Sinossi — atto ii 261 jornada segunda atto secondo atto secondo [Calle] «Città con sotto portico» [Strada presso la casa di Enrico] scena prima Donna Elvira, Colombina Donna Ippolita, Spinetta Salen doña Elvira y Juana criada con mantos juana ¡Gran resolución, señora, es la que tomas! elv. La pena pocas veces deja, Juana, discurrir, con más prudencia. con il manto colombina A strana risolutione vi appigliate, o signora. elvira La pena non lascia discorrere alla prudenza, poiché per lo più segue 1 i dettami della passione. juana Pues ¿qué es lo que remediar con ese disfraz intentas? colombina Ma in fine con questo travestimento che pretendete di fare? elvira Rimediare alle sventure di mio fratello e di don Giovanni, perché d’entrambi mi preme il rischio e l’absenza. colombina Ma in che forma lo farete voi? elvira Va’, batti a quella porta e lo vedrai. colombina E chi sta in quella casa? elvira Don Felice. elv. Una desdicha a mi hermano, o a don Juan; pues de cualquiera de los dos me toca tanta parte en su riesgo o su ausencia. juana ¿Y de qué suerte imaginas que has de remediarlo? elv. Llega, llama a esa puerta, y sabráslo. juana Pues ¿quién vive en esa puerta? 5 10 elv. Don Félix. juana ¿De qué lo sabes? elv. De que un día Leonor bella y yo en un coche pasamos por aquí, y de sus tristezas dándome parte, me dijo que parásemos en ella, de adonde salió don Félix, a hablarla al estribo. juana Y esa es acción digna de ti, venirte desta manera en casa de un hombre mozo? elv. Hasta que el efecto sepas, no culpes la acción. 15 20 colombina E come lo sapete? elvira Perché un giorno passando per questa strada in carrozza con Leonora,2 mentre ella mi raccontava le sue passioni e che don Felice ivi abitava, egli ne uscì e venne a parlargli alla portiera. colombina E parvi azione degna d’una vostra pari l’andar voi sola in casa d’un uomo giovine? scena prima [le due donne coperte] spinet. Un grande affare imprendi. ippol. Un gran dolore rare volte permette che con discorso attento di prudenza le leggi osservi il core, ma far voglio io ciò che mi detta il zelo 5 e lasciar poi l’evento all’arbitrio del Cielo. spinet. Come può con decoro aver l’entrata in casa di colui la tua beltà? ippol. Va di se stessa armata un’onesta baldanza ovunque va: tanto fra chiuse mura come in aperto campo generosa virtù sempre è sicura. spinet. Che diran, donna Ippolita, le genti? ippol. Nessun rispetto o inciampo impedire or mi può, sì ch’io non tenti che questi cavalieri l’ira non porti a insaguinar le mani: altro scopo or non hanno i miei pensieri. Per ritener lontani da un successo infelice un fratello, un amante il tutto lice. spinet. Onde saprassi ove ha l’albergo Enrico? ippol. Di già m’è noto. spinet. Come? ippol. Andando un giorno di Laura in compagnia ella stessa additommi il suo soggiorno. 25 elvira Finché tu non ne comprenda il fine non incolpare l’azione. Scena i 1. segue] m87, r82 siegue 2. Leonora] r82 donna Leonora Scena i 5. mi] rv1 ne 15. diran] rv1 dirà 24. ove ha] rv1 ond’ha 26. compagnia] rv1 campagna 10 15 20 25 262 Sinossi — atto ii No sé cuál puede ser que no sea culpable. elv. He de excusar que una desdicha suceda; que habiendo escuchado yo de mi hermano la contienda y de don Juan, sobre cuál le ha de dar muerte, ¿no es fuerza que por don Juan o mi hermano embarazarlo pretenda, ya que, el no saber la casa ellos, da luglar que pueda haber yo, antes que ellos lleguen prevenido la violencia? juana 30 35 40 juana Sí; más no sé de qué suerte hoy embarazarlo piensas. elv. Avisándole de que se guarde. juana Esa diligencia más es en favor, señora, de don Félix, si le llegas a avisar, que de tu hermano ni don Juan. elv. No es como piensas; que pendencia prevenida nunca llega a ser pendencia tan ejecutiva, como la no prevenida: fuera de que el modo del aviso sanará esa contingencia. 45 50 juana ¿De qué suerte? elv. juana colombina Non so di qual natura possa essersi che l’esenti 3 dalla colpa. elvira L’impedire che non succeda un male lo fa innocente. Ho udito la contesa fra don Giovanni e mio fratello per la precedenza di combattere con don Felice e, correndo entrambi rischio o di rimaner morti nella rissa o, uccidendo l’inimico, d’absentarsi dai rigori della giustizia, non sapendo 4 dove sia la casa di don Felice, io che ne ho notizia ho voluto prevenirli per impedire, se mi sarà possibile, la violenza d’un adirato destino. colombina Il pensiero è buono ma non capisco la forma del porlo in esecuzione. elvira Avvisando don Felice che si guardi. colombina Questa è una diligenza totalmente a lui favorevole. elvira Non è come tu pensi, poiché una rissa avvisata dà luogo alla prudenza et al discorso, né mai è così sanguinosa come una improvisa che solo dall’impeto e dal furore prende consiglio; e così tu vedrai che la prevenzione sanerà 5 il male di questa contingenza. colombina E come per grazia? elvira Tu mi vieni a noia. Quando gli parlerò lo sentirai. Va’ e bussa. spinet. Di replicar licenza a me si dia. Signora avverti… ippol. Ogni consiglio è tardi e sarà vana a ritenermi ogn’opra. Senza tanti riguardi affrettiam pure il piè pria che d’Enrico qual sia l’albergo alcun di lor discopra. spinet. Arrida a’ tuoi disegni il Cielo amico. Entran por una puerta… colombina Non occorre, ché la porta è aperta. elvira Second’il Cielo e favorisca Amore i miei giusti et innamorati pensieri. [entrano nella casa di Felice] [Sala en casa de don Félix] «Appartamento di don Felice» [casa di Enrico] scena seconda Don Felice, Lisardo Don Enrico, Lisardo Cuando, a él se lo diga, lo oirás. Llega, y llama. Excusado ha sido, porque la puerta está abierta. …y salen por otra don Félix y Lisardo félix No hay consuelo para mí. 29. He] c La 37. la] c su 48. piensas] c advierte 55 [dopo aver cercato Leonora invano] felice È incapace di consolazione il mio tormento. 3. esenti] m87, r82 essenti 4. sapendo] r82 sapendo loro 5. sanerà] r82 cessarà Scena ii – 30 [entrano nella casa di Enrico] scena seconda [dopo aver cercato Laura invano nelle stanze della casa] enrico Ahi speranza disleale che nel seno albergo avesti, tu facesti viepiù grande il mio gran male. Ahi speranza disleale. Chi d’amor desia ch’il foco abbia in lui minor possanza creda poco e dia bando alla speranza. 34. tuoi] rv1 toi Scena ii – 5 Sinossi — atto ii lisar. ¿Tanto te aflige una pena? 263 60 félix ¿Cuándo la pena de celos aflige con menos fuerza? En fin; yo perdí a Leonor, pues después de haber… lisardo E tanto vi affligge una pena? felice E quando mai con maggior forza assalirono un’anima le pene della gelosia? Ho perduto Leonora, onde che più mi resta 1 da sperare? Ahi speranza lusinghiera 10 tu mi festi il cor dolente, ché sovente più si duol quei che più spera. Ahi speranza lusinghiera. In amor divenir gioco 15 chi non vuol d’una inconstanza creda poco e dia bando alla speranza. lisardo Deh non ceda cotanto al pertinace affanno il tuo valore: 20 a magnanimo core troppo mal si confà l’angoscia e’l pianto. enrico Ahi, che per me, Lisardo, è vano ogni conforto di gelosia, d’amore, 25 che fanno del mio petto aspro governo, mentre nel giel, nel foco aggiaccio et ardo; fra tormenti sì fieri omai son morto. Et il mio duolo interno ogni sollievo a gran ragion rifiuta 30 poiché Laura ho perduta. E se venuta è meno l’aura che scorse i miei desiri al porto, stupor non è ch’il seno sia da flutti voraci 35 miseramente absorto. Ma così va chi sua speranza… [Lisardo scorge due donne] lisardo Sperate pure, o signore, che due donne ammantate entrano nella sala. lisardo félix ¡Ay Dios, si ella fuera alguna! felice O Dio, se fra loro fusse il mio bene. enrico lisar. No dudes, señor, que es ella. lisardo Non ne dubbitate è ella al certo. lisardo felice O Lisardo, m’è forza 2 il dubitare. Non può essere che sia Leonora poiché l’anima mia che vive in lei pietosa de’ miei tormenti avrebbe fatto nel mio cuore precorrere l’avviso, et al mio dispetto egli darebbe segni d’allegrezza. enrico lisar. Espera, que dos mujeres tapadas, hasta esta sala se entran. félix ¿Cómo no es fuerza dudarlo? Que no es posible que sea Leonor esa dama, pues no la hace el alma mil fiestas. 65 70 scena terza Elvira, Colombina e detti [Salen Elvira y Iuana] elv. ¿Sois vos el señor don Félix? félix Pernonadme, que aunque quiera decir que para serviros, no tengo tanta licencia. elv. A solas quisiera hablaros. félix Salte, Lisardo, allá fuera. Vase Lisardo Ya estáis sola. ¿Qué mandáis? 78. c didascalia omessa [le due donne entrano in casa] elvira Siete voi don Felice? 1 75 felice Sì signora, e direi per servirvi, se non temessi il rimprovero di troppo ardito. elvira Vorrei parlarvi senza che alcun altro ci udisse. felice Esci dalla stanza, o Lisardo. [Lisardo se ne va] Eccoci 2 soli. Che comandate? [Lisardo dalla finestra scorge due donne] lisardo enrico Taci, che due donne entrar veggio chiuse nel manto. Ah, fosse Laura almeno, ma ventura cotanta indarno io chieggio. 40 Ella sarà per certo. Amore appresta non pensato rimedio al tuo tormento. Non può Laura esser questa, credilo a me. Perché? Perché non sento ch’il cor le faccia festa. 45 scena terza Donna Ippolita, Spinetta e sopradetti [Ippolita e Spinetta entrano in casa] ippol. Sete voi don Enrico? enrico Sì signora, e pronto ad obedirvi anche son io. ippol. Di parlar con voi solo è il desir mio. enrico Lisardo, esci là fuora. [Lisardo se ne va] Eccomi solo; i vostri cenni attendo. 1. che più mi resta] r82 più non mi resta 2. O Lisardo, m’è forza] r82 Eh Lisardo, mi ci forza 13. quei] rv1 quel 39. fosse] p fusse Scena iii 1. don Felice] r82 il signor don Felice Scena iii 3. rv1 omesso nome del personaggio 5. i] rv1 e i 5 264 Sinossi — atto ii elv. Si una mujer os veniera a pedir, señor don Félix, que hicierais una fineza por ella, ¿hiciéraisla? félix Sí; que de ser quien soy es deuda servir a cualquiera dama. 80 85 elv. Y si esta fineza fuera fundada en vostro provecho, ¿pudiéraos pedir por ella una palabra? Conforme lo que la palabra fuera; 90 que para haber de cumplirla, fuerza es haber de saberla. elv. Pues yo sé que dos quejosos tenéis, que vengarse intentan de vos, porque en una acción 95 habéis hecho dos ofensas. Que os guardéis, vengo a pediros: félix Ésta ha de ser la fineza. félix ¿Cuál? elv. Mirar por vuestra vida. La palabra que por ella me habéis de dar, es que habéis de hacer de Madrid ausencia unos días, mientras pasa esta cólera primera; pues de cualquier sentimiento es medicina la ausencia. félix A vuestra proposición no sé qué dar por respuesta, porque no sé si es que debo sentirla o agradacerla. 100 105 110 elvira E se questa finezza avesse per iscopo il vostro solo vantaggio si potrebbe in ricompensa esigere da voi una parola? felice Per mantenerla è necessario prima saperne la qualità. elvira Sappiate dunque che avendo voi in una azione sola fatto due offese, uniti insieme i due aggravati, pretendono di vendicarsi; onde vengo a pregarvi che da essi vi guardiate. La 3 finezza si è il supplicarvi ad aver cura della vostra vita et accertarvi che questo importa alla mia quiete; e la parola che per mercede avete a darmi è che per un giorno solo vi allontaniate dalla città, accioché in questo tempo s’impedisca l’impeto dell’altrui sdegno, essendo la lontananza dell’offensore la medicina dell’ira di che fu offeso. felice Non so qual risposta dare 4 alla vostra porposizione, essendo in dubbio se devo gradirla o pure offendermene:5 gradirmene 6 perché viene pietosa, offendermene perché è ripiena di viltà e di timore. Agradecerla, porque viene de piedades llena y sentirla, porque viene en vanos miedos envuelta. Y así entre una y otra duda partida la diferencia, digo que cuanto al aviso, aunque no sé lo que os mueva, lo agradezco; pero en cuanto a que me ausente, licencia me daréis para no hacerlo; elvira Se una dama, o don Felice, venisse oggi a pregarvi che per lei faceste una finezza, ditemi, lo fareste? felice Non v’è dubbio, essendo debito di cavaliero il servire qual si sia dama. 115 120 porque hombres de mis prendas pocas veces o ninguna, porque los buscan, se ausentan. Y ya que os he respondido, 125 permitidme que merezca saber mi agradecimiento a quein una atención deba tan piadosa, y a quien hoy mi vida el cuidado cuesta 130 de venir con el aviso. elv. Avisos que se desprecian, no deben de ser piadosos; E così compartendomi fra l’uno e l’altro pensiero vi rispondo che in quanto all’avviso, ancorché io non sappia a qual fine me lo diate, ve ne rimango tenuto, ma in quanto all’assentarmi mi permetterete ch’io non lo faccia, poiché gli uomini della mia condizione non fuggono mai da chi li ricerca; e già che vi diedi la risposta concedetemi ch’io sappia a chi devo un’obligazione 7 tanto pietosa et a chi la mia vita costi il pensiero di venire ammantata ad avvisarmi del suo periglio. elvira Avvisi che non s’apprezzano non devono essere pietosi, 2. eccoci] m87 eccone 3. La] r82 e la 4. dare] m87 darvi 5. offendermene] m87 offerendomene 6. gradirmene] m87 per gradirla 7. obligazione] m87 applicatione ippol. Io, signor don Enrico, un gran favore di domandarvi intendo: potrò sperarlo? In me non può la brama né l’obligo tan poco esser maggiore che servire ogni dama. ippol. E se a guardar la vostra vita istessa concernesse il favor, potrei pur anco chiedervi una promessa? enrico enrico Avendo da compirla importa pria intender ciò che sia. 10 15 ippol. Ad avvisarvi io vegno che di due cavalier l’alme infiammate tiene una vostra offesa in fiero sdegno, e portato dall’ira ognun di loro alla vendetta aspira. 20 enrico Questo è l’avviso. A me che dimandate? ippol. Or la dimanda è questa: che star vi piaccia alcuni giorni assente fin ch’in loro il prim’impeto s’arresta ch’oggi troppo s’avanza, 25 poich’alla fine ogni passion più ardente placa la lontananza. enrico Non so s’io deggia dir ch’a me sia stato il discorso, signora, dispiacevole o grato. 