Fascismo, stampa e propaganda negli anni Trenta
di Giovanni Murru
L’agricoltura sarda, alla fine del primo decennio del Novecento,
vive una situazione di stagnazione produttiva, tale da considerarla
esclusa dall’espansione “epocale” del mercato capitalistico. Se non
vi fosse l’eccezione del comparto caseario1.
La maggior parte dei lavoratori della terra – siano essi piccoli
proprietari o lavoratori a giornata, custodi di bestiame o mezzadri –
è
analfabeta.
A
professionalmente,
quest’enorme
si
massa
rivolge
la
di
forza-lavoro,
“Società
fra
i
da
plasmare
Licenziati”,
costituita all’indomani del primo Congresso fra i diplomati delle
Regie Scuole agrarie. Il neonato organismo intende promuovere
l’istituzione per i contadini di corsi teorico-pratici di agricoltura
razionale
e
di
industria
agraria;
l’aumento
del
numero
delle
Cattedre
ambulanti d’agricoltura; [la] istituzione di sussidi e di concorsi a premi
(…), la cooperazione fra produttori ed istituti di credito agrario (…)2.
La stessa inchiesta parlamentare promossa da Giovanni Giolitti,
nel 1909-1911, incentrata sull’analisi della condizione di operai e
lavoratori sardi, incoraggiava l’espansione di una rete di conoscenze
e la circolazione di queste ultime non solo fra le élite3 ma anche
tra le maestranze alfabetizzate4.
L’avvento del regime fascista coincide col potenziamento di quelle
testate che, se in precedenza possedevano caratteristiche umanitarie
1
Cfr. L. MARROCU, Note su agricoltura e pastorizia in Sardegna, in “Italia
contemporanea”, n. 129, ottobre-dicembre 1977, pp. 7-25.
2
Cfr. L. PISANO, La diffusione delle conoscenze agrarie in Sardegna: cultura ed
istituzioni dall’unità al fascismo, in AA. VV., Le conoscenze agrarie e la loro
diffusione nell’Ottocento, a cura di S. ZANINELLI, Torino 1990, pp. 549-570.
3
Su questo argomento vedi AA. VV., Élite politiche nella Sardegna
contemporanea, a cura di G. G. ORTU, Milano 1987.
4
Cfr. L. PISANO, Istruzione professionale ed istruzione giornalistica, in AA.
VV., L’uomo e le miniere in Sardegna, a cura di T. K. KIROVA, Cagliari 1993, pp.
158-164.
1
e
educative,
ora
erano
destinate
al
pubblico
dei
tecnici,
degli
industriali, dei commercianti, e naturalmente degli agricoltori e
degli allevatori, in modo da diventare
strumenti
di
grande
attività
pratica
degli
addetti
ai
vari
settori
produttivi, perché recanti notizie importanti sulla produzione economica,
sull’impiego
di
nuove
tecnologie,
sugli
orientamenti
più
aggiornati
a
tutela della qualità dei prodotti5.
Nella provincia di Cagliari – tra gli anni Venti e gli anni
Quaranta – sono ben otto i periodici redatti da varie istituzioni, in
genere
con
cadenza
“L’Agricoltura
agrarie
quindicinale
sarda”
della
o
(bollettino
Sardegna
e
mensile.
quindicinale
futuro
organo
Tra
gli
delle
della
altri,
Istituzioni
Cattedra
di
agricoltura), “La Sardegna agricola” (organo ufficiale della Società
degli
agricoltori)
e
“Terra
sarda”
(periodico
dei
lavoratori
agricoli). La Cattedra d’agricoltura di Sassari cura “il Risveglio
agricolo” e nella stessa provincia – fra il 1923 ed il 1943 - escono
“il Nuraghe”, “l’Agricoltore” e “Il Sughero”.
“La
Sardegna
commerciale”
è
curato
dalla
Camera
di
commercio
cagliaritana, “La riscossa economica” ha direzione e redazione in
Oristano.
“Il
Lavoratore
di
Sardegna”
è
la
voce
ufficiale
dei
sindacati fascisti dell’industria mentre “l’Eco del commercio”, “la
Voce commerciale” ed il “Bollettino degli interessi sardi” sono tutti
editi a Sassari. “L’Agricoltura Nuorese”, che cessa le pubblicazioni
nel
1937,
istituita
è
il
dieci
bollettino
anni
prima.
mensile
Non
della
mancano
Provincia
le
del
testate
Littorio,
del
settore
minerario, come la “Rivista del servizio minerario” o la successiva
“Relazione sul servizio minerario”, pubblicata dal 1926 al 1939,
patrocinata dagli industriali del comparto e destinata ai tecnici.
Lo stesso padronato industriale promuove la pubblicazione di un
periodico riservato ai lavoratori dei pozzi, “Il Minatore”, organo di
5
Cfr. L. PISANO, Stampa e società in Sardegna. Dalla
all’istituzione della Regione Autonoma, Milano 1986, p. 116.
2
Grande
Guerra
stampa
della
miniera
di
Gennamari
ed
Ingurtosu
e
del
gruppo
Pertusola:
Il periodico ha un impianto semplice e strutturato su quattro rubriche
fisse. Una prima pagina, che accoglie usualmente un fondo sui vari problemi
politici (…) che hanno uno stretto collegamento con la vita aziendale;
seguono una parte professionale, un’altra familiare, religiosa e medica e,
infine,
una
quarta
rubrica
sportivo-musicale.
Il
contenuto
di
queste
rubriche cambia nel tempo in funzione della Società, ma la loro struttura
fondamentale
resta
immutata.
(…)
Ideatore
ed
animatore
del
giornale
è
l’ingegner Paul Audibert, che dal 1923 al 1929 è direttore di Ingurtosu6.
