Veci e Bocia - 1 Marzo 2006 PERIODICO DELLA SEZIONE DI MILANO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Direzione: Via V. Monti, 36 - 20123 Milano - Tel. 02 48519720 - Fax 02 48025928 http://www.milano.ana.it - p.e.: [email protected] Anno 54 - Numero 1 - Marzo 2006 Spedizione in a. p. art.2 comma 20/C legge 662/96 Filiale di Milano - C.c. postale 38521209 La S tale per i Caduti S.. Messa di Na Natale Ecco la breve cronaca di una giornata davvero bella. Domenica 18 dicembre eravamo in tanti nel centro di Milano per la tradizionale S. Messa in ricordo dei Caduti, nota come la S. Messa di Natale della nostra Sezione. La Madonnina, splendente in cima al Duomo, ha davvero sorriso a tutti gli alpini in una splendida e fredda giornata invernale. C’è stata una grande e significativa partecipazione con 52 Vessilli, 223 Gagliardetti e migliaia di alpini. Importante la rappresentanza delle istituzioni civili: erano presenti il Gonfalone della Regione Lombardia, quello della Provincia di Milano e 37 Gonfaloni comunali (29 di Comuni sede di nostri Gruppi e 8 di altri che hanno voluto comunque essere presenti). E importante e gradita è stata la presenza degli alpini in armi con il Comandante delle Truppe alpine gen. Ivan Felice Resce, il comandante della Scuola militare alpina gen. Finocchio, il col. Biagini della Taurinense e il col. Romitelli della Julia. Il servizio d’onore è stato reso da un picchetto armato e dalla Fanfara della Brigata Taurinense. Dopo gli onori al Labaro scortato dal Presidente Perona e dal Consiglio Direttivo Nazionale, siamo entrati in Duomo per la S. Messa celebrata dal Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi accompagnata dal Coro della Sezione. Al termine dell’orazione ufficiale di Nelson Cenci, dei saluti di rito delle autorità, e degli onori alla Bandiera, il corteo che ci ha portati al Sacrario in S. Ambrogio per il toccante momento del ricordo e dell’onore ai Caduti. Ringraziamo da queste pagine tutti gli intervenuti e in particolare il Servizio d’Ordine sezionale per l’ottimo lavoro svolto nel dirigere le migliaia di alpini lungo il percorso. Da qualche settimana attendevo con trepidazione questo giorno. Non sapevo con precisione cosa fosse ma sentivo che sarebbe stata una bellissima novità. Stavo già bene al pensarci e cercavo di interrompere i faticosi momenti del lavoro per anticiparmi quegli attimi di gioia. Alle otto e trenta del mattino vedevo i primi bellissimi cappelli con le penne nere in fondo alla Galleria Vittorio Emanuele. Infilavo allora in testa il mio cappello e in quel preciso momento mi accorgevo che stavo entrando nella nuvoletta bianca che Dio riserva agli Alpini in queste bellissime occasioni. La nuvoletta bianca abbracciava tutta Piazza del Duomo, dove gli Alpini erano già numerosi. Rivedevo gli sguardi sereni dei miei compagni del 39° AUC e le mie scarpe non toccavano più terra. In questa atmosfera rarefatta, formata da un silenzio gioioso, gli Alpini ascoltavano la S. Messa in Duomo. (di Lodovico Dotti, segue a pag.6) Assemblea sezionale 2006 Il verbale dell’Assemblea Il giorno 12 Marzo 2006, a seguito di regolare convocazione, si è riunita in seconda convocazione alle ore 9.30, essendo andata deserta la prima convocazione delle ore 8 nello stesso giorno e luogo, presso l’Aula Magna dell’Istituto Nazionale Tumori, in Milano via Venezian 1, per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO: 1. Nomina del presidente dell’Assemblea e verifica dei poteri 2. Nomina del Segretario dell’Assemblea e di 3 scrutatori 3. Approvazione del verbale della seduta precedente 4. Consegna del riconoscimento a Soci con cinquant’anni di comprovata iscrizione all’ANA 5. Relazione morale del Presidente Sezionale sulle attività della Sezione nell’an no 2005 6. Discussione ed approvazione della relazione morale 7. Approvazione del rendiconto 2005 e del bilancio preventivo 2006 8. Autorizzazione al Consiglio Direttivo Sezionale a stabilire la quota sociale per il 2007 9. Elezione delle cariche sezionali per il biennio 2006/07 e dei delegati alla As semblea nazionale per il 2006. In aula sono presenti in proprio 231 soci portatori di 347 deleghe per un totale di 578 soci. Si procede quindi allo svolgimento dei punti all’o.d.g. Punti 1 e 2 Il Presidente sezionale Giorgio Urbinati invita i presenti, prima di ogni altra attività, a rendere omaggio alla Bandiera. Propone quindi di nominare Presidente dell’Assemblea Giuseppe Parazzini, che viene nominato per acclamazione e subito dietro sua proposta viene cantato il “Trentatrè”. Dopodiché il Presidente, constatata la validità dell’Assemblea a termini di regolamento, propone di nominare Segretario Luigi De Melgazzi e Vice Segretario Andrea Gorgoglione, nonché Scrutatori Antonio Liuzzi, Franco Magnoni e Pierluigi Pizzoccaro, che vengono ugualmente nominati per acclamazione. (Segue a pag.2) Pr ossimi impe gni se zionali Prossimi impegni sezionali LA FESTA SEZIONALE DI PRIMAVERA È FISSATA PER I GIORNI 20 E 21 MAGGIO IL RADUNO A PONTESELVA SI TERRÀ DOMENICA 11 GIUGNO: non perdetevi l’opportunità di trascorrere una giornata in montagna in compagnia di amici! IL 18 GIUGNO A LACCHIARELLA CI SARÀ LA PREMIAZIONE DEL 15° CONCORSO LETTERARIO, preceduta da un incontro in cui parleremo di tecnica delle fotografie nei notiziari. Dal Direttore Abbiamo voluto parlare della Santa Messa in Duomo riassumendo in poche righe la cronaca e lasciando spazio ad alcune testimonianze di partecipazione che evidenziano come le manifestazioni dell’Associazione siano delle opportunità per poter esprimere qualcosa di importante e significativo. Senza queste opportunità, che noi costruiamo con la nostra caparbietà nel voler ribadire i nostri valori, e che sono realizzate grazie alla dedizione dei tanti soci che lavorano alla loro organizzazione e buona riuscita, non potremo provare emozioni come quelle che descriviamo in queste pagine semplicemente perché queste belle manifestazioni di alpinità non ci sarebbero. L’Associazione e la nostra Sezione forniscono tante opportunità. Nei prossimi mesi abbiamo in calendario momenti importanti per ribadire i valori in cui crediamo e che saranno anche belle occasioni per stare insieme, come la partecipazione all’Adunata nazionale, ma anche la Festa sezionale di Primavera e il raduno di Ponte Selva. Stiamo già lavorando molto per far riuscire al meglio queste giornate e la grande partecipazione alla Santa Messa in Duomo del 18 dicembre conforta i nostri sforzi e ci infonde ottimismo. La speranza che ci anima è che sempre più soci comprendano l’importanza delle opportunità che stiamo costruendo insieme e partecipino alle iniziative sezionali, condividendo il piacere di stare e lavorare insieme. Gianni Papa Marzo 2006 2 - Veci e Bocia ASSEMBLEA SEZIONALE (Segue da pag.1) Il verbale dell’Assemblea Punto 3 Il Presidente propone di dare per letto il verbale della precedente Assemblea sezionale del 27 febbraio 2005, portato a suo tempo a conoscenza dei soci mediante pubblicazione sul notiziario sezionale “Veci e Bocia”, e ne chiede l’approvazione: i presenti approvano all’unanimità. Punto 4 Riprende la parola il Presidente sezionale Urbinati che procede a consegnare i riconoscimenti ai seguenti soci: - soci ex combattenti nella II Guerra Mondiale ai quali vengono consegnati gli attestati della Sede Nazionale: Edoardo Amman, Dario Antico, Spartaco Arnaboldi, Emilio Agostinis, Giosuè Besozzi, Giuseppe Bo, Pietro Bolzan, Luigi Bressan, Giuseppe Castelli, Agostino Chioatto, Giulio Consonni, Giuseppe Coppadoro, Giovanni Crestetto, Gianbattista Crosta, Luigi Cucciati, Vittorio Del Vecchio, Giuseppe Faroldi, Gaetano Felici, Franco Fiocca, Gianbattista Foglia, Pietro Galeone, Sergio Galleani, Fulvio Garofalo, Giangiacomo Gerli, Luciano Lott, Vittorio Lucchesi, Franco Filippo Marchetti, Antonio Marzotto Coatorta, Luigi Mazzini, Franco Mazzucchi, Trento Ortelli, Pier Maria Pasolini Dall'Onda, Gianfranco Pellegrini, Sergio Pivetta, Orlando Porfiri, Rolando Prada, Ferdinando Puddu, Giovanni Rapelli, Edgardo Rosenthal, Mario Supino, Renzo Temporale, Talisio Tirinnanzi, Carlo Travaglio, Gianfranco Vismara, Ubaldo Vittori, Luciano Volla, Umberto Pasini. Viene letto il messaggio di saluto del socio Ernesto Fermi che non può essere presente; viene dato il riconoscimento alla Memoria ai famigliari del socio Carlo Pittoni; - soci ottantenni ai quali vengono consegnati gli attestati della Sezione: Emilio Agostinis, Spartaco Arnaboldi, Giuseppe Bo, Luigi Cucciati, Giuseppe Faroldi, Ausilio Felcher, Fulvio Garofalo, Giulio Giambelli, Noè Negrini, Umberto Pasini, Ennio Serio, Anselmo Vanzin. - soci con 50 anni di anzianità di iscrizione all’A.N.A ai quali vengono consegnate le medaglie sezionali: Giancarlo Beretta, Rino Bin, Pietro Bolzan, Mario Casiraghi, Luigi Corti, Pietro Fabbris, Giancarlo Galvani, Pietro Mondellini, Carlo Savi, Francesco Tonelli, Gian Emilio Vimercati; - riconoscimento sezionale ad Angelo Greppi per gli anni di impegno nella Protezione Civile presso la Sede Nazionale. Lunghi e calorosi applausi accompagnano la consegna degli attestati e delle medaglie da parte del Presidente Giorgio Urbinati. Punto 5 Il Presidente sezionale Giorgio Urbinati dopo aver ringraziato i soci iscritti da più di 50 anni, in particolare Bruno Anselmi (iscritto dal 1928), Gaudenzio Maestrone (1931), Ubaldo Vittori (1932), Giovanni Baietta (1935), Antonio Rezia (1936), nonché i Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori che hanno permesso l’utilizzo della sala, dà lettura della Relazione Morale, il cui testo integrale viene allegato come parte integrante al presente verbale e che verrà anche pubblicato sul giornale sezionale “Veci e Bocia”. Un lungo e caloroso applauso sottolinea il termine della relazione morale. Punto 6 e 7 Il Presidente dell’Assemblea propone di accorpare la discussione ed approvazione della relazione economico/finanziaria con la discussione della Relazione Morale e precisa, anche su richiesta di Bernabei, che avverranno comunque due votazioni distinte. Il Presidente chiede al Segretario della Sezione Borella di illustrare il rendiconto economico/finanziario, fornendo inoltre spiegazioni e chiarimenti. Dopodiché, su invito del Presidente dell'Assemblea, si procede con i seguenti interventi: Boffi - Limbiate Chiede di verificare lo stato dell’adeguamento alle norme di tutela della privacy soprattutto in riferimento alla possibile diffusione dei dati degli iscritti in concomitanza con le prossime elezioni politiche, sottolineando l’apartiticità dell’Associazione. Barberi Carlo – Paderno Dugnano Chiede di chiarire quale percorso seguono gli articoli scritti per i periodici nazionale e sezionale, dato che non ha più notizie di un suo scritto. Sottolinea inoltre che gli pare che le iniziative per i giovani soci stiano andando scemando di entusiasmo. Serao – Cassano d’Adda Auspica il coinvolgimento della Sezione alle manifestazioni per il 135° della fondazione delle Truppe Alpine da tenersi a Cassano d’Adda nel 2007. Maggioni – San Vittore Olona Fa un richiamo a tutti i Gruppi affinché le attività siano sempre studiate tenendo conto della natura dell’A.N.A. quale Associazione Combattentistica e d’Arma, contenendo le iniziative di tipo solo conviviale, ricreativo o comunque non in linea con gli scopi associativi. Crose - Lainate Chiede di dare maggiore visibilità alle feste annuali della “Ciliegiata” e della “Castagnata”, aumentandone lo spazio degli stands. Luciani – Limito, Pioltello, Segrate Ricordando l’importanza dell’impegno dei Capigruppo, ribadisce il diritto di ogni associato di esprimere le proprie opinioni, ma anche il dovere di eseguire le disposizioni associative. Critica comunque la necessità di dotare gli alpini sezionali di camicie uguali da usare per la sfilata dell’Adunata ed esprime la speranza che non vi siano discriminazioni per chi non porta tale abbigliamento. Grigolato - Lainate Relaziona brevemente sull’attività dei giovani auspicata dalla Sede Nazionale e, rispondendo anche al socio Barberi, ribadisce che nessun conflitto debba nascere con i capigruppo, con i quali cerca solo collaborazione. Lamenta il mancato invio di nominativi dei giovani dei Gruppi. Papa - Magenta Ribadisce l’importanza che la Sezione faccia opera di informazione sull’attività, ma anche che i soci comunichino fra di loro e partecipino all'attività. Carraro - Bresso In merito all’attività del Gruppi Sportivi Alpini, ribadisce che il logo A.N.A. va sempre usato in tutte le loro manifestazioni. Ritiene inoltre un po’ scarsa l’affluenza dei soci all’assemblea. *** Il Presidente sezionale Urbinati a questo punto risponde a tutti gli interventi. In particolare afferma: - che i dati degli iscritti non sono mai stati diffusi, nè lo saranno, ad alcuno per usi estranei a quelli associativi; - che la Sezione collaborerà con il gruppo di Cassano per la commemorazione della fondazione delle Truppe Alpine nel 2007; - che le attività conviviali dei Gruppi servono anche a finanziarli; occorre comunque che non ci si dimentichi degli scopi dell’associazione; - che per le feste di Milano è stato più volte richiesto al Comune l’ampliamento delle aree ma che finora non è mai stato concesso; - ribadisce l’importanza del rispetto della gerarchia associativa nonchè della camicia d’ordinanza per l’Adunata escludendo comunque discriminazioni per chi non la indosserà. - invita i Gruppi a sollecitare eventuali informazioni alla sezione ed a trasmettere i nominativi dei giovani iscritti; - ribadisce infine l'obbligo di utilizzare il logo A.N.A. per l'attività sportiva e non solo. Si prosegue poi con i seguenti interventi degli associati: Vincenti – Milano Centro Si chiede cosa la Sezione faccia per coinvolgere ed aumentare il numero dei soci. Propone, per l’anno prossimo, di far intervenire all’Assemblea tutti i gagliardetti debitamente scortati e propone la presenza di un Tricolore di dimensioni maggiori. Gandini – Cinisello Balsamo Si complimenta per la vivacità dell’assemblea, informa sui tentativi di costituzione del coro di Cinisello e ricorda la possibilità di destinare il 5 per mille dell’Irpef alla Fondazione onlus dell’ANA. Orlandini - Arese Riferisce sull’inaugurazione della sede del gruppo di Arese e dell’intitolazione della stessa a Peppino Prisco. Presutti – Paderno Dugnano Ringrazia il Presidente sezionale e tutti gli organi direttivi della sezione per l’attività svolta. Bernabei – Milano Centro Invita la sezione a diffondere la cultura della donazione del sangue. Marchesi – Milano Centro Ringrazia dello spazio dato agli inter- Veci e Bocia - 3 Marzo 2006 ASSEMBLEA SEZIONALE venti, ricorda l’impegno necessario ai membri dei cori per le prove, invita tutti a partecipare al concerto in onore di Don Carlo Gnocchi presso il Conservatorio di Milano Ponti – Sesto San Giovanni Chiede di predisporre una tessera con scritte meno penalizzanti per i soci c.d. “aggregati” o “amici”, invita a usare moderazione nell’organizzare le attività ludiche e sollecita l’uso della parola “alpini” per esteso in luogo delle dizioni abbreviate quali A.N.A., G.S.A. Branduardi - Lacchiarella Ringrazia il Presidente Urbinati e altri per l’aiuto dato al gruppo di Lacchiarella; chiarisce che i “giovani alpini” sono gli iscritti che non hanno compiuto il quarantesimo anno di età; invita i capigruppo alla collaborazione con l’attività dei giovani alpini. Bighellini - Limbiate Sottolinea l’utilità di portare gli attendamenti fuori dal centro cittadino in occasione delle adunate nazionali. *** Il Presidente Urbinati, rispondendo agli interventi: - si impegna a trovare un grande Tricolore per l’assemblea dell’anno prossimo e a promuovere la presenza dei gagliardetti di tutti i Gruppi della Sezione; - invita i cori ad un maggior impegno soprattutto organizzativo; - ringrazia tutti i collaboratori della Sezione; - invita un maggior uso dei mezzi di comunicazione informatici in particolare per l’attività dei giovani; - ribadisce l’importanza di meglio disciplinare il rapporto con gli “Amici degli Alpini”. Al termine si procede all’approvazione della Relazione Morale con votazione per alzata di mano e l’Assemblea all’unanimità approva la Relazione. Di seguito si procede all’approvazione del Rendiconto economico/finanziario con votazione per alzata di mano, e l’Assemblea all’unanimità approva. Punto 8 Il Presidente Urbinati propone che venga data delega al Consiglio Direttivo Sezionale di stabilire la quota associativa per il 2007. La proposta, per alzata di mano, viene approvata all’unanimità. A questo punto viene data la parola a Michele Casini, Tesoriere