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IMPRESE DI PULIZIA
SICUREZZA SUL LAVORO
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PAGINA
INTRODUZIONE
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LE IMPRESE DI PULIZIA
Le attrezzature i prodotti i comportamenti umani
I principi della corretta attitudine alla sicurezza
Pulizia cosa non è
Pulizia cosa è
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ADDETTO ALLE PULIZIE
conoscenze esperienze
conosci te stesso
conosci le attrezzature che impieghi
conosci le situazioni
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LA VALUTAZIONE , IL CONTROLLO
ma che cosa è un pericolo
la presenza di una persona in una situazione anomala
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DECISIONI ED AZIONI
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I COMPORTAMENTI
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LE ATTREZZATURE
macchine ed apparecchiature elettriche
precauzioni per gli utensili a motore
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LE SOSTANZE E I PRODOTTI UTILIZZATI
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LAVORARE IN SICUREZZA
Rischio di infortunio
precauzioni
Cadute
Folgorazioni elettriche
Tagli
Caduta di pesi
Movimentazione di carichi pesanti
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RISCHI PER LA SALUTE
sostanze chimiche
avvertenze
miscele esplosive o infiammabili
polveri
agenti infettivi
microclima
orario a turni
processi produttivi
aree e posti di lavoro
scale
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IMPRESE DI PULIZIA IN AMBITO OSPEDALIERO
Rifiuti solidi
Rischio infettivo
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3
IL TIPO DI LAVORO
40
LE CONDIZIONI CLIMATICHE
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ENTRIAMO NEL DETTAGLIO
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SCHEDA 1 LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
42
SCHEDA 2 LA PULIZIA DEI PAVIMENTI
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SCHEDA 3 LE OPERAZIONI DI SPOLVERO
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SCHEDA 4 LA RACCOLTYA DEI RIFIUTI
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SCHEDA 5 LE PULIZIE DEI LUOGHI ALTI
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SCHEDA 6- I PRODOTTI PER LE PULIZIE
tipi e uso
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SCHEDA 6-2 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
l’etichettatura dei prodotti
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SCHEDA 6-3 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
0sservazioni
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SCHEDA 6-4 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
le sostanze e i prodotti pericolosi
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SCHEDA 6-5 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
gli effetti sulla salute
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SCHEDA 6-6 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
simboli di pericolosità
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SCHEDA 6-7 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
come proteggersi
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SCHEDA 7 RISCHIO BIOLOGICO
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SCHEDA 8 LO STOCCAGGIO E LA CONSERVAZIONE DI PRODOTTI E MATERIALI
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SCHEDA 9 ESEMPI DI SEGNALETICA NEI LUOGHI DI CONSERVAZIONE DEI PRODOTTI E DEI MATERIALI
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RIFERIMENTI MINIMI DI NORMATIVA
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GLOSSARIO MINIMO
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AUTORE FONTI INDIRIZZI UTILI
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INTRODUZIONE
Il ciclo lavorativo delle imprese di pulizie si compone di varie attività. Le principali sono:
Pulizie pavimenti e scale,
Pulizie mobili, scaffalature, infissi e finestre,
Sgombero magazzini e raccolta residui,
Pulizie ambienti particolari.
Per tutte le attività elencate sopra, sono stati individuati, oltre ai principali rischi, le cause più frequenti di infortunio e
di malattia professionale, gli eventuali danni prodotti dall'evento infausto e le misure di prevenzione più idonee.
Come vedremo, le attività di prevenzione si articolano a vari livelli, a cominciare
dall'organizzazione del lavoro, dalla scelta di attrezzature aventi requisiti ergonomici,
dall'uso dei dispositivi personali di protezione,fino ad arrivare al controllo sanitario.
In particolare, per quanto riguarda quest'ultimo punto, sarà il medico competente a definire,azienda per azienda, in
base alle reali condizioni di lavoro, la necessità di effettuare accertamenti sanitari (ed eventualmente le modalità di
esecuzione).
In materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro e in termini di normativa
(D.Lgs. 81/2008) viene normalmente chiamato in causa il Datore di lavoro
della ditta di pulizie per quanto concerne la valutazione dei rischi specifici
insiti nelle varie fasi della lavorazione. Comunque, il Committente è tenuto
a fornire dettagliate informazioni sui rischi presenti nell'ambiente di lavoro
in cui gli addetti delle Ditte di pulizia sono destinati ad operare e sulle misure
di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.
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La presente dispensa fornisce informazioni relative alle attività delle imprese di pulizia in ambiti diversi:
uffici
industriali
ospedalieri
Si incomincia considerando :
attrezzature utilizzate
prodotti per la pulizia
Per ognuno degli ambiti sopra descritti, sono considerati :
rischi di infortunio
rischi per la salute
L’esposizione degli argomenti è volutamente sviluppata in termini semplici allo scopo di favorire la decodifica dei concetti
principali e poterli così proporre attraverso cartelloni, slide da proiettare o con schemi sulla lavagna tradizionale o a fogli
mobili.
L’utilizzo della presente dispensa, o di parti di essa risponde AL D.Lgs. 81/08 come modificato dal D.Lgs. 106/209 che chiede di
informare i lavoratori dei rischi specifici riguardanti la loro attività.
BUON LAVORO
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LE IMPRESE DI PULIZIA
Qualsiasi informazione sia fornita a persone adulte deve misurarsi con problemi legati alla memoria, al ricordo ed al
riapprendimento, al grado di attenzione concesso dai partecipanti ed alle resistenze ai cambiamenti.
Per questo motivo occorre utilizzare metodologie che tengano conto di tutto ciò e mirino al superamento dei vincoli.
Sarà dunque opportuno accompagnare i partecipanti in un ragionamento che rispetti una metodologia che seppur
inconsciamente, ognuno di noi applica nel proprio lavoro o nelle molteplici attività della propria vita.
Proviamo a sviluppare tale metodologia.
Ogni persona che si trova a svolgere operazioni o manovre di una certa complessità, sa che non è possibile “muoversi
all’avventura”, ma che bisogna “sapere” ciò che si fa.
Significa, che volendolo, oppure no, ognuno di noi
1. OSSERVA E VALUTA I RISCHI DELL’OPERAZIONE CHE STA PER SVOLGERE
(anche inconsciamente)
2. FA RIFERIMENTO ALLE REGOLE ED ALLE PROCEDURE CHE CONOSCE E CHE E’
ABITUATO AD ADOTTARE
3. SVOLGE L’OPERAZIONE RICHIESTAGLI
RISULTATI
4. CONTROLLA I R
ISULTATI DEL SUO OPERATO
A
ANALISI DEI RISCHI
REALI E POTENZIALI
D
CONTROLLO DEI
RISULTATI
EFFICACACIA
EFFICIENZA
C
AZIONI DI ELIMINAZIONE
E/O CORREZIONE DEI RISCHII
B
SISTEMA DI NORME
E PROCEDURE
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IMPRESE DI PULIZIA
Le attività di pulizia possono essere divise in base alle aree di intervento:
PULIZIE IN UFFICIO
lavaggio vetri
pulizia pavimenti
operazioni di spolvero
preparazione detergenti
Pulizia servizi igienici
ritiro rifiuti
PULIZIE IN AMBIENTI INDUSTRIALI
pulizie generali (pavimenti, vetri ecc.)
servizi igienici
pulizia macchinario produttivo e alimentare
PULIZIE NEGLI OSPEDALI
pulizia pavimenti
pulizia camere, disinfezione
sterilizzazione camere operatorie e ferri chirurgici
ritiro biancheria
ritiro rifiuti
Come si può osservare, molte operazioni si ripetono nelle diverse aree di intervento.
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LE ATTREZZATURE, I PRODOTTI, I COMPORTAMENTI UMANI
Questa lettura è rivolta a chi svolge la propria attività lavorativa nell’ambito delle pulizie industriali.
La normativa di prevenzione degli infortuni, il D.Lgs 81/08 come modificato dal D.Lgs 106/09, stabilisce la necessità di
valutare i rischi e prevedere le azioni per eliminarli o tenerli sotto controllo.
Dispone altresì che i lavoratori vengano informati e formati relativamente ai rischi lavoratovi ed alla tutela della loro salute.
Proveremo dunque a fornire alcune indicazioni che si prefiggano quale scopo quello di far pensare le persone e di aprire un
dibattito durante le riunioni aziendali.
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I PRINCIPI DELLA CORRETTA ATTITUDINE ALLA SICUREZZA
Pensandoci solo un attimo, ognuno di noi è in grado di indicare i punti cardine della corretta attitudine alla sicurezza :
tenere conto del proprio comportamento e quello delle altre persone
operare in modo da garantirci di non incorrere in incidenti che potevano essere evitati
disporre di attrezzature in piena efficienza
tenere sempre sotto controllo l’ambiente circostanze
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PULIZIA COSA NON È
SONO COMPORTAMENTI SBAGLIATI:
TENTARE LA SORTE
TRASGREDIRE
ESIBIZIONISMO
ESEGUIRE LE OPERAZIONI “IN FRETTA”
PRENDERE IL LAVORO “SOTTOGAMBA”
INSISTERE IN COMPORTAMENTI “STUPIDI”
ABUSARE DEI TEMPI DI LAVORO
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PULIZIA
PULIZIA COSA È
LAVORARE TENENDO CONTO DEL COMPORTAMENTO DEGLI ALTRI
CIOÈ
AVERE LA CONVINZIONE CHE LA NOSTRA SICUREZZA DIPENDE DA :
AL FINE DI PREVEDERE LA SITUAZIONI DI PERICOLO E DI AGIRE PER
EVITARLE
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L’ADDETTO ALLE PULIZIE
Essere in grado di guardare oltre il naso, il più lontano possibile.
In ogni attività umana, quando si è soli, ciò che succede dipende solamente dalle proprie conoscenze e capacità.
Maggiori sono le conoscenze, le capacità e le esperienze, maggiori sono le possibilità di evitare incidenti
Dimostra una corretta attitudine chi non crede di sapere tutto ma pensa che c’è la necessità di sviluppare continuamente la
propria conoscenza e le esperienze.
Ed è errato credere che sia sufficiente una formazione “on the job”.(sul lavoro) Ciò significa che la sola formazione “on the
job” più che far acquisire esperienza, ingenera cattive abitudini e crea assuefazione.
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CONOSCI TE STESSO
valuta, ogni tanto, il tuo modo di lavorare
considera, prima di iniziare, il tuo stato fisico
tieni conto del tuo stato emotivo
Sei in grado di non prendertela in qualsiasi situazione ?
