Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
LA FONDAZIONE
PER
L’ ISTRUZIONE AGRARIA
IN
RESOCONTO
PERUGIA
MORALE
ED
ECONOMICO
dal 27i Febbraio 1890 al 30 Giugno 1895
PERUGIA
TIPOGRAFIA
BONCOMPAGNI
18 9 5
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
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Biblioteca di agraria Mario Marte
LA FONDAZIONE
PER
L’ ISTRUZIONE AGRARIA
IN
RESOCONTO
PERUGI A
MORALE
ED
ECONOMICO
I
dal 2 7 Febbraio 1890 al 30 Giugno 1896
PERUGIA
TIPOGRAFIA
BONCOMPAGNI
18 9 5
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Biblioteca di agraria Mario Marte
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IN D IC E
P r o e m i o ....................................................................................................................................... P a g .
»
»
I — P re sa di p o sse sso .................................................
II — D iritti di u s u f r u t t o ............................................
III — R apporti con il Fondo p er il Culto . . .
C ap ito lo
5
23
67
73
»
»
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»
IV — P arro cch ie dipendenti dall’ ex Abbazia .
.
»
77
»
»
V —• M onum ento n a z i o n a l e ......................................
VI — Scuola e C onvitto A g r a r i o ...........................
»
»
95
113
»
VII — Concorso della Fondazione all’ increm ento
»
119
»
dell’ a g ric o ltu ra ......................................................
V III — Condizioni generali della proprietà fondiaria.
— Bonifici e m ig lio r a m e n ti...........................
»
123
»
IX — M iglioram enti nell’ azienda ag ra ria di Ca­
»
145
»
X — Studi e proposte per l’ ordinam ento dell’ Isti­
tuto a g r a r i o ............................................................
XI — R esoconti a m m in is tr a tiv i........................... .....
»
»
157
195
»
219
salina
»
......................................................................
C o n c l u s i o n e .........................................................................................................................
A vver ten za.
Essendosi com piuta la stam pa di questo libro in due tem pi ed essendosi
riconosciuta la convenienza di riferire altri fatti am m inistrativi succedutisi
dopo 1’ agosto 1894, primo lim ite assegnato al resoconto (vedi pag. 21),
questo venne esteso a tutto il 30 giugno 1895, allargandone così il periodo
delle vicende narrate ad oltre un quinquennio. Da ciò la discordanza tra
le promesse più lim itate del proemio (pag. 21) e la estensione m aggiore
delle notizie riferite nel libro.
>
Il lettore è pregato poi di scusare un errore involontario di cifre par­
ziali avvenuto alla pag. 215, errore che non porta alcuna differenza nel
totale, ma che per m aggiore esattezza, si è creduto correggere.
A rt. d) invece di L. 36,628 30 — leggere L. 30,300 36
A rt. e)
»
» 53,270 00 —
»
» 59,597 94
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PROEMIO
SOMMARIO. — 1. Ricordo di storia patria — 2. Colonia agricola e colonia degli a r­
tigianelli — 3. Monumento dell’ ex Badia di S. Pietro — 4. Campagne ex abbaziali —
5. Memoriale del Municipio di Perugia per l ’istituzions di una scuoia agraria provinciale
nella ex Badia di S. Pietro — 6. Nuove proposte del Municipio per la costituzione della
scuola agraria in ente autonomo alla dipendenza del Ministero di Agricoltura, e rinunzia
al diritto sul quarto del patrim onio ex abbaziale e sull’ uso del casamento ex monastico
— 7. Disegno e legge per il passaggio dei beni dell’ ex Badia di S. Pietro in Perugia ad
un istituto d’istruzione agraria — 8. Scuola di viticoltura ed enologia per l’Italia centrale
— 9. Applicazione della legge — 10. R. Decreto costitutivo dell’ente autonomo F onda­
zione p e r l’ istruzione agraria, e nomina dell’ am m inistratore — 11. Intendim enti della
presente relazione.
1. — Un rico rd o sto ric o di patrio ttic a m a n ifesta zio n e, r e g is t r a to
nei fasti d ell’ Italia r is o r ta , è a u s p ic e dell’ istituto a g r a r io , c h e si
inizia p r e s s o la già A bbazia di S. P ie tro a P e r u g i a , i beni di q u e s ta
ere d itan d o .
N e l g io rn o m e m o ra b ile , 20 g iu g n o del 1859, q u a n d o P e r u g i a
sollevata a libe rtà, dopo eroica difesa delle s u a m u r a , d oveva m is e ­
r a m e n t e s o c c o m b e re alla forza, alla vio lenza, al n u m e r o delle so ld a ­
te s c h e sv iz ze re , che con ferro e fuoco la r it o r n a v a n o
in s e rv itù , i
m o n a ci C a ssin e si di S. P ie tr o s a lv a r o n o nel c h io stro alcu n i v alo ro si
cittadini ce rcati a m orte.
S e g u ì il 1860 ; e gli o r d in a m e n ti lib e ri della unificazione ita lia n a
n e ll’ U m b ria attiv a n d o si, il G o v e rn o n o n d im e ntic ò l ’ atto g e n e r o s o
dei m ona ci di S. P ie tr o in P e r u g i a . C h è il C o m m is s a rio G ioac ch in o
Pepoli, nel d e c re to 11 d e c e m b re , col quale s o p p rim e v a gli ord in i
m onastici, a c c o r d a v a p a rtic o la re p riv ile gio ai C a ssin e si con q u e s ta
d isp osizione :
« Continuino nella vita comune secondo il loro istituto ; adem­
piendo ai doveri e ai pesi inerenti, sì alla corporazione che agli in­
dividui, e godano i beni sino a che saranno rid o tti a un numero
minore d i tre ».
2. — I C a ssine si, r ico n o sc en ti alla spe cia le c o n c e s s io n e loro fatta
dal G o v e rn o , e m e m o r i degli a n tic h i m a n d a ti della loro istituzione,
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m e n tr e p r im a a v e v a n o c u r a to la e d u c a z io n e dei g io v a n i
p atrizi nel
collegio civile, c h e te n n e r o p r e s s o l’ A bb azia p e r p a r e c c h i a n n i, n el
s o p r a v e n ie n te arino 1861, istitu iro n o u n a colonia agricola.
L e n o r m e r e g o la m e n t a r i di q u e s ta colonia o tte n n e r o la sa n z io n e
g o v e r n a tiv a , p e r la q u a le a n c h e n e f a rico n o sc iu to n e ll’ A bate p r o ­
te m p o r e il d ir e tto re .
Gli a l u n n i raccolti da p r im a nel m odesto istituto fu ro n o g io v a ­
netti o rfa n i e p o v eri, di o r ig in e a p r e f e r e n z a c a m p a g n u o la , m a n t e ­
nuti a sp e s e d e ll’ A b b a z ia ; e poco a p p r e s s o c r e b b e r o e s s i c o n s id e ­
r e v o lm e n te in n u m e ro , p e r l’ invio colà dei m in o r e n n i c o r r ig e n d i, p e r
conto del G o v e r n o ; c h e , c o n s id e r a t a h ella colonia m e d e s im a la op­
p o rtu n ità a r e d im e r e quella g io v e n tù infelice, a s s e g n ò , p e r essi
quota g io r n a lie r a , di p r e s e n z a ind iv id u ale in 80 centesim i.
la
L a colonia c o n s e g u e n te m e n te p e r m olta p a r te t r a s f o r m a v a s i in
r ifo r m a to r io degli a r ti g ia n e lli; talché, nel fine di r is p o n d e r e alle i n ­
clinazioni d iv e r s e e alla p ro v e n ie n z a s v a r ia ta dei r ic o v e ra ti, oltre
a p p l ic a re l ’o p e r a degli a lu n n i nei lavori r u r a li, f u - n e c e s s ità a g g i u n ­
g e r v i 1’ esercizio di a ltr e a r ti m a n u a li. P e r ò v e n n e data s e m p r e im ­
p o r ta n z a g r a n d e ai la v o ri a g r a r i attivati nella c a m p a g n a a d ia c e n te
ul c a s a m e n to m o n a stic o , di p ro p rie tà d e ll’ A b b a z ia ; m a si ebbe di­
stin ta la colonia a g ric o la da q uella degli a rtig ian e lli.
F u fiorente la colonia a g ric o la ; v e n n e r o da e s s a com piute im p o rta n ti
tra sfo rm a z io n i e utili co ltu re in quelle te rr e , r ic h i a m a n d o l’ a m m i r a ­
zione del pae se , e p r o c u r a n d o r is u lta ti econom ici profittevoli. L a co­
lonia eb b e n ell’ A bbaz ia di S. P ie tr o a P e r u g i a e s is te n z a lu n g a , m a g ­
g io r e di m o lte a ltre , e si ac q u istò rep u ta z io n e . Il c o n tin g e n te m e d io
a n n u o degli allievi, s ia n ella colonia a g ric o la , sia nella colonia degli
a r tig ia n e lli, sa lì a 170.
Il p e r s o n a le i n s e g n a n t e , di m a e s t r a n z a , di v ig ila n z a e di se rv iz io
p e r . l a colonia e r a n u m e ro s o , e q u a s i tutto r is u lta v a di citta d ini del
lu ogo. Così il n u m e r o totale m edio, di c o n vittori liberi, c o r r ig e n d i e
p e r s o n a le ris p e ttiv o , s u p e rò 200 p r e s e n ti q u o tid ia n a m e n te alla m e n s a .
N on è a d ir e quind i s e la città r i s e n t i s s e benefizi m a te r ia li dalla
p r e s e n z a di tale istituto, cui si a g g i u n g e v a la
p e r vario tem po non r is tr e t ta .
fam ig lia m o n a stic a ,
O ltre qu esti benefizi altri v e n iv a n o p r o c u r a ti alla città dalle ele­
m o sin e a b b o n d a n ti, che, sotto v a r ia fo rm a , la m u n ific e n z a d e ’ m o ­
naci e l a r g iv a a p o v eri, p alesi e n a s c o sti.
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— Continuarono i Cassinesi di P e ru g ia ad avere cura
della Chiesa abbaziale, pregiata p e r costruzione e per molti oggetti
d ’ arte preziosissimi e dell’ a nn esso archivio storico, che risale al 9°
secolo, tenuto dai paleografi in g r a n d e conto, non che dell’ altro
m ateriale artistico distribuito in più luoghi dell’ antico cenobio.
11 Tempio basilicale (come ebbe a riferire un dotto cultore delle
arti belle perugino) (*), incominciato a costruire poco innanzi il mille
"per cura di S. Pietro Vincioli da P erugia, è di pregevole architettura,
e il campanile, che subì varie vicende dal 1200 al 1468, e al cui ul­
timo restau ro il Fondo-culto p restava ad interesse, rilevante somma
di denaro, vuoisi, per voto concorde dei m aestri dell’ arte, noverato
fra le più svelte ed eleganti costruzioni cam pate nell’ aria che vanti
l’ Italia. Agli effetti della legge 7 luglio 1866 il Governo nel 1890,
dichiarò il tempio, monumento nazionale.
4 . — Le vaste cam pagne del ricco patrimonio abbaziale, che in
tempo lontano furono ordinate ad utili coltivazioni dai C assin esi; i
quali primi introdussero nell’ U m bria la coltura dei gelsi e l’alleva­
mento dei bachi da seta, i quali cooperarono a migliorare la coltiva­
zione degli olivi e delle viti, accreditandone i ricchi prodotti, i quali
diffusero i prati ed ebbero speciale cura del bestiame, in questo pe­
riodo relativam ente lungo del privilegio concesso all’Abbazia, non
furono così prospere e promettenti come prim a. F a tta eccezione per
que’ pochi terreni, adiacenti al monastero, migliorati dall’ opera della
colonia agricola, nella possidenza m aggiore si andò effettuando, più
o meno, quell’ abbandono, che caratterizza i possessi della manomorta.
F o r s e ne furono causa la deficienza di denaro, in copia speso a g u a­
d a g n a re l’affetto e la gratitudine della città, e la condizione m ede­
sima del privilegio, che limitò ad un tèmpo definito la proprietà ad
essi monaci del ricco patrimonio. N on vennero però trascu rate le
opere di bonificamento, che assicu ravan o la esistenza del coltivato
terreno, quali specialmente i lavori di difesa sulle rive dei fiumi at­
traversanti le maggiori cam pagne. Anzi per questi lavori l’ Abbazia
implorò ed ottenne dal Fondo-culto nuovi prestiti, i cui interessi
g ra va no ancora il patrimonio. F uron o, nel generale, omesse le r i­
parazioni ai caseggiati rustici, come anche ad altri civili, fatta ec­
cezione p e r pochi, che rovinavano, e il cui restau ro reclamavasi
3.
(1) Il conte Reginaldo Ansidei, di onorata m em oria, già presidente deli’ Accademia
di Belle Arti in Perugia.
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d ’ urgenza, nell’ interesse specialmente della produzione rurale; al­
l’uopo pure ottenendo altri prestiti dal Fondo-culto. Quindi l’opera agra­
ria dell’ Abbazia si limitò, nel suo ultimo periodo di vita (che do­
veva giungere a quasi un terzo di secolo), a sfruttare i campi, cu­
rando solamente quelle industrie di pronto profitto, quali l’ alleva­
mento del bestiame da carne, l’ allevamento dei bachi da seta, la
produzione del vino e quella dell’ olio, che si mantennero accreditate.
Intanto, col progredire degli anni, il numero dei monaci, i quali
si trovarono nell’ Abbazia di Perugia, quando il decreto com missa­
riale accordò al loro patriottismo la privilegiata condizione, si an­
dava attenuando : chè la morte ne aveva colpiti i più benemeriti, e
tre soli ne erano rimasti, e fra questi uno assai vecchio e in cattivo
stato di salute.
5. — Il Municipio di Perugia, nel 1885, prevedendo non lontano
l’ avvenimento, che avrebbe ridotto a due i Cassinesi superstiti, e
così determinato il verificarsi della condizione espressa nell’ arti­
colo 1 del decreto commissariale 11 dicembre 1860, nell’ intendimento
che quella grande proprietà non venisse indemaniata, e la città ad
un tratto perdesse i vantaggi procuratile dalla colonia agricola e de­
gli artigianelli, e dell’ opera di questa fallissero gli effetti preparati
e le speranze concepite, si propose di chiedere fino d ’ allora al Go­
verno un’ordinanza, che cedesse alla città medesima tutto il patrimo­
nio della soppressa Abbazia. Quindi, in data 2 gennaio 188H, fu
presentato un memoriale al Governo del R e dal Comune di P eru­
gia ('), in nome proprio, e in nome della Deputazione provinciale,
del Consiglio provinciale scolastico, del Comizio agrario, dell’ A cca­
demia di belle arti e di tutti i Mandamenti dell’ Umbria « doman­
ti dandosi che quei beni, di cui, per la ricordata cagione, la ricono« scenza del Governo lasciava il godimento ai monaci, sieno devo­
ti luti alla città di Perugia, perchè a Perugia sorga, al verificarsi
« della condizione del decreto commissariale, a beneficio della pub« blica istruzione e della prosperità agricola dell’ Umbria, un isti—
« tuto agrario ».
(1) Memoriale a stampa c o l titolo: — Al Governo del Re — il Comune dì Perugia,
in noine proprio e in nome della Deputazione provinciale dell’ Umbria — del Consiglio
provinciale scolastico, del Comizio agrm-io, dell’ Accademia di belle arti — di tutti i Man­
damenti dell’ Umbria — CUSTODIA. E COXSERVAJAO'SE DEL MONUMENTO, TEMPIO E
ABBAZIA DI S. PIETRO — CONTINUAZIONE DELLA COLONIA — FONDAZIONE DI UNA
SCUOLA AGRARIA PROVINCIALE.
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Il Comune stesso in tale dom anda, corredata di molte note sto­
riche, dichiarava gl’ impegni che si sarebb e assunti, e per la con­
servazione del monumento, e p e r la continuazione della colonia dei
corrigendi, alle medesime condizioni in cui era tenuta dai Monaci,
e p e r l’ a pertura di una scuola a g ra ria , aggravan do si insieme di
« tutti gli oneri dai quali è gravato il patrimonio goduto dai Cassi« nesi », tratteggiando p ure le condizioni del patrimonio stesso. E
questi impegni vennero indicati particolareggiatam ente e posti in
rapporto alle tradizioni cittadine, specialmente nelle arti belle. A pro­
posito della scuola agraria desid erata è detto :
« P e r la dim ostrazione economica che presenterem o, la fonda« zione di un g ra n d e istituto a g ra rio non è possibile.
« 11 Governo, volendolo, lo potrebbe, aggiungendo i mezzi che
« mancano.
« E stabilendo un istituto agricolo in mezzo ad un a regione
« agricola e ad un ambiente naturalm ente favorevole, esso soddisfa« rebbe ad un g ra n d e bisogno, non solamente umbro, m a nazio« naie.
« Quanto a noi, in questa domanda, misurandoci con i mezzi dei
« quali potrà disporsi, intendiamo solo a questo, che in P e ru gia —
« capoluogo di una Provincia essenzialmente agricola — con quello
« che re ste rà disponibile dei beni de’ Cassinesi, sia fondata una
« scuola a g ra ria — una di quelle scuole pratiche e speciali di a gri« coltura sulla base della legge testò votata dai g randi poteri dello
« Stato ».
Vi sono poi ricordate le pratiche fatte nel 1881 dal Consiglio
provinciale dell’ Umbria e dal Comizio a g ra rio di P erugia, perchè
nella Provincia m edesima fosse prescelta la sede della scuola di po­
mologia, viticoltura ed enologia dell’ Italia c en trale; ricordo invo­
cato come utile precedente in favore dei desideri espressi.
Ebbe cura il Municipio di m o stra re nel suo memoriale anche il
bilancio dell’Abbazia, desunto dall’ultima contabilità della stessa, per
indicarne le condizioni economiche.
In questo figura la rendita complessiva dell’ Ab­
bazia p e r ................................................................................ L- 105,066.01
Contro una passività totale d i ...................................» 87,788.93
Donde la rim anenza attiva i n ...................................L.
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17,277.68
10
E s s e n d o n e costitu ite le s p e s e d a :
a) p a s siv ità p a trim o n ia li in .
b) i m p o s t e ...........................................
L.
21,954.32
»
c) c u l t o ................................................................................ »
36,000.00
7,799.97
d) s p e s e p e r m a n u te n z io n e del m o n u m e n to , c o n ­
co rso al m a n te n im e n to della colonia, bonificam enti
a g r a r i , p en s io n i, e d iv e rsi titoli
..
22,034.64
L.
87,788.93
I M in is te r i d e ll’a g r ic o ltu r a , di g r a z i a e g iu stizia e culti, d e ll ’ in te r n o , delle finanze e d ell’ is t r u z io n e pubblica, in te r e s s a ti, r i ­
sp e ttiv a m e n te ai v a r i r a p p o r ti dell’ A bbazia C a s s in e s e di P e r u g i a col
G o v e rn o , in m a s s i m a a c c o r d a r o n o f av o re alla d o m a n d a di quel Co­
m u n e . Un illu stre m o n a c o c a s s in e s e , g i à A b a te d ell’A bbazia m e d e ­
sim a , il V e sc o v o di C a ta n z a ro , m o n s i g n o r e m a r c h e s e De R is o , il
q u a le eb b e coo p e rato v a l id a m e n te al r io r d i n a m e n to del p atrim o n io
a b ba ziale , ra c c o m a n d ò a ll’allo ra M in is tr o di a g r ic o ltu r a , in d u stria
e com m ercio , o n o rev o le G rim ald i, i prop o siti e i d e s id e r i del M u n i­
cipio p e ru g in o .
I r a p p r e s e n t a n t i di P e r u g i a al P a r la m e n to , o n o revoli F a in a ,
F a n i , F r a n c h e tti, P o m pilj, c h e c a lo r o s a m e n te p a t r o c in a v a n o i voti
d ella città s te s s a , p r e s e n t a r o n o il 2 luglio 1886, n o ta collettiva al
P r e s id e n t e del C onsiglio dei M in istri, im p lo ra n d o l’ac co g lim e n to della
d o m a n d a di quel M unicipio, co n valid e r a g io n i di o p p o rtu n ità .
6. — P iù tardi, in se g u ito a n u o v e con sid eraz io n i e a nuovi
stu d i in p ropo sito, l’A m m in istr a z io n e c o m u n a le di P e r u g i a si p e r s u a s e
di i n d u r r e a lc u n e modificazioni sui concetti inform ativ i della p r o p ria
d o m a n d a , n e ll’ inten to di a s s i c u r a r e s u basi p iù s a ld e l’e s is te n z a del
ric h ie sto istituto a g r a r io . Così p r e s e n t a v as i ai M in is te r i in te r e s s a ti
a l tr a m e m o r ia , in d a t a 7 d e c e m b re 1886, a c u r a dei d epu tati m e d e ­
s im i ; n ella q u a le si d ic h ia rò di vo le re la c re a z io n e in e n te au to n o m o
del p a trim o n io g ià a p p a r t e n e n t e alla A b b az ia di S. P ie tro , da devol­
v e r s i ad u n istituto d ’ istru z io n e a g r a r i a ; m e n t r e si v e n n e ad af­
ferm are :
a)
C he « il G o v ern o , co s titu e n d o in e n te a u to n o m o il patri« m onio d ell’ A bbazia di S. P ie tro , lo c o n s e r v a intatto allo Stato,
« solo e r o g a n d o n e le r e n d it e p e r u n o sp e cia le servizio pubblico da
« d e t e r m i n a r s i ......................».
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b) C h e « lo S tato anzi si a v v a n t a g g i a p e r d u e titoli, c io è:
« 1.° p e r il q u a r to c h e s p e tte r e b b e ai C o m uni in forza della
« le g g e del 7 luglio 1866, e c h e invece, con la n u o v a p r o p o sta p a s ­
ti s e r e b b e al n u o v o ente, cioè in d ir e tta m e n te allo S ta to ;
« 2.° p e r le m in o ri sp e s e d ’a m m in is tr a z i o n e e c o n v e rsio n e in
« confro nto di quelle c h e p e r lo s te s s o titolo d o v r e b b e s o s t e n e r e il
« D em anio, sp e s e c h e a lm e n o in g r a n p a r t e v a n n o a p u r a p e r d it a
« ed eq u iv a lg o n o a d im in u z io n e di capitali ».
c) C he « la Città e poi la P r o v in c ia di P e r u g i a d e s id e r a n o la
« c re a z io n e di u n istituto a g ric o lo s u p e r io r e o s p e c i a l e , ................».
d) C he « l’o r d in a m e n to di siffatti stu d i, e s s e n d o og g i s o g g e tto
« di vive d isc u ssio n i, s a r e b b e p r e m a t u r a e p eric o lo sa la d e s ig n a z io n e
« p a r tic o la re g g ia ta d ell’ istituto d a fo n d arsi ».
e) C he « il r ita r d o n on c h e n u o c e re , p e r m e tte , coll’ a m m o n ta r e
« delle r e n d ite , la f o rm a zio n e del ca p ita le di p rim o im p ian to , se n z a
« d o v e r e r i c o r r e r e alle solite s o r g e n ti di s t r a o r d i n a r i e co n trib u zio n i
« d a p a r t e del G o v e rn o , P ro v in c ia e C o m u n i ».
f ) C he « P r o v in c ia e C om uni, r e c e d e n d o poi d alle loro do­
ti m a n d e , si a d a tte r e b b e r o di b u o n g r a d o a n o n a v e r e d ir e tta in g e « r e n z a n ell’a m m in is tr a z i o n e d ell’ istituto, ta n to più c h e è g e n e r a le
« la c o n v in z io n e c h e q u e s te asso c ia z io n i di enti d iv e rsi, r ita r d a n o
« ed o sta c o la n o il b uon a n d a m e n to delle istituzioni, m a s s im e sc o la « stiche, d im in u e n d o la r e s p o n s a b ili tà e l’ i n te r e s s e di o g n u n o d e g li
« asso cia ti ».
g ) C he, in co n c lu sio n e, « si d o m a n d a :
« 1.° che tutti i beni della s o p p r e s s a A bbazia di S. P ie tr o in
« P e r u g ia , co n il p eso :
« a) degli obb lighi in e re n ti ai b en i ste ssi,
« b) del m a n te n im e n to della p a r t e m o n u m e n ta le e a r ti s tic a
« dell’ A bbazia,
« c) delle p en s io n i ed allog gio dovuti
ai m o n a c i
s u p e rs titi,
« sia n o devoluti ad u n n u o v o e n te m o r a le a u to n o m o , da c r e a r s i in
« P e r u g i a , sotto il n o m e di istituto agricolo di S . Pietro in Pe« rugia.
« 2.° C he l’ istituto ab b ia a scopo la istru z io n e a g ric o la , su « p e r io r e o spe cia le, e sia alla d ip e n d e n z a del M in iste ro di a g rie o i-
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« tu r a , in d u s t r ia e co m m ercio , cui s p e tta la facoltà di n o m in a r e gli
« a m m in is tra to r i, g l ’in s e g n a n ti, e f is s a re l’ indole e l’o r d in a m e n to
« degli stu d i ».
E r a n o in o ltra te le tr a tta tiv e p r e s s o i v a ri M inisteri p e r i n e c e s ­
s a r i a c cordi, e quello di g r a z ia e giu stizia a tte n d e v a a p r e p a r a r e il
re la tiv o p r o g e tto di le g g e, q u an d o , a r e n d e r e a g e v o la ta in p ro p o sito
l ’o p e r a del G o v ern o , il M u nic ipio di P e r u g i a v olle c h e i p r o p ri ul­
te rio ri in te n d im e n ti v e n i s s e r o afferm ati da o p p o r tu n a delib eraz io n e
co nsiliare;
la
q u a le fu p r e s a nel g io rn o 3 g iu g n o s u c c e ssiv o .
Per
q u e s ta e s so r in u n z i a v a al diritto, ac co rd a to g li d a ll’articolo 20 della
le g g e 7 luglio 1866, s o p r a i/ i d ella r e n d it a del p a trim o n io a p p a r t e ­
n e n t e alla s o p p r e s s a A bbazia di S. P ie tro , e s o p r a il r isp e ttiv o fab­
b r ic a to m o n a stic o .
7 . — Il d ise g n o di leg g e fu p r e se n ta to , il 6 g iu g n o , alla C a m e ra
dei D eputati d a ll’a llo ra M in is tr o di g r a z ia e giu stizia e dei culti,
o n o re v o le Z an a rd e lli, di co n c e rto con i M in is tr i delle fin an z e inte­
r i m del te so ro (M ag liani), di a g ric o ltu r a , in d u s t r ia e co m m e rc io
(G rim aldi), d ell’in te r n o (Crispi) e d ell’ istru z io n e p ubblic a (Coppino).
Al dise g n o di le g g e il M in is tr o Z a n a rd e lli fece p r e c e d e r e u n a
i n te r e s s a n te e sp o sizio n e sto ric a dei fatti e delle r a g io n i d e te r m in a n ti
la le g g e s te s s a , in v o c a n d o in p r o p o sito tutto il fa v o re del P a r l a ­
m e n to (‘).
Di q u e s ta rela zio n e , di cui la p a r t e sto ric a è g ià nota, gio v a ri­
p o r t a r e ta lu n e c o n s id e r a z io n i, c h e più d a vicino r ig u a r d a n o la istitu ­
zio n e a g r a r i a , alla qu ale p rin c ip a lm e n te s ’ in te s e d e s t i n a r e il p a t r i­
m o nio della s o p p r e s s a A bbazia.
A tale pro p o sito il M in istro rife r ì:
« In quel tu r n o il M in istro di a g r ic o ltu r a , c h e g ià a v e v a p r o « m o s s a la istituzion e di scu o le p ra tic h e e sp eciali di vitico ltu ra ed
« en ologia p e r l’ Italia s e tte n tr i o n a le e m e rid io n a le , d iv is a v a d ’isti« tu ir n e u n ’a ltr a nella m e d ia Italia, ed a q u e s t’uopo a v e v a iniziato
« con v a r ie P ro v in c ie tra tta tiv e in te s e a r ic o n o s c e r e quali p r e s e n « ta s s e r ò condizioni p iù fa vo revoli p e r la s is te m a z io n e del nuovo
« istituto. M a n e s s u n a riso lu z io n e e r a a n c o r a sta ta p r e s a n o n e s s e n « dosi tro v a ta località a d a tta o a v u to offerte più accettabili, q u a n d o
« il M u n ic ip io di P e r u g i a a v v isò di t r a r r e p a rtito da q u e s ta c irc o fi) Vedi A tti P arlam entari, Sessione 1S86-87, v. 9, n. 217.
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« s ta n z a p e r c o n s e g u ir e il doppio scopo di c o n s e r v a r e alla Città e alla
« P ro v in c ia la colonia istitu ita p r e s s o l ’A bbazia e di a s s i c u r a r loro il
« v a n ta g g io di e s s e r e p resc elte a se d e della f u tu ra scu o la s p e cia le ».
A g g iu n s e poi, dopo a v e r e m a n if e s ta te le condizioni fatte dal Co­
m u n e di P e r u g i a al c o n s e g u im e n to d ell’ im p lo ra to benefizio, q u e s te
d ic h ia ra z io n i :
« Il M in iste ro di g r a z ia e g iustizia, al qu ale
e r a s i p r in c i p a l-
« m e n te rivolto il M unicipio di P e r u g i a , com e a quello da cui d i« p e n d e il F o n d o p e r il culto, non inc lina va su l p rincipio a d a c c o « g lie re la d o m a n d a in p a ro la , pel n o c u m e n to c h e n e s a r e b b e d e r i« v a to al F o n d o m e d esim o .
« M a il M in is te r o di a g r ic o ltu r a si fece ad a p p o g g i a r e v iv a « m e n te la c h ie sta devoluzione, c h e r e n d e v a f in alm en te p o ssib ile
« l’a p e r t u r a della scuola d i v i s a t a ; e così il M in iste ro d ell’ in te r n o ,
« al q u a le p r e m e v a c h e la colonia n o n a n d a s s e disciolla : quello
« d ell’ istru z io n e pubblica, in te r e s s a to alla c o n s e r v a z io n e della p a r t e
« m o n u m e n ta le d ell’A bbazia, p re s tò e s so p u r e la s u a ad e sio n e . E lo
« ste s s o M in is te r o del te so ro eb b e a d ic h ia r a r e , 'che s e dag li altri
« dic a ste ri, p e r a ltr e c o n s id e ra z io n i d ’o r d in e econom ico e politico, si
« fosse c re d u to o p p o rtu n o di a c c o g lie re la ric h ie s ta del C om une di
« P e r u g ia , n on s a r e b b e stato alien o d all’a c co n c ia rv isi.
« O n d ’ è a fro n te di u n acco rdo così u n a n im e , ed in c o n s id e r a ­
te zio ne ta n to dei rile v a n ti v a n t a g g i c h e a v r e b b e r ec ati alla p r o s p e « r ità a g ric o la , n o n solo delT U m b r ia , m a a n c h e delle P r o v in c ie li« m itrofe e q uin d i d ell’ec ono m ia naz io n a le, l’ istituzione di u n a scuo la
«
«
«
«
sp e cia le p er l’ in s e g n a m e n to te o ric o -p ra tic o della v iticu ltu ra e della
en o lo g ia (al q u a le si s a r e b b e potuto a c c o m p a g n a r e col tem po e
con l’a u m e n t a r e delle r e n d ite quello dell’ o livicoltura e d ell’oleoifì—
ciò), q u an to dei s a lu ta r i e copiosi frutti c h e l’ a g r ic o ltu r a u m b r a
« g ià r i t r a e dalla e s is te n z a d ell’ a ttu a le colonia, a n c h e il M in is te r o
« cui mi o n o ro di e s s e r e p rop osto, r e c e d e tte dal p rim itivo rifiuto.
« M a, p u r c o n s e n te n d o in m a s s i m a nel concetto di d e s tin a r e i
« beni d ella s o p p r e s s a A bb az ia dei C a s s in e s i a scopi diretti ed i n « diretti di p u bblica utilità, e s s o giudicò no n o p p o rtu n o il p a rtito di
« d e v o lv e r e i beni s te s s i al C o m u n e di P e r u g i a : ciò c h e a v r e b b e
« costituito u n p re c e d e n te , il q u a le si s a r e b b e potuto in v o c a r e da
« altri M unicipi ; e r e p u tò p referib ile di a s s e g n a r l i com e dotazion e
« p e r m a n e n t e a d u n o speciale en te auto n o m o , d a c r e a r s i sotto l’i m -
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« m e d ia ta d ire z io n e e v ig ilan z a dello Stato, ed a v e n te p e r fine l’ in« s e g n a m e n to teorico -p ra tic o deH’a g r ic o ltu r a e d e ll’in d u s trie a g r a r i e ».
D isse a n c o r a della ec o n o m ia c h e lo S tato f areb b e con la istitu ­
zione di u n a sc u o la s p e c ia le enologica n e ll’ U m b r ia a s p e s e del p a ­
trim o n io della s o p p r e s s a A bbaz ia ; p u r n o ta n d o la p e r d ita c h e n e
c o n s e g u ir e b b e al F o n d o p e r il culto, la q u a le dim o strò r id u rs i ad
u n a r e n d it a a n n u a m a n c a t a di lire 3 0 ,0 0 0 , c h e
r ico n o b b e di b en
lieve im p o r ta n z a , c o n s id e r a n d o i v a n t a g g i econom ici e m o rali v a li­
d iss im i del p ro p o sto p ro v v ed im en to .
C o n c lu se col r ife r ire le u ltim e disposizioni del C om une di P e ­
r u g ia , a ffe rm a n d o :
«
«
«
«
« Il M unicipio di Perugia., p u r di a s s i c u r a r e alla Città e alla
P r o v in c ia il so m m o beneficio della c o n s e r v a z io n e d ell’ a t tu a le c o Ionia a g ric o la, e quello a n c h e m a g g io r e , della fondazione di u n
nu o v o istituto d ’ istru z io n e a g r a r i a speciale, b e n c h é so ttra tto a d
ogni su a d ire tta in g e r e n z a , n o n solo si è d ic h ia r a to soddisfa tto del
« te m p e r a m e n to c h e ab b ia m o escogitato , m a con d e lib e ra z io n e co n ­
ti s ig l ia r e in d a t a 3 c o r r e n t e g iu g n o , h a e s p lic ita m e n te r in u n c ia to
« al q u a r to della r e n d it a c o r r is p o n d e n te ai ben i della s o p p r e s s a Ab« baz ia , c h e gli s a r e b b e s p e tta to a liquidazione c o m p iu ta , ed im p li« c ita m e n te a n c h e al diritto di c h i e d e re il fab b rica to m o n a stic o p e r
« d è s tin a rlo a scuole, ad ospizi, o ad altri scopi di utile pubblico,
« n o n a p p e n a fosse s g o m b r a to dai religiosi ; diritto riconosciuto ai
« C om uni d all’ articolo 20 della le g g e 7 luglio 1866. E d h a soltan to
« fatto p r e m u r e , co m e le h a n n o fatte i d ic a ste ri p rin c ip a lm e n te in « te re s s a ti, alla a p p r o v a z io n e della p r e s e n te proposta., affinchè q u e « sta fo sse p r e s e n t a t a s e n z a in dugio al P a r l a m e n t o e p o te sse d iv e « n ir e le g g e al più p resto , p o ic h é i m onaci di S . P ie tr o so n o o r a m a i
« ridotti a tr e , tutti in g r a v e età, ed u no dei quali inferm o ; di
« g u is a che, no n p ro v v e d e n d o in tem po, si v e rific h e re b b e quella de« voluzione del p a trim o n io m o n a stic o al D em an io, la q u a le v o r r e b « besi a p p u n to e v ita re , a c a u s a delle d a n n o s e c o n s e g u e n z e c h e t r a r « re b b e seco ».
Al d ise g n o di le g g e, cosi r a c c o m a n d a to dalla re la z io n e del M i­
n is t r o p ro p o n e n te , fu p u r e unito il prospetto delle rendite e delle
spese relative al soppresso Monastero dei Cassinesi di S . P ietro in
P erugia, d e s u n to dalla d e n u n z ia p e r la liquidazione della q uo ta di
concorsa., in d a t a 30 d ic e m b re 1882 ; il q u a le p u r e gio v a qui r ip o r t a r e .
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Il rapporto della Commissione parlam en tare, composta dei de­
putati : F aina presidente, Pornpilj segretario, F a g io li , C u rd o , Toaldi,
L a zza rin i, Franceschini, M a rm iti R . e F a n i relatore, s u questo
disegno di legge, letto alla Camera nella seduta del 14 giugno, fu
favorevolissimo ; il disegno stesso incontrò « il favore degli uffici ed
« ebbe unanim e il voto dei commissari. — Sentirono tutti che m i« ra v a ad un intento altam ente civile e avente carattere di v era uti—
« lità generale ». Vi furono soltanto proposte lievi modificazioni di
forma ; m entre si fecero dai com m issari alcune esposizioni dimo­
strativ e sulla opportunità dei principali ordinamenti, e a conferma
in m assim a di quanto ebbe dichiarato il M inistro proponente, p u r
dissentendone nel concetto ristrettivo, da lui espresso nella sua r e ­
lazione, dell’ istituto a g ra rio da erigersi ; c h è lo av rebb e considerato
quale scuola di viticoltura ed enologia p e r F Italia media ; sebbene
nel medesimo disegno di legge ne rim anesse la indicazione generica.
L a discussione che ne seguì alla Camera dei deputati nel giorno
26 dello stesso m ese di giugno, determinò l’aggiunta di un articolo
proposto dal Ministro dell’ interno e accettato dalla Commissione,
relativa alla facoltà rise rv a ta a quel Ministero di tenere presso la
colonia di S. Pietro in P e ru gia i m inorenni corrigendi, e poi talune
varianti di poca importanza nel primo articolo. Però provocò la di­
chiarazione del Ministro di agricoltura in proposito della scuola
viticoltura ed enologia dell’ 1t.aIia centrale. Dichiarò il M inistro (') :
« Non esito poi a tranquillare l’onorevole P a n ta n o sull’argo« mento, che ha fatto oggetto delle sue aspirazioni. Già la Commis« sione nella sua relazione ha detto che era suo pensiero, ed anche
« pensiero del Ministero di agricoltura, che l’istituto proposto non
« debba in modo alcuno pregiudicare la questione della sede di
« quella scuola di enologia e di viticoltura, che il Governo intende
« di fondare in una delle Provincie dell’ Italia centrale.
« Con la proposta di legge non s ’intende fare altro che fondare
« un istituto d ’istruzione a g ra ria . Tutto il resto rim an e non pre« giudicato nè in un sen so nè n ell’altro ».
Quindi, confortato dalla approvazione unanim e della Camera dei
deputati e del Senato, tale disegno di legge passò a legge dello
(!) Vedi Atti Parlamentari, Sessione 1886-87, Discussioni v. 4, pag. 4115 (Tornata 25
giugno 1887;.
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Stato, prom ulgata nel giorno 10 del luglio successivo, in questi te r­
m ini: Legge, numero 4799 (serie 3 a) , che assegna i beni della sop­
p ressa Abbazia dei B enedettini Cassinesi di S . P ietro in P erugia
ad un istituto d ’ istruzione agraria da fo n d a rsi in quella città.
« U M B ER TO I.
« PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
« R E D ’IT A L IA .
«
a
«
«
«
«
«
«
di
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
« Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato;
« Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto se g u e :
« Art. 1. Al verificarsi della condizione espressa neH’articolo 1
del decreto del regio Commissario generale strao rd in ario p e r le
Provincie dell’ U mbria in data 11 dicembre 1860, num ero 205, il
patrimonio della soppressa Casa religiosa dei Benedettini Cassinesi
di S. Pietro in P e ru g ia , nello stato di fatto e di diritto in cui si
troverà e con le servitù, gli oneri, le ragioni ed azioni, i debiti
ed i crediti tutti ad essi inerenti, s a rà costituito in ente morale
autonomo e destinato al m antenimento di un istituto d ’istruzione
ag ra ria da fondarsi nella città di P eru gia, sotto la diretta ed esclu­
siva autorità dello Stato.
« Art. 2. Anche dopo la costituzione dell’ ente morale, di cui
all’ articolo precedente, con tinueranno a s ta r e a carico del p a tr imonio suindicato la spesa occorrente p e r la conservazione della
parte m onum entale ed artistica dell’ Abbazia di S. Pietro, e quella
p e r le pensioni dovute agli ex religiosi della so pp ressa Casa tu ttorà superstiti al tempo in cui avrà effetto la disposizione dell’a r ticolo primo.
« Art. 3. È derogato alle disposizioni degli articoli 11, 19, 20,
30 e 35 della legge 7 luglio 1866, num ero 3036, e 18 della legge
15 agosto 1867, num ero 3848, in quanto sarebbero applicabili ai
beni della suddetta Casa religiosa.
