Il nuovo avvisatore mensile della Parrocchia dei SS. Martiri Nabore e Felice a cura dei Padri Cappuccini via Tommaso Gulli 62 - Milano - tel. 02.48701531 FEBBRAIO 2016 COME ZACCHEO « M iseri cor dat»: Da’ il (Tuo) cuore a noi che continuamente riceviamo? «Va’, annuncia ciò miseri. Questa era la suggestiva etimo- che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avulogia che Sant’Agostino dava alla paro- to per te» (Mc 5,19) dice Gesù, dopo averlo libela misericordia. Era stata la sua esperienza, e la sua rato, all’indemoniato di Gerasa. testimonianza di vita cristiana. Per questa ragione il Papa ci esorta a domandare, Nella bolla di indizione del Giubileo Straordinario ricevere e dare misericordia, ci chiede che «la Quadella Misericordia, citando san Giovanni Paolo II resima di questo Anno Giubilare sia vissuta più incosì ci ammonisce Papa Francesco: «La mentalità con- tensamente come momento forte per celebrare e temporanea, più di quella dell’uomo del passato, sperimentare la misericordia di Dio». sembra opporsi al Dio di miseriMa non illudiamoci che il disacordia e tende altresì ad emargigio che il concetto di misericornare dalla vita e a distogliere dal dia pone all’uomo moderno non cuore umano l’idea stessa della sia anche nostro; domandiamoci misericordia. La parola e il conpiuttosto perché tante volte faccetto di misericordia sembrano ciamo fatica a chiedere (o addiporre a disagio l’uomo, il quale, rittura non sentiamo nemmeno il grazie all’enorme sviluppo della bisogno di chiedere) misericorscienza e della tecnica, non mai dia e perdono. prima conosciuto nella storia, è uardiamo come, nel Vangediventato padrone ed ha soggioGesù e Zaccheo, Basilica di S Angelo in Formis, Capua lo e nella storia della Chiegato e dominato la terra (cfr Gen sa, tante persone si sono lasciate attrarre da Gesù e si 1,28). Tale dominio sulla terra, inteso talvolta unila- sono mosse verso di lui. A tanti è bastato sentir parteralmente e superficialmente, sembra che non lasci lare di lui, sapere che passava nelle vicinanze, per spazio alla misericordia… Ed è per questo che, nel- ridestare in loro un desiderio più grande per la loro l’odierna situazione della Chiesa e del mondo, molti vita, una curiosità per qualcosa di bello, e prendere uomini e molti ambienti guidati da un vivo senso di la decisione di andarlo a cercare. Come Zaccheo che fede si rivolgono, direi, quasi spontaneamente alla «corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un misericordia di Dio ». sicomòro, sapendo che doveva passare di là» (Lc Il mondo ha bisogno di misericordia, gli uomini 19,4) e incontrando il Suo sguardo capì che ciò che del nostro tempo hanno bisogno di testimoni di mi- cercava, ciò di cui aveva veramente bisogno, era la sericordia! Sua misericordia, e con Lui ospite nella sua casa, a cosa vuol dire per noi essere testimoni di con letizia, cambiò vita. misericordia se non annunciare e fare no- Così anche a noi è chiesto un “lavoro”, un camstra la misericordia che abbiamo ricevuto, o meglio, mino che può iniziare solo se non dimentichiamo G M [PROSEGUE A P. 3] IN QUESTO NUMERO: 2-4 4 5 6 7 I NOSTRI CORI P. GIANMARCO, MISSIONARIO DELLA MISERICORDIA REPORTAGE DAL FAMILY DAY «CREDO LA COMUNIONE DEI SANTI» ALTRE DUE OPERE DI MISERICORDIA [A CURA DI P. GIANMARCO] 8 8 9 10 11 FESTA DELLA FAMIGLIA 2016 IL FILM DEL MESE: «LA FAMIGLIA BÉ LIER» PREGHIERA DEL PAPA PER IL GIUBILEO ANAGRAFE PARROCCHIALE IL CAV DI VIA TONEZZA alle pagg. 9 e 10: Notizie in breve febbraio 2016 - naborianum vita della comunità Ben quattro sono i cori attivi nella nostra comunità parrocchiale. Per animare il servizio liturgico, ma non solo. IL CANTO LITURGICO: UNA PASSIONE AL SERVIZIO DELLA COMUNIONE «CORALE POLIFONICA» D a quanto tempo la parrocchia dei SS. Martiri Nabore e Felice ha una corale polifonica? Provate a rivolgere questa domanda a qualche parrocchiano DOC e molto probabilmente vi risponderà: «Ma da sempre!». In effetti per i naboriani il canto polifonico è una tradizione di lunga data, già viva ancora prima che agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso fosse acquistato il grande organo Mascioni (oggi più che mai bisognoso di cure) che ha accompagnato generazioni di cantori. « C hi canta prega due volte». La esortazione di Sant’Agostino ci fa capire la passione e l’impegno con cui tante persone hanno dedicato tempo allo studio, alla prova e all’esecuzione dei brani che ancora oggi accompagnano le celebrazioni liturgiche. E parlando di musica religiosa, ci riferiamo ad autori di prim’ordine: da Bach a Haendel, da Mozart a Palestrina, ma anche tanti altri musicisti meno noti al grande pubblico ma ugualmente importanti nel grande mondo della musica sacra. Ne citiamo uno per tutti: il maestro Luigi Molfino, organista e compositore recentemente scomparso, che è stato un nostro parrocchiano accompagnando talvolta all’organo il servizio dei cantori. Come tanti gruppi, la Corale Polifonica Naboriana ha alternato mo- 2 La compagine del coro diretto da Claudia Tallarini menti di gloria a periodi meno felici. Per qualche tempo il gruppo si è sciolto, ma da circa dieci anni alcuni vecchi coristi hanno deciso di raccogliere le forze e riprendere l’attività, con la guida del maestro Pierluigi Bozzi che per tanti decenni ha diretto o accompagnato all’organo le esecuzioni del gruppo. L a