Discorso del Sindaco pronunciato il
giorno dell’inaugurazione del Palazzo
comunale dopo il restauro.
14 settembre 2013
Autorità civili, militari e religiose, carissimi
concittadini,
alcuni giorni fa ho ricevuto un sms da un
cittadino Sestese con scritto: Ho visto ora il
comune, un altro intervento ben fatto. Sei
l’unico insieme alla tua squadra che avete
ridato dignità a questa città. Grazie perché
migliori anche la qualità della nostra vita.
Ho riflettuto molto su questa parola: dignità. È una bella parola, anche se un po’
fuori moda… Aristotele ha scritto: “La dignità non consiste nel possedere onori, ma
nella coscienza di meritarli”. Sono andato a
guardare il dizionario. Ci sono diverse sfumature di significato del concetto di dignità.
1) alta considerazione in cui l’uomo dev’essere tenuto da se stesso e dagli altri (la
dignità inviolabile di ogni persona)
2) amor proprio, decoro nel modo di agire
e di mostrarsi, che esprime rispetto per sé
e per gli altri (comportarsi con dignità)
3) importanza attribuita ad un luogo o a
una istituzione, che la rende oggetto di
rispetto (la dignità dello Stato, la dignità
di un edificio).
Quest’ultimo significato estende il concetto di dignità anche ad alcuni luoghi:
non tanto per il loro valore artistico, ma
per il significato che rivestono… E davvero possiamo affermare che il nostro
Palazzo comunale, grazie all’accurato
lavoro di restauro, ha pienamente ritrovato la
sua dignità. Una dignità che era sbiadita nel
La dignità ritrovata
Periodico
di informazione
amministrativa
del Comune di
Sesto Calende
n. 3 - Ottobre 2013
Notizie dal Comune
n. 9 del 01/10/2013
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EDITORIALE
tempo, come i suoi colori che per decenni non sono
stati oggetto di nessun intervento.
Sulle cause che hanno provocato questo degrado, ciascuno può farsi un’opinione…
Mi piace sottolineare anche la significativa e felice
coincidenza col recentissimo restauro del campanile
di San Bernardino, la nostra chiesa principale: un
altro edificio il cui valore non consiste tanto nel suo
pregio artistico, ma nel suo significato per la nostra
comunità. Ringrazio il Prevosto Don Luigi e tutte le
persone che l’hanno aiutato in questo progetto.
Dal primo giorno in cui mi sono insediato ad amministrare questa città, ogni volta che vedevo il Palazzo
comunale - dentro e fuori - mi sentivo a disagio, sentivo che non rappresentava in modo degno la nostra
comunità, che non rappresentava gli 11.000 abitanti
di questa meravigliosa e operosa cittadina.
Vi posso assicurare che l’indecoroso aspetto esteriore
era di gran lunga migliore rispetto al degrado dell’interno, con uffici vecchi e obsoleti, postazioni di lavoro inadeguate ai nostri bravi dipendenti comunali,
pratiche accatastate in ogni parte senza un’ordinata
archiviazione.
Abbiamo iniziato subito un percorso per ristrutturare tutti gli uffici, abbiamo razionalizzato la distribuzione del personale e l’organizzazione dei servizi,
abbiamo ordinato e rilegato migliaia di fogli, abbiamo censito e inventariato centinaia di opere d’arte di
proprietà del comune. Un grande patrimonio che ora
è ben protetto e archiviato.
Però non avevamo fatto niente all’esterno, per queste
meravigliose facciate che erano sempre più decadenti
e sporche. Allora abbiamo iniziato un percorso, capitanato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Raffaele
Bertona, che con la sua riconosciuta professionalità
ha preso in mano il vecchio progetto “elefantiaco” da
ben 1.250.000,00 euro e l’ha sistemato, insieme ai
tecnici, ottenendo un risparmio di oltre 400.000,00
euro. Anche grazie a questa rimodulazione del costo,
il progetto ha potuto ottenere il finanziamento dello
Stato, a costo zero per i cittadini di Sesto, con decreto
del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi in
data 10 dicembre 2010.
L’onorevole Giancarlo Giorgetti ha fatto la differenza: senza di lui, senza un leghista appassionato
e vicino alle amministrazioni del suo territorio, non
avremmo mai potuto portare avanti il progetto nelle
varie commissioni giudicatrici.
Pensavo di farlo alla fine, caro Giancarlo: ma te li
meriti tutti fin da ora, con tutto il cuore, i miei più
cari ringraziamenti. Sesto Calende si ricorderà di
questa tua vicinanza.
Tornando al concetto di dignità, credo però che la dignità più importante da perseguire (e quindi quella
che più dovrebbe impegnare l’attività di un sindaco
e di una Amministrazione comunale) non è quella
materiale dei luoghi, ma quella delle persone. Ho
trovato una frase del Conte di Cavour, che dice: “Il
primo bene di un popolo è la sua dignità”.
Credo di poter affermare che in questi ultimi anni la
nostra Città è cambiata: io aggiungerei fortemente
cambiata, ha ritrovato una nuova dignità, che le ha
permesso di tornare ad essere un punto di riferimento
per tutto il territorio circostante.
Due anni fa, in occasione della elevazione a città,
ho elencato tutte le migliori caratteristiche di Sesto,
In questo numero
Palazzo Comunale: opere di restauro 4 L’angolo della poesia . . . . . . . . . . . .18
Periodico d’informazione amministrativa del Comune di Sesto Calende
n. 3 - Ottobre 2013 - Notizie dal Comune - n. 9 del 01/10/2013 - NdC12
A proposito di educazione . . . . . . . . 6 I quartieri di Sesto: Abbazia . . . . . . .20
Direttore Editoriale: Marco Colombo
Direttore Responsabile: Carlo Baruffi
Il commercio in tempi di crisi . . . . . . 7 Spazio Cesare da Sesto . . . . . . . . . .23
Il Palio Sestese . . . . . . . . . . . . . . . . 8 Antonio De Venezia . . . . . . . . . . . . .24
CAI, una bella realtà . . . . . . . . . . . .10 Libri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26
Quattro titoli mondiali . . . . . . . . . . .11 Settimana della spesa consapevole .27
Come eravamo . . . . . . . . . . . . . . . .12 Associazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . .28
Concittadini . . . . . . . . . . . . . . . . . .14 I Gruppi Consiliari . . . . . . . . . . . . . .30
Eventi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16 La casa dell’acqua . . . . . . . . . . . . . .32
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Redazione: Renzo Besozzi, Enrico Crenna, Stefano Maria Daverio,
Samanta Francese, Rossana Girotto, Francesco Signori
Revisione testi: Flavio Della Muzia
Segreteria di redazione: Loredana D’Agaro
Impaginazione: Cecilia Modi
Fotografie: Archivio Notizie dal Comune sas,
Gianfranco Girardi, Archivio Angelo Veronesi
Redazione, amministrazione e stampa:
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PALAZZO COMUNALE
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B
Il palazzo comunale nel progetto originale
oggi invece vorrei elencarvi tutti i progetti che stiamo
portando avanti e che abbiamo in testa per ulteriormente migliorarla. Ma servirebbe troppo tempo.
Una cosa però la voglio dire e assicurare: qualsiasi
progetto andrà nel senso di aumentare la dignità di
ognuno dei Sestesi: fierezza, legittimo orgoglio, che
non deve restare un sentimento passivo ma deve diventare anche un impegno a fare ciascuno la propria
parte per la città, e invito tutti i cittadini ad impegnarsi per la comunità.
Ho sempre pensato che amministrare bene è importante anche perché aiuta a ridare dignità alla politica. Si va diffondendo la convinzione che senza la
politica staremmo tutti meglio. E’ una tentazione
grave e pericolosa, da contrastare. E c’è solo un modo
per contrastarla in modo efficace e convincente: fare
della buona politica, esercitare il potere in modo disinteressato, avendo come unico obiettivo il bene della
collettività. Come ha ammonito Papa Francesco il 19
marzo scorso, nella Messa di inaugurazione del suo
pontificato: “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio: umile, concreto, ricco di fede”.
In ogni tempo e in tutte le civiltà, i valori astratti si
esprimono attraverso simboli concreti, che ci parlano
mediante vari linguaggi. Ciò è vero anche per la dignità di una comunità civica. In questo senso, sono
lieto e fiero di annunciare che qualche settimana fa
il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
ha firmato il decreto di riconoscimento ufficiale dello
stemma della Città di Sesto Calende.
Do lettura della sua descrizione araldica ufficiale:
“Di azzurro, al compasso con le aste aperte all’ingiù,
d’oro, tra le aste il dado dello stesso, visto in prospettiva con tre facce visibili, ognuna marcata di nero, la
faccia di fronte marcata di cinque punti, la faccia superiore marcata di uno, la faccia di sinistra marcata
di quattro. Ornamenti esteriori da Città”.
Finito il mio discorso il Sig. Prefetto ci consegnerà
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ufficialmente i documenti originali del decreto. Sarò
davvero onorato di poterli ricevere.
Dal 1907 (sì, avete capito bene: da oltre un secolo) un interminabile numero di Amministrazioni di
questo Comune ha iniziato il percorso per avere il
riconoscimento dello stemma comunale: ma, ahimè,
senza mai portarlo a termine. Questo lavoro, che ha
comportato tanto tempo e tanta tanta pazienza, è
stato fortemente voluto e tenacemente portato avanti dal mio grande ex Vice-Sindaco Giovanni Buzzi,
che - con la sua dedizione alla città, al lavoro e alla
memoria storica – ha, insieme ai tecnici del Comune
e all’archivista, prodotto tutti i documenti necessari
per ottenere il riconoscimento. Grazie Giovanni.
Da sempre, la massima espressione visiva, sintetica e simbolica, della dignità di una comunità è la
sua bandiera. La bandiera accompagna, sottolinea e
rende solenni i momenti gioiosi e quelli di lutto per
la comunità. Insieme allo stemma, da oggi i Sestesi
possono essere orgogliosi anche della bandiera che li
rappresenta, e che sventolerà sul pennone più alto del
palazzo comunale.
Termino con alcuni doverosi – ma non per questo
meno sentiti - ringraziamenti. Il primo per i dipendenti comunali che lavorano tutti i giorni in questo
edificio e per quelli che si sono impegnati in questo
progetto. Grazie anche a tutte le persone del settore
cultura capitanate dall’Assessore Silvia Fantino che a
fine mese (il 28 settembre) ci daranno la possibilità
di inaugurare un intero nuovo piano del nostro bellissimo museo. Vi aspetto tutti.
Un grazie speciale alle maestranze dell’impresa
I.C.S.A, mi ero ripromesso di elencare tutti i vostri
nomi e lo farò: grazie al restauratore Bruno Giacomelli, titolare dell’impresa, grazie Katiuscia, grazie
Nevia, grazie Cesare, grazie Dante, grazie Franco,
grazie Vasile, grazie Giovanni, grazie Massimiliano,
che da un anno tutti i giorni avete lavorato con gran-
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PALAZZO COMUNALE
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Bandiera della Città di Sesto Calende con lo Stemma approvato e Decreto del Presidente della Repubblica
de professionalità nel cantiere per ridarci
un palazzo comunale nel quale si può
rispecchiare la dignità della nostra Sesto
Calende. Grazie per avermi sopportato
quando mi trovavate sul ponteggio di
cantiere a vedere i lavori, e disturbavo il
vostro operato. E per non avermi buttato
di sotto.
Grazie della presenza al Prefetto di Varese
Dott. Giorgio Zanzi, sempre cordiale nei
miei confronti e sempre pronto ad aiu-
tarmi nella mia attività amministrativa.
Vorrei ringraziare il nostro Governatore
Roberto Maroni che purtroppo per inderogabili impegni istituzionali non è qua
con noi stasera ma sono sicuro si ricorderà
al momento opportuno di Sesto.
Grazie al Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, uomo sempre
impegnato a costruire per la nostra Lombardia. Mi ha molto colpito una tua frase
sull’inclinazione dell’uomo e di tutta la
natura, per cui è più facile distruggere.
È così difficile costruire! “Fa più rumore
una pianta che cade di una foresta che
cresce”.
Grazie al Commissario straordinario della Provincia di Varese, Ing. Dario Galli
per il tuo costante e fruttuoso impegno per
il nostro territorio.
Grazie ai nostri militari e tutte le forze
dell’ordine qui rappresentate, presidio e
garanzia di legalità e di convivenza pa-
IL PALAZZO COMUNALE:
OPERE DI RESTAURO
“vestito” con ben 4000 mq di ponteggi e teli.
Non che il riconoscimento di Città dato a Sesto
Calende abbia direttamente portato al contributo, ma certo ha dato una visibilità e ha portato
l’attenzione sulla nostra Sesto.
I lavori sono iniziati con il lavaggio e pulitura
delle superfici. A seguito di ciò è stata fatta una
mappatura, riportata sui disegni, dei vecchi tamponamenti, che sono stati battuti e ove necessario rifatti, usando materiali come gli originali
con malte a base di calce e impermeabilizzante.
Cornicioni e decorazioni in cemento decorativo
sono stati puliti, restaurati, consolidati e protetti.
