Anno 2011-2012 - numero 6 / febbraio 2012 Mensile Rotary International Distretto 2060 Anno XI Aut. Trib. di Treviso n. 1177 del 18/02/2003
Abb. Annuo € 4,00 Poste Italiane Spedizione in abbonamento postale - 70% - NE/TN Tassa Pagata / Taxe Perçue / Prioritario
NOTIZIARIO
NOTIZIARIO D
DEL
EL GO
GOVERNATORE
VERNAT
TORE BRUNO MARASCHIN
Scuole realizzate ad Haiti dai Distretti 2060 e 2050
Friuli Venezia
Venezia Giulia
Giulia – Trentino - Alto Adige
Adige / Südtirol
Südtirol – Veneto
Veneto
D
DISTRETTO
ISTRETTO 2060
2060
febbraio
20122
lettera del governatore
Superiamo ogni barriera
febbraio
Cari Amici e Care Amiche,
Febbraio, mese dedicato all’Intesa Mondiale, offre una opportunità di riflettere per tutti i
Rotariani sul 4° punto dello scopo del Rotary: “Propagare la comprensione reciproca, la cooperazione e la pace a livello internazionale mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli fra persone esercitanti diverse attività economiche e professionali, unite nel comune
proposito e nella volontà di servire”.
La Famiglia del Rotary è composta da persone di razza, cultura e religione diverse, pertanto i Rotariani, in presenza del persistere di conflitti e tensioni internazionali, sono tenuti
a promuovere il superamento delle barriere di carattere razziale, religioso, culturale e politico nello sforzo comune di servire il prossimo ovunque nel mondo.
Febbraio è anche il mese in cui ricorre la data di fondazione della nostra Associazione,
avvenuta il 23 Febbraio del 1905 per opera dell’Avv. Paul Harris e di altri 3 Amici di professioni diverse; non è senza significato che proprio questo mese sia dedicato alla Pace e all’Intesa Mondiale.
La Pace è una parola che ricorre spesso nella storia dell’Umanità, perchè numerose sono
state le guerre che si sono susseguite nel tempo, alla cui base sostanzialmente stava la cosiddetta “lotta per la sopravvivenza” dell’Homo Sapiens; ma se questo è stato un comportamento comprensibile nell’impegno a superare gli ostacoli rappresentati dalle avversità della natura, non lo è altrettanto allorquando le manifestazioni di ostilità dell’uomo verso altri uomini
sono sfociate in guerre di ogni tipo, esaltando, così, la componente più deteriore dell’animo
umano.
Nell’epoca storica attuale, accanto alle guerre combattute con le armi tradizionali,vi sono
altri tipi di guerre, non meno devastanti per la gente povera, e cioè quelle costituite dagli
scontri economico-finanziari fra le aree più potenti del mondo, di cui proprio in questi mesi
abbiamo una chiara dimostrazione.
In questo poco esaltante panorama, l’impegno del Rotary e dei Rotariani del mondo deve
essere rivolto a promuovere la pace in tutte le situazioni di contrasto esistenti con tutti i mezzi
leciti, ma soprattutto con il comportamento corretto e l’esempio, ciascuno nel proprio ambito
operativo.
L’unica guerra che il Rotary approva è quella contro la fame, la povertà, l’ignoranza e la
corruzione, e se non riusciremo a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più povere
del pianeta, non raggiungeremo mai la pace, perchè, come ben sappiamo, coloro che vivono
in condizioni abiette, perdendo la speranza in un futuro migliore, sono i più vulnerabili alla
retorica della violenza.
Per realizzare l’obbiettivo, sia pure utopico, dell’Intesa mondiale il Rotary offre una vasta
gamma di interventi di tipo sociale e solidaristico, ed in special modo mediante l’istituzione,
avvenuta nel 1999, di un programma, dedicato alla formazione, in 7 Centri Universitari, di
Esperti nella risoluzione dei conflitti esistenti nel mondo, denominato “Borse di Studio per la
Pace e la risoluzione dei conflitti”.
Ma se quanto sopra evidenzia i problemi esistenti, le situazioni critiche e l’impegno per la
loro soluzione, non dobbiamo dimenticare che dobbiamo ricercare anche un altro tipo di Pace,
non meno importante, costituito dal fare emergere in noi stessi la Pace interiore e diffonderla a chi ci sta intorno in coerenza con il motto di quest’anno “Conosci te stesso per abbracciare l’Umanità”. L’impegno di ognuno di noi deve essere proiettato a dare speranza di un mondo
migliore a chi vive in condizioni socialmente precarie in coerenza ai valori istitutivi della
nostra Associazione.
Un abbraccio
febbraio 2012
distretto 2060
Friuli Venezia Giulia
Trentino - Alto Adige / Südtirol
Veneto
editore
Rotary International Distretto 2060
Corso Palladio, 139 – 36100 Vicenza
tel. 0444 543059 – fax 0444 322386
[email protected]
Autorizzazione Tribunale di Treviso
n. 1177 del 18/02/2003
direttore responsabile
Giandomenico Cortese
[email protected]
uno
Lettera del Governatore
quattro
Con la Bohéme, tutti all’opera
per celebrare la giovinezza
sette
Ermanno Olmi.
Emozioni per combattere l’Alzheimer
nove
Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari
undici
Adottati i bambini di Haiti a due anni dal terremoto
diciassette
Un “brindisi per la vita” e tanta acqua a disposizione
diciotto
Un festoso e gioioso ritorno per scambiarci gli auguri
diciannove
redazione
Ida Zanetti
direttore editoriale
contrà Do Rode, 7
tel. 0444 325775
cell. 340.6205512
[email protected]
Lodovico Cattaruzzi,
Ario Gervasutti, Sergio Zanellato
Se credi, testimonia!
venti
Ricordo di Davide Gaspardis
ventidue
La grande musica e l’amicizia fra culture
venticinque
50 anni intensi e splendidi ricordi
ventisei
Come realizzare progetti efficaci
trenta
Appartenere al territorio
Pubblicità
Gianfranco Tateo
Ida Zanetti
trentadue
Relazioni pubbliche e mass media:
opportunità o spina nel fianco?
trentaquattro
impaginazione
Sprint Sas di Rosanna Zanasco
Via Pasubio, 93 - 36030 Caldogno (VI)
tel. 0444 905422 - [email protected]
La voce dei Club
quaranta
Assieme a Telethon in marcia per la vita
quarantadue
I Nonino, storia di una passione
stampa
quarantasei
Esperia Srl
Via Galileo Galilei 45, 38015 Lavis (TN)
tel. 0461 245540
[email protected]
quarantotto
sito web
www.rotary2060.eu
Il “patrimonio pubblico” un tesoro da gestire
Con la festa degli auguri porte aperte a nuove socie
quarantanove
RotaKids
cinquanta
Accoglienza ed integrazione per una civile convivenza
cinquantadue
Il mare, preziosa risorsa per un turismo in evoluzione
cinquantaquattro
Per una società responsabile
cinquantasei
Stampato su carta ecologica certificata FSC
prodotta da cellulosa proveniente da foreste
gestite in maniera corretta e responsabile
Chi entra e chi esce
Editoriale - Alla Fenice con il Rotary
Con La Bohéme,
tutti all’opera per celebrare
la giovinezza
di Giandomenico Cortese
Se finiscono le parole ricorriamo alla musica, alla pittura, alla scultura, alla fotografia, alle arti per indurci a riflettere, a
stupirci, a capire noi stessi e la società che
ci attornia.
Inquietano le immagini di un film.
Ho presente la sequenza di emozioni
che mi ha offerto al cinema Lux di Asiago,
la “storia” più recente raccontata da Ermanno Olmi, “Il villaggio di cartone”. Era
una serata rotariana, aperta alla città, utile a provocare, con mano d’artista e pensieri di poeta, attenzione ai drammi della
contemporaneità.
Mitezze e intransigenze, dolcezze e dolori, disincanti e speranze si susseguono
nelle diverse scene.
Sono un po’ come il distillare dei nostri
pensieri, nelle ore del giorno. Mi ricordano
altre pellicole, ancora film utili a indurre
una favorevole introspezione. Il dramma
interiore di un prete, alla fine della sua
giornata, che si interroga sulla sua intera
vita, una chiesa sconsacrata che diventa
luogo di accoglienza per una schiera di
disperati, la speranza sublime di un
bimbo che nasce, la supponenza di chi
crede di rappresentare la legalità discri-
cinque
minante, gli ultimi che bussano alla porta,
le aspre realtà dell’attualità. E quel nostro
augurarci: “Buongiorno, notte”.
Un panorama inquietante che possiamo governare, che attende risposte da chi,
come noi, ha qualche talento da spendere.
Useremo, direi quasi sfrutteremo ancora fantasie d’artista, suggestioni musicali
per far pace con noi stessi, per divertirci
insieme, con intelligenza creativa.
Il nostro Distretto Rotary ha deciso di
offrire una grande, inusuale opportunità a
tutti i rotariani, ai loro familiari ed amici,
l’esecuzione al Teatro La Fenice di Venezia, riservato solo per noi, dell’opera “La
Bohéme” di Giacomo Puccini.
Straordinaria occasione, da sfruttare
appieno. Venezia, La Fenice, l’opera lirica,
Puccini, “La Bohéme”.
Una data, sabato 26 maggio prossimo,
una grande serata di suggestioni musicali. Il Governatore Bruno Maraschin può
andarne fiero.
L’avventurosa esistenza di un piccola
schiera di artisti nella Parigi degli anni
Trenta dell’Ottocento, un poeta, un musicista, una sarta, un pittore, un filosofo,
una venditrice ambulante, nel Quartiere
Latino, alla vigilia di Natale, sono protagonisti di una vicenda amorosa, delicata e
straziante, carica di simboli e di passioni.
È la scapigliatura di tutti i tempi a salire sul palcoscenico, ad animare lo spettacolo, ad offrirci iniezioni stimolanti di simpatia, ma pure ad interrogarci nel profondo.
L’opera lirica è una grande occasione di
comunicazione. Ed il divertimento musicale una opportunità da condividere.
La stucchevole Fenice veneziana, ancora una volta rinata dalle sue ceneri, resta
emblema, giusto e puntuale a suggellare
una annata rotariana, questa in corso,
carica di originali stimoli.
Pensiamoci, in questo mese, dedicato
alla costruzione di una “Intesa mondiale”,
che non significa solo realizzazione di una
pace fatta di assenza o risoluzione di conflitti, ma ben prima ancora va costruita
con il rispetto e la valorizzazione della
persona umana.
L’aria spensierata del bohémien, evocata nell’opera pucciniana, non deve
distrarci dall’impegno concreto di testimoniare fedeltà profonda agli ideali ed ai
valori che la nostra Associazione propone
e persegue, a partire dall’Amicizia e dal
Servire, dall’offrire opportunità e futuro,
qualificato e meritevole, ai giovani.
L’incontro a Venezia, città universale,
Capitale Europea della Cultura, scrigno di
ogni sensibilità con La Bohéme di Giacomo Puccini diventa per ciascuno di noi
pretesto e occasione suggestiva.
Raccontiamola questa storia che sta
per diventare nostra. Per il trentottenne
Giacomo Puccini, quello della Bohéme fu il
secondo successo drammatico (dopo
Manon Lescaut, del 1893), e resta un classico tra gli appuntamenti del gioiello teatrale veneziano. L’Orchestra e il Coro del
Teatro La Fenice e il coro di voci bianche
dei Piccoli Cantori Veneziani che si offriranno al nostro ascolto, saranno diretti da
Daniele Callegari, maestri del coro Claudio Marino Moretti e Diana D’Alessio (Piccoli Cantori). Del cast faranno parte Kristin Lewis nel ruolo di Mimì, Francesca
Sassu in quello di Musetta, Gianluca Terranova in alternanza con Khachatur
Badalyan in quello di Rodolfo, Seung-Gi
Jung in quello di Marcello, Armando
Gabba in alternanza con Alessio Arduini
in quello di Schaunard, Gianluca Buratto
in alternanza con Goran Jurić in quello di
Colline; Matteo Ferrara sarà Benoît,
Andrea Snarski Alcindoro.
Editoriale - Alla Fenice con il Rotary
Gli esperti ed i critici ci spiegano: dopo
l’affermazione ottenuta con Manon
Lescaut (1893), Giacomo Puccini (18581924) prese in considerazione come soggetto per la sua opera successiva, tre anni
dopo, le Scènes de la vie de bohème di
Henri Murger, un romanzo d’appendice
pubblicato a puntate più di quarant’anni
prima nella rivista parigina «Le corsaire
Satan» (1845-1849), trasformato poi dallo
stesso Murger e da Théodore Barrière in
una pièce in 5 atti, rappresentata con successo nel 1849.
La stesura del nuovo libretto per Puccini fu affidata dall’editore Giulio Ricordi ai
letterati Luigi Illica e Giuseppe Giacosa,
un binomio artistico destinato ad affiancare il compositore lucchese per più di un
decennio, fino a Tosca (1900) e Madama
Butterfly (1904). Rappresentata al Teatro
Regio di Torino sotto la direzione del ventinovenne Arturo Toscanini il 1° febbraio
1896, La Bohéme fu accolta con perplessità dalla critica, ma incontrò nelle riprese
un sempre crescente successo di pubblico,
tanto da divenire una delle opere più
popolari di tutti i tempi.
Il libretto, un affresco in cui si alternano momenti di vivacità, di intimità, di rimpianto per il tempo trascorso, di tristezza
dolorosa, prevede sei personaggi principali: un quartetto di giovani amici (il poeta
Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista
Schaunard, il filosofo Colline) e due fanciulle (Mimì, ricamatrice, e Musetta), tutti
ricchi di simpatia e di entusiasmo quanto
poveri di quattrini.
Il dramma si conclude con la morte per
tisi di Mimì tra le braccia dell’amato
Rodolfo dopo una separazione ricomposta
in extremis; ma più che di una trama vera
e propria si può parlare di un susseguirsi
di situazioni liriche accomunate da un
tema unitario, la celebrazione della giovinezza.
Anziché suddiviso in atti e scene, il
libretto – spiegano gli esperti musicologi
del teatro La Fenice - è organizzato in
quattro quadri, all’interno dei quali non vi
è la consueta divaricazione tra recitativo e
versi lirici, bensì una versificazione mobilissima e flessibilmente asimmetrica, in
grado di stimolare una sintassi musicale
non periodica.
Nella partitura non mancano accensioni liriche memorabili («Che gelida manina») o pezzi riconducibili a forme chiuse
(«Vecchia zimarra»), ma i suoi pregi più
evidenti sono la creazione di un continuum sonoro modellato sulle specifiche
esigenze drammatiche del soggetto e l’invenzione di un tessuto musicale fittissimo
e cangiante ove l’uso delle reminiscenze
collega instancabilmente presente e passato, felicità e dolore.
Come non approfittarne?
I Rotariani più solleciti del Nordest
hanno già inserito l’appuntamento all’opera, con familiari e amici, ella loro agenda
per sabato 26 maggio prossimo.
L’invito a “La Bohéme”, sulle musiche
di Puccini, ancora un genio italico sul palcoscenico, già ci emoziona nel riproporre
suggestioni, sogni, un tuffo tra le arti,
nella ammirazione di un teatro unico al
mondo, suggestivo e simbolico, mitico
come la sua storia.
Godremo insieme di uno spettacolo che
resta, evocazione artistica, metafora dei
nostri tempi, certi che sarà per tutti noi
occasione di accrescimento e di simpatia.
Il Rotary del nostro Distretto ne saprà
fare pure una occasione per intensificare
la sua presenza solidale e arricchirà i suoi
“service” a favore della campagna per la
Polioplus, e non solo.
Il grande regista a fianco dei nostri progetti
Ermanno Olmi.
Emozioni per combattere
l’Alzheimer
di Cesare Pivotto
Emozioni. Sono le emozioni a farla da
padrone al Cinema Teatro Lux di Asiago
sabato 14 gennaio; motivo? La proiezione
dell’ultimo lavoro del regista bergamasco,
ma “naturalizzato” asiaghese ormai da
decenni, Ermanno Olmi, “Il villaggio di cartone”.
L’evento, promosso dai Rotary Club di
Asiago – Altopiano dei 7 Comuni e di Bassano del Grappa Castelli, in collaborazione
con il Cinema Lux, il Circolo “Effetto cinema” e la “01 distribution”, era infatti finalizzato a finanziare con il ricavato il service
promosso dal R.C. di Asiago sul tema
“Alzheimer, problema medico-sociale dell’altopiano”, obiettivo per il quale Olmi ha
voluto ancora una volta essere al fianco del
Rotary nel suo impegno sociale.
L’iniziativa ha riscosso notevole successo di pubblico che ha risposto alla grande
all’invito anche perché, al termine della
proiezione, sul palco è salito il maestro (lui
non vuole che si usi questo termine, ma
come altro definire uno dei cineasti di maggior spessore e profondità del panorama italiano, e non solo?) Olmi per rispondere alle
domande dei presenti.
Dopo il saluto del presidente del R.C. di
Asiago Giampaolo Baù e del past president
Giovanni Costacurta, uno dei promotori
(assieme all’altro past Mario Colpo) del progetto sull’Alzheimer, la bella presentazione
della serata affidata ad Arianna Prevedello.
Quindi la proiezione de “Il villaggio di
cartone”, storia di emigrazione e di clandestinità quanto mai attuale ma che assume
anche (nel ruolo dell’anziano sacerdote)
tinte autobiografiche, ha colpito la sensibilità dei presenti; il tutto reso con le peculiarità che conosciamo, quei tempi <meditati>,
quei tagli di primo piano, quelle sottolineature di particolari, quell’assoluta mancanza
RC Asiago Altipiano Sette Comuni
Incanta il suo ultimo film
“Il villaggio di cartone”
e affascinano le sue parole
di sensazionalismo, quella capacità di essere crudo e realista ma al tempo stesso
attento e sensibile nel far emergere sentimento, umanità e profonde riflessioni.
Ebbene, con tutto questo Olmi ancora una
volta invita, anzi induce a riflettere, a pensare, a ripercorrersi nel proprio io interiore.
Una sorta di esame di coscienza che lui
stesso fa (ed ecco l’aggancio autobiografico)
con quest’opera che avrà modo di dire “ho
fatto per me stesso”.
Spenta la macchina da proiezione, è salito sul palcoscenico del Lux e non ha nemmeno atteso le domande della conduttrice e
del pubblico (con cui ha poi fittamente dialogato) per introdurre ed introdursi ma
soprattutto per parlare magari poco di cinema (come dirà lui stesso) ma di valori, di
fede e di carità, di quelle chiese (che non
sono sole quelle dei preti) in cui non crede
da tempo, della felicità e della vita, di nonni
e bambini, di consumi e di aziende, inducendo, anzi provocando, la riflessione con le
sue sottolineature espresse con vigore e le
sue sospensioni “strategiche”.
