evidenziarsi poiché i gas talora possono restare
disciolti nello stato "soprassaturo” prima di lasciare la soluzione in forma di
bolle gassose.
Malattia Da Decompressione (MDD)
Tipo I
Forma dolorifica o "bends"
Forma linfatica
Forma cutanea
Forma minori (spossatezza, anoressia,
malessere generale, cefalea)
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Tipo II
Forme neurologiche: midollare,
cerebrale, periferica
Forma cardiorespiratoria ("Chokes")
Forma vestibolare e/o uditiva
Shock
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Le Patologie Da Decompressione possono insorgere in ogni situazione in cui
vi sia una riduzione delle pressione ambiente.
Vi sono, inoltre, alcune situazioni in cui sono insorti sintomi anche senza
variazione della pressione ambiente dovuti a fenomeni di controdiffusione
isobarica, condizione in cui sono coinvolti differenti gas inerti
contemporaneamente.
Le basi fisiche di questo equilibrio
risiedono nella Legge di Henry: a
temperatura costante, la quantità
di un gas che si discioglierà in un
liquido
è
proporzionale
alla
pressione parziale esercitata dal
gas sul liquido. Ovviamente il gas
è rappresentato dal medium respiratorio nei polmoni ed il liquido è il
sangue che scorre nei polmoni.
Nel momento in cui la pressione parziale nel medium respiratorio aumenta,
avviene un passaggio di gas attraverso la membrana alveolare che
consente il rapido equilibrio tra la pressione parziale di questo gas nel
sangue arterioso con quella nel medium respiratorio.
Quindi il sangue arterioso cede il gas inerte ai tessuti fino a che non viene
raggiunta la nuova condizione di equilibrio.
Questo fenomeno dipende da vari fattori: il gradiente tra la pressione
parziale del gas inerte nel sangue arterioso e la pressione parziale del gas
inerte nei tessuti, il flusso ematico tessutale, il rapporto tra la solubilità del
gas inerte nel sangue e nel tessuto. Nel momento in cui vi è una riduzione
della pressione parziale del gas inerte nel medium respiratorio, avviene
il processo inverso, cioè il gas inerte viene ceduto dai tessuti al sangue
e dal sangue al medium respiratorio; questo processo è conosciuto come
desaturazione.
Entrambi i processi richiedono tempo e questo tempo è differente per
ogni compartimento dell' organismo e può essere espresso attraverso
un emiperiodo tessutal. L'emiperiodo tessutale deriva da una funzione
esponenziale, ed è uguale al tempo che il tessuto impiega a raggiungere
metà saturazione o metà desaturazione. I tessuti con brevi emiperiodi sono
detti "rapidi", i tessuti con lunghi emiperiodi sono detti "lenti" .
Nel determinare la rapidità di un tessuto a raggiungere la emisaturazione
concorrono numerosi fattori: il flusso ematico, la distanza intercapillare e la
composizione in grassi e acqua.
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Modulo 3
A pressione atmosferica, respirando aria, sono presenti nel corpo umano
circa 1,25 g (1 L) di azoto, di cui la metà è disciolto nella componente
lipidica (il tessuto lipidico rappresenta il 15% della massa corporea), ciò si
spiega col fatto che l'azoto è 5 volte più solubile nel grasso che nell'acqua.
Si tratta di una condizione di equilibrio di pressioni parziali detta
"saturazione": nei tessuti corporei l'azoto ha una pressione parziale di 0,79
ATA identica alla pressione parziale di questo gas nell'aria atmosferica.
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Elevati flussi ematici, brevi distanze intercapillari e composizione a basso
contenuto lipidico sono caratteristici di tessuti rapidi; un tessuto lento ha
caratteristiche opposte.
Una riduzione della pressione ambientale può portare alla formazione di
bolle.
Modulo 3
Questo avviene quando la riduzione di pressione ambientale è
sufficientemente rapida da far sì che il gas disciolto nei tessuti non possa
venire eliminato ad una velocità tale da consentirne la sua permanenza in
soluzione; come conseguenza le molecole gassose si aggregano tra di loro
dando inizio alla formazione delle bolle.
Se la quantità di bolle supera la capacità, da parte del tessuto di sopportare
il carico bolloso, si sviluppa una sindrome classicamente nota come
"Malattia Da Decompressione".
La presenza di bolle interferisce con l'eliminazione di gas dai tessuti e
questo contribuisce ulteriormente alla crescita della bolla.
Sono state proposte numerose ipotesi per spiegare questo fenomeno, ma
in definitiva nessuna riesce a darne una spiegazione esauriente.
La più nota è quella dei "micronuclei gassosi", piccole quantità di gas
stabilizzate in fessure idrofobiche nelle pareti dei vasi sanguigni che
agirebbero da siti di aggregazione per le molecole gassose riducendo, in
questo modo, l'energia necessaria per la formazione della bolla.
Altre ipotesi attribuiscono a fattori meccanici la capacità di ridurre il livello
di energia necessaria alla formazione di una bolla: il movimento di superfici
anatomiche una sull'altra con il fenomeno della tribonucleazione, vortici nel
flusso ematico nelle cavità cardiache ed alla biforcazione dei vasi sanguigni
con il fenomeno della cavitazione.
Esempi di emisaturazione
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Manifestazioni
cliniche
Decompressione
Malattia
Da
dolorose
cutanee
linfatiche
neurologiche
cardio-polmonari
audio-vestibolari
miste
forme dolorose
La manifestazione più comune è dolore articolare talvolta dolore muscolare.
Arti inferiori cassonisti e operatori in saturazione, arti superiori colpiti negli
altri subacquei.
Il dolore variare da moderato a insopportabile.
Inizia di solito graduale e non vi sono segni locali di flogosi.
Talvolta può essere individuato un punto elettivamente dolente.
Forme linfatiche
linfedema
linfoadenopatia dolente
Forme cutanee
Sono più comuni in camera iperbarica Prurito, rash cutanei,
generalmente non vengono considerate vere forme di M.D.D.
Cute marmorata "marbling", (colorazione della pelle a chiazze) è una
patologia da decompressione che spesso precede sintomi più gravi.
Manifestazioni varie
senso di fatica
cefalea
anoressia
malessere generale
Forme cardio-polmonari
tosse e dispnea ("chokes”)
cuore polmonare acuto
ischemia miocardica
segni di barotrauma polmonare
arresto cardio respiratorio
Forme neurologiche cerebrali
perdita di coscienza
arresto cardio respiratorio
segni di focolaio
alterazioni di funzioni superiori
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Modulo 3
•
•
•
•
•
•
•
•
della
Pure Tech Agency
Forme neurologiche midollari
parestesie, ipoestesie, anestesie
paresi, paralisi
dolore radicolare
shock
Modulo 3
Forme neurologiche periferiche
sintomi motori e sensitivi nell'area di distribuzione del nervo
interessato
Forme audio-vestibolari
acufeni
ipoacusia
vertigini
nistagmo
atassia
nausea e/o vomito
Terapia della Malattia Da Decompressione
aumenta il gradiente di pp
previene l'assunzione di nuovo inerte
migliora l'ossigenazione dei tessuti
effetto emoreologico
effetto antiedemigeno
Complicanze durante il trattamento
Malattia Da Decompressione
•
•
•
•
•
•
problemi di compensazione
tossicità dell'ossigeno
ricomparsa dei sintomi durante il trattamento
edema cerebrale
shock
pneumotorace
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della
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Ripresa attività subacquea dopo della Malattia Da Decompressione
-
una settimana dopo sintomi non gravi completamente risolti
attenta valutazione dopo ogni sintomo neurologico, polmonare o
uditivo/vestibolare anche se completamente risolto
La Prevenzione
Per effettuare immersioni sicure, e di conseguenza, divertenti, occorre
osservare delle regole di sicurezza quali ad esempio:
Nonostante si attuano sempre le procedure atte a prevenire ogni
possibile problematica, l'imprevisto può sempre dietro l'angolo, occorre
perciò attuare una serie di azioni al fine di prevenire eventuali problemi
nonché conoscere e sapere attuare le opportune procedure per eventuali
emergenze.
La prevenzione si basa sull'attento rispetto di tutte le norme di sicurezza,
quindi sulla scrupolosa osservanza dei vari fattori che le determinano
Condizioni fisiche: chi pratica
l'attività subacquea, soprattutto
quando il livello operativo
richiede particolare impegno,
deve porre debita attenzione
alle proprie condizioni di
salute, é quindi estremamente
importante
accertarsi,
con
appropriate visite mediche
periodiche,
della
propria
efficienza fisica e dell'assenza
di patologie incompatibili con
la nostra attività.
Non si darà mai abbastanza risalto al fatto che condizioni fisiche non buone
anticipano e accrescono la narcosi d'Azoto, aumentano il livello di stress e i
rischi di PDD.
Tolti i casi di verificata e conclamata inabilità all'attività subacquea, o a
temporanee patologie, in genere è bene:
•
•
•
•
•
•
non fumare
non fare abuso di alcool
non fare uso di droghe di alcun tipo
non assumere medicinali nelle 12/24 ore precedenti l'immersione
praticare attività fi sica regolarmente
avere sane abitudini alimentari
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113
Modulo 3
• non volare dopo un immersione
• il sistema di coppia
• immergersi entro i propri, ed altrui, limiti
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In definitiva, la vita sedentaria, la mancanza di attività fisica con
l'aggiunta di fumo, alcool, disordini alimentari, uno stile di vita
incontrollato, può essere causa di insorgenza di problemi in acqua.
É necessario dunque accertarsi preventivamente che tutti siano in
condizioni di salute compatibili con il programma.
Porre attenzione alle temporanee inabilità quali influenze, raffreddori,
indigestioni, che a volte sono molto debilitanti e vengono trattate con
massicce dosi di farmaci, spesso con l'aggravante di una convalescenza mal
condotta o arbitrariamente accorciata, pur di non rinunciare all'immersione
programmata.
Modulo 3
Nelle condizioni appena descritte è assolutamente necessario rinunciare
all'immersione
Condizioni ambientali: Verifica sempre che sussistano, al momento
dell'immersione, le condizioni meteo marine e generali previste nella
programmazione. É sempre possibile rimodellare obiettivi e profili
d'immersione in modo conservativo e adeguato alle nuove, inaspettate
condizioni.
È obbligatorio rinunciare se la situazione si presenta a rischio!
Sistema di coppia: In immersione è necessario usare uno stretto ed
efficacie sistema di coppia. Vale sempre la pena ribadire preventivamente
i concetti essenziali:
•
•
•
•
controllo reciproco dell'attrezzatura subito prima di immergersi
rispetto sott'acqua della posizione stabilita
controllo costante del compagno
mantenimento di una distanza dal compagno tale da rendere
immediato qualsiasi eventuale intervento: un metro va bene, cinque
metri significano l'impossibilità di intervenire con l'indispensabile
tempestività richiesta nei casi più gravi, ossia annullano l'efficienza del
sistema di coppia.
Compagni adeguati: ogni persona facente parte del team d'imersione
deve essere in grado di far fronte a un'emergenza specifica correlata
all'attività subacquea che viene svolta.
Numero dei partecipanti: deve essere limitato per evitare la confusione
Immersioni ripetitive: non effettuare immersioni profonde troppo vicine
nel tempo.
Attrezzature personali: verifica che tutti i partecipanti usino
le attrezzature necessarie e che queste siano in perfetto stato
di funzionamento. Inoltre, fai attenzione che siano indossate
correttamente e in modo da essere velocemente e comodamente
utilizzabili.
114
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Evita assolutamente le eccezioni. Un'attrezzatura inidonea può essere
fonte di problemi seri che si ripercuoterebbero sull'intero gruppo.
Attrezzature di uso comune: verifica che le attrezzature di rispetto e
quelle componenti la stazione per effettuare la sosta di sicurezza, se ci si
immerge da una imbarcazione, siano efficienti.
Di quest'ultima, controlla le cime, i galleggianti, la zavorra, i moschettoni,
oltre naturalmente alla pressione e la piena efficienza delle bombole
decompressive.
Nelle immersioni profonde non devi sentirti a disagio per problemi causata
da un'attrezzatura non funzionale o non adeguata al tuo scopo
Piani di emergenza: concorda con tutti i partecipanti le manovre che
vanno poste in essere in caso di necessità o emergenza.
Ribadita e sottolineata l'importanza di un perfetto sistema di coppia con
funzioni preventive è bene che sia a tutti chiaro cosa fare in caso di:
•
•
•
•
•
•
segnalazione di aborto immersione
insorgenza di narcosi
smarrimento del compagno o di una coppia
perdita di contatto con il punto previsto per la riemersione
perdita di gas repentina
malfunzionamenti di varie componenti dell'attrezzatura
É bene inoltre accertarsi della presenza in zona di camere iperbariche
operative, di strutture di soccorso generico (Ospedale, Guardia Medica
Dan) verificando la loro idoneità e disponibilità (potrebbero non essere
operative per manutenzione o altro) e strutture di sicurezza (Guardia
Costiera, Forze dell'Ordine).
Esiste la possibilità di interrompere in ogni istante l'immersione previo
apposito segnale, il quale deve essere ben compreso ed accettato da tutti.
Accertati, infine, che tutti conoscano le procedure di emergenza, come
segnalare correttamente situazioni a rischio, sia quelle sott'acqua così
come in superficie e quali sono le procedure da applicare.
Esplicita cosa fare in caso di sospetta o conclamata PDD.
Ribadisci che si deve:
• somministrare Ossigeno puro
• somministrare liquidi
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Modulo 3
Attrezzature di emergenza: Chiedi che vi sia la bombola di ossigeno e
verifica la sua pressione di carica, il funzionamento della rubinetteria e
dell'erogatore.
Controlla lo stato di efficienza del kit di pronto soccorso.
Ogni partecipante deve usare l'attrezzatura necessaria e in ottimo stato di
funzionamento. Le eccezioni sono di solito causa di incidenti.
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• mantenere la condizione di normalità della temperatura corporea
(36,8°) dell'infortunato
• allertare immediatamente i numeri della Emergenza Sanitaria ed
eventualmente del DAN.
Ultime precauzioni — Qualora tu ti immerga con l'ausilio di un natante,
specialmente nei mesi invernali quando il traffico della nautica da diporto
é drasticamente ridotto, si raccomanda di informare le autorità
competenti o qualcuno di fiducia a terra dell'attività che si intende
svolgere, specificando il numero dei componenti il gruppo, il luogo
prescelto, l'orario previsto di partenza e di arrivo.
Ciò consentirà, in caso di mancato rientro per avarie o altro, di mettere
in moto l'apparato di sicurezza previsto.
Modulo 3
Numeri di telefono utili:
Emergenza medica 118 (112)
Dan Italia 800 279802,
Guardia Costiera 1530
Procedure per la prevenzione ed emergenze
Qualora non sia stato possibile attuare la necessaria prevenzione o anche
per un evento eccezionale, conoscere e saper attuare le necessarie
procedure da adottare in caso di emergenze, è il sistema migliore per
controllare incidenti ed evitare o ridurre possibili tragedie.
PLAN YOUR DIVE - DIVE YOUR PLAN
(Pianifica la tua immersione - Immergiti secondo il tuo piano)
Un aiuto considerevole viene fornito al subacqueo infortunato, se all'interno
del proprio team d'immersione vi è qualcuno abilitato alla CPR-First Aid
e alla somministrazione di Ossigeno (Dan Oxygen Provider).
Modulo 6 • La Programmazione
Patologie Da Decompressione
In un manuale che tratta della Immersioni Profonde è d'obbligo riprendere
e trattare della Patologia Da decompressione:
La prevenzione, abbiamo già avuto modo di apprenderlo, è la migliore
forma di cura pur tenendo conto di tutto ciò che possiamo considerare
imponderabile; una corretta forma di prevenzione potenzialmente allontana
i rischi di incorrere in una possibile PDD.
La prevenzione della PDD prevede diversi aspetti:
Prima di ogni immersione:
• Frequenta corsi d'immersione con Istruttori qualificati
• Partecipa a corsi di aggiornamento, Salvamento e di Primo Soccorso
con Ossigeno nelle emergenze subacquee
• Effettua una visita medica specialistica ogni anno
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Durante la immersione:
• Sempre con un assistente in superficie
• Tieni conto della corrente e della marea
• Non superare i 9-10 m/min al minuto di velocità in risalita non
trattenere mai il respiro durante la risalita
• Rispetta i limiti di tempo e profondità
• Rispettare la pianificazione dell'immersione
• Evita o riduci l'affaticamento in immersione che sono la causa di un
aumento dell'assorbimento di Azoto
• Evita variazioni frequenti di quota di immersione rispettando il profilo
pianificato
• Proteggerti adeguatamente dal freddo che è causa di vasocostrizione
e disidratazione per incremento della diuresi e un ulteriore fattore di
stress con aumento dell'attività cardiocircolatoria
Durante la risalita:
• Mantieni una velocità di 9/10 m/min fino alla soste di scurezza
• Evita continui cambi di quota controllando la propria posizione e
l'assetto, limitando il lavoro muscolare
Dopo la riemersione:
• Proteggiti dalla perdita di calore con indumenti adeguati
• Non effettuare mai tentativi di ricompressione in acqua in caso di
sospetto incidente decompressivo
• Evita sforzi, non trasportare subito dopo la riemersione la tua
attrezzatura pesante
• Non sottovalutare mai l'insorgenza, anche tardiva, di qualsiasi sintomo
dopo un'immersione e consulta il DAN per valutare la situazione
• Lascia trascorrere il giusto intervallo di tempo dall'ultima immersione
prima di volare (durante la tua pianificazione devi tenere conto se
devi volare) Segui le raccomandazioni del DAN: almeno 12 ore dopo
una singola immersione in curva di sicurezza, almeno 24 ore dopo
immersioni ripetitive o immersioni con decompressione
• Evitare immersioni in apnea dopo un'immersione con autorespiratore
In caso di emergenza (anche sospetta):
• Assistere l'infortunato
• Posizionarlo supino se è incosciente, ma respira, metterlo in posizione
di sicurezza (lato sinistro)
• Controllare le funzioni vitali: pervietà vie aeree - respirazione - circolazione
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Modulo 3
• Accerti che sia sempre disponibile un kit per la somministrazione di
Ossigeno o accertati che sia presente sulla barca
• Prevedi un giorno di riposo ogni 3-4 d'immersione
• Idratati correttamente con liquidi non gassati prima e dopo
l'immersione, evitando alcolici
• Non affaticarti ed evita stress psicofisici eccessivi
• Non assumere farmaci e sostanze stupefacenti
• Associati al DAN
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• Avviare la RCP se si è addestrati e se si rende necessario
• Somministrando liquidi ma solo se cosciente
• Coprire l'infortunato per mantenere la giusta temperatura corporea e/o
posizionandolo in luogo ventilato se esposto al sole
• Offrire Ossigeno normobarico al 100%, la somministrazione di qualsiasi
tipo di farmaco o altro è di esclusiva competenza medica.
• Procedere all'esame neurologico (vedi tabella fi ne modulo)
• Nel caso in cui sia conclamata o, si abbia anche il solo sospetto di una
PDD occorre agire con tempestività: allerta il pronto intervento
Modulo 3
(118/112-1530 Emergenza in mare
DAN Europe Emergenze+39 06 42118685)
Considerazioni
Pur adottando tabelle e profili d'immersioni (computer-gas respirati)
va sempre tenuto conto che sono la risultanza di calcoli ed esperienze
empiriche applicate su un modello biologico pertanto suscettibili di infi nite
ed imprevedibili variabili, spesso non quantifi cabili.
Per tali motivi ogni subacqueo avanzato deve acquisire la necessaria
consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità e
conseguentemente adottare tutte le opportune procedure per
aumentare il margine di sicurezza per se e per i propri compagni di
immersione.
Problematiche e rimedi
Valutiamo ora alcune situazioni e problematiche suggerendo il loro possibile
rimedio.
Tabelle - Programma sempre la tua immersione e porta sempre con te le
tabelle
D'immersione, non affidarti al solo computer per immersioni.
Primo Soccorso e CPR - Ogni subacqueo avanzato dovrebbe
essere addestrato a praticare la CPR, le tecniche di primo soccorso ed
118
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a somministrare Ossigeno normobarico.Tale addestramento è fornito ad
esempio dal D.A.N. (Dive Alert Network).
Controlli di superficie - Attua sempre, immediatamente prima di ogni
tua immersione, i controlli di superficie che apprenderai in questo corso,
sono la garanzia che tutto è stato controllato immediatamente prima di
lasciare la superficie.
Secondo stadio in erogazione continua o malfunzionamento di
un erogatore - Richiedi immediata assistenza dal tuo compagno
d'immersione che, se necessario, dovrà cedere la sua frusta lunga e
aiutarti, se non risolvi da solo, alla chiusura del rubinetto al quale
è collegato l'erogatore difettoso. Se mantieni l'opportuna calma, dovrai
sostituire l'erogatore da cui stai respirando con l'erogatore d'emergenza;
procedi poi alla chiusura del rubinetto in cui è presente l'erogatore in
continua o il separatore centrale della rubinetteria. L'immersione deve
obbligatoriamente terminare e risali eventualmente condividendo il gas con
il proprio compagno respirando dalla frusta lunga.
Problematiche del gav - Mancanza di spinta o gonfi aggio continuo.
La mancanza di spinta può dipendere da svariati motivi. Il sacco si è
bucato o lacerato, la valvola di scarico/sovrapressione non tiene, o può
essere rimasto incastrato il cordone dello scarico rapido, sono problemi
che difficilmente si possono risolvere sott‘acqua e pertanto richiedono
un‘alternativa. Un giusto ed appropriato assetto sono condizioni
essenziali in acqua, anche perchè ti consentono di gestire un gav
malfunzionante con risultati migliori. Un secondo sistema di gonfi aggio
abbinato ad una seconda sacca presente nel gav e o l'utilizzo di una muta
stagna ti possono fornire un ulteriore sistema ridondante. Altra possibilità è
quella di lanciare un pallone verso la superficie ed usare la cima per tirarsi
a braccia (soluzione non facile dato il diametro delle cime spesso usate).
In caso di gonfi aggio continuo della frusta di bassa pressione occorre,
rapidamente, passare al suo sganciamento e contemporaneamente
premere la valvola di scarico per evitare pericolose pallonate.
Malfunzionamento del computer - Utilizza uno strumento di scorta
(computer o timer) e pianifica sempre l'immersione con le tabelle.
Superamento del tempo o della profondità pianificata - Un subacqueo
avanzato non deve superare i valori pianificati, deve avere un buon
controllo dell'assetto.
Perdita della cima o del punto di risalita - Anche i migliori subacquei
possono, per svariate condizioni perdere il punto in cui iniziare la risalita,
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Modulo 3
Perdita del gas di fondo - Richiedi immediata assistenza dal tuo
compagno d'immersione che, se necessario, dovrà cedere la sua frusta
lunga. L'immersione deve obbligatoriamente terminare e risali condividendo
il gas con il tuo compagno. Prevedi la necessaria scorta di gas anche per la
sosta di sicurezza.
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Modulo 3
ciò può generare parecchi inconvenienti e causa di incidenti quali: risalite
incontrollate, incapacità di gestire le soste di sicurezza per problemi di
assetto, mancanza di gas di scorta. In questi casi devi mantenere la
calma e l'auto controllo, dopo il segnale di fine immersione procedi con
una risalita controllata: il buon funzionamento del sistema di coppia
permetterà ad un subacqueo di mantenere il controllo della quota
mentre all'altro di attivare il lancio controllato del pallone per segnalare
in superficie il punto di riemersione e l'eventuale richiesta di assistenza
o di gas per la decompressione Separazione dal compagno - Partendo
dall'assunto che mai si dovrebbe perdere il proprio compagno
d'immersione, vediamo, nell'eventualità, quale comportamento adottare.
Prima di iniziare un'immersione, durante la sua pianificazione è necessario
accordarsi anche sulle procedure di separazione sia essa casuale o
volontaria (esempio due sub con compiti diversi: fotografa il primo e il
secondo disegna la mappa di un particolare del relitto)
Procedure:
• osserva con attenzione i particolari del punto in cui si è perso il
contatto
• controlla la pressione del gas di fondo, il tempo e la quota raggiunta
• alzarti di uno/due metri girandosi a cerchio per vedere eventuali bolle
o luci
• usa dei richiami sonori (es picchiare sulle bombole o su parti di metallo
se ci si trova su un relitto)
• ritorna all'ultimo punto in cui avevi ancora il contatto, nel caso non
ci sia nessuna risposta positiva attendi non più di un minuto (se sei
ancora nei tempi previsti dal piano) altrimenti se sei giunto alla fine
del tempo pianificato inizia la risalita, forse vi ritroverete sulla cima)
Una volta giunti in superficie, se non hai segni della presenza del tuo
compagno, attiva le procedure di ricerca di un subacqueo disperso.
Affanno: allenamento, diminuire o rallentare il lavoro, effettua respiri
lenti e profondi, mantieniti in assetto e nel caso se fosse possibile appoggiati
sul fondo; comunicalo al compagno nel caso "non se ne fosse accorto".
Mutamento condizioni ambientali - Situazioni impreviste, quali scarsa
visibilità, cambi di corrente, sedimento possono mutare le condizioni del
luogo in cui ti immergi e possono essere fonte di incidenti. Anticipa la
discussione di questa eventualità con tutto il team già durante la fase
di programmazione e pianificazione, ciò ti permetterà di individuare
sia le eventuali problematiche cosi come le soluzioni per risolvere gli
imprevisti.
Comunicazioni fra subacquei e il punto di risalita - In caso di visibilità
limitata o quasi nulla (ma a questo punto fatti una domanda:
cosa ci stai a fare ancora lì?).
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In caso di visibilità buona o accettabile le forme di comunicazioni cui fare
uso possono essere le lampade subacquee, richiami sonori e notes
plastificati per eventuali comunicazioni scritte.
Per mantenere il contatto con il punto di riemersione, ad esempio
la cima di risalita di una barca, nel caso la visibilità non lo consentisse,
potresti usare il tuo mulinello per stendere un filo d'Arianna con l'ancora
o il punto in cui è fissata la cima di discesa. Prendi i riferimenti della
quota e bussola e inizia l'immersione srotolando la cima del mulinello
mantenendola sempre in tensione, lontana dal corpo e in mezzo alla coppia
dei subacquei o mettendoti in fi la indiana (chi ha il mulinello resta davanti)
se la situazione lo richiedesse, facendo attenzione a non impigliarsi.
Modulo 3
3.3 Relitti
I subacquei si dividono in due categorie, quelli che dai relitti sono
tiepidamente incuriositi| ma che tutto sommato preferiscono una bella
immersione naturalistica sottocosta o magari su una secca al largo e gli
altri, quelli che al solo sentir nominare la parola relitto drizzano le orecchie,
interrompono il discorso che stavano facendo, diventano ansiosi di sentire,
vedere, di non perdere una sola parola di chi sta raccontando. Per costoro
non c'è immersione più appassionante e gratificante di una discesa su un
relitto, fosse anche su quattro lamiere in croce nell'acqua torbida.
Guardare e non toccare, un tasto molto delicato, non c'è dubbio, visto
che abbiamo il privilegio di vedere in esclusiva, noi subacquei ci sentiamo
anche in diritto di prendere qualche ricordo.
Un discorso vecchio di una subacquea ormai muffa e stantia, retaggio dei
primi decenni di attività, quando sott'acqua ci si andava con lo schioppo in
mano per pescare, razziare depredare.
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Oggi sott'acqua si va per ved; certo, dirà qualcuno, è una forte emozione
portar via una bella suppellettile da un relitto, a questi, allora, si deve
rispondere che vedere il duomo di Milano non dà nessuna emozione,
visto che non ci si può portar a casa una statua. Non si deve pertanto
considerare i relitti come "res nullius", terreno di caccia privato, un
patrimonio di tutti noi subacquei, raro, irripetibile e tutti abbiamo il diritto
di vederlo anni dopo, come fossimo i primi visitatori.
Modulo 3
Immergersi su un relitto è sempre una forte emozione
É difficile immergersi sui relitti? No, non in particolare, quello che è difficile
è la situazione in cui a volte un relitto può trovarsi:
al largo - lontano dalla costa - possibili correnti - visibilità scarsa.
Condizioni
quindi
che
potrebbero
essere
non
idonee e quindi con la
necessità
di
dovremo
rinunciare
all'immersione,
anche
se
l'abbiamo
programmata,
studiata,
pianificata e sognata da
tempo. Questa è la grande
difficoltà, saper rinunciare,
molto più facile accettare la
sfida,
rischiare,
fare
l'immersione anche se il
mare sta montando, se la
visibilità è pessima, se l'assistenza di superficie non ci convince, allora
nascono i problemi.
Questa parte del manuale nasce per fornire ai subacquei le indispensabile
informazioni per affrontare questo tipo d'immersioni in sicurezza.
Principali tipi di relitti
Quando si parla di relitti, chi non è
subacqueo pensa subito a qualche antico
galeone carico d'oro o ad antichi velieri
adagiati sul fondo con alberatura e
sartiame in perfetto stato e l'immancabile
forziere del tesoro nella cabina del
comandante, pronto a essere scoperto e
prelevato dal primo visitatore.
La realtà è invece molto diversa, il mare
distrugge nel giro di pochi anni tutte
le strutture di legno che costituiscono
scafo, alberatura e sovrastrutture e delle
centinaia di migliaia di navi naufragate
fino all'avvento degli scafi in ferro restano
pochissime tracce sul fondo corrispondenti
alle scarse strutture metalliche o a quelle
122
Advanced
Ad
d Scuba
S
Diver - CMAS-PTA P2
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I relitti sui quali punta la propria attenzione il moderno appassionato
sono pertanto tutti abbastanza recenti, perlopiù di navi delle due guerre
mondiali, con alcuni scafi che si spingono indietro nel tempo fino a circa
metà dell'ottocento, quando le costruzioni in ferro cominciarono a fare
la loro comparsa. La parte del leone spetta sicuramente all'incredibile
quantità di mezzi naufragati durante l'ultimo conflitto, non solo navi e
mezzi nautici di ogni tipo, ma anche aerei, che giacciono sul fondo da una
sessantina d'anni e hanno tutto il fascino dei relitti antichi, consentendo
però di effettuare ancora ricerche con qualche speranza di risultati negli
archivi storici, militari e perfino sul campo, questi si aggiungono anno dopo
anno gli altri relitti che il mare imperterrito aggiunge alla lunga lista, frutto
di burrasche, incendi, collisioni, esplosioni, cedimenti strutturali, sabotaggi
o eventi bellici.
