Bimestrale di informazione e cultura della Banca di Bedizzole Turano Valvestino Numero 48 w w Anno VIII w . b Dicembre 2010 - Gennaio 2011 e d i z z Poste Italiane Spedizione in A.P. - 70% - Brescia o l e . b c c . i t Fisso Variabile Step Up ad ognuno il suo tasso! Sede e Direzione 25081 BEDIZZOLE (Brescia) - Via Garibaldi 6/A Tel. 030/6877.1 (passante) - Fax 030/6877204 www.bedizzole.bcc.it E-mail: [email protected] Sommario Filiali 25081 BEDIZZOLE SEDE - Piazza XXV Aprile, 13 Tel. 030/6871873 - 030/6871569 - Fax 030/6870145 ABI 8379 - CAB 54080 BRESCIA - Via Creta, 86 Tel. 030/2426100 - 030/2429628 - Fax 030/2477891 25080 CALVAGESE DELLA RIVIERA - Piazza Zanardelli, 23 Tel. 030/601092-601521 - Fax 030/601521 CAB 54180 25080 TURANO VALVESTINO - Piazza Madonna Pellegrina, 2 Tel. 0365/74043 - Fax 0365/74043 CAB 55360 25084 GARGNANO - Via Roma, 30/34 Tel. 0365/72661 - Fax 0365/72664 CAB 54550 25085 GAVARDO - Via A. Gosa, 164 - Complesso Cristallo Tel. 0365/372750-374024 - Fax 0365/371926 CAB 54560 25080 MUSCOLINE - Piazza Roma, 21 Tel. 0365/373878 - Fax 0365/373878 CAB 77130 25080 NUVOLENTO - Via Trento, 73 Tel. 030/6919594 - Fax 030/6919176 CAB 54810 25080 PREVALLE - Via Volta, 2 Tel. 030/6801607-603810 - Fax 030/6801607 CAB 55050 25080 SOIANO DEL LAGO - Piazza Don Vantini, 1 Tel. 0365/674696-675442 - Fax 0365/675446 CAB 64720 25079 VOBARNO - Via C. Battisti, 57 Tel. 0365/598630 - Fax 0365/598904 CAB 55450 25080 CILIVERGHE DI MAZZANO - Via Venturoli 24/N Tel. 030/2122145-146 - Fax 030/2129154 CAB 54760 25087 SALÒ - Frazione Cunettone - Via Zette, 31 Tel. 0365/438058 - Fax 0365/522954 CAB 55180 25017 CENTENARO DI LONATO Via Centenaro - Angolo via Cà Nova Tel. 030/9103237-9102046 - Fax 030/9103595 CAB 54660 25081 BEDIZZOLE 2 - Via Garibaldi, 6 Tel. 030/6871551-6873127 - Fax 030/6873668 CAB 54081 25014 CASTENEDOLO - Via Brescia, 25 - Loc. Alpino Tel. 030/2131560 - Fax 030/2130751 CAB 54270 25010 POZZOLENGO Via Marconi - Complesso Le Tabachere Tel. 030/9916028 - Fax 030/9916699 CAB 55020 25015 DESENZANO DEL GARDA - Viale Motta Tel. 030/9991855 - Fax 030/9991238 CAB 54460 25080 MANERBA DEL GARDA - Loc. Montinelle Via G. B. Marchesini, 17 Tel. 0365/551927 - Fax 0365/658149 CAB 54720 Ufficio Tesoreria CAPOVALLE - Piazza G. Marconi, 1 - Tel. 0365/750151 Sportelli Bancomat SERLE - Via Marconi, 18-20 S. FELICE D/B - Via Trento, 30 - Portese SALO’ - Largo Dante Alighieri - Stazione bus SOPRAZOCCO DI GAVARDO - Via S. Giacomo, 9 TIGNALE - Via Manzoni, 1 - Gardola SottoTraccia Numero 48 - Dicembre 2010 Gennaio 2011 - Anno VIII Editore: Banca di Bedizzole Turano Valvestino Via Garibaldi, 6/A - 25081 BEDIZZOLE (BS) Il Punto Equilibrati funzionali slanci 4 La Nota Riavvicinante allargamento spazio/tempo 5 Mondo Cooperativo Un laboratorio delle BCC Stimolanti discontinuità 6 7 L’Argomento Sintomi e giudizi d’inefficacia Giovani visioni a lungo termine 8 9 Noi Soci Sottosopra parola suono Un Paese chiamato BCC Pacchetto Soci 2011 11 12 14 Scenario - Bedizzole/Val Chiese Tipografici link di memoria Lungimirante estetica delle affinità 16 17 Scenario - Garda/Valvestino Colpi in canna per lo sviluppo Rotondi, talentuosi sogni nero su bianco 18 19 Scenario - Grande Brescia Cemento armato sul bene casa Evoluti Filippide Yankee 20 21 Direttore Responsabile: Giuseppe Rocca Progetto grafico: Graphite snc Fotografie: Barbara Caldera Tipografia: FDA EUROSTAMPA SRL Via Molino Vecchio,185 - 25010 BORGOSATOLLO (BS) - tel. 030/2701606 Primo Piano Associazioni Orfana di possesso consanguinea in amore 22 Registrazione Tribunale di Brescia n. 3/03 del 21/01/03 Cellofanatura e Spedizione: COOP SERVICE s.c.r.l. Via Napoleonica 7 - 25080 REZZATO (BS) - Tel. 030/2594360 Primo Piano Aziende Moderni fili al tiro di luce 23 Poste Italiane Spedizione in A.P. - 70% - Brescia SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 3 Il punto Lo sforzo programmatico di far convivere Vanni Zecchi Presidente della Banca di Bedizzole Turano Valvestino l’equilibrio con l’azione Equilibrati funzionali slanci di Vanni Zecchi – Presidente BCC La crisi, nel suo senso etimologico, contiene un aspetto vitale, quello della separazione da un certo status quo, ed un aspetto di crescita, quello della scelta. Gli accertati valori per un anno davvero impegnativo su molti fronti e altrettanto positivo nel resoconto. Equilibrio e slancio sono due termini Superato il traguardo dei 160 nuovi giovani soci BCC E’ stato raggiunto e superato il traguardo dei 160 Giovani Soci under 30 entrati a far parte della compagine sociale nei soli ultimi dodici mesi. Un risultato che premia la volontà della banca di introdurre i giovani ai valori della BCC e che apre le strade a nuovi progetti di coinvolgimento. difficoltà economiche e di sistema, per la sua versatilità, per il carattere realmente locale, per le risorse ultra economiche di cui è dotata, per il legame con tutti i soggetti che la vivono, e si candida ad un ruolo sempre più centrale. In questo senso la crisi sistemica di un certo modo di concepire la ricchezza è davvero un’opportunità per il mondo cooperativo. La nostra BCC in secondo luogo. E’ appena trascorso un anno davvero impegnativo su molti fronti e altrettanto positivo ne è il resoconto. Siamo stati oggetto nei mesi scorsi della periodica visita ispettiva di Banca d’Italia, in un momento in cui la vigilanza sulle banche si è fatta più stringente apparentemente in contraddizione. A chi viene e particolarmente severa. Ebbene, l’ispezione si è chiesto un po’ di equilibrio, nelle scelte o nello chiusa positivamente confermando nella sostanza la stile di vita, è magari per fare da contraltare ad nostra ultracentenaria istituzione di contemperare validità della nostra struttura organizzativa sul fronte un eccessivo slancio nei propri comportamenti. l’equilibrio e l’attenzione alle risorse, con uno del contenimento dei rischi. Per quanto attiene Eppure guardando all’attuale contesto economico, slancio ulteriore di entusiasmo e determinazione nei i conti poi possiamo già anticipare un risultato a questa crisi che da congiunturale si sta rivelando confronti delle sfide che ci attendono. Se l’esercizio economico che si prevede oltre che positivo anche sempre di più strutturale, ossia capace di modificare di darsi un nuovo equilibrio, di una nuova sobrietà in crescita, e che ci darà lo spazio, già nelle prossime alla radice il nostro modo di vivere, mi pare che ci è un aspetto che in questi mesi ha interessato e settimane, di intervenire a favore della clientela e venga chiesto, come BCC, uno sforzo proprio in interpellato tutti, famiglie e imprese, e con esse delle famiglie. L’ambito sociale infine. Qui lo slancio questo senso: far convivere l’equilibrio con l’azione. anche la nostra BCC, a rivedere il proprio stile di in realtà non è atteso, ma è già in atto. Ci è giunto La crisi, nel suo senso etimologico, contiene un vita, più difficile per qualcuno è trovare le ragioni attraverso una sorprendente risposta ad un nostro aspetto vitale, quello della separazione da un dello slancio. Per la BCC di motivi ne possiamo appello di pochi mesi fa: l’entrata di oltre 160 giovani certo status quo, ed un aspetto di crescita, quello sintetizzare almeno tre. A livello macro economico soci, ragazzi e ragazze dai 18 ai 30 anni che hanno della scelta. Non è dunque un evento totalmente gli elementi di ottimismo, che ancora stentano a aderito alla BCC, che ora fanno parte della nostra negativo, bensì un momento di transizione che intravedersi in molti settori, sono legati al nostro famiglia, e si candidano a determinarne il prossimo può essere anche un’opportunità di crescita. DNA. Il mondo cooperativo, di cui la nostra BCC futuro. A tutti loro, a tutti voi, vada il mio augurio Credo che già a partire da oggi sia richiesto alla fa parte, ha saputo meglio di altri rispondere alle per le prossime festività natalizie. I PROSSIMI APPUNTAMENTI SOCIALI 17 DICEMBRE 2010: - Serata/concerto “BCC con il Territorio” con Charlie Cinelli GENNAIO 2011: • Incontro conoscitivo e formativo con i nuovi Soci entrati nel 2010. • Presentazione pubblicazione “UnPaesechiamatoBCC” 4 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO La nota Grazie ai valori tradizionali interattivi con la modernità Riavvicinante allargamento spazio/tempo Vilma Leoni Direttore della Banca di Bedizzole Turano Valvestino di Vilma Leoni - Direttore BCC Alla sostanziale stabilità economico istituzionale della banca, il corroborante stimolo delle nuove funzionalità telematiche. Fattore beneaugurante di sempre maggiore valore aggiunto per i servizi dedicati alla clientela è il tentativo svolto dalla struttura della nostra rigore a quelle regole che garantiscono efficienza BCC, nella convinzione non celata delle oggettive e sicurezza nelle transazioni in una prospettiva difficoltà del percorso gestionale ora in fase di saggiamente interattiva e, soprattutto, trasparente rendicontazione. Riferendoci proprio ad un primo del rapporto banca cliente. In questo contesto, di rendiconto dell’andamento 2010, per quanto esemplare allargamento della visione relazionale riguarda gli aspetti di utile/patrimonio/funzionalità d’azienda, si inserisce il costante e qualificato dei servizi, possiamo dire che l’operazione è riuscita processo di anche in questo esercizio. Questo è stato possibile informatiche. Un impegno sul fronte dello sviluppo nonostante le difficoltà che, a mezza via tra illusione dei servizi telematici che consente una sempre più e catastrofismo, di giornali e mass media, si sono assidua compartecipazione progettuale degli utenti manifestate ed ancora insistono nella carenza con le aggiornate metodiche dell’home banking, oggi Elementi di crescita che tengono, rispetto alla dei rapporti di crescita economica. La banca, se molto apprezzata nel velocizzare e razionalizzare strutturale difficoltà del momento economico. schierata sinergicamente sulle coordinate delle l’efficienza di tutti i servizi bancari, direttamente Cardini di ponderato ottimismo basati sulla ricerca, realtà socio-imprenditoriali, non può che risentire da casa o dall’azienda. Apparentemente lontani, interna ed esterna, di valori e comportamenti delle complicate vicende del trend attuale. Eppure ma riavvicinatissimi, grazie alla rete, alla simbolica virtuosi che, calati nella quotidiana operatività la nostra istituzione, riclassificando, con chiarezza e operatività dello sportello. In questa chiave normativo/aziendale, sono utili a garantire sicurezza, tempestività di azione e pensiero, queste dinamiche di riavvicinante allargamento di spazi, tempi, propositività delle regressive ha mantenuto stabile il suo punto di interattività telematica e memoria istituzionale, vi famiglie, tutela del risparmio e solidarietà. Il tutto sviluppo. Lo ha fatto ragionando, come sempre giunga la semplice e sentita formula degli auguri di raccordato ad una costante e scientifica attenzione avvenuto nella propria storia, verso l’equilibrio della buone feste aperti a crescita e progresso per tutta alle prerogative dello sviluppo telematico dei servizi solidarietà a discapito delle vacuità speculative. la comunità. bancari in senso generale all’insegna, ancora una All’interno di questi punti fermi, mantenendo volta, di garanzia e sicurezza per soci e clientela. In linearità di operato rispetto alla propria ultra questo breve tratteggio concettuale, c’è il tentativo centenaria memoria, non sono mancati dentro di delineare il percorso operativo della Banca di l’universo BCC Bedizzole Turano Valvestino, nella Bedizzole Turano Valvestino in questo anno 2010. frastagliata vigoria di speranze nella ripresa del Aldilà degli aspetti numerari, ancora in fase di 2010, elementi di modernità. Dando corso alle compilazione e redazione definitive, che in ogni caso costanti indicazioni normative di settore, l’impegno confermano la qualificata e concreta strutturazione dell’esecutivo ha interpretato con attenzione le tipica delle Banche di Credito Cooperativo, questo diverse fasi di cambiamento, prestando il massimo imprenditoriale, sostegno integrazione delle funzionalità Messaggio pubblicitario con finalità promozionali. Per le condizioni contrattuali si rimanda ai “FOGLI INFORMATIVI” disponibili presso tutte le nostre filiali SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 5 Mondo Cooperativo A Praga l’annuale convegno di Studi della Federazione Lombarda delle BCC Un laboratorio delle BCC Per costruire insieme il futuro A cura di Federazione Lombarda BCC Area Mercato e Comunicazione Spina, e dalla ricerca sulle politiche territoriali delle BCC lombarde presentata da Marco Corbellini. Le priorità operative da affrontare in maniera integrata sono state messe a tema nella tavola rotonda successiva, alla quale hanno partecipato Federico Cornelli, direttore operativo di Federcasse, Pietro Galbiati della Federazione Lombarda delle BCC, Roberto Mazzotti, direttore generale di Iccrea Holding, e Flavio Motta, direttore della BCC di Binasco. “Progettare e costruire. Con idee e concretezza. Con Messina, direttore della sede di Milano di Banca d’Italia, questo spirito vogliamo