« Art. 4. E rise rv a ta al Ministero dell’ interno la facoltà di
continuare a tenere nella colonia di S. Pietro a P erugia, ai patti
e condizioni risultanti dalla convenzione stipulata coi monaci Cassinesi i m inorenni corrigendi, che vi si troveranno allorché i beni
costituenti il patrimonio, di cui all’articolo primo, s a ra n n o costituiti in ente m orale autonomo, e ciò finché non p ossa e s se re p r o v veduto al loro collocamento in altri istituti.
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« Art. 5. È data facoltà al Governo di provvedere con decreti
« reali, sentito il Consiglio di Stato e di accordo fra le diverse a m « ministrazioni interessate, a quanto possa occorrere p er la com < pietà attuazione della p resente legge.
« Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia
« inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del R eg n o
« d ’ Italia, m andando a chiunque spetti di o sse rv a rla e di farla os« s e rv a re come legge dello Stato.
« D ata a R o m a, a d d ì 10 lu g lio 1887.
« UMBERTO
« G . Zanardelli
« F. C ris p i
« A.
« B.
M a g lia n i
G rim a ld i
« M . C o p p in o .
« Visto: I l G u a rd a sig illi —
Z a n a rd e lli
».
8 . — Pochi mesi dopo la prom ulgazione di questa legge, il Consiglio
per la istruzione a g ra ria , nell’ a du nan za del giorno 21 ottobre,
p resso il M inistero di agricoltura, chiamato a scegliere fra le varie
offerte delle Provincie della media Italia quella meglio accettabile, p e r
de sign are la sede della regia scuola di viticoltura ed enologia, alla
regione m edesima destinata, tenuto conto delle lunghe trattative
precedenti non definite, e più particolarm ente dei voti nell’anno de­
corso e sp ressi dalla rap p re se n ta n za provinciale dell’ Umbria, riferiti
questi all’istituto a g ra rio da attivarsi nella so p p re ssa Abbazia di S.
Pietro a P e rugia non che della relativa legge del 10 luglio 1887,
nè dando minore im portanza ai sacrifizi, che, al fine di avere una
tale scuola, sosterrebbero volentieri v arie am m inistrazioni comu­
nali e provinciali delle M arche, e ricordati pure i concetti informa­
tivi della legge stessa, i quali lasciano libertà alla specializzazione
dell’istituto proposto, sebbene da prima lo si volesse appunto d e te rm iaato in viticolo ed enologico, emise questa deliberazione :
« 11 Consiglio ammette, come m assim a, che, a scuola di viti—
« coltura ed enologia p e r l’ Italia centrale, debba essere organizzato
« l’istituto a gra rio da fondarsi in P e ru g ia , senza sussidi del G o « verno ».
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19
9 . E rano corsi poi quasi tre anni, senza essersi date disposizioni
ulteriori, in attesa degli eventi prevenuti, quando si verificò la con­
dizione e sp ressa dall’articolo primo del decreto com missariale 11 di­
cem bre 1860. Nel giorno 26 febbraio 1890 moriva il più vecchio
dei tre monaci superstiti, il venerando Abate M anari, da lungo tempo
infermo. Quel giorno segnava il term ine del privilegio concesso
alle benemerenze dei monaci Cassinesi di P erug ia. Da quella data
'ebbe applicazione la legge del 10 luglio 1887.
11 Governo entrò in possesso del patrimonio della soppressa
Abbazia, nell’ interesse dello istituto a g ra rio proposto. Gravi diffi­
coltà si opposero all’opera governativa. Malagevoli e lun ghe r i ­
sultarono le molteplici inventariazioni della proprietà complessa. I m ­
barazzi amministrativi inattesi suscitarono questioni e prom ossero
giudizi. T erreni e fabbricati reclam arono bonificamenti e riparazioni di
urgenza. Si rivelarono ingenti debiti da soddisfarsi, non previsti. La
città rim pianse i vantaggi perduti p e r la beneficenza cessata d ell’Abbazia soppressa e deplorò la tardanza dei benefizi sperati dal­
l’istituto governativo. P a ssa ro n o così quattro anni nelle complesse
operazioni, intese a sistem are il patrimonio e a p re p a ra re la p ropo­
sta istituzione. Ma in questo tempo la istituzione medesima, sotto
modeste forme, si veniva iniziando, e dopo due anni si decretava ;
poi si facevano studi e si davano disposizioni e provvedimenti, ad
informarla meglio corrispondente ai bisogni e all’aspettativa del paese,
non che alle esigenze della istruzione a g r a ria superiore.
10 . — Nel giorno 21 gennaio 1892 fu emanato il regio decreto,
che costituì in ente autonomo alla dipendenza dello Stato, in seguito
alle disposizioni date dall’articolo 1 e dall’articolo 5 della relativa
legge, il patrimonio ex abbaziale; ed in pari tempo emanavasi anche
il regio decreto che istituiva nell’ex Badia la scuola a g ra ria speciale
proposta. E qui vuoisi riportato il primo di essi decreti.
« UMBERTO
I.
« PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
« R E D ’ IT A L IA .
«
« per
«
«
Visto il decreto del regio Commissario generale straordinario
le Provincie dell’U mbria in data 11 dicembre 1860, n. 205;
Vista la legge 10 luglio 1887, n. 4799 (serie 3a);
Visti gli atti dai quali risulta che si è verificata la condizione
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« esp re ssa nell’articolo 1 del decreto predetto del regio Commissario
« g enerale straordinario p e r le Provincie dell’ Um bria;
« Sentito il Consiglio di Stato;
« Su proposta del Nostro Ministro di agricoltura, industria e
« commercio ;
« Abbiamo decretato e decretiamo :
« Art. 1. Il patrimonio della soppressa Casa religiosa dei Be« nedettini Cassinesi di S. Pietro in P e ru gia nello stato di fatto
« e di diritto in cui si trova e colle servitù, gli oneri, le ragioni ed
« azioni, i debiti e i crediti tutti ad esso inerenti, è costituito in ente
« morale autonomo, sotto la diretta ed esclusiva autorità dello Stato
« e con la denominazione di Fondazione p e r V istruzione agraria
« in P erugia.
« Art. 2. Le rendite di detto ente, dedotti gli oneri che g r a ­
te vano sopra di esso, in virtù della legge 10 luglio 1887, n. 4799
« (serie 3»), sono destinate al m antenim ento dell’ istituto di istruzione
« a g ra ria che, a norm a della stessa legge, s a rà fondato con nostro
« successivo decreto.
« Art. 3. L ’amministrazione dell’ente è affidata ad un funzio« nario, nominato dal Ministero di agricoltura, industria e com m er« ciò, il quale nomina e revoca il personale addetto all’am m inistra­
ti zione stessa.
« L ’am m inistrazione s a r à condotta alla dipendenza e sotto la
« sorveglianza del M inistro di agricoltura, industria e commercio
« con le norm e della legge e del regolam ento sull’am ministrazione
« e contabilità dello Stato.
« Art. 4. 11 funzionario delegato all’amm inistrazione dell’enle
« compilerà an nualm ente il bilancio preventivo delle entrate e delle
« spese e lo sottoporrà all’approvazione del Ministro di agricoltura,
« industria e commercio.
« Art. 5. La somma che s a r à annualm ente fissata dal Mini« stro di agricoltura e commercio in base al bilancio predetto per il
« mantenimento dell’istituto d ’istruzione a g ra ria di cui all’articolo 2,
« s a r à annotata nella parte p assiv a del bilancio delFente e versata
« nella tesoreria dello Stato in ra te bimestrali anticipate. Detta somma
« sa rà iscritta in appositi articoli del bilancio della spesa del Ministero
« di agricoltura, industria e commercio ed in quello delle entrate
a dello Stato.
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21
« Art. 6 . Alla spesa occorrente p e r la conservazione della parte
m onum entale ed artistica dell’Abazia di S. P ie tro, si provvederà
d ’accordo col Ministero della pubblica istruzione, e la som m a relativa s a r à iscritta an nualm ente dal Ministro di agrico ltura, industria e commercio nella p arte p a s siv a del bilancio dell’ente a fa­
vore dello stesso M inistero della pubblica istruzione.
« Ordiniamo che il presente decreto, m unito del sigillo dello
« Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
« del R egno d ’ Italia, m andando a chiunque spetti di osse rv a rlo e
« di farlo osservare.
«
«
«
«
ci
« Dato a R o m a, ad d ì 21 g en n aio 1892.
« UMBERTO
« Di
R
udinì
« Visto : I l G u a rd a sig illi — B. C h im irri ».
Indi si procedette alla nomina, con decreto in data 27 febbraio
successivo, del regio am m in istratore ra p pre se n ta n te l’ ente.
U. — Oggi, alla vigilia di tra d u r r e in atto nelle forme migliori e
nell’ordinam ento effettivo di più efficace utilità la scuola a g ra ria r i­
chiesta, la Fondazione p e r l’istruzione a g r a r ia ed il Ministero d ’a g r i­
coltura, industria e commercio, che ebbe la tutela principale e quasi
esclusiva del patrimonio lasciato dalla so p p re ssa Abbazia, crede suo
obbligo di p o rtare a conoscenza del pubblico tutti i particolari del­
l’opera a m m inistrativa del patrimonio stesso, bersagliato da av verse
vicende, nella evoluzione dei concetti informativi dell’istituto al quale
v enne destinato.
Così, dal giorno della pre sa di possesso a tutto agosto 1894,
si intende, nel pre se n te rapporto, e sp o rre lo stato della proprietà,- i
fatti succedutisi, le disposizioni prese, le difficoltà superate, i risu l­
tati economici conseguiti, le molte migliorie introdotte nel patrimonio
rustico ed urbano, e gli ordinam enti effettuati ed in progetto, per
a ssic u ra re esistenza pro spera alla istituzione proposta.
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23
C A P I T O L O I.
F r e s a di p o s s e s s o .
SOMMARIO — 1. Prim e disposizioni per la presa di possesso — 2. Proteste dei mo­
naci per l’usufrutto — 3. Consegna della colonia agricola, del riformatorio, e riconosci­
m ento del rispettivo personale : disposizioni a favore dei giovanetti liberi — 4. Personale
monastico, agrario, am m inistrativo — 5. Riconoscimento degli affittuari — 6. Riconosci­
mento dei parroci dipendenti — 7. Consegna di cassa, titoli di credito e relativa contabi­
lità : formale protesta di usufrutto — 8. Ordinamento contabile — 9. Servizi interni della
ex Badia e della colonia: personale religioso conservato e disposizioni per relativo allog­
gio — 10. Opposizione alle inventariazioni — 11. Inventario del “monumento ; diritti pretesi
del Municipio di Perugia sul medesimo — 12. Inventario dell’ Archivio antico — 13. In­
ventario del m ateriale mobile della ex Badia e della colonia, nel casamento ex monastico ;
protesta rinnovata per 1’ usufrutto — 14. Notizie catastali e am m inistrative sui fondi u r­
bani e rustici — 15. Ricognizione dei fondi rustici am m inistrati direttam ente — 16. Inven­
tario e stim a dei capitali mobili appartenenti ài possessi rustici tenuti in am m inistra­
zione — 17. Ricognizione dei poderi affittati e inventario di oggetti relativi appartenenti
al proprietario — 18. Stato delle colture, del bestiame, delle industrie agrarie e dei bo­
schi — 19. Ricognizione dello stato edilizio nel casam ento ex monastico — 20. Ricognizione
degli stabili parrocchiali — 21. Passaggio delle Parrocchie già dipendenti dall’ex Badia
al R. Economato dei benefizi vacanti : opposizioni dell’ Economato, proteste dei parroci e
questione sulle rispettive competenze, provvedimenti relativi — 22. Crediti del Fondo per
il Culto — 23. Questioni giudiziarie per canoni: constatazione di censi e debiti speciali,
affrancamento di censo attivo, pretese affacciate in giudizio per diritto di proprietà su
beni ex abbaziali — 24. Diritti pretesi del Municipio di Perugia sul casamento ex mona­
stico, e pi’oposito di alluogarvi u n istituto d'istruzione cittadino ; proposta del Municipio
stesso per conservare la colonia dei corrigendi — 25. Cessazione del riform atorio, dispo­
sizioni pel convitto agrario libero conservato, limitazione e disposizione del personale r i­
spettivo — 26. Designazione di u n professore speciale pel convitto agrario — 27. Diritti di
usufi’utto e relativa risoluzione — 28. Separazione degli officianti e custodi della Chiesa
m onumentale, loro assegno per l ’officiatura, pensioni ai monaci superstiti — 29. Disposi­
zioni pel personale am m inistrativo e agrario — 30. Condizioni computistiche — 31. Visita
del R e — 32. Stato patrim oniale e situazione economica.
1. — V erificatasi col g io rn o 26 febbraio 1890 nell’ A bbazia di
S. P ietro a P e ru g ia la condizione e sp re ssa nell’articolo prim o del
D ecreto C om m issariale p er l’U m bria dell’11 dicem bre 1860, n. 205,
l’A utorità giudiziaria procedeva ai prim i atti di presa di possesso
del patrim onio abbaziale di S. P ie tro , p er l’applicazione della legge
10 luglio 1887, n. 4799; m en tre il R etto re dell’U niversità p erugina
e il Prefetto avevano annunziato al M inistero di ag rico ltu ra il fatto
d eterm in an te il passag g io a ll’istituto d ’istruzione a g ra ria dei beni
della B adia ste ssa . Il Prefetto della P ro v in cia avevane in pari tem po
avvisato p u re il M inistero d ell’intern o .
N el m edesim o g iorno il M inistro di ag ricoltura, ind u stria e com ­
m ercio p reg av a i colleghi di g razia e g iustizia e delle finanze a
d eleg are risp ettiv am en te un funzionario p er com piere insiem e a
quello d ell’ag rico ltu ra le n e c e ssa rie in v en tariazioni e ricognizioni
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24
dei beni ex abbaziali. Insiem e fa annunziata al Prefetto e al R e t­
tore della Università la partenza im mediata all’uopo p er Perug ia di
un ispettore della istruzione a g ra ria .
L a nota scritta ai due M inistri di grazia e giustizia e delle fi­
nanze, fu cosi concepita:
« E ssend osi verificata la condizione e s p re ss a nell’articolo 1
« della legge 10 luglio 1887, n. 4799, la morte cioè di uno dei tre
« religiosi Cassinesi, che tenevano il patrimonio della Abbazia di
« S. Pietro in P erugia, il patrimonio medesimo è devoluto allo Stato
« per la fondazione di un istituto di istruzione a g ra ria .
« Dovendo l’ istituto erigendo rim a n e re alla dipendenza di questo
« M inistero, che sovrain tend e alla istruzione a g ra ria , prego V. E.
« di volere p ro ntam ente disporre un proprio delegato, il quale as« sista alle operazioni di presa di possesso del patrimonio di cui
« trattasi, da parte del ra p p re sen tan te che s a r à eletto da questa am« ministrazione.
« Mi sa rà grato conoscere con cortese sollecitudine il nome del
« funzionario designato da V. E., per stabilire con esso gli oppor­
li tuni accordi necessari all’adempim ento dell’im portante incarico ».
I due Ministri risposero subito, in data 27 febbraio, disinteres­
sandosi p e r qualunque consegna del patrimonio ex abbaziale di P e ­
rugia, in conto del Fondo p e r il Culto e del Demanio ; m entre, e s­
sendo quei beni destinati ad un istituto d ’ istruzione a graria, il Mi­
nistero principalm ente interessato era quello dell’agricoltura.
Così, nello stesso giorno, 27 febbraio 1890 giungeva in P e rug ia il
solo delegato dell’agricoltura, che il Prefetto faceva subito pre se n ta re
da un consigliere di Prefettura al monaco pro curato re dei superstiti
e a m m inistratore allora c essante del patrimonio ex abbaziale.
2.
— La prim a intervista suscitò subito il risentimento del mo­
naco procuratore dei superstiti, per la m a n ie ra a suo avviso poco ri­
g ua rdo sa usala dal potere giudiziario nel compiere i primi atti della
presa di possesso con la sigillazione di uffici amm inistrativi, di m a ­
gazzini, ecc., e la invocazione dei diritti di usufrutto del patrimonio
nei due monaci superstiti, in base ai quali, egli, nell’interesse dei
suoi m andanti, avrebbe fatto le consegne dei beni ex abbaziali al
r a p p re se n ta n te del Governo.
Nel giorno su ssegu ente, coadiuvato il com m issario governativo
da un segretario-contabile di Prefettura (il ragioniere sig n o r Perret)
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25
dichiarato al p rocurato re dei monaci superstiti dovere esso, per istru ­
zioni ricevute e p e r il significato dell’articolo 1 della legge 10 lu­
glio 1887, n. 4799, procedere alla presa di possesso di tutto il pa­
trimonio nello stato di fatto, senza tenere conto in quel momento dei
reclamati diritti di usufrutto, che potevano essere anche discussi, co­
minciò le relative consegne, usando al procuratore dei monaci su ­
perstiti e a tutto il personale dell’ex Badia e dei dipendenti istituti
ogni m aggiore rig u a r d o ; m en tre ne accoglieva pure le proteste e le
dimostranze, che faceva r e g is tr a r e nei relativi atti, per quanto m a n ­
tenute nella legalità.
3. — F u prim a la consegna della colonia agricola e del rifor­
matorio, con la ricognizione dei giovanetti, alunni liberi e corrigendi,
e del rispettivo personale. E ra n o p re se n ti: convittori liberi num ero
14 (di questi 6 essendo stati tem poraneam ente ritirati, alla morte
del generoso Abate che li m anteneva, dai rispettivi p aren ti); corri­
gendi num ero 120, e m aestri, capi-famiglia, capi-opera e servi nel
num ero di 30, pure notando e ss e re addetti due san itari della città
all’istituto medesimo. Vi si trovò ancora un giovane, speciale bene­
ficato del defunto Abate, allievo nella scuola di musica della città.
Questi però, pochi giorni di poi, si allontanava, non potendosi con­
ciliare la presenza di lui, nè nella colonia, nè nel riformatorio.
Poco appresso, sentito l’avviso del Ministero di agricoltura fa­
vorevole alla conservazione, a spese dell’ex Badia, del piccoloconvitto dei giovani liberi, detto dell’A b ate, dei 6 giovanetti a s ­
senti tornarono 5, risultandone così il num ero totale dei beneficati
in diecinove.
4 . — F u indi preso in ra s s e g n a il personale monastico, risul­
tante di 5 monaci, 2 assenti, e questi i 2 su perstiti, l’ uno allonta­
natosi tem poraneam ente p e r rag io ne di salute, e l’altro p arroco vicario nel villaggio di Casalina, sulle dipendenze del patrim onio
abbaziale, più 2 laici, uno di questi, a ssistente all’am m inistrazione
dei beni rustici, e di 2 chierici; pu re notando che uno dei monaci
presenti era parroco-vicario della vicina parrocchia di S. Costanzo,
dipendente dall’ex Abbazia m edesim a.
Poi venne fatta la ricognizione del personale a gra rio costituito,
del fattore, del sotto-fattore^ di 2 gu ardie cam pestri, di 1 sorve­
gliante, di 1 ortolano, di 1 stalliere e di 2 servi, con più il servigio*
ag g re g a to di 1 sanitario per il bestiame.
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26
Si notò an co ra che al servizio dell’am m inistrazione gen erale
e ra n o addetti un apposito com putista ed un notaio. Intanto il M ini­
s te ro dell’ag rico ltu ra aveva p reso opportune intelligenze con l’Avvo•catura e ra ria le g en erale, perchè un delegato e ra ria le del luogo a s s i­
s te sse , nei rap p o rti legali per le co n tro v ersie su scitate dalle pretese
d i u su fru tto ed altro, il com m issario governativo nella p re sa di pos­
s e sso , e a tale ufficio destinavasi un avvocato di P eru g ia, il dott. V it­
to re C alderini, che con intelligenti e prem u ro se sollecitudini prestò
a ll’uopo valida cooperazione.
5 . — A ssistito dal delegato era ria le, il com m issario procedette
a l reg o lare riconoscim ento di 9 affittuari dei beni rustici, di un affit­
tu a rio di fondi u rb an i e di un accollatario di censo.
6 . — Indi si riconobbero 16 p a rro ci-v icari, dipendenti dalla ex
B adia, oltre i 2 confratelli indicati della fam iglia m onastica, reggenti
le 19 p arro cch ie già abbaziali, una m anchevole di titolare.
In questi speciali riconoscim enti, si p rese nota di tutti i rapporti
p e r ciascuno interessato con l’am m inistrazione ex abbaziale.
7 . — N el giorno 3 m arzo, fra i prim i atti della p resa di pos­
s e s s o il regio com m issario riceveva dal m onaco, già am m in istrato re
d el patrim onio dell’ex A bbazia e p ro cu rato re dei su p erstiti, la ca ssa
della cessata am m inistrazione, i titoli di credito e il relativo giornale
reg o larm en te chiuso in data 28 febbraio, con la indicazione finanziaria
risp e ttiv a , che qui giova p rese n ta re, come prim a base dell’opera am ­
m in istra tiv a del nuovo ente autonom o. E devesi in precedenza riv e­
la re la pro testa che il ce ssa n te am m in istrato re volle sc riv e re nel
libro di cassa, alla ch iu su ra della propria gestione, intesa a salv a­
g u a rd a re i diritti dei due m onaci su p erstiti, su ll’usufrutto. E gli ebbe
ad afferm are :
« L ’am m in istrato re dichiara che di fronte ad un ra p p re se n ta n te
« g overnativo consegna questo libro di am m inistrazione e la c a ssa ,
« riten en d o p er altro che, secondo lo spirito del decreto Pepoli 11
« dicem bre 1860, num ero 205 (serie 168), il godim ento dei beni della
« B adia da p arte dei m onaci sia stato un vero e reale u su fru tto ;
« p ro testa contro u n a som igliante p re sa di possesso, che si allon« tan a dallo sp irito del Codice civile, e perciò fa tutte quelle riserv e
« che sono necessarie, secondo la legge, p er g ara n zia di quanto
« potrebbero av ere diritto i due su p erstiti u su fru ttu a ri in qualità di
« loro pro cu rato re ».
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SITUAZIONE economico-amministrativa dell’ am ministrazione
dell’ A bazia di S. Pietro in P erugia al 2 8 febbraio 1890,
esclusa V amministrazione spedale della tenuta principale di
Casalina.
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28
A T T I V O
.
L.
Contanti in cassa
6,601 54
Crediti:
Fratelli D uranti per corrisposta di affitto della tenuta di
Badiola riferibile al 1° trim estre 1890, scaduta il 1° gen­
L.
naio p. p.
1,000 —
Rendita sul debito pubblico certificato n. 610,118 L. 50.42,
certificato n. 849,211 L. 13.12.........................................L.
69 54
Lelmi avv. Decio per corrisposta d’affitto a tutto il 3 ago­
sto prossimo per la casa detta di Braccio . . . . L.
35 —
Fondo-culto per frutti di censi affrancati, da scontarsi nel
pagam ento delle L. 4,335.15 .........................................L.
721 76
. L.
4 —
Valore di quattro azioni della Società dìsciolta dei Bagn
di S. Galgano, da riscuotersi entro la prim a quindicina
di marzo 1890 ..................................................................L.
131 12
Interessi m aturati a tutto febbraio 1890 sul libretto n. 4,074
di deposito di fondi presso la Banca di P erugia . . L.
10 66
Valentini Domenico, per retta del figlio Enrico a tutto feb­
braio 1890 in ragione di L. 0.80 al giorno . . . . L.
228 80
M inistero dell’ interno per diarie dei corrigendi, riferibili ai
mesi di gennaio e febbraio 1890, salvo liquidazione. L-
5,552 —
Interessi di due azioni della Banca di Perugia .
.
7,752
88
14,354 42
Eccedenza passiva
. L.
54,483 02
68,837 4
P eru g ia, 3 marzo 1890.
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29
P A S S I V O
Debiti:
Vitanzi Vincenzo a saldo della somma di L. 80,858.57
antistata all’Amministrazione dell’Abbazia nel 1885 e
1886 * .................................................................................L.
40,858 87
Ministero dell’interno per anticipazione di fondi fatta pel
mantenimento della colonia da scontarsi trim estralm ente
in ragione di L. 5,000 sulle diarie dovute dall’ Erario
per i c o r r i g e n d i .............................................................L.
20,000
—
Fondo-culto per arretrati di quota di concorso dovuta
dall’Amministrazione per l’ente M onastero conservato,
ultima rata scaduta il 28 febbraio 1890 .................... L.
4,335 15
Asilo d’ infanzia per sovvenzione sem estrale anticipata sca­
duta il 28 febbraio 1890 .............................................. L.
31 92
Platoni Vincenzo per pensione mensile scaduta al 28 feb­
braio 1890, ultimo pagamento, cessando l’Amministrazione dal godim ento........................................................L.
50
—
Beiforti Antonio computista, per stipendio dei mesi di
gennaio e f e b b r a i o ........................................................L.
108 33
Banari Francesco maestro-calzolaio della colonia per abuonconto sul suo avere, come fornitore, per ogni tri­
mestre, salvo liquidazione (scadenza 28 febbraio 1890) L.
600
—
145
—
9
Debito da liquidarsi per bucato e ram m endatura della
biancheria della colonia. . .........................................L.
Bianchi Elisa p er saldo cotonina e straforte forniti per
il vestiario dei giovani della colonia, ed esistenti in ma­
gazzino................................................................................. L.
1,614 84
Trona Antonio per carne som m inistrata per la colonia
dal 1° novembre 1889 a tutto il 27 febbraio 1890 . L.
1,093 33
68,837 44
68,837 44
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30
ELENCO dei titoli consegnati dal già Am m inistratore dell’A bba­
zia di S. Pietro in Perugia al R . Commissario.
N. d’ordine
«
D E S C R IZ IO N E D E I T IT O L I
.2
H
0
%
55
1
2
Certificato del Debito Pubblico n. 2,325 dell’ annua rendita di L. 25,
intestato alla Cassa Ecclesiastica dello Stato — Creato nel 1865.
Certificato del Debito Pubblico n. 1,605 dell’ annua rendita di L. 55,
intestato al Monastero di S. Pietro in Perugia — Creato nel 1865.
Certificato del Debito Pubblico n. 61,018 dell’annua rendita di L. 130,
con vincolo che l’ usufrutto spetta ai Monaci dell’Abbazia di S.
Pietro — Creato nel 1887.
3
Certificato del Debito Pubblico n. 791,755 dell’annua rendita di L. 10,
intestato all’ Amministrazione del Fondo per il Culto, succeduto al
M onastero di S. Pietro — Creato nel 1881.
4
Certificato del Debito Pubblico n. 849,211 dell’annua rendita di L. 30,
intestato alla Amministrazione del Fondo perii Culto, con annotazione
che l’usufrutto spetta ai Monaci dell’Abbazia, sino a che il mede­
simo cessi per le disposiziogi del decreto Pepoli — Creato nel 1887.
5
Certificato d’ iscrizione di due azioni della Banca di Perugia, distinto
col n. 56, serie B, e rilasciato il 1° dicembre 1889. Le azioni sono di
L. 100 cadauna, ma i versamenti rappresentano solo cinque decimi.
6
N. 4 azioni del valore nominale di L. 100 ciascuna della Società pri­
vata dei Bagni di S. Galgano, distinte coi n. 6 e 7, serie 2a, e
n. 73 e 74, serie 3a, valore reale ciascuna L. 32.78 stante la liqui­
dazione della Società. — Totale L. 131.12.
7
Perugia, 4 marzo 1890.
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31
8 . —; Il com m issario, im m ediatam ente p assav a al P refetto della
P ro v in cia i titoli di credito e i fondi in d en aro, d etratto n e il m ontare
delle sp ese so sten u te dalla nuova am m in istrazione, con d eco rren za
d a l 28 febbraio ultim o, e convenendo che il servizio di cassa dell’ex
B ad ia e dell’a n n e ssa colonia fosse tenuto in questi prim i m esi dalla
P re fe ttu ra .
In ta n to stabilivasi u n a e satta am m in istrazione d istinta dell’ex
' B adia e della colonia, da d a rse n e conto m ensilm ente al M inistero,
facendosi all’uopo le relative reg istrazio n i nel gio rn ale di cassa m e­
desim o ricevuto d all’am m in istrato re cessan te, e in un resoconto
m ensile.
Così pure si determ inò che copia del resoconto m ensile dell’am m in istrazio n e speciale agricola p er la tenuta di C asalina fosse tra ­
sm e ssa di m ese in m ese al M inistero.
P iù tardi, il 5 m aggio su sse g u e n te , il servizio di c a ssa , d ’o r­
d in e del M inistero, p assav a alla B anca N azionale succursale di P e­
ru g ia , a deposito senza in te re sse delle som m e v e rsate, e nella m e­
desim a furono p u re depositati i titoli di credito.
9 . — F u ordinato che p er il periodo di tempo nel quale si com­
pievano i v a ri atti rig u a rd a n ti la p resa di possesso njulla si v ariasse
p e r i servizi intern i della ex B adia e della colonia, continuando ad
e sse re officiata com e p rim a la C hiesa m onum entale, e ad av ere vitto
in com une i m onaci col p erso n ale della colonia, concedendo che la
vice-direzione di q uesta, p assata alla dipendenza del com m issarioj
fosse tenuta dallo stesso m onaco, p recedente d iretto re, secondo il de­
siderio dal m edesim o dim ostratone. P erò si limitò il num ero dei re ­
ligiosi addetti alla officiatura del Tem pio a q u attro sacerdoti, uno e s­
sendo il p ro c u ra to re dei due su p erstiti, altro il p arroco della vicina
p arro cch ia di S. Costanzo, il terzo uno dei su p erstiti, e quarto il re ­
ligioso esclusivam ente occupato nelle cu re del Tem pio m onum entale,
c o n più due laici, p u re concedendosi al servizio dei m edesim i due
b o rg h e si, di cui l’uno, il laico d isp en sato dal vestirne l’abito, come
g ià si notò, p erchè a ssiste n te in precedenza all’am m inistrazione dei
beni rustici.
N el farsi dal G overno tali concessioni fu ordinato che per qualun­
q u e m utazione nel perso n ale religioso il M inistero ne v en isse avvi­
sato . In tan to si disponeva che le cam ere degli officianti si ra cc o g lie sse ro nell’angolo del casam ento ex m onastico più presso al T em ­
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32
pio, avente con questo diretta comunicazione, e che un ingresso e
u n a scala particolari si costruissero, per ren d e re l’abitazione mede­
sima indipendente dall’istituto a g ra rio erigendo.
10. — Date queste disposizioni si annunciò al monaco proc ura ­
tore dei superstiti il cominciamento della ricognizione e in ventaria­
zione degli stabili ex abbaziali, perchè vi assistesse e quale ra p p re ­
sentante dei due superstiti, e quale già am m inistratore del patrimonio.
Questi però dichiarò di opporsi all’inventario per gli articoli 480 e
seguenti del Codice civile sull’usufrutto.
11. — Si principiò dalla parte monumentale, cominciando dalla
ricognizione del rispettivo edificio.
L ’ avvocato erariale p e rsu a se il procuratore dei monaci superstiti
ad intervenirvi, desistendo dalla minacciata opposizione, che dalla
legge non era consentita ; pure libero egli di fare nel compimento
degli inventari tutte le proteste e osservazioni che avesse ricono­
sciute necessarie, secondo anche gli ordini superiori dati al regio
commissario.
Il Ministero della istruzione aveva delegato un suo ispettore p e r
le belle arti e le antichità — il cav. prof. Adolfo Venturi —, a com­
pilare l’inventario speciale degli oggetti artistici, insieme al com­
m issario p e r la relativa presa di possesso.
In quel primo giorno per la ricognizione deH’edificio m onum en­
tale in tervenne pure un in g e g n e re del Genio civile. Il Municipio
volle m a nda re due suoi delegati « un assesso re e un ra p p re se n ta n te
della Commissione di belle arti ».
Il Prefetto vi mandò un consigliere di P refettura. Vi assistette
l’avvocato erariale e vi tenne l’ufficio di seg retario il ragioniere di
Prefettura tem poraneam ente all’uopo delegato.
Nella ricognizione del fabbricato si esaminò il Tempio, il cam ­
panile, una piccola cappella interna, il luogo ove era custodito l’a r ­
chivio storico, e l’ambiente della biblioteca, non che gli a nnessi
chiostri, facendosi opportune proposte p e r i relativi restau ri, concor­
da te dal delegato del M inistero dell’ istruzione, e per le quali più
tardi il regio Ufficio del Genio civile di Peru gia presentav a partico­
lareggiato rapporto.
Indi nel compiere questo primo inventario si tennero presenti l’in­
ventariazione fatta del materiale artistico dell’ex Badia nel 1863 a
cura dell’Amministrazione p er l’A sse ecclesiastico, sebbene molto-
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■7
33
ria ssu n tiv a , e u n a nota specificativa dei v a ri oggetti d ’arte dell’ex B a­
d ia m edesim a, fatta da tem po dalla C om m issione di belle a rti.
Q uesta p artico lare inven tariazio n e ebbe principio nel giorno 7
m arzo e term inò nel giorno 11 del m edesim o m ese ; facendosene quo­
tidiani verbali.
N el p rocedere alla ch iu su ra del prim o v erb ale l’a sse sso re m u­
nicipale p resen te volle che vi v en isse re g is tra ta la su a d ichiarazione,
in tesa a fare le più am pie rise rv e sui d iritti del Com une alla pro­
p rie tà del m ateriale artistico , dei codici e di quanto altro costituisce
il m onum ento. A lla quale dich iarazio n e risp o sero i due ispettori ra p ­
p re se n ta n ti il G overno che la legge 10 luglio 1887 form a eccezione
a quella del 1866, e che p er la legge m edesim a è determ inato il pas­
sag g io di tutto il patrim onio abbaziale allo Stato p er l’ istituto a g ra ­
rio da fondarsi.
Si lim itò questo inventario agli oggetti d ’ a rte , non c o n sid eran ­
dosi i codici dell’archivio m onum entale, dei quali si sarebbe occupato
più lard i un paleografo. Il valore totale degli oggetti d ’arte , in base
ad accu rate considerazioni di stim a d ell' ispettore com petente, con
tutte le debite rise rv e di non possibili accertam enti concreti, venne
com putato p e r lire 942,780.
18. - L ’ inv en tario dell’arch iv io m onum entale, preceduto da una
ra sse g n a com pendiosa, intervenendoci il com m issario nel p re n d e rn e
p o ssesso , fu com pilato dal 15 ap rile al giugno, con la m assim a e sa t­
tezza, da un paleografo, addetto all’ A rchivio di Stato di M ilano,
il dott. A driano Cappelli, delegato a ll’uopo dal M inistero della istru ­
zione. Il dettagliato rap p o rto fu tra sm e sso dal M inistero di a g ri­
co ltu ra a quello dell’ istruzione. L ’a rc h iv ista m edesim o, pure ben
lungi dal fare di tale arch iv io una estim azione di prezzo, che egli
d ich iarò non esse re possibile, poiché richiesto del suo avviso, riferì
rite n e rsi fo rse valutabile questo archivio in una m edia b assa di
lire 12,000. F u poi p re sa u n a conseg n a collettiva della biblioteca,
col proposito di farn e più ta rd i u n reg o lare catalogo, e, co n siderata
la m edesim a costituita a p referenza di opere com uni, ascetiche e d ’ in­
dole m o nastica, e di altre di sto ria, geografia e letterarie, con poche
di vero p regio, e risu ltan te di circa n. 7,000 volum i, al p a rere del
bibliografo, proposto dal M inistero della istruzione a catalo g arla, fu
ap p rezzata ap p ro ssim ativ am en te pel v alore medio com plessivo in
lire 8,000.
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
34
13.
— A ll’ in v en tario del m onum ento seguì quello g e n e rale di
tu tti gli oggetti mobili esisten ti nel casam ento ex m onastico e nel
Tem pio, non co n sid erati m onum entali, fatte le debite esclusioni p e r
quelli dichiarati p ro p rietà individuale d e’ m onaci esisten ti ed ereditati
in favore di uno di essi (l’am m in istra to re cessante) per re g o lare te­
stam ento, accertato , dell’A bate ultim o defunto.
Si compilò alla p resen za del conseg n atario c e ssa n te , p ro cu rato re
dei m onaci su p erstiti, o di chi p e r esso, con l’a ssisten za , p er quanto
occo rrev a, dell’avvocato e ra ria le, funzionando da se g re ta rio il m ede­
sim o ra g io n ie re di P re fe ttu ra , che compilò l’ in ventario del m ateriale
artistico , riconosciuto av en te i titoli legali all’ uopo rich iesti, e con
l’ in terv en to di appositi p eriti giudiziari, p e r la estim azione dei valori
co rrisp ettiv i alle v arie categorie del m ateriale da in v en taria rsi.
E bbe principio questo in v entario nel giorno 12 m arzo e term inò
u n m ese dopo, con re g o la re v erb ale di ch iu su ra ria ssu n tiv o , essen­
dosi però parzialm en te chiuso con le firm e degli in te re ssa ti quando
n e v ariav a di molto la categ o ria degli oggetti o quando dovevasi in ­
terro m p ere. P erò , dopo averlo chiuso il 12 aprile, pure notandovi che
fo rse si sa re b b e dovuto ria p rire , p e r taluni m ateriali da costruzione
di poco v alo re, sui quali il m a e stro -m u rato re dell’ex B adia v an tav a
allo ra diritto di prop rietà, contestato dall’am m in istrato re cessan te, si
rip ren d ev a il 13 giugno, p e r com pletarlo di questo m ateriale, che si
accertò ap p a rte n e n te alla ex B adia.
L ’ in v en tario procedette reg o larm en te, fattevi talune rise rv e p e r
oggetti di p ro p rietà individuale m onastica, non bene ac certata, e che
perciò v enivano in v en tariati, e il p ro cu rato re dei su p erstiti, come
an ch e ra p p re se n ta n te degli officianti e v ice-direttore della colonia
ag rico la e dei co rrig en d i, assu m eva la reg o la re subconsegna dei v a ri
oggetti. Ma nel v erb ale di ch iu su ra volle egli re g istra ta questa di­
ch ia ra z io n e : « N ella su a qualifica di p ro cu rato re dei due u su fru ttu a ri
« su p e rstiti, rin n o v a la p ro testa già fatta nella consegna del giornale
« di ca ssa ed in se rita n el libro ste sso , ritenendo ferm i tutti i diritti
« di u su fru tto che i suoi m andanti hanno in forza del decreto P e « poli 11 dicem bre 1860, n. 205. D ichiara quindi che tutti gli og« g etti m obili, i quali nel p resente in v en tario tro v an si in più in con« fronto di quello red atto dalla C assa ecclesiastica dello Stato il 31
« m arzo 1863, sono p ro p rietà dei suoi m andanti ».
E l’avvocato a ssiste n te al verbale m edesim o a g g iu n se : « Il de-
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
35
«
«
«
«
legato erariale, nell’ interesse dell’am m inistrazione che ra p p re se n ta ,
vuole salv a ed im pregiudicata ogni ra g io n e contro le sopra d e dotte osservazioni e deduzioni del sign or r a p p re se n ta n te degli
e x monaci superstiti ».
Tale inventario, a ssa i complesso, costituito di bene 2,334 num eri,
p e r un valore complessivo di lire 36,167.51, v en ne così distinto, p e r
g ra n d i categorie:
a)
Oggetti pel culto e arred i sacri . N.
365 L. 9,044.50'
bj Mobilia, m asserizie, m ateriale tec­
nico a g r a r io ,e oggetti v a ri dell’ex Badia .
» 1,144
» 15,824.44
c) Mobilia, m asserizie, m ateriale tec­
nico e m ateriale didattico della colonia a g ri­
cola e dei corrigendi . ...................................»
775
» 10,819.60
d ) M ateriale da costruzione. . . . »
50
»
478.97
Totale
.
.
N . 2,334
L . 36,167.51
14.
— Term inate le inventariazioni nella Chiesa e nel casam ento
della ex Badia in P e ru g ia , si ebbe c u ra di raccogliere notizie e in­
dicazioni sulla consistenza della proprietà fondiaria già abbaziale,
p e r poi agevolare le ulteriori operazioni della rispettiva p re sa di
possesso. A tale fine furono consultati i documenti che esistevano
nell’ufficio di am m inistrazione dell’ex Badia e quelli che v ennero
forniti dalla Intendenza di finanza in P erugia.
Così si raccolsero in proposito utili informazioni, le quali si
ria ssu m o n o in questo prospetto dimostrativo.
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36
DISTINTA SOMMARIA della proprietà ex abbacale di S. P ie­
tro in Perugia. — Fondi urbani e rustici.
Superficie
S P E C IF IC A Z IO N E
Estimo
censuario
Reddito
imponibile
Ettari
Lire
! c.
_
_
_
Lire
c.
A . — FABBRICATI.
1.* Casamento ex monastico e case di­
pendenti nel Comune di Perugia .
1,350
2." Case diverse, fornaci da laterizi,
oratóri nei Comuni di Perugia, De­
ruta e M a rs c ia n o ..............................
3.° Fabbricati parrocchiali nei Comuni
di Perugia, Deruta e Marsciano .