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Modulo 3
parti del carico non deperibili né attaccabili dalle teredini, come anfore bottiglie - ceramica - metalli e minerali.
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Modulo 3
Tipologia delle navi e singoli elementi
strane forme di un relitto trasformato dal mare.
124
Quando una nave o un
aereo spariscono dalla
superficie, ha inizio la loro
nuova vita sotto forma di
relitti, non può esserci
regalo più gradito per gli
abitanti marini, sempre in
cronica penuria di alloggi e
le strutture vengono ben
presto prese d'assalto da
parte
di
migliaia
di
organismi, che fanno a
gara per accaparrarsi lo
spazio
disponibile.
Quest'opera
di
colonizzazione trasforma
più o meno profondamente
le strutture, che perdono
la tradizionale fisionomia
per assumerne una nuova,
spesso
diversa
e
irriconoscibile. Chi non ha
un
occhio
esperto
e
allenato si troverà spesso
nell'incapacità di capire di
fronte a quale particolare o
attrezzatura
si
stia
trovando.
Capire un relitto significa
dunque
saper
leggere
quello che il mare cela
sotto questo camuffamento
biologico e naturalmente
sarà avvantaggiato chi ha
una buona conoscenza
delle varie attrezzature di
bordo, della struttura di
una nave o di un aereo,
chi ne conosce i dettagli
tecnici e costruttivi.
Analizziamo dunque le
varie strutture di una nave
e cerchiamo di imparare
nomi, forme, particolari
che ci aiutino a leggere le
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Ovviamente tra le due
teorie estreme ci sono
vari livelli intermedi,
indubbiamente difficile
resistere alla tentazione
del portare a galla un
piccolo oggetto scovato
nel sedimento di un
locale interno, come un
piatto, una tazzina, un
oggetto di bordo e
possiamo consigliare di
non farlo, per la gioia
dei visitatori futuri, ma
non certo mettere in
croce chi se lo porta
via .Ben diverso è invece l'atteggiamento di chi scende su un relitto con lo
scopo precipuo di smontare, portandosi appresso ferri e utensili di varia
natura. Qui non si tratta più di portare a casa un ricordino ma di
smantellare un relitto e la differenza è sostanziale.
Che dice a tale proposito la legge? è credenza diffusa che tutto quanto si
trovi sott'acqua sia res nullius a disposizione dello scopritore. La verità è
invece assai diversa, anche se varia da nazione a nazione, con leggi spesso
complicate e regole non sempre chiare. Innanzi tutto bisogna distinguere
tra relitti giacenti in acque territoriali o internazionali.
Il primo caso è ovviamente quello più comune e in ogni modo, per la nostra
legislazione, le cose cambiano assai poco se il recupero viene effettuato
da imbarcazione battente bandiera italiana. Le nostre leggi prevedono che
ogni relitto abbia un legittimo proprietario, che può essere la compagnia
armatrice, quella assicuratrice o lo Stato italiano.
I relitti abbandonati, ovvero quelli i cui proprietari non siano più
rintracciabili, passano di diritto allo Stato italiano.
La materia, come dicevamo, è intricata, dato che si occupa prevalentemente
di recupero di carichi di cospicuo valore economico e non certo di oggettini
trovati a bordo. Fa quantomeno sorridere pensare di dover stipulare un
contratto di recupero con il proprietario oppure l'acquisto del relitto stesso,
per recuperare un paio di bottiglie o di piatti, ma ci sono carichi di valore
enorme che necessitano di leggi ben precise, basti citare a tale proposito
l'oro recuperato dall'Edinburgh e dall'Atocha o dalla Central America, dove
solo per quest'ultimo si parla di circa 1.500 miliardi delle nostre vecchie
lirette!
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125
Modulo 3
Legislazione
Abbiamo già visto nei capitoli introduttivi come l'esploratore di relitti
dovrebbe far sua la filosofia del: guardare e non toccar, indice di un
approccio maturo e civile al mare e non dell'ormai antiquata filosofia da Far
West, del quel che trovo, lo prendo.
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In ogni caso è bene sapere che il recupero non autorizzato di oggetti
è comunque un atto illecito e che il legittimo proprietario potrebbe
rivendicarne il possesso. Vi è poi il capitolo riguardante le navi da guerra
affondate in combattimento, praticamente tutte le Marine Militari del mondo
rivendicano la proprietà delle loro navi e di quanto in esse contenuto,
compresi eventuali resti umani, ovunque sia avvenuto l'affondamento
in battaglia Tutto bene fintanto che il relitto giace in patri, ma la cosa si
complica quando| come spesso accade, il relittoì giace in acque territoriale
straniere. In questo caso il relitto dovrebbe appartenere allo stato nelle cui
acque si trova, ma ci sono numerosi casi che smentiscono quanto sopra.
Modulo 3
Diciamo che in genere vige la regola del fair play e si evita di disturbare
con recuperi non graditi un relitto militare di un altro paese.
A proposito di navi militari, vale la pena di ricordare di stare alla larga dal
materiale bellico, ovvero da proiettili di vario calibro, granate, mine, bombe
di profondità, siluri, detonatori e dalle relative armi.
Da un lato per il pericolo di esplosioni che può diventare critico, su alcuni
ordigni, dopo un certo numero di anni dall'affondamento e che comunque
resta potenzialmente tale per moltissimi anni, possono essere pericolosi
ancora alcuni ordigni della prima guerra mondiale; in secondo luogo per il
pericolo ancora più consistente di farsi beccare con materiale del genere in
casa, un reato gravissimo, severamente punito dalla legge.
126
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Modulo 3
Attrezzature
Panoramica
1. Requisiti
2. Parametri
Ogni buon subacqueo, deve saper gestire la propria attrezzatura in
modo efficiente, affidarsi alla sola attrezzatura senza avere un buon
addestramento metterebbe in condizione di non sentirsi a proprio agio
creando delle difficoltà anche nel risolvere le situazioni più normali.
É fondamentale che un subacqueo acquisisca abilità con la propria
attrezzatura o con quella richiesta per quella specifica immersione.
L'attrezzatura utilizzata per un'immersione su un relitto è la stessa
che utilizziamo per ogni nostra immersione ma occorre a questo punto
rivederla, migliorarla ed arricchirla per avvicinarla il più possibile a
determinati requisiti e parametri.
Requisiti:
1. circostanze
2. sicurezza
3. ridondanza
4. comfort
5. condizioni del relitto
6. condizioni meteo/marine
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127
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Parametri:
1. Bilanciamento accurato dei pesi
2. Riduzione al minimo delle sporgenze di fruste, accessori o strumenti
3. Razionale disposizione degli accessori che ne renda pratica e facile la
localizzazione e gestione
4. Semplice, ordinata e funzionale
5. Ridondanza dei sistemi
6. Qualità dei materiali
7. Accurata manutenzione
Modulo 3
Fra le attrezzature subacquee base e specifiche, nelle immersioni sui relitti,
riveste una particolare importanza il mulinello.
Può essere utilizzato come cima guida srotolandolo quando la visibilità
diminuisce o durante una perlustrazione, diventa uno strumento indispensabile
per andare e tornare al punto di partenza o alla cima dell'ancora.
Può essere usato per sistemare una cima di sicurezza o come cima di
collegamento della coppia in immersione in acque con visibilità limitata.
La cima rilasciata può anche essere usata per la ricerca e il recupero o per
delimitare una zona.
Collegando il capo della cima ad un pedagno, successivamente gonfiato
tramite un erogatore o una frusta, utilizzeremo la cima come riferimento
per la risalita in caso d'emergenza o semplicemente per risalire.
É importante che i mulinelli siano in acciaio inossidabile o in alluminio
anodizzato, in modo da resistere alla corrosione dell'acqua salata e che siano
costruiti in modo tale da poter essere utilizzati in maniera molto semplice.
Devono avere la possibilità di bloccare il mulinello e dotati di pomello
d'avvolgimento facilmente utilizzabile.
La cima usata dalla maggior parte
dei mulinelli è di nylon intrecciato
con spessore che varia dai due ai
tre millimetri.
É utilizzato il nylon perché è
resistente
alle
abrasioni,
si
nota facilmente e affonda, non
si deve utilizzare una cima
galleggiante in quanto può essere
causa di imprevisti e fastidiosi
aggrovigliamenti e non rimarrebbe
dove è sistemata.
Quando si srotola la cima, occorre farlo mantenendo una pressione
costante. Il modo più usato è quello di praticare una leggera pressione
con un dito sul rocchetto del mulinello quando si srotola la cima, mentre
quando si riavvolge bisogna prestare attenzione che la cima si posizioni in
modo uniforme sul rocchetto per prevenire blocchi.
Attenzione anche al meccanismo di frizione/blocco che non deve rendere
difficoltoso il suo funzionamento causando l'uscita della cima dalla sede del rullo.
128
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É inoltre consigliabile avere con sé anche un piccolo rocchetto con almeno
15 metri di cima (spool) di emergenza utilizzabile in caso di ripristino di
cavi guida interrotti, per ricerca della sagola principale, per prolungare il
reel o inviare un secondo pallone d'emergenza in superficie da profondità
modeste. Bisogna ricordarsi che non basta avere un mulinello e un
pedagno, ma che occorre un corretto addestramento per il loro utilizzo.
Modulo 3
Programmazione ed immersione sul relitto
• Premesse
• Consumo d'aria e autonomia
• Piano d'immersione
• Procedure e tecniche d'immersione:
1. coppia
2. team
3. Attività esterne ed interne:
• Discesa
• In quota, sul relitto
• Esplorazione
• Assetto- postura-propulsione
• Risalita/Uscita dall'acqua
Pianifica sempre l'immersione con il Team
Premesse
Dopo aver ripassato in acqua il piano d'immersione, eseguito i controlli di
superficie, si da il via alla prima fase della discesa che, come detto, va
effettuata sempre lungo un riferimento che è solitamente rappresentato
dall'ancoraggio della barca o da una cima già presente sul posto. Questa
procedura fornisce sicurezza per il vincolo che offre in caso di correnti, per
il controllo della velocità e per la sicurezza di giungere sul punto desiderato,
oltre a comunicare psicologicamente un collegamento con la superficie ed
essere un utile punto di partenza per brevi esplorazioni sul fondo (con
l'ausilio di un reel) in caso di scarsa visibilità.
Una volta scelto, e localizzato il relitto, si passa alla sua esplorazione.
definiamone prima però tre fasi basilari che prevedono:
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Modulo 3
1.
2.
2.1
2.2
3.
Studio delle informazioni a disposizione
Pianificazione
Preparazione del subacqueo
Piano di immersione
Immersioni di ambientamento e ricognizione
La preparazione del subacqueo concentra tutta l'esperienza acquisita, gli
insegnamenti, i consigli, le tecniche apprese, le immersioni effettuate, le
letture specifiche e gli approfondimenti.
Il piano d'immersione prevede l'elaborazione dei dati raccolti e la stesura
del programma dell'immersione, secondo precise componenti.
La pianificazione và effettuata da tutti subacquei partecipanti
all'immersione, sia per la scelta del relitto, se organizzata autonomamente,
sia se ci si affida ai servizi di un Diving Center.
Per far sì che la Pianificazione sia funzionale ed efficace dovrà essere
predisposta prima del giorno dell'immersione.
Una buona pianificazione rispondere ad alcune semplici,
ma precise domande:
Cosa succede se...?
Come evitare che…?
Cosa fare se…?
Sarò in gradi di...?
Anticipare un ipotetico inconveniente
Prevenire per non compromettere la sicurezza
dell'immersione
Nel caso si verifichino imprevisti o emergenze
(piano alternativo)
Controllo dello stress e addestramento di ogni
subacqueo
Nella pianificazione vanno inoltre considerate attentamente i seguenti dati
e fattori:
• Esperienza propria, del compagno e degli altri componenti del team
(sistema di coppia/team)
• Tipo di relitto (grandezza, posizione, caratteristiche)
• Profondità/Durata dell'immersione (in funzione della curva di sicurezza)
• Visibilità
• Presenza e forza delle correnti (sia in superficie così come sul fondo)
• Temperatura dell'acqua (in particolare sul fondo)
• Attrezzatura specifica (personale e/o del team)
• Aria o altri gas respirabili (Nitrox) se abilitati
• Consumi personali e del team ( T.C.S.)
• Distanza dalla costa (utile per i tempi di vestizione dei sub e per il
tempo di navigazione)
• Assistenza di superficie (diving o barca privata)
• Raggiungibilità delle strutture sanitarie d'emergenza ( o saper dove
attendere i soccorsi es elisoccorso o vedette della Capitaneria di Porto)
130
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Consumo d'aria (nitrox) e autonomia
• La quantità d'aria necessaria all'immersione dipende dalle
caratteristiche del relitto, dal tipo di esplorazione che si intende fare e
dalle condizioni ambientali
• Bisogna assicurarsi sempre di avere una buona scorta d'aria che ci
dia la possibilità di affrontare e risolvere situazioni d'emergenza come
quella di rimanere impigliati, aver smarrito la strada del ritorno e
quindi la cima di risalita
•
•
•
•
semplice
realizzabile
prudente
conosciuto
Per procedere alla stesura del piano dell'immersione, questo va scomposto
ed analizzato nelle sue varie fasi (discesa, esplorazione, risalita, sosta di
sicurezza) individuando i momenti più a rischio.
Completata la parte preventiva della pianificazione, si passa alla
realizzazione. L'attrezzatura va montata e controllata anche dal proprio
compagno (buddy system). Giunti sul punto d'immersione vengono ultimati
i preparativi e si ripassa mentalmente il piano stabilito.
In acqua, poco prima del via e se le condizioni lo permettono, viene
effettuato un ultimo briefing riepilogativo, da parte del Divemaster/
Istruttore o altro responsabile dell'immersione, immediatamente prima
della discesa. É assolutamente indispensabile, da questo momento,
attenersi scrupolosamente alle informazioni ricevute, al piano stabilito.
L'immersione su un relitto può essere distinta in due livelli "ricreativi" di
esplorazione:
1.
2.
Esterna. È l'esplorazione più sicura anche per quei subacquei che
hanno avuto una specifica preparazione.
Interna (limitata). Esplorazione consigliata solo dopo l'apprendimento
di quelle tecniche che si possono apprendere frequentando un corso
di specializzazione Wreck's Diver CMAS-PTA e acquisendo anche la
necessaria esperienza immergendosi con compagni più esperti e/o
facendosi guidare da Istruttori, Divemaster presso qualificati Diving
Center.
Procedure e tecniche d'immersione - Sistema di coppia
Un subacqueo deve sempre ricercare di utilizzare un buon sistema di
coppia, altrimenti sarà un cattivo compagno di immersione. Compagni di
immersione occasionali possono essere causa di incomprensioni, poiché la
mancanza o un errato utilizzo del sistema di coppia portano a situazioni
non"conosciute" e ad aspettative differenti.
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131
Modulo 3
Piano d'immersione
Componente essenziale di una buona pianificazione è il piano d'immersione;
il quale deve essere:
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Modulo 3
Dopo ogni immersione si dovrebbe effettuare un debriefing riepilogativo
al quale tutti i componenti della squadra concorrono per verificare se
il piano programmato è stato seguito alla lettera o se vi sono state
difficoltà, per evidenziare eventuali modifiche da apportare alle procedure
o alle attrezzature nelle successive immersioni, per esporre impressioni o
problemi, descrivere modalità, aggiungere particolari utili per completare
l'eventuale schizzo del relitto, ecc.
Immersioni in team
Tutte le informazioni raccolte potranno essere impiegate per compilare una
scheda finale comprendente oltre ai dati puramente tecnici dell'esplorazione
anche un disegno del sito perchè diventino parte di un archivio che si
rivelerà utilissimo per eventuali successive visite.
Andare oltre i propri limiti e/o costringervi un membro della squadra può
portare a risultati non controllabili potenzialmente pericolosi. Questo non
vale solo per le immersione sui relitti, ma anche nelle più semplici delle
immersioni ricreative.
Conoscere le capacità di ogni singolo sub e del Team nel complesso è una
delle preoccupazioni principali del subacqueo preparato, addestrato e sicuro.
L'approccio di un buon team prevede discussioni post - immersione, nelle
quali analizzare ogni aspetto della pianificazione e dell'esecuzione.
Comunicazioni
con
il
compagno
In qualsiasi immersione, e
a maggior ragione in quelle
sui relitti, le informazioni
che
non
sono
comprese
perché non si è utilizzato
efficacemente
un
sistema
di
comunicazione
possono
generare una situazione di
rischio aumentando lo stress.
Per esempio, un subacqueo
particolarmente
emotivo
in quella situazione dovrebbe poter comunicare facilmente il suo disagio
al compagno o al capo immersione prima che insorga un problema.
In condizioni ottimali quali una buona visibilità e una giusta vicinanza,
la comunicazione fra i subacquei che si immergono su un relitto è
decisamente più facile: i segnali manuali, che già conosci, sono il metodo
più semplice da utilizzare.
Strumenti di comunicazione:
• Segnali manuali (corso P1 - Open Water) farli ripassare facendoli
provare in aula e poi durante l'esercitazioni subacquee
• Lavagnetta o block notes subacquei, utili per scriver frasi brevi
(sott'acqua non è facile scrivere sia per problemi d'assetto sia quando
si utilizzano guanti) così come per disegnare o annotare particolari
132
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• Lampade subacquee, indispensabile per vedere ma soprattutto per
farsi vedere ed individuare dal compagno. Maggiore beneficio lo
si ottiene con l'uso di torce a grande intensità e con fascio di luce
concentrato (utile specie in condizioni di sospensione di sedimenti).
• Shaker e altri segnalatori acustici tipo dive alert
Attività esterne ed interne
• Fase 2: esplorazione accurata dell'esterno del relitto, "sezionandolo"
in parti e, se le dimensioni del relitto lo richiedono, dedicando ad
ognuna di esse diverse immersioni. Questa fase potrà essere utilizzata
anche per la stesura di uno schizzo del relitto che diverrà utile per la
preparazione di eventuali successive immersioni.
• Fase 3: esplorazione interna del relitto, effettuata nei limiti della
sicurezza, permette di conoscere ed approfondire le ricerche fatte a
terra facendo vivere forti emozioni al subacqueo. Resta comunque
un'attività da compiere con molta prudenza ed attenzione
Procedure di discesa
Cerca di utilizzare sempre il metodo più consono e sicuro per entrare in
acqua rispetto alle condizioni dell'immersione. Se ci si immerge utilizzando
una barca d'appoggio, sarà il comandante che ci dirà quale sarà la
procedura più adatta per entrare in acqua.
La discesa è un momento di controllo e anche di forte impatto emotivo
se effettuata senza riferimento (nel blu): si verificheranno il corretto
funzionamento degli strumenti e dell'attrezzatura, la loro posizione e
raggiungibilità e, visibilità permettendo, si potrà avere una panoramica
generale del sito che fornirà dati utili all'orientamento ed alla successiva
ricostruzione dell'esplorazione ad immersione terminata.
In quota sul relitto
Raggiunto il relitto e la quota di fondo programmata, dopo i normali
controlli reciproci di sicurezza vanno immediatamente accertate la
solidità della cima di discesa o dell'ancoraggio e la sua posizione rispetto
al relitto e fissata mentalmente l'ubicazione per avere sempre presente
il punto di risalita. Questa parte, essenziale, deve essere utilizzata anche
per ambientarsi, per guardarsi intorno e focalizzare riferimenti utili
all'esplorazione, per capire sul posto l'orientamento del relitto.
Gli strumenti vanno controllati costantemente, considerando l'immersione
su un relitto un'immersione "quadra", vanno controllati i computer
o le tabelle/profondimetro per evitare di andare fuori curva di non
decompressione e, ovviamente, il manometro per avere sotto controllo il
proprio consumo.
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133
Modulo 3
• Fase 1: ricognizione e visione d'insieme del relitto per valutarne la
posizione, le difficoltà, l' attrezzatura richiesta, l' interesse ambientale,
storico e fotografico. Valutando inoltre i possibili pericoli, i punti di
maggiore interesse, le condizioni generali.
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Durante tutta l'immersione và costantemente utilizzato il sistema di coppia
per permettere un rapido intervento in caso di necessità senza dimenticare,
in caso d'immersioni in gruppo, il contatto con altri sub e il Divemaster/
Istruttore.
Esplorazione:
• esterna/perimetrale
Modulo 3
Arrivati in prossimità del relitto bisogna dirigersi verso uno dei due lati
e cercare di identificare un particolare, una caratteristica o un punto del
fondale e la sua posizione (è utile aver visto, prima dell'immersione,
disegni - mappe - fotografie del relitto).
Quando decideremo di tornare
non dovremo far altro che
girarci e nuotare lungo il
perimetro del relitto finche non
arriveremo al punto che ci
eravamo
mentalmente
annotato.
Si può prevedere un'osservazione
panoramica
dell'interno
del
relitto attraverso aperture quali:
oblò - portelloni - boccaporti ecc da effettuarsi utilizzando la
torcia.
Oltre alla pianificazione sono vitali le impressioni che si provano in questi
momenti: evitare assolutamente di inoltrarsi in luoghi nei quali non ci
si senta a proprio agio, si avvertano sensazioni negative o si percepisca
l'innalzamento pericoloso della soglia di stress.
L'immersione deve sempre essere prudente, controllando spesso la visibilità
lasciata dietro di sé ed il tragitto percorso
Assetto /Postura/Propulsione
Estrema attenzione va posta
alla presenza di sedimenti o
depositi, oltre alla moltitudine
di cime, corde, reti e sagole
che solitamente costellano un
relitto
ed
alle
strutture
ingannevolmente solide che in
realtà
possono
rivelarsi
pericolosamente instabili a
causa dell'usura del tempo o
della precarietà dei sostegni.
134
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Il controllo dell'assetto è un elemento essenziale delle abilità subacquee ed
è anche una delle abilità più difficili da padroneggiare per un novizio. Senza
un adeguato controllo, i subacquei non solo provocano confusione intorno a
loro, ma si espongono anche a pericoli. Dalla distruzione del fondo marino,
all'attrezzatura danneggiata, uno scarso controllo dell'assetto può avere un
considerevole impatto su sicurezza e divertimento. Un subacqueo con uno
scarso controllo dell'assetto spesso cerca di sopperire a questa mancanza
con uno sforzo fisico maggiore. Per esempio, i subacquei che non sono
neutri in acqua devono pinneggiare con maggiore energia semplicemente
per non affondare. Questo sforzo di rimanere neutri è spesso inefficacie e
produce un aumento dei consumi.
Questa abilità subacquea, così essenziale ma così trascurata, è spesso causa
per molti subacquei sotto stress o presi dal panico, di difficoltà anche gravi.
Propulsione
Per muoversi in maniere efficace è necessario utilizzare le tecniche più
appropriate che possono differire a secondo delle condizioni e l'ambiente
che possiamo trovare quali:
1.
2.
3.
4.
5.
sedimenti
materiale fragile e pericoloso
flora e fauna acquatica
correnti
ecc.
Procedure di risalita e uscita dall'acqua
Se non intervengono situazioni di emergenza, l'immersione finisce una
volta raggiunti i limiti di tempo o di scorta dei gas programmati. Inizia
quindi il ritorno verso la cima di risalita, indipendentemente da cosa ancora
si sarebbe potuto vedere.
Fondamentale sarà, come sappiamo, non eccedere con i tempi di
fondo pianificati per non incorrere in problematiche penalizzazioni o
nell'esaurimento anticipato della scorta dei gas (non dimentichiamo
che i relitti possono essere di una certa lunghezza e, nell'entusiasmo
dell'immersione, non ci accorgiamo che i minuti passano e il tempo
programmato per l'immersione sta per terminare quando ci si trova a
poppa e la cima di risalita è a prua).
Problematiche e procedure per emergenze
Problemi specifici e Procedure per emergenze:
•
•
•
•
Cedimenti strutturali
Afferrature/Impigli
Perdersi sul relitto/Separazione dal compagno
Non trovare la cima di risalita
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135
Modulo 3
Durante la ricognizione di un relitto ci si deve muovere con assoluta
attenzione per evitare di compromettere la visibilità, di restare impigliati o
di urtarne le strutture.
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Situazioni d'emergenza
Le situazioni d'emergenza che si possono affrontare durante le immersioni
su un relitto possono essere molteplici e di varia natura:
- Fisiche:
- Psicologiche:
- Pratiche:
Modulo 3
- Ambientali:
narcosi, affanno, vertigini, etc.
stress, ansia, attacchi di panico, etc.
guasti o danni all'attrezzatura, esaurimento
della scorta di aria o nitrox, etc.
restare impigliati od incastrati nelle
strutture, scarsa visibilità etc.
Le situazione legate ad aspetti fisici-psicologici e pratici, sono temi trattati
sia nel corso precedente (P1) sia in altre parti di questo stesso manuale,
in questa sezione vogliamo prendere in esami quelli legati ai fattori
ambientali.
Problemi specifici e Procedure per emergenze:
Cedimenti strutturali
Un relitto rimanendo sott'acqua per lungo tempo è soggetto alla corrosione
della salsedine, le correnti e le mareggiate poi concorrono ad indebolire
le strutture portanti fino a cedere improvvisamente, creando perciò delle
trappole pericolose per chi frequenta questi luoghi.
Un movimento incauto, una pinneggiata maldestra o il solo gorgoglio
delle bolle emesse dai subacquei possono alterare un equilibrio precario
di strutture già deboli, causandone il cedimento; in questa situazione il
subacqueo può rimanere intrappolato all'interno del relitto avendo la via
d'uscita ostruita oppure restando afferrato dalla parte ceduta.
Un corretto ed efficace sistema di coppia,una buona pianificazione e
ascoltare attentamente il briefing pre immersione sono le condizioni
ottimali per prevenire e limitare le situazioni pericolose.
Afferrature/impigli
I pescatori sanno bene che un relitto attrae pesce in quantità ed è per
questo motivo che calano le loro reti e lenze da pesca (grosse e spesse
come quelle strascicanti, fini e a maglie larghe quelle stanziali) rimanendo
spesso intrappolate dal relitto e costringendoli ad abbandonarle costituendo
pericolose trappole per il subacqueo.
I pescatori sanno bene che un relitto attrae pesce in quantità ed è per
questo motivo che calano le loro reti e lenze da pesca (grosse e spesse
come quelle strascicanti, fini e a maglie larghe quelle stanziali) rimanendo
spesso intrappolate dal relitto e costringendoli ad abbandonarle costituendo
pericolose trappole per il subacqueo.
Separazione dal compagno
Al momento di staccarsi dal fondo manca un componente (situazione
drammatica ma che vede la totale inosservanza di ogni precauzione ed
accortezza imparate sin dal corso Open Water), la procedura da adottare
136
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prevede una serie di fattori e condizioni, in particolar modo la scorta dei
gas respiratori, il tempo residuo della curva di sicurezza e le condizioni di
visibilità.
La situazione può essere provocata da diversi fattori che vanno dalla scarsa
visibilità, alla perdita di orientamento, allo sgancio dell'ancoraggio, alla
carenza di scorta di gas, ad un'emergenza. In questi casi è indispensabile
attuare le seguenti procedure alternative:
Risalita "nel blu" o "in libera"
Situazione problematica ed impegnativa, è la condizione da evitare
maggiormente, anche se, a volte, si è costretti ad eseguirla per far fronte
ad situazioni più o meno serie.
La risalita in libera e la scarsità di riferimenti comportano:
Difficoltà nel controllare la velocità di risalita e la quota sosta di sicurezza
assenza di segnalazione in superficie del punto di risalita e delle
comunicazioni con la barca appoggio mancanza di una assistenza di
superficie almeno fino all'emersione impossibilità ad utilizzare l'eventuale
scorta di gas d'emergenza aumento dello stress instaurarsi di una
situazione di emergenza.
Fondamentale in questa
eventualità è il controllo
sugli
strumenti,
in
particolare sulle informazioni
di profondità e velocità, per
controllare la risalita e
sottrarsi al disorientamento
provocato dall'assenza di
riferimenti
visivi
e
il
mantenimento dell'assetto e
del sistema di coppia.
Tutto ciò comunque si
può
tranquillamente
evitare
effettuando
un
attenta
pianificazione/
programmazione
con
il
proprio
compagno/team
unita
ad
un
continuo
addestramento.
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137
Modulo 3
Non trovare la cima di discesa per la risalita
Un'immersione tranquilla e ben gestita deve sempre terminare riemergendo
sotto la barca d'appoggio (quando utilizzata) in quanto una riemersione
in acqua libera è potenzialmente pericolosa per il passaggio di eventuali
natanti sia per la presenza di corrente che può portarci lontano alla barca;
ricordiamo che siamo a fine immersione stanchi e probabilmente con poco
gas nella bombola.
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Regole di base
Modulo 3
Prima di ogni ulteriore considerazione, indichiamo, qui di seguito, un
decalogo di comportamento da seguire in immersione che tiene conto di
vari aspetti, quale la tecnica, la sicurezza, oltre a quello morale. Anche se
alcuni punti possono sembrare ovvi o banali, si ritiene doveroso ricordarli:
• Scendere e risalire unicamente lungo una cima: solitamente un relitto
si trova lontano dalla costa e ciò rende impossibile sfruttare pareti o
fondali come riferimenti visivi durante la discesa o la risalita. Restare
costantemente attaccati ad una cima fissa o alla catena dell'ancora
offre sicurezza, sottrae al disorientamento ed evita di allontanarsi
pericolosamente dal relitto durante la discesa ed anche dalla barca
appoggio durante la risalita.