“Olmi è un intellettuale raro: pregnante
ma al contempo semplice, comprensibile. Si
sa allargare, con ogni domanda filmica, da
una dimensione cinematografica ad una
prospettiva culturale più ampia che ti
accompagna a riannodare i fili della vita…
La sensazione è quella di essere accanto ad
un uomo che vede anche nella nebbia fitta
dove ci siamo infilati con le nostre stesse
mani. Vale la pena ascoltarlo. Interrogarlo.
Chiedergli un consiglio” avrà modo di sottolineare la conduttrice, che aggiunge “Quando gli ho chiesto un pensiero sulla felicità
con un sorriso lieve mi ha riportato ai bimbi
ed al saper cogliere il loro stupore. Per Olmi
non esistono consumi che possano attivare
una produttività (affettiva) così ingente, non
esistono ricette di economia che possono provocare un tale appagamento. Tutti parlano
di ripartire, di rialzarsi. Ma verso quale
vita? Una società che non guarda ai piccoli,
per Olmi, è una comunità destinata a soccombere”.
Al termine del dibattito oltre un centinaio di persone di sono spostate all’Hotel
Paradiso dove era programmata “in abbinata” la conviviale (con ospiti, fra gli altri, la
campionessa del mondo di ciclismo Tatiana
Guderzo ed il Direttore Generale dell’ASL
n° 3, Valerio Alberti) che è stata a sua volta
occasione per apprezzare una volta di più la
saggezza, la grande capacità comunicativa
e la cultura vera e profonda dell’ottantenne
regista, capace sempre di proporsi con incisività e profondità di pensiero.
Un importante restauro finanziato da Inner Wheel e Rotary insieme
nove
Il Settecento a Verona
Tiepolo, Cignaroli, Rotari
Il Comune di Verona, con l’Assessorato alla
Cultura e il Coordinamento Musei Monumenti, ha organizzato, in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le
province di Verona, Rovigo e Vicenza, la
mostra Il Settecento a Verona. Tiepolo,
Cignaroli, Rotari, una grande rassegna espositiva che approfondisce un momento
della civiltà pittorica scaligera finora mai
indagato.
La mostra, curata da Fabrizio Magani,
Paola Marini e Andrea Tomezzoli, è incentrata sulle peculiarità che la cultura e la tradizione pittorica assunsero nel Settecento a
Verona, città che riuscì a mantenere sempre
autonomia e originalità rispetto alle correnti dominanti nella vicina Venezia.
Le sezioni della mostra danno conto
anche della ricchezza e della varietà dei
risultati conseguiti a Verona nell’età dei
Lumi, nonché della rete di committenti prestigiosi – anche internazionali (del calibro di
Stanislao Augusto Poniatowsky di Polonia,
dei principi di Sassonia, di Clemente Augusto di Baviera o Carlo Firmian, plenipotenziario di Maria Teresa) – che richiesero
opere veronesi.
Nell’esposizione ha un posto speciale la
sezione dedicata ai vedutisti come Bernardo
Bellotto, così come il nucleo di opere realizzate per la città scaligera da Giambattista
Tiepolo. Con modalità assolutamente innovative, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, il pubblico ha il privilegio esclusivo di
scoprire il lavoro
di recupero che ha
portato alla restituzione virtuale del soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo per Palazzo Canossa a
Verona, andato in parte distrutto al
termine della seconda guerra mondiale.
Alla realizzazione di questa
importate iniziativa, assieme ad
altri prestigiosi enti e sponsor,
hanno contribuito Inner Wheel
Distretto 206 Italia e Rotary
Distretto 2050 e 2060, attraverso
il finanziamento di un fondamentale restauro.
Il recupero, ha interessato due
sculture di Giuseppe Antonio Schiavi,
San Fermo e San Rustico, provenienti
dalla chiesa di San Fermo Maggiore a
Verona. Oltre ad essere di sostegno
alla mostra, esso viene a configurarsi
come un’importante azione a favore
dell’intera città di Verona, tramite il
“salvataggio” di due opere sempre
godibili per fedeli e visitatori.
Le statue, in pietra tenera, erano
state probabilmente realizzate dall’artista veronese per il grande altare di sua
stessa mano dedicato ai due martiri consacrato il 27 aprile 1760 e vennero forse rimosse nel momento dei restauri compiuti da
Alessandro Da Lisca nei primi anni del
Novecento.
Le due eleganti figure rappresentano i
due santi martiri in
abiti militari e con i simboli del martirio da loro
subito. Come afferma
Andrea Tomezzoli nella
scheda del catalogo della
mostra, « nella loro calcolata dinamica di torsioni, lievi
flessioni, bilanciamenti di pesi,
San Fermo e San Rustico sollecitano continuamente l’osservatore a molteplici punti di
osservazione. La grazia adolescenziale delle figure, i gesti
improntati a una contenuta
enfasi patetica più che
declamatoria connotano
i due personaggi come i
protagonisti di un melodramma d’Arcadia, impegnati in un duetto che,
andato completamente
perso nell’attuale ubicazione, trovava piena efficacia nel probabile
contrapporsi originario delle figure, con
atteggiamenti ed espressioni che si richiamavano reciprocamente».
Entrambe le sculture, conservate oggi ai
lati del tornacoro, presentavano sollevamenti della preparazione e della pellicola
pittorica, depositi di polvere, fratture e integrazioni diffuse. In particolare il San Fermo
era interessato da vistose fratture soprattutto nella parte posteriore sinistra ma
anche nelle braccia e sulla testa.
L’intervento di restauro, realizzato da
Giordano Passarella di Padova, ha provve-
duto prima di tutto al fissaggio della pellicola pittorica originaria, decoesa, al supporto
lapideo, mediante applicazione di velatini
in carta giapponese. Tale operazione ha
permesso di fissare tale pellicola mediante
iniezioni di colle animali veicolate con alcool
e uso del termocautere, consentendo di riadagiarne le parti sollevate.
A questo punto è stata eseguita una
verifica puntuale della situazione strutturale dell’opera per valutare la possibilità o
meno di procedere al distacco delle parti
fratturate per poi poterle nuovamente fissare con idonei materiali oppure porne ulteriori di ancoraggio al fine di incrementane
la portanza.
Precedentemente al fissaggio sono
state rimosse tutte le stuccature
apportate negli interventi precedenti, sostituite con altre realizzate in due strati; è stato utilizzato un impasto formato
nel primo strato da pietra
macinata della medesima
essenza del supporto originale e legante acrilico, nel
secondo strato da gesso e
colla animale.
Sono stati effettuati
quindi dei tests di pulitura al
fine di scegliere i materiali e
i tempi di applicazione più
adatti. Dopo la pulitura si è
proceduto a risarcire tutte le
mancanze con stuccature
eseguite con gesso e colla
animale concludendo il lavoro con un ritocco pittorico
eseguito con colori ad
acquerello.
I Distretti 2050 e 2060 insieme
undici
Adottati i bambini di Haiti
a due anni dal terremoto
Inaugurate le scuole realizzate con i nostri contributi
di Luciano Kullovitz - PDG
Il progetto, a favore dei bambini di Haiti, che nel 2010 il Governatore del Distretto 2060 Luciano Kullovitz ed il Governatore del Distretto 2050 Carlogiorgio Pedercini, hanno sostenuto con tanta tenacia, si
è concluso lo scorso mese di dicembre. Il PDG Carlogiorgio Pedercini, insieme ai rotariani Luigi Moretti e Rolando Giambelli, il 2 e 3
dicembre 2011 ha inaugurato le scuole per i bambini di strada St.
Joseph e St. Francois a Port au Prince, capitale di Haiti.
Due anni fa, il 12 gennaio 2010, un catastrofico terremoto sconvolse Haiti con oltre 250.000 vittime. Il nostro Presidente Internazionale, John Kenny, con un accorato appello, sollecitava i rotariani ad
un impegno comune per lenire le sofferenze di tante famiglie ed
organizzare attività a sostegno della popolazione così duramente provata. Luciano Kullovitz e Carlogiorgio Pedercini decisero di unire le
proprie forze per un progetto comune ed ambizioso che fosse di
importanza strategica per la rinascita di Haiti, la più povera, tra le
povere nazioni del quarto mondo.
Risposero all’appello di Padre Rick Frechette, che chiedeva aiuto
per ricostruire le 17 scuole per i bambini di strada crollate per il
sisma, impegnandosi a realizzare le prime due nuove scuole di Saint
Joseph e di Saint Francois. Con tanta generosità, sempre dimostrata dai rotariani nei momenti del bisogno, nei due Distretti si raccolsero oltre 200.000,00 Euro ed in breve tempo veniva approntato il
progetto.
Le due scuole primarie, realizzate con strutture antisismiche,
prefabbricate ed idonee ad essere montate sul posto dagli stessi haitiani, avrebbero accolto, ognuna, dai 350 ai 450 bambini. L’incarico
per la costruzione venne affidato alla Ditta Ceriali Costruzioni
Metalliche s.p.a. di Casalromano (Mn), la verifica ed il controllo all’Ing.Pedercini.
Le strutture si completarono in soli due mesi con elevata professionalità e tecnica costruttiva, minimizzando i costi al punto tale da
rendere possibile la realizzazione di due scuole con i fondi raccolti dai
Distretti 2050 e 2060 e con un minimo contributo di altri tre sponsor.
Haiti, un paese dell’America
centrale di circa 8 milioni di
abitanti su una superficie di
27.700 Km2 dove si sconsigliano viaggi non determinati da
motivi di effettiva necessità,
dove una forte epidemia di
colera continua a causare
numerosissime vittime. Le condizioni di sicurezza sono fortemente precarie per l’elevato e
diffuso livello di criminalità, si
raccomanda di tenersi lontani
da luoghi di manifestazioni ed
assembramenti, si registrano
continui sequestri di persona.
L’attività di bande giovanili
armate e l’uso di sostanze stupefacenti sono generalizzate. In
tutto il paese vige un stato di
delinquenza incontrollata. Per
le strade permane una tale insicurezza da sconsigliare assolutamente ogni spostamento notturno. Il degrado morale dell’ordine pubblico rendono insicura anche la permanenza
nella stessa capitale Port au
Prince, specie nelle zone del
centro, di Petion Ville e Citée
Soleil.
Le scuole realizzate ad Haiti dai Distretti 2060 e 2050
Port au Prince è una città immensa, con quattro milioni e mezzo di persone censite ed almeno un altro milione non registrato.Pochissime
strade asfaltate, la maggior parte in terra battuta, con tracciati casuali, tutte dissestate con
continui, profondi avallamenti ricolmi di
liquame, immondizie, povertà ovunque. Un
traffico caotico, senza regole, con veicoli i più
disparati, vecchi, tra un’infinita teoria di
minuscole abitazioni ad un piano, intervallate
dai cumuli di ruderi causati dai crolli del terremoto.
Ovunque gente intenta in attività di insignificante, incomprensibile commercio di
cose inutili, rifiuti della nostra civiltà del
consumismo. Tutto tra immondizie sparse ai lati delle strade e liquami che dallea-
Un milione e mezzo di persone vivono ancora in sterminate tendopoli, senza igiene,
acqua, con scarsità di cibo, sotto le violente
piogge degli uragani estivi.
bitazioni scorrono lungo i solchi dei cordoli stradali. Bambini di ogni età abbandonati per le strade, analfabeti, senza igiene, senza un poco di quell’amore che a
loro dovrebbe essere sempre dovuto.
A Petit Place Caseau, uno dei rioni della capitale, ai lati di una anonima strada, appena
tracciata tra macerie e discariche, si è sviluppato un lungo succedersi di tende e baracche
dove abita gente giunta in quel luogo, da oltre
tredici
460 bambini, raccolti
sotto un tendone, nel
cortile delimitato dai
tre corpi di fabbrica
della scuola, accolgono, con battimani e
musiche, Padre Rick
Frechette, direttore
della NPH-Nuestros
peque nos hermanos di Haiti, Carlogiorgio Pedercini, Luigi Moretti,
Rolando Giambelli e Mariavittoria
Rava, presidente della Fondazione
F.Rava-NPA Italia. I bambini e le
bambine indossano la loro divisa, confezionata nella sartoria della “Città dei
Mestieri”di Francisville, simbolo di
appartenenza e d’orgoglio per i genitori. Una bimba, piccola, forse di quattro
anni, offre un mazzo di fiori e taglia il
nastro inaugurale.
un anno, dopo aver saputo che
si sarebbe costruita una nuova
scuola per i loro bambini. La
scuola è la speranza di una vita
migliore per i loro figli ed un
pane assicurato per tutta la
famiglia. A lato del cancello
d’ingresso, sulla parete che
recinta l’area della scuola di
Saint Joseph, un grande dipinto, realizzato da uno dei ragazzi di Padre Rick, rappresenta il
simbolo del Rotary con l’indicazione dei Distretti 2050 e 2060,
insieme alla fondazione CRT
ed un privato, Emilio Bossi.
La cerimonia continua con i discorsi del direttore didattico e degli insegnanti che presentano le proprie classi
ed i programmi di studio. Non mancano tante parole di
gratitudine e di ringraziamento per la bella, grande
nuova scuola, ma soprattutto, si percepisce l’orgoglio di
quelle giovani donne ed uomini per essere i veri artefici
della rinascita e del futuro del loro paese.
Le scuole realizzate ad Haiti dai Distretti 2060 e 2050
LE SCUOLE DI STRADA N.P.H.:
ANDARE A SCUOLA IN HAITI
VUOL DIRE SOPRAVVIVERE
In Haiti 1 bambino su 2 non ha accesso alla
scuola primaria.
1 ragazzo su 3 è completamente analfabeta.
Le “Scuole di Strada” sono state organizzate da N.P.H. per i bambini che appartengono
a famiglie troppo povere per frequentare la
scuola e per essere curati, se malati.
Padre Rick le descrive con la parola creola
“encadrement”: abbraccio d’amore, accoglienza, protezione, guida per la costruzione
di un futuro che questi bambini altrimenti
non avrebbero.
Le 28 scuole di strada NPH assicurano ogni
giorno, nei più poveri sobborghi di Port au
Prince e nelle provincie, a oltre 7.000 bambini tra i 2 e 16 anni, un pasto caldo, spesso
l’unico della giornata, vaccinazioni e cure
mediche, una divisa pulita, libri, matite e
quaderni, istruzione per costruire il loro futuro, trasmettendo loro valori ed esperienze
positive, la fiducia in se stessi e nel mondo
che li circonda. Ogni mese inoltre ai bambini vengono consegnati pasta e generi alimentari per aiutare anche i fratellini.
Scuola Saint Joseph: area mq. 2032,00 superficie coperta mq. 860,00
Scuola Saint Francois: area mq. 2010,00 superficie coperta mq. 815,00
Il 3 dicembre con lo stesso entusiasmo, lo
stesso calore tra recite, canti e balli, con le
stesse grandi emozioni viene inaugurata la
seconda scuola, Saint Francois, a Citée
Soleil, il quartiere più degradato e povero
della città, per oltre 350 bambini della scuola primaria.
quindici
Le scuole realizzate con i fondi dei Distretti
2060 e 2050 sono l’opera più importante e
moderna edificata dopo il terremoto. Si
affiancano alle tante e straordinarie iniziative di Padre Rick che da 22 anni lotta per la
sopravvivenza di quel Popolo.
Nel 2006 ha realizzato l’ospedale pediatrico
di Saint Damien: una struttura d’eccellenza, unica in tutta la nazione, che assiste
oltre 25.000 bambini l’anno.
Con l’aiuto di tanti benefattori realizza la
“Città dei Mestieri” dove si formano i giovani lavoratori; la Casa dei Piccoli Angeli per i
bambini disabili; la Baby House Saint Anne
per i bambini orfani ed abbandonati dai zero
ai cinque anni; il Foyer Saint Louis che ospita 700 bambini dai 6 ai 15 anni rimasti soli
dopo il terremoto; la Casa Orfanatrofio
NPH di Kenskoff sulle montagne alle spalle
di Port au Prince che accoglie, fino alla maggiore età, 600 bambini orfani o troppo poveri. Con il programma “Fors Lakay” che
significa “La forza della casa, della famiglia”
ha già consegnato le prime 40 abitazioni
delle 400 previste, alle poverissime famiglie
di Citée Soleil, con accanto, sulla spiaggia, il
nuovo ospedale Maria Stella Maris.
“Questo mondo, così lontano e diverso dal nostro, ci ha trasformato da
semplici spettatori in persone moralmente partecipi, consapevoli della
miseria, della follia umana della
nostra cecità e sordità.”
Noi viviamo nel benessere, abbiamo
tutto e non siamo capaci di vedere
che, oltre il nostro mondo ne esista
un altro, privo di tutto, a cui non
siamo capaci di dare nemmeno il
superfluo.
“Ci siamo domandati come avremmo potuto trasmettere ai nostri
amici, parenti, soci una così dura
realtà che non immaginavamo
potesse esistere. Come avremmo
potuto descrivere gli occhi di quei
bambini? Bambini identici ai nostri
figli, ai nostri nipoti ma con una
luce diversa negli occhi. Con una
dignità di chi ha nulla, di chi, già
da troppo piccolo, capisce che nemmeno la sua vita gli appartiene.
Mentre giocano tra i rifiuti portati
ad Haiti dalla nostra società, mentre si lavano con i liquami di fogne
improvvisate, alzano appena lo
sguardo e ti osservano. Sanno cosa
puoi offrirgli, non immaginano
quanto, ti chiedono nulla.”
Forse il Rotary è proprio in quegli
occhi che ci chiedono un sorriso!
Dalla Commissione Risorse Idriche
diciassette
Un “brindisi
per la vita”
e tanta acqua
a disposizione
Qualche risultato? Nuovi pozzi attivati
in Etiopia, Guinea Bissau e India
Cari amici,
abbiamo appena terminato un anno (solare)
piuttosto tribolato e le prospettive per il
2012 non sembrano molto migliori.
In questa prospettiva il Rotary e le sue
componenti devono fare di necessità virtù,
stringersi a quadrato e moltiplicare gli sforzi per il raggiungimento degli obiettivi che
sono propri della nostra Associazione: incidere nella società con idee di pace, giustizia e solidarietà.
Con le idee arrivano le azioni: un grande
risultato a livello mondiale, ottenuto dalla
compattezza del Rotary, è la quasi completa
eradicazione della Polio, battaglia che ci
vede in prima linea da vari anni e che deve
persistere fino alla completa sconfitta di
questa terribile piaga.
Altra azione di priorità, è il contributo
che il Rotary si è dato per la mitigazione, se
non l’eliminazione, del problema planetario
del bisogno dell’acqua, specie dove questa
non è considerata un diritto dell’uomo ma,
per alcuni, un bene commerciale.