Anche in questo modo, la proprietà intendeva
creare una vita associativa per i minatori e le loro famiglie, in una
zona (…) molto isolata dal punto di vista sociale, caratterizzata da un
notevole movimento di manodopera, da sedi abitative molto disperse, da una
forte tradizione socialista e dalla necessità di controllare e coordinare
(…) il tempo libero ed il tempo di lavoro (…)7.
Nelle
gallerie
di
San
Giovanni
si
applicava
la
“mitica”
organizzazione scientifica del lavoro:
Salvo qualche rara eccezione, la disoccupazione sarebbe stata più forte
in
Europa,
non
l’organizzazione
fosse
stata
scientifica
introdotta
del
lavoro,
la
(…)
Razionalizzazione,
l’unico
rimedio
ossia
che
ha
permesso di continuare la lotta contro i concorrenti favoriti dalle loro
(…) ricchezze naturali e dalla meccanizzazione spinta ad oltranza, cioè
dalla sostituzione delle macchine alla manodopera8.
Ma, in realtà, l’applicazione del “metodo Bedaux”9, pur garantendo
6
Cfr. M. S. ROLLANDI, Il sistema Bedaux nelle miniere sarde della “Pertusola”,
in “Studi storici”, n. 1, gennaio-marzo 1985, pp. 68-106.
7
Cfr. L. PISANO, Istruzione professionale…, cit., p. 163-164.
8
Cfr. P. AUDIBERT, Il libro del minatore. Redatto dall’ing. P. Audibert,
ampliato e corretto con la collaborazione dei tecnici delle miniere di San Giovanni
e Ingurtosu, s.l., s.d., pag. 20 e sg.
9
Sull’organizzazione scientifica del lavoro polemizzò vigorosamente Italo
Stagno sulle pagine di “Pattuglia”, settimanale dei giovani universitari fascisti
3
dettagliati valori di cottimo e resa, consentiva di diminuire di un
terzo l’impiego della forza-lavoro senza incrementare la produzione
precedente.
Tra
l’altro,
a
causa
della
crisi
in
atto
e
per
la
riduzione dei prezzi, la disoccupazione crebbe, tanto da consigliare
l’impiego degli ex minatori nei lavori di bonifica10.
Solo a partire dal 1933 il regime mostra interesse ad un controllo
più presente della stampa e della cultura, provvedendo ad istituire
la censura preventiva d’ogni pubblicazione che circola in Italia.
Agli editori e agli stampatori è fatto obbligo di
presentare,
prima
della
messa
in
vendita,
tre
copie
di
ciascuna
pubblicazione alla prefettura, la quale avrebbe ritrasmesso (…) una copia
all’Ufficio stampa del capo del governo ed un’altra alla Direzione generale
di Pubblica Sicurezza11.
Alla fine del 1934 Mussolini attiva il sottosegretariato di Stato
per la stampa e la propaganda, che si occupa di stampa italiana ed
estera, di propaganda, cinematografia, turismo e teatro. Dal giugno
del
1935
opera
il
ministero,
la
cui
direzione
per
il
settore
editoriale vigila su 81 quotidiani, oltre diecimila periodici e 32
agenzie, redigendo un rapporto giornaliero per il duce.
A questo controllo non sfugge certamente “Brigata Mussolinia”, un
foglio
mensile12
di
grande
formato,
distribuito
gratuitamente
ai
mezzadri della Società Bonifiche Sarde13.
Impresso dalla tipografia B.C.T. di Cagliari14, il
periodico è
cagliaritani. Cfr. F. ATZENI, Politica e cultura nelle riviste del ventennio, in F.
ATZENI, L. DEL PIANO, Intellettuali e politici tra sardismo e fascismo, Cagliari
1993, p. 87 e sg.
10
Cfr. R. PIRAS, Il bacino carbonifero del Sulcis dall’unità al fascismo, in
“Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico”, n. 3, dicembre
1974, pp. 145-174.
11
Cfr. M. CESARI, La censura nel periodo fascista, Napoli 1978.
12
Cfr. G. PISU, Società Bonifiche Sarde 1918-1939. La bonifica integrale della
piana di Terralba. Prefazione di F. DELLA PERUTA, Milano 1995, p. 381 e sg.
13
Cfr. “Brigata Mussolinia” 1934-1938. Edizione anastatica del notiziario
mensile della Società Bonifiche Sarde, a cura di G. MURRU. Presentazione di L. MURA,
Oristano 2000.
14
La maggior parte delle aziende tipografiche sarde possiede caratteristiche
4
diretto
da
diventare
offrendo
Chiardola15.
Giuseppe
il
punto
spazio
d’incontro
alle
“Brigata
fra
cronache
di
Mussolinia”
classe
vita
dirigente
parrocchiale,
e
aspira
a
mezzadri,
sportiva
e
culturale, alla cronaca cittadina e rurale, alla vita del regime. La
seconda
delle
quattro
pagine
è
occupata
da
argomenti
di
tecnica
agricola. In questo senso, la testata s’inserisce, primeggiando per
qualità grafiche, nel folto circuito della stampa specializzata.
Tra le rubriche della pagina agricola di “Brigata Mussolinia”, il
“Notiziario” aggiorna i lettori sui risultati più recenti in materia
di produzione, raccolta, conservazione e distribuzione dei beni. Il
mensile aspira a guidare il colono nelle obbligatorie operazioni
stagionali, finalizzate al miglioramento della resa del fondo. Nei
confronti del cattivo contadino l’articolista non lesina rimproveri.
I più attivi del resto, possono leggere il proprio nome in testa
all’aggiornata “Pattuglia di Avanguardia”. Alla manodopera femminile
è “riservata” la conduzione del pollaio domestico e quant’altro può
concorrere a migliorare la qualità della vita all’interno degli spazi
abitativi, in aggiunta ad altri numerosi oneri16.