831 92
—
—
—
827 50
B . — TERRENI.
1.° Tenuta di Casalina nei Comuni di
Deruta, Marsciano e Collazzone
1582.9180 615,528 89
2.° Tenuta di S. Apollinare nel Comune
di M a r s c i a n o ....................
530.1970
91,269 25
_
3.“ Tenuta di Badiola nel Comune di
M a r s c i a n o .........................................
140.7630
34,128 12
_
4.° Beni adiacenti nei Comuni di P e ­
rugia e T o r g ia n o ..............................
90.4550
37,863 •"*
l '7
i
_
5.° Poderi di Casaglia nel Comune di
P e r u g i a ..............................
16.0150
4,435 87
6 ." Terreni delle parrocchie nei Comuni
di Perugia, Torgiano, Deruta, Mar­
sciano, Corciano, Magione, A ssisi.
134.3790
27,343 55
Totale
.
.
2494.7270 810,569 45
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
—
—
3,009 42
37
Quindi, considerati l 'estimo censuario nel rapporto medio di '/3
del capitale effettivo per i t e r r e n i , e il reddito imponibile come re n ­
dita all’ interesse del- 3.75 °/0 sul capitale per i f a b b r i c a t i , furono
dedotti i c a p i t a l i f o n d i a r i complessivi dell’ex Abbazia così distinti:
A — F o ndi urbani
B — F o ndi rustici
.
. . .
.
L.
80,251.20
» 2,431,708 35
Montanti al totale di L. 2,511,959.55
Ma questi dati si ebbe intendimento di accertare e corregg ere
poi per successive operazioni della presa di possesso.
15.
— Acquistato per tale modo un concetto generale del valore
fondiario dei beni ex abbaziali, che vennero devoluti all’istituto d ’istru­
zione a g ra ria , si procedette al riconoscimento dei fondi rustici e alle
relative inventariazioni, richieste per quelli non affittati, non consi­
d era nd o nel momento i beni parrocchiali. Constatati i fondi in am m i­
nistrazione, quelli formanti il g ra n d e possedimento di Casalina, e po­
chi campi dei terreni in servizio della colonia agricola, si cominciò
da Casalina.
Con l’ intervento di un ingegnere del regio Ufficio del Genio ci­
vile di P e rugia si fece nei primi giorni di aprile la ricognizione tec­
nica dei fabbricati civili e rustici di quella tenuta e delle condizioni
delle sponde del Tevere, che attra v e rsa la tenuta stessa nella sua
m aggiore lunghezza. Questa ricognizione, con particolare diligenza
eseguita, rivelò lo stato, nel generale, fatte poche eccezioni, m isere­
vole delle case rurali e di quelle dei pigionali braccianti nel villag­
gio di Casalina e in quelli di Deruta, R ipabianca e M a rsc ian o ; come
poi dimostrò le opere di difesa sul Tevere compiute con savi criteri
tecnici dalla am m inistrazione m onastica, ma con nuove erosioni delle
sponde, da qualche anno abbandonate, richiedenti pronti lavori di
rinsaldam ento e di a rre sto alla m inacciante invasione del fiume sui
limitrofi campi. Questa ispezione pose in rilievo pure la rovina di
non breve estensione di suolo già coltivato e della rispettiva casa
rustica, in un colle alla sinistra del Tevere, denominato Belve­
dere, per improvviso franam ento e scorrim ento del terreno, da vari
an ni avvenuto e tuttavia, pure lievemente, in moto, con minaccia di
danni maggiori. In tale podere, cui larg a superfìcie la frana sottraeva
alla coltivazione, si trovò fabbricato a nuovo in luogo sicuro la c a s a
4
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38
colonica a cura dell’ ex Badia con somma prestata ad interesse dal
Fondo-culto, unica casa costruita intieram ente nuova fra quelle
rustiche dei numerosi poderi del tenimento.
In data 25 aprile l’ ingegnere delegato presentò il rapporto tec­
nico della compiuta ispezione, nello stesso dimostrando la urgenza
di talune opere edilizie e idrauliche ; il cui costo si sarebbe poi in ­
dicato nelle singole perizie delle opere, che in seguito si sarebbero
ordinate ; e gli ordini e i provvedimenti, per dove il bisogno era più
urg en te, non tardarono guari.
16.
— Dopo questa ricognizione tecnica si passò alla importante
inventariazione dei capitali mobili della tenuta m a g g io re ; sui quali
appunto, poiché di un valore relativam ente g rande, i due monaci
superstiti fondavano la rivalsa principale dei loro diritti d ’usufrutto,
contando, essi dichiararono, su bene lire 100,000 di solo valore
bestiame, sup eran te quello stimato nel 1863 daH’A mministrazione delI Asse ecclesiastico. Fu ron o all’uopo invitati a com parire perso n a l­
mente gli stessi monaci sup erstiti; ma questi, anche in tale op e ra ­
zione, si fecero ra p presen tare dal loro procuratore.
Nel giorno 14 aprile, con tutte le richieste formalità di legge,
assistendovi il delegato erariale, il cancelliere di P retu ra , che già vi
compiè col P retore il primo atto di presa di possesso, il monaco
procuratore dei superstiti e il fattore-amm inistratore della tenuta, in­
tervenutovi apposito perito giudiziario, si dava principio alle r e ­
lative operazioni, cominciando con la stima del bestiame, che a s ­
sum eva il m assimo interesse. Difatti il suo valore complessivo sali
a lire 148,948, sup erando per lire 51,118.52 quello apprezzato nel
1863 in lire 97,829.48.
Dopo la valutazione del bestiame si procedette a m isu ra re con
ogni rigore in volume e peso le d e rra te in magazzino ed altri prodotti
in serbo, compiendo via via la regolare dissuggellazione dei locali ove
erano conservati i diversi generi, e tutti i relativi atti verbalizzando,
con l’tìnnotamento che il valore ai prodotti medesimi fosse dato secondo
i corrispondenti prezzi commerciali, verificatisi alla fine del febbraio
ultimo, quando, per la pre sa di possesso da parte dell’Aulorità g iu ­
diziaria, vennero dessi generi immobilizzati.
Si inventariarono indi e stim arono tutti gli oggetti costituenti il
materiale tecnico della tenuta e di fattoria non che la mobilia e le
m asserizie di questa, la mobilia e gli arredi sacri delle cappellanie
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Biblioteca di agraria Mario Marte
39
e parrocchia dipendenti, con l’ intervento sem pre del cancelliere di
P re tu ra , di corrispettivo perito stimatore, e del r a p p re se n ta n te dei
monaci superstiti.
Nel compiere tali inventariazioni si dichiarò da taluni addetti
alla precedente am m inistrazione m onastica la proprietà individuale di
qualche oggetto, e, questa accertata per regolari documenti all’uopo
domandati, si fece degli oggetti stessi la consegna ai proprietari.
Nelle medesime inventariazioni per la tenuta di Casalina fu com­
preso il poco bestiame tem poraneam ente addetto al servizio dell’orto
e del podere destinati alla colonia agricola nei terreni adiacenti al
casam ento ex monastico di Perugia, e il m ateriale tecnico rispettivo
fu già inventariato con quello della stessa colonia.
T erm inarono questi inventari, riguardanti i fondi rustici in am ­
ministrazione, col giorno 30 maggio, facendosene regolare v e r­
bale di chiusura con l’assistenza del delegato erariale, intervenendo
il procuratore dei monaci superstiti e il fattore, e sem pre funzionando
da segretario il cancelliere ; m entre successivam ente il regio com­
m issario aveva fatto le relative subconsegne, regolarm ente accettate,
al fattore medesimo.
Le stime e le inventariazioni- procedettero senza incidente alcuno,
ma nel compilarne il verbale ultimo, fu e sp ressa volontà del procu­
ratore dei superstiti che vi venisse inserita, siccome per i precedenti
atti di presa di possesso, altra sua protesta, in questi termini :
« Io sottoscritto, procuratore dei due superstiti usufruttuari dei
« beni della ex Badia di Perugia, nello a ssiste re al precedente in« ventario degli oggetti mobili e semoventi, ho ritenuto assistervi
« come interessato, tanto più che i miei mandanti vi sono stati le« galm ente invitati.
« Nel firmare quindi questo verbale, rinnovo le proteste già da
« me fatte, e nella c onsegna del libro di cassa e nella chiusu ra del« l’ inventario degli oggetti esistenti nei locali della Badia di P e ru « già, tenendo fermi tutti i diritti dì usufrutto che i miei m andanti
« hann o in forza del decreto Pepoli 11 dicembre 1860, dovendo fare
« la riconsegna del patrimonio nelle norm e dell’ articolo 480 e s e « guenti del Codice civile, tenendo per base l’ inventario dedotto della
« già Cassa ecclesiastica dello Stalo il 31 marzo 1863. Ciò posto
« faccio istanza all’illustrissimo sig n o r Commissario, perchè solleciti
« il regio Ministero a m a n d a re quanto prim a le disposizioni per li-
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
40
« quidare a favore dei miei mandanti, ciò che in forza di legge loro
« si deve ».
A questa dichiarazione il delegato erariale rispose nei termini,
ugualm ente verbalizzati, seguenti :
« 11 delegato erariale intende che n e s su n pregiudizio sia ap por­
ti tato alle ragioni e ai diritti dell’A mministrazione dello Stato, con
« la inserzione nel presente verbale delle deduzioni e proteste qui
« sopra e sp re sse nello interesse degli ex monaci superstiti, contro
« le quali vuole salva e impregiudicata ogni azione ed eccezione di
« legge e di giustizia ».
Tale inventario, avvalorato poi pel prezzo dei g eneri in m agaz­
zino, conformemente si indicò, e distinto nelle varie categorie fu r i a s ­
sunto in un prospetto, che stimasi opportuno qui ripo rtare :
RIASSUNTO DELL’ INVENTARIO per i capitali mobili e se­
moventi del tenimento di Casalina e del piccolo podere della
colonia agricola.
9&
Quantità
DESIGNAZIONE DEI CAPITALI
Valore
c.
L.
0°
CO
oc
Sg
£ £c
£ B.
1
2
Scorte (paglia e fieno).........................
—
3
V i n o ........................................................
4
A c e t o ........................................................
5
Olio (Cg. 1626.585)...............................
6
*7
Carne suina s a l a t a ..............................
Bestiame (bovino, equino, suino, ovino)
Formaggio pecorino (formelle 78).
.
—
1o, i oO —
Ettol.
257 44
8,905 86
»
12 06
410 04
»
17 1536
1,633 74
Cg.
45 70
66 90
—
.230 20
391 42
1,258 193
23,759 70
139 022
2,488 7.3
8
9
Cereali in s e m i ...................................
»
Quint.
Legumi in s e m i ....................................
»
10
Canapa in t i g l i o ....................................
»
3 401
246 25
11
Legno combustibile...............................
—
—
—
1,609 38
12
Legname da o p e r a ...............................
—
—
—
5,997 22
Da riportarsi L.
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
210,207 24
Numero
progress.
41
Quantità
D E S IG N A Z I O N E D E I C A P I T A L I
Valore
L.
Riporto L.
13
14
Materiale da costruzione (calcare e
la t e r i z i ) .............................................
210,207
—
--
--
Altro legname da opera vecchio e
nuovo, ferramenti diversi e mac­
chine fuori u s o ..............................
1,645'
325
15
Legni vari ed attrezzi da falegname.
—
—
—
3371
16
Materiale in pietra per lavori di di­
fesa al Tevere...................................
_
_
_
466
17
Veicoli e finimenti da cavallo .
—
--
1,828
18
Attrezzi di scuderia ..............................
—
--
--
21
19
Solfo per v i t i .........................................
—
—
—
2831
20
Vasi vinari (tini, botti, barili, bigon­
ce, ecc.) e dogame relativo . . .
--
_
Anfore di terra cotta (per vino, aceto,
olio, e c c . ) .........................................
--
_
21
. . ‘ —
7,738
_
1,039
2,045
22
Materiale del frantojo da olio d’uliva
—
—
--
23
Strettoi da v in a c c e ..........................
.
—
--
-- '
621
24
Attrezzi per allevamento bachi da seta
..............................
e api . . .
----
_
_
112
—
----
28
25
Arnesi per coltivazione olivi ed altro
26
Vasi vari di terra cotta per oleificio
ed a l t r o ..............................................
27
Materiale nautico (barcone, barchette,
fune di acciaio, funi di canapa e
attrezzi r e l a t iv i) ..............................
28
Arnesi del pozzo (catena, secchi, ecc.)
29
Funi diverse per armature di attrezzi
idraulici e di macchine del frantojo
30
Materiale della panetteria
31
Rameria per industrie agrarie e da
c u c i n a .................................................
. . . .
_
_
63
1,192
—
—
--
_
40
73
—
—
----
164
—
—
—
433
Da riportarsi L.
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
228,669
42
<=>È
s s>
3?
z a
32
33
Valore
Quantità
DESIGNAZIONE DEI CAPITALI
L.
C.
Riporto L.
228,669 66
Arnesi ed utensili da cucina e da il­
luminazione domestica....................
328 15
Biancheria di uso domestico e sacco
per g r a n e l l a ...................................
_
_
_
1,144 24
34
Stoviglie..................................................
—
—
—
120 72
35
Mobilia, utensili, attrezzi diversi, nelle
stanze di abitazione e nei magaz­
zini della fattoria..............................
3,148 07
36
Mobilia e oggetti sacri pel servizio
religioso (in due cappelle gentili­
zie nella chiesa e casa parroc­
chiale e in una cappellania) . .
5,006 65
37
Piante (n. 17) di agrumi con i ri­
spettivi vasi di terra cotta e uten­
sili vari nella rispettiva serra . .
Valore totale
.
—
. L.
—
—
1,376 60
239,794 09
Perugia, 10 giugno 1890.
17.
— Dopo Casalina si passò al riconoscimento delle tenute di
S. Apollinare e Badiola e alla inventariazione del materiale mobile
della prim a nel casam ento padronale e ann essi, in mobilia, in arredi
sacri della chiesa compresavi, in oggetti di servizio tecnico agrario
e in legnam e da costruzione.
Nella visita ai fabbricati civili e rustici del tenimento di S. Apol­
linare, come a quelli rustici di Badiola si rivelò subito il bisogno dj
riparazioni grand i e urgenti, quivi rendendosi anche più che altrove
manifesti gli effetti di deplorevole abbandono da lunghi anni.
Alcune case, specialmente rustiche, m inacciavano rovina, e si
dovettero subito puntellare, p e r poi procedere ad una riparazione sta­
bile e sicura. P e r il fabbricato civile indicato col nome di Rocca, fu ne ­
c essaria, anche per giudizio del delegalo del Genio civile, la rifazione
di una la rg a d iste sa di tetto, con resta uri a luogo di pavimento.
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
43
Si trovarono alcune case coloniche, nelle due tenute, in g ran de di­
fetto di acqua potabile e fu necessario qualche provvedimento di
urgenza. Si avvertì la necessità pure di alcune opere di difesa
sulle sponde del torrente Genna pei tenimento di Badiola, come sulle
sponde del fiumicello Nestore, a ttra v e rsa n te i terreni di S. Apolli­
n are. E per le più urgenti di queste opere fu subito provveduto.
Dall’ inventario per la tenuta di S. Appollinare, relativa agli og*getti esistenti nel casam ento civile, e negli an nessi, risultò:
a) m o b ilia ...........................................................................L.
b) m eteriale tecnico p e r industrie a g ra rie , vini­
323 30
ficazione, oleificio, allevamento dei bachi da seta, ecc.
» 1,068 05
cj m ateriale da costruzione, in legnatoi . . . »
1,020 __
donde il valore totale i n ..........................................................L. 2,411 35
Questa inventariazione fu compilata a cura del commissario e
del custode della Rocca stessa, con l’ intervento di un perito le­
gnaiuolo del vicino villaggio di Spina, senza che vi assistessero,
nè il delegato erariale, nè il procuratore dei due superstiti ; perch è
p e r la poca entità rispettiva, non fu riconosciuta necessaria la p r e ­
senza del primo, e il secondo dichiarò di rim ettersi all’operato del
r a p p re se n ta n te governativo.
Si passò inoltre alla ricognizione dei poderi compresi sotto il
titolo di beni adiacenti, e degli altri di Casaglia. P e r tale ricogni­
zione si constatò quasi ovunque, il bisogno di riparazioni ai fab­
bricati colonici, pure questi, lasciali da lungo tempo in abbandono,
essendo le riparazioni stesse per taluni anche urgenti.
18.
— 11 riconoscimento di tutti i fondi rustici, se non fu re la ­
tivamente ai caseggiati colonici, poche eccezioni fatte, troppo confor­
tevole, non offrì poi ragione di conforto nemmeno per lo stato dei
campi e delle rispettive colture.
Queste solamente si rivelarono condotte con diligenza nelle poche
te rre coltivate dalla colonia agricola, com prese nei beni adiacenti;
in tutte le altre rivelandosi una notevole trascuratezza, ed in p arti­
colare delle alberature.
Il bestiame, in rigu ardo principale ai bovini, si trovò allevato
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44
con sufficiente c ura ; sebbene in più luoghi infelici (anguste e poco
arieggiate) le stalle.
Si osservò condotto con qualche diligenza l’allevamento dei
bachi da seta, specialmente nella tenuta di Casalina, conservandosi
la tradizione in proposito delle benemerenze dei monaci Benedettini;
ma non vi era in rapporto utile la coltura dei gelsi ; che, assai in­
vecchiati, e pochissimi rinnovati, rivelavano uno stato vegetativo
relativam ente misero.
Le industrie della vinificazione e dell’ oleificio, alimentata la
prima a preferenza dalle viti all’albero, ristrette e ben poche es­
sendo le vigne, e, meno quelle della colonia agricola, molto tra sc u ­
rate, e la seconda da olivi, nel g enerale, sebbene annosi i più, te­
nuti in stato di soddisfacente produzione, si dim ostravano capaci di
discreti risultati, quantunque condotte, nel generale, con metodi em ­
pirici.
I boschi di m aggiore im portanza nei tenimenti di Casalina e di
S. Apollinare, formati di querci a preferenza, non dim ostravano
gli effetti di un regolare regim e forestale, quantunque l’aspetto, a
tutta prim a, non ne fosse molto miserevole.
In particolare per quelli di Casalina si notavano le conseguenze
dello abbattimento di alberi, richiesti a fornire legnam e alle g ra n d i
opere di difesa sulle sponde del Tevere, senza che si fosse provve­
duto con giusta accortezza alla loro sostituzione.
19.
— Compiute le operazioni di presa di possesso per tutte le pro­
prietà rustiche e relative dipendenze, si fece la ricognizione tecnica del
g ra n d e casamento ex monastico in Perugia, meno la parte monu­
mentale prima esam inata, e a questa intervenendo un delegato del
regio Ufficio del Genio civile. Tale visita accurata del vasto edifizio
rivelò, pure p e r esso, gli effetti di una m anutenzione alquanto tra ­
scu rata, con più le conseguenze delle varie occupazioni militari nel
chiostro, e della presenza di un num eroso riformatorio.
F u quindi provveduto alle riparazioni più u rg e n ti, nel m entre si
separav a e re sta u ra v a l’ abitazione a sse g n a ta agli officianti, e si
disponeva l’allontanamento del riformatorio, rim andando gli altri la­
vori a più tardi per l’a pprestam ento del nuovo istituto.
SO. — Si procedette poi alla visita e alla ispezione tecnica de
fabbricati e terreni parrocchiali, p e r le 19 parrocchie dipendenti
dalla ex Badia.
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Nei fabbricati di queste si rilevarono i risultati di una m a n u ­
tenzione, nel generale m ancata da parecchi anni, eccettuata la p a r ­
rocchia su b u rb a n a di S. Costanzo. L a chiesa di questa fu ricostruita
a nuovo da breve tempo, e riccamente arre da ta p e r la munificenza
del Pontefice, e la casa, pure negli ultimi anni, fu ampliata e re ­
stau rata a spese della ex Badia, con prestazione ad interesse del
Fondo-culto, allargandola oltre il bisogno. Ma pure in questo edifi‘ ciò nuovo, e specialmente nel Tempio, si rivelò il bisogno di un
necessario e speciale restauro, per r ip a ra re ai danni della filtrazione
interna di umidità, ed impedire che si rinnovassero. Nei terreni ri­
spettivi si notò, generalm ente, una coltura assai trascurata.
N ulla si fece per le reclam ate riparazioni di questi fabbricati,
meno piccoli restauri di urgenza ; perchè, cessato da parte dei monaci
il godimento del patrimonio ex abbaziale, le parrocchie medesime,
che furono fino allora vicariati dell’ Abate, dovevano riacquistare la
propria autonomia e p a ss a re con i propri beni alla dipendenza del
regio Economato generale, separan dosene tutta la rispettiva consi­
stenza fondiaria dal patrimonio ex abbaziale.
Dovevasi anche rim a n d a re alla pre sa di possesso delle parroc­
chie stesse, da parie dell’ Economato generale, l’ inventario dei m o­
bili e arredi sacri rispettivi.
21.
— Dopo questa operazione fu cura dell’amministrazione go­
vernativa di effettuare il passaggio delle parrocchie ex abbaziali al re ­
gio Economato g enerale dei benefizi vacanti, in base alle disposizioni
date dal Ministero di grazia e giustizia e dei culti. Così nel giorno
5 agosto il regio sub-economo di Perugia riceveva in consegna dal
regio comm issario delia ex Badia tutti i documenti dimostrativi della
proprietà fondiaria e delle altre competenze di esse 19 parrocchie,
e giova qui rip ortarn e l’elenco, che il sub-economo medesimo rego ­
larm ente firmò :
1. — Copia degli estratti catastali delle parrocchie, in data 30
luglio 1890 ; relativa a numero 17 delle parrocchie stesse, m entre 2,
m ancanti a form are il totale di 19, sprovviste di terreno.
2. — T ipi catastali : a) Monte Vibiano, relativo alla parrocchia
di M igliano; è) Parrocchia S. Nicolò di S p i n a ; c) Pieve S. Quirico,
relativo alla parrocchia di Prezzonchio ; d) Castiglione della Valle,
parrochia ; e) S. M aria di Colle e S. M artino Delfico, relativo alla
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parrocchia di S. A ndrea d ’Agliano ; / )
P arro cch ia di Monte C orneo;
g ) E stra tto della vecchia m appa a p p a rte n e n te alla parrocchia di
Monte Corneo.
3. — Situazione am m inistrativa delle parrocchie, relative all’ex
Badia di S. Pietro di P erug ia.
4. — Indicazione delie imposte, sovrimposte e tasse p agate dai
parroci.
5. — Inventari degli arredi sacri e mobilio delle seguenti p a r ­
rocchie : a) Castel del P ia n o ; è) S. Michele Arcangelo di P a p ia n o ;
c) S. Costanzo; d) Agliano ; e) S. Giustino di Monte C orneo ; f ) Ca­
stiglione della V a lle ; g) M ig lian o; li) S. Biagio della V a lle ; i) S.
Benedetto d’Abbadiola ; l) Poggio delle Corti ; rn) S. Donato di Agello;
n) S. Nicolò di S p in a ; o) M onte Vibiano ; p) Piionico Materno.
6 . — Copia autentica di contratto di affìtto p e r terreni della
parrocchia di Piionico Materno.
7. — N ota del parroco di Abbadiola, relativa ad una sua pro­
testa contro occupazione indebita di una zona delle adiacenze della
parrocchia.
8 . — Due note rigu ardanti le condizioni catastali e la distribu­
zione delle terre appartenenti alla parrocchia di Monte Corneo e re­
lativo tipo.
9. — Indicazioni censuarie dei fondi urbani della ex Badia di
S. Pietro.
Sem bra pu re utile qui riportare il riassunto della situazione am­
m inistrativa delle parrocchie stesse e la indicazione delle tasse su
terreni e fa b b rica ti parrocchiali e su relativi consorzi pagate dalla
ex Badia fino al 5 agosto 1890, desun te dalle denuncie dei parroci
e dagli atti dell’am m inistrazione ex abbaziale, al fine di meglio
rivelare le competenze, che ne costituivano ultim amente la co n g ru a
e le concessioni aggiunte.
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P A RRO CC H IE già dipendenti dalla ex B adia di S. Pietro in
Perugia — Congrue ai Parroci nel 1890.
Rendita
TITOLO DELLE
PARROCCHIE
di terreni
s. Egidio in Poggio delle Corti L.
s. Cristoforo di Prezzonchio . »
s. Maria di Piionico M aterno. ))
s. Costanzo — Perugia . .
)>
s. Maria in Castel del Piano . »
s. Giustino in Monte Corneo . )»
s. Andrea di Agliano . . . .
s. Cristoforo in Piscille . . . ))
s. Maria in Monte Vibiano Vecchio
s. Maria in Migliano . . . .
s. Giovanni B attista in Castiglio
»
»
»
ne della Valle . .
. .
.
s. Angelo di Papiano . . . .
s. Biagio della Valle . . . .
s. Nicolò di S p in a ....................
s. A p o llin are..............................
s. Benedetto in Badiola . . .
s. Donato in Agello . . . .
s. Pietro in Petrignano . . .
s. Girolamo di Casalina . . .
Assegno
speciale
in derrate
e denaro
1,050
T otale
1,050
500 --
359 61
859 61
800 --
34 50
834 50
30 —
958 60
988 60
580 —
600 —
—
—
580 —
—
—
600
300 _
194
484 —
150 —
688 30
838 30
60 --
879 20
939 20
170 --
470
300
))
90
))
125
))
215 --
—
728 54
818 54
369 92
494 92
546
761
»
15 —
691 10
706 10
))
60 --
789 72
849 72
))
10
735 18
,4 5 18
—
»
642 —
»
100 --
344 50
444 50
»
15 —
718 70
733 70
L.
5,642 —
642
8,207
Perugia, 5 dicembre 1890.
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87 !
—
13,849 87
48
TASSE su terreni, fabbricati e consorzi delle Parrocchie d i­
pendenti dall ex B adia di S. Pietro in Perugia, pagate dalVAm m inistrazione fin o al 5 agosto 1890.
T A S S E
TITOLO
DELLE PARROCCHIE
S. Egidio in Poggio del­
le Corti . . . . L.
S. Cristoforo di Prezzo n ch io .................... »
S. Maria di Piionico Ma­
tern o ......................... »
S. Costanzo . . . . »
S. Maria in Castel del
P i a n o .................... »
S. Ginstino in Monte
C o rn e o .................... *>
S. Andrea di Agliano. »
S. Cristoforo di Piscille»
S. Maria in Monte Vibiano Vecchio . . »
S. M aria in Migliano . »
S. Giov. Batt. in Ca­
stiglione della Valle »
S. Angelo in Papiano . »
S. Biagio della Valle . »
S. Nicolò di Spina. .»
S. Apollinare . . . . »
S. Benedetto in Badiola »
S. Pietro in Petrignano»
S. Girolamo in Casali­
na .............................. »
Consorzio
del
fiume Caina
97
34
Terreni
Fabbricati
13
69
95
160
68
10
25
10
13 09
21 | 90
01
T otale
13 i 69
171
63
110 110
47 j —
15
88
16
17
13
42
79
69
160 110
17 79
13 | 69
9 ' 07
110 31
15
88
143
68
110
18
31
89
9
29
29
81
99
26
87
8 89
8 89
11 12
10 01
11 12
7 12
15 87
18
8
45
39
12
7
42
18
! 89
21
' 82
: 11
[ 12
74
20
51
20
51
_
34
—
09
Per S. Costanao
Tassa di mano­
morta . . . L. 34.—
Tassa fuocatico
» 7.
L. 41.—
7
131
10
506
91
P erugia, 5 dicembre 1890.
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225
83
904
84
49
Dopo l’ accennato passaggio della consistenza patrimoniale delle
parrocchie al regio sub-econom o di P erugia, p er la tra sm issio n e allo
stesso dei relativi documenti, il Ministero dell’ agricoltura ordinò
di disintere ssare il patrimonio ex abbaziale, devoluto all’ istituto
d’ istruzione a g ra ria, dal pagam ento degli assegni complementari, non
riconosciuti sanciti dalla legge 10 luglio 1887, per congrue addizio­
nali i n ............................................................................................L. 8,207 87
' e per parte di tasse in ............................................................... »
904 84
e così per la somma d i ......................................................... L. 9,112 71
lasciando al regio Economato la cura di provvedere all’uopo, come
meglio av esse stimato opportuno.
. In pari tempo fu pure ordinalo di procedere alla voltura in nome
dei rettori delle parrocchie medesime dei beni parrocchiali tuttavia
intestati alla ex Badia, e di d are im mediate disposizioni, le quali
subito si attivarono, presso l’ esattore delle tasse, perchè si p a ssa s­
sero gli oneri delle rispettive imposte ai vari parroci, che in prece­
denza ne erano andati esenti, liberandone così del non piccolo onere
il patrimonio dell’ istituto agrario , la cui ricognizione av ev ane rivelate
gravissim e passività.
Ma il regio Economato si oppose en ergicam ente agli intendimenti
del Ministero di agricoltura, e comunicò disposizioni perentorie al su b ­
economo, perchè la consegna fattagli a quel modo dei beni delle 19
parrocchie già abbaziali non fo sse tenuta buona, e perchè si sa lv ag u a r­
dassero i diritti dei parroci verso la ex Badia, per le intiere congrue
fino allora percepite, con tutti i benefizi dai monaci loro accordati.
I parroci medesimi indi reclam arono alla am m inistrazione della
ex Badia l’ indennizzo delle tasse indebitamente pagate, le congrue
addizionali decorrenti dal 5 agosto ultimo, e le riparazioni ai fabbri­
cati parrocchiali, talune delle quali già riconosciute urgenti, m entre
il sub-èconomo negò di accoglierne le domande, e si minaccici di in­
tentare lite al Ministero di agricoltura, industria e commercio.
Xe seguì una vivace corrispondenza fra i Ministri di agricoltura,
industria e commercio e di grazia e giustizia, ciascuno patrocinando
la propria causa, nell’ interesse della applicazione della m edesima
legge 10 luglio 1887; la quale vertenza doveva av ere più tardi per
risultato il riconoscimento dei diritti dei parroci, già dipendenti dalla
e x Badia.
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Ma i diritti medesimi si volevano dal regio E conomato m ag g io r­
m ente estesi e sulla m anutenzione dei fabbricati e degli arredi sacri
e sulle riparazioni stra o rd in a rie dei stabili medesimi, lasciati in
lungo abbandono.
F ra tta n to il M inistero dell’ agricoltura, continuando le trattative
con quello di grazia e giustizia, intese a limitare il più possibile le
pretese del regio Economato, al fine di non a tten uare di troppo le r e n ­
dite del patrimonio per l’ istituto agrario , rigidam ente interpretando
le disposizioni di legge, consentì che si pagasse ai v ari parroci una
quota di due terzi delle rispettive congrue addizionali, in acconto,
nel m ontare accertatone, decorrenti dal 5 agosto prossim o passato.
F u posta così in via di sistemazione la insorta vertenza.
22.
— Fino dai primi giorni della pre sa di possesso da parte del
M inistero di agricoltura dei beni dell’ex Badia, per l’istituto d ’istru ­
zione a g raria , la regia Intendeuza di finanza in P e rug ia si fece a
re c lam a re i crediti, che il Fondo p er il culto aveva verso la ex Badia
ste ssa , — sia rig ua rda nti i monaci ex usufruttuari, sia relativi al
nuovo istituto — . Poi con dettaglio v enn ero dalla stessa Intendenza
dim ostrati tali credili nel maggio successivo, indi nel dicem bre;
m en tre le molte cure delle inventariazioni richiesero un a g g io rn a­
mento delle corrispondenti trattative.
Dalle dom ande ricevute e da notizie raccolte nell’ufficio am m i­
nistrativo della ex Badia risultò il Fondo-culto creditore verso i mo­
naci superstiti p er la somma di lire 10,928.37, e verso l’ istituto
a gra rio pel m ontare di interessi al 5 p. °/0, annualità decorrenti dal
26 febbraio 1890 in lire 7,197.36, pure avvertendo che queste in
effetti pel primo anno sarebbero risultate minori, attese le varie sca­
denze degli interessi medesimi, che in parte entraro no nell’esercizio
precedente a carico dei monaci.
Questi crediti si riassum ono nello specchietto dimostrativo che
segue;1 dove, p e r comodo di conteggio, in rig uardo della nuova am ­
ministrazione, si sono notate le intiere annualità.
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P e r ò , tra tta n d o si di c o r r is p o n d e r e ad altra a m m in is tr a z i o n e g o ­
v e r n a tiv a e rifiutan dosi i m ona ci di p a g a r e il p ro p rio debito fino a
c h e n on fosse loro p a g a to d al G o v e rn o l’u su fru tto , il M in is te r o di
a g r ic o ltu r a stim ò c o n v e n ie n te di d ila z io n a r e la riso lu z io n e di tale
p e n d e n z a , al fine p u r e di m eglio s tu d i a r e le r a g io n i e i titoli di q u e ­
sti crediti.
23.
— N e l l ’ag o s to il p a rr o c o di S. A n d r e a di P o r ta S. S u s a n n a
in P e r u g i a — don F r a n c e s c o V ig n a r o li — r ic h ie d e v a il p a g a m e n to
di u n a n n u o c a n o n e in lire 187.32, v a lo re m edio di ettolitri 10.04 di
f ru m e n to , q u a le q uo ta a n n u a di un
affitto
s e c o la re a favore della
p a r r o c c h ia m e d e sim a , di te r r e n o ce duto nel 1500 a lla Badia di S.
P ie tr o . F u a d d i m a n d a to al c h ie d e n te di d o c u m e n ta r e con appositi atti
la r a g io n e del suo c r e d ito ; m a egli inve ce pochi gio rn i dopo citav a
nella p e r s o n a del reg io c o m m issa r io il M in is te r o di a g ric o ltu r a al p a ­
g a m e n to di ta le debito d e ll’ex B a d ia , m in a c c ia n d o di v o le re a l tr i­
m e n ti r is o lv e r e l ’affitto del rispettivo te rr e n o . P e r ò , av u ta v isio n e
dei d o cum enti, se n tito il p a r e r e d ell’A v v o c a tu ra e r a r ia le g e n e r a le ,
-che, p u r non tro v a n d o
oggi p ossibile u n a
vera
e p r o p ria
r iso lu ­
zio n e d e ll’a n t ic h is s im a affittanza, v a r ia ta col tem po g r a n d e m e n t e la
r e la tiv a sup erficie di suolo, ric o n o sc e v a g iu s ta la c o n tin u a z io n e di
q u ell’a n n u o trib u to , si d im etteva la c a u s a in te n ta ta
cre d ito r ec lam a to .
e si p a g a v a
il
D all’e s a m e dei docu m en ti com putistici della p re c e d e n te a m m in i­
s tr a z io n e m o n a stic a si c o n s ta t a r o n o v a r i censi e canoni attivi e p a s­
sivi, d e t e r m in a n ti re la tiv e v a ria zioni n ella s o s t a n z a p a trim o n ia le della
e x B a d ia , m o n ta n ti i prim i a lire 2 ,8 3 5 .4 6 e i secondi a lire 13,135.80,
o ltre altri tributi m in o ri, p u r e in e re n ti al p atrim o n io , n o n c h e il de­
bito in cap ita le di lire 4 0 ,8 5 8 .8 7 con l’ultim o affittuario c e s s a lo del
le n im e n to di C a sa lin a , di cui d ette p u r e conto la p r im a situ a z io n e
eco n o m ic a della e x B a d ia , indic ata d a ll’a m m in is tr a to r e c e s s a n te n e l­
l’ inizio degli atti della p r e s a di p o s s e s s o .
In q u es to tem p o v e n n e d e t e r m in a ta u n a v a ria z io n e sui ce n si a t­
tivi p e r l ’a f f r a n c a m e n to di u n o di e s s i
lire 530.61.
Gli eredi della fam iglia
n ella
som m a
a ca p ita le di
P ascoli, g ià p r o p r ie ta r ia del p o sse sso
d e n o m in a to il P alazzo, sotto il villag gio di C astelleone, nelle d i­
p e n d e n z e di C a salin a, d a te m p o ceduto ai m onaci B ened e ttin i, si fe­
ce ro a r e c la m a r e diritti di p r o p rie tà sul fondo m e d e sim o , ed in te n ta ­
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ro n o c a u s a c o n tro il M in is te r o di a g r i c o l t u r a , r is u lta n d o poi s o c ­
co m benti.
24. — Il M unicip io di P e r u g i a , fino dal prin cip io d ella p r e s a di
p o s s e s s o da p a r te del M in iste r o di a g r ic o ltu r a degli stabili ex a b b a ziali, m anifestò i suoi pretesi diritti su l c a s a m e n to e x m o n a stic o ,
cu i a v e v a rin u n z ia to con d e lib e ra z io n e c o n s ilia re del 3 g iu g n o 1886,
in b a s e a ll’ articolo 20 d ella le g g e 7 luglio 1866, a b r o g a to p e r la
le g g e 10 luglio 1887, d e v o lv e n te tutta la p r o p rie tà e x a b b a z ia le ad
u n istituto di is t r u z io n e a g r a r i a ; e c h ie s e u n a p a r t e del c a s a m e n to
m e d esim o p e r tr a s p o r t a r v i il reg io Istitu to tecnico d ella città ste ssa ,
a n g u s t a m e n t e situato n ell’edificio della locale U n iv e r s ità libera.
Il C om une m e d e sim o , in b a s e alle disposizioni s te s s e della
le g g e del 1866, p u r e a b r o g a te da qu ella del 1887, p e r la istituzion e
a g r a r i a , r e c la m ò a n c h e i suoi diritti, co m e g ià sul m a te r ia le a r ­
tistico del m o n u m e n to , su lla
biblioteca, c h e
avrebbe
voluto u n ir e
a lla p r o p r ia biblioteca, r is c a tta n d o n e quin d i la r e g o l a r e i n v e n ta r ia ­
zione.
Il M in iste ro di a g r ic o ltu r a d im o s trò alla a m m in is tr a z i o n e c o m u ­
n a le di P e r u g i a la n o n o p p o rtu n ità e validità delle in o ltra te d o m a n d e ,
e l’a m m in is tr a z i o n e s t e s s a ebbe desistito dalle s u e p rete se.
Il M u nicipio di P e r u g i a poi, n e ll’ i n te r e s s e dei suoi a m m in is tra ti,
cui p e r il m o m e n to la so p p r e s s io n e della fam iglia m o n a stic a d ell’e x
B a d ia di S. P ie tr o a v e v a p ro c u r a to d a n n i econom ici, ed altri ne
sarebbero
s o p r a v v e n u ti dallo a llo n ta n a m e n to del popoloso rifo r m a -
torio, c h e n o n p o te v a r i m a n e r e nel m e d e sim o c a s a m e n to e x m o n a ­
stico al s o r g e r e del nuovo] istituto, c h ie s e al G o v ern o c h e t a r d a s s e
la
p a r te n z a
dei c o r r ig e n d i. E b b e così il p ro p o sito di co llo care
il
rifo r m a to r io in u n fab b rica to c o m u n ale , e di f a r n e u n istituto di­
p e n d e n te d alla città, con il p e r s o n a le direttivo, in s e g n a n t e e di vi­
g ila n z a , oggi add ettovi, p ie n a fiducia a v e n d o nel m o n a co ben ed ettin o
c h e n e te n n e fino a llo ra la d irez io ne. E d il G o v e r n o di buon g r a d o
a v r e b b e ce duto a q u e s ta p r o p o s ta d e ll’a m m in is tr a z i o n e c o m u n a le di
P e r u g ia , in o gni m odo m igliore, a n c h e a g e v o la n d o n e lo a ttu a m e n to .
M a, c o n s id e r a le indi le g r a v i s p e s e all’ uopo ric h ie s te , n on con c i­
liabili con le p r o p r ie cond izioni fin a n z ia rie , do v ev a il M unicipio r i ­
n u n z i a r e a ll’ in te n d im e n to benefico.
25. — Il M in is te r o d e ll’ in te rn o , d ’ in te s a con quello d e ll’ a g r i ­
c o ltu ra ,
o rd in ò
la c e s s a z io n e
del r ifo r m a to r io
n ella e x B a d ia di
5
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
54
S. Pietro in P erugia, e nel giorno 27 ottobre 1890 ne partivano i
corrigendi destinati ad altri riformatori.
R im a se nella ex Badia la piccola colonia agricola formata dei
19 allievi liberi, già m antenuti a spese del patrimonio abbaziale ;
continuandosi p e r essi la benefica opera dei monaci g ra n de m e nte mi­
gliorata e con più giustizia coordinata ai fini di profittevole istruzione
a g ra ria , in particolare viticola ed enologica.
Il num erosissim o personale addetto già ai servizi della ex Badia,
e m aggiorm ente a quelli del riformatorio e della colonia agricola,
venne nel maggio, giugno e luglio ridotto di circa la metà, e con la
cessazione del riformatorio avvenne altro licenziamento, da tempo
preavvisato, dei relativi servi e m aestri artieri, riducendosi p e r la
ex Badia e per la colonia a tre m aestri, a due servi, ad un ortolano
e ad un capo-coltivatore.
