Anno 2011-2012 - numero 6 / febbraio 2012 Mensile Rotary International Distretto 2060 Anno XI Aut. Trib. di Treviso n. 1177 del 18/02/2003 Abb. Annuo € 4,00 Poste Italiane Spedizione in abbonamento postale - 70% - NE/TN Tassa Pagata / Taxe Perçue / Prioritario NOTIZIARIO NOTIZIARIO D DEL EL GO GOVERNATORE VERNAT TORE BRUNO MARASCHIN Scuole realizzate ad Haiti dai Distretti 2060 e 2050 Friuli Venezia Venezia Giulia Giulia – Trentino - Alto Adige Adige / Südtirol Südtirol – Veneto Veneto D DISTRETTO ISTRETTO 2060 2060 febbraio 20122 lettera del governatore Superiamo ogni barriera febbraio Cari Amici e Care Amiche, Febbraio, mese dedicato all’Intesa Mondiale, offre una opportunità di riflettere per tutti i Rotariani sul 4° punto dello scopo del Rotary: “Propagare la comprensione reciproca, la cooperazione e la pace a livello internazionale mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli fra persone esercitanti diverse attività economiche e professionali, unite nel comune proposito e nella volontà di servire”. La Famiglia del Rotary è composta da persone di razza, cultura e religione diverse, pertanto i Rotariani, in presenza del persistere di conflitti e tensioni internazionali, sono tenuti a promuovere il superamento delle barriere di carattere razziale, religioso, culturale e politico nello sforzo comune di servire il prossimo ovunque nel mondo. Febbraio è anche il mese in cui ricorre la data di fondazione della nostra Associazione, avvenuta il 23 Febbraio del 1905 per opera dell’Avv. Paul Harris e di altri 3 Amici di professioni diverse; non è senza significato che proprio questo mese sia dedicato alla Pace e all’Intesa Mondiale. La Pace è una parola che ricorre spesso nella storia dell’Umanità, perchè numerose sono state le guerre che si sono susseguite nel tempo, alla cui base sostanzialmente stava la cosiddetta “lotta per la sopravvivenza” dell’Homo Sapiens; ma se questo è stato un comportamento comprensibile nell’impegno a superare gli ostacoli rappresentati dalle avversità della natura, non lo è altrettanto allorquando le manifestazioni di ostilità dell’uomo verso altri uomini sono sfociate in guerre di ogni tipo, esaltando, così, la componente più deteriore dell’animo umano. Nell’epoca storica attuale, accanto alle guerre combattute con le armi tradizionali,vi sono altri tipi di guerre, non meno devastanti per la gente povera, e cioè quelle costituite dagli scontri economico-finanziari fra le aree più potenti del mondo, di cui proprio in questi mesi abbiamo una chiara dimostrazione. In questo poco esaltante panorama, l’impegno del Rotary e dei Rotariani del mondo deve essere rivolto a promuovere la pace in tutte le situazioni di contrasto esistenti con tutti i mezzi leciti, ma soprattutto con il comportamento corretto e l’esempio, ciascuno nel proprio ambito operativo. L’unica guerra che il Rotary approva è quella contro la fame, la povertà, l’ignoranza e la corruzione, e se non riusciremo a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni più povere del pianeta, non raggiungeremo mai la pace, perchè, come ben sappiamo, coloro che vivono in condizioni abiette, perdendo la speranza in un futuro migliore, sono i più vulnerabili alla retorica della violenza. Per realizzare l’obbiettivo, sia pure utopico, dell’Intesa mondiale il Rotary offre una vasta gamma di interventi di tipo sociale e solidaristico, ed in special modo mediante l’istituzione, avvenuta nel 1999, di un programma, dedicato alla formazione, in 7 Centri Universitari, di Esperti nella risoluzione dei conflitti esistenti nel mondo, denominato “Borse di Studio per la Pace e la risoluzione dei conflitti”. Ma se quanto sopra evidenzia i problemi esistenti, le situazioni critiche e l’impegno per la loro soluzione, non dobbiamo dimenticare che dobbiamo ricercare anche un altro tipo di Pace, non meno importante, costituito dal fare emergere in noi stessi la Pace interiore e diffonderla a chi ci sta intorno in coerenza con il motto di quest’anno “Conosci te stesso per abbracciare l’Umanità”. L’impegno di ognuno di noi deve essere proiettato a dare speranza di un mondo migliore a chi vive in condizioni socialmente precarie in coerenza ai valori istitutivi della nostra Associazione. Un abbraccio febbraio 2012 distretto 2060 Friuli Venezia Giulia Trentino - Alto Adige / Südtirol Veneto editore Rotary International Distretto 2060 Corso Palladio, 139 – 36100 Vicenza tel. 0444 543059 – fax 0444 322386 [email protected] Autorizzazione Tribunale di Treviso n. 1177 del 18/02/2003 direttore responsabile Giandomenico Cortese [email protected] uno Lettera del Governatore quattro Con la Bohéme, tutti all’opera per celebrare la giovinezza sette Ermanno Olmi. Emozioni per combattere l’Alzheimer nove Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari undici Adottati i bambini di Haiti a due anni dal terremoto diciassette Un “brindisi per la vita” e tanta acqua a disposizione diciotto Un festoso e gioioso ritorno per scambiarci gli auguri diciannove redazione Ida Zanetti direttore editoriale contrà Do Rode, 7 tel. 0444 325775 cell. 340.6205512 [email protected] Lodovico Cattaruzzi, Ario Gervasutti, Sergio Zanellato Se credi, testimonia! venti Ricordo di Davide Gaspardis ventidue La grande musica e l’amicizia fra culture venticinque 50 anni intensi e splendidi ricordi ventisei Come realizzare progetti efficaci trenta Appartenere al territorio Pubblicità Gianfranco Tateo Ida Zanetti trentadue Relazioni pubbliche e mass media: opportunità o spina nel fianco? trentaquattro impaginazione Sprint Sas di Rosanna Zanasco Via Pasubio, 93 - 36030 Caldogno (VI) tel. 0444 905422 - [email protected] La voce dei Club quaranta Assieme a Telethon in marcia per la vita quarantadue I Nonino, storia di una passione stampa quarantasei Esperia Srl Via Galileo Galilei 45, 38015 Lavis (TN) tel. 0461 245540 [email protected] quarantotto sito web www.rotary2060.eu Il “patrimonio pubblico” un tesoro da gestire Con la festa degli auguri porte aperte a nuove socie quarantanove RotaKids cinquanta Accoglienza ed integrazione per una civile convivenza cinquantadue Il mare, preziosa risorsa per un turismo in evoluzione cinquantaquattro Per una società responsabile cinquantasei Stampato su carta ecologica certificata FSC prodotta da cellulosa proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile Chi entra e chi esce Editoriale - Alla Fenice con il Rotary Con La Bohéme, tutti all’opera per celebrare la giovinezza di Giandomenico Cortese Se finiscono le parole ricorriamo alla musica, alla pittura, alla scultura, alla fotografia, alle arti per indurci a riflettere, a stupirci, a capire noi stessi e la società che ci attornia. Inquietano le immagini di un film. Ho presente la sequenza di emozioni che mi ha offerto al cinema Lux di Asiago, la “storia” più recente raccontata da Ermanno Olmi, “Il villaggio di cartone”. Era una serata rotariana, aperta alla città, utile a provocare, con mano d’artista e pensieri di poeta, attenzione ai drammi della contemporaneità. Mitezze e intransigenze, dolcezze e dolori, disincanti e speranze si susseguono nelle diverse scene. Sono un po’ come il distillare dei nostri pensieri, nelle ore del giorno. Mi ricordano altre pellicole, ancora film utili a indurre una favorevole introspezione. Il dramma interiore di un prete, alla fine della sua giornata, che si interroga sulla sua intera vita, una chiesa sconsacrata che diventa luogo di accoglienza per una schiera di disperati, la speranza sublime di un bimbo che nasce, la supponenza di chi crede di rappresentare la legalità discri- cinque minante, gli ultimi che bussano alla porta, le aspre realtà dell’attualità. E quel nostro augurarci: “Buongiorno, notte”. Un panorama inquietante che possiamo governare, che attende risposte da chi, come noi, ha qualche talento da spendere. Useremo, direi quasi sfrutteremo ancora fantasie d’artista, suggestioni musicali per far pace con noi stessi, per divertirci insieme, con intelligenza creativa. Il nostro Distretto Rotary ha deciso di offrire una grande, inusuale opportunità a tutti i rotariani, ai loro familiari ed amici, l’esecuzione al Teatro La Fenice di Venezia, riservato solo per noi, dell’opera “La Bohéme” di Giacomo Puccini. Straordinaria occasione, da sfruttare appieno. Venezia, La Fenice, l’opera lirica, Puccini, “La Bohéme”. Una data, sabato 26 maggio prossimo, una grande serata di suggestioni musicali. Il Governatore Bruno Maraschin può andarne fiero. L’avventurosa esistenza di un piccola schiera di artisti nella Parigi degli anni Trenta dell’Ottocento, un poeta, un musicista, una sarta, un pittore, un filosofo, una venditrice ambulante, nel Quartiere Latino, alla vigilia di Natale, sono protagonisti di una vicenda amorosa, delicata e straziante, carica di simboli e di passioni. È la scapigliatura di tutti i tempi a salire sul palcoscenico, ad animare lo spettacolo, ad offrirci iniezioni stimolanti di simpatia, ma pure ad interrogarci nel profondo. L’opera lirica è una grande occasione di comunicazione. Ed il divertimento musicale una opportunità da condividere. La stucchevole Fenice veneziana, ancora una volta rinata dalle sue ceneri, resta emblema, giusto e puntuale a suggellare una annata rotariana, questa in corso, carica di originali stimoli. Pensiamoci, in questo mese, dedicato alla costruzione di una “Intesa mondiale”, che non significa solo realizzazione di una pace fatta di assenza o risoluzione di conflitti, ma ben prima ancora va costruita con il rispetto e la valorizzazione della persona umana. L’aria spensierata del bohémien, evocata nell’opera pucciniana, non deve distrarci dall’impegno concreto di testimoniare fedeltà profonda agli ideali ed ai valori che la nostra Associazione propone e persegue, a partire dall’Amicizia e dal Servire, dall’offrire opportunità e futuro, qualificato e meritevole, ai giovani. L’incontro a Venezia, città universale, Capitale Europea della Cultura, scrigno di ogni sensibilità con La Bohéme di Giacomo Puccini diventa per ciascuno di noi pretesto e occasione suggestiva. Raccontiamola questa storia che sta per diventare nostra. Per il trentottenne Giacomo Puccini, quello della Bohéme fu il secondo successo drammatico (dopo Manon Lescaut, del 1893), e resta un classico tra gli appuntamenti del gioiello teatrale veneziano. L’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice e il coro di voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani che si offriranno al nostro ascolto, saranno diretti da Daniele Callegari, maestri del coro Claudio Marino Moretti e Diana D’Alessio (Piccoli Cantori). Del cast faranno parte Kristin Lewis nel ruolo di Mimì, Francesca Sassu in quello di Musetta, Gianluca Terranova in alternanza con Khachatur Badalyan in quello di Rodolfo, Seung-Gi Jung in quello di Marcello, Armando Gabba in alternanza con Alessio Arduini in quello di Schaunard, Gianluca Buratto in alternanza con Goran Jurić in quello di Colline; Matteo Ferrara sarà Benoît, Andrea Snarski Alcindoro. Editoriale - Alla Fenice con il Rotary Gli esperti ed i critici ci spiegano: dopo l’affermazione ottenuta con Manon Lescaut (1893), Giacomo Puccini (18581924) prese in considerazione come soggetto per la sua opera successiva, tre anni dopo, le Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, un romanzo d’appendice pubblicato a puntate più di quarant’anni prima nella rivista parigina «Le corsaire Satan» (1845-1849), trasformato poi dallo stesso Murger e da Théodore Barrière in una pièce in 5 atti, rappresentata con successo nel 1849. La stesura del nuovo libretto per Puccini fu affidata dall’editore Giulio Ricordi ai letterati Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, un binomio artistico destinato ad affiancare il compositore lucchese per più di un decennio, fino a Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904). Rappresentata al Teatro Regio di Torino sotto la direzione del ventinovenne Arturo Toscanini il 1° febbraio 1896, La Bohéme fu accolta con perplessità dalla critica, ma incontrò nelle riprese un sempre crescente successo di pubblico, tanto da divenire una delle opere più popolari di tutti i tempi. Il libretto, un affresco in cui si alternano momenti di vivacità, di intimità, di rimpianto per il tempo trascorso, di tristezza dolorosa, prevede sei personaggi principali: un quartetto di giovani amici (il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard, il filosofo Colline) e due fanciulle (Mimì, ricamatrice, e Musetta), tutti ricchi di simpatia e di entusiasmo quanto poveri di quattrini. Il dramma si conclude con la morte per tisi di Mimì tra le braccia dell’amato Rodolfo dopo una separazione ricomposta in extremis; ma più che di una trama vera e propria si può parlare di un susseguirsi di situazioni liriche accomunate da un tema unitario, la celebrazione della giovinezza. Anziché suddiviso in atti e scene, il libretto – spiegano gli esperti musicologi del teatro La Fenice - è organizzato in quattro quadri, all’interno dei quali non vi è la consueta divaricazione tra recitativo e versi lirici, bensì una versificazione mobilissima e flessibilmente asimmetrica, in grado di stimolare una sintassi musicale non periodica. Nella partitura non mancano accensioni liriche memorabili («Che gelida manina») o pezzi riconducibili a forme chiuse («Vecchia zimarra»), ma i suoi pregi più evidenti sono la creazione di un continuum sonoro modellato sulle specifiche esigenze drammatiche del soggetto e l’invenzione di un tessuto musicale fittissimo e cangiante ove l’uso delle reminiscenze collega instancabilmente presente e passato, felicità e dolore. Come non approfittarne? I Rotariani più solleciti del Nordest hanno già inserito l’appuntamento all’opera, con familiari e amici, ella loro agenda per sabato 26 maggio prossimo. L’invito a “La Bohéme”, sulle musiche di Puccini, ancora un genio italico sul palcoscenico, già ci emoziona nel riproporre suggestioni, sogni, un tuffo tra le arti, nella ammirazione di un teatro unico al mondo, suggestivo e simbolico, mitico come la sua storia. Godremo insieme di uno spettacolo che resta, evocazione artistica, metafora dei nostri tempi, certi che sarà per tutti noi occasione di accrescimento e di simpatia. Il Rotary del nostro Distretto ne saprà fare pure una occasione per intensificare la sua presenza solidale e arricchirà i suoi “service” a favore della campagna per la Polioplus, e non solo. Il grande regista a fianco dei nostri progetti Ermanno Olmi. Emozioni per combattere l’Alzheimer di Cesare Pivotto Emozioni. Sono le emozioni a farla da padrone al Cinema Teatro Lux di Asiago sabato 14 gennaio; motivo? La proiezione dell’ultimo lavoro del regista bergamasco, ma “naturalizzato” asiaghese ormai da decenni, Ermanno Olmi, “Il villaggio di cartone”. L’evento, promosso dai Rotary Club di Asiago – Altopiano dei 7 Comuni e di Bassano del Grappa Castelli, in collaborazione con il Cinema Lux, il Circolo “Effetto cinema” e la “01 distribution”, era infatti finalizzato a finanziare con il ricavato il service promosso dal R.C. di Asiago sul tema “Alzheimer, problema medico-sociale dell’altopiano”, obiettivo per il quale Olmi ha voluto ancora una volta essere al fianco del Rotary nel suo impegno sociale. L’iniziativa ha riscosso notevole successo di pubblico che ha risposto alla grande all’invito anche perché, al termine della proiezione, sul palco è salito il maestro (lui non vuole che si usi questo termine, ma come altro definire uno dei cineasti di maggior spessore e profondità del panorama italiano, e non solo?) Olmi per rispondere alle domande dei presenti. Dopo il saluto del presidente del R.C. di Asiago Giampaolo Baù e del past president Giovanni Costacurta, uno dei promotori (assieme all’altro past Mario Colpo) del progetto sull’Alzheimer, la bella presentazione della serata affidata ad Arianna Prevedello. Quindi la proiezione de “Il villaggio di cartone”, storia di emigrazione e di clandestinità quanto mai attuale ma che assume anche (nel ruolo dell’anziano sacerdote) tinte autobiografiche, ha colpito la sensibilità dei presenti; il tutto reso con le peculiarità che conosciamo, quei tempi <meditati>, quei tagli di primo piano, quelle sottolineature di particolari, quell’assoluta mancanza RC Asiago Altipiano Sette Comuni Incanta il suo ultimo film “Il villaggio di cartone” e affascinano le sue parole di sensazionalismo, quella capacità di essere crudo e realista ma al tempo stesso attento e sensibile nel far emergere sentimento, umanità e profonde riflessioni. Ebbene, con tutto questo Olmi ancora una volta invita, anzi induce a riflettere, a pensare, a ripercorrersi nel proprio io interiore. Una sorta di esame di coscienza che lui stesso fa (ed ecco l’aggancio autobiografico) con quest’opera che avrà modo di dire “ho fatto per me stesso”. Spenta la macchina da proiezione, è salito sul palcoscenico del Lux e non ha nemmeno atteso le