Indice PREAMBOLO………………………………………………………………………………………… P.2 DATI SULLA SCUOLA……………………………………………………………………………… P.3 PREMESSA…………………………………………………………………………………………… P.5 CRITERI GENERALI PER L’ELABORAZIONE DEL POF………………………………………… P.7 ANALISI DEL CONTESTO SOCIOI-ECONOMICO E CULTURALE DEL TERRITORIO……….. P.8 BISOGNI EMERSI…………………………………………………………………………………….. P.14 ORGANISMI CHE GARANTISCONO IL FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO………………… P.16 CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI…………………………………………………. P.18 GLI UTENTI(ENTITA’NUMERICAALUNNI,TABELLA DEBITI FORMATIVI)…………………. P.20 TIPOLOGIA DEGLI ALUNNI E DELLE FAMIGLIE………………………………………………… P.29 PROGETTAZIONE CURRICOLARE…………………………………………………………………… P.31 CONTINUITA’…………………………………………………………………………………………… P.33 CURRICOLO NAZIONALE…………………………………………………………………………… P.35 FINALITA’ EDUCATIVE GENERALI………………………………………………………………….. P.37 OBIETTIVI EDUCATIVI E COMPORTAMENTALI…………………………………………………… P.39 OBIETTIVI COGNITIVI………………………………………………………………………………….. P.41 AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA .………………………………………………….. P.44 PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA DELL’INFANZIA………………………………………….. P.45 PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA PRIMARIA………………………………………………… P.46 PROGETTAZIONE ANNUALE SECONDARIA DI I°GRADO………………………………………… P.47 PROGETTAZIONE ANNUALE SECONDARIA DI 2°GRADO………………………………………… P.47 ATTIVITA’ INTEGRATIVE………………………………………………………………………………. P.49 ATTIVITA’ DI SOSTEGNO E DI RECUPERO………………………………………………………….. P.50 VERIFICA E VALUTAZIONE…………………………………………………………………………… P.54 INDICATORI DELLA VALUTAZIONE…………………………………………………………………. P.54 PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA………………………………………………………………….. P.54 TABELLA TEMPO SCUOLA LICEO……………………………………………………………………. P.56 RISORSE DELLA SCUOLA……………………………………………………………………………… P.58 RISORSE UMANE………………………………………………………………………………………… P.60 RISORSE FINANZIARIE…………………………………………………………………………………. P.60 RISORSE DEL TERRITORIO…………………………………………………………………………….. P.61 FORMAZIONE DEL PERSONALE E UTILIZZO DELLE RISORSE………………………………….. P.62 MONITORAGGIO E QUALITà DEL SERVIZIO SCOLASTICO………………………………………. P.63 TABELLA MONITORAGGIO ESAMI FINALI DI STATO CLASSI V………………………………… P.65 TABELLA MONITORAGGIO ABBANDONI E DISPERSIONE……………………………………….. P.66 PREAMBOLO La normativa attribuisce piena autonomia alle istituzioni scolastiche che devono provvedere “alla definizione dell’offerta formativa”, “tenendo conto delle esigenze del contesto culturale ed economico delle realtà locali”. Tra i principali provvedimenti legislativi si ricordano: • La legge 15 marzo 1997, n.59: nota come Legge Bassanini e soprattutto 2 • Il D.P.R. 8 marzo 1999, n.275: Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche. Seguono altri decreti e circolari ministeriali. Il P.O.F. nasce da queste innovazioni e si configura come il documento che rispecchia l’identità formativa della scuola, con cui essa elabora, col contributo degli utenti, un suo progetto culturale, dimensionato sui bisogni accertati del territorio in sinergia con la programmazione degli enti locali. DATI SULLA SCUOLA ISTITUTO COMPRENSIVO GLOBALE “FILIBERTO FARCI” - SEUI (Comprensivo di Scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado e Liceo Scientifico) • SEDE CENTRALE: LICEO SCIENTIFICO Via S. Giorgio n.230 – 08037 – Seui (NU) 3 Recapiti telefonici: Dirigente Scolastico 0782/539003 Ufficio del Dirigente Scolastico e Segreteria 0782/54789 ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DEGLI UFFICI DI SEGRETERIA PERSONALE LICEO TUTTI I GIORNI DALLE 8.00 ALLE 9.00 UFFICIO PROTOCOLLO TUTTI I GIORNI DALLE 9.00 ALLE 10.00 ALUNNI LICEO E SCUOLA DELL’OBBLIGO TUTTI I GIORNI DALLE 10.00 ALLE 11.00 PERSONALE SCUOLA DELL’OBBLIGO TUTTI I GIORNI DALLE 11.00 ALLE 12.00 UFFICIO CONTABILITA’ TUTTI I GIORNI DALLE 12.30 ALLE 13.30 ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DELL’UFFICIO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO TUTTI I GIORNI DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 12.00 • SCUOLE DELL’INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO Via Roma n.254 – 08037 – Seui (NU) Recapito telefonico • 0782/54784 SEZIONE STACCATA DI USSASSAI: PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO Via Europa n.1 – 08040 – Ussassai (NU) Recapito telefonico • 0782/55679 SEZIONE STACCATA DI USSASSAI: SCUOLA DELL’INFANZIA 4 Via Don Bosco – 08040 – Ussassai (NU) Recapito telefonico 0782/55680 PREMESSA L’Istituto Comprensivo Globale “Filiberto Farci”, comprende le scuole dell’infanzia, primaria e Secondaria di 1° Grado di Seui (sede centrale) ed Ussassai (sezione staccata) ed il Liceo Scientifico di Seui, ovvero Secondaria di 2°Grado. Quest’ultimo è frequentato, sia pure in misura diversa, da giovani provenienti da 7 comuni della Barbagia di Seulo, Barbagia Mandrolisai e Ogliastra: Seui, Sadali, Seulo, Esterzili, Ussassai e Gadoni e Gairo, aggregati a tre distinte Province: Seui, Ussassai e Gairo a quella dell’Ogliastra; Sadali, Seulo ed Esterzili a quella di Cagliari; Gadoni alla Provincia di Nuoro. 5 Questa suddivisione, iniziata con le vecchie “zone omogenee”, non presenta evidenti aspetti di disomogeneità, poiché, come si vedrà in seguito, i 7 centri presentano situazioni socioeconomiche e culturali simili e problematiche pressoché identiche. Essi hanno un passato unitario sia dal punto di vista territoriale che umano, storico, linguistico, culturale ed amministrativo. I loro territori, esaminati unitariamente, presentano una forma compatta e compenetrata e una morfologia comune come buona parte dei substrati geologici. Tra i 7 paesi non sono mai mancati i contatti, ai quali non di rado sono seguiti trasferimenti di persone da un centro all’altro. Per garantire una solida base conoscitiva al nostro Piano dell’Offerta Formativa ( P.O.F.), la realtà dei sette paesi è stata esaminata in modo dettagliato, allo scopo di individuarne le peculiarità ed i bisogni per poter progettare un intervento formativo adeguato ed efficace, rapportato alle reali esigenze degli utenti e finalizzato espressamente al loro riscatto sociale, alla loro emancipazione culturale e al loro inserimento nel mondo, secondo l’ottica integrata dell’istruzione e della formazione. Le scelte per il nuovo anno poggiano fondamentalmente sulla valutazione dei risultati conseguiti nel passato anno scolastico oltre che sulle nuove istanze formative del territorio. Sono stati predisposti e distribuiti alle famiglie e agli studenti degli strumenti d’indagine che hanno consentito di raccogliere informazioni utili per una valutazione sufficientemente oggettiva delle attività svolte e per una programmazione che tenesse conto dei suggerimenti ricevuti. Anche per questo sembra opportuno precisare qui che il P.O.F., che pure è un documento solido e ben definito nella sua struttura fondamentale, dovendo rendere manifesto l’impegno della scuola ad un miglioramento continuo, secondo la logica dei “piccoli passi”, è anche un documento flessibile e duttile pronto ad adeguarsi a nuove situazioni ed esigenze, sempre nel rispetto delle scadenze annuali. La flessibilità, insomma, è uno dei suoi tratti caratteristici e ne rivela l’atteggiamento dinamico nei confronti della realtà: atteggiamento positivo perché consegue da un continuo aggiornamento e da un susseguirsi di scelte, rettifiche ed integrazioni fatte a ragion veduta. Va anche ribadito qui in premessa, per evitare equivoci sull’indirizzo culturale della scuola e sulla sua reale portata, che sullo sfondo di tutta l’attività educativa, ma sempre ben in vista, c’è la società contemporanea nella sua universalità, con le molteplici aspirazioni e tendenze che in essa si manifestano. Tali tendenze prefigurano gli scenari futuri nei quali opereranno i nostri studenti e non sembra pertanto fuori luogo richiamarle brevemente: 6 1. Nel campo specifico dell’istruzione si stanno profilando nuovi orizzonti che richiedono studi e competenze specialistiche, al tempo stesso orientative e facilmente spendibili nel campo professionale. 2. In campo economico si moltiplicano le aziende che producono beni immateriali: servizi, informazioni, etc…, mentre si registra una drastica diminuzione di addetti nei settori agricolo ed industriale (aumenta però la domanda di “prodotti ecologici”); 3. La conoscenza teorica e la scienza acquistano sempre maggiore importanza per la loro capacità di creare processi innovativi e di condizionare le decisioni a livello generale; 4. Cresce l’importanza del merito e della professionalità ed aumenta la richiesta di tecnici e professionisti nella forza lavoro; 5. La società tende a snellire le procedure e a sburocratizzarsi; 6. L’introduzione del telelavoro introduce innovazioni radicali nell’organizzazione del lavoro che non è più vincolato a sedi e a tempi fissi; 7. Il territorio della Sardegna aspira ad avere figure professionali che valorizzino le risorse locali e frenino lo spopolamento delle zone interne, stimolando i giovani ad un maggior senso di appartenenza al territorio in un ottica di apertura verso orizzonti nazionali e transnazionali. CRITERI GENERALI PER L’ELABORAZIONE DEL POF Il presente piano dell’offerta formativa per il corrente Anno Scolastico è stato elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base dei seguenti criteri generali : 1. L’organizzazione precedente della scuola, in coerenza con le norme vigenti, può essere confermata, previo opportuno intervento per le correzioni ritenute necessarie dalle varie componenti; 7 2. Dovranno essere utilizzate, nei limiti delle risorse disponibili, tutte le indicazioni, coerenti con gli indirizzi di studio dell’Istituzione Scolastica, contenute negli atti di indirizzo e di programmazione in sinergia con altri enti ed istituzioni significative del territorio; 3. Le risorse strutturali, ambientali, culturali, sociali ed economiche del territorio dovranno contribuire a potenziare l’offerta formativa dell’Istituto; 4. Per ciò che concerne le discipline costituenti la quota obbligatoria della scuola, fermo restando l’attuale impianto curricolare dei vari ordini e gradi, dovranno valorizzare le esperienze formative pregresse che hanno sempre mostrato di suscitare interesse e partecipazione tra gli alunni, nonché percorsi didattici nuovi e orientativi, capaci di realizzare un potenziamento delle conoscenze, delle competenze e dell’identità culturale e sociale del territorio di appartenenza; 5. Si dovrà prestare particolare attenzione agli aspetti relazionali della vita scolastica (di classe, di istituto, tra personale Ata e docenti, tra alunni e docenti, tra alunni e genitori, etc) predisponendo adeguati interventi di formazione e organizzazione interna con le dovute aperture verso l’esterno. ANALISI DEL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO E CULTURALE DEL TERRITORIO. Sono stati raccolti, riordinati ed esaminati dati sui seguenti settori A.Settore pastorale ▪Aziende d’allevamento; 8 ▪Ricoveri e sale di mungitura razionali in via di allestimento; ▪Progetti esecutivi di agriturismo e punti di agriturismo operanti; ▪Aziende di tipo tradizionale; ▪Prati-pascoli; ▪Altimetria B. minima, massima e dei centri abitati. Settore agricolo ▪Superficie coltivata in ha a varie colture; ▪Addetti all’agricoltura; ▪Direttivi, quadri, impiegati e coadiuvanti in agricoltura; ▪Lavoratori in proprio e soci di cooperative; C.Settore agro-alimentare ▪Tipi di formaggio, di carne, di minestre, di pane e di dolci locali; ▪Bacche ▪Il di bosco; freddo sardo locale; ▪Vini e liquori; ▪Produzioni ▪Piatti locali di insaccati, pani dolci e formaggi; locali proposti in alberghi, ristoranti, punti di ristoro e di agriturismo presenti in loco. D.Settore turistico ▪Cosa è possibile vedere e/o visitare nei vari centri ( beni archeologici: musei, nuraghi, domus de janas, …, beni ambientali ecc.); ▪Luoghi di culto presenti; ▪Presenza di nuovi indicatori di sviluppo: camping, musei, cooperative giovanili, sport organizzati, ecc.. E. Settore artigianale ▪Attività artigianali presenti; ▪Numero di addetti alle varie attività; ▪Direttivi, quadri e impiegati. Settore dei servizi F. ▪Popolazione attiva nei vari servizi e numero degli esercizi funzionanti, ▪risorse finanziarie disponibili nei vari settori e normative di riferimento. G.Settore ambientale e forestale ▪Particolari riferimenti agli sbocchi occupazionali offerti; 9 ▪possibilità di integrare la risorsa ambiente con il turismo. H.Settore culturale ▪Individuazione dei beni culturali e della loro possibile valorizzazione in funzione turistica. I. Aspetti generali ▪Analisi dettagliata della dinamica demografica; ▪Analisi dei dati sulla popolazione attiva e sulla disoccupazione. I risultati dell’indagine inducono a superare alcuni luoghi comuni e ad individuare nuove e importanti istanze, seppure a livello embrionale, non solo nel settore turistico e dei servizi, ma, per certi versi, anche nel settore agro-pastorale, tradizionalmente statico. Nel settore pastorale, le nuove norme europee e la disponibilità di consistenti risorse finanziarie, con contributi a fondo perduto e/o in fondo capitale, costituiscono una forte spinta al cambiamento. Si profilano pertanto nuove opportunità, in un’ottica di allevamento razionale, che possono integrarsi armonicamente nel contesto culturale, fisico e ambientale in cui sono ubicate le aziende, senza perdere di vista la tipicità e la genuinità dei prodotti, che dovrebbe essere garantita da marchi di qualità. Queste nuove istanze di sviluppo devono suggerire alla scuola un cammino didattico orientativo per sbocchi occupazionali futuri. Lo stesso discorso può farsi per l’attività agricola, sia pure nei limiti consentiti dalle difficoltà oggettive di coltivare la terra a causa dei forti pendii che rendono problematica l’introduzione dei mezzi meccanici. Una delle chiavi di lettura delle nuove opportunità potrebbe essere la creazione di piccole e medie aziende, anche cooperativistiche, per superare l’eccessiva polverizzazione delle proprietà; in vista di una produzione biologica, volta alla salvaguardia di varietà locali di alberi da frutto, vitigni, ecc.. Queste iniziative, sostenute da contributi dell’U.E., potrebbero integrarsi con le altre colture tradizionali sia arboree sia orticole. Largamente sottovalutato e sottodimensionato appare anche il settore agro-alimentare che, a fronte di una notevole potenzialità, registra una situazione veramente poco felice con pochissimi addetti alle attività di trasformazione e di vendita. La presenza di una gran varietà di formaggi, carni, minestre, pani, dolci, pietanze fredde, vini e liquori non solo trova ancora un riscontro insufficiente nelle offerte dei pochi ristoratori locali, ma è spesso ignorata anche nell’odierna alimentazione delle famiglie, perché molti piatti tradizionali sono caduti in disuso. 