2 6 . — Inte re ssa v a d a re sviluppo alla istruzione tecnica a g ra ria ,
da prima trascurata, e indirizzarla in speciale modo alla viticoltura
e alla enologia. L e operazioni della pre sa di possesso essendo
pressoché terminate, non poteva p ro lungarsi di soverchio la p r e ­
senza nella ex Badia del regio com missario, la cui opera, quale
ispettore della agricoltura, veniva richiesta da altre esigenze di s e r ­
vizio; ed il medesimo abbisognava di un aiuto a completare il com­
plesso lavoro del primo anno di gestione go v e rn a tiv a ; avendo do­
vuto già rinunziare, da qualche mese, alle utili prestazioni del se ­
g re ta rio -c o n tab ile di Prefettu ra. Quindi il Ministero vi comandò
tem poraneam ente a vice-direttore e ad insegnante del piccolo con­
vitto agrario, il professore di agricoltura della regia scuola di viticol­
tura ed enologia in Avellino — dottor Succi — incaricandolo anche
di p re sta re aiuto alle ultime operazioni del regio commissario, e indi
all’amministrazione.
2 7 . — Sorse questione giuridica sui diritti di usufrutto vantati
dai monaci superstiti del patrim onio ex abbaziale, che essi ebbero
goduto nell’ultimo trentennio, p e r il privilegio loro accordato dal
decreto Pepoli; m entre taluni opinarono doversi nel fatto privilegio
considerare il godimento puro e semplice, concesso alla benem erenza
patriottica dei Cassinesi in P e ru g ia , di tutti i beni della ex Badia,
e altri giudicarono i monaci medesimi veri u sufruttuari, e tali anche
in precedenza ritenuti p e r altre ordinanze governative riflettenti la
rispettiva amministrazione. L ’Avvocatura generale era ria le emise
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
55
p a r e r e fav o rev o le al diritto d ’u su fru tto , e il M in is te r o d ic h ia rò nel
s e tte m b re , di c o n s id e r a r e i m o n a ci s u p e rs titi quali u s u f r u t tu a r i. I n ­
v itò anzi il p r o c u r a to r e dei m e d esim i a p r e s e n t a r e , allo ra che le
o p era zio n i di in v e n ta r ia z io n e della p r o p rie tà e x abba ziale e r a n o te r­
m in a te , a p p o s ita d o m a n d a p e r la liquidazione del loro credito.
2 8 . — F in o a tutto a g o s to il p e r s o n a le m o n a stic o eb b e vitto in
c o m u n e col p e r s o n a le della colonia, te n e n d o conto il r isp e ttiv o m a ­
g a z z in ie r e del c o r r is p o n d e n te c o n s u m o dei g e n e r i di m a g az zin o , la­
sc ia ti all’uopo e c o n tin u a n d o s i a d a r e esatto d isc a ric o delle sp e s e
q u o tid ian e re la tiv e nei conti m e nsili, delle quali di volta in volta
v e n iv a p r e s e n ta to esatto r a g g u a g lio dal d ir ig e n te della colonia e
r a p p r e s e n t a n t e degli officianti il T em pio.
Col 1° di s e tte m b r e
il p e r s o n a le
m o n a stic o c o n s e r v a to
p e r la
offìciatura della C h iesa , si ritirò nel p ro p rio a llog gio affatto s e p a r a to
dal re s to del c a s a m e n to della e x B a dia , ove tuttavia r im a n e v a n o la
colonia
a g ric o la
e
il rifo rm a to rio ,
c o n tin u a n d o
su p e rstiti a te n e r e dell’ u n a e d ell’ a ltra
il p r o c u r a to r e dei
la d irez io n e.
Da allora gli
officianti fecero vita tutta a sè e il p e r s o n a le a dde tto alla colonia e
al rifo rm a to rio ebbe il vitto in d e n a r o , m e n o il cuoco e il s o r v e ­
g lia n te di disciplina,
econom ici.
o tte n en d o s i da tale d isp o s iz io n e utili r is u lta ti
Da allo ra v e n n e r e trib u ito agli officianti lo a s s e g n o loro fatto, e
dagli s te s s i p ie n a m e n te c o n c o rd a to , in a n n u e lire 1,200, con tr im e ­
s tr i an ticipati, ai m e d esim i r a c c o m a n d a n d o p u r e la c u s to d ia p r o v v i­
s o r ia del m o n u m e n to ; p er la q u a le in quel m e n tr e c o r r e v a n o t r a t t a ­
tive fra il M in iste r o di a g r ic o ltu r a e quello d ell’ istru z io n e.
F u a n c h e stabilito il p a g a m e n to ai d u e s u p e rs titi della p ension e,
ai m e d esim i d o v u ta , in se g u ito alle disposizioni del d ec reto Pepoli,
poi
c o n fe rm a te
dalla le g g e ,
in a n n u a lit à
di
lire 800
ind ividuali,
d e c o r re n te la p e n s io n e m e d e s im a dal 26 febbraio 1890, e p ag a b ile a
tr im e s tr i m a tu r a ti.
2 9 . — In r i g u a r d o al p e r s o n a le d ip e n d e n te , sia p r e s s o l’ a m m i ­
n istra z io n e c e n tr a le , sia n ell’a m m in is tr a z i o n e -speciale o fattoria di
C a sa lin a , sia nella v ig ila n z a della te n u ta di S. A pollin are, si e b b e
c u r a di c o n s e r v a r e , nei r im a n e n ti, dopo le n e c e s s a r ie
riduzioni di
n u m e r o , gli stessi im piegati di p r im a , confidando c h e questi si s a ­
r e b b e r o d im o s tra ti, col c o scie nzioso a d e m p im e n to dei rispettiv i do­
v e r i, fidi ed obbedienti aH’a m m in is tr a to r e del nuovo ente, com e lo fu-
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Biblioteca di agraria Mario Marte
56
rono in precedenza all’Abate e ai monaci. Si riconobbe però neces­
sario per il fattore e sotto-fattore di Casalina, avuto rigu ard o all’in­
gente capitale mobile dagli stessi am m inistrato, di regolare il loro
servizio con apposita scrittura, che venne approvata dal M in is te r o ;
m entre entram bi erano stati da più anni alla dipendenza dei monaci
senza alcun contratto.
11 cam biam ento di un solo impiegato venne richiesto, quello
destinato all’ufficio di guardia cam pestre ed insieme sorvegliante per
la tenuta di S. Apollinare, perchè il sorvegliante di prima, per r a ­
gioni di salute, non si prestò ad a ssu m e re insieme l’ incarico di
guardia.
Anche pel personale a g rario (fattore, sotto-fattore, sorveglianti,
guardie e servi) fu disposto che il vitto ed altro benefizio in legna
da a rd e re fossero tradotti in denaro, nel rispettivo stipendio ; e la
disposizione medesima ebbe, pure rispetto a questi impiegati, effetti
am m inistrativi utili.
Si pensò anche di a g giun gere al fattore di Casalina un abile
tecnico per l’ oleificio e la vinificazione, di tanta importanza in quel
vasto possesso ; ma allora non fu trovala la persona adatta.
Ai servi, sorveglianti, capi-arte, ecc., che si dovettero licenziare
p e r num ero soverchio, per vecchiaia ed impotenza al lavoro, così
n e ll’ am m inistrazione del riformatorio e della colonia agricola, come
nell’am m inistrazione ru rale , si elargì a ciascuno lo stipendio di altri
due mesi e a taluno pure di tre, e ai più vecchi, di servizio più
lungo nella ex Badia, e di salute malferma, di condizione insieme
molto m isera, si accordarono sussidi continuativi, del m ontare in
lire 20 a 30 mensili, e due poverissimi, affatto manchevoli di fami­
glia, nè più capaci di lavorare, vennero m andati in ospizi di m en­
dicità. Gli a sseg ni continuativi accordati in questo primo anno di
gestione am m inistrativa, insi-eme ad altro precedente di valore poco
diverso dai nuovi, determ inarono la spesa annu a, non lungam ente
d u ra tu ra , causa la g ra v e età e inferma salute nei beneficati, di li­
r e 1,233.50.
30.
— Nello esam e dei registri computistici, così dell’ am m ini­
strazione generale per l’ex Badia, e di quella della a n n e ssa colonia,
come per l’am m inistrazione particolare della tenuta di Casalina, si
rivelarono i difetti di una contabilità fiduciaria e meno coordinata,
condotta a partita semplice. Quindi si avvertì alla convenienza di
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Biblioteca di agraria Mario Marte
57
regolarizzare tutta quella complessa contabilità e ordinarla in partita
doppia, e particolarmente riordinare, rend ere di più sicuro accerta­
mento e con giustezza accordata a quella dell’ am m inistrazione g e n e ­
rale, la contabilità particolare del g rand e possesso. Però nel momento,
con le vecchie abitudini della fattoria, con gli imbarazzi e gli o sta­
coli di ogni m aniera procurati all’ opera del rap p re se n ta n te del Go­
ve rno nella presa di possesso, e per le molteplici operazioni d ’ in­
ventario e di ricognizione delle proprietà distribuite in più comuni e
a distanze di luogo considerevoli, con l’ attuazione di importanti opere
idrauliche di difesa sulle sponde del Tevere, e di riparazioni urgenti,
ai fabbricati, m ancarono allora il tempo e la opportunità a sistem are
l’ ordinamento computistico di tutto il vasto patrimonio. Ma si volle,
siccome ebbesi già a dichiarare, che i bilanci mensili rendessero
conto al Ministero di tutto il movimento finanziario di così complessa
am m inistrazione, e che, in base alle fatte stime e inventariazioni del
bestiame e dei generi in magazzino, a speciali conti di previsione e
criteri di stima, a resoconti particolari delle raccolte e dei vari pro­
venti dell’ anno, a visite sopra luogo, fossero accertate le variazioni
dei valori, rappresentati dai capitali in na tu ra , e le rendite attendi­
bili, in special modo nel tenirtiento condotto in am m inistrazione di
Casalina, costituente la parte m aggiore del patrimonio. Si doveva
quindi rim a n d are a più tardi il generale riordinamento della conta­
bilità. Così, semplici dovevano essere i bilanci che chiudevano quel
primo anno di am m inistrazione governativa e che determ inavano le
previsioni dell’ an nata susseguente, i cui risultati, tenuto conto delle
circostanze eccezionali del momento, non furono sconforievoli.
31. Un avvenim ento di som m a importanza confortò que­
st’anno difficile della p resa di possesso del patrimonio per il nuovo
istituto d ’ istruzione a gra ria in Perugia, e fu all’ istituto m edesim o
di fausto augurio.
S. M. il Re, insieme al Principe ereditario, accompagnato dai
Ministri della istruzione e dei lavori pubblici e dalle autorità citta­
dine, nel giorno 18 settem bre 1890, visitò la ex Badia di S. Pietro,
con g ra n d e interesse o sservando ne la parte monumentale, poi p re n ­
dendo conoscenza della colonia agricola e del riformatorio, ai m ae­
stri e agli alunni indirizzando interrogazioni, indi raccogliendo noti­
zie sull istituto da fondarsi, e sui vasti poderi del ricco patrimonio.
3 2 . — Condotte a term ine tutte le operazioni della presa di pos­
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58
sesso e compiuti tutti gli studi dipendenti e i corrispettivi rilievi
computistici si volle determinare tutta la allora risultante consistenza
patrimoniale della ex Badia con i relativi capitali mobili inventariati,
separatone il patrimonio fondiario delle 19 parrocchie, tolte dalla di­
pendenza della medesima. Ma si considerò non potersi ritenere a
rigore giusta la estensione misurata dei vari corpi di terreni, perchè
desunta da notizie e mappe catastali relativamente antiche, donde il
bisogno di accertamenti per nuovi rilievi topografici in particolare
nelle larghe piane di Casalina; dove il Tevere variò più volte nel­
l ’ ultimo secolo il proprio letto, e dove, per meno marcati confini si
verificarono da tempo usurpazioni di suolo, da parte dei coloni e dei
proprietari contermini.
F atte queste considerazioni, la sostanza patrimoniale devoluta
all’ istituto agrario di Perugia, secondo la legge del 10 luglio 1887,
venne indicata riassuntivamente nel prospetto dimostrativo che segue.
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59
P A T R IM O N IO della ex Badia di S. Pietro in Perugia passato
alla Fondazione per l’ istruzione agraria per la legge 10 lu­
glio 1887, n. 4799 — Risultante dalle operazioni di presa
di possesso nell’ anno 1890.
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60
PATRIMONIO
R e n d it a
0
a n n u a l i t à
di
S P E C I F I C A Z I O N E D EI C A P IT A L I
\
lìtto
Lire
c.
S u p e rfic ie
J
dei
terreni
1
Ettari
!
,
A . — CAPITALI FONDIARI.
1." Fondi urbani.
a) Casamento ex monastico e alcune case (reddito imponi­
bile) ...........................................................................................
2,181 92
300
1.2000
a) Tenuta di Casalina (rendita m edia)...................................
100,000
1582.9180
b) Tenuta di S. Apollinare ( f i t t o ) .........................................
16,200
—
530.1970
4,000
—
140.7630
d) Podere Casaglia (fitto)
1,500
—
16.0150
e) Beni adiacenti (fitto) . ............................................................
4,356 —
84.4550
1,500 —
6.—
b) Orti interni nell’ ex monastero (rendita media effettiva).
2.° Fondi rustici.
c) Tenuta di Radiola (fitto) .
Id.
.
;
......................... ' .
(rendita m e d i a ) ................................................
Totale
.
.
.
130,037 92
2361.5480
B . — CAPITALI MOBILI.
1.° Produttivi.
a) B estiame (bovino, equino, suino, ovino) nei poderi con­
dotti in a m m i n i s t r a z i o n e ......................................................
b) Scorte (paglia e f i e n o ) ............................................................
—
c) Generi in m a g a z z i n o .................................................................
—
d) Legname da o p e r a ..................................................................
—
—
e) Materiale da costruzione (in laterizi e pietra da calcina).
—
—
— ■
—
—
—
f) Piante di agrumi (a preferenza limoni) con vasi rispet­
tivi) ...........................................................................................
A riportarsi
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. .
. 61
A T T I V O
YALC RE CAPITALE
Lire
Annotazioni
totale
parziale
Lire
C.
00
*n
ZD
58,184 53
c.
53 Apprezzati in base al reddito imponibile , e alla rendita effettiva per gli
6,000
orti dell’ex monastero.
•
2,000,000
_
324,000
1
80,000 - I
2,551,100
30,000 -
Apprezzati in base alla rendita effettiva m edia o all’ annualità di fitto
87,100
Coltivati dalla colonia agricola.
30,000
2,615,284 53
148,948
15,750 —
63,756 02
7,017 22
1,645 81
1,616 —
Presso la fattoria di Casalina in L. 39,512.02 e presso l ’ am m inistra­
zione centrale in L. 24,264.
Nella tenuta di Casalina pel valore di L. 5,997.22, e in quella di S. Apol­
linare per L. 1,020.
Nella tenuta di Casalina.
\
Nella serra del giardino di Casalina in L. 1,376, e nella serra del giar­
dino dell’ amministrazione centrale in L. 240.
238,733 05 2,615,284 53
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62
PATRIMONIO
Rendita
0
Superficie
an n u alità
di fitto
S P E C IF IC A Z IO N E DEI C A P IT A L I
Lire
c.
dei
terreni
Ettari
Riporto
//) Titoli del Debito Pubblico, canoni e crediti diversi (an­
nualità a c c e r ta t e ) .............................................................
.
2,835 46
2 .“ Produttivi indiretti.
Materiale tecnico agrario (attrezzi rurali, macchine, uten­
sili, vasi, apparecchi, ecc. per oleifìcio, cantina, bigat­
tiera, apiario, e c c ) ............................................................
3.° Improduttivi.
■
a) Mobilia, masserizie, arredi vari, oggetti diversi di uso
domestico, e materiale didattico ^ ...................................
b) Oggetti per il culto, arredi sacri, mobilia relativa . .
T o ta le
del patrimonio attivo
. . . .
A v v e r t e n z a . — Il rapporto della rendita effettiva a capitale per i Fondi rustici e
di annualità per titoli di credito fu stabilito al 5 °/0.
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63
a
t
t
i
v
o
VALORE CAPITALE
Lire
A nn o ta zio n i
totale
parziale
c.
Lire
c.
238,733 05 2,615,284 53
Rilevati dalla situazione economica del 3 marzo 1890 e dai registri con­
tabili.
56,709 20
295,442 25
.
Nella fattoria di Casalina per L. 16,178.04, a S. Apollinare p er L. 1,068.05,
e presso l ’ amministrazione centrale in L. 6,154.30.
23,400 48
23,400 48
26,192 34
14,051 15
40,243 49
Nella fattoria di Casalina per L. 5,379.39, nella casa padronale di S.
Apollinare in L. 323,30, e nel casamento ex monastico, ove trovasi
11 m ateriale didattico per la colonia, in L. 20,489.65.
Nelle Cappellanie dipendenti dalla tenuta di Casalina e nelle rispettive
Chiesa e casa parrocchiale per L. 5.006.65. e nella Chiesa monumen­
tale della ex Badia a Perugia in L. 9,044.50.
2,974,370 75
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64
Patrimonio monumentale.
V A L OR E
S p e c if ic a z io n e
Annotazioni
parziale
A
—
totale
Edificio.
T e m p io , cam panile, e annessi
del c h io s tr o ..........................L .
lì —
?
?
Mancarono ele­
menti alla esti­
mazione del prez­
zo.
Materiale mobile.
1.° O g g e tti artistici nel T e m ­
pio, in am b ien ti annessi, ed
altri del ch iostro . . . .
»
942,780
2.° A r c h iv io antico
»
12,000
. . . .
Apprezzamento
approssimativo.
3.° B i b l i o t e c a ......................... »
8,000
Id. (non docu­
mentato).
Id. id.
Però
dubbia la sua qua­
lità di monumen­
tale.
!
962,780
T o t a le
.
. L.
962,780
—
Riassunto dello stato patrim oniale.
P a tr im o n io
a t t i v o .............................................. L . 2,974,370.75
P a tr im o n io del M o n u m e n to ...............................»
C a p itale com p lessivo .
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.
.
.
962,780.—
L . 3,937,050.75
65
Ma questa sostanza patrim oniale, che giunge a quasi quattro
m ilioni di lire, dove però il valore attribuito al m ateriale artistico è
a ffa tto figurativo, venne considerata nel capitale lordo. Ora questo
è gravato da rilevanti passività, che, rivelatesi già dall’ a m m in istra ­
zione della Cassa ecclesiastica nel 1862, si m anifestarono maggiori
in seguito alle operazioni della pre sa di possesso, e sgom entarono
l’ am ministrazione governativa, p e r la tenuità delle sostanze utili a
'fa v o re dell’ istituto a grario, cui il grosso patrimonio ex abbaziale
venne devoluto.
Quindi interessa qui indicare il capitale passivo che assorbe la
m assim a parte del patrimonio.
Numero
P assività patrim oniali.
i
2
3
4
5
6
*7
8
9
10
SP E C IF IC A Z IO N E
Censi e canoni passivi di­
versi ........................... L.
Interessi di capitali p re ­
stati dal F ondo-culto L.
M anutenzione di fabbri­
cati ................................ L.
C ongrue addizionali, eso­
nero parziale di tasse e
m antenim ento di fabbri­
cati e arredi sacri per
19 parrocchie già dipen­
denti dalla ex Badia, stra ­
ordinarie riparazioni . L.
B onificam enti ag ra ri e ri­
pari ai fiumi.
. . L.
Custodia del m onum en­
to .
......................L.
Officiatura della Chiesa
m onum entale e legati pel
c u l t o ........................... L.
P ensioni ai due monaci
s u p e r s t iti......................L.
Sussidi continuativi a servi
lic e n z ia ti......................L.
Som m a (a calcolo) dovuta
ai m onaci superstiti, per
la liquidazione dell’ usu­
frutto ........................... L.
A riportarsi L.
Annualità
Capitale
13,135 80
262,716 --
7,263 91
145,278 20
5,000 —
100,000 —
15,000 --
300,000 —
13,000 ---
260,000 —
4,000 --
80,000 —
2,729 50
54,590 —
1,600 —
32,000 —
1,233 50
24,670 —
3,500 —
70,000 —
66,462 71
1,329,254 20
Annotazioni
Dal preventivo
dell’ anno finan­
ziario 1890-1891,
compilato il 4 lu­
glio 1890 e da ul­
teriori accerta­
m enti amm ini­
strativi e con­
venzioni di pre­
sa di possesso.
Il rapporto del­
l’annualità al ca­
pitale è del 5 per
cento.
La somma a
calcolo per la li­
quidazione del­
l’usufrutto risul-
*
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66
0u
<»
1
53.
z
SPECIFICAZIONE
11
I mposte (fon d ià ria, ricchez­
12
za mobile, ecc.) . . L.
M antenimento della colo­
nia agricola libera . L.
Riporto L.
Totale
.
. L.
Annualità
66,462 71
Capitale
Annotazioni
1,329,254 20
tò da ricerche
dirette del ra p ­
presentante go­
vernativo a l l a
presa di posses­
so e salendo ad
una quota m as­
sima.
36.000
720.000
15.000
300.000
117,462 71
2,349,254 20
Numero
O ra, posta in raffronto tutta la so stanza patrim oniale dell’ ex
Badia con i corrispondenti capitali passivi, risu lta :
SPECI FI CAZI ONE
Annualità
Capitale lordo (comples­
sivo) ......................... L.
Capitale passivo. • . L.
3,937,150 75
2,349,254 20
Capitale netto
. . L.
e da questo detratto il
valore figurativo degli
oggetti mobili compresi
nel monumento in . L.
Capitale
Annotazioni
1,587,896 55
962,780
resta il capitale netto ef­
fettivo i n .................... L.
625,116 55
Q uesta re sta n z a in p revisione, nel 1890, per le condizioni ord in a­
rie del patrim onio, capace di una ren d ita utile a favore del nuovo isti­
tuto nel m on tare di lire 31,255.82, doveva, in questo prim o anno d e ll’ am m inistrazione g o v ern ativa, ridursi di molto, p e r le spese s tra o r­
d in arie delle operazioni m edesim e di presa di possesso, per opere di
adattam ento e costruzioni a nuovo nel fabbricato ex m onastico, re ­
lativam ente a ll’alloggio sep arato degli officianti, e all’ apprestazione
di locali p er l’istituto erigendo, non che in rig u ard o alla rendita della
ten u ta di C asalina p e r q uasi 10 mila lire inferiore a quella attesa.
Con queste notizie econom iche vuoisi term inato il prim o capitolo
del p re se n te rapp o rto .
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67
C A PIT O L O II.
D iritti di usufrutto.
SOMMARIO. — 1. Prim o parere dell’Avvocatura generale erariale — 2. Conseguenti
disposizioni, dom anda degli ex usufruttuari — 3. Riduzione del credito preteso dagli ex
u sufruttuari — 4. Convenzione definitiva.
1.
— Dacché l’Avvocatura erariale g enerale di R om a si pronunziò
in favore dei diritti che i due monaci superstiti vantarono sul patrim o­
nio ex abbaziale per titolo di usufrutto, quantunque avesse dimostrato
non doversi d are a tale modo di usufrutto il vero significato a ttri­
buitogli nelle condizioni della privata proprietà, il Ministero di a g ri­
coltura ebbe a dichiarare di riconoscere i monaci superstiti stessi
quali usufruttuari.
In seguito a questa dichiarazione il procuratore dei superstiti,
invitato a p re se n ta re al M inistero le relative dom ande, preparò con
lungo studio un voluminoso rapporto, documentato anche da perizie
e da tipi topografici.
Nel giorno 19 marzo 1891 il rapporto venne inviato al Mini­
stero.
La dom anda degli usufruttuari montava al credito di li­
r e 2 3 3 ,1 0 3 .0 5 ! — un terzo circa del patrimonio netto.
F u questo rapporto col titolo — Stato generale della liquida­
zione dei d iritti di usufrutto dei cessati u su fru ttu a ri del patrim o­
nio d i S . P ietro in P erugia — diviso in tre parli.
Nella prima riferì sullo stato dei fabbricati, dei terreni con le
relative scorte, dei crediti e debiti colonici, dei lavori al fiume Te­
vere, non che delle a ttività e passività patrim oniali, dimostrando il
credito di lire 179,061.75; dove figurano per lire 94,403.43 le opere
d i riparazioni straordinarie al fiu m e Tevere nella tenuta di Casa­
lina, e per lire 3 8 ,9 7 7 .9 4 le riparazioni ai fabbricati.
Nella seconda presentò il confronto tra l’ inventario del 1863
e quello del 1890, relativo agli oggetti esistenti e nel monastero di
S . P ietro e nella tenuta di Casalina, risultandone il credito di li­
re 6 7 ,7 32.60.
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68
Numero
d’ ordine
i
i
Nella terza fu esposto lo stato del dare ed avere relativo ai pa
gam enti ed alle riscossioni fa tte in più o in meno, risultante dai
diversi giornali d i cassa dell’am m inistrazione di S . P ietro, con un
debito di lire 13,691.30.
V enne chiuso quindi il rapporto medesimo con questo riepilogo
generale.
1
9
3
Dare
I N D I C A Z I O N I
Avere dei cessati usufruttuari, come alla
parte Ia ................................................... T,
_
Avere dei cessati usufruttuari, come alla
parte I I * ..................................................
»
—
D are dei cessati usufruttuari, come alla
parte IIIa ..............................................
))
Totali
.
.
.
. T,
A vere generale dei cessati usufruttuari.
Pareggio .
.
»
. L.
Avere
~
179,061 75
—
67,732 60
13,691 30
—
—
13,691 30 246,794 35
233,103 05
—
—
246,794 35 1 246,794 35
__1
F u trovata elevatissima tale d o m a n d a ; essa concorreva a di­
s tru g g e re gli effetti utili della legge 10 luglio 1887. Il M inistero re ­
stò impressionato per la stra ordina ria ed inattesa richiesta ; la città
m edesima, che attendeva con ansia la nuova istituzione, ne fu doloro­
sa m e n te sorp resa.
2.
— Il Ministero di agricoltura, il quale per gli studi fatti fare
in precedenza direttamente, ebbe notizia di un credito dell’usufrutto
ra p p re se n ta n te circa la quarta p arte della somma pretesa (l), avrebbe
voluto resping ere simile richiesta, affrontando gli effetti di un
giudizio del m agistrato; ma preferì di sottoporre la dom anda stessa
(1) Da uno studio del regio commissario per la presa di possesso, sarebbe risultato
il credito di usufrutto in L. 59,392.88.
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69
a diligente studio per rivelarne i titoli
non giustificabili e ven ire a
trattative di equa liquidazione.
3 . — L ’esam e del rapporto presentato dagli ex usufruttuari dim ostrò
non doversi m enare buoni vari crediti, fra i quali quelli specialm ente
riguardanti le riparazioni
ai fabbricati
e le op ere
di difesa
sulle
spon de del T evere, rich ieste dalla m anutenzione dei fondi, che altri­
m enti ne sarebbe venuta m eno la rendita, e perch è all’ uopo fu ron o
contratti debiti v e rso il F on d o-cu lto, il quale prestò la som m a di bene
lire 4 3 ,0 7 4 .8 5 all’ interesse del 5, e con ipoteca sul capitale bestiam e.
E si con sid erò pure per tale studio, di con tro ai fatti appalesatisi
n elle operazioni della presa di p ossesso, che .gli ex usufruttuari, an­
zich é creditori delle indicate riparazioni e bonificazioni, si sa rebbero
dovuti rico n o sce re debitori, per n um erose opere di riparazione e di
bonificam ento m ancate e trascu rate; le quali, fino dal prim o anno della
gestione govern ativa del patrim onio e x abbaziale, hanno im pegnato
il patrim onio in gravi passività straordinarie.
Quindi, la rgh eggia n d o, nè facen do tutta la rig o ro sa
ch e si sarebbe potuta effettuare, la som m a
del credito
detrazione,
reclam ato
v en n e ridotta al m assim o di lire 7 5 ,3 7 5 .0 4 .
M a il M in istero giustam ente volle
che
questa
som m a
ven isse
an cora ridotta. C osi fu proposta la liquidazione dell’ usufrutto co n
lire 6 5 ,0 0 0 ; che lungam ente si d iscu sse
dagli e x usufruttuari per
accettarla, fatti buoni ai m edesim i tutti i debiti person ali dichiarati
nel lo ro rapporto e ch e avevan o essi prom esso di accollarsi ; i quali,
pure noti per la situazione econ om ica del patrim onio rivelatasi nella
presa di p o sse sso , giova qui riportare, siccom e indicati nello stesso
rapporto.
A l sig. V in cen zo Vitanzi (vedi situazione econ om ica 28 feb­
braio 1 8 9 0 )......................................................................................... T,
40,858 87
Al sacro C ollegio dei Cardinali (vedi nota del S. C. 15 di­
cem bre 1 8 9 0 ).................................................................................... »
Al
8,621 28
F on do-cu lto p er rate dovutegli a tutto il 26 febbraio
1890 (nota del R ic. D em . 20 masjgio 1 8 9 0 ) ...................... »
10,287 91
L.
59,768 06
T otale
.
.
6
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70
4.
— F u nel 1891 concordato in proposito un progetto di con­
venzione fra il Ministero di agricoltura, industria e commercio ed il
ra ppre se nta nte dei due monaci superstiti, per la liquidazione dei d i­
ritti di usufrutto sulla base del pagam ento della somma di lire 65,000.
Questo progetto, che ottenne p ure 1’ avviso favorevole dall’Avvocatu ra erariale, riconoscendo la stessa, per gli ulteriori studi, più r i­
strettivo e condizionato il diritto di usufrutto, restò peraltro sospeso,
per cause diverse, fino al term ine del 1893.
Nel dicembre di qu e st’anno l’ am m in istrato re della Fondazione
a g ra ria , rip rese il progetto medesimo, e, sostituendosi come ra p p re ­
sentante dell’ente al Ministero di agricoltura, aprì trattative con il
ra p p re sen tan te dei monaci superstiti, munito di legale procura.
Intanto l’Avvocatura erariale aveva esternato il parere, che p e r
tacitare i diritti di usufrutto, si dovessero p a g a re le somme a cui
ascendevano i debiti, alle persone od agli enti, che erano creditori
diretti, ed in quanto al resto si dovesse effettuare il pagam ento delle
som m e ai monaci usu fruttuari, quando legalm ente a dd im ostrassero
di esse re essi i s o l i e d u n i c i eredi di tutti i monaci defunti dopo
la promulgazione del decreto Pepoli, in forza del quale i superstiti
ed i defunti avevano avuto il godimento dei beni.
N on potendosi dim o strare ciò dai monaci superstiti, dopo lunghe
trattative e discussioni, si accettò da e n tram b e le parti la liquida­
zione dei diritti di usufrutto sulla base del pagam ento della som m a
di lire 59,768.06, som m a corrispondente a quella a cui a m m o n ta ­
vano i debiti dichiarati personali dagli usufruttuari, osservand o p e r
il pagam ento e per la piena tacitazione dei diritti di usufrutto le con­
dizioni seguenti introdotte nell’ istromento r e la tiv o :
« 1.° I diritti d’usufrutto, che si reclam ano da' due monaci Cas« sinesi superstiti di S. Pietro in P erugia, don Girolamo Santorelli
« e don M auro Pierleoni, dopo la promulgazione del decreto Pepoli,
« in base all’articolo 1 del decreto stesso, del dì 11 dicembre 1860,
« num ero 205, sul patrimonio della so pp ressa Casa di S. Pietro in
« P eru gia, sono di accordo liquidati nella somma di lire c in q u a n ta « novemilasettecentosessantotto e centesimi sei (lire 59,768.06).
« 2.° Col pagam ento della som m a di cui al precedente num ero
« i monaci Santorelli e Pierleoni si obbligano solidalmente di g a « ra n tire la Fondazione per l’ istruzione a gra ria in P e ru g ia da q u a « lunque pretesa che possa m ai affacciarsi da eredi od aventi
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71
« causa de’ monaci usufruttuari, dopo la promulgazione del decreto
« Pepoli.
« 3.° P e r quanto si riferisce al debito poi di lire diecimiladue« centottantasette e centesimi novantuno (lire 10,287.91) verso il
« Fondo-culto, i nominati Santorelli e Pierleoni, p e r mezzo del loro
« procuratore don Giovanni Del P apa, dichiarano di riconoscere e
« farsi proprio il pagamento già effettuato dalla Fondazione verso il
« Fondo-culto medesimo e p e r una som ma corrispondente, p a g a « mento reso necessario dalle citazioni del Fondo-culto, minaccianti
« la riscossione della som m a dovuta per mezzo legale.
« Il costituito don Giovanni Del Papa, quale procuratore dei due
« monaci superstiti signori Santorelli e Pierleoni, accetta a nome e
« p e r parte di essi il pagam ento delle lire cinquantanovemilasette« centosessantotto e centesimi sei (lire 59,768.06) in piena e totale
« soddisfazione dei diritti di usufrutto e di qualsiasi altro, di q u a ­
li lunque natu ra, che possa mai com petere ai suoi m andanti sul pa­
li trimonio della sop pressa Casa di S. Pietro in Perugia, oggi F on« dazione per l’ istruzione a gra ria in Perugia, dichiarando e sp r e s s a ­
li m ente di non av e r altro a pretendere per qualsiasi titolo e cagione,
« siano pure oggetti esistenti in più, di proprietà di essi m andanti
« e degli usufruttuari defunti, che si trovassero compresi nel p atri« monio di S. Pietro in P erugia.
« Dichiara pure il costituito Del P a pa di accettare come accetta
« a nome e parte dei suoi m andanti l’ obbligo solidale inerente al
« suddetto pagam ento e di cui è parola nel num ero precedente.
;< 4.° Il pagam ento delle lire cinquantanovem ilasettecentoses« santotto e centesimi sei, detratta la quota già pagata al F o n d o « culto in lire diecimiladuecentottantasette e centesimi novantuno, e
« quindi il pagam ento della somma residua in lire q u arantan ov em ila« quattrocentottanta e centesimi quindici, s a r à fatta in due ra te e « guali; la prim a appena approvata la presente convenzione a forma
« di legge, la seconda quattro mesi dopo.
« 11 pagam ento sa rà fatto dal rap presen tan te della Fondazione,
« per conto e nell’interesse de’, due monaci, direttam ente ai c re d i« tori dei monaci stessi, vale a dire al sacro Collegio dei Cardinali
« ed al sign or Vincenzo Vitanzi per la somma a ciascheduno di essi
« rispettivamente dovuta.
« P e r cura pertanto della Fondazione s a r à pagato alla persona
7
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72
«
«
«
«
«
«
«
legalmente autorizzata l’ am m on tare del debito verso il sacro Collegio dei Cardinali nella quota di lire ottomilaseicentoventuno e
centesimi ventotto ; la som m a residua della prim a ra ta in lire sedicimilacentodieciotto e centesimi settantanove, v e rrà pagata al s ig n o r Vincenzo Vitanzi ; la seconda ra ta poi v e rr à nell’ epoca di
sopra stabilita p a g a ta p er intiero allo stesso sig n o r Vincenzo Vitanzi.
« 5.° Le spese del p resen te atto s a r a n n o tutte a carico della
« Fondazione per l’ istruzione a g ra ria .
« 6 .° L a presente convenzione non diverrà esecutiva se non
« quando s a r à approvata con decreto m inisteriale e il decreto stesso
« sa rà registrato alla Corte dei conti ».
Il Ministero di agricoltura, industria e commercio, che ha la
tutela dell’ente, sentito il p a re re favorevole del Consiglio di Stato,
approvò la convenzione stipulata in P e rug ia il 29 maggio 1894 con
decreto del 25 luglio, registrato alla Corte dei conti il 2 agosto 1894
e reso esecutivo dopo la registrazione fattane in P e ru g ia il 30 ago­
sto 1894.
Con ciò ebbe termine un a lun ga e complessa v e rte n z a ; la quale,
indipendentem ente dalla som m a dovuta p e r tacitazione dei diritti di
usufrutto, importò alla Fondazione, a mente dell’articolo 5, la spesa
p er registrazione dell’atto di lire 853.20. Con ciò i diritti di usufrutto
pretesi nella som m a di lire 233,103.05, furono tacitati con la som m a
di lire 60,621.26.
«
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73
CAPITOLO III.
Rapporti con il Fondo per il Culto.
SOMMARIO. — Affrancazione di censi — Prestazione di somme — Diminuzione del
capitale patrim oniale dell’ ex Abbazia durante 1’ usufrutto — Operazioni amm inistrative
• in corso — Affrancamento di altri censi ed economie possibili — Bilanci futuri.
Dal 1860 al 1890 d u ra n te il tempo in cui restarono i monaci al
godimento del patrimonio, passato poi alla Fondazione a g ra ria , ebbero
risoluzione parecchie pratiche, determ inate sia dall’ andam ento n o r­
male dell’ am m inistrazione, allora tutelata dal Fondo-culto, nell’ inte­
re sse del Demanio, sia da bisogni urgentem ente reclamati dai monaci,
p er le condizioni anormali di alcune parti della vasta proprietà fon­
diaria.
Queste pratiche furono interrotte dalla promulgazione della legge
IO luglio 1887, dal momento cioè in cui una legge speciale toglieva
al Demanio, la possibilità che il patrimonio dell’ abbazia di S. Pietro
fosse ad esso devoluto, al verificarsi della condizione e sp re ssa nel­
l’ articolo 1 del decreto Pepoli.
L e pratiche risolute con il Fondo-culto possono raccogliersi in
du e gruppi :
1 . affrancazione di c e n si;
2 . prestazione di somme occorrenti p e r riparazioni stra o rd i­
n arie alla proprietà fondiaria.
A ffra n ca zione di censi. — Il capitale affrancato in diversi tempi
ed in condizioni differenti non è peranco conosciuto esattam ente dalla
Fondazione, perchè trovasi ora allo studio del Demanio e dell’ammi­
nistrazione della Fondazione lo accertamento del capitale affrancato
e delle condizioni in cui 1’ affrancamento venne a verificarsi.
Il capitale deve a scend ere intorno alle lire 45,000. Il Demanio è
sta to sem pre molto tardo a rispondere alle continue richieste del1’ am m inistrazione e non è che da ultimo, che fu dato ordine al locale
ricevitore di definire questa pendenza.
Gl’ interessi del capitale affrancato si computavano dal Demanio
a sconto parziale del pagam en to della quota di concorso, imposta ai
m onaci, ma la liquidazione di questi titoli di da re e di avere non si
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74
faceva dal Demanio se nonché dopo due o tre anni dalla scadenza
del term ine a cui la liquidazione si riferiva. Così nel 1893 fu liqui­
dato il conteggio del 1890 e 1891 ed il Demanio imputò a favore dei
monaci ed a suo credito per la quota di concorso, l’ aliquota corri­
spondente, ed imputò all’am m inistrazione l’aliquota che le a p p a rte ­
neva, a saldo interessi dei censi affrancati.
E questo stato irrego lare di cose dipendè da ciò che il Demanio
ed il Fondo-culto p er esso, non convertì, senonchè parzialmente, in
titoli di credito le somme provenienti dai singoli affrancamenti, ma
nella prospettiva di asso rb ire un giorno l’ intero patrimonio lasciò pen­
dente la sistemazione dovuta per questi affrancamenti.
Il capitale affrancato rappresentato, da titoli di credito intestati
al Fondo-culto corrisponde ad una rendita a n n uale di lire 160, i
monaci possedevano un certificato di usufrutto per il ritiro degli in­
teressi ; il Demanio possedeva i titoli originali. Soltanto in q uest’ ul­
timo tempo si è potuto ottenere la riconsegna dei titoli originali ed
un decreto del Ministero di grazia e giustizia e dei culti p e r trasfe­
rir e al nome del nuovo ente Fondazione i titoli predetti.
U na seconda ragione che deve a ver determinato il Demanio a
r eg olare sem pre tardivam ente il pagam ento degl’ interessi dei censi
affrancati, dev’essere stato un motivo di prudenza, per cautelarsi con­
tro ogni evento possibile dovuto alle notevoli dilazioni, che i monaci
incontravano nel pagam ento della quota di concorso e degli interessi
di somme anticipate dal Fondo-culto.
P restazioni del Fondo Culto. — I monaci benedettini, a cui per
il decreto Pepoli era devoluto il godimento dell’ usufrutto del p a tri­
monio d e ir Abbazia, oberato di passività s e m p re crescenti, dovè ri­
c o rre re al Fondo-culto per anticipazione di som me sul patrimonio,
onde sopperire alle spese straordinarie che si giudicarono occorrenti
p e r a ssicu rare la rendita di talune parti della proprietà fondiaria.
