Università Carlo Cattaneo-LIUC
IL FUTURO
DELLA PAY
TV
IL FUTURO DELLA PAY TV
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INTRODUZIONE E OBIETTIVI DI BUSINESS
Nel contesto odierno possedere una pay tv è diventato uno standard di vita. In
Italia esistono due principali competitor, che sono Mediaset Premium e Sky.
Esistono poi altre offerte di pay tv di minore utilizzo, come Alice tv, Fastweb etc.
Nella situazione attuale l’avvento del digitale terrestre ha portato l’offerta di
numerosi canali e programmi non a pagamento, aumentando la gamma
complessiva di offerta di canali e programmi nel mondo della televisione..
I nostri obiettivi di business sono:
-Analizzare se e come la crisi economica ha influito sulla scelta della pay tv e della
relativa spesa e quali fattori influiscono sulla rinuncia alla pay tv.
-Analizzare quali fattori influiscono sulla soddisfazione globale per la pay tv
posseduta e come le aziende possono aumentare la soddisfazione dei clienti per il
proprio prodotto.
-Analizzare l’impatto del digitale terrestre, con l’avvento di nuovi canali, sul futuro
della pay tv e analizzare come le aziende che offrono servizi di pay tv devono
comportarsi nel nuovo contesto generale di offerta.
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ELENCO VARIABILI E SPIEGAZIONE-1
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ELENCO VARIABILI E SPIEGAZIONE-2
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DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
Il questionario e’ stato creato appositamente per essere somministrato a persone
che possiedono un contratto Pay Tv.
Il questionario è stato somministrato in formato cartaceo e via web, focalizzandosi
nelle Regioni del Nord Italia.
Il campione e’ costituito da 203 osservazioni, la maggior parte delle quali proviene
dalla compilazione via web del questionario. Potrebbero pertanto esserci distorsioni
nelle analisi dovute alla presenza di numerose osservazioni appartenenti alla fascia
di età compresa tra i 20 e i 30 anni.
Abbiamo proceduto di seguito a descrivere il campione tramite analisi univariate e
bivariate.
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DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
età e sesso
Tramite analisi univariata (con proc freq) si può vedere che il campione è
composto per il 38 % da donne (77 unità) e per il 62% da uomini (126 unità),
per un totale di 203 osservazioni.
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DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
età e sesso
L’età del campione va da un minimo di 17 anni ad un massimo di 65
(range=48).
L’età media del campione e’ di circa 32 anni.
Il terzo quartile indica che il 75% del campione ha un’età inferiore a
41 anni.
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Analizzando il diagramma a dispersione relativo all’età degli intervistati si nota che la
maggior parte delle persone che hanno risposto al questionario si colloca in un fascia
di età che va dai 20 ai 30 anni (rettangolo rosso). Diverse osservazioni sono presenti
nella fascia che va dai 30 ai 50 anni (rettangolo verde). Esistono poi poche osservazioni
rientranti nella fascia compresa tra i 50 e i 60 anni(rettangolo blu) ed alcuni valori estremi
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(cerchiati in viola).
DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
Stato Civile
Il 64,53% del campione risulta essere celibe/nubile, con 131 osservazioni. I
coniugati risultano essere il 22,66% del campione, mentre risultano essere in
numero decisamente minore i separati (circa il 10%) e i vedovi.
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DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
numero di figli
0 figli
5,42
2,960,49
1 figlio
14,78
2 figli
3 figli
4 figli
5 figli
11,82
64,53
Dato che la maggioranza delle osservazioni presenta una giovane età o uno stato
civile celibe o nubile, il numero di figli risulta essere pari a zero per il 64,53% del
campione. Le percentuali di 1 o 2 figli sono sostanzialmente simili, mentre si riducono
sensibilmente dai 3 figli in poi, con un valore massimo riscontrato nel campione di 5
figli.
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DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
istruzione e situazione occupazionale
18,72
16,26
56,16
8,37
0,49
Diploma
Laurea S.
l.elementare
Laurea Tri.
l.media
Per quanto riguarda l’istruzione, si osserva che il 56,16% del campione possiede un
diploma. Le percentuali di laureati (triennale e specialistica) risultano molto simili,
mentre sono sensibilmente minori le percentuali di persone con licenza media(8,37%)
e elementare (una sola osservazione, pari allo 0,49% del campione)
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Analisi bivariata fra situazione occupazionale e tipo di occupazione
Test Chi-Quadro
Posto un livello di significatività pari a 0.05, il p-value del test chi-quadro
(<0.0001) indica che si dovrebbe rifiutare l’ipotesi Ho di indipendenza statistica.
Dunque le variabili WORK(situazione occupazionale) e OCCUPA(tipo di
occupazione) sono fra loro dipendenti. Bisogna porre attenzione al fatto che dalle
analisi risulta che diverse frequenze congiunte assolute sono molto basse o
nulle: questo può significare che il test non e’ molto attendibile.
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Dall’analisi bivariata fra situazione occupazionale e tipo di lavoro, si puo’ notare(dall’analisi delle
marginali) che il 34,8% del campione non lavora, il 16,76% lavora part time,il 40,98% lavora a
tempo pieno, mentre lavora saltuariamente il 7,39%. I disoccupati sono l’8,3% del campione, gli
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impiagati il 31%, gli studenti il 28,57%, gli operai il 13,79%,l’11,82% sono liberi professionisti
e
infine il 6,4% sono studenti lavoratori.
DESCRIZIONE DEL CAMPIONE
istruzione e situazione occupazionale
La percentuale di chi non lavora e’ del 34,98%, il 25% dei quali e’ studente, mentre
l’8,37% e’ effettivamente disoccupato. Il 40,8% del campione dichiara di lavorare a
tempo pieno, di cui il 20% come impiegato, il 10 % come libero professionista e
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l’8% come operaio.
L’87% degli studenti non lavora, mentre dichiarano di non lavorare al momento il 15% degli
studenti lavoratori e il 4,17% dei liberi professionisti. Il 23% degli studenti ha una occupazione
a tempo pieno, cosi’ come il 65% degli impiegati, il 91% dei liberi professionisti e il 60% degli
operai.
