Informazioni sulla programmazione del
Teatro Consorziale di Budrio
www.teatrodibudrio.com
e-mail [email protected] o [email protected]
Biglietteria del Teatro, Via Garibaldi n. 35 tel e fax 051-801300
orari di apertura nei giorni di prevendita dal martedì al venerdì dalle
16,30 alle 19, sabato dalle 9 alle 13.
I biglietti relativi a spettacoli della Stagione teatrale
possono essere acquistati presso i punti vendita
www.vivaticket.it
Direzione del Teatro Consorziale, via Mentana n. 32 - 40054 Budrio
(BO) tel. 0516928244 - fax 051801300.
Nelle mattinate dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13;
Domenica 16 dicembre
Compagnia dei Ciarlatani in
IL GRAN VARIETÀ DEI CIARLATANI
Spettacolo nell’ambito della rassegna “Le domeniche a Teatro”
Tecniche: Teatro d’attore, clownerie, giocoleria e magia comica
Età consigliata: dai 4 anni
Domenica 20 gennaio
Il Teatrino dell’Es in IL MANIFESTO DEI BURATTINI
Tecniche: burattini, marionette,pupazzi e teatro in nero
Età consigliata: per tutti
Domenica 3 febbraio
Teatro Ridotto in
LE PERIPEZIE DEL SIGNOR AQUILONE
Spettacolo nell’ambito della rassegna “Le domeniche a Teatro”
Tecniche: Teatro d’attore, narrazione e danza
Età consigliata: dai 4 anni
Domenica 10 febbraio
I Burattini di Riccardo in LA FATA SMEMORINA
Tecniche: Burattini classici bolognesi
Età consigliata: per tutti
BIGLIETTI per la Rassegna:
(platea intero € 5,00 - ridotto € 4,50)
ABBONAMENTO TEATRO PER RAGAZZI a 6 spettacoli
(platea e 1 galleria: intero € 22,50 - ridotto € 15,50)
NUOVI ABBONAMENTI: La vendita dei nuovi abbonamenti avrà luogo
da sabato 13 a mercoledì 31 ottobre.
pag. 24
COMUNE DI BUDRIO
Provincia di Bologna
CONSORZIALE SCUOLA
LO SPETTACOLO DAL VIVO PER LE SCUOLE
Spettacoli per:
i NIDI dell’infanzia pag. 4
le Scuole dell’infanzia pag. 5
le scuole Primarie pag. 7
le scuolE secondariE di PRIMO e SECONDO grado pag. 11
LIRICA pag. 18
PROGRAMMA STAGIONE TEATRALE 2012-2013 pag. 22
BURATTINANDO A BUDRIO, XXVI EDIZIONE pag. 23
Per informazioni sulla programmazione e delucidazioni sugli spettacoli ci
si può rivolgere:
Direzione del Teatro Consorziale, via Mentana n. 32 - 40054
Budrio (BO) tel. 0516928244 - fax 051801300, e-mail: teatro@comune.
budrio.bo.it . Nelle mattinate dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13;
Biglietteria del Teatro, Via Garibaldi n. 35 tel e fax 051-801300
dal martedì al venerdì dalle ore 16,30 alle ore 19.
MODALITA’ DI PRENOTAZIONE E PREZZI
Le adesioni per la partecipazione agli spettacoli dovranno pervenire a
partire da lunedì 22 ottobre 2012 fino ad esaurimento dei posti
disponibili per ogni singola recita, alla Direzione del Teatro Consorziale,
via Mentana n. 32 - 40054 Budrio a mezzo telefono 0516928244, fax
051801300 o e-mail [email protected], nelle mattinate dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13, oppure lasciare un messaggio nella
segreteria telefonica, con le Vostre richieste e l’indicazione del responsabile
e del suo telefono a cui contattarlo per dare risposta.
Le prenotazioni telefoniche devono essere confermate entro 20 giorni con
lettera, inviata anche a mezzo fax (051801300) o e-mail (teatro@comune.
budrio.bo.it ) dal Dirigente scolastico di appartenenza. Ciascun insegnante
può esprimere, con la prenotazione, la propria preferenza per un determinato
ordine di posti, di questa opzione si terrà conto, nel limite del possibile, al
momento dell’assegnazione delle poltrone; per ciascuna rappresentazione,
infatti, i bambini verranno disposti in teatro, a partire dalle prime file, in ordine crescente di età, e a pari età in ordine di arrivo in teatro.
I Signori Insegnanti sono vivamente pregati di effettuare la prenotazione
solo quando sono certi di poter accompagnare la classe in Teatro.
I biglietti si ritireranno la mattina stessa dello spettacolo e pagheranno solo
gli alunni effettivamente partecipanti. La non partecipazione dell’intera
classe comunicata nella mattinata di spettacolo comporta il pagamento
dei biglietti che verrà addebitato alla scuola di appartenenza.
Il numero di spettacoli effettivamente rappresentati sarà determinato in relazione alle adesioni pervenuteci dalle scuole, pertanto è possibile che venga
eliminata una prenotazione.
Le rappresentazioni verranno effettuate, di norma, una soltanto per mattinata, con inizio alle ore 9.30, salvo diversa indicazione contenuta
nella scheda; si raccomanda la puntualità. E’ diseducativo far attendere
i ragazzi in Teatro per aspettare l’arrivo di ritardatari.
PREZZI dei biglietti:
(salvo diversa indicazione contenuta nella scheda di presentazione dello spettacolo)
Intero
Ridotto
Platea e Prima galleria Euro 5,00 Euro 4,50
Seconda galleria *
Euro 4,00 Euro 3,00
Per la prossima stagione sono previste diverse formule di abbonamento a
5 - 8 o 11 spettacoli con diverse tipologie di riduzioni, fra cui una molto
conveniente Under18.
Viene inoltre istituita una tessera, riservata ai minori di 18 anni, con la possibilità di scegliere 5 spettacoli fra quelli in cartellone in teatro:
TESSERA UNDER 18 a 5 spettacoli (a scelta fra tutti gli spettacoli
previsti nella stagione 2012-2013)
(costo: platea e 1 galleria: € 30, 2 galleria: € 22,50, Palchi di seconda: € 20)
La vendita delle tessere avrà luogo da martedì 6 novembre.
Negli orari di apertura della biglietteria.
Per informazioni complete sulla campagna abbonamenti e sulla vendita dei singoli
biglietti si possono reperire sul sito online
www.teatrodibudrio.com
oppure richiedere:
e-mail: [email protected]
[email protected]
Biglietteria - Via Garibaldi, 35 - 40054 Budrio
tel. e fax 051 801300
orari di apertura nei giorni di prevendita dal martedì al venerdì dalle 16,30 alle 19
- il sabato dalle 9 alle 13
i biglietti possono essere acquistati presso i punti vendita
www.vivaticket.it
* Per alcuni spettacoli, è possibile utilizzare anche la Seconda galleria del
Teatro. La Direzione è a disposizione per fornire indicazioni su quali spettacoli (gli impedimento sono dovuti al tipo di messa in scena, all’età dei
ragazzi, ed altro).
