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Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, 2009
A cura dell’Ufficio stampa, comunicazione e promozione
Coincidenze e citazioni a cura di Giulia Bassi
Fonti delle citazioni: Charles Burney, A General History of music from the Earliest Ages to the Present, London
1776-89; Paul Henry Lang, Händel, Milano 1985; Winton Dean, Händel, Milano-Firenze, 1987; Igor Stravinskij e Robert Craft, Colloqui con Stravinskij, Torino, 1977; ‘Händel’ in Musica e Dossier (n. 30), Giunti,
Firenze, 1989.
L’editore si dichiara pienamente disponibile a regolare le eventuali spettanze relative a diritti di riproduzione per le
immagini e i testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte.
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Teatro Municipale Valli
1 aprile 2009, ore 20.30
Georg Friedrich Händel
‘Brockes’ Passion
Hans Jörg Mammel (tenore), Evangelista
Sebastian Noack (baritono), Gesù
Svetlana Doneva (soprano), Figlia di Sion
Sophie Klussmann (soprano), Maria / Anima credente
Colin Balzer (tenore), Pietro / Anima credente
Alexander Schneider (controtenore), Giacomo / Giuda & Solo n.2 /
Terzetto n.49
Matthias Jahrmärker (baritono), Pilato / Anima credente / Caifa
Sebastian Myrus (baritono), Terzetto n.49 / Centurione
Beat Duddeck (controtenore), Giovanni / Guardia
Griet De Geyter (soprano), Prima serva
Elisabeth Rapp (soprano), Seconda serva & Solo n.2 / Terzetto n.49
Inge Clerix (soprano), Terza serva
Collegium Vocale Gent
Akademie für Alte Musik
Marcus Creed direttore
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Hieronymus Bosch, Salita al Calvario (1490)
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Passionzeit
di Luana Salvarani
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Händel
Händel sa meglio di tutti noi che cosa farà effetto e quando decide di colpire, colpisce
come un fulmine.
Mozart
Händel è il più grande compositore che sia mai vissuto. Vorrei scoprirmi il capo ed
inginocchiarmi davanti alla sua tomba.
Beethoven
Ardito, puro, negligente nei dettagli.
Verdi
Le invenzioni di Händel sono esteriori; egli può attingere alle inesauribili riserve degli
allegri o dei larghi ma non può portare avanti un’idea musicale attraverso un grado
sempre più intenso di sviluppo.
Stravinskij
È da Händel che ho imparato che lo stile consiste nella forza delle affermazioni. Se si
riesce a dire una cosa con un sol tratto incisivo, si ha innegabilmente stile: altrimenti
si è al massimo un marchand de plaisir, un littérateur d’ornamento o un confezionatore di musica o un pittore di ventagli con cocottes. Händel aveva questo potere... Si
può anche disprezzare ciò che piace, ma non ci si può opporre alla perentorietà di
Händel.
George Bernard Shaw
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In principio era il Membra Jesu Nostri, un poema dell’abate cistercense
Arnolfo di Lovanio: una cosa duecentesca, attribuita anche a Bernardo
di Chiaravalle. Il poema è in sette parti, ciascuna per una parte del
corpo di Cristo (dai piedi al volto, passando per le ginocchia, le mani,
il fianco, il petto, il cuore), di cui si contemplano le ferite. Il tutto nelle
tipiche strofe quadrate dell’innodia medievale: “Salve, caput cruentatum, / totum spinis coronatum, / conquassatum, vulneratum, / arundine verberatum / facie sputis illita”. Niente di nuovo, apparentemente. A una prima lettura siamo a un passo dalla filastrocca devozionale:
il nostro Jacopone da Todi sembra molto più estremo. Eppure questa
litania sarebbe diventata la radice di tutto il fenomeno religioso e artistico della Passione. Il ceppo originario arriverà secoli dopo, la versione
del Membra Jesu Nostri musicata nel 1680 come ciclo di 7 cantate da
Dietrich Buxtehude, il danese, rockstar dell’improvvisazione all’organo
nella chiesa di Santa Maria a Lubecca e maestro di Johann Sebastian
Bach, che com’è noto si fece 400 chilometri a piedi per andarlo a sentire. E l’anello di congiunzione, tra il legno duro e scabro delle strofe
arnulfiane e il bassorilievo levigato e sottile di Buxtehude, è la versione
tedesca del testo di Paul Gerhardt, re dell’innodia sacra protestante (sta
anche nel calendario luterano dei santi, per meriti letterari), anzi di
più: fondatore, alla metà del Seicento, della lingua devozionale luterana come parola-canto reservata assieme e collettiva, nei libri musicati
da Johann Crüger e cantati quotidianamente da generazioni di fedeli,
la Praxis pietatis melica e le Geistliche Kirchenmelodien.
Ma andiamo per ordine, cioè cominciando dalla fine. Siamo ancora a
Lubecca, le campane di Santa Maria suonano melodie di corale ancorché “abbastanza fuori tempo” (parola di Thomas Mann), l’Ottocento
volge al termine con tutte le sue illusioni progressistiche e storicistiche.
E anche l’etica protestante comincia a scricchiolare. Dove andremo a
finire? “Una mattina – i Buddenbrook avevano per l’appunto ospite un
predicatore forestiero – tutti dovettero cantare su una melodia solenne,
fervida e intima le parole: Sono carogna ignobile / Lordata dal peccato, / E lo mangio famelico / Come cibo agognato. / Signore, al vile
botolo / L’osso vorrai gettare / Della Tua grazia, e a pascersi / in cielo
Ei ricovrare!” Mann non si accontenta mai di un accenno di parodia:
una volta data l’intonazione, comincia a preparare con metodo e appli-
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cazione il pasto infernale della perfidia, da servire freddo, of course. E
il piatto di mezzo arriva con due socie delle “Serate di Gerusalemme”
(Jerusalemabende): “due gemelle, due bizzarre vecchie signorine che,
con cappelli da pastorelle del diciottesimo secolo e abiti da molti anni
scoloriti, andavano in giro per la città tenendosi per mano e facendo
del bene. Si chiamavano Gerhardt e assicuravano d’essere discendenti
dirette di Paul Gerhardt. [...] I loro cuori erano pieni di cognizioni
meravigliose e misteriose. Sapevano che nella nostra ultima ora tutti i
nostri cari che ci hanno preceduto verso Dio vengono a prenderci fra
canti di beatitudine. Pronunciavano le parole ‘il Signore’ con la levità
e la semplicità originaria dei primi cristiani che avevano udito dalle
labbra stesse del maestro: ‘Ancora un poco, e mi rivedrete’. Avevano
fatto proprie tutte le più singolari teorie sulle luci interiori e sui presentimenti, sulle migrazioni e trasmissioni del pensiero... poiché Lea,
una di loro due, era sorda e tuttavia sapeva quasi sempre di cosa si stava
parlando”. [trad. di Furio Jesi]
Nel pietismo da casa di riposo delle sorelle Gerhardt e nei riti privati
della famiglia Buddenbrook, il cerchio si chiude, siamo da capo: dai
Clavos pedum, plagas duras di Arnolfo di Lovanio all’osso gettato al vile
botolo, alla fine poco ci corre. Lo sguardo è il medesimo: una devozione analitica, che seziona e scompone, isola particolari sanguinosi o
disturbanti, insiste sul corpo che patisce in uno sforzo titanico di nobilitazione – ma il corpo è sempre lì, nella sua scarsa qualità intrinseca,
a esigere, pretendere di elevarsi divenendo mezzo di più alte missioni,
incluso il lavoro. I luterani sono gente seria, mica se la cavano con un
fioretto o un ex-voto, o con tutte le altre pratiche di concussione aggravata che si usano pretestuosamente attribuire al Dio cattolico. La meditazione sul corpo di Cristo non è un’opzione per lavarsi dalle colpe
ma un esercizio di riconduzione alla materia, per misurare le distanze.
Quando inizia la Brockes-Passion, però, Händel ci serve una vivace ouverture in forma di tempo di Concerto, trascinata dal suo inimitabile
walking bass – se non addirittura le note familiari del Concerto Grosso
op. 3 n. 2, come vuole una prassi esecutiva abbastanza diffusa –; e poi
un coro nel ritmo puntato così caratteristico della sua scrittura, che
(nonostante il Sol minore e la retorica tragica del tutto) rotola allegro,
spinto irresistibilmente avanti da una sintassi armonica sicura, logica,
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vigorosa, con un filo di eccentricità nelle cadenze e nelle linee interne.
Diventerà poi quell’eleganza somma, l’arte sottile della deviazione, che
farà la fortuna dell’Händel inglese. Ci sembra di essere lontani mille
miglia dalle piaghe e dai chiodi insanguinati: nel bel mezzo di un rito
sociale, non di una dura prassi di riflessione individuale. Eppure, senza
lasciarci neppure il tempo di entrare in gioco (dopo il coro ci sono
solo nove battute di recitativo dell’Evangelista), ecco la prima aria, ed
è nientemeno che un’aria di Gesù, voce di basso (qui, a differenza delle
più filosofiche Passioni di Bach, Jesus singt, Dio canta!). “Das ist mein
Leib: kommt, nehmet, esset”. Questo è il mio corpo, eccetera eccetera.
Il nostro solare musicista si sforza invano, a inanellare e decorare con
le note di passaggio: siamo di nuovo lì, a smembrare quel corpo sacrificale, tra i brandelli di carne e il sangue che (la parodia di Mann parla
chiaro) si mescolano così volentieri, sulla tavola nordica, con pranzi
squisiti e stoviglie Biedermeier. Il genere “passione” ruota tutto attorno
a quel gesto originario, ed è per questo che (drammaturgicamente) il
più delle volte non lo capiamo.
Pongo dunque ai gentili Lettori un quesito tedioso: quando ascoltiamo
una passione di Bach o di Telemann, di Keiser, di Fasch o di Mattheson (gli altri, a parte Bach, che si sono provati a musicare la BrockesPassion) quanto facciamo davvero attenzione al testo? Che pure è il
centro, intellettuale e rituale, di tutta la composizione. Coloro che non
amano il genere della Cantata e della Passione, di solito sono infastiditi, proprio, dal succedersi dei recitativi, “und Jesus sprach zu ihnen”,
“Er antwortete”, per ore e ore, con pochissime varianti tra una Cantata
e l’altra, da un’opera all’altra. Mentre per il signor Barthold Heinrich
Brockes, autore di questo libretto, e per tutti gli innografi protestanti,
il raccontare per l’ennesima volta la stessa storia – o una delle altre storie della Bibbia orgogliosamente acquisita alla lingua nazionale – con
sottili varianti nei dialoghi e nella struttura, e con il cuore dell’invenzione nel ruolo dei personaggi e soprattutto nei loro momenti di riflessione individuale, è un compito ambìto, oltre che ben radicato nello
spirito germanico della variazione e del contrappunto. Anzi, è senza
mezzi termini La Poesia, per quanto a noi lettori moderni iperstilistici,
che non riusciamo a pensare senza virgolette, i testi di Brockes &C.
possano sembrare tagliati con l’accetta.
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Roubiliac, Händel (Victoria and Albert Museum)
Pur nel momento meno splendido della fortuna professionale di Händel, nel 1738, il
proprietario dei giardini di Vauxhall, Jonathan Tyers, volle erigergli in quel pubblico
luogo di divertimento una statua marmorea (opera di Luois François Roubiliac) che lo
effigia en deshabillé in atto di toccar la cetra. Soltanto la società britannica dell’età augustea – che coniuga l’eloquio classico con prospero comfort civile – poteva concepire
l’immagine invero singolare e seducente di un Orfeo borghese in pantofole.
Lorenzo Bianconi
Händel era in cuor suo un buon pagano all’antica e, fino a che non fu costretto a sottostare alla religiosità di moda in Inghilterra, restò fedele all’opera e alle cantate come
Acis and Galathea, Il pensieroso di Milton, Alexander’s Feast, in cui poteva gettarsi e
divertirsi senza esser vincolato all’ortodossia. E queste sono, a mio avviso, le sue opere
veramente grandi assieme ai Coronation Anthems che illustrano con un degno accompagnamento il fasto degli uomini.
Edward Fitzgerald
I suoi modi e la sua conversazione erano impetuosi, rudi e perentori, ma affatto destituiti di malanimo o malevolenza; anzi v’era dell’umore originale e dell’arguzia nelle
sue più vivaci sortite di rabbia o di impazienza che, misti al suo inglese bastardo, lo
rendevano assai buffo.
Durante le prove s’impuntava perentoriamente sulla disciplina, ma nel dare le istruzioni e finanche nel rimproverare gli errori aveva un umore ed uno spirito tutto suo,
spassosissimo per tutti fuorché per il malcapitato che finiva sotto la sua sferza.
Charles Burney
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Ciò che si frappone tra l’ascoltatore diciamo mediterraneo, o comunque estraneo a quella cultura, e la Passione luterana riguarda indubbiamente la teatralità. Le Passioni non sono “sacre rappresentazioni”,
e, per quanto ci si ostini a ripeterlo, non c’è nessuna “psicologia dei
personaggi”. Su quale lettino si sdraia la figlia di Sion? Il dosaggio
sapiente tra arte della rappresentazione e “psicologia” fa la teatralità.
Che prevede a sua volta l’illusione scenica, reale o mentale: il presupposto che gli eventi del dramma si svolgano a sufficiente distanza dal
pubblico, in un luogo sopraelevato e isolato, o almeno a ciò deputato.
Con questo principio sono state costruite tutte le chiese cattoliche,
e partiture anche non teatrali nelle intenzioni, come i vari Requiem,
o l’oscurissima Via Crucis di Liszt. Nella Passione luterana non può
esserci teatralità perché il pubblico immaginario è dentro la scena, a
tavola o sul monte Calvario con Cristo. Su questo dramma i riflettori
non si spengono mai, anzi nasce affinché tu, gentile Lettore, te lo porti
dietro, e dentro di te, tutto il giorno.