Il nostro Distretto è molto attivo, nella
solidarietà. Si possono contare a decine gli
interventi, services di Club, interclub e matching-grant a favore delle zone disagiate e
bisognose nel mondo. Tanto si è fatto, tanto
si fa, tanto resta ancora da fare.
Due obiettivi ci devono spingere all’azione: a breve termine, la solidarietà e l’aiuto a
chi è nel bisogno; a lungo termine, la forma-
zione di coscienze maggiormente preparate
e sensibili per affrontare e vincere un problema che si sta facendo sempre più drammatico. Per raggiungere lo scopo c’è bisogno di
affinità di pensiero e di azione. Solo unendo
gli sforzi di tutti potremo incidere su apatia
e indifferenza.
Chi ha a cuore gli interessi del Rotary ha
a cuore i “veri” interessi dell’umanità.
Nell’annata Rotariana 2010/2011, la
Commissione “Risorse Idriche” si è inventata un service distrettuale intitolato “un brindisi per la vita” dove i Club del Distretto
2060 hanno contribuito alla raccolta di Euro
15.600 totalmente destinati in tre diverse
parti del mondo per la realizzazione di:
- N° 2 POZZI in Etiopia,
Regione di Amhra
- N° 1 POZZI in Guinea Bissau
- N° 9 POZZI in India,
Regione di Andhra Pradesh
Per le Festività Natalizie è arrivata una cartolina/e-mail di ringraziamento/auguri dai
bambini di uno dei villaggi beneficiati in
India e le foto dei nove pozzi eseguiti, funzionanti con pompe manuali e corredati di
targa Rotariana.
Si allegano alcune foto delle realizzazioni. Dimenticando le difficoltà e qualche contrattempo, durante il cammino, è un peccato sentirsi un pochino orgogliosi?
GRAZIE A TUTTI!!!
Giorgio Vallicella
Handicamp “Lorenzo Naldini” di Albarella
Un festoso e gioioso ritorno
per scambiarci gli auguri
Anche solo offrire un sorriso riscalda e anima i cuori
La festa di Natale dei ragazzi che hanno
partecipato all’Handicamp “Lorenzo Naldini” di Albarella ha visto anche quest’anno
convenire a Rovigo da tutto il Veneto tanti
giovani, parenti, accompagnatori, amici rotariani e rotaractiani, autorità. È un appuntamento, quello del Natale, che i ragazzi
aspettano già da quando, finito il campo
estivo, si danno un arrivederci per questo
momento di festa. Ed è stata veramente
una bella festa, iniziata con la S.Messa animata con canti suggestivi dal Coro Monte
Pasubio e intensamente partecipata anche dalla comunità parrocchiale della Commenda, e proseguita con il
pranzo natalizio nel vicino
Hotel Cristallo, il cui personale ogni anno si supera nell’accoglienza dei ragazzi. Se è
sempre bello ritrovarsi, rivedere gli amici con i quali si è
condivisa una vacanza tanto
particolare e ricordare e raccontare, ancora più bello è
quando ciò avviene nel clima
magico del Natale. Sono stati
tanti i momenti di gioia: l’arrivo di un imponente Babbo Natale con una gerla piena di
doni e di una Befana con tanto di scopa, che
dietro un travestimento da brutta vecchia,
lasciava indovinare una giovanissima rotaractiana, l’arrivo del clown dottor Stracchino con i suoi giochi e le sue stravaganze.
Tutto questo ha esaltato la fantasia e l’entusiasmo degli ospiti, per i quali amici rotariani e i volontari dell’handicamp si sono prodigati con slancio generoso. E poi la distribuzione dei doni e la gioia di vedere lo stupore e la meraviglia negli occhi di tutti.
Forse però il momento della giornata più
intenso di emozione l’abbiamo vissuto
quando, alla fine della Messa, il Governatore Bruno Maraschin ha letto la preghiera
del Rotariano. È una preghiera viva, una
invocazione di aiuto al nostro impegno rotariano di servizio verso i più deboli, impegno
che ci è venuto spontaneo rinnovare con
convinzione e forza: fa, o Dio, che ogni sera
cali su di noi, con la tua benedizione, quella
di coloro cui abbiamo offerto un sorriso,
suscitato una fede, arrecato un aiuto.
RC Montebelluna
Assegnati due PHF a conclusione di “preziosi” service
Il Rotary Club Montebelluna lo scorso dicembre ha celebrato l’annuale rito natalizio per raccogliere fondi a favore di un service (per quest’anno il Rotaract che ha
ricevuto i fondi raccolti nel corso della
serata li ha devoluti all’Hospice dell’Advar
di Treviso, la Casa dei Gelsi, “adottandone” una stanza). E consegnando due PHF,
la massima onorificenza rotariana, a due
persone che hanno fatto della loro vita una
testimonianza quotidiana dei “miracoli”,
piccoli e grandi” che si possono fare trasformando i principi, le convinzioni personali, in fatti.
I premiati sono: Daniela Pupulin Robazza, direttrice della Casa di riposo di
Trevignano; e Marino Visentin che nonostante il fatto che vive su una carrozzina
da molti anni, e i gravi limiti imposti dalla sua vita da dializzato,
si dedica al volontariato a tempo pieno andando nelle scuole elementari di Trevignano, Barcon, Montebelluna a insegnare il disegno e altre forme d’arte ai bambini, coinvolgendoli e ottenendo
risultati incredibili.
La consegna ufficiale della PHF a Marino Visentin avverrà
appena le sue condizioni di salute lo permetteranno. Sarà organizzata una serata del Club tutta per lui.
Invece il rito dell’attribuzione della massima onorificenza rotariana è avvenuta regolarmente per la sorpresissima Daniela
Robazza che, per la commozione, non è riuscita ad esprimere i suoi
sentimenti. La motivazione della PHF: “per l’amore, la cura, la
dedizione e le attenzioni con cui assiste quotidianamente gli anziani ospiti trasformando il suo lavoro, e quello dei suoi collaboratori
che lei ha saputo coinvolgere e motivare, in una missione effettuata
sempre con il massimo rispetto per quanti cercano nella Casa una
risposta efficace ai problemi dell’età”.
diciannove
Se credi, testimonia!
Protagonisti
Ricordo di
Davide Gaspardis
di Mario Burba
Il giorno 17 novembre ci ha lasciati il dottore veterinario Davide Gaspardis, che per
noi era soprattutto un amico e un uomo di
straordinario valore; aveva 87 anni, spesi in
una vita saggia, al servizio di tutte le creature, sia nell’esercizio della sua professione
che nei rapporti familiari, amicali e comunitari.
Ha esercitato la professione, con ambulatorio annesso all’abitazione nel paese di
Visco già del padre dott. Giovanni Battista,
eminente veterinario: dopo averlo coadiuvato, gli subentra nella titolarità della condotta veterinaria nel 1954; dopo anni di intenso e apprezzato lavoro, nel 2002, lascia l’attività ambulatoriale alla figlia Gloria,
anch’essa medico veterinario.
Il cognome Gaspardis, reso famoso dalla
continuità e dalle capacità, rimane abbinato alla professione veterinaria locale e ricordato con grande apprezzamento dalla
numerosa compagine di agricoltori e persone della Bassa Friulana, come significativamente è emerso dalle testimonianze espresse nella chiesa di Visco, il giorno dell’ultimo
e corale commiato al dott. Davide, più volte
citato per il suo contributo alle politiche
veterinarie dell’intera Regione.
Il padre Giovanni Battista era molto
amato ed apprezzato, per le sue qualità
umane e professionali tanto che i Comuni
nei quali ha operato, quali Visco ed Aiello,
hanno intitolato vie al suo nome. Analogamente, durante l’omelia di commiato, il
Parroco di Visco ha proposto un’intitolazione anche per il dott. Davide.
Antesignano in Friuli della chirurgia
per i parti cesarei nelle bovine, eseguì insieme al padre la prima operazione di questo
tipo.
Il padre di Davide, Giovanni Battista,
oltre a esercitare la disciplina veterinaria fu
anche un apprezzato letterato, scriveva racconti e poesie sia in lingua italiana che friulana; anche queste qualità sono passate al
figlio Davide che, oltre a numerosi saggi
specialistici di argomento veterinario, ha
scritto negli ultimi anni, malgrado la semi
cecità, le storie familiari, prima del padre
fino alle origini rintracciabili, con un particolare ricordo dei fratelli Enrico, Augusto ed
Elisa, poi della madre Teresita Burba (cugina di mio padre), in seguito un libro dedicato al Rotary, nel quale ha percorso la storia,
l’evoluzione, i principi, le regole e quindi i
doveri di ogni rotariano, che hanno per base
l’amicizia, la correttezza, l’onestà ed il servizio.
Auspico che il nostro Rotary faccia stampare queste note per donarle a tutti i soci
ed in particolare ai giovani, facendo memoria degli insegnamenti lasciati da Davide
con gli scritti e l’esempio di vita.
Nel corso degli anni, il dott. Gaspardis
ha ricevuto molti riconoscimenti per la sua
attività professionale. La motivazione del
“Premi Tormilaghis 2006” recita: “Il suo
lavoro, svolto con competenza da tutti riconosciuta e improntato da un rapporto
umano sensibile e cordiale, ha aiutato le
nostre famiglie a salvaguardare i propri
animali, nel passato bene prezioso per il
ventuno
sostentamento e oggi affettuosi e fedeli
amici.”
Il Comune di Visco lo ha premiato “per
la professionalità e il modo in cui ha fatto
conoscere il nome di Visco nel circondario”.
Su un blog, viene annoverato fra i rappresentanti della genialità vischese perché
“sono le persone che fanno la differenza”.
Sì, il nostro amico Davide Gaspardis ha
fatto la differenza, con la sua passione competente, il suo amore per il Creato, le sue
capacità relazionali, il suo sottile senso dell’humor. Non si è mai arreso, neanche
quando la perdita progressiva della vista
avrebbe potuto indurlo a chiudersi in una
situazione di rassegnato isolamento.
Senza mai lamentarsi, ha continuato a
frequentare gli incontri al Rotary, le feste e
riunioni dell’Associazione “Milaghis” e le
iniziative paesane presso il Ricreatorio parrocchiale. Ed ha anche continuato a leggere
ed informarsi, grazie allo strumento elettronico procuratogli dal figlio Gianenrico, che
conduce una farmacia con la madre. Quando all’ospedale andavo a fargli visita mi
assicurava, con un dolce sorriso, che la salute stava migliorando e quindi sperava in
breve di tornare alla vita familiare. Curiosità, interesse, apertura agli altri e al
mondo lo hanno accompagnato fino alla
conclusione del suo percorso terreno e la
generale gratitudine che gli è stata tributata il giorno del suo funerale ne è stata un’evidente testimonianza.
Lui stesso e la sua famiglia sono stati
messi a dura prova non solo a causa della
malattia che ha costretto Davide a più ricoveri ospedalieri, ma anche della morte del
fratello della moglie, professore all’università e grande rotariano, avvenuta solo un
mese prima.
Voglio ricordare anche i figli di Davide,
Gianenrico e Gloria, i quali per percorrere
una parte della strada del padre, sono
entrati a far parte del Rotary, uno a Monfalcone, l’altra a Udine Patriarcato. A loro e
alla sposa e madre dilettissima Maria Clara
Di Marino, farmacista a Fogliano Redipuglia, attiva socia dell’Inner Wheel, arrivata
da noi dall’Istria martoriata alla fine del
conflitto, tutti gli amici rotariani si stringono in un grato abbraccio, consapevoli di
aver molto ricevuto dalla testimonianza di
vita di Davide Gaspardis e della sua famiglia.
Come afferma il grande filosofo ebraico
Levinas: “Tutto si svolge come se la molteplicità delle persone… fosse la condizione della
pienezza della ‘verità assoluta’, come se ogni
persona, con la sua unicità, assicurasse alla
Rivelazione un aspetto unico della verità, e
come se alcuni dei suoi lati non si sarebbero
mai rivelati nel caso in cui determinate persone fossero mancate nell’umanità….”
Davide ci ha rivelato una parte importante della verità della vita, senza di lui
saremmo stati più poveri. Ora manca a noi
e alla sua famiglia, ma la tristezza della
perdita trova consolazione nella speranza
espressa dalla Sirenetta di Andersen:
“Nulla muore di ciò che al mondo è stato
amore e dolore.”
La grande musica
e l’amicizia fra culture
Con il RC di Mosca e i giovani interpreti “accesa” una stella all’inaugurazione
del restaurato teatro polesano
RC Badia-Lendinara-Alto Polesine
ventitré
di Ugo Mariano Brasioli
Badia Polesine, sede del Rotary club altopolesano, nota per i resti dell’abbazia benedettina
cui è legato il suo nome, ospita anche un
autentico gioiello dell’architettura: il Teatro
Sociale Eugenio Balzan, costruito nel 1812 su
disegno del teatro dell’architetto Sante
Baseggio (1749-1822) di Rovigo. Nel 1855 il
teatro venne restaurato e ampliato con i palchi di proscenio e il paliotto con le Muse e, da
allora, per la profusione di fregi in rilievo e a
foglia d’oro, comunemente definito "la piccola
Fenice", per l’evidente somiglianza con il
grande teatro veneziano. Troppo piccolo per
essere remunerativo, nel 1905 dopo l’ultima
rappresentazione della Tosca, venne chiuso.
Dopo anni di abbandono, a partire degli anni
‘70 del secolo scorso, inserito nel piano di
restauri di edifici e monumenti del Veneto e
con il controllo della Soprintendenza, attraverso diverse opere di restauro conclusesi
recentemente, il Teatro Sociale ha riaperto le
sue porte per accogliere nella sua platea
diverse mostre d’arte o fotografiche che il
pubblico numeroso visita cogliendo l’occasione per ammirarne la bellezza. Ultimato il
restauro 17 maggio 2011 è stato inaugurato
il Teatro Sociale che è stato intitolato al concittadino Eugenio Balzan. In questa suggestiva cornice, mercoledì 09 novembre 2011, si
è tenuto un eccezionale concerto-evento che
ha dato un respiro internazionale al nostro
club con l’esibizione di quattro giovani talentuosi musicisti russi dai 13 ai 24 anni, vincitori del concorso nazionale moscovita "Accendi una stella" organizzato dal Rotary Club di
Mosca "Renaissance" District 2220 Russia
west, dal Comune di Mosca e dal Ministero
della Cultura della Federazione Russa edizione 2011.
La serata evento è stata organizzata
dall’associazione “Amici della Russia” sede
di Padova, con la decisiva collaborazione del
Rotary club Badia Lendinara Alto Polesine
ed il patrocinio del Comune di Badia Polesine e della Pro Loco. Fondamentale si è rivelata la sponsorizzazione dell’industria dolciaria Borsari del rotariano Andrea Muzzi.
Già l’anno scorso, invero, il nostro club
(allora presieduto dall’ing. Mario Bellesia)
si fece compartecipe promotore di analogo
concerto, in quell’occasione ospitato nell’abbazia. E proprio sul ricordo di quella splendida edizione che, anche quest’anno il Presidente dott. Franco Berti, ha voluto replicare nella suggestiva cornice del rinnovato
teatro. Nel ringraziare il Commissario Prefettizio dott. Luigi Vitetti che concedendo le
necessarie autorizzazioni ha reso possibile
l’utilizzo del teatro e, prima di salutare gli
ospiti del Rotary Club moscovita, capitanati dal Presidente fondatore Igor Ya. LIBIN,
il dott. Berti, visibilmente emozionato ha
voluto partecipare al numeroso attento
pubblico i valori rotariani riassunti nel
motto ufficiale: “Servire al di sopra di ogni
interesse personale”.
Dopo ha lasciato parlare la musica, esaltata dalla pregevole cassa armonica del bel
teatro. Dimitry Kalashnikov (17 anni) al
pianoforte, Mikhail Kalashnikov (13 anni)
al violino, Alexandra Sikorskaya (22 anni
già ospite l’anno scorso) al pianoforte e
Eugene Lifschitz (24 anni) al violoncello,
tutti provenienti dalle migliori accademie
musicali russe e con curriculum musicali già
nutritissimi, nonostante l’età, hanno brillantemente interpretato Mozart, Beethoven,
Chopin, Schumann, Zoltán Kodály e Astor
Piazzolla.
Gli organizzatori e tutti gli amici rotariani presenti hanno concluso l’incontro con
una simpatica conviviale alla trattoria “Al
Gallo”, in cui gli ospiti russi hanno stupito
tutti per l’insospettato calore umano e la
simpatia: Vladimir Evserov ha esibito un
buon italiano, e con l’intervento della moglie interprete ha agevolato non poco le conversazioni. Nel tradizionale scambio di doni
finale, il presidente Igor Ya. LIBIN esibendo copia della rivista “Rotarianez”... che
celebrava l’incontro dell’anno precedente
con gli amici polesani, allora guidati dall’ing. Mario Bellesia, ha auspicato che questi incontri divengano “tradizione”. L’asso
nella manica, però, se l’è riservato il nostro
Presidente Franco Berti quando, sorprendendo tutti, ha regalato agli ospiti russi un
tricolore firmato dai soci del nostro club.
Grande!
RC Cittadella
Al Teatro Sociale la presentazione
di un volume celebrativo, ricco di storia,
testimonianze e service
“Nozze d’oro” per il club di Cittadella. Il cinquantesimo del Rotary dell’Alta Padovana
è stato celebrato con una grande festa,
degna della nostra Associazione e del prestigio che ricopre nel territorio, memore di
tanti “service” che hanno fatto crescere una
schiera di talenti.
Si è cominciato in quella bomboniera che
è il Teatro Sociale della città murata.
Belle ragazze alla reception e cerimonia
snella, ma intensa. Slide che scorrevano
sullo schermo a ricordare cinquant’anni di
iniziative e poi le persone. Con il Governatore designato Roberto Xausa, il presidente
Stelvio Rocco, il sindaco di Cittadella on.
Massimo Bitonci, quelle intense e mai scontate di Vittorio Andretta, quelle pacate e
descrittive di Lanfranco Lionello, che ha
curato con la sua Biblos una splendida pubblicazione per ricordare la storia, i ricordi a
partire dal primo presidente del club, l’indimenticato Vittorio Favaretti, e poi l’evento.
Un grande lavoro di squadra per recuperare documenti, immagini, la “memoria” di
mezzo secolo di presenza attiva dei rotariani. Belli i testi, bellissimo il corredo fotografico e forte la consistenza. Il libro si guarda
e si sfoglia a più livelli: le foto per scorrere,
gustare e percepire a volo d’uccello; i titoli
per orientarsi nell’offerta informativa; le
pagine dei presidenti per giustamente ritrovarsi e orgogliosamente rispecchiarsi un pò
come par giusto debba essere dopo aver
tanto lavorate nelle annate.
