CATALOGO FANTASIOLOGICO pubblicazioni di Massimo Gerardo Carrese catalogo digitale aggiornato al 12 giugno 2015 1 ©2015 Ngurzu Edizioni. Tutti i titoli indicati nel presente catalogo sono di proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese 2 BLOG NGURZU EDIZIONI http://fantasiologo.wix.com/ngurzu-edizioni BLOG “fantasiologo” www.fantasiologo.com per informazioni e ordini è sufficiente inviare una mail a: [email protected] con titolo dell’opera! 3 CATALOGO FANTASIOLOGICO DIGITALE NGURZU EDIZIONI 4 titoli disponibili COLLANA I SAGGI studi e ricerche su immaginazione e fantasia 5 INSEGUIRE CHIMERE (2014) 6 Disponibilità: seconda edizione Caratteristiche: pagg. 72, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90g usomano, copertina esterno lucida, dentro ruvida 150g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 raccolta di articoli, con inediti, su fantasia e immaginazione «La fantasiologia è uno sguardo, non una regola.» indice - Premessa plagiata - La fantasiologia è uno sguardo, non una regola - Che cos'è la fantasia? - La fantasia è un'urgenza: intervista Antonio Rezza e Flavia Mastrella - Intervista Marcello Argilli - Da "Caiazzo" a "caiazzo" con fantasia - Che vai tu almanaccando? - Anche oggi è la Giornata della Memoria. Riflessioni fantasiologiche. Lettera inviata a Paolo Nori - Sbrigliarsi con sensatezza. Per un percorso fantasiologico nelle scuole primarie - Quando le nuvole colpiscono la fantasia - Spasseggiate fantasiologiche - Orizzonte - Lo sguardo altrove dei santi 7 FANTASIA DELLA PAROLA E DELL’IMMAGINE (estratti 2014) Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 55, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90g usomano, copertina esterno lucida, dentro ruvida 150g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 (estratti da Fantasia della Parola e dell'Immagine 2006 VEDI TITOLI NON DISPONIBILI A FINE CATALOGO) 8 il libro ripropone conversazioni fantasiologiche dell'autore tenute nel 2006 in una scuola primaria «Ma i fantasmi per me non esistono, ma esiste la fantasia, dunque non dovrebbe esistere neanche la fantasia a questo punto se non credo nei fantasmi, o no?» anteprima M = Massimo B = Bambino BB = Bambini M. [...] Secondo voi, quanti esseri umani abitano il pianeta Terra? Così ci regoliamo sul numero di fantasie che esistono. B: in tutto, ventuno. M: nel mondo? B: ah, nel mondo? Un migliaio…massimo un miliardo… B: ma che dici, almeno un milione. B: ma che dici tu, almeno duemila persone. M: circa sei miliardi… BB: sei miliardi!!! M: già, pensate un po’ a quante fantasie esistono. Ogni persona, in più, ha una fantasia personale che ha diverse sfumature: una fantasia sportiva, una musicale, una artistica, sessuale, linguistica e così via… B: sei miliardi!!! E quando si muore la fantasia diminuisce? 9 COLLANA I POETICI poesie giottose (onomaturgiche), ludorimiche, haikugrammi, poesie fonosimboliche e onomatopeiche 10 LUDICI LUCIDI BESTIARI (2014) 11 Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 65, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90g usomano, copertina esterno lucida, dentro ruvida 150g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5, illustrazioni dell’autore b/n Ludici lucidi bestiari. Un bestiario ludorimico di 40 animali minimali (non sempre normali non sempre animali) [dalla quarta di copertina] Anteprima il grillo PDF 1 + illustrazione il lupo PDF 2 + illustrazione la mucca parrucca PDF 3 + illustrazione il panda PDF 4 con illustrazione Audio https://www.youtube.com/watch?v=9dOIKXOPkHI https://www.youtube.com/watch?v=2tLglXDyDJk https://www.youtube.com/watch?v=1Tt_rtcPWug 12 POESIE FONOSIMBOLICHE E ONOMATOPEICHE (2014-2012) Vita nella foresta. Poesia fonosimbolica e onomatopeica. Opera realizzata con gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “F. De Sanctis” di Cervinara (Avellino). Ngurzu Edizioni 2014. Disponibilità: https://www.youtube.com/watch?v=aFRJL2V95BY NOVITÀ Concerto di Bacco. Poesia fonosimbolica e onomatopeica, Ngurzu Edizioni 2012. Poesia sonora. Ricerca fonosimbolica e onomatopeica “Concerto di Bacco”. Opera realizzata con i bambini della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “A. Fusco” di Torrecuso (BN). La poesia ha concorso tra i dieci finalisti della selezione MyGiffoni Film Festival 2012 Disponibilità: https://www.youtube.com/watch?v=t1B2518tULI 13 COLLANA I LUDICI giochi fantasiologici (perlopiù didattici, potenziali ed esperienziali) 14 TAVOLE ZOOMIMETICHE (2015) 15 Esempi di alcune tavole 16 17 ACRObata (il nome dell’“orca” a ritroso in “acrobata”) ippOPOTamo (il nome del “topo” a ritroso in “ippopotamo”) OSSATura (il nome “tasso” a ritroso in “ossatura”) Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: 47 TAVOLE illustrate dall’autore + 13 TAVOLE da illustrare. Tavole 12x12. Cartonato. Carta bianca 150g. Scatola color giallo paglierino, realizzata a mano. Stampa digitale qualità alta. Contiene istruzioni per gioco fantasiologico a 5 livelli. Età: 8+ 18 ZOOMIMETISMI, BREVE DIZIONARIO DEGLI ANIMALI A RITROSO (2015) 19 Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 65, quaderno con punte metalliche, copertina 150 gr, interno 90 gr carta editoria avorio - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 il quaderno