In questo modo si è potuti passare dal testo latino e dalla “terza persona” delle sette cantate di Buxtehude (dove le voci si rivolgono bensì
direttamente al corpo di Cristo dàndogli del tu, ma senza incarnare
alcun personaggio specifico), ai personaggi dichiarati e al tedesco
neppure troppo letterario, alle rime facili delle Passioni. Al posto del
contrasto drammatico c’è quello, molto più sfumato, tra Aria e Corale, tra riflessione collettiva e individuale: che in termini linguistici
diventa quello tra il “taglio” della linea melodica – anche qualora, in
Bach e Händel, si riduca e concentri in memorabili note lunghe, che
trascolorano mentre sotto cambia l’armonia – e la stratificazione del
contrappunto, secondo i due princìpi compositivi ben noti (Händel:
“perché devo rinunciare ad abbellire il canto con una bella cascata di
semicrome, anche se sta suonando il violino solista?” Bach: “Perché
devo rinunciare a una sesta voce in contrappunto, anche se le altre cinque voci stanno già allineando cinque figurazioni ritmiche diverse?”).
Per questo lo stile della Cantata è privo di quello che si usa chiamare
“carattere”, di un “affetto” esibito e facilmente delimitabile. E quindi
non è facile rispondere alla domanda oziosissima: “La musica della
Brockes-Passion, o della Johannes-Passion di Bach (che riprende parti
del testo di Brockes) è triste o allegra?”. Il linguaggio della Passione è
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altamente codificato ed è un colore a parte, pensato sul recitativo: cioè
composto sull’alfabeto affettivo degli intervalli consonanti e dissonanti
della linea. Lo spazio che rimane al musicista è quello del depistaggio,
dell’utilizzo degli strumenti compositivi per introdurre altri piani
d’ascolto e allargare il raggio visivo al di là dell’ennesima predicazione
del Gospel (God-spell, Parola di Dio). In questa partitura Händel, che
non ha ancora codificato se stesso nella macchina perfetta del suo linguaggio maturo (siamo attorno al 1716, e la prima esecuzione fu organizzata da Mattheson nel 1719), lo fa al meglio. Prestiamo attenzione,
in particolare, all’aria del Credente “Dem Himmel gleicht”, aperta da
un assolo di violino quasi informale, di un vivaldismo trasfigurato.
Oppure la coraggiosa uniformità armonica di alcune tra le molte arie
della Figlia di Sion, la vera protagonista di questa strana Passione. In
queste arie la sintassi armonica rallenta e il tempo, il memento mori che
scandisce baldanzoso e inesorabile le passioni di Bach, si ferma, rimane
solo la fantasmagoria, la coda di pavone degli abbellimenti e degli inganni cadenzali. A Händel non piaceva contare quante ore ci separano
dalla dannazione eterna: infatti si farà inglese. E noi lo seguiamo più
che volentieri.
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Sebastian Stoskopff, Vanitas (1630)
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B. H. Brockes
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Il testo della Passione
di Barthold Heinrich Brockes
Avvertenza: le parti in colore grigio indicano i tagli operati dal maestro Marcus Creed e non
verranno eseguite.
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Matthias Grünewald, Cristo deriso (1505)
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Sinfonia
Sinfonia
1. Soli [Soprano/Alto] e Coro
Mich vom Stricke meiner Sünden zu entbinden,
Wird mein Gott gebunden.
Von der Laster Eiterbeulen mich zu heilen,
Lässt sich verwunden.
1. Soli [Soprano/Alto] e Coro
Per liberarmi dai lacci dei miei peccati,
il mio Dio viene legato.
Per guarirmi da tutti i bubboni dei miei vizi,
egli si lascia ferire.
Es muss, meiner Sünden Flecken zu bedecken,
Eignes Blut ihn färben,
Ja, es will, ein ewig Leben mir zu geben,
Selbst das Leben sterben.
Per ricoprire le macchie dei miei peccati,
egli deve colorarle con il suo proprio sangue.
Di più, per dare a me la vita eterna,
egli vuole far morire la sua vita.
Recitativo [Evangelist]
Als Jesus nun zu Tische sasse
Und er das Osterlamm,
Das Bild von seinem Tod,
Mit seinen Jüngern asse,
Nahm er das Brot,
Und wie er es,
Dem Höchsten dankend, brach,
Gab er es ihnen hin und sprach:
Recitativo [Evangelista]
Quando dunque Gesù sedette a tavola
per mangiare, insieme ai suoi discepoli,
l’agnello pasquale,
immagine della sua morte,
prese del pane e,
dopo averlo benedetto,
lo spezzò e lo diede ai discepoli,
dicendo:
2. Accompagnato [Jesus]
Das ist mein Leib: Kommt, nehmet, esset,
Damit ihr meiner nicht vergesset.
2. Accompagnato [Gesù]
Questo é il mio corpo. Venite, prendete,
mangiate, affinché non vi dimentichiate di me.
3. Aria [Tochter Zion]
Der Gott, dem alle Himmelskreise,
Dem aller Raum zum Raum zu klein,
Ist hier auf unerforschte Weise,
In, mit und unter Brot und Wein.
Und will der Sünder Seelenspeise,
O Lieb’, o Gnad’, o Wunder sein.
3. Aria [Figlia di Sion]
Il Dio per il quale tutte le orbite celesti,
tutti gli spazi sono troppo piccoli,
è qui in modo misterioso
nel, con e sotto il pane e vino.
E vuole essere il cibo dell’anima dei peccatori,
o amore, o grazia, o miracolo.
Recitativo [Evangelist]
Und bald hernach Nam er den Kelch
Und dankte, Gab ihn ihnen und sprach:
Recitativo [Evangelista]
Poco dopo prese il calice,
ringraziò, lo diede loro dicendo:
4. Accompagnato [Jesus]
Das ist mein Blut im Neuen Testament,
Das ich für euch und viele will vergiessen.
Es wird dem, der es wird geniessen,
Zur Tilgung seiner Sünden dienen.
Auf dass ihr dieses recht erkennt, will ich,
Dass jeder sich mit diesem Blute träncke,
Damit er meiener stets gedenke.
4. Accompagnato [Gesù]
Questo é il mio sangue nel nuovo patto,
che io verserò per voi e per molti.
A colui che lo assaggerà
servirà per la remissione dei suoi peccati.
Affinché voi riconosciate bene tutto ciò, io voglio
che ognuno si abbeveri di questo sangue,
in modo che pensi costantemente a me.
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5. Coro
Ach, wie hungert mein Gemüte,
Menschenfreund, nach deiner Güte!
Ach, wie pfleg’ ich oft mit Tränen
Mich nach deser Kost zu sehnen!
Ach, wie pfleget mich zu dürsten
Nach dem Trank des Lebensfürsten,
Wünsche stets, dass mein Gebeine
Sich durch Gott vereine!
5. Coro
Ah, come i miei sentimenti sono affamati
della tua bontà, o amico dell’uomo!
Ah, quante volte ho desiderato, piangendo,
di accostarmi a questo alimento!
Ah, quante volte ho desiderato di dissetarmi
alla bevanda del principe della vita;
e di unire per sempre il mio corpo a Dio,
attraverso Dio!
Evangelist
Drauf sagten sie dem Höchsten Dank,
Und nach gesprochenem Lobgesang
Ging Jesus über Kidrons Bach
Zum Ölberg,
Da er dann zu seinen Jüngern sprach:
Jesus:
Ihr werdet all
In dieser nacht
Euch an mir ärgern,
Ja mich gar verlassen.
Evangelista
Allora resero grazie all’Altissimo,
e dopo aver cantato un inno alla sua gloria, Gesù
attraversò il ruscello del Cedron
e giunse al monte degli Olivi,
dove disse ai suoi discepoli:
Gesù:
Tutti voi troverete
in questa notte stessa
l’occasione di addolorarmi,
anzi di abbandonarmi.
6. Coro
Wir wollen alle eh’ erblassen,
Als durch solch Untreu’ dich betrüben.
6. Coro
Preferiamo piuttosto morire tutti,
piuttosto che rattristarti con una tale infedeltà.
Recitativo [Jesus]
Es ist gewiss, denn also steht geschrieben:
Recitativo [Gesù]
È vero, giacché sta scritto:
7. Aria [Jesus]
Weil ich den Hirten schlagen werde,
Zerstreut sich die ganze Herde.
7. Aria [Gesù]
Poiché colpirò il pastore,
tutto il gregge si disperderà.
Recitativo [Jesus, Petrus]
Petrus:
Aufs wenigste will ich
Trotz allen Unglücksfällen,
Ja sollte durch die Macht der Höllen
Die ganze Welt
Zu Trümmern gehn,
Dir stets Seite stehn.
Jesus:
Dir sag’ ich:
Ehe noch der Hahn wird zweimal krähn,
Wirst du schon dreimal
Mich verleugnet haben.
Recitativo [Gesù, Pietro]
Pietro:
Nonostante tutte le avversità,
anche se tutto il mondo
andasse in frantumi
per opera della potenza degli inferni,
io resterò sempre
al tuo fianco.
Gesù:
Ti dico:
Quando il gallo canterà per la seconda volta,
tu mi avrai già
rinnegato tre volte.
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Petrus:
Eh’ soll man mich mit dir
Erwürgen und begraben,
Ja zehnmal will ich eh’ erblassen,
Eh’ ich dich will verleugnen und verlassen.
Jesus:
Verziehet hier, ich will zu meinem Vater treten;
Schlaft aber nicht,
Denn es ist Zeit zu beten.
Pietro:
Preferisco essere strozzato
e sepolto con te,
preferisco morire dieci volte,
piuttosto che rinnegarti e abbandonarti.
Gesù:
Aspettate qui, io voglio andare presso il padre
mio; ma non dormite,
perché è ora di pregare.
8. Aria [Jesus]
Mein Vater, mein Vater!
Schau, wie ich mich quäle,
Erbarme dich ober meiner Not!
Mein Herze bricht, und meine Seele
Betrübet sich bis an den Tod!
8. Aria [Gesù]
Padre mio, padre mio!
Guarda come soffro,
abbi pietà del mio dolore!
Il mio cuore si spezza, e la mia anima
è triste fino alla morte!
Recitativo [Jesus]
Mich drückt der Sünden Zehntnerlast,
Mich ängstiget des Abgrunds Schrecken;
Mich will ein schlammiger Morast,
Der grundlos ist, bedecken;
Mir presst der Höllen wilde Glut
Aus Bein und Adern, Mark und Blut.
Und weil ich noch zu allen Plagen
Muss deinen Grimm, o Vater, tragen,
Vor welchem alle Marter leicht,
So ist kein Schmerz, der meinem gleicht.
Recitativo [Gesù]
Mi opprime il peso immane dei peccati,
ho paura dell’orrore dell’abbisso;
un pantano fangoso senza fondo mi ricoprirà;
la brace ardente degli inferni
succhia il sangue e il midollo
dalle mie ossa e dalle mie vene.
E poiché a tutti questi tormenti si aggiunge
o Padre, la tua collera, di fronte alla quale
ogni martirio è leggero,
non c’è dolore che sia paragonabile al mio.
8a. Aria [Jesus]
Ist’s möglich, dass dein Zorn sich stille,
So lass den Kelch vorübergehn,
Doch müsse, Vater, nicht mein Wille,
Dein Wille nur allein geschehn.
8a. Aria [Gesù]
Se è possibile che la tua collera si plachi,
lascia passare il calice.
Ma, o Padre, che si adempia
non la mia volontà, bensì la tua.
9. Arioso [Tochter Zion]
Sünder, schaut mit Furcht und zagen
Eurer Sünden Scheusal an,
Da derselben Straf ’ und Plagen
Gottes Sohn kaum tragen kann.
9. Arioso [Figlia di Sion]
Peccatori, guardate con paura e trepidazione
all’orrore dei vostri peccati, giacché perfino il
Figlio di Dio può a stento sopportare i tormenti
del loro castigo.
Recitativo [Evangelist]
Die Pein vermehrte sich
Mit grausamem Erschüttern,
So dass er kaum vor Schmerzen röcheln kunt;
Man sah die schwachen Glieder zittern,
Kaum atmete sein trockner Mund;
Recitativo [Evangelista]
La pena aumentava fino a farlo fremere
orribilmente, così che per il dolore poteva
appena rantolare; si vedevano tremare le deboli
membra, mentre la sua bocca secca appena
riusciva a respirare; il cuore terrorizzato cominciò
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Das bange Herz fing an
So stark zu klopfen,
Dass blut’ger Schweiss in ungezählten Tropfen
Aus seinen Adern drang,
Bis er zuletzt, bis auf den Tod gequält,
Voll Angst, zermartert, halb entsteelt,
Gar mit dem Tode rang.
a battere così forte, che un sudore di sangue uscì
in innumerevoli gocce dalle sue vene, finché,
tormentato fino alla morte, pieno di paura,
torturato, quasi esanime, lottò perfino con la
morte.
10. Aria [Figlia di Sion]
Spezzati, o mio cuore, sciogliti in lacrime,
il corpo di Gesù si scioglie in sangue.
Ascolta il suo lamento,
guarda come sono sitibonde le sue labbra,
ascolta i suoi gemiti, i suoi sospiri, i suoi
struggimenti, guarda come è angosciato.
10. Aria [Tochter Zion]
Brich, mein Herz, zerfliess in Tränen,
Jesus’ Leib zerfliesst in Blut.
Hör sein jämmerliches Ächzen,
Schau, wie Zung’ und Lippen lechzen,
Hör sein Wimmern, Seufzen, Sehnen,
Schau, wie ängstlich er tut.
Recitativo [Evangelist]
Ein Engel aber kam
Von den gestirnten Bühnen,
In diesem Jammer ihm zu dienen,
Und stärket ihn.
Darauf ging er, wo die Schar
Der müden Jünger war,
Und fand sie insgesamt
In sanfter Ruh’;
Drum rief er ihnen ängstlich zu:
Recitativo [Evangelista]
Ma un angelo scese
dalle volte stellate
per aiutarlo in questa angoscia,
e gli diede forza.