Il Fondo-culto riconobbe ed am m ise la necessità delle richie­
s te dei monaci e perciò fece delle anticipazioni all’interesse del 5
p e r cento, anticipazioni che salirono alla rilevante som ma di li­
r e 43,074.85 e quindi portarono ad un interesse annuo di lire 2,153.74.
11 Fondo-culto anticipava queste som m e per ricu perarle nel mo­
mento della pre sa di possesso per p arte del Demanio. P e r effetto
però della legge 10 luglio 1887 il patrimonio dell’Abbazia non essendo
p iù devoluto al Demanio, ma al nuovo ente Fondazione, si trovò non
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75
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
SCOPO DELLE PRESTAZIONI
fatte dal Fondo-Culto agli usufruttuari in S. Pietro
di Perugia
Lavori di arginatura al Tevere . . . .
Id. al fabbricato parrocch. di Badiola
Id. al fabbricato parrocchiale di Mon­
tebello ........................................
Id. al T e v e r e .........................................
Id. al T e v e r e .........................................
Id. ai muri del Convento in Perugia
Id. alla parrocchia di S. Costanzo
Id. di costruzione di una nuova casa
colonica nella tenuta di Casalina
Id. al Tevere . . . . . . . .
Id.. al muro parrocch. di S. Costanzo
Id. al fabbricato parrocchiale di Agello
Id. al fabbricato del Convento e sin­
golarmente al Campanile . . .
T o ta le
.
.
I
»
Ca pitale
In ter esse
prestato
annuo
11,247 91
500 »
»
»
562 39
25 ))
250
16,802
»
3,414
» ! 1,600
» j
420
60
62
»
»
»
» '
3,102
539
257
850
91 !
48
33
”
4,000 »)
200 74
00
o»
1 N. d’ordine j
solo oberato di una nuova passività annuale, ra p p re se n ta ta dagli
interessi della somm a suddetta, ma contem poraneam ente si trovò di­
minuita la proprietà patrimoniale per la somma di lire 43,074.85.
E questo fatto è bene sia posto in evidenza come quello che a d ­
dim ostra che la proprietà posseduta dai monaci nel momento della
emanazione del decreto Pepoli, si trovò p e r triste necessità di cose
diminuito, di una notevole somma.
L e opere per cui i monaci richiesero anticipazioni dal F o n d o culto sono qui appresso notale :
2,153 74
L.
43,074
»
>>
»
12
840
170
80
21
50
13
73
159
26
12
42
64
98
87
50
»
»
O sservando in dettaglio le opere eseguite, e conoscendo oggi
com e e perchè furono effettuate, non si può disconoscere, che m entre
ta lu ne furono veram ente necessarie, altre furono giudicate tali dal
Fondo Culto, ma non possono dirsi veram ente esse re state occor­
renti da chi esam ina sp assio natam ente lo stato delle cose.
Sarebbe stato bene che il Fondo Culto a v esse esam inato e ve­
duto che non solo si accresceva la casa parrocchiale di S. Costanzo
sen za alcun bisogno, ma si spendevano alcune migliaia di lire p e r
abbellimenti alla chiesa stessa, m entre la m agg io r p arte delle chiese
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76
parrocchiali si trovavano nelle più cattive condizioni ed in taluni casi
pericolanti. S arebbe pure stato bene che il Demanio a vesse fatto es a m in a re , se certe opere di difesa alle sponde del Tevere potevano
e s se r fatte con m a ggior economia, ed invece di attendere che le cor­
rosioni fossero addivenute strao rdinarie, avesse imposto a tempo de­
bito agli usufruttu ari la cura delle necessarie manutenzioni. Dovendo
o ra accettare lo stato delle cose è bene però stabilire questa dimi­
nuzione della proprietà fondiaria e rim ediare a mali m aggiori. Ora
m entre il Demanio h a fatto conoscere al nuovo ente, che vuole ri­
c u perare la somm a anticipata nella cifra di lire 43,074.85, la F o n d a ­
zione ha richiesto al demanio la restituzione del capitale dei censi
affrancati ed il pagam ento degl’ interessi a rre tra ti. Sono in corso le
pratiche a questo scopo ed è sperabile che quanto prima si de­
finiscano, si semplifichi l’A mministrazione e si tolgano dai bilanci
attività e passività, che si elidono quasi per la stessa somma.
L a Fondazione per l’ istruzione a g ra ria h a inoltre verso il Fondo
Culto dei censi per la som m a a n n u a d’ interessi di lire 5,309.72,
censi che l’A mm inistrazione m onastica corrispondeva ad altri enti o
corporazioni religiose, imposti p e r lo addietro da Pontefici. V alen­
dosi delle facilitazioni accordate dalle leggi 29 gennaio 1880, n u ­
mero 5253 e 29 giugno 1893, num ero 347, la Fondazione richiederà
in tempo debito l’affrancamento dei censi medesimi, di guisa che tr a ­
scorso il periodo di am m ortam ento di 18 anni, l’amm inistrazione s a rà
liberata dal peso di questi censi, peso che importa un carico a n ­
nuale nei bilanci di lire 5,300 72, raggiun gen do così una sensibile
economia.
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77
C APITOLO IV.
Parrocchie dipendenti dall’ex Abbazia.
SOMMARIO — 1. Opposizioni del R. Economato a ricevere in consegna le Parrocchie,
per il passaggio nominale fattone il 5 agosto 1890, e diritti in proposito reclam ati — 2. Cor­
rispondenza del Ministero di agricoltura con quello di grazia e giustizia e culti : conse­
guenti ordini — 3. Indagine di documenti — 4. Nuove esigenze del R. Economato e con­
cessioni definitive — 5. Sistemazione e regolarizzazione del passaggio delle Parrocchie al
R. Economato.
1. — Il M inistero di agricoltura, pu re im pressionato delle pa s­
sività che successivam ente maggiori si rivelavano g ravan ti il patri­
monio ex abbaziale destinato all’ istituto agrario , di cui intendeva
affrettare 1’ attuam ento, stimò, nello interesse dell’ istituto medesimo,
doversi procedere cauti prim a di accettare nuovi titoli di spesa. 11
R. Economato gen erale dei benefizi vacanti non aveva riconosciuto
rego lare il passaggio delle 19 parrocchie ex abbaziali al dipendente
subeconomo di Perugia, effettuatosi nel giorno 5 agosto 1880, e
volle esigere, con insistenza, che l’Amministrazione governativa del­
l’ex Badia s ’ im pegnasse a p a g a re tutte le congrue addizionali, tasse,
diritti, ed altro ai respettivi parroci, siccome in precedenza si veri­
ficava p e r cura dell’A mm inistrazione monastica.
2. — Il M inistero di agricoltura, in risposta al collega di grazia
e giustizia e culti, che lo interessò ad accettare e soddisfare le ri­
chieste del R. E conom ato generale, in omaggio all’ articolo primo
della legge 10 luglio 1887, scriveva la seguente :
« R om a, 25 settem bre 1E90.
«
«
«
«
« L e lettere di V. E. in data 10 e 19 settem bre corrente, r e la tive alle parrocchie già a g g re g a te alla ex Badia di S. Pietro in
P eru g ia , mi impongono di to rn are di proposito sull’ argom ento e
di m anifestare a codesto Ministero con m aggiore chiarezza gli in tendimenti miei.
« L e disposizioni dei Pontefici, che ag g re g a ro n o all’ ex Badia di
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«
«
«
«
«
S. Pietro le diverse parrocchie, sottoponendole all’autorità dell’Abbate, davano facoltà a quest’ultimo di disporre dei beni costituenti
la dotazione di ciascuna parrocchia, e così di alienarli o di incorporarli nel patrimonio abbaziale, p urché la Abbazia avesse p ro v veduto al norm ale m antenim ento di ciascuna parrocchia.
« L ’ Abbate non si valse del diritto di disporre dei beni parroc« chiali, tanto che questi rim asero sem pre intestati in catasto alle
« rispettive parrocchie e nessuno ne risulta alienato od incorporato
« nel patrimonio dell’Abbazia. Anzi tutti o parte di quei beni con« tinuarono ad e sse re goduti dai parroci, non ostante che la Abbazia
« si fosse volontariamente assunta l’obbligo di pagare le tasse rela« tive, di provvedere alla m anutenzione dei casam enti, ed in taluni
« casi di supplire alle deficienze dei redditi parrocchiali con supple« menti di congrue.
« Queste concessioni volontarie dell’ Abbate di S. Pietro non
« possono evidentemente costituire ora diritti per i parroci a favore
« dei quali erano state fatte, di fronte al nuovo istituto agrario, s u c « ceduto alla soppressa Badia ; così che ridonata alle parrocchie la
« rispettiva autonomia e personalità giuridica, con la riconsegna
« delle proprietà che ne costituirono la originaria dotazione, debba
« l’ istituto a gra rio continuare a p a g a re le tasse per i beni p a rro c « chiali, e m a n te n e rn e i fabbricati ed a corrispondere le congrue
« alle parrocchie più povere di proprietà.
« P e r legge i redditi dell’ex Badia spettano all’ istituto ag rario,
* e siccome questo Ministero ha il dovere di tutelare le proprietà
« del novello istituto, io debbo dichiarare a V. E. che non perm et« terò lo sperpero di alcuna parte delle rendite del medesimo, finché
« le sentenze dei m agistrati competenti non me ne abbiano fatto ob­
li bligo, senza possibilità di ricorso.
« Ura, avendo quest’A mministrazione soddisfatto alla richiesta
« di codesto Ministero di restituire alle parrocchie i beni ad esse
# pertinenti (restituzione eseguita con la consegna al rap p rese n ta n te
« dell’ Economato dei titoli comprovanti la proprietà delle parrocchie)
« ridonando loro l’ autonomia primitiva, che non si aveva alcuna r a « gione di contrastare, crede di a v e r compiuto al proprio obbligo,
« nè si pre ste rà ad alcuna concessione in favore delle parrocchie, se
« non quando, p e r sentenze passate in giudicato, non sia provato
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« che l’ istituto a gra rio abbia verso le parrocchie altri oneri d eter« minati.
« Dipartendosi diversam ente, quest’ Amm inistrazione verrebbe
« meno al proprio dovere, nè reputo poi di a rre c a re discapito m o« rale di prestigio al Governo, esigendo che la tutela dei rispettivi
« diritti venga, occorrendo, affidata alla autorità competente, cioè ai
« m agistrati.
« A proposito della controversia prom ossa dal parroco di S. An« drea a Porta S u sa n n a , i fatti riferiti al M inistero sono i seguenti :
« P a re che la ex Badia corrispo nd esse an nualm ente alla p a r « rocchia una quantità di g ran o. Ceduti i beni di tutte le parrocchie
« già a g g reg a te alla Badia, io disposi che la corrisposta al parroco
« di S. A ndrea v enisse s o s p e s a ; ed egli presentò l’ antico istro« mento del 1555, in cui si accenna ad un affitto di beni fatto dalla
« parrocchia all’ ex Abbazia. Però nel citato istrom ento la p ro « prietà parrocchiale, che formava oggetto della stipulazione, non è
« identificata, e così oggi non può accertarsi se quella proprietà fac« ‘cia parte tuttora di quella dell’ ex Abbazia, cioè dell’ attuale isti« tuto agrario, di modo che a questi incombe 1’ obbligo di continuare
« il pagam ento della corrisposta recata dal vecchio atto notarile, o
« meglio di restituire alla parrocchia i beni che le app a rte n e sse ro .
« Si è quindi invitato il parroco a dim o strare in modo più evi« dente il proprio diritto, nell’ intendimento di restituire a lui, come
« agli altri, i beni che sa rà dim ostrato dover costituire la dotazione
« della parrocchia. A tale invito non fu corrisposto, evidentemente
« p e r la impossibilità di offrire la prova dimandata, ma si è prefe« rito citare in giudizio l’A mm inistrazione dell’ex Badia, p er la con« tinuazione del canone in natura.
« 11 Commissario, che am m in istra i beni di S. Pietro, per de« legazione del Ministero, ha operato secondo le istruzioni ricevute
* e sagg iam en te non ha creduto di d over pregiudicare i diritti d el« l’ ente che rap presenta, solo per l’a ssicurazione data dallo avvo« cato della parte av v ersa ria di piena vittoria.
« Così, m entre io credo che il ra p pre sen ta n te di questo Ministero
« non meriti alcuna censu ra p e r l’ operato suo, vedrà l’ E. V. se non
« possa invece esse re il caso di m o derare lo zelo degli agenti che
« dipendono da codesta Am m inistrazione centrale, i quali, p e r quanto
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« mi fu riferito, eccitarono essi medesimi il parroco di S. A ndrea a
« prom uovere il giudizio.
« Il patrimonio dell’istituto a grario per l’ U mbria, succeduto al
« soppresso m onastero, deve esser difeso da troppi inimici, che cer« cherebbero di ave rn e ciascuno una porzione, perchè sembri forse
« utile che ad essi non si a ggiungano anche i funzionari dello Stato.
« La nobiltà dello scopo a cui sono devoluti i redditi della proprietà
« ex monastica è tale da m eritare le simpatie e lo interessam ento
« di tutti ; quindi io desidererei di non rim anere solo a difendere
« l’applicazione integrale e fedele della legge 10 luglio 1887.
« I l M inistro (firmato) M i c e l i ».
A tale lettera il Ministro di grazia e giustizia rispondeva
questi termini :
in
« Rom a, addì 4 dicembre 1890.
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
« Nel foglio contro distinto si afferma, in sostanza, che l’ A b bazia di S. Pietro in Perug ia si a s su n se volontariamente l’obbligo
di pag are le tasse per i beni delle parrocchie, che da essa dipendevano, di m anten ere i fabbricati, e di supplire con congrue e con
assegni di varia specie alla deficienza dei redditi parrocchiali ; e
si conchiude che gli stessi oneri non debbano più g ra v a r e sul p a trimonio devoluto all’ istituto agrario , dal momento che alle p a r rocchie in discorso furono restituite le originarie loro dotazioni.
« Non mi è noto, per verità, su quali documenti si fondino gli
enunciati concetti; e nemm eno conosco se ed in virtù di quali
disposizioni possa oggi e ss e re lecito di perturbare, in danno di
terzi, uno stato di cose durato p e r secoli con perfetta legalità :
imperocché, ed è bene che io lo dica fin da principio per d issipare equivoci, non si tratta già, come pensa codesto Ministero,
di s p e rp e ra re i beni dell’ istituto; ma è invece questione di stretta
giustizia, e di interessi legittimi che ho il dovere di tutelare.
« Con queste diffidazioni avrei pertanto sufficientemente risposto
a tutto ciò che è detto nel foglio suindicato ; e potrei nel resto a t tendere tranquillam ente che i m agistrati si pronunzino nelle liti
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« ch e si m in a ccia n o ; non trovan do da mia parte nulla a dire od o s « serv are circa il con teg n o dei funzionari econom ali.
S iccom e
per
« altro cotesto M inistero esprim e il voto di non rim anere solo a di­
te fendere la leg g e del 10 luglio 1887, lo segu irò volen tieri su tale
« te rre n o ; poich é mi sem bra che
« m od o m edesim o
che
son o
le presenti sue dichiarazioni, al
in aperta
con traddizione con le altre
« fatte anteriorm ente alla le g g e e ch e fu ron o tenute presenti nel fo r m ularne le disp osizion i, co sì siano anche ben lontane da quella in « tegrale e fedele applicazione della le g g e m edesim a, che esso assi« cura di desiderare.
« N on o cco r re ripetere quanto già fu osserv a to
« nistero con la propria
nota
delli 8 aprile
da questo M i-
sco rso , n.
1309-29266,
« ch e cioè F A bbazia di S. Pietro in P erugia restò sopp ressa fin dal
« 1860, p er effetto del decreto com m issariale delli 11 dicem bre di
« quello stesso a n n o ; e che so lo
per rigu ardi
eccezion ali
v erso i
« m em bri della fam iglia m onastica, v en n ero i m edesim i lasciati nel
« godim en to dei beni fino a ch e fossero ridotti al num ero di tre, con
« la con d izion e di continuare ad adempire ai doveri ed ai pesi già
« inerenti sì alla corporazione che agli individui. P er con segu en za ,
« la con d izion e giu ridica delle p a rrocch ie
rispetto al m onastero fu
« im plicitam ente determinata sin d ’ a llo r a ; e quindi an che am m esso
« in via d ’ ipotesi, che la disciolta corp ora zion e m onastica non fo sse
« un tem po giuridicam ente obbligata alle corrisp on sion i in disputa,
« non è più a parlare di spontaneità dopo il citato d e cre to ; perch è
« entrando esse nel n overo dei pesi inerenti al m onastero, si tro v a « ron o conferm ate da un titolo legale della m assim a e ffica cia ; e da
« volontarie d iven n ero obbligatorie a ca rico del patrim onio della sop ­
ii pressa casa.
« Ciò è tanto v ero ch e di esse fu sem pre fatta speciale m enzione
« tra i pesi ch e g ra v a v a n o il patrim onio d ell’ Abbazia.
« Infatti, quando il Com une di P eru gia , col m em oriale a stampa
« presentato nel 1886, si fece per la prima volta a chiedere
in su o
« fav ore la devolu zion e del detto patrim onio, per destinarlo a b e n e « ficio di un istituto a g ra rio, si obbligava di assum ere, tra gli altri
« on eri, ed enum erandoli specificam ente,
« questione (pag.
4, 16 e 1 7 ); cod esto
anche
quelli di cui ora è
M inistero, con nota del 13
« febbraio 1886, n. 4900, e quello d ell’ interno co n nota del 16 lu « g lio su cce s siv o , n. 540-137200, si associavan o com pletam ente a tali
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«
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«
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«
«
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«
li
«
ti
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
proposte raccom andandone l’ accoglimento. Sorse in s e g u ito l’ idea
di costituire il patrimonio dell’Abbazia in ente morale autonomo
con la denominazione di regio istituto agrario , sotto la diretta
dipendenza dello Stato. Tale concetto venne preferito; e superate
le difficoltà che si opponevano da parte del Demanio e del F ondo
per il Culto, questo Ministero si indusse a p re n d e re l’ iniziativa,
formulando un apposito disegno di legge, che si basò sostanzialm ente sulle proposte contenute nel promemoria del Comune di P e rugia in quanto rigu ard avano il patrimonio da a s s e g n a rsi all’ istituto; ed in merito al detto disegno codesto Ministero nulla trovò
da osservare, come risulta da sua nota del 21 febbraio 1887, numero 4828-17.
« Ma non è tutto.
« P rim a di presentare il disegno alla C am era dei Deputati, con
nota del 15 marzo 1887, n. 1309-3651, si domandò a codesto M inistero un piano di m assim a p e r l’ istituto da fondarsi, e gli fu
comunicato un prospetto delle rendite e delle spese della Badia,
enum erand osi in esso, a simiglianza del precedente, lutto ciò che
e ra a carico dell’abolita corporazione monastica per il servizio delle
parrocchie dipendenti. Lo stesso Ministero non m osse alcuna obbiezione, ed anzi, con sua nota del 16 maggio 1887, n. 8044, d ichiaro esplicitamente che con la erezione in ente morale del pa­
trimonio dei Benedettini in P eru gia, sarebbero rim aste a carico
del patrimonio stesso tutte le non poche passività che vi gravita­
vano. Conseguentemente, di concerto con codesto e con gli altri
Ministeri interessati, presentai alla Cam era il disegno, che divenne
poi legge, in data del 10 luglio 1887.
« I prem essi cenni dim ostrano all’ evidenza che non solo non si
parlò mai di liberare i beni del soppresso m onastero da alcuno degli oneri cui si trovavano sottoposti, ma che invece in tutti gli
atti della lunga vertenza, furono tra gli oneri medesimi specifìcatamente annoverati quelli che oggi s ’impugnano.
« N è d ’altra parte sarebbe possibile sostenere che i rapporti
così stabiliti restassero poi alterati nella fase legislativa. Tale ipotesi è del tutto esclusa dalla relazione ministeriale sul disegno di
legge, dai successivi atti parlam entari, e dal testo stesso dell’ a r ticolo, il quale essendo identico a quello proposto dal M inistero,
ne riprodusse fedelmente il pensiero, nel senso che si intendeva
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«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
«
a s se g n a re all’ istituto a g ra rio il patrimonio della soppressa casa
religiosa nello stato di fa tto e di diritto in evi s i trovava, e con
le servitù, g li oneri, le ragioni ed azioni, i debiti ed i crediti ad
esso inerenti.
« In una parola : eccetto la deroga alle leggi del 7 luglio 1866
e del 15 agosto 1867, si vollero far salvi i diritti spettanti ad altri
enti ; non essendovi alcuna ragione di pe ggiorarne la condizione
economica in vantaggio del nuovo istituto a cui già veniva largito
un privilegio non lieve, con l’attribuirgli quanto per legge comune
sa re bb e spettato al Fondo p e r il Culto ed al D em an io ; e ciò indipendentemente dalla considerazione, che giammai avrei prestato
il mio assenso in favore di un ju s singulare di così la rg a e sconfìnata estensione, come ora si vorrebbe.
« Non dubito pertanto che, presa in più m aturo esam e la contraversia insorta, codesto Ministero v orrà riconoscere il buon diritto dell’Economato, e d are analoghe istruzioni al Commissario che
am m inistra i beni della so p pressa Abbazia, affinchè conformi la
sua opera ai concetti su espressi, come quelli che corrispondono
esattam ente allo spirito e alla lettera della legge 10 luglio 1887.
« Gradirò ad ogni modo un cenno di risposta p e r m ia norma.
«
I l M inistro (firmato)
Z a n a r d e l l i ».
Dopo ciò il Ministero di agricoltura ordinò al regio Commissario,
con nota del 15 dicembre successivo, il pagam ento di due terzi delle
c o n g ru e addizionali ai parroci più poveri in base al m ontare delle
stesse precedentemente assegnate, con decorrenza dal 5 agosto ultimo;
e ciò finché fossero in proposito definite le trattative col regio Eco­
nomato generale.
3. — Aveva il M inistero stesso già dall’ agosto richieste al
Commissario dell’ ex Badia in Peru gia notizie storiche intorno ai
beni e ai diritti delle parrocchie dipendenti, da ricercarsi nell’ a r ­
chivio antico monumentale, m entre in proposito erano indeterminate
le comunicazioni avute in precedenza. Infatti erasi risaputo che in
momenti economici difficili dell’ex Badia vennero per disposizioni di
Pontefici e di Principi a ggreg ate al patrimonio abbaziale ricche pos­
sidenze parrocchiali, con l’on ere del mantenim ento delle parrocchie
ste ss e sotto varie forme per contributi minori delle precedenti rendite.
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L ’Abbate pro-tem pore era il titolare di ciascuna parrocchia ; la
quale veniva retta da un suo rap pre se ntan te nella qualità di parrocovicario, eletto dall’Abbate medesimo.
Le notizie desunte dai documenti dell’ antico archivio; le quali
risalgono all’ anno della fondazione della Badia di S. Pietro in P e ­
r u g ia 960, e vanno fino all’ anno 1196, confermarono le donazioni
fatte p e r le parrocchie di S. Costanzo, di Monte Vibiano, di M onte
l’Agello, di S. Angelo in Papiano, di S. Giustino in Monte Corno
(detto poi Corneo), di S. A ndrea d ’Agliano, di Piionico, di Spina, di
S. Apollinare, di S. Benedetto in Badiola, di Castiglione della Valle^
di S. Egidio in Poggio delle Corti, e di S. Donato in Agello.
4.
— Poiché il regio Economato generale insisteva che, oltre
alle co ng rue addizionali si concedesse l’ esonero della parte di ta sse
pagate in precedenza p e r esse parrocchie dall’Am ministrazione mo­
nastica, in base a nuove elargizioni dopo il 1863, così si stabilì di
som m inistrare alle medesime l’ asse g n o com plem entare complessivo
risu ltan te dalle denuncio dei parroci e dalle notizie am m inistrative
raccolte nella presa di possesso.
Nelle trattative col M inistero di grazia e giustizia e dei culti e
con l’ Economato gen erale dipendente, per la definitiva sistem azione
economica di queste parrocchie, passò tutto l’ anno 1891. E le diffi­
coltà apposte dall’ Economato gen erale medesimo, per il passaggio
delle parrocchie alla su a dipendenza, avevano tardata tuttavia la r e ­
golarizzazione delle volture catastali, già iniziata dopo il 5 agosto
1890, p e r la parte dei beni delle ste sse intestata all’ ex Badia.
Sulla fine di questo secondo anno dell’am m inistrazione go v ern a ­
tiva doveva il Ministero di agricoltura venire ad altre concessioni.
Con nota 19 dicembre 1891 il Ministero di agricoltura signifi­
cava a quello di grazia e giustizia e dei Culti q uanto segue :
« Nel vivo desiderio di definire la questione insorta rigu ardo
« alle competenze delle 19 parrocchie già ag g reg a te alla ex Badia
« dei Benedettini in P erugia, trasform ata in istituto a g ra rio dipen« dente da questo Ministero, faccio a V. E. u n a ultima proposta,.
« oltre la quale ogni altra concessione sa rà impossibile.
« Concedo cioè, oltre l’ a m m on tare attuale delle congrue addi­
ti zionali a n n u e i n .....................................................................L. 8,177.87
Segue
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.
.
L. 8,177.87
85
Riporto . . L. 8,177.87
le imposte su terreni e case parrocchiali che si p a­
904.84
gavano dall’ex Badia i n ......................................................... »
e Vannualità (pari a ‘/ 10 delle rendite dei terren i a n ­
n essi alle parrocchie m edesime (calcolate in lire 5,527)
come richiedesi dall’ Economato generale) per mana­
ta tenzione ordinaria dei fa b b rica ti e arredi sacri di . »
552.70
«
ti
«
te
«
« e così una som m a complessiva di
.
. L. 9,635.41
Il Ministero di grazia e giustizia rispose in data 12 marzo 1892
in questi termini :
« L ’ Economo generale in F ire n z e assicura con recente rapporto,
« che le trattative iniziate coi rettori delle parrocchie già a n n e sse
« alla soppressa Badia di S. Pietro in P erug ia, p e r u n ’ amichevole
« soluzione della vertenza in ordine agli a ssegn i di cong rua e di
« fabbriceria, procedono alacrem ente, mercè l’opera del subeconomo
« giurisdizionale e la coadinvazione dell’ arcivescovo della diocesi, e
« che vi è da sperare che entro il mese c o rren te si potrà avere il
« progetto di liquidazione concordato dagli interessati.
« Sembra invece che difficoltà serie so rg e ra n n o su quella parte
« dell’ accordo, che concerne là spesa n e cessaria p e r ripo rre in buono
« stato le proprietà beneficiali ».
5. — Istituito l’ente Fondazione per l' istruzione agraria e no­
m inato l’ am m inistratore, questi si trovò fino dai suoi primi atti di­
nanzi alla questione delle parrocchie, questione spinosa e resa più
difficile p e r le controversie insorte, oltremodo g ravo sa p e r le conse­
guenze economiche, che andavano a risultarne per l’A mministrazione.
M entre il Ministero di agricoltura, in dustria e commercio tra t­
tava di officio con il Ministero di grazia e giustizia per la siste ­
mazione della questione, e tenuto conto delle esigenze notevoli che
si richiedevano per la risoluzione di essa, minacciava, come si è ve­
duto di sopra, di ricorrere anche ai m agistrati, il parroco di Poggio
delle Corti presso P erugia, d ’ intesa con tutti gli altri parroci delle
parrocchie dipendenti e con il subeconomo locale ricorse ai tribu­
nali per definire la questione controversa.
F u dai parroci e dal subeconomo riflettuto, che risoluta la que­
stione p e r una parrocchia, sareb be venula implicitamente a risol­
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versi per tutte le altre. E cosa singolare si fu, che invece d ’ inten­
ta re una lite per la questione, sul diritto che si contestava, si ricorse
ad un artifizio, facendo intervenire la Commissione sanitaria del Mu­
nicipio di Perugia a giudicare sulle condizioni igieniche di due case
coloniche dipendenti dalla parrocchia di Poggio delle Corti.
L a Commissione le dichiarò inabitabili ed il Sindaco intimò lo
sgom bro delle case, se entro 20 giorni non fosse stato provveduto
o con re sta uri o con nuove costruzioni all’ abitabilità delle due case
coloniche.
L e case coloniche di questa regione trovansi nella m a ggior parte
in condizioni igieniche tristissim e, ed alla stre g u a del giudizio delle
due case di Poggio delle Corti, bisognerebbe fare sgom brare dai co­
loni che le abitano, la m aggior parte delle case di cam pagna. In
ogni modo, decorso il tempo fissato per l’esecuzione dei lavori e non
essendosi questi iniziati, fu deferita la risoluzione della questione al
Tribunale, ed il m agistrato sentenziò che l’A mministrazione della F o n ­
dazione doveva eseguire a sue spese le riparazioni occorrenti. L a
ca u sa fu quindi perduta e notificata al Prefetto per la trasm issione
al Ministero di agricoltura, a nome del quale la causa fu intentata.
II Ministero per rim anere in causa aveva sentito il parere dell’A vvocatura erariale, e l’Avvocatura stessa aveva delegato un suo r a p ­
presen tante in Perugia per sostenere e difendere i diritti del Mini­
stero. Perduta la causa in seguito a sentenza del giorno 11 marzo 1892,
il Ministero interpellò di nuovo l’Avvocatura erariale sul da farsi, ed
il p arere em esso da quel corpo consulente fu quello di appellarsi e
l’appello fu difatti presentato. Nominato l’avvocato erariale per so­
ste n e re i diritti del Ministero medesimo, fu stabilito il giorno in cui
la causa doveva e sse re definitivamente trattata dinanzi la Corte d ’ap­
pello. Tuttociò avveniva nel tempo in cui l’am m in istratore della F o n ­
dazione era stato nominato, e succedeva tuttociò, senza che il legale
ra p p re se n ta n te dell’ ente fosse avvertito delle risoluzioni e citato a
com parire. L ’a m m inistratore dopo conferenze ripetute con l’avvocato
erariale, in tervenne direttamente ed aprì trattative con il parroco di
Poggio delle Corti p e r giungere ad una risoluzione amichevole della
vertenza. E sso si fondò sul fatto, che come solo e legittimo r a p p r e ­
sentante dell’ente non aveva ricevuto nessun precetto od intimo, non
solo relativo all’obbligo creato dalla sentenza del T ribunale del giorno
11 marzo 1892, ma nemmeno era stato citato a com parire o a dele­
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ga re chi com parisse per esso dinanzi alla Corte d’appello. E ra stata
invece notificata la sentenza al Ministero di agricoltura ed era stato
di nuovo chiamato in causa il Ministero medesimo, m entre questi,
con la nomina dell’am m inistratore, si era liberato dell’ ingerenza di­
retta dell’ am m inistrazione e rise rv a v a si soltanto la tutela d e ll’ ente
Fondazione. L ’a m m inistratore vedeva quindi in tutto ciò u n ’ irrego­
larità di procedura e dichiarava che avrebbe per questo stato di cose
presentato legale protesta alla Corte d ’ appello, che infirmasse o
tra tte n e sse il giudizio di essa. Discorrendo di ciò con il parroco di P o g ­
gio delle Corti in presenza del subeconomo, venne fuori l’idea di giun­
g e re ad una transazione, proposta che, accettata dal parroco di Poggio
delle Corti e dall’am m inistratore, fu poi definitivamente conclusa. In
virtù di questa transazione concordata il 20 luglio 1892 alla vigilia della
discussione della cau sa in sede di appello, l’a m m inistratore della F o n ­
dazione riconosceva l’ obbligo di sostenere le spese occorrenti per
le riparazioni e manutenzioni alle chiese e fabbricati parrocchiali e
dava formale promessa, che le chiese e fabbricali si sareb bero tutte
poste in condizioni di norm ale m anutenzione, prim a che si fosse ef­
fettuato il loro passaggio all’ Economato.
Si conveniva poi che le sp ese tutte incontrate p e r lo scopo, di­
nanzi ai tribunali e fino a quel giorno, dovessero sostenersi per s/6
dalla Fondazione per l’ istruzione a g ra ria e per */6 dal parroco di
Poggio delle Corti, nell’ interesse proprio e nell’ interesse delle p ar­
rocchie già dipendenti dall’ Abbazia di S. Pietro.
Convenuta questa transazione, il parroco di Poggio delle Corti
accettava il recesso dall’appello della sentenza em anata dal Tribu­
nale l’ i l marzo 1892. In tal modo ebbe term ine u n a vertenza che
sa re b b e stata anche più disastrosa per 1’ amministrazione, se fosse
term inata, come sarebb e certam ente avvenuto, con una sentenza sfa­
vorevole della Corte d’ appello. Il totale delle spese ammontò a
lire 2,764.90 ; dai parroci, solidali con quello di Poggio delle Corti,
si ritirò la somma di lire 1,105.96 ra p pre se n ta n te i i/ s dell’ intiero, e
così questa lite costò all’ am m inistrazione lire 1,658.94.
Oltre a questa spesa l’am m inistrazione ha risentito un danno
m aggiore nel fatto, che i singoli parroci i quali ebbero a loro favore
una sentenza del Tribunale e conobbero tra n sa tta la causa, non
tanto per una questione di diritto, ma per un a questione di forma
procedurale, si m ostrarono m aggiorm ente esigenti nelle loro pretese
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e procurarono, di conseguenza, maggiori spese, che non si s a re b b e ro
incontrate senza il concorso dei tribunali. In ogni modo siffatta que­
stione spinosissim a si dovè pazientemente affrontare e p ro cu ra rn e la
risoluzione nel modo più economico possibile, quantunque se m p r e
oneroso p e r 1’ amministrazione.
Il peso delle parrocchie era g ravosissim o anche per l’ am mini­
strazione monastica, divenne più g ra v e all’amministrazione della F o n ­
dazione, oltreché per le considerazioni suesposte anche per le due
ragioni seguenti :
1.° P e r l’abbandono completo in cui lasciarono le parrocchie
i monaci Benedettini d ura n te il tempo del loro usufrutto.
2.° P e r le esigenze dei parroci re se tanto più forti, p e rc h è
presentate in un momento non già di ordinario andamento, m a di
passaggio definitivo alla n ecessaria autonomia delle parrocchie c h e
rappresentavano.
T erm inate queste controversie, ciò che fu alla fine del luglio 1892,
fu prim a cura dell’ a m m inistratore di accertarsi del vero stato delle
parrocchie, sia per quanto era dipendente dalle condizioni dei fabbri­
cati, sia per quanto si riferiva ai bisogni concernenti i param enti
sacri e gli oggetti inerenti al culto. Da questa ispezione risultò, che
ad eccezione della parrocchia di S. Costanzo, tutte le altre manife­
starono non solo penuria, ma urg e n te bisogno di param enti sacri.
Ebbesi pure a rilevare uno stato di conservazione dei paramenti e
degli oggetti che lasciava molto, per non dir tutto, a desiderare»
Indipendentem ente poi dai param enti sacri e dagli oggetti inerenti
al culto, si rivelarono le seguenti condizioni, veram ente sfavore­
voli, sia nelle chiese, sia nelle case parrocchiali.
Abbadiola, S . Benedetto. — Riparazioni ordinarie alla chiesa e
casa parrocchiale. — Rinnovam ento di quasi tutti gl’ infissi.
A g ello , S . Donato. — La tra v a tu ra del tetto è rovinatissima,,
in alcune parti le travi han no poggiato sulla volta ed han no deter­
m inato de ’ cedimenti sensibilissimi. Il Municipio di Magione in se­
guito ad esam e tecnico della costruzione, ebbe a d ich iarare la chiesa
pericolante e la chiuse al culto, p e r motivo di sicurezza pubblica, ob­
bligando alle demolizioni e ricostruzioni occorrenti. L a tr a v a tu ra
e ra stata cambiata nel 1887, ed i monaci spesero p e r i lavori della
chiesa di Agello la somma di lire 850, che si fecero p re sta re ad in­
te re sse dal Fondo-culto, e l’ am m inistrazione paga ancora per q u e sta
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bell’ opera l’ interesse del 5 per cento. — Riparazioni ordinarie alla
c a s a parrocchiale. — Rinnovam ento di parecchi infissi.
A g lia n o , S . A ndrea. — R iparazioni ordinarie alla chiesa e casa
parrocchiale. — Rinnovam ento d ’infissi.
Castel del P iano, S . M aria. — Negli ultimi anni dell’ a m m in i­
strazione monastica, fu ampliala la chiesa primitiva e ridotta a forma
{li croce; per lo sviluppo di una parie di essa, i monaci permisero,
e non potevano permetterlo, che si occupassero due cam ere della
c a s a parrocchiale, impegnandosi col parroco p e r ricostruirle. S u ssi­
diarono l’ ampliamento della chiesa.
P e r questi mutamenti la casa parrocchiale diventò a ngusta, ed
il parroco ed il subeconomo richiesero la ricostruzione delle due ca­
m ere mancanti e riprom esse. La condizione però del fabbricato non
permetteva cosifatta ricostruzione, se non che coll’ alzamento di un
piano, ovvero con 1’ aggiunta di un braccio di fabbricato.
Castiglione della Valle, S . Giovanni B a ttista . — Riparazioni
o rdinarie alla casa parrocchiale. — Rinnovam ento d’ infissi.
Casalina, S . Girolamo. — Riparazioni o rdinarie alla chiesa ed
alla casa parrocchiale. — Rinnovam ento d ’ infissi.
S . B iagio della Valle. — Riparazioni s tra o rd in a rie alla chiesa
e casa p arrocchiale; il tetto della prim a è in cattivissime condizioni.
—- Rinnovam ento d ’ infissi. — Ricostruzione dei muri di un orto,
caduti per tra sc u ra ta manutenzione. — Rinnovam ento completo del
castello, che sorregge, le cam pane nel campanile.
M igliano, S . M aria. — R iparazioni straordinarie alla chiesa e
ca sa p a rro c c h iale; il parroco ultimo, testé defonto, convertì, con ta­
cito consenso dei monaci, parte della casa parrocchiale in casa co­
lonica, rendendo la prim a insufficiente allo scopo. L a parrocchia è
attualm ente vacante del rettore. Il subeconomo reclam a che sia r e ­
stituita alle condizioni primitive.
Montecorneo, S . Giustino. — Riparazioni stra o rd in a rie alla chiesa
ed alla casa parrocchiale. — R innovam ento d’infissi. — Rinnovam ento
quasi completo del castello, che so rre g g e le cam pane nel campanile.
M onte Vibiano Vecchio. — Riparazioni stra o rd in a rie alla chiesa
ed alla c asa parrocchiale. — R innovam ento d ’ infissi.
Papiano, S. A ngelo. — Riparazioni s tra o rd in a rie alla chiesa ed
alla casa parrocchiale. Il tetto della prim a minaccia rovina. — R in ­
novam ento d ’ infissi.
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P etrignano, S . Pietro. —• Riparazioni stra o rd in a rie alla chiesa
ed alla casa parrocchiale, singolarm ente al tetto della prima. — R in ­
novam ento d ’ infissi.
P erugia S . Costanzo. — L a chiesa parrocchiale fu di recente
re sta u ra ta e ricondotta allo stile bizantino, adoperato nelle prime
chiese cristiane. Il campanile fu p u re costrutto dalle fondamenta.
La casa parrocchiale fu ampliata con l’ aggiun ta di un nuovo b rac­
cio. Il P apa, i monaci e le oblazioni dei fedeli concorsero alla spesa,
che importò oltre 60,000 lire. L ’ opera ebbe termine nel 1889. Si sa ­
rebbe creduto, che nè la chiesa, nè la casa parrocchiale, dovessero
esigere riparazioni. Invece per cattivo andam ento dei lavori, si re ­
sero necessarie riparazioni stra ordina rie al campanile, riparazioni
strao rd in a rie a due terrazze, che versano l’acqua piovana nello sp e s­
so re dei m uri della chiesa. Riparazioni alla casa p a rrocchiale; r inovamento di molti infissi.
Piionico M aterno, S . M aria. — Riparazioni ordinarie alla chiesa
ed alla casa parrocchiale. — Rinnovam ento d ’infissi.
P iscille, S . C ristoforo. — Riparazioni strao rd in a rie alla chiesa
ed alla casa parrocchiale, singolarm ente al tetto della prima. — R in ­
novam ento d ’infissi.
P oggio delle Corti, S . E gidio. — R iparazioni strao rdinarie
alla chiesa ed alla casa parrocchiale. Il tetto della prim a è perico­
lante. — R innovam ento d ’ infissi. — Ricostruzione quasi dalle fon­
dam enta di due case coloniche, dichiarate dalla Commissione sa n i­
taria municipale di P e rug ia inabitabili, perchè m ancanti di aria, di
luce e punto sicure, perchè pericolanti.
P rezzonchio, S . C ristoforo. — R iparazioni stra o rd in arie alla
chiesa ed alla casa parrocchiale. È pericolante il tetto; la volta della
chiesa p e r cattiva costruzione minaccia di cadere. Una capanna delle
adiacenze coloniche ha il tetto caduto e le m ura pericolanti. — R in ­
novam ento di molti infissi.