contiene 24 illustrazioni dell'autore ("Tavole Zoomimetiche") 20 ORTINTI SEGNI (2015) 21 Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 55, quaderno con punte metalliche, carta bianca patinata lucida 150 gr - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 - il quaderno contiene 34 stampe di quadri alfabetici ("ortinti segni") multilingue. La stessa copertina si compone di “ortinti segni” (osserva la “R” si compone delle lettere U,P,O, L…R di Lupo)… 22 Esempi di ortinti segni (o quadri alfabetici) (in questo quadro alfabetico si nasconde una parola di 7 lettere) 23 24 (8) introduzione QUADRI ALFABETICI (estratto) Una scritta o un disegno può rappresentare anche qualcos’altro da ciò che immediatamente mostra ai sensi. Non mi riferisco alle illusioni ottiche o agli ambigrammi, né alle frasi autoreferenziali («questa frase è falsa») e neppure ai bifronti (acetone-enoteca). L’ambiguità che ho in mente è quella delle crittografie visive (crittogrammi = scrittura nascosta): disegni figurativi o astratti formati da sole lettere che, opportunamente riordinate, compongono una parola o, nei casi più impegnativi, un’intera frase. Nella crittografia visiva le lettere dell’alfabeto non si mostrano più nella loro forma abituale ma, pur restando riconoscibili o perlomeno interpretabili, sono allungate, rimpicciolite, allargate, ristrette, ruotate, disposte a specchio. L’alterazione delle lettere, che varia a seconda del disegno, è necessaria al fine di creare 25 un’immagine che nasconda un rompicapo linguistico da risolvere. Chiamo le crittografie visive, iconiche o astratte, ortinti segni: una mia espressione che significa “ortografie di segni dipinti”. La parola “ortinti” nasce dall’unione delle iniziali di “ortografie” e dalle finali di “dipinti”. L’ortinto segno è unicamente formato dalle lettere della parola nascosta: nel quadro alfabetico non vi sono altri segni grafici (si gioca con le sole lettere tracciate e non con le forme somiglianti a lettere che nascono tra gli spazi bianchi di uno o più segni). Così, se per esempio in un quadro alfabetico vedete un paesaggio o un volto, vuol dire che quel paesaggio o quel volto è ottenuto dall’insieme delle lettere della parola da indovinare e non bisogna ricercarle altrove. [...] Non ho un metodo di composizione per ideare un ortinto segno figurativo. Il mio è piuttosto un procedere per stimoli. Seguire un’imposizione, nel mio caso ottenere una figurazione dall’insieme delle lettere, mi conduce spesso a percorsi compositivi a cui, se avessi agito in piena libertà, difficilmente sarei arrivato. La costrizione è una “crisi”, un vincolo creativo. La regola non limita la composizione, al contrario, la stimola superbamente: la libertà è una condizione non già di chi agisce senza costrizioni ma di chi esplora gli spazi mettendosi i bastoni tra le ruote. La mia regola è la ricerca della figurazione (tralascio qui i riferimenti all’astrazione, che pure segue dei principi): non una regola definita ma da ricreare in ogni composizione, davanti a ogni singola lettera di una specifica parola. La figurazione, infatti, non è sulle lettere alfabetiche in generale ma sulle lettere della parola in gioco. [...] nel quaderno sono riportati esempi di "ortinti segni" omografici e interlinguistici: un quadro alfabetico può essere giocato in lingua italiana, francese, tedesca, spagnola, inglese... 26 EILMIODIOCREÒILMONDOIN31GIORNI (2014) 27 Disponibilità: seconda edizione Caratteristiche: pagg. 36, quaderno con punte metalliche, carta bianca goffrata e plastificata (copertina idem) 110g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 DESCRIZIONE ogni giorno per trentuno giorni il mio dio fa una creazione o una riflessione. il primo giorno dà vita a parole di una lettera, il secondo giorno di due lettere, il terzo giorno di tre e così via fino al trentunesimo giorno (anche se...c'è una sorpresa dopo il terzo giorno di riposo!). Ogni giorno è illustrato con grafica ideata dall'autore. 28 29 COLLANA I PANDELIRI scritture nonsense con strutture giocose; esperienze quotidiane con elementi ricorsivi del linguaggio 30 STUPEFAZIONI (2015) Disponibilità: disponibili copie prima edizione Caratteristiche: pagg. 68, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90g usomano, copertina bianca 150g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 [premessa] e che io che a me, poi, a me mi piaceva che di intitolare questo libro “stupefazioni” perché che è una di quelle parole che uno che già a pronunciarla che ci ritrova dentro tutto uno stupore che è difficile da raccontare ma che uno che ci prova. che boccaccio, mi pare che fosse lui, che nel decameron che scriveva che «pur gli rimase nel cerebro una stupefazione la quale non solamente quella notte ma poi parecchi dì il tenne stordito». che poi che pure che vincenzo monti, mi pare pure lui, che ha scritto sulla stupefazione che lui che, per 31 esempio, che scrive che in proposte per alcune correzioni ed aggiunte al vocabolario della crusca, che scrive che: «se la crusca vorrà che teniamo ostupefatto per buona e nobile voce, perchè non anche ostupefazione, e in alcuni casi ed uscite anche il v.n. ostupefare, lat. obstupefio? ne brama forse gli esempi? eccoli. bocc. com. dant. I. 286. sentendo