interrogarci sul ‘progetto possibile’. che ha fornito spunti di riflessione sulle sfide future A seguito del gustoso colloquio tra Massimo Nel laboratorio si studia e si sperimenta. Ci s’interroga, imposte alle BCC dall’evoluzione del mercato, dalla Mucchetti, firma prestigiosa del Corriere della Sera, ci si confronta e, nel contempo, si individuano soluzioni congiuntura economica, dal quadro normativo. e Nicola Porro, le scelte strategiche sono state dibattute nella tavola rotonda cui hanno preso parte e strumenti. Il laboratorio è pensatoio ed officina”. Così il presidente Azzi ha aperto i lavori dell’annuale Mario Anolli, preside della Facoltà di Scienze Bancarie, Azzi, il presidente della Federazione Puglia e Basilicata Convegno Studi della Federazione Lombarda, tenutosi Finanziarie e Assicurative dell’Università Cattolica del Augusto dell’Erba, il presidente della Federazione a Praga il 15 e il 16 ottobre scorso. Sacro Cuore, ha individuato nella qualità del governo Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Graffi Brunoro, ed il societario, nello sviluppo del fattore umano e nel presidente di Iccrea Holding, Giulio Magagni. Gli oltre mille esponenti del Credito Cooperativo sistema a rete le tre leve per superare le criticità attuali. lombardo e nazionale si sono dati appuntamento Concetti ripresi ed approfonditi da Andrea Perrone, Dopo lo spazio riservato agli interventi del nella capitale ceca per seguire i lavori della due giorni ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università pubblico (Maurizio Ottolini, Angelo Porro, Giuseppe da titolo BCCLab: costruire insieme il futuro. Cattolica del Sacro Cuore, che ha sottolineato come Milan, Amedeo Piva, Luigi Pettinati e Gianfranco l’unità rappresenti una delle priorità del sistema. Bonacina), il presidente Azzi ha tirato le fila del convegno, raccogliendo i numerosi spunti emersi e La manifestazione è stata introdotta dalla lectio magistralis di Giulio Sapelli, docente di Storia La prima giornata di lavori è stata chiusa dalla “rimandando” la fine del laboratorio: “Il laboratorio Economica presso l’Università degli Studi di Milano, proiezione di un video nel quale alcuni giovani è appena iniziato. Ci dovrà portare a realizzare nel che ha affrontato il tema della crisi economica amministratori di BCC lombarde hanno proposto – 2011 il Congresso Nazionale che segnerà un balzo in mondiale rilanciando il ruolo del dono nel mercato, con brio ed schiettezza – alcune riflessioni sui temi avanti; che sarà tanto più rapido e deciso quanto più della reciprocità che nasce dal comportamento trattati al convegno. lo avremo preparato e condiviso insieme. (…) Abbiamo una responsabilità più alta del solo e doveroso equilibrio responsabile, sussidiario e trasparente. La seconda giornata è stata caratterizzata dal economico-patrimoniale delle nostre aziende: abbiamo Sui temi del dono, della reciprocità, della crisi del welfare confronto diretto tra le diverse componenti della la responsabilità di contribuire al miglioramento, alla state e del ruolo svolto dal Credito Cooperativo in rete – associative ed imprenditoriali, operative e promozione del bene comune”. questo ambito si sono soffermati – in una tavola strategiche – sulle questioni di maggiore rilevanza per rotonda coordinata dal vice direttore de Il Giornale il futuro del Credito Cooperativo: il rafforzamento Nicola Porro – monsignor Franco Giulio Brambilla, della redditività, l’adeguatezza patrimoniale, il governo vescovo ausiliare di Milano, Sergio Gatti, direttore dei rischi, la qualità della governance, il ricambio generale di Federcasse, Natalino Guerrini, presidente generazionale, la coesione interna. di Confartigianato. Gli spunti per il dibattito sono stati forniti Alla tavola rotonda è seguito l’intervento di Salvatore 6 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO dall’introduzione del direttore di Federazione, Filippo Mondo Cooperativo Rilevate all’annuale assemblea romana di Federcasse Stimolanti discontinuità A cura di LGA A “Cantiere Futuro” il compito di “Costruire insieme la rinascita della comunità Italia”. Il contributo sostanziale delle 400 BCC Italiane allo sviluppo del nostro paese. Azzi “Se giocassimo una partita a scacchi, servirebbe la capacità di fare la mossa del cavallo. Ovvero la mossa imprevedibile” Si è svolta il 26 novembre scorso a Roma l’Assemblea annuale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali (Federcasse), che ha avuto per argomento “Cantiere Futuro. Costruire insieme la rinascita della comunità Italia”. Un tema che la relazione del Consiglio Nazionale letta dal Presidente Alessandro Azzi ha declinato in relazione al contributo sostanziale offerto dalle oltre 400 BCC italiane allo sviluppo del nostro Paese, con particolare riferimento alla situazione sociale ed economica in atto ed all’azione costante delle banche di territorio a sostegno di famiglie ed imprese. “Per ripartire, per rilanciare la crescita, occorrono delle “discontinuità”. Se giocassimo una partita a scacchi, servirebbe la capacità di fare la mossa del cavallo. Ovvero la mossa imprevedibile”. Questo l’esordio della relazione del presidente Azzi. Sin dalle prime battute, una relazione incentrata sulla ricerca di quelle eccellenze che oggi possono davvero consentire al Paese di “costruirsi” un futuro degno di questo nome, al di fuori di schemi precostituiti. E tra le eccellenze vi sono certamente le Banche italiane “lontane dalle origini della crisi anche per la loro vocazione a sostenere soprattutto l’economia reale” e – specificamente – le BCC: “infrastrutture direttamente espresse dai territori, interlocutori privilegiati di milioni di famiglie e micro, piccole e medie imprese. Produttori di capitale sociale, chiamati a costruire “sviluppo comunitario”, a favorire la circolazione della fiducia, a stimolare la crescita del tessuto di relazione e di connessione locale”. Negli ultimi trenta mesi – ha ricordato il Presidente - le comunità economiche e sociali servite dalle BCC e dalle Casse Rurali hanno potuto fare affidamento su tre straordinari punti di forza offerti dal sistema del Cre- dito Cooperativo: liquidità, patrimonio, sviluppo degli impieghi. Per quanto riguarda il patrimonio, l’aggregato ”capitale e riserve” ammontava al giugno scorso per le BCC a 19,2 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo del 3,9 per cento, e con un valore di tier 1 ratio medio pari al 14,2%. “Tutto questo si è tradotto” – ha sottolineato Azzi – “nella capacità di assumere consapevolmente un maggior grado di rischio proprio nel momento maggiormente rischioso: i nostri “banchieri sociali” hanno dimostrato coraggio e anima, oltre che competenza tecnica”. Le BCC, allora, hanno consapevolmente gestito una maggior pressione del credito in sofferenza. Alla stessa data, il rapporto sofferenze/impieghi era – difatti - pari per le BCC al 3,9%, in crescita di 7 decimi di punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel sistema bancario complessivo il rapporto sofferenze/impieghi, al netto dei processi di cartolarizzazione, non realizzati dal Credito Cooperativo, è pari a giugno 2010 al 3,6%, in crescita di 9 decimi di punto nel corso degli ultimi dodici mesi. Questo si può identificare come “il prezzo della coerenza”. “Soprattutto - ha ricordato Azzi - “dallo scoppio della crisi sono state più di 250 le iniziative mirate a favore delle famiglie, delle micro-piccole e medie imprese. La maggior parte frutto di alleanze con enti locali, organizzazioni imprenditoriali e sindacali, diocesi e soggetti pubblici come Inps e Camere di Commercio. Sono il frutto di una logica cooperativa diffusa e di un approccio che punta a fare coalizione nei territori, modalità moderna e tipica della sussidiarietà praticata”. Ed ancora: “Sono circa 21 mila le domande giunte alle BCC e alle Banche della rete del Credito Cooperativo derivanti dall’Avviso comune per le PMI lanciato 15 mesi fa, per un totale di quasi 6 miliardi di debito residuo, di cui l’80% sono state accolte. Si tratta di uno sforzo pari a una piccola manovra economica, un volano supplementare di liquidità offerto alla Comunità-Italia dalle BCC. Le BCC hanno aderito ai programmi di messa a disposizione della liquidità lanciati dalla Cassa Depositi e Prestiti, sottoscrivendo plafond per 1,2 miliardi circa, destinati alle PMI”. Sono crescita sostenibile ed autonomia responsabile le due parole chiave sulle quali il Credito Cooperativo italiano vuole impostare la propria strategia di sviluppo. Elementi che si sommano a quelli che già lo scorso anno erano stati individuati come prioritari: il rafforzamento della cultura e dei presidi della mutualità; l’elaborazione di nuove strategie di sviluppo territoriale; l’individuazione di nuovi strumenti di governance della rete (accelerando la costituzione del Fondo di Garanzia Istituzionale); la definizione di processi di rafforzamento patrimoniale delle singole BCC; l’elaborazione di una strategia immediata per gestire il deterioramento della qualità dei crediti. Nello specifico della crescita, la relazione del Presidente sottolinea la necessità di “rendere ancora più robusto il nostro sistema sotto il profilo delle dinamiche economiche e patrimoniali e delle regole dello stare insieme”. Nelle sue conclusioni, il Presidente ha esordito ricordando come “Il nostro Paese ha bisogno di ripartire dalla costruzione di un nuovo spirito della “Comunità Italia”, a 150 anni dalla sua nascita. Spirito come energia, risorse, atteggiamento. E anche come anima”. “C’è bisogno di più società e più socialità – ha sottolineato Azzi - di un maggiore dialogo tra pubblico e privato, per fornire quelle risposte che il tradizionale welfare non riesce più a garantire. Più partecipazione, più coraggio e più apertura. Più progettualità e più politica, intesa come cura del bene comune“. Nello specifico del ruolo che possono assolvere, in questo processo, le banche italiane, Azzi ha ribadito la grande capacità progettuale ed il ruolo delle BCC. Ed a questo proposito, sottolineando che accanto alle grandi banche devono sussistere operatori di dimensioni minori, ha detto: “Riconosciuto valore di mercato è il pluralismo delle espressioni imprenditoriali. La biodiversità bancaria rappresentata da aziende tra loro differenti per dimensione, forma giuridica, obiettivo d’impresa, organizzazione, non è soltanto un principio da affermare genericamente, ma un fattore che favorisce la concorrenza ed il miglioramento della qualità del servizio alla clientela, l’efficienza ed il buon funzionamento del mercato. Le banche italiane, lontane dalle origini della crisi anche per la loro vocazione a sostenere soprattutto l’economia reale, sono state tra quelle che non sono state sussidiate attraverso contributi pubblici. Ciò è motivo di orgoglio non solo per il settore, ma per il nostro Paese”. “Nel prossimo futuro - ha ricordato Azzi - sono ora in arrivo nuove norme, pensate per riformare la finanza ed evitare che si possano ripetere situazioni come quelle che hanno condotto alla crisi di tre anni fa. E se per le PMI giustamente si invoca, anche da parte della Banca d’Italia, la necessità di ridurre il peso della burocrazia e di alleggerire i gravami amministrativi, la richiesta deve valere anche per le PMI del credito”. SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 7 L’Argomento Il linguaggio del diritto a proposito di contratto Sintomi e giudizi d’inefficacia di Marco Rigoni Primo sintetico approccio esplicativo sulle fondamenta normative di questo tipo di accordo giuridico. Iniziando dalla sua natura e dagli elementi che ne possono determinare la nullità Spesso, nell’esercizio della mia professione, quando si parla di contratti sento confondere, da parte dei clienti, concetti importanti e molto diversi tra loro, come nullità, annullabilità, rescissione, invalidità, inefficacia. Sono termini che vengono frequentemente usati come sinonimi. Ma non è così. Sono parole che rimandano a concetti giuridici assai diversi e importanti, che attengono alla genesi e alla esecuzione delle relazioni negoziali, dei contratti, per usare un termine più facilmente comprensibile – se non altro perché tutti abbiamo un’idea di che cosa sia un contratto. La confusione che regna su tali istituti del diritto si giustifica con la complessità degli argomenti elaborati per spiegarne le differenze e le conseguenze pratiche che essi determinano nei rapporti contrattali. Pertanto, senza alcuna presunzione di completezza e di rigore scientifico, cercherò di chiarire il significato di nullità, annullabilità, risoluzione e rescissione dei contratti. Nullità del contratto Sento dire frequentemente – questo contratto non è valido – o – voglio rescindere il contratto – o – voglio annullare il contratto. Tutte queste espressioni esprimono la volontà o il desiderio di liberarsi degli obblighi che derivano dall’avere concluso, o stipulato, un contratto. Innanzitutto, che cos’è il contratto? Il contratto è l’accordo tra almeno due soggetti – persone fisiche o persone giuridiche come le società, gli enti, eccetera – per