Indice
PREAMBOLO…………………………………………………………………………………………
P.2
DATI SULLA SCUOLA………………………………………………………………………………
P.3
PREMESSA……………………………………………………………………………………………
P.5
CRITERI GENERALI PER L’ELABORAZIONE DEL POF…………………………………………
P.7
ANALISI DEL CONTESTO SOCIOI-ECONOMICO E CULTURALE DEL TERRITORIO………..
P.8
BISOGNI EMERSI……………………………………………………………………………………..
P.14
ORGANISMI CHE GARANTISCONO IL FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO…………………
P.16
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI………………………………………………….
P.18
GLI UTENTI(ENTITA’NUMERICAALUNNI,TABELLA DEBITI FORMATIVI)………………….
P.20
TIPOLOGIA DEGLI ALUNNI E DELLE FAMIGLIE…………………………………………………
P.29
PROGETTAZIONE CURRICOLARE…………………………………………………………………… P.31
CONTINUITA’…………………………………………………………………………………………… P.33
CURRICOLO NAZIONALE……………………………………………………………………………
P.35
FINALITA’ EDUCATIVE GENERALI………………………………………………………………….. P.37
OBIETTIVI EDUCATIVI E COMPORTAMENTALI…………………………………………………… P.39
OBIETTIVI COGNITIVI………………………………………………………………………………….. P.41
AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA .………………………………………………….. P.44
PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA DELL’INFANZIA………………………………………….. P.45
PROGETTAZIONE ANNUALE SCUOLA PRIMARIA………………………………………………… P.46
PROGETTAZIONE ANNUALE SECONDARIA DI I°GRADO………………………………………… P.47
PROGETTAZIONE ANNUALE SECONDARIA DI 2°GRADO………………………………………… P.47
ATTIVITA’ INTEGRATIVE………………………………………………………………………………. P.49
ATTIVITA’ DI SOSTEGNO E DI RECUPERO………………………………………………………….. P.50
VERIFICA E VALUTAZIONE…………………………………………………………………………… P.54
INDICATORI DELLA VALUTAZIONE…………………………………………………………………. P.54
PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA………………………………………………………………….. P.54
TABELLA TEMPO SCUOLA LICEO……………………………………………………………………. P.56
RISORSE DELLA SCUOLA……………………………………………………………………………… P.58
RISORSE UMANE………………………………………………………………………………………… P.60
RISORSE FINANZIARIE…………………………………………………………………………………. P.60
RISORSE DEL TERRITORIO…………………………………………………………………………….. P.61
FORMAZIONE DEL PERSONALE E UTILIZZO DELLE RISORSE………………………………….. P.62
MONITORAGGIO E QUALITà DEL SERVIZIO SCOLASTICO………………………………………. P.63
TABELLA MONITORAGGIO ESAMI FINALI DI STATO CLASSI V………………………………… P.65
TABELLA MONITORAGGIO ABBANDONI E DISPERSIONE……………………………………….. P.66
PREAMBOLO
La normativa attribuisce piena autonomia alle istituzioni scolastiche che devono
provvedere “alla definizione dell’offerta formativa”, “tenendo conto delle esigenze del contesto
culturale ed economico delle realtà locali”.
Tra i principali provvedimenti legislativi si ricordano:
•
La legge 15 marzo 1997, n.59: nota come Legge Bassanini e soprattutto
2
•
Il D.P.R. 8 marzo 1999, n.275: Regolamento recante norme in materia di autonomia
delle istituzioni scolastiche.
Seguono altri decreti e circolari ministeriali.
Il P.O.F. nasce da queste innovazioni e si configura come il documento che rispecchia
l’identità formativa della scuola, con cui essa elabora, col contributo degli utenti, un suo
progetto culturale, dimensionato sui bisogni accertati del territorio in sinergia con la
programmazione degli enti locali.
DATI SULLA SCUOLA
ISTITUTO COMPRENSIVO GLOBALE “FILIBERTO FARCI” - SEUI
(Comprensivo di Scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado e Liceo Scientifico)
•
SEDE CENTRALE: LICEO SCIENTIFICO
Via S. Giorgio n.230 – 08037 – Seui (NU)
3
Recapiti telefonici:
Dirigente Scolastico
0782/539003
Ufficio del Dirigente Scolastico e Segreteria
0782/54789
ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DEGLI UFFICI DI SEGRETERIA
PERSONALE LICEO
TUTTI I GIORNI
DALLE 8.00 ALLE 9.00
UFFICIO PROTOCOLLO
TUTTI I GIORNI
DALLE 9.00 ALLE 10.00
ALUNNI LICEO E SCUOLA DELL’OBBLIGO
TUTTI I GIORNI
DALLE 10.00 ALLE 11.00
PERSONALE SCUOLA DELL’OBBLIGO
TUTTI I GIORNI
DALLE 11.00 ALLE 12.00
UFFICIO CONTABILITA’
TUTTI I GIORNI
DALLE 12.30 ALLE 13.30
ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO DELL’UFFICIO DEL DIRIGENTE
SCOLASTICO
TUTTI I GIORNI DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 12.00
•
SCUOLE DELL’INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Via Roma n.254 – 08037 – Seui (NU)
Recapito telefonico
•
0782/54784
SEZIONE STACCATA DI USSASSAI:
PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Via Europa n.1 – 08040 – Ussassai (NU)
Recapito telefonico
•
0782/55679
SEZIONE STACCATA DI USSASSAI:
SCUOLA DELL’INFANZIA
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Via Don Bosco – 08040 – Ussassai (NU)
Recapito telefonico
0782/55680
PREMESSA
L’Istituto Comprensivo Globale “Filiberto Farci”, comprende le scuole dell’infanzia,
primaria e Secondaria di 1° Grado di Seui (sede centrale) ed Ussassai (sezione staccata) ed il
Liceo Scientifico di Seui, ovvero Secondaria di 2°Grado. Quest’ultimo è frequentato, sia pure in
misura diversa, da giovani provenienti da 7 comuni della Barbagia di Seulo, Barbagia
Mandrolisai e Ogliastra: Seui, Sadali, Seulo, Esterzili, Ussassai e Gadoni e Gairo, aggregati a tre
distinte Province: Seui, Ussassai e Gairo a quella dell’Ogliastra; Sadali, Seulo ed Esterzili a
quella di Cagliari; Gadoni alla Provincia di Nuoro.
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Questa suddivisione, iniziata con le vecchie “zone omogenee”, non presenta evidenti
aspetti di disomogeneità, poiché, come si vedrà in seguito, i 7 centri presentano situazioni socioeconomiche e culturali simili e problematiche pressoché identiche.
Essi hanno un passato unitario sia dal punto di vista territoriale che umano, storico,
linguistico, culturale ed amministrativo. I loro territori, esaminati unitariamente, presentano una
forma compatta e compenetrata e una morfologia comune come buona parte dei substrati
geologici. Tra i 7 paesi non sono mai mancati i contatti, ai quali non di rado sono seguiti
trasferimenti di persone da un centro all’altro.
Per garantire una solida base conoscitiva al nostro Piano dell’Offerta Formativa ( P.O.F.),
la realtà dei sette paesi è stata esaminata in modo dettagliato, allo scopo di individuarne le
peculiarità ed i bisogni per poter progettare un intervento formativo adeguato ed efficace,
rapportato alle reali esigenze degli utenti e finalizzato espressamente al loro riscatto sociale, alla
loro emancipazione culturale e al loro inserimento nel mondo, secondo l’ottica integrata
dell’istruzione e della formazione.
Le scelte per il nuovo anno poggiano fondamentalmente sulla valutazione dei risultati
conseguiti nel passato anno scolastico oltre che sulle nuove istanze formative del territorio. Sono
stati predisposti e distribuiti alle famiglie e agli studenti degli strumenti d’indagine che hanno
consentito di raccogliere informazioni utili per una valutazione sufficientemente oggettiva delle
attività svolte e per una programmazione che tenesse conto dei suggerimenti ricevuti.
Anche per questo sembra opportuno precisare qui che il P.O.F., che pure è un
documento solido e ben definito nella sua struttura fondamentale, dovendo rendere manifesto
l’impegno della scuola ad un miglioramento continuo, secondo la logica dei “piccoli passi”, è
anche un documento flessibile e duttile pronto ad adeguarsi a nuove situazioni ed esigenze,
sempre nel rispetto delle scadenze annuali.
La flessibilità, insomma, è uno dei suoi tratti caratteristici e ne rivela l’atteggiamento
dinamico nei confronti della realtà: atteggiamento positivo perché consegue da un continuo
aggiornamento e da un susseguirsi di scelte, rettifiche ed integrazioni fatte a ragion veduta.
Va anche ribadito qui in premessa, per evitare equivoci sull’indirizzo culturale della
scuola e sulla sua reale portata, che sullo sfondo di tutta l’attività educativa, ma sempre ben in
vista, c’è la società contemporanea nella sua universalità, con le molteplici aspirazioni e
tendenze che in essa si manifestano. Tali tendenze prefigurano gli scenari futuri nei quali
opereranno i nostri studenti e non sembra pertanto fuori luogo richiamarle brevemente:
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1. Nel campo specifico dell’istruzione si stanno profilando nuovi orizzonti che richiedono
studi e competenze specialistiche, al tempo stesso orientative e facilmente spendibili nel
campo professionale.
2. In campo economico si moltiplicano le aziende che producono beni immateriali: servizi,
informazioni, etc…, mentre si registra una drastica diminuzione di addetti nei settori
agricolo ed industriale (aumenta però la domanda di “prodotti ecologici”);
3. La conoscenza teorica e la scienza acquistano sempre maggiore importanza per la loro
capacità di creare processi innovativi e di condizionare le decisioni a livello generale;
4. Cresce l’importanza del merito e della professionalità ed aumenta la richiesta di tecnici e
professionisti nella forza lavoro;
5. La società tende a snellire le procedure e a sburocratizzarsi;
6. L’introduzione del telelavoro introduce innovazioni radicali nell’organizzazione del
lavoro che non è più vincolato a sedi e a tempi fissi;
7.
Il territorio della Sardegna aspira ad avere figure professionali che valorizzino le risorse
locali e frenino lo spopolamento delle zone interne, stimolando i giovani ad un maggior
senso di appartenenza al territorio in un ottica di apertura verso orizzonti nazionali e
transnazionali.
CRITERI GENERALI PER L’ELABORAZIONE DEL
POF
Il presente piano dell’offerta formativa per il corrente Anno Scolastico è stato elaborato dal
Collegio dei Docenti sulla base dei seguenti criteri generali :
1.
L’organizzazione precedente della scuola, in coerenza con le norme vigenti, può essere
confermata, previo opportuno intervento per le correzioni ritenute necessarie dalle varie
componenti;
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2.
Dovranno essere utilizzate, nei limiti delle risorse disponibili, tutte le indicazioni,
coerenti con gli indirizzi di studio dell’Istituzione Scolastica, contenute negli atti di
indirizzo e di programmazione in sinergia con altri enti ed istituzioni significative del
territorio;
3. Le risorse strutturali, ambientali, culturali, sociali ed economiche del territorio dovranno
contribuire a potenziare l’offerta formativa dell’Istituto;
4. Per ciò che concerne le discipline costituenti la quota obbligatoria della scuola, fermo
restando l’attuale impianto curricolare dei vari ordini e gradi, dovranno valorizzare le
esperienze formative pregresse che hanno sempre mostrato di suscitare interesse e
partecipazione tra gli alunni, nonché percorsi didattici nuovi e orientativi, capaci di
realizzare un potenziamento delle conoscenze, delle competenze e dell’identità culturale
e sociale del territorio di appartenenza;
5.
Si dovrà prestare particolare attenzione agli aspetti relazionali della vita scolastica (di
classe, di istituto, tra personale Ata e docenti, tra alunni e docenti, tra alunni e genitori,
etc) predisponendo adeguati interventi di formazione e organizzazione interna con le
dovute aperture verso l’esterno.
ANALISI DEL CONTESTO SOCIO-ECONOMICO E
CULTURALE DEL TERRITORIO.
Sono stati raccolti, riordinati ed esaminati dati sui seguenti settori
A.Settore pastorale
▪Aziende d’allevamento;
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▪Ricoveri
e sale di mungitura razionali in via di allestimento;
▪Progetti
esecutivi di agriturismo e punti di agriturismo operanti;
▪Aziende
di tipo tradizionale;
▪Prati-pascoli;
▪Altimetria
B.
minima, massima e dei centri abitati.
Settore agricolo
▪Superficie coltivata in ha a varie colture;
▪Addetti
all’agricoltura;
▪Direttivi,
quadri, impiegati e coadiuvanti in agricoltura;
▪Lavoratori
in proprio e soci di cooperative;
C.Settore agro-alimentare
▪Tipi di formaggio, di carne, di minestre, di pane e di dolci locali;
▪Bacche
▪Il
di bosco;
freddo sardo locale;
▪Vini
e liquori;
▪Produzioni
▪Piatti
locali di insaccati, pani dolci e formaggi;
locali proposti in alberghi, ristoranti, punti di ristoro e di agriturismo presenti in loco.
D.Settore turistico
▪Cosa è possibile vedere e/o visitare nei vari centri ( beni archeologici: musei, nuraghi, domus
de janas, …, beni ambientali ecc.);
▪Luoghi
di culto presenti;
▪Presenza
di nuovi indicatori di sviluppo: camping, musei, cooperative giovanili, sport
organizzati, ecc..
E.
Settore artigianale
▪Attività artigianali presenti;
▪Numero
di addetti alle varie attività;
▪Direttivi,
quadri e impiegati.
Settore dei servizi
F.
▪Popolazione attiva nei vari servizi e numero degli esercizi funzionanti,
▪risorse finanziarie disponibili nei vari settori e normative di riferimento.
G.Settore ambientale e forestale
▪Particolari riferimenti agli sbocchi occupazionali offerti;
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▪possibilità di integrare la risorsa ambiente con il turismo.
H.Settore culturale
▪Individuazione dei beni culturali e della loro possibile valorizzazione in funzione turistica.
I. Aspetti generali
▪Analisi dettagliata della dinamica demografica;
▪Analisi
dei dati sulla popolazione attiva e sulla disoccupazione.