l’autore, forse per ostupefazione non aver pronto che rispondere disse ecc. II. med. ib. 1293. trovò in esso tanto tesoro che vedendolo ostupefece. ho detto in alcune occasioni ed uscite, perchè stupefatto, stupefare e stupefazione sono voci più naturali. lorenzo de’ medici usò anche il v. n. ostupescere, alterc. tant’acri son che i lor denti ostupescono. ma niuno, credo, l’imiterà.» ecco, che allora che le stupefazioni che sono diversi dagli “spuntisunti” che io che mi scrivo che tutti i giorni, o quasi, sul mio sito o che pubblico in miei libri: lo stile è lo stesso, se di stile possiamo parlare, ma che però che gli spuntisunti sono importanti ma passeggeri, poi, invece, ci sono le stupefazioni, che sempre spuntisunti sono ma che però che mi tengono stordito molto più a lungo e che allora che non passano così in fretta e che dove che tu che ti fermi un po’ a pensare come che quando che uno che vede un treno che passa e che dice all’altro o a se stesso “il treno è passato”. le stupefazioni sono un treno con il motore acceso ma fermo nella stazione e che uno che si chiede se è appena arrivato o se sta appena partendo, quel treno, e che uno che lo guarda il treno e che aspetta e che nel frattempo però, ti dicono gli altri, che è meglio andare perché non accade niente, ma che secondo te invece che qualcosa accade e che allora che resti davanti al treno. 32 IL BREVE LIBRO DELLE AVVENTURE, abbecedario fantasiologico (2014) Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 40, quaderno con punte metalliche, carta bianca 90g usomano, copertina avorio 150g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 33 DESCRIZIONE IL BREVE LIBRO DELLE AVVENTURE è un abbecedario fantasiologico che dove che dentro c’è la storia di 26 storie che nascondono in ogni storia una lettera dell’alfabeto mentre che uno legge una storia. Che uno allora che si diverte a cercare le lettere che mancano in una storia ma che però che poi non si nascondono solo le lettere dell’alfabeto ma anche altre cose si nascondono in una o più storie ma che però che qui che non lo possiamo dire che cosa si nasconde e che se già stiamo già dicendo che c’è qualcosa che si nasconde che allora non è poi più così nascosta questa cosa che si nascondono. I conclusionamenti finali, poi, vi dicono a me che cosa si nasconde, che ci sono altre 26 cose che si nascondono, in una o più storie. Più o meno. ANTEPRIMA P Un’avventura in tre quarti e mezzo Nonostante tutto no, non era ella, no, non ella, non era ella, no, non era ella, no, no, non era ella, no. Non ella, no, non era ella, no. Nonostante tutto, no, non era ella, no, no no, non era ella, no. Nel wagon-restaurant la xerosfera era stupenda. Con ella ludeva col yo-yo. Brava ma aveva un problema: era tardamente attardata. Quando decantammo la torta del nonno che era nel bue del toro, ovunque mettemmo esse nel tasso del gelso. Oh, che spettacolo era vederla nel bel mezzo delle nottate. Era presto ma era troppo dopo, troppo dopo. Dopo tutto era dopo e dettero un colpo al parlare dovendo sempre trattenere ma talvolta, talvolta, ella era cantante e allora volle canzonare a tarda sera un tema che osannava la penombra del tempo che fu. Che tremenda voce, ebbero a commentare le donne dello spettacolo che la pausarono dopo, forse dopo poco. Stornellavano al punto che la donna del comune fece per andarsene quando ello le svelò che ella, ello a ella, che ella non aveva allegramente convenuto con la casa del presentatore. Loquacemente ne fu ravveduta ed ebbe un sussulto che è come quando che uno ha un sussulto che sussulta, ebbe a commentare ello a ella. No, la prego, sussultarono consapevolmente nel bel mezzo della metà del tempo d’oro, che lo teatro non lo comprese e lo referente del complesso ebbe a presentare. 34 Caro madamo, nonostante le meretevole applause della sala del teatro che lo popolo ebbe ad alzarso dalle sedette precedente, che lo applauso fu un successo che lo teatro ebbe a serrare le porte perché nessuno poteva entrare per applaudere con grande enorme trattenemento. Ma, ovunque lo sottoscrevente fosse tal contento de lo vostro spettacolo, malgrado meo, lentamente, lo deflusso ha costretto lo fermamento de lo vostro spettacolo. Al dunque che, lo derettore le voleva referere che llamerà dopo la sera. Ma non fu probabele le nove e sette e tre era tutto serrato e la gente ebbe a lamentare una dolcemente stonatura della vostra spettacolone. Quando ella ebbe a lo senter lo che ello le decea solembottò una nota d’una lengua comune: Jo, messere, ke loquace est loquace loquele nunc summet puerpere feecondo et lumere credentem magnefere at hora et labora plus de los otros. Era una detto che quando fu detto tutto era stato detto. Nonostante tutto, no, non era ella, no, non era ella, no no, non era ella. Pensammo me. R Un’avventura pazzesca Una pazza bonaria malata, di nome Joanna Yulia Welalexandaramanda, fu pazzamente impazzita per un pazzarello di nome Joanno Yulio Welalexkandromanda che molti chiamarono il pazzariello, che era un po’ pazzarino, fece un pazzeggiamento nel pazzeggiare. Pazzeggiato dalla pazzerella il pazzarello disse alla pazzerellona che lui era un pazzerellone. Pazzescamente, in modo quasi pazzesco, la pazzia li fece pazziare che, d’un tratto, il pazziato fece un