Allora egli andò dove si trovava la schiera
degli stanchi discepoli,
e li trovò
tutti addormentati;
perciò li chiamò, pieno d’angoscia:
11. Arioso [Johannes, Jacobus, Petrus, Jesus]
Jesus:
Erwachet doch!
Petrus:
Wer ruft?
Johannes:
Ja, Herr!
Jakobus:
Ja, Herr!
Jesus:
Erwacht!
Könnt ihr in dieser Schreckensnacht,
Da ich sink’ in des Todes Rachen,
Nicht eine Stunde mit mir wachen?
Ermuntert euch!
Johannes, Jakobus, Petrus:
Ja! Ja!
Jesus:
Ach, steht doch auf,
Der mit verrät, ist da!
11. Arioso [Giovanni, Giacomo, Pietro, Gesù]
Gesù:
Ma svegliatevi!
Pietro:
Chi chiama?
Giovanni:
Sì, Signore!
Giacomo:
Sì, Signore!
Gesù:
Svegliatevi!
In questa notte dell’orrore,
in cui io precipito nelle fauci della morte,
non siete capaci di vegliare un’ora insieme a me?
Riprendetevi!
Giovanni, Giacomo, Pietro:
Sì, sì!
Gesù:
Ah, alzatevi,
colui che mi tradisce è qui!
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Recitativo [Evangelist]
Und eh’ die Rede noch geendigt war,
Kam Judas schon hinein
Und mit ihm eine grosse Schar
Mit Schwertern und mit Stangen.
Recitativo [Evangelista]
E aveva appena finito di parlare,
quando arrivò Giuda
e con lui una grande schiera
con spade e bastoni.
12. Coro
Greift zu, schlagt tot,
Doch nein, Ihr müsset ihn lebendig fangen.
12. Coro
Colpite, uccidete,
ma no, dovete catturarlo vivo.
Recitativo [Evangelist, Judas]
Evangelist:
Und der Verräter hatte dieses ihnen
Zum Zeichnen lassen dienen:
Judas:
Dass ihr, wer Jesus sei, recht möget wissen,
Will ich ihn küssen,
Und dann dringt auf ihn zu
Mit hellen Haufen!
Recitativo [Evangelista, Giuda]
Evangelista:
E il traditore aveva dato loro
questo segnale:
Giuda:
Affinché voi possiate sapere bene chi è Gesù,
voglio baciarlo,
e poi assalitelo tutti insieme!
13. Coro
Non ci deve sfuggire.
13. Coro
Er soll uns nicht entlaufen.
Recitativo [Giuda, Gesù]
Giuda:
Rabbi, prendi questo bacio da me.
Gesù:
Amico mio, dimmi, perché vieni qui?
Recitativo [Judas, Jesus]
Judas:
Nimm, rabbi, diesen Kuss von mir.
Jesus:
Mein freund, sag, warum kommst du hier?
14. Aria [Pietro]
Che il veleno e il fuoco, il fulmine e l’alluvione
possano soffocare, bruciare, schiacciare e
annegare il falso traditore orditore di inganni
assassini!
14. Aria [Petrus]
Gift und Glut, Strahl und Flut,
Ersticke, verbrenne, zerschmettre, versenke
Den falschen Verräter
Voll mörderischer Ränke!
Si lega Gesù in modo pietoso
e gli elementi non si scatenano?
Orsù, quindi, o mio intrepido coraggio,
versa il sangue sacrilego,
giacchè non lo fanno né il veleno, né il fuoco,
né il fulmine né l’alluvione!
Man fesselt Jesum jämmerlich,
Und keine Wetter regen sich?
Auf denn, mein unverzagter Mut,
Vergiess das frevelhafte Blut,
Weil es nicht tut Gift und Glut,
Strahl und Flut!
Recitativo [Jesus]
Steck nur das Schwert an seinen Ort;
Denn wer das Schwert ergreift,
Wird durch das Schwert erkalten.
Wie oder glaubst du nicht,
Recitativo [Gesù]
Riponi la spada al suo posto;
giacché chi prende la spada,
di spada perirà.
Non credi tu forse
21
Dass ich sofort von meinem Vater in der Höhe
Der Engel Hülfe könn erhalten?
Allein, es will die Schrift,
Dass es also geschehe.
Ihr kommt mit Schwertern und mit Stangen,
Als einen Mörder mich zu fangen,
Da ihr doch, wie ich euch gelehrt,
Im Tempel täglich angehört;
Und keiner hat sich je gelüsten lassen,
Mich anzufassen.
Allein es muss nunmehr geschehen,
Was die Propheten längst vohergesehn.
che io potrei ottenere subito aiuto dal Padre mio
e dai suoi angeli?
Solo che così vuole la Scrittura,
che così accada.
Voi venite con spade e con bastoni,
per prendermi come se fossi un assassino,
voi che tutti i giorni mi avete ascoltato
insegnare nel tempio,
e nessuno di voi ha mai cercato
di prendermi.
Ma deve avvenire quello che i profeti
da molto tempo hanno previsto.
15. Coro
O weh, sie binden ihn
Mit Strick und Ketten!
Auf, auf, lasst uns fliehen!
Und unser Leben retten!
15. Coro
Ahimé, lo legano
con corde e con catene!
Suvvia, fuggiamo!
Salviamo le nostre vite!
Recitativo [Petrus]
Wo flieht ihr hin?
Verzagte, bleibt!
Doch ach, sie sind schon fort!
Was fang’ ich an?
Folg’ich den andern nach,
Weil ich allein ihm doch nicht helfen kann?
Recitativo [Pietro]
Dove fuggite?
Non disperate, restate!
Ma, ahimé, sono già andati via!
Che faccio?
Seguo gli altri,
perché da solo non posso aiutarlo?
Nein, nein, mein Herz, nein, nein!
Ich lass’ ihn nicht allein,
Und sollt’ ich auch mein leben gleich verlieren,
Will ich doch sehn, sohin sie Jesum führen.
No, no, mio cuore, no, no!
Non lo lascerò solo,
nemmeno se dovessi subito perdere la vita,
voglio vedere dove portano Gesù.
16. Aria [Petrus]
Nehmt nich mit, verzagte Scharen;
Hier ist Petrus ohne Schwert!
Lasst, was Jesus widerfährt,
Mir auch widerfahren.
16. Aria [Pietro]
Prendetemi con voi, o schiere disperate,
qui sta Pietro senza spada!
Lasciate che anche a me succeda
quello che succede a Gesù.
Recitativo [Evangelist, Caiphas, Jesus, ein
Kriegsknecht]
Evangelist:
Und Jesus ward zum Palast Caiphas’
Woselbst der Priesterrat versammelt sass,
Mehr hingerissen als geführet;
Und Petrus, bald von Grimm
Und bald von Furcht gerühret,
Folgt’ ihm von ferne nach.
Recitativo [Evangelista, Caifa, Gesù, una
guardia]
Evangelista:
E Gesù venne trascinato,
più che condotto, al palazzo di Caifa,
dove si trovava riunito il consiglio dei sacerdoti; e
Pietro, in preda ora all’orrore
ora alla paura,
lo seguì da lontano.
22
Indessen war der Rat,
Doch nur umsonst geflissen,
Durch falsche Zeugen
Ihn zu fangen;
Derhalben Caiphas also Jesus sprach:
Caiphas:
Wir wollen hier von dem,
Was du begangen,
Und deiner Lehre Nachricht wissen.
Jesus:
Was ich gelehrt, ist öffentlich geschehn,
Und darf ich es ja dir
Nicht hier erst sagen;
Du kannst nur die,
So mich gehöret, fragen.
Kriegsknecht:
Du Ketzer, willst dich unterstehn,
Zum hochenpriester so zu sprechen!
Wart, dieser Schlag
Soll deinen Frevel rächen!
Intanto il consiglio
cercava invano
di incolparlo
grazie a falsi testimoni;
per cui Caifa parlò così a Gesù:
Caifa:
Noi vogliamo avere notizia
di quello che hai fatto
e della tua dottrina.
Gesù:
Quello che ho insegnato, è accaduto
pubblicamente, e non c’è bisogno
che te lo dica qui;
tu puoi interrogare in proposito
coloro che mi hanno ascoltato.
Una guardia:
Eretico! Osi parlare così
al sommo sacerdote?
Aspetta, questo schiaffo
vendicherà il tuo affronto!
17. Aria [Tochter Zion]
Was Bärentatzen, Löwenklauen
Trotz ihrer Wut sich nicht getrauen,
Tust du, verruchte Menschenhand!
Was Wunder, dass in höchster Eile
Der wilden Wetter Blitz und keile
Dich Teufelswerkzeug nicht verbrannt?
17. Aria [Figlia di Sion]
Quello che le zampe di un orso o le grinfie di
un leone non oserebbero fare, nonostante la loro
ferocia, lu fai tu, o pazza mano umana!
Come è possibile che i fulmini e i colpi della
selvaggia tempesta non ti abbiano già incenerito
in tutta fretta, o strumento del demonio?
Recitativo [Evangelist, 1. Magd, Petrus,
2. Magd, 3. Magd]
Evangelist:
Dies sahe Petrus an,
Der draussen bei dem Feuer
Sich heimlich hingesetzt.
Indem kam eine Magd,
Die gleich, sobald
Sie ihn erblickte, sagt:
1.Magd:
Ich schwöre hoch und teuer,
Dass dieser auch van Jesus’ Schar!
Petrus:
Wer? Ich?
Nein, wahrlich nein, Du irrest dich.
Evangelist:
Nicht lang hernach
Fing noch ein’ andre an:
Recitativo [Evangelista, prima serva, Pietro,
seconda serva, terza serva]
Evangelista:
A questa scena assisteva Pietro,
che, in incognito, stava là fuori
seduto a scaldarsi presso il fuoco.
Ma allora giunse una serva
che, appena lo vide,
disse:
Prima serva:
Io giuro solennemente che anche costui
apparteneva alla schiera di Gesù!
Pietro:
Chi? Io?
No, tu ti sbagli.
Evangelista:
Poco dopo, un’altra
disse a sua volta:
23
2. Magd:
Soviel ich mich erinnern kann,
Bist du mit dem, der hier gefangen,
Viel umgegangen;
Drum wundr’ich mich, dass du dich hier wagst.
Petrus:
Welch toll Geschwätz!
Ich weiss nicht, was du sagst;
Ich kenne wahrlich seiner nicht.
Evangelist:
Gleich drauf sagt ihm ein’
Andre ins gesicht:
3. Magd:
Du bist fürwahr von seinen Leuten
Und suchst umsonst dich weiss zu brennen.
Im Garten warst du ihm zur Seiten,
Auch gibt die Sprach’ dich zu erkennen.
Seconda serva:
Per quanto mi posso ricordare,
tu andavi spesso in giro insieme a colui
che si trova qui prigioniero; perciò mi meraviglio
che tu abbia il coraggio di stare qui.
Pietro:
Stupide chiacchiere!
Non so cosa tu dica.
Veramente, io non lo conosco.
Evangelista:
Subito dopo un’altra
gli disse in faccia:
Terza serva:
Sicuramente tu sei uno dei suoi uomini
e invano cerchi di far finta di niente.
Nel giardino eri al suo fianco,
e il tuo accento ti fa riconoscere.
18. Arioso [Petrus]
Ich will versinken und vergehn,
Mich stürz’ des Wetters Blitz und Strahl,
Wo ich auch nur ein einzig mal
Hier diesen menschen sonst gesehn!
18. Arioso [Pietro]
Che io possa sprofondare e morire,
che un fulmine e un lampo
mi possano incenerire, se ho visto
una sola volta quest’uomo!
Recitativo [Evangelist, Petrus]
Evangelist:
Drauf krähete der Hahn.
Sobald der heisre klang
Durch Petrus’ Ohren drang,
Zersprach sein Felsenherz,
Und alsbald lief,
Wie Moses’ Fels
Dort Wasser gab,
Ein Tränenbach
Von seinen Wangen ab,
Wobei er trostlos rief:
Petrus:
Welch ungeheurer Schmerz
Bestürmet mein Gemüt!
Ein kalter Schauder schreckt die Seele;
Die wilde Glut der dunkeln Marterhöhle
Entzündet schon mein zischendes Geblüt;
Mein Eingeweide kreischt auf glimmen kohlen.
Wer löschet diesen Brand,
Wo soll ich Rettung holen?
Recitativo [Evangelista, Pietro]
Evangelista:
E a questo punto il gallo cantò.
Quando il suo rauco
suono colpì le orecchie di Pietro,
spezzò il suo cuore di roccia,
e allora così come dalla roccia
colpita da Mosè
era sgorgata l’acqua
dalle sue guance scese
un torrente di lacrime.
Quindi, sconsolato, gridò:
Pietro:
Quale immenso dolore
sconvolge i miei sentimenti!
Un freddo brivido spaventa l’anima;
il fuoco selvaggio dell’oscuro antro di torture
accende già il mio sangue che sibila;
le mie viscere stridono come se fossero su braci
ardenti. Chi spegne questo incendio,
dove posso trovare salvezza?
19. Aria [Petrus]
19. Aria [Pietro]
24
Heul, du Fluch!
Heul, du Fluch der Menschenkinder!
Zittre, wilder Sündenknecht!
Zittre, denn Gott ist gerecht,
Er vertilgt verstockte Sünder.
Gemi, maledizione!
Gemi, maledizione degli uomini!
Trema, barbaro servo del peccato!
Trema, giacché Dio è giusto
e distrugge i peccatori ostinati.
Recitativo [Petrus]
Doch wie,
Will ich verzweifelend untergehn?
Nein, mein beklemmtes herz,
Mein schüchternes Gemüte
Soll meines Jesu Wundergüte
Und Gnad’ anflehn.
Recitativo [Pietro]
Ma come?
Dovrò soccombere senza speranza?
No, il mio cuore oppresso,
il mio animo timoroso
deve invocare la miracolosa bontà
e la grazia del mio Gesù.