CONOSCI LE ATTREZZATURE CHE IMPIEGHI
l’efficienza dei vari organi
le caratteristiche delle attrezzature
possibilità e limiti
le attrezzature necessarie in caso di emergenza
CONOSCI LE SITUAZIONI
mantieni alto il grado di attenzione
impara a prevedere
impara ad utilizzare tutto il campo visivo elaborando una tecnica dello sguardo
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LA VALUTAZIONE, IL CONTROLLO
valutare vuol dire osservare:
davanti a se
dietro
sui lati
ti permette di prevedere in anticipo le situazioni
ti permette di mantenere alto il controllo sulle conseguenze delle nostre azioni
Nessuno di noi ama trovarsi in situazioni che possono sfuggire al controllo perché, come abbiamo precedentemente
accennato, a nessuno piace provare apprensione, paura, timore o solamente ansia.
É ben vero che nelle situazioni di lavoro e di vita in genere siamo abituati a ripetere una serie di operazioni senza che da ciò
ci derivi pericolo alcuno.
Risponde altresì a verità l'affermazione che ci suggerisce come alle volte, situazioni che siamo abituati ad affrontare
quotidianamente e che reputiamo normali, si sviluppano invece in maniera diversa o contraria alle nostre aspettative.
Tutti noi quindi vorremmo sapere, in ogni momento, quale grado di pericolosità
presenta la situazione che si sta per affrontare.
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MA CHE COS'È UN PERICOLO ?
Lo possiamo definire semplicemente come :
LA PRESENZA DI UNA PERSONA IN UNA SITUAZIONE ANOMALA
Siamo di fronte a due elementi : una persona ed una situazione anomala.
Nella figura vediamo un pulitore che lavora su una scala usando gli ultimi gradini, cioè c'è la presenza di una persona in una
situazione pericolosa.
Se manca uno dei due elementi possiamo affermare che non esiste il pericolo.
Che sia realmente una situazione pericolosa lo sappiamo tutti ed i motivi del pericolo sono numerosissimi.
La scala sprovvista dei piedini anti sdrucciolo;
la mancanza di aggancio in alto;,
non c’è nessuno a tenere la scala alla base.;
il pulitore sta usando una scala troppo corta ed è costretto ad usare gli ultimi gradini ;
la mancanza di conoscenza delle regole;
e chissà quante altre ragioni!
POSSIAMO TRARRE DELLE CONSIDERAZIONI :
A
1 CONSIDERAZIONE : il pericolo "oggettivo", nel nostro caso definito dallo strumento di lavoro é di regola sempre
eliminabile totalmente.
Gli eventuali dispositivi di sicurezza e le protezioni diminuiscono il pericolo ma non sono sempre in grado di eliminarlo
totalmente.
2 CONSIDERAZIONE : diventa perciò fondamentale ricorrere a comportamenti sicuri che siano in grado di tutelarci
dai pericoli per i quali la protezione tecnica risulta insufficiente.
A
3 CONSIDERAZIONE : un comportamento pericoloso può rendere vane anche le eventuali misure tecniche previste
allo scopo di tutelare l'incolumità fisica delle persone.
A
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Il pulitore incontra, durante il proprio lavoro, continue situazioni potenziali di pericolo, valuta, volta per volta, il rischio
che corre nell'affrontarle e decide di conseguenza le modalità delle azioni considerate più sicure.
Questo processo continuo, cui é sottoposto, comporta delle conseguenze.
Infatti, una stessa situazione potenziale di pericolo può essere vista in modi molto differenti a seconda che :
sia la prima volta che si affronta da soli
la si affronti da diversi anni
la propria professione sia quella istruttore degli addetti alle pulizie
si sia freschi e riposati
si sia stanchi ed assonnati
Sono dunque importanti, ai fini di una corretta valutazione dei rischi, fattori quali :
a) le conoscenze
b) le esperienze
c) l'attenzione
d) la prontezza di risposta o velocità di reazione
Possiamo adesso trarre delle conseguenze dalle considerazioni appena esposte:
a) valutare in maniera adeguata le situazioni di pericolo significa ricercare continuamente l'arricchimento delle informazioni
necessarie al comportamento
sicuro.
b) Lavorare "all'avventura" senza sapere o prevedere ciò che si può incontrare significa trovarsi spesso a gestire il
contingente con elevate possibilità di errore.
L'esperienza era il secondo fattore che avevamo elencato.
Si dice che chi non é esperto si affida alla creatività, nel nostro caso però la creatività non serve essendo troppo complesso
e serio il problema che stiamo affrontando.
A tutti noi sarà capitato di vedere le strane operazioni che fa il neoassunto quando cerca di effettuare il proprio lavoro : non
si riesce a capire se vuole davvero pulire od invece se sta cercando di ottenere il risultato contrario
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Se l'inesperienza aumenta i pericoli, la troppa esperienza, la consuetudine,l'abitudine, l'assuefazione hanno anche loro un
peso determinante.
Se l'inesperto lavora in modo "creativo", l'abitudinario lavora in modo "stupido".
Per comportamento stupido si intende la ripetizione di un atto, diventato abitudinario, nonostante che la situazione del
momento richieda decisioni diverse.
Il classico esempio riguarda l’uso delle protezioni personali Chi svolge abitualmente operazioni semplici, si abitua a non
considerare piccole situazioni di incidente;. quando l’attività diventa più complessa e richiede, ad esempio, l’utilizzo di grandi
quantità di prodotti o l’uso di apparecchiature specifiche, sarà per lui normale dimenticarsi delle procedure di sicurezza e
ripetere il comportamento scorretto anche in presenza di pericoli molto maggiori.
Abbiamo infine parlato di capacità di attenzione e di prontezza di risposta.
Fare attenzione alle cose giuste nel momento giusto richiede l'impiego di energie non indifferenti.
É infatti più facile considerarsi al centro del mondo e preoccuparsi solo del proprio lavoro che riuscire a pensare di
garantirsi nel contempo che gli altri siano consci della propria presenza.
La seconda riguarda l'assuefazione e l'abitudine.
"Intanto che si asciugano i pavimenti, mi metto a pulire i vetri usando una scala a libretto; così finisco prima” anche con i
fari.
In definitiva, il processo di valutazione delle situazioni é dinamico, probabilistico,spesso complesso.
Adesso siamo in grado di capire perché alle volte rimaniamo perplessi di fronte a operazioni poco corrette di altri colleghi.
É sufficiente pensare che le loro conoscenze dei pericoli e quindi l'esperienza necessaria per valutarli sia diversa dalla
vostra e probabilmente inferiore.
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Innanzitutto è necessaria la convinzione che la violazione delle regole di sicurezza è responsabile dei maggiori incidenti
rispettare le regole la maggior parte delle volte è la caratteristica della maggioranza delle persone
rispettare sempre le regole di sicurezza definisce il lavoratore sicuro .
Se una persona non conosce i pericoli, perché manca di esperienza, é "fresco di
servizio", dovrebbe possedere scarse propensioni ad assumersi rischi gratuitamente, dovrebbe lavorare con attenzione,
nell'intento di acquisire la necessaria sicurezza ed esperienza. Spesso accade proprio cosi', ma non é raro vedere giovanotti
inesperti assumersi rischi gratuiti. La propensione al rischio può quindi non essere regolata dalla valutazione, così come non
sempre ne é conseguenza diretta.
INFATTI I FATTORI PRINCIPALI CHE LA INFLUENZANO SONO I SEGUENTI :
la stima di sé
le difese psicologiche
bisogni diversi dalla sicurezza personale
Le persone che si sovrastimano sul lavoro sono molte, troppe; sanno sempre di più
degli altri, pensano che le precauzioni sono una richiesta eccessiva per un lavoro così semplice, credono che l’arte di
“arrangiarsi” sia una prerogativa positiva, sono convinti che siano gli altri a dovere stare più attenti quando loro sono in
azione.
Le difese psicologiche sono quelle barriere che si ergono per nascondere la pericolosità di certe situazioni e
permetterci di mantenere elevato il livello di rischio. Supponiamo il caso di incidente ad un nostro collega: la visione
traumatica, dolorosa, di paura che ci si para davanti agli occhi, "infrange" le barriere psicologiche facendo emergere
dubbi, insicurezze, stati d'ansia, ecc.
Lentamente le difese tornano a "proteggerci ?" rimuovendo il fatto o proiettandolo al di fuori di noi. Vengono cercate
razionalizzazioni del perché dell'incidente :
chissà dove guardava quello là
sicuramente aveva i la testa da un’altra parte!
Usava attrezzature senza preparazione
succede a chi non sa lavorare
Ricostruite le barriere, siamo in grado di riprendere il lavoro al ritmo precedente,
magari velocizzandolo un po’ per riguadagnare il tempo perduto.
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Analizziamo ora le diverse condizioni di tendenza al rischio per un pulitore esperto.
L'esempio, in questo caso, ci può riguardare personalmente poiché, in situazioni diverse, ci sarà capitato di assumerci
differenti propensioni al rischio.
In condizioni normali, affrontiamo le insidie del lavoro utilizzando una media tendenza al rischio che ci evita guai grazie alla
nostra esperienza , in altre occasioni siamo addirittura portati a diminuire la nostra naturale tendenza perché, ad esempio,
stiamo lavorando in mezzo alla gente; questo fatto comporta una ulteriore riduzione della tendenza al rischio.
Può, in qualche occasione, invece succedere che, la fretta di terminare il lavoro, la necessità di arrivare in orario ad un
appuntamento importante, un bicchiere di troppo incidano sul nostro comportamento facendoci assumere rischi che
normalmente eviteremmo.
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I COMPORTAMENTI
Ciò che un pulitore dimostra durante il lavoro è il risultato di quello che sa, delle sue capacità di valutazione e quindi di quale
deve essere l’operazione corretta in ogni momento
Vuol dire che in ogni momento ricerca la condizione : “essere sicuri”
Chi attua una attitudine corretta alla sicurezza è in grado di evitare rischi anche in condizioni sfavorevoli od in presenza di
comportamenti scorretti delle altre persone .
ALCUNE DELLE VARIABILI DA CONSIDERARE:
come é organizzato l'ambiente che ci circonda
quali sono le "regole del gioco"
che tipi di rapporti, sentimenti comuni od eventualmente tensioni, si instaurano tra
le persone
il tipo di lavoro
l’area da pulire
le condizioni climatiche
ecc.
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LE ATTREZZATURE
MACCHINE ED APPARECCHIATURE ELETTRICHE
Nei lavori di pulizia si utilizzano numerose macchine ed apparecchiature elettriche.
Si tratta in genere di apparecchi alimentati a cavo, con tensioni di rete (220'V, 50 Hz).
La maggioranza delle macchine sono monospazzole ed aspiralquidi, che lavorano su pavimento bagnato e ciò è da tenere
presente anche sotto il profilo della sicurezza elettrica.'
Un ulteriore elemento, molto importante nel determinare il livello di rischio, è costituito dall'essere apparecchiature
portatili, destinate quindi all’utilizzo in contatto diretto e continuo con 1'utilizzatore.
