mensile della cia del trentino
Confederazione italiana agricoltori
le linee guida del PAN
Parliamo di PSR
Tempo di 730
Anno XXXIV - Numero 4/2015
Direttore
Massimo Tomasi
Direzione e Redazione
Michele Zacchi
Trento - Via Maccani, 199
Tel. 0461 1730452 - Fax 0461 422259
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In Redazione:
Ivonne Chistè, Gabriele Dalprà,
Francesca Eccher, Stefano Gasperi,
Sabrina Grillo, Nicola Guella,
Francesca Tonetti, Gianluca Turrina,
Nadia Paronetto, Martina Tarasco
Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento
30 ottobre 1970
A cura di
AGRIVERDE CIA SRL - Trento - Via Maccani 199
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AGRIVERDE CIA SRL
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38121 Trento
0461/1730452
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SOMMARIO
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“Fem deve trovare nuovi equilibri”
Si preparano le regole per i fitosanitari
Al primo posto la salute di Donata Borgonovo Re
Il territorio è la nostra ricchezza di Mauro Gilmozzi
Finanziamenti all’agricoltura
Il futuro delle quote latte nelle zone alpine
è importante ritrovarsi
Le azioni a tutela preventiva, ovvero quando
il muro del vicino ti crolla addosso
Un altro modo di fare la spesa
La “Magna Charta” del cibo
“Contadini di montagna”
PIWI, la piccola nicchia cresce
Notizie dal Caf
31 marzo 2016 - Fatturazione elettronica
verso tutta la pubblica amministrazione
Importanti novità in materia di sicurezza
Corsi in partenza in Val di Sole
Donne in Campo
Scampagnate in fattoria e in città
L’arte del riuso in cucina: come valorizzare gli avanzi
Notizie dalla Fondazione Edmund Mach
Vendo&Compro
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FEM
“Fem deve trovare
nuovi equilibri”
“Una ricerca di alto livello deve trovare gli strumenti per scendere nei campi”.
Alcune domande al presidente di Fem, Andrea Segrè
l
ei presiede una veneranda
istituzione
e sa bene che oggi
l’agricoltura è tornata
centrale con due elementi aggiuntivi: la sostenibilità per i produttori e quella dei consumatori.
Come solcherà la Fem questi
nuovi mari?
“So bene che presiedo un’istituzione con una lunga storia, una
storia, tra l’altro, che fa capire
quanto la ricerca serva all’agricoltura, anzi sia ormai una parte
integrante della storia dell’agricoltura. E sappiamo bene che
non è automatico che la ricerca
si trasferisca nei campi. La parola
che oggi sintetizza questa nuova
fase è sostenibilità. E non basta
semplicemente dire che vanno
coinvolti agricoltori e consumatori. La sostenibilità deve durare nel
tempo e deve avere un effetto dal
punto di vista economico, sociale e ambientale. Voglio spiegarmi
meglio con un esempio. Se viene
alzata la sostenibilità ambientale
(perchè viene fortemente ridotto
l’utilizzo dei fitofarmaci) devi poi
fare i conti con la sostenibilità
economica perchè i costi di produzione dell’agricoltore virtuoso
aumentano. Ecco dunque la sfida
di Fem: tenere insieme questi tre
elementi senza dimenticare mai
che non ci deve essere un principio che è più forte degli altri perchè si creerebbero scompensi alla
lunga poco sostenibili. Mi voglio
soffermare sull’aspetto sociale del
lavoro agricolo, che finisce per
coinvolgere tutti coloro che vivono in prossimità alle aree di produzione. Secondo me questo è
l’aspetto straordinario del Trentino,
con i cittadini a costante e diretto
contatto con il mondo agricolo.”
San Michele è un istituto complesso nel quale convivono ricerca,
trasferimento tecnologico, azienda agricola e scuola superiore. In
che modo intende gestire queste
competenze sotto un unico tetto?
“Intanto bisogna valorizzare tutte
queste quattro direzioni di lavoro.
E non esiste in Italia una struttura
che abbia questi quattro elementi. Ma bisogna fare anche i conti
con le risorse a disposizione. Ovviamente prima di prendere delle
decisioni, devo fare un’analisi interna ed è proprio quello che sto
facendo in questi giorni. Il primo
centro che ho visitato è stato quello di formazione, cioè la scuola. La
seconda tappa è costituita dalla ricerca e lì, ad una prima impressione, qualche aggiustamento va fatto perchè esistono aree che sono
state sostenute con forza accanto
ad altre che forse non hanno avuto
l’attenzione che meritavano. Posso dire che, con buona probabilità,
qualche riequilibrio andrà fatto.”
è in via di predisposizione il nuovo PAN. E sappiamo che agli
agricoltori vengono fatte ulteriori richieste di responsabilità.
Diventa determinante, quindi, la
consulenza tecnica: in quale direzione si muoverà la Fondazione?
Quali strumenti sono stati messi
in opera per conoscere la richieste degli agricoltori?
“Dico subito che questa è stata
una delle mie prime delibere. Il
principio contenuto in quel provvedimento è molto semplice:
si va verso il superamento del
4
Andrea Segrè
servizio di consulenza gratuito
perchè abbiamo verificato che
questa consulenza, non essendo
a pagamento, perde di valore. La
nuova regola è che se hai bisogno della consulenza contribuisci al servizio e questo meccanismo può far crescere una nuova
stagione della consulenza: senza
entrare nei dettagli della delibera
ricordo che se ne discuteva da
tempo e che la stessa articolazione del contributo è stata calibrata con attenzione. Una cosa è
comunque chiara: queste scelte
vanno nella direzione di favorire
il miglior servizio possibile. Alla
Fem si rischia di essere in una
situazione assurda. Da una lato
un livello di ricerca altissimo (per
la mia esperienza unico in Italia),
ma dall’altro il pericolo è quello
di non riuscire a fornire agli agricoltori il servizio di cui hanno bisogno durante l’anno. IL risultato
è che la collettività paga per un
servizio in parte dimezzato e sono il primo a rendermene conto.
Non va bene avere una ricerca
alta che poi non sa raggiungere
chi sta in basso e deve fare i conti con i problemi quotidiani.”
pan
l
Si preparano le regole
per i fitosanitari
a delibera dei tre
Assessori
rappresenta un atto organizzativo dell’Amministrazione provinciale per dare
attuazione al PAN. Rispetto alle
disposizioni introdotte a livello
nazionale viene effettuata un’analisi della situazione trentina
andando ad individuare ciò che
in attuazione del PAN viene già
svolto (molto), ciò che rimane
da fare (poco) e chi dovrà attuarlo, richiamando o rimandando a specifici atti attuativi.
Per quanto riguarda il sistema di
formazione per il rilascio delle
abilitazioni all’acquisto , all’utilizzo e alla vendita dei prodotti
fitosanitari nonché per l’effettuazione dell’attività di consulenza le disposizioni specifiche
sono già state approvate e a fine
mese presso la FEM inizieranno i
corsi per ottenere il “patentino”.
Le questioni importanti da risolvere riguardano le modalità di
segnalazione dei trattamenti in
prossimità di alcuni siti sensibili
(azione 2 del PAN) e le fasce di
rispetto (azione 5 del PAN) per
le quali l’Assessore ha dato indicazioni entro il mese giugno.
Rimane poi la questione dei trattamenti fitosanitari nelle aree
naturali protette, ma per questo
è necessario attendere l’emanazione di specifiche linee guida
da parte dei Ministeri (agricoltura, ambiente e salute).
Abbiamo quindi chiesto una riflessione agli assessori che hanno contribuito a definire la delibera, Donata Borgonovo Re (salute)
e Mauro Gilmozzi (ambiente).
foto archivio della PAT
autore Romano Magrone
Al primo posto
la salute
di Donata Borgonovo Re, assessora alla sanità
l’
impatto
dell’attività
agricola ed in particolare dell’utilizzo dei
prodotti
fitosanitari
sull’ambiente e sulla salute delle
popolazioni rappresenta un tema
sempre più attuale e dibattuto a
livello della società civile; esso
è entrato a pieno titolo nelle valutazioni e nelle decisioni sulle
politiche di sviluppo economico e
di preservazione dell’ambiente in
corso a livello comunitario.
Lo stesso termine “uso sostenibile”, fino a qualche anno fa sconosciuto, ora permea i ragionamenti e le discussioni non solo a
livello scientifico ma anche fra la
popolazione. Nel periodo passato lo sviluppo dell’agricoltura e il
notevole aumento delle quantità
di derrate alimentari prodotte è
stato possibile anche grazie alla
disponibilità di fitofarmaci per il
controllo delle avversità e dei parassiti che colpiscono le colture,
ma l’utilizzo sempre più massiccio di questi prodotti ha portato
col tempo ad interrogarsi sui loro
possibili effetti sulla salute umana
e sull’ambiente in generale.
Il programma di revisione europea
relativo alla registrazione e all’utilizzo dei fitofarmaci, realizzato ai
sensi della Direttiva 91/414/CEE
e conclusosi nel 2011, ha ridot-
5
Donata Borgonovo Re
to drasticamente il numero delle
sostanze attive disponibili (74%
di sostanze attive progressivamente revocate dal commercio),
aumentando il livello di sicurezza
per la salute umana e l’ambiente. Con l’emanazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 sono
state introdotte importanti novità
per quanto attiene l’immissione
in commercio dei prodotti fitosanitari e fra queste la definitiva armonizzazione dei limiti massimi
di residuo di prodotti fitosanitari
pan
tollerati sulle derrate.