Il progetto inizialmente prevedeva di fare i tamponamenti di intonaco ammalorato e di raccordarli al resto della superficie con base spessa ai
silicati, ma poi si è deciso di estendere la rasatura su quasi tutta la superficie per renderla omogenea ed evitare future “macchie di leopardo”.
Durante la pulitura delle facciate è emerso un
colore originale dell’edificio, in particolare quello delle superfici bugnate che erano più scure e
sotto le finestrature risultava una parte più chiara. Si è quindi deciso, dopo iter di approvazione delle prove dei colori da parte della Sovrintendenza ai Beni Architettonici, di ripristinare i
colori originali dell’epoca della costruzione del
palazzo (ben 5 colori diversi più il finto granito).
Il colore è a base di silicato chiaro, coperto con
una velatura più scura, che dà l’effetto di trasparenza delle antiche pitture a calce, che non erano compatte come le attuali finiture per esterno.
Interventi si sono resi necessari anche sulle coperture (sostituzione di molti canali e pluviali
e della maggior parte delle tegole sui versanti
Nord).
I serramenti, che nelle varie parti dell’edificio
sono diversi (per via delle diverse fasi costruttive
e delle sostituzioni fatte nei decenni scorsi), son
tuttora in corso di restauro ed alcuni dovranno
Di Renzo Besozzi
Noi sestesi avevamo dimenticato quanto bello
fosse il nostro Palazzo Comunale. Trascurato
per decenni, impoverito da fatiscenti e tecnicamente inadatte pitture, scrostati in più parti e
pericolanti i cornicioni, appesantito da fasci di
cavi elettrici neppure più utilizzati, ci eravamo
abituati a questa decrepitezza del Palazzo più
significativo di Sesto.
D’altra parte, le dimensioni considerevoli e la
quantità di lavori necessari hanno reso impossibile porre mano ai lavori prima d’ora. Finalmente
però, per l’interessamento di un ministro vicino
a Sesto Calende, abbiamo ottenuto un contributo statale tale da coprire la maggior parte della
spesa, e il nostro palazzo lo scorso anno è stato
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PALAZZO COMUNALE
cifica e serena. Grazie a tutti i parlamentari e senatori della Provincia di Varese,
ai consiglieri regionali di qualsiasi credo
politico, per il vostro impegno quotidiano nel valorizzare le nostre terre. All’on.
Giancarlo Giorgetti un altro ringraziamento: per 770.000 euro, si possono ben
fare anche due ringraziamenti. E sono
sicuro che da dicembre potrò chiamarti
Segretario. Io sono con te!!!
Grazie agli amministratori pubblici del
territorio e dei comuni vicini, ai rappresentanti del mondo della cultura, dell’economia, del volontariato e della Chiesa.
Vorrei complimentarmi pubblicamente e augurare buon lavoro a un nostro
cittadino illustre: l’Ing Daniele Romiti
che da qualche mese ricopre la carica di
amministratore delegato di Agusta Westland. Faccia volare sempre di più la nostra azienda e soprattutto l’Accademy di
Sesto. Grazie anche al suo predecessore,
anche lui sestese, uno straordinario uomo,
uno dei migliori manager d’azienda Italiani che ha speso tutta una vita per far
ridecollare un azienda che tutti davano
per finita. A lei Ing. Giuseppe Orsi e a
tutti i lavoratori di Agusta Westland dobbiamo in parte il benessere delle nostre
terre. Sesto gliene sarà sempre grata.
Vorrei ringraziare pubblicamente tutti
i rappresentanti della Pro Loco di Sesto
Calende capitanati da Romano Maraffini per il lavoro di promozione del nostro
territorio che avete fatto e che continuerete a fare. Voi rappresentate il meglio di
Sesto, gli uomini e le donne che si mettono a disposizione per gli altri. Grazie
anche a Fabrizio per avermi mandato
il messaggio. Grazie al mio vice Sindaco
Enrico Boca, a tutti i miei Assessori ormai esperti amministratori, e soprattutto
spalle operose e leali del mio operato.
Grazie al mio gruppo consigliare. Questa, forse, è la nostra ultima festa di Sesto
Città. Vivetela con orgoglio, consapevoli
che quello che avete costruito in questi
anni è servito per il bene della nostra comunità. Nessuno ha mai lavorato come
voi. Grazie per essermi stati vicini e per
avermi sostenuto.
Vorrei poterli ringraziare tutti, i Sestesi,
uno ad uno. Non potendolo fare di persona, voglio simbolicamente portare il mio
Il palazzo comunale come era ieri...
essere sostituiti.
Per il secondo compleanno della Città vengono
terminate le facciate esterne, mentre si continua a lavorare su quelle dei cortili. Il tutto sarà
completato nella primavera 2014. Un ringraziamento all’Impresa ICSA srl (Interventi Conservativi Storico Artistici), di Giacomelli, impresa di
Sesto Calende specializzata in restauri di opere
architettoniche, con importanti esperienze alle
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ringraziamento e il mio saluto al più giovane e al più anziano dei miei carissimi
concittadini che hanno accettato il mio
invito a presenziare a questa cerimonia.
Lei, gentile Signora Letizia, risulta essere
la “meno giovane” dei Sestesi, e quindi è a
Lei che rivolgo il mio grazie più cordiale:
ai miei occhi, Lei rappresenta tutto ciò
che i Sestesi hanno fatto per il progresso
della nostra comunità, superando con la
loro tenacia momenti anche molto difficili. Tu invece, caro Tommaso, sei il più
giovane dei Sestesi, e quindi è a te che
rivolgo il mio grazie più cordiale: ai miei
occhi, tu rappresenti il futuro della nostra
comunità, la sua tenace speranza in un
avvenire che dipende anche da noi.
Termino rivolgendomi ancora a voi, carissimi concittadini.
Vi dico grazie per i luminosi esempi di
dedizione silenziosa, di laboriosità instancabile, di ingegno che quotidianamente mi offrite. Lasciatemelo dire: Sestesi, siete meravigliosi!!!
Il Sindaco
Marco Colombo
...e com’è oggi
spalle (cappelle artistiche, parco Isola Bella, palazzo Borromeo a Cesano Maderno, scuola di
Saronno, ecc), che ha lavorato con dedizione
ed un pizzico di orgoglio campanilistico per la
nostra Città.
Crediamo che il Commissario Prefettizio Ernesto
Cacciari, che ha governato Sesto Calende dal
1927 al 1930, e che ha edificato questo Palazzo per la sede del Municipio e delle Scuole, ed
ha trasformato completamente la struttura di
Sesto, abbellendola più di quanto ora appaia,
sarebbe fiero di rivedere il “suo” palazzo, bello
ed imponente come lui l’aveva voluto.
Speriamo di esserne fieri anche noi e di non
dover soccombere ai vandali notturni che
troppo spesso infieriscono stupidamente sulle
poche cose belle di cui tutti, loro compresi, dovrebbero godere.
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ISTRUZIONE
A proposito di educazione...
Di Silvia Fantino, Assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura
Molti di voi avranno visto il palazzo
comunale appena restaurato e già deturpato da una mano vandalica.
Parlare di educazione, in questi frangenti , può indurre soltanto ad amare
riflessioni e ad interventi di recriminazione. È bene, però, partire dall’istanza positiva che si può riscontrare se queste manifestazioni, benché
oggettivamente riprovevoli, possano
essere interpretate come una richiesta
di ascolto e di aiuto anche se inconsapevole.
Siamo tutti convinti che non è possibile far crescere un individuo che
sia sempre capace di gestire se stesso
all’interno di una comunità civile,
che ha bisogno di tutti i suoi componenti e dell’apporto, magari anche
piccolo, di chi in essa vive e lavora.
Proprio per questo dobbiamo tutti
sentire il problema educativo come
qualcosa che riguarda tutti e che interpella ciascuno a dare un contributo
in grado di creare le condizioni stabili
perché non si verifichino situazioni
non favorevoli ad un vivere civile,
armonico e piacevole per tutti. Per
ottenere questo bisogna bandire ogni
equivoco nel valutare certe manifestazioni, che non hanno nulla a che
vedere con la buona educazione e con
lo stesso concetto di libertà.
Chiaramente non è libero chi, ad
esempio, confonde il dipingere con
l’imbrattare, il rispondere male con il
giusto diritto di esprimere il proprio
parere, l’abbandono incontrollato di
rifiuti con l’esatto concetto di un diritto acquisito mediante l’assolvimento di un impegno tributario.
Un esempio concreto, che ci riallaccia
a questa riflessione generale, ci viene
offerto in questi giorni dalla facciata
del Palazzo Comunale appena restaurata, e messa nelle condizioni di esprimere tutta la bellezza delle sue linee
ottocentesche.
Alcune “persone” di cui non si conosce l’identità, hanno pensato bene di
deturparlo con segni e sgorbi che, oltre alla grande amarezza suscitata in
me, hanno provocato l’indignazione
dei Sestesi.
I lavori fatti hanno comportato una
spesa notevole sostenuta da quei cittadini che liberamente hanno destinato
l’otto per mille delle proprie tasse al
rifacimento di opere pubbliche significative. Mi risulta davvero inconcepibile che, nonostante una maggiore
sensibilità verso le opere sociali e la
tutela del patrimonio artistico e naturale, ci sia ancora chi può agire in
modo così spregevole.
Che pensare di questi individui? Sono
soltanto persone che soffrono le conseguenze di una profonda solitudine
interiore, che li porta ad esprimersi
in qualsiasi modo, pur di far sapere
che esistono anche loro.
L’appello a tutti è chiaro: dobbiamo
fare in modo che le varie iniziative
che saranno programmate riescano a
raggiungere il maggior numero possibile dei componenti delle nuove generazioni, cui spetterà il compito di
diventare protagonisti attivi nella vita
della nostra città.
Cari ragazzi, non lasciatevi prendere
la mano dai miraggi di una facile notorietà che si pensa di poter raggiungere anche mediante scelte negative,
che ledono i diritti di tutti i coloro
che vogliono vivere e collaborare
all’interno di una convivenza civile, rispettosa dei valori e attenta alla
maturazione e al progresso morale e
spirituale di ciascuno.
Amate la Vostra città e proteggetela: è
un modo chiaro per amare e proteggere anche Voi stessi.
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COMMERCIO
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Il commercio in tempi di crisi
Di Edoardo Favaron, Assessore al commercio e servizi sociali
Benché la nostra comunità non sia immune dalla attuale crisi economica, anche quest’anno si
è riusciti ad effettuare la tradizionale manifestazione pirotecnica, che si è svolta l’ultimo sabato
di luglio.
L’Amministrazione Comunale dapprima aveva considerato di rinunciare ai fuochi artificiali per destinare il relativo contributo comunale
al sociale, poi, con il diretto interessamento del
sindaco e dell’assessore al commercio presso la
Camera di Commercio di Varese, l’Agenzia del
Turismo di Varese, il Distretto dei Laghi ed il
Distretto Malpensa Nord Ticino, è stata recuperata gran parte della somma necessaria a sostenere l’evento che si è così potuto realizzare.
L’evento è stato pubblicizzato, oltre che dalla
Amministrazione Comunale, da molte associazioni presenti sul territorio; tra queste ricordiamo: la Pro Sesto, l’Associazione Commercianti,
l’urban blog I Love Sesto Calende, oltre che da
testate giornalistiche locali.
Il centro storico e le piazze sono state animate
con intrattenimenti musicali, mentre nelle vie
del centro erano presenti numerose bancarelle.
È stata stimata la presenza di circa diecimila persone. I parcheggi erano tutti strapieni di auto
ed il traffico è defluito completamente soltanto
dopo le 2 della mattina.
Anche quest’anno l’evento fuochi artificiali ha
costituito una opportunità di lavoro per quei cittadini che operano nel turismo, ristorazione ed
in quella particolare nicchia di commercio capace di attrarre, con una buona dose di originalità,
l’interesse della gente. Anche le associazioni no
profit, che quella sera erano presenti, hanno affermato di aver avuto un buon riscontro.
L’evento è stato inserito in una iniziativa del Distretto dei Laghi denominata “Fontane di fuoco”. Un programma che prevede spettacoli pirotecnici in otto città che si affacciano sui laghi
delle regioni Piemonte e Lombardia.
Il programma prevede che il prossimo anno il
nostro Comune avrà l’opportunità di competere
per l’assegnazione di un evento pirotecnico da
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effettuarsi in occasione di Expo 2015; la valutazione verrà effettuata considerando le migliori
situazioni che i comuni saranno in condizione
di offrire.
A tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione il ringraziamento
della Amministrazione Comunale.
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PALIO SESTESE
Palio dei Rioni, orgoglio Sestese
Di Samanta Francese
Che emozione vedere sfilare i gonfaloni degli otto rioni,
ideati e dipinti da artisti Sestesi e il Palio del Maestro De
Boni, lungo le vie della nostra Città. La folla accalcata
guardava con ammirazione i drappi che i capirione portavano fieri.
Sabato 14 settembre dopo la Santa Messa delle 18 in San
Bernardino, durante la quale Don Luigi ha invocato la
benedizione sulla manifestazione, il sindaco con tutte le
autorità, le forze dell’ordine, i capirione e i cittadini sono
passati lungo il centro per arrivare all’ingresso del Municipio e festeggiare il termine dell’opera di restauro del
Palazzo comunale.