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ANALISI SULLA PAY TV
Analisi univariata sugli anni complessivi di possesso di un contratto pay tv
Dall’analisi univariata sugli anni di possesso totali di un contratto pay tv emerge che
la distribuzione presenta una asimmetria positiva(Skewness>0) e risulta essere
leggermente iponormale(Kurtosis<3). Si evince che in media gli intervistati
possiedono un contratto pay tv da circa 5 anni (4,74 anni) e che il 75% del campione
possiede un contratto pay tv da meno di sei anni.L’analisi fa inoltre emergere che
esistono persone le quali possiedono un contratto pay tv da 15 e da 20
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anni(estremo superiore) e da un anno solo ( estremo inferiore)
ANALISI UNIVARIATA SUL TIPO DI PAY TV POSSEDUTA
Si e’ voluta analizzare la variabile TIPOPAY, al fine di capire quale sia la marca/tipo
di pay tv posseduta dalla maggioranza degli intervistati.
Dall’analisi emerge che la maggior parte degli intervistati possiede un contratto pay tv
con Sky (65%). Segue Mediaset Premium con il 31,53%. La percentuale di persone
che possiede un altro tipo di pay tv (ad esempio associata a adsl come Alice o Fastweb)
e’ esigua e pari al 3,45% del campione)
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Analizzando il possesso del tipo di pay tv diviso per il sesso dell’intervistato, emerge che
la percentuale degli uomini che possiede Sky e’ piu’ elevata di quella delle donne,
mentre si nota il contrario per Mediaset Premium. Esiste un legame fra il tipo di pay tv
e i programmi piu’ interessanti per gli uomini(ad esempio sport)?
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Analisi bivariata fra possesso del pacchetto Sport e tipo di pay tv posseduta
(divisa per sesso dell’intervistato)
Test Chi-Quadro
FEMMINE
MASCHI
Posto un livello di significatività pari a 0.05, si nota che i p-value associati al test
Chi-quadro sono entrambi minori del livello di significatività (sia per i maschi che
per le femmine). L’ipotesi H0 di indipendenza statistica viene pertanto scartata e si
puo’ concludere che, per entrambi i sessi, esiste dipendenza statistica tra il
possesso del pacchetto Sport e il tipo di pay tv posseduta.
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Dividendo l’analisi per sesso si nota che quasi il 90% degli uomini possiede il
pacchetto sport e il 68% degli uomini che lo possiedono hanno Sky. Per le donne
invece la percentuale di possesso del pacchetto sport e’ sostanzialmente simile a
quella di non possesso (51% e 48%). Cio’ puo’ essere utile per capire che il
posseso di una pay tv Sky da parte degli uomini puo’ essere legato ad una
migliore offerta di programmi di sport da parte di Sky.
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ANALISI SUL CAMBIO NEL CORSO DEGLI ANNI DELLA PROPRIA PAY TV
Tramite analisi univariata si puo’ analizzare il seguente output:
Si evidenzia che la maggior
parte degli intervistati non ha mai
cambiato tipo di pay tv nel corso
degli anni di possesso della
stessa (76,35% del campione).
Molto simili invece risultano le
percentuali di chi dichiara di aver
cambiato pay tv passando da
Mediaset Premium a Sky(10,8%)
e da Sky a Mediaset Premium
(7,8%).
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ANALISI SULLA SODDISFAZIONE PER LA PROPRIA PAY TV
Si e’ voluto valutare la soddisfazione per la pay tv posseduta attraverso una analisi
univariata della variabile SODDPAY:
La soddisfazione per la propria pay tv e’ in media alta, presentando su una scala da
1 a 10 una media di 7.5. Il valore maggiormente osservato e’ 8. Analizzando i quartili
si nota che il 75% degli intervistati dichiara una soddisfazione minore di 9, ma la
mediana indica che il 50% degli intervistati ha una soddisfazione maggiore di 8. 22
Esiste dipendenza in media tra livello di soddisfazione per la propria pay tv e tipo
di pay tv posseduta?
Dall’output della procedura ANOVA si evidenzia che esiste dipendenza in media fra
soddisfazione per la propria pay tv e tipo di pay tv posseduta. Posto infatti un livello di
significativita’ pari a 0.05, il p-value associato al test F e’ decisamente minore del
livello di significativita’.Il valore di eta-quadro e’ (seppur modestamente) maggiore
di zero. Si e’ pertanto scartata l’ipotesi di indipendenza in media tra le due variabili.
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Dall’analisi del grafico e della
tabella sottostante si deduce che
la soddisfazione per chi possiede
SKY e’ piu’ elevata, in media,
rispetto a chi possiede Mediaset
premium o Altro. In particolare chi
possiede Sky ha una soddisfazione
che sfiora il livello 8(in media)
in una scala da 1 a 10, lievemente
piu’ elevata della soddisfazione
media espressa da chi possiede
Mediaset Premium.La soddisfazione
per chi possiede altri tipi di pay tv
e’ meno concentrata, ma in media
ha un valore che non raggiunge il
6 (5.14) ed alcune osservazioni fanno
registrare valori di soddisfazione minori
di 3. Si puo’ concludere che le due
aziende principali che offrono servizi
di pay tv sono anche quelle che creano
maggiore soddisfazione per i clienti. La
soddisfazione per la propria pay tv
dipende dunque dal tipo di pay tv 24
posseduta.
Esiste dipendenza in media tra la soddisfazione per la propria pay tv e la disponibilita’
a rinunciare ad avere una pay tv?
Posto un livello di significatività pari a 0.05, si evince che esiste dipendenza in media
tra la soddisfazione per la propria pay tv e la disponibilità a rinunciare ad avere una
pay tv. Il p-value associato al test F risulta infatti essere minore del livello scelto di
significatività. Eta-quadro e’ maggiore di zero. Si e’ pertanto scartata l’ipotesi di
indipendenza in media tra le due variabili.
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Dal grafico e dalla tabella si osserva che chi non ha dato la disponibilita’ a rinunciare alla
propria pay tv ha livelli di soddisfazione in media piu’ elevati(7.89).Chi invece e’ disposto
a rinunciare alla pay tv ha un livello di soddisfazione in media piu’ ridotto(6.4). La soddisfazione per la propria pay tv dipende dunque dalla propensione delle persone a rinunciarvi.
Le aziende dovrebbero pertanto tenere conto di tale propensione cercando di creare offerte
che rendano la pay tv sempre piu’ personalizzata e personalizzabile, talmente particolare
da risultare “irrinunciabile”, aumentando quindi la quota di clienti soddisfatti.