E’ necessario pertanto assicurare un grado di protezione maggiore rispetto a quelle fisse, il ché può essere ottenuto in due
modi:
aumentando il grado di sicurezza intrinseca, con il cosiddetto "doppio isolamento", che rappresenta la
soluzione migliore ogni volta sia possibile (apparecchi di classe 2),
assicurando il collegamento con l’impianto di terra, con l’avvertenza che detto impianto sia coordinato con
un interruttore differenziale (apparecchio di classe 1).
Uno dei problemi principali è quello del controllo periodico ai fini del mantenimento delle caratteristiche ottimali di
sicurezza. Tale controllo e 1'eventuale intervento di manutenzione andrebbero programmati in maniera esplicita e ad
intervalli congrui ed affidati a personale esperto.
Un altro problema rilevante è costituito dal fatto che il lavoro di pulizia viene effettuato in ambienti i cui impianti presentano
caratteristiche non sempre ottimali e comunque di difficile valutazione da parte del personale dell'impresa,: ciò potrebbe
determinare situazioni di lavoro in assenza o insufficiente funzionamento dell'impianto di terra e/o dell'interruttore
differenziale, con conseguente rischio di elettrocuzione.
Una soluzione relativamente semplice è rappresentata dall'adozione di un interruttore differenziale portatile, con soglia di
intervento non superiore a 30 Ma da inserire a monte dell'apparecchiatura elettrica, quando si operi in ambienti di cui non è
possibile conoscere l’affidabilità dei sistemi di protezione dal rischio elettrico. Spesso si ha una difformità degli accessori
elettrici (cavi, prolunghe, prese, adattatori) alle norme di sicurezza.
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PRECAUZIONI PER GLI UTENSILI A MOTORE
Bisogna prevedere un programma di ispezione sistematica e manutenzione per tutti gli utensili a motore. Quando si spegne
un utensile rotante esso deve essere tenuto in mano fino a che 1'arresto non sia completo.1'alimentazione deve essere
staccata prima di effettuare qualsiasi operazione di sostituzione, come il cambio di spazzole, la sostituzione di una prolunga,
ecc.
Tutti gli utensili elettrici dovranno essere correttamente muniti di messa a terra od avere doppio isolamento. Le giunzioni
dei cavi di alimentazione saranno eseguite con il corretto materiali: connettori, morsetti, spine, e prese; giunti
semplicemente nastrati non sono ammessi.
Nei lavori in locali bagnati o molto umidi e nei lavori a contatto con grandi masse metalliche, è vietato 1'uso di utensili
elettrici portatili a tensione superiore a 50 V verso terra.
1'utensile elettrico portatile deve essere tenuto in moto solo per il tempo strettamente necessario al lavoro da compiere.
Per disinnestare il cavo di alimentazione dell'apparecchio della relativa presa fissa è vietato tirare il cavo ma occorre agire
afferrando debitamente la parte mobile della presa. nel caso di spazzole pulitrici rotanti è necessario dosare la pressione,
se l’utensile viene
utilizzato su pareti verticali o su vetrate. Le lampade elettriche portatili, usate in locali bagnati o umidi oppure a contatto di
grandi masse metalliche devono essere alimentate a tensioni non superiore a 25V verso terra ed essere provviste di
involucro di protezione della sorgente luminosa.
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LE SOSTANZE ED I PRODOTTI UTILIZZATI
In genere per le varie operazioni di pulizia si impiegano numerosi prodotti chimici
Disinfettanti:
Detergenti
Prodotti a base di solventi
Disincrostanti
Cere
Siamo arrivati al kit del "chimico ", alias addetto alle pulizie
Lucidare mobili, pulire vetri, forni, detergere pavimenti, decalcificare e sturare lavandini, ammazzare stecchite mosche,
zanzare, formiche ed altri insetti, combattere la ruggine, disinfettare il bagno, far scivolare la gente sul pavimento trattato a
cera, togliere la cera, eliminare le erbacce dai giardini, fertilizzarli, sono solo alcuni dei compiti del moderno chimico, alias
addetto alle pulizie.
Disarmato di protezioni personali, ma armato di bottigliette, contenitori, bombolette, il nostro chimico attacca i problemi e
rende l’ambiente “gradevole” !
Prima di tutto pensiamo ai servizi igienici che non solo devono essere puliti ma anche disinfettati.
Cosa meglio del lisoformio e dei suoi amici per ottenere i risultati richiesti.
Un po’ di bruciore agli occhi ed ecco che tutto brilla.
Ci troviamo di fronte a sostanze estremamente pericolose come ad esempio la formaldeide (formalina) che è prodotto
cancerogeno e dovrebbe essere manipolato con cura e con le necessarie protezioni delle vie respiratorie e delle zone della
pelle con cui si può entrare in contatto.
Il WC poi, deve meritarsi una cura tutta particolare ed in effetti esistono prodotti specifici proprio per lui.
Si tratta di pulenti al cloro molto aggressivi, fanno diventare bianco il water, ma minano potentemente la nostra salute già in
concentrazioni molto basse.
Il cloro, essendo più pesante dell'aria ristagna e continua a produrre i suoi effetti nel tempo.
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È particolarmente pericoloso per coloro i quali soffrono di disturbi alla respirazione.
Per terminare l'operazione di pulizia del bagno aggiungeremo ora il deodorante per il wc, che dovrebbe ragionevolmente
servire ad assorbire o nascondere cattivi odori in bagni non puliti, che serve invece, un'altra volta guarda caso, ad
aumentare il carico inquinante delle acque.
Adesso tocca agli uffici
È giunto il momento della pulizia delle superfici.
Pavimenti, mobili, vetri, oggetti metallici non possono pensare di potersela passare liscia.
Per prima cosa attaccheremo i pavimenti con prodotti pulenti.
Non c'è che l'imbarazzo della scelta in quanto a marche, non c'è che l'imbarazzo della scelta in quanto ad inquinamento e
pericolosità per chi li usa.
Si tratta di prodotti che contengono, oramai siamo esperti, tensioattivi, fosfati e miscele di solventi per tutti i gusti.
I prodotti usati sono la candeggina e la varechina che sono una soluzione in acqua di ipoclorito di sodio.
Chi li usa avverte presto gli effetti sgradevoli all'olfatto ed alla gola e può dunque percepirne l'alto grado di pericolosità.
Quando si usano le sostanze candeggianti occorre disporre di una buona ventilazione ed abituarsi ad indossare la già citata
mascherina.
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Poi è la volta dei vetri e nel prodotto troveremo anche ammoniaca.
Dopo i vetri toccherà ai mobili che verranno trattati con prodotti spray (CFC) ed alcuni veleni tipo : toluolo, xilolo, benzolo.
Per finire ci occuperemo delle superfici metalliche aggiungendo solventi ed ammoniaca al kit già notevole del nostro
chimico.
Caro ufficio, che cosa ti manca se non la cera per apparire finalmente perfetto ?
Aggiungiamo allora, alla nostra casa altri derivati del petrolio e dovremmo avere finalmente concluso le nostre fatiche.
Che prodotti ingrati abbiamo adoperato , i pavimenti si rigano e si macchiano con estrema facilità, i mobili diventano sempre
meno lucidi, in special modo quelli con le superfici in formica; come ovviare a questi inconvenienti ?
Niente paura, tutto previsto, la chimica non scherza, è sempre pronta a venirci in aiuto.
Se i mobili diventano opachi ci sono i lucidanti, se la cera esaspera i segni, si possono coprire con altro prodotto, oppure
usare dei pulenti specifici, della stessa casa, per toglierla e rimetterla; per ogni problema c'è la soluzione.
A rimetterci, in fondo, è la nostra salute e quella della generazioni future.
Che fastidio le zanzare, che problema le formiche, che disturbo le mosche.
Le soluzioni sono a portata di mano, basta scegliere.
Spirali al piretro, lampade, spray repellenti, compaiono come d'incanto dal kit del chimico.
Almeno ricordiamoci di aerare i locali dopo il loro utilizzo!
Se l’addetto alle pulizie ha la fortuna di dover curare un giardino o i viali a verde interni,
dovrà fare i conti con le erbacce.
I prodotti che le eliminano sono costituiti da sostanze che hanno nomi tristemente famosi :
atrazina, paraquat, ecc.
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RISCHIO
RISCHIO DI INFORTUNIO
In studi recenti si è rilevato che il fenomeno infortunistico nelle imprese di pulizia non assume la rilevanza di altri comparti,
tradizionalmente considerati ad alto rischio,soprattutto per guanto riguarda la gravità dei danni riscontrati, tuttavia la
frequenza è notevole. e la gran parte degli infortuni sono dovuti non a macchine o impianti pericolosi,
su cui intervenire sul piano tecnico, bensì ad una sottovalutazione complessiva del rischio che induce a comportamenti non
sicuri.
1 nuovi assunti, verosimilmente meno esperti anche rispetto ai rischi, sono frequentemente vittime di infortuni. D'altra parte
il numero di nuovi assunti è rilevante nelle imprese di pulizia, dato 1'alto turn-over del personale.
Le cause più frequenti devono essere fatte risalire a contusioni, fratture, traumi legati a cadute e a urti contro arredi,
oppure alla caduta di gravi; folgorazioni da corrente elettrica,ustioni, shock elettrico; ferite da taglio per contatto con
materiali taglienti, eventuali infezioni; conseguenti a movimentazione carichi pesanti e posture scomode, Il sollevamento di
pesi ed il loro spostamento sono spesso 1'origine di strappi muscolari,ernie ed artrosi alla colonna vertebrale.
Nel corso degli anni queste continue sollecitazioni finiscono per incidere sfavorevolmente sul trofismo e sulla struttura del
disco, il quale va incontro così ad alterazioni degenerative progressive, queste possono determinare solo un decadimento
delle funzioni del rachide oppure sfociare in manifestazioni patologiche.
ALCUNE PRECAUZIONI :
per le pulizie di vetri e finestre usare cinture e imbracature di sicurezza;
non indossare vestiari ed accessori (cravatte sciarpe cinture) con parti svolazzanti che possano
impigliarsi od essere afferrati da organi che non è stato possibile proteggere adeguatamente; in
particolare le maniche dell'indumento devono essere strette ai polsi;
non calzare scarpe leggere di tela, pantofole a sandali;
non usare mai aria compressa per pulirsi gli abiti dalla polvere;
concordare con la direzione aziendale opportune forme di addestramento del personale all'uso
corretto degli utensili e alla manutenzione degli stessi.
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CADUTE
Le cadute in piano possono avvenire per scivolamento dovuto a sostanze che si trovano sul pavimento, come unto, olio,
grassi, polveri fini, acqua, ghiaccio e da sistemi di pulizia sbagliati.
