Fascismo, stampa e propaganda negli anni Trenta di Giovanni Murru L’agricoltura sarda, alla fine del primo decennio del Novecento, vive una situazione di stagnazione produttiva, tale da considerarla esclusa dall’espansione “epocale” del mercato capitalistico. Se non vi fosse l’eccezione del comparto caseario1. La maggior parte dei lavoratori della terra – siano essi piccoli proprietari o lavoratori a giornata, custodi di bestiame o mezzadri – è analfabeta. A professionalmente, quest’enorme si massa rivolge la di forza-lavoro, “Società fra i da plasmare Licenziati”, costituita all’indomani del primo Congresso fra i diplomati delle Regie Scuole agrarie. Il neonato organismo intende promuovere l’istituzione per i contadini di corsi teorico-pratici di agricoltura razionale e di industria agraria; l’aumento del numero delle Cattedre ambulanti d’agricoltura; [la] istituzione di sussidi e di concorsi a premi (…), la cooperazione fra produttori ed istituti di credito agrario (…)2. La stessa inchiesta parlamentare promossa da Giovanni Giolitti, nel 1909-1911, incentrata sull’analisi della condizione di operai e lavoratori sardi, incoraggiava l’espansione di una rete di conoscenze e la circolazione di queste ultime non solo fra le élite3 ma anche tra le maestranze alfabetizzate4. L’avvento del regime fascista coincide col potenziamento di quelle testate che, se in precedenza possedevano caratteristiche umanitarie 1 Cfr. L. MARROCU, Note su agricoltura e pastorizia in Sardegna, in “Italia contemporanea”, n. 129, ottobre-dicembre 1977, pp. 7-25. 2 Cfr. L. PISANO, La diffusione delle conoscenze agrarie in Sardegna: cultura ed istituzioni dall’unità al fascismo, in AA. VV., Le conoscenze agrarie e la loro diffusione nell’Ottocento, a cura di S. ZANINELLI, Torino 1990, pp. 549-570. 3 Su questo argomento vedi AA. VV., Élite politiche nella Sardegna contemporanea, a cura di G. G. ORTU, Milano 1987. 4 Cfr. L. PISANO, Istruzione professionale ed istruzione giornalistica, in AA. VV., L’uomo e le miniere in Sardegna, a cura di T. K. KIROVA, Cagliari 1993, pp. 158-164. 1 e educative, ora erano destinate al pubblico dei tecnici, degli industriali, dei commercianti, e naturalmente degli agricoltori e degli allevatori, in modo da diventare strumenti di grande attività pratica degli addetti ai vari settori produttivi, perché recanti notizie importanti sulla produzione economica, sull’impiego di nuove tecnologie, sugli orientamenti più aggiornati a tutela della qualità dei prodotti5. Nella provincia di Cagliari – tra gli anni Venti e gli anni Quaranta – sono ben otto i periodici redatti da varie istituzioni, in genere con cadenza “L’Agricoltura agrarie quindicinale sarda” della o (bollettino Sardegna e mensile. quindicinale futuro organo Tra gli delle della altri, Istituzioni Cattedra di agricoltura), “La Sardegna agricola” (organo ufficiale della Società degli agricoltori) e “Terra sarda” (periodico dei lavoratori agricoli). La Cattedra d’agricoltura di Sassari cura “il Risveglio agricolo” e nella stessa provincia – fra il 1923 ed il 1943 - escono “il Nuraghe”, “l’Agricoltore” e “Il Sughero”. “La Sardegna commerciale” è curato dalla Camera di commercio cagliaritana, “La riscossa economica” ha direzione e redazione in Oristano. “Il Lavoratore di Sardegna” è la voce ufficiale dei sindacati fascisti dell’industria mentre “l’Eco del commercio”, “la Voce commerciale” ed il “Bollettino degli interessi sardi” sono tutti editi a Sassari. “L’Agricoltura Nuorese”, che cessa le pubblicazioni nel 1937, istituita è il dieci bollettino anni prima. mensile Non della mancano Provincia le del testate Littorio, del settore minerario, come la “Rivista del servizio minerario” o la successiva “Relazione sul servizio minerario”, pubblicata dal 1926 al 1939, patrocinata dagli industriali del comparto e destinata ai tecnici. Lo stesso padronato industriale promuove la pubblicazione di un periodico riservato ai lavoratori dei pozzi, “Il Minatore”, organo di 5 Cfr. L. PISANO, Stampa e società in Sardegna. Dalla all’istituzione della Regione Autonoma, Milano 1986, p. 116. 2 Grande Guerra stampa della miniera di Gennamari ed Ingurtosu e del gruppo Pertusola: Il periodico ha un impianto semplice e strutturato su quattro rubriche fisse. Una prima pagina, che accoglie usualmente un fondo sui vari problemi politici (…) che hanno uno stretto collegamento con la vita aziendale; seguono una parte professionale, un’altra familiare, religiosa e medica e, infine, una quarta rubrica sportivo-musicale. Il contenuto di queste rubriche cambia nel tempo in funzione della Società, ma la loro struttura fondamentale resta immutata. (…) Ideatore ed animatore del giornale è l’ingegner Paul Audibert, che dal 1923 al 1929 è direttore di Ingurtosu6. Anche in questo modo, la proprietà intendeva creare una vita associativa per i minatori e le loro famiglie, in una zona (…) molto isolata dal punto di vista sociale, caratterizzata da un notevole movimento di manodopera, da sedi abitative molto disperse, da una forte tradizione socialista e dalla necessità di controllare e coordinare (…) il tempo libero ed il tempo di lavoro (…)7. Nelle gallerie di San Giovanni si applicava la “mitica” organizzazione scientifica del lavoro: Salvo qualche rara eccezione, la disoccupazione sarebbe stata più forte in Europa, non l’organizzazione fosse stata scientifica introdotta del lavoro, la (…) Razionalizzazione, l’unico rimedio ossia che ha permesso di continuare la lotta contro i concorrenti favoriti dalle loro (…) ricchezze naturali e dalla meccanizzazione spinta ad oltranza, cioè dalla sostituzione delle macchine alla manodopera8. Ma, in realtà, l’applicazione del “metodo Bedaux”9, pur garantendo 6 Cfr. M. S. ROLLANDI, Il sistema Bedaux nelle miniere sarde della “Pertusola”, in “Studi storici”, n. 1, gennaio-marzo 1985, pp. 68-106. 