Tutti erano felici, qualcuno anche commosso, finalmente
un momento di sana aggregazione, un momento di pausa
dai problemi di tutti i giorni che oggi più che mai rendono la vita di tutti noi un po’ più difficile, si respirava aria
di tradizioni perdute, di festa, di giocosa competizione.
Quanti commenti positivi ho potuto sentire, direi che la
totalità della cittadinanza ha apprezzato il massimo impegno che il Comitato del Palio ha messo per la buona
riuscita di questa manifestazione.
La giornata di domenica 15 settembre non è stata proprio
una giornata di fine estate, la pioggia ha fatto da padrona,
però le competizioni si sono comunque svolte e i dragoni
hanno galleggiato sulle acque del nostro bellissimo fiume
ancora una volta. Gli equipaggi erano pronti e temerari
hanno affrontato le eliminazioni della mattina, nel pomeriggio si sono svolte le finali, la pioggia ha costretto
gli organizzatori a variare il regolamento e le 4 finaliste
hanno gareggiato per il tempo migliore. In conclusione
Nicolò e Francesco Signori
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Giulia Fracasso
CLASSIFICA FINALE
1° classificato Rione San Giorgio
1’41’’85
2° classificato Rione Lisanza
1’45’’26
3° classificato Rione Mulini
1’46’’25
4° classificato Rione Coquo - S. Anna - Loca
1’50’’82
5° classificato Rione Oriano - Oneda
-
6° classificato Rione Centro
-
7° classificato Rione Lentate
-
8° classificato Rione Abbazia
-
quest’anno i Mulini cedono il titolo a San Giorgio, che
vittorioso si porta a casa il palio del Maestro De Boni.
Buona parte di noi confida che, comunque vadano le
prossime elezioni, l’amministrazione che sarà presente
abbia la stessa attenzione e lo stesso amore che l’attuale
amministrazione ha riposto in questa importante manifestazione.
Rita Fantasia
Manuela Favaron
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PALIO SESTESE
Il ringraziamento del Palio Sestese
Di Francesco Signori, presidente del Comitato Il Palio Sestese
Cari concittadini, la vostra partecipazione alla
terza edizione del Palio Sestese ci ha onorato e
reso felici. Anche quest’anno, come i primi due
anni, la manifestazione ha riscosso un grande
successo e tutti abbiamo goduto, nonostante la
pioggia, dell’ebbrezza dell’evento. Il Palio Sestese
è nato nel 2011 per volere dell’attuale Amministrazione che lo ha collocato nell’ambito delle
manifestazioni organizzate in occasione della
nomina di Sesto Calende a Città. Partecipando all’evento i nostri concittadini riscoprono il
Ticino che tanto ha dato alla città e fanno valere
la loro tradizione di vogatori sulle spettacolari
“dragon boats”.
Mi preme informarvi che in occasione di questa ultima edizione abbiamo voluto istituire
un comitato denominato “Il Palio Sestese”, del
quale fanno parte la Pro Loco, che ne ospita la
sede, i capisquadra degli otto rioni, la Consulta
Sportiva e il CSCK, così da assicurare al “nostro” bellissimo palio la continuità negli anni a
venire, indipendentemente da chi amministrerà
la nostra città in futuro. Desidero sentitamente ringraziare l’Amministrazione comunale che
ha patrocinato l’evento, la Proloco il Club 73 di
Lentate, l’associazione S. Giorgio, l’Associazione Pensionati Sestesi, la parrocchia e gli oratori
Anna Decor
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Sestesi, il gruppo Scout di Sesto, la Banda G.
Colombo, il Coretto Beato Piergiorgio Frassati,
la Corale della Parrocchia, il Circolo Sestese, il
comitato del rione Dorbiè di Castelletto Ticino,
il Parco del Ticino, il C.V.A. di Angera, gli artisti e artigiani che hanno realizzato i quadri e
i drappi, Officina Beta, Sireco sas, CT MEC,
Edilegno, Oscella, Stylaudio che ha provveduto
agli impianti elettrici, gli speaker ufficiali, Video Varese e Video Sesto, la radio web NeverWas
Radio-Ospedaletto, i fotografi, la compagnia assicurativa Allianz di Sesto Calende, che si è fatta
carico delle polizze assicurative, i giudici di gara,
il CSCK che ha organizzato le gare e messo a
disposizione personale e imbarcazioni, tutte le
forze dell’ordine che, con la loro presenza, hanno
garantito il tranquillo svolgimento della manifestazione, gli sponsor, tutti i volontari e tutte le
associazioni, commercianti e cittadini che hanno
collaborato alla buona riuscita dell’evento.
Un ringraziamento particolare va a tutti gli
amici, componenti del Comitato “Il Palio Sestese”, che dall’inizio di quest’anno hanno collaborato con me, dedicando il loro preziosissimo
tempo all’organizzazione di questo bellissimo
Palio Sestese.
Grazie e arrivederci al prossimo anno!
Pierino Comignaghi
Giusy Di Claudio
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Cari Sestesi,
le parole più semplici per descrivere la terza
edizione di Sesto Città le posso esprimere così:
ennesima grande emozione e fantastico coinvolgimento umano.
All’inizio di questa avventura, sentiti i consigli
del Sindaco e dei membri dell’amministrazione,
mi ero prefisso un obiettivo importante, quello
di fare in modo che questa manifestazione potesse diventare autonomamente gestita dalle
associazioni del territorio e che insieme potessero costruire, ognuna per quello che poteva
dare, la Festa dei Sestesi.
Come organizzatore, nell’attesa di poter rivedere personalmente tutti gli amici che hanno
reso unica questa festa, è un piacere ringraziare di cuore: l’amministrazione comunale
per la fiducia, i dipendenti comunali per la
collaborazione, le forze dell’ordine e le autorità intervenute, il Parco del Ticino, la Pro Sesto
Calende, il Comitato Palio Sestese, il CSCK, il
Gruppo Scout, il Club 73, i Pensionati, il Rione
Dorbièe di Castelletto, il Gruppo San Giorgio,
l’associazione Realizzando, Il Comitato Sestese
per i Paesi Poveri, il Gruppo Lavoratori Anziani
SIAI Marchetti, I Love Sesto Calende, Neverwas
Radio, Circolo Sestese, l’associazione Smart,
Video Sesto, i commercianti, il Foto Cine Club,
Asse Focale, la Banda G. Colombo, il Coretto
dei Bambini, la Corale, l’Oratorio, la parrocchia,
Il Coordinamento del Volontariato e la Consulta
Sportiva e le loro associate, il CVA, i Volontari
del Parco del Ticino, gli sponsor i loro presidenti
o rappresentanti e gli associati per l’impegno e
tutti i singoli sestesi che si sono resi parte attiva
per il successo della manifestazione e tutti gli
intervenuti per il loro calore umano. Con affetto,
Simone Pintori
Vitaliano Forlani
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SPORT
Il CAI, una bella realtà
Di Orlando Veronese, Assessore allo Sport
Tra le associazioni sportive da tempo
presenti sul nostro territorio, una delle più datate è certamente la sezione
di Sesto Calende del “CLUB ALPINO ITALIANO”, che fu fondata il
20 maggio 1945 e che ha la sua sede
attuale in Via Piave 132. I soci del
Club gestiscono anche il “Rifugio
Sesto Calende” ubicato in Valle Antigorio, precisamente all’Alpe Devero,
a 1640 metri di quota, che dispone
di 20 posti letto e di una cucina per
gli ospiti.
Da quando ricopro l’incarico di Assessore allo Sport, per motivi istituzionali incontro periodicamente
i presidenti delle società sportive.
Durante uno di questi incontri, lo
scorso inverno, ho avuto l’occasione
di confrontarmi con il presidente del
C.A.I. della nostra città, il Sig. Pietro
Molinaro e di approfondire con lui le
attività che il Club svolge.
Sono così venuto a conoscenza di una
realtà che mi ha sorpreso per la quantità e la diversificazione delle attività
che svolge, per l’organizzazione precisa e puntuale di tutte queste attività, per la professionalità con la quale queste vengono affrontate e per il
grande numero di persone di ogni età
e che vi partecipano e che frequentano la sede.
Non ho intenzione di descrivere in
questa sede tutte le attività del Club,
né di parlare della sua organizzazione:
sono infatti informazioni disponibili a tutti, ed accessibili dal sito del
Comune attraverso la sezione “Sesto
Sport” o direttamente dal sito del
“C.A.I. Sezione di Sesto Calende”.
Vorrei semplicemente raccontare la
mia esperienza, in quanto l’incontro
con questa realtà ha cambiato radicalmente la prospettiva con la quale
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mi ero sempre approcciato alla montagna e spero che questo mio scritto
possa destare curiosità e interesse in
quanti vivono la montagna così come
la vivevo io. Come ho già avuto occasione di dire, sono da sempre un
appassionato di sport, ne ho praticati
diversi e ne pratico tuttora. Nonostante questo, le passeggiate che ogni
tanto facevo sulle nostre magnifiche
montagne non hanno mai avuto per
me un risvolto escursionistico, ma
piuttosto assumevano un aspetto
ludico e di svago, sempre effettuate
con amici o gruppi occasionali, sempre organizzate in modo autonomo,
cosa che non mi aveva mai permesso
di passare dalla passeggiata all’escursione, con tutti gli aspetti sportivi e
culturali che questo passaggio comporta. Sportivi perché la conoscenza e
la consapevolezza di ciò che si sta facendo dà la possibilità di raggiungere
in sicurezza obiettivi che senza queste
premesse sono inavvicinabili, culturali perché la montagna racchiude un
pezzo della nostra storia che vale la
pena approfondire.
Come dicevo ho avuto occasione di
frequentare la sede del C.A.I. ed in
uno di questi incontri ho scoperto il S.I.E.L. “Scuola Intersezionale
Escursionismo dei Laghi”, diretta
dal nostro concittadino Sig. Antonio
Minchiotti, che mi ha invitato a frequentare il corso di “escursionismo”
della durata di poco più di tre mesi.
Detto fatto, mi sono inscritto e ho intrapreso tutte le attività che prevedeva
il corso. Ho frequentato le lezioni teoriche durante le quali, ad esempio,
ho appreso l’importanza che assume
il giusto abbigliamento in montagna
ed ho partecipato alle escursioni e alle
esercitazioni pratiche che sviluppano
sul campo gli argomenti trattati durante la teoria: geologia, orientamento, nodi e manovre, soccorso alpino,
alimentazione e fisiologia in quota,
meteorologia, cultura e ambiente alpino.
Oggi posso dire che il mio approccio
con la montagna e con l’ambiente
alpino è certamente diverso e molto
più consapevole. Quanto ho appreso mi consente di poter affrontare le
escursioni in montagna senza alcuna
preoccupazione o paura, perché sono
in grado di programmarle tenendo
conto delle variabili e criticità che è
possibile trovare, valutando ogni possibile fonte di rischio, perché per divertirsi in sicurezza nulla è scontato e
tutto va programmato.
Per chiudere voglio riportare un paragone che ci ha fatto il direttore
del S.I.E.L. nell’introdurre una delle
serate di teoria, paragone che mi ha
colpito e che ritengo particolarmente
efficace per capire il motivo per cui
sia così importante, per chi ama la
montagna, la partecipazione a questo
corso.
Antonio ci ha spiegato che andare in
montagna senza conoscerne le peculiarità è un po’ come andare ad una
festa dove non si conosce nessuno. Si
rimane spaesati, ci vuole tempo per
conoscere ed entrare in sintonia con
gli altri ed a volte la festa finisce e non
ci siamo divertiti. Diversamente, se
si è accompagnati da amici, è molto
più facile inserirsi e divertirsi. Nello
stesso modo se si va in montagna e si
riconoscono come amici l’ambiente,
la flora e la fauna, si vive il momento
con sicurezza, con gioia e serenità, e
questo ci consente di godere appieno
del meraviglioso spettacolo che ci offrono la nostre montagne.
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SPORT
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Esperienze internazionali
e quattro titoli mondiali velocità
Di Maurizio Lenuzza, delegato FICK, componente Comitato Provinciale CONI di Varese
Mentre questo numero del giornale si appresta ad
andare in stampa, Giulio Dressino, Gaia Piazza e
Marco Moroni stanno partendo per Copenaghen,
con le squadre nazionali di categoria, per partecipare ai Campionati del Mondo di Maratona. Nel
mondo del kayak d’acqua piatta, la maratona è
una specialità che deve ancora riscontrare un forte interesse di pubblico, comprensibilmente più
interessato all’immediata spettacolarità dei 200 o
dei 500 metri in corsia. In realtà è un tipo di competizione molto impegnativa e delicata da gestire,
non solo per le battaglie ai giri di boa (come nel
fondo), ma soprattutto per le fasi di trasbordo,
durante le quali l’atleta deve scendere a terra, in
zone predefinite, correre con barca alla mano per
alcuni tratti e risalire velocemente per riprendere
la gara in acqua.