Portare un cliente a non poter piu’ essere disposto a rinunciare alla pay tv dunque avra’ 26
influenza positiva sulla sua soddisfazione.
Esiste anche dipendenza in media fra soddisfazione e disponibilità a cambiare la
propria pay tv con un’altra. Dall’output si puo’ vedere infatti che, posto un livello di
significatività pari a 0.05, il p-value associato al test F e’ nettamente minore del
livello di significativita’ ed eta-quadro e’ maggiore di zero. Anche in questo caso
l’ipotesi nulla di indipendenza in media è da scartare.
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Analizzando il grafico e la tabella
si nota che chi ha dato disponibilità
a cambiare la propria pay tv ha un
livello di soddisfazione per la pay tv
in media meno elevato (7) rispetto a
chi ha indicato la non disponibilità
a cambiare (7.9). La media della
soddisfazione risulta elevata in
entrambi i casi, ma comunque e’
piu’ elevata per chi non ha dato
disponibilità a cambiare pay tv. Le
aziende potrebbero effettuare azioni
mirate di retaining su quei clienti disposti
a cambiare pay tv, portando questi
clienti a non essere piu’ spinti a cambiare
azienda e di conseguenza aumentandone
la soddisfazione.
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ANALISI SULLA SPESA MENSILE PER LA PAY TV
Si e’ voluta analizzare la spesa mensile per la pay tv, anche in relazione alla pay tv
posseduta ed all’influenza della crisi economica sulla scelta della pay tv
Dall’analisi univariata si deduce che in media gli intervistati spendono al mese circa
50 Euro per la propria pay tv. La mediana indica che il 50% degli intervistati spende
piu’ di 45 Euro al mese per al propria pay tv. Vi sono valori limite che indicano che
esistono persone nel campione che spendono piu’ di 150 Euro(circa l’1% degli intervistati)
ma c’e’ anche chi spende meno di 15 euro per la propria pay tv.(1% degli intervistati)
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A titolo di esempio si vuole analizzare la differenza di spesa mensile per chi ha
dichiarato di lavorare come libero professionista e chi invece e’ disoccupato.
DISOCCUPATI
LIBERI PROFESSIONISTI
Dalle analisi si nota che i disoccupati spendono in media 42 euro per la propria pay tv,
mentre il 75% dei disoccupati spende meno di 45 euro. La spesa massima dei
disoccupati risulta essere di 90 Euro. I liberi professonisti invece spendono in media
di piu’ (60 Euro) ed il 75% spende meno di 82 Euro. La spesa massima per i liberi
professionisti risulta essere di 150 Euro.
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E’ utile valutare ora quanto la crisi economica ha influito sulla scelta della pay tv
per gli intervistati
Si nota che in una scala da 1 a 10 la media del livello di influenza della crisi sulla
scelta della pay tv e’ paria 5.33. Il valore piu’ osservato e’ 6. Si e’ ritenuto questo
valore medio importante poiche’ sebbene non molto elevato, è comunque indice che
la crisi economica ha svolto e svolge un ruolo rilevante nella scelta della propria pay
tv.
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Analizzando la relazione esistente tra spesa mensile e influenza della crisi economica
sulla scelta della pay tv, si evidenzia il seguente risultato:
Si osserva che il coefficiente di correlazione lineare è, seppur di poco, minore di zero.
Posto un livello di significativita’ pari a 0.05, il p-value del test t e’ minore (0.0003).
Pertanto si puo’ concludere che le due variabili sono tra loro linearmente dipendenti
con una dipendenza lineare negativa(seppur non marcata).All’aumentare dell’influenza
della crisi economica sulla scelta della pay tv corrisponde pertanto una diminuzione
della spesa mensile per la propria pay tv. Offrire prezzi piu’ competitivi in un contesto di
32 loro
crisi potrebbe significare per le aziende diminuire l’influenza della crisi sulla scelta del
prodotto.
E’ stato ora analizzato il livello di influenza della crisi economica sulla scelta della pay tv
in relazione al tipo di pay tv posseduta dagli intervistati, al fine di valutare se effettivamente
gli intervistati che possiedono il tipo di pay tv piu’ economica abbiano avuto un’influenza della crisi
maggiore sulla scelta di tale pay tv.
Il p-value associato al test F risulta minore rispetto al livello di significatività fissato(0.05).
Il valore di eta-quadro e’ maggiore di zero.
Esiste pertanto dipendenza in media fre le due variabili.Si scarta l’ipotesi di indipendenza
in media tra le due variabili.
L’analisi del grafico e’ utile a capire se chi ha espresso un altro livello di influenza della
crisi economica sulle sua scelta possieda un tipo di pay tv piu’ economico.
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Dall’analisi del grafico si deduce che le
persone che possiedono Mediaset
Premium hanno espresso un livello di
influenza della crisi sulle loro scelte in
media abbastanza elevato, mentre chi
possiede Sky ha espresso un minor
livello di influenza della crisi sulla propria
scelta. Essendo emerso dalle analisi
precedenti che Mediaset Premium costa
in media per gli intervistati meno di Sky,
si puo’ dedurre che in un contesto di crisi
economica chi possiede Mediaset
Premium nota una intensita’ maggiore
dell’influenza della crisi sulla sua scelta,
questo perché l’aver scelto Mediaset
potrebbe essere stata per il cliente una
scelta non per forza di preferenza, ma
dovuta al fatto di poter destinare minori
risorse economiche alla pay tv (essendo
Mediaset Premium meno costosa
rispetto a Sky)
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Esiste anche dipendenza in media tra la spesa mensile per la propria pay tv e il
tipo di pay tv posseduta
Posto un livello di significatività pari a 0.05, il valore del p-value associato al test
F e’ minore di 0.0001 (<0.05). Il valore di eta-quadro e’ maggiore di zero.Si rifiuta
Dunque l’ipotesi di indipendenza in media fra le variabili.
Analizzando di seguito il grafico si puo’ notare quale tipo di pay tv faccia registrare
la maggiore spesa media mensile.
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Dal grafico e dalla tabella emerge
chiaramente che la spesa media
mensile per chi possiede una pay
tv Sky e’ nettamente superiore
(57 Euro) rispetto alla media di
spesa per chi possiede Mediaset
Premium (37 Euro). Chi possiede
altre pay tv paga nettamente
meno in un mese. Sky, a fronte
probabilmente di una maggiore
qualità e di numero di pacchetti
offerti, costa mediamente di
piu’(riferendosi al campione
analizzato) rispetto alle altre pay
tv.Il tipo di pay tv posseduta
dunque influenza di molto la
spesa mensile per la propria pay
tv.
