mensile della cia del trentino Confederazione italiana agricoltori le linee guida del PAN Parliamo di PSR Tempo di 730 Anno XXXIV - Numero 4/2015 Direttore Massimo Tomasi Direzione e Redazione Michele Zacchi Trento - Via Maccani, 199 Tel. 0461 1730452 - Fax 0461 422259 e-mail: [email protected] In Redazione: Ivonne Chistè, Gabriele Dalprà, Francesca Eccher, Stefano Gasperi, Sabrina Grillo, Nicola Guella, Francesca Tonetti, Gianluca Turrina, Nadia Paronetto, Martina Tarasco Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento 30 ottobre 1970 A cura di AGRIVERDE CIA SRL - Trento - Via Maccani 199 Realizzazione grafica e stampa: Studio Bi Quattro - Trento Concessionaria esclusiva per la pubblicità AGRIVERDE CIA SRL Via Maccani, 199 38121 Trento 0461/1730452 [email protected] SOMMARIO 4 5 5 7 9 11 12 14 16 17 18 20 21 22 24 25 26 27 28 29 30 “Fem deve trovare nuovi equilibri” Si preparano le regole per i fitosanitari Al primo posto la salute di Donata Borgonovo Re Il territorio è la nostra ricchezza di Mauro Gilmozzi Finanziamenti all’agricoltura Il futuro delle quote latte nelle zone alpine è importante ritrovarsi Le azioni a tutela preventiva, ovvero quando il muro del vicino ti crolla addosso Un altro modo di fare la spesa La “Magna Charta” del cibo “Contadini di montagna” PIWI, la piccola nicchia cresce Notizie dal Caf 31 marzo 2016 - Fatturazione elettronica verso tutta la pubblica amministrazione Importanti novità in materia di sicurezza Corsi in partenza in Val di Sole Donne in Campo Scampagnate in fattoria e in città L’arte del riuso in cucina: come valorizzare gli avanzi Notizie dalla Fondazione Edmund Mach Vendo&Compro Le nostre sedi VAL D’ADIGE TRENTO - UFFICIO PROVINCIALE Via Maccani 199 Tel. 0461.420969 - 0461.421230 0461.1730440 - Fax 0461.422259 0461.1738860 Da lunedì a giovedì dalle 8.00 alle 12.45 e dalle 14.00 alle 17.30, il venerdì dalle 8.00 alle 13.00 E-mail: [email protected] ALDENO Mercoledì dalle 8.15 alle 10.00 c/o Studio Maistri - via Giacometti 9/2 Tel. 0461.842636 MEZZOLOMBARDO Via Degasperi 41/b c/o Studio Degasperi Martinelli giovedì dalle 8.30 alle 10.30 Tel. 0461.211451 VERLA DI GIOVO Venerdì dalle 8.30 alle10.00 c/o Cassa Rurale di Giovo VAL DI NON CLES - UFFICIO DI ZONA Via Dallafior 40 Tel. 0463.422140 - Fax 0463.423205 Da lunedì a giovedì dalle 8.00 alle 12.15 e dalle 14.00 alle 18.00, il venerdì dalle 8.00 alle 12.15 E-mail: [email protected] SANT’ORSOLA TERME Il 1° e il 3° martedì del mese dalle 8.00 alle 10.00 presso il Municipio VALSUGANA PERGINE VALSUGANA martedì 8.00-12.00 giovedì 8.00-12.00 Loc. Fratte n. 18/11 (Centro commerciale Ponte Regio) c/o Servizi Imprese (1° piano) tel. 331/1528886 e-mail [email protected] VALLAGARINA ROVERETO - NUOVO UFFICIO DI ZONA Da lunedì a giovedì dalle 8:00 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 16:30 venerdì dalle 8:00 alle 13:00 piazza Achille Leoni 33 (Follone) c/o Confesercenti (3° piano) Tel. 0464/424931 - Fax 0464/400457 E-mail: [email protected] BORGO VALSUGANA Lunedì dalle 8.00 alle 12.45 e il pomeriggio su appuntamento Mercoledì dalle 8.00 alle 12.45 e il pomeriggio dalle 14.00 alle 17.30 Venerdì dalle 8.00 alle 13.00 via Gozzer, 6 Tel. 0461.757417 E-mail: [email protected] ALTO GARDA E GIUDICARIE ARCO martedì dalle 14.30 alle 16.00, via Galas, 13 FIEROZZO Il 1° e il 3° martedì del mese dalle 10:30 alle 12:30 presso il Municipio TIONE lunedì dalle 9.00 alle 12.00 su appuntamento mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 via Roma, 53 Tel. 0465.765003 E-mail: [email protected] Tieniti aggiornato sugli adempimenti e le scadenze consultando il nostro sito internet www.cia.tn.it FEM “Fem deve trovare nuovi equilibri” “Una ricerca di alto livello deve trovare gli strumenti per scendere nei campi”. Alcune domande al presidente di Fem, Andrea Segrè l ei presiede una veneranda istituzione e sa bene che oggi l’agricoltura è tornata centrale con due elementi aggiuntivi: la sostenibilità per i produttori e quella dei consumatori. Come solcherà la Fem questi nuovi mari? “So bene che presiedo un’istituzione con una lunga storia, una storia, tra l’altro, che fa capire quanto la ricerca serva all’agricoltura, anzi sia ormai una parte integrante della storia dell’agricoltura. E sappiamo bene che non è automatico che la ricerca si trasferisca nei campi. La parola che oggi sintetizza questa nuova fase è sostenibilità. E non basta semplicemente dire che vanno coinvolti agricoltori e consumatori. La sostenibilità deve durare nel tempo e deve avere un effetto dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Voglio spiegarmi meglio con un esempio. Se viene alzata la sostenibilità ambientale (perchè viene fortemente ridotto l’utilizzo dei fitofarmaci) devi poi fare i conti con la sostenibilità economica perchè i costi di produzione dell’agricoltore virtuoso aumentano. Ecco dunque la sfida di Fem: tenere insieme questi tre elementi senza dimenticare mai che non ci deve essere un principio che è più forte degli altri perchè si creerebbero scompensi alla lunga poco sostenibili. Mi voglio soffermare sull’aspetto sociale del lavoro agricolo, che finisce per coinvolgere tutti coloro che vivono in prossimità alle aree di produzione. Secondo me questo è l’aspetto straordinario del Trentino, con i cittadini a costante e diretto contatto con il mondo agricolo.” San Michele è un istituto complesso nel quale convivono ricerca, trasferimento tecnologico, azienda agricola e scuola superiore. In che modo intende gestire queste competenze sotto un unico tetto? “Intanto bisogna valorizzare tutte queste quattro direzioni di lavoro. E non esiste in Italia una struttura che abbia questi quattro elementi. Ma bisogna fare anche i conti con le risorse a disposizione. Ovviamente prima di prendere delle decisioni, devo fare un’analisi interna ed è proprio quello che sto facendo in questi giorni. Il primo centro che ho visitato è stato quello di formazione, cioè la scuola. La seconda tappa è costituita dalla ricerca e lì, ad una prima impressione, qualche aggiustamento va fatto perchè esistono aree che sono state sostenute con forza accanto ad altre che forse non hanno avuto l’attenzione che meritavano. Posso dire che, con buona probabilità, qualche riequilibrio andrà fatto.” è in via di predisposizione il nuovo PAN. E sappiamo che agli agricoltori vengono fatte ulteriori richieste di responsabilità. Diventa determinante, quindi, la consulenza tecnica: in quale direzione si muoverà la Fondazione? Quali strumenti sono stati messi in opera per conoscere la richieste degli agricoltori? “Dico subito che questa è stata una delle mie prime delibere. Il principio contenuto in quel provvedimento è molto semplice: si va verso il superamento del 4 Andrea Segrè servizio di consulenza gratuito perchè abbiamo verificato che questa consulenza, non essendo a pagamento, perde di valore. La nuova regola è che se hai bisogno della consulenza contribuisci al servizio e questo meccanismo può far crescere una nuova stagione della consulenza: senza entrare nei dettagli della delibera ricordo che se ne discuteva da tempo e che la stessa articolazione del contributo è stata calibrata con attenzione. Una cosa è comunque chiara: queste scelte vanno nella direzione di favorire il miglior servizio possibile. Alla Fem si rischia di essere in una situazione assurda. Da una lato un livello di ricerca altissimo (per la mia esperienza unico in Italia), ma dall’altro il pericolo è quello di non riuscire a fornire agli agricoltori il servizio di cui hanno bisogno durante l’anno. IL risultato è che la collettività paga per un servizio in parte dimezzato e sono il primo a rendermene conto. Non va bene avere una ricerca alta che poi non sa raggiungere chi sta in basso e deve fare i conti con i problemi quotidiani.” pan l Si preparano le regole per i fitosanitari a delibera dei tre Assessori rappresenta un atto organizzativo dell’Amministrazione provinciale per dare attuazione al PAN. Rispetto alle disposizioni introdotte a livello nazionale viene effettuata un’analisi della situazione trentina andando ad individuare ciò che in attuazione del PAN viene già svolto (molto), ciò che rimane da fare (poco) e chi dovrà attuarlo, richiamando o rimandando a specifici atti attuativi. Per quanto riguarda il sistema di formazione per il rilascio delle abilitazioni all’acquisto , all’utilizzo e alla vendita dei prodotti fitosanitari nonché per l’effettuazione dell’attività di consulenza le disposizioni specifiche sono già state approvate e a fine mese presso la FEM inizieranno i corsi per ottenere il “patentino”. Le questioni importanti da risolvere riguardano le modalità di segnalazione dei trattamenti in prossimità di alcuni siti sensibili (azione 2 del PAN) e le fasce di rispetto (azione 5 del PAN) per le quali l’Assessore ha dato indicazioni entro il mese giugno. Rimane poi la questione dei trattamenti fitosanitari nelle aree naturali protette, ma per questo è necessario attendere l’emanazione di specifiche linee guida da parte dei Ministeri (agricoltura, ambiente e salute). Abbiamo quindi chiesto una riflessione agli assessori che hanno contribuito a definire la delibera, Donata Borgonovo Re (salute) e Mauro Gilmozzi (ambiente). foto archivio della PAT autore Romano Magrone Al primo posto la salute di Donata Borgonovo Re, assessora alla sanità l’ impatto dell’attività agricola ed in particolare dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni rappresenta un tema sempre più attuale e dibattuto a livello della società civile; esso è entrato a pieno titolo nelle valutazioni e nelle decisioni sulle politiche di sviluppo economico e di preservazione dell’ambiente in corso a livello comunitario. Lo stesso termine “uso sostenibile”, fino a qualche anno fa sconosciuto, ora permea i ragionamenti e le discussioni non solo