Nazionale, che illustra le modalità per destinare il 5 per mille delle imposte per l’anno 2005 alla Fondazione ANA Onlus. Punto 9 Si procede infine alle operazioni di votazione per le cariche sezionali ed il Presidente dell’Assemblea Giuseppe Parazzini dichiara chiusa la seduta alle ore 12,25. Il Presidente dell’Assemblea Giuseppe Parazzini I Segretari Luigi De Melgazzi Andrea Gorgoglione La rrelazione elazione mor ale del Pr esidente morale Presidente Anche quest’anno la relazione del Presidente relativa ai Gruppi non è stata letta in Assemblea, proseguendo nella scia degli ultimi due anni, nell’intento di lasciare ai Soci convenuti all’Assemblea quanto più spazio possibile per esprimere la propria opinione. Anche in “Veci e Bocia” abbiamo adottato lo stesso criterio: la relazione sui Gruppi verrà consegnata ai capigruppo, che provvederanno a darne conoscenza ai soci. Cari Alpini ed Amici degli Alpini, dopo aver reso il doveroso saluto alla nostra Bandiera iniziamo l’annuale Assemblea. Quest’anno ricorre il 60° dalla fine del secondo conflitto mondiale e la sede Nazionale ha deliberato un giusto riconoscimento a tutti i nostri Soci che, al rientro in Patria, hanno avuto la forza e la determinazione di far rinascere le nostra amata Associazione dalle ceneri di una guerra cruenta e disumana, perché conclusa con una lotta fratricida, per cui pregherei il nostro socio Consigliere nazionale Michele Casini di aiutarmi nella consegna dei diplomi ai nostri soci. (Èpresente in Assemblea buona parte del centinaio di titolari dei diplomi, che ritirano la loro copia ) Anche la nostra Sezione ha deliberato di ringraziare i nostri soci, che con il loro esempio hanno tracciato il sentiero che stiamo seguendo ancora oggi, per cui chiederei la collaborazione dei nostri Presidenti presenti per la consegna delle pergamene ai soci della Sezione della classe 1925: Emilio Agostinis, Spartaco Arnaboldi, Giuseppe Bo, Luigi Cucciati, Giuseppe Faroldi, Ausilio Felcher, Fulvio Garofalo, Giulio Giambelli, Noè Negrini, Umberto Pasini, Ennio Serio, Anselmo Vanzin. (Vengono consegnati i diplomi) Nella nostra Sezione è tradizione di dare un riconoscimento anche ai Soci iscritti alla Sezione da 50 anni per cui chiamerò: Giancarlo Beretta , Rino Bin, Pietro Bolzan, Mario Casiraghi, Pierino Cazzaniga, Paolo Comi, Luigi Corti, Pietro Fabbris, Giancarlo Galvani, Pietro Mondellini, Carlo Savi, Francesco Tonelli, Gian Emilio Vimercati. (Vengono consegnate le medaglie) Abbiamo anche soci che sono iscritti alla nostra Sezione da ancora più anni e per loro vi chiedo un applauso perché penso che sia l’unica maniera tangibile per dimostrare la nostra riconoscenza ed il nostro affetto : Bruno Anselmi, iscritto dal 1928-78 anni Gaudenzo Maestrone, dal 1931 - 74 Baldo Vittori dal 1932 - 73 Giovanni Baietta dal 1935 - 71 Antonio Rezia dal 1936 - 70 anni Sono più di settant’anni di affetto per la nostra Sezione! Grazie, grazie per tutto quello che avete dato. Oggi debbo anche ringraziare Marcello Buzzi, socio della Sezione di Monza, che ha accompagnato il nostro socio Angelo Greppi all’Assemblea. È la prima volta, dopo svariati lustri, che Angelo è presente senza dover rimanere collegato con la base della P.C. Nazionale, perché dopo tanti anni ha lasciato lo zaino a terra e noi dobbiamo ringraziarlo per essere sempre stato il nostro rappresentante in Sede nazionale nell’ambito della Protezione Civile. È stato un punto di riferimento per tutta l’Associazione e per noi tutti. La sua dedizione è e resterà sempre un esempio per ognuno. Grazie ancora, Angelo, a nome della Sezione tutta. Ora che abbiamo ottemperato con il momento più carico d’affetto, iniziamo l’Assemblea ed cominciamo ringraziando il dott. Dalcompare che ha permesso ancora una volta che la nostra riunione si svolga in questa sala molto importante per la storia della nostra Sezione. Ringraziamo anche il dott. Ravagnini che dimostra una volta in più l’affetto che l’Istituto nutre nei nostri confronti. Ho voluto iniziare ringraziando i “veci”, primo perché lo meritano e secondo perché se la nostra Sezione ha un futuro, come ho detto l’anno scorso, lo dobbiamo soprattutto a loro. Vedere i “bocia” seguire ancor oggi le orme dei padri è garanzia che la nostra Associazione ha ancora molto da fare e da insegnare in questo mondo individualista, freddo e spesso senza sentimenti. Loro hanno già dato, noi stiamo dando e si vedono all’orizzonte i nostri …pezzi di ricambio. La Sede nazionale, le Sezioni ed i Gruppi tutti vedono nei nostri giovani un futuro solido che ci permette di guardare avanti con fiducia, perché il loro modo di agire è simile a quello che è stato il modo di agire da quando è nata la nostra Associazione. I “bocia” dimostrano di rispettare i “veci” e anche noi non possiamo non commemorare gli Alpini e gli Amici degli Alpini che sono andati avanti nello scorso anno con un minuto di silenzio: Carlo Benincori Gianluigi Cattaneo All’Assemblea non ha voluto mancare BrunoAnselmi, il decano della Sezione. Giunto in carrozzella, ha fieramente porto il suo saluto alla Bandiera, accolto dallo scrosciante applauso dell’Assemblea, che ha tributato al suo Vecio una vera e propria “standing ovation”. Roberto Galliena Carlo Pittoni Enrico Pulini Mario Supino Celso Zibardi della sede sezionale; Giorgio Aleri Brotini Armando De Poli Luigi Erb Antonio Gobbi Emilio Pranzetti Luciano Zeni del Gruppo di Abbiategrasso; Carlo Colombo, CapoGruppo del Gruppo di Arconate; Ernesto Bosari del Gruppo di Bollate; Luigi Tavecchio del Gruppo di Bresso; Gianbattista Averone del Gruppo di Castano Primo; Romano Brunello, Consigliere e Coordinatore di “Veci e bocia” del Gruppo di Cernusco S/ N; Leontino Azzolin,colonna portante della nostra P.C. Giovanni Battista De Santa del Gruppo di Cesano Maderno; Antonio Baggio del Gruppo di Cinisello Balsamo; Stefano Anelli del Gruppo di Corsico; Giovanni Gilardoni del Gruppo di Giussano; Luigi Granata del Gruppo di Lacchiarella; Pietro Proverbio del Gruppo di Lainate; Carlo Mario Colombo Mario Magni del Gruppo di Legnano; Luigi Crippa Roberto Locatelli Costantino Spagnolo del Gruppo di Limito-Piolt.-Segr.; Gerolamo Zuccalà del Gruppo di Lodi; Gianfranco Biasia, per più di 30 anni colonna SdO nazionale e sezionale Mario Ercolini del Gruppo di Milano Centro; Giuseppe Cazzaniga, CapoGruppo Fausto Beretta Pierino Cazzaniga Vittorio Mottadelli del Gruppo di Missaglia; Marzo 2006 4 - Veci e Bocia ASSEMBLEA SEZIONALE Paolo Rischitelli del Gruppo di Paderno Dugnano; Mario Magni Bartolo Sorini del Gruppo di Rho; Stefano Fumagalli del Gruppo di Rozzano; Angelo Deu del Gruppo di San Vittore Olona; Luigi Colombo, già Presidente sezionale Giovanni Sacchi del Gruppo di Sesto San Giovanni; Ferruccio Bacchiet, già CapoGruppo del Gruppo di Vaprio d’Adda; Tutti i Caduti nell’adempimento del loro dovere, in armi e non. (Minuto di silenzio) Considerazioni L’anno appena concluso è stato un anno molto importante per noi Alpini e per il mondo intero e non solo per la morte del Santo Padre che ha lasciato un gran vuoto in tutti i cuori delle persone per bene, al di là della loro fede religiosa, ma per quella mancanza di certezze che segnano il nostro cammino quotidiano. Per nostra fortuna il nostro Essere alpino ci permette di Credere, aver fiducia nel nostro futuro perché le nostre certezze nessuno le può intaccare. Basta vedere la conclusione prematura della leva non è riuscita ad intaccare le nostre speranze; infatti la prima risposta è stata il rigenerare una nuova Sezione (81a Sezione, intervenuta alla S.Messa di Natale) e nelle Sezioni limitrofe sono nati nuovi Gruppi. La nostra stessa Sezione potrebbe veder nascere nuovi Gruppi, se solo lo volessimo. Potrei riportare i commenti sui teatri internazionali, perché nonostante tutte le parole… sprecate… la situazione internazionale non ha fatto molti passi avanti e questo purtroppo non è un bel vedere. Stare fermi è negativo; è invece molto positivo il nostro avanzare continuo. Quello che in mano agli Alpini si sviluppa, in mano agli altri si ferma, va nel dimenticatoio – tipo… caserma in Lombardia…- Chissa come mai! Forse perché a noi interessano soprattutto i risultati più delle parole! Gli Organi sezionali La nostra struttura, nonostante la non sempre proficua collaborazione della Base, continua a migliorare ogni giorno che passa ed è sempre un riferimento per chiunque chieda collaborazione. Sono veramente una squadra vincente. Vorrei ringraziarli uno per uno, però preferisco ringraziare uno per tutti. Grazie Giuseppe per la fattiva collaborazione del tuo Gruppo, sei riuscito a farne un unico corpo . Con questa squadra è facile fare il Presidente perché non vengono mai portati i problemi, ma solo le varie soluzioni alternative ai problemi stessi. Quello che forse è mancato fa parte della struttura istituzionale della Sezione, e sto parlando del Consiglio che potrebbe e dovrebbe fare di più e sicuramente con il 2006 non possiamo fare altro che migliorare. Anche le nespole maturano col tempo per cui, dal Presidente all’ultimo Consigliere, abbiamo molto spazio per migliorare e sicuramente, anche con la vostra collaborazione, i risultati arriveranno. Debbo ringraziare i Consiglieri Donelli, Ferro e Noè, che cesseranno di collaborare con il Consiglio Sezionale, anche se hanno tutti preso l’impegno di continuare la loro opera, sia pure come soci semplici dei vari Gruppi. Grazie ancora. Ai nuovi candidati, di già un ringraziamento per la loro disponibilità a dare una mano fattiva alla nostra Sezione. Negli organi sezionali fanno parte di diritto anche la nostra Stampa e il nostro sito Internet. Tutti i notiziari che continuano a diffondere le nostre idee va un grazie particolare perché si stanno veramente impegnando con sempre maggior professionalità a creare prodotti sempre più validi e migliori. Dei siti Internet che dire. Dal nostro, sempre aggiornato, a quelli di Gessate e di Legnano, stiamo facendo concorrenza quasi a quello nazionale. Però essendo in un mondo in continuo sviluppo non dobbiamo fermarci soddisfatti dei risultati fino ad ora ottenuti, dobbiamo …soddisfatti… continuare sempre con maggior impegno a collaborare per migliorare ulteriormente; abbiamo bisogno di nuove idee e nuovi collaboratori per rendere i nostri mezzi di informazione e se prendete contatto con Papa o Rodeghiero troverete sicuramente la massima apertura a chi vuol dare una mano. Le attività sezionali Cori Tutti i Cori sono sempre più validi e conosciuti sia sul territorio che nelle varie organizzazioni meno che in quelle sezionali. Spiace sapere di avere tanti Cori e poi all’Adunata ci sono più interessi personali che Associativi. Non si può pensare di avervi tutti in sfilata, ma sarebbe bello trovarci insieme all’attendamento della Sezione per improvvisare quattro cante in allegria tutti insieme. Non penso che sia un’idea così sbagliata, abbiamo visto il coro CAI a Parma l’accoglienza che ha avuto! Invece vediamo manifesti di nostri Cori ANA senza il logo dell’Associazione o con dati non esatti della nostra Se- zione. Non è una bella immagine! Siete bravi come coristi, ma bisogna migliorare il dialogo con la Sezione che ha l’obbligo di dare collaborazione quando viene richiesta e... aspetta solo vostre richieste. Servizio d’Ordine È oramai un gruppo compatto che con il nuovo capo sta migliorando, anche se già non sono stato capace di muovere osservazioni quando nel corso dell’ultima Santa Messa Prisco han saputo gestire 52 vessilli, 225 gagliardetti e 37 gonfaloni vari; però si dice sempre che bisogna migliorare. Mi risulta che il SdO nazionale chiederà la nostra esperienza; in poche parole anche in questo siamo un punto di riferimento. Mi mancano un pò di giovani nel Servizio per essere soddisfatto, i Gruppi dovrebbero farci un pensierino. Protezione Civile Che dire che non è già stato detto. Grazie Roberto! Quello che state facendo alla base logistica di Cesano Maderno è molto valido, pur se farti scrivere qualcosa al riguardo è sempre molto difficile. Comunque la cosa sta migliorando; un grazie va al nuovo segretario che sta tentando, con buoni risultati, di diffondere un po’ più informazioni. I nostri programmi sono sempre importanti e gestiti con professionalità e molta disponibilità. L’organizzazione operativa è molto valida sul campo. Il senso di collaborazione con la Sezione è molto alto e di questo debbo ringraziarti con tutti quelli “di o del ferro” che hanno fatto un gesto veramente importante per tutti noi. Donatori di sangue Questo è un problema che dobbiamo affrontare seriamente perché, se è vero che il Gruppo Donatori Istituto non è più molto attivo, ho scoperto che esistono diverse realtà il cui risultato è uguale. Infatti ci sono molti nostri donatori presso altri Ospedali o strutture simili, tipo AVIS, però dovremmo riuscire a quantificare il tutto perché bisogna comunque dare massimo risalto alla Donazione come Donazione e non come struttura dove si dona, ma diffondere l’idea è importante. Solidarietà Che dire. Tutti i Gruppi hanno fatto tanto e bene, e soprattutto continuano a fare. Abbiamo raccolto fondi, acquistato attrezzature varie (da apparec-chiature mediche molto sofisticate alle…barche) e la gente crede in noi. Basta vedere quante Associazioni chiedono la nostra collaborazione, quanti Comuni si appoggiano sugli Alpini, quanti Enti cercano una spalla da noi perché sanno che i nostri impegni vengono sempre portati fino in fondo. Anche i Cori in questo settore sono stupendi, allietano persone bisognose non solo di cure ma anche d’affetto e i Cori in questo sono molto bravi. Manifestazioni sezionali e non Il nostro Vessillo è stato presente in quasi tutte le manifestazioni del nostro Raggruppamento ed a tutte quelle nazionali. Per quanto concerne le manifestazione sezionali ci siamo veramente difesi egregiamente, ad incominciare dall’Adunata Nazionale di Parma dove l’attendamento sezionale per merito della Segreteria e di VOI tutti è stato veramente al di sopra di ogni aspettativa. Grazie a tutti veramente di cuore. Grazie. Anche nelle altre manifestazioni Sezionali la tendenza ad avere piacere di ritrovarsi tutti insieme sta crescendo a vista d’occhio. Pensate: Ponte Selva ha quasi duplicato le presenze negli ultimi 2 anni e la speranza è che, se ognuno porta un amico in più, si possa ricreare quello che è stato per anni. Voi vedrete il bilancio della Sezione, ed anche qui operando tutti insieme si fanno i risultati. Un grazie a tutti quelli che hanno dato la loro disponibilità per lavorare alle feste sezionali ed un grazie anche a chi non potendo lavorare è intervenuto solo per la gioia di stare assieme agli Amici. Parlando di stare assieme in allegria, un grazie particolare al Gruppo di Vigevano che ha allietato la compagnia con musiche e canti. Però un grazie, da parte mia e del Consiglio, va a tutti quelli che sono sul campo, perchè quello che stanno facendo è veramente stupendo. Non potete immaginare la soddisfazione che abbiamo ogni volta che un estraneo parla di noi con parole cariche d’affetto, di ammirazione e, sotto sotto, un poco di invidia. Quello che fate nei vari campi , da quello sportivo a quello di solidarietà, fa sì che, sebbene nessun giornale dia talvolta spazio alle nostre attività, la gente continua ad apprezzarci sempre più. Il Cardinale Tettamanzi ed io vi ringraziamo per la S. Messa in Duomo. Eravamo tanti ed anche lì è merito vostro grazie e se per i media noi non siamo importanti quanto i Babbi Natale che giravano per la piazza, siamo sicuramente più felici perchè siamo gli Alpini. Viva gli Alpini , viva l’Italia Alpina. Giorgio Urbinati Veci e Bocia - 5 Marzo 2006 ASSEMBLEA SEZIONALE TATI RISULT ASSEMBLEA 2006: I RISUL Il verbale dello scrutinio Oggi 12 marzo 2006 Giuseppe Parazzini, Luigi De Melgazzi e Andrea Gorgoglione, nella qualità rispettivamente di presidente e segretari dell’Assemblea; Antonio Liuzzi, Franco Magnoni e Pierluigi Pizzoccaro, scrutatori, alle ore 14,30 hanno iniziato l’apertura delle urne contenenti le schede di votazione per il rinnovo delle cariche sezionali. A fronte di n° 578 soci partecipanti in proprio e per delega all’assemblea, sono state riscontrate 578 schede di votazione di cui schede valide 566, nulle 11, bianche 1. ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL 1° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07 Hanno ottenuto voti: 472 Giuseppe Bona: Mario Castelli: 378 Bruno De Gregorio: 233 pertanto risultano eletti Giuseppe Bona e Mario Castelli. ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL 2° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07 Hanno ottenuto voti: Aldo Barberi: 518 Andrea Sacco: 487 che risultano entrambi eletti. ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL 3° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07 Hanno ottenuto voti: Mario Sormani: 507 Benito Tinti: 517 che risultano entrambi eletti. ELEZIONE DI 2 CONSIGLIERI PER IL 4° RAGGRUPPAMENTO - Biennio 06-07 Hanno ottenuto voti: Giulio Onori: 483 Antonio Respighi: 482 che risultano entrambi eletti. ELEZIONE DI 4 DELEGATIALLA ASSEMBLEA NAZIONALE 2006 Hanno ottenuto voti: Giuseppe Donelli: 513 Dario Ferro: 499 Giorgio Noè: 521 Gianni Papa: 536 che risultano eletti. VITA SEZIONALE La Se zione ha un T ricolor e n uo vo Sezione Tricolor ricolore nuo uov Il Gruppo Milano Centro dona una bandiera Culmine della festa per il sesto anniversario di fondazione del Gruppo Milano Centro è stato, certamente, l’Alzabandiera in sede. Per l’occasione, il Gruppo ha donato un nuovo Tricolore che da domenica 26 marzo svetta sul pennone di via Rovani. La bandiera è stata solennemente benedetta da don Maurizio, rettore della Chiesa di San Sebastiano, con apposita preghiera da lui stesso composta, nel corso della Messa, alla presenza di tutto il Gruppo, amici e ospiti. Tra gli intervenuti, il presidente Urbinati, presente col Vessillo, i gagliardetti di Lacchiarella e, gradita novità, di Gressoney. Lettore d’eccezione della “Preghiera dell’Alpino” Tito Dagrada. Madrina straordinaria dell’evento, la dolce e paziente signora Nella moglie del meno dolce e, soprattutto, assai meno paziente, tesoriere di Gruppo Giancarlo Ravizzotti. Inni, brindisi, canti, ricche vivande hanno coronato una giornata che ha visto soddisfatto e sorridente il nostro CapoGruppo: per una volta non ha avuto nulla da eccepire. Incredibile ma vero! Luca Geronutti Ultimate le operazioni di scrutinio alle ore 17.45, il presente verbale letto e confermato viene sottoscritto. Giuseppe Parazzini - Presidente Luigi De Melgazzi, Andrea Gorgoglione - Segretari Antonio Liuzzi, Franco Magnoni, Pierluigi Pizzoccaro - Scrutatori. Il 5 per mille dell’IRPEF ? All’ospedale da campo dell’ANA ! Grazie a recenti provvedimenti in materia di legislazione finanziaria è possibile destinare, a titolo iniziale e sperimentale, oltre all’8 per mille (allo Stato, alla Chiesa cattolica, ecc.) un ulteriore 5 per mille dell’Irpef a organizzazioni senza fini di lucro. La “Fondazione ANA Onlus”, rientra tra quante possono ricevere questo ulteriore contributo. La Fondazione è stata costituita dall’ANA per sostenere iniziative di assistenza e solidarietà, sviluppare e promuovere attività di Protezione Civile e interventi medico-campali dell’ospedale da campo ANA, per la tu- tela e la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale ed umano della montagna. Chiunque, iscritto o no all’ANA, può indicare questo ulteriore contributo nella sua prossima dichiarazione dei redditi, precisando il numero di codice fiscale che è 97329810150. La destinazione del 5 per mille dell’Irpef può anche essere indicata da chiunque sia in possesso del “modello CUD” e non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi, inviando in busta il modulo che prevede sia la destinazione dell’8 per mille, sia quella del 5 per mille. Ecco sfilare la rappresentanza della nostra Sezione alla cerimonia della Se(fotografia di Fernando Miccoli - Chieti) zione Abruzzi a Isola del Gran Sasso. Ricor dando Prisco Ricordando Prisco,, o V essillo in Abr uzz o nostro Vessillo Abruzz uzzo il nostr Oramai per la nostra Sezione è una piacevole consuetudine il ritrovarsi in terra d’Abruzzo; non è una festa Sezionale, ma da quando uno sparuto gruppo d’alpini, seguendo il mitico Peppino, ha avuto modo di conoscere la manifestazione che viene tenuta a ricordo dei Caduti e Reduci della guerra in terra di Russia, di quei fautori di una pagina di Storia a Nikolajewka che tutti ci invidiano, la nostra presenza di anno in anno si fa vieppiù maggiore. Della manifestazione di quest’anno, che dire? Si è svolta ad Isola del Gran Sasso (TE), nei giorni 18 e 19 febbraio. Al sabato un momento molto toccante è l’incontro con i Reduci e quest’anno erano presenti, tra gli altri, Emmett e Piacentini, presidente nazionale della UNIRR . È impressionante sentirli raccontare di quei momenti veramente tragici con semplicità e tanto affetto per gli Amici che non sono riusciti e rientrare in Patria, né da vivi né da morti. Quest’anno la domenica mattina ha avuto un piccolo cambio di programma, un qualcosa che andava al di là della consueta sfilata imponente, del mare di folla che ci circonda lungo tutto il percorso. Infatti l’anno scorso avevamo potuto notare che per ringraziare di tutta la cortesia e l’affetto che i nostri fratelli Abruzzesi sistematicamente hanno dimostrato nei nostri confronti era impossibile sdebitarci, e per questa ragione era nata l’idea di donare al Gruppo di Isola del Gran Sasso un nuovo Gagliardetto, ed è stato più difficile il riuscire a fare la sorpresa al Capogruppo che compiere l’impresa!. Con tale motivazione, all’interno della manifestazione la nostra Sezione ha consegnato al Capogruppo Giulio Ciarelli il dono del nuovo Gagliardetto. L’alfiere, il nostro abruzzese doc Vittorio Mucci, molto commosso, ha portato in corteo il nuovo Gagliardetto coperto ed al Santuario (altra sorpresa per il Capogruppo) l’ha sfoderato aiutato dalla madrina e … la madrina era la madre del Capogruppo! La commozione ha colpito anche tanti altri Soci. È stata una cosa semplice ma molto sentita da parte di tutti ed è stata condivisa da tutti i partecipanti alla celebrazione della Santa Messa, circa 3000 persone all’interno del Santuario. Il Capogruppo ha ringraziato, tramite mio, tutti i soci della Sezione di Milano e… siamo sicuri che questa Amicizia nata per merito di Peppino si rinforzerà ancora, di anno in anno. Giorgio Urbinati Marzo 2006 6 - Veci e Bocia VITA SEZIONALE Cosa fa notizia 18 dicembre, Piazza Duomo: ignorati da giornali e televisioni La S tale vista da... S.. Messa di Na Natale ...la Sezione di Acqui Terme ...la Sezione di Cremona Quest’anno alla celebrazione della Messa di Natale, officiata nel Duomo di Milano dal Cardinale Tettamanzi, ha partecipato anche la neo ricostituita Sezione di Acqui Terme, rappresentata dal Presidente, dal Segretario e da alcuni Alpini. Dobbiamo affermare con tutta sincerità che non ci aspettavamo di trovarci a prendere parte ad una manifestazione così imponente e commovente. Vedere Piazza Duomo costellata dai Vessilli, Gagliardetti e dai Gonfaloni di tante municipalità ci ha resi consci che, anche in occasione di un semplice momento di preghiera e di gioia, gli Alpini sanno dare il meglio. La nostra sorpresa è stata ancora più accentuata nel vedere che alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai vertici dell’Associazione, i reparti in armi con i massimi vertici militari delle Truppe Alpine. Il Duomo era pieno di Alpini, composti ed assorti nell’ascoltare e partecipare alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Tettamanzi, il quale ha rivolto ai presenti parole di augurio e di elogio per il lavoro che silenziosamente gli Alpini svolgono al servizio della collettività. Il dopo Messa, con gli onori alla Bandiera, la lunga e composta sfilata per la città e gli onori ai Caduti, ha come il solito evidenziato lo stretto legame che vi è tra gli Alpini e la cittadinanza, nonchè il fervido ricordo di chi ha donato la vita per la patria. Un apprezzamento particolare lo vogliamo rivolgere agli Alpini della Sezione di Milano che con una perfetta organizzazione hanno reso possibile un giornata così bella e ricca di emozioni: ci siete stati di sprono e di insegnamento per quelli che sono i nostri prossimi impegni associativi. Grazie e Viva gli Alpini. Virginio Penengo La splendida giornata di sole che sciogliendo la classica nebbia lombarda ha illuminato l’incontro di quest’anno, ci ha rallegrati, anche se comunque ogni nostro raduno è una occasione piacevole per rivederci, per salutarci e ricordare momenti particolarmente significativi della nostra vita associativa. Tra gli altri ho incontrato due cari amici, entrambi già consiglieri nazionali. Il primo fu un prezioso Consigliere all’epoca della nostra Adunata del 1999, e il secondo mi ha aiutato e sostenuto nei primi passi del difficile, anche se gratificante, incarico di Presidente sezionale. Il primo, da buon abruzzese che va subito al nocciolo della questione, mi ha chiesto: “Che cosa significa per te che non sei di Milano, questa cerimonia, questa S. Messa che ogni anno la Sezione di Milano dedica alla memoria degli Alpini caduti in terra di Russia?”. La risposta all’inizio mi è sembrata abbastanza ovvia…. “È una delle tante riunioni sezionali alle quali si partecipa volentieri per dimostrare quanto si è vicini alla sezione organizzatrice”. Però, riflettendo che a quella S. Messa oltre al Cardinale di Milano erano presenti, oltre al nostro Labaro, cinquanta Vessilli sezionali, più di duecento Gagliardetti e molti Gonfaloni e Sindaci di Comuni lombardi, mi sono detto che questa cerimonia era qualcosa di diverso. Era diversa perché, oggi più che mai, sentiamo il dovere di mostrare che c’è ancora chi ricorda coloro che hanno sacrificato la loro giovane vita per un ideale che la società dei consumi sembra aver dimenticato. Questo entusiasmo, questa profondità di intenti, deve essere visibile perché è l’espressione di una maggioranza silenziosa, quella che non appare sui giornali, che non fa notizia, ma è quella che rappresenta il vero volto del nostro popolo. Oggi è il momento di manifestare con la presenza quello che pensiamo; se si vuole costruire un futuro migliore bisogna fare leva sul nostro passato glorioso, su chi ci ha preceduto. In questo giorno noi confermiamo e condividiamo il pensiero di Peppino Prisco che non ha voluto dimenticare la Russia, la linea del Don, la marcia nella steppa ghiacciata, che ha vissuto due esistenze; quella quotidiana e l’altra di ricordi di rimpianti e di rimorsi. Il rimorso, forse, di essere tornato, di essere vivo, di non essere morto al posto di un altro. Ma noi diciamo a questi che sono tornati, che oggi purtroppo sono pochi, che la loro presenza serve a far capire come ogni guerra, con la sua scia di morti e distruzioni, debba essere abolita. Credo che la cerimonia del diciotto dicembre, sotto la Madonnina che splendeva al sole, abbia dimostrato tutto questo. Mario Manzia Ci sono momenti in cui non sai più se far vincere la rabbia che ti sale dentro o lasciarti andare allo sconforto: il Tg regionale di Rai 3 di domenica 18 dicembre è uno di questi momenti. Sei lì che aspetti i titoli e pensi che una manifestazione che ha richiamato da tutta Italia 3 o 4 mila persone per ricordare tutti quegli italiani che, con la divisa degli Alpini, hanno sacrificato la loro vita per quella che, a dispetto di molti, si chiama ancora PATRIA! Pensi che tutti i Sindaci che hanno accompagnato i loro concittadini Alpini, che tutte le Autorità civili che si sono presentate in Piazza Duomo (seppur con delega), abbiamo deciso di parteciparvi per convinzione o anche solo per un “dovere” che non poteva essere ignorato, supponi pure che la presenza del cardinale di una Diocesi tra le più importanti del mondo debba significare qualche cosa. E allora aspetti che già nei titoli del Tg si richiami l’avvenimento con qualche bella immagine della selva di gagliardetti tricolore o con un’infilata di penne nere a gremire il Duomo. Passano i titoli e tu passi allo sbigottimento perché o non hai capito niente o ti sei sbagliato. Forse gli Alpini erano solo un centinaio, forse nessuno si è accorto che il metrò sembrava una tradotta (forse non sanno cos’è una tradotta), forse non si aspettavano che gli Alpini esistano anche, e soprattutto, senza la bottiglia di vino. Ti monta subito la rabbia dentro e anche fuori, con qualche espressione poco caritatevole, ed è la moglie che ti calma: “Aspetta, non tutti i servizi vengono annunciati”. Risenti allora le stesse notizie che hai ascoltato dieci minuti prima nell’edizione nazionale, poi un non ben comprensibile servizio su delle donzelle, neanche poi tanto carine, in minigonna bianca con corna di renna in testa, che sculettano su una pedana. Il tono si alza col servizio successivo dove il salutismo, quanto mai di moda, ha il suo spazio con qualche cosa a mezzo tra una corsetta e una passeggiata in costume da babbo natale. Un velo pietoso sul tentativo di intervista a dei ragazzini spaesati e imbarazzati. Non manca il quotidiano e trito servizio su come sta andando l’acquisto dei regali, quasi fosse l’aggiornamento della borsa.. Anche questa volta gli Alpini non hanno fatto notizia come non la fanno, confusi in un generico seppur onorevole e meritevole volontariato, quando la terra trema e le montagne franano, quando la solidarietà chiama, e gli Alpini sono lì con poche parole ma con la loro organizzazione, coi loro fondi, con la loro forza. La prossima adunata sarà ad Asiago, chissà se sarà sufficiente qualche centinaio di migliaia di Alpini per fare notizia, se qualche giornalista avrà tempo e voglia di informarsi su cosa è successo su un monte chiamato Ortigara, se la smetteranno di consultare la lista dei vini per presentare e spiegare chi sono e che cosa fanno gli Alpini. Pia illusione. Claudio Colombo La S tale per i Caduti S.. Messa di Na Natale (Segue da pag.1) Ricordo la bella frase pronunciata dal Cardinale Tettamanzi: “Gli Alpini ricordano i morti aiutando i vivi”. Ricordo di averla però subito corretta mentalmente per darle il suo significato vero e profondo: non vi sono Alpini morti perché gli Alpini non muoiono: semplicemente vanno avanti. E noi tutti penne nere, eravamo lì per vedere i nostri Padri e i nostri Nonni che camminavano davanti a noi, vivi per sempre, per indicarci la direzione giusta per le nostre vite. Eravamo lì per dire loro, con i nostri cuori, un sempli- ce e fortissimo “Grazie”. Questo fortissimo “Grazie” riempiva tutto il Duomo e certamente arrivava in alto, molto in alto. Ricordo quell’Alpino che leggeva la nostra “Preghiera” di ringraziamento, rimanere per lunghissimi attimi senza più respiro e con un nodo alla gola nel ricordo degli Alpini andati avanti. Eravamo tutti senza respiro e con un nodo alla gola. E’ stato bello rivedere i nostri Padri e i nostri Nonni camminare lì, davanti a noi, nella stessa bellissima direzione. Grazie a Dio che ce lo ha permesso. Lodovico Dotti Veci e Bocia - 7 Marzo 2006 VITA SEZIONALE Aduna ta ad Asia go Adunata Asiag Ricor do di Gianfr anco Biasia Ricordo Gianfranco Accampamento sezionale e Gruppi nei dintorni ghiaccio”sul cui piazzale avverrà l’ammassamento; l’Ossario del Laiten, noto punto di riferimento nel panorama, rimane fuori della foto, a metà altezza sulla desta. La sfilata, dopo un percorso di circa 1,3 Km. attraverso il centro abitato, terminerà nelle vicinanze all’aeroporto, quindi la dislocazione dell’accampamento sezionale è da considerarsi veramente ottimale. Ecco una panoramica di Asiago vista I Gruppi che non si attenderanno con dall’aereo, con evidenziata in rosso la la Sezione sono pregati di dare inforzona dell’aeroporto destinata ad acco- mazioni al webmaster circa la loro gliere l’attendamento della Sezione di dislocazione, in modo da rendere posMilano, su un’area di circa 2500 mq. sibile lo scambio tempestivo di inforLa foto è stata scattata in estate: al mazioni e consentire le visite a chi si momento della stesura di questo arti- trova nelle vicinanze. colo la pista dell’aeroporto non è visi- La regolamentazione della viabilità per bile, essendo sepolta sotto circa un i giorni dell’Adunata è tuttora metro di neve! nebulosa; ulteriori notizie a riguardo Nell’angolo in basso a destra, il gran- verranno pubblicate non appena dide tetto verde che spunta dal bosco sponibili nel sito internet della Seziocontraddistingue il “Palazzo del ne, www.milano.ana.it Comportamento in caso di esequie Spesso ci chiediamo cosa fare quando abbiamo la responsabilità di rappresentare l’Associazione. Giovanni Frattini ci ricorda come talvolta basterebbe solo leggere il Cerimoniale A.N.A. Ho notato, durante una celebrazione funebre di un socio alpino, che alcuni Gagliardetti sfilano abbrunati, cioè con nastro nero sovrapposto. In effetti era abitudine indicare un segno di lutto sul Gagliardetto, l’ho visto anche sul Vessillo sezionale, però dall’anno 2003 questo gesto È STATO PROIBITO e i capigruppo sono stati informati, a suo tempo, tramite un piccolo libretto con copertina verde a titolo “Cerimoniale A.N.A.” Infatti l’allora Presidente