30 Grato poiché m’onora con esso il vostro affetto; ma spiacevole è molto, poiché ne vien da troppa tema involto. In mezzo a questi dub‹b›i ho dunque eletto 35 partir la differenza: onde l’avviso io stimo ma quanto alla partenza che da voi si richiede mi darete licenza 40 ch’al‹l›’andarne lontano io non consenta. Un mio pari non mai, perch’egli senta ch’altri cerchi di lui, ritira il piede. Fate che nuova grata or io riceva con palesarmi il vostro nome e il viso, 45 acciò ch’io sappia a chi’l favor io deva di sì pietoso avviso. ippol. Avviso che sprezzaste: e qual sembianza può di pietade avere? 14. compirla] p complirla 43. ritira] rv1 ritiri Sinossi — atto ii 265 y pues a mercer llegan tan poco con vos, que vuelven 135 buriadas sus diligencias, quedad con Dios; que no importa que sepáis el dueño dellas, ni qué las obliga. félix Eso no; que una cosa es no temerlas, 140 y otra cosa es no estimarlas. elv. Yo pensé que era una mesma, pues no se da estimación, donde no se da obediencia. e già che con voi sono di così poco merito, che trovano schernite le loro diligenze, restate con Dio, che non curandoli 8 ne meno rilieva che sappiate chi ne sia l’apportatrice.9 felice Piano, signora, che altro è 10 il non tenergli, altro il non curargli. elvira Io credo 11 il medesimo, poiché ove non è l’ubbidienza, non è la stima. félix No tienen obligación las damas, por más que sepan, a saber en qué consisten acá ciertas leyes nuestras. Vos habéis errado el modo de mandar. 145 felice Per molto che sappiano le dame non è di loro obligo l’aver notizia di certe nostre leggi delicate, onde 12 voi, o signora, erraste il modo di comandare. Como eso yerra una mujer cuando quiere hablar en estas materias. Y pues errado el principio, tarde los medios se aciertan, no hay que esperar a los fines. Y así, adiós. félix Antes que ausencia hagáis, tengo de saber quién sois. elv. Ignorancia fuera darme a conocer, después de motejada de necia. 150 elvira Se dunque una donna 13 non intende queste materie, errato il principio, tardi s’aggiustano i mezzi, né vi è speranza di conseguire il fine, e così addio. elv. Basta saber que soy una mujer, a quien hoy le cuesta esta atención vuestra vida… y no quizá por ser vuestra; que no quiero que quedéis tampoco con tal soberbia. 155 enrico È molto gran distanza 50 fra lo sprezzar, signora, e il non temere. ippol. M’ero creduta prima ch’escluder un consiglio fusse non farne stima. enrico Per molto che prudente 55 una dama si sia è dal sapere esente certi punti d’onor ch’un cavaliero per nessun conto oblia. Ragion non mi consente 60 di prender il sentiero che per piano m’addita il vostro cenno. felice Avanti che ve ne andiate 14 voglio saper chi siete. 160 165 félix Enigmas son, que es forzoso que porfíe, hasta que… elvira Doppo che mi motteggiaste di sciocca manifesta, follia sarebbe il darmi a conoscere. Bastivi di sapere che sono una donna a cui la vostra vita diede oggi questa pena, però solo per pietà e non già per affetto, non volendo, quando voi la disprezzaste, 15 lasciarvi con questa superbia. felice Grandi enigmi, o sfinge pietosa, mi proponete, ond’io per mantener in vita la mia curiosità, fatto Edippo, cieco al rispetto, risolvo d’interpretargli col riconoscervi, e per‹ci›ò non partirete fin tanto che… scena quarta Leonora, Auretta, Lisardo e detti Salen Leonor y Inés, et Lisardo a la puerta como deteniéndolas lisar. [a Leonor] Espera; dirérle que estás aquí. [Lisardo tenta di fermare Leonora appena arrivata] lisardo [a Leonora] Attendete, o signora, che gli dirò che sete qui. leon. Pues yo ¿he menester licencia? leonora Io dunque per entrare ho bisogno di licenza? 170 félix ¿Qué es eso, Lisardo? 169. Salen … deteniéndolas (didascalia)] m, c Salen Leonor, Lisardo et Inés a la puerta como deteniéndolas felice Ch’è questo, o Lisardo? 8. curandoli] r82 curandone 9. apportatrice] r82 apportatore 10. che altro è] r82 ch’è altro 11. Io credo] m87 Io lo credo 12. onde] r82 ove 13. donna] r82 dama 14. andiate] r82 andate 15. disprezzaste] m87 disprezzate Scena iv – ippol. Motteggiata da voi di poco senno: lo scoprir ch’io mi sia sarebbe gran follia. A voi basti il saper che brama ardente di vostra sicurezza in me riserbo e tutte a questa ho le mie cure interne. Ma perché non andiate di ciò vano e superbo a questo aggiungo poi che la desio bensì ma non per voi. enrico Un enigma portate oscuro sì che tanto più… 65 70 scena quarta Lisardo, donna Laura, Tranquilla e sopradetti [entra Laura (Tranquilla al seguito) con Lisardo che tenta di fermare le due donne] lisardo [a Laura] Fermate! ch’occupato il trattiene altra occor‹r›enza: or ora il giunger vostro a lui ridico. laura Che? Forse per parlare a don Enrico bisogno ho di licenza? 5 enrico Che è questo Lisardo? Scena iv – 266 Sinossi — atto ii leon. [a Félix] Yo lo diré: una inadvertencia de quien, sin mirar que estáis tan bien divertido, intenta entrar hasta aquí; mas ya que a tan mala ocasión llega, se vuelve por no estorbaros. 175 félix Esperad… felice Fermatevi. elvira [fra sé] Quella 1 è Leonora. Assai m’importa il non esser da lei conosciuta. elv. [parte] Leonor es ésta. No ser aquí conocida me importa. félix elv. …porque aunque pueda 180 aprovechar la ocasión, vengando de mis ofensas, mis quejas me han de deber no echar a perder mis quejas. Aquesta dama… felice E se bene approfittandomi dell’occasione potrei con essa voi vendicarmi delle ricevute offese, non voglio che le mie giuste querele perdano le loro ragioni. Questa dama…2 Señor don Félix, tened la lengua, que vais, según imagino, a desairar las finezas que me debéis. Así intento hacer de los dos ausencia. Y antes que vuestros desaires mis rendimiento padezca, he de ganaros de mano y hacérmelos yo. [a Leonor] Mi reina, a mi me importa tan poco don Félix, que porque vean vuestros celos que no es sujeto de quien los tenga, me voy, dejándoos con él. elvira Frenate,3 o don Felice, la lingua poiché, per quanto m’accorgo, volete mostrarvi poco grato all’affettuose premure ch’ebbi per voi, onde penso d’allontanarmi avanti che il mio affetto facci prova de’ vostri disprezzi. [a Féelix] Ahora satisfacedla; que una vez ausente yo, para todo os doy licencia. 185 190 195 200 Vase No la sigáis. leon. Aqueso fuera hacerme, señor don Félix, el desaire a mi, no a ella. [a Laura] [a Enrico] e voi, don Felice, avrete campo di sodisfarla poiché, partita ch’io sia, vi lascio facoltà di dirgli ciò che vi aggrada. [a Enrico] leonora félix Importa que… No, no, non la seguite. felice È necessario perché… 205 laura [a Enrico] Io vel dirò: è una inavertenza di chi, senza pensar che sì festoso passavi il tempo, in questa sala entrò; ma poiché fu l’arrivo 10 cotanto intempestivo, acciò l’indugio almen non sia noioso, si volge ad altro loco senza fermarsi punto. enrico A poco, a poco… ippol. [fra sé] Non esser conosciuta 15 da donna Laura importa, ma, pur contro di lui, la sua venuta di vendicarmi occasion mi porta. enrico Per non lasciare a te, mentre io mi doglio campo d’ugual querela, 20 l’intento di colei che qui si cela, far noto a te, pria che tu parta, io voglio. Questa dama… ippol. Raccoglio ch’intenta, don Enrico, il pensier vostro: quanto ingrato, inumano 25 la finezza avvilir ch’a voi dimostro; voglio però, con avvilirla io stessa, vincervi per la mano. [a Leonora] Mia signora, stimo così poco don Felice che, per far conoscere alla vostra gelosia ch’egli non è soggetto da darmene punto, me ne vado lasciandovi con esso lui, [Elvira e Colombina se ne vanno] felice Attendete… félix Esperad. leon. leonora [a Felice] Ve lo dirò io. È un’inavertenza di chi senza osservare che foste così bene accompagnato ha voluto entrare fin qui ma, poiché giunse in congiuntura sì cattiva, partirà per non disturbarvi. leonora Questo sarebbe sprezzar me e non lei. A voi signora mia, per seco ritrovarmi in questo loco non tenga l’alma oppressa, affanno o gelosia: ei m’importa sì poco che lieta rivolgendo altrove il passo con lui sola vi lasso. 1. Quella] r82 Questa 2. ragioni. Questa] m87 raggioni con questa 3. Frenate] m87 Fermate 35 Proseguir le discolpe or voi potete perché io parto e in assenza di dir ciò che vorrete vi do piena licenza. [Ippolita s’allontana] enrico Signora… laura Ferma, Enrico. enrico …udite. laura Io trovo che troppo chiara è già la tua perfidia. spinet. Che miri? tranq. Miro te. spinet. Che v’è di nuovo? tranq. Che tu parti. Io rimango. spinet. Senz’invidia. [Spinetta se ne va] 202. para] c y para 30 6. Laura] rv1 Lis. 10. ma poiché fu l’arrivo] rv1 ma perché fu arrivo 14. fermarsi] rv1 pensarvi 17. venuta] rv1 ventura 26. finezza] rv1 fierezza 40 Sinossi — atto ii 267 scena quinta Donna Laura, don Enrico, Tranquilla, Lisardo félix Si lo intento, no es porque verla ir enojada sienta, sino porque, como he dicho, no he de barajar las quejas que de vos tengo; y así quiero que diga ella mesma cómo yo no la conozco. 210 leon. ¿Tan lindo sois, que se entran tapadas en vuestro cuarto las damas, sin conocerlas? 215 félix Sin ser confianza en mí, puede ser piedad en ellas, cuando vienen a decirme que son dos los que hoy intentan, 220 celosos de vos, matarme: que haga de Madrid ausencia. felice Il seguirla non procede da pena alcuna che mi rimanga per aver veduto partirla adirata ma solo perché, come vi dissi, non vo’ scemar la giustizia alle mie doglianze e così voglio che ella stessa confessi ch’io non la conosco. leonora Che narciso. E siete così bello che le dame vengono a ritrovarvi fin nel vostro appartamento coperte 4 e senza che le conosciate? felice Senza esservi ambizione in me può esservi pietade in loro quando vengono ad avvisarmi che due gelosi di voi tramano d’uccidermi, è per‹ci›ò ch’io m’allontani dalla città. leon. ¡Lindos frailes capuchinos para un caso de conciencia! leonora Che garbati collitorti per un simil caso di coscienza. félix Yo… felice Io… leon. Señor don Félix, cuando una mujer de mis prendas tanto decoro aventura, tanto respeto atropella, como salir de su casa disfrazada y encubierta y a daros satisfacciones, se atreve a entrar en la vuestra, bastantemente acredita, sobradamente sanea, al examen de su fe, de su amor en experiencia, la poca culpa que tiene en las pasadas sospechas, que un embozo y un papel engafiosamente engendran. 225 230 235 di soverchio testifica la sua fedeltà et autentica di qual tempra sia l’amor suo e, per conseguenza, che niente di colpa ella tiene nei passati sospetti generati ingannevolmente da un incognito e da una lettera. 240 A desenojaros vine; no sera la vez primera que tropiece en un agravio quien va a hacer una fineza. Yo vuelvo muy consolada, muy ufana y muy conterta de haber visto cuánto estáis divertido: de manera, que si me daba cuidado vuestro disgusto, aquí cesa; pues si vos no le tenéis, no es justo que yo lo sienta. leonora Don Felice, quando una donna 5 della mia nascita avventura a tal segno il suo decoro, che sconosciuta lascia la propria casa et alla vostra sen viene per darvi delle sodisfazioni, 245 250 Venni per sincerarvi e mi trovo in necessità d’esser io sincerata, e non è la prima volta che chi viene per dar favori inciampi nell’offese. Però ritornerò in gran parte consolata, poiché se la mia pena più fiera consisteva nel vostro disgusto, or che lo vedo nei nuovi divertimenti cessato, anche 6 il mio raggionevolmente troverà la meta. 4. coperte] r82 omesso 5. donna] r82 dama 6. anche] m87 anco laura Molto sospeso resti. Dinne il ver, don Enrico, in gran tormento ti pose il partir suo. enrico Sol pena io sento che colei che vedesti lungi andata ne sia 5 senza affermarti pria ch’ell’era qui venuta da me non conosciuta. laura Così rara bellezza in te risplende ch’ad ammirarne il vanto o, con tua vista, a procurar salute venghino, ne l’ardor che loro accende, dame non conosciute? enrico Non presumo cotanto. Non può esser ch’entrare in mia magione sia di pietade e non d’amore effetto? Questa a punto m’ha detto come due cavalier che sdegno irrìta, forse per tua cagione, insidian la mia vita, e che essendo imminente qualche strano accidente a propormi venìa che il mio star fuori per alcun dì saria di convenienza. laura Che sorte di dottori per discorrere un caso di coscienza. enrico Io… laura Don Enrico, allor ch’una mia pari senza che a lei ritegno siano il decoro, il credito, il rispetto, solo intenta a placare il vostro sdegno viene in questo ricetto, 10 15 20 25 30 assai bastantemente prova ch’ell’è innocente. Nel passato sospetto o d’un uomo celato o d’un viglietto 35 mossi il piè qua rivolta, perché la mia fermezza mostri a voi di qual fiamma il core avvampi. Non è questa però la prima volta che chi va per usare una finezza 40 in un aggravio inciampi. Ma pur di ciò contenta avvien ch’io sia poiché, venuta a temprare il tedio che in voi fu l’ira a generar possente, trovo che s’era pria con lieta compagnia da voi come prudente prevenuto il rimedio. 45 Scena v 4. vedesti] rv1 vedeste 19. forse … cagione] rv1 fra parentesi 21. essendo] p sendo 26. discorrere] rv1 discorr 42. Ma pur … ch’io sia] p cassato: Pur contenta hor mi volgo ad altra via 43. venuta] p cassato: qui venni 45. che s’era] p cassato: essersi 268 Sinossi — atto ii félix Deteneos: que no es bien que volváis tan satisfecha de que volvéis disculpada. 255 leon. Ya, cuando yo no lo vuelva, importa poco. félix No importa sino mucho. felice Arrestatevi, ché non è giusto che ve ne andiate superba d’esservi discolpata. leonora E quando ciò non sia poco rilieva. felice Anzi assaissimo. enrico Fermate. Non è bene irne contenta con mal fondata fé che sodisfatto io sto. laura Ch’io sia contenta o no a voi già poco importa e meno a me. enrico lisardo tranq. enrico leon. ¿De manera que ha de ser delito en mi una falsa ilusión ciega, y en vos no ha de ser delito una tan clara evidencia? félix ¿Ilusión fué en vuestra casa, en la oscura noche negra hallar un hombre embozado? 