10 Anche in questo caso si tratta di prodotti di ottima qualità, sicuramente spendibili in termini di offerta esterna a fini turistici, come dimostrano altre esperienze, e certamente degni di allietare ancora le nostre tavole, non solo per il loro valore intrinseco, ma anche perché costituiscono un aspetto non secondario della tradizione e della cultura popolare, da salvaguardare e riproporre in un contesto rinnovato. Il settore si può rilanciare proponendo ciò che suggerisce l’attuale normativa: mini caseifici e piccoli laboratori, contrassegnati da marchi di qualità per i prodotti di nicchia. Dell’attività artigianale, ancora fiorente fino agli anni ‘50, si hanno notizie attendibili addirittura fin dal 1600, almeno per Seui. La realtà odierna evidenzia un drastico ridimensionamento ed uno scollamento tra vecchie e nuove generazioni, con la perdita di gran parte delle attività manuali e pratiche. Un’attenta formazione professionale, curata da enti qualificati, tra cui anche la scuola, può consentire il recupero in termini moderni delle vecchie professionalità, che potrebbero avvantaggiarsi di un aumento della domanda legato al turismo. Si è generalmente propensi a scommettere su un’ulteriore sicura espansione di quella che ormai viene definita “l’industria delle vacanze”. In Sardegna, finora, quest’espansione ha interessato principalmente le coste, ove si sono concentrati massicci investimenti e sono sorte strutture rilevanti sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Le zone interne sono state interessate solo marginalmente da questo processo, per un insieme di cause che non sempre è facile individuare. Vi hanno certamente giocato un ruolo importante l’isolamento, la mancanza di infrastrutture viarie, lo smantellamento delle attività tradizionali, la perdita di preziose energie umane e di imprenditorialità a seguito dell’emigrazione, ma non si può nascondere anche un appiattimento culturale dovuto a forme di assistenzialismo non certo stimolanti, che hanno contribuito ad impoverire ulteriormente un tessuto economico già debole. Allo stato attuale si nota una ripresa di iniziativa sostenuta da consorzi vari ed anche dalle sponsorizzazioni del “trenino verde”, forse ancora frammentaria ma comunque segno di una inversione di tendenza. Si nota ancora un miglioramento dell’offerta turistica, documentata da nuovi indicatori di sviluppo del settore: presenza di camping, musei, cooperative giovanili, bed and breakfast, agriturismi, residence e villaggi turistici come quello dei carbonai ad Esterzili. In prospettiva lo sviluppo turistico dovrebbe poter contare su un cospicuo flusso di finanziamenti e su precise scelte delle amministrazioni e degli altri enti interessati, finalizzate a: 11 1.Un potenziamento generale dei servizi, anche allo scopo di offrire migliori garanzie agli ospiti tradizionali, gli emigrati ed i loro discendenti, che, oltre alle proprietà, conservano un legame affettivo con i luoghi d’origine. 2.Riscoprire e valorizzare tutti i centri storici, i beni culturali, archeologici e naturalistici, luoghi di culto e feste tradizionali in risposta ad una richiesta di tipo culturale in continua evoluzione. 3.Potenziare gradualmente le strutture ricettive, puntando soprattutto al recupero dei centri urbani anche allo scopo di stabilire legami culturali con i nuovi ospiti. 4.Recuperare le attività tradizionali, le usanze e i costumi delle nostre popolazioni. 5.Promuovere adeguate iniziative pubblicitarie. 6.Tutelare rigorosamente l’ambiente, forse il bene più importante dei nostri paesi, che, anche a seguito della marginalità che lo ha sempre contraddistinto, si conserva ancora totalmente integro. Il territorio, prevalentemente montuoso e a forte pendenza, è considerato da molti decenni suscettibile di attività di rimboschimento, per via di un certo degrado dovuto essenzialmente ai numerosi incendi susseguitesi nel tempo. I “Cantieri di rimboschimento”, gestiti dall’Ente Forestale, hanno garantito il lavoro ad un gran numero di operai in tutta la zona. La riorganizzazione di questi enti sta imponendo nuove regole e nuovi strumenti operativi, per cui saranno necessarie, a breve, anche altre professionalità. Si intravede inoltre un cambiamento di rotta per un’azione integrata ambiente - turismo – cultura. La risorsa ambiente offre l’opportunità di dare risposte a numerosi bisogni formativi, riferibili alla conoscenza degli aspetti geomorfologici, idrogeologici, botanici e paesaggistici del territorio, alle sue potenzialità economiche e alle compatibilità di sviluppo. Tutto ciò ribadisce ancora una volta la necessità che la scuola, se intende essere veramente orientativa e ricercare una spendibilità concreta del proprio lavoro, sia attiva nel territorio ed operi per costruire le necessarie professionalità, sperimentando anche forme di collaborazione con altri istituti e/o enti di forestazione. La possibilità di miglioramento dei vari settori economici fin qui presentati dipende anche in larga misura, dal pieno utilizzo delle risorse finanziarie previste dall’attuale normativa, solo in parte applicata nel nostro territorio. Certo non incoraggia la ripresa della piaga perenne dell’inefficienza di alcuni servizi fondamentali: principalmente viabilità e trasporti, ma anche servizi sanitari e socio-assistenziali. La tortuosità delle strade dilata a dismisura i tempi di percorrenza e rende gravosi e pericolosi gli spostamenti. 12 I risultati di questo lavoro ci portano a concludere che, seppure si intravedono delle vie d’uscita, il destino dei nostri paesi è tuttora segnato dall’incertezza. Poco incoraggianti sembrano anche i risultati di una recente indagine sui comuni italiani che ne individua 2830 su un totale di 8100, il 35%, a rischio reale di estinzione; con redditi medi bassissimi, servizi di base al minimo, bassa densità demografica, invecchiamento della popolazione, etc… Anche in questo caso, la disamina dei dati rivela che la condizione dei nostri paesi è tra le più gravi e che le difficoltà tipiche dei centri montani sono qui particolarmente marcate. Con ogni probabilità nessun’altra regione storica della Sardegna ha subito uno sradicamento così rovinoso della popolazione. Anche la scuola risente di questa condizione di malessere, con accorpamenti di classi dovuti alla diminuzione degli alunni e minacce di chiusura. Il lato positivo della situazione sta nella presa di coscienza da parte dei comuni interessati, che hanno dato vita ad una nuova associazione nazionale ed avanzano richieste precise di modifiche fiscali e normative a vantaggio dei piccoli centri per rivendicare la montanità e le sue peculiarità.. La modifica del titolo quinto della Costituzione riconosce all’Ente Locale un ruolo più importante anche nella programmazione della scuola del territorio. Vengono anche segnalate le principali risorse presenti in essi, sulle quali concentrare gli investimenti, che sono quelle da noi individuate: flora, fauna, beni culturali, gastronomia, produzioni agricole e pastorali ecologiche e di qualità, artigianato e turismo. Viene insomma confermata la nostra convinzione che la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione dei centri montani non siano più rinviabili nell’interesse generale del paese e che condannarli al degrado, oltre ad essere un grave errore, comporterebbe un ingente spreco di risorse. Servono interventi tempestivi perché si rischia di superare la soglia minima oltre la quale neppure i servizi attuali, scuola compresa, potrebbero essere garantiti. Lo Stato e le sue articolazioni ai vari livelli devono farsi carico della situazione con iniziative lungimiranti e di ampio respiro da sostenere con un adeguato impegno finanziario. Non bisogna però illudersi che possa accadere qualcosa senza una decisa mobilitazione dal basso che faccia emergere il ruolo delle zone montane nel 3° millennio e rivendichi con forza l’attribuzione delle risorse necessarie per incentivare il ritorno della gente che potrà garantire il presidio del territorio ed il superamento del degrado e dell’abbandono che oggi lo caratterizzano. Anche qui pertanto ciascuno deve fare bene la sua parte. 13 L’avvento dell’autonomia offre alla scuola l’opportunità di calarsi nella realtà locale e di operare in sinergia con le altre istituzioni presenti nel territorio per individuare e valorizzare tutte le risorse, umane e materiali e dare risposte concrete alle esigenze delle popolazioni, stimolarne la domanda, riscoprirne i valori, la cultura e le tradizioni ed inserirli in un circuito culturale più vasto con una dignità propria, al fine di promuovere il riscatto delle comunità. Per questo compito la scuola si è già in parte attrezzata predisponendo progetti specifici da attuare in continuità nei vari ordini di scuola, nel rispetto dei criteri di gradualità propri delle fasi di sviluppo del bambino e dell’adolescente, dai 3 ai 18 anni, tendenti ad arricchire l’offerta formativa e a motivare gli allievi all’apprendimento stimolandone gli interessi. Questa offerta formativa che costituisce il “Curricolo locale” (15% del tempo-scuola, secondo la nuova normativa), parte dai bisogni emergenti dei giovani e delle famiglie scaturiti dalle considerazioni fin qui fatte, e si muove in varie direzioni: arricchimento delle conoscenze e delle competenze, studio della realtà locale, acquisizione di strumenti di raccordo con la realtà esterna, orientamento, etc… BISOGNI EMERSI A livello generale per tutti gli alunni dell’istituto globale sono emersi i seguenti bisogni: a)Acquisire una formazione umana e culturale solida ed ampia; b)Ricercare nuovi e vecchi valori che siano orientativi per la vita; c)Educare alla tolleranza, alla diversità culturale, fisica e psicologica; d)Coinvolgere tutte le valenze culturali del territorio e stabilire rapporti di collaborazione; 14 e)Trovare nella scuola opportunità per rapportarsi con la cultura di appartenenza e valorizzarne gli aspetti più positivi; f)Stimolare comportamenti individuali e/o di gruppo volti alla socializzazione, integrazione, promozione; g)Acquisire e consolidare le abilità fondamentali di base; h)Acquisire un corretto metodo di studio; i)Creare – ampliare – rinforzare - approfondire le conoscenze; j)Attivare corsi di recupero, di sostegno e di integrazione possibilmente individualizzati, per gli alunni più deboli; k)Acquisire nuove professionalità grazie anche alle risorse strumentali possedute (laboratori, biblioteche, palestra, ecc.) l)Imparare a leggere- scrivere argomentare dedurre e controdedurre; m)Essere posti al centro di un’azione didattica pluri-interdisciplinare per percorsi formativi agevoli e chiari; n)Stimolare un più serio confronto tra genitori ed alunni; docenti ed alunni; docenti e famiglie; o)Organizzare corsi di formazione in servizio dei docenti anche con attività di autoaggiornamento. Più in particolare per i ragazzi del Liceo sono emersi i bisogni di: a)Trovare ▪Guide sbocchi nel mondo del lavoro per i seguenti profili professionali: ed operatori turistici; ▪Conoscitori della lingua inglese con certificazione esterna,Livello B1 e B2 ▪Esperti su beni archeologici, musei, pinacoteche; ▪Operatori informatici. b)Sapersi orientare nel mondo universitario. 15 c)Saper utilizzare al meglio le risorse ambientali quali le prospettive del Parco del Gennargentu e/o quelle offerte dal recentissimo Parco dei Tacchi; d)Saper valorizzare ed utilizzare le risorse culturali, linguistiche e storiche della Sardegna con particolare attenzione ai progetti di sviluppo del Parco Geominerario inserito nell’area 3 per i comuni di Seui, Seulo, Gadoni e Sadali; e)Sapersi raccordare a realtà nazionali e sovranazionali per un giusto inserimento nella realtà futura. ORGANISMI CHE GARANTISCONO IL FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO Il funzionamento dell’Istituto è garantito dall’attività dei seguenti organismi istituzionali: 1. Dirigente scolastico. 