vita della Corale non è sempre stata facile, e non lo è tuttora. Gli anni passano inesorabili per tutti e la mancanza di un ricambio generazionale si fa sentire. Sappiamo che i giovani hanno una diversa sensibilità nell’esprimere musicalmente la loro fede, e la polifonia classica non li affascina. È un vero peccato, perché in pratica questo significa perdere un patrimonio di tradizione e quindi di cultura, perché viene a mancare chi lo può tramandare. In attesa di nuove voci, perché la speranza non deve mai venire meno, chi è ancora presente continua nell’impegno con grande determinazione. I problemi ci sono, è inutile negarlo. Le voci non sono tante, e le voci maschili sono sempre troppo poche, ma l’esperienza e la volontà aiutano a superare tante difficoltà. E i parrocchiani, che in più di un’occasione hanno manifestato il loro apprezzamento, sicuramente perdoneranno se qualche volta gli acuti non hanno più la limpidezza di un tempo, o se qualche indesiderato colpo di tosse si intromette nel bel mezzo di una cantata di Johann Sebastian Bach. Quello che conta è che ci sia sempre chi con il proprio servizio aiuti a vivere più intensamente la liturgia. Roberto Costa naborianum - febbraio 2016 CORO TALLARINI hi canta prega due volte». «C Così disse S. Agostino. Chi di noi in casa, per strada, in macchina insomma in qualunque luogo non ne approfitta per cantare una qualsiasi melodia? Lodare il Signore cantando è una gioia, un dono che abbiamo ricevuto, che possiamo condividere mettendolo a disposizione degli altri. Il nostro coro è presente abitualmente alla Santa Messa domenicale delle h.11,30 con l'intento di animare la celebrazione e aiutare i fedeli a partecipare meglio. Cantiamo alle varie celebrazioni durante l’anno liturgico, le Prime Comunioni, le Cresime e anche ai matrimoni. l nostro repertorio si basa principalmente sui canti del libretto presente in chiesa, in modo che tutti possano partecipare insieme a noi. Canti tradizionali ma anche più recenti senza dimenticare qualche brano polifonico del repertorio classico. Chi volesse far parte del coro ci può contattare alla fine della Messa saremo lieti di accogliere nuovi coristi per rendere lode al Signore tutti insieme. Non è necessario essere cantanti professionisti, basta essere intonati ed avere il desiderio di cantare. I Capita che ci facciano i complimenti anche quando non siamo perfettamente “in voce”… quindi avanti così… L'impegno non si limita al servizio alle Sante Messe e alle celebrazioni: ci incontriamo infatti per provare, imparare nuovi canti e per migliorare quelli che già sappiamo aggiungendo nuove voci. E poi, ogni tanto, tutti in compagnia davanti ad una birra media (non in Chiesa, ovviamente) ci dedichiamo ad altri canti… Ad majora semper! Claudia Tallarini CORO DEI GIOVANI A lla domanda «Perché canti nel coro della Chiesa?», posta ai coristi del «Piccolo Coro San Giovanni Bosco» (così era chiamato una volta, oggi forse più conosciuto come «il Coro della Messa delle 10.00») la risposta più spontanea è stata «Perché mi piace cantare!», che nella sua semplicità e forse banalità, racchiude amore per un dono che il Signore ci ha fatto e che abbiamo deciso di coltivare tra i nostri “talenti”. Cantare nel Coro della Chiesa, oltre ad essere “un modo differente di pregare”, o per meglio dire rubando le parole di Sant’Agostino “Chi canta prega due volte”, è un’oc- casione per creare dei legami che non si fermano al tempo limitato di una S. Messa la domenica, ma che restano tanto da poter definire l’esperienza del coro con la parola “famigliare”, o come hanno cercato di spiegare i coristi «che unisce, dove instauri un rapporto con tutti»… ci si “addomestica”, un po’ come diceva la volpe al Piccolo Principe: «…nell’attesa (di rivedersi) crescerà la voglia di stare insieme!». Tra l’altro «Cantare nel coro è gratificante perché fai un servizio per la comunità, trasmetti un messaggio, è un modo più coinvolgente di vivere la Messa… e poi è divertente!». Valentina Donini Alessandro e Valentina Donini, rispettivamente direttore e voce solista del Coro dei Giovani (continua l'Editoriale da pag 1) due semplici fatti presenti nella nostra esperienza. Il primo fatto è il nostro cuore sempre inquieto, che non si accontenta mai, che desidera l’infinito. Il secondo è l’annuncio che c’è Qualcuno che può rispondervi. Se dimentichiamo anche uno solo di questi due fatti, non ci incammineremo mai, ci lasceremo frenare da una falsa prudenza o da una vergogna che Zaccheo non ha avuto quando è corso avanti e si è arrampicato sull’albero. uesto Giubileo Straordinario della Misericordia, il modo con cui Papa Francesco lo ha indetto e ne parla, sta ridestando in molte Q persone il desiderio di una vita più bella, più buona, più grata, più attenta al proprio cuore e a quello degli altri. La Chiesa ci indica dei gesti semplici e grandi: il pellegrinaggio, il passaggio della Porta Santa, il Sacramento della Riconciliazione. Non viviamoli sentimentalmente ma affrontiamoli per quello che sono: l’inizio di un cammino di misericordia; e non lasciamo crescere in noi la tentazione, il pensiero di non averne bisogno. Facciamo nostra quella invocazione suggerita da Sant’Agostino: Da’ il Tuo cuore a noi miseri. fra Giuseppe 3 febbraio 2016 - naborianum La vita in un coro permette di sperimentare attraverso il canto l’unità