• Portare con sé durante l'immersione tutto quanto sia indispensabile
per la risalita: in caso di perdita della cima di riferimento il subacqueo
dovrà affidarsi unicamente alla propria attrezzatura e alla scorta di gas
che ha con sé.
• Non seguire né tagliare sagole o cime che penetrino nel relitto: una
cima trovata sul posto non garantisce continuità e può interrompersi
improvvisamente; oppure potrebbe essere stata posizionata od
utilizzata come filo d'Arianna da sub che si trovano ancora all'interno
del relitto e che quindi confidano in essa per riguadagnare l'uscita. Nel
caso ci si trovasse costretti a tagliare una cima per potersi liberare
dopo essersi impigliati, ripristinare immediatamente la continuità del
riferimento utilizzando un piccola cima di emergenza.
• Non seguire subacquei che si inoltrano in spazi ristretti e sconosciuti
del relitto: l'inadeguata preparazione o l'inconsapevolezza della
situazione potrebbero essere estremamente pericolose.
• Non chiudere porte, portelloni, boccaporti o qualunque altro tipo
di apertura di un relitto: possibilità questa assai remota in quanto
normalmente la corrosione o le incrostazioni createsi rendono
praticamente impossibile tale operazione; ricordiamo comunque
che, se mai fosse possibile, così facendo si potrebbe negare l'uscita
a chiunque si trovi all'interno o togliergli riferimenti visivi della via di
ritorno.
• Non toccare, rimuovere o manomettere oggetti rinvenuti nei relitti
bellici: nascosti dalle incrostazioni possono celarsi munizioni o ordigni
ancora innescabili che potrebbero esplodere.
• Non asportare alcun oggetto dal relitto: un relitto è un patrimonio
del mare e deve essere onorato come tale, anche per permettere
a chi verrà dopo di noi di godere delle stesse emozioni. Un relitto è
stato spesso teatro di drammi, di lutti e di atti eroici: non dobbiamo
dimenticare quindi che alle vittime di tali tragedie ed agli uomini
coraggiosi che vi hanno preso parte va portato il dovuto rispetto.
• Esercizio di base dell'immersione su relitto: Mappatura.
• Durante l'immersione su relitto lo studente deve redigere una mappa
della zona e del relitto esplorato.
• Redigere la mappa di un relitto sviluppa le abilità di orientamento e di
navigazione.
138
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
• Per disegnare una mappa corretta occorre avere a disposizione una
lavagnetta con matita e naturalmente una
• bussola.
• É quindi necessaria una lavagnetta e una matita che potrà essere
usata in immersione per prendere note e
• tracciare disegni, registrare i punti cardinali anche se la mappatura
finale sarà ricomposta all'asciutto.
• Per eseguire una corretta mappatura occorre descrivere con
proporzioni accettabili alcune caratteristiche essenziali.
•
•
•
•
1°
2°
3°
4°
Settore:
Settore:
Settore:
Settore:
Tipologia del Relitto.
Ambiente.
Particolarità:
Valutazione della difficoltà dell'immersione.
• Tipologia del Relitto.
• Descrivere se è antico, moderno, da guerra, commerciale, da diporto e
lo stato di conservazione.
• Ambiente.
• Descrivere il tipo di fondale, visibilità e/o correnti, vita marina, nord.
• Particolarità.
• Descrivere la presenza di reti, falle e/o squarci, la posizione assunta
sul fondo, armamenti, residuati separati.
• Esercizi di Valutazione dell'Immersione su Relitto.
• Master planning:
• Briefing.
• Controllo della funzionalità delle lampade subacquee.
• Controllo pre-dive.
• Controllo della pesata.
• Discesa lungo la cima di discesa.
• Sosta in quota per orientamento.
• Controllo assetto idrostatico e pinneggiamento.
• Risposta ai segnali con lampada*.
• Mappatura
• Risalita lungo la cima usata per la discesa.
• Safety Stops.
• Emersione
• Uscita dall'acqua.
• Mappatura corretta.
• Debriefing.
• Registrazione dell'immersione.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
139
Modulo 3
Queste caratteristiche sono suddivise in 4 settori:
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3.4 Muta stagna
Modulo 3
L'immersione con muta stagna del Corso P2 CMAS-PTA, in considerazione
dell'area dove viene svolto il corso, può assumere una particolare
importanza in quanto, oltre alla temperatura dell'acqua, dobbiamo
considerare anche la dispersione termica corporea data dalla permanenza
in acqua e per tale motivo si necessità di un'adeguata protezione termica.
Un'immersione effettuata in condizioni di freddo, oltre a probabili
rischi, significa creare, per lo studente, un ostacolo al divertimento e
all'entusiasmo all'attività subacquea.
Perché usare la muta
stagna
Il comfort è il desiderio di
ogni subacqueo. Quando un
subacqueo si immerge al di
fuori della propria personale
zona di comfort, gradualmente
il
piacere
dell'immersione
diminuisce. Una delle principali
cause di questo calo di comfort
è sicuramente il freddo.
Il
sintomo
più
evidente
degli effetti del freddo è
un senso di fatica eccessiva alla fine dell'immersione, fatica che produce
inevitabilmente un calo della motivazione.
É altrettanto vero che ciascun subacqueo ha una differente zona di comfort
in relazione alla sua maggiore o minore tolleranza allo stress indotto da
cause esterne. Tuttavia è indubitabile che un subacqueo che si immerge
con una muta umida ha una zona di comfort molto limitata.
Infatti la protezione termica offerta da una muta umida è fortemente
influenzata dalla sua vestibilità, dal suo spessore, dalla qualità del
suo neoprene, dalla profondità dell'immersione (schiacciamento del
neoprene), e dalla temperatura dell'acqua. Questi fattori tendono a perdere
d'importanza nel caso di uso della muta stagna.
Fondamentalmente una muta
stagna assolve al compito di
mantenere il corpo asciutto,
mentre la protezione termica
viene demandata ad uno specifico
sottomuta.
Esistono
peraltro
anche mute stagne che offrono
una discreta protezione termica
grazie al materiale impiegato per
la realizzazione.
Occorre tuttavia notare che il
freddo non influisce solo sulla
140
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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motivazione, ma anche sulla velocità di saturazione e desaturazione
dell'Azoto contenuto nella miscela gassosa respirata secondo la legge di
Henry (solubilità di un gas in un liquido in funzione della temperatura).
Ne consegue che effettuare un'immersione a temperatura costante,
sicuramente influisce sulla sicurezza in quanto il modello matematico
adottato dalle tabelle di decompressione sarà più aderente alle reali
condizioni in cui l'immersione stessa si è svolta.
L'immersione con la muta stagna è semplicemente un modo diverso di fare
immersione.
Significa condurre immersioni più piacevoli e più sicure. Significa meno
stress e più comfort.
L'immersione con Muta Stagna è, come ogni immersione del Corso P2
CMAS-PTA, un'immersione di esperienza e pertanto non ha la valenza di un
programma didattico specifico.
Questa esperienza ha come scopo quello far conoscere i vantaggi che, l'uso
di questo particolare equipaggiamento permette quali:
• immergersi con più sicurezza, durante tutte l'anno
• maggiore comfort
Come funziona una muta stagna
Il funzionamento di una muta stagna avviene
considerando tre punti essenziali:
• Sigillatura ermetica delle aree del collo e
delle mani
• Insufflare gas all'interno della muta stagna
• Compensare ed espellere il gas immesso
I materiali
Le mute stagne si dividono in due grandi
famiglie: mute in tessuto e mute in neoprene.
Sono mute in tessuto tutte quelle mute
realizzate
in:
trilaminato,
poliuretano,
trilaminato di poliestere, poldura, bilaminato,
ecc.. Sono mute in neoprene quelle realizzate
con neoprene.
A queste due famiglie se ne aggiunge una terza: le mute in neoprene
precompresso e le mute in
neoprene a cellule rotte. Sono mute dell'ultima generazione che grazie
all'impiego di materiali relativamente nuovi, cercano di cogliere gli aspetti
positivi delle mute in tessuto e di quelle in neoprene.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
141
Modulo 3
L'immersione con muta stagna del Corso P2 CMAS-PTA
(Advanced Scuba Diver)
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Vediamo in sintesi le caratteristiche di queste tre famiglie di mute.
• Mute in tessuto:
1. leggere e facili da asciugare
2. nessuna protezione termica
3. facili da riparare
4. molta libertà di movimento a secco
5. scarsa idrodinamicità
Modulo 3
• Mute in neoprene:
1. pesanti e difficili da asciugare
2. protezione termica in funzione dello spessore
3. non facili da riparare
4. scarsa libertà di movimento a secco
5. discreta idrodinamicità
• Mute in precompresso:
1. pesanti e difficili da asciugare
2. ottima protezione termica se paragonata allo spessore
3. non facili da riparare
4. buona libertà di movimento a secco
5. ottima idrodinamicità
• Mute in neoprene a cellule rotte:
1. pesanti e difficili da asciugare
2. scarsa protezione termica
3. difficili da riparare
4. buona libertà di movimento a secco
5. ottima idrodinamicità
Visto ciò, cerchiamo di tracciare delle linee guida
che possano aiutare nella non facile scelta.
Le mute in tessuto hanno dalla loro una grande
praticità di utilizzo, soprattutto fuori dall'acqua.
Le mute in neoprene sono calde in acqua, ma non
molto pratiche da gestire per i loro ingombri, per
il loro peso e per la difficoltà nell'asciugarsi.
Le mute in precompresso esprimono le loro migliori
doti in immersione ove consentono idrodinamicità
(taglio meno abbondante), protezione termica e
robustezza; tuttavia finita l'immersione emergono
il peso, la difficoltà nell'asciugarsi.
142
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Il consiglio
Individuato il modello che meglio risponde alle
vostre esigenze guardate a questi particolari che
si riveleranno estremamente importanti nell'uso
pratico.
Taglia
Mai aderente. La stagna ha vestibilità comoda.
La vestibilità andrebbe vista indossando lo stesso
sottomuta che indosserete per le immersioni.
Stivaletto
No agli stivaletti enormi. Il buon stivaletto non blocca
l'articolazione del piede, non costringe all'uso di pinne
di taglia spropositata. É piccolo e rinforzato solo dove
serve: suola, tallone, punta.
Tasche
Utili ed indispensabili per contenere oggetti quali notes,
maschera di scorta, spool etc...
Nastratura
Una buona muta stagna è nastrata. La bandellatura
interna è garanzia di tenuta nel tempo. Osservate in
ogni caso la precisione della nastratura: avrete un'idea
della cura posta nella realizzazione della muta.
La nastratura può essere effettuata o con l'applicazione
di un apposito nastro o con uno speciale sigillante
polimerico.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
143
Modulo 3
Le mute in neoprene a cellule rotte assomigliano
molto alle mute in tessuto e come loro
necessitano di sottomuta; in acqua tuttavia
offrono grande comfort grazie al loro taglio non
abbondante; il prezzo da pagare in superficie è
dato da peso e lentezza nell'asciugarsi.
Nella scelta del modello più adatto, dobbiamo
valutare quale sarà il tipo di utilizzo prevalente.
Non esiste in assoluto la stagna ideale, ma solo
la stagna più adatta per certe condizioni.
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Assistenza
Prima o poi avrete necessità di assistenza per la vostra muta stagna:
valutate se chi vi vende la stagna è in grado di fornirvi direttamente
l'assistenza. Vi immaginate rimanere un mese o più senza la stagna in
inverno per una banale rottura di un collarino? I rivenditori non sono tutti
uguali. Nel prezzo di acquisto, è compreso anche il servizio di assistenza.
Modulo 3
Il costo
Il costo è un parametro che abbiamo volutamente trascurato finora. Infatti
riteniamo che il costo di una muta stagna non vada visto solo come costo
iniziale di acquisto, ma vada rapportato al tempo di utilizzo. In realtà
una buona muta stagna è destinata a durare anni ed allora il costo per
immersione di una stagna molto costosa può risultare paradossalmente più
basso di quello di una stagna economica.
Sottomuta
Lo scopo di una muta
stagna è quello di isolare
dall'acqua il corpo del
subacqueo ma non offre
un'adeguata
protezione
termica.
La contraddizione a quanto
si
potrebbe
supporre,
dipende dal fatto che,
utilizzando
una
muta
stagna, il corpo umano
genera calore solitamente
disperso
o
nell'aria/
acqua, o trattenuto dagli
indumenti), ma utilizzando
una muta stagna senza
nessuna
indumento
a
contatto con la pelle, il
vapore acqueo che si
raccoglie al suo interno
risente della bassa temperatura trasmessa dalla muta a contatto diretto
con l'acqua, per tale motivo che le parti scoperte del corpo ne subiscono
una forte sensazione di freddo simile a quella di una muta umida non
adeguata.
Esistono vari tipi di sottomuta per mute stagne:
•
•
•
•
pile
thinsulate
polipropilene
schiuma con cellule aperte
Il pile è un tessuto ottenuto con varie fasi di pettinatura. Lo svantaggio di
questo materiale è che con il tempo tende a generare della lanugine che
144
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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può essere causa di problemi se si dovesse depositare nelle valvole.
Il sottomuta a schiuma con cellule aperte garantisce una buona protezione
termica e assorbe adeguatamente il vapore acqueo generato dal corpo
mantenendolo perfettamente asciutto.
carico e
Carico e scarico devono essere montate con i relativi sottovalvola.
La valvola di carico va sul petto o in posizione centrale o leggermente
disassata. La valvola di scarico (automatica) va subito sotto il deltoide;
l'automatismo del funzionamento richiede che la valvola di scarico si
trovi nella parte più alta. Perchè fare movimenti inutili quali alzare il
braccio piegando il gomito? Solo se le valvole saranno correttamente
posizionate, l'uso sarà piacevole e naturale. No deciso a valvola di scarico
su avambraccio.
La valvola di carico è posizionata all'altezza dello sterno.
Può essere fissa o ruotabile a 360° in maniere tale da poter personalizzare
la direzione della frusta LP di alimentazione.
Il sistema di gonfiaggio è identico a quello dei GAV per cui si utilizza una
frusta con caratteristiche simil, connessa a un'uscita di bassa pressione di
un erogatore, diverso da quello con il quale si gonfia il GAV.
La valvola di scarico è generalmente posizionata sul braccio sinistro, in
prossimità della spalla.
Le migliori valvole sono quelle con la possibilità di regolare la pressione di
apertura della valvola.
Questa regolazione si ottiene con la semplice rotazione della sua ghiera.
Ruotando in senso orario si diminuisce lo scarica, ruotando la valvola in
senso antiorario e completo, si ha il suo massimo scarico.
Per agevolare le operazioni di scarico è opportuno essere in posizione
verticale in quanto il gas immesso nella muta, verso l'alto.
Valvola di carico: al centro del torace
Valvola di scarico: in prossimità della spalla
Valvola di scarico:
in prossimità della spalla
Valvola di carico:
al centro del torace
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Valvola:
parte interna
145
Modulo 3
Le valvole
In una muta stagna generalmente sono presenti due valvole:
scarico
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Modulo 3
Problemi più comunemente incontrati
La muta stagna si comporta come un GAV e come tale subisce gli effetti
della pressione riferiti all'aumento e ne richiede la necessaria familiarità.
Le immissioni e le emissioni di gas dalla muta stagna non si traducono
istantaneamente in galleggiamento o affondamento, occorrono sempre
alcuni secondi per capire se è stata fatta una manovra efficiente.
Soprattutto nella fase d'immissione, il sub deve immettere sempre poca
aria per singola pressurizzazione.
La pressurizzazione avviene premendo il pulsante della valvola di carico,
mentre se la regolazione automatica della ghiera non è sufficiente per
scaricare, occorre aprire completamente la valvola quindi premere la
valvola di scarico centralmente o lateralmente alla ghiera.
• Togliersi anelli, collane, orologi, braccialetti che potrebbero lacerare i
polsini e i collarini stagni della muta.
• Avere cura di non avere le unghie delle mani lunghe: potrebbero
lacerare la muta.
• Vestizione del sottomuta.
• Vestizione della muta-stagna.
• Indossata la Muta Stagna:
• Posizionare accuratamente i polsini
• Posizionare accuratamente il collarino
• Chiudere e/o farsi aiutare a chiudere accuratamente la cerniera stagna
• Acquisire familiarità con le manovre di carico e di scarico della muta
stagna agendo sulle valvole
• Disporre di pinne di taglia adeguata alla calzata della muta stagna
• Disporre e valutare la corretta pesata
• Assicurarsi di avere connessa la frusta LP al primo stadio di un
erogatore per alimentare la muta stagna.
Sequenza vestizione di una Muta stagna
146
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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1
Assicuriamoci che le guarnizioni stagne a polsi e collo siano
correttamente adattate e ben indossate.
In una muta stagna non c'è niente di peggio o di più fastidioso che
ritrovarsi con polsini e collarino non adatti alla propria conformazione
fisica. Se sulla vostra muta stagna avete delle guarnizioni in lattice,
controllate la calzata e se risultano troppo strette procedete a
rifilarle. L'operazione in sé non presenta eccessiva difficoltà ma
richiede attenzione, pazienza ed un buon paio di forbici. Se la vostra
stagna è equipaggiata con guarnizioni in neoprene, la misurazione
è identica. La differenza è che le guarnizioni in neoprene non vanno
rifilate ma "adattate” estendendole forzatamente. Il rivenditore saprà
in ogni caso darvi i suggerimenti adeguati. Polsini e collarini ben
conformati ed adattati saranno confortevoli da indossare e di nessun
fastidio in immersione. Non usate la muta stagna in acqua prima di
aver verificato ed adattato le guarnizioni stagne del capo.
2
Controlliamo la nostra muta almeno due giorni prima
dell'immersione.
Le mute stagne sono dei capi estremamente affidabili e durevoli ma
è buona norma procedere a dei controlli prima dell'immersione. Ciò
è tanto più vero nel caso in cui la vostra muta stagna sia rimasta
inutilizzata per qualche mese. Mai immergersi con la muta stagna
se prima non si sono fatti i controlli. Cosa controllare nella stagna:
cerniera stagna, polsini, collarino e valvole. Ma perché fare questi
controlli due giorni prima dell'immersione? Perché altrimenti non
avremmo il tempo per procedere alle riparazioni del caso. Scoprire
che qualcosa non funziona la sera prima dell'immersione sarebbe
veramente spiacevole.
3
Adeguate l'isolamento termico offerto dal sottomuta in
funzione della temperatura dell'acqua e del carico di lavoro
che vi accingete ad affrontare.
Uno dei maggiori vantaggi offerti da una muta stagna è che essa vi
consentirà di affrontare un ampio range di temperature dell'acqua.
Sarà sufficiente variare il tipo di indumento impiegato sotto la muta
stagna. Il vostro isolamento termico dovrà variare secondo quelle
che saranno le diverse condizioni dell'immersione. Indossare un
sottomuta troppo termico o troppo poco termico porterà ad una
generale perdita di confort. Occorre poi tenere presente che la
tipologia di sottomuta adottato influenzerà anche la pesata d'assetto.
4
Indossate il minimo indispensabile di zavorra.
Indossate sempre la minima quantità possibile di zavorra quando
vi immergete con la muta stagna. Quanto più contenuta risulterà la
vostra zavorra, tanto più bassa sarà l'esigenza di caricare aria nella
vostra muta stagna per raggiungere l'equilibrio idrostatico.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
147
Modulo 3
Come ottimizzare l'impiego della vostra muta
stagna
Modulo 3
Pure Tech Agency
Con la muta stagna occorre adottare la medesima procedura
utilizzata con la muta umida per determinare la pesata d'assetto.
Indossando
l'equipaggiamento
completo,
con
la
stagna
completamente collassata, il jacket sgonfio, un 50 bar di aria
nella bombola con un'inspirazione completa dovreste rimanere
perfettamente verticali in acqua, in galleggiamento (al livello degli
occhi), senza dover effettuare alcuno sforzo. Quando espirate
completamente dovreste invece affondare. Se queste due condizioni
si verificano significa che avete raggiunto il vostro assetto neutro:
cioè la vostra galleggiabilità non viene ad essere influenzata
dall'equipaggiamento che indossate. Una volta raggiunto l'assetto
neutro, la quantità di zavorra che utilizzerete sarà esattamente
quanto basta per consentirvi di effettuare in estrema tranquillità una
eventuale sosta di decompressione. Questo è il motivo per cui la
bombola non doveva essere completamente carica quando abbiamo
seguito la procedura per la determinazione della pesata d'assetto.
5
Indossate sempre il giubbetto equilibratore con la muta
stagna.
Indossare un giubbetto equilibratore quando si impiega la muta
stagna è indispensabile. In immersione il giubbetto equilibratore
viene impiegato per compensare le variazioni d'assetto (legate
all'aumento della profondità) e fornisce un backup nel caso di rottura
della muta stagna (per il raggiungimento dell'assetto positivo). In
superficie invece il giubbetto equilibratore vi aiuterà a mantenere
un assetto positivo evitando di insufflare aria nella muta stagna
(evitando la spiacevole sensazione causata dall'accumulo di aria nella
zona del collarino).
6
Immergetevi con un compagno che conosca il funzionamento
della vostra muta stagna.
Quando vi immergete con la muta stagna, la presenza di un
compagno d'immersione sarà sempre di notevole aiuto, a partire
dalle operazioni di apertura e chiusura della cerniera stagna. Inoltre
un compagno esperto saprà controllare il corretto posizionamento
del collarino della vostra muta stagna e vi potrà persino aiutare
nell'indossare e togliere la muta. In acqua invece un compagno
d'immersione esperto, che conosca il funzionamento della vostra
muta stagna, potrebbe essere di enorme aiuto in caso di difficoltà
legate all'impiego della muta.
7
Frequentate un corso o uno stage di specializzazione.
Il modo migliore per acquisire padronanza nell'uso della muta
stagna è frequentare uno stage di specializzazione. Il fai da te non
è da considerare una scelta sbagliata ma sicuramente vi è una
controindicazione: si impara dagli errori commessi invece che far
tesoro di esperienze errate altrui. Inoltre un istruttore esperto e
professionale vi insegnerà tutti i trucchi per impiegare al meglio la
vostra muta stagna e per calcolare la corretta pesata. Eviterete di
148
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
8
Fate molta pratica con la vostra muta stagna al fine di
acquisire sempre maggiore padronanza.
Frequentato un corso specifico, l'apprendimento non è terminato:
avete acquisito solo le basi del corretto impiego della muta
stagna. Occorre a questo punto acquisire padronanza nell'uso
dell'equipaggiamento. Tale padronanza si acquista con la pratica.
Immergervi con la vostra muta stagna deve diventare perfettamente
naturale; solo così potrete apprezzare in pieno i notevoli vantaggi
che essa offre nell'esplorazione dei fondali. Abituatevi a riprendere la
normale posizione di nuoto dopo essere finiti con i piedi verso l'alto
a causa di un movimento dell'aria all'interno della muta. Imparate
a localizzare rapidamente le valvole di carico e scarico dell'aria, a
disconnettere la frusta di bassa pressione. Imparate a scaricare la
muta dal collarino o dal polsino senza allagarvi. Imparate a scaricare
la muta sia con la valvola di scarico settata su "automatico” che su
"manuale”. Nessuna delle abilità sopra descritte è particolarmente
difficile da acquisire: occorre pratica e buona volontà.
9
Effettuate una corretta manutenzione alla vostra muta stagna.
Premettiamo che una muta stagna richiede maggiore manutenzione
rispetto ad una muta umida. La base della manutenzione è
sicuramente un accurato lavaggio con acqua dolce dopo ogni
immersione (prestando attenzione a non bagnare l'interno della
muta). Ispezionate poi tutte le guarnizioni, la cerniera stagna e le
valvole per individuare e prevenire fonti di problemi in immersione.
Vediamo come dobbiamo riporre la muta. Facciamo asciugare la
muta lontano dal sole e da fonti di calore; evitiamo di appenderla
con i tradizionali appendini (per non stressarla) e non poggiamola
su oggetti appuntiti. Il modo corretto di riporre la muta è piegarla e
stivarla nella propria sacca (mai da umida!). La cerniera stagna andrà
lubrificata periodicamente con l'apposita cera a conservata in posizione
di apertura. Mai sottoporre la cerniera stagna a piegature eccessive.
Le guarnizioni in latex vanno invece lubrificate con Talco puro; tale
operazione agevola la vestizione e consente un corretto stoccaggio della
muta. Evitate accuratamente di spruzzare spray al silicone sulla vostra
muta stagna: non serve a mantenerla efficiente e renderà difficoltosi
eventuali interventi di riparazione. Terminato l'uso della stagna
riponetela asciutta nella sua borsa, lontano dalla luce, da fonti calore,
dal sole e dall'umidità ed in luogo fresco; la cerniera sempre aperta e
lubrificata; la muta bene arrotolata al fine di evitare pieghe eccessive.
Seguendo questi semplici e pochi trucchi apprezzerete in pieno il vantaggio
di immergervi all'asciutto. Non c'è sostituto efficace di una buona muta
stagna quando la temperatura comincia ad abbassarsi!
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
149
Modulo 3
acquisire cattive abitudini nell'uso dell'equipaggiamento. Rivolgetevi
sempre ad un centro specializzato che vi possa offrire anche la
possibilità di noleggiare differenti tipologie di muta stagna per capire
quale di esse risponde meglio alle vostre aspettative.
Modulo 3
Pure Tech Agency
www.pure-tech-agency.net
TEL. 0331.717631 • FAX: 0331.717630
150
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
MODULO 4
Immersioni di esperienza - 2
Panoramica
Immersioni dalla barca
Notturna/scarsa visibilità
Assetto
Navigazione (naturale/bussola)
Immersione in altitudine
Modulo 4
•
•
•
•
•
Obiettivi
Al termine di questo modulo saremo in grado di:
•
Apprendere le nozioni di base per introdurre nel mondo delle
immersioni di esperienza
1) Introdurre alle immersioni da un natante
2) Introdurre alle immersioni notturne e con scarsa visibilità
3) Introdurre ad un miglior controllo dell'assetto
4) Introdurre all'utilizzo della navigazione naturale e con la bussola
5) Introdurre alle immersioni a quote differenti dal livello del mare
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
151
Pure Tech Agency
4.1 Immersioni dalla barca
L'immersione da una imbarcazione, è l'attività che fornisce ulteriori
possibilità di divertimento, in quanto consente ad un subacqueo di poter
raggiungere luoghi d'immersione altrimenti inaccessibili.
L'utilizzo di una imbarcazione, anche solo come semplice passeggero,
impone la conoscenza ed il rispetto di alcuni semplici comportamenti e
semplici regole per potersi divertire nel rispetto dell'ambiente e della
sicurezza, sia personale che altrui.
Per l'utilizzo subacqueo, vi sono diverse tipologie d'imbarcazioni, possono
essere diverse categorie:
Modulo 4
•
•
•
•
Barche da crociera
Barche a chiglia rigida
Cabinati
Gommoni
Al fine di scegliere un imbarcazione per svolgere la nostra immersione, è
necessario determinare quali sono le nostre esigenze, o le esigenze del
gruppo al quale siamo aggregati.
Le crociere per subacquei destano sempre maggiore interesse e sempre sub
vi partecipano. Le barche destina alle crociere sono di norma barche con
non meno di 10 metri di lunghezza, dotate di ogni servizio (compressori
nitrox-bombole-ricambi ecc) e di ogni altro comfort quali cabine singole con
bagno, aria climatizzata, acqua calda e ampi locali in comune dove poter
chiacchierare, cenare, vedere tv ecc ecc.
152
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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In questa categoria vi rientrano i piccoli motoscafi, gozzi o imbarcazioni
costruite appositamente per escursioni subacquee, hanno dimensioni
pressoché simili a quelle dei gommoni, ma consentono un maggiore spazio
interno, quindi una migliore disposizione dei subacquei con le loro relative
attrezzature e una zona per consentire entrate ed uscite dall'acqua più
comode.
I Cabinati sono imbarcazioni decisamente più grandi, possono essere motor
yachts o barche a vela.
Rappresentano il miglior mezzo per immersioni giornaliere in "full day"
ovvero una giornata intera in mare essendo dotate di ampi spazi dove
stivare, indossare e rimuovere l'attrezzatura suabcquea, di toilette, di
doccia e spesso anche di una cucina, offrendo il maggior comfort ai
partecipanti, anche ai non sub.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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Modulo 4
Per potere meglio raggiungere il punto d'immersione si utilizza un tender
(gommone).
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I gommoni sono imbarcazioni veloci, maneggevoli, necessitano di
una minor manutenzione rispetto alle imbarcazioni classiche. La loro
caratteristiche è di essere costituiti in più compartimenti stagni uniti da
una chiglia rigida, generalmente hanno una lunghezza compresa fra i 3 e i
7 metri con motorizzazioni che consentono agevolmente di planare anche
con un carico di subacquei e relative attrezzature.
Non hanno il medesimo spazio che si può trovare su imbarcazioni rigide,
ma a sufficienza per permettere ai subacquei una comoda vestizione e le
dotazioni obbligatorie e quelle d'emergenza sono sempre presenti.
Modulo 4
Equipaggiamenti di Emergenza e/o di Primo Soccorso.
Ogni imbarcazione, a secondo delle leggi locali, deve essere provvista
dei dispositivi di emergenza obbligatori per legge, quali radio o telefoni,
strumenti di primo soccorso, giubbotti di salvataggio, cime, estintori,
segnalatori di pericolo quali razzi luminosi, dispositivi di segnalazione
acusitca ecc.
L'unità di ossigeno normobarica è ormai considerato nella quasi totalità dei
luoghi come un dispositivo obbligatorio.
L'ossigeno infatti è considerato Trattamento nei casi di PDD. È pertanto
raccomandato che ogni subacqueo chieda di controllare che un'unità di
ossigeno sia presente e funzionante sull'imbarcazione.
Preparazione all'Immersione e l'imbarco
Prima di partire per un'immersione in barca, ma in genere sempre, occorre
dedicare il tempo necessario alla preparazione di quanto dobbiamo avere,
soprattutto perché una volta che la barca lascia il molo d'imbarco sarà
difficile farvi ritorno per recuperare la maschera o le pinne che si sono
lasciate in borsa.