costituire, regolare, modificare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale, ossia un rapporto che in qualche modo abbia un valore economico. In altre parole, il contratto è una specie di legge privata che obbliga i soggetti che l’hanno voluta per regolare i loro rapporti a rispettare gli impegni presi. Dunque, il contratto è un accordo. Gli accordi si possono prendere anche con una stretta di mano, parlando al telefono, acquistando il pane, acquistando una macchina o la casa, eccetera. Più un accordo è complesso, o delicato, o di valore economico rilevante, maggiore è sentita la necessità di esprimere chiaramente e correttamente la volontà di ciascuno dei soggetti che lo costituiscono; ecco, allora, che i contratti in molti casi si scrivono, si mette 8 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO nero su bianco: le parole volano, ma lo scritto rimane. La legge, in considerazione della delicatezza e dell’importanza anche sociale che talvolta rivestono gli accordi tra le persone, stabilisce che questi stessi accordi debbano essere scritti. In tal modo i soggetti che li costituiscono sono indotti ad esercitare una maggiore riflessione, a pensare bene a ciò che stanno facendo, a valutare bene le conseguenze che derivano dall’impegnarsi con quel contratto. Esempi banali sono dati dalla compra-vendita di un immobile – casa o terreno che sia – o dalla cessione di un’azienda, dalla costituzione di una società. In questi e tanti altri casi, la forma scritta del contratto è un requisito essenziale dell’accordo stesso, senza il quale è come se il contratto non fosse stato concluso. Si dice, allora, che il contratto è nullo, perché manca un elemento che è ritenuto essenziale dalla legge per la sua costituzione. Senza quell’elemento il contratto non è valido, per usare un’espressione del linguaggio comune. La forma scritta non è sempre un requisito essenziale del contratto, lo è soltanto quando lo dice la legge in relazione all’importanza del contratto stesso. Vi sono, infatti, tantissimi contratti che possono essere conclusi anche verbalmente, ad esempio recandosi in un negozio per acquistare un televisore, o della pasta, o un libro: in questi casi si conclude un contratto di compravendita, si ritira un bene e lo si paga senza scrivere nulla. Perché ci sia un contratto è necessario che vi siano degli elementi costitutivi, detti – appunto – essenziali; questi elementi fondamentali all’esistenza di un contratto sono − l’accordo delle parti − la causa − l’oggetto − la forma scritta, solo per determinati contratti, come già detto. Esaminare ciascuno di questi elementi costitutivi di un contratto richiederebbe una complessa e lunga trattazione. In questa sede basti dire che l’accordo delle parti si ha quando esse si intendono su ciò che ciascuna vuole ottenere. Esempio: Tizio vuole vendere il suo appartamento; Caio vorrebbe acquistare un appartamento; quando i due si incontrano e stabiliscono il prezzo e Tizio esprime il proprio assenso a vendere la casa a Caio e quest’ultimo esprime la volontà di acquistare la casa da Tizio, ecco che si raggiunge l’accordo. Senza accordo non c’è contratto, è ovvio. La causa è l’elemento che giustifica l’esistenza di un contratto: nel caso della compra-vendita di un immobile, la causa è data dal passaggio di proprietà del bene da Tizio a Caio verso il pagamento del prezzo. Se si dà del denaro senza ottenere nulla in cambio non c’è la causa e il contratto è nullo (a meno che lo si voglia regalare, cioè donare). L’oggetto è dato dal bene scambiato: nella compra-vendita di una casa l’oggetto è la casa stessa. Questi elementi sono fondamentali e devono esserci tutti contemporaneamente perché un contratto possa dirsi concluso, altrimenti il contratto non è valido, tecnicamente si dice che il contratto è nullo. Pertanto, quando un cliente mi dice che vuole far dichiarare che un contratto è nullo, si deve verificare se quel contratto abbia tutti i requisiti sopra indicati. E’ sbagliato dire che il contratto è nullo perché Caio non ha pagato il prezzo della casa acquistata da Tizio, se il prezzo era indicato nel contratto stesso o poteva essere facilmente determinato. In questo caso il contratto non è nullo, semplicemente una delle due parti non ha rispettato gli accordi presi, ma il contratto è valido e non può essere dichiarato nullo. Nullità e inadempimento non sono sinonimi. Quando un contratto è nullo, ad esempio perché non dice per quale ragione Caio dà del denaro a Tizio, succede che Caio può pretendere la restituzione del denaro sempre, in qualsiasi momento, perché è come se il contratto non fosse mai stato concluso. Questa è la nullità: come se non fosse mai stato concluso. Ma se nel contratto si dice che Tizio deve dare denaro a Caio perché quest’ultimo in cambio gli trasferisce la proprietà di un immobile, il contratto è valido anche se Caio non dovesse pagare il prezzo. Tizio, allora, potrà decidere di rivolgersi al giudice o per costringere Caio a rispettare un accordo validamente stipulato e pagare il prezzo, o per fare dichiarare che quel contratto, sebbene valido, non è stato rispettato e quindi farsi liberare dall’impegno di rispettarlo. In questo caso tecnicamente si dice risolvere il contratto. Ci torneremo, per il momento feriamoci qui. Andare oltre complicherebbe troppo l’argomento. Bisogna però precisare che un contratto è nullo anche quando è contrario alla legge: ad esempio, è nullo il contratto con il quale mi impegno a vendere un rene, un occhio, una parte del mio corpo, perché la legge vieta che si vendano parti del corpo. (Continua) L’Argomento Crescita, benessere e compiti dell’economia politica Giovani visioni a lungo termine A cura di Luca Galvani [email protected] “La ricchezza è il frutto di azioni e decisioni passate, il PIL, legato alla produttività, è frutto di azioni e decisioni prese guardando al futuro. Privilegiare il passato rispetto al futuro esclude dalla valutazione del benessere la visione di coloro per cui il futuro è l’unica ricchezza: i giovani.” Un tema, questo dei giovani, cui la Bcc pone particolare attenzione. Pubblichiamo alcuni stralci della lectio magistralis del governatore della Banca d’Italia al convegno in ricordo di Giorgio Fuà «Sviluppo economico e benessere» del 6 novembre scorso. La mancanza di crescita dell’economia italiana deve essere fonte di preoccupazione specie all’indomani di una recessione senza precedenti di cui ancora non si conoscono a fondo le conseguenze. La salute del Paese non appare migliore se si guarda, oltre al reddito, anche alla ricchezza, dal momento che un quadro completo dovrebbe includere l’enorme servizio sul debito. E’ quanto sostiene il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, mentre pende sul Paese il rischio di un voto anticipato che potrebbe innervosire i mercati finanziari. “La difficoltà dell’economia italiana di crescere e creare reddito non deve smettere di preoccuparci“, avverte Draghi nel discorso in memoria di Giorgio Fuà, letto ad Ancona e intitolato “Crescita, benessere e compiti dell’economia politica“. “L’Italia manifesta da anni una incapacità a crescere a tassi sostenuti [...]. Abbiamo subìto una evidente perdita di competitività rispetto ai nostri principali partner europei“. Tra il 2008 e il 2009 il Pil italiano si è contratto di quasi 7 punti registrando il peggior calo dal dopoguerra. La Commissione europea prevede che l’Italia cresca quest’anno dell’1,1% contro una media della zona euro dell’1,7%. Draghi, che siede nel board della Bce ed è considerato un potenziale candidato alla presidenza dell’Eurotower nel 2011, sottolinea come il gap con i principali concorrenti dell’Unione potrebbe anche allargarsi a causa degli effetti della recessione anche se una valutazione compiuta ancora manca. Non si esclude un trend ancora più negativo. “È possibile che lo shock della crisi abbia accelerato la ristrutturazione almeno di parti del sistema, accrescendone efficienza e competitività; è possibile un semplice, lento ritorno al passo ridotto degli anni pre-crisi; è anche possibile un percorso più negativo“. Nel rintracciare le cause del deludente andamento della produttività italiana Draghi, che per 10 anni è stato direttore generale del Tesoro, tiene a chiarire che non riguarda solo il Mezzogiorno ma “è un problema del Paese“. “La stagnazione della produttività nel decennio precedente la crisi è stata uniformemente diffusa sul territorio“, si legge in un passaggio del discorso che sembra contraddire l’analisi sulla dualità Nord-Sud dell’economia italiana del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Risolleva il quadro dell’Italia un esame congiunto del reddito e della ricchezza. Secondo i dati dell’Ocse, nel 2007, prima della recessione globale, l’Italia presentava il Pil pro capite più basso tra i paesi del G7, pari al 69% di quello degli Stati Uniti, ma la ricchezza pro capite delle famiglie italiane era l’88% di quella delle famiglie statunitensi, un valore superiore a quello osservato in Francia, Germania, Giappone e Canada. Tuttavia, spiega il governatore, i risultati di questo tipo di analisi cambiano molto a seconda della definizione e del criterio di valutazione della ricchezza che si scelgono. Per esempio: “Una corretta misura del benessere collettivo in un Paese dovrebbe guardare all’intero stato patrimoniale; nel caso dell’Italia, questo implicherebbe tenere conto degli oneri fiscali connessi con il servizio dell’ingente debito pubblico, così peggiorando nettamente il quadro“. Tarpano le ali alla produttività non solo le dimensioni medio piccole della stragrande maggioranza delle imprese italiane che rendono difficile l’innovazione dei prodotti e la mancanza di concorrenza nei servizi, ma anche l’eccessiva precarizzazione del mondo del lavoro. “Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l’accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità“, dice Draghi. Ancora più debilitante per il governatore la mobilità sociale persistentemente bassa che si osserva in Italia: “Deve allarmarci“, dice. Per Draghi la società italiana deve proiettarsi nel FESTA DEL SOCIO 2010 futuro coltivando i valori di “cultura, conoscenza e spirito innovativo“. “Dobbiamo tornare a ragionare sulle scelte strategiche collettive, con una visione lunga. [...] La sfida, oggi e nei prossimi anni, è creare un ambiente istituzionale e normativo, un contesto civile, che coltivino quei valori, al tempo stesso rafforzando la coesione sociale“. SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 9 Appuntamenti, eventi e notizie della Compagine Sociale Al Don Gorini il Teatro di Charlie Cinelli Sottosopra parola suono Il nuovo progetto folk acustico del cantautore bresciano come colonna sonora per la consegna da parte della Banca di Bedizzole Turano Valvestino dei riconoscimenti alle associazioni, premiate nell’ambito del progetto di sostegno BCC con il Territorio. La traduzione simultanea dei testi dal dialetto all’italiano videoproiettata on stage Una serata con Charlie Cinelli. Per una pièce teatrale/ quello principalmente riferito ai cinque album folk realizzati concerto, organizzata per la consegna dei riconoscimenti, dal 1998 ad oggi. Pezzi che guardano alla visione più intimista da parte della Banca di Bedizzole Turano Valvestino, alle dell’autore. Con il dialetto a far da perspicace collante nel Associazioni premiate all’interno del progetto di sostegno lancio evocativo di mille emozioni. Canzoni meno sfruttate BCC con il Territorio. Canovaccio strutturale quello dell’ormai durante i grandi raduni all’aperto che ospitano da molti anni consolidata verve di musica e parole cantautore bresciano. Ma con grande successo le esibizioni di Charlie Cinelli. Altro questa volta l’azione scenica aggiunge le traduzione dei testi, dal interessante aspetto di Teatro Cinelli è quello che rivela un dialetto all’ italiano, durante l’esibizione grazie alla videografica originale recupero lessicale, di un certo tipo di tradizione proiettata alle spalle dei musicisti. Questa la componente bresciana, effettuato da Charlie in fase di composizione. In esclusiva di Teatro Cinelli. Nuovo progetto folk dell’ormai questo modo si passa con lineare freschezza dalle liriche affermato musicista valtrumplino. E proprio la definizione trecentesche di CD come “Siforal” all’appassionato omaggio folk è intensamente rappresentativa di quella musica che, per il brescianissimo disincanto poetico di Leonardo Urbinati. partendo dalla tradizione, si riclassifica ad un apprezzamento Ulteriori elementi di fascino spettacolare tutto da scoprire, collettivo più globale. Merito e successo dovuto ai contenuti quelli riferiti al suono. Originato per l’occasione in armonica che, anche grazie alla possibilità di traduzione live, mettono sincronizzazione acustica di voce, basso, chitarre, violino e in mostra il loro valore senza limiti e confini. fisarmonica. Così l’origine estetizzante, di questo nuovo, Il materiale scelto da Cinelli è ma tradizionale, tono interpretativo, regala un accordo sentimentalmente supplementare alle ragioni solidali della Banca di Bedizzole Turano Valvestino che