Giulio nella categoria Under 23 in K1 farà 25,8
km, Gaia in K1 21,5 km, Marco nella categoria
Junior, in K2, farà 21,5 km.
Giulio e Gaia sono iscritti anche nella categoria
Senior in K2, per 30 e 25 km, ma bisognerà valutare al momento le condizioni fisiche. Li accom-
pagna Davide Aliprandi, tecnico della sestese e da
alcuni mesi chiamato a far parte dello staff tecnico della Nazionale maratona. I tre ragazzi sestesi
sono stati selezionati dopo la prestazione nella
competizione nazionale di maratona in occasione
dei Campionati Italiani Velocità, ai primi di settembre, a Milano.
I nostri equipaggi campioni italiani per il 2013
sono: Giulio Dressino nel K1 m500 Under 23;
Zeni, Cerina, Crenna e Dressino nel K4 Under
23 m1000; Mattiello, Varalli, Piazza e Besozzi nel
K4 Under 23 femminile m500; quest’ultimo un
risultato estremamente significativo per il CSCK
e che pone speriamo un punto di partenza forte
per il rilancio del settore femminile.
Dodici le altre medaglie, fra secondi e terzi posti. Tutto ciò, dopo la partecipazione di Mauro
Crenna e Giulio Dressino al Mondiale Velocità
di agosto, a Duisburg, dove si è visto delinearsi
la ricostruzione della nuova Nazionale, con molti
“giovani leoni” che hanno bisogno di misurarsi
costantemente nell’arena internazionale per crescere.
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COME ERAVAMO
80° anniversario
della crociera transatlantica del 1933
Di Giovanni Buzzi
Per commemorare il decennale della
costituzione della Regia Aeronautica
fu organizzata, nell’estate del 1933, la
“Crociera del decennale”. Due anni
dopo la prima trasvolata atlantica,
ben 24 idrovolanti Savoia Marchetti
S.55X, prodotti a Sesto Calende, partirono da Orbetello al comando di
Italo Balbo, con destinazione Chicago, New York e ritorno a Roma.
Per quegli anni fu un evento straordinario che fece letteralmente ‘impazzire’ gli americani e contribuì notevolmente ad una più alta considerazione
e rispetto per gli italiani da parte degli
statunitensi e del mondo. Questo sicuramente giovò ai tanti nostri con-
nazionali lavoratori emigranti in quel
paese, in momenti veramente duri
per loro. Una dettagliata documentazione dell’evento, tratta da filmati
originali, si può trovare su YouTube
(La crociera aerea del decennale).
La Pro Loco di Sesto ha messo gentil-
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mente a disposizione uno spazio espositivo in viale Italia per costituire un
memoriale temporaneo dell’impresa.
Una mostra che non vuole avere rigore storico-filologico, ma più semplicemente è un doveroso “memoriale”
dell’evento cha ha coinvolto la nostra
comunità di quegli anni. Sono stati
comunque esposti alcuni bellissimi
ed inediti documenti d’epoca, ed un
modello in legno del glorioso aereo
S.55X. La mostra/memoriale è stata proposta dal Gruppo Lavoratori
Seniores della SIAI Marchetti e dalla Pro Loco: questa bella iniziativa è
anche la prova che due associazioni
possono lavorare per un unico importante risultato. I materiali esposti provengono da due fondamentali archivi
storici della nostra città: quello della
Pro Sesto Calende, presidente Romano Marafini e quello del Gruppo
Lavoratori Seniores della SIAI Marchetti, presidente Marzio Mariani.
Proprio grazie ai due presidenti ed ai
direttivi delle rispettive associazioni è
stato possibile realizzare questa bellissima iniziativa di valorizzazione della
memoria collettiva della nostra città.
Il bellissimo allestimento è stato curato da Romano Marafini con una particolare attenzione, con le giuste immagini e la proiezione continua di un
filmato documentario, nel valorizzare
l’essenziale in uno spazio raccolto che
riportava felicemente l’attenzione dei
visitatori alla natura di vera epopea di
uomini ed aerei della nostra nazione.
L’inaugurazione è avvenuta sabato 14
settembre, in occasione delle giornate
di festa per Sesto Città. Colgo l’occasione per ringraziare calorosamente
tutti ma in particolare il Sindaco, la
Giunta e il mio gruppo di Consiglieri
Comunali di maggioranza, per aver
sostenuto con entusiasmo l’idea, e gli
animatori dell’iniziativa del memoriale: Romano Marafini e Marzio Mariani, con i rispettivi direttivi, oltre a
Simone Pintori, nelle sue molteplici
vesti, per aver lavorato con dedizione
per la realizzazione dell’evento.
Sempre per l’occasione di questa
commemorazione, su proposta del
gruppo consiliare della Lega della
Libertà, attraverso una mozione del
capogruppo, si è deciso di realizzare una targa commemorativa dell’evento di ottant’ani fa. Questa targa,
sotto forma di quadro con immagini
significative ed epigrafe, è stata scoperta durante l’inaugurazione e verrà
definitivamente collocata all’interno del rinnovato Municipio. Il testo
dell’epigrafe, che ho avuto l’onore e
l’onere di comporre, condiviso dalla
Giunta e dal GLA SIAI Marchetti è
il seguente:
80° DELLA TRASVOLATA
ATLANTICA
DEL DECENNALE 1933 – 2013
In questi giorni di ottant’anni fa si compiva una grande impresa di uomini e
aerei delle nostre terre, volati in gran
numero nel Nuovo Mondo sulle ali prodotte dall’ingegno operaio della fabbrica
S.I.A.I. Marchetti di Sesto Calende.
A ricordo di chi partecipò con coraggio in
quei giorni e di chi lavorò con impegno
per anni, la Città pone oggi questo piccolo segno di una grande riconoscenza per
il nostro passato.
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COME ERAVAMO
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Il quadro commemorativo sarà presto visibile nell’atrio del Municipio, vicino all’ingresso
dell’Ufficio Anagrafe.
Sempre nella mozione di maggioranza, votata
all’unanimità in Consiglio Comunale, si è deciso
di intitolare agli “Eroi delle Trasvolate” una della piazze/rotatorie recentemente completate in
centro: la ‘porta ovest’ della città, quella ai piedi
della rampa del Ponte. Al centro della rotonda
verrà collocata anche una stele commemorativa
degli aerei S.55X, come simbolo e sintesi di tutti
i meravigliosi velivoli prodotti in passato dalla
S.I.A.I. Marchetti.
La stele è curata e offerta dalla sensibilità della
dirigenza di Agusta Westland, che rappresenta
oggi la più straordinaria realtà dei nostri territori, da sempre caratterizzati dallo speciale legame
con il volo, attraverso la produzione di aerei ed
elicotteri. Ringraziamo calorosamente Agusta
Westland per questo bellissimo contributo alla
memoria storica della nostra Città.
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CONCITTADINI
Le confessioni di una centenaria
Di Renzo Besozzi
Parafrasando il celebre romanzo di Ippolito Nievo, titolo questa intervista alla nostra concittadina
Maria (all’anagrafe Letizia) che di anni ne ha visti
101, e che, lucida e attivissima, è testimone della
nostra storia Sestese. Arrivo a casa sua, mi apre la figlia Marisa e poi cerca la mamma, che non è in casa,
ma in giardino. Rientra con dei pomodori, cura lei
l’orto. Mi dicono che in casa cucina ancora lei.
fabbro, avevamo una mucca. Non mancava nulla del necessario, la mucca ci dava latte, burro,
formaggina, e l’orto le verdure. Poi, però, mio
marito è morto molto giovane, lasciandomi sola
con la bambina. Per l’interessamento di una cara
persona, ho trovato lavoro in SIAI a Sesto.
Ma poi si è risposata, vero?
A furia di passare davanti alla portineria della
SIAI, il portiere Anselmo si è innamorato di me,
avevo 29 anni ed ero una bella ragazza. Questa
volta non ho ascoltato mio padre e ho fatto di
testa mia e così sono diventata la signora Introini. Successivamente la SIAI ci ha dato l’alloggio
sopra la guardiola, ed ho vissuto per molti anni
a Sesto.
Signora Maria, ha davvero 101 anni?
Certo, sono nata il 19 luglio 1912, a Corgeno,
ma poi mi sono sposata a 20 anni e sono venuta ad abitare con mio marito Pietro ad Oneda,
nella casa accanto alla chiesetta. Non è stato un
matrimonio d’amore, mio padre l’aveva voluto,
ma mi sono comunque trovata bene con mio
marito, ed ho avuto mia figlia, Marisa.
A Oneda facevo la contadina, mio marito era Però, Oneda...
Sì, Oneda l’avevo e l’ho nel cuore. Ho nel cuore
i rintocchi della campana della chiesa, il giovedì
veniva il prete, la campana suonava 3 volte, il
primo, il secondo, il terzo.. mi sono affezionata
ai rintocchi della campanella, così vicina a casa
mia. La catenella per suonare la campana pendeva all’esterno della chiesa, e a volte i ragazzi, per
fare scherzi, quando rientravano a casa la sera,
magari a mezzanotte, si divertivano a suonarla.
Ad Oneda, prima dell’arrivo di temporali, onde
scongiurare disastri, si suonava la campana, e
grazie ad essa non è mai successo nulla, ci ha
sempre protetto.
Mi dicono che ora la campana non suona più.
In un primo momento è stata tolta durante i
lavori di ristrutturazione del tetto e del piccolo
campanile. Ho conservato la campana a casa mia
per qualche tempo, è bella ed in bronzo con in
rilievo san Francesco e san Rocco. Poi la campana doveva essere riparata, è stata via per un po’,
ma quando l’hanno di nuovo collocata al suo
posto non ha più suonato. Pare che manchi il
battacchio, sparito chissà dove.
Anche il prevosto a suo tempo ne era informato.
Mi ero offerta per partecipare alla spesa del ripristino, magari anche spostando il campanile, che
ora è incastrato nell’angolo del tetto della casa
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CONCITTADINI
adiacente, ma i preti vengono e vanno, e della Chiesa di Oneda si interessano poco. Eppure è una chiesetta
antica (fatta costruire dalla famiglia
dei nobili Gatti nel 1482, n.d.r.), ampliata poi con l’aggiunta di un locale negli anni settanta. Adesso hanno
messo un altoparlante, che chiama i
fedeli alla Messa, ma non è il suono
della mia campana.
Proviamo a raccontare questa storia
sul nostro giornale di Sesto?
Come sarei felice se potessi riascoltare la mia campana! Quella vera,
non l’altoparlante col suono registrato. Ho vissuto una vita sentendola suonare. Chissà se mai potrò
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riascoltarla, se qualcuno mi vorrà
fare questo regalo.
Con l’augurio che davvero si smuova
qualcosa, per far felice una donna attiva e perspicace, giovane di spirito, che
ama il proprio paese, che ancora mostra per esso uno spirito combattivo, e
dalla quale noi e i nostri pigri ragazzi
dovremmo imparare.
Una persona che non dimenticherò mai
Di Renzo Besozzi
Ciascuno di noi ha incontrato qualche persona
che ha lasciato un’impronta indelebile nella
memoria e che ha influenzato in qualche modo
la vita. Mentre ciò avviene, forse non ce ne rendiamo pienamente conto, ma a vita vissuta ci si
volta a guardare il passato e si scoprono fatti e
persone che ci hanno plasmato. Le persone che,
ad esempio, ci sono state vicine e ci hanno aiutato nei momenti di difficoltà. Una di queste persone, nel mio caso, è una persona conosciutissima
nella nostra città.
Anno 1960. Ero studente di fisica, quando mio
padre morì, e le mie condizioni economiche non
mi avrebbero permesso di continuare gli studi.
Avevo già in precedenza cercato di guadagnare
qualche soldo dando ripetizioni di matematica ai
ragazzi, ma la nuova situazione in cui mi venni
a trovare era davvero preoccupante. Non conoscevo la persona della quale sto per parlare, ma
egli conosceva me attraverso sua moglie, una
persona di rara sensibilità, e mi fece chiamare.
Risposi, titubante ed intimorito, alla chiamata.
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Luogo: la scuola di Avviamento Professionale di
Sesto (successivamente divenuta Scuola Media).
Persona: il preside, prof. Mamante Rabozzi. Mi
mise subito a mio agio e mi chiese se fossi interessato ad insegnare fisica con un incarico annuale. Accettai con entusiasmo l’offerta e di lì a
poco mi trovai davanti ai ragazzi in un’aula della
scuola. L’incarico si ripeté negli anni successivi,
ed io imparai a motivare i miei ragazzi, perché
nel contempo motivavo me stesso.
Presi a cuore la mia scuola, anche perché il preside prese a cuore me, come prendeva a cuore
anche tutti i suoi alunni. Mai impositivo, sempre
propositivo con tutti, tutti incoraggiava e sapeva
cogliere il meglio da ciascuno, anche dai suoi insegnanti. Metà dei sestesi ha frequentato la sua
scuola e lo ha conosciuto, fermo ma sereno e
disponibile, come un padre ed un fratello maggiore di tutti.
Mente aperta e di cultura vastissima, lo ricordiamo nella cabina di “Lascia o raddoppia” con
Mike Bongiorno per molte settimane. Svolse la
sua funzione di preside dal 1957 al 1985.