a livello scientifico ma anche fra la popolazione. Nel periodo passato lo sviluppo dell’agricoltura e il notevole aumento delle quantità di derrate alimentari prodotte è stato possibile anche grazie alla disponibilità di fitofarmaci per il controllo delle avversità e dei parassiti che colpiscono le colture, ma l’utilizzo sempre più massiccio di questi prodotti ha portato col tempo ad interrogarsi sui loro possibili effetti sulla salute umana e sull’ambiente in generale. Il programma di revisione europea relativo alla registrazione e all’utilizzo dei fitofarmaci, realizzato ai sensi della Direttiva 91/414/CEE e conclusosi nel 2011, ha ridot- 5 Donata Borgonovo Re to drasticamente il numero delle sostanze attive disponibili (74% di sostanze attive progressivamente revocate dal commercio), aumentando il livello di sicurezza per la salute umana e l’ambiente. Con l’emanazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 sono state introdotte importanti novità per quanto attiene l’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari e fra queste la definitiva armonizzazione dei limiti massimi di residuo di prodotti fitosanitari pan tollerati sulle derrate. È comunque opportuno richiamare due punti del regolamento:l’art. 1, comma 3, stabilisce che “… scopo del presente regolamento è di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell’ambiente e di migliorare il funzionamento del mercato interno attraverso l’armonizzazione delle norme relative all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, stimolando nel contempo la produzione agri- cola”; - l’allegato IV, relativo alla valutazione comparativa, ossia alla possibilità di uno Stato membro di rifiutare o revocare l’autorizzazione di un prodotto fitosanitario, precisa che l’alternativa “… deve, alla luce delle conoscenze scientifiche e tecniche, mostrare un rischio significativamente più basso per la salute o l’ambiente. Viene effettuata una valutazione dell’alternativa, per stabilire se la si possa utilizzare, con effetti analoghi sull’organismo bersaglio, senza significativi svantaggi economici e pratici per l’utilizzatore.” Un decisivo contributo per un utilizzo maggiormente rispettoso della salute umana e dell’ambiente arriva dalla Direttiva 2009/128/CE che impone l’adozione da parte degli Stati membri di un “Piano d’azione nazionale” nel quale devono essere riportate tutte le indicazioni che la Pubblica Ammini- strazione, i distributori di fitofarmaci e gli utilizzatori devono adottare per il raggiungimento degli obiettivi indicati dalla stessa direttiva. Lo Stato italiano, prima della predisposizione del proprio Piano d’azione nazionale, ha emanato il decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 “Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi” mediante il quale sono stati definiti i primi aspetti attuativi della direttiva ed in particolare assegnati compiti e competenze. Il decreto prevede, fra l’altro che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano trasmettano entro il 31 dicembre 2016 e poi ogni 30 mesi ai Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute una relazione dettagliata sulle azioni svolte e sui progressi realizzati nell’attuazione delle misure previste. Con decreto del 22 gennaio 2014 è stato quindi adottato il Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN), ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150. Il Piano, entrato in vigore il 13 febbraio 2014, descrive le misure che dovranno essere realizzate per perseguire gli obiettivi della direttiva. Alcune di queste vengono dettagliate a livello esecutivo, per alcune sarà necessario le predisposizione di ulteriori atti, disposizioni o linee guida nazionali, per altre è lasciata facoltà alle Regioni e Province au- pan tonome di definire scelte operative e modalità esecutive. Il Piano d’azione nazionale contempla azioni e misure previste ai sensi di precedenti norme vigenti a carattere comunitario, nazionale o provinciale, altre già realizzate a livello volontario dagli ope- ratori agricoli della Provincia di Trento e solo in parte nuove attività da mettere in campo. Il Piano prevede che le Regioni e le Province autonome, nell’ambito della propria organizzazione e legislazione, individuino le Autorità competenti preposte ai con- trolli concernenti l’attuazione delle disposizioni in esso contenute e ne diano contestualmente comunicazione alle Autorità a livello nazionale, tenendo conto anche dei sistemi di controllo già esistenti, previsti dalle norme in vigore. Il territorio è la nostra ricchezza di Mauro Gilmozzi, assessore all’ambiente l’ apporto fornito dall’Assessorato all’ Ambiente concerne principalmente gli argomenti inerenti le ripercussioni dell’uso dei prodotti fitosanitari sulle acque e sull’aria, ivi compresi gli effetti di deriva, e le problematiche legate allo smaltimento delle confezione vuote di detti prodotti e alle piazzole di carico degli atomizzatori. Con il nuovo Piano di Tutela delle acque sono state individuate azioni che mirano a contenere gli effetti dell’uso dei fitosanitari in agricoltura: dall’applicazione dei disciplinari di produzione integrata, al controllo funzionale delle apparecchiature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari, al censimento e controllo dei caricabotte, ai controlli specifici dei quaderni di campagna, nonché alla sperimentazione di nuovi principi attivi, sino ad arrivare alla creazione di fasce riparie qualora le misure citate risultassero di scarsa efficacia. Un apposito accordo di programma stipulato fra i vari soggetti pubblici e privati a vario titolo coinvolti, peraltro previsto dalla Norme di attuazione del Piano di Tutela delle acque, stabilirà termini e modalità di attuazione delle misure sopra riportate. Per quanto riguarda specificatamente le misure previste dal Piano d’azione nazionale, alcune sono già in stato di avanzamento. Entro la fine di marzo, presso la Fondazione Edmund Mach, inizieranno i corsi per ottenere il cosiddetto “patentino”. Per la realizzazione dei corsi e per le docenze il programma e il numero di ore dedicato agli argomenti ambientali è più elevato rispetto al passato e verranno affrontati argomenti in maniera approfondita al fine di coinvolgere il settore agricolo su questi temi, dato il ruolo significativo della formazione. Particolare attenzione è posta dall’APPA all’aspetto formativo degli operatori attraverso specifici corsi di approfondimento sul Piano d’azione nazionale e sulla corretta esecuzione dei trattamenti. Altre questioni importanti da affrontare, unitamente agli altri settori (agricoltura e sanità) e ai produttori, riguardano le modalità di segnalazione dei trattamenti in prossimità di alcuni siti sensibili (azione 2 del Piano d’azione nazionale) e le fasce di rispetto (azione 5 del Piano d’azione nazionale) per le quali entro il mese giugno dovrà essere predisposta una proposta di deliberazione, a livello tecnico. Mauro Gilmozzi D’interesse saranno anche le problematiche relative ai trattamenti, ivi compreso il diserbo, delle aree verdi, giardini e sponde stradali e ferroviarie. Assistenza legale Ricordiamo ai gentili lettori che la Confederazione Italiana Agricoltori mette gratuitamente a disposizione dei propri associati (in regola con il pagamento delle tessera associativa) un consulente legale secondo i seguenti orari e previo appuntamento: TRENTO - Via Maccani, 199 tutti i giovedì dalle 16.30 alle 18.00 Avv. Andrea Callegari CLES - Via Dallafior, 40 il primo lunedì del mese dalle 14.00 alle 15.30 - Avv. Piergiorgio Sandri il secondo giovedì del mese dalle 14.00 alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann 8 psr 2014-2020 finanziamenti all’agricoltura: psr e l.p n° 4 2003. Facciamo presto Mario Tonina Gruppo consiliare “Unione per il Trentino” i l Gruppo consiliare dell’Unione per il Trentino ha presentato durante i lavori del consiglio provinciale dello scorso 5 marzo la mozione 233 – primo firmatario il consigliere Mario Tonina – riguardo la necessità di dare approvazione definitiva e pieno compimento al Piano di Sviluppo Rurale 2014 – 2020, strumento tramite il quale la PAT può attuare il Fondo Europeo Agricolo di sviluppo rurale e realizzare gli interventi necessari ad orientare lo sviluppo del territorio secondo le finalità delle politiche comunitarie tese a sviluppare le potenzialità delle zone rurali. Nella mozione, approvata a pieni voti, il Gruppo consiliare provinciale dell’ Upt ha chiesto e ottenuto che il consiglio impegni la Giunta a: dare sollecita attuazione agli adempimenti istruttori richiesti a livello europeo, al fine di approvare in via definitiva il Programma di Sviluppo rurale della Provincia Autonoma di Trento per il periodo 2014-2020 in relazione alle politiche di sostegno allo sviluppo rurale da parte del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), cui farà seguito l’adozione dei bandi; promuovere e sostenere, in relazione al Programma di Sviluppo Rurale per il periodo 2014-2020, una concreta e massiccia azione di informazione e di sensibilizzazione rivolta all’ampia platea dei soggetti pubblici e privati interessati, nell’otti- ca di favorire la conoscenza ad ampio raggio di programmi ed azioni di interesse comunitario. Garantire una quota annuale di fondi aggiuntivi anche a sostegno degli interventi previsti dalla legge provinciale sull’agricoltura (l.p. n. 4 del 2003) e ad integrazione di quanto già stanziato nel PSR, allo scopo di favorire e sostenere le politiche agro-ambientali, che rappresentano un’asse portante dell’economia del Trentino; riferire alla commissione consiliare permanente competente per materia entro due mesi dall’approvazione del presente atto in ordine allo stato di attuazione dell’approvazione in via definitiva del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia autonoma di Trento per il periodo 2014-2020. Riportiamo di seguito una riflessione del cons. Mario Tonina, condivisa dal Gruppo consiliare Upt, in merito a questa attuazione fondamentale per tutto il Sistema agro-ambientale della Provincia. è bene ricordare che i beneficiari del PSR sono gli agricoltori, gli operatori del sistema agroalimentare e forestale, gli imprenditori e aspiranti imprenditori che operano nei territori rurali, sia in forma singola che associata, gli enti e le istituzioni pubbliche, i prestatori di servizi di formazione, di consulenza ed assi- 9 stenza alle imprese, oltre che i partenariati locali. Le risorse complessive per il settennio 2014-2020 ammontano a circa 301,5 milioni di euro, di cui circa il 43% è la quota europea, circa il 40% quella statale, mentre è del 17% la quota provinciale e sono in calo rispetto allo scorso Programma di Sviluppo Rurale. Per quantità di risorse ci avviciniamo ad altre regioni italiane; questo però deve destare preoccupazione in quanto il comparto agricolo in Trentino è in forte espansione e tanti giovani stanno investendo in questo settore. Si tratta comunque, anche per il nuovo Programma di Sviluppo Rurale, di risorse ingenti che sono messe a disposizione della nostra Provincia e che possono e devono essere utilizzate per aumentare la competitività del Trentino. Tuttavia si potrà far fronte a molte meno richieste rispetto allo scorso PSR quindi a maggior ragione sarà necessario valutare la necessità di integrare i fondi aggiuntivi per rispondere a priorità territoriali che sono diverse rispetto alle logiche definite dal PSR. Se siamo davvero convinti del valore e dell’importanza del presidio del territorio, dobbiamo fare delle scelte politiche forti e necessariamente vanno individuate delle priorità: bisogna definire una chiara e forte strategia politica per l’agricoltura trentina e rafforzare il dialogo tra la politica e il sistema organizzato che già esiste in Trentino. Impostare quindi un indirizzo politico forte e chiaro, vuol dire anche rafforzare la competitività del Trentino ed essendoci meno risorse si dovranno inevitabilmente fare delle scelte ed individuare le necessità. Il poco a tutti non serve! La vera sfida sarà quella di mettere a sistema tutti gli strumenti disponibili per riuscire a sfruttare al meglio il PSR massimizzando le risorse. In sostanza è necessario definire una forte strategia politica per l’agricoltura trentina e rafforzare il dialogo tra la politica e il sistema organizzato partendo da un ulteriore raccordo con tutto il comparto agricolo. Da non sottovalutare inoltre che anche i Comuni attraverso il Piano di Sviluppo Rurale hanno la possibilità di usufruire di importanti fonti di finanziamento per la realizzazione di investimenti strategici per il nostro territo- rio, che tra l’altro farebbero lavorare numerose imprese locali. È altresì realtà che in molti casi esiste una scarsa conoscenza da parte degli Enti locali e di quelli privati, delle potenzialità offerte dai fondi comunitari e delle possibilità di sviluppo che questi finanziamenti possono offrire e, proprio per questo è necessaria, dopo l’approvazione definitiva del PSR 2014-2020, una concreta e ampia azione di informazione al fine di favorire ed incrementare la possibilità di accesso a tali fondi in un contesto economico-finanziario assai compromesso come quello attuale. Diventa quindi imprescindibile, soprattutto in un momento di scarsità di risorse come quello che stiamo purtroppo vivendo, accelerare l’approvazione definitiva del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, che contribuirebbe a rilanciare lo sviluppo del territorio e l’economia locale attraverso l’acquisizione di rilevanti finanziamenti. 10 nuove sedi cia psr 2014-2020 NUOVa sede Pergine Valsugana martedì 8.00-12.00 giovedì 8.00-12.00 Loc. Fratte n. 18/11 (Centro commerciale Ponte Regio) c/o Servizi Imprese (1° piano) tel. 331/1528886 e-mail [email protected] NUOVO UFFICIO DI ZONA Rovereto Da lunedì a giovedì dalle 8:00 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 16:30 venerdì dalle 8:00 alle 13:00 piazza Achille Leoni 33 (Follone) c/o Confesercenti (3° piano) Tel. 0464/424931 Fax 0464/400457 E-mail: [email protected] Europa Il futuro delle quote latte nelle zone alpine di latte nelle aree alpine: “Dal primo di aprile i nostri allevatori non potranno competere con le grandi aziende di pianura se non saranno adeguatamente sostenuti”. Nel Memorandum di Strasburgo presentato al Commissario le regioni alpine chiedono maggiore sostegno per i caseifici, una più equa distribuzione dei pagamenti diretti e una protezione efficace del termine “montagna” per quanto riguarda l’etichettaggio dei prodotti. Herbert Dorfmann (a sinistra) incontra il commissrio europeo per l’agricoltura Phil Hogan (a destra) s u iniziativa dell’eurodeputato sudtirolese Herbert Dorfmann si è tenuto in data 10/03/2015 un incontro tra il Commissario Europeo per l’Agricoltura Phil Hogan e dei rappresentanti delle regioni alpine sul tema “Il futuro delle quote latte nelle zone alpine”. A Hogan è stata ufficialmente presentata una lista di richieste per il periodo che seguirà l’abolizione delle quote latte. All’incontro hanno partecipato l’assessore all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Michele Della Piccola, l’assessore all’agricoltura della Provincia di Bolzano Arnold Schuler e il Presidente dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi Leo Tiefenthaler. Alla luce dell’abolizione del sistema delle quote e delle sfide future che si presenteranno per la produzione di latte nelle zone di montagna, l’evento è servito a porre l’accento sull’importanza dell’allevamento da latte nelle zone montane. Al Commissario per l’agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Phil Hogan, sono stati presentati i problemi concreti delle piccole aziende che si dedicano alla produzione di latte nelle zone di montagna. La deputata austriaca Elisabeth Köstinger della Carinzia e il deputato francese Michel Dantin dalla Savoia che hanno coorganiz zato l’evento insieme a Herbert Dor fmann condividono le preoccupazioni sul futuro della produzione Dorfmann conclude: “Nei prossimi anni il mercato del latte sarà più aperto e più esposto alla concorrenza. Vogliamo che i nostri contadini di montagna continuino a produrre latte. Dobbiamo quindi fornire loro alcuni aiuti in modo che possano competere sul mercato”. Strasburgo, 10.03.2015 ftc - cia è importante ritrovarsi La Federazione Coltivatori Trentini e CIA ritornano a camminare insieme di Paolo Saiani “A gricoltura trentina” mi ha chiesto una riflessione sulla fusione fra La Cia del Trentino e la Federazione Coltivatori Trentini (FCT). Mi propone un richiamo alla marcia di avvicinamento fra FCT di Rovereto e la Cia del Trentino, ma io preferisco soffermarmi sul patrimonio che noi, FCT, portiamo nella Cia. E parto da qui, evidenziando il forte radicamento sul territorio lagarino della FCT e parimenti una rappresentanza nel mondo agricolo locale di tutto rispetto. Preferirei in ogni caso guardare al futuro, proponendo ed auspicando un rinnovato impegno di CIA nel coinvolgere attivamente i nuovi soci in un movimento sindacale che sia elemento critico verso qualsiasi politica di marginalizzazione di quanti operano in agricoltura. FCT per la sua dimensione è stata in forte difficoltà nell’essere propositiva in ambito sindacale pur garantendo servizi di qualità ai propri associati. Penso altresì che l’apporto ideale di quanti in questi anni hanno scelto di operare in FCT sarà di stimolo per rafforzare il legame che lega CIA al mondo agricolo trentino. Si dovrà, a mio avviso, impegnare risorse ed energie nel diffondere la consapevolezza all’interno del comparto agricolo del ruolo fondamentale che ricopre il sistema sindacale al fine di garantire un dignitoso ruolo degli operatori agricoli nella società, ancor più in un territorio delicato e soggetto a dissesto idrogeologico come il nostro. Due, dal mio punto di vista, dovranno essere le linee di indirizzo: il tentativo di sburocratizzazione del sistema nel suo complesso e l’integrazione fra il settore turistico e quello agroalimentare, in quanto fortemente interconnessi. Dobbiamo anche essere particolarmente attenti alle modalità di intervento della spesa pubblica ribadendo l’importanza di mantenere sul territorio più realtà agricole possibile per presidiare come detto un territorio fragile.Allo stesso tempo però, rimane l’obbligo di non generare false aspettative in quanti rappresentiamo, in quanto, in tempi di difficoltà, per pretendere rigore ed onestà da quanti ci governano dobbiamo garantire serietà e professionalità nel nostro operare. Facciamo però un passo indietro, io sono entrato in FCT nel 1997 dopo aver scelto la professione di agricoltore e successivamente ad una esperienza di alcuni anni nel settore industriale. In breve tempo mi è stato chiesto di ricoprire la carica di vicepresidente dell’Organizzazione. Non ci è voluto molto a capire che, nonostante un sufficiente servizio fornito agli associati, non si era in grado di svolgere appieno le funzioni che sono proprie di una organizzazione sindacale, cioè quelle di rappresentanza. Dopo le vicende della cantina di Nomi, che hanno coinvolto anche emotivamente il presidente Parolari, ho iniziato a seguire alcuni settori di sua competenza come il Tavolo verde ed i rapporti con le istituzioni, con particolare riferimento alla Co- Paolo Saiani munità di Valle per alcuni progetti di valorizzazione ambientale e avviamento al lavoro. Ho proposto al consiglio direttivo di ricercare una collaborazione più strutturata con un’altra Organizzazione in prospettiva di garantire alla nostra compagine sociale la giusta rilevanza nel panorama agricolo provinciale. Da lì si è iniziato un percorso di