domande della conduttrice e del pubblico (con cui ha poi fittamente dialogato) per introdurre ed introdursi ma soprattutto per parlare magari poco di cinema (come dirà lui stesso) ma di valori, di fede e di carità, di quelle chiese (che non sono sole quelle dei preti) in cui non crede da tempo, della felicità e della vita, di nonni e bambini, di consumi e di aziende, inducendo, anzi provocando, la riflessione con le sue sottolineature espresse con vigore e le sue sospensioni “strategiche”. “Olmi è un intellettuale raro: pregnante ma al contempo semplice, comprensibile. Si sa allargare, con ogni domanda filmica, da una dimensione cinematografica ad una prospettiva culturale più ampia che ti accompagna a riannodare i fili della vita… La sensazione è quella di essere accanto ad un uomo che vede anche nella nebbia fitta dove ci siamo infilati con le nostre stesse mani. Vale la pena ascoltarlo. Interrogarlo. Chiedergli un consiglio” avrà modo di sottolineare la conduttrice, che aggiunge “Quando gli ho chiesto un pensiero sulla felicità con un sorriso lieve mi ha riportato ai bimbi ed al saper cogliere il loro stupore. Per Olmi non esistono consumi che possano attivare una produttività (affettiva) così ingente, non esistono ricette di economia che possono provocare un tale appagamento. Tutti parlano di ripartire, di rialzarsi. Ma verso quale vita? Una società che non guarda ai piccoli, per Olmi, è una comunità destinata a soccombere”. Al termine del dibattito oltre un centinaio di persone di sono spostate all’Hotel Paradiso dove era programmata “in abbinata” la conviviale (con ospiti, fra gli altri, la campionessa del mondo di ciclismo Tatiana Guderzo ed il Direttore Generale dell’ASL n° 3, Valerio Alberti) che è stata a sua volta occasione per apprezzare una volta di più la saggezza, la grande capacità comunicativa e la cultura vera e profonda dell’ottantenne regista, capace sempre di proporsi con incisività e profondità di pensiero. Un importante restauro finanziato da Inner Wheel e Rotary insieme nove Il Settecento a Verona Tiepolo, Cignaroli, Rotari Il Comune di Verona, con l’Assessorato alla Cultura e il Coordinamento Musei Monumenti, ha organizzato, in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la mostra Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari, una grande rassegna espositiva che approfondisce un momento della civiltà pittorica scaligera finora mai indagato. La mostra, curata da Fabrizio Magani, Paola Marini e Andrea Tomezzoli, è incentrata sulle peculiarità che la cultura e la tradizione pittorica assunsero nel Settecento a Verona, città che riuscì a mantenere sempre autonomia e originalità rispetto alle correnti dominanti nella vicina Venezia. Le sezioni della mostra danno conto anche della ricchezza e della varietà dei risultati conseguiti a Verona nell’età dei Lumi, nonché della rete di committenti prestigiosi – anche internazionali (del calibro di Stanislao Augusto Poniatowsky di Polonia, dei principi di Sassonia, di Clemente Augusto di Baviera o Carlo Firmian, plenipotenziario di Maria Teresa) – che richiesero opere veronesi. Nell’esposizione ha un posto speciale la sezione dedicata ai vedutisti come Bernardo Bellotto, così come il nucleo di opere realizzate per la città scaligera da Giambattista Tiepolo. Con modalità assolutamente innovative, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, il pubblico ha il privilegio esclusivo di scoprire il lavoro di recupero che ha portato alla restituzione virtuale del soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo per Palazzo Canossa a Verona, andato in parte distrutto al termine della seconda guerra mondiale. Alla realizzazione di questa importate iniziativa, assieme ad altri prestigiosi enti e sponsor, hanno contribuito Inner Wheel Distretto 206 Italia e Rotary Distretto 2050 e 2060, attraverso il finanziamento di un fondamentale restauro. Il recupero, ha interessato due sculture di Giuseppe Antonio Schiavi, San Fermo e San Rustico, provenienti dalla chiesa di San Fermo Maggiore a Verona. Oltre ad essere di sostegno alla mostra, esso viene a configurarsi come un’importante azione a favore dell’intera città di Verona, tramite il “salvataggio” di due opere sempre godibili per fedeli e visitatori. Le statue, in pietra tenera, erano state probabilmente realizzate dall’artista veronese per il grande altare di sua stessa mano dedicato ai due martiri consacrato il 27 aprile 1760 e vennero forse rimosse nel momento dei restauri compiuti da Alessandro Da Lisca nei primi anni del Novecento. Le due eleganti figure rappresentano i due santi martiri in abiti militari e con i simboli del martirio da loro subito. Come afferma Andrea Tomezzoli nella scheda del catalogo della mostra, « nella loro calcolata dinamica di torsioni, lievi flessioni, bilanciamenti di pesi, San Fermo e San Rustico sollecitano continuamente l’osservatore a molteplici punti di osservazione. La grazia adolescenziale delle figure, i gesti improntati a una contenuta enfasi patetica più che declamatoria connotano i due personaggi come i protagonisti di un melodramma d’Arcadia, impegnati in un duetto che, andato completamente perso nell’attuale ubicazione, trovava piena efficacia nel probabile contrapporsi originario delle figure, con atteggiamenti ed espressioni che si richiamavano reciprocamente». Entrambe le sculture, conservate oggi ai lati del tornacoro, presentavano sollevamenti della preparazione e della pellicola pittorica, depositi di polvere, fratture e integrazioni diffuse. In particolare il San Fermo era interessato da vistose fratture soprattutto nella parte posteriore sinistra ma anche nelle braccia e sulla testa. L’intervento di restauro, realizzato da Giordano Passarella di Padova, ha provve- duto prima di tutto al fissaggio della pellicola pittorica originaria, decoesa, al supporto lapideo, mediante applicazione di velatini in carta giapponese. Tale operazione ha permesso di fissare tale pellicola mediante iniezioni di colle animali veicolate con alcool e uso del termocautere, consentendo di riadagiarne le parti sollevate. A questo punto è stata eseguita una verifica puntuale della situazione strutturale dell’opera per valutare la possibilità o meno di procedere al distacco delle parti fratturate per poi poterle nuovamente fissare con idonei materiali oppure porne ulteriori di ancoraggio al fine di incrementane la portanza. Precedentemente al fissaggio sono state rimosse tutte le stuccature apportate negli interventi precedenti, sostituite con altre realizzate in due strati; è stato utilizzato un impasto formato nel primo strato da pietra macinata della medesima essenza del supporto originale e legante acrilico, nel secondo strato da gesso e colla animale. Sono stati effettuati quindi dei tests di pulitura al fine di scegliere i materiali e i tempi di applicazione più adatti. Dopo la pulitura si è proceduto a risarcire tutte le mancanze con stuccature eseguite con gesso e colla animale concludendo il lavoro con un ritocco pittorico eseguito con colori ad acquerello. I Distretti 2050 e 2060 insieme undici Adottati i bambini di Haiti a due anni dal terremoto Inaugurate le scuole realizzate con i nostri contributi di Luciano Kullovitz - PDG Il progetto, a favore dei bambini di Haiti, che nel 2010 il Governatore del Distretto 2060 Luciano Kullovitz ed il Governatore del Distretto 2050 Carlogiorgio Pedercini, hanno sostenuto con tanta tenacia, si è concluso lo scorso mese di dicembre. Il PDG Carlogiorgio Pedercini, insieme ai rotariani Luigi Moretti e Rolando Giambelli, il 2 e 3 dicembre 2011 ha inaugurato le scuole per i bambini di strada St. Joseph e St. Francois a Port au Prince, capitale di Haiti. Due anni fa, il 12 gennaio 2010, un catastrofico terremoto sconvolse Haiti con oltre 250.000 vittime. Il nostro Presidente Internazionale, John Kenny, con un accorato appello, sollecitava i rotariani ad un impegno comune per lenire le sofferenze di tante famiglie ed organizzare attività a sostegno della popolazione così duramente provata. Luciano Kullovitz e Carlogiorgio Pedercini decisero di unire le proprie forze per un progetto comune ed ambizioso che fosse di importanza strategica per la rinascita di Haiti, la più povera, tra le povere nazioni del quarto mondo. Risposero all’appello di Padre Rick Frechette, che chiedeva aiuto per ricostruire le 17 scuole per i bambini di strada crollate per il sisma, impegnandosi a realizzare le prime due nuove scuole di Saint Joseph e di Saint Francois. Con tanta generosità, sempre dimostrata dai rotariani nei momenti del bisogno, nei due Distretti si raccolsero oltre 200.000,00 Euro ed in breve tempo veniva approntato il progetto. Le due scuole primarie, realizzate con strutture antisismiche, prefabbricate ed idonee ad essere montate sul posto dagli stessi haitiani, avrebbero accolto, ognuna, dai 350 ai 450 bambini. L’incarico per la costruzione venne affidato alla Ditta Ceriali Costruzioni Metalliche s.p.a. di Casalromano (Mn), la verifica ed il controllo all’Ing.Pedercini. Le strutture si completarono in soli due mesi con elevata professionalità e tecnica costruttiva, minimizzando i costi al punto tale da rendere possibile la realizzazione di due scuole con i fondi raccolti dai Distretti 2050 e 2060 e con un minimo contributo di altri tre sponsor. Haiti, un paese dell’America centrale di circa 8 milioni di abitanti su una superficie di 27.700 Km2 dove si sconsigliano viaggi non determinati da motivi di effettiva necessità, dove una forte epidemia di colera continua a causare numerosissime vittime. Le condizioni di sicurezza sono fortemente precarie per l’elevato e diffuso livello di criminalità, si raccomanda di tenersi lontani da luoghi di manifestazioni ed assembramenti, si registrano continui sequestri di persona. L’attività di bande giovanili armate e l’uso di sostanze stupefacenti sono generalizzate. In tutto il paese vige un stato di delinquenza incontrollata. Per le strade permane una tale insicurezza da sconsigliare assolutamente ogni spostamento notturno. Il degrado morale dell’ordine pubblico rendono insicura anche la permanenza nella stessa capitale Port au Prince, specie nelle zone del centro, di Petion Ville e Citée Soleil. Le scuole realizzate ad Haiti dai Distretti 2060 e 2050 Port au Prince è una città immensa, con quattro milioni e mezzo di persone censite ed almeno un altro milione non registrato.Pochissime strade asfaltate, la maggior parte in terra battuta, con tracciati casuali, tutte dissestate con continui, profondi avallamenti ricolmi di liquame, immondizie, povertà ovunque. Un traffico caotico, senza regole, con veicoli i più disparati, vecchi, tra un’infinita teoria di minuscole abitazioni ad un piano, intervallate dai cumuli di ruderi causati dai crolli del terremoto. Ovunque gente intenta in attività di insignificante, incomprensibile commercio di cose inutili, rifiuti della nostra civiltà del consumismo. Tutto tra immondizie sparse ai lati delle strade e liquami che dallea- Un milione e mezzo di persone vivono ancora in sterminate tendopoli, senza igiene, acqua, con scarsità di cibo, sotto le violente piogge degli uragani estivi. bitazioni scorrono lungo i solchi dei cordoli stradali. Bambini di ogni età abbandonati per le strade, analfabeti, senza igiene, senza un poco di quell’amore che a loro dovrebbe essere sempre dovuto. A Petit Place Caseau, uno dei rioni della capitale, ai lati di una anonima strada, appena tracciata tra macerie e discariche, si è sviluppato un lungo succedersi di tende e baracche dove abita gente giunta in quel luogo, da oltre tredici 460 bambini, raccolti sotto un tendone, nel cortile delimitato dai tre corpi di fabbrica della scuola, accolgono, con battimani e musiche, Padre Rick Frechette, direttore della NPH-Nuestros peque nos hermanos di Haiti, Carlogiorgio Pedercini, Luigi Moretti, Rolando Giambelli e Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione F.Rava-NPA Italia. I bambini e le bambine indossano la loro divisa, confezionata nella sartoria della “Città dei Mestieri”di Francisville, simbolo di appartenenza e d’orgoglio per i genitori. Una bimba, piccola, forse di quattro anni, offre un mazzo di fiori e taglia il nastro inaugurale. un anno, dopo aver saputo che si sarebbe costruita una nuova scuola per i loro bambini. La scuola è la speranza di una vita migliore per i loro figli ed un pane assicurato per tutta la famiglia. A lato del cancello d’ingresso, sulla parete che recinta l’area della scuola di Saint Joseph, un grande dipinto, realizzato da uno dei ragazzi di Padre Rick, rappresenta il simbolo del Rotary con l’indicazione dei Distretti 2050 e 2060, insieme alla fondazione CRT ed un privato, Emilio Bossi. La cerimonia continua con i discorsi del direttore didattico e degli insegnanti che presentano le proprie classi ed i programmi di studio. Non mancano tante parole di gratitudine e di ringraziamento per la bella, grande nuova scuola, ma soprattutto, si percepisce l’orgoglio di quelle giovani donne ed uomini per essere i veri artefici della rinascita e del futuro del loro paese. Le scuole realizzate ad Haiti dai Distretti 2060 e 2050 LE SCUOLE DI STRADA N.P.H.: ANDARE A SCUOLA IN HAITI VUOL DIRE SOPRAVVIVERE In Haiti 1 bambino su 2 non ha accesso alla scuola primaria. 1 ragazzo su 3 è completamente analfabeta. Le “Scuole di Strada” sono state organizzate da N.P.H. per i bambini che appartengono a famiglie troppo povere per frequentare la scuola e per essere curati, se malati. Padre Rick le descrive con la parola creola “encadrement”: abbraccio d’amore, accoglienza, protezione, guida per la costruzione di un futuro che questi bambini altrimenti non avrebbero. Le 28 scuole di strada NPH assicurano ogni giorno, nei più poveri sobborghi di Port au Prince e nelle provincie, a oltre 7.000 bambini tra i 2 e 16 anni, un pasto caldo, spesso l’unico della giornata, vaccinazioni e cure mediche, una divisa pulita, libri, matite e quaderni, istruzione per costruire il loro futuro, trasmettendo loro valori ed esperienze positive, la fiducia in se stessi e nel mondo che li circonda. Ogni mese inoltre ai bambini vengono consegnati pasta e generi alimentari per aiutare anche i fratellini. Scuola Saint Joseph: area mq. 2032,00 superficie coperta mq. 860,00 Scuola Saint Francois: area mq. 2010,00 superficie coperta mq. 815,00 Il 3 dicembre con lo stesso entusiasmo, lo stesso calore tra recite, canti e balli, con le stesse grandi emozioni viene inaugurata la seconda scuola, Saint Francois, a Citée Soleil, il quartiere più degradato e povero della città, per oltre 350 bambini della scuola primaria. quindici Le scuole realizzate con i fondi dei Distretti 2060 e 2050 sono l’opera più importante e moderna edificata dopo il terremoto. Si affiancano alle tante e straordinarie iniziative di Padre Rick che da 22 anni lotta per la sopravvivenza di quel Popolo. Nel 2006 ha realizzato l’ospedale pediatrico di Saint Damien: una struttura d’eccellenza, unica in tutta la nazione, che assiste oltre 25.000 bambini l’anno. Con l’aiuto di tanti benefattori realizza la “Città dei Mestieri” dove si formano i giovani lavoratori; la Casa dei Piccoli Angeli per i bambini disabili; la Baby House Saint Anne per i bambini orfani ed abbandonati dai zero ai cinque anni; il Foyer Saint Louis che ospita 700 bambini dai 6 ai 15 anni rimasti soli dopo il terremoto; la Casa Orfanatrofio NPH di Kenskoff sulle montagne alle spalle di Port au Prince che accoglie, fino alla maggiore età, 600 bambini orfani o troppo poveri. Con il programma “Fors Lakay” che significa “La forza della casa, della famiglia” ha già consegnato le prime 40 abitazioni delle 400 previste, alle poverissime famiglie di Citée Soleil, con accanto, sulla spiaggia, il nuovo ospedale Maria Stella Maris. “Questo mondo, così lontano e diverso dal nostro, ci ha trasformato da semplici spettatori in persone moralmente partecipi, consapevoli della miseria, della follia umana della nostra cecità e sordità.” Noi viviamo nel benessere, abbiamo tutto e non siamo capaci di vedere che, oltre il nostro mondo ne esista un altro, privo di tutto, a cui non siamo capaci di dare nemmeno il superfluo. “Ci siamo domandati come avremmo potuto trasmettere ai nostri amici, parenti, soci una così dura realtà che non immaginavamo potesse esistere. Come avremmo potuto descrivere gli occhi di quei bambini? Bambini identici ai nostri figli, ai nostri nipoti ma con una luce diversa negli occhi. Con una dignità di chi ha nulla, di chi, già da troppo piccolo, capisce che nemmeno la sua vita gli appartiene. Mentre giocano tra i rifiuti portati ad Haiti dalla nostra società, mentre si lavano con i liquami di fogne improvvisate, alzano appena lo sguardo e ti osservano. Sanno cosa puoi offrirgli, non immaginano quanto, ti chiedono nulla.” Forse il Rotary è proprio in quegli occhi che ci chiedono un sorriso! Dalla Commissione Risorse