20. Aria [Petrus]
Schau, ich fall’ in strenger Busse,
Sündenbüsser, dir zu Fusse,
Lass mir deine Gnad’ erscheinen,
Dass der Fürst der dunkeln Nacht,
Der, da ich gefehlt, gelacht,
Mög’ ob meinen Tränen weinen!
20. Aria [Pietro]
Guarda, o tu che perdoni i peccati,
io mi pento amaramente ai tuoi piedi,
lasciami conoscere la tua grazia,
in modo che il principe dell’oscura notte,
che ha riso a causa del mio peccato,
debba invece piangere a causa delle mie lacrime.
21. Coro
Ach, Gott und Herr, wie gross und schwer
Sind mein’ begangnen Sünden!
Da ist niemand, der helfen kann,
In dieser Welt zu finden.
21. Coro
Ah, Dio e Signore, quanto grandi e pesanti
sono i peccati che ho commesso!
In questo mondo non c’è nessuno
che possa aiutare.
Zu dir flieh’ ich verstoss mich nicht,
Wie ich’s wohl hab’ verdienet.
Ach, Gott, zürn nicht, nicht ins gericht,
Dein Sohn hat mich versühnet.
A te ricorro, non respingermi,
anche se lo avrei meritato.
Ah, Dio, non adirarti, non giudicarmi,
il tuo Figlio mi ha espiato per me.
(intervallo)
Recitativo [Evangelist, Caiphas, Jesus]
Evangelist:
Als Jesus nun, wie hart man ihn verklagte,
Doch nichts zu allem sagte,
Da fuhr ihn Caiphas mit diesen Worten an:
Caiphas:
Weil man nichts aus dir bringen kann
Und du nur auf die Aussag’ aller Zeugen
Antwortest mit verstocktem Schweigen,
Beschwör’ ich dich bei Gott,
Uns zu gestehn,
Ob du seist Christus, Gottes Sohn?
Recitativo [Evangelista, Caifa, Gesù]
Evangelista:
Poiché Gesù, per quanto lo si accusasse
duramente, non rispondeva nulla,
Caifa lo interpellò con queste parole:
Caifa:
Poiché non si può tirare fuori nulla da te,
e poiché tu rispondi con ostinato silenzio
alle deposizioni dei testimoni,
ti scongiuro di dirci
se tu sei Cristo,
il Figlio di Dio.
25
Jesus:
Ich bin’s!
Von nun an werdet ihr
Zur rechten Hand der Kraft
Und auf der Wolken Thron
Mich kommen sehn.
Caiphas:
O Lästerer!
Was dürfen wir nun weiter Zeugnis führen?
Ihr könnt es jetzo selber spüren,
Was er sich hat erkühnt.
Was dünket euch?
Evangelist:
Drauf rief der ganze Rat sogleich:
Gesù:
Lo sono!
Ormai mi vedrete
venire
alla destra della Forza
e sul trono delle nuvole.
Caifa:
O blasfemo!
A che serve convocare altri testimoni?
Ora potete sentire voi stessi
quello che osa dire.
Che ne pensate?
Evangelista:
A questo tutto il Sinedrio rispose ad una voce:
22. Coro
Er hat der Tod verdient!
22. Coro
Egli ha meritato la morte!
23. Aria [Tenore]
Erwäg, erwäg,
Erwäg, ergrimmte Natternbrut,
Was deine Wut
Und Rachgier tut!
Den Schöpfer will ein Wurm verderben,
Ein Mensch bricht über Gott den Stab!
Dem Leben sprecht ihr’s leben ab,
Des Todes soll durch euch sterben!
23. Aria [Tenore]
Rifletti, rifletti,
rifletti, o feroce nidiata di serpenti,
cosa provoca la tua furia
e la tua sete di vendetta!
Un verme vuole distruggere il creatore,
un uomo rompe il suo bastone su Dio!
Poiché voi non riconoscete la vita alla vita stessa,
tramite voi morirà la morte della morte!
Recitativo [Evangelist, Tochter Zion]
Evangelist:
Die nacht war kaum vorbei,
Die müde Welt lag
Noch im Schlaf versenkt
Als Jesus abermals, in ketten eingeschränkt
Und mit abscheulichem Geschrei,
Ward nach Pilatus hingerissen.
Tochter Zion:
Hat dies mein Heiland leiden müssen?
Für wen, ach Gott, für wen?
Für wessen Sünden lasst er sich binden?
Für welche Fehler, was für Schulden
Muss er der Schergen Frevel dulden?
Wer hat, was Jesus büsst, getan?
Nur ich bin schuld daran.
Recitativo [Evangelista, Figlia di Sion]
Evangelista:
La notte era appena passata,
il mondo stanco giaceva
ancora immerso nel sonno,
quando Gesù, legato nuovamente con catene,
e accompagnato da orribili grida,
venne condotto presso Pilato.
Figlia di Sion:
Questo ha dovuto soffrire il mio Salvatore?
Per chi, ah, Dio, per chi?
Per i peccati di chi si lascia egli legare?
Per quali errori, per quali colpe
deve egli sopportare l’oltraggio degli sgherri?
Chi ha commesso ciò che Gesù espia?
Solo io sono colpevole per questo.
24. Aria [Tochter Zion]
Meine Laster sind die Stricke,
24. Aria [Figlia di Sion]
I miei vizi sono le corde,
26
Seine Ketten meine Tücke,
Meine Sünden binden ihn.
Diese trägt er, mich zu retten,
Damit ich der Höllen Ketten
Mög’ entfliehen.
le mie perfidie sono le sue catene,
i miei peccati lo legano.
Egli le porta per salvarmi,
in modo che io possa sfuggire
alle catene dell’inferno.
Recitativo [Judas]
Oh, was hab’ ich, verfluchter mensch, getan!
Rührt mich kein Strahl,
Will mich kein Donner fällen?
Brich, Abgrund, brich,
Eröffne mir die düstre Bahn zur Höllen!
Doch ach, die Höll’ erstaunt
Ob meinen Taten,
Die Teufel selber schämen sich!
Ich, Hund hab’ meinen Gott verraten.
Recitativo [Giuda]
Oh, che ho fatto io, uomo maledetto che non
sono altro! Nessun fulime mi tocca,
nessun tuono mi fa crollare?
Apriti, o abbisso, aprimi
il tenebroso sentiero che conduce agli inferni!
Ma, ahimé, l’inferno si meraviglia
di fronte alle mie azioni,
gli stessi demoni si vergognano!
Cane che non sono altro, io ho tradito il mio Dio.
25. Aria [Judas]
Lasst diese Tat nicht ungerochen,
Zerreisst mein Fleisch,
Zequetscht die Knochen,
Ihr Larven jener Marterhöhle!
Straft mit Flammen,
Pech und Schwefel
Meinen Frevel,
Dass sich die verdammte Seele
Ewig quäle.
25. Aria [Giuda]
Non lasciate che questa azione resti invendicata,
lacerate la mia carne,
schiacciate le mie ossa,
o voi, larve di quella spelonca di tormenti!
Con fiamme,
pece e zolfo
punite il mio oltraggio,
in modo che l’anima dannata
sia tormentata in eterno.
Recitativo [Judas]
Unsäglich ist mein Schmerz,
Unzählbar meine Plagen!
Die Luft beseufzt, dass sie mich hat genährt;
Die Welt, die weil sie mich getragen,
Ist bloss darum verbrennenswert;
Die Sterne werden zu Kometen,
Mich, Scheusel der natur, zu töten;
Dem Körper schlägt die Erd’ ein Grab,
Der Himmel meiner Seel’ den Wohnplatz ab.
Was fängst du denn, Verzweifelter,
Verdammter Mörder, an?
Eh’ ich mich soll so
Unerträglich kränken,
Will ich mich henken!
Recitativo [Giuda]
Indicibile è il mio dolore,
senza numero i miei tormenti!
L’aria rimpiange di avermi nutrito;
il mondo che mi ha portato
merita solo per questo di essere bruciato;
le stelle diventano comete
per uccidere me, orrore della natura;
la terra nega una tomba al mio corpo,
il cielo nega una dimora alla mia anima.
Che farai tu, disperato,
assassino dannato?
Invece di soffrire
in modo così intollerabile,
preferisco impiccarmi!
26. Aria [Tochter Zion]
Die ihr Gottes Gnad’ versäumet
Und mit Sünden Sünden häuft,
26. Aria [Figlia di Sion]
O voi che trascurate la grazia di Dio
e accumulate peccati a peccati,
27
Denket dass die Straf ’ schon keimet,
Wann die Fracht der Sünden reift.
pensate che la punizione germoglia,
quando il frutto dei peccati matura.
Recitativo [Evangelist, Jesus]
Evangelist:
Wie nun Pilates Jesum fragt,
Ob er der Judenkönig wär,
Sprach er:
Jesus:
Du hast’s gesagt.
Recitativo [Evangelista, Gesù]
Evangelista:
Quando dunque Pilato chiese a Gesù
se egli fosse il re dei Giudei,
egli disse:
Gesù:
Tu l’hai detto.
27. Coro
Bestrafe diesen Übeltäter,
Den Feind des kaisers, den Verräter!
27. Coro
Punisci questo malfattore,
il nemico dell’imperatore, il traditore!
Recitativo [Pilatus, Evangelist]
Pilatus:
Hast du denn kein Gehör?
Vernimmst du nicht,
Wie hart sie dich verklagen?
Und willst du nichts
Zu deiner rettung sagen?
Evangelist:
Er aber sagte nichts mehr.
Recitativo [Pilato, Evangelista]
Pilato:
Non ci senti?
Non senti quanto sono dure
le accuse che ti muovono?
E non vuoi dire nulla
per salvarti?
Evangelista:
Ma egli non disse altro.
28. Duetto [Tochter Zion, Jesus]
Tochter Zion:
Sprichst du denn auf dies Verklagen
Und das spöttische Befragen,
Ewig Wort, kein einzig Wort?
Jesus:
Nein, ich will euch jetz zeigen,
Wie ich wiederbring’ durch Schweigen,
Was durchs Geschwätz verlort.
28. Duetto [Figlia di Sion, Gesù]
Figlia di Sion:
E tu, Verbo eterno, non dici una sola parola
a proposito di queste accuse
e delle domande beffarde che ti vengono rivolte?
Gesù:
No, ora vi voglio mostrare
come attraverso il silenzio recupero quello
che con le vostre chiacchiere avete perso.
Recitativo [Evangelist]
Pilatus wunderte sich sehr,
Und weil vonden Gefangenen auf das fest
Er einen pflegte loszuzählen,
Bemüht er sich afs best’,
Dass sie von ihm und Barrabas,
Der wegens eines Mords gefangen sass,
Doch möchte Jesum wählen.
Allein der Haufe rief mit grässlichem Geschrei:
Recitativo [Evangelista]
Pilato si meravigliò molto,
e poiché usava liberare
uno dei prigionieri
in occasione della festa,
cercò di fare sì che tra lui e Barabba,
che era imprigionato a causa di un omicidio,
essi scegliessero Gesù.
Ma la turba urlò con orribile grido:
29. Coro.
Nein, diesen nicht,
Den Barrabas gib frei!
29. Coro.
No, non questo,
libera invece Barabba!
28
Recitativo [Pilatus]
Was fang’ ich denn
Mit eurerem sogenannten König an?
Recitativo [Pilato]
Che devo fare
del vostro cosiddetto re?
30. Coro
Weg, weg weg!
Lass ihn kreuzigen!
30. Coro
Via, via, via!
Fallo crocifiggere!
Recitativo [Pilatus]
Was hat er denn getan?
Recitativo [Pilato]
Ma che ha fatto?
31. Coro
Weg, weg weg!
Lass ihn kreuzigen!
31. Coro
Via, via, via!
Fallo crocifiggere!
Recitativo [Evangelist]
Wie er nun sah,
Dass die Getümmel nicht zu stillen,
So rief er endlich “ja”
Und übergab ihn ihrem Willen.
Recitativo [Evangelista]
Quando dunque vide
che questo tumulto non poteva essere sedato,
gridò finalmente ‘sì’
e lo consegnò alla loro volontà.
32. Arioso [Tochter Zion]
Besinne dich, Pilatus, schweig, halt ein!
Vermeide doch der Höllen Schwefelflammen!
Soll Gottes Sohn von dir verurteilt sein?
Willst du, Verdammter, Gott verdammen?
Will deine freche Grausamkeit
Der toten Welt ihr Leben,
Der engel Lust, den Herrn der herrlichkeit
Verworfnen Schergen übergeben?
Dein Bärenherz ist felsenhart,
Solch Urteil abzufassen!
Soll Gott erblassen?
Ich wundre mich, du Zucht der Drachen,
Dass dir in dem verfluchten Rachen
Die Zunge nicht erschwarzet und erstarrt!
32. Arioso [Figlia di Sion]
Rifletti, Pilato, taci, fermati!
Evita le fiamme di zolfo dell’inferno!
Il Figlio di Dio dovrebbe essere condannato da
te? Vuoi tu, dannato, dannare Dio?
La tua sfrontata crudeltà oserebbe dunque
consegnare la gioia degli angeli al mondo morto,
il signore della gloria
a sgherri abbietti?
Il tuo cuore da orso è duro come una roccia
se emetti un tale giudizio!
Dio dovrebbe morire?
Mi meraviglio, o progenie di drago,
che nelle tue maledette fauci la lingua
non sia già marcita e paralizzata!
Recitativo [Evangelist]
Drauf zerreten die Kriegsknecht ihn hinein
Und riefen, ihre Wut mehr anzuflammen,
Die ganze Schar zusammen;
Die banden ihn an einen Stein
Und geisselten den zarten Rücken
Mit nägelvollen Stricken.
Recitativo [Evangelista]
Allora i soldati lo condussero all’interno e,
per infiammare ancora di più la loro furia,
chiamarono tutta la schiera;
lo legarono ad una pietra
e flagellarono il suo tenero dorso
con corde chiodate.