Presi a cuore la mia scuola, anche perché il preside era disponibile ad ascoltare tutte le proposte
educative da chiunque ne formulasse di interessanti, e mi incoraggiò quando gli proposi di coltivare l’interesse che alcuni ragazzi dimostravano
per l’elettronica, con l’avviarli verso conoscenze
basilari e con lavori di laboratorio, ovviamente
fuori ed oltre gli orari scolastici.
Nel 1963 questi ragazzi realizzarono un impianto audio distribuito in tutta la scuola, che
il preside dimostrò di apprezzare e che usò con
discrezione negli anni successivi ogniqualvolta
occorresse dare informazioni alla scolaresca od
agli insegnanti.
Questi ragazzi, che ancor oggi spesso incontro e
molti dei quali sono ormai nonni, non hanno dimenticato quegli anni, quella scuola e quel preside, che ha lasciato in tutti una traccia di umanità,
di dedizione e di amore. Non si dimentica chi ci
ha fatto del bene. Un saluto ed un augurio, caro
preside.
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EVENTI
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Serata di canzoni di Iannacci, Tessa e altri
La nuova bellissima rotonda di via Vittorio Veneto, fresca fresca
Trofeo Ticino Golf Challenge
I palloni sull’acqua per la gioia dei bambini
La benedizione dei gonfaloni di quartiere
La sfilata dei gonfaloni
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EVENTI
L’inaugurazione del Palazzo Comunale al termine del restauro
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Il Prefetto e lo Stemma della Città, approvato dal Capo dello Stato
La magnifica serata con il Coro Divertimento Vocale
Il Palio dei Rioni: i Dragon Boats
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Il nuovo bellissimo Ufficio Informazioni (ex chiosco Dante)
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CULTURA
L’angolo della poesia
La forza del fiume, il suo scorrere perenne e misterioso hanno sempre suscitato
nei poeti immagini evocative, quasi a simboleggiare la nostra stessa vita
Il Ticino, il nostro bel fiume sulle cui rive
hanno prosperato civiltà e popolazioni.
Quante storie potremmo ascoltare se potessimo interpretare il mormorio delle sue acque, ma le storie le raccontano gli uomini ed
appunto interpretando questa poesia dialettale del Giuvanin e la successiva fotografia
che ci riporta negli anni 50, possiamo avere
uno scorcio di vita di quell’epoca; vita che
veniva vissuta attingendo risorse dal Ticino,
il quale con generosità era in grado di offrirci del buon pesce, acqua per molteplici usi
ed occasioni per socializzare.
A quei tempi le macchine per lavare i panni non erano diffuse ed anche se nel nostro
Comune vi erano alcuni lavatoi era consuetudine, per molte donne, andare al fiume
a fare il bucato. Soprattutto nei mesi estivi
era facile vedere alcune donne spingere carriole in legno, cariche di panni, sulle rive
del Ticino, attorniate da numerosi ragazzini chiassosi che venivano spesso richiamati
all’ordine dalle proprie mamme. Le carriole
venivano introdotte in acqua, dove le donne
svolgevano il loro lavoro insaponando e sbatacchiando i panni, rimanendo con i piedi
in acqua per ore.
Mentre lavavano i panni le lavandaie chiacchieravano sommessamente, scambiandosi
informazioni di ogni tipo.
In situazioni particolari, oppure quando i
discorsi diventavano più intriganti, i ragazzini venivano invitati ad andare a giocare più
in là, per i più restii di loro erano pronti vari
appellativi soprattutto veniva usato il termine “narigiat”!
Il Ticino ci ha regalato tante cose, pagine di
storia ed emozioni, ma esige il nostro rispetto, soprattutto non dobbiamo dimenticarci
che tra le sue esigenze vi è quella, durante le
piene, di incrementare il volume delle sue
acque fino a raggiungere livelli già toccati in
passato.
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AL NOSTAR TISIN
Se al guardavi in piena, con la so acqua scüra,
da piscinin al ma faseva pagüra,
ma quand pö sun cresù, ancura prima di barbis,
cun al Tisin sem diventà grand’amis.
Intant che i mam a lavavan i pagn
nunt fiöi giügavum e fasevum al bagn;
chi povar don, cunt i pè in acqua par ur,
a quarant’an evan già pien da dulur,
ma ricordi da una dona un po’ tracagnota: gà disevan
“la Bugiunet”,
intant che la sbatteva i pagn la mulava un quei pet,
a nunt fiöi sti rop gà fasevan rit cume i mat,
ma i mam gà vusavan: andè a giugà pusè in là, narigiat!
Una volta, cun la caneta, sa pescavan gubit arburel
e variun,
frit in da l’oli a diventavan propi bun;
quanta gent al Tisin l’ha sfamà,
quand sevum senza danè e gheva una gran puvertà!
Ades l’è pien da gabian svassi e curmuran,
disan che mangian di gran pes: piot, cavezai e anca
i merican;
chi por pescadur in propi rabià,
ma chi dal Parco disan che sa pò mia sparà.
Süi so riv quanti giuvinot e tusan a sin incuntrà
e pö in barca o d’adrè di buscun han murusà,
stori d’amur che al Tisin l’ha vist nas…..
e menu mal che l’acqua la tas!
Gent, pes, barcuni e civiltà
che insema a l’acqua chissà duva in andà
e se al Signur al ma permet da scampà
sul Tisin a gò altar cent stori da pudè cüntà!
Giuvanin
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CULTURA
19
L’autunno ci accompagna verso l’inverno con
giornate sempre più fresche e con meno luce,
ma nel cuore della nostra concittadina Samantha è presente la primavera. È la primavera dei
suoi diciassette anni, che riflette ottimismo in
quanti leggono questa sua poesia.
LA PRIMAVERA
Sbatte forte le tenere ali,
vola tra fiori e davanzali
spensierata e leggera:
è il primo segno di primavera.
Può essere dipinta
come l’arcobaleno
e viaggiare nel ciel sereno
o esser di unica tinta.
Lascia nell’aria armonia
e rende tutto una magia.
AVVISO
Samantha F.
Nella foto in alto a destra:
Lavandaie sestesi al lavoro durante la piena del maggio 1951.
Avete mai scritto delle poesie? Inviatele a: [email protected]
Compatibilmente con le esigenze di spazio, alcune poesie
potranno essere pubblicate su questo giornale.
In ricordo di Giancarlo Sangregorio
Di Luigi Crenna
Caro Giancarlo, sapendo che a ognuno toccherà allungare il passo fatale, non voglio usare frasi retoriche. Ti voglio solo dire di essere
molto addolorato e voglio ripeterti tante, tante volte grazie per la tua generosità nei miei
confronti.
Già la prima volta che ci siamo conosciuti hai
voluto subito regalarmi una grande foto tratta
dalla monografia “Sangregorio-simbiosi”ediz. Del Milione.
Osservata tale foto ho subito intuito la sua
grande importanza come significante della tua
arte: un pezzo di legno foggiato dal tempo e
dalle percosse degli elementi come una mano
incuneata tra due rocce. Immediata è poi stata
la tua disponibilità alla mia richiesta di prestito
di alcuni disegni per riprodurli nel mio libretto
BIANCO VERDE AZZURRO, non senza averlo
voluto leggere di un fiato ed avermi regalato
la frase “…Questa poesia è tutta impregnata
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di un naturalismo nel quale c’è un netto riferimento alla condizione umana”.
La lettura dei tuoi disegni mi ha molto sorpreso, quasi attonito. Se in copertina spicca
elegante il disegno di una coppia di un meraviglioso fucsia, intriganti, quasi sconvolgenti
sono i cinque disegni interni, monotematici:
“Figure nell’ambiente”. Sono sempre due
figure sole, piegate dai loro pensieri, senza
comunicare tra loro, ed è evidente anche un
tentativo di fuga; e nell’ultimo- sei figure presumibilmente all’aperto- è chiarissimo, ben
reso il significato che anche in compagnia si
può essere soli.
Molto piacere provavo quando mi mandavi a
salutare; e poi purtroppo le notizie che non
godevi più ottima salute. Per diverse volte nessuno mi ha risposto al tuo campanello.
Nel novembre del 2010 presso Villa Recalcati
ho visitato la tua significativa mostra nell’am-
bito delle cinque proposte di scultori legati al
territorio varesino: Giò Pomodoro, Sangregorio, Tavernari, Zauli e Nino Cassani (manifestazione preludio di una collezione permanente
a cielo aperto). Abbagliato dalla tua opera ti
ho lasciato sul registro questa considerazione:
“Un altissimo volo nel tempo e nello spazio
nella chiara luce di una limpidissima arte”.
Spero che tu l’abbia letta.
Caro Giancarlo, ci troveremo, e forse avremo
anche il tempo di parlarne, tra tutti noi, (anch’
io per la mia minima parte), che abbiamo lavorato nella e per la “sacralità della natura”.
La tua, in questo caso è già una via, un sentiero precisamente tracciato con grande intelligenza, coraggio e tanta continuità di sforzi; tu
fraternamente ci abbraccerai.
Tutta la tua Sesto ti ha capito e vorrà sempre
bene a te e alle tue creature ormai ovunque
diffuse. Grazie, grazie di tutto.
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La zona prima e dopo il 1938, anno di un’intensa urbanizzazione residenziale
I quartieri di Sesto Calende:
Abbazia
Di Renzo Besozzi
Il quartiere dell’Abbazia è sicuramente il più carico di storia. Dico di storia in quanto sono molti i documenti che
ne parlano, specie dall’alto medioevo fino ai giorni nostri.
Certo, l’importanza del quartiere discende dalla presenza
dell’Abbazia benedettina che dal secolo IX nel bene e nel
male influenzò in modo determinante la storia di Sesto
Calende.
L’Abbazia venne fondata dal conte Liutardo (o Luitardo),
che fu vescovo di Pavia dal 830 al 864, e che ottenne molti castelli e possedimenti terrieri dall’imperatore e re d’Italia Lotario e da suo fratello Lodovico, tra i quali le terre
di Sesto, abitate in quell’epoca da discendenti di Eruli e
Longobardi, che professavano in parte ancora l’idolatria e
in parte l’Arianesimo.
Liutardo, uomo deciso e violento nel combattere gli scismi che dividevano la Chiesa, distrusse quel che rimaneva
della vecchia cultura e fondò il monastero benedettino,
che dipendeva dal vescovo di Pavia.
L’Abbazia era geograficamente situata nella Diocesi di
Milano, ma le condizioni politiche del tempo, quando il
governo era a Pavia, dettero forza a questa situazione, almeno fino alla morte di Liutardo.
Da quel momento tutta la storia per secoli fu un succedersi di lotte fra i due vescovadi, che se ne contendevano
La facciata/pronao della chiesa di S. Donato
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la giurisdizione, anche ripetutamente con la forza degli
eserciti, dato che queste controversie si innestavano nel
più vasto antagonismo fra impero e papato.
Dobbiamo giungere al 1816, dopo la restaurazione e la
riorganizzazione delle diocesi del Lombardo-Veneto, perchè la giurisdizione ecclesiastica dell’Abbazia passi dalla
diocesi di Pavia a quella di Milano.
Ma torniamo al nostro quartiere. L’Abbazia, restata senza
monaci per i continui soprusi e fatta segno di continue ruberie, fu assegnata, con tutte le sue pertinenze, dal papato
all’opera pia Ospedale Maggiore, che per via delle guerre
continue non aveva più sufficienti risorse per la cura degli
infermi. Le terre divennero così di proprietà dell’Ospedale, e tali rimasero in gran parte fino ai giorni nostri.
L’Abbazia, definitivamente abbandonata nel secolo scorso, divenne un rudere, e solo qualche decennio fa vennero ricostruiti, per interessamento del nostro cardinale
Angelo Dell’Acqua, gli edifici che oggi ospitano la Casa di
Riposo sant’Angelo e l’Azienda Sanitaria Locale.
La chiesa di San Donato, annessa alla Abbazia, resta però
il principale monumento storico di Sesto. Anche la chiesa,
come il monastero, subì alterne vicissitudini, tra cui anche
la sconsacrazione per lunghi periodi. Ma porta anche la
memoria di importanti rifacimenti e affreschi, testimo-
Uno scorcio della navata della chiesa di S. Donato e torre campanaria
Centro sportivo
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I QUARTIERI DI SESTO CALENDE
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nziale
Istituto scuole superiori Carlo Alderto Dalla Chiesa
nianze di anni di migliori condizioni economiche.
Diversi sono i documenti che descrivono la
chiesa e i suoi rilevanti valori artistici, e non ne
parliamo perciò in questo contesto.
Descriviamo invece per sommi capi le caratteristiche salienti del quartiere.
Nel corso dei secoli, il quartiere si articolò attorno all’Abbazia, in quanto abitato da agricoltori
ed artigiani che in qualche modo gravitavano
attorno al monastero.