E ancora le pagine dei viaggi, i service, i
club contatto per rammentare l’internazionalità dell’associazione e poi la fondazione,
le foto bellissime di Cittadella, i caminetti, i
Paul Harris Fellow, i soci ed i ricordi con le
interviste a sei soci senior tra cui alcuni fondatori come Gianfranco Velo Dalbrenta e
Aberto Favaretti e Dino Marchiorello.
In serata la conviviale alle Risare di
Busiago, con tanti ospiti, e i riti del Rotary.
IL passaggio delle consegne tra Stelvio
Rocco e Gino Berto, l’ingresso di due nuovi
rotaractiani Maria Chiara Pellizzari e
Roberta Mantovani; il passaggio di consegne nel Rotaract tra Alessandro Lago e
Andrea Giaretta l’entrata di addirittura
quattro nuovi soci nelle figure di Bianca
Bonaldo presentata da Rodolfo Franceschetto, di Daniela Perin presentata da
Nando Coppo, di Leonardo Sartore presentato da Vittorio Lazzarin e di Diego Streliotto, presentato da Otello Bazzotto.
venticinque
50 anni intensi
e splendidi ricordi
pagina
dell’Istruttore Distrettuale
Come realizzare
progetti efficaci
di Carlo Martines
Tra i tanti manuali d’istruzione del Rotary ne esiste uno titolato “Comunità all’opera: come realizzare progetti efficaci”. È una guida che ogni Club dovrebbe consultare nella fase di pianificazione di un progetto.
Ai pre-SIPE e al SIPE, ogni anno, ai Presidenti entranti si ricordano le finalità
del Rotary e si raccomanda una razionale programmazione dei Service. È tuttavia
altrettanto importante che tutti i Soci sappiano come devono essere impostati i
progetti del proprio Club e quali sono le rispettive finalità.
In pratica il progetto, nella fase preliminare, dovrebbe essere portato a conoscenza di tutti per ottenere l’allargamento della condivisione e del coinvolgimento.
Tutto questo in linea con uno degli scopi principali del Rotary che si richiama allo
“sviluppo della pace e della comprensione internazionale attraverso una rete di collaborazione tra imprenditori e professionisti uniti dal comune ideale di servizio”.
Il Governatore Bruno Maraschin, fin dall’inizio del suo anno, ha chiesto una
maggiore informazione rotariana, sia a livello distrettuale sia di club.
Per questo motivo è opportuno che i Soci, all’interno del proprio club, possano
acquisire un maggiore interesse nella progettazione e nella realizzazione dei service. Dalla fondazione del Rotary, nel 1905, i Rotariani si sono adoperati a sostegno
delle comunità locali e poi, pian piano, l’attenzione si è espansa a macchia d’olio,
fino a raggiungere, oggi, oltre duecento paesi in aree geografiche diverse.
Come membri attivi delle loro comunità, i Rotariani possono essere a conoscenza delle necessità e delle risorse necessarie per la realizzazione di progetti di servizio efficaci. Tali progetti, tuttavia, richiedono ben più della semplice conoscenza
delle problematiche a livello comunitario. La loro efficacia dipende da diversi fattori, quali la necessità di far fronte a problematiche reali, migliorare le condizioni
di vita di una comunità, utilizzare le capacità dei beneficiari del progetto, riconoscere l’importanza e la necessità del contributo di tutti i partecipanti.
È inoltre necessario basarsi su una valutazione realistica delle risorse disponibili, mentre è scarsamente produttivo destinare a pioggia le risorse economiche del
club, spesso di non elevata entità, dirottandole verso progetti di poco conto e di utilità discutibile. Per questo motivo, da pochi anni, il Distretto promuove l’assegnazione di contributi a quei progetti presentati da più club.
La finalità è duplice: ottenere una maggiore efficacia e indurre i club a “parlarsi” e collaborare per scopi comuni. Sarebbe opportuno iniziare con l’individuazione
delle aree geografiche da sostenere, partendo, possibilmente, dalla valutazione
della situazione comunitaria locale. Questa, quasi sempre, rappresenta il primo
importante passo nella pianificazione di un progetto di servizio efficace.
Analizzando con attenzione le problematiche comunitarie, il club potrebbe scoprire nuove opportunità per progetti di servizio e prevenire la duplicazione di risorse già esistenti. La valutazione preventiva è sempre utile perché permette di identificare lo scopo e gli obiettivi principali e deve indurre a porsi le seguenti domande: Che informazioni si desidera raccogliere sulla comunità? Quanto tempo il club
ventisette
ha a disposizione per eseguire la valutazione? Quali risorse sono a disposizione del club
per quest’attività?
Una volta completata la valutazione si potrà verificare la reale consistenza dei progetti e decidere quale realizzare e, soprattutto, se potrà essere efficace. Al momento di
scegliere il progetto da realizzare è utile riflettere sul ruolo che il club vuole rivestire
all’interno della comunità. Alcuni progetti possono richiedere una partecipazione attiva
dei soci del club, mentre altri richiedono semplicemente il versamento di contributi
finanziari.
I club devono riflettere attentamente sul tipo di progetti realizzati con successo in
passato e sui motivi alla base di tali successi. Ciò consentirà ai club di comprendere
meglio le loro capacità e migliorare i progetti futuri. Le esperienze di servizio passate,
tuttavia, non devono condizionare negativamente o limitare quelle future.
Un altro parametro da tenere in considerazione è che gli interessi nel servire variano da Rotariano a Rotariano. Alcuni Rotariani apprezzano progetti pratici, mentre altri
preferiscono quelli di assistenza finanziaria. La scelta, da parte di un club, di un progetto di servizio che soddisfi le esigenze di tutti i suoi soci è essenziale per garantire il successo dell’iniziativa e la partecipazione dell’intero club al progetto. La scelta di un progetto che soddisfi tutti i soci è indubbiamente più semplice per i club di dimensioni ridotte rispetto a quelli composti di numerosi soci.
Il tempo e le risorse che un club può dedicare ai progetti di servizio sono limitati. Per
questo è importante essere realisti riguardo a quanto un club può fare o no all’interno
della comunità. Un progetto deve essere sostenibile ed è tale quando è in grado di sviluppare le capacità per risolvere determinate problematiche autonomamente, senza
dover dipendere da assistenza esterna. La sostenibilità è anche caratterizzata dalla condivisione, dalla misurabilità, dall’ambizione, dalla raggiungibilità e deve essere limitata
nel tempo con scadenza precisa. Le pubbliche relazioni sono molto importanti. Tutti i
progetti di servizio devono includere un piano dettagliato di pubbliche relazioni. La condivisione del messaggio centrale del progetto ha diversi obiettivi, tra i quali migliorare
l’immagine pubblica del Rotary, ottenere sostegno per i progetti e attirare candidati qualificati per l’affiliazione al Rotary. In due pagine è impossibile affrontare tutti i problemi
che accompagnano la progettazione di un service. Pertanto è sempre utile consultare la
guida appositamente sviluppata per fornire ai club gli strumenti necessari per programmare, realizzare e valutare in maniera efficace i progetti di servizio.
I metodi descritti nel manuale sono stati scelti tra le tecniche comunemente usate dai
club e collaudate dagli esperti di sviluppo di tutto il mondo. Tali metodi, tuttavia, potranno essere rimodellati dai club per meglio adattarli alle diverse esigenze locali.
Riferimenti bibliografici: “Comunità all’opera: come realizzare progetti efficaci”.
Il Rotary International mette a disposizione di club e distretti numerose risorse utilizzabili durante le diverse fasi di un progetto di servizio.
Per maggiori informazioni sui programmi, visitare il sito web del RI e fare riferimento alla pubblicazione
Effective Public Relations: A Guide for Rotary Clubs (257-EN) e al video Public Relations: Make It Work for
You (269-EN).
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Rotary e società
Appartenere
al territorio
di Giampiero Mattarolo
In una delle interviste che Giandomenico
Cortese ha magistralmente condotto in
preparazione del Forum Distrettuale:
“Leadership e Potere” che si è tenuto a
Padova il 19 novembre dello scorso anno, il
direttore del “Corriere della sera”, Ferruccio de Bortoli (socio onorario del Rotary) ha
espresso anche delle opinioni sulle possibili prospettive del Rotary, su una sua auspicabile evoluzione. Ha parlato di una certa
“timidezza” sociale e politica del Rotary e
di una sua forse eccessiva resistenza ad
uscire dal proprio ambito per dare testimonianze e presenze attive nel territorio.
Ne abbiamo parlato molte volte di questo orientamento che in fondo è abbastanza diffusamente riconosciuto come interessante tra i rotariani, ma che conserva
ancora un tale livello di problematicità, di
preoccupazione e di timore, che di fatto
riduce o elimina ogni tentativo non solo di
azioni concrete, ma anche di pensiero e di
confronto sulla possibilità di orientarsi al
territorio.
Molte volte pare proprio che non se
voglia neppure parlare.
Bisogna riconoscere tuttavia che non
mancano le ragioni a sostegno di questa
resistenza. Esiste certamente il rischio
(pericolo) che la presenza nel territorio
assuma una connotazione di parte politica
o, peggio, sia strumentalizzata da qualche
schieramento, e ciò sarebbe del tutto fuorviante la stessa ragion d’essere del Rotary.
Ma forse questa “timidezza” come l’ha
chiamata De Bortoli, non è solo razionalmente sostenuta o giustificabile. La vita in
ogni campo, se vuole essere vitale, comporta sempre dei rischi, che richiedono anche
coraggio e fantasia. Certo il DNA rotariano non è politico, anzi siamo stati fortemente educati all’individualismo a cominciare dalla scuola, dagli affari, persino
dalla religione. La tendenza del Rotary
Internazionale, poi, è sempre di più orientata verso l’azione umanitaria, verso la
beneficenza e verso una impostazione economicistica secondo la quale, in fondo,
quello che conta sono gli aspetti quantitativi e economici, appunto. Eppure...
Eppure io credo che il territorio nel quale
viviamo, l’ambiente sociale, le comunità, le
città e le aggregazioni territoriali, esprimano sempre di più una carenza del valore dell’appartenenza come coscienza responsabile
di un “far parte” che è nelle cose, prima
ancora che nelle coscienze. Esiste oggi una
sorta di drammatica contraddizione, da una
parte è oggettivamente sempre più alta l’interdipendenza sociale e politica e dall’altra
gli individualismi si manifestano ormai con
forza ostentata e virulenta, senza pudore e
senza responsabilità. Come appartenenti
alla famiglia, alle associazioni, alle città, ma
anche come membri dell’Italia e dell’Europa, la nostra individualità non può pretendere di isolarsi, di chiudersi, non può chiedere per sé senza conoscere e riconoscere l’altro che vive con noi, senza riconoscere che
“l’insieme” non è un’astrazione teorica o una
realtà ininfluente, ma è l’ambito stesso dove
si forma il nostro vivere, la nostra personalità e, soprattutto il futuro nostro e dei
nostri figli.
trentuno
Padre Bartolomeo Sorge, altro personaggio intervistato da Cortese, afferma
che il Rotary dovrebbe far sentire la propria presenza (dovrebbe esserci!) in tre
ambiti della vita sociale e cittadina o del
territorio: La piazza, cioè le manifestazioni organizzate o spontanee dove di fatto si
manifesta la convivenza dialogata degli
“appartenenti”; Il Municipio, come simbolo e ambito delle attività comunque
influenti nella programmazione e attuazione della gestione del territorio: e, infine, La Chiesa, intesa non solo come struttura ecclesiastica ma anche come gli ambiti e le attività culturali e operative nelle
quali si propone e si favorisce il crescere di
una coscienza etica e si alimenta il valore
della convivenza e la sua stessa valenza
spirituale.
Sono bei discorsi, direte, ma tutti per
aria e comunque fuori di una possibile e
concreta attuazione. Forse è così. È proprio
vero che è così? À proprio vero che quanto
vado sostenendo è fuori della realtà rotariana?
Il tema è per me così importante per il
futuro del Rotary che mi sento proprio di
insistere perché ci sia una disponibile ripensamento. Dovremmo cercare di uscire
dai freni tradizionali e cercare di individuare modalità e momenti di appartenenza; dovremmo farlo in modo attivo, partecipato e testimoniante.
Dovremmo uscire da una convivialità
compiaciuta, ma conservatrice. Dovremmo
cercare, tra noi e nei nostri club prima di
tutto, di attuare una sorta di laboratorio di
convivenza per valorizzare le diversità che
pur esistono anche tra soci. Dovremmo
riportare il confronto sui problemi e sulla
ragionevolezza superando tensioni partigiane cercando di “vincere” assieme più
che convincere gli altri. Insomma dovremmo saper educarci e lavorare per produrre
cooperazione, tra noi, tra club, tra presidenti che si susseguono...
Il coraggio e la fantasia dovrebbero poi
aiutarci a trovare strade di presenza nel
territorio. Al riguardo si potrebbe favorire
nei club la conoscenza del territorio e dei
suoi problemi, attraverso la programmazione di serate tematiche orientate appunto a questa conoscenza.
Quindi uscendo dal club favorire, programmare e organizzare, da soli o in collaborazione, degli incontri aperti di approfondimento, dei dibattiti, dei confronti, tesi
a suscitare una cultura di cooperazione e
di partecipazione.
Oppure, lanciare iniziative di cooperazione con “qualsiasi” pretesto, giusto per
mettere assieme più soggetti o anche soggetti diversi. Oppure, ancora, farsi promotori di studi e di analisi di situazioni particolari sempre con l’intento di proporre e
favorire la capacità di dialogo, di ascolto e
di disponibilità alla convivenza.
Io credo veramente, amici miei, che dovremmo andare in piazza, dovremmo cercare gli altri del nostro territorio per proporre loro il nostro coraggio, la nostra
responsabilità di uomini di qualità umana,
professionale ed etica. Sono ricchezze che
abbiamo.
riflessioni rotariane
di Alfio Chisari
Relazioni pubbliche
e mass media: opportunità
o spina nel fianco?
…ma neppure il Rotary può farne a meno
Chicago 1905. Nascono due organismi: le Relazioni Pubbliche ed il Rotary. Casuale questa contemporaneità? A ben pensarci c’è una matrice comune che potrebbe spiegare
questa coincidenza, se ci riferiamo alla particolare situazione in cui versa la città metropolitana dell’Illinois in quell’anno. Infatti, all’inizio del secolo scorso Chicago, con quasi
2 milioni di abitanti, è la città più turbolenta degli USA, caratterizzata da un forte ma
caotico sviluppo industriale, che è causa, da un lato di aspri contrasti fra le classi sociali e dall’altro di una costante affluenza di una moltitudine di immigrati provenienti principalmente dagli altri Stati USA e dall’Europa.
Sono costoro che subiscono le ripercussioni negative di un clima in fermento e, per
certi aspetti, disumanizzante. Spaesati e privi di conoscenze hanno difficoltà ad inserirsi nel tessuto della città e, conseguentemente, trovano ostacoli nella ricerca di attività
lavorative e professionali. In siffatto contesto, spicca e trova spazio l’idea di tal Ivy Lee
volta a far nascere la prima agenzia di Relazioni Pubbliche (RP). Ha lo scopo di lanciare una campagna per far conoscere e diffondere i meriti e le qualità delle aziende che a
lui si rivolgono per combattere la spietata concorrenza. In strettissima sintesi, deve
orientare l’opinione pubblica a favore della propria clientela.
Anche Paul Harris, in questo periodo si trasferisce a Chicago per intraprendere l’attività di avvocato. Ma, con pochi conoscenti e zero amici, i clienti non arrivano. Da qui,
l’intuizione, rilevatasi grande, di riunire un gruppo di persone, anch’esse immigrate, per
allargare le conoscenze, darsi reciproco aiuto, scambiarsi opinioni e proposte in un rapporto di amicizia. Nasce così una sorta di micro agenzia di Relazioni Pubbliche di mutuo
soccorso dal cui seme si è sviluppato negli anni il nostro Movimento di servizio. Le due
“culle” hanno allevato ed esportato due organizzazioni, RP e Rotary, che si sono imposte, estendendo il loro campo d’azione a livello mondiale, per la qualità degli obiettivi
raggiunti operando negli ambiti delle loro competenze, dei loro scopi e dei loro interessi lungo percorsi diversi. È lecito quindi pensare che il nostro fondatore, subendone l’influenza, abbia potuto ispirarsi alle attività delle Relazioni Pubbliche, riconoscendone il
ruolo rilevante assunto nel mondo della comunicazione.
A comprova di ciò, va sottolineato che fin dal primo congresso del Rotary International, tenutosi a Chicago nel 1910 con la partecipazione di 16 club, Paul Harris ha indicato fra i modelli insostituibili chiamati ad informare la vita del nostro sodalizio, le Relazioni Pubbliche. E da allora, questo indirizzo è regolarmente confermato dai presidenti
internazionali e sancito dal Manuale di Procedura che impone ai club l’inserimento
della Commissione Immagine Pubblica del Rotary fra le cinque preposte alla realizzazione degli obiettivi annuali e a lungo termine della nostra associazione. A riguardo,va ricordato, a scanso di equivoci (già sorti) che tale commissione non ha il compito
di fare pubblicità (mezzo utilizzato per la vendita di un prodotto) al Rotary e nemmeno
propaganda (mezzo utilizzato da chi cerca in qualche modo di affermarsi). Ha soprattutto lo scopo di offrire all’esterno una corretta immagine del nostro sodalizio che, tal-
trentatré
volta, potrebbe giungere distorta. Ovviamente, giova sottolineare che il responsabile delle
Relazioni Pubbliche nell’ambito di una qualsiasi organizzazione, fa ampio uso dei mezzi
di comunicazione di massa, fra cui la stampa ( scritta, parlata e per immagini). Ciò è bene
che avvenga anche nei nostri club. Appare pertanto auspicabile che il presidente della
commissione Immagine Pubblica curi i rapporti esterni con l’ausilio di un addetto
stampa per i contatti con i vari organismi ed enti presenti nel territorio e con gli operatori dell’informazione.
L’esperienza insegna che non è indispensabile disporre di esperti in RP o giornalisti.
Del resto, molti club ne sono sprovvisti. Basta che i preposti posseggano alcune caratteristiche che consentano loro di svolgere l’incarico in maniera efficace e sobria. Al fine di
evitare spiacevoli inconvenienti ( come è successo) nei rapporti con i giornalisti occorre
tener presenti alcuni accorgimenti quando per comunicare si ricorre alle interviste ed ai
comunicati stampa.
Interviste
a) Se destinate alla pubblicazione debbono opportunamente essere concordate con il
giornalista predisponendo, possibilmente per iscritto , domande e risposte con l’apposizione – per accettazione – delle firme dell’intervistato e dell’intervistatore. b) Quelle rilasciate a voce sono in linea di massima da evitare, a meno che non si concordi per la visione
del “pezzo” prima della pubblicazione. c) È bene sapere che i titoli degli articoli sono di
competenza dei giornali.
