N° 392
AN
NI
CSG
ORGANO UFFICIALE
CENTRO STUDI GALILEO
per il tecnico della refrigerazione e climatizzazione
EXPO PADIGLIONE ITALIA: UNICO CONVEGNO SU
REFRIGERAZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEI CIBI
La prestigiosa Medaglia al Merito dell’Istituto
Internazionale del Freddo consegnata al
Prof. Alberto Cavallini, Presidente Onorario IIF,
per i suoi importanti ruoli a livello mondiale
Da sinistra: Didier
Coulomb Direttore IIF,
Marco Buoni CSG-ATF,
Alberto Cavallini
Presidente Onorario IIF
(Università di Padova)
Tavolo presidenza (da sinistra): Marco Buoni CSG, Alberto Cavallini Università di Padova,
Marco Masoero Politecnico di Torino, Didier Coulomb IIF, Gerard Cavalier AFF,
On. Fabio Lavagno Deputato, Anthony Bennett FAO, Riccardo Savigliano UNIDO
Anno XXXIX - N. 8 - 2015 - Fil. Alessandria - Dir. resp. E. Buoni - Via Alessandria, 26 - Tel. 0142.453684 - 15033 Casale Monferrato
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Tecnici di 3 generazioni in 40 anni di corsi con una media di oltre 3000 allievi allʼanno si sono specializzati al CSG
Tecnici specializzati
negli ultimi corsi e patentini
del Centro Studi Galileo
GLI ATTESTATI DEI CORSI, I PIÙ RICHIESTI DALLE AZIENDE, SONO
ALTRESÌ UTILI PER LA FORMAZIONE DEI DIPENDENTI PREVISTA DAL
DLGS 81/2008 (EX LEGGE 626) E DALLA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ
Lʼelenco completo di tutti i nominativi, divisi per provincia, dei tecnici
specializzati negli ultimi anni nei corsi del Centro Studi Galileo si può
trovare su www.centrogalileo.it (alla voce “Corsi > organizzazione”)
Corso di specializzazione per frigoristi in Arabia
Saudita. Al termine del periodo formativo, come da
consuetudine europea, consegna degli attestati ai
partecipanti da parte dell’Ing. Stefano Sarti
DAL NUMERO PRECEDENTE CONTINUA L’ELENCO DEI TECNICI
SPECIALIZZATI NEGLI ULTIMI CORSI NELLE VARIE REGIONI ITALIANE
Video su www.youtube.com ricerca “Centro Studi Galileo”
Foto su www.centrogalileo.it e www.facebook.com/centrogalileo
TECNICI CHE HANNO
OTTENUTO IL PATENTINO
ITALIANO FRIGORISTI - PIF
AD AGLIANA
Benedetti Luigi
Capez. Pianore
Giacomelli Claudio
COSTA EUGENIO srl
Parma
Taulant Bardhi
COSTA EUGENIO srl
Parma
TECNICI CHE HANNO
OTTENUTO IL PATENTINO
ITALIANO FRIGORISTI - PIF
A ROMA
Adanti Sandro
Ladispoli
Fornarini Giovambattista
ANSALDO STS spa
Genova
Bulotta Antonio
BANCA D’ITALIA
SERV. BANC.
Roma
D’Orrio Davide
BANCA D’ITALIA
SERV. BANC.
Roma
Paccamiccio Fabio Mario
BANCA D’ITALIA
SERV. BANC.
Roma
Biondi Giuseppe
Castel San Giorgio
Caputo Vito
Mola di Bari
Di Lorenzo Alessio
Roma
Colev Octavian
Roma
Carlizza Gianni
ELETTROTEL IMPIANTI snc
Carsoli
Columpsi Michele
Cagnano Varano
De Baptistis Giorgio
Civitavecchia
Bottega Nicola
San Salvo
Palozzi Alessandro
DELAVILLE srl
Roma
Caperna Riccardo
Pomezia
Demarco Fabrizio
Roma
Gurrieri Andrea
FACILITY DIVISION srl
Lissone
Scarozza Gianfranco
GECAP srl
Roma
Falaschi Danilo
GEDAP srl
Viterbo
Coveri Stefano
Mercatale San Casciano
Bellucci Federico
FENICE spa
Cascine Vica - Rivoli
Bardini Fausto
FENICE SPA
Cascine Vica - Rivoli
Marino Daniele
Sarzana
Frati Simone
PROGET IMPIANTI srl
Sesto Fiorentino
Bertolini Francesco
PROGET CLIMA snc
Montemurlo
Santoni Marco
Porto Azzurro
Ismaili Viktor
TECNOEDIL SISTEMI
Firenze
Zerini Riccardo
Roccastrada
10
L’Ing. Stefano Sarti, docente Centro Studi Galileo, in azione in Arabia Saudita. L’Arabia è una delle tantissime Nazioni nelle
quali, su incarico delle Nazioni Unite, Centro Studi Galileo ha tenuto corsi di formazione per i Tecnici del Freddo. Inoltre i Paesi
Arabi o del Medio Oriente come Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Turchia sono da sempre molto attenti allo studio degli impianti
di refrigerazione e condizionamento e qui il CSG ha svolto moltissimi corsi e Patentini Frigoristi.
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Conti Mauro
GEDAP srl
Viterbo
Papagno Marco
GFA IMPIANTI srl
Roma
Corrado Emiliano
GREENTEK
DI EMILIANO CORRADO
Pescara
Scappini Renato
IDROTERMOGAS 2009 srl
Fiumicino
Memeti Dijevit
IMPIANTI TECNOLOGICI
DI MEMETI DIJEVIT
Roma
Cerbone Andrea
IVS ITALIA spa
Seriate
Livoli Alberto
Roma
Lombardi Donato
San Martino Valle Caudina
Farina Andrea
MAGICA srl
Roma Sacrofano
Prove pratiche durante un corso di Tecniche Frigorifere nella sede dei corsi Centro Studi Galileo di Bologna. Come anche
enunciato nel libro delle Nazioni Unite sulla Certificazione dei Tecnici del Freddo, appena uscito in occasione della conferenza
di Dubai, gli impianti didattici per le prove pratiche sono indispensabili sia per la formazione che per la esaminazione ed ogni
sede del Centro Studi Galileo ne possiede diversi.
Passaretta Angelo
MIREDO sas
Formia
Galafati Miro
RICO srl
Milano
Martinelli Nico
Marino
Selvaggini Luigi
MPROJECT srl
Bologna
Ruggiero Vincenzo
Mola di Bari
Bilello Antonio
MBA TERMOCOLD DI MULÈ
Menfi
Divona Giuseppe
RECIR srl
Roma
Marinelli Francesco
Velletri
Ceccarelli Sieva
SAFRA srl
Viterbo
Mangiaricotte Mario
SISTEMA IMPIANTI sas
DI MANGIARICOTTE
Aprilia
Eusebi Giacomo
SIT SISTEMI E IMPIANTI
TECNOLOGICI srls
Roma
Angius Davide
SIT SISTEMI E IMPIANTI
TECNOLOGICI srls
Roma
Armenti Fausto
SOLTECNA srl
Castelpetroso
Schiazza Paride
SP SERVICE DI SCHIAZZA
Città Sant’Angelo
Tomasello Enrico
Roma
TECNICI CHE HANNO
OTTENUTO IL PATENTINO
ITALIANO FRIGORISTI - PIF
A VALLERMOSA
Cardia Giampiero
CA SERVICE DI CARDIA
Selargius
Campus Alberto
Cagliari
Di Iorio Antonello
ELETTRONICA SARDA snc
Cagliari
Agus Mario Costantino
ENERTAG snc
DI TATTI & AGUS
Oristano
Foto di gruppo con tutti i partecipanti al corso in Arabia Saudita dopo la consegna degli attestati di partecipazione.
L’impegno richiesto da parte delle Nazioni Unite a Centro Studi Galileo è importante per non vanificare gli sforzi europei di
utilizzo di refrigeranti sempre meno dannosi. Se l’esempio europeo non verrà esportato nel mondo sarà inutile lo sforzo
promulgato da imprese e istituzioni perché i paesi in via di sviluppo e in transizione saranno i maggiori responsabili delle
emissioni di CO2 nel prossimo futuro.
Isola Giorgio
IG SERVICE DI ISOLA
Quartu S. Elena
Musina Francesco
IMPIANTI TECNOLOGICI srl
Nuoro
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Pagina 12
Fu Rao
FU HAITAO
Milano
Garau Alessio
Venegono Sup.
Pozzi Mauro
GINO DI NAPOLITANO sas
Lissone
Avallone Giovanni
IDEALIMPIANT NATIONAL
SERVICE
Corbetta
Bonù Marco
IFOM FONDAZIONE
ISTITUTO FIRC
Milano
Palestra Andrea
IFOM FONDAZIONE
ISTITUTO FIRC
Milano
Venturini Luca
IGLOO srl
Cologno Monzese
Patentino a Istanbul, il CSG ha svolto esami PIF per tutti i Paesi in via di Sviluppo sotto l’egida delle Nazioni Unite:
Eritrea, Montenegro, Rwanda, Benin, Arabia Saudita, Paesi ex-URSS ed ora pure Turchia. Impianto didattico nella sede CSG
a Istanbul presso ISKAV. Il CSG ripropone le modalità di certificazione europee in Turchia.
Carboni Massimo
MULTISERVICE
TECHNOLOGY
Gonnosfanadiga
Nieddu Fabrizio
SARRABUS
COSTRUZIONI sas
Muravera
TECNICI CHE HANNO
OTTENUTO IL PATENTINO
ITALIANO FRIGORISTI - PIF
A MILANO
Laghezza Romano
ITAF SRL
Chiazzano
Baldi Marco
BFINANCE srl
Milano
Persico Cristian
CLIMACENTO srl
Cormano
Fatjon Hykaj
COMAT srl
Parabiago
D’Acunzo Diego
ITAF srl
Milano
Chuquimajo Buitron Rafael
Andres
Basiglio
Giacomazzi Bruno
CLIMACENTO srl
Cormano
Falchè Antonio Fabio
FALMAR IDROTERMICA snc
Sesto San Giovanni
Hussain Fida
MERCURIO srl
Pisogne
Cigognani Giuseppe
Cassina De’ Pecchi
Bertini Romano
CLIMACENTO srl
Cormano
Floris Simone
Milano
Civolani Francesco
MERCURIO srl
Pisogne
Bruschi Gianluca
AERFRIGOR srl
Peschiera Borromeo
Montani Alessandro
AIR BONAITA srl
Vanzaghello
Fedele Marco
ALPINA SERVICE soc. coop.
Ciserano
Abeni Fabio
AR ELETTROTECNICA srl
Rodengo Saiano
Invernizzi Giovanni
ARGENTA GRUPPO spa
Reggio Emilia
Guarino Vincenzo
ARREDA IMPIANTI srl
Lamezia Terme
Baratelli Daniele
BARATELLI SERVICE
DI BARATELLI AMBROGIO
Brunello
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Corso sui libretti di impianto di climatizzazione, condotto dal docente ingegner Marrocchelli, a Roma. Grazie a questo nuovo
strumento in mano al personale che ha ottenuto il Patentino Frigoristi, questo potrà compiere periodicamente i controlli di
efficienza energetica dell’impianto per garantire ridotti consumi e una manutenzione ordinaria completa. Normalmente le visite
vengono collegate a quelle del controllo delle perdite obbligatorio per regolamentazione gas fluorurati.
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Minaudo Antonino
Cinisello B.mo
Donà Marco
MP TECHNOLOGIES snc
Rivoli
Nisi Roberto
Cesano Maderno
Penza Michele
Liscate
Bigoni Davide
PINI snc
Tinnura
Russo Angelantonio
PRAVIA srl
Aversa
Constantin Rares Muresan
RAF REFRIGERAZIONE srl
Cesano Boscone
Mariani Flavio
RAM GAS srl
Concesio
Rossi Gianpietro
Trenzano
Sala Giuliano
Milano
Miscetti Antonio
SAMSUNG ELECTRONICS
ITALIA spa
Cernusco S/N
Rinaldi Emanuele
SAMSUNG ELECTRONICS
ITALIA spa
Cernusco S/N
Sede dei corsi Centro Studi Galileo di Bologna. Il docente Stefano Sarti posa con gli allievi al termine di una giornata di
preparazione secondo i requisiti della regolamentazione 303/2008. L’indomani i tecnici hanno partecipato alle prove teoriche
e pratiche del Patentino Frigoristi
Scalici Lorenzo
Marzano
Wu Jie
SHIDAI DI WU JIE
Milano
Ravizza Roberto
TECHNOGEL spa
Grassobbio
Cantù Luciano
TECHNOGEL spa
Grassobbio
Tomaselli Davide
TOMASELLI IDRAULICA
Carugate
TECNICI CHE HANNO
OTTENUTO IL PATENTINO
ITALIANO FRIGORISTI - PIF
A PALERMO
Calaciura Giovanni
C&C DISTRIBUZIONE E
SERVIZI DI CALANDRA
Palermo
Pellegrino Massimo
DIPIETROGROUP srl
Citta’ Giardino-Melilli
Di Vita Davide
DI VITA REFRIGERAZIONE
Vittoria
De Francesco Germano
Messina
Favata Alessandro Calogero
Campofranco
Guccione Alessio
FORNINDUSTRIA srl
Palermo
Parisi Alessandro
PARISI GROUP srls
Monreale
Fabio Antonino
SIMONE GATTO srl
San Pier Niceto
Panno Domenico
UNIV. PALERMO DIP. DEIM
Palermo
Nicastro Salvatore
IST. PROF. IND. ART.
CORBINO
Partinico
La Delfa Emanuele
IST. PROF. IND.ART.CORBINO
Partinico
CORSI AD AGLIANA
Sede dei corsi Centro Studi Galileo di Roma. Consegna degli attestati per un corso di brasatura. Eseguire una corretta
brasatura è requisito fondamentale per ottenere il Patentino Frigoristi che abilita alla professione e alla compilazione sia del
Registro di Apparecchiatura che al Libretto di Impianto di Climatizzazione. Inoltre una corretta brasatura permette di prevenire
le perdite di refrigerante e quindi garantisce la soddisfazione del cliente.
TECNOEDIL SISTEMI
Galantini Gianni
Firenze
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CORSI A MILANO
ACR IMPIANTI srl
Marchesini Luca
Porta Alessio
Seregno
AIR BONAITA spa
Montani Alessandro
Vanzaghello
ARREDA IMPIANTI srl
Guarino Vincenzo
Lamezia Terme
ARTIANO IMPIANTI srl
Artiano Ciro
Artiano Bruno
Settimo T.se
BPR DI BUSNELLI PAOLO
Busnelli Paolo
Castellanza
CASATI ANDREA
TERMIMPIANTI
Casati Andrea
Mariano Comense
CM CONFORMITÀ DI
CARMINATI MAURO
Carminati Mauro
Presezzo
COLD & WARM DI BOSNA
Bosna Antonio
Seregno
DALMAN srl
Magnante Marco
Milano
EFFE TRE IMPIANTI srl
Ferrara Giuseppe Alessio
Milano
Corso di Tecniche Frigorifere Specializzazione. Ad un passo dal conseguimento del Patentino Frigoristi gli allievi posano con il
docente Donato Caricasole, anche docente dei corsi di Preparazione PIF, Chiller, Elettrici, Brasatura e Avanzato Post Patentino
Frigoristi per le sedi dei corsi del Centro Studi Galileo di Roma, Napoli e Bari
ELETTROCLIMA DI TUSSI
Tussi Giovanni
Cinisello B.mo
GNODI SERVICE srl
Pavesi Marco Cristian
Somma Lombardo
ESSELUNGA spa
Dell’Arciprete Fabio
Mastropietro Donato
Limito di Pioltello
ICE BERG srl
Pezzotta Marco
Polito Agazzi Fabio
Bergamo
FORTI REFRIGERAZIONE srl
Hanswillemenke Tom
Hernandez Jesus Hidalgo
Oggionni Flavio
Bovisio Masciago
IDROELETTRA srl
Campagna Nicola
Villafranca T.
IFOM FONDAZIONE
ISTITUTO FIRC
Bonù Marco
Palestra Andrea
Milano
LOMBARDI MARCO
Bareggio
IREN ENERGIA spa
Mistrali Massimo
Torino
MARZOKTEAM
DI MARZOCCHINI
Marzocchini Massimo
Sesto San Giovanni
LA LOGAR srl
Martina Angelo
Silva Alessandro
Castelli Calepio
MARTINELLI LUIGI
Milano
MONTANA DI MONTANA
LAMPO ANGELO
Montana Lampo Angelo
Collegno
NBI spa
Cavallaro Carmine
Onnis Marco
Pietrantonio Marco
Bologna
NOLO CLIMAT srl
Terzaghi Alberto
Parabiago
PLASTICART DI SICURO
Sicuro Berardino
Vieste
PRIMA VERA spa
Salerno Giuseppe
Salerno Emanuele
Di Grazia Daniele
Milano
RBM spa
Salinas Andrea
Colleretto Giacosa
Felice conclusione di un corso di preparazione al Patentino Frigoristi curato dallo storico docente CSG Donato Caricasole,
nelle sede dei corsi di Napoli. Gli allievi hanno quindi partecipato alla prova di esame essendo sottoposti sia alla prova teorica
che pratica con l’esaminatore Marrocchelli.
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RGT SERVICE
DI TAMARO
Tamaro Claudio
Sesto Calende
ROTELLA DAVIDE
Cologno M.se
imp TECNICI 8-2015:Layout 1
RUSMINI PAOLO MARIA
Abbiategrasso
SALA GIULIANO
Milano
SERETTI MARCO
Milano
TERMOIDROTECNICA
NEW srl
Giarolo Livio
San Bonifacio
VERECOND srl
Luccarelli Maurizio
Usmate Velate
CORSI A ROMA
2A TERMOIDRAULICA
DI ALGHISI
Alghisi Alessandro
Monterotondo
BOMBARDIER TRANSP.
HOLD. USA INC.
Gramiccia Michele
Fiumicino Aeroporto
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FAILLACI IDROCLIMA
Faillaci Luciano Sebastiano
Monterotondo
FAO
Kazazi Adrian
Trinca Alessandro
Roma
FLOORING
DEI F.LLI MESSINA
Di Girolamo Gaetano
Tomas Arnaldo
Napoli
IACHIZZI LUIGI
Iachizzi Stefano
Roma
IANNETTA ANGELO srl
Iannetta Angelo
Campobasso
LOMBARDO
ELETTROTECNICA
Lombardo Daniel
Passoscuro
MASTER COLD srls
Oppo Benito
Roma
BS SERVICE srl
Dimauro Alessandro
Roma
METAL CLIMA srl
Palombi Fabio
Roma
CARA PIETRO
Motta San Giovanni
NUOVA ITALMEC srl
Santoni Mirko
Guidonia Montecelio
CENTRO PQ
DI PRANDINI GIANNI
Prandini Gianni
Poggio Rusco
ELETTROCLIMA STAR
D’Angelo Maurizio
Tragliata a Fiumicino
ENEL ENERGIA spa
Garofalo Marco
Roma
EUR spa
Sebastiani Gianluca
Roma
Pagina 15
RENZONI RICCARDO
Roma
ROCA FABIO
Cerveteri
SIMONELLI SANDRO
Fontana Liri
THYSSENKRUPP AIRPORT
SERVICES
Altomare Vittorio
Planas Martorell Guillermo
Roma
Esercizio di Brasatura per il tecnico del freddo che vuole installare un impianto di dimensioni
importanti. Le brasature più complicate sono quelle di dimensioni maggiori. Il tecnico nella
prova del Patentino Frigorista dovrà saldare un tubo di rame ricotto da 16 mm e poi verificare
la tenuta prima in pressione di azoto e poi con il mille bolle. Al CSG patentini e corsi PED.
Corso ed esame Patentino Frigoristi tenuto per conto dell’Associazione turca ISKAV. Centro Studi Galileo è partner della Turchia per i progetti di efficienza
energetica e formazione dei frigoristi per una maggiore consapevolezza ambientale e per l’utilizzo dei nuovi gas refrigeranti. Direttore CSG quinto da sinistra.
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Sommario
10
Direttore responsabile
Enrico Buoni
Tecnici specializzati negli ultimi corsi del Centro Studi Galileo
Responsabile di Redazione
M.C. Guaschino
Il futuro del pianeta (clima e fame nel mondo) è legato alla climatizzazione
e alla refrigerazione: Parigi COP21 e Milano EXPO
M. Buoni – Vice Presidente Air Conditioning and Refrigeration European Association – AREA
Comitato scientifico
Marco Buoni, Enrico Girola,
PierFrancesco Fantoni, Alfredo Sacchi
Redazione e Amministrazione
Centro Studi Galileo srl
via Alessandria, 26
15033 Casale Monferrato
tel. 0142/452403
fax 0142/525200
Pubblicità
tel. 0142/453684
Grafica e impaginazione
A.Vi. Casale M.