pazziccio e da pazzo fu pazzoide. Che pazzia, pensammo io. Bizzarrissime letture (audio): https://www.youtube.com/watch?v=jPcM8fK-QYg https://www.youtube.com/watch?v=HPOEHEYhuHw 35 SPUNTISUNTI, spensierazioni fantasiologiche (febbraio-aprile 2014) 36 Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 69, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90g usomano, copertina 150 g - stampa digitale qualità alta - dimensione A5 DESCRIZIONE E che poi che gli SPUNTISUNTI sono queste cose qua, credo, che come che quando uno che ti chiama al telefono e che ti dice che cosa fai e che tu gli dici che parli al telefono con uno, più o meno. ANTEPRIMA 21 marzo GIORNATA DELLA POESIA DI IERI Che mi dicono che oggi è la Giornata mondiale della poesia. E che a me le poesie mi piacciono tanto e che io le poesie le leggo quasi tutti i giorni. E che a volte, in cuffia, mentre cammino mi metto anche le poesie da ascoltare e che se incontro un amico per strada e mi chiede Massimo che cosa ascolti e io gli dico le poesie l'altro si mette subito a ridere, ma c'è anche l'altro che mi dice fammi sentire pure a me. E che poi sentiamo le poesie con le teste vicine e con gli occhi chiusi. E che a volte pure quello che si è messo a ridere, poi, si avvicina pure lui a sentire le poesie. Ma poi ascolto le poesie anche a occhi aperti e allora ti sembra che il paese o la città dove sei sia come lontano. E che le poesie hanno la bellezza di farti essere dove sei mentre tutto il resto si allontana. Perché di solito siamo noi a essere altrove mentre tutto il resto è proprio lì. E che ci sono delle poesie che mi piacciono e delle poesie che non mi piacciono. E che a me mi piace anche di impararmele a memoria le poesie perché a me, le poesie scritte, non sempre mi piacciono. Perché per me, una poesia, è fatta per essere sentita. Soprattutto. E che allora mi ricordo che una mattina ero in macchina con gli amici e che eravamo tutti stanchi perché il giorno prima avevamo suonato. E che la musica è la poesia più inesprimibile. E che io mi sono messo a dire le poesie ad alta voce mentre guidavo e che nessuno più parlava e che poi a fine poesia c'era chi diceva che era stata bella e chi diceva che non aveva capito niente. E c'era anche chi dormiva. E che così, mentre eravamo stanchi, parlavamo di poesie. E che io le poesie me le leggo sempre ad alta voce. E che anche una poesia che non mi piace se la sento ad alta voce a volte diventa più bella. E che una volta qualcuno mi 37 aveva chiesto che cosa significa la parola poesia e che io proprio non lo sapevo. E che poi sono tornato a casa e ho letto che poesia significa creare, produrre, fare, inventare. Che diventa più bella una poesia se poi la sento da una voce che non è la mia. E che però non sempre è così perché a me, la poesia, mi deve colpire subito. E ieri parlavo con l'enigmista Nicola Aurilio e che mi ha detto che tempo fa aveva scritto un enigma e che questo enigma era stato letto a voce alta da Tristano, un giorno a Capri, e che Tristano ti trasformava, con la sola voce, qualsiasi cosa, anche un elenco telefonico, in una poesia, in un incanto. E che allora anche un suo enigma era diventato una poesia. E che ieri Rossella mi ha detto che aveva scritto una poesia bellissima e che la maestra aveva detto che la sua poesia era bellissima e ha scritto sul quaderno bravissima e che pure lei, Rossella, pensava che la sua poesia fosse bellissima perché, mi ha detto Rossella, che lei da grande vuole proprio fare la poetessa e che ha scritto una poesia ieri che, mi ha detto a voce, inizia con tipo "le viole sbocciano, i fiori profumano e cose così" , mi ha detto a voce. E che però adesso non se la ricorda bene la poesia ma che, mi dice, è una poesia bellissima. E allora io le ho chiesto che cosa significa per lei la poesia e che lei, mi ha detto, che per lei la poesia significa un'emozione, quando provi un'emozione che poi ti rimane dentro. E allora sono tornato a casa e prima di dormire ho letto delle pagine da Vento forte tra Lacedonia e Candela di Franco Arminio, che poi Franco mi dà proprio quella emozione che ti rimane dentro, come mi ha detto Rossella sulla poesia, e che allora Franco è intenso, e che una volta l'ho incontrato e che gli ho detto che la sua scrittura per me è intensa e che lui mi ha messo una mano sulla spalla sinistra e mi ha sorriso e che poi abbiamo parlato dell'intensità. E che scrive che "Un ventenne annoiato legge 'La Gazzetta dello Sport' al bar. Si sente sicuro, se leggesse un libro di versi si sentirebbe a rischio, potrebbe passare per uno un po' strano, un esaurito. Lo sport è una cosa pubblica, la poesia una faccenda privata." E che allora oggi penso che la mia Giornata della poesia sia stata ieri e che oggi, Giornata mondiale della poesia, scrivo della mia Giornata della poesia di ieri. 13 febbraio GUARDA QUELLA Che ho incontrato un tipo stamattina, mentre andavo alla Posta, che diceva a un altro "guarda quella!" e l'altro guardava in alto per vedere se veniva a piovere. 