che nasce dalla chiamata a servire la Chiesa. In questo la polifonia è proprio una via maestra. La cosa più bella è l’armonia che si Il coro Vexilla Regis durante un'esibizione nella Chiesa di sant'Andrea a Mantova crea fra di noi, nonostante tutte le nostre differenze e i nostri limiti mentre cantiamo al Signore. Rispondere con i nostri talenti, l coro «Vexilla Regis» nella populo" e altri più elevati alche non ci siamo dati da noi, alla formazione attuale è del l'interno della Liturgia eucaristica. febbraio 2015, ma già dal Nel frattempo il coro si è ingran- chiamata a servire la Chiesa è il marzo 2012 ha svolto il suo dito fino all'attuale composizione, modo tangibile con cui il Signore ci servizio in Parrocchia. Nasce ma è ancora alla ricerca di nuovi permette di vivere la sua presenza dall'amicizia di quattro cantori elementi vista l'esiguità dei com- e noi nel nostro piccolo cerchiamo di favorire l’attenzione a questa con la passione per il canto corale ponenti dei vari reparti e voci. presenza di tutti i partecipanti alla che, prima saltuariamente, e poi Per noi è un’occasione privicon una cadenza circa quindici- legiata di partecipare alla Messa. celebrazione. Non so come esprimere meglio nale cantano ad una Messa festiva Con il nostro canto vogliamo aiuin Parrocchia a Santi Nabore e tare i fedeli a introdursi al Mistero quello che vivo attraverso questo servizio, ma chiedo al Signore che Felice. che viene celebrato sull’altare. Fin da subito la scelta è stata di Inoltre lo studio dei canti da ab- possa sempre essere un canto favorire la polifonia, ma senza binare a ciascuna Messa ci per- utile a tutta l’assemblea nonostanmai rinunciare a promuovere la mette di prepararci e di fare anche te i nostri limiti. I CORO «VEXILLA REGIS» partecipazione del popolo al canto, riservando momenti "pro un po’ un lavoro su di noi stessi in vista della liturgia. Carlo Erba ! IVA S LU C S E PADRE GIANMARCO BELINGHERI NOMINATO «MISSIONARIO DELLA MISERICORDIA» DAL PAPA La nostra parrocchia accoglie con I peccati che non possono essere gioia la nomina di padre GianMarco assolti nemmeno dal vescovo sono Belingheri a «Missionario della Misecinque e per essi si deve ricorrere ricordia» dell'Anno giubilare. Si tratta direttamente al Papa: il primo è la di un manipolo di circa 1200 sacerprofanazione della Santa Eucaridoti, provenienti dalle diverse parti del stia, il secondo è l’assoluzione del mondo e segnalati in ogni diocesi dal complice, il terzo l’ordinazione epivescovo, ma nominati esclusivamente scopale di un vescovo senza il mandal Papa. Insieme a loro, p. GianMarco dato del Papa, il quarto la violazione riceverà personalmente in San Pietro del sigillo sacramentale (che consia Roma il 10 febbraio (Mercoledì delle ste nel far trapelare quanto ascolCeneri) la facoltà di perdonare i peccati riservati alla Sede Apostolica e sarà in Diocesi di tato in confessione), il quinto infine la violenza Milano il segno della vicinanza e del perdono di Dio fisica contro la persona del Pontefice. per tutti. 4 naborianum - febbraio 2016 Reportage in prima persona dal «Family Day» NUMERI, CANTANTI E... IO NEL «MIRINO» Il nostro amico e collaboratore Carlo ha partecipato alla manifestazione di sostegno alla famiglia tradizionale di sabato 30 gennaio scorso a Roma. Gli abbiamo chiesto di raccontare in prima persona e da un angolatura originale, ma interessante, ciò che ha visto e vissuto. I l 30 gennaio scorso ho preso parte al Family Day con un gruppo di persone della nostra parrocchia. Difficile fare una relazione integrale dell’evento. Cercherò di condividere però alcune mie impressioni parlando di numeri, cantanti e di obiettivi. Numeri 2 o 3? Dopo il Family day si è molto parlato di numeri: erano 2 milioni o 3cento mila le persone radunate al Cerco Massimo di Roma. Difficile dirlo. Quel che è certo è che là in mezzo ti sentivi davvero naufragare in un mare sterminato di umanità varia, festante e pacifica ... Prima che iniziasse la manifestazione, ho percorso un paio di volte, in tutta la sua lunghezza il Circo Massimo ed è stata un’impresa. Però questa polemica numerica sul “quanti eravamo” non mi appassiona. C’è però un altro 2 e un altro 3 che ho ascoltato alla manifestazione, che mi interessa davvero di più: Jennifer Lahl è una femminista americana che ha parlato dal palco. Ha raccontato la vicenda di due mamme surrogate che stanno conducendo una gravidanza conto terzi. Hanno ricevuto “l’ordinazione” di 2 bambini ma, scherzi della natura, sono rimaste incinta … di 3. Ai “committenti” la cosa non è piaciuta (e si sa che il cliente ha sempre ragione). Le donne sono ora sotto pressione perché gli è stato chiesto di abortire uno dei 3 bambini (bambini che sono una istantanea della manifestazione di Roma tutti sani e in ottima salute). Di sacrificarne uno su 3, perché il contratto ne prevedeva solo 2. Appunto: 2 o 3? Cantanti Pur non avendo una passione per la canzone napoletana né per quella lirica, a me la colonna sonora del Family Day è piaciuta: all’inizio gli altoparlanti hanno mandato in onda una vecchia canzone di Beniamino Gigli: “mamma son tanto felice perché ritorno da te, la mia canzone ti dice che è il più bel giorno per me…”. Tutto il Circo Massimo, me compreso, ha cantato a squarcia voce “Mamma, solo per te la mia canzone vola!!!” ciascuno pensando alla tenerezza