I risultati dell’indagine inducono a superare alcuni luoghi comuni e ad individuare nuove
e importanti istanze, seppure a livello embrionale, non solo nel settore turistico e dei servizi, ma,
per certi versi, anche nel settore agro-pastorale, tradizionalmente statico.
Nel settore pastorale, le nuove norme europee e la disponibilità di consistenti risorse
finanziarie, con contributi a fondo perduto e/o in fondo capitale, costituiscono una forte spinta al
cambiamento. Si profilano pertanto nuove opportunità, in un’ottica di allevamento razionale,
che possono integrarsi armonicamente nel contesto culturale, fisico e ambientale in cui sono
ubicate le aziende, senza perdere di vista la tipicità e la genuinità dei prodotti, che dovrebbe
essere garantita da marchi di qualità. Queste nuove istanze di sviluppo devono suggerire alla
scuola un cammino didattico orientativo per sbocchi occupazionali futuri.
Lo stesso discorso può farsi per l’attività agricola, sia pure nei limiti consentiti dalle
difficoltà oggettive di coltivare la terra a causa dei forti pendii che rendono problematica
l’introduzione dei mezzi meccanici.
Una delle chiavi di lettura delle nuove opportunità potrebbe essere la creazione di piccole
e medie aziende, anche cooperativistiche, per superare l’eccessiva polverizzazione delle
proprietà; in vista di una produzione biologica, volta alla salvaguardia di varietà locali di alberi
da frutto, vitigni, ecc..
Queste iniziative, sostenute da contributi dell’U.E., potrebbero integrarsi con le altre
colture tradizionali sia arboree sia orticole.
Largamente sottovalutato e sottodimensionato appare anche il settore agro-alimentare
che, a fronte di una notevole potenzialità, registra una situazione veramente poco felice con
pochissimi addetti alle attività di trasformazione e di vendita.
La presenza di una gran varietà di formaggi, carni, minestre, pani, dolci, pietanze fredde,
vini e liquori non solo trova ancora un riscontro insufficiente nelle offerte dei pochi ristoratori
locali, ma è spesso ignorata anche nell’odierna alimentazione delle famiglie, perché molti piatti
tradizionali sono caduti in disuso.
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Anche in questo caso si tratta di prodotti di ottima qualità, sicuramente spendibili in
termini di offerta esterna a fini turistici, come dimostrano altre esperienze, e certamente degni di
allietare ancora le nostre tavole, non solo per il loro valore intrinseco, ma anche perché
costituiscono un aspetto non secondario della tradizione e della cultura popolare, da
salvaguardare e riproporre in un contesto rinnovato.
Il settore si può rilanciare proponendo ciò che suggerisce l’attuale normativa: mini
caseifici e piccoli laboratori, contrassegnati da marchi di qualità per i prodotti di nicchia.
Dell’attività artigianale, ancora fiorente fino agli anni ‘50, si hanno notizie attendibili
addirittura fin dal 1600, almeno per Seui.
La realtà odierna evidenzia un drastico ridimensionamento ed uno scollamento tra
vecchie e nuove generazioni, con la perdita di gran parte delle attività manuali e pratiche.
Un’attenta formazione professionale, curata da enti qualificati, tra cui anche la scuola,
può consentire il recupero in termini moderni delle vecchie professionalità, che potrebbero
avvantaggiarsi di un aumento della domanda legato al turismo.
Si è generalmente propensi a scommettere su un’ulteriore sicura espansione di quella che
ormai viene definita “l’industria delle vacanze”.
In Sardegna, finora, quest’espansione ha interessato principalmente le coste, ove si sono
concentrati massicci investimenti e sono sorte strutture rilevanti sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo. Le zone interne sono state interessate solo marginalmente da questo
processo, per un insieme di cause che non sempre è facile individuare.
Vi hanno certamente giocato un ruolo importante l’isolamento, la mancanza di
infrastrutture viarie, lo smantellamento delle attività tradizionali, la perdita di preziose energie
umane e di imprenditorialità a seguito dell’emigrazione, ma non si può nascondere anche un
appiattimento culturale dovuto a forme di assistenzialismo non certo stimolanti, che hanno
contribuito ad impoverire ulteriormente un tessuto economico già debole.
Allo stato attuale si nota una ripresa di iniziativa sostenuta da consorzi vari ed anche
dalle sponsorizzazioni del “trenino verde”, forse ancora frammentaria ma comunque segno di
una inversione di tendenza.
Si nota ancora un miglioramento dell’offerta turistica, documentata da nuovi indicatori di
sviluppo del settore: presenza di camping, musei, cooperative giovanili, bed and breakfast,
agriturismi, residence e villaggi turistici come quello dei carbonai ad Esterzili.
In prospettiva lo sviluppo turistico dovrebbe poter contare su un cospicuo flusso di
finanziamenti e su precise scelte delle amministrazioni e degli altri enti interessati, finalizzate a:
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1.Un potenziamento generale dei servizi, anche allo scopo di offrire migliori garanzie agli
ospiti tradizionali, gli emigrati ed i loro discendenti, che, oltre alle proprietà, conservano un
legame affettivo con i luoghi d’origine.
2.Riscoprire
e valorizzare tutti i centri storici, i beni culturali, archeologici e naturalistici,
luoghi di culto e feste tradizionali in risposta ad una richiesta di tipo culturale in continua
evoluzione.
3.Potenziare gradualmente le strutture ricettive, puntando soprattutto al recupero dei centri
urbani anche allo scopo di stabilire legami culturali con i nuovi ospiti.
4.Recuperare le attività tradizionali, le usanze e i costumi delle nostre popolazioni.
5.Promuovere adeguate iniziative pubblicitarie.
6.Tutelare rigorosamente l’ambiente, forse il bene più importante dei nostri paesi, che,
anche a seguito della marginalità che lo ha sempre contraddistinto, si conserva ancora
totalmente integro.
Il territorio, prevalentemente montuoso e a forte pendenza, è considerato da molti
decenni suscettibile di attività di rimboschimento, per via di un certo degrado dovuto
essenzialmente ai numerosi incendi susseguitesi nel tempo. I “Cantieri di rimboschimento”,
gestiti dall’Ente Forestale, hanno garantito il lavoro ad un gran numero di operai in tutta la zona.
La riorganizzazione di questi enti sta imponendo nuove regole e nuovi strumenti operativi, per
cui saranno necessarie, a breve, anche altre professionalità. Si intravede inoltre un cambiamento
di rotta per un’azione integrata ambiente - turismo – cultura.
La risorsa ambiente offre l’opportunità di dare risposte a numerosi bisogni formativi,
riferibili alla conoscenza degli aspetti geomorfologici, idrogeologici, botanici e paesaggistici del
territorio, alle sue potenzialità economiche e alle compatibilità di sviluppo.
Tutto ciò ribadisce ancora una volta la necessità che la scuola, se intende essere
veramente orientativa e ricercare una spendibilità concreta del proprio lavoro, sia attiva nel
territorio ed operi per costruire le necessarie professionalità, sperimentando anche forme di
collaborazione con altri istituti e/o enti di forestazione.
La possibilità di miglioramento dei vari settori economici fin qui presentati dipende
anche in larga misura, dal pieno utilizzo delle risorse finanziarie previste dall’attuale normativa,
solo in parte applicata nel nostro territorio.
Certo non incoraggia la ripresa della piaga perenne dell’inefficienza di alcuni servizi
fondamentali: principalmente viabilità e trasporti, ma anche servizi sanitari e socio-assistenziali.
La tortuosità delle strade dilata a dismisura i tempi di percorrenza e rende gravosi e pericolosi
gli spostamenti.
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I risultati di questo lavoro ci portano a concludere che, seppure si intravedono delle vie
d’uscita, il destino dei nostri paesi è tuttora segnato dall’incertezza.
Poco incoraggianti sembrano anche i risultati di una recente indagine sui comuni italiani
che ne individua 2830 su un totale di 8100, il 35%, a rischio reale di estinzione; con redditi medi
bassissimi, servizi di base al minimo, bassa densità demografica, invecchiamento della
popolazione, etc…
Anche in questo caso, la disamina dei dati rivela che la condizione dei nostri paesi è tra le
più gravi e che le difficoltà tipiche dei centri montani sono qui particolarmente marcate. Con
ogni probabilità nessun’altra regione storica della Sardegna ha subito uno sradicamento così
rovinoso della popolazione.
Anche la scuola risente di questa condizione di malessere, con accorpamenti di classi
dovuti alla diminuzione degli alunni e minacce di chiusura.
Il lato positivo della situazione sta nella presa di coscienza da parte dei comuni
interessati, che hanno dato vita ad una nuova associazione nazionale ed avanzano richieste
precise di modifiche fiscali e normative a vantaggio dei piccoli centri per rivendicare la
montanità e le sue peculiarità.. La modifica del titolo quinto della Costituzione riconosce
all’Ente Locale un ruolo più importante anche nella programmazione della scuola del territorio.
Vengono anche segnalate le principali risorse presenti in essi, sulle quali concentrare gli
investimenti, che sono quelle da noi individuate: flora, fauna, beni culturali, gastronomia,
produzioni agricole e pastorali ecologiche e di qualità, artigianato e turismo.
Viene insomma confermata la nostra convinzione che la salvaguardia, il recupero e la
valorizzazione dei centri montani non siano più rinviabili nell’interesse generale del paese e che
condannarli al degrado, oltre ad essere un grave errore, comporterebbe un ingente spreco di
risorse.
Servono interventi tempestivi perché si rischia di superare la soglia minima oltre la quale
neppure i servizi attuali, scuola compresa, potrebbero essere garantiti.
Lo Stato e le sue articolazioni ai vari livelli devono farsi carico della situazione con
iniziative lungimiranti e di ampio respiro da sostenere con un adeguato impegno finanziario.
Non bisogna però illudersi che possa accadere qualcosa senza una decisa mobilitazione
dal basso che faccia emergere il ruolo delle zone montane nel 3° millennio e rivendichi con
forza l’attribuzione delle risorse necessarie per incentivare il ritorno della gente che potrà
garantire il presidio del territorio ed il superamento del degrado e dell’abbandono che oggi lo
caratterizzano.
Anche qui pertanto ciascuno deve fare bene la sua parte.
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L’avvento dell’autonomia offre alla scuola l’opportunità di calarsi nella realtà locale e di
operare in sinergia con le altre istituzioni presenti nel territorio per individuare e valorizzare
tutte le risorse, umane e materiali e dare risposte concrete alle esigenze delle popolazioni,
stimolarne la domanda, riscoprirne i valori, la cultura e le tradizioni ed inserirli in un circuito
culturale più vasto con una dignità propria, al fine di promuovere il riscatto delle comunità.
Per questo compito la scuola si è già in parte attrezzata predisponendo progetti specifici
da attuare in continuità nei vari ordini di scuola, nel rispetto dei criteri di gradualità propri delle
fasi di sviluppo del bambino e dell’adolescente, dai 3 ai 18 anni, tendenti ad arricchire l’offerta
formativa e a motivare gli allievi all’apprendimento stimolandone gli interessi.
Questa offerta formativa che costituisce il “Curricolo locale” (15% del tempo-scuola,
secondo la nuova normativa), parte dai bisogni emergenti dei giovani e delle famiglie scaturiti
dalle considerazioni fin qui fatte, e si muove in varie direzioni: arricchimento delle conoscenze e
delle competenze, studio della realtà locale, acquisizione di strumenti di raccordo con la realtà
esterna, orientamento, etc…
BISOGNI EMERSI
A livello generale per tutti gli alunni dell’istituto globale sono emersi i seguenti bisogni:
a)Acquisire una formazione umana e culturale solida ed ampia;
b)Ricercare nuovi e vecchi valori che siano orientativi per la vita;
c)Educare alla tolleranza, alla diversità culturale, fisica e psicologica;
d)Coinvolgere tutte le valenze culturali del territorio e stabilire rapporti di collaborazione;
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e)Trovare nella scuola opportunità per rapportarsi con la cultura di appartenenza e
valorizzarne gli aspetti più positivi;
f)Stimolare comportamenti individuali e/o di gruppo volti alla socializzazione, integrazione,
promozione;
g)Acquisire
e consolidare le abilità fondamentali di base;
h)Acquisire un corretto metodo di studio;
i)Creare – ampliare – rinforzare - approfondire le conoscenze;
j)Attivare corsi di recupero, di sostegno e di integrazione possibilmente individualizzati, per
gli alunni più deboli;
k)Acquisire nuove professionalità grazie anche alle risorse strumentali possedute (laboratori,
biblioteche, palestra, ecc.)
l)Imparare a leggere- scrivere argomentare dedurre e controdedurre;
m)Essere posti al centro di un’azione didattica pluri-interdisciplinare per percorsi formativi
agevoli e chiari;
n)Stimolare un più serio confronto tra genitori ed alunni; docenti ed alunni; docenti e
famiglie;
o)Organizzare corsi di formazione in servizio dei docenti anche con attività di
autoaggiornamento.
Più in particolare per i ragazzi del Liceo sono emersi i bisogni di:
a)Trovare
▪Guide
sbocchi nel mondo del lavoro per i seguenti profili professionali:
ed operatori turistici;
▪Conoscitori della lingua inglese con certificazione esterna,Livello B1 e B2
▪Esperti
su beni archeologici, musei, pinacoteche;
▪Operatori
informatici.
b)Sapersi orientare nel mondo universitario.
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c)Saper
utilizzare al meglio le risorse ambientali quali le prospettive del Parco del
Gennargentu e/o quelle offerte dal recentissimo Parco dei Tacchi;
d)Saper valorizzare ed utilizzare le risorse culturali, linguistiche e storiche della Sardegna con
particolare attenzione ai progetti di sviluppo del Parco Geominerario inserito nell’area 3 per i
comuni di Seui, Seulo, Gadoni e Sadali;
e)Sapersi raccordare a realtà nazionali e sovranazionali per un giusto inserimento nella realtà
futura.
ORGANISMI CHE GARANTISCONO IL
FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO
Il funzionamento dell’Istituto è garantito dall’attività dei seguenti organismi
istituzionali:
1.