Comunicati stampa
I giornali e gli altri mezzi della comunicazione ricercano e vogliono notizie appetibili
per l’opinione pubblica. Va quindi da sé che i progetti realizzati dai club per soddisfare
aspettative della collettività, costituiscono un boccone ghiotto per i media. Dobbiamo
comunicare rifuggendo da espressioni trionfalistiche, da lungaggini in odore di retorica e
ricercando una sintetica chiarezza espositiva. A corredo è anche bene inviare qualche
foto, evitando di ritrarre tavole imbandite con commensali intenti a curare l’aspetto
nutrizionale della riunione. Le informazioni da diramare debbono avere il crisma dell’esattezza, debbono cioè contenere dati e resoconti controllati e controllabili ed è meglio
farle giungere sempre allo stesso cronista, responsabile della pagina locale. Qualche giorno di ritardo nella loro pubblicazione va tollerato. Le nostre attività non hanno data, nel
senso che anche a distanza di giorni dagli eventi, rimangono attuali.
Alcuni club lamentano che gli operatori dell’informazione (compresi quelli delle TV),
invitati a presenziare a nostre riunioni, spesso non intervengono e non sempre diffondono le notizie a loro inviate. I motivi di ciò potrebbero essere ricercati nella scorretta trasmissione dell’invito e/o nella sua “ confezione”. Può succedere che l’invito:
- sia inviato in ritardo;
- sia incompleto e/o formalmente scorretto;
- sia indirizzato alla persona sbagliata;
- non venga seguito nel suo iter;
- sia formulato per un evento non di rilievo;
- non si fondi su un rapporto di buona conoscenza, di reciproca stima e fiducia fra il
club e l’ambiente giornalistico. Occorre tendere ad instaurare ottimi rapporti con coloro
che conducono i mass media, ricercandone la conoscenza personale, coinvolgendoli nei
nostri eventi importanti, fornendo materiale utile al loro lavoro, tenendo presente, in
primo luogo, che ai media interessa informare l’opinione pubblica sulle iniziative, attività, progetti e fatti che accadono nel territorio e interessano la collettività.
la v
Abano Terme – Montegrotto Terme
riunioni rotariane: il giovedì
02
STATISTICA PER IL TURISMO – dott. Mario Gallon
09
L’ASSOCIAZIONE “NUOVA REALTÀ” DI PADOVA
– dott. Laura Dalla Nora Pradella
16
DA LUCANO A SHREK. IL MONDO OCCIDENTALE
E LE SUE ROVINE – dott. Isabella Colpo
23 23 FEBBRAIO 1905: PAUL HARRIS E IL ROTARY
– dott. Loris Camporese
Adria
riunioni rotariane: il martedì
07
IL PROGETTO “TO DRINK… NOT GET DRUNK”
DEL COMITATO INTERCLUB PER IL POLESINE
– arch. Antonio Toscano (socio)
14
IL MIO VIAGGIO A GERUSALEMME
– avv. Nicola Zambon (socio)
21
“CROSTOLATA” DI MARTEDÌ GRASSO
28
IL RUOLO DEL PREFETTO NEL TERRITORIO
– dott.ssa Romilda Tafuri
Arzignano
riunioni rotariane: il lunedì
04
(sabato, ore 10.00) VISITA GUIDATA DI PALAZZO THIENE
– prof.ssa Fracca Sartori
13
CONVIVIALE IN SEDE – dr. Moreno Michelazzo
20
COMUNICAZIONI ROTARIANE DEL PRESIDENTE
– Massimo Parlato
27
RISORSA ACQUA E SERVICE SOCIETÀ ACQUE DEL
CHIAMPO IN MOZAMBICO – Renzo Marcigaglia (socio)
Asiago – Altopiano dei Sette Comuni
riunioni rotariane: il venerdì
11
(ore 18.00, partenza dalla sede) CIASPOLUNA – Ciaspolada
con la luna piena a Porta Manazzo e cena in baita
17
CONVIVIALE – dr. Massimo Morandini
24
I SOCI SI RACCONTANO: L’ARTE DEL CASARO
– Fabio Finco
Asolo e Pedemontana del Grappa
riunioni rotariane: martedì
06
(lunedì) INTERCLUB CON RC TREVISO – Ennio Doris
14
FESTA DI SAN VALENTINO
21
CONVIVIALE – Emanuela di Centa
Badia – Lendinara – Alto Polesine
riunioni rotariane: martedì
07
ENDOSCOPIA DIGESTIVA – dott. Giuseppe Del Favero
14
CAMINETTO
21
IL TURCO A VIENNA – prof. Franco Cardini
28
CONVIVIALE CON GIOVANE RICERCATORE MEDICO
Bassano del Grappa
riunioni rotariane: il lunedì
04
(sabato, ore 9.00/12.00) STATO DI AVANZAMENTO
DEL PROGETTO ALZHEIMER 13 IL MOSE DI VENEZIA
– Maria Teresa Brotto
20
FESTA DI CARNEVALE
27
CAMINETTO
Bassano del Grappa Castelli
riunioni rotariane: il giovedì
02
APERITIVO
09
DUECENTO ANNI DI FILARMONICA A BASSANO
– Domenico Baggio
16
GIOVEDÌ GRASSO – ospiti di Francesco e Graziella Biasion
23
TORTELLINI IN BRODO E LESSO MISTO
Belluno
riunioni rotariane: il giovedì
02
ALLA SCOPERTA DELLE ORCHIDEE SPONTANEE DELLA
PROVINCIA DI BELLUNO – Isidoro Barattin
09
NUOVE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE
E STRUMENTI DELLA NAVIGAZIONE
– Riccardo Zaccone (socio)
16
23
ce
dei club
L’ISLAM VISTO DA UN CATTOLICO – prof. Alberto Paratore
LA NOSTRA STRADA CON IL ROTARY
Bolzano – Bozen
riunioni rotariane: il lunedì
06
AEROPORTO: PEOSPETTIVE DI SVILUPPO CON
L’ALLUNGAMENTO DELLA PISTA – dr. Gianfranco Jellici
13
CONVIVIALE
20
VISITA ALLA RAI DI BOLZANO
27
CONVIVIALE CON RELATORE
Bressanone – Brixen
riunioni rotariane: il martedì
07
CONVIVIALE
28
CONVIVIALE
Cadore – Cortina d’Ampezzo
riunioni rotariane: il lunedì
01
(mercoledì) IL MODULO SOLWA: SCACCO ALLA SETE
NEL MONDO – ing. Paolo Franceschetti
10
(venerdì) FESTA DI CARNEVALE – interclub con Lions
Pieve di Cadore
Camposampiero
riunioni rotariane: il martedì
14
MARTEDÌ GRASSO: BINGO IN MASCHERA
– con il Rotaract
18
(sabato, ore 17.00) FINALE COPPA DEL MONDO DI
SCHERMA – c/o Palasport San Lazzaro di Padova segue
conviviale con ospiti alcuni olimpionici italiani di scherma
29 (mercoledì) CENA DI SELVAGGINA – c/o Trattoria Zago
Castelfranco – Asolo
riunioni rotariane: il lunedì
06
PERCHÉ È DIFFICILE CAPIRE LA MUSICA MODERNA
– Paolo Troncon
19
(domenica) VISITA AL MUSEO DI VILLA MANIN DI
PASSARIANO E ALLA MOSTRA DELL’ESPRESSIONISMO
27
BENI ARTISTICI E CULTURALI DI CASTELFRANCO
VENETO. PROSPETTIVE ED OPPORTUNITÀ
ECONOMICHE – Paolo Pellizzari (socio)
Cervignano – Palmanova
riunioni rotariane: il giovedì
01
(mercoledì) CONCERTO DELLA WIENER
PHILHARMONIKER – a Salisburgo – interclub con RC
Badgastein e RC Salzburg-Paracelsus
09
LA STORIA DEL GIOIELLO: LA MAGIA DELLA FUSIONE
A OSSO DI SEPPIA – Pietro de Martin
16
ACQUA BENE ESSENZIALE ALLA VITA O BUSINESS
– Antonino Nonino – interclub RC Monfalcone-Grado, RC
Lignano Sabbiadoro Tagliamento e RC Codroipo-Villa Manin
23
UTILIZZO DEGLI STRUMENTI INFORMATICI DEL ROTARY
– Valter Baldassi e Raffaele Caltabiano
Chioggia
riunioni rotariane: il martedì
07
CUI PRODEST? – dott. Michele Bertonello
14
FESTE DI SAN VALENTINO E CARNEVALE
28
STORIA E PARTICOLARITÀ DEL PIÙ GRANDE GRUPPO
EUROPEO DI DISTRIBUZIONE AL CONSUMATORE
FINALE – dott. Francesco Montaldo e dott. Zeffirino Negri
Cittadella
riunioni rotariane: il lunedì
06
CORO VALCONZOI – a cura di Rodolfo Franceschetto
(socio)
13
LA NOSTRA STORIA – Piero Luxardo
23
PROGRAMMA DA DEFINIRE
27
I NUOVI TALENTI – 36a Rassegna musicale dei migliori
neodiplomati nei Conservatori del Distretto
Cividale del Friuli
riunioni rotariane: il martedì
05
(domenica, ore 9.30) CERIMONIA DI CONSEGNA DELLE
argomenti dei club febbraio 2012
18
28
Codroipo – Villa Manin
riunioni rotariane: il martedì
07
SCUOLA DI ROTARY – Sandro Cengarle
16
(giovedì) L’ACQUA BENE ESSENZIALE E BUSINESS
– Antonio Nonino – Interclub con
RC Cervignano-Palmanova
21
DIARIO DI UN AUTODIDATTA – U.T. Ghandi
28
LA GUARDIA DI FINANZA: MODERNA POLIZIA
ECONOMICO-FINANZIARIA AL SERVIZIO DEL PAESE
– Claudio Di Gregorio
Conegliano
riunioni rotariane: il martedì
11
FESTA DELLA FAMIGLIA CON ROTARACT E INTERACT
21
SPORT: UNA PASSIONE CHE PUÒ TRASFORMARSI
IN LAVORO – Miki Biasion – interclub con RC Conegliano
Vittorio Veneto
28
VISITA ALLA MOSTRA “MANCIÙ: L’ULTIMO IMPERATORE”
– c/o Casa dei Carraresi
Conegliano – Vittorio Veneto
riunioni rotariane: il martedì
07
LE INQUIETUDINI DI SANT’AGOSTINO – Guido Tonietto
14
TOMBOLA
21
SPORT: UNA PASSIONE CHE PUÒ TRASFORMARSI
IN LAVORO – Miki Biasion – interclub con RC Conegliano
28
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
Este
riunioni rotariane: il martedì
07
SITUAZIONE ECONOMICA NELLA REALTÀ
IMPRENDITORIALE DELLA BASSA PADOVANA
– dr. Luca Iazzolino
14
SERATA ARTISTICA … A SORPRESA
28
NUOVI AGENTI ANTITUMORALI A BASE DI ORO
– prof.ssa Dolores Fregona
Feltre
riunioni rotariane: il martedì
15
(mercoledì) PARLIAMO DI BON … TON
– dr.ssa Maria Stella Missiroli
21
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
28
LA LEADERSHIP – dr. Cesare Benedetti
Fiemme e Fassa
riunioni rotariane: il mercoledì
08
INCONTRO CON IL DUO “BEPI E FRANZ”
14
(martedì) PROSPETTIVE DI EVOLUZIONE
DELL’AUTONOMIA – interclub a Trento
22
LA CHIESA DI SANTA GIULIANA – prof. Bernard Fortunato
27
(lunedì) TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO E LE NUOVE
LINEE DI ACCESSO – interclub a Trento
Gemona – Friuli Collinare
riunioni rotariane: il martedì
07
ARGOMENTI ROTARIANI
14
VICINO LONTANO: LO STORICO PROGETTO
EDUCATIVO DELLE SUORE FRANCESCANE DI GEMONA
– Gilberto Ganzer
21
SERATA DI CARNEVALE
28
STATO DELL’ARTE DEL SERVIZIO SANITARIO DELLA
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA – Paolo Bordon
Gorizia
riunioni rotariane: il martedì
07
ESODO: UN’ALTRA STORIA – dott. Rodolfo Ziberna
14
APERITIVO
21
APERITIVO
28
LA FONDAZIONE ROTARY – DGE dr. Alessandro Perolo
trentacinque
07
CINQUE STATUE LIGNEE DELL’ALTARE
NELLA GROTTA DI SAN GIOVANNI D’ANTRO
– Chiesa Parrocchiale di Antro - Pulfero
SALUTE E STILE DI VITA … DIFENDIAMOCI DAI FALSI
MESSAGGI – dott.ssa Maria Antonietta Pellegrini (socia)
e dott.ssa Marina Armellini – interclub con Inner Wheel
di Cividale
(sabato, ore 10.15) MOSTRA ESPRESSIONISMO
TEDESCO – a Villa Manin
ATTUALITÀ IN FRIULI VENEZIA GIULIA
– a cura di Paolo Marinig
Jesolo
riunioni rotariane: il mercoledì
01
CAMINETTO
08
ROTARY FOUNDATION. OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI
– DGE dr. Alessandro Perolo
15
INTERCLUB CON LIONS JESOLO
22
GLI ACQUIFERI PROFONDI DEL VENETO ORIENTALE,
RISORSA DA UTILIZZARE E SALVAGUARDARE
– ing. V. Drig
Legnago
riunioni rotariane: il martedì
07
CONCLUSIONE DELLE MANIFESTAZIONI PER IL 150°
DELL’UNITÀ D’ITALIA
21
IL ‘700 A VERONA: TIEPOLO, CIGNAROLI, ROTARI
– dott. Andrea Tomezzoli
—- I PITTORI DELL’ACACDEMIA VERONESE NEL ‘700
– dott. Luca Fabbri
28
CAMINETTO
Lignano Sabbiadoro – Tagliamento
riunioni rotariane: il lunedì
03
(venerdì) I GIOVANI NELLA SOCIETÀ D’OGGI
– Gen. Luigi Federici – interclub con Lions Club di Lignano
06
L’INCREMENTO DELL’EFFETTIVO
– Marta Acco e Carlo Alberto Vidotto (soci)
13
EDILIZIA INNOVATIVA – ing. Valerio Pontarolo
16
(giovedì) L’ACQUA: BENE ESSENZIALE O BUSINESS
– ing. Antonio Nonino – interclub con RC CervignanoPalmanova, RC Codroipo-Villa Manin,
RC Monfalcone-Grado
27
PESCI DELL’ALTO ADRIATICO FRA BIOLOGIA E STORIA
DEL TERRITORIO – dott. Aurelio Zentilin
Madonna di Campiglio
riunioni rotariane: il venerdì
03
CAMINETTO
10
L’EDITORIA A SERVIZIO DEL POTERE
– dott. Corrado Tononi
17
CAMINETTO
24
GERUSALEMME CROCEVIA TRA DUE RELIGIONI
– dott. don Emilio Lingiardi
Maniago – Spilimbergo
riunioni rotariane: il giovedì
02
CAMINETTO
09
INTRODUZIONE ALLA MOSTRA SULL’IMPRESSIONISMO
A VILLA MANIN – Nemo Gonano
18
(sabato) FESTA DI CARNEVALE
– interclub con Inner Wheel
23
IL MAIALINO DI MARCO TRAMONTIN – usanza storica
Merano – Meran
riunioni rotariane: il giovedì
03
(venerdì) BALLO D’INVERNO – ballo di beneficenza
organizzato dai Service Club
09
CAUSE ED EFFETTI DELLA CRISI DEI DEBITI E
DELL’EURO – dr. Konrad Palla
23
CONVIVIALE
Monfalcone – Grado
riunioni rotariane: il giovedì
02
IL FUTURO DELLA A4 – avv. Emilio Terpin
09
I PROGRAMMI DI MIGLIORAMENTO DEL CLUB
16
L’ACQUA: BENE ESSENZIALE O BUSINESS – ing. Antonio
Nonino – interclub con RC Cervignano-Palmanova
23
CO-WORKING – dott.ssa Annamaria Truan
la voce dei club
Montebelluna
riunioni rotariane: il mercoledì
02
(giovedì) MIKI BIASION: STORIA INEDITA DI UN GRANDE
CAMPIONE – interclub con Lions e Panathlon
06
(lunedì) PANORAMICA SULL’ATTUALE SCENARIO
ECONOMICO-FINANZIARIO, AGENZIE DI RATING E
PROSPETTIVE 2012 – Ennio Doris – interclub con i RC
Treviso Nord, RC Treviso Terraglio, RC Asolo
e Pedemontana del Grappa
15
STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI
– Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC Opitergino
Mottense, RC Susegana- Piave-Treviso
22
DA MASERADA A PIAZZA FONTANA. IL CORAGGIO IN
SE STESSI – prof. Guido Lorenzon
Muggia
riunioni rotariane: il mercoledì
01
ACCESSO AL CREDITO PIÙ FACILE PER DARE SLANCIO
ALL’ECONOMIA – dott.ssa Federica Seganti
08
OGNI ETÀ HA IL SUO FASCINO – dott. Costantino Davide
15
APPRENDIMENTO E LINGUAGGIO: PROPRIO UGUALI
PER TUTTI? – dott. Marco Carrozzi
22
ULTRA OCEANUM. IL MARE DI MASSIMILIANO
– dr.ssa Rossella Fabiani
29
ARGOMENTI ROTARIANI
Noale dei Tempesta
riunioni rotariane: il giovedì
02
CAMINETTO
09
IL RISORGIMENTO ITALIANO – prof. Aldo Lucato
16
FESTA DI CARNEVALE
23
CONVIVIALE – dott. Antonio Cappelleri
Opitergino Mottense
riunioni rotariane: il martedì
15
STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI
– Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC San Donà
di Piave, RC Montebelluna, RC Susegana-Piave-Treviso
21
BRINDISI DI BUON FINE CARNEVALE
28
REDDITOMETRO E SPESOMETRO
– Filipozzi, Zanon e Durante
Padova
riunioni rotariane: il mercoledì
01
LA RIVOLUZIONE CARAVAGGIO: DAL MANIERISMO
AL NATURALISMO – prof.ssa Sergia Jessi Ferro
15
REALIZZAZIONI INGEGNERISTICHE NELL’ARCHITETTURA
CIVILE – ing. Roberto Paccagnella
22
SERATA DI CARNEVALE
28
(martedì) IL TESTAMENTO BIOLOGICO
– prof. Ivano Nelson Salvarani
Padova Contarini
riunioni rotariane: il martedì
07
CAMINETTO
14
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
21
CAMINETTO
28
IL TESTAMENTO BIOLOGICO – prof. Ivano Nelson Salvarani
– interclub con RC Padova, RC Padova Euganea
Padova Est
riunioni rotariane: il giovedì
04
(sabato) CENA DI CACCIA
09
AMORE E FOLLIA NELLA POESIA DELLE DONNE
– prof. Elena Scaroni
16
L’ATTIVITÀ DI UN SOCIO – Gilda Rota
25/26 GITA CULTURALE A FIRENZE
Padova Euganea
riunioni rotariane: il giovedì
02
(ore 18.00) VISITA ALLA MOSTRA “SIMBOLISMO IN ITALIA”
– Palazzo Zabarella
09
ASSOCIAZIONE “UN CUORE, UN MONDO”
– prof. Giovanni Stellin
16
LE SOCIETÀ DI RATING, QUESTE SCONOSCIUTE:
ORIGINI, CURIOSITÀ E MOLTO ALTRO ANCORA
– Orazio Leopardi (socio onorario)
28
(martedì) IL TESTAMENTO BIOLOGICO – prof. Ivano Nelson
Salvarani – interclub con RC Padova, RC Padova Contarini
Padova Nord
riunioni rotariane: il lunedì
06
LA RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ: LUCE E OMBRE VISTE
DA UN DIRETTORE DI DIPARTIMENTO
– prof. Alessandro Paccagnella
13
(ore 18.00) VISITA ALLA CHIESA DI SANTA SOFIA
– arch. Perdon e ing. Cavaletti
20
ROTARY IERI, OGGI E DOMANI – PDG Distretto 2110
dott. Francesco Arezzi
27
TRADIZIONALE CENA DI CACCIA
Peschiera e del Garda Veronese
riunioni rotariane: il giovedì
02
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
16
CAMINETTO
23
SICUREZZA E CONTROLLO DEL TERRITORIO
– col. Paolo Edera
Pordenone
riunioni rotariane: il giovedì
02
I PERCORSI DI AUTONOMIA ABITATIVA – Luisa Morassut
09
SERATA DEL SOCIO
18
(sabato) GRAN GALA DI CARNEVALE interclub con Inner
Wheel Pordenone e i RC della provincia
23
IL FASCINO E LE TECNICHE DELLA MONTAGNA INVERNALE
– avv. Giancarlo Del Zotto
Pordenone Alto Livenza
riunioni rotariane: il lunedì
06
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
13
LA MIA PARTECIPAZIONE AL RYLA – Maria Chiara Vriz
20
NELLE SALE DA PRANZO DI PAOLO VERONESE
– prof. Giuseppe Barbieri
27
IL PETROLIO E LE ENERGIE ALTERNATIVE
– Giovan Nicola Borsetti
Porto Viro – Delta Po
riunioni rotariane: il giovedì
02
CAMINETTO
09
L’ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA “TUTTI HANNO
DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO
PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO
MEZZO DI DIFFUSIONE – dott. Cristiano Draghi
23
SVILUPPO DEL TURISMO NEL NOSTRO DELTA,
UN ESEMPIO DI CHARME – Maria Adelaide Avanzo
Portogruaro
riunioni rotariane: il martedì
07
IL DIALOGO TRA FISCO E CONTRIBUENTI – Teresa Cariello
21
MONTE ATHOS 1987: UN VIAGGIO NEL PASSATO
– Davide Masarati
Riva del Garda
riunioni rotariane: il lunedì
07
(martedì) L’ACQUA DEL GARDA – interclub a Desenzano
del Garda con RC Salò-Desenzano e RC Peschiera e del Garda
Veronese
13
(ore 19.00) IL SISTEMA COOPERATIVO TRENTINO
– dott. Enzo Zampiccoli (socio)
20
IL SISTEMA TAVOLARE – dott. Michele Cuccaro
27
LA DOMOTICA – Mauro Pederzolli (socio)
Rovereto
riunioni rotariane: il lunedì
06
LA ROTTURA VIOLENTA DEL LEGAME: DONNA VITTIMA
E UOMO CARNEFICE – prof. Guido Pullia
13
COME IL ROCK CI HA SALVATO LA VITA
– Fabio Fedrigo e Roberto Muzzin
20
INTERVISTA – il Presidente prof. Giacomo di Marco intervista
l’avv. Alessandro Olivi (socio)
27
QUANDO IL LEGAME È CON LA SOSTANZA. PSICOLOGIA
DELLE NUOVE DIPENDENZE – prof. Domenico Marcolini
Rovigo
riunioni rotariane: il martedì
04
(sabato) UN’ALTRA POSSIBILITÀ – Massimo Ubertose (socio)
07
CAMINETTO
14
IL CUORE MOTORE DELLA VITA – Carlo Piombo
21
CAMINETTO
Trento
trentasette
Sacile – Centenario
San Donà di Piave
riunioni rotariane: il lunedì
06
LA FOLLIA OLTRE IL RECINTO: RIFLESSIONI SUL
PASSATO DELL’OSPEDALE PSICHIATRICO DI PERGINE.