Idriche diciassette Un “brindisi per la vita” e tanta acqua a disposizione Qualche risultato? Nuovi pozzi attivati in Etiopia, Guinea Bissau e India Cari amici, abbiamo appena terminato un anno (solare) piuttosto tribolato e le prospettive per il 2012 non sembrano molto migliori. In questa prospettiva il Rotary e le sue componenti devono fare di necessità virtù, stringersi a quadrato e moltiplicare gli sforzi per il raggiungimento degli obiettivi che sono propri della nostra Associazione: incidere nella società con idee di pace, giustizia e solidarietà. Con le idee arrivano le azioni: un grande risultato a livello mondiale, ottenuto dalla compattezza del Rotary, è la quasi completa eradicazione della Polio, battaglia che ci vede in prima linea da vari anni e che deve persistere fino alla completa sconfitta di questa terribile piaga. Altra azione di priorità, è il contributo che il Rotary si è dato per la mitigazione, se non l’eliminazione, del problema planetario del bisogno dell’acqua, specie dove questa non è considerata un diritto dell’uomo ma, per alcuni, un bene commerciale. Il nostro Distretto è molto attivo, nella solidarietà. Si possono contare a decine gli interventi, services di Club, interclub e matching-grant a favore delle zone disagiate e bisognose nel mondo. Tanto si è fatto, tanto si fa, tanto resta ancora da fare. Due obiettivi ci devono spingere all’azione: a breve termine, la solidarietà e l’aiuto a chi è nel bisogno; a lungo termine, la forma- zione di coscienze maggiormente preparate e sensibili per affrontare e vincere un problema che si sta facendo sempre più drammatico. Per raggiungere lo scopo c’è bisogno di affinità di pensiero e di azione. Solo unendo gli sforzi di tutti potremo incidere su apatia e indifferenza. Chi ha a cuore gli interessi del Rotary ha a cuore i “veri” interessi dell’umanità. Nell’annata Rotariana 2010/2011, la Commissione “Risorse Idriche” si è inventata un service distrettuale intitolato “un brindisi per la vita” dove i Club del Distretto 2060 hanno contribuito alla raccolta di Euro 15.600 totalmente destinati in tre diverse parti del mondo per la realizzazione di: - N° 2 POZZI in Etiopia, Regione di Amhra - N° 1 POZZI in Guinea Bissau - N° 9 POZZI in India, Regione di Andhra Pradesh Per le Festività Natalizie è arrivata una cartolina/e-mail di ringraziamento/auguri dai bambini di uno dei villaggi beneficiati in India e le foto dei nove pozzi eseguiti, funzionanti con pompe manuali e corredati di targa Rotariana. Si allegano alcune foto delle realizzazioni. Dimenticando le difficoltà e qualche contrattempo, durante il cammino, è un peccato sentirsi un pochino orgogliosi? GRAZIE A TUTTI!!! Giorgio Vallicella Handicamp “Lorenzo Naldini” di Albarella Un festoso e gioioso ritorno per scambiarci gli auguri Anche solo offrire un sorriso riscalda e anima i cuori La festa di Natale dei ragazzi che hanno partecipato all’Handicamp “Lorenzo Naldini” di Albarella ha visto anche quest’anno convenire a Rovigo da tutto il Veneto tanti giovani, parenti, accompagnatori, amici rotariani e rotaractiani, autorità. È un appuntamento, quello del Natale, che i ragazzi aspettano già da quando, finito il campo estivo, si danno un arrivederci per questo momento di festa. Ed è stata veramente una bella festa, iniziata con la S.Messa animata con canti suggestivi dal Coro Monte Pasubio e intensamente partecipata anche dalla comunità parrocchiale della Commenda, e proseguita con il pranzo natalizio nel vicino Hotel Cristallo, il cui personale ogni anno si supera nell’accoglienza dei ragazzi. Se è sempre bello ritrovarsi, rivedere gli amici con i quali si è condivisa una vacanza tanto particolare e ricordare e raccontare, ancora più bello è quando ciò avviene nel clima magico del Natale. Sono stati tanti i momenti di gioia: l’arrivo di un imponente Babbo Natale con una gerla piena di doni e di una Befana con tanto di scopa, che dietro un travestimento da brutta vecchia, lasciava indovinare una giovanissima rotaractiana, l’arrivo del clown dottor Stracchino con i suoi giochi e le sue stravaganze. Tutto questo ha esaltato la fantasia e l’entusiasmo degli ospiti, per i quali amici rotariani e i volontari dell’handicamp si sono prodigati con slancio generoso. E poi la distribuzione dei doni e la gioia di vedere lo stupore e la meraviglia negli occhi di tutti. Forse però il momento della giornata più intenso di emozione l’abbiamo vissuto quando, alla fine della Messa, il Governatore Bruno Maraschin ha letto la preghiera del Rotariano. È una preghiera viva, una invocazione di aiuto al nostro impegno rotariano di servizio verso i più deboli, impegno che ci è venuto spontaneo rinnovare con convinzione e forza: fa, o Dio, che ogni sera cali su di noi, con la tua benedizione, quella di coloro cui abbiamo offerto un sorriso, suscitato una fede, arrecato un aiuto. RC Montebelluna Assegnati due PHF a conclusione di “preziosi” service Il Rotary Club Montebelluna lo scorso dicembre ha celebrato l’annuale rito natalizio per raccogliere fondi a favore di un service (per quest’anno il Rotaract che ha ricevuto i fondi raccolti nel corso della serata li ha devoluti all’Hospice dell’Advar di Treviso, la Casa dei Gelsi, “adottandone” una stanza). E consegnando due PHF, la massima onorificenza rotariana, a due persone che hanno fatto della loro vita una testimonianza quotidiana dei “miracoli”, piccoli e grandi” che si possono fare trasformando i principi, le convinzioni personali, in fatti. I premiati sono: Daniela Pupulin Robazza, direttrice della Casa di riposo di Trevignano; e Marino Visentin che nonostante il fatto che vive su una carrozzina da molti anni, e i gravi limiti imposti dalla sua vita da dializzato, si dedica al volontariato a tempo pieno andando nelle scuole elementari di Trevignano, Barcon, Montebelluna a insegnare il disegno e altre forme d’arte ai bambini, coinvolgendoli e ottenendo risultati incredibili. La consegna ufficiale della PHF a Marino Visentin avverrà appena le sue condizioni di salute lo permetteranno. Sarà organizzata una serata del Club tutta per lui. Invece il rito dell’attribuzione della massima onorificenza rotariana è avvenuta regolarmente per la sorpresissima Daniela Robazza che, per la commozione, non è riuscita ad esprimere i suoi sentimenti. La motivazione della PHF: “per l’amore, la cura, la dedizione e le attenzioni con cui assiste quotidianamente gli anziani ospiti trasformando il suo lavoro, e quello dei suoi collaboratori che lei ha saputo coinvolgere e motivare, in una missione effettuata sempre con il massimo rispetto per quanti cercano nella Casa una risposta efficace ai problemi dell’età”. diciannove Se credi, testimonia! Protagonisti Ricordo di Davide Gaspardis di Mario Burba Il giorno 17 novembre ci ha lasciati il dottore veterinario Davide Gaspardis, che per noi era soprattutto un amico e un uomo di straordinario valore; aveva 87 anni, spesi in una vita saggia, al servizio di tutte le creature, sia nell’esercizio della sua professione che nei rapporti familiari, amicali e comunitari. Ha esercitato la professione, con ambulatorio annesso all’abitazione nel paese di Visco già del padre dott. Giovanni Battista, eminente veterinario: dopo averlo coadiuvato, gli subentra nella titolarità della condotta veterinaria nel 1954; dopo anni di intenso e apprezzato lavoro, nel 2002, lascia l’attività ambulatoriale alla figlia Gloria, anch’essa medico veterinario. Il cognome Gaspardis, reso famoso dalla continuità e dalle capacità, rimane abbinato alla professione veterinaria locale e ricordato con grande apprezzamento dalla numerosa compagine di agricoltori e persone della Bassa Friulana, come significativamente è emerso dalle testimonianze espresse nella chiesa di Visco, il giorno dell’ultimo e corale commiato al dott. Davide, più volte citato per il suo contributo alle politiche veterinarie dell’intera Regione. Il padre Giovanni Battista era molto amato ed apprezzato, per le sue qualità umane e professionali tanto che i Comuni nei quali ha operato, quali Visco ed Aiello, hanno intitolato vie al suo nome. Analogamente, durante l’omelia di commiato, il Parroco di Visco ha proposto un’intitolazione anche per il dott. Davide. Antesignano in Friuli della chirurgia per i parti cesarei nelle bovine, eseguì insieme al padre la prima operazione di questo tipo. Il padre di Davide, Giovanni Battista, oltre a esercitare la disciplina veterinaria fu anche un apprezzato letterato, scriveva racconti e poesie sia in lingua italiana che friulana; anche queste qualità sono passate al figlio Davide che, oltre a numerosi saggi specialistici di argomento veterinario, ha scritto negli ultimi anni, malgrado la semi cecità, le storie familiari, prima del padre fino alle origini rintracciabili, con un particolare ricordo dei fratelli Enrico, Augusto ed Elisa, poi della madre Teresita Burba (cugina di mio padre), in seguito un libro dedicato al Rotary, nel quale ha percorso la storia, l’evoluzione, i principi, le regole e quindi i doveri di ogni rotariano, che hanno per base l’amicizia, la correttezza, l’onestà ed il servizio. Auspico che il nostro Rotary faccia stampare queste note per donarle a tutti i soci ed in particolare ai giovani, facendo memoria degli insegnamenti lasciati da Davide con gli scritti e l’esempio di vita. Nel corso degli anni, il dott. Gaspardis ha ricevuto molti riconoscimenti per la sua attività professionale. La motivazione del “Premi Tormilaghis 2006” recita: “Il suo lavoro, svolto con competenza da tutti riconosciuta e improntato da un rapporto umano sensibile e cordiale, ha aiutato le nostre famiglie a salvaguardare i propri animali, nel passato bene prezioso per il ventuno sostentamento e oggi affettuosi e fedeli amici.” Il Comune di Visco lo ha premiato “per la professionalità e il modo in cui ha fatto conoscere il nome di Visco nel circondario”. Su un blog, viene annoverato fra i rappresentanti della genialità vischese perché “sono le persone che fanno la differenza”. Sì, il nostro amico Davide Gaspardis ha fatto la differenza, con la sua passione competente, il suo amore per il Creato, le sue capacità relazionali, il suo sottile senso dell’humor. Non si è mai arreso, neanche quando la perdita progressiva della vista avrebbe potuto indurlo a chiudersi in una situazione di rassegnato isolamento. Senza mai lamentarsi, ha continuato a frequentare gli incontri al Rotary, le feste e riunioni dell’Associazione “Milaghis” e le iniziative paesane presso il Ricreatorio parrocchiale. Ed ha anche continuato a leggere ed informarsi, grazie allo strumento elettronico procuratogli dal figlio Gianenrico, che conduce una farmacia con la madre. Quando all’ospedale andavo a fargli visita mi assicurava, con un dolce sorriso, che la salute stava migliorando e quindi sperava in breve di tornare alla vita familiare. Curiosità, interesse, apertura agli altri e al mondo lo hanno accompagnato fino alla conclusione del suo percorso terreno e la generale gratitudine che gli è stata tributata il giorno del suo funerale ne è stata un’evidente testimonianza. Lui stesso e la sua famiglia sono stati messi a dura prova non solo a causa della malattia che ha costretto Davide a più ricoveri ospedalieri, ma anche della morte del fratello della moglie, professore all’università e grande rotariano, avvenuta solo un mese prima. Voglio ricordare anche i figli di Davide, Gianenrico e Gloria, i quali per percorrere una parte della strada del padre, sono entrati a far parte del Rotary, uno a Monfalcone, l’altra a Udine Patriarcato. A loro e alla sposa e madre dilettissima Maria Clara Di Marino, farmacista a Fogliano Redipuglia, attiva socia dell’Inner Wheel, arrivata da noi dall’Istria martoriata alla fine del conflitto, tutti gli amici rotariani si stringono in un grato abbraccio, consapevoli di aver molto ricevuto dalla testimonianza di vita di Davide Gaspardis e della sua famiglia. Come afferma il grande filosofo ebraico Levinas: “Tutto si svolge come se la molteplicità delle persone… fosse la condizione della pienezza della ‘verità assoluta’, come se ogni persona, con la sua unicità, assicurasse alla Rivelazione un aspetto unico della verità, e come se alcuni dei suoi lati non si sarebbero mai rivelati nel caso in cui determinate persone fossero mancate nell’umanità….” Davide ci ha rivelato una parte importante della verità della vita, senza di lui saremmo stati più poveri. Ora manca a noi e alla sua famiglia, ma la tristezza della perdita trova consolazione nella speranza espressa dalla Sirenetta di Andersen: “Nulla muore di ciò che al mondo è stato amore e dolore.” La grande musica e l’amicizia fra culture Con il RC di Mosca e i giovani interpreti “accesa” una stella all’inaugurazione del restaurato teatro polesano RC Badia-Lendinara-Alto Polesine ventitré di Ugo Mariano Brasioli Badia Polesine, sede del Rotary club altopolesano, nota per i resti dell’abbazia benedettina cui è legato il suo nome, ospita anche un autentico gioiello dell’architettura: il Teatro Sociale Eugenio Balzan, costruito nel 1812 su disegno del teatro dell’architetto Sante Baseggio (1749-1822) di Rovigo. Nel 1855 il teatro venne restaurato e ampliato con i palchi di proscenio e il paliotto con le Muse e, da allora, per la profusione di fregi in rilievo e a foglia d’oro, comunemente definito "la piccola Fenice", per l’evidente somiglianza con il grande teatro veneziano. Troppo piccolo per essere remunerativo, nel 1905 dopo l’ultima rappresentazione della Tosca, venne chiuso. Dopo anni di abbandono, a partire degli anni ‘70 del secolo scorso, inserito nel piano di restauri di edifici e monumenti del Veneto e con il controllo della Soprintendenza, attraverso diverse opere di restauro conclusesi recentemente, il Teatro Sociale ha riaperto le sue porte per accogliere nella sua platea diverse mostre d’arte o fotografiche che il pubblico numeroso visita cogliendo l’occasione per ammirarne la bellezza. Ultimato il restauro 17 maggio 2011 è stato inaugurato il Teatro Sociale che è stato intitolato al concittadino Eugenio Balzan. In questa suggestiva cornice, mercoledì 09 novembre 2011, si è tenuto un eccezionale concerto-evento che ha dato un respiro internazionale al nostro club con l’esibizione di quattro giovani talentuosi musicisti russi dai 13 ai 24 anni, vincitori del concorso nazionale moscovita "Accendi una stella" organizzato dal Rotary Club di Mosca "Renaissance" District 2220 Russia west, dal Comune di Mosca e dal Ministero della Cultura della Federazione Russa edizione 2011. La serata evento è stata organizzata dall’associazione “Amici della Russia” sede di Padova, con la decisiva collaborazione del Rotary club Badia Lendinara Alto Polesine ed il patrocinio del Comune di Badia Polesine e della Pro Loco. Fondamentale si è rivelata la sponsorizzazione dell’industria dolciaria Borsari del rotariano Andrea Muzzi. Già l’anno scorso, invero, il nostro club (allora presieduto dall’ing. Mario Bellesia) si fece compartecipe promotore di analogo concerto, in quell’occasione ospitato nell’abbazia. E proprio sul ricordo di quella splendida edizione che, anche quest’anno il Presidente dott. Franco Berti, ha voluto replicare nella suggestiva cornice del rinnovato teatro. Nel ringraziare il Commissario Prefettizio dott. Luigi Vitetti che concedendo le necessarie autorizzazioni ha reso possibile l’utilizzo del teatro e, prima di salutare gli ospiti del Rotary Club moscovita, capitanati dal Presidente fondatore Igor Ya. LIBIN, il dott. Berti, visibilmente emozionato ha voluto partecipare al numeroso attento pubblico i valori rotariani riassunti nel motto ufficiale: “Servire al di sopra di ogni interesse personale”. Dopo ha lasciato parlare la musica, esaltata dalla pregevole cassa armonica del bel teatro. Dimitry Kalashnikov (17 anni) al pianoforte, Mikhail Kalashnikov (13 anni) al violino, Alexandra Sikorskaya (22 anni già ospite l’anno scorso) al pianoforte e Eugene Lifschitz (24 anni) al violoncello, tutti provenienti dalle migliori accademie musicali russe e con curriculum musicali già nutritissimi, nonostante l’età, hanno brillantemente interpretato Mozart, Beethoven, Chopin, Schumann, Zoltán Kodály e Astor Piazzolla. Gli organizzatori e tutti gli amici rotariani presenti hanno concluso l’incontro con una simpatica conviviale alla trattoria “Al Gallo”, in cui gli ospiti russi hanno stupito tutti per l’insospettato calore umano e la simpatia: Vladimir Evserov ha esibito un buon italiano, e con l’intervento della moglie interprete ha agevolato non poco le conversazioni. Nel tradizionale scambio di doni finale, il presidente Igor Ya. LIBIN esibendo copia della rivista “Rotarianez”... che celebrava l’incontro dell’anno precedente con gli amici polesani, allora guidati dall’ing. Mario Bellesia, ha auspicato che questi incontri divengano “tradizione”. L’asso nella manica, però, se l’è riservato il nostro Presidente