Dirigente scolastico.
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2.
Consiglio d’Istituto e Giunta Esecutiva, composti dai rappresentanti dei docenti, degli
studenti, dei genitori e del personale ATA (attualmente le competenze sono attribuite ad
un Commissario). La scuola, infatti, in seguito alla verticalizzazione, non ha potuto
provvedere all’elezione del Consiglio d’Istituto, in assenza di una normativa specifica
per gli istituti comprensivi globali di recente istituzione.
3.
Collegio dei docenti plenario composto da tutti i docenti dell’Istituto;
4.
Collegi dei docenti dei vari ordini di scuola che decidono sui problemi specifici di
ciascun segmento scolastico;
5.
Consigli di classe, interclasse e intersezione composti da tutti i docenti di ogni classe,
dai rappresentanti dei genitori e, nel Liceo, degli studenti.
Le competenze dei singoli organismi sono esplicitate nella Carta dei Servizi.
Il Collegio dei docenti plenario, in relazione a quanto previsto dal contratto nazionale
integrativo, ha assegnato le funzioni strumentali al P.O.F. (ex funzioni obiettivo), ritenute
necessarie per far fronte alla complessa gestione di un Istituto Comprensivo Globale, ai seguenti
docenti che ne hanno fatto richiesta:
•
Prof. Loi Mauro: Funzione strumentale Liceo Scientifico – (Revisione del P.O.F.,
sostegno al lavoro docente, interventi e servizi per gli studenti e continuità didattica).
•
Maestra Deplano Anna: Funzione strumentale scuola primaria – (Revisione del P.O.F.,
sostegno al lavoro docente, interventi e servizi per gli studenti e continuità didattica).
•
Maestro Pilia Giovanni Battista: Funzione strumentale scuola primaria – (Revisione del
P.O.F., sostegno al lavoro docente, interventi e servizi per gli studenti e continuità
didattica).
Il coordinamento generale delle funzioni strumentali viene affidato al 1°Collaboratore del
Dirigente.
Il Dirigente Scolastico ha individuato come primo collaboratore il Prof. DESOGUS
Giampaolo e come secondo collaboratore il Prof. MAMELI Francesco che lo sostituiranno e/o
17
lo coadiuveranno sia per ciò che concerne la firma degli atti amministrativi di competenza che
per ciò che concerne la gestione della scuola.
Ha inoltre individuato i docenti fiduciari, responsabili del funzionamento della scuola nelle
diverse sedi:
SCUOLA INFANZIA SEUI
Meloni Maria
SCUOLA PRIMARIA SEUI
Loi Regina
SCUOLA SEC. DI PRIMO GRADO SEUI
Loi Regina
Ancora contribuiscono al funzionamento della scuola tutti i docenti in servizio e il
personale ATA.
Tutti i suddetti organismi si avvalgono a livello operativo di numerosi strumenti: registri
delle presenze, registri per le verbalizzazioni, giornale di classe, registri personali dei docenti,
agenda della programmazione settimanale nella scuola elementare, scheda personale
dell’alunno, fascicolo personale, etc….
L’Istituto si è anche dotato della Carta dei Servizi e di regolamenti in cui vengono
richiamate le disposizioni che disciplinano materie specifiche (in allegato).
Per quanto riguarda la sicurezza sarà predisposto un apposito piano che verrà affisso
all’albo della scuola.
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI:
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La formazione delle classi mira alla costituzione di gruppi omogenei di alunni ben
integrati sotto il profilo socio-affettivo, educativo e didattico. L’obiettivo di questa integrazione
è la piena valorizzazione delle capacità, delle abilità, delle competenze e delle conoscenze
culturali di ogni singolo alunno. Il numero dei componenti è determinato secondo le ultime
direttive, attingendo alle diverse fasce di merito scolastico, singoli giudizi delle classi cosiddette
“ponte”, tenendo conto, compatibilmente con le oggettive disponibilità della scuola, delle
richieste e dei bisogni delle famiglie, all’atto dell’iscrizione. Per ciò che concerne la scuola
secondaria di 2° Grado, non si assisterà più ad una concentrazione per provenienza comunale.
Le singole classi dovranno essere formate da elementi, possibilmente di entrambi i sessi, che
arrivano da diversi paesi e da diverse scuole, nell’ottica di una maggiore integrazione e di un
sano confronto culturale.
CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI ALLE
CLASSI:
19
L’assegnazione dei docenti alle classi avverrà secondo i seguenti criteri:
1.continuità
classe,
purché
didattica, ove non confligga con difficoltà relazionali tra docente e gruppo
oggettivamente
riscontrabili
e
documentabili.
Sarebbe
da
preferirsi
un’assegnazione nell’ottica della continuità verticale;
2.a
seconda delle emergenze, il Dirigente scolastico potrà agire con discrezionalità e in
deroga al criterio della continuità didattica, purché l’azione sia rivolta alla prevenzione dei
disagi relazionale tra le componenti;
3.nei
casi di nuove assegnazioni, potrà valere, in prima istanza e nulla ostando, l’eventuale
proposta di assegnazione avanzata dal singolo docente al Dirigente Scolastico. In caso di
divergenza e di più richieste di assegnazione alla stessa classe da parte di più docenti, dovrà
valere l’anzianità di servizio adeguatamente certificata;
4.infine,
si dovrà riporre particolare attenzione all’equa distribuzione delle assegnazioni
relative agli insegnanti di ruolo, in modo tale da garantire un’adeguata presenza di risorse
professionali stabili. Tutte le risorse umane vanno adeguatamente valorizzate, in vista di
sperimentazioni e di progetti cosiddetti speciali che caratterizzano l’Istituzione, che mettano in
luce titoli culturali, specializzazioni, abilitazioni che qualificano i percorsi di studio
GLI UTENTI
20
La popolazione scolastica delle scuole dell’Infanzia, Primaria e scuola secondaria di
primo grado è costituita dagli allievi dei comuni di Seui ed Ussassai, mentre quella della
secondaria di secondo grado (Liceo scientifico) proviene anche dagli altri quattro centri della
Barbagia di Seulo, dal Mandrolisai e dall’Ogliastra.
Nel corrente anno scolastico 2007/2008 la situazione relativa alla frequenza è la seguente:
SCUOLA DELL’INFANZIA (SEUI – USSASSAI)
N. ALUNNI PER SEZIONE
Sezioni
A
B
Totale
Seui
16
16
32
Ussassai
6
--
6
38
Totale compl.
SCUOLA PRIMARIA (SEUI – USSASSAI)
N. ALUNNI PER CLASSE
Classi
1
2
3
4
5
Totale
Seui
18
16
16
12
17
79
Ussassai
1
8
3
8
3
23
Totale
19
24
19
20
20
102
N.B.: ad Ussassai sono presenti due pluriclassi: una per le classi prima e seconda ed una per
le classi quarta e quinta.
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO (SEUI – USSASSAI)
N. ALUNNI PER CLASSE
Classi
1
2
3
Totale
Seui
17
17
13
47
Ussassai
8
5
6
19
21
Totale compl.
25
22
19
66
N.B.: ad Ussassai è presente una pluriclasse per le classi prime e seconde
LICEO SCIENTIFICO
N. DEGLI ALUNNI PER CLASSE E PER PROVENIENZA
COMUNI
1A
2A
2B
3A
3B
4A
4B
V
Totale
Seui
4
7
6
5
7
10
9
7
55
Sadali
2
2
7
5
1
4
--
3
24
Seulo
4
1
3
2
2
--
6
1
19
Esterzili
8
3
2
--
3
--
--
4
20
Ussassai
4
3
2
2
1
4
1
2
19
Gadoni
--
--
--
--
--
--
1
--
1
Gairo
--
--
--
1
--
--
--
--
1
TOTALE
22
17
20
17
14
18
17
17
149
TOTALE COMPLESSIVO ALUNNI DELL’ISTITUTO: N. 355.
TOTALE COMPLESSIVO ALUNNI DELLA SECONDARIA DI II GRADO N. 149
TABELLA PROGRESSIVA LICEO DIVISI PER GENERE
Comuni
Seui maschi IA
Seui femmine IA
Seui maschi IIA
Seui femmine IIA
2007-08
1
3
2
5
Seui maschi IIB
2
Seui femmine IIB
Seui maschi IIIA
Seui femmine IIIA
Seui maschi IIIB
Seui femmine IIIB
Seui maschi IVA
Seui femmine IVA
Seui maschi IVB
4
5
--2
4
2
8
3
Seui femmine IVB
6
2008-09 2009-10 2010-11 2011-12 2012-13
22
Seui maschi V
4
Seui femmine V
Sadali maschi IA
Sadali femmine IA
Sadali maschi IIA
Sadali femmine IIA
Sadali maschi IIB
Sadali femmine IIB
Sadali maschi IIIA
Sadali femmine IIIA
Sadali maschi IIIB
Sadali femmine IIIB
Sadali maschi IVA
Sadali femmine IVA
Sadali maschi IVB
Sadali femmine IVB
Sadali maschi V
Sadali femmine V
Seulo maschi IA
Seulo femmine IA
Seulo maschi IIA
Seulo femmine IIA
Seulo maschi IIB
Seulo femmine IIB
Seulo maschi IIIA
Seulo femmine IIIA
Seulo maschi IIIB
Seulo femmine IIIB
Seulo maschi IVA
Seulo femmine IVA
Seulo maschi IVB
Seulo femmine IVB
Seulo maschi V
Seulo femmine V
Esterzili maschi IA
Esterzili femmine IA
Esterzili maschi IIA
Esterzili femmine IIA
Esterzili maschi IIB
Esterzili femmine IIB
Esterzili maschi IIIA
Esterzili femmine IIIA
3
--2
--1
4
3
5
----1
1
3
--1
2
1
3
--1
--3
2
--1
1
----3
3
1
--1
7
1
2
--2
-----
Esterzili maschi IIIB
2
Esterzili femmine IIIB
Esterzili maschi IVA
Esterzili femmine IVA
Esterzili maschi IVB
Esterzili femmine IVB
1
--------23
Esterzili maschi V
Esterzili femmine V
Ussassai maschi IA
Ussassai femmine IA
Ussassai maschi IIA
Ussassai femmine IIA
Ussassai maschi IIB
Ussassai femmine IIB
Ussassai maschi IIIA
Ussassai femmine IIIA
Ussassai maschi IIIB
--4
3
1
2
1
2
--2
-----
Ussassai femmine IIIB
Ussassai maschi IVA
Ussassai femmine IVA
Ussassai maschi IVB
Ussassai femmine IVB
Ussassai maschi V
Ussassai femmine V
Gadoni maschi IA
Gadoni femmine IA
Gadoni maschi IIA
Gadoni femmine IIA
Gadoni maschi IIB
Gadoni femmine IIB
Gadoni maschi IIIA
Gadoni femmine IIIA
Gadoni maschi IIIB
Gadoni femmine IIIB
Gadoni maschi IVA
Gadoni femmine IVA
Gadoni maschi IVB
Gadoni femmine IVB
Gadoni maschi V
Gadoni femmine V
Gairo maschi IA
Gairo femmine IA
Gairo maschi IIA
Gairo femmine IIA
Gairo maschi IIB
Gairo femmine IIB
Gairo maschi IIIA
Gairo femmine IIIA
Gairo maschi IIIB
Gairo femmine IIIB
Gairo maschi IVA
Gairo femmine IVA
Gairo maschi IVB
Gairo femmine IVB
Gairo maschi V
1
3
1
--1
1
1
--------------------------1
----------------1
----------------24
Gairo femmine V
Stranieri maschi IA
Stranieri femmine IA
Stranieri maschi IIA
Stranieri femmine IIA
Stranieri maschi IIB
Stranieri femmine IIB
Stranieri maschi IIIA
Stranieri femmine IIIA
Stranieri maschi IIIB
Stranieri femmine IIIB
Stranieri maschi IVA
Stranieri femmine IVA
Stranieri maschi IVB
Stranieri femmine IVB
Stranieri maschi V
Stranieri femmine V
TOTALE
--------1(Marocco)
----------1(Tailandia)
------------149
Rispetto all’A.S. 2006-07risultano globalmente n.10 iscritti in meno che derivano da un
calo di n.10 unità al Liceo.
Nell’anno scolastico 2006-07 gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria
di 1° Grado sono stati tutti promossi alla classe successiva. Gli studenti,invece, del Liceo sono
stati sia promossi a pieno merito che con debito formativo come da tabella:
TABELLA ALUNNI LICEO – PROMOSSI CON DEBITO
Materia
Lettere
IA
IB
2
IIA
2
IIB
italiane
Lettere
5
6
3
2
Latine
Lingua
1
1
Inglese
Lingua
1
Francese
Storia
1
Geografia
Matematica 5
IIIB
IVA
Totale
n.4
2
2
n.20
2
2
1
5
1
1
n.9
1
1
1
2
n.6
5
2
3
n.29
7
1
IIIA
3
4
25
n.7
Fisica
Scienze
2
7
e
Chimica
Disegno
Ed.Fisica
Religione
3
2
1
2
1
3
1
1
1
1
2
1
n.13
n.9
n.6
Le scuole dell’Infanzia, primaria e secondaria di I grado di Seui ed Ussassai, com’è ovvio,
sono frequentate dalla totalità degli alunni dei due comuni. La situazione del Liceo è diversa.
Se è vero che la recente normativa sull’istituzione dell’obbligo formativo, a partire
dall’anno scolastico 2000/2001 offre l’opportunità di seguire il percorso di istruzione e/o
formazione e contrasta gli eventuali abbandoni, è anche vero che una parte degli alunni della
Barbagia di Seulo, alla conclusione degli studi medi, preferisce iscriversi ad altri istituti, benché
più lontani geograficamente. Il fenomeno riguarda solo in parte Seui, sede del Liceo. Inoltre, dal
1 settembre 2007 è entrato in vigore l’obbligo di istruzione a 10 anni, in base alla legge 26
dicembre 2006,n.296,art. 1,comma 622. L’indicazione normativa rappresenta,per la scuola
italiana,un allineamento ai sistemi di altri paesi dell’Unione Europea.