L’apertura
è
in
genere
dedicata
alle
visite
autorità del fascismo. È il caso della cronaca
ufficiali
delle
della visita del
artigianali e familiari. Nel primo quindicennio del Novecento si contano 15 aziende
a Cagliari; 11 a Sassari; 4 ad Iglesias, ed una soltanto a Nuoro, La Maddalena e
Tempio Pausania. Le stampatrici “mettifoglio” e gli impianti a gas sono introdotti
successivamente. Le tipografie de “La Nuova Sardegna” e de “L’Unione Sarda” sono da
considerarsi un’eccezione non eguagliata. Nel 1913 la Società Tipografica Sarda,
per tecnologia e mezzi, si attesta ai vertici del settore. Cfr. T. OLIVARI,
Iniziative editoriali in Sardegna tra “sardismo” e “sardo-fascismo”, in AA.VV.,
Stampa e piccola editoria tra le due guerre, a cura di A. GIGLI MARCHETTI e L.
FINOCCHI, Milano 1997, p. 311.
15
Giuseppe Chiardola (1892-1977) frequenta il Politecnico di Zurigo. Dopo aver
combattuto con gli Alpini, termina gli studi e consegue la laurea a Dresda.
Abilissimo alpinista, nel 1929 partecipa alla missione sul Karakoroum, col Duca di
Spoleto. Presiede il Dopolavoro della Società Bonifiche Sarde. Sono rari gli
articoli da lui firmati sul mensile.
16
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1934, p. 2; 15 febbraio 1935, p. 2; 15
ottobre 1936, p. 2; 15 marzo 1937, p. 2; 15 aprile 1938, p. 2.
5
segretario
del
P.N.F.
Achille
Starace,
ospite
a
Mussolinia
il
4
gennaio 1934. Ma questo avviene in assenza di fatti di cronaca, tanto
significativi
da
meritare
il
titolo
a
cinque
colonne,
come
la
premiazione dei coloni benemeriti di Mussolinia, svolta a Roma, in
Palazzo Venezia17. Non può mancare, in calce, l’elenco di tutti i
mezzadri che avevano ritirato il premio offerto dal regime18. In
realtà,
contadini
ed
allevatori
sono
stimolati
di
continuo
ad
accrescere la produzione, quella del grano anzitutto. In questo senso
il
giornale
svolge
costante
opera
pedagogica
verso
le
aziende
coloniche.
Si offrono sempre più occasioni per mettere alla prova contadini,
massaie e scolari meritevoli. Appannaggio di questi ultimi è la
decisione della Bonifiche Sarde di concedere quattro premi di mille
lire ciascuno, da assegnarsi in un libretto di risparmio,
vincolato, al fine di costituire una piccola dote19. Ogni numero
aggiorna i lettori sullo stato demografico della tenuta, attraverso
una specifica rubrica, il bollettino, che segnala il numero dei
nati vivi, dei nati morti, dei decessi e dei matrimoni20. La figura
ed il lavoro femminili sono posti in risalto, in sintonia con i
valori della propaganda e con l’incoraggiamento della Chiesa.
Il potere fa sentire la propria voce attraverso il periodico
della Bonifiche Sarde, ma anche ricorrendo – come nel resto
d’Italia - al mezzo radiofonico: presso il fascio di Mussolinia
s’insedia il comitato per la diffusione della radio rurale ed anche
in bonifica è possibile accedere alle trasmissioni per gli
17
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1934, p. 1.
18
I mezzadri di Mussolinia, in occasione della visita nella Capitale,
trascorrono qualche ora a Littoria, attraversando i centri delle bonifica pontina,
quindi, rientrati a Roma, si recano nella sede della Mostra della rivoluzione
fascista.
19
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 agosto 1934, p. 1; 15 agosto 1935, p. 4. Il premio
è bandito ed assegnato anche negli anni successivi, a favore di bambini e bambine.
Nell’estate del 1937 l’amministrazione comunale ottiene dalla Bonifiche Sarde la
concessione di un’area per erigere l’asilo infantile. Cfr. la delibera del 11
giugno 1938, in Archivio Comunale di Arborea.
20
Al 31 dicembre 1933 si contano 22 famiglie con sette o più figli viventi. In
un caso, su 15 partoriti ne sopravvivono solo sette. Alcuni, vedovi o vedove,
sostengono, da soli, fino ad otto figli. Alla stessa data sono elargiti 63 premi
annuali di natalità.
6
agricoltori. Inoltre, nel 1937, buona parte delle scuole della
tenuta sono dotate dell’apparecchio che consente la ricezione dei
dai
primi
anni
di
attività,
il
palinsesto
programmi21.Fin
dell’E.I.A.R. prevedeva le trasmissioni per i più piccoli, ma
soltanto con l’introduzione del mezzo radiofonico nelle scuole si
arrivò ad una presenza capillare, educativa e di massa. Perciò fu
costruito
un
apparecchio
apposito,
la
“Radiorurale”,
dal
caratteristico fregio immediatamente riconoscibile. Pur essendo un
paese a forte caratterizzazione agricola, l’Italia conosce una
diffusione notevolissima del mezzo radiofonico e fra il 1935 ed il
1939 il numero degli abbonati risulta più che triplicato22.
Nell’ottobre del 1935 la copertina di “Brigata Mussolinia” - col
severo profilo di un Duce che indossa l’elmetto - ricorda i doveri
del vero fascista: credere, obbedire, combattere. Dato conto delle
manifestazioni antisanzioniste, l’articolista sintetizza la cronaca
di quella locale. L’adunata precede l’ascolto dei discorsi di Achille
Starace e di Benito Mussolini:
Abbiano sentito gridare alle forze occulte che cercano di minare il
nostro cammino il “Basta!” che porterà l’Italia proletaria di Vittorio
Veneto e della Rivoluzione alla conquista di quelle posizioni a cui
abbiamo diritto, come popolo civile, come grande potenza, come nobile
Nazione, ricca di tradizioni gloriose in tutti i campi, delle virtù,
del lavoro e del valore umano23.