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ANALISI SULLA SODDISFAZIONE PER IL RAPPORTO QUALITA’/PREZZO
Si e’ voluta ora analizzare la soddisfazione dei clienti pay tv per il rapporto fra la
qualità dei programmi offerti dalla propria pay tv e il prezzo pagato per possederla.
Si e’ voluto inoltre analizzare se vi sia un legame tra tale soddisfazione e il tipo di
pay tv posseduta.
Dall’analisi univariata si nota che la soddisfazione per il rapporto
qualita’/prezzo e’ in media elevata (7.25) e che il 50% degli
intervistati esprime un livello di soddisfazione superiore a 8. Il
valore legato alla SKEWNESS indica una leggera asimmetria
negativa nella distribuzione, che risulta essere leggermente
iponormale (KURTOSIS<3).
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Dall’analisi bivariata fra soddisfazione per il rapporto qualità/prezzo e il tipo di pay tv
posseduta, si evidenzia che fra le due variabili esiste dipendenza in media. Posto
un livello di significativita’ pari a 0.05 infatti, il valore del p-value associato al test F
risulta minore di 0.0001 e dunque minore del livello di significatività.Eta-quadro e’
maggiore di zero.
Si analizzera’ ora il grafico ottenuto con proc ANOVA
38
Dall’analisi del grafico e della
tabella si deduce che chi
possiede Sky o Mediaset
Premium ha una soddisfazione
per il rapporto qualità/prezzo in
media piu’ elevata di chi
possiede altro. La soddisfazione
e’ in media leggermente piu’
bassa per Sky rispetto a
Mediaset Premium. Cio’ indica
che rispetto al prezzo pagato
(che mensilmente e’ inferiore
per Mediaset Premium) vi e’in
media una maggiore
soddisfazione per la qualita’
offerta per i clienti Mediaset.
Questo puo’ essere dovuto al
fatto che Mediaset premium
costa meno e offre una qualità
simile a quella di Sky o
commisurata al prezzo pagato.
La soddisfazione per altre pay tv
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è, in media, nettamente
inferiore.
In conclusione si puo’ dire che la soddisfazione per il rapporto qualità/prezzo e’
influenzato dal tipo di pay tv posseduta. Sky sicuramente ha la possibilità di
migliorare la percezione di soddisfazione dei propri clienti rispetto al prezzo
che pagano portando la sua offerta a prezzi piu’ competitivi, stante la già
elevata qualità dei programmi offerti. Mediaset Premium riesce a riscuotere
una maggiore soddisfazione sul rapporto qualità prezzo probabilmente perche’
a fronte di una qualita’ di offerta leggermente peggiore rispetto alla qualità di
Sky, riesce ad offrire pacchetti e programmi a prezzi piu’ vantaggiosi per i
clienti (avendo osservato che la spesa mensile per mediaset e’ mediamente
meno elevata di quella per Sky). Aumentando la qualita’ dell’offerta,
mantenendo prezzi competitivi, potrebbe aumentare ancora di piu’ la
soddisfazione dei propri clienti per il rapporto qualità/prezzo. Le altre pay tv,
comunque poco presenti nelle osservazioni raccolte, sono associate ad un
basso livello di soddisfazione per il rapporto qualità/prezzo. Infatti, pur
costando meno delle concorrenti, solitamente sono associate ad altre offerte
(come Adsl) e non puntano molto sulla qualita’ dei programmi offerti.
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ANALISI SULLA SODDISFAZIONE PER IL DIGITALE TERRESTRE
Si e’ voluta analizzare la soddisfazione per i programmi offerti dal digitale terrestre
e capire se esista una relazione fra questa e la disponibilità a rinunciare alla pay tv.
si e’ inoltre cercato di capire se esiste una relazione fra soddisfazione per il digitale e
per la propria pay tv.
Dall’analisi univariata emerge che la soddisfazione per il digitale terrestre è in
media meno elevata della soddisfazione per la propria pay tv. Il valore piu’
osservato è 6 ed il 75% degli intervistati esprime una soddisfazione per il digitale
terrestre minore di 6 in una scala da 1 a 10
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Dall’analisi bivariata fra il livello di
soddisfazione per il digitale e la
disponibilita’ a rinunciare alla pay
tv emerge che non esiste una
dipendenza in media. Il p-value
associato al test F e’ infatti piu’
elevato del livello di significativita’
posto a priori (0.05). Dal grafico si
puo’ comunque notare che in
media la soddisfazione per il
digitale e’ lievemente piu’ alta per
chi si e’ dichiarato disposto a
rinunciare alla pay tv.
In conclusione, non esistendo
dipendenza in media fra le due
variabili, si puo’ dire che la
soddisfazione per il digitale
terrestre non dipende dalla
disponibilita’ a rinunciare alla pay
tv. Chi si sente pronto a
rinunciare, non è per forza
maggiormente soddisfatto del
42
digitale terrestre rispetto a chi non
vuole rinunciare alla pay tv..
Dall’analisi bivariata fra livello di soddisfazione per il digitale e livello di soddisfazione
per la propria pay tv, emerge che,come detto in precedenza, la media del livello di
soddisfazione per il digitale e’ piu’ bassa di quella per la propria pay tv. Si puo’ pero’
notare che, posto un livello di significatività pari a 0.05, il p-value associato al test t
(cerchiato in verde) e’ elevato e maggiore del livello di significativita’. Analizzando
anche il coefficiente di correlazione lineare, si nota che questo non e’ nullo ma presenta
un valore estremamente basso. Si puo’ concludere che esiste indipendenza lineare tra
la soddisfazione per il digitale terrestre e la soddisfazione per la propria pay tv. Pertanto
si esclude l’ipotesi che una alta soddisfazione per il digitale terrestre possa avere delle
ripercussioni sulla soddisfazione per la pay tv posseduta. Si puo’ dire che la
soddisfazione per la propria pay tv dipenda, (come visto in precedenza e come si vedra’
in seguito) dalle caratteristiche stesse della pay tv e non e’ inficiata dall’avvento del
digitale terrestre.