Le scuole concorrenti che, nel complesso, sono in grado di fornire un’offerta molto
diversificata, stanno a Lanusei, Aritzo, Tortolì, Isili, Cagliari, Jerzu e Sorgono.
Tra le motivazioni che inducono i ragazzi a disertare il nostro Liceo, emerge quella che lo
vedrebbero poco adeguato agli allievi meno preparati. Da non sottovalutare anche il giudizio
orientativo espresso dal corpo docente della scuola media a conclusione degli Esami di Stato. Su
quest’ultimo punto è sicuramente opportuna una riflessione da parte del Collegio ed una
puntuale informazione rivolta agli allievi delle scuole medie dei comuni del territorio, perché i
giovani della zona siano informati sulle possibilità di formazione proposte dall’Istituto evitando
inutili e dispendiosi trasferimenti in altre sedi. La scuola si propone, infatti, sulla base delle
possibilità offerte dalla legge sull’autonomia scolastica, di rispondere alle reali esigenze
formative dei giovani accogliendo le istanze di coloro che sono orientati verso una formazione
di tipo professionale, attivando anche corsi alternativi o attuando un sistema di crediti formativi
basati sulla istruzione/formazione con una previsione delle cosiddette “passerelle” e proponendo
progetti di alternanza scuola-lavoro, stage, rientro drop out, riaccoglienza,etc.
La scuola dovrà sempre prestare la massima attenzione ai bisogni ed alle aspettative degli
alunni e delle famiglie, da verificare con indagini periodiche per rendere più efficaci gli
26
strumenti già posti in essere con il piano di accoglienza ed adottarne eventualmente degli altri.
Per le classi prime del Liceo, infatti, sono già in uso da qualche anno dei test d’ingresso e gli
alunni sono stati messi in grado di avere maggiore consapevolezza dei piani di studio, delle
opportunità che la nuova scuola offre per il futuro, delle possibilità di affermazione e
autorealizzazione in tutti i campi, delle occasioni di elevare la qualità della vita relazionale
grazie ad attività ludiche e/o didattiche all’interno della comunità scolastica.
Per la scuola primaria e secondaria di I° Grado sono state predisposte delle schede di
rilevazione sulla scelta degli insegnamenti opzionali e obbligatori. Nelle classi I-II-III della
Secondaria di I° Grado le ore opzionali sono pari a 6 e si svolgono le seguenti attività:
-
laboratorio linguistico-espressivo,
-
informatica,
-
attività sportiva,
-
pratica strumento musicale,
-
disegno tecnico.
Nelle classi I II III IV V della primaria, le ore opzionali sono pari a 3 e si svolgono le
seguenti attività:
-
attività fisico-sportiva,
-
attività tecnico-operativa,
-
attività musicale,
-
attività di drammatizzazione,
-
studio della lingua e della cultura della Sardegna.
27
TIPOLOGIA DEGLI ALUNNI E DELLE FAMIGLIE
La realtà dei nostri paesi, come già detto, è abbastanza omogenea. È pur vero però che al
suo interno, come ovunque del resto, esistono contesti familiari diversificati dal punto di vista
reddituale, professionale e culturale.
Per quanto riguarda la professione dei genitori, da un’analisi dettagliata che ha coinvolto
tutte le famiglie, risultano esserci operai o assimilati, come gli operai forestali , alcuni artigiani
professionisti, insegnanti, impiegati e pastori. Tra le madri, le casalinghe sono la maggioranza ,
seguono insegnanti, impiegate, commercianti e operaie .
Il livello culturale risulta variegato, con genitori che hanno conseguito la licenza media,
alcuni che hanno interrotto gli studi liceali,fermandosi al biennio o alla classe terza. Una bassa
percentuale di genitori donne sono diplomate o laureate.
Mancano e risultano di difficile rilevamento, dati sulla consistenza reddituale, che sono
però, almeno in parte, prevedibili, le famiglie sono, in prevalenza, monoreddito.
Questa multiforme realtà familiare trasmette ai giovani sensibilità particolari che si
traducono in un largo ventaglio di opzioni personali a cui non sempre si accompagna un
28
proficuo impegno scolastico. Si è pertanto in presenza di allievi con una propensione allo studio
teorico notevolmente diversa, con conseguenze in alcuni casi abbastanza gravi a livello di
apprendimento.
Anno dopo anno i risultati mettono sempre in evidenza questa situazione che talvolta si
riesce a superare con efficaci interventi a livello didattico, sempre necessari, ma che in molti
casi permane e richiede interventi mirati di tipo orientativo che rispettino e valorizzino le
tendenze positive di ciascuno, facendo comunque sempre salva la necessità di acquisire almeno i
“saperi essenziali”.
Il problema si pone soprattutto al Liceo. Infatti, se molti allievi si iscrivono a questa
scuola perché la trovano altamente formativa e completa, altri, che avrebbero preferito un
diverso indirizzo, si trovano quasi costretti ad iscriversi per un insieme di fattori che vanno dalla
distanza delle altre scuole superiori alla spinta delle famiglie, motivata anche da problemi di
disponibilità economica.
Da questo nasce l’esigenza che la scuola si adoperi per un ampliamento dell’offerta
formativa che tenga conto anche dell’orientamento verso il mondo del lavoro.
In ambito scolastico gli allievi del Liceo si muovono verso due direttive principali:
1. Spendibilità del diploma in ambito universitario;
2.
Spendibilità del diploma/titolo nel mondo del lavoro.
Dall’indagine svolta tra gli studenti emergono le seguenti attese:
Migliorare il proprio comportamento tramite il sapere;
Assumere nuovi atteggiamenti grazie allo studio;
Acquisire nuovi valori per la vita;
Trovare nuove opportunità di tipo affettivo;
Ricoprire un ruolo all’interno del gruppo,
Rapportarsi attivamente con i docenti;
Farsi portavoce dei problemi del territorio in ambito scolastico;
Spendere il proprio sapere nell’ambiente d’origine;
Acquisire un titolo o titoli più spendibili sia all’Università che nel campo professionale.
Le nuove direttive dell’autonomia scolastica danno ampia libertà di manovra per ciò che
concerne la flessibilità oraria e la programmazione di nuovi percorsi formativi ed innovativi.
Tutte le figure presenti nell’Istituto si propongono di volgere i propri sforzi e le proprie
competenze al miglioramento del livello d’istruzione per garantire anche ai giovani di realtà
29
marginali come la nostra, opportunità di primo livello. Ci si propone inoltre di diventare attenti
osservatori della realtà territoriale per raccordarla ad altre di più larghi orizzonti, coniugando
sempre gli interessi locali con quelli generali, per evitare scantonamenti di segno localistico.
I bisogni educativi precedentemente evidenziati sono la spinta per una seria
programmazione, che contenga finalità e mete educative a breve, medio e lungo termine.
Resta da aggiungere, per completare il quadro informativo sugli utenti, che la
partecipazione degli alunni e delle famiglie alla vita scolastica, si può considerare abbastanza
buona. Molto raramente si assiste a lunghi periodi di assenza, a manifestazioni di protesta,
scioperi ingiustificati, etc.... I genitori partecipano, di norma, sia alle riunioni degli Organi
Collegiali di cui fanno parte che agli incontri scuola-famiglia.
Si vuol rimarcare infine che il P.O.F. vuole anche essere uno strumento di informazione
sulle esigenze degli utenti, per i tanti colleghi che non conoscono la realtà locale perché
vengono da fuori e trovano difficoltà di integrazione per numerosi fattori: pendolarismo,
mancanza di conoscenza della lingua, della cultura e della storia del territorio, etc....
PROGETTAZIONE CURRICOLARE
Il percorso fondamentale di insegnamento-apprendimento, costituito dalle attività
curricolari, come previsto dalla normativa, viene diviso in curricolo nazionale, 85% del tempo
scuola, e curricolo locale, 15% del medesimo.
Il curricolo viene ampliato con attività extracurricolari, che l’istituto introduce come
ulteriore ampliamento dell’offerta, anche di concerto con le agenzie esterne.
L’ISTITUTO:
• CONSIDERA
IL
SUCCESSO
FORMATIVO
DEGLI
ALLIEVI
OBIETTIVO
PRIORITARIO DI TUTTA LA SUA ATTIVITÀ;
• INDIVIDUA I SEGUENTI FATTORI DI SVILUPPO DELLA SCUOLA COME DELLA
SOCIETÀ:
1.
Progresso informatico (European,computer,driving,licence) (ECDL);
2. Integrazione tra servizi fondamentali;
30
3. Recupero di produttività ed efficienza;
4. Tutela – difesa – coinvolgimento degli utenti che devono poter osservare e valutare
direttamente l’efficienza del servizio prestato;
5.
Apprendimento della lingua inglese come strumento fondamentale di comunicazione
nella società contemporanea ma certificato all’esterno per i livelli B1 e B2;
6. Apertura della scuola al pomeriggio con progetti per adulti ;attività dei progetti di
“Scuole Aperte”; corsi di recupero e di approfondimento.
• SI PONE COME ISTITUZIONE I SEGUENTI OBIETTIVI STRATEGICI GENERALI
DI LUNGO PERIODO:
1. Ripristinare la convergenza tra formazione e progresso, tra la cultura e la sua
spendibilità sociale, con occhio sempre attento alle risorse del territorio;
2. Creare le premesse culturali per trattenere e riportare la gente nella montagna, nella
convinzione che ciò serva a ristabilire un equilibrio abitativo sempre più necessario, se
si pensa al vertiginoso aumento della popolazione mondiale e ai gravi fenomeni di
inquinamento provocati dalla concentrazione di persone. In queste condizioni, non pare
ci si possa permettere il lusso di abbandonare allo spopolamento e al degrado vaste aree
del territorio;
3. In un periodo di vorticosa massificazione e globalizzazione, sembra anche opportuno un
forte impegno teso alla rivalutazione dei valori etici, del pensiero critico e delle
potenzialità individuali attraverso la conoscenza di se stessi, poiché non vi è dubbio che
una società possa essere tanto più ricca e libera, quanto maggiore sarà il contributo
originale e personale di ciascuno dei suoi membri, mentre non trarrebbe alcun
vantaggio da individui fotocopia l’uno dell’altro.
4. Fare un’analisi lucida della realtà contemporanea, evidenziando gli aspetti positivi e
negativi. Porsi di fronte a questi ultimi (esasperato individualismo, tentativi di
trasformare le istituzioni in strumenti di parte, posposizione della dignità umana a
interessi di parte e di potere, inquinamento ambientale, droga, delinquenza organizzata,
etc…) da un punto di vista problematico per far maturare soluzioni finalizzate al loro
superamento.
31
CONTINUITÀ
Se siamo convinti che “apprendere significa integrare elementi nuovi (conoscenze, abilità,
atteggiamenti) nel tessuto di esperienze e conoscenze di cui l’individuo già dispone, ci sarà più
chiaro il legame di continuità che caratterizza questo processo.
L’Istituto Comprensivo sembra essere la sede più idonea per soddisfare questa esigenza
perché in esso si realizzano le condizioni ideali per mettere insieme esperienze diverse, aprire il
dialogo e programmare seguendo direttive comuni.
Le scuole di ordine superiore, valutando i risultati del lavoro svolto da quelle di ordine
inferiore possono fornire informazioni operative sulle proprie esigenze ed aspettative e quelle di
ordine inferiore possono far presenti gli interventi attuati, le cause di situazioni particolari, al
fine di favorire un approccio coerente con le iniziative poste in essere in precedenza.
32
Così facendo si pensa di poter pervenire al raggiungimento degli obiettivi posti dalla
normativa:
1. “Dare agli allievi il senso che l’acquisizione di abilità in settori diversi è innanzitutto un
arricchimento della loro competenza”;
2. “Richiamare le conoscenze e le abilità apprese per “saldarle” a quelle nuove e aiutare il
passaggio a concetti e abilità più complessi”;
3. “Dare agli allievi il senso della continuità dell’apprendimento, insegnando loro ad usare
ciò che hanno appreso”;
4. “Sostenere la motivazione rendendo gli allievi attivamente partecipi di ciò che
apprendono”.
L’istituto attiva iniziative finalizzate a garantire la continuità negli interventi educativi e
didattici mediante:
a) incontri tra insegnanti delle classi ponte: ultimo anno di scuola dell’Infanzia – 1 a classe
primaria, 5a classe primaria – 1a secondaria di I grado, 3a secondaria di I grado - 1a Liceo
al fine di facilitare l’inserimento degli alunni e confrontarsi sugli obiettivi finali e sui
prerequisiti iniziali;
b) trasmissione da una scuola all’altra di informazioni sui futuri alunni con problemi di
apprendimento e/o di comportamento;
c) una descrizione/presentazione delle abilità strumentali e logiche, del comportamento,
dell’impegno, dell’autonomia e del grado di scolarizzazione di ciascuno;
d) visite agli edifici del Liceo da parte degli alunni delle classi terze. Incontri e confronti
con i docenti e gli allievi dell’Istituto superiore;
e) Le classi quarte e quinte del Liceo, inoltre, seguono lezioni presso l’Università degli
studi di Cagliari volte all’orientamento per le scelte future nella prosecuzione degli
studi.
Alla Scuola superiore viene sempre fornito il fascicolo personale di ogni alunno, dove è ben
definito il curriculum scolastico.
Le scelte del nostro Istituto saranno realizzate dai vari ordini di scuola, secondo criteri
comuni, tenendo conto delle esigenze proprie di ciascun segmento scolastico. Da tener presente
inoltre che il servizio si concretizza nella relazione insegnante-alunni e che non si può fare una
divisione netta tra aspetto cognitivo-razionale e aspetto emotivo-affettivo perché entrambe le
componenti fanno parte della maturazione dell’individuo.
33
CURRICOLO NAZIONALE
(85%)
Le discipline di studio discendono dalle scelte nazionali ed i programmi ministeriali che
normano la materia, danno disposizioni sulla ripartizione delle ore, sui contenuti, sulle finalità
generali, etc….