Porta con te anche un kit salva immersioni con le parti di ricambio più
soggette a rotture quali cinghioli per la maschera/pinne
Prepararsi all'immersione troppo in anticipo indossando la muta con
temperature "calde" può avere brutte conseguenze quali colpi di colpi da
calore proprio per essersi vestiti con la muta con largo anticipo.
In questi casi ci si deve informare tra quanto tempo è previsto l'arrivo sul
punto d'immersione e se l'ancoraggio richiede del tempo.
Se si decide di anticipare la
vestizione per motivazioni personali,
quali lunghezza dei tempi o possibile
sofferenza di mal di mare, si può
scegliere di vestirsi solo con i
pantaloni o se si indossa la muta
stagna
di
non
indossarla
completamente,
ne
tantomeno
chiudere la cerniera.
L'apparato
d'immersione
può
essere già stato montato prima
154
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della partenza, viceversa si dovrà attendere che la barca sia ferma ma,
ovviamente questo ne ritarderà l'entrata in acqua.
L'attrezzatura personale deve essere sistemata sempre vicina alla propria
e a quella del proprio compagno d'immersione in modo da potersi aiutare
a vicenda senza recare disturbo altri subacquei. Laddove l'attrezzatura non
è ancora stata montata, può essere riposta in borse a rete o stagne se
qualcosa non deve essere bagnato quali cellulari, occhiali o documenti.
É consigliato scrivere proprie iniziali con un pennarello indelebile sui propri
oggetti onde evitare sostituzioni indesiderate.
In barca si deve portare solo ciò che è veramente indispensabile e cioè
quello che serve per l'immersione e per il dopo immersione.
Procedure per l'imbarco
Ogni volta che si decide di utilizzare
una barche per svolgere immersioni
è opportuno che ci si trovi in tempo
utile, almeno 45 minuti prima della
partenza, sul luogo dell'imbarco per
controllare che tutto sia in regola,
documenti compresi e sistemare
tutta l'attrezzatura. Prima di salire
occorre sempre chiedere il permesso,
se richiesto, chiedere dove riporre
le
scarpe
e
dove
sistemare
l'attrezzatura personale.
Su un barca, gli spazi sono limitati e l'attività e quasi sempre "frenetica",
pertanto un movimento sbagliato o trovarsi nel posto meno indicato
possono talvolta compromettere la propria ed altrui sicurezza.
Riporre nella zona asciutta, se vi fosse, tutto quanto non deve essere
bagnato, su un gommone dopo poco tempo tutto è quasi sempre bagnato.
Il viaggio per raggiungere il punto d'immersione può durare da pochi minuti
a qualche ora, questo tempo di solito viene utilizzato per svolgere i briefing
sulla vita in barca e pre immersione, ascoltate sempre con attenzione
Tecniche di entrata in acqua
dalla barca.
Ogni barca richiede sistemi diversi
per entrare in acqua. Vi è una
Regola fondamentale comune in
ogni sistema ed è quella che il
motore della barca deve essere
spento prima di ogni entrata in
acqua.
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
155
Modulo 4
Non dimenticate mai una bottiglia d'acqua, da non gettare mai in mare
dopo averne bevuto il contenuto
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L'entrata in acqua deve avvenire insieme al compagno o comunque a
brevissima distanza in modo da potersi aiutare a vicenda. Eventuali
attrezzature quali: macchine fotografiche, lampade, ecc. potranno essere
state calate precedentemente in acqua assicurandole ad apposite cimette,
oppure passate subito dopo l'ingresso dal personale in barca.
Ricordiamo i vari tipi d'entrata appresi durante il corso P1:
• Entrata con passo da gigante
• Entrata da seduti e/o dalla plancia
• Entrata di schiena
Entrata con indossamento ARA in acqua.
É un metodo che non crea "ingorghi"sulla barca e che risulta utile se si
soffre il mal di mare.
In questo caso però il controllo pre-immersione avviene in acqua e non
all'asciutto per cui questo metodo richiede maggiori attenzioni.
È' indispensabile controllare se vi è presenza di corrente in superfcie che
potrebbe trasportare lontano il subacqueo durante la vestizione, gonfiare bene
il racket prima di calare l'ARA in acqua chiudendo le rubinetterie e fissando
l'ARA a una cima. Una volta in acqua, aprire i rubinetti e indossare l'ARA.
Modulo 4
Risalita ed uscita dall'acqua
Al termine dell'immersione occorro
risalire dal fondo verso la superficie,
la risalita durante un'immersione
dalla barca può avvenire in vari
modi.
Escludendo
la
tipologia
delle
immersioni in corrente dove il
subacqueo si immerge trasportato
dalla corrente e viene in seguito
recuperato dalla barca, le tecniche di
risalita prevedono l'uso di una cima.
La cima è costituita dall'apposita Cima di Discesa o dalla Cima dell'Ancora.
Al termine dell'immersioni, una volta giunti in superficie, occore come
prima cosa stabile un assetto positvo gonfiando il GAV, poi segnalare alla
barca che tutto è ok (apposito segnale), di seguito:
• Non affollare il punto di risalita. Un sub potrebbe scivola e cadere all'
indietro investendo chi è sotto
• Togliere per prima la cintura di zavorra o i pesi di zavorra passandoli a
chi è addetto. Se possibile, togliersi l'ARA gonfiando successivamente il
GAV, sistemando le fruste all'interno del GAV quindi chiudere il fascione
ventrale. In base a quanto indicato, passare l'ARA all'addetto, afferrare
la scaletta e solo ora togliersi le pinne
• Un secondo sistema prevede di fissare l'ARA ad una cima in acqua
dotata di un moschettone per poi recuperarlo in seguito.
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Attenzione alle scalette basculanti: afferrarle lasciando le dita attorno
possono causare dolori schiacciamenti, per cui fare attenzione ai rollii
In barca
Una volta che si è risalti in barca, è necessario recuperare e riporre la
propria attrezzatura rapidamente e in modo ordinato senza perdere tempo,
dedicandosi in seguito al riposo o alle chiacchiere.
Questo previene danni alle attrezzature e fastidi ai subacquei che risalgono
dopo di noi.
Le bombole debbono essere fissate saldamente nei contenitori a loro
dedicati.
Prima di salpare l'ancora e partire
anche se questa operazione è di competenza della guida subacquea, prima
di partire per il ritorno in porto occorre controllare che tutti i sub siano
tornati e presenti in barca facendo attenzione a chi era seduto vicino e se è
rimasta attrezzatura fissata alle fuoribordo o non riposta correttamente.
Le Cime
Sulle barche non ci sono corde o funi: ci sono le cime. Una barca per
immersioni subacquee deve disporre divarie cime.
Cima dell'ancora
è
usata
per
ormeggiare,
temporaneamente, la barca al
fondale, risente dell'azione del
moto ondoso, per tale motivo non
è consigliato utilizzarla come cima
di discesa o come riferimento per la
sosta di sicurezza.
Cima di discesa
collega la superficie al fondo
serve ai subacquei nella discesa
nella risalita offrendo un punto
riferimento e di assistenza in caso
necessità.
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e
e
di
di
157
Modulo 4
Se l'imbarcazione lo consente, evitare di appendere le mute bagnate su
equipaggiamenti di altri subacquei e porre la propria attrezzatura negli
appositi contenitori.
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Cima di servizio
viene utilizzata per appendere l'ARA
o altri accessori.
Modulo 4
Cima di corrente
è vincolata di solito a poppa e di
solito vi è un galleggiante al termine,
viene filata in acqua per assistere
i subacquei che si trovano sotto
corrente.
Cima di collegamento
è legata alla prua e alla
viene calata in acqua per
i subacquei a raggiungere
dell'ancora per usarla come
discesa.
poppa,
aiutare
la cima
cima di
Cima di decompressione
è una cima zavorrata (spesso sostituita da una barra) lunga 6/7 metri, e
consente ai subacquei un riferimento per effettuare la sosta di sicurezza o
un eventuale tappa di decompressione.
Normalmente è predisposta con una unità ARA di riserva dotata di doppio
erogatore.
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Glossario Marinaresco
moto dell'imbarcazione mantenuto anche quando la
propulsione è terminata.
Babordo:
guardando la prua della barca avendo la poppa alle spalle, è
il lato sinistro.
Beccheggio: moto oscillatorio dell'imbarcazione.
Boccaporto: passaggio per scendere in sottocoperta.
Cambusa:
cucina.
Chiglia:
asse centrale della barca.
Cima:
cavo medio.
Corpo morto: corpo pesante stabile sul fondo.
Coperta:
la zona sotto il ponte.
Fiancata:
la parte emersa laterale dell'imbarcazione.
Filare:
far scorrere una cima
Gavitello:
piccolo galleggiante atto a segnalare il punto o da ormeggio.
Gomena:
grande cavo per ormeggiare grandi imbarcazioni.
Lascare:
allentare un cavo.
Miglio marino: 1852 metri.
Mollare:
allentare lentamente per lasciare il posto.
Murata:
lato esterno dell'imbarcazione.
Parabordo:
sfera di gomma per attutire gli urti con la fiancata.
Plancia:
zona dalla quale si manovra l'imbarcazione.
Poppa:
parte posteriore dell'imbarcazione.
Prua:
parte anteriore dell'imbarcazione.
Ridosso:
riparo dal mare e dal vento.
Salpare:
issare un corpo immerso.
Sopravento: area da cui soffia il vento.
Sottovento:
nella stessa direzione verso cui soffia il vento.
Timone:
parte immersa atta a far mutare la direzione di navigazione
della barca.
Toilette:
gabinetto.
Tribordo:
guardando la prua della barca avendo la poppa alle spalle, è
a destra.
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159
Modulo 4
Abbrivio:
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Modulo 4
4.2 L'immersione notturna o con scarsa
visibilità
Rispetto ad un'immersione diurna, la notte i fondali si animano di vita
e di colore, basta una lampada subacquea per entrare in una nuova
dimensione.
Immergersi dopo il calare del sole in luoghi già conosciuti di giorno è come
immergersi in un luogo nuovo, mai visto prima.
Immergersi di notte, o anche con una visibilità limitata, richiedono
l'utilizzo di accorgimenti tecnici supplementari, per assicurare un maggiore
divertimento nel rispetto di una reale sicurezza.
Di notte il campo visivo è limitato dalle luci del subacqueo, in caso di scarsa
visibilità il subacqueo deve fare affidamento anche al suo istinto, al suo
equipaggiamento e alla conoscenza del luogo d'immersione.
Per poter effettuare immersioni di notte, non occorre solo procurarsi
una potente lampada subacquea, ma implica possedere conoscenze e
addestramento specifico, che trova il suo naturale percorso didattico
nel Corso P2 CMAS-PTA, durante il quale lo studente avrà modo di
comprendere che l'immersione notturna offre opportunità di divertimento
uniche.
Con il sopraggiungere della notte l'ambiente subacqueo cambia. Anche se
l'acqua è trasparente, l'oscurità diminuisce la capacità di vedere l'ambiente
che ci circonda. L'oscurità totale in assenza di gravità rappresenta un
impatto psicologico importante per un subacqueo, indipendentemente dal
suo livello di esperienza.
Mentre nelle immersioni notturne la riduzione della visibilità è naturalmente
data dall'assenza del solo, in condizioni di scarsa visibilità, la riduzione
della stessa è da imputare a materiale in sospensione nell'acqua. Questi
160
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impediscono la penetrazione dei raggi solari dalla superficie ed ostruiscono
la propagazione della luce.
Questa particolare condizione viene chiamata torbidità.
Il subacqueo deve avere un eccellente
controllo dell'assetto, deve sentirsi a
suo agio nell'acqua con il proprio
equipaggiamento
e
con
una
preparazione adeguata sarà possibile
effettuare
immersioni
divertenti,
sicure e senza stress.
Abbiamo appena accennato alle lampade subacquee, attrezzo
indispensabile, sia a terra cosi come in acqua per poter vedere, osservare
l'ambiente.
La necessità di una sorgente di luce dipende dalle condizioni di visibilità
dell'acqua e dalla profondità, ma non solo, in quanto la lampada subacquea
è un attrezzo utilissimo anche per comunicare tra subacquei e possiamo
ritenerlo pertanto indispensabile per ogni tipologia d'immersioni.
Una lampada subacquea, per essere
considerata
affidabile,
deve
avere
determinate caratteristiche, quali:
•
•
•
•
assoluta impermeabilità
resistenza agli urti
autonomia
buona efficacia
Caratteristiche delle lampade subacquee
La potenza e la qualità della luce emessa, possono essere considerati anche
come aspetti non fondamentali, in quanto al primo posto c'è la funzionalità.
Il mercato dell'attrezzatura subacquea, propone una scelta sempre più
diversificata di lampade subacquee, per tale motivo è importante informarsi
su quelle che sono considerate le componenti essenziali quali: batterie,
interruttori- lampadine - leds.
Le caratteristiche principali di una buona lampada sono innanzi tutto
quelle di una totale impermeabilità e robustezza. La seconda caratteristica
da prendere in considerazione è la reale autonomia di luce. Molti faretti
dell'ultima generazione, apprezzabilissimi per il ridotto peso e per le
minime dimensioni, hanno al lato pratico un'autonomia buona soltanto
dopo una perfetta ricarica e con accumulatori nuovi, per diventare invece
insufficiente dopo un certo numero di ricariche.
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161
Modulo 4
Le lampade subacquee
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Ci sono attualmente in commercio svariate tipologie di batterie: nichel cadmio, nichel - idrati metallici, al piombo, alcaline. I primi due tipi hanno
maggiore potenza in proporzione al peso e alle dimensioni, per contro
hanno lo svantaggio di una rapida caduta di potenza quando giungono
alla fine della loro durata. Le batterie al piombo ed alcaline perdono meno
rapidamente la loro potenza. In commercio puoi trovare sono due tipi di
sistemi d'illuminazione: a blocco unico, che includono in un unico pezzo
lampada e batterie e con batterie separate dalla lampada ma unita con
un cavo stagno. Le prime consentono di non avere cavi che potrebbero
impigliarsi ma per contro hanno lo svantaggio di pesare molto e limitare
nei movimenti la mano del subacqueo. Avere le batterie separate consente
pertanto di distribuire il suo peso ed avere in mano solo la "testa" più
leggera e comoda da brandeggiare (meglio se l'impugnatura è a staffa).
Il pacco batterie può comodamente trovare posto fissato sulla bombola
o sulla cintura del gav, in questo caso se il pacco ha un peso importante
dovrai verificare il tuo assetto in acqua.
Modulo 4
Non fissate le lampade con piccole cimette al polso, possono creare dei
pericolosi impigli
Se la visibilità rende l'uso della torcia indispensabile (primaria), dovremo
averne sempre una di scorta (secondaria), che potrà essere anche un
modello di ridotte dimensioni a pile alcaline monouso, fissato con elastici
all'attrezzatura o riposto nelle tasche porta accessori.
Non si dimentichi, infine, che, in acqua torbida e in ambienti ricchi di
sospensione, la luce più penetrante e più utile è quella concentrata.
Il punto debole di ogni lampada è costituito dalle parti in movimento come
le ghiere e gli interruttori il cui funzionamento agisce su sistemi di leve
posti all'interno dell'involucro.
I sistemi per accendere e spegnere una lampada sono principalmente due,
un interruttore a leva o un interruttore magnetico costituito da due sottili
linguette di rame
Punti essenziali dal punto di vista elettrico sono:
• autonomia
• potenza
l'autonomia è inversamente proporzionale alla potenza assorbita dalla
lampadina, più luce è richiesta più diminuisce l'autonomia.
162
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Come utilizzare correttamente
le lampade subacquee:
non dirigere la lampada negli occhi di
altri subacquei muovi lentamente la
lampada per non creare confusione
non dirigere la lampada direttamente
sugli
strumenti,
sfruttando
la
fosforescenza dei quadranti per non
restare abbagliati dalla luce riflessa
sfrutta la luce riflessa della lampada per indicare i segnali codificare l'uso
della lampada per segnali particolari movimenti circolari equivalgono ad un
OK movimenti orizzontali servono per richiamare l'attenzione indirizza la
luce della lampada davanti al subacqueo se vuoi attirare la sua attenzione.
L'indicatore luminoso, solitamente viene posto alle spalle del subacqueo,
fra la rubinetteria, per una sua migliore ed istantanea individuazione.
il rispetto dell'ambiente subacqueo impone una particolare raccomandazione
nell'uso delle luci chimiche quali:
• non entrare mai in acqua con stick che perdono o che contengono
sostanze tossiche
• tieni i cylume attaccati alle bombole e assicurali con un cavetto (evita
di perderli)
• dopo l'immersioni, getta i cylumne nei contenitori dei rifiuti
Luci intermittenti (stroboscopiche)
Sono luci che si accendono ad intermittenza, contrariamente a quello
che si potrebbe pensare il loro scopo principale è quello di segnalare la
cima dell'ancora o il punto d'uscita (se non coincidono) e non quello di
essere usate come indicatore luminoso individuale in quanto, la loro luce
accecante, procurerebbe un fastidioso accecamento al subacqueo che vi
segue.
Luci di segnalazione a riva
Per le immersioni notturne è consigliabile utilizzare delle luci che aiutino
nelle fasi della vestizione/vestizione e che siano d'aiuto per raggiungere il
punto d'entrata.
Per il rientro è sufficiente disporre due punti luminosi, visibili dall'acqua,
posti in linea retta e perpendicolare alla riva in cui la prima luce è più bassa
della seconda.
Luci di segnalazione in barca
Se l'immersione avviene dalla barca, la stessa si deve attenere alle norme
della navigazione; due luci dovrebbero essere poste in maniera simile alle
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163
Modulo 4
Indicatore luminoso individuale
L'indicatore luminoso individuale può essere sia una luce chimica in stick
(cyalume) sia una luce elettrica, simile alle torcia primarie, solo molto più
piccola.
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luci da riva e ognuna deve aver una fonte d'energia indipendente dalla
fonte d'energia della barca.
Cime
La cime sono un elemento essenziale in caso di visibilità ridotta. Una cima
di risalita e di discesa è molto importante, in quanto il subacqueo non ha il
senso della distanza e dei movimenti cosi come durante le ore diurne. La
cima previene una risalita troppo veloce.
Modulo 4
Perdita del compagno
Sin dal corso di primo livello P1, si è appreso del sistema di coppia, sistema
che, durante le immersioni notturne o con scarsa visibilità deve trovare
la sua massima applicazione, talvolta però, per situazioni particolari, può
verificarsi che i compagni d'immersione si perdano.
Sicuramente è più facile individuarsi di notte, grazie alle lampade
subacquee e all'indicatore luminoso personale che permettono di essere
visibili anche a distanza a secondo del gradi di visibilità dell'acqua.
Come sempre, prima di ogni immersione se devono ripassare le procedure
di perdita del compagno ed adottare alcuni accorgimenti quali:
• copri con la mano il vetro della lampada, evitando di spegnarla ed
accenderla per non danneggiarla
• girari lentamente di 360° per cercare la luce del compagno
• cercalo per un minuto, se non lo trovi torna al punto di uscita risali
normalmente.
Se la procedura è stata discussa con il proprio compagno, ci si ritroverà in
superficie.
164
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Lo scopo di questo, seppur breve trattato, è quello di aiutare il subacqueo
a migliorare le tecniche di controllo della propria galleggiabilità e della sua
posizione in acqua.
Un buon controllo dell'assetto è il miglior biglietto da visita per un
subacqueo; per il rispetto dell'ambiente è necessario ridurre al minimo
il contatto con l'ambiente, mantenendo una determinata quota per tutta
l'immersione senza toccare il fondo o sollevare sedimento.
La pratica in acqua è l'unica a via per migliorarsi.
In questo capitolo parleremo di come la posizione e la configurazione
dell'attrezzatura possono
Influenzare il controllo dell'assetto in acqua.
Saper gestire e sistemare correttamente la zavorra, il GAV e le fruste
provenienti dagli erogatori, le pratiche di rilassamento sono indispensabile
al fine di migliore le tecniche d'immersione per fare meno fatica, stare
più comodi, consumare meno gas, preservare l'attrezzatura e proteggere
l'ambiente.
La zavorra
Come abbiamo appreso, sin dal corso di primo grado, per praticare l'attività
subacquea è spesso necessario utilizzare un sistema di zavorra al fine di
contrastare la spinta positiva dovuta essenzialmente all'impiego delle mute
per subacquei. La quantità di zavorra usata è in funzione del tipo di muta
usata, in quanto maggiore è lo spessore della muta, maggiore sarà la
quantità di zavorra da indossare e in funzione anche del grado di salinità
dell'acqua.
Il sistema migliore è quello di effettuare la verifica della pesata in acqua,
così come è previsto nel corso Prima Stella CMAS-PTA (Open water Diver):
si deve fluttuare con l'acqua a livello degli occhi, senza muovere le mani
e le pinne, con tutto l'equipaggiamento che si deve usare; respirando
dall'erogatore, trattenendo un respiro normale e scaricando il GAV.
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165
Modulo 4
4.3 Assetto
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Se si tende ad affondare, si dovrà gonfiare il GAV e togliere peso dalla
zavorra. Al contrario, invece se si tende a galleggiare, si dovrà aggiungi
peso alla zavorra.
Non sempre però è possibile fare direttamente la pesata, a volte, è
necessario stabilire una quantità di piombo da portare in barca o al punto
d'ingresso dove si dovrà effettuare la prova dell'assetto in acqua.
Al termine della verifica, ricorda di registrare la pesata nel tuo logbook
Modulo 4
La distribuzione dei pesi gioca un ruolo importante per la posizione del
corpo in acqua, ecco alcune prove pratiche:
Con una cintura di zavorra tradizionale o con le tasche, distribuire i pesi
equamente sui fianchi e in avanti in modo tale da controbilanciare con
sistema Integrato nel GAV distribuire equamente i pesi nelle apposite
tasche con una muta umida di spessore elevato o una muta stagna, i pesi
possono essere distribuiti in maniera diversa, utilizzando accessori come
le cavigliere o la giberna (sistema costituito da una cintura con tasche per
i piombi ed un particolare imbrago che serve a distribuire il peso anche
parte superiore del busto).
IL Gas respirato durante l'immersione determina una diminuzione del peso
della bombola, questo diminuzione influenza la galleggiabilità del subacqueo,
per tanto si può prevedere di iniziare l'immersione con una piccola quantità
di peso in più rispetto a quanto previsto dopo la verifica dell'assetto in acqua.
Il GAV
É una parte dell'equipaggiamento, che ci fa assomigliare a dei pesci; infatti
la maggior parte delle specie di pesci sono infatti dotate di una vescica
natatoria, che possiamo considerare un "GAV naturale".
I pesci possono variare il volume della vescica natatoria in modo da trovare
la posizione desiderata, allo stesso modo, un subacqueo può variare il
proprio volume sfruttando il volume di gas" racchiuso nel GAV trovando
l'assetto desiderato.
Usando un'autorespiratore a circuito aperto, anche il volume dei polmoni
può essere usato per controllare la posizione in acqua, facendo ovviamente
attenzione a non trattenere mai il respiro. Per ottenere buoni risultati è
importante fare molta pratica nell'uso del GAV ed utilizzarne uno di taglia
adeguata, in quanto le dimensioni di un GAV sono importanti, sia per la
comodità ma soprattutto anche
per la sicurezza di un subacqueo; se il GAV è troppo piccolo/stretto
potrebbe influire causare problema aulla respirazione e non garantire la
galleggiabilità necessaria.
Viceversa un GAV troppo largo può essere la causa di problemi vari quali
instabilità, a causa dello spostamento dell'aria nel sacco, o l'incapacità di
sorreggere, fuori dall'acqua, la testa del subacqueo durante la sosta in
superficie. Altro fattore di notevole è importanza è la posizione del GAV sulla
bombola in quanto può influire sensibilmente sulla posizione del subacqueo
in acqua.
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Pure Tech Agency
Fare meno fatica in acqua equivale a consumare meno aria e
conseguentemente divertirsi di più e aumentare la personale ed altrui
sicurezza, per ottenere questo è fondamentale avere una forma che sposti
la minor quantità d'acqua possibile ed assumere una posizione, il più
orizzontale possibile durante la progressione.
Le Fruste
É importante configurare con cura il proprio autorespiratore, fissando
le fruste con gli appositi accessori e disponendole in modo che siano il
più possibile vicino al gruppo ARA ed al corpo del subacqueo, fissare le
fruste correttamente aiuta a ridurre l'attrito ed il rischio di impigliamenti e
previene possibili danni all'ambiente sommerso e all'attrezzatura.
Indispensabile effettuare il controllo pre-immersione.
Prima di ogni immersione, il miglior mezzo per
rilassarsi e goderne poi in acqua, è trovare la
giusta
concentrazione
sulla
preparazione
dell'attrezzatura
e
ad
immaginarti
in
immersione.
Sono
sufficienti
pochi
minuti,
prima
dell'immersione, chiudi gli occhi e concentrati
sulla respirazione, cerca di effettuare respiri lenti
e profondi e di visualizzare l'immersione, le varie fasi, la tua attrezzature, il
tuo corpo in acqua, sentiti un tutt'uno con l'elemento acqua, l'ambiente e i
suoi abitanti.
Tecniche in acqua
Per godere ed apprezzare le meraviglie
che ci offre l'ambiente subacqueo, è
importante
muoversi
lentamente,
senza avere fretta, seguendo il proprio
ritmo.
Un'andatura troppo veloce, frenetica,
oltre ad un maggiore impegno fisico
con conseguente maggiore consumo di
gas, non consentirebbe di cogliere tutti
i particolari dell'ambiente.
Il subacqueo che ha la capacità di
controllare il proprio assetto, procedendo con calma, ha il minimo impatto
con l'ambiente sommerso, e ha molte più possibilità di scorgere particolari
che diversamente gli sfuggirebbero. In altro modo, il subacqueo che
pinneggia continuamente per sostenersi (essendo troppo pesante), oltre ad
essere distratto dall'impegno fisico, impatta con le pinne impatta il fondale
sollevando il sedimento che riduce la visibilità.
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Modulo 4
Rilassamento
Pure Tech Agency
Un subacqueo cosciente e ben addestrato deve impegnarsi per affinare
le tecniche subacquee, sistemare correttamente la propria attrezzatura e
rilassarsi.
Prima di ogni immersione, ricorda di verificare la quantità corretta di zavorra.
In superficie, gonfia il GAV e cerca di non agitare le pinne senza motivo, una
volta che hai raggiunto il fondo, presta la massima attenzione e prima di
iniziare a pinneggiare verifica che le pinne non siano vicino al fondo.
La discesa
Modulo 4
Ogni immersione, cosi come hai appreso nel corso! stella CMAS-PTA,
deve iniziare con un punto di riferimento, sia esso una cima, una parete
sommersa o il profilo del fondale.
Con l'addestramento che verrà effettuato in questo corso si apprenderanno
le tecniche per scendere senza avere un contatto fisico con la cima,
direttamente nel blu.
Per sfruttare al meglio questa discesa ed avere sempre il pieno controllo
della situazione è necessario scendere in modo da essere in "hovering"
ad ogni momento della discesa. In questo modo, si avrà la possibilità di
fermarsi in caso di difficoltà nella compensazione, per attendere gli altri
compagni d'immersione o per osservare l'ambiente.
Durante la discesa è fondamentale, con il proprio compagno, aspettarsi,
guardarsi a vicenda, rimanere vicini e allo stesso livello.
In alcune zone particolari, per condizioni di corrente o per regolamenti
locali, le imbarcazioni non possono ancorarsi nel luogo dell'immersione,
questo tipo di immersioni sono definite immersioni in drift o in corrente.
Alla fine dell'immersione i subacquei devono riemergere utilizzando una
cima predisposta nel punto prestabilito.
Questo tipo di d'immersione prevede di entrare in acqua ed iniziare
immediatamente la discesa. In questo caso è importante non perdere di
vista il compagno ed il resto del gruppo, di solito viene effettuata una sosta
a poca profondità e un'altra arrivati sul fondo allo scopo di radunare il
gruppo e continuare l'immersione.
Dopo i controlli in superficie ed aver dato/ricevuto il segnale di ok-giù, si
inizia la discesa scaricando il GAV ed espirando, in questo modo si riduce
anche il volume dei polmoni e si facilita la discesa.
Per controllare la discesa, appena si avverte di avere un certo abbrivio,
si deve iniziare a rimettere aria nel GAV a piccoli colpi, fino a ripristinare
il volume che permetterà di fermarsi in ogni momento della discesa,
semplicemente premendo lievemente il pulsante di carico e utilizzando
correttamente la respirazione.
É fondamentale ascoltare attentamente il briefing della guida e rispettare
le indicazioni.
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Pure Tech Agency
Hovering
Già
durante
la
discesa,
il
subacqueo deve ricercare la
condizione che gli permetta di
rimanere sospeso senza affaticarsi
e senza agitarsi. Il termine
hovering deriva dalla lingua
inglese e significa restare immobile
sopra qualcosa. Il subacqueo che
si appresta a frequentare questo
corso, già fatto pratica di hovering
nel corso precedente, al termine di
questo corso dovrai riuscire a farlo
per un tempo più lungo e con maggiore naturalezza.
Un assetto neutro, permette al subacqueo di usare al meglio diversi sistemi
di progressione, quali:
1)
2)
3)
4)
pinneggiata
pinneggiata
pinneggiata
pinneggiata
classica con pancia verso il fondo
a rana.
classica, muovendo le gambe solo dal ginocchio in giù
all'indietro
Una volta che si è raggiunto un assetto neutro è possibile spostarsi anche
muovendo le pinne solo con l'articolazione della caviglia.
L'assetto e la respirazione
Per effettuare gli spostamenti minimi necessari, senza variare l'assetto
messo a punto con il GAV, è sufficiente utilizzare correttamente la
respirazione in modo da variare il volume polmonare e di conseguenza
ambiare quota. E? fondamentale di non trattener e il r espiro e scaricar e il
GAV appena si tende a diventar e positivi.