7 Cfr. L. PISANO, Istruzione professionale…, cit., p. 163-164. 8 Cfr. P. AUDIBERT, Il libro del minatore. Redatto dall’ing. P. Audibert, ampliato e corretto con la collaborazione dei tecnici delle miniere di San Giovanni e Ingurtosu, s.l., s.d., pag. 20 e sg. 9 Sull’organizzazione scientifica del lavoro polemizzò vigorosamente Italo Stagno sulle pagine di “Pattuglia”, settimanale dei giovani universitari fascisti 3 dettagliati valori di cottimo e resa, consentiva di diminuire di un terzo l’impiego della forza-lavoro senza incrementare la produzione precedente. Tra l’altro, a causa della crisi in atto e per la riduzione dei prezzi, la disoccupazione crebbe, tanto da consigliare l’impiego degli ex minatori nei lavori di bonifica10. Solo a partire dal 1933 il regime mostra interesse ad un controllo più presente della stampa e della cultura, provvedendo ad istituire la censura preventiva d’ogni pubblicazione che circola in Italia. Agli editori e agli stampatori è fatto obbligo di presentare, prima della messa in vendita, tre copie di ciascuna pubblicazione alla prefettura, la quale avrebbe ritrasmesso (…) una copia all’Ufficio stampa del capo del governo ed un’altra alla Direzione generale di Pubblica Sicurezza11. Alla fine del 1934 Mussolini attiva il sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda, che si occupa di stampa italiana ed estera, di propaganda, cinematografia, turismo e teatro. Dal giugno del 1935 opera il ministero, la cui direzione per il settore editoriale vigila su 81 quotidiani, oltre diecimila periodici e 32 agenzie, redigendo un rapporto giornaliero per il duce. A questo controllo non sfugge certamente “Brigata Mussolinia”, un foglio mensile12 di grande formato, distribuito gratuitamente ai mezzadri della Società Bonifiche Sarde13. Impresso dalla tipografia B.C.T. di Cagliari14, il periodico è cagliaritani. Cfr. F. ATZENI, Politica e cultura nelle riviste del ventennio, in F. ATZENI, L. DEL PIANO, Intellettuali e politici tra sardismo e fascismo, Cagliari 1993, p. 87 e sg. 10 Cfr. R. PIRAS, Il bacino carbonifero del Sulcis dall’unità al fascismo, in “Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, n. 3, dicembre 1974, pp. 145-174. 11 Cfr. M. CESARI, La censura nel periodo fascista, Napoli 1978. 12 Cfr. G. PISU, Società Bonifiche Sarde 1918-1939. La bonifica integrale della piana di Terralba. Prefazione di F. DELLA PERUTA, Milano 1995, p. 381 e sg. 13 Cfr. “Brigata Mussolinia” 1934-1938. Edizione anastatica del notiziario mensile della Società Bonifiche Sarde, a cura di G. MURRU. Presentazione di L. MURA, Oristano 2000. 14 La maggior parte delle aziende tipografiche sarde possiede caratteristiche 4 diretto da diventare offrendo Chiardola15. Giuseppe il punto spazio d’incontro alle “Brigata fra cronache di Mussolinia” classe vita dirigente parrocchiale, e aspira a mezzadri, sportiva e culturale, alla cronaca cittadina e rurale, alla vita del regime. La seconda delle quattro pagine è occupata da argomenti di tecnica agricola. In questo senso, la testata s’inserisce, primeggiando per qualità grafiche, nel folto circuito della stampa specializzata. Tra le rubriche della pagina agricola di “Brigata Mussolinia”, il “Notiziario” aggiorna i lettori sui risultati più recenti in materia di produzione, raccolta, conservazione e distribuzione dei beni. Il mensile aspira a guidare il colono nelle obbligatorie operazioni stagionali, finalizzate al miglioramento della resa del fondo. Nei confronti del cattivo contadino l’articolista non lesina rimproveri. I più attivi del resto, possono leggere il proprio nome in testa all’aggiornata “Pattuglia di Avanguardia”. Alla manodopera femminile è “riservata” la conduzione del pollaio domestico e quant’altro può concorrere a migliorare la qualità della vita all’interno degli spazi abitativi, in aggiunta ad altri numerosi oneri16. L’apertura è in genere dedicata alle visite autorità del fascismo. È il caso della cronaca ufficiali delle della visita del artigianali e familiari. Nel primo quindicennio del Novecento si contano 15 aziende a Cagliari; 11 a Sassari; 4 ad Iglesias, ed una soltanto a Nuoro, La Maddalena e Tempio Pausania. Le stampatrici “mettifoglio” e gli impianti a gas sono introdotti successivamente. Le tipografie de “La Nuova Sardegna” e de “L’Unione Sarda” sono da considerarsi un’eccezione non eguagliata. Nel 1913 la Società Tipografica Sarda, per tecnologia e mezzi, si attesta ai vertici del settore. Cfr. T. OLIVARI, Iniziative editoriali in Sardegna tra “sardismo” e “sardo-fascismo”, in AA.VV., Stampa e piccola editoria tra le due guerre, a cura di A. GIGLI MARCHETTI e L. FINOCCHI, Milano 1997, p. 311. 