Veci e Bocia - 1
Marzo 2006
PERIODICO DELLA SEZIONE DI MILANO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
Direzione: Via V. Monti, 36 - 20123 Milano - Tel. 02 48519720 - Fax 02 48025928
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Anno 54 - Numero 1 - Marzo 2006
Spedizione in a. p. art.2 comma 20/C legge 662/96 Filiale di Milano - C.c. postale 38521209
La S
tale per i Caduti
S.. Messa di Na
Natale
Ecco la breve cronaca di una giornata davvero bella. Domenica 18 dicembre
eravamo in tanti nel centro di Milano per la tradizionale S. Messa in ricordo
dei Caduti, nota come la S. Messa di Natale della nostra Sezione.
La Madonnina, splendente in cima al Duomo, ha davvero sorriso a tutti gli
alpini in una splendida e fredda giornata invernale. C’è stata una grande e
significativa partecipazione con 52 Vessilli, 223 Gagliardetti e migliaia di
alpini. Importante la rappresentanza delle istituzioni civili: erano presenti il
Gonfalone della Regione Lombardia, quello della Provincia di Milano e 37
Gonfaloni comunali (29 di Comuni sede di nostri Gruppi e 8 di altri che hanno
voluto comunque essere presenti). E importante e gradita è stata la presenza
degli alpini in armi con il Comandante delle Truppe alpine gen. Ivan Felice
Resce, il comandante della Scuola militare alpina gen. Finocchio, il col.
Biagini della Taurinense e il col. Romitelli della Julia. Il servizio d’onore è
stato reso da un picchetto armato e dalla Fanfara della Brigata Taurinense.
Dopo gli onori al Labaro scortato dal Presidente Perona e dal Consiglio
Direttivo Nazionale, siamo entrati in Duomo per la S. Messa celebrata dal
Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi accompagnata dal Coro della Sezione. Al termine dell’orazione ufficiale di Nelson Cenci, dei saluti di rito delle
autorità, e degli onori alla Bandiera, il corteo che ci ha portati al Sacrario in
S. Ambrogio per il toccante momento del ricordo e dell’onore ai Caduti.
Ringraziamo da queste pagine tutti gli intervenuti e in particolare il Servizio
d’Ordine sezionale per l’ottimo lavoro svolto nel dirigere le migliaia di alpini
lungo il percorso.
Da qualche settimana attendevo con
trepidazione questo giorno.
Non sapevo con precisione cosa fosse ma sentivo che sarebbe stata una
bellissima novità. Stavo già bene al
pensarci e cercavo di interrompere i
faticosi momenti del lavoro per anticiparmi quegli attimi di gioia.
Alle otto e trenta del mattino vedevo i
primi bellissimi cappelli con le penne
nere in fondo alla Galleria Vittorio Emanuele. Infilavo allora in testa il mio cappello e in quel preciso momento mi accorgevo che stavo entrando nella nuvoletta bianca che Dio riserva agli Alpini in queste bellissime occasioni.
La nuvoletta bianca abbracciava tutta
Piazza del Duomo, dove gli Alpini erano già numerosi.
Rivedevo gli sguardi sereni dei miei
compagni del 39° AUC e le mie scarpe
non toccavano più terra.
In questa atmosfera rarefatta, formata
da un silenzio gioioso, gli Alpini ascoltavano la S. Messa in Duomo.
(di Lodovico Dotti, segue a pag.6)
Assemblea sezionale 2006
Il verbale dell’Assemblea
Il giorno 12 Marzo 2006, a seguito di regolare convocazione, si è riunita in seconda convocazione alle ore 9.30, essendo andata deserta la prima convocazione
delle ore 8 nello stesso giorno e luogo, presso l’Aula Magna dell’Istituto Nazionale Tumori, in Milano via Venezian 1, per discutere e deliberare sul seguente
ORDINE DEL GIORNO:
1. Nomina del presidente dell’Assemblea e verifica dei poteri
2. Nomina del Segretario dell’Assemblea e di 3 scrutatori
3. Approvazione del verbale della seduta precedente
4. Consegna del riconoscimento a Soci con cinquant’anni di comprovata iscrizione all’ANA
5. Relazione morale del Presidente Sezionale sulle attività della Sezione nell’an
no 2005
6. Discussione ed approvazione della relazione morale
7. Approvazione del rendiconto 2005 e del bilancio preventivo 2006
8. Autorizzazione al Consiglio Direttivo Sezionale a stabilire la quota sociale
per il 2007
9. Elezione delle cariche sezionali per il biennio 2006/07 e dei delegati alla As
semblea nazionale per il 2006.
In aula sono presenti in proprio 231
soci portatori di 347 deleghe per un
totale di 578 soci.
Si procede quindi allo svolgimento dei
punti all’o.d.g.
Punti 1 e 2
Il Presidente sezionale Giorgio Urbinati
invita i presenti, prima di ogni altra attività, a rendere omaggio alla Bandiera. Propone quindi di nominare Presidente dell’Assemblea Giuseppe
Parazzini, che viene nominato per acclamazione e subito dietro sua proposta viene cantato il “Trentatrè”.
Dopodiché il Presidente, constatata la
validità dell’Assemblea a termini di regolamento, propone di nominare Segretario Luigi De Melgazzi e Vice Segretario Andrea Gorgoglione, nonché
Scrutatori Antonio Liuzzi, Franco
Magnoni e Pierluigi Pizzoccaro, che
vengono ugualmente nominati per acclamazione.
(Segue a pag.2)
Pr
ossimi impe
gni se
zionali
Prossimi
impegni
sezionali
LA FESTA SEZIONALE DI PRIMAVERA
È FISSATA PER I GIORNI 20 E 21 MAGGIO
IL RADUNO A PONTESELVA
SI TERRÀ DOMENICA 11 GIUGNO:
non perdetevi l’opportunità di trascorrere
una giornata in montagna in compagnia di amici!
IL 18 GIUGNO A LACCHIARELLA CI SARÀ LA PREMIAZIONE
DEL 15° CONCORSO LETTERARIO, preceduta da un incontro in cui parleremo di tecnica delle fotografie nei notiziari.
Dal Direttore
Abbiamo voluto parlare della Santa
Messa in Duomo riassumendo in poche righe la cronaca e lasciando spazio ad alcune testimonianze di partecipazione che evidenziano come le manifestazioni dell’Associazione siano
delle opportunità per poter esprimere
qualcosa di importante e significativo.
Senza queste opportunità, che noi costruiamo con la nostra caparbietà nel
voler ribadire i nostri valori, e che sono
realizzate grazie alla dedizione dei tanti
soci che lavorano alla loro organizzazione e buona riuscita, non potremo
provare emozioni come quelle che descriviamo in queste pagine semplicemente perché queste belle manifestazioni di alpinità non ci sarebbero.
L’Associazione e la nostra Sezione forniscono tante opportunità. Nei prossimi mesi abbiamo in calendario momenti importanti per ribadire i valori in
cui crediamo e che saranno anche belle occasioni per stare insieme, come la
partecipazione all’Adunata nazionale,
ma anche la Festa sezionale di Primavera e il raduno di Ponte Selva.
Stiamo già lavorando molto per far riuscire al meglio queste giornate e la
grande partecipazione alla Santa Messa in Duomo del 18 dicembre conforta
i nostri sforzi e ci infonde ottimismo.
La speranza che ci anima è che sempre
più soci comprendano l’importanza
delle opportunità che stiamo costruendo insieme e partecipino alle iniziative
sezionali, condividendo il piacere di
stare e lavorare insieme.
Gianni Papa
Marzo 2006
2 - Veci e Bocia
ASSEMBLEA SEZIONALE
(Segue da pag.1)
Il verbale dell’Assemblea
Punto 3
Il Presidente propone di dare per letto
il verbale della precedente Assemblea
sezionale del 27 febbraio 2005, portato
a suo tempo a conoscenza dei soci
mediante pubblicazione sul notiziario
sezionale “Veci e Bocia”, e ne chiede
l’approvazione: i presenti approvano
all’unanimità.
Punto 4
Riprende la parola il Presidente sezionale Urbinati che procede a consegnare
i riconoscimenti ai seguenti soci:
- soci ex combattenti nella II Guerra
Mondiale ai quali vengono consegnati gli attestati della Sede Nazionale:
Edoardo Amman, Dario Antico,
Spartaco Arnaboldi, Emilio Agostinis,
Giosuè Besozzi, Giuseppe Bo, Pietro
Bolzan, Luigi Bressan, Giuseppe Castelli, Agostino Chioatto, Giulio
Consonni, Giuseppe Coppadoro, Giovanni Crestetto, Gianbattista Crosta,
Luigi Cucciati, Vittorio Del Vecchio,
Giuseppe Faroldi, Gaetano Felici, Franco Fiocca, Gianbattista Foglia, Pietro
Galeone, Sergio Galleani, Fulvio
Garofalo, Giangiacomo Gerli, Luciano
Lott, Vittorio Lucchesi, Franco Filippo
Marchetti, Antonio Marzotto Coatorta,
Luigi Mazzini, Franco Mazzucchi,
Trento Ortelli, Pier Maria Pasolini Dall'Onda, Gianfranco Pellegrini, Sergio
Pivetta, Orlando Porfiri, Rolando
Prada, Ferdinando Puddu, Giovanni
Rapelli, Edgardo Rosenthal, Mario Supino, Renzo Temporale, Talisio
Tirinnanzi, Carlo Travaglio, Gianfranco
Vismara, Ubaldo Vittori, Luciano Volla,
Umberto Pasini.
Viene letto il messaggio di saluto del
socio Ernesto Fermi che non può essere presente; viene dato il riconoscimento alla Memoria ai famigliari del
socio Carlo Pittoni;
- soci ottantenni ai quali vengono consegnati gli attestati della Sezione:
Emilio Agostinis, Spartaco Arnaboldi,
Giuseppe Bo, Luigi Cucciati, Giuseppe Faroldi, Ausilio Felcher, Fulvio
Garofalo, Giulio Giambelli, Noè Negrini,
Umberto Pasini, Ennio Serio, Anselmo
Vanzin.
- soci con 50 anni di anzianità di iscrizione all’A.N.A ai quali vengono consegnate le medaglie sezionali:
Giancarlo Beretta, Rino Bin, Pietro
Bolzan, Mario Casiraghi, Luigi Corti,
Pietro Fabbris, Giancarlo Galvani, Pietro Mondellini, Carlo Savi, Francesco
Tonelli, Gian Emilio Vimercati;
- riconoscimento sezionale ad Angelo Greppi per gli anni di impegno nella
Protezione Civile presso la Sede Nazionale.
Lunghi e calorosi applausi accompagnano la consegna degli attestati e
delle medaglie da parte del Presidente
Giorgio Urbinati.
Punto 5
Il Presidente sezionale Giorgio Urbinati
dopo aver ringraziato i soci iscritti da
più di 50 anni, in particolare Bruno
Anselmi (iscritto dal 1928), Gaudenzio
Maestrone (1931), Ubaldo Vittori
(1932), Giovanni Baietta (1935), Antonio Rezia (1936), nonché i Donatori di
Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori che hanno permesso l’utilizzo
della sala, dà lettura della Relazione
Morale, il cui testo integrale viene allegato come parte integrante al presente verbale e che verrà anche pubblicato sul giornale sezionale “Veci e Bocia”.
Un lungo e caloroso applauso sottolinea il termine della relazione morale.
Punto 6 e 7
Il Presidente dell’Assemblea propone
di accorpare la discussione ed approvazione della relazione economico/finanziaria con la discussione della Relazione Morale e precisa, anche su richiesta di Bernabei, che avverranno
comunque due votazioni distinte.
Il Presidente chiede al Segretario della
Sezione Borella di illustrare il rendiconto economico/finanziario, fornendo
inoltre spiegazioni e chiarimenti.
Dopodiché, su invito del Presidente
dell'Assemblea, si procede con i seguenti interventi:
Boffi - Limbiate
Chiede di verificare lo stato
dell’adeguamento alle norme di tutela
della privacy soprattutto in riferimento alla possibile diffusione dei dati degli iscritti in concomitanza con le prossime elezioni politiche, sottolineando
l’apartiticità dell’Associazione.
Barberi Carlo – Paderno Dugnano
Chiede di chiarire quale percorso seguono gli articoli scritti per i periodici
nazionale e sezionale, dato che non ha
più notizie di un suo scritto.
Sottolinea inoltre che gli pare che le
iniziative per i giovani soci stiano andando scemando di entusiasmo.
Serao – Cassano d’Adda
Auspica il coinvolgimento della Sezione alle manifestazioni per il 135° della
fondazione delle Truppe Alpine da tenersi a Cassano d’Adda nel 2007.
Maggioni – San Vittore Olona
Fa un richiamo a tutti i Gruppi affinché
le attività siano sempre studiate tenendo conto della natura dell’A.N.A. quale
Associazione Combattentistica e d’Arma, contenendo le iniziative di tipo
solo conviviale, ricreativo o comunque
non in linea con gli scopi associativi.
Crose - Lainate
Chiede di dare maggiore visibilità alle
feste annuali della “Ciliegiata” e della
“Castagnata”, aumentandone lo spazio degli stands.
Luciani – Limito, Pioltello, Segrate
Ricordando l’importanza dell’impegno
dei Capigruppo, ribadisce il diritto di
ogni associato di esprimere le proprie
opinioni, ma anche il dovere di eseguire le disposizioni associative.
Critica comunque la necessità di dotare gli alpini sezionali di camicie uguali
da usare per la sfilata dell’Adunata ed
esprime la speranza che non vi siano
discriminazioni per chi non porta tale
abbigliamento.
Grigolato - Lainate
Relaziona brevemente sull’attività dei
giovani auspicata dalla Sede Nazionale e, rispondendo anche al socio
Barberi, ribadisce che nessun conflitto debba nascere con i capigruppo,
con i quali cerca solo collaborazione.
Lamenta il mancato invio di nominativi dei giovani dei Gruppi.
Papa - Magenta
Ribadisce l’importanza che la Sezione
faccia opera di informazione sull’attività, ma anche che i soci comunichino
fra di loro e partecipino all'attività.
Carraro - Bresso
In merito all’attività del Gruppi Sportivi Alpini, ribadisce che il logo A.N.A.
va sempre usato in tutte le loro manifestazioni. Ritiene inoltre un po’ scarsa l’affluenza dei soci all’assemblea.
***
Il Presidente sezionale Urbinati a questo punto risponde a tutti gli interventi. In particolare afferma:
- che i dati degli iscritti non sono mai
stati diffusi, nè lo saranno, ad alcuno
per usi estranei a quelli associativi;
- che la Sezione collaborerà con il gruppo di Cassano per la commemorazione
della fondazione delle Truppe Alpine
nel 2007;
- che le attività conviviali dei Gruppi
servono anche a finanziarli; occorre
comunque che non ci si dimentichi
degli scopi dell’associazione;
- che per le feste di Milano è stato più
volte richiesto al Comune l’ampliamento delle aree ma che finora non è mai
stato concesso;
- ribadisce l’importanza del rispetto
della gerarchia associativa nonchè
della camicia d’ordinanza per l’Adunata escludendo comunque discriminazioni per chi non la indosserà.
- invita i Gruppi a sollecitare eventuali
informazioni alla sezione ed a trasmettere i nominativi dei giovani iscritti;
- ribadisce infine l'obbligo di utilizzare
il logo A.N.A. per l'attività sportiva e
non solo.
Si prosegue poi con i seguenti interventi degli associati:
Vincenti – Milano Centro
Si chiede cosa la Sezione faccia per
coinvolgere ed aumentare il numero dei
soci. Propone, per l’anno prossimo, di
far intervenire all’Assemblea tutti i
gagliardetti debitamente scortati e propone la presenza di un Tricolore di dimensioni maggiori.
Gandini – Cinisello Balsamo
Si complimenta per la vivacità dell’assemblea, informa sui tentativi di costituzione del coro di Cinisello e ricorda
la possibilità di destinare il 5 per mille
dell’Irpef alla Fondazione onlus
dell’ANA.
Orlandini - Arese
Riferisce sull’inaugurazione della sede
del gruppo di Arese e dell’intitolazione
della stessa a Peppino Prisco.
Presutti – Paderno Dugnano
Ringrazia il Presidente sezionale e tutti
gli organi direttivi della sezione per l’attività svolta.
Bernabei – Milano Centro
Invita la sezione a diffondere la cultura della donazione del sangue.
Marchesi – Milano Centro
Ringrazia dello spazio dato agli inter-
Veci e Bocia - 3
Marzo 2006
ASSEMBLEA SEZIONALE
venti, ricorda l’impegno necessario ai
membri dei cori per le prove, invita tutti a partecipare al concerto in onore di
Don Carlo Gnocchi presso il Conservatorio di Milano
Ponti – Sesto San Giovanni
Chiede di predisporre una tessera con
scritte meno penalizzanti per i soci c.d.
“aggregati” o “amici”, invita a usare
moderazione nell’organizzare le attività ludiche e sollecita l’uso della parola
“alpini” per esteso in luogo delle dizioni abbreviate quali A.N.A., G.S.A.
Branduardi - Lacchiarella
Ringrazia il Presidente Urbinati e altri
per l’aiuto dato al gruppo di
Lacchiarella; chiarisce che i “giovani
alpini” sono gli iscritti che non hanno
compiuto il quarantesimo anno di età;
invita i capigruppo alla collaborazione
con l’attività dei giovani alpini.
Bighellini - Limbiate
Sottolinea l’utilità di portare gli
attendamenti fuori dal centro cittadino in occasione delle adunate nazionali.
***
Il Presidente Urbinati, rispondendo
agli interventi:
- si impegna a trovare un grande Tricolore per l’assemblea dell’anno prossimo e a promuovere la presenza dei
gagliardetti di tutti i Gruppi della Sezione;
- invita i cori ad un maggior impegno
soprattutto organizzativo;
- ringrazia tutti i collaboratori della Sezione;
- invita un maggior uso dei mezzi di
comunicazione informatici in particolare per l’attività dei giovani;
- ribadisce l’importanza di meglio disciplinare il rapporto con gli “Amici
degli Alpini”.
Al termine si procede all’approvazione della Relazione Morale con votazione per alzata di mano e l’Assemblea
all’unanimità approva la Relazione.