Contatti con il fondo
Il controllo dell'assetto ha un ruolo
importante per il rispetto dell'ambiente,
un subacqueo allenato e preparato a
modo di evitare e ridurre al minimo il
contatto con il fondo.
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169
Modulo 4
Ricorda sempre di respirare continuamente senza mai trattenere il
respiro!" Cerca di rilassarti, continua a respirare e cerca di capire cosa
succede al tuo corpo.
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• mantenere sempre una galleggiabilità neutra
• spostarti da una roccia o dal reef, usa un solo dito, osserva dove
poggiarlo in modo da evitare il contatto con organismi
• adagiarsi lentamente se devi poggiarti sul fondo scegli un punto
sabbioso, senza coralli o altri organismi
• sollevarti dal fondo gonfiando il GAV (come per l'hovering), con le pinne
ferme
• pinneggiare solo dopo aver trovato l'assetto neutro, aver assunto la
posizione orizzontale
Modulo 4
Risalita senza la cima
Quando, per svariati motivi, quali
ad esempio la diminuzione della
scorta di gas i subacquei devono
riemergere p ima del punto
prestabilito, o quando non è
previsto
che
la
barca
sia
ormeggiata, il subacqueo, deve
effettuare una risalita senza la
cima.
Se durante la discesa è necessario
"frenare" la caduta verso il fondo
immettendo gradualmente aria nel
GAV (o nella muta stagna), durante la risalita è invece necessario scaricare
l'aria in eccesso, dal Gav (e dalla muta stagna) in modo da mantenere la
galleggiabilità neutra.
Basta rilassarsi e trovare la giusta concentrazione per "sentire" il
propio peso in acqua e fermare la risalita semplicemente espirando
profondamente.
Controlla gli strumenti in modo da non superare i 10 m al minuto o una
velocità più lenta se così indicato dal computer o dagli strumenti.
In caso di eccesiva velocità, scarica il GAV, ma controlla il profondimetro
per evitare di ritornare verso il fondo.
Raggiunta la quota di 5 metri fermati in hovering per effettuare la sosta di
sicurezza di almeno 3 minuti.
Per riemergere con sicurezza, senza una cima fissa,e anche per regolamenti
locali, si deve utilizzare un segnalatore di superficie cosi come hai appreso
durante il Corso P2 CMAS-PTA
Durante tutte le fasi della risalita non si deve trattenere e il respiro,
rimanare sempr e assieme al compagno e/o al gruppo.
In superficie cerca subito galleggiabilità positiva, gonfiando il GAV con il
pulsante di carico o a bocca, nel caso l'aria della tua bombola sia terminata.
In caso di difficoltà non esitare ad abbandonare la zavorra.
170
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4.4 Navigazione subacquea
Obiettivi:
la navigazione naturale - l'ambiente - i punti di riferimento - l'illuminazione
le bussole - l'uso di una bussola - la rotta - la direzione - tracciare una
rotta
Ogni volta che percorriamo una strada, sia a piedi che con un mezzo di
locomozione, lo facciamo utilizzando la navigazione naturale.
Questo perché conosciamo quali sono i punti di riferimento che segnalano
i luoghi importanti da tenere presente, ad esempio una casa con un colore
particolare, piuttosto che un albero dalla forma originale ecc ecc.. Lo stesso
sistema lo utilizza anche un subacqueo nuotando da un punto all'altro.
Riconoscendo dei punti di riferimento sul fondale, un subacqueo è in grado
di entrare in acqua da riva, esplorare i luoghi e ritrovare la via del ritorno.
Sott'acqua ricordare determinate caratteristiche
del fondale è un ottimo modo per sapere dove
ci si trova, per sapere dove voltarsi per tornare
indietro o cambiare direzione, per poi
indirizzarsi ad un altro punto di riferimento.
Punti di riferimento artificiali
Oltre a riferimenti naturali, sott'acqua si può
orientare anche con strutture ancorate, galleggianti,
create dall'uomo.
Illuminazione
Altri punti di riferimento utili a guidare le immersioni
di un subacqueo possono essere alcuni tipi di
illuminazioni, sia naturali, quanto artificiali.
Le luci intermittenti fissate sulla cima dell'ancora,
in caso di visibilità limitata o durante immersioni
notturne. Le luci artificiali di solito vengono
posizionate a riva e servono per indicare i punti di
uscita.
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171
Modulo 4
Punti di riferimento naturali
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Le fonti naturali di luce sono il sole e la luna. La posizione della luna è
d'aiuto per orientarsi notte. Durante il giorno invece la direzione dei raggi
solari indicherà la direzione in cui si sta pinneggiando.
Modulo 4
Composizione del fondo
La composizione del fondale marino può essere di grande aiuto durante le
immersioni. In quelle effettuate da riva, può essere roccioso o sabbioso,
può declinare più o rapidamente.
Le increspature della sabbia, sono un'altra caratteristica importante che
può aiutare, infatti dove c'è azione delle onde, le increspature della sabbia
sono parallele alla riva.
Orientamento
Quando
si
utilizzano
le
caratteristiche del terreno
ed i punti di riferimento
per orientarsi è necessario
annotarle in anticipo, quando
si è in superficie, a riva o sulla
barca.
In genere queste informazioni,
vengono
fornite
durante
il briefing, occorre quindi
prestare molta attenzione in
questo fase. Se ci si immerge
per la prima volta, nel luogo prescelto, un subacqueo avanzato deve avere
tutte le informazioni necessarie prima di immergersi.
Prima di entrare in acqua, ci si deve orientare mentre si è ancora in
superficie; se ci si immerge da riva, ci si deve segnare ogni punto di
riferimento che può essere.
Se si utilizza una barca, la cima di discesa è il punto di riferimento
essenziale, una volta raggiunto il fondo, ci si orienta facendo particolare
attenzione alla direzione della corrente (attenzione che deve essere
utilizzata anche in superficie), alle caratteristiche morfologiche intorno alla
cima dell'ancora ed altri eventuali punti o caratteristiche del terreno.
Qual'ora non ve ne fossero, è necessario crearseli, utilizzando dei
sassi, posizionando una luce fissa o piccoli galleggianti; nel fare ciò è
indispensabile non recare alcun danno all'ambiente.
Nel caso ci si sia persi durante l'immersione, non si hanno molte possibilità,
si deve indietreggiare sino all'ultimo punto di riferimento che si ricorda e
che si riconosce.
Si può ritornare anche alla quota della profondità di partenza, considera
che una riemersione per orientarsi, non sempre è possibile, specie in
un'immersione profonda, e potrebbe essere anche pericolosa in caso di
presenza di natanti in superficie.
La pratica e la pianificazione di un immersione, sono elementi essenziali, ai
quali non si può prescindere, tra cui la conoscenza dei punti di riferimento
naturali, cosi come l'abbinamento dell'uso di una bussola subacquea in
caso di visibilità ridotta o per la perdita di punti di riferimento.
172
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La bussola
La bussola è uno strumento antico, alcune fonti
riportano che sia stata inventata nel 2500 a.C. in
Cina.
In termine molto pratici, questo vuole
significare che un subacqueo, usando una
bussola, deve tenere a mente il Polo Nord
reale, non quello magnetico. Immergendosi
per brevi distanze, la differenza è praticamente
insignificante, ma più ci si allontana più questa
differenza diventa importante.
Per chi naviga, per chi va in montagna o per
chi vola, le bussole devono essere tarate per
un uso specifico.
Sulle mappe, le informazioni per l'uso della bussola, sono contenute nel
diagramma di declinazione, che mostra la relazione angolare tra il vero
Nord magnetico e il Nord geografico.
La Rosa della bussola
I punti principali direzionali sono: Nord Sud - Ovest - Est, e sono definiti i punti
cardinali.
La bussola è divisa in 360° e ciò fu fatto
in relazione al fatto che fu provato che la
terra fosse rotonda e dividendo in parti
uguali un cerchio, il suo Equatore. Prima
la bussola era divisa nei 32 punti usati
dai marinai. Mettendo insieme questi due
riferimenti direzionali avremo le tradizionali
16 direzioni della bussola. Questi punti
di riferimento indicati sul quadrante della
bussola si chiamano "Rosa della bussola". Il nord è indicato con 0° o 360°,
l'Est con 90°, il Sud con 180° e l'Ovest con 280°.
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173
Modulo 4
Funzionamento
La bussola non è altro che una scatola con un ago magnetizzato che punta
sempre verso il Nord magnetico.
La terra è come un grosso magnete; con un Polo al Nord e l'altro al Sud. La
magnitudo del Polo Nord, che attira l'ago della bussola, non coincide però
con il Polo Nord geografico.
Il Polo Nord magnetico è localizzato a circa 1600 km a sud del Polo Nord
geografico vicino all'isola di Bathurst sulle coste a nord del Canada.
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Modulo 4
Latitudine e Longitudine
L'equatore è una linea immaginaria che
divide la terra orizzontalmente in emisfero
superiore e inferiore. La Latitudine di
questa linea è sempre 0.
Il pianeta è anche diviso verticalmente
da linee longitudinali. La Longitudine
0 passa per Greenwich in Inghilterra.
Questa divisione permette ai naviganti,
siano terrestri o marittimi di determinare
dove si trovano. Tutte le bussole ad uso
subacqueo, hanno delle caratteristiche
fondamentali comuni che sono l'ago
magnetico, l'indicazione dei gradi e la linea
Lubber (linea di fede). La cassa della bussola contiene generalmente del
liquido, in modo tale che l'ago può galleggiare liberamente.
La qualità delle bussole subacquee
Una bussola subacquea di qualità deve
avere anche una corona esterna girevole,
a seconda del modello, che può ruotare
sia sulla scala dell'indice sia sulla scala dei
gradi. Essa deve avere anche un indicatore
che è rappresentato da una linea (linea di
fede), una freccia o una serie di barre.
L'indicatore è allineato con la freccia
del Nord per mantenere una direzione
costante. Un marcatore bidirezionale
permette al sub di capire immediatamente
quale è il campo opposto. L'indicatore di
rotta reciproca è a 180° rispetto all'indice.
Altre caratteristiche di una bussola possono includere un quadrante
luminoso o una cassa riempita d'olio.
Uso della bussola
Prima di usare la bussola in acqua, il tuo Istruttore CMAS-PTA, ti dimostrerà
come si usa sulla terraferma; si procederà selezionando un punto, puntare
la bussola di fronte sino a che la linea di fede si allinea con li direzione in
cui procedere.
Il numero più vicino alla linea di fede e la direzione in gradi, procedendo,
mantenendo la cifra sulla linea di fede, si arriverà al punto designato.
Direzione
La direzione è il termine usato per indicare la direzione in cui un subacqueo
si muove rispetto ad un dato punto. Ad esempio, muoversi per 150 m al
Nord dal pontile equivale a dire muoversi per 150 m per 360° dal pontile.
174
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Rotta
Il termine Rotta è il termine usato per indicare la direzione verso la quale
il sub nuota per raggiungere un obiettivo. Questa viene indicata in gradi e
letta sulla bussola. Se ci si sta dirigendo a 360 gradi e si vede un oggetto
o un punto interessante in cui dirigersi, si punterà la bussola verso quel
punto; guardando il quadrante laterale, la linea di fede sarà giusto alla
sommità del numero. Quel numero è la rotta che devi seguire dal punto in
cui ti trovi per raggiungere l'altro punto scelto.
Una volta che si è stabilito la direzione, si deve tenere la bussola in
posizione orizzontale, viceversa l'ago potrebbe toccare la superficie della
cassa e non dare una lettura accurata o corretta.
La posizione del corpo, ha un ulteriore importanza, il subacqueo deve
allineare il proprio corpo in maniera tale che stia diritto e pinneggiare
tenendo la bussola in linea retta.
Usando una bussola da polso, la posizione delle braccia diventa importante,
il braccio con la bussola deve essere piegato e tenuto fermo con l'altro
braccio.
Il braccio senza bussola deve essere tenuto dritto in avanti e di fronte. In
questo modo la bussola sarà allineata con la linea mediano del corpo.
Possiamo anche togliere la bussola dal polso e tenerla fra le mani in
posizione centrale.
Se la bussola è a lettura laterale estendere le braccia in avanti, mentre se
è a lettura dall'alto o montata in console portare le braccia leggermente
avanti con i gomiti piegati contro i lati della cassa toracica.
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175
Modulo 4
Utilizzo della bussola per stabilire una rotta
Dopo aver puntato la bussola nella direzione in ci si dirige o ci si trovi, se
deve dare tempo all'ago di oscillare. Non appena l'ago smette di muoversi,
si deve allineare il marcatore sull'ago che indica il Nord. Per mantenere
questa direzione, occorre osservare l'ago ed assicurarsi che sia allineato
con il marcatore di indice. La linea di fede deve essere mantenuta
allineata con la direzione. Se si utilizza una bussola con lettura laterale,
quest'operazione è più facile; con essa si allineerà il numero di gradi
appropriato con le linea di fede che appare nella finestra. Ora siamo in
grado di conoscere la direzione in gradi.
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Per eventuali correzioni di variazioni di direzione, ricordiamoci di spostare
tutto il corpo, in asse con la linea di fede della bussola, e non effettuare
correzioni con il solo spostamento della bussola.
L'uso della bussola è un'attività di squadra, mentre un
membro del team utilizza la bussola, l'altro deve
osservarlo per verificare che sia mantenuta la profondità,
i punti di riferimento ed eventuali ostacoli.
Modulo 4
Tracciare una rotta reciproca
Una volta che si è raggiunto l'obiettivo desiderato,
si dovrà fare ritorno al punto di partenza. In caso di
immersioni poco profonde, si potrà anche riemergere e
orientarsi, ma con la navigazione è più facile tracciare
una rotte reciproca.
Per ottenere questo,si deve sapere qual'era la direzione
originale, poi è solo questione di sommare o sottrarre
180° per trovare la rotta reciproca o di ritorno.
Se la direzione era maggiore di 180° si deve sottrarre
180 dalla direzione per trovare la rotta di ritorno. Se la
direzione era meno di 180 si deve aggiungere 180.
Se la direzione era di 180° a Sud, per tracciare la rotta di ritorno si deve
aggiungere 180 e il risultato sarà 360° a Nord (si può anche sottrarre 180°
ed avere un risultato di 0°; anche in questo caso sarebbe in direzione Nord)
Per impostare la bussola sulla direzione reciproca, si deve ruotare il
marcatore dell'indice a 180°, la rotta di ritorno segnata sarà adesso dove si
trovava l'indice prima che fosse stato modificato.
La posizione a Nord della freccia punterà sul segno della rotta di ritorno; si
dovrà ruotare sul corpo fino a che la freccia del Nord punterà il marcatore.
Applicazione pratica navigazione naturale e bussola
Maggiore è la conoscenza del luogo d'immersione, più facile sarà utilizzare
la navigazione naturale, ciò nonostante se si desidera esplorare punti poco
conosciuti o s'intende tracciare una mappa del fondale, ad esempio da
parte di una guida subacquea per poter effettuare in seguito il suo briefing,
sarà necessario fare ricorso non solo alla navigazione naturale ma anche a
quella con la bussola.
176
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Come applicare la navigazione naturale a quella con la bussola
Se ci s'immerge in luoghi conosciuti, si potrebbe pensare di non utilizzare
una bussola, ma se si conosce la direzione del punto di entrata e di uscita e
la direzione dei luoghi di interesse potrà essere di aiuto nel caso ci si possa
perdere.
Mentre ci si dirige verso il punto d'ingresso per l'immersione usa la bussola
per stabilire la direzione, in questo modo quando si traccia la rotta di
ritorno si conoscerà la direzione generale sia della barca di appoggio sia
della riva.
Rilevamento da mare con triangolazione
La bussola subacquea può essere usata anche in superficie ed utilizzare la
navigazione naturale per individuare eventuali siti preferiti. Le illustrazioni
a lato, indicano come si effettuano delle triangolazioni con dei punti di
riferimento, punti che possono essere presi da mare e che possono essere
mantenuti con l'ausilio della bussola.
La misurazione del tempo
Per determinare il tempo necessario ad effettuare un determinato percorso,
si ha bisogno di un tratto lineare misurato e di un cronometro o di un
misuratore di tempo. Una volta tracciata la linea, il compagno, o gli altri
componenti del team, iniziano a pinneggiare lungo di essa, ad un ritmo
normale. Un componente si dovrà concentrare sul tempo, rimanendo lungo
la linea, un altro invece dovrà prestare attenzione alla sicurezza.
Quando si raggiunge la fine del tratto segnato si ha la durata del tempo.
Lo stesso subacqueo poi effettua il percorso inverso pinneggiando verso il
punto da cui si è partiti, cronometrando.
Si farà la media dei due tempi ottenuti; il risultato rappresenta la media o
la quantità approssimativa di tempo che si impiega per pinneggiare su una
certa distanza. Per facilitare il calcolo si usa spesso una distanza di 30 metri.
Il calcolo delle pinneggiate
Un ulteriore facile metodo per calcolare le distanze sulla stessa linea misurata
è contare i cicli di pinneggiata. É simile al calcolo delle distanze terrestri,
quando contiamo i passi.Sott'acqua invece si deve contare ogni volta che il
piede sinistro raggiunge la parte più alta del colpo della pinneggiata.
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177
Modulo 4
Triangolazione di un punto amare
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Un sub nuota per 30 metri sulla linea ed impiega 38 cicli di pinneggiata
per percorrerla, al ritorno ne mette 39. Quindi circa 0,76 metri per ciclo
di pinneggiata. Sapendo questo, si ha a disposizione due metodi facili ed
efficaci per determinare la distanza da diversi punti.
Al valore della rotta si deve aggiungere o sottrarre l'angolo
della svolta, se si deve girare a destra o a sinistra
Percorsi rettilinei
Nei percorsi rettilinei, una volta giunti alla punto prestabilito, si dovrà
impostare sulla bussola la rotta reciproca, per effettuare il percorso di
ritorno. Per trovare la rotta reciproca si deve aggiungere o togliere 180°
dal valore della rotta di andata, se questa è rispettivamente inferiore o
superiore a 180°.
-
-
Rotta 320°
A
Percorso rettilineo
B
Rotta 140°
Tecniche semplici di ricerca
Ora che abbiamo appreso l'uso della bussola e la misurazione della distanza
abbiamo gli strumenti per eseguire delle semplici ricerche subacquee
utilizzando al tecnica delle figure geometriche (quadrati - triangoli).
Quadrato
Come ben sappiamo, un quadrato è una figura geometrica avente i suoi
quattro lati della stessa lunghezza; questo significa che gli angoli del
quadrato hanno 90°. In una bussola ce ne sono 360, quindi per fare un
quadrato si dovrà pinneggiare per 4 tratti differenti della rotta girando a
90° alla fine di ogni tratto misurato. Sommati i 4 tratti si avrà 360° e il
subacqueo si ritroverà al punto di partenza.
A
D
178
Rotta 60°
B
Rotta 150°
Percorso a quadrilatero con svolte a destra:
Percorso del lato AB con rotta di 60°.
Percorso lato BC.
Nuova rotta 60°+90°=150°.
Percorso lato CD.
Nuova rotta 150°+90°=240°.
Percorso lato DA.
Nuova rotta 240°+90°=330°
Rotta 330°
Modulo 4
-
Percorso A-B, con rotta di
320°
Sottrarre 180° e si avrà una
rotta reciproca di 140°, per il
percorso inverso da B a A.
Girare la ghiera fino a far
coincidere il valore di 140°
con la linea di fede.
Ruotare su se stessi fino a
riallineare l'ago ed iniziare il
percorso di ritorno.
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Rotta 240°
C
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Triangolo
Un'altra semplice figura da eseguire è quella a 3 lati o triangolare. Questa
verrà eseguita allo stemmo modo della quadrangolare, salvo per il fatto
che i lati sono tre.
Pertanto l'angolo sarà più molto più ampio; infatti in una figura triangolare,
avente i lati uguali, ogni angolo misurerà 120°, il cui totale sarà sempre di 360°.
A
Percorso a triangolo con svolte a sinistra:
Percorso del lato AB con rotta di 260°.
Percorso lato BC.
Nuova rotta 260°-120°=140°.
Percorso lato CA.
Nuova rotta 140°-120°=20°.
Rotta 20°
Rotta 260°
B
C
Rotta 130°
Rotta 130°
C
B
Rotta 220°
Ostacolo
Rotta 40°
A
Rotta 130°
Superamento
di
un
ostacolo
Un ostacolo può essere
superato passandogli sopra
o aggirandolo, la scelta è
subordinata, ovviamente, alle
dimensioni dell'ostacolo.
Risulta molto più comodo e
facile passare sopra l'ostacolo,
tuttavia è fattibile solo quando
la risalita di quota è limitata
a pochi metri, 1 o 3 metri al
massimo, ma è assolutamente
sconsigliato attuare questa
procedura
per
superare
ostacoli che impongono risalite
di quota superiori.
Per aggirare un ostacolo e riuscire a mantenere il percorso originale, si
deve effettuare una svolta di 90°, a destra o a sinistra, e pinneggiare fino a
superare l'ostacolo per la sua larghezza, rilevando questa ulteriore distanza
percorsa. A questo punto si svolta sempre di 90°, ma dal lato opposto alla
prima svolta, e si supera l'ostacolo per la sua lunghezza, per poi girare
nuovamente per la stessa parte e percorrere un tragitto pari a quello
occorso per superare l'ostacolo per la sua larghezza. Se sono stati effettuati
i calcoli correttamente, ci si troverà dalla parte opposta dell'ostacolo.
L'ultima svolta dovrà essere di 90° per ritrovarsi nella direzione originale.
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179
Modulo 4
Rotta 140°
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Modulo 4
Tracciare una mappa del luogo d'immersione
Usando le tecniche sino ad ora apprese, è possibile tracciare delle mappe
dettagliate. Per fare ciò, si dovrà usare un profondimetro (computer
subacqueo), un manometro, una lavagna subacquea, una bussola ed un
compagno d'immersione paziente.
Se si vuole tracciare una mappa di una zona d'immersione, sarà utile
che essa sia di piccole dimensioni piuttosto che di zone estese. Le rotte
possono iniziare con un singolo punto d'ingresso o con più di uno. Possono
indicare le direzioni dalla riva e/o da oggetti sommersi per raggiungere altri
punti, per maggiore precisione dovrà essere indicata anche la profondità.
Percorrendo le distanze, indicando le profondità ed le direzioni della bussole
ogni subacqueo, con una buona conoscenza della navigazione subacquea
sarà in grado di tracciare la mappa del suo luogo d'immersione preferito.
La navigazione subacquea è una tecnica che può essere molto utile in ogni
attività subacquea, essa potrà fornire al subacqueo avanzato maggiore
senso di sicurezza e l'abilità di immergersi in maniera sicura.
180
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4.5 Immersione in altitudine
Una immersione in quota è un tipo di immersione che si svolge ad un'altitudine
differente da quella che si svolge normalmente al livello del mare. Questo tipo
d'immersione si differenzia rispetto ad una normale immersione subacquea per
via del fatto che l'altezza, in cui si svolgerà l'immersione, altera la durata delle
soste effettuate dal subacqueo.
In altitudine cambiano le condizioni fisiologiche dell'organismo umano e questi
cambiamenti sono attribuiti alla differenza di pressione esistente tra il livello
del mare e la quota del luogo scelto per l'immersione. Queste condizioni
impongono ai subacquei di essere fisicamente allenati, psicologicamente
preparati al freddo e conoscere le indispensabili nozioni di fisica e tecniche.
Modulo 4
Vengono considerate immersioni in
altitudine, tutte quelle immersioni che
si svolgono ad una quota superiore ai
300 m.s.l..
Le principali caratteristiche di un'immersione in quota sono:
altitudine: minore pressione atmosferica
conseguenze sulla programmazione
minor temperatura dell'acqua: freddo
conseguenze sull'attrezzatura
acqua dolce: minore
rispetto all'acqua salata
spinta
positiva conseguenze sull'assetto
Pressione atmosferica
Ad alta quota la pressione atmosferica è inferiore rispetto al livello del
mare; decresce infatti di 0.1 bar ogni 1000 metri di altezza.
Saturazione dei tessuti
Dalla legge di Henry:
"Un gas che esercita una pressione sulla superficie di un liquido,
vi entra in soluzione finché avrà raggiunto in quel liquido la stessa
pressione che esercita sopra di esso".
Effettuando la stessa immersione al livello del mare la pressione non sarà
comunque la stessa, e i tessuti del corpo non saranno saturati dai gas nello
stesso modo.
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181
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In particolare in quota, già prima dell'immersione, ci sarà già un maggior
grado di saturazione da azoto rispetto che a livello del mare.
Le normali tabelle di decompressione, che si basano sulla pressione a
livello del mare, devono essere adottate alle immersioni in quota. Se non
si sono effettuate immersioni in mare nelle ultime ore, e si considera che
l'organismo si trova in stato normale; il coefficiente di saturazione d'Azoto
sarà uguale a 1 al momento della partenza per il lago di montagna. Una
volta arrivati in loco, dopo un breve viaggio, l'organismo non avrà avuto il
tempo di liberare tanto gas quanto basta per ristabilire lo stato di saturazione
in rapporto alla nuova, diminuita pressione; ci si troverà pertanto in uno
stato di sovra saturazione e il coefficiente sarà superiore a 1.
Modulo 4
A questo punto vi sono due possibilità per effettuare l'immersione:
a) aspettare che lo stato di saturazione si riequilibri, tenendo conto
che sono necessarie 48 ore per una desaturazione completa,
in modo tale che il coefficiente ritorni ad essere uguale ad 1 e
permetta di considerare l'immersione che si sta per effettuare come
un'immersione singola (ma sempre in altitudine)
b) effettuare subito l'immersione, considerando lo stato di sovra
saturazione in cui il subacqueo si trova, e quindi considerarla come
un'immersione successiva
Utilizzo delle tabelle di decompressione
Si può notare che la pressione è differente. La desaturazione dai gas è direttamente
proporzionale all'aumento della pressione a alla durata dell'esposizione.
Come sappiamo,e tabelle di decompressione sono previste per un uso in
condizioni normali; in montagna è necessario utilizzare tabelle con una
profondità cosiddetta equivalente.
Ad esempio per un'immersione subacquea a 40 metri di profondità a 2000
metri si dovrà considerare una immersione equivalente di 50 metri di
profondità per la stessa durata.
Profondità equivalente =
Profondità reale x Profondità altitudine
Profondità livello mare
Per immergersi in altitudine si
dovranno considerare due diverse
profondità, una fittizia e una reale.
Il risultato della formula rappresenta
la profondità che si dovrebbe
raggiungere in mare per avere gli
stessi effetti di saturazione ai quali
l'organismo umano sarà sottoposto.
Naturalmente, la tappa di sicurezza
prevista a 5 metri, e le eventuali
182
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tappe di decompressione se certificati per poterle eseguire, dovrà essere
adattata moltiplicando la profondità fittizia della tappa per il coefficiente
fittizio di altitudine
La profondità fittizia è quella che dovremo utilizzare per i calcoli di
decompressione, la profondità reale sarà considerata per il consumo d'aria
e come profondità effettivamente raggiunta.
Fenomeni correlati alle immersioni in altitudine
Un sub che abbia già concluso la sua immersione, al livello del mare, da
oltre 12 ore, si troverà in uno stato di saturazione normale, cioè il suo
coefficiente di saturazione sarà uguale ad 1.
Se decide di effettuare un immersione i in altitudine, spostandosi
rapidamente sul luogo d'immersione, il suo organismo non avrà avuto il
tempo necessario per liberarsi dall'azoto formatosi dalla nuova diminuzione
di pressione,si troverà quindi in uno stato di sovra saturazione cioè il suo
coefficiente di saturazione sarà superiore al valore normale di 1.
Profondità
Mare
Lago a 2000 metri di altezza
superficie
1 bar
0.8 bar
-10 m
2 bar
1.8 bar
-40 m
5 bar
4.8 bar
-50 m
6 bar
5.8 bar
3000 m
2000 m
1000 m
100 m
Modulo 4
Per poter usare delle tabelle di decompressione bisognerà adattare i loro
valori a quelli imposti dalla nuova pressione ambiente
0,7 bar
0,8 bar
0,9 bar
1 bar
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Strumentazione
I profondimetri, a seconda del modello, possono o meno fornire falsi dati
in immersioni in quota. I moderni computer subacquei prevedono specifici
programmi o funzioni per gestire le immersioni in quota.
Modulo 4
Riassumendo quanto esposto, possiamo affermare che le immersioni in
quota non devo essere preso troppo alle leggera ed è necessario pertanto
effettuare una attenta e corretta pianificazione. Quando si arriva sul luogo
dell'immersione, occorrerà evitare al massimo gli sforzi fisici, in quanto in
altitudine la pressione parziale dell'Ossigeno nell'aria respirata è più bassa
che a livello del mare.
Un'ulteriore difficoltà è rappresentata dalla bassa temperatura dell'acqua e
dell'aria; se questo tipo d'immersione viene effettuata nel periodo estivo,
non vi sono particolari di freddo, ma nel periodo invernale la situazione
cambia decisamente a causa del notevole sbalzo termico, si deve
considerare la permanenza in acqua, ma soprattutto l'uscita con possibili
problemi di ipotermia.
Per ovviare a questi inconvenienti si può ovviare utilizzando un'adeguata
muta stagna.
Una particolare cura va posta all'uso dell'autorespiratore, in particolar modo
agli erogatori, che dovranno essere o già predisposti, oppure preparati
presso un centro specializzato, all'uso in acque fredde.
Ulteriori consigli prevedono di non lavare la maschera prima dell'immersione
per non far formare del ghiaccio, la maschera non va tenuta indossata
troppo a lungo perché anche il vapore provocato dalla respirazione
potrebbe gelare. Per lo stesso motivo non si deve sostare in superficie,
in quanto se l'erogatore si bagna, c'è il rischio che si formi del ghiaccio
all'interno del primo stadio, con il rischio di un blocco dell'erogatore o con
un'erogazione continua; pertanto è necessario subito non appena si avrà
l'ok dal compagno, dare il via all'immersione.