Le attività da svolgere nel corso dell’anno vengono accuratamente programmate a livello
individuale dai singoli docenti nei Piani di lavoro annuali, e a livello collegiale
(Programmazioni dei Consigli di classe nelle scuola secondaria di I grado e nel liceo,
programmazione settimanale nelle scuola primaria, elaborata all’interno dell’organizzazione
modulare dell’insegnamento, e programmazione quindicinale nelle scuole dell’infanzia).
34
Il lavoro si svolge generalmente all’interno dei locali scolastici, secondo un orario
prestabilito, con la collaborazione del personale ausiliario, così come specificato in dettaglio
nella parte relativa alla progettazione organizzativa.
Le suddette programmazioni, che all’inizio dell’anno vengono illustrate alle famiglie e
che possono essere successivamente consultate dalle medesime a richiesta, devono uniformarsi
alle direttive del Collegio dei docenti contenute nel P.O.F..
PERTANTO LE PROGRAMMAZIONI DEI CONSIGLI DI INTERSEZIONE, DI
INTERCLASSE E DI CLASSE DOVRANNO:
1. Rispettare il principio di coerenza e gradualità. Il gradino inferiore deve servire per
salire a quello superiore che lo presuppone, superando difficoltà via via crescenti nella
logica della continuità
2. Individuare gli obiettivi trasversali comuni a tutte le discipline da perseguire
collegialmente, in modo da ottenere una connessione dinamica delle conoscenze che
faccia percepire agli allievi, con l’unità del sapere, anche l’unità di intenti degli
insegnanti.
3. Sviluppare la ricerca dei principi strutturali sui quali si organizzano le discipline,
limitando i contenuti a vantaggio della qualità e tenendo presente che, in un mondo in
continua trasformazione, non si può apprendere tutto ma serve acquisire una mentalità
aperta e flessibile, capace e pronta ad adattarsi al nuovo.
4. Prevedere, in linea di massima, quali competenze disciplinari essenziali devono
possedere gli allievi al termine di ogni classe ed ordine di scuola.
5. Indicare i contenuti adatti a far acquisire tali competenze.
6. In quali termini si possano esprimere queste competenze e come si intenda verificarne
l’acquisizione da parte degli alunni.
7.
Prevedere iniziative di sostegno e recupero rivolte agli allievi in difficoltà.Per gli alunni
del Liceo, saranno previste iniziative volte al recupero dei debiti sia pregressi che quelli
dell’anno in corso.
8. Indicare i criteri di valutazione adottati.
OGNI SINGOLO DOCENTE DOVRÀ PRECISARE NELLA PROGRAMMAZIONE
INDIVIDUALE:
1. Quali competenze possiedono i suoi alunni e a quale livello;
2. Quali interventi intende attivare per far acquisire le competenze mancanti o per potenziare
quelle già possedute;
35
3. I tempi necessari per il raggiungimento degli obiettivi prefissati;
4. In quante e quali unità didattiche intende articolare l’offerta formativa;
5. Quali saranno gli strumenti di verifica del lavoro svolto.
I DOCENTI DOVRANNO, INOLTRE, TENER CONTO DELLE SEGUENTI
INDICAZIONI FINALIZZATE AD OTTENERE RISULTATI PIÙ SODDISFACENTI
ANCHE ATTRAVERSO L’ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA:
1. Evitare la concentrazione dei carichi di lavoro e limitare l’assegnazione dei compiti a casa
nelle scuole con prolungamento dell’orario settimanale;
2. Controllare e correggere sempre i compiti assegnati;
3. Prevedere nello svolgimento delle lezioni momenti di attività individuale accanto a momenti
di lavoro di gruppo e di lezione frontale;
4. Manifestare pubblicamente le note di apprezzamento ed evitare il più possibile
l’esternazione delle note di demerito;
5. Essere disposti ad affrontare problemi scolastici e personali degli alunni ogni volta che se ne
presenta l’occasione;
6. Favorire i legami di amicizia tra gli allievi ed evitare, se possibile, di separarli nel passaggio
alle classi superiori;
7. Incoraggiare l’identificazione degli alunni con le norme e i valori della scuola, che essi stessi
potranno contribuire ad elaborare;
8. Favorire l’instaurarsi di un clima di collaborazione, di rispetto reciproco e di assunzione di
responsabilità individuali;
9. Contribuire ad avvalorare una concezione dell’intelligenza non solo come dono di natura ma
anche come prestazione che risente enormemente di stimoli esterni.
FINALITÀ EDUCATIVE GENERALI
Il raggiungimento di un obiettivo è sempre il risultato di un impegno e di un lavoro,
distribuiti in un tempo più o meno lungo. L’obiettivo può non essere centrato in dipendenza di
vari fattori.
In ambito scolastico i risultati sono legati sia all’efficacia dell’intervento educativo, sia, in
condizioni normali, all’impegno profuso dagli allievi.
36
Quest’impegno può subire numerosi condizionamenti determinati principalmente da
cause ambientali (familiari e/o sociali etc…) e personali, che contribuiscono a determinarne il
risultato.
L’Istituto intende assolvere in pieno i suoi compiti istituzionali e si propone di offrire a
tutti concrete opportunità di crescita e formazione, garantendo, con gli strumenti a sua
disposizione, impegno professionale e competenza nell’azione didattica, ma anche interventi tesi
a rimuovere, nei limiti delle possibilità offerte dalle singole situazioni, impedimenti di tipo
ambientale, nel tentativo di far raggiungere a ciascuno i migliori traguardi culturali possibili.
L’intervento educativo sarà centrato sull’alunno e sulla classe e gli obiettivi didattici, che
ogni singolo Consiglio di classe, interclasse e intersezione dovrà indicare nei documenti
programmatici, specificando anche obiettivi e standard minimi di apprendimento per ogni
disciplina; scaturiranno da un’attenta analisi della condizione di partenza e degli interessi degli
allievi che, specialmente (ma non solo) nel Liceo, dovranno essere ascoltati ed avere risposte
esaurienti, non necessariamente consenzienti, su eventuali proposte, soprattutto se fatte a livello
collettivo.
Le scelte dei Consigli di classe, interclasse e intersezione dovranno avere come punto di
riferimento gli obiettivi generali indicati nel P.O.F..
In vista di realizzare un’indagine conoscitiva che consenta di individuare strumenti di
analisi il più possibile oggettivi, si propongono le seguenti tipologie di test d'ingresso, da
utilizzare, con gli opportuni adattamenti, nei diversi ordini di scuola:
Test strutturati e / o semi-strutturati
Esercizi a scelta semplice e/ o multipla
Questionari del tipo vero e falso
Tracce tematiche di introspezione, di attualità, di fantasia e a carattere personale;
Prove diagnostiche per saggiare: capacità di sintesi
Prove diagnostiche per saggiare: capacità di analisi
Prove diagnostiche per saggiare: capacità di riflessione personale
Prove diagnostiche per saggiare conoscenze specifiche disciplinari
Prove diagnostiche per saggiare conoscenze specifiche inter-pluridisciplinari
Prove diagnostiche per saggiare conoscenze morfosintattiche
Prove diagnostiche per saggiare abilità di base (ascoltare, parlare, leggere e scrivere)
Griglie strutturate per saggiare le capacità nei vari campi di esperienza.
37
La programmazione dovrà prestare la massima attenzione al processo di insegnamento –
apprendimento e quindi al rapporto che intercorre tra allievi e docenti.
I contenuti disciplinari dovranno essere selezionati e proposti secondo percorsi
informativo – formativi agevoli e strutturati in modo tale da adattarli alla classe, avendo in
mente le abilità, le conoscenze e le competenze che si intende far acquisire e tenendo conto,
sempre nei limiti del possibile, delle differenziazioni interne al gruppo e, ovviamente,
dell’organicità della materia.
I contenuti vanno sempre indicati in modo dettagliato e con una precisa scansione
temporale nei piani di lavoro individuali e, quando è il caso, dei Consigli di classe, intersezione
e interclasse.
Massima attenzione sarà riservata all’aspetto relazionale del rapporto ricordandosi che la
scuola concorre alla formazione dell’uomo e del cittadino in collaborazione con la famiglia e
con le altre istituzioni, ispirandosi a valori accettati e condivisi dall’intera comunità.
La presa di coscienza di questi valori e delle potenzialità individuali da parte di ciascun
alunno, contribuirà, per un verso a favorire l’inserimento nella società e, per un altro ad
accrescere la fiducia in se stessi, condizione necessaria per guardare avanti con un po’ di
ottimismo.
Al raggiungimento degli obiettivi, sia generali che specifici, come anche
all’apprendimento dei contenuti delle singole discipline, si perverrà attraverso un procedimento
graduale di acquisizione, sviluppo, potenziamento e affinamento delle abilità ai vari livelli (dalla
scuola materna al Liceo), che si snoderà per fasi, in base alle esigenze degli allievi e che andrà
arricchendosi anno dopo anno.
OBIETTIVI EDUCATIVI E COMPORTAMENTALI
Si premette che, trattandosi di obiettivi riferiti a scuole diverse, con allievi di età
compresa tra i 3 e i 18 anni, l’ordine proposto e l’esposizione dei singoli obiettivi seguono,
quando è possibile, criteri di gradualità riferiti all’età medesima.
È appena il caso di precisare che, nel rispetto dei concetti fondamentali esposti, i docenti
delle varie scuole potranno estrapolare liberamente dall’insieme ciò che meglio si adatta alla
38
realtà in cui operano, riportando gli obiettivi ad essa riferibili nelle programmazioni dei Consigli
di classe, interclasse e intersezione.
Gli obiettivi educativi e comportamentali sono:
1. Creare e sviluppare un rapporto sereno con la scuola, favorendo l’amore per la conoscenza
come componente irrinunciabile per la piena realizzazione dell’uomo e per il
raggiungimento di una maggiore felicità.
2. Sviluppare le componenti fondamentali: cognitiva, psicomotoria e relazionale del bambino e
curarne un graduale consolidamento e arricchimento.
3. Acquisire corrette abitudini alimentari e igienico – sanitarie partendo da quelle più
elementari, indispensabili per un equilibrato sviluppo psicofisico e per la salvaguardia della
propria salute.
4. Conoscere le regole fondamentali di comportamento e la segnaletica stradale per la
salvaguardia della propria e altrui incolumità.
5. Promuovere la maturazione dell’identità, la conquista dell’autonomia e lo sviluppo integrale
della personalità fin dai primi anni per conquistare la capacità di pensare, decidere e agire in
maniera indipendente, nella piena consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti.
6. Instaurare con tutti rapporti di cortesia, di rispetto reciproco, di amicizia e di solidarietà
umana e contrastare ogni forma di violenza e di prevaricazione.
7. Sviluppare la formazione di una coscienza ecologica, partendo dall’amore spontaneo del
bambino per la natura, per giungere alla piena coscienza della necessità di difendere
l’ambiente, di salvaguardarne i delicati equilibri e di consegnarlo ancora vivibile alle nuove
generazioni.
8. Sapersi inserire in modo proficuo nei gruppi di lavoro.
9. Saper motivare le proprie opinioni, rispettare quelle degli altri e prendere coscienza del
proprio realizzarsi attraverso i rapporti interpersonali e sociali.
10. Acquisire consapevolezza dei valori e dei principi etici su cui si fonda la società ed avere il
coraggio di difenderli.
11. Creare e consolidare i concetti di appartenenza e di cittadinanza attiva.
12. Acquisire consapevolezza che senza la tolleranza e la libertà di pensiero non è possibile la
convivenza di culture, di etnie e di religioni diverse.
13. Acquisire consapevolezza che la pace oggi è condizione indispensabile per la sopravvivenza
dell’umanità.
14. Temperare le esigenze individuali, l’originalità e l’unicità di ciascuno con le esigenze della
collettività in cui si opera, sia essa la scuola, la famiglia o la società, attraverso il rispetto
39
delle norme che garantiscono la vita democratica e della legalità. La norma si rispetta anche
quando non ci appare giusta. In questi casi la maturazione della coscienza civica si porrà il
problema di un coerente impegno per modificare le norme.
15. Acquisire capacità critiche di lettura e interpretazione della realtà.
16. Sviluppare progettualità creativa.
OBIETTIVI COGNITIVI
Gli obiettivi cognitivi possono essere così riassunti:
1. Favorire la conoscenza e l’accettazione di sé e del proprio corpo da parte del bambino.
2. Promuovere nel bambino lo sviluppo comunicativo, espressivo e logico per sostenere lo
sforzo di apprendimento del linguaggio formale e per aiutare i soggetti deficitari ad
affrancarsi da modelli linguistici poveri e da forme di “codice ristretto”.
3. Promuovere l’alfabetizzazione culturale in tutte le discipline a vantaggio di tutti gli
alunni.
4. Porre le basi per un esercizio consapevole delle capacità cognitive e comunicative da
riprendere progressivamente sviluppandole in forme culturali più elevate, fino a
sistemarle nel piano concettuale delle conoscenze astratte e della cultura formale.
5. Acquisire e sviluppare la manualità a tutti i livelli attraverso attività formative di
laboratorio.
6. Curare l’educazione fisica e sportiva, partendo dalle attività ludiche del bambino.
7. Sviluppare attraverso l’educazione artistica e musicale, il gusto del bello e
l’espressività, anche in raccordo con le tradizioni, con i linguaggi e la cultura locali.
8. Utilizzare l’ambiente e il territorio come laboratori di ricerca sul campo.
9. Acquisire e sviluppare un corretto metodo di studio.
10. Saper ordinare in modo logico fatti e fenomeni e mettere in relazione conoscenze e
informazioni pregresse con fatti nuovi.
11. Saper riconoscere e utilizzare in una comunicazione orale e scritta i linguaggi tecnici
delle varie discipline.
12. Saper consolidare le abilità di studio utilizzando adeguatamente gli strumenti a
disposizione.
13. Arrivare per gradi alla produzione di testi corretti dal punto di vista ortografico,
sintattico e lessicale.
14. Educare i sensi alla percezione corretta dei fenomeni.
40
15. Saper mettere in relazione le esperienze della vita quotidiana con le conoscenze
acquisite.
16. Saper utilizzare le conoscenze per analizzare e interpretare situazioni problematiche.
17. Potenziare le capacità critiche, argomentative, analitiche e sintetiche e saperle utilizzare
per sostenere punti di vista in modo pertinente e autonomo.