38 SPUNTISUNTI, spensierazioni fantasiologiche (maggio-luglio 2014) 39 Disponibilità: prima edizione Caratteristiche: pagg. 74, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90 g usomano, copertina 150 g - stampa digitale qualità alta - dimensione A5 DESCRIZIONE E che poi che gli SPUNTISUNTI sono queste cose qua, credo, che come che quando uno che ti chiama al telefono e che ti dice che cosa fai e che tu gli dici che parli al telefono con uno, più o meno. ANTEPRIMA 12 giugno PRIMA IL SIGNORE Che uno quando è in un negozio, che uno capita di fare una fila e che poi a me mi è capitato pure diverse volte che mentre tu sei in fila che c'è quello o quella che poi ti scavalca e che prende il tuo posto e che allora poi tu per educazione che tu non dici niente ma che però ci sarebbero tante cose da dire. E che però io a me mi capita che io non dico niente perché io poi mi diverto a vedere come va a finire. E che ieri pomeriggio che a me mi è capitato di nuovo. Che io ero in fila con la mia bici e che allora che il giovane commesso che allora lui mi aveva pure visto ma che però stava sbrigando un altro cliente e che allora io che ho visto che lui mi ha visto che io allora mi sono messo in attesa e che allora aspettavo il mio turno che sarebbe arrivato subito dopo. Ma che però, ecco che d'improvviso, ma che però che eccoti che da dietro le spalle, che è così, d'improvviso, che ecco d'improvviso che arriva una signora e che chiede al giovane commesso proprio nel momento in cui l'altro cliente va via che gli chiede, al giovane commesso, che deve ritirare un prodotto e che il giovane commesso si dedica alla signora. E che io allora capisco che il mio turno è saltato e che allora con pazienza aspetto che mentre la signora mi guarda mentre il giovane commesso va a ritirare un prodotto e che io guardo lei e che lei guarda me. Che poi uno si può dire tante cose con lo sguardo. E che allora la signora mi guarda e che guarda la mia bici e che io per sapere che la signora mi guarda significa che pure io la stavo guardando ma che però a me mi veniva la voglia di dire che c'ero prima io in fila ma non per fare polemica ma solo per dire che c'ero prima io. Ma che però poi a me mi piace di vedere come vanno a finire queste cose e che allora io non ho detto niente alla signora e che allora 40 io volevo vedere. Che poi a me mi piace farmi superare perché poi quando io me ne vado a casa ho qualcosa da raccontare, come questa avventura, che altrimenti quando uno poi trova il suo turno senza problemi e che cosa racconti a casa, che hai aspettato il tuo turno e che il tuo turno è arrivato regolarmente? E che poi allora è arrivato il giovane commesso che ha portato il prodotto alla signora e che allora forse il giovane commesso ha realizzato che stessi prima io lì e che lui ha detto che lui mi aveva visto prima ma che però credeva che io e lei, che io e la signora, stessimo insieme, che vuol dire che cioè non che eravamo una coppia ma che eravamo lì insieme e che lei aveva chiesto di ritirare il prodotto. E che allora che io qui mi diverto molto perché io ho detto a questo punto "no no, io sono qui già da prima" e che la signora a questo punto ha detto "sì, sì, io infatti ho visto che il signore era prima di me, che il signore era prima di me in fila". Che allora, per logica, a me mi viene da pensare che se tu, cara signora, che se tu mi hai visto che c'ero io prima di te e che allora poi tu allora lo hai fatto apposta a passare avanti al mio turno, che allora tu hai agito con una razionale di maleducazione. Che però a me mi diverte molto questa cosa qua perché poi a me mi diverte molto di vedere come va a finire. E che allora è andata a finire che il prodotto della signora era difettoso e che il giovane commesso che le ha detto che forse doveva aspettare abbastanza e che allora bisognava aspettare che mentre il giovane commesso si è dedicato però a me perché aveva chiamato un altro suo collega giovane commesso e che allora io ho preso quello che dovevo prendere e che me ne sono andato con la mia bici che mentre la signora era ancora davanti al suo prodotto in attesa, con lo sguardo che guardava verso il suo prodotto difettoso ma che però era perso in chissà quali pensieri, il suo sguardo. Che l'immagine era proprio che lei guardava il prodotto, con la testa altrove, e che aveva con le mani incrociate, come se stesse parlando telepaticamente con il suo prodotto. E che questa poi è l'ultima immagine che io ho della signora che aveva scavalcato il mio turno. 4 giugno SCOPRIRSI Che poi a te ti può anche capitare che tu poi, prima o poi, che scopri che dentro di te che non vive mica poi una sola persona e che allora tu poi dici che tu sei pure un altro. Che non parlo di chi aspetta un bambino, che una donna per esempio che questa cosa qua che può dire con facilità che dentro di lei c'è un altro ma che però io parlo dell'essere umano che a un 41 certo punto, come per esempio alle 17:44 di un giorno qualsiasi, che a un certo punto, come per esempio, che a un certo punto che scopre che dentro di lui o di lei che non c'è solo lui o lei ma che ci sono tanti lui e tanti lei, tanti doppioni ma che però sono dei doppioni che non si somigliano e che però sono sempre lui o lei. E che poi anche se uno non ha letto Pirandello o Nietzsche che uno può pensare a queste cose qua che loro, Pirandello e Nitezsche, sono stati proprio particolari a dire queste cose qua, ma che però io penso che perché poi, secondo me, che poi Pirandello e Nietzsche, e che secondo me anche Ovidio, hanno