e all’unicità insostituibile della propria mamma (checché ne dica la legge). E poi, nel finale un tenore ha cantato “Nessun dorma” della Turandot di Puccini, con quell’urlo “vinceròòòòò”!!! che pure tutti hanno cantato, stanchi ed esaltati. Invece, devo dire che sul Circo Massimo è caduto il gelo (e un silenzio di tomba) quando è stato ricordato che un altro cantante, Elton John, ha “acquistato” i suoi due figli partoriti da madri surrogate in California, presentata come la “capitale del turismo riproduttivo mondiale”. Obiettivi Il giorno prima del Family Day incontro un amico che non la pensa come me ed è a favore dei matrimoni omosessuali. Alla fine del nostro incontro, quando ci salutiamo, mi intima scherzando di stare lontano dagli obiettivi: “ … e mi raccomando! Non farti fotografare! Mettiti in fondo e tieni un basso profilo!”. La mattina del 30 gennaio, prendo con la comitiva di Santi Nabore e Felice un treno per Roma alle otto del mattino. Al binario è appostata una troupe del TG3. Giuro che non era un mio obiettivo: ma sono stato il primo a venire ripreso e finisco sul tg nazionale delle 12... Obiettivamente provvidenziale. Carlo Pietro Giorgi Carlo P. Giorgi, giornalista, è redattore della rivista «Terrasanta» di Milano. È stato tra i fondatori e a lungo direttore della rivista «Terre di mezzo», giornale di strada che tratta di temi sociali. Si occupa di Medio Oriente e dei vari aspetti dell’immigrazione in Italia per diverse testate, tra cui «Il Sole 24 Ore». 5 febbraio 2016 - naborianum Speciale Giubileo L'impegno di conversione che spetta ad ogni cristiano perseguire per mettere a frutto la Misericordia ricevuta, non è uno sforzo solitario, ma è un cammino che si appoggia anche alla misteriosa unità in Cristo di tutti i credenti presenti, passati e futuri. In questo numero e nei prossimi due, vorremmo con l'aiuto del grande teologo Hans U. Von Balthasar, recuperare alcune verità spesso trascurate nella nostra coscienza della fede. Cominceremo dalla verità della Comunione dei Santi, che affermiamo ogni volta che recitiamo il Credo. CREDO ... LA COMUNIONE DEI SANTI «Questa è la comunione dei santi, di cui ci gloriamo. Non è bene per noi dimorare qui, ove tutte le membra soffrono quando soffre un membro, e quando uno è glorificato, tutti si rallegrano? Allorché dunque io soffro, non sono solo a soffrire; con me soffre Cristo e soffrono tutti i cristiani. […] Il mio peso, quindi, altri lo portano, la loro forza è la mia. La fede della chiesa viene in soccorso della mia angoscia, la castità altrui mi sorregge nelle tentazioni della mia lascivia, gli altrui digiuni tornano a mio pro, un altro si prende cura di me nella preghiera. E così posso menar vanto dei beni altrui come dei miei propri; e miei propri sono quelli in verità, se me ne delizio e rallegro. […] Grazie a questo amore faccio miei non solo i loro beni, ma essi medesimi, e così in virtù della loro gloria la mia ingloriosità diventa onore, in virtù della loro dovizia viene colmata la mia indigenza, in virtù dei loro meriti sono sanati i miei peccati. Chi, allora, vorrà disperarsi per i suoi peccati? Chi non vorrà piuttosto rallegrarsi dei suoi castighi, quando non sopporta peccati né castighi egli stesso o almeno non da solo, dacché lo assistono molti santi figli di Dio e il Cristo medesimo? Una cosa sì grande è per la comunione dei santi e per la chiesa di Cristo. [...] Credere che la chiesa è santa che altro vuol dire se non che essa forma la comunione dei santi? Ma con chi hanno comunione i santi? Con i buoni così come con i cattivi: tutto appartiene a tutto, come è significato sensibilmente dal sacramento dell'altare nel pane e nel vino: vi siamo designati dall'apostolo come un solo corpo, un solo pane, una sola bevanda. Quel che soffre un altro, lo soffro e sopporto io; quel che gli capita di buono, capita a me». [Martin Lutero, Quattordici consolazioni per gli afflitti e gli onerati, 1520] LA «COMMUNIO» CATTOLICA Qual è quel cattolico che non sottoscriverebbe questa magnifica pagina di Lutero? In verità vi si descrive, con fedeltà agli asserti paolini, qualcosa che sta profondamente a cuore alla catholica: l'osmosi misteriosa fra le membra del «corpo di Cristo», che non s'arresta allo scambio di beni esteriori, ma giunge alla comunanza di quanto v'è di più personale. I francesi parlano di réversibilité des méri- 6 tes, e la parola «merita» cade con perfetta naturalezza dalla penna di Lutero, tant'è vero che egli non esita a parlare altrove di un'inaudita «opera» a proposito di Mosè, che vorrebbe esser riprovato al posto del popolo peccatore, e di Paolo, che vorrebbe esser maledetto in eterno da Cristo in luogo dei suoi fratelli ebrei. C'è solo da lamentare che questa visuale, mutuata interamente dalla tradizione cattolica, in Lutero sia passata in secondo piano con l'andar degli anni, nel luteranesimo non sia rimasta viva e non sia entrata a far parte dell'evoluzione dottrinale di esso. L'aspetto orizzontale perde completamente la sua importanza rispetto all'unico vincolo soprannaturale che collega le membra al capo. Le ragioni di questo fenomeno potrebbero risiedere in determinate perdite di valori cattolici [...] Ne vanno ricordate due soprattutto: la separazione tra fede e opere, e la separazione fra la chiesa invisibile dei santi e la chiesa visibile della gerarchia. CRISTO, RAGIONE