accompagnano il Buon Natale e Felice Anno Nuovo. AL 10/09/2010 SIAMO 2.060 SOCI SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 11 Riflessioni intorno all’identità e al ruolo di una banca locale e cooperativa Continua con il contributo della Consulta Soci BCC, la serie di contributi dell’iniziativa UnPaeseChiamatoBCC. L’intervento rappresenta una sintesi dei contributi scaturiti dai singoli membri della Consulta Soci, organo consultivo di collegamento tra soci e clienti delle diverse comunità dove la BCC svolge la sua attività e l’organo amministrativo. Un’occasione per riflettere, in prospettiva e con più ampio respiro, intorno all’identità e al ruolo di una banca locale e cooperativa. Le attese nei confronti di una banca locale e di relazione Il richiamo alla forma giuridica della Banca quale ente cooperativo e quindi con finalità proprie che sono individuate nello statuto - nel quale sono elencati i principi ispiratori dell’attività della BCC – è l’elemento comune delle riflessioni sul senso di una banca locale e cooperativa. Si evidenzia in particolare “che una Banca di Credito Cooperativo si ispira ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione e deve perciò rendere effettive forme appropriate di democrazia economico finanziaria e lo scambio mutualistico tra i soci. L’impegno di una BCC si concentra nel soddisfare i bisogni finanziari dei soci e dei clienti, ricercando il miglioramento continuo della qualità dei servizi offerti. Deve favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nei servizi bancari e nelle relative operazioni promuovendo in tal modo lo sviluppo della cooperazione. Il Socio è la ragione d’essere della banca e Io scopo di questa è rispondere alle sue esigenze finanziarie, sviluppare una coesione sociale ed una crescita del territorio nel quale opera e costruire contrariamente alle altre banche, il bene comune ricordandosi che l’utile è uno strumento, non il fine e che gli obiettivi economici non devono essere esclusivi”. Entrando nel merito del tema si afferma come “la strada che una banca locale deve intraprendere 12 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO per conservare il proprio patrimonio di relazioni debba “da una banca che vuole essere locale e di relazione ci si essere necessariamente ed inevitabilmente la strada che aspetta soprattutto che fornisca a coloro, che di materia va verso la gente e verso le imprese ma con un ruolo che finanziaria ne sanno poco, delle nozioni per interagire contempli una presenza attiva soprattutto all’interno di al meglio con essa al fine di sfruttare al meglio tutte le quest’ultime. opzioni che la banca gli permette di usufruire. Ruolo che non significa sostituirsi all’attività manageriale che è propria dell’imprenditore ma bensì conoscenza sempre più profonda dell’azienda, delle sue scelte, dei suoi progetti, delle sue aspirazioni, dei suoi obbiettivi, dei In chiusura si indica come strada privilegiata per preservare il patrimonio (ideale) di relazioni e valori suoi limiti e delle sue potenzialità. “il ritorno allo spirito cooperativistico attraverso un Se le relazioni sono un valore, il vero patrimonio di una comportamento etico che nasce dai soci e dalla banca, ed ancor più di una banca locale, in quanto tali struttura. Dai soci attraverso la partecipazione, con valori devono essere coltivate (…). Al centro deve tornare che superano il solo interesse personale, alla vita della la Persona che è l’unico vero motore dell’economia, il banca, alle sue iniziative ed assicurando collaborazione denaro è solo uno strumento. Una banca locale sarà alle attività della stessa con la formulazione di proposte tanto più vincente quanto più saprà organizzare la agli organi societari, e dalla struttura che deve essere propria struttura all’ascolto, alla ricerca di quel grande educata e coinvolta alle problematiche dell’utente, patrimonio di idee, iniziative e creatività spesso non socio e non socio, con un approccio economicamente ascoltate”. e giuridicamente corretto, frutto di una adeguata preparazione nel saper affrontare Dal punto di vista dell’imprenditore “la Banca locale i problemi che vengono esplicitati”. o di relazione, deve continuare a fare quello che sa fare, ovvero privilegiare rapporti stretti e di lunga durata con i soci, le imprese, i commercianti e gli agricoltori, e sviluppare un approccio al credito basato sulla conoscenza diretta e approfondita del cliente. Essere banca locale significa anche assumere atteggiamenti di disponibilità di aiuto ai soci ed alle imprese, soprattutto nei momenti di difficoltà. Significa inoltre sostenere l’economia locale: appartenere al territorio dovrebbe essere un valore da perseguire con ogni mezzo e di cui essere orgogliosi. Significativo è anche un aspetto che, pur sembrando marginale, vuole evidenziare come Il ruolo della banca all’interno della comunità locale “Se essere banca “locale” significa adeguare il proprio comportamento alla realtà ed ai bisogni in cui la BCC si trova ad operare e si sta radicando”, si fa notare come “l’ampliarsi dell’operatività in territori nuovi e con economie diverse da quelli originari” espone la BCC ad un rischio di snaturamento che può essere superato mettendo in atto una serie di azioni, tra le produttive, a) rafforzare il radicamento nelle originarie zone di • essere disposti a condividere le sorti del influenza con un mantenimento e possibilmente territorio. quali: “del paese” ha a disposizione un insieme di informazioni aggiuntive e di guagliabile importanza”. Nell’attuale congiuntura si ritiene ancora più neces- un incremento e recupero di soci anche attraverso “Una banca locale ha il compito di riequilibrare le stortu- sario b) diffusione nelle zone di recente e futura influenza dello specifico spirito della Banca attraverso contatti diretti fra gli operatori e la potenziale clientela; c) iniziative che consentano la conoscenza reciproca fra i soci per creare una sinergia di contatti umani; d) creare le condizioni per rapporti, anche informali, fra amministratori e soci per conoscere problematiche ed idee dei soci e da portare nelle sedi più opportune; re dell’attuale sistema finanziario nazionale: deve conti- “continuare ad occuparsi dell’economia locale reale con- nuare a svolgere le attività di banca tradizionale sempre sentendo, in questo difficile momento, ai soci e clienti di e in qualunque momento, sia la congiuntura favorevole o poter usufruire dei mezzi necessari a svolgere la propria sfavorevole. Deve rimanere concentrata sui volumi realiz- attività e superare insieme questa crisi essendo attenti, zati però con la sommatoria di tanti piccoli clienti. Deve precisi e rapidi nel rispondere alle loro richieste. Il ruolo privilegiare il più possibile gli incontri e la conoscenza con dovrà essere quello di veri e propri partner per azien- gli operatori sul territorio.” de e famiglie, facendo sentire la propria presenza nel La BCC assolve concretamente il suo ruolo all’interno della comunità mettendo in campo una specifica attenzione nei riguardi di quelle realtà che ne costituiscono il tessuto: territoriale, della propria capacità di innovarsi e dare ri- Si evidenzia inoltre come il legame con le aziende clienti si “giochi” sul campo. sposta ai bisogni dei clienti. “Le aziende si trovano oggi ad affrontare una serie di La Banca locale “accompagna” l’impresa nel momento problematiche lontane dall’attività di produzione vera e di difficoltà, indirizzando - qualora necessario - ad un propria che necessitano di una visione dei mercati, dei “Un nucleo importante della nostra società è la famiglia giusto finanziamento, collaborando costantemente con i grandi movimenti economici e politici. e soprattutto con questa crisi va aiutata. In particolar Consorzi Fidi, con le Organizzazioni di Rappresentanza La banca per sua vocazione è di fatto un osservatorio modo andrebbero aiutate quelle famiglie con un lavoro presenti sul territorio”. privilegiato per questo tipo di lettura ed il supporto che il coinvolgimento dei giovani; stabile ma con problemi economici”. E ancora “viene evidenziato il grave problema dei giovani richiedendo alla Banca un ruolo attivo attraverso la sensibilizzazione verso i principi della cooperazione, della necessità di un rapporto più stretto con la famiglia, le momento del bisogno, per riuscire a riconquistare quella “Mantenere la fiducia del socio, dell’imprenditore, del fiducia smarrita”. commerciante, dell’agricoltore può rappresentare per la Banca il riconoscimento più importante del proprio ruolo Il legame tra la banca e i propri stakeholders (soci, clienti, territorio) essa può fornire alle imprese (…) potrebbe essere determinante. Perciò è auspicabile una sorta di attività di consulenza operata da specifiche commissioni per settore. Anche il rapporto con i soci, con il territorio e con le comunità locali si intensificherebbe grazie a questo nuovo modo di fare banca sempre più presente e vicino istituzioni ed il volontariato al fine di creare soci consa- Si fa rilevare come il rapporto fra la Banca ed i propri pevoli e preparati. Nel contempo esaminare la possibili- i Soci, e in generale del rapporto con gli altri soggetti, tà che attraverso aiuti mirati si consenta loro di operare non debba essere statico ma dinamico sia nelle pro- alle realtà locali ed imprenditoriali”. scelte consapevoli nella prospettiva che la cooperazione Sul fronte più strettamente sociale si evidenzia blematiche operative che in quelle comportamentali. come può dare dei vantaggi economici in sintonia con i loro Con l’auspicio di un sempre maggior interessamento ideali e, per tale aspetto, vi deve essere una particolare “essere soci della BCC vuol dire partecipare o meglio della totalità della base sociale. essere i protagonisti della vita economica della propria attenzione della Banca anche per differenziarsi da altri Istituti”. “L’azienda-banca deve iniziare a considerare la componente rischio, scommettendo proprio sui giovani talenti, sulle loro iniziative e sulle loro ambizioni. Ma questo è possibile solo se essa saprà giocare un ruolo attivo, quasi una sorta di simbiosi mutualistica con i giovani e le piccole e medie imprese uniche in grado di perseguire quella “crescita responsabile e sostenibile del territorio” Per questo banca. Dunque per mantenere vivo questo rapporto (banca-socio) è necessario creare delle occasioni in cui “mantenere il requisito di Banca locale di piccola dimen- si possano trattare le principali problematiche col fine di sione implica per la banca l’avere strutture organizzative rendere le relazioni migliori. Gli eventi sociali non posso- semplici, che producano decisioni rapide e flessibili. I soci no mancare per mantener vivo il rapporto con il socio”. e le imprese devono avere la certezza di trovare nella Banca locale un riferimento, una persona dedicata, signi- Se “il crescere del numero dei Soci, positivo come pro- fica un servizio qualitativo importante”. spettiva sia economica che sociale può portare ad un allentamento del vincolo cooperativistico, diventa impor- “Si deve trovare il giusto equilibrio tra esigenze sempre tante che lo spirito cooperativistico venga trasfuso anche più forti di controllo e di gestione dell’attività svolta e negli operatori che quotidianamente sono a contatto snellezza organizzativa. Fondamentale è affidarsi il più con i soci e con gli altri utenti. possibile a collaboratori (soprattutto nei ruoli chiave) E’ inoltre indispensabile sapersi misurare con le realtà ben radicati sul territorio, magari fatti crescere all’interno economiche locali per rispondere ai vari problemi posti, Più in generale “serve la consapevolezza che la cresci- della banca; capaci cioè di interpretare al meglio le esi- anche se bancariamente modesti, in modo da seguire ta della Banca locale, deve essere strettamente legata genze del territorio e di poter valutare e capire i bisogni una clientela per tale motivo non oggetto di attenzione allo sviluppo, non solo economico, del territorio in cui delle aziende e delle famiglie da un livello privilegiato da parte di altri istituti. è presente. Bisogna rispetto a qualsiasi altro operatore sul mercato. Senza Giova peraltro anche evidenziare che, per adempiere nulla togliere a procedure, bilanci, business plan etc., che alle sue finalità, la BCC deve conseguire un risultato rimangono comunque importanti e fondamentali fonti economico che possa consentirle il naturale sviluppo, nei di informazione per il processo decisionale, ritengo che territori in cui opera, dell’attività a favore dei propri soci chi ricopre ruoli chiave all’interno del “Paese BCC” se è e non soci. così come recita l’art. 2 dello statuto sociale”. Da non tralasciare il ruolo importante svolto dalla BCC soprattutto nelle piccole comunità. • avere la conoscenza della realtà economica, • sviluppare relazioni con le categorie SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 13 Pacchetto Soci 2011 I SERVIZI BANCARI Un conto con ZERO SPESE di tenuta conto e 365 (TRECENTOSESSANTACINQUE!)OPERAZIONI GRATUITE ALL’ANNO. CHI TI OFFRE DI PIÙ? SOCI PERSONE