È comunque opportuno richiamare
due punti del regolamento:l’art. 1,
comma 3, stabilisce che “… scopo del presente regolamento è di
assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell’ambiente e di migliorare il
funzionamento del mercato interno
attraverso l’armonizzazione delle
norme relative all’immissione sul
mercato dei prodotti fitosanitari, stimolando nel contempo la produzione agri-
cola”; - l’allegato IV, relativo alla
valutazione comparativa, ossia alla
possibilità di uno Stato membro di
rifiutare o revocare l’autorizzazione
di un prodotto fitosanitario, precisa
che l’alternativa “… deve, alla luce
delle conoscenze scientifiche e tecniche, mostrare un rischio significativamente più basso per la salute o
l’ambiente. Viene effettuata una valutazione dell’alternativa, per stabilire se la si possa utilizzare, con effetti
analoghi sull’organismo
bersaglio, senza significativi svantaggi
economici e pratici
per l’utilizzatore.”
Un decisivo contributo per un
utilizzo maggiormente rispettoso della
salute umana
e dell’ambiente arriva dalla Direttiva
2009/128/CE che impone l’adozione da parte degli Stati membri di
un “Piano d’azione nazionale”
nel quale devono essere
riportate tutte le indicazioni che la
Pubblica
Ammini-
strazione, i distributori di fitofarmaci
e gli utilizzatori devono adottare per
il raggiungimento degli obiettivi indicati dalla stessa direttiva.
Lo Stato italiano, prima della predisposizione del proprio Piano
d’azione nazionale, ha emanato il
decreto legislativo 14 agosto 2012,
n. 150 “Attuazione della direttiva
2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini
dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”
mediante il quale sono stati definiti i
primi aspetti attuativi della direttiva
ed in particolare assegnati compiti
e competenze.
Il decreto prevede, fra l’altro che le
Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano trasmettano entro il
31 dicembre 2016 e poi ogni 30 mesi
ai Ministeri delle politiche agricole
alimentari e forestali, dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e
della salute una relazione dettagliata sulle azioni svolte e sui progressi
realizzati nell’attuazione delle misure
previste.
Con decreto del 22 gennaio 2014 è
stato quindi adottato il Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN),
ai sensi dell’articolo 6 del decreto
legislativo 14 agosto 2012, n. 150. Il
Piano, entrato in vigore il 13 febbraio
2014, descrive le misure che dovranno essere realizzate per perseguire
gli obiettivi della direttiva. Alcune
di queste vengono dettagliate a
livello esecutivo, per alcune sarà
necessario le predisposizione di
ulteriori atti, disposizioni o linee
guida nazionali, per altre è lasciata
facoltà alle Regioni e Province au-
pan
tonome di definire scelte operative e
modalità esecutive. Il Piano d’azione
nazionale contempla azioni e misure
previste ai sensi di precedenti norme vigenti a carattere comunitario,
nazionale o provinciale, altre già realizzate a livello volontario dagli ope-
ratori agricoli della Provincia di Trento
e solo in parte nuove attività da mettere in campo. Il Piano prevede che
le Regioni e le Province autonome,
nell’ambito della propria organizzazione e legislazione, individuino le
Autorità competenti preposte ai con-
trolli concernenti l’attuazione delle
disposizioni in esso contenute e ne
diano contestualmente comunicazione alle Autorità a livello nazionale,
tenendo conto anche dei sistemi di
controllo già esistenti, previsti dalle
norme in vigore.
Il territorio è
la nostra ricchezza
di Mauro Gilmozzi, assessore all’ambiente
l’
apporto fornito dall’Assessorato all’ Ambiente concerne principalmente gli argomenti
inerenti le ripercussioni dell’uso
dei prodotti fitosanitari sulle acque
e sull’aria, ivi compresi gli effetti di
deriva, e le problematiche legate
allo smaltimento delle confezione
vuote di detti prodotti e alle piazzole di carico degli atomizzatori.
Con il nuovo Piano di Tutela delle acque sono state individuate
azioni che mirano a contenere gli
effetti dell’uso dei fitosanitari in
agricoltura: dall’applicazione dei
disciplinari di produzione integrata, al controllo funzionale delle apparecchiature per la distribuzione
dei prodotti fitosanitari, al censimento e controllo dei caricabotte,
ai controlli specifici dei quaderni di
campagna, nonché alla sperimentazione di nuovi principi attivi, sino
ad arrivare alla creazione di fasce
riparie qualora le misure citate risultassero di scarsa efficacia. Un
apposito accordo di programma
stipulato fra i vari soggetti pubblici e privati a vario titolo coinvolti,
peraltro previsto dalla Norme di attuazione del Piano di Tutela delle
acque, stabilirà termini e modalità
di attuazione delle misure sopra
riportate.
Per quanto riguarda specificatamente le misure previste dal Piano
d’azione nazionale, alcune sono
già in stato di avanzamento.
Entro la fine di marzo, presso la
Fondazione Edmund Mach, inizieranno i corsi per ottenere il cosiddetto “patentino”.
Per la realizzazione dei corsi e
per le docenze il programma e il
numero di ore dedicato agli argomenti ambientali è più elevato
rispetto al passato e verranno affrontati argomenti in maniera approfondita al fine di coinvolgere il
settore agricolo su questi temi, dato il ruolo significativo della formazione. Particolare attenzione è posta dall’APPA all’aspetto formativo
degli operatori attraverso specifici
corsi di approfondimento sul Piano
d’azione nazionale e sulla corretta
esecuzione dei trattamenti. Altre
questioni importanti da affrontare,
unitamente agli altri settori (agricoltura e sanità) e ai produttori,
riguardano le modalità di segnalazione dei trattamenti in prossimità
di alcuni siti sensibili (azione 2 del
Piano d’azione nazionale) e le fasce di rispetto (azione 5 del Piano
d’azione nazionale) per le quali
entro il mese giugno dovrà essere
predisposta una proposta di deliberazione, a livello tecnico.
Mauro Gilmozzi
D’interesse saranno anche le problematiche relative ai trattamenti,
ivi compreso il diserbo, delle aree
verdi, giardini e sponde stradali e
ferroviarie.
Assistenza legale
Ricordiamo ai gentili lettori che la
Confederazione Italiana Agricoltori
mette gratuitamente a disposizione
dei propri associati (in regola con il
pagamento delle tessera associativa)
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il secondo giovedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann
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psr 2014-2020
finanziamenti
all’agricoltura:
psr e l.p n° 4 2003.
Facciamo presto
Mario Tonina
Gruppo consiliare “Unione per il Trentino”
i
l Gruppo consiliare dell’Unione per il Trentino ha presentato durante i lavori del consiglio provinciale dello scorso
5 marzo la mozione 233 – primo
firmatario il consigliere Mario Tonina
– riguardo la necessità di dare approvazione definitiva e pieno compimento al Piano di Sviluppo Rurale
2014 – 2020, strumento tramite il
quale la PAT può attuare il Fondo
Europeo Agricolo di sviluppo rurale
e realizzare gli interventi necessari
ad orientare lo sviluppo del territorio secondo le finalità delle politiche
comunitarie tese a sviluppare le potenzialità delle zone rurali.
Nella mozione, approvata a pieni
voti, il Gruppo consiliare provinciale
dell’ Upt ha chiesto e ottenuto che il
consiglio impegni la Giunta a: dare
sollecita attuazione agli adempimenti istruttori richiesti a livello europeo, al fine di approvare in via definitiva il Programma di Sviluppo rurale
della Provincia Autonoma di Trento
per il periodo 2014-2020 in relazione alle politiche di sostegno allo sviluppo rurale da parte del fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR), cui farà seguito l’adozione
dei bandi; promuovere e sostenere,
in relazione al Programma di Sviluppo Rurale per il periodo 2014-2020,
una concreta e massiccia azione di
informazione e di sensibilizzazione
rivolta all’ampia platea dei soggetti
pubblici e privati interessati, nell’otti-
ca di favorire la conoscenza ad ampio raggio di programmi ed azioni
di interesse comunitario. Garantire
una quota annuale di fondi aggiuntivi anche a sostegno degli interventi previsti dalla legge provinciale
sull’agricoltura (l.p. n. 4 del 2003) e
ad integrazione di quanto già stanziato nel PSR, allo scopo di favorire
e sostenere le politiche agro-ambientali, che rappresentano un’asse
portante dell’economia del Trentino;
riferire alla commissione consiliare
permanente competente per materia entro due mesi dall’approvazione del presente atto in ordine allo
stato di attuazione dell’approvazione in via definitiva del Programma
di Sviluppo Rurale della Provincia
autonoma di Trento per il periodo
2014-2020.
Riportiamo di seguito una riflessione del cons. Mario Tonina, condivisa
dal Gruppo consiliare Upt, in merito
a questa attuazione fondamentale
per tutto il Sistema agro-ambientale
della Provincia.
è bene ricordare che i beneficiari
del PSR sono gli agricoltori, gli operatori del sistema agroalimentare e
forestale, gli imprenditori e aspiranti
imprenditori che operano nei territori rurali, sia in forma singola che
associata, gli enti e le istituzioni
pubbliche, i prestatori di servizi di
formazione, di consulenza ed assi-
9
stenza alle imprese, oltre che i partenariati locali.
Le risorse complessive per il settennio 2014-2020 ammontano a circa
301,5 milioni di euro, di cui circa il
43% è la quota europea, circa il 40%
quella statale, mentre è del 17% la
quota provinciale e sono in calo rispetto allo scorso Programma di
Sviluppo Rurale.
Per quantità di risorse ci avviciniamo ad altre regioni italiane; questo
però deve destare preoccupazione
in quanto il comparto agricolo in
Trentino è in forte espansione e tanti
giovani stanno investendo in questo
settore.
Si tratta comunque, anche per il
nuovo Programma di Sviluppo Rurale, di risorse ingenti che sono
messe a disposizione della nostra
Provincia e che possono e devono
essere utilizzate per aumentare la
competitività del Trentino.
Tuttavia si potrà far fronte a molte
meno richieste rispetto allo scorso
PSR quindi a maggior ragione sarà
necessario valutare la necessità di
integrare i fondi aggiuntivi per rispondere a priorità territoriali che
sono diverse rispetto alle logiche
definite dal PSR.