Fotocomposizione e stampa
A. Valterza - Casale Monferrato
E-mail: [email protected]
www.industriaeformazione.it
www.centrogalileo.it
continuamente aggiornati
Editoriale
e Segretario Associazione dei Tecnici Italiani del Freddo – ATF
Il Centro Studi Galileo ha organizzato al Padiglione Italia l’unico Convegno in Expo
sulla Refrigerazione per la conservazione dei cibi – XVI Convegno Europeo: le ultime tecnologie del freddo per la conservazione dei cibi – Disponibili online presentazioni e video del XVI Convegno Europeo presso EXPO2015 – Padiglione Italia: la
formazione continua Centro Studi Galileo – Tecnici del Freddo di Tajikistan,
Uzbekistan, Ucraina e Bielorussia inviati dalle Nazioni Unite a Casale Monferrato
per 5 giorni di formazione nella sede centrale Centro Studi Galileo
21
Riscaldamento e raffreddamento rinnovabile con pompe di calore
H. Halozan – Graz University of Technology - Austria
Introduzione – Riscaldamento solare e raffreddamento – Sistemi geotermici –
Biomassa – Tecnologie trasversali – Teleriscaldamento e raffreddamento –
Energia termica a stoccaggio – Sistemi ibridi di energia rinnovabile – Sintesi
25
Controllo e ricerca delle fughe quando si usano i refrigeranti alternativi
Real Alternatives Project
Controllo efficiente delle fughe – Calcoli per la pressatura – Controllo delle perdite
metodo indiretto – Rilevatori fissi di fughe – Norme di sicurezza
L’utilizzo della CO2 negli impianti frigoriferi per la conservazione degli alimenti
D. Barbierato – Sanden Vendo Europe
www.EUenergycentre.org
per l’attività in U.K. e India
Introduzione – La scelta dei refrigeranti naturali – I principali punti a favore
dell’R744(CO2) – Svantaggi dell’R744 – Analisi dei punti a sfavore dell’R744 –
Conclusioni
www.associazioneATF.org
per l’attività dell’Associazione dei
Tecnici del Freddo (ATF)
R–32 un refrigerante per condizionatori e pompe di calore
H. Dhont – Environment Research Center, Daikin Europe N.V.
Corrispondente in Argentina:
La Tecnica del Frio
Corrispondente in Francia:
CVC
La rivista viene inviata a:
1) installatori, manutentori, riparatori, produttori e progettisti di:
A) impianti frigoriferi industriali,
commerciali e domestici;
B) impianti di condizionamento e
pompe di calore.
2) Utilizzatori, produttori e rivenditori di componenti per la refrigerazione.
3) Produttori e concessionari di gelati e surgelati.
17
30
35
Introduzione – Cos’è l’R-32 – Vantaggi dell’R-32 – Sicurezza dell’R-32
Alcune domande frequenti sull’R-32
–
R32: il nuovo refrigerante per il condizionamento residenziale
P.F. Fantoni – 166ª lezione
37
Introduzione – R32: una vera novità? – R32 VS R410A – La termodinamica fa
la differenza
Lista dei controlli e verifiche da svolgere sugli impianti di refrigerazione
K. Kelly – Business Edge
39
Compressore – Telai di base – Separatori d’olio – Condensatori – Torre di raffreddamento ad acqua – Ricevitore del liquido – Evaporatore – Comandi – Unità a
ventilconvettore – Unità a volume d’aria variabile VRV-VRF – Unità per il trattamento dell’aria – Recupero del refrigerante – Sicurezza – Misuratori – Rilevatore
elettronico di perdite portatile (cercafughe) – Regolatore di pressione del gas
inerte – Pompa a vuoto – Vacuometro – Piattaforma di pesatura elettronica –
Dispositivo per il lavoro di brasatura – Curvatubi
45
Prestazioni impianto frigorifero di un supermercato,
con R-449 in confronto al R-404A
J. Gerstel – Chemours Fluorochemicals EMEA - Germania
Introduzione – Proprietà termodinamiche e prestazioni – Conclusioni
N. 392 - Periodico mensile - Autorizzazione
del Tribunale di Casale M. n. 123 del
13.6.1977 - Spedizione in a. p. - 70% Filiale di Alessandria - Abbonamento annuo
(10 numeri) € 36,00 da versare sul ccp
10763159 intestato a Industria & Formazione. Estero € 91,00 - una copia € 3,60 arretrati € 5,00.
Chi paga è sempre il compressore!
conseguenze di una cattiva manutenzione del circuito frigorifero
P.F. Fantoni – 186ª lezione
48
Introduzione – Gli scambiatori – Problemi al condensatore – Problemi all’evaporatore – Il compressore
Glossario dei termini della refrigerazione e del condizionamento
50
(Parte centocinquantesima) – A cura di P.F. Fantoni
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EDITORIALE 8-2015:mod 2002
26-10-2015
9:18
Pagina 17
Editoriale
Il futuro del pianeta
(clima e fame nel mondo)
è legato alla climatizzazione
e alla refrigerazione:
Parigi COP21 e Milano EXPO
MARCO BUONI
Vice-Presidente Air Conditioning and Refrigeration European Association - AREA
Segretario Generale Associazione dei Tecnici italiani del Freddo - ATF
IL CENTRO STUDI GALILEO
HA ORGANIZZATO
AL PADIGLIONE ITALIA L’UNICO
CONVEGNO IN EXPO
SULLA REFRIGERAZIONE PER
LA CONSERVAZIONE DEI CIBI
Sembra impossibile ma i convegni
dello scorso 13 ottobre e 13 giugno
2015 del Centro Studi Galileo, organizzati con i numerosi partner istituzionali (UNEP, UNIDO, AREA, IIR, EPEE,
ASHRAE, AHRI…) e commerciali
(aziende che collaborano alla attività
del CSG), sono stati gli unici eventi a
parlare della conservazione e preservazione degli alimenti in EXPO2015.
Le derrate alimentari vengono purtroppo sprecate e quindi buttate via a
causa della loro scarsa o assente conservazione, in alcuni casi si arriva al
40% di spreco in particolare nei paesi
in via di sviluppo. E’, come si capisce,
quindi enorme il beneficio che il
nostro settore potrebbe dare alla fame
nel mondo.
Un recente sondaggio del progetto
europeo “Multi level actions for enhanced Heating and Cooling plans –
STRATEGO” (fonte industriaeformazione.it) mostra come il nostro settore,
cioè la refrigerazione, il condizionamento e aggiunge pure il riscaldamento, raggiunge il 50% dei consumi energetici in Europa.
Per questo motivo nella prossima conferenza sui cambiamenti climatici, che
si svolgerà a Parigi COP21 dal 30
novembre al 11 dicembre del 2015, il
nostro settore avrà, come detto molte
volte, una grande responsabilità per il
futuro del nostro pianeta.
Sono ormai evidenti le inondazioni,
siccità e eventi estremi che si verificano in tutto il mondo oltre che i problemi della fame del mondo che il nostro
convegno appena concluso all’EXPO
ha voluto mettere sotto i riflettori.
Il Centro Studi Galileo, insieme
all’Associazione italiana dei Tecnici del
Freddo e all’Associazione Europea
AREA, lavora con Nazioni Unite e
Commissione Europea e i massimi
organismi che controllano le emissioni
inquinanti in atmosfera perché il
nostro settore possa progredire sempre più e dare una mano all’ambiente
così come negli anni 90 siamo riusciti
a eliminare le sostanze dannose per lo
strato di Ozono.
Tramite un continuo susseguirsi di
convegni e di corsi a livello nazionale
italiano ed internazionale, tra cui in
Asia e in Africa (vedi seconda parte
dell’articolo), viene diffusa la conoscenza per ridurre al minimo l’impatto
ambientale ed energetico del nostro
settore della refrigerazione e del condizionamento.
Il libro appena lanciato al convegno
ONU di Dubai realizzato per l’Agenzia
delle Nazioni Unite per l’Ambiente,
UNEP, e disponibile gratuitamente in
pdf e anche in cartaceo (copertina a
lato), aiuta proprio a organizzare uno
schema di certificazione per istruire i
Tecnici di tutto il Mondo sia a maneggiare i fluidi con cura sia a verificare
l’efficienza energetica degli impianti
con i due strumenti che l’Europa ci ha
messo a disposizione, rispettivamente
il Registro delle Apparecchiature e il
Libretto di Impianto con il rapporto di
efficienza energetica degli impianti.
XVI CONVEGNO EUROPEO:
LE ULTIME TECNOLOGIE
DEL FREDDO PER LA
CONSERVAZIONE DEI CIBI
Il simposio, incentrato sulle nuove
tecnologie della refrigerazione per la
lotta alla malnutrizione nelle Nazioni
in via di sviluppo e per la conservazione ed esportazione dell’agroalimentare di qualità, è stato un mix di
presenze istituzionali internazionali
e nazionali tra cui la partecipazione
del governo italiano e delle Nazioni
Unite e interventi di altissimo livello
delle aziende partecipanti.
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Momento del convegno, alla Presidenza del XVI Convegno Europeo. Buoni, Cavallini, Masoero, Coulomb, Cavalier, Lavagno, Bennett, Savigliano.
Questa combinazione è da sempre la
chiave del successo dei convegni
internazionali che da 40 anni Centro
Studi Galileo organizza. In questa
occasione con l’indispensabile collaborazione di Regione Piemonte e del
progetto Casale Monferrato Capitale
del Freddo.
La cornice di Padiglione Italia è stata
molto particolare. A margine del convegno tutti gli ospiti sono stati invitati al
quarto piano dove, durante la cena
nel ristorante dei capi di stato che
ha recentemente ospitato Putin e
Merkel, è stato premiato con una
medaglia d’onore dell’IIR, per mano
del Direttore Didier Coulomb, il Prof.
Alberto Cavallini, moderatore unitamente al Prof. Marco Masoero del
Convegno, e considerato uno dei
massimi esperti mondiale del settore.
Le tempistiche ad EXPO sono strettissime e il convegno è stato concentrato dalle 18,30 alle 21,30 obbligando i
relatori ad interventi brevi ma precisi di
circa 10 minuti ciascuno.
L’apertura è stata affidata al VicePresidente AREA (Associazione Europea
dei Tecnici del Freddo) Marco Buoni
che si è soffermato “sull’importanza
della competenza e della formazione
nella refrigerazione per la corretta
conservazione dei cibi e sull’esperienza europea che garantisce qualità
nelle produzioni e tutela ambientale
come modello utile alle Nazioni in via
18
di Sviluppo per combattere la malnutrizione tramite la refrigerazione”.
A seguire il principale intervento istituzionale da parte dell’On. Fabio
Lavagno, anche a nome del Viceministro dell’Agricoltura Sen. Andrea
Olivero che ha ribadito “il forte legame tra l’agricoltura, produttore di cibo, e
la refrigerazione. Dopo aver promosso
il distretto del freddo nella mia città,
Casale Monferrato, oggi mi occupo di
agricoltura nella XIII Commissione
della Camera dei Deputati. Ci sono
molti punti di contatto tra questi mondi
ed è bene che vi siano eventi come
questo per puntualizzarli. Senza una
refrigerazione di qualità non potremo
avere una vera industria dell’agroalimentare!”.
Dopo il saluto del Governo Italiano, gli
interventi dei delegati delle Nazioni
Unite Anthony Bennett (FAO) e
Riccardo Savigliano (UNIDO).
Bennet ha precisato che “La mancanza di una catena del freddo affidabile
e sufficiente è una delle principali
cause di enormi perdite di prodotti
deperibili (fino al 40-50% in alcune
catene di approvvigionamento alimentare) nell’Africa sub-sahariana (SSA)
e nel Vicino Oriente e Nord Africa
(NENA ). Queste perdite non solo provocano un deterioramento della sicurezza alimentare in tutte le sue dimensioni, ma anche la perdita di opportunità di mercato, spreco di risorse scar-
se (acqua, terra ed energia) dedicate
alla loro produzione. Nonostante questo, l’ attenzione da parte dei governi e
delle organizzazioni di sviluppo rimane bassa su questo fondamentale
argomento.” Savigliano ha trattato di
utilizzo di refrigeranti a Basso GWP:
“Come conseguenza della fase – out
promossa dal protocollo di Montreal,
la tendenza generale è ad adottare
soluzioni alternative ad alto GWP nel
settore HVAC. Anche se questo può
rappresentare soluzioni a basso investimento, i proprietari degli impianti e i
consumatori dovrebbero essere consapevoli del livello di emissioni di carbonio associati e delle conseguenze
ambientali”. Didier Coulomb, Direttore dell’IIR, il prestigioso istituto parigino dal quale dipende l’80% della
popolazione mondiale in materia di
refrigerazione, ha calibrato l’intervento
sui miglioramenti delle condizioni sanitarie che si possono ottenere con la
refrigerazione “Migliorare la catena del
freddo per prodotti alimentari e sanitari è necessario in tutto il mondo.
Nonostante le numerose attrezzature
nei paesi sviluppati, le morti e le
malattie sono ancora molto importanti
e i comportamenti degli utenti devono
evolvere. Con le nuove tecnologie
sono inoltre possibili enormi risparmi
energetici. Nelle Nazioni in via di sviluppo, prive di catena del freddo, questo è il principale motivo di perdita dei
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Marco Buoni Vice Presidente di tutte le associazione europee del freddo AREA, direttore Centro Studi Galileo e segretario Associazione
Tecnici italiani del Freddo ATF presenta al Tour No Pif – No Gas, svolto nell’ultimo mese, le Ultime Novità sui fluidi refrigeranti che porta
avanti in prima persona con la Commissione Europea a Bruxelles.
raccolti. Il problema della sicurezza alimentare, se non agiamo in fretta, sarà
sempre più significativo in futuro. L’IIR
ha recentemente lanciato diverse iniziative per affrontare queste sfide”.
Gerald Cavalier, Presidente dell’AFF,
la più antica associazione mondiale
della refrigerazione e CEO di Tecnea
ha parlato dell’importanza dell’ innovazione nella catena del freddo per gli
Alimenti di qualità: “per quasi 150 anni
la catena del freddo è stata in evoluzione . Tuttavia ci sono ancora sfide da
affrontare: lo sviluppo della catena del
freddo in tutto il mondo, la sostenibilità
della catena del freddo, il livello appropriato di catena del freddo, mirando
sempre a conservare alimenti sicuri e
con un alto livello di qualità il più a
lungo possibile. Per affrontare queste
sfide molte innovazioni sono state
recentemente annunciate o sono in
corso per un futuro prossimo. Queste
innovazioni contribuiranno a migliorare
la qualità e la sicurezza delle merci
deperibili e nutrire 9 miliardi di persone
nel 2050”.
Terminati gli interventi istituzionali spazio alle aziende.
Giorgio De Ponti, Innovation Center
Designer EPTA-IARP, ha parlato delle
“ultime tecnologie sull’efficienza energetica nella refrigerazione commerciale” e Claudio Fossati Direttore
Generale Mondial Group de “Le ultime
tecnologie nelle energie rinnovabili
applicate agli impianti frigoriferi”.
Gian Piero Carnieletto, Thermodinamic Technical Department Pastorfrigor,
di “nuove tecnologie nelle prove di laboratorio a garanzia dell’utente finale”. A
seguire un attualissimo intervento di
Daniele Barbierato Responsabile
Tecnico Sanden Vendo “L’utilizzo della
CO2 negli impianti frigoriferi per la
conservazione degli alimenti”.
Lorenzo Bulgarelli, Direttore Tecnico
Zanotti, ha posto l’accento, vista la presenza in sala di numerose delegazioni
straniere di Nazioni africane, su “Le ultime tecnologie per la conservazione del
cibo, esempio di collaborazione internazionale” e Ennio Campagna, Low
GWP Manager Rivoira ha trattato,
come logico per l’azienda rappresentata de “I nuovi gas refrigeranti applicati agli impianti frigoriferi di ultima
tecnologia”.
Unica donna relatrice al convegno
Anita Costamagna Marketing Manager Embraco ha parlato delle “nuove
tecnologie per la preservazione dei
cibi e la riduzione delle emissioni dannose nella refrigerazione commerciale” e Giovanni Rosso, CEO di Cold
Car SPA delle “innovazioni tecnologiche del trasporto refrigerato nella
catena del freddo”.
Conclusioni affidate all’ imprenditore
Italo – Burkinabè Madi Sakande,
Managing Director di New Cold
System che ha presentato una Case
History di un’azienda agricola bolognese nella quale ha prodotto impianti di stoccaggio per le verdure. Il sistema utilizzato dall’azienda agricola è
totalmente replicabile anche nelle
Nazioni in via di sviluppo poiché utilizza
energia fotovoltaica per l’alimentazione.
Sakande ha, in conclusione del suo
intervento, richiamato alla “responsabilità che il mondo del freddo ha nella
lotta alla malnutrizione”. Tema sul
quale i tecnici del freddo possono e
hanno il dovere di fare molto!.
Disponibili online presentazioni
e video del XVI Convegno Europeo
presso EXPO2015 – Padiglione
Italia: la formazione continua
Centro Studi Galileo.
La principale mission del Centro
Studi Galileo è da 40 anni quella
della formazione dei Tecnici del
Freddo. I percorsi formativi passano
anche da confronto con gli esperti
della materia. Alle conclusioni del XVI
Convegno Europeo presso EXPO2015
erano presenti i massimi esperti mon-
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diali del settore (Didier Coulomb –
Direttore IIR, Gerald Cavalier –
Presidente AFF, Marco Buoni –
VicePresidente AREA) rappresentanti del governo (On.Fabio Lavagno), alti
funzionari delle Nazioni Unite impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici e
alla denutrizione e allo sviluppo industriale delle aree disagiate del pianeta
(Anthony Bennett – FAO, Riccardo
Savigliano – UNIDO) con l’insostituibile contributo del Prof. Alberto
Cavallini e del Prof. Marco Masoero
che hanno moderato l’incontro con
le aziende relatrici: Tecnea Italia,
Embraco, Cold Car, Epta – IARP,
Mondial Group, Pastorfrigor, Sanden
Vendo, Zanotti, Rivoira, New Cold
System.
Un mix che ha fatto si che il simposio
fosse all’altezza delle aspettative e
della tradizione convegnistica di
Centro Studi Galileo.
Un momento dicevamo di altissimo
livello scientifico condito da una conclusione piacevole per tutti i Tecnici del
Freddo: in occasione dei 40 anni di
Centro Studi Galileo tutti hanno avuto
il piacere di cenare all’ultimo piano di
Padiglione Italia (nel ristorante scelto
da Putin per la sua trasferta milanese)
potendo assistere allo spettacolo dell’albero della vita da una straordinaria
postazione, a 100 metri d’altezza!
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Giordania, Emirati Arabi Uniti,
Montenegro, Rwanda formando tecnici provenienti da 70 nazioni mondiali.
Gli ultimi in ordine di tempo, in questi
giorni, sono un gruppo di 14 tecnici
provenienti dalle repubbliche ex-Urss
di Tajikistan, Uzbekistan, Ukraina e
Bielorussia. Accolti ieri nella Sala
Galileo di Palazza Anna d’Alencon dal
Direttore Generale CSG Enrico Buoni,
dal Vicesindaco di Casale Monferrato
Cristina Fava e dal VicePresidente
AREA Marco Buoni.
La formazione che Centro Studi
Galileo eroga a queste nazioni è fondamentale per due ragioni. In primis
garantisce un buon livello qualitativo
delle maestranze e permette alle
aziende italiane ed europee di rivolgersi a interlocutori preparati e in
secundis fa sì gli sforzi europei in
tematica ambientale non vengano
vanificati.
La dispersione del gas refrigerante in
atmosfera è un danno globale e particolarmente le Nazioni in via di sviluppo vanno sensibilizzate in questa direzione poichè ogni kg di gas disperso
in atmosfera equivale all’inquinamento
di un auto Euro 0 a gasolio.
Una parte importante del programma
corsi è teso al risultato di ottenere
Tecnici che operino con “dispersione
zero” di refrigerante.
Tecnici del Freddo di Tajikistan,
Uzbekistan, Ucraina e Bielorussia
inviati dalle Nazioni Unite a Casale
Monferrato per 5 giorni di
formazione nella sede centrale
Centro Studi Galileo
Dal 2012 le Nazioni Unite hanno
incaricato Centro Studi Galileo della
formazione dei tecnici delle Nazioni
in via di sviluppo e di quelle industrialmente avanzate ma che ancora
non hanno adottato uno standard di
tipo europeo nel campo della formazione e delle certificazioni dei
Tecnici del Freddo.
Innumerevoli sono state le missioni di
Centro Studi Galileo in ogni continente. Il principale centro formativo italiano ha sostenuto corsi e certificazioni, con la collaborazione di Bureau
Veritas Italia, in: Gambia, Bahrein,
Tunisia, Eritrea, Etiopia, Benin,
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Ecco l’elenco dei Tecnici partecipanti al corso: NASRITDINOV KAMOLIDDIN,
ASHUROV ANVAR AHMEDOVICH, ASAMITDINOV SHAKHOBIDDIN, AZIZOV
DILSHOD, SAYDIYEV FARKHAT, BAMBIZA ALEKSANDR, NOVIKOV VIKTOR, ZHUK
MIKALAI, ASADOV ABDUKAKHOR, KHURSHED KHUSAYNOV, RAKHMONOV
MIRZOKHAKIM, VASYL VINNIK, KOMPANETS SERGII, HORBENKO OLEKSII
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Speciale rinnovabili per la climatizzazione
Riscaldamento e raffreddamento
rinnovabile
con pompe di calore
HERMANN HALOZAN
Graz University of Technology - Austria
Articolo tratto dal
16° Convegno Europeo
INTRODUZIONE
In Europa il settore edilizio è responsabile della richiesta del 40% del fabbisogno energetico totale e per circa il
33% delle emissioni di CO2. Entro il
2050 questo settore dovrebbe diventare libero da CO2; ciò significa che la
domanda di riscaldamento deve essere ridotta in parte migliorando gli edifici e in parte facendo ricorso alle fonti
rinnovabili.
La produzione di riscaldamento in
Europa ha una lunga tradizione, in
quanto mezzo necessario per sopravvivere nel nostro clima. La produzione
di sistemi per il raffreddamento invece
è relativamente nuova in Europa centrale e settentrionale. Ciò non dipende
solo dalle condizioni climatiche, ma
anche dalla dimensione dell’edificio,
cioè dal rapporto tra volume e superficie, e dall’uso che se ne fa, cioè dal
carico interno causato da persone e
apparecchiature.
Un migliore isolamento termico significa una maggiore incidenza nei carichi
termici interni; una persona in una
casa passiva di 100 m2 è in grado di
aumentare la temperatura di 1K.
Un ulteriore problema deriva dall’architettura; attualmente il vetro è il materiale preferito, i doppi vetri sono moderni ma fanno sì che i guadagni derivanti
dal riscaldamento solare diventino,
molto velocemente, enormi carichi di
calore che devono poi essere abbattuti da un potente sistema di aria condizionata.