260 265 leon. Y hallar yo en la casa vuestra en el claro hermoso día una mujer encubierta, ¿será ilusión? Yo no sé aquella mujer quien sea. 270 leon. Ni yo quién fuese aquel hombre. félix félix Allá un papel lo confiesa, y un criado lo publica. leon. Aquí también ella mesma, pues dice que la pagáis mal sus rendidas finezas. félix Yo no sé quién es. leon. 275 ¡Qué mal os disculpáis! ¿Que aún no acierta vuestro ingenio con los modos de satisfacer? ¿No fuera 280 mejor decirme: «Leonor, esta hermosa dama bella, aborrecida de mí, después que vi tu belleza, me persiegue y yo la olvido?» 285 leonora Di modo che ha da essere in me delitto una cieca e falsa illusione, ed in voi non sarà colpa un’evidenza così chiara? laura felice Fu dunque illusione il trovare nella vostra casa nello scuro della notte un uomo inferraiolato? leonora Et il trovare nel bello e chiaro del giorno nella vostra stanza una donna ammantata sarà un sogno? enrico felice Io no so chi sia quella donna. leonora Né a me è noto chi fusse 7 quell’uomo. felice Là una lettera lo confessa e lo publica un servo. leonora E qui lo dichiara ella stessa, poiché dice che male voi pagate il suo sollecito affetto. felice Non so chi sia, giuro al Cielo. leonora Come male vi discolpate e come il vostro ingegno si confonde nel modo di sodisfarmi. Non era meglio il dirmi: «Leonora, questa bella dama è da me aborrita; da che fissai lo sguardo nel tuo volto mi perseguita, ma io l’ho posta in oblio» et altre cose simili che avrebbe potuto essere. 7. fusse] r82 sia 50 Ah, don Enrico, Amore se non è solo ha in compagnia l’Inganno. 55 Questi ricordi al tuo medesmo errore molto ben si confanno. Così sdegnati stanno ch’esser omai capace non può d’entrambi il core 60 né d’amor né di pace. È l’ira degl’amanti assai più lieve di quello ch’altri intende: questi colpi tra lor chi non comprende che son palle di neve? 65 Come darti poss’io credenza intera se il contrario mi co‹n›sta? Di maniera ch’ha da essermi ascritto a gran delitto una illusion fallace e in voi non è delitto 70 un’espressa evidenza? Chi può soffrire in pace sì ingiusta differenza? Trovare un uomo ascoso a notte oscura dentro alle vostre mura 75 dunque è stata illusione? laura Dunque è stata illusione trovar nel chiaro giorno dentro al vostro soggiorno una donna coperta? enrico Chi questa sia non so. 80 laura Saputo chi sia quello anch’io non ho. enrico Là, per cosa ben certa un servo lo confessa, lo conferma un viglietto. laura Qui pur ora ella stessa debitor vi dichiara al proprio affetto. enrico Torno a dirvi, signora, ch’io non so chi si sia. laura Come il sagace ingegno i modi ancora delle communi scuse affatto oblia! 85 90 Non era meglio il dirmi: «Donna Laura, questa dama mi segue, io l’aborrisco; dell’amor che per me nel seno accoglie mi racconta le doglie: io nol gradisco; 95 se pose il pié pur ora in queste soglie, se intento a favellarmi ebbe il pensiero legge di cortesia non m’ha permesso di vietarle l’ingresso». 58. Lisardo] rv1 Lau. 66. intera] rv1 intiera 74. uomo] rv1 homo 93. segue] rv1 siegue 97. il] rv1 in Sinossi — atto ii Pudiera ser que creyera a la luz de la verdad la disculpa; mas quien niega los principios, tarde o nunca con el argimento acierta. félix Eso si valeos ahora vos de mis razones mesmas, pues con eso quedaréis más airosamente exenta de algunas obligaciones, y podréis haber sin ellas a aqueste don Juan de Silva, que os sirve y os galantea. leon. Ya he dicho que no sé quién ese caballero sea. félix Yo también, que no sé quién es esa dama encubierta. leon. Eso es herir por los filos y si con eso se vengan vuestros celos, yo me doy por vencida. Considera, Leonor, que soy yo el quejoso, y mal los quejosos ruegan. leon. ¿Digo yo que me roguéis? No lo hagáis. Vamos apriesa. 269 290 295 300 305 felice Buono, valetevi pure delle mie ragioni medesime per esentarvi con più bizzaria dalle vostre obligazioni per potere, libera da quelle, darvi tutta al vostro don Giovanni di Silva che vi serve et amoreggia. leonora Già vi dissi che io non so chi sia questo cavaliero. felice Né io chi sia quella dama coperta. leonora Quest’è un ferir per il filo e se in tal modo volete vendicare le vostre gelosie io mi do per vinta. felice Leonora, io son l’offeso, e difficilmente gl’offesi pregano. félix 310 Aparte Inés, no me dejes ir. félix Id con Dios. Aparte Inés, detenla. leonora Vi dico io che mi preghiate? Non lo fate già! Andiancene presto. [a parte ad Auretta] Auretta, non mi lasciar partire. felice Andate a buon viaggio. [a parte ad Auretta] Auretta trattienila. inés [aparte] Fácil es servir dos amos, mandando una cosa mesma. [a Leonor] Señora, mira que puede ser verdad… leon. ¿Qué? inés Que no sepa quién es aquesta mujer. leon. ¿Tú también contra mi alegas? Ché alla luce di un’apparente verità avessi veduto et anche creduto non mendace la discolpa ma chi nega 8 princìpi tardi omai si avvicina alla forma d’un argomento. auretta [fra sé] E pur facile servire due padroni quando comandano lo stesso. 315 [a Laura] Signora avvertite che puol esser vero… leonora E che? auretta Che egli non sappia chi sia quella donna. leonora E tu ancora congiuri contro di me? auretta Dico quello che può essere. inés Yo digo lo que ser puede. Discolpa tal che dal sentier del vero molto lungi non va potea forse temprar il mio tormento, ma negare i princìpi, è chi non sa ch’è sfuggir l’argomento? enrico Le mie medesme voci a me rendente ma con quanta ragione voi stessa il conoscete. 100 105 laura Tenga ciascun per vera la sua propria opinione. enrico Troppo voi sete, o donna Laura, altera. 110 Ch’una parola, un guardo a me si nieghi che mostri affabiltà? Forse aspettate da chi si duole i prieghi? laura Io dico forse a voi che mi preghiate? State pur ostinato. Andiam Tranquilla. 115 [a parte a Tranquilla] Non mi lasciar partire. enrico Itene pur con Dio. [a parte a Tranquilla] Ritien Tranquilla i passi suoi. tranq. [fra sé] Che facile è obedire a due padroni allor ch’entrambi espresso commandano l’istesso. 120 [a Laura] Signora, non potria forse esser vero ch’egli non sappia ancor chi sia colei? laura Contro me seco unita anche tu sei? tranq. Dissi semplicemente il mio pensiero. laura Et io ch’egli m’inganna a te confermo. 125 [a parte a Tranquilla] Vedi se move a seguitarmi il passo. leon. ¿Cómo puede ser que sea verdad que no la conozca? félix Como pudo ser que fuera verdad no conocer vos aquel hombre. 320 leonora E come può esser verità che egli non la conosca? felice Giusto: come può esser che voi non conoscete 9 quell’uomo? 8. nega] m87, r82 niega 9. esser … conoscete] r82 esserle che voi non sconosceste tranq. [a parte a Laura] Pensate, ei sta più fermo ch’una statua di sasso. enrico [a parte a Lisardo] Mira s’ella sen va poiché il mio duolo dissimulare io bramo. lisardo [a parte a Enrico] Temo che prenda il volo se non ode il richiamo. laura Ch’ei non abbia tal donna conosciuto di’, com’esser può vero? enrico Come appunto avvenire avria potuto di non conoscer voi quel cavaliero? 118. suoi] rv1 toi 134. vero] rv1 omesso 130 135 270 leon. Sinossi — atto ii ¿De manera, que ya a confesar venís que puede ser que no sepa yo quién sea aquel caballero del papel y la pendencia? félix No confieso tal; que hay en los dos gran diferencia. leon. Es verdad, ser vos más dama, y no haber quien se os atreva a decir su pensamiento cara a cara; y así es fuerza que de embozo y disfrazadas a veros y hablaros vengan. ¿No es esto? Vamos, Inés. 325 330 335 félix Idos: que es mucha soberbia querer que ruegue un quejoso. leon. Vamos, Inés. inés [a Leonor] Considera... 340 leonora Cadeste nella rete, o don Felice, poiché venite a confessare che può essere ch’io non sappia chi fusse quel cavaliero della rissa e della lettera. felice Non ci caddi,10 o Leonora, poiché io non confesso questo essendovi gran disparità ne’ due successi. leonora È vero, l’esser voi una fanciulla più dama di me, il non trovarsi alcuno che ardisca scoprirvi il suo pensiero a faccia a faccia, onde è forza che venghino coperte per vedervi et parlarvi,11 non è così? Andianne Auretta. felice Andate, che 12 è troppo alteriggia volere che supplichi quello che offendeste. auretta [trattenendo Leonora] Considerate signora… leon. [aparte a Inés] No tienes que detenerme; que ahora lo digo de veras. félix Yo también; no hay que mirarme. Inés, que se vaya, deja. leonora [a parte ad Auretta] Non occorre che tu mi trattenga, ché vuò partire da vero. felice È superfluo che tu mi guardi, o Auretta, lascia pure ch’ella si parta. leon. Eso quiero yo. leonora voglio. félix Yo y todo. 345 inés [aparte] El dernonio que os entienda. Questo è quello ch’io felice E 13 questo è quello ch’io cerco. auretta [fra sé] Il diavolo che v’intenda. félix Pues para estar disculpado. leonora leon. Pues para que razón tenga. felice La ragione è dal canto mio. leonora Vidi una donna in queste stanze. felice Trovai un uomo nella vostra casa. félix Yo vi un hombre en vuestra casa. Io sono discolpata. laura Dunque da voi per certo omai più non si pone ch’egli si sia finora a me scoperto? enrico Questo non dirò io: son differenti il vostro caso e’l mio. 140 laura Avete gran ragione. Un trattar sì severo chi può soffrirlo più? Tranquilla andiamo. tranq. [trattenendo Laura] Mira… laura [a parte a Tranquilla] Lasciami, or dico da davero. 145 enrico Lascia che volga il pié dove pretende. Non occorre mirarmi: pregar chi mi tradì giusto non parmi. laura Giusto non è pregar quei che m’offende. Per non vederlo più da lui partiamo. 150 Partiamo, io così voglio. enrico Io così bramo. tranq. [fra sé] Chi diamine v’intende? enrico Di mie querele il fondamento è vero. lisardo Chiara per me la verità si mostra. enrico Veduto ho in vostra casa un cavaliero. 155 laura Io veduto una dama ho nella vostra. [fra sé] S’egli, ch’il falso a sostener si pone, ostinato si sta, io, ch’ho tanta ragione, commetterò cedendo una viltà? 160 Oh questo no! S’inganna se farmi rea suppone chi del proprio delitto altrui condanna. leon. Yo una mujer en la vuestra. ¿Viene tras nosotras? inés No; tieso que tieso se queda. leon. Pues no ha de quebrar por mí, aunque voy de celos muerta. 350 leonora Fu senza mia saputa. felice Fu senza ch’io la conoscessi. leonora Voi sapete ch’io dico il vero. 10. caddi] m87 cadi 11. et parlarvi] r82 omesso 12. che] r82 omesso 13. E] r82 omesso 156. veduto una dama] rv1 veduta una donna Sinossi — atto ii 271 felice E voi sapete ch’io non mento. leonora Dunque? felice Dunque? leonora Partiamo Auretta, che giuro non essere la prima. felice Partite pure, che giuro di non pregarvi. leonora Io non mi pento. felice Io non sarò 14 spergiuro. leonora Ecco che per mantenere la parola ti lascio, ma parto morta di gelosia.15 felice Per osservare il giuramento mio non ti trattengo ma resto senza la vita.16 [Leonora e Auretta se ne vanno] Vanse los dos [Laura e Tranquilla se ne vanno] scena quinta Don Felice e Lisardo félix ¿Vuelve, Lisardo? lisar. No vuelve, y ya salió de la puerta. félix ¡Ay de mí! ¡Qué a costa mía intento hacer resistencia a mis sentimientos! Pero no es posible que los venza. Saldré tras ella a la calle… Pero dos hombres se entran dentro de mi mismo cuarto. Perder la ocasión es fuerza, hasta saber lo que quieren. 355 360 365 felice Ritorna 1 indietro, Lisardo? lisardo No, signore, di già 2 uscirono dalla porta. felice Ah che troppo a mio costo voglio dominare le mie passioni e non mi accorgo che tiranne del mio arbitrio in modo m’opprimono che è perduta ogni speranza di superarle. Cedasi dunque l’impero al senso e trionfi dello sdegno l’amore. Seguimi che voglio uscire a seguitarla nella strada. Ma, nemica sorte, due uomini entrano in questo appartamento, onde m’è forza perdere l’occasione fin ch’io sappia quello che da me ricercano. enrico Ohimè, Laura è partita. lisardo Non ve l’avevo detto? Ella è sparita 165 più veloce d’un lampo. enrico Lungi ne va il mio foco, e pure avvampo. Dunque che fò? La seguirò spedito? Le chiederò pietà? Ma se don Fabio è l’amator gradito 170 vano il pregar sarà. Oh qual muovon battaglia entro il mio petto l’amor, l’ira, il sospetto. scena sesta scena sesta Don Giovanni, Ernando e detti Salen don Juan y Hernando hern. La casa, dicen, que es ésta… Y él, señor, es el que está aquí. juan Pues conmigo llega. hern. De mala gana lo haré. [giungono Giovanni ed Ernando] ernando Dicono che questa è la casa. E lui è quello che sta lì. giovanni Vien meco. ernando Lo fo di mala voglia. juan ¿Por qué? hern. Porque no quisiera hablar con él; que éste es un quebradero de cabeza. juan [a Félix] ¿Sois vos el señor don Félix de Toledo? Bruscolo, Don Fabio, Don Enrico, Lisardo giovanni 370 E perché? ernando Perché mal volentieri m’impaccio con questi rompitori di testa. giovanni [a Felice] Siete voi don Felice 1 di Toledo. 14. sono] r82 sarò 15. ma … gelosia] r82 ma pure nel partire al mio dispetto | non parte già la gelosia dal petto. 16. non … vita] r82 non trattengo colei ch’è la mia vita | ma si fa più mortal la mia ferita. Scena v 1. Ritorna] r82 Ritornano 2. di già] r82 anzi di già Scena vi 1. don Felice] r82 il signor don Felice [giungono Fabio e Bruscolo] brusc. Non ve lo nego, io vengo come il serpe all’incanto. fabio Di che temi cotanto? Da dimandargli una sol cosa io tengo. brusc. Non intrarò già io seco in dimande 5 poiché, signor, la verità è questa: per prova io so che il parlar seco è un grande rompimento di testa. fabio [a Enrico] Sete voi don Enrico di Toledo? 173. l’amor … sopetto] rv1 omesso Scena vi – 272 félix juan Sinossi — atto ii Nunca niegan sus nombres, a quien los buscan, 375 caballeros de mis prendas. Yo soy. ¿Qué mandáis? Todo hoy os buscó mi diligencia, y basta ahora ignoré la casa, con ser la mía tan cerca. 