Aggigiorno, per immergersi in altitudine, i rischi sono ridotti al minimo,
poiché è possibile disporre di una gran varietà di attrezzature sicure, ma
non bisogna mai dimenticare di avere un corretto approccio e prudenza.
184
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MODULO 5
Nozioni di salvamento e
salvataggio subacqueo
Panoramica
Introduzione
Esigense ed attidudini richieste nell'attività di salvamento
Prevenzione e autosoccorso
Stress
Gestione delle emergenze e soccorso subacqueo
Scenari
Modulo 5
•
•
•
•
•
•
Obiettivi
Al termine di questo modulo saremo in grado di:
•
•
Apprendere le procedure per la gestione degli incidenti e le pratiche
per il soccorso in immersione
Adottare comportamenti più consapevoli e corretti per prevenire
possibili incidenti
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
185
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Introduzione
Modulo 5
Il livello P2 PTA-CMAS include argomenti basilari per la formazione di un
subacqueo avanzato, al fine di approfondire le sue conoscenze ed affinare
la propria esperienza. Per tale ragione, acquisire nozioni di salvamento e
gestione delle emergenze diventa un fattore imprescindibile per svolgere
le immersioni subacquee in modo sicuro e responsabile, oltre ad essere un
pre-requisito per accedere al corso di livello superiore.
Tuttavia, non costituisce un corso di salvamento vero e proprio, il quale
addestramento richiede una preparazione più elevata e specifica, pertanto
non si è abilitati come soccorritori di salvataggio subacqueo, ma semplici
conoscitori delle tecniche di prevenzione e sicurezza da applicare in modo
efficace.
In questa lezione il subacqueo impara ad utilizzare le abilità in parte
già acquisite nel P1, in materia di prevenzione dei problemi e gestione
delle emergenze, preparandosi ad affrontare situazioni di emergenza
più complesse ed applicare tecniche di intervento diretto per assistere i
compagni in caso di emergenza.
Principi ed Obiettivi
Uno dei principi su cui si basa tale addestramento al salvamento parte dal
criterio secondo cui non esiste un unico modo per portare a termine un
compito, n’è un modo “giusto” per effettuare un salvataggio, ma piuttosto
molteplici possibilità e risorse che il subacqueo soccorritore deve vagliare e
alle quali può attingere in base alla situazione.
L’addestramento consente un approccio teorico flessibile al salvataggio,
tenendo in considerazione le proprie esigenze e caratteristiche personali.
Lo sviluppo ed il conseguente consolidamento delle abilità, permettono
al subacqueo di imparare a disporre adeguatamente delle proprie forze,
riconoscere i propri limiti e tenerli presenti in situazioni di emergenza,
pensando prima alle risorse disponibili per gestire un’emergenza e poi agire
scegliendo il metodo ritenuto migliore per la situazione.
186
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
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Panoramica degli argomenti
Le nozioni necessarie per avere una conoscenza di base riguardano:
Esigenze ed attitudini richieste nell’Attività di Salvamento
Prevenzione ed Autosoccorso
Lo Stress
Gestione delle Emergenze e Soccorso Subacqueo
Scenari
La causa più comune di un’emergenza subacquea è da attribuire ad un
“errore di valutazione”.
Un’emergenza può capitare a chiunque in acqua o nelle vicinanze, e può
non dipendere dal fatto di essere o meno un buon subacqueo. Possono
verificarsi dei problemi senza preavvisi, dovuti a condizioni mediche
particolari, oppure per cambiamenti improvvisi dell’ambiente, o qualsiasi
altro imprevisto ragionevolmente impossibile da prevedere.
Tuttavia, pianificare un’immersione in parte significa anche valutare i rischi
in cui ci si può imbattere. E spesso, certe considerazioni inizialmente non
sono neanche visti come potenziali rischi. Per esempio, un subacqueo può
aver scelto di partecipare ad attività subacquee troppo impegnative per
la propria esperienza e formazione, oppure prendere decisioni avventate
durante un’immersione, tralasciare i controlli di sicurezza dell’attrezzatura
o non seguire il piano base d’immersione.
Identificare gli errori di valutazione può dare al subacqueo la possibilità
di intervenire prima che l’inconveniente si trasformi in un incidente.
Riconoscere la causa di un incidente poi è importante in modo da non
ripetere il medesimo errore.
Vi sono alcune considerazioni importanti da fare prima di tentare un
soccorso in acqua.
Innanzitutto è fondamentale sapere quale
comportamento assumere per aiutare gli
altri in acqua, essendo consapevoli che
agire in sicurezza riduce il rischio di
trasformare il soccorritore in un’altra
vittima.
Nel caso di un subacqueo in superficie, è
possibile valutare la necessità di entrare
in acqua o meno, ed eventualmente
prestare soccorso con un ausilio (cima
o pertica, per esempio) oppure da una
barca. Se è richiesto un salvataggio in
acqua, bisogna verificare se si dispone
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187
Modulo 5
5.1 Esigenze ed attitudini richieste
nell’Attività di Salvamento
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dell’attrezzatura e predisposizione necessari a garantire prima la propria
sicurezza e poi quello della vittima, nel contesto della situazione creatasi.
E non di meno, valutare se vi sono ragionevoli possibilità di portare a
termine il salvataggio con successo, senza incorrere problemi per se stessi.
5.2 Prevenzione ed Autosoccorso
L’autosoccorso
“Prima di tutto, bada a te stesso” – è la regola base dell’autosoccorso.
Per essere capaci ad aiutare gli altri, bisogna star lontani da situazioni a
rischio, e nel caso in cui ci si debba trovare, è necessario prima di tutto
tutelare se stessi.
Modulo 5
Al fine di potenziare le abilità di autosoccorso, è necessaria una
preparazione che implica tre aspetti:
Fisica: riguarda la salute, una dieta adeguata e di essere in buona forma,
che permette di affrontare il carico di impegno fisico richiesto in situazioni
particolari.
Psicologica: sentirsi sicuri e a proprio agio durante un’immersione, una
“forma mentis” che scaturisce dall’abitudine di effettuare immersioni nel
rispetto dei limiti consentiti dal proprio allenamento e dell’esperienza
acquisita.
Attrezzatura: preparazione ed utilizzo della stessa, controllo e
manutenzione, sia quella subacquea che quella di emergenza.
Autocoscienza: Conoscersi significa sapere avvertire in se stessi, se c’è
qualcosa che non va.
Nel caso in cui ci si imbattesse in un problema già sorto, è necessario
attivare un autosoccorso supportato da azioni appropriate per arrivare ad
una soluzione.
La procedura da attuare è:
FERMA ➡ RESPIRA ➡ PENSA ➡ AGISCI
Fermare ogni attività, per permettere di riprendere la respirazione
Riprendere il respiro, in modo da tranquillizzarsi e respirare normalmente
Pensare, per analizzare il problema e pianificare le possibili azioni adatte a
risolverlo
Agire ed intraprendere azioni logiche piuttosto che agire avventatamente
Successivamente, va identificato il problema ed immaginare quali possano
essere le risposte risolutive per compiere rapidamente le scelte giuste.
Per tenersi sempre aggiornati e pronti, è necessario esercitarsi nelle
procedure di emergenza con una certa frequenza; e comunque, in caso di
emergenza, bisogna concentrarsi su “cosa fare” e non cercare di ricordarsi
“come si fa”.
188
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In caso di problemi, vi sono almeno cinque abilità che consentono di
perfezionare le capacità di auto-salvamento:
Il controllo del galleggiamento: un buon assetto serve ad evitare di agitarsi
per mantenere la posizione, sia un superficie che sott’acqua.
Saper risolvere un crampo: evita che il dolore possa aumentare fino a
inibire ogni azione.
avere sempre la scorta d’aria sufficiente: la gestione dell’esaurimento
dell’aria prevede varie procedure di risalita di emergenza. È necessario
disporre di una fonte d’aria alternativa indipendente.
Controllo adeguato delle vie respiratorie: permette di respirare dal proprio
erogatore o snorkel nonostante la presenza di piccole quantità d’acqua,
evitando il soffocamento.
essere in grado di gestire le vertigini: affrontate correttamente evita che
diventino un grosso problema, in quanto fanno perdere il senso di equilibrio
ed orientamento e possono causare stress sotto forma di nausera.
……
Prevenzione
Inizialmente effettuare una manutenzione su tutta l’attrezzatura riduce
la probabilità che si manifestino disfunzioni. Questo include anche un
controllo pre-immersione, che permette di individuare eventuali problemi
che possono insorgere una volta entrati in acqua.
Nella pianificazione, pensare o immaginare eventuali problemi diventa
parte integrante, in quanto, come già detto prima, va inclusa la valutazione
del rischio. Pensare anticipatamente ai problemi che potrebbero sorgere
durante l’immersione che si intende effettuare, permette di modificare il
piano o le procedure in modo da poterli evitare.
Non vanno ignorati neanche i piccoli inconvenienti, perché è statisticamente
provato che la maggior parte degli incidenti gravi derivano proprio dai
piccoli problemi, che inizialmente ignorati, sono diventati responsabili
di situazioni a rischio. Il riconoscimento dei problemi è una della abilità
richieste per l’autosoccorso.
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189
Modulo 5
Il miglior autosoccorso consiste nel rimanere lontani da situazioni
problematiche.
La maggior parte degli incidenti subacquei inizia prima dell’immersione; la
maggior parte dei problemi subacquei avviene in superficie.
Pertanto, nello svolgere un’immersione, vi sono determinate procedure che
consentono di prevenire la maggior parte dei problemi.
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5.3 Lo Stress
Con il termine “stress” si intende una tensione fisica o mentale che
determina a sua volta dei cambiamenti fisici, chimici ed emotivi.
Propriamente, significa “sforzo, spinta”.
Esso può produrre reazioni sia
positive (come energia in una
competizione), o spaventarsi
quando ci si imbatte in qualcosa
che si teme, distinguendo lo
stress in positivo , di livello
basso, con uno stato ottimale
che facilita la concentrazione e
l’applicazione ad un compito da
svolgere ma tenendo uno stato
di vigilanza, e in negativo,
condizione in cui non ci si sente
a proprio agio.
Modulo 5
Dinamica dello stress
Gli aspetti fondamentali di una situazione di stress si sviluppano
generalmente nella seguente maniera:
Causa Iniziale (un incidente, un pensiero, un’immagine, paura o
percezione)
Predisposizione del subacqueo a subire lo stress
Reazione allo stress, comportamento e modi di agire in risposta alla causa
Cause dello stress
Lo stress può essere di carattere fisico o psichico, ma spesso i fattori che lo
determinano posso essere comuni.
In genere, lo stress fisico è causato da:
condizioni ambientali: freddo o caldo, mare mosso, meteo, disagi causati
dall’attrezzatura, ecc.
condizioni fisiche del subacqueo stesso: stanchezza, difficoltà di
compensazione, indisposizione personale, crampi, affaticamento, malattie
o ferite, alcool o droghe, ecc.
Parimenti le condizioni su citate, a seconda della predisposizione della
persona, possono causare anche uno stress psicologico, alimentato da altri
fattori puramente soggettivi e personali. Per esempio, in caso di stanchezza
o affanno, il subacqueo potrebbe temere di non riuscire a rientrare in
barca, o di rimanere senz’aria, oppure se dovesse svolgere dei compiti più
impegnativi (apprensione), potrebbe temere di non riuscire ad affrontarli
(angoscia).
Dunque, lo stress psicologico avviene quando ci si sente minacciati nella
propria sicurezza o benessere.
190
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Altre possibili cause di minaccia psicologica sono anche certe convinzioni
e modi di pensare individuali, che possono riguardare il costo e
l’impegno richiesto dall’immersione, pressione esercitata da altri per non
compromettere la propria immagine, o percezione che il rischio possa
essere maggiore del normale. Tali cause possono essere sia reali che
immaginarie, tuttavia lo stress che ne deriva è sempre molto reale per il
subacqueo che ne sta facendo esperienza, e pertanto da non sottovalutare.
Gli effetti dello stress
Lo stress dunque si innesca quando insorge un problema, e comporta una
risposta fisica e psicologica per risolvere la situazione. In base alla propria
predisposizione, lo stress può renderci ansiosi oppure aiutarci a riconoscere
il problema ed indurci piuttosto a rimuovere questa situazione di disagio.
Ma se non si riesce a reagire, o se le reazioni non risolvono il problema,
l’ansia cresce insieme allo stress, e a seconda dello stato psicologico e della
propria esperienza, ne deriva un successivo comportamento che può ancora
risolvere il problema. Ma se la situazione non cambia, lo stress sfocia in
panico improvviso, e può essere irrazionale ed istintivo, richiedendo così la
necessità di essere soccorsi.
Il panico
Il panico è il momento finale dell’evoluzione (negativa) dell’angoscia e
dell’apprensione in fase ascendente, ovvero, il raggiungimento del limite
critico di gestione dell’immersione nel quale le proprie facoltà d’azione
e reazione sono compromesse e sfuggono al proprio controllo. Esso può
manifestarsi sotto forma di comportamento attivo (azioni scoordinate)
o passivo (non coscienza, mancanza di consapevolezza). Il risultato è
comunque lo stesso: perdita di controllo dell’immersione ed esposizione a
potenziali rischi.
La potenzialità che il panico si manifesti dipende da fattori individuali, come
la capacità più o meno di percepire quanto una situazione sia rischiosa e di
capire fino a che punto una persona ritenga di poter cambiare la situazione.
Più si percepiscono i rischi e l’impossibilità di modificare la situazione,
maggiori saranno le probabilità di andare in panico.
La formazione, sia pure nei limiti dell’esperienza e della disposizione
personale al panico, è il fattore determinante della sua prevenzione.
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Modulo 5
La risposta fisiologica allo stress
Quando il corpo si prepara ad affrontare un intervento di emergenza,
rilascia epinefrina (adrenalina) che aumenta la frequenza respiratoria, ma
ne riduce l’efficienza respirando tramite attrezzatura subacquea. I sintomi
possono assomigliare al soffocamento o alla mancanza d’aria, che possono
a loro volta portare il subacqueo al panico.
In condizioni di stress intenso si può sperimentare una limitazione delle
capacità percettive, ossia una diminuzione della consapevolezza generale
dovuta alla concentrazione su di un problema percepito, o su un solo tipo
di risposta (ma inefficace) al problema in questione. La limitazione delle
capacità impedisce di trovare altre soluzioni di percepire l’insorgenza di
altri potenziali problemi.
Modulo 5
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5.4 Gestione delle Emergenze e Soccorso
Modulo 5
Subacqueo
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Modulo 5
Pure Tech Agency
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Modulo 5
5.5 Scenari
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Modulo 5
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Norme da seguire per un tentativo di rianimazione in
acqua
1 Qualsiasi atto rianimatorio deve essere anticipato dalla messa in sicurezza
del soccorritore e dalla valutazione ABC del soggetto da soccorrere
(vittima)
2 La fase A oltre alla valutazione della scena (Assessment) prevede la
verifica della pervietà delle vie aeree (Air way) con l’esplorazione del
cavo orale per verificare l’assenza di corpi solidi (parti del boccaglio ad
esempio) incluse le protesi dentarie;
3 L’aspetto che determina la necessità di Rianimazione Cardio Polmonare
(RCP) è l’assenza di respiro riscontrata con la manovra del “GAS” (Guarda
– Ascolta – Senti) praticata per 10 secondi;
4 Il protocollo dell’ERC (European Resuscitation Council) stabilisce, tra
l’altro che la sequenza da seguire nella rianimazione di un annegato è:
a. Praticare 5 ventilazioni efficaci;
b. Praticare La RCP per 1 minuto poi chiamare i soccorsi;
5 Quanto stabilito al punto precedente ha lo scopo di far ripartire la
respirazione e che una ventilazione (ossigenazione del sangue) non
combinata con una opportuno massaggio cardiaco che distribuisce nel
sistema circolatorio il sangue ossigenato non avrebbe senso;
6 Il protocollo BLS di base prevede infatti di effettuare 30 compressioni
succedute da 2 ventilazioni continuando con questa sequenza;
7 La presenza delle attrezzature subacquee di entrambi i soggetti, i rumori
vari dello scenario ed il moto ondoso non permettono ne la valutazione
corretta delle vie aeree, ne la rilevazione del respiro né la manovra
ventilatoria;
Pertanto qui di seguito esponiamo alcune norme che possono servire come
uno schema di procedure per una vittima in arresto respiratorio in acqua:
-
-
-
Fondamentale è garantire la sicurezza del soccorritore
(Il soccorritore deve verificare, prima di qualsiasi azione, di poter agire
in sicurezza, in quanto se lui stesso diventa vittima non è più in grado di
poter prestare soccorso)
Garantire la sicurezza del soccorritore e della vittima.
(Se il soccorritore non può praticare in condizione di sicurezza la
respirazione artificiale sul posto dove è stata trovata la vittima, dovrà
immediatamente spostare l'infortunato e portarlo in un luogo sicuro)
Garantire l’assetto positivo per il soccorritore e la vittima (togliere la
cintura di zavorra, gonfiare il GAV, usare dei galleggianti ecc)
Controllare lo stato di coscienza della vittima e controllare se vi è attività
respiratoria.
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197
Modulo 5
Nel momento in cui ci si trovi con un subacqueo in arresto respiratorio,
il soccorritore dovrà propendere per una difficile scelta, e cioè tentare
di rianimarlo in acqua oppure portare la vittima a riva e poi tentare di
rianimarla.
Prima di stabilire le azioni da intraprendere è bene ricordare alcuni punti
fondamentali da tenere in considerazione:
Pure Tech Agency
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Modulo 5
•
•
•
198
Se la vittima è in arresto respiratorio, effettuare due insufflazioni lente e
profonde.
(Può essere difficile, mentre soccorritore e vittima sono ancora in acqua,
valutare se una vittima nonì cosciente respira spontaneamente)
Se la vittima riprende a respirare, procedere verso la riva o la barca,
controllando che la respirazione continui. (Il soccorritore deve sempre
tenere la vittima sotto osservazione anche se ha già ripreso a respirare
spontaneamente, perchè nei primi 5/10 minuti la vittima potrebbe
nuovamente smettere di respirare)
Se la vittima è in arresto respiratorio, portarla immediatamente in un luogo
sicuro dove richiedere e prestare assistenza (ad esempio su una barca o
a riva) e praticargli una ventilazione ogni 5 secondi (Se è subentrato un
arresto respiratorio oppure la respirazione spontanea non è adeguata, può
essere un’operazione salvavita tenere le vie respiratorie aperte e praticare
la respirazione artificiale.
Quando interviene l’arresto respiratorio primario il cuore ed i polmoni
possono continuare a ossigenare il sangue per parecchi minuti
permettendo all’ossigeno di continuare ad arrivare al cervello e agli altri
organi vitali.
All'arresto respiratorio segue, in un intervallo di tempo generalmente
breve, l'arresto cardiaco che può essere provocato dalle condizioni fisiche
della vittima, dalla temperatura dell’acqua, dall’ipossia precedente, dallo
stato emotivo a cui è associata la malattia)
Valutare le circostanze (abilità, possibile assistenza, condizioni ambientali,
condizioni psicofisiche del soccorritore) mentre si pratica una ventilazione
ogni 5 secondi:
Trasportare il subacqueo continuando a praticargli la respirazione artificiale
e richiamando assistenza. Inizia anche la RCP, se la ritieni necessaria.
(Tentare la rianimazione in acqua diminuisce immediatamente la
possibilità di arresto cardiaco. Il maggior tasso di mortalità causato da
arresto cardiaco (33%-93%) rispetto a quello provocato solo da arresto
circolatorio (da 0 al 44%), giustifica il rischio di tentare immediatamente la
rianimazione in acqua. Nella maggior parte dei casi, la respirazione viene
normalmente riattivata con la ventilazione bocca/bocca nel primo minuto.
In caso di arresto respiratorio in un luogo isolato, iniziare la ventilazione
artificiale in acqua accresce le possibilità di sopravvivenza della vittima che
non respira di oltre il 50%.)
Se ti sembra di trovarti a più di cinque minuti da un luogo sicuro, continua
la ventilazione mentre controlli se la vittima si muove o ha altre reazioni in
risposta alla ventilazione. In tal caso, continua a praticare la respirazione
artificiale mentre traini la vittima verso il luogo sicuro.
In assenza di movimenti o di reazioni alla ventilazione, la vittima è
probabilmente in arresto cardiaco. Interrompi allora la respirazione
artificiale e trasporta la vittima al sicuro il più rapidamente possibile, esci
dall’acqua, effettua un controllo circolatorio, inizia la RCP e riprendi la
respirazione artificiale secondo le tecniche del BLS-D
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Ac. Confinate
Acque Confinate
Obiettivi
• Rivedere le tecniche apprese nel corso di 1stella ed approfondire le
tecniche nuove, tutto in un ambiente controllato e sotto la supervisione
del tuo Istruttore
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ACQUE CONFINATE
2 AC1 Ripasso esercizi
Briefing
Nuoto libero, nuoto con pinne, maschera ed aeratore
Vestizione attrezzatura ARA, controllo personale e di coppia
Entrate in acqua: passo del gigante, a piedi uniti, capovolta all’indietro
Controllo dell’assetto: uso della cintura di zavorra e del GAV
Segnali standard sia in superficie che in immersione.
Immersione: mantenimento rapporto di coppia, controllo dell’assetto
Cambio maschera (scorta) e successivo
Svuotamento maschera in acqua fonda
Recupero erogatore in acqua fonda
Procedure di risalita e di superficie
Tempo per fare pratica
Uscita dall’acqua
Riporre l’attrezzatura
Debriefing
Compilazione modulistica
Ac. Confinate
Schema 2A C1
• Briefing
• Nuoto libero, nuoto con pinne,
maschere ed aeratore
• Vestizione attrezzatura ARA
• Controllo preimmersione
• Entrate in acqua
• Controllo dell’assetto
• Segnali standard
Immersione:
• Cambio maschera (scorta)
• Svuotamento maschera in acqua fonda
• Recupero erogatore in acqua fonda
• Procedure di risalita e di superficie
Tempo per fare pratica
• Uscita dall’acqua
• Riporre l’attrezzatura
• Debriefing
2 AC2 Salvamento e Recupero (Rescue)
NOTA prova di Salvamento/Rescue
L’importanza di rendere reale una situazione simulata.
Il subacqueo che ha bisogno di aiuto in acqua, è “vittima”, mentre una
volta fuori dall’acqua, quando riceverà i primi soccorsi, in sicurezza, diventa
“paziente”.
La riuscita di un soccorso normalmente fa affidamento sulla capacità
del soccorritore di identificare e di distinguere le caratteristiche di un
200
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subacqueo stremato, in difficoltà, in preda al panico e/o non cosciente.
Il modo migliore per far proprio la comprensione delle differenze e
delle somiglianze di tali condizioni sia dei rischi ai quali sono esposti i
subacquei in stato di bisogno, è quello di far provare personalmente la
parte della “vittima” durante le prove tecniche.
Briefing
Vestizione attrezzatura ARA, controllo personale e di coppia
Entrate in acqua: passo del gigante, a piedi uniti, capovolta all’indietro
Eliminazione dei crampi - (tirare la punta della pinna verso il corpo
permette di stirare il muscolo del polpaccio che subisce il crampo)
Subacqueo affaticato/cosciente - (trasporto di un subacqueo affaticato
prendendo da dietro le rubinetterie della bombola o con presa laterale
con la mano destra del soccorritore posizionata sotto il braccio destro
dell’infortunato sollevando il mento per tenerlo fuori dall’acqua- assicurare
il costante controllo della situazione e parlare all’infortunato - eseguire solo
dopo aver messo in sicurezza e in assetto positivo l’infortunato Subacqueo in panico (il subacqueo prima di qualsiasi azione deve avere
il giusto approccio e procedere ad una valutazione)
➣ Approccio di superficie:
1. mantenere l’assetto personale
2. restare fuori dalla portata della vittima nuotando oltre il suo raggio di
azione
3. afferrare il polso opposto della vittima (polso destro della vittima/
mano destra del soccorritore, polso sinistro/mano sinistra), tirarla
velocemente e girare facendola ruotare
4. afferrare la rubinetteria da dietro stringendo con le ginocchia la
bombola
5. gonfiare il GAV del subacqueo e/o sganciare la zavorra
➣ Approccio sott’acqua:
1. avvicinarsi sott’acqua
2. girare o nuotare attorno al subacqueo, prenderlo dalla parte
posteriore;
3. risalire, afferrando la vittima dalla rubinetteria, oppure trattenendo la
bombola con le ginocchia
4. gonfiare il GAV del subacqueo (rimuovendo la zavorra in superficie)
➣ Liberarsi
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201
Ac. Confinate
1. fermarsi e valutare a distanza di sicurezza in modo tale da
essere fuori dalla portata della vittima per avere tempo di reagire
prontamente
2. individuare subito dove si trova e quale tipo di sistema di gonfiaggio
adotta il GAV della vittima
3. tentare di comunicare con il subacqueo
4. tenendo conto della propria struttura fisica, in considerazione della
struttura della vittima valutare se è il caso di entrare in contatto col
subacqueo in superficie o sott’acqua
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Se il soccorritore viene afferrato da un subacqueo in panico, potrebbe
essere necessario doversi liberare per riprendere il controllo della
situazione.
1. Avvicinarsi sott’acqua, respirando dall’erogatore (l’ultimo posto dove
la vittima vorrebbe tornare è sott’acqua)
2. Gonfiare il GAV di entrambi consente un assetto positivo e terrà
anche più lontano la vittima
3. Spingere via la vittima muovendo con forza le pinne per allontanarsi
non appena molla la presa
Ac. Confinate
Respirazione in coppia con l’uso della FAA, statico
Prove di recupero e sollevamento del compagno - (cosciente in
panico, in un 'emergenza, con controllo della velocità di risalita)
In superficie issare la vittima non coscente e trasporto a secco.
Il metodo da utilizzare per il trasporto di una vittima non cosciente sarà
in funzione dell’ambiente in cui si è svolto lo scenario, dalla resistenza del
soccorritore e dalla possibilità di ottenere o meno di aiuto. Le tecniche che
si descrivono in questo testo possono essere valide fintanto che la loro
applicazione risulti essere appropriata.
Cinque tecniche applicabili per uscire dall’acqua con una vittima non
cosciente
1. Trasporto a sella: la vittima viene posta di traverso sulla schiena del
soccorritore. Questa tecnica è utile per uscire dalla riva
2. Trasporto alla pompiere: la vittima viene caricata sulle spalle del
soccorritore. Anche questa tecnica è utilizzata per uscite dalla riva
3. Trasporto a cavalluccio: la vittima caricata sulla schiena del
soccorritore con le braccia appoggiate sopra le spalle del soccorritore.
Questa tecnica è la migliore per uscire da riva
4. Uscita a bagnino: il soccorritore appoggia le mani della vittima sul
lato piano della barca e si tira fuori dall’acqua tenendo una sua mano
sulle mani della vittima in modo che questa non possa scivolare di
nuovo in acqua. Tenendo la vittima per i polsi e restando in piedi,
il soccorritore la solleverà fino al punto in cui il piano sia all’altezza
della sua vita, poi la farà stendere a faccia in avanti per farla ruotare
fino a portare il corpo completamente fuori dall’acqua
5. Uscita a scaletta: la vittima deve essere disposta a cavallo sulla parte
alta della gamba del soccorritore, in seguito appoggiata sulla sua
spalla e tenuta fra le proprie braccia durante la salita
Tempo per fare pratica
Uscita dall’acqua
Riporre l’attrezzatura
Debriefing
Compilazione modulistica
202
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Schema 2 AC2
• Briefing
• Vestizione attrezzatura ARA
• Controllo preimmersione
• Entrate in acqua
• Eliminazione dei crampi
• Subacqueo affaticato/cosciente
• Subacqueo in panico
• Respirazione in coppia con l’uso della FAA, statico
• Prove di recupero e sollevamento del compagno
Tempo per fare pratica
• Uscita dall’acqua
• Riporre l’attrezzatura
• Debriefing
• Compilazione modulistica
2 AC3 Salvamento e Recupero (Rescue)
Briefing
Vestizione attrezzatura ARA
Controllo personale e di coppia
Entrate in acqua: passo del gigante, a piedi uniti, capovolta
all’indietro o camminando
• Respirazione in coppia con l’uso della FAA, statico
• Respirazione in coppia in movimento (Gli allievi nuoteranno
insieme utilizzando la FAA alternandosi i ruoli sia come donatore sia
come ricevente per almeno 25 m; al termine dell’esercizio, risalire in
superficie sempre condividendo l’aria della FAA)
• Risalita in emergenza pinneggiando
• Prove di recupero e sollevamento del compagno incosciente in
un'emergenza, con controllo della velocità di risalita
Durante quest’esercitazione è importante mantenere una posizione
adeguata e di controllare la risalita. È importante che il soccorritore pensi
alle procedure da adottare una volta giunto in superficie.
➣ Risalite in assetto positivo (con vittima incosciente)
Il soccorritore deve:
1. pinneggiare verso l’alto, usando il sistema di gonfiaggio a bassa
pressione del GAV per ottenere un assetto leggermente positivo e
iniziare la risalita con l’aria del GAV in espansione
2. scaricare l’aria in eccesso per controllare la velocità di risalita ed
evitare una risalita incontrollata
3. in caso di velocità eccessiva, con difficoltà di controllo per rallentarla,
può essere utile mettersi di traverso e utilizzare rapidamente la
valvola di scarico rapido del GAV
4. È assolutamente fondamentale non trattenere mai il respiro e che la
velocità di risalita non superi i 10 m al minuto.
➣ Trasporto in superficie di una vittima incosciente
Il soccorritore deve accertarsi se:
1. è palese la causa dell’incidente
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
203
Ac. Confinate
•
•
•
•
Pure Tech Agency
2. l‘attrezzatura è al suo posto
3. la vittima si trova sul fondo è a faccia in giù, se galleggia sul
fondo, ecc.