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ANALISI FATTORIALE
Si e’ proceduto ad effettuare una analisi fattoriale sulle seguenti 22 variabili di soddisfazione,
al fine di raggruppare le variabili che presentano informazione condivisa sintetizzando
l’informazione in fattori:
Variabili:sodgen_1; sodgen_2; sodgen_3; sodgen_5 :esprimono la soddisfazione generale
per l’offerta di pacchetti pay tv
qualprez; quantprez: esprimono la soddisfazione per il rapporto qualita’ prezzo
e quantità prezzo della propria pay tv
sodig_1 ;sodig_2; sodig_3; sodig_5; :esprimono la soddisfazione per i programmi
offerti dal digitale terrestre
carp_1 carp_2 carp_3 carp_4 :esprimono la importanza attribuita a diverse
caratteristiche della propria pay tv
pay_1; pay_2; pay_4; pay_3; :esprimono la soddisfazione attribuita a diverse peculiarita’
della propria pay tv (prima serata, numero di canali etc.)
dig_1; dig_2; dig_3; dig_4 : esprimono la soddisfazione attribuita a diverse caratteristiche
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del digitale terrestre
Dall’analisi e’ emerso che la soluzione migliore è quella a sette fattori. Gli step
seguiti per arrivare a questa soluzione sono i seguenti:
Analisi-Step 1-Analisi autovalori e varianza spiegata/regola dell’1/3

Dall’analisi degli autovalori emerge
che sei componenti principali hanno
autovalori maggiori di 1. La
percentuale di varianza spiegata
(cumulata) in corrispondenza della
componente 6 e’ del 68%(>60%).6
fattori sono circa 1/3 del totale delle
variabili.

Tuttavia anche in corrispondenza della
componente 7 l’autovalore e’ molto
vicino a 1 (0.913) e vi e’ un lieve
aumento della varianza spiegata
cumulata (0.72%).7 fattori sono circa
1/3 del totale delle variabili.
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Analisi-step2:SCREEPLOT:
Dall’analisi dello screeplot si possono osservare leggeri gomiti in corrispondenza
di 8 fattori e di 11 fattori. In corrispondenza di 6 fattori si puo’ osservare un leggero
cambio di pendenza
46
Analisi dei loadings (6 fattori)
L’analisi dei loadings della soluzione
a sei fattori indica che alcune variabili
sono correlate ai fattori (non ruotati)
in maniera tale da poter gia’ interpretare
i fattori. Alcune variabili sono pero’
correlate in maniera rilevante a fattori
diversi.
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Analisi dei loadings (7 fattori)
Per la soluzione a sette fattori, a
seguito dell’analisi dei loadings,
si puo’ osservare che ogni variabile
sembra gia’ associabile ad un fattore
specifico. L’interpretazione dei fattori
sembra gia’ possibile, anche se esiste
qualche difficolta’ legata al fatto che
alcune variabili sono correlate a fattori
diversi (come per la soluzione a 6
fattori).
48
Analisi dei loadings (8 fattori)
Per la soluzione a 8 fattori
si nota che l’interpretazione
dei fattori risulta piu’ difficile.
la variabile DIG_3 ad esempio
risulta correlata in modo
significativo al fattore 2 e
al fattore 8.
Si è proceduto di seguito alla
analisi delle comunalita’ finali
tra 6,7 e 8 fattori.
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Si e’ proceduto a confrontare,tramite procedura FACTOR, le soluzioni a sei,
sette e otto fattori (comunalita’):

Dal passaggio da sei a sette
fattori si nota che alcune
comunalità aumentano in modo
abbastanza significativo
(evidenziate in giallo)

Con l’aggiunta di un ulteriore
fattore (da sette a otto fattori) non
si evidenziano invece significativi
aumenti nelle comunalità
Si e’ pertanto deciso di scegliere la soluzione a sette fattori poiche’ l’aumento
dei valori delle comunalità è abbastanza significativo (ma non sostanziale) e con questa
soluzione si sono ottenuti fattori maggiormente interpretabili(dall’analisi dei loadings
e,come si vedrà in seguito, dalla rotazione dei fattori).
La scelta è basata anche sulla percentuale di varianza totale spiegata.
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Scelta la soluzione a sette fattori, si e’ proceduto alla rotazione dei fattori tramite
metodo VARIMAX, al fine di renderli interpretabili, ottenendo il seguente risultato:
51
INTERPRETAZIONE DEI FATTORI
Il fattore 1 include tutte le variabili relative alla soddisfazione per le caratteristiche
peculiari della pay tv(prima visione, prima serata,seconda serata e quantitativo di
pubblicità), l’importanza assegnata al numero di canali e la soddisfazione generale per
l’offerta di cinema. Si e’ chiamato dunque tale fattore “Pay tv Classica”
Il fattore 2 include variabili relative alla soddisfazione per il digitale terrestre, sia per quanto
riguarda il tipo di programmi offerti sia per le caratteristiche (come prima serata, prima
visione, seconda serata e quantitativo di pubblicita’).SI e’ chiamato tale fattore “digitale
terrestre”
Il fattore 3 include le variabili relative all’importanza assegnata al prezzo, alla qualita’ e ai
servizi di assitenza della pay tv.Si e’ chiamato tale fattore “prezzo,qualita’ e servizi”.
Il fattore 4 include le variabili che esprimono la soddisfazione per la qualita’ e la quantita’ di
contenuti offerta dalla propria pay tv in rapporto al prezzo.Si e’ chiamato tale fattore
“soddisfazione in rapporto al prezzo”.
Il fattore 5 include le variabili relative alla soddisfazione per l’offerta pay tv di programmi e
notiziari e serie televisive. SI e’ chiamato tale fattore “intrattenimento e informazione”.
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Gli ultimi due fattori includono ognuno una sola variabile. Sono pertanto assimilabili
alle variabili stesse:
Il fattore 6 include la variabile relativa alla soddisfazione per l’offerta di pacchetti di
programmi di sport. Si e’ pertanto chiamato “Sport”.
Il fattore 7 include la variabile relativa alla soddisfazione per i programmi in seconda
serata offerti dal digitale terrestre. Si e’ chiamato “Seconda serata digitale”.
In conclusione si puo’ dire che sono state effettuate le procedure factor con sei fattori
(gia’ ritenuti soluzione dal programma per la regola degli autovalori maggiori di 1), con
sette fattori e anche con otto fattori(per la presenza di un gomito nello screeplot).