L'addetto alle pulizie è poi soggetto a scivolamenti dovuti all’operazione nel corso del quale il pavimento viene tramutato in
un lago saponoso mentre si è costretti ad operare impiegando macchine elettriche rotanti.
Altri elementi di pericolo sono i depositi di attrezzi, 1'ingombro di materiali ed i contenitori, la presenza di cavi elettrici nelle
aree di passaggio e di lavoro.
Più gravi sono i rischi di cadute conseguenti a lavori che si svolgono in altezza, come ad esempio il lavaggio vetri.
FOLGORAZIONI ELETTRICHE
I pericoli di folgorazione degli addetti alle pulizie sono condizionati dal crescente uso di macchine.
Esse spesso sono apparecchi portatili utilizzati in ambienti umidi e bagnati, in alcuni casi con la presenza di masse
metalliche.
Ad aggravare il pericolo vi sono allacciamenti fatti con cavi volanti soggetti a trascinamenti, urti, e schiacciamenti, collegati
a prese prive di interruttore.
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TAGLI
Frequentemente gli addetti alle pulizie, soprattutto nelle operazioni di raccolta rifiuti, vengono in contatto con materiali
tagliente, quali vetri, lamette, ecc., con rischio di ferite da taglio.
CADUTA DI
DI PESI
Durante le operazioni di pulizia, in particolari situazioni si può avere un rischio di infortunio per caduta di pesi sospesi in aria
a mal posizionati sugli scaffali.
MOVIMENTAZIONE DI CARICHI PESANTI
Questo tipo di rischio è da ricercare in scorrette impostazioni di presa o per mancanza di mezzi meccanici per il
sollevamento di pesi eccessivi.
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SOSTANZE CHIMICHE
La tossicità dei detergenti è di natura indiretta in quanto essi asportano il naturale strato di grassi presente sulla pelle
facilitando 1'aggressione da parte di agenti esterni.
Alcune forme allergiche e dermatiti possono essere connesse con le sostanze alcaline presenti.
Quasi tutti i tensioattivi sono irritanti per occhi e mucose.
Esistono dei rischi legati all'uso di prodotti a base di solventi a causa della tossicità degli idrocarburi e in particolare degli
alogenati, nonché la loro infiammabilità.
intossicazioni acute sistemiche per ingestioni accidentali (leggere accuratamente 1e etichette e le schede tecniche
d'uso);
effetti a lungo termine (cancerogeni, mutageni e teratogenii), possibili per formaldeidee ossido di etilene;
ustioni e severe irritazioni cutaneo - mucose (soluzioni troppo concentrate);
dermatite irritativa da contatto (soprattutto per alogeni inorganici, aldeidi, fenolo e derivati);
dermatite allergica da contatto (in teoria può essere provocata da tutti i disinfettanti, i maggiori imputati sono gli
ammoni quaternari e le aldeidi) ,
in alcuni casi si possono avere delle reazioni allergiche a carico dell'apparato respiratorio verso prodotti utilizzati
per la pulizia (detergenti disinfettanti, solventi,specie in caso di nebulizzazione del prodotto in ambienti di piccole
dimensioni e scarsamente aerati;
lesioni oculari di tipo irritativo in caso di contatto;
irritazione delle vie aeree e cefalee, per inalazione di prodotti con solventi organici.
Alcune avvertenze :
non utilizzare contenitori senza etichetta;
presumere sostanza pericolosa un prodotto sconosciuto, senza 'etichettatura prevista dalla
legge;
non eseguire travasi di sostanze in bottiglie normalmente adibite per altri usi (bottiglie di
acqua minerale bibite ecc.);
utilizzare i prodotti in ambienti ben aerati;
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usare i mezzi protettivi durante 1'impiego (ad esempio guanti monouso, crema barriera
ecc ;
usare adeguate mascherine in lavori prolungati;
eliminare in appositi contenitori stracci, carte, vestiario impregnati di prodotti nocivi;
fare sempre la pulizia personale a fine turno e a seguito di eventuali spandimenti, a
investimento di prodotti;
pulire a fine turno gli attrezzi di lavoro;
non utilizzare diluenti per la pulizia delle mani;
mantenere chiusi con i tappi originali i contenitori;
ricordarsi che i prodotti sono infiammabili per cui non accendere fiamme, non fumare,
non utilizzare apparecchi che possano dare scintille;
utilizzare recipienti di dimensione tale do evitare per guanto possibile travasi;
rivendicare la scelta accurata dei prodotti da acquistare, preferendo quelli
privi di additivi spesso inutili (profumi, balsami, coloranti, ecc.) e con pH vicino al
neutro;
verificare la presenza delle etichette sulle confezioni e leggere attentamente per
informarsi sulle caratteristiche delle sostanze (tossicità, infiammabilità, ecc.).
MISCELE ESPLOSIVE O INFIAMMABILI
Le sostanze utilizzate per deterge sgrassare, pulire, ecc, le concentrazioni di polvere finissima nelle macchine il
riscaldamento dei motori, le possibili occasioni di creare scintille, i luoghi di lavoro spesso confinati (come scantinati)
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Ristretti o comunque non sufficientemente dotati di ricambi d'aria, sono tutti fattori che possono concorrere a creare
miscele che possono esplodere o comunque essere origine di incendi.
Per questo in alcuni luoghi di lavoro non è possibile utilizzare macchine o apparecchi elettrici o utensili che possono
provocare scintille.
POLVERI
Nel corso delle pulizie spesso si solleva parecchia polvere che può essere dannosa per polmoni e occhi.
Escludendo le polveri disperse negli ambienti e prodotte da processi di lavorazione industriale, per le quali è opportuno
conoscere i componenti per conoscerne i rischi, la polvere può provenire da diverse fonti:
dall'esterno (inquinamento atmosferico) in corrispondenza di porte e finestre;
da lavori di manutenzione
da lavori di costruzione,
da sistemi di ventilazione e condizionamento trascurati o difettosi, o coibentati con materiali non
idonei (ad es. coibente posto all'interno delle canalizzazioni anziché all'esterno)
da rivestimenti, da mobili imbottiti, da preparazione di cibi; da sistemi di pulizia non efficaci.
A volte la pulizia di superfici coibentate in amianto mantenute in cattivo stato può provocare il rilascio di migliaia di fibre di
asbesto. Le polveri possono causare irritazioni alle vie respiratorie e, in soggetti sensibili, reazioni allergiche (riniti, congiuntiviti,
asma ecc.). Si deve evitare di sollevare polvere durante le operazioni di pulizia utilizzando appositi apparecchi aspiratori o
asportando a umido dello sporco.
Può essere necessario utilizzare le mascherine filtranti chiedendo che venga verificata la loro adeguatezza al tipo di polvere
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AGENTI INFETTIVI
Esiste un problema di rischio infettivo soprattutto per i lavoratori che operano in ambienti sanitari, per la possibilità di
venire in contatto con materiale infetto.
Le infezioni più comunemente trasmissibili per contatto con oggetti infetti, attraverso tagli e ferite, sono le epatiti B e C e il
tetano.
La tubercolosi può essere contratta in ambienti sanitari per contagio respiratorio.
Vi è anche un rischio di esposizione al contagio di HIV (AIDS) per ferite e tagli con materiali (siringhe, vetri, ecc.)
contaminate da sangue infetto, anche se il tempo di sopravvivenza dell’agente infettante è piuttosto breve.
Poiché il principale veicolo delle infezioni sono le ferite e i tagli con materiali infetto, bisogna prestare molta attenzione alla
manipolazione di oggetti come siringhe, vetrini, provette ecc.
In tali casi usare apposite attrezzature per 1a presa.
Vi possono essere conseguenze infettive da tagli e ferite anche in ambienti diversi da quelli sanitari come ad esempio, le
mense, 1'industria alimentare, ecc.
Pertanto valgono le precauzioni generali di verificare che i rifiuti vengano raccolti in contenitori adatti e di indossare guanti
antinfortunistici.
Le vaccinazioni sono generalmente in grado di proteggere dalla contrazione dell'epatite e del tetano. Non esistono, invece,
efficaci vaccinazioni per 1'epatite C e per L'AIDS.
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MICROCLIMA
Spesso gli addetti alle pulizie lavorano in condizioni microclimatiche disagevoli.
A volte la mansione richiede continui passaggi da ambienti caldi ad ambienti freddi.
Altre volte le pulizie avvengono in orari in cui gli impianti di riscaldamento o di condizionamento sono spenti.
Nella stagione invernale si può avere la comparsa di malattie a carico dell'apparato respiratorio (faringiti, tonsilliti,
bronchiti, riniti).
Ma che cosa succede all'aria interna all'edificio ?
L'elenco dei nemici che la attaccano è purtroppo lungo.
Intanto ci sono le polveri : chi ne è allergico sa di quanti tipi diversi è fatta la polvere in un ambiente chiuso.
Esse possono essere prodotte da fibre vegetali, da pollini vari, frammenti di decomposizione di insetti, da spore fungine in
ambienti umidi, dal fumo delle sigarette, e da batteri che si nutrono di tutto e sono perciò di specie diversa.
Ma non è finita : anche i materiali con cui è costruita l’edificio, contribuiscono ad ammorbare l'aria, cosi come i materiali per
abbellirlo o addobbarlo.
Materiali quali il tufo ed il granito, usati per le costruzioni, rilasciano nell'ambiente particelle radioattive come pure le
vernici, certi pavimenti, il trattamento dei mobili, ecc.
Le moquette sono sedi naturali di polveri, acari; i mobili in truciolato contengono formaldeide; certi rivestimenti antifiamma
delle caldaie contengono amianto.
Qualche volta pensando di diminuire questo carico di aria viziata dotiamo gli ambienti di condizionatori che, in mancanza di
periodica pulizia dei filtri, concorrono ad aumentare la schiera di microbi indesiderati con effetti, talora, anche gravi.
L'interazione fra tutti gli elementi considerati, che se presi uno ad uno non costituiscono pericolo particolare, rende l'aria
decisamente insalubre.
Può quindi risultare utile, in quei frangenti, fare uso dell'apposita mascherina bianca antipolvere (come quella che si vede
addosso a qualche ciclista) e che si può acquistare in farmacia.
Infine, si può chiedere di rinunciare a trasformare il proprio ufficio in un giardino botanico, evitando in tal modo che,
specialmente la notte, le piante concorrano a consumare l'ossigeno che ha resistito agli attacchi degli agenti suaccennati.
È ancora buona norma mettere fuori dalla finestra, alla fine dell’orario di lavoro, i vasi contenenti
fiori recisi.
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ORARIO A TURNI
Proprio perché spesso le pulizie devono avvenire in orari particolari per non intralciare le attività lavorative che
avvengono negli ambienti da pulire, gli addetti hanno dei turni disagevoli con gravi conseguenze sulla vita sociale dei
soggetti.