16 2. Consiglio d’Istituto e Giunta Esecutiva, composti dai rappresentanti dei docenti, degli studenti, dei genitori e del personale ATA (attualmente le competenze sono attribuite ad un Commissario). La scuola, infatti, in seguito alla verticalizzazione, non ha potuto provvedere all’elezione del Consiglio d’Istituto, in assenza di una normativa specifica per gli istituti comprensivi globali di recente istituzione. 3. Collegio dei docenti plenario composto da tutti i docenti dell’Istituto; 4. Collegi dei docenti dei vari ordini di scuola che decidono sui problemi specifici di ciascun segmento scolastico; 5. Consigli di classe, interclasse e intersezione composti da tutti i docenti di ogni classe, dai rappresentanti dei genitori e, nel Liceo, degli studenti. Le competenze dei singoli organismi sono esplicitate nella Carta dei Servizi. Il Collegio dei docenti plenario, in relazione a quanto previsto dal contratto nazionale integrativo, ha assegnato le funzioni strumentali al P.O.F. (ex funzioni obiettivo), ritenute necessarie per far fronte alla complessa gestione di un Istituto Comprensivo Globale, ai seguenti docenti che ne hanno fatto richiesta: • Prof. Loi Mauro: Funzione strumentale Liceo Scientifico – (Revisione del P.O.F., sostegno al lavoro docente, interventi e servizi per gli studenti e continuità didattica). • Maestra Deplano Anna: Funzione strumentale scuola primaria – (Revisione del P.O.F., sostegno al lavoro docente, interventi e servizi per gli studenti e continuità didattica). • Maestro Pilia Giovanni Battista: Funzione strumentale scuola primaria – (Revisione del P.O.F., sostegno al lavoro docente, interventi e servizi per gli studenti e continuità didattica). Il coordinamento generale delle funzioni strumentali viene affidato al 1°Collaboratore del Dirigente. Il Dirigente Scolastico ha individuato come primo collaboratore il Prof. DESOGUS Giampaolo e come secondo collaboratore il Prof. MAMELI Francesco che lo sostituiranno e/o 17 lo coadiuveranno sia per ciò che concerne la firma degli atti amministrativi di competenza che per ciò che concerne la gestione della scuola. Ha inoltre individuato i docenti fiduciari, responsabili del funzionamento della scuola nelle diverse sedi: SCUOLA INFANZIA SEUI Meloni Maria SCUOLA PRIMARIA SEUI Loi Regina SCUOLA SEC. DI PRIMO GRADO SEUI Loi Regina Ancora contribuiscono al funzionamento della scuola tutti i docenti in servizio e il personale ATA. Tutti i suddetti organismi si avvalgono a livello operativo di numerosi strumenti: registri delle presenze, registri per le verbalizzazioni, giornale di classe, registri personali dei docenti, agenda della programmazione settimanale nella scuola elementare, scheda personale dell’alunno, fascicolo personale, etc…. L’Istituto si è anche dotato della Carta dei Servizi e di regolamenti in cui vengono richiamate le disposizioni che disciplinano materie specifiche (in allegato). Per quanto riguarda la sicurezza sarà predisposto un apposito piano che verrà affisso all’albo della scuola. CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI: 18 La formazione delle classi mira alla costituzione di gruppi omogenei di alunni ben integrati sotto il profilo socio-affettivo, educativo e didattico. L’obiettivo di questa integrazione è la piena valorizzazione delle capacità, delle abilità, delle competenze e delle conoscenze culturali di ogni singolo alunno. Il numero dei componenti è determinato secondo le ultime direttive, attingendo alle diverse fasce di merito scolastico, singoli giudizi delle classi cosiddette “ponte”, tenendo conto, compatibilmente con le oggettive disponibilità della scuola, delle richieste e dei bisogni delle famiglie, all’atto dell’iscrizione. Per ciò che concerne la scuola secondaria di 2° Grado, non si assisterà più ad una concentrazione per provenienza comunale. Le singole classi dovranno essere formate da elementi, possibilmente di entrambi i sessi, che arrivano da diversi paesi e da diverse scuole, nell’ottica di una maggiore integrazione e di un sano confronto culturale. CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE CLASSI: 19 L’assegnazione dei docenti alle classi avverrà secondo i seguenti criteri: 1.continuità classe, purché didattica, ove non confligga con difficoltà relazionali tra docente e gruppo oggettivamente riscontrabili e documentabili. Sarebbe da preferirsi un’assegnazione nell’ottica della continuità verticale; 2.a seconda delle emergenze, il Dirigente scolastico potrà agire con discrezionalità e in deroga al criterio della continuità didattica, purché l’azione sia rivolta alla prevenzione dei disagi relazionale tra le componenti; 3.nei casi di nuove assegnazioni, potrà valere, in prima istanza e nulla ostando, l’eventuale proposta di assegnazione avanzata dal singolo docente al Dirigente Scolastico. In caso di divergenza e di più richieste di assegnazione alla stessa classe da parte di più docenti, dovrà valere l’anzianità di servizio adeguatamente certificata; 4.infine, si dovrà riporre particolare attenzione all’equa distribuzione delle assegnazioni relative agli insegnanti di ruolo, in modo tale da garantire un’adeguata presenza di risorse professionali stabili. Tutte le risorse umane vanno adeguatamente valorizzate, in vista di sperimentazioni e di progetti cosiddetti speciali che caratterizzano l’Istituzione, che mettano in luce titoli culturali, specializzazioni, abilitazioni che qualificano i percorsi di studio GLI UTENTI 20 La popolazione scolastica delle scuole dell’Infanzia, Primaria e scuola secondaria di primo grado è costituita dagli allievi dei comuni di Seui ed Ussassai, mentre quella della secondaria di secondo grado (Liceo scientifico) proviene anche dagli altri quattro centri della Barbagia di Seulo, dal Mandrolisai e dall’Ogliastra. Nel corrente anno scolastico 2007/2008 la situazione relativa alla frequenza è la seguente: SCUOLA DELL’INFANZIA (SEUI – USSASSAI) N. ALUNNI PER SEZIONE Sezioni A B Totale Seui 16 16 32 Ussassai 6 -- 6 38 Totale compl. SCUOLA PRIMARIA (SEUI – USSASSAI) N. ALUNNI PER CLASSE Classi 1 2 3 4 5 Totale Seui 18 16 16 12 17 79 Ussassai 1 8 3 8 3 23 Totale 19 24 19 20 20 102 N.B.: ad Ussassai sono presenti due pluriclassi: una per le classi prima e seconda ed una per le classi quarta e quinta. SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO (SEUI – USSASSAI) N. ALUNNI PER CLASSE Classi 1 2 3 Totale Seui 17 17 13 47 Ussassai 8 5 6 19 21 Totale compl. 25 22 19 66 N.B.: ad Ussassai è presente una pluriclasse per le classi prime e seconde LICEO SCIENTIFICO N. DEGLI ALUNNI PER CLASSE E PER PROVENIENZA COMUNI 1A 2A 2B 3A 3B 4A 4B V Totale Seui 4 7 6 5 7 10 9 7 55 Sadali 2 2 7 5 1 4 -- 3 24 Seulo 4 1 3 2 2 -- 6 1 19 Esterzili 8 3 2 -- 3 -- -- 4 20 Ussassai 4 3 2 2 1 4 1 2 19 Gadoni -- -- -- -- -- -- 1 -- 1 Gairo -- -- -- 1 -- -- -- -- 1 TOTALE 22 17 20 17 14 18 17 17 149 TOTALE COMPLESSIVO ALUNNI DELL’ISTITUTO: N. 355. TOTALE COMPLESSIVO ALUNNI DELLA SECONDARIA DI II GRADO N. 149 TABELLA PROGRESSIVA LICEO DIVISI PER GENERE Comuni Seui maschi IA Seui femmine IA Seui maschi IIA Seui femmine IIA 2007-08 1 3 2 5 Seui maschi IIB 2 Seui femmine IIB Seui maschi IIIA Seui femmine IIIA Seui maschi IIIB Seui femmine IIIB Seui maschi IVA Seui femmine IVA Seui maschi IVB 4 5 --2 4 2 8 3 Seui femmine IVB 6 2008-09 2009-10 2010-11 2011-12 2012-13 22 Seui maschi V 4 Seui femmine V Sadali maschi IA Sadali femmine IA Sadali maschi IIA Sadali femmine IIA Sadali maschi IIB Sadali femmine IIB Sadali maschi IIIA Sadali femmine IIIA Sadali maschi IIIB Sadali femmine IIIB Sadali maschi IVA Sadali femmine IVA Sadali maschi IVB Sadali femmine IVB Sadali maschi V Sadali femmine V Seulo maschi IA Seulo femmine IA Seulo maschi IIA Seulo femmine IIA Seulo maschi IIB Seulo femmine IIB Seulo maschi IIIA Seulo femmine IIIA Seulo maschi IIIB Seulo femmine IIIB Seulo maschi IVA Seulo femmine IVA Seulo maschi IVB Seulo femmine IVB Seulo maschi V Seulo femmine V Esterzili maschi IA Esterzili femmine IA Esterzili maschi IIA Esterzili femmine IIA Esterzili maschi IIB Esterzili femmine IIB Esterzili maschi IIIA Esterzili femmine IIIA 3 --2 --1 4 3 5 ----1 1 3 --1 2 1 3 --1 --3 2 --1 1 ----3 3 1 --1 7 1 2 --2 ----- Esterzili maschi IIIB 2 Esterzili femmine IIIB Esterzili maschi IVA Esterzili femmine IVA Esterzili maschi IVB Esterzili femmine IVB 1 --------23 Esterzili maschi V Esterzili femmine V Ussassai maschi IA Ussassai femmine IA Ussassai maschi IIA Ussassai femmine IIA Ussassai maschi IIB Ussassai femmine IIB Ussassai maschi IIIA Ussassai femmine IIIA Ussassai maschi IIIB --4 3 1 2 1 2 --2 ----- Ussassai femmine IIIB Ussassai maschi IVA Ussassai femmine IVA Ussassai maschi IVB Ussassai femmine IVB Ussassai maschi V Ussassai femmine V Gadoni maschi IA Gadoni femmine IA Gadoni maschi IIA Gadoni femmine IIA Gadoni maschi IIB Gadoni femmine IIB Gadoni maschi IIIA Gadoni femmine IIIA Gadoni maschi IIIB Gadoni femmine IIIB Gadoni maschi IVA Gadoni femmine IVA Gadoni maschi IVB Gadoni femmine IVB Gadoni maschi V Gadoni femmine V Gairo maschi IA Gairo femmine IA Gairo maschi IIA Gairo femmine IIA Gairo maschi IIB Gairo femmine IIB Gairo maschi IIIA Gairo femmine IIIA Gairo maschi IIIB Gairo femmine IIIB Gairo maschi IVA Gairo femmine IVA Gairo maschi IVB Gairo femmine IVB Gairo maschi V 1 3 1 --1 1 1 --------------------------1 ----------------1 ----------------24 Gairo femmine V Stranieri maschi IA Stranieri femmine IA Stranieri maschi IIA Stranieri femmine IIA Stranieri maschi IIB Stranieri femmine IIB Stranieri maschi IIIA Stranieri femmine IIIA Stranieri maschi IIIB Stranieri femmine IIIB Stranieri maschi IVA Stranieri femmine IVA Stranieri maschi IVB Stranieri femmine IVB Stranieri maschi V Stranieri femmine V TOTALE --------1(Marocco) ----------1(Tailandia) ------------149 Rispetto all’A.S. 2006-07risultano globalmente n.10 iscritti in meno che derivano da un calo di n.10 unità al Liceo. Nell’anno scolastico 2006-07 gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di 1° Grado sono stati tutti promossi alla classe successiva. Gli studenti,invece, del Liceo sono stati sia promossi a pieno merito che con debito formativo come da tabella: TABELLA ALUNNI LICEO – PROMOSSI CON DEBITO Materia Lettere IA IB 2 IIA 2 IIB italiane Lettere 5 6 3 2 Latine Lingua 1 1 Inglese Lingua 1 Francese Storia 1 Geografia Matematica 5 IIIB IVA Totale n.4 2 2 n.20 2 2 1 5 1 1 n.9 1 1 1 2 n.6 5 2 3 n.29 7 1 IIIA 3 4 25 n.7 Fisica Scienze 2 7 e Chimica Disegno Ed.Fisica Religione 3 2 1 2 1 3 1 1 1 1 2 1 n.13 n.9 n.6 Le scuole dell’Infanzia, primaria e secondaria di I grado di Seui ed Ussassai, com’è ovvio, sono frequentate dalla totalità degli alunni dei due comuni. La situazione del Liceo è diversa. Se è vero che la recente normativa sull’istituzione dell’obbligo formativo, a partire dall’anno scolastico 2000/2001 offre l’opportunità di seguire il percorso di istruzione e/o formazione e contrasta gli eventuali abbandoni, è anche vero che una parte degli alunni della Barbagia di Seulo, alla conclusione degli studi medi, preferisce iscriversi ad altri istituti, benché più lontani geograficamente. Il fenomeno riguarda solo in parte Seui, sede del Liceo. Inoltre, dal 1 settembre 2007 è entrato in vigore l’obbligo di istruzione a 10 anni, in base alla legge 26 dicembre 2006,n.296,art. 1,comma 622. L’indicazione normativa rappresenta,per la scuola italiana,un allineamento ai sistemi di altri paesi dell’Unione Europea. Le scuole concorrenti che, nel complesso, sono in grado di fornire un’offerta molto diversificata, stanno a Lanusei, Aritzo, Tortolì, Isili, Cagliari, Jerzu e Sorgono. Tra le motivazioni che inducono i ragazzi a disertare il nostro Liceo, emerge quella che lo vedrebbero poco adeguato agli allievi meno preparati. Da non sottovalutare anche il giudizio orientativo espresso dal corpo docente della scuola media a conclusione degli Esami di Stato. Su quest’ultimo punto è sicuramente opportuna una riflessione da parte del Collegio ed una puntuale informazione rivolta agli allievi delle scuole medie dei comuni del territorio, perché i giovani della zona siano informati sulle possibilità di formazione proposte dall’Istituto evitando inutili e dispendiosi trasferimenti in altre sedi. La scuola si propone, infatti, sulla base delle possibilità offerte dalla legge sull’autonomia scolastica, di rispondere alle reali esigenze formative dei giovani accogliendo le istanze di coloro che sono orientati verso una formazione di tipo professionale, attivando anche corsi alternativi o attuando un sistema di crediti formativi basati sulla istruzione/formazione con una previsione delle cosiddette “passerelle” e proponendo progetti di alternanza scuola-lavoro, stage, rientro drop out, riaccoglienza,etc. La scuola dovrà sempre prestare la massima attenzione ai bisogni ed alle aspettative degli alunni e delle famiglie, da verificare con indagini periodiche per rendere più efficaci gli 26 strumenti già posti in essere con il piano di accoglienza ed adottarne eventualmente degli altri. Per le classi prime del Liceo, infatti, sono già in uso da qualche anno dei test d’ingresso e gli alunni sono stati messi in grado di avere maggiore consapevolezza dei piani di studio, delle opportunità che la nuova scuola offre per il futuro, delle possibilità di affermazione e autorealizzazione in tutti i campi, delle occasioni di elevare la qualità della vita relazionale grazie ad attività ludiche e/o didattiche all’interno della comunità scolastica. Per la scuola primaria e secondaria di I° Grado sono state predisposte delle schede di rilevazione sulla scelta degli insegnamenti opzionali e obbligatori. Nelle classi I-II-III della Secondaria di I° Grado le ore opzionali sono pari a 6 e si svolgono le seguenti attività: - laboratorio linguistico-espressivo, - informatica, - attività sportiva, - pratica strumento musicale, - disegno tecnico. Nelle classi I II III IV V della primaria, le ore opzionali sono pari a 3 e si svolgono le seguenti attività: - attività fisico-sportiva, - attività tecnico-operativa, - attività musicale, - attività di drammatizzazione, - studio della lingua e della cultura della Sardegna. 