copiato le cose dall'essere umano. Che non se le sono inventati mica i doppi e le maschere e le trasformazioni. E che a me mi verrebbe da dire che anche Rimbaud, Goldoni, Calvino, Gesù, Conrad e che anche Aristotele e che pure Kafka, Budda e Plauto e Shakespeare e Saramago, secondo me, pure Oscar Wilde ha copiato. Che poi se uno si vuole mettere a copiare l'elenco di chi ha copiato che allora uno pare che uno fa un paradosso. Che però poi, anche a scuola che poi ti dicono che hai copiato bene o che hai copiato male. Che a me me lo dicevano. Che a me mi dicevano spesso che io avevo copiato male ma che però io avevo copiato proprio bene dal mio compagno di banco. E che allora c'è anche chi vede una copia più interessante dell'altra. Che allora poi anche in una copia ci sono delle copie, dei doppi. Che però anche se tu copi che però è una copia e che non è mai la stessa cosa dell'originale. E che allora ci sono dei modi di vedere l'originale che è qualcosa di più di una semplice copia. Che l'originale, allora, in questo discorso, diventa proprio un elemento da ricercare perché sembra che racchiuda una essenza fondamentale. Che pure se tu guardi che per esempio Klimt dipingeva i paesaggi e che allora tu pensi che quello che ti ha fatto un girasole che è proprio un girasole ma che però poi tu il girasole che tu poi lo vedi lì ma che però tu poi l'originale non lo vedi mica. Che due cose originali che non ci possono stare insieme, mi pare di capire. Che uno è originale, e chissà dov'è, e che uno è una copia, e chissà dov'è pure la copia. E che spesso allora, però, che tu porti in giro una copia di te stesso ma che però l'originale tu lo lasci a casa o ben nascosto dentro di te che poi tu l'originale, stai attento, a farlo vedere agli altri. Che c'è pure quello che ti dice che tu poi non ti devi far scoprire dagli altri come sei fatto veramente. Che uno si vanta allora delle copie che porta in giro ma che però ci sono pochi che ti portano a casa a farti vedere l'originale che hanno dentro. Che io volevo dire che quando uno va dal panettiere e che chiede con cortesia un chilo di pane e che poi ritorna a casa e bestemmia fino all'alba, che quella è la stessa persona ma che però è diversa. E che allora dentro di noi, mi pare di aver capito, ci 42 sono tanti noi che sono sempre noi ma che però sono diversi. Mi pare d'aver capito così. E che gli altri conoscono le nostre copie che poi, si sente dire in televisione, che quella lì era una persona tranquilla, che tutti i vicini dicono che era una persona gentile, buona e tranquilla e che nel frattempo ha sterminato tutta la sua famiglia e che nessuno dei suoi vicini si può spiegare come sia potuto accadere. Che allora a me mi viene da pensare che l'originale di quella persona lì, che ha sterminato tutta la sua famiglia e che poi si è uccisa, che era sempre stata a casa e che in giro ci mandava una copia. Che poi è come dire che in giro ci mandava una copia, che tu nel frattempo sei sul divano a casa a dormire, per esempio. Che poi, questa cosa qua, la chiamano "raptus di follia" che a me però a me mi verrebbe da dire che quella è una "manifestazione dell'originalità". Che allora, uno si può anche chiedere a questo punto, chi è che siamo noi, cioè se siamo una copia o un originale, se i nostri genitori sono copie o originali e se i nostri amici o amori sono copie o originali. Uno se lo potrebbe chiedere e fare un sacco di domande agli altri che gli altri poi ti potrebbero dire, oh, ma stamattina ti sei ammattito a fare tutte queste domande? Che allora, se l'altro ti risponde così, che allora tu puoi pensare che ti nasconde qualcosa e che allora è una copia. O che uno può pensare che se l'altro ti dice così è perché vede noi come una copia, cioè che non ci siamo mai comportati così. Che uno allora potrebbe pensare, come si fa a capire quando si è una copia o un originale? Che uno se lo potrebbe anche chiedere questa cosa qua, se noi siamo delle copie o degli originali. Che se uno se lo chiede significa che se lo chiede a sé stesso, cioè all'altro che è dentro di noi. Che allora, questa qua, a me mi pare già una risposta. 43 COLLANA I SUONI sperimentazioni sonore sulle improvvisazioni musicali di Curmudgeonly Wazzocks e Bi-Bon-Wazzocks 44 UNIQUE sonata prima per pianoforte a coda (cd, 2015) fronte 45 retro 46 Disponibilità: prima edizione Supporto: cd (stampa cd interno bianco – copertina stile digipak, realizzata a mano) 47 COLLANA I RACCONTI narrativa e storie di storie 48 STORIA DI UN PUNTO (2014) 49 Disponibilità: seconda edizione Caratteristiche: pagg. 46, quaderno con punte metalliche, carta avorio 90g copertina 250g - stampa digitale qualità alta, dimensione A5 50 DESCRIZIONE Nel racconto si racconta di racconti che raccontano di un punto o, meglio, in realtà è un solo racconto che racconta la Storia del Punto. Si racconta della presenza onnipresente del punto: nelle parole dell’italiano (es. giustappunto); nelle definizioni delle parole (es. apice: punto più alto); nelle tecniche (es. il punto tipografico); nelle nostre paure (es. morire alle 7 in punto); in cucina (es. punto di ebollizione); nell’occhio (es. punto lacrimale); nelle citazioni (es. «Da un certo punto in là non c’è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.» Kafka) e