nazionale Beppe Parazzini ha voluto regolamentare diversi comportamenti associativi, in modo da evitare personalizzazioni di come gestire una cerimonia con la presenza dei nostri simboli. Però, evidentemente, i capigruppo non hanno informato gli alfieri di questa nuova direttiva, quindi ognuno si regola come meglio crede. Questo libretto è stato approvato dal C.D.N. nella seduta del 15/02/03 ed integra il Regolamento Nazionale. Riporto, di seguito, quanto concerne le Esequie (pag. 23 e 24) e la Santa Messa (pag. 17 e 18): Esequie: “I simboli dell’Associazione Nazionale Alpini (Labaro, Vessillo, Gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati. Il Labaro interviene SOLO per il funerale del Presidente nazionale in carica o di chi ha ricoperto tale carica. Il Vessillo interviene solo nei casi in cui il C.D.S. ne abbia autorizzato la presenza, altrettanto per i Gagliardetti. È implicito che i simboli che rappresentano gli organi dell’Associazione intervengono solo alle esequie di Soci, e sempre che la famiglia dell’estinto sia consenziente, mentre per gli Alpini NON soci non dovrebbero essere presenti i simboli dell’Associazione, ma viene comunque lasciata la facoltà alle realtà locali di presenziare o meno con i simboli associativi. È invece obbligatorio per tutti gli Alpini che partecipano alla cerimonia funebre portare il cappello alpino. In chiesa valgono le stesse norme della S.Messa, alle quali si rimanda (compresa la lettura della “Preghiera dell’Alpino” nella versione riportata in appendice al libretto). Durante il trasporto del feretro a spalla, i portatori devono tenere il cappello alpino in testa. Se durante la cerimonia funebre i portatori (o altri) formano un picchetto d’onore ai lati del feretro, questi devono tenere il cappello alpino in testa e dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della cerimonia e sono inoltre esentati dall’effettuare il segno della croce. S. Messa celebrata in chiesa: “(omissis)…durante la funzione religiosa dovranno tenere il cappello alpino in testa solo ed esclusivamente il personale di servizio (coro, trombettiere, alfieri, lettore della Preghiera dell’Alpino, personale del servizio d’ordine, chi serve messa); TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello all’ingresso della chiesa, così pure il personale di servizio al momento di ricevere l’Eucaristia. Il cappello dovrà essere indossato da TUTTI i presenti solo per la lettura della “Preghiera dell’Alpino”. Giovanni Frattini Ricordiamo Gianfranco Biasia con il testo apparso sul sito ANA nazionale e con le parole di Vittorio Ladelli. In silenzio, com’era suo costume nell’assiduo lavoro e nella vita, è andato avanti Gianfranco Biasia, vice responsabile del nostro Servizio d’Ordine Nazionale, nel quale aveva prestato la sua opera per oltre 35 anni. Dopo il servizio militare negli Alpini era entrato nel Corpo della Polizia di Stato, diventando ispettore, ma continuando a frequentare la sezione di Milano e a far parte del SON. Era malato da tempo, lo sosteneva una grande Fede, presupposto d’una vita spesa con grande umiltà al servizio degli altri. Era cavaliere ufficiale della Repubblica, e Benemerito della Città di Milano. I funerali si sono svolti a Milano martedì 3 gennaio scorso. Il giorno 31 dicembre 2005 Gianfranco Biasia è “andato avanti”. Gianfranco era un caro amico, un fratello. Ci accomunava la passione del camminare nel tempo e nello spazio. Dal 1970 abbiamo percorso insieme a piedi più di 20.000 km, partecipando più volte a numerose manifestazioni podistiche, competitive e non competitive, anche con i Gruppi Sportivi Alpini della Sezione di Milano. Di queste, le più significative la 4 giorni di Nimega, la 100 km. di Bienne , la 100 km. di S.Vincent, il girolago del Garda, la due giorni di Berna la 1° Stramilano e le successive in gruppo con molti alpini: ricordo i fratelli Robecchi, i fratelli Quaglia, i fratelli Chiaravalli, Cesare Di Dato, Antonio Rezia e tanti altri. Durante la Santa Messa del funerale del giorno 3 gennaio, attraverso le penne dei cappelli di alpini a me vicini ho ripercorso i luoghi attraversati insieme, ho rivisto tutte quello che abbiamo visto insieme, ho ricordato tutto quello che abbiamo detto insieme, ho risentito tutto quello che abbiamo sentito insieme. Di Gianfranco ho, e avrò sempre, un ricordo indelebile, intenso e meraviglioso di una vita intensamente vissuta nel rapporto umano vissuto insieme. Ciao Franco, Alpino e Poliziotto di notevole valore. Vittorio Ladelli La FESTA DI PRIMAVERA DELLA SEZIONE, quella che per i milanesi è già una tradizione, si svolgerà nei giorni 20 e 21 maggio in via Beltrami, di fronte al Castello Sforzesco. La data è stata imposta dalle imminenti elezioni amministrative, e la Festa sarà quindi appena una settimana dopo l’Adunata di Asiago. Quello che sembra essere un vincolo di data può però diventare l’opportunità di proseguire l’Adunata, portando a Milano lo stesso fresco entusiasmo provato ad Asiago. La Commissione operativa è già al lavoro per ben riuscire, e tutti siamo invitati a dare la propria disponibilità (anche poche ore sono sufficienti) per la buona riuscita di questo momento di alta visibilità della nostra Sezione. Sintesi dei verbali di riunione del CDS 7 novembre 2005 Il CDS ha commemorato il Consigliere Romano Brunello, il Presidente Urbinati ha evidenziato la dedizione di Brunello alla Sezione e ha espresso il cordoglio della Sezione per la sua prematura scomparsa. Il CDS ha valutato positivamente la riuscita della Festa sezionale d’Autunno. Il Responsabile PC Polonia ha riferito sulla riunione dei volontari PC del 17 ottobre. Viene preso atto delle nuove disposizione relative alla gestione informatizzata dei dati dei volontari PC. Il CDS ha definito le linee operative per la S. Messa in Duomo del 18 dicembre. Viene stabilito che il modello di capo di abbigliamento uniforme sezionale sarà presentato ai Capi Gruppo il 14 novembre. Il Presidente Urbinati ha riferito sul recente incontro del Presidente nazionale con i presidenti sezionali. Viene distribuito il calendario delle assemblee di Gruppo e sono definite le partecipazioni dei Consiglieri. 5 dicembre 2005 Il CDS accoglie Guido Giacopelli, neo consigliere subentrato a Brunello. Il Responsabile PC Polonia ha riferito sullo stato dei lavori alla struttura 3P. Il Vice presidente Fenini riferisce sull’incontro del Presidente Perona con i giovani del 20 ottobre. Importante la presenza numerica dei giovani della nostra Sezione. Sono stati definiti i dettagli organizzativi della S. Messa in Duomo del 18 dicembre. 9 gennaio 2006 Viene valutata la situazione della candidature alle cariche sociali per la prossima Assemblea sezionale, e vien approvato il testo della cartolina di convocazione e alcuni dettagli organizzativi. I Consiglieri riportano le situazioni dei Gruppi assegnati. Viene valutata positivamente la riuscita della cerimonia del 18 dicembre a Milano, con il solo rammarico della scarsa evidenza data dagli organi informativi regionali. 6 febbraio 2006 Il CDS decide lo spostamento della data dell’Assemblea sezionale al 12 marzo a causa del blocco del traffico previsto per il 26 febbraio. Vengono approvati i bilanci da presentare in Assemblea e alcune proposte di lavori alla struttura 3P. Marzo 2006 8 - Veci e Bocia VITA SEZIONALE Si pr epar a l’80° della Se zione pre para Sezione Nel 2008 celebreremo l’80° di fondazione della nostra Sezione. Con la Presidenza sezionale e con il Comitato di Redazione di “Veci e Bocia” abbiamo ritenuto importante utilizzare al meglio l’opportunità del nostro mezzo informativo per proporre un progetto, un percorso di preparazione che, numero dopo numero, ci conduca meglio preparati a questo importante avvenimento. Abbiamo individuato nel motto della prossima Adunata di Asiago la linea guida di questo progetto perché nel continuo lavoro in Associazione ci rendiamo conto di quanto i nostri padri ci hanno dato e di come noi, oggi, camminiamo sulle orme tracciate ieri dai padri. Riteniamo quindi importante per tutti noi conoscere meglio chi erano e cosa hanno fatto i padri della nostra Sezione, affinché la loro memoria rimanga viva in tutti noi. Il progetto che abbiamo individuato consiste nel proporre alcune schede sulle figure di alpini che hanno avuto ruoli importanti per la nostra Sezione, anche se talvolta il loro lavoro è stato poco visibile. Ciò permetterà a tutti noi, ma soprattutto ai Soci più giovani, di conoscere il grande valore degli uomini che hanno voluto costruire l’Associazione nella grande metropoli, situazione ben diversa da quella a noi familiare dei monti, e in tempi ben più difficili degli attuali, concretizzando il loro desiderio di mantenere alti i valori degli alpini a Milano. Parleremo di figure note e meno note che hanno operato nell’ambito della Sezione, e iniziamo da questo numero parlando di Dante Belotti, il presidente della ricostruzione della Sezione nel secondo dopoguerra. Questa rubrica sarà curata da Giuseppe Semprini, e invitiamo coloro che vogliono collaborare a questo progetto a segnalare la propria disponibilità e a farci avere idee, informazioni, opinioni e commenti. Dante Belotti Nella sua lunga storia la Sezione di Milano ha annoverato numerosi personaggi davvero carismatici che hanno contribuito a farla diventare un punto di riferimento per tutta la nostra Associazione. Fra questi spicca il Colonnello Dante Belotti. Arruolatosi volontario nella Grande Guerra, nel 1918 é ufficiale subalterno in Adamello nella 52a Compagnia del Btg. Edolo comandata dal Capitano Gennaro Sora, l’eroe del Polo, alle cui dipendenze rimarrà nel successivo tempo di pace per oltre otto anni. Nel dicembre 1920 resta ferito negli scontri ingaggiati a Fiume dal Btg. Edolo contro i Legionari di Gabriele D’Annunzio. Partecipa alle operazioni di riconquista della Libia e alla campagna d’Etiopia come comandante di bande irregolari. Incarico, questo, assolto brillantemente e nel 1937 viene infatti decorato con una Medaglia d’Argento e 2 di Bronzo. Rientrato in Patria, allo scoppio della 2a Guerra Mondiale combatte sul fronte occidentale e con il Btg. Morbegno partecipa alla campagna d’Albania dove si distingue per le sue doti di comandante. Viene promosso maggiore per merito di guerra e guadagna ancora una Medaglia d’Argento e una di Bonzo. Viene ferito sul monte Guri i Topit. Nel 1942 assume il comando del Btg. Edolo nell’imminenza della partenza per il fronte Russo. Durante la ritirata riesce a mantenere organico e compatto il proprio battaglione rimasto di retroguardia. Il 27 gennaio 1943, facendosi largo fra le migliaia di sbandati, l’ Edolo, appoggiato da due pezzi del Gruppo Bergamo e un pezzo del “Valcamonica”, partecipa in modo risolutivo all’attacco dell’abitato di Nicolajewka occupato dai russi, concorrendo ad aprire il varco dal quale defluiranno, insieme ai resti CALEND ARIO A TTIVIT À CALENDARIO ATTIVIT TTIVITÀ PROSSIME MANIFESTAZIONI SEZIONALI 30 aprile - Besana Brianza: Cerimonia intersezionale per il 50° della morte di Don Gnocchi 20/21 maggio - Milano: Festa sezionale di primavera (nuova data) 4 giugno - Giussano: 75° di fondazione del Gruppo 11 giugno - Ponteselva: Raduno Sezionale 18 giugno - Lacchiarella: Premiazione del 15° concorso di letteratura MANIFESTAZIONI NAZIONALI SIGNIFICATIVE 22 aprile - Bergamo: Giornata della Solidarietà Alpina 13/14 maggio - Asiago: 79a Adunata Nazionale 21 maggio - Milano: Assemblea dei Delegati 25 giugno - Rifugio Contrin: 23° Pellegrinaggio al Rifugio 9 luglio - Monte Ortigara: Pellegrinaggio Nazionale 30 luglio - Monte Adamello: 43° Pellegrinaggio dell’Armir, migliaia di soldati di varie nazionalità Per questa azione riceverà un’altra Medaglia d’Argento e una Croce di Ferro tedesca sul campo. Fra le sue decorazioni bisogna inoltre annoverare anche cinque Croci di Guerra al Valore. Con l’avvento della pace e dei cambiamenti istituzionali della nostra Patria egli non tarda a rendersi conto che per il nostro esercito si era ormai giunti alla fine di un’epoca. Per questo, nell’immediato dopoguerra prenderà la dolorosa decisione di abbandonare la carriera militare, che era la sua vita, dopo oltre trent’anni di comando. Rientrato alla vita civile si dedica all’attività di venditore per conto di una grossa tessitura di Monza. Anche in questo ambito, per lui del tutto inusuale, non mancherà di distinguersi per capacità, tenacia e onestà. Aveva abbandonato la divisa ma non il Cappello Alpino e quando l’Associazione Nazionale Alpini, nella difficile fase della sua rifondazione, ebbe bisogno di lui, egli non si tirò indietro. È stato Presidente della nostra Sezione dal 1952 al 1956 e dal 1962 al 1970. Anche in questa funzione seppe far emergere le sue doti di trascinatore e la sua grande alpinità. Seppe suscitare rinnovati entusiasmi ed ebbe anche meritate soddisfazioni. Il numero degli iscritti si avvicinò ai duemila d’anteguerra, e venne acquisita in affitto l’attuale Sede di Via Rovani. Conobbe anche l’amarezza del commissariamento (nel 1954, per pochi mesi), dovuto a contrasti originati dalle divisioni e dai risentimenti lasciati negli animi di molti dal recente, tragico conflitto. Un altro, disilluso, avrebbe abbandonato. Lui invece si ricandidò, fu rieletto e si adoperò per riaccendere lo spirito di fratellanza e di solidarietà tramandatoci dai nostri padri. Per delineare la sua figura é significativa la descrizione delle manifestazioni con cui venne accolto dai suoi alpini all’ultima Adunata cui partecipò (Brescia - 1970) riportata da Antonio Rezia, succedutogli nella carica di Presidente: “Chi nell’esaltante giornata dell’Adunata di Brescia é stato al suo fianco durante tutto il percorso della sfila- ta, può ben dire di avere assistito ad una indimenticabile manifestazione di simpatia e di ammirazione per lui. Durante tutto il tragitto é stato un susseguirsi di entusiastiche acclamazioni all’indirizzo del Colonnello Belotti e chi gridava il suo saluto spesso aveva le lacrime agli occhi e la voce roca per una infrenabile commozione. Ed egli accennava a fugaci saluti, commosso lui stesso più di ogni altro, badando a dire continuamente ad ogni applauso della folla trascinata dall’entusiasmo dei “Veci”, col suo caratteristico parlottare sommesso: “Non a me... agli Alpini, sono loro che meritano gli applausi ....” e con la mano accennava agli Alpini che lo seguivano…” Sino ad un paio di anni fa un suo busto in bronzo (dono della Sezione di Milano) e le sue decorazioni erano esposte al museo del 5° Reggimento Alpini presso la Caserma Rossi di Merano. Con l’abbandono di questa caserma a seguito dello scioglimento dei reparti alpini ivi stanziati, anche tutti gli oggetti custoditi nel Museo, che per noi alpini hanno valore di reliquie, sono stati presi in carico dal Comando Truppe Alpine di Bolzano e sono conservati dal dipendente Reparto Comando presso la Caserma Schenoni di Bressanone, in attesa di allestire il promesso nuovo Museo dei Reggimenti Alpini. Giuseppe Semprini “La penna del najone” R acconti con il Cappello Alpino Il "Battaglione Forum", raggruppamento di penne nere nato attraverso il portale www.ana.it, in collaborazione e sintonia con il Centro Studi dell’Associazione Nazionale Alpini promuove la raccolta di racconti di naja alpina da utilizzare per la pubblicazione di un libro i cui eventuali utili saranno devoluti per opere di solidarietà nello spirito della A.N.A. CHI PUO' SCRIVERE: chiunque abbia fatto il servizio militare nelle Truppe Alpine. COSA RACCONTARE: qualunque cosa del proprio servizio militare alpino; ogni esperienza che si vorrebbe non andasse perduta, dalla cartolina precetto al congedo, raccolte in episodi. I racconti e gli allegati dovranno pervenire nelle seguenti modalità: - inviati tramite e-mail in formato "Word" a [email protected] - oppure spediti su floppy, CD, DVD (sempre in formato "Word") o su carta indirizzati a: "CENTRO STUDI" c/o A.N.A. Via Marsala 9 20121 MILANO Veci e Bocia - 9 Marzo 2006 ATTIVITÀ SPORTIVE GIUSSANO Trof eo “P enne Mozz e”: Memorial T en.Car lo F olcio ofeo “Penne Mozze”: Ten.Car en.Carlo Folcio Nell’incantevole pineta di Schilpario in val di Scalve domenica 15 gennaio si è svolto il “Trofeo Penne Mozze”, gara inserita nel trittico del Criterium della Brianza, organizzata dal Gruppo Alpini Giussano in collaborazione con la sezione di Milano. Il Trofeo, intitolato ad ogni edizione ad una persona cara andata avanti, è stato dedicato a Carlo Folcio, Tenente Alpino combattente in Africa Orientale nel ’35 con la Divisione Pusteria e poi comandante dei partigiani del comune di Arosio-Carugo, i