Nel marzo 1936 il Comune provvedeva ad acquistare una “pietraricordo dell’assedio economico”: una semplice ma significativa lapide
di
marmo
di
Carrara,
opera
dello
scultore
futurista
Ernesto
24
Michaelles, in arte Thayaht , peraltro identica a quella donata ad
21
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 aprile 1937 e la delibera del 18 dicembre 1937, in
Archivio Comunale di Arborea.
22
Cfr. P. MURIALDI, Storia del giornalismo italiano, Bologna 1996, p. 165.
23
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 ottobre 1935, pp. 1-3.
24
Il comune stanziava 850 lire per concorrere all’acquisto della lapide. Cfr.
la delibera del 21 marzo 1936, in Archivio Comunale di Arborea. Vedi anche “BRIGATA
MUSSOLINIA”, 15 aprile 1937, p. 4. Su Ernesto Michaelles vedi L’uomo della
provvidenza. Iconografia del duce 1923-1945, a cura di G. DI GENOVA, Bologna 1997.
7
città25.
altre
Scano26
Ma
spetta
sviluppare
al
noto
polemicamente
progettista
il
tema
cagliaritano
dell’autarchia,
Flavio
nella
querelle antisanzionista. Nel prender di mira l’azione della Società
delle Nazioni, Scano scrive:
Questo articolo 16 che, con innocente apparenza si rintana fra le righe
del patto (il cosiddetto Covenant) è più pericoloso di un esplosivo ad
orologeria e chi tiene le leve dell’ordigno di scatto sono Inghilterra,
Francia e la sua sanguinaria e sanguinante amica Russia27.
Dal momento che, precisa lo stesso Scano, quattro mesi dopo:
L’astio dei politicanti si appunta verso Colui che impersonifica
tutte le virtù e la rinnovata potenza del popolo italiano, che ha
espresso quel sistema sociale che darà impronta al XX secolo, che è
entrato nella storia con i lineamenti del tipico Condottiero, con la
statura del Genio28.
Acquista
via
via
urgenza
richiamare
i
lettori
a
sostenere
la
scelta autarchica del regime. Si tralasciano i sacrifici, ma non si
tace in merito ai benèfici effetti di prodotti alternativi come il
sorgo zuccherino, senza dimenticare i surrogati del caffè, dato che,
come spiega il medico,
dal lato igienico i surrogati non hanno nulla da nascondere. Da noi
l’uso dei surrogati non è ancora apprezzato come in altri paesi e come
meriterebbe, soprattutto per la preparazione del caffelatte. (...)
Commette frode chi vende il caffè coloniale misto a surrogati, facendo
passare la mescolanza per caffè coloniale puro ed esigendo il relativo
prezzo. (...) Ogni italiano, impiegando adeguatamente i surrogati di
caffè otterrà il doppio scopo di non nuocere alla propria salute, e di
25
Cfr. C. S. GALEAZZI, Pontinia, Latina 1998, p. 77. L’iscrizione lapidea
recita: “A ricordo dell’assedio perché resti documentata nei secoli l’enorme
ingiustizia consumata contro l’Italia alla quale tanto deve la civiltà di tutti i
continenti”.
26
Flavio Scano (1896-1952) nell’ambito delle bonifiche progetta l’idrovora di
Sassu e la decorazione esterna di quella di Luri. Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15
novembre 1934, p. 3.
27
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 luglio 1937, p. 1.
28
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1937, p. 3.
8
contribuire efficacemente alla Battaglia per l’Autarchia29.
Il fascismo inaugura intanto altre città di fondazione, ed il
mensile
lo
annuncia
orgogliosamente:
Aprilia,
Guidonia,
Fertilia,
Pomezia e Carbonia, che avrà inizialmente
dieci alberghi-operai in ognuno dei quali saranno sistemati 130
lavoratori; ogni albergo sarà circondato da un orto giardino, utile e
ridente oasi. Successivamente verranno costruiti altri 10 alberghi e
vari importanti edifici (...). Carbonia ha avuto il suo battesimo
augurale con la posa della prima pietra della torre littoria30.
Con la fondazione dei centri colonici, Stato e Bonifiche Sarde
s’impegnano a recuperare i fondi per la profilassi antimalarica.
Durante il fascismo sono approvati specifici disegni di legge, in
merito alla profilassi chininica di Stato ed all’erogazione dei premi
per la lotta alla malaria. Nel 1934 nascono i Comitati provinciali ed
è introdotto il Regolamento d’applicazione delle norme per la lotta
alle cause della malattia. I comuni debbono provvedere direttamente.
Ad
essi
spetta
l’onere
di
sostenere
una
parte
della
spesa
per
l’attuazione di diagnosi e cura dell’infezione31. A Mussolinia urge
la prevenzione e la cura dei soggetti più esposti, agendo anche
attraverso la carta stampata. Sulla malaria scrive, fin dal marzo
1934, l’ufficiale sanitario Ferdinando Buffa. Ma di grande interesse
è soprattutto l’intervento che questi pubblica nel mese di ottobre:
Sei infermiere, ad ognuna delle quali è affidata una determinata
zona, sono incaricate di ricercare i malarici o presunti malarici,
prelevarne il sangue per l’accertamento diagnostico, segnalarli al
sanitario ed eseguire le cure che esso prescrive caso per caso (...).
Un Ospedale della capacità di trenta letti accoglie i bisognosi di cure
più complesse. Quattro posti alla colonia montana di Cuglieri accolgono
29
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1938, p. 3 ed ancora 15 novembre 1936, p.
3; 15 gennaio 1937, p. 3; 15 febbraio 1938, p. 2; 15 maggio 1938, p. 3.
30
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 giugno 1937, p. 1.
31
Cfr. E. TOGNOTTI, La malaria in Sardegna. Per una storia del paludismo nel
Mezzogiorno (1880-1950), Milano 1996.