33. Arioso [Gläubige Seele]
Ich seh’, an einen Stein,
33. Arioso [Anima credente]
Io vedo legato ad una pietra
29
Gebunden, den Eckstein,
Der ein Feuerstein der ew’gen Lieb’,
Der ewigen Liebe scheint zu sein;
Denn aus den ritzen seiner Wunden,
Weil er die Glut im Busen trägt,
Seh’ ich sooft man auf ihn schlägt,
Sooft mit Strick und Stahl
Die Schergen auf ihn dringen,
Aus jedem Tropfen Blut
Der Liebe Funken springen.
la stessa pietra angolare,
che mi sembra essere la pietra di fuoco
dell’amore eterno;
giacché dalle fessure delle sue ferite,
poiché egli porta il fuoco nel suo petto,
ogni volta che lo si colpisce,
ogni volta che gli sgherri infieriscono su di lui
con le corde e con il ferro,
vedo le scintille dell’amore
sprigionarsi da ogni goccia di sangue.
Recitativo [Gläubige Seele]
Drum, Seele, schau mit ängstlichem Vergnügen,
Mit bittrer Lust und mit beklemmtem herzen,
Dein Himmelreich in seinen Schmerzen,
Wie dir auf Dornen, die ihn stechen,
Des himmels Schüsselblumen blühn!
Du kannst der freuden Furcht
Von seiner Wehmut brechen.
Schau wie die Mörder ihn
Auf seinem Rücken pflügen,
Wie tief, wie grausam tief
Sie ihre Furchen ziehn,
Die er mit seinem Blut begiesset,
Woraus der toten Welt
Des Lebens Ernt’ entspriesset!
Ja, ja, aus Jesus’ Striemen fliesset ein Balsam,
Dessen Wunderkraft
Von solcher seltnen Eigenschaft,
Dass er sein’ eigne nicht,
Nur fremde Wunden heilet,
Uns Leben, Lust und Trost,
Ihm selbst den Tod erteilet.
Recitativo [Anima credente]
Dunque, o anima, osserva, con angoscioso
piacere, con amara gioia e con cuore tormentato,
il tuo regno celeste nei suoi dolori,
osserva come sulle spine che lo pungono
fioriscono i fiori delle chiavi del cielo!
Tu puoi cogliere i frutti della gioia
dall’albero della sua tristezza.
Guarda, come gli assassini
lo picchiano sulla schiena,
come scavano profondi, orribilmente profondi
solchi su di lui, solchi che egli
annaffia con il suo sangue,
solchi dai quali sboccia il raccolto della vita
per il mondo morto!
Sì, sì, dalle piaghe di Gesù fluisce un balsamo, la
cui forza miracolosa
presenta la particolare qualità
di non curare le sue ferite,
ma solo quelle altrui,
e di offrire a noi vita, gioia e consolazione,
mentre a lui stesso offre la morte.
34. Aria [Gläubige Seele]
Dem himmel gleicht sein buntgefärbter Rücken,
Den Regenbögen ohne Zahl
Als lauter Gnadenzeichen schmücken,
Die, da die Sündflut unser Schuld versieget,
Der holden Liebe Sonnestrahl,
In seines Blutes Wolken zeiget.
34. Aria [Anima credente]
Al cielo somiglia il suo dorso variopinto,
ornato da innumerevoli arcobaleni,
come segno della grazia, che sconfiggendo
il fiume peccaminoso della nostra colpa,
mostra nelle nubi del suo sangue
il raggio di sole del suo caro amore.
Recitativo [Evangelist]
Wie nun das Blut mit Strömen von ihm rann,
Da zogen sie ihm einen Purpur an
Und krönten ihn, zu desto grösserm Hohn,
Mit einer Dornenkron’.
Recitativo [Evangelista]
Poiché dunque il suo sangue scorreva a fiotti
su di lui, lo rivestirono di porpora
e lo incoronarono, a maggiore oltraggio,
con una corona di spine.
30
35. Aria [Tochter Zion]
Die Rosen kröhnen sonst
Der rauhen Dornen Spitzen;
Wie kommt’s, dass hier ein dorn
Die Saronsrose kröht?
Da auf den Rosen sonst
Aurora Perlen tränt,
Fängt hier die Rose selbst
Rubinen an zu schwitzen,
Jawohl, erbärmliche Rubinen,
Die aus geronnen Blut
Auf Jesus’ Stirne stehn!
Ich weiss, ihr werdet mir
Zum Schmuck der Seelen dienen,
Und dennoch kann ich euch
Nicht ohne Schrecken sehn.
35. Aria [Figlia di Sion]
Normalmente le rose coronano
le punte delle rudi spine;
come può accadere che qui è una spina
che corona la rosa di Sharon?
Mentre altrimenti
le perle dell’aurora
lacrimano sulle rose,
qui la rosa stessa comincia a sudare
rubini, sì, pietosi rubini,
che, usciti dal sangue che scorreva,
stanno sulla fronte di Gesù.
Io so che voi mi servirete
come ornamento delle anime,
e tuttavia non posso guardarvi
senza spavento.
Recitativo [Tochter Zion]
Verwegner Dorn, barbarische Spitzen!
Verwildert Mordgesträuch, halt ein!
Soll dieses Hauptes Elfenbein
Dien spröder Stachel ganz zerriten?
Verwandelt euch vielmehr
In Stahl und Klingen,
Durch dieser Mörder Herz zu dringen;
Die Tiger, keine Menschen sein!
Doch der verfluchte
Strauch ist taub,
Hör, wie mit knirschendem Geräusch
Sein Drachenzähnen gleiches Laub
Durchdringt Sehnen,
Adern, Fleisch!
Recitativo [Figlia di Sion]
Spina insolente, punte barbare!
Cespuglio assassino e selvaggio, fermati!
Il tuo rude pungiglione dovrebbe lacerare del
tutto l’avorio di questa testa?
Piuttosto trasformatevi
in acciaio e in spade,
per perforare il cuore di questi assassini,
che sono delle tigri, non degli uomini!
Ma il cespuglio
maledetto è muto,
ascolta come le sue frasche simili a denti di drago,
lacerano, con digrignante fragore,
i suoi tendini, le sue vene,
la sua carne!
36. Aria [Tochter Zion]
Lass doch diese herbe Schmerzen,
Frecher Sünder, dir zu Herzen,
Ja durch Mark und Seele gehn!
36. Aria [Figlia di Sion]
O impudente peccatore, lascia
che questi acerbi dolori penetrino nel tuo cuore,
invadendo le tua midolla e la tua anima!
Selbst die Natur fühlt Schmerz und Grauen,
Ja sie empfindet jeden Stich,
Da sie der Dornen starre Klauen
So jämmerlich in ihres Schöpfers Haupt
Sie eingedrücket stehn.
Perfino la natura sente dolore e orrore,
di più, essa sente ogni puntura,
ora che le rigide grinfie delle spine
vengono conficcate così orribilmente
nella testa del suo creatore.
Recitativo [Tochter Zion]
Die zarten Schläfen sind bis ans Gehirne
Recitativo [Figlia di Sion]
Le graziose tempie sono perforate
31
Durchlöchert und durchbohrt.
Schau, Seele, schau,
Wie von der göttlich schönen Stirne
Gleich einem purpurfarbnen Tau,
Der vom gestirnten Himmel sich ergiesst,
Ein lauter Bach von blut’gem Purpur fliesst!
e trapanate fino al cervello.
Guarda, o anima, guarda,
come dalla bella fronte divina
scorre un liquido ruscello di porpora sanguinosa,
simile ad una rugiada colorata di porpora
che piove dal cielo stellato.
37. Aria [Tochter Zion]
Jesu! Jesu, dich mit unsern Seelen zu vermählen,
Schmilzt dein liebend Herz vor Liebe;
Ja, du gissest in die Glut
Statt des Öls für heisse Triebe
Dien vor Liebe wallen Blut.
37. Aria [Figlia di Sion]
Gesù, Gesù, per sposarti con le nostre anime, il
tuo cuore amoroso si scioglie per amore;
ma sì, tu versi sul fuoco delle calde passioni,
invece dell’olio, il tuo sangue
che brucia d’amore.
Recitativo [Evangelist]
Drauf beugten sie aus Spott vor ihm die Knie
Und fingen lachend an zu schreien:
Recitativo [Evangelista]
Poi, in segno di scherno, piegarono le ginocchia
davanti a lui, e cominciarono a gridare, ridendo:
38. Coro
Ein jeder sei ihm untertänig!
Gegrüsset seist du, Judenkönig!
38. Coro
Ognuno sia sottomesso a te!
Salute a te, re dei Giudei!
Recitativo [Evangelist]
Ja, scheuten sich nicht,
Ihm ins Gesicht zu speien.
Recitativo [Evangelista]
E non esitarono nemmeno
a sputargli in faccia.
39. Aria [Tochter Zion]
Schäumest du, du Schaum der Welt,
Speit dein Basiliskenrachen,
Brut der Drachen,
Dem, der alle Ding’ erhält,
Schleim und Geifer ins Gesicht
Und die Höll verschlingt dich nicht?
39. Aria [Figlia di Sion]
Schiumi di furore, tu, schiuma del mondo,
le tue fauci di basilisco,
o progenie di drago,
sputano muco e bava
nel viso di Colui che contiene tutte le cose,
e l’inferno non ti inghiotte?
Recitativo [Evangelist]
Worauf sie mit dem rohr,
Das seine Hände trugen,
Sein schon blutrünstig Haupt zerschlugen.
Recitativo [Evangelista]
E poi, con la canna
che le sue mani reggevano,
colpirono il suo capo già sanguinante.
Recitativo [Tochter Zion]
Bestürtzer Sünder, nimm in acht
Des Heilands Schmerzen!
Komm, erwäge,
Wie durch die Heftigkeit der Schläge
Der beulenvolle Scheitel kracht;
Wie sie sein heil’ges Hirn zerschellen,
Wie seine Taubenaugen schwellen!
Recitativo [Figlia di Sion]
O peccatore sgomento,
considera i dolori del Signore!
Vieni, osserva come,
per la violenza dei colpi,
il suo capo pieno di bernoccoli scricchiola;
come essi fracassano la sua santa fronte,
come i suoi occhi di colomba si gonfiano. Guarda
32
Schau, sein zerrauftes Haar,
Das vor mit Tau gesalbt und voller Locken war,
Ist jetzt von Eiter nass
Und klebt von dickem Blut!
Dies alles duldet er bloss dir zu gut.
la sua capigliatura arruffata,
che prima era impomatata di rugiada e piena di
boccoli, ed ora è umida di pus
e resa appiccicosa dal grasso sangue!
Tutto questo egli lo sopporta solo per il tuo bene.
40. Aria [Tochter Zion]
Heil der Welt,
Dein schmerzlich Leiden
Schreckt die Seel’
Und bringt ihr Freuden,
Du bist ihr erbärmlich schön;
Durch die Marter, die dich drücket,
Wird sie ewiglich erquicket,
Und ihr graut, dich anzusehn.
40. Aria [Figlia di Sion]
O salvezza del mondo,
le tue penose sofferenze
spaventano l’anima
e le arrecano gioie,
tu sei per lei pietosamente bello;
per opera dei tormenti che ti colpiscono
essa viene eternamente ristorata,
e le causa orrore guardarti.
Recitativo [Evangelist]
Wie man ihm nun genug Verspottung
Qual und Schmach hatt’ angetan,
Riss man ihm ab der den Purpr, den er trug,
Und zog ihm drauf sein’ eignen Kleider an,
Und endlichführeten sie ihn,
Dass sie ihn kreuzigten,
Zur Schädelstätte hin.
Recitativo [Evangelista]
Poiché lo avevano insolentito,
tormentato e umiliato abbastanza,
gli strapparono la tunica che portava
e lo rivestirono dei suoi propri abiti
e finalmente lo condussero
al luogo del cranio,
per crocifiggerlo.
41. Solo [Tochter Zion e Coro]
Tochter Zion:
Eilt, ihr angefochten Seelen,
Geht aus Achsaphs Mörderhöhlen,
Kommt!
Coro:
Wohin?
Tochter Zion:
Nach Golgatha.
Eilet auf des Glaubens Flügel,
Fliegt!
Coro:
Wohin?
Tochter Zion:
Zum Schädelhügel,
Eure Wohlfahrt blühet da!
Kommt!
Coro:
Wohin?
Tochter Zion:
Kommt!
Nach Golgatha!
41. Solo [Figlia di Sion e Coro]
Figlia di Sion:
Affrettatevi, voi anime miserabili,
uscite dalle caverne assassine di Achsap,
venite!
Coro:
Dove?
Figlia di Sion:
Al Golgotha.
Affrettatevi sulle ali della fede,
volate!
Coro:
Dove?
Figlia di Sion:
Alla collina del teschio,
là fiorirà la vostra felicità!
Venite!
Coro:
Dove?
Figlia di Sion:
Venite!
Al Golgotha.
33
Recitativo [Maria]
Ach Gott, ach Gott!
Mein Sohn wird fortgeschleppt,
Wird weggerissen!
Wo führt ihr ihn, verruchte Mörder, hin?
Zum Tode, wie ich merke.
Hab’ ich denn seinen Tod erleben müssen,
Gekränkte Mutter, die ich bin?
Wie schwer ist meines Jammers Last!
Es dringt ein Schwert durch meine Seele,
Mein Kind, mein Herr, mein Gott erblasst!
Ist denn für so viel Wunderwerke
Nunmehr das Kreuz sein Lohn?
Ach Gott, ach Gott, mein Sohn!
Recitativo [Maria]
Oh Dio, oh Dio!
Mio figlio viene trascinato via,
viene strappato via!
Dove lo conducete, pazzi assassini?
Alla morte, come mi sembra.
Ho dovuto quindi vivere la sua morte,
io, madre malata che non sono altro?
Come è pesante l’onere della mia disgrazia!
Una spada attraversa la mia anima.
Mio figlio, il mio Signore, il mio Dio, muore!