Spina, S . Niccolò. — Riparazioni ord in arie alla chiesa ed alla
ca sa parrocchiale. — R innovam ento del castello, che so rreg ge le
cam pane nel campanile. — R innovam ento d ’infissi.
.S. Apollinare. — Riparazioni stra ordina rie alla chiesa ed alla
ca sa parrocchiale. — Rinnovam ento d’ infissi.
Ecco la eredità toccata in sorte alla Fondazione p e r l’istruzione
a g r a r ia , eredità tanto più dolorosa, perchè le somme occorrenti a
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rim ediare tale deplorevole stato di cose, oltre ad e sse re notevoli,
vengono d istratte da u n ’ applicazione più utile, quale sarebbe quella
delle migliorie da a rrecarsi alle case coloniche della vasta proprietà
fondiaria, migliorie che non solo sono n ecessarie, ma che economi­
cam ente addiverrebbero redditizie.
P e r sopperire allo stato veram ente deplorevole, in cui furono
lasciate le chiese e case parrocchiali, il di cui possesso era dai mo­
naci difeso con tanto calore, si tabellarono lire diecimila, in ciascuno
dei due bilanci 1892-93 e 1893, e lire tremila nel bilancio 1894. Con
la somma complessiva di lire 23,000, distratte, come si è detto, da
più utile applicazione, si ritenne poter affrontare l’ardua questione,
di rim ettere in condizione di norm ale manutenzione tutte le p a rro c ­
chie e di passa rle all’ Economato generale, con la fiducia, che, salvo
incidenti non preveduti, non vi sa rà bisogno a tale scopo di nuovi
stanziamenti nei bilanci a partire dal 1895.
Nel 1892 furono effettuati lavori soltanto nelle parrocchie di P a ­
piano, Casalina e Petrig nano di Assisi.
Nel 1893 furono effettuati lavori nelle parrocchie di S. Costanzo,
S. Apollinare, Monte Vibiano Vecchio, Poggio delle Corti, Castel del
Piano, Monte Corneo, Petrign an o, Piscille.
Nel 1894 furono effettuati lavori nelle parrocchie di Agello, Castel
del Piano, Casalina, Monte Corneo, Piscille, Poggio delle Corti,
Prezzonchio, S. Biagio della Valle.
Alle parrocchie di Abbadiola, di S. A ndrea di Agliano, di Ca­
stiglione della Valle, di Migliano, di Piionico M aterno, di Spina, si
provvederà nel 1895.
Il lavoro che si effettuò finora e che è in corso di esercizio, im­
portò una sorveglianza notevole, resa tanto più difficile, perchè le
parrocchie si trovano disperse in u n ’ area estesissim a, nei Comuni
di P eru gia, Deruta, Assisi, Magione, Corciano, Umbertide. E si fu
appunto p e r la direzione e sorveglianza dei lavori, che non si potè
iniziarli e proseguirli contem poraneam ente dapertutto. Il risultato
odierno del lavoro eseguito è il seguente.
Sono passate all’ Economato generale dei benefici vacanti, le
parrocchie di Monte Vibiano Vecchio, S. Apollinare, P etrig n a n o di
Assisi, Piscille, Casalina, S. Costanzo.
Sono in corso gli alti p e r il passaggio definitivo delle p arroc­
chie di Papiano, S. Biagio della Valle, Castel del Piano, Montecor­
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neo, Agello. In tutto 6 parrocchie, che non sono e non s a r a n n o più
a carico dell’ amministrazione, cinque parrocchie che non lo sa ran n o
più tr$ breve, otto parrocchie per le quali abbisognano ancora la ­
vori, che sara n n o terminati nel 1895.
T erm inato questo lavoro dispendioso, difficile, intricato, r im a r r à
poi sem p re a carico della Fondazione l’ onere della congrua annuale
alle diciannove parrocchie, che una volta dipendevano dall’Abbazia di
S. Pietro, eguale alla somma a n n u a di lire 9,635.41. Quando tutte
le parrocchie s a ra n n o legalmente passate alla giurisdizione dell’ Eco­
nomato generale, si provvederà perchè il pagam ento della somma
suddetta, che ora si fa in rate quadrim estrali posticipate, direttam ente
ai parroci, sia invece fatto direttamente all’ Economato.
L a somm a di lire 9,635.41 com prende lire 904.84 per importo di
imposte varie, che l’ ex Abbazia di mano in m ano si addossò per
far tacere i parroci, che richiedevano urgenti riparazioni alle chiese
ed alle case parrocchiali. Il rim anente, meno la somma di lire 552.70
c he è la quota di m anutenzione ann ua, rappresenta la congrua alle
parrocchie. L a cifra complessiva di lire 9,635.41 è superiore a quella
constatata nel 1863 dalla Cassa Ecclesiastica, quando procedette all’ inventario delle attività e delle passività dell’ ex m onastero di
S. Pietro, di lire 2,719.25, e ra p p re se n ta un capitale di oltre 54,000
lire immobilizzato dura n te 1’ usufrutto, quando dagli usufruttu ari non
poteva addivenirsi a nuovi carichi o pesi, che g ra v a ss e ro il p a tri­
monio.
Il passaggio all’ Economato g enerale vien fatto con atto legale
a cui interviene non solo il parroco, ma anche il subeconomo ; l’atto
ste sso vien poi registrato e poscia sottoposto all’ approvazione dell’Econom ato generale di Firenze. In qu est’ atto l’ a m m inistratore
della Fondazione p e r l’ istruzione a g ra ria , p resta il voluto consenso
p e r le volture catastali, essendo quasi tutte le proprietà fondiarie,
singolarm ente urb ane, intestate alla Fondazione. Prestalo questo
consenso, l’am m inistratore in nome d ell'e n te , adopera la formula
se g u e n te : « In seguito di ciò la Fondazione per l’istruzione ag raria,
disinteressan do si completamente p e r tutto ciò che concerne la p a r ­
rocchia di . ............... , re sta per l’avv enire ed in perpetuo eso nerata
d a qualsiasi obbligo, che poteva avere verso la parrocchia d i ............... ,
derivante da ciò che essa trovavasi alla dipendenza dell’ Abbazia di
S. Pietro di Perug ia a cui succedette la Fondazione, e così questa
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viene esonerata dal provvedere alla manutenzione degli stabili e de­
gli arred i sacri, nonché al rim borso delle imposte sui terren i e fab­
bricati, rim anendole soltanto il dovere di p a g a r e in perpetuo alla
parrocchia d i ................. la co ng rua a nn uale nella quota stabilita e
concordata di l i r e ..................».
Soltanto, seguendo questa procedura, 1’ E conomato si è dichia­
rato soddisfatto di a ssu m e re a sé le parrocchie, che dipendevano dalla
Fondazione, d’ immettere al possesso civile i rettori di esse, di accet­
tare che le parrocchie si restituissero enti autonomi, a nome delle
quali si eseguissero le n ec e ssa rie volture catastali.
Quando la questione delle parrocchie a v rà avuto il suo termine,
la Fondazione potrà allietarsi di esse rsi liberata da un peso enorme,
e sovratutto si allieterà di poter destinare le sue rendite alle miglio­
rie agricole e con queste provvedere all’ incremento del reddito a n ­
nuale a beneficio dell’ istituto agrario.
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C A PITO LO IV.
Monumento nazionale.
SOMMARIO — 1. Prim e trattative col Ministero dell’istruzione — 2. R. Decreto di­
chiarante monumento nazionale la ex Badia di S. Pietro in Perugia. Questione insorta
sulla Biblioteca e catalogo di questa — 3. Vertenza col Ministero dell’istruzione a r i­
guardo delle spese richieste per le riparazioni e per la custodia del monumento — 4. Do­
m anda del Ministero di grazia e giustizia e culti per indennizzo di spese sostenute, nel
tempo dell’ amministrazione m onastica, a riguardo del recupero di oggetti artistici
involati — 5. Relazione della commissione nom inata per delim itare la parte monumen­
tale dell’edificio di S. Pietro e per definire le questioni controverse ad esso relative —
6. Approvazione delle conclusioni della commissione per parte dei Ministeri di agricoltura
e della pubblica istruzione — 7. Parole di lode del Ministero della pubblica istruzione
per i lavori compiuti dall’ amm inistrazione a vantaggio del monumento nazionale — 8. Esecuzione delle conclusioni form ulate dalla commissione suddetta, in ordine al m onu­
mento nazionale.
1. — Dopo la presa di possesso della parte monumentale del­
l’ ex Badia, in base alla ricognizione dell’edificio e alle inventaria­
zioni del m ateriale artistico e dell’Archivio antico, e al riconoscimento
som m ario della Biblioteca, lasciando di tutto la custodia provvisoria
al monaco ra ppre se nta nte i superstiti e gli officianti del Tempio, si
attivarono num erose trattative fra il Ministero dell’ agricoltura e
quello della istruzione, per d are al monumento medesimo conveniente
assetto, e regolarizzarne la custodia.
2 . — Il Ministero dell’ istruzione ebbe promosso il regio decreto,
em anato in data 18 giugno 1890, che dichiarò monumento nazionale
la ex Badia dei Cassinesi di S. Pietro in Perugia.
Indi fu discusso se la Biblioteca doveva effettivamente fare p a rte
del monumento nazionale. Il M inistro dell’agricoltura, con lettera
19 luglio successivo, significò al suo Collega dell’istruzione, a propo­
sito del pubblicato decreto e relativam ente alla Biblioteca, queste con­
siderazioni : « Se prima della emanazione di quel decreto si fosse
« creduto opportuno p re n d e re accordi con questo M inistero, che ha
« ora in am m inistrazione i Beni dell’ex Badia, si sarebbe forse con
« qualche convenienza esam inato se era da co nsiderare nella parte
« del monumento anche la Biblioteca ex m onastica, la quale sem bra
« abbia un pregio assai mediocre. Ed in ogni modo tali accordi p re « liminari sareb bero stati giovevoli p e r d eterm inare a chi doveva
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« competere la cura del monumento, nei sensi accennati già nelle
« mie lettere di sopra ricordate; essendo che risulti se m p re più m a« nifesta la necessità che di questo incarico venga eson erata l’ Am« ministrazione dell’ erigendo Istituto di istruzione a g ra ria , la quale
« deve volgere tutta l’attività su a a scopi ed intenti di n a tu ra molto
« diversa ». — Così si tardò la catalogazione della Biblioteca me­
desima. Questa effettuavasi nei primi mesi del 1891, a c u ra del cavalier prof. Culuri della Università di Perugia, e di un r a p p re se n ­
tante del Municipio, poiché il Comune di Peru gia avrebb e voluto
a v e rn e il possesso, al quale effetto ne aveva già fatto vari anni p ri­
m a il catalogo, che fu p restato già al Commissario, nella presa di
possesso, al fine di raccoglierne notizie. Ma nel caso che il Mi­
n istero fosse venuto nel proposito di allontanare la Biblioteca dalla
e x Badia, avrebbe dovuto tenere conto di precedente domanda della
U niversità, la quale in forza della legge sulla demaniazione delle Cor­
porazioni religiose doveva e n tra rn e al possesso. Però tanto al R e t­
tore della U niversità, quanto al Sindaco, fu dimostrato essere inten­
dimento e dovere del Ministero di agricoltura di conse rv a re presso la
ex Badia, c o sig li oggetti tutti monumentali, come pure la Biblioteca.
Il nuovo catalogo fatto con particolare diligenza, accertò il poco
valore scientifico della Biblioteca medesima e la n e ssu n a monumentalità delle opere accoltevi; tale catalogo fu comunicato direttam ente
al M inistero della istruzione.
3.
— P e r il vero e proprio monumento, il cui materiale mobile
e ra costituito dagli oggetti artistici, dipinti dei g ran d i m aestri, bassi
rilievi, ornati pregevolissimi e pergam ene m anoscritte e dipinte,
sorse lunga discussione fra i due M inisteri interessati, in riguardo
alla spesa richiesta p e r le riparazioni e p e r la custodia.
11 Ministero della istruzione domandò u n ’ annualità di lire 5,000,
p e r la ordinaria m anutenzione, oltre la spesa occorrente alle r ip a r a ­
zioni strao rd in arie dell’ edificio, periziate dal Genio civile nella som m a
di lire 4,500. Dichiarò poi che l’Archivio dovesse rim a n e re nella
sed e attuale, affidandosene la custodia all’A rchivista Municipale, e
che la custodia della Chiesa e della Biblioteca fossero affidate al pre­
posto della Chiesa m edesima, sotto la sorveglianza della Commis­
sione conserv atrice dei m onum en ti; p ure non accennando ad alcun
compenso per la l’elativa custodia, siccome risu lta dalla nota del 1° se t­
tem bre 1890, che accompagnò pure la perizia dei lavori di re s ta u ro
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Biblioteca di agraria Mario Marte
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a ll’edificio del monum ento medesimo. E qui giova ricordare che le
opere di restauro rig u ard a v a n o la rinnovazione e il restauro del p a ­
vimento della Chiesa, le riparazioni ai tetti, il restauro e il conso­
lidamento di un pilone dietro l’abside, la riapertura dei finestroni
dell’abside secondo la loro antica fo rm a , e la conservazione dei resti
delle form elle nel pavim ento maiolicato della sagrestia.
Ma il Ministro dell’agricoltura doveva dim ostrare come il patri­
monio ex abbaziale, oberato da passività grav i e successivam ente
m aggiori, non potesse soste n e re i tributi all’uopo richiesti e doveva
p r e g a r e il suo Collega della istruzione di tro v a r modo che m inore
spesa all’uopo occorresse, o che quel Ministero, principalmente in­
teressato, provvedesse i mezzi manchevoli nel bilancio dell’ex Badia,
come dalla nota in data 6 del mese stesso, la quale qui si riporta,
in risposta alla sopracitata :
« Il patrim onio della ex Badia di S. Pietro in Perugia è oberato
« di passività considerevoli, che oltrepassano le 300,000 lire di c a « pitale.
« Coi redditi si deve inoltre provvedere al pagam ento della pen« sione ann ua ai monaci su perstiti; converrà liquidare ad essi una
« somma egregia (quasi 65,000 lire) p er l’accresciuta proprietà, in
« confronto delle consegne dai medesimi ricevutene nel 1863; ed in« fine la necessità imperiosa di non lasciare sul lastrico il num eroso
« personale fin qui addetto alla Am m inistrazione ed al Riforma« torio dei corrigendi m inorenni, an n e sso alla Badia medesima, p er
« la m a ggior parte in tarda età ed incapace di dedicarsi ad altre
« profittevoli occupazioni.
« Considerati cosi gli oneri di varia natu ra, di fronte ai redditi
« eventuali del patrimonio, costituito di terre, ed i bisogni urgentis« simi di restauri ai num erosi casamenti sparsi nella proprietà ru « stica, ne risulta che non rim a rra n n o rendite sufficienti per il m an « tenimento <ie\YIstituto agrario, al quale la proprietà ex m onastica
« fu devoluta, nè i fondi indispensabili p e r provvedere il m ateriale
« didattico e tecnico, necessario ad una scuola di viticoltura e di eno« logia.
« In tale condizione di cose riescirebbe ora assai malagevole a
« q uesta am m inistrazione di provvedere alla esecuzione delle opere
« di restauro al fabbricato ex abbaziale, costituente il monumento,
« per l’am m on tare di lire 4,500, secondo le perizie comunicatemi,
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« non avendosi fondi a questo fine disponibili. E sam inerò in ogni
« modo quali siano fra i detti lavori quelli più urgenti e di assoluta
« necessità, per ordinarli mano a mano.
« In rig u a rd o alla quota annuale, che dovrebbe fissarsi p e r il
« m antenim ento ordinario della p a rte monumentale, a carico delle r e n « dite dell’ istituto a g ra rio , io ravviso troppo sproporzionata la som m a
« indicatami di lire 5,000. Qualche anno addietro, allorché il M uni« cipio di Peru gia si affaticava p e r ottenere a sé il patrimonio e x a b « baziale, dim ostrandone la poca entità dei redditi disponibili, poneva
« tra gli oneri, che naturalm ente, p e r comodità del suo assu nto ten« deva ad ingrossare, anche quello di lire 2,500 a nn ue in servizio
« della m anutenzione del monumento. Ora le condizioni degli stabili
« non possono essere peggiorate così, da ren d ere necessaria una
« som m a superiore del doppio.
« N on s a rà poi inutile con siderare a suo tempo se il peso delle
« riparazioni al m onum ento debba oggi g r a v a r e per intero sul« l’am m inistrazione dell’ istituto a g ra rio creato dalla legge, se possa
« per avventura esse re dimostrato che la odierna necessità delle opere
« di re stau ri p reesisteva da antica data, nè i preposti alla tutela del
« monumento c urarono eseguirli, quando l’obbligo ne sareb be ricaduto
« sugli ex religiosi, i quali godevano le rendite del patrimonio.
« P e r quanto concerne la custodia del monumento, che è costi­
ti tuito della Chiesa, dell’ Archivio e della Biblioteca, io ripeto il
« desiderio vivo d ’e sserne esonerato, parendomi che cotesto o n o re « vole Dicastero possa provvedere a ciò con a ssai m aggiore com « petenza.
« Attenderò quindi di conoscere le sue risoluzioni definitive in
« proposito ».
5. — Nel frattanto il Ministero di grazia e giustizia e dei culti
aveva domandato la rifusione della spesa nella causa Carpena, pel
trafugam ento dalla Chiesa m onum entale della ex Badia di un quadro
del Sassoferrato, poi recuperato durante l’ am m inistrazione monasticayall’uopo rivolgendosi al Ministero dell’ istruzione.
Questa dom anda prom osse le note del M inistero dell’ istruzione
in data 31 ottobre 1890 e del Ministero di agricoltura in data 11 no­
vem bre successivo, nella prima dim ostrandosi esse re quello un de­
bito della nuova amministrazione, e nella seconda rispondendosi in
qu e sti termini :
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« Non pongo in dubbio che l’ Istituto a g rario di P erugia, debba,
« secondo la possibilità dei suoi mezzi, provvedere alla conservazione
« degli edilìzi compresi nella sua proprietà, fra i quali anche quelli
« che costituiscono il monumento nazionale.
« Dubito però che l’ istituto medesimo possa e ss ere obbligato
« a sostenere la spesa p e r il trafugam ento di oggetti d ’arte, che
« erano affidati all’altrui custodia.
« Ad ogni modo essendo ingenti le passività a cui devesi ora
« fare fronte coi redditi del patrimonio, di che trattasi, dichiaro che
« non vi è p e r ora la possibilità di ad erire alla dom anda di codesto
« onorevole M inistero ».
L ’Amministrazione del Fondo per il Culto aveva anche dom an­
dato la rifusione della spesa in lire 7,000, sostenuta nel recupero
di un param ento sacro (una pianeta) di pregio artistico, d e rub ata
alla chiesa parrocchiale di S. Costanzo, dipendente dall’e x B a d ia ;
furto e recupero avvenuti du ra n te l’am ministrazione m onastica in
u n a parrocchia dipendente. Ma anche a questa dom anda il Ministero
di agricoltura rispondeva negativam ente, dim ostrando non essere ob­
bligato l’ istituto a gra rio a tale spesa.
Dopo il 1890 rim asero interrotte le trattative per il passaggio
del m onum ento al M inistero dell’ istruzione, e nulla ven ne deciso sul
doversi o no riten ere la Biblioteca nella parte monumentale. L ’ unico
fatto attivatosi nel 1891, fu, siccome sopra è detto, l’apprestam ento
del nuovo catalogo della Biblioteca, inviato al Ministero dell’ istru ­
zione, dal professore stesso che ebbe l’incarico di compilarlo.
Passò tutto questo anno senza nulla stabilire in proposito, e ri­
m anendo la custodia fiduciaria del monumento agli officianti del Tem­
pio, pure sorvegliandovi l’incaricato governativo, che in quell’ anno
atte nd e va all’am m inistrazione del patrimonio sotto la dipendenza di­
retta del Ministero.
Si provvide in questo tempo solamente a riparazioni urgenti
nel tetto e nelle fenestre del Tempio, come pure nel 1890 erasi fatto
un resta uro necessario nell’a rm a tu ra del tetto.
G iunse il 1892. — Costituita col decreto del 21 gennaio l’ex
Badia nell’ente autonomo Fondazione per l’istruzione agraria e no­
m inatone il regio A m m inistratore rap presentan te, furono a cura di
questi rip rese le trattative col Ministero di agricoltura, industria e
comm ercio e con quello della pubblica istruzione allo scopo di defì-
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Biblioteca di agraria Mario Marte
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n ir e tutte le questioni pendenti e le controversie relative alla parte
m o num entale dell’edifìcio di S. P ie tr o 'in P erug ia.
Il M inistero di a gric o ltura vide la convenienza e la opportunità
della proposta di nom inare all’ uopo una Commissione speciale, che
esam inate le parti dell’edificio di S. Pietro, delimitasse quelle che r i­
vestono un c a rattere m onum entale ed hanno, com unque siasi, un pre­
gio storico od artistico e prop on esse quanto avrebbe reputato più op­
portuno alla custodia ed alla conservazione della p arte m onum en­
tale m edesima.
L a Commissione nom inata si adunò nel settem bre del 1893 in
P e ru g ia e raccolse nella seg uen te relazione il risultato delle o sse r­
vazioni e degli studi fatti, nonché le proposte reputate necessarie
alla custodia ed alla conservazione della parte monumentale.
della Commissione nominata p er delineare la parte
monumentale dell’ e x B adia di S. Pietro di Perugia e per
proporre la risoluzione di talune questioni relative.
R e la z io n e
L ’articolo 1 della legge 10 luglio 1887, n. 4799 (serie 3s), stabi­
lisce che il patrimonio della soppressa c asa religiosa dei Benedettini
Cassinesi di S. Pietro in P e ru g ia s a rà costituito in ente m orale a u ­
tonomo, destinato al m antenim ento di un Istituto d ’istruzione a g ra ria
da fondarsi nella città di P erugia. E l’ ente autonomo col titolo di
Fondazione per l’ istruzione a g ra ria , fu costituito con regio decreto 21
gennaio 1892.
L ’articolo 2 della legge suddetta prescrive poscia, che anche
dopo la costituzione dell’ente morale, continuerà a stare a carico
del patrimonio suindicato, la sp esa occorrente p e r la conservazione
della parte monum entale ed artistica dell’ ex Abbazia di S. Pietro.
Più tardi con regio decreto 18 giugno 1890, n. 6891, la ex Badia di
S. Pietro in P e rug ia fu dichiarata monumento nazionale, ma con
questo decreto non furono precisati i limiti della parte monumentale
e non furono stabilite le condizioni indispensabili per provvedere alla
custodia e alle spese occorrenti per la conservazione della p a rte
m o num entale medesima.
A sopperire a questa mancanza il Ministero di agricoltura, indù­
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101
stria e commercio, che ha la tutela dell’ente a u to n o m o — Fondazione
p e r l’istruzione a g r a ria — in adempimento di quanto prescrive l’a r ­
ticolo 5 della legge 10 luglio 1887, propose la- costituzione di una
Commissione, formata da un rap p rese n ta n te del M inistero della pub­
blica istruzione, da un r a p p re se n ta n te del M inistero dei lavori pub­
blici, e da un ra p p rese n ta n te del Ministero di agricoltura medesimo,
soggiungendo che questa Commissione avrebbe ricevuto l’incarico di
e sam inare sul luogo le diverse parti dell’edificio e di definire m ercè
proposte concrete tutte le questioni e controversie che si fossero sol­
levate o potessero sollevarsi. Avendo il Ministero della pubblica
istruzione e quello dei lavori pubblici accettata la proposta del Mi­
nistero di agricoltura, ed avendo i due Ministeri predetti nominati
i loro ra ppresentanti, la Commissione si rigu ardò costituita e fu c o n ­
vocata in Perugia nella ex Abbazia di S. Pietro.
Il giorno 17 settem bre la Commissione si trovò riunita e com­
posta:
1.° Dell’on. conte comm. Giuseppe Sacconi, deputato al P a r ­
lamento, direttore dell’Officio regionale dei m onum enti delle M arche
e dell’ Umbria, in ra p p re s e n ta n za del Ministero della pubblica istru­
zione.
2.° Del signor cav. Luigi Cerioli, in geg nere capo del Genio
civile nella provincia dell’ Umbria, in rappresentanza del M inistero
della pubblica istruzione.
3.° Del prof. comm. Giuseppe Bellucci, regio am m inistratore
della Fondazione per l’istruzione a g ra ria , in ra p presen tan za del Mi­
nistero di agricoltura, industria e commercio.
La Commissione reputò anzitutto di visitare le diverse parti dell’edificio della ex Abbazia, fermandosi seg natam ente ad esam inare
quelle che rivestono un c a rattere artistico o monumentale, e p er quanto
concerne il tempio, portò il suo esame, oltreché nelle parti interne,
nella copertura e nelle parti esterne, principalm ente dell’abside.
Effettuando questa visita ebbe agio di o sse rv a re le molte r ip a ­
razioni e migliorie eseguite in quest’ultimo tempo, d ’iniziativa del­
l’amministrazione, e rispondenti, non solo alle buone regole dell’arte,
ma eziandio all’esigenze di un monumento dichiarato nazionale.
Acquistatasi una cognizione sufficiente delle diverse parti del
locale e dei bisogni più o meno urgenti di riparazione, che talune
parti di esso presentano, la Commissione si riunì in seduta nei giorni
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102
18, 19 e 20 per discutere i provvedimenti da prendersi e per rispon­
d e re adeguatamente ai quesiti formulati dal M inistero dell’ istruzione
pubblica, e da quello dell’agricoltura.
I
risultati di queste discussioni concordemente accettati trovansi
in a ppresso trascritti, di seguito a ciascheduno dei quesiti form u­
lati dal Ministero dell’istruzione pubblica.
Quesito P rimo.
Delim itazione della pa rte monumentale
dell’ex Badia di S . Pietro.
La parte monum entale, sottoposta al vincolo delle disposizioni di
leggi e dei regolam enti, che concernono i monumenti nazionali, è
costituita :
1.° Dal primo cortile, che serve di avanportico al tempio
(distinto nel piano superiore in I/ A , I/B) .
2.° Dal tempio e sacrestia, nonché dagli ambienti a nn essi alla
sacrestia ed ai quali si accede da essa.
3.° Dalla scala, che dal piano del tempio e d all’ interno di
questo sale al piano superiore.
4.° Dalla sala capitolare e dal piccolo andito che mette in co­
municazione la chiesa con la sala stessa, nel quale andito esiste una
Pietà in terra cotta smaltata.
5.° Dalle cam ere di sgom bero che si trovano sul fianco meri­
dionale del tempio, ed alle quali si accede dal tempio stesso.
6 .° Dal campanile ed ambienti terreni prossimi ad esso.
7.° Dal cortile centrale, di ca rattere del rinascimento, in mezzo
a cui trovasi una vasta conserva d ’acqua con puteale munito di co­
lonne con trabeazione.
8 .° Dall’ andito che pone in comunicazione il cortile centrale
con quello detto dell’Alessi, nel quale andito, tutto di stile del r in a ­
scim ento, trovasi un lavabo in terra cotta sm altata.
9.° Dal refettorio, dello stesso c a rattere architettonico dell’a n ­
dito precedente, in cui sono due tondi ed un pulpito in te rra cotta
sm altata.
IO .0 Dal cortile detto dell’Alessi.
11.° Dalla cappellina detta di S. M artino esistente nel lato est
del 1 ° piano del cortile centrale.
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103
12.° Dalla cappellina detta di S. Pietro Vincioli, esistente al
2 ° piano in un ambiente del corridoio detto delle scuole.
13.° Dagli avanzi medio-evali di un antico cenobio esistenti a
nord del tempio attuale e compresi oggi in un fabbricato a n nesso
a ll’edificio centrale di S. Pietro.
In una pianta allegata alla relazione trovasi lumeggiata con co­
lore azzurro tutta la parte che riveste c a ra tte re m onum entale con
la rispettiva leggenda.
Verificandosi però il fatto che talune parti dell’edificio che en ­
trano nella limitazione suddetta, non possono interdirsi dall’uso che
oggi e sem pre han no avuto, di serv ire cioè di comunicazione e pas­
sa g g io tra le parti diverse e lontane dell’edificio stesso, la Commis­
sione ha opinato concordem ente, che i locali corrispondenti ai n u ­
m eri 1°, 2°, 3°, 4°, 5° e 6 ° di sopra designati, debbano costituire
tutto un corpo di fabbricato indiviso, nel quale sia interdetto o g n i .
a ltro uso diverso da quello che oggi si verifica, e che debba esse re
affidato alla custodia e vigilanza di un conservatore, le di cui qua­
lità e guarentigie s a r a n n o più oltre stabilite.
In quanto ai num eri 7°, 8 °, 9°, 10°, 11°, 12° e 13° la commis­
sione ha opinato che debbano e ss e re affidati alla custodia e vigilanza
deH’a m m inistratore della Fondazione, con le condizioni e s p re s se :
1 .° di non a rre c a re ad essi alcuna modificazione, e dove se
n e re n d e sse indispensabile taluna, di non eseguirla senza il consenso
de ll’Officio regionale per la conservazione dei monumenti dell’ Um­
bria ; 2 .° di adibire il locale dell’antico refettorio, esclusivamente al­
l’uso di refettorio, perchè siffatta destinazione non può esse re di no­
cum ento alcuno agli oggetti d ’ arte che si conservano nell’am biente;
3.° di collocare un semplice cancellato dinanzi al lavabo, per evi­
tare l’urto casuale di oggetti contro di esso, o il distacco di parti di
te rra cotta smaltata che lo costituiscono; 4.° di custodire le due cap­
pelline di S. M artino e di S. Pietro Vincioli, e di non adibirle ad
alcu n uso, tenendone chiusa la porta od il cancello di accesso ;
5 .° di perm ettere l’accesso a tutti i richiedenti, che desidereranno di
visitare le opere di a rte contenute negli ambienti testé ricordati, o
d i e sam in a re i due cortili centrale e dell’ Alessi.
La Commissione ha pure opinato concordemente, che nella sala
capitolare opportunam ente adattata, sieno collocati gli oggetti di arte
mobili, che figurano nell’ inventario redatto dal prof. Venturi Adolfo
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104
il 7 m arzo 1891 e che oggi trovansi situati in parti diverse dell’ e­
difìcio, e di costituire là entro un museo speciale, da aprirsi ai vi­
sitatori m ediante pagam ento di una tassa minima di 50 centesimi.
Ordinati poi tutti gli oggetti di arte, dovrà farsene un catalogo
scrtnmariamente descrittivo, ed in questo catalogo dovranno anche figu­
r a r e gli oggetti di arte immobili, che si trovano nel secondo gru p p o
della p arte monumentale, con la nota speciale, che il visitatore po trà
liberam ente esaminarli, rivolgendosi al portiere.
Q u esito
S econdo.
L a biblioteca e l'archivio devono f a r parte del monumento
ed in quali locali devono collocarsi ?
In ordine al secondo quesito la Commissione opina che l’archivio
pe r il materiale che contiene debba rig u a rd a rsi lutto come m onu­
m entale. Eccettua soltanto alcuni pochi libri moderni di ne ssun conto
e carte e corrispondenze private di qu est’ultimo tempo, che c asu al­
m ente si trovano nell’archivio stesso. È poi di p arere che l’archivio
debba essere affidato allo stesso conservatore del monumento, il
quale dov rà avere perciò competenze speciali od e s se re stato a r ­
chivista.
R ig u a rd o alla biblioteca fa notare anzitutto, c h ’essa non è la bi­
blioteca originaria dell’ex Abazia, la quale ebbe sem pre e curò l’a r ­
chivio in cui sono compresi, sebbene in piccolo numero, incunaboli
ed opere manoscritte, preziose per vetustà e ra rità , ma non risulta,
che avesse una biblioteca copiosa ed importante. L a biblioteca at­
tuale fu formata nel 1841, con la donazione di circa 5,000 volumi
fatta dall’abate Chiaramonli all’ex M onastero. F u poi accresciuta con
acquisti e donativi, ma sem pre di opere moderne, in m a ggior parte
di c a rattere ecclesiastico, storico, geografico ed anche di storia n a ­
turale. L a biblioteca è situata, come lo fu sem pre, in locale diverso
da quello delParchivio. L a Commissione ha opinato in proposito, dopo
m aturo esame, che la biblioteca non abbia alcun carattere m onum en­
tale e se p e r caso tra le opere che la compongono, ne fosse taluna
o talune che a vessero qualche pregio sotto i diversi punti di vista
dell’a rte tipografica, della rarità, del tempo a cui possono risa lire ,
si togliessero dalla biblioteca per collocarle nell’ archivio.
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105
Il Ministero della pubblica istruzione possiede il catalogo della
biblioteca in pa ro la ; potrà quindi essere esam inato da persona com­
petente, e secondo il giudizio di questa, scegliere tra i 9,000 volumi
quello o quelli che riten essero un pregio da e sse re separati dagli
altri.
In conseguenza di ciò la Commissione fu di unanim e p a re re che
non debba a sse g n a rs i alla biblioteca un c a rattere monumentale.
L a Commissione ha esaminato in qual parte del locale possa
■convenientemente collocarsi l’archivio monum entale e la biblioteca,
sebbene quest’ultima non rivesta il ca rattere della monumentalità e
non esiga quelle cure e quella vigilanza scrupolosa, che si devono
p e r il materiale dell’archivio. H a trovato opportuno il collocamento
d e ll’archivio in un ambiente a n nesso al lato nord del tempio, soste­
nuto e coperto da volte reali e sotto ogni punto di vista conveniente
p er il collocamento dell’archivio stesso. Questo am biente trovasi p ro s ­
sim o ai corridoi esistenti nel lato est e sud del primo cortile, ed è
in questi corridoi che può benissimo esse re collocata la biblioteca-,
coll’intendimento di aprirla al pubblico e di ra p p re se n ta re il nucleo
della biblioteca del futuro Istituto agrario. E ssa potrà riuscire utile
anche a siffatto Istituto per le opere storiche e geografiche e se g n a ­
tam ente p er quelle di storia na tura le che contiene.
La biblioteca potrà essere affidata allo stesso conservato re del
m onum ento e dell’archiviò, il quale ultimo si troverebbe prossim o e
nello stesso piano della biblioteca. A nche il locale della biblioteca
trovasi sostenuto e coperto da volte reali, in condizioni di accesso
pel pubblico tali, da non incomodare la libertà dell’ Istilnto ag ra rio
ch e a v rà sede nelle parti interne dell’edificio dell’ ex Abbazia.
Sebbene alla biblioteca non possa a ss e g n a r s i il carattere della
m onumentalità, pu re la Commissione ha dovuto occuparsi del suo col­
locamento, perchè nella sala capitolare, ove oggi trovasi sistem ata,
d ov rebb ero riu n irsi, come già si è detto di sopra, tutti gli oggetti
di arte mobili oggi esistenti in diverse parti del locale dell’ ex Ab­
bazia, oppure chiusi in scaffali e tolti all’esam e del visitatore. A
questa sala capitolare si accederebbe dal tempio ed il visitatore com­
piuto l’esam e degli oggetti di arte esistenti nel tempio, passerebbe a
visitare quelli del museo.
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106
Q uesito
T
erzo.
Qvota da destinarsi annualmente per la conservazione
del monumento.
Relativam ente alla spesa a n nu ale per la conservazione del gru pp o
monum entale la Commissione, dopo esame accurato delle diverse
parti del monumento stesso, ha veduto la necessità di dividere a n ­
zitutto la quota di spese in due titoli diversi, il prim o di spese di
m anutenzione an n u a, il secondo di spese straordinarie.
I la fissato per il primo titolo lire 1,500, per il secondo lire 9,000
come da perizia di lavori presentata dall’Officio regionale, esam inata
ed accettata dalla Commissione. L a somma di lire 9,000 dovrà rip a r­
tirsi in tre bilanci. Lo stanziamento primo delle quote di entrambi
i titoli dovrebbe avvenire nel bilancio 1894. Le spese di m an u te n ­
zione a n n u a si dovranno riferire :
1.° Alla m anutenzione generale del tempio e gruppo a n n e ss o
dei locali affidati alla custodia di un conservatore speciale, designati
con i num eri rom ani I, II, III, IV, V, VI, della prim a parte di que­
sta relazione.
2.° Alla manutenzione degli alzati dei due cortili, centrale e
dell’Alessi, e per quanto concerne le coperture degli edifici, an ch e
di quel tratto di tetto compreso in lunghezza, tra il campanile ed il
m uro e sterno della sacrestia, ed in larghezza tra la navata e la fronte^
che g u a rd a a mezzodì del cortile centrale.
3.° Alla m anutenzione del pozzo esistente nel mezzo del cor­
tile centrale, p e r quanto concerne il puteale e relativa grad in ata,
nonché le colonne e trabeazione da essa sostenuta.
4:° Alla manutenzione della porta del refettorio, stile del rin a ­
scimento, intagliata ed intarsiata.
5.° Alla manutenzione delle due cappelline di S. M artino e di
S. Pietro Vincioli.
L a Commissione ha poi opinato concordemente, che la quota
a n n u a di manutenzione di lire 1,500, ove sopravvanzasse in parte ne­
gli anni avvenire, non dovrà il sopravvanzo stesso m an darsi in eco­
nomia, m a co nse rva rsi invece daH’am m inistrazione, p e r costituire un
fondo di riserva, accumulandolo coi sopravvanzi ulteriori p e r far
fronte a quelle riparazioni stra ordina rie ed imprevedibili, che p o tra n n o
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107
e s s e r richieste dalle diverse parti del monumento nazionale e che
tra sc ura te , com prom etterebbero la stabilità dell'edificio monum entale
medesimo.
Avvertendo che se questo fondo accumulato non fosse nelle di­
v erse circostanze sufficiente allo scopo, la Fondazione dovrà a g ­
g iung ere la differenza. Al fondo p e r spese impreviste dovranno p u­
re cum ularsi le quote annuali derivanti dalla tassa d ’ ingresso al
Museo.
La Commissione ha opinato che questo fondo di riserva possa
e ss ere di lire 1 0 , 000 , ed una volta costituito, i sopravvanzi annuali
della quota segnata in bilancio, s a r a n n o mandati in economia.
R ig u a rd o allo stanziam ento di lire 9,000 per spese di ca rattere
straordinario, da ripartirsi in ra te eguali nei tre- anni 1894, 1895,
1896, la Comm issione ha osservato che se delle opere stra ordina rie
occorrono a g a ra n tire la stabilità del m onumento ed a con servare e
r ip a ra re alcuni oggetti di arte, non tutte queste opere stan no a p re ­
s e n ta re un c a ra tte re di urgenza immediata. Da ciò il riparto della
spesa, che sta in relazione con il riparto delle opere in tre gruppi,
precedendo quelle che hanno m aggior c a rattere di u rgenza :
1 ° Riparazioni al tetto ed ai muri esterni dell’abside — Conca­
tenamento di questi muri — liacanalamento delle acque nelle diverse
parti dell’ edificio delimitato come m onum ento nazionale — S istem a­
zione dei parafulmini — Copertura del pavimento in maiolica nella
sacrestia.
2.° Continuazione dei lavori precedenti e non ultimati — P a ­
vimenti nelle due nav ate laterali della Chiesa e nel Presbiterio.
3.° R iparazioni a taluni oggetti di arte, tra i quali i grandi
quadri murali del Vasilacchi.
Effettuandosi poi negli anni 1894 e 1895 queste opere stra o rd i­
narie, che m irano a m ettere il monum ento in condizioni di no rm ale
m anutenzione, non s ’im piegheranno p e r la manutenzione ordinaria
le quote di lire 1,500 in ciascuno dei due anni stanziate. E con queste
due quote la Commissione opinerebbe, che si potessero eseguire nei
due anni, i lavori seguenti :
1894
— Adattam ento della cam era a custodia dell’ archivio mo­
numentale. Costruzione di una scala di accesso — T rasporto del­
l ’archivio — Suppellettile necessaria.
Contem poraneam ente p e r cura dell’amministrazione si pro vvede-
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108
rebbe all’adatlam ento dei locali, ove dovrà e sser collocata la biblio­
teca e si effettuerà il trasporto di e ssa dalla sala capitolare.
1895
— Adattamento e ordinamento del museo nella sala capi­
tolare.
N ell’esecuzione delle diverse opere di riparazione o stra o rd in a ­
rie, la direzione e sorveglianza dei lavori spetterà all’Officio regio­
nale per la conservazione dei monumenti ; esso red ig erà i progetti
relativi e datane preventiva comunicazione all’amm inistrazione della
Fondazione, li sottoporrà all’approvazione del Ministero della pubblica
istruzione.
In quanto alla p a rte m ateriale dell’esecuzione, l’Officio regionale
p renderà gli opportuni accordi con l’am m inistrazione della F o n d a ­
zione, la quale potrà fornire secondo i casi i m ateriali e mezzi di
traspo rto occorrenti, a sconto del contributo annuale o straordinario.
L a som m inistrazione di mezzi di opera, come ponti, scale, ecc., pos­
seduti dall’a m m inistrazione stessa s a rà fatta gratuitam ente.