Gli accompagnatori entrano gratuitamente, così come gli alunni portatori di handicap o appartenenti a famiglie disagiate; per questi ultimi
concordare con la Direzione del Teatro o la Biglietteria
Budrio, 11 settembre 2012
La Direzione del Teatro
BURATTINANDO A BUDRIO
XXVI rassegna di Teatro per ragazzi
Direzione artistica Teatrino dell’Es di Vittorio Zanella e Rita Pasqualini
Spettacoli ore 16,30
Domenica 4 novembre
I Burattini di Moreno di Modena in
L’ELISIR D’AMORE VAPOROTTI
Tecniche: Burattini della tradizione della Commedia dell’Arte
Età consigliata: dai 4 anni
Domenica 18 novembre
Associazione Cà Rossa in
UN CAPPELLINO ROSSO - Spettacolo liberamente tratto da CAPPUCCETTO ROSSO di Perrault, di e con Rossella Dassu e Andrea Fugaro
Tecniche: teatro d’attore
Età consigliata: dai 4 anni
pag. 23
TEATRO CONSORZIALE DI BUDRIO
STAGIONE 2012 - 2013
Spettacoli ore 21 - Domeniche ore 16,30
Sabato 10 e domenica 11 novembre
Sabato 17 novembre
PRIMA NAZIONALE
PAOLO POLI in AQUILONI da Giovanni Pascoli
GLI INCAUTI
HAMELIN di Juan Mayorga - Regia Simone Toni
Martedì 4 e mercoledì 5 dicembre
VITO in IL MALANNO IMMAGINARIO di Francesco Freyrie Liberamente ispirato al Malato immaginario di Molière - Regia Daniele Sala
Mercoledì 19 dicembre
VALENTINA SPERLÌ, ROBERTO VALERIO e PIETRO
BONTEMPO in UN MARITO IDEALE di Oscar Wilde - Regia di Roberto
Valerio
Mercoledì 9 e giovedì 10 gennaio
SEBASTIANO LO MONACO con LELIA MANGANO DE FILIPPO in NON È
VERO MA CI CREDO di Peppino De Filippo Regia di Michele Mirabella
anno 2012
da lunedì 22 ottobre
fino ad esaurimento
posti
PRENOTAZIONI
dalle ore 9 alle 13
tel. 0516928244 - email: [email protected]
CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI
Ora
titolo
Compagnia
Fascia d’età
ANNO 2012
Data
13 novembre 10,00 Sogni e stracci
Navig@ttori
16 novembre 10,00 Hamelin
Gli Incauti
20 dicembre
Un marito
10,00
ideale
ANNO 2013
ELENA GIUSTI e PAOLO VALERIO PICCOLI CRIMINI
CONIUGALI di Eric-Emmanuel Schmitt - Regia Alessandro Maggi
Per non morire
di mafia
Lo schiaccia15 gennaio 9,30
noci
RAFFAELE PAGANINI in LA VERA STORIA DI ZORBA IL GRECO
Coreografie Luigi Mastelletta - Musiche Marco Schiavoni
22 gennaio 9,30
GIANNI FERRERI, DANIELA MOROZZI e ROBERTO NOBILE
TERAPIA TERAPIA di Augusto e Toni Fornari
Regia di Augusto Fornari
6 febbraio
Sabato 26 gennaio
Sabato 9 febbraio
Sabato 16 e domenica 17 febbraio
Giovedì 28 febbraio e venerdì 1 marzo
Sabato 6 aprile
PAOLA GASSMAN e PIETRO LONGHI
DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE
di Aldo De Benedetti - Regia di Maurizio Panici
MASSIMO DAPPORTO
LA VERITÁ di Florian Zeller - Regia di Maurizio Nichetti
Sabato 13 e domenica 14 aprile
MARIANGELA D’ABBRACCIO, PINO QUARTULLO e CHIARA
NOSCHESE
AFFARI DI CUORE di Colette Freedman, tratto dal romanzo The affair di Anna Dillon
- Regia di Chiara Noschese
pag. 22
apertura prenotazioni
10 gennaio 10,00
9,30
14 febbraio 9,30
Valentina Sperlì,
Scuola secondaria
Roberto Valerio,
di 2° grado
Pietro Bontempo
Sebastiano Lo
Monaco
Ditta Giocofiaba
Buonanotte Mr. La Bottega TeaScrooge
trale
Rashid, Rondinella di mare
Il Teatrino
dell’Es
Cibo Universale L’Instabile Quick
24 febbraio 16,30 Cenerentola
Scuola secondaria
di 1° e 2° grado
Scuola secondaria
di 2° grado
Teatri di Budrio,
Cento, Irun
5 marzo 9,30 L’orco nero e il pro- Teatro Evento
de piccolo Piero
27 marzo 9,30 Nel paese dei
Il Banco Volante
piedoni
9 aprile 9,30 Peter Pan
Il Teatro Blu
24 aprile 20,30 Aida
Teatri di Budrio,
Cento e Mantova
Scuola secondaria
di 1° e 2° grado
1° e 2° ciclo scuola
Primaria
2° ciclo scuola
primaria - 1 Secondaria 1° grado
1° e 2° ciclo scuola
Primaria
Scuola secondaria
di 1° e 2° grado
Scuola secondaria
di 1° e 2° grado
Infanzia e 1° ciclo
scuola primaria
1° e 2° ciclo scuola
Primaria
1° e 2° ciclo scuola Primaria
Scuola secondaria
di 1° e 2° grado
SPETTACOLI PER I NIDI D’INFANZIA
la DITTA GIOCOFIABA di Milano
“LO SCOIATTOLO GILLO
DIRETTORE D’ORCHESTRA”
Repliche all’interno dei nidi d’infanzia
Tecniche: teatro d’attore con oggetti e con un musicista dal vivo.
Trama: Le avventure narrate sono “microstorie” in cui lo scoiattolo protagonista, cucciolo come i suoi spettatori e sempre accompagnato da una
mamma/tata che si pone come mediazione tra lui e il mondo, parte da elementi conosciuti, solitamente gli ambienti, per esplorarli con fantasia aprendosi alla scoperta di nuove realtà.
Il silenzio della casa di Gillo oggi è interroto da una nota… Ma da dove
viene? Cosa la produce? Lo scoiattolo esplora le stanze della casa e scopre i
suoni dei diversi ambienti; un rubinetto che gocciola, le lancette dell’orologio, il fischio del vento fuori dalla finestra, una porta che cigola…, ma niente
di simile alla nota misteriosa. Una delle stanze pare addirittura essere dedicata ad oggetti capaci di produrre suoni; ed eccoci così a provare campanelli,
pentole, fischietti e, perché no, la percussione delle diverse parti del corpo.
Ci si diverte ma della nota sconosciuta nessuna traccia… Ma, fruga fruga,
ecco dimenticata in uno scatolone una bellissima radio! Occhioni da animaletto e codantenna scodinzolante: è lei l’origine della nota che cercavamo!
Felice lo scoiattolo sceglierebbe subito il canale con il pop più sfrenato se
non venisse fermato dalla radio stessa che confessa il suo grande amore: la
musica classica. Ma cos’è?
Proviamo ad ascoltarla insieme giocando con le frequenze della radio e sintonizzando – desintonizzando il nostro musicista impiegato in un acrobatico e giocoso viaggio tra le arie più note e orecchiabili. Che musica! E che
voglia di dirigerla! Ebbene si, la codantenna della radio si stacca e diventa
una magica bacchetta capace di guidare i suoni. Dovete infatti sapere che la
nostra simpatica amica sogna di diventare un direttore d’orchestra e, anzi, da
li a poco dovrà affrontare un difficile provino. Alleniamoci allora e proviamo
a dirigere la musica usando le braccia per decidere chi deve suonare, quanto
forte o a che velocità. Le note forse all’inizio saranno impacciate, si confonderanno e sbaglieranno ma poi la melodia nascerà come di incanto nelle orecchie e nel corpo dei piccoli spettatori! È naturale chiudere quest’avventura
costruendo e portando a casa (e ovviamente provando!) ognuno la propria
bacchetta da direttore. Bacchetta speciale perché verrà realizzata unendo e
mischiando solo materiali commestibili. Questo perché un bambino piccolo
vuole assaggiare tutto e perché, stanchi dopo aver diretto un concerto, è bello
farsi uno spuntino.
La direzione d’orchestra infine ci è parsa la strada più divertente per unire
una bacchetta magica all’esperienza fisica di guidare il suono.
pag. 4
guerriero Radamés, dal quale è riamata; ma di costui si è invaghita anche
Amneris, la figlia del re d’Egitto. Amneris nutre sentimenti di gelosia per
la principessa etiope e falsamente la consola del suo pianto. Un messaggero
porta la notizia che l’esercito etiope guidato dal re Amonasro sta marciando
verso Tebe: è la guerra. Il Faraone designa Radamés comandante dell’esercito che combatterà contro gli Etiopi. Aida è combattuta tra l’amore per Radamés e il sentimento per il padre e il suo popolo. Fra cerimonie solenni e
danze il gran sacerdote Ramfis gli consegna la spada consacrata.