Se siamo davvero convinti del valore e dell’importanza del presidio del
territorio, dobbiamo fare delle scelte politiche forti e necessariamente vanno individuate delle priorità:
bisogna definire una chiara e forte
strategia politica per l’agricoltura trentina e rafforzare il dialogo tra la politica e il sistema organizzato che già
esiste in Trentino.
Impostare quindi un indirizzo politico
forte e chiaro, vuol dire anche rafforzare la competitività del Trentino ed
essendoci meno risorse si dovranno
inevitabilmente fare delle scelte ed individuare le necessità. Il poco a tutti
non serve! La vera sfida sarà quella di
mettere a sistema tutti gli strumenti disponibili per riuscire a sfruttare al meglio il PSR massimizzando le risorse.
In sostanza è necessario definire una
forte strategia politica per l’agricoltura trentina e rafforzare il dialogo tra la
politica e il sistema organizzato partendo da un ulteriore raccordo con
tutto il comparto agricolo.
Da non sottovalutare inoltre che anche i Comuni attraverso il Piano di
Sviluppo Rurale hanno la possibilità
di usufruire di importanti fonti di finanziamento per la realizzazione di investimenti strategici per il nostro territo-
rio, che tra l’altro farebbero lavorare
numerose imprese locali.
È altresì realtà che in molti casi esiste
una scarsa conoscenza da parte degli Enti locali e di quelli privati, delle
potenzialità offerte dai fondi comunitari e delle possibilità di sviluppo che
questi finanziamenti possono offrire
e, proprio per questo è necessaria,
dopo l’approvazione definitiva del
PSR 2014-2020, una concreta e ampia azione di informazione al fine di
favorire ed incrementare la possibilità
di accesso a tali fondi in un contesto
economico-finanziario assai compromesso come quello attuale.
Diventa quindi imprescindibile, soprattutto in un momento di scarsità
di risorse come quello che stiamo
purtroppo vivendo, accelerare l’approvazione definitiva del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020,
che contribuirebbe a rilanciare lo
sviluppo del territorio e l’economia
locale attraverso l’acquisizione di rilevanti finanziamenti.
10
nuove sedi cia
psr 2014-2020
NUOVa sede
Pergine Valsugana
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dalle 8:00 alle 12:45 e
dalle 14:00 alle 16:30
venerdì dalle 8:00 alle 13:00
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(Follone)
c/o Confesercenti (3° piano)
Tel. 0464/424931
Fax 0464/400457
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Europa
Il futuro delle quote
latte nelle zone alpine
di latte nelle aree alpine: “Dal primo di aprile i nostri allevatori non
potranno competere con le grandi
aziende di pianura se non saranno adeguatamente sostenuti”. Nel
Memorandum di Strasburgo presentato al Commissario le regioni
alpine chiedono maggiore sostegno per i caseifici, una più equa
distribuzione dei pagamenti diretti
e una protezione efficace del termine “montagna” per quanto riguarda l’etichettaggio dei prodotti.
Herbert Dorfmann (a sinistra) incontra il commissrio europeo per l’agricoltura Phil Hogan
(a destra)
s
u iniziativa dell’eurodeputato sudtirolese Herbert Dorfmann si è tenuto in data 10/03/2015
un incontro tra il Commissario Europeo per l’Agricoltura Phil Hogan
e dei rappresentanti delle regioni
alpine sul tema “Il futuro delle quote
latte nelle zone alpine”. A Hogan è
stata ufficialmente presentata una
lista di richieste per il periodo che
seguirà l’abolizione delle quote latte. All’incontro hanno partecipato
l’assessore all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Michele
Della Piccola, l’assessore all’agricoltura della Provincia di Bolzano Arnold Schuler e il Presidente
dell’Unione Agricoltori e Coltivatori
Diretti Sudtirolesi Leo Tiefenthaler.
Alla luce dell’abolizione del sistema
delle quote e delle sfide future che
si presenteranno per la produzione di latte nelle zone di montagna,
l’evento è servito a porre l’accento
sull’importanza dell’allevamento da
latte nelle zone montane.
Al Commissario per l’agricoltura
e lo Sviluppo Rurale, Phil Hogan,
sono stati presentati i problemi
concreti delle piccole aziende
che si dedicano alla produzione
di latte nelle zone di montagna.
La deputata austriaca Elisabeth
Köstinger della Carinzia e il deputato
francese Michel
Dantin dalla Savoia che hanno
coorganiz zato
l’evento
insieme a
Herbert
Dor fmann
condividono
le
preoccupazioni sul
futuro della
produzione
Dorfmann conclude: “Nei prossimi anni il mercato del latte sarà
più aperto e più esposto alla concorrenza. Vogliamo che i nostri
contadini di montagna continuino
a produrre latte. Dobbiamo quindi
fornire loro alcuni aiuti in modo che
possano competere sul mercato”.
Strasburgo, 10.03.2015
ftc - cia
è importante
ritrovarsi
La Federazione Coltivatori Trentini
e CIA ritornano a camminare insieme
di Paolo Saiani
“A
gricoltura trentina” mi
ha chiesto una riflessione sulla fusione fra
La Cia del Trentino e
la Federazione Coltivatori Trentini
(FCT). Mi propone un richiamo alla
marcia di avvicinamento fra FCT di
Rovereto e la Cia del Trentino, ma io
preferisco soffermarmi sul patrimonio che noi, FCT, portiamo nella Cia.
E parto da qui, evidenziando il forte
radicamento sul territorio lagarino
della FCT e parimenti una rappresentanza nel mondo agricolo locale
di tutto rispetto.
Preferirei in ogni caso guardare al
futuro, proponendo ed auspicando
un rinnovato impegno di CIA nel
coinvolgere attivamente i nuovi soci
in un movimento sindacale che sia
elemento critico verso qualsiasi politica di marginalizzazione di quanti
operano in agricoltura.
FCT per la sua dimensione è stata
in forte difficoltà nell’essere propositiva in ambito sindacale pur
garantendo servizi di qualità ai
propri associati. Penso altresì che
l’apporto ideale di quanti in questi anni hanno scelto di operare in
FCT sarà di stimolo per rafforzare
il legame che lega CIA al mondo
agricolo trentino. Si dovrà, a mio
avviso, impegnare risorse ed energie nel diffondere la consapevolezza all’interno del comparto agricolo del ruolo fondamentale che
ricopre il sistema sindacale al fine
di garantire un dignitoso ruolo degli operatori agricoli nella società,
ancor più in un territorio delicato e
soggetto a dissesto idrogeologico
come il nostro.
Due, dal mio punto di vista, dovranno essere le linee di indirizzo:
il tentativo di sburocratizzazione
del sistema nel suo complesso e
l’integrazione fra il settore turistico
e quello agroalimentare, in quanto
fortemente interconnessi.
Dobbiamo anche essere particolarmente attenti alle modalità di intervento della spesa pubblica ribadendo l’importanza di mantenere
sul territorio più realtà agricole possibile per presidiare come detto un
territorio fragile.Allo stesso tempo
però, rimane l’obbligo di non generare false aspettative in quanti rappresentiamo, in quanto, in tempi di
difficoltà, per pretendere rigore ed
onestà da quanti ci governano dobbiamo garantire serietà e professionalità nel nostro operare.
Facciamo però un passo indietro, io
sono entrato in FCT nel 1997 dopo
aver scelto la professione di agricoltore e successivamente ad una
esperienza di alcuni anni nel settore industriale. In breve tempo mi è
stato chiesto di ricoprire la carica di
vicepresidente dell’Organizzazione.
Non ci è voluto molto a capire che,
nonostante un sufficiente servizio
fornito agli associati, non si era in
grado di svolgere appieno le funzioni che sono proprie di una organizzazione sindacale, cioè quelle di
rappresentanza.
Dopo le vicende della cantina di
Nomi, che hanno coinvolto anche
emotivamente il presidente Parolari, ho iniziato a seguire alcuni settori
di sua competenza come il Tavolo
verde ed i rapporti con le istituzioni,
con particolare riferimento alla Co-
Paolo Saiani
munità di Valle per alcuni progetti di
valorizzazione ambientale e avviamento al lavoro.
Ho proposto al consiglio direttivo
di ricercare una collaborazione più
strutturata con un’altra Organizzazione in prospettiva di garantire alla
nostra compagine sociale la giusta
rilevanza nel panorama agricolo
provinciale. Da lì si è iniziato un percorso di avvicinamento alle Acli Terra con le quali si collaborava da più
anni. Purtroppo la scelta della tempistica da parte delle due Strutture
sindacali e la messa a punto di un
programma operativo a breve termine condiviso non hanno permesso
di concludere questo percorso intrapreso più di quattro anni fa.
Diversa sorte è toccata al processo di avvicinamento, o forse è più
corretto parlare di riavvicinamento,
con CIA, in quanto molto tempo addietro era avvenuta una frattura tra
alcuni esponenti del mondo sindacale legato alle aspirazioni di un riscatto sociale in un ambito agricolo
orientato a sinistra, che aveva portato alla costituzione di FCT associata
alla AIC nazionale.
Non ho potuto seguire direttamente
il processo di unificazione, in ogni
caso, il raggiungimento di questo
importante obbiettivo affievolisce
le possibili incomprensioni, ed al
contrario rincuora nel credere che
in prospettiva questo traguardo intermedio rappresenterà un trampolino di lancio utile per arrivare ad un
laboratorio di sperimentazione in
ambito sindacale per garantire pari
dignità degli altri settori al mondo
agricolo trentino.
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Stampa della Provincia
APP realizzata dall’Ufficio
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“Incentivi PAT ” è la nuova
e alle imprese gli incentiv
far conoscere ai cittadini
autonoma di Trento per
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in un unico luogo tutte
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13
Provincia autonoma di Trento
Parere legale
Le azioni a tutela
preventiva,
ovvero quando il
muro del vicino
ti crolla addosso
Andrea Callegari
a cura dell’avv. Andrea Callegari
I
l Codice Civile prevede, agli
artt. 1171 e 1172 due speciali
azioni che hanno entrambe
la finalità di prevenire e di
scongiurare il pericolo che si verifichi un danno effettivo. Sono la
denuncia di nuova opera e la denuncia di danno temuto.