Di seguito si procede all’approvazione del Rendiconto economico/finanziario con votazione per alzata di mano,
e l’Assemblea all’unanimità approva.
Punto 8
Il Presidente Urbinati propone che venga data delega al Consiglio Direttivo
Sezionale di stabilire la quota associativa per il 2007.
La proposta, per alzata di mano, viene
approvata all’unanimità.
A questo punto viene data la parola a
Michele Casini, Tesoriere Nazionale,
che illustra le modalità per destinare il
5 per mille delle imposte per l’anno 2005
alla Fondazione ANA Onlus.
Punto 9
Si procede infine alle operazioni di votazione per le cariche sezionali ed il
Presidente dell’Assemblea Giuseppe
Parazzini dichiara chiusa la seduta alle
ore 12,25.
Il Presidente dell’Assemblea
Giuseppe Parazzini
I Segretari
Luigi De Melgazzi
Andrea Gorgoglione
La rrelazione
elazione mor
ale del Pr
esidente
morale
Presidente
Anche quest’anno la relazione del Presidente relativa ai Gruppi non è stata letta in Assemblea, proseguendo nella scia
degli ultimi due anni, nell’intento di lasciare ai Soci convenuti all’Assemblea quanto più spazio possibile per esprimere la propria opinione. Anche in “Veci e Bocia” abbiamo adottato lo stesso criterio: la relazione sui Gruppi verrà
consegnata ai capigruppo, che provvederanno a darne conoscenza ai soci.
Cari Alpini ed Amici degli Alpini, dopo
aver reso il doveroso saluto alla nostra Bandiera iniziamo l’annuale Assemblea.
Quest’anno ricorre il 60° dalla fine del
secondo conflitto mondiale e la sede
Nazionale ha deliberato un giusto riconoscimento a tutti i nostri Soci che,
al rientro in Patria, hanno avuto la forza e la determinazione di far rinascere
le nostra amata Associazione dalle ceneri di una guerra cruenta e disumana,
perché conclusa con una lotta
fratricida, per cui pregherei il nostro
socio Consigliere nazionale Michele
Casini di aiutarmi nella consegna dei
diplomi ai nostri soci.
(Èpresente in Assemblea buona parte del centinaio di titolari dei diplomi, che ritirano la loro copia )
Anche la nostra Sezione ha deliberato
di ringraziare i nostri soci, che con il
loro esempio hanno tracciato il sentiero che stiamo seguendo ancora oggi,
per cui chiederei la collaborazione dei
nostri Presidenti presenti per la consegna delle pergamene ai soci della
Sezione della classe 1925: Emilio
Agostinis, Spartaco Arnaboldi, Giuseppe Bo, Luigi Cucciati, Giuseppe Faroldi,
Ausilio Felcher, Fulvio Garofalo, Giulio
Giambelli, Noè Negrini, Umberto Pasini,
Ennio Serio, Anselmo Vanzin.
(Vengono consegnati i diplomi)
Nella nostra Sezione è tradizione di
dare un riconoscimento anche ai Soci
iscritti alla Sezione da 50 anni per cui
chiamerò: Giancarlo Beretta , Rino Bin,
Pietro Bolzan, Mario Casiraghi, Pierino
Cazzaniga, Paolo Comi, Luigi Corti, Pietro Fabbris, Giancarlo Galvani, Pietro
Mondellini, Carlo Savi, Francesco
Tonelli, Gian Emilio Vimercati.
(Vengono consegnate le medaglie)
Abbiamo anche soci che sono iscritti
alla nostra Sezione da ancora più anni
e per loro vi chiedo un applauso perché penso che sia l’unica maniera tangibile per dimostrare la nostra riconoscenza ed il nostro affetto :
Bruno Anselmi, iscritto dal 1928-78 anni
Gaudenzo Maestrone, dal 1931 - 74
Baldo Vittori
dal 1932 - 73
Giovanni Baietta
dal 1935 - 71
Antonio Rezia
dal 1936 - 70 anni
Sono più di settant’anni di affetto per
la nostra Sezione! Grazie, grazie per
tutto quello che avete dato.
Oggi debbo anche ringraziare Marcello
Buzzi, socio della Sezione di Monza,
che ha accompagnato il nostro socio
Angelo Greppi all’Assemblea.
È la prima volta, dopo svariati lustri,
che Angelo è presente senza dover rimanere collegato con la base della P.C.
Nazionale, perché dopo tanti anni ha
lasciato lo zaino a terra e noi dobbiamo ringraziarlo per essere sempre stato il nostro rappresentante in Sede nazionale nell’ambito della Protezione Civile. È stato un punto di riferimento
per tutta l’Associazione e per noi tutti.
La sua dedizione è e resterà sempre un
esempio per ognuno.
Grazie ancora, Angelo, a nome della
Sezione tutta.
Ora che abbiamo ottemperato con il
momento più carico d’affetto, iniziamo
l’Assemblea ed cominciamo ringraziando il dott. Dalcompare che ha permesso ancora una volta che la nostra riunione si svolga in questa sala molto
importante per la storia della nostra Sezione. Ringraziamo anche il dott.
Ravagnini che dimostra una volta in
più l’affetto che l’Istituto nutre nei
nostri confronti.
Ho voluto iniziare ringraziando i
“veci”, primo perché lo meritano e secondo perché se la nostra Sezione ha
un futuro, come ho detto l’anno scorso, lo dobbiamo soprattutto a loro.
Vedere i “bocia” seguire ancor oggi le
orme dei padri è garanzia che la nostra
Associazione ha ancora molto da fare
e da insegnare in questo mondo individualista, freddo e spesso senza sentimenti.
Loro hanno già dato, noi stiamo dando e si vedono all’orizzonte i nostri
…pezzi di ricambio.
La Sede nazionale, le Sezioni ed i Gruppi tutti vedono nei nostri giovani un
futuro solido che ci permette di guardare avanti con fiducia, perché il loro
modo di agire è simile a quello che è
stato il modo di agire da quando è nata
la nostra Associazione.
I “bocia” dimostrano di rispettare i
“veci” e anche noi non possiamo non
commemorare gli Alpini e gli Amici
degli Alpini che sono andati avanti
nello scorso anno con un minuto di
silenzio:
Carlo Benincori
Gianluigi Cattaneo
All’Assemblea non
ha voluto mancare
BrunoAnselmi, il decano della Sezione.
Giunto in carrozzella, ha fieramente
porto il suo saluto
alla Bandiera, accolto dallo scrosciante applauso dell’Assemblea, che
ha tributato al suo
Vecio una vera e
propria “standing
ovation”.
Roberto Galliena
Carlo Pittoni
Enrico Pulini
Mario Supino
Celso Zibardi
della sede sezionale;
Giorgio Aleri Brotini
Armando De Poli
Luigi Erb
Antonio Gobbi
Emilio Pranzetti
Luciano Zeni
del Gruppo di Abbiategrasso;
Carlo Colombo, CapoGruppo
del Gruppo di Arconate;
Ernesto Bosari
del Gruppo di Bollate;
Luigi Tavecchio
del Gruppo di Bresso;
Gianbattista Averone
del Gruppo di Castano Primo;
Romano Brunello, Consigliere e Coordinatore di “Veci e bocia”
del Gruppo di Cernusco S/ N;
Leontino Azzolin,colonna portante
della nostra P.C.
Giovanni Battista De Santa
del Gruppo di Cesano Maderno;
Antonio Baggio
del Gruppo di Cinisello Balsamo;
Stefano Anelli
del Gruppo di Corsico;
Giovanni Gilardoni
del Gruppo di Giussano;
Luigi Granata
del Gruppo di Lacchiarella;
Pietro Proverbio
del Gruppo di Lainate;
Carlo Mario Colombo
Mario Magni
del Gruppo di Legnano;
Luigi Crippa
Roberto Locatelli
Costantino Spagnolo
del Gruppo di Limito-Piolt.-Segr.;
Gerolamo Zuccalà
del Gruppo di Lodi;
Gianfranco Biasia, per più di 30 anni
colonna SdO nazionale e sezionale
Mario Ercolini
del Gruppo di Milano Centro;
Giuseppe Cazzaniga, CapoGruppo
Fausto Beretta
Pierino Cazzaniga
Vittorio Mottadelli
del Gruppo di Missaglia;
Marzo 2006
4 - Veci e Bocia
ASSEMBLEA SEZIONALE
Paolo Rischitelli
del Gruppo di Paderno Dugnano;
Mario Magni
Bartolo Sorini
del Gruppo di Rho;
Stefano Fumagalli
del Gruppo di Rozzano;
Angelo Deu
del Gruppo di San Vittore Olona;
Luigi Colombo, già Presidente sezionale
Giovanni Sacchi
del Gruppo di Sesto San Giovanni;
Ferruccio Bacchiet, già CapoGruppo
del Gruppo di Vaprio d’Adda;
Tutti i Caduti nell’adempimento del
loro dovere, in armi e non.
(Minuto di silenzio)
Considerazioni
L’anno appena concluso è stato un
anno molto importante per noi Alpini e
per il mondo intero e non solo per la
morte del Santo Padre che ha lasciato
un gran vuoto in tutti i cuori delle persone per bene, al di là della loro fede
religiosa, ma per quella mancanza di
certezze che segnano il nostro cammino quotidiano.
Per nostra fortuna il nostro Essere alpino ci permette di Credere, aver fiducia nel nostro futuro perché le nostre
certezze nessuno le può intaccare.
Basta vedere la conclusione prematura della leva non è riuscita ad intaccare
le nostre speranze; infatti la prima risposta è stata il rigenerare una nuova
Sezione (81a Sezione, intervenuta alla
S.Messa di Natale) e nelle Sezioni limitrofe sono nati nuovi Gruppi.
La nostra stessa Sezione potrebbe veder nascere nuovi Gruppi, se solo lo
volessimo.
Potrei riportare i commenti sui teatri
internazionali, perché nonostante tutte le parole… sprecate… la situazione
internazionale non ha fatto molti passi
avanti e questo purtroppo non è un
bel vedere. Stare fermi è negativo; è
invece molto positivo il nostro avanzare continuo.
Quello che in mano agli Alpini si sviluppa, in mano agli altri si ferma, va nel
dimenticatoio – tipo… caserma in Lombardia…- Chissa come mai! Forse perché a noi interessano soprattutto i risultati più delle parole!
Gli Organi sezionali
La nostra struttura, nonostante la non
sempre proficua collaborazione della
Base, continua a migliorare ogni giorno che passa ed è sempre un riferimento
per chiunque chieda collaborazione. Sono veramente una squadra vincente. Vorrei ringraziarli
uno per uno, però preferisco ringraziare uno per tutti.
Grazie Giuseppe per la fattiva collaborazione del tuo Gruppo, sei
riuscito a farne un unico corpo .
Con questa squadra è facile fare
il Presidente perché non vengono mai portati i problemi, ma solo
le varie soluzioni alternative ai
problemi stessi.
Quello che forse è mancato fa
parte della struttura istituzionale della Sezione, e sto parlando
del Consiglio che potrebbe e dovrebbe fare di più e sicuramente
con il 2006 non possiamo fare altro che migliorare.
Anche le nespole maturano col tempo
per cui, dal Presidente all’ultimo Consigliere, abbiamo molto spazio per migliorare e sicuramente, anche con la
vostra collaborazione, i risultati arriveranno.
Debbo ringraziare i Consiglieri Donelli,
Ferro e Noè, che cesseranno di collaborare con il Consiglio Sezionale, anche se hanno tutti preso l’impegno di
continuare la loro opera, sia pure come
soci semplici dei vari Gruppi.
Grazie ancora.
Ai nuovi candidati, di già un ringraziamento per la loro disponibilità a dare
una mano fattiva alla nostra Sezione.
Negli organi sezionali fanno parte di
diritto anche la nostra Stampa e il nostro sito Internet.
Tutti i notiziari che continuano a diffondere le nostre idee va un grazie particolare perché si stanno veramente
impegnando con sempre maggior professionalità a creare prodotti sempre
più validi e migliori.
Dei siti Internet che dire. Dal nostro,
sempre aggiornato, a quelli di Gessate
e di Legnano, stiamo facendo concorrenza quasi a quello nazionale.
Però essendo in un mondo in continuo sviluppo non dobbiamo fermarci
soddisfatti dei risultati fino ad ora ottenuti, dobbiamo …soddisfatti… continuare sempre con maggior impegno
a collaborare per migliorare ulteriormente; abbiamo bisogno di nuove idee
e nuovi collaboratori per rendere i nostri mezzi di informazione e se prendete contatto con Papa o Rodeghiero troverete sicuramente la massima apertura a chi vuol dare una mano.
Le attività sezionali
Cori
Tutti i Cori sono sempre più validi e
conosciuti sia sul territorio che nelle
varie organizzazioni meno che in quelle sezionali.
Spiace sapere di avere tanti Cori e poi
all’Adunata ci sono più interessi personali che Associativi. Non si può pensare di avervi tutti in sfilata, ma sarebbe bello trovarci insieme all’attendamento della Sezione per improvvisare
quattro cante in allegria tutti insieme.
Non penso che sia un’idea così sbagliata, abbiamo visto il coro CAI a Parma l’accoglienza che ha avuto!
Invece vediamo manifesti di nostri Cori
ANA senza il logo dell’Associazione
o con dati non esatti della nostra Se-
zione. Non è una bella immagine!
Siete bravi come coristi, ma bisogna
migliorare il dialogo con la Sezione che
ha l’obbligo di dare collaborazione
quando viene richiesta e... aspetta solo
vostre richieste.
Servizio d’Ordine
È oramai un gruppo compatto che con
il nuovo capo sta migliorando, anche
se già non sono stato capace di muovere osservazioni quando nel corso
dell’ultima Santa Messa Prisco han saputo gestire 52 vessilli, 225 gagliardetti
e 37 gonfaloni vari; però si dice sempre che bisogna migliorare.
Mi risulta che il SdO nazionale chiederà la nostra esperienza; in poche parole anche in questo siamo un punto di
riferimento.
Mi mancano un pò di giovani nel Servizio per essere soddisfatto, i Gruppi
dovrebbero farci un pensierino.
Protezione Civile
Che dire che non è già stato detto. Grazie Roberto! Quello che state facendo
alla base logistica di Cesano Maderno
è molto valido, pur se farti scrivere qualcosa al riguardo è sempre molto difficile. Comunque la cosa sta migliorando; un grazie va al nuovo segretario
che sta tentando, con buoni risultati,
di diffondere un po’ più informazioni.
I nostri programmi sono sempre importanti e gestiti con professionalità e
molta disponibilità. L’organizzazione
operativa è molto valida sul campo.
Il senso di collaborazione con la Sezione è molto alto e di questo debbo
ringraziarti con tutti quelli “di o del ferro” che hanno fatto un gesto veramente importante per tutti noi.
Donatori di sangue
Questo è un problema che dobbiamo
affrontare seriamente perché, se è vero
che il Gruppo Donatori Istituto non è
più molto attivo, ho scoperto che esistono diverse realtà il cui risultato è
uguale.
Infatti ci sono molti nostri donatori
presso altri Ospedali o strutture simili,
tipo AVIS, però dovremmo riuscire a
quantificare il tutto perché bisogna comunque dare massimo risalto alla Donazione come Donazione e non come
struttura dove si dona, ma diffondere
l’idea è importante.
Solidarietà
Che dire. Tutti i Gruppi hanno fatto
tanto e bene, e soprattutto continuano a fare.
Abbiamo raccolto fondi, acquistato
attrezzature varie (da apparec-chiature
mediche molto
sofisticate
alle…barche) e la
gente crede in
noi. Basta vedere
quante Associazioni chiedono la
nostra collaborazione, quanti Comuni si appoggiano sugli Alpini,
quanti Enti cercano una spalla da
noi perché sanno
che i nostri impegni
vengono
sempre portati fino in fondo.
Anche i Cori in questo settore sono
stupendi, allietano persone bisognose non solo di cure ma anche d’affetto
e i Cori in questo sono molto bravi.
Manifestazioni sezionali e non
Il nostro Vessillo è stato presente in
quasi tutte le manifestazioni del nostro
Raggruppamento ed a tutte quelle nazionali.
Per quanto concerne le manifestazione sezionali ci siamo veramente difesi
egregiamente, ad incominciare dall’Adunata Nazionale di Parma dove
l’attendamento sezionale per merito
della Segreteria e di VOI tutti è stato
veramente al di sopra di ogni aspettativa. Grazie a tutti veramente di cuore.
Grazie.
Anche nelle altre manifestazioni Sezionali la tendenza ad avere piacere di ritrovarsi tutti insieme sta crescendo a
vista d’occhio.
Pensate: Ponte Selva ha quasi duplicato le presenze negli ultimi 2 anni e la
speranza è che, se ognuno porta un
amico in più, si possa ricreare quello
che è stato per anni.
Voi vedrete il bilancio della Sezione, ed
anche qui operando tutti insieme si
fanno i risultati. Un grazie a tutti quelli
che hanno dato la loro disponibilità per
lavorare alle feste sezionali ed un grazie anche a chi non potendo lavorare è
intervenuto solo per la gioia di stare
assieme agli Amici.
Parlando di stare assieme in allegria,
un grazie particolare al Gruppo di
Vigevano che ha allietato la compagnia
con musiche e canti.
Però un grazie, da parte mia e del Consiglio, va a tutti quelli che sono sul
campo, perchè quello che stanno facendo è veramente stupendo.
Non potete immaginare la soddisfazione che abbiamo ogni volta che un
estraneo parla di noi con parole cariche d’affetto, di ammirazione e, sotto
sotto, un poco di invidia.
Quello che fate nei vari campi , da quello
sportivo a quello di solidarietà, fa sì
che, sebbene nessun giornale dia talvolta spazio alle nostre attività, la gente continua ad apprezzarci sempre più.
Il Cardinale Tettamanzi ed io vi ringraziamo per la S. Messa in Duomo.
Eravamo tanti ed anche lì è merito vostro grazie e se per i media noi non
siamo importanti quanto i Babbi Natale che giravano per la piazza, siamo sicuramente più felici perchè siamo gli
Alpini.
Viva gli Alpini , viva l’Italia Alpina.