avvicinamento alle Acli Terra con le quali si collaborava da più anni. Purtroppo la scelta della tempistica da parte delle due Strutture sindacali e la messa a punto di un programma operativo a breve termine condiviso non hanno permesso di concludere questo percorso intrapreso più di quattro anni fa. Diversa sorte è toccata al processo di avvicinamento, o forse è più corretto parlare di riavvicinamento, con CIA, in quanto molto tempo addietro era avvenuta una frattura tra alcuni esponenti del mondo sindacale legato alle aspirazioni di un riscatto sociale in un ambito agricolo orientato a sinistra, che aveva portato alla costituzione di FCT associata alla AIC nazionale. Non ho potuto seguire direttamente il processo di unificazione, in ogni caso, il raggiungimento di questo importante obbiettivo affievolisce le possibili incomprensioni, ed al contrario rincuora nel credere che in prospettiva questo traguardo intermedio rappresenterà un trampolino di lancio utile per arrivare ad un laboratorio di sperimentazione in ambito sindacale per garantire pari dignità degli altri settori al mondo agricolo trentino. iPad Stampa della Provincia APP realizzata dall’Ufficio ia “Incentivi PAT ” è la nuova e alle imprese gli incentiv far conoscere ai cittadini autonoma di Trento per ori pubblici sett vari dai ione osiz nomiche messi a disp le sostegno delle attività eco in un unico luogo tutte ” ti darà modo di trovare PAT vi enti “Inc a. inci ntivi ince della Prov gli mi tissi mol o Son ione. plice sistema di navigaz sem un con i zion rma info rivolti e alla tipologia divisi in base a chi sono raccolti, catalogati e sud tto a te! Buona Navigazione ada più llo que a che trovare d’intervento… Non rest ENTRA Scarica l’APP per iPad, iPad mini e tablet Android. Potrai così accedere e visualizzare gli incentivi più adatti a te! oll y- Fo to lia 13 Provincia autonoma di Trento Parere legale Le azioni a tutela preventiva, ovvero quando il muro del vicino ti crolla addosso Andrea Callegari a cura dell’avv. Andrea Callegari I l Codice Civile prevede, agli artt. 1171 e 1172 due speciali azioni che hanno entrambe la finalità di prevenire e di scongiurare il pericolo che si verifichi un danno effettivo. Sono la denuncia di nuova opera e la denuncia di danno temuto. La prima azione, prevista dall’art. 1171 del Codice Civile, è la denuncia di nuova opera. Il proprietario (oltre al titolare di altro diritto reale di godimento e al possessore; anche quindi l’affittuario di un fondo) può denunciare all’autorità giudiziaria l’inizio di una nuova opera quando teme che da tale opera gli derivi un danno. Deve trattarsi quindi di un’opera materiale nuova e che sia stata iniziata ma non ancora non conclusa. Si può pensare, ad esempio alla realizzazione di uno scavo vicino al confine del proprio fondo, per la realizzazione di un canale, che si teme possa causare una frana. Si può agire quando l’opera sia in corso di realizzazione sia perché quello che è stato già realizzato si ritiene possa essere pericoloso, sia perché si ritiene che l’opera sarà pericolosa una volta terminata. Riprendendo l’esempio dello scavo, si può agire se si ritiene che i lavori di scavo siano in quel momento pericolosi per come vengono realizzati e anche se si ritiene che, sebbene in corso d’opera non vi siano pericoli, l’opera sarà pericolosa una volta terminata. L’azione deve essere esercitata non oltre l’anno dall’inizio dei lavori. Il termine incomincia a decorrere dall’inizio dell’opera nuova e non dalla conoscenza di essa, a meno che l’opera non sia stata iniziata di nascosto; in tal caso il termine comincia a decorrere dal quando si ha conoscenza dei lavori. Il Giudice provvede a rimediare alla situazione di pericolo. Il suo provvedimento sarà un ordine di sospensione dei lavori, con lo scopo di impedire che l’attività, accertata come pericolosa, prosegua e si trasformi in danno. Verrà interrotta l’attività, la realizzazione dell’opera potenzialmente dannosa, prima che il danno concretamente si realizzi. Il Giudice agisce così: fa una prima, veloce valutazione sull’opera; se ritiene che vi sia una condizione di pericolo, provocato da un comportamento che appare ille- cito, blocca i lavori. Naturalmente i lavori non rimangono poi bloccati per sempre. Dopo la prima valutazione devono venire svolti più approfonditi accertamenti, che potranno anche portare alla conclusione che l’opera era lecita e non pericolosa. A quel punto i lavori potranno continuare. Se invece, al contrario, il Giudice accerta che l’opera è effettivamente pericolosa, l’opera così come iniziata, non potrà essere portata a termine, dovranno eliminarsi i pericoli creati e ripristinata la situazione preesistente (ad esempio con l’eliminazione dell’intero scavo). L’altra azione è prevista dall’art. 1172 del Codice Civile ed è la denuncia di danno temuto. Questa seconda azione presuppone che il proprietario (o il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore; anche l’affittuario) che abbia ragione di temere che da una o più opere già esistenti (ad esempio un muro) gli possa derivare il pericolo di un danno grave e prossimo, può denunciare il fatto all’autorità giudiziaria ed ottenere un provvedimento che ponga fine a tale situazione di emergenza. Parere legale PRESTATORI VOUCHER Ci si deve quindi trovare in una situazione nella quale si denuncia un ragionevole pericolo di danno grave che si teme si possa verificare in breve tempo. Il danno non deve essersi verificato, è sufficiente che sia attuale il ragionevole pericolo di un danno futuro. Se l’evento dannoso si è già verificato si dovrà invece chiedere il risarcimento del danno. Anche in questo caso il Giudice al quale ci si rivolge interviene con un provvedimento che rimedia al pericolo incombente. Il contenuto dell’ordine del Giudice consisterà in un ordine di fare, di porre in essere quei comportamenti la cui omissione è contraria alla legge. La differenza tra le due azioni è nel ruolo dell’opera umana. Nel caso della denuncia di nuova opera c’è un illecito comportamento attivo, la violazione di un obbligo di “non fare” che produce direttamente pericolo di danno alla cosa altrui (ad esempio il mio vicino scava un canale a ridosso del confine con il mio fondo). Nel caso di denuncia di danno temuto c’è un illecito comportamento passivo, la violazione di un obbligo di “fare”, che rende pericoloso qualcosa per la proprietà degli altri (ad esempio il mio vicino non ripara un muro che rischia di crollare su casa mia). In tutti e due i casi occorre che il danno non si sia verificato: esso deve essere, appunto, solo temuto e quindi futuro. Con il ricorso al Giudice si ottiene nel caso di entrambe le azioni una tutela preventiva. PRESTATORI VOUCHER Si informano gli associati che, ad oggi, per le attività di lavoro agricole delle aziende con volume d’affari superiore ai 7000 euro, NON sono stati confermati i prestatori di lavoro “percettori di sostegno al reddito”. Si riporta quanto scritto sul sito Inps: ATTIVITÀ LAVORATIVE In seguito alle disposizioni introdotte dalla Legge di riforma del mercato del lavoro (L. 92/2012), entrata in vigore il 18 luglio 2012, è possibile utilizzare i buoni lavoro in tutti i settori di attività e per tutte le categorie di prestatori. Attenzione!! fa eccezione il settore agricolo in cui il lavoro accessorio è ammesso per: • aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro esclusivamente tramite l’utilizzo di specifiche figure di prestatori (pensionati e giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università)e - per l’anno 2014 - soggetti percettori di misure di sostegno al reddito,per lo svolgimento di attività agricole di carattere stagionale; • aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro che possono utilizzare qualsiasi soggetto in qualunque tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale purché non sia stato iscritto l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Per info: AGRIVERDE-CIA SRL | Servizio Gestione del personale | Tel. 0461/421230 - 0461/1730440 - 0461/1730446 | Fax 0461/422259 - 0461/1738860 | www.cia.tn.it Portento Un altro modo di fare la spesa è prossimo alla partenza un nuovo servizio: prodotti freschi direttamente a domicilio. Ce ne parla il promotore dell’impresa, Gabriele Conte Gabriele Conte di Michele Zacchi c he cosa è Portento e quando nasce l’idea? Portento è una start up organizzata per il commercio al dettaglio di prodotti alimentari a filiera trentina via internet e per la distribuzione a domicilio. E’ un modo alternativo di fare la spesa alimentare che concilia la modernità e la velocità del web con il legame al proprio territorio ed alle sue produzioni. Si basa su un portale e-commerce corredato da servizio di consegna, dedicato al momento esclusivamente alla città di Trento e dintorni. L’ idea nasce dalla volontà di avvicinare i bisogni dei consumatori cittadini, sempre più impegnati ed esigenti, ai prodotti locali di qualità. La mission è quella di valorizzare la filiera trentina e promuovere il consumo di prodotti di prossimità, nel rispetto dell’ambiente, della stagionalità e del lavoro di tutti coloro che operano nella filiera. Che cosa sarà Portento quando sarà terminata la fase di inizio della start up? Portento sarà, oltre che un mercato virtuale, un ulteriore punto di incontro tra produttori, trasformatori, artigiani del settore alimentare trentino e consumatori, per conoscersi e conoscere i prodotti ortofrutticoli e non, freschi e trasformati che il nostro territorio propone. Sarà un qualcosa in più, che cercherà di dare un nuovo stimolo a chiunque gli si avvicini per migliorare le proprie abitudini alimentari e conoscere i principi di sostenibilità cui si ispira. ha preso ispirazione, ed attraverso il contatto diretto con esse si sono potute apprendere informazioni