27 TIPOLOGIA DEGLI ALUNNI E DELLE FAMIGLIE La realtà dei nostri paesi, come già detto, è abbastanza omogenea. È pur vero però che al suo interno, come ovunque del resto, esistono contesti familiari diversificati dal punto di vista reddituale, professionale e culturale. Per quanto riguarda la professione dei genitori, da un’analisi dettagliata che ha coinvolto tutte le famiglie, risultano esserci operai o assimilati, come gli operai forestali , alcuni artigiani professionisti, insegnanti, impiegati e pastori. Tra le madri, le casalinghe sono la maggioranza , seguono insegnanti, impiegate, commercianti e operaie . Il livello culturale risulta variegato, con genitori che hanno conseguito la licenza media, alcuni che hanno interrotto gli studi liceali,fermandosi al biennio o alla classe terza. Una bassa percentuale di genitori donne sono diplomate o laureate. Mancano e risultano di difficile rilevamento, dati sulla consistenza reddituale, che sono però, almeno in parte, prevedibili, le famiglie sono, in prevalenza, monoreddito. Questa multiforme realtà familiare trasmette ai giovani sensibilità particolari che si traducono in un largo ventaglio di opzioni personali a cui non sempre si accompagna un 28 proficuo impegno scolastico. Si è pertanto in presenza di allievi con una propensione allo studio teorico notevolmente diversa, con conseguenze in alcuni casi abbastanza gravi a livello di apprendimento. Anno dopo anno i risultati mettono sempre in evidenza questa situazione che talvolta si riesce a superare con efficaci interventi a livello didattico, sempre necessari, ma che in molti casi permane e richiede interventi mirati di tipo orientativo che rispettino e valorizzino le tendenze positive di ciascuno, facendo comunque sempre salva la necessità di acquisire almeno i “saperi essenziali”. Il problema si pone soprattutto al Liceo. Infatti, se molti allievi si iscrivono a questa scuola perché la trovano altamente formativa e completa, altri, che avrebbero preferito un diverso indirizzo, si trovano quasi costretti ad iscriversi per un insieme di fattori che vanno dalla distanza delle altre scuole superiori alla spinta delle famiglie, motivata anche da problemi di disponibilità economica. Da questo nasce l’esigenza che la scuola si adoperi per un ampliamento dell’offerta formativa che tenga conto anche dell’orientamento verso il mondo del lavoro. In ambito scolastico gli allievi del Liceo si muovono verso due direttive principali: 1. Spendibilità del diploma in ambito universitario; 2. Spendibilità del diploma/titolo nel mondo del lavoro. Dall’indagine svolta tra gli studenti emergono le seguenti attese: Migliorare il proprio comportamento tramite il sapere; Assumere nuovi atteggiamenti grazie allo studio; Acquisire nuovi valori per la vita; Trovare nuove opportunità di tipo affettivo; Ricoprire un ruolo all’interno del gruppo, Rapportarsi attivamente con i docenti; Farsi portavoce dei problemi del territorio in ambito scolastico; Spendere il proprio sapere nell’ambiente d’origine; Acquisire un titolo o titoli più spendibili sia all’Università che nel campo professionale. Le nuove direttive dell’autonomia scolastica danno ampia libertà di manovra per ciò che concerne la flessibilità oraria e la programmazione di nuovi percorsi formativi ed innovativi. Tutte le figure presenti nell’Istituto si propongono di volgere i propri sforzi e le proprie competenze al miglioramento del livello d’istruzione per garantire anche ai giovani di realtà 29 marginali come la nostra, opportunità di primo livello. Ci si propone inoltre di diventare attenti osservatori della realtà territoriale per raccordarla ad altre di più larghi orizzonti, coniugando sempre gli interessi locali con quelli generali, per evitare scantonamenti di segno localistico. I bisogni educativi precedentemente evidenziati sono la spinta per una seria programmazione, che contenga finalità e mete educative a breve, medio e lungo termine. Resta da aggiungere, per completare il quadro informativo sugli utenti, che la partecipazione degli alunni e delle famiglie alla vita scolastica, si può considerare abbastanza buona. Molto raramente si assiste a lunghi periodi di assenza, a manifestazioni di protesta, scioperi ingiustificati, etc.... I genitori partecipano, di norma, sia alle riunioni degli Organi Collegiali di cui fanno parte che agli incontri scuola-famiglia. Si vuol rimarcare infine che il P.O.F. vuole anche essere uno strumento di informazione sulle esigenze degli utenti, per i tanti colleghi che non conoscono la realtà locale perché vengono da fuori e trovano difficoltà di integrazione per numerosi fattori: pendolarismo, mancanza di conoscenza della lingua, della cultura e della storia del territorio, etc.... PROGETTAZIONE CURRICOLARE Il percorso fondamentale di insegnamento-apprendimento, costituito dalle attività curricolari, come previsto dalla normativa, viene diviso in curricolo nazionale, 85% del tempo scuola, e curricolo locale, 15% del medesimo. Il curricolo viene ampliato con attività extracurricolari, che l’istituto introduce come ulteriore ampliamento dell’offerta, anche di concerto con le agenzie esterne. L’ISTITUTO: • CONSIDERA IL SUCCESSO FORMATIVO DEGLI ALLIEVI OBIETTIVO PRIORITARIO DI TUTTA LA SUA ATTIVITÀ; • INDIVIDUA I SEGUENTI FATTORI DI SVILUPPO DELLA SCUOLA COME DELLA SOCIETÀ: 1. Progresso informatico (European,computer,driving,licence) (ECDL); 2. Integrazione tra servizi fondamentali; 30 3. Recupero di produttività ed efficienza; 4. Tutela – difesa – coinvolgimento degli utenti che devono poter osservare e valutare direttamente l’efficienza del servizio prestato; 5. Apprendimento della lingua inglese come strumento fondamentale di comunicazione nella società contemporanea ma certificato all’esterno per i livelli B1 e B2; 6. Apertura della scuola al pomeriggio con progetti per adulti ;attività dei progetti di “Scuole Aperte”; corsi di recupero e di approfondimento. • SI PONE COME ISTITUZIONE I SEGUENTI OBIETTIVI STRATEGICI GENERALI DI LUNGO PERIODO: 1. Ripristinare la convergenza tra formazione e progresso, tra la cultura e la sua spendibilità sociale, con occhio sempre attento alle risorse del territorio; 2. Creare le premesse culturali per trattenere e riportare la gente nella montagna, nella convinzione che ciò serva a ristabilire un equilibrio abitativo sempre più necessario, se si pensa al vertiginoso aumento della popolazione mondiale e ai gravi fenomeni di inquinamento provocati dalla concentrazione di persone. In queste condizioni, non pare ci si possa permettere il lusso di abbandonare allo spopolamento e al degrado vaste aree del territorio; 3. In un periodo di vorticosa massificazione e globalizzazione, sembra anche opportuno un forte impegno teso alla rivalutazione dei valori etici, del pensiero critico e delle potenzialità individuali attraverso la conoscenza di se stessi, poiché non vi è dubbio che una società possa essere tanto più ricca e libera, quanto maggiore sarà il contributo originale e personale di ciascuno dei suoi membri, mentre non trarrebbe alcun vantaggio da individui fotocopia l’uno dell’altro. 4. Fare un’analisi lucida della realtà contemporanea, evidenziando gli aspetti positivi e negativi. Porsi di fronte a questi ultimi (esasperato individualismo, tentativi di trasformare le istituzioni in strumenti di parte, posposizione della dignità umana a interessi di parte e di potere, inquinamento ambientale, droga, delinquenza organizzata, etc…) da un punto di vista problematico per far maturare soluzioni finalizzate al loro superamento. 31 CONTINUITÀ Se siamo convinti che “apprendere significa integrare elementi nuovi (conoscenze, abilità, atteggiamenti) nel tessuto di esperienze e conoscenze di cui l’individuo già dispone, ci sarà più chiaro il legame di continuità che caratterizza questo processo. L’Istituto Comprensivo sembra essere la sede più idonea per soddisfare questa esigenza perché in esso si realizzano le condizioni ideali per mettere insieme esperienze diverse, aprire il dialogo e programmare seguendo direttive comuni. Le scuole di ordine superiore, valutando i risultati del lavoro svolto da quelle di ordine inferiore possono fornire informazioni operative sulle proprie esigenze ed aspettative e quelle di ordine inferiore possono far presenti gli interventi attuati, le cause di situazioni particolari, al fine di favorire un approccio coerente con le iniziative poste in essere in precedenza. 32 Così facendo si pensa di poter pervenire al raggiungimento degli obiettivi posti dalla normativa: 1. “Dare agli allievi il senso che l’acquisizione di abilità in settori diversi è innanzitutto un arricchimento della loro competenza”; 2. “Richiamare le conoscenze e le abilità apprese per “saldarle” a quelle nuove e aiutare il passaggio a concetti e abilità più complessi”; 3. “Dare agli allievi il senso della continuità dell’apprendimento, insegnando loro ad usare ciò che hanno appreso”; 4. “Sostenere la motivazione rendendo gli allievi attivamente partecipi di ciò che apprendono”. L’istituto attiva iniziative finalizzate a garantire la continuità negli interventi educativi e didattici mediante: a) incontri tra insegnanti delle classi ponte: ultimo anno di scuola dell’Infanzia – 1 a classe primaria, 5a classe primaria – 1a secondaria di I grado, 3a secondaria di I grado - 1a Liceo al fine di facilitare l’inserimento degli alunni e confrontarsi sugli obiettivi finali e sui prerequisiti iniziali; b) trasmissione da una scuola all’altra di informazioni sui futuri alunni con problemi di apprendimento e/o di comportamento; c) una descrizione/presentazione delle abilità strumentali e logiche, del comportamento, dell’impegno, dell’autonomia e del grado di scolarizzazione di ciascuno; d) visite agli edifici del Liceo da parte degli alunni delle classi terze. Incontri e confronti con i docenti e gli allievi dell’Istituto superiore; e) Le classi quarte e quinte del Liceo, inoltre, seguono lezioni presso l’Università degli studi di Cagliari volte all’orientamento per le scelte future nella prosecuzione degli studi. Alla Scuola superiore viene sempre fornito il fascicolo personale di ogni alunno, dove è ben definito il curriculum scolastico. Le scelte del nostro Istituto saranno realizzate dai vari ordini di scuola, secondo criteri comuni, tenendo conto delle esigenze proprie di ciascun segmento scolastico. Da tener presente inoltre che il servizio si concretizza nella relazione insegnante-alunni e che non si può fare una divisione netta tra aspetto cognitivo-razionale e aspetto emotivo-affettivo perché entrambe le componenti fanno parte della maturazione dell’individuo. 33 CURRICOLO NAZIONALE (85%) Le discipline di studio discendono dalle scelte nazionali ed i programmi ministeriali che normano la materia, danno disposizioni sulla ripartizione delle ore, sui contenuti, sulle finalità generali, etc…. Le attività da svolgere nel corso dell’anno vengono accuratamente programmate a livello individuale dai singoli docenti nei Piani di lavoro annuali, e a livello collegiale (Programmazioni dei Consigli di classe nelle scuola secondaria di I grado e nel liceo, programmazione settimanale nelle scuola primaria, elaborata all’interno dell’organizzazione modulare dell’insegnamento, e programmazione quindicinale nelle scuole dell’infanzia). 34 Il lavoro si svolge generalmente all’interno dei locali scolastici, secondo un orario prestabilito, con la collaborazione del personale ausiliario, così come specificato in dettaglio nella parte relativa alla progettazione organizzativa. Le suddette programmazioni, che all’inizio dell’anno vengono illustrate alle famiglie e che possono essere successivamente consultate dalle medesime a richiesta, devono uniformarsi alle direttive del Collegio dei docenti contenute nel P.O.F.. PERTANTO LE PROGRAMMAZIONI DEI CONSIGLI DI INTERSEZIONE, DI INTERCLASSE E DI CLASSE DOVRANNO: 1. Rispettare il principio di coerenza e gradualità. Il gradino inferiore deve servire per salire a quello superiore che lo presuppone, superando difficoltà via via crescenti nella logica della continuità 2. Individuare gli obiettivi trasversali comuni a tutte le discipline da perseguire collegialmente, in modo da ottenere una connessione dinamica delle conoscenze che faccia percepire agli allievi, con l’unità del sapere, anche l’unità di intenti degli insegnanti. 