FISICHE Tenuta conto GRATUITA operazioni su c/c 365 OPERAZIONI GRATUITE (91 trim.) - oltre 1,00 euro Bonifici 0,50 Euro interni e 1 Euro esterni gratuito con Home Banking e stipendi pagamento utenze tramite RID GRATUITO invio estratto conto trimestrale GRATUITO libretto assegni GRATUITO Bancomat GRATUITO valuta versamento assegni stesso giorno versamento Conto/Libretto possibilità di usufruire gratuitamente dei servizi Diaria Euro 15,49 per ricoveri ospedalieri “Risparmio e Previdenza” assicurativi connessi all’apertura del Conto/Deposito Copertura assicurativa “Grandi Interventi” Risparmio e Previdenza per cure e degenza ospedaliera. come da convenzione Operazioni di finanziamento spese di istruttoria/rinnovo finanziamenti Riduzione del 50 % Spese presentazioni SBF Riduzione del 50 % Operazioni di investimento Sottoscrizioni Obbligazioni BCC Speciali emissioni riservate ai Soci Sottoscrizione Prodotti Aureo Gestioni riduzione 25 % sulle commissioni di ingresso Convenzione Linea Soci BCC Assimoco riduzione del 5 % sui premi delle polizze Casa, Infortuni, Malattia, Caso Morte riduzioni su polizze RC Auto Prodotti BCC Vita riduzioni su caricamenti Polizza “Modus - Linea Soci BCC” Spese Tenuta dossier titoli GRATUITO Banca elettronica Carta di Credito Cooperativo “Socio” GRATUITA Spese prelevamento su Bancomat BCC GRATUITE Spese prelevamento su Bancomat altre BCC GRATUITE Canone home banking 2 Euro a trimestre Sono esclusi bolli e imposte di legge SOCI PERSONE GIURIDICHE Conto corrente Socio Tenuta conto operazioni su c/c Bonifici 10 Euro trimestrali 365 OPERAZIONI GRATUITE ALL’ANNO (91 trim.) oltre 1,00 Euro valuta versamento assegni un giorno 0,50 interni, Stipendi, Relax e Next 1 Euro per esterni e CBI passivo Operazioni di finanziamento spese di istruttoria finanziamenti spese rinnovo affidamenti Spese presentazioni SBF Riduzione del 50 % Riduzione del 50 % Riduzione del 50 % Operazioni di investimentoSottoscrizioni Obbligazioni BCC Sottoscrizione Prodotti Aureo Gestioni Speciali emissioni riservate ai Soci riduzione 25 % sulle commissioni di ingresso Convenzione Linea Soci BCC Assimoco Prodotti BCC Vita Spese Tenuta dossier titoli Banca elettronica Carta di Credito Cooperativo “Socio” Spese prelevamento su Bancomat BCC Spese prelevamento su Bancomat altre BCC Canone home banking riduzione del 5 % sui premi delle polizze Casa, Infortuni, Malattia, Caso Morte riduzioni su polizze RC Auto riduzioni su caricamenti Polizza “Modus - Linea Soci BCC” GRATUITO 50 % della spesa (12 Euro) GRATUITE GRATUITE 4 Euro a trimestre Sono esclusi bolli e imposte di legge 14 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO LE INIZIATIVE SOCIALI (riservate ai Soci Persone Fisiche) Appuntamenti/Organi istituzionali di partecipazione Informazione e Formazione continua del Socio Assemblea Generale dei Soci Consulta Soci Incontro di formazione con Neo Soci Pubblicazione e distribuzione a tutti i Soci del BILANCIO SOCIALE Progetti di valorizzazione dell’identità cooperativa e della sua storia ( a disposizione le pubblicazioni storiche BCC) Periodico sociale SOTTOTRACCIA - Invio postale del periodico bimestrale con informazioni su iniziative sociali, novità legislative, territorio e cooperazione Ufficio Soci Presso la Sede l’Ufficio Soci è a disposizione per richieste di chiarimento e informazioni su servizi e iniziative [email protected] Inziativa culturale Soci Artigiani e Agricoltori Giornata riservata ai Soci Artigiani e Agricoltori che prevede la visita gratuita a realtà di particolare interesse tecnico/culturale Iniziativa Sociale Soggiorno Mare Maggio Soggiorno tutto compreso di 15 gg in località marina in Italia Riduzione una tantum di Euro 200,00 sulla quota di partecipazione. Riduzione di Euro 300,00 per i Soci oltre i 70 anni Soggiorno estivo in Italia e all’Estero Riduzione una tantum di Euro 200,00 sulla quota di partecipazione del Socio che non abbia partecipato all’iniziativa sociale di Maggio Soggiorni in località di interesse culturale in Italia e all’Estero Riduzione una tantum di Euro 200,00 sulla quota di partecipazione del Socio che non abbia partecipato all’iniziativa sociale di Maggio o Giugno Iniziativa Sociale Mare Giugno Iniziativa Culturale Dicembre XX Premio allo Studio 2011 n. 40 Premi allo Studio riservati ai Figli di Soci (cfr Bando Premio allo Studio 2010/2011) Festa del Socio 2011 Appuntamento conviviale riservato alla Compagine Sociale DIVIDENDI E RIVALUTAZIONE QUOTE AZIONARIE Dividendi Il Socio ha diritto al dividendo sul valore nominale delle quote azionarie nella misura stabilita dall’Assemblea Generale dei Soci in sede di approvazione del Bilancio d’esercizio Rivalutazione L’Assemblea Generale dei Soci convocata per l’approvazione del bilancio può destinare una quota dell’utile a rivalutazione delle azioni GLI INTERVENTI DI MUTUALITÀ A FAVORE DELLA COMUNITÀ LOCALE La BCC persegue lo scopo di favorire i Soci, oltre che direttamente, anche intervenendo a vantaggio delle Comunità locali di cui essi fanno parte. La Banca destina annualmente parte dell’utile aziendale a favore di interventi di beneficenza sul territorio rivolti alla promozione della comunità locale e del volontariato, della solidarietà, della cultura e dello sport. (a disposizione il Regolamento Mutualità su www.bedizzole.bcc.it - sezione COMUNITA’ ) Ulteriori contributi sono garantiti da interventi di sponsorizzazione a iniziative, Associazioni e società sportive del territorio. Al Socio e cliente BCC sono inoltre rivolte speciali iniziative a favore dei giovani e delle famiglie. TEATRO DON GORINI di Bedizzole: oltre ad accogliere gli eventi che tradizionalmente segnano e scandiscono la vita Sociale della Banca, il Teatro viene concesso gratuitamente svolgendo il proprio servizio a favore di enti e associazioni del territorio che ne facciano richiesta. (a disposizione il Regolamento del Teatro don Gorini su www.bedizzole.bcc.it - sezione COMUNITA’) SOTTO TRACCIA DICEMBRE/GENNAIO 15 Scenario “Vobarno dalla A alla Z” Tipografici link di memoria Il libro di Adelmo Colombo ripercorre la storia del paese attraverso la catalogazione sincronizzata fra parole, luoghi, vicende, personaggi Alfabetica normativa del ricordo. Esplicita, quanto precisa e rigorosa, ricostruzione storica di una comunità. L’idea costitutiva di questo disegno culturale si raccoglie oggi per Vobarno nel bel libro scritto da Adelmo Colombo. Con il titolo, “Vobarno dalla A alla Z”, che non lascia dubbi sulla natura profonda della sincronia fra parole, luoghi, vicende, personaggi e storia del comune valsabbino. Utile alla natura esecutiva del volume, l’interessante approccio enciclopedico. Metodo di classificazione che, aldilà del positivo effetto tasso- 16 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO nomico di rappresentazione schematicamente organizzata, rivela anime narrative singolarmente riservate alla singolarità nominale della parola in catalogo. In questo modo l’effetto immediato della brevità di un sapere circoscritto, balza originalmente sul desktop ideale di nostra lettura. Mettendo in carica effervescente una serie esplicativa di link formato stampa, fruibili con la veloce dimensione corsara dell’attualità telematica. Su questo terreno, facile nella conduzione sfogliata del libro e moderna di rapide possibilità di consultazione, evolve il linguaggio, tra storia, ricordi, sensazioni, personalità di Vobarno. Riportando la personalizzante unicità di questo angolo di Valle Sabbia dal dinamismo produttivo di encomiabile e fruttuosa portata economica e sociale. Così, linkando manualmente sui file memorizzati ad arte da Adelmo Colombo, le scoperte non mancano. Rinvenimenti interessanti. Per il vobarnese nostrano e per la gente di fuori confine che scruta il pensiero di valle in neutrale e distaccato atteggiamento cognitivo. Fino a limare il culmine della curiosità didattica di certe classificazioni. Come Paragone, località nella Val Degagna “dove vi è la miniera del Paragone, una pietra nera così chiamata per saggiare i metalli preziosi..” Oppure Pigna in cui la leggendaria originalità araldica della comunità - proprio una pigna è lo stemma del comune di Vobarno – rivive nello storico e fascinoso ritrovamento di un suo “esemplare in pietra nel 1982, murato nella cella della torre campanaria della Chiesa di Santa Maria Assunta..” Altri tasselli, oltre alla munifica ricodificazione della parole, sono quelli delle immagini che impreziosiscono, in appendice di volume, questi eleganti, costruttivi, orgogliosamente strapaesani link di report e memoria rilegati a stampa. [Bedizzole / Valchiese] Tradotta nelle “Vibranti Armonie” di Lucia Leali e Moira Facchetti Lungimirante estetica delle affinità Interessante mostra allestita per Dicembre a Bedizzole nello spazio espositivo da madre e figlia pittrici. Nella diversità interpretativa la sotterranea, ma prorompente e formidabile contiguità del senso identitario Azione immaginifico rappresentativa di “Vibranti Armonie”. Definizione dalla contiguità del movimento espressivo rielaborato attraverso le tele esposte in oscurate le palpebre che dischiudono ad interiorità contrasto selettivamente efficace nell’originale dispo- questi giorni a Bedizzole da Lucia Leali e Moira Fac- particolari evocative e ad intreccio rigenerante su sizione cromatica del colore. Linearmente appoggiate chetti. Madre e figlia dai generi allineati nell’intento cui è interessante riflettere. E intanto, amabilmente all’estetizzante raffigurazione principalmente indiriz- appassionato, pur nelle evidenti diversità di approccio decise, scorrono le tracce di colore e materia nella zata all’universalità del femminile. Ideale lodevole di tecnico creativo. Da una parte Lucia alimenta il suoi singolarità timbriche dei segni. Distinti, come si diceva, intenzionalità percepite nell’istantanea fissata su tela colori dentro l’elegante e colorata regola figurativa tra la raffinata ricerca a tutta forza di Moira Facchetti di gesti, sguardi ed accessori funzionali a definire la del pastello. Dall’altra Moira, che reinterpreta la figura e il disincanto magicamente colorato delle figure di categoria dell’essere donna sfrondato da ogni limite umana facendola rifiatare nel segno descrittivo di tra- Lucia Leali. Sul versante di Moira il linguaggio si inerpi- di sovrastruttura. Aggiungendo l’esibizione floreale, sformazione astratta in paesaggio. Molto forti dunque, ca in avvincenti sentieri che sconfinano con maestria anch’essa decisamente inclinata alla voce rosa che ad un primo veloce sguardo manieristico, le distanze fuori dalle classiche essenzialità del senso. Nessuna interagisce trasparentemente con la silente eleganza d’ambito interpretativo per queste due pittrici dall’or- regola d’arte scontata delimita infatti il campo di azio- verde. Assorbendo un vivo – donna e vegeto – fiore mai riconosciuto ed apprezzato curriculum professio- ne di questi corpi che si materializzano nella fruibilità , plasmato con la sensibilità delle dita, immerse con nale. Per un’apparenza evidente di diversità all’occhio incantata dell’immagine tematica. Nella sinuosità figu- sapienza a pastello e lanciate a mano libera da Lucia dell’immediatezza, al quale in ogni caso non vanno rativa, semplificata nella precisa iconicità dell’essenza, direttamente come carezze sulla rilassata formalità gli elementi tecnici di definizione immaginifica. Cardini del foglio bianco. Ripercorrendo ora la suddivisione in costante assetto di movimentata argomentazione estetica di questo talento madre e figlia, preventiva- dialettica modulata in forme. E in materie prime a svi- mente descritto quasi agli antipodi dell’esperienza ar- luppo armonico capace di frastornare emotivamente tistica, rimbalza con vigore un percepito identitario lo sguardo del primo acchito. Rivolgendone la produ- dalla tonalità forti. Sfuggente al motivato scientifico. zione simbolica nella conturbante, quanto sentimen- Ma lineare, tra contenuti e soggetti, in quel vibrato tale, singolarità materica di queste terre avvolgenti armonico che insorge, in esuberante prospettiva, fra la naturalità dei corpi. O dei simboli che classificano terre che interrogano corpi e pastelli dall’amanuense un Oriente ideogrammato da Moira Facchetti in ri- lungimiranza cromatica. flessioni di luce per traduzioni di significato. E ancora queste terre, dal grigio altero dell’acciaio rabbiosamente screpolato nel suo fredda originalità inorganica, fino all’aureo, dorato, confortevole abbraccio dell’indomabile calda regalità dell’oro – calamita dei nostri sensi. Che corrono ora, in vibrante armonica sintonia ideale, con la carica espressiva modulata dalle tinte dei pastelli organizzati da Lucia Leali. Qui la materialità ridipinge il tratto in un giro realistico dal SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 17 Scenario Proroga al 31 gennaio per la scadenza dei bandi Gal Garda Valsabbia Colpi in canna per lo sviluppo La varietà e l’interesse, per le diverse opportunità di sostegno alle iniziative socio economiche della Terra fra i Due laghi, hanno richiesto l’opportuna dilazione dei termini per accedere ai fondi