quali, nell’aprile del’45, fermarono una colonna tedesca; dopo tre giorni di estenuanti trattative, la disarmarono completamente, senza spargimento di sangue. Padre e nonno di nove Alpini, uomo vero di salda fede, nella sua lunga vita si impegnò sempre nel rispetto e nella solidarietà verso il prossimo. Nonostante i meno 12°C l’adesione è stata superiore alle aspettative. I partecipanti al Criterium, ormai al suo ven- I rappresentanti della Sezione tesimo anno, hanno raggiunto una media di 200 iscritti per gara. Un risultato che appaga gli sforzi e il lavoro dei responsabili della varie Società che lo rappresentano. Molto basso invece il riscontro da parte dei Gruppi della Sezione. Solo gli Alpini di Arese infatti (come l’anno precedente) hanno partecipato al trofeo portando a termine le fatiche della competizione. Il dopo gara è sta- to distinto dal solito calore alpino. Canti alpini, musica e un caldo rifornimento per i partecipanti e supporter (salame cotto, pasta e fagioli, vin brulè) ci hanno accompagnato alla consegna dei premi. Alle premiazioni oltre al vessillo sezionale erano presenti il vice presidente Antonio Fenini, il consigliere Espero Carraro, il responsabile del P.C. Roberto Polonia e le rispettive consorti. ABBIA TEGRASSO ABBIATEGRASSO Il Ga gliar detto del Gr uppo Gag liardetto Gruppo alla Mar atona di Ne w Y or k Mara New Yor ork Dopo mesi di sogni e di fatiche finalmente un sogno si è avverato: il 6 novembre 2005 Andrea Invernizzi, iscritto al Gruppo di Abbiategrasso, e Aless a n d r o Dozzio della Sezione di Luino hanno partecipato alla Maratona di New York schierandosi insieme alla partenza. Hanno così ricordato, a dieci anni dal congedo, il servizio pre- stato come sottotenenti di prima nomina alla Scuola Militare Alpina di Aosta al termine del 156° corso AUC. La foto ritrae i due atleti all’interno di Central Park poco prima della classica corsa. Come si può ben vedere, non hanno certo dimenticato di mettere nella valigia anche il gagliardetto del Gruppo! Andrea Invernizzi Da buongustai, gli Alpini hanno caratterizzato il tutto in modo alternativo e simpatico consegnando agli atleti al posto di trofei e medaglie, dei premi in natura: salami , coppe e formaggi vari. Il trofeo se lo è aggiudicato la società di Monza “Pell e Oss”, secondo il Triathlon Team Brianza, terzi la squadra del Gruppo Alpini di Giussano. Il premio al primo Alpino classificato invece è andato a Giovanni Bonazzi, Alpino del Leffe. Premiati anche Giuseppe “Pepino” Ferrario e Matteo Folcio, entrambi Alpini del Gruppo di Giussano, rispettivamente il più Vecio e più Bocia. Un ringraziamento è dovuto a tutti coloro che hanno aiutato nell’organizzazione, agli amici della Sezione di Milano, al Gruppo Alpini di Arese e a tutti i partecipanti e sostenitori, con un arrivederci all’anno prossimo. Per visionare le classifiche e notizie sulle altre due gare del Criterium della Brianza: www.webanchio.com Fabrizio Folcio Il primo alpino classificato TORINO 2006 a Se zione alle Olimpiadi in vernali nostra Sezione inv La nostr Alle recenti Olimpiadi si sono talvolta intravisti in televisione Alpini in divisa al bordo delle piste, ma ce ne sono stati molti altri “in borghese” dell’ANA in servizio nelle zone interessate dagli eventi olimpici. È il caso degli iscritti alla nostra Sezione che hanno fornito supporto logistico alla manifestazione. Secondo quanto ci risulta, gli Alpini ed Amici volontari della Sezione di Milano alle olimpiadi di Torino 2006 e ospitati presso il Gruppo di Giaveno sono stati: Angelo De Andrea per la Sezione, e per i Gruppi Andrea Invernizzi, Giancarlo Piva, Eraldo Sguaitamatti e Gianbattista Vitari di Abbiategrasso; Luigi De Melgazzi di Bresso; Giuseppe Brazzoli di Corsico; Giuseppe Ferrario e Ezio Pozzi di Giussano; Paolo Androni di Milano Centro (salvo altri di cui non sono a conoscenza e che non vorrei si risentissero qualora non menzionati). Con quattro fuoristrada messi a disposizione da Giancarlo Piva ci siamo portati a Giaveno e, salvo sporadici interventi con le macchine, siamo stati impiegati a Cesana per dieci giorni consecutivi in operazioni di servizio d’ordine. Per tutto il periodo ci è stato assegnato il compito di controllare il parcheggio situato alla partenza della telecabina per Cesana Pariol e per San Sicario, dove transitavano varie navette per il trasporto locale ed i bus provenienti dalla Francia. Gran lavoro all’aperto dunque; siamo passati dai 14 sottozero dei primi giorni alle abbondanti nevicate degli ultimi giorni. Per il nostro copricapo siamo anche stati oggetto della meraviglia dei turisti cinesi e giapponesi che ci hanno più volte fotografato. Ottima l’accoglienza da parte di tutti e buona la mensa dei siti olimpici, salvo la mancanza di un bicchiere di quello buono, bandito da tutti i siti. Ma ci siamo rifatti nelle serate passate presso il Gruppo di Giaveno, dove il Vice-capogruppo Dario Galletto ci ha bene abituati con manicaretti ogni giorno diversi. E vogliamo qui ringraziare il Gruppo di Giaveno per la cordialità e l’ospitalità. Mercoledì 15 febbraio c’è stata la visita al Gruppo di Giaveno del Presidente Nazionale Perona, del Presidente della Sezione di Torino, di alcuni responsabili TOROC e del Sindaco di Giaveno. Dopo i ringraziamenti ai volontari, i discorsi di circostanza e lo scambio di doni (da parte nostra abbiamo portato i saluti della Sezione di Milano con la consegna dei guidoncini della Sezione e dei Gruppi di Abbiategrasso, Bresso e Corsico al Capogruppo di Giaveno), la serata è proseguita in cordialità con la solita ottima ed abbondante cena. Nel pomeriggio del 24 febbraio siamo tornati in molti a Giaveno, presso il mercato coperto del fungo che è una abbondante specialità autunnale locale, per il saluto ed i ringraziamenti del Sindaco, della cittadinanza e dei ragazzi delle scuole. Voglio citare che a Bardonecchia, culla dello snowboard, fra gli incaricati dell’accoglienza delle delegazioni e degli atleti c’era anche Valentina Latino, figlia del Capogruppo di Abbiategrasso. Significativo è stato il rapporto che si è instaurato con le Forze dell’ordine e con gli Alpini in armi, tutti sempre collaborativi, educati e comprensivi; mentre altre componenti non volontarie non gradivano le nostre garbate richieste e i lavori più umili e faticosi sono stati assegnati agli Alpini i quali, con il solito mugugno ma con tanta buona volontà e spirito di servizio, hanno sempre onorato il cappello, prodigandosi per la migliore riuscita dei compiti assegnati. In conclusione, questa è stata una esperienza positiva per le nuove amicizie trovate sia tra gli Alpini, sia tra i residenti di Cesana e Giaveno, ospitali e disponibili. Ancora un grazie agli Alpini di Giaveno e alle loro mogli che ci hanno fatto sentire a casa. Soddisfatti ed orgogliosi nel poter dire che “alle Olimpiadi di Torino 2006 c’eravamo anche noi” e guardando avanti, sarebbe piacevole dare la propria disponibilità quale volontario anche per le Olimpiadi di Vancouver 2010. Luigi De Melgazzi Marzo 2006 10 - Veci e Bocia PROTEZIONE CIVILE Le te gole del 3P teg Dispiacerà ai due inquilini alati del 3P, ma ormai il capannone è definitivamente chiuso. Dopo i portoni di ingresso, anche i vetri sono stati montati sui telai e i due piccioni che da tempo occupavano una postazione “pericolosamente” predominante, devono ora rassegnarsi allo sfratto. L’ultimo piano è stato sgomberato e si sta provvedendo a tracciare i muri divisori dei servizi igienici, dell’ufficio e della sala riunioni. Sembrerebbe quindi che i lavori procedano senza intoppi, ma quando si è trattato di salire sul tetto per verificarne lo stato – è proprio il caso di dirlo – ci è caduta una bella tegola in testa. Ma andiamo con ordine; durante uno dei tanti sabati lavorativi, con la partecipazione della S.I.A. (ovvero la squadra rocciatori), siamo saliti sul tetto nella più totale sicurezza, per piazzare un cavo d’acciaio, cui potersi assicurare ogni qual volta si presenti la necessità di salire sul tetto – ricordiamo infatti che la gronda dello stabile è ad una quindicina di metri di altezza. Una volta saliti abbiamo constatato che il tetto è in condizioni pietose e non solo le tegole, ma tutta la struttura. Anni fa, ai tempi della ristrutturazione dello stabile per utilizzarlo come parcheggio – e cioè ai tempi della costruzione dei famosi tre piani interni – a causa di infiltrazioni dovute alla rottura di alcune tegole, qualche calcinaccio ha incominciato a staccarsi dal soffitto. Per evitare la caduta degli stessi sulle autovetture, fu applicato internamente un controsoffitto in lamiera, che per il momento risolveva il problema, ma che ci ha mascherato le reali condizioni fino ad ora. Per anni lo stabile è stato poi abbandonato e il tempo e le intemperie hanno intaccato anche strutturalmente la copertura già compromessa. I nostri responsabili hanno interpellato il Comune di Cesano Maderno, proprietario dell’immobile che ce lo ha affidato in comodato trentennale, per arrivare ad un compromesso. Da parte del Comune c’è una positiva apertura nei nostri con- fronti e sembra che ci verrà corrisposto un rimborso, non si sa ancora di preciso quanto e in che modo; per adesso i nostri tecnici stanno preparando un preventivo per valutare la spesa. La sistemazione del tetto prevede la rimozione di tutte le tegole e la messa in opera di lamiere grecate portanti che appoggiano direttamente sulle travi principali, lasciando scarica l’esile solettina ormai ammalorata. Data la mole e la pericolosità del lavoro, si sta valutando l’ipotesi di appaltare il lavoro ad un’impresa specializzata, che tra l’altro porterebbe a termine il lavoro in breve tempo. Nell’attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione comunale di Cesano, i lavori procedono all’interno. Il carro ponte è stato messo in sicurezza e ora può essere utilizzato come ponteggio mobile per scrostare le parti alte dell’edificio, si procede con l’impianto elettrico e con la realizzazione dei divisori interni. Per questi e per tanti altri lavori è necessario l’aiuto di tutti, non necessariamente iscritti alla Protezione Civile; attualmente c’è bisogno di muratori, ma anche la semplice manovalanza non è rifiutata. Stiamo cercando di organizzare meglio le giornate lavorative al 3P, che a volte davano l’impressione di essere lasciate un po’ al caso. Ma, vuoi un po’ per la “foga”, un po’ per le reali difficoltà nel gestire tante persone che svolgono lavori diversi, non è certo facile organizzarsi al meglio, soprattutto per chi non lo fa di mestiere. Tra l’altro questi lavori non sono proprio usuali per la Protezione Civile, abituati fino a ieri a far andare motoseghe e spalare fango, ma ora c’è la necessità di avere una “casa” per poter essere meglio operativi in futuro. Un lavoro nuovo per tanti volontari, che si ritrovano a siliconare vetri o a sbadilare malta ai muratori, ma anche per i responsabili che devono gestire i lavori. I lavori procedono…ma abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti per portarli a termine. Fabiano Folcio Eser citazioni della Squadr a Esercitazioni Squadra di Intervento Alpino Anche per l'anno 2006 la Squadra d’Intervento Alpino della Protezione Civile (S.I.A.-P.C.) ha redatto il proprio calendario delle esercitazioni mensili. Lo scopo di tali esercitazioni, com'è risaputo, è il perfezionamento della tecnica di messa in sicurezza degli operatori di P.C. durante lavori in terreni ripidi e pericolosi, per l'incolumità di chi opera. I componenti la Squadra sono tutti ben affiatati ed hanno una buona conoscenza di queste tecniche che comprendono, quasi sempre, l'uso delle corde con tutti gli accessori conseguenti. Perciò il posto ideale dove affinare e migliorare la preparazione è proprio l'ambiente alpino. Ecco il calendario 2006 delle uscite della squadra SIA-PC della Sezione ANA di Milano, concordato durante l'uscita del 4 dicembre 2005 al Rifugio Piazza. 22 Gennaio: Adunata speciale in casa Marelli, a Pizzino (Val Taleggio) - BG 19 Febbraio: Zucco dell'Angelone Barzio Valsassina (LC) - falesia Marzo:Esercitazione di PC a Milano 2 Aprile: Monte Tremezzo - Como 14 Maggio: Adunata nazionale ad Asiago (VI) 2/3/4 Giugno: Esercitazione del 2° raggruppamento PC in quel di Salò (BS) 11 Giugno: Ponte Selva (BG) - Raduno sezionale 8-9 Luglio: Pizzo del Diavolo di Tenda (BG); uscita di 2 gg. 27 Agosto: Targhe “F. Figel” e “G. Mazzucchi”- Valsassina (LC) 17 Settembre: Monte Grona (BG) - Ferrata della Madonnina 22 Ottobre: Zuccone Campelli (LC) Ferrata Minonzio 12 Novembre:Torrione Fiorelli (LC) Grigna orientale 3 Dicembre: Monte San Martino (LC) Rifugio Piazza. Invitiamo chi volesse partecipare a prendere contatto con i Responsabili della Unità di PC Sezionali /SIA o con il proprio Capogruppo. Giovanni Frattini GIOVANI ALPINI Da tutt ’Italia nella nostr zione tutt’Italia nostraa Se Sezione Domenica 19 marzo alle ore 09:15 i giovani referenti dei quattro Raggruppamenti si sono trovati nella nostra sede sezionale per discutere in merito alle prossime manifestazioni di carattere nazionale e impostare la linea da seguire a riguardo. Ogni raggruppamento ha scelto i suoi giovani da far partecipare a questo importante incontro e, per il nostro raggruppamento ovvero il secondo (Lombardia, Emilia Romagna) hanno partecipato: Alberto Giudici della Sezione di Brescia (responsabile 2° rgpt.), Damiano Ronzoni della Sezione di Como, Gianluca Gazzola della Sezione di Piacenza, Manuele Grigolato e Alessandro Branduardi per la Sezione di Milano. Erano inoltre presenti il Consigliere Nazionale Cesare Lavizzari e Giorgio Urbinati in qualità di Presidente della sezione ospitante. Il dibattito è iniziato dando la parola al rappresentante del 4° Raggruppamento e appartenente alla Sezione di Napoli che ha illustrato il lavoro svolto al sud e l’incremento di Alpini iscritti alle loro Sezioni, lasciando i presenti nello stupore e dimostrando che anche il sud, se pur con numeri nettamente inferiori, è una terra di vocazione alpina come il nord. Successivamente prendono parola i rappresentanti del 3° Raggruppamento (Triveneto) che hanno dimostrato di essere una vera forza sia per la quantità che per la qualità; arriva infatti da loro una proposta condivisa e apprezzata da tutti i presenti la quale sarà per i nostri veci una bella sorpresa che sveleremo solo giunti ad Asiago! Rimanendo in tema Adunata, ogni raggruppamento ha portato le sue proposte per uno striscione dei giovani da realizzare per l’occasione come richiesto dalla Sede Nazionale. Tante sono state le frasi pensate e riportate, tutte degne candidate per un’adunata così importante e significativa come quella di Asiago e, alla fine è passato proprio quella che avevamo proposto noi come 2° raggruppamento con un piccolo taglio. Il motivo principale che ha portato la maggioranza alla sua scelta è stata la sua essenzialità e incisività, l’immediatezza del messaggio che rende pienamente il suo significato anche a quelli che parteciperanno alla nostra manifestazione pur non essendo soci. La seconda scelta è stata quella di sfilare di primo mattino dopo il CDN assieme a … ma certo, assieme ai nostri reduci che al solito sfilano sui V.M. dell’Esercito scortandoli e creando dietro di loro un plotone di un centinaio di giovani che apriranno la manifestazione, sfilando prima delle Sezioni estere. Qualche perplessità è emersa in merito al fatto di raggiungere la Colonna Mozza sull’Ortigara visto che tutt’oggi è totalmente sommersa dalla neve e le zone che solitamente restano in ombra potranno presentarsi ancora con svariati metri di coltre bianca. Pensiamoci! Ultimo, ma primo in ordine cronologico, abbiamo deciso di pranzare tutti assieme il venerdì che precede l’Adunata in un agriturismo a Gallio così da poter definire con maggiore precisione tutti que- sti dettagli. Durante il dibattito ci è stata fatta una gradita visita da parte dei nostri reduci Antonio Rezia e Alfredo Baggi che per un fortuito errore, avendo anticipato di una settimana la festa del Gruppo di Milano Centro al Civico Tempio di San Sebastiano, ci hanno onorato con la loro presenza. A quel punto considerato anche il fatto che fanno decisamente parte del gruppo giovani, li abbiamo invitati a fermarsi con noi per condividere il rancio. Alla spicciolata giungono tutti e finalmente arriva anche il nostro Presidente Nazionale Corrado Perona proveniente dall’assemblea della Sezione di Bassano del Grappa. Inevitabilmente con il suo carisma infonde una gran carica e un’abbondante dose di entusiasmo tra i presenti. Immediatamente ragguagliato su quanto detto, prende