4. l’erogatore si trova nella bocca della vittima (lasciarlo in tale
posizione durante la risalita)
5. l’erogatore non si trova nella bocca del subacqueo (non rimetterlo al suo
posto)
6. prendere la vittima da dietro o dalla rubinetteria della bombola e
tenere la testa in posizione normale
7. stabilire un assetto leggermente positivo (vittima e soccorritore), se
necessario, rimuovere la zavorra
8. non iperestendere il capo della vittima o schiacciargli il petto, ma
mantenerlo in posizione normale per consentire all’aria di uscire
naturalmente in fase di espansione
9. controllare la risalita
10. il soccorritore deve visualizzare mentalmente le procedure da
attuare una volta raggiunta la superficie, tenere il viso della vittima
verso l’alto, stabilire il galleggiamento e chiamare aiuto
Ac. Confinate
NOTA: È consigliabile che gli allievi si allenino a compiere
quest’esercitazione come se fosse reale.
Per chiamare aiuto, si può gridare frasi come:
➜ Aiuto! C’è un’emergenza subacquea!
➜ Chiamate il 118! o qualsiasi altra tipologia di servizio d’emergenza presente
in loco
Nei luoghi di esercitazione talvolta possono essere presenti degli estranei
che non sono a conoscenza del fatto che si sta svolgendo una simulazione.
Sarebbe opportuno che un membro dello staff avvisi dicendo: “Questa è
un’esercitazione!”, oppure affiggere dei cartelli segnalanti:
“Esercitazione subacquea in corso”.
• In superficie issare la vittima e trasporto a secco
(utilizzo delle tecniche di trasporto di una vittima incosciente senza attività
respiratoria) procedure:
1. chiamare aiuto mentre si stabilizza l’assetto
2. girare il viso della vittima verso l’alto
3. rimuovere la maschera e l’erogatore del subacqueo, aprirgli le vie
respiratorie e controllare se respira
4. cominciare la respirazione artificiale (se necessario)
utilizzare i seguenti metodi di respirazione artificiale in acqua:
1. bocca/bocca
2. bocca/Pocket Mask
3. bocca/snorkel (facoltativo)
4. bocca/naso (facoltativo)
5. rimuovere l’attrezzatura della vittima e del soccorritore, compreso
maschere, zavorre e GAV/bombole continuando a ventilare la vittima
Durante la gestione di un subacqueo non cosciente in superficie Il soccorritore
deve:
204
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
1. essere sicuro che la vittima sia incosciente
2. portare il viso della vittima fuori dall’acqua girandolo verso l’alto
3. stabilire un assetto leggermente positivo (vittima e soccorritore), se
necessario, rimuovere la zavorra
4. rimuovere la maschera e l’erogatore della vittima, aprire le vie
respiratorie e controllare se respira
Durante l’esecuzione della Respirazione Artificiale in acqua il soccorritore
deve:
1. impedire all’acqua di entrare nelle vie respiratorie della vittima
2. mantenere ventilazioni efficaci e adeguate
3. limitare lo sforzo fisico per non affaticarsi
4. non gonfiare eccessivamente il proprio GAV o quello della vittima
5. rimuovere la zavorra della vittima e anche la propria
6. durante l’esercitazione, non entrare in reale contatto bocca/bocca,
ma per simulare il contatto, posizionare la bocca sul mento della
vittima sotto alla bocca
7. nuotare verso un posto sicuro continuando a praticare la respirazione
artificiale
8. somministrare due ventilazioni lente e profonde se ci sono delle
interruzioni tra le ventilazioni
Decidere se e come rimuovere l’attrezzatura può dipendere da vari fattori:
1. dalla distanza dall’uscita/dal luogo sicuro
2. dal tipo di uscita
3. dalla struttura fisica della vittima
4. dalla corporatura del soccorritore e dalle sue capacità
5. dal tipo di attrezzatura utilizzata
L’attrezzatura va rimossa in diverse fasi in modo che le ventilazioni non
vengano mai interrotte.
• Pratica di Primo Soccorso con metodo BLS a terra
Tempo per fare pratica
• Uscita dall’acqua
• Riporre l’attrezzatura
• Debriefing
• Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
205
Ac. Confinate
Rimozione dell’attrezzatura:
La rimozione dell’attrezzatura riveste un aspetto secondario rispetto
alla somministrazione di ventilazioni efficaci. Lo scopo prioritario è
quello di portare la vittima fuori dall’acqua per cominciare la RCP/primo
soccorso e contattare i servizi medici d’emergenza al più presto possibile.
L’attrezzatura va perciò rimossa solo se può essere utile per facilitare le
operazioni.
Pure Tech Agency
Schema 2 AC3
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Briefing
Vestizione attrezzatura ARA
Controllo preimmersione
Entrate in acqua
Respirazione in coppia con l’uso della FAA, statico.
Respirazione in coppia in movimento
Risalita in emergenza pinneggiando
Prove di recupero e sollevamento del compagno
In superficie issare la vittima e trasporto a secco
Pratica di Primo Soccorso con metodo BLS a terra
Tempo per fare pratica
• Uscita dall’acqua
• Riporre l’attrezzatura
• Debriefing
• Compilazione modulistica
2 AC4 Pratica ARA (optionale)
Ac. Confinate
• Briefing
• Muta Stagna
L’allievo deve:
1. togliere e rimettere la muta stagna con l’aiuto di un compagno
2. esercitarsi al raggiungimento del controllo dell’assetto in superficie con
tutta l’attrezzatura completa con la muta stagna
3. eseguire correttamente l’esercizio del pivoting
4. eseguire l’esercizio dell’hovering per almeno un minuto, senza muovere
le mani o le pinne
5. disinserire e reinserire, in immersione, la frusta di bassa pressione dalla
valvola di gonfiaggio della muta stagna
6. effettuare una risalita controllata dal fondo
7. togliere e rimettere l’unità ARA e il sistema di zavorra mentre si è in
superficie.
Schema 2 AC4
•
•
Briefing
Muta Stagna:
Tempo per fare pratica
• Uscita dall’acqua
• Riporre l’attrezzatura
• Debriefing
• Compilazione modulistica
206
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
2 AC5 Esercizi con frusta lunga (FAA 150/200 cm)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Briefing
Vestizione attrezzatura ARA
Controllo personale e di coppia
Entrate in acqua: passo del gigante, a piedi uniti, capovolta
all’indietro o camminando
Esercizi:
Respirazione in coppia - (respirare in coppia scambiando un solo
secondo stadio percorrendo una distanza di almeno 15 m sott’acqua sia
come donatore che come ricevitore
Dimostrare la tecnica con i seguenti punti:
Segnali corretti, mantenere il contatto, controllo da parte del donatore,
cicli di respirazione, emettendo aria quando l’erogatore non è in bocca)
Uso della la Fonte d’Aria Alternativa in coppia, statico - (respirare
sott’acqua per almeno 30 secondi dalla fonte d’aria alternativa fornita
da un altro subacqueo e scambio dei ruoli donatore/ricevente
Esaurimento dell’aria/fonte d’aria alternativa, esercizi abbinati, sia statici
che in risalita
Schema 2 AC5
•
•
•
•
•
•
•
Briefing
Vestizione attrezzatura ARA
Controllo preimmersione
Entrate in acqua
Respirazione in coppia con l’uso della FAA, statico.
Respirazione in coppia in movimento
Respirazione in coppia con l’uso della FAA, in risalita
Ac. Confinate
Tempo per fare pratica
• Uscita dall’acqua
• Riporre l’attrezzatura
• Debriefing
• Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
207
Ac. Confinate
Pure Tech Agency
208
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Acque Libere
• Mettere in pratica quello che hai appreso durante le fasi delle acque
confinate
• Consolidare la tua sicurezza in acqua e rafforzare il concetto del
"sistema di coppia" e il rispetto dell'ambiente
• Addestrarti nelle tecniche delle immersioni di specialità e di esperienza
• L'Istruttore ti fornirà supporto ma non dimostrerà gli esercizi
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
209
Al. Libere
Obiettivi
Pure Tech Agency
2 AL1
Immersione in coppia con esecuzione dell’assetto più naturalista
Profondità massima 20 m
Al. Libere
Considerazioni
1. L’immersione naturalista è finalizzata a far conoscere all’allievo
subacqueo la flora e la fauna tipiche delle località in cui egli si
immerge.
2. L’allievo subacqueo deve essere incoraggiato a portare con sé, se
disponibili per la zona in cui si immerge, delle lavagnette/schede di
identificazione dei pesci
3. Se possibile, mostrare immagini e video delle specie di pesci che
probabilmente avrà modo di vedere
4. L’allievo subacqueo deve ricordarsi di interagire responsabilmente
con la vita acquatica durante l’immersione:
a. limitandosi ad osservare, non toccando o asportando nulla
b. mantenendo un assetto neutro
c. tenendo il corpo lontano dal fondale
d. (specialmente le ginocchia, le mani e le pinne)
e. assicurando al corpo gli oggetti ciondolanti
5. L’Istruttore o il suo Assistente aiuteranno l’allievo subacqueo a
trovare gli organismi, ad identificarli
6. Se ci si immerge in acque dolci si dovrà adattare quanto sopra
descritto all’identificazione degli animali acquatici ed alle piante
specifiche
• Pianificazione e programmazione di un immersione a tabelle
• Calcolo dei consumi di gas (Aria o Nitrox dove previsto)
• Briefing
(Valutare le condizioni e rivedere gli aspetti interessanti ed utili
del punto d’immersione, discutere le tecniche appropriate per
l’osservazione dei pesci ed il comportamento responsabile da adottare
per non danneggiare l’ambiente. Informare gli allievi su profondità,
tempo e minima riserva d’aria prevista per l’immersione Enfatizzare
l’importanza di un buon controllo dell’assetto, del regolare controllo
della strumentazione e della riserva d’aria)
1. Verifica delle attrezzature, valutazioni e suggerimenti
2. I segnali in immersione
3. Impostazione dei controlli in superficie
4. Descrizione ed istruzioni per l’esecuzione degli esercizi, sul sistema di
coppia e di gruppo
5. Corretta valutazione della zavorra
6. Descrizione dell’immersione)
• Preparazione dell’attrezzatura
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione (controlli di superficie In acqua, controllare l’attrezzatura del compagno
facendo attenzione ad ogni particolare e verificandone il funzionamento)
210
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
• Entrata in acqua (fornire le informazioni necessarie ed adeguate, per
comfort e sicurezza, del luogo d’immersione. Verificare la quantità di
zavorra indossata dall’allievo per il buon controllo dell’assetto)
• Controllo di assetto pre-immersione
• Discesa lungo la cima di riferimento - (fare eseguire la discesa con
l’ausilio di una cima di discesa o seguendo il fondo secondo le condizioni
dell’immersione e senza oltrepassare la profondità pianificata, nella
posizione più confortevole e fisiologicamente migliore, senza perdere il
controllo del compagno, del Team, dell’ambiente. Contatto visivo con il
compagno, il Team e con la cima/parete. Mantenimento del dispositivo
di gonfiaggio jacket in mano)
• Discesa: (Assetto neutro durante una discesa lenta)
1. Rilevare il tempo e la pressione dell’aria nella bombola
2. Controllare l’assetto (la discesa non deve essere più veloce di quella
del proprio compagno, assistente o Istruttore)
3. Mantenere il contatto con il proprio compagno
4. Utilizzare una cima di riferimento come guida tattile o visiva (quando
possibile, discendere con i piedi verso il basso)
5. Compensare gli spazi aerei
6. Dimostrare le tecniche per nuotare vicino al fondale senza
danneggiarlo o sollevare la sospensione
• Rimanere sospesi a mezz’acqua - (hovering). Affinamento
dell'assetto con il controllo della respirazione
• Escursione
subacquea
con
osservazione
ambientale
(Identificazione di forme di vita acquatica - Far nuotare gli allievi
subacquei per tutto il percorso senza toccare il fondo o riemergere.
Durante il nuoto subacqueo, gli allievi devono effettuare la verifica
dell’assetto, utilizzando anche il controllo della respirazione. Devono
concentrarsi sull’utilizzo di uno stile di pinneggiata efficace e rilassato.
Far fare pratica a lasciarsi trasportare dopo i colpi di pinna)
• Sosta vicino al fondo - (Senza toccarlo. Sottolineare l’importanza
nell’utilizzo del controllo della respirazione per effettuare una
microregolazione dell’assetto. L’Istruttore deve far in modo che gli
allievi subacquei regolino i pesi (se possibile) e facciano pratica con
l’assetto in diverse posizioni: verticale, orizzontale, piedi leggermente
sollevati e testa leggermente sollevata)
Cambio maschera (scorta)
Lancio pallone sparabile
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Controllo dell'assetto post-immersione
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Al. Libere
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Pure Tech Agency
Schema 2 AL1
•
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•
Esecuzione dell'assetto più naturalista (in coppia)
Profondità massima 20 m
Pianificazione e programmazione a tabelle
Calcolo dei consumi di gas
(Aria o Nitrox dove previsto)
Briefing
Preparazione dell’attrezzatura
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata in acqua
Discesa lungo la cima di riferimento Hovering
Escursione subacquea con osservazione ambientale
Sosta vicino al fondo
Cambio maschera (scorta)
Lancio del pallone sparabile
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Controllo dell'assetto post- immersione
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
2 AL2 Tecniche WLS
Al. Libere
Profondità massima 9 m
Considerazioni e obiettivi di questa esercitazione:
1. Operare sempre in sicurezza
2. Prevenire e risolvere i problemi anticipandoli
3. Essere subacquei addestrati alle abilità di primo intervento in caso di
emergenze subacquee
4. Essere i subacquei preparati a gestire situazioni di emergenza
NOTA: Per svolgere queste esercitazioni deve essere presente un kit di
pronto soccorso ed Ossigeno, oltre alla Pocket Mask (consigliata), cime,
galleggianti, boa di superficie segna sub.
Ogni subacqueo deve inoltre utilizzare l’equipaggiamento ARA
completo ed adeguato all’ambiente ove si svolge l’immersione: pinne,
maschera, snorkel, bombola, erogatore, Fonte d’Aria Alternativa, GAV
con un sistema di gonfiaggio a bassa pressione, zavorra, muta adatta
all’ambiente, timer e profondimetro o computer subacqueo, bussola,
coltello/sistema di taglio per le immersioni (se non proibito da leggi e
da consuetudini locali) e un dispositivo di segnalazione di emergenza
(fischietto, razzo, tubo di segnalazione gonfiabile)
• Briefing
1. Ripasso procedure d’emergenza:
a. Preparare l’attrezzatura
b. Suddividere a coppie (se gli allievi sono in numero dispari si
212
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
consiglia di utilizzare degli assistenti)
c. Ripassare i segnali da usare per comunicare
d. Ripassare le procedure per gestire un’emergenza causata da
esaurimento di gas
e. Ripassare le procedure da utilizzare in coppia ed i comportamenti
da assumere nel caso in cui ci si separi
f. Presentare lo scenario ed assegnare i ruoli ed esercizi che
dovranno svolgere gli allievi
g. Descriver il luogo di immersione
f. Fornire informazioni in merito a:
- profondità, temperatura, punti di entrata e di uscita
- infrastrutture/parcheggi, aree asciutte e bagnate della barca,
dove è situata l’attrezzatura d’emergenza, numeri da chiamare
per l’emergenza, ecc.
- limiti di tempo/profondità/riserva d‘aria stabiliti
- le procedure da seguire nel casi si debba affrontare una reale
emergenza
l’Istruttore deve chiedere inoltre:
1. chi ha portato soccorso ha valutato, prima e dopo l’intervento, in
modo adeguato le condizioni psicologiche/psicofisiche delle vittime
2. durante le fasi di salvataggio, cosa ha funzionato e cos’altro non ha
invece funzionato
3. se si sarebbe potuto fare in modo diverso
4. l‘emergenza per esaurimento dell’aria è stata gestita in modo positivo
e se no per quale motivo
5. le cure per emergenza sono state prestate il più rapidamente
possibile e se no per quale motivo
• Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
213
Al. Libere
• Preparazione dell’attrezzatura
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello)
• Svolgimento dell’esercitazione nello scenario predisposto:
- ricerca e recupero dell’infortunato
- trasporto in superficie e a terra
- trattamento BLS
• Uscita
• Debriefing - (analizzare con gli allievi la qualità delle prestazioni,
chiedendo loro di spiegare quanto è accaduto, di capire gli errori, cosa è
funzionato e cosa no, cosa è stato capito ecc.)
Pure Tech Agency
Schema 2 AL2
•
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•
Briefing
Preparazione dell’attrezzatura
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Svolgimento dell’esercitazione nello scenario predisposto:
ricerca e recupero dell’infortunato
trasporto in superficie e a terra
trattamento BLS
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
2 AL3 (obbligatoria navigazione) - 2 AL4 ( a scelta)
Immersioni di esperienza: scegliere una fra le seguenti tipologie:
Notturna - Relitti - Stagna
Al. Libere
I° Navigazione
Profondità massima 9 m
Considerazioni e obiettivi di questa esercitazione:
1. La profondità consigliata per questa esercitazione è tra i 6-9 m. A
questa profondità gli allievi subacquei dovrebbero avere una scorta
di aria sufficiente per completare in sicurezza gli esercizi richiesti
2. Utilizzando degli assistenti certificati si consiglia di realizzare un
percorso circoscritto da boe di segnalazione
3. Comunicare agli allievi subacquei prima dell’immersione le
informazioni per la navigazione e per l’uso della bussola,
coinvolgendoli anche nella pianificazione e nel preparare le boe e le
cime di riferimento
4. Per questa esercitazione è consigliato di valutare l’allievo dalla
superficie. É utile fornire a ogni coppia di allievi subacquei una boa
per seguire il percorso dalla superficie
5. Un assistente certificato deve accompagnare ogni coppia di allievi,
dalla superficie si devono osservare le boe mentre l’allievo subacqueo
compie il percorso di navigazione subacquea
6. Evidenziare durante il briefing, il rispetto della linea di fede, la giusta
posizione del corpo e il mantenimento di un assetto neutro
Dimostrazione d’uso della bussola a terra:
sulla spiaggia o sul ponte della barca, spiegare e dimostrare agli allievi:
1. Come tenere la bussola
2. Come prendere una rotta ed il suo inverso
3. Come allineare la linea di fede e mantenere l’allineamento della
bussola mentre si pinneggia
Effettuare un percorso di andata e di ritorno in linea retta (reciproco) e un
percorso in quadrato
Stima del tempo e della distanza a nuoto - (preparare un breve
214
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
percorso subacqueo - una linea tra due boe):
le coppie di subacquei devono discendere dalla boa posta all’estremità
iniziale del percorso. Nuotare con un ritmo normale, costante e rilassato
fino all’estremità opposta, contare il numero di cicli di pinneggiata necessari
per coprire la distanza e registrarli sulle proprie lavagnette; la medesima
operazione deve essere effettuata durante il ritorno al punto di partenza
• Briefing
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello)
• Entrata
• Discesa
• Navigazione naturale - prendere riferimenti naturali quali ad
esempio:
1. Rocce
2. Vita acquatica
3. Direzione della risacca
4. Increspature del fondo sabbioso
• Navigazione lungo una linea retta usando la navigazione naturale:
1. scegliere una zona a circa 30 m dal punto di partenza e identificarla
posizionando una boa, un allievo, componente la coppia deve tenere
conto della distanza usando i cicli di pinneggiata o il tempo impiegato
2. l’altro componente della coppia deve prendere nota di eventuali,
e significative, caratteristiche topografiche subacquee utili come
riferimento per il ritorno
3. la coppia di allievi può riemergere una volta per verificare la
direzione
4. la coppia di allievi, dopo aver raggiunto il punto di arrivo deve fare
ritorno al punto di partenza. Viene loro consentito di poter riemergere
solo una volta per orientarsi
• Navigazione lungo una linea retta e quella reciproca usando la
bussola:
1. scegliere una zona a circa 30 m dal punto di partenza e identificarla
posizionando una boa
2. un allievo, componente la coppia deve prendere in superficie con
la bussola i punti di riferimento del punto di arrivo, mentre l’altro
componente registrerà la distanza
3. dopo essere discesi, la coppia di allievi deve seguire la direzione
della bussola per la distanza predeterminata (stima del tempo o dal
numero dei cicli di pinneggiata)
4. al termine del tempo/cicli di pinneggiata, senza poter riemergere,
un allievo deve calcolare la rotta reciproca per ritornare al punto di
partenza mentre l’altro dovrà stimare la distanza
5. al termine del percorso/distanza prevista, la coppia di allievi deve
risalire in superficie per controllare il punto di arrivo. Se il punto di
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
215
Al. Libere
Pure Tech Agency
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
•
arrivo è lontano più di 8 m, dal punto di partenza, gli allievi devono
scambiarsi i ruoli e ripetere l’esercizio finché raggiungeranno i
requisiti richiesti
Navigazione lungo un percorso quadrato usando la bussola:
1. Individuato un punto di riferimento fisso, la coppia di allievi deve
completare un tracciato predeterminato, circa 30 m; un allievo
subacqueo naviga con la bussola mentre l’altro valuta la distanza
2. dopo aver percorso ogni lato, la coppia deve ruotare di 90 gradi (a
destra) e navigare per altri 30 m. Dopo aver compiuto tre rotazioni
di 90 gradi, la coppia dovrebbe trovarsi in prossimità del punto di
partenza
3. al termine del percorso/distanza prevista, la coppia di allievi deve
risalire in superficie per controllare il punto di arrivo. Se il punto di
arrivo è lontano più di 8 m, dal punto di partenza, gli allievi devono
scambiarsi i ruoli e ripetere l’esercizio finché raggiungeranno i
requisiti richiesti
Risalita
Sosta di sicurezza
Uscita
Debriefing:
Discutere e confrontare i seguenti aspetti con le immersioni diurne:
1. il consumo dell’aria, la percezione del tempo, della profondità o delle
distanze
2. l‘abilità di rimanere insieme al proprio compagno
3. l‘’abilità nella lettura della bussola
Compilazione modulistica
Schema Navigazione
•
•
•
Al. Libere
•
•
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•
•
•
Briefing
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata
Discesa
Navigazione naturale
Navigazione linea retta (rotta reciproca)
Percorso quadrato usando la bussola
Sosta di sicurezza
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
II° Notturna
Profondità massima 20 m
• Briefing - (evidenziare come l’ambiente notturno può influire sulle
prestazioni, sulla percezione e sul livello di ansia/stress, fate notare
anche i cambiamenti dell’ambiente e della vita acquatica rispetto alle
ore diurne ) Gli allievi devono fare attenzione a:
216
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
1. consumo del gas
2. differenze di percezione del tempo, della profondità e delle distanze
3. comunicazioni fra compagni ed Istruttore
4. mantenere il contatto con il compagno (rapporto di coppia)
5. organismi e fenomeni che non si vedono durante il giorno
• Vestizione dell’attrezzatura - (ispezionare ed accertarsi che gli allievi
subacquei abbiano un segnalatore e la torcia principale. Posizionare le
luci di riferimento di superficie e/o quelle subacquee)
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello)
• Entrata - (idonea alle condizioni ambientali e alla programmazione
dell’immersione)
• Discesa
1. Se possibile, far utilizzare una bussola per prendere nota della
direzione del punto di uscita (barca, riva, ecc.)
2. Rilevare il tempo e la pressione dell’aria nelle bombole
3. Controllare l’assetto, (la discesa non deve essere più veloce di quella
del proprio compagno, Assistente o Istruttore)
4. Utilizzare una cima di riferimento come guida tattile o visiva
(quando possibile discendere in assetto orizzontale per poter
valutare ladistanza e le caratteristiche del fondale, eventuali
ostacoli e fermarsi in tempo per evitare il contatto con il fondo)
5. Compensare gli spazi aerei
6. Indirizzare la luce verso il basso, fare attenzione al fondale evitando
di sollevare la sospensione dal fondo (controllo dell’ assetto e del
movimento delle pinne)
7. Adattarsi al buio sul fondo
8. Osservare se ci sono pericoli sul fondo (vita acquatica ecc)
9. Comunicare con il proprio compagno
10. Controllare la profondità, il tempo e la pressione dell’aria nelle
bombole
• Giro subacqueo - (condurre gli allievi in un giro guidato, facendo
notare i cambiamenti negli organismi acquatici durante la notte, gli
organismi e i fenomeni che non si possono vedere durante il giorno)
• Risalita
• Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
• Uscita
• Debriefing - Discutere e confrontare i seguenti aspetti rispetto alle
immersioni diurne:
1. il consumo dell’aria
2. la percezione del tempo, della profondità o delle distanze
3. l‘abilità di rimanere insieme al proprio compagno
4. l‘ambiente dell’immersione notturna
• Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
217
Al. Libere
Pure Tech Agency
Pure Tech Agency
Schema Notturna
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Briefing
Vestizione dell’attrezzatura
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata
Discesa
Giro subacqueo Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
Al. Libere
III° Relitti
Profondità massima 30 m (esercitazione da compiere dopo aver eseguito
l’immersione a 30 m prevista in questo corso)
Considerazioni e obiettivi di questa esercitazione:
1. Durante questa immersione non è consentito entrare nel relitto.
2. L’immersione sui relitti consiste in un giro guidato all’esterno e sopra
un relitto per permettere agli allievi subacquei di esercitarsi nelle
tecniche di base dell’immersione
3. L’Istruttore deve documentarsi al fine di fornire agli allievi subacquei
le informazioni storiche sul relitto scelto per l’esercitazione (la data
in cui è affondato, il suo utilizzo, il valore storico, ecc.) e tecniche
(dimensioni, struttura, caratteristiche particolari) e utili alla
pianificazione dell’immersione (profondità a cui si trova il relitto,
direzione, posizione, conformità del fondale, la visibilità ecc)
4. Presentare le leggi locali che regolano le immersioni sui relitti
5. Viene consigliato di utilizzare degli assistenti certificati per aiutare a
controllare le coppie di allievi subacquei, a gestire le procedure di
entrata/uscita e per intervenire in caso di eventuali emergenze
6. Discutere le procedure d'emergenza in caso di: smarrimento della
cima di risalita - separazione dal compagno - eccesso di ansietà narcosi d’azoto - subacqueo disperso - esaurimento dell’aria
• Briefing
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello)
• Entrata in acqua
• Controlli di superficie
• Discesa lungo una cima
• Navigazione lungo il relitto:
1. Controllo dell’assetto facendo attenzione a non sollevare il sedimento
2. Posizionare la sagola guida all’esterno del relitto
218
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
3. Nuotare lungo la sagola guida, evitando di sollevare sospensione con
le pinne (utilizzare una torcia subacquea per eventuali segnalazioni,
per osservare i particolari del relitto)
4. Al termine del percorso subacqueo, riavvolgere la sagola guida
all’esterno del relitto
5. Fare ritorno al punto di risalita
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
Schema Relitti
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Briefing
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata in acqua
Controlli di superficie
Discesa lungo una cima
Navigazione lungo il relitto:
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
Profondità massima 15 m
• Briefing (ripassare le tecniche sul controllo dell’assetto effettuate in
acque confinate)
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello). Fare attenzione
che non venga lasciata la cerniera della muta aperta)
• Vestizione - eliminazione dell’aria in eccesso dalla muta stagna
• Entrata con muta stagna
• Verifica della pesata con la muta stagna
• Discesa lungo una cima
1. Controllo dell’assetto, (la discesa non deve essere più veloce di quella
del proprio compagno, Assistente o Istruttore
2. Controllare lo schiacciamento della muta-effetto ventosa. Aggiungere
aria per evitare il collassamento della muta stagna
3. Utilizzare una cima di riferimento ( scendere in assetto orizzontale o
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
219
Al. Libere
IV° Stagna
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
•
con i piedi rivolti leggermente verso il basso).