Non mancavano però anche commercianti,
che usufruivano, come gli altri abitanti di Sesto Centro, delle vie d’acqua e del traffico merci
che su di queste prosperavano. Si tenga anche
presente che l’insenatura del fiume nella grande
conca di S.Anna nei secoli scorsi si protendeva
fin quasi all’attuale cimitero, sommergendo tutta la zona ora paludosa dietro il campo sportivo,
Asilo nido il Piccolo Principe
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I QUARTIERI DI SESTO CALENDE
e configurandosi come un porto naturale che veniva utilizzato per i commerci.
Bisogna giungere però all’inizio del secolo scorso, in epoca fascista, perchè il quartiere assuma
un aspetto più simile all’attuale.
Fino al 1938 infatti tutta la zona di fronte alle
attuali scuole superiori era coltivata, ma nel ‘39
un piano di urbanizzazione basato su una importante lottizzazione determinò una rapida
crescita delle villette che oggi vediamo, favorita
dalla cresciuta domanda di alloggi dovuta allo
sviluppo industriale della SIAI e del suo indotto. Il quartiere ospita anche il cimitero di Sesto,
ampliato per necessità in più lotti nel corso degli
ultimi decenni.
E siamo ai giorni nostri.
Il quartiere è via via andato espandendosi, come
un po’ tutto il territorio di Sesto, nella seconda metà del ‘900. In forza della sua vicinanza
al centro storico e della disponibilità di aree, il
quartiere ha dato ospitalità ad un asilo-nido comunale (il Piccolo Principe), al complesso scolastico superiore Carlo Alberto Della Chiesa,
ove trovano sede il Liceo Scientifico e gli Istituti
Tecnici ITIS, ITPA, ITC, IPSIA, alla Casa di
Riposo Sant’Angelo, alla Residenza Sanitarioassistenziale per Disabili (RSD) e, negli edifici
ricostruiti della vecchia abbazia, alla ASL (Distretto Sanitario di Sesto Calende).
Sulla via Lombardia, a cavallo fra la località
LOCA e il nostro quartiere, su terreni appartenuti all’Ospedale Maggiore di Milano, sono
stati realizzati il Centro Sportivo, con campi da
tennis, pallavolo, calcio ed il Centro Natatorio,
dotato di piscine coperte e scoperte. Insomma,
una città nella Città.
Quartiere residenziale
Casa di Riposo San’Angelo
O
Residenza Sanitario-assistenziale per disabili (RSD)
Edificio ed impianti della piscina
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CULTURA
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Una lunga storia d’arte
La Commissione per la gestione delle
mostre d’arte, rinnovata dall’Assessorato alla Cultura verso la fine del 2010,
si è data come obiettivo di portare sul
territorio della città il lavoro di artisti
che esprimono con discipline e stili diversi la contemporaneità delle arti visive. Pur nelle ristrettezze di bilancio cui
ogni amministrazione pubblica è oggi
confrontata, tutti i membri della Commissione hanno contribuito, dedicando
tempo e mezzi propri, ai notevoli risultati sin qui ottenuti.
L’attività nello Spazio Cesare da Sesto iniziò alla fine degli anni quaranta
(1949) nell’ambito della Società Storicoarcheologica Cesare da Sesto che faceva
tutt’uno con la Pro Sesto. La vivacità
culturale-artistica si accrebbe negli anni
del dopoguerra favorita dalla vicinanza
di Sesto Calende alla città di Milano e
dalla frequentazione, vedi dalla residenza sul territorio, di artisti assunti poi a
fama internazionale (Fontana, Baj, Sangregorio, Adami, Azuma ...).
Nel 1961 venne promosso il premio
nazionale “Cesare da Sesto”, coerente
seguito ai numerosi e frequentati concorsi di pittura estemporanea e alle mostre collettive di giovani artisti. Il premio
venne attribuito sino al 1968 e riproposto poi in un’unica edizione ad alto livello nel 1994. La sede espositiva venne
più volte dislocata e dal 1992 è stabilmente ospitata nel Palazzo Comunale.
Tra le iniziative volute e attuate dalla
Commissione in carica, si segnala la mostra dedicata a Lila De Nobili, pittrice e
creatrice di scenografie prestigiose: grandi nomi della scena teatrale mondiale
degli anni 50 e 60 si riferirono a lei per
la messa in scena di edizioni memorabili
di opere liriche e azioni drammatiche.
Tra il 2011 e il 2013 si allestiscono mostre di giovani artisti di diverse nazionalità e forme espressive molto distanti
tra loro ( pittura, scultura, fotografia,
installazioni) e si rende omaggio con retrospettive e collaborazioni ad iniziative
private, ad artisti che per l’arte hanno
vissuto (Besozzi, Fedeli e, recentemente,
una mostra tematica di Mariuccia Secol)
L’apertura verso il mondo dei giovani
ha condotto la Commissione all’organizzazione di seminari, rivolti a studenti di Istituti di insegnamento superiore
aventi per oggetto l’arte contemporanea
e il contesto in cui gli artisti oggi operano, e di eventi puntuali di breve durata
nella sede espositiva.
Dei seminari, guidati con entusiasmo
da due artisti (Stefani, Taddei) e da un
critico di chiara fama (Flaminio Gualdoni) è stato prodotto un documentario, che esalta la vivace partecipazione
degli studenti, attualmente acquistabile,
a modico prezzo, presso la Biblioteca.
È importante anche segnalare l’apertura
alle attività di altre associazioni culturali
e/o istituzionali ben radicate sul territorio, certamente generatrice di sinergie
cui la Commissione Cesare da Sesto
potrà attingere.
È infine utile rammentare che, negli oltre cinquant’anni di attività delle
commissioni elette a organizzare e gestire progetti artistici, il patrimonio
della Cesare da Sesto si è arricchito,
attraverso le donazioni degli artisti che
hanno esposto in questo “glorioso” spazio (Adami, Azuma, De Filippi, Licata,
Baj, Lischetti, Vincens, Streibel, Canavesi, Valenti) di opere di alto contenuto
storico-artistico: oltre cento tra dipinti,
sculture e fotografie.
OSCAR TORIBIO SOSA ALLO SPAZIO CESARE DA SESTO
Lo Spazio Cesare da Sesto ospita dal 12 al 27 ottobre
opere di pittura e scultura di Oscar Toribio Sosa, architetto argentino che vive e lavora a Laveno Mombello.
Laureatosi presso l’Università Nazionale di La Plata, inizia nella sua città d’origine l’esercizio della professione.
Vicissitudini personali e familiari lo conducono in Italia;
ottiene la laurea in Architettura al Politecnico di Milano,
dove svolge anche attività accademica come docente
nei corsi di post-laurea del Dipartimento Tecnico.
Si dedica da tempo alla pittura e alla scultura, arti che
in genere identificano forme espressive riconoscibili ma
che mal si addicono al suo lavoro che accomuna processi creativi e materiali insoliti.
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Estraendosi dalle regole dell’invenzione o della composizione architettonica, Toribio Sosa è artefice di opere
realizzate con elementi poveri, ricuperati in cantieri o
nelle legnaie, ai quali attribuisce bellezze nuove.
Tutte le opere esposte sono inedite; particolare attenzione meritano i suoi “telones” sui quali essenziali
pennellate tracciano figure, quasi schizzi o studi, che
anticipano le forme scolpite.
La mostra resterà aperta sino al 27 ottobre 2013 con i
seguenti orari:
giovedì - venerdì dalle 17 alle 19;
sabato e festivi dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.
Palazzo Comunale, Sesto Calende.
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CULTURA
Antonio De Venezia,
forza espressiva e profonda umanità
p
Di Francesco Signori e Vitaliano Forlani, curato da Silvia Ferrari
In questo numero, nella scaletta degli Artisti
Sestesi era previsto l’incontro con Antonio De
Venezia, purtroppo il pittore lo scorso 22 agosto
ci ha prematuramente lasciati. Abbiamo comunque deciso in accordo con la sua compagna Silvia, di pubblicare ugualmente questa pagina per
ricordare con affetto e riconoscenza l’artista, ma
soprattutto l’uomo che abbiamo conosciuto ed
apprezzato nella nostra città.
Lo ricordiamo, nel nostro laboratorio di arti figurative, insegnante discreto, ma molto efficace,
presente e disponibile con tutti, sino ad un paio
di giorni prima del ricovero in ospedale, sicuro
di poter ritornare presto tra i suoi allievi, ma così
non è stato.
Qui a Sesto Calende, nel quartiere Abbazia, dove
Antonio si è sempre sentito accolto e benvoluto,
sabato 24 agosto si è svolto il funerale, in un’atmosfera di calda e sincera commozione, tanto che
all’uscita dalla Chiesa i presenti hanno applaudito
il feretro, in segno di grande stima ed affetto.
Pittore, restauratore, amante dell’Arte e di tutte le
forme della bellezza, maestro di tanti allievi aspiranti artisti che lo hanno conosciuto e che da lui
hanno tratto insegnamenti sulla pittura e, senza
alcun dubbio, anche sulla vita.
Uomo dai modi pacati e gentili, uno sguardo diretto mai invasivo, a dire “Io ci sono, se vuoi, sempre“.
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Sensibilità estrema, che pur non rinuncia a guardare il mondo, a viverlo per quel che è.
Così nelle sue opere l’uomo appare sempre fragile e
solo, uomo che sopravvive attraversando la sua quotidianità, dove i gesti ripetuti appaiono come un
rituale: il rito del guerriero che indossa la sua armatura e non sa cosa gli riserveranno le ore a venire.
I sui ritratti, la parte più rilevante della sua poetica, sono immagini potenti di una concretezza quasi
tattile, non lasciano in alcun modo indifferenti. I
personaggi si susseguono tra ombre e colori intensi,
con una presenza tanto permeante da poterne quasi
percepire il respiro.
Così i paesaggi, che lui amava definire “ritratti di
paesaggi”, sono visioni di angoli di mondo dove raramente l’occhio si sofferma: sassi, rovi, frammenti
di rami, arbusti, sterpi.
Ci svelano la capacità di analizzare, di essere “dentro la realtà”, insieme forse ad una volontà di riscatto degli ultimi. Ma al di là della forza e dell’incisività espressiva dell’artista De Venezia, vogliamo
rendere omaggio all’uomo, al maestro, all’amico.
Amiamo la sua naturale gentilezza, la grande generosità, l’ironia garbata, la pronta disponibilità
ad accettare ogni piccola gioia come un prezioso
frammento di vita.
Ad Antonio erano estranei invidia, meschinità, gelosie, opportunismo. Antonio amava condividere la
sua cultura e il suo talento, mai imporli.
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CULTURA
Ricordiamo le parole del Parroco, don
Luigi Ferrè, perché le avrebbe molto
apprezzate e condivise: “L’arte è importante nella vita perché aiuta l’uomo
a migliorarsi. Antonio ha ricevuto da
Dio il dono di essere artista, un ruolo
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che lo ha portato a guardare in profondità le cose. L’insegnamento che ci lascia
è quello di non fermarci mai alla superficie ma sforzarsi di cercare il senso
profondo della vita che l’arte ci aiuta a
capire.”
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Ciao Antonio e grazie per il molto che
hai dato.
Mai addio, perché la tua umanità è la
nostra umanità, e quelli che ti hanno
incontrato portano nel cuore un po’ del
tuo cuore.
ANTONIO DE VENEZIA
Antonio De Venezia nasce ad Avellino, ma si trasferisce bambino con la famiglia ad Arona; della sua infanzia ha sempre conservato intensi ed affettuosi
ricordi. Inizia a dipingere da adolescente e, dopo aver frequentato l’accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Milano ove entra in contatto con
galleristi storici ed artisti quali Marino Marini, Carlo Carrà, Francesco Messina. Inizia la sua attività espositiva negli anni sessanta. Tiene diverse mostre
personali: le più importanti hanno luogo a Milano, Pavia,Venezia, Losanna.
In questo periodo si avvicina ad una poetica di tipo morandiano che persegue fino agli anni ’70.
Negli anni ’80 la sua pittura comincia a cambiare, risalendo controcorrente
il percorso del linguaggio pittorico novecentesco. Abbandona i colori delicati e le forme quasi astratte della sua prima pittura ed inizia ad avvicinarsi
ad una sorta di iperrealismo.
Contemporaneamente apre ad Arona la prima scuola di pittura, che sarà
poi trasferita a Dormelletto nel 1988 e rimarrà attiva fino al 2009. Insegna
all’Unitre di Arona e tiene numerose conferenze.
La sua ricerca tematica centrale viene definitivamente messa a fuoco negli
anni ’90 quando porta a termine un folto gruppo di opere tra le più significative della sua attuale poetica.
Nel 2001 espone a Milano allo Studio D’Ars di Grazia Chiesa, con una
personale accompagnata dal testo critico di Giorgio Seveso.
Inizia il suo periodo artisticamente più fruttuoso, caratterizzato da riconoscimenti concretizzati in numerose mostre personali e premi a livello nazionale.
La città di Arona nel 2010 gli dedica un’importante mostra.
Dal 2001 si trasferisce a Sesto Calende con la compagna Silvia, aprendo un
grande studio appartato sulle rive della Lenza, qui si dedica appieno alla
sua arte e all’insegnamento, sia come docente dell’Unitre con memorabili
conferenze sulla storia dell’arte, sia presso il Laboratorio di Arti figurative del
Comune, dove ha tenuto i corsi serali di figura, natura morta e paesaggio
fino a maggio 2013.
