Alto Sebino
Araberara - 8 Ottobre 2010
Rogno – CHIAMATI IN CAUSA I COMUNI DI ROGNO E DARFO BOARIO
Bessimo: venduti i beni di “Bice”. L’Associazione
attacca l’Asl. Ma il Tribunale le dà torto
Terreni lasciati in eredità da una donna
di Rogno all’ospedale di Darfo perché la
loro rendita e ‘non la loro vendita’ fosse
utilizzata per ‘ricoverare gratuitamente i
poveri delle due frazioni di Bessimo di Rogno e di Darfo’, terreni poi venduti all’Asl
e l’Associazione Bice Sangalli Rillosi (dal
nome della donna che ha lasciato i terreni
in eredità) che va su tutte le furie. Diatriba
che continua per anni, la storia finisce in
tribunale e adesso l’Associazione distribuisce alla popolazione di Bessimo di Rogno
volantini sulla vicenda, ma l’Asl di Brescia non ci sta e risponde per le rime.
Il succo di una vicenda che si trascina da anni è tutto qui, e in mezzo ancora
una volta il paese di Rogno che non trova
pace. E a guidare l’Associazione c’è Mario Francesco Fontana che a Rogno ha
fatto il sindaco per ben tre mandati. Ricostruiamo la vicenda con lui: “La signora
Bice Sangalli Rillosi – spiega Fontana –
con testamento del 17 dicembre 1940 ha
messo a disposizione dei beni, notevoli
sicuramente per l’epoca ed importanti
anche oggi per sostanza, all’Ospedale di
Darfo perché la loro rendita, e non la loro
vendita, fosse utilizzata per ‘ricoverare
gratuitamente i poveri delle due frazioni
di Bessimo di Rogno e di Darfo’. Fino
all’avvento dell’USSL e poi ASL ciò avvenne con l’utilizzo dei beni stessi ma poi
di questi beni, entrati nel calderone della
sanità prima bresciana e poi camuna, se
ne persero le tracce e non ne furono più
curate né la rendita né lo stato di fatto”.
L’Associazione Bice Sangalli Rillosi si
è costituita formalmente nel settembre del
1999 su indicazione dell’allora direttore
Asl di Brescia dottor Lodetti, con lo scopo
di seguire e valorizzare i beni oggetti del
legato, che da tempo versavano in uno stato di totale indifferenza e abbandono, oltre
che di occupazioni abusive: “Nel 2001 –
continua Fontana – pressoché all’insaputa
di tutti, l’Asl di Vallecamonica ha venduto, a nostro parere, ad un prezzo di molto
inferiore a quello reale ed in modo quantomeno riservato, una parte cospicua di
terreni già di proprietà dell’Ospedale di
Darfo, ceduti come agricoli e diventati in
pochi giorni artigianali e residenziali. Per
la stima di questi terreni era stato incari-
cato dall’Asl un perito che era, allo stesso
tempo, componente della Commissione
Edilizia e Territorio, competente quest’ultima a predisporre le varianti al PRG, da
sottoporre all’esame del consiglio comunale di Darfo già convocato. Lo stesso
tecnico aveva stimato il valore delle aree
limitrofe al centro commerciale ‘Adamello’ in lire 30.000 (trentamila lire) al metro
quadro. Solo dopo l’interessamento della
nostra Associazione l’operazione è stata
bloccata”.
A fine mandato del precedente Direttore
ASL Bolandrina è stato emanato un decreto, in data 31 dicembre 2002, su
sollecitazione dell’Associazione
‘Bice Sangalli Rillosi’ e dell’allora Presidente della Conferenza
dei sindaci Lanzini, per la costituzione di una Commissione
per la valorizzazione del legato:
“Questa commissione costituita
nel primo anno della gestione
Foschini e riunitasi cinque o sei
volte nell’arco di un anno e mezzo, trovò una soluzione unanime
che prevedeva la valorizzazione
dei beni, alcuni abusivamente
occupati, e l’uso delle relative
entrate da utilizzarsi in parte
per la manutenzione degli stessi, in parte dall’Asl e in parte, nel rispetto delle
finalità del legato, per le azioni in favore
dei nuovi poveri di Bessimo di Rogno e di
Darfo”.