9
in media ogni anno i 12 bambini più bisognosi di un cambiamento di
clima. I risultati raggiunti fino al giugno 1934 sono incoraggianti.
(...) Noi vediamo che da una percentuale del 43,13% di malarici nel
1928, siamo scesi nel 1930 al 33,05% e nel 1933 all’11,32%. L’indice
splenico (...) raccolto sulla popolazione scolastica e che dava una
percentuale di milze ingrossate dell’83,6% nel 1929, è sceso (...) alla
percentuale minima dell’11,3% nel 193432.
La
lotta
antilarvale
veniva
eseguita
con
lo
spargimento
di
cinquemila ettolitri di “verde di Parigi” (acetoarsenito di rame
misto a polvere di strada, in proporzione uno a 100), tra marzo ed
ottobre.
Veniva
impiegato
anche
l’insetticida
liquido33,
a
getto
continuo e due volte a settimana. Ma già dagli anni Venti la “lotta
biologica” contro le anopheles era affidata ai chirotteri, custoditi
nelle
“case
per
pipistrelli”34.
Inoltre
si
era
provveduto
ad
immettere le gambusie in 29 paludi del comprensorio. La cronaca, nel
dicembre 1934, registra il verificarsi di un’epidemia di scarlattina.
Il
mensile
rammenta
alle
famiglie
gli
obblighi
di
legge.
La
situazione richiede l’intervento delle autorità e le scuole di Luri e
S’Ungroni
vengono
chiuse,
in
anticipo
rispetto
alle
imminenti
Società
Bonifiche
Sarde
affida
35
festività .
Nella
primavera
del
1934
la
a
Giovanni Battista Ceas la progettazione della Casa del Fascio e della
Casa del Balilla. I due edifici s’inseriscono in maniera innovativa
nel
tessuto
urbano,
rispetto
all’architettura
delle
“origini”,
o
della “era Avanzini”. Il razionalismo sbarca a Mussolinia di Sardegna
quando il fascismo ha imboccato la strada della “pedagogia politica”
delle masse. È negli anni Trenta, infatti, che il P.N.F. assume la
32
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 marzo 1934, p. 3; 15 ottobre 1934, p. 3.
33
Sul servizio ospedaliero delle Suore della Carità, o “di San Vincenzo”, vedi
“BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 febbraio 1938, p. 1.
34
Sono costruite con brevetto “Campbell e Marieni” ed utilizzate anche
nell’Agro Pontino. Cfr. AA. VV., La Malaria. Scienza storia cultura, Roma 1994, p.
84 e sg. Si veda anche G. PISCEDDA, Arborea, Oristano 1985, p. 83.
35
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1934, p. 3.
10
funzione preminente di “grande pedagogo”. Questo processo – la cui
pietra angolare è costituita da Mussolini ed in quanto “duce” dal suo
mito – vede partecipe il centro come la periferia. Un unico mito, un
eguale rito, una sola religione civile entrarono in gioco lungo la
“via italiana al totalitarismo”36. Il regime operò con più tenacia
che altrove sul fronte della formazione di una coscienza collettiva
rigorosamente fascista, tanto che esso
non esitò a rimettere in discussione il compromesso con la Chiesa,
per rivendicare ed ottenere il monopolio dell’educazione politica e
guerriera delle nuove generazioni, confinando la presenza del
cattolicesimo
ad
elemento
integrativo
morale
della
“religione
fascista”37.
Non va per questo trascurata la coesistenza in loco di realtà
associative,
anche
Mussolinia”
aggiorna
G.I.L.39,
viene
confessionali,
i
lettori38.
inaugurata
da
sulle
La
Renato
cui
Casa
Ricci
attività
del
e
Balilla,
“Brigata
futura
dall’Arcivescovo
di
Oristano. La struttura è fra le più complete: pista di atletica, due
piscine, palestra con tribune e con pavimento in linoleum di sughero.
Servizi, spogliatoi ed uffici completano il tutto40. Di Ceas è anche
l’attigua Casa del Fascio, affianco alla quale non manca la torre
littoria.
Il governo centrale decide di intervenire per finanziare le due
opere, con 150.000 lire sul totale previsto di circa seicentomila.
36
Cfr. E. GENTILE, La via italiana al totalitarismo. Il partito e lo Stato nel
regime fascista, Roma 1995.
37
Ibidem, p. 144.
38
Ad esempio: Dame di Carità, Azione Cattolica, Associazione Combattenti,
Associazione Alpini, Associazione dei devoti a Maria Ausiliatrice, banda musicale
della Coorte autonoma, oratorio femminile.
39
Il comune diviene socio perpetuo della GIL, tramite il versamento una tantum
di mille lire, al Comando federale di Cagliari “reputandosi doveroso dimostrare la
solidarietà con un’istituzione che è tanta parte della vita nazionale”. Cfr. la
delibera del 18 giugno 1938, in Archivio Comunale di Arborea.
40
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 aprile 1935, p. 1.
11
Compartecipano all’operazione il Comune e la Bonifiche Sarde, che
interviene
sperando
presso
in
il
Sottosegretario
contributo41.
un
Poco
per
dopo
la
Bonifica
Mussolinia
si
Serpieri
arricchisce
anche della caserma della M.V.S.N., il cui progetto è anch’esso di G.
B. Ceas. La rapida consegna42 fa sì che il Capo di Stato Maggiore
Russo43
Il
la inauguri il 24 novembre 1935.
mensile
cantiere”,
che
riferisce
riporta
sul
i
corso
dati
dei
delle
lavori
giornate
nella
rubrica
lavorative
e
“In
degli
operai in servizio. Grande attenzione è riservata all’ampliamento del
caseificio,
fiore
all’occhiello
della
Società.
La
competenza
dei
professionisti, del resto, consente di raggiungere livelli tecnici
invidiabili
mensile44
immagini
in
tutti
i
comparti.