La prima azione, prevista dall’art.
1171 del Codice Civile, è la denuncia di nuova opera. Il proprietario (oltre al titolare di altro diritto
reale di godimento e al possessore; anche quindi l’affittuario di un
fondo) può denunciare all’autorità
giudiziaria l’inizio di una nuova
opera quando teme che da tale
opera gli derivi un danno.
Deve trattarsi quindi di un’opera
materiale nuova e che sia stata
iniziata ma non ancora non conclusa. Si può pensare, ad esempio alla realizzazione di uno scavo vicino al confine del proprio
fondo, per la realizzazione di un
canale, che si teme possa causare una frana.
Si può agire quando l’opera sia in
corso di realizzazione sia perché
quello che è stato già realizzato si
ritiene possa essere pericoloso,
sia perché si ritiene che l’opera
sarà pericolosa una volta terminata. Riprendendo l’esempio
dello scavo, si può agire se si ritiene che i lavori di scavo siano
in quel momento pericolosi per
come vengono realizzati e anche
se si ritiene che, sebbene in corso d’opera non vi siano pericoli,
l’opera sarà pericolosa una volta
terminata.
L’azione deve essere esercitata non oltre l’anno dall’inizio dei
lavori. Il termine incomincia a
decorrere dall’inizio dell’opera
nuova e non dalla conoscenza di
essa, a meno che l’opera non sia
stata iniziata di nascosto; in tal
caso il termine comincia a decorrere dal quando si ha conoscenza
dei lavori.
Il Giudice provvede a rimediare
alla situazione di pericolo. Il suo
provvedimento sarà un ordine di
sospensione dei lavori, con lo
scopo di impedire che l’attività,
accertata come pericolosa, prosegua e si trasformi in danno.
Verrà interrotta l’attività, la realizzazione dell’opera potenzialmente dannosa, prima che il danno
concretamente si realizzi.
Il Giudice agisce così: fa una prima, veloce valutazione sull’opera;
se ritiene che vi sia una condizione di pericolo, provocato da un
comportamento che appare ille-
cito, blocca i lavori.
Naturalmente i lavori non rimangono poi bloccati per sempre.
Dopo la prima valutazione devono
venire svolti più approfonditi accertamenti, che potranno anche
portare alla conclusione che l’opera era lecita e non pericolosa.
A quel punto i lavori potranno continuare. Se invece, al contrario, il
Giudice accerta che l’opera è effettivamente pericolosa, l’opera
così come iniziata, non potrà essere portata a termine, dovranno
eliminarsi i pericoli creati e ripristinata la situazione preesistente
(ad esempio con l’eliminazione
dell’intero scavo).
L’altra azione è prevista dall’art.
1172 del Codice Civile ed è la denuncia di danno temuto.
Questa seconda azione presuppone che il proprietario (o il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore; anche
l’affittuario) che abbia ragione di
temere che da una o più opere
già esistenti (ad esempio un muro) gli possa derivare il pericolo
di un danno grave e prossimo,
può denunciare il fatto all’autorità
giudiziaria ed ottenere un provvedimento che ponga fine a tale
situazione di emergenza.
Parere legale
PRESTATORI VOUCHER
Ci si deve quindi trovare in una situazione nella quale si denuncia
un ragionevole pericolo di danno
grave che si teme si possa verificare in breve tempo.
Il danno non deve essersi verificato, è sufficiente che sia attuale il
ragionevole pericolo di un danno
futuro. Se l’evento dannoso si è
già verificato si dovrà invece chiedere il risarcimento del danno.
Anche in questo caso il Giudice al
quale ci si rivolge interviene con
un provvedimento che rimedia al
pericolo incombente. Il contenuto
dell’ordine del Giudice consisterà
in un ordine di fare, di porre in essere quei comportamenti la cui
omissione è contraria alla legge.
La differenza tra le due azioni è
nel ruolo dell’opera umana.
Nel caso della denuncia di nuova
opera c’è un illecito comportamento attivo, la violazione di un
obbligo di “non fare” che produce
direttamente pericolo di danno alla cosa altrui (ad esempio il mio
vicino scava un canale a ridosso
del confine con il mio fondo).
Nel caso di denuncia di danno
temuto c’è un illecito comportamento passivo, la violazione di un
obbligo di “fare”, che rende pericoloso qualcosa per la proprietà
degli altri (ad esempio il mio vicino non ripara un muro che rischia
di crollare su casa mia). In tutti e
due i casi occorre che il danno
non si sia verificato: esso deve
essere, appunto, solo temuto e
quindi futuro.
Con il ricorso al Giudice si ottiene nel caso di entrambe le azioni
una tutela preventiva.
PRESTATORI VOUCHER
Si informano gli associati che, ad oggi, per le attività di lavoro agricole delle aziende con volume d’affari superiore ai 7000 euro, NON sono stati confermati i prestatori di lavoro “percettori di sostegno al reddito”.
Si riporta quanto scritto sul sito Inps:
ATTIVITÀ LAVORATIVE
In seguito alle disposizioni introdotte dalla Legge di riforma del mercato del lavoro (L. 92/2012), entrata in
vigore il 18 luglio 2012, è possibile utilizzare i buoni lavoro in tutti i settori di attività e per tutte le categorie di
prestatori.
Attenzione!! fa eccezione il settore agricolo in cui il lavoro accessorio è ammesso per:
• aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro esclusivamente tramite l’utilizzo di specifiche figure di
prestatori (pensionati e giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di
studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici,
ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università)e - per
l’anno 2014 - soggetti percettori di misure di sostegno al reddito,per lo svolgimento di attività agricole di
carattere stagionale;
• aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro che possono utilizzare qualsiasi soggetto in qualunque
tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale purché non sia stato iscritto l’anno precedente negli
elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.
Per info: AGRIVERDE-CIA SRL | Servizio Gestione del personale | Tel. 0461/421230 - 0461/1730440 - 0461/1730446 |
Fax 0461/422259 - 0461/1738860 | www.cia.tn.it
Portento
Un altro modo
di fare la spesa
è prossimo alla partenza un nuovo servizio:
prodotti freschi direttamente a domicilio.
Ce ne parla il promotore dell’impresa, Gabriele Conte
Gabriele Conte
di Michele Zacchi
c
he cosa è Portento e
quando nasce l’idea?
Portento è una start
up organizzata per il
commercio al dettaglio di prodotti
alimentari a filiera trentina via internet e per la distribuzione a domicilio. E’ un modo alternativo di fare
la spesa alimentare che concilia
la modernità e la velocità del web
con il legame al proprio territorio ed
alle sue produzioni. Si basa su un
portale e-commerce corredato da
servizio di consegna, dedicato al
momento esclusivamente alla città
di Trento e dintorni.
L’ idea nasce dalla volontà di avvicinare i bisogni dei consumatori
cittadini, sempre più impegnati ed
esigenti, ai prodotti locali di qualità.
La mission è quella di valorizzare la
filiera trentina e promuovere il consumo di prodotti di prossimità, nel
rispetto dell’ambiente, della stagionalità e del lavoro di tutti coloro che
operano nella filiera.
Che cosa sarà Portento quando
sarà terminata la fase di inizio
della start up?
Portento sarà, oltre che un mercato virtuale, un ulteriore punto
di incontro tra produttori, trasformatori, artigiani del settore alimentare trentino e consumatori,
per conoscersi e conoscere i prodotti ortofrutticoli e non, freschi e
trasformati che il nostro territorio
propone. Sarà un qualcosa in più,
che cercherà di dare un nuovo
stimolo a chiunque gli si avvicini
per migliorare le proprie abitudini
alimentari e conoscere i principi di
sostenibilità cui si ispira.
ha preso ispirazione, ed attraverso
il contatto diretto con esse si sono
potute apprendere informazioni utili per l’avvio di questo coinvolgente
progetto. I contatti extraprovinciali sono dunque fondamentali per
poter avere sempre un riferimento
esterno di confronto, sia per affrontare le sfide che in fase di lancio si
presenteranno, sia per condividere
ciò che porterà il futuro.
Quali sono i vostri interlocutori e come pensate di entrare in
contatto con loro?
Gli interlocutori di Portento si possono dividere in due categorie: i
produttori (aziende agricole, laboratori di trasformazione) ed i consumatori. Con i primi il contatto
Pensate di essere operativi a....
avviene direttamente sul territorio,
L’operatività partirà dalla prossima
conoscendosi personalmente e
primavera, con l’arrivo delle nuocondividendo i principi e la misve produzioni fresche. Sarà sicusion che caratterizzano Portento.
ramente un crescendo di offerta,
Per entrare in contatto con i consoprattutto in funzione del clima
sumatori invece verrà avviata una
e dell’interesse dei produttori che
campagna pubblicitaria attraverso
vorranno diventare partner comi social network, manifesti e matemerciali di questo progetto. Portenriale cartaceo distribuito presso i
to offre loro un ulteriore sbocco di
locali pubblici del centro città ed
vendita verso i consumatori finali, e
ovviamente tramite il passaparola.
vuole trovare in loro supporter su
Ulteriori contatti verranno attivati
cui poggiare basi solide per il suo
anche verso il mondo della ristorasviluppo.
zione, collaborando con i progetti
di promozione di prodotti sostenibili e a filiera trentina, con l’obiettivo di diventare un elemento di
raccordo diretto tra la campagna
ed il ristorante.
consegna a domicilio
Quali sono i vostri contatti
extraprovinciali?