Franco Berti quando, sorprendendo tutti, ha regalato agli ospiti russi un tricolore firmato dai soci del nostro club. Grande! RC Cittadella Al Teatro Sociale la presentazione di un volume celebrativo, ricco di storia, testimonianze e service “Nozze d’oro” per il club di Cittadella. Il cinquantesimo del Rotary dell’Alta Padovana è stato celebrato con una grande festa, degna della nostra Associazione e del prestigio che ricopre nel territorio, memore di tanti “service” che hanno fatto crescere una schiera di talenti. Si è cominciato in quella bomboniera che è il Teatro Sociale della città murata. Belle ragazze alla reception e cerimonia snella, ma intensa. Slide che scorrevano sullo schermo a ricordare cinquant’anni di iniziative e poi le persone. Con il Governatore designato Roberto Xausa, il presidente Stelvio Rocco, il sindaco di Cittadella on. Massimo Bitonci, quelle intense e mai scontate di Vittorio Andretta, quelle pacate e descrittive di Lanfranco Lionello, che ha curato con la sua Biblos una splendida pubblicazione per ricordare la storia, i ricordi a partire dal primo presidente del club, l’indimenticato Vittorio Favaretti, e poi l’evento. Un grande lavoro di squadra per recuperare documenti, immagini, la “memoria” di mezzo secolo di presenza attiva dei rotariani. Belli i testi, bellissimo il corredo fotografico e forte la consistenza. Il libro si guarda e si sfoglia a più livelli: le foto per scorrere, gustare e percepire a volo d’uccello; i titoli per orientarsi nell’offerta informativa; le pagine dei presidenti per giustamente ritrovarsi e orgogliosamente rispecchiarsi un pò come par giusto debba essere dopo aver tanto lavorate nelle annate. E ancora le pagine dei viaggi, i service, i club contatto per rammentare l’internazionalità dell’associazione e poi la fondazione, le foto bellissime di Cittadella, i caminetti, i Paul Harris Fellow, i soci ed i ricordi con le interviste a sei soci senior tra cui alcuni fondatori come Gianfranco Velo Dalbrenta e Aberto Favaretti e Dino Marchiorello. In serata la conviviale alle Risare di Busiago, con tanti ospiti, e i riti del Rotary. IL passaggio delle consegne tra Stelvio Rocco e Gino Berto, l’ingresso di due nuovi rotaractiani Maria Chiara Pellizzari e Roberta Mantovani; il passaggio di consegne nel Rotaract tra Alessandro Lago e Andrea Giaretta l’entrata di addirittura quattro nuovi soci nelle figure di Bianca Bonaldo presentata da Rodolfo Franceschetto, di Daniela Perin presentata da Nando Coppo, di Leonardo Sartore presentato da Vittorio Lazzarin e di Diego Streliotto, presentato da Otello Bazzotto. venticinque 50 anni intensi e splendidi ricordi pagina dell’Istruttore Distrettuale Come realizzare progetti efficaci di Carlo Martines Tra i tanti manuali d’istruzione del Rotary ne esiste uno titolato “Comunità all’opera: come realizzare progetti efficaci”. È una guida che ogni Club dovrebbe consultare nella fase di pianificazione di un progetto. Ai pre-SIPE e al SIPE, ogni anno, ai Presidenti entranti si ricordano le finalità del Rotary e si raccomanda una razionale programmazione dei Service. È tuttavia altrettanto importante che tutti i Soci sappiano come devono essere impostati i progetti del proprio Club e quali sono le rispettive finalità. In pratica il progetto, nella fase preliminare, dovrebbe essere portato a conoscenza di tutti per ottenere l’allargamento della condivisione e del coinvolgimento. Tutto questo in linea con uno degli scopi principali del Rotary che si richiama allo “sviluppo della pace e della comprensione internazionale attraverso una rete di collaborazione tra imprenditori e professionisti uniti dal comune ideale di servizio”. Il Governatore Bruno Maraschin, fin dall’inizio del suo anno, ha chiesto una maggiore informazione rotariana, sia a livello distrettuale sia di club. Per questo motivo è opportuno che i Soci, all’interno del proprio club, possano acquisire un maggiore interesse nella progettazione e nella realizzazione dei service. Dalla fondazione del Rotary, nel 1905, i Rotariani si sono adoperati a sostegno delle comunità locali e poi, pian piano, l’attenzione si è espansa a macchia d’olio, fino a raggiungere, oggi, oltre duecento paesi in aree geografiche diverse. Come membri attivi delle loro comunità, i Rotariani possono essere a conoscenza delle necessità e delle risorse necessarie per la realizzazione di progetti di servizio efficaci. Tali progetti, tuttavia, richiedono ben più della semplice conoscenza delle problematiche a livello comunitario. La loro efficacia dipende da diversi fattori, quali la necessità di far fronte a problematiche reali, migliorare le condizioni di vita di una comunità, utilizzare le capacità dei beneficiari del progetto, riconoscere l’importanza e la necessità del contributo di tutti i partecipanti. È inoltre necessario basarsi su una valutazione realistica delle risorse disponibili, mentre è scarsamente produttivo destinare a pioggia le risorse economiche del club, spesso di non elevata entità, dirottandole verso progetti di poco conto e di utilità discutibile. Per questo motivo, da pochi anni, il Distretto promuove l’assegnazione di contributi a quei progetti presentati da più club. La finalità è duplice: ottenere una maggiore efficacia e indurre i club a “parlarsi” e collaborare per scopi comuni. Sarebbe opportuno iniziare con l’individuazione delle aree geografiche da sostenere, partendo, possibilmente, dalla valutazione della situazione comunitaria locale. Questa, quasi sempre, rappresenta il primo importante passo nella pianificazione di un progetto di servizio efficace. Analizzando con attenzione le problematiche comunitarie, il club potrebbe scoprire nuove opportunità per progetti di servizio e prevenire la duplicazione di risorse già esistenti. La valutazione preventiva è sempre utile perché permette di identificare lo scopo e gli obiettivi principali e deve indurre a porsi le seguenti domande: Che informazioni si desidera raccogliere sulla comunità? Quanto tempo il club ventisette ha a disposizione per eseguire la valutazione? Quali risorse sono a disposizione del club per quest’attività? Una volta completata la valutazione si potrà verificare la reale consistenza dei progetti e decidere quale realizzare e, soprattutto, se potrà essere efficace. Al momento di scegliere il progetto da realizzare è utile riflettere sul ruolo che il club vuole rivestire all’interno della comunità. Alcuni progetti possono richiedere una partecipazione attiva dei soci del club, mentre altri richiedono semplicemente il versamento di contributi finanziari. I club devono riflettere attentamente sul tipo di progetti realizzati con successo in passato e sui motivi alla base di tali successi. Ciò consentirà ai club di comprendere meglio le loro capacità e migliorare i progetti futuri. Le esperienze di servizio passate, tuttavia, non devono condizionare negativamente o limitare quelle future. Un altro parametro da tenere in considerazione è che gli interessi nel servire variano da Rotariano a Rotariano. Alcuni Rotariani apprezzano progetti pratici, mentre altri preferiscono quelli di assistenza finanziaria. La scelta, da parte di un club, di un progetto di servizio che soddisfi le esigenze di tutti i suoi soci è essenziale per garantire il successo dell’iniziativa e la partecipazione dell’intero club al progetto. La scelta di un progetto che soddisfi tutti i soci è indubbiamente più semplice per i club di dimensioni ridotte rispetto a quelli composti di numerosi soci. Il tempo e le risorse che un club può dedicare ai progetti di servizio sono limitati. Per questo è importante essere realisti riguardo a quanto un club può fare o no all’interno della comunità. Un progetto deve essere sostenibile ed è tale quando è in grado di sviluppare le capacità per risolvere determinate problematiche autonomamente, senza dover dipendere da assistenza esterna. La sostenibilità è anche caratterizzata dalla condivisione, dalla misurabilità, dall’ambizione, dalla raggiungibilità e deve essere limitata nel tempo con scadenza precisa. Le pubbliche relazioni sono molto importanti. Tutti i progetti di servizio devono includere un piano dettagliato di pubbliche relazioni. La condivisione del messaggio centrale del progetto ha diversi obiettivi, tra i quali migliorare l’immagine pubblica del Rotary, ottenere sostegno per i progetti e attirare candidati qualificati per l’affiliazione al Rotary. In due pagine è impossibile affrontare tutti i problemi che accompagnano la progettazione di un service. Pertanto è sempre utile consultare la guida appositamente sviluppata per fornire ai club gli strumenti necessari per programmare, realizzare e valutare in maniera efficace i progetti di servizio. I metodi descritti nel manuale sono stati scelti tra le tecniche comunemente usate dai club e collaudate dagli esperti di sviluppo di tutto il mondo. Tali metodi, tuttavia, potranno essere rimodellati dai club per meglio adattarli alle diverse esigenze locali. Riferimenti bibliografici: “Comunità all’opera: come realizzare progetti efficaci”. Il Rotary International mette a disposizione di club e distretti numerose risorse utilizzabili durante le diverse fasi di un progetto di servizio. Per maggiori informazioni sui programmi, visitare il sito web del RI e fare riferimento alla pubblicazione Effective Public Relations: A Guide for Rotary Clubs (257-EN) e al video Public Relations: Make It Work for You (269-EN). NUOVA JAGUAR XF. ECCEL DESIGN. PRESTAZIONI. EMOZIONI. La nuova Jaguar XF fonde in modo straordinario il dinamismo di una vettura sportiva al comfort e V6 diesel si arricchisce del nuovo motore quattro cilindri di ultima generazione 2.2 D da 190 C VENITE A PROVARLA PRESSO I NOS AUTOPIÙ Via Maestri del Lavoro 31 Fiume Veneto 31 (Pordenone) Tel 0434 573334 BENATI Via Torricelli 42/A Verona Tel 045 956633 B S A T JAGUAR PADOVA Via Nona Strada 21, Zona Industriale Padova Tel 049 8079515 JAGUAR TREVISO Viale della Repubblica 22/A Villorba (Treviso) Tel 0422 303204 S V B T Consumi ciclo combinato da 5,4 l a 8,7 l/100 km. Emissioni CO2 da 149 g a 292 g/km. jaguar.it 800 016 005 LENZA ALLO STATO PURO. t e all’eleganza di una berlina. Da oggi la potente gamma di motorizzazioni V8 benzina CV, con il nuovo cambio automatico ZF a 8 rapporti e il sistema intelligente Stop/Start. STRI SHOWROOM JAGUAR BISSON AUTO S.S. 11 Loc. Tavernelle Altavilla Vicentina Tel 0444 370756 STARAUTO Via Galvani 3/E Bolzano Tel 0471 063535 EUROMIX MOTORS Via 4 Novembre 93/1 Gardolo (Trento) Tel 0461 950075 Rotary e società Appartenere al territorio di Giampiero Mattarolo In una delle interviste che Giandomenico Cortese ha magistralmente condotto in preparazione del Forum Distrettuale: “Leadership e Potere” che si è tenuto a Padova il 19 novembre dello scorso anno, il direttore del “Corriere della sera”, Ferruccio de Bortoli (socio onorario del Rotary) ha espresso anche delle opinioni sulle possibili prospettive del Rotary, su una sua auspicabile evoluzione. Ha parlato di una certa “timidezza” sociale e politica del Rotary e di una sua forse eccessiva resistenza ad uscire dal proprio ambito per dare testimonianze e presenze attive nel territorio. Ne abbiamo parlato molte volte di questo orientamento che in fondo è abbastanza diffusamente riconosciuto come interessante tra i rotariani, ma che conserva ancora un tale livello di problematicità, di preoccupazione e di timore, che di fatto riduce o elimina ogni tentativo non solo di azioni concrete, ma anche di pensiero e di confronto sulla possibilità di orientarsi al territorio. Molte volte pare proprio che non se voglia neppure parlare. Bisogna riconoscere tuttavia che non mancano le ragioni a sostegno di questa resistenza. Esiste certamente il rischio (pericolo) che la presenza nel territorio assuma una connotazione di parte politica o, peggio, sia strumentalizzata da qualche schieramento, e ciò sarebbe del tutto fuorviante la stessa ragion d’essere del Rotary. Ma forse questa “timidezza” come l’ha chiamata De Bortoli, non è solo razionalmente sostenuta o giustificabile. La vita in ogni campo, se vuole essere vitale, comporta sempre dei rischi, che richiedono anche coraggio e fantasia. Certo il DNA rotariano non è politico, anzi siamo stati fortemente educati all’individualismo a cominciare dalla scuola, dagli affari, persino dalla religione. La tendenza del Rotary Internazionale, poi, è sempre di più orientata verso l’azione umanitaria, verso la beneficenza e verso una impostazione economicistica secondo la quale, in fondo, quello che conta sono gli aspetti quantitativi e economici, appunto. Eppure... Eppure io credo che il territorio nel quale viviamo, l’ambiente sociale, le comunità, le città e le aggregazioni territoriali, esprimano sempre di più una carenza del valore dell’appartenenza come coscienza responsabile di un “far parte” che è nelle cose, prima ancora che nelle coscienze. Esiste oggi una sorta di drammatica contraddizione, da una parte è oggettivamente sempre più alta l’interdipendenza sociale e politica e dall’altra gli individualismi si manifestano ormai con forza ostentata e virulenta, senza pudore e senza responsabilità. Come appartenenti alla famiglia, alle associazioni, alle città, ma anche come membri dell’Italia e dell’Europa, la nostra individualità non può pretendere di isolarsi, di chiudersi, non può chiedere per sé senza conoscere e riconoscere l’altro che vive con noi, senza riconoscere che “l’insieme” non è un’astrazione teorica o una realtà ininfluente, ma è l’ambito stesso dove si forma il nostro vivere, la nostra personalità e, soprattutto il futuro nostro e dei nostri figli. trentuno Padre Bartolomeo Sorge, altro personaggio intervistato da Cortese, afferma che il Rotary dovrebbe far sentire la propria presenza (dovrebbe esserci!) in tre ambiti della vita sociale e cittadina o del territorio: La piazza, cioè le manifestazioni organizzate o spontanee dove di fatto si manifesta la convivenza dialogata degli “appartenenti”; Il Municipio, come simbolo e ambito delle attività comunque influenti nella programmazione e attuazione della gestione del territorio: e, infine, La Chiesa, intesa non solo come struttura ecclesiastica ma anche come gli ambiti e le attività culturali e operative nelle quali si propone e si favorisce il crescere di una coscienza etica e si alimenta il valore della convivenza e la sua stessa valenza spirituale. Sono bei discorsi, direte, ma tutti per aria e comunque fuori di una possibile e concreta attuazione. Forse è così. È proprio vero che è così? À proprio vero che quanto vado sostenendo è fuori della realtà rotariana? Il tema è per me così importante per il futuro del Rotary che mi sento proprio di insistere perché ci sia una disponibile ripensamento. Dovremmo cercare di uscire dai freni tradizionali e cercare di individuare modalità e momenti di appartenenza; dovremmo farlo in modo attivo, partecipato e testimoniante. Dovremmo uscire da una convivialità compiaciuta, ma conservatrice. Dovremmo cercare, tra noi e nei nostri club prima di tutto, di attuare una sorta di laboratorio di convivenza per valorizzare le diversità che pur esistono anche tra soci. Dovremmo riportare il confronto sui problemi e sulla ragionevolezza superando tensioni partigiane cercando di “vincere” assieme più che convincere gli altri. Insomma dovremmo saper educarci e lavorare per produrre cooperazione, tra noi, tra club, tra presidenti che si susseguono... Il coraggio e la fantasia dovrebbero poi aiutarci a trovare strade di presenza nel territorio. Al riguardo si potrebbe favorire nei club la conoscenza del territorio e dei suoi problemi, attraverso la programmazione di serate tematiche orientate appunto a questa conoscenza. Quindi uscendo dal club favorire, programmare e organizzare, da soli o in collaborazione, degli incontri aperti di approfondimento, dei dibattiti, dei confronti, tesi a suscitare una cultura di cooperazione e di partecipazione. Oppure, lanciare iniziative di cooperazione con “qualsiasi” pretesto, giusto per mettere assieme più soggetti o anche soggetti diversi. Oppure, ancora, farsi promotori di studi e di analisi di situazioni particolari sempre con l’intento di proporre e favorire la capacità di dialogo, di ascolto e di disponibilità alla convivenza. Io credo veramente, amici miei, che dovremmo andare in piazza, dovremmo cercare gli altri del nostro territorio per proporre loro il nostro coraggio, la nostra responsabilità di uomini di qualità umana, professionale ed etica. Sono ricchezze che abbiamo. riflessioni rotariane di Alfio Chisari Relazioni pubbliche e mass media: opportunità o spina nel fianco? …ma neppure il Rotary può farne a meno Chicago 1905. Nascono due organismi: le Relazioni Pubbliche ed il Rotary. Casuale questa contemporaneità? A ben pensarci c’è una matrice comune che potrebbe spiegare questa coincidenza, se ci riferiamo alla particolare