ATTO II
Amneris riceve nelle proprie stanze, dove piccoli schiavi mori danzano, Aida
e con l’astuzia la spinge a dichiarare i suoi sentimenti per Radamés, annunciandole la morte dell’amato in battaglia. Amneris minaccia Aida che,
disperata, è costretta a chiedere perdono. Risuonano le trombe della vittoria
e la popolazione accorre alla cerimonia del trionfo; mentre il re siede sul
trono con la figlia, l’esercito sfila davanti a lui. Radamés viene incoronato da
Amneris con il serto dei vincitori ed intercede a favore dei prigionieri tra i
quali si trova Amonasro, padre di Aida. Il re accoglie la richiesta di rilasciare i prigionieri, poi, per la protesta dei sacerdoti, decide di trattenere come
ostaggi Aida e un guerriero, in realtà Amonasro, che giura di aver sepolto il
re degli Etiopi. Per gratitudine il Faraone concede a Radamés la mano della
propria figlia.
ATTO III
Radamés ha solo apparentemente acconsentito a diventare sposo di Amneris, la quale si reca al tempio della dea Iside per pregarla di proteggere le
sue imminenti nozze. Quella stessa notte, mentre Aida attende l’amato sulle
sponde del Nilo, Amonasro convince la figlia a tradirlo: Aida ottiene le informazioni richieste. Il padre, poi, spia il colloquio tra i due innamorati e
viene a conoscenza del luogo dove l’esercito egiziano attaccherà gli etiopi.
Quando Amonastro esce dal nascondiglio e si presenta come il re degli Etiopi, Radamés capisce di aver involontariamente tradito il proprio paese. Con
il suo aiuto Aida e il padre riescono a fuggire, mentre Radamés si consegna
al gran sacerdote per espiare la propria colpa.
ATTO IV
Amneris desidera salvare la vita dell’uomo che ama, ma Radamés la respinge: non vuole più nascondere il suo amore per Aida, la schiava liberata
e sopravvissuta alla battaglia durante la quale ha perso il padre. Amneris si
dispera, implora pietà per Radamés che viene condannato dai sacerdoti per
tradimento ad essere sepolto vivo. Nella cripta sotto il tempio di Vulcano,
mentre sta per essere murato, invoca Aida e costei come in un sogno gli
appare: è venuta a morire con lui. I due innamorati si abbracciano e dicono
addio al mondo che li ha condannati, mentre nel tempio Amneris piange e
prega durante le cerimonie religiose e la danza delle sacerdotesse.
pag. 21
principe (merito del maltempo, e di Alidoro) si rompe davanti alla casa.
Ramiro e Dandini entrano in casa, e chiedono ospitalità. Don Magnifico, che
pensa ancora di far sposare una delle figlie al principe. Ordina a Cenerentola
di dare la sedia regale al principe, e Angelina la da a Dandini, non sapendo
che non è lui il principe. Il barone le indica Ramiro, e i due giovani si riconoscono (Siete voi...questo è un nodo avviluppato).
I parenti, irati,minacciano Cenerentola (Donna sciocca! Alma di fango!). Ramiro e Dandini la difendono, annunciando vendetta e terribili punizioni sulla
famiglia. Cenerentola allora invoca la pietà del principe, ormai suo sposo, e
dice che la sua vendetta sarà il loro perdono. Arriva Alidoro, tutto contento
della sorte di Angelina. Clorinda s’indispettisce alle parole del vecchio, ma
Tisbe preferisce accettare la sorella come principessa. Alla fine dell’opera,
Cenerentola, salita al trono, concede il perdono alle due sorellastre e al patrigno (rondò Nacqui nell’affanno), che, commossi, la abbracciano e affermano
che nessun trono è degno per lei.
Mercoledì 24 aprile, ore 20,30
Coproduzione tra i teatri di Budrio, Cento, Mantova
AIDA opera in quattro atti di GIUSEPPE VERDI su libretto di Antonio Ghislanzoni da un soggetto di Auguste Mariette.
La prima rappresentazione fu al “Kedivial Opera House “ de Il Cairo il 24 Dicembre 1871 diretta da Giovanni Bottesini, protagonista il soprano Antonietta Pozzoni
Anastasi; tenore Pietro Mongini; mezzosoprano Eleonora Grossi; baritono Francesco Steller. Verdi non è presente alla prima, ma viene insignito del prestigioso titolo
di Commendatore dell’Ordine Ottomano. La prima italiana ha luogo nella cornice
del Teatro alla Scala di Milano l’8 febbraio 1872, diretta da Franco Faccio.
Personaggi: il re d’Egitto (B); Amnemeris, sua figlia (Ms); Aida, schiava etiope (S);
Radames, condottiero egiziano (T); Ramfis, capo dei sacerdoti (B); Amonasro, re
d’Etiopia e padre di Aida (Bar); sacerdoti, sacerdotesse, ministri, capitani, schiavi,
popolo egizio.
Orchestra Citta di Ferrara, direttore M° Aldo Salvagno
TECNICHE: Opera lirica.
FASCIA D’ETA’: Scuole secondarie di Primo e di Secondo grado.
DURATA: 3 ore e mezza ca.
Trama: è la storia di un Condottiero Egiziano (Radames) innamorato di una
schiava Etiope (Aida) che parte per la guerra contro il re dell’Etiopia (Amonasro), padre di Aida. Il dramma nasce dal fatto che Radames dovrebbe sposare la figlia del Faraone (Amneris), ma in seguito all’accusa di tradimento,
sarà condannato ad essere sepolto vivo. Aida, volontariamente, dividerà con
lui la triste sorte.
ATTO I
Aida vive a Menfi come schiava; il padre Amonasro organizza una spedizione in Egitto per liberarla dalla prigionia. Aida si innamora del giovane
pag. 20
SPETTACOLI PER LE SCUOLE DELL’INFANZIA
INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30
Martedì 15 gennaio 2013
la DITTA GIOCOFIABA di Milano
“LO SCHIACCIA NOCI ”
TECNICHE: Teatro d’attore con oggetti.
FASCIA D’ETA’: per tutte le classi della scuola dell’infanzia.
Trama: Dalla fiaba musicale di Tchaikovsky uno spettacolo interattivo animato dalle note dalle più famose musiche orchestrali. Due attori e un magico
albero di Natale che domina la scena, uno schiaccianoci di legno destinato
a trasformarsi in un principe, ombrelli coloratissimi che serviranno per volare, diventando addobbi multicolori, tramutandosi magicamente in spade
e altro ancora. Lo spettacolo alterna momenti di narrazione, di movimento
su musica e di azione con la partecipazione attiva del pubblico, in cui tutti i
personaggi della storia saranno animati e resi vivi dai due attori protagonisti.
Un’emozionante avventura tra soldatini di stagno e topi guerrieri nel clima
fantastico del Teatro.
Martedì 5 marzo 2013
il TEATRO EVENTO di Vignola (MO)
“ L’ORCO NERO E ILPRODE PICCOLO
PIERO”
TECNICHE: Teatro d’attore con burattini e pupazzi.
FASCIA D’ETA’: per tutte le classi della scuola dell’infanzia.
Trama: Tra tutte le creature magiche, l’Orco è quella che fa più paura. Sì,
perché la strega, a volte, può essere buona; gli gnomi e i troll sono dispettosi
e maligni, ma più spesso saggi e generosi; i giganti possono essere egoisti
ed ottusi, ma poi mostrano sempre il loro cuore tenero. Gli orchi sono cattivi
e basta. Gli orchi approfittano della loro stazza gigantesca e della loro forza
fisica per esercitare il potere su chi è più debole, per affermare la propria
supremazia con la prepotenza, per prendersi gioco dei più piccoli. Allora, ci
vuole qualcuno che gliela canti per bene all’Orco Nero, uno come il nostro
coraggioso Piero, un ragazzo che non si lascia intimorire
pag. 5
facilmente e che, soprattutto, pensa che a poco servano forza e cattive maniere, a tanto, invece, saggezza e intelligenza. Il Piccolo Piero affronta l’Orco
e la paura che questi incute perché, come i grandi sanno (ed è bene che lo
imparino anche i bambini), non esistono persone che non hanno paura, esistono persone che affrontano la paura. La storia dell’Orco Nero e il Prode
Piccolo Piero s’ispira a tante storie di orchi ed eroi coraggiosi (da “Il gatto
con gli stivali” a “Pollicino” e “Il prode piccolo sarto”), mischiandole fino a
costruirne una del tutto nuova.
Mercoledì 27 marzo 2013
il BANCO VOLANTE di Genova
“NEL PAESE DEI PIEDONI ”
TECNICHE: teatro di pupazzi e attori.
FASCIA D’ETA’: per tutte le classi della scuola dell’infanzia.