3. Sviluppare la ricerca dei principi strutturali sui quali si organizzano le discipline, limitando i contenuti a vantaggio della qualità e tenendo presente che, in un mondo in continua trasformazione, non si può apprendere tutto ma serve acquisire una mentalità aperta e flessibile, capace e pronta ad adattarsi al nuovo. 4. Prevedere, in linea di massima, quali competenze disciplinari essenziali devono possedere gli allievi al termine di ogni classe ed ordine di scuola. 5. Indicare i contenuti adatti a far acquisire tali competenze. 6. In quali termini si possano esprimere queste competenze e come si intenda verificarne l’acquisizione da parte degli alunni. 7. Prevedere iniziative di sostegno e recupero rivolte agli allievi in difficoltà.Per gli alunni del Liceo, saranno previste iniziative volte al recupero dei debiti sia pregressi che quelli dell’anno in corso. 8. Indicare i criteri di valutazione adottati. OGNI SINGOLO DOCENTE DOVRÀ PRECISARE NELLA PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALE: 1. Quali competenze possiedono i suoi alunni e a quale livello; 2. Quali interventi intende attivare per far acquisire le competenze mancanti o per potenziare quelle già possedute; 35 3. I tempi necessari per il raggiungimento degli obiettivi prefissati; 4. In quante e quali unità didattiche intende articolare l’offerta formativa; 5. Quali saranno gli strumenti di verifica del lavoro svolto. I DOCENTI DOVRANNO, INOLTRE, TENER CONTO DELLE SEGUENTI INDICAZIONI FINALIZZATE AD OTTENERE RISULTATI PIÙ SODDISFACENTI ANCHE ATTRAVERSO L’ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA: 1. Evitare la concentrazione dei carichi di lavoro e limitare l’assegnazione dei compiti a casa nelle scuole con prolungamento dell’orario settimanale; 2. Controllare e correggere sempre i compiti assegnati; 3. Prevedere nello svolgimento delle lezioni momenti di attività individuale accanto a momenti di lavoro di gruppo e di lezione frontale; 4. Manifestare pubblicamente le note di apprezzamento ed evitare il più possibile l’esternazione delle note di demerito; 5. Essere disposti ad affrontare problemi scolastici e personali degli alunni ogni volta che se ne presenta l’occasione; 6. Favorire i legami di amicizia tra gli allievi ed evitare, se possibile, di separarli nel passaggio alle classi superiori; 7. Incoraggiare l’identificazione degli alunni con le norme e i valori della scuola, che essi stessi potranno contribuire ad elaborare; 8. Favorire l’instaurarsi di un clima di collaborazione, di rispetto reciproco e di assunzione di responsabilità individuali; 9. Contribuire ad avvalorare una concezione dell’intelligenza non solo come dono di natura ma anche come prestazione che risente enormemente di stimoli esterni. FINALITÀ EDUCATIVE GENERALI Il raggiungimento di un obiettivo è sempre il risultato di un impegno e di un lavoro, distribuiti in un tempo più o meno lungo. L’obiettivo può non essere centrato in dipendenza di vari fattori. In ambito scolastico i risultati sono legati sia all’efficacia dell’intervento educativo, sia, in condizioni normali, all’impegno profuso dagli allievi. 36 Quest’impegno può subire numerosi condizionamenti determinati principalmente da cause ambientali (familiari e/o sociali etc…) e personali, che contribuiscono a determinarne il risultato. L’Istituto intende assolvere in pieno i suoi compiti istituzionali e si propone di offrire a tutti concrete opportunità di crescita e formazione, garantendo, con gli strumenti a sua disposizione, impegno professionale e competenza nell’azione didattica, ma anche interventi tesi a rimuovere, nei limiti delle possibilità offerte dalle singole situazioni, impedimenti di tipo ambientale, nel tentativo di far raggiungere a ciascuno i migliori traguardi culturali possibili. L’intervento educativo sarà centrato sull’alunno e sulla classe e gli obiettivi didattici, che ogni singolo Consiglio di classe, interclasse e intersezione dovrà indicare nei documenti programmatici, specificando anche obiettivi e standard minimi di apprendimento per ogni disciplina; scaturiranno da un’attenta analisi della condizione di partenza e degli interessi degli allievi che, specialmente (ma non solo) nel Liceo, dovranno essere ascoltati ed avere risposte esaurienti, non necessariamente consenzienti, su eventuali proposte, soprattutto se fatte a livello collettivo. Le scelte dei Consigli di classe, interclasse e intersezione dovranno avere come punto di riferimento gli obiettivi generali indicati nel P.O.F.. In vista di realizzare un’indagine conoscitiva che consenta di individuare strumenti di analisi il più possibile oggettivi, si propongono le seguenti tipologie di test d'ingresso, da utilizzare, con gli opportuni adattamenti, nei diversi ordini di scuola: Test strutturati e / o semi-strutturati Esercizi a scelta semplice e/ o multipla Questionari del tipo vero e falso Tracce tematiche di introspezione, di attualità, di fantasia e a carattere personale; Prove diagnostiche per saggiare: capacità di sintesi Prove diagnostiche per saggiare: capacità di analisi Prove diagnostiche per saggiare: capacità di riflessione personale Prove diagnostiche per saggiare conoscenze specifiche disciplinari Prove diagnostiche per saggiare conoscenze specifiche inter-pluridisciplinari Prove diagnostiche per saggiare conoscenze morfosintattiche Prove diagnostiche per saggiare abilità di base (ascoltare, parlare, leggere e scrivere) Griglie strutturate per saggiare le capacità nei vari campi di esperienza. 37 La programmazione dovrà prestare la massima attenzione al processo di insegnamento – apprendimento e quindi al rapporto che intercorre tra allievi e docenti. I contenuti disciplinari dovranno essere selezionati e proposti secondo percorsi informativo – formativi agevoli e strutturati in modo tale da adattarli alla classe, avendo in mente le abilità, le conoscenze e le competenze che si intende far acquisire e tenendo conto, sempre nei limiti del possibile, delle differenziazioni interne al gruppo e, ovviamente, dell’organicità della materia. I contenuti vanno sempre indicati in modo dettagliato e con una precisa scansione temporale nei piani di lavoro individuali e, quando è il caso, dei Consigli di classe, intersezione e interclasse. Massima attenzione sarà riservata all’aspetto relazionale del rapporto ricordandosi che la scuola concorre alla formazione dell’uomo e del cittadino in collaborazione con la famiglia e con le altre istituzioni, ispirandosi a valori accettati e condivisi dall’intera comunità. La presa di coscienza di questi valori e delle potenzialità individuali da parte di ciascun alunno, contribuirà, per un verso a favorire l’inserimento nella società e, per un altro ad accrescere la fiducia in se stessi, condizione necessaria per guardare avanti con un po’ di ottimismo. Al raggiungimento degli obiettivi, sia generali che specifici, come anche all’apprendimento dei contenuti delle singole discipline, si perverrà attraverso un procedimento graduale di acquisizione, sviluppo, potenziamento e affinamento delle abilità ai vari livelli (dalla scuola materna al Liceo), che si snoderà per fasi, in base alle esigenze degli allievi e che andrà arricchendosi anno dopo anno. OBIETTIVI EDUCATIVI E COMPORTAMENTALI Si premette che, trattandosi di obiettivi riferiti a scuole diverse, con allievi di età compresa tra i 3 e i 18 anni, l’ordine proposto e l’esposizione dei singoli obiettivi seguono, quando è possibile, criteri di gradualità riferiti all’età medesima. È appena il caso di precisare che, nel rispetto dei concetti fondamentali esposti, i docenti delle varie scuole potranno estrapolare liberamente dall’insieme ciò che meglio si adatta alla 38 realtà in cui operano, riportando gli obiettivi ad essa riferibili nelle programmazioni dei Consigli di classe, interclasse e intersezione. Gli obiettivi educativi e comportamentali sono: 1. Creare e sviluppare un rapporto sereno con la scuola, favorendo l’amore per la conoscenza come componente irrinunciabile per la piena realizzazione dell’uomo e per il raggiungimento di una maggiore felicità. 2. Sviluppare le componenti fondamentali: cognitiva, psicomotoria e relazionale del bambino e curarne un graduale consolidamento e arricchimento. 3. Acquisire corrette abitudini alimentari e igienico – sanitarie partendo da quelle più elementari, indispensabili per un equilibrato sviluppo psicofisico e per la salvaguardia della propria salute. 4. Conoscere le regole fondamentali di comportamento e la segnaletica stradale per la salvaguardia della propria e altrui incolumità. 5. Promuovere la maturazione dell’identità, la conquista dell’autonomia e lo sviluppo integrale della personalità fin dai primi anni per conquistare la capacità di pensare, decidere e agire in maniera indipendente, nella piena consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti. 6. Instaurare con tutti rapporti di cortesia, di rispetto reciproco, di amicizia e di solidarietà umana e contrastare ogni forma di violenza e di prevaricazione. 7. Sviluppare la formazione di una coscienza ecologica, partendo dall’amore spontaneo del bambino per la natura, per giungere alla piena coscienza della necessità di difendere l’ambiente, di salvaguardarne i delicati equilibri e di consegnarlo ancora vivibile alle nuove generazioni. 8. Sapersi inserire in modo proficuo nei gruppi di lavoro. 9. Saper motivare le proprie opinioni, rispettare quelle degli altri e prendere coscienza del proprio realizzarsi attraverso i rapporti interpersonali e sociali. 10. Acquisire consapevolezza dei valori e dei principi etici su cui si fonda la società ed avere il coraggio di difenderli. 11. Creare e consolidare i concetti di appartenenza e di cittadinanza attiva. 12. Acquisire consapevolezza che senza la tolleranza e la libertà di pensiero non è possibile la convivenza di culture, di etnie e di religioni diverse. 13. Acquisire consapevolezza che la pace oggi è condizione indispensabile per la sopravvivenza dell’umanità. 14. Temperare le esigenze individuali, l’originalità e l’unicità di ciascuno con le esigenze della collettività in cui si opera, sia essa la scuola, la famiglia o la società, attraverso il rispetto 39 delle norme che garantiscono la vita democratica e della legalità. La norma si rispetta anche quando non ci appare giusta. In questi casi la maturazione della coscienza civica si porrà il problema di un coerente impegno per modificare le norme. 15. Acquisire capacità critiche di lettura e interpretazione della realtà. 16. Sviluppare progettualità creativa. OBIETTIVI COGNITIVI Gli obiettivi cognitivi possono essere così riassunti: 1. Favorire la conoscenza e l’accettazione di sé e del proprio corpo da parte del bambino. 2. Promuovere nel bambino lo sviluppo comunicativo, espressivo e logico per sostenere lo sforzo di apprendimento del linguaggio formale e per aiutare i soggetti deficitari ad affrancarsi da modelli linguistici poveri e da forme di “codice ristretto”. 3. Promuovere l’alfabetizzazione culturale in tutte le discipline a vantaggio di tutti gli alunni. 4. Porre le basi per un esercizio consapevole delle capacità cognitive e comunicative da riprendere progressivamente sviluppandole in forme culturali più elevate, fino a sistemarle nel piano concettuale delle conoscenze astratte e della cultura formale. 5. Acquisire e sviluppare la manualità a tutti i livelli attraverso attività formative di laboratorio. 6. Curare l’educazione fisica e sportiva, partendo dalle attività ludiche del bambino. 7. Sviluppare attraverso l’educazione artistica e musicale, il gusto del bello e l’espressività, anche in raccordo con le tradizioni, con i linguaggi e la cultura locali. 8. Utilizzare l’ambiente e il territorio come laboratori di ricerca sul campo. 9. Acquisire e sviluppare un corretto metodo di studio. 10. Saper ordinare in modo logico fatti e fenomeni e mettere in relazione conoscenze e informazioni pregresse con fatti nuovi. 11. Saper riconoscere e utilizzare in una comunicazione orale e scritta i linguaggi tecnici delle varie discipline. 12. Saper consolidare le abilità di studio utilizzando adeguatamente gli strumenti a disposizione. 13. Arrivare per gradi alla produzione di testi corretti dal punto di vista ortografico, sintattico e lessicale. 14. Educare i sensi alla percezione corretta dei fenomeni. 40 15. Saper mettere in relazione le esperienze della vita quotidiana con le conoscenze acquisite. 16. Saper utilizzare le conoscenze per analizzare e interpretare situazioni problematiche. 17. Potenziare le capacità critiche, argomentative, analitiche e sintetiche e saperle utilizzare per sostenere punti di vista in modo pertinente e autonomo. 18. Saper utilizzare e produrre documenti, relazioni e altri testi di vario genere. 19. Saper produrre valutazioni e autovalutazioni consapevoli e responsabili. 