Forse che la croce è il premio
per tutti i miracoli che ha fatto?
Ah Dio, ah Dio, mio figlio!
42. Duetto [Maria, Jesus]
Maria:
Soll mein Kind, mein Leben, sterben,
Und vergiesst mein Sohn sein Blut?
Jesus:
Ja, ich sterbe dir zugut,
Dir den Himmel zu erwerben.
42. Duetto [Maria, Gesù]
Maria:
Il mio bambino, la mia vita, dovrebbe morire;
mio figlio deve versare il suo sangue?
Gesù:
Sì, io muoio per il tuo bene,
per procurarti il paradiso.
Recitativo [Evangelist, Tochter Zion]
Evangelist:
Und er trug selbst sein Kreuz.
Tochter Zion:
Ach, herbe Plagen,
Ach Marter, die man nicht erzählen kann!
Musst du, mein Heiland, dann das Holz,
Das dich bald tragen soll,
Selbst tragen?
Du tragst es, ja,
Und niemand hört dich klagen.
Recitativo [Evangelista, Figlia di Sion]
Evangelista:
Ed egli portò da se stesso la croce.
Figlia di Sion:
Ah, crudeli tormenti,
ah, martiri che non si possono narrare!
Tu devi, o mio Salvatore, portare da te stesso
il legno che presto
ti dovrà portare?
Tu lo porti, sì,
e nessuno sente un tuo lamento.
43. Aria [Tenore]
Es scheint, da den zerkerbten Rücken
Des Kreuzes Last,
Der Schergen Ungestüm zu Boden drücken,
Er danke mit gebognen Knien
Dem grossen Vater,
Dass er ihm das lang verlangte Kreuz verliehn.
43. Aria [Tenore]
Sembra che quando il peso della croce
e la violenza degli sgherri
piegano a terra il suo dorso pieno di piaghe,
egli ringrazi in ginocchio
il grande Padre
per avergli concesso la croce a lungo attesa.
Recitativo [Evangelist]
Wie Sie nun an die Stätte, Golgatha mit Namen,
Mit Jesus kamen,
ward er mit Gall’ und Wein getränkt
Recitativo [Evangelista]
Quando dunque arrivarono, insieme a Gesù,
al luogo, di nome Golgatha,
gli diedero da bere fiele e vino
34
Und endlich gar ans Kreuz gehenkt.
ed infine venne appeso alla croce.
44. Aria [Gläubige Seele]
Hier erstarrt mein Herz und Blut,
Hier erstaunen Seel’ und Sinnen!
Himmel, was wollt ihr beginnen?
Wisst ihr, Mörder, was ihr tut?
Dürft ihr Hund’, ihr Teufel wagen,
Gottes Sohn ans Kreuz zu schlagen?
44. Aria [Anima credente]
Qui si irrigidiscono il mio cuore e il mio sangue,
qui l’anima e i sensi restano stupefatti!
Cielo, cosa volete fare?
Sapete voi, assassini, quel che fate?
Forse che voi, cani, diavoli, potete osare
inchiodare alla croce il Figlio di Dio?
Recitativo [Gläubige Seele]
O Anblick, o entsetzliches Gesicht!
Wie scheusslich wird mein Seelenbräutigam
Von diesen Bütteln zugericht’t!
Jetz reissen sie das unbefeleckte Lamm
Wie Tiger voller Wut zur Erden.
Ach schau! Jetz fängt man an,
Mit grässlichen Gebärden,
Ihm Hand und Fuss, ihm Arm und Sehnen
Erbärmlich auszudehnen,
Mit Stricken auszuzerren,
Mit Nägeln auszupflöcken,
Dass man an ihm fast alle Beine zählt!
Ach Gott, ich sterbe schier vor Schrecken
Und werde fast durchs blosse Sehn entseelt!
Recitativo [Anima credente]
Oh che terribile spettacolo, oh che orrenda
visione! In che brutto modo lo Sposo
della mia anima viene ucciso da questi sbirri!
Ora atterrano l’agnello immacolato
come delle tigri furiose.
Ah, guarda! Ora si comincia,
con orribili gesti,
a stendergli mano e piede, braccio e tempie,
a legarlo con corde,
ad attaccarlo con chiodi,
in modo che gli si possono
contare quasi tutte le ossa!
Ah, Dio, io qui quasi muoio di spavento e quasi
per il solo vedere vengo privato dell’anima!
45. Coro
O Menschenkind, nur deine Sünd’
Hat dieses angerichtet,
Da du durch die Missetat
Warest ganz zernichtet.
45. Coro
O figlio dell’uomo, solo il tuo peccato
ha causato tutto ciò, giacché altrimenti,
a causa dei tuoi misfatti,
tu saresti stato del tutto annientato.
Recitativo [Evangelist]
Sobald er nun gekreuzigt war,
Da losete die Schar
Der Kriegsknecht’ um sein Gewand;
Und über seinem Haupte stand
„Der Judenkönig“ angeschrieben;
Und die vorübergingen,
Die lästerten und trieben Gespött mit ihm,
Wie auch die, die bei ihm hingen:
Recitativo [Evangelista]
Appena egli fu crocefisso,
la schiera dei soldati
sorteggiò la sua veste;
e al di sopra della sua testa
era scritto “Il re dei Giudei”;
e coloro che passavano di lì,
lo ingiuriavano e lo sbeffeggiavano, come pure
coloro che erano stati crocefissi insieme a lui:
46. Coro
Pfui! Pfui, pfui!
Pfui! Seht mir doch den neuen König an!
Bist du ein solcher Wundermann,
So steig herab vom Kreuz;
46. Coro
Ih! Ih, ih!
Ih! Guardate il nuovo re!
Se sai fare miracoli, come pretendi,
scendi giù dalla croce;
35
Hilf dir selbst und uns;
So wissen wir’s gewiss.
aiuta te stesso e noi;
così lo sappiamo con certezza.
Recitativo [Evangelist]
Und eine dicke Finsternis
Die nach der sechsten Stund’ entstand,
Kam übers ganze Land.
Recitativo [Evangelista]
Ed una fitta oscurità,
che apparve dopo l’ora sesta,
si estese su tutta la regione.
47. Aria [Gläubige Seele]
Wass Wunder, dass der Sonnen Pracht,
Dass Mond und Sterne nicht mehr funkeln,
Da eine falbe Todesnacht
Der Sonnen Sonne will verdunkeln!
47. Aria [Anima credente]
Che prodigio, che la magnificenza del sole,
che la luna e le stelle non risplendano più,
mentre una quasi notte di morte
vuole oscurare il sole dei soli!
Recitativo [Evangelist]
Dies war zur neunten Stund’!
Und bald hernach rief Jesus laut und sprach:
«Eli! Eli! Lama Asaphtani!»
Das ist in unsrer Sprache zu fassen:
Mein Gott, mein Gott, wie hast du mich verlassen!
Darnach, wie ihm bewusst, dass alels schon vorbei,
Rief er mit lechzendem Geschrei:
Mich dürst’t!
Recitativo [Evangelista]
Questo accadeva all’ora nona!
E poco dopo Gesù gridò ad alta voce dicendo:
«Eli! Eli! Lama Asaphtani!»
Che nella nostra lingua vuol dire:
Mio Dio, come mi hai abbandonato!
Poi, essendo consapevole che tutto era già consumato,
egli gridò ad alta voce:
Ho sete!
48. Arioso [Gläubige Seele]
Mein Heiland, Herr und Fürst!
Da Peitsch’ und Ruten dich zerfleischen,
Da Dorn und Nagel dich durchbohrt,
Sagst du ja nicht einzig Wort.
Jetz hört man dich
Zu trinken heischen,
So wie ein Hirsch nach wasser schreit:
Wonach mag wohl den Himmelsfürsten,
Des Lebens Wasserquelle, dürsten?
Nach unser Seelen Seligkeit.
48. Arioso [Anima credente]
O mio Salvatore, Signore e Principe!
Mentre la frusta e le verghe ti dilaniano,
mentre la spina e il chiodo ti perforano,
tu non dici un’unica parola.
Ora ti si sente
chiedere di poter bere,
così come un cervo grida per chiedere acqua: ma
di che cosa può aver sete il principe dei cieli, la
fonte dell’acqua della vita?
Ha sete della beatitudine delle nostre anime.
Recitativo [Evangelist]
Drauf lief ein Kriegsknecht hin,
Der einen Schwamm, mit Essig angefüllt, nahm
Und steckt’ ihn auf ein Rohr
Und hielt ihn ihm zo trinken vor.
Hierauf rief Jesus laut mit ganzer Macht:
«Es ist vollbracht!»
Recitativo [Evangelista]
A questo punto un soldato corse a prendere
una spugna imbevuta di aceto,
la mise su una canna
e gliela porse per bere.
Allora Gesù gridò forte con tutta la sua forza:
«È compiuto».
49. Terzetto [Sopran, Alt, Bariton]
O Donnerwort! O schrecklich Schreien!
O Ton, den Tod und Hölle scheuen,
49. Terzetto [Soprano, Alto, Baritono]
O voce di tuono! O terribile grido!
O voce di cui la morte e l’inferno hanno paura,
36
Der ihre Macht zu Schanden macht!
O Schall, der Stein und Felsen teilet,
Wovor de Teufel bebt und heulet,
Wovor der düstre Abgrund kracht!
Es ist vollbracht, es ist vollbracht!
O selig’s Wort! O heilsam Schreien!
Nun darfst du, Sünder,
Nicht mehr scheuen,
Des Teufels und der Höllen Macht.
O Schall, der unsern Schaden heilet,
Der uns die Seligkeit erteilet,
Die uns Gott längst hat zugedacht!
Es ist vollbracht, es ist vollbracht!
voce che distrugge il loro potere!
O suono che spacca pietre e rocce,
di fronte alla quale il diavolo trema e ulula,
davanti alla quale scricchiola l’oscuro abisso!
È compiuto, è compiuto!
O parola beatificante! O grido risanatore!
Ora, o peccatore,
non devi più temere
la potenza del demonio e degli inferni.
O suono che cura il nostro male,
che ci distribuisce la beatitudine
che da molto tempo Dio ci ha riservato!
È compiuto, è compiuto!
Recitativo [Gläubige Seele, Evangelist]
Gläubige Seele:
O selig, wer dies glaubt
Und wer, wenn seine Not am grössten,
Sich dieser Worte kann getrösten!
Evangelist:
Drauf neiget er sein Haupt.
Recitativo [Anima credente, Evangelista]
Anima credente:
Beato chi crede tutto ciò
e chi può consolarsi con queste parole,
quando il suo bisogno è più grave!
Evangelista:
Poi chinò il suo capo.
50. Aria [Tochter Zion, Gläubige Seele]
Tochter Zion:
Sind meiner Seele tiefe Wunden
Durch deine Wunden nun verbunden?
Kann ich durch deine Qual und Sterben
Nunmehr das Paradies ererben?
Ist aller Welt Erlösung nah?
Gläubige Seele:
Dies sind Tochter Zions Fragen
Weil Jesus nun nicht kann
Vor Schmerzen sagen,
So neiget er sein Haupt und winket: ja!
50. Aria [Figlia di Sion, Anima credente]
Figlia di Sion:
Le mie profonde ferite
sono ora fasciate dalle tue ferite?
Posso grazie al tuo tormento e alla tua morte
ereditare il Paradiso?
È vicina la redenzione di tutto il mondo?
Anima credente:
Queste sono le domande delle figlie di Sion.
Poiché ora Gesù non può dire nulla
a causa dei suoi dolori,
così egli china la testa e accenna, come dicesse: sì!
Recitativo [Tochter Zion, Evangelist]
Tochter Zion:
O Grossmut! O erbarmendes Gemüt!
Evangelist:
Und er verschied.
Recitativo [Figlia di Sion, Evangelista]
Figlia di Sion:
Oh che generosità! Che cuore misericordioso!
Evangelista:
Ed egli rese l’anima.
51. Aria [Gläubige Seele]
Brich, brüllender Abgrund,
Zertrümmre, zerspalte!
Zerfall, zerreiss, du Kreis der Welt!
Erzittert, ihr Sterne, ihr himmlischen Kreise,
Erschüttert und hemmet die ewige Reise!
51. Aria [Anima credente]
Rompiti, o abisso urlante,
stritola, spacca!
Sfasciati, strappati, o universo!
Tremate, stelle, sfere celesti,
scuotetevi e fermate l’eterno viaggio!
37
Du helle Sonn’, erlisch, erkalte!
Dein Licht verlischt,
Und eure Stütze fällt.
E tu, o santo sole, spegniti, raffreddati!
La tua luce si spegne
e il vostro punto d’appoggio cade.
Recitativo [Evangelist, Hauptmann]
Evangelist:
Ja, ja, es brüllet schon
In unterirdschen Grüften;
Es kracht bereits der Erden Grund;
Des finstern Abgrunds schwarzer Schlund
Erfüllt die Luft
Mit Schwefeldüften.
Hauptmann:
Hilf, Himmel, was ist dies?
Ihr Götter, wie wird mir zu Mut?
Es fällt die Welt in schwarze Finsternis,
In Dunst und Nebel schier zusammen.
O weh, der Abkrund kracht
Und speiet Dampf und Glut,
Die Wolken schüttern Blitz,
Die Luft gebiert Flammen,
Der Fels zerreisst,
Es bersten Berg und Stein:
Sollt Jesus’ Tod hieran wohl Ursach’ sein?
Ach ja, ich kann aus allen Wundern lessen:
Der Sterbende sei Gottes Sohn gewesen!
Recitativo [Evangelista, Centurione]
Evangelista:
Sì, sì, già si sente urlare
nelle grotte sotterranee,
già si schianta il fondamento della terra;
e le nere fauci dell’abisso oscuro
riempiono l’aria
di vapori di zolfo.
Centurione:
Aiuto, o cielo, cos’è questo?
O dei, dove trovo il coraggio?
Il mondo crolla nell’oscura tenebra,
nelle brume e nella nebbia.