380 félix Esa es culpa de la corte. Mas si yo, señor, supiera que me buscábais, presumo que hubiera hallado la vuestra. hern. [aparte] Visita de cortesía parece, más que pendencia. felice I cavalieri della mia nascita non negano il loro nome a chi lo ricerca: son io. Che mi comandate? giovanni Con grandissima diligenza tutt’oggi sono stato in traccia di voi e finora non seppi la vostra casa benché così vicina alla mia. felice Questa è colpa della confusione della 2 corte, ma se io, o signore, avessi saputo il vostro pensiero sarei venuto a ritrovarvi fin nella vostra. 385 ernando [fra sé] Mi pare più tosto una visita di complimenti che d’una disfida. juan ¿Conocéis este criado? giovanni [indicando Ernando] Conoscete voi questo servitore? félix Bien le conozco; por señas, que hoy le descalabré. felice Al sicuro lo riconosco et ho memoria che poco fa gli diedi la spada sul capo. enrico Son io. Che commandate? brusc. [fra sé] Solo per mia cagione or or qui vedo le spade sfoderate: lo star discreto è cosa più sicura. fabio Voi cercato ho tutt’oggi con sollecita cura e sì vicini essendo i nostri alloggi ho saputo sol ora ch’abitate, signore, in queste porte. enrico Di così vasta corte effetto è ciò; ma s’avessi saputo che cercavi di me senza dimora, alla vostra magione sarei certo venuto ad ogni cenno intento. brusc. [fra sé] Questa, più che questione, una visita par di complimento. fabio [indicando Bruscolo] Conoscete costui? brusc. [fra sé] Così non fosse. enrico Il conosco… brusc. hern. Malas son, pero son ciertas. 390 juan Pues este criado es mio. félix Sea muy en hora buena. juan Y para ver si cumplís aquella grande promesa de sustentarlo en el campo, vengo a pediros que sea detrás de los Recoletos; que aunque no reñir pudiera, sino, sin reñir, tomar satisfacción desta ofensa siempre yo hago lo mejor. 395 400 ernando Memoria miserabile ma vera. giovanni Sappiate dunque che egli sta con me. felice Alla buon ora. giovanni E per vedere se compite 3 quella gran promessa di sodisfarmi al campo vengo a chiedervi che sia dietro al parco; et ancorché senza combattere potessi da voi ricevere sodisfazione proporzionata all’offesa, eleggo sempre il partito più pericoloso come il più nobile. félix Pues guiad; que yo en cualquiera parte lo que dije entonces cumpliré; porque se crea de mi que quien se atreviere 405 a mirar a Leonor bella, se atreve a darme pesar. felice Guidatemi pure ove v’aggrada che adempirò quanto dissi al servo, acciò conosciate, e voi ed ogn’altro, che sono inimico di chiunque ardisce d’amoreggiar Leonora. juan Aqueso es de otra materia. Yo vengo a reñir, y no a averiguar competencias; y así hasta que hable el acero, vaya callando la lengua. giovanni Questa è materia differente. Io vengo per combattere e non per avverare la competenza, per‹ci›ò finché parli il ferro vada tacendo la lingua. 380. tan] c omesso 410 2. della] r82 e della 3. compite] m87 complite, r82 accomplite 10 15 20 25 Ora sì son bone mosse. enrico …e posso dar per contrasegno ancora che lo ferii nel publico sentiero. brusc. Contrasegno spiacevole ma vero. 30 fabio Questi è mio servo. enrico Siasi in bon ora. fabio Se mantener cio che diceste ardite, io v’attendo al Trapiglio. Dell’ingiurie seguite 35 forse di far per altra via vendetta potrei prender consiglio ma però sempre, in quanto a me s’aspetta, alla miglior m’appiglio. enrico Moviamo pur le piante 40 al destinato arringo; a mostrarvi m’accingo che chi d’esser pretende di donna Laura amante altamente m’offende. 45 fabio Altra materia è questa e non è d’uopo or di ciò favellarmi. Io per saldar con l’armi le nostre differenze venni a trattar con voi, non è mio scopo 50 l’avverar competenze. 20. avessi] rv1 avess’io Sinossi — atto ii 273 félix Decís bien. Estos criados ¿han de ir allá? juan felice Voi dite il vero. Ma questi servi han da venire? No cuisiera, pues solo es llevar testigo. 415 giovanni Non vorrei, poiché non è altro che condur testimoni. félix Y es prevención muy cuerda. Despedid al vuestro vos; que yo haré que nada entiendan acá en mi casa los mios. felice Prudentissima è la prevenzione. Ispedite il vostro ch’io farò che i miei non sappiano nulla. juan Hernando. giovanni Ernando. ¡Muy linda flema gastas! Cuando imaginé que llegaras y le dieras, ¡te andas en cortesías, haciendole reverencias! 420 ernando [a Giovanni] Con che garbata flemma vi contenete e, quando m’immaginavo che al vostro arrivo gl’andaste addosso come un cane arrabbiato, ve la passate in riverenze e cerimonie. juan Vuélvete desde aquí a casa y en todo hoy no salgas della, porque nadie te pregunte adónde o cómo me dejas, y mira lo que te mando: que de ninguna manera me sigas; que, ¡vive Dios!, que te cortaré las piernas. hern. Fuera hacer un disparate, y aun ser disparates fueran; pues al instante quedara sin tener pies ni cabeza. Y así palabra te doy de que el precepto obedezca. 425 giovanni Vattene or ora a casa, né uscir in tutt’oggi, acciò veruno non possa domandarti 4 né dove né come mi lasci, et avverti bene di non trasgredire quello che ti comando altrimenti, viva il Cielo, ti taglierò le gambe. ernando Ubbedirò al certo poiché sarebbe cosa troppo mostruosa il vedere un uomo senza capo e senza piedi. hern. 430 435 Vase lisar. …¿Eso has de mandarme? félix [Ernando se be va] lisardo …E questo dovete comandarmi? felice Sì. Sí. lisar. Habiendo oído que te lleva a reñir, y adonde vas, fuera el dejarte bajeza. 440 lisardo Avendo inteso che andate a battervi et il luogo, il rimanere sarebbe bassezza. 4. domandarti] m87 adimandarti Don Enrico conviene ch’ora taccia la lingua fin ch’il ver si distingua fra i lampi delle spade. enrico Dite bene. 55 I nostri servi han da venir con noi? fabio Che non vengan desio. Sì fatti testimoni son di poco rilievo alle tenzoni. enrico Saggio è il pensiero: ora licenzio il mio. 60 fabio L’istesso farò io enrico Odi Lisardo… fabio Bruscolo. brusc. [a Fabio] Che è questo? Di tal flemma, signore, oggi ammirato io resto, quando creder mi fece il tuo furore 65 che nella prima entrata facendo un gran fracasso gli dessi una stoccata da mandarlo in conquasso. Veggo ch’il tutto passa in riverenze, 70 fioretti e continenze. fabio Vattene a casa or ora e, senza uscire in tutto il giorno un passo, colà farai dimora perché nessun ti chieggia ove son io. 75 Mira che non compiendo il voler mio ti passerò con questa spada il fianco. brusc. Troppo favore: basta molto manco. Perché, signor, con le minacce or vai incaricando a me questi pensieri? Ti giuro che già mai obedito non t’ho sì volentieri. Buono: ci vuol fatica perch’io m’induca a scapolar dai guai sol di quanto imparai quella sentenza antica «rumores fugge» a mente m’è rimasa. Che discreto padrone: quando va a far questione ordina al servitor di stare a casa. 80 85 90 [Bruscolo se be va] lisardo …Tal dunque è la tua brama? enrico Sì. lisardo Ma doppo ch’io so e la battaglia e il loco ov’ei ti chiama, signor, com’esser può che senza gran viltà lasci di seguitarti anch’io colà? 95 57. vengan] p venghin 76. compiendo] rv1, p complendo 87. fugge] rv1 fuge — correttamente è rumores fuge, «fuggi i rumori, sta lontano dai guai» da Rumorem fuge ne incipias novus auctor haberi [evita i pettegolezzi se non vuoi essere accusato di esserne l’origine], di Dionigi Catone; ho preferito la versione di p (rumores fugge) perché la distorsione italianizzante rende l’appropriazione popolare. 274 Sinossi — atto ii félix Aquesto importa a mi honor. lisar. El solo hacerme pudiera cobarde a mí. Vase félix Ya estoy solo: guiad aliora donde os parezca. 445 felice Questo importa all’onor mio. lisardo Egli solo sa commettermi un’azione codarda.5 [Lisardo se ne va] felice Eccomi solo. Guidatemi ora dove vi piace. scena settima Don Diego, don Giovanni, don Felice Sale don Diego diego [aparte] Tarde hallé la casa, pues está ya don Juan en ella. juan [aparte] ¡Cuánto siento que don Diego a tan mala ocasión venga! [giunge Diego] diego [fra sé] M’avveggo 1 che tardi ritrovai la casa perché 2 don Giovanni m’ha prevenuto. giovanni [fra sé] Quanto mi pesa che ora giunga don Diego. 450 diego Señor don Félix, con vos 451 tengo un negocio; y aunque tarde pienso que llegue, pues juntos hallo a los dos, me haced merced de escucharme. 455 juan Don Diego, a mal tiempo, infiero que venisteis. félix diego Caballero, vos habréis de perdonarme; que aunque el negocio he ignorado para que me buscáis hoy, no puedo oíros: que voy en un negocio empeñado con el señor don Juan. Yo, yendo con él, no os tuviera, si el mismo caso no fuera para el que os busco; y pues no ha de tener in engaño más fuerza que una verdad, el desengafio escuchad. juan Tarde llega el desengaño, don Diego; que ya conmigo el señor don Félix va. diego Aunque vaya con vos ya, ha de oír lo que le digo. 460 465 470 diego Signor don Felice, affare di rilievo ho da discorrere con esso voi e, benché dubbiti d’esser giunto troppo tardi, già che con don Giovanni vi ritrovo, non mi negarete però la cortesia d’ascoltarmi. giovanni In mal tempo giungeste,3 o don Diego. felice Perdonatemi, o cavaliero, che, se bene ignoro il negozio di cui volete trattarmi, essendo di già impegnato in un altro col signor don Giovanni non posso servirvi. diego Se il caso per cui vi ricerco non fusse lo stesso che con don Giovanni v’impegna, essendo con esso lui non 4 v’importunerei di sentirmi, ma non è giusto che più del vero abbia forza un’ingannatrice apparenza e per‹ci›ò voglio che voi medesimo 5 intendiate il disinganno. giovanni Tardi lo palesate, poiché di già don Felice vien meco. diego Prima però ha da sentire quel ch’io gli dico. 5. codarda] r82 da codardo Scena vii 1. M’avveggo] r82 M’accorgo 2. perché] r82 poiché 3. giungeste] r82 giungete 4. non] m87 omesso 5. medesimo] r82 omesso enrico All’onor mio ciò importa. lisardo Con questo cenno io t’obedisco e taccio. [Lisardo se ne va] enrico Già siamo soli; omai fuor d’ogni impaccio verso il Trapiglio il mio desir mi porta. 100 fabio E di là girne il desiderio eguale. enrico Con spada sola? fabio Sì. enrico Lascio il pugnale. scena settima Don Alvaro, don Fabio, don Enrico [giunge Alvaro] alvaro [fra sé] Oh che pena in vedere che qui don Fabio innanzi a me sia giunto. fabio [fra sé] Oh che gran dispiacere che don Alvaro arrivi in sì mal punto. alvaro Me, don Enrico, a venir qua costringe 5 grave cagione, e benché forse è tardi, poiché insieme vi veggio, che d’udirmi vi piaccia io sol chieggio. fabio A me non si ritardi, don Alvaro, l’intendo 10 già che v’ho prevenuto. enrico Udirvi in altro tempo io non rifiuto: e di scusa varrà, se non consento d’ascoltarvi per ora, poiché a sdegno prendendo ogni dimora 15 per affar di momento ho con don Fabio impegno. alvaro Così discreto, Enrico, io mi professo che non porrei ritegno, al vostro, al suo desio, 20 a non esser or qui: l’affare istesso, quel di don Fabio, è il mio. E perché in tanta lite non è ragion, si ascriva men forza al ver che ad un inganno. Udite… 25 fabio Inopportuno il disinganno arriva poiché meco di già preso ha la strada. alvaro Benchè con voi sen vada non negherà d’udir quanto a lui dico. 89. questione] p quistione 91-92. Tal … ch’io so] rv1 Tal dunque è la tua brama? — Sì. | Ma doppo ch’io so 100. Trapiglio] rv1 Tapiglio Scena vii 8. sol chieggio] rv1 sol vi chieggio Sinossi — atto ii Sefior don Félix, yo soy con quien anoche reñisteis. De aquel pape1 que leisteis en casa de Leonor hoy, dueño fuí también ; porque compitiendo vuestro amor, soy yo quien sirve a Leonor. Aquel criado que fué con el papel este dia, y a quien habéis maltratado, aunque es de don Juan criado, iba allí de parte mía. Y así, pues soy el galán que los celos da, advertir debéis, si os toca reñir, o conmigo o con don Juan. 275 475 480 Signor don Felice, io son quel cavaliero con cui questa notte misuraste la spada, la lettera che oggi leggeste in casa di Leonora io fui che la scrissi poiché, rivale del vostro amore, son io che la servo. 485 Quel servitore che portò la lettera e che voi maltrattaste, a benché stia con don Giovanni, veniva però da mia parte 490 e così, già che sono l’amante che vi dà gelosia, considerate se vi sta meglio il battervi meco o con don Giovanni. félix [aparte] Bien me dijo la mujer tapada, que de una acción dos los ofendidos son. ¡Válgame Dios! ¿Qué he de hacer? felice [fra sé] Ben mi disse la dama incognita che in un’azione sola due sono gl’offesi. Che devo dunque fare, o Cielo? [a Diego] Que a la verdad el engaño no he de preferirle yo, y así, puesto que llegó tan a tiempo el desengaño, y que sois quien sois los dos, y uno sólo ha de reñir; habiendo yo de elegir, elijo el reñir con vos. juan Habiendo dicho el criado mi nombre, a mí me ofendisteis, pues cuando mi nombre oísteis no estábades informado si iba de mi parte o no: luego, si conmigo hablasteis, el hombre a quien agraviasteis fué a mí, y a mi se me dió. Conmigo debéis reñir; pues aunque otro os dé el pesar, debéis siempre sustentar lo que enviasteis a decir. félix Es verdad: con vos hablé; y aunque allí el dolor me aflige, cumpliré aquí lo que dije. Guiad; que con vos iré. [ad Diego] Non è dovere che l’inganno prevaglia al vero e già che così a tempo giunge la chiarezza e che entrambi siete cavallieri e che uno solo ha da combattere, avendo io l’elezione, risolvo di cimentarmi 6 con voi. diego Dejar uno de reñir por dejar de reñir, fuera cobardía; mas si espera sanear y desmentir, riñendo después, aquella opinión, yerra la acción, si riñe sin ocasión, pudiendo reñir con ella. 495 500 505 510 515 520 525 giovanni Il servo disse il mio nome e nella sua 7 persona io fui l’offeso, e quando udiste che mi serviva non eravate informato se andava per mia parte o no. Se a me dunque faceste fare l’ambasciata, se il servitore che oltraggiaste era mio ed a me fece capo, meco dovete venire, poiché se bene un altro vi dà gelosia siete sempre tenuto a sostenere quello che mi mandaste a dire. felice Dite il vero: parlai con esso voi, e se bene un geloso tormento mi trafigge vuò mantenervi quanto io dissi. Andianne dunque. diego Lasciare di combattere per tema è codardia; ma il variar nel duello l’inimico quando si avvera l’offesa è prudenza, errando notabilmente se senza causa combatte chi può farlo con raggione; Io, signor don Enrico, ebbi con voi contesa di Laura in su le porte; io tener l’alma accesa per sua rara beltà stimai mia sorte; io scrissi quel viglietto ch’oggi pur fu da voi veduto e letto; quei che restò ferito serve a don Fabio sì, ma fu spedito là per mio messaggero. 