In Italia, negli ultimi anni si sono
sviluppate altre imprese simili, che
offrono il servizio di consegna a
domicilio di prodotti biologici o di
prossimità, ispirate alla sostenibilità ed al consumo etico. Da queste
esperienze di successo Portento
consegna
in tutta
Trento a domicilio
in tutta Trento
Prodotti freschi e naturali direttamente a casa tua: www.portento.tn.it
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Consumatori
La “magna charta”
del cibo
di Dario Guidi
Dario Guidi,
direttore del mensile Consumatori
d
ire che il 2015, per l’Italia in particolare, sarà
un anno importante è
quasi dire una banalità. Tra crisi economica, complicati
rapporti con l’Europa, convulse vicende della politica, urgenza delle
riforme, non c’è che l’imbarazzo
sulla scelta. Tra i tanti capitoli ce n’è però uno
rispetto al quale le premesse
per una discussione che possa
intrecciarsi con riscontri pratici e risultati concreti ci sono tutte. Alludiamo proprio al mondo
dell’agricoltura e dell’industria
agroalimentare che, soprattutto
grazie all’occasione rappresentata
dall’Expo di Milano, sarà (io direi
che è già) al centro dell’attenzione.
Un’attenzione che non è solo legata alle sfida operative della manifestazione (cioè finire in tempo i
cantieri, mettere a punto la macchina organizzativa, poi accogliere al
meglio i milioni, si spera, di visitatori), ma anche a un dibattito politico e culturale che ha già registrato
segnali importanti.
Alludo al Protocollo di Milano,
promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrizion
(Bcfn) e consegnato, in occasione del suo ultimo forum internazionale, al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e
a Paolo De Castro, presidente
della Commissione Agricoltura e
Sviluppo rurale della Ue; un documento che nella sua versione
finale servirà, come si spera, da
base per accordi su larga scala.
Si tratta di una “magna carta” d’impegni in fase di implementazione,
su cui hanno lavorato, solo nell’ultimo anno, 600 esperti internazionali. A sostenere questa bozza di
carta del cibo, cui hanno aderito
migliaia di persone e altre possono farlo attraverso il sito www.protocollodimilano.it, sono oltre 70 tra
organizzazioni e soggetti istituzionali. Coop vi ha aderito con entusiasmo trovando, in questi princìpi,
continuità con il proprio modo di
essere e di agire. Altre firme autorevoli sono quelle del governo italiano per mano el presidente del
Consiglio Matteo Renzi, di Slow
Food, Coldiretti, Eataly, Wwf, Legambiente, Save The Children,
Jamie Oliver Foundation, Banco
Alimentare e così via. Nell’impostazione del Protocollo sono tre le
principali sfide da vincere nei prossimi anni. La prima sfida è la fame,
cui si contrappone l’enorme spreco
alimentare: 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile spedite al
macero ogni anno, 4 volte la quantità necessaria a sfamare gli 800
milioni di sottonutriti al mondo.
La seconda sfida riguarda la corretta alimentazione: per ogni persona malnutrita al giorno d’oggi ce
ne sono ben due sovrappeso. Per
troppo cibo muoiono 29 milioni di
persone all’anno, quasi quante ne
muoiono per “mancanza” di cibo.
Un bilanciamento sembrerebbe dunque possibile ma occorre
promuovere stili di vita più sani
e buone abitudini a tavola, temi
sui quali Coop si è spesa negli
anni cono numerose campagne
e iniziative, nelle scuole e verso
l’opinione pubblica, per non dire dei suoi prodotti a marchio più
volte riformulati sulla base delle
17
indicazioni fornite dalla comunità
scientifica. La terza questione, infine, porta a politiche di promozione dell’agricoltura sostenibile. Alla
base del ragionamento c’è che una
percentuale elevatissima dei raccolti oggi è impiegata per produrre
biocarburanti, un “nonsense” se si
considerano il dilagare di fame e
malnutrizione e i problemi correlati di impatto sugli habitat naturali
e mancato sviluppo dei popoli del
Sud del mondo.
Ma questo tema della sostenibilità
può e deve essere declinato anche
in una realtà come la nostra perché
se questi principi si affermeranno e
diventeranno pratica e scelte di governo, per l’agricoltura e l’industria
alimentare italiana sarà un fatto positivo. Perché su questa strada di
qualità e di sostenibilità sta sicuramente la chiave di una crescita
futura e di una riconoscibilità e di
un successo anche sui mercati di
paesi esteri.
Consumatori
è la rivista
rivolta ai soci Coop di 7 diverse cooperative (Coop Adriatica, Coop
Estense, Coop Consumatori Nordest,
Coop Reno, Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop) presenti in 10
diverse regioni italiane, dal Piemonte alla Puglia, passando per Liguria,
Lombardia, Veneto, Friuli Venezia
Giulia, Emilia Romagna, Marche,
Abruzzo e Basilicata). Consumatori ha una tiratura media superiore
a 2 milioni e 200 mila copie ed è
disponibile anche on line sul sito
www.consumatori.e-coop
Docu-Film
“Contadini di montagna”
Un documentario racconta il lavoro di chi coltiva le “terre alte”
di Tommaso Iori e Luca Paolazzi
i
l tema del paesaggio è diventato ormai da anni una questione
centrale nel dibattitto pubblico:
se ne parla molto, la sua importanza viene spesso evocata, e anche
le normative lo richiamano - dopo
decenni di sostanziale inosservanza
dell’articolo 9 della Costituzione - al
fine della sua tutela e valorizzazione.
Anche il paesaggio rurale gode di
questa nuova fama, tanto da arrivare
all’approvazione da parte del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari
e Forestali del Decreto n. 17070 del 19
novembre 2012, che ha previsto l’istituzione dell’“Osservatorio Nazionale
del Paesaggio rurale, delle pratiche
agricole e conoscenze tradizionali”.
L’Osservatorio ha il compito di censire
i paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, e di promuovere attività
di ricerca che approfondiscano i valori connessi con il paesaggio rurale,
la sua salvaguardia, la sua gestione e
la sua pianificazione, anche al fine di
preservare la diversità bio-culturale.
Oltre che al paesaggio, come detto, il
decreto è rivolto alla conservazione e
valorizzazione delle “pratiche agrico-
le e delle conoscenze tradizionali”, intese come “sistemi complessi basati
su tecniche ingegnose e diversificate,
sulle conoscenze locali espresse dalla civiltà rurale, che hanno fornito un
contributo importante alla costruzione ed al mantenimento dei paesaggi
tradizionali ad essi associati”. Proprio
da questa volontà di conoscere i saperi tradizionali legati ad uno dei più
caratteristici paesaggi rurali, quello
contraddistinto dalla presenza di terrazzamenti e muri in pietra a secco,
è stato avviato nel 2012 un lavoro di
censimento: promotori del progetto,
la sezione italiana di ITLA (International Alliance for Terraced Landscapes) e il Gruppo Terre Alte del CAI;
realizzatori, grazie al sostegno della
Comunità della Valle di Cembra, gli
animatori dell’associazione culturale
Imperial Wines. Quel lavoro, svolto in
diversi territori italiani (dalla Costa Viola calabra al Chianti senese, dall’Alta
Langa alla Valle di Cembra) si concluse con la pubblicazione dell’opuscolo “Lavorare il paesaggio”, presentato
nell’omonimo convegno del maggio
2013 ad Albiano. Al centro, dunque,
non un’idea astratta e puramente
18
estetica del paesaggio, ma la consapevolezza del suo essere un sistema
complesso nel quale si stratificano, in
un continuo divenire, gli effetti delle
azioni dell’uomo nel suo ambiente di
vita. La prima di queste azioni, parlando di paesaggio rurale, è l’immane,
quotidiano lavoro dell’uomo finalizzato a coltivare la terra. Una terra che,
nello specifico del paesaggio terrazzato, è stata prima strappata ai pendii
costruendo e curando infiniti chilometri di muri a secco.
Il paesaggio è come un puzzle. La
bellezza quasi scontata dell’immagine sulla scatola nasconde la fatica
e l’impegno necessari per incastrare
insieme migliaia di pezzi. Così il paesaggio del versante destro della Valle
di Cembra: l’immagine da cartolina
dei terrazzamenti vitati è in realtà il
frutto di un lavoro costante di generazioni di contadini che, nei secoli,
hanno modificato le aree di versante
allo scopo di creare lo spazio vitale
ad un’agricoltura a ragione definita
eroica. Da questa idea di paesaggio
si è sviluppato “Contadini di montagna”, un documentario realizzato da
Michele Trentini, regista roveretano
che, dopo “Cheyenne, trent’anni” e
“Piccola terra”, con questo nuovo film
prosegue la sua analisi della vita della
gente di montagna, del suo rapporto
con il territorio e il paesaggio, delle
sue strategie di resistenza. “Contadini di montagna” (Cierre edizioni) si
inserisce in un progetto più ampio,
“Talking Stones. Il racconto del paesaggio terrazzato”, realizzato grazie
al supporto della Comunità della Valle
di Cembra, della Fondazione Caritro,
della Regione Trentino – Südtirol, del
BIM Adige.
“Contadini di montagna” ha tentato
di “entrare” nel paesaggio e di scomporre i suoi tanti tasselli, raccontando
le traiettorie esistenziali dei “coltivatori
di paesaggio”, che alla propria attività
economica privata accompagnano
Docu-Film
un’attività pubblica di salvaguardia
del patrimonio collettivo territoriale.
In “Contadini di montagna”, infatti, a
parlare sono proprio i protagonisti di
questo lavoro: i contadini, appunto,
che davanti alla telecamera raccontano in prima persona la loro storia e la
storia di una valle che nell’agricoltura
ha un architrave della propria economia. Ma lo sguardo non è solo rivolto
al passato: mettendo a confronto e
in dialogo due generazioni, emergono le continuità e le discontinuità, la
capacità di rinnovare e innovare le
tradizioni, le necessità di innestare
su di esse nuove conoscenze e nuove tecniche, l’urgenza di definire una
strategia di sviluppo sostenibile per
l’intera valle. Come scrive il prof. Mauro Varotto nel suo contributo al libretto
allegato al DVD del documentario, i
personaggi che Trentini mette in scena “si fanno perno di una riflessione
critica sugli assetti ereditati, tasselli di
un mosaico sempre più ampio, antesignani di una svolta epocale nel senso dell’agricoltura, della montagna,
della vita”.