Giorgio Urbinati
Veci e Bocia - 5
Marzo 2006
ASSEMBLEA SEZIONALE
TATI
RISULT
ASSEMBLEA 2006: I RISUL
Il verbale dello scrutinio
Oggi 12 marzo 2006 Giuseppe Parazzini,
Luigi De Melgazzi e Andrea
Gorgoglione, nella qualità rispettivamente di presidente e segretari dell’Assemblea; Antonio Liuzzi, Franco
Magnoni e Pierluigi Pizzoccaro,
scrutatori, alle ore 14,30 hanno iniziato
l’apertura delle urne contenenti le schede di votazione per il rinnovo delle cariche sezionali.
A fronte di n° 578 soci partecipanti in
proprio e per delega all’assemblea,
sono state riscontrate 578 schede di
votazione di cui schede valide 566,
nulle 11, bianche 1.
ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL
1° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07
Hanno ottenuto voti:
472
Giuseppe Bona:
Mario Castelli:
378
Bruno De Gregorio: 233
pertanto risultano eletti Giuseppe Bona
e Mario Castelli.
ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL
2° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07
Hanno ottenuto voti:
Aldo Barberi:
518
Andrea Sacco:
487
che risultano entrambi eletti.
ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL
3° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07
Hanno ottenuto voti:
Mario Sormani: 507
Benito Tinti:
517
che risultano entrambi eletti.
ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL
4° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07
Hanno ottenuto voti:
Giulio Onori:
483
Antonio Respighi: 482
che risultano entrambi eletti.
ELEZIONE DI 4 DELEGATIALLA
ASSEMBLEA NAZIONALE 2006
Hanno ottenuto voti:
Giuseppe Donelli: 513
Dario Ferro:
499
Giorgio Noè:
521
Gianni Papa:
536
che risultano eletti.
VITA SEZIONALE
La Se
zione ha un T
ricolor
e n
uo
vo
Sezione
Tricolor
ricolore
nuo
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Il Gruppo Milano Centro dona una bandiera
Culmine della festa per il sesto anniversario di fondazione del Gruppo Milano Centro è stato, certamente,
l’Alzabandiera in sede.
Per l’occasione, il Gruppo ha donato
un nuovo Tricolore che da domenica
26 marzo svetta sul pennone di via
Rovani. La bandiera è stata solennemente benedetta da don Maurizio, rettore della Chiesa di San Sebastiano,
con apposita preghiera da lui stesso
composta, nel corso della Messa, alla
presenza di tutto il Gruppo, amici e
ospiti.
Tra gli intervenuti, il presidente
Urbinati, presente col Vessillo, i
gagliardetti di Lacchiarella e, gradita
novità, di Gressoney.
Lettore d’eccezione della “Preghiera
dell’Alpino” Tito Dagrada.
Madrina straordinaria dell’evento, la
dolce e paziente signora Nella moglie
del meno dolce e, soprattutto, assai
meno paziente, tesoriere di Gruppo
Giancarlo Ravizzotti.
Inni, brindisi, canti, ricche vivande
hanno coronato una giornata che ha
visto soddisfatto e sorridente il nostro
CapoGruppo: per una volta non ha
avuto nulla da eccepire.
Incredibile ma vero!
Luca Geronutti
Ultimate le operazioni di scrutinio alle
ore 17.45, il presente verbale letto e
confermato viene sottoscritto.
Giuseppe Parazzini - Presidente
Luigi De Melgazzi, Andrea Gorgoglione - Segretari
Antonio Liuzzi, Franco Magnoni,
Pierluigi Pizzoccaro - Scrutatori.
Il 5 per mille dell’IRPEF ?
All’ospedale da campo dell’ANA !
Grazie a recenti provvedimenti in materia di legislazione finanziaria è possibile destinare, a titolo iniziale e sperimentale, oltre all’8 per mille (allo Stato, alla Chiesa cattolica, ecc.) un ulteriore 5 per mille dell’Irpef a organizzazioni senza fini di lucro.
La “Fondazione ANA Onlus”, rientra tra quante possono ricevere questo ulteriore contributo.
La Fondazione è stata costituita
dall’ANA per sostenere iniziative di
assistenza e solidarietà, sviluppare e
promuovere attività di Protezione Civile e interventi medico-campali dell’ospedale da campo ANA, per la tu-
tela e la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale ed umano della montagna.
Chiunque, iscritto o no all’ANA, può
indicare questo ulteriore contributo
nella sua prossima dichiarazione dei
redditi, precisando il numero di codice fiscale che è 97329810150.
La destinazione del 5 per mille
dell’Irpef può anche essere indicata
da chiunque sia in possesso del “modello CUD” e non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione dei
redditi, inviando in busta il modulo
che prevede sia la destinazione dell’8
per mille, sia quella del 5 per mille.
Ecco sfilare la rappresentanza della nostra Sezione alla cerimonia della Se(fotografia di Fernando Miccoli - Chieti)
zione Abruzzi a Isola del Gran Sasso.
Ricor
dando Prisco
Ricordando
Prisco,,
o V
essillo in Abr
uzz
o
nostro
Vessillo
Abruzz
uzzo
il nostr
Oramai per la nostra Sezione è una piacevole consuetudine il ritrovarsi in terra d’Abruzzo; non è una festa Sezionale, ma da quando uno sparuto gruppo d’alpini, seguendo il mitico Peppino,
ha avuto modo di conoscere la manifestazione che viene tenuta a ricordo
dei Caduti e Reduci della guerra in terra di Russia, di quei fautori di una pagina di Storia a Nikolajewka che tutti ci
invidiano, la nostra presenza di anno
in anno si fa vieppiù maggiore.
Della manifestazione di quest’anno,
che dire?
Si è svolta ad Isola del Gran Sasso (TE),
nei giorni 18 e 19 febbraio.
Al sabato un momento molto toccante
è l’incontro con i Reduci e quest’anno
erano presenti, tra gli altri, Emmett e
Piacentini, presidente nazionale della
UNIRR .
È impressionante sentirli raccontare di
quei momenti veramente tragici con
semplicità e tanto affetto per gli Amici
che non sono riusciti e rientrare in Patria, né da vivi né da morti.
Quest’anno la domenica mattina ha
avuto un piccolo cambio di programma, un qualcosa che andava al di là
della consueta sfilata imponente, del
mare di folla che ci circonda lungo tutto il percorso.
Infatti l’anno scorso avevamo potuto
notare che per ringraziare di tutta la
cortesia e l’affetto che i nostri fratelli
Abruzzesi sistematicamente hanno dimostrato nei nostri confronti era impossibile sdebitarci, e per questa ragione era nata l’idea di donare al Gruppo di Isola del Gran Sasso un nuovo
Gagliardetto, ed è stato più difficile il
riuscire a fare la sorpresa al
Capogruppo che compiere l’impresa!.
Con tale motivazione, all’interno della
manifestazione la nostra Sezione ha
consegnato al Capogruppo Giulio
Ciarelli il dono del nuovo Gagliardetto.
L’alfiere, il nostro abruzzese doc Vittorio Mucci, molto commosso, ha portato in corteo il nuovo Gagliardetto coperto ed al Santuario (altra sorpresa
per il Capogruppo) l’ha sfoderato aiutato dalla madrina e … la madrina era la
madre del Capogruppo! La commozione ha colpito anche tanti altri Soci.
È stata una cosa semplice ma molto
sentita da parte di tutti ed è stata condivisa da tutti i partecipanti alla celebrazione della Santa Messa, circa 3000
persone all’interno del Santuario.
Il Capogruppo ha ringraziato, tramite
mio, tutti i soci della Sezione di Milano
e… siamo sicuri che questa Amicizia
nata per merito di Peppino si rinforzerà
ancora, di anno in anno.
Giorgio Urbinati
Marzo 2006
6 - Veci e Bocia
VITA SEZIONALE
Cosa fa notizia
18 dicembre, Piazza Duomo: ignorati da giornali e televisioni
La S
tale vista da...
S.. Messa di Na
Natale
...la Sezione di Acqui Terme
...la Sezione di Cremona
Quest’anno alla celebrazione della
Messa di Natale, officiata nel Duomo
di Milano dal Cardinale Tettamanzi, ha
partecipato anche la neo ricostituita
Sezione di Acqui Terme, rappresentata dal Presidente, dal Segretario e da
alcuni Alpini.
Dobbiamo affermare con tutta sincerità che non ci aspettavamo di trovarci a
prendere parte ad una manifestazione
così imponente e commovente.
Vedere Piazza Duomo costellata dai
Vessilli, Gagliardetti e dai Gonfaloni di
tante municipalità ci ha resi consci che,
anche in occasione di un semplice momento di preghiera e di gioia, gli Alpini
sanno dare il meglio.
La nostra sorpresa è stata ancora più
accentuata nel vedere che alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai vertici
dell’Associazione, i reparti in armi con
i massimi vertici militari delle Truppe
Alpine.
Il Duomo era pieno di Alpini, composti
ed assorti nell’ascoltare e partecipare
alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Tettamanzi, il quale ha rivolto ai
presenti parole di augurio e di elogio
per il lavoro che silenziosamente gli Alpini svolgono al servizio della collettività.
Il dopo Messa, con gli onori alla Bandiera, la lunga e composta sfilata per la
città e gli onori ai Caduti, ha come il
solito evidenziato lo stretto legame che
vi è tra gli Alpini e la cittadinanza,
nonchè il fervido ricordo di chi ha donato la vita per la patria.
Un apprezzamento particolare lo vogliamo rivolgere agli Alpini della Sezione di Milano che con una perfetta
organizzazione hanno reso possibile
un giornata così bella e ricca di emozioni: ci siete stati di sprono e di insegnamento per quelli che sono i nostri
prossimi impegni associativi.
Grazie e Viva gli Alpini.
Virginio Penengo
La splendida giornata di sole che sciogliendo la classica nebbia lombarda ha
illuminato l’incontro di quest’anno, ci
ha rallegrati, anche se comunque ogni
nostro raduno è una occasione piacevole per rivederci, per salutarci e ricordare momenti particolarmente significativi della nostra vita associativa.
Tra gli altri ho incontrato due cari amici, entrambi già consiglieri nazionali.
Il primo fu un prezioso Consigliere all’epoca della nostra Adunata del 1999,
e il secondo mi ha aiutato e sostenuto
nei primi passi del difficile, anche se
gratificante, incarico di Presidente sezionale.
Il primo, da buon abruzzese che va
subito al nocciolo della questione, mi
ha chiesto: “Che cosa significa per te
che non sei di Milano, questa cerimonia, questa S. Messa che ogni anno la
Sezione di Milano dedica alla memoria
degli Alpini caduti in terra di Russia?”.
La risposta all’inizio mi è sembrata abbastanza ovvia…. “È una delle tante
riunioni sezionali alle quali si partecipa volentieri per dimostrare quanto si
è vicini alla sezione organizzatrice”.
Però, riflettendo che a quella S. Messa
oltre al Cardinale di Milano erano presenti, oltre al nostro Labaro, cinquanta Vessilli sezionali, più di duecento
Gagliardetti e molti Gonfaloni e Sindaci di Comuni lombardi, mi sono detto
che questa cerimonia era qualcosa di
diverso. Era diversa perché, oggi più
che mai, sentiamo il dovere di mostrare che c’è ancora chi ricorda coloro che
hanno sacrificato la loro giovane vita
per un ideale che la società dei consumi sembra aver dimenticato.
Questo entusiasmo, questa profondità di intenti, deve essere visibile perché è l’espressione di una maggioranza silenziosa, quella che non appare
sui giornali, che non fa notizia, ma è
quella che rappresenta il vero volto del
nostro popolo.
Oggi è il momento di manifestare con
la presenza quello che pensiamo; se si
vuole costruire un futuro migliore bisogna fare leva sul nostro passato glorioso, su chi ci ha preceduto.
In questo giorno noi confermiamo e
condividiamo il pensiero di Peppino
Prisco che non ha voluto dimenticare
la Russia, la linea del Don, la marcia
nella steppa ghiacciata, che ha vissuto due esistenze; quella quotidiana e
l’altra di ricordi di rimpianti e di rimorsi. Il rimorso, forse, di essere tornato,
di essere vivo, di non essere morto al
posto di un altro. Ma noi diciamo a
questi che sono tornati, che oggi purtroppo sono pochi, che la loro presenza serve a far capire come ogni guerra,
con la sua scia di morti e distruzioni,
debba essere abolita. Credo che la cerimonia del diciotto dicembre, sotto la
Madonnina che splendeva al sole, abbia dimostrato tutto questo.
Mario Manzia
Ci sono momenti in cui non sai più se
far vincere la rabbia che ti sale dentro
o lasciarti andare allo sconforto: il Tg
regionale di Rai 3 di domenica 18 dicembre è uno di questi momenti.
Sei lì che aspetti i titoli e pensi che una
manifestazione che ha richiamato da
tutta Italia 3 o 4 mila persone per ricordare tutti quegli italiani che, con la divisa degli Alpini, hanno sacrificato la
loro vita per quella che, a dispetto di
molti, si chiama ancora PATRIA!
Pensi che tutti i Sindaci che hanno accompagnato i loro concittadini Alpini,
che tutte le Autorità civili che si sono
presentate in Piazza Duomo (seppur
con delega), abbiamo deciso di parteciparvi per convinzione o anche solo
per un “dovere” che non poteva essere ignorato, supponi pure che la presenza del cardinale di una Diocesi tra
le più importanti del mondo debba significare qualche cosa.
E allora aspetti che già nei titoli del Tg
si richiami l’avvenimento con qualche
bella immagine della selva di
gagliardetti tricolore o con un’infilata
di penne nere a gremire il Duomo.
Passano i titoli e tu passi allo sbigottimento perché o non hai capito niente
o ti sei sbagliato. Forse gli Alpini erano
solo un centinaio, forse nessuno si è
accorto che il metrò sembrava una tradotta (forse non sanno cos’è una tradotta), forse non si aspettavano che gli
Alpini esistano anche, e soprattutto,
senza la bottiglia di vino.
Ti monta subito la rabbia dentro e anche fuori, con qualche espressione
poco caritatevole, ed è la moglie che ti
calma: “Aspetta, non tutti i servizi vengono annunciati”.
Risenti allora le stesse notizie che hai
ascoltato dieci minuti prima nell’edizione nazionale, poi un non ben comprensibile servizio su delle donzelle,
neanche poi tanto carine, in minigonna
bianca con corna di renna in testa, che
sculettano su una pedana.
Il tono si alza col servizio successivo
dove il salutismo, quanto mai di moda,
ha il suo spazio con qualche cosa a
mezzo tra una corsetta e una passeggiata in costume da babbo natale.
Un velo pietoso sul tentativo di intervista a dei ragazzini spaesati e imbarazzati. Non manca il quotidiano e trito servizio su come sta andando l’acquisto dei regali, quasi fosse l’aggiornamento della borsa..
Anche questa volta gli Alpini non hanno fatto notizia come non la fanno,
confusi in un generico seppur onorevole e meritevole volontariato, quando la terra trema e le montagne franano, quando la solidarietà chiama, e gli
Alpini sono lì con poche parole ma con
la loro organizzazione, coi loro fondi,
con la loro forza.
La prossima adunata sarà ad Asiago,
chissà se sarà sufficiente qualche centinaio di migliaia di Alpini per fare notizia, se qualche giornalista avrà tempo
e voglia di informarsi su cosa è successo su un monte chiamato Ortigara,
se la smetteranno di consultare la lista
dei vini per presentare e spiegare chi
sono e che cosa fanno gli Alpini.
Pia illusione.
Claudio Colombo
La S
tale per i Caduti
S.. Messa di Na
Natale
(Segue da pag.1)
Ricordo la bella frase pronunciata dal
Cardinale Tettamanzi: “Gli Alpini ricordano i morti aiutando i vivi”.
Ricordo di averla però subito corretta
mentalmente per darle il suo significato vero e profondo: non vi sono Alpini
morti perché gli Alpini non muoiono:
semplicemente vanno avanti.
E noi tutti penne nere, eravamo lì per
vedere i nostri Padri e i nostri Nonni
che camminavano davanti a noi, vivi
per sempre, per indicarci la direzione
giusta per le nostre vite. Eravamo lì per
dire loro, con i nostri cuori, un sempli-
ce e fortissimo “Grazie”. Questo fortissimo “Grazie” riempiva tutto il Duomo e certamente arrivava in alto, molto
in alto. Ricordo quell’Alpino che leggeva la nostra “Preghiera” di ringraziamento, rimanere per lunghissimi attimi senza più respiro e con un nodo
alla gola nel ricordo degli Alpini andati
avanti. Eravamo tutti senza respiro e
con un nodo alla gola.
E’ stato bello rivedere i nostri Padri e i
nostri Nonni camminare lì, davanti a
noi, nella stessa bellissima direzione.
Grazie a Dio che ce lo ha permesso.
Lodovico Dotti
Veci e Bocia - 7
Marzo 2006
VITA SEZIONALE
Aduna
ta ad Asia
go
Adunata
Asiag
Ricor
do di Gianfr
anco Biasia
Ricordo
Gianfranco
Accampamento sezionale e Gruppi nei dintorni
ghiaccio”sul cui piazzale avverrà l’ammassamento; l’Ossario del
Laiten, noto punto di riferimento nel panorama,
rimane fuori della foto, a
metà altezza sulla desta.
La sfilata, dopo un percorso di circa 1,3 Km. attraverso il centro abitato,
terminerà nelle vicinanze
all’aeroporto, quindi la
dislocazione dell’accampamento sezionale è da
considerarsi veramente
ottimale.
Ecco una panoramica di Asiago vista I Gruppi che non si attenderanno con
dall’aereo, con evidenziata in rosso la la Sezione sono pregati di dare inforzona dell’aeroporto destinata ad acco- mazioni al webmaster circa la loro
gliere l’attendamento della Sezione di dislocazione, in modo da rendere posMilano, su un’area di circa 2500 mq.
sibile lo scambio tempestivo di inforLa foto è stata scattata in estate: al mazioni e consentire le visite a chi si
momento della stesura di questo arti- trova nelle vicinanze.
colo la pista dell’aeroporto non è visi- La regolamentazione della viabilità per
bile, essendo sepolta sotto circa un i giorni dell’Adunata è tuttora
metro di neve!
nebulosa; ulteriori notizie a riguardo
Nell’angolo in basso a destra, il gran- verranno pubblicate non appena dide tetto verde che spunta dal bosco sponibili nel sito internet della Seziocontraddistingue il “Palazzo del ne, www.milano.ana.it
Comportamento in caso di esequie
Spesso ci chiediamo cosa fare quando abbiamo la responsabilità di rappresentare l’Associazione. Giovanni Frattini ci ricorda come talvolta basterebbe
solo leggere il Cerimoniale A.N.A.