20. Acquisire capacità e competenze per riuscire a orientarsi nel mondo del lavoro e nella prosecuzione degli studi. Per il curricolo locale gli obiettivi e i contenuti sono indicati nei singoli progetti. METODOLOGIE E STRATEGIE In un Istituto verticalizzato, attento alla continuità educativa, si impone la scelta di metodologie didattiche comuni, anche per evitare passaggi traumatici da un ordine di scuola all'altro. 41 L’organizzazione del curricolo dovrà tener conto delle fasi di sviluppo degli alunni, dei tempi di apprendimento, delle metodologie di insegnamento e delle modalità di valutazione più appropriate alle diverse fasce di età. La didattica tradizionale si fonda sul processo: “lezione frontale - studio individuale ripetizione e verifica”. L’uso quasi esclusivo di questo tipo di insegnamento tende, in molti casi, a limitare progressivamente la motivazione e il desiderio di scoprire e partecipare attivamente al lavoro scolastico. Per questo motivo, già da tempo e soprattutto nella scuola primaria, a questa metodologia si è andata affiancando con seguito sempre maggiore, una metodologia nuova, attiva e partecipativa. I metodi attivi di insegnamento si basano sulla constatazione che si impara soprattutto dall’osservazione, comprensione ed elaborazione dell’esperienza, partendo dalla naturale curiosità del bambino di fronte alle cose e ai problemi, per giungere, sotto la guida attenta dell’insegnante, alla scoperta e/o alla soluzione del problema. Questi metodi stimolano l’iniziativa degli allievi perché valorizzano le motivazioni personali e non quelle esterne, come nella prassi tradizionale, li aiutano ad acquisire consapevolezza delle proprie potenzialità ed accrescono il desiderio di autorealizzazione. Sembra pertanto opportuno proporre, ove non fosse già pratica abituale, una maggiore attenzione a queste metodologie di insegnamento, che potrebbero consentirci un intervento più efficace nei confronti di allievi poco motivati e interessati. Altro aspetto importante che è opportuno rimarcare è quello di insegnare il “come” si apprende una disciplina e cioè quello di far acquisire all’allievo un metodo di studio che gli consenta di diventare sempre più autonomo nel processo di apprendimento. Si è anche convinti dell’opportunità di consolidare a tutti i livelli una metodologia basata sul lavoro collegiale e interdisciplinare sia in riferimento ad attività curricolari, sia nell’elaborazione di progetti didattici, con l’individuazione di obiettivi trasversali che coinvolgano le varie discipline. Nel Liceo, già da qualche anno viene portato avanti il tentativo, che si ritiene opportuno proseguire, di trovare moduli didattici comuni e blocchi tematici che coinvolgano sia l’area umanistica che quella scientifica. Tali argomenti verranno indicati anno per anno nei piani di lavoro approvati dai singoli Consigli di classe e costituiranno il denominatore comune dell’azione pedagogico – didattica di tutti i docenti. Coerentemente con queste proposte si suggeriscono le seguenti strategie operative: 42 Proporre esperienze facilmente comprensibili e, se possibile, realizzabili; Motivare gli interventi; Promuovere nell’alunno un atteggiamento di fiducia e autostima che gli consenta di raggiungere gli obiettivi; Stimolare la collaborazione, la creatività, l’operatività; Sviluppare lo spirito di osservazione, di analisi, di controllo, partendo dal quotidiano e dalla propria esperienza; Utilizzare un linguaggio semplice e chiaro; Favorire lo studio individuale e di gruppo; Controllare costantemente il processo di apprendimento; Discutere con l’alunno gli obiettivi e i risultati per giungere all’autovalutazione; Coinvolgere le famiglie sull’andamento didattico dei propri figli; Coordinare in maniera interdisciplinare lavori di ricerca, individuali e/o di gruppo; Utilizzare testi, materiali e strumenti didattici di vario tipo; Guidare gli allievi alla rielaborazione ed interiorizzazione dei contenuti. AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA (Curricolo locale 15%) L’ampliamento dell’offerta formativa, attraverso i progetti didattici e i “progetti speciali”, fa riferimento agli obiettivi strategici generali che costituiscono il filo conduttore delle scelte e legano le varie iniziative, apparentemente poco omogenee, riconducendole ad una logica unitaria. 43 I progetti nascono dai bisogni formativi degli allievi, si sviluppano secondo criteri di continuità e presentano finalità educative trasversali per consentire un intervento pluridisciplinare. Ne diamo qui una breve sintesi, solo a titolo informativo, perché le copie integrali dei progetti, che fanno parte degli allegati al P.O.F., possono essere consultate da chi fosse interessato, nella sede centrale e presso le varie sedi staccate dell’Istituto. Da tener presente che i docenti sono tutti a conoscenza dei progetti che li riguardano. Alcuni di questi progetti traducono in pratica didattica le scelte di un progetto più ampio, finalizzato alla prevenzione e al recupero della dispersione scolastica, che fa parte integrante del P.O.F. e che può essere consultato con le modalità indicate in precedenza. Il progetto in questione, riconfermato, come già detto, per il corrente anno, da attuare in continuità nei quattro ordini di scuola, parte da un’attenta analisi della realtà locale e si propone:<< da un lato di rivitalizzare il normale curricolo, dall’altro di arricchire il medesimo con una serie di altre iniziative, scolastiche ed extrascolastiche, di supporto>>. Vengono indicati gli obiettivi specifici da perseguire nei quattro segmenti scolastici, che emanano tutti dalla finalità principale. Le iniziative conseguenti destinate soprattutto ai più deboli, mirano però anche a consentire, attraverso un lavoro il più possibile individualizzato, la valorizzazione piena degli allievi più attivi e volenterosi. L’alunno viene posto al centro dell’attività educativa e vengono indicate alcune fondamentali scelte metodologiche. Tra queste assumono particolare rilievo: La valorizzazione del principio della scoperta e della ricerca–azione, per motivare i ragazzi all’impegno; L’applicazione scrupolosa dei principi di didattica generale, che prevedono si vada sempre dal concreto all’astratto, dal presente al passato, dal noto all’ignoto, dal vicino al lontano, dal semplice al complesso; Conferire freschezza e spontaneità alle varie attività anche attraverso il gioco e le attività ludiche; L’utilizzo dei laboratori in alternativa alla lezione frontale; L’organizzazione di momenti di lavoro individualizzato e/o di attività di gruppo per tutti gli alunni e in particolare per quelli svantaggiati e meno motivati. 44 PROGETTAZIONE DI ISTITUTO SCUOLA DELL’INFANZIA Numero 1 2 3 Titolo del progetto Nel passato con i giochi Sardegna Speaks English Musica per tutti e sempre Scuola attuatrice Seui Seui-Ussassai Seui-Ussassai Responsabile progetto Meloni Maria Giampaolo Desogus Zedde Carla Maddalena 4 Progetto Calendario Seui Meloni Maria 5 Progetto Lettura Seui Meloni Maria 6 Un giorno insieme Seui Meloni Maria 7 Comunichiamo con la musica Seui Cabiddu Rosa Maria SCUOLA PRIMARIA Numero Titolo del progetto Scuola Responsabile progetto 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Attuatrice Seui Seui-Ussassai Ussassai Seui Seui Ussassai Seui Ussassai Seui-Ussassai Loi M.Regina Pilia G.Battista-Deplano Anna Anna Deplano Laconi Dalida Pilia G.Battista Deplano Anna Loi M.Regina Deplano Anna PiliaG.Battista-Puddu Seui-Ussassai Seui Seui Seui Seui Seui Seui-Ussassai Seui-Ussassai Giovannino Pilia G.Battista-Zedde Sandra Pilia G.Battista Loi M.Regina Zedde Carla Maddalena Crissantu Antonia Correra Giampaolo Desogus Zedde Carla Maddalena 10 11 12 13 14 15 16 17 Amici della lettura Viaggiando in treno Drammatizzazione Per una scuola allegra e colorata Viaggio di istruzione Raccontiamo il passato Drammatizzazione Educazione alla salute La scuola corre Nel passato con i giochi Visita guidata Sa lingua sarda in sa scola Progetto Musica Informatica ECDL Educazione all’arte Sardegna Speaks English Musica per tutti e per sempre 45 18 19 A scuola ma fuori classe Noi e il passato Seui-Ussassai Seui 20 Mediateca storica del territorio Seui –Ussassai 21 Comunichiamo con la musica Seui 22 Avvio alla pratica della danza Seui Zedde Sandra Loi M.Regina Pili Emma sarda SECONDARIA DI I° GRADO Numero Titolo del progetto Scuola attuatrice Responsabile 1 2 Viaggio di istruzione Trenino verde Seui-Ussassai Seui-Ussassai 3 4 5 La scuola corre Drammatizzazione Drammatizzazione Seui-Ussassai Ussassai Seui 6 Sardegna Speaks English Seui-Ussassai 7 Musica per tutti e per sempre A scuola ma fuori classe Mediateca storica del territorio Raccontiamo il passato Uso degli strumenti utilizzati nella musica popolare sarda Seui-Ussassai Gaviano Cristiana Zedde Carla Maddalena Zedde Sandra Deplano Anna Loi M.ReginaZedde Sandra Giampaolo Desogus Zedde Carla Maddalena Zedde Sandra 8 9 10 11 Seui-Ussassai Seui-Ussassai Ussassai Seui Deplano Anna SCUOLA SECONDARIA DI 2°GRADO LICEO Numero Titolo del progetto 1 Biblioteca-Biblioteca regionale Scuola attuatrice Seui 2 Viaggio istruzione Città Vesuviane Seui 3 Patentino per ciclomotori Seui 46 Referente MarrocuMameli MarrocuCadeddu Curreli 4 ECDL Seui 5 Progetto recupero Seui 6 Seui 11 Orientamento scolastico classi terze secondaria di 1°Grado Orientamento Universitario Lingua inglese ai francesisti di IV e V Liceo Sardegna Speaks English –Certificazione esterna B1 e B2 e Borse di studio alunni III Liceo Sardegna Speaks English – Aggiornamento docenti Sardegna Speaks English – Voucher adulti 12 Misura del PON 6.1- adulti Seui 13 Recupero della memoria locale Seui 14 Seui 16 Esperienze laboratoriali:Saper fare in ambito scientifico Approfondimento e riappropriazione della memoria culturale dantesca Mediateca storica del Territorio 17 Musica per tutti e per sempre Seui 7 8 9 10 15 47 Seui Seui Seui Seui Seui Seui Seui M.Franca Curreli M.Franca Curreli M.Franca Giampaolo Desogus Loi Mauro Giampaolo Desogus Giampaolo Desogus Giampaolo Desogus Giampaolo Desogus Giampaolo Desogus Marrocu Maura Melis M.Rosaria Marrocu Maura DesogusMarrocu Zedde Carla M. ATTIVITÀ INTEGRATIVE Le attività integrative sono finalizzate all’ampliamento degli interessi culturali, all’arricchimento e al potenziamento delle capacità espressive e delle conoscenze degli allievi. Oltre alle suddette attività, l’Istituto, in conformità con la programmazione didattica del Collegio e dei singoli Consigli di classe, organizza: Attività di gemellaggio; Visite guidate nel territorio; Viaggi d’istruzione in Sardegna, in Italia e in Europa; Organizzazione e partecipazione a manifestazioni culturali e ad attività e competizioni sportive (Giochi della gioventù, etc.); 48 Incontri con esperti del mondo del lavoro e della realtà socio–economica e culturale; Sperimentazione insegnamento inglese – francese dalla classe prima liceo. Per ciò che concerne i viaggi d’istruzione, dopo aver sentito il parere del Commissario Straordinario del Consiglio d’Istituto, vengono adottati i seguenti criteri: Nella Scuola Primaria saranno consentiti i viaggi di un solo giorno; Nella Scuola Secondaria di primo grado sarà consentito un solo viaggio di istruzione di più giorni nell’arco del triennio; Saranno consentiti viaggi o visite guidate con alunni della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di primo grado solo se la differenza di età non è superiore ai tre anni; Nella Scuola Secondaria di secondo grado saranno consentiti anche più viaggi di più giorni nell’arco del quinquennio, ma solo uno all’estero. Tutti i viaggi o le visite guidate dovranno avere una partecipazione reale, non limitata alla sola fase iniziale, di almeno il 75% degli alunni frequentanti o, in casi particolari, dei 2/3 degli iscritti e dovranno essere la conclusione di un percorso didattico programmato e attuato. I viaggi di istruzione senza contributi della scuola, ma con finanziamenti Regionali o di EE.LL. mirati alla partecipazione a Concorsi o Progetti di alto valore culturale potranno essere consentiti a prescindere dai criteri precedentemente elencati. In casi eccezionali, visto anche l’esiguo numero di alunni iscritti in alcune classi, potranno essere consentiti viaggi che coinvolgano anche altri Istituti. ATTIVITÀ DI SOSTEGNO E RECUPERO Il disagio scolastico, molto spesso deriva da difficoltà di apprendimento delle discipline di studio. Per superare queste difficoltà vengono previste iniziative di sostegno, interventi individualizzati e corsi di recupero che vengono programmati in dettaglio dagli Organi Collegiali nel rispetto della legislazione vigente e, relativamente ai corsi di recupero del Liceo, secondo le indicazioni fornite dal D.M. n. 80 del 03-10-2007 e dall’O.M. n. 92 del 05-11-2007. Se si tratta di disagio grave o di handicap dichiarato, si sollecita l’intervento di personale competente per la diagnosi, e, se se ne ravvisa l’opportunità, si richiede la nomina di un insegnante di sostegno che seguirà il caso in prima persona, ma sempre in stretta collaborazione 49 con gli altri docenti, al fine di armonizzare gli interventi con le altre attività didattiche rivolte alla classe. Nei passaggi degli allievi in difficoltà da una scuola all’altra, si provvede alla trasmissione completa degli atti, evidenziando gli interventi attuati ed i risultati ottenuti, in modo da favorire l’inserimento e l’integrazione nella nuova realtà. Il