Questo documentario si propone
come spunto di dibattito: lontano
dall’idea estetizzante di un certo
neo-ruralismo, più legato alle esigenze culturali della città e della pianura
che non alle concrete necessità dei
“contadini di montagna”, attraverso
le parole di Michele, Giulio, Noemi
e Mario, pone domande profonde.
Quale sviluppo permetterà la sostenibilità di un territorio così fragile?
Che rapporto tra tradizione e innovazione? Come integrare agricoltura
e turismo? E’ possibile garantire un
“valore aggiunto” ai prodotti agricoli
delle aree di versante, riconoscendo
il differenziale di fatica nel lavoro di
chi le coltiva?
Dalle risposte a queste domande
passa il futuro non solo della Valle di
Cembra, e nemmeno del solo settore
agricolo: l’intera comunità dovrebbe
sentirsi coinvolta nell’elaborazione
condivisa di un modello di gestione
sostenibile delle risorse che, opponendosi alla “pianurizzazione” del
mondo, valorizzi la ricchezza materiale e immateriale delle “terre alte”.
Tommaso Iori e Luca Paolazzi
associazione Imperial Wines
www.imperialwines.org
19
piwi
PIWI, la piccola
nicchia cresce
Nicola del Monte ci parla dei passi in avanti
dell’associazione e del primo vero successo:
essere al Vinitaly insieme agli associati
dell’Alto Adige/Sudtirolo
c
on Nicola Del Monte,
coltivatore e produttore
dei vini PIWI (vini prodotti con varietà di uve
resistenti ) ci eravamo sentiti un anno
fa, quando questa esperienza era
appena agli inizi.
Oggi abbiamo deciso di incontrarlo
nuovamente perché sappiamo che
questa esperienza è cresciuta ed è
opportuno che abbia una maggiore attenzione dal mondo agricolo (e
non solo). “Da allora abbiamo fatto
dei passi in avanti notevoli.. Partiamo
dall’inizio e da un elemento importante, abbiamo infatti portato ad iscrizione nel catalogo delle varietà impiantabili nel Trentino 6 nostri vitigni e dalla
prossima vendemmia sarà possibile
apporre l’etichetta con il marchio IGT
(Indicazione Geografica Tipica) sulle
bottiglie. Da esperienza sperimentale, ora siamo a tutti gli effetti una filiera
produttiva e voglio ricordare che in
questa attività di riconoscimento ufficiale dei vitigni ci ha dato una mano
importante il senatore Franco Panizza. Questo riconoscimento ufficiale
del nostro prodotto è stato, lo voglio
sottolineare ancora una volta, un elemento di grande importanza per il lavoro che stiamo svolgendo.”
Dunque, prima di tutto la conquista
della ufficialità. E come sta l’associazione?
“è cresciuto in questi mesi il numero
degli associati, poi quest’anno abbiamo operato con grande impegno
e abbiamo abbattuto un muro, quello tra Trento e Bolzano. Per la prima
volta viticoltori PIWI altoatesini/sudtirolesi e trentini saranno presenti in un
unico stand all’interno del Vinitaly di
di Michele Zacchi
Verona. Questo è un grande successo per il nostro lavoro e ci tengo a
sottolinearlo.”
E come avete abbattuto questo
muro?
“Ci siamo presentati in maniera trasparente. Noi siamo un’associazione
che crede in queste varietà naturali e
in prodotti biologici e sappiamo che
anche i sudtirolesi operano in maniera quasi uguale. Non ha alcun senso,
abbiamo detto, presentarsi separati
all’interno della più importante rassegna italiana dedicata al vino.”
Proviamo a ricordare ai nostri lettori
cosa significa PIWI
“Sono vitigni che offrono una buona
resistenza a quasi tutte le malattie
da fungo della vite. Dico quasi tutte perché il 100% di sicurezza forse
non esiste, ma ricordo che nel corso della stagione 2013/14, quando
tutti sono stati aggrediti da funghi a
causa dell’umidità, chi aveva questo tipo di vitigni non ha dovuto fare
alcun trattamento.
E, ripeto, stiamo parlando di un periodo nel quale, e cito il mio caso
a titolo di esempio, l’intervallo
più grande, dal 20 giugno a metà settembre,
senza
pioggia, è stato
di 36 ore.
Per i nostri vitigni è stato l’anno della verità
che ci ha portato a dire:
siamo davvero
sulla
strada giusta.”
Hai fatto riferimento alla caratteristica biologica del vostro vino e siete
a conoscenza del fatto che anche le
grandi cantine cooperative si stanno muovendo in quella direzione.
Ma i numeri sono importanti: qual è
la vostra produzione attuale?
“E’ difficile dare una risposta precisa. Fino a quando non è stato riconosciuta la varietà dei vini resistenti,
molti produttori non potevano presentare ufficialmente quella produzione come derivante da vitigni resistenti anche se di fatto era questa la
situazione. Dalla prossima vendemmia potremo avere dalle 40.000 alle
50.000 bottiglie.”
Siete quindi un prodotti di nicchia,
come si dice tecnicamente.
“In parte si, ma la parte più interessante del nostro lavoro è che hanno
cominciato a guardarci con attenzione. In Trentino siamo ancora pochi ad
imbottigliare con una propria etichetta (arriviamo a 4), mentre in Sudtirolo/
Alto Adige sono ormai 40 i produttori
che si presentano con un proprio
marchio. Ma, ripeto, in molti ci guardano con grande attenzione.”
Avete avuto anche qualche momento ufficiale, per così dire?
“Come PIWI Trentino abbiamo fatto
un bellissimo congresso, a Castel Toblino, lo scorso maggio.
Nel corso della cena abbiamo organizzato una degustazione dei nostri
vini e devo dire che non mi aspettavo la presenza, un po’ inaspettata, di
120 persone al nostro incontro di degustazione.”
caf
Notizie dal Caf
è TEMPO DI 730...
Da aprile è possibile prendere appuntamento per la presentazione
del modello 730/2015. Quest’anno
sarà possibile presentare la dichia-
razione fino al 07 luglio. Sul nostro
sito è presente l’elenco della documentazione necessaria e arriverà
una lettera informativa a tutti coloro
che hanno presentato la dichiara-
21
zione presso il Caf Cia nel 2014.
SPESOMETRO PER GLI
AGRICOLTORI ESONERATI
Ricordiamo agli agricoltori in regime di esonero, che il 30 aprile
2015 scade il termine per l’invio
all’Agenzia delle Entrate dell’elenco
delle operazioni rilevanti ai fini Iva
2014(l’elenco clienti/fornitori).
Fatture
31 MARZO 2015
FATTURAZIONE ELeTTRONICA
VERSO TUTTA LA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE
c
www.cia.tn.it
ome previsto da numerose disposizioni di
legge e da circolari interpretative, in primi la L.
244/2007, dal 31 marzo 2015 entrerà
in vigore l’obbligo di fatturare beni e
servizi alla pubblica amministrazione
utilizzando lo strumento della fattura
elettronica. Si rammenta che essa era
già stata resa obbligatoria nei confronti delle amministrazioni centrali
dello Stato (Ministeri, Inali, INPS, ecc..)
fin dal 06 giugno 2014 ed ora tale incombenza sarà estesa a tutti i soggetti che hanno rapporti commerciali
con la pubblica amministrazione sia
centrale che locale (Comuni, Comunità di valle, ecc..). La compilazione
e l’invio della fattura elettronica sono
requisiti essenziali e non surrogabili
affinché il pagamento del compenso
venga erogato dallo Stato all’operatore economico/impresa che non può
permettersi di trovarsi impreparato.
Ricordiamo che la fatturazione alla PA
non si esaurisce in un semplice invio
di un file tramite posta elettronica, ma
essa è ben più complessa. Innanzitutto il file in questione è un tracciato XML, ovverosia un flusso di dati,
compilabile ed interpretabile solo con
certi programmi. Tale file deve essere
firmato digitalmente da chi lo trasmette. La firma digitale, uno dei due strumenti su cui si incardina la digitalizzazione della pubblica amministrazione,
codifica il file e lo rende legalmente
di Nicola Guella (Resp. amministrativo di Agriverde-CIA srl)
equivalente ad documento cartaceo
su cui è apposta una firma autografa. Il file così sottoscritto va poi inviato
tramite posta elettronica certificata, il
secondo strumento che completa il
quadro della riforma della Pubblica
Amministrazione, ad un soggetto terzo detto Sistema di Interscambio, in
sigla Sdi. Esso inoltrerà poi la fattura
alla pubblica amministrazione che
a sua volta invierà informazioni circa
l’accettazione, la rettifica od il rifiuto
del documento. Tutti i flussi di dati così
descritti dovranno essere posti sotto conservazione digitale sostitutiva
una sorta di archiviazione legalmente riconosciuta ed obbligatoria che
permette in tutto e per tutto di evitare
l’uso della carta. Stato e Camere di
Commercio sono venuti incontro alle
imprese fornendo strumenti per l’invio
delle fatture. In particolare la Camera
di Commercio di Trento dà la possibilità, alle sole imprese iscritte nei loro
registri, di accedere gratuitamente ad
una piattaforma software online che
permette l’invio gratuito fino a 24 fatture all’anno. Per usufruire di questo
servizio è sufficiente recarsi presso
la C.C.I.A.A. e, previo appuntamento,
farsi rilasciare il certificato di firma detto CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Ulteriori informazioni sono presenti si
siti internet https://fattura-pa.infocamere.it e www.tn.camcom.it/HomePage/FunzionieCompetenze/FirmaDigitaleCNS/FirmaDigitale.htm a cui
si rimandano i soggetti interessati.