30 35 Posto dunque per vero 40 ch’io seguo donna Laura e preso innante meco ha querela il vostro brando ardito: già siam competitori nell’armi e negl’amori. Or se di sdegno una cagion bastante 45 contr’a lui non tenete et io tante n’arreco, pensate, come saggio e come amante, s’a prender briga avete con don Fabio o pur meco. 50 enrico [fra sé] Ben mi disse colei che da me offesi: eran due cavalieri a vendicarsi intesi. Tra si dub‹b›i pensieri e tra lor sì contrari a qual m’apprendo? 55 [ad Alvaro] Ch’un equivoco vano al ver prevaglia io per me non pretendo poiché a tempo giungeste; e mi conviene eleg‹g›er chi de’ duoi entri primo in battaglia: eleggo voi! 60 fabio Come a ritrattar viene con tanta agevolezza un cavaliero ciò ch’affermato ha poco avanti? E come tralasciar mi potete se venner le minacce a me per nome? 65 Voi sapete s’è vero ma per ogni ragion questa sol baste che sostener dovete quanto a dirmi inviaste. enrico In ciò ch’ho detto i miei pensier son fissi: 70 l’imbasciata, nol nego, a voi mandai. Quanto pur dianzi io dissi sosterrò con la spada: andianne omai! alvaro La cagion d’anteporlo io non comprendo. Degno è di riprensione 75 chi con causa potendo intraprender dell’armi il paragone senza causa vuol farlo. enrico Io non posso negarlo. Yo os la doy, que don Juan no; ved cuán más preciso sea, pues don Juan no galantea vuestra dama, sino yo. io ve la do a bastanza e non don Giovanni poiché egli né serve la vostra dama né mandò la lettera. 530 6. cimentarmi] r82 combattere 7. sua] r82 omesso alvaro Or dite, qual cagione contro don Fabio avete? Contro me sì, che come più sapete amo la vostra dama e in sua magione, come v’è noto ancor, viglietti invio. 51. Enrico] rv1 omesso 58. giungeste] rv1 piangeste 80 276 félix Decís bien, y eso ha de ser; que vos me hacéis el pesar, y yo no me he de quitar la razón para vencer. Y así con vos he de ir. juan El duelo primero es mío, pues primero os desafío. Y si acabáis de decir que con quien da la ocasión se ha de reñir, siendo así, vos me la habéis dado a mí y es mía la obligación. Pues en duelo tan cruel, el mismo empeño en los dos hay de reñir yo con vos, que vos de reñir con él. diego De aquesa razón se arguya que en mi favor viene llena, pues no ha de reñir la ajena causa, pudiendo la suya. Sinossi — atto ii 535 540 545 550 juan Suya es, pues quien la llama pone su honor en recelos; y no ha de reñir por celos, primero que por su fama. diego Si vos le desafiáis, yo también: con que el honor queda igual, y es el amor la ventaja que me dais. félix Pues conformaos los dos en duelo tan importuno: que siendo yo sólo uno, no puedo reñir con dos. juan Eso vos lo habéis de hacer: y así, para que acortemos de réplicas y lleguemos al fin de lo que ha de ser, vos me tenéis ofendido, teniendo un duelo aceptado; y habiendo un duelo aplazado, aceptar no habéis podido otro. Yo llegué primero; y para obligaros más, vuelvo a decir que detrás de San Agustín espero. Si no saliéredes vos, satisfecho quedaré con decir que os esperé, y no salisteis. Adiós. Vase félix Oíd… 555 560 565 570 575 felice Cedo alle vostre ragioni, e così ha da essere: poiché se voi siete quello che mi aggravaste non devo spogliarmi della ragione ch’averò nella rissa che per lo più è scala alla vittoria, e così son risoluto di venire con voi. giovanni Io sono il primo nel duello ed è mio perché primo vi disfidai; e se per argomento in favore di don Diego diceste che si deve combattere con chi ne dà causa, a mio vantaggio anch’io me ne vaglio: voi a me la deste et è mia l’obligazione di risentirmi, e perché 8 in questa rissa, cotanto controversa,9 sono nel medesimo impegno che voi, avendo la stessa cagione di cimentarmi io 10 con don Felice che don Felice di farlo con don Diego. diego Per questa ragione si cava la conseguenza a favor mio che non ha da sostener l’altrui causa chi è in precisa necessità di sostener la propria. giovanni È sua solo perché egli per tale la dichiara, perciò avvertite che fa dubbitare della propria fama uno che voglia combattere più tosto per gelosia che per l’onore. diego Se voi lo sfidaste io feci lo stesso, onde nel caso nostro l’onore è del pari e dal canto mio vi è l’amore e la gelosia di vantaggio. felice In competenza così importuna aggiustatevi fra di voi, ché essendo solo e dovendo battermi 11 a corpo a corpo, non 12 posso farlo con due. giovanni A voi tocca il decidere; e per troncar le repliche e vedere 13 quello che ha da essere, vi dimostro che voi mi avete offeso, che meco avete accettato il duello et avendone uno stabilito non vi rimane libertà d’impegnarvi in un altro. Io giunsi il primo e per obligarvi di vantaggio torno a dirvi che dietro al parco vi attendo, e se non verrete rimarrò sodisfatto col publicare che vi aspettai e che non veniste. Addio. [Giovanni se ne va] felice Udite… 8. perché] r82 così 9. cotanto controversa] r82 che tanto ho contraversa 10. io] r82 omesso 11. dovendo battermi] r82 dovendomi battere 12. non] m87 ne 13. e vedere] r82 vedete enrico Ciò replica non ha. fabio La farò io. 85 Sì chiara don Enrico è l’occasione del pugnar io con voi, come voi con don Alvaro; anzi io stimo migliore il dritto mio peroc‹c›hé venni a provocarvi il primo. 90 alvaro E chi sarà colui ch’alla propria querela preferisca l’altrui? fabio Toccando all’onor suo, la mia querela non è men sua che mia, 95 né muovere il dee pria ch’il punto dell’onore quello di gelosia. alvaro Provocato da entrambi è il suo valore, l’onor suo, la sua spada, il suo coraggio. 100 Siamo ben pari in ciò, ma il mio vantaggio è che di più contro me il muove Amore. enrico Il dubbio non è lieve, quindi il prender partito a voi rimetto. 105 Risolvete amendue chi primiero esser deve già ch’io non son astretto a combatter con due. fabio Sol decider si dee tal differenza dalla vostra sentenza 110 e, perché più non si dilati omai, torno a ridir ch’io ricevei l’offesa, io primier vi chiamai, fu tra noi fermo il campo e la contesa: non terminata questa 115 non potete accettar nuova richiesta. Nel Trapiglio v’attendo a pugna accinto, se là sarete a comparir restio stimerò d’aver vinto, sì come è stil de’ cavalieri. A‹d›dio. 120 [Fabio se ne va] enrico Udite… 94. suo] rv1 mio 102. contro] p contra 108. astretto] rv1 astuto Sinossi — atto ii diego 277 No le sigáis, sin que primero me oigáis a mi. 580 Quien riñó anoche, yo fuí con vos; yo quien adoré a Leonor hermosa; mío era el papel que vos visteis; para vengar lo que hicisteis, 585 yo también os desafío. Vos sois discreto y gallardo: detrás de San Bernardino, apartado del camino de las cruces, os aguardo. 590 Consultad ahora vos quién es primero enemigo: un tercero, o yo que os digo que amo a vuestra dama. Adiós. Vase diego Non dovete seguirlo se prima non mi sentite. Io fui quello dell’incontro di questa notte, io sono che amo Leonora, mia era la lettera che vedeste, per mia parte venne il servo che la portò, per vendicare le di lui ferite io pure vi disfidai; voi siete valoroso e discreto, per‹ci›ò fuori della porta reale poco discosto dalla strada maestra vi attendo. Consultate ora chi è vostro principale nemico, o don Giovanni o io che dico apertamente d’esser quello che vi feci i pretesi aggravi. Addio. alvaro Io non intendo ch’a sodisfare a lui moviate il pié senza prima udir me. Dietro a muri d’Atoccia or or v’attendo per la tenzon pretesa. 125 Pensar potete ove l’andar conviene: da don Fabio de Silva a voi non viene né disgusto né offesa, chi v’offende son io ch’amante son di Laura. A‹d›dio. [Diego se ne va] [Alvaro se ne va] scena ottava Don Enrico félix ¿Qué he de hacer ¡valedme, cielos! 595 cuarido mis contrarios son, de una parte la razón, y de otra parte mis celos? felice Insegnatemi, o Cieli, quello ch’io devo risolvere non avendo la spada del Macedone per isciogliere nodo così avviluppato e che ad ogni ora più si stringe, tirato per una parte dalla raggione e per l’altra dalla gelosia. scena ottava Don Felice, don Alfonso Sale don Alonso alon. Don Félix, buscándoos vengo; 599 porque habiendo anoche dicho, 600 cuando aquí en casa os dejé, que hoy acudiera a serviros, por si queréis que yo trate de amistades, solicito saber en qué estado están. 605 félix A buen tiempo habéis venido; que más que para las paces, de vos, señor, necesito para tomar un consejo. [giunge Alfonso] alfonso Eccomi a ritrovarvi; e se questa notte vi dissi che volevo adoprarmi per comporre la vostra differenza, vengo a sodisfare le parti di canuto amico e vi supplico a darmi contezza 1 del vostro avversario, acciò di lieve contesa io stabilisca la pace. felice A tempo opportuno giungeste, ma invece d’impiegarvi a conchiudere aggiustamenti imploro il vostro consiglio per trarmi da un dubbio in cui mi pose un nuovo incontro. Scena viii 1. contezza] r82 contentezza enrico E chi già mai si vide in maggior labirinto, o più confuso? Qual delle due disfide accetto e qual recuso? Contra l’uno a pugnar la gelosia 5 mi stimola ch’io vada; contra l’altro m’invita la ragione, ma s’accresce anche più la pena mia perché chi escluso fia certo si vanterà che di sua spada 10 sfuggito ho il paragone. Or qual partito io prendo e quale strada in tanta confusione? Fino all’estrema goccia son pronto a dar di sangue a l’onor mio, 15 ma che fare or poss’io s’un mi chiama al Trapiglio e l’altro a Toccia? Che risolvo? che fo? In confusion cotanta altri non è. Se sospeso qui sto 20 che si dirà di me? E chiamato in due parti a qual n’andrò? Che risolvo? Che fo? scena nona Don Alonso, don Enrico [giunge Alonso] alonso Perché restino l’ire omai finite della notturna lite e d’alcun nuovo mal cessi il periglio io, s’a voi non dispiace, vengo a trattar di pace. 5 enrico Opportuno venite che, quantunque a la pace or non m’appiglio, io dal vostro parer saggio e verace desidero un consiglio. 126. potete] rv1 potrete Scena viii 2. labirinto] p laberinto Scena ix – 278 Sinossi — atto ii alon. Vos veréis que en todo os sirvo, puesto que no ignoráis cuanto fuí de vuestro padre amigo. félix Aparte Pondré el caso en otro caso, pero en un propio sentido. Ya os dije anoche que había aquella ocasión tenido sobre el juego, de que vos salisteis a ser testigo. Ya os dije que acompañado de un criado y de un amigo me siguió el hombre. alon. Sí. 610 615 620 Pues, félix felice Io, accecato dallo sdegno, con poca avvertenza, parlando del successo in una conversazione dissi… o ciego o inadvertido, o ya en la conversación hablando en lo sticedido, dije… alon. ¿Qué? félix Que a cuchilladas a él y a quien hubiese sido quien le hubiese acompañado, mataría. Tomar quiso un criado, que allí estaba, la causa; yo más mohíno. Creyendo que era criado de mi competidor mismo, le di una herida, diciendo: alfonso E che diceste? 625 630 «Con vuestro amo haré lo mismo.» Es su amo un caballero de mucho valor y brío, con quien no tengo disgusto, ni tenerlo solicito, alfonso L’antica amicizia ch’ebbi col vostro genitore, che a voi stesso conservo, esige da me per obbligo ogn’atto che possa servirvi. felice Vuò proporli il caso sul medesimo 2 supposto della rissa del giuoco che questa notte gli finsi. Già vi dissi il caso che m’era accaduto sul giuoco, del quale appunto, uscendo di vostra casa, foste quasi testimonio, e già vi sovviene che accompagnato da un amico e da un servo mi seguitò quel cavaliero. alfonso Lo so. felice Che con questo ferro avrei ucciso chi l’avesse accompagnato. Un servo che a caso ivi si trovò volle sostenere questa causa. Io più adirato, credendo che egli fosse di casa del mio nemico, gli diedi alcune ferite dicendogli che l’istesso farei al suo padrone. 635 Accade ora ch’egli serve un cavalliero di molto valore dal 3 quale già mai non ricevei alcun disgusto, el cual, venendo a buscarme, desta manera me dijo. 640 «Para saber si cumplís lo que a un criado habéis dicho, y vengar lo que habéis hecho, venid, don Félix, conmigo.» e questo, venutomi a ritrovare 4 fin nella mia casa mi disse che per vedere se mantenevo ciò che dissi al servo e per vendicar il ricevuto aggravio, che seco andassi. El desafío acepté: pero cuando iba a cumplirlo, el dueño de la pendencia llegó a los dos de improviso. Tuvieron entre los dos, no queriendo ambos conmigo reñir hoy aventajados, mil argumentos prolijos, Io pronto la disfida accetto e mentre m’incamino ove egli mi conduce, giunge all’improvviso il mio avversario che di questa rissa è il principale. Con mille ragioni fra di loro contesero a chi s’appartenesse il duello, determinati di non battersi meco uniti 5 con vantaggio; et infine, non volendo alcuno di loro cedere il posto, mi lasciorno dichiarandosi ognuno che andava per aspettarmi 6 in differente sito. Dice l’uno, per obligarmi al cimento con lui, ch’è il principale inimico; l’altro, acciò seco combatta, che con esso lui ho prima accettata la disfida; y resolviéronse en fìn a esperarme divididos, alegando cada uno de su causa los motivos. El uno dice que él es el principal enemigo: y el otro, que con él tengo aceptado el desafío. 