la parola esternando la sua piena fiducia in noi giovani e all’importanza di questo progetto nel quale crede fermamente in quanto noi siamo il futuro dell’Associazione. Futuro che, giustamente, deve cominciare a diventare anche un presente e in che maniera? In quella più semplice e logica possibile ovvero affiancare i nostri Veci su tutti i fronti per alleviare le loro fatiche approfittandone per imparare da quelli che oramai sono i “professionisti dell’ANA”. In oltre si fa anche il riferimento ad alcune Sezioni-Gruppi che non condividono questa decisione che arriva dall’alto, questo molto probabilmente perché ancora oggi a distanza di un anno e mezzo non hanno ancora capito niente di questo progetto anche se diversi notiziari di Gruppo ne hanno fatto cenno, notiziari sezionali idem e su “L’Alpino” se ne è parlato in abbondanza esplicando tutti gli aspetti della cosa e rispondendo direttamente a domande fatte al Presidente e alle perplessità espresse in merito. Una riflessione personale mi porta a dedurre che il problema di chi ancora oggi nutre dubbi e paure rispetto ai giovani è dovuto al fatto che non legga mai “L’Alpino” piuttosto che il proprio notiziario sezionale. Per concludere voglio fare un appelloinvito a tutti i soci che hanno tanti bollini sulla tessera a vederci come i loro nipoti che, quando il nonno vuole prendersi una “piccola licenza” per gustarsi un’ombra può tranquillamente farlo e, a quelli che di bollini non hanno ancora riempito la prima tessera di darsi da fare prendendo contatti con il responsabile giovani del loro Gruppo perché molti dei nostri Veci hanno riposto tutte le loro fiducie e le loro aspettative in noi e quindi ZAINO IN SPALLA, RIMANENDO SEMPRE BEN ALLINEATI E COPERTI! Alessandro Branduardi Veci e Bocia - 11 Marzo 2006 VITA NEI GRUPPI CERNUSCO S/N Ricor do di Rino Picco Ricordo Ciao Vecio, ti scrivo questa mia per farti conoscere i miei pensieri e le mie emozioni del giorno dell’Adunata di Trieste. Incontrandoci quel pomeriggio in Baita, parlando dei tuoi problemi di salute e soprattutto del tuo impedimento a partecipare all’Adunata di Trieste, notai sul tuo volto del rammarico, notai i tuoi occhi velati di lacrime, dal dispiacere per non poter partire insieme con noi per Trieste. In quel momento è venuta a galla la proposta di poter portare a Trieste almeno il tuo Cappello. Istintivamente la mia risposta fu negativa, non certo per farti dispetto ma per la consapevolezza del “peso” morale di quel Cappello e così notai anche nei tuoi occhi un velo di tristezza per la mia negazione. Il discorso proseguì con altri argomenti, e ci lasciammo per tornare ognuno alle nostre case. Strada facendo, continuavo a pensare all’espressione del tuo volto, al momento della mia risposta negativa e, non riuscendo a cancellare l’immagine della tua tristezza dalla mia mente, decisi che ti avrei accontentato e avrei portato il tuo Cappello all’adunata. L’indomani ci siamo di nuovo ritrovati in Baita e ti comunicai la mia decisione: sfilare in adunata con il tuo Cappello per far sì che anche tu potessi essere presente a Trieste. Come d’accordo, la domenica successiva mi portasti in Baita il tuo Cappello. Il giorno dell’adunata, mentre iniziavano a sfilare i reparti in armi, ti chiamai al telefono per far sì che anche tu fossi più vicino a noi, per farti sentire ancora di più la nostra vicinanza e, man mano che il tempo passava, e s’avvicinava l’ora della partenza della nostra Sezione, il cuore batteva sempre più forte al pensiero che avrei dovuto sfilare per le vie di Trieste, un po’ anche orgoglioso di portare il tuo Cappello. Finalmente si parte, sempre più forte nei miei pensieri il peso di quel Cappello, quel Cappello che aveva sopportato con te tante fatiche, tanti sacrifici, tante rinunce, tante umiliazioni d’uomini ridotti come stracci, ridotti alla fame, morti congelati da un’assurda guerra, ma con un animo tanto forte che, fortuna o destino, sono riusciti a portare a casa la pelle. Scorrevano nella mia mente le tue parole, i tuoi racconti dei momenti trascorsi in terra di Russia e quel Cappello pesava sempre di più... Sentendo i cori intonati dagli Alpini che sfilavano, sentendo il “33” scandito in continuazione dalle varie bande, ti confesso che mi sono emozionato più volte. Forse tutto questo sembrerà retorica, forse non è più di moda credere in queste cose, forse non si usa più ricordare quei momenti, forse fa più comodo “non ricordare” quei momenti…; troppi forse…e intanto i nostri giovani non credono più in certi valori… e intanto i nostri anziani, quei pochi rimasti, soffrono anche per questo! Così, in questo mondo dove si sta perdendo ogni valore e ogni speranza di migliorare i rapporti fra gli uomini, è VIGEV ANO VIGEVANO Ricor do di Ser gio Gelo Ricordo Sergio senz’altro meglio credere, sperare e affermare che uomini come te abbiano sempre ad esistere. Ciao Vecio. Il tuo bocia Cernusco, 12 gennaio 2006 Ciao Vecio, oggi ho portato ancora una volta il tuo cappello; l’ultima volta. L’ho portato nel giorno triste del tuo funerale, adagiato su un cuscino tricolore per rimarcare l’importanza di quel cappello, l’attaccamento alla Patria e al dovere, quel dovere ”pericolosamente compiuto”. Quel dovere che ti ha portato nella lontana steppa in terra di Russia, in quella famigerata campagna dove con altri commilitoni sempre attaccati al dovere di combattenti avete sofferto le pene dell’inferno e visto più volte la morte in faccia. Accompagnandoti al camposanto mi scorrevano nella mente i tuoi racconti in quelle terre desolate e maledette nello stesso tempo. Grazie Rino! Un grosso “grazie” per quello che hai sempre saputo darci con l’esempio, che hai sempre saputo trasmetterci, soprattutto con il dovere. Un grazie immenso per quello che hai dato al tuo Gruppo e ai tuoi Alpini di Cernusco; amore, lavoro, dedizione ma soprattutto determinazione, doti che non troveremo mai più così ben amalgamate in nessun’altra persona. Lasci un vuoto che, a mio avviso, sarà incolmabile nel gruppo; un vuoto che ci farà sentire per sempre la tua mancanza come Uomo, come Alpino ma soprattutto come Padre. GRAZIE RINO sarai sempre PRESENTE in mezzo a noi. Pierangelo Assasselli Il 17 gennaio l’Alpino Gelo Sergio e’ andato avanti: questo giorno sarà una data che rimarrà fissata indelebilmente nella vita del Gruppo di Vigevano. Lo abbiamo visto andare in ferie dopo averci dato sino all’ultimo consigli e suggerimenti per riuscire al meglio nelle varie manifestazioni. Nella sua amata terra d’Abruzzo un ictus cerebrale lo aveva colpito alla fine dell’estate. La sua forte fibra, la sua tenacia, da vero Alpino gli avevano dato la forza di tenere duro, di riuscire a tornare alla sua terra; la riabilitazione lunga con una prognosi che lasciava ben poche speranze e alla fine serenamente, confortato dal calore della Famiglia e dei suoi tanti Amici è andato avanti nel paradiso di Cantore. Gelo era stato Tenente degli Alpini nel Battaglione Edolo nel ’50 a Dobbiaco, dove aveva maturato una grossa esperienza acquisendo solide amicizie con molti Alpini poi rincontrati in Associazione nell’ambito della Sezione di Milano. Quando i suoi carichi di lavoro glielo hanno consentito, ha sempre dato un generoso apporto alla vita associativa, diventando Capogruppo di Vigevano–Mortara, riportando una gestione sfibrata da un’intensa attività ma priva di un adeguato coordinamento, ad una guida austera e ben governata. Aveva trasmesso la sua impostazione amministrativa rigorosa ed oculata, elevando l’importanza del Gruppo di Vigevano, arricchendolo di nuove iscrizioni, ben gestendo un difficile trasloco e gettando i presupposti per la costruzione dell’attuale Sede, la Baita degli Alpini di Vigevano. La cerimonia funebre si è svolta a Cassolnovo, paese di origine della sua famiglia, alla presenza di numerosi Alpini sia del “suo” Gruppo sia della Sezione di Milano dove godeva di incondizionata e larga stima. Vogliamo cogliere l’occasione per riportare nel testo di questo articolo alcune righe che il grande amico e Alpino Ettore Gaggianese ha voluto scrivere in suo ricordo: “Caro Sergio, io ti ho conosciuto tardi, quando hai trasferito la famiglia a Vigevano e poi ti sei iscritto al nostro Gruppo; abbiamo subito legato e fatto amicizia, quell’amicizia vera che nasce dai valori comuni del nostro Corpo e dalle tanti passioni in comune. Ma come mi è difficile comporre questo estremo saluto e trovare parole che esprimono quello che si ha nel cuore, la mente và alle mille strade che abbiamo percorso assieme, mi conduce strattonandomi in tutti quegli angoli d’Italia, d’Europa, per monti e per mari, con gli Alpini, con le Famiglie e i tanti Amici, molti dei qual, ahimé e , come Te, sono andati avanti! Ciao Sergio, non ti dimenticheremo mai! Ettore Gaggianese” Queste parole ci portano a riflettere sulla ricchezza della vita associativa, alla fortuna che abbiamo nel condividere momenti con persone che poi, quando vanno avanti, ti mancano. Apprezziamo il vivere insieme, troviamo felicità nel condividere i nostri entusiasmi, assaporiamo ogni istante che passiamo insieme cercando di renderci utili e fecondi con la nostra vita operosa. Così onoreremo la loro memoria e ci faremo testimoni dei valori dei nostri Padri. Renzo De Candia PADERNO DUGN ANO DUGNANO Addio al “V ecio” R udellin “Vecio” Rudellin Un altro grande vecchio del Gruppo, Antonio Rudellin, se ne è “andato avanti”. Era uno dei personaggi più amati, sempre presente alla riunione del giovedì, cordiale con tutti, arguto nelle sue osservazioni che colpivano diritto, sempre pronto alle battute spiritose che tra noi Alpini non ci lesiniamo. Sulle sue labbra incorniciate da due bei baffi bianchi non mancava mai un sorriso e nei suoi occhi limpidi leggevi il profondo dell’anima. Restare con lui in compagnia ad ascoltarlo era piacevole e quei momenti ti lasciavano nell’animo tanta serenità. Era un Alpino vero, convinto fino in fondo; la sua naja che si può dire non finì mai, iniziò nel trentanove e terminò nel quarantatre, sul fronte greco – albanese. La pergamena ricordo che abbiamo distribuito in gennaio durante l’assemblea del Gruppo non siamo riusciti a consegnargliela di persona perché ormai stava troppo male. Da dicembre non veniva più in sede; in breve tempo un silenzioso tumore lo ha consumato portandolo velocemente alla morte. Al suo funerale gli Alpini del Gruppo c’erano proprio tutti, a testimoniare l’amicizia sincera e l’affetto che li lega ad Antonio nel ricordo di tante esperienze passate assieme. Aldo Barberi Una recente immagine di Antonio Rudellin, a fianco della sig. ra Rischitelli, durante un pranzo nella sede del Gruppo. Marzo 2006 12 - Veci e Bocia VITA NEI GRUPPI LIMBIA TE LIMBIATE 60 anni assieme Il nostro decano del gruppo, Livio Beacco classe 1921, ha recentemente raggiunto l’invidiabile traguardo di 60 anni di matrimonio con la consorte signora Alma. Reduce dal fronte russo dove con la divisione Julia è stato protagonista e testimone di quella sciagurata ed avventata campagna militare, dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943, per non cadere in mano alle truppe tedesche che, non dimentichiamo- lo, in quella zona avevano autorità assoluta, ed essere quindi deportato in Germania, si rifugiò in montagna aderendo alla lotta partigiana con la brigata Osoppo. E’ la memoria storica di quegli avvenimenti che, soprattutto negli incontri con i ragazzi delle scuole, racconta con estrema lucidità, semplicità e senza ombra alcuna di retorica. Gli alpini del gruppo di Limbiate nel felicitarsi con la coppia, augurano altri innumerevoli anni di serena unione. Sandro Bighellini Giorna ta del ricor do Giornata ricordo La piazzetta intitolata ai “Martiri delle Foibe”, davanti alla caserma dei carabinieri e alla nostra sede, è divenuta anche quest’anno il luogo del ricordo, per conservare la memoria di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della complessa vicenda del confine orientale. La giornata del ricordo è stata celebrata dall’amministrazione comunale con una deposizione di fiori sulla piazza inaugurata lo scorso anno e un convegno, presso la nostra sede, che ha visto l’intervento di Ivano Granata, docente di storia contemporanea e di Guido Cace, presidente dell’Associazione nazionale Dalmata. Un momento di confronto e di celebrazione, che ha visto riuniti molti di noi, autorità e semplici cittadini. Nelle parole di Granata, “la verità della storia non è mai né nera né bianca, ma grigia, ed è così anche in questo caso”, c’è il presupposto per analizzare con correttezza e lucidità la tragedia delle foibe. Tragedia che, senza ombra di dubbio, deve essere ricordata con forza, anche come monito per le giovani generazioni. “La tragedia delle foibe si concentra durante l’occupazione jugoslava, quando molti italiani vennero arrestati, scomparvero o furono incarcerati senza motivo”, ha ricordato Granata, che ha fornito una dettagliata ricostruzione storica, “molti finirono nelle foibe di Basovizza, Prosecco e Aurisina, solo per citarne alcune, anche se è difficile dire esattamente quanti furono infoibati”. Granata ha parlato di circa 16 mila morti, tra riesumati, non ricuperati e vittime di campi di concentramento in Slovenia, Croazia e Serbia. “Quale era la strategia di Tito? Molti pagarono in quanto italiani, ma soprattutto in quanto italiani anticomunisti. Innumerevoli inoltre gli slavi, che non condividendo le sue idee ebbero uguale destino. A Tito non interessava la pulizia etnica in se stessa, ma l’eliminazione di chi non era allineato con il suo credo, perché puntava ad estendere i confini jugoslavi fino a Monfalcone. Perché la questione non è mai stata sollevata in modo ufficiale? Perché c’è stata in tal senso una cattiva volontà, il ricordo delle foibe è stato sacrificato alla ragione di stato dei primi governi italiani del dopoguerra”. Granata ha collegato il dramma delle foibe anche alla politica italiana precedente. “Non dimentichiamo che il fascismo attuò un processo di snazionalizzazione della Venezia Giulia e che i fascisti ebbero una mano pesante con le minoranze etniche. Crearono campi di concentramento in cui finirono molti slavi. Il fascismo contribuì dunque a creare un clima che si rivelò poi negativo anche per gli stessi italiani”. Parole che hanno sollevato qualche perplessità da parte di Cace, testimone diretto degli eventi. “Non dimentichiamo che con le foibe vennero indistintamente colpiti medici, marescialli dei carabinieri, sacerdoti, farmacisti, segretari del fascio, e le cifre sono incontestabili. Ma il vero problema fu il nazionalismo eccessivo dei popoli slavi. Oggi in territorio sloveno le foibe sono segnalate da una croce, la nostra tesi di profughi è che le foibe debbano essere riconosciute fortemente anche in Croazia. Per molto tempo non se ne parlò, ora chiediamo almeno il riconoscimento morale. Chiediamo che anche là, in corrispondenza di una foiba, si metta una croce”. Sandro Bighellini RHO Paolo R aissoni ci ha lascia ti Raissoni lasciati Paolo se ne è andato per sempre. In data 27/11/2005, in occasione dell’Assemblea Ordinaria di Gruppo, il capogruppo uscente Paolo Raissoni aveva deciso di non ricandidarsi per seri motivi di salute, cedendo così l’incarico a Vasco Guidi, già vice capogruppo, che ha accettato di buon grado di sostenere tale responsabilità sapendo di doversi sobbarcare, come del resto ha già finora fatto, molti impegni per rendere visibile l’attività del Gruppo nella città. Il forte dispiacere già provato nel vedere Paolo costretto a lasciare la nostra guida, è ora acuito dalla sua scomparsa. A lui dobbiamo immensa gratitudine per quanto ha fatto per il Gruppo; come un buon padre di famiglia, è stato un importante punto di riferimento e di sicurezza sin dal lontano 10 febbraio 1991, data della sua nomina a tale incarico. Per tali motivi, durante l'ultima riunione del Consiglio, si era deciso di conferirgli una pergamena "ad honorem", in segno di riconoscenza da parte di tutti gli Alpini rhodensi. Mario Sada MA GENT A MAGENT GENTA Una inizia tiv a di solidarietà iniziativ tiva II Ruanda è un piccolo paese nel cuore dell'Africa, incastrato tra Congo, Uganda, Tanzania e Burundi. Grande come la Lombardia, è popolato da 9 milioni di abitanti. Del Ruanda si parlò molto tra il 1994 e il 1995 per via degli scontri etnici tra hutu e tutsi. In cento giorni si registrò il genocidio forse più crudele, di sicuro il più rapido della storia, con quasi un milione di morti. Poi, il Ruanda scomparve dalle cronache. Oggi è un Paese che interessa poco, noto soprattutto per la sua attrazione turistica più