Il fatto di lavorare a turni mette in pericolo la stessa incolumità dei lavoratori che si possono trovare ad operare di
notte da soli isolati senza possibilità di contatti immediati in caso di malore o pericolo.
Spesso il rilevamento di principi di incendio è fatto proprio dagli addetti alle pulizie che subentrando al termine del
turno agli operatori di officine o uffici individuano situazioni di pericolo, esempio mozziconi in cesti dei rifiuti o
contenitori di officina, apparecchi elettrici inseriti che creano surriscaldamento.
PROCESSI PRODUTTIVI
Se le pulizie avvengono durante le normali attività industriali (es. nei cicli continui)1'addetto alle pulizie è esposto agli
stessi rischi presenti nell'ambiente.
Per esempio a rumorosità elevata a vapori di solventi, alle sostanze presenti nel ciclo di lavoro.
La sorveglianza sanitaria preventiva e periodica in relazione all'esposizione ai diversi fattori di rischio di natura biologica e
chimica individuati, rimane un problema aperto.
Almeno, la sorveglianza sanitaria dovrebbe rivolgersi alla ricerca attiva di dermatiti da contatto al loro primo manifestarsi.
L'utilità di una tale diagnosi, per quanto precoce, certamente è evidente ai fini assicurativi,
ma non lo è ai fini preventivi, data anche1'impossibilità di un cambiamento di mansione.
Del resto la stessa norma prevede 1'esonero del datore di lavoro dall'obbligo della sorveglianza sanitaria, se l’organo di
vigilanza ritiene irrilevanti i rischi .
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AREE E POSTI DI LAVORO
Ogni posto di lavoro dovrà essere sicuro e di dimensioni appropriate.
Dove uomini, utensili e materiali possano cadere da un'altezza superiore ai 2 mt, si deve provvedere ad installare le
necessarie protezioni quali parapetti e tavole fermapiede.
Ogni posto di lavoro e le relative vie di accesso devono essere adeguatamente illuminati.
I pavimenti ed i passaggi . non devono essere ingombrati da materiali che ostacolino la normale circolazione.
Eliminare le eventuali chiazze d'olio a di grasso e delimitare le zone interessate da operazioni di lavatura con sapone dei
pavimenti onde impedire pericolosi scivolamenti delle persone che vi transitano.
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SCALE
Quando è necessario raggiungere in quota una posizione che deve essere mantenuta nel tempo per le operazioni da
svolgere, devono essere create vere e proprie piattaforme come, posti di lavoro.
Pertanto, le scale hanno la funzione di accedere da una quota ad un'altra e, in via eccezionale per svolgere brevi operazioni
di controllo, ispezioni; non devono quindi essere usate per far compiere veri e propri lavori.
Una scala deve essere di lunghezza adatta al lavoro da eseguire.
Non è corretto usare la scala come posto i lavoro a meno che siano eseguite operazioni semplici, che non implichino sforzi a
uso di attrezzi e mezzi di lavoro pesanti Ogni scala deve essere ispezionata prima dell'uso. Per evitare pericoli di
sbandamento a slittamento le scale semplici portatili devono essere provviste di :dispositivo antisdrucciolo alle estremità
inferiori dei due montanti appoggi antisdrucciolo alle estremità superiori dei due montanti.
Ambedue i montanti di una scala devono poggiare sicuramente a terra su di una superficie piana e stabile; su terreni
cedevoli, disporre una tavola sul terreno. In generate quando 1'uso delle scale per la loro altezza o per altre cause,
comporti pericolo di sbandamento esse devono essere adeguatamente assicurate. Sui terreni cedevoli, disporre una tavola
sul terreno onde poter appoggiare la scala su una base piana e ben stabile.
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IMPRESE DI PULIZIA IN AMBITO
Nell'ambiente ospedaliero devono essere mantenute condizioni di igiene ottimali, considerando:
aree a basso - medio, alto rischio e considerando gli strumenti di lavoro, le procedure,la conoscenza di rischi specifici, i
comportamenti.
Elemento principe capace di incidere significativamente sulla qualità dell’igiene ambientale, è 1'aria. Più persone in un
ambiente chiuso fanno diminuire la percentua1e di ossigeno e aumentare quello di anidride carbonica, “viziando” in tal modo
l'aria. La ventilazione è 1'intervento che possiamo attuare per correggere l’aria viziata.. Sospeso nell'aria troviamo il
pulviscolo atmosferico, piccole particelle derivanti da processi di micronizzazione di' materiali di natura minerale, vegetale,
animale. Un addensamento del pulviscolo atmosferico determina la formazione della polvere, che si deposita in misura
crescente dall'alto verso il basso, in particolare sulle superfici orizzontali.
La polvere può diventare ricettacolo di germi e incidere pesantemente nella determinazione della carica batterica e nella
divulgazione delle infezioni.
Gli interventi di pulizia negli ospedali devono essere orientati prioritariamente, a111'eliminazione sistematica di questi
elementi, con metodo "a umido", in modo via via più incisivo col procedere dall'alto verso il basso. Adeguati sistemi di pulizia,
eseguiti correttamente, da soli sono in grado di ridurre la carica batterica dell'80%. Ulteriori interventi di disinfezione e
sterilizzazione ci portano alla soglia del 99%.
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RIFIUTI SOLIDI
SOLIDI
E’ importante rispettare il colore dei sacchi per i diversi contenuti, perché diversi rifiuti subiscono dei processi di
degradazione differenziati, secondo la specifica natura Questo è tanto più importante in ospedale, dove accanto ai rifiuti' di
tipo domestico, troviamo rifiuti altamente a potenzialmente infetti, che devono essere inceneriti. Di norma i colori per
distinguere il contenuto dei sacchi per 1'allontanamento dei rifiuti solidi sono:
sacco nero per rifiuti comuni
sacco giallo per i rifiuti speciali (infetti).
Tra i rifiuti comuni è da evitare il malcostume di riversarvi gli avanzi alimentari liquidi.
Per gli aghi, butterfly, siringhe esistono i contenitori appositi.
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RISCHIO INFETTIVO
Nei confronti del rischio infettivo, oltre che di mezzi e procedure di prevenzione (controllo e sanificazione di ambienti,
corretto smaltimento dei rifiuti) e di mezzi di protezione individuali, cosiddetti di barriera (grembiuli antiforatura), si dispone
anche, per alcuni agenti infettivi, della immuno profilassi attiva e/o passiva. Per quanto riguarda l’epatite B che sicuramente
rappresenta l’infezione professionale a maggior rischio per il personale addetto alle pulizie, in relazione a eventuali ferite
dovute ad oggetti potenzialmente infetti,si dispone oggi di un vaccino ad alta efficacia e sicurezza. Si raccomanda pertanto, a
tutti i lavoratori sottoposti a questo rischio, di vaccinarsi, in modo da disporre di adeguata copertura immunitaria in caso di
infortunio e poter evitare la somministrazione delle immuno - globuline specifiche.
Per 1'epatite C e per I'HIV non esistono provvedimenti immuno profilattici altrettanto efficaci. In ogni caso, essendo le
modalità di trasmissione identiche a quelle dell'epatite B, si raccomanda in caso di piccole ferite o anche semplici
imbrattamenti con sangue o materiali biologico contenente sangue visibile, di informare immediatamente i responsabili sanitari, al
fine di predisporre i protocolli di sorveglianza sanitaria e dl profilassi individuale.
Il rischio professionale di TBC non à ben quantificabile, ma è. certamente aumentato negli ultimi anni .
Per guanto riguarda il tetano, viceversa, non vi sono dubbi sull'efficacia e la sicurezza della vaccinazione.
Infine vi è il rischio di infezione tifoidea, per la quale si dispone di un vaccino altamente efficace e sicuro, somministrato per
via orale, che ha 1'unico inconveniente di proteggere per un tempo relativamente limitato (3 anni).
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IL TIPO DI LAVORO.
Uffici grandi, piccoli, vecchi, nuovi, aziende industriali con peculiarità diverse, strutture sanitarie con grandi complessità.
Ogni attività presenta difficoltà di tipo diverso e richiede quindi una comportamento diverso.
É un'affermazione tanto ovvia che si poteva evitare.
A pensarci bene non é poi cosi' ovvia; l'assuefazione, oppure l'abitudine a certi lavori, ad esempio, possono contribuire a defilare i
pericoli.
Anche la fretta, unita all'abitudine, può giocare brutti scherzi.
Particolare attenzione e prudenza viene richiesta su lavori di pulizia non consueti..
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LE CONDIZIONI
CONDIZIONI CLIMATICHE
Caldo, freddo, pioggia, neve, gelo, nebbia, smog, vento, sono gli elementi che possono disturbare il lavoro del pulitore in
particolari circostanze.
Il caldo ed il freddo eccessivo proiettano le loro conseguenze direttamente sulla persona, rallentando i suoi riflessi e
provocando sensazioni di stanchezza, fastidio, sonno, ecc.
Tali sintomi non si combattono con strani esercizi durante ma fermandosi sollecitamente per riposare e riacquistare la
concentrazione necessaria al lavoro .
Molto meglio allungare un po’ il tempo di lavoro piuttosto che rischiare un incidente.
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SCHEDA 1 LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La colonna vertebrale e i dischi intervertebrali sono sempre sottoposti a notevoli pressioni.
La pressione discale varia in funzione delle posizioni e dei movimenti della colonna.
Nel disegno, ad esempio, si osserva la pressione esercitata sul disco intervertebrale compreso tra la terza e la quarta
vertebra lombare: risulta evidente come il sollevamento male eseguito di un peso, anche modesto, produca una forte
sollecitazione del disco
In tante azioni lavorative, come in tante semplici azioni della vita quotidiana, è dunque necessario adottare accorgimenti per
favorire una più equa e corretta distribuzione del peso sulla colonna vertebrale.
Sull’argomento, il D.Lgs. 81/2008 (Allegato XXXIII) afferma:
“La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio tra l’altro dorso lombare nei casi seguenti:
il carico è troppo pesante;
è ingombrante o difficile da afferrare;
è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi;
è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato ad una certa distanza dal tronco o
con una torsione o inclinazione del tronco;
può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in
caso di urto.
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Per una corretta soluzione del problema vanno ricordate queste regole:
È molto pericoloso sollevare un peso da terra piegando il busto a gambe estese. Bisogna invece:
- abbassarsi flettendo le ginocchia;
- sollevare il peso mantenendolo quanto più vicino possibile al corpo;
- raddrizzarsi con l’uso esclusivo delle gambe.
Bisogna evitare pericolose rotazioni del busto.
Quando si trasportano pesi ai lati del corpo (borse, ecc.), questi vanno distribuiti in modo
equilibrato su entrambi i lati.