653. mil] c mis 645 650 655 660 2. medesimo] r82 medemo 3. dal] r82 e al 4. ritrovare] r82 ricercare 5. uniti] m87 omesso 6. per aspettarmi] r82 omesso alonso Ecco a servirvi intento il mio pensiero. 10 enrico M’ingegnerò di raccontargli il vero: con diversa apparenza già v’è noto che meco in competenza entrò quel cavaliero. alvaro M’è noto. enrico Del successo 15 oggi parlando in nobile adunanza ad affermar proruppi in suono espresso… alonso Che? enrico Che per rintuzzar la sua baldanza non men di giorno ancor pronto sarei. Vidi ch’a detti miei 20 un servitor, che quivi a caso giunse, con sorriso ripien di mal talento di spreggiarmi mostrò. Servo il credei del mio competitor. L’atto mi punse. Ond’a punirlo intento 25 trassi il pugnale e lo ferii dicendo: «Questo riporta al tuo signore, e creda ch’anche ciò far contra lui proprio intendo se l’occasione il chieda». È suo signore un cavaliero attento, 30 cortese, generoso che cagion mai di risse a me non diede alcuna o di lamento. In sembiante sdegnoso egli poscia a me venne e così disse: 35 «Per veder se gli effetti rispondan, don Enrico, ai vostri detti e vendicare il torto ch’al mio servo faceste io vi disfido: venite al campo». Allor l’invito accetto 40 dell’offerta tenzone e, da lui scorto, a solitario lido i passi affretto. Ma giunto d’improviso il mio primo avversario ad amendui esser, disse preciso, 45 sodisfar prim’a lui. E poi ch’ambo portaro ciascun a suo favor vari argomenti con nuovo invito ad aspettar ne andaro in parti differenti; 50 d’uno la prevenzione dell’altro la ragione erano i fondamenti; chi mi sfidò secondo alla tenzone nella causa è primiero, 55 31. generoso] rv1 e generoso 51. d’uno] rv1 d’una Sinossi — atto ii 279 Quien es primero en la causa, segundo en la instancia ha sido: y quien es segundo en ella, primero a buscarme vino. ¿A cuál de aquestos dos debo ir primero, cuando a un mismo tiempo me están esperando dos en dos distintos sitios? alon. No es fácil de responder: y así, antes de hacerlo, os pido me satifagáis a una duda, y luego e1 voto mío os diré; que sobre ella caerá mejor el juicio. Hablemos, don Félix, claro. Eri el primer lance ¿ha habido algo, que toque al honor? 665 670 675 félix No, que ya os lo hubiera dicho. alon. Pues no siendo aquel primero empeño, empeño preciso de honor, y el segundo sí, puesto que el segundo vino de intento a desafiaros, y el habérseos atrevido a esto, ya es caso de honor; 680 685 y aunque es verdad que a lo mismo vino el otro, fué después; así, don Félix, os digo que, pues el caso no fué de honor desde su principio, 690 el que se atrevió a llamaros, ya caso de honor le hizo: y así debéis ir primero al primero desafío. félix Yo estimo el consejo. Adiós. 695 alon. Esperad. ¿Quién os ha dicho de mí que sólo soy bueno para aconsejar peligros, y no para hallarme en ellos? Pues no es de quien soy estilo aconsejar que otro riña, para no reñir. félix Los brios de vuestro valor os llevan tras sus impulsos altivos; pero ver que espera solo. alon. ¿No son dos los eneimgos? Juntémoslos, y riñamos dos a dos. 700 705 e così chi è primo nella causa è stato secondo nell’istanza, e chi fu secondo in quella, fu il primo in questa. Dalla vostra prudente et invecchiata esperienza, o signor don Alfonso, richieggio adunque il filo per uscir da tal laberinto. Da voi spero d’esser trattato con mano più che potente dal caos di tante confusioni. Ditemi dunque a qual parte devo io volgermi essendo da due provocati che in diversi luoghi m’attendono. quei che nella querela ha men ragione a provocarmi anticipò il pensiero. Io, signor don Alonso, ambiguo pendo fra diversi pensieri: ove mi vada, e chiamato in un tempo a doppia strada, 60 dal parer vostro il vero calle attendo. alfonso Non è così facile la risposta, e prima che io ve la dia liberatemi vi prego da un dubbio ché, levatomi questo, con tutta sincerità darovvi 7 il mio voto e più fondato riusciranne il giudizio. Parliamo chiaro, don Felice, nella prima contesa vi fu nulla che toccasse l’onore? alonso Facil non è determinar chi il loco aver deggia primiero; ma perché dirvi io possa il mio pensiero da voi risposta a una domanda aspetto. 65 felice No, ché già ve l’avrei detto. alfonso Non vi essendo dunque nel primo caso verun impegno preciso d’onore io lo ritrovo nel secondo, poiché l’ardimento di questo cavaliero che a bella posta venne fin nella vostra casa a sfidarvi si fa di quelli che intorno all’onore s’agirano 70 e, se ben l’altro venne per l’effetto medesimo, fu però dopo; e così concludo, don Felice, che se l’accidente non fu d’onore nel suo principio, d’onore lo fece divenire chi primo ardì di sfidarvi, ed a quello voi dovrete indrizzare i passi e con esso lui cimentarvi. felice Approvo il consiglio. Addio. alfonso Fermatevi, ché il vostro modo (se non trovasse in me compatimento la fervida gioventù) a due nemici aggiungerebbe il terzo; dunque io non son atto che a consigliare i pericoli e non ho cuore da ritrovarmi in quelli? Non è stile de’ miei pari di consigliare un duello e poi tener le mani alla cintola. felice Gli spiriti del vostro valore, che sotto la neve degl’anni mantengono il lor primo ardore, vi fan seguire i loro generosi impulsi, ma ricordatevi ch’egli mi attende solo. alfonso Non son due nemici? Uniamoli et a due per due si termini la contesa. 7. darovvi] r82 ne darovvi Parliam chiaro: il cavalier che in gioco vi fu competitore oprò cosa in effetto onde offeso rimanga il vostro onore? enrico No, ché l’avrei già detto. alonso Dunque il primo successo a voi non porta causa d’onor precisa; ben il secondo all’onor vostro importa di già per ogni guisa che quei che giunse a disfidarvi ardito 75 causa d’onor la fe’ col proprio invito e s’anche venne il cavalier del gioco venne in secondo loco onde chi sfidò pria convien che primo alla battaglia sia. 80 enrico Stimo il padre e vado a porlo in opra. alonso Udite, don Enrico, chi v’ha detto che sol atta ho la lingua a dar cosiglio d’incontrare il periglio e che poi non ho petto per ritrovarmi ove le man s’adopra? Chi professa valor, non è contento di consigliare altrui rischi di Marte per poi starsi in disparte con le man giunte a rimirar l’evvento. enrico È noto, don Alonso, in ogni parte vostro prode ardimento, ma solo ora mi sfida il mio nemico. 85 90 alonso Ditemi, don Enrico, non son due gl’avversari? 95 Dunque giuntinsi entrambi e in pugna doppia a lor coppia con coppia combatterem del pari. 64. dirvi] rv1 dirci 71. primo] rv1 primiero 76. causa …fe’] rv1 fe’ la causa d’onor 87. tanto] rv1 tanti 280 félix alon. Sinossi — atto ii No será digno. O decidme: ¿fuérais vos acompañado conmigo, a ser yo vos? 710 No, por cierto. felice L’azione non sarebbe molto 8 degna; e ditemi, se foste voi don Felice lascereste ch’io v’accompagnassi? alfonso Non al certo. félix Pues respóndaos eso mismo. felice Vi rispondo dunque lo stesso. [Felice se ne va] Vase enrico Né ciò mi vien permesso: però che le lor brame, 100 come ha pur anche ognun di loro espresso, son di provarmi in singolar certame. alonso Forse ch’a loro aggradirà. enrico Vorrei intender da voi stesso: posto nel caso mio 105 prendereste compagno? alonso Nol farei. enrico Dunque il medesmo a voi rispondo anch’io. [Enrico se ne va] scena decima Don Alonso alon. El hace bien, y yo mal sí a lo largo no le sigo. Pero esto es llevar las cosas muy hasta el fin, y es indigno ya de mi edad tanto duelo: alfonso Egli opera come deve quando io dal mio dovere m’allontano, se da lungi i suoi passi non seguo; 715 ma questo fora un spingere il cimento all’estremo et è improprio della mia età un duello di questa sorte; 8. molto] r82 troppo alonso Egli opra bene, io male se da lungi non seguo i passi suoi. Ma non potrebbe poi dal conflitto mortale nascer qualche sventura? 5 Cura indegna è il cercar con tanta cura che decida ogni punto la punta de la spada. Da magnanimo cor lungi ne vada si mal fondato assunto. 10 Chi non sa che ben spesso legge d’errore è quella che d’onor legge il cieco mondo appella? Quindi là, dove impresso d’ira precipitoso altri è condutto 15 alla battaglia ardente, s’è veduto sovente che strage, morte, orror, tormento e lutto di quell’impeto reo son poscia il frutto. E qual famosa palma, 20 qual mai trionfo spera chi disprezzando in un la vita e l’alma e la pietade e il Cielo, in duro agone solo nel sangue i vanti suoi ripone? Ah, pera il nome pera 25 di chi primo inventore, con barbaro furore, fu dell’empio duello; ove d’ingiusta sorte trofeo riman talora anche il più forte. 30 Quanto meglio saria, che funestar di civil sangue il piano, rivolger questi e quello la generosa mano contra il superbo scita a Dio rubello? 35 Ora, se troppo il segno passaron di tempranza i miei consigli, portar penso ritegno de’ cavalieri audaci al furore, a’ perigli; 40 Scena x 15. precipitoso] rv1 precipitosa Sinossi — atto ii muden parecer los bríos si aconsejé como mozo, como viejo determino enmendarlo; que ya es tiempo de que haga la edad su oficio. 281 720 muti dunque parere 9 la bizzaria e se da giovine col mio consiglio diedi cagione a questo male, da vecchio col accortezza si ricerchi d’apportargli il rimedio, essendo questo un atto che alla mia canizie più proporzionatamente si conviene. spirti tanto vivaci già rafrenar nell’età mia si denno, perché apparisca omai, sotto a canuto crin, canuto senno. scena undicesima scena nona Don Alfonso, Lisardo Lisardo. lisar. alon. alfonso Lisardo. Sale Lisardo Señor. Tú y yo, por criado y por amigo, hoy habemos de sacar a tu amo de un peligro. lisar. ¿Adónde va? Que quisiera seguirle. alon. Eso es deslucirlo. Dame de eseribir un recado: Trae recado en un bufete que has de llevar un aviso a quien el daño remedie; que no es de quien soy indigno, supuesto que aqueste empeño no es lance de honor preciso. Ponte la capa y espada mientras un renglón escribo. [giunge il servitore] lisardo Signore. 725 lisardo Vorrei seguitarlo dove’egli va. alfonso No, ché questo offenderebbe la sua riputazione. 730 735 Vase Lisardo, y pónese a escribir don Alonso… …y salen Leonor e Inés inés En fin, ¿vuelves? leon. ¿Qué he de hacer, si tan descortés le miro, que saliendo yo quejosa de su casa, no ha seguido 740 mis pasos? A verle vuelvo para no llevar conmigo, sin arrancarle del alma, este mortal basilisco. inés Eseribiendo está. leon. Quién duda 745 que estará escribiendo fino satisfacciones que da a la que hoy a verle vino? ¡Ciega estoy! Leer tengo. Ingrato don Félix… Pero ¡qué miro! 750 Llega a tomar el papel alfonso Oggi dobiamo, tu et io uniti,1 operando tu 2 da buon servitore ed io 3 da buon amico, levare don Felice da un periglio. Don Alonso, Lisardo alonso Lisardo? [giunge il servitore] Odi: pretendo, se l’industria or mi vale, che noi, tu come servo, io come amico, ritiriam don Enrico da contesa mortale. lisardo Il seguirò correndo. leonora Non v’è dubbio ch’egli amorosamente non iscriva per soddisfare colei ch’oggi venne a vederlo e sdegnata partì accecata dal furore. Vo’ leggere la lettera. Ingrato don Felice… Ma che miro? [tenta di prendere la lettera] 9. parere] r82 pensieri Scena ix 1. uniti] r82 omesso 2. io] m87 omesso 3. tu] m87 omesso 4. m87 didascalia omessa Scena x – 5 alonso Seguirlo non è giusto et a lui porterebbe onta e disgusto. Dammi da scrivere che voglio per tuo mezzo darne avviso a chi possa con l’autorità rimediare a questo danno, ché questa è azione degna d’un mio pari, non vi essendo nel suo impegno accidente che tocchi l’onore. Va’ a prendere il ferraiolo e la spada fintanto ch’io scrivo. Don Alfonso si pone a sedere e scrive 4 scena decima Don Alfonso, Lisardo, Leonora et Auretta [giungono Leonora e Auretta] auretta Infine non potete trattenervi di non ritornare in questa casa. leonora Che vuoi ch’io faccia s’egli scortese lascia partirmi adirata senza seguire i miei passi? Mi conviene per violenza del mio destino ritornare in traccia di nuove offese per non portar meco il mortifero serpe della gelosia ch’ogni contento dell’anima mi avvelena. auretta Sta scrivendo. Mio signore. lisardo alonso Recane a me senza dimora un foglio. Che tu porti un avviso or ora io voglio a chi traponga al periglioso sdegno profittevol ritegno: forse d’essi il favor ch’ora è sì vivo senza l’armi tentar fia che s’emendi. Mentre due righe io scrivo tu la spada e la cappa intanto prendi. 10 15 [Alonso si mette a scrivere] scena dodicesima Tranquilla, donna Laura e sopradetti [giungono Laura e Tranquilla] tranq. E pur qui torni? laura Il mio dolore il chiede poiché Enrico ebbe core, ahi discortese, di lasciarmi partire senza aver mosso a ritenermi un piede. Io mi sento morire se in mezzo alle giust’ire non rimprovero a lui cotante offese. 