esclusiva: i gorilla di montagna, la cui popolazione - l'ultima al mondo - vive in un parco naturale distribuito su tre nazioni. Interi distretti, però, sono ancora senza corrente elettrica e nelle strutture sanitarie (dove spesso non c'è neanche un medico) si riciclano persino le siringhe monouso. A partire dal 2002 un alpino del Gruppo di Magenta, Giovanni Bolciaghi, insieme ad alcuni amici abbiatensi ha realizzato diverse iniziative di solidarietà a favore di questa popolazione martoriata. In particolare, si stanno raccogliendo fondi per realizzare una linea elettrica tra Kiziguro, a fondo valle, e Muhura, una parrocchia del Nord retta da un barnabita bergamasco, padre Mario Falconi. L'intero comprensorio di Muhura non è dotato di corrente: c'è qualche geneA sinistra: Il tavolo dei relatori a Limbiate. Da sinistra, Luigi Boffi, l’assessore Fausto Guerra, il prof. Ivano Granata, Guido Cace ed il sindaco Antonio Romeo A destra: Giovanni Bolciaghi durante uno dei suoi viaggi in Ruanda. ratore, ma quei pochi disponibili non bastano neppure per garantire i più elementari servizi, a cominciare da quelli sanitari, erogati - per quanto possibile - in un dispensario retto da una missionaria di Osimo. La disponibilità della corrente elettrica cambierebbe la vita degli 80 mila abitanti del distretto, dando anche un notevole impulso allo sviluppo poiché permetterebbe la creazione di imprese artigianali. Per questo motivi, Padre Mario ha intrapreso la costruzione di una nuova linea elettrica: grazie alle donazioni fin qui raccolte, è già riuscito a completare i lavori per i primi 9 chilometri, ma ne mancano ancora 11, per una spesa di 275 mila euro. Il sacerdote ha chiesto ora aiuto per poter completare il progetto. Chi volesse contribuire può prendere contatto direttamente con il Gruppo Alpini di Magenta. Ma ci sono anche altre possibilità, come l'adozione a distanza che è uno dei mezzi più efficaci per aiutare le tante famiglie bisognose. La quota minima per assistere un bambino iscritto al ciclo di studi primari è di 30 euro all'anno, per un allievo di quello secondario si arriva a 150 euro; per motivi di continuità viene richiesta un'adesione di 6 anni nel primo caso e 4 nel secondo (informazioni allo 02.5456936). G. R. Veci e Bocia - 13 Marzo 2006 VITA NEI GRUPPI B AREG GIO BAREG AREGGIO Cena con il CDN Il Gruppo di Bareggio, con il provvidenziale supporto di Lino Chies e di altri Alpini della Sezione di Conegliano Veneto, ha organizzato una serata in onore del Presidente Corrado Perona. Hanno partecipato anche molti Consiglieri nazionali, presenti a Milano per la riunione del CDN del giorno successivo, il past president Beppe Parazzini, il Presidente sezionale Giorgio Urbinati, alcuni Consiglieri della nostra Sezione, oltre, ovviamente agli Alpini ed Amici del Gruppo. Nella nostra sede si è così riunito per alcune ore il vertice dell’Associazione per una cena a base di ottimo spiedo preparato dai rosticcieri veneti con una attrezzatura di livello professionale, e per una bella serata che si è conclusa a notte fonda tra canti e tanta cordialità. Luca Parazzini Beppe Parazzini, il Capogruppo Antonio Andrucci e Corrado Perona in un momento della serata. L AIN ATE AINA Per ricor dar vico Balbiani ricordar daree Don Lodo Lodovico Il 26 dicembre 2005, a Longone al Segrino, vicino ad Erba in provincia di Lecco, abbiamo accompagnato ad ultima dimora don Lodovico Balbiani. Era presente il Vessillo della Sezione di Milano, accompagnato dal nostro Presidente Giorgio Urbinati e dai Consiglieri sezionali Roberto Veronelli e Elio Dal Pont; numerosa la presenza dei gagliardetti. Per chi non lo conoscesse, o non lo ricordasse, don Lodovico era quell’ ometto che dal 1980, fino all’ultima di Parma, celebrava la S.Messa al campo del Gruppo di Lainate alle Adunate. Si è sempre prodigato per gli Alpini e teneva i contatti con molti Gruppi: quale cappellano militare era molto richiesto. Più di una volta si è spinto in Canada, a far visita agli Alpini della Sezione e durante le Adunate faceva doppia sfilata, prima con le Sezioni estere, poi con i suoi Alpini di Longone al Segrino. Don Lodovico, per noi del Gruppo di Lainate, era sempre pronto ad intervenire alle nostre cerimonie, portandoci quella calma e quella serenità che solo lui sapeva trasmettere. Spesso la sera si presentava in baita e si intratteneva con i giocatori di “scopa” tenendo dignitosamente testa. Sono da ricordare le sue doti alpinistiche: difatti, pur avendo incominciato a scalare all’età di quarantasette anni, sono numerose le vette da lui conquistate: quasi tutte le vette delle Dolomiti, (Civetta, Moiazze, Torri di Vaiolet, ecc.), Adamello e Cervino, sul quale dopo l’ascesa ha anche scritto un libro intitolato “Il Cervino è anche un po’ mio”. Don Lodovico, però non si è accontentato ed ha voluto scalare anche le montagne del Nepal, dell’India e del Tibet; anche questa volta, non poteva mancare di scrivere un libro dal titolo “Amicizia e Montagna, ricordi e riflessioni”. Ma è inutile star qui ad elencare le sue innumerevoli doti. Sta di fatto che per noi di Lainate è stato un amico con la “A” maiuscola; il punto è che un male incurabile lo ha portato via, ha portato via un grande divulgatore di Alpinità, lo predicava anche durante la Santa Messa, perchè lui l’Alpinità l’aveva nel cuore. RICORDIAMOLO COSÌ Manuele Grigolato MILANO CENTRO Con vegno sui “Comba ttenti della Conv “Combattenti guer azione” guerrra di liber liberazione” Sabato 28 gennaio ha avuto luogo al Circolo della Stampa, con il patrocinio della nostra Sezione, la presentazione del Calendario 2006 delle “Forze Armate Regolari nella guerra 1943-45”. Nonostante l’inclemenza del tempo e la copiosa nevicata, che hanno impedito l’arrivo degli aerei da Roma e quindi la partecipazione del Presidente gen. Poli e del colonnello Coltrinari della Sede Centrale, la manifestazione ha avuto notevole successo con la partecipazione di numerosi excombattenti e moltissimi Alpini della Sezione ANA milanese. Dopo il saluto del Presidente della Sezione Provinciale degli ex-combattenti, gen. C.A. Medaglia d’Argento V.M. Luigi Morena hanno parlato: il noto scrittore Alfio Caruso - autore del bellissimo volume “In cerca di una patria” sulla guerra 43-45, detta di liberazione, ed il prof. Ernesto Damiani, figlio di un combattente del C.I.L. (Corpo Italiano di Liberazione) che ha pubblicato il meno noto ma documentatissimo ed avvincente volume “Ci riconosceremo sempre fratelli” concernente la Storia degli A.U.C. classe 1922 Volontari della Guerra di Liberazione. Ha concluso i lavori il dott. Massimo De Leonardis, direttore del dipartimento Scienze politiche dell’Università Cattolica, con una brillante ed applaudita relazione sul contributo dell’Esercito italiano, a fianco degli Alleati, alla liberazione della Patria. La partecipazione dell’Esercito Italiano alla Guerra 43 - 45, sul suolo italiano, si articolò in tre fasi contraddistinte dalla costituzione del I° Raggruppamento motorizzato (a piè), poi del Corpo Italiano di Liberazione e dei Gruppi di Combattimento. Il calendario 2006 illustra il periodo centrale i cui episodi più salienti furono: la conquista di Monte Marrone, lo sfondamento, sulla catena delle Mainarde - tenute dai Gebirgsjager della Edelweiss - della linea Gustav (mentre i polacchi avevano attaccato con successo i “diavoli verdi”, i paracadutisti tedeschi, a Cassino), la bat- taglia di Filottrano, i combattimenti al Musone, a S. Maria di Iesi, a Belvedere Ostiense. È stato illustrato uno degli aspetti poco conosciuti della guerra in Italia: la partecipazione degli allievi Ufficiali, classe 1922 che erano stati spediti nelle Puglie con compiti antiparacadutisti, alle operazioni belliche dell’Esercito Regolare a fianco degli Alleati, protrattesi per quasi 20 mesi dal settembre ‘43 all’aprile ‘45. Dopo la tragedia dell’ 8 Settembre, con reparti che resistevano ed altri che si sfasciavano o venivano disarmati, il corso AUC era ripreso in qualche modo nella zona di Oria, assumendo il nome di Raggruppamento “Curtatone e Montanara”. E subito, dai comandi, era arrivata la richiesta di volontari, disposti a combattere. Circa la metà degli AUC rispose all’appello e partì per il fronte. Gli altri terminarono il corso e vennero successivamente destinati a sostituire almeno in parte, nei Gruppi di Combattimento. Quelli del primo contingente, inquadrati ancora con la divisa estiva nel 1° Raggruppamento motorizzato con il grado di Caporal Maggiore A.U.C., vennero promossi sottotenenti, quasi tutti, alla memoria. Perché per molti di loro il battesimo del fuoco, la mattina dell’8 dicembre 1943, ebbe il suono delle campane a morto. Quelli del 2° contingente vennero invece promossi Sergenti AUC ed assegnati ai reparti del CIL schierati in Valle di Mezzo, ai piedi di Monte Marrone. Restarono in prima linea - con la loro vecchia e logora uniforme grigioverde - per circa sei mesi. Molti altri allievi ufficiali in quei lunghi mesi caddero in combattimento, e quelli che sopravvissero vennero promossi S.Tenenti sul campo, ma per meriti speciali, la fortuna cioè di non essere morti. Sergio Pivetta Per altre informazioni vi raccomandiamo di leggere l'inserto del numero di febbraio 2006 de "L'Alpin del Domm", notiziario del Gruppo Milano Centro. LEGNANO Ciao Ciao,, Same Lunedì 20 febbraio abbiamo accompagnato il nostro Socio Ubaldo Sametti nel suo ultimo viaggio. Il buon Same, come lo chiamavo, era nato nel 1931. Ancor prima di assumere la guida del Gruppo ho avuto il piacere di conoscerlo e di passare molti momenti con lui. Il Same era una persona semplice, un omone che dietro alla sua imponenza fisica celava un cuore aperto, disponibile, ed una sensibilità non indifferente. Uomo che ti metteva subito a tuo agio, poi con poche parole cercava di capire quali erano le nostre idee in comune. Non posso dimenticare la sua disponibilità per la nostra Baita, come non posso ignorare la sua gioia quando gli parlai del Progetto Sasso Alpino, il nostro picco- lo simbolo situato all’ingresso della Baita. Ora sei andato avanti; non sei più con noi ma il Tuo ricordo, il tuo sorriso, le tue espressioni non le potrò mai dimenticare. Grazie Ubaldo, grazie per averti incontrato. Grazie per avermi regalato la tua Amicizia, il tuo modo di essere Alpino, la tua disponibilità. Ed infine, a nome di tutto il Gruppo Alpini di Legnano, vorrei ricordare quanto il tuo operato è stato per noi indispensabile e che mai tu hai voluto fosse pubblicizzato. Ciao Same. Buon viaggio; troverai i tuoi vecchi amici: il Muggia, il Gigi, il Teo e tanti altri che già ti stanno aspettando. Ciao, Same, ciao e ancora grazie. Giorgio Piccioni Marzo 2006 14 - Veci e Bocia VITA NEI GRUPPI LORENTEG GIO ORENTEGGIO Gr adito impe gno a sor pr esa Gradito impegno sorpr presa Martedì 20 settembre, rientrato a casa verso l’una, trovo in segreteria un messaggio dell’amico Mario che, con voce piuttosto ansiosa, mi comunica di richiamarlo. Eseguo, ed il ragazzo mi dice che il Presidente Sezionale ci ha suggerito di presentarci presso il Centro Don Gnocchi di via Capecelatro alle 16.00 in rappresentanza degli Alpini. Naturalmente, per telefono, non mi viene spiegata la ragione di tutto ciò, che mi annunciano verrà spiegata solo in seguito (mi viene il dubbio di avere il telefono sotto controllo!!). Alle 15,45 ci ritroviamo in quattro del nostro Gruppo e finalmente Mario ci rivela il grande segreto della convocazione: visita privata alla tomba di Don Gnocchi da parte di S.E. Angelo Sodano, cardinale Segretario di Stato, che nella gerarchia vaticana è secondo solo al Papa. Salutiamo Mons. Bazzari ed altri notabili del Centro e ci sistemiamo a fianco della porta della cripta. Davanti a noi cominciano ad arrivare i ragazzi sulle loro carozzelle; alcuni li conosciamo per averli frequentati in occasione delle nostre visite al Centro. Arrivo previsto di S.E. alle ore16.00; alle 16.45 Mons. Bazzari, annunciandoci l’imminente arrivo, lancia l’idea di recitare il Rosario defilandosi poi con eleganza perché deve uscire a controllare l’arrivo. Al termine del Rosario, circa le ore 17.15, viene annunciato che S.E. è in ritardo di alcuni minuti. Finalmente arriva: alle 17.30, si svolge una breve cerimonia di benvenuto, vengono recitate alcune preghiere, si svolge la visita alla cripta, quindi il Cardinale stringe la mano ai ragazzi e agli Alpini presenti. Terminata la parte ufficiale, i ragazzi vengono portati nelle loro camere e noi siamo invitati ad un rinfresco. Qui si rinnovano le manifestazioni di saluto con più libertà e Sua Eminenza esige una foto anche con gli Alpini, che vi mostriamo. Finisce così la cronaca della convocazione quasi segreta, ma per noi significativa ed indimenticabile. Elio Dal Pont Un riconoscimento .I.H. da gli amici del G .U .P dag G.U .U.P .P.I.H. Domenica 9 ottobre siamo stati invitati a Corsico, come Gruppo Alpini Lorenteggio, per festeggiare il 20° anniversario del G.U.P.I.H. Questa Associazione è nata per assistere i ragazzi handicappati; la sigla significa infatti Genitori Uniti Per Integrazione Handicappati. Noi, come Gruppo, collaboriamo con questa Associazione offrendo ai ragazzi, e non solo a loro, una cena che prepariamo nella cucina della loro sede nel periodo di Carnevale. Tutto è iniziato su invito del Gruppo di Corsico che tre anni orsono ci chiese se volevamo collaborare anche noi. Naturalmente accettammo l’invito e da allora partecipiamo ad altre loro manifestazioni, come ad esempio la crociera sul lago di Como che anche quest’anno ci ha visto presenti. La festa di domenica è iniziata con la S.Messa nella chiesa dei S.S. Pietro e Paolo con la presen- za dei dirigenti dell’Associazione e dei Sindaci dei Comuni di Corsico e Cesano Boscone, di rappresentanti della Giunta Comunale e di varie altre associazioni, quali Rotary e Lions. Al termine dalla S.Messa si è svolta la cerimonia della consegna di medaglie e diplomi a tutti i sostenitori, tra i quali figuravano anche il nostro Gruppo e quello di Corsico. Terminata la consegna dei riconoscimenti è seguito un abbondante rinfresco al quale abbiamo partecipato con entusiasmo. Elio Dal Pont MELZO Conse gna dei diplomi ai R educi Consegna Reduci Come sapete, la Sede nazionale ha preparato per i nostri reduci un diploma di riconoscenza a firma del Presidente nazionale Corrado Perona, e molti Gruppi hanno consegnato queste pergamene durante le recenti assemblee. Il Gruppo di Melzo ha preferito dare una maggiore evidenza a questo gesto organizzando una apposita serata presso la parrocchia Sant’Ambrogio, con concerto del coro e consegna delle benemerenze ai nostri Reduci da parte delle massime autorità cittadine di Melzo e di Vignate. Il Cor o di Melz o al Dal V erme Coro Melzo Verme Il coro del Gruppo ha raggiunto un traguardo prestigioso partecipando alla finale provinciale della rassegna organizzata dalla Unione Società Corali Italiane con il patrocinio della Provincia di Milano. Il concerto, diretto dal maestro Emilio Scarpanti, si à svolto domenica 4 di- cembre nella importante sede del teatro Dal Verme di Milano allapresenza di un numeroso pubblico. La partecipazione a questa finale ha significato per il Coro la possibilità di partecipare come ospiti d’onore alla prossima edizione di questa manifestazione che si terrà a Bresso. Aiuti per lo Zambia Il 23 ottobre 2005 il Gruppo Alpini di Melzo ha organizzato una castagnata ed una sfilata per le vie di Melzo, ed il ricavato è stato donato il giorno stesso a Don Antonio Novazzi, sacerdote milanese in missione nello Zambia. Negli anni passati abbiamo già contribuito alla costruzione laggiù di un piccolo ospedale nel villaggio di Kafue Estate; ora invece Don Antonio ha iniziato i lavori per la realizzazione di una serie di case destinate ad ospitare alcuni orfani a causa dell’AIDS (nello stato dello Zambia gli orfani sono ben 6 milioni di bambini, anche a causa del problema della fame). In questa occasione il Capogruppo Benito Tinti ha voluto donare, a nome del Gruppo, un cappello alpino a Don Antonio, il quale è figlio del maggiore Giovanni Novazzi di Lodi, reduce della seconda Guerra Mondiale. (Nella foto, Don Antonio è il terzo da destra) Rocco Dinice NUO VI CAPIGR UPPO NUOVI CAPIGRUPPO ABBIA TEGRASSO ABBIATEGRASSO Alfonso Latino BOLL ATE BOLLA Gianni Giorgiutti Nato il 28 luglio 1956, ha prestato servizio di leva nel periodo 1976 -1977 presso la SMALP e C.S.E. Courmayeur alla Caserma L. Perenni. È iscritto all’ANA dal 1977. Eletto Consigliere nel Gruppo di Abbiategrasso dal 1983 al 2005; è già stato per 3 anni Capogruppo, quindi 8 anni ViceCapogruppo