Oltre
agli
atti
ufficiali,
il
costituisce una fonte preziosa, anche per la messe di
di
cui
si
dispone,
auspice
l’archivio
societario,
che
censisce l’avanzamento delle opere. Ma non minore interesse suscita
il
lungometraggio
Bonifiche
Sarde45
prodotto
e
del
dall’Istituto
Ministero
LUCE,
per
dell’Agricoltura,
conto
della
intitolato
Documentario storico illustrativo sulla bonifica di Mussolinia in
Sardegna, alla cui realizzazione collaborò Raffaello Matarazzo46.
Anche la grande storia nazionale fa capolino sulle pagine del
41
Cfr. le lettere di Arrigo Serpieri a Piero Casini, 15 giugno 1934, e la
risposta al Sottosegretario di Stato, 16 giugno 1934, in Archivio della Società
Bonifiche Sarde.
42
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 maggio 1935, p. 3.
43
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1935, p. 3.
44
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 novembre 1934, p. 3; 15 dicembre 1934, p. 3; 15
ottobre 1936, p. 1; 15 marzo 1938, pp. 1-3.
45
“Con la presente Vi accompagniamo una copia del film Mussolinia di cui
vorrete curare la conservazione e l’uso. Ve ne raccomandiamo la buona cura,
ricordandoVi che non potremmo acquistare un secondo esemplare, dato il prezzo
rilevante”. Cfr. la lettera di Piero Casini ad Emilio Testa, 6 maggio 1939, in
Archivio della Società Bonifiche Sarde.
46
Cfr. G. MURRU, Celebro dunque sono. Un documentario LUCE su Mussolinia di
Sardegna, in AA.VV., L’identità storica di Arborea. 1998, a cura di G. MURRU,
Oristano 1999, pp. 105-130.
12
mensile diretto da Giuseppe Chiardola. Il mito mussoliniano vive e si
rafforza47, fino all’apice retorico dello “speciale” sulla visita che
il capo del governo compie nel giugno 1935.
Tra le visite importanti figurano quella del Principe Umberto,
accompagnato da Arrigo Serpieri e dal ministro Razza, quella del Duca
di Bergamo, a conclusione delle celebrazioni dei “Grandi Sardi” e
quella di Giuseppe Bottai, che
dopo avere inaugurato a Sassari le nuove Cliniche universitarie, a
Nuoro la Biblioteca Sebastiano Satta e varie altre mostre e dopo aver
visitato la mostra di arte antica di Oristano, è giunto a Mussolinia
dalla strada del Sassu48.
La politica estera è in prima pagina, in occasione della visita
del capo del fascismo in Libia49. Gli accenti si fanno più calorosi
per la trasferta a Berlino che Mussolini compie nel settembre 193750.
In merito alla storica presenza salesiana nella tenuta, si è detto
dell’appuntamento
modesto
ma
mensile
significativo,
curato
dalla
aumenta
alla
chiesa
locale.
notizia
Lo
spazio,
dell’elevazione
a
parrocchia della chiesa di Mussolinia:
Nella popolazione di Mussolinia e nell’educazione della sua
gioventù i novelli Pastori troveranno da svolgere la loro bella
missione (…). Ne fanno fede le accoglienze che furono loro prodigate
(…) e l’indicibile entusiasmo con cui tutti hanno salutato l’undici
ultimo scorso l’arrivo dei Padri don Luigi Valle e don Luigi Ripoli51.
47
Il 29 luglio – compleanno di Benito Mussolini – divenne “festa ufficiale”
della comunità cittadina. Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 agosto 1935, p. 1; 15
agosto 1936, p. 1.
48
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 ottobre 1937, pp. 1-3.
49
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 marzo 1937, p. 1. Si evidenzia il valore tecnico
della litoranea appena costruita in Libia, con la partecipazione di tredicimila
operai, venti ingegneri, quasi cinquemila tecnici.
50
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 settembre 1937, p. 1.
51
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1936, p. 1.
13
Scrive il neo-parroco don Giovanni Gasbarri:
Ora dobbiamo prepararci alla nostra cara festa Titolare e Patronale
di Cristo Redentore, che celebreremo solennemente. (...) Ma a nulla
valgono tutte le manifestazioni, anche religiose, se Gesù non fosse
contento di noi, se non venisse veramente a far risorgere le nostre
anime ad una vita più abbondante di buone opere, come è risorta questa
plaga per la volontà del duce con l’aiuto di Cristo Redentore, con
l’opera delle Bonifiche Sarde e col vostro lavoro52.
La catechesi dei lettori passa anche attraverso le rievocazioni
agiografiche,
la
cronaca
delle
visite
pastorali,
l’apertura
dell’oratorio femminile o la costruzione della cappella di Luri.
Pellegrinaggi, tridui, attività benefiche caratterizzano la pratica
pastorale,
senza
visibili
urti
col
potere
politico.
La
presenza
salesiana si radica, rafforzandosi con l’attività scolastica, fino al
trapasso dalla dittatura alla repubblica53
riforma
agraria,
lungo
i
tre
lustri
e nell’applicazione della
di
mandato
del
sacerdote
insegnante Giuseppe Piemontese.
Chi si reca in visita54
a Mussolinia spesso ha già un’idea della
portata dell’esperimento. Frequenti sono le visite di singoli, gruppi
ed
istituzioni.
Nel
1934
l’Enciclopedia
Italiana
richiede
un’immagine della bonifica di Mussolinia per accompagnare il testo
52
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 settembre 1936, p. 1. Giovanni Gasbarri (18861967) dopo la professione religiosa si trasferisce a San Luìs de Potosì (Messico)
dove risiede dal 1928 al 1930.Trascorre un solo anno in Sardegna e nel 1946 fa
ritorno in Sud America (Ayacucho, Perù), dedicandosi alla pastorale dei carcerati.
Cfr. AA. VV., Dizionario biografico dei Salesiani, Torino 1970, p. 137.