15 Giuseppe Chiardola (1892-1977) frequenta il Politecnico di Zurigo. Dopo aver combattuto con gli Alpini, termina gli studi e consegue la laurea a Dresda. Abilissimo alpinista, nel 1929 partecipa alla missione sul Karakoroum, col Duca di Spoleto. Presiede il Dopolavoro della Società Bonifiche Sarde. Sono rari gli articoli da lui firmati sul mensile. 16 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1934, p. 2; 15 febbraio 1935, p. 2; 15 ottobre 1936, p. 2; 15 marzo 1937, p. 2; 15 aprile 1938, p. 2. 5 segretario del P.N.F. Achille Starace, ospite a Mussolinia il 4 gennaio 1934. Ma questo avviene in assenza di fatti di cronaca, tanto significativi da meritare il titolo a cinque colonne, come la premiazione dei coloni benemeriti di Mussolinia, svolta a Roma, in Palazzo Venezia17. Non può mancare, in calce, l’elenco di tutti i mezzadri che avevano ritirato il premio offerto dal regime18. In realtà, contadini ed allevatori sono stimolati di continuo ad accrescere la produzione, quella del grano anzitutto. In questo senso il giornale svolge costante opera pedagogica verso le aziende coloniche. Si offrono sempre più occasioni per mettere alla prova contadini, massaie e scolari meritevoli. Appannaggio di questi ultimi è la decisione della Bonifiche Sarde di concedere quattro premi di mille lire ciascuno, da assegnarsi in un libretto di risparmio, vincolato, al fine di costituire una piccola dote19. Ogni numero aggiorna i lettori sullo stato demografico della tenuta, attraverso una specifica rubrica, il bollettino, che segnala il numero dei nati vivi, dei nati morti, dei decessi e dei matrimoni20. La figura ed il lavoro femminili sono posti in risalto, in sintonia con i valori della propaganda e con l’incoraggiamento della Chiesa. Il potere fa sentire la propria voce attraverso il periodico della Bonifiche Sarde, ma anche ricorrendo – come nel resto d’Italia - al mezzo radiofonico: presso il fascio di Mussolinia s’insedia il comitato per la diffusione della radio rurale ed anche in bonifica è possibile accedere alle trasmissioni per gli 17 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1934, p. 1. 18 I mezzadri di Mussolinia, in occasione della visita nella Capitale, trascorrono qualche ora a Littoria, attraversando i centri delle bonifica pontina, quindi, rientrati a Roma, si recano nella sede della Mostra della rivoluzione fascista. 19 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 agosto 1934, p. 1; 15 agosto 1935, p. 4. Il premio è bandito ed assegnato anche negli anni successivi, a favore di bambini e bambine. Nell’estate del 1937 l’amministrazione comunale ottiene dalla Bonifiche Sarde la concessione di un’area per erigere l’asilo infantile. Cfr. la delibera del 11 giugno 1938, in Archivio Comunale di Arborea. 20 Al 31 dicembre 1933 si contano 22 famiglie con sette o più figli viventi. In un caso, su 15 partoriti ne sopravvivono solo sette. Alcuni, vedovi o vedove, sostengono, da soli, fino ad otto figli. Alla stessa data sono elargiti 63 premi annuali di natalità. 6 agricoltori. Inoltre, nel 1937, buona parte delle scuole della tenuta sono dotate dell’apparecchio che consente la ricezione dei dai primi anni di attività, il palinsesto programmi21.Fin dell’E.I.A.R. prevedeva le trasmissioni per i più piccoli, ma soltanto con l’introduzione del mezzo radiofonico nelle scuole si arrivò ad una presenza capillare, educativa e di massa. Perciò fu costruito un apparecchio apposito, la “Radiorurale”, dal caratteristico fregio immediatamente riconoscibile. Pur essendo un paese a forte caratterizzazione agricola, l’Italia conosce una diffusione notevolissima del mezzo radiofonico e fra il 1935 ed il 1939 il numero degli abbonati risulta più che triplicato22. Nell’ottobre del 1935 la copertina di “Brigata Mussolinia” - col severo profilo di un Duce che indossa l’elmetto - ricorda i doveri del vero fascista: credere, obbedire, combattere. Dato conto delle manifestazioni antisanzioniste, l’articolista sintetizza la cronaca di quella locale. L’adunata precede l’ascolto dei discorsi di Achille Starace e di Benito Mussolini: Abbiano sentito gridare alle forze occulte che cercano di minare il nostro cammino il “Basta!” che porterà l’Italia proletaria di Vittorio Veneto e della Rivoluzione alla conquista di quelle posizioni a cui abbiamo diritto, come popolo civile, come grande potenza, come nobile Nazione, ricca di tradizioni gloriose in tutti i campi, delle virtù, del lavoro e del valore umano23. Nel marzo 1936 il Comune provvedeva ad acquistare una “pietraricordo dell’assedio economico”: una semplice ma significativa lapide di marmo di Carrara, opera dello scultore futurista Ernesto 24 Michaelles, in arte Thayaht , peraltro identica a quella donata ad 21 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 aprile 1937 e la delibera del 18 dicembre 1937, in Archivio Comunale di Arborea. 