europei del programma Leader 2007-2013 Prorogata al 31 gennaio 2011 la scadenza dei bandi del Gal per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali dell’Alto Garda e della Valsabbia. L’iniziativa arriva per oggettive necessità funzionale alle esigenze diversificate delle realtà territoriali. «I bandi del GAL – come spiegato in una nota dei responsabili dell’ Ente - stanno avendo un grande riscontro sul territorio e di riferimento che opera nella cosiddetta Tre tra i stanno interessando un ampio numero di soggetti. Due Laghi (Garda e Idro). “Nell’ambito dell’Iniziativa Tuttavia, la complessità delle domande in relazione Leader dell’Unione Europea – si legge nell’informativa ai tempi disponibili ha indotto il Gal medesimo a istituzionale dell’organizzazione - attua progetti di prorogare i termini di scadenza accogliendo l’istanza sviluppo e gestisce finanziamenti pubblici destinati presentata da più parti. Tutti i bandi (tranne quello alla valorizzazione delle aree rurali e montane relativo a «La via degli alpeggi - itinerari alpini caratterizzate da minore diffusione di servizi e lungo i sentieri della Grande Guerra e del Bagoss», opportunita’ lavorative. Ogni GAL (in Lombardia ne la cui scadenza resta invariata al 10 dicembre) – esistono 16) realizza i propri interventi nell’ambito prosegue il documento informativo - sono dunque di un territorio ben definito. Il GAL GardaValsabbia prorogati. La nuova scadenza per la presentazione - societa’ mista pubblico/privata - sostiene progetti di delle domande è il 31 gennaio”. Si ricorda tra l’altro turismo rurale, valorizzazione delle tradizioni e della che il novero degli interventi finanziabili tramite i cultura locale, nell’Alto Garda e in Alta Valle Sabbia” Gli fondi europei del programma Leader 2007-2013, uffici del GAL sono a disposizione per informazioni e supportati adeguatamente proprio per iniziativa appuntamenti personalizzati. Per ulteriori notizie sulle del Gruppo di Azione Locale Garda Valsabbia, è attività www.gal-gardavalsabbia.it piuttosto ampia. Il Gal è un’istituzione territoriale Desenzano elegante - solidale artigianato italo – indiano Sensibilmente indian fashion L’Associazione Lankama ha creato insieme alla stilista desenzanese Chiara Zanetti un Laboratorio di Sartoria ed Oggettistica in una delle zone più povere dell’India. Il valore aggiunto di un regalo utile anche allo sviluppo economico e sociale Un laboratorio di sartoria ed oggettistica nel bel mezzo dell’India delle grandi miserie. L’idea arriva dall’ Associazione Lankama che, insieme alla stilista desenzanese Chiara Zanetti, ha esteso il proprio dinamismo associativo ad un progetto di concreta solidarietà. Per un’idea che ha portato nei giorni scorsi alla mostra/presentazione nei locali dell’Hotel Piccola Vela a Desenzano di oggetti e vestiti realizzati a mano dalle ragazze indiane. Iniziativa utile per un regalo in occasione delle feste. L’ Associazione Lankama opera da 15 anni in una delle zone più povere dell’India del sud. Sono circa 300 i bambini orfani accolti, curati, nutriti, mandati a scuola o a imparare un mestiere dignitoso a cura dell’ente solidale italiano. Da questa esperienza, recentemente, è stata istituito in quell’ambito geografico un laboratorio di sartoria. Qui un gruppo di bambine orfane, diventate ormai giovani donne,si stanno perfezionando nel ricamo 18 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO a mano. A loro il compito di confezionare sari da proporre a facoltose signore indiane. In questo modo si renderanno autosufficienti e potranno essere di aiuto a se stesse, alle proprie famiglie e insegnare a loro volta il mestiere alle generazioni future. Nell’ambito di questo programma la stilista desenzanese Chiara Zanetti ha pensato a un progetto finalizzato a valorizzare il lavoro e la manualità di un paese come l’India, dove vengono sfruttate all’osso la manodopera e le persone. Ha fatto ricamare alle abili ragazze indiane bellissimi disegni su strisce di pelle da lei stessa progettati e poi montato trasformandole in originali e raffinati bracciali. Il lavoro è stato seguito personalmente in India da Loredana, presidente di Lankama. Sullo sfondo dell’operazione di aiuto e collaborazione con l’operosa virtù del popolo indiano qualche amara riflessione. Infatti, abitualmente, l’occidente sfrutta il lavoro del terzo mondo pagando i lavoratori una frazione minima di quanto sarebbe loro dovuto e costringendo la mano d’opera a lavorare in condizioni aberranti. Il progetto ideato da Lankama vuole offrire invece alle ragazze artigiane indigene una grande opportunità. Fornendo prima di tutto la professionalità a garanzia di un salario accettabile,di una ragionevole sicurezza del posto di lavoro e di un monte ore regolato. Impegnandole in un’attività produttiva che possa generare risorse economiche in una delle comunità più emarginate del mondo. [Garda / Valvestino] Professioni speciali: Procuratore Sportivo Calciatori Rotondi, talentuosi sogni nero su bianco Il giovane avvocato desenzanese Massimiliano Moretti svolge da alcuni anni, con impegno ed attenzione, questa attività complessa nelle sue diverse sfaccettature operative. Dalla psicologia, all’intuito sportivo, fino alla fondamentale esperienza nelle incombenze contrattualistiche e legali. Successivamente gli impegni universitari a Parma mi persone. Studio ed osservo i calciatori di tutte le ca- hanno un po’ allontanato dalla carriera agonistica. La tegorie. Intreccio rapporti professionali nell’ambiente. svolta verso la professione di procuratore sportivo Riutilizzando le formative e concrete esperienze spa- è stata resa comunque possibile proprio grazie ad gnole comincio a lavorare.” Lavoro che oggi si mani- un’iniziativa accademica”. In sostanza - ma c’è è biso- festa in una quindicina di calciatori rappresentati ed gno di ribadirlo? si c’è molto bisogno! - studiare oltre in un costante andirivieni fra campi di calcio, nazionali che importante è utile. Anche in ambienti leggermen- ed esteri, alla scoperta di talenti. “Recentemente -ag- te, ma inopportunamente secondo ormai consumati giunge in proposito Moretti – sono stato in Argen- stereotipi culturali, strafalcionanti nel sacro gergo del tina. L’offerta di calciatori in quel paese è piuttosto pallone. “L’occasione arriva in Spagna – continua Max vasta. Inoltre, rispetto all’Italia, i costi sono inferiori. Lo Moretti – dove mi trovavo per frequentare il proget- stesso discorso si può fare per altre realtà nazionali to universitario Erasmus. Un’esperienza, molto forma- sudamericane – ad esempio Uruguay – o dell’Est Eu- tiva durata circa due anni. Tra un impegno e l’altro ropeo – Slovenia, Polonia ecc. Ma il problema italiano Si parte con il passione che in questo caso significa il vado a vedere le partita, imparo la lingua e frequento è soprattutto quello che non permette ai giovani di piede buono. Subito in campo a far valere le proprie i campi di calcio delle diverse serie. Così conosco un fare esperienza. capacita nell’arte del infilare palloni in rete. Poi si va procuratore spagnolo. Ovvero di giocare con continuità ad alti livelli. In pra- avanti nelle diverse categorie locali con un discreto Alla prima curiosità del come si lavora in quel campo, tica la vetrina più importante del nostro calcio è il successo. In mezzo ci mettiamo l’università destina- si aggiunge un interesse sempre più attento a quel Torneo di Viareggio, al quale io assisto tutti gli anni. Ma ta a convolare in laurea in legge. Tra le pieghe dello genere di attività. Insomma – sottolinea Moretti – ca- non basta. Ed allora ci si rivolge, come noto, all’estero. studio aggiungiamo la partecipazione al progetto uni- pisco che quella può essere un’opportunità, visto che Forse, per ovviare a queste carenze, si dovrebbero in- versitario Erasmus. Effettuata in Spagna. Dove, grazie la qualifica di avvocato è l’unica che permette di as- trodurre regole che obblighino le società ad utilizzare ad alcuni contatti ed esperienze nelle organizzazioni sistere ufficialmente i calciatori. L’altra strada è quella un certo numero di giocatori under 21. “E intanto calcistiche iberiche, si materializza la possibilità di in- del titolo da conseguire frequentando ad esempio il Max prosegue nel suo lavoro fatto di piccoli, indispen- tegrare una passione al futuro lavoro in ambito lega- Super Corso di Coverciano”. Per inciso quest’ultimo sabili tasselli di conoscenza. “Ritengo, parlando come le. Tradotto in termini concreti, Massimiliano Moretti, sistema didattico risulta piuttosto elitario. Perché, di avvocato, che assistere un giocatore, ovvero un’azien- avvocato desenzanese, si ritaglia con impegno e de- regola, la partecipazione è significativamente rappre- da individuale dalle molteplici sfaccettature – argo- dizione anche la qualificata competenza di procurato- sentata da ex affermati calciatori, che dalla loro hanno menta Moretti - sia molto diverso dalla normale tu- re sportivo. Ovvero agente di calciatori. Professione l’esperienza e la conoscenza precisa dall’interno di un tela degli interessi normali di un’impresa. Nel caso del dall’alto suono mediatico affascinante, che racchiude mondo altamente esclusivo come quello del pallo- calciatore entrano infatti in azione fattori psicologici, in un solo ambito conoscenze legali, burocratiche, ne. “Tornato in Italia dopo laurea e abilitazione alla di intuito sportivo ed ovviamente di conoscenza lega- amministrative, pubblico relazionali, commerciali oltre pratica legale – ricorda ancora Massimiliano - vado a le, vista l’oggettiva e fondamentale personalizzazione alla vocazione attiva di impatto psicologico sulla di- Roma e inizio ad addentrarmi nel sistema. Conosco delle singole necessità contrattuali”. Fin qui l’attualità versità dei soggetti assistiti. di Massimiliano Moretti procuratore in piena evolu- Quindi lavoro essenzialmente e formalmente com- zione professionale. Che porta ai progetti destinati plesso. In cui l’elemento passionale, accompagnato dal ad un futuro più o meno prossimo. “L’ambiente del fiuto in materia, non può prescindere da cognizioni calcio mi interessa molto – commenta in conclusione e regole di competenza giuridica. “Quest’idea è nata Max - quindi intendo continuare in questa attività. per caso – racconta Massimiliano Moretti, trentadue Allargando sempre più il mio raggio d’azione. Senza anni, dalla scrivania dello studio legale di famiglia a trascurare altre opportunità a livello dirigenziale sem- Desenzano del Garda che condivide con la madre, pre in ambiente calcistico”. anche lei avvocato, Ludovica Zanetti – alla base c’è Osservando e ragionando. Tra passione, talento e for- naturalmente la mia passione per il calcio. Dai sette malità, nel mistero avvincente della palla rotonda. Con ai vent’anni ho infatti giocato nelle diverse categorie procura speciale a riportare la talentuosità del sogno dilettantistiche. Ero una punta con vocazione al gol. nero su bianco. SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 19 Scenario Quello garantito dal Consulente Immobiliare Cemento armato sul bene casa Rivolgersi a questo tipo di figura professionale significa ottenere risposte adeguate e sicure sia per chi compra e chi vende. Le riflessioni in proposito di Eugenio Farina che da trent’anni svolge in provincia di Brescia con metodo e passione questa interessante e funzionale attività Comprendere il valore particolare di ogni tipo di immobile. Renderlo efficace alla sua naturale vocazione di investimento sicuro. Ricontrollarne le caratteristiche in ragione di una giusta valutazione che tenga conto di qualità, prezzo e flessibilità di mercato. Accertare i percorsi formale giuridici per trasferimento della pro- prietà secondo l’ottica sia di chi compra che di chi vende. Regole fondamentali per una sana ed oculata gestione della singolare, quanto complessa, varietà delle proprietà immobiliari. Per un risposta adeguata a questo elenco di prerogative tecnico – consulenziale operative ecco il ruolo del Consulente Immobiliare. Figura essenziale oggigiorno nel complesso panorama della compravendita di case ed affini. “Acquistare un immobile non è mai una cosa facile – spiega Eugenio Farina, Consulente Immobiliare con alle spalle oltre trent’anni di esperienza nel settore specifico – e nell’attualità lo è ancor di più. Molti sono ormai gli edifici in commercio. Ma non tutti vengono valutati con il dovuto metodo. Il boom degli anni scorsi ha favorito un fiorire d’intenti imprenditoriali a proposito di nuove edificazioni, al quale però non si è mai in buona parte associato il ragionamento complessivo sull’effettivo valore di un certo investimento. In quest’ottica di consulenza a monte delle problematiche, lavora il Consulente Immobiliare. Ruolo da non confondere con altri che si manifestano più nell’inter- mediazione”. Quali sono allora le competenze e le attribuzioni specifiche di questo navigato conoscitore del complesso mondo del mattone “Per prima cosa risponde ancora Farina – bisogna tenere conto che una casa è un bene particolare. Con un valore ed un prezzo di una certa consistenza. E con una