5 tranq. Ei scrivendo là stassi. laura Ora, cred’io, esagera l’affetto a colei che partissi al venir mio. 10 Ah che rapisce anche alle luci il lume la densa nube onde offuscato ho il petto. Vedrollo a tuo dispetto, ingrato don Enrico… [tenta di prendere la lettera] 41. professa] rv1 promessa Scena xi – Scena xii 9. esagera] p esaggera 282 Sinossi — atto ii alon. ¿Quién así ... ? Pero ¡qué veo! leon. ¡Valedme, cielos, divinos! alfonso E chi cotanto… Ma che veggio? leonora Soccorso, o Cielo! alon. ¡Tú aquí, Leonor! alfonso Tu qui, Leonora? leon. Señor, yo… alon. ¿Cómo mi furor reprimo? Hoy morirás. Sale Lisardo. lisar. ¿Qué es aquesto? leonora 755 alon. Vengar mi honor ofendido. Cobarde animo las plantas; que en cada paso sombras de mi muerte piso. alfonso E come reprimo lo sdegno? Or ora morirai! [compare Lisardo] lisardo E che fia questo? alfonso Vendicar giustamente il mio onor offeso! [Lisarto trattiene Alonso] lisardo Fuggite, signora, che io lo trattenrò. lisar. Huye, señora; que yo le tendré. leon. Io signore… 760 leonora Codarda, animo le piante perché ad ogni passo calpesto l’orlo del sepolcro. Vase alon. Suelta, villano. Via 1 alfonso Lasciami, temerario! No hagas tal hasta de aquí a un poquito. [vase] alon. Aunque fueran de diamante tus brazos, el valor mío se deseniazará dellos. auretta Non lo lasciare anche per un poco! [Auretta fugge] alfonso A benché fossero di diamante le tue braccia il mio furore ne frangerà i nodi. inés 765 lisar. ¿Qué importa eso, si atrevido, al que embaracé abrazado, con la espada le resisto el paso? lisardo Ch’importa se impedisco il passo con la spada a chi lo contesi con le braccia? Chi presume? alonso laura Misera me, che veggio? alonso Ohime, che miro? 15 Donna Laura, tu qui? tranq. Grave martiro! laura Io, se, quando, non è, signor, pensai… alonso Empia, tu qui morrai! [compare Lisardo portando cappa e spada] lisardo Signor, che intenti? laura O Ciel pietoso! tranq. O Dio! alonso Vendicar l’onor mio! 20 [Lisarto trattiene Alonso] lisardo Fuggi signora altrove ch’io gli sarò ritegno. tranq. Oh gran terrore! alonso Tu di frenar presumi il mio furore? laura Infelice mia sorte ogni passo che muove 25 parmi che calchi il piede ombre di morte. Il ciel non m’abbandoni. [Laura fugge] alonso Tu dunque a me t’opponi? Lasciami che già tutto io sono un foco. tranq. Non lo lasciar, se non di qui a un poco. 30 [Laura e Tranquilla fuggono] alonso Benché fusser le braccia che mi stringon di ferro o di diamante sarò a scioglier bastante il nodo che m’allaccia. lisardo Ma pur son pronto ad impedir la strada. 35 alonso Con che? Saca la daga, y detiénle Lisardo alon. Yo sabré hacerle. lisar. ¡Oh, quién, para darle aviso deste suceso a mi amo, le alcanzara! alon. [Lisardo sfodera la spada] alfonso Saprò sforzarti! 770 ¡Que haya habido tal valor en un criado! lisardo [fra sé] Oh, potess’io avvisar don Felice del successo. alfonso E tanto valore in un servo s’annida? lisar. ¿No hay criados bien nacidos? lisardo I servi ben nati operano in tal forma. alon. Pues yo he de salir. alfonso Tant’è, farommi passo per il tuo petto all’uscita.2 lisardo Ed io con questo ferro ti impedirò il disegno. lisar. No harás. 775 766. Saca … Lisardo (didascalia)] m, c didascalia anticipata dopo il verso 763 [Lisardo sfodera la spada] lisardo Con questa spada. alonso Sarà facile a questa uscir d’intrico ad onta del tuo brando. lisardo [fra sé] Oh chi potesse far noto a don Enrico quant’ora qui successe. alonso Come tanto valore in un servo ritrovo? lisardo Per avventura è nuovo trovare un servitore che sia ben nato e che professi onore? alonso Uscir di qui vogl’io. lisardo 1. m87 didascalia omessa 2. all’uscita] m87 omesso Vano è il dissegno. 16. martiro] p martoro 26. piede] rv1 piè 41-42. Come … ritrovo?] p frase ripetuta e poi cassata 44. trovare] rv1 trovarsi 40 45 Sinossi — atto ii 283 alon. ¿Cómo podrás impedirlo, sin tu muerte? alfonso E come potrai farlo che non ti costi la vita? lisar. Desta suerte. Retírase a la puerta, y cierra tras sí. lisardo In questo modo… Parte e li chiude la porta 3 alonso Come, se prima a me non dai la morte, impedir mi potrai? lisardo Di questa sorte. [Lisardo abbandona la stanza e vi chiude dentro Alonso.] scena undecima Don Alfonso solo alon. Fuése, lleiando consigo la puerta, que con el golpe dejó cerrado el pestillo; que como ladrón de casa, haberle en ella previno. 780 Mas yo la echaré en el suelo. En vano lo solicito, si ya no la abre primero el fuego de mis suspiros, que la fuerza de mis manos. ¿Habráse algún hombre visto, de cuantos hasta hoy nacieron en más ciego laberinto? Las cuchilladas de anoche en mi casa, el desafio de hoy, y el ver aquí a Leonor, evidencias son, no indicios de que ella es causa de todo: y por ultimo delirio de mi fortuna, me veo, habiendo hasta aquí venido por un amigo, encerrado en casa de un enemigo. 785 790 795 Rumori di spade questa notte in mia casa, la disfida d’oggi, il veder qui Leonora, sono evidenze nonché indizi ch’ella sola di tanti mali è l’origine; 800 e per ultimo termine di mia nemica Fortuna, mentre qui per un amico men venni, mi veggo priggioniero nella casa del più fiero nemico; Pero pues es imposible la puerta abrir, y aquí miro una ventana sin reja, arrojarme determino por ella, y en seguimiento de mi siempre honor invicto, hacer estragos, portentos, escándalos y prodigios. ¡Ea! Corazón, no temas este breve precipicio; que mayor caída has dado; pues la mayor siempre ha sido verse caer un hombre noble del estido de sí mismo. Vase… alfonso Arresta, temerario, il passo, acciò questo ferro cominci nel tuo petto vile ad avvezzarsi a bever del sangue, acciò che da quello fatto idropico più sitibondo all’infame mia figlia ne vòti le vene. Ma se n’andò! E tirandosi dietro la porta lasciommi in questa stanza impriggionato. Vano, vano sarà il tuo dissegno. L’impeto del mio giusto sdegno mi darà forza di atterrarla se fosse di diaspro. [Alfonso tenta di buttar giù la porta] Ma, me infelice, è vano ogni mio sforzo, il vigor delle braccia non corrisponde a quello del cuore. Almeno potesse il fuoco dei miei sospiri incenerir quell’impedimento che atterrare non mi si concede. E chi mai ritrovossi in un laberinto più avviluppato? ma già che scorgo impossibile l’aprir quella porta, vedendo una finestra senza serrata, da quella stabilisco gettarmi; 805 810 et a risarcire l’onor mio fin qui senza macchia farò straggi, eccidi, ruine.1 Ardire, mio cuore, non paventare questo breve precipizio, poiché maggior caduta facesti nel traboccare dal più sublime grado d’una fama incorrotta al baratro profondo d’una vergogna senza pari. alonso Chi poteva prender simil ritegno? Ma indarno egli mi serra: che gettar ben saprà l’alto mio sdegno rotte le porte e lacerate a terra! [Alonso tenta di buttar giù la porta] Ahi, che ciò tento invano: e d’abbatterle al piano o di frangerle almen perdo ogni speme. Questo mancava alle mie doglie estreme. Chi con causa maggior già mai si dolse? La rissa ch’è seguita alle mie soglie appresso, la disfida sì ardita che sotto vel di gioco Enrico involse, e il metter Laura in questa casa il piede, ben dimostrano espresso che del tutto la colpa in lei rissiede. Oh, vergogna, oh dolor ch’ogn’altro eccede! E perché più confuso io resti in tanto male mi veggo, ohimè, nella magion rinchiuso d’avversario mortale che si mostrava a mille segni amico. Ah Laura folle! Ah traditore Enrico! Insomma qui ritrovo impossibile il varco. Ahi, che far deggio? Un balcon ch’io là veggio permetterà l’uscita: dunque al salto mi muovo, ché perigli non prezza il mio furore. Se perduto è l’onore a che val più la vita? Questa sol prego il Ciel ch’a me permetta fin ch’io faccia vendetta. Non paventar mio core così breve caduta a cui t’appresti; ché quella che già festi fu caduta maggiore; e se hai già l’onor mio precipitato, ahi lasso, un Amor cieco, non è molto che seco mi precipiti anch’io. [Alfonso salta dal balcone] 3. m87 didascalia omessa Scena xi 1. ruine] r82 e ruine 50 [Alonso salta dal balcone] 86. se hai] rv1 s’ho 55 60 65 70 75 80 85 284 Sinossi — atto ii [Strada presso la casa di Enrico] scena tredicesima Donna Hippolita, Spinetta ippol. Già che fur le preghiere sparse da me con don Enrico al vento, noi per queste contrade il guardo intento teniamo per vedere se capitasse qui don Fabio a sorte, 5 però che sconosciuta è mio disegno con nuova industria e con parole accorte al suo furore, a quel del mio germano portar qualche ritegno. spinet. Sarà, cred’io, qualunque studio invano 10 tanto in essi pur dianzi ardea lo sdegno. ippol. Nel‹l›’incontrar don Fabio io spero almeno con l’amata sembianza disacerbare in qualche parte il seno. spinet. Deh, perché il foco omai che in te s’avanza 15 noto a lui non si fa? ippol. Non so s’il gradirà. spinet. Anzi teco arderà con egual face. ippol. Ah, che lo stral d’Amor sempre non piace. spinet. A bastanza il tuo merto t’assecura: 20 ippol. Più che merto in amor d’uopo è ventura. a 2 Temete! — Sperate! Oh alme ch’ardete per vaga beltate, temete — sperate 25 d’Amor la mercé. In mezzo a le tempre di fervide voglie raccoglie — non sempre un’inclita fe’. 30 T’inganni! — Perché? ippol. Recare speranza chi può ne’ suoi danni al cor che si duole? spinet. Un’alta costanza 35 di tutti gl’affanni la palma aver suole. ippol. Son tutte parole: t’inganni! a 2 Per render men dura 40 l’amara bellezza fermezza — ventura ci vuole. [Campo detrás del convento de Recoletos] [campo del duello] [campo del duello] scena duodecima Don Giovanni scena quattordicesima … y sale don Juan solo juan Cuestión fué no apurada hasta este día. giovanni Indeterminata contesa 815 fu fino al giorno d’oggi. Scena xii – Don Fabio [solo] fabio Ecco il campo prefisso ove m’appella caso impensato sì, ma non leggero. Scena xiii 4. teniamo] p tenghiamo 6. disegno] p dissegno 24. beltate] p beltade Scena xiv – Sinossi — atto ii ¿Cuál hace más? ¿Aquel que desafía a otro a un sitio aplazado, o el que al sitio saljó desafiado? Y bien ahora pudiera la cuestión resolver el que me viera820 batallando conmigo; porque no hay tan cruel fìero enemigo, como es el pensamiento del que aguarda. Mucho don Félix tarda. Sin duda que ha escogido 825 de don Diego celoso y ofendido, verse con él primero. Mas yo no cumpliré, si no le espero. ¿Quién en el mundo, ¡cielos!, se vió sin dama, sin amor, sin celos, 830 en tal lance empeñado? ¡Que el prestar a un amigo mi criado de suerte lo disponga, que mi opinión en tal empeño ponga! Digo que aquestos dias 835 toda mi vida es caballerías; pues no hallo en ella cosa, que parecer no pueda fabulosa. Una dama tapada me ha dejado, sin decirme quén es, enamorado; 840 un criado me ha puesto porque así su ignorancia lo ha dispuesto, en trance de perderme; y un amigo, sin quererlo, me ha dado un enemigo. Mas ¿qué me admiro, si hallo a cada paso, que éstos son los empeños de un acaso? 285 Chi dia maggior indizio di risoluta volontà e di core senza tema? o quello che a determinato loco un altro disfida, o quello che provocato senza dilazione allo stabilito campo si porta? Ma chi vedesse me nell’aspettazione combattuto, col dubbio della risoluzione di don Felice, a favore del primo pronunciarebbe la sentenza, essendo contrasto più fiero del cimento istesso il pensiero che tormenta un petto nobile allora che attende la commodità di risarcire un affronto con la tema ch’ella non giunga. La tardanza di don Felice fa credermi che, scorto dalla gelosia, prima a ritrovar don Diego si sia risoluto; ma questa credenza non potendo da me levare l’obligazione dell’aspettarlo sempre maggiore fa riuscire la mia pena. O Cieli, e chi mai nel mondo, senza amore e senza dama, a caggione di gelosia trovossi in emergenti così strani? e che 1 solo per aver concesso ad un amico un servo vidde il proprio onore a repentaglio? Al certo che in pochi giorni gli accidenti di mia vita sono soggetti da romanzo, non ritrovando in essi parte alcuna che non mi sembri favolosa:2 una dama coperta senza dirmi chi sia mi lascia innamorato, un servo ignorante mi pone in stato 3 di perdermi et un amico non volendo mi dà un inimico.4 Ma a che meravigliarsi all’incontro di così fatti accidenti? Questi sono ordinari effetti degl’impegni che nascono per disgratia. 1. che] r82 omesso 2. sembri favolosa] m87 sembrino favolosi 3. stato] r82 istato 4. inimico] r82 nemico Or qual per me strano tenor di stella a sì novi accidenti apre il sentiero? Parlo con una dama 5 che sotto ìnvido vel copre il sembiante, non la conosco e ne divengo amante; un cavalier, che non ha causa o brama ch’in me risulti offesa, m’offende sì ch’io mi conosco astretto 10 di provocarlo in marzial contesa; chi per altri colà porta un viglietto per me brighe riporta; un amico, fra tutti il più diletto, a nemistà crudel m’apre la porta; 15 io poscia contro lui per lui mi trovo in competenze amare: or chi di quelle provò mai ch’io provo stravaganze più rare? Ma fra tali accidenti 20 ad ogn’altro pensier ch’il petto assale di gran lunga prevale quel d’Amor ch’ad ogn’ora fa ch’il desio rammenti l’alta beltà ch’ei non veduta adora. 25 Ma che? Nel mezzo alle battaglie ancora vibrar Cupido i dardi suoi pungenti? Stupor non è se fra le proprie schiere spiega anch’ei le bandiere e sa, rivolto a soggiogare i cori, 30 egualmente trattar l’armi e gl’amori. Su pensieri su su, su su pensieri. All’armi, all’armi, or che vi sfida Amore, della rocca del core animosi guerrieri. 35 Su pensieri su su, su su pensieri. 13. brighe] rv1 brige 31. armi] p arme 33-36. All’armi … pensieri] rv1 omesso 286 Sinossi — atto ii scena decimaterza Don Felice, don Giovanni Sale don Félix [giunge Felice] félix Perdonad, si he tardado, felice Perdonte, o signor don don Juan; que por haberme aconsejado Giovanni, la mia tardanza alla de un amigo que tengo circonspezione a cui mi obligò la en lo que debo hacer, tan tarde vengo. vostra contesa con don Diego, 850 poiché per non errare nell’elezione, non fidandomi del proprio giudizio, volli prima sopra tal dubbio sentire il consiglio d’un amico. juan De haber, don Félix, sido giovanni Sodisfattissimo yo el que elijáis, estoy agradecido. rimango, anzi tenuto, che a mio favore sia stata decisa la lite. félix Siempre en mí era forzoso felice Era giusto che prima mi proceder más honrado que celoso; dimostrassi onorato che geloso. y por mostrarlo, quiero 855 E per farmi conoscere tale que callando la voz, hable el acero. all’amutir della lingua favelli la spada. juan Esperad. félix ¿Qué os detiene? juan Un hombre, que a los dos siguiendo viene. giovanni Attendete. felice Che vi trattiene? giovanni Un uomo che viene seguitandoci. félix Bien creeréis de mi brío felice So che non sospettarete 1 que no le traigo, aunque es criado mio. del mio valore, né ch’io lo 860 conduca, ancorché sia di mia Su lealtad le ha obligado; casa. Questo certo è un effetto pero no os dé cuidado, della sua lealtà; y hasta que yo le mande que se vuelva, però non vi dia pensiero, e fin a nada vuestro acero se resuelva. ch’io gli comandi che se ne ritorni restino oziosi gl’acciai. juan En todo sois gallardo. 