in tanti altri punti che dentro al libro sono appuntati, più o meno punto per punto, per l’appunto. [dalla quarta di copertina] Testo letto e interpretato (e in parte scritto in pubblico) da Massimo Gerardo Carrese, in qualità di puntologo, al Piccolo Teatro Jovinelli di Caiazzo (CE) il 27 dicembre 2007 nell'ambito degli spettacoli dedicati al Panassurdismo "La Gibigiana: letture a mente di atti panassurdi". Lo spettacolo, ideato dallo stesso autore, prevedeva la comparsa di tre personaggi: Massimo Gerardo Carrese; Carrese Massimo Gerardo; Gerardo Massimo Carrese. Ogni personaggio leggeva, interpretava e improvvisava su un argomento diverso. Storia di un punto è la trascrizione dello scritto originale con l'aggiunta delle improvvisazioni ideate dall'autore in pubblico e pertanto conserva evidenti tracce di oralità. Lo scritto contiene una tabella in cui sono riportate le volte che la parola "punto" e suoi affini "punto e virgola, punto esclamativo, punto interrogativo..." compaiono nel testo. Per esempio, il segno grafico del punto "." compare nel racconto 290 volte, la parola “punta” 135 volte, la parola “punto 458 volte e così via. I punti citati nel testo non sono casuali. . 51 TITOLI NON DISPONIBILI Nùgnole Illose, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2006 [raccolta poetica] L'aggettivo "giottosa" (giocosa + dispettosa, coniato da Massimo Gerardo Carrese in Nùgnole Illose, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2006) si riferisce alle poesie dell'autore e in particolar modo alle parole che inventa per i suoi componimenti. I vocaboli giottosi giocano con il lettore / ascoltatore colorando la sua mente d'immagini, suoni e fantasticherie e al tempo gli fanno dispetto perché non si lasciano trovare nei dizionari. Le poesie dell'autore sono: interamente giottose, formate di soli termini inventati (la comprensione è enigmatica, ma non impossibile), e semi giottose dove le parole coniate convivono con quelle convenzionali. I termini immaginati da Carrese non richiamano intenzionalmente vocaboli o espressioni dialettali: l'autore li inventa a partire da un suo gioco fantasiologico ("il 52 colpo d'occhio linguistico"), ma ricorre anche al caso, all'armonia imitativa (onomatopea) e a classici giochi di parole. Alcune poesie giottose godono di una particolarità fonosimbolica: il lettore / ascoltatore percepisce e indovina il titolo del componimento pur non conoscendolo. Molte in tal senso le ricerche fonosimboliche dell'autore compiute sul campo con bambini, adolescenti, adulti, analfabeti, stranieri e partecipanti agli incontri fantasiologici: si legge o si fa leggere una poesia giottosa e le persone indovinano con precisione o per associazione il titolo dell'opera. I suoi componimenti trovano applicazioni pratiche anche in ambito didattico. Le sue poesie hanno vinto diversi premi, riconoscimenti e pubblicazioni in antologie. ANTEPRIME Acqua Sonante Giochi infantili Uccello di primavera (ovvero contadino d'autunno) I lòsofi e lo gnolo difolante Plin - Nilp Rinascita (o metamorfosi in una capanna) Bosco d'Amaca Nuvola (o il volo di una piuma) Sognante Sarta (tautogramma in "S") 53 Fantasia della Parola e dell’Immagine, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2006 Il testo raccoglie, in forma di dialogo, la trascrizione fedele* di tre giorni di lezioni 'improvvisate' sul tema della Fantasia con bambini (età 7-8 anni) della scuola primaria di Caiazzo (Caserta). Il libro, in cui è inclusa un'appendice narrativa nonsense Intervista immaginaria a Theopolf Triva, è un saggio didattico che riflette, anche in forma pratica, le principali idee dell'autore sulla Fantasia. *Il contenuto della trascrizione è autentico e conservato su nastri registrati. Tuttavia l'autore ha volontariamente ideato dei guasti, perlopiù linguistici, con l'intento di coinvolgere attivamente il lettore chiamato a correggere errori grammaticali, sviste bibliografiche; a riflettere sulla presunta veridicità di alcune affermazioni, di sapere comune (es. imprecisi riferimenti ai canti della Divina Commedia; titoli inesatti di libri noti), per ricercarne da sé l'esattezza nelle fonti originali. Un testo di studio e di ricerca sulla Fantasia e sulla Parola in genere ma anche un libro-gioco sull'errore. Nel risvolto interno della copertina, una nota posticcia recita: Nel libro sono presenti fantastici svarioni: errori grammaticali, note allungate, altri abbagli. Al lettore il gioco della correzione e il piacere della riflessione. MGC 54 Altri titoli non disponibili Urubù - riflessioni fantasiologiche, a cura di M. G. Carrese (fascicolo didattico Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2014) Percepire le parole, libretto fantasiologico (ebook, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2014) Dentro e fuori le parole (ebook didattico, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2013/2014) Amica lingua - corso di fantasia, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2012 (ipertesto digitale) Un tòfige nell'ortàra, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2011 (ipertesto digitale) Sfioro un anabbagliante - corso di fantasiologia, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2011 (fascicolo) Cervi in Aria - corso di