BULLISMO
...Bullismo a Rimini: protagonisti ragazze
sempre più giovani...
Sono stati 5 i casi di bullismo segnalati alla Polizia di Rimini dallo scorso febbraio. I
protagonisti sono sempre più giovani, si è passato infatti da una media di 15-17 a 1315 anni, e sono sempre ragazze, che nella maggioranza sono passate dalle parole ai
fatti. Tipicamente femminile è infatti il mettere in atto un tipo di bullismo indiretto, fatto
di mortificazioni, minacce e insulti, mentre invece recentemente sono passate ad un tipo
attivo, più tipico dei maschi. Non più solo violenza psicologica nei confronti delle vittime, ma
anche fisica.
L'episodio più grave, avvenuto a danno di una 13enne all'esterno delle Befane, è sfociato in
un provvedimento penale per gli aggressori. Spesso però il bullismo si sviluppa in modo più
subdolo, tra i banchi di scuola e gli status di facebook, portando le vittime ad un livello di
sofferenza di cui spesso fanno fatica ad ammettere l’esistenza. Un ragazzo con handicap
a cui puntualmente venivano rubate merenda e soldi, una ragazza che ha trovato il suo
nome accompagnato da insulti su un muro di un parco pubblico, specchietti dei motorini
rotti. Tante azioni di bullismo che spesso vengono sottovalutate e che poi, improvvisamente
esplodono, in atti di violenza come è accaduto a questa 13enne. Proprio per questo la Polizia
sta fornendo negli ultimi mesi un sostegno sempre maggiore alla scuole,luogo da cui spesso
questi atti partono e si sviluppano, per creare nei giovani una maggiore sensibilità e aiuto alla
comprensione del problema.
...5 denunce a
minorenni:insultano,umiliano,e sputano
addosso a una ragazzina 13enne...
Secondo quanto comunicato dalla Questura di Rimini, sono cinque i casi di bullismo segnalati alla
Polizia dal mese di febbraio. Il più grave è avvenuto all'esterno delle Befane nel mese di
settembre, in un pomeriggio di fine estate all’esterno che si è trasformato in un incubo per una
13enne riminese. La giovane stava bevendo un frullato in compagnia di alcune amiche, quando per
non gettarlo via, lo ha offerto a delle altre ragazze. Questa domanda è stata il motivo scatenante
della reazione e dell’aggressione messa in atto contro di lei da altri 5 coetanei, un maschio e 4
femmine di età compresa tra i 13 e 17 anni. Prima le hanno risposto in malo modo, poi le hanno
rovesciato una bibita addosso e una in testa, sbeffeggiata e minacciata con un casco. La 13enne è
andata in bagno per ripulirsi e appena è uscita le vessazioni nei suoi confronti sono proseguite. I
cinque l’hanno spinta a terra facendole battere la testa, le hanno detto di mettersi in ginocchio e
chiedere scusa, sputandole addosso. Intorno, intanto,si era formato un cerchio di ragazzini
spettatori, che chi in silenzio, chi incitando i cinque, osservava la scena. Qualcuno addirittura
voleva riprendere l’accaduto con un telefonino, ma è stato dissuaso. Le amiche nel frattempo sono
rimaste impietrite, spaventate dalla possibilità che lo stesso sarebbe potuto accadere anche a
loro. L’unica cosa che sono riuscite a fare è stata quella di suggerire alla vittima di scappare. Un
atto che la 13enne è riuscita a compiere solo dopo un’ora di sofferenze. Corsa in bagno, si è sciolta
in un pianto ed è svenuta. La ragazza è stata ritrovata da una signora, che ha avvertito il personale
del centro commerciale e del 118. Grazie anche al pronto intervento delle Volanti sul posto, in
breve tempo, sono stati individuati i cinque autori del violento atto di bullismo, che sono stati
convocati in Questura per spiegare il loro comportamento. Alcuni hanno mostrato rimorso,
qualcuno ha minimizzato la cosa dicendo che era stata semplicemente una bravata. Intanto per
tutti e 5 è partita la denuncia per lesioni personali, ingiuria, violenza privata, omissione di soccorso
e minaccia.
...Ragazza violentata per essere
uscita con un amico...
sono le 9,45 di mercoledì 2012 all'istituto alberghiero si sta svolgendo una
semplice lezione di matematica una studentessa di 16 anni riceve un sms
dall'amica che le chiede di scendere perché richiesta la ragazza rimane in classe
e continua ad ascoltare la lezione ad un certo punto arrivano due compagni che
dicono alla ragazza che è richiesta in presidenza la ragazza esce dall'aula e i due
la portano nel cortile sul retro della scuola dove ad aspettarla ci sono tre
coetanee .Una di loro ha 17 anni l'altra ne ha 14 la ragazza di 17 anni accusa la
ragazza di averle rubato il fidanzato, con cui è uscita una volta sola .