I
pagam enti sa ra n n o fatti dall’amm inistrazione sopra l’esibizione
di regolari certificati dell’Officio regionale per la conservazione dei
m onumenti nell’ Umbria.
Q u e s it o
Q uarto.
In qual modo dovrà provvedersi alla custodia del monumento,
opere d ’arte, documenti e lib ri in esso contenuti.
In ordine alla custodia del monum ento nazionale la Commissione
ha discusso a lungo ed è venuta alle conclusioni seguenti : È indi­
spensabile che la custodia debba es se re affidata a persona che sia
non solo intelligente e rispettabile, ma che offra g a ra n z ie indiscuti­
bili. Se questa persona fosse un borghese p re sen tereb be g l’inconve­
nienti a ppresso citati, del resto non insuperabili : 1 .° della retrib u­
zione m aggiorm ente elevata; 2 .° del fatto di trovarsi a custodire
un tempio destinato al culto, e di trovarsi quindi non solo a contatto,
ma forse in attrito con coloro che sono destinati all’ officiatura del
tempio ste sso ; 3.° di richiedere un alloggio speciale, che nelle con­
dizioni del locale, già in parte destinato ad alloggio degli officianti
del tempio, sa re bbe difficile a m ettersi in o rdine in prossimità del
monum ento, che si dovrebbe custodire. P e r queste ragion i la Com­
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109
missione ha opinato concordemente di prop orre che la custodia sia
affidata ad un conservatore religioso, ed ove la responsabilità della
conservazione del monumento, archivio e biblioteca, venisse c o m e s i
propone, affidata ad un religioso, che pre sen ta sse le dovute garanzie
d ’intelligenza e di specchiatezza, dovrebbe pure stabilirsi che avesse
a suo aiuto un religioso converso o laico, incaricato della sorve.glianza continua del monumento, della pulizia delle diverse parti di
esso, tempio, archivio, museo, biblioteca.
La retribuzione a n n u a del co nse rva tore potrebbe farsi ascendere
a lire 1,200, quella dell’aiuto a lire 500 e ad entrambi dovrebbe esser
concesso 1’ alloggio gratuito.
Un apposito capitolato di oneri dovrà essere redatto di piena in­
telligenza, dall’ Officio regionale per la conservazione dei monumenti
nell’U mbria e dalla Fondazione per l’istruzione a g ra ria , ed approvato
dai Ministeri della pubblica istruzione e di agricoltura, industria e
commercio. In esso dovrebbe contenersi l’obbligo della residenza s ta ­
bile tanto del conservatore, quanto dell’aiuto, nonché la condizione,
c he il pagam ento delle ra te mensili della retribuzione, dovrebbe ef­
fettuarsi direttam ente dalla Fondazione, dietro il nulla osta deil’Officio
regionale p e r la conservazione dei monumenti nell’ Umbria.
La proposta di nomina del conservatore dovrebbe e s se r fatta dall’Officio regionale per la conservazione dei monumenti nell’ Umbria
e dall’A m m inistratore della Fondazione, e ricevere la sanzione dei
due Ministeri della pubblica istruzione e di quello dell’agricoltura.
La nomina dovrebbe poi av ere la d u rata di un triennio, con
facoltà di conferma p e r trienni successivi.
Il conservatore dovrebbe dipendere dall’Officio regionale per la
conservazione dei monumenti nell’ Um bria per. lutto ciò che ha r a p ­
porto con il monumento nazion ale; dovrebbe dipendere dalla F o n d a ­
zione, per tutto ciò che si riferisce al lato amministrativo.
In ordine alla nomina dell’aiuto laico, la proposta dovrebbe e s­
s e r fatta dal conservato re e ricevere la sanzione dell’Officio regionale
e della Fondazione. La nomina avrebbe pure la d urata di un triennio
con facoltà di conferma per i trienni successivi. L ’aiuto dipenderebbe
d irettam ente dal conservatore.
La Commissione ha opinato da ultimo, rigu ardo a questo aiuto
laico, che potesse proseguire in tale officio, l’attuale custode del T e m ­
pio fra Gioacchino Bragini, il quale nei molti anni di servizio che
9
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110
h a prestato, h a dato g aranzie sufficienti di vigilanza, e d ’in te re ssa ­
mento alla conservazione degli oggetti di arte e del monumento n a ­
zionale in generale.
L a Com missione non ha credulo poi di addivenire ad una pro­
posta di nomina del conservatore, perchè ha ritenuto che i Ministeri
della pubblica istruzione e di agricoltura, industria e commercio deb­
bano esam inare ed accogliere le proposte suddette, e finché q ue st’ac­
cettazione non sa rà dichiarata ed il capitolato di oneri non s a r à stato
redatto, ha sem brato opportuno alla Commissione di soprassiedere
alla nomina, fissando però le modalità e norm e con cui la nomina
stessa potrà poi effettuarsi.
La Commissione crede con ciò di a v e r adempiuto all’ incarico
che le venne affidato e determina che di questa relazione e dei tipi
annessi si facciano quattro esem plari, due dei quali da trasmettersi
per la relativa sanzione al Ministero della pubblica istruzione ed al
Ministero di agricoltura, industria e commercio ; gli altri due da
trasm ettersi all’Officio regionale della conservazione dei monumenti
nell’ U mbria ed alla Fondazione per l’ istruzione a g ra ria in P erugia.
Dopo lettura della p re se n te relazione, la Commissione firma i
quattro esemplari e gli a n n essi tipi in segno di approvazione, e si
dichiara sciòlta.
Perugia, 21 settem bre 1893.
I l rappresentante del M inistero della pubblica istruzione — firmato
G.
S acconi.
I l rappresentante del M inistero dei lavori pubblici —
rioli
firm ato
C e-
Luigi.
I l rappresentante del M inistero di agricoltura, industria e commer­
cio — f i r m a t o G i u s e p p e B e l l u c c i .
L e conclusioni tutte di questa relazione furono poi approvate dal
Ministero di agricoltura, industria e commercio e dal Ministero della
pubblica istruzione, e quindi re s e esecutorie. 11 Ministero dell’istru­
zione pubblica, nel notificare la sua approvazione alla Fondazione, a g ­
giungeva le seguenti parole di congratulazione per la splendida riuscita
dei lavori di miglioramento fatti eseguire a vantaggio del monumento
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nazionale, prima ancora che per effetto della precedente convenzione,
la Fondazione a g ra ria potesse esse re stata obbligata a compierli.
« Officio regionale per la Conservazione dei M onum enti nelle M ar or che e nell’Umbria, n. 980.
« Perugia, 10 gennaio 1894.
« Illmo sig n o r Comm. B e l l u c c i
« regio Am m inistratore della Fondazione a gra ria in
« Perugia.
« Il Ministero della pubblica istruzione, m entre ha approvato le
proposte e le conclusioni della Commissione intorno alla vertenza
dell’ex Badia di S. Pietro in P erugia, si è compiaciuto coi m em bri della medesima, fra i quali p e r intelligenza e sa p e re c e r ta m ente em erge la S. V. Ulma, per lo zelo e l’avvedutezza con cui
h a n saputo condurre a term ine il difficile incarico.
« Lo stesso Ministero mi ha inoltre dato il gradito ufficio di
« congratularm i a suo nome con la S. V. Illma per la splendida riu« scita dei lavori fatti eseguire nel M onumento in parola.
«
«
«
«
«
« L ’A rchitetto D irettore
« f.° G. S a c c o n i ».
1
lavori compiuti, di cui sopra è parola, si m ostravano così n e ­
c essari ed utili, che l’ am m inistrazione credè suo dovere di attuarli,
p e r s u a s a che il monumento nazionale ne avrebbe risentito v a ntaggio
avvenire, e si sarebb e meglio a ssic u ra ta la sua conservazione. Que­
sti lavori consisterono: 1.° nell’incanalamento delle acque dei tetti
nel secondo e nel terzo cortile; l’assenza di condutture delle acque
piovane è stata un a delle principali cagioni di guasti irreparabili
agli ornati ed alle parti architettoniche in pietra seren a, sia nel se­
condo, sia nel terzo cortile ; 2.° nello allontanam ento di due p a v i­
menti rovinati e guasti, sovrapposti ad altro antico e corrispondente
alla primitiva costruzione, nell’ a rea del secondo cortile ; 3.° nella
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112
demolizione di alcune camere, create a scopo di officine, nel por­
ticato ovest del terzo c ortile; 4.° nell’ incanalam ento delle acque dei
tetti dèi lato nord-o vest del tempio, e nella riap e rtu ra di una fogna
g uastata dal tempo, determ inante non solo ristagno di acque, ma in­
filtrazioni nel tempio medesimo.
R esa esecutoria la convenzione, si addivenne alla compilazione
del capitolato di oneri relativo al conservatore del monum ento n a ­
z ionale; e s ’in trap resero i primi lavori di miglioramento contemplati
nella convenzione stessa, sotto la direzione tecnica dell’Officio regio­
nale di antichità, lavori che proseguono senza interruzione.
P e r tal guisa l’art. 2 della legge 10 luglio 1887 ebbe piena ese­
cuzione e la Fondazione provvide e provvede alla conservazione della
p a rte monum entale dell’ edificio di S. Pietro in Perugia, in quella
forma migliore, che il perfetto accordo con l’Officio regionale di a n ­
tichità perm etteva e permette di potere ottenere.
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113
CAPO VI.
Scuola e Convitto Agrario.
SOMMARIO — 1. Osservazioni prelim inari — 2. Istituzione della Scuola e Convitto
agrario — 3. Proposta di scioglimento della Scuola e Convitto e sua risoluzione nel 1894.
1. — Si è già veduto in precedenza che annesso al R iform atorio
o Colonia dei minorenni corrigendi, esisteva un certo numero di gio­
vinetti, che costituivano una colonia libera. M entre la colonia dei
corrigendi, veniva formata dai giovani di ogni p a rte d ’ Italia, con
ordine della q uestura o con decreto dei tribunali, ed obbligali ad una
reclusione non volontaria, i giovanetti della colonia libera, e ra n o
scelti dall’ Abate pro-tem po re ed entravano a farne parte liberam ente,
o p e r lo meno con l’ assentim ento della famiglia. L ’ Abate teneva
conto d’ ordinario delle raccomandazioni di famiglie povere della città
o delle vicine cam pagne, e se g natam en te accettava gli orfanelli, m a g ­
g iorm ente bisognosi. L a colonia libera, q u a ntun qu e reclutata diver­
sa m e n te dalla colonia de’ corrigendi e quantunque separata da questa
in ciò che era possibile di separazione, aveva però se m pre troppi
contatti con essa per non rise ntirn e alla lunga qualcheduno degli
effetti perniciosi, che da quella potevano derivarne. Si agg iu nga che
le scuole e taluni lavori manuali od agricoli erano in comune e con­
segu en tem ente gli alunni liberi risentiv ano del difetto di istruzione
in gen erale, che s’ im partiva limitatamente ai primi. Il lavoro alla
cam p agn a procedeva di ordinario con migliori risultati di quello c h e
il lavoro e lo studio n e ll'in te rn o della colonia.
In quanto al m antenimento di codesta colonia libera è bene ri­
c o rd a re che l’ am m inistrazione ex -m o na stic a riceveva dal Ministerodeli’ interno lire 14,000 all’ anno di sussidio. L a spesa g iornaliera
p e r ogni giovane corrigendo tutto compreso, alimentazione, vestia­
rio, personale di assistenza, era ra gg uagliata, p e r convenzione col
Ministero dell’ interno medesimo, a lire 0.70, m entre all’am m ini­
strazione risultava una quota effettiva giornaliera di spesa di lire 0.62.
Colla differenza giornaliera di lire 0.08 per giovane corrigendo, mol­
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114
tiplicata pel num ero dei corrigendi medesimi, raccolti nel R ifo rm a torio, l’am ministrazione monastica, anziché assorbire il provento di
siffatta economia, con atto disinteressato e lodevole, formava il fondo
occorrente al mantenim ento della colonia libera, la quale perciò non
risultava a carico del patrimonio. Sia detto ciò per chiarire una con­
dizione di cose, che più volte è stata soggetto di riflessione; come
cioè du ra n te l’am m inistrazione m onastica si potesse sopperire a tante
spese, m entre cessata quella, le medesime spese o i v antaggi cor­
rispondenti non potevano più sostenersi o farsi sentire dall’ am m i­
nistrazione dell’ Istituto agrario.
Invece la condizione vera delle cose è la s e g u e n te : duran te
l’ amm inistrazione monastica poteva sostenersi il peso di una nu m e­
ro sa colonia di corrigendi e del necessario personale di assistenza,
perchè l’ amministrazione m onastica riceveva un forte sussidio dal
Ministero dell’ interno, col quale si riusciva a tenere in piedi anche
una piccola colonia di giovinetti liberi. Cessata l’ am m inistrazione
m onastica e quindi m ancato il sussidio, il peso della colonia di gio­
vinetti liberi, del personale di assistenza e di quello per l’ istruzione,
restò ad esclusivo carico dell’ am m inistrazione, la quale proseguì e
prosegue tuttora p e r impegni, se non legali, certam ente morali, a be­
neficare taluni giovinetti, e quindi le loro famiglie, educandoli ed
istruendoli nell’ arte dei campi.
2.
— Allontanati i corrigendi nel settem bre 1890, fu cura del regio
Com m issario di ordinare il nucleo dei diecinove giovinetti rimasti, a
m odesta scuola a g ra ria con indirizzo più speciale alla viticoltura ed
alla enologia. I giovinetti furono divisi in classi, la superiore delle
quali fu equiparata alla prim a del corso inferiore di scuola enologica.
L e altre due classi ricevettero g l’ insegnam enti delle scuole ele­
m entari.
A coadiuvare il R. Commissario fu chiamato dalla R. Scuola
•enologica di Avellino il prof. Antonio Succi, al quale furono affidati
g l ’ insegnam enti tecnici del primo corso enologico suddetto. Allonta­
natosi il R. Commissario, il prof. Succi, p u r proseguendo nello in ­
carico dello insegnam ento, ebbe anche a funzionare dipoi come
Direttore della Scuola e del piccolo Convitto. P e r gli altri in s e g n a menti, furono utilizzati taluni m aestri preesistenti, ed occorrendo,
furono provvisoriam ente e pel solo periodo delle lezioni so pra c hia ­
mati dalla città insegnanti estranei all’ istituto.
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115
Oltre all’ istruzione in iscuola, i pochi giovinetti costituenti il
convitto ricevettero la necessaria istruzione pratica, attendendo, sia
ai lavori di cam pagna, sia alle operazioni tutte di cantina. In cam ­
pagn a attesero particolarm ente ai lavori colturali dello esteso vigneto
a p pa rte n e nte all’ amministrazione, e bisogna dire che il profitto ri­
tratto dalla generalità dei giovinetti fu m aggiore in codesta parte
pratica, di quello che nella parte teorica. E ciò in gran parte dipendè
d a l fatto dell’ incompleta ed irreg olare istruzione elem entare ricevuta,
fin dal tempo della colonia retta dai monaci, per la qual cosa i gio­
vinetti presen taro no in g en erale poca propensione ed attitudine ad
ap pre nd e re gl’ insegnam enti teorici.
Questo stato di cose durò fino all’ autunno del 1893; in questo
tempo il Ministero richiamò alla R. Scuola enologica di Catania, il
prof. Antonio Succi, il quale lasciando la direzione e l’ insegnamento
della Scuola e Convitto annesso alla Fondazione, venne involonta­
riam ente a p rivarla dell’opera sua solerte e validissima.
3 . — L ’A mministratore della Fondazione, considerate allora le diffw
coltà di sopperire convenientemente e senza notevole aggravio, alla
m ancanza della direzione e della p arte più im portante dello in se g n a ­
mento, considerato il fatto delle forti spese che l’am ministrazione soste­
neva, non corrisposte dal poco profitto che in gen erale i giovani ne
ritraevano, considerato il fatto che alcuni di codesti giovani non si
sen tivano propensi e coltivare gii studi e la pratica agricola, ma as piravano all’esercizio di qualche mestiere, considerata infine la tarda
capacità intellettuale di alcuni giovanetti, da cui nulla sarebbesi rica ­
vato di utile in fatto di studio, propose al Ministero lo scioglimento
del Convitto, seguendo la norm a di non pregiudicare l’ avvenire dei
giovinetti fino allora mantenuti, e nello stesso tempo riducendo le
sp e se alla m inore quota possibile. Il Ministero acconsentì nella pro­
posta, ma essendo l’anno scolastico 1893-94 di già iniziato dapertutto,
fu impedito che la proposta stessa potesse avere in quel momento
completa esecuzione. Si proseguì quindi nell’ insegnam ento teorico e
pratico per un anno ed alla fine del 1894 si addivenne allo sciogli­
mento completo del Convitto e della Scuola, a n n essa alla Fondazione.
I
giovinetti che costituirono il convitto a gra rio nella fine del 1890
furono diecinove, uno dei quali a pagam ento di mezza retta. Dal
1890 al 1894 due giovinetti, colti da malattia morirono ; restarono
quindi diecisette giovinetti nell’ atto dello scioglimento del Convitto,
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116
avvenuto a novem bre del 1894, quasi tutti di minore età, orfani nella
m agg io r parte e appartenenti a famiglie povere o poverissime.
Di questi diecisette giovanetti sette furono inviati a prosegu ire
gli studi, sei nella R. Scuola pratica di agricoltura di Todi, uno
nella R. Scuola di viticoltura in Alba. Uno fu invialo nell’ istituto
Leonino di Orvieto a proseguire nel m estiere del calzolajo, pel quale
si sentiva inclinato. Uno nativo di Casalina ottenne dal Ministero
borse di studio per l’ arte del ca sa ro; fu al corso di caseificio di
Scerai e poi a quello di Lodi ed ora applica le cognizioni e la p r a ­
tica acquistata nel caseificio della tenuta di Casalina. Cinque di m a g ­
giore età furono rim andati alle famiglie e tra questi uno andò capo
coltivatore in una scuola a g ra ria privata di Albissola in Piem on te;
un altro, quello p e r cui si pagava mezza retta, andò sotto-fattore in
u n a fattoria di Sarteano. T re finalmente, tardi d ’ intelligenza ed u no
torpidissimo, furono rim andati alle famiglie, come inetti a p roseg uire
negli studi.
P e r sopperire ai mezzi occorrenti al m antenim ento dei giovinetti
nelle scuole fu richiesto ed ottenuto il concorso, sebben limitato,
delle famiglie ; cosichè l’ am m inistrazione risente il peso di codesto
m antenim ento, benché alleviato dal concorso delle famiglie, e lo ri­
sen tirà finché i giovinetti avrann o terminati i loro corsi, ciò che g r a ­
duatam ente si verificherà completo nell’anno 1897.
Sembrò questo il modo più opportuno e nello stesso tempo il
più economico per procedere allo scioglimento del Convitto. E re d i­
tato dall’ am m inistrazione monastica, e costituito di giovinetti che non
avevano il m archio del corrigendo, si sarebb e potuto disciogliere
fin dal tempo della presa di possesso, ma le lagnanze delle famiglie
c he vedevano rinv iarsi alle loro case dei giovinetti incapaci di tutto,
dopo che furono accolti per esse re educati ad un m estiere o all’a rte
dei campi, fece sospendere una risoluzione, che avrebbe dato qualche
ragion e ai reclamanti. D'allra parte non si potevano inviare questi
giovinetti liberi alle Case di correzione, a cui furono mandati i m i­
norenni corrigendi, e quindi fu risoluto di m anten ere questo piccolo
Convitto. Il pensiero poi che i giovanetti raccolti avrebbero potuto
form are il nucleo del futuro Convitto, che nel caso della istituzione
allora vagheggiata di una Scuola di viticoltura ed enologia, avrebbe
dovuto esservi annesso, consigliò a so prassiedere allo scioglimento.
Della Scuola e Convitto a g ra rio ora non resta che il ricordo j
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117
l ’am m inistrazione con la forma la più equa e conveniente si è eli­
minato un carico non lieve, da cui non potevano riprom ettersi frutti
corrispondenti.
Nei quattro anni in cui il Convitto restò in vita, l’opera dei con­
vittori nella cantina ed in cam pagna e specialmente nel vigneto, fu
utilissima, essendo evidente che taluni lavori di cantina e certe ope­
razioni colturali, sono meglio fatte e più prontam ente eseguite da gio­
vinetti, che da giornalieri.
Oltre a questa m ano d ’opera restituita dai giovinetti all’a m m in istrazione in compenso delle spese p e r essi sostenute, va pure tenuto
in conto il vantaggio morale dell’educazione e dello studio a cui fu­
rono iniziati i giovinetti medesimi, dieci dei quali, se non tutti, appli­
ch eran no altrove a vantaggio dell’a gricoltura le nozioni teoriche ac­
quistate e le san e pratiche agricole a cui furono educati nella Scuola
a g ra r ia di S. Pietro in P e ru g ia .
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119
C APITO LO V II.
Concorso della Fondazione all’incremento dell’agricoltura.
SOMMARIO — 1. Conferenze su argomenti di viticoltura e di enologia — 2. Istru­
zione pratica ai vignaiuoli sulla potatura verde — 3. Prove di centrifugazione dei mosti ;
applicazione di fermenti puri selezionati ai mosti provenienti da uve locali e da uve pu­
gliesi. Governo del mosto, del vino con ferm enti selezionati in comparazione col governo
di uve — 4. Laboratorio zimotecnico — 5. Deposito di macchine agricole e loro utilizza­
zione — 6. Applicazione di concimi chimici.
1. — Nella p rim av era del 1891 il M inistero di agricoltura, indu­
s t r i a e commercio dispose, perchè nei locali dell’ Istituto a g ra rio fos­
se ro tenute conferenze su argom enti di viticoltura e di enologia, con
particolare applicazione alla pratica nel vigneto dell’ amm inistrazione.
Affidò la direzione di siffatto corso di conferenze al prof. Bellucci,
com e direttore del regio L aboratorio di chimica a g ra ria , e determ inò
che fosse coadiuvato dal prof. Antonio Succi, re gg e nte l’am m inistra­
zione dell’ Istituto e la direzione del convitto a grario.
Le conferenze alternativam ente tenute dai professori suddetti, fu­
rono frequentate da num erosi ascoltatori, i quali presero interesse
non solo alle parole ed ai consigli dei conferenzieri, m a eziandio alle
dimostrazioni sperimentali, con cui corredarono il loro dire ed alle
prove pratiche nel vigneto dell’ am m inistrazione.
2. — Nella p rim av era del 1892 il sig no r prof. Antonio Succi
tenne un corso pratico di potatura verde della vite nel vigneto del1’ amministrazione, corso che fu frequentato con profitto da u n n u ­
m ero notevole di vignaiuoli del territorio. 11 Ministero, veduto il buon
risultato di siffatto corso pratico, elargì dei prem i in attrezzi da in­
nesto e da potatura a coloro, che ritra s se ro sugli altri m a g g io r
profitto.
3. — Fin o dal 1891 il M inistero istituì presso l’am ministrazione
della Fondazione a g ra ria , u n deposito di macchine a vantaggio del­
l’ agricoltura e delle sue applicazioni. T ra le più importanti m acchine
esistenti in deposito figurano una distillatrice D eroy; una sem ina­
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trice am ericana « la favorita » a nove r a n g h i; un erpice « Acme »;.
un filtro ad olio Bencini.
Tutte le m acchine del deposito furono più volte e con vantaggio
utilizzate dalla Fondazione.
4.
— Nell’ autunno del 1892 il M inistero di agricoltura si giovò
della Fondazione a gra ria p e r istituire prove di contrifugazione dei
mosti, allo scopo precipuo di sb urazzare i mosti medesimi con un
metodo semplice e sollecito, della copia stra o rd in a ria di sostanze
e stra n e e che ritengono e che talora, se non sempre, sono cagione
delle loro alterazioni ulteriori.
Queste prove si attuarono nell’ autunno suddetto sotto la dire­
zione del dott. Cesare Forti, il quale si valse di una centrifuga Berg,
m ossa da macchina a vapore e capace di effettuare 2,800 giri al
minuto. 1 mosti centrifugati e liberati quindi della m a ggior copia di
fermenti e di sostanze estrattive, servirono poi come liquido oppor­
tuno per l ’introduzione di fermenti puri selezionati. F u ro no centrifu­
gati mosti di uve rosse, tipo C hianti, e mosti di uve bianche locali.
U na Commissione speciale, composta dei signori professori Cuboni e
Comboni, assistette p e r incarico del M inistero a talune di codeste
prove di centrifugazione. Oltre queste prove, furono fatte dell’ espe­
rienze comparative sul governo dei vini, con fermenti selezionati e
con uve. 11 dott. Forti raccolse in una relazione i risultati di tutte
le ricerche istituite, pubblicata poi p e r cura del Ministero di agricol­
tura (‘). La Fondazione coadiuvò in questo incontro g l’intendimenti
del Ministero, fornendo il m ateriale primo, in mosto, la forza mo­
trice, il m ateriale tecnico occorrente. Prove di tal genere non pos­
sono eseguirsi che in g randi cantine e la Fondazione può v antarsi
di av e r offerto condizioni propizie per ricerche di tal g en ere, istituite
in Italia la prima volta in Perugia.
Siffatte prove di centrifugazione furono ripetute nell’ autunno del
1893, valendosi in tal caso di mosti provenienti da uve pugliesi e
servendosi poi nuovam ente di questi mosti centrifugati per l’ intro­
duzione di fermenti puri selezionati, Nebbiolo, Barbera, Moscatello.
Si ottennero risultati splendidi, così furono giudicati dalla giurìa del1’ Esposizione 1894 in Milano, ove i prodotti furono inviati a con­
corso, g u ad ag nan do un diploma di benemerenza.
(1) Bollettino eli notizie agrarie, 1893, n. 12.
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121
Nello stesso autunno del 1893 furono fatte prove sull’ effetto
della centrifugazione dei mosti, in confronto con quello della filtra­
zione di essi, attra v e rso un filtro E ntz in ge r, ed inoltre furono isti­
tuite esperienze di confronto tra il governo dei mosti con fermenti
selezionati e quello effettuato con introduzione di uve scelte. Di tutte
queste prove e ricerche, il dott. Forti che le diresse, ha redatto una
lunga relazione, trasm essa al Ministero di agricoltura, ma non ancora
* pubblicata.
5. — Sulla fine del 1893 il Ministero di agricoltura, veduti i ri­
sultati delle prove zimotecniche istituite in P erugia, considerato l’am ­
biente favorevole alle ricerche zimotecniche, richiese alla Fondazione
di concederle l’ impianto di un Laborato rio nei locali dell’ edificio
centrale della Fondazione medesima, a vantaggio dell’ enologia in
generale ed in modo più diretto dell’ enologia locale. La Fondazione
annuì alla richiesta e durante il 1894 il Laboratorio fu istituito a
■spese del Ministero suddetto e corredato da esso di una serie suf­
ficiente di apparecchi di m acchine e di materiale da lavoro. Questo
L aboratorio è governativo, e dipende direttam ente dal M inistero di
a g ric o ltu ra ; è diretto dal dott. Cesare Forti.
6 . — Allo scopo di aum entare la produttività dei terreni, se­
gnalati p articolarm ente per poca fertilità, ed allo scopo eziandio di
procedere razionalm ente sulla via della coltura intensiva, la F o n d a ­
zione ha creduto suo dovere di segu ire il pro g resso agricolo, coll ’ in trod urre in questi ultimi anni una larga copia di concimi chimici,
applicandoli razionalmente, non solo alla coltura del frumento, ma
eziandio adoperandoli a favorire la produzione delle leguminose sulla
base dei principi della siderazione Ville-Solari. Ha ottenuto nell’ un
c aso e nell’ altro risultati notevoli e sem p re più promettenti per l’av­
venire. L a Fondazione ha in questo caso non solo m irato a miglio­
r a r e il fondo di fertilità dei terreni e di aum e n ta re così la loro p ro ­
duzione, m a h a cercato eziandio di esse re di esempio e di stimolo
agli altri agricoltori della regione, istituendo dove reputò più con­
veniente, campi dimostrativi, sia nella tenuta di Casalina nei Comuni
di M arsciano e Deruta, sia nella tenuta di S. Apollinare in Comune
di M arsciano, sia nella tenuta dei beni adiacenti, presso Perugia.
L ’ istituzione di codesti campi dimostrativi per la coltura del
frum ento e 1 applicazione di concimi chimici, non in via di s p e ri­
menti da gabinetto, m a direttam ente effettuata a beneficio della g r a n d e
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122
coltura, sono state soggetto e lo sono tuttora, delle m aggiori c u r e
dell’ am ministrazione, allo scopo precipuo di stabilire la convenienza
economica delle singole operazioni. E tuttociò si è eseguito ed è in
attuazione, senza tu rb a re le condizioni di mezzadria in vigore nei
diversi p ossessi dell’ amministrazione.
Nel 1893 i concimi chimici applicati alla coltura del fru m ento
inte ressa rono ettari 5.9001 di esten sione; nel 1894 la superfice con­
cimata si estese ad ettari 21.3469, della quale ettari 17.6157 relativa
alla coltura del frumento, ettari 3.7312 ad altre colture.
I
risultati ottenuti dall’ applicazione dei concimi chimici alla
coltura del frumento, furono comunicati in apposita relazione al Mi­
nistero di agricoltura, e si trovano a n ch e raccolti in u n a speciale
pubblicazione (’).
(>) B e l l o c c i
— I concimi chimici e la loro applicazione — Perugia, 1895.
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/
123
CAPO V i l i .
Condizioni generali della proprietà fondiaria.
Bonifici e m iglioram enti.
SOMMARIO. — 1. Condizioni generali del patrimonio fondiario nell’epoca della presa
di possesso — 2. Fabbricati iscritti all’ urbano in città ed in cam pagna — 3. P roprietà
fondiaria in terreni. Tenuta di Casalina. Tenuta di S. Apollinare. Tenuta dei beni adia­
centi. Tenuta di Badiola. vigneto ed orti presso Perugia. Possessi vari — 4. Bonifici e
miglioramenti effettuati dopo la presa di possesso — 5. Fabbricati intestati all’ urbano in
città ed in cam pagna — 6. Tenuta di Casalina. Tenuta di S. Apollinare. Tenuta dei beni
adiacenti. Tenuta di Badiola. Vigneto ed orti presso Perugia. Possessi vari — 7. Modifica­
zioni avvenute nella proprietà fondiaria dopo la presa di possesso — 8. Riconoscimento
generale della proprietà fondiaria — 9. Terminazione della proprietà.
1. — L e condizioni g enerali del patrimonio, p e r quanto spetta
alla parte fondiaria u rb a n a e rustica, si riassum ono in poche parole,
tanto più che nel capitolo I si parla già di siffatte condizioni in pa­
recchi punti.
L a condizione dell’usufrutto d u rata p e r 30 anni di tempo, senza
sorveglianza o vigilanza a lc u n a , la condizione s te ssa della vita
monastica a durata stabilita, determ inarono dappertutto nei fab­
bricati e nei terreni tra sc u ra n z a nelle manutenzioni, m ancanza di
ogni iniziativa, che a c cen nasse a m iglioramento del patrimonio in
generale.
E questo, com’ è naturale si verificò sem pre più, di m ano in
m ano che diminuiva il num ero degli usufruttuari e che si avvicinava
il tempo della cessazione dell’usufrutto.
2. ■— I fabbricati iscritti all’ u rbano tanto nella città di P e ru g ia
quanto in cam pagna p resentarono dappertutto imperiosi bisogni di
riparazioni, dovute essenzialm ente a tra scu ra ta m anutenzione. In
modo particolare questo bisogno si addimostrò nelle coperture del­
l’edificio centrale, compresa quella del tempio, addivenuto poi parte
principale del M onumento nazionale. L a perm anenza di u n a n um e­
ro sa colonia di corrigendi nell’edificio di S. Pietro in P erugia, con­
corse notevolmente a determ inare guasti e rovine non solo n egl’ in­
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124
fissi, ma eziandio nelle parti architettoniche e negli ornati, p e r loro
n a tu ra pregevoli, esistenti nei vasti cortili dell’ edificio medesimo.
L ’ opera dei corrigendi completò quella distruttrice, effettuata per lo
addietro dalle diverse truppe, che ebbero stanza, concessa o forzata,
nell’edificio di S. Pietro.
I
fabbricati della c a m p a g n a iscritti all’ urbano, sono costituiti
dagli edifici detti Rocca di Casalina, Rocca di S . A pollinare, P a lazzaccio in Casaglia presso P erug ia. Inoltre sono rappresentati da
u n a serie di piccole case costituenti il borgo di Casalina e da un
vasto edificio detto P alazzo, esistente sotto Castel Leone nella te­
nuta di Casalina, il quale ebbe già a soffrire per scuotimenti di suolo
e per scariche fulminee.
Abbastanza buone furono trovate le condizioni del fabbricato
della Rocca di Casalina ; meno buone quelle della Rocca di S. Apol­
linare ; cattive o cattivissime quelle degli altri fabbricati.
3.
— Le condizioni della proprietà fondiaria in terreni, quali
si trovarono nel momento della p resa di possesso v erra n n o riferite
per ciascuno dei singoli tenimenti.
Tenuta di Casalina. — È costituita da ettari 1,582 di terreno,
la m ag gior parte nella pianura del Tevere, attraversati per circa
km. sei da questo fiume. È formata da una vasta estensione di terre
riunite in un sol corpo, superiore a 1,000 ettari di superficie e d’a lc uni corpi di terra, di estensione variabile distaccati da quello cen­
trale. V anno fra questi ultimi segnalati i terreni della Romita di
oltre 200 ettari di estensione, distanti 4 ore di cavalcatura da C asa­
lina, per strade non carrozzabili dappertutto, dai terreni di Casalalta
formanti tre colonie, dai terreni attigui al Palazzo e Castelone for­
m anti tre colonie. Oltre questi corpi principali esistono attorno alla
T enuta, sia nel suo corpo centrale, sia in quelli distaccati, numerosi
appezzamenti aventi superfici g eneralm ente limitate, insufficienti a
costituire colonie e nella m aggior parte concessi in affitto.
Le condizioni in cui furono trovati i terreni di codesta Tenuta
furono diverse. Può anzitutto stabilirsi una divisione di essi deter­
minata dal grado di fertilità, distinguendosi p e r tal riguardo i terreni
della pianura del Tevere da quelli poco o pochissimo fertili della
regione collinare. Conseguentem ente in rapporto con il diverso grado
di fertilità, le condizioni apparirono in generale abbastanza buone
nel piano, cattive o cattivissime nel colle.
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125
Insufficiente e trascu rato lo scolo delle acque in pianura ; a s so ­
lutam ente negletta la condotta delle acque in poggio, a tal punto da
d e riv a rn e corrosioni profonde e conseguenti frane di estese superfici
di terreno. L ’ unica cosa non trascurata du ran te il periodo dell’u su ­
frutto, fu la difesa delle sponde del Tevere, minacciate di continuo
dalla corrente fluviatile. I lavori di difesa eseguiti a tale scopo in
tempi diversi, vanno segnalati non solo per im portanza, m a anche
p e r arditezza di concetto e di esecuzione. L ’ A mministrazione m on a­
stica prima, gli usufruttuari dipoi, con prestazioni del Fondo Culto,
impiegarono somme vistosissime per difendere le sponde del Tevere
e per p roteggere le te rre vicine. Basta citare uno degli ultimi lavori
eseguiti, quello di fronte ai riponi della M adonna dei Bagni, per cui
si spesero non meno di 80,000 lire, per com prendere non solo l’entità
dei lavori eseguiti, ma eziandio il coraggio e l’ arditezza nel p ren­
derne l’ iniziativa e nel condurli a compimento. Tenuto conto di tutti
i particolari si osserva, anche rig uard o alla difesa delle sponde del
Tevere, che l’Amministrazione monastica prima, gli usufruttuari dipoi,
in certi periodi non si davano cura delle condizioni di difesa delle
sponde, ed il Tevere in questo lasso di tempo compieva liberamente
il suo lavoro di corrosion e; in altri periodi rimediavano con cure
prestanti e con gravi spese all’ effetto dello abbandono precedente.
Con ciò si giungeva alla fine dei conti, a spendere molto di più, ed i
lavori rap p re se n tav an o meglio u n ’ opera necessaria di correzione, di
quello che u n ’ opera di bonifica saviam ente intesa, o l’ esecuzione di
lavori di semplice e vigilante manutenzione.
11
regime dei boschi tra sc u ra to ; tagli copiosi, resi necessari per
le lavorazioni in legnam e a difesa delle sponde del Tevere. Dibo­
scam ento arbitrario, succeduto in parecchi luoghi allo scopo di dis­
so d a re terreni boschivi per destinarli alle ordinarie colture.
In ordine alle coltivazioni si trovò il colono arbitro d ’ istituire
quella che reputava preferibile, secondo il suo criterio, certo non
informato ai sani principi dell’ agricoltura razionale. La rotazione
prevalente, se non unica, quella del frumento e del m a is ; frequente
il ristopp io ; tra sc u ra te le arbo ra ture , m ancanti i vivai di qualsiasi
specie di pian te; abusi di servitù dapertutto. Case coloniche trascu­
ra te nella m anutenzione, taluna m inacciante rovina. Molte colonie,
specialm ente del colle, mancanti di acqua potabile. Stalle insufficienti
nella loro capienza a contenere il bestiame occorrente, in rapporto
io
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126
con 1’ estensione dei poderi; gen eralm en te difettose di aria, di luce,
di scolo delle dejezioni liquide. N e ss u n concetto razionale nello al­
levamento degli animali, suini, ovini e bovini, curato soltanto, a
scopo di m ercato, l’in gra ssa m e nto dei bovini, a scapito dei lavori del
suolo ed in vista di un tornaconto più apparente che reale. I riprodut­
tori bovini acquistati in Val di Chiana, e talora nelle stesse tenute
vicine del piano del Tevere. Traendo partito dall’ esistenza in tenuta
di un copioso num ero di mori gelsi, la m agg io r parte di vecchia
età, fu sem pre curato annualm ente l’allevamento del baco da seta, di­
stribuito in piccole partite ai singoli coloni e socci.
Tenuta di S . A pollinare e M asse. — H a una superficie di 530
ettari, suddivisa in sedici colonie, oltre Una parte boschiva. La p arte
di tenuta detta di S . A pollinare trovasi sul piano e sui versanti del
fiume N estore, ed è la più fertile e produttiva ; comprende cinque
colonie; la parte di tenuta detta delle M asse è costituita da un a estesa
superficie in dolce pendìo, sul bacino del torrente Genna ; com prende
undici colonie.
L a tenuta di S. Apollinare e M asse fu dai Monaci Benedettini,
data in affitto nel 1854 per la som ma di lire 16,200; l’affitto si con­
servò di triennio in triennio con la stessa persona o con gli eredi
di essa a tutto il 1891, essendo stato denunciato a metà d’anno del
1890, poiché secondo il contratto, la denuncia di cessazione doveva
e sse r data diciotto mesi prim a della scadenza (!). D urante l’usufrutto,
ossia per tre n t’anni, le condizioni generali di codesta tenuta peggio­
ra ro n o continuam ente, ed al punto, che nel momento della pre sa di
possesso, ra p p re se n ta v a la p arte di proprietà più abbandonata e tr a ­
scurata.
1
terreni facenti parte della tenuta di S. Apollinare si trovarono
relativamente in buone condizioni; fertili generalm ente, vitati, olivati;
quelli della tenuta delle M asse invece, privi di alberature, ed in g r a n
p arte tenuti a pascolo, rap p re se n ta v an o estese lande sterili, incapaci
a m an te n e re le famiglie coloniche e a d a re redditi significanti all’ af­
fittuario. Nella regione, è proverbiale il detto « tu tti i campi spian­
tati, sono dei f r a t i ». E sp re ssio n e che rivela abbastanza come c o desti campi si distinguessero in mezzo a quelli degli altri proprietari,
p iù diligenti e prem urosi a custodire e m igliorare la loro proprietà.
Si agg iu ng a alla poca fertilità di codeste terre, la m ancanza dell’ac­
q u a , che non solo non scaturisce in superficie, ma difetta anche a
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127
profondità, di guisa che le condizioni delle famiglie coloniche, del
bestiame, dei seminati, nelle stagioni principalmente di siccità, sono
veram ente gravissim e.
T ra sc u rato il regim e dei boschi, sottoposti a taglio arbitrario ed
abusivo. M ancanza assoluta di vivai e quindi negletti i piantamenti.
Gli affittuari negarono ai coloni le prestazioni di sementi di legumi­
nose per foraggi, e quindi nel rip re n d e re la consegna della tenuta,
si ebbe non solo penuria, ma assoluta assen za di prati temporanei.
Le case coloniche e lo stesso fabbricato padronale detto la Rocca
d i S . A pollinare in condizioni cattivissime per tra sc u ra ta m an u te n ­
zione, o per riparazioni urgenti non eseguite. Alcune case coloniche
minaccianti rovina, puntellate allo esterno, non abitate in alcune
parti, sia dall’ uomo, sia dagli animali. Le case coloniche dei poderi
più redditivi, insufficienti non solo per le famiglie coloniche, ma con
stalle incapaci a contenere gli animali necessari al lavoro.