serie di peculiarità che vanno dalle motivazioni dell’acquisto, alla scelta geografica di posizionamento dell’immobile, al rapporto qualità prezzo, usato e nuovo. Senza dimenticare l’iter relativo all’ambito, finanziario – modalità di pagamento, scelta ed erogazione del mutuo - e burocratico giuridico – pratiche notarili, catastali e di conservatoria. Questi concreti riscontri operativi – prosegue Eugenio Farina – rendono fondamentale una conoscenza precisa di ogni singolo dettaglio che determina la complessa totalità di valori e di funzioni di un edificio in senso generale. Da qui l’importanza del Consulente Immobiliare – aggiunge in conclusione Farina – soggetto professionale autonomamente organizzato a garanzia e tutela sia di acquirenti e venditori che del multiforme mercato settore”. Grazie alla bizzarra originalità nominale di certe località italiane Fuori dal Comune Cinque sono bresciane. Le rileva tra gli altri la rivista Focus Extra, dove nell’ultimo numero appare la lista dei paesi italiani con denominazioni curiose. E targati Brescia l’onore di menzione tocca ad Acquafredda, Borgosatollo, Casto, Angolo e Incudine Nomenclatura comunale original mix. Con scoperte ed associazioni di idee curiosamente allestite attraverso la geografia italiana. L’idea è venuta alla redazione della rivista Focus Extra, che nel nuovo numero ha stilato una lista dei comuni italiani dai nomi più curiosi. Da qui la scoperta che ben 5 provengono dalla provincia di Brescia . Ovvero Acquafredda, Borgosatollo, Casto, Angolo e Incudine. Non mancano le intriganti opposizione del senso, riferite al significato intrinseco della denominazione. E così di Borgosatollo viene descritta la derivazione probabile da “borgo affollato o folto di case. Una condizione storica verosimile visto che il paese di trova alle porte di Brescia. Altre interpretazioni vogliono che venga dal 20 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO maccheronico buscolo saturo (bosco frondoso)”. Creativamente agli opposti, sempre collegandoci ad un paese del bresciano Acquafredda con il contraltare in quel di Lipari – Acquacalda che “sono così chiamati per la temperatura dell’acqua delle sorgenti locali”. Al Morigerato di Salerno si oppone il Casto di Brescia ma, avvertono gli autori “Le virtù proprio non c’entrano Casto (Bs) viene probabilmente da un nome di persona (Castus) oppure da una forma accorciata di castanus (castagno). Morigerati ha la stessa origine di Murge, ossia “dosso”, forse dal latino murex, muricis (altura a punta)” Evitando di passarci in mezzo ecco Incudine (Brescia) e Martello (Alto Adige) “Il comune bresciano – si legge ancora su Focus Extra - deve il nome alla forma del territorio o alla presenza antica di una fucina di fabbro. Martello/ Martell, in Alto Adige, si collega all’antico termine marra “mucchio di sassi”. Le ipotesi alternative, però, non mancano: si va dal nome di persona Martel, sino a murtella, latino medioevale per mirtillo”. Finale graziosamente spigoloso grazie alla curiosa antinomia di Angolo e Acuto, rispettivamente in provincia di Brescia e Frosinone. Con Angolo Terme Bresciano che “allude proprio al ripiegamento della valle in cui si trova. E Acuto, nel Frusinate, ripete il nome del vicino monte, detto Acuto per la sua forma conica”. Per divertenti argomenti opportunamente definiti fuori dal comune. [Grande Brescia] Monia Braga correndo e raccontando la Maratona di New York Evoluti Filippide Yankee di Monia Braga La voce bresciana di Radio Viva FM, percorre i 42 chilometri a stelle e strisce in 5 ore e 29 minuti. L’emozione in uno sbuffo rigenerante dentro la leggendaria immagina di un grande gara. Tutta da provare perché “ Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri. Se vuoi goderti una vera esperienza corri una maratona - Emil Zatopek -” E se la maratona è quella di New York l’esperienza è ancora più forte. Uno spettacolo, un fascino che solo i 45mila runners riescono a capire. Una bellissima esperienza appunto. Tanto che alla fine vorresti consigliarla a tutti: “Ma perché non la fai? Non è così dura… Se non vuoi fare dei super tempi puoi farla benissimo, camminando hai tempo 8 ore…” ed altre cose del genere. Non è una passeggiata, un po’ di allenamento ci vuole ma vi assicuro che non è irraggiungibile. A ri-eccomi a fare la buona consigliera. Domenica 7 novembre ho corso la mia prima maratona di New York in 5 ore e 29 minuti (28 minuti e 58 secondi per la precisione). 42 kilometri e 195 metri partendo dal ponte di Verrazzano, passando per Brooklyn, Queens, Bronxs, Harlem e arrivando al famoso FINISH in Central Park. Che ha vinto Gebre in 2h08’14”, ma io i top runner non li ho nemmeno visti lo potete immaginare. Non sono qui a farvi un resoconto dell’evento, ma solo per raccontare quest’avventura. La mattina della maratona il telefono dell’albergo suona alle 3:45 del mattino… alzo la cornetta ma nessuno risponde. Ah ok è la sveglia. E’ arrivato il grande mo- mento. E’ ora di partire: fremiti, eccitazione, fibrillazione. Il mio unico pensiero: “Stai tranquilla, l’importante è arrivare alla fine… sana e salva, con le tue gambe”. Alle 5 inizia il viaggio interminabile verso lo start a Staten Island. Bus, battello e ancora bus. Il freddo è pungente, ma fortunatamente ogni tanto qualche raggio di sole mi scalda mentre rimango sdraiata ricoperta da una serie di indumenti da buttare (abbigliamento che poi andrà in beneficenza). Sembriamo dei profughi: chi ha il sacco a pelo, chi la tendina. Ci sono alcuni personaggi vestiti con la tutina di RIS o CSI, se preferite. L’importante in questa attesa è rimanere al caldo e mangiare. Alle 9.40 si sente l’inno americano, la voce in lontananza del Sindaco Bloomberg ed il famoso sparo, è partita la prima wave (a New York si parte a scaglioni di circa 15.000 persone alla volta). Tra poco tocca a me. Ore 10.10 è il mio momento. GO! Si parte!!! Il sorriso è sempre presente. Non ti rendi nemmeno conto di quanta gente c’è. Organizzazione impeccabile. Sul ponte di Verrazzano siamo solo noi runners, si sente il rumore dei piedi che accarezzano l’asfalto e nient’altro. Mi guardo in giro mentre corro, siamo in tantissimi ed il paesaggio è pazzesco, in lonta- nanza si vede Manhattan. Finito il ponte ti accoglie Brooklyn con il suo fantastico pubblico. Iniziano una serie di: Go Monia Go… Italyyyyy. Tutti ti incitano. Il cartello che più mi ha colpito è quello che teneva in mano una simpatica ragazza: “For we are all Kenyans” (Per noi siete tutti Kenioti)… mi sarei fermata ad abbracciarla! I km passano, la fatica non si sente. Sono troppo impegnata a vedere lo spettacolo in strada con tutte le band che suonano live ogni 20 metri. La prima crisi arriva all’incirca a metà sul Queensboro Bridge. Una salita lunghissima che mi costringe a camminare. Da quel momento il mio ritmo è rallentato. Raggiungiamo, io e Valentina (una mia grande amica con la quale ho corso tutta la maratona) la First Avenue, una lunga via larga 6 o 7 corsie e lunga 8 km. Un rettilineo pazzesco che non ti fa intravedere la fine. Resisto e continuo a correre/ camminare ed intanto il pubblico si è moltiplicato. Ancora un ponte ed entriamo nel Bronx, inizio a faticare ed ho bisogno di carburare. Una piccola oasi con delle banane sono la carica giusta per poter riprendere la marcia verso Central Park. Gli ultimi chilometri sono abbastanza tranquilla, la mia andatura è costante ed aspetto in grazia di vedere il cartello 25° miglio (una maratona è 26,2 miglia). Raggiunto il 25° miglio capisco che l’arrivo è vicino. Cerco di sistemarmi per non oltrepassare il traguardo troppo scomposta e lo vedo, non ci posso credere… passo sotto la scritta finish e l’emozione è fortissima tanto che la mia guancia si bagna di una piccola lacrima. Obbiettivo raggiunto, la medaglia è al mio collo. I’M IN. Finisher. Semplicemente ce l’ho fatta!!! SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 21 Primo Piano Associazioni Il ruolo della famiglia nella solidale azione dell’affido familiare Orfana di possesso consanguinea in amore A Brescia il Coordinamento Famiglie Affidatarie, presieduto da Fabrizia Quecchia, opera dal 2005 per assistere, sostenere e favorire le iniziative di affidamento per i minori. Le problematiche relative alle diversificate necessità per ogni singolo caso e l’importanza di stare in rete. Interventi intensamente dedicati all’amore. E non al possesso.Tentando di disegnare una definizione esaustiva per l’affido familiare. Convinti dei limiti al riguardo. Ma attratti dall’impegno organizzativo del Coordinamento Famiglie Affidatarie. Associazione Onlus bresciana che fornisce risposte più concretamente dettagliate a questo tipo di azione solidale. Sostenendo i nuclei familiari che già gestiscono l’affido e coloro che sono in attesa di un minore in affidamento. Lavorando in ragione di aiuto allo svolgimento di questo complesso, ma fondamentale, compito sociale. Mettendo a disposizione la rete di conoscenze professionali e di rapporti, anche in collaborazione con gli enti pubblici. Con la consapevole volontà di lavorare affinché sempre più vasta sia la possibilità di scelta nel novero di famiglie, anche di provenienza estera, disponibili ad offrire l’affido. Ed ancora con la forza di un realtà, già oggi capace di riunire sotto il Coordinamento tre Associazioni di settore presenti sul territorio bresciano (L’ Affido Carpendolo, Famiglie di Caana Lograto, -Famiglie Affidatarie Capriolo, presiedute rispettivamente da Maria Panizza, Angelo Bulgarini e Fabrizia Quecchia) e pronta ad accoglierne una quarta a Brescia che farà riferimento alle necessità della città. Nel determinato e sottile sorriso di Fabrizia Quecchia, Presidente oltre che in quel di Capriolo anche del Coordinamento Famiglie Affidatarie, il taglio delle parole che tramutano il progetto in azione. “L’affido familiare non è una cosa semplice – spiega Fabrizia – molte sono infatti le difficoltà per chi decide di affrontare questo percorso. Se poi, come accade spesso, la famiglia agisce da sola, le complicazioni aumentano. Per questo anche in provincia di Brescia sono nate le associazioni e, di conseguenza, il coordinamento”. Sgombrando il campo dalle interpretazioni, diciamo subito che l’affido non è l’adozione. Lo spiega la parola stessa, che attribuisce alle famiglie ospitanti il delicato compito della custodia del minore. I giovani bisognosi di tutela ed aiuto arrivano 22 SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO essenzialmente dalle comunità di accoglienza pubbliche. Alle spalle storie difficili. Disgregazioni familiari, abusi, violenze. Di tutto un po’ che qualifica il complesso storico delle loro vite. Attraverso meccanismi normativi i ragazzini vengono affidati alle diverse famiglie affidatarie. Quelle d’origine restano sullo sfondo. Ma rimangono. La sincronia degli affetti e dell’impegno deve essere dunque molto attenta e rispettosa. “Il lavoro del coordinamento – spiega ancora Fabrizia Quecchia - si è materializzato formalmente nel 2005. Il progetto era ed quello di estendere sempre più il collegamento fra le varie dinamiche di intervento inerenti l’affido. Enti pubblici compresi interessati come l’ASL. Un raggruppamento, nella sostanza, non solo formale delle tre associazioni già presenti sul territorio, per migliorare i contenuti solidali a favore delle attuali circa 100 famiglie bresciane che esercitano l’affido dedicato ad oltre 150 minori”. I problemi, come si diceva, sono in ogni caso moltissimi. A cominciare dalla partenza. Ossia dal momento nel quale i ragazzi delle diverse età fino ai diciotto anni, vengono inviati in comunità “In Italia restano nei centri di accoglienza, o nelle famiglie di origine non adeguate – conferma la presidente del coordinamento – per troppo tempo, dai 3 ai 5 anni. E del resto ultimamente il numero di giovani presenti negli istituti, luogo d’invio ben rappresenatativo del sistema più semplice, ma non più efficace, per risolvere una problematica - è passato in breve tempo da 25.000 a 32.000 presenze. In questo modo si capisce che, con una maggior offerta di famiglie, più rapido sarà il passaggio al più corretto metodo dell’affido. Ecco perché – sottolinea ancora Fabrizia Quecchia – un database sempre più esteso ed aggiornato è essenziale in questo ambito. A livello nazionale manca tra l’altro una vera e propria banca dati delle famiglie disponibili ad accogliere i ragazzi. Da qui l’importanza sempre crescente dell’azione di coordinamento”. L’Associazione guidata da Fabrizia Quecchia, si avvale anche di operatori specializzati quali un Consulente Familiare e tre psicologhe –psicoterapeute, che agiscono nei vari livelli di interesse operativo. C’è chi ha bisogno di sostegno. Famiglia, d’origine, affidataria o ragazzo affidato che sia. Oppure di preparazione comportamentale al programma di accoglienza. “Ogni singola storia vita personale – aggiunge la signora Quecchia – necessita di scrupolosa e riflessiva attenzione. Infatti alla diversa tipologia di carattere e provenienza del minore affidato, deve corrispondere una famiglia con caratteristiche che ne supporti adeguatamente