53
Nella storia repubblicana di Arborea – la denominazione muta per decreto il
17 febbraio del 1944 – spicca il ruolo di Antonio Marras, già membro del locale
CLN, consigliere comunale della Democrazia Cristiana e sindaco fino al 1975. È in
prima linea nella lotta per l’assegnazione dei poderi agli assegnatari.
54
Come la scrittrice tedesca Louise Diel, che transita in Sardegna; visita
l’azienda della Bonifiche Sarde e pubblica un reportage sull’isola, nel 1936, nella
“Ostergaard’s Monatshefte”.Questo articolo è stato opportunamente introdotto e
tradotto dalla collega Giovanna Mannoni. Rimando al suo Louise Diel: viaggio alla
scoperta della Sardegna, in AA. VV., L’identità storica di Arborea. 1998, cit., pp.
91-104.
14
della voce omonima:
Centro abitato della provincia di Cagliari, sorto il 28 ottobre del
1928 nel cuore della regione, vasta circa 180 kmq. posta a sud del
fiume Tirso, e affacciante al Golfo di Oristano, nella quale è stata
effettuata dal governo fascista una grandiosa opera di bonifica (…). La
maggior parte del territorio bonificato costituisce il comune di
Mussolinia, che ha un’area di 115, 5 kmq. e una popolazione (censimento
1931) di 2681 ab. L’abitato, inaugurato il 28 ottobre e costituito a
sede di comune nel 1930, m. 6 s. m., ha chiesa, scuola, ospedale,
negozi e magazzini, luoghi di svago, albergo, casa del Fascio, ecc.,
inoltre un caseificio e uno stabilimento enologico. È servito dalla
stazione ferroviaria di Terralba-Mussolinia, distante km. 9; da
Cagliari dista 90 km.55 .
L’agenzia
promozionale,
giornalistica
la
copia
di
Argus
un
di
Ginevra
articolo
trasmette,
apparso
nella
a
titolo
“Kölnische
Volkzeitung”:
Grazie agli sforzi del regime fascista, oggi la Sardegna non è più,
come una volta, una “terra sterile” e sia i miglioramenti agrari che
sono stati ininterrottamente perfezionati, sia lo sfruttamento regolato
ed intensivo delle possibilità reali, non fermandosi davanti ad alcun
ostacolo, hanno trasformato in pochi anni diciottomila ettari di
macchia e zone acquitrinose in un fertile paese agricolo, e in mezzo a
questa zona è stata fondata una città, che già oggi conta più di
quattromila abitanti. Al posto di povere capanne di legno, utilizzate
un tempo come dimora da pastori e cacciatori, si vedono oggi centinaia
di case coloniche e tra queste, sparpagliate, si trovano aziende,
caserme e campi sportivi (…)56.
Molti altri fanno richiesta di materiale illustrativo e cresce la
bibliografia d’argomento. Ne dà prova lo stesso mensile, riportando
un
lungo
articolo
del
reporter
ungherese
Andrea
Vizy,
tratto
da
“Nemzeti Ujsag”57. La stampa specializzata osserva l’esperimento e,
55
Cfr. R. ALMAGIÀ, Mussolinia di Sardegna, in AV. VV., Enciclopedia Italiana,
Roma 1949, vol. XXIV, p. 162.
56
Die Entwidlung Mussolinias, in
traduzione è di G. Mannoni che
57
Cfr. A. VIZY, in “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 dicembre 1936, p. 1. Si veda inoltre
Cfr. Die Meliorationen in Sardinien.
“Kölnische Volkzeitung”, 1 dicembre 1934. La
ringrazio.
15
al di là della retorica, i dati sono raccolti con attenzione dalla
“Rivista delle Forze Armate”:
Meno celebre e conosciuta di Littoria e della nascente Sabaudia,
che per l’immediata vicinanza a Roma, per la più vasta imponenza dei
lavori e per la rinomanza storica della zona in cui sorgono, hanno
richiamato l’attenzione di tutto il mondo continuando ad essere meta di
un incessante pellegrinaggio di visitatori italiani e stranieri,
Mussolinia vanta tuttavia l’orgoglio di essere il primogenito fra i
nuovi comuni italiani sorti nelle terre risanate dal regime. Mentre
infatti Littoria è appena al quindicesimo mese della sua fiorente
esistenza e Sabaudia attende il battesimo nel prossimo aprile,
Mussolinia è già nel suo sesto anno di vita. Inaugurato (…) il 28
ottobre 1928, il Comune fu costituito dal Duce il 15 marzo 193158.
Cultura,
pagine
sport
e
tempo
libero
trovano
del
periodico.
Il
Villaggio
“biblioteca
circolante”
di
500
aperta
una
raccolta
presso
il
volumi
anch’essi
Mussolini
e
qualche
59
Dopolavoro .
In
si
spazio
dota
anno
sulle
di
dopo
una
viene
concorrenza
con
l’attività teatrale, laica o religiosa, nel 1934 entra in funzione un
impianto cinematografico sonoro. Al cronista non resta che prendere
atto
del crescente successo degli spettatori, che sempre più si
appassionano a questo genere di spettacolo, affollando la sala. Il
pubblico si è già formato un suo gusto dimostrando discernimento e
acuto senso critico. Fra le ultime produzioni ha avuto particolare
successo il film Le sei mogli di Enrico VIII, spettacolo veramente
artistico. Possiamo assicurare che la direzione (...) si è assicurata
presso il noleggiatore di Cagliari un buon numero dei migliori films
della stagione60.
Un evento è il passaggio del “Carro di Tespi”, nell’agosto 1934.
l’interessante corrispondenza internazionale giacente presso l’Archivio Comunale di
Arborea e presso l’Archivio della Società Bonifiche Sarde.
58
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 maggio 1934, p. 3.
59
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1935, p. 4; 15 gennaio 1937, p. 4.
60
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 gennaio 1935, p. 4; 15 novembre 1936, p. 4.