RADICALE Già il fatto che il senso originario di sanctorum communio sia quello della comunione nelle cose sacre, e, prima fra tutte, nell'eucaristia – «il pane che noi spezziamo non è forse la comunione del corpo di Cristo?» (1Cor 10,16) – sta a indicare che le membra del corpo mistico non si scambiano arbitrariamente fra di loro i cosiddetti «meriti» rispettivi, ma che tutta la comunione di beni ha la sua ragione nel comune ancoraggio in Cristo. Lo scambio esteriore di elemosine e di altre opere di misericordia corporale avviene, almeno fra cristiani, nello spirito di Cristo e nella riconoscente memoria di lui. Questa ragione radicale è personale e soprannaturale; non ha dunque nulla in comune con un inconscio collettivo co- me quello inteso da Jung. In quanto personale esso esige l'apertura d'ogni singola persona-membro a quel fluire che la circolazione dei beni, simile alla sanguigna nel corpo umano, produce e instaura in tutto l'organismo. (Ecco uno, ed anzi il più importante, dei significati che può avere la devozione al cuore di Gesù.) Di qui si spiega qualcosa che sulle prime può apparire sconcertante: che solo quanto è buono, cristianamente buono, si palesa fecondo di là dei singoli che lo producono, mentre, restando al paragone di natura fisiologica, si potrebbe ritenere che la suppurazione d'un singolo membro dovrebbe condurre inevitabilmente ad una setticemia totale. Secondo l'Apostolo, infatti, se può darsi un contagio del male, non può darsene invece una fecondità [...]. L'idea di vicarietà, dice giustamente Bonhoeffer, poggia su una proposta divina, ed è pertanto «in vigore solo in Cristo e nella sua chiesa. Essa è non una possibilità etica, bensì una nozione teologica». Anche se, egli prosegue, esiste «un concetto etico di vicarietà», inteso come l'«accollarsi volontariamente un male al posto d'altri», né un'azione del genere incide «sulla responsabilità che l'altro ha di se stesso», né questi «mette in gioco la sua personalità etica tutta intera, ma solo nella misura in cui glielo consente il 'vicario'». Nella «comunione dei santi» questi confini sono valicati, viene coinvolta la sfera più intima della persona: ciò conferma, ancora una volta, che un rapporto del genere è possibile solo in e per mezzo di Cristo. È dunque a sola ed esclusiva disposizione di quest’ultimo che sta il «merito», anche se, cedendoglielo, il cristiano vi collega una richiesta ben determinata (intenzione della preghiera). Tutto passa attraverso la libertà di Cristo e di Dio, e questo filtraggio impedisce ogni esperienza diretta – e, men che meno, ogni calcolo – fra causa ed effetto: un'esperienza siffatta può esser donata solo sporadicamente, in modo incoattivo, al modo d'un fugace spiraglio aperto in un sipario che altrimenti resta abbassato. [da H. U. Von Balthasar, Cattolico, Milano, pp. 75-81] naborianum - febbraio 2016 DAR DA BERE AGLI ASSETATI Duemila anni fa in terra di Palestina, la “sorella acqua” non scorreva comoda dal rubinetto: bisognava attingerla ai pozzi, rari anche quelli, e occorreva portarla a spalle coi secchi. Oggi sta diventando un'emergenza planetaria. È l'allarme lanciato di recente dal "summit" di Parigi. Molta gente muore di sete ancora oggi. Ai giorni nostri c'è sete non solo di acqua, ma soprattutto di pace, di senso della vita. Gesù alla Samaritana al pozzo di Sichem dice: “Chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno” (Gv. 4, 14). Molti che hanno acqua in abbondanza, sono alla ricerca di chi li possa dissetare di valori, del senso della vita. È Cristo l'acqua viva e noi credenti siamo certo i destinatari, ma dobbiamo diventare anche i trasmettitori di quest'acqua. Quanti fratelli assetati tentano di “dissetarsi” con medicinali, ansiolitici, antidepressivi! Volesse il Cielo che noi, nella nostra vita quotidiana fossimo acqua che sgorga da Cristo e a nome suo la offriamo ai veri assetati. S S.. C CLEMENTE LEMENTERROMANO OMANO (? - 97 d.C) Perché la scelta di questo Santo come esempio di quest'opera di misericordia? S. Clemente fu il III successore di san Pietro sulla cattedra di Roma e governò la Chiesa negli ultimi anni del primo secolo. Le fonti antiche affermano che fu mandato in esilio dall'imperatore Traiano in Crimea dove avrebbe dissetato più di 2000 persone facendo sgorgare una fonte di acqua fresca. Fu martirizzato perciò in modo consono: lo gettarono in mare legato ad un'ancora da nave. In Crimea si ebbero moltissime conversioni e in breve tempo sorsero ben 75 comunità cristiane, le cui chiese in gran parte sono ancor oggi utilizzate dai cristiani armeni. QUESTA PAGINA È A CURA DI P GIANMARCO BELINGHERI ISTRUIRE GLI IGNORANTI Se nell'ebraismo significava istruire il popolo per la comprensione della legge e dei profeti, come Gesù di sabato in sinagoga, ha, lungo i secoli, assunto un valore universale. In tempi più recenti lo stato, giustamente, ha assunto il compito di istruire il popolo, preceduto anche in questo dalle scuole legate alla chiesa e alle abbazie dei monaci. Oggi possiamo dire che sono pochi gli analfabeti. Molti invece gli ignoranti (letteral: quelli che non sanno), che sono all'oscuro del messaggio di Cristo e della Chiesa. Oggi predominano non le idee, ma le opinioni che hanno il solo pregio di essere personali, ma lontano mille miglia dalla verità. Se poi le opinioni personali sono