situazione in cui versa la città metropolitana dell’Illinois in quell’anno. Infatti, all’inizio del secolo scorso Chicago, con quasi 2 milioni di abitanti, è la città più turbolenta degli USA, caratterizzata da un forte ma caotico sviluppo industriale, che è causa, da un lato di aspri contrasti fra le classi sociali e dall’altro di una costante affluenza di una moltitudine di immigrati provenienti principalmente dagli altri Stati USA e dall’Europa. Sono costoro che subiscono le ripercussioni negative di un clima in fermento e, per certi aspetti, disumanizzante. Spaesati e privi di conoscenze hanno difficoltà ad inserirsi nel tessuto della città e, conseguentemente, trovano ostacoli nella ricerca di attività lavorative e professionali. In siffatto contesto, spicca e trova spazio l’idea di tal Ivy Lee volta a far nascere la prima agenzia di Relazioni Pubbliche (RP). Ha lo scopo di lanciare una campagna per far conoscere e diffondere i meriti e le qualità delle aziende che a lui si rivolgono per combattere la spietata concorrenza. In strettissima sintesi, deve orientare l’opinione pubblica a favore della propria clientela. Anche Paul Harris, in questo periodo si trasferisce a Chicago per intraprendere l’attività di avvocato. Ma, con pochi conoscenti e zero amici, i clienti non arrivano. Da qui, l’intuizione, rilevatasi grande, di riunire un gruppo di persone, anch’esse immigrate, per allargare le conoscenze, darsi reciproco aiuto, scambiarsi opinioni e proposte in un rapporto di amicizia. Nasce così una sorta di micro agenzia di Relazioni Pubbliche di mutuo soccorso dal cui seme si è sviluppato negli anni il nostro Movimento di servizio. Le due “culle” hanno allevato ed esportato due organizzazioni, RP e Rotary, che si sono imposte, estendendo il loro campo d’azione a livello mondiale, per la qualità degli obiettivi raggiunti operando negli ambiti delle loro competenze, dei loro scopi e dei loro interessi lungo percorsi diversi. È lecito quindi pensare che il nostro fondatore, subendone l’influenza, abbia potuto ispirarsi alle attività delle Relazioni Pubbliche, riconoscendone il ruolo rilevante assunto nel mondo della comunicazione. A comprova di ciò, va sottolineato che fin dal primo congresso del Rotary International, tenutosi a Chicago nel 1910 con la partecipazione di 16 club, Paul Harris ha indicato fra i modelli insostituibili chiamati ad informare la vita del nostro sodalizio, le Relazioni Pubbliche. E da allora, questo indirizzo è regolarmente confermato dai presidenti internazionali e sancito dal Manuale di Procedura che impone ai club l’inserimento della Commissione Immagine Pubblica del Rotary fra le cinque preposte alla realizzazione degli obiettivi annuali e a lungo termine della nostra associazione. A riguardo,va ricordato, a scanso di equivoci (già sorti) che tale commissione non ha il compito di fare pubblicità (mezzo utilizzato per la vendita di un prodotto) al Rotary e nemmeno propaganda (mezzo utilizzato da chi cerca in qualche modo di affermarsi). Ha soprattutto lo scopo di offrire all’esterno una corretta immagine del nostro sodalizio che, tal- trentatré volta, potrebbe giungere distorta. Ovviamente, giova sottolineare che il responsabile delle Relazioni Pubbliche nell’ambito di una qualsiasi organizzazione, fa ampio uso dei mezzi di comunicazione di massa, fra cui la stampa ( scritta, parlata e per immagini). Ciò è bene che avvenga anche nei nostri club. Appare pertanto auspicabile che il presidente della commissione Immagine Pubblica curi i rapporti esterni con l’ausilio di un addetto stampa per i contatti con i vari organismi ed enti presenti nel territorio e con gli operatori dell’informazione. L’esperienza insegna che non è indispensabile disporre di esperti in RP o giornalisti. Del resto, molti club ne sono sprovvisti. Basta che i preposti posseggano alcune caratteristiche che consentano loro di svolgere l’incarico in maniera efficace e sobria. Al fine di evitare spiacevoli inconvenienti ( come è successo) nei rapporti con i giornalisti occorre tener presenti alcuni accorgimenti quando per comunicare si ricorre alle interviste ed ai comunicati stampa. Interviste a) Se destinate alla pubblicazione debbono opportunamente essere concordate con il giornalista predisponendo, possibilmente per iscritto , domande e risposte con l’apposizione – per accettazione – delle firme dell’intervistato e dell’intervistatore. b) Quelle rilasciate a voce sono in linea di massima da evitare, a meno che non si concordi per la visione del “pezzo” prima della pubblicazione. c) È bene sapere che i titoli degli articoli sono di competenza dei giornali. Comunicati stampa I giornali e gli altri mezzi della comunicazione ricercano e vogliono notizie appetibili per l’opinione pubblica. Va quindi da sé che i progetti realizzati dai club per soddisfare aspettative della collettività, costituiscono un boccone ghiotto per i media. Dobbiamo comunicare rifuggendo da espressioni trionfalistiche, da lungaggini in odore di retorica e ricercando una sintetica chiarezza espositiva. A corredo è anche bene inviare qualche foto, evitando di ritrarre tavole imbandite con commensali intenti a curare l’aspetto nutrizionale della riunione. Le informazioni da diramare debbono avere il crisma dell’esattezza, debbono cioè contenere dati e resoconti controllati e controllabili ed è meglio farle giungere sempre allo stesso cronista, responsabile della pagina locale. Qualche giorno di ritardo nella loro pubblicazione va tollerato. Le nostre attività non hanno data, nel senso che anche a distanza di giorni dagli eventi, rimangono attuali. Alcuni club lamentano che gli operatori dell’informazione (compresi quelli delle TV), invitati a presenziare a nostre riunioni, spesso non intervengono e non sempre diffondono le notizie a loro inviate. I motivi di ciò potrebbero essere ricercati nella scorretta trasmissione dell’invito e/o nella sua “ confezione”. Può succedere che l’invito: - sia inviato in ritardo; - sia incompleto e/o formalmente scorretto; - sia indirizzato alla persona sbagliata; - non venga seguito nel suo iter; - sia formulato per un evento non di rilievo; - non si fondi su un rapporto di buona conoscenza, di reciproca stima e fiducia fra il club e l’ambiente giornalistico. Occorre tendere ad instaurare ottimi rapporti con coloro che conducono i mass media, ricercandone la conoscenza personale, coinvolgendoli nei nostri eventi importanti, fornendo materiale utile al loro lavoro, tenendo presente, in primo luogo, che ai media interessa informare l’opinione pubblica sulle iniziative, attività, progetti e fatti che accadono nel territorio e interessano la collettività. la v Abano Terme – Montegrotto Terme riunioni rotariane: il giovedì 02 STATISTICA PER IL TURISMO – dott. Mario Gallon 09 L’ASSOCIAZIONE “NUOVA REALTÀ” DI PADOVA – dott. Laura Dalla Nora Pradella 16 DA LUCANO A SHREK. IL MONDO OCCIDENTALE E LE SUE ROVINE – dott. Isabella Colpo 23 23 FEBBRAIO 1905: PAUL HARRIS E IL ROTARY – dott. Loris Camporese Adria riunioni rotariane: il martedì 07 IL PROGETTO “TO DRINK… NOT GET DRUNK” DEL COMITATO INTERCLUB PER IL POLESINE – arch. Antonio Toscano (socio) 14 IL MIO VIAGGIO A GERUSALEMME – avv. Nicola Zambon (socio) 21 “CROSTOLATA” DI MARTEDÌ GRASSO 28 IL RUOLO DEL PREFETTO NEL TERRITORIO – dott.ssa Romilda Tafuri Arzignano riunioni rotariane: il lunedì 04 (sabato, ore 10.00) VISITA GUIDATA DI PALAZZO THIENE – prof.ssa Fracca Sartori 13 CONVIVIALE IN SEDE – dr. Moreno Michelazzo 20 COMUNICAZIONI ROTARIANE DEL PRESIDENTE – Massimo Parlato 27 RISORSA ACQUA E SERVICE SOCIETÀ ACQUE DEL CHIAMPO IN MOZAMBICO – Renzo Marcigaglia (socio) Asiago – Altopiano dei Sette Comuni riunioni rotariane: il venerdì 11 (ore 18.00, partenza dalla sede) CIASPOLUNA – Ciaspolada con la luna piena a Porta Manazzo e cena in baita 17 CONVIVIALE – dr. Massimo Morandini 24 I SOCI SI RACCONTANO: L’ARTE DEL CASARO – Fabio Finco Asolo e Pedemontana del Grappa riunioni rotariane: martedì 06 (lunedì) INTERCLUB CON RC TREVISO – Ennio Doris 14 FESTA DI SAN VALENTINO 21 CONVIVIALE – Emanuela di Centa Badia – Lendinara – Alto Polesine riunioni rotariane: martedì 07 ENDOSCOPIA DIGESTIVA – dott. Giuseppe Del Favero 14 CAMINETTO 21 IL TURCO A VIENNA – prof. Franco Cardini 28 CONVIVIALE CON GIOVANE RICERCATORE MEDICO Bassano del Grappa riunioni rotariane: il lunedì 04 (sabato, ore 9.00/12.00) STATO DI AVANZAMENTO DEL PROGETTO ALZHEIMER 13 IL MOSE DI VENEZIA – Maria Teresa Brotto 20 FESTA DI CARNEVALE 27 CAMINETTO Bassano del Grappa Castelli riunioni rotariane: il giovedì 02 APERITIVO 09 DUECENTO ANNI DI FILARMONICA A BASSANO – Domenico Baggio 16 GIOVEDÌ GRASSO – ospiti di Francesco e Graziella Biasion 23 TORTELLINI IN BRODO E LESSO MISTO Belluno riunioni rotariane: il giovedì 02 ALLA SCOPERTA DELLE ORCHIDEE SPONTANEE DELLA PROVINCIA DI BELLUNO – Isidoro Barattin 09 NUOVE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE E STRUMENTI DELLA NAVIGAZIONE – Riccardo Zaccone (socio) 16 23 ce dei club L’ISLAM VISTO DA UN CATTOLICO – prof. Alberto Paratore LA NOSTRA STRADA CON IL ROTARY Bolzano – Bozen riunioni rotariane: il lunedì 06 AEROPORTO: PEOSPETTIVE DI SVILUPPO CON L’ALLUNGAMENTO DELLA PISTA – dr. Gianfranco Jellici 13 CONVIVIALE 20 VISITA ALLA RAI DI BOLZANO 27 CONVIVIALE CON RELATORE Bressanone – Brixen riunioni rotariane: il martedì 07 CONVIVIALE 28 CONVIVIALE Cadore – Cortina d’Ampezzo riunioni rotariane: il lunedì 01 (mercoledì) IL MODULO SOLWA: SCACCO ALLA SETE NEL MONDO – ing. Paolo Franceschetti 10 (venerdì) FESTA DI CARNEVALE – interclub con Lions Pieve di Cadore Camposampiero riunioni rotariane: il martedì 14 MARTEDÌ GRASSO: BINGO IN MASCHERA – con il Rotaract 18 (sabato, ore 17.00) FINALE COPPA DEL MONDO DI SCHERMA – c/o Palasport San Lazzaro di Padova segue conviviale con ospiti alcuni olimpionici italiani di scherma 29 (mercoledì) CENA DI SELVAGGINA – c/o Trattoria Zago Castelfranco – Asolo riunioni rotariane: il lunedì 06 PERCHÉ È DIFFICILE CAPIRE LA MUSICA MODERNA – Paolo Troncon 19 (domenica) VISITA AL MUSEO DI VILLA MANIN DI PASSARIANO E ALLA MOSTRA DELL’ESPRESSIONISMO 27 BENI ARTISTICI E CULTURALI DI CASTELFRANCO VENETO. PROSPETTIVE ED OPPORTUNITÀ ECONOMICHE – Paolo Pellizzari (socio) Cervignano – Palmanova riunioni rotariane: il giovedì 01 (mercoledì) CONCERTO DELLA WIENER PHILHARMONIKER – a Salisburgo – interclub con RC Badgastein e RC Salzburg-Paracelsus 09 LA STORIA DEL GIOIELLO: LA MAGIA DELLA FUSIONE A OSSO DI SEPPIA – Pietro de Martin 16 ACQUA BENE ESSENZIALE ALLA VITA O BUSINESS – Antonino Nonino – interclub RC Monfalcone-Grado, RC Lignano Sabbiadoro Tagliamento e RC Codroipo-Villa Manin 23 UTILIZZO DEGLI STRUMENTI INFORMATICI DEL ROTARY – Valter Baldassi e Raffaele Caltabiano Chioggia riunioni rotariane: il martedì 07 CUI PRODEST? – dott. Michele Bertonello 14 FESTE DI SAN VALENTINO E CARNEVALE 28 STORIA E PARTICOLARITÀ DEL PIÙ GRANDE GRUPPO EUROPEO DI DISTRIBUZIONE AL CONSUMATORE FINALE – dott. Francesco Montaldo e dott. Zeffirino Negri Cittadella riunioni rotariane: il lunedì 06 CORO VALCONZOI – a cura di Rodolfo Franceschetto (socio) 13 LA NOSTRA STORIA – Piero Luxardo 23 PROGRAMMA DA DEFINIRE 27 I NUOVI TALENTI – 36a Rassegna musicale dei migliori neodiplomati nei Conservatori del Distretto Cividale del Friuli riunioni rotariane: il martedì 05 (domenica, ore 9.30) CERIMONIA DI CONSEGNA DELLE argomenti dei club febbraio 2012 18 28 Codroipo – Villa Manin riunioni rotariane: il martedì 07 SCUOLA DI ROTARY – Sandro Cengarle 16 (giovedì) L’ACQUA BENE ESSENZIALE E BUSINESS – Antonio Nonino – Interclub con RC Cervignano-Palmanova 21 DIARIO DI UN AUTODIDATTA – U.T. Ghandi 28 LA GUARDIA DI FINANZA: MODERNA POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA AL SERVIZIO DEL PAESE – Claudio Di Gregorio Conegliano riunioni rotariane: il martedì 11 FESTA DELLA FAMIGLIA CON ROTARACT E INTERACT 21 SPORT: UNA PASSIONE CHE PUÒ TRASFORMARSI IN LAVORO – Miki Biasion – interclub con RC Conegliano Vittorio Veneto 28 VISITA ALLA MOSTRA “MANCIÙ: L’ULTIMO IMPERATORE” – c/o Casa dei Carraresi Conegliano – Vittorio Veneto riunioni rotariane: il martedì 07 LE INQUIETUDINI DI SANT’AGOSTINO – Guido Tonietto 14 TOMBOLA 21 SPORT: UNA PASSIONE CHE PUÒ TRASFORMARSI IN LAVORO – Miki Biasion – interclub con RC Conegliano 28 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin Este riunioni rotariane: il martedì 07 SITUAZIONE ECONOMICA NELLA REALTÀ IMPRENDITORIALE DELLA BASSA PADOVANA – dr. Luca Iazzolino 14 SERATA ARTISTICA … A SORPRESA 28 NUOVI AGENTI ANTITUMORALI A BASE DI ORO – prof.ssa Dolores Fregona Feltre riunioni rotariane: il martedì 15 (mercoledì) PARLIAMO DI BON … TON – dr.ssa Maria Stella Missiroli 21 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 28 LA LEADERSHIP – dr. Cesare Benedetti Fiemme e Fassa riunioni rotariane: il mercoledì 08 INCONTRO CON IL DUO “BEPI E FRANZ” 14 (martedì) PROSPETTIVE DI EVOLUZIONE DELL’AUTONOMIA – interclub a Trento 22 LA CHIESA DI SANTA GIULIANA – prof. Bernard Fortunato 27 (lunedì) TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO E LE NUOVE LINEE DI ACCESSO – interclub a Trento Gemona – Friuli Collinare riunioni rotariane: il martedì 07 ARGOMENTI ROTARIANI 14 VICINO LONTANO: LO STORICO PROGETTO EDUCATIVO DELLE SUORE FRANCESCANE DI GEMONA – Gilberto Ganzer 21 SERATA DI CARNEVALE 28 STATO DELL’ARTE DEL SERVIZIO SANITARIO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA – Paolo Bordon Gorizia riunioni rotariane: il martedì 07 ESODO: UN’ALTRA STORIA – dott. Rodolfo Ziberna 14 APERITIVO 21 APERITIVO 28 LA FONDAZIONE ROTARY – DGE dr. Alessandro Perolo trentacinque 07 CINQUE STATUE LIGNEE DELL’ALTARE NELLA GROTTA DI SAN GIOVANNI D’ANTRO – Chiesa Parrocchiale di Antro - Pulfero SALUTE E STILE DI VITA … DIFENDIAMOCI DAI FALSI MESSAGGI – dott.ssa Maria Antonietta Pellegrini (socia) e dott.ssa Marina Armellini – interclub con Inner Wheel di Cividale (sabato, ore 10.15) MOSTRA ESPRESSIONISMO TEDESCO – a Villa Manin ATTUALITÀ IN FRIULI VENEZIA GIULIA – a cura di Paolo Marinig Jesolo riunioni rotariane: il mercoledì 01 CAMINETTO 08 ROTARY FOUNDATION. OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI – DGE dr. Alessandro Perolo 15 INTERCLUB CON LIONS JESOLO 22 GLI ACQUIFERI PROFONDI DEL VENETO ORIENTALE, RISORSA DA UTILIZZARE E SALVAGUARDARE – ing. V. Drig Legnago riunioni rotariane: il martedì 07 CONCLUSIONE DELLE MANIFESTAZIONI PER IL 150° DELL’UNITÀ D’ITALIA 21 IL ‘700 A VERONA: TIEPOLO, CIGNAROLI, ROTARI – dott. Andrea Tomezzoli —- I PITTORI DELL’ACACDEMIA VERONESE NEL ‘700 – dott. Luca Fabbri 28 CAMINETTO Lignano Sabbiadoro – Tagliamento riunioni rotariane: il lunedì 03 (venerdì) I GIOVANI NELLA SOCIETÀ D’OGGI – Gen. Luigi Federici – interclub con Lions Club di Lignano 06 L’INCREMENTO DELL’EFFETTIVO – Marta Acco e Carlo Alberto Vidotto (soci) 13 EDILIZIA INNOVATIVA – ing. Valerio Pontarolo 16 (giovedì) L’ACQUA: BENE ESSENZIALE O BUSINESS – ing. Antonio Nonino – interclub con RC CervignanoPalmanova, RC Codroipo-Villa Manin, RC Monfalcone-Grado 27 PESCI DELL’ALTO ADRIATICO FRA BIOLOGIA E STORIA DEL TERRITORIO – dott. Aurelio Zentilin Madonna di Campiglio riunioni rotariane: il venerdì 03 CAMINETTO 10 L’EDITORIA A SERVIZIO DEL POTERE – dott. Corrado Tononi 17 CAMINETTO 24 GERUSALEMME CROCEVIA TRA DUE RELIGIONI – dott. don Emilio Lingiardi Maniago – Spilimbergo riunioni rotariane: il giovedì 02 CAMINETTO 09 INTRODUZIONE ALLA MOSTRA SULL’IMPRESSIONISMO A VILLA MANIN – Nemo Gonano 18 (sabato) FESTA DI CARNEVALE – interclub con Inner Wheel 23 IL MAIALINO DI MARCO TRAMONTIN – usanza storica Merano – Meran riunioni rotariane: il giovedì 03 (venerdì) BALLO D’INVERNO – ballo di beneficenza organizzato dai Service Club 09 CAUSE ED EFFETTI DELLA CRISI DEI DEBITI E DELL’EURO – dr. Konrad Palla 23 CONVIVIALE Monfalcone – Grado riunioni rotariane: il giovedì 02 IL FUTURO DELLA A4 – avv. Emilio Terpin 09 I PROGRAMMI DI MIGLIORAMENTO DEL CLUB 16 L’ACQUA: BENE ESSENZIALE O BUSINESS – ing. Antonio Nonino – interclub con RC Cervignano-Palmanova 23 CO-WORKING – dott.ssa Annamaria Truan la voce dei club Montebelluna riunioni rotariane: il mercoledì 02 (giovedì) MIKI BIASION: STORIA INEDITA DI UN GRANDE CAMPIONE – interclub con Lions e Panathlon 06 (lunedì) PANORAMICA SULL’ATTUALE SCENARIO ECONOMICO-FINANZIARIO, AGENZIE DI RATING E PROSPETTIVE 2012 – Ennio Doris – interclub con i RC Treviso Nord, RC Treviso Terraglio, RC Asolo e Pedemontana del Grappa 15 STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI – Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC Opitergino Mottense, RC Susegana- Piave-Treviso 22 DA MASERADA A PIAZZA FONTANA. IL CORAGGIO IN SE STESSI – prof. Guido Lorenzon Muggia riunioni rotariane: il mercoledì 01 ACCESSO AL CREDITO PIÙ FACILE PER DARE SLANCIO ALL’ECONOMIA – dott.ssa Federica Seganti 08 OGNI ETÀ HA IL SUO FASCINO – dott. Costantino Davide 15 APPRENDIMENTO E LINGUAGGIO: PROPRIO UGUALI PER TUTTI? – dott. Marco Carrozzi 22 ULTRA OCEANUM. IL MARE DI MASSIMILIANO – dr.ssa Rossella Fabiani 29 ARGOMENTI ROTARIANI Noale dei Tempesta riunioni rotariane: il giovedì 02 CAMINETTO 09 IL RISORGIMENTO ITALIANO – prof. Aldo Lucato 16 FESTA DI CARNEVALE 23 CONVIVIALE – dott. Antonio Cappelleri Opitergino Mottense riunioni rotariane: il martedì 15 STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI – Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC San Donà di Piave, RC Montebelluna, RC Susegana-Piave-Treviso 21 BRINDISI DI BUON FINE CARNEVALE 28 REDDITOMETRO E SPESOMETRO – Filipozzi, Zanon e Durante Padova riunioni rotariane: il mercoledì 01 LA RIVOLUZIONE CARAVAGGIO: DAL MANIERISMO AL NATURALISMO – prof.ssa Sergia Jessi Ferro 15 REALIZZAZIONI INGEGNERISTICHE NELL’ARCHITETTURA CIVILE – ing. Roberto Paccagnella 22 SERATA DI CARNEVALE 28 (martedì) IL TESTAMENTO BIOLOGICO – prof. Ivano Nelson Salvarani Padova Contarini riunioni rotariane: il martedì 07 CAMINETTO 14 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin 21 CAMINETTO 28 IL TESTAMENTO BIOLOGICO – prof. Ivano Nelson Salvarani – interclub con RC Padova, RC Padova Euganea Padova Est riunioni rotariane: il giovedì 04 (sabato) CENA DI CACCIA 09 AMORE E FOLLIA NELLA POESIA DELLE DONNE – prof. Elena Scaroni 16 L’ATTIVITÀ DI UN SOCIO – Gilda Rota 25/26 GITA CULTURALE A FIRENZE Padova Euganea riunioni rotariane: il giovedì 02 (ore 18.00) VISITA ALLA MOSTRA “SIMBOLISMO IN ITALIA” – Palazzo Zabarella 09 ASSOCIAZIONE “UN CUORE, UN MONDO” – prof. Giovanni Stellin 16 LE SOCIETÀ DI RATING, QUESTE SCONOSCIUTE: ORIGINI, CURIOSITÀ E MOLTO ALTRO ANCORA – Orazio Leopardi (socio onorario) 28 (martedì) IL TESTAMENTO BIOLOGICO – prof. Ivano Nelson Salvarani – interclub con RC Padova, RC Padova Contarini Padova Nord riunioni rotariane: il lunedì 06 LA RIFORMA DELL’UNIVERSITÀ: LUCE E OMBRE VISTE DA UN DIRETTORE DI DIPARTIMENTO – prof. Alessandro Paccagnella 13 (ore 18.00) VISITA ALLA CHIESA DI SANTA SOFIA – arch. Perdon e ing. Cavaletti 20 ROTARY IERI, OGGI E DOMANI – PDG Distretto 2110 dott. Francesco Arezzi 27 TRADIZIONALE CENA DI CACCIA Peschiera e del Garda Veronese riunioni rotariane: il giovedì 02 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin 16 CAMINETTO 23 SICUREZZA E CONTROLLO DEL TERRITORIO – col. Paolo Edera Pordenone riunioni rotariane: il giovedì 02 I PERCORSI DI AUTONOMIA ABITATIVA – Luisa Morassut 09 SERATA DEL SOCIO 18 (sabato) GRAN GALA DI CARNEVALE interclub con Inner Wheel Pordenone e i RC della provincia 23 IL FASCINO E LE TECNICHE DELLA MONTAGNA INVERNALE – avv. Giancarlo Del Zotto Pordenone Alto Livenza riunioni rotariane: il lunedì 06 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 13 LA MIA PARTECIPAZIONE AL RYLA – Maria Chiara Vriz 20 NELLE SALE DA PRANZO DI PAOLO VERONESE – prof. Giuseppe Barbieri 27 IL PETROLIO E LE ENERGIE ALTERNATIVE – Giovan Nicola Borsetti Porto Viro – Delta Po riunioni rotariane: il giovedì 02 CAMINETTO 09 L’ART. 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA “TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE – dott. Cristiano Draghi 23 SVILUPPO DEL TURISMO NEL NOSTRO DELTA, UN ESEMPIO DI CHARME – Maria Adelaide Avanzo Portogruaro riunioni rotariane: il martedì 07 IL DIALOGO TRA FISCO E CONTRIBUENTI – Teresa Cariello 21 MONTE ATHOS 1987: UN VIAGGIO NEL PASSATO – Davide Masarati Riva del Garda riunioni rotariane: il lunedì 07 (martedì) L’ACQUA DEL GARDA – interclub a Desenzano del Garda con RC Salò-Desenzano e RC Peschiera e del Garda Veronese 13 (ore 19.00) IL SISTEMA COOPERATIVO TRENTINO – dott. Enzo Zampiccoli (socio) 20 IL SISTEMA TAVOLARE – dott. Michele Cuccaro 27 LA DOMOTICA – Mauro Pederzolli (socio) Rovereto riunioni rotariane: il lunedì 06 LA ROTTURA VIOLENTA DEL LEGAME: DONNA VITTIMA E UOMO CARNEFICE – prof. Guido Pullia 13 COME IL ROCK CI HA SALVATO LA VITA – Fabio Fedrigo e Roberto Muzzin 20 INTERVISTA – il Presidente prof. Giacomo di Marco intervista l’avv. Alessandro Olivi (socio) 27 QUANDO IL LEGAME È CON LA SOSTANZA. PSICOLOGIA DELLE NUOVE DIPENDENZE – prof. Domenico Marcolini Rovigo riunioni rotariane: il martedì 04 (sabato) UN’ALTRA POSSIBILITÀ – Massimo Ubertose (socio) 07 CAMINETTO 14 IL CUORE MOTORE DELLA VITA – Carlo Piombo 21 CAMINETTO Trento trentasette Sacile – Centenario San Donà di Piave riunioni rotariane: il lunedì 06 LA FOLLIA OLTRE IL RECINTO: RIFLESSIONI SUL PASSATO DELL’OSPEDALE PSICHIATRICO DI PERGINE. UN ANTIDOTO PER L’AMNESIA SOCIALE – dott. Ermanno Arreghini 14 (martedì) PROSPETTIVE DELL’EVOLUZIONE DELL’AUTONOMIA – prof. Roberto Tognatti – interclub 20 IL CARNEVALE DI ARLECCHINO TRA MITO E REALTÀ – dott.ssa Monica Mann 27 IL TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO E LE NUOVE LINEE DI ACCESSO – prof. Konrad Bergmeister – interclub San Vito al Tagliamento riunioni rotariane: il martedì 07 IL PARCO UNGARETTI DI CASTELNUOVO – arch. Paolo Bornello (socio) 17 (venerdì, ore 18.15) VIAGGIO DIETRO LE QUINTE – Teatro dal Monaco 28 ANAPURNA TREKKING: DAL MEDIOEVO AGLI 8000 MT – Giuseppe Bidoli (socio) Schio – Thiene riunioni rotariane: il lunedì 06 INCONTRO CON ENNIO DORIS – interclub con i RR CC della provincia di Treviso 13 INNOVARE PER COMPETERE – Francesco Albrizio (socio) 20 AMARCORD ROTARIANO – Bruno Loschi (socio) 28 (martedì) VENEZIA E NORDEST: CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019. ESPERIENZE A CONFRONTO – Maurizio Cecconi, Giacomo Braghi, Roberto Crosta, Marco D’Eredità – interclub con RC Treviso Terraglio riunioni rotariane: il martedì 07 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 14 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 21 INFORMAZIONE ROTARIANA – il Presidente 28 GIOIELLI D’AUTORE – prof. Piero De Martin riunioni rotariane: il mercoledì 01 CHIRURGIA PLASTICA O ESTETICA – Antonio Corezzola 08 FESTEGGIAMO IL CARNEVALE 15 STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI – Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC Opitergino Mottense, RC Montebelluna, RC Susegana- Piave-Treviso 22 LA REALTÀ DI ISRAELE NEL NUOVO CONTESTO MEDIORIENTALE – Gino Zottis 29 IL RAGAZZO FUGGITO DALL’AFGHANISTAN riunioni rotariane: il martedì 07 IN AMICIZIA 18 (sabato) LA FESTA DEI CORIANDOLI – interclub con Inner Wheel di Pordenone e i Rotary Club della Provincia 21 L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO – dott. Enrico Manzon 28 PROGETTO PER LA SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE DEI PARCHI E GIARDINI STORICI – arch. Franco Molinari riunioni rotariane: il lunedì 06 LE PROLOCO, RISORSA ITALIANA ED ECCELLENZA VICENTINA – dott. Giorgio Rossi 13 CAMINETTO 27 LA DIFFICILE ELEGANZA DELL’EQUILIBRIO – PDG dott. Giampiero Mattarolo Susegana Piave Treviso riunioni rotariane: il mercoledì 01 CONOSCIAMO IW – Renata Bavero – interclub con Inner Wheel Conegliano-Vittorio Veneto 06 (lunedì) INCONTRO CON ENNIO DORIS – interclub con RC Treviso Nord, RC Treviso Terraglio, RC Treviso, RC Asolo e Pedemontana del Grappa, RC Montebelluna, RC Opitergino Mottense 15 STORIA DELLE FRECCE TRICOLORI – Gen. Gianfranco Da Forno – interclub con RC Opitergino Mottense Tarvisio riunioni rotariane: il mercoledì 01 CLUB ALPINO ITALIANO, SEZIONE DI TARVISIO – Ugo Zanazzi 08 IL BROVADAR – Mario Faleschini 15 LE TERME DI BAGNI DI LUSNIZZA – Antonio Ehrlich 22 L’INFLUENZA DELLA LUNA NELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO – Giuseppe Martinz 29 MANUTENZIONE ORDINARIA STRADE FORESTALI – Martino Kraner Tolmezzo riunioni rotariane: il giovedì 02 CAMINETTO 09 L’IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA DI FORNI DI SOPRA: UN ESEMPIO INTERESSANTE DI SINERGIA TRA AMBIENTE, ECONOMIA E ENERGIA PULITA – Nazzareno Candotti 16 CAMINETTO 23 RISORSE FORESTALI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA – Michele Simonitti Trentino Nord riunioni rotariane: il martedì 07 (ore 13.00) LUNCH TIME 14 PROSPETTIVE DELL’EVOLUZIONE DELL’AUTONOMIA – Roberto Tognatti – interclub RC Trento, RC Valsugana, RC Fiemme e Fassa 21 CAMINETTO – ospiti di Luca Rigotti (socio) 27 (lunedì) STATO D’AVANZAMENTO DEL TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO – Konrad Bergmeister – interclub con RC Trento Treviso Treviso Nord Treviso Terraglio riunioni rotariane: il martedì 06 INCONTRO CON ENNIO DORIS – interclub con RC Treviso Nord, RC Treviso, RC Asolo e Pedemontana del Grappa, RC Montebelluna, RC Opitergino Mottense 11 (sabato) VISITA MOSTRA ESPRESSIONISTI – c/o Villa Manin – interclub con RC Pordenone 14 CAMINETTO 21 CAMINETTO 28 VENEZIA E NORDEST: CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019. ESPERIENZE A CONFRONTO – Maurizio Cecconi, Giacomo Braghi, Roberto Crosta, Marco D’Eredità – interclub con RC Treviso Nord Trieste riunioni rotariane: il giovedì 02 (ore 13.00) L’ATTIVITÀ DEL CLUB DEL PRIMO SEMESTRE – Giorgio Cappel 09 (ore 13.00) CONVIVIALE A BUFFET 16 CONVIVIALE A BUFFET – PDG Carlo Martines 23 (ore 13.00) CAMINETTO Trieste Nord riunioni rotariane: il martedì 07 LE POSTE IN ITALIA. DA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA A SISTEMA DI IMPRESA – Giuseppe Patti 14 (ore 13.00) ARGOMENTI ROTARIANI E VITA DEL CLUB 21 (ore 13.00) IL RESTAURO DELL’ARCHITETTURA INDUSTRIALE: OLTRE IL MOLINO STUCKY – prof. Francesco Amendolagine 28 (ore 20.30) IL FENOMENO ESIMIT – Igor Simcic Udine riunioni rotariane: il martedì 07 IL FENOMENO DELLE PERSONE SCOMPARSE IN ITALIA – Prefetto Michele Penta 14 UN’ESPERIENZA DI VITA E DI LAVORO IN RUSSIA – Luisella Lovecchio 16 (giovedì) ACQUA BENE ESSENZIALE ALLA VITA O BUSINESS? – Antonio Nonino – interclub con RC Cervignano-Palmanova 21 IL LABORATORIO DEL CENTRO DI RICERCA DEL GRAN SASSO (L’AQUILA) – Roberto Tartaglia 28 UN ASPETTO DELL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE IN CORSO DI RIORGANIZZAZIONE E RIFORMA – Renzo Tondo Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e godersi la vita. Mary Lou Cook (saggista) Chi segue le regole non fa mai niente di nuovo, uscire dagli schemi non può farci paura più di quanto seguirli sempre. C R E AT I V I T Y - B R A N D I D E N T I T Y - A D V C O M M U N I C A T I O N www.stp.it PRODUCTION CENTER - POP SERVICE la voce dei club riunioni rotariane: il giovedì 02 ALTHA SRL; NASCITA E STORIA DI UN’IMPRESA CON ALTA TECNOLOGIA – Lauro Budai 09 IL LEADER CHE SCOPPIA; DUE STORIE DAL CINEMA CLASSICO – prof. Matteo Balestrieri 16 DE VIRIBUS QUANTITATIS; OPERA DI LUCA PACIOLI – prof. Furio Honsell 23 LA FREEDOM TOWER; UN IMPORTANTE CONTRIBUTO ITALIANO A NEW YORK PER LA RINASCITA DI GROUND ZERO – prof. Gaetano Russo Udine Patriarcato riunioni rotariane: il lunedì 06 CAMINETTO 13 UN SCALO AREO AL SERVIZIO DI UN’AREA SENZA CONFINI – Andrea Sarto 20 IL CONSIGLIO DEGLI STUDENTI UNIUD – dott.ssa Alice Buosi 27 GESTIONE RIFIUTI IN REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA – dott. Paolo Moro Valle dell’Agno 09 16 23 I SOCI SI RACCONTANO – Alberto Terzi ISRAELE E LA QUESTIONE MEDIORIENTALE – dott. Lucio Caracciolo RAGIONAMENTI SULL’ARTE CONTEMPORANEA – c/o Galleria MarcoRossi Verona Nord riunioni rotariane: il venerdì 03 ARGOMENTI ROTARIANI 10 RELAZIONE DELLA COMMISSIONE CLUB CONTATTO 17 IN QUALE DIO CREDIAMO – mons. Roberto Vesentini – interclub con Inner Wheel Verona Nord e Rotaract 24 L’ARTE IMMORTALE DI CHARLIE CHAPLIN – prof. Mario Guidorizzi Verona Scaligero riunioni rotariane: il venerdì non disponibile al momento dell’andata in stampa Verona Soave riunioni rotariane: il martedì 07 L’EURO … E L’ITALIA? – prof. Luigi D’Agrò 14 CAMINETTO 28 IL PROGETTO TEATRO RIVOLI DI VALDAGNO – dott.ssa Valentina Dall’Ara e Stefano Talin riunioni rotariane: il giovedì 09 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin 16 CAMINETTO 23 BUON COMPLEANNO ROTARY FOUNDATION. 107° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE – DGD Alessandro Perolo Valsugana Verona Sud riunioni rotariane: il mercoledì 08 CONVIVIALE BREVE 14 (martedì) PROSPETTIVE PER L’AUTONOMIA – prof. Roberto Tognatti – interclub 22 CONVIVIALE BREVE 27 (lunedì) TUNNEL DI BASE DEL BRENNERO – Konrad Bergmeister – interclub Venezia riunioni rotariane: il martedì 07 ASSEMBLEA 14 CAMINETTO 17 (venerdì) FESTA DI CARNEVALE 28 CAMINETTO Venezia Mestre riunioni rotariane: il giovedì non disponibile al momento dell’andata in stampa Venezia Mestre Torre riunioni rotariane: il giovedì 02 CAMINETTO 09 PREMIO AL MERITO – Alessia Maso 16 CAMINETTO 23 LA CARRARO DI CAMPODARSEGO: LE SFIDE PASSATE E FUTURE DI UN’AZIENDA DEL NORD EST – dr. Mario Sgobbi Venezia Riviera del Brenta riunioni rotariane: il giovedì 09 ETICA E LAVORO – Paolo Cavalletto (socio) 16 DA JIULIANICUS A ZIANIGO 25 (sabato) GITA DEL CLUB A VILLA MANIN A PASSARIANO E VISITA ALLA MOSTRA “ESPRESSIONISMO” Verona riunioni rotariane: il lunedì 06 TI AMO E … ALLORA TI UCCIDO! VITA DI UNA ATTRICE FRA PALCOSCENICO E REALTÀ – Elena Giusti 13 LA DONNA NELLA LETTERATURA – Isabella Bossi Fedrigotti 20 VISITA ALLA SEDE DI VICENTINI DELLA VOLKSWAGEN 27 VISITA ALLE MOSTRE “ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE” E “POSTMODENISMO” – c/o MART di Rovereto Verona Est riunioni rotariane: il giovedì 02 ANALISI ECONOMICA DELLE AZIENDE VERONESI – prof.ssa Bettina Campedelli, dott. Massimo Dal Lago trentanove Udine Nord riunioni rotariane: il martedì 07 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin 14 CAMINETTO 25 (sabato, ore 10.30) VISITA ALLA BIBLIOTECA CAPITOLARE DI VERONA Vicenza riunioni rotariane: il giovedì 02 CAMINETTO 09 INTERNATIONAL POLICE ASSOCIATION. L’ASSOCIAZIONE MONDIALE DI TUTTE LE POLIZIE – avv. Pietro Paolo De Blasio (socio) 16 L’A.N.A. E LA PROTEZIONE CIVILE DI VICENZA – Giuseppe Galvanin – interclub con RC Vicenza Palladio 23 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin (socio) Vicenza Berici riunioni rotariane: il martedì 07 IL NUOVO MONDO DI FILIPPO MAZZEI – prof. Francesco Fulcini 14 LA PASSIONE DI UN POPOLO – Coriolano Fagarazzi 21 I BAMBINI DI PHUKTHAR – Kino Obrietan (socio) 28 LA MEMORIA DELLE ACQUE VICENTINE – Antonio Di Lorenzo (socio) Vicenza Nord – Sandrigo riunioni rotariane: il lunedì 06 CAMINETTO 13 IL MIO VAIGGIO IN KAYAK LUNGO IL MISSISSIPI – Giuseppe Faresin (socio) 20 CENA A TEMA – preparata da Nazareno Barasse con Fabio Fioravanzo 27 IL SOCIO SI PRESENTA – Albino Virgilio Vicenza Palladio riunioni rotariane: il mercoledì 16 (giovedì) L’A.N.A. E LA PROTEZIONE CIVILE DI VICENZA – Giuseppe Galvanin (socio) – interclub con RC Vicenza 22 LO SPIRITO DI STELLA. UN MONDO ALLA PORTATA DI TUTTI – Andrea Stella 29 IL VINO E LA NATURA GEOLOGICA DEI BERICI – Alberto Girardi Villafranca di Verona riunioni rotariane: il martedì 07 DA MANAGER A IMPRENDITORE: L’ETICA NEGLI AFFARI – Michael Cortelletti (socio) 21 VISITA DEL GOVERNATORE – Bruno Maraschin RC Udine Patriarcato Assieme a Telethon In marcia per la vita di Alberto Rosa Bian Il Rotary Club “Udine Patriarcato” anche quest’anno si è fatto promotore/organizzatore assieme ad altre associazioni di volontariato della manifestazione, giunta alla 13a edizione. L’appuntamento con il via alla maratona benefica era fissato alle ore 17 di venerdì 16 dicembre, momento in cui la città di Udine è salita sul gradino più alto della solidarietà. La manifestazione si è conclusa dopo 24 ore alle 17 di sabato 17 dicembre 2011, con la conferma del consenso della manifestazione, dimostrato dalla città, che non ha avuto pari accoglienza e favore e successo in Italia. L’evento di solidarietà, che ha avuto da sempre l’obiettivo di raccogliere fondi/donazioni per la ricerca scientifica sulle malattie rare, ha registrato il record di partecipazione: 224 squadre, oltre 6.000 atleti (dei quali, 820 ragazzi degli istituti friulani, ai quali si aggiungono i 5.000 atleti e semplici appassionati di corsa). Nonostante il record di partecipazione, la raccolta dei fondi si è fermata a 113.000 Euro, facendo segnare un calo del 6% rispetto a quanto raccolto nella passata edizione del 2010. Nonostante le pessimistiche previsioni, l’edizione della “ Staffetta 24 per un’ora” si è conclusa con successo senza precedenti. Telethon rappresenta un modello efficace ed efficiente di utilizzo delle risorse dedicate alla ricerca, basandosi su analisi dei progetti da finalizza- quarantuno re effettuate da scienziati indipendenti, premiando i ricercatori più capaci. La manifestazione inoltre risponde a due principi fondamentali: la sussidiarietà, modalità con cui lo Stato attribuisce un ruolo strategico ad associazioni come Telethon; la solidarietà etica, come sforzo vivo, vivace, gratuito nei confronti di chi vive in situazioni di bisogno. I suddetti valori consentono così di riportare la società civile ad una dimensione reale, in relazione anche alla crisi generale che pervade ogni aspetto comunitario. Il RC “Udine Patriarcato”, che ormai da anni partecipa alla manifestazione con i suoi iscritti, amici e alcuni familiari, con la solerte ed efficace