Inoltre, il cambiamento climatico che
stiamo producendo ha fatto delle
nostre città isole di calore con temperature significativamente superiori rispetto alle zone circostanti.
Nella Piattaforma Tecnologica Europea
su Riscaldamento e Raffreddamento
rinnovabili vengono menzionati quattro
settori:
• Riscaldamento e Raffreddamento Solare
• Geotermica (divisa in fonti geotermiche profonde e superficiali)
• Biomassa
• Tecnologie Trasversali che riguardano il teleriscaldamento e raffreddamento, lo stoccaggio di energia termica, le pompe di calore e i sistemi di
energia rinnovabile ibridi.
Questi settori sono adatti a edifici che
vanno da case monofamiliari fino a
grandi sistemi di teleriscaldamento e
raffreddamento o processi industriali.
Ricerche simili sono state effettuate
dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che, per migliorare le tipiche
case passive fino a renderle edifici
energy plus (Classe A+), ha concentrato i propri studi sulla termica solare, le
pompe di calore, il teleriscaldamento e
raffreddamento e lo stoccaggio di energia; inoltre ha studiato i sistemi di cogenerazione di potenza e calore.
L’obiettivo principale è quello di rendere
libero il settore delle costruzioni dall’emissione di CO2.
RISCALDAMENTO SOLARE
E RAFFREDDAMENTO
La radiazione solare e la conseguente
temperatura esterna sono più alte in
estate e più basse in inverno. Gli
impianti termici con uso diretto della
radiazione solare sono favorevoli in
l’estate, buoni nell’arco dell’anno e
relativamente poveri in inverno.
L’uso principale del riscaldamento
solare è la produzione di acqua calda.
I sistemi che sfruttano la radiazione
solare sono costituiti da collettori solari che consentono di immagazzinare
acqua calda anche al mattino e alla
sera senza sole. In Europa centrale
con questi sistemi può essere raggiunta una porzione di circa il 60%; ciò
significa che si rende necessario un
sistema di generazione di calore addizionale, più comunemente rappresentato dalla caldaia dell’impianto di
riscaldamento. Per evitare problemi
con il controllo e l’installazione è previsto lo sviluppo di Sistemi Solari Ibridi
Compatti (SCOHYS) che includono gli
impianti che sfruttano l’energia solare
e la caldaia di backup in una unica
unità compatta.
Dovrebbe essere una soluzione compatta a costi ridotti grazie alla struttura
semplificata, con un solo controller, un
alto grado di prefabbricazione e uno
sforzo ridotto di installazione. Per ottenere un contributo rilevante dall’energia solare per il riscaldamento degli
ambienti è necessario un aumento
della porzione solare per edificio. Tale
aumento dipende dalla quota di energia solare in rapporto al fabbisogno di
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calore complessivo per DHW e lo spazio da riscaldare.
Oggi, in Europa centrale, i sistemi
combinati per l’acqua calda (DHW) e il
riscaldamento degli ambienti hanno
una dimensione che va generalmente
da 10 a 15 m2 di superficie per collettore, possono fornire una porzione
solare di circa il 25% a seconda delle
dimensioni, dell’efficienza dell’edificio
e le condizioni climatiche del luogo.
Poiché nell’Europa Centrale e del
Nord il livello di radiazione solare è
molto più basso nel periodo invernale
che nel periodo estivo, per ottenere
una porzione solare che si avvicini al
100% è necessario il passaggio di una
quantità significativa di calore solare
generato durante l’estate da utilizzare
lungo la stagione in cui si necessita di
riscaldamento e la conseguente
installazione di un grande serbatoio di
immagazzinamento d’acqua.
Basato sul miglioramento degli standard di isolamento degli edifici e sul
miglioramento della tecnologia di
riscaldamento solare, il cosiddetto
Solar-Active-Casa, con una frazione
solare di circa il 60%, è un buon compromesso tra alta frazione solare e un
accettabile volume di immagazzinamento.
In Europa centrale un tipico SolarActive-casa, per una sola famiglia, ha
bisogno di una superficie del collettore
di 30-50 m2 e un serbatoio di soli 5-15
m3 di stoccaggio dell’acqua. Tuttavia il
restante 40% deve essere coperto da
un sistema di riscaldamento aggiuntivo.
Un’altra applicazione è quella per il
raffreddamento e una soluzione possibile sarebbe l’utilizzo di un sistema
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che sfrutti adsorbimento e assorbimento di una fonte termica di calore.
Si tratta di pompe di calore cha ancora una volta hanno bisogno di un
“magazzino”.Nel caso di immagazzinamento sul lato solare si tratterebbe
di un serbatoio di acqua sensibile,
mentre sul lato freddo si potrebbe
anche trattare di un sistema di accumulo latente di ghiaccio.
Le soluzioni di raffreddamento solare
sono un’opzione per il settore non
residenziale per via dell’elevata
domanda di raffreddamento, soprattutto in caso di forte richiesta di acqua
calda per uso domestico e di riscaldamento e raffreddamento, come per
esempio negli alberghi.
La maggior parte della domanda di raffreddamento nel settore dei servizi è
attualmente fornita da impianti elettrici
che causano picchi di consumo problematici. Pertanto, le tecnologie di raffreddamento alimentate termicamente
costituiscono alternative promettenti e
svolgono un ruolo chiave nella conversione efficiente dell’energia nel settore
del condizionamento e refrigerazione,
soprattutto nell’Europa meridionale.
Tuttavia, c’è un’altra opzione, ossia la
combinazione di un impianto fotovoltaico con un sistema di compressione
elettrica del vapore che ha il vantaggio
di avere una torre di raffreddamento
molto più piccola.
SISTEMI GEOTERMICI
Ci sono due diversi tipi di sistemi geotermici:
• sistemi geotermici profondi con alte
temperature
• sistemi geotermici poco profondi con
temperature nell’ordine della temperatura esterna media annua.
Attualmente, le fonti di energia geotermica forniscono un equivalente di più
di 4 milioni di tonnellate di petrolio
(Mtoe ) all’anno per il riscaldamento e
il raffreddamento nell’Unione Europea
dove i sistemi a pompa di calore geotermica costituiscono la parte più
grande. Ma il potenziale è ancora
enorme. Il geotermico può essere utilizzato praticamente ovunque nel settore residenziale e terziario, ma anche
nell’industria fino a temperature dell’ordine di 200-250 °C.
La capacità totale installata per
l’energia geotermica nell’UE ammonta
ora a circa 946 MWe, producendo
circa 5,56 TWh di energia elettrica
all’anno. Gli impianti di cogenerazione
di energia e calore (CHP) sono marginali in quanto producono meno di 1
GWth di capacità di riscaldamento,
ma lo sviluppo di sistemi geotermici
avanzati (EGS) offrirà ulteriori opportunità per questi sistemi.
La sfida tecnologica per una diffusione
più rapida degli impianti geotermici di
riscaldamento e raffreddamento in
tutta Europa riguarda in primo luogo lo
sviluppo di soluzioni innovative in particolare per la ristrutturazione di edifici
esistenti, ma anche per edifici a zero o
più consumo di energia nei quali questi impianti sono più facili da installare
e più efficienti alle basse temperature
e, in secondo luogo, lo sviluppo dei
sistemi geotermici di teleriscaldamento (DH) in aree urbane densamente
popolate e a basse temperature con
l’accento sulla realizzazione di sistemi
geotermici potenziati.
BIOMASSA
Le tecnologie basate sulla biomassa
possono servire a quasi tutte le applicazioni residenziali sia come soluzione unica a biomassa-individuale, o
come parte di pacchetti di ibridi che
forniscono calore, acqua calda, ventilazione e aria condizionata / raffreddamento negli edifici residenziali. Per
quanto riguarda il solare termico (e
probabilmente tutte le altre tecnologie
RHC) lo sviluppo di pacchetti diminuisce la diversità fra i sistemi riducendo
così la possibilità di errori nell’ installazione pratica degli impianti, requisito
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fondamentale nelle soluzioni tecniche
per il settore residenziale RHC. La
legna rimarrà il combustibile più rilevante per i singoli sistemi di riscaldamento e i biocarburanti più aggiornati
ed avanzati guadagneranno importanza in caldaie e stufe alimentate automaticamente.
Secondo uno studio pubblicato dal
Consiglio Europeo di Pellet (EPC), nel
2013 le soluzioni basate sulla biomassa per il settore residenziale includevano approssimativamente 442.000
caldaie a pellet installate su scala residenziale (<50 kW) in otto Stati membri
(9) e più di 2 milioni di stufe a pellet in
sei Stati membri (10). A causa della
redditività commerciale ne è prevista
una crescita significativa in diversi
Stati membri europei fino al 2020.
Responsabile per circa la metà della
domanda finale di energia in Europa, il
settore del riscaldamento e raffreddamento è il fondamento della strategia
energetica e climatica dell’UE.
Siccome il 92% di tutto il calore derivante da fonti rinnovabili è ricavato
dalla biomassa, la bioenergia avrà un
ruolo chiave nel ridurre le emissioni di
gas serra nel settore del riscaldamento
e raffreddamento. L’innovazione tecnologica è fondamentale per garantire
affidabilità, costi competitivi ed ecocompatibilità degli impianti di riscaldamento e raffreddamento a biomassa
consegnati a diversi tipi di consumatori
in Europa.
TECNOLOGIE TRASVERSALI
Per comprendere questo potenziale è
necessario sfruttare le sinergie tra la
produzione di energia rinnovabile,
distribuzione e consumo, investendo
in tecnologie trasversali. Questo termine è usato dalla Piattaforma RHC per
descrivere qualsiasi tecnologia energetica o infrastruttura che possa essere utilizzata sia per migliorare la produzione di energia termica, per consentire una maggiore frazione utile in
uscita, sia per consentire lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, che sarebbe difficile o impossibile
da utilizzare in applicazioni specifiche
di costruzione.
Teleriscaldamento e raffreddamento
Il teleriscaldamento e il raffreddamento aumentano l’efficienza complessiva
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Figura 1.
Riduzione delle emissioni di CO2 da riscaldamento e raffreddamento
negli edifici ETP 2010 dall’Agenzia Internazionale Energia.
del sistema riciclando perdite di calore
da diversi processi di conversione dell’energia. Il calore che altrimenti
sarebbe inutilizzato viene recuperato
e usato per soddisfare le esigenze termiche negli edifici e nelle industrie. Si
possono anche sfruttare fonti rinnovabili, che altrimenti sarebbero difficili da
usare, come molte forme di biomassa
e l’energia geotermica.
Raccogliendo un gran numero di
domande piccole e variabili di riscaldamento e raffreddamento; il teleriscaldamento e il teleraffreddamento
consentono che l’energia provenga
dalla combinazione di fonti di energia
rinnovabili multiple RES, riducendo le
emissioni di carbonio e la domanda
di energia primaria nella comunità
servita.
Energia termica a stoccaggio
La soluzione chiave per l’accumulo di
energia termica è la diffusione di sistemi bottleneck (a collo di bottiglia) combinati con l’utilizzo delle RES in quanto l’energia rinnovabile disponibile non
sempre coincide con la richiesta di
riscaldamento o raffreddamento.
Numerose tecnologie sensibili, latenti
o termo-chimiche possono conservare tale fornitura di energia rinnovabile
per periodi di maggiore richiesta,
ognuna delle quali caratterizzata da
diverse specifiche e vantaggi.
Pompe di calore
Le pompe di calore trasformano
l’energia rinnovabile termica disponibile a basse temperature, proveniente
dall’ambiente naturale, in calore a
temperature più elevate. Il ciclo della
pompa di calore può essere utilizzato
anche per fornire raffreddamento. Le
pompe di calore utilizzano energia
aerotermica, idrotermica e geotermica, e possono essere combinate col
calore proveniente da altre fonti energetiche rinnovabili in sistemi ibridi
(vedi sotto).
Queste fonti potrebbero essere rinnovabili in origine o provenire da energie
di scarto dei processi industriali e aria
di scarico degli edifici. Le pompe di
calore possono essere altamente efficienti, anche se la loro efficienza energetica complessiva primaria dipende
dall’efficienza della produzione di
energia elettrica (o altra sorgente di
energia termica) che usano.
Sistemi ibridi di energia rinnovabile
I sistemi ibridi di energia rinnovabile,
che uniscono due o più fonti di energia
in un unico sistema, sono in grado di
superare i limiti delle singole tecnologie, in particolare per i sistemi di gran-
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di dimensioni adatti per il teleriscaldamento e raffreddamento o per i processi industriali. La combinazione di
RES, disponibili in tempi diversi all’interno del sistema, è particolarmente
utile in presenza di una più costante
richiesta di calore, dove l’efficienza
complessiva del sistema dipende fortemente dal modo in cui le diverse sorgenti vengono combinate.
SINTESI
In origine le fonti di energia rinnovabili
in Europa erano biomasse, geotermica profonda, energia termica solare
ed eolica. Nel frattempo si sono
aggiunti dispositivi che utilizzano queste fonti, come le pompe di calore; la
discussione su questo tema è stata
relativamente semplice per i sistemi
con fonte terrestre, ma è stato complicato per pompe di calore ad aria.
Il consenso ottenuto dalle pompe di
calore ha segnato l’inizio di una rottura nel mercato dovuta all’introduzione
di questa nuova tecnologia in Europa.
In passato, le pompe di calore geotermiche (falde acquifere, acque sotterranee e di superficie) hanno dominato il
mercato, ma al giorno d’oggi sono le
pompe di calore a fonte d’aria ad
imporsi.
Tuttavia, alcuni paesi mostrano una
ripresa di sistemi geotermici nonostante i costi di investimento siano più
elevati; i vantaggi riguardano una
maggiore efficienza e nessun problema di rumore. I sistemi geotermici permettono il funzionamento in riscaldamento monovalente anche in climi
freddi e sono utili strumenti di misura
di gestione della domanda.
Nel caso di impianti di grandi dimensioni, il terreno può essere il luogo di
stoccaggio dell’energia che offre,
almeno inizialmente, migliori condizioni di riscaldamento e raffreddamento
durante la stagione fredda e calda.
Ma ci sono alcuni altri vantaggi nell’uso delle pompe di calore: possono utilizzare energia elettrica da fonti fluttuanti come il vento e il fotovoltaico
(PV) che in combinazione con le riserve energetiche possono contribuire
alla creazione di reti intelligenti. Essi
agiscono come il principale sistema di
generazione di calore per i sistemi di
teleriscaldamento e raffreddamento
utilizzando fonti naturali nonché il calo-
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re recuperato dall’industria e saranno
la tecnologia chiave per rendere il mercato del riscaldamento energetico efficiente e libero da emissioni di CO2. Le
pompe di calore (vedi figura 1) hanno
messo in evidenza come i dispositivi
più importanti per il riscaldamento e il
raffreddamento, oltre che a recuperare
calore per la riduzione di emissione di
CO2, abbiano determinato un aumento
dell’efficienza.
●
I docenti Centro Studi Galileo
presso Sanden Vendo, Frascold e Castel
per approfondire la CO2
Giovedì 17 settembre alcuni Docenti del Centro Studi Galileo hanno partecipato a visite aziendali organizzate per approfondire il delicato argomento
della CO2, nel solco più ampio dei nuovi refrigeranti alternativi.
La CO2 è sicuramente un futuro molto vicino e occorre approfondire ogni
aspetto degli impianti che la utilizzano come refrigerante: costruzione,
assemblaggio, controllo e caricamento. La Regolamentazione Europea
517/2014 diminuirà nei prossimi 15 anni dell’80% l’uso dei gas refrigeranti
fluorurati, per cui l’utilizzo di questa “nuova tecnologia”, soprattutto nei
supermercati, negli impianti industriali e nelle pompe di calore per acqua
calda sanitaria, sarà molto sviluppato. Il Centro Studi Galileo, con i suoi oltre
50 docenti e soprattutto con quelli specializzati in materia, organizza periodicamente corsi su questa tecnologia, il refrigerante e le sue applicazioni.
Continua a leggere su industriaeformazione.it
I Docenti CSG alla Castel, azienda partner CSG da oltre 20 anni, per sviluppare la documentazione
e le informazioni disponibili sui componenti che verranno sempre più utilizzati per l’uso dei refrigeranti naturali tra cui in particolare la CO2 è quella che più differisce.
Docenti CSG Gianfranco Cattabriga, Davide Modica, Roberto Ferraris, Enrico Girola, Davide Gricini,
Madi Sakande, Stefano Sarti, Ilario Spinello e Luigi Vanin in visita allo stabilimento Frascold.
imp MODULO 3 RA colore:mod 2002
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Speciale formazione sui refrigeranti alternativi per i soci ATF
Controllo e ricerca
delle fughe quando si usano
i refrigeranti alternativi
REAL ALTERNATIVES PROJECT
www.realalternatives.eu
CONTROLLO EFFICIENTE
DELLE FUGHE
Questa sezione tratta in dettaglio dei
differenti metodi di controllo delle
fughe e illustra come essi devono
essere eseguiti. Per molti dei metodi la
pressione è preferibile sia la maggiore
possibile:
• Quando si controlla il lato di alta
pressione l’impianto deve essere in
funzione, con la pressione di condensazione maggiore possibile.
• Quando si controlla il lato di bassa
pressione l’impianto deve essere
fermo (ma non in pump-down). Per
esempio la pressione di lavoro
dell’R290 per una temperatura di evaporazione di -30 °C è di 0,6 bar rel,
ma ad impianto fermo per una tempe-
ratura ambiente di 20 °C la pressione
risulta essere di 7,4 bar rel.;
• Per un impianto che ha gas saturo,
esso deve essere in sbrinamento
quando si controlla il lato di bassa;
• Per le pompe di calore a ciclo inverso devono essere controllati entrambi i lati alla pressione di condensazione maggiore possibile.
In tutti i casi è importante che il controllo venga condotto in maniera metodica e che tutte le parti dell’impianto
vengano controllate, incluse le connessioni dei pressostati e le valvole di
sicurezza.
Tutte le fughe devono essere rilevate.
La prima fuga trovata probabilmente
non è l’unica.
Le fughe vanno riparate il più presto
possibile ed il punto di perdita va
ricontrollato.
Soluzioni fai-da-te
Si raccomanda di usare un cercafughe a millebolle idoneo, non preparato
artigianalmente. Un preparato fai da te
può essere troppo diluito, così le bolle
non si formano, o troppo denso, così
esse non rilevano effettivamente la
fuga.
Cercafughe a millebolle
Il composto del millebolle di solito è
una sostanza non corrosiva che è
della giusta consistenza per formare
bolle facilmente. Può anche contenere un antigelo, in modo da non congelare sulle tubazioni al di sotto di 0 °C.
Questo è un buon sistema per localizzare una fuga, ma richiede tempo nei
circuiti grandi con molti giunti.
Non si può usare sui tubi isolati o sulle
parti di circuito che lavorano con pressioni inferiori a quella atmosferica. Può
servire un tempo di parecchi secondi
per formare una bolla se la perdita è
piccola o se la pressione è bassa.
Rappresenta un buon metodo per
localizzare con estrema precisione
una fuga che è stata individuata
mediante un rilevatore elettronico.
Esempio di bolle provocate da una fuga.
Cercafughe elettronici
I cercafughe elettronici sono strumenti di controllo che necessitano di essere controllati e tarati per assicurarne la
loro precisione.
Si raccomanda di controllarli ogni
volta che vengono usati.
Secondo le disposizioni del Regolamento sugli F-gas, che interessa
l’R32 e l’R1234ze, essi devono essere
tarati una volta l’anno. Questo è un
obbligo minimo – per la massima affidabilità il controllo dovrebbe essere
più frequente.
L’elemento sensibile non deve essere
inquinato con olio ed il filtro (quando
presente) deve essere sostituito con
periodicità.
25
imp MODULO 3 RA colore:mod 2002
26-10-2015
I tre tipi più diffusi di cercafughe elettronici si basano su diversi metodi rilevazione:
Cercafughe a diodo riscaldato
Il diodo deve essere sostituito di solito
ogni 100 ore d’utilizzo. La foto mostra
un tipico cercafughe a diodo riscaldato. Questo, di solito, rappresenta il
metodo più economico e il più usato
per i refrigeranti HFC.
9:00
Pagina 26
Cercafughe elettronici
Quando vengono usati cercafughe
elettronici con i refrigeranti infiammabili (R600a, R290, R1270, R32 e
R1234ze per esempio), è importante
che essi siano sicuri e sufficientemente sensibili per individuare la perdita di
refrigerante. Molti cercafughe elettronici che vengono impiegati con gli
HFC non sono sicuri per l’uso con i
refrigeranti infiammabili.
Per verificare se il cercafughe è correttamente funzionante si deve provocare una fuga aprendo una bombola o
un giunto del circuito per controllare
se il cercafuge è abbastanza accurato.
La foto mostra un semplice dispositivo
di taratura che si adatta alla valvola
della bombola o ad una connessione
del circuito. Quando la valvola viene
aperta il flusso attraverso il dispositivo
è di circa 5g/anno. Se il cercafughe
non la rileva esso deve essere fatto
controllare.
Cercafughe a infrarossi (IR)
Il sensore IR deve essere cambiato
con meno frequenza. La foto mostra
un tipico cercafughe a IR.
Semi conduttore
Il sensore di solito dura diversi anni .
La foto mostra un tipico cercafuge utilizzato per HC. Una tecnologia simile
viene usata per l’R717.
26
Questo sistema può essere impiegato
per molti refrigeranti, anche se l’entità
della fuga campione può essere variata. L’uso con R744 deve essere controllato con il fornitore – la pressione
dell’R744 può eccedere la massima
pressione sopportabile dal dispositivo.
Fughe-campione sono disponibili per
vari tipi di refrigerante. Di solito esse
sono contenute in piccole fiale che
riproducono una perdita di 5 g/anno a
20 °C. I grandi flussi di aria possono
diluire la fuga di refrigerante a tal
punto che essa non può essere individuata da un cercafughe elettronico.