22 Cfr. P. MURIALDI, Storia del giornalismo italiano, Bologna 1996, p. 165. 23 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 ottobre 1935, pp. 1-3. 24 Il comune stanziava 850 lire per concorrere all’acquisto della lapide. Cfr. la delibera del 21 marzo 1936, in Archivio Comunale di Arborea. Vedi anche “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 aprile 1937, p. 4. Su Ernesto Michaelles vedi L’uomo della provvidenza. Iconografia del duce 1923-1945, a cura di G. DI GENOVA, Bologna 1997. 7 città25. altre Scano26 Ma spetta sviluppare al noto polemicamente progettista il tema cagliaritano dell’autarchia, Flavio nella querelle antisanzionista. Nel prender di mira l’azione della Società delle Nazioni, Scano scrive: Questo articolo 16 che, con innocente apparenza si rintana fra le righe del patto (il cosiddetto Covenant) è più pericoloso di un esplosivo ad orologeria e chi tiene le leve dell’ordigno di scatto sono Inghilterra, Francia e la sua sanguinaria e sanguinante amica Russia27. Dal momento che, precisa lo stesso Scano, quattro mesi dopo: L’astio dei politicanti si appunta verso Colui che impersonifica tutte le virtù e la rinnovata potenza del popolo italiano, che ha espresso quel sistema sociale che darà impronta al XX secolo, che è entrato nella storia con i lineamenti del tipico Condottiero, con la statura del Genio28. Acquista via via urgenza richiamare i lettori a sostenere la scelta autarchica del regime. Si tralasciano i sacrifici, ma non si tace in merito ai benèfici effetti di prodotti alternativi come il sorgo zuccherino, senza dimenticare i surrogati del caffè, dato che, come spiega il medico, dal lato igienico i surrogati non hanno nulla da nascondere. Da noi l’uso dei surrogati non è ancora apprezzato come in altri paesi e come meriterebbe, soprattutto per la preparazione del caffelatte. (...) Commette frode chi vende il caffè coloniale misto a surrogati, facendo passare la mescolanza per caffè coloniale puro ed esigendo il relativo prezzo. (...) Ogni italiano, impiegando adeguatamente i surrogati di caffè otterrà il doppio scopo di non nuocere alla propria salute, e di 25 Cfr. C. S. GALEAZZI, Pontinia, Latina 1998, p. 77. L’iscrizione lapidea recita: “A ricordo dell’assedio perché resti documentata nei secoli l’enorme ingiustizia consumata contro l’Italia alla quale tanto deve la civiltà di tutti i continenti”. 26 Flavio Scano (1896-1952) nell’ambito delle bonifiche progetta l’idrovora di Sassu e la decorazione esterna di quella di Luri. Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1934, p. 3. 27 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 luglio 1937, p. 1. 28 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1937, p. 3. 8 contribuire efficacemente alla Battaglia per l’Autarchia29. Il fascismo inaugura intanto altre città di fondazione, ed il mensile lo annuncia orgogliosamente: Aprilia, Guidonia, Fertilia, Pomezia e Carbonia, che avrà inizialmente dieci alberghi-operai in ognuno dei quali saranno sistemati 130 lavoratori; ogni albergo sarà circondato da un orto giardino, utile e ridente oasi. Successivamente verranno costruiti altri 10 alberghi e vari importanti edifici (...). Carbonia ha avuto il suo battesimo augurale con la posa della prima pietra della torre littoria30. Con la fondazione dei centri colonici, Stato e Bonifiche Sarde s’impegnano a recuperare i fondi per la profilassi antimalarica. Durante il fascismo sono approvati specifici disegni di legge, in merito alla profilassi chininica di Stato ed all’erogazione dei premi per la lotta alla malaria. Nel 1934 nascono i Comitati provinciali ed è introdotto il Regolamento d’applicazione delle norme per la lotta alle cause della malattia. I comuni debbono provvedere direttamente. Ad essi spetta l’onere di sostenere una parte della spesa per l’attuazione di diagnosi e cura dell’infezione31. A Mussolinia urge la prevenzione e la cura dei soggetti più esposti, agendo anche attraverso la carta stampata. Sulla malaria scrive, fin dal marzo 1934, l’ufficiale sanitario Ferdinando Buffa. Ma di grande interesse è soprattutto l’intervento che questi pubblica nel mese di ottobre: Sei infermiere, ad ognuna delle quali è affidata una determinata zona, sono incaricate di ricercare i malarici o presunti malarici, prelevarne il sangue per l’accertamento diagnostico, segnalarli al sanitario ed eseguire le cure che esso prescrive caso per caso (...). Un Ospedale della capacità di trenta letti accoglie i bisognosi di cure più complesse. Quattro posti alla colonia montana di Cuglieri accolgono 29 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1938, p. 3 ed ancora 15 novembre 1936, p. 3; 15 gennaio 1937, p. 3; 15 febbraio 1938, p. 2; 15 maggio 1938, p. 3. 30 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 giugno 1937, p. 1. 31 Cfr. E. TOGNOTTI, La malaria in Sardegna. Per una storia del paludismo nel Mezzogiorno (1880-1950), Milano 1996. 