Trama: La storia racconta le avventure di due fratellini, uno più piccolo,
uno più grande. Da una situazione iniziale di litigi e sopportazione reciproca, si arriva, nel corso dello spettacolo, ad una collaborazione e ad un aiuto
reciproco. I due bambini si ritrovano per caso nel castello delle paure e,
aiutandosi l’un l’altro, riescono a vincerle e a tornare sani e salvi da mamma
e papà. Lo spettacolo molto diretto e divertente narra di situazioni e personaggi buffi e paradossali: c’è l’orco Cicciabomba, il vermicello lombricoso/
sputacchioso, le caramelle antinebbia, la direttrice del castello delle paure,
i due fratellini Cioppolino e Cioppolone, la mamma, il papà, e tanti altri.
Tutti i personaggi hanno una grande testona, niente corpo, enormi piedoni e
grandissime manone.
pag. 6
tano, ma subito entra Alidoro, precettore del principe don Ramiro, mascherato da mendicante, per spiare le tre sorelle. Chiede un po’ d’elemosina, ma
viene insultato dalle due sorellastre: Angelina di nascosto gli dà del caffè,
ed Alidoor la ringrazia. Egli tiene d’occhio le tre per segnalare al principe
i comportamenti delle tre: infatti il principe cerca moglie. Dopo essere stato curato da Angelina, e maltrattato da Clorinda e Tisbe, Alidoro se ne va,
mentre alcuni cavalieri segnalano l’arrivo imminente del principe. Don Magnifico entra in scena, svegliato dalle figlie (Miei rampolli femminili), che
lo avvertono dell’arrivo del principe: il padre raccomanda alle due figliole di
comportarsi e vestirsi bene. Subito dopo entra don Ramiro, in vesti di paggio. Egli infatti ha scambiato le sue vesti con quelle del servo Dandini per
spiare il comportamento delle sorelle. Cenerentola lo nota, e tra i due giovani
scoppia l’amore (Un soave non so che). Subito dopo entra Dandini (Come
un’ape nei giorni d’aprile), seguito dalla famiglia. Né don Magnifico, né le
tre sorelle si sono accorte dello scambio di persona. Il cameriere vezzeggia le
sorellastre, che elogiano il mascherato Dandini. Angelina chiede al patrigno
se può venire alla festa, dato che tutti ci stanno andando. Ma don Magnifico
la caccia indegnosamente. Alidoro, vedendola, decide di aiutarla.
Intanto, nel palazzo, Ramiro e Dandini discutono sulle figlie del barone, e
decidono di metterle alla prova: Dandini afferma che la ragazza scelta sarà
sua sposa, mentre l’altra andrà a Ramiro. Le ragazze, sdegnate, rifiutano
i vezzeggiamenti del principe mascherato: imrpovvisamente giunge una
strana ragazza vestita splendidamente. Ella è Angelina, velata, venuta lì per
partecipare al ballo, vestita da Alidoro. Tisbe e Clorinda notano una certa
somiglianza con la sorella. Anche il padre se ne accorge, ma le loro idee
vengono smentite. Dandini invita tutti a tavola, ma l’atmosfera è strana: tutti
hanno paura che il proprio sogno svanisca (...ho paura che il mio sogno vada
in fumo a dileguar!).
Atto secondo
Don Magnifico riconosce nella misteriosa dama velata Cenerentola, tuttavia
è sicuro che il principe sceglierà o Clorinda o Tisbe, e svela alle figlie che,
appropriandosi del patrimonio di Angelina, l’ha sperperato per permettere
alle figlie di vivere nel lusso. Intanto Cenerentola, infastidita da Dandini
che cerca di sedurla, rivela di essere innamorata del paggio. Ramiro è fuori
di sé dalla gioia, ma Angelina gli da un braccialetto, e gli dice che, se vuole
amarla, dovrà cercarla e ridarglielo; Ramiro, dopo la fuga di Cenerentola,
annuncia che la ritroverà (Si, ritrovarla io giuro).
Intanto, Dandini rivela a don Magnifico di essere in realtà il cameriere del re
(Un segreto d’importanza), scatenando l’ira e l’indignazione del barone. Il
barone si adira e torna a casa.
Intanto Cenerentola, a casa, ricorda il magico momento vissuto alla festa, e
ammira il braccialetto. Arrivano don Magnifico e le sorellastre, irate per la
rivelazione di Dandini. Subito dopo si scatena un temporale, e la carrozza del
pag. 19
LIRICA
I prezzi per gli spettacoli lirici riservati agli studenti Under 18 sono:
Platea e 1° galleria € 11; 2° galleria € 9; Palchi di 2° € 8; 3° galleria € 7.
Domenica 24 febbraio, ore 16,30
Coproduzione tra i teatri di Budrio, Cento, Bra, Imperia, Irun
LA CENERENTOLA
Dramma giocoso in due atti di GIOACHINO ROSSINI (1792-1868) su libretto di Jacopo Ferretti, da Perrault - Prima a Roma, Teatro Valle, 25 gennaio 1817
Personaggi: Don Ramiro (T), Dandini (B), Don Magnifico (B), Clorinda (S),
Tisbe (Ms), Alidoro (B), Angelina, detta Cenerentola (A); cortigiani e dame
Orchestra Citta di Ferrara, direttore M° Aldo Salvagno
TECNICHE: Opera lirica.
FASCIA D’ETA’: Scuole secondarie di Primo e di Secondo grado.
DURATA: 3 ore ca..
La Cenerentola è un’opera lirica di Gioachino Rossini su libretto di Jacopo Ferretti.
Il titolo originale completo è La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo.
Il soggetto fu tratto dalla celebre fiaba di Charles Perrault, ma Ferretti si servì anche
di due libretti d’opera: Cendrillon di Charles Guillaume Etienne per Nicolò Isouard
(1810) e Agatina, o la virtù premiata di Francesco Fiorini per Stefano Pavesi (1814).
L’opera fu composta in circa tre settimane e Rossini, come fece in altre occasioni,
affidò ad un assistente (in questo caso Luca Agolini) la composizione dei recitativi
secchi e delle arie meno importanti, quelle di Alidoro e Tisbe. La prima rappresentazione ebbe luogo il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma.
Il contralto Geltrude Righetti Giorgi, che era stata già la prima Rosina del Barbiere
di Siviglia, cantò il ruolo della protagonista.
Il debutto della Cenerentola, pur non provocando uno scandalo paragonabile a quello del Barbiere, fu un insuccesso, ma dopo poche recite, l’opera divenne popolarissima e fu ripresa in Italia e all’estero. Come aveva gia fatto altre volte, Rossini usò
la tecnica dell’autoimprestito, cioè prese le musiche per alcuni brani da opere composte in precedenza: il rondò di Angelina è tratto dall’aria del conte di Almaviva del
Barbiere “Cessa, di più resistere” e la sinfonia è tratta da quella della Gazzetta.
Per una ripresa del 1820 al Teatro Apollo di Roma, avendo a disposizione l’ottimo
basso Gioacchini Moncada, Rossini sostituì l’aria di Alidoro composta da Agolini con una grande aria virtuosistica (Là del ciel nell’arcano profondo), che nelle
rappresentazioni odierne viene solitamente eseguita. Scelta che per altro obbliga a
scritturare una prima parte anche per il ruolo di Alidoro, che nella versione originale
era poco più di un comprimario.
Trama: Atto primo
Clorinda e Tisbe, figlie di don Magnifico e sorelle, si pavoneggiano davanti
allo specchio vantandosi e glorificandosi. Angelina, figliastra di don Magnifico, canta una malinconica canzone (Una volta c’era un re), quasi presaga
dello strano futuro destino che la sta per vivere. Le due sorelle la rimbrotpag. 18
SPETTACOLI PER LE SCUOLE PRIMARIE
INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30
Martedì 15 gennaio 2013
la DITTA GIOCOFIABA di Milano
“LO SCHIACCIA NOCI ”
TECNICHE: Teatro d’attore con oggetti.
FASCIA D’ETA’: classi 1° e 2° della scuola primaria.