18. Saper utilizzare e produrre documenti, relazioni e altri testi di vario genere.
19. Saper produrre valutazioni e autovalutazioni consapevoli e responsabili.
20. Acquisire capacità e competenze per riuscire a orientarsi nel mondo del lavoro e nella
prosecuzione degli studi.
Per il curricolo locale gli obiettivi e i contenuti sono indicati nei singoli progetti.
METODOLOGIE E STRATEGIE
In un Istituto verticalizzato, attento alla continuità educativa, si impone la scelta di
metodologie didattiche comuni, anche per evitare passaggi traumatici da un ordine di scuola
all'altro.
41
L’organizzazione del curricolo dovrà tener conto delle fasi di sviluppo degli alunni, dei
tempi di apprendimento, delle metodologie di insegnamento e delle modalità di valutazione più
appropriate alle diverse fasce di età.
La didattica tradizionale si fonda sul processo: “lezione frontale - studio individuale ripetizione e verifica”. L’uso quasi esclusivo di questo tipo di insegnamento tende, in molti casi,
a limitare progressivamente la motivazione e il desiderio di scoprire e partecipare attivamente al
lavoro scolastico.
Per questo motivo, già da tempo e soprattutto nella scuola primaria, a questa metodologia
si è andata affiancando con seguito sempre maggiore, una metodologia nuova, attiva e
partecipativa.
I metodi attivi di insegnamento si basano sulla constatazione che si impara soprattutto
dall’osservazione, comprensione ed elaborazione dell’esperienza, partendo dalla naturale
curiosità del bambino di fronte alle cose e ai problemi, per giungere, sotto la guida attenta
dell’insegnante, alla scoperta e/o alla soluzione del problema.
Questi metodi stimolano l’iniziativa degli allievi perché valorizzano le motivazioni
personali e non quelle esterne, come nella prassi tradizionale, li aiutano ad acquisire
consapevolezza delle proprie potenzialità ed accrescono il desiderio di autorealizzazione.
Sembra pertanto opportuno proporre, ove non fosse già pratica abituale, una maggiore
attenzione a queste metodologie di insegnamento, che potrebbero consentirci un intervento più
efficace nei confronti di allievi poco motivati e interessati.
Altro aspetto importante che è opportuno rimarcare è quello di insegnare il “come” si
apprende una disciplina e cioè quello di far acquisire all’allievo un metodo di studio che gli
consenta di diventare sempre più autonomo nel processo di apprendimento.
Si è anche convinti dell’opportunità di consolidare a tutti i livelli una metodologia basata
sul lavoro collegiale e interdisciplinare sia in riferimento ad attività curricolari, sia
nell’elaborazione di progetti didattici, con l’individuazione di obiettivi trasversali che
coinvolgano le varie discipline.
Nel Liceo, già da qualche anno viene portato avanti il tentativo, che si ritiene opportuno
proseguire, di trovare moduli didattici comuni e blocchi tematici che coinvolgano sia l’area
umanistica che quella scientifica. Tali argomenti verranno indicati anno per anno nei piani di
lavoro approvati dai singoli Consigli di classe e costituiranno il denominatore comune
dell’azione pedagogico – didattica di tutti i docenti.
Coerentemente con queste proposte si suggeriscono le seguenti strategie operative:
42
Proporre esperienze facilmente comprensibili e, se possibile, realizzabili;
Motivare gli interventi;
Promuovere nell’alunno un atteggiamento di fiducia e autostima che gli consenta di
raggiungere gli obiettivi;
Stimolare la collaborazione, la creatività, l’operatività;
Sviluppare lo spirito di osservazione, di analisi, di controllo, partendo dal quotidiano e
dalla propria esperienza;
Utilizzare un linguaggio semplice e chiaro;
Favorire lo studio individuale e di gruppo;
Controllare costantemente il processo di apprendimento;
Discutere con l’alunno gli obiettivi e i risultati per giungere all’autovalutazione;
Coinvolgere le famiglie sull’andamento didattico dei propri figli;
Coordinare in maniera interdisciplinare lavori di ricerca, individuali e/o di gruppo;
Utilizzare testi, materiali e strumenti didattici di vario tipo;
Guidare gli allievi alla rielaborazione ed interiorizzazione dei contenuti.
AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
(Curricolo locale 15%)
L’ampliamento dell’offerta formativa, attraverso i progetti didattici e i “progetti speciali”,
fa riferimento agli obiettivi strategici generali che costituiscono il filo conduttore delle scelte e
legano le varie iniziative, apparentemente poco omogenee, riconducendole ad una logica
unitaria.
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I progetti nascono dai bisogni formativi degli allievi, si sviluppano secondo criteri di
continuità e presentano finalità educative trasversali per consentire un intervento
pluridisciplinare.
Ne diamo qui una breve sintesi, solo a titolo informativo, perché le copie integrali dei
progetti, che fanno parte degli allegati al P.O.F., possono essere consultate da chi fosse
interessato, nella sede centrale e presso le varie sedi staccate dell’Istituto.
Da tener presente che i docenti sono tutti a conoscenza dei progetti che li riguardano.
Alcuni di questi progetti traducono in pratica didattica le scelte di un progetto più ampio,
finalizzato alla prevenzione e al recupero della dispersione scolastica, che fa parte integrante del
P.O.F. e che può essere consultato con le modalità indicate in precedenza.
Il progetto in questione, riconfermato, come già detto, per il corrente anno, da attuare in
continuità nei quattro ordini di scuola, parte da un’attenta analisi della realtà locale e si
propone:<< da un lato di rivitalizzare il normale curricolo, dall’altro di arricchire il medesimo
con una serie di altre iniziative, scolastiche ed extrascolastiche, di supporto>>.
Vengono indicati gli obiettivi specifici da perseguire nei quattro segmenti scolastici, che
emanano tutti dalla finalità principale.
Le iniziative conseguenti destinate soprattutto ai più deboli, mirano però anche a
consentire, attraverso un lavoro il più possibile individualizzato, la valorizzazione piena degli
allievi più attivi e volenterosi.
L’alunno viene posto al centro dell’attività educativa e vengono indicate alcune
fondamentali scelte metodologiche. Tra queste assumono particolare rilievo:
La valorizzazione del principio della scoperta e della ricerca–azione, per motivare i
ragazzi all’impegno;
L’applicazione scrupolosa dei principi di didattica generale, che prevedono si vada
sempre dal concreto all’astratto, dal presente al passato, dal noto all’ignoto, dal vicino al
lontano, dal semplice al complesso;
Conferire freschezza e spontaneità alle varie attività anche attraverso il gioco e le attività
ludiche;
L’utilizzo dei laboratori in alternativa alla lezione frontale;
L’organizzazione di momenti di lavoro individualizzato e/o di attività di gruppo per tutti
gli alunni e in particolare per quelli svantaggiati e meno motivati.
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PROGETTAZIONE DI ISTITUTO
SCUOLA DELL’INFANZIA
Numero
1
2
3
Titolo del progetto
Nel passato con i giochi
Sardegna Speaks English
Musica per tutti e sempre
Scuola attuatrice
Seui
Seui-Ussassai
Seui-Ussassai
Responsabile progetto
Meloni Maria
Giampaolo Desogus
Zedde Carla Maddalena
4
Progetto Calendario
Seui
Meloni Maria
5
Progetto Lettura
Seui
Meloni Maria
6
Un giorno insieme
Seui
Meloni Maria
7
Comunichiamo con la musica Seui
Cabiddu Rosa Maria
SCUOLA PRIMARIA
Numero Titolo del progetto
Scuola
Responsabile progetto
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Attuatrice
Seui
Seui-Ussassai
Ussassai
Seui
Seui
Ussassai
Seui
Ussassai
Seui-Ussassai
Loi M.Regina
Pilia G.Battista-Deplano Anna
Anna Deplano
Laconi Dalida
Pilia G.Battista
Deplano Anna
Loi M.Regina
Deplano Anna
PiliaG.Battista-Puddu
Seui-Ussassai
Seui
Seui
Seui
Seui
Seui
Seui-Ussassai
Seui-Ussassai
Giovannino
Pilia G.Battista-Zedde Sandra
Pilia G.Battista
Loi M.Regina
Zedde Carla Maddalena
Crissantu Antonia
Correra
Giampaolo Desogus
Zedde Carla Maddalena
10
11
12
13
14
15
16
17
Amici della lettura
Viaggiando in treno
Drammatizzazione
Per una scuola allegra e colorata
Viaggio di istruzione
Raccontiamo il passato
Drammatizzazione
Educazione alla salute
La scuola corre
Nel passato con i giochi
Visita guidata
Sa lingua sarda in sa scola
Progetto Musica
Informatica ECDL
Educazione all’arte
Sardegna Speaks English
Musica per tutti e per sempre
45
18
19
A scuola ma fuori classe
Noi e il passato
Seui-Ussassai
Seui
20
Mediateca storica del territorio
Seui –Ussassai
21
Comunichiamo con la musica
Seui
22
Avvio alla pratica della danza Seui
Zedde Sandra
Loi M.Regina
Pili Emma
sarda
SECONDARIA DI I° GRADO
Numero
Titolo del progetto
Scuola attuatrice
Responsabile
1
2
Viaggio di istruzione
Trenino verde
Seui-Ussassai
Seui-Ussassai
3
4
5
La scuola corre
Drammatizzazione
Drammatizzazione
Seui-Ussassai
Ussassai
Seui
6
Sardegna Speaks English
Seui-Ussassai
7
Musica per tutti e per
sempre
A scuola ma fuori classe
Mediateca storica del
territorio
Raccontiamo il passato
Uso degli strumenti
utilizzati nella musica
popolare sarda
Seui-Ussassai
Gaviano Cristiana
Zedde Carla
Maddalena
Zedde Sandra
Deplano Anna
Loi M.ReginaZedde Sandra
Giampaolo
Desogus
Zedde Carla
Maddalena
Zedde Sandra
8
9
10
11
Seui-Ussassai
Seui-Ussassai
Ussassai
Seui
Deplano Anna
SCUOLA SECONDARIA DI 2°GRADO
LICEO
Numero
Titolo del progetto
1
Biblioteca-Biblioteca regionale
Scuola
attuatrice
Seui
2
Viaggio istruzione Città Vesuviane
Seui
3
Patentino per ciclomotori
Seui
46
Referente
MarrocuMameli
MarrocuCadeddu
Curreli
4
ECDL
Seui
5
Progetto recupero
Seui
6
Seui
11
Orientamento scolastico classi terze
secondaria di 1°Grado
Orientamento Universitario
Lingua inglese ai francesisti di IV e V
Liceo
Sardegna Speaks English –Certificazione
esterna B1 e B2 e Borse di studio alunni
III Liceo
Sardegna Speaks English –
Aggiornamento docenti
Sardegna Speaks English – Voucher adulti
12
Misura del PON 6.1- adulti
Seui
13
Recupero della memoria locale
Seui
14
Seui
16
Esperienze laboratoriali:Saper fare in
ambito scientifico
Approfondimento e riappropriazione della
memoria culturale dantesca
Mediateca storica del Territorio
17
Musica per tutti e per sempre
Seui
7
8
9
10
15
47
Seui
Seui
Seui
Seui
Seui
Seui
Seui
M.Franca
Curreli
M.Franca
Curreli
M.Franca
Giampaolo
Desogus
Loi Mauro
Giampaolo
Desogus
Giampaolo
Desogus
Giampaolo
Desogus
Giampaolo
Desogus
Giampaolo
Desogus
Marrocu
Maura
Melis
M.Rosaria
Marrocu
Maura
DesogusMarrocu
Zedde Carla
M.
ATTIVITÀ INTEGRATIVE
Le attività integrative sono finalizzate all’ampliamento degli interessi culturali,
all’arricchimento e al potenziamento delle capacità espressive e delle conoscenze degli allievi.
Oltre alle suddette attività, l’Istituto, in conformità con la programmazione didattica
del Collegio e dei singoli Consigli di classe, organizza:
Attività di gemellaggio;
Visite guidate nel territorio;
Viaggi d’istruzione in Sardegna, in Italia e in Europa;
Organizzazione e partecipazione a manifestazioni culturali e ad attività e competizioni
sportive (Giochi della gioventù, etc.);
48
Incontri con esperti del mondo del lavoro e della realtà socio–economica e culturale;
Sperimentazione
insegnamento inglese – francese dalla classe prima liceo.
Per ciò che concerne i viaggi d’istruzione, dopo aver sentito il parere del Commissario
Straordinario del Consiglio d’Istituto, vengono adottati i seguenti criteri:
Nella Scuola Primaria saranno consentiti i viaggi di un solo giorno;
Nella Scuola Secondaria di primo grado sarà consentito un solo viaggio di istruzione di più
giorni nell’arco del triennio;
Saranno
consentiti viaggi o visite guidate con alunni della Scuola Primaria e della Scuola
Secondaria di primo grado solo se la differenza di età non è superiore ai tre anni;
Nella Scuola Secondaria di secondo grado saranno consentiti anche più viaggi di più giorni
nell’arco del quinquennio, ma solo uno all’estero.
Tutti i viaggi o le visite guidate dovranno avere una partecipazione reale, non limitata alla
sola fase iniziale, di almeno il 75% degli alunni frequentanti o, in casi particolari, dei 2/3 degli
iscritti e dovranno essere la conclusione di un percorso didattico programmato e attuato.
I viaggi di istruzione senza contributi della scuola, ma con finanziamenti Regionali o di
EE.LL. mirati alla partecipazione a Concorsi o Progetti di alto valore culturale potranno essere
consentiti a prescindere dai criteri precedentemente elencati.
In casi eccezionali, visto anche l’esiguo numero di alunni iscritti in alcune classi, potranno
essere consentiti viaggi che coinvolgano anche altri Istituti.
ATTIVITÀ DI SOSTEGNO E RECUPERO
Il disagio scolastico, molto spesso deriva da difficoltà di apprendimento delle discipline
di studio.