firmate e timbrate da persone famose, allora esse diventano idee, principi indiscutibili e se non vuoi apparire ignorante o retrogrado devi farle tue. Stando così le cose alla Chiesa incombe il dovere di insegnare. Possiamo anche noi nel nostro ambiente, illuminare, se non con le parole, con l'esempio chi è lontano dalla fede. S. GIUSEPPE CALASANZIO (1557-1648) Sacerdote spagnolo, a Roma resta colpito dalla gran folla di giovani e bambini lasciati a se stessi nella più completa ignoranza, non solo riguardo alla fede. Così crea per loro le «Scuole Pie», gratuite. La comunità religiosa cui darà vita a tal fine verrà popolarmente designata col nome di Scolopi. Nel 1597 non c'era in tutta l'Europa un'istituzione simile. Pio XII dichiarerà il nostro santo: «Celestiale patrono di tutte le scuole popolari cristiane». Nel nostro decanato si trova proprio la parrocchia dedicata a S. Calasanzio. Ma anche da noi vive lo spirito di questo santo: persone generose e colte offrono aiuto a giovani e adulti che fanno fatica, anche per motivi linguistici, a studiare, a comprendere. E ci auguriamo che insieme alla cultura passi anche lo spirito cristiano. 7 Festa delle famiglie 2016 UNA GIORNATA PARTICOLARE « di Monica Minola C osa organizziamo quest'anno per la Festa della Famiglia?» Di solito è questa la prima domanda che ci poniamo quando cominciamo a pensare a questo appuntamento che si annuncia col volantinaggio alle famiglie dei bambini del catechismo e cogli avvisi nelle S. Messe. Anni fa il clou era la tombolata in teatro. Poi si è proposto un incontro a tema con alcuni ospiti su tematiche familiari. Dallo scorso anno abbiamo deciso di visionare un film scelto appositamente. La giornata prende avvio con la partecipazone alle S. Messe del mattino: per l'occasione mettiamo cura particolare nel caratterizzare le preghiere dei fedeli e il gesto liturgico dell'offertorio. Continuazione dell'agape liturgica è poi il pranzo comunitario. Quest'anno si è pensato di scaldare il clima con un primo offerto dalla Parrocchia (lasagne al ragù e al pesto). I nostri sapienti cuochi, dopo aver procacciato per tempo gli ingredienti necessari, hanno lavorato tra sabato e domenica mattina perché tutto fosse pronto per le nostre voraci mandibole. I posti a tavola predisposti in Sala Giochi erano 160, ma alla fine eravamo quasi 200 (perché il bello è aggiungere un posto a tavola per quelli dell'ultima ora!): persone di tutte le età - partendo dal più piccolo, di un mese appena -, ma anche di tanti colori. È stata una preziosa occasione per chi ha lavorato (o anche per chi semplicemente si è goduto il momento vissuto insieme) per condividere la gioia e l'unità. Poi sparecchia e pulisci. Dopo il caffè, mentre dei giovani animatori dell'Oratorio si prendono cura di far giocare i bimbi e dar loro la merenda, ci attende il film La famiglia Bélier (cfr recensione qui accanto) cui assistono un'ottantina di noi. Un film francese, toccante per l'argomento: prova ne è il successivo, breve, ma intenso dibattito. Al termine raduniamo adulti e bimbi, frati ed animatori: insieme concludiamo la giornata con il Padre nostro, che ha il sapore della condivisione e il gusto della famiglia riunita nel Suo nome. Il prossimo appuntamento con il film per le famiglie: SABATO 5 MARZO- h 20.45 in sala S. Chiara. Tra i partecipanti anche la famiglia dei nostri nuovi amici Richard, Stephanie e Riccardo UN FILM AL MESE febbraio 2016 - naborianum La famiglia Bélier S aper raccontare problematiche socialmente sensibili, la diversità e i legami familiari con leggerezza e umorismo, ma senza dimenticare la commozione, con un occhio alla modernità (e qualche benvenuto sberleffo al politically correct) ma anche con il fazzoletto pronto per le lacrime non è affatto facile. Eppure è quello che è riuscito a La famiglia Bélier, commovente e divertente storia di una ragazza con una gran voce nata in una famiglia di sordomuti. La protagonista - vincitrice della versione francese di The voice - pur non essendo attrice di professione, dona alla sua Paula, timida e grassottella, il giusto mix di goffaggine, idealismo e tenerezza adolescenziale. La storia è quella del proverbiale “brutto anatroccolo” che troverà faticosamente la sua strada tra primi amori, genitori iperprotettivi, sviluppo e un insegnante un po’ scorbutico e frustrato. A complicare le cose in un già delicato percorso di crescita verso l’età adulta (l’arrivo del primo ciclo è l’occasione di una tra le gag non proprio delicatissime che punteggiano una storia per il resto molto family friendly), c’è il complesso legame tra Paula e la sua famiglia. Non soltanto i genitori e il fratello, tutti sordomuti, contano su di lei per molti aspetti della gestione quotidiana, ma la passione della ragazzina per la musica risulta incomprensibile e quasi offensiva a persone che, come molti sordomuti reali, si considerano una categoria a sé e separata dagli udenti: come quando la mamma di Paula, solitamente solare, ammette di aver pianto quando alla sua nascita il marito le aveva rivelato che la figlia ci sentiva. Un momento che estremizza ma nello stesso tempo descrive con esattezza l’inevitabile tentazione di ogni genitore di volere i figli uguali a se stesso. La descrizione dei Bélier si divide tra momenti di efficace realismo (come quando vanno al concerto scolastico di Paula e il