utili per l’avvio di questo coinvolgente progetto. I contatti extraprovinciali sono dunque fondamentali per poter avere sempre un riferimento esterno di confronto, sia per affrontare le sfide che in fase di lancio si presenteranno, sia per condividere ciò che porterà il futuro. Quali sono i vostri interlocutori e come pensate di entrare in contatto con loro? Gli interlocutori di Portento si possono dividere in due categorie: i produttori (aziende agricole, laboratori di trasformazione) ed i consumatori. Con i primi il contatto Pensate di essere operativi a.... avviene direttamente sul territorio, L’operatività partirà dalla prossima conoscendosi personalmente e primavera, con l’arrivo delle nuocondividendo i principi e la misve produzioni fresche. Sarà sicusion che caratterizzano Portento. ramente un crescendo di offerta, Per entrare in contatto con i consoprattutto in funzione del clima sumatori invece verrà avviata una e dell’interesse dei produttori che campagna pubblicitaria attraverso vorranno diventare partner comi social network, manifesti e matemerciali di questo progetto. Portenriale cartaceo distribuito presso i to offre loro un ulteriore sbocco di locali pubblici del centro città ed vendita verso i consumatori finali, e ovviamente tramite il passaparola. vuole trovare in loro supporter su Ulteriori contatti verranno attivati cui poggiare basi solide per il suo anche verso il mondo della ristorasviluppo. zione, collaborando con i progetti di promozione di prodotti sostenibili e a filiera trentina, con l’obiettivo di diventare un elemento di raccordo diretto tra la campagna ed il ristorante. consegna a domicilio Quali sono i vostri contatti extraprovinciali? In Italia, negli ultimi anni si sono sviluppate altre imprese simili, che offrono il servizio di consegna a domicilio di prodotti biologici o di prossimità, ispirate alla sostenibilità ed al consumo etico. Da queste esperienze di successo Portento consegna in tutta Trento a domicilio in tutta Trento Prodotti freschi e naturali direttamente a casa tua: www.portento.tn.it Prodotti freschi e naturali direttamente a casa tua: www.portento.tn.it Consumatori La “magna charta” del cibo di Dario Guidi Dario Guidi, direttore del mensile Consumatori d ire che il 2015, per l’Italia in particolare, sarà un anno importante è quasi dire una banalità. Tra crisi economica, complicati rapporti con l’Europa, convulse vicende della politica, urgenza delle riforme, non c’è che l’imbarazzo sulla scelta. Tra i tanti capitoli ce n’è però uno rispetto al quale le premesse per una discussione che possa intrecciarsi con riscontri pratici e risultati concreti ci sono tutte. Alludiamo proprio al mondo dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare che, soprattutto grazie all’occasione rappresentata dall’Expo di Milano, sarà (io direi che è già) al centro dell’attenzione. Un’attenzione che non è solo legata alle sfida operative della manifestazione (cioè finire in tempo i cantieri, mettere a punto la macchina organizzativa, poi accogliere al meglio i milioni, si spera, di visitatori), ma anche a un dibattito politico e culturale che ha già registrato segnali importanti. Alludo al Protocollo di Milano, promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrizion (Bcfn) e consegnato, in occasione del suo ultimo forum internazionale, al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e a Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale della Ue; un documento che nella sua versione finale servirà, come si spera, da base per accordi su larga scala. Si tratta di una “magna carta” d’impegni in fase di implementazione, su cui hanno lavorato, solo nell’ultimo anno, 600 esperti internazionali. A sostenere questa bozza di carta del cibo, cui hanno aderito migliaia di persone e altre possono farlo attraverso il sito www.protocollodimilano.it, sono oltre 70 tra organizzazioni e soggetti istituzionali. Coop vi ha aderito con entusiasmo trovando, in questi princìpi, continuità con il proprio modo di essere e di agire. Altre firme autorevoli sono quelle del governo italiano per mano el presidente del Consiglio Matteo Renzi, di Slow Food, Coldiretti, Eataly, Wwf, Legambiente, Save The Children, Jamie Oliver Foundation, Banco Alimentare e così via. Nell’impostazione del Protocollo sono tre le principali sfide da vincere nei prossimi anni. La prima sfida è la fame, cui si contrappone l’enorme spreco alimentare: 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile spedite al macero ogni anno, 4 volte la quantità necessaria a sfamare gli 800 milioni di sottonutriti al mondo. La seconda sfida riguarda la corretta alimentazione: per ogni persona malnutrita al giorno d’oggi ce ne sono ben due sovrappeso. Per troppo cibo muoiono 29 milioni di persone all’anno, quasi quante ne muoiono per “mancanza” di cibo. Un bilanciamento sembrerebbe dunque possibile ma occorre promuovere stili di vita più sani e buone abitudini a tavola, temi sui quali Coop si è spesa negli anni cono numerose campagne e iniziative, nelle scuole e verso l’opinione pubblica, per non dire dei suoi prodotti a marchio più volte riformulati sulla base delle 17 indicazioni fornite dalla comunità scientifica. La terza questione, infine, porta a politiche di promozione dell’agricoltura sostenibile. Alla base del ragionamento c’è che una percentuale elevatissima dei raccolti oggi è impiegata per produrre biocarburanti, un “nonsense” se si considerano il dilagare di fame e malnutrizione e i problemi correlati di impatto sugli habitat naturali e mancato sviluppo dei popoli del Sud del mondo. Ma questo tema della sostenibilità può e deve essere declinato anche in una realtà come la nostra perché se questi principi si affermeranno e diventeranno pratica e scelte di governo, per l’agricoltura e l’industria alimentare italiana sarà un fatto positivo. Perché su questa strada di qualità e di sostenibilità sta sicuramente la chiave di una crescita futura e di una riconoscibilità e di un successo anche sui mercati di paesi esteri. Consumatori è la rivista rivolta ai soci Coop di 7 diverse cooperative (Coop Adriatica, Coop Estense, Coop Consumatori Nordest, Coop Reno, Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop) presenti in 10 diverse regioni italiane, dal Piemonte alla Puglia, passando per Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Basilicata). Consumatori ha una tiratura media superiore a 2 milioni e 200 mila copie ed è disponibile anche on line sul sito www.consumatori.e-coop Docu-Film “Contadini di montagna” Un documentario racconta il lavoro di chi coltiva le “terre alte” di Tommaso Iori e Luca Paolazzi i l tema del paesaggio è diventato ormai da anni una questione centrale nel dibattitto pubblico: se ne parla molto, la sua importanza viene spesso evocata, e anche le normative lo richiamano - dopo decenni di sostanziale inosservanza dell’articolo 9 della Costituzione - al fine della sua tutela e valorizzazione. Anche il paesaggio rurale gode di questa nuova fama, tanto da arrivare all’approvazione da parte del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del Decreto n. 17070 del 19 novembre 2012, che ha previsto l’istituzione dell’“Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali”. L’Osservatorio ha il compito di censire i paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, e di promuovere attività di ricerca che approfondiscano i valori connessi con il paesaggio rurale, la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione, anche al fine di preservare la diversità bio-culturale. Oltre che al paesaggio, come detto, il decreto è rivolto alla conservazione e valorizzazione delle “pratiche agrico- le e delle conoscenze tradizionali”, intese come “sistemi complessi basati su tecniche ingegnose e diversificate, sulle conoscenze locali espresse dalla civiltà rurale, che hanno fornito un contributo importante alla costruzione ed al mantenimento dei paesaggi tradizionali ad essi associati”. Proprio da questa volontà di conoscere i saperi tradizionali legati ad uno dei più caratteristici paesaggi rurali, quello contraddistinto dalla presenza di terrazzamenti e muri in pietra a secco, è stato avviato nel 2012 un lavoro di censimento: promotori del progetto, la sezione italiana di ITLA (International Alliance for Terraced Landscapes) e il Gruppo Terre Alte del CAI; realizzatori, grazie al sostegno della Comunità della Valle di Cembra, gli animatori dell’associazione culturale Imperial Wines. Quel lavoro, svolto in diversi territori italiani (dalla Costa Viola calabra al Chianti senese, dall’Alta Langa alla Valle di Cembra) si concluse con la pubblicazione dell’opuscolo “Lavorare il paesaggio”, presentato nell’omonimo convegno del maggio 2013 ad Albiano. Al centro, dunque, non un’idea astratta e puramente 18 estetica del paesaggio, ma la consapevolezza del suo essere un sistema complesso nel quale si stratificano, in un continuo divenire, gli effetti delle azioni dell’uomo nel suo ambiente di vita. La prima di queste azioni, parlando di paesaggio rurale, è l’immane, quotidiano lavoro dell’uomo finalizzato a coltivare la terra. Una terra che, nello specifico del paesaggio terrazzato, è stata prima strappata ai pendii costruendo e curando infiniti chilometri di muri a secco. Il paesaggio è come un puzzle. La bellezza quasi scontata dell’immagine sulla scatola nasconde la fatica e l’impegno necessari per incastrare insieme migliaia di pezzi. Così il paesaggio del versante destro della Valle di Cembra: l’immagine da cartolina dei terrazzamenti vitati è in realtà il frutto di un lavoro costante di generazioni di contadini che, nei secoli, hanno modificato le aree di versante allo scopo di creare lo spazio vitale ad un’agricoltura a ragione definita eroica. Da questa idea di paesaggio si è sviluppato “Contadini di montagna”, un