Per superare queste difficoltà vengono previste iniziative di sostegno, interventi
individualizzati
e corsi di recupero che vengono programmati in dettaglio dagli Organi
Collegiali nel rispetto della legislazione vigente e, relativamente ai corsi di recupero del Liceo,
secondo le indicazioni fornite dal D.M. n. 80 del 03-10-2007 e dall’O.M. n. 92 del 05-11-2007.
Se si tratta di disagio grave o di handicap dichiarato, si sollecita l’intervento di personale
competente per la diagnosi, e, se se ne ravvisa l’opportunità, si richiede la nomina di un
insegnante di sostegno che seguirà il caso in prima persona, ma sempre in stretta collaborazione
49
con gli altri docenti, al fine di armonizzare gli interventi con le altre attività didattiche rivolte
alla classe.
Nei passaggi degli allievi in difficoltà da una scuola all’altra, si provvede alla
trasmissione completa degli atti, evidenziando gli interventi attuati ed i risultati ottenuti, in
modo da favorire l’inserimento e l’integrazione nella nuova realtà.
Il tema del recupero viene affrontato in modo specifico dal progetto di prevenzione e
recupero della dispersione scolastica.
Questo fenomeno, in situazioni di cronico malessere come la nostra, appare tanto più
grave, in quanto, oltre ad uno spreco di potenzialità umane e culturali, comporta
marginalizzazione sociale e, conseguentemente, fenomeni di devianza che possono assumere
caratteri particolarmente gravi e ritorcersi negativamente sull’intera collettività.
Gli interventi vengono debitamente programmati dai Consigli di classe e interclasse in
base alle esigenze degli allievi interessati.
Nel Liceo, per gli allievi che durante lo svolgimento degli scrutini del 1° quadrimestre
sono risultati carenti nella preparazione delle discipline di insegnamento, verranno organizzati
degli interventi didattico-educativi, al fine di un tempestivo recupero delle carenze rilevate; al
termine di tali attività saranno effettuate, da parte dei docenti delle discipline della classe di
appartenenza, verifiche intermedie di cui si dà comunicazione alle famiglie.
Nei confronti degli studenti per i quali, al termine delle lezioni, è stato constatato il
mancato conseguimento della sufficienza in una o più discipline, che non comporti tuttavia un
immediato giudizio di non promozione, il Consiglio di classe procede al rinvio della
formulazione del giudizio finale.
La scuola comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di
classe, indicando le specifiche carenze rilevate per ciascuno alunno dai docenti delle singole
discipline e i voti proposti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali
l’alunno non ha raggiunto la sufficienza. Contestualmente vengono comunicati gli interventi
didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi che la scuola organizzerà nel mese subito
dopo la conclusione del I°Quadrimestre. Successivamente alle attività di recupero, saranno
effettuate, da parte dei docenti delle discipline della classe di appartenenza, verifiche finali da
farsi poco prima degli scrutini di giugno.
A conclusione dei suddetti interventi didattici di fine anno, entro e non oltre il 5 settembre
dell’anno scolastico di riferimento, salvo particolari esigenze organizzative delle istituzioni
scolastiche, e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo,
il Consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei
50
risultati conseguiti nelle verifiche finali e alla formulazione del giudizio definitivo che, in caso
di esito positivo, comporta l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva.
Qualora i genitori o coloro che ne esercitano la relativa potestà non ritengano di avvalersi
delle iniziative di recupero organizzate dalla scuola durante l’anno scolastico, debbono
comunicarlo alla scuola stessa, fermo restando l’obbligo per lo studente di sottoporsi alle
verifiche intermedie e finali.
Nello svolgimento dei corsi di recupero di metà anno e di fine anno viene utilizzato il
personale docente disponibile e, in mancanza, altro personale convenzionato, con preferenza per
i docenti che già insegnano nell’Istituto a tempo sia determinato che indeterminato.In caso di
rinuncia dei docenti interni, la scuola potrà stipulare convenzioni anche con gli esterni.
Eventualmente nel Liceo si proporranno, grazie alla sottoscrizione di un protocollo di intesa
con un ente di formazione o in seguito alla candidatura regionale per l’attivazione di più percorsi
all’interno dell’istituto, batterie di crediti formativi tra istruzione e formazione per gli alunni a
partire dalla prima classe.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica è finalizzata all’accertamento della validità del metodo utilizzato da ciascun
docente per il conseguimento degli obiettivi e al controllo del raggiungimento degli stessi da
parte degli allievi.
E’ un atto inseparabile dall’attività di insegnamento – apprendimento, che da esso viene
garantita e col quale va di pari passo, non potendosi ipotizzare un’operazione del genere affidata
al caso e priva di controllo.
Essa, da un lato gratifica e/o stimola l’alunno e gli consente di rendersi conto dei
progressi fatti, da un altro permette all’insegnante di tenere sotto controllo i risultati del proprio
lavoro e di adeguarlo, se necessario, alle nuove esigenze.
Possono essere adottati diversi strumenti di verifica:
Lavori di gruppo – scritto e orale;
Lavori individuali – scritto e orale
Partecipazione a discussioni ( dibattiti )
Compilazione di test strutturati
Compilazione di test semi-strutturati
Interrogazioni frontali lunghe
Interrogazioni frontali brevi
51
Ricerche autonome su fonti
Ricerche guidate su fonti
Elaborazione/analisi di dati
Attività di autogestione programmate
Valutare vuol dire esprimere giudizi sull’alunno, e perciò appare la parte più problematica
e di responsabilità della funzione docente.
L’ambito della valutazione è alquanto ampio e occorre fare riferimento sia a quello del
singolo alunno e del gruppo classe e sia dell’Istituto in generale.
Di quest’ultimo si parlerà nella parte relativa al monitoraggio.
La valutazione è un atto globale che prende in considerazione la realtà dell’alunno nel suo
processo educativo e didattico e si struttura in tre momenti fondamentali:
•
Valutazione in ingresso, fondamentale per poter organizzare la programmazione e le
strategie metodologico-didattiche. Si riferisce al possesso di capacità strumentali e
operative e di conoscenze necessarie per inserirsi positivamente in un determinato
processo di apprendimento.
•
Valutazione in itinere, utile per verificare la validità dell’azione insegnamentoapprendimento e garantire la possibilità di un immediato recupero di eventuali
difficoltà. Essa dovrà essere fatta su un congruo numero di verifiche orali e scritte a
bimestre e a quadrimestre.
•
Valutazione sommativa o finale, da effettuarsi a conclusione di un’attività di
formazione più o meno lunga.
L’intero processo valutativo terrà conto:
a)
Dell’ambiente socioeconomico;
b)
Delle potenzialità di ogni singolo alunno;
c)
Della preparazione di base;
d)
Degli obiettivi educativi e didattici;
e)
Del processo educativo nel suo complesso e nelle sue applicazioni pratiche.
f)
Del grado di maturità raggiunto;
g)
Del comportamento rilevato;
h)
Dell’impegno, interesse e applicazione dimostrati;
i)
Del metodo di lavoro acquisito;
j)
Dei progressi in relazione agli obiettivi educativi e didattici.
52
A livello di Collegio dei docenti e dei singoli Consigli di Classe è stato deciso di dividere
l’anno scolastico in quadrimestri e di adottare griglie di valutazione sulle competenze ed abilità
propriamente dette; sulle conoscenze specifiche, sulle attitudini e l’interesse, sulle attività
curricolari ed extracurricolari.
Nel Liceo Scientifico, per poter arrivare alla valutazione finale dell’alunno e alla
conseguente definizione del cosiddetto credito o debito scolastico, occorre che si operi in
maniera chiara e trasparente. Allo studente e alla famiglia verranno comunicati gli indicatori
della valutazione.
INDICATORI DELLA VALUTAZIONE
• Valutazione dell’alunno nelle attitudini/interessi curricolari
• Valutazione dell’alunno nelle attitudini/interessi extracurricolari
• Valutazione dell’alunno nella partecipazione al dialogo educativo
• Valutazione dell’alunno nelle abilità – competenze in fieri
• Valutazione dell’alunno sul piano cognitivo
• Valutazione dell’alunno nel percorso didattico
• Valutazione dell’alunno nell’applicazione metodo induttivo
• Valutazione dell’alunno nell’applicazione metodo deduttivo
• Valutazione dell’alunno a livello linguistico
• Valutazione dell’alunno a livello para-extra linguistico
• Valutazione dell’alunno sul piano della sintesi
• Valutazione dell’alunno legata al disagio (malattia, problemi sociali).
Le prove devono essere documentate con griglie di valutazione, in modo che l’alunno
abbia consapevolezza del risultato raggiunto. Il giudizio va motivato e, in sede di scrutinio
quadrimestrale e/o finale, proposto dai singoli docenti per la ratifica e/o per la rettifica da parte
del Consiglio di classe. Il passaggio alla classe successiva va deciso collegialmente previo
accordo in seno al Collegio dei Docenti, che, anno per anno, stabilirà un “bonus” numerico entro
il quale si può accedere alla classe successiva. Il credito o il debito scolastico va comunicato per
iscritto all’alunno e alle famiglie insieme alle modalità di recupero in caso di debito. Nei criteri
di valutazione e di giudizio verranno inseriti indicatori relativamente a situazioni di disagio
dovuti a motivi di assenze per malattia e a casi problematici sia a livello individuale che
familiare.
53
PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
In un Istituto Comprensivo Globale, l’organizzazione del lavoro è materia complessa,
perché bisogna tener conto di esigenze anche notevolmente diverse: bisogna prevedere
un’utilizzazione ottimale di spazi e attrezzature, trovare tempi e modi per realizzare attività
disparate, rispettando i ritmi di apprendimento degli alunni e le esigenze delle famiglie che
dovranno essere chiamate a partecipare alle scelte.
Bisogna anche tener presente che la necessità di incontri collegiali di tutto il personale,
richiede la disponibilità contemporanea di tutti.
Si richiede pertanto un’organizzazione flessibile che non deve però lasciar spazio alla
casualità.
La scrupolosa attenzione agli aspetti organizzativi mira a mettere tutte le risorse della
scuola al servizio della didattica, a cominciare dalla piena utilizzazione del personale, e a dare
garanzie di affidabilità e credibilità agli utenti, che potranno contare su:
• Certezza della custodia attenta degli allievi all’interno della scuola;
• Massima attenzione alla sicurezza e alla salute degli allievi;
• Comunicazione tempestiva, anche per telefono, di fatti e situazioni particolari;
• Disponibilità nei confronti degli allievi, anche quando si tratti di problemi individuali;
• Tempestività nelle risposte ai quesiti posti.
L’Istituto è disposto a venire incontro ad altre esigenze del territorio, mettendo a
disposizione le sue strutture, migliorando i servizi già erogati e/o introducendone di nuovi per
soddisfare nuovi bisogni.
L’organizzazione attuale delle attività tiene conto:
A.della seguente situazione oggettiva:
1. Scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado di piccole dimensioni (un solo
corso per Ussassai);
2. Insegnanti impegnati in più sedi dello stesso istituto o di istituti diversi, generalmente
abbastanza distanti tra loro.
B.
delle seguenti esigenze manifestate da studenti e famiglie:
1. Richiesta del prolungamento del tempo scuola (scuole dell’infanzia, primaria e
secondaria di I grado);
2. Concentrazione del tempo scuola nelle sole ore antimeridiane, per esigenze degli
studenti pendolari, nel Liceo, con conseguente riduzione di parte delle ore di lezione a
54
50 minuti, con conseguente recupero dei minuti persi sia da parte degli alunni (con
attività di recupero e integrazione: lettura del quotidiano, storia e cultura della
Sardegna, lingua inglese per i francesisti del triennio) e dei docenti;
3. Coordinamento degli orari tra scuola e agenzie addette ai trasporti per ridurre al minimo
i disagi legati agli spostamenti degli studenti del Liceo provenienti dai centri vicini.
Da questa premessa conseguono i seguenti moduli orari nei vari ordini di scuola:
A.SEUI:
a)
Scuola dell’Infanzia: n. 42,5 ore settimanali compreso il servizio mensa con il seguente
orario: dalle ore 8.00 alle ore 16.30, dal lunedì al venerdì, sabato escluso.
b)
Scuola Primaria: n.30 ore settimanali con il seguente orario: dalle ore 8.30 alle ore
13.30 dal lunedì al sabato.
c)
Scuola Secondaria di primo grado: n.33 ore settimanali, di cui n.30 ore distribuite in sei
giorni dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e n.3 ore con un rientro pomeridiano il venerdì dalle
14,30 alle 17,30.
B.
USSASSAI:
a)
Scuola dell’Infanzia: n.30 ore settimanali con il seguente orario: dalle ore 8.30 alle ore
13.30 tutti i giorni della settimana.
b)
Scuola Primaria: n. 30 ore settimanali con il seguente orario: dalle ore 8.30 alle ore
13.30 dal lunedì al sabato.
c)
Scuola Secondaria di primo grado: n. 33 ore settimanali, di cui n. 30 ore distribuite in
sei giorni dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e n.3 ore con un rientro pomeridiano il mercoledì
dalle 14,30 alle 17,30.
Per il Liceo scientifico il tempo scuola è diversamente articolato nelle due sezioni e nelle
varie classi in relazione agli insegnamenti impartiti e/o alle attività di recupero programmate. Le
attività didattiche sono organizzate secondo il seguente schema, nel quale viene riportato il
tempo scuola complessivo per ciascuna classe e la suddivisione dello stesso fra le diverse
attività, tenendo conto delle diverse esigenze dei due corsi. Nelle classi IA, IIA, IIB, IIIA, IIIB,
IVA, IVB e VA sono in atto le sperimentazioni di Matematica e Fisica (PNI) e
dell’insegnamento di due lingue straniere (Inglese e Francese).