Ho notato, durante una celebrazione
funebre di un socio alpino, che alcuni
Gagliardetti sfilano abbrunati, cioè con
nastro nero sovrapposto.
In effetti era abitudine indicare un segno di lutto sul Gagliardetto, l’ho visto anche sul Vessillo sezionale, però
dall’anno 2003 questo gesto È STATO
PROIBITO e i capigruppo sono stati
informati, a suo tempo, tramite un piccolo libretto con copertina verde a titolo “Cerimoniale A.N.A.”
Infatti l’allora Presidente nazionale
Beppe Parazzini ha voluto regolamentare diversi comportamenti associativi, in modo da evitare personalizzazioni di come gestire una cerimonia con la presenza dei nostri simboli.
Però, evidentemente, i capigruppo non
hanno informato gli alfieri di questa
nuova direttiva, quindi ognuno si regola come meglio crede.
Questo libretto è stato approvato dal
C.D.N. nella seduta del 15/02/03 ed integra il Regolamento Nazionale.
Riporto, di seguito, quanto concerne
le Esequie (pag. 23 e 24) e la Santa Messa (pag. 17 e 18):
Esequie: “I simboli dell’Associazione
Nazionale Alpini (Labaro, Vessillo,
Gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati.
Il Labaro interviene SOLO per il funerale del Presidente nazionale in carica
o di chi ha ricoperto tale carica.
Il Vessillo interviene solo nei casi in
cui il C.D.S. ne abbia autorizzato la presenza, altrettanto per i Gagliardetti.
È implicito che i simboli che rappresentano gli organi dell’Associazione
intervengono solo alle esequie di Soci,
e sempre che la famiglia dell’estinto sia
consenziente, mentre per gli Alpini
NON soci non dovrebbero essere presenti i simboli dell’Associazione, ma
viene comunque lasciata la facoltà alle
realtà locali di presenziare o meno con
i simboli associativi.
È invece obbligatorio per tutti gli Alpini che partecipano alla cerimonia funebre portare il cappello alpino.
In chiesa valgono le stesse norme della S.Messa, alle quali si rimanda (compresa la lettura della “Preghiera dell’Alpino” nella versione riportata in appendice al libretto).
Durante il trasporto del feretro a spalla, i portatori devono tenere il cappello
alpino in testa.
Se durante la cerimonia funebre i portatori (o altri) formano un picchetto
d’onore ai lati del feretro, questi devono tenere il cappello alpino in testa e
dovranno rimanere in piedi per tutta la
durata della cerimonia e sono inoltre
esentati dall’effettuare il segno della croce.
S. Messa celebrata in chiesa:
“(omissis)…durante la funzione religiosa dovranno tenere il cappello alpino
in testa solo ed esclusivamente il personale di servizio (coro, trombettiere,
alfieri, lettore della Preghiera dell’Alpino, personale del servizio d’ordine,
chi serve messa); TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello all’ingresso della chiesa, così pure il personale di servizio al momento di ricevere
l’Eucaristia.
Il cappello dovrà essere indossato da
TUTTI i presenti solo per la lettura
della “Preghiera dell’Alpino”.
Giovanni Frattini
Ricordiamo Gianfranco Biasia con il testo apparso sul sito ANA nazionale e
con le parole di Vittorio Ladelli.
In silenzio, com’era suo costume nell’assiduo lavoro e nella vita, è andato avanti
Gianfranco Biasia, vice responsabile del nostro Servizio d’Ordine Nazionale, nel
quale aveva prestato la sua opera per oltre 35 anni. Dopo il servizio militare negli
Alpini era entrato nel Corpo della Polizia di Stato, diventando ispettore, ma
continuando a frequentare la sezione di Milano e a far parte del SON.
Era malato da tempo, lo sosteneva una grande Fede, presupposto d’una vita
spesa con grande umiltà al servizio degli altri.
Era cavaliere ufficiale della Repubblica, e Benemerito della Città di Milano.
I funerali si sono svolti a Milano martedì 3 gennaio scorso.
Il giorno 31 dicembre 2005 Gianfranco
Biasia è “andato avanti”. Gianfranco
era un caro amico, un fratello.
Ci accomunava la passione del camminare nel tempo e nello spazio.
Dal 1970 abbiamo percorso insieme a
piedi più di 20.000 km, partecipando
più volte a numerose manifestazioni
podistiche, competitive e non
competitive, anche con i Gruppi Sportivi Alpini della Sezione di Milano.
Di queste, le più significative la 4 giorni di Nimega, la 100 km. di Bienne , la
100 km. di S.Vincent, il girolago del
Garda, la due giorni di Berna la 1°
Stramilano e le successive in gruppo
con molti alpini: ricordo i fratelli
Robecchi, i fratelli Quaglia, i fratelli
Chiaravalli, Cesare Di Dato, Antonio
Rezia e tanti altri.
Durante la Santa Messa del funerale
del giorno 3 gennaio, attraverso le penne dei cappelli di alpini a me vicini ho
ripercorso i luoghi attraversati insieme, ho rivisto tutte quello che abbiamo visto insieme, ho ricordato tutto
quello che abbiamo detto insieme, ho
risentito tutto quello che abbiamo sentito insieme.
Di Gianfranco ho, e avrò sempre, un
ricordo indelebile, intenso e meraviglioso di una vita intensamente vissuta nel
rapporto umano vissuto insieme.
Ciao Franco, Alpino e Poliziotto di notevole valore.
Vittorio Ladelli
La FESTA DI PRIMAVERA DELLA SEZIONE, quella che per i milanesi è già una tradizione, si svolgerà nei giorni 20 e 21 maggio in via
Beltrami, di fronte al Castello Sforzesco.
La data è stata imposta dalle imminenti elezioni amministrative, e la
Festa sarà quindi appena una settimana dopo l’Adunata di Asiago.
Quello che sembra essere un vincolo di data può però diventare l’opportunità di proseguire l’Adunata, portando a Milano lo stesso fresco
entusiasmo provato ad Asiago.
La Commissione operativa è già al lavoro per ben riuscire, e tutti siamo
invitati a dare la propria disponibilità (anche poche ore sono sufficienti)
per la buona riuscita di questo momento di alta visibilità della nostra
Sezione.
Sintesi dei verbali di riunione del CDS
7 novembre 2005
Il CDS ha commemorato il Consigliere
Romano Brunello, il Presidente
Urbinati ha evidenziato la dedizione di
Brunello alla Sezione e ha espresso il
cordoglio della Sezione per la sua prematura scomparsa.
Il CDS ha valutato positivamente la riuscita della Festa sezionale d’Autunno.
Il Responsabile PC Polonia ha riferito
sulla riunione dei volontari PC del 17
ottobre.
Viene preso atto delle nuove disposizione relative alla gestione informatizzata
dei dati dei volontari PC.
Il CDS ha definito le linee operative per
la S. Messa in Duomo del 18 dicembre.
Viene stabilito che il modello di capo
di abbigliamento uniforme sezionale
sarà presentato ai Capi Gruppo il 14
novembre.
Il Presidente Urbinati ha riferito sul recente incontro del Presidente nazionale con i presidenti sezionali.
Viene distribuito il calendario delle assemblee di Gruppo e sono definite le
partecipazioni dei Consiglieri.
5 dicembre 2005
Il CDS accoglie Guido Giacopelli, neo
consigliere subentrato a Brunello.
Il Responsabile PC Polonia ha riferito
sullo stato dei lavori alla struttura 3P.
Il Vice presidente Fenini riferisce sull’incontro del Presidente Perona con i
giovani del 20 ottobre. Importante la
presenza numerica dei giovani della
nostra Sezione.
Sono stati definiti i dettagli organizzativi della S. Messa in Duomo del 18
dicembre.
9 gennaio 2006
Viene valutata la situazione della candidature alle cariche sociali per la prossima Assemblea sezionale, e vien approvato il testo della cartolina di convocazione e alcuni dettagli organizzativi.
I Consiglieri riportano le situazioni dei
Gruppi assegnati.
Viene valutata positivamente la riuscita della cerimonia del 18 dicembre a
Milano, con il solo rammarico della
scarsa evidenza data dagli organi informativi regionali.
6 febbraio 2006
Il CDS decide lo spostamento della
data dell’Assemblea sezionale al 12
marzo a causa del blocco del traffico
previsto per il 26 febbraio.
Vengono approvati i bilanci da presentare in Assemblea e alcune proposte
di lavori alla struttura 3P.
Marzo 2006
8 - Veci e Bocia
VITA SEZIONALE
Si pr
epar
a l’80° della Se
zione
pre
para
Sezione
Nel 2008 celebreremo l’80° di fondazione della nostra Sezione. Con la Presidenza sezionale e con il Comitato di Redazione di “Veci e Bocia” abbiamo
ritenuto importante utilizzare al meglio l’opportunità del nostro mezzo informativo per proporre un progetto, un percorso di preparazione che, numero
dopo numero, ci conduca meglio preparati a questo importante avvenimento.
Abbiamo individuato nel motto della prossima Adunata di Asiago la linea
guida di questo progetto perché nel continuo lavoro in Associazione ci rendiamo conto di quanto i nostri padri ci hanno dato e di come noi, oggi, camminiamo sulle orme tracciate ieri dai padri.
Riteniamo quindi importante per tutti noi conoscere meglio chi erano e cosa
hanno fatto i padri della nostra Sezione, affinché la loro memoria rimanga
viva in tutti noi.
Il progetto che abbiamo individuato consiste nel proporre alcune schede sulle figure di alpini che hanno avuto ruoli importanti per la nostra Sezione,
anche se talvolta il loro lavoro è stato poco visibile. Ciò permetterà a tutti noi,
ma soprattutto ai Soci più giovani, di conoscere il grande valore degli uomini
che hanno voluto costruire l’Associazione nella grande metropoli, situazione
ben diversa da quella a noi familiare dei monti, e in tempi ben più difficili
degli attuali, concretizzando il loro desiderio di mantenere alti i valori degli
alpini a Milano.
Parleremo di figure note e meno note che hanno operato nell’ambito della
Sezione, e iniziamo da questo numero parlando di Dante Belotti, il presidente
della ricostruzione della Sezione nel secondo dopoguerra.
Questa rubrica sarà curata da Giuseppe Semprini, e invitiamo coloro che
vogliono collaborare a questo progetto a segnalare la propria disponibilità
e a farci avere idee, informazioni, opinioni e commenti.
Dante Belotti
Nella sua lunga storia la Sezione di
Milano ha annoverato numerosi personaggi davvero carismatici che hanno contribuito a farla diventare un
punto di riferimento per tutta la nostra
Associazione.
Fra questi spicca il Colonnello Dante
Belotti. Arruolatosi volontario nella
Grande Guerra, nel 1918 é ufficiale subalterno in Adamello nella 52a Compagnia del Btg. Edolo comandata dal Capitano Gennaro Sora, l’eroe del Polo,
alle cui dipendenze rimarrà nel successivo tempo di pace per oltre otto anni.
Nel dicembre 1920 resta ferito negli
scontri ingaggiati a Fiume dal Btg.
Edolo contro i Legionari di Gabriele
D’Annunzio.
Partecipa alle operazioni di riconquista
della Libia e alla campagna d’Etiopia
come comandante di bande irregolari.
Incarico, questo, assolto brillantemente
e nel 1937 viene infatti decorato con una
Medaglia d’Argento e 2 di Bronzo.
Rientrato in Patria, allo scoppio della
2a Guerra Mondiale combatte sul fronte occidentale e con il Btg. Morbegno
partecipa alla campagna d’Albania
dove si distingue per le sue doti di
comandante.
Viene promosso maggiore per merito
di guerra e guadagna ancora una Medaglia d’Argento e una di Bonzo.
Viene ferito sul monte Guri i Topit.
Nel 1942 assume il comando del Btg.
Edolo nell’imminenza della partenza per
il fronte Russo. Durante la ritirata riesce a mantenere organico e compatto
il proprio battaglione rimasto di retroguardia.
Il 27 gennaio 1943, facendosi largo fra
le migliaia di sbandati, l’ Edolo, appoggiato da due pezzi del Gruppo Bergamo
e un pezzo del “Valcamonica”, partecipa in modo risolutivo all’attacco dell’abitato di Nicolajewka occupato dai
russi, concorrendo ad aprire il varco
dal quale defluiranno, insieme ai resti
CALEND
ARIO A
TTIVIT
À
CALENDARIO
ATTIVIT
TTIVITÀ
PROSSIME MANIFESTAZIONI SEZIONALI
30 aprile - Besana Brianza: Cerimonia intersezionale per il
50° della morte di Don Gnocchi
20/21 maggio - Milano: Festa sezionale di primavera (nuova data)
4 giugno - Giussano: 75° di fondazione del Gruppo
11 giugno - Ponteselva: Raduno Sezionale
18 giugno - Lacchiarella: Premiazione del 15° concorso di
letteratura
MANIFESTAZIONI NAZIONALI SIGNIFICATIVE
22 aprile - Bergamo: Giornata della Solidarietà Alpina
13/14 maggio - Asiago: 79a Adunata Nazionale
21 maggio - Milano: Assemblea dei Delegati
25 giugno - Rifugio Contrin: 23° Pellegrinaggio al Rifugio
9 luglio - Monte Ortigara: Pellegrinaggio Nazionale
30 luglio - Monte Adamello: 43° Pellegrinaggio
dell’Armir, migliaia di soldati di varie
nazionalità Per questa azione riceverà
un’altra Medaglia d’Argento e una
Croce di Ferro tedesca sul campo.
Fra le sue decorazioni bisogna inoltre
annoverare anche cinque Croci di
Guerra al Valore.
Con l’avvento della pace e dei cambiamenti istituzionali della nostra Patria
egli non tarda a rendersi conto che per
il nostro esercito si era ormai giunti alla
fine di un’epoca.
Per questo, nell’immediato dopoguerra prenderà la dolorosa decisione di
abbandonare la carriera militare, che era
la sua vita, dopo oltre trent’anni di
comando.
Rientrato alla vita civile si dedica all’attività di venditore per conto di una
grossa tessitura di Monza.
Anche in questo ambito, per lui del
tutto inusuale, non mancherà di distinguersi per capacità, tenacia e onestà.
Aveva abbandonato la divisa ma non
il Cappello Alpino e quando l’Associazione Nazionale Alpini, nella difficile fase della sua rifondazione, ebbe bisogno di lui, egli non si tirò indietro.
È stato Presidente della nostra Sezione dal 1952 al 1956 e dal 1962 al 1970.
Anche in questa funzione seppe far
emergere le sue doti di trascinatore e
la sua grande alpinità. Seppe suscitare
rinnovati entusiasmi ed ebbe anche
meritate soddisfazioni.
Il numero degli iscritti si avvicinò ai
duemila d’anteguerra, e venne acquisita in affitto l’attuale Sede di Via
Rovani. Conobbe anche l’amarezza del
commissariamento (nel 1954, per pochi mesi), dovuto a contrasti originati
dalle divisioni e dai risentimenti lasciati
negli animi di molti dal recente, tragico
conflitto. Un altro, disilluso, avrebbe
abbandonato. Lui invece si ricandidò,
fu rieletto e si adoperò per riaccendere
lo spirito di fratellanza e di solidarietà
tramandatoci dai nostri padri.
Per delineare la sua figura é significativa la descrizione delle manifestazioni
con cui venne accolto dai suoi alpini
all’ultima Adunata cui partecipò (Brescia - 1970) riportata da Antonio Rezia,
succedutogli nella carica di Presidente: “Chi nell’esaltante giornata dell’Adunata di Brescia é stato al suo fianco durante tutto il percorso della sfila-
ta, può ben dire di avere assistito ad
una indimenticabile manifestazione di
simpatia e di ammirazione per lui.
Durante tutto il tragitto é stato un susseguirsi di entusiastiche acclamazioni
all’indirizzo del Colonnello Belotti e chi
gridava il suo saluto spesso aveva le
lacrime agli occhi e la voce roca per
una infrenabile commozione. Ed egli
accennava a fugaci saluti, commosso
lui stesso più di ogni altro, badando a
dire continuamente ad ogni applauso
della folla trascinata dall’entusiasmo
dei “Veci”, col suo caratteristico parlottare sommesso: “Non a me... agli
Alpini, sono loro che meritano gli applausi ....” e con la mano accennava
agli Alpini che lo seguivano…”
Sino ad un paio di anni fa un suo busto in bronzo (dono della Sezione di
Milano) e le sue decorazioni erano
esposte al museo del 5° Reggimento
Alpini presso la Caserma Rossi di
Merano.
Con l’abbandono di questa caserma a
seguito dello scioglimento dei reparti
alpini ivi stanziati, anche tutti gli oggetti custoditi nel Museo, che per noi
alpini hanno valore di reliquie, sono
stati presi in carico dal Comando Truppe Alpine di Bolzano e sono conservati dal dipendente Reparto Comando
presso la Caserma Schenoni di
Bressanone, in attesa di allestire il promesso nuovo Museo dei Reggimenti
Alpini.
Giuseppe Semprini
“La penna del najone”
R acconti con
il Cappello Alpino
Il "Battaglione Forum", raggruppamento di penne nere nato attraverso il portale www.ana.it, in collaborazione e sintonia con il Centro Studi dell’Associazione Nazionale Alpini promuove la raccolta di racconti di naja alpina da utilizzare per la
pubblicazione di un libro i cui eventuali utili saranno devoluti per opere di solidarietà nello spirito della
A.N.A.
CHI PUO' SCRIVERE:
chiunque abbia fatto il servizio militare nelle Truppe Alpine.
COSA RACCONTARE:
qualunque cosa del proprio servizio militare alpino; ogni esperienza
che si vorrebbe non andasse perduta, dalla cartolina precetto al congedo, raccolte in episodi.