9 in media ogni anno i 12 bambini più bisognosi di un cambiamento di clima. I risultati raggiunti fino al giugno 1934 sono incoraggianti. (...) Noi vediamo che da una percentuale del 43,13% di malarici nel 1928, siamo scesi nel 1930 al 33,05% e nel 1933 all’11,32%. L’indice splenico (...) raccolto sulla popolazione scolastica e che dava una percentuale di milze ingrossate dell’83,6% nel 1929, è sceso (...) alla percentuale minima dell’11,3% nel 193432. La lotta antilarvale veniva eseguita con lo spargimento di cinquemila ettolitri di “verde di Parigi” (acetoarsenito di rame misto a polvere di strada, in proporzione uno a 100), tra marzo ed ottobre. Veniva impiegato anche l’insetticida liquido33, a getto continuo e due volte a settimana. Ma già dagli anni Venti la “lotta biologica” contro le anopheles era affidata ai chirotteri, custoditi nelle “case per pipistrelli”34. Inoltre si era provveduto ad immettere le gambusie in 29 paludi del comprensorio. La cronaca, nel dicembre 1934, registra il verificarsi di un’epidemia di scarlattina. Il mensile rammenta alle famiglie gli obblighi di legge. La situazione richiede l’intervento delle autorità e le scuole di Luri e S’Ungroni vengono chiuse, in anticipo rispetto alle imminenti Società Bonifiche Sarde affida 35 festività . Nella primavera del 1934 la a Giovanni Battista Ceas la progettazione della Casa del Fascio e della Casa del Balilla. I due edifici s’inseriscono in maniera innovativa nel tessuto urbano, rispetto all’architettura delle “origini”, o della “era Avanzini”. Il razionalismo sbarca a Mussolinia di Sardegna quando il fascismo ha imboccato la strada della “pedagogia politica” delle masse. È negli anni Trenta, infatti, che il P.N.F. assume la 32 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 marzo 1934, p. 3; 15 ottobre 1934, p. 3. 33 Sul servizio ospedaliero delle Suore della Carità, o “di San Vincenzo”, vedi “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 febbraio 1938, p. 1. 34 Sono costruite con brevetto “Campbell e Marieni” ed utilizzate anche nell’Agro Pontino. Cfr. AA. VV., La Malaria. Scienza storia cultura, Roma 1994, p. 84 e sg. Si veda anche G. PISCEDDA, Arborea, Oristano 1985, p. 83. 35 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1934, p. 3. 10 funzione preminente di “grande pedagogo”. Questo processo – la cui pietra angolare è costituita da Mussolini ed in quanto “duce” dal suo mito – vede partecipe il centro come la periferia. Un unico mito, un eguale rito, una sola religione civile entrarono in gioco lungo la “via italiana al totalitarismo”36. Il regime operò con più tenacia che altrove sul fronte della formazione di una coscienza collettiva rigorosamente fascista, tanto che esso non esitò a rimettere in discussione il compromesso con la Chiesa, per rivendicare ed ottenere il monopolio dell’educazione politica e guerriera delle nuove generazioni, confinando la presenza del cattolicesimo ad elemento integrativo morale della “religione fascista”37. Non va per questo trascurata la coesistenza in loco di realtà associative, anche Mussolinia” aggiorna G.I.L.39, viene confessionali, i lettori38. inaugurata da sulle La Renato cui Casa Ricci attività del e Balilla, “Brigata futura dall’Arcivescovo di Oristano. La struttura è fra le più complete: pista di atletica, due piscine, palestra con tribune e con pavimento in linoleum di sughero. Servizi, spogliatoi ed uffici completano il tutto40. Di Ceas è anche l’attigua Casa del Fascio, affianco alla quale non manca la torre littoria. Il governo centrale decide di intervenire per finanziare le due opere, con 150.000 lire sul totale previsto di circa seicentomila. 36 Cfr. E. GENTILE, La via italiana al totalitarismo. Il partito e lo Stato nel regime fascista, Roma 1995. 37 Ibidem, p. 144. 38 Ad esempio: Dame di Carità, Azione Cattolica, Associazione Combattenti, Associazione Alpini, Associazione dei devoti a Maria Ausiliatrice, banda musicale della Coorte autonoma, oratorio femminile. 39 Il comune diviene socio perpetuo della GIL, tramite il versamento una tantum di mille lire, al Comando federale di Cagliari “reputandosi doveroso dimostrare la solidarietà con un’istituzione che è tanta parte della vita nazionale”. Cfr. la delibera del 18 giugno 1938, in Archivio Comunale di Arborea. 40 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 aprile 1935, p. 1. 11 Compartecipano all’operazione il Comune e la Bonifiche Sarde, che interviene sperando presso in il Sottosegretario contributo41. un Poco per dopo la Bonifica Mussolinia si Serpieri arricchisce anche della caserma della M.V.S.N., il cui progetto è anch’esso di G. B. Ceas. La rapida consegna42 fa sì che il Capo di Stato Maggiore Russo43 Il la inauguri il 24 novembre 1935. mensile cantiere”, che riferisce riporta sul i corso dati dei delle lavori giornate nella rubrica lavorative e “In degli operai in servizio. Grande attenzione è riservata all’ampliamento del caseificio, fiore all’occhiello della Società. La competenza dei professionisti, del resto, consente di raggiungere livelli tecnici invidiabili mensile44 immagini in tutti i comparti. Oltre agli atti ufficiali, il costituisce una fonte preziosa, anche per la messe di di cui si dispone, auspice l’archivio societario, che censisce l’avanzamento delle opere. Ma non minore interesse suscita il lungometraggio Bonifiche Sarde45 prodotto e del dall’Istituto Ministero LUCE, per dell’Agricoltura, conto della intitolato Documentario storico illustrativo sulla bonifica di Mussolinia in Sardegna, alla cui realizzazione collaborò Raffaello Matarazzo46. Anche la grande storia nazionale fa capolino sulle pagine del 41 Cfr. le lettere di Arrigo Serpieri a Piero Casini, 15 giugno 1934, e la risposta al Sottosegretario di Stato, 16 giugno 1934, in Archivio della Società Bonifiche Sarde. 