e 12 anni Consigliere. Classe 1951, sposato, due figli, opera nel settore petrolifero. Nel 1972 corso AUC alla SMALP, poi Sten. al CAR di S.Rocco Castagnaretta (CN). Socio ANA dal 1977, è Capogruppo di Bollate dall’80 al ‘95, Consigliere della Sezione nel ‘85, Consigliere del Gruppo dal ‘95 al 2005. Nel 1994 è stato insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica. GESSA TE GESSATE Natale Colombo Servizio militare svolto, come sergente, nella Brigata Alpina Tridentina, 6° Battaglione a S. Candido dopo aver frequentato il 35° Corso A.S.C. presso la SMALP di Aosta. È iscritto al Gruppo di Gessate dal 1987. RHO Vasco Guidi Nato a Milano il 06/02/1947. Servizio di leva: dal 02/ 1967 al 04/1968. CAR a Siena, poi alla Caserma Basin di Merano, a Maia Bassa, all'Autoreparto del 5° Alpini Brigata Orobica. Grado: Caporal maggiore, istruttore guida automezzi. Veci e Bocia - 15 Marzo 2006 VITA NEI GRUPPI LEGNANO SAN VITT ORE OL ON A VITTORE OLON ONA Santa Messa alle T oci Un ““Ag Ag gregato” speciale Trre Cr Croci Agg Come consuetudine, il nostro Gruppo riamo chiamarlo noi, di “Amico degli di Campo dei F iori (V A) Fiori (VA) ha promosso una serata conviviale in Alpini” che li comprende tutti a riprocompagnia degli amici Carabinieri della Stazione di Cerro Maggiore, sotto la cui giurisdizione si trova la Sede. È oramai una piacevole tradizione che ci vede dimenticare per una sera i quotidiani problemi, accomunati dal fatto di appartenere o aver fatto parte delle Forze Armate e di riconoscersi in comuni ideali. La sorpresa che abbiamo voluto fare ai militari la sera del 31 gennaio, presenti il Presidente Urbinati, Giuliano Perini ed il Consigliere sezionale Papa, consisteva nel consegnare loro un regalo speciale. Niente a che fare con crest e calendari, ma una nuova tessera di Socio Aggregato o, come prefe- va della stima che nutriamo nei confronti di chi quotidianamente veglia sulla nostra sicurezza. Da tempo oramai siamo indirizzati a riconoscere quali “amici” quelle figure istituzionali che rappresentano la nostra Patria, la nostra cultura e che hanno, come le scuole, l’arduo dovere di formare i cittadini di domani e questa nostra ultima scelta non fa che confermare i nostri propositi. Un simpatico momento della serata lo si è avuto quando il Presidente Urbinati ha (finalmente) consegnato a Carmelo, l’appuntato che vestiva l’Alta Uniforme in occasione del nostro 50° e collezionista di cappelli militari, il SUO cappello del corso ufficiali con una paternale che è facile immaginare, come si può immaginare la commozione del nuovo affidatario di tale cimelio, gravato ora da una nuova responsabilità. Che dire quindi se non: BENVENUTI nella famiglia verde con la certezza che i sentimenti che ci uniscono non potranno che rafforzarsi. Franco Maggioni MILANO CENTRO Incontr o Incontro “Insieme a Bedesc hi” Bedeschi” Proprio una bella e riuscita serata, lunedì 19 dicembre 2005 alla libreria Mursia – peccato per quelli che non hanno potuto esserci! Si ricordava il nostro Alpino, Medico e Scrittore Giulio Bedeschi, alla cui figura ed al cui nome il Comune di Milano ha conferito la medaglia d’oro “in memoriam”. Onore più che dovuto a lui, ma che in qualche modo riverbera anche sul nostro Gruppo, a lui intitolato. L’occasione era signorilmente organizzata dalla Casa Editrice che lo vanta tra i suoi più celebri autori; faceva gli onori di casa la signora Fiorenza Mursia, onorata dalla presenza della signora Luisa Bedeschi, che ha detto alcune commoventi parole di grazie agli Alpini, e naturalmente grazie al Comune di Milano, soprattutto per non avere trascurato nella motivazione della medaglia d’oro l’appellativo di Medico, che per Bedeschi non era distin- zione professionale ma autentica missione di tutta la vita. Numerosi i cappelli alpini, ufficiale l’intervento del Gruppo con Gagliardetto, Vincenti e Lavizzari in testa. Alcune belle parole anche da Carla de Albertis, Consigliere rappresentante il Comune, che ci ha lasciato intravvedere qualcosa dei non commendevoli tiri alla fune tra politici delle varie osservanze, quando viene proposto un onore a personaggi assolutamente superiori e indiscutibili, quale appunto il nostro Bedeschi. Tiri alla fune che – almeno in questo caso – non hanno riguardato l’attestato di benemerenza conferita nella stessa occasione degli Ambrogini d’oro al Maestro Massimo Marchesotti, presente con una quota scelta del Coro ANA della Sezione di Milano per creare atmosfera e dare gioia (anche un po’ di commozione) a tutti gli intervenuti, con l’esecuzione di alcuni bellissimi canti della nostra tradizione, vivamente applauditi. Per concludere, insieme agli auguri di stagione, con un munifico e sostanzioso rinfresco alpino di polenta, lenticchie e cotechino, e naturalmente generoso vino rosso. Pierluigi Pizzoccaro Al microfono Fiorenza Mursia, affiancata da Luisa Bedeschi e da Carla De Albertis. Questo appuntamento, entrato a far parte del calendario delle attività del Gruppo nel periodo di fine anno, è nato dalla Parrocchia di San Pietro di Legnano come momento di raccoglimento per ricordare tutti coloro che in guerra o in pace hanno donato la vita alla montagna, e ci ha coinvolto come conseguenza della realizzazione della nostra sede nel rione di questa Parrocchia. L’otto dicembre ci ha visto impegnati e presenti in questo suggestivo e toccante momento di raccoglimento. Colletta per T elethon Telethon Questo è diventato un impegno di rito del Gruppo che quest’anno ci ha visto coinvolti, oltre che nella raccolta di fondi, anche nello scaldare con ottimo vin brulè e tè caldo i donatori e i passanti infreddoliti dal gelido e forte vento. La giornata è stata densa di attività: siamo riusciti anche a partecipare al torneo di “winter volley” organizzato per l’occasione, dando sfoggio delle nostre dubbie attitudini pallavolistiche; ma i risultati dicono che sarebbe forse meglio che ci dedicassimo solo alle nostre amate montagne…. Le gradite presenze della Fanfara dei Bersaglieri in congedo, della Banda cittadina e delle rappresentanze delle forze dell’ordine e della Croce Rossa di Legnano hanno contribuito alla raccolta e sono stati dei momenti di piacevole intrattenimento per la popolazione intervenuta. L’obiettivo di solidarietà è stato centrato anche quest’anno con la raccolta di circa • 43.000, cifra che ha superato quella raccolta lo scorso anno. Un’altra bella giornata all’insegna della solidarietà, come è nostra abitudine fare. Fabio Tognella Castorini in baita Sabato 18 marzo verso le ore 16 arrivano da Busto Arsizio i primi piccoli “Castorini”, gli scout che con noi trascorreranno questo fine settimana: zaini, sacchi a pelo, viveri, e i bambini iniziano ad animare la nostra sede. Poi, piano piano, ci conosciamo e noi lasciamo lo spazio alle loro iniziative ed al loro momento magico. Momento magico: perchè? …torniamo indietro con gli anni, quando tutti noi avevamo dai 7 ai 10 anni. Che avventura uscire da casa! Che emozione dormire in una baita che dà la sensazione di essere in montagna, anche se è solo in città! Dopo i primi approcci già tutti si sentono a casa loro, gli istruttori con i loro 18 ragazzini escono e restano nel nostro parco sino alle 19.30, mentre noi già stiamo preparando una pastasciutta. Arriva l’ora della cena e loro affamati come lupetti arrivano e finalmente si mangia! Ci si ritrova poi per parlarci e scopro che parlano di valori importanti: conoscere, imparare, coI Castorini si preparano per affrontare il pernottamento nella baita degli alpini struire, aiutare. Sì signori, queste sono le regole dei Castorini! Ancora una volta mi portano con il pensiero alle nostre regole, fatte di vita, di esperienze, d’altruismo e di alpinità. La serata continua con altri momenti magici e parlando degli Alpini sino ad arrivare all’ora del meritato riposo. Domenica alle sette e un quarto arrivo in sede: tutto silenzio, tutti dormono. Che bella emozione! Il cuore palpita: la nostra casa non è vuota, la nostra casa VIVE! Nel pomeriggio arriva il congedo: saluti, abbracci e già nostalgia. Grazie, bambini, grazie d’averci donato due giornate stupende. Arrivederci alla prossima volta, e che sempre vi seguano questi valori. Giorgio Piccioni Marzo 2006 16 - Veci e Bocia LETTERE AL DIRETTORE Dalla Famiglia Brunello riceviamo e pubblichiamo: Così come Romano aveva desiderato, sabato 19 novembre è stata celebrata la S.Messa di suffragio per e con i “suoi” Alpini. C’era l’aria stracarica di affetto e commozione: gli Alpini erano proprio parte della sua famiglia, anzi forse quella parte che lo conosceva meglio di tutti. Desidero ringraziarVi anche a nome dei suoi figli Ombretta e Silvano e dei famigliari tutti per l’affetto, la consolazione e la discreta vicinanza che ci avete così generosamente offerto. Gli Alpini ti sorprendono sempre, anche quando pensi di conoscerli; sono come certe gite in montagna: dietro ad ogni roccia, il dono di un orizzonte sempre inaspettato e bellissimo. GRAZIE! Marinella Tassi Brunello Caro Direttore, ho raccolto il vostro accorato appello del numero 3-2005 dove si scrive: “…basta prendere carta e penna…” ed eccomi qua a Voi con carta e penna. Sono un Alpino paracadutista della classe 1946. Il mio passato militare è stato seppur duro e movimentato, ma ricco di soddisfazioni. Sono stato a Orvieto, alla SMEF (Scuola Militare di Educazione Fisica) dove ho conseguito il brevetto di Istruttore Ginnico-Militare. Poi sono stato assegnato a Pisa, presso la Scuola Militare di paracadutismo come Istruttore degli Alpini. A Pisa quindi, dopo il basco verde, con un rito solenne mi venne consegnato il cappello alpino che ancora oggi porto con tanto orgoglio nelle ricorrenze. Ho addestrato ben quattro scaglioni di reclute con lezioni e corso completo di palestra, addestramento formale e lezio- ni NBC in aula. Ancora adesso ricordo i nomi e i cognomi degli Allievi perché giornalmente facevo l’appello in ordine alfabetico. Ricordo sempre le loro facce dal primo giorno di arrivo a Pisa sino al lancio di brevetto; ero il loro fratello maggiore in quanto ero a conoscenza delle loro situazioni, anche private. Ricordo i momenti sull’aereo C119 durante i lanci; mi guardavano con intensità, cercando di incrociare i miei occhi per ricevere un aiuto morale, e dopo il lancio si andava tutti allo spaccio a fare un brindisi. Ora il mensile “L’Alpino” è bene in vista nel mio ufficio in mezzo a libri di ingegneria, progetti e formule algebriche e, quando esco con il cappello alpino per qualche ricorrenza, cesso di essere l’ingegnere per essere l’Alpino orgoglioso di tutti i brevetti e stemmi spillati sul mio cappello. Beh, allora sono più contento di essere Alpino che ingegnere! La naja mi ha dato tanto e mi ha insegnato molto. Ho acquisito grinta e volontà, doti che servono nella vita civile e che per me sono state importanti per la scuola e per il lavoro. Ora termino aggiungendo che ho avuto la fortuna di essere stato militarmente con personaggi storici: il generale Ferruccio Brandi, medaglia d’oro a El Alamein, e il capitano Dalla Bona, storico Alpino. Grazie per l’attenzione e un caro saluto Gilberto Frattini Caro Frattini, Leggendo la lettera ho trovato alcuni elementi di comune esperienza; oltre alla passione per la penna ci accomuna il principio, condiviso da tutti gli Alpini, della difesa dei valori della leva che la tua lettera ben evidenzia, con un breve e intenso racconto di esperienza vissuta. Gianni Papa I RACCONTI DI VECI E BOCIA Alcuni lettori hanno chiesto di pubblicare su Veci e bocia anche dei racconti di vita alpina...eccoli accontentati! Se desiderate collaborare, saremo lieti di dare spazio anche ai vostri ricordi. UNO SP ARO NELL A NO TTE SPARO NELLA NOTTE Fine agosto 1994, Alpi Retiche; bivacco Cantoni, piccolo rifugio fra i ghiacci, quota tremila, soli al bivacco, io e la guida. Col calar delle tenebre, tolti gli scarponi, ci sdraiamo vestiti nelle cuccette sotto numerose consunte coperte: mentre la guida s'addormenta tranquilla, girandomi e rigirandomi negli impacci degli abiti passo ore agitate guardando il lucore delle stelle che trapela dalla finestrella della porta. Alla fine m'addormento in un sonno dormiveglia. Ma chi c'è fuori dalla porta ? Tre grige sagome umane, ben distinte, una di esse imbraccia un fucile e cos'è questo loro brusio sempre più forte, sempre più distinto? Ecco ora secco, senza echi, lo sparo del fucile che lacera la notte alle prime luci dell'alba e scuote il mio sonno. Mi rizzo a sedere nella cuccetta scrutando la debole e diafana luce che filtra dal pertugio della finestrella mentre la fiamma di un cerino allunga l'ombra della guida che in quel momento scende dal suo giaciglio. "Ha sentito là fuori ?'' "Si?" "Qualcuno ha sparato un colpo di fucile" dico io. "Chi vuole che venga quassù a sparare un fucile? Si stanno aprendo i crepacci ....Affrettiamoci, la notte non ha gelato, dobbiamo andare via presto se vogliamo risalire il ghiacciaio senza troppi problemi" Lasciammo il bivacco, trovammo molti crepacci aperti che richiesero molta attenzione, raggiungemmo la cima e fui felice, ma quei fantasmi che avevano animato il mio sonno restano per me un mistero, da annoverare fra i misteri della natura. La natura del ghiacciaio, coi suoi movimenti, aveva invaso il mio inconscio assopito animando di minacciose ed armate figure la latente inquietudine per l'ascensione che mi attendeva quel giorno. Piercarlo Comolli ANAGRAFE A MARZO NO TIZIE NOTIZIE TRISTI Abbiategrasso Teresa Bratina, moglie di Franco Rossi Luigi Erb Franca Ferrari, mamma di Luca Gambarini Bareggio Nicola Di Norscia Bollate Ettore Basilico, nonno di Mauro Brioschi Orsola Pico, suocera di Pietro Crozzoli Castano Primo Gianfranco Averone, socio fondatore Cesano Maderno Leontino Azzolin Cinisello Balsamo Antonio Baggio Corsico Stefano Anelli Legnano Ubaldo Sametti Limito-Pioltello-Segrate Luisa Anghileri, sorella di Giovanni Massimiliano Cappellini Primo Noli Domenico Pazzano, figlio di Simone Maria Pelucchi, suocera di Mario Zacchetti Luigi Redoglio, Reduce di Russia, fratello di Faustino Magenta Dionigi Doniselli, Reduce diRussia Lina Milani, mamma di Roberto Rava Milano Lorenteggio Bruna Turati, moglie di Bruno Borgonovo Paderno Dugnano Paolo Rischitelli Antonio Rudellin Rho Paolo Raissoni, ex capogruppo Rozzano Mario Cesaretti San Vittore Olona Angelo Deu Maria Polloni, mamma di Doriano Formenti Sezione Carlo Pittoni Vigevano Sergio Gelo, ex capogruppo NO TIZIE NOTIZIE LIETE Matrimoni Arese Domenico Brignone con Maria Cristina Bollate Stefano Crozzoli, figlio di Pietro, con Antonella Lodi Daniele Ravizza con Daniela Marchiotti Nascite Bareggio Luca Nova, figlio di Fabrizio Nova Bollate Emma Sofia Milani, nipote di Paolo Magoni Castano Primo Leonardo Segalina, figlio di Simone e nipote di Giuseppe Corsico Stella Brazzoli, nipote di Giuseppe Gessate Sebastiano Cremonesi, nipote di Carlo Giussano Martino Colombo, figlio di Vincenzo Limito-Pioltello-Segrate Anna D’Intorni, figlia di Andrea Lodi Ginevra Capra, figlia di Davide e nipote di Giuseppe Melzo Daniele Bosi, nipote di Gianfranco Piasentin Gabriele Francesco Cornelli, nipote di Francesco Cornelli Milano Crescenzago Davide, nipote di Osvaldo Roman Francesco Palma, nipote di Luigi Zambaldo Milano Lorenteggio Tommaso, figlio di Attilio Albertelli OFFER TE OFFERTE Pro Sede Emilio Agostinis Giovanni Bozzetti Agostino Carenzio Eugenio Chiaravalli Vittorio Del Vecchio Giuliano De Palma Gestori Bar ANA Roberto Ghelfi Euro 8.00 18.00 18.00 18.00 18.00 18.00 100.00 18.00 Editore: ANA Sezione di Milano Presidente Giorgio Urbinati Direttore Responsabile: Gianni Papa Redazione: Bruno De Gregorio Fabiano Folcio Giovanni Frattini Gigi Rodeghiero Giuseppe Semprini Tullio Tona Hanno collaborato: Pierangelo Assasselli Aldo Barberi Alessandro Branduardi Sandro Bighellini Claudio Colombo Piercarlo Comolli Elio Dal Pont Renzo De Candia Luigi De Melgazzi Rocco Dinice Lodovico Dotti Franco Vidali 20.00 Gianfranco Vismara 8.00 Pro Penne Mozze Gaudenzia Clerici Euro 10.00 N.N. 30.00 Antonio Rezia 150.00 Pro 3P Cesano Volontari P.C. Euro 200.00 Fabrizio Folcio Gilberto Frattini Ettore Gaggianese Luca Geronutti Manuele Grigolato Vittorio Ladelli Franco Maggioni Mario Manzia Luca Parazzini Virginio Penengo Giorgio Piccioni Sergio Pivetta Pierluigi Pizzoccaro Mario Sada Gilberto Sala Marinella Tassi Brunello Fabio Tognella Data di chiusura del numero: 31 marzo 2006 Associazione Nazion. Alpini-Sezione di Milano Direttore responsabile Gianni Papa Aut. Trib. di Milano 14-1-55 nº 3602 del Registro Stampa A. G. Bellavite s.r.l. - Missaglia (Lecco)