Se possibile, è meglio fermare i ventilatori del condensatore e dell’evaporatore quando si cercano le fughe vicino
a tali componenti. Assicurarsi che i
pressostati di alta non intervengano e
che le valvole di sicurezza non sfiatino
in seguito all’arresto delle ventole del
condensatore. Se possibile, la ventilazione della stanza e qualsiasi altro
ventilatore presente in centrale frigorifera devono essere spenti per poter
controllare il circuito all’interno del locale. Assicurarsi che questo non porti alla
creazione di un’atmosfera infiammabile
in caso si verifichi una fuga.
Tranne l’R717, tutti i refrigeranti sono
più pesanti dell’aria, perciò tutti i giunti devono essere controllati nella parte
inferiore. Quando si entra in una cella
frigorifera va controllata l’aria a livello
del pavimento.
Additivi fluorescenti
Si può usare un additivo fluorescente
all’olio del circuito. In caso di fuga
l’additivo e l’olio fuoriescono dal circuito e possono essere individuati con
una lampada ultravioletto.
Il vantaggio di tale metodo è che è in
grado di rilevare una fuga anche se il
giunto o il componente non perdono
durante il test, un espediente utile in
caso di fughe intermittenti o quando
l’intera carica è già stata persa.
L’additivo macchia la tubazione e deve
essere rimosso dopo l’individuazione
della fuga.
Questo metodo presenta alcuni svantaggi:
• Alcuni produttori di compressori non
forniscono garanzia in caso venga
impiegato l’additivo;
• I separatori d’olio coalescenti separano l’additivo dall’olio cosicchè l’additivo non circola nel circuito. Questo è
particolarmente importante per gli
impianti centralizzati a R744 che di
solito usano questo tipo di separatore.
Cercafughe ad ultrasuoni
I carcafughe elettronici ad ultrasuoni
amplificano il rumore di una fuga
verso l’esterno o verso l’interno di una
tubazione.
Un esempio viene mostrato nella foto.
Di solito questi cercafughe hanno un
dispositivo ricevente che individua le
frequenze del suono all’interno di uno
specifico intervallo, simile a quello di
imp MODULO 3 RA colore:mod 2002
26-10-2015
una perdita di refrigerante.
L’uscita può avvenire attraverso delle
cuffie o di un allarme visibile/udibile.
Un vantaggio di questo metodo è che
può essere usato con qualsiasi tipo di
refrigerante nel circuito (o con azoto),
e su parti del circuito dove la pressione operativa è inferiore a quella atmosferica.
9:00
Pagina 27
Conseguenze della temperatura
ambiente sulla pressione
Di solito, per molte pressioni, la pressione varia di 0,7 bar per una variazione di 5 K della temperatura.
Le pressioni dell’R744 cambiano in
maniera maggiore.
Si può utilizzare un foglio di calcolo
elettronico per eseguire il calcolo – la
figura mostra un esempio dei risultati
di un test di pressione sul lato di alta
pressione di un impianto transcritico
a R744.
CALCOLI PER LA PRESSATURA
Pressatura con azoto
Se non è possibile trovare la fuga con
i metodi elencati sopra, o se l’intera
carica di refrigerante è andata persa, il
circuito deve essere pressurizzato con
azoto. Il circuito va lentamente pressato con azoto fino alla massima pressioni ammissibile (PS)1 e poi:
– ogni giunto va controllato con soluzione millebolle;
oppure
– il circuito va tenuto in pressione per
almeno 12 ore e poi verificato se ha
subito delle diminuzioni di pressione.
Si noti che quando si
usa il secondo metodo va tenuta sotto
osservazione la temperatura ambiente a
causa della relazione esistente tra la
temperatura e la pressione dell’azoto
nel circuito.
Se non si considera questo fatto un
aumento della temperatura ambiente
può occultare una perdita di azoto.
P2 = (P1 x T2) / T1
dove:
P1 è la pressione all’inizio del test
espressa in bar assoluti;
P2 è la pressione alla fine del test
espressa in bar assoluti;
T1 è la temperatura ambiente all’inizio
del test espressa in Kelvin;
T2 è la temperatura ambiente alla fine
del test espressa in Kelvin.
Gas tracciante premiscelato
Il test di pressione può essere condotto anche usando una miscela di azoto
con tracce di elio o idrogeno, di solito
il 5% di gas tracciante ed il 95% di
azoto. Il vantaggio di usare un gas con
tracce di elio o idrogeno è che entrambi hanno molecole piccole e bassa
velocità del gas e massa molecolare,
cosicchè provocano fughe più veloci e
si diffondono più velocemente. Si deve
usare un cercafughe elettronico sensibile al gas tracciante; questi saranno
presto disponibili
La foto mostra un esempio di cercafughe in grado di rilevare sia idrogeno
che refrigerante idrocarburo.
Nota – il gas tracciante premiscelato
si trova facilmente in commercio.
Usarlo di preferenza. Non miscelarlo
in cantiere.
CONTROLLO DELLE PERDITE
METODO INDIRETTO
Le condizioni di lavoro di un circuito
con perdite di solito sono diverse da
quelle normali:
• La pressione di aspirazione è più bassa (se non viene controllata, per
esempio in un impianto centralizzato);
• Il surriscaldamento (dell’evaporatore)
aumenta;
• Il sottoraffreddamento si riduce;
• La pressione di scarico si riduce (se
non viene controllata).
Un surriscaldamento eccessivo e sottoraffreddamento nullo o basso sono
entrambi buoni indicatori di scarsa
carica di refrigerante.
Anche il livello del liquido nel ricevitore
permette di determinare una perdita di
refrigerante, anche se il livello del liquido cambia normalmente al variare del
carico e delle condizioni ambientali.
Strumenti specifici per i tecnici
frigoristi
Si raccomanda che i tecnici frigoristi
usino strumenti specifici quando lavorano in maniera invasiva sui seguenti
circuiti:
• HC, R32 e R1234ze – deve essere
usato un cercafughe adatto ai gas
infiammabili;
• R744 – deve essere usato un cercafughe per anidride carbonica.
Il cercafughe va posto in basso nelle
vicinanze del circuito mentre è in funzione. In certi casi può essere necessario usare più di un cercafughe. Per
impostare il livello di allarme consultare la pagina della Sicurezza.
Esempi di cercafughe specifici per HC
sono mostrati nella foto.
1. EN378-2:2008 A2:2012 Impianti di refrigerazione e pompe di calore – Requisiti di sicurezza
e ambientali, Progettazione, costruzione, prove,
marcature e documentazione 6.2.2
27
imp MODULO 3 RA colore:mod 2002
26-10-2015
Per l’R717 la presenza di refrigerante si
può determinare dall’odore, a livello del
pavimento. Impianti di rilevazione fissi
delle fughe sono obbligatori quando il
circuito contiene più di 50 kg di R717.
RILEVATORI FISSI DI FUGHE
I rilevatori fissi di fughe vengono usati
sia per ragioni di sicurezza e in alcuni
casi per obblighi legislativi. I rilevatori
fissi non costituiscono un’alternativa ai
cercafughe manuali.
Qualsiasi rilevatore fisso dovrebbe
essere in grado di rilevare il refrigerante nei dintorni di un impianto e attivare
un allarme in caso di fuga. L’allarme
deve essere una priorità.
Sensori
I sensori devono essere posizionati ad
un basso livello per tutti i refrigeranti,
eccetto l’R717 per la quale devono
essere messi a livello alto. In alternativa i sensori devono essere posizionati nell’aria di ripresa dell’evaporatore.
Ci deve essere un numero di sensori
sufficiente per coprire l’intera area.
I sensori devono essere posizionati in
zone dove sono collocate le tubazioni
come i controsoffitti e le colonne montanti.
La figura mostra un rilevatore fisso di
fughe.
Calibrazione/ Manutenzione
I rilevatori fissi devono essere accessibili per la calibrazione /manutenzione
e protetti contro i danneggiamenti. Gli
allarmi vanno provati almeno una volta
l’anno. Un allarme deve attivare sia un
segnale acustico (almeno 15 dB al di
28
9:00
Pagina 28
sopra del rumore di fondo dell’ambiente) che visivo, sia interno che esterno
allo spazio monitorato.
Obblighi normativi
Una disposizione del Regolamento
F-gas 517/2014 stabilisce l’obbligatorietà dell’installazione di sistemi fissi di
rilevazione delle perdite per circuiti
che contengono più di 500 tonnellate
equivalenti di CO2 a partire dal 1 gennaio 2015. Tale disposizione si applica
ai refrigeranti R32 e R1234ye.
Rilevazione delle fughe
di ammoniaca
Le centrali frigorifere ad ammoniaca
vengono monitorate con rilevatori fissi
così come specificato in EN 378, che
stabilisce la loro obbligatorietà per
impianti sopra i 50 kg. Le fughe più
piccole non vengono rilevate a causa
della soglia di rilevazione minima di
500 ppm.
Tipi di sensore
Di solito in ambienti industriali le fughe
di gas tossici vengono individuate
mediante celle elettro-chimiche.
I sensori a semi-conduttore e pellistore (o catalitici) vengono usati per individuare gas infiammabili. I sensori e le
apparecchiature usate nelle centrali
frigorifere ad ammoniaca devono
essere sicuri e adatti ad essere usati
in Zona 2 nelle aree pericolose.
a) Celle elettro-chimiche
• I sensori elettro-chimici vengono progettati per rilevare bassi livelli di
ammoniaca (da 50 ppm a 500 ppm).
I sensori in sostanza sono piccole
batterie che iniziano a scaricarsi non
appena vengono prodotti.
• La velocità di scarica aumenta in presenza del gas da rilevare (e in alcuni
casi, anche se in misura minore, da
altri gas): hanno una vita da circa 18
mesi a 4 anni (dipende dal livello di
fondo del gas e dalle condizioni operative di temperatura e umidità).
• Quando si usano le celle elettro-chimiche è normale accettare che esse
si consumano nel tempo e perciò
devono essere sostituite a intervalli
regolari, anche se ciò può risultare
costoso.
2. EN378-3:2008 A2:2012 Impianti di refrigerazione e pompe di calore – Requisiti di sicurezza
e ambientali, Progettazione, costruzione,prova,
marcatura e documentazione 7.1, 7.2 e 7.3
b) Sensori a semi-conduttore
• I sensori a semi-conduttore possono
essere usati per individuare perdite
fino a 10000 ppm.
• Il maggior pregio dei sensori a semiconduttore è che sono di lunga vita,
possono funzionare in ambienti gravosi, forniscono responsi in breve
tempo anche se in alcuni casi forniscono falsi allarmi.
• Il maggior difetto è la rilevazione di altri
gas, che porta a fornire falsi allarmi.
c) Sensori a pellistore (o catalitici)
• Questi sensori si possono usare per
rilevare concentrazioni di 10000 ppm
di ammoniaca. Il principio di funzionamento del sensore pellistore si
basa sul fatto che il gas infiammabile
viene bruciato sulla superficie di un
filo di platino riscaldato rivestito con
un catalizzatore. L’aumento di temperatura e resistenza viene individuato
elettricamente.
• Comunque, la testa del sensore può
essere “avvelenata” da altri composti e la sensibilità si può ridurre molto
se il sensore viene collocato in
ambiente con alte concentrazioni del
gas che si sta rilevando.
• Si noti che un pellistore non è in
grado di rilevare se viene attivato in
presenza di gas con concentrazione
al di sopra del limite di esplosione
inferiore (LEL).
Rilevatori a infrarossi
Con questo tipo di apparecchiatura,
viene usata una una piccola pompa del
vuoto per rilevare campioni da più
punti e inviarli in sequenza a un analizzatore a infrarossi. L’analizzatore cerca
la prova della presenza del gas specifico e riesce ad identificare la zona da
cui esso proviene. L’analizzatore può
individuare livelli di ammoniaca nell’intervallo da 0 a 10000 ppm.
Soglie di allarme e funzioni
di commutazione
• BSEN378 richiede un’azione per bassa concentrazione per non più di 500
ppm e per alte concentrazioni per non
più di 30000 ppm.
• Gli allarmi per livelli di bassa concentrazione sono associati con i livelli di
tossicità. A bassi livelli di concentrazione viene attivata la ventilazione
meccanica. In più può essere inviato
un messaggio di allarme se l’impianto
è monitorato da remoto.
imp MODULO 3 RA colore:mod 2002
26-10-2015
• Per elevati livelli di concentrazione
vengono isolati tutti i circuiti elettrici
all’interno della centrale frigorifera, ad
eccezione di quello delle ventole. SI
accendono le luci di emergenza.
Diffusione del gas
e posizionamento dei sensori
• Il numero e il posizionamento dei
rilevatori dipende dalle dimensioni e
dal numero dei componenti dell’impianto. Un sensore di solito copre
un’area di circa 36 m2.
• Va data priorità alle posizioni vicine
al compressore (di tipo aperto) e alle
pompe del liquido. In genere per
l’ammoniaca i sensori vanno posizionati al di sopra dell’impianto, ma
dove l’ammoniaca viene pompata il
sensore va posizionato a livello
basso vicino alla pompa per rilevare
eventuali perdite di liquido.
• Può essere utile disporre alcuni sensori tutt’intorno alla sala macchine,
comunque almeno un sensore deve
essere capace di individuare un livello di allarme basso.
• Un sensore disposto in corrispondenza dello scarico della valvola di
sicurezza permette di monitorare gli
sfiati. Si può utilizzare un disco di
rottura con la pressione.
NORME DI SICUREZZA
Infiammabilità
I refrigeranti idrocarburi sono altamente infiammabili, R717, R32 e R1234ze
sono leggermente infiammabili. Questi
refrigeranti di solito vengono usati purchè non venga superato il limite pratico
(approssimativamente il 20% del limite
di infiammabilità inferiore) all’interno di
uno spazio chiuso occupato. Vedi il
Modulo 1 per ulteriori spiegazioni sul
limite pratico. Comunque, in alcuni casi
una fuga può dar luogo ad una miscela infiammabile, per esempio in una
centrale frigorifera. In questi casi deve
essere utilizzato un rilevatore automatiRefrigerante
LFL, kg/m3
Livello allarme,
kg/m3
R32
R1234ze
R600a
R290
R1270
0,307
0,303
0,043
0,038
0,047
0,061
0,061
0,0086
0,0076
0,0094
9:00
Pagina 29
co di fughe. Il rilevatore deve segnalare
un allarme quando si raggiunge il 20%
del limite di infiammabilità inferiore.
Tossicità
L’R717 è tossica e ha un limite pratico
molto basso (0,00035 kg/m3). Si deve
usare un rilevatore automatico fisso se
una fuga può causare il superamento
di tale limite. Il livello inferiore di allarme deve essere impostato a 500 ppm
e deve attivare la ventilazione meccanica ed un allarme sonoro. Il livello
superiore deve essere impostato a
30.000 ppm e deve fermare l’impianto
e isolare le parti elettriche.
Asfissia
L’R744 è un gas asfissiante e per questo si deve installare un rilevatore
fisso in spazi chiusi occupati come
una cella frigorifera o una centrale frigorifera. Questo perché una fuga in
tali ambienti potrebbe compromettere
le possibilità di evacuazione dell’area.
Si raccomanda che il livello di allarme
venga fissato al 50% del limite di
esposizione di tossicità acuta (ATEL)
o del limite di mancanza di ossigeno
(ODL) come specificato in EN378 per
quanto riguarda le sale macchine.
Questo è il livello al di sopra del quale
si verifica un effetto negativo che può
risultare sia da un’esposizione singola
che multipla in un breve tempo (di solito meno di 24 ore).
Per l’R744 l’ATEL/ODL è di 0,036
kg/m3, cosicché l’allarme deve essere
impostato a 0,018 kg/m3 (approssimativamente 20.000 ppm).
Di solito c’è anche un pre-allarme a
5.000 ppm poichè in caso di perdite si
ha un rapido aumento della concentrazione a causa dell’alta pressione
dell’R744.
●
Certificazione obbligatoria per i nuovi refrigeranti?
L’Europa dice sì
Il 10 settembre, presso il Centro Borschette, Rue Froissart 36, Bruxelles. E’
andato in onda un capitolo importante della strategia europea per l’eliminazione
dei gas refrigeranti dannosi per l’ambiente: i famosi gas fluorurati.
L’incontro a cura della Direzione generale per l’Azione climatica della
Commissione Europea, ha visto succedersi la relazione del Consulente della
Direzione in materia ambientale Ray Gluckman e del Direttore Tecnico Centro
Studi Galileo in rappresentanza del Consorzio Real Alternatives, progetto di formazione a distanza sui refrigeranti alternativi, Marco Buoni. Ecco l’agenda dell’incontro.
La Direzione Generale Climate Action della Commissione Europea ha istituito
un forum consultivo per prendere visione delle posizioni dei soggetti interessati
in relazione all’applicazione del regolamento (UE) n 517/2014, in particolare per
quanto riguarda la disponibilità di alternative ai gas fluorurati ad alto effetto serra.
Continuare a leggere su www.industriaeformazione.it
Consultation Forum organizzato dalla Commissione Europea per verificare le barriere,
lo stato di avanzamento ed implementazione della nuova regolamentazione Fgas con
tutte le associazioni di categoria. In particolare nella seconda parte nel pomeriggio, si
è trattato approfonditamente della necessità di costituire una Certificazione obbligatoria dei Tecnici che utilizzano i nuovi gas refrigeranti (Idrocarburi, CO2, ammoniaca,
HFO ecc.). Nella foto Marco Buoni (al centro) unico invitato alla presentazione oltre al
consulente EU Ray Gluckman (sulla destra).
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imp CO2 VENDO:mod 2002
26-10-2015
9:02
Pagina 30
Speciale refrigeranti alternativi
L’utilizzo della CO2
negli impianti frigoriferi
per la conservazione degli alimenti
DANIELE BARBIERATO
SandenVendo Europe
Articolo tratto dal
16° Convegno Europeo
L’uso della CO2 (R744) come gas
refrigerante nelle varie applicazioni
della piccola e medio/piccola
refrigerazione commerciale sta
sempre più aumentando, dovuto al
fatto che gli attuali gas refrigeranti
HFC, come l’R134a e l’R404A in
base all’attuale normativa Europea,
dovranno essere dismessi in modo
graduale a breve termine.
Attualmente nella refrigerazione
commerciale di modesta potenza e
a basso contenuto tecnologico
(espansione diretta con tubo
capillare o valvola termostatica) i
gas refrigeranti tipicamente usati
per i vending machine, bottle
cooler e showcase di piccola e
media dimensione e attualmente
disponibili in sostituzione agli HFC
e con basso valore di GWP, si
possono raggruppare in sole due
tipologie, i nuovi refrigeranti
sintetici come gli HFO, ed i
refrigeranti naturali come l’R744 e
gli Idrocarburi (HC).
Questo documento descrive
perché l’utilizzo dell’R744 nella
refrigerazione commerciale di
modesta potenza, è una scelta
ragionata e valida, ed è una
30
soluzione a lungo termine,
responsabile sia sotto l’aspetto
ambientale, di sicurezza ed
energetico, considerando anche
che in alcuni casi è la sola scelta
possibile, ma soprattutto perché
questa tecnologia è disponibile da
subito, senza aspettare possibili
refrigeranti sintetici futuri di quinta
o sesta generazione, magari
aspettando la scadenza degli
obblighi normativi, perché
altrimenti nel frattempo
continueremo ad immettere sul
mercato apparecchi
potenzialmente dannosi
nell’ambiente in cui viviamo, e
quindi a noi stessi.
Vengono trattati sommariamente i
principali vantaggi e svantaggi
sull’utilizzo dell’R744 operante in
un ciclo transcritico, mettendo in
evidenza che alcuni punti critici
negativi, come il basso rendimento
termodinamico ad alte temperature
ambientali, possano essere
considerati uno svantaggio solo a
determinate condizioni, ma che
non rispecchiano fedelmente la
realtà di tutti i giorni.
Inoltre vengono presentati alcuni
test report, fatti su di un
Distributore Automatico con un
sistema refrigerante a R744,
confrontandolo con uno analogo
funzionante a R404A, per
dimostrare che, nel caso specifico,
l’utilizzo dell’R744 è una scelta
valida sotto tutti i punti di vista.
INTRODUZIONE
Come conseguenza al continuo riscaldamento globale del pianeta, la
Comunità Europea ha emanato azioni
specifiche, per l’eliminazione graduale
dei fluidi refrigeranti HFC ad alto valore di GWP, per i frigoriferi e congelatori commerciali . e apparecchiature
fisse di refrigerazione.
Dal 1 Gennaio 2020 saranno proibiti i
refrigeranti HFC con GWP > 2500
(GWP R404A = 3922) e dal 1 Gennaio
2022 HFC con GWP > 150 (GWP
R134a = 1430).
Gli HFC R134a e R404A sono attualmente usati nella quasi totalità negli
apparecchi refrigeranti di medio/piccola
refrigerazione commerciale, quindi
questo porterà i produttori di questi
apparecchi, a cercare “ancora” una
alternativa ai tradizionali HFC, “ancora”
perché è una storia già vissuta!
Nel tempo siamo passati da utilizzare
i CFC seguiti dagli HCFC per poi arrivare agli attuali HFC, ora stiamo pensando alla quarta generazione di fluidi
refrigeranti come gli HFO, con un valore GWP più basso dei precedenti.
Sicuramente è doveroso pensare e
trovare una soluzione per la tutela dell’ambiente in cui viviamo, ma a questo
punto la soluzione dovrebbe essere
definitiva, senza pensare in un prossimo futuro a una 5^ o 6^ generazione
di gas refrigeranti.