Questa proposta formulata all’unanimità dalla Commissione non trovò il favore
di Foschini: “Il quale peraltro aveva designato nella stessa ben due suoi rappresentanti tra cui un professionista mantovano di sua esclusiva fiducia, che ritenne
di mandare la bozza dell’intesa al vaglio
della Direzione Regionale della Sanità,
sicuramente non pensando minimamente
di istruirla e farla comprendere, tanto che
dalla Regione non fu né intesa né accettata; successivi nostri ulteriori interessamenti in sede regionale accertarono che
se si fosse trovato un accordo a livello
locale alla Regione poco sarebbe importato, trattandosi di questioni economiche
di ridotta entità”.
Fontana attacca l’Asl: “L’interesse
della dirigenza ASL, senza alcuna giustificazione plausibile, inspiegabilmente,
salvo non si voglia pensare che qualcuno
abbia avuto anche dei tornaconti particolari, è sempre stato rivolto alla sola vendita, come se questi beni che nella prima
perizia erano appostati a valore di circa
500.000 euro, significassero qualcosa di
importante nella complessiva economia
del bilancio prevista in oltre 110 milioni
di euro all’anno dell’Asl Camuno Sebina.
Se fosse vero che negli anni si è guardato
all’interesse dell’Ospedale di Esine e alle
sue necessità, bisognerebbe spiegare per-
ché anche da quando c’è questo Direttore,
che sapeva da anni che i beni erano abbandonati, non ci si è posta la questione
della loro valorizzazione, e della stessa
se ne è cominciato a parlare solo perché
qualcuno, l’Associazione ‘Bice Sangalli
Rillosi’ si è assunta la responsabilità di
accertare le cose e di aprire gli occhi a chi
per anni ha dormito, e in questo campo ha
continuato a dormire, godendo di prebende pubbliche non indifferenti”.
L’attacco all’Asl continua: “Siamo convinti che chi è chiamato a far funzionare
la cosa pubblica debba farlo in coscienza
e con le migliori intenzioni facendo tesoro
di tutti i suggerimenti sensati che gli vengono rivolti anche dalle altre pubbliche
amministrazioni, come si evince da atti
pubblici del Comune di Rogno e di Darfo
e della Comunità Montana di valle Camonica, chiaramente contrari alla vendita,
diversamente diventa difficilmente comprensibile la determinazione dimostrata;
COSTA VOLPINO
Sangalli Rillosi’ nonostante i ‘padroni del
vapore’ di turno”.
La replica dell’ASL - Il Direttore Generale dell’Asl Vallecamonica-Sebino
Angelo Foschini non fa aspettare la sua
risposta, Foschini sostiene che le dichiarazioni di Fontana contengono già l’infondatezza delle pretese e la conferma
della correttezza delle procedure adottate
dall’Asl: “Per il semplice fatto che il Tribunale di Brescia ha rigettato il reclamo
dell’Associazione. Per completezza d’informazione c’è da aggiungere che già il
giudice monocratico aveva rigettato il
ricorso degli Associati i quali, evidentemente non contenti di questa pronuncia,
si erano rivolti al Tribunale che dava loro
nuovamente torto. La ragione è molto
semplice: l’Associazione non aveva alcun
titolo per far valere un eventuale diritto”.
Questo per quanto riguarda l’aspetto giuridico: “Ma al di là di esso, rimangono
alcuni aspetti non meno importanti: l’Asl
ha agito, seguendo scrupolosamente tutte
le procedure che simili operazioni richiedono e sempre informando la Regione di
ogni passo compiuto. Il ricavato dei beni
alienati ha avuto infatti come destinazione il miglioramento dei servizi sanitari
del nostro territorio a vantaggio pertanto
di tutti i cittadini. Anche i beni degli ex
ospedali di Breno e di Darfo, frutto della generosità di tanti benefattori, sono
stati a suo tempo alienati per costruire e
dare alla Vallecamonica un nuovo e più
funzionale ospedale. E nessuno si sognò
di fare ricorso. Insinuazioni che qua e
là traspaiono specie là dove si evoca un
imprecisato interesse della dirigenza Asl
che avrebbe agito senza alcuna giustificazione plausibile, ‘salvo che si voglia pensare che qualcuno abbia avuto anche dei
tornaconti personali’, andranno valutate
sotto il profilo penale e comunque dica
il Presidente dell’Associazione chi eventualmente ha avuto tornaconti personali.