Trama: Dalla fiaba musicale di Tchaikovsky uno spettacolo interattivo animato dalle note dalle più famose musiche orchestrali. Due attori e un magico
albero di Natale che domina la scena, uno schiaccianoci di legno destinato
a trasformarsi in un principe, ombrelli coloratissimi che serviranno per volare, diventando addobbi multicolori, tramutandosi magicamente in spade
e altro ancora. Lo spettacolo alterna momenti di narrazione, di movimento
su musica e di azione con la partecipazione attiva del pubblico, in cui tutti i
personaggi della storia saranno animati e resi vivi dai due attori protagonisti.
Un’emozionante avventura tra soldatini di stagno e topi guerrieri nel clima
fantastico del Teatro.
Martedì 22 gennaio 2013
la BOTTEGA TEATRALE di Torino
“ BUONANOTTE MR. SCROOGE”
TECNICHE: Teatro d’attore con pupazzi e ombre.
FASCIA D’ETA’: classi 3°, 4° e 5° della scuola primaria.
Trama: Tratto da Canto di Natale di Dickens. Gli spiriti si fanno messaggeri
benefici, guide sapienti che conducono il vecchio e avaro Scrooge nella sua
vita passata, presente e futura. Un viaggio di speranza nella notte di Natale
di tanti anni fa. E’ questa la prima e più nota storia sul Natale di Dickens.
Straordinario testo metafisico che ben si adatta al teatro di figura. Lo spettatore ripercorre, attraverso il susseguirsi delle scene, il tempo dell’infanzia,
della giovinezza e della maturità del protagonista Signor Scrooge, scorgendo, nelle immagini di sé del passato, l’insorgere della durezza, dell’avarizia
e della sua scarsa umanità; l’ultima tappa, il futuro che lo attende, registra, in
un crescendo di paure, la scoperta di sé morto, corpo depredato delle vesti,
privato della dignità, abbandonato e disperatamente solo. Ma lo spirito del
Natale e la fiducia nella bontà dell’uomo consentono al Signor Scrooge di
pronunciare un messaggio di speranza e di salvezza.
pag. 7
Mercoledì 6 febbraio 2013
il TEATRINO DELL’ES di Villanova di Castenaso
Martedì 22 gennaio 2013 ore 9,30
la BOTTEGA TEATRALE di Torino
Viaggio fra le Culture del Mondo per la pace ed il rispetto fra i Popoli
TECNICHE: teatro di figura con burattini, una nave e grandi scenografie.
FASCIA D’ETA’: per Primo e Secondo ciclo delle scuole primarie
Trama: Dopo essere andato col padre nell’oasi a raccogliere datteri e poi a
scuola, il piccolo Rashid va a curiosare nel grande porto di Tunisi, affacciato
al grande mar Mediterraneo, culla ti tante civiltà, antiche e lontane, dove è
approdata la “Poseidon”, una nave da carico battente bandiera greca, così
grande non si era mai vista. Salito a curiosare senza essere visto, dopo un
po’ viene vinto dal sonno e si risveglia in navigazione, oramai lontano dalla
terra natia. Prima di poter riabbracciare i genitori trascorrerà tre settimane
sulla nave di cui è divenuto la mascotte, a contatto con marinai greci, turchi, spagnoli, francesi e italiani, udendo narrare storie e, durante gli scali,
intrufolando lo sguardo avido in paesi di mare ed usanze di cui nemmeno
avrebbe immaginato l’esistenza. Ad esempio a Barcellona conosce la tauromachia, e trova molte similitudini con gli usi e i costumi della sua gente,
come la mantiglia di pizzo nero che copre il capo delle donne. A Marsiglia
conoscerà gli ubriachi, di cui Rashid non ha mai sentito parlare, visto che
il suo popolo non beve alcolici ed a Marsiglia imparerà storie di una terra
sconfinata, l’Asia, in particolare della Cina. Arrivati a Napoli, in piazza del
Gesù, il piccolo Raschid sarà spettatore di una guarrattela col protagonista
Pulcinella (la cui voce è data dalla pivetta, piccolo strumento musicale a
doppia ancia che amplifica la voce) che rappresenta il desiderio di tutti i
popoli di smarcarsi dalla schiavitù della povertà e miseria, verso un mondo
più giusto e rispettoso dell’essere umano e dei suoi valori più oggettivi. I
racconti nutrono la fantasia e la conoscenza del piccolo Rashid, tanto che il
viaggio, quasi giunto al suo termine, lascerà nel ragazzo un’impressione destinata a durare per tutta la vita: gli uomini del Mondo sono in tutto differenti
per ciò che attiene alle piccole cose, ma irriducibilmente simili nelle poche,
essenziali cose che contano: la Pace, l’Affetto, l’Educazione, l’Istruzione, il
Gioco, la Salute, il Cibo e l’Acqua, in definitiva il diritto alla Vita. L’avventura di Rashid, rispettoso delle regole date sulla grande nave “Poseidon”, dal
nostromo greco Papoiannis, che potrebbe essere avvenuta in qualsiasi epoca,
è rivolta ai ragazzi, come stimolo ad una riflessione che lascia intravvedere
quale ricchezza si realizza nelle variazioni etniche e nella diversità umana
di usi, costumi e religioni, soprattutto se la diversità degli altri viene osservata con grande rispetto e curiosità. Al termine del suo viaggio la Poseidon
riporterà a casa il suo piccolo, gradito e rispettato ospite, dato ormai disperso
dai suoi familiari. L’incontro coi suoi genitori e fratelli sarà oggetto di una
magnifica festa in suo onore, e di chi l’ha ospitato per tre settimane con tanto
affetto, rispetto e curiosità della vita umana.
pag. 8
TECNICHE: Teatro d’attore con pupazzi e ombre.
FASCIA D’ETA’: classe 1^ della scuola secondaria di primo grado
Trama: Tratto da “Canto di Natale” di Dickens. Gli spiriti si fanno messaggeri benefici, guide sapienti che conducono il vecchio e avaro Scrooge nella
sua vita passata, presente e futura. Un viaggio di speranza nella notte di Natale di tanti anni fa. E’ questa la prima e più nota storia sul Natale di Dickens.
Straordinario testo metafisico che ben si adatta al teatro di figura. Lo spettatore ripercorre, attraverso il susseguirsi delle scene, il tempo dell’infanzia,
della giovinezza e della maturità del protagonista Signor Scrooge, scorgendo, nelle immagini di sé del passato, l’insorgere della durezza, dell’avarizia
e della sua scarsa umanità; l’ultima tappa, il futuro che lo attende, registra, in
un crescendo di paure, la scoperta di sé morto, corpo depredato delle vesti,
privato della dignità, abbandonato e disperatamente solo. Ma lo spirito del
Natale e la fiducia nella bontà dell’uomo consentono al Signor Scrooge di
pronunciare un messaggio di speranza e di salvezza.
Giovedì 14 febbraio 2013 ore 9,30
L’INSTABILE QUICK di Gallarate (VA)
“RASHID, RONDINELLA DI MARE ”
“ BUONANOTTE MR. SCROOGE”
“ CIBO UNIVERSALE”
TECNICHE: Teatro d’attore .
FASCIA D’ETA’: scuola secondaria di primo grado
Trama: Tre ragazzi della scuola Media Montedisotto partecipano e vincono
un importante concorso indetto dalla comunità Europea. I ragazzi diventeranno ambasciatori della comunità stessa, in un viaggio che toccherà, partendo
dall’Italia, le maggiori capitali che hanno originato le culture fondamentali
per lo sviluppo della nostra civiltà contemporanea. Purtroppo l’insegnante
che doveva accompagnare i ragazzi nel viaggio, essendo precaria è stata trasferita! Ma nessun problema, il Ministro si rende disponibile ad accompagnare i ragazzi ! Dopo un primo momento di terrore tutto sembra risolversi
al meglio. Purtroppo, quando i ragazzi si avviano in stazione, il governo
cade... e con lui, naturalmente, anche il ministro! I ragazzi, alla stazione da
cui devono partire, quindi non lo trovano. I tre, pensando che il ministro li
stia aspettando sul treno, salgono sul vagone che poi parte regolarmente per
Barcellona. La città catalana sarà solo la prima tappa di un viaggio che li
porterà in Egitto e in Grecia. Da questo momento in poi, i ragazzi, in un viaggio avventuroso e ricco d’esperienze, matureranno una serie d’incontri che
li aiuterà a considerare l’Europa e il bacino del Mediterraneo la loro casa.