Attualmente le possibilità di utilizzare
fluidi refrigeranti con basso valore di
GWP che saranno in accordo con
l’ultima normativa Europea emanata,
per medio/piccoli impianti di refrigera-
imp CO2 VENDO:mod 2002
26-10-2015
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zione commerciale, sono solo tre, gli
Idrocarburi (HC); l’Anidride Carbonica
(R744) e i nuovi refrigeranti sintetici
HidroFluoroOlefine HFO, questi ultimi
sono già la 4^ generazioni di fluidi
refrigeranti sintetici.
Gli HFO sono già utilizzati da molte
case automobilistiche nei sistemi refrigeranti per aria condizionata, in ragione alla Normativa Europea vigente nel
settore automobilistico, principalmente perché la sostituzione degli HFC a
favore degli HFO, non comportava un
drastico cambiamento dei principali
componenti del circuito frigorifero,
usati precedentemente con il refrigerante R134a, presentano una relativa
bassa infiammabilità, hanno un basso
valore di GWP (da 4 a 7) e un rendimento termodinamico simile all’
R134a, quindi utilizzabili da subito,
senza dover riprogettare l’intero circuito refrigerante con conseguenti costi
di investimento.
Di fatto però, gli HFO sono sempre
sostanze prodotte da sintesi chimica e
attualmente non abbiamo una statistica affidabile nell’uso di queste sostanze nel tempo. Ogni anno vari ricercatori scoprono che sostanze largamente usate dall’uomo da molti anni, possono provocare gravi danni alla salute
umana, alle acque e agli animali,
all’ambiente. Quindi al giorno d’oggi,
nessuno potrà mai dichiarare che una
sostanza creata dall’uomo in laboratorio sarà sempre sicura nel tempo, ci
vorrebbero diversi decenni di sperimentazioni, test e statistiche.
Indubbiamente gli HFO hanno il vantaggio di essere una buona soluzione
agli HFC in fase di Drop-In, cioè in
sostituzione agli attuali R134a e R404A
negli impianti esistenti di refrigerazione.
In conclusione, si può affermare che
gli unici fluidi refrigeranti sicuri per
l’ambiente e per questo tipo di applicazioni, sono quelli naturali, quelli
naturalmente presenti in natura, come
gli Idrocarburi HC e l’R744.
LA SCELTA DEI REFRIGERANTI
NATURALI
Prendendo in considerazione solo i
fluidi refrigeranti naturali come gli HC
e l’R744 per la medio/piccola refrigerazione commerciale, c’è da considerare che gli HC hanno dei limiti restrittivi dettati dalle vigenti normative, che
Pagina 31
Grafico 1.
limitano questi refrigeranti nelle applicazioni commerciali, senza limitazioni
di localizzazione, a 150 grammi come
carica massima per ogni circuito frigorifero. I refrigeranti HC sono infiammabili, e per questo hanno una classificazione di sicurezza A3, ciò significa che
hanno una bassa tossicità, ma nella
scala dei gas refrigeranti risultano i più
infiammabili, sono spesso oggetto di
severe richieste di sicurezza per quel
che riguarda le quantità permesse
nelle zone occupate, appunto per l’alto
valore di infiammabilità, mentre l’R744
ha una classificazione di sicurezza A1,
bassa tossicità e non infiammabile.
L’utilizzo degli HC è già molto ben
affermata sul mercato, ed essi vengono usati nella maggioranza dei frigoriferi domestici, congelatori e alcuni bottle coolers, ma molti produttori di refrigeratori commerciali sono ancora
molto prudenti nell’utilizzo degli
Idrocarburi nei loro apparecchi, proprio perché il potenziale rischio di incidenti dovuti all’infiammabilità del gas,
è costantemente presente durante
tutto il ciclo di vita dell’apparecchio,
per molteplici motivi, come possibili
errori umani in fase di progettazione,
di manutenzione e smaltimento.
Inoltre bisogna considerare che un
apparecchio anche se in conformità
con gli standard e i regolamenti applicabili (EN378, ATEX 100) non solleva
necessariamente il costruttore dell’ap-
parecchio, dalla responsabilità in caso
di incidenti.
Soprattutto in questi casi, dove gli
operatori del settore sono chiamati a
lavorare con queste sostanze potenzialmente infiammabili, la formazione
e il continuo aggiornamento dei tecnici, è di vitale importanza per scongiurare possibili e gravi problemi di sicurezza. Attualmente con l’istituzione del
Patentino Europeo dei Frigoristi, si è
fatto un passo molto importante, in termine di formazione e qualifica del personale addetto alla refrigerazione,
grazie anche al Centro Studi Galileo di
Casale Monferrato, punto di riferimento Italiano ed Europeo, che da sempre
è in prima persona per formare e qualificare i tecnici presenti e futuri, ed a
divulgare le informazione scientifiche
provenienti da tutto il mondo.
Tornando a parlare degli HC nella
medio/piccola refrigerazione commerciale, purtroppo in alcuni casi è molto
rischioso l’uso di queste sostanze
infiammabili, come nel caso di utilizzo
all’interno del circuito refrigerante in
un Distributore Automatico per bevande, snack e prodotti alimentari, perché
all’interno della cella refrigerata, vi è la
presenza di molti componenti elettrici,
come motori di vendita in corrente
continua, microinterruttori, ventilatori,
resistenze elettriche, che impedisco
l’utilizzo degli HC.
Alla SandenVendo Europe, come
31
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anche per tutto il gruppo di aziende
che fanno parte della Sanden
Corporation, è stato deciso di utilizzare l’R744, come soluzione definitiva e
a lungo termine, per i sistemi refrigerati installati in tutti gli apparecchi
destinati alla refrigerazione commerciale del tipo plug-in, come i distributori automatici, bottle coolers, banchi e
vetrine refrigerate per la GDO.
Grafico 2.
I PRINCIPALI PUNTI A FAVORE
DELL’R744 (CO2)
• La CO2 è una sostanza naturale che
esiste in natura, naturalmente presente nell’atmosfera terrestre.
• Non è infiammabile e ha bassa tossicità.
• Ha un’alta capacità volumetrica di
refrigerazione (circa 5 volte maggiore
dell’R404A e circa otto volte maggiore
dell’R134a) quindi, a parità di potenza
frigorifera, i compressori hanno una
cilindrata e dimensioni inferiori, come
pure gli scambiatori di calore.
• I compressori lavorano a minori rapporti di compressione, quindi con una
migliore efficienza isoentropica.
• La CO2 ha un basso costo e largamente disponibile in tutto il mondo.
• Basso GWP (1) e in caso di perdite,
non ha impatto diretto sul cambiamento climatico.
• Non ci sono impedimenti legislativi in
qualsiasi paese del mondo, che ne
vieta l’uso, o che imponga una restrizione utilizzandolo come gas refrigerante, quindi può essere una soluzione a lungo termine.
• La CO2 non può essere brevettata,
qualsiasi azienda può produrla,
anche localmente, e venderla senza
l’impegno economico di pagare
royalty.
• Migliore efficienza termodinamica a
moderate e basse temperature
ambientali, con unità condensatrici
raffreddate ad aria, rispetto ai tradizionali HFC.
SVANTAGGI DELL’R744
• Pressioni di lavoro molto più elevate in
un ciclo transcritico, che possono raggiungere i 140 bar.
• Maggiori costi dei componenti utilizzati nei sistemi refrigeranti.
• Minore efficienza termodinamica, in
32
Fonte dati : database NOOA (National Oceanic Atmospheric Administration)
confronto agli attuali HFC ad alta temperatura ambientale. Sopra una certa
temperatura, che può essere compresa tra i 25 °C e i 35 °C, il COP decresce in modo significativo. Dipende
ovviamente dal tipo di applicazione.
ANALISI DEI PUNTI A SFAVORE
DELL’R744
Le alte pressioni di lavoro dell’R744,
in verità possono essere un falso problema, i componenti adatti a lavorare
ad alte pressioni, specialmente per
gli impianti di medio/piccola potenza,
sono largamente disponibili e affidabili.
La SandenVendo Europe, ha cominciato a realizzare i primi distributori
automatici con l’R744 nell’anno 2004,
in occasione delle Olimpiadi di Atene
in Grecia. Da allora ha messo sul commercio diverse migliaia di distributori
automatici funzionanti con l’R744 in
tutto il mondo, senza mai aver mai
riscontrato un solo problema, dovuto
alle alte pressioni di lavoro dell’R744
nei propri sistemi refrigeranti.
Maggiori costi per i componenti utilizzati per i sistemi refrigeranti a R744. In
effetti, questo è il solo punto reale a sfavore dell’R744, non molto per il compressore, perché negli anni la differenza di costo si sta allineando a quelli per
HFC, ma soprattutto per i materiali
usati per gli scambiatori di calore,
generalmente realizzati con tubi in
rame e alette in alluminio, che a parità
di superficie di scambio termico, utilizzano tubi in rame con spessore maggiore, per via delle pressioni di progetto maggiori, con conseguente aumento
del peso e del costo finale.
Se però si considera un possibile
risparmio energetico anche significativo a moderate temperature ambientali, il costo iniziale può essere totalmente azzerato durante vita del prodotto, senza contare i minori potenziali rischi per la sicurezza (durante
l’utilizzo, riparazione e smaltimento)
rispetto all’utilizzo di HC.
La minore efficienza termodinamica
alle alte temperature in confronto agli
attuali HFC può essere un dato importante nella scelta del’’R744 come gas
refrigerante, perché per avere un vantaggio reale nell’uso di questo gas,
oltre alla compatibilità ambientale
deve seguire anche un vantaggio
energetico, altrimenti il problema non
viene risolto, ma solo spostato, perché
un aumento del consumo energetico
richiede una maggiore produzione di
energia elettrica e quindi un aumento
delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Se si vuole essere realisti, non bisogna calcolare il consumo energetico di
un apparecchio per la refrigerazione
commerciale come se fosse di utilizzo
stagionale, come i condizionatori
d’aria per il solo raffrescamento o le
pompe di calore solo per il riscalda-
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mento invernale, ma il bilancio energetico dovrebbe essere fatto su base
annuale, perché nella refrigerazione
commerciale per la conservazione
degli alimenti, gli impianti sono in funzione per tutto il periodo dell’anno.
Generalmente i test di riferimento per
apparecchi come i Distributori Automatici, vengono eseguiti a 32 °C per
apparecchi destinati a climi temperati
e a 42°C per climi tropicali, ma questo
esclusivamente per dimostrare che
l’apparecchio riesce a mantenere la
corretta temperatura del prodotto da
conservare, anche alle alte temperature ambientali, in quanto questi apparecchi molte volte sono installati al di
fuori dei locali commerciali climatizzati, anche all’aperto.
Considerando che l’R744 a moderate
temperature ambientali ha un’efficienza energetica migliore rispetto agli
attuali HFC, e che la temperatura
media annua superficiale della terra è
di circa 24 °C, si può pensare che
l’utilizzo dell’’R744 non sia penalizzato
sotto il profilo energetico, anzi potrebbe
essere anche migliore rispetto agli
attuali gas refrigeranti, senza considerare che molti apparecchi per la refrigerazione commerciale sono installati
in ambienti climatizzati, e che le temperature in genere non superano mai i
26 °C nelle stagioni più calde.
Nel grafico 1 un esempio reale della
variazione di temperatura durante le
ore del giorno rilevata nella città di
Cordoba in Spagna, considerata in
assoluto una delle città più calde
d’Europa. Il grafico riporta le temperature medie mensili, rilevate a ogni ora
del giorno. Da come si può notare le
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Grafico 3.
Risultati di un test comparativo tra un sistema refrigerante a R744
e uno a R404A installati su un distributore automatico SandenVendo
per la conservazione di alimenti.
temperature medie mensili massime
nel 2014 per i mesi più caldi dell’anno,
Luglio e Agosto, superano i 30 °C per
sole 8/9 ore al giorno.
Nel grafico 2 sono riportate le temperature medie mensili rilevate nel
2014, sempre per la città di Cordoba,
i valori medi per i mesi più caldi,
Luglio e Agosto, sono rispettivamente di 26.6 °C e 27.3 °C, mentre la
temperatura media annua si attesta a
17.8 °C.
Come si può notare dai grafici sopra
riportati, un apparecchio funzionante
a R744 installato in una località con un
Distributore SUNISO
leader mondiale lubrificanti minerali
e sintetici (P.O.E.) per compressori frigoriferi
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clima relativamente caldo, anche se
dovrà operare a temperature elevate
per alcuni periodi dell’anno e di conseguenza con una minore efficienza
energetica rispetto agli attuali HFC,
sarà poi avvantaggiato nei successivi
periodi dell’anno in maniera molto
superiore.
In ogni caso, come specificato in precedenza, il punto di incrocio che determina un miglioramento o il degradamento dell’efficienza energetica di un
sistema refrigerante funzionante a
R744 in un ciclo transcritico e la temperatura ambiente, varia ovviamente
dal tipo di applicazione e da come è
stato ottimizzato l’impianto, sia nella
scelta dei componenti fondamentali
come gli scambiatori di calore e
l’utilizzo di uno scambiatore rigenerativo (SLHEX) che le relative pressioni di
lavoro, come ad esempio il gas-cooler,
che come spiegato ampiamente nella
letteratura scientifica, risulta essere il
componente più critico.
Da come si può notare dal grafico 3,
l’utilizzo dell’R744 in un sistema refrigerante installato su di un distributore
automatico in confronto allo stesso
distributore, ma funzionante con il gas
refrigerante R404A, oltre ad avere un
incremento generale delle prestazioni,
consente di avere un notevole rispar-
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I Docenti CSG visitano l’azienda per gli impianti commerciali a CO2.
mio energetico, anche a una temperatura ambiente di 32.5 °C.
Inoltre durante un field test comparativo
effettuato dalla Sanden Corporation su
un bottle cooler funzionante a R744 in
confronto ad uno funzionante a
R134a, posizionati nella stessa locazione, ha dimostrato una riduzione del
consumo energetico di circa 8% a
favore dell’R744.
CONCLUSIONI
Dopo i CFC, messi al bando vent’anni
fa per i danni allo strato di Ozono, ora
preoccupa il contributo degli HFC per
l’effetto serra e il contributo al surriscaldamento globale, quindi ancora
una volta siamo chiamati a trovare
soluzioni tecniche riguardanti la sostituzione di questi gas attualmente utilizzati nei sistemi refrigeranti della
refrigerazione commerciale.
Le varie soluzioni intraprese negli anni
passati, non si sono rilevate delle vere
soluzioni, perché se è vero che alcuni problemi come il deterioramento
dello strato di Ozono siano stati risolti con l’avvento degli HFC, nel contempo il problema del surriscaldamento globale è stato solo rimandato
ai giorni d’oggi.
Viene ora d’obbligo riflettere sulle
scelte fatte in passato, e trovare una
soluzione definitiva a lungo termine, e
non una soluzione economica ma
temporanea.
I gas refrigeranti HFO, anche se possono essere ottime soluzioni come dropin, e a volte unica soluzione per alcune
applicazioni di nicchia nei casi in cui i
refrigeranti naturali siano ritenuti pericolosi o poco performanti, ma sono sem-
34
pre prodotti di sintesi chimica e la certezza di essere un prodotto valido oggi,
potrà venire meno un domani.
Utilizzare una sostanza naturalmente
presente in natura può sicuramente
darci una certezza anche per il domani.
L’R744 come gas refrigerante, è sicuramente una soluzione a lungo termine,
una valida alternativa agli HC in apparecchi dove possono esistere problemi
di sicurezza, e anche per la limitazione
della quantità massima consentita di
HC in un singolo impianto frigorifero che
ne limita l’applicazione per gli impianti di
discreta potenza. I principali punti a sfavore imputabili all’R744 in confronto
agli attuali HFC, potrebbero essere
nella maggior parte dei casi considerati come dei falsi problemi, perché
anche se è vero che l’R744 risulta
meno efficiente a temperature molto
alte rispetto agli HFC e principalmente
rispetto all’R134a, una analisi corretta
del bilancio energetico tra due sistemi,
dovrebbe essere fatta sul tempo di utilizzo del prodotto stesso e alle reali
condizioni di lavoro, e non alle estreme
condizioni in cui un sistema potrebbe
essere sottoposto a lavorare.
Come nell’esempio qui sopra riportato,
l’R744 è sicuramente un ottimo sostituto sotto ogni punto di vista agli HFC, è
una soluzione a lungo termine ed è
disponibile da subito, con solo piccole
modifiche ai componenti utilizzati negli
attuali sistemi refrigeranti, e considerando il crescente interesse verso questa sostanza naturale applicata alla
refrigerazione, la ricerca scientifica porterà sicuramente a sviluppare nuove
soluzioni e nuovi componenti sempre
più ottimizzati, per migliorare ulteriormente le applicazioni di questa sostanza naturale, come gas refrigerante.
●
ULTIME NOTIZIE
Progetto Real Alternatives: 600 tecnici del freddo formati on line! • Martedì 15 settembre si
è svolto l’ultimo incontro del progetto europeo Real Alternatives sulla formazione sui refrigeranti
alternativi. Il successo del progetto è sotto gli occhi di tutti. Già 600 tecnici hanno potuto studiare gratuitamente e da casa propria su www.realalternatives.eu La Commissione Europea DG
Clima la scorsa settimana ha dichiarato che il progetto potrà essere utilizzato da tutti i 27 Stati
Membri per ottemperare alle richieste della regolamentazione europea 517/2014 di formazione
ed informazione sugli impianti e le tecnologie che verranno utilizzati in futuro.
NOTIZIE DALL’EUROPA
Politica & Ambiente
Francia: nuovo studio sul contenimento • Cemafroid e IRSTEA hanno condotto uno studio,
commissionato dall’AFCE, sul contenimento delle installazioni frigorifere da settembre 2014 a
maggio 2015.
In piena crescita: Le energie rinnovabili • Secondo un recente rapporto dell’agenzia internazionale dell’energia AIE, nei prossimi cinque anni, le energie rinnovabili conosceranno il tasso
di crescita più elevato di tutte le altre fonti di energia grazie all’abbassamento dei costi e alla forte
crescita delle energie rinnovabili nei paesi in via di sviluppo.
Industria & Tecnologia
Nuovo studio sui fluidi refrigeranti • L’associazione britannica BRA ha pubblicato una guida sui
fluidi di sostituzione battezzata PURR (Putting into use replacement refrigerants). Lo studio tratta la disponibilità dei fluidi e le sfide per il settore che derivano dalla nuova regolamentazione sui
gas fluorurati.
Economia & Generalità
La CO2 transcritica ha il vento in poppa • Secondo uno studio dell’Istituto di ricerca britannico MarketsandMarkets, l’Europa è il mercato più importante per i sistemi con CO2 transcritica.
Entro il 2020, dovrebbe raggiungere i 26 miliardi di US$ con una crescita annua complessiva
del 42,1% dal 2015 al 2020.
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Speciale nuovi refrigeranti a ridotto GWP
R-32 un refrigerante
per condizionatori
e pompe di calore
HILDE DHONT
Environment Research Center, Daikin Europe N.V.
VANTAGGI DELL’R-32
Articolo tratto dal
16° Convegno Europeo
INTRODUZIONE
Condizionatori e pompe di calore funzionanti a R-32 sono stati immessi sul
mercato giapponese, da Daikin a partire dal 2012, e successivamente anche
da altri produttori. Air conditioners and
heat pumps with R-32 as refrigerant
are commercialized already since
2012 in Japan by Daikin, followed by a
variety of other equipment manufacturers. Nel frattempo macchine funzionanti con R32 sono stati introdotti sui
mercati di Australia, Nuova Zelanda,
India Tailandia, Vietnam, Filippine,
Malesia, Indonesia e a partire dal 2013,
anche in Europa.
COS’È L’R-32 ?
R-32 (difluorometano) è già noto da
molti anni come uno dei componenti
dell’R-410A (R-410A è una miscela
di 50 % di R-32 e il 50 % di R-125).
Oggi è ormai ampiamente riconosciuto che l’impiego nella sua forma
pura, anziché quale componente
dell’R-410A o di altri tipi di miscele,
offra molteplici vantaggi.
L’R-32 offre una serie di vantaggi estremamente interessanti, dal punto di
vista dell’impatto ambientale. Rispetto
al più diffuso refrigerante comunemente utilizzato (R-410A), il potenziale di
riscaldamento globale (GWP) dell’R-32
è soltanto un terzo (il GWP è 675 per
R-32 rispetto a 2088 per R-410A). In
aggiunta, grazie alle sue caratteristiche
termodinamiche è in grado di assicurare una migliore efficienza pur in presenza di cariche più contenute.
Grazie alle sue caratteristiche l’R-32
risponde ottimamente ai requisiti del
regolamento F-gas 517/2014, nella
sua versione più aggiornata, che richiede una riduzione graduale nel consumo di HFC - espressa in CO2 equivalente (kg x GWP). In effetti, per i produttori, sarà fondamentale optare per
refrigeranti con sempre più basso
GWP e/o che consentano di ridurne la
quantità utilizzata all’interno delle singole apparecchiature.
A puro titolo di esempio, per i mono
split con carica di refrigerante inferiore
a 3 kg, a partire dal 2025 scatterà
l’obbligo di usare refrigeranti con un
GWP inferiore a 750 (questo vale solo
per le nuove apparecchiature, non per
la manutenzione di quelle esistenti).
Un ulteriore vantaggio dal punto di
vista ambientale è rappresentato dal
fatto che, trattandosi di un refrigerante
mono componente, l’R-32 è più facilmente riciclabile e riutilizzabile.
L’R-32 può essere facilmente utilizzato
dagli installatori e dai manutentori poi-
ché ha pressioni di lavoro simili
all’R410A e può essere immesso nelle
apparecchiature sia in fase gassosa
che liquida.
Poiché non si tratta di una miscela,
non ci sono preoccupazioni per ciò
che riguarda il “glide” o la sua composizione in caso di fughe.