le necessità. Quindi un nucleo familiare può funzionare bene per un caso e meno per un altro. Ulteriore attualissima considerazione quella sulla popolazione scolastica minorile in Italia, oggi rappresentata da bambini stranieri per il 44%. Per cui in situazioni di affido è meglio una famiglia del paese d’origine o italiana? Domande che esigono risposte precise. Il convegno organizzato recentemente dal Coordinamento a Brescia “Affidi Familiari: Vincoli e Risorse. Quali Tempi e Quali Metodologie” – conclude Fabrizia Quecchia – a tale proposito, riassume in questo titolo la necessità già più volte ribadita di costituire gruppi di famiglie affidatarie, sia autoctone che straniere, per offrire una sempre migliore ed adeguata qualità di vita ai giovani meno fortunati”. E si va avanti. Mentre nel sorriso della Signora Fabrizia, sempre più rilegato ad immagini di conforto e fiducia, riflette e riverbera il lato dell’esperienza personale ben organizzata insieme al marito Pierpaolo. Trasferita nella presente affermazione del ricordo di chi è venuto da paesi vicini o lontani. Di chi è mamma e di chi ancora ha nel cuore e nell’anima la voglia di adolescenza. In quel vigoroso legame che favorisce la leva del tornare e restare nel valore assoluto della famiglia. Consanguinea in amore orfana di possesso. Primo Piano Aziende I trent’anni di attività dell’Elettrotecnica Stefano Mutti Moderni fili al tiro di luce I primi passi a Bedizzole nel 1980. L’apertura alle diverse esigenze del mercato, con la vivacità di interessi in ambito di automazione, domotica e fotovoltaico. “E dire che da giovane pensavo: mai e poi mai tirerò un filo elettrico”. Il mondo senza fili? Ammesso che sia possibile, può attendere. Intanto mettiamo in luce – con tutti i fili elettrici del caso - quel che c’è di concreto. Il ribollire piacevole dell’esperienza passata e l’avvincente sfida dentro un futuro tutto da vivere. Elementi illuminanti – e non poteva essere altrimenti – ripercorrendo i trent’anni di storia dell’Elettrotecnica di Stefano Mutti. Anniversario illustre che riverbera sogni di giovane imprenditore, realizzati in costante adeguamento al progredire dei tempi. Partendo dalla classicità dell’elettricista artigianalmente e duttilmente impostato alle più disparate esigenze del mercato, fino alla competente professionalità inserita in ambiti altamente innovativi quali automazione, domotica, fotovoltaico. “Ricordo perfettamente la data degli inizi – sorride compiaciuto Stefano Mutti, allungando il pensiero nel passato personale – era il primo marzo del 1980. Avevo ventiquattro anni e mi ero trasferito da Castiglione delle Stiviere a Bedizzole, il paese di mia moglie. In tasca tre anni di studio alle scuole professionali per elettricista e un contratto di lavoro dipendente alla Gubela di Castiglione, azienda che si occupava di segnalazioni stradali. Quegli anni di apprendistato, subito dopo la scuola, hanno contribuito moltissimo alla mia formazione”. Momenti di vita materializzati in pensieri vincenti. Frutti a maturazione certa, scaturiti il più delle volte nella casualità. “In Gubela c’ero arrivato grazie a mio zio – spiega infatti Stefano – lui, negli anni Cinquanta, aveva lavorato in Svizzera nell’allora molto avveniristico settore dell’automazione. Tornato in Italia, prima di entrare come tecnico nella grande azienda, aveva aperto un piccola impresa artigianale. Io gli davo una mano. E in cuor mio dicevo: mai e poi mai tirerò un filo elettrico! Chi l’avrebbe mai detto che in realtà quello sarebbe stato il lavoro della mia vita. Comunque – riprende Mutti – alla Gubela di Castiglione feci molta esperienza. Nel Settanta o giù di lì allestivo pannelli elettrici ad alta tecnologia chiamati Visorit. Insomma fu una gavetta utilissima a determinare la svolta.” Cambio di rotta che arriva proprio dopo il trasferimento a Bedizzole. “La decisione di mettermi in proprio – ricorda ancora Stefano Mutti – arrivata un paio d’anni dopo il matrimonio con mia moglie Angioletta, non fu assolutamente facile. All’inizio sembrava che di elettricisti non ce ne fosse bisogno. Comunque iniziai. Qualche lavoretto di riparazione. Un po’ di normali prime delusioni. Il primo furgone acquistato usato dalla SIP. E via.” Corsa veloce verso traguardi sempre più nitidi nell’idea d’impresa. “Non posi limiti alla mia fornitura di servizi – insiste il nostro elettricista da terzo millennio – oltre all’ambito edile mi occupavo anche della riparazione di apparecchiature. Con grande riconoscenza ricordo che alla Aghifugh di Bedizzole mi diedero la possibilità di aggiustare una macchina. Dissi: ci provo. Grazie all’esperienza giovanile andò bene ed ancora collaboro. Così nel 1982, dopo due anni di autonomia, assumo il primo dipendente”. Altra data ed ulteriore vivace rilancio della Ditta che vede oggi la presenza collaborativa dei figli Matteo e Riccardo, del nipote Simone Piceni, dei collaboratori Michele Salaorni e Davide Sancassani. Insieme naturalmente alla vivace e vitale vis organizzativa della moglie Angioletta Piceni. “Ricordo tutti i miei collaboratori passati e presenti – sottolinea Mutti – con affetto e riconoscenza, come quella che mi lega ai clienti e che mi piace ribadire in questa occasione. Ho sempre impostato il mio modo di operare verso la ricerca di un rapporto umano responsabile. Molti hanno percorso altre strade con grande successo. A cominciare dal primo, quello del 1982, Alberto Fregoni, che oggi è un dirigente d’azienda”. Sulla strada dell’attualità che corre nel contesto strutturale dell’Elettrotecnica Mutti, non si può omettere l’anno 1986. “Risale a quel periodo il mio diploma oltre all’iscrizione all’Albo dei Periti – conferma Mutti – Rimettersi a studiare mi sembrò importante. Sentivo che nell’aria erano previsti molti cambiamenti. In sostanza anticipai i tempi. Quelli durante i quali, con l’avvento della legge 46 del 1990, si rese obbligatorio il progetto anche per gli impianti elettrici. Ma l’approfondimento tecnico didattico significò altresì la voglia di scoprire nuovi metodi di installazione ed automazione. A cominciare dalla domotica, proseguendo nell’energia fotovoltaica. Grandi mari con possibilità di sviluppo anche in collegamento con dimensione informatica”. L’elenco delle competenze si fa dunque più fitto. Come molto nutrito è quello degli importanti interventi realizzati da Mutti sul territorio in questi anni. Ricordiamo fra gli altri l’automazione domotica della sede AVIS di Brescia “Ben 150 punti di controllo nei diversi settori operativi – spiega Stefano Mutti - che permettono la visualizzazione direttamente dall’esterno degli eventuali malfunzionamenti”. Ed ancora tutto il sistema domotico progettato per il gruppo Wave di Bedizzole e la produzione di 120 Kwp da fotovoltaico per Pollini Autodemolizioni. Esempi che riclassificano il motto d’impresa sempre attenta all’evolutiva prospettiva del concreto divenire del lavoro. Quindi, raccogliendo i pensieri di Stefano Mutti, che tra l’altro nasconde con un po’ di pudore altri interessi – pittura, fotografia e titoli accademici - osserviamo il viavai d’ufficio e magazzino improntato alla massima celerità d’intervento. Fra Personal Computer sempre pronti al clic e dotazioni di palmari utili ad immagazzinare dati, richiedere prodotti e fornire risposte tecnico operative in tempo reale. “Ritengo che il futuro del nostro lavoro debba guardare ancora verso la ricerca in fatto di automazione – commenta Stefano Mutti – lo spazio esiste. Soprattutto per quanto riguarda il terziario. Inoltre l’Italia, rispetto ad altri paesi, ha ancora numerosi spazi di intervento nel settore del fotovoltaico”. E il futuro senza fili? “Mah. Quello mi sembra davvero improbabile – sospira in conclusione Stefano – dal mio punto di vista mi augurerei piuttosto un universo meno affollato di campi magnetici”. Lasciando nel cassetto il mito dell’assenza di materia, in ragione di un vecchio, ma ora aggiornatissimo, filo da tirare con appassionato entusiasmo imprenditoriale. SOTTO TRACCIA DICEMBRE-GENNAIO 23 GRAPHITE La Banca di Bedizzole Turano Valvestino Credito Cooperativo Società Cooperativa bandisce per il ventesimo anno consecutivo un concorso per l’assegnazione di n. 80 Premi allo Studio per l’anno scolastico 2010/2011 e l’anno accademico 2009/2010 per l’iscrizione e la frequenza ad istituti e scuole di istruzione secondaria di primo e secondo grado, statali o riconosciuti dallo Stato, corsi di laurea universitari di qualsiasi facoltà e riconosciuti dallo Stato. 1) I n. 80 premi allo studio saranno riservati rispettivamente in n. 40 ai Soci e figli di Soci e in n. 40 ai figli di clienti che intrattengano un rapporto di conto corrente con la Banca. Essi verranno suddivisi tra le varie scuole ed indirizzi secondo le modalità di seguito riportate ed in proporzione alle domande pervenute. Il valore dei premi allo studio è fissato in Euro 200,00 per la scuola secondaria di primo grado (scuola media), Euro 400,00 per la scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore) e per gli istituti professionali, Euro 500,00 per l’università. L’assegnazione dei premi allo studio è stabilita dal Consiglio di Amministrazione con giudizio insindacabile in base alla graduatoria di merito. Verranno prese in considerazione, ai fini della graduatoria di cui sopra, le domande presentate aventi i seguenti requisiti: • Studenti che hanno conseguito la licenza di scuola media con la votazione di 10/10. • Studenti della scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore), che hanno riportato nella sessione estiva dell’anno scolastico 2010/2011 una votazione, senza debiti formativi, non inferiore a 8.5/10 nello scrutinio finale se trattasi di promozione ad anno successivo e 95/100 per il conseguimento del diploma di maturità. • Studenti di istituti professionali che possono dar diritto al conseguimento del diploma oppure ad una semplice qualificazione professionale che hanno frequentato il terzo anno e si iscrivono al quarto ed hanno riportato, senza debiti formativi, una votazione non inferiore a 8.5/10. Gli studenti del quarto e quinto anno saranno equiparati agli studenti di scuola secondaria di secondo grado a livello di maturità. • Studenti frequentanti l’università che abbiano conseguito un numero di crediti congruo con il relativo e regolare piano di studi e una media non inferiore ai 27/30. 2) I concorrenti iscritti agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2010/2011 dovranno comprovare i requisiti di cui sopra mediante certificato rilasciato dalla scuola o dall’istituto cui appartengono. Il certificato scolastico dovrà riportare, ove previste, le votazioni ottenute in ciascuna materia e gli eventuali debiti formativi. La media sarà calcolata con l’esclusione dei voti riportati nelle eventuali materie facoltative. Dal concorso sono esclusi gli studenti ripetenti. I concorrenti iscritti a corsi universitari successivi al primo delle rispettive facoltà per l’anno accademico 2009/2010 dovranno comprovare che si trovino in regolare corso di studi presentando la seguente documentazione: • copia del piano di studi depositato presso la Segreteria della Facoltà. Il suddetto piano di studi dovrà risultare regolarmente approvato; • certificato rilasciato dalla Segreteria dell’Università attestante il numero di esami sostenuti e le votazioni riportate per ogni esame. Nel caso in cui uno dei due documenti di cui sopra non dovesse essere presentato il concorrente non sarà ammesso al concorso. L’età massima degli studenti frequentanti corsi universitari non dovrà essere pari/superiore ai 26 anni alla data di presentazione della domanda. La domanda di ammissione al concorso redatta sul modello predisposto e disponibile presso tutti gli sportelli della Banca, corredata dalla documentazione prescritta dal successivo punto 4) potrà essere presentata, entro e non oltre il 31 luglio 2011, direttamente presso gli sportelli della Banca di Bedizzole Turano Valvestino Credito Cooperativo oppure essere inviata a mezzo lettera raccomandata all’attenzione dell’Ufficio Segreteria Generale della BCC presso la Sede di Bedizzole. 4) Alla domanda dovranno essere allegati i seguenti documenti: • Stato di famiglia del concorrente; • Certificato della Scuola o dell’Università di cui al precedente punto 2). 5) All’assegnazione dei premi allo studio provvederà il Consiglio di Amministrazione della Banca con sua delibera sulla base della graduatoria elaborata. 6) Ai vincitori sarà data comunicazione personale entro il mese di settembre 2011. La graduatoria di cui sopra sarà disponibile presso le filiali della Banca per una eventuale consultazione almeno quindici giorni prima della data stabilita per la consegna. 7) La consegna del premio è subordinata al possesso di libretto a risparmio per gli studenti minorenni e di conto corrente personale per gli studenti maggiorenni aperto presso la filiale della Banca di Bedizzole Turano Valvestino indicata dal vincitore. 8) Le domande incomplete nella documentazione o che pervenissero fuori termine stabilito non saranno prese in considerazione. Bedizzole, 7 ottobre 2010