Anche a seguito della scelta della soluzione a sette fattori, dettata dall’aumento delle comunalità,
e’ risultato opportuno ruotare le soluzioni ottenute con sei, sette e otto fattori. Anche a seguito di
tale analisi la soluzione a sette fattori e’ risultata essere la migliore poiche’, come detto, offriva
i fattori maggiormente interpretabili.
Si procederà ora con la presentazione del modello di regressione lineare ottenuto utilizzando i
fattori ottenuti con l’analisi fattoriale sopra presentata.
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REGRESSIONE LINEARE
Obiettivi:
Si e’ scelta come variabile dipendente SODDPAY, variabile che indica il livello
di soddisfazione per la propria pay tv (in una scala da 1 a 10). L’obiettivo e’
quello di vedere se i regressori scelti, ovvero i fattori precedentemente
ottenuti con l’analisi fattoriale, influenzino la variabile dipendente. Si è
proceduto con la stima di un modello di regressione lineare inserendo come
regressori i suddetti fattori.
Si e’ scelta la variabile SODDPAY al fine di spiegare cosa influenzi la
soddisfazione per la propria pay tv, se questa e’ influenzata dalla
soddisfazione per le caratteristiche peculiari della pay tv posseduta(come
programmi in prima e seconda serata, la prima visione e il quantitativo di
pubblicita’ presente), l’offerta di cinema, il prezzo, la qualita’ ed i servizi, la
percezione della qualita’ in rapporto al prezzo, la soddisfazione per la
quantita’ di programmi rispetto al prezzo pagato, l’offerta di canali di sport, di
svago e di intrattenimento. Si e’ voluto valutare anche se la soddisfazione per
la propria pay tv sia in qualche modo influenzata dalla soddisfazione
dell’utente per i canali e i programmi non a pagamento offerti dal digitale
terrestre.
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Scelti quindi i regressori, si e’ proceduto ad una prima stima del modello:
Da una prima stima si puo’ desumere che non ci sono osservazioni mancanti. Posto
un livello di significativita’ pari a 0.05, si nota che il p-value associato al test F e’
minore del livello di significatività precedentemente deciso (<0.0001). Anche il valore
associato a R-quadro fa capire che il modello e’ buono, poiche’ spiega il 63% della
variabilita’ associata alla variabile dipendente SODDPAY. Il modello sembra avere
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buona capacita’ esplicativa.
Analisi della rilevanza dei regressori nello spiegare la variabile SODDPAY:
Fissato un livello di significativita’ pari a 0.05, si nota che i p-value del test t associati al
fattore 1,3,4,5 e 6 sono inferiori al livello di significativita’. Si deduce che i regressori
associati a tali valori hanno rilevanza nello spiegare la variabile dipendente SODDPAY.
si nota che i p-value associati al test t per Factor2 e Factor7 sono nettamente maggiori
del livello di significatività. I corrispondenti regressori dunque non sono rilevanti
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nello spiegare SODDPAY.
Si e’ proceduto alla stima del modello utilizzando ora la procedura REG con metodo
STEPWISE, al fine di effettuare una selezione automatica dei regressori utili a spiegare
la variabile dipendente SODDPAY.
Viene riportata di seguito la procedura SAS:
proc reg data=lavoro.factors;
model soddpay=
factor1 factor2 factor3 factor4 factor5 factor6 factor7/stb
selection=stepwise
slentry=0.05 slstay=0.05;
run;
quit;
Si andra’ ora ad analizzare l’output prodotto dalla proc reg con procedura STEPWISE.
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Analisi dell’output e valutazione della bonta’ del modello:
Dall’output della procedura di selezione stepwise si deduce che i regressori precedentemente ritenuti non esplicativi della variabile SODDPAY sono stati eliminati dalla selezione
automatica STEPWISE. I restanti, tenuto il livello di significatività fissato (0.05)
in precedenza, presentano un p-value associato al test t minore di 0.05. I regressori
sono pertanto esplicativi della variabile dipendente SODDPAY. I regressori scelti sono
dunque 5, a fronte dei 7 iniziali.
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Dall’output stepwise viene ribadito quanto osservato nella prima analisi:il modello
ha una buona capacita’ esplicativa, poiche’ il p.value associato al test F risulta minore
del livello di significatività (0.05) e il valore di R-quadro indica che il modello spiega il
63.5% della variabilita’ di SODDPAY
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Statistiche di influenza: si e’ proceduto all’analisi di influenza utilizzando i soli
regressori selezionati dalla STEPWISE.
La procedura utilizzata e’ la seguente:
proc reg data=lavoro.factors noprint;
model soddpay=
factor1 factor3 factor4 factor5 factor6
/ influence;
output out=dataset_influenza cookd=cook H=leverage;
run;
data lavoro_new;
set dataset_influenza;
where cook<=1 or leverage<=0.0591;
run;
Si e’ osservato che non vi sono osservazioni influenti. Il nuovo dataset (lavoro_new)
ha lo stesso numero di osservazioni presenti nel dataset di partenza (lavoro.factors).
non e’ stato pertanto necessario ristimare il modello.
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Analisi di multicollinearita’: Avendo utilizzato come regressori i fattori ottenuti dalla
analisi fattoriale, non si riscontrano multicollinearita’ che potrebbero indicare la
presenza di ridondanza nelle informazioni contenute nei regressori.
si riporta comunque l’output della procedura al fine di evidenziare questo risultato:
Come prevedibile, tutti i Variance Inflation Factors sono pari a 1 denotando che non
esiste multicollinearità
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Valutazione dell’importanza dei regressori:
Ordinando i coefficienti standardizzati (in valore assoluto) si nota che Factor1 (PAY TV
CLASSICA) e’ il regressore che ha il maggior impatto nella spiegazione della soddisfazione per la propria pay tv.Segue Factor5 (intrattenimento e informazione), Factor4 (soddisfazione in rapporto al prezzo), Factor3(prezzo,qualita’ e servizi) ed infine Factor6, il quale
dalla analisi fattoriale corrispondeva alla variabile relativa alla soddisfazione per l’offerta
di programmi di sport. Tutti i coefficienti hanno segno positivo.