fantasiologia, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2010 (ipertesto digitale) L’Astrònobo, appunti per un Corso di Fantasiologia, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2010 (fascicolo) Alfabeticamente - corso di fantasiologia, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2010 (ipertesto digitale) Nella lettura mi Libro – breve corso fantasiologico di Animazione alla Lettura, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2009 Fìlia e il Clown, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2006 (opera teatrale) Helandroscope" (album omonimo Curmudgeonly Wazzocks, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2006) Articoli panassurdi di Ngurzu, Ngurzu Edizioni, Caiazzo 2005-2007 (scritti ludici) 55 NGURZU EDIZIONI Ngurzu Edizioni nasce nel 2006 da un'idea di Massimo Gerardo Carrese per diffondere i suoi studi e ricerche su fantasia e immaginazione svolti in ambito quotidiano e interdisciplinare. Dal 2014 Ngurzu Edizioni si struttura in sei collane: I SAGGI, I LUDICI, I POETICI, I PANDELIRI, I RACCONTI, I SUONI. Ngurzu Edizioni non è una casa editrice nel senso convenzionale del termine in quanto pubblica, in maniera indipendente, solo le opere del suo fondatore. Il logo Ngurzu Edizioni, disegnato da Massimo Gerardo Carrese, rappresenta un ortinto segno (crittografia visiva) realizzato con le lettere iniziali del fondatore "M", "G", "C": "Ngurzu" è una delle prime parole nonsense pronunciate dall'autore all’età di 5 anni. Le pubblicazioni Ngurzu Edizioni, di proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese, sono LAVORI ARTIGIANALI, realizzati a mano, tranne la stampa che è in digitale. Ogni copia è diversa dalle altre e le piccole imperfezioni sono dovute dal lavoro manuale. Ogni titolo è interamente ideato dall'autore: dalla grafica all'impaginazione, dalla copertina alla scelta della carta. Distribuzione: I Quaderni Ngurzu Edizioni sono distribuiti in esclusiva da www.fantasiologo.com Privati, scuole, librerie e biblioteche possono fare diretto riferimento alla mail [email protected] per gli ordini (evasi con regolare fattura). Alcuni testi della Ngurzu Edizioni sono catalogati in Università, Centri Studi e Biblioteche d’Europa, Asia e America. Biblioteca Accademia della Crusca (Italia); The Royal Library (Danimarca); The British Library (Inghilterra); National Library of Scotland (Scozia); Zentral und Landesbibliothek (Germania); Biblioteca Nazionale di Pechino; Biblioteca Nazionale di Lisbona; Biblioteca Nazionale di Mosca; Istituzione Biblioteca Malatestiana (Cesena); Biblioteca Nazionale di Budapest (Ungheria); Biblioteca Nazionale 56 “Vittorio Emanuele III” (Napoli); Biblioteca Nazionale Centrale (Roma); Biblioteca Universitaria di Lugano (Svizzera); Biblioteca Universitaria degli Studi di San Marino (R.S.M.); University of Wisconsin-Madison (U.S.A.); Brazil Public Library (Indiana, U.S.A.)[..] Massimo Gerardo Carrese nasce a Thun (Svizzera) nel 1978. Vive a San Giovanni e Paolo (Caserta). Laureato con lode in Lingue e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi su un gioco fantasiologico di sua ideazione La ruota del tempo fantastico. Gianni Rodari e la traduzione della fantasia. Si occupa a tempo pieno di Storie e caratteristiche della fantasia e dell’immaginazione definendosi un “fantasiologo”. Inventore di giochi interdisciplinari, saggista, musicista, fondatore del “Panassurdismo”, poeta onomaturgo e ludorimico, da oltre un decennio conduce sul tema della fantasia e dell’immaginazione cicli di conferenze sul territorio nazionale ed estero, lezioni universitarie e corsi in scuole di ogni ordine e grado. Per approfondimenti www.fantasiologo.com 57 PIANO EDITORIALE NGURZU EDIZIONI In lavorazione nuovi e vecchi titoli (saggi, poesie, ricerche, musiche, sperimentazioni, giochi fantasiologici...). Pubblicazioni e ripubblicazioni previste nel 2015: IN USCITA COLLANA I SAGGI A come alfabetario - immaginare e custodire le parole [t.p.]1 Il luogo equivoco - appunti instabili su immaginazione e fantasia Fantasia e Immaginazione nel Futurismo [t.p.] I quadrati ortogonali e ortodiagonali [t.p.] COLLANA I POETICI Haikugrammi COLLANA I SUONI Tra 5 minuti [t.p.] - live improvvisati Bi-Bon-Wazzocks] Armonia e metodologia della distrazione - improvvisazione Bi-BonWazzocks Fuori luogo - concerti immaginari [t.p.] - live improvvisati Curmudgeonly Wazzocks 1 Titolo provvisorio 58 IN PREPARAZIONE COLLANA I SAGGI Phantasia in Carmelo Bene [t.p.] Esercizio di fantasiologia - festival della paesologia Aliano 2014 [t.p.] Immaginazione (non) collettiva Errava coi libri, coi libri errava COLLANA I LUDICI Alfabeto ortintico, tavole [cartonato] Zoologia botanica, esercizi di percezione sensoriale tra gli ulivi [fotografie e disegni, in b/n] Potenziali potenzialità [t.p.] Giochi fantasiologici [t.p.] COLLANA I RACCONTI Cosologia, storia della cosa [t.p.] Pimpopimpante, racconti per bambini adulti e adulti bambini COLLANA I POETICI Tropopausa 59 catalogo fantasiologico aggiornato al 12 giugno 2015 per informazioni e ordini è sufficiente inviare una mail a: [email protected] con titolo dell’opera! 60 ©2015 Ngurzu Edizioni. Tutti i titoli indicati nel presente catalogo sono di proprietà intellettuale di Massimo Gerardo Carrese 61