42 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 maggio 1935, p. 3. 43 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1935, p. 3. 44 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1934, p. 3; 15 dicembre 1934, p. 3; 15 ottobre 1936, p. 1; 15 marzo 1938, pp. 1-3. 45 “Con la presente Vi accompagniamo una copia del film Mussolinia di cui vorrete curare la conservazione e l’uso. Ve ne raccomandiamo la buona cura, ricordandoVi che non potremmo acquistare un secondo esemplare, dato il prezzo rilevante”. Cfr. la lettera di Piero Casini ad Emilio Testa, 6 maggio 1939, in Archivio della Società Bonifiche Sarde. 46 Cfr. G. MURRU, Celebro dunque sono. Un documentario LUCE su Mussolinia di Sardegna, in AA.VV., L’identità storica di Arborea. 1998, a cura di G. MURRU, Oristano 1999, pp. 105-130. 12 mensile diretto da Giuseppe Chiardola. Il mito mussoliniano vive e si rafforza47, fino all’apice retorico dello “speciale” sulla visita che il capo del governo compie nel giugno 1935. Tra le visite importanti figurano quella del Principe Umberto, accompagnato da Arrigo Serpieri e dal ministro Razza, quella del Duca di Bergamo, a conclusione delle celebrazioni dei “Grandi Sardi” e quella di Giuseppe Bottai, che dopo avere inaugurato a Sassari le nuove Cliniche universitarie, a Nuoro la Biblioteca Sebastiano Satta e varie altre mostre e dopo aver visitato la mostra di arte antica di Oristano, è giunto a Mussolinia dalla strada del Sassu48. La politica estera è in prima pagina, in occasione della visita del capo del fascismo in Libia49. Gli accenti si fanno più calorosi per la trasferta a Berlino che Mussolini compie nel settembre 193750. In merito alla storica presenza salesiana nella tenuta, si è detto dell’appuntamento modesto ma mensile significativo, curato dalla aumenta alla chiesa locale. notizia Lo spazio, dell’elevazione a parrocchia della chiesa di Mussolinia: Nella popolazione di Mussolinia e nell’educazione della sua gioventù i novelli Pastori troveranno da svolgere la loro bella missione (…). Ne fanno fede le accoglienze che furono loro prodigate (…) e l’indicibile entusiasmo con cui tutti hanno salutato l’undici ultimo scorso l’arrivo dei Padri don Luigi Valle e don Luigi Ripoli51. 47 Il 29 luglio – compleanno di Benito Mussolini – divenne “festa ufficiale” della comunità cittadina. Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 agosto 1935, p. 1; 15 agosto 1936, p. 1. 48 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 ottobre 1937, pp. 1-3. 49 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 marzo 1937, p. 1. Si evidenzia il valore tecnico della litoranea appena costruita in Libia, con la partecipazione di tredicimila operai, venti ingegneri, quasi cinquemila tecnici. 50 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 settembre 1937, p. 1. 51 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1936, p. 1. 13 Scrive il neo-parroco don Giovanni Gasbarri: Ora dobbiamo prepararci alla nostra cara festa Titolare e Patronale di Cristo Redentore, che celebreremo solennemente. (...) Ma a nulla valgono tutte le manifestazioni, anche religiose, se Gesù non fosse contento di noi, se non venisse veramente a far risorgere le nostre anime ad una vita più abbondante di buone opere, come è risorta questa plaga per la volontà del duce con l’aiuto di Cristo Redentore, con l’opera delle Bonifiche Sarde e col vostro lavoro52. La catechesi dei lettori passa anche attraverso le rievocazioni agiografiche, la cronaca delle visite pastorali, l’apertura dell’oratorio femminile o la costruzione della cappella di Luri. Pellegrinaggi, tridui, attività benefiche caratterizzano la pratica pastorale, senza visibili urti col potere politico. La presenza salesiana si radica, rafforzandosi con l’attività scolastica, fino al trapasso dalla dittatura alla repubblica53 riforma agraria, lungo i tre lustri e nell’applicazione della di mandato del sacerdote insegnante Giuseppe Piemontese. Chi si reca in visita54 a Mussolinia spesso ha già un’idea della portata dell’esperimento. Frequenti sono le visite di singoli, gruppi ed istituzioni. Nel 1934 l’Enciclopedia Italiana richiede un’immagine della bonifica di Mussolinia per accompagnare il testo 52 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 settembre 1936, p. 1. Giovanni Gasbarri (18861967) dopo la professione religiosa si trasferisce a San Luìs de Potosì (Messico) dove risiede dal 1928 al 1930.Trascorre un solo anno in Sardegna e nel 1946 fa ritorno in Sud America (Ayacucho, Perù), dedicandosi alla pastorale dei carcerati. Cfr. AA. VV., Dizionario biografico dei Salesiani, Torino 1970, p. 137. 