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Interpretazione dei coefficienti:
Analizzando i coefficienti standardizzati si deduce che se Factor1 aumenta di una unita’, la soddisfazione per la
propria pay tv aumenta del 62%. Cio’ indica che l’aumento della soddisfazione per le caratteristiche peculiari
della propria pay tv, l’aumento di soddisfazione per le offerte di cinema e per il numero di canali portano ad un
aumento della soddisfazione complessiva per la propria pay tv ( ). Se Factor 5 aumenta di una unita’, allora la
soddisfazione globale per la propria pay tv aumenta del 33.5%. Cio’ indica che se la soddisfazione per l’offerta
di intrattenimento e informazione aumenta, di conseguenza aumentera’ anche la soddisfazione generale.( ).
l’aumento di Factor4 di una unita’ comporta un aumento del 27.5% della soddisfazione generale .Da cio’ si
deduce che la soddisfazione in rapporto al prezzo, se aumenta, porta ad un aumento della soddisfazione
generale per la propria pay tv( ).L’aumento di una unita’ di Factor3 comporta un aumento del 19% della
soddisfazione generale. Pertanto la Soddisfazione generale aumenta, seppur di poco, all’aumentare del livello
di importanza data al prezzo, alla qualità e ai servizi offerti dalla propria pay tv( ). Infine, l’aumento di Factor6 di
una unita’ comporta un aumento del 17% della soddisfazione generale.Si deduce che l’aumento di soddisfazione
per l’ìofferta di sport fa aumentare, seppur in maniera lieve, la soddisfazione generale per al propria pay tv(63 )
REGRESSIONE LINEARE: CONCLUSIONI
Si e’ dimostrato che il modello ha buona capacità esplicativa della variabile
dipendente. Pertanto la variabile dipendente SODDPAY, relativa alla soddisfazione
generale per la propria pay tv, e’ spiegata bene dai regressori. Si nota che si
potrebbe cercare di aumentare il livello di soddisfazione generale aumentando per
i clienti la qualita’ dell’offerta di cinema in prima visione, dei programmi in prima
serata e in seconda serata, aumentando di conseguenza la soddisfazione.
Mantenere elevati standard di qualita’ e di quantita’ offerta, rapportandoli a prezzi
sempre piu’ competitivi puo’ aumentare la soddisfazione complessiva per la
propria pay tv, facendo si che il cliente rinnovi e mantenga il proprio contratto,
magari aggiungendovi dei pacchetti agguntivi. Rendersi competitivi e eccellenti nei
prezzi, nella qualita’ e nei servizi puo’ rispondere all’importanza che i clienti danno
a questi elementi, aumentando la soddisfazione per la loro pay tv.
L’intrattenimento e l’informazione giocano anch’essi un ruolo chiave
nell’aumentare la soddisfazione, pertanto le aziende devono puntare ad offrire
servizi di informazione e intrattenimento sempre migliori per i clienti. L’offerta di
programmi sportivi ( per cui, assieme al cinema, nasce la pay tv) puo’ essere
migliorata aumentando di rimando la soddisfazione globale. Importante e’
sottolineare che si e’ concluso che la soddisfazione per il digitale terrestre non
influenza la soddisfazione relativa alla pay tv. Pertanto l’offerta pay tv deve
relativamente tenere conto di competere (in qualità,servizi,numero di canali etc) 64
con l’offerta di programmi non a pagamento.
REGRESSIONE LOGISTICA
Obiettivi:
Si e’ scelta come variabile dipendente la variabile dicotomica DISPRIN, variabile
che esprime la disponibilità a rinunciare a possedere una pay tv. Come regressori
sono state scelte le seguenti variabili:
DISPCAM: esprime la disponibilita’ a cambiare la propria pay tv
SPESAMENSILE:indica la spesa al mese per la popria pay tv
PAK_1; PAK_2; PAK_4; PAK_5 PAK_6: indicano i pacchetti pay tv posseduti
tempodig_1; tempodig_2; tempodig_3; tempodig_4; tempodig_5 : indicano le percentuali di tempo
dedicate a guardare programmi sul digitale terrestre
dig_1; dig_2; dig_3; dig_4 :indicano la soddisfazione per le caratteristiche peculiari del digitale terrestre
(prima serata, prima visione etc.)
SODDIGITALE: indica la soddisfazione globale per il digitale terrestre
carp_1 carp_2 carp_3 carp_4 : indicano l’importanza attribuita al prezzo,al numero di canali, alla qualita’
e ai servizi di assistenza offerti dalal propria pay tv
SODDPAY: indica la soddisfazione generale per la pay tv posseduta
fascia_1; fascia_2; fascia_3; : indicano la percentuale di tempo dedicata alla visione della tv divisa nella
fascia oraria mattutina, pomeridiana e serale
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Si e’ scelta come variabile dipendente DISPRIN(disponibilita’ a rinunciare alla
Pay tv) al fine di valutare quali variabili potessero essere utili a spiegare questo
fenomeno. Si e’ scelto come regressore la disponibilita’ a cambiare pay tv al fine
di valutare se questa influenzi la disponibilità a rinunciare alla pay tv. Si è
pensato di utilizzare anche la spesa mensile per la propria pay tv, per valutare
se in un tempo di crisi economica questa possa influenzare o meno la
disponibilità delle persone a rinunciare ad avere i servizi offerti dalla tv a
pagamento.Le variabili relative al possesso delle diverse tipologie di pacchetti
pay tv sono state inserite al fine di valutare se il possedere o meno molti
pacchetti potesse influenzare la disponibilità a rinunciare in toto alla pay tv. Le
variabili relative alla soddisfazione per il digitale terrestre (sia globale che
specifica), assieme alle variabili relative al tempo trascorso a guardare
programmi non a pagamento(cosi’ come le percentuali sulle fasce temporali di
visione della tv), sono state inserite per valutare se la presenza del digitale
terrestre possa aver aumentato la disponibilita’ a rinunciare alla tv a pagamento.
In ultimo, la variabile che esprime la soddisfazione per la propria pay tv e’ stata
inserita per valutare se una alta soddisfazione per la propria pay tv influenzi
negativamente la disponibilita’ a rinunciare ad avere un contratto pay tv.
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Scelte le variabili suddette come possibili regressori, si e’ proceduto alla stima del
modello con procedura STEPWISE.
Si riporta qui la procedura SAS:
proc logistic data=lavoro.questionario descending;
model disprin= dispcam spesamensile pak_1 pak_2 pak_4 pak_5 pak_6 tempodig_1
tempodig_2 tempodig_3 tempodig_4 tempodig_5 dig_1 dig_2 dig_3 dig_4
soddigitale carp_1 carp_2 carp_3 carp_4 soddpay
fascia_1 fascia_2 fascia_3
/ selection=stepwise
slentry=0.01
slstay=0.01
stb;
run;
Si analizzerà ora l’output (sommario) della procedura di stima del modello di regressione
logistica.