SICUREZZA DELL’R-32
Poiché l’R-32 appartiene alla categoria dei refrigeranti leggermente infiammabili (classe 2L secondo lo standard
ISO817), lo stesso può essere utilizzato in piena sicurezza nelle principali applicazioni destinate a condizionatori e pompe di calore. Naturalmente
ciò deve avvenire nel pieno rispetto
delle prescrizioni, siano esse a livello
Europeo che locali, dei costruttori
delle apparecchiature e dei fornitori
del refrigerante in bombole, esattamente come avviene per ogni altro
tipo di refrigerante.
Non esiste possibilità d’innesco
dell’R-32 se la concentrazione all’interno di una stanza rimane al di sotto
del limite di infiammabilità inferiore
(0,306kg/m3).
Le normative e gli standard in materia
di sicurezza, internazionali ed europei
quali EN60335-2-40 e EN378, definiscono le linee guida che consentono
di restare molto al di sotto del limite
inferiore d’infiammabilità in caso di
fughe accidentali.
La tabella riportata illustra un esempio
pratico basato su due modelli, a pare-
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te, di climatizzatori Daikin, disponibili
sul mercato europeo.
La tabella mostra come per alcuni
modelli sia definita la superficie minima
della stanza (in pianta), da rispettare
ma che questo, nella pratica non rappresenti un ostacolo al suo impiego poiché l’applicazione avviene tipicamente
in stanze con superficie maggiore.
ALCUNE DOMANDE FREQUENTI
SULL’R-32
Servono attrezzature specifiche
per installare o manutenere
apparecchiature che utilizzano
l’R-32?
E’ necessario verificare che manometri, dispositivi cerca fughe e stazioni di
recupero siano adatti all’impiego con
R-32. Esistono sul mercato attrezzature che sono utilizzabili sia con R-32
che con R-410A. E’ consigliabile verificare direttamente con i produttori di
questi dispositivi ed apparecchi.
Si prevede che l’R-410A, in
un prossimo futuro, non sarà
più disponibile?
L’R-410A sarà certamente disponibile
per la manutenzione delle apparecchiature già installate. A partire dal
2025, i sistemi mono split con carica
inferiore ai 3 kg e contenenti R-410A
non potranno più essere immessi sul
mercato europeo (EU). Questa limitazione vale solo per queste apparecchiature. Ci si aspetta però che
l’impiego dell’R32 cresca anche in altre
applicazioni anche in considerazione
del processo di graduale riduzione
Pagina 36
Calcolo basato sui requisiti richiesti dallo
standard di sicurezza EN60335-2-40, utilizzando la carica massima di refrigerante
in presenza dello sviluppo massimo delle
tubazioni tra unità interna ed esterna.
Daikin Emura
FTXM
FTXJ20-RXJ20
FTXJ25-RXJ25
FTXJ35-RXJ35
FTXJ50-RXJ50
FTXM20-RXM20
FTXM25-RXM25
FTXM35-RXM35
FTXM42-RXM42
FTXM50-RXM50
delle quote refrigeranti disponibili in
Europa. In ogni caso l’R410A resterà
disponibile ovunque le normative di
sicurezza o le disposizioni vigenti non
consentano l’impiego dell’R-32.
L’R-32 può creare problemi
al compressore, in funzione
della più elevata temperatura in
uscita dallo stesso?
La temperatura del refrigerante allo
scarico del compressore è generalmente più elevata rispetto ad altri tipi
di refrigerante. Tuttavia, in regime di
raffreddamento e anche in condizioni
esterne particolarmente severe, con
una progettazione attenta anche a
questo aspetto, sia le prestazioni che
l’affidabilità del compressore sono
assolutamente garantite. Nel caso di
funzionamento in regime di riscaldamento, ed in presenza di temperature
esterne molto rigide, sarà opportuno
utilizzare dei sistemi di controllo sull’aspirazione del compressore stesso.
Superficie
minima
in pianta
Nessun limite
Nessun limite
Nessun limite
2,76 m2
Nessun limite
Nessun limite
Nessun limite
3,44 m2
3,44 m2
Tipica superficie
del locale nei
R-32 - OK?
quali questi
modelli vengono
installati
20 m2
25 m2
35 m2
50 m2
20 m2
25 m2
35 m2
42 m2
50 m2
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
L’R-32 richiede un olio
lubrificante diverso?
Si. Gli olii lubrificanti utilizzati per
l’R410A hanno modeste caratteristiche
di miscibilità se utilizzati con l’R-32.
Tuttavia il mercato ora offre nuovi tipi
di lubrificanti aventi caratteristiche di
miscibilità e viscosità eccellenti e
adatti all’impiego sia con R-32 che
con R-410A.
●
ULTIME NOTIZIE
Tour NO PIF – NO GAS
Fedele alla sua mission di informazione ai
Tecnici del Freddo il Centro Studi Galileo ha
messo in campo il Direttore Tecnico Marco
Buoni che ha effettuato una serie di seminari gratuiti chiamato NO PIF – NO GAS.
Nel corso degli incontri Buoni si è soffermato sull’importanza dei refrigeranti alternativi, sulla nuova regolamentazione dei
gas fluorurati e sull’eliminazione dell’80%
dei gas attualmente sul mercato.
Gli incontri, della durata di due ore ciascuno, si sono tenuti a Agliana (16 settembre),
Roma (17 settembre) e Milano (23 settembre). Disponibile gratuitamente il PDF e il
video integrale del corso.
Continua a leggere su
www.industriaeformazione.it
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imp FANTONI 166:imp FANTONI 88
26-10-2015
8:49
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Speciale principi di base del condizionamento dellʼaria: nuovi refrigeranti a R32
R32: il nuovo refrigerante per
il condizionamento residenziale
PARTE TERZA
166ª lezione
È DISPONIBILE
LA RACCOLTA COMPLETA
DEGLI ARTICOLI
DEL PROF. FANTONI
Per informazioni 0142.452403
[email protected]
PIERFRANCESCO FANTONI
CENTOSESSANTASEIESIMA
LEZIONE DI BASE SUL
CONDIZIONAMENTO DELL’ARIA
Continuiamo con questo numero il
ciclo di lezioni di base semplificate
per gli associati sul condizionamento
dell’aria, così come da 15 anni sulla
nostra stessa rivista il prof. Ing.
Pierfrancesco Fantoni tiene le lezioni
di base sulle tecniche frigorifere. Vedi
www.centrogalileo.it.
Il prof. Ing. Fantoni è inoltre
coordinatore didattico e docente del
Centro Studi Galileo presso le sedi
dei corsi CSG in cui periodicamente
vengono svolte decine di incontri su
condizionamento, refrigerazione e
energie alternative.
In particolare sia nelle lezioni in aula
sia nelle lezioni sulla rivista vengono
spiegati in modo semplice e
completo gli aspetti teorico-pratici
degli impianti e dei loro componenti.
R32: UNA VERA NOVITÀ?
La vera novità riguardante l’R32 non è
tanto il fatto che tale refrigerante è stato
sintetizzato da poco, dato che il suo utilizzo nel campo del freddo risale ad
un’epoca esattamente coincidente con
quella di molti altri refrigeranti HFC e
che possiamo identificare con la cosiddetta 3a generazione di refrigeranti
(vedi figura 1). Infatti l’R32 entra nella
composizione di molte miscele che da
anni vengono comunemente utilizzate
nel settore della refrigerazione e del
condizionamento.
Questo refrigerante, infatti, lo troviamo
al 23% nella composizione dell’R407C,
al 50% nell’R410A, al 15% nella composizione dell’R427A e al 30% nella
composizione del più recente R407F,
tanto per fare solo alcuni esempi. La
vera novità, invece, sta nel fatto che,
mentre in passato veniva impiegato
come componente delle miscele azeotrope e zeotrope, ora invece trova applicazione come fluido puro.
INTRODUZIONE
Continuiamo ad approfondire la conoscenza dell’R32, il nuovo refrigerante
individuato per la climatizzazione residenziale e piccolo commerciale, più
ecologico dell’R410A che va a sostituire.
L’analisi delle diverse caratteristiche
esistenti tra i due refrigeranti permette
di avere utili indicazioni sul rispettivo
comportamento frigorifero e di conoscere alcune peculiarità, anche dal
punto di vista pratico, delle apparecchiature di condizionamento che li
contengono.
R32 VS R410A
L’R410A è, ormai, un refrigerante ben
noto a tutti coloro che lavorano nel settore del condizionamento. Esso è una
miscela HFC che presenta la caratteristica di avere un glide molto ridotto,
tant’è che quando ci si appresta ad
eseguire l’analisi del funzionamento di
un circuito frigorifero (pressioni, temperature, ecc.) per verificarne il suo corretto funzionamento si fa l’assunzione
quasi automatica che esso evapori e
condensi a temperatura costante.
Inoltre, molti installatori e manutentori
di circuiti frigoriferi eseguono la carica
indifferentemente liquida o gassosa,
cosa non possibile, ad esempio con
l’R407C. L’uso dell’R410A è ormai
diventato di dominio comune senza
grossi problemi, ricordando solamente
che tale refrigerante lavora con pressioni ben più elevate della maggior
parte degli altri refrigeranti.
L’R32 è un fluido puro, quindi non pone
problemi di movimentazione allo stato
liquido o gassoso: lo si può caricare
come meglio si crede senza problema
alcuno. Abbiamo visto che, come
l’R410A pone il problema delle elevate
pressioni di lavoro. Ma chi è già abituato a lavorare con l’R410A conosce
quali sono gli accorgimenti da adottare
per lavorare in sicurezza.
Dal punto di vista della tossicità del
refrigerante, l’R32, così come l’R410A,
non pone problemi di sorta. Entrambi
sono classificati a livello A. L’unica
attenzione va posta nel caso il refrigerante saturi un certo ambiente, fatto
che può comportare dei problemi respiratori al personale che si trova al suo
interno, non tanto per le caratteristiche
del refrigerante stesso quanto per la
mancanza di ossigeno nell’ambiente.
Quali sono, allora, le principali differenze tra questi due refrigeranti?
Ricordiamo innanzitutto che l’R32 è
uno dei due componenti (al 50%)
dell’R410A. Quindi è naturale che ci
siano degli elementi che accomunano
questi due refrigeranti. Esistono, però,
anche delle diversità che adesso
andiamo ad esaminare.
37
imp FANTONI 166:imp FANTONI 88
26-10-2015
LA TERMODINAMICA
FA LA DIFFERENZA
Per apprezzare le maggiori diversità
esistenti tra R32 e R410A è necessario
prendere in esame le proprietà termodinamiche dei due refrigeranti.
Per quanto riguarda le pressioni di
lavoro già s’è detto che l’R32 si comporta come l’R410A. Questo è un vantaggio per i tecnici che lavorano con
questi due refrigeranti in quanto possono tranquillamente pensare negli
stessi termini sia che lavorino con uno
che con l’altro fluido.
La temperatura critica dell’R32 risulta
essere maggiore di quella dell’R410.
Quest’ultimo ha una temperatura critica di circa 70 °C mentre il primo ha un
valore di circa 78 °C. La conseguenza
di ciò è un migliore COP per l’R32
rispetto all’R410A a parità di condizioni di lavoro. Ma vi è un altro parametro
che gioca a favore dell’R32 per quanto riguarda l’aspetto energetico.
Infatti, anche per quanto riguarda il
calore latente di vaporizzazione l’R32
ha “numeri” migliori dell’R410A. Questo
significa che per far passare dallo stato
liquido a quello di vapore l’R32 è
necessario somministrare più calore di
quello necessario per l’R410A. Questo
significa che per produrre il medesimo
effetto raffreddante all’interno di un
evaporatore è necessaria una quantità
di R32 liquida inferiore a quella di
R410A. Per avere la medesima potenza frigorifera dentro lo scambiatore
freddo deve transitare una minore
quantità di R32. Questo è un grande
vantaggio per il compressore, che così
deve spostare una quantità inferiore di
refrigerante: anche per tale ragione
l’efficienza energetica dell’R32 è
migliore di quella dell’R410A. Si può
ottenere lo stesso effetto raffreddante
spendendo meno energia.
Il vantaggio rispetto l’R410A non è
solo per quanto riguarda la massa che
circola nel circuito ma anche per ciò
che riguarda il volume. Ricordiamo
che il compressore ha il compito di
spostare il refrigerante allo stato gassoso. Esso lo preleva dall’evaporatore,
dove questo gas si forma in seguito
all’evaporazione del liquido. In generale per ogni chilogrammo di liquido che
evapora nello scambiatore non è detto
che si formi sempre lo stesso volume
di gas. Alcuni refrigeranti evaporando
38
8:49
Pagina 38
Figura 1.
Le varie famiglie di refrigeranti ordinate in una sequenza temporale,
dai più vecchi ai più recenti.
danno luogo a volumi maggiori di gas,
altri meno. Per quanto riguarda il lavoro che deve compiere il compressore
è proprio il volume di gas che interessa in maniera specifica, dato che esso
è una macchina di tipo volumetrico.
Fatta questa premessa, l’R32 quando
evapora nell’evaporatore, per produrre
un determinato effetto raffreddante, dà
luogo alla formazione di un volume di
vapore inferiore a quello generato
dall’R410A per produrre lo stesso
effetto raffreddante. Quindi, a parità di
freddo prodotto, il compressore per
R32 deve spostare un volume inferiore di gas rispetto al compressore a
R410A e quindi consuma di meno.
Oltre a ciò, poichè i volumi di gas in
gioco sono inferiori, anche le tubazioni del circuito frigorifero possono
essere dimensionate ancora più piccole di quelle necessarie per l’R410A,
che già rispetto agli altri refrigeranti
tradizionali si distingueva per i diametri ridotti.
Per quanto riguarda la densità, quella
dell’R32 è inferiore a quella
dell’R410A. Questo significa che una
volta determinato il volume interno di
un circuito frigorifero, se lo si carica
con R32 è necessaria una quantità in
peso inferiore rispetto a quella occorrente con l’R410A. Il che si traduce
nella necessità di una carica inferiore.
Dal punto di vista tecnico-pratico questo si traduce in minori tempi necessari per intervenire sul circuito, come
ad esempio nelle operazioni di recupero del refrigerante o di carica del circuito. Di riflesso il volume delle bombole necessarie per queste operazioni
può essere minore, con meno ingombro per il loro trasporto. Dal punto di
vista ecologico, il circuito a R32 risulta
avere un potenziale impatto sull’ambiente (in termini di riscaldamento globale) inferiore a quello che si ha con
R410A per un duplice motivo: come
detto, a parità di circuito, servono
meno chilogrammi di R32 per eseguire la carica corretta rispetto all’R410A;
in secondo luogo l’R32 ha un GWP di
circa 1/3 rispetto a quello dell’R410A.
Il prodotto del GWP per i kg di carica
del circuito risulta essere, quindi,
molto più favorevole per l’R32.
●
È vietata la riproduzione dei disegni su
qualsiasi tipo di supporto.
imp 3 INSTALLAZIONE colore kelly :mod 2002
26-10-2015
9:14
Pagina 39
Speciale formazione pratica per i soci ATF
Lista dei controlli e verifiche
da svolgere sugli impianti
di refrigerazione
KELVIN KELLY – BUSINESS EDGE
Halvart Koppen, alto funzionario ONU, con il
docente Kelvin Kelly presso la sede centrale CSG.
Tratto da “Air Conditioning Refrigeration and Heat Pumps Technology”, l’intero manuale
in lingua inglese può essere acquistato sul sito web www.businessedgeltd.co.uk
Compressore (ermetico)
• Esamina e pulisci le superfici esterne.
• Verifica le connessioni della scatola
elettrica a morsettiera e rivesti i
cablaggi liberi.
• Controlla che la protezione termica
sia a contatto in maniera corretta con
l’involucro esterno del compressore.
• Controlla i bulloni di fissaggio e i
dispositivi antivibranti.
• Controlla le perdite nella valvola di
intercettazione vicino allo stelo.
• Assicura che il riscaldamento elettrico del carter funzioni correttamente.
• Controlla che tutte le connessioni
Schraeder non abbiano perdite.
• Controlla le correnti assorbite all’avviamento del motore e durante il funzionamento.
• Esegui un test per la presenza di
acidi nell’olio del compressore (una
volta all’anno).
• Controlla le correnti assorbite all’avviamento del motore e durante il funzionamento.
Compressore (semiermetico)
• Esamina e pulisci le superfici esterne.
• Controlla le connessioni della scatola elettrica a morsettiera e rivesti i
cablaggi.
• Controlla il funzionamento della protezione termica del motore.
• Controlla il funzionamento del bypass di scarico del compressore.
• Assicurati che il sistema di raffreddamento del motore stia funzionando
correttamente.
• Controlla il livello dell’olio e se necessario ripristinalo.
• Controlla i bulloni di fissaggio e i
dispositivi antivibranti.
• Controlla le perdite nella valvola di
intercettazione vicino allo stelo
Assicurati che il riscaldamento elettrico del carter funzioni correttamente.
Compressore (unità aperta)
• Esamina e pulisci le superfici esterne
• Controlla il funzionamento del bypass di scarico del compressore.
• Controlla le perdite nella valvola di
intercettazione vicino allo stelo
Assicurati che il riscaldamento elettrico del carter funzioni correttamente.
• Verifica la guarnizione dell’albero per
eventuali perdite dell’olio e del refrigerante.
• Controlla il livello dell’olio e se necessario ripristinarlo.
• Verifica l’unità di assemblaggio e se
necessario regolala.
• Ispeziona il motore per eventuali
difetti con particolare attenzione alle
connessioni elettriche e ai cuscinetti
che devono essere lubrificati qualora
fosse necessario.
• Esegui un test per la presenza di
acidi nell’olio del compressore (una
volta all’anno).
• Controlla le correnti assorbite all’avviamento del motore e durante il funzionamento.
Telai di base
• Controlla che tutti i bulloni di fissaggio siano stretti correttamente.
• Ispeziona al meglio tutta la base, i
plinti e i supporti per la solidità.
• Controlla che tutti i sostegni siano
sicuri.
Separatori d’olio
• Assicurati che il ritorno dell’olio stia
funzionando correttamente.
• Controlla se sono presenti perdite
dell’olio.
Condensatori (raffreddamento)
• Pulisci con un pennello la superficie
del condensatore.
• Ispeziona eventuali danni e corrosioni.
• Controlla che tutte le ventole stiano
funzionando correttamente.
• Controlla che i supporti e le protezioni della ventola e del motore siano
sicure.
• Pulisci le superfici esterne dei motori.
• Verifica tutte le connessioni elettriche
e le guarnizioni dei pressacavi.
• Esamina e ricalibra la pressione statica del sistema.
• Controlla che tutti i bulloni di fissaggio siano sicuri e solidi.
• Raddrizza le alette danneggiate.
• Controlla le cinghie del ventilatore
per la corretta tensione e usura.
• Controlla l’avviamento del motore e
la corrente totale assorbita.
Condensatori (riscaldamento)
• Ispeziona per le perdite.
• Ispeziona la pressione della valvola
di sfogo.
• Ispeziona la condizione interna dei
tubi d’acqua all’interno del condensatore e registrane le condizioni.
(Questo si deve eseguire solamente
una volta durante un periodo di dodici mesi).
• Ispeziona e calibra la valvola di controllo della pressione di mandata.
39
imp 3 INSTALLAZIONE colore kelly :mod 2002
Condensatori (evaporativo)
• Ispeziona per le perdite.
• Controlla il sistema di distribuzione
dell’acqua e le pompe.
• Ispeziona e regola le cinghie del ventilatore.
• Controlla il supporto del ventilatore e
lubrifica qualora fosse necessario.
• ispeziona la serpentina per la formazione di incrostazioni.
• Assicurati che le linee di spurgo
siano libere.
• Ispeziona e calibra il controllo della
pressione di mandata del sistema.
• Controlla la funzione della resistenza
elettrica e del termostato.
• Ispeziona l’involucro per eventuali
segni di corrosione.
Torre di raffreddamento
ad acqua
• Controlla la distribuzione dell’acqua
del sistema e delle pompe.
• Ispeziona e controlla la ventola e, se
la trasmissione è a cinghia, regola le
cinghie del ventilatore e controllane
l’usura.
• Controlla i cuscinetti del ventilatore e
qualora fosse necessario lubrifica.
• Ispeziona la torre di riempimento per
deterioramento e ostruzioni.
• Assicura che i sistemi di raffreddamento o di troppo pieno funzionino
correttamente.
• Assicurati che il riscaldatore stia funzionando correttamente.
• Ispeziona il sistema di regolazione.
• Spurga e sciacqua il raccoglitore
come richiesto.
• Controlla le perdite d’acqua.
• Ispeziona l’involucro per eventuali
segni di corrosione.
26-10-2015
9:14
Pagina 40
• Controlla l’avviamento del motore e
la corrente totale assorbita.
Ricevitore del liquido
• Ispeziona tutti i giunti meccanici per
le perdite.
• Pulisci il vetro dell’indicatore di livello.
• Ispeziona la valvola di scarico.
Evaporatore (refrigeratore d’acqua)
• Ispeziona l’isolamento termico controllando che non abbia danni e
segni di deterioramento.
• Ispeziona tutti i giunti meccanici per
eventuali perdite.
• Controlla la caduta di pressione e la
temperatura in tutto l’evaporatore.
• Assicurati che il riscaldamento elettrico di sbrinamento stia funzionando
correttamente.
Evaporatore (tipo ventilato)
• Ispeziona e pulisci la batteria alettata.
• Ispeziona che l’involucro non abbia
segni di danni o corrosione.
• Controlla che le ventole stiano funzionando correttamente.
• Controlla che il montaggio della ventola del motore e i supporti siano sicuri.
• Pulisci le superfici esterne del motore.
• Ispeziona le connessioni elettriche e
le guarnizioni dei cavi.
• Controlla la continuità e l’isolamento
degli sbrinatori.
• Assicurati che gli scarichi della condensa siano liberi.
• Controlla la distribuzione di acqua
scongelata e i comandi.
• Raddrizza le alette danneggiate.
• Pulisci tutti i filtri dell’aria.