Altre informazioni utili ad effettuare in
autonomia le operazioni legate all’adempimento in questione si possono
reperire anche sul sito www.fatturapa.
gov.it, al numero verde 800 906 227
e sul sito dell’Accademia d’Impresa di
Trento, ente che si occupa di formazione per conto della locale Camera
di Commercio: www.accademiadimpresa.it
Agriverde-Cia srl, società di CIA del
Trentino, offrirà un servizio chiavi in
mano ove l’utente interessato dovrà
solamente recarsi presso i nostri uffici
con i dati minimi da trasmettere alla
Pubblica Amministrazione: descrizione del servizio o bene ceduto, importo, denominazione dell’amministrazione cliente ed eventuali codici CIG
e CUP che identificano la commessa.
Al fine di semplificare al massimo le
incombenze burocratiche la Confederazione ha optato per tale scelta
che sgrava l’operatore economico di
tutte le attività sopra esposte offrendo un servizio sostituivo non gratuito
di compilazione, invio, conservazione
sostitutiva e monitoraggio dei flussi
informatici che lo Stato attualmente
non fornisce.
I nostri uffici fiscali di Trento (04611730440) e Cles (0463-422140) sono
a Vostra disposizione per eventuali
chiarimenti e per fornirvi le condizioni
economiche.
L’AGRICOLTURA TRENTINA E NAZIONALE A PORTATA DI CLIC
per essere sempre aggiornato sugli adempimenti e sui nostri servizi consulta
il sito www.cia.tn.it!
22
POLIZZE AVVERSITà ATMOSFERICHE 2015
ATTENZIONE!!
CAA
ATTENZIONE!!
CSA ricorda a tutti gli associati che è necessario aggiornare i contratti per l’anno
2015. Inoltre, per riuscire a dare un supporto sempre più efficace, si ricorda che
copia di tutta la documentazione (contratto d’opera e ricevuta tra soci) deve essere consegnata agli uffici
CIA (anche via e-mail: [email protected])
POLIZZE AVVERSITà ATMOSFERICHE 2015
È iniziata la campagna di difesa assicurativa agricola 2015: il termine massimo per la raccolta delle polizze è il 20 APRILE 2015. Anche
quest’anno abbiamo aderito al sistema di “raccolta diretta”. Il costo delle
polizze è scontato fin dalla sottoscrizione e l’assicurato è più tutelato grazie all’accordo che abbiamo
rinnovato con Codipra ed Agriduemila.
I nostri uffici di via Maccani 199 a Trento sono aperti dal lunedì al giovedì dalle 08.00-12.45 e dalle 14.0017.30, il venerdì dalle 08.00 alle 13.00 sempre PREVIO APPUNTAMENTO al numero 0461/1730447.
Scarica e leggi l’informativa completa sul nostro sito www.cia.tn.it!
23
Sicurezza
IMPORTANTI NOVITà
IN MATERIA DI
SICUREZZA
i
I Decreto Milleproroghe ha
previsto proroghe agli obblighi in materia di sicurezza
PATENTINO MEZZI AGRICOLI ABILITAZIONE
- Agli utilizzatori che alla data del
31/12/2015 hanno esperienza
nella guida di tali mezzi da almeno due anni, consigliamo di predisporre una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che
attesti l’esperienza pregressa da
tenere con se durante la guida
dei trattori.
Entro il 12 marzo 2017 dovranno seguire il corso di aggiornamento sull’uso dell’at-
trezzatura (durata 4 ore)
- Gli utilizzatori che alla data del
31/12/2015
sono
incaricati
dell’uso delle macchine agricole
ma non hanno esperienza nella
guida di tali mezzi da almeno
2 anni o formazione pregressa, devono seguire un corso
completo di abilitazione entro il
31/12/2017
- Gli utilizzatori che hanno già seguito della formazione pregressa sull’uso dei trattori o in generale delle macchine agricole, con
corsi di durata inferiore a quella
prevista dall’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (8 ore per
trattori), dovranno integrare la
formazione con il modulo di aggiornamento entro 31/12/2017.
PREVENZIONE INCENDI CISTERNE MOBILI
- Cisterne mobili fino a 6 metri cubi
di capienza non sono soggette
alla normativa in materia di prevenzione incendi
- Cisterne tra i 6 e i 9 metri cubi
sono soggette alla normativa.
Per quelle già esistenti (a partire dal 22/09/2011) viene differito di due anni, al 07/10/2016,
il termine per l’assolvimento
degli adempimenti
- Cisterne sopra i i 9 metri cubi non
sono catalogate come cisterne
mobili
REVISIONE MACCHINE
AGRICOLE
vendita diretta
- Il decreto che dispone la revisione obbligatoria dovrà essere emanato entro e non oltre il
30/06/2015
- La revisione quindi partirà dal
31/12/2015 con precedenza
per le macchine immatricolate antecedentemente al
01/01/2009.
Sei un associato CIA e vuoi essere sempre
informato sulla possibilità di partecipare
a mercati e fiere?
Sempre più spesso CIA è invitata a partecipare a mercati, fiere e altre iniziative.
Al fine di diffondere gli inviti e le comunicazioni in modo efficace, stiamo raccogliendo gli indirizzi e-mail degli interessati alle iniziative di vendita diretta,
con l’obiettivo di creare una mailing list dedicata.
Invitiamo quindi tutti gli associati che desiderano essere coinvolti e informati
su questo tipo di eventi a contattare i nostri uffici, mandando una mail a
[email protected] o chiamando il numero di telefono 0461/1730452.
Formazione
CORSI IN PARTENZA
IN VAL DI SOLE
PIANTE OFFICINALI SPONTANEE E COLTIVATE: PERCORSO DI AVVICINAMENTO
Prima lezione: mercoledì 22 aprile 2015
Sede: parte teorica > Malè – presso Comunità della Val di Sole
in via IV Novembre 4
parte pratica > aziende dislocate nella Val di Sole
Durata: 30 ore
Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico
ISCRIZIONE ENTRO LUNEDì 13 APRILE 2015
L’ANTICA VIA DELLE MALGHE IN VAL DI SOLE - ESPERIENZE DI VALORIZZAZIONE
MULTIFUNZIONALE PER IL SETTORE
in collaborazione con Associazione per la tutela e valorizzazione malghe solandre
Prima lezione: venerdì 10 aprile 2015
Sede: lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche > Malè, via IV Novembre 4
c/o sede Comunità della Val di Sole
lezioni pratiche in laboratorio di cucina > Enaip Cusiano di Ossana
Durata: modulo > Valorizzazione dei prodotti di malga in cucina
(tot: 25 ore + 16 ore laboratorio di cucina)
modulo II > Valorizzazione multifunzionale per il settore delle malghe
(tot: 20 ore)
Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico
e laboratorio di cucina
ISCRIZIONE ENTRO MARTEDì 7 APRILE 2015
PER ISCRIVERSI è necessario compilare il modulo di iscrizione disponibile sul sito www.cia.tn.it e consegnarlo alla Confederazione Italiana
Agricoltori del Trentino in via Maccani 199 Trento ([email protected] -fax 0461 422259 – 0461 1738860 – tel. 0461 1730452) oppure al Gal
Val di Sole-Progetto Leader in via IV Novembre 4 Malè ([email protected] – fax 0463 903947 -tel. 0463 900004). A coloro che frequenteranno almeno il 75% delle ore di frequenza verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Inoltre...
CORSO DI FORMAZIONE OBBLIGATORIO IN MATERIA DI IGIENE E SICUREZZA
Rivolto ai dipendenti delle aziende agricole
che superano le 50 giornate lavorative annue
Corso base: 12 ore
Prima settimana di maggio
Per essere informato sugli obblighi e sulle date di realizzazione chiamaci allo 0461/1730452 o tieniti informato sul sito www.cia.tn.it!
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Donne in Campo
DONNE IN CAMPO E BÄUERINNEN
A CONFRONTO
d
esiderio di conoscere
altre realtà, voglia di
confrontarsi e convinzione dell’importanza
della collaborazione.
Questo lo spirito che ha caratterizzato
la trasferta del 5 marzo in Alto Adige
organizzata dalla nostra associazione
Donne in Campo Trentino, alla scoperta di alcune realtà imprenditoriali
locali, in collaborazione con Südtiroler Bäuerinnenorganisation. La trasferta ha rappresentato un momento
di vero confronto tra noi e le “cugine
altoatesine”, un mettersi alla prova
reciprocamente per valutare punti
di forza e criticità di entrambe. Una
trasmissione di conoscenze, senza
gelosie e invidie. Ci siamo sentite a
casa, anche se ospiti. Siamo due re-
Alla scoperta dell’Alto Adige
altà differenti, come numero di associate e come modalità organizzative,
ma ci accomuna il desiderio di migliorare continuamente, di voler essere
un vero supporto per le imprenditrici
agricole. Abbiamo ribadito l’impegno
a collaborare, convinte che insieme si
può fare meglio. Il prossimo impegno
che ci vedrà protagoniste è l’incontro
di maggio con le rappresentanti al
femminile delle diverse organizzazioni professionali italiane.
Momento della giornata insieme alla presidente e alla coordinatrice della Südtiroler Bäuerinnenorganisation
69° MOSTRA DELL’AGRICOLTURA
L
e iniziative del 2015 per
le Donne in Campo Trentino iniziano con il botto!
Una partecipazione che
ci ha visto protagoniste quella alla
69° Mostra dell’Agricoltura che si è
tenuta a Trento il 21 e 22 marzo. Un
evento che per tutti i Trentini rappresenta un appuntamento importante,
che coinvolge famiglie e persone di
tutte le età. Noi c’eravamo! Con la
determinazione e la voglia “di fare
cultura” che contraddistingue tutte
le nostre attività. In Mostra le nostre
eccellenze, su un treno che ha fatto viaggiare e scoprire a bambini e
adulti, quello che di buono e sano
ci dona il nostro territorio. Laboratori
didattici e ricreativi per conoscere le
nostre produzioni, per riprodurre a
Il treno dei sapori delle Donne in Campo
casa quello che impariamo giornalmente nei campi.