Attraverso questa esperienza gioiosa i ragazzi entreranno in contatto con le
radici della nostra millenaria Cultura. Attraverso il cibo, gli odori e le diverse
lingue, i ragazzi capiranno l’importanza della conoscenza, il viaggio come
superamento dei confini mentali e territoriali. Il senso d’appartenenza ad un
processo importante come la formazione dell’Europa, in quanto comunità
riconosciuta.
pag. 17
Finché la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio è l’ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo
destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre più forte, con
cittadini sempre meno liberi scrive Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia ed “erede” di Falcone e Borsellino nella lotta contro la mafia, che
porta avanti di giorno in giorno, nonostante sia minacciata ormai da anni la
sua stessa vita, oltre quella dei suoi cari. Egli ci incita con queste parole a
non tacere. Il suo è un richiamo all’impegno, alla morale, a valori di cui egli
stesso è emblema, con il suo agire e il suo essere fermamente un “uomo contro”. Un richiamo che affida alle pagine del suo libro ed ora anche ai palcoscenici dei teatri, dove un ottimo Sebastiano Lo Monaco – diretto da Alessio
Pizzech – da diverse stagioni porta di sera in sera, l’omonimo spettacolo Per
non morire di mafia. Non è sempre cosa facile ribellarsi al silenzio: la compagnia ci ha raccontato di teatri scandagliati dalla polizia e dagli artificieri
prima dell’andata in scena, per tutelarsi dalle minacce ricevute… Ma ci ha
raccontato anche di platee entusiaste, coinvolte, plaudenti. Come quella che
ha accolto con oltre dieci minuti di applausi commossi, emozionati e con una
partecipazione rara questo stesso spettacolo nell’unica serata che lo ha visto
– nel settembre 2010 – nel cartellone della rassegna Il Castello con le Stelle,
la prima realizzata al Castello di San Giusto. Un’accoglienza che non ha
lasciato dubbi sull’opportunità di riproporre la piéce nella stagione regolare,
permettendo a un nuovo e ancor più numeroso pubblico, di apprezzarla e
accondiscendendo all’incitamento di Pietro Grasso: parlare, non tacere, una
volta di più. E ascoltando le parole di Grasso, nella concentrata lezione di Lo
Monaco – un esempio molto alto di teatro civile – si riceve l’esatta percezione della pericolosità della mafia, della sua capacità sottile di diffondersi e
radicarsi anche negli ambienti più impensati.
A partire dalla Procura Nazionale Antimafia, organismo che coordina le indagini sui fronti interni e internazionali, Pietro Grasso ripercorre le stagioni
della guerra alla cupola siciliana in modo schietto, affrontando anche i legami tra mafia e politica, gli scontri all’interno della magistratura, le carenze
legislative e di mezzi. Infine, affronta gli intrecci attuali con la ‘ndrangheta
e la camorra e traccia una mappa delle nuove mafie (cinesi, russe, albanesi,
nigeriane, colombiane), individuando le strade e gli strumenti che ci permetteranno di non sottometterci al suo potere mafioso.
Il monologo evoca la vita di Grasso fra il personale ed il professionale. Un
racconto che parte dalla Sicilia e si apre alla globalizzazione per approdare
allo sviluppo più tragico e contemporaneo del fenomeno mafioso.
Per non morire di mafia è uno spettacolo pieno e complesso nella sua linearità, governato dalla presenza scenica di un attore – conosciuto in tanti ruoli
classici, ma capace qui di sorprenderci profondamente – che, come sostiene
il suo regista « (…) ci spinge a sentirci comunità capace di cogliere i tratti
che ci legano, a ridiscutere i problemi del nostro presente, sottraendoci al
qualunquismo, ai luoghi comuni e cercando di pervenire ad un’analisi che il
teatro conduce non solo con il pensiero ma soprattutto con l’anima».
pag. 16
Martedì 5 marzo 2013
il TEATRO EVENTO di Vignola (MO)
“ L’ORCO NERO E IL PRODE PICCOLO PIERO”
TECNICHE: Teatro d’attore con burattini e pupazzi.
FASCIA D’ETA’: Primo ciclo delle scuole primarie.
Trama: Tra tutte le creature magiche, l’Orco è quella che fa più paura. Sì,
perché la strega, a volte, può essere buona; gli gnomi e i troll sono dispettosi
e maligni, ma più spesso saggi e generosi; i giganti possono essere egoisti
ed ottusi, ma poi mostrano sempre il loro cuore tenero. Gli orchi sono cattivi
e basta. Gli orchi approfittano della loro stazza gigantesca e della loro forza
fisica per esercitare il potere su chi è più debole, per affermare la propria
supremazia con la prepotenza, per prendersi gioco dei più piccoli. Allora,
ci vuole qualcuno che gliela canti per bene all’Orco Nero, uno come il nostro coraggioso Piero, un ragazzo che non si lascia intimorire facilmente e
che, soprattutto, pensa che a poco servano forza e cattive maniere, a tanto,
invece, saggezza e intelligenza. Il Piccolo Piero affronta l’Orco e la paura
che questi incute perché, come i grandi sanno (ed è bene che lo imparino anche i bambini), non esistono persone che non hanno paura, esistono persone
che affrontano la paura. La storia dell’Orco Nero e il Prode Piccolo Piero
s’ispira a tante storie di orchi ed eroi coraggiosi (da “Il gatto con gli stivali”
a “Pollicino” e “Il prode piccolo sarto”), mischiandole fino a costruirne una
del tutto nuova.
Mercoledì 27 marzo 2013
il BANCO VOLANTE di Genova
“NEL PAESE DEI PIEDONI ”
TECNICHE: teatro di pupazzi e attori.
FASCIA D’ETA’: Primo ciclo delle scuole primarie.
Trama: La storia racconta le avventure di due fratellini, uno più piccolo,
uno più grande. Da una situazione iniziale di litigi e sopportazione reciproca, si arriva, nel corso dello spettacolo, ad una collaborazione e ad un aiuto
reciproco. I due bambini si ritrovano per caso nel castello delle paure e,
aiutandosi l’un l’altro, riescono a vincerle e a tornare sani e salvi da mamma
e papà. Lo spettacolo molto diretto e divertente narra di situazioni e personaggi buffi e paradossali: c’è l’orco Cicciabomba, il vermicello lombricoso/
sputacchioso, le caramelle antinebbia, la direttrice del castello delle paure,
i due fratellini Cioppolino e Cioppolone, la mamma, il papà, e tanti altri.
Tutti i personaggi hanno una grande testona, niente corpo, enormi piedoni e
grandissime manone.
pag. 9
Martedì 9 aprile 2013
il TEATRO BLU di Cadegliano (VA)
“PETER PAN ”
TECNICHE: teatro d’attore.
FASCIA D’ETA’: per tutte le classi della scuola primaria
Trama: Dedicato al risveglio del bambino che c’ è in noi. Una miscela di
comicità, poesia, ritmi intensi, significati profondi, personaggi fantastici. Un
uomo d’ affari, di nome Peter, è impegnato nella sua piccola scalata sociale.
Si sveglia la mattina di buon ora, si lava, si veste, fa colazione, corre in ufficio dove trascorre la sua giornata a ritmo accelerato fra telefonate, riunioni,
corse da un piano all’ altro, calcoli, responsabilità, riepiloghi, e mille altre
faccende. La sera è così stanco che non riesce a prendere sonno... e la sveglia
suona inesorabilmente ogni mattina alla stessa ora. Durante la giornata ripetitiva e il susseguirsi sempre uguale delle azioni, interviene Trilly una bambina un po’ magica, che cerca di richiamare l’ uomo d’ affari, di fermarlo, e di
toglierlo dal vortice in cui si è, suo malgrado, catapultato. Ma l’ uomo non la
vuole ascoltare, la sua presenza lo infastidisce. Trilly vuole aiutare Peter, gli
corre intorno, grida, lo abbraccia, salta, balla per lui, ma nessuna distrazione
lo distoglie dal suo automatismo ormai patologico. Trilly non lo riconosce
più e decide di andarsene, vuole ritornare nella sua isola: l’Isolachenoncè.