organizzazione del socio Alessandro Restivo, con la collaborazione di Mario Gentili, di Simone Braidotti e di Andrea De Faccio, con il supporto del Presidente Alberto Rosa Bian (che ha anche gareggiato nella prima frazione), ha consentito di presentare la squadra composta da atleti del Club, da soci dei RR.CC. di Gorizia, Cividale, Codroipo, Lignano, Nova Goriza, Belgrado. È stata fatta una squadra splendida, formata da amici italiani e stra- nieri, che hanno degnamente onorato lo sport e gli ideali del Rotary. Pur gareggiando in condizioni climatiche avverse (all’inizio della manifestazione pioggia incessante, vento fastidioso; poi, freddo intenso) ha portato a casa un discreto successo, piazzandosi come graduatoria finale a metà dei partecipanti. Oltre a ciò, ha contribuito alla raccolta dei contributi, offrendo alla Main Sponsor (Bnl di Udine, banca che ha raccolto le donazioni) la cifra di oltre 1.300 Euro. Molti Amici di vari Clubs ci hanno richiesto di poter partecipare ma per mancanza di tempo, per questa edizione non ci è stato possibile organizzare anche una seconda squadra. Chi volesse far parte di questa allegra brigata per il dicembre 2012, può contattare Alessandro Restivo ([email protected]). Vi attendiamo sempre più numerosi. I Nonino, storia di una passione di Raffaele Caputo Serata appassionante e ricca di “spirito” quella trascorsa al RC di Gemona – Friuli Collinare con un’ospite d’eccezione: Cristina Nonino, responsabile commerciale del Mercato Italia per l’azienda di famiglia. Coinvolgente, piena di energia e vitalità, l’imprenditrice friulana sprigiona entusiasmo contagioso, è una vera forza della natura. Dotata di una grande capacità comunicati- RC Gemona-Friuli Collinare quarantetré va, ha captato l’attenzione dell’uditorio sul tema dell’incontro: “La Storia di una Passione” per la Grappa. È stata un’esposizione calorosa della propria famiglia. I Nonino si sono sempre dedicati con grande intensità a questo prodotto solitamente snobbato ed a cui hanno saputo dare dignità. La loro è stata una vera e propria rivoluzione dell’immagine della grappa, che da “scalda-boscaioli” è diventata un distillato prestigioso, capace di competere a livello internazionale con il cognac, whisky, rum. Nell’azienda a gestione familiare, Cristina, sorella maggiore di Antonella ed Elisabetta, è stata coinvolta fin da ragazzina nel lavoro dei genitori, Benito e Giannola, dapprima con piccole mansioni e poi sempre di maggiore responsibilità, che ne hanno favorito un inserimento naturale e graduale. Ecco perché – come ha tenuto a sottolineare – l’ingresso in Nonino non è stata una scelta consapevole, ma inevitabile. Ciò di cui va più orgogliosa è il ruolo che si è conquistata in Distilleria al seguito del padre, diventando responsabile di produzione. Ripercorrendo la storia della famiglia, Cristina ha indicato le tappe più importanti che hanno segnato un’effettiva rivoluzione nel mondo dei distillati. La prima: il 1° dicembre 1973 quando Benito e Giannola crearono la grappa di singolo vitigno, il Monovitigno Nonino. Distillarono separatamente le vinacce del Picolit, l’uva più rara e rappresentativa del Friuli, sovvertendo il sistema di produrre e presentare la grappa in Italia e nel mondo. L’idea non fu capita immediatamente né dai produttori, che sbeffeggiarono i Nonino, definendoli addirittura incapaci e mistificatori, né dal mercato, che considerò la prima produzione di Grappa Monovitigno troppo costosa. Dopo una riflessione sulla strategia da adottare per superare l’impasse, convinti che se si crede in quello che si fa non si deve mai demordere, i Nonino decisero di andare avanti ed elaborarono una forma RC Gemona-Friuli Collinare quarantacinque diversa di marketing: anziché svendere la nuova linea di prodotto, preferirono donarla a personaggi di riferimento, opinion leaders, quali Gianni Agnelli, Indro Montanelli, Marcello Mastroianni, che avrebbero contribuito a farla conoscere ad un giusto pubblico. Inoltre, avviarono un processo di passaparola, ideato da Giannola, che, durante gli eventi più importanti, offriva personalmente il suo amato distillato, spiegando a ciascun ospite che cosa quella grappa avesse di diverso dalle altre. Alla fine, il successo fu tale che indusse gli altri distillatori italiani e stranieri a seguire il loro modello. Sulla scia della sperimentazione del Monovitigno Picolit, nel 1974 la famiglia Nonino, cercando i vitigni della tradizione vitivinicola friulana, quali il Pignolo, lo Schioppettino, la Ribolla ed il Tacelenghe, scoprirono che tutti questi, dimenticati dal censimento CEE, erano divenuti fuorilegge. Nel 1975, allora, venne istituito il Premio Nonino Risit d’Aur come riconoscimento tecnico-scientifico a favore di quei vignaioli che avessero valorizzato i vitigni “dimenticati”. Nel 1978 i vitigni “fuorilegge” divennero dapprima autorizzati e, successivamente, persino raccomandati a livello comunitario. Dal Premio Tecnico-Scientifico al Premio Letterario, nato per sottolineare la permanente attualità della civiltà contadina, il passaggio fu naturale. Nacque così nel 1983 il Premio Internazionale Nonino, che venne assegnato allo scrittore brasiliano Jorge Amado. Grazie alla giuria straordinaria, oggi presieduta da Sir Vidiadhar Surajprasad (noto anche come V.S. Naipaul, scrittore trinidadiano, Premio Nobel per la letteratura 2001) e composta da un gruppo di intellettuali italiani e stranieri di grande fama, il Premio Letterario è considerato uno dei più prestigiosi del panorama internazionale. Nel 1984 i Nonino segnarono una nuova svolta nel mondo delle Acquaviti: il 27 novembre crearono UE l’Acquavite d’Uva, distillando l’uva intera: buccia, polpa e succo in un’unica operazione. Infine, il 3 aprile 2000, dopo anni di ricerche, dalla distillazione del solo miele la famiglia Nonino creò GIOIELLO. Numerosi sono stati i riconoscimenti tributati in tutti questi anni ai Nonino, tra cui alcuni significativi: nel novembre 2003 “Storia di una Passione”, l’antologica a loro dedicata dalla Triennale di Milano, in occasione dei 30 anni del Monovitigno. Per la prima volta il museo del Design italiano riservò un’antologica non ad un artista o ad un designer ma ad una Famiglia Azienda. Nel dicembre del 2003 fu conferito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il Premio Leonardo Qualità per la “Qualità assoluta, la Ricerca e l’Innovazione. I Nonino sono riconosciuti i veri Ambasciatori della Grappa Italiana nel mondo”. A margine dell’avvincente esposizione dell’ospite, ha fatto seguito un dibattito conclusosi con un caloroso applauso. La serata è proseguita con la tradizionale cena, impreziosita dalla degustazione degli eccellenti distillati della Nonino abbinati ai dolci, sapientemente preparati dal ristorante Costantini. Il “patrimonio pubblico” un tesoro da gestire Introdotto dal presidente del Club, Taher, ha avuto luogo, nella splendida cornice del Palazzo Tadea di Spilimbergo, un importante convegno di studi cui hanno apportato il loro contributo di studiosi l’avv. Francesco Longo, il prof. Russo e il prof. Beni, delle Università di Udine e Ferrara, il dott. Piazza della “Leader consulting” di Maniago, l’ing. Picech della Insiel e l’ex presidente del Club, Valentino Bertoli. L’assunto del Convegno, hanno annunciato Taher e il sindaco Francesconi, è stato quello di fornire indicazioni preziose, con gli strumenti di cui la Tecnica oggi dispo- RC Maniago Spilimbergo quarantasette ne, in vista della tutela del patrimonio pubblico in senso economico e della prevenzione rispetto a disastri naturali dal punto in senso umanitario. Longo ha focalizzato il problema della composizione, da parte della Pubblica Amministrazione, della libertà d’azione dei soggetti terzi con il controllo che l’Amministrazione deve esercitare, col fine del perseguimento dell’interesse pubblico e col mezzo del buon andamento dell’Amministrazione stessa, per la tutela degli interessi di tutti. Gli interventi successivi hanno messo in rilievo come la manu- tenzione ordinaria del patrimonio pubblico, costituito da beni strumentali e dinamici, pur rappresentando un costo notevole, si traduca, nel medio periodo, in un risparmio, in quanto essa “previene” la necessità di quegli interventi straordinari che la cura costante rende meno frequenti e onerosi. A tal fine, i supporti tecnici, soprattutto di natura informatica, oggi disponibili ed impensabili solo una dozzina d’anni fa, sono in grado, con precisione pressoché assoluta, di fornire agli amministratori un costante monitoraggio del patrimonio stradale, edilizio, boschivo ecc. Con questi mezzi, che l’INSIEL fornisce gratuitamente, in Regione, alle Amministrazioni pubbliche, è possibile sovrapporre ed intrecciare i numerosissimi dati informativi che in quantità enorme provengono dal territorio in “tempo reale”. Questo passaggio richiede, però, un’oculatissima utilizzazione delle tecniche di controllo di gestione che i dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni debbono porre in essere e seguire, via via che i procedimenti avanzino nel loro cammino verso il perseguimento degli obiettivi prefissi. L’intervento conclusivo di Bertoli , incentrato sulla gestione del catasto stradale, sull’applicazione di modelli tridimensionali per la rilevazione del territorio, in grado di geolocalizzare le informazioni e le conseguenti fonti di pericolo, ha innescato un importante dibattito cui è intervenuto anche il sindaco di Cavasso Nuovo, Zanon. RC Venezia Mestre Torre Con la festa degli auguri porte aperte a nuove socie La cena degli Auguri del Rotary Club Venezia Mestre Torre tenutasi il 17 dicembre 2011 , ha coinciso, quest’anno, con l’ammissione al Club di due nuove socie. Sono la Dott. ssa Silvia Oliva, Segretario alla Ricerca della Fondazione Nord Est, istituto di studi e ricerca di emanazione della Confindustria Veneta, e la Dott.ssa Susanna Zardo, Direttore Servizio Farmaceutico Territoriale Ulss 12 (VeneziaMestre). La presenza femminile nel Club passa da 5 a 7 socie con un un incremento dall’11% al 15% rispetto a tutto l’organico. Anche l’età media dei soci del Club si riduce. Da considerare che nel prossimo anno rotariano, sarà Presidente la Prof.ssa Maria Bergamin, Docente alla Facoltà di Economia Aziendale dell’Università di Ca’ Foscari di Venezia. Alle nuove socie un vivo augurio di benvenute nella famiglia rotariana. Nella foto: da sinistra Dr. Pallini, Dr.ssa Susanna Zardo, Dr. Gasperazzo, Dr.ssa Silvia Oliva e Dr.ssa Borsato RC Peschiera quarantanove RotaKids di Dr. Federico Di Francesco - Eklund Presidente Rotary Club Peschiera In occasione della Cena degli Auguri di Natale del Rotary Club di Peschiera che si è svolta a metà dicembre nell’incantevole cornice della Villa Pellegrini-Cipolla a Castion Veronese è nato il primo RotaKids italiano grazie alla volontà del Presidente Dr. Federico Di Francesco - Eklund. Il RotaKids è dedicato ai ragazzi dai 10 ai 13 anni e si prefigge l’obiettivo di fare comprendere loro il concetto di service, di incentivare il lavoro di gruppo lo spirito d’iniziativa e di accrescere l’autostima. È quindi un’occasione di aggregazione, di divertimento avendo la possibilità aiutare gli altri. RotaKids è stato fondato in Florida da una rotariana, Jane Mills, poi è stato sviluppato nel Regno Unito dove esistono ormai numerosi club. Nella struttura dei Club anglosassoni è presente la tendenza a coinvolgere le scuole e quindi l’intera classe e non i singoli con- trariamente a quanto avviene attualmente in Italia. Ogni Club ha bisogno dello sponsor del Club rotariano padrino, che dovrebbe supportare le iniziative dei ragazzi ed offrire visibilità al Rotakids mediante i media ed il Distretto, di un Tutor, generalmente scelto tra i soci Rotaractiani ed in futuro anche eventualmente dei professori e delle scuole. Il motto del Rotakids è :” In qualità di RotaKid prometto di : comportarmi correttamente, aiutare la mia comunità, rispettare gli altri.” I possibili services potrebbero per esempio essere: aiutare disabili o anziani una volta al mese alla mensa, raccolta giocattoli per i bambini meno fortunati, playing in hospital, pulizia di un’area verde o spiaggia e molti altri. Il Rotakids può essere una valida occasione per fare conoscere, giocando, ai ragazzi i valori del Rotary. Sopra: Moglie del presidente durante la spillatura dei giovani soci. A fianco: Pres. Rotary Club e Rotaract Peschiera con i primi soci RotaKids Accoglienza ed integrazione per una civile convivenza Successo alla IV Edizione del Premio “Nordest Aperto” di Marina Grasso C’era chi ha voluto portare i prodotti trevigiani al Parlamento del suo Paese d’origine, chi ha sottolineato di dovere il suo successo anche alla sua necessità di emigrato di imparare velocemente le lingue , chi indossava con orgoglio un abito tradizionale del suo Paese a testimonianza che integrazione non significa dimenticare le proprie origini. Ma c’era, soprattutto, un alto tasso di commozione e di orgoglio nei quindici protagonisti della IV edizione del Premio Nord Est Aperto, nell’intenso momento della loro premiazione, avvenuta il 2 dicembre scorso nell’elegante cornice di Palazzo Giacomelli a Treviso, sede di rappresentanza di Unindustria. Come nelle sue precedenti edizioni, l’iniziativa – organizzata dai dieci Rotary Club della Provincia di Treviso e supportato da Associazione Trevisani nel Mondo, C.C.I.A.A. di Treviso, Proetica, UCID, Unicredit Group, Ina Assitalia-Treviso e patrocinata dal Governatore del Distretto Rotary 2060 – ha richiesto alle aziende del territorio di segnalare casi e iniziative esemplari d’integrazione di persone immigrate nel tessuto sociale della provincia di Treviso. E sono state numerose le imprese locali che hanno risposto esponendo brevi e significativi ritratti di lavoratori immigrati – residenti in Italia da almeno cinque anni – e candidandoli al premio. RC della Marca Trevigiana cinquantuno Una giuria presieduta dal sociologo Ulderico Bernardi, composta da cinque rappresentanti del Rotary e da un rappresentante per ciascun ente promotore e sostenitore ha selezionato le candidature pervenute, alcune particolarmente toccanti nelle motivazioni espresse dai responsabili delle aziende presso le quali gli immigrati lavorano. L’appuntamento dedicato all’assegnazione dei premi è stato aperto da Luciano Marton, della Giunta Esecutiva Unindustria Treviso e Consigliere Proetica, e dal Governatore del Distretto 2060 Rotary International Bruno Maraschin che ha voluto sottolineare come “Il Veneto ha dimostrato nella sua storia, lontana e recente, solidarietà ed accoglienza verso tutte le persone che hanno attraversato o che si sono insediate nella nostra terra, realizzando quegli obiettivi di integrazione necessari a far nascere lo spirito di identità e appartenenza, fondamentali per una civile convivenza”. Di fronte ad una folta e attenta platea il Governatore ha anche potuto ribadire come “Il Rotary si distingue non solo per i grandi interventi umanitari in tutte le aree del mondo nelle quali vi sia la necessità di migliorare le condizioni di vita delle persone, ma anche per la diffusione del messaggio di armonia e pace fra tutti i popoli indipendentemente da appartenenze politiche, religiose, etniche e culturali”. Dopo l’appassionato intervento di don Davide Schiavon, direttore della Caritas trevigiana, dal simbolico titolo “Cento storie, mille colori, una sola terra”, l’abile conduzione dell’assistente del Governatore Bruno Bazzotti, ha dato avvio alla breve cerimonia durante la quale il Governatore e il Prof. Ulderico Bernardi hanno consegnato il Premio Nord Est Aperto l’attestato e il riconoscimento in denaro (2.00 euro cadauno) a Eyup Mert (Turchia) segnalato dalla ditta Martino Parisi; Said Sanih (Marocco), segnalato dalla ditta Sire Tessile Srl e Dragoslav Nikolic (Serbia) segnalato dalla Fonderie Corrà Spa. Due premi speciali di 1000 euro cadauno sono stati, inoltre, messi in palio da Unicredit e Ina Assitalia ed assegnati a Hind Toumi (Marocco) segnalato da Salvadori Cornici Srl ed Edgar Roca (Perù) segnalato dalla Latterie Trevigiane srl. Tutti i lavoratori segnalati dalle rispettive Aziende hanno, inoltre, ricevuto una targa ricordo dalle mani di Luciano Marton, Enrico Bettiol (presidente Ucid) e Mons. Canuto Toso (Associazione Trevisani nel Mondo). Targa che è andata a Tahar Abdelaziz (Algeria), segnalato dalla ditta Contarina Spa; Renato Grunda (Albania) della ditta DDL Slr, Oprea Florin (Romania) della ditta MAP Spa; Erjan Mbole (Albania), della Giobatta & Piero Garbellotto Spa; Octavio David Montiel Ibarra (Messico) della ditta Trivending Spa; Mumin Mustafi (Macedonia) della Cofiloc Spa; Baydy Ndiaye (Senegal) della Astec Srl; Sanja Skiljic (Bosna Erzegocina) del’Associazione Ca’ dei Fiori Onlus; Kota Tsukamoto (Giappone) della Tecnica Group spa e Sergiu Vieriu (Romania) della ditta Q.S.L. Srl. Tante provenienze, tante