53 Nella storia repubblicana di Arborea – la denominazione muta per decreto il 17 febbraio del 1944 – spicca il ruolo di Antonio Marras, già membro del locale CLN, consigliere comunale della Democrazia Cristiana e sindaco fino al 1975. È in prima linea nella lotta per l’assegnazione dei poderi agli assegnatari. 54 Come la scrittrice tedesca Louise Diel, che transita in Sardegna; visita l’azienda della Bonifiche Sarde e pubblica un reportage sull’isola, nel 1936, nella “Ostergaard’s Monatshefte”.Questo articolo è stato opportunamente introdotto e tradotto dalla collega Giovanna Mannoni. Rimando al suo Louise Diel: viaggio alla scoperta della Sardegna, in AA. VV., L’identità storica di Arborea. 1998, cit., pp. 91-104. 14 della voce omonima: Centro abitato della provincia di Cagliari, sorto il 28 ottobre del 1928 nel cuore della regione, vasta circa 180 kmq. posta a sud del fiume Tirso, e affacciante al Golfo di Oristano, nella quale è stata effettuata dal governo fascista una grandiosa opera di bonifica (…). La maggior parte del territorio bonificato costituisce il comune di Mussolinia, che ha un’area di 115, 5 kmq. e una popolazione (censimento 1931) di 2681 ab. L’abitato, inaugurato il 28 ottobre e costituito a sede di comune nel 1930, m. 6 s. m., ha chiesa, scuola, ospedale, negozi e magazzini, luoghi di svago, albergo, casa del Fascio, ecc., inoltre un caseificio e uno stabilimento enologico. È servito dalla stazione ferroviaria di Terralba-Mussolinia, distante km. 9; da Cagliari dista 90 km.55 . L’agenzia promozionale, giornalistica la copia di Argus un di Ginevra articolo trasmette, apparso nella a titolo “Kölnische Volkzeitung”: Grazie agli sforzi del regime fascista, oggi la Sardegna non è più, come una volta, una “terra sterile” e sia i miglioramenti agrari che sono stati ininterrottamente perfezionati, sia lo sfruttamento regolato ed intensivo delle possibilità reali, non fermandosi davanti ad alcun ostacolo, hanno trasformato in pochi anni diciottomila ettari di macchia e zone acquitrinose in un fertile paese agricolo, e in mezzo a questa zona è stata fondata una città, che già oggi conta più di quattromila abitanti. Al posto di povere capanne di legno, utilizzate un tempo come dimora da pastori e cacciatori, si vedono oggi centinaia di case coloniche e tra queste, sparpagliate, si trovano aziende, caserme e campi sportivi (…)56. Molti altri fanno richiesta di materiale illustrativo e cresce la bibliografia d’argomento. Ne dà prova lo stesso mensile, riportando un lungo articolo del reporter ungherese Andrea Vizy, tratto da “Nemzeti Ujsag”57. La stampa specializzata osserva l’esperimento e, 55 Cfr. R. ALMAGIÀ, Mussolinia di Sardegna, in AV. VV., Enciclopedia Italiana, Roma 1949, vol. XXIV, p. 162. 56 Die Entwidlung Mussolinias, in traduzione è di G. Mannoni che 57 Cfr. A. VIZY, in “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1936, p. 1. Si veda inoltre Cfr. Die Meliorationen in Sardinien. “Kölnische Volkzeitung”, 1 dicembre 1934. La ringrazio. 15 al di là della retorica, i dati sono raccolti con attenzione dalla “Rivista delle Forze Armate”: Meno celebre e conosciuta di Littoria e della nascente Sabaudia, che per l’immediata vicinanza a Roma, per la più vasta imponenza dei lavori e per la rinomanza storica della zona in cui sorgono, hanno richiamato l’attenzione di tutto il mondo continuando ad essere meta di un incessante pellegrinaggio di visitatori italiani e stranieri, Mussolinia vanta tuttavia l’orgoglio di essere il primogenito fra i nuovi comuni italiani sorti nelle terre risanate dal regime. Mentre infatti Littoria è appena al quindicesimo mese della sua fiorente esistenza e Sabaudia attende il battesimo nel prossimo aprile, Mussolinia è già nel suo sesto anno di vita. Inaugurato (…) il 28 ottobre 1928, il Comune fu costituito dal Duce il 15 marzo 193158. Cultura, pagine sport e tempo libero trovano del periodico. Il Villaggio “biblioteca circolante” di 500 aperta una raccolta presso il volumi anch’essi Mussolini e qualche 59 Dopolavoro . In si spazio dota anno sulle di dopo una viene concorrenza con l’attività teatrale, laica o religiosa, nel 1934 entra in funzione un impianto cinematografico sonoro. Al cronista non resta che prendere atto del crescente successo degli spettatori, che sempre più si appassionano a questo genere di spettacolo, affollando la sala. Il pubblico si è già formato un suo gusto dimostrando discernimento e acuto senso critico. Fra le ultime produzioni ha avuto particolare successo il film Le sei mogli di Enrico VIII, spettacolo veramente artistico. Possiamo assicurare che la direzione (...) si è assicurata presso il noleggiatore di Cagliari un buon numero dei migliori films della stagione60. Un evento è il passaggio del “Carro di Tespi”, nell’agosto 1934. l’interessante corrispondenza internazionale giacente presso l’Archivio Comunale di Arborea e presso l’Archivio della Società Bonifiche Sarde. 58 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 maggio 1934, p. 3. 59 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1935, p. 4; 15 gennaio 1937, p. 4. 60 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1935, p. 4; 15 novembre 1936, p. 4. 