documentario realizzato da Michele Trentini, regista roveretano che, dopo “Cheyenne, trent’anni” e “Piccola terra”, con questo nuovo film prosegue la sua analisi della vita della gente di montagna, del suo rapporto con il territorio e il paesaggio, delle sue strategie di resistenza. “Contadini di montagna” (Cierre edizioni) si inserisce in un progetto più ampio, “Talking Stones. Il racconto del paesaggio terrazzato”, realizzato grazie al supporto della Comunità della Valle di Cembra, della Fondazione Caritro, della Regione Trentino – Südtirol, del BIM Adige. “Contadini di montagna” ha tentato di “entrare” nel paesaggio e di scomporre i suoi tanti tasselli, raccontando le traiettorie esistenziali dei “coltivatori di paesaggio”, che alla propria attività economica privata accompagnano Docu-Film un’attività pubblica di salvaguardia del patrimonio collettivo territoriale. In “Contadini di montagna”, infatti, a parlare sono proprio i protagonisti di questo lavoro: i contadini, appunto, che davanti alla telecamera raccontano in prima persona la loro storia e la storia di una valle che nell’agricoltura ha un architrave della propria economia. Ma lo sguardo non è solo rivolto al passato: mettendo a confronto e in dialogo due generazioni, emergono le continuità e le discontinuità, la capacità di rinnovare e innovare le tradizioni, le necessità di innestare su di esse nuove conoscenze e nuove tecniche, l’urgenza di definire una strategia di sviluppo sostenibile per l’intera valle. Come scrive il prof. Mauro Varotto nel suo contributo al libretto allegato al DVD del documentario, i personaggi che Trentini mette in scena “si fanno perno di una riflessione critica sugli assetti ereditati, tasselli di un mosaico sempre più ampio, antesignani di una svolta epocale nel senso dell’agricoltura, della montagna, della vita”. Questo documentario si propone come spunto di dibattito: lontano dall’idea estetizzante di un certo neo-ruralismo, più legato alle esigenze culturali della città e della pianura che non alle concrete necessità dei “contadini di montagna”, attraverso le parole di Michele, Giulio, Noemi e Mario, pone domande profonde. Quale sviluppo permetterà la sostenibilità di un territorio così fragile? Che rapporto tra tradizione e innovazione? Come integrare agricoltura e turismo? E’ possibile garantire un “valore aggiunto” ai prodotti agricoli delle aree di versante, riconoscendo il differenziale di fatica nel lavoro di chi le coltiva? Dalle risposte a queste domande passa il futuro non solo della Valle di Cembra, e nemmeno del solo settore agricolo: l’intera comunità dovrebbe sentirsi coinvolta nell’elaborazione condivisa di un modello di gestione sostenibile delle risorse che, opponendosi alla “pianurizzazione” del mondo, valorizzi la ricchezza materiale e immateriale delle “terre alte”. Tommaso Iori e Luca Paolazzi associazione Imperial Wines www.imperialwines.org 19 piwi PIWI, la piccola nicchia cresce Nicola del Monte ci parla dei passi in avanti dell’associazione e del primo vero successo: essere al Vinitaly insieme agli associati dell’Alto Adige/Sudtirolo c on Nicola Del Monte, coltivatore e produttore dei vini PIWI (vini prodotti con varietà di uve resistenti ) ci eravamo sentiti un anno fa, quando questa esperienza era appena agli inizi. Oggi abbiamo deciso di incontrarlo nuovamente perché sappiamo che questa esperienza è cresciuta ed è opportuno che abbia una maggiore attenzione dal mondo agricolo (e non solo). “Da allora abbiamo fatto dei passi in avanti notevoli.. Partiamo dall’inizio e da un elemento importante, abbiamo infatti portato ad iscrizione nel catalogo delle varietà impiantabili nel Trentino 6 nostri vitigni e dalla prossima vendemmia sarà possibile apporre l’etichetta con il marchio IGT (Indicazione Geografica Tipica) sulle bottiglie. Da esperienza sperimentale, ora siamo a tutti gli effetti una filiera produttiva e voglio ricordare che in questa attività di riconoscimento ufficiale dei vitigni ci ha dato una mano importante il senatore Franco Panizza. Questo riconoscimento ufficiale del nostro prodotto è stato, lo voglio sottolineare ancora una volta, un elemento di grande importanza per il lavoro che stiamo svolgendo.” Dunque, prima di tutto la conquista della ufficialità. E come sta l’associazione? “è cresciuto in questi mesi il numero degli associati, poi quest’anno abbiamo operato con grande impegno e abbiamo abbattuto un muro, quello tra Trento e Bolzano. Per la prima volta viticoltori PIWI altoatesini/sudtirolesi e trentini saranno presenti in un unico stand all’interno del Vinitaly di di Michele Zacchi Verona. Questo è un grande successo per il nostro lavoro e ci tengo a sottolinearlo.” E come avete abbattuto questo muro? “Ci siamo presentati in maniera trasparente. Noi siamo un’associazione che crede in queste varietà naturali e in prodotti biologici e sappiamo che anche i sudtirolesi operano in maniera quasi uguale. Non ha alcun senso, abbiamo detto, presentarsi separati all’interno della più importante rassegna italiana dedicata al vino.” Proviamo a ricordare ai nostri lettori cosa significa PIWI “Sono vitigni che offrono una buona resistenza a quasi tutte le malattie da fungo della vite. Dico quasi tutte perché il 100% di sicurezza forse non esiste, ma ricordo che nel corso della stagione 2013/14, quando tutti sono stati aggrediti da funghi a causa dell’umidità, chi aveva questo tipo di vitigni non ha dovuto fare alcun trattamento. E, ripeto, stiamo parlando di un periodo nel quale, e cito il mio caso a titolo di esempio, l’intervallo più grande, dal 20 giugno a metà settembre, senza pioggia, è stato di 36 ore. Per i nostri vitigni è stato l’anno della verità che ci ha portato a dire: siamo davvero sulla strada giusta.” Hai fatto riferimento alla caratteristica biologica del vostro vino e siete a conoscenza del fatto che anche le grandi cantine cooperative si stanno muovendo in quella direzione. Ma i numeri sono importanti: qual è la vostra produzione attuale? “E’ difficile dare una risposta precisa. Fino a quando non è stato riconosciuta la varietà dei vini resistenti, molti produttori non potevano presentare ufficialmente quella produzione come derivante da vitigni resistenti anche se di fatto era questa la situazione. Dalla prossima vendemmia potremo avere dalle 40.000 alle 50.000 bottiglie.” Siete quindi un prodotti di nicchia, come si dice tecnicamente. “In parte si, ma la parte più interessante del nostro lavoro è che hanno cominciato a guardarci con attenzione. In Trentino siamo ancora pochi ad imbottigliare con una propria etichetta (arriviamo a 4), mentre in Sudtirolo/ Alto Adige sono ormai 40 i produttori che si presentano con un proprio marchio. Ma, ripeto, in molti ci guardano con grande attenzione.” Avete avuto anche qualche momento ufficiale, per così dire? “Come PIWI Trentino abbiamo fatto un bellissimo congresso, a Castel Toblino, lo scorso maggio. Nel corso della cena abbiamo organizzato una degustazione dei nostri vini e devo dire che non mi aspettavo la presenza, un po’ inaspettata, di 120 persone al nostro incontro di degustazione.” caf Notizie dal Caf è TEMPO DI 730... Da aprile è possibile prendere appuntamento per la presentazione del modello 730/2015. Quest’anno sarà possibile presentare la dichia- razione fino al 07 luglio. Sul nostro sito è presente l’elenco della documentazione necessaria e arriverà una lettera informativa a tutti coloro che hanno presentato la dichiara- 21 zione presso il Caf Cia nel 2014. SPESOMETRO PER GLI AGRICOLTORI ESONERATI Ricordiamo agli agricoltori in regime di esonero, che il 30 aprile 2015 scade il termine per l’invio all’Agenzia delle Entrate dell’elenco delle operazioni rilevanti ai fini Iva 2014(l’elenco clienti/fornitori). Fatture 31 MARZO 2015 FATTURAZIONE ELeTTRONICA VERSO TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE c www.cia.tn.it ome previsto da numerose disposizioni di legge e da circolari interpretative, in primi la L. 244/2007, dal 31 marzo 2015 entrerà in vigore l’obbligo di fatturare beni e servizi alla pubblica amministrazione utilizzando lo strumento della fattura elettronica. Si rammenta che essa era già stata resa obbligatoria nei confronti delle amministrazioni centrali dello Stato (Ministeri, Inali, INPS, ecc..) fin dal 06 giugno 2014 ed ora tale incombenza sarà estesa a tutti i soggetti che hanno rapporti commerciali con la pubblica amministrazione sia centrale che locale (Comuni, Comunità di valle, ecc..). La compilazione e l’invio della fattura elettronica sono requisiti essenziali e non surrogabili affinché il pagamento del compenso venga erogato dallo Stato all’operatore economico/impresa che non può permettersi di trovarsi impreparato. Ricordiamo che la fatturazione alla PA non si esaurisce in un semplice invio di un file tramite posta elettronica, ma essa è ben più complessa. Innanzitutto il file in questione è un tracciato XML, ovverosia un flusso di dati, compilabile ed interpretabile solo con certi programmi. Tale file deve essere firmato digitalmente da chi lo trasmette. La firma digitale, uno dei due strumenti su cui si incardina la digitalizzazione della pubblica amministrazione, codifica il file e lo rende legalmente di Nicola Guella (Resp. amministrativo di Agriverde-CIA srl) equivalente ad documento cartaceo su cui è apposta una firma autografa. Il file così sottoscritto va poi inviato tramite posta elettronica certificata, il secondo strumento che completa il quadro della riforma della Pubblica Amministrazione, ad un soggetto terzo detto Sistema di Interscambio, in sigla Sdi. Esso inoltrerà poi la fattura alla pubblica amministrazione che a sua volta invierà informazioni circa l’accettazione, la rettifica od il rifiuto del documento. Tutti i flussi di dati così descritti dovranno essere posti sotto conservazione