UN ANTIDOTO PER L’AMNESIA SOCIALE
– dott. Ermanno Arreghini
14
(martedì) PROSPETTIVE DELL’EVOLUZIONE
DELL’AUTONOMIA – prof. Roberto Tognatti – interclub
20
IL CARNEVALE DI ARLECCHINO TRA MITO
E REALTÀ – dott.ssa Monica Mann
27
IL TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO E LE NUOVE
LINEE DI ACCESSO – prof. Konrad Bergmeister
– interclub
San Vito al Tagliamento
riunioni rotariane: il martedì
07
IL PARCO UNGARETTI DI CASTELNUOVO
– arch. Paolo Bornello (socio)
17
(venerdì, ore 18.15) VIAGGIO DIETRO LE QUINTE
– Teatro dal Monaco
28
ANAPURNA TREKKING: DAL MEDIOEVO AGLI 8000 MT
– Giuseppe Bidoli (socio)
Schio – Thiene
riunioni rotariane: il lunedì
06
INCONTRO CON ENNIO DORIS – interclub con i RR CC
della provincia di Treviso
13
INNOVARE PER COMPETERE – Francesco Albrizio (socio)
20
AMARCORD ROTARIANO – Bruno Loschi (socio)
28
(martedì) VENEZIA E NORDEST: CAPITALE EUROPEA
DELLA CULTURA 2019. ESPERIENZE A CONFRONTO
– Maurizio Cecconi, Giacomo Braghi, Roberto Crosta,
Marco D’Eredità – interclub con RC Treviso Terraglio
riunioni rotariane: il martedì
07
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
14
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
21
INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente
28
GIOIELLI D’AUTORE – prof. Piero De Martin
riunioni rotariane: il mercoledì
01
CHIRURGIA PLASTICA O ESTETICA – Antonio Corezzola
08
FESTEGGIAMO IL CARNEVALE
15
STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI
– Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC Opitergino
Mottense, RC Montebelluna, RC Susegana- Piave-Treviso
22
LA REALTÀ DI ISRAELE NEL NUOVO CONTESTO
MEDIORIENTALE – Gino Zottis
29
IL RAGAZZO FUGGITO DALL’AFGHANISTAN
riunioni rotariane: il martedì
07
IN AMICIZIA
18
(sabato) LA FESTA DEI CORIANDOLI – interclub con Inner
Wheel di Pordenone e i Rotary Club della Provincia
21
L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO – dott. Enrico Manzon
28
PROGETTO PER LA SALVAGUARDIA E LA
VALORIZZAZIONE DEI PARCHI E GIARDINI STORICI
– arch. Franco Molinari
riunioni rotariane: il lunedì
06
LE PROLOCO, RISORSA ITALIANA ED ECCELLENZA
VICENTINA – dott. Giorgio Rossi
13
CAMINETTO
27
LA DIFFICILE ELEGANZA DELL’EQUILIBRIO
– PDG dott. Giampiero Mattarolo
Susegana Piave Treviso
riunioni rotariane: il mercoledì
01
CONOSCIAMO IW – Renata Bavero – interclub con Inner
Wheel Conegliano-Vittorio Veneto
06
(lunedì) INCONTRO CON ENNIO DORIS – interclub con
RC Treviso Nord, RC Treviso Terraglio, RC Treviso,
RC Asolo e Pedemontana del Grappa, RC Montebelluna,
RC Opitergino Mottense
15
STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI – Gen. Gianfranco
Da Forno – interclub con RC Opitergino Mottense
Tarvisio
riunioni rotariane: il mercoledì
01
CLUB ALPINO ITALIANO, SEZIONE DI TARVISIO
– Ugo Zanazzi
08
IL BROVADAR – Mario Faleschini
15
LE TERME DI BAGNI DI LUSNIZZA – Antonio Ehrlich
22
L’INFLUENZA DELLA LUNA NELLA LAVORAZIONE DEL
LEGNO – Giuseppe Martinz
29
MANUTENZIONE ORDINARIA STRADE FORESTALI
– Martino Kraner
Tolmezzo
riunioni rotariane: il giovedì
02
CAMINETTO
09
L’IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA DI
FORNI DI SOPRA: UN ESEMPIO INTERESSANTE DI
SINERGIA TRA AMBIENTE, ECONOMIA E ENERGIA PULITA – Nazzareno Candotti
16
CAMINETTO
23
RISORSE FORESTALI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
– Michele Simonitti
Trentino Nord
riunioni rotariane: il martedì
07
(ore 13.00) LUNCH TIME
14
PROSPETTIVE DELL’EVOLUZIONE DELL’AUTONOMIA
– Roberto Tognatti – interclub RC Trento, RC Valsugana,
RC Fiemme e Fassa
21
CAMINETTO – ospiti di Luca Rigotti (socio)
27
(lunedì) STATO D’AVANZAMENTO DEL TUNNEL DI BASE
DEL BRENNERO – Konrad Bergmeister – interclub con
RC Trento
Treviso
Treviso Nord
Treviso Terraglio
riunioni rotariane: il martedì
06
INCONTRO CON ENNIO DORIS – interclub con RC Treviso
Nord, RC Treviso, RC Asolo e Pedemontana del Grappa,
RC Montebelluna, RC Opitergino Mottense
11
(sabato) VISITA MOSTRA ESPRESSIONISTI
– c/o Villa Manin – interclub con RC Pordenone
14
CAMINETTO
21
CAMINETTO
28
VENEZIA E NORDEST: CAPITALE EUROPEA DELLA
CULTURA 2019. ESPERIENZE A CONFRONTO
– Maurizio Cecconi, Giacomo Braghi, Roberto Crosta,
Marco D’Eredità – interclub con RC Treviso Nord
Trieste
riunioni rotariane: il giovedì
02
(ore 13.00) L’ATTIVITÀ DEL CLUB DEL PRIMO SEMESTRE
– Giorgio Cappel
09
(ore 13.00) CONVIVIALE A BUFFET
16
CONVIVIALE A BUFFET – PDG Carlo Martines
23
(ore 13.00) CAMINETTO
Trieste Nord
riunioni rotariane: il martedì
07
LE POSTE IN ITALIA. DA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
A SISTEMA DI IMPRESA – Giuseppe Patti
14
(ore 13.00) ARGOMENTI ROTARIANI E VITA DEL CLUB
21
(ore 13.00) IL RESTAURO DELL’ARCHITETTURA
INDUSTRIALE: OLTRE IL MOLINO STUCKY
– prof. Francesco Amendolagine
28
(ore 20.30) IL FENOMENO ESIMIT – Igor Simcic
Udine
riunioni rotariane: il martedì
07
IL FENOMENO DELLE PERSONE SCOMPARSE IN ITALIA
– Prefetto Michele Penta
14
UN’ESPERIENZA DI VITA E DI LAVORO IN RUSSIA
– Luisella Lovecchio
16
(giovedì) ACQUA BENE ESSENZIALE ALLA VITA
O BUSINESS? – Antonio Nonino – interclub con
RC Cervignano-Palmanova
21
IL LABORATORIO DEL CENTRO DI RICERCA DEL GRAN
SASSO (L’AQUILA) – Roberto Tartaglia
28
UN ASPETTO DELL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE
IN CORSO DI RIORGANIZZAZIONE E RIFORMA
– Renzo Tondo
Creatività è inventare,
sperimentare, crescere,
assumersi dei rischi, rompere regole,
fare errori e godersi la vita.
Mary Lou Cook (saggista)
Chi segue le regole
non fa mai niente di nuovo,
uscire dagli schemi
non può farci paura
più di quanto seguirli sempre.
C R E AT I V I T Y - B R A N D I D E N T I T Y - A D V C O M M U N I C A T I O N
www.stp.it
PRODUCTION CENTER - POP SERVICE
la voce dei club
riunioni rotariane: il giovedì
02
ALTHA SRL; NASCITA E STORIA DI UN’IMPRESA CON ALTA
TECNOLOGIA – Lauro Budai
09
IL LEADER CHE SCOPPIA; DUE STORIE DAL CINEMA
CLASSICO – prof. Matteo Balestrieri
16
DE VIRIBUS QUANTITATIS; OPERA DI LUCA PACIOLI
– prof. Furio Honsell
23
LA FREEDOM TOWER; UN IMPORTANTE CONTRIBUTO
ITALIANO A NEW YORK PER LA RINASCITA DI GROUND
ZERO – prof. Gaetano Russo
Udine Patriarcato
riunioni rotariane: il lunedì
06
CAMINETTO
13
UN SCALO AREO AL SERVIZIO DI UN’AREA SENZA
CONFINI – Andrea Sarto
20
IL CONSIGLIO DEGLI STUDENTI UNIUD
– dott.ssa Alice Buosi
27
GESTIONE RIFIUTI IN REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
– dott. Paolo Moro
Valle dell’Agno
09
16
23
I SOCI SI RACCONTANO – Alberto Terzi
ISRAELE E LA QUESTIONE MEDIORIENTALE
– dott. Lucio Caracciolo
RAGIONAMENTI SULL’ARTE CONTEMPORANEA
– c/o Galleria MarcoRossi
Verona Nord
riunioni rotariane: il venerdì
03
ARGOMENTI ROTARIANI
10
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE
CLUB CONTATTO
17
IN QUALE DIO CREDIAMO
– mons. Roberto Vesentini – interclub con
Inner Wheel Verona Nord e Rotaract
24
L’ARTE IMMORTALE DI CHARLIE CHAPLIN
– prof. Mario Guidorizzi
Verona Scaligero
riunioni rotariane: il venerdì
non disponibile al momento dell’andata in stampa
Verona Soave
riunioni rotariane: il martedì
07
L’EURO … E L’ITALIA? – prof. Luigi D’Agrò
14
CAMINETTO
28
IL PROGETTO TEATRO RIVOLI DI VALDAGNO
– dott.ssa Valentina Dall’Ara e Stefano Talin
riunioni rotariane: il giovedì
09
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
16
CAMINETTO
23
BUON COMPLEANNO ROTARY FOUNDATION.
107° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE
– DGD Alessandro Perolo
Valsugana
Verona Sud
riunioni rotariane: il mercoledì
08
CONVIVIALE BREVE
14
(martedì) PROSPETTIVE PER L’AUTONOMIA
– prof. Roberto Tognatti – interclub
22
CONVIVIALE BREVE
27
(lunedì) TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO
– Konrad Bergmeister – interclub
Venezia
riunioni rotariane: il martedì
07
ASSEMBLEA
14
CAMINETTO
17
(venerdì) FESTA DI CARNEVALE
28
CAMINETTO
Venezia Mestre
riunioni rotariane: il giovedì
non disponibile al momento dell’andata in stampa
Venezia Mestre Torre
riunioni rotariane: il giovedì
02
CAMINETTO
09
PREMIO AL MERITO – Alessia Maso
16
CAMINETTO
23
LA CARRARO DI CAMPODARSEGO: LE SFIDE PASSATE
E FUTURE DI UN’AZIENDA DEL NORD EST
– dr. Mario Sgobbi
Venezia Riviera del Brenta
riunioni rotariane: il giovedì
09
ETICA E LAVORO – Paolo Cavalletto (socio)
16
DA JIULIANICUS A ZIANIGO
25
(sabato) GITA DEL CLUB A VILLA MANIN A PASSARIANO
E VISITA ALLA MOSTRA “ESPRESSIONISMO”
Verona
riunioni rotariane: il lunedì
06
TI AMO E … ALLORA TI UCCIDO! VITA DI UNA ATTRICE
FRA PALCOSCENICO E REALTÀ – Elena Giusti
13
LA DONNA NELLA LETTERATURA – Isabella Bossi Fedrigotti
20
VISITA ALLA SEDE DI VICENTINI DELLA VOLKSWAGEN
27
VISITA ALLE MOSTRE “ALICE NEL PAESE DELLE
MERAVIGLIE” E “POSTMODENISMO” – c/o MART di Rovereto
Verona Est
riunioni rotariane: il giovedì
02
ANALISI ECONOMICA DELLE AZIENDE VERONESI
– prof.ssa Bettina Campedelli, dott. Massimo Dal Lago
trentanove
Udine Nord
riunioni rotariane: il martedì
07
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
14
CAMINETTO
25
(sabato, ore 10.30) VISITA ALLA BIBLIOTECA CAPITOLARE
DI VERONA
Vicenza
riunioni rotariane: il giovedì
02
CAMINETTO
09
INTERNATIONAL POLICE ASSOCIATION.
L’ASSOCIAZIONE MONDIALE DI TUTTE LE POLIZIE
– avv. Pietro Paolo De Blasio (socio)
16
L’A.N.A. E LA PROTEZIONE CIVILE DI VICENZA
– Giuseppe Galvanin – interclub con RC Vicenza Palladio
23
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin (socio)
Vicenza Berici
riunioni rotariane: il martedì
07
IL NUOVO MONDO DI FILIPPO MAZZEI
– prof. Francesco Fulcini
14
LA PASSIONE DI UN POPOLO – Coriolano Fagarazzi
21
I BAMBINI DI PHUKTHAR – Kino Obrietan (socio)
28
LA MEMORIA DELLE ACQUE VICENTINE
– Antonio Di Lorenzo (socio)
Vicenza Nord – Sandrigo
riunioni rotariane: il lunedì
06
CAMINETTO
13
IL MIO VAIGGIO IN KAYAK LUNGO IL MISSISSIPI
– Giuseppe Faresin (socio)
20
CENA A TEMA – preparata da Nazareno Barasse
con Fabio Fioravanzo
27
IL SOCIO SI PRESENTA – Albino Virgilio
Vicenza Palladio
riunioni rotariane: il mercoledì
16
(giovedì) L’A.N.A. E LA PROTEZIONE CIVILE DI VICENZA
– Giuseppe Galvanin (socio) – interclub con RC Vicenza
22
LO SPIRITO DI STELLA. UN MONDO ALLA PORTATA
DI TUTTI – Andrea Stella
29
IL VINO E LA NATURA GEOLOGICA DEI BERICI
– Alberto Girardi
Villafranca di Verona
riunioni rotariane: il martedì
07
DA MANAGER A IMPRENDITORE: L’ETICA NEGLI AFFARI
– Michael Cortelletti (socio)
21
VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin
RC Udine Patriarcato
Assieme a Telethon
In marcia per la vita
di Alberto Rosa Bian
Il Rotary Club “Udine Patriarcato” anche
quest’anno si è fatto promotore/organizzatore
assieme ad altre associazioni di volontariato
della manifestazione, giunta alla 13a edizione.