16
La propaganda agisce anche in queste occasioni e l’attesa è tale che
a
Mussolinia
giungono
in
“oltre
cinquemila”.
La
rappresentazione
lirica itinerante prevede in apertura:
L’Improvviso dell’Andrea Chenier, cantato dal tenore Bertelli. Il
canto fluisce dolce e possente nei vari momenti della romanza con delle
sfumature che tengono l’animo sospeso (...). Segue la signora Maria
Caniglia con la Vally. La dolce ed accorata romanza Ebben ne andrò
lontana... diffonde le sue note, dapprima timide e flebili e poi
disperate e invocanti con una passione che affascina il pubblico, e lo
trascina ad un applauso caldo e nutrito. (...) Il baritono Comm.
Benvenuto Franci esordisce con un brillante pezzo da Le Nozze di Figaro
di Mozart, in cui profonde tutta la sua verve e la sua voce poderosa e
docile, con una fluidità inesauribile che conferma le sue doti già
note. (...) Gli artisti si avvicendano al proscenio, accompagnati al
piano dal maestro Bertelli. (...) Il concerto ha termine alle ore 20:30
mentre scende la sera e vari potenti proiettori illuminano la scena e
la piazza di Mussolinia brulicante di folla. Mentre le autorità
lasciano il campo, la banda suona ancora l’Inno Giovinezza (...)61.
Assai
modesta,
invece,
l’eco
della
rappresentazione
proposta
l’estate seguente, il “Carro di Tespi Drammatico n. 1”62. Degno di
nota, infine, l’appuntamento con la musica sinfonica63 , nell’ottobre
del 1937.
Anche a Mussolinia la pratica sportiva di massa si intreccia con
le attività del partito curate dall’O.N.B., poi G.I.L., e dall’O.N.D.
Anche
in
periferia
insegnante,
il
preparando
regime
gli
segue
la
istruttori
formazione
ai
Concorsi
della
classe
ginnici.
A
Mussolinia ogni anno ha luogo il saggio, immortalato dal documentario
61
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 agosto 1934, pp. 1-3.
62
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 luglio 1935, p. 3.
63
Notevole rilievo ebbe l’organizzazione delle Celebrazioni della Sardegna,
predisposte dalla Confederazione fascista professionisti ed artisti: “L’opportunità
di proporre il meglio della vita musicale isolana – e cagliaritana in particolare
modo – era decisamente ghiotta. A Cagliari, infatti, tra il 13 ed il 14 ottobre
1937, si sarebbe svolto il terzo congresso nazionale musicisti”.Cfr. M. QUAQUERO, La
musica del regime, in AA. VV., L’identità storica di Arborea. 1998, cit., pp. 4555.
17
LUCE, cui partecipano avanguardisti e balilla, giovani e piccole
italiane64. Il mensile ricorda la fondazione della “Unione Sportiva
Mussolinia”. Non manca però l’interesse ad istituire una sezione per
la pratica del tiro a segno e della caccia. Il Lido ospita le gare di
nuoto
“tra
le
Camicie
Nere
della
locale
coorte
autonoma”;
la
Federazione giovani fascisti partecipa ai campionati provinciali di
corsa campestre mentre la Bonifiche Sarde non si sottrae al dovere di
“sponsorizzare” la “Coppa Mussolini”, che i ciclisti si contendono
tra Mussolinia ed Uras. Ma lo svago preferito è forse quello delle
bocce. I tornei si susseguono, nel campo allestito presso la Casa del
Fascio
oppure
“in
campo
libero”.
Solo
un’occasione65,
infine,
giustifica che le quattro pagine redatte mensilmente diventino sei:
la visita del capo del governo Benito Mussolini.
Il leader fascista è ospite del centro agricolo il 9 giugno 1935 e
la redazione dispone l’aumento dell’apparato fotografico66: ben 18
immagini rimandano ai momenti salienti della giornata.
Certo non a caso il duce è ritratto mentre si reca a visitare gli
infermi, con i mezzadri, mentre accarezza un balilla, tra i soldati,
i giovani fascisti, i figli della lupa, mentre saluta le maestre che
ossequiano “romanamente”. Infine in raccoglimento, presso il cipresso
che ricorda il fratello Arnaldo.
Non meno esauriente è la cronaca della visita67, durante la quale
il duce assicura l’impegno del regime a “continuare ed ultimare i
lavori”68.
Parte di quelle parole saranno riprodotte nel monumento-ricordo,
collocato nel patio della Casa della G.I.L., diciotto mesi dopo la
visita del capo del fascismo.
64
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 giugno 1936, p. 4.
65
Cfr. “BRIGATA MUSSOLINIA”, 15 giugno 1935.
66
Ibidem, pp. 3-4.
67
Ibidem, pp. 5-6.
68
Ibidem, p. 5.
18
Luogo di culto, degno di sosta anche per Stanis Ruinas:
Torniamo alle porte di Mussolinia coll’ultimo sole che incendia in
vetta la giovine foresta di pini, dedicata a Camillo Barany Hindard, il
“Volontario”. In questi nomi di italiani nuovi è un altro segno della
giovinezza di Mussolinia. L’ospedale è dedicato a Carlo Avanzini. Un
cipresseto con una stele presso la chiesa è consacrato ad Arnaldo. Un
solo monumento, quello del Duce, di bronzo, nel bell’atrio vetrato
della GIL. Fissato in uno dei suoi atteggiamenti oratori, le mani nella
cintura, il capo dietro sì che il viso t’appare in uno scorcio potente.
Le forti labbra schiuse a martellare forti parole. Opera viva di grande
artista (…) dono della Società a Mussolinia69.
69
Cfr. S. RUINAS, Viaggio per le città di Mussolini, Milano 1938, p. 78. Il
busto bronzeo è opera di Federico Papi.
19
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Fascismo, stampa e propaganda negli anni Trenta