digitale sostitutiva una sorta di archiviazione legalmente riconosciuta ed obbligatoria che permette in tutto e per tutto di evitare l’uso della carta. Stato e Camere di Commercio sono venuti incontro alle imprese fornendo strumenti per l’invio delle fatture. In particolare la Camera di Commercio di Trento dà la possibilità, alle sole imprese iscritte nei loro registri, di accedere gratuitamente ad una piattaforma software online che permette l’invio gratuito fino a 24 fatture all’anno. Per usufruire di questo servizio è sufficiente recarsi presso la C.C.I.A.A. e, previo appuntamento, farsi rilasciare il certificato di firma detto CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Ulteriori informazioni sono presenti si siti internet https://fattura-pa.infocamere.it e www.tn.camcom.it/HomePage/FunzionieCompetenze/FirmaDigitaleCNS/FirmaDigitale.htm a cui si rimandano i soggetti interessati. Altre informazioni utili ad effettuare in autonomia le operazioni legate all’adempimento in questione si possono reperire anche sul sito www.fatturapa. gov.it, al numero verde 800 906 227 e sul sito dell’Accademia d’Impresa di Trento, ente che si occupa di formazione per conto della locale Camera di Commercio: www.accademiadimpresa.it Agriverde-Cia srl, società di CIA del Trentino, offrirà un servizio chiavi in mano ove l’utente interessato dovrà solamente recarsi presso i nostri uffici con i dati minimi da trasmettere alla Pubblica Amministrazione: descrizione del servizio o bene ceduto, importo, denominazione dell’amministrazione cliente ed eventuali codici CIG e CUP che identificano la commessa. Al fine di semplificare al massimo le incombenze burocratiche la Confederazione ha optato per tale scelta che sgrava l’operatore economico di tutte le attività sopra esposte offrendo un servizio sostituivo non gratuito di compilazione, invio, conservazione sostitutiva e monitoraggio dei flussi informatici che lo Stato attualmente non fornisce. I nostri uffici fiscali di Trento (04611730440) e Cles (0463-422140) sono a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti e per fornirvi le condizioni economiche. L’AGRICOLTURA TRENTINA E NAZIONALE A PORTATA DI CLIC per essere sempre aggiornato sugli adempimenti e sui nostri servizi consulta il sito www.cia.tn.it! 22 POLIZZE AVVERSITà ATMOSFERICHE 2015 ATTENZIONE!! CAA ATTENZIONE!! CSA ricorda a tutti gli associati che è necessario aggiornare i contratti per l’anno 2015. Inoltre, per riuscire a dare un supporto sempre più efficace, si ricorda che copia di tutta la documentazione (contratto d’opera e ricevuta tra soci) deve essere consegnata agli uffici CIA (anche via e-mail: [email protected]) POLIZZE AVVERSITà ATMOSFERICHE 2015 È iniziata la campagna di difesa assicurativa agricola 2015: il termine massimo per la raccolta delle polizze è il 20 APRILE 2015. Anche quest’anno abbiamo aderito al sistema di “raccolta diretta”. Il costo delle polizze è scontato fin dalla sottoscrizione e l’assicurato è più tutelato grazie all’accordo che abbiamo rinnovato con Codipra ed Agriduemila. I nostri uffici di via Maccani 199 a Trento sono aperti dal lunedì al giovedì dalle 08.00-12.45 e dalle 14.0017.30, il venerdì dalle 08.00 alle 13.00 sempre PREVIO APPUNTAMENTO al numero 0461/1730447. Scarica e leggi l’informativa completa sul nostro sito www.cia.tn.it! 23 Sicurezza IMPORTANTI NOVITà IN MATERIA DI SICUREZZA i I Decreto Milleproroghe ha previsto proroghe agli obblighi in materia di sicurezza PATENTINO MEZZI AGRICOLI ABILITAZIONE - Agli utilizzatori che alla data del 31/12/2015 hanno esperienza nella guida di tali mezzi da almeno due anni, consigliamo di predisporre una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti l’esperienza pregressa da tenere con se durante la guida dei trattori. Entro il 12 marzo 2017 dovranno seguire il corso di aggiornamento sull’uso dell’at- trezzatura (durata 4 ore) - Gli utilizzatori che alla data del 31/12/2015 sono incaricati dell’uso delle macchine agricole ma non hanno esperienza nella guida di tali mezzi da almeno 2 anni o formazione pregressa, devono seguire un corso completo di abilitazione entro il 31/12/2017 - Gli utilizzatori che hanno già seguito della formazione pregressa sull’uso dei trattori o in generale delle macchine agricole, con corsi di durata inferiore a quella prevista dall’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (8 ore per trattori), dovranno integrare la formazione con il modulo di aggiornamento entro 31/12/2017. PREVENZIONE INCENDI CISTERNE MOBILI - Cisterne mobili fino a 6 metri cubi di capienza non sono soggette alla normativa in materia di prevenzione incendi - Cisterne tra i 6 e i 9 metri cubi sono soggette alla normativa. Per quelle già esistenti (a partire dal 22/09/2011) viene differito di due anni, al 07/10/2016, il termine per l’assolvimento degli adempimenti - Cisterne sopra i i 9 metri cubi non sono catalogate come cisterne mobili REVISIONE MACCHINE AGRICOLE vendita diretta - Il decreto che dispone la revisione obbligatoria dovrà essere emanato entro e non oltre il 30/06/2015 - La revisione quindi partirà dal 31/12/2015 con precedenza per le macchine immatricolate antecedentemente al 01/01/2009. Sei un associato CIA e vuoi essere sempre informato sulla possibilità di partecipare a mercati e fiere? Sempre più spesso CIA è invitata a partecipare a mercati, fiere e altre iniziative. Al fine di diffondere gli inviti e le comunicazioni in modo efficace, stiamo raccogliendo gli indirizzi e-mail degli interessati alle iniziative di vendita diretta, con l’obiettivo di creare una mailing list dedicata. Invitiamo quindi tutti gli associati che desiderano essere coinvolti e informati su questo tipo di eventi a contattare i nostri uffici, mandando una mail a [email protected] o chiamando il numero di telefono 0461/1730452. Formazione CORSI IN PARTENZA IN VAL DI SOLE PIANTE OFFICINALI SPONTANEE E COLTIVATE: PERCORSO DI AVVICINAMENTO Prima lezione: mercoledì 22 aprile 2015 Sede: parte teorica > Malè – presso Comunità della Val di Sole in via IV Novembre 4 parte pratica > aziende dislocate nella Val di Sole Durata: 30 ore Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico ISCRIZIONE ENTRO LUNEDì 13 APRILE 2015 L’ANTICA VIA DELLE MALGHE IN VAL DI SOLE - ESPERIENZE DI VALORIZZAZIONE MULTIFUNZIONALE PER IL SETTORE in collaborazione con Associazione per la tutela e valorizzazione malghe solandre Prima lezione: venerdì 10 aprile 2015 Sede: lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche > Malè, via IV Novembre 4 c/o sede Comunità della Val di Sole lezioni pratiche in laboratorio di cucina > Enaip Cusiano di Ossana Durata: modulo > Valorizzazione dei prodotti di malga in cucina (tot: 25 ore + 16 ore laboratorio di cucina) modulo II > Valorizzazione multifunzionale per il settore delle malghe (tot: 20 ore) Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico e laboratorio di cucina ISCRIZIONE ENTRO MARTEDì 7 APRILE 2015 PER ISCRIVERSI è necessario compilare il modulo di iscrizione disponibile sul sito www.cia.tn.it e consegnarlo alla Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino in via Maccani 199 Trento ([email protected] -fax 0461 422259 – 0461 1738860 – tel. 0461 1730452) oppure al Gal Val di Sole-Progetto Leader in via IV Novembre 4 Malè ([email protected] – fax 0463 903947 -tel. 0463 900004). A coloro che frequenteranno almeno il 75% delle ore di frequenza verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre... CORSO DI FORMAZIONE OBBLIGATORIO IN MATERIA DI IGIENE E SICUREZZA Rivolto ai dipendenti delle aziende agricole che superano le 50 giornate lavorative annue Corso base: 12 ore Prima settimana di maggio Per essere informato sugli obblighi e sulle date di realizzazione chiamaci allo 0461/1730452 o tieniti informato sul sito www.cia.tn.it! 25 Donne in Campo DONNE IN CAMPO E BÄUERINNEN A CONFRONTO d esiderio di conoscere altre realtà, voglia di confrontarsi e convinzione dell’importanza della collaborazione. Questo lo spirito che ha caratterizzato la trasferta del 5 marzo in Alto Adige organizzata dalla nostra associazione Donne in Campo Trentino, alla scoperta di alcune realtà imprenditoriali locali, in collaborazione con Südtiroler Bäuerinnenorganisation. La trasferta ha rappresentato un momento di vero confronto tra noi e le “cugine altoatesine”, un mettersi alla prova reciprocamente per valutare punti di forza e criticità di entrambe. Una trasmissione di conoscenze, senza gelosie e invidie. Ci siamo sentite a casa, anche se ospiti. Siamo due re- Alla scoperta dell’Alto Adige altà differenti, come numero di associate e come modalità organizzative, ma ci accomuna il desiderio di migliorare continuamente, di voler essere un vero supporto per le imprenditrici agricole. Abbiamo ribadito l’impegno a collaborare, convinte che insieme si può fare meglio. Il prossimo impegno che ci vedrà protagoniste è l’incontro di maggio con le rappresentanti al femminile delle diverse organizzazioni professionali italiane. Momento della giornata insieme alla presidente e alla coordinatrice della Südtiroler Bäuerinnenorganisation 69° MOSTRA DELL’AGRICOLTURA L e iniziative del 2015 per le Donne in Campo Trentino iniziano con il botto! Una partecipazione che ci ha visto protagoniste quella alla 69° Mostra dell’Agricoltura che si è tenuta a Trento il 21 e 22 marzo. Un evento che per tutti i Trentini rappresenta un appuntamento importante, che coinvolge famiglie e persone di tutte le età. Noi c’eravamo! Con la determinazione e la voglia “di fare cultura” che contraddistingue tutte le nostre attività. In Mostra le nostre eccellenze, su un treno che ha fatto viaggiare e scoprire a bambini e adulti, quello che di buono e sano ci dona il nostro territorio. Laboratori didattici e ricreativi per conoscere le nostre produzioni, per riprodurre a Il treno