Per le seguenti attività specifiche (di specializzazione) si farà ricorso sia ai docenti interni
che a dei tutor convenzionati:
a)
ECDL – patente europea di informatica: docenti interni per almeno n.1 ora settimanale;
b) Lingua e Storia della Sardegna con riferimenti all’ambiente e al territorio: docente
interno di italiano per n.1 ora settimanale;
55
In alcune classi le attività vengono organizzate per gruppi e per classi aperte:
TEMPO SCUOLA
CLASSE
Tempo scuola Monte
Ore
Distribuzione e durata delle attività
1aA
33
n.23 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
2aA
34
n. 24 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
2aB
34
n. 24 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
3aA
34
n. 24 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
3aB
34
n. 24 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
4aA
5aA
Ore da 50/60 minuti
n. 24 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
34
n.24 ore da 50 minuti
n.10 ore da 60 minuti
34
Gli orari dettagliati vengono esposti all’albo della scuola e dettati agli allievi interessati
appena definiti, dopo un periodo di provvisorietà e di continui aggiornamenti dovuti a cause
diverse, non imputabili alla volontà degli Organi dirigenti della scuola.
Negli orari vengono fissate le ore di ingresso a scuola. A partire da quel momento, il
personale è responsabile della custodia degli allievi.
In tutte le sezioni di scuola sono previste riunioni bimestrali del Consiglio di intersezione,
interclasse e di classe. Sono inoltre previsti colloqui bimestrali con i genitori che, in caso di
necessità o di urgenza, potranno essere ricevuti anche singolarmente, compatibilmente con gli
impegni dei docenti. Alla fine di ogni quadrimestre verranno consegnate le schede ministeriali e,
nei bimestri intermedi, una scheda interna.
56
Altre forme di comunicazione con le famiglie sono costituite dalle note sul diario degli
allievi che possono essere accompagnate da inviti ad un colloquio individuale, dalla corretta
gestione del libretto delle assenze e dalla richiesta di informazioni per mezzo di questionari.
Le riunioni del Collegio dei docenti plenario e dei Collegi ristretti, nel mese di settembre
e nel corso dell’anno scolastico vengono calendarizzate in base a precise scadenze e ad esigenze
particolari.
Per quanto riguarda i docenti c’è da aggiungere che l’orario di insegnamento dei singoli è
distribuito in cinque giorni alla settimana e le ore di contemporaneità (presenza contemporanea
di due insegnanti nella stessa classe) sono dedicate allo svolgimento di attività di sostegno,
recupero, integrazione e arricchimenti vari che possono comportare anche la divisione delle
classi in gruppi.
I tempi e le modalità di questi interventi vengono programmati mensilmente dai singoli
Consigli di classe e di interclasse in base alle necessità riscontrate.
RISORSE DELLA SCUOLA
1. RISORSE MATERIALI E STRUTTURALI
SEUI: Edificio unico per scuole materne, elementari e medie, con ufficio staccato di
segreteria.
57
• SCUOLA DELL’INFANZIA: dispone di: n.3 aule, una per sezione; n.1 ludoteca; un’aula
laboratorio con annessa biblioteca; un locale utilizzato come deposito di attrezzature varie; una
cucina e una sala mensa; n.6 bagni per gli allievi ed uno per gli insegnanti. La ludoteca risulta
troppo piccola e insufficiente ad ospitare tutti i bambini.
• SCUOLA PRIMARIA: dispone di: sala di ingresso; n.5 aule, una per classe; aula archivio e
deposito di materiali e attrezzature, utilizzata anche per attività di sostegno; n.8 bagni, quattro
per i maschi e quattro per le femmine; un bagno per insegnanti; biblioteca comune ai tre ordini
di scuola; palestra non attrezzata, utilizzata in comune con la scuola media. Mancano aule
speciali per laboratori e proiezioni.
• SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO: dispone di: n.3 aule, una per ogni classe; sala
professori; n.8 bagni per gli allievi ed uno per i docenti; una sala archivio; un laboratorio di
informatica; un aula Marte. Mancano aule speciali e laboratori.
• LICEO SCIENTIFICO: l’istituto si estende su una superficie di circa 9000 mq e possiede un
patrimonio strumentale e strutturale abbastanza ricco e diversificato. In sintesi si dispone di: n.
9 aule per la normale attività didattica, abbastanza ampie, ariose, luminose e ben riscaldate; n.
5 aule speciali così utilizzate: laboratorio di informatica, laboratorio multimediale, laboratorio
di scienze e fisica, un aula Marte e laboratorio di disegno. Aule e laboratori sono fornite di
tutte le attrezzature necessarie per le attività didattiche. Si dispone ancora di: una palestra in
parquet con annessi spogliatoi, docce, bagni e infermeria, fornita di attrezzature per ginnastica,
pallacanestro, pallavolo, tennis e calcetto; biblioteca di 103 mq, fornita di 3000 libri circa, TV
e computer; aula magna di 104 mq e attrezzata per incontri e dibattiti; Ufficio del Dirigente
Scolastico, segreteria, sala professori, n.4 bidellerie, n.5 bagni per piano nel settore aule (uno
docenti, uno handicap, uno ATA, due alunni), per un totale di venti. L’istituto è fornito di
ascensore e impianti a norma.
USSASSAI:
• SCUOLA DELL’INFANZIA: dispone di: n.3 aule; un salone per gioco; n.6 bagni per alunni e
uno per insegnati; cucina con bagno attiguo e refettorio; dispensa; piccolo locale blindato.
• SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO: in un unico edificio: dispone di: n.6
aule normali, tre per le elementari e tre per le medie; un’aula che funge da sala professori, un
aula Marte, due aule speciali da utilizzare come laboratori in comune, etc…; un refettorio; due
58
bagni per gli insegnanti, otto per gli alunni e uno per il personale ausiliario; palestra in locale
separato, attualmente inagibile.
Tra le attrezzature si segnalano in tutte le scuole: apparecchiature per la video-registrazione,
fotocopiatrici in bianco e nero e a colori, computer e accessori, TV, lavagne luminose,
videocamere e videoproiettori, macchine fotografiche, attrezzatura scientifica e tecnica, carte
geografiche, atlanti, dizionari, materiale strutturato per i vari ordini di scuola ed altro materiale
didattico e di facile consumo.
2. RISORSE UMANE
Prof. CANNAS Marco
DIRIGENTE SCOLASTICO
DOCENTI
Scuola dell’Infanzia
n.8 insegnanti di cui 1 di sostegno
Scuola Primaria
n.17 insegnanti
Scuola Sec. I Grado
n.18
Scuola dell’Infanzia
n.2 insegnanti di religione
Primaria e Secondaria di 1°
Grado
Liceo Scientifico
n.18 insegnanti0
(Tutti i docenti sono forniti degli specifici titoli culturali richiesti per l’insegnamento nei vari
ordini di scuola.)
PERSONALE ATA (AMMINISTRATIVO TECNICO E AUSILIARIO
Direttore
dei
amministrativi e contabili
servizi n.1
Applicati di segreteria
n.4 tra cui n. 2 con contratto a progetto
Assistente tecnico
n.1
Collaboratori scolastici
n.10 di cui n.2 con contratto a progetto
59
3. RISORSE FINANZIARIE
La scuola dispone dei fondi concessi dal Ministero e dai Comuni, destinati al normale
funzionamento dell’Istituto che comprende la retribuzione degli insegnanti per le ore eccedenti,
e l’acquisto di cancelleria, sussidi didattici e di tutto il materiale necessario per il regolare
funzionamento della scuola.
Per un quadro riassuntivo delle risorse si rinvia al Programma Annuale, in fase di
predisposizione, che costituirà parte integrante del presente documento.
4. RISORSE DEL TERRITORIO
La Scuola è istituzionalmente il principale propulsore di cultura del territorio. Con
l’autonomia, come già detto, essa ha l’opportunità e il dovere di trovare punti di raccordo con la
realtà esterna e di sollecitare tutte le forme di collaborazione coerenti con le proprie scelte
educative e formative.
Attiverà anche le sue energie per raggiungere intese con gli enti locali, le famiglie e le
altre istituzioni ed impegnare questi soggetti ad organizzare l’extrascuola in modo coerente
all’azione educativa dell’Istituto.
I referenti locali utili alla promozione culturale possono essere:
• Amministrazioni e dipendenti comunali;
• Servizi assistenziali e socio – culturali dei comuni;
• Pro Loco;
• Società sportive, culturali e gruppi Scout;
• Aziende Sanitarie Locali (ASL) e consultori;
• Esperti forestali;
60
• Tecnici ERSAT;
• Forze dell’ Ordine e protezione civile;
• Anziani ed altri esperti del territorio;
• Studiosi locali, bibliotecari e bancari; etc…
• Parrocchie.
La Scuola ha anche l’opportunità di stabilire relazioni con referenti istituzionali di
progetti comunitari per i giovani, con le Sovrintendenze di Nuoro e Sassari, e di stipulare
convenzioni con altre agenzie formative: Enti di ricerca, Università, enti di formazione, etc…,
per il conseguimento di obiettivi specifici.
Nel territorio la scuola può utilizzare ancora le seguenti risorse:
• Biblioteche comunali col loro patrimonio librario;
• Palestre, campi da gioco ed altre strutture sportive di base;
• Museo, Galleria Civica ed Antiquarium ecclesiastico di Seui;
• Museo di Ussassai;
• Casa museo di Sadali;
• Archivi storici dei comuni;
• Patrimonio ecclesiastico e beni archivistici delle singole chiese;
• Beni ambientali ed archeologici dei singoli comuni;
• Ecomuseo di Seulo.
Anche la scuola intende aprire i suoi spazi al territorio. La materia è stata disciplinata con
regolamento e determinazione del Consiglio di Istituto già dall’ottobre de 1999.
FORMAZIONE DEL PERSONALE E UTILIZZO DELLE
RISORSE
Le scuola si propone di incrementare tutte le sue risorse e di ottimizzarne l’utilizzo.
Si intende prima di tutto valorizzare ed accrescere le conoscenze e le competenze di tutto
il personale e dei docenti in particolare, per arricchire e qualificare sempre più l’offerta
formativa.
61
Per consentire forme di aggiornamento specifiche e mirate è stato predisposto un
questionario rivolto ai docenti, per conoscerne le esigenze e poter programmare un intervento
adeguato.
Attualmente il problema più urgente è quello di dare risposte alla domanda, forte e
generalizzata, di aggiornamento nell’uso degli strumenti informatici.
Non va dimenticato che tutti i dipendenti hanno già seguito numerosi corsi di
aggiornamento, tra cui uno a distanza sui rischi negli ambienti di lavoro.
Si attribuisce anche grande importanza alla qualità degli ambienti scolastici e delle
attrezzature che contribuiscono notevolmente a creare contesti stimolanti e motivanti.
Di concerto con gli enti locali, la scuola si preoccupa di garantire il funzionamento degli
impianti (riscaldamento, luce, acqua, etc…) e la disponibilità di servizi vari: telefono, fax,
collegamento internet, ricezione satellitare, etc….
MONITORAGGIO E QUALITÀ DEL SERVIZIO
SCOLASTICO
Al fine di realizzare un miglioramento continuo del servizio scolastico nella sua globalità,
l’Istituto intende individuare alcuni indicatori di qualità da sottoporre a costante monitoraggio e
raccogliere, con metodi statistici, una serie di dati sui risultati dei singoli anni scolastici, in
modo da disporre di un Osservatorio permanente da utilizzare in funzione delle scelte e degli
indirizzi didattici ed organizzativi futuri.
62
Si intende realizzare griglie di rilevamento dei seguenti indicatori di qualità misurabili:
1. INDICATORI RELATIVI AI PROCESSI:
•
Giorni di lezione effettuati nei singoli anni scolastici;
•
Grado di attuazione dei programmi;
•
Percentuale di utilizzazione dei servizi di supporto (laboratori, etc...);
2. INDICATORI RELATIVI ALLE STRUTTURE:
•
Grado di igiene ambientale;
•
Efficacia dei servizi amministrativi;
3. INDICATORI RELATIVI AI RISULTATI:
•
Successi ed insuccessi scolastici;
•
Livello di istruzione raggiunto in relazione agli obiettivi programmati;
•
Ricaduta delle competenze nel territorio;
•
Spendibilità dei titoli nel mondo del lavoro;
•
Spendibilità dei titoli nell’università;
•
Abbandoni nei singoli anni scolastici;
•
Ripetenze nelle singole classi;
•
Grado di soddisfazione dichiarato dagli utenti (studenti – genitori – scuole di ordine
superiore);
•
Aumento/diminuzione delle iscrizioni;
•
Indice di coesione e clima psicologico delle classi.
Tra questi si attribuisce grande importanza all’analisi della spendibilità del/i titolo/i
rilasciato/i agli alunni a conclusione del percorso formativo all’interno dell’Istituto, in quanto
ciò che è stato conseguito non sempre, purtroppo, è collocabile nelle professioni o nella
prosecuzione degli studi a livello universitario.
I dati raccolti attraverso l’Osservatorio, anno dopo anno, serviranno da spunto al Collegio
dei docenti per impostare le attività programmatiche e curricolari. Allo scopo, la scuola,
raccordandosi col territorio, potrà operare in sinergia con altre istituzioni e, in particolare, con i
63
comuni attraverso: Agenzie di telelavoro, Servizi “informa-giovani”, Servizi socio-assistenziali,
sportello informativo per genitori ed alunni da attivare in tutte le sedi scolastiche, etc...
L’Istituto, quindi, attribuisce importanza fondamentale alla qualità del lavoro e al
conseguimento di risultati sempre migliori.
PUNTEGGIO ESAMI DI STATO DALL’A.S:2006/2007
PUNTI
60/100
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
2006-07 2007-08 2008-9
n.1
2009-2010 2010-11 2011-12 2012-13
n.3
n.1
n.2
n.1
n.1
n.1
n.2
n.1
n.1
64
95
96
97
98
99
100
n.1
n.1
n.1
10
100 con
lode
TABELLA DISPERSIONE E ABBANDONI DEL LICEO
Anno Scolastico 2002-03 03-04 04-05 05-06 06-07 07-08 08-09 09-10 10-11
Totale alunni
n.132
n.140 n.146 n.162 n.150 n.149
Bocciature e
n.17
n.27 n.33 n.16 n.31
Abbandoni
TABELLA DISPERSIONE E ABBANDONI PER CLASSI
Classi
2006-07
2007-08
2008-09
2009-10
2010-11
IA IB IIA IIB IIIA IIIB IVA VA VB
n.7 n.6 n.2 n.1 n.3 n.5 n.2 n.3 n.2
65
2011-12
2012-13
2013-14
TOTALI
66
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