Per completezza, ricordiamo che è la legge a definire che cosa si deve intendere per movimentazione manuale dei carichi,con
esplicito riferimento alle“operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le
azioni del sollevare, deporre,spingere, tirare, portare o spostare un carico”, messe in atto quando non sia possibile
ricorrere ad attrezzature meccaniche alternative.
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SCHEDA 2 LA PULIZIA DEI PAVIMENTI
Si tratta di un’attività apparentemente banale, per quanto faticosa, eppure presenta rischi che non vanno trascurati, per la
polvere sollevata con le scope (vedi scheda 3), la posizione di lavoro (che può dare mal di schiena), i prodotti utilizzati (vedi
scheda 6) e i possibili scivolamenti. Questi ultimi possono provocare strappi, contratture muscolari e cadute con contusioni.
Per evitare l’insorgere di dolori alla schiena, ricordiamo che il lavoro in piedi, in movimento, (come la lavatura dei pavimenti)
va eseguito a gambe divaricate, con una
larga base d’appoggio; anche nei lavori in
piedi da fermi (lo stirare, per esempio) è
opportuno mantenere le gambe larghe o
appoggiare alternativamente un piede su un
rialzo.
Quando per lavare i pavimenti si usano macchinari elettrici a spazzole rotanti, ci si deve attenere scrupolosamente alle
istruzioni dei manuali d’uso e alle indicazioni ricevute all’atto della presentazione della macchina al lavoratore. E’ inteso che
per nessuna ragione vanno rimossi o alterati i dispositivi di sicurezza e le protezioni installate.
Premesso che le macchine in dotazione devono essere sottoposte a manutenzione programmata, eseguita da personale
specializzato, prima di qualsiasi eventuale intervento (solo se compatibile, si intende, con le competenze e le mansioni
dell’operatore) bisogna sempre scollegarela corrente.
In nessun caso, poi, si deve intervenire su organi in movimento.
Inoltre, per evitare rischi di folgorazione ci si deve sempre accertare
che le prese di corrente, le spine e i fili elettrici siano in buono stato
e che le eventuali prolunghe abbiano connessioni che garantiscano il
perfetto isolamento e la tenuta del cavo dell’apparecchio in caso di
strappo involontario. Le spine vanno inserite e disinserite sempre
con le mani asciutte. Per il disinserimento non si deve agire sul
cavo, tirando, ma sulla spina.
Anche nell’uso dei carrelli dotati di vaschette e di dispositivi per strizzare gli scopettoni
lavapavimenti è importante rispettare scrupolosamente le istruzioni ricevute e quelle del
manuale d’uso.
Durante il lavaggio,infine, è opportuno calzare scarpe chiuse con suola non scivolosa e
posizionare appositi segnali a cavalletto, per evitare che altri possano scivolare sulle superfici
bagnate (questo provvedimento, tra l’altro, evita che il lavoro dell’addetto venga continuamente
rovinato dal passaggio di persone).
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SCHEDA 3 LE OPERAZIONI DI SPOLVERO
Durante le operazioni di spolvero degli arredi, di scopatura dei pavimenti e, soprattutto, in occasione di pulizie periodiche
generali e di pulizie di locali poco frequentati (in particolare se male aerati) possono sorgere problemi legati alla grande quantità di
polvere sollevata, che può risultare dannosa per polmoni e occhi.
Le polveri possono causare irritazioni alle vie respiratorie e, in soggetti sensibili, reazioni allergiche (riniti, congiuntiviti, asma, ...).
In alcuni casi, per evitare che si generino condizioni sfavorevoli può essere sufficiente bagnare preventivamente le superfici da pulire
con acqua nebulizzata (spruzzata dall’alto e da una certa distanza, perché ricada “a pioggia”) o usare stracci umidi.
Per la pulizia di zone o di ambienti molto polverosi sono comunque obbligatori:
mascherina,
occhiali a tenuta,
guanti di gomma,
grembiuli o tute.
L’uso della mascherina e del grembiule è consigliabile anche durante il comune spolvero e la comune scopatura dei pavimenti.
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SCHEDA 4 LA RACCOLTA DEI RIFIUTI
La raccolta dei rifiuti solidi va sempre effettuata con prudenza.
È impossibile sapere che cosa viene depositato nei bidoncini porta rifiuti (non si può escludere a priori la presenza di oggetti
taglienti e di siringhe). Il loro contenuto, dunque, va direttamente rovesciato nei sacchi grandi senza mettere le mani nei
contenitori. Una volta riempiti, i sacchi grandi non vanno pressati con le mani (per evitare punture e tagli), ma solo scossi,
per favorire l’assestamento dei materiali travasati.
Nelle operazioni di prelevamento, travaso e trasporto dei rifiuti, usare sempre guanti antitaglio e grembiule, tenendo
recipienti e sacchi lontani dal corpo È inteso che vanno rispettate in modo scrupoloso le norme sulla raccolta
differenziata, in particolare per gli eventuali rifiuti derivati da esperienze di laboratorio e dall’infermeria. In questi ultimi
casi gli addetti dovranno ricevere precise istruzioni dal personale preposto e, al caso,utilizzare contenitori speciali.
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SCHEDA 5 LE PULIZIE DEI LUOGHI ALTI
Le attività di pulizia richiedono spesso l’uso di scale portatili, che espone gli operatori
a rischi di caduta per scivolamento, squilibri o vertigini. I lavori eseguiti a una certa
altezza, inoltre, comportano sempre pericoli di caduta di materiali,di polvere e di
utensili, che potrebbero coinvolgere chi si trovasse nelle immediate vicinanze.
Le attività di pulizia richiedono spesso l’uso di scale portatili, che espone gli operatori
a rischi di caduta per scivolamento, squilibri o vertigini. I lavori eseguiti a una certa
altezza, inoltre, comportano sempre pericoli di caduta di materiali, di polvere e di
utensili, che potrebbero coinvolgere chi si trovasse nelle immediate vicinanze.
Realizzate generalmente in metallo, le scale portatili sono di due tipi: quelle semplici
(che vengono appoggiate a un muro) e quelle autoportanti, dette “a libro” (che si
aprono a V rovesciata).
Entrambe possono essere utilizzate per eseguire “in quota” (cioè a una certa distanza
da terra) solo lavori temporanei.
Secondo la normativa, la scelta del tipo più idoneo di sistema per il “lavoro temporaneo
in quota” compete al datore di lavoro, che decide anche in rapporto al dislivello e ai
tempi di impiego.
E’ ancora il datore di lavoro che può disporre che si usi una scala in alternativa a
sistemi più sicuri (come i trabattelli), quando l’uso di tali sistemi non sia giustificato
dalla gravità del rischio e dalla durata di utilizzo.
Per la gravità delle conseguenze infortunistiche che ne potrebbero derivare, la
normativa prescrive, comunque, che si debba prevenire o eliminare il rischio di
caduta nel vuoto da altezze superiori a due metri.
Pertanto, per pulizie eseguite a una distanza terra-piedi che superi questo limite, deve
essere valutata l’adozione di attrezzature diverse dalle scale o di scale con particolari
caratteristiche e dispositivi di sicurezza.
Ciò premesso, per le pulizie di luoghi alti è indispensabile usare attrezzature in perfette
condizioni (periodicamente sottoposte a verifica) e rispettare rigorosamente alcune
norme di comportamento.
Le scale portatili devono essere dotate di dispositivi antisdrucciolo alle estremità inferiori dei montanti
e devono essere in perfette condizioni in tutte le loro parti. Danni e fattori di non conformità vanno
immediatamente segnalati;
vanno sempre appoggiate in modo perfettamente stabile ad elementi solidi e fissi;
i gradini non devono essere sporchi di sostanze grasse o unte.
Le scale semplici non vanno mai appoggiate
lungo lo spigolo verticale dei muri o su una
superficie troppo stretta; in alto devono sporgere
almeno di 1 m dallo spigolo orizzontale di appoggio
ed essere vincolate all’appoggio stesso;
tra gli estremi inferiori dei montanti e il muro di
appoggio verticale deve esserci unadistanza pari a
circa un quarto dell’altezza del piano servito.
Le scale a libro non devono essere usate come
scale semplici e vanno sempre utilizzate
completamente aperte.
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Durante il trasporto, le scale portatili vanno tenute sulla spalla, orizzontalmente o inclinate in avanti;
durante l’uso devono essere posizionate in luoghi sgombri e, se vengono collocate dietro a una porta,
quest’ultima deve essere chiusa a chiave;
non vanno mai allungate con mezzi di fortuna.
□ Le scale portatili vanno utilizzate solo quando è indispensabile e non vanno assolutamente adoperate se si
soffre di vertigini o quando ci si sente stanchi. Se possibile, è preferibile non usarle quando si è soli.
□ Nella salita e nella discesa, il viso va rivolto verso la scala e il corpo va tenuto vicino alla scala stessa; le
mani devono essere libere (gli attrezzi di lavoro, pertanto, vanno riposti in appositi contenitori). In
particolare, durante la salita non bisogna guardare i piedi.
□ L’addetto deve sempre usare calzature chiuse, non scivolose.
La posizione di lavoro deve essere comoda e sicura; non ci si deve assolutamente sporgere dalla scala.
La piattaforma terminale, nelle scale a libro, va raggiunta e usata solo se riparata da apposita protezione;
in alternativa ci si fermi sul penultimo gradino.
È vietato effettuare spostamenti anche minimi di una scala quando su di essa si trova una persona. Non
salire mai in due sulla stessa scala.
Non bisogna sostare sotto una scala mentre un collega vi sta lavorando.
IN OGNI CASO:
CASO
NON ESEGUIRE LAVORI IN ALTO SALENDO SU APPOGGI INSTABILI O IMPROPRI (SCATOLONI, PILE DI LIBRI,
TAZZE DEI WATER), PER IL GRAVE RISCHIO DI SCIVOLAMENTO E CADUTA.
EVITARE IL GOCCIOLAMENTO DI LIQUIDI NEGLI OCCHI DOVUTO A SPUGNE O ALTRI MATERIALI TROPPO BAGNATI
TENUTI VERSO L’ALTO.
RACCOMANDAZIONI PER LA PULIZIA
PULIZIA DI VETRATE E DI FINESTRE
Compatibilmente con l’esigenza di non assumere posture faticose per le spalle e dannose per la colonna vertebrale (in
particolare per le vertebre cervicali), la pulizia di finestre e vetrate è preferibile che sia eseguita da terra con attrezzi ad asta.
In questo caso i movimenti effettuati non devono essere bruschi.
Quando è indispensabile l’uso della scala, questa non va mai appoggiata ai vetri. Durante la pulizia della superficie interna di
una finestra con l’utilizzo di scala, la finestra interessata deve essere tenuta interamente chiusa.