L’appuntamento con il via alla maratona
benefica era fissato alle ore 17 di venerdì 16
dicembre, momento in cui la città di Udine è
salita sul gradino più alto della solidarietà. La
manifestazione si è conclusa dopo 24 ore alle
17 di sabato 17 dicembre 2011, con la conferma del consenso della manifestazione, dimostrato dalla città, che non ha avuto pari accoglienza e favore e successo in Italia. L’evento
di solidarietà, che ha avuto da sempre l’obiettivo di raccogliere fondi/donazioni per la ricerca scientifica sulle malattie rare, ha registrato il record di partecipazione: 224 squadre,
oltre 6.000 atleti (dei quali, 820 ragazzi degli
istituti friulani, ai quali si aggiungono i 5.000
atleti e semplici appassionati di corsa). Nonostante il record di partecipazione, la raccolta
dei fondi si è fermata a 113.000 Euro, facendo
segnare un calo del 6% rispetto a quanto raccolto nella passata edizione del 2010. Nonostante le pessimistiche previsioni, l’edizione
della “ Staffetta 24 per un’ora” si è conclusa
con successo senza precedenti. Telethon rappresenta un modello efficace ed efficiente di
utilizzo delle risorse dedicate alla ricerca,
basandosi su analisi dei progetti da finalizza-
quarantuno
re effettuate da scienziati indipendenti, premiando i ricercatori più capaci. La manifestazione inoltre risponde a due principi fondamentali: la sussidiarietà, modalità con
cui lo Stato attribuisce un ruolo strategico
ad associazioni come Telethon; la solidarietà etica, come sforzo vivo, vivace, gratuito nei confronti di chi vive in situazioni di
bisogno. I suddetti valori consentono così di
riportare la società civile ad una dimensione reale, in relazione anche alla crisi generale che pervade ogni aspetto comunitario.
Il RC “Udine Patriarcato”, che ormai da
anni partecipa alla manifestazione con i
suoi iscritti, amici e alcuni familiari, con la
solerte ed efficace organizzazione del socio
Alessandro Restivo, con la collaborazione di
Mario Gentili, di Simone Braidotti e di
Andrea De Faccio, con il supporto del Presidente Alberto Rosa Bian (che ha anche
gareggiato nella prima frazione), ha consentito di presentare la squadra composta da
atleti del Club, da soci dei RR.CC. di Gorizia, Cividale, Codroipo, Lignano, Nova
Goriza, Belgrado. È stata fatta una squadra
splendida, formata da amici italiani e stra-
nieri, che hanno degnamente onorato lo
sport e gli ideali del Rotary.
Pur gareggiando in condizioni climatiche avverse (all’inizio della manifestazione
pioggia incessante, vento fastidioso; poi,
freddo intenso) ha portato a casa un discreto successo, piazzandosi come graduatoria
finale a metà dei partecipanti. Oltre a ciò,
ha contribuito alla raccolta dei contributi,
offrendo alla Main Sponsor (Bnl di Udine,
banca che ha raccolto le donazioni) la cifra
di oltre 1.300 Euro. Molti Amici di vari
Clubs ci hanno richiesto di poter partecipare ma per mancanza di tempo, per questa
edizione non ci è stato possibile organizzare
anche una seconda squadra.
Chi volesse far parte di questa allegra brigata per il dicembre 2012, può contattare
Alessandro Restivo ([email protected]). Vi
attendiamo sempre più numerosi.
I Nonino,
storia di una
passione
di Raffaele Caputo
Serata appassionante e ricca di “spirito”
quella trascorsa al RC di Gemona – Friuli
Collinare con un’ospite d’eccezione: Cristina
Nonino, responsabile commerciale del Mercato Italia per l’azienda di famiglia. Coinvolgente, piena di energia e vitalità, l’imprenditrice friulana sprigiona entusiasmo
contagioso, è una vera forza della natura.
Dotata di una grande capacità comunicati-
RC Gemona-Friuli Collinare
quarantetré
va, ha captato l’attenzione dell’uditorio sul
tema dell’incontro: “La Storia di una Passione” per la Grappa.
È stata un’esposizione calorosa della
propria famiglia. I Nonino si sono sempre
dedicati con grande intensità a questo prodotto solitamente snobbato ed a cui hanno
saputo dare dignità. La loro è stata una
vera e propria rivoluzione dell’immagine
della grappa, che da “scalda-boscaioli” è
diventata un distillato prestigioso, capace
di competere a livello internazionale con il
cognac, whisky, rum.
Nell’azienda a gestione familiare, Cristina, sorella maggiore di Antonella ed Elisabetta, è stata coinvolta fin da ragazzina nel
lavoro dei genitori, Benito e Giannola, dapprima con piccole mansioni e poi sempre di
maggiore responsibilità, che ne hanno favorito un inserimento naturale e graduale.
Ecco perché – come ha tenuto a sottolineare – l’ingresso in Nonino non è stata una
scelta consapevole, ma inevitabile. Ciò di
cui va più orgogliosa è il ruolo che si è conquistata in Distilleria al seguito del padre,
diventando responsabile di produzione.
Ripercorrendo la storia della famiglia,
Cristina ha indicato le tappe più importanti che hanno segnato un’effettiva rivoluzione nel mondo dei distillati.
La prima: il 1° dicembre 1973 quando
Benito e Giannola crearono la grappa di
singolo vitigno, il Monovitigno Nonino.
Distillarono separatamente le vinacce del
Picolit, l’uva più rara e rappresentativa del
Friuli, sovvertendo il sistema di produrre e
presentare la grappa in Italia e nel mondo.
L’idea non fu capita immediatamente né
dai produttori, che sbeffeggiarono i Nonino,
definendoli addirittura incapaci e mistificatori, né dal mercato, che considerò la prima
produzione di Grappa Monovitigno troppo
costosa. Dopo una riflessione sulla strategia
da adottare per superare l’impasse, convinti che se si crede in quello che si fa non si
deve mai demordere, i Nonino decisero di
andare avanti ed elaborarono una forma
RC Gemona-Friuli Collinare
quarantacinque
diversa di marketing: anziché svendere la
nuova linea di prodotto, preferirono donarla a personaggi di riferimento, opinion leaders, quali Gianni Agnelli, Indro Montanelli, Marcello Mastroianni, che avrebbero
contribuito a farla conoscere ad un giusto
pubblico. Inoltre, avviarono un processo di
passaparola, ideato da Giannola, che,
durante gli eventi più importanti, offriva
personalmente il suo amato distillato, spiegando a ciascun ospite che cosa quella grappa avesse di diverso dalle altre. Alla fine, il
successo fu tale che indusse gli altri distillatori italiani e stranieri a seguire il loro
modello.
Sulla scia della sperimentazione del
Monovitigno Picolit, nel 1974 la famiglia
Nonino, cercando i vitigni della tradizione
vitivinicola friulana, quali il Pignolo, lo
Schioppettino, la Ribolla ed il Tacelenghe,
scoprirono che tutti questi, dimenticati dal
censimento CEE, erano divenuti fuorilegge.
Nel 1975, allora, venne istituito il Premio Nonino Risit d’Aur come riconoscimento tecnico-scientifico a favore di quei
vignaioli che avessero valorizzato i vitigni
“dimenticati”. Nel 1978 i vitigni “fuorilegge”
divennero dapprima autorizzati e, successivamente, persino raccomandati a livello
comunitario.
Dal Premio Tecnico-Scientifico al Premio Letterario, nato per sottolineare la permanente attualità della civiltà contadina, il
passaggio fu naturale.
Nacque così nel 1983 il Premio Internazionale Nonino, che venne assegnato allo
scrittore brasiliano Jorge Amado.
Grazie alla giuria straordinaria, oggi
presieduta da Sir Vidiadhar Surajprasad
(noto anche come V.S. Naipaul, scrittore trinidadiano, Premio Nobel per la letteratura
2001) e composta da un gruppo di intellettuali italiani e stranieri di grande fama, il
Premio Letterario è considerato uno dei più
prestigiosi del panorama internazionale.
Nel 1984 i Nonino segnarono una nuova
svolta nel mondo delle Acquaviti: il 27
novembre crearono UE l’Acquavite d’Uva,
distillando l’uva intera: buccia, polpa e
succo in un’unica operazione.
Infine, il 3 aprile 2000, dopo anni di
ricerche, dalla distillazione del solo miele la
famiglia Nonino creò GIOIELLO.
Numerosi sono stati i riconoscimenti tributati in tutti questi anni ai Nonino, tra cui
alcuni significativi: nel novembre 2003
“Storia di una Passione”, l’antologica a loro
dedicata dalla Triennale di Milano, in occasione dei 30 anni del Monovitigno. Per la
prima volta il museo del Design italiano
riservò un’antologica non ad un artista o ad
un designer ma ad una Famiglia Azienda.
Nel dicembre del 2003 fu conferito dal
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi il Premio Leonardo Qualità per la
“Qualità assoluta, la Ricerca e l’Innovazione. I Nonino sono riconosciuti i veri Ambasciatori della Grappa Italiana nel mondo”.
A margine dell’avvincente esposizione
dell’ospite, ha fatto seguito un dibattito conclusosi con un caloroso applauso.
La serata è proseguita con la tradizionale cena, impreziosita dalla degustazione
degli eccellenti distillati della Nonino abbinati ai dolci, sapientemente preparati dal
ristorante Costantini.
Il “patrimonio pubblico”
un tesoro da gestire
Introdotto dal presidente del Club, Taher, ha
avuto luogo, nella splendida cornice del
Palazzo Tadea di Spilimbergo, un importante
convegno di studi cui hanno apportato il loro
contributo di studiosi l’avv. Francesco Longo,
il prof. Russo e il prof. Beni, delle Università
di Udine e Ferrara, il dott. Piazza della “Leader consulting” di Maniago, l’ing. Picech della
Insiel e l’ex presidente del Club, Valentino
Bertoli. L’assunto del Convegno, hanno
annunciato Taher e il sindaco Francesconi, è
stato quello di fornire indicazioni preziose,
con gli strumenti di cui la Tecnica oggi dispo-
RC Maniago Spilimbergo
quarantasette
ne, in vista della tutela del patrimonio pubblico in senso economico e della prevenzione
rispetto a disastri naturali dal punto in
senso umanitario. Longo ha focalizzato il
problema della composizione, da parte della
Pubblica Amministrazione, della libertà
d’azione dei soggetti terzi con il controllo
che l’Amministrazione deve esercitare, col
fine del perseguimento dell’interesse pubblico e col mezzo del buon andamento dell’Amministrazione stessa, per la tutela
degli interessi di tutti. Gli interventi successivi hanno messo in rilievo come la manu-
tenzione ordinaria del patrimonio pubblico,
costituito da beni strumentali e dinamici,
pur rappresentando un costo notevole, si
traduca, nel medio periodo, in un risparmio,
in quanto essa “previene” la necessità di
quegli interventi straordinari che la cura
costante rende meno frequenti e onerosi. A
tal fine, i supporti tecnici, soprattutto di
natura informatica, oggi disponibili ed
impensabili solo una dozzina d’anni fa, sono
in grado, con precisione pressoché assoluta,
di fornire agli amministratori un costante
monitoraggio del patrimonio stradale, edilizio, boschivo ecc. Con questi mezzi, che l’INSIEL fornisce gratuitamente, in Regione,
alle Amministrazioni pubbliche, è possibile
sovrapporre ed intrecciare i numerosissimi
dati informativi che in quantità enorme
provengono dal territorio in “tempo reale”.
Questo passaggio richiede, però, un’oculatissima utilizzazione delle tecniche di controllo di gestione che i dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni debbono porre in
essere e seguire, via via che i procedimenti
avanzino nel loro cammino verso il perseguimento degli obiettivi prefissi. L’intervento conclusivo di Bertoli , incentrato sulla
gestione del catasto stradale, sull’applicazione di modelli tridimensionali per la rilevazione del territorio, in grado di geolocalizzare le informazioni e le conseguenti fonti di
pericolo, ha innescato un importante dibattito cui è intervenuto anche il sindaco di
Cavasso Nuovo, Zanon.
RC Venezia Mestre Torre
Con la festa degli auguri
porte aperte a nuove socie
La cena degli Auguri del Rotary Club Venezia Mestre Torre tenutasi il 17 dicembre
2011 , ha coinciso, quest’anno, con l’ammissione al Club di due nuove socie.
Sono la Dott. ssa Silvia Oliva, Segretario alla Ricerca della Fondazione Nord Est,
istituto di studi e ricerca di emanazione
della Confindustria Veneta, e la Dott.ssa
Susanna Zardo, Direttore Servizio Farmaceutico Territoriale Ulss 12 (VeneziaMestre).
La presenza femminile nel Club passa
da 5 a 7 socie con un un incremento
dall’11% al 15% rispetto a tutto l’organico.
Anche l’età media dei soci del Club si
riduce. Da considerare che nel prossimo
anno rotariano, sarà Presidente la Prof.ssa
Maria Bergamin, Docente alla Facoltà di
Economia Aziendale dell’Università di Ca’
Foscari di Venezia.
Alle nuove socie un vivo augurio di benvenute nella famiglia rotariana.
Nella foto: da sinistra Dr. Pallini,
Dr.ssa Susanna Zardo, Dr. Gasperazzo,
Dr.ssa Silvia Oliva e Dr.ssa Borsato
RC Peschiera
quarantanove
RotaKids
di Dr. Federico Di Francesco - Eklund
Presidente Rotary Club Peschiera
In occasione della Cena degli Auguri di
Natale del Rotary Club di Peschiera che si
è svolta a metà dicembre nell’incantevole
cornice della Villa Pellegrini-Cipolla a
Castion Veronese è nato il primo RotaKids
italiano grazie alla volontà del Presidente
Dr. Federico Di Francesco - Eklund.
Il RotaKids è dedicato ai ragazzi dai 10
ai 13 anni e si prefigge l’obiettivo di fare
comprendere loro il concetto di service, di
incentivare il lavoro di gruppo lo spirito d’iniziativa e di accrescere l’autostima.
È quindi un’occasione di aggregazione,
di divertimento avendo la possibilità aiutare gli altri.
RotaKids è stato fondato in Florida da
una rotariana, Jane Mills, poi è stato sviluppato nel Regno Unito dove esistono ormai numerosi club.
Nella struttura dei Club anglosassoni è
presente la tendenza a coinvolgere le scuole
e quindi l’intera classe e non i singoli con-
trariamente a quanto avviene attualmente
in Italia.
Ogni Club ha bisogno dello sponsor del
Club rotariano padrino, che dovrebbe supportare le iniziative dei ragazzi ed offrire
visibilità al Rotakids mediante i media ed il
Distretto, di un Tutor, generalmente scelto
tra i soci Rotaractiani ed in futuro anche
eventualmente dei professori e delle scuole.
Il motto del Rotakids è :” In qualità di
RotaKid prometto di : comportarmi correttamente, aiutare la mia comunità, rispettare gli altri.”
I possibili services potrebbero per esempio essere: aiutare disabili o anziani una
volta al mese alla mensa, raccolta giocattoli per i bambini meno fortunati, playing in
hospital, pulizia di un’area verde o spiaggia
e molti altri.
Il Rotakids può essere una valida occasione per fare conoscere, giocando, ai ragazzi i valori del Rotary.
Sopra: Moglie del presidente durante la
spillatura dei giovani soci.
A fianco: Pres. Rotary Club e Rotaract
Peschiera con i primi soci RotaKids
Accoglienza ed integrazione
per una civile convivenza
Successo alla IV Edizione del Premio “Nordest Aperto”
di Marina Grasso
C’era chi ha voluto portare i prodotti trevigiani al Parlamento del suo Paese d’origine,
chi ha sottolineato di dovere il suo successo
anche alla sua necessità di emigrato di
imparare velocemente le lingue , chi indossava con orgoglio un abito tradizionale del
suo Paese a testimonianza che integrazione
non significa dimenticare le proprie origini.
Ma c’era, soprattutto, un alto tasso di commozione e di orgoglio nei quindici protagonisti della IV edizione del Premio Nord Est
Aperto, nell’intenso momento della loro premiazione, avvenuta il 2 dicembre scorso nell’elegante cornice di Palazzo Giacomelli a
Treviso, sede di rappresentanza di Unindustria.
Come nelle sue precedenti edizioni, l’iniziativa – organizzata dai dieci Rotary Club
della Provincia di Treviso e supportato da
Associazione Trevisani nel Mondo,
C.C.I.A.A. di Treviso, Proetica, UCID, Unicredit Group, Ina Assitalia-Treviso e patrocinata dal Governatore del Distretto Rotary
2060 – ha richiesto alle aziende del territorio
di segnalare casi e iniziative esemplari d’integrazione di persone immigrate nel tessuto
sociale della provincia di Treviso. E sono
state numerose le imprese locali che hanno
risposto esponendo brevi e significativi
ritratti di lavoratori immigrati – residenti in
Italia da almeno cinque anni – e candidandoli al premio.
RC della Marca Trevigiana
cinquantuno
Una giuria presieduta dal sociologo
Ulderico Bernardi, composta da cinque rappresentanti del Rotary e da un rappresentante per ciascun ente promotore e sostenitore ha selezionato le candidature pervenute, alcune particolarmente toccanti nelle
motivazioni espresse dai responsabili delle
aziende presso le quali gli immigrati lavorano.
L’appuntamento dedicato all’assegnazione dei premi è stato aperto da Luciano Marton, della Giunta Esecutiva Unindustria
Treviso e Consigliere Proetica, e dal Governatore del Distretto 2060 Rotary International Bruno Maraschin che ha voluto sottolineare come “Il Veneto ha dimostrato nella
sua storia, lontana e recente, solidarietà ed
accoglienza verso tutte le persone che hanno
attraversato o che si sono insediate nella
nostra terra, realizzando quegli obiettivi di
integrazione necessari a far nascere lo spirito di identità e appartenenza, fondamentali
per una civile convivenza”. Di fronte ad una
folta e attenta platea il Governatore ha
anche potuto ribadire come “Il Rotary si
distingue non solo per i grandi interventi
umanitari in tutte le aree del mondo nelle
quali vi sia la necessità di migliorare le condizioni di vita delle persone, ma anche per la
diffusione del messaggio di armonia e pace
fra tutti i popoli indipendentemente da
appartenenze politiche, religiose, etniche e
culturali”.
Dopo l’appassionato intervento di don
Davide Schiavon, direttore della Caritas trevigiana, dal simbolico titolo “Cento storie,
mille colori, una sola terra”, l’abile conduzione dell’assistente del Governatore Bruno
Bazzotti, ha dato avvio alla breve cerimonia
durante la quale il Governatore e il Prof.