Attività informativa per far capire chi
siamo e come ci piacerebbe venisse
tutelato il territorio. Il treno continuerà
a viaggiare alla scoperta del Trentino
e delle nostre realtà imprenditoriali
per tutta l’estate...non mancate agli
appuntamenti delle Scampagnate in
fattoria e in città!
Il treno dei sapori delle Donne in Campo
26
e
t
a
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g
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a
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S ria e in città
o
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t
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Donne in Campo
-----
2015
Domenica 10 maggio
Domenica 16 agosto
AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA
CASTEL CAMPO
ANEGHE TANEGHE S.S.A.
Località S. Antonio 3 - S. Michele a/Adige
Tel. 0461.601912 - 349.3643002
E-mail: [email protected]
www.aneghetaneghe.com
www.facebook.com/aneghetaneghe
Località Castel Campo 8 - Fiavé
Tel. 0465.702020
E-mail: [email protected]
www.castelcampo.com
www.facebook.com/castelcampo
Domenica 21 giugno
Domenica 6 settembre
RIFUGIO S.A.T. CASAROTA
«LIVIO CIOLA»
Frazione Vanza - Trambileno
Tel. 340.4277864
E-mail: [email protected]
www.facebook.com/
almassarem.agricolturabiologica
Località Vignolana - Centa San Nicolò
Tel. 0464.783677
Cell. 348.0985560
E-mail: [email protected]
Domenica 5 luglio
Domenica 8 novembre
AZIENDA AGRICOLA
LAURA PONTALTI
PIEDICASTELLO TRENTO
SAN MARTINO
ampagnata
c
S
A PIEDICASTELLO
in cciittttàà
Località Ciroccolo - Cortesano di Meano
Tel. 348.4792089
E-mail: [email protected]
Domenica 26 luglio
ATTIVITÀ
Dalle 10.00 alle 17.00
giochi e laboratori per bambini e adulti
ad offerta libera, visita guidata tra le piante
e gli animali dell’azienda agricola
mercatino dalle terre delle Donne
in Campo sapori da gustare
Ristorazione e... spazi per il pranzo al sacco
LA FONTE AZIENDA AGRICOLA
BIOLOGICA E FATTORIA DIDATTICA
Località Gruim - Mezzomonte Folgaria
Tel. 0464.720041 - E-mail: [email protected]
www.la-fonte.org
www.facebook.com/lafontebio
Domenica 2 agosto
AGRITUR DALAIP DEI PAPE
Loc. Dalaibi - Tonadico
Tel. 328.8553477 - 329.6633490
E-mail: [email protected]
www.agriturdalaip.it
www.facebook.com/agriturdalaip
DONNE IN CAMPO TRENTINO
Via Maccani, 199 - 38121 Trento
tel 0461/1730452 - fax 0461/1738860
[email protected]
donneincampo.cia.tn.it
www.facebook.com/donneincampotrentino
27
STUDIO BI QUATTRO
AZIENDA AGRICOLA MASSAREM
Riuso in cucina
L’arte del riuso in cucina:
come valorizzare gli avanzi
A grande richiesta tornano le ricette di Agricoltura Trentina!
Quest’anno proporremo alcuni piatti creati a partire dai prodotti del territorio trentino. Particolare attenzione sarà data
all’arte del riuso in cucina, alla tradizione del recupero degli ingredienti e alla capacità di “fare economia” in cucina.
La BECA - vecchia ricetta trentin a
Ingredienti
2 uova
20 gr olio di semi
600 gr. Latte
350 gr. Farina
sale q.b.
1 cucchiaio zucchero per la copertura
¾ mele golden
Esecuzione
Frullare tutti gli ingredienti insieme in maniera che non si
formino grumi (si può fare a mano con un frustino o con robot da cucina o con bimbi 20 sec. Vel 4)
Ungere bene la placca del forno che deve essere abbastanza grande perchè la torta non deve risultare
troppo alta, versare il composto ottenuto (che sarà un po’ liquido).
Nel frattempo preparare il forno caldo a 200°
Ora mondare ed affettare le mele e metterle sopra l’impasto, su tutta la superficie, spargere sopra lo zucchero e a piacere qualche cucchiaio di olio
Cuocere per circa 40 minuti. È ottima tiepida!
AZIENDA AGRICOLA FORTI DARIO
Soc. Semplice Agricola
Via delle Ischie n. 23
Fraz. ROMAGNANO
38123 TRENTO
e-mail [email protected]
tel. 0461 349316
Per pubblicare la tua ricetta contattaci all'indirizzo: [email protected]
28
Edmund Mach
ANDREA SEGRÈ
NUOVO PRESIDENTE FEM
le a S. Michele.
La Fondazione Edmund Mach ha un
nuovo presidente. Lunedì 23 febbraio
la Giunta provinciale ha nominato Andrea Segrè - agronomo ed economista
di origine triestina ma da anni trapiantato a Bologna - alla guida di FEM.
Il presidente della Provincia Ugo Rossi
ha ricordato che la scelta tra i candidati è legata alla volontà di individuare
nel presidente della Fondazione una
figura capace di valorizzare il rapporto
tra mondo della ricerca e quello dello
sviluppo. Il curriculum di Andrea Segrè
è di tutto rispetto. È direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-
DUE MELE AL GIORNO
TOLGONO IL MEDICO DI TORNO
La mela è un frutto dalle straordinarie proprietà salutari, sia per quanto
riguarda la lotta al colesterolo sia per
altri tipi di patologie, come il tumore al
colon. Il convegno finale del progetto
AGER Melo, che si è tenuto giovedì 5
marzo tra la Cantina Rotari di Mezzocorona e gli spazi della Fondazione
Mach di San Michele, è servito a fare il
punto sulle più recenti scoperte scientifiche riguardanti le qualità della mela.
Al progetto, durato quattro anni e finanziato con 3 milioni da Fondazioni
Notizie
dalla Fondazione
Edmund Mach
DI SAN MICHELE ALL’ADIGE
a cura di Laura Galassi (Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach)
alimentari dell’Università di Bologna. È
fondatore e presidente di Last Minute
Market ed è presidente del comitato
scientifico del Fondo Parchi Agroalimentari italiani che porterà alla costituzione di F.I.CO-EatalyWorld Bologna.
“Il ruolo di FEM, con le sue quattro funzionalità riunite sotto lo stesso tetto, è
unico in Italia e forse anche nel mondo. La sfida che voglio intraprendere è quella di mantenere alto il valore
di questa realtà, dando sempre più
risposte concrete a chi lavora sul
campo”, sono state le prime parole
pronunciate dal presidente, che ha
assicurato una presenza settimana-
Seguici su fmach.it
e sui nostri social media!
bancarie, ha lavorato una task force di
ricercatori di quattro sedi universitarie
(Bologna, Milano, Padova, Udine) e
due istituti di ricerca (CReSO e Fondazione Mach). Tra le scoperte discusse
durante il convegno, la ricercatrice
della Fondazione Mach Francesca
Fava ha presentato in anteprima i
risultati di uno studio nutrizionale realizzato in collaborazione con l’Università di Reading (Regno Unito). Per
due mesi quaranta persone affette da
moderata ipercolesterolemia hanno
consumato due mele fresche al giorno (varietà Renetta Canada trentina). I
primi risultati dimostrano che il consu-
Facebook
www.facebook.com/
fondazionemach
Twitter
www.twitter.com/
fondazione_mach
29
Youtube
www.youtube.com/
fondazionemach
mo di due mele al giorno è in grado
di abbassare, in media del 3%, il colesterolo totale nel sangue, ed anche il
colesterolo LDL, in media del 4%.
La studiosa del Centro per la Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università
di Trento, Pamela Gatto, si è invece
soffermata sull’effetto dei polifenoli della mela su un modello cellulare
di carcinoma al colon. Lo studio ha
messo in evidenza l’attività di alcune
di queste molecole in grado di ridurre
la formazione di microtessuti tumorali
coltivati in vitro.
È PRIMAVERA,
ATTENZIONE AI POLLINI
Con la primavera iniziano le reazioni allergiche. Il Centro di monitoraggio aerobiologico della Fondazione
Mach anche quest’anno è impegnato nel prezioso lavoro sui pollini
dell’aria.
Nei soggetti sensibili le più precoci
reazioni allergiche sono già iniziate. I
pollini invernali di nocciolo, ontano e
Cupressacee hanno ripreso la diffusione già a inizio gennaio, mentre a
marzo sono cominciate le fioriture di
cipresso, tuja, tasso, betulla e carpino
nero. Le temute erbacee, tra le quali si
annoverano le ben note graminacee,
sono invece attese solo a primavera
inoltrata. Il Centro ha ripreso anche la
divulgazione dei bollettini consultabili attraverso diversi canali: il sito web
della Fondazione Mach (http://pollini.
iasma.it) e gli sms al 335 1019034,
Meteotrentino (0461 238939) o la
mail [email protected]. Le informazioni
sono disponibili anche via newsletter
iscrivendosi alla pagina www.fmach.
eu o nelle farmacie.
Inoltre è possibile scaricare gratuitamente l’applicazione TreC_Lab
Pollini per Android, elaborata dagli
esperti di FEM e di FBK, che permette di ricevere notifiche personalizzate
e consultare le informazioni relative
ai pollini in atmosfera.
Pinterest
www.pinterest.com/
fondazionemach
Linkedin
www.linkedin.com/company/
fondazione-edmund-mach
Google+
http://bit.ly/100AuHx
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nelle valli giudicarie Tel. 3477781432
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n°4, aprile 2015