16 La propaganda agisce anche in queste occasioni e l’attesa è tale che a Mussolinia giungono in “oltre cinquemila”. La rappresentazione lirica itinerante prevede in apertura: L’Improvviso dell’Andrea Chenier, cantato dal tenore Bertelli. Il canto fluisce dolce e possente nei vari momenti della romanza con delle sfumature che tengono l’animo sospeso (...). Segue la signora Maria Caniglia con la Vally. La dolce ed accorata romanza Ebben ne andrò lontana... diffonde le sue note, dapprima timide e flebili e poi disperate e invocanti con una passione che affascina il pubblico, e lo trascina ad un applauso caldo e nutrito. (...) Il baritono Comm. Benvenuto Franci esordisce con un brillante pezzo da Le Nozze di Figaro di Mozart, in cui profonde tutta la sua verve e la sua voce poderosa e docile, con una fluidità inesauribile che conferma le sue doti già note. (...) Gli artisti si avvicendano al proscenio, accompagnati al piano dal maestro Bertelli. (...) Il concerto ha termine alle ore 20:30 mentre scende la sera e vari potenti proiettori illuminano la scena e la piazza di Mussolinia brulicante di folla. Mentre le autorità lasciano il campo, la banda suona ancora l’Inno Giovinezza (...)61. Assai modesta, invece, l’eco della rappresentazione proposta l’estate seguente, il “Carro di Tespi Drammatico n. 1”62. Degno di nota, infine, l’appuntamento con la musica sinfonica63 , nell’ottobre del 1937. Anche a Mussolinia la pratica sportiva di massa si intreccia con le attività del partito curate dall’O.N.B., poi G.I.L., e dall’O.N.D. Anche in periferia insegnante, il preparando regime gli segue la istruttori formazione ai Concorsi della classe ginnici. A Mussolinia ogni anno ha luogo il saggio, immortalato dal documentario 61 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 agosto 1934, pp. 1-3. 62 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 luglio 1935, p. 3. 63 Notevole rilievo ebbe l’organizzazione delle Celebrazioni della Sardegna, predisposte dalla Confederazione fascista professionisti ed artisti: “L’opportunità di proporre il meglio della vita musicale isolana – e cagliaritana in particolare modo – era decisamente ghiotta. A Cagliari, infatti, tra il 13 ed il 14 ottobre 1937, si sarebbe svolto il terzo congresso nazionale musicisti”.Cfr. M. QUAQUERO, La musica del regime, in AA. VV., L’identità storica di Arborea. 1998, cit., pp. 4555. 17 LUCE, cui partecipano avanguardisti e balilla, giovani e piccole italiane64. Il mensile ricorda la fondazione della “Unione Sportiva Mussolinia”. Non manca però l’interesse ad istituire una sezione per la pratica del tiro a segno e della caccia. Il Lido ospita le gare di nuoto “tra le Camicie Nere della locale coorte autonoma”; la Federazione giovani fascisti partecipa ai campionati provinciali di corsa campestre mentre la Bonifiche Sarde non si sottrae al dovere di “sponsorizzare” la “Coppa Mussolini”, che i ciclisti si contendono tra Mussolinia ed Uras. Ma lo svago preferito è forse quello delle bocce. I tornei si susseguono, nel campo allestito presso la Casa del Fascio oppure “in campo libero”. Solo un’occasione65, infine, giustifica che le quattro pagine redatte mensilmente diventino sei: la visita del capo del governo Benito Mussolini. Il leader fascista è ospite del centro agricolo il 9 giugno 1935 e la redazione dispone l’aumento dell’apparato fotografico66: ben 18 immagini rimandano ai momenti salienti della giornata. Certo non a caso il duce è ritratto mentre si reca a visitare gli infermi, con i mezzadri, mentre accarezza un balilla, tra i soldati, i giovani fascisti, i figli della lupa, mentre saluta le maestre che ossequiano “romanamente”. Infine in raccoglimento, presso il cipresso che ricorda il fratello Arnaldo. Non meno esauriente è la cronaca della visita67, durante la quale il duce assicura l’impegno del regime a “continuare ed ultimare i lavori”68. Parte di quelle parole saranno riprodotte nel monumento-ricordo, collocato nel patio della Casa della G.I.L., diciotto mesi dopo la visita del capo del fascismo. 64 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 giugno 1936, p. 4. 65 Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 giugno 1935. 66 Ibidem, pp. 3-4. 67 Ibidem, pp. 5-6. 68 Ibidem, p. 5. 18 Luogo di culto, degno di sosta anche per Stanis Ruinas: Torniamo alle porte di Mussolinia coll’ultimo sole che incendia in vetta la giovine foresta di pini, dedicata a Camillo Barany Hindard, il “Volontario”. In questi nomi di italiani nuovi è un altro segno della giovinezza di Mussolinia. L’ospedale è dedicato a Carlo Avanzini. Un cipresseto con una stele presso la chiesa è consacrato ad Arnaldo. Un solo monumento, quello del Duce, di bronzo, nel bell’atrio vetrato della GIL. Fissato in uno dei suoi atteggiamenti oratori, le mani nella cintura, il capo dietro sì che il viso t’appare in uno scorcio potente. Le forti labbra schiuse a martellare forti parole. Opera viva di grande artista (…) dono della Società a Mussolinia69. 69 Cfr. S. RUINAS, Viaggio per le città di Mussolini, Milano 1938, p. 78. Il busto bronzeo è opera di Federico Papi. 19