tema del recupero viene affrontato in modo specifico dal progetto di prevenzione e recupero della dispersione scolastica. Questo fenomeno, in situazioni di cronico malessere come la nostra, appare tanto più grave, in quanto, oltre ad uno spreco di potenzialità umane e culturali, comporta marginalizzazione sociale e, conseguentemente, fenomeni di devianza che possono assumere caratteri particolarmente gravi e ritorcersi negativamente sull’intera collettività. Gli interventi vengono debitamente programmati dai Consigli di classe e interclasse in base alle esigenze degli allievi interessati. Nel Liceo, per gli allievi che durante lo svolgimento degli scrutini del 1° quadrimestre sono risultati carenti nella preparazione delle discipline di insegnamento, verranno organizzati degli interventi didattico-educativi, al fine di un tempestivo recupero delle carenze rilevate; al termine di tali attività saranno effettuate, da parte dei docenti delle discipline della classe di appartenenza, verifiche intermedie di cui si dà comunicazione alle famiglie. Nei confronti degli studenti per i quali, al termine delle lezioni, è stato constatato il mancato conseguimento della sufficienza in una o più discipline, che non comporti tuttavia un immediato giudizio di non promozione, il Consiglio di classe procede al rinvio della formulazione del giudizio finale. La scuola comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di classe, indicando le specifiche carenze rilevate per ciascuno alunno dai docenti delle singole discipline e i voti proposti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali l’alunno non ha raggiunto la sufficienza. Contestualmente vengono comunicati gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi che la scuola organizzerà nel mese subito dopo la conclusione del I°Quadrimestre. Successivamente alle attività di recupero, saranno effettuate, da parte dei docenti delle discipline della classe di appartenenza, verifiche finali da farsi poco prima degli scrutini di giugno. A conclusione dei suddetti interventi didattici di fine anno, entro e non oltre il 5 settembre dell’anno scolastico di riferimento, salvo particolari esigenze organizzative delle istituzioni scolastiche, e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, il Consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei 50 risultati conseguiti nelle verifiche finali e alla formulazione del giudizio definitivo che, in caso di esito positivo, comporta l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva. Qualora i genitori o coloro che ne esercitano la relativa potestà non ritengano di avvalersi delle iniziative di recupero organizzate dalla scuola durante l’anno scolastico, debbono comunicarlo alla scuola stessa, fermo restando l’obbligo per lo studente di sottoporsi alle verifiche intermedie e finali. Nello svolgimento dei corsi di recupero di metà anno e di fine anno viene utilizzato il personale docente disponibile e, in mancanza, altro personale convenzionato, con preferenza per i docenti che già insegnano nell’Istituto a tempo sia determinato che indeterminato.In caso di rinuncia dei docenti interni, la scuola potrà stipulare convenzioni anche con gli esterni. Eventualmente nel Liceo si proporranno, grazie alla sottoscrizione di un protocollo di intesa con un ente di formazione o in seguito alla candidatura regionale per l’attivazione di più percorsi all’interno dell’istituto, batterie di crediti formativi tra istruzione e formazione per gli alunni a partire dalla prima classe. VERIFICA E VALUTAZIONE La verifica è finalizzata all’accertamento della validità del metodo utilizzato da ciascun docente per il conseguimento degli obiettivi e al controllo del raggiungimento degli stessi da parte degli allievi. E’ un atto inseparabile dall’attività di insegnamento – apprendimento, che da esso viene garantita e col quale va di pari passo, non potendosi ipotizzare un’operazione del genere affidata al caso e priva di controllo. Essa, da un lato gratifica e/o stimola l’alunno e gli consente di rendersi conto dei progressi fatti, da un altro permette all’insegnante di tenere sotto controllo i risultati del proprio lavoro e di adeguarlo, se necessario, alle nuove esigenze. Possono essere adottati diversi strumenti di verifica: Lavori di gruppo – scritto e orale; Lavori individuali – scritto e orale Partecipazione a discussioni ( dibattiti ) Compilazione di test strutturati Compilazione di test semi-strutturati Interrogazioni frontali lunghe Interrogazioni frontali brevi 51 Ricerche autonome su fonti Ricerche guidate su fonti Elaborazione/analisi di dati Attività di autogestione programmate Valutare vuol dire esprimere giudizi sull’alunno, e perciò appare la parte più problematica e di responsabilità della funzione docente. L’ambito della valutazione è alquanto ampio e occorre fare riferimento sia a quello del singolo alunno e del gruppo classe e sia dell’Istituto in generale. Di quest’ultimo si parlerà nella parte relativa al monitoraggio. La valutazione è un atto globale che prende in considerazione la realtà dell’alunno nel suo processo educativo e didattico e si struttura in tre momenti fondamentali: • Valutazione in ingresso, fondamentale per poter organizzare la programmazione e le strategie metodologico-didattiche. Si riferisce al possesso di capacità strumentali e operative e di conoscenze necessarie per inserirsi positivamente in un determinato processo di apprendimento. • Valutazione in itinere, utile per verificare la validità dell’azione insegnamentoapprendimento e garantire la possibilità di un immediato recupero di eventuali difficoltà. Essa dovrà essere fatta su un congruo numero di verifiche orali e scritte a bimestre e a quadrimestre. • Valutazione sommativa o finale, da effettuarsi a conclusione di un’attività di formazione più o meno lunga. L’intero processo valutativo terrà conto: a) Dell’ambiente socioeconomico; b) Delle potenzialità di ogni singolo alunno; c) Della preparazione di base; d) Degli obiettivi educativi e didattici; e) Del processo educativo nel suo complesso e nelle sue applicazioni pratiche. f) Del grado di maturità raggiunto; g) Del comportamento rilevato; h) Dell’impegno, interesse e applicazione dimostrati; i) Del metodo di lavoro acquisito; j) Dei progressi in relazione agli obiettivi educativi e didattici. 52 A livello di Collegio dei docenti e dei singoli Consigli di Classe è stato deciso di dividere l’anno scolastico in quadrimestri e di adottare griglie di valutazione sulle competenze ed abilità propriamente dette; sulle conoscenze specifiche, sulle attitudini e l’interesse, sulle attività curricolari ed extracurricolari. Nel Liceo Scientifico, per poter arrivare alla valutazione finale dell’alunno e alla conseguente definizione del cosiddetto credito o debito scolastico, occorre che si operi in maniera chiara e trasparente. Allo studente e alla famiglia verranno comunicati gli indicatori della valutazione. INDICATORI DELLA VALUTAZIONE • Valutazione dell’alunno nelle attitudini/interessi curricolari • Valutazione dell’alunno nelle attitudini/interessi extracurricolari • Valutazione dell’alunno nella partecipazione al dialogo educativo • Valutazione dell’alunno nelle abilità – competenze in fieri • Valutazione dell’alunno sul piano cognitivo • Valutazione dell’alunno nel percorso didattico • Valutazione dell’alunno nell’applicazione metodo induttivo • Valutazione dell’alunno nell’applicazione metodo deduttivo • Valutazione dell’alunno a livello linguistico • Valutazione dell’alunno a livello para-extra linguistico • Valutazione dell’alunno sul piano della sintesi • Valutazione dell’alunno legata al disagio (malattia, problemi sociali). Le prove devono essere documentate con griglie di valutazione, in modo che l’alunno abbia consapevolezza del risultato raggiunto. Il giudizio va motivato e, in sede di scrutinio quadrimestrale e/o finale, proposto dai singoli docenti per la ratifica e/o per la rettifica da parte del Consiglio di classe. Il passaggio alla classe successiva va deciso collegialmente previo accordo in seno al Collegio dei Docenti, che, anno per anno, stabilirà un “bonus” numerico entro il quale si può accedere alla classe successiva. Il credito o il debito scolastico va comunicato per iscritto all’alunno e alle famiglie insieme alle modalità di recupero in caso di debito. Nei criteri di valutazione e di giudizio verranno inseriti indicatori relativamente a situazioni di disagio dovuti a motivi di assenze per malattia e a casi problematici sia a livello individuale che familiare. 53 PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA In un Istituto Comprensivo Globale, l’organizzazione del lavoro è materia complessa, perché bisogna tener conto di esigenze anche notevolmente diverse: bisogna prevedere un’utilizzazione ottimale di spazi e attrezzature, trovare tempi e modi per realizzare attività disparate, rispettando i ritmi di apprendimento degli alunni e le esigenze delle famiglie che dovranno essere chiamate a partecipare alle scelte. Bisogna anche tener presente che la necessità di incontri collegiali di tutto il personale, richiede la disponibilità contemporanea di tutti. Si richiede pertanto un’organizzazione flessibile che non deve però lasciar spazio alla casualità. La scrupolosa attenzione agli aspetti organizzativi mira a mettere tutte le risorse della scuola al servizio della didattica, a cominciare dalla piena utilizzazione del personale, e a dare garanzie di affidabilità e credibilità agli utenti, che potranno contare su: • Certezza della custodia attenta degli allievi all’interno della scuola; • Massima attenzione alla sicurezza e alla salute degli allievi; • Comunicazione tempestiva, anche per telefono, di fatti e situazioni particolari; • Disponibilità nei confronti degli allievi, anche quando si tratti di problemi individuali; • Tempestività nelle risposte ai quesiti posti. L’Istituto è disposto a venire incontro ad altre esigenze del territorio, mettendo a disposizione le sue strutture, migliorando i servizi già erogati e/o introducendone di nuovi per soddisfare nuovi bisogni. L’organizzazione attuale delle attività tiene conto: A.della seguente situazione oggettiva: 1. Scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado di piccole dimensioni (un solo corso per Ussassai); 2. Insegnanti impegnati in più sedi dello stesso istituto o di istituti diversi, generalmente abbastanza distanti tra loro. B. delle seguenti esigenze manifestate da studenti e famiglie: 1. Richiesta del prolungamento del tempo scuola (scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado); 2. Concentrazione del tempo scuola nelle sole ore antimeridiane, per esigenze degli studenti pendolari, nel Liceo, con conseguente riduzione di parte delle ore di lezione a 54 50 minuti, con conseguente recupero dei minuti persi sia da parte degli alunni (con attività di recupero e integrazione: lettura del quotidiano, storia e cultura della Sardegna, lingua inglese per i francesisti del triennio) e dei docenti; 3. Coordinamento degli orari tra scuola e agenzie addette ai trasporti per ridurre al minimo i disagi legati agli spostamenti degli studenti del Liceo provenienti dai centri vicini. Da questa premessa conseguono i seguenti moduli orari nei vari ordini di scuola: A.SEUI: a) Scuola dell’Infanzia: n. 42,5 ore settimanali compreso il servizio mensa con il seguente orario: dalle ore 8.00 alle ore 16.30, dal lunedì al venerdì, sabato escluso. b) Scuola Primaria: n.30 ore settimanali con il seguente orario: dalle ore 8.30 alle ore 13.30 dal lunedì al sabato. c) Scuola Secondaria di primo grado: n.33 ore settimanali, di cui n.30 ore distribuite in sei giorni dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e n.3 ore con un rientro pomeridiano il venerdì dalle 14,30 alle 17,30. B. USSASSAI: a) Scuola dell’Infanzia: n.30 ore settimanali con il seguente orario: dalle ore 8.30 alle ore 13.30 tutti i giorni della settimana. b) Scuola Primaria: n. 30 ore settimanali con il seguente orario: dalle ore 8.30 alle ore 13.30 dal lunedì al sabato. c) Scuola Secondaria di primo grado: n. 33 ore settimanali, di cui n. 30 ore distribuite in sei giorni dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e n.3 ore con un rientro pomeridiano il mercoledì dalle 14,30 alle 17,30. Per il Liceo scientifico il tempo scuola è diversamente articolato nelle due sezioni e nelle varie classi in relazione agli insegnamenti impartiti e/o alle attività di recupero programmate. Le attività didattiche sono organizzate secondo il seguente schema, nel quale viene riportato il tempo scuola complessivo per ciascuna classe e la suddivisione dello stesso fra le diverse attività, tenendo conto delle diverse esigenze dei due corsi. Nelle classi IA, IIA, IIB, IIIA, IIIB, IVA, IVB e VA sono in atto le sperimentazioni di Matematica e Fisica (PNI) e dell’insegnamento di due lingue straniere (Inglese e Francese). Per le seguenti attività specifiche (di specializzazione) si farà ricorso sia ai docenti interni che a dei tutor convenzionati: a) ECDL – patente europea di informatica: docenti interni per almeno n.1 ora settimanale; b) Lingua e Storia della Sardegna con riferimenti all’ambiente e al territorio: docente interno di italiano per n.1 ora settimanale; 55 In alcune classi le attività vengono organizzate per gruppi e per classi aperte: TEMPO SCUOLA CLASSE Tempo scuola Monte Ore Distribuzione e durata delle attività 1aA 33 n.23 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 2aA 34 n. 24 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 2aB 34 n. 24 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 3aA 34 n. 24 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 3aB 34 n. 24 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 4aA 5aA Ore da 50/60 minuti n. 24 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 34 n.24 ore da 50 minuti n.10 ore da 60 minuti 34 Gli orari dettagliati vengono esposti all’albo della scuola e dettati agli allievi interessati appena definiti, dopo un periodo di provvisorietà e di continui aggiornamenti dovuti a cause diverse, non imputabili alla volontà degli Organi dirigenti della scuola. Negli orari vengono fissate le ore di ingresso a scuola. A partire da quel momento, il personale è responsabile della custodia degli allievi. In tutte le sezioni di scuola sono previste riunioni bimestrali del Consiglio di intersezione, interclasse e di classe. Sono inoltre previsti colloqui bimestrali con i genitori che, in caso di necessità o di urgenza, potranno essere ricevuti anche singolarmente, compatibilmente con gli impegni dei docenti. Alla fine di ogni quadrimestre verranno consegnate le schede ministeriali e, nei bimestri intermedi, una scheda interna. 