dei sapori delle Donne in Campo casa quello che impariamo giornalmente nei campi. Attività informativa per far capire chi siamo e come ci piacerebbe venisse tutelato il territorio. Il treno continuerà a viaggiare alla scoperta del Trentino e delle nostre realtà imprenditoriali per tutta l’estate...non mancate agli appuntamenti delle Scampagnate in fattoria e in città! Il treno dei sapori delle Donne in Campo 26 e t a n g a p m a c S ria e in città o t t a f in Donne in Campo ----- 2015 Domenica 10 maggio Domenica 16 agosto AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA CASTEL CAMPO ANEGHE TANEGHE S.S.A. Località S. Antonio 3 - S. Michele a/Adige Tel. 0461.601912 - 349.3643002 E-mail: [email protected] www.aneghetaneghe.com www.facebook.com/aneghetaneghe Località Castel Campo 8 - Fiavé Tel. 0465.702020 E-mail: [email protected] www.castelcampo.com www.facebook.com/castelcampo Domenica 21 giugno Domenica 6 settembre RIFUGIO S.A.T. CASAROTA «LIVIO CIOLA» Frazione Vanza - Trambileno Tel. 340.4277864 E-mail: [email protected] www.facebook.com/ almassarem.agricolturabiologica Località Vignolana - Centa San Nicolò Tel. 0464.783677 Cell. 348.0985560 E-mail: [email protected] Domenica 5 luglio Domenica 8 novembre AZIENDA AGRICOLA LAURA PONTALTI PIEDICASTELLO TRENTO SAN MARTINO ampagnata c S A PIEDICASTELLO in cciittttàà Località Ciroccolo - Cortesano di Meano Tel. 348.4792089 E-mail: [email protected] Domenica 26 luglio ATTIVITÀ Dalle 10.00 alle 17.00 giochi e laboratori per bambini e adulti ad offerta libera, visita guidata tra le piante e gli animali dell’azienda agricola mercatino dalle terre delle Donne in Campo sapori da gustare Ristorazione e... spazi per il pranzo al sacco LA FONTE AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA E FATTORIA DIDATTICA Località Gruim - Mezzomonte Folgaria Tel. 0464.720041 - E-mail: [email protected] www.la-fonte.org www.facebook.com/lafontebio Domenica 2 agosto AGRITUR DALAIP DEI PAPE Loc. Dalaibi - Tonadico Tel. 328.8553477 - 329.6633490 E-mail: [email protected] www.agriturdalaip.it www.facebook.com/agriturdalaip DONNE IN CAMPO TRENTINO Via Maccani, 199 - 38121 Trento tel 0461/1730452 - fax 0461/1738860 [email protected] donneincampo.cia.tn.it www.facebook.com/donneincampotrentino 27 STUDIO BI QUATTRO AZIENDA AGRICOLA MASSAREM Riuso in cucina L’arte del riuso in cucina: come valorizzare gli avanzi A grande richiesta tornano le ricette di Agricoltura Trentina! Quest’anno proporremo alcuni piatti creati a partire dai prodotti del territorio trentino. Particolare attenzione sarà data all’arte del riuso in cucina, alla tradizione del recupero degli ingredienti e alla capacità di “fare economia” in cucina. La BECA - vecchia ricetta trentin a Ingredienti 2 uova 20 gr olio di semi 600 gr. Latte 350 gr. Farina sale q.b. 1 cucchiaio zucchero per la copertura ¾ mele golden Esecuzione Frullare tutti gli ingredienti insieme in maniera che non si formino grumi (si può fare a mano con un frustino o con robot da cucina o con bimbi 20 sec. Vel 4) Ungere bene la placca del forno che deve essere abbastanza grande perchè la torta non deve risultare troppo alta, versare il composto ottenuto (che sarà un po’ liquido). Nel frattempo preparare il forno caldo a 200° Ora mondare ed affettare le mele e metterle sopra l’impasto, su tutta la superficie, spargere sopra lo zucchero e a piacere qualche cucchiaio di olio Cuocere per circa 40 minuti. È ottima tiepida! AZIENDA AGRICOLA FORTI DARIO Soc. Semplice Agricola Via delle Ischie n. 23 Fraz. ROMAGNANO 38123 TRENTO e-mail [email protected] tel. 0461 349316 Per pubblicare la tua ricetta contattaci all'indirizzo: [email protected] 28 Edmund Mach ANDREA SEGRÈ NUOVO PRESIDENTE FEM le a S. Michele. La Fondazione Edmund Mach ha un nuovo presidente. Lunedì 23 febbraio la Giunta provinciale ha nominato Andrea Segrè - agronomo ed economista di origine triestina ma da anni trapiantato a Bologna - alla guida di FEM. Il presidente della Provincia Ugo Rossi ha ricordato che la scelta tra i candidati è legata alla volontà di individuare nel presidente della Fondazione una figura capace di valorizzare il rapporto tra mondo della ricerca e quello dello sviluppo. Il curriculum di Andrea Segrè è di tutto rispetto. È direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro- DUE MELE AL GIORNO TOLGONO IL MEDICO DI TORNO La mela è un frutto dalle straordinarie proprietà salutari, sia per quanto riguarda la lotta al colesterolo sia per altri tipi di patologie, come il tumore al colon. Il convegno finale del progetto AGER Melo, che si è tenuto giovedì 5 marzo tra la Cantina Rotari di Mezzocorona e gli spazi della Fondazione Mach di San Michele, è servito a fare il punto sulle più recenti scoperte scientifiche riguardanti le qualità della mela. Al progetto, durato quattro anni e finanziato con 3 milioni da Fondazioni Notizie dalla Fondazione Edmund Mach DI SAN MICHELE ALL’ADIGE a cura di Laura Galassi (Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach) alimentari dell’Università di Bologna. È fondatore e presidente di Last Minute Market ed è presidente del comitato scientifico del Fondo Parchi Agroalimentari italiani che porterà alla costituzione di F.I.CO-EatalyWorld Bologna. “Il ruolo di FEM, con le sue quattro funzionalità riunite sotto lo stesso tetto, è unico in Italia e forse anche nel mondo. La sfida che voglio intraprendere è quella di mantenere alto il valore di questa realtà, dando sempre più risposte concrete a chi lavora sul campo”, sono state le prime parole pronunciate dal presidente, che ha assicurato una presenza settimana- Seguici su fmach.it e sui nostri social media! bancarie, ha lavorato una task force di ricercatori di quattro sedi universitarie (Bologna, Milano, Padova, Udine) e due istituti di ricerca (CReSO e Fondazione Mach). Tra le scoperte discusse durante il convegno, la ricercatrice della Fondazione Mach Francesca Fava ha presentato in anteprima i risultati di uno studio nutrizionale realizzato in collaborazione con l’Università di Reading (Regno Unito). Per due mesi quaranta persone affette da moderata ipercolesterolemia hanno consumato due mele fresche al giorno (varietà Renetta Canada trentina). I primi risultati dimostrano che il consu- Facebook www.facebook.com/ fondazionemach Twitter www.twitter.com/ fondazione_mach 29 Youtube www.youtube.com/ fondazionemach mo di due mele al giorno è in grado di abbassare, in media del 3%, il colesterolo totale nel sangue, ed anche il colesterolo LDL, in media del 4%. La studiosa del Centro per la Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento, Pamela Gatto, si è invece soffermata sull’effetto dei polifenoli della mela su un modello cellulare di carcinoma al colon. Lo studio ha messo in evidenza l’attività di alcune di queste molecole in grado di ridurre la formazione di microtessuti tumorali coltivati in vitro. È PRIMAVERA, ATTENZIONE AI POLLINI Con la primavera iniziano le reazioni allergiche. Il Centro di monitoraggio aerobiologico della Fondazione Mach anche quest’anno è impegnato nel prezioso lavoro sui pollini dell’aria. Nei soggetti sensibili le più precoci reazioni allergiche sono già iniziate. I pollini invernali di nocciolo, ontano e Cupressacee hanno ripreso la diffusione già a inizio gennaio, mentre a marzo sono cominciate le fioriture di cipresso, tuja, tasso, betulla e carpino nero. Le temute erbacee, tra le quali si annoverano le ben note graminacee, sono invece attese solo a primavera inoltrata. Il Centro ha ripreso anche la divulgazione dei bollettini consultabili attraverso diversi canali: il sito web della Fondazione Mach (http://pollini. iasma.it) e gli sms al 335 1019034, Meteotrentino (0461 238939) o la mail [email protected]. Le informazioni sono disponibili anche via newsletter iscrivendosi alla pagina www.fmach. eu o nelle farmacie. Inoltre è possibile scaricare gratuitamente l’applicazione TreC_Lab Pollini per Android, elaborata dagli esperti di FEM e di FBK, che permette di ricevere notifiche personalizzate e consultare le informazioni relative ai pollini in atmosfera. Pinterest www.pinterest.com/ fondazionemach Linkedin www.linkedin.com/company/ fondazione-edmund-mach Google+ http://bit.ly/100AuHx Vendo Compr & o MACCHINE AGRICOLE M.01.1W Cerco falciatrice con barra non superiore a un metro, in buone condizioni. Info: [email protected] M.01.1 Vendo rimorchio portapallets marca tonini 60 ql doppio asse, frenatura idrulica. Versione con prolunghe omologate manuali 4+1. In ottime condizioni. Cell. 340/7913639 M.01.2 Vendo muletto aedes box lift 1400. perfetto, con 4 movimenti. 1.100 euro. Tel. 347/2967618 M.02.2 Vendo motofaciatrice RAPID mod.203,barra falciante ESM con sistema anti-intasamento. 1500 euro trattabili. Per info telefonare ore serali 0463-423043 M.03.1 VENDO trattore Aeromere 3 ruote anno 1960 completamente restaurato, motore Volkswagen. Cell. 347.4528078 M.03.2W vendo 4 vasche in ferro misure 150x150x70 per il trasporto di uva/legna/liquidi a 150 euro Prezzo: 150 € Cell. 328/3625806 M.03.3W cerco spandiconcime. 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Martini, 28 Fiera di Primiero Via Fiume, 10 Malè Piazza Regina Elena, 17 Mezzolombardo Via Filos, 2 Pergine Valsugana Viale Venezia, 2/F Pozza di Fassa Strada de Meida, 23 Riva del Garda Via Vannetti, 2 Rovereto Viale Trento, 31 c/o Centro Intercity Tione Via Circonvallazione, 63 Trento Via Maccani, 80 Orario: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e il giovedì anche dalle 14.30 alle 16.00 PAT Le Casse Rurali sono fatte di persone che vivono da protagoniste le scelte della comunità. È anche grazie ai Soci come te se ogni giorno lavoriamo per costruire il bene comune. Scoprilo su ParteDiNoi.it marketing CCB-02/2015 | GRAFFITI Ogni Cassa Rurale è fatta delle tue idee. Ecco perché sei parte di noi.