Infine l’Asl ha sempre cercato con l’Associazione un dialogo aperto e franco senza
mai avere un riscontro positivo in tal senso. Fin dall’inizio si è preferito imboccare
la strada dello scontro e i promotori di
esso di certo non hanno fatto il bene neppure della loro Associazione”.
BOSSICO – OLTRE A S. EUROSIA E LA MADONNA DEL ROSARIO
E’ nato il Gruppo Cinofilo Altosebino
7 milioni di cani iscritti nel Libro genealogico ENCI in Italia, 126.000 nell’ultimo anno, un
numero imprecisato di quelli non iscritti (senza
pedigree).
La popolazione a 4 zampe è destinata ad aumentare notevolmente come è destinato ad aumentare il numero di cittadini che si troveranno a
gestire un animale senza conoscerne le origini e le
caratteristiche di razza. Una delle maggiori cause
di abbandono di un cane è la difficoltà di comunicazione e di gestione da parte di chi lo adotta. Così
il 26 luglio è nato Gruppo Cinofilo Altosebino.
La sede operativa è a Costa Volpino in Località
Pizzo. Per Contatti www.gruppocinofiloaltosebino.it [email protected]
Il gruppo è affiliato allo C.S.E.N. centro sportivo educativo nazionale settore cinofilia. Il nostro
gruppo è composto da cittadini possessori di cani
e non, da Medici Veterinari, da Dottori specializzati in Etologia e Comportamento, da Educatori cinofili riconosciuti e da Rieducatori cinofili
ESPERTI in comportamento del cane.
Francesco Contessi, presidente del gruppo,
educatore cinofilo, membro della scuola di Paolo
Villani. Renata Mapelli, vicepresidente, allevatore. Paolo Villani, consulente del gruppo, uno
dei maggiori esperti del mondo della cinofilia.
Gianluca Villa, istruttore cinofilo professionista,
esperto in problemi comportamentali , obbedienza avanzata e attività sportive cinofile (AgilityObedience-Rally Obedience). Dott.ssa Dorotea
Baisini, laureata in scienze dell’educazione in
consulenza pedagogica per la disabilità e marginalità. Dott.ssa Luciana Rossi, direttore di struttura socio sanitaria.
Dott.ssa Laura Bernardelli, farmacista specialista in medicina naturale. Dott.Costantino
Consoli, medico veterinario per piccoli animali
specialista in diritto e legislazione veterinaria.
Dott. Alessandro Rizza, Veterinario esperto in
medicina d’urgenza e medicina interna. Ginetta
Filippi, commerciante , responsabile del campo
in Via Pizzo.
Il gruppo cinofilo si avvale della collaborazione veterinaria dell’Ambulatorio Veterinario
Associato di Costa Volpino, composto da: Dott.
ssa Biancarosa Lanfranchi esperta in medicina comportamentale ed oftalmologia, Dott.ssa
Roberta Zubboli esperta in ortopedia e dermatologia ed oftalmologia, Dott. Daniele Colaio-
la sensazione che se ne ricava è quella
che si sia voluto far vedere comunque chi
detiene il bastone del comando. Se è vero
che è intangibile la ‘proprietà’ dei beni da
parte dell’Asl è altrettanto vera la volontà
di Colei che ha affidato i suoi beni fissandone però la destinazione dei profitti”.
Fontana non si ferma: “L’agire della
nostra Associazione ha avuto lo scopo,
non raggiunto, perché con un cavillo giuridico ci è stata opposta la ‘carenza di legittimazione attiva’ perché quale associazione privata non avevamo alcuna legittimazione attiva a tutelare gli interessi dei
beneficiari del legato, come se
noi facessimo parte di tali beneficiari, di impedire l’annullamento
del legato attraverso la vendita,
per impegnarlo ad uso corretto
che consentisse di destinare i
profitti ai poveri di Bessimo. Le
nostre azioni legali ad impedire
la vendita dei beni non hanno
avuto successo; i beni sono stati venduti poiché la sentenza n.
15966/2008 del 9/12/2008 del
Tribunale di Brescia, che demandava però ad altra sede la
definizione dell’onere a favore
del legato, lo ha permesso”.