Ulderico Bernardi hanno consegnato il Premio Nord Est Aperto l’attestato e il riconoscimento in denaro (2.00 euro cadauno) a
Eyup Mert (Turchia) segnalato dalla ditta
Martino Parisi; Said Sanih (Marocco),
segnalato dalla ditta Sire Tessile Srl e Dragoslav Nikolic (Serbia) segnalato dalla Fonderie Corrà Spa.
Due premi speciali di 1000 euro cadauno
sono stati, inoltre, messi in palio da Unicredit e Ina Assitalia ed assegnati a Hind
Toumi (Marocco) segnalato da Salvadori
Cornici Srl ed Edgar Roca (Perù) segnalato
dalla Latterie Trevigiane srl.
Tutti i lavoratori segnalati dalle rispettive Aziende hanno, inoltre, ricevuto una
targa ricordo dalle mani di Luciano Marton,
Enrico Bettiol (presidente Ucid) e Mons.
Canuto Toso (Associazione Trevisani nel
Mondo). Targa che è andata a Tahar Abdelaziz (Algeria), segnalato dalla ditta Contarina Spa; Renato Grunda (Albania) della
ditta DDL Slr, Oprea Florin (Romania) della
ditta MAP Spa; Erjan Mbole (Albania), della
Giobatta & Piero Garbellotto Spa; Octavio
David Montiel Ibarra (Messico) della ditta
Trivending Spa; Mumin Mustafi (Macedonia) della Cofiloc Spa; Baydy Ndiaye (Senegal) della Astec Srl; Sanja Skiljic (Bosna
Erzegocina) del’Associazione Ca’ dei Fiori
Onlus; Kota Tsukamoto (Giappone) della
Tecnica Group spa e Sergiu Vieriu (Romania) della ditta Q.S.L. Srl.
Tante provenienze, tante culture ma
anche tante competenze e tanto impegno in
un Nord Est davvero “aperto” anche grazie
all’infaticabile opera del Rotary, che nell’occasione ha anche assegnato a Ulderico Bernardi il “Paul Harris Fellow”, per il suo
significativo contributo alla creazione e diffusione di una positiva cultura di società
interculturale.
RC Jesolo
Il mare, preziosa risorsa per
un turismo in evoluzione
Il “rinascimento” delle spiagge adriatiche
di Emilio Astolfo - Presidente RC Jesolo
È stata una serata all’insegna della amicizia
e della cordialità la visita al Rotary Club di
Jesolo del Presidente della Associazione
Jesolana Albergatori (AJA) dott. Massimiliano Schiavon. L’AJA è un consorzio di albergatori di Jesolo e del Litorale che coordina alberghi ed altre strutture recettive con
circa 4 milioni di presenze turistiche. Il Presidente ha posto l’accento sulla situazione
del Litorale Jesolano nell’Alto Adriatico e
nel contesto più generale del Veneto e dell’Italia evidenziandone l’andamento positivo
del 20011. Il Veneto, e a seguire il TrentinoAltoAdige, sono le regioni a più alti flussi
turistici in Italia e Jesolo da solo rappresenta quasi il 10% delle presenze turistiche del
Veneto mentre i Comuni da Cavallino a
Caorle ne rappresentano circa il 20%.
(
A fronte di questo potenziale economico
desta scalpore il ridotto impegno delle istituzioni nazionali nel promuovere e sostenere
innovazioni e progetti a lungo respiro in un
settore così strategico. Settore che non conosce crisi, come si evince dai dati del 2011,
non teme delocalizzazioni e, nelle proiezioni,
presenta un trend in continuo aumento a
differenze di tanti altri settori e nonostante
la crisi finanziaria perdurante dal 2008. Il
turismo però sta vivendo in questi anni una
profonda trasformazione per il graduale
scomparire della tradizionale agenzia di
viaggi che fungeva da tramite tra albergatori ed utenti e l’inarrestabile affermarsi delle
nuove tecnologie.Le tecnologie multimediali
nel giro di pochi anni cambieranno completamente il mondo “turismo”.
)
COME SI POSIZIONA JESOLO
IN AMBITO VENETO
COME SI POSIZIONA IL VENETO IN AMBITO ITALIANO
Flussi turistici ricettivi (presenze) per regione di destinazione (2009)
cinquantatré
TREND DEL SETTORE RICETTIVO
Secondo l’Organizzazione Mondiale
del Turismo (OMT)
- il turismo diventerà il più importante
settore economico a livello mondiale
con 1,8 miliardi di arrivi previsti nel 2030.
- l’Europa resterà la méta turistica
con maggior attrattività
L’AJA, l’Associazione Jesolana Albergatori, è pronta a raccogliere la sfida del cambiamento. È stato creato un portale dedicato
per convogliare i clienti da tutti i paesi dell’Europa ed oltre e concordare con essi prenotazioni, soggiorni, prezzi etc. sino al gradimento finale. Questa epocale cambiamento
del mondo del turismo si accompagna sul
Litorale Jesolano ad una profonda mutazione della città di Jesolo che da località balneare sta assumendo le dimensioni di una città
turistica proiettata nel futuro mediante un
rinnovamento urbano ed architettonico
unico in Italia. Questa mutamento è partito
già quindici anni fa con la stesura di un
MASTER PLAN ambizioso ed innovativo
volto da un lato a dare un ordine alla espansione urbana e dall’altro a compattare il tessuto tra Litorale e Centro Storico (Paese).
Al momento attuale parte di questo imponente progetto urbano-architettonico e’
stato realizzato e parte è in procinto di esserlo. La città attende, oltre questo “rinascimento” urbano il consolidamento e l’apertura di servizi , l’apertura di strutture culturali e la costruzione di spazi verdi sia per i turisti e sia per gli stanziali.
Il ROTARY Club ha l’ambizione di partecipare e supportare questo secondo processo
di ammodernamento.
MANIFESTAZIONI DISTRETTUALI SECONDO SEMESTRE 2011-2012
sabato 25 febbraio
Forum interdistrettuale Inner Wheel/Rotary a Verona sul tema:
“ARTE e BELLEZZA: Un optional o una strategia per il futuro?”
ven. 9-sab. 10-dom. 11 marzo Breve meeting invernale a Folgaria (Fellowship distrettuale)
ven. 23-sab. 24 marzo
S.I.P.E. a Treviso (Governatore A. Perolo – annata 2012-13)
sabato 21 aprile
Assemblea Distrettuale a Treviso (Gov. A. Perolo–annata 2012-13)
sabato 12 maggio
Biciclettata in Valsugana (Fellowship distrettuale)
sabato 19 maggio
Forum distrettuale a San Vito al Tagliamento sull’argomento della
Carta dei Doveri (seguirà programma).
sabato 26 maggio
Spettacolo alla ‘Fenice’, patrocinato dal Distretto
ven. 8-sab. 9 giugno
Congresso Distrettuale a Vicenza
riflessioni rotariane
di Pietro Centanini
Per una società
responsabile
Nell’epoca attuale è indubbio che lo stato sociale sta attraversando una profonda
crisi connessa al fallimento del modello di sviluppo, allo spreco delle risorse, alla
crisi morale e dei valori e quindi l’umanità, se si vuole salvare, deve reagire a questi processi con la capacità di fare emergere e di imporre il valore dei diritti di cittadinanza ove siano coniugati sviluppo economico-sociale e solidarietà.
Bisogna costruire una società nella quale ognuno riconosca il diritto degli altri,
riconosca l’idea del dovere come impegno morale, sappia che il benessere di tutti
è il benessere per ciascuno ed abbia sempre presente che qualunque aggregazione sociale può sopravvivere, soltanto, se si dota di norme che impegnino tutti, non
solo sul piano della coesistenza, ma proprio in quello morale e comportamentale.
Tutto questo peraltro si impone in un momento in cui non è più consentito fare
affidamento sulle istituzioni tradizionali divenute ormai fatiscenti. Abbiamo troppo lasciato che fossero gli altri a decidere in nome nostro, senza di noi e non di
rado contro di noi. Quella che stiamo vivendo è un’epoca della deresponsabilizzazione complessiva avendo delegato alle istituzioni pubbliche, alle aggregazioni
politiche, ai sindacati ed ad altri organismi le nostre responsabilità.
Stando così le cose questa è l’ora, se non è già troppo tardi, in cui dobbiamo riappropriarci delle nostre responsabilità. Teniamo presente le parole di Gandhi sulla
moralità che sono, sempre, una grammatica dell’etica in cui tutti si possono ritrovare:
- “l’uomo si distrugge
- con la politica senza principi,
- con la ricchezza senza lavoro,
- con la sapienza senza carattere,
- con gli affari senza morale,
- con la scienza senza umanità,
- con la religione senza fede,
- con l’amore senza sacrificio”.
Purtroppo, ai giorni nostri, ci troviamo di fronte a grandi malattie che sono l’indifferenza, la banalità, la stupidità, la volgarità. L’umanità che ci troviamo davanti agli occhi ci spaventa, è spenta, priva di progettualità, di attesa del futuro.
Pertanto è necessario sviluppare il desiderio della ricerca, dell’andare oltre i
piccoli orizzonti. Sta a noi riscoprire il culto della dignità dell’uomo ed il senso
della sua responsabilità sociale per ritrovare quei punti di riferimento, i cosiddetti ideali che costituivano una precisa indicazione. Infatti l’uomo di oggi è scontento di sé ed ha nostalgia “dell’altro” che ha rinunciato ad essere, sentendo il biso-
cinquantacinque
gno di riprendersi l’intelligenza del cuore ed il cuore dell’intelligenza per la riscoperta dei valori etici, civili ed ideali nel frattempo elusi e dispersi.
Pirandello sosteneva che “è molto più facile essere un eroe che un galantuomo”
perché eroi si può essere una volta tanto, galantuomini si deve essere sempre.
Oggi nella decadente società e nel misero declino dei valori contano molto di più
gli effimeri eroi di quell’unica ribalta che accomuna gli stadi di calcio, e le platee di
festival rock, per non parlare del “grande fratello”.
L’essenza della competizione nel vivere civile non è quella di conquistare la
supremazia a tutti i costi, illeciti compresi, ma, invece, il suo esatto contrario: saper
ripartire da una sfida persa dove l’avversario non è l’altro ma sè stesso.
Questo dovremmo trasmettere ai nostri ragazzi, non l’idea che al campione tutto
è consentito, che più si ha e più si deve cercare di avere, che trasgredire è bello, anzi
di più, senza capire che così si depreda l’individuo del valore della normalità.
Purtroppo stiamo vivendo in una stagione di carta pesta, dove ai giovani vengono proposti, soltanto, giorni effimeri, mode volatili, contenitori vuoti; e così vengono derubati del loro futuro. Tutti paiono invasati dalla gran fretta di sciupare al
più presto il proprio modesto capitale esistenziale. Ciò è frutto della mentalità iperproduttiva e consumista il cui sommo precetto è “usa e getta”.
Dobbiamo riconoscere che con l’avvento del terzo millennio non è solo un secolo
che è passato ma un’intera civiltà che è tramontata. Oltre alla geografia, bisogna
ridisegnare anche un progetto di vita svincolato dai modelli del passato e capace di
promuovere una solidarietà di dimensioni planetarie.
Noi tutti dobbiamo avere coscienza dei problemi che affliggono la nostra società
e cercare, così, di trovare soluzioni, non facendosi superare dagli eventi, agendo sul
piano del costume ma, soprattutto in quello dell’etica.
Nella società di oggi, assillata da problemi di ecologia, di inquinamento, di energia, di risorse, di sovrappopolazione, di drammi connessi con la disoccupazione, di
mescolanze etniche non è più possibile estraniarsi dal partecipare attivamente alla
vita pubblica. Ogni cittadino dovrà trasformare in concreti progetti il suo spirito di
solidarietà e di attenzione ai problemi della comunità per raggiungere il comune
obiettivo di un miglioramento della qualità della vita.
Dobbiamo ricordare che solo con la cultura un individuo cresce e diventa degno
di far parte della comunità umana. Nella cultura è riposto il nostro passato e nella
cultura sono depositate le conquiste e le realizzazioni di intere generazioni alle quali
possiamo attingere liberamente per far fronte alle difficoltà del presente e per gettare le basi di un futuro a dimensioni d’uomo.
A questo punto come non ricordare che un tempo, non molto lontano, la società
era costituita da persone molto più emotive, anche ideologicamente contrapposte,
ma molto più moralmente e intimamente corrette.
Non rammento chi lo disse ma certamente era un saggio chi affermò “... che gli
stupidi impressionano non foss’altro che per il numero!” infatti ho pensato, più
volte, a queste parole accendendo il televisore oppure, haimè, sfogliando i giornali.
Senza voler fare gli schizzinosi o gli esseri “superiori” si rimane abbagliati da una
così vasta e convinta stupidità.
Chi entra, chi esce
di Ida Zanetti
dal 16 giugno 2011 al 30 gennaio 2012
CLUB
Abano Terme – Montegrotto Terme
Adria
Arzignano
Asiago
Asolo e Pedemontana del Grappa
* Socio Onorario
Badia – Lendinara – Alto Polesine
Bassano del Grappa
Bassano del Grappa Castelli
Belluno
Bolzano – Bozen
Bressanone – Brixen
Cadore – Cortina D’Ampezzo
Camposampiero
Castelfranco – Asolo
Cervignano – Palmanova
Chioggia
Cittadella
Cividale del Friuli
Codroipo – Villa Manin
Conegliano
Conegliano – Vittorio Veneto
Este
Feltre
Fiemme e Fassa
Gemona – Friuli Collinare
Gorizia
Jesolo
Legnago
Lignano Sabbiadoro – Tagliamento
Madonna Di Campiglio
Maniago – Spilimbergo
Merano – Meran
Monfalcone – Grado
Montebelluna
Muggia
Noale dei Tempesta
Opitergino Mottense
Padova
Padova Contarini
Padova Est
Padova Euganea
Padova Nord
Peschiera e del Garda Veronese
Pordenone
Pordenone Alto Livenza
Porto Viro – Delta Po
Portogruaro
Riva del Garda
Rovereto
Rovigo
Sacile – Centenario
San Doná di Piave
San Vito al Tagliamento
Schio – Thiene
Susegana – Piave – Treviso
Tarvisio
Tolmezzo
Trentino Nord
Trento
Treviso
Treviso Nord
Treviso Terraglio
Trieste
Trieste Nord
Udine
Udine Nord
Udine Patriarcato
Valle Dell'agno
Valsugana
Venezia
Venezia Mestre
Venezia Mestre Torre
Venezia Riviera del Brenta
Verona
Verona Est
Verona Nord
Verona Scaligero
Verona Soave
Verona Sud
Vicenza
Vicenza Berici
Vicenza Nord – Sandrigo
Vicenza Palladio
Villafranca di Verona
chi entra
Paolo Ancona, Pierluigi Fantelli, Gianpaolo Ferrari, Renato Marchi
Ferdinando Agresta, Massimo Contin
Oreste Nardon, Simone Pavan
Giancarlo Bortoli*
Katrin Andreola, Silvia Cobianchi, Simone Dalle Nogare, Fabio Fassina,
Andrea Gajo, James Grant, Denis Lovatel, Allice Maneghetti, Andrea Virago
Dario De Marco*, Annibale De Mas
Michael Atzwanger, Peter Schedl
Stefano Pezzei
Massimo Chimenti, Leopoldo Mason, Laura Mazzeri, Claudio Terranova
Monica Cipolotti
Bianca Bonaldo, Daniela Perin, Leonardo Sartore, Diego Streliotto
Stefano Balloch, Alessandro Sandrini, Silvano Zamò
Daniele Dirignani, Federico Rizzo
Alessandro Pontin
Fortunato Bernard, Margherita De Tomas, Luca Matarazzo
Mario Bile, Tommy Candido, Fabrizio Peloso
Francesco Delli Zotti, Ferdinando Sanfelice Di Monforte
Andrea Ferrarese
Riccardo Caronna*, Antonio Simeoni
Lucia Crapesi
Raffaella Antonione, Lorenzo Capaldo, Serena Tonel, Pierpaolo Torresini
Pier Luigi Bordin, Andrea Bruscagnin, Fiorenzo Franzini
Bernard Roi
Michele Bacchin, Chiara Bevilacqua, Ilaria Gobbato, Enrico Golfetti, Primo Malandrin
Alessandro Zanardi*
Stefano Gallucci, Giuseppe Pavan
Alessandro Dalla Pasqua*
Aldo Chiaradia
Antonella Silvestrini, Maria Carolina Tedeschi
Paolo Berti, Teresa Cariello, Francesco Padrone, Nilla Verzolatto
Domenico Catanzarini, Laura Scalfi
Loris Roncon, Fiorenzo Scaranello
Hamurabi De Baz, Luciano Fantuz
Bettino Perissinotto
Alvise Farina*, Fulvio Truant
Roberto Pietrobelli
Ivan De Pretis, Monica Tomasi
Massimo Fedrizzi
Giuseppe Buoro, Roberto Migot, Paolo Trevisi
Angelica Montagner, Renzo Taffarello
Alex Benvenuti, Stefano Crechici, Paolo Davanzo, Massimo Sossi
Carlo Conti
Angelo Costa, Francesco Curcio, Paolo Lanzetta, Vincenzo Orioles
Stefano Ciciliato, Raffaele Gianesini, Cristian Specogna, Andrea Tilatti
Alessandro Battisti, Alessandra Nadalini
Ernesto Marco Bagarotto, Patrizia Chiampan, Matteo De Poli, Claudio Gallo, Fabrizio Marrella
Luciana Baroni
Silvia Oliva, Susanna Zardo
Ivana Vianello, Francesco Zanin
Mauro Barbarotto, Enrico Bauli, Sergio Minniti, Mario Tedeschi Turco, Martino Zamboni
Tullio Albarelli*, Gilberto Benedetti, Paolo Bon, Dario Cipriani*, Paolo Edera*, Paolo Galli,
Giovanni Girelli, Ranieri Poli
Francesco Fatone, Giuseppe Giacon, Salvatore Gueli,
Gian Ferruccio Dal Corno, Caterina De Buzzacarini, Paolo Pellizzari, Vittorio Pozzato
Federico Gianello, Arnaldo Sciaretta,
chi
esce
4
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ma quello elettrico è esente dal pagamento del bollo. A tutto ciò si aggiungono prestazioni esaltanti con emissioni e consumi ridotti (oltre 16 km/l in città) e la libertà di circolare durante i blocchi del traffico**.
Questi sono solo alcuni dei vantaggi di guidare con intelligenza, scoprite tutti gli altri in concessionaria.
ELEGANZA, ALTE PRESTAZIONI E CONSUMI SOSTENIBILI. OGGI LA SCELTA INTELLIGENTE È IL FULL HYBRID DI LEXUS.
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Notiziario febbraio 2012