Ahimè, l’abisso
crepita e sputa vapore e fuoco,
le nuvole lanciano fulmini,
l’aria partorisce fiamme,
la roccia si spacca,
si fendono le montagne e i sassi:
forse la morte di Gesù è la causa di tutto ciò?
Ma sì, da tutti questi miracoli io posso leggere:
colui che è morto era figlio di Dio!
52. Aria [Gläubige Seele]
Wie kommt’s dass
Da der Himmel weint,
Da seine Klüfte zeigt
Des blinden Abgrunds Rachen,
Da Berge bersten,
Felsen krachen,
Mein Felsenherz sich nicht erweicht?
Ja, ja, es klopft, es bricht:
Sein Sterben reisst meine Seel’
Aus dem Verderben.
52. Aria [Anima credente]
Come mai,
quando il cielo piange,
quando le fauci del cieco abisso
mostrano le loro crepe,
quando le montagne si fendono,
le rocce scoppiano,
il mio cuore di roccia non si intenerisce?
Ma sì, esso batte, si rompe:
la sua morte mi strappa
alla rovina.
53. Accompagnato [Gläubige Seele]
Bei Jesus’ Tod und Leiden
Leidet des Himmels Kreis,
Die ganze Welt; der Mond,
Der sich in Trauer kleidet,
Gibt Zeugnis,
Dass sein Schöpfer fällt;
Es scheint, als lösch’ in Jesus’ Blut
53. Accompagnato [Anima credente]
Di fronte alla morte e alle sofferenze di Gesù,
soffre la sfera celeste,
soffre tutto il mondo; la luna,
che si veste a lutto,
dà testimonianza
del fatto che il creatore cade;
sembra che nel sangue di Gesù
38
Das Feu’r der Sonnen Strahl und Glut.
Man spaltet ihm die Brust.
Die kalten Felsen spalten, zum Zeichen,
Dass auch sie den Schöpfer sehn erkalten.
Was tust denn du, mein Herz?
Ersticke, Gott zu Ehren,
In einer Sündflut bitter Zähren!
si sia spento il fuoco dei raggi dei soli.
Gli si perfora il costato.
Le fredde rocce si fendono, mostrando così
che anch’esse vedono morire il creatore.
Ma tu che fai, o mio cuore?
Soffoca, in onore di Dio,
in un’alluvione di amare lacrime!
54. Coro
Mein’ Sünd’ mich werden kränken sehr,
Mein G’wissen wird mich nagen;
Denn ihr’ sind viel wie Sand am Meer,
Doch will ich nicht verzagen;
Gedenken will ich an den Tod;
Herr Jesu, deine Wunden rot,
Die werden mich erhalten.
54. Coro
I miei peccati mi tormenteranno molto,
la mia coscienza mi roderà, perché essi
sono numerosi come i granelli di sabbia del mare,
ma io non voglio rinunciare;
voglio pensare alla morte;
Signore Gesù, le tue rosse ferite
mi sosterranno.
55. Aria [Tochter Zion]
Wisch ab der Tränen scharfe Lauge
Steh, sel’ge Seele, nun in Ruh’!
Sein ausgesperrter Arm und sein geschlossen Auge
Sperrt dir den Himmel auf
Und schliesst die Höllen zu.
55. Aria [Figlia di Sion]
Asciuga l’amaro acido delle lacrime,
resta in pace ormai, o anima beata!
Le sue braccia aperte e il suo occhio chiuso
ti aprono il paradiso
e ti chiudono l’inferno.
56. Coro
Ich bin ein Glied an deinem Leib,
Des tröst’ ich mich von Herzen;
Von dir ich ungeschieden bleib’
In Todesnot und Schmerzen.
56. Coro
Io sono un membro del tuo corpo,
ciò consola il mio cuore;
non mi separerò mai da te,
né nella paura della morte, né nel dolore.
Wann ich gleich sterb’, so sterb’ ich dir,
Ein ewig’s Leben hast du mir
Mit deinem Tod erworben.
Anche se dovessi morire ora stesso,
è per te che morrei, una vita eterna
mi hai conquistato con la tua morte.
39
Coincidenze
1716
Brockes Passion (inizio della composizione)
Couperin, L’art de toucher le clavecin
Albinoni, Dodici concerti a cinque
Vivaldi, Arsilda Regina di Ponto, opera; Juditha triumphans, oratorio; Sei
Sonate, op. 5; Sei Concerti a cinque, op. 6 (1716-1617); Sette concerti a
cinque, op. 7 (1716-1617)
Telemann, Die Kleine Kammermusik; Sei Suite per violino flauto e
pianoforte
Muore Leibniz.
Muore il pittore giapponese Ogata Korin.
Alexander Pope inizia la traduzione dell’Iliade.
Intervento dell’Impero a fianco di Venezia nella guerra contro i Turchi.
Eugenio di Savoia sconfigge i Turchi a Petervaradin (Ungheria).
Lo scozzese John Law fonda a Parigi la Banca Generale.
A Vienna J.B. Fischer von Erlach inizia la costruzione della Karlskirche.
1719
Esecuzione della Brockes Passion ad Amburgo
Alessandro Scarlatti, Marco Attilio Regolo, opera
Porpora, Faramondo, opera
Defoe pubblica Robinson Crusoe, libro che ha avuto, dopo la Bibbia, il
numero più alto di edizioni.
La Francia dichiara guerra alla Spagna (Guerra della Quadruplice Alleanza)
Fondazione del Principato del Liechtenstein all’interno del Sacro Romano
Impero.
L’armata austriaca sconfigge gli spagnoli in Sicilia e occupa l’isola.
Le città di Trieste e Fiume vengono proclamate ‘porto franco’ mentre sono
40
ancora sotto l’egemonia dell’Impero Austro-Ungarico.
A Parigi: 14 mila morti per un’epidemia di vaiolo.
La Prussia effettua il primo censimento sistematico in Europa.
Fonti: Cronologia universale, Roma, Newton Compton, 1996. Dizionario della musica e dei musicisti, Utet, 1994.
www.musicweb.uk.net/Classpedia/index.htm
41
Interpreti
Marcus Creed direttore
Nato ad Eastbourne nel Sussex, Marcus
Creed ha iniziato i suoi studi al King’s
College di Cambridge dove ha avuto
l’opportunità di far parte del famoso
King’s College Choir; ha proseguito poi
la sua formazione presso la Christ
Church di Oxford e la Guildhall School
di Londra.
Marcus Creed si è trasferito a Berlino nel
1976/77. Alcune delle tappe più
importanti della sua carriera sono state la
Deutsche Oper di Berlino (dove ha
lavorato come docente di opera e
direttore del coro), la Hochschule der
Künste così come il Gruppe Neue Musik
e il Scharoun Ensemble (pianista e
direttore). Nel 1987 è stato nominato
direttore artistico del RIAS Kammerchor,
che sotto la sua direzione ha vinto
numerosi premi internazionali (tra cui
l’”Edison Award”, il “Diapason d’Or” e il
“Cannes Classical Award”). La sua
collaborazione con l’Akademie für Alte
Musik
Berlin,
la
Freiburger
Barockorchester e il Concerto Köln
hanno costituito una parte importante
della sua attività concertistica.
Marcus Creed è stato invitato a
partecipare a molti festival di musica
antica. Ha diretto la Messa in Si minore
di Bach, Dido and Aeneas di Purcell alla
Berlin Staatsoper Unter den Linden e il
suo ciclo di oratori di Händel (Solomon,
Messiah, Jephtha, Israel in Egypt,
Alexander’s Feast, Theodoraå, ecc.) è
diventato un’esecuzione esemplare in
Germania. Marcus Creed ha inoltre
diretto Belshazzar al Festival Händel di
Gottinga nel 1996.
Per quanto riguarda l’esecuzione di
musica contemporanea con il RIAS
Kammerchor, ha collaborato con il
Berlin Scharoun Ensemble come pianista
e direttore. Marcus Creed appare inoltre
regolarmente alle Festwochen di Berlino
così come a festival quali il Primavera di
Varsavia, Wien Modern, Festspielen di
Salisburgo, la Biennale di Venezia e i
festival di Montreux, Edinburgo,
Lucerna e Innsbruck.
In collaborazione con Claudio Abbado e
i Berliner Philharmoniker, Marcus Creed
ha diretto lo Stockhausen’s orchestral
Gruppen. Ha inoltre diretto altre
orchestre quali la Staatskapelle di Berlino
e i Berliner Symphoniker.
Nel 1998 ha accettato di diventare
docente di direzione presso la
Musikochschule di Colonia e a partire
dal gennaio 2003 è direttore artistico del
SWR Vokalensemble di Stoccarda.
Colin Balzer tenore
Canadese, ha sviluppato un’importante
carriera internazionale esibendosi con un
repertorio che abbraccia le opere di compositori dal diciassettesimo al ventesimo
secolo. È apparso in concerti, opere e recital in Europa e Nord America collaborando con direttori quali Simone Young,
Phillipe Herreweghe, Marc Minkowski,
Simon Preston, Kenneth Montgomery,
Bernard Labadie, Hans-Christoph Rademann ed Helmuht Rilling.
Nel 2008-09 si esibirà: nell’Orfeo di
Monteverdi, nel ruolo del Gran Sacerdote nell’Idomeneo di Mozart al Festival di
Aix-en-Provence, in un lungo tour della
Brockes Passion e nella Lord Nelson
Mass di Haydn con il Collegium Vocale
Gent, ne Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel con l’Akademie für
alte Musik di Berlino, nell’Oratorio di
Natale di Bach con il Berlin Philharmonischer Chor, nel Racconto di Natale di
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Schütz con la Lautten Compagney di
Berlino, nelle Cantate di Bach per la
Early Music Vancouver, nel Messiah di
Händel con la Filarmonica di Calgary,
nel Requiem di Mozart con la National
Philharmonic di Washington DC, nel
Membra Jesu Nostri di Buxtehude con
Les Voix Baroques e la Mercury Baroque
di Houston, nella Creazione di Haydn
con l’Orchestre Symphonique de Quebec e nella Regina delle Fate di Purcell
per la Early Music Vancouver.
Ha vinto premi tra cui l’Hertogenbosch,
il Wigmore Hall Song Competition,
l’Hugo Wolf Competition, l’ARD Competition e la, prestigiosissima, medaglia
d’oro al premio Robert Schumann di
Zwickau in Germania (dove ha ottenuto
il punteggio più alto degli ultimi 25
anni).
Tra le registrazioni si ricordano l’Italiensches Liederbuch di Hugo Wolf, i Lieder
di Hanns Eisler, i Lieder di Hans Werner
Henze, la Messa in Si minore di Bach
con Marc Minkowski e Les Musiciens du
Louvre, diverse registrazioni del repertorio variegato de Les Voix Baroques e la
Psyché di Lully, che ha ricevuto la nomination al Grammy.
zetti: Maria Stuarda) all’Opera di Zurigo.
In seguito è stata Musetta a Palma de
Mallorca, Violetta e Gilda a Barcellona e
Roma. Nella stagione 2003/04 è stata
Lina nello Stiffelio di Verdi in un tour
della Svizzera e Konstanze nel Ratto del
Serraglio ad Aachen e Karlsruhe. A Marsiglia, Svetlana Doneva è stata invitata a
cantare nella Traviata nel 2005, nel 2006
è invece apparsa con grande successo
come Donna Anna nel Don Giovanni
con Thomas Hengelbrock al Festival di
Feldkirch. Ha poi interpretato lo stesso
ruolo con Renée Jacobs al Festival di Innsbruck e nel 2008 con B. de Billy a Salisburgo. All’Opera di Francoforte si è
esibita ne la Traviata, Konstanze e Ginevra nell’Ariodante di Händel, nel 2008 è
stata Euridice nell’Orfeo di Gluck con
Thomas Hengelbrock a Parigi ed Epidauro. Come concertista, Svetlana Doneva si è esibita in Spagna, Argentina,
Italia e Giappone. A Basilea e Zurigo ha
cantato la Graner Mass, il Messiah, la
Missa Solemnis e nel Requiem di Brahms
con l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo.
A Belgrado si è esibita nel Requiem di
Mozart e nella Maria Tryptichon di
Frank Martin, a St. Gallen nella Messa in
Si minore di Mozart e a Duisburg ne Le
Campane di Rachmaninov. Con la Balthasar Neuman Ensemble si è esibita
nell’Alcina di Händel a Friburgo e Ludwigsburg, con J. Nott ha invece eseguito
la Nona di Beethoven a Bamberg e Bad
Urach.
Svetlana Doneva soprano
Nata nel 1974 in Bulgaria, ha studiato
presso l’Accademia Musicale di Sofia; ha
partecipato alle masterclass di Raina Kabaivanska, Anita Cerquetti, Alberta Valentini e Giusi Devinu in Italia per poi
frequentare l’International Opera Studio
di Zurigo. Ha debuttato all’Opera Sofia
nei ruoli di Gretel (Humperdinck), Lucia (Donizetti), Mimì e Violetta.
In 2002/03 ha sostituito Edita Gruberova nel ruolo di Maria Stuarda (Donizetti)
all’Opera di Zurigo. Nel 2003 ha debuttato nel ruolo di Lady Billow (Britten:
Albert Hering) e Anna Kennedy (Doni-
Sophie Klussmann soprano
Nata a Friburgo (Freiburg/Breisgau), ha
studiato con Mechtild Bhme e Thomas
Quasthoff a Detmold. Ha completato
i suoi studi a Colonia con Klesie KellyMoog e ha partecipato a numerose classi
di perfezionamento con artisti come
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Christoph Prégardien. Helmulth Rilling
e Christian Rieger (Musica Antiqua
Köln). Nel 2006 ha ricevuto un premio
speciale al Mozartfestwettbewerb di Wrzburg ed inoltre ha vinto la borsa di studio della Richard Wagner Foundation.