suono scompare, lasciandoci intendere il lancinante isolamento di chi non può nemmeno immaginare quel che significhi il canto) e altri più sopra le righe (la felice vita sessuale dei genitori Bélier e l’improbabile campagna elettorale del papà contro il solito sindaco cinico e opportunista), ma non perde mai la presa emotiva sullo spettatore. Tra canzoni di Michael Sardou cantate a cappella, in duetto, o accompagnate dal linguaggio dei segni, primi palpiti adolescenziali, e un paio di sottotrame superflue, La famiglia Bélier riesce a raccontare le speranze e le contraddizioni del passaggio all’età adulta, la necessità del distacco e il bisogno di chi va di attaccarsi alle radici, la sfida dell’essere genitori, capaci di abbracciare i propri figli, ma anche di lanciarli verso un futuro che forse li porterà lontano. dalla recensione di Laura Cotta Ramosino sentieridelcinema.com LA FAMIGLIA BÉLIER [Fra 2014, 105'] di E. Lartigau Target: dai 14 anni Temi: adolescenza, musica, handicap, rapporti genitori-figli 8 naborianum - febbraio 2016 CARAVAGGIO, La madonna dei pellegrini di Loreto (part) REMBRANDT VAN RIJN, Ritorno del figliol prodigo, 1668 (part.) Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l’adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa’ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: «Se tu conoscessi il dono di Dio!» Tu sei il volto visibile del Padre invisibile, del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia: fa’ che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria. Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch’essi rivestiti di debolezza per sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore; fa’ che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio. Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la sua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. PREGHIERE PER IL GIUBILEO PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO PER L’ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash P. Gianluigi dalla Costa d'Avorio ringrazia il Nostro gruppo missionario «Carissimi amici del Gruppo Missionario dei Santi Nabore e Felice vi scrivo questa breve nota per ringraziarvi dell'apporto di 5.400 euro alla Cooperativa «Famiglia di Nazaret» di ZouhanHounien. Il vostro aiuto servirà a ricostituire il fondo di funzionamento della cooperativa». Con queste parole inizia la lettera di padre Gianluigi Marcassoli, piena di dettagli sull'utilizzo dei fondi da noi inviati alla Missione dei Cappuccini in Costa d'Avorio. La cifra - al netto delle spese - è stata raggiunta attraverso la Mostra Missionaria dell'ottobre 2015 di cui abbiamo già parlato recentemente su queste pagine (vedi Naborianum del novembre scorso). Esercizi Spirituali parrocchiali dal 7 al 9 marzo 2016 Durante il tempo liturgico della quaresima, si terrà una «tre giorni» di predicazione straordinaria. Le date sono lunedì 7, martedì 8 e mercoledì 9 marzo; l'appuntamento è per le ore 21. Si tratterà di veri e propri esercizi spirituali, rivolti a tutti in parrocchia, giovani ed adulti. Le meditazioni si terranno nella nostra Chiesa e saranno affidate alla parola densa e penetrante di padre Dino Franchetto, già a capo del Convento di Piazzale Velasquez e ora di quello di Albino (BG). Il tema assegnato al predicatore saranno proprio le Opere di misericordia, messe al centro di questo anno giubilare straordinario indetto dal Santo Padre. notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - 9 febbraio 2016 - naborianum anagrafe di casa nostra Rinati per acqua e Spirito Santo MATILDE VITTORIA FERRARIO IRENE BAROFFIO RISIJA ANDREW DE SILVA EDIRIMUNI GIORGIA EMILY MARZANI GIACOMO MAGGIOLINI ARIANNA MERCEDES CONFORTO Tornati a Dio per la Risurrezione DONATA MICHELA ESPOSITO, anni 78 via Forze Armate, 75 ROCCO ANTONIO MONTALBANO, anni 73 via Dei Malatesta, 7 FERDINANDO IORI, anni 70 via Gulli, 60 ROBERTO FLAVIO RIZZARDINI, anni 76 via Forze Armate, 68 ORARI delle SANTE MES SE PARROCCHIA: Festivo: 8.30 – 10 – 11.30 – 18 Feriale: 7.30 – 9- 18 CONVENTO P.LE VELASQUEZ (Messe Festive) 7.30 – 9.30 – 11 – 12.15 – 17 – 18 - 21 notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash Incontro con una testimonianza di esodo dal Burundi all'Italia Andrea Tornielli presenta al QT8 il libro-intervista con il Papa DOMENICA 21 FEBBRAIO ALLE ORE 16 in Sala Santa Chiara incontreremo Anesie e la sua famiglia, rifugiata politica proveniente dal Burundi e ora cittadina italiana. Ascolteremo dalla voce viva di una protagonista la testimonianza di un viaggio verso l'Italia, in cui si alternano speranza, dolore, gioia per l'accoglienza... È un'occasione ulteriore per capire più a fondo le ragioni della sfida lanciata da Papa Francesco (da noi raccolta) di ospitare sul nostro territorio una famiglia: non solo generosità, ma segno reale di un cambiamento di mentalità. Da diversi giorni è disponibile presso il nostro Archivio parrocchiale il volume «Il nome di Dio è Misericordia», il libro-intervista con il Pontefice appena pubblicato per le Edizioni Piemme da Andrea Tornielli, vaticanista de «La Stampa» e responsabile del sito web Vatican insider. Segnaliamo che l'autore presenterà il suo libro il 20 febbraio prossimo alle 21 presso l'Auditorium della parrocchia di S.Maria Nascente al QT8. L'ingresso è libero. Per informazioni è possibile chiamare