Nel ricordarla incomincia a poco a poco a darle forma e tenta di trascinare
Peter in questo suo gioco: riemergono così dalla memoria la nave dei Pirati,
la laguna con le Sirene, gli indiani e Giglio Tigrato rapita da Capitan Uncino
con l’aiuto di Spugna, per costringerla a rivelare il rifugio segreto del suo
più grande nemico: Peter Pan. E in questo susseguirsi di vicende l’ uomo e la
bambina si abbandonano ai voli pindarici della fantasia, dimenticando la fatica del ritmo quotidiano e riscoprendo il sapore del gioco. Catapultandosi da
un personaggio all’ altro i due narrano le rocambolesche avventure dei tanti
personaggi che popolano la storia. L’ uomo sembra dimenticare, almeno per
un momento, il suo ruolo sociale e riscopre, attraverso il gioco fantastico, lo
spirito della giovinezza e il piacere del lasciarsi andare in un luogo dove tutto
è possibile. Peter e Trilly si riscoprono finalmente insieme, come due parti
inscindibili di uno stesso pensiero, in cui uno alimenta ed è necessario all’
altro. Il legame ritrovato continuerà a permeare il quotidiano, che pur con le
sue regole, sarà vissuto con spirito diverso, più leggero, più sereno.
pag. 10
per poi, sul vorticoso effetto fonico di riavvolgimento d’un nastro audio,
muoversi a ritroso: lacerti di commedia, frantumi drammaturgici, come se
il susseguirsi degli eventi fosse risucchiato all’indietro da un’irresistibile
forza centripeta. Effetto reiterato, che diverte, ma spiazza. L’andamento à
rebours trova conclusione, come prevedibile, con l’incipit della recita, in
quell’incastro di dialoghi fiorettistici tra sir Robert Chiltern, il marito del
titolo, la coniuge Gertrude, il faceto Arthur Goring e la cinica calcolatrice
Miss Cheveley. Intreccio tra affari, sentimenti, ricatti e ideali, che vede
sotto scacco Robert, nell’interpretazione - riflessiva e dalla battuta rotonda
- di Roberto Valerio, spalleggiato, rinfrancato, e infine salvato dalla puntuta
lepidezza di Arthur, un Pietro Bontempo in forma smagliante. È lui, in tutto e
per tutto, il perno: non foss’altro perché l’equilibrio compromesso dall’avida
Cheveley di Valentina Sperlì viene ristabilito, non senza batticuore, dal
suo arguto personaggio. Frivolo e profondo, leggero e feroce: Arthur è un
perfetto compendio di wildismo, portatore esemplare della Weltaanschaung
dell’autore dublinese. Che sia lui, giovane ricco sfaccendato, emblema
del disimpegno vacuo, disistimato dal padre (un vigoroso e felice Alarico
Salaroli), adorato dalla velleitaria Gertrude (Chiara Degani), insidiato da
Miss Chevely, la chiave di volta dell’intera situazione è il perfido paradosso
al vetriolo riservato da Wilde al pubblico vittoriano, da un lato, e al teatro
borghese, dall’altro.
È in questo senso che si deve leggere l’asciugatura altamente teatrale che
Valerio (responsabile di traduzione, adattamento e regia) applica al testo
originale, distillandone una geometrica azione scenica da giocarsi con effetti
filmici e straniamenti recitativi: “niente è come sembra”, e non si tratta del
sin troppo semplice, per quanto innegabile, senso politico del testo, a porre
in crisi l’irrealizzabile sogno di una correttezza assoluta. “Niente è come
sembra” è, a livello strutturale, profondo, il vero segreto di questo gioiello
di scrittura, in cui la misera dimensione umana, sovralimentata d’apparenze,
d’insoffribile retorica, di slogan tanto ripetuti quanto insensati, viene messa
a nudo per quello che è: un’incalcolabile e arbitraria costruzione priva di
fondamenta. Un sorriso pieno, e amaro, per uno spettacolo ben fatto.
Giovedì 10 gennaio ore 10,00 (eventuale riserva Mercoledì 9)
SEBASTIANO LO MONACO
“ PER NON MORIRE DI MAFIA”
Da “Per non morire di mafia” di Pietro Grasso, versione scenica di Nicola Fano,
adattamento drammaturgico di Margherita Rubino. Regia di Alessio Pizzech.
TECNICHE: Teatro d’attore.
FASCIA D’ETA’: Classi 2^ e 3^ delle scuole secondarie di Primo grado e
biennio delle scuole secondarie di Secondo grado.
DURATA: 75/80 minuti.
Trama: Per non morire di mafia, libro del procuratore Antimafia Pietro
Grasso diviene monologo di profondo senso civile grazie a Sebastiano Lo
Monaco, diretto da Alessio Pizzech.
pag. 15
drammi salottieri - dall’avventuriera alla moglie leale ma poco elastica, dal
figlio illegittimo al dandy cinico - è evidente la genialità dell’autore che con
conversazioni brillanti, osservazioni irriverenti e frivole, insinua critiche
velate, ma feroci alla società borghese che sembra celebrare. Nel Marito
Ideale la “donna con un passato”, al corrente della grave scorrettezza con cui
Sir Chiltern, sottosegretario agli Affari Esteri, fondò la sua fortuna economica,
ricompare per ricattarlo e costringerlo ad avvallare una speculazione con
denaro pubblico. È proprio il tema della corruzione politica ad aver catalizzato
l’interesse di Roberto Valerio, regista e attore quarantenne che nella stagione
2008 aveva messo a segno un bel successo con il pasoliniano Vantone.
Partendo da questa idea ha scarnificato il testo che, ridotto all’essenziale,
offre un’ottima sponda per interrogativi di sconcertante attualità: è possibile
una politica senza compromessi? la questione morale è un
fatto privato o pubblico? esiste ancora un limite oltrepassato il quale si prova
vergogna delle proprie azioni?
“Wilde, così non è se vi pare” di Igor Vazzaz - da giudiziouniversale.it del
28 Marzo 2011.
Una pellicola immaginaria riavvolge una fra le più note commedie dell’autore
britannico, Il marito ideale. La regia di Roberto Valerio porta alle estreme
conseguenze la satira feroce contro le ipocrisie della società.
“È soltanto negli specchi che bisogna guardare. Perché gli specchi ci
mostrano solo le maschere”. Così sentenzia il disperato e tragicomico Erode
della Salomè wildiana, fantasmagorica pièce assurta a emblema del teatro
simbolista e di svariati alfieri d’avanguardie vecchie e nuove. E a queste
parole sembra ispirarsi la godibile e maliziosa declinazione cui Roberto
Valerio sottopone An Ideal Husband, sardonico testo che il dandy irlandese,
inserendosi in un felice filone non distante dal miglior Feydeau, ambientava
all’interno della upper class britannica di fine Ottocento.
Commedia farsesca, giocata sul feroce slittamento dei piani di verità, in
cui niente è mai come sembra: a farla da padrone è il plesso di simulazioni
e dissimulazioni cui si trovano costretti a precipitare i personaggi,
nell’irrealizzabile velleità d’esser ciò che, puntualmente, non sono. Il piano
utopico dell’uomo provetto, consorte ideale, politico idealista e probo, si
rovescia nella sarcastica distopia della menzogna, necessaria per non perdere
tutto quel che ha accumulato in una vita intera, macchiata da un solo, ma
imperdonabile, peccato originale. L’ironia di Wilde, che tutto condisce
attraverso una scherma testuale di fulminanti aforismi passati poi alla storia,
è però assai più profonda, spietata, corrode dall’interno l’involucro, la forma
stessa della commedia, mediante quella che, in apparenza, è una struttura
comica perfetta, di precisione e brillantezza apollinee.
S’apre il sipario su un sontuoso interno d’epoca: arredi eleganti (due tavoli
di legno lavorato, un ampio canapè, alcune sedie) e un fondale di pannelli
mobili che, ruotando, definiranno l’unico cambio d’ambientazione del testo. I
sei attori in scena, rigorosamente in abiti acconci, pronunciano alcune battute
pag. 14
SPETTACOLI PER LE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO
E SECONDO GRADO
INIZIO SPETTACOLI ORE 9.30 o 10,00
Martedì 13 novembre 2012 , ore 10
la Compagnia NAVIG@TTORI di Bologna
diretta dal TEATRINO DELL’ES di Villanova di Castenaso (BO)
“ SOGNI E STRACCI”
Il progetto, la cui paternità è dell’Arma dei Carabinieri, è stato patrocinato dalla Provincia e Comune di Bologna, in occasione della “1^ Giornata Regionale della Memoria e
dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie e per la promozione della Cittadinanza
responsabile”, e nel contesto del “Progetto della 2^ giornata della Cultura alla Legalità
tra i Giovani”.