I racconti e gli allegati dovranno pervenire nelle seguenti modalità:
- inviati tramite e-mail in formato
"Word" a [email protected]
- oppure spediti su floppy, CD, DVD
(sempre in formato "Word") o su carta indirizzati a:
"CENTRO STUDI"
c/o A.N.A.
Via Marsala 9
20121 MILANO
Veci e Bocia - 9
Marzo 2006
ATTIVITÀ SPORTIVE
GIUSSANO
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Folcio
Nell’incantevole pineta di Schilpario in
val di Scalve domenica 15 gennaio si è
svolto il “Trofeo Penne Mozze”, gara
inserita nel trittico del Criterium della
Brianza, organizzata dal Gruppo Alpini
Giussano in collaborazione con la sezione di Milano.
Il Trofeo, intitolato ad ogni edizione
ad una persona cara andata avanti, è
stato dedicato a Carlo Folcio, Tenente
Alpino combattente in Africa Orientale nel ’35 con la Divisione Pusteria e
poi comandante dei partigiani del comune di Arosio-Carugo, i quali, nell’aprile del’45, fermarono una colonna
tedesca; dopo tre giorni di estenuanti
trattative, la disarmarono completamente, senza spargimento di sangue.
Padre e nonno di nove Alpini, uomo
vero di salda fede, nella sua lunga vita
si impegnò sempre nel rispetto e nella
solidarietà verso il prossimo.
Nonostante i meno 12°C l’adesione è
stata superiore alle aspettative. I partecipanti al Criterium, ormai al suo ven-
I rappresentanti della Sezione
tesimo anno, hanno raggiunto una media di 200 iscritti per gara.
Un risultato che appaga gli sforzi e il
lavoro dei responsabili della varie Società che lo rappresentano.
Molto basso invece il riscontro da parte dei Gruppi della Sezione.
Solo gli Alpini di Arese infatti (come
l’anno precedente) hanno partecipato
al trofeo portando a termine le fatiche
della competizione. Il dopo gara è sta-
to distinto dal solito calore alpino.
Canti alpini, musica e un caldo rifornimento per i partecipanti e supporter
(salame cotto, pasta e fagioli, vin brulè)
ci hanno accompagnato alla consegna
dei premi.
Alle premiazioni oltre al vessillo sezionale erano presenti il vice presidente
Antonio Fenini, il consigliere Espero
Carraro, il responsabile del P.C. Roberto Polonia e le rispettive consorti.
ABBIA
TEGRASSO
ABBIATEGRASSO
Il Ga
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Gruppo
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Yor
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Dopo mesi di sogni e di fatiche finalmente un sogno si è avverato: il 6 novembre 2005 Andrea Invernizzi, iscritto al Gruppo di Abbiategrasso, e Aless a n d r o
Dozzio della
Sezione di
Luino hanno
partecipato
alla Maratona
di New York
schierandosi
insieme alla
partenza.
Hanno così ricordato, a
dieci anni dal
congedo, il
servizio pre-
stato come sottotenenti di prima nomina alla Scuola Militare Alpina di
Aosta al termine del 156° corso AUC.
La foto ritrae i due atleti all’interno di
Central Park
poco prima
della classica
corsa.
Come si può
ben vedere,
non hanno
certo dimenticato di mettere nella valigia
anche
il
gagliardetto
del Gruppo!
Andrea
Invernizzi
Da buongustai, gli Alpini hanno caratterizzato il tutto in modo alternativo e
simpatico consegnando agli atleti al posto di trofei e medaglie, dei premi in natura: salami , coppe e formaggi vari.
Il trofeo se lo è aggiudicato la società
di Monza “Pell e Oss”, secondo il
Triathlon Team Brianza, terzi la squadra del Gruppo Alpini di Giussano.
Il premio al primo Alpino classificato
invece è andato a Giovanni Bonazzi,
Alpino del Leffe.
Premiati anche Giuseppe “Pepino”
Ferrario e Matteo Folcio, entrambi Alpini del Gruppo di Giussano, rispettivamente il più Vecio e più Bocia.
Un ringraziamento è dovuto a tutti coloro che hanno aiutato nell’organizzazione, agli amici della Sezione di Milano, al Gruppo Alpini di Arese e a tutti
i partecipanti e sostenitori, con un arrivederci all’anno prossimo.
Per visionare le classifiche e notizie
sulle altre due gare del Criterium della
Brianza: www.webanchio.com
Fabrizio Folcio
Il primo alpino classificato
TORINO 2006
a Se
zione alle Olimpiadi in
vernali
nostra
Sezione
inv
La nostr
Alle recenti Olimpiadi si sono talvolta
intravisti in televisione Alpini in divisa al bordo delle piste, ma ce ne sono
stati molti altri “in borghese” dell’ANA
in servizio nelle zone interessate dagli
eventi olimpici.
È il caso degli iscritti alla nostra Sezione che hanno fornito supporto
logistico alla manifestazione.
Secondo quanto ci risulta, gli Alpini
ed Amici volontari della Sezione di
Milano alle olimpiadi di Torino 2006 e
ospitati presso il Gruppo di Giaveno
sono stati: Angelo De Andrea per la
Sezione, e per i Gruppi Andrea
Invernizzi, Giancarlo Piva, Eraldo
Sguaitamatti e Gianbattista Vitari di
Abbiategrasso; Luigi De Melgazzi di
Bresso; Giuseppe Brazzoli di Corsico;
Giuseppe Ferrario e Ezio Pozzi di
Giussano; Paolo Androni di Milano
Centro (salvo altri di cui non sono a
conoscenza e che non vorrei si risentissero qualora non menzionati).
Con quattro fuoristrada messi a disposizione da Giancarlo Piva ci siamo portati a Giaveno e, salvo sporadici interventi con le macchine, siamo stati impiegati a Cesana per dieci giorni consecutivi in operazioni di servizio d’ordine.
Per tutto il periodo ci è stato assegnato il compito di controllare il parcheggio situato alla partenza della
telecabina per
Cesana Pariol e
per San Sicario,
dove transitavano varie navette
per il trasporto
locale ed i bus
provenienti dalla Francia.
Gran lavoro all’aperto dunque; siamo passati dai 14
sottozero dei
primi giorni alle
abbondanti nevicate degli ultimi giorni.
Per il nostro copricapo siamo anche
stati oggetto della meraviglia dei turisti cinesi e giapponesi che ci hanno
più volte fotografato.
Ottima l’accoglienza da parte di tutti e
buona la mensa dei siti olimpici, salvo
la mancanza di un bicchiere di quello
buono, bandito da tutti i siti.
Ma ci siamo rifatti nelle serate passate
presso il Gruppo di Giaveno, dove il
Vice-capogruppo Dario Galletto ci ha
bene abituati con manicaretti ogni giorno diversi. E vogliamo qui ringraziare
il Gruppo di Giaveno per la cordialità e
l’ospitalità.
Mercoledì 15 febbraio c’è stata la visita al Gruppo di Giaveno del Presidente
Nazionale Perona, del Presidente della
Sezione di Torino, di alcuni responsabili TOROC e del Sindaco di Giaveno.
Dopo i ringraziamenti ai volontari, i discorsi di circostanza e lo scambio di
doni (da parte nostra abbiamo portato
i saluti della Sezione di Milano con la
consegna dei guidoncini della Sezione e dei Gruppi di Abbiategrasso,
Bresso e Corsico al Capogruppo di
Giaveno), la serata è proseguita in cordialità con la solita ottima ed abbondante cena.
Nel pomeriggio del 24 febbraio siamo
tornati in molti a Giaveno, presso il
mercato coperto del fungo che è una
abbondante specialità autunnale locale, per il saluto ed i ringraziamenti del
Sindaco, della cittadinanza e dei ragazzi
delle scuole.
Voglio citare che a Bardonecchia, culla
dello snowboard, fra gli incaricati dell’accoglienza delle delegazioni e degli
atleti c’era anche Valentina Latino, figlia del Capogruppo di Abbiategrasso.
Significativo è stato il rapporto che si
è instaurato con le Forze dell’ordine e
con gli Alpini in armi, tutti sempre collaborativi, educati e comprensivi; mentre altre componenti non volontarie
non gradivano le nostre garbate richieste e i lavori più umili e faticosi sono
stati assegnati agli Alpini i quali, con il
solito mugugno ma con tanta buona
volontà e spirito di servizio, hanno
sempre onorato il cappello, prodigandosi per la migliore riuscita dei compiti
assegnati.
In conclusione, questa è stata una
esperienza positiva per le nuove amicizie trovate sia tra gli Alpini, sia tra i
residenti di Cesana e Giaveno, ospitali
e disponibili.
Ancora un grazie agli Alpini di Giaveno
e alle loro mogli che ci hanno fatto sentire a casa.
Soddisfatti ed orgogliosi nel poter dire
che “alle Olimpiadi di Torino 2006
c’eravamo anche noi” e guardando
avanti, sarebbe piacevole dare la propria disponibilità quale volontario anche per le Olimpiadi di Vancouver 2010.
Luigi De Melgazzi
Marzo 2006
10 - Veci e Bocia
PROTEZIONE CIVILE
Le te
gole del 3P
teg
Dispiacerà ai due inquilini alati del 3P,
ma ormai il capannone è definitivamente
chiuso. Dopo i portoni di ingresso, anche i vetri sono stati montati sui telai e i
due piccioni che da tempo occupavano
una postazione “pericolosamente” predominante, devono ora rassegnarsi allo
sfratto. L’ultimo piano è stato sgomberato e si sta provvedendo a tracciare i
muri divisori dei servizi igienici, dell’ufficio e della sala riunioni.
Sembrerebbe quindi che i lavori procedano senza intoppi, ma quando si è trattato di salire sul tetto per verificarne lo
stato – è proprio il caso di dirlo – ci è
caduta una bella tegola in testa.
Ma andiamo con ordine; durante uno
dei tanti sabati lavorativi, con la partecipazione della S.I.A. (ovvero la squadra
rocciatori), siamo saliti sul tetto nella più
totale sicurezza, per piazzare un cavo
d’acciaio, cui potersi assicurare ogni
qual volta si presenti la necessità di salire sul tetto – ricordiamo infatti che la
gronda dello stabile è ad una quindicina
di metri di altezza.
Una volta saliti abbiamo constatato che
il tetto è in condizioni pietose e non solo
le tegole, ma tutta la struttura. Anni fa, ai
tempi della ristrutturazione dello stabile
per utilizzarlo come parcheggio – e cioè
ai tempi della costruzione dei famosi tre
piani interni – a causa di infiltrazioni dovute alla rottura di alcune tegole, qualche calcinaccio ha incominciato a staccarsi dal soffitto. Per evitare la caduta
degli stessi sulle autovetture, fu applicato internamente un controsoffitto in
lamiera, che per il momento risolveva il
problema, ma che ci ha mascherato le
reali condizioni fino ad ora. Per anni lo
stabile è stato poi abbandonato e il tempo e le intemperie hanno intaccato anche strutturalmente la copertura già
compromessa.
I nostri responsabili hanno interpellato
il Comune di Cesano Maderno, proprietario dell’immobile che ce lo ha affidato
in comodato trentennale, per arrivare ad
un compromesso. Da parte del Comune
c’è una positiva apertura nei nostri con-
fronti e sembra che ci verrà corrisposto
un rimborso, non si sa ancora di preciso
quanto e in che modo; per adesso i nostri tecnici stanno preparando un preventivo per valutare la spesa.
La sistemazione del tetto prevede la rimozione di tutte le tegole e la messa in
opera di lamiere grecate portanti che
appoggiano direttamente sulle travi principali, lasciando scarica l’esile solettina
ormai ammalorata. Data la mole e la pericolosità del lavoro, si sta valutando
l’ipotesi di appaltare il lavoro ad un’impresa specializzata, che tra l’altro porterebbe a termine il lavoro in breve tempo.
Nell’attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione comunale di Cesano,
i lavori procedono all’interno. Il carro
ponte è stato messo in sicurezza e ora
può essere utilizzato come ponteggio
mobile per scrostare le parti alte dell’edificio, si procede con l’impianto elettrico
e con la realizzazione dei divisori interni.
Per questi e per tanti altri lavori è necessario l’aiuto di tutti, non necessariamente iscritti alla Protezione Civile; attualmente c’è bisogno di muratori, ma anche la semplice manovalanza non è rifiutata.
Stiamo cercando di organizzare meglio
le giornate lavorative al 3P, che a volte
davano l’impressione di essere lasciate
un po’ al caso. Ma, vuoi un po’ per la
“foga”, un po’ per le reali difficoltà nel
gestire tante persone che svolgono lavori diversi, non è certo facile organizzarsi al meglio, soprattutto per chi non
lo fa di mestiere. Tra l’altro questi lavori
non sono proprio usuali per la Protezione Civile, abituati fino a ieri a far andare
motoseghe e spalare fango, ma ora c’è
la necessità di avere una “casa” per
poter essere meglio operativi in futuro.
Un lavoro nuovo per tanti volontari, che
si ritrovano a siliconare vetri o a sbadilare
malta ai muratori, ma anche per i responsabili che devono gestire i lavori.
I lavori procedono…ma abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti per portarli a
termine.
Fabiano Folcio
Eser
citazioni della Squadr
a
Esercitazioni
Squadra
di Intervento Alpino
Anche per l'anno 2006 la Squadra d’Intervento Alpino della Protezione Civile (S.I.A.-P.C.) ha redatto il proprio calendario delle esercitazioni mensili.
Lo scopo di tali esercitazioni, com'è risaputo, è il perfezionamento della tecnica di messa in sicurezza degli operatori di P.C. durante lavori in terreni ripidi e pericolosi, per l'incolumità di chi
opera. I componenti la Squadra sono
tutti ben affiatati ed hanno una buona
conoscenza di queste tecniche che comprendono, quasi sempre, l'uso delle corde con tutti gli accessori conseguenti.
Perciò il posto ideale dove affinare e
migliorare la preparazione è proprio
l'ambiente alpino.
Ecco il calendario 2006 delle uscite della squadra SIA-PC della Sezione ANA
di Milano, concordato durante l'uscita
del 4 dicembre 2005 al Rifugio Piazza.
22 Gennaio: Adunata speciale in casa
Marelli, a Pizzino (Val Taleggio) - BG
19 Febbraio: Zucco dell'Angelone Barzio Valsassina (LC) - falesia
Marzo:Esercitazione di PC a Milano
2 Aprile: Monte Tremezzo - Como
14 Maggio: Adunata nazionale ad
Asiago (VI)
2/3/4 Giugno: Esercitazione del 2° raggruppamento PC in quel di Salò (BS)
11 Giugno: Ponte Selva (BG) - Raduno
sezionale
8-9 Luglio: Pizzo del Diavolo di Tenda
(BG); uscita di 2 gg.
27 Agosto: Targhe “F. Figel” e “G.
Mazzucchi”- Valsassina (LC)
17 Settembre: Monte Grona (BG) - Ferrata della Madonnina
22 Ottobre: Zuccone Campelli (LC) Ferrata Minonzio
12 Novembre:Torrione Fiorelli (LC) Grigna orientale
3 Dicembre: Monte San Martino (LC) Rifugio Piazza.
Invitiamo chi volesse partecipare a
prendere contatto con i Responsabili
della Unità di PC Sezionali /SIA o con
il proprio Capogruppo.
Giovanni Frattini
GIOVANI ALPINI
Da tutt
’Italia nella nostr
zione
tutt’Italia
nostraa Se
Sezione
Domenica 19 marzo alle
ore 09:15 i giovani
referenti dei quattro
Raggruppamenti si
sono trovati nella nostra sede sezionale per
discutere in merito alle
prossime manifestazioni di carattere nazionale e impostare la linea
da seguire a riguardo.
Ogni raggruppamento
ha scelto i suoi giovani da far partecipare a
questo importante incontro e, per il nostro raggruppamento ovvero il secondo (Lombardia, Emilia Romagna) hanno
partecipato: Alberto Giudici della Sezione di Brescia (responsabile 2° rgpt.),
Damiano Ronzoni della Sezione di
Como, Gianluca Gazzola della Sezione
di Piacenza, Manuele Grigolato e Alessandro Branduardi per la Sezione di
Milano. Erano inoltre presenti il Consigliere Nazionale Cesare Lavizzari e Giorgio Urbinati in qualità di Presidente della sezione ospitante.
Il dibattito è iniziato dando la parola al
rappresentante del 4° Raggruppamento
e appartenente alla Sezione di Napoli che
ha illustrato il lavoro svolto al sud e l’incremento di Alpini iscritti alle loro Sezioni, lasciando i presenti nello stupore
e dimostrando che anche il sud, se pur
con numeri nettamente inferiori, è una
terra di vocazione alpina come il nord.
Successivamente prendono parola i rappresentanti del 3° Raggruppamento
(Triveneto) che hanno dimostrato di
essere una vera forza sia per la quantità
che per la qualità; arriva infatti da loro
una proposta condivisa e apprezzata da
tutti i presenti la quale sarà per i nostri
veci una bella sorpresa che sveleremo
solo giunti ad Asiago!
Rimanendo in tema Adunata, ogni raggruppamento ha portato le sue proposte per uno striscione dei giovani da realizzare per l’occasione come richiesto
dalla Sede Nazionale. Tante sono state
le frasi pensate e riportate, tutte degne
candidate per un’adunata così importante e significativa come quella di
Asiago e, alla fine è passato proprio
quella che avevamo proposto noi come
2° raggruppamento con un piccolo taglio. Il motivo principale che ha portato
la maggioranza alla sua scelta è stata la
sua essenzialità e incisività, l’immediatezza del messaggio che rende pienamente il suo significato anche a quelli
che parteciperanno alla nostra manifestazione pur non essendo soci.
La seconda scelta è stata quella di sfilare di primo mattino dopo il CDN assieme a … ma certo, assieme ai nostri reduci che al solito sfilano sui V.M. dell’Esercito scortandoli e creando dietro di loro
un plotone di un centinaio di giovani
che apriranno la manifestazione, sfilando prima delle Sezioni estere.
Qualche perplessità è emersa in merito
al fatto di raggiungere la Colonna Mozza sull’Ortigara visto che tutt’oggi è totalmente sommersa dalla neve e le zone
che solitamente restano in ombra potranno presentarsi ancora con svariati
metri di coltre bianca. Pensiamoci!