56 Altre forme di comunicazione con le famiglie sono costituite dalle note sul diario degli allievi che possono essere accompagnate da inviti ad un colloquio individuale, dalla corretta gestione del libretto delle assenze e dalla richiesta di informazioni per mezzo di questionari. Le riunioni del Collegio dei docenti plenario e dei Collegi ristretti, nel mese di settembre e nel corso dell’anno scolastico vengono calendarizzate in base a precise scadenze e ad esigenze particolari. Per quanto riguarda i docenti c’è da aggiungere che l’orario di insegnamento dei singoli è distribuito in cinque giorni alla settimana e le ore di contemporaneità (presenza contemporanea di due insegnanti nella stessa classe) sono dedicate allo svolgimento di attività di sostegno, recupero, integrazione e arricchimenti vari che possono comportare anche la divisione delle classi in gruppi. I tempi e le modalità di questi interventi vengono programmati mensilmente dai singoli Consigli di classe e di interclasse in base alle necessità riscontrate. RISORSE DELLA SCUOLA 1. RISORSE MATERIALI E STRUTTURALI SEUI: Edificio unico per scuole materne, elementari e medie, con ufficio staccato di segreteria. 57 • SCUOLA DELL’INFANZIA: dispone di: n.3 aule, una per sezione; n.1 ludoteca; un’aula laboratorio con annessa biblioteca; un locale utilizzato come deposito di attrezzature varie; una cucina e una sala mensa; n.6 bagni per gli allievi ed uno per gli insegnanti. La ludoteca risulta troppo piccola e insufficiente ad ospitare tutti i bambini. • SCUOLA PRIMARIA: dispone di: sala di ingresso; n.5 aule, una per classe; aula archivio e deposito di materiali e attrezzature, utilizzata anche per attività di sostegno; n.8 bagni, quattro per i maschi e quattro per le femmine; un bagno per insegnanti; biblioteca comune ai tre ordini di scuola; palestra non attrezzata, utilizzata in comune con la scuola media. Mancano aule speciali per laboratori e proiezioni. • SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO: dispone di: n.3 aule, una per ogni classe; sala professori; n.8 bagni per gli allievi ed uno per i docenti; una sala archivio; un laboratorio di informatica; un aula Marte. Mancano aule speciali e laboratori. • LICEO SCIENTIFICO: l’istituto si estende su una superficie di circa 9000 mq e possiede un patrimonio strumentale e strutturale abbastanza ricco e diversificato. In sintesi si dispone di: n. 9 aule per la normale attività didattica, abbastanza ampie, ariose, luminose e ben riscaldate; n. 5 aule speciali così utilizzate: laboratorio di informatica, laboratorio multimediale, laboratorio di scienze e fisica, un aula Marte e laboratorio di disegno. Aule e laboratori sono fornite di tutte le attrezzature necessarie per le attività didattiche. Si dispone ancora di: una palestra in parquet con annessi spogliatoi, docce, bagni e infermeria, fornita di attrezzature per ginnastica, pallacanestro, pallavolo, tennis e calcetto; biblioteca di 103 mq, fornita di 3000 libri circa, TV e computer; aula magna di 104 mq e attrezzata per incontri e dibattiti; Ufficio del Dirigente Scolastico, segreteria, sala professori, n.4 bidellerie, n.5 bagni per piano nel settore aule (uno docenti, uno handicap, uno ATA, due alunni), per un totale di venti. L’istituto è fornito di ascensore e impianti a norma. USSASSAI: • SCUOLA DELL’INFANZIA: dispone di: n.3 aule; un salone per gioco; n.6 bagni per alunni e uno per insegnati; cucina con bagno attiguo e refettorio; dispensa; piccolo locale blindato. • SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO: in un unico edificio: dispone di: n.6 aule normali, tre per le elementari e tre per le medie; un’aula che funge da sala professori, un aula Marte, due aule speciali da utilizzare come laboratori in comune, etc…; un refettorio; due 58 bagni per gli insegnanti, otto per gli alunni e uno per il personale ausiliario; palestra in locale separato, attualmente inagibile. Tra le attrezzature si segnalano in tutte le scuole: apparecchiature per la video-registrazione, fotocopiatrici in bianco e nero e a colori, computer e accessori, TV, lavagne luminose, videocamere e videoproiettori, macchine fotografiche, attrezzatura scientifica e tecnica, carte geografiche, atlanti, dizionari, materiale strutturato per i vari ordini di scuola ed altro materiale didattico e di facile consumo. 2. RISORSE UMANE Prof. CANNAS Marco DIRIGENTE SCOLASTICO DOCENTI Scuola dell’Infanzia n.8 insegnanti di cui 1 di sostegno Scuola Primaria n.17 insegnanti Scuola Sec. I Grado n.18 Scuola dell’Infanzia n.2 insegnanti di religione Primaria e Secondaria di 1° Grado Liceo Scientifico n.18 insegnanti0 (Tutti i docenti sono forniti degli specifici titoli culturali richiesti per l’insegnamento nei vari ordini di scuola.) PERSONALE ATA (AMMINISTRATIVO TECNICO E AUSILIARIO Direttore dei amministrativi e contabili servizi n.1 Applicati di segreteria n.4 tra cui n. 2 con contratto a progetto Assistente tecnico n.1 Collaboratori scolastici n.10 di cui n.2 con contratto a progetto 59 3. RISORSE FINANZIARIE La scuola dispone dei fondi concessi dal Ministero e dai Comuni, destinati al normale funzionamento dell’Istituto che comprende la retribuzione degli insegnanti per le ore eccedenti, e l’acquisto di cancelleria, sussidi didattici e di tutto il materiale necessario per il regolare funzionamento della scuola. Per un quadro riassuntivo delle risorse si rinvia al Programma Annuale, in fase di predisposizione, che costituirà parte integrante del presente documento. 4. RISORSE DEL TERRITORIO La Scuola è istituzionalmente il principale propulsore di cultura del territorio. Con l’autonomia, come già detto, essa ha l’opportunità e il dovere di trovare punti di raccordo con la realtà esterna e di sollecitare tutte le forme di collaborazione coerenti con le proprie scelte educative e formative. Attiverà anche le sue energie per raggiungere intese con gli enti locali, le famiglie e le altre istituzioni ed impegnare questi soggetti ad organizzare l’extrascuola in modo coerente all’azione educativa dell’Istituto. I referenti locali utili alla promozione culturale possono essere: • Amministrazioni e dipendenti comunali; • Servizi assistenziali e socio – culturali dei comuni; • Pro Loco; • Società sportive, culturali e gruppi Scout; • Aziende Sanitarie Locali (ASL) e consultori; • Esperti forestali; 60 • Tecnici ERSAT; • Forze dell’ Ordine e protezione civile; • Anziani ed altri esperti del territorio; • Studiosi locali, bibliotecari e bancari; etc… • Parrocchie. La Scuola ha anche l’opportunità di stabilire relazioni con referenti istituzionali di progetti comunitari per i giovani, con le Sovrintendenze di Nuoro e Sassari, e di stipulare convenzioni con altre agenzie formative: Enti di ricerca, Università, enti di formazione, etc…, per il conseguimento di obiettivi specifici. Nel territorio la scuola può utilizzare ancora le seguenti risorse: • Biblioteche comunali col loro patrimonio librario; • Palestre, campi da gioco ed altre strutture sportive di base; • Museo, Galleria Civica ed Antiquarium ecclesiastico di Seui; • Museo di Ussassai; • Casa museo di Sadali; • Archivi storici dei comuni; • Patrimonio ecclesiastico e beni archivistici delle singole chiese; • Beni ambientali ed archeologici dei singoli comuni; • Ecomuseo di Seulo. Anche la scuola intende aprire i suoi spazi al territorio. La materia è stata disciplinata con regolamento e determinazione del Consiglio di Istituto già dall’ottobre de 1999. FORMAZIONE DEL PERSONALE E UTILIZZO DELLE RISORSE Le scuola si propone di incrementare tutte le sue risorse e di ottimizzarne l’utilizzo. Si intende prima di tutto valorizzare ed accrescere le conoscenze e le competenze di tutto il personale e dei docenti in particolare, per arricchire e qualificare sempre più l’offerta formativa. 61 Per consentire forme di aggiornamento specifiche e mirate è stato predisposto un questionario rivolto ai docenti, per conoscerne le esigenze e poter programmare un intervento adeguato. Attualmente il problema più urgente è quello di dare risposte alla domanda, forte e generalizzata, di aggiornamento nell’uso degli strumenti informatici. Non va dimenticato che tutti i dipendenti hanno già seguito numerosi corsi di aggiornamento, tra cui uno a distanza sui rischi negli ambienti di lavoro. Si attribuisce anche grande importanza alla qualità degli ambienti scolastici e delle attrezzature che contribuiscono notevolmente a creare contesti stimolanti e motivanti. Di concerto con gli enti locali, la scuola si preoccupa di garantire il funzionamento degli impianti (riscaldamento, luce, acqua, etc…) e la disponibilità di servizi vari: telefono, fax, collegamento internet, ricezione satellitare, etc…. MONITORAGGIO E QUALITÀ DEL SERVIZIO SCOLASTICO Al fine di realizzare un miglioramento continuo del servizio scolastico nella sua globalità, l’Istituto intende individuare alcuni indicatori di qualità da sottoporre a costante monitoraggio e raccogliere, con metodi statistici, una serie di dati sui risultati dei singoli anni scolastici, in modo da disporre di un Osservatorio permanente da utilizzare in funzione delle scelte e degli indirizzi didattici ed organizzativi futuri. 62 Si intende realizzare griglie di rilevamento dei seguenti indicatori di qualità misurabili: 1. INDICATORI RELATIVI AI PROCESSI: • Giorni di lezione effettuati nei singoli anni scolastici; • Grado di attuazione dei programmi; • Percentuale di utilizzazione dei servizi di supporto (laboratori, etc...); 2. INDICATORI RELATIVI ALLE STRUTTURE: • Grado di igiene ambientale; • Efficacia dei servizi amministrativi; 3. INDICATORI RELATIVI AI RISULTATI: • Successi ed insuccessi scolastici; • Livello di istruzione raggiunto in relazione agli obiettivi programmati; • Ricaduta delle competenze nel territorio; • Spendibilità dei titoli nel mondo del lavoro; • Spendibilità dei titoli nell’università; • Abbandoni nei singoli anni scolastici; • Ripetenze nelle singole classi; • Grado di soddisfazione dichiarato dagli utenti (studenti – genitori – scuole di ordine superiore); • Aumento/diminuzione delle iscrizioni; • Indice di coesione e clima psicologico delle classi. Tra questi si attribuisce grande importanza all’analisi della spendibilità del/i titolo/i rilasciato/i agli alunni a conclusione del percorso formativo all’interno dell’Istituto, in quanto ciò che è stato conseguito non sempre, purtroppo, è collocabile nelle professioni o nella prosecuzione degli studi a livello universitario. I dati raccolti attraverso l’Osservatorio, anno dopo anno, serviranno da spunto al Collegio dei docenti per impostare le attività programmatiche e curricolari. Allo scopo, la scuola, raccordandosi col territorio, potrà operare in sinergia con altre istituzioni e, in particolare, con i 63 comuni attraverso: Agenzie di telelavoro, Servizi “informa-giovani”, Servizi socio-assistenziali, sportello informativo per genitori ed alunni da attivare in tutte le sedi scolastiche, etc... L’Istituto, quindi, attribuisce importanza fondamentale alla qualità del lavoro e al conseguimento di risultati sempre migliori. PUNTEGGIO ESAMI DI STATO DALL’A.S:2006/2007 PUNTI 60/100 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 2006-07 2007-08 2008-9 n.1 2009-2010 2010-11 2011-12 2012-13 n.3 n.1 n.2 n.1 n.1 n.1 n.2 n.1 n.1 64 95 96 97 98 99 100 n.1 n.1 n.1 10 100 con lode TABELLA DISPERSIONE E ABBANDONI DEL LICEO Anno Scolastico 2002-03 03-04 04-05 05-06 06-07 07-08 08-09 09-10 10-11 Totale alunni n.132 n.140 n.146 n.162 n.150 n.149 Bocciature e n.17 n.27 n.33 n.16 n.31 Abbandoni TABELLA DISPERSIONE E ABBANDONI PER CLASSI Classi 2006-07 2007-08 2008-09 2009-10 2010-11 IA IB IIA IIB IIIA IIIB IVA VA VB n.7 n.6 n.2 n.1 n.3 n.5 n.2 n.3 n.2 65 2011-12 2012-13 2013-14 TOTALI 66