865 giovanni Adempite in tutto le parti di generoso. Scena xiii 1. sospettarete] r82 sospettate S’Amor, con periglio di piaghe mortali, da l’arco d’un ciglio avventa li strali, 40 chi potrà sperar mai scampo di due lumi al vivo lampo, vaghi sì ma sempre fieri? [Su pensieri su su…] S’avvien che riporti la palma del petto, 45 le stragi, le morti saran suo diletto. Con sua face a fiamma e foco di quell’empio sarà gioco l’ingombrar tutt’i sentieri. 50 [Su pensieri su su…] Molto già tarda Enrico. Un uom sì ardito non adempie il concetto già fra noi stabilito? Di don Alvaro al certo egli avrà la contesa 55 anteposto alla mia. Molto in un’alma accesa puote la gelosia. scena quindicesima Don Enrico, don Fabio [giunge Enrico] enrico Perdonate l’indugio: io tardi venni poiché, volendo udire d’un amico il parer, là mi tratenni viepiù del mio desire. fabio Di gradire ho cagione che preferito io sia. 5 enrico Prevaler non poteva alla ragione in me la gelosia. Ma qui ragione or vuole che favellin per noi le spade sole. 10 fabio Vedrò se dalla vostra or si sostiene ciò ch’affermaste pria. Ma fermate! enrico Qual causa or vi ritiene? fabio Veggo per quel sentiero non so chi che correndo a noi sen viene. 15 enrico È mio servo costui, ma pur io spero non vi cadrà in pensiero che qua per mio voler venuto ei fusse: sua fedeltà l’indusse. Ma farò io che nel medesmo istante 20 ch’egli giunto sarà, parta di novo. 37. S’Amor] rv1 L’Amor 43. fieri] rv1 altieri Scena xv 1. tardi] p tardo Sinossi — atto ii 287 scena sedicesima scena decimaquarta Lisardo e detti Sale Lisardo lisar. Hacia esa parte le he de hallar. Lisardo, Otro paso no des más adelante. Desde aquí has de volverte, mi arrogante brío a don Juan dejando satisfecho, o aqueste acero teñirá tu pecho. 870 lisar. Escúchame primero; luego, si te ofendí, mancha tu acero en mi sangre, señor, habiendo oído la causa que a seguirte me ha movido, pensando que mi celo te alcanzara875 antes que a verte con don Juan llegara. félix [giunge Lisardo] lisardo Lodato il Cielo che qui lo trovo. felice Lisardo, non avvanzare un passo e tosto temerario ritorna donde partisti, se non vuoi che questo ferro ti trapassi il petto. Così richiede l’onor mio e la sodisfazione di don Giovanni. lisardo Uditemi prima e poi, se vi offendo uccidetemi; poiché quando saprete 1 la cagione che qui mi condusse compatirete il mio zelo che mi fé credere di potervi giungere prima che arrivaste al campo. félix Porque conste a don Juan, en esta parte felice Perché dunque resti noto venir sin orden mía, he de escucharte. al signor don Giovanni che qui senza mio ordine tu venisti voglio che anch’egli ti ascolti. lisar. Ya te acuerdas cómo dentro de casa, señor, dejaste, cuando de casa saliste, a don Alonso, su padre de Leonor: y ya te acuerdas que Leonor, bien poco antes, de allí se partió quejosa. félix Sí. lisar. Pues volviendo a buscarte Leonor, vino a hallarse dentro de tu cuarto con su padre. Sacó para ella la daga, 879 880 lisardo Già dovete raccordarvi che al vostro partire lasciasti in casa don Alfonso, padre di Leonora, e che pocanzi la stessa ne era partita adirata. 885 felice Me ne rammento. lisardo Ritornando dunque Leonora a ricercarvi, venne a ritrovarsi nel vostro appartamento con suo padre. Egli trasse il ferro per ucciderla. Scena xiv 1. saprete] m87, r82 saperete Lisardo e sopradetti [giunge Lisardo] lisardo Pur al fin vi ritrovo. enrico Senza muover più avante, Lisardo, un passo solo partiti in questo punto o laverai col sangue il fallo e il suolo. 5 lisardo Io con rapido corso a te son giunto per cagion di gran pondo. enrico Sian le cagioni o rilevanti o lievi venir qua non dovevi benché cadesse il mondo. lisardo Sappi… enrico Nulla udir voglio! lisardo Avverti che… enrico Di tua venuta ardita fia seguace, se parli, il tuo cordoglio. lisardo Deh sia prima da te la causa udita e poi, signor, s’errai gastigar mi potrai: ecco il petto e la vita. enrico Vanne dico, Lisardo, e taci omai che niente udir deggio. fabio Ascoltatelo. A me ch’importar puote? lisardo A te proferir chieggio segretamente qui sol due parole. enrico Or questo no, ma in tutto chiare note narra di là, sì che don Fabio intenda e sia ciò ch’esser vuole. fabio In tutto fa ch’il senno suo risplenda. lisardo In tua casa restò, come ben sai, don Alonso il Mendoza al tuo partire; colma non molto pria di doglia e d’ire pur anche sai che quindi era partita donna Laura sua figlia. enrico lisardo 15 20 25 30 Il so. Ritorno ella poi fe’ ben tosto al tuo soggiorno dove l’amore o il suo destin l’invita. Quindi incontraro il padre i passi suoi nel primo appartamento. enrico Misera… lisardo Qual di lui fosse il furore, qual di lei lo spavento, immaginar tu puoi. Egli, d’ira la fronte e di rigore tutto gravido il seno, trasse la spada; Scena xvi – 10 35 40 288 Sinossi — atto ii a tiempo que yo abrazarme pude con él, cuya acción dió lugar a que escapase Leonor huyendo. El entonces de mis brazos se desase; y sacando las espadas, le embarazo que arrogante la siga, hasta que previne que al empeño de tal lance le diese lugar el tiempo con la industria y sin la sangre; y así advertido cerré tras mí la puerta: ya sabes cómo aquesto podría ser, por ser de golpe la llave. De suerte que don Alonso cerrado queda; y si sale de allí, rompiendo la puerta, o previniendo otra parte, irà siguiendo a Leonor, no dudes de que la mate. félix Don Juan, el ser desdichado un hombre no es ser cobarde, pues harto valiente es quien a reñir con otro sale. A reñir vengo con vos: esto en desengaño baste de que no puede ser miedo pediros que se dilate nuestro duelo. Yo no tengo en ocasión semejante acción mía: todo soy de mi honor, y en esta parte vos sois el árbitro suyo. 890 895 e l’uccidea se meno ero vicino a ritenerlo. Il cinsi con le braccia tenaci in fin che diede essa alla fuga il piede. Svilupparsi egli seppe e da me sciolto a seguirla era volto, ma impugnando la spada pur il trattenni e gl’impedii la strada. 45 900 905 et io per impedirgli che non la seguisse, sviluppatomi da lui, guadagnai la porta che, tirata a me, essendo a serratura tedesca lo lasciò 2 rinchiuso nella stanza;3 910 onde 4 se rompendola o in qualch’altro modo n’esce, seguiterà la figlia, e se la giunge, com’è probabile, al certo la ucciderà.5 915 920 Y pues estar escuchasteis en peligro de la vida 925 mi honor, y sois quien sois, dadme licencia para que acuda donde su riesgo restaure; que yo mi palabra os doy de buscaros, al instante 930 que ponga en salvo a Leonor. Y cuando aquesto no baste a obligaros, tomaré resolución de arrojarme a vuestros pies y rendiros la espada; porque se acabe con mi desaire este duelo, para que a esotro no falte. In tempo io potei, prima con le braccia, poi con la spada, trattenerlo tanto che ella fuggì; 935 Via 6 felice Signor don Giovanni, la mia sventura non deve nel vostro concetto acquistarmi il titolo di codardo, avendo a bastanza accreditata la fama del mio valore, la prontezza con cui venni ove mi chiamaste; né deve impurtamisi a viltà la dilazione ch’io vi chieggio al nostro duello; ma perché in questo caso non ho azione che sia mia, essendo tutto dell’onor mio, di cui voi sete l’arbitro.7 E ché udiste che nella persona di Leonora con la di lei vita anch’egli è in periglio, essendo voi generoso, concedetemi che accorra a sollevarla dal rischio; che vi prometto all’istante medesimo che averò posto in sicuro Leonora di ritornare a ritrovarvi, e quando questo non sia motivo sufficente ad impietosirvi 8 risolverò, prostrato a’ vostri piedi, di rendervi la spada per uscire con mia vergogna da questo impegno, violentato da quella in cui mi pone una dama, per mia caggione in periglio dell’onore e della vita. 2. lasciò] r82 lasciai 3. nella stanza] r82 omesso 4. onde] r82 donde 5. la ucciderà] r82 l’uccide 6. m87 didascalia omessa 7. di cui … l’arbitro] r82 fra parentesi 8. impietosirvi] m87 impietosirmi Poscia mi venne in mente, onde allor s’evitasse ogni periglio, 50 più securo consiglio: e fu, con ritirarmi immantinente, serrar, perch’ei non faccia indi partita, della sala l’uscita. Chiuso restò, ma se la porta ei spezza, 55 o se altronde uscirà da quelle mura, chi la figlia assicura? Quando non sia soccorsa tale è di lui lo sdegno e la fierezza 60 che senza scampo omai sua vita è corsa. enrico Signor don Fabio l’esser infelice non è esser codardo: quanto narrò Lisardo le mie somme sventure a pien ridice. Alle dovute prove io venni qui per sodisfarvi in campo, il rischio di colei mi chiama altrove: tenuto son a procurar suo scampo. 65 Signor, per quel che sete, 70 supplico permettete ch’io corra in sua difesa, posta quella in sicuro, di ritornar senza tardanza io giuro a l’intermessa impresa. 75 Ora a prender mi stringe altro sentiero dura necessità, non timore o viltà, poiché ben può con disgustato stile farmi il destin severo 80 misero ma non vile. D’amore è solo e non di tema effetto s’in cotanta sventura ho di posporre eletto di mia dama a la cura ogn’altra cura. 85 E se pur anco il pensier vostro abborre dal permetter ch’io vada, risolverò di porre a vostri pié la spada e la rissa ch’ho qui con mia vergogna 90 dichiarar già finita, pur ch’io dar possa a donna Laura aita. 61. corsa] rv1 corta 71. permettete] rv1 promettete 73. sicuro] rv1 sicura 74. tardanza] rv1 omesso Sinossi — atto ii juan Tened: no rindais la espada; que a mí no me es importante, Félix, que mi bizarría conste de vuestro desaire, no sólo que vais permito, más de Leonor en alcance iré con vos, a oyudaros a que su vida se salve, 289 940 945 dándoos palabra de que de vuestro lado no falte, hasta que ella esté segura; que tengo por hombre infame 950 quien ve a su enemigo en riesgo, y a su enemigo no vale. félix ¡Feliz mil veces aquel a quien, ya que hubo de darle enemigo su desdicha, se le dió de buena sangre! 955 juan Vuestro enemigo y amigo soy, dividido en dos partes. félix Sí; más con tal diferencia, que diré, quando os lo llame, mi enemigo por acaso; pero mi amigo por arte. juan Con vos voy. félix Con tal favor no hay riesgo que me acobarde. giovanni Trattenentevi, né rendete il ferro; ché non fora mia gloria il vincervi a costo del vostro rossore. Non solo dunque vi permetto ch’andiate alla ricerca di Leonora, ma voglio io essere con voi per assistervi e partecipare della gloria d’assicurarli e la fama e l’onore 9 e la vita; e vi prometto che mai mi dividerò dal vostro fianco fin ch’ella non sia posta in salvo, riputando indegno colui che vede in periglio il proprio nemico e generosamente non lo 10 soccorra. felice Maggior fassi la mi sventura che mi obligò a essre nemico di chi con animo così nobile e generoso m’assiste. giovanni Sono vostro nemico et amico, diviso in due parti. 960 felice Sì ma con questa differenza che siete mio nemico per disgratia et amico per elezione. giovanni Per liberar dal periglio una dama, deve questa dilazione al mio sdegno. felice Se tanto obiligate nemico, e che fareste amico? fabio Fermate don Enrico meco ciò non bisogna. L’onor mio non dipende dal rimaner con onta il mio nemico. Nel saldare un disgusto chi conseguir pretende più di quel ch’è ragione alla nota s’espone di mal saggio o d’ingiusto. Io non pur la licenza prontamente vi dono ma disposto anche sono d’esser a voi compagno ovunque chiama caso sì sfortunato il vostro affetto. Andianne, io vi prometto d’esservi sempre a lato finché di quella dama s’assecuri la vita: a gran pietà vostro dolor m’invita. Non ha cor generoso quei ch’in rischio penoso vede posto il nemico e non l’aita. 100 105 110 enrico Mille volte infelici 115 quei che talor dovendo aver nemici glieli dà la Fortuna di nobil nascimento. fabio L’odio insieme e l’amore in me s’aduna a farvi offesa et a giovarvi intento. 120 enrico Con questa differenza che convien che s’ascriva l’odio e lo sdegno al caso ma l’amor, la clemenza cui con obbligo eterno io sono rimaso 125 da volontà deriva. fabio Disponete di me. enrico Con tai favori l’esito esser non può se non felice. giovanni In un petto nobile la pietà non deve confondersi con i rissentimenti. felice Dunque compatite le mie sventure? giovanni A segno tale che l’ira raffreno. felice Più dunque nel petto ella non vi annida? giovanni Diedi tregua e non pace alle contese.11 felice E senza pace vi fate ministro dei miei vantaggi? giovanni Questa è legge della generosità. felice E la medema m’astringe a donarvi la mia amicitia. giovanni La rifiuto perché son offeso. felice Accettatela per sodisfazione. 9. e l’onore] r82 omesso 10. generosamente non lo] r82 il nemico non 11. alle contese] r82 alla contesa 95 111. m’invita] p m’incita 290 juan ¡Válgame Dios por acaso, a qué, de empeños me traes! Sinossi — atto ii 965 966 giovanni Chi viene al campo per combattere è vile se si appaga di parole. felice Non posso essere vostro nemico. giovanni Né a me è conceduto l’esservi amico. felice E pure come tale mi favorite. giovanni Il differire non toglie la vendetta, andiamo che son con voi. felice Con tale assistenza disprezzo ogni periglio. giovanni Un tale accidente mi precipita un impegno per disgratia.12 fabio Oh, quai strani accidenti il caso elice da l’armi e da gl’amori. 130 fabio, enrico, lisardo Dov’ohimè, dove ti guida, miserabile donzella, fiera stella al tuo merto, ahi, troppo infida? Dov’ ohimè, dove ti guida? 135 La tua sorte oggi sì dura veder fa che non sempre con ventura nasce al mondo la beltà: deh, trovi il tuo martir, trovi pietà! Fine dell’atto secondo 12. Giovanni: Un tale … disgrazia] r82 giovanni Andiamo. Et il difenderti fia sol dei miei pensieri unico segno. — felice Per disgrazia così detta un impegno.