Ultimo, ma primo in ordine cronologico,
abbiamo deciso di pranzare tutti assieme il venerdì che precede l’Adunata in
un agriturismo a Gallio così da poter definire con maggiore precisione tutti que-
sti dettagli.
Durante il dibattito ci è stata fatta una
gradita visita da parte dei nostri reduci
Antonio Rezia e Alfredo Baggi che per
un fortuito errore, avendo anticipato di
una settimana la festa del Gruppo di
Milano Centro al Civico Tempio di San
Sebastiano, ci hanno onorato con la loro
presenza. A quel punto considerato anche il fatto che fanno decisamente parte del gruppo giovani, li abbiamo invitati a fermarsi con noi per condividere il
rancio. Alla spicciolata giungono tutti e
finalmente arriva anche il nostro Presidente Nazionale Corrado Perona proveniente dall’assemblea della Sezione di
Bassano del Grappa. Inevitabilmente
con il suo carisma infonde una gran carica e un’abbondante dose di entusiasmo tra i presenti. Immediatamente ragguagliato su quanto detto, prende la
parola esternando la sua piena fiducia
in noi giovani e all’importanza di questo
progetto nel quale crede fermamente in
quanto noi siamo il futuro dell’Associazione. Futuro che, giustamente, deve cominciare a diventare anche un presente
e in che maniera? In quella più semplice
e logica possibile ovvero affiancare i
nostri Veci su tutti i fronti per alleviare le
loro fatiche approfittandone per imparare da quelli che oramai sono i “professionisti dell’ANA”.
In oltre si fa anche il riferimento ad alcune Sezioni-Gruppi che non condividono questa decisione che arriva dall’alto,
questo molto probabilmente perché ancora oggi a distanza di un anno e mezzo
non hanno ancora capito niente di questo progetto anche se diversi notiziari
di Gruppo ne hanno fatto cenno, notiziari sezionali idem e su “L’Alpino” se
ne è parlato in abbondanza esplicando
tutti gli aspetti della cosa e rispondendo direttamente a domande fatte al Presidente e alle perplessità espresse in
merito.
Una riflessione personale mi porta a
dedurre che il problema di chi ancora
oggi nutre dubbi e paure rispetto ai giovani è dovuto al fatto che non legga mai
“L’Alpino” piuttosto che il proprio notiziario sezionale.
Per concludere voglio fare un appelloinvito a tutti i soci che hanno tanti bollini
sulla tessera a vederci come i loro nipoti
che, quando il nonno vuole prendersi
una “piccola licenza” per gustarsi
un’ombra può tranquillamente farlo e, a
quelli che di bollini non hanno ancora
riempito la prima tessera di darsi da fare
prendendo contatti con il responsabile
giovani del loro Gruppo perché molti dei
nostri Veci hanno riposto tutte le loro
fiducie e le loro aspettative in noi e quindi ZAINO IN SPALLA, RIMANENDO SEMPRE BEN ALLINEATI E
COPERTI!
Alessandro Branduardi
Veci e Bocia - 11
Marzo 2006
VITA NEI GRUPPI
CERNUSCO S/N
Ricor
do di Rino Picco
Ricordo
Ciao Vecio, ti scrivo questa mia per
farti conoscere i miei pensieri e le
mie emozioni del giorno dell’Adunata di Trieste.
Incontrandoci quel pomeriggio in
Baita, parlando dei tuoi problemi di
salute e soprattutto del tuo impedimento a partecipare all’Adunata di
Trieste, notai sul tuo volto del rammarico, notai i tuoi occhi velati di
lacrime, dal dispiacere per non poter partire insieme con noi per Trieste. In quel momento è venuta a
galla la proposta di poter portare a
Trieste almeno il tuo Cappello. Istintivamente la mia risposta fu negativa,
non certo per farti dispetto ma per la
consapevolezza del “peso” morale di
quel Cappello e così notai anche nei
tuoi occhi un velo di tristezza per la
mia negazione.
Il discorso proseguì con altri argomenti,
e ci lasciammo per tornare ognuno alle
nostre case. Strada facendo, continuavo a pensare all’espressione del tuo
volto, al momento della mia risposta
negativa e, non riuscendo a cancellare
l’immagine della tua tristezza dalla mia
mente, decisi che ti avrei accontentato
e avrei portato il tuo Cappello all’adunata. L’indomani ci siamo di nuovo ritrovati in Baita e ti comunicai la mia
decisione: sfilare in adunata con il tuo
Cappello per far sì che anche tu potessi essere presente a Trieste.
Come d’accordo, la domenica successiva mi portasti in Baita il tuo Cappello. Il giorno dell’adunata, mentre iniziavano a sfilare i reparti in armi, ti chiamai al telefono per far sì che anche tu
fossi più vicino a noi, per farti sentire
ancora di più la nostra vicinanza e,
man mano che il tempo passava, e s’avvicinava l’ora della partenza della nostra Sezione, il cuore batteva sempre
più forte al pensiero che avrei dovuto
sfilare per le vie di Trieste, un po’ anche
orgoglioso di portare il tuo Cappello.
Finalmente si parte, sempre più forte
nei miei pensieri il peso di quel Cappello, quel Cappello che aveva sopportato con te tante fatiche, tanti sacrifici, tante rinunce, tante umiliazioni
d’uomini ridotti come stracci, ridotti
alla fame, morti congelati da un’assurda guerra, ma con un animo tanto forte
che, fortuna o destino, sono riusciti a
portare a casa la pelle.
Scorrevano nella mia mente le tue parole, i tuoi racconti dei momenti trascorsi in terra di Russia e quel Cappello pesava sempre di più... Sentendo i
cori intonati dagli Alpini che sfilavano, sentendo il “33” scandito in continuazione dalle varie bande, ti confesso che mi sono emozionato più volte.
Forse tutto questo sembrerà retorica,
forse non è più di moda credere in queste cose, forse non si usa più ricordare
quei momenti, forse fa più comodo
“non ricordare” quei momenti…; troppi forse…e intanto i nostri giovani non
credono più in certi valori… e intanto i
nostri anziani, quei pochi rimasti, soffrono anche per questo!
Così, in questo mondo dove si sta perdendo ogni valore e ogni speranza di
migliorare i rapporti fra gli uomini, è
VIGEV
ANO
VIGEVANO
Ricor
do di Ser
gio Gelo
Ricordo
Sergio
senz’altro meglio credere, sperare e
affermare che uomini come te abbiano
sempre ad esistere. Ciao Vecio.
Il tuo bocia
Cernusco, 12 gennaio 2006
Ciao Vecio, oggi ho portato ancora una
volta il tuo cappello; l’ultima volta.
L’ho portato nel giorno triste del tuo
funerale, adagiato su un cuscino tricolore per rimarcare l’importanza di
quel cappello, l’attaccamento alla Patria e al dovere, quel dovere ”pericolosamente compiuto”. Quel dovere che
ti ha portato nella lontana steppa in
terra di Russia, in quella famigerata
campagna dove con altri commilitoni
sempre attaccati al dovere di combattenti avete sofferto le pene dell’inferno e visto più volte la morte in faccia.
Accompagnandoti al camposanto mi
scorrevano nella mente i tuoi racconti
in quelle terre desolate e maledette
nello stesso tempo.
Grazie Rino! Un grosso “grazie” per
quello che hai sempre saputo darci con
l’esempio, che hai sempre saputo trasmetterci, soprattutto con il dovere.
Un grazie immenso per quello che hai
dato al tuo Gruppo e ai tuoi Alpini di
Cernusco; amore, lavoro, dedizione ma
soprattutto determinazione, doti che
non troveremo mai più così ben amalgamate in nessun’altra persona.
Lasci un vuoto che, a mio avviso, sarà
incolmabile nel gruppo; un vuoto che
ci farà sentire per sempre la tua mancanza come Uomo, come Alpino ma
soprattutto come Padre.
GRAZIE RINO sarai sempre PRESENTE in mezzo a noi.
Pierangelo Assasselli
Il 17 gennaio l’Alpino Gelo Sergio e’
andato avanti: questo giorno sarà una
data che rimarrà fissata indelebilmente
nella vita del Gruppo di Vigevano.
Lo abbiamo visto andare in ferie dopo
averci dato sino all’ultimo consigli e
suggerimenti per riuscire al meglio nelle varie manifestazioni.
Nella sua amata terra d’Abruzzo un
ictus cerebrale lo aveva colpito alla fine
dell’estate.
La sua forte fibra, la sua tenacia, da
vero Alpino gli avevano dato la forza
di tenere duro, di riuscire a tornare alla
sua terra; la riabilitazione lunga con
una prognosi che lasciava ben poche
speranze e alla fine serenamente, confortato dal calore della Famiglia e dei
suoi tanti Amici è andato avanti nel
paradiso di Cantore.
Gelo era stato Tenente degli Alpini nel
Battaglione Edolo nel ’50 a Dobbiaco,
dove aveva maturato una grossa esperienza acquisendo solide amicizie con
molti Alpini poi rincontrati in Associazione nell’ambito della Sezione di
Milano.
Quando i suoi carichi di lavoro glielo
hanno consentito, ha sempre dato un
generoso apporto alla vita associativa, diventando Capogruppo di
Vigevano–Mortara, riportando una
gestione sfibrata da un’intensa attività ma priva di un adeguato coordinamento, ad una guida austera e ben
governata.
Aveva trasmesso la sua impostazione
amministrativa rigorosa ed oculata,
elevando l’importanza del Gruppo di
Vigevano, arricchendolo di nuove
iscrizioni, ben gestendo un difficile trasloco e gettando i presupposti per la
costruzione dell’attuale Sede, la Baita
degli Alpini di Vigevano.
La cerimonia funebre si è svolta a
Cassolnovo, paese di origine della sua
famiglia, alla presenza di numerosi Alpini sia del “suo” Gruppo sia della Sezione di Milano dove godeva di incondizionata e larga stima.
Vogliamo cogliere l’occasione per riportare nel testo di questo articolo alcune righe che il grande amico e Alpino Ettore Gaggianese ha voluto scrivere in suo ricordo:
“Caro Sergio, io ti ho conosciuto
tardi, quando hai trasferito la famiglia a Vigevano e poi ti sei iscritto al
nostro Gruppo; abbiamo subito legato e fatto amicizia, quell’amicizia vera
che nasce dai valori comuni del nostro Corpo e dalle tanti passioni in
comune.
Ma come mi è difficile comporre questo estremo saluto e trovare parole che
esprimono quello che si ha nel cuore,
la mente và alle mille strade che abbiamo percorso assieme, mi conduce
strattonandomi in tutti quegli angoli
d’Italia, d’Europa, per monti e per
mari, con gli Alpini, con le Famiglie e
i tanti Amici, molti dei qual, ahimé e ,
come Te, sono andati avanti!
Ciao Sergio, non ti dimenticheremo
mai!
Ettore Gaggianese”
Queste parole ci portano a riflettere
sulla ricchezza della vita associativa,
alla fortuna che abbiamo nel condividere momenti con persone che poi,
quando vanno avanti, ti mancano.
Apprezziamo il vivere insieme, troviamo felicità nel condividere i nostri entusiasmi, assaporiamo ogni istante che
passiamo insieme cercando di renderci utili e fecondi con la nostra vita operosa.
Così onoreremo la loro memoria e ci
faremo testimoni dei valori dei nostri
Padri.
Renzo De Candia
PADERNO DUGN
ANO
DUGNANO
Addio al “V
ecio” R
udellin
“Vecio”
Rudellin
Un altro grande vecchio del Gruppo,
Antonio Rudellin, se ne è “andato
avanti”.
Era uno dei personaggi più amati, sempre presente alla riunione del giovedì,
cordiale con tutti, arguto nelle sue osservazioni che colpivano diritto, sempre pronto alle battute spiritose che
tra noi Alpini non ci lesiniamo.
Sulle sue labbra incorniciate da due
bei baffi bianchi non mancava mai un
sorriso e nei suoi occhi limpidi leggevi il profondo dell’anima.
Restare con lui in compagnia ad ascoltarlo era piacevole e quei momenti ti
lasciavano nell’animo tanta serenità.
Era un Alpino vero, convinto fino in
fondo; la sua naja che si può dire non
finì mai, iniziò nel trentanove e terminò
nel quarantatre, sul fronte greco –
albanese.
La pergamena ricordo che abbiamo distribuito in gennaio durante l’assemblea del Gruppo non siamo riusciti a
consegnargliela di persona perché ormai stava troppo male.
Da dicembre non veniva più in sede;
in breve tempo un silenzioso tumore
lo ha consumato portandolo velocemente alla morte.
Al suo funerale gli Alpini del Gruppo
c’erano proprio tutti, a testimoniare
l’amicizia sincera e l’affetto che li lega
ad Antonio nel ricordo di tante esperienze passate assieme.
Aldo Barberi
Una recente immagine di Antonio Rudellin,
a fianco della sig. ra Rischitelli, durante un
pranzo nella sede del Gruppo.
Marzo 2006
12 - Veci e Bocia
VITA NEI GRUPPI
LIMBIA
TE
LIMBIATE
60 anni assieme
Il nostro decano del
gruppo, Livio Beacco
classe 1921, ha recentemente raggiunto
l’invidiabile traguardo di 60 anni di matrimonio con la consorte signora Alma.
Reduce dal fronte russo dove con la divisione Julia è stato
protagonista e testimone di quella sciagurata ed avventata
campagna militare,
dopo l’armistizio dell’otto settembre
1943, per non cadere in mano alle truppe tedesche che, non dimentichiamo-
lo, in quella zona avevano autorità assoluta, ed
essere quindi deportato
in Germania, si rifugiò in
montagna aderendo alla
lotta partigiana con la brigata Osoppo.
E’ la memoria storica di
quegli avvenimenti che,
soprattutto negli incontri
con i ragazzi delle scuole,
racconta con estrema lucidità, semplicità e senza
ombra alcuna di retorica.
Gli alpini del gruppo di
Limbiate nel felicitarsi con la coppia,
augurano altri innumerevoli anni di
serena unione.
Sandro Bighellini
Giorna
ta del ricor
do
Giornata
ricordo
La piazzetta intitolata ai “Martiri delle
Foibe”, davanti alla caserma dei carabinieri e alla nostra sede, è divenuta
anche quest’anno il luogo del ricordo,
per conservare la memoria di tutte le
vittime delle foibe, dell’esodo di
istriani, fiumani e dalmati nel secondo
dopoguerra e della complessa vicenda del confine orientale.
La giornata del ricordo è stata celebrata dall’amministrazione comunale con
una deposizione di fiori sulla piazza
inaugurata lo scorso anno e un convegno, presso la nostra sede, che ha
visto l’intervento di Ivano Granata,
docente di storia contemporanea e di
Guido Cace, presidente dell’Associazione nazionale Dalmata.
Un momento di confronto e di celebrazione, che ha visto riuniti molti di noi,
autorità e semplici cittadini.
Nelle parole di Granata, “la verità della
storia non è mai né nera né bianca, ma
grigia, ed è così anche in questo caso”,
c’è il presupposto per analizzare con
correttezza e lucidità la tragedia delle
foibe. Tragedia che, senza ombra di
dubbio, deve essere ricordata con forza, anche come monito per le giovani
generazioni.
“La tragedia delle foibe si concentra
durante l’occupazione jugoslava,
quando molti italiani vennero arrestati, scomparvero o furono incarcerati
senza motivo”, ha ricordato Granata,
che ha fornito una dettagliata ricostruzione storica, “molti finirono nelle foibe
di Basovizza, Prosecco e Aurisina, solo
per citarne alcune, anche se è difficile
dire esattamente quanti furono
infoibati”.
Granata ha parlato di circa
16 mila morti, tra riesumati,
non ricuperati e vittime di
campi di concentramento
in Slovenia, Croazia e
Serbia. “Quale era la strategia di Tito? Molti pagarono in quanto italiani, ma
soprattutto in quanto italiani anticomunisti. Innumerevoli inoltre gli slavi,
che non condividendo le
sue idee ebbero uguale destino. A Tito non interessava la pulizia etnica in se
stessa, ma l’eliminazione di chi non era
allineato con il suo credo, perché puntava ad estendere i confini jugoslavi
fino a Monfalcone. Perché la questione non è mai stata sollevata in modo
ufficiale? Perché c’è stata in tal senso
una cattiva volontà, il ricordo delle
foibe è stato sacrificato alla ragione di
stato dei primi governi italiani del dopoguerra”. Granata ha collegato il dramma delle foibe anche alla politica italiana precedente. “Non dimentichiamo
che il fascismo attuò un processo di
snazionalizzazione della Venezia Giulia
e che i fascisti ebbero una mano pesante con le minoranze etniche.
Crearono campi di concentramento in
cui finirono molti slavi. Il fascismo contribuì dunque a creare un clima che si
rivelò poi negativo anche per gli stessi italiani”.
Parole che hanno sollevato qualche
perplessità da parte di Cace, testimone diretto degli eventi.
“Non dimentichiamo che con le foibe
vennero indistintamente colpiti medici, marescialli dei carabinieri, sacerdoti, farmacisti, segretari del fascio, e le
cifre sono incontestabili.
Ma il vero problema fu il nazionalismo
eccessivo dei popoli slavi.
Oggi in territorio sloveno le foibe sono
segnalate da una croce, la nostra tesi
di profughi è che le foibe debbano essere riconosciute fortemente anche in
Croazia. Per molto tempo non se ne
parlò, ora chiediamo almeno il riconoscimento morale. Chiediamo che anche
là, in corrispondenza di una foiba, si
metta una croce”.
Sandro Bighellini
RHO
Paolo R
aissoni ci ha lascia
ti
Raissoni
lasciati
Paolo se ne è andato per sempre.
In data 27/11/2005, in occasione dell’Assemblea Ordinaria di Gruppo, il
capogruppo uscente Paolo Raissoni
aveva deciso di non ricandidarsi per seri
motivi di salute, cedendo così l’incarico
a Vasco Guidi, già vice capogruppo, che
ha accettato di buon grado di sostenere
tale responsabilità sapendo di doversi
sobbarcare, come del resto ha già finora
fatto, molti impegni per rendere visibile
l’attività del Gruppo nella città.
Il forte dispiacere già provato nel vedere Paolo costretto a lasciare la nostra
guida, è ora acuito dalla sua scomparsa.