Fontana rivendica però i meriti dell’associazione: “E’ merito esclusivo nostro se
i beni sono stati venduti ad un prezzo più
vicino a quello di mercato, anche se noi
riteniamo che i relativi introiti continuino
a dover essere impiegati per le finalità del
legato e che non possano essere usati per
altre diverse”. Fontana chiama in causa i
Comuni: “Per riuscire a garantire ciò crediamo non tocchi più a noi intraprendere
azioni legali ma debbano essere i Comuni
di Rogno e di Darfo a dover intervenire
nel rispetto delle finalità testamentarie
come da preciso impegno assunto in campagna elettorale non risolvendosi certo e
solo nel ricovero ospedaliero, a volte limitatissimo nel tempo, le questioni dell’aiuto ai poveri di Bessimo. L’associazione ha
agito in tutta questa vicenda spendendo
soldi di tasca propria, convinti che l’azione intrapresa avesse dignità e sostanza;
con immane passione civile ha difeso in
ogni sede le volontà della legataria ‘Bice
ri esperto in chirurgia e ortopedia, Dott. Alessio
Franini esperto in ortopedia, Dott. Alessandro
Rizza esperto in medicina d’urgenza e medicina
interna, Dott.ssa Silvia Belotti esperta in animali
esotici.
Attività e progetti
L’obiettivo del Gruppo è quello di promuovere
e diffondere il corretto rapporto uomo-cane. Far
capire agli interessati che l’educazione del cane
è un impegno di convivenza civile ma è anche un
modo per trascorrere piacevoli momenti in sintonia con lui. Vogliamo diffondere questa cultura
soprattutto ai bambini e ai ragazzi, cercando di
farli avvicinare al mondo della cinofilia, facendo
capire loro quanto sia bello ed importante crescere e vivere accanto ad amico fedele a 4 zampe.
Organizziamo incontri e corsi per Puppy Class,
educazione di base, educazione avanzata, agility
dog, obedience. Tutte le tecniche di insegnamento
e di comunicazione sono basate sul metodo gentile e sul rispetto delle esigenze del cane.
Questi sono alcuni Stages che vogliamo organizzare: La Comunicazione del Cane, corsi di formazione per proprietari di cani, corsi di Attività
mentale, Nose-Work: il Fiuto nell’Educazione e
Rieducazione Comportamentale del Cane, Come
far giocare il nostro cane, Educazione Comportamento e Salute del cane, tutto ciò che riguarda le malattie in ambito veterinario diffuse nella
zona ancora sconosciute alla maggior parte dei
cittadini, l’importanza del Microchip, il libretto
sanitario, i vaccini e tante altre argomentazioni di
carattere veterinario.
S. Luigi chiude le feste autunnali
(Pa.S.) Si sta svolgendo
in questo periodo autunnale il trittico delle feste
popolari che la comunità
cristiana di Bossico vive
con intensa devozione religiosa: dopo una settimana
missionaria proposta dalla
comunità religiosa di Villaregia, si è cominciato con
Santa Eurosia (la quarta
domenica di settembre),
seguita dalla festa della
Madonna del Rosario (la
prima di ottobre) e si concluderà con San Luigi (la
seconda di ottobre). Il momento più solenne delle tre
feste avviene nel pomeriggio con la processione per
le vie del paese: la statua
viene portata a spalle dai
volontari che hanno vinto
l’asta. Sì, perché l’aggiudicazione avviene proprio attraverso un’asta pubblica:
S. Eurosia è stata portata
da giovani che nel tempo
libero sono dediti ancora
all’allevamento di bestiame
(una volta era esclusiva dei
pastori), mentre la statua
della Madonna è stata portata dai padri di famiglia ed
infine i giovani dovrebbero aggiudicarsi San Luigi.
Per tali feste inoltre, come
vuole la tradizione, vengono offerti alla Parrocchia
prodotti caseari, che sono
anch’essi messi all’asta. La
festa più sentita e più partecipata è quella di S. Luigi
perché dopo la processione
presso l’oratorio si svolgono
vari giochi: grandi e piccini
hanno di che divertirsi. In
contemporanea una buona
castagnata fa consumare
quintali di castagne.
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