4. Compensare gli spazi aerei
Assetto neutro - Pivoting (far trovare agli allievi subacquei l’assetto
neutro utilizzando il controllo del respiro, facendo perno sulle pinne,
tempo previsto un minuto)
Assetto neutro - Hovering (far trovare agli allievi subacquei l’assetto
neutro rimanendo sospesi a mezz’acqua vicino al fondo senza muoversi,
tempo previsto un minuto)
Immersione con la muta stagna (effettuare un’escursione subacquea
per divertimento verificando il corretto assetto ed uso delle valvole di
gonfiaggio e sgonfiaggio della muta stagna)
Scollegamento dalla muta stagna della frusta di gonfiaggio a
bassa pressione e ricollegamento (da fermi in assetto negativo)
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
• Togliere e rimettere l’attrezzatura ARA e il sistema di zavorra in
superficie
• Uscita
• Debriefing
• Compilazione modulistica
Schema Stagna
•
•
Briefing
Vestizione
Al. Libere
Controllo di Sicurezza
Vestizione
• Entrata
• Verifica della pesata
• Discesa lungo una cima:
• Pivoting
• Hovering
• Immersione
• Scollegare la frusta BP stagna
• Ricollegare frusta BP
• Risalita
• Sosta di sicurezza
• Togliere e rimettere ARA e zavorra in superficie
• Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
• Uscita
• Debriefing
• Compilazione modulistic
2 AL5
Immersione profonda (25 m) più naturalista
Considerazioni per questa esercitazione:
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
220
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
• Briefing - (informare gli allievi su profondità, tempo e scorta minima
di gas prevista per l’immersione. Ricordare l’importanza del controllo
dell’assetto, e del controllo della strumentazione e della scorta di gas)
1. Verifica delle attrezzature, valutazioni e suggerimenti
2. I segnali in immersione
3. Impostazione dei controlli in superficie
4. Descrizione ed istruzioni per l’esecuzione degli esercizi, sul sistema di
coppia e di gruppo
5. Corretta valutazione della zavorra
6. Descrizione dell’immersione
• Preparazione dell’attrezzatura - (l’Istruttore ,o un Assistente
certificato devono verificare che l’allievo controlli il funzionamento
dell’’attrezzatura personale , che effettui il controllo reciproco con il
proprio compagno d’immersione. Gli allievi devono anche partecipare
alla preparazione della boa di superficie, alla cima di riferimento e alla
stazione di decompressione d’emergenza)
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello)
• Entrata in acqua
• Controlli di superficie - (in acqua, controllare l’attrezzatura del
compagno facendo attenzione ad ogni particolare verificandone il
funzionamento)
• Discesa lungo la cima di riferimento - (fare eseguire la
discesa con l’ausilio di una cima di discesa o seguendo il fondale a
secondo la programmazione dell’immersione e senza oltrepassare
la profondità pianificata, nella posizione più confortevole e
fisiologicamente migliore, senza perdere il controllo del compagno,
del Team, dell’ambiente. Contatto visivo con il compagno, il Team e
con la cima/parete. Dispositivo di gonfiaggio del GAV in mano)
• Adattamento alla profondità - (lasciare che ogni allievo prenda
confidenza con il nuovo ambiente. L’allievo deve controllare la
strumentazione, comunicare con il compagno mantenere un assetto
neutro. Particolare importanza deve essere data al controllo dei segni
e sintomi della narcosi d’azoto)
• Esecuzione esercizi in profondità:
1. Confronto tra Istruttore e compagni d’immersione dei profondim/
computer subacquei. Ogni allievo deve annotare i dati dell’immersione
sulla propria lavagnetta subacquea (profondità, quantità di gas
presente nelle bombole e se si utilizza un computer subacqueo anche
l’eventuale tempo in curva di non decompressione)
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
221
Al. Libere
3. Valutare attentamente le condizioni ambientali, in caso di dubbio
cambiare luogo o rinviare l’immersione
4. Discutere delle procedure per le tappe di sicurezza
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
2. Far notare gli effetti della pressione sugli oggetti (l’Istruttore per
evidenziare questo fenomeno può portare con se una pallina da ping
pong o una bottiglietta di plastica vuota)
3. Effettuare un giro subacqueo guidato (gli allievi in quest’escursione
subacquea potranno notare e apprezzare le differenze tra la vita
acquatica profonda e quella a basse profondità)
Risalita - seguendo la cima di discesa, o il profilo del fondo o di una
parete
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
Schema 2 AL5
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
3. Valutare condizioni ambientali
4. Procedure per le tappe di sicurezza
Briefing
Preparazione dell’attrezzatura
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata in acqua
Controlli di superficie
Discesa lungo la cima di riferimento
Adattamento alla profondità
Esecuzione esercizi in profondità:
1. Controllo profondimetro/computer/orologio e manometro
2. Annotare i dati: profondità, gas e tempo curva no deco
3. Far notare gli effetti della pressione sugli oggetti
4. Giro subacqueo guidato
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Uscita
Debriefing
Compilazione modulistica
Al. Libere
2 AL6
Immersioni profonda (30 m):
Considerazioni di questa esercitazione:
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
3. Valutare attentamente le condizioni ambientali, in caso di dubbio
cambiare luogo o rinviare l’immersione
4. Discutere delle procedure per le tappe di sicurezza
• Briefing
• Preparazione dell’attrezzatura
• Vestizione
222
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
• Controllo di sicurezza pre-immersione - (l’Istruttore o un
Assistente certificato devono verificare che il controllo sia eseguito da
tutti i componenti della coppia di allievi subacquei. Ogni allievo dovrà
controllare la funzionalità dell’attrezzatura del compagno in particolar
modo della FAA, del funzionamento valvole carico scarico GAV/Muta
stagna, della boa gonfiabile e di un eventuale mulinello)
• Entrata in acqua
• Controlli di superficie -(in acqua, controllare l’attrezzatura del
compagno facendo attenzione ad ogni particolare verificandone il
funzionamento)
• Discesa lungo la cima di riferimento (fare eseguire la discesa con
l’ausilio di una cima di discesa o seguendo il fondale a secondo la
programmazione dell’immersione e senza oltrepassare la profondità
pianificata, nella posizione più confortevole e fisiologicamente
migliore, senza perdere il controllo del compagno, del Team,
dell’ambiente. Contatto visivo con il compagno, il Team e con la
cima/parete. Dispositivo di gonfiaggio GAV in mano)
• Adattamento alla profondità
• Esecuzione esercizi in profondità:
1. Osservare gli effetti della pressione sugli oggetti
2. Effettuare un giro subacqueo
3. Verificare che l’allievo controlli profondimetro/computer/orologio e
manometro
4. Ogni allievo deve annotare i dati dell’immersione sulla propria
lavagnetta subacquea (profondità, quantità di gas presente nelle
bombole e se si utilizza un computer subacqueo anche l’eventuale
tempo in curva di non decompressione)
• Risalita - seguendo la cima di discesa, o il profilo del fondo o di una
parete
• Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
• Uscita
• Togliere e rimettere l’attrezzatura ARA e il sistema di zavorra in
superficie
• Debriefing
• Compilazione modulistica
Schema 2 AL6
•
•
•
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Al. Libere
•
•
•
•
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
3. Valutare condizioni ambientali
4. Procedure per le tappe di sicurezza
Briefing
Preparazione dell’attrezzatura
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata in acqua
Controlli di superficie
Discesa lungo la cima di riferimento Adattamento alla profondità
223
Pure Tech Agency
•
Al. Libere
•
•
•
•
•
•
Esecuzione esercizi in profondità:
1. Controllo profondimetro/computer/orologio e manometro
2. Annotare i dati: profondità, gas e tempo curva no deco
3. Far notare gli effetti della pressione sugli oggetti
4. Giro subacqueo guidato
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Uscita
Togliere e rimettere ARA e zavorra in superficie
Debriefing
Compilazione modulistica
224
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Conseguimento del livello 40 m
• Apprendere le tecniche per estendere le immersioni in acqua profonda
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
225
Profonda
Obiettivi
Pure Tech Agency
Profonda
2 AL7
Immersioni profonda (35 m):
Considerazioni di questa esercitazione:
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
3. Valutare attentamente le condizioni ambientali, in caso di dubbio
cambiare luogo o rinviare l’immersione
4. Discutere delle procedure per le tappe di sicurezza
• Briefing
• Preparazione dell’attrezzatura
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - a terra
• Entrata in acqua
• Controlli di superficie in acqua - (controllare l’attrezzatura del
compagno facendo attenzione ad ogni particolare verificandone il
funzionamento).
Entrati in acqua, posizionata e controllata l’attrezzatura aggiuntiva
e riuniti in gruppo nel posto e nel modo più comodo, va controllata
l’attrezzatura personale
• Particolare attenzione va posta a:
1. funzionamento fruste stagna e GAV (attenzione premere i pulsanti!)
2. posizione e funzionamento del 2° erogatore (se in bocca o passante
da parte a parte del petto, se ha un colore particolare colore. Ricorda
di provarlo respirandoci)
3. chiusura varie clip e cinture (tirare!)
4. posizione (aperta o chiusa)
5. apertura completa delle rubinetterie (non “mezzo giro indietro”,
sentire il fondo corsa!)
6. eventuali perdite d’aria (controllo bolle con immersione della
rubinetteria)
7. pressioni (vanno visti i manometri, non basta l’OK e respirare negli
erogatori per controllare eventuali variazioni della pressione che
indicherebbero un’anomalia)
8. controlli ai cinghiaggi delle pinne, posizionamento strumenti,
disposizione maschera, palloni
9. mulinello, torce ecc..)
• Discesa lungo la cima di riferimento - (fare eseguire la
discesa con l’ausilio di una cima di discesa o seguendo il fondale a
secondo la programmazione dell’immersione e senza oltrepassare
la profondità pianificata, nella posizione più confortevole e
fisiologicamente migliore, senza perdere il controllo del compagno,
del Team, dell’ambiente. Contatto visivo con il compagno, il Team e
con la cima/parete. Dispositivo di gonfiaggio del GAV in mano)
• Adattamento alla profondità
• Esecuzione esercizi in profondità:
1. Osservare gli effetti della pressione sugli oggetti
2. Effettuare un giro subacqueo
3. Verificare che l’allievo controlli profondimetro/computer/orologio e
226
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
manometro
4. Osservare e memorizzare gli oggetti indicati dall’Istruttore
(l’Istruttore deve indicare chiaramente uno o più oggetti, o
particolari facilmente identificabili, che gli allievi dovranno imparare
a memorizzare o annotare sulla lavagnetta o notes subacqueo.
Nel debriefing, li descriveranno riferendo la quota ed il tempo
d’immersione rilevato al momento della segnalazione)
• Rispondere ai segnali indicati dall’Istruttore con il sistema del
doppio filo (l’Istruttore deve indicare per primo i segnali, ai quali dovrà
seguire la risposta dell’allievo, si raccomanda all’Istruttore di enfatizzare
i segnali)
Tecnica della domanda:
1. Segnali chiari e inconfondibili
2. Lo stop lo si fa con le dita completamente chiuse, le dita
completamente aperte indicano il N° 5, il N° 1 lo si fa con l’indice e
non con il pollice che invece segnala la risalita, ecc.
Tecnica della Risposta:
1. Non accetteremo il classico generico segnale di O.K. come unica
risposta
Quindi nella risposta bisogna:
1) ripetere la comunicazione posta;
2) fare seguire la risposta.
Esempio:
1. Se devi chiedere:
2. “Tu (1 gesto), pinneggia (1 gesto), (1 gesto), fermati (1 gesto), O.K.
(1 gesto)”. (4 segnali), il compagno dovrà rispondere:
3. “Io (1 gesto), pinneggia (1 gesto), (1 gesto), mi fermo (1 gesto),
O.K. (1 gesto)”. (4 segnali)
• Contatto con l’erogatore a frusta lunga del compagno (l’Istruttore
dovrà essere pronto ad intervenire con la propria FAA lunga, in seguito,
a esercizio terminato dovrà verificare che le fruste siano state riposte
correttamente prima di fare proseguire nell’immersione):
1. liberazione rapida della frusta per tutta la sua lunghezza, passaggio
dell’erogatore alla bocca del compagno, lasciandolo solo quando si è
certi che il contatto sia corretto
2. effettuazione di tre atti respiratori allontanandosi alla massima
distanza consentita
3. ripetere invertendo le parti
4. risistemazione reciproca delle fruste lunghe com’erano all’inizio
• Non superare la profondità massima pianificata (la massima
profondità pianificata è da intendersi come limite massimo raggiungibile,
non come limite da raggiungere per forza: non viene assolutamente
chiesto di far segnare la Max. Prof. pianificata al computer! si dovra'
anche fare attenzione se il proprio compagnio sta andando oltre ed
avvisarlo
• Segnale di fine immersione dato dall’Istruttore
• Risalita - (seguendo la cima di discesa, o il profilo del fondo o di
una parete (l’allievo deve risalire senza lasciare nessuno sul fondo
e senza perdere tempo, mantenendo il contatto con il compagno,
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
227
Profonda
Pure Tech Agency
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
•
con il punto di riferimento. l’Istruttore deve dare il segnale di fine
immersione e l’allievo dovrà dirigersi verso la superficie mantenendo
come punto di riferimento la cima/parete tenendo sempre in mano
il dispositivo di sgonfiaggio del GAV)
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Lancio del pallone (da svolgere dopo la sosta di sicurezza. Utilizzare il
pallone di segnalazione sia in abbinamento ad un mulinello o uno spool
(rocchetto) sia con una cima ad esso collegata.
In assetto neutro ma con contatto visivo della cima di discesa/risalita
o del fondo a secondo del luogo in cui viene svolta la prova. Estrarre
il pallone di segnalazione, srotolarlo; contemporaneamente liberare
il mulinello/spool. Agganciare il pallone al moschettone del mulinello,
nel contempo si sarà provveduto ad allentare la frizione di ritenzione
del rullo. Introdurre nel pallone il gas dall’apertura posta in basso
utilizzando l’erogatore secondario. Fare molta attenzione che durante
questa fase e la successiva di lancio, non rimanga intrappolata della
cima nell’erogatore o in qualche altra parte dell’equipaggiamento, ciò
potrebbe causare una pericolosa risalita incontrollata. Una volta che il
pallone è arrivato in superficie, recuperare il lasco della cima e metterla
in leggera tensione. L’Istruttore deve essere in contatto fisico con
l’allievo e con la cima pronto ad intervenire nel caso l’allievo dimostri
difficoltà o si presenti un problema con il pallone (es cima intrappolata
nell'equipaggiamento, frizione del mulinello, ecc).
Uscita
Togliere e rimettere l’attrezzatura ARA e il sistema di zavorra in
superficie
Debriefing
Compilazione modulistica
Schema 2 AL7
Profonda
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
228
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
3. Valutare condizioni ambientali
4. Procedure per le tappe di sicurezza
Briefing
Preparazione dell’attrezzatura
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata in acqua
Controlli di superficie in acqua
Discesa lungo la cima di riferimento
Adattamento alla profondità
Esecuzione esercizi in profondità:
1. Controllo profondimetro/computer/orologio e manometro
2. Annotare i dati: profondità, gas e tempo curva no deco
3. Far notare gli effetti della pressione sugli oggetti
4. Giro subacqueo guidato
5. Osservare oggetti (quota e tempo)
Rispondere ai segnali dell’Istruttore (doppio filo)
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Contatto con l’erogatore a frusta lunga del compagno
Non superare la profondità massima pianificata
Segnale di fine immersione dato dall’Istruttore
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Lancio del pallone
Uscita
Togliere e rimettere ARA e zavorra in superficie
Debriefing
Compilazione modulistica
Immersione profonda (40 m)
Considerazioni di questa esercitazione:
• Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
• Calcolo dei consumi di gas
• Valutare attentamente le condizioni ambientali, in caso di dubbio
cambiare luogo o rinviare l’immersione
• Discutere delle procedure per le tappe di sicurezza
• Briefing
• Preparazione dell’attrezzatura
• Vestizione
• Controllo di sicurezza pre-immersione - a terra
• Entrata in acqua
• Controlli di superficie in acqua - controllare l’attrezzatura del
compagno facendo attenzione ad ogni particolare verificandone il
funzionamento.
Entrati in acqua, posizionata e controllata l’attrezzatura aggiuntiva
(e riuniti in gruppo nel posto e nel modo più comodo, va controllata
l’attrezzatura personale)
Particolare attenzione va posta a:
1. funzionamento fruste stagna e GAV (attenzione: premere i pulsanti!)
2. posizione e funzionamento del 2° erogatore (se in bocca o passante
da parte a parte del petto, se ha un colore particolare colore. Ricorda
di provarlo respirandoci)
3. chiusura varie clip e cinture (tirare!)
4. posizione (aperta o chiusa) di eventuale isolatore
5. apertura completa delle rubinetterie (non “mezzo giro indietro”,
sentire il fondo corsa!)
6. eventuali perdite d’aria (controllo bolle con immersione della
rubinetteria)
7. pressioni (vanno visti i manom, non basta l’OK e respira negli
erogatori per controllare eventuali variazioni della pressione che
indicherebbe un’anomalia)
8. controlli ai cinghiaggi delle pinne
9. posizionamento strumenti, disposizione maschera, pallone, mulinello,
torce ecc.)
• Discesa lungo la cima di riferimento (fare eseguire la discesa con
l’ausilio di una cima di discesa o seguendo il fondoale a secondo la
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
229
Profonda
2 AL8
Pure Tech Agency
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Profonda
•
•
•
•
230
programmazione dell’immersione e senza oltrepassare la profondità
pianificata, nella posizione più confortevole e fisiologicamente migliore,
senza perdere il controllo del compagno, del Team, dell’ambiente.
Contatto visivo con il compagno, il Team e con la cima/parete.
Dispositivo di gonfiaggio del GAV in mano)
Adattamento alla profondità
Esecuzione esercizi in profondità:
1. Osservare gli effetti della pressione sugli oggetti
2. Effettuare un giro subacqueo
3. Verificare che l’allievo controlli profondimetro/computer/orologio e
manometro
4. Osservazione oggetti indicati dall’Istruttore (l’Istruttore deve
indicare chiaramente uno o più oggetti, o particolari facilmente
identificabili,che gli allievi dovranno imparare a memorizzare o
annotare sulla lavagnetta o notes subacqueo. Nel debriefing, in
seguito, li descriveranno riferendo la quota ed il tempo d’immersione
rilevato al momento della segnalazione)
Rispondere ai segnali indicati dall’Istruttore con il sistema del
doppio filo (l’Istruttore deve indicare per primo i segnali, ai quali dovrà
seguire la risposta dell’allievo, si raccomanda all’Istruttore di enfatizzare
i segnali. Vedi descrizione esercitazione precedente)
Contatto con l’erogatore a frusta lunga del compagno (l’Istruttore
dovrà essere pronto ad intervenire con la propria FAA lunga, in seguito,
a esercizio terminato dovrà verificare che le fruste siano siate riposte
correttamente prima di fare proseguire nell’immersione:
1. liberazione rapida della frusta per tutta la sua lunghezza passare
l’erogatore alla bocca del compagno, lasciando l’erogatore solo
quando si è certi che il contatto sia corretto
2. effettuazione di tre atti respiratori allontanandosi alla massima
distanza consentita
3. ripetere invertendo le parti
4. risistemazione reciproca delle fruste lunghe com’erano all’inizio
Segnale di fine immersione dato dall’Istruttore
Non superare la profondità massima pianificata (vedi descrizione
esercitazione precedente)
Risalita seguendo il profilo del fondo o di una parete (vedi
descrizione esercitazione precedente)
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Lancio del pallone (da svolgere dopo la sosta di sicurezza. Vedi
descrizione esercitazione precedente)
Uscita
Togliere e rimettere l’attrezzatura ARA e il sistema di zavorra in
superficie
Debriefing
Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
schema 2 AL8
•
•
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•
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•
•
•
•
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•
•
Profonda
•
•
•
•
1. Pianificazione e programmazione a tabelle U.S. Navy
2. Calcolo dei consumi di gas
3. Valutare condizioni ambientali
4. Procedure per le tappe di sicurezza
Briefing
Preparazione dell’attrezzatura
Vestizione
Controllo di sicurezza
pre-immersione
Entrata in acqua
Controlli di superficie in acqua
Discesa lungo la cima di riferimento
Adattamento alla profondità
Esecuzione esercizi in profondità:
1. Controllo profondimetro/computer/orologio e manometro
2. Annotare i dati: profondità, gas e tempo curva no deco
3. Far notare gli effetti della pressione sugli oggetti
4. Giro subacqueo guidato
5. Osservare oggetti (quota e tempo)
Rispondere ai segnali dell’Istruttore (doppio filo)
Contatto con l’erogatore a frusta lunga del compagno
Non superare la profondità massima pianificata
Segnale di fine immersione dato dall’Istruttore
Risalita
Sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 m
Lancio del pallone
Uscita
Togliere e rimettere ARA e zavorra in superficie
Debriefing
Compilazione modulistica
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
231
Pure Tech Agency
232
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Pure Tech Agency
Appendice
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
233
234
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
NOTA:
Per tempi e profondità intermedi a quelli in tabella
1, 2 scegliere i valori immediatamente superiori
17
27
38
50
62
76
91
107
125
145
167
193
223
260
307
371
9
80 14
7
12
17
22
28
33
39
45
51
57
60
70 7
18
9
12
15
20
21
27
28
36
34
44
41
53
48
63
56
73
63
84
71
95
80
108
89
121
135
92
151 100 4
163 110 8
180 14
15
6
6
6
12
(Singola)
6
24
6
27
6
30
6
33
6
36
6
• Immergersi in buone condizioni psico fisiche, e nei limiti del proprio brevetto
• Pianificare l’immersione in curva di NON decompressione (si consiglia di raggiungere quota 6 m entro la fine del tempo pianificato)
• Raggiungere la massima profondità a inizio immersione. NON YO-YO
• In presenza di fattori di rischio, (freddo, fatica, corrente, stress etc...) usare il tempo successivo nella tabella
• Sosta di sicurezza (3 min a 5 m - Emersione: 3m/min da 6 m alla superficie
• Sosta profonda (immersione in curva): 2,5 min a metà della max prof. (stacco dal fondo 2,5 min. prima del tempo di tabella)
6
tempo di decompressione a 6 m
tempo fuori curva di sicurezza
tempo limite in curva di sicurezza
tempo entro la curva di sicurezza
Consumi elevati
20 4
15 1
2
4
6
9
10
39
ARIA
3
4
3
5
4
6
5
7
6
9
6
10
7
11
8
12
9
14
10
14
11
16
12
19
12
17
14
20
15
23
21
16
24
18
28
15
24
19
28
21
32
32
37
25
20
20 2
28
36
42
30
25 3
35 4 30 3
25 8
47
39
10
14
45
30
48
40 14 35 15
55 9
60 14
21
Velocità di risalita: 9 m/min
ATTENZIONE! IL RISPETTO DELLE TABELLE NON ESCLUDE COMPLETAMENTE I RISCHI DELL’IMMERSIONE
26
43
61
82
106
133
165
205
256
330
461
illim.
6
Velocità di discesa: 23 m/min (max)
1 - TABELLA DI IMMERSIONE
19
20
25 3
G.A.
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
P
Z
Tappe
Profondità
Pure Tech Agency
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
B
0:10
0:55
1:56
2:11
2:12
4:31*
C
0:10
0:52
0:53
1:44
1:48
3:03
3:04
5:23*
D
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:39
2:40
3:55
3:56
6:15*
E
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:31
3:32
4:48
4:49
7:08*
F
H
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:23
4:24
5:40
5:41
8:00*
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:16
5:17
6:32
6:33
8:52*
0:10
0:52
0:10 0:53
0:52 1:44
G
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:08
6:09
7:24
7:25
9:44*
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
I
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:06
6:07
7:00
7:01
8:16
8:17
10:36*
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
J
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:06
6:07
6:58
6:59
7:52
7:53
9:09
9:10
11:29*
K
Z
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:06
6:07
6:58
6:59
7:50
7:51
8:42
O
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:06
6:07
6:58
6:59
7:50
N
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:06
6:07
6:58
M
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
5:14
6:06
5:14
6:06
6:07
6:58
6:59
7:50
6:07 6:59 7:51 8:43
6:58 7:50 8:42 9:34
6:59 7:51 8:43 9:35
7:50 8:42 9:34 10:27
7:51 8:43 9:35 10:28
8:42 9:34 10:27 11:19
7:51 8:43 9:35 10:28 11:20
8:44 9:37 10:29 11:21 12:13
8:45 9:38 10:30 11:22 12:14
10:01 10:53 11:45 12:37 13:30
10:02 10:57 11:46 12:38 13:31
12:21* 13:13* 14:05* 14:58* 15:50*
0:10
0:52
0:53
1:44
1:45
2:37
2:38
3:29
3:30
4:21
4:22
5:13
L
• La reimmersione entro 10 min va considerata continuazione dell’immersione precedente
• Tra due immersioni successive si consiglia un intervallo di superficie minimo di 2 h
• L’immersione ripetitiva deve durare almeno 15 min ed essere meno profonda della precedente
• Non eccedere con immersioni ripetitive per più giorni consecutivi. Interrompere con periodi di riposo
0:10
1:16
0:10 1:17
2:20* 3:36*
A
G.A. iniziale
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
+23 +19 +16
+17 +14 +12
+11
+63 +39 +29
+44 +28 +29
+27 +18 +13
B
A
353 150
343 142
332 134
320 126
81
75
69
63
51
+9
46
41
36
31
40
+8
36
32
28
23
32
29
+7
+10
25
24
21
+6
+9
18
14
20
17
+5
+8
14
11
8
15
12
+5
+8
10
7
4
+14 +12 +11 +10
21
11
2
10
8
+5
+7
6
+9
3
1
-
6
4
+4
+6
1
+9
-
-
-
+18 +16 +14 +13 +12 +11
17
5
-
-
-
6
4
+4
+6
2
+8
+10
-
10:02
12:21* intervallo oltre il quale l’immersione successiva non è ripetitiva
1
-
+4
+6
-
-
+8
+9
-
-
+12 +11
-
-
+14 +13
-
-
-
+16 +15
-
-
+19 +17
+21 +19
-
-
+23
+23 +21
l’immersione successiva non modifica il G.A.
immersione
il tempo residuo in curva di sicurezza e illimitato
NON fattibile
+136 tempo fittizio da aggiungere al tempo reale di immersione
27
tempo residuo in curva di sicurezza, (-) immersione fuori curva
*
*
*
*
57
8
-
+17 +15
+22 +19 +17 +16 +14 +13
14
-
-
-
C
308 118
19
2
-
-
+29 +24 +20
*
25
4
-
-
+25 +22 +20 +18
10
-
-
+83 +51 +37
50
14
-
1
+29 +26 +23 +21 +19 +18
6
+33 +29 +26 +24 +22 +20
1
D
294 108
20
9
4
+35 +29 +25
*
43
14
8
+106 +63 +45
99
35
27
E
279
89
78
+42 +35 +29
*
263
245
+134 +77 +55
-
F
-
+38 +33 +30 +27 +24 +22
G
*
*
*
+49 +40 +34
-
-
+166 +92 +64
-
-
+57 +46 +39
-
-
+206 +108 +74
-
-
H
-
-
+65 +52 +44
2
-
+257 +126 +85
19
-
I
66
11
+73 +58 +49 +42 +37 +33 +30 +27 +25
225
54
+331 +146 +97
J
203
+462 +168 +109 +81 +65 +54 +46 +41 +36 +33 +30 +27
41
27
-
-
-
L
177
147
11
-
-
+224 +136 +99 +79 +65 +55 +48 +43 +39
110
-
-
+261 +152 +109 +86 +71 +60 +52 +47
63
-
+308 +169 +120 +93 +77 +65
-
+372 +188 +131 +101 +83
9 12 15 18 21 24 27 30 33 36 39 42 45
K
*
6
Profondità dell’immersione successiva
3 - TEMPO DI AZOTO RESIDUO
+194 +122 +90 +72 +59 +51 +44 +40 +36 +32
M
N
O
Z
G.A. Finale
2 - INTERVALLO DI SUPERFICIE
Pure Tech Agency
235
236
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
tel. ..........................................................................................................................
N. di Polizza: ..........................................................................................................
compagnia: ............................................................................................................
Assicurazione
tel. ..........................................................................................................................
medico: ..................................................................................................................
................................................................................................................................
farmaci/terapie in corso: ........................................................................................
gruppo sanguigno: ................................................................................................
allergie: ...................................................................................................................
Informazioni mediche
tel. ..........................................................................................................................
nome: .....................................................................................................................
tel. ..........................................................................................................................
nome: .....................................................................................................................
In caso di emergenza contattare
email: .....................................................................................................................
tel. .........................................................................................................................
CAP: ........................ città: ...................................................................................
indirizzo: .................................................................................................................
nome: .....................................................................................................................
Informazioni Personali
Personal Dive Log
__________________ ..........................................................
CAPITANERIA DI PORTO ..................................................
EMERGENZA IN MARE .....................................................
DAN ...................................................................................
EMERGENZA MEDICA ......................................................
Numeri Utili:
..............................................................................................
di
Personal Dive Log
Pure Tech Agency
Increspata
Mossa
Agitata
Piovoso
Nebbioso
Nuvoloso
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
Semi Stagna
Stagna
Relitto
Tabelle
Temperatura acqua .......... °C
b
go clu
spazio
b
go clu
per lo
..................................................................
..................................................................
..................................................................
per lo
..................................................................
..................................................................
..................................................................
spazio
..................................................................
Convalida
Compagni di Immersione:
Stagna
Semi Stagna
Umida
Muta
Forte
Media
Leggera
Nessuna
Corrente
..................................................................
..........
Relitto
Riva
Barca
Agitata
Mossa
Increspata
Calma
Superficie
Tipo di Immersione
Nuvoloso
Nebbioso
Piovoso
Soleggiato
Tempo
NOTE:
%O2 ............................
Nitrox
Consumo lt x min ........
Fine ..............................
Inizio ............................
Capacità ......................
Pressione .....................
Bombola
Temperatura Aria
..................................................................
............. kg.
Zavorra
ottima
Buona
Sufficiente
Scarsa
Visibilità
Computer
Compagni di Immersione:
..........
Riva
Forte
Media
Leggera
Nessuna
Corrente
Ora uscita .............................
.......... °C
Ora entrata ...........................
%O2 ............................
Nitrox
Consumo lt x min ........
Fine ..............................
Inizio ............................
Capacità ......................
Pressione .....................
Bombola
Ora uscita .............................
Ora entrata ...........................
Convalida
..................................................................
..................................................................
..................................................................
NOTE:
............. kg.
Zavorra
ottima
Buona
Sufficiente
Scarsa
Visibilità
.......... °C
Tempo Totale Immersione
Tempo Immersione Reale
Sosta di sicurezza
Intervallo di superficie
immersione N.
Tempo Azoto Residuo
Tempo
Luogo
Data
Tempo Totale Immersione
Profondità
Personal Dive Log
Tempo Azoto Residuo
Tempo Immersione Reale
Sosta di sicurezza
Temperatura Aria
Umida
Muta
immersione N.
Intervallo di superficie
Data
Temperatura acqua .......... °C
Luogo
Barca
Tipo di Immersione
Calma
Superficie
Tabelle
Tempo
Soleggiato
Tempo
Computer
Profondità
Personal Dive Log
Pure Tech Agency
237
Pure Tech Agency
MODULO ADDESTRAMENTO DIVER
COMPILARE E FIRMARE
DOPO OGNI LEZIONE/ESERCITAZIONE
FREQUENZA LEZIONI
TEORIA MOD 1
TEORIA MOD 2
TEORIA MOD 3
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
TEORIA MOD 4
TEORIA MOD 5
TEORIA RECUPERO
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
AC 1
AC 2
AC 3
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
AC 4
AC 5
AC RECUPERO
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
AL 1
AL 2
AL 3
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
AL 4
AL 5
AL 6
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
P2 PROFONDA 1
P2 PROFONDA 2
P2 PROFONDA RECUPERO
1 Data ............................................
1 Data ............................................
1 Data ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Allievo ............................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Istruttore .........................................
Pure Tech Agency
238
Advanced Scuba Diver - CMAS-PTA P2
w w w. p u r e - t e c h - a g e n c y. n e t
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