A lui dobbiamo immensa gratitudine per
quanto ha fatto per il Gruppo; come un
buon padre di famiglia, è stato un importante punto di riferimento e di sicurezza sin dal lontano 10 febbraio 1991,
data della sua nomina a tale incarico.
Per tali motivi, durante l'ultima riunione
del Consiglio, si era deciso di conferirgli
una pergamena "ad honorem", in segno
di riconoscenza da parte di tutti gli Alpini rhodensi.
Mario Sada
MA
GENT
A
MAGENT
GENTA
Una inizia
tiv
a di solidarietà
iniziativ
tiva
II Ruanda è un piccolo paese nel cuore dell'Africa, incastrato tra Congo,
Uganda, Tanzania e Burundi.
Grande come la Lombardia, è popolato
da 9 milioni di abitanti. Del Ruanda si
parlò molto tra il 1994 e il 1995 per via
degli scontri etnici tra hutu e tutsi.
In cento giorni si registrò il genocidio
forse più crudele, di sicuro il più rapido della storia, con quasi un milione di
morti. Poi, il Ruanda scomparve dalle
cronache.
Oggi è un Paese che interessa poco,
noto soprattutto per la sua attrazione
turistica più esclusiva: i gorilla di montagna, la cui popolazione - l'ultima al
mondo - vive in un parco naturale distribuito su tre nazioni.
Interi distretti, però, sono ancora senza corrente elettrica e nelle strutture
sanitarie (dove spesso non c'è neanche un medico) si riciclano persino le
siringhe monouso.
A partire dal 2002 un alpino del Gruppo di Magenta, Giovanni Bolciaghi, insieme ad alcuni amici abbiatensi ha realizzato diverse iniziative di solidarietà
a favore di questa popolazione martoriata. In particolare, si stanno raccogliendo fondi per realizzare una linea
elettrica tra Kiziguro, a fondo valle, e
Muhura, una parrocchia del Nord retta da un barnabita bergamasco, padre
Mario Falconi.
L'intero comprensorio di Muhura non
è dotato di corrente: c'è qualche geneA sinistra:
Il tavolo dei relatori a
Limbiate. Da sinistra, Luigi Boffi, l’assessore Fausto Guerra, il prof. Ivano
Granata, Guido Cace ed il
sindaco Antonio Romeo
A destra:
Giovanni Bolciaghi durante uno dei suoi viaggi in
Ruanda.
ratore, ma quei pochi disponibili non
bastano neppure per garantire i più elementari servizi, a cominciare da quelli
sanitari, erogati - per quanto possibile
- in un dispensario retto da una missionaria di Osimo.
La disponibilità della corrente elettrica
cambierebbe la vita degli 80 mila abitanti del distretto, dando anche un notevole impulso allo sviluppo poiché
permetterebbe la creazione di imprese
artigianali.
Per questo motivi, Padre Mario ha intrapreso la costruzione di una nuova
linea elettrica: grazie alle donazioni fin
qui raccolte, è già riuscito a completare i lavori per i primi 9 chilometri, ma ne
mancano ancora 11, per una spesa di
275 mila euro.
Il sacerdote ha chiesto ora aiuto per
poter completare il progetto.
Chi volesse contribuire può prendere
contatto direttamente con il Gruppo
Alpini di Magenta.
Ma ci sono anche altre possibilità,
come l'adozione a distanza che è uno
dei mezzi più efficaci per aiutare le tante famiglie bisognose.
La quota minima per assistere un bambino iscritto al ciclo di studi primari è
di 30 euro all'anno, per un allievo di
quello secondario si arriva a 150 euro;
per motivi di continuità viene richiesta
un'adesione di 6 anni nel primo caso e
4 nel secondo (informazioni allo
02.5456936).
G. R.
Veci e Bocia - 13
Marzo 2006
VITA NEI GRUPPI
B
AREG
GIO
BAREG
AREGGIO
Cena con il CDN
Il Gruppo di Bareggio, con il provvidenziale supporto di Lino Chies e di
altri Alpini della Sezione di Conegliano
Veneto, ha organizzato una serata in
onore del Presidente Corrado Perona.
Hanno partecipato anche molti Consiglieri nazionali, presenti a Milano per
la riunione del CDN del giorno successivo, il past president Beppe
Parazzini, il Presidente sezionale Giorgio Urbinati, alcuni Consiglieri della
nostra Sezione, oltre, ovviamente agli
Alpini ed Amici del Gruppo.
Nella nostra sede si è così riunito per
alcune ore il vertice dell’Associazione
per una cena a base di ottimo spiedo
preparato dai rosticcieri veneti con una
attrezzatura di livello professionale, e
per una bella serata che si è conclusa a
notte fonda tra canti e tanta cordialità.
Luca Parazzini
Beppe Parazzini, il Capogruppo Antonio Andrucci e Corrado Perona in un
momento della serata.
L AIN
ATE
AINA
Per ricor
dar
vico Balbiani
ricordar
daree Don Lodo
Lodovico
Il 26 dicembre 2005, a Longone al
Segrino, vicino ad Erba in provincia di
Lecco, abbiamo accompagnato ad ultima dimora don Lodovico Balbiani.
Era presente il Vessillo della Sezione di
Milano, accompagnato dal nostro Presidente Giorgio Urbinati e dai Consiglieri sezionali Roberto Veronelli e Elio
Dal Pont; numerosa la presenza dei
gagliardetti.
Per chi non lo conoscesse, o non lo
ricordasse, don Lodovico era quell’
ometto che dal 1980, fino all’ultima di
Parma, celebrava la S.Messa al campo
del Gruppo di Lainate alle Adunate.
Si è sempre prodigato per gli Alpini e
teneva i contatti con molti Gruppi: quale cappellano militare era molto richiesto. Più di una volta si è spinto in Canada, a far visita agli Alpini della Sezione e durante le Adunate faceva doppia sfilata, prima con le Sezioni estere,
poi con i suoi Alpini di Longone al
Segrino.
Don Lodovico, per noi del
Gruppo di Lainate, era sempre pronto ad intervenire
alle nostre cerimonie, portandoci quella calma e quella serenità che solo lui sapeva trasmettere. Spesso la
sera si presentava in baita
e si intratteneva con i giocatori di “scopa” tenendo
dignitosamente testa. Sono
da ricordare le sue doti
alpinistiche: difatti, pur
avendo incominciato a scalare all’età di quarantasette
anni, sono numerose le vette da lui
conquistate: quasi tutte le vette delle
Dolomiti, (Civetta, Moiazze, Torri di
Vaiolet, ecc.), Adamello e Cervino, sul
quale dopo l’ascesa ha anche scritto
un libro intitolato “Il Cervino è anche
un po’ mio”. Don Lodovico, però non
si è accontentato ed ha voluto scalare
anche le montagne del Nepal, dell’India e del Tibet; anche questa volta,
non poteva mancare di scrivere un libro dal titolo “Amicizia e Montagna,
ricordi e riflessioni”.
Ma è inutile star qui ad elencare le sue
innumerevoli doti. Sta di fatto che per
noi di Lainate è stato un amico con la
“A” maiuscola; il punto è che un male
incurabile lo ha portato via, ha portato
via un grande divulgatore di Alpinità,
lo predicava anche durante la Santa
Messa, perchè lui l’Alpinità l’aveva nel
cuore.
RICORDIAMOLO COSÌ
Manuele Grigolato
MILANO CENTRO
Con
vegno sui “Comba
ttenti della
Conv
“Combattenti
guer
azione”
guerrra di liber
liberazione”
Sabato 28 gennaio ha avuto luogo al
Circolo della Stampa, con il patrocinio
della nostra Sezione, la presentazione
del Calendario 2006 delle “Forze Armate Regolari nella guerra 1943-45”.
Nonostante l’inclemenza del tempo e
la copiosa nevicata, che hanno impedito l’arrivo degli aerei da Roma e quindi la partecipazione del Presidente gen.
Poli e del colonnello Coltrinari della
Sede Centrale, la manifestazione ha
avuto notevole successo con la partecipazione di numerosi excombattenti e
moltissimi Alpini della Sezione ANA
milanese.
Dopo il saluto del Presidente della Sezione Provinciale degli ex-combattenti, gen. C.A. Medaglia d’Argento V.M.
Luigi Morena hanno parlato: il noto
scrittore Alfio Caruso - autore del bellissimo volume “In cerca di una patria”
sulla guerra 43-45, detta di liberazione,
ed il prof. Ernesto Damiani, figlio di un
combattente del C.I.L. (Corpo Italiano
di Liberazione) che ha pubblicato il
meno noto ma documentatissimo ed
avvincente volume “Ci riconosceremo
sempre fratelli” concernente la Storia
degli A.U.C. classe 1922 Volontari della Guerra di Liberazione.
Ha concluso i lavori il dott. Massimo
De Leonardis, direttore del dipartimento Scienze politiche dell’Università
Cattolica, con una brillante ed applaudita relazione sul contributo dell’Esercito italiano, a fianco degli Alleati, alla
liberazione della Patria.
La partecipazione dell’Esercito Italiano alla Guerra 43 - 45, sul suolo italiano, si articolò in tre fasi contraddistinte
dalla costituzione del I° Raggruppamento motorizzato (a piè), poi del Corpo Italiano di Liberazione e dei Gruppi
di Combattimento.
Il calendario 2006 illustra il periodo
centrale i cui episodi più salienti furono: la conquista di Monte Marrone, lo
sfondamento, sulla catena delle
Mainarde - tenute dai Gebirgsjager
della Edelweiss - della linea Gustav
(mentre i polacchi avevano attaccato
con successo i “diavoli verdi”, i paracadutisti tedeschi, a Cassino), la bat-
taglia di Filottrano, i combattimenti al
Musone, a S. Maria di Iesi, a Belvedere Ostiense.
È stato illustrato uno degli aspetti poco
conosciuti della guerra in Italia: la partecipazione degli allievi Ufficiali, classe 1922 che erano stati spediti nelle
Puglie con compiti antiparacadutisti,
alle operazioni belliche dell’Esercito
Regolare a fianco degli Alleati, protrattesi per quasi 20 mesi dal settembre
‘43 all’aprile ‘45. Dopo la tragedia dell’
8 Settembre, con reparti che resistevano ed altri che si sfasciavano o venivano disarmati, il corso AUC era ripreso in qualche modo nella zona di Oria,
assumendo il nome di Raggruppamento “Curtatone e Montanara”. E subito,
dai comandi, era arrivata la richiesta di
volontari, disposti a combattere.
Circa la metà degli AUC rispose all’appello e partì per il fronte. Gli altri terminarono il corso e vennero successivamente destinati a sostituire almeno in
parte, nei Gruppi di Combattimento.
Quelli del primo contingente, inquadrati ancora con la divisa estiva nel 1°
Raggruppamento motorizzato con il
grado di Caporal Maggiore A.U.C.,
vennero promossi sottotenenti, quasi
tutti, alla memoria. Perché per molti di
loro il battesimo del fuoco, la mattina
dell’8 dicembre 1943, ebbe il suono
delle campane a morto.
Quelli del 2° contingente vennero invece promossi Sergenti AUC ed assegnati ai reparti del CIL schierati in Valle di Mezzo, ai piedi di Monte Marrone. Restarono in prima linea - con la
loro vecchia e logora uniforme
grigioverde - per circa sei mesi.
Molti altri allievi ufficiali in quei lunghi mesi caddero in combattimento,
e quelli che sopravvissero vennero
promossi S.Tenenti sul campo, ma
per meriti speciali, la fortuna cioè di
non essere morti.
Sergio Pivetta
Per altre informazioni vi raccomandiamo
di leggere l'inserto del numero di febbraio
2006 de "L'Alpin del Domm", notiziario
del Gruppo Milano Centro.
LEGNANO
Ciao
Ciao,, Same
Lunedì 20 febbraio abbiamo accompagnato il nostro Socio Ubaldo
Sametti nel suo ultimo viaggio.
Il buon Same, come lo chiamavo, era
nato nel 1931. Ancor prima di assumere la guida del Gruppo ho avuto il
piacere di conoscerlo e di passare
molti momenti con lui. Il Same era
una persona semplice, un omone che
dietro alla sua imponenza fisica celava un cuore aperto, disponibile, ed
una sensibilità non indifferente.
Uomo che ti metteva subito a tuo
agio, poi con poche parole cercava
di capire quali erano le nostre idee
in comune. Non posso dimenticare
la sua disponibilità per la nostra
Baita, come non posso ignorare la
sua gioia quando gli parlai del Progetto Sasso Alpino, il nostro picco-
lo simbolo situato all’ingresso della
Baita. Ora sei andato avanti; non
sei più con noi ma il Tuo ricordo, il
tuo sorriso, le tue espressioni non
le potrò mai dimenticare.
Grazie Ubaldo, grazie per averti incontrato. Grazie per avermi regalato
la tua Amicizia, il tuo modo di essere
Alpino, la tua disponibilità.
Ed infine, a nome di tutto il Gruppo
Alpini di Legnano, vorrei ricordare
quanto il tuo operato è stato per noi
indispensabile e che mai tu hai voluto fosse pubblicizzato.
Ciao Same. Buon viaggio; troverai i
tuoi vecchi amici: il Muggia, il Gigi,
il Teo e tanti altri che già ti stanno
aspettando.
Ciao, Same, ciao e ancora grazie.
Giorgio Piccioni
Marzo 2006
14 - Veci e Bocia
VITA NEI GRUPPI
LORENTEG
GIO
ORENTEGGIO
Gr
adito impe
gno a sor
pr
esa
Gradito
impegno
sorpr
presa
Martedì 20 settembre, rientrato a casa
verso l’una, trovo in segreteria un messaggio dell’amico Mario che, con voce
piuttosto ansiosa, mi comunica di richiamarlo.
Eseguo, ed il ragazzo mi dice che il Presidente Sezionale ci ha suggerito di
presentarci presso il Centro Don Gnocchi di via Capecelatro alle 16.00 in rappresentanza degli Alpini.
Naturalmente, per telefono, non mi viene spiegata la ragione di tutto ciò, che
mi annunciano verrà spiegata solo in
seguito (mi viene il dubbio di avere il
telefono sotto controllo!!).
Alle 15,45 ci ritroviamo in quattro del
nostro Gruppo e finalmente Mario ci
rivela il grande segreto della convocazione: visita privata alla tomba di Don
Gnocchi da parte di S.E. Angelo
Sodano, cardinale Segretario di Stato,
che nella gerarchia vaticana è secondo solo al Papa.
Salutiamo Mons. Bazzari ed altri notabili del Centro e ci sistemiamo a fianco
della porta della cripta.
Davanti a noi cominciano ad arrivare i
ragazzi sulle loro carozzelle; alcuni li
conosciamo per averli frequentati in
occasione delle nostre visite al Centro.
Arrivo previsto di S.E. alle ore16.00;
alle 16.45 Mons. Bazzari, annunciandoci l’imminente arrivo, lancia l’idea di
recitare il Rosario defilandosi poi con
eleganza perché deve uscire a controllare l’arrivo.
Al termine del Rosario, circa le ore
17.15, viene annunciato che S.E. è in
ritardo di alcuni minuti.
Finalmente arriva: alle 17.30, si svolge
una breve cerimonia di benvenuto,
vengono recitate alcune preghiere, si
svolge la visita alla cripta, quindi il
Cardinale stringe la mano ai ragazzi e
agli Alpini presenti. Terminata la parte
ufficiale, i ragazzi vengono portati nelle
loro camere e noi
siamo invitati ad un
rinfresco.
Qui si rinnovano le
manifestazioni di saluto con più libertà
e Sua Eminenza esige una foto anche
con gli Alpini, che
vi mostriamo. Finisce così la cronaca
della convocazione
quasi segreta, ma
per noi significativa
ed indimenticabile.
Elio Dal Pont
Un riconoscimento
.I.H.
da
gli amici del G
.U
.P
dag
G.U
.U.P
.P.I.H.
Domenica 9 ottobre siamo stati invitati a Corsico, come Gruppo Alpini
Lorenteggio, per festeggiare il 20° anniversario del G.U.P.I.H.
Questa Associazione è nata per assistere i ragazzi handicappati; la sigla
significa infatti Genitori Uniti Per Integrazione Handicappati.
Noi, come Gruppo, collaboriamo con
questa Associazione offrendo ai ragazzi, e non solo a loro, una cena che prepariamo nella cucina della loro sede nel
periodo di Carnevale.
Tutto è iniziato su invito del Gruppo di
Corsico che tre anni orsono ci chiese
se volevamo collaborare anche noi.
Naturalmente accettammo l’invito e da
allora partecipiamo
ad altre loro manifestazioni, come ad
esempio la crociera
sul lago di Como
che anche quest’anno ci ha visto presenti.
La festa di domenica è iniziata con la
S.Messa nella chiesa dei S.S. Pietro e
Paolo con la presen-
za dei dirigenti dell’Associazione e dei
Sindaci dei Comuni di Corsico e Cesano
Boscone, di rappresentanti della Giunta Comunale e di varie altre associazioni, quali Rotary e Lions.
Al termine dalla S.Messa si è svolta la
cerimonia della consegna di medaglie
e diplomi a tutti i sostenitori, tra i quali
figuravano anche il nostro Gruppo e
quello di Corsico.
Terminata la consegna dei riconoscimenti è seguito un abbondante rinfresco al quale abbiamo partecipato con
entusiasmo.
Elio Dal Pont
MELZO
Conse
gna dei diplomi ai R
educi
Consegna
Reduci
Come sapete, la Sede nazionale ha preparato per i nostri reduci un diploma di
riconoscenza a firma del Presidente nazionale Corrado Perona, e molti Gruppi
hanno consegnato queste pergamene
durante le recenti assemblee.
Il Gruppo di Melzo ha preferito dare
una maggiore evidenza a questo gesto organizzando una apposita serata
presso la parrocchia Sant’Ambrogio,
con concerto del coro e consegna delle benemerenze ai nostri Reduci da
parte delle massime autorità cittadine
di Melzo e di Vignate.
Il Cor
o di Melz
o al Dal V
erme
Coro
Melzo
Verme
Il coro del Gruppo ha raggiunto un traguardo prestigioso partecipando alla
finale provinciale della rassegna organizzata dalla Unione Società Corali Italiane con il patrocinio della Provincia
di Milano.