Con il sostegno e la collaborazione della Regione Emilia Romagna, Cineteca di Bologna,
Conservatorio di Musica Giovan Battista Martini di Bologna e del Teatrino dell’ES.
TECNICHE: Teatro d’attore .
FASCIA D’ETA’: Classi 2^ e 3^ delle scuole secondarie di Primo grado e
biennio delle scuole secondarie di Secondo grado.
DURATA: 90 minuti.
Trama: Si tratta di una tragedia in due atti, ideata e completamente realizzata da una Compagnia di giovani attori, dai 13 ai 17 anni, i “Navig@ttori”,
magistralmente guidati dal regista quindicenne Eros Pascale, con la direzione artistica del duo Vittorio Zanella e Rita Pasqualini del Teatrino dell’ES.
Nella pièce viene affrontato il tema della legalità (droga e bullismo in primo
piano) che si vuole strettamente correlato a quello della famiglia, a dimostrazione del fatto che importanti disarmonie all’interno della stessa sono molto
spesso alla base del disagio giovanile e degli scompensi sociali in generale.
Se non vi è serenità in famiglia, non vi è pace nei cuori delle persone. La legalità, intesa non come mera imposizione di regole fredde, diviene sentimento convinto se si radica nelle coscienze dei giovani attraverso l’educazione, il
rispetto, il coraggio delle proprie azioni, l’esempio che in primis si ricevono
appunto in famiglia. Ma è veramente poi tutto quello che basta? Nessuna
teoria può dircelo, ed è emblematico ciò che accade nella famiglia di Marco,
uno dei protagonisti dello spettacolo, orfano di madre, con un fratellino disabile a cui è molto legato. A nulla varranno il mestiere “rassicurante” di un
padre Carabiniere ed una nonna premurosa e sempre prodiga di buoni consigli, perché Marco entrerà nel tunnel della droga, per poi ... Seguirà il riscatto,
un messaggio forte che questi giovani ... (e non solo loro) ... rivolgeranno ad
altri giovani, perché non cedano alle lusinghe di una vita facile e senza regole, foriera solo di guai e tragedie, ma da essi parta il vero cambiamento, la
speranza che da ogni tipo di tunnel dell’illegalità e di disagio si può e si deve
uscire. La nostra vita è un po’ tutta sogni e stracci, come il titolo di questa
pag. 11
pièce, a seconda di come vogliamo viverla: se scegliamo di amare le cose e
usare le persone (e non viceversa) saremo schiavi delle prime e calpesteremo
le seconde, se sceglieremo la legalità e i valori semplici resteremo uomini
liberi. Siamo sempre ciò che amiamo, dove è il nostro cuore, lì c’è sempre
anche il nostro tesoro. A noi la scelta.
Venerdì 16 novembre ore 10,00
Compagnia Gli Incauti
“ HAMELIN” di Juan Mayorga
TECNICHE: Teatro d’attore .
FASCIA D’ETA’: scuole secondarie di Secondo grado
DURATA: 120 minuti
con Luca Carboni, Federica Castellini, Marco Grossi, Diana Manea, Stefano
Moretti, Giulia Valenti
regia Simone Toni
scene Alessandra Gabriela Baldoni - luci Fiammetta Baldiserri - musiche
Giacomo Toni
Spettacolo realizzato grazie a Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli –
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione
Emilia-Romagna, realizzato da Emilia-Romagna Teatro Fondazione
Scritto nel 2006 da Juan Mayorga, drammaturgo spagnolo contemporaneo
tra i più apprezzati e rappresentati a livello internazionale, Hamelin è un
testo misterioso dalle mille sfaccettature, che mette in luce una delle caratteristiche più affascinanti che regolano la nostra società e la natura umana: la
relatività del concetto di verità. Il ritmo e l’intreccio hanno le caratteristiche
del film giallo e la capacità dell’autore di creare interesse rispetto allo sviluppo della vicenda è di grande efficacia.
Un Giudice sta indagando su un caso di pedofilia che vede coinvolto un borghese benestante sospettato di aver abusato di un bambino. Il Giudice, certo
della colpevolezza dell’accusato, fatica però a trovare le prove per incastrarlo. Inoltre la famiglia del bambino, in gravi difficoltà economiche, è in buoni
rapporti con il presunto pedofilo e lo considera addirittura un benefattore.
Lo spettatore, trasportato in una vicenda scomoda, sente il bisogno da subito
di individuare un colpevole e un salvatore, proprio come accade nella vita.
Man mano che la trama si sviluppa però le domande e i dubbi aumentano.
Interviene in aiuto del Giudice una psicologa che sembra volere il bene del
bambino e che cerca in tutti i modi di farsi raccontare la verità. Ma qual è la
verità? I genitori del bambino erano a conoscenza degli abusi? Ricevevano
in cambio dei soldi? Il presunto pedofilo è colpevole? La psicologa e il Giudice, portando il bambino in una Casa Famiglia lontano dai genitori, fanno
davvero il suo bene? Perché il Giudice che dice di voler proteggere i bambini
non si occupa minimamente di suo figlio che sta diventando un bambino
violento?
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Come i personaggi, così lo spettatore rimane spaesato di fronte all’impossibilità di distinguere cosa sia giusto e cosa sbagliato, chi sia colpevole e
chi innocente, chi buono e chi cattivo. Ogni punto di vista apre una visione
diversa sul mondo e ogni verità in cui ci sembra di poter credere si capovolge
mostrando il suo lato ambiguo e rimettendo ogni giudizio in discussione.
L’autore definisce Hamelin “ la storia di una città che non ama i suoi bambini”, infatti ispirandosi alla famosa fiaba del Pifferaio Magico, Mayorga porta
lo spettatore a interrogarsi su chi tra i personaggi alla fine abbia fatto più
violenza al bambino, senza dare una risposta. Attraverso temi attualissimi
come l’influenza pericolosa dei media e i gravi danni che può provocare un
uso sbagliato del linguaggio, ci fa riflettere sull’inadeguatezza dell’uomo a
definire e a comprendere la complessità della natura umana.
L’aspetto teatrale più affascinante del testo e che rappresenta una grande
sfida per un regista è la presenza di un personaggio anomalo: l’Acotador, tradotto in italiano come il Didascalista. Un personaggio che descrive tutto ciò
che non si vede: i luoghi attraversati dai personaggi, gli oggetti che usano, i
silenzi fra le battute, lo scorrere del tempo e molto altro. Mayorga attraverso
il Didascalista spiega al pubblico quale dovrebbe essere il senso e la funzione del teatro di oggi. Un teatro che in questo momento di crisi non si può
permettere scenografie, costumi né effetti di luce ma che deve tornare alle
origini e contare solo sugli attori e sulla necessità di rappresentare L’Uomo
all’Uomo. L’idea che sta alla base della nostra messa in scena sfrutta e cerca
di rendere ancora più necessario l’intervento di questa figura, facendone una
sorta di regista che dirige gli attori in diretta. Immaginate che in uno spazio
vuoto arrivi una compagnia di attori con le quattro casse che si portano in
tourneè, pronti a raccontarvi una storia sconcertante facendovi immaginare
anche ciò che non si vede.
Giovedì 20 dicembre 2012, ore 10,00
VALENTINA SPERLI’, ROBERTO VALERIO, PIETRO BONTEMPO
UN MARITO IDEALE
di Oscar Wilde, traduzione di Roberto Valerio
e con ALARICO SALAROLI, CHIARA DEGANI, ROBERTO
BALDASSARRI. regia Roberto Valerio scene e costumi CARLO SALA
TECNICHE: Teatro d’attore.
FASCIA D’ETA’: Classi 2^ e 3^ delle scuole secondarie di Primo grado e
scuole secondarie di Secondo grado.
DURATA: 75/80 minuti.
Scritta nel 1893, Il marito ideale compone con Il ventaglio di Lady
Windermere e Una donna senza importanza la trilogia detta dei Society
dramas che precedono il titolo più famoso di Wilde, L’importanza di
essere onesto. Già in questi primi testi, popolati dai tipici personaggi dei
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Libretto Consorziale Scuola 2012-13