culture ma anche tante competenze e tanto impegno in un Nord Est davvero “aperto” anche grazie all’infaticabile opera del Rotary, che nell’occasione ha anche assegnato a Ulderico Bernardi il “Paul Harris Fellow”, per il suo significativo contributo alla creazione e diffusione di una positiva cultura di società interculturale. RC Jesolo Il mare, preziosa risorsa per un turismo in evoluzione Il “rinascimento” delle spiagge adriatiche di Emilio Astolfo - Presidente RC Jesolo È stata una serata all’insegna della amicizia e della cordialità la visita al Rotary Club di Jesolo del Presidente della Associazione Jesolana Albergatori (AJA) dott. Massimiliano Schiavon. L’AJA è un consorzio di albergatori di Jesolo e del Litorale che coordina alberghi ed altre strutture recettive con circa 4 milioni di presenze turistiche. Il Presidente ha posto l’accento sulla situazione del Litorale Jesolano nell’Alto Adriatico e nel contesto più generale del Veneto e dell’Italia evidenziandone l’andamento positivo del 20011. Il Veneto, e a seguire il TrentinoAltoAdige, sono le regioni a più alti flussi turistici in Italia e Jesolo da solo rappresenta quasi il 10% delle presenze turistiche del Veneto mentre i Comuni da Cavallino a Caorle ne rappresentano circa il 20%. ( A fronte di questo potenziale economico desta scalpore il ridotto impegno delle istituzioni nazionali nel promuovere e sostenere innovazioni e progetti a lungo respiro in un settore così strategico. Settore che non conosce crisi, come si evince dai dati del 2011, non teme delocalizzazioni e, nelle proiezioni, presenta un trend in continuo aumento a differenze di tanti altri settori e nonostante la crisi finanziaria perdurante dal 2008. Il turismo però sta vivendo in questi anni una profonda trasformazione per il graduale scomparire della tradizionale agenzia di viaggi che fungeva da tramite tra albergatori ed utenti e l’inarrestabile affermarsi delle nuove tecnologie.Le tecnologie multimediali nel giro di pochi anni cambieranno completamente il mondo “turismo”. ) COME SI POSIZIONA JESOLO IN AMBITO VENETO COME SI POSIZIONA IL VENETO IN AMBITO ITALIANO Flussi turistici ricettivi (presenze) per regione di destinazione (2009) cinquantatré TREND DEL SETTORE RICETTIVO Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) - il turismo diventerà il più importante settore economico a livello mondiale con 1,8 miliardi di arrivi previsti nel 2030. - l’Europa resterà la méta turistica con maggior attrattività L’AJA, l’Associazione Jesolana Albergatori, è pronta a raccogliere la sfida del cambiamento. È stato creato un portale dedicato per convogliare i clienti da tutti i paesi dell’Europa ed oltre e concordare con essi prenotazioni, soggiorni, prezzi etc. sino al gradimento finale. Questa epocale cambiamento del mondo del turismo si accompagna sul Litorale Jesolano ad una profonda mutazione della città di Jesolo che da località balneare sta assumendo le dimensioni di una città turistica proiettata nel futuro mediante un rinnovamento urbano ed architettonico unico in Italia. Questa mutamento è partito già quindici anni fa con la stesura di un MASTER PLAN ambizioso ed innovativo volto da un lato a dare un ordine alla espansione urbana e dall’altro a compattare il tessuto tra Litorale e Centro Storico (Paese). Al momento attuale parte di questo imponente progetto urbano-architettonico e’ stato realizzato e parte è in procinto di esserlo. La città attende, oltre questo “rinascimento” urbano il consolidamento e l’apertura di servizi , l’apertura di strutture culturali e la costruzione di spazi verdi sia per i turisti e sia per gli stanziali. Il ROTARY Club ha l’ambizione di partecipare e supportare questo secondo processo di ammodernamento. MANIFESTAZIONI DISTRETTUALI SECONDO SEMESTRE 2011-2012 sabato 25 febbraio Forum interdistrettuale Inner Wheel/Rotary a Verona sul tema: “ARTE e BELLEZZA: Un optional o una strategia per il futuro?” ven. 9-sab. 10-dom. 11 marzo Breve meeting invernale a Folgaria (Fellowship distrettuale) ven. 23-sab. 24 marzo S.I.P.E. a Treviso (Governatore A. Perolo – annata 2012-13) sabato 21 aprile Assemblea Distrettuale a Treviso (Gov. A. Perolo–annata 2012-13) sabato 12 maggio Biciclettata in Valsugana (Fellowship distrettuale) sabato 19 maggio Forum distrettuale a San Vito al Tagliamento sull’argomento della Carta dei Doveri (seguirà programma). sabato 26 maggio Spettacolo alla ‘Fenice’, patrocinato dal Distretto ven. 8-sab. 9 giugno Congresso Distrettuale a Vicenza riflessioni rotariane di Pietro Centanini Per una società responsabile Nell’epoca attuale è indubbio che lo stato sociale sta attraversando una profonda crisi connessa al fallimento del modello di sviluppo, allo spreco delle risorse, alla crisi morale e dei valori e quindi l’umanità, se si vuole salvare, deve reagire a questi processi con la capacità di fare emergere e di imporre il valore dei diritti di cittadinanza ove siano coniugati sviluppo economico-sociale e solidarietà. Bisogna costruire una società nella quale ognuno riconosca il diritto degli altri, riconosca l’idea del dovere come impegno morale, sappia che il benessere di tutti è il benessere per ciascuno ed abbia sempre presente che qualunque aggregazione sociale può sopravvivere, soltanto, se si dota di norme che impegnino tutti, non solo sul piano della coesistenza, ma proprio in quello morale e comportamentale. Tutto questo peraltro si impone in un momento in cui non è più consentito fare affidamento sulle istituzioni tradizionali divenute ormai fatiscenti. Abbiamo troppo lasciato che fossero gli altri a decidere in nome nostro, senza di noi e non di rado contro di noi. Quella che stiamo vivendo è un’epoca della deresponsabilizzazione complessiva avendo delegato alle istituzioni pubbliche, alle aggregazioni politiche, ai sindacati ed ad altri organismi le nostre responsabilità. Stando così le cose questa è l’ora, se non è già troppo tardi, in cui dobbiamo riappropriarci delle nostre responsabilità. Teniamo presente le parole di Gandhi sulla moralità che sono, sempre, una grammatica dell’etica in cui tutti si possono ritrovare: - “l’uomo si distrugge - con la politica senza principi, - con la ricchezza senza lavoro, - con la sapienza senza carattere, - con gli affari senza morale, - con la scienza senza umanità, - con la religione senza fede, - con l’amore senza sacrificio”. Purtroppo, ai giorni nostri, ci troviamo di fronte a grandi malattie che sono l’indifferenza, la banalità, la stupidità, la volgarità. L’umanità che ci troviamo davanti agli occhi ci spaventa, è spenta, priva di progettualità, di attesa del futuro. Pertanto è necessario sviluppare il desiderio della ricerca, dell’andare oltre i piccoli orizzonti. Sta a noi riscoprire il culto della dignità dell’uomo ed il senso della sua responsabilità sociale per ritrovare quei punti di riferimento, i cosiddetti ideali che costituivano una precisa indicazione. Infatti l’uomo di oggi è scontento di sé ed ha nostalgia “dell’altro” che ha rinunciato ad essere, sentendo il biso- cinquantacinque gno di riprendersi l’intelligenza del cuore ed il cuore dell’intelligenza per la riscoperta dei valori etici, civili ed ideali nel frattempo elusi e dispersi. Pirandello sosteneva che “è molto più facile essere un eroe che un galantuomo” perché eroi si può essere una volta tanto, galantuomini si deve essere sempre. Oggi nella decadente società e nel misero declino dei valori contano molto di più gli effimeri eroi di quell’unica ribalta che accomuna gli stadi di calcio, e le platee di festival rock, per non parlare del “grande fratello”. L’essenza della competizione nel vivere civile non è quella di conquistare la supremazia a tutti i costi, illeciti compresi, ma, invece, il suo esatto contrario: saper ripartire da una sfida persa dove l’avversario non è l’altro ma sè stesso. Questo dovremmo trasmettere ai nostri ragazzi, non l’idea che al campione tutto è consentito, che più si ha e più si deve cercare di avere, che trasgredire è bello, anzi di più, senza capire che così si depreda l’individuo del valore della normalità. Purtroppo stiamo vivendo in una stagione di carta pesta, dove ai giovani vengono proposti, soltanto, giorni effimeri, mode volatili, contenitori vuoti; e così vengono derubati del loro futuro. Tutti paiono invasati dalla gran fretta di sciupare al più presto il proprio modesto capitale esistenziale. Ciò è frutto della mentalità iperproduttiva e consumista il cui sommo precetto è “usa e getta”. Dobbiamo riconoscere che con l’avvento del terzo millennio non è solo un secolo che è passato ma un’intera civiltà che è tramontata. Oltre alla geografia, bisogna ridisegnare anche un progetto di vita svincolato dai modelli del passato e capace di promuovere una solidarietà di dimensioni planetarie. Noi tutti dobbiamo avere coscienza dei problemi che affliggono la nostra società e cercare, così, di trovare soluzioni, non facendosi superare dagli eventi, agendo sul piano del costume ma, soprattutto in quello dell’etica. Nella società di oggi, assillata da problemi di ecologia, di inquinamento, di energia, di risorse, di sovrappopolazione, di drammi connessi con la disoccupazione, di mescolanze etniche non è più possibile estraniarsi dal partecipare attivamente alla vita pubblica. Ogni cittadino dovrà trasformare in concreti progetti il suo spirito di solidarietà e di attenzione ai problemi della comunità per raggiungere il comune obiettivo di un miglioramento della qualità della vita. Dobbiamo ricordare che solo con la cultura un individuo cresce e diventa degno di far parte della comunità umana. Nella cultura è riposto il nostro passato e nella cultura sono depositate le conquiste e le realizzazioni di intere generazioni alle quali possiamo attingere liberamente per far fronte alle difficoltà del presente e per gettare le basi di un futuro a dimensioni d’uomo. A questo punto come non ricordare che un tempo, non molto lontano, la società era costituita da persone molto più emotive, anche ideologicamente contrapposte, ma molto più moralmente e intimamente corrette. Non rammento chi lo disse ma certamente era un saggio chi affermò “... che gli stupidi impressionano non foss’altro che per il numero!” infatti ho pensato, più volte, a queste parole accendendo il televisore oppure, haimè, sfogliando i giornali. Senza voler fare gli schizzinosi o gli esseri “superiori” si rimane abbagliati da una così vasta e convinta stupidità. Chi entra, chi esce di Ida Zanetti dal 16 giugno 2011 al 30 gennaio 2012 CLUB Abano Terme – Montegrotto Terme Adria Arzignano Asiago Asolo e Pedemontana del Grappa * Socio Onorario Badia – Lendinara – Alto Polesine Bassano del Grappa Bassano del Grappa Castelli Belluno Bolzano – Bozen Bressanone – Brixen Cadore – Cortina D’Ampezzo Camposampiero Castelfranco – Asolo Cervignano – Palmanova Chioggia Cittadella Cividale del Friuli Codroipo – Villa Manin Conegliano Conegliano – Vittorio Veneto Este Feltre Fiemme e Fassa Gemona – Friuli Collinare Gorizia Jesolo Legnago Lignano Sabbiadoro – Tagliamento Madonna Di Campiglio Maniago – Spilimbergo Merano – Meran Monfalcone – Grado Montebelluna Muggia Noale dei Tempesta Opitergino Mottense Padova Padova Contarini Padova Est Padova Euganea Padova Nord Peschiera e del Garda Veronese Pordenone Pordenone Alto Livenza Porto Viro – Delta Po Portogruaro Riva del Garda Rovereto Rovigo Sacile – Centenario San Doná di Piave San Vito al Tagliamento Schio – Thiene Susegana – Piave – Treviso Tarvisio Tolmezzo Trentino Nord Trento Treviso Treviso Nord Treviso Terraglio Trieste Trieste Nord Udine Udine Nord Udine Patriarcato Valle Dell'agno Valsugana Venezia Venezia Mestre Venezia Mestre Torre Venezia Riviera del Brenta Verona Verona Est Verona Nord Verona Scaligero Verona Soave Verona Sud Vicenza Vicenza Berici Vicenza Nord – Sandrigo Vicenza Palladio Villafranca di Verona chi entra Paolo Ancona, Pierluigi Fantelli, Gianpaolo Ferrari, Renato Marchi Ferdinando Agresta, Massimo Contin Oreste Nardon, Simone Pavan Giancarlo Bortoli* Katrin Andreola, Silvia Cobianchi, Simone Dalle Nogare, Fabio Fassina, Andrea Gajo, James Grant, Denis Lovatel, Allice Maneghetti, Andrea Virago Dario De Marco*, Annibale De Mas Michael Atzwanger, Peter Schedl Stefano Pezzei Massimo Chimenti, Leopoldo Mason, Laura Mazzeri, Claudio Terranova Monica Cipolotti Bianca Bonaldo, Daniela Perin, Leonardo Sartore, Diego Streliotto Stefano Balloch, Alessandro Sandrini, Silvano Zamò Daniele Dirignani, Federico Rizzo Alessandro Pontin Fortunato Bernard, Margherita De Tomas, Luca Matarazzo Mario Bile, Tommy Candido, Fabrizio Peloso Francesco Delli Zotti, Ferdinando Sanfelice Di Monforte Andrea Ferrarese Riccardo Caronna*, Antonio Simeoni Lucia Crapesi Raffaella Antonione, Lorenzo Capaldo, Serena Tonel, Pierpaolo Torresini Pier Luigi Bordin, Andrea Bruscagnin, Fiorenzo Franzini Bernard Roi Michele Bacchin, Chiara Bevilacqua, Ilaria Gobbato, Enrico Golfetti, Primo Malandrin Alessandro Zanardi* Stefano Gallucci, Giuseppe Pavan Alessandro Dalla Pasqua* Aldo Chiaradia Antonella Silvestrini, Maria Carolina Tedeschi Paolo Berti, Teresa Cariello, Francesco Padrone, Nilla Verzolatto Domenico Catanzarini, Laura Scalfi Loris Roncon, Fiorenzo Scaranello Hamurabi De Baz, Luciano Fantuz Bettino Perissinotto Alvise Farina*, Fulvio Truant Roberto Pietrobelli Ivan De Pretis, Monica Tomasi Massimo Fedrizzi Giuseppe Buoro, Roberto Migot, Paolo Trevisi Angelica Montagner, Renzo Taffarello Alex Benvenuti, Stefano Crechici, Paolo Davanzo, Massimo Sossi Carlo Conti Angelo Costa, Francesco Curcio, Paolo Lanzetta, Vincenzo Orioles Stefano Ciciliato, Raffaele Gianesini, Cristian Specogna, Andrea Tilatti Alessandro Battisti, Alessandra Nadalini Ernesto Marco Bagarotto, Patrizia Chiampan, Matteo De Poli, Claudio Gallo, Fabrizio Marrella Luciana Baroni Silvia Oliva, Susanna Zardo Ivana Vianello, Francesco Zanin Mauro Barbarotto, Enrico Bauli, Sergio Minniti, Mario Tedeschi Turco, Martino Zamboni Tullio Albarelli*, Gilberto Benedetti, Paolo Bon, Dario Cipriani*, Paolo Edera*, Paolo Galli, Giovanni Girelli, Ranieri Poli Francesco Fatone, Giuseppe Giacon, Salvatore Gueli, Gian Ferruccio Dal Corno, Caterina De Buzzacarini, Paolo Pellizzari, Vittorio Pozzato Federico Gianello, Arnaldo Sciaretta, chi esce 4 1 2 2 4 1 3 1 5 1 2 3 1 4 1 4 2 1 1 2 3 1 2 1 1 1 6 1 5 2 1 1 5 1 3 1 1 1 1 9 3 7 1 3 1 7 2 9 1 1 1 4 4 1 2 Le note giuste per il tuo stile. E sempre a prezzi d’occasione. Le puoi trovare ai VFG Factory Store di: MORETTO VIA NAZIONALE, 75/1 - 33010 TAVAGNACCO (UD) Tel. 0432.575912 - Fax 0432.688850 - Email: [email protected] ZARA AUTOMOBILI VIALE FELISSENT, 1 - 31050 FONTANE DI VILLORBA (TV) Tel. 0422.301621 - Fax 0422.420384 - Email: [email protected] GIURIATTI FUTURO VIA DEL SANTO, 174 - 35010 LIMENA (PD) Tel. 049.768788 - Fax 049.8840049 - Email: [email protected] LUXURY CAR VIA MESSEDAGLIA, 8/B - 37135 VERONA Tel. 045.8205767 - Fax 045.509877 - Email: [email protected] *Legge 23 dicembre 2011, n. 214, Art. 16 comma 1. **Per ulteriori informazioni consultate i provvedimenti emanati dal comune interessato. ***Lexus RX 450h prezzo vettura € 55.800,00 (IVA e MMS incluse, IPT esclusa). Esempio di Compact Lease: anticipo € 25.970,50. 59 canoni da € 500. TAN (fisso) 6,20%. TAEG 6,90%. Valore di riscatto € 16.740,00. Assicurazione incendio e furto (furto, incendio, rapina, calamità naturali, eventi socio politici, atti vandalici, cristalli, assistenza stradale e altre garanzie speciali) inclusa nei canoni per l’intera durata del leasing (importo dei servizi € 7.481,78. Esempio calcolato sulla provincia di Roma). Durata del leasing 60 mesi. Spese d’istruttoria € 302,50. Spese d’incasso € 2,90 per ogni canone. Imposta di bollo € 14,62. Importo totale finanziato € 37.613,78. Totale da rimborsare € 46.214,09. L’esempio è calcolato su una percorrenza massima di km 20.000 annui. Costo per km eccedente € 0,13. Tutti gli importi sono IVA inclusa. Salvo approvazione Lexus Financial Services. Fogli informativi in concessionaria. Offerta valida fino al 29/02/2012. Emissioni e consumi RX 450h da 140 (FWD) a 145 g/km di CO2 e da 16,4 (FWD) a 15,9 km/l (ciclo combinato). DA 55.800 EURO O 500 EURO AL MESE (TAEG 6,90%)*** Solo con RX 450h vi godete 299 cavalli di potenza senza pagare il superbollo*. Questo perché il sistema ibrido sfrutta la combinazione sinergica tra due motori, uno a benzina e uno elettrico a emissioni zero, ma quello elettrico è esente dal pagamento del bollo. A tutto ciò si aggiungono prestazioni esaltanti con emissioni e consumi ridotti (oltre 16 km/l in città) e la libertà di circolare durante i blocchi del traffico**. Questi sono solo alcuni dei vantaggi di guidare con intelligenza, scoprite tutti gli altri in concessionaria. ELEGANZA, ALTE PRESTAZIONI E CONSUMI SOSTENIBILI. OGGI LA SCELTA INTELLIGENTE È IL FULL HYBRID DI LEXUS. LEXUS RX HYBRID. È IL MOMENTO DI OSTENTARE INTELLIGENZA.