Il concerto, diretto dal maestro Emilio
Scarpanti, si à svolto domenica 4 di-
cembre nella importante sede del teatro Dal Verme di Milano allapresenza
di un numeroso pubblico.
La partecipazione a questa finale ha
significato per il Coro la possibilità di
partecipare come ospiti d’onore alla
prossima edizione di questa manifestazione che si terrà a Bresso.
Aiuti per lo Zambia
Il 23 ottobre 2005 il Gruppo Alpini di
Melzo ha organizzato una castagnata ed
una sfilata per le vie di Melzo, ed il ricavato è stato donato il giorno stesso a
Don Antonio Novazzi, sacerdote milanese in missione nello Zambia.
Negli anni passati abbiamo già contribuito alla costruzione laggiù
di un piccolo ospedale nel villaggio di Kafue Estate; ora invece Don Antonio ha iniziato
i lavori per la realizzazione di
una serie di case destinate ad
ospitare alcuni orfani a causa
dell’AIDS (nello stato dello
Zambia gli orfani sono ben 6
milioni di bambini, anche a
causa del problema della
fame). In questa occasione il
Capogruppo Benito Tinti ha
voluto donare, a nome del
Gruppo, un cappello alpino a Don Antonio, il quale è figlio del maggiore Giovanni Novazzi di Lodi, reduce della seconda Guerra Mondiale.
(Nella foto, Don Antonio è il terzo da
destra)
Rocco Dinice
NUO
VI CAPIGR
UPPO
NUOVI
CAPIGRUPPO
ABBIA
TEGRASSO
ABBIATEGRASSO
Alfonso Latino
BOLL
ATE
BOLLA
Gianni Giorgiutti
Nato il 28 luglio
1956, ha prestato
servizio di leva
nel periodo 1976
-1977 presso la
SMALP e C.S.E.
Courmayeur alla
Caserma L. Perenni.
È iscritto all’ANA
dal 1977. Eletto Consigliere nel Gruppo di Abbiategrasso dal 1983 al 2005;
è già stato per 3 anni Capogruppo,
quindi 8 anni ViceCapogruppo e 12 anni
Consigliere.
Classe 1951, sposato, due figli,
opera nel settore
petrolifero. Nel
1972 corso AUC
alla SMALP, poi
Sten. al CAR di
S.Rocco Castagnaretta (CN).
Socio ANA dal
1977, è Capogruppo di Bollate dall’80
al ‘95, Consigliere della Sezione nel ‘85,
Consigliere del Gruppo dal ‘95 al 2005.
Nel 1994 è stato insignito del titolo di
Cavaliere al merito della Repubblica.
GESSA
TE
GESSATE
Natale Colombo
Servizio militare
svolto, come sergente, nella Brigata
Alpina
Tridentina, 6°
Battaglione a S.
Candido dopo
aver frequentato
il 35° Corso
A.S.C. presso la
SMALP di Aosta. È iscritto al Gruppo
di Gessate dal 1987.
RHO
Vasco Guidi
Nato a Milano il
06/02/1947. Servizio di leva: dal 02/
1967 al 04/1968.
CAR a Siena, poi
alla Caserma
Basin di Merano,
a Maia Bassa,
all'Autoreparto
del 5° Alpini Brigata Orobica. Grado: Caporal maggiore, istruttore guida automezzi.
Veci e Bocia - 15
Marzo 2006
VITA NEI GRUPPI
LEGNANO
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VITTORE
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Santa Messa alle T
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gregato” speciale
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Come consuetudine, il nostro Gruppo riamo chiamarlo noi, di “Amico degli
di Campo dei F
iori (V
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Fiori
(VA)
ha promosso una serata conviviale in Alpini” che li comprende tutti a riprocompagnia degli amici Carabinieri della Stazione di Cerro Maggiore, sotto la
cui giurisdizione si trova la Sede.
È oramai una piacevole tradizione che
ci vede dimenticare per una sera i quotidiani problemi, accomunati dal fatto
di appartenere o aver fatto parte delle
Forze Armate e di riconoscersi in comuni ideali.
La sorpresa che abbiamo voluto fare
ai militari la sera del 31 gennaio, presenti il Presidente Urbinati, Giuliano
Perini ed il Consigliere sezionale Papa,
consisteva nel consegnare loro un regalo speciale. Niente a che fare con
crest e calendari, ma una nuova tessera di Socio Aggregato o, come prefe-
va della stima che nutriamo nei confronti di chi quotidianamente veglia
sulla nostra sicurezza.
Da tempo oramai siamo indirizzati a riconoscere quali “amici” quelle figure
istituzionali che rappresentano la nostra Patria, la nostra cultura e che hanno, come le scuole, l’arduo dovere di
formare i cittadini di domani e questa
nostra ultima scelta non fa che confermare i nostri propositi.
Un simpatico momento della serata lo
si è avuto quando il Presidente Urbinati
ha (finalmente) consegnato a Carmelo,
l’appuntato che vestiva l’Alta Uniforme in occasione del nostro 50° e collezionista di cappelli militari, il SUO cappello del corso ufficiali con
una paternale che è facile immaginare, come si può immaginare la commozione del
nuovo affidatario di tale
cimelio, gravato ora da una
nuova responsabilità.
Che dire quindi se non: BENVENUTI nella famiglia verde
con la certezza che i sentimenti che ci uniscono non
potranno che rafforzarsi.
Franco Maggioni
MILANO CENTRO
Incontr
o
Incontro
“Insieme a Bedesc
hi”
Bedeschi”
Proprio una bella e riuscita serata, lunedì 19 dicembre 2005 alla libreria
Mursia – peccato per quelli che non
hanno potuto esserci!
Si ricordava il nostro Alpino, Medico
e Scrittore Giulio Bedeschi, alla cui figura ed al cui nome il Comune di Milano ha conferito la medaglia d’oro “in
memoriam”.
Onore più che dovuto a lui, ma che in
qualche modo riverbera anche sul nostro Gruppo, a lui intitolato.
L’occasione era signorilmente organizzata dalla Casa Editrice che lo vanta
tra i suoi più celebri autori; faceva gli
onori di casa la signora Fiorenza
Mursia, onorata dalla presenza della
signora Luisa Bedeschi, che ha detto
alcune commoventi parole di grazie agli
Alpini, e naturalmente grazie al Comune di Milano, soprattutto per non avere trascurato nella motivazione della
medaglia d’oro l’appellativo di Medico, che per Bedeschi non era distin-
zione professionale ma autentica missione di tutta la vita.
Numerosi i cappelli alpini, ufficiale l’intervento del Gruppo con Gagliardetto,
Vincenti e Lavizzari in testa.
Alcune belle parole anche da Carla de
Albertis, Consigliere rappresentante il
Comune, che ci ha lasciato intravvedere qualcosa dei non commendevoli
tiri alla fune tra politici delle varie osservanze, quando viene proposto un
onore a personaggi assolutamente
superiori e indiscutibili, quale appunto il nostro Bedeschi.
Tiri alla fune che – almeno in questo
caso – non hanno riguardato l’attestato di benemerenza conferita nella stessa occasione degli Ambrogini d’oro al
Maestro Massimo Marchesotti, presente con una quota scelta del Coro
ANA della Sezione di Milano per creare atmosfera e dare gioia (anche un po’
di commozione) a tutti gli intervenuti,
con l’esecuzione di alcuni bellissimi
canti della nostra tradizione, vivamente applauditi.
Per concludere, insieme
agli auguri di stagione, con
un munifico e sostanzioso
rinfresco alpino di polenta, lenticchie e cotechino,
e naturalmente generoso
vino rosso.
Pierluigi Pizzoccaro
Al microfono Fiorenza
Mursia, affiancata da Luisa
Bedeschi e da Carla De
Albertis.
Questo appuntamento, entrato a
far parte del calendario delle attività
del Gruppo nel periodo di fine anno,
è nato dalla Parrocchia di San Pietro
di Legnano come
momento di raccoglimento per ricordare tutti coloro
che in guerra o in
pace hanno donato la vita alla montagna, e ci ha coinvolto come conseguenza della realizzazione della nostra
sede nel rione di questa Parrocchia.
L’otto dicembre ci ha visto impegnati
e presenti in questo suggestivo e toccante momento di raccoglimento.
Colletta per T
elethon
Telethon
Questo è diventato un impegno di rito
del Gruppo che quest’anno ci ha visto
coinvolti, oltre che nella raccolta di
fondi, anche nello scaldare con ottimo
vin brulè e tè caldo i donatori e i passanti infreddoliti dal gelido e forte vento. La giornata è stata densa di attività: siamo riusciti anche a partecipare al
torneo di “winter volley” organizzato
per l’occasione, dando sfoggio delle
nostre dubbie attitudini pallavolistiche; ma i risultati dicono che
sarebbe forse meglio che ci dedicassimo solo alle nostre amate montagne….
Le gradite presenze della Fanfara dei
Bersaglieri in congedo, della Banda
cittadina e delle rappresentanze delle
forze dell’ordine e della Croce Rossa
di Legnano hanno contribuito alla raccolta e sono stati dei momenti di piacevole intrattenimento per la popolazione intervenuta.
L’obiettivo di solidarietà è stato centrato anche quest’anno con la raccolta di circa • 43.000, cifra che ha superato quella raccolta lo scorso anno.
Un’altra bella giornata all’insegna della solidarietà, come è nostra abitudine
fare.
Fabio Tognella
Castorini in baita
Sabato 18 marzo verso le ore 16 arrivano da Busto Arsizio i primi piccoli
“Castorini”, gli scout che con noi trascorreranno questo fine settimana: zaini, sacchi a pelo, viveri, e i bambini iniziano ad animare la nostra sede.
Poi, piano piano, ci conosciamo e noi
lasciamo lo spazio alle loro iniziative
ed al loro momento magico.
Momento magico: perchè? …torniamo
indietro con gli anni, quando tutti noi
avevamo dai 7 ai 10 anni.
Che avventura uscire da casa! Che emozione dormire in una baita che dà la sensazione di essere in montagna, anche
se è solo in città!
Dopo i primi approcci già tutti si sentono a casa loro, gli istruttori con i loro
18 ragazzini escono e restano nel nostro parco sino alle 19.30,
mentre noi già stiamo preparando una pastasciutta.
Arriva l’ora della cena e
loro affamati come lupetti
arrivano e finalmente si
mangia! Ci si ritrova poi per
parlarci e scopro che parlano di valori importanti:
conoscere, imparare, coI Castorini si preparano per
affrontare il pernottamento
nella baita degli alpini
struire, aiutare. Sì signori, queste sono
le regole dei Castorini! Ancora una volta mi portano con il pensiero alle nostre regole, fatte di vita, di esperienze,
d’altruismo e di alpinità. La serata continua con altri momenti magici e parlando degli Alpini sino ad arrivare all’ora del meritato riposo. Domenica alle
sette e un quarto arrivo in sede: tutto
silenzio, tutti dormono. Che bella emozione! Il cuore palpita: la nostra casa
non è vuota, la nostra casa VIVE!
Nel pomeriggio arriva il congedo: saluti, abbracci e già nostalgia.
Grazie, bambini, grazie d’averci donato due giornate stupende. Arrivederci
alla prossima volta, e che sempre vi
seguano questi valori.
Giorgio Piccioni
Marzo 2006
16 - Veci e Bocia
LETTERE AL DIRETTORE
Dalla Famiglia Brunello riceviamo e
pubblichiamo:
Così come Romano aveva desiderato,
sabato 19 novembre è stata celebrata
la S.Messa di suffragio per e con i
“suoi” Alpini.
C’era l’aria stracarica di affetto e commozione: gli Alpini erano proprio parte della sua famiglia, anzi forse quella
parte che lo conosceva meglio di tutti.
Desidero ringraziarVi anche a nome dei
suoi figli Ombretta e Silvano e dei
famigliari tutti per l’affetto, la consolazione e la discreta vicinanza che ci
avete così generosamente offerto.
Gli Alpini ti sorprendono sempre, anche quando pensi di conoscerli; sono
come certe gite in montagna: dietro ad
ogni roccia, il dono di un orizzonte
sempre inaspettato e bellissimo.
GRAZIE!
Marinella Tassi Brunello
Caro Direttore,
ho raccolto il vostro accorato appello
del numero 3-2005 dove si scrive: “…basta prendere carta e penna…” ed eccomi
qua a Voi con carta e penna.
Sono un Alpino paracadutista della classe 1946. Il mio passato militare è stato
seppur duro e movimentato, ma ricco di
soddisfazioni.
Sono stato a Orvieto, alla SMEF (Scuola Militare di Educazione Fisica) dove
ho conseguito il brevetto di Istruttore
Ginnico-Militare.
Poi sono stato assegnato a Pisa, presso
la Scuola Militare di paracadutismo
come Istruttore degli Alpini.
A Pisa quindi, dopo il basco verde, con
un rito solenne mi venne consegnato il
cappello alpino che ancora oggi porto
con tanto orgoglio nelle ricorrenze. Ho
addestrato ben quattro scaglioni di reclute con lezioni e corso completo di
palestra, addestramento formale e lezio-
ni NBC in aula. Ancora adesso ricordo i
nomi e i cognomi degli Allievi perché
giornalmente facevo l’appello in ordine
alfabetico.
Ricordo sempre le loro facce dal primo
giorno di arrivo a Pisa sino al lancio di
brevetto; ero il loro fratello maggiore in
quanto ero a conoscenza delle loro situazioni, anche private.
Ricordo i momenti sull’aereo C119 durante i lanci; mi guardavano con intensità, cercando di incrociare i miei occhi
per ricevere un aiuto morale, e dopo il
lancio si andava tutti allo spaccio a fare
un brindisi.
Ora il mensile “L’Alpino” è bene in vista
nel mio ufficio in mezzo a libri di ingegneria, progetti e formule algebriche e,
quando esco con il cappello alpino per
qualche ricorrenza, cesso di essere l’ingegnere per essere l’Alpino orgoglioso
di tutti i brevetti e stemmi spillati sul mio
cappello. Beh, allora sono più contento
di essere Alpino che ingegnere!
La naja mi ha dato tanto e mi ha insegnato molto. Ho acquisito grinta e volontà, doti che servono nella vita civile
e che per me sono state importanti per la
scuola e per il lavoro.
Ora termino aggiungendo che ho avuto
la fortuna di essere stato militarmente
con personaggi storici: il generale
Ferruccio Brandi, medaglia d’oro a El
Alamein, e il capitano Dalla Bona, storico Alpino. Grazie per l’attenzione e un
caro saluto
Gilberto Frattini
Caro Frattini,
Leggendo la lettera ho trovato alcuni
elementi di comune esperienza; oltre
alla passione per la penna ci accomuna il principio, condiviso da tutti gli
Alpini, della difesa dei valori della leva
che la tua lettera ben evidenzia, con
un breve e intenso racconto di esperienza vissuta.
Gianni Papa
I RACCONTI DI VECI E BOCIA
Alcuni lettori hanno chiesto di pubblicare su Veci e bocia anche dei racconti
di vita alpina...eccoli accontentati! Se desiderate collaborare, saremo lieti di
dare spazio anche ai vostri ricordi.
UNO SP
ARO NELL
A NO
TTE
SPARO
NELLA
NOTTE
Fine agosto 1994, Alpi Retiche; bivacco Cantoni, piccolo rifugio fra i ghiacci, quota tremila, soli al bivacco, io e la
guida.
Col calar delle tenebre, tolti gli scarponi,
ci sdraiamo vestiti nelle cuccette sotto
numerose consunte coperte: mentre la
guida s'addormenta tranquilla, girandomi e rigirandomi negli impacci degli abiti
passo ore agitate guardando il lucore
delle stelle che trapela dalla finestrella
della porta.
Alla fine m'addormento in un sonno dormiveglia.
Ma chi c'è fuori dalla porta ?
Tre grige sagome umane, ben distinte,
una di esse imbraccia un fucile e cos'è
questo loro brusio sempre più forte,
sempre più distinto?
Ecco ora secco, senza echi, lo sparo
del fucile che lacera la notte alle prime
luci dell'alba e scuote il mio sonno.
Mi rizzo a sedere nella cuccetta scrutando la debole e diafana luce che filtra dal pertugio della finestrella mentre
la fiamma di un cerino allunga l'ombra
della guida che in quel momento scende dal suo giaciglio.
"Ha sentito là fuori ?''
"Si?"
"Qualcuno ha sparato un colpo di fucile" dico io.
"Chi vuole che venga quassù a sparare un fucile? Si stanno aprendo i crepacci ....Affrettiamoci, la notte non ha
gelato, dobbiamo andare via presto se
vogliamo risalire il ghiacciaio senza
troppi problemi"
Lasciammo il bivacco, trovammo molti
crepacci aperti che richiesero molta
attenzione, raggiungemmo la cima e fui
felice, ma quei fantasmi che avevano
animato il mio sonno restano per me
un mistero, da annoverare fra i misteri
della natura.
La natura del ghiacciaio, coi suoi movimenti, aveva invaso il mio inconscio
assopito animando di minacciose ed
armate figure la latente inquietudine per
l'ascensione che mi attendeva quel
giorno.
Piercarlo Comolli
ANAGRAFE A MARZO
NO
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Editore:
ANA Sezione di Milano
Presidente Giorgio Urbinati
Direttore Responsabile:
Gianni Papa
Redazione:
Bruno De Gregorio
Fabiano Folcio
Giovanni Frattini
Gigi Rodeghiero
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Tullio Tona
Hanno collaborato:
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Aldo Barberi
Alessandro Branduardi
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Claudio Colombo
Piercarlo Comolli
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Rocco Dinice
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Mario Manzia
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Giorgio Piccioni
Sergio Pivetta
Pierluigi Pizzoccaro
Mario Sada
Gilberto Sala
Marinella Tassi Brunello
Fabio Tognella
Data di chiusura del numero:
31 marzo 2006
Associazione Nazion. Alpini-Sezione di Milano
Direttore responsabile Gianni Papa
Aut. Trib. di Milano 14-1-55 nº 3602 del Registro
Stampa A. G. Bellavite s.r.l. - Missaglia (Lecco)
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Veci e Bocia 1-2006 - Sezione di Milano