La pulizia delle superfici esterne di vetrate e di finestre, per i piani superiori a quello terreno, deve avvenire in
condizioni di assoluta sicurezza, con l’adozione di ogni accorgimento utile (compresa eventuale cintura di sicurezza).
Le parti non raggiungibili a braccio o con apposita strumentazione vanno tralasciate. Di conseguenza, oltre che per
evidenti ragioni di elementare prudenza, non si prende neppure in considerazione l’ipotesi di rischi derivanti da
spenzolamenti o acrobazie nel vuoto.
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SCHEDA 6.1 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
TIPI E USO
Come vediamo nella tabella, una prima classificazione dei prodotti usati per le pulizie può essere basata sulle loro finalità di
impiego.
1
DETERGENTI
Miscele più o meno complesse con vario grado di potere sgrassante e varie indicazioni di
impiego.
Preparati ad azione detergente (soprattutto detersivi liquidi, sia per uso personale che
ambientale).
Possono contenere disinfettanti (vedi).
2
DISINFETTANTI
Prodotti costituiti da sostanze a variabile effetto germicida aggiunte ad una base di
detergente.
3
PRODOTTI A BASE
DI SOLVENTI
Sostanze detergenti, sgrassanti, che sostituiscono i saponi ( smacchiatori, acquaragia
trementina, diluenti, anticorrosivi, ecc.).
4
DISINCROSTANTI
Sostanze caratterizzate da una notevole reattività chimica, utilizzati prevalentemente per
la pulizia dei servizi igienici.
5
CERE
Sostanze usate per la protezione di pavimenti e altre superfici.
50
Oggi, rispetto al passato, molti prodotti hanno caratteristiche più rispettose della salute degli utilizzatori
e della salvaguardia dell’ambiente naturale (meno inquinanti); ciò non significa che possano essere usati senza
precauzioni e in quantità illimitate. Qualunque prodotto, infatti, anche se conosciuto con un nome
commerciale che non fa pensare alla sua vera composizione, è costituito da sostanze chimiche (singole
o in associazione con altre), alcune delle quali potrebbero essere“pericolose” (vedi scheda 6.4) e
qualunque sostanza pericolosa, in determinate condizioni e se male utilizzata, può causare danni tanto
all’individuo che la usa quanto all’ambiente (quindi alla comunità e – nuovamente – a chi l’ha adoperata).
51
SCHEDA 6.2 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
L’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI
Come per le sostanze chimiche e i preparati, sulle confezioni dei prodotti per le pulizie devono essere riportate – tramite apposita
etichetta o direttamente sull’imballaggio (a mezzo stampa, rilievo o incisione) – alcune informazioni essenziali:
ETICHETTA
1. Denominazione o nome commerciale.
XXXXXXXXXXX
2. Nome e indirizzo completi del responsabile
dell’immissione sul mercato (produttore,
importatore o distributore).
Yyyyyyyyyy - Zzzzzzzzz
3. Composizione, con il nome chimico della o
delle sostanze pericolose.
“Sodio ipoclorito, soluzione …% ”
4. Simboli e sigle relativi alla classificazione di
pericolosità.
Croce di S. Andrea / Xi (vedi pag. 17) “Irritante”
5. Frasi tipo relative ai rischi specifici derivanti
dall’uso del prodotto (“frasi R”).
“A contatto con acidi libera gas tossico.”“Irritante per gli occhi e per la pelle.”
6. Frasi tipo concernenti consigli di prudenza
relativi all’uso del prodotto (“frasi S”).
“Non mescolare con acidi.”
8. Quantitativo nominale del contenuto.
750 ml.
9. Eventuali avvertimenti precauzionali,
raccomandazioni per il corretto utilizzo,
indicazioni di primo intervento, …
Si raccomanda di non superare le dosi indicate.”
“Tenere fuori dalla portata dei bambini.”
“In caso di contatto con la pelle lavarsi
immediatamente e abbondantemente con acqua.”
Di ogni prodotto fornito ai lavoratori, il datore di lavoro deve conservare una “scheda informativa in materia di sicurezza” (detta,
semplicemente, “scheda di sicurezza”), contenente per esteso la composizione, le proprietà chimiche e fisiche, le precauzioni per
l’uso, gli effetti lesivi e le misure di primo soccorso, le precauzioni per lo stoccaggio, le indicazioni per lo smaltimento dei contenitori
e altro. Le schede sono a disposizione del personale, che ne deve prendere visione.
52
SCHEDA 6.3 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
OSSERVAZIONI
Il fatto che un prodotto sia in commercio, che sia molto noto e pubblicizzato, che sia etichettato secondo le norme di legge e
che sia stato fornito dal datore di lavoro, potrebbe indurci a pensare che possa essere usato in tutta tranquillità. In realtà,
la prudenza deve sempre guidare l’attività del lavoratore.
L’etichettatura, per esempio,non è di per sé una garanzia di sicurezza, ma un semplice strumento per migliorare i livelli
della sicurezza: le etichette forniscono informazioni e raccomandazioni, ma riescono a informare soltanto chi legge
con attenzione e chi ne sa interpretare il linguaggio e i simboli grafici.
Quanti di noi, in occasione degli acquisti di prodotti per le pulizie e l’igiene domestica e personale, leggono le indicazioni del
fabbricante e scelgono solo dopo un’attenta valutazione e comparazione?
IN GENERALE, OSSERVIAMO CHE:
1.
anche il semplice sospetto che una sostanza possa produrre effetti negativi deve indurre alla massima prudenza;
bisogna cambiare il concetto secondo cui “mi difendo solo se ho la certezza del danno” in “non utilizzo una sostanza (o
la utilizzo solo con la massima cautela) se non ho la certezza che non provochi danni”.
L’ignoranza delle conseguenze, in particolare a lungo termine, nell’uso di alcune sostanze è stata in passato causa di
gravissimi guasti alla salute (pensiamo al DDT).
2.
CIÒ DETTO:
DETTO
• ammesso che per ottenere un buon risultato vadano necessariamente usate determinate sostanze
(per pulire la pittura a tempera da un banco o da un pavimento, per esempio, non servono particolari
prodotti, ma è sufficiente usare la comune “acqua del rubinetto”!),
• posto che a parità di risultato finale sia stato fornito il prodotto meno nocivo,
• posto che siano state date tutte le indicazioni e forniti i mezzi per l’uso corretto e sicuro del prodotto
(schede tecniche ed eventuali presentazioni dirette, dispositivi di protezione individuale, …),
È COMPITO DEL LAVORATORE OPERARE IN MODO COERENTE E
ADEGUATO.
ADEGUATO
53
SCHEDA 6.4 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
LE SOSTANZE E I PREPARATI PERICOLOSI
SONO CONSIDERATI PERICOLOSI LE SOSTANZE E I PREPARATI:
a)
b)
ESPLOSIVI: […].
COMBURENTI: sostanze e preparati che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte
reazione esotermica [sviluppo di calore].
c) ESTREMAMENTE INFIAMMABILI: […].
d) FACILMENTE INFIAMMABILI: […].
e) INFIAMMABILI: sostanze e preparati liquidi con basso punto di infiammabilità.
f) MOLTO TOSSICI: sostanze e preparati che, in caso di inalazione,ingestione o assorbimento cutaneo [vedi sotto], in
piccolissime quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
g) TOSSICI: sostanze e preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantità,
possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.
h) NOCIVI: sostanze e preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere letali
oppure provocare lesioni acute o croniche.
i) CORROSIVI: sostanze e preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un’azione distruttiva.
l) IRRITANTI: sostanze e preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose
può provocare una reazione infiammatoria.
m) SENSIBILIZZANTI: sostanze e preparati che, per inalazione o assorbimento cutaneo, possono dar luogo a una reazione
di ipersensibilizzazione, per cui una successiva esposizione alla sostanza o al preparato produce reazioni avverse
caratteristiche.
n) CANCEROGENI: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono provocare il
cancro o aumentarne la frequenza.
o) MUTAGENI: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono produrre effetti
genetici ereditari o aumentarne la frequenza.
p) TOSSICI PER IL CICLO RIPRODUTTIVO: sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo,
possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico della funzione o delle
capacità riproduttive maschili o femminili.
q) PERICOLOSI PER L’AMBIENTE: sostanze e preparati che, qualora si diffondano l’ambiente, presentano o possono
presentare rischi immediati per una o più delle componenti ambientali.
INALAZIONE = introduzione di sostanze attraverso le vie respiratorie; si tratta della possibilità
potenzialmente più pericolosa, per l’incomprimibile necessità dell’uomo di respirare ogni pochi
secondi.
ASSORBIMENTO CUTANEO =assorbimento di sostanze attraverso la pelle, le mucose o gli occhi,
normalmente dovuto a contatto con sostanze allo stato liquido o con vapori di tali sostanze.
INGESTIONE [introduzione di sostanze dalla bocca]; si verifica normalmente per errore. Si tratta
di un caso pericolosissimo, anche se, per fortuna, abbastanza raro.
54
SCHEDA 6.5 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
GLI EFFETTI SULLA SALUTE
La probabilità che, tramite inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, una sostanza o un preparato possano
provocare danni alla salute dipende da diversi fattori:
•
•
•
•
•
LA TOSSICITÀ DELLA SOSTANZA;
LA CONCENTRAZIONE;
LA MODALITÀ DI ESPOSIZIONE;
LE CARATTERISTICHE DEL “SOGGETTO ESPOSTO” [L’INDIVIDUO CHE USA TALI SOSTANZE];
LA PRESENZA DI PARTICOLARI CONDIZIONI AMBIENTALI.
Ciascun fattore è caratterizzato da molte variabili.
Facciamo un esempio: le variabili relative al soggetto esposto [cioè le variabili che possono determinare differenti reazioni
da individuo a individuo] sono: l’età, il sesso, il peso corporeo, la
presenza di patologie specifiche, la condizione di nutrizione, la condizione immunologica e quella genetica, lo stato di
gravidanza. D’altronde, anche in circostanze assolutamente comuni della vita quotidiana sappiamo che le reazioni a certe
sostanze sono del tutto individuali: molti, per esempio, sono infastiditi o provano “mal di testa” al semplice contatto con
determinati odori o profumi del tutto irrilevanti per altri.
L’intensità dell’azione dannosa di certe sostanze dipende dunque da un complesso quadro d’insieme e i danni prodotti
possono avere diversa gravità e durata nel tempo (acuti, cronici, reversibili, irreversibili).