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LIBRI
IL GRANITO NON È PIÙ LUCIDO
(di Dino Rinaldo)
N
Non
sono uno
sscrittore e solo
ccon grande pressunzione ho fatto
sstampare questo
mio “quasi diario”
m
dove, oltre ai miei
d
rricordi, ho inseritto, alla fine, alcuavevo pubblicato sia
ni miei scritti che ave
sul Nuovo Ezzelino, giornalino del mio
paese natio, sia sul giornale cittadino di
Sesto Calende, dove vivo da tantissimi
anni, inoltre alcuni scritti che ho la presunzione di definire poesie anche se non
lo sono.
Il mio intento era di raccontare uno
spaccato della vita trascorso tra la Valle
di Santa Felicita, dove sono nato, i collegi
dove ho studiato, Milano dove ho lavorato per anni e Sesto Calende dove mi sono
trasferito poco dopo il matrimonio.
In Valle sono nato nella casetta che oggi
è diventata “Ristorante dalla Mena” e,
dopo la guerra, ho vissuto la mia fanciullezza, nell’ex-casermetta a monte del
saccello della Madonna del Buon Consiglio. In seguito allo scoppio di una bomba, rimasto mutilato, sono entrato in un
collegio di Don Orione a Gallio e poi ho
proseguito i miei studi a Campocroce di
Mirano e a Buccinigo d’Erba. Tornato
a casa, ho potuto vivere poco in paese,
sono dovuto emigrare a Milano, dove ho
lavorato fino all’età della pensione.
In queste miei pagine racconto un po’
della mia vita con una moglie meravigliosa, con un figlio bravissimo: due figure che saranno sempre nel mio cuore.
Dopo aver perso per malattia quelle due
carissime persone, ho avuto un periodo
in cui avevo bisogno di evadere e mi sono
impegnato a far visitare la nostra Italia e
specialmente la nostra terra, a una nipote
francese che era in Italia per imparare la
nostra lingua, assieme ad una sua amica.
Dopo alcuni anni ho conosciuto un’altra
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donna speciale che mi ha fatto riprendere
la voglia di vivere ma, il destino è veramente strano e imprevedibile, anche lei
se n’è andata per malattia.
Ora vado spesso al mio paese natio e non
manco di salire in valle che definisco “la
mia valle”.
Tutto questo l’ho scritto immaginando
di raccontarlo ad un amico che ho avuto per molto tempo. L’ho conosciuto nel
periodo in cui erano entrati in vigore i
Decreti Delegati per le scuole, con lui ho
collaborato nella fondazione dell’Associazione Democratica Genitori Sestesi e
assieme ci siamo sempre impegnati nella
scuola.
Nel frattempo era nata la Sesto ‘76-Lisanza e, sempre con lui, ho condiviso
molti momenti della storia di questa
società che fa onore alla città di Sesto
Calende. Fino al momento in cui ci ha
lasciati, creando un vuoto tremendo, gli
sono stato vicino come collaboratore,
dividendo un’amicizia che ritengo la più
importante della mia vita.
Credo che la maggior parte dei sestesi
abbia capito chi era quell’amico immaginario al quale ho confidato tutta la parte
scritta della mia vita: Romano Spinelli,
un uomo che merita tanta stima da parte di tutti, che ha fatto moltissimo per i
giovani, cha ha lasciato un società sana e
ben avviata a diventare sempre più grande con l’impegno di chi lo sostituisce e
continua sulla strada da lui intrapresa
con coraggio e determinazione.
PER CHI SUONA LA CAMPANA?
(di Elena Zeni)
M
Mercoledì
4 setttembre presso il
ccentro studi A.
D
Dell’Acqua
abbbiamo presentatto il libro “PER
C
CHI SUONA LA
C
CAMPANA? La
ttorre Campanaria
di Sesto Calende Porto di Cielo”.
Questa data è la stessa del 1932 nella
quale iniziarono i festeggiamenti per l’inaugurazione della nuova torre campanaria.
Coincidenza? Non so se lo è, ma comunque quest’anno tutti noi sestesi abbiamo
un nuovo bellissimo campanile sapientemente restaurato e la storia delle sue
campane andava ricordata, perché ai più
sconosciuta.
Una campana in particolare, la Maggiore chiamata Santa Maria, è dedicata agli
eroi dell’aria ed è stata disegnata dal pittore Papa su ispirazione dell’Ing. Alessandro Marchetti che è anche autore della
dedica propiziatoria e vi ha apposto la
firma.
I racconti di mio papà Romano parlavano di questi grandi festeggiamenti a cui
tutti i sestesi hanno partecipato.
Allora io e Mario Varalli abbiamo deciso di ricordare questi avvenimenti prima
con delle semplici paginette che sono diventate più importanti grazie all’apporto
del materiale fotografico messo a nostra
disposizione dalla nostra Pro Sesto.
Così è nato questo bel libro che abbiamo
voluto dedicare ai nostri genitori: Zeni
Romano ed Elso Varalli. Essi hanno
scritto una parte importante della storia
della SIAI Marchetti e di Sesto Calende.
Questo libro fa parte dell’iniziativa
“Quando un libro è davvero un mattone” e gli introiti della sua vendita saranno devoluti al restauro del campanile,
così che ogni sestese con il suo acquisto
potrà dire: anch’io ho contribuito al restauro del campanile di San Bernardino.
Inoltre credo che chiunque lo comprerà
e leggerà la storia scritta, ogni volta che
sentirà i rintocchi delle nostre campane
saprà un po’ di storia in più. Una storia che la SIAI Marchetti ha scritto per
Sesto Calende lasciando segni indelebili
e rendendola famosa in tutto il mondo
grazie ai suoi aerei, ai suoi arditi avieri,
ai suoi primati e non dimentichiamo ai
suoi uomini e donne che vi hanno lavorato.
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GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE
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Settimana della spesa consapevole
Per essere attori di una economia più sana, equa e sostenibile
A cura di GASsesto, Gruppo Mercato Equo Solidale di Sesto C.
DIBATTITI, CONFERENZE, EVENTI CULTURALI
E SOCIALI APERTI A TUTTA LA CITTADINANZA
dal 16 al 20 ottobre 2013 si terrà l’iniziativa “Settimana della spesa consapevole” organizzata da
GASsesto (Gruppo di Acquisto Solidale) e dal
Gruppo Mercato Equo Solidale di Sesto Calende.
Due serate e un fine settimana all’insegna dello
stare bene insieme, condividendo piacevoli esperienze e cogliendo spunti di riflessione in merito
al tema del consumo.
Ma cosa accomuna questi due gruppi, che operano da alcuni anni sul nostro territorio?
La consapevolezza che con i nostri acquisti possiamo influenzare l’economia, contribuendo ad
un mondo più giusto, e solidale.
Obiettivo dell’iniziativa è proprio di sensibilizzare
i nostri concittadini rispetto all’impatto che i nostri consumi e le nostre abitudini hanno sull’ambiente e sul sociale, promuovendo una riflessione
su modelli di produzione, distribuzione e consumo più rispettosi dell’uomo e dell’ambiente.
ECOPULIZIA POSSIBILE?
mercoledì 16 ottobre, alle 20,45 - in Comune.
Il programma comincia la sera di mercoledì 16
ottobre con la conferenza Ecopulizia possibile?
È realmente concepibile un modo alternativo di
pulire? Ne discuteremo con Veronica Colautti,
dottore in chimica.
COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
venerdì 18 ottobre, alle 20,45 - in Comune.
Per la sera di venerdì ci sarà una conferenza informativa sulla realtà e l’impatto del Commercio
Equo e Solidale, con Guido Leoni, presidente del
consorzio CTM Altromercato.
Ci siamo mai chiesti come mai i Paesi che producono prelibatezze delle nostre tavole come il cacao, il caffè e il tè sono tutti nella parte più povera
del mondo? Dove finisce la ricchezza di queste
produzioni?
Entrambe le serate si svolgeranno in una sala del
Comune di Sesto Calende, che patrocina l’iniziativa.
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ALLEGRI RICICLANDO!
sabato 19 ottobre, dalle 15,00 alle 17,00.
Il sabato sarà dedicato ai bambini, con giochi
educativi e creativi, dove impareranno a riciclare e riutilizzare i materiali oppure a conoscere le
origini di prodotti che vengono da lontano, come
per esempio il cioccolato. Sarà loro possibile anche barattare liberamente giochi o libri, sempre
nell’ottica del non-spreco.
MERCATINO DELLA SPESA CONSAPEVOLE
domenica 20 ottobre, dalle 10.00, in piazza Guarana.
Il mercatino della spesa consapevole proporrà
prodotti equo e solidali, biologici o locali, nonché
banchi informativi su energia e sui GAS.
BIODANZA, MERENDA E LABEL, MONOLOGO
PER SORRIDERE
domenica 20 ottobre, dalle 15.00, alla Marna.
Il pomeriggio della domenica proseguirà alla
Marna: alle 15,00 ci sarà una sessione gratuita
di Biodanza, aperta a tutti: una attività innovativa che stimola le risorse innate dell’individuo e
migliora la qualità di vita. Un’esperienza da non
perdere!
Alle 16.30 verrà offerta una merenda equo solidale, occasione di conoscenza e di assaggio.
Le proposte culminano alle 17,00 con lo spettacolo “Label”, a ingresso libero, monologo ironico
e provocatorio per sorridere delle nostre abitudini
di consumatori, dei trucchi della vendita e degli
assurdi da supermercato che quotidianamente
portiamo in giro nel nostro carrello della spesa.
Spettacolo prodotto dal Dipartimento pace e stili
di vita, ACLI nazionali e milanesi.
Per altre informazioni visitare il sito di GASsesto www.gas-sestocalende.it
o contattare il Gruppo Mercato Equo Solidale
allo 0331 920354.
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ASSOCIAZIONI
La crisi colpisce anche la Lilt
A rischio l’assistenza domiciliare ai malati terminali
Di Samanta Francese
Se non arrivano risorse, la Lega Italiana per la Lotta
contro i Tumori della sezione di Varese a marzo 2014
si vedrà costretta a chiudere il servizio di assistenza
domiciliare ai malati terminali, servizio che nasce
nel 2004, fortemente voluto dai nostri concittadini
volontari LILT e che accompagna dignitosamente a
fine vita i pazienti ed offre supporto alle famiglie che
vivono con i loro cari questo grande dramma.
Durante gli anni, in provincia di Varese, sempre più
persone si sono rivolte alla LILT.
Nel 2004 furono seguiti 47 pazienti fino ad arrivare
nel 2012 a 174 e quest’anno si è già superato il numero dell’anno scorso, ottenendo il 35% in meno
di decessi in ospedale e di conseguenza un risparmio
non indifferente per la Regione ma una spesa globale
molto considerevole per l’associazione che si aggira
all’incirca intorno al milione di euro.
Il territorio provinciale di Varese comprende 3 equi-
pe LILT che sono attive nei comuni di Busto A., Valle Olona, Samarate, Gallarate, Somma Lombardo,
Sesto Calende, Azzate e Saronno.
A Sesto Calende il servizio è molto forte, lo dimostra
il fatto che nel 2012 da questa sola equipe sono stati
assistiti 49 pazienti.
Medici di famiglia, infermieri, medici per le cure palliative (ad es. la terapia del dolore) e psicologi collaborano attivamente, recandosi dal malato tutte le
volte che è necessario il loro consulto, tutta la famiglia è seguita e non viene mai abbandonata.
Un grande lavoro che vede collaborare in sinergia diverse figure, offerto alle famiglie gratuitamente.
Ogni paziente costa alla LILT circa € 1.300, in ospedale un paziente nella stessa condizione potrebbe
costare fino a oltre più di € 6.000, si deduce che il
lavoro dell’associazione non solo permette al malato
di finire il suo percorso accanto alla propria famiglia
ma dà la possibilità alla sanità pubblica di destinare il
denaro risparmiato ad altri settori e/o progetti.
Purtroppo ad ora non si è riusciti a trovare la possibilità di ricevere fondi strutturali dalla regione.
L’associazione ha bisogno di molto denaro per continuare questo importante servizio, i banchetti nelle
piazze per la vendita di fiori, olio e quant’altro non
sono più sufficienti, c’è necessità di entrate continuative e se queste non arriveranno in breve tempo il lavoro e le energie di tanti andranno persi per sempre,
per tutti e soprattutto per i malati e le loro famiglie.
Per fare una donazione utilizzare:
il CONTO CORRENTE POSTALE intestato a LILT
sezione Varesina nr. 478214
il CONTO CORRENTE BANCARIO intestato a
LILT sezione Varesina, Banca Prossima IBAN: IT81
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ASSOCIAZIONI
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Buon viaggio Elisa!
La nostra volontaria partirà per il Camerun dove resterà per tutto
l’anno scolastico come educatrice nella scuola di suor Adriana.
Ci ha lasciato queste parole, piene di entusiasmo e di convinzione
A breve partirò per il Camerun! Grazie al Comitato Sesto per i Paesi Poveri O.n.l.u.s. incontrerò
Suor Adriana e le allieve del Centro femminile
Angela Merici (C.e.f.e.m.) di N’Gaoundère.