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La procedura Logistic con metodo Stepwise ha selezionato come regressori
SODDPAY e DISPCAM, rispettivamente indicanti la soddisfazione generale per
La propria pay tv e la disponibilit’a a cambiare pay tv.
Si procederà pra con l’analisi di bontà del modello
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ANALISI DELLA PERCENTUALE DI CONCORDANT E DELLE MISURE DI ASSOCIAZIONE
TRA VALORI PREDETTI E OSSERVATI:
La percentuale di Concordant e’ elevata, dunque l’ elevato numero di concordant
e’ indice della buona capacità esplicativa del modello.
Gli altri indicatori sintetici di bontà(Somers’D, Gamma e c) risultano abbastanza
elevati, indicando che il modello e’ abbastanza “corretto”.(si ricorda che tali valori
Variano tra 0 e 1)
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TEST PER LA SIGNIFICATIVITA’ CONGIUNTA DEI COEFFICIENTI
Posto un livello di significativita’ pari a 0.05, si nota che i p-value osservati sono tutti
minori di 0.0001. Questo indica che il modello ha buona capacita’ esplicativa della
variabile dipendente DISPRIN
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TEST PER LA VALUTAZIONE DELLA SIGNIFICATIVITA’ DEI SINGOLI COEFFICIENTI
WALD CHI_SQUARE:
Posto un livello di significatività pari a 0.05, si nota che i p-value associati ai due
regressori sono entrambi molto bassi . Ogni regressore dunque risulta essere rilevante
per la spiegazione del fenomeno ( rinuncia alla pay tv).
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ANALISI DELLA MULTICOLLINEARITA’
Prima di stimare l’importanza dei regressori e interpretare il loro segno, e’ opportuno
verificare la presenza di multicollinearità:
L’output della proc reg con opzione VIF fa vedere che gli indicatori di Variance
Inflation sono minori di 2. Per tale motivo si puo’ escludere la presenza rilevante
di multicollinearità.
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ANALISI DELL’IMPORTANZA DEI REGRESSORI
Prendendo il valore assoluto delle stime standardizzate si deduce che il regressore
maggiormente influente nel modello e’ SODDPAY, che esprime la soddisfazione
generale per la pay tv posseduta .Il secondo regressore e’ dunque DISPCAM, che
esprime la disponibilità a cambiare pay tv.
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ANALISI DEI SEGNI DEI COEFFICIENTI
Piu’ è alta la soddisfazione per la propria pay tv piu’ diminuisce la probabilita’ che il
cliente sia disposto a rinunciare alla pay tv.
(coeff.std SODDPAY=0.50 segno negativo)
La presenza della disponibilità del cliente a cambiare pay tv fa aumentare la probabilita’
che il cliente sia disposto a rinunciare alla pay tv.
(coeff. Std DISPCAM=0.48 segno positivo)
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REGRESSIONE LOGISTICA-CONCLUSIONI
Si e’ dimostrato che il modello ha buona capacità esplicativa della variabile
dicotomica dipendente DISPRIN. I due regressori selezionati sono rilevanti nella
spiegazione della variabile. La soddisfazione per la propria pay tv è la variabile
che influenza maggiormente la disponibilità a rinunicarvi. In particolare un
aumento della soddisfazione influisce negativamente sul cliente nella sua
disponibilità a scegliere di rinunciare ad avere un contratto pay tv. Da parte delle
aziende, aumentare al soddisfazione globale dei propri clienti per la pay tv
scelta(in termini di qualità, servizi, programmi,prezzi etc) potrà essere negli anni
una leva importante per far si che i clienti non rinuncino alla tv a pagamento. La
disponibilita’ a cambiare pay tv influenza positivamente la disponibilità a
rinunciarvi. Offerte mirate ad aumentare la soddisfazione (ad esempio temite
campagne di fidelizzazione) per i clienti che possiedono una pay tv e che sono
disposti a cambiarla con un’altra potrebbe per le aziende significare una
diminuzione del numero di clienti disposta a rinunciare ad avere un contratto con
loro e, in generale, ad avere un contratto pay tv. Importante e’ notare infine che
anche in questo caso(come nel modello di regressione lineare) le variabili che
esprimono la soddisfazione per il digitale terrestre non sono rilevanti al fine di
spiegare al disponibilità a rinunciare alla pay tv. Pertanto la disponibilita’ a
rinunciare dipende da caratteristiche proprie dell’offerta delle aziende operanti nel
business della pay tv e non e’ influenzata, da quanto si vede, dal recente avvento
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del digitale terrestre.
Conclusioni
Dai risultati ottenuti dalle analisi effettuate si evince che la crisi economica influisce
negativamente sulla spesa destinata alla propria pay tv. Chi spende maggiormente
per la propria pay tv risente meno dell’effetto della crisi, ed e’ risultato che coloro
che hanno un contratto Sky risentono meno della crisi sulla loro scelta, pagando
mediamente di piu’ rispetto a coloro che possiedono Mediaset Premium. La
disponibilita’ alla rinuncia alla pay tv e’ legata alla soddisfazione percepita per la
pay tv e al grado di fidelizzazione del cliente.
La soddisfazione per la propria pay tv è effettivamente legata al tipo di pay tv
posseduta e dipende dalle caratteristiche intrinseche della pay tv stessa e non da
fattori esterni (come l’avvento del digitale terrestre). Le aziende devono pertanto
cercare di aumentare la soddisfazione per i propri clienti aumentandone la
soddisfazione per le caratteristiche specifiche dell’offerta,fidelizzandoli.
La presenza di nuovi canali non a pagamento non influisce sulla soddisfazione per
la pay tv e i clienti disposti a rinunciare alla pay tv non esprimono tale disponibilità a
seguito dell’esistenza dei canali digitali. Le aziende devono pertanto puntare a
competere sulla qualita’ e sui servizi legati alla pay tv per aumentare la
soddisfazione e la fidelizzazione dei propri clienti, preoccupandosi relativamente
della competizione con il digitale.
Il futuro della pay tv non e’ pertanto minato dall’avvento dei nuovi canali gratuiti e si
gioca sulla competizione tra le aziende nell’aumentare la soddisfazione
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complessiva dei propri clienti.
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