TRA I RISCHI, DERIVANTI DALL’USO DI PRODOTTI CONTENENTI DETERMINATE SOSTANZE, POSSIAMO ELENCARE:
•
•
•
•
•
LE INTOSSICAZIONI ACUTE PER INGESTIONI ACCIDENTALI;
GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE (CANCEROGENI, MUTAGENI E TERATOGENI);
LE USTIONI O LE SERIE IRRITAZIONI DELLA CUTE E DELLE MUCOSE;
LE DERMATITI ALLERGICHE DA CONTATTO;
LE REAZIONI ALLERGICHE A CARICO DELL’APPARATO RESPIRATORIO CON FORME
ASMATICHE;
• LE LESIONI OCULARI DI TIPO IRRITATIVO;
• LE IRRITAZIONI DELLE VIE AEREE E LE CEFALEE [MAL DI TESTA].
55
SCHEDA 6.6 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
SIMBOLI DI PERICOLOSITA’ ( FONDO GIALLO-ARANCIONE)
ESPLOSIVO:
ESPLOSIVO
PITTOGRAMMA
bomba che esplode;
E
COMBURENTE:
COMBURENTE fiamma sopra un cerchio;
O
FACILMENTE INFIAMMABILE:
INFIAMMABILE fiamma;
F
ALTAMENTE INFIAMMABILE:
INFIAMMABILE fiamma;
F+
CORROSIVO:
CORROSIVO
raffigurazione dell’azione di un acido;
C
TOSSICO:
TOSSICO teschio su tibie incrociate;
T
ALTAMENTE TOSSICO:
TOSSICO teschio su tibie incrociate;
T+
IRRITANTE:
IRRITANTE croce di S.Andrea
Xi
NOCIVO:
NOCIVO
croce di S.Andrea
Xn
PERICOLOSO PER L’AMBIENTE:
L’AMBIENTE paesaggio con
animali morti;
N
SIGLA
56
SCHEDA 6.7 I PRODOTTI PER LE PULIZIE
COME PROTEGGERSI
Le protezioni dalle sostanze pericolose sono due, entrambe importantissime sia sul lavoro che nella vita privata: l’uso di
adeguati dispositivi di protezione individuale (d.p.i.)e l’adozione di corrette procedure di lavoro.
Usare un prodotto solo se è assolutamente necessario e solo nelle quantità previste.
Leggere attentamente le etichette dei contenitori (e le schede di sicurezza), per conoscere le caratteristiche delle sostanze
utilizzate, e rispettare rigorosamente le indicazioni d’uso.
Non utilizzare prodotti conservati in contenitori senza etichetta e presumere sostanza pericolosa un prodotto sconosciuto, senza
l’etichettatura prevista dalla legge.
Non eseguire assolutamente travasi di prodotti dai contenitori d’origine in bottiglie normalmente adibite ad altri usi
(bottiglie di acqua minerale, bibite, ecc.) o in contenitori vuoti di altri prodotti con o senza etichetta. Anche
recentemente la cronaca ha registrato fatti drammatici di ingestione di sostanze pericolose conservate in contenitori
impropri!
Non annusare mai i prodotti.
Tenere aperto un contenitore solo per il tempo strettamente necessario.
Non riporre neppure provvisoriamente un contenitore (soprattutto se ancora aperto) in una posizione precaria o su un
sostegno instabile.
Mantenere chiusi i contenitori con i tappi originari.
Nell’eventuale diluizione rispettare scrupolosamente le indicazioni del produttore.
Se un prodotto deve essere diluito in acqua, usare contenitori (secchi o vaschette) di dimensioni adatte a evitare
versamenti all’esterno.
Non mescolare prodotti diversi.
Quando si nebulizza un prodotto farlo a braccio teso (tenendosi dunque lontani dalla “nube”) e lasciarlo depositare prima
di riavvicinarsi, per evitare di inalarlo; se necessario usare la mascherina e gli occhiali protettivi.
Quando si usano determinati prodotti gli ambienti devono essere ben aerati.
Durante l’impiego non fumare.
Usare tutti i d.p.i. utili in rapporto alle diverse condizioni di lavoro e ai prodotti stessi (guanti, grembiuli, mascherine,
ecc.). In particolare non utilizzare prodotti e non toccare stracci imbevuti di prodotti a mani nude. Oltre che stabilito
dalla legge, l’uso dei d.p.i. è indispensabile per proteggere la propria salute e non può essere considerato facoltativo. Il
loro utilizzo, inoltre, non va considerato imbarazzante né una perdita di tempo. Per i piccoli fastidi si possono trovare
soluzioni compatibili (i guanti di gomma possono essere calzati su leggeri guanti di cotone, ecc.).
Stracci, carte e vestiario impregnati di particolari prodotti devono essere eliminati in appositi contenitori.
A fine lavoro pulire gli attrezzi e pulire sempre le mani (per la pulizia delle mani non usare diluenti); lavare i capi
indossati se capita che ci si versi addosso un prodotto.
57
SCHEDA 7 IL RISCHIO BIOLOGICO
Per “rischio biologico” si intende il rischio che deriva dal possibile contatto con sostanze organiche (sangue, urine, feci), che
potrebbero trasmettere malattie, o con sostanze colturali (da laboratorio), che potrebbero provocare anche allergie e
intossicazioni. In un contesto scolastico privo di particolari attività specialistiche e nell’ambito delle normali attività di
pulizia il rischio biologico è praticamente limitato alla pulizia dei servizi igienici, fatte salve le punture da siringhe o la
raccolta di rifiuti infetti dopo medicazioni, che fanno riferimento agli accorgimenti di prudenza presentati nella scheda 4.
Nella pulizia dei servizi igienici va dunque sempre prestata molta attenzione e vanno sempre usati i dispositivi di protezione
individuale, di volta in volta più adatti, che riparino efficacemente da contatti diretti e da schizzi repellenti (mascherine,
occhiali, guanti di gomma fino all’avambraccio - tra l’altro obbligatori quando si usano sostanze corrosive -, grembiule o tuta
eventualmente di tipo “usa e getta” nel caso di pulizie straordinarie).
Una cura particolare deve essere dedicata alla pulizia di questi dispositivi dopo l’attività, oltre che, ovviamente, alla pulizia
degli strumenti usati (scopini, scopettoni, stracci, ecc.).
Circa l’importanza dell’uso dei dispositivi di protezione individuale, non si dimentichi che, a
prescindere dal rischio biologico, per la pulizia dei servizi igienici vengono di solito impiegati in
maggiore quantità i prodotti più dannosi (disincrostanti, ecc.).
SCHEDA 8 LO STOCCAGGIO E LA CONSERVAZIONE DI PRODOTTI
E MATERIALI
Prodotti chimici e materiali diversi (carta, scope, ecc.) vanno conservati in luoghi inaccessibili ai non addetti e lo stoccaggio
deve avvenire secondo criteri di non pericolosità (esempio: alcool e carta igienica non possono convivere).
Tali luoghi vengono individuati dal datore di lavoro, considerate anche le esigenze operative dei lavoratori. Circa i criteri di
stoccaggio, valutati i prodotti in dotazione il datore di lavoro fornisce precise indicazioni ai dipendenti.
I lavoratori non possono arbitrariamente decidere in modo alternativo; devono scrupolosamente rispettare le destinazioni di
immagazzinamento e le indicazioni ricevute, devono rispettare e far rispettare le prescrizioni dettate dalla segnaletica
(scheda 9).
58
SCHEDA 9 ESEMPI DI SEGNALETICA NEI LUOGHI DI CONSERVAZIONE
DEI PRODOTTI E DEI MATERIALI
PERICOLO GENERICO (fondo Giallo)
TENSIONE ELETTRICA PERICOLOSA (fondo giallo)
SOSTANZE CORROSIVE (fondo giallo)
SOSTANZE NOCIVE O IRRITANTI (fondo giallo)
MATERIALE INFIAMMABILE (fondo giallo)
MATERIALE COMBURENTE (fondo giallo)
VIETATO FUMARE (fondo bianco)
VIETATO FUMARE O USARE FIAMME LIBERE (fondo bianco)
DIVIETO DI ACCESSO ALLE PERSONE NON AUTORIZZATE (fondo bianco)
GUANTI DI PROTEZIONE OBBLIGATORI (fondo azzurro)
59
RIFERIMENTI MINIMI DI NORMATIVA
PROVVEDIMENTI DI CARATTERE GENERALE.
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 [e successive modifiche e integrazioni]
“Attuazione dell’ articolo1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza
nei luoghi di lavoro.”;
Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, supplemento ordinario n. 108.
ESECUZIONE DI LAVORI TEMPORANEI IN QUOTA.
Direttiva 2001/45/CE del Parlamento Europeo.
AGENTI CHIMICI: RISCHI, CLASSIFICAZIONE, IMBALLAGGIO ED ETICHETTATURA DI
SOSTANZE E PREPARATI.
Decreto Legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 [e successive modifiche e integrazioni];
Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 1997 – Supplemento Ordinario n.53.
ANTINCENDIO E EMERGENZE.
Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 (Ministero dell’Interno)
“Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro.”;
Gazzetta Ufficiale n. 81, del 7.4.1998 – Supplemento Ordinario.
60
GLOSSARIO MINIMO
PERICOLO
Fonte di possibile danno alle persone o alle cose.
RISCHIO
Probabilità effettiva che, dato un pericolo, in determinate condizioni si verifichi un evento dannoso.
PREPARATO
Miscela o soluzione costituita da due o più sostanze.
SOSTANZA
In generale, un elemento o un composto chimico, sia allo stato naturale che ottenuto mediante qualsiasi procedimento di
produzione.
DATORE DILAVORO
il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’organizzazione
dell’impresa,ha la responsabilità dell’impresa stessa ovvero dell’unità produttiva, in quanto titolare dei poteri
decisionali e di spesa.
DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)
Qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata da un lavoratore, a scopo di protezione contro uno o più rischi per la
sicurezza e la salute personale durante il lavoro.
PREVENZIONE
Il complesso delle disposizioni e delle misure adottate, in tutte le fasi dell’attività lavorativa, per evitare o diminuire i
rischi professionali, nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente.
SERVIZIO DI PREVENZIONE
PREVENZIONE E PROTEZIONE
Insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali in
un luogo di lavoro
61
AUTORE, FONTI E INDIRIZZI UTILI
Questo quaderno è stato redatto dal geom. Bigetti marco
.
FONTI:
•
•
•
•
•
•
Leggi e decreti sulla materia.
Pubblicazioni del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
Materiali di formazione predisposti dai sindacati nazionali CGIL, CISL, UIL.
Materiali forniti dall’Unione Artigiani di Milano e Provincia.
Materiali di formazione predisposti dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul lavoro.
Materiali di formazione della Provincia Autonoma di Bolzano.
INDIRIZZI UTILI
MINISTERO DEL LAVORO
http://www.welfare.gov.it
MINISTERO DELLA SALUTE
http://www.salute.gov.it
INAIL
http://www.inail.it
ISPESL
http://www.ispesl.it
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sicurezza pulizie - Milano Sicurezza sul Lavoro