Quando ho deciso di intraprendere quest’esperienza pensavo sarebbe iniziata con il mio arrivo
in Africa, invece, mi sono accorta essere incominciata nell’istante in cui ho scelto di incamminarmi verso questa realtà.
Un’esperienza che, sin dal principio, mi permette di riflettere su come ogni percorso, ogni scelta
possano incontrarsi, intrecciarsi e influire sulla
vita di altri.
Ho scelto di imboccare una strada che molto
tempo fa Suor Adriana ha iniziato grazie, anche,
al sostegno e l’aiuto di molte persone.
Nel breve tragitto che per ora ho percorso, ho
incontrato alcune di quelle persone che attraverso le loro testimonianze e grazie alla luce che ho
visto nei loro occhi, sono riuscite a trasmettermi
la bellezza e la volontà di questa missione.
Prendendo questa strada decido di intraprendere un percorso non molto facile, ricco di sfide
che richiederanno un continuo mettersi in discussione.
Una scelta che comporta l’uscita dalla mia realtà
costruita su certezze, proiettandomi verso qual-
cosa di più incerto e sconosciuto.
Intraprendo questo viaggio in compagnia di un
bagaglio ricco di affetti e di punti di riferimento
che mi affiancherà lungo il mio percorso verso
una realtà costruita sulla totale dedizione verso
il prossimo.
Cercherò di imprimere ogni singolo passo di
impegno ed emozione.
Nella speranza, un giorno, di poter raccontare
questo viaggio, animata da quella passione che
ho trovato in chi l’ha vissuto e che mi ha colpito
nel profondo!
Elisa Zaninoni
Grazie Stunàa
Vogliamo rivolgere un grande ringraziamento al Sig. Barisone, al Sig. De Micheli e a tutti
i componenti della Banda di Stunàa che sono
intervenuti a rallegrare la festa dei nonni
dell’Asilo Nido comunale “Il Piccolo Principe“ con la loro musica e il loro colore.
Li ringraziamo per la loro disponibilità e per
il calore umano che ha entusiasmato e commosso bambini e nonni.
Il Personale dell’Asilo Nido
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GRUPPI CONSILIARI
C’È UNA SESTO CHE....
C’è una Sesto che non si vede, che non appare agli occhi
di chi la attraversa alla ricerca di un centro commerciale o
di un week-end sul lago. E’ la Sesto che non si nota nelle
occasioni di festa, che non frequenta il Palazzo, che non
compare nelle occasioni ufficiali. E’ la Sesto della quotidianità, della gente comune, dei problemi di ogni giorno.
La Sesto di tanti cartelli “vendesi/affittasi”, di tanti negozi
che aprono e chiudono, di famiglie che ormai faticano a sostenere i costi dei servizi, anziani che vivono in solitudine,
malati che sperimentano i disagi dell’assistenza pubblica.
C’è anche una Sesto di giovani che ogni mattina raggiungono
le nostre scuole o si dirigono a Milano per studiare e prepararsi a un futuro, che purtroppo si profila incerto.
Ma ormai sono numerosi anche i Sestesi di mezza età che
guardano con timore gli anni che verranno perché hanno perso il lavoro e sanno che difficilmente ne troveranno un altro.
C’è la Sesto delle frazioni che spesso si sentono un po’ dimenticate, un po’ lontane. Sestesi che si ritrovano al mercato e si accorgono che qualcosa è cambiato, anche nei
discorsi della gente. Sestesi amareggiati da una politica litigiosa, delusi dalle promesse perché, in fondo, la loro vita
non è affatto migliorata.
Sestesi che sono stanchi delle parole, ma che cercano esperienze di condivisione, che facciano crescere la fiducia reciproca. Non è la Sesto appariscente, la Sesto vivace e benestante di cui ci piace vantarci, non è la Sesto di cui siamo
orgogliosi: è la Sesto fragile. Ma anche questa è la nostra
città. A questa Sesto dobbiamo saper parlare, a questi Sestesi dobbiamo dare delle prospettive concrete, dobbiamo
restituire la speranza.
InsiemeperSesto dunque preferisce non usare le pagine
del giornale comunale per ribattere alle solite offese arroganti del sindaco, ma ricordare che le priorità del Bilancio
Comunale devono rispondere alle esigenze quotidiane dei
cittadini (la scuola, l’abitazione, i trasporti). Devono essere
incrementati i servizi sociali, aumentate le risorse a sostegno di quei Sestesi che faticano a pagare le rette, l’affitto,la
spesa; devono essere potenziate le strutture comunali che si
occupano del disagio e si devono valorizzare tutte le realtà
di volontariato che mettono in atto concrete esperienze di
solidarietà, affinché chi sta peggio non si senta lasciato solo.
Gruppo consiliare
InsiemeperSesto
UNA SERATA MEMORABILE
Penso che tutti sappiano della bella serata del 15 luglio scorso
alla Marna: si è parlato del futuro della nostra città, si è parlato
del recente passato della nostra città. Dico ‘bella’ per un solo
motivo: la partecipazione dei cittadini. Grazie, davvero grazie
carissimi sestesi per la vostra partecipazione appassionata ai
temi ‘caldi’ della nostra comunità, in una serata davvero memorabile.
In primo luogo una presentazione che spero abbia chiarito e
fugato i dubbi insinuati ad arte da parte di chi non si rassegna al bellissimo cambiamento che sta avvenendo nella nostra
città: cambiamento di mentalità prima che dello spazio fisico,
sotto gli occhi di tutti. Questo cambiamento di mentalità ci
porta ad aprire i nostri orizzonti all’immaginazione del futuro, senza timore, pur coltivando il rispetto e l’orgoglio per il
nostro passato.
Dopo la presentazione si è arrivati alle domande, agli interventi di solo commento, all’espressione del proprio parere senza
mediazioni. In quella serata si è potuto misurare il desiderio
di partecipazione diretta dei cittadini, senza il filtro ideologico
di comitati di tutela dei nostri cervelli, partiti di qua e di là,
professionisti della parola e non dei fatti, scontenti patologici,
critici per vocazione. Si è ascoltato il dissenso e si è colto il
consenso: un solo momento di unanime fastidio: quando si
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è cercata la polemica pretestuosa, fortunatamente interrotta
dalla impazienza dei tanti che erano venuti solo per capire le
cose come stanno, senza preconcetti.
Si è parlato di Nuova Marna e Vecchio Forno, di parcheggi
e strutture di vendita, di convenzioni sottoscritte e progetti
rinnovati. Di sottopassi, cimiteri e soldi per realizzarli. La sala
del circolo sestese era letteralmente piena di gente: lo ritengo
un grande successo anche solo per questo motivo. I cittadini
vogliono sapere, vogliono dialogare fra loro e con i loro rappresentanti, per il bene della comunità, secondo diversi punti
di vista sul come ma sicuramente tutti con l’obiettivo del bene
comune.
L’esito è stato giudicato da tutti molto confortante: ha chiarito
qualche polemica sul recente passato e ha fugato i dubbi sulle
voci messe in giro per spaventare. L’Amministrazione è dunque intenzionata a procedere con il perfezionamento della variante all’Accordo di programma con la Regione, la Provincia
ed Esselunga, al fine di realizzare uno dei punti fondamentali
del programma di mandato della maggioranza: ridare dignità,
dopo il Municipio, ad una delle aree più importanti del patrimonio della nostra comunità, ovvero la zona della Marna,
dalla Piazza Cesare da Sesto fino a sotto il Ponte.
L’incontro pubblico del 15 luglio ci ha dato coraggio e fiducia.
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INCONTRO PUBBLICO SULL’AREA EX AVIR E NUOVA MARNA
Il 15 luglio scorso è stato organizzato un incontro
pubblico con i cittadini per l’area Esselunga ‘Ex
Avir’: nel percorso di partecipazione per la revisione del Programma Integrato di Intervento, e del
relativo Accordo di Programma regionale, è stato
un passaggio molto significativo.
Si riportano, per semplici punti, alcuni passaggi
importanti della presentazione e del successivo
dibattito:
• uno dei sottopassaggi del Sempione era già stato eliminato dalla precedente Amministrazione;
• l’unico sottopassaggio pedonale rimasto è stato
sostituito da maggiori opere di tutela in superficie per i pedoni che avrebbero continuato ad attraversare a piedi il Sempione senza protezione;
• il sottopassaggio carraio della ferrovia era, in
proporzione al risultato, troppo costoso per le
casse comunali, anche se in quota parte finanziato dai privati. I soldi dei privati sono stati dirottati su altre opere stradali; quelli pubblici risparmiati finanzieranno l’ampliamento del cimitero;
• la parte migliore del Vecchio Forno è ora di
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proprietà dei privati e non intendono venderla,
se non obbligati dalla prelazione in atto;
• l’eventuale prelazione per la proprietà completa è molto costosa;
• si è parlato di interesse dell’ASL al Vecchio Forno: non è vero, la ASL ha anzi ufficialmente
dichiarato di non essere assolutamente interessata al vecchio edificio, in quanto inadeguato a
contenere uffici e ambulatori;
• la ASL, per i suoi uffici e ambulatori, si è invece dimostrata interessata ai nuovi fabbricati che
verranno realizzati e per quelli resta l’opzione di
acquisto pubblico;
• i soldi della cessione del piano terra del Vecchio
Forno serviranno a completare il finanziamento
della Nuova Marna. Il Forno non sarà ‘svenduto’ ma venduto ad un giusto prezzo;
• il Forno, anche se di proprietà privata non potrà essere demolito ed anzi dovrà essere restaurato e conservato insieme alla ciminiera;
• due spazi pubblici (Nuova Marna e Vecchio
Forno) con la stessa destinazione d’uso di gran-
de salone pubblico non servono e non possono
essere mantenuti e gestiti dalla comunità;
• ci sarà comunque un edificio storico di proprietà pubblica dentro l’area della Vetreria e sarà
uno dei fabbricati lungo la via Risorgimento (ex
portinerie) che verrà restaurato e destinato a spazi espositivi, per associazioni, ecc.;
• la Nuova Marna consentirà una nuova e finalmente degna sede per una delle più importanti
e storiche società sportive della città (Circolo
Sestese Canoa Kajak), oltre ad una nuova sala
civica, grande come l’attuale Marna che verrà
demolita, in centro ed accanto al Municipio;
• l’attuale Marna non può essere ristrutturata
perché situata in un’area soggetta ad esondazione del fiume e quindi non sicura;
• la Nuova Marna non è assolutamente decisa nella sua forma, dimensione e materiali: un
concorso nazionale di progettazione proporrà la
migliore soluzione di architettura per la più significativa opera pubblica degli ultimi anni nella
la nostra Città.
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AMBIENTE
La Casa dell’acqua a Sesto Calende
Di Renzo Besozzi
Una buona notizia. Venerdì 13 settembre, nella cornice delle celebrazioni della festa di Sesto Città, è stata inaugurata
dal sindaco e dall’Assessore all’ambiente e lavori pubblici Raffaele Bertona,
la Casa dell’acqua, un distributore automatico di acqua depurata refrigerata
naturale o gasata, ubicato nel parcheggio Cardinal Dell’Acqua, in via S. Donato, di fronte alla chiesa dell’Abbazia.
La Casa dell’acqua è un’opera modesta
ma importante.
Sicuramente utile per gli utenti che possono procurarsi l’acqua assolutamente
garantita dal punto di vista igienico,
ad un costo estremamente modesto.
Altrettanto utile per l’ambiente, grazie
al minor numero di bottiglie di plastica prodotto ed al minor inquinamento atmosferico derivante dal trasporto
dell’acqua in bottiglia, dalle fonti ai
punti vendita.
Il distributore è attivo 24 ore su 24, è
accessibile anche ai diversamente abili,
è dotato di due postazioni.
L’acqua prima di essere erogata passa
attraverso un sofisticato sistema di microfiltrazione e sterilizzazione con raggi
ultravioletti. Per garantire la massima
igiene, gli erogatori non sono raggiungibili con le mani. Gli utenti dovranno
venire ad attingere con proprie bottiglie. In caso di malfunzionamento o
manomissione l’erogazione dell’acqua
viene automaticamente bloccata, e ciò
a tutela dell’utente.
Il costo dell’acqua è di 5 centesimi al
litro, da pagare in contanti con monete
da 5, 10, 20, 50 centesimi, 1 e 2 euro.
La macchina non dà resto. In alternativa è possibile acquistare in biblioteca
o allo sportello dell’ufficio tecnico una
tessera del costo di 1 Euro a fondo perso, tessera che si ricarica con monete
direttamente al distributore con qua-
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lunque importo, fino a 15 Euro, e che
viene scalata man mano che viene utilizzata. È chiaro il forte vantaggio ecologico (la quantità di bottiglie di plastica da buttare evitate), economico (il
trasporto è un importante fattore di co-
sto delle bottiglie di acqua acquistate)
e di consumi energetici a casa (l’acqua
può essere portata a casa già fredda).
Il costo di 5 centesimi al litro è poi decisamente inferiore a quello di acquisto
di acqua in bottiglia.
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Sesto Calende Informazioni 03-13