il num. 02/39264561 Santuario del Don Gnocchi: Via Crucis di tutte le parrocchie del Decanato Variazione di data per l'Incontro diocesano dei Cresimandi allo Stadio Meazza Venerdì 19 tutte le comunità parrocchiali del decanato di San Siro saranno coinvolte nella Via Crucis di Decanato. Il sacro Rito, che prenderà avvio alle ore 21, si snoderà all'interno dell'Istituto Don Gnocchi, con partenza dalla Cappella interna al Santuario dedicato al beato sacerdote milanese, e conclusione nel Santuario stesso. Nel susseguirsi delle stazioni della Via Crucis, saremo aiutati a meditare sulla Misericordia che ha spinto Cristo ad affrontare la Passione, chiedendo per noi stessi di portare frutto attraverso la pratica cristiana delle opere di misericordia. Il cardinale arcivescovo Angelo Scola incontrerà i ragazzi della Cresima, i loro genitori, padrini e madrine, i catechisti e catechiste e i membri delle comunità educanti sabato 25 giugno 2016 (anziché il 2 giugno). A causa della soppressione della visita del S. Padre a Milano, nell'ambito della quale era stato riprogrammato anche questo incontro, si è dovuto gioco forza fissare questa nuova data. Un momento importante e festoso come l'incontro dell'Arcivescovo con i ragazzi della cresima va così a collocarsi nel cuore dell'esperienza dell'Oratorio estivo. notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - notizie flash - 10 naborianum - febbraio 2016 l'angolo della parrocchia Alla ri-scoperta di un'opera significativa sul territorio della nostra parrocchia I IL «CENTRO AIUTO ALLA VITA» AMBROSIANO DI VIA TONEZZA l Centro di aiuto alla Vita Ambrosiano nasce nel 1979, dopo il periodo di confronto sociale che portò al referendum abrogativo della legge che regolamentava l’interruzione di gravidanza, che vide la maggioranza schierarsi a favore del mantenimento della normativa. Alcuni uomini e donne che avevano partecipato attivamente al confronto, si rendevano conto che, finita la battaglia che per certi versi era stata ideologica, restava la realtà di tante donne che spesso da sole si trovavano ad affrontare le drammaticità della vita, arrivando a scelte che probabilmente, se aiutate e sostenute, non avrebbero compiuto. Ci si rendeva conto che, come ci ricordano i nostri Pastori nel Messaggio Episcopale per la 38° giornata della vita, «è la cura dell’altro che offre un orizzonte di senso alla vita e fa crescere una società pienamente umana». L’aborto non poteva essere, e non lo è ora, una scelta. Si tratta di una non-scelta, cioè non scegliere la vita, nella sua drammaticità, che vuol dire esperienza di dolore e sofferenza ma anche gioia e speranza. on la nascita del CAV Ambrosiano si passa dall’azione politica, che viene lasciata al Movimento per la Vita, all’azione sociale a difesa della vita nascente, con l’apertura di un primo sportello di ascolto per donne in gravidanza che vivono situazioni di difficoltà. La presenza attiva e la vicinanza alle situazioni di disagio porta alla necessità di ampliare l’orizzon- C L'ingresso del CAV in via Tonezza te per far fronte alle difficoltà che possono spingere una donna a «non scegliere la vita». Si realizza una specifica area di intervento che porta all’apertura di strutture di accoglienza, prima di tutte «Casa Letizia», una delle prime comunità di accoglienza per donne con figli minori, che consente di sostenere sia la donna che i suoi figli, in modo da evitare l’allontanamento dei bambini dagli affetti familiari. Nel 1986, con la prima Legge regionale sul volontariato, il CAV si costituisce in associazione che concretizza così l’azione culturale del Movimento per la Vita, sostenendo con aiuti concreti, azioni professionali e vicinanza relazionale, tante donne che hanno così avuto la possibilità di scegliere la vita. Quest’anno ricorre il 30° di attività del CAV Ambrosiano e, nell’Anno Santo della Misericordia, ci sentiamo ancora più impegnati ad «aiutare la nostra società a guarire da tutti gli attentati alla vita». Tanti sono gli ambiti di intervento in cui è possibile essere attivi e sostenitori delle azioni del Centro di aiuto alla Vita, dall’azione diretta a contatto con le donne che vivono situazioni di difficoltà, alla preparazione degli aiuti concreti, all’organizzazione di iniziative di sensibilizzazione, alla presenza nelle strutture di accoglienza per stare vicino alle donne e ai bambini. Ognuno, secondo i propri talenti e la propria disponibilità, può essere lievito per un mondo nuovo. Giuseppe del Giudice presidente del CAV Ambrosiano È possibile contattare la referente per il volontariato, Carla Rotta, presso la sede del CAV, in via Tonezza, 5, Tel. 0248701502, email: [email protected]. 11 ) ) Il coro «Ve xilla Regis» n cappuccini di p.le Vela ella Chiesa dei Frati squez ) l completo Il coro «Tallarini & C» a ) ance in oratorio durante una perform Il «Coro dei Giovani» ne ( ( - Il pran zo comu ( ( Festa de lla Famig l ia 2 0 1 6 ella Fa miglia 2 01 6 - L'a ssaggia trice u fficiale iglia 201 Festa della Fam andibole 6 - Rumore di m ( ) Festa d ( «Festa del Biberon» del CAV in via Tonezza Festa della Famiglia: Nuovi amici dall'Africa DIRETTORE RESP.: p. Giuseppe Panzeri. REDAZIONE: p. Claudio Rossi, Carlo Pietro Giorgi, Valentina Donini, Giuseppe Rizza. Ci trovate anche sul sito della parrocchia: www.santinaboreefelice.it. - Email: [email protected]