Sophie Klussmann possiede una voce
capace di affrontare un repertorio che
spazia dal barocco fino ad arrivare alla
musica contemporanea , dote che le ha
permesso di collaborare con direttori
quali Marcus Creed, Michael Gielen,
Simon Halsey, Marek Janowski, Enrico
Onofri e Ari Rasilainen. La stretta e
intensa collaborazione con la Akademie
für Alte Musik di Berlino l’ha portata ad
esibirsi in Francia, Germania e Belgio.
Ha cantato in importanti sale da concerto, come la Tonhalle di Zurigo, la Cité de
la Musique di Parigi , la Philarmonie e il
Konzerthaus di Berlino.
Nel corso di questa stagione, canterà
nell’Elias di Mendelssohn alla Philarmonie di Berlino, sarà presente ne La
Resurrezione di Haendel al Festival di
Chaise Dieu e Vézelay in Francia, nella
Nona Sinfonia di Beethoven a Potsdam
al e canterà nell’opera Angst di Christian
Jost, al Komische Oper di Berlino
Nel 2007 il giovane soprano ha interpretato la Maria Maddalena nell’opera
di John Taverner The Veil of the Temple
in una produzione del Rundfunkchor
di Berlino (al Museum Hamburger
Banhof ). Ha inoltre cantato nella prima
rappresentazione assoluta dell’opera di
Frank Schwemmer Medea. Stimmen al
Radialsystem di Berlino.
Werner Hollweg e Ingeborg Most al
Conservatorio di Friburgo. Ha quindi
seguito le masterclass di canto di Barbara
Schlick, Elisabeth Schwarzkopf e James
Wagner così come quelle di perfezionamento vocale di Reinhard Goebel.
Si esibisce in concerto in tutta la Germania e all’estero; è spesso ospite dei festival
di Utrecht, Schwetzingen, Potsdam,
Schleswig-Holstein, Gerusalemme, Breslau, Brügge e Vienna. Ha collaborato
con direttori quali Thomas Hengelbrock, Sigiswald Kuijken, Ivan Fischer,
Hans Zender, Philippe Herreweghe,
Pierre Cao, Ivor Bolton e Masaaki
Suzuki. In ambito operistico, si ricordano le sue apparizioni all’Opera di Berlino, al Teatro di Friburgo e alle „Festwochen“ di Vienna. Il suo repertorio spazia
dai grandi cicli liederistici romantici al
repertorio meno noto della seconda
scuola berlinese: Carl Friedrich Zelter,
Johann Friedrich Reichardt, Johann Peter Abraham Schulz e Robert Franz.
Molte di queste opere sono state registrate unitamente ad una versione per voce e
chitarra della “Die schöne Müllerin“ che
è stata ampiamente elogiata dalla critica.
Sebastian Noack baritono
Nato a Berlino, ha studiato canto con
Dietmar Hackel e Ingrid Figur, diplomandosi con la lode. Si è in seguito perfezionato con Dietrich Fischer-Diskau e
Aribert Reimann. Ha alle spalle una consolidata carriera come solista, è stato
ospite di numerosi festival internazionali, quali l’Oregon Bach Festival, il Schleswig-Holstein Musik Festival e il Rheingau Musikfestival. Nell’ottobre 2006 ha
tenuto una serie di concerti con il Trio di
Clarone, sia in Germania che in Italia.
Collabora regolarmente con Philippe
Herreweghe, Johannes Debus, Marcus
Creed, Christoph Eschenbach, Gustav
Hans Jörg Mammel tenore
Ha studiato nella natia Stoccarda dove
ha seguito le prime lezioni di canto presso il coro maschile Hymnus.
Dopo gli studi in legge, si è dedicato al
canto perfezionandosi con i professori
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Leonhardt, Helmuth Rilling, Frieder
Bernius e Hans-Christoph Rademann.
Tra i complessi da camera e i cori con cui
ha lavorato, troviamo la Columbus Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica
della Radio di Berlino, la Freiburg Baroque Orchestra, il RIAS Kammerchor, il
Concerto Kln, l’Akademie für Alte Musik, la Cantus Cölln, l’Orchestra da Camera di Zurigo, il Bachchor di Friburgo,
lo Knabenchor di Hannover e il
Kreuzchor di Dresda. Dal 2002 ad oggi,
ha inciso, per l’etichetta francese Harmonia Mundi, La Passione secondo
Giovanni (arie) e le Cantate di Natale di
Bach, sotto la direzione di Philippe Herreweghe (2003). Nel 2004 ha inciso il
Siroe, re di Persia di Händel, diretto da
Andreas Spering.
Il suo profondo interesse per il Lied lo ha
portato ad esibirsi in numerosi recital
accompagnato dal pianista Manuel Lange. Nel 1999 è stato chiamato a sostituire
Thomas Quasthoff al Festival Internazionale di Lindau am Bodensee.
Kammerchor, Ensemble Amarcord e
Lauttencompagney Berlin. In pochi anni
ha collaborato con numerosi direttori
d’orchestra quali Philipp Herreweghe,
René Jacobs, Kristian Järvi, Stephen
Stubbs, Herrmann Max, Joshua Rifkin,
Philippe Pierlot, Wolfgang Katschner,
Martin Haselböck, Marcus Creed, Attilio Cremonesi, Hans Chr. Rademann e
Konrad Junghänel. Il suo operato è testimoniato da numerose registrazioni su cd
o produzioni radiofoniche.
L’elaborazione di programmi solistici sta
particolarmente a cuore ad Alexander
Schneider: artisti rinomati quali i clavicembalisti Ludger Rémy o Mark Nordstrand, la liutista Ophira Zakai. Sono tra
i suoi partner musicali abituali.
Il suo debutto operistico ha avuto luogo
nel 1999 per la Neuköllner Oper Berlin,
nella Commedia per Musica La Sorella
amante di Johann Adolf Hasses.
Con il ruolo di Mozart, ha partecipato
alla prima esecuzione dell’opera jazzistica
Casanova di Daniel Schnyder, tenuta in
prima europea a Gstaad, Svizzera e in
prima americana a New York. Nel 2002
ha ricevuto il primo premio al Concorso
Musica Antiqua di Brügge.
Alexander Schneider contro-tenore
Nato a Frankenberg/Sachsen, dal 1987
al 1996 è stato membro del Dresdner
Kreuzchor. Dal 1997 ha iniziato a studiare nella Hochschule für Musik “Hanns Eisler” di Berlino con Peter Herrmann
e, nel 2004, ha ottenuto il diploma in
Canto e Pedagogia.
In seguito ha seguito le master class di
David Cordier, Jeffrey Gall e Peter Kooij
ed ha collaborato con la soprano Elisabeth Scholl.
Alexander Schneider è apparso con molti
rinomati ensemble, tra cui Cantus Cölln, Concerto Palatino, Collegium Vocale
Gent, Akademie für Alte Musik Berlin,
Absolut Ensemble New York, Rheinische
Kantorei, Ricercar Consort, Sächsisches
Vocalensemble, Sette Voci, Dresdner
Akademie für Alte Musik Berlin
La storia dell’Akademie für Alte Musik
Berlin (AKA) risale al 1982, quando
alcuni dei giovani membri di orchestre
dell’ex Berlino Est si unirono per formare
un’orchestra indipendente, specializzata
in musica antica. Diversa dalle istituzioni
musicali sponsorizzate dallo stato della
ex Repubblica Democratica Tedesca, da
principio i suoi sforzi furono timidi. Ciò
nonostante nel 1984 l’ensemble si esibì
alla Konzerthaus di Berlino e nel 1986 fu
ospite del Tage für Alte Musik ad Herne,
nella Germania occidentale.
La prima registrazione dell’AKA è stata
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Leader: Georg Kallweit
Violini I
Kersten Erben, Thomas Graewe, Uta
Peters, Dörte Wetzel
Violini II
Gabriele Steinfeld, Erik Dorset, Verena
Sommer
Viole
Clemens-Maria Nuszbaumer, AnjaRegine Graewel, Stephan Sieben
Violoncelli
Jan Freiheit, Barbara Kernig
Contrabbasso
Walter Rumer
Oboi
Xenia Löffler, Michael Bosch
Fagotti
Christian Beuse, Eckhard Lenzing
Liuto
Simon Martyn-Ellis
Clavicembalo
Raphael Alpermann
pubblicata nel 1987 e fu distribuita da
Eterna nella Germania est e da Capriccio
nella Germania ovest. A questa
produzione sono seguite altre per
Capriccio e Berlin Classics e dal 1994 in
poi l’AKA ha sempre avuto un contratto
in esclusiva con Harmonia Mundi
Francia. Le registrazioni dell’Akademie
hanno vinto molti premi, tra i quali il
Deutschen Schallplattenpreis, il francese
Diapason d’Or, il Cannes Classical, il
Grammophone e il Dutch Edison.
Gli impegni concertistici dell’ensemble
hanno subito un grande incremento
dopo la caduta del muro di Berlino in
poi, e ciò consente oggi all’AKA di
apparire come ospite a Vienna, Parigi,
Amsterdam, Zurigo, Londra, Bruxelles e
in tutti i maggiori centri musicali
europei.
Tour internazionali hanno portato
l’ensemble ad esibirsi nel Sudest Asiatico,
in Medioriente, in Giappone e più
recentemente in Sud America, nel 2004,
con due concerti presso il leggendario
Teatro Colòn di Buenos Aires. Con la
direzione di René Jacobs l’orchestra è
inoltre ospite presso il Berliner Staatsoper
Unter den Linden così come alle
Festwochen di Innsbruck. Il debutto
dell’AKA a Londra, presso la Wigmore
Hall nel dicembre del 1999 con Cecilia
Bartoli ha portato ad una lunga
collaborazione tra l’orchestra e il mezzo
soprano che ha dato i suoi risultati con
un Grammy per la registrazione di
alcune arie d’opera di Gluck, pubblicate
da DECCA nel 2001. Nel maggio 2005
l’Akademie ha debuttato negli Stati
Uniti alla Carnegie Hall di New York
così come nelle maggiori sale
concertistiche di Los Angeles, Chicago,
Boston e Washington.
L’AKA riceve il sostegno dell’Associazione
Friends of Akamus.
Collegium Vocale Gent
È stato fondato nel 1970 da Philippe
Herreweghe; è stato uno tra i primi
ensemble ad applicare i principi
interpretativi della musica barocca ad un
gruppo vocale.
Musicisti di rilevanza internazionale
quali Gustav Leonhardt, Ton Koopman
e Nikolaus Harnoncourt si interessarono
molto all’approccio autentico e dinamico
del gruppo fiammingo e da ciò nacque
una proficua collaborazione.
Verso la metà degli anni ‘80 il Collegium
Vocale Gent divenne molto conosciuto
sulla scena internazionale e questo portò
il gruppo ad esibirsi nei più rinomati
teatri e festival in Europa, Israele, Stati
Uniti, Russia, Sud America, Giappone,
Hong Kong ed Australia.
Il repertorio del Collegium Vocale Gent
non può essere catalogato in un unico
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Soprani
Inge Clerix, Griet De Geyter, Elisabeth
Rapp, Lut Van de Velde
Contralti
Edzard Burchards, Beat Duddeck,
Alexander Schneider, Gunther
Vandeven
Tenori
Malcolm Bennett, Dan Martin, Koen
van Stade, Florian Schmitt
Bassi
Matthias Jahrmärker, Sebastian Myrus,
Kai Rouven Seeger, Robert van der
Vinne
stile; spazia dalla musica polifonica
rinascimentale ad un repertorio classico e
romantico fino all’esecuzione di brani di
musica contemporanea.
Il Collegium Vocale Gent è soprattutto
noto per le sue straordinarie esecuzioni
di musica barocca tedesca e, in
particolare, della musica di Bach e di
Händel.
L’ensemble ha all’attivo più di 65
registrazioni, la maggior parte di queste
per le etichette Harmonia Mundi France
e Virgin Classics: si tratta di musica “a
cappella” o accompagnata dall’Orchestra
del CVG o in collaborazione con
l’Orchestre des Champs Elysées o ancora
sotto la direzione di Herreweghe.
Tra i cd più recenti: Tönet, ihr Pauken
con le cantate secolari di J.S. Bach, il
magistrale Psalmi Davidis Poenitentialis
di Orlandus Lassus e Canticle of the Sun
di Sofia Gubaidulina.
Il Collegium Vocale Gent ha collaborato
con varie orchestre ed ensemble quali
l’Orchestra Barocca di Friburgo, la Ricercar
Consort ed anche con la DeFilharmonie, la
Koninklijk Concertgebouw e la Filarmonica
di Vienna.
Oltre che con Philippe Herreweghe, il
Collegium Vocale si è anche esibito con
direttori d’orchestra come Sigiswald
Kuijken, René Jacobs, Daniel Reuss,
Philippe Pierlot, Paul Van Nevel,
Bernard Haitink, Ivan Fischer, Marcus
Creed, James Wood e Peter Phillips.
Il Collegium Vocale Gent riceve il
sostegno dalla Comunità Fiamminga,
dalla Provincia delle Fiandre dell’Est e
dalla città di Gent.
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Paola Benedetti Spaggiari, Enea Bergianti, Franco Boni, Gemma Siria Bottazzi, Gabriella Catellani Lusetti,
Achille Corradini, Donata Davoli Barbieri, Anna Fontana Boni, Grande Ufficiale Comm. llario Amhos Pagani,
Comm. Donatella Tringale Moscato Grazia Maria di Mascalucia Pagani, Paola Scaltriti, Mauro Severi,
Corrado Spaggiari, Deanna Ferretti Veroni, Vando Veroni, Gigliola Zecchi Balsamo
Gianni Borghi, Vanna Lisa Coli, Andrea Corradini, Ennio Ferrarini, Milva Fornaciari,
Giovanni Fracasso, Silvia Grandi, Claudio Iemmi, Franca Manenti Valli, Ramona Perrone,
Viviana Sassi, Alberto Vaccari
Le attività di spettacolo e tutte le iniziative per i giovani e le scuole sono realizzate con
il contributo e la collaborazione della Fondazione Manodori
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