• Verifica che gli umidificatori funzionino correttamente.
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40
• Controlla le cinture della ventola per
la corretta tensione e usura.
• Controlla che il riscaldamento elettrico funzioni correttamente.
• Controlla l’avviamento del motore e
la corrente totale assorbita.
Comandi e valvole del sistema
Controlla il funzionamento dei seguenti
elementi e calibra se necessario:
• Interruttore alta pressione.
• Interruttore bassa pressione.
• Interruttore pressione dell’olio.
• Termostato di controllo.
• Termostato protezione antigelo.
• Termostato sbrinamento.
• Valvole solenoidi.
• Valvola di contropressione.
• Filtro deidratatore a 1 punto solo.
• Vetro - Spia.
• Valvola di intercettazione.
Comandi e pannelli elettrici
• Controlla le impostazioni di sovraccarico e calibra qualora fosse necessario.
• Pulisci le superfici di contatto e regola dove è necessario.
• Assicurati che tutte i segnali luminosi stiano funzionando correttamente
• Controlla tutti i fusibili.
• Ispeziona tutti i timer, i regolatori e i
relé.
• Stringi tutte le viti d’arresto, i bulloni e
connessioni.
Tubazione
• Ispeziona tutta la tubazione e i giunti per eventuali perdite o danni.
• Esamina tutte le linee isolate per
eventuale deterioramento.
• Controlla che siano sicuri tutti i supporti, i sostegni e ganci.
• Controlla le tubazioni flessibili di tipo
“Anaconda” per eventuali perdite.
• Ispeziona tutti gli attacchi rapidi per
eventuali perdite.
Unità a ventilconvettore
• Ispeziona e pulisci la serpentina alettata.
• Ispeziona il rivestimento per segni di
danno o corrosione.
• Controlla che le ventole funzionino
correttamente.
• Controlla che i fissaggi della ventola
del motore e le protezioni siano sicure.
• Pulisci la superficie esterna.
• Ispeziona tutte le connessioni elettriche e i pressacavi.
imp 3 INSTALLAZIONE colore kelly :mod 2002
• Controlla che gli scarichi della condensa siano liberi.
• Raddrizza le alette danneggiate
• Pulisci tutti i filtri dell’aria.
• Controlla che tutti i raccordi dell’acqua siano a tenuta stagna e saldi.
• Assicura che la presa d’aria e lo scarico dell’aria siano puliti.
• Controlla che il riscaldamento elettrico funzioni correttamente.
• Controlla l’avviamento del motore e
la corrente totale assorbita.
Unità a volume d’aria variabile
VRV - VRF
• Ispeziona il telaio per segni di danno
e corrosione.
• Controlla che tutti i raccordi per i
canali siano solidi e che siano a
tenuta stagna.
• Verifica che il controllo del servo motore funzioni correttamente.
• Ispeziona la serranda del flusso d’aria.
• Assicurati che la presa d’aria e lo
scarico d’aria siano puliti.
Unità per il trattamento dell’aria
• Ispeziona e pulisci la serpentina alettata.
• Ispeziona il telaio per eventuali segni
di danno e corrosione.
• Controlla che le ventole stiano funzionando correttamente.
• Controlla che i fissaggi della ventola
e i sostegni siano sicuri.
• Pulisci le superfici esterne dei motori.
• Ispeziona tutte le connessioni elettriche e i pressacavi.
• Assicura che gli scarichi della condensa siano liberi.
• Raddrizza le alette danneggiate.
• Controlla che tutti i raccordi per l’acqua siano a tenuta stagna e solidi.
• Assicurati che la presa d’aria o di
scarico siano pulite.
• Ispeziona che gli umidificatori funzionino correttamente.
• Controlla che i depuratori d’aria non
abbiano incrostazioni.
• Controlla che il riscaldamento funzioni correttamente.
• Controlla l’avviamento del motore e
la corrente totale assorbita.
RECUPERO DEL REFRIGERANTE
Il recupero del refrigerante dovrebbe
essere eseguito utilizzando una macchina adatta per il recupero, dovrebbe
26-10-2015
9:14
Pagina 41
Bombola
del refrigerante
Tara 8,9 kg
Riempimento massimo
netto 8,5 kg
Bilancia
Lordo
14,2 kg
a) Quanto nel cilindro? (contenuto netto)
b) Quanto si può aggiungere in sicurezza?
Capacità massima del riempimento del cilindro.
avvenire all’interno di un cilindro di
recupero adatto. le bombole di solito
hanno un volume massimo di riempimento di 10 kg, 23 kg o 53 kg, così
molte bombole potrebbero essere
richieste per quei sistemi di refrigerazione aventi una grossa carica. Il refrigerante recuperato solitamente sarà
poi mandato via per essere ritrattato.
Quando si recupera il refrigerante è
importante assicurare uno spazio
adeguato all’interno delle bombole per
la quantità di refrigerante che deve
essere rimosso e uno spazio che ne
permetta l’espansione.
Il diagramma qui sopra mostra una
bombola di recupero con:
peso tarato di 8,9 kg
riempimento massimo 8,5 kg
peso lordo di 14,2 kg
per calcolare il riempimento netto del
refrigerante, il peso tarato è dedotto
dal peso lordo.
Il peso netto deve essere continuamente monitorato e non è permesso
superare il riempimento massimo
netto.
Questo valore è ottenuto attraverso il
seguente calcolo:
14,2 (lordo) – 8,9 (tara) = 5,3 kg. (netto)
8,5 (riempimento massimo netto) – 5,3
(netto) = 3,2 kg (capacità rimanente)
Sicurezza
Tutti i refrigeranti sono asfissianti. È
perciò importante, quando si trattano i
refrigeranti, lavorare in una zona ben
ventilata, preferibilmente all’aria aperta. Se questo non è possibile, per via
dell’ambiente lavorativo, è importante
ricordare che la maggior parte dei
refrigeranti sono più pesanti dell’aria e
potrebbe essere richiesta una ventilazione forzata per prevenire un accumulo pericoloso.
Per i refrigeranti, che per natura evaporano generalmente a temperature
basse, c’è il potenziale pericolo che il
refrigerante liquido venga a contatto
con il corpo umano. Il liquido refrigerante assorbirà l’energia termica con
conseguente ustione (da freddo), che
può causare seri danni ai tessuti.
Alcuni refrigeranti sono ritenuti tossici
e inoltre potrebbero provocare una
varietà di malattie includendo ustioni
chimiche, problemi respiratori e problemi al funzionamento del sistema
centrale nervoso.
Tutti gli idrocarburi, gli HFO e alcuni
HFC sono infiammabili e devono
essere trattati secondo le norme.
Infatti, data la vasta gamma di refrigeranti disponibili ora e in futuro, e la loro
diversificazione del rischio, è indispen-
41
imp 3 INSTALLAZIONE colore kelly :mod 2002
sabile che gli ingegneri/ tecnici famigliarizzino con i rischi e pericoli associati ai fluidi presenti nei dispositivi, e
lavorino secondo una valutazione del
rischio adeguata e sufficiente sull’attività lavorativa in corso che deve essere eseguita.
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9:14
Pagina 42
Macchine di recupero
Sono disponibili delle adeguate macchine di recupero da usare con un’ampia
gamma di refrigeranti. Ci sono in diverse misure e capacità e dovrebbero
avere idealmente un compressore particolare senza olio con una funzione di
autoevacuazione e autopulitura. Le
unità di recupero dedicate devono essere utilizzate quando viene trasferito e utilizzato refrigerante infiammabile o A2L.
IN QUEST’AREA
SI DEVE INDOSSARE
QUESTO EQUIPAGGIAMENTO
DI PROTEZIONE DPI
Set collettore manometro
Sarà richiesto uno specifico collettore
da usare per ogni particolare refrigerante. Sono disponibili vari modelli
con una gamma di porte d’accesso e
possono essere digitali o analogici
(quelli digitali coprono quasi tutti i refrigeranti).
Flessibili e connessioni
I tubi flessibili del refrigerante sono
disponibili in varie lunghezze e terminazioni. È comunque preferibile che
vengano usati tubi per impieghi gravosi (pressione di esercizio di 60 bar e
pressione di scoppio di 276 bar) siccome questi hanno anche un’ulteriore
parete di rivestimento per prevenire
infiltrazioni e inoltre, nel tempo, riducono la probabilità di indebolimento della
parete del tubo.
Le connessioni tipiche sono 1/4” , ma
sui sistemi R410A questa misura è
stata cambiata in 5/16”
42
Chiave dinamometrica
Un’adatta chiave dinamometrica sarà
richiesta per fissare correttamente al
sistema connettori, dadi e bulloni.
Scegliere la corretta chiave dinamometrica permetterà di essere sicuri di
stringere correttamente i giunti meccanici per ridurre un probabile guasto.
Tipiche misure di serraggio per i rispettivi dadi sono:
6,35 dado svasato
14-18 N.m
9,52 o 12,7 dado svasato 34-42 N.m
15,88 dado svasato
68-82 N.m
Misuratori di temperatura e sonde
Questi sono utilizzati per assicurare
una misurazione accurata della temperatura superficiale e dell’aria.
Un’ampia gamma di sonde intercambiabili sono disponibili a seconda dell’applicazione. I misuratori sono in
grado di registrare le temperature
massime, minime e differenziali. È
necessaria un’accurata misurazione
della temperatura per assicurare livelli
corretti di sottoraffreddamento e surriscaldamento
Pinza amperometrica
Si dovrebbe usare un amperometro
con sensore effetto hall idoneo per
consentire sicurezza e un veloce
monitoraggio di un ampio spettro di
corrente nei motori. Lo strumento nell’esempio mostrato può rilevare amperaggi elevati tra 500 mA a 200 A.
Questo metodo è meno pericoloso
che misurare grandi amperaggi in
serie. La scelta della misurazione corretta per la portata della corrente è
essenziale per evitare guasti dell’apparato di misurazione e lesioni fisiche.
Multimetro portatile
I multimetri digitali più comuni combinano resistenza elettrica, forza elettromotrice (tensione AC/DC ) e misurazione a bassa potenza in uno stesso
strumento
imp 3 INSTALLAZIONE colore kelly :mod 2002
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Pagina 43
strumento dovrebbe essere usato su
tubi ricotti.
Rilevatore elettronico di perdite
portatile (cercafughe)
Ci sono diversi tipi disponibili:
• Effetto corona
• Diodo riscaldato
• Infrarossi
• Ultrasuoni
È importante individuare il miglior rilevatore di perdite da usare con uno specifico refrigerante (escludendo gli ultrasuoni). Le vigenti regolamentazioni
richiedono che questi dispositivi vengano calibrati annualmente per rilevare
una perdita equivalente di 5 g all’anno.
Svasatori
Si dovrebbero usare degli svasatori: in
qualsiasi caso, se viene richiesto uno
svasatore, l’uso corretto si ha con uno
svasatore eccentrico che può dare una
qualità migliore per via di un fermo che
assicura il corretto posizionamento del
tubo insieme a un limitatore di coppia.
Regolatore di pressione
del gas inerte
Sono disponibili regolatori e riduttori sia
singoli sia multifasi. Si dovrebbero usare
per assicurare la corretta regolazione di
un gas di spurgo (azoto) durante la brasatura, e per testare l’accurata forza e
tenuta di pressione dei sistemi e dei tubi
secondo gli standard attuali.
Espansori per tubi
nella refrigerazione
Questo strumento manuale permette
l’espansione di un tubo “femmina” per
consentire al tubo “maschio” di inserirsi all’interno per i giunti brasati a tenuta stagna della tubazione. Questo
Pompa del vuoto
Una pompa del vuoto a due fasi viene
usata per ridurre la pressione all’interno di un sistema a un punto dove
l’umidità presente evaporerà e il vapore
sarà poi rimosso dal sistema. Deve
essere raggiunta una pressione adatta
per assicurare la pulizia del sistema. È
importante assicurare il corretto livello
e qualità dell’olio che è usato per assicurare l’efficienza della pompa.
Vacuometro
Un vacuometro dovrebbe essere
usato per verificare che il corretto livello del vuoto sia stato raggiunto e inoltre che la disidratazione del sistema
sia avvenuta. Il livello di vuoto raggiunto dovrebbe essere monitorato per un
periodo di tempo adeguato per (a)
assicurare la completa disidratazione
annotando che non avvenga nessun
lieve aumento nella pressione e (b)
che il livello di vuoto sia mantenuto
secondo quanto indicato dal sistema.
Sono disponibili sia i manometri,
vacuometri analogici sia quelli digitali,
in qualsiasi caso bisogna prestare
attenzione quando si usa un dispositivo come questo e assicurarsi che non
siano eccessivamente pressurizzati in
quanto si danneggiano irrimediabilmente (soprattutto quelli analogici).
Piattaforma di pesatura elettronica
Si dovrebbe usare ogniqualvolta venga
richiesto il trasferimento del refrigerante. Una carica adeguata dei sistemi
può essere assicurata solamente attraverso l’uso corretto di questo dispositivo. Anche, quando bisogna rimuovere il
refrigerante, monitorare il peso di riempimento del cilindro di recupero è
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imp 3 INSTALLAZIONE colore kelly :mod 2002
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Pagina 44
importante per assicurarsi che il livello
di sicurezza sia raggiunto.
Kit di preparazione della tubatura
Prezioso per assicurarsi che il tubo
sia tagliato senza creare particelle
(trucioli). Il taglio del tubo dovrebbe
poi essere correttamente sbavato. È
importante assicurarsi che il residuo
non entri nella tubatura e le spazzole
possono essere usate per prevenire
tutto ciò.
Curvatubi
Ogniqualvolta sia necessario curvare
dei tubi ricotti, dovrebbero essere utilizzati dei curvatubi adatti per assicurare che il tubo sia curvato ad
un’angolatura corretta senza recare
danno alla struttura della parete.
Questi elementi hanno diverse misure
e possono essere manuali o idraulici.
Potrebbero anche essere usate delle
molle per tubi con diametri più piccoli
della tubatura.
È raccomandabile usare dei raccordi,
qualora ce ne fosse bisogno, per
cambiare la direzione dei tubi in rame
crudo.
ULTIME NOTIZIE
Turchia e Arabia Saudita: le ultime frontiere della formazione
internazionale Centro Studi Galileo – Nazioni Unite
Era l’anno 2012 e su incarico delle Nazioni Unite nascevano le prime missioni
formative internazionali del Centro Studi Galileo. Da allora edizioni del Patentino
Frigoristi hanno contribuito a formare Tecnici provenienti da 70 Nazioni. Molte
sono state le aree in via di sviluppo e altrettante quelle parzialmente sviluppate
ma che richiedono nozioni maggiori dal punto di vista tecnico. Obiettivo finale
l’innalzamento della conoscenza generale dei Tecnici del Freddo affinché
seguano, in tutto il mondo, le più moderne prescrizioni in tema di rispetto dell’ambiente e la successiva adozione di uno schema unificato di certificazione
sullo standard europeo.
Continua a leggere su industriaeformazione.it
Dispositivo per il lavoro
di brasatura
Un dispositivo adeguato di brasatura
ossiacetilenica è il metodo preferito
per la giunzione del sistema di refrigerazione. L’ossigeno può essere usato
con una varietà di gas combustibili;
questo permette di raggiungere temperature di infiammabilità molto elevate e consente un veloce riscaldamento dei tubi di refrigerazione tale da
permettere al metallo di base di sciogliere la bacchetta di riempimento e
assicurare corretti livelli di penetrazione, riducendo, così, probabili perdite.
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Speciale refrigeranti alternativi
Prestazioni impianto frigorifero
di un Supermercato, con R-449A
in confronto al R-404A
JOACHIM GERSTEL
Chemours Fluorochemicals EMEA – Germania
Articolo tratto dal
16° Convegno Europeo
R-404A è stato il refrigerante HFC
standard per le applicazioni
commerciali ed industriali di media
e bassa temperatura. Tuttavia, con
l’entrata in vigore del Regolamento
Europeo F-gas n° 517/2014 e
considerato l’alto valore del
potenziale di riscaldamento
globale del R-404A (AR4 100 year
GWP = 3922), sta crescendo
l’interesse per dei prodotti
alternativi a basso GWP, che
permettano prestazioni simili a
quelle del R-404A. DuPont ha
studiato queste alternative ed ha
trovato una miscela adatta ad
avvicinare, o anche a superare, le
prestazioni del R-404A, con una
riduzione significativa del GWP.
Sono stati studiati due diversi
approcci: il primo è l’uso di una
nuova miscela per convertire gli
impianti esistenti ad R-404A/R-507A
e il secondo è progettare nuove
unità per questo gas. Questo è
preferibile per i grandi impianti dei
supermercati e per i retrofit dei
sistemi esistenti ad R-404A che
sono stati progettati per
refrigeranti non infiammabili.
Questi approcci saranno valutati
tramite l’analisi dei cicli
termodinamici, esperimenti di
laboratorio e numerose prove in
supermercati.
I risultati presentati da queste
misurazioni includono una prova
“sul campo” in Italia, permettendo
il confronto delR-449A rispetto ai
dati di basedel R-404A, consumo
energetico e dati di pressione e
temperatura.
Keywords: R404A-Alternatives, low
GWP-Refrigerants, global warming,
Hydro-Fluoro-Olefin (HFO), refrigerants, climate change, energy efficiency, retrofit, Thermodynamic Cycle
and Testing Analysis
INTRODUZIONE
Molti refrigeranti sembra siano stati
sviluppati per avere prestazioni simili al R-404A. Tuttavia, lo scopo di questa presentazione è solo di discutere di
un candidato selezionato: Opteon®
XP40 (R-449A). Esso ha un GWP di
1397 (AR4), circa il 64% inferiore a
quello del R-404A. Non è infiammabile
(ASTM E681-04 2004 e ASHRAE Std
34-2010 2010) e quindi è specialmente
adatto all’uso in grandi sistemi, come
nei supermercati. Il suo GWP è anche
inferiore a quello di altri refrigeranti
alternativi al R-404A, come R-407A
(36% inferiore) e R-407F (23% inferiore). R-449A (conosciuto anche come
DR-33) è stato provato globalmente in
dozzine di supermercati, a media e
bassa temperatura, che erano stati originalmente progettati per R-404A.
PROPRIETÀ TERMODINAMICHE
E PRESTAZIONI
I confronti tra le proprietà termofisiche
del Opteon® XP40 (R-449A) ed i gas
R-404A, R-407A e R-407F sono
mostrati nella Tabella 1. I punti di ebollizione sono molto simili ed i punti critici di tutti gli alternativi sono più alti di
quello del R-404A.
Le pressioni del Vapore e le densità
del liquido sono pure simili.
Le densità del vapore di tutti gli alternativi sono leggermente inferiori a
quelle del R-404A e ciò ridurrà il flusso di massa.
Tabella 1.
Proprietà Termofisiche.
Boiling Point [°C]
Critical Point [°C]
Vapor Pressure at 25 °C [kPa]
Liquid Density at 25°C [kg/m3]
Vapor Density at 25 °C [kg/m3]
R-404A
-47
72
1254
1044
65,3
R-407A
-45
82
1253
1145
49,7
R-407F
-46
83
1311
1117
47,5
R-449A
-46
82
1274
1096
49,2
45
imp PRESTAZIONI gestel:mod 2002
26-10-2015
9:09
Pagina 46
Tabella 2.
Prestazioni del Ciclo Termodinamico.
Refrigerant
Suction
Pressure
[kPa g]
Discharge
Pressure
[kPa g]
R-404A
R-407A
R-407F
R-449A
63.9
30.5
38.4
37.9
1857
1778
1865
1794
Comp Ratio
Compressor
Disch Temp
[°C]
Ave. of Evap
and Cond
Temp Glide
[K]
Vol. Capacity
[kJ/m3]
Capacity
Rel to
R-404A
[%]
COP
COP
Rel to
R-404A
[%]
29
58
49
47
98.5
122,1
132,7
120,9
<1
4.6
4.5
4.3
742
729
777
754
100
98
104
102
1.264
1.383
1.375
1.384
100
109
108
109
Tabella 3.
Media Temperatura 24 °C Dati rilevati dal 19/7/2013 (R-404A) e 31/7/14 (Opteon® XP40).
100
Parameter
Evaporating Pressure / bar.g
Mean Evaporator Temperature / ºC
Compressor Suction Superheat / K
Compressor Discharge Temperature / °C
Condensing Pressure / bar.g
Mean Condensing Temperature / °C
Total Liquid Subcool / K
External Temperature / °C
Total Day Power Consumption / kWh
Per una valutazione della prestazione
termodinamica di raffreddamento, il
ciclo è stato impostato per confrontare
R-407A, R-407F e R-449A vs. R-404A.
Le condizioni sono state scelte a 32 °C
di temperatura ambiente:
Temp. Evaporazione = -35 °C,
Temp. Condensazione = 43 °C,
Sottoraffreddamento = 5 °K,
Surriscaldamento (usuale) = 10 °K,
Surriscaldamento (non usuale) = 20 °K
e efficienza isoentropica del compressore = 75%.
Average
3.1
-11.7
20.5
69.9
13.8
31.4
14.5
23.9
R-404A
Min
2.9
-13.0
14.8
65.3
12.1
26.8
1.6
19.5
2864
Max
3.5
-8.9
27.7
76.9
16.6
38.6
21.4
30.1
I risultati sono mostrati nella Tabella 2.
Tutti e tre le alternative mostrano una
capacità relativa simile al R-404A alle
basse condizioni di temperatura.
Tutte hanno un “glide” di temperature
più alto del R-404A, ma questi valori
di “glide” sono confrontabili a quelli di
altri refrigeranti commerciali attualmente in uso.
Per esempio, R-407A, che è stato
usato con successo per molti anni,
con queste condizioni ha un glide di
4.6°K.