Le tre iniziano a tirarle calci pugni al viso alle gambe a spogliarla a tiragli calci
all'utero allo stomaco a tirargli il seno . Arriva un'amica che vede tutto e la
soccorre e riesce a portarla in classe
lei chiama il padre che fa intervenire la polizia . Una telecamera riprende tutto. Le
immagini e il racconto della ragazza consentono agli agenti del commissariato di
Castrovillari di individuare in breve le tre responsabili dell'aggressione due
delle quali 17 e 14 anni non frequentano quella scuola le tre vengono denunciate
per lesioni e minacce . Ma gli inquirenti stanno valutando anche le responsabilità
del personale docente e non docente, dal momento che la scuola si è dimostrata
accessibile anche ad estranei ed dal momento che nessuno ha visto nulla …...
...Vittima,di bullismo si è suicidata
lanciandosi contro un autobus...
Tragico epilogo per la giovane Amanda Cummings, 15 anni, morta
dopo essere stata investita da un autobus. La ragazza era
tormentata da tempo da un gruppo di bulli e, per porre fine a
questa triste vicenda, ha preferito spezzare la sua acerba
esistenza. Nelle mani stringeva un biglietto d’addio. I testimoni
presenti sul posto hanno visto Amanda scagliarsi contro il pullman,
due giorni dopo Natale.La ragazzina era originaria di Staten Island,
come hanno riferito fonti della polizia locale di New York. La
collisione col mezzo le ha provocato gravi ferite ed è morta dopo
sei giorni di agonia
...
..
Sul suo account Facebook aveva
annunciato la sua imminente morte con dei
messaggi che lasciavano poco spazio allo scherzo. Nei post, infatti, Amanda diceva di
“sentirsi depressa”, chiedendosi “Cosa ho fatto per meritarmi questo?“. In un
messaggio pubblicato il 1° dicembre, la giovane dice “Andrò ad uccidermi”. Lo zio,
Keith Cummings ha dichiarato che, alla base del suicidio della nipote, c’è il bullismo.
L’uomo ha detto alla polizia che la la ragazza era continuamente esposta a umiliazioni a
scuola, dove veniva continuamente derisa per ciò che indossava e per il telefono che
possedeva. L’aggressività verso Amanda è continuata anche quando la ragazza era in fin
di vita all’ospedale: sulla bacheca di
Facebook, infatti, in molti hanno postato
messaggi crudeli e commenti in appropriati nei suoi confronti.
Per cercare di farsi accettare dai compagni di scuola, Amanda si è tinta anche i capelli
di nero e ha indossato un piercing alle labbra, per sembrare, appunto, più ‘cool’, per
potersi finalmente integrare nel gruppo che l’ha sempre respinta. Amanda avrebbe
compiuto 16 anni il prossimo settembre
...
. I funerali della studentessa della studentessa di New DorpHigh
School si terranno in questa settimana. Come ha dichiarato sua
sorella Dawn, “Era una poetessa eccezionale, una splendida artista“.
Al quotidiano Advance, la madre ha dichiarato che la figlia amava
tanto divertirsi ed era sempre gentile con tutti coloro che le stavano
accanto. La famiglia ha creato anche un blog in memoria della piccola
Amanda. Sul sito si legge quanto segue: “Il suo corpicino ha ospitato
abbastanza amore per riempire il mondo, sufficiente per la gente, la
natura e gli animali. Tutto ciò che avrebbe voluto è che questo amore
fosse stato ricambiato”..
Questa è Amanda
E ora per finire abbiamo questo accaduto
successo poco tempo fa...
14enne fan di Lady Gaga si
suicida, vittima del bullismo perché
gay
Jamey Rodemeyer si è ucciso a soli 14 anni. Viveva a Buffalo, nello stato di
New York. Il ragazzo, che era un grande fan di Lady Gaga (da sempre in prima
linea per i diritti degli omosessuali), era vittima anche per questo di persecuzioni
e atti di bullismo da parte dei suoi compagni di scuola. Accadeva già da quando
frequentava le elementari. Pochi mesi fa aveva dichiarato di essere bisessuale e,
anche tramite internet, aveva portato avanti delle iniziative per difendere i gay.
Tracy ha detto al Buffalo News che quando il figlio Jamey aveva iniziato a porsi
domande sul suo orientamento sessuale, i compagni erano divenuti molto
violenti, sia in senso verbale, sia fisico. I genitori lo hanno sempre sostenuto.
Ad aiutarlo c’erano anche un assistente sociale e uno psicologo.
ragazzo aveva partecipato al progetto It Gets Better, il cui scopo è quello di
prevenire il suicidio degli omosessuali vittime di violenza fisica e psicologica.
Purtroppo, però, non ha retto alle troppe umiliazioni subite dai coetanei e si è
tolto la vita. Ora negli Stati Uniti ci si chiede se i bulli non siano penalmente
responsabili per quello che gli è accaduto. Molti reclamano pene severe. I fans di
Lady Gaga (la popstar viene citata anche nei suoi video in rete) hanno espresso la
loro solidarietà alla famiglia di Jamey e dicono che continueranno a battersi con
ancora più vigore per i diritti degli omosessuali.
Ecco cosa succede a fare i bulli
con gente più debole si puo portare
la gente a fare ciò che non si
dovrebbe neanche sognare di fare
...
Mettiamo fine al bullismo
FINE !!!
Amour
Monique
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