Average
2.7
-11.5
12.3
71.3
13.0
31.0
17.5
23.7
Opteon® XP40
Min
2.6
-12.4
6.1
63.1
11.3
26.2
10.7
16.8
2516
Max
3.0
-9.4
22.9
77.5
15.5
37.4
24.8
29.5
Le temperature di scarico del Compressore sono anche più alte di quelle
del R-404A, specialmente R-407F
mostra valori inaccettabili con queste
condizioni operative. Per proteggere
il compressore, nel caso di uso di R407F, sono necessarie ulteriori modifiche al sistema, come ad es. la ventilazione della testa, o l’iniezione di
liquido.
L’efficienza energetica è prevista in
aumento in tutti i casi vs. R-404A,
specialmente se non è necessaria
l’iniezione di liquido.
Centrale di refrigerazione a
media-temperatura di un Sistema
ibrido R-404A/CO2 in un
supermercato italiano convertito
ad Opteon® XP40 (R-449A)
In un progetto pilota, nel Luglio 2014, i
tecnici della società italiana di progettazione ed assistenza CREA SpA,
Milano, hanno convertito la centrale a
media temperatura (MT) di un sistema
ibrido a R-404A/CO2 in un supermercato di Milano ad Opteon® XP40 (R449A). La centrale di refrigerazione
MT del Sistema ibrido R-404A/ CO2 è
costituita da sei compressori a vite
46
imp PRESTAZIONI gestel:mod 2002
26-10-2015
9:09
Pagina 47
Grafico 1.
Potenza assorbita (kWh) vs. media giornaliera temperatura ambiente.
Bitzer, con valvole di espansione elettroniche, che regolano la temperatura
di 73 banchi frigoriferi e di 7 celle.
L’installazione usa valvole di espansione elettroniche ed il Sistema Danfoss
ADAP-KOOL®. In preparazione del
retrofit i nuovi coefficienti del Opteon®
XP40 sono stati inseriti via PC nel
Sistema di controllo. Nessun componente è stato sostituito e non è stato
richiesto il cambio del lubrificante. Il
retrofit è iniziato dopo la chiusura del
negozio, il sabato sera ed è stato completato ben prima dell’apertura della
Domenica mattina.
La Tab. 3 mostra le due serie di dati,
basati su quasi la stessa temperatura
media ambiente di 24 °C, confrontando i dati del R-404A con quelli del
Opteon® XP40 (R-449A).
Le temperature di condensazione ed
evaporazione sono essenzialmente le
stesse per entrambi i refrigeranti con
pressioni di evaporazione e condensazione leggermente più basse per
l’Opteon® XP40. La temperatura di
scarico del compressore non cambia
in modo significativo, ma successivi
esami dei dati mostrano che il surriscaldamento del compressore è più
basso quando opera con Opteon®
XP40 e questo spiega, contrariamente alle aspettative, perché la temperatura di scarico è inferiore.
Un’altra significativa differenza tra i
due refrigeranti è il valore del sottoraffreddamento del liquido, che è maggiore con l’Opteon® XP40 rispetto al
R-404A.
Utilizzando una linea di tendenza
lineare per ogni serie completa di dati,
si può notare che le prestazioni del R404A e del Opteon® XP40 a basse
temperature ambienti medie giornaliere (~19 °C) sono confrontabili, ma a
temperature più elevate (>25 °C) si può
arrivare a oltre il 6-7% di riduzione dei
consumi energetici usando Opteon®
XP40 (Vedi grafico 1).
Usando un set di dati limitato tra 19 °C
e 26ºC di temp. media giornaliera (che
esclude 4 punti dei dati post retrofit) la
differenza dei valori delle linee di tendenza mostra che i consumi energetici con Opteon® XP40 possono essere
perfino oltre al 9% inferiori rispetto al
R-404A alle temperature più alte della
serie considerata.
Altre misure, prima e dopo il retrofit,
hanno evidenziato che questo nuovo
refrigerante ha una maggiore efficienza energetica, specialmente alle alte
temperature ambiente, rispetto al gas
R-404A usato in precedenza. La
capacità di refrigerazione resta invariata. Le temperature di scarico sono
entro le tolleranze dei compressori a
vite Bitzer perfino nei giorni più caldi.
CONCLUSIONI
Opteon® XP40 (R-449A) è un refrigerante a base di HFO (Hidro-FluoroOlefin) che non danneggia l’ozono
stratosferico, ha un basso Potenziale
di Riscadamento Globale “Global
Warming Potential” (GWP), con un
bilanciamento “ottimale” delle proprietà, per sostituire R-404A/ R-507A/
R-407A and R-407F in sistemi con
compressori volumetrici, ad espansione diretta, in applicazioni commerciali
ed industriali di bassa e media temperatura. Opteon® XP40 è adatto a
nuove installazioni e alla conversione
dei sistemi esistenti, offrendo spesso
un miglioramento dell’efficienza energetica ed un GWP il 64% più basso
del R-404A (basato sui valori di GWP
del Regolamento (EU) 517/2014).
Molti fabbricanti di compressori ed altri
componenti hanno recentemente introdotto questo nuovo refrigerante nei loro
software di progettazione, per il suo
uso anche nelle nuove installazioni.
Molte prove effettuate in Supermercati,
in vari paesi, incluso in Italia, hanno
mostrato comportamenti molto simili
tra i due fluidi.
Le sole modifiche al sistema sono
state la regolazione dei dispositivi di
espansione e dei controlli. In generale,
il consumo energetico del R-449A è
tendenzialmente inferiore a quello del
R-404A, mentre gli altri parametri prestazionali sono simili. L’uso di questo
refrigerante a basso GWP può efficacemente ridurre l’impatto ambientale
degli impianti di refrigerazione, permettendo la transizione dal R-404A
con minimi cambi al sistema.
●
Disclaimer:
Le informazioni qui esposte sono fornite gratuitamente e sulla base di dati
tecnici che DuPont/Chemours ritiene
affidabili. Esse sono destinate all’uso
da parte di persone che hanno competenze tecniche, a proprio rischio.
Dal momento che le condizioni di utilizzo sono al di fuori del nostro controllo, si declina ogni garanzia, espressa o implicita e non assumiamo alcuna responsabilità in relazione a qualsiasi uso di queste informazioni. Nulla
di quanto qui riportato può essere
considerato licenza per operare sotto,
o una raccomandazione ad infrangere
alcun brevetto o domande di brevetto.
47
imp FANTONI 186:imp FANTONI 108
26-10-2015
10:02
Pagina 48
Speciale corso di tecniche frigorifere per i soci ATF
Chi paga è sempre il compressore!
Conseguenze di una cattiva
manutenzione del circuito frigorifero
186ª lezione di base
PIERFRANCESCO FANTONI
ARTICOLO DI
PREPARAZIONE AL
PATENTINO FRIGORISTI
CENTOTTANTASEIESIMA
LEZIONE SUI CONCETTI
DI BASE SULLE TECNICHE
FRIGORIFERE
Continuiamo con questo numero il
ciclo di lezioni semplificate per i
soci ATF del corso teorico-pratico
di tecniche frigorifere curato dal
prof. ing. Pierfrancesco Fantoni.
In particolare con questo ciclo di
lezioni di base abbiamo voluto, in
questi 15 anni, presentare la
didattica del prof. ing. Fantoni, che
ha tenuto, su questa stessa linea,
lezioni sulle tecniche della
refrigerazione ed in particolare di
specializzazione sulla
termodinamica del circuito
frigorifero.
Visionare su www.centrogalileo.it
ulteriori informazioni tecniche
alle voci “articoli”
e “organizzazione corsi”:
1) calendario corsi 2015,
2) programmi,
3) elenco tecnici specializzati negli
ultimi anni nei corsi del Centro
Studi Galileo divisi per provincia,
4) esempi video-corsi,
5) foto attività didattica.
È DISPONIBILE
LA RACCOLTA COMPLETA
DEGLI ARTICOLI
DEL PROF. FANTONI
Per informazioni: 0142.452403
[email protected]
48
Introduzione
Il compressore di un circuito frigorifero
può andare incontro a guasti a causa di
un funzionamento problematico di qualsiasi altro componente del circuito. In
particolar modo sono i due scambiatori
di calore, l’evaporatore ed il condensatore, che quando lavorano male possono provocare le conseguenze più gravi
sul funzionamento del compressore. In
definitiva, quest’ultimo è sempre il componente che paga maggiormente
anche le negligenze manutentive che si
possono verificare nel funzionamento di
qualsiasi impianto frigorifero.
Gli scambiatori
Il cattivo funzionamento del condensatore e dell’evaporatore in seguito ad una
mancata opera di manutenzione comportano un’aumento del differenziale tra
la pressione di alta e quella di bassa.
Come conseguenza si ha un aggravio
di lavoro per il compressore che, dovendo mantenere in circolo una determinata quantità di refrigerante ma aspirandone un volume inferiore ad ogni ciclo,
è costretto a rimanere in funzione per
un tempo più prolungato. Ciò può comportare un anomalo surriscaldamento
del compressore che può entrare in tal
modo in sovraccarico termico.
Problemi al condensatore
Quando il condensatore ha difficoltà
nello scambiare il calore che deve
essere rigettato, la pressione di condensazione tende ad aumentare.
Generalmente in maniera molto veloce. La difficoltà di scambio può essere
dovuta ad una molteplicità di cause.
Ad esempio si può verificare un problema alle ventole (arresto di una ventola
o numero di giri inferiore a quello nominale) oppure si può verificare un
aumento della temperatura dell’aria
ambiente che, a seguito di ciò, a parità
di portata che transita nello scambiatore, è in grado di sottrarre meno calore
al refrigerante che scorre all’interno
del condensatore.
Altra causa, molto frequente, è lo stato
generale di pulizia della parte esterna
dello scambiatore. Responsabile dell’imbrattamento può essere anche
semplicemente la polvere, oltre ad
altri fattori di natura più inquinanti. Ad
esempio, nelle apparecchiature installate nelle cucine, tipico è lo sporcamento dovuto al grasso contenuto nei
fumi di cottura che, insieme alla polvere, provvede a creare un pesante strato di materiale che penalizza fortemente gli scambi del calore del condensatore. Nei casi come questo è di
basilare importanza assicurarsi di
pulire accuratamente e con una certa
frequenza lo scambiatore. Si evitano,
così, molti problemi di funzionamento
dell’apparecchiatura assieme alle probabili conseguenti rotture.
Se la condensazione avviene con
acqua, le difficoltà di scambio possono
essere provocate da un’insufficiente
portata d’acqua, causata da un’eccessiva chiusura della valvola pressostatica. Potrebbero anche verificarsi variazioni della temperatura dell’acqua che
serve a raffreddare la batteria di
imp FANTONI 186:imp FANTONI 108
26-10-2015
scambio, tutto dipende da dove viene
prelevata tale acqua di raffreddamento. Non è da escludere il verificarsi
dello sporcamento interno della batteria, a causa della formazione di incrostazioni calcaree o dell’imbrattamento
provocato dalla sporcizia presente
all’interno dell’acqua.
Come detto, a causa di uno qualsiasi
di questi motivi la pressione di condensazione tende ad aumentare.
Quando questo succede si ha un
aumento della temperatura di lavoro
del compressore. Questo è dovuto al
fatto che è necessaria una compressione maggiore del gas refrigerante
con conseguente raggiungimento di
temperature più elevate, ma anche al
fatto che il motore si scalda di più a
causa del maggiore assorbimento di
energia elettrica necessaria per il suo
funzionamento.
Ciò può risultare particolarmente negativo per il lubrificante che alle alte temperature dà luogo a formazioni carboniose (vedi figura 1) e perde parte della
sua capacità lubrificante, con conseguenti problemi di usura dei componenti meccanici del compressore.
Si aggiunga inoltre che, nel caso di
presenza di umidità nell’impianto, le
alte temperature favoriscono la formazione di sostanze acide a causa della
decomposizione del refrigerante, con
conseguente danneggiamento agli
isolanti elettrici dello statore e del rotore, con possibilità di cortocircuiti e/o
contatti a massa.
Problemi all’evaporatore
Quando l’evaporatore ha difficoltà
nello scambiare il calore che deve sottrarre all’ambiente da raffreddare, la
pressione di evaporazione tende a
diminuire.
Anche in questo caso la difficoltà di
scambio può essere dovuta ad una
molteplicità di cause. Ad esempio,
anche qui, ci possono essere dei problemi alle ventole che convogliano
meno aria del necessario (o non la
convogliano affatto) attraverso lo
scambiatore. Nel campo del condizionamento anche la mancata pulizia dei
filtri aria ha come conseguenza una
diminuzione della portata d’aria attraverso lo scambiatore.
Altra causa, che si verifica abbastanza spesso nel campo della refrigera-
10:02
Pagina 49
Figura 1.
Caratteristico colore dell’olio bruciato di un compressore frigorifero.
zione soprattutto, è l’eccessiva formazione di brina all’esterno dello scambiatore perchè la frequenza degli sbrinamenti non è impostata correttamente o per altri motivi ancora. Anche la
valvola termostatica o il capillare possono essere responsabili di una bassa
pressione di evaporazione. La prima,
ad esempio, perchè regolata troppo
chiusa mentre il secondo perchè parzialmente ostruito o schiacciato.
Nei compressori ermetici dove il refrigerante aspirato contribuisce al raffreddamento degli avvolgimenti elettrici, una diminuzione della pressione di
evaporazione comporta una rarefazione del gas che entra nel compressore
e quindi un minor effetto di raffreddamento degli avvolgimenti del motore
elettrico da parte del refrigerante.
Il ridursi dei moti convettivi del gas
all’interno dell’involucro ermetico provoca anche una attenuazione del
segnale termico che giunge al motoprotettore solitamente posizionato sull’involucro esterno del compressore: in
questo modo il protettore non si accorge che la temperatura all’interno sta
aumentando. A ciò si somma il fatto
che la diminuzione della corrente elettrica assorbita, in seguito all’abbassamento della pressione di aspirazione,
non provoca il riscaldamento della
resistenza della protezione termoamperometrica.
Il risultato è che la protezione non
interviene pur in presenza di un
aumento della temperatura interna del
compressore con il rischio di danneggiamento degli avvolgimenti e del
lubrificante. Inoltre, se la pressione di
evaporazione scende troppo, il compressore è chiamato a compiere uno
sforzo maggiore per portare il gas alla
pressione necessaria per la condensazione, con conseguente maggiore
usura dei suoi componenti meccanici.
Il compressore
Come si può comprendere da queste
brevi righe, il compressore è il componente che risente più di ogni altro di
eventuali malfunzionamenti del circuito frigorifero.
Una manutenzione insufficiente del
circuito o una qualsiasi causa di guasto può interessare il funzionamento
di qualsiasi componente ma, in cascata, alla resa dei conti è il compressore
che è costretto a pagarne maggiormente le conseguenze.
●
È vietata la riproduzione dei disegni su
qualsiasi tipo di supporto.
49
GLOSSARIO 8-2015:GLOSSARIO 9/07
26-10-2015
GLOSSARIO
DEI TERMINI
DELLA
REFRIGERAZIONE
E DEL
CONDIZIONAMENTO
(Parte centocinquantesima)
Quindicesimo anno
A cura dell’ing.
PIERFRANCESCO FANTONI
Energia geotermica: Energia
termica che viene immagazzinata
dalla crosta terrestre attraverso
l’assorbimento dei raggi solari o la
conduzione di calore che proviene
dagli strati caldi più profondi della
Terra. Uno dei pregi di tale energia è
quello di essere disponibile lungo
tutto l’arco dell’anno a temperature
sensibilmente costanti. Tale tipo di
energia può essere impiegata come
fonte di calore per il funzionamento
delle pompe di calore geotermiche,
permettendo il raggiungimento di
COP considerevoli rispetto a quelli
ottenibili con tipologie di impianti che
utilizzano altre sorgenti fredde.
L’energia geotermica può anche
essere impiegata per il
funzionamento di impianti frigoriferi
ad assorbimento.
Frigorigeno: Fluido di natura
chimica o di tipo naturale, con
determinate caratteristiche
termodinamiche e generalmente
bassobollente, utilizzato negli
impianti frigoriferi per la produzione
di freddo. Sinonimo di refrigerante.
Scarico: Tubazione che convoglia il
gas molto caldo e ad elevata
pressione al di fuori del compressore
per farlo giungere al condensatore.
Nel linguaggio tecnico comune è
noto anche con il termine mandata o,
anche, premente.
Tagliatubo: Attrezzo impiegato dal
frigorista per il taglio dei tubi di rame
di piccolo diametro che vengono
impiegati per la costruzione dei
50
8:51
Pagina 1
circuiti frigoriferi. L’uso del tagliatubo
richiede una piccola dose di abilità:
l’attrezzo va fatto ruotare
circolarmente attorno al tubo e nel
contempo va tenuto premuto contro
di esso, in modo che la sua lama
incida progressivamente il rame
mano a mano che si eseguono le
rotazioni. L’operazione di taglio deve
essere eseguita con accuratezza, in
modo da non creare trucioli di rame
che possono rimanere all’interno del
tubo stesso, formando poi delle
occlusioni all’interno del circuito una
volta che esso viene posto in opera.
Durante l’esecuzione dell’operazione
è necessario porre attenzione a non
schiacciare il tubo per non
ovalizzarlo e ad eseguire il taglio nel
modo più perpendicolare possibile al
suo asse longitudinale.
Tecnologie alternative: Terminologia
con la quale si identificano tutte le
tecnologie adatte alla produzione di
freddo mediante impianti frigoriferi
che non si fondano sul principio della
compressione di vapore. La maggior
parte delle macchine per la
refrigerazione ed il condizionamento,
infatti, funziona grazie ad un circuito
frigorifero entro il quale un fluido
refrigerante viene pompato da un
compressore. Durante tale fase il
fluido, che si trova allo stato di
vapore, acquista la pressione
necessaria per la sua circolazione e
per rendere possibile gli scambi di
calore a diverse temperature. Gli
impianti di refrigerazione basati sulle
tecnologie alternative non sfruttano
tale principio: nel novero di tale
categoria si possono includere gli
impianti ad assorbimento, ad
adsorbimento, quelli a freddo solare,
quelli a rigenerazione, la
refrigerazione magnetica e quella
termoacustica.
Valvola solenoide: Dispositivo di
regolazione che agisce sulla base di
due sole posizioni. La valvola, infatti,
può trovarsi o tutta aperta o
completamente chiusa a seconda
che la bobina che comanda il suo
otturatore risulti eccitata o meno. Nel
primo caso (valvola aperta) essa
consente il pieno passaggio del
refrigerante sulla linea su cui è
montata, mentre nel secondo
(valvola chiusa) lo impedisce. In
base all’intensità di corrente che
eccita la bobina (solenoide) si
produce un campo magnetico in
grado di agire sull’otturatore. In
assenza di corrente la bobina risulta
diseccitata e quindi la valvola si trova
in posizione di riposo (di solito
chiusa), mentre in caso contrario la
valvola si trova in posizione di lavoro
(di solito aperta). La valvola a
solenoide viene utilizzata negli
impianti frigoriferi quando vi sia la
necessità di intercettare il liquido su
una determinata linea. Ad esempio
essa può essere utilizzata per
regolare l’alimentazione di ogni ramo
di un impianto composto da
evaporatori multipli posti in parallelo
oppure nei sistemi di sbrinamento a
gas caldo che prevedono il by-pass
del refrigerante proveniente dal
compressore verso l’evaporatore.
Nei casi di evaporatori a più sezioni
o più circuiti, su ciascuno di essi può
venire installata all’ingresso una
valvola a solenoide per regolare
l’alimentazione di refrigerante.
Inoltre, tale tipo di valvola è
essenziale per poter realizzare
impianti frigoriferi con arresto per
pump-down. Ove è installata una
valvola solenoide è preferibile
ricordarsi di mantenerla in posizione
aperta durante le operazioni di
recupero del refrigerante e di
vuotatura del circuito frigorifero per
accelerare l’esecuzione delle
operazioni e per ottenere un risultato
finale ottimale. La valvola solenoide
è altrimenti conosciuta come
elettrovalvola.
●
Eʼ severamente vietato riprodurre anche parzialmente il presente glossario.
Ultime informazioni su
www.associazioneATF.org
Continua a seguire
Centro Studi Galileo su:
I gas refrigeranti alternativi DuPont® Opteon®
Ridurre le emissioni di “gas serra” oggi è semplice e possibile,
senza cambiare tecnologia ed in sicurezza
Opteon® XP10
Opteon® XP40
Opteon® XP44
R-513A
R-449A
R-452A
GWP
631
1.397
2.141
CLASSE
A1
A1
A1
SOSTITUISCE
R-134a
R-404A, R-507
R-404A, R-507
APPLICAZIONI
Refrigerazione
TN, Chiller
Refrigerazione
BT
Trasporti
refrigerati
Efficienza
energetica
superiore
al R-404A
ed R-507
Efficienza
energetica
e temperature
di scarico simili
a quelle con
R-404A ed R-507
REFRIGERANTE
N° ASHRAE
NOTE
Capacità
frigorifera
superiore
al R-134a e
COP simile
Rivoira Refrigerants S.r.l. - Gruppo Praxair
Tel. 199.133.133* - Fax 800.849.428
[email protected]
Il Regolamento Europeo F-Gas n°517/2014
richiede di abbandonare rapidamente
l’uso dei gas refrigeranti ad elevato GWP
(indice di “Riscaldamento Globale”).
I primi gas ad essere eliminati saranno
quelli con GWP>2500, come i refrigeranti
per le basse temperature R-404A ed R-507.
Le alternative sono ora disponibili: i gas DuPont
Opteon® sono refrigeranti a base di HFO, a basso
GWP, che possono essere utilizzati in sicurezza
(classe A1 = non infiammabili e non tossici)
negli impianti di refrigerazione tradizionali.
Rivoira Refrigerants è a disposizione per qualsiasi
informazione sui prodotti e per un supporto
tecnico al fine di facilitare la transizione verso i
nuovi refrigeranti Opteon®.
* il costo della chiamata è determinato dall’operatore utilizzato.
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