Data questa condizione di cose, si può desum ere in g enerale quali
famiglie di contadini colonizzassero siffatti poderi, qual sorta di be­
stiam e vi fosse allevato.
11
bestiame esistente nelle colonie, mal ridotto per deficienza di
nutrimento, si trovò ai primi del 1892, nel momento delle stime per
la riconsegna, di un valore di lire 17,759.84 superiore a quello della
primitiva consegna fatta nel 1854, trentasette anni indietro, e ciò non
tanto per aumento di capi, quanto perchè il valore del bestiame, in
così lungo intervallo di tempo, presentò un sensibile aumento. M e n tre
il contratto di prosecuzione di affitto si rinnuovava dagli ex u su ­
fruttuari di tre in tre anni, si lasciava sem p re in esso l’am m on tare
primitivo di scorte vive e morte, che figurava in quello del 1854.
N on si potè rifiutare, e non vi sarebbe stata convenienza di farlo,
l’eccedente quantità del bestiame, perchè alle tristi condizioni in cui
si trovavano i terreni, si sareb be aggiunto quella della mancanza del
bestiame per i lavori occorrenti; difatti rifiutando di prendere il be­
stiame eccedente, gli ex affittuari avrebbero ritirato, per la somma
equivalente, il bestiame da lavoro, lasciando quello minuto e quello
in allevamento. L ’Amministrazione dovè quindi fare il sacrificio di
p a g a re l’eccedenza del capitale bestiame per la somm a di sopra indi­
cata. Questa condizione di cose si a gg ra v ò pel fatto che nel momento
della riconsegna non si era provveduto pel nuovo affitto, di guisa
c he la tenuta di S. Apollinare e M asse si dovè tenere in am m inistra-
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428
128
zinne. Più tardi, quando fu aperta l’a s ta per l’affitto, questa andò
deserta, non ostante 1’ aumento del capitale a bestiame. Si ebbe solo
u n ’ offerta, p e r trattativa privata, per una corrisposta ann ua .di af­
fitto di lire 15,000, inferiore di lire 1,200 a quella costantemente
m antenuta dal 1854 al 1891. Questi risultati sono abbastanza elo­
quenti per dim ostrare in quali condizioni si riprendesse dall’ A mm ini­
strazione la tenuta di S. Apollinare e Masse, dopo trentasetle anni
di conduzione in affitto !
Tenuta di Badiola. — M isura in superficie 140 e tta ri; è divisa
in sei colonie. Le condizioni generali dei terreni, delle coltivazioni,
delle m ancanze di piantamenti, si trovarono molto consimili a quelle
della tenuta delle Masse. Non ha superfici boschive. Quando l’Amm inistrazione entrò al possesso era in affitto per la corrisposta a n n u a
di lire 4,000. Cattiva la condizione delle case coloniche ; tre di esse
minacciavano rovina ; stalle di capacità insufficiente in relazione con
l’ estensione dei poderi. 11 capitale a bestiame raggiu ng eva lire 5,802.
Le condizioni dei coloni poco dissimili da quelle dei coloni della
tenuta delle Masse.
Tenuta dei beni adiacenti. — È alle m ura della città e si di­
stende in superfici dolcemente inclinate a S W di essa, m isurando
circa 84 ettari di superficie. Comprende undici colonie. Parte della
superficie coltivata di questa tenuta corrisponde a quella che fu bo­
nificate con lavori e piantamenti dalla cessata Colonia agricola ;
questa parte offre condizioni abbastanza buone, principalmente nella
razionale disposizione del suolo, e nella condotta di acque, essendo
stata ridotta con opportuni terrazzam enti. U n ’ altra parte della s u ­
perficie non ebbe il vantaggio di queste lavorazioni e le condizioni
di essa lasciano a desiderare. M anca di parte b o sc h iv a ; difetta
eziandio di piantam enti; in uno degli ultimi anni dell’ usufrutto,
l’ Amministrazione si pose in tale ordine di economia da far sospen­
d e re non solo qualunque bonifica, ma da trattenere perfino alcune
opere di piantamento di olivi, che erano state iniziate. Come nelle
altre tenute, anche in questa, assen za di vivai di qualunque specie.
C ase coloniche non dissimili dalla generalità dalle case coloniche
delle vicinanze; ad eccezione di una nel predio Toppo del Papa, pun­
tellata e dichiarata dal Genio civile pericolante, le altre si trovarono
in condizioni tali da richiedere soltanto opere di ordinaria m a n u ­
tenzione.
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129
Un grave difetto di questa tenuta è quello di non esser fornita
di capitale a b estiam e; e ciò derivò dal fatto, che du ra n te l’ am m i­
nistrazione monastica, il bestiame che esisteva nelle stalle delle co­
lonie di siffatta tenuta, fu trasportato nella sua totalità a dote della
tenuta di Badiola, la quale nel momento di cessazione di un lungo
periodo di enfiteusi si trovava sfornita di hestiame. P e r il difetto di ca­
pitale a bestiame, la tenuta dei beni adiacenti offre l’inconveniente di
doversi d are in affitto per una corrisposta relativamente bassa, m e n tre
p e r la sua ubicazione prossim a alla città, per le condizioni generali
dei terreni e delle coltivazioni, potrebbe dare un reddito significante. Ma
è cosa difficile affittare con profitto dei fondi rustici senza bestiam e; i
concorrenti approfittano di questa condizione di cose per deprezzare la
corrisposta del fondo. Nè l’ A mministrazione potè o può sul momento
a u m e n ta re il capitale patrimoniale della tenuta, col destinare una
som m a ad acquisto del bestiame necessario, risentendo ancora la con­
seguenza forzala dello impiego di oltre 17,000 lire ad aum ento di
capitale a bestiame nella tenuta di S. Apollinare e M asse. Quando
l’A mministrazione entrò al possesso del patrimonio, codesta tenuta era,
quasi per per intero, in affitto e trovasi tuttora in tali condizioni.
Vigneto e terre a mano propria. — In una parte della s u p e r­
ficie della tenuta dei beni adiacenti, l’ Amministrazione degli ex
usufruttuari dispose il piantamento di un vigneto, con vitigni di P inot
fin dal 1868. Questo vigneto ebbe degli aumenti negli anni successivi,
introducendovisi vitigni di Barbera e di Aleatico ; si accrebbe anche
negli ultimi anni della cessazione, dell’ usufrutto di un pomaio, che
fu poi lasciato incompiuto. Fu pu re lasciata interrotta la sistemazione
di u n ’altra estesa superficie, pre p a ra ta con lavori di scasso reale e con
opportuni terrazzam enti, nel concetto di estendere anche in questa
superficie i vigneti precedentem ente indicati.
Altri appezzamenti di vigneti formati con vitigni di P in o t e
Sangiovese, si trovarono nell’ orto a nn esso al fabbricato centrale
m isuranti una superficie di ettari 0.85. Nell’ insieme la superficie
coltivata a vigna m isurava circa quattro ettari.
Indipendentemente poi da questa superficie vitata si tenevano a
m ano diretta diversi appezzamenti di terreno, che per la loro ubi­
cazione non potevano far parte della tenuta dei beni adiacenti. In
complesso fra i terreni tenuti a vigna e quelli a diverse colture,
restav a a mano diretta la superficie coltivata di poco più di sei ettari.
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130
1
vigneti si trovarono tenuti con le migliori regole dettate dalla
viticoltura; i terreni annessi, non destinati alla coltivazione della vite
si trovarono atti a produrre un reddito notevole, sottoposti com’erano
a colture intensive. Ove nella presa di possesso, si fosse trovata una
ft
superficie significante, valevole a d a re un reddito co rrispondente a
quello che som m inistravano i sei ettari a mano propria, le condi­
zioni del patrimonio sareb bero state trovate e sarebbero tuttora,
molto differenti da quelle che si verificarono, e si verificano. Di­
sgraziatam en te però la superficie di suolo in condizioni di coltura
ineccezionabili, non rag giun geva che una estensione relativamente
insignificante, e stava a rap p re se n ta re un piccolo m a eloquente
esempio di coltura razionale e molto redditiva, in confronto con la
dim ostrazione troppo evidente di tra sc u ra n z a e di abbandono di estese
superfici di te rre destinale a coltura.
Una gra v e servitù si trovò poi creata nel terreno prossimo al
fabbricato centrale, in confine con i vigneti ed orti a mano propria,
ra p p re se n ta ta dalla cessione di un a zona di te rr a in affitto al Ge­
nio militare, per l’ istituzione di un campo di tiro a segno. E dicesi,
una g ra v e servitù, anzitutto perchè l’ altra parte di terreno occu­
pata per il m edesimo scopo, ra p p re se n ta v a terren o spettante al De­
manio militare, e quindi poteva presum ersi non tem poranea la de ­
stinazione della località data in affitto; in secondo luogo perchè la
vicinanza di un campo di tiro, indipendentemente anche dal pericolo
dei proiettili, non può non riuscire di disturbo, specialmente ad un
istituto d ’istruzione.
Possessi vari. — Sono costituiti da due poderi in Casaglia
presso Perugia, della superficie complessiva di ettari 16; da un po­
d e re vocabolo Casenuove presso Ponte della Pietra, della superficie
di ettari 5.78; da un campo separato, senza casa colonica, situato
nel Comune di Torgiano e distinto col nome di una piccola chiesa
vicina, dedicata a S. Caterina de’ Bucarelli ; m isura ettari 1.4380.
Le condizioni generali di questi possessi non furono trovate
differenti da quelle dei terreni dei beni adiacenti, sia per rispetto al
suolo, sia per riguardo ai piantamenti, alle case coloniche, alle con­
dizioni dei coloni. Questi possessi limitati in superficie, frazionati
dalle proprietà principali e distanti 1’ uno dall’ altro, hanno per loro
stessi, e s eg natam en te gli ultimi due, poca importanza, e come p e r i
possedimenti maggiori, si verificarono anche p e r essi le medesime
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131
condizioni di trascurata manutenzione e di generale abbandono. L a
c a s a colonica e la capanna del predio Casenuove minacciavano rovina.
In uno dei predi del possesso di Casaglia si trovò creata una
servitù, onerosa non solo come tale, ma per la sua natura, anche pe­
ricolosa. Col consenso degli ex usufruttuari, fu concesso un ambiente
a titolo di deposito di polveri piriche e di sostanze esplodenti, che,
seb b en e regolato dalle leggi vigenti in materia, non cessava per
• questo di essere un ospite in casa propria, inopportuno e temibile.
4. — Si è creduto opportuno di se gn a la re partitamente, oltre
quanto già si riferì nel primo capitolo, le tristi condizioni in cui si
trovò il patrimonio fondiario rustico ed urbano, non solo a disca­
rico della responsabilità, che andava ad assum ere l’ A m m inistra­
zione, ma anche p e r addim ostrare a quali doveri ed obblighi questa
dovesse corrispondere, sia per la conservazione del patrimonio affi­
datole, sia perchè, come tutrice di esso, doveva porre tutte le cure
p er provvedere al suo miglioramento.
Ciò che fu fatto a vantaggio del patrimonio fondiario trovasi
specificato nelle seguenti indicazioni som m arie di bonifici e miglio­
ra m e nti effettuati dopo la presa di possesso, avvertendo che prim a
c u r a dell’ Amministrazione fu quella, di porre, per quanto fu possi­
bile sollecitamente, la parte dei fabbricati urbani e rustici in condi­
zione di norm ale m anutenzione, di guisa che le opere molteplici ten­
denti a questo scopo, non figurano nel seguente elenco, in cui sono
notati i soli bonifici, che ra pp resentan o un miglioramento od un in­
crem ento alla proprietà, e quindi corrispondono ad un aumento di
capitale patrimoniale.
5. — Fabbricati intestati a ll’ urbano in città ed in campagna.
1890. a) Sistemazione di un quartiere libero, con accesso sepa­
rato, per gli officianti del tempio e per il custode del monumento
nazionale.
1891. a) Sistemazione di un locale ad uso di refettorio ed
altro ad uso di dormitorio con annessi, per il convitto agrario.
b)
Lavoro di bonifica alla cantina per allontanare la filtrazione
di acque lungo il suo lato occidentale. P e r tale bonifica abbisognò
un lavoro di sterro nei sotterranei ; un amm attonato nella parte del
terzo cortile corrispondente al lato della cantina, p e r una m isura di
mq. 128; l’ incanalatura delle acque delle grondaie di due lati del
terzo cortile medesimo.
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1892. a) L avoro completo di riparazione e sostituzione a tutte
quelle parti dei tetti dell’ edificio centrale e del monum ento nazionale,
che minacciavano rovina. Questo lavoro richiese quattro mesi di
continua applicazione di una squadra di otto operai.
è) Apertura di un fenestrone nel fondo del primo corridoio
d ’ ingresso del locale, al duplice scopo dell’ illuminazione e dell’ ae­
ream ente.
e) Remozione di alcuni recipienti in m u ra tu ra esistenti nella
cantina, detti canali, destinati alla pigiatura delle uve. Adattamento
della superficie scoperta pel collocamento dei vasi vinari.
d) Eliminazione di una fossa morta scoperta, esistente nei
sotterranei presso la cantina, destinata a raccogliere scoli putridi,
dan no sa per la conservazione dei vini e dei vasi vinari.
e) Adattamento di un vasto ambiente sotterraneo, senza uso
precedente, a cantina sperim entale per prove zimotecniche.
1893. a) Incanalam ento delle acque dei tetti nel lato sud dell’e­
dificio centrale, nel lato nord del monumento nazionale, nei quattro lati
del secondo cortile; completamento delle incanalature nel terzo cortile.
è) Remozione di due pavimenti sovrapposti, trasform ati in
cumulo di rottami nel secondo cortile e restau ro al mattonato p ri­
mitivo, di stile antico, esistente sotto i due precedenti.
c)
Lastricato in un cortile prossim o al tempio, allo scopo di
togliere 1’ umidità filtrante nel pavimento interno del tempio mede­
simo. R estauro di una fogna scaricante allo esterno le acque di codesto cortile e di una estesa superficie dei tetti del tempio. Questa
fogna, demolitasi in parte da lungo tempo, tratteneva le acque invece
di smaltirle, arrecan do danno alla parte corrispondente del m onu­
mento nazionale.
1894. a) R estauro e copertura dei piloni esistenti a sostegno
della fronte sud e sud-est dell’ edificio. Incanalam ento delle acque di
u n a parte dei tetti ad est dell’ edificio.
b)
R estau ro di due speroni situati ad est, a sostegno di una
p a rte del monumento nazionale.
e)
Remozione di una serie di cessi, costruiti nel 1859 in se r­
vizio delle truppe svizzere e poi della colonia agricola. La copertura
del locale a ciò destinato minacciava rovina. L a fogna collettrice era
stata già eliminata nel 1892. La remozione s’ imponeva, sia dal lato­
igienico, sia da quello economico.
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133
d) Adattamento di un ambiente, già destinato a magazzino di
legname, ad uso di archivio.
Rocca di S . A pollinare.
1892. R estauro completo del molino ad olio, sia alla parte m u ­
r a ria , sia al macchinario. Dopo il lungo affitto di trentasette anni
e ra reso assolutamente inservibile e m ancava di tutti gli attrezzi
necessari.
1893. a) R estauro alla fronte ovest dell’ edificio, pericolante.
b) Costruzione di una vasca, collettrice di acque pluviali, della
tenuta di 500 ettolitri.
c) C o stru z io n e di u n a concim aia
d ro n ali.
in servizio delle stalle p a ­
Palazzaccio in Casaglia presso Perugia.
1894. Restauro alla fronte ovest, pericolante. Restauri a molte
parti dell’ edificio in seguito all’ eliminazione del deposito di polveri
piriche e di sostanze esplodenti. Dopo moltissime insistenze e mi­
nacce, si riuscì alla fine nel 1894 ad allontanare questa servitù in­
comoda e pericolosa.
6 . — Tenuta di Casalina.
1891. a) Adattamento di un ambiente per custodire nell’epoca
della monta lo stallone governativo e per ricovero del soldato. F o r ­
mazione di un recinto chiuso, destinalo alla monla.
b) Impianto di una vigna per la superficie di ettari uno, con
vitigni di P inot e di Sangiovese.
c) Impianto di un ovulaio di olivi con 500 ovuli.
1892. a) Formazione di una concimaia razionale nel predio
Casa terza dello Stradone.
b) Costruzione di una capanna per custodia della trebbiatrice
e della relativa locomobile.
c) Form azione di un esteso recinto per la custodia dei polie­
dri in allevamento. Conduttura dell’ acqua nel recinto. Costruzione
di una capanna in legnam e per lo stallaggio di dieci poliedri.
d) Impianto di un pomaio in una parte dell’ orto detto P atollo,
m isurante la superficie di circa mezzo ettare, con riduzione del te r­
reno a terrazzi, provveduti di fognatura tubulare, dove se ne trovò
il bisogno.
1893. a) Costruzione di una cap ann a in m u ratu ra nel predio
F ra tta seconda.
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134
b) Ampliamento della casa colonica del predio Valle di R ipa­
bianca, con aumento di ambienti p e r la famiglia colonica, e con form a­
zione di un a stalla per bovini corrispondente ai bisogni del predio.
c) Ampliamento della casa colonica nel predio Cascina quarta,
con aumento di un fondo ad uso cantina, e di un ambiente superiore
ad uso granaio.
d) Form azione di pozzi tubulari trivellati nei predi Cascina
terza, Cascina quarta, Orto alle Cascine, B arca, Canneto. Tenta­
tivo di formazione di pozzi tubulari trivellati nei predi Casenuove,
F orno di Casalina, Monticchio da piè.
é) Iniziamento dei lavori per la formazione di un formone
collettore,principale per scolo delle acque nella destra del Tevere a
bonifica dei predi Orto alle Cascine, Cascina seconda, Cascina
terza, Cascina quarta, della lunghezza complessiva di metri 1,800.
/ ) Impianto di due piccoli vigneti, siepati, di 3,000 vitigni cia­
scuno, nei due predi Colle e Casacce o Torre, sprovveduti di p ia n tamenti di viti.
g ) Sistemazione del fosso del Patollo e di S . Gualtiero nonché
degli affluenti laterali, con dighe trasversali nel letto a favorire la
colm atura e piantamenti di vetriche diretti ad impedire la corro­
sione delle sponde.
h) Impianto di vivai delle seguenti specie di piante:
G e l s i .............................................. .......................
500
O l m i .............................................
.......................1,000
P io p p i.............................................. .......................1,000
P iante da f r u i t o ....................... .......................
400
A c e r i .............................................. .......................1,000
Aumento dell’ovulaio di olivi con trecento ovuli.
i)
Piantam ento di due filari di gelsi, protetti da siepe viva,
fiancheggianti la stra d a detta della barca. I due filari com pren­
dono 160 gelsi e sono costituiti di piedi alternati di var. penduta e
di var. limoncina. P iantam ento di altri 60 gelsi, in due filari, pro­
tetti da siepe viva, ai lati della strad a di Papiano.
1894.
a) Demolizione di una capanna cadente e sua ricostru­
zione nel predio Valle di Casalina.
b) Costruzione di un ambiente nella casa colonica del predio
S ca ltrin o .
c) Ampliamento della casa colonica nel predio Casa quarta dello
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135
Stradone con aumento della stalla per i bovini nel piano terreno, di
du e ambienti nel piano abitabile. Costruzione di stalle per ovini e suini
nello stesso predio
d) Demolizione della casa colonica del predio Colle, perico­
lante e in parte resa inabitabile. Ricostruzione della metà della nuova
c a s a colonica.
e) Costruzione di una stalla in m u ra tu ra nel recinto destinato
allo* allevamento poliedri, capace per dodici capi.
f ) Completamento del formone collettore di cui alla lettera
e del 1883 e piantamento di numero 280 gelsi sulle sponde la­
terali.
g~) F orm one di scolo sulla sinistra del Tevere, dalla strada
provinciale al fiume, a bonifica del predio Fontana, della lunghezza
di m. 500.
h ) Lavori di sistemazione di terreni e di condotta di acque in
collina nelle vicinanze della Rocca di Casalina.
i) Iniziamento dei lavori per la sistemazione della zona a vincaja, ricuperata nella g ran de corrosione del Tevere, presso il predio
Casa terza dello Stradone, dell’ estensione complessiva di ettari 12,
p a rte della quale è già stata rimessa a coltura.
I) Opera di fognatura sù due lati della casa colonica del predio
Valle di Ripabianca, per una lunghezza complessiva di m. 80, allo
scopo di togliere acque filtranti dal piano terreno della m edesim a
con dànno delle stalle. Utilizzazione delle acque di fognatura per
uso potabile.
m ) Piantam ento di numero 6,000 acaci, diretto a trattenere il
franam ento di una zona di terreno del predio vocabolo Belvedere,
soggetto a scoscendimenti a causa di corrosioni operate dal Tevere.
. Lavori di difesa alle sponde del Tevere.
Il
fiume Tevere perco rre attraverso la tenuta per u n ’estensione
di letto di circa sei chilometri. Altrove, in questo stesso volume, fu
detto per nove chilometri, ma questa cifra va corretta in seguito ad
accertamento delle misure dello sviluppo del corso del fiume. I la r
vori effettuati a difesa delle sponde, soggette alla corrosione delle
acque correnti, sono andati sem pre più diminuendo d ’ importanza,
di mano in m ano che si è provveduto ad una vigilanza regolare e
continua del regim e del fiume, e di mano in mano che le sue sponde
sono state ridotte in condizione di norm ale m anutenzione. A differenza
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136
di quanto si verificò per lo addietro, prima cioè che si p re n d e sse
po ssesso del patrimonio, 1’ A mm inistrazione ha disposto, perchè ad
ogni accenno di corrosione, si difenda il punto minaccialo con lavori
in pietrame, secondo i luoghi e le circostanze. I lavori notevoli
p e r estensione o per importanza sono stati tutti progettati e diretti
dal Genio civile. T r asc u ra n d o quelli di poca importanza, sono a ci­
tarsi i seguenti, come quelli che ad opera significante riun iron o
una spesa non indifferente.
1891.
Lavori di difesa della sponda destra del Tevere in c o rri­
spondenza del predio Canneto.
Lavori di difesa per un tratto della sponda sinistra del Tevere
in corrispondenza del predio Barca.
Lavori di difesa p e r due lunghi tratti di sponda sinistra del
Tevere, circa 500 metri, in corrispondenza del predio Fosso di
Provancia.
1893. Lavori di difesa alla sponda d estra del T evere in corri­
spondenza dei predi : R iganello , Cascina terza e Cascina quarta,
Casa seconda dello Stradone, ed alla sponda sinistra sotto la M a­
donna dei B agni.
Collocamento di num ero 160,000 piantine di vetric.a, di 1,000
piantine di ontani e di 3,000 piantine di acaci, lungo le sponde del
Tevere, nei punti nudi di vegetazione o poco ricoperti da essa.
1894. Lavori di difesa sulla sponda destra del Tevere a lF im boccatura del porlo ed in corrispondenza del predio Casa p rim a dello
Stradone, sulla sponda sinistra sotto la Madonna dei Bagni.
Collocamento di num ero 15,000 piantine di vetrica in sostituzione
di quelle fallite, collocate a posto nell’ anno decorso od in aggiunta
di esse nelle parti mancanti.
Con siffatti lavori straord in ari tutto il percorso del fiume T e­
vere, è stato posto in condizione di ordinaria m anutenzione ad ec­
cezione di due soli punti delle sponde, in confine nord della Tenuta,
presso il Fosso di Provancia,, ed in corrispondenza del Cemetero di
S. Gualtiero. In questi due luoghi si lavorerà nel 1895, essendo già
pronto il progetto e concorrendo anche la Provincia dell’ Umbria con
un sussidio, tenuto conto che la strad a provinciale trovasi minacciata
in entrambi i posti.
L e spese sostenute nei diversi esercizi per il titolo lavori del
Tevere sono qui appresso notate:
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Biblioteca di agraria Mario Marte
137
1890-91
1891-92
1892-93
1893 .
1894 .
. . .
. . .
. . .
. . .
. . .
.............................L.
Totale L.
7,187.12
8,923.86
11,238.63
3,455.22
3,043.87
33,848.66
Nel bilancio preventivo 1895 trovansi stanziate lire 4,000.
Tenuta di S . A pollinare.
1891. Formazione di un vivaio di aceri di 500 piantine.
1893.
a) Ampliamento della casa colonica del predio Case­
nuove, con aumento di capacità della stalla per i bovini e con a u ­
mento di ambienti abitabili per uso del colono. R esta u ro generale
della casa, pericolante in alcune parti. Demolizione della stalla degli
ovini, cadente, e sua ricostruzione.
b) Demolizione di alcune parti della casa colonica del predio
vocabolo Tufo, puntellata e resa inabitabile. Ricostruzione dalle fon­
dam enta della parte demolita. R estauro generale alia casa. Modifica­
zioni ed ampliamento della stalla dei bovini.
c) Ampliamento della casa colonica del predio S . Girolamo
1° A , sia per riguardo alla stalla, sia per la parte abitabile dal colono.
Questo ampliamento fu necessitato dal fatto, che l’antica casa colo­
nica del predio S. Girolamo 1° serviva per una sola famiglia. Dopo­
ché peraltro i terreni di codesto predio, di notevole estensione, fu­
rono suddivisi in due predi distinti, S . Girolamo 1° A e 1° B , e ciò
a vvenne d ura n te l’A mministrazione degli ex usufruttuari, la casa colo­
nica primitiva e le stalle che questa conteneva, non servirono altri­
menti al bisogno e fu giocoforza aum entare l’ abitato.
d) Piantam ento di viti m aritate agli aceri nei predi S . Giro­
lamo 1° A , Casenuove e S . Girolamo 2° N um ero 32 formoni della
lunghezza complessiva di metri 4,804. Viti appoggiate agli aceri nu­
m ero 555; viti b asse tra gli aceri num ero 3,232.
e) Form azione di vivai delle piante seguenti:
G e l s i ........................................ piantine num ero
500
A c e r i ........................................
»
1,000
V i t i ........................................
»
627
O l i v i ........................................ ovuli num ero
1,050
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138
1894.
a) Demolizione di una parte della casa colonica del pre­
dio S . Girolamo 2° puntellata e resa inabitabile. Ricostruzione dall»
fondam enta della p arte demolita.
b) R e sta u ro g en erale alla casa colonica del predio S . Girola­
mo 1° B , con ampliamento della stalla per bovini, e di un am biente
nell’abitato colonico.
Tenuta dei beni adiacenti.
1892. Piantam ento di viti m aritate agli aceri nei predi Selva
grande, Ranco nuovo, M urelli, Bovaro, B allotta. Form oni num ero 10
della lunghezza complessiva di metri 1,057 con num ero 141 aceri e
viti di uve bianche ad albero, e num ero 564 viti di uve rosse, tipo
toscano, negl’intervalli tra gli aceri.
1893. a) P iantam ento di viti m aritate agli aceri nei predi
Selva grande, Selva piccola, Ranco vecchio, P allottella, Bovaro,
M urelli, Fossaccio, P ilo. Form oni num ero 26 della lunghezza com­
plessiva di m etri 2,391 con numero 266 aceri e viti di uve bianche
ad albero, e num ero 1,064 viti di uve rosse, tipo toscano, n egl’ in­
tervalli tra gli aceri.
b) Costruzione di una capan na nel predio Pallottella.
c) Sistemazione di terren i nel predio Selva grande, diretta a
togliere l’effetto di corrosione delle acque scorrenti, obbligandole
invece ad un lavoro di colmatura.
d) Form azione di un ovulaio di olivi, contenente 3,000 ovuli.
1894. a) Piantam ento di viti m aritate all’acero nei predi S el­
va grande, Selva piccola, P allottella, Ranco nuovo. Form on i nu­
m ero 11 dell’ estensione complessiva di metri 1,019 con un num ero
di aceri e viti di uve bianche ad albero di 115 e num ero 460 viti
•di uve rosse, tipo toscano, collocate tra gli aceri.
b) Lavori di terrazzam ento nei predi Selva grande e P allot­
tella coordinati con il piantamento delle viti m aritate all’acero.
c) Completamento dei lavori di sistemazione e di colmatura
d e i terren i nel predio Selva grande.
d) Ampliamento della casa colonica nel predio Bovaro, con
aumento di una stalla per bovini e di due ambienti per abitazione
colonica.
e) R e sta u ro g enerale alla c asa detta della Fornace, e suo
a dattam ento a casa colonica e relative stalle, dovendosi quella vi­
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139
cina, del predio Toppo del Papa, abbandonare e demolire, perchè
puntellata e giudicata pericolante.
f)
Sistemazione di due tratti del formone principale di scolo,
che passa per i predi Bovaro e Ranco vecchio.
Nel primo tratto di 140 m etri di lunghezza, si determinò una
regolarizzazione del letto ed un allargam ento conveniente della se­
zione; nel secondo tratto, per la lunghezza di 450 metri, si p ra ­
ticarono dighe trasversali e si fecero piantamenti copiosi di vetrica
e vimini a rivestimento delle sponde.
O rti e vigneto presso Perugia. '
1891. a) E sten sio ne del vigneto per una superficie di mq. 5,664,
piantando vitigni di Sangiovese innestati su viti am ericane var. R i­
p a ria e Rupestris.
b) Form azione di un acaceto allo scopo di ottenere pali da
viti, avente in superfìcie mq. 1,286 e contenente num ero 1,500 acaci.
1892. a) E stensio ne ulteriore del vigneto p er una superficie
di mq. 2,832, piantando vitigni di uve da m ensa, var. P izzutello ,
e Salamanna.
1893. a) Completamento del pomaio iniziato nel 1889 con le
seguenti piante da frutto: ciliegi, peschi, albicocchi, peri, meli. La
superficie totale m isura mq. 9,300; quella che rim aneva a comple­
tarsi ascendeva a mq. 1,802.
b) A rm a tu ra della p a rte di vigneto piantata nel 1891.
e)
Costruzione di un muro di divisione tra la proprietà della
Fondazione e quella del Genio militare per il campo di tiro a segno.
Il muro m isura m. 157 di lunghezza e fu costruito col concorso di
lire 1,500 elargite a tale scopo dal Genio militare, per convenzione in­
terceduta con esso.
1894. a) A rm atu ra della parte di vigneto piantata nel 1892.
Tenuta di Badiola.
1891. A pertura di un pozzo in servizio della casa colonica del
predio Casa N uova.
1893. a) F orm azione di un vivaio di olmi contenente 600 piantine.
b) Demolizione di una parte della casa colonica del predio Via
Cupa, minacciante rovina e resa disabitata, e ricostruzione della
p a rte demolita, con sistemazione di nuove fondamenta su palafitta.
1894. a) A pertura di u n pozzo in servizio della casa colonica
del predio Pozzuolo.
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140
7.
— Alcune modificazioni avvennero nella proprietà fondiaria,
dopo la presa di possesso, rese indispensabili o da fatti materiali
avvenuti antecedentem ente alla p resa di possesso medesima, o da
espropriazioni forzose.
a) Si è veduto a pag. 130 che una parte del terreno confinante
cogli orti e vigneti a mano propria era stata ceduta in affitto dai
monaci usufruttuari al Genio militare, per istituirvi un campo di tiro
a segno, e si disse allora, che tal cessione di c a ra tte re temporaneo,
molto facilmente si sarebbe risoluta perm an ente e definitiva. Difatti
nel 1893 il Genio militare, nello intento di addivenire all’ impianto
stabile del campo di tiro, espropriò forzosamente non solo l’a rea già
occupata in precedenza, ma u n ’ estensione superficiale maggiore, e
precisam ente ettari 0.70 entro la cinta u rban a ed ettari 0.1258 al di
fuori della cinta medesima, scorporando un appezzamento, che faceva
parte della tenuta dei beni adiacenti.
P e r l’espropriazione del primo e più esteso appezzamento il Genio
militare, corrispose l’ importo di lire 2,799.64; per quella del secondo
lire 251.78. In complesso lire 3,051.42, che rappresentando capitale
patrimoniale dovranno esse re rinvestite in titoli di rendita. Al 31 di­
cem bre 1894 questa som ma, come quella seguente, non si era a n ­
cora potuta riscuotere.
Nella circostanza di codesta espropriazione l’Amminiétrazione,
considerando il danno gravissim o che veniva arrecato alla proprietà
residuale, fece valere molte ragioni per ottenere dal Genio militare
la costruzione di un muro divisorio tra la proprietà demaniale mili­
tare e quella della Fondazione. Quanto si richiedeva non si potè r a g ­
giungere, ma si ebbe invece un concorso in denaro nella somma di
lire 1,500 a condizione che fosse destinato per la costruzione del muro
progettato. Ciò che poi avvenne affettivamente (p. 139). .
b) Nel 1866 la Provincia dell’ Umbria ebbe bisogno di espro­
p ria re alcuni appezzamenti di terreno appartenenti al patrimonio del­
l’ex Abbazia per la creazione della strada Tuderte in prossimità dei
Murelli presso P eru g ia . La superficie occupata, e quindi diminuita
nella superficie fondiaria del patrimonio, ragg iu nse ettari 0.16 4.
N ell’epoca della p resa di possesso, ossia 24 .anni dopo, questa pen­
denza non era ancora regolata, q u a n tu nqu e fossero già convenute
e concordate le retribuzioni per i terreni espropriati. La pratica potè
risolversi nel maggio 1894, ed in questo tempo l’ am m inistrazione
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141
della Provincia dell’ Umbria pagò l’importo dei terreni espropriati in
lire 1,258.02, unitamente allo importo degl’ interessi e dei dazi dovuti
per l’ intervallo decorso di ventotlo anni di tempo.
c)
Presso la chiesa parrocchiale di S. Valentino, frazione del
Comune di Marsciano, l’antica Abbazia di S. Pietro possedeva un
oratorio destinato a S. Montano, unitamente ad un piccolo appezza­
mento di terra. Nel 1870, senza che gli usufruttuari si avvedessero
della cosa, il piccolo oratorio fu demolito, per costruire la chiesa
parrocchiale vicino, e la zona di terra fu appropriata arbi trari ament e
dal proprietario confinante, il quale estese sulla zona medesima una
parte della propria casa. Intanto l’ intestazione catastale rimaneva
s e m pr e quella primitiva e dai religiosi di S. Pietro passò alla F o n ­
dazione a gr ar i a. Procedutosi per cura dell’amministrazione al rico­
noscimento di tutta la proprietà fondiaria, si conobbe lo stalo delle
cose precedentemente descritto, si rivendicarono i diritti di proprietà
e per troncare una questione, che in altra guisa s arebbe rimasta ir­
resoluta, si propose la cessione in vendita al proprietario occupante,
tenuto conto eziandio: 1.° della limitatissima superficie (mq. 110);
2.° della distanza notevole di questa piccola proprietà da ogni al­
tra dell’ amministrazione. Il Ministero consentì nella proposta a
condizione che fosse migliorato il prezzo di stima, e corrisposto l 'i m­
porto dei dazi e del fruttato. Il terreno fu valutato a stima lire 27.50
e la vendita fu effettuata per lire 36.82.
In complesso la proprietà fondiaria della Fondazione per l’istru­
zione agr ar ia è venuta a diminuirsi a tutto il 31 dicembre 1894 della
superficie di ettari 0.8532 ritraendone lire 4,346.26 destinate a rinvestimento (*).
8.
— Riconoscimento generale della proprietà fo n d ia ria .
L ’ amministrazione ha creduto suo dovere di far procedere ad una
ricognizione general e di tutta la proprietà fondiaria a ggi or nando le
piante censuarie estratte nel 1860, in relazione con i catastini attuali
(') Una quarta Espropriazione, di carattere obbligatorio o forzoso, fu effettuata dal
Municipio di Marsciano iin dai 1875 per una mòdilìcazione alla strada detta del Piano. La
zona espropriata ascese a mq. 4,142 e l’ importo complessivo convenuto, fu determ inato
nella cifra di lire 423.87. Non ostante pratiche lunghe e numerose fatte dall’ am m inistra­
zione, pure questa vecchia pendenza non si é ancora potuta risolvere, e ciò principal­
m ente per questioni sollevate da terzi, che hanno tenuto e tengono sospesa siffatta risoluzione.
11
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—
142
in tutte le mappe, in cui sono sviluppate le tenute ed i possessi in
g enerale dell’ am ministrazione. E ciò perchè da molti fatti v e r i­
ficatisi, da molte relazioni ricevute, la proprietà fondiaria rustica
ebbe a ricevere d ura n te l’ usufrutto sensibili modificazioni specialm ente nei terreni contermini ad altri proprietari. D urante il lungo
tempo dell’ usufrutto, parecchi approfittarono dello stato precario delle
cose e della poca vigilanza fatta esercitare dagli usufruttuari p e r
m an te n e re integra la proprietà, che avevano in consegna. L ’ indole
stessa pacifica d e ’ monaci usufruttu ari re se più arditi coloro che in­
tendevano o lentamente o rapidam ente ap propriarsi parte della pro­
prietà dell’ ex Abbazia di S. Pietro. Da questo stato di cose, non co­
nosciuto dagli usufruttuari, o se conosciuto, tollerato da es£i, ne
derivò non solo u n ’appropriazione indebita di appezzamenti di te rren o
anche relativam ente estesi, m a eziandio il danno conseguente della
perdita del fruttato e quello del pagam ento delle imposte a totale
beneficio altrui. Si creò contem poraneam ente uno stato di cose, che
non si può risolvere se non con sensibili spese o con transazioni
onerose.
Sarebbe troppo lungo e n u m e ra re qui le molte e d iverse infra­
zioni avvenute alla proprietà, nella rilevante distesa di confini dei
terreni della Fondazione. Sarebbe pure troppo lungo accennare alle
molteplici pratiche istruite in proposito ed al lavoro tedioso che n e
conseguita. Si dirà solo che l’am m inistrazione ha curato di mano in
mano di venir risolvendo siffatte infrazioni rivendicando i diritti cal­
pestati, recuperando il terreno appropriato ove è stato possibile,
tran sigend o sulle questioni sollevate in alcuni casi, correggendo in­
som m a come è stato ed è possibile, la conseguenza dello abbandono
della proprietà fondiaria da un lato, della malvolenza e disonestà
dall’ altro.
9.
— Terminazione della proprietà. — In rapporto colla ricogni­
zione generale della proprietà fondiaria, di cui al num ero precedente,
1’ am m inistrazione ha pure stabilito di procedere g rad ua m e n te all’ap­
posizione di termini lapidei sui confini di tutta la proprietà. Im por­
terebbe certam en te una spesa g ravissim a questa terminazione com­
pleta, che assicurerebbe nello avvenire dalle invasioni dei predoni
la proprietà m edesima. Ad evitare pertanto una spesa che 1’ a m m i­
nistrazione non potrebbe sostenere e nello stesso tempo provvedendo
allo scopo, si è stabilito che in tutti i casi, ove si risolveranno con­
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143
testazioni di confini, per cui occorra l’ intervento del proprietario
confinante, si debbano porre termini lapidei colle iniziali della F o n ­
dazione a g ra ria , redigendo completamente verbali firmati dalle parti,
che rim a ng a no in atti. Seguendo questo concetto a tutto il 31 di­
cem bre 1894 si trovano apposti termini lapidei p e r uno sviluppo com­
plessivo di confine della proprietà fondiaria eguale a m. 1,965.75 così
distribuiti :
Tenuta di Casalina . . . .
Tenuta di S. Apollinare. .
Tenuta dei Beni a d ia c e n ti.
.
metri 1,500.55
»
35G.00
»
109.20
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C A P IT O L O
IX .
M iglioram enti nell’ azienda agraria di Casalina.
SOMMARIO — 1. Terreni — 2. Colture — 3. Meccanica agraria — 4. Allevamento
degli, animali — 5. Industrie agrarie — 6. Magazzeni — 7. Coloni e soci — 8. Società di
previdenza e di assicurazione. Cassa rurale di prestiti.
1. —
T e r r e n i.
N e l capitolo
c ui
fu
preso
precedente
possesso
di
sono
sta te
esam in ate
q u e s to
vasto
t e n im e n to ,
e d i m olti b on ific i a r r e c a t i
in
si d i s s e nu ll a p e r ò , e n o n
poteva
ordin e
a lla
dirsi
le
proprietà
di
c o n d iz io n i
in
i m iglioram en ti
fon diaria.
c iò in qu e l
Non
ca p ito lo , r i ­
g u a r d o ai m i g l i o r a m e n t i in tro d o tti o r a g g i u n t i , in r a p p o r t o c o n l ’ a ­
zienda a g r a r ia
p r o p r i a m e n t e detta.
F o n d a m e n t o di o g n i m i g l i o r i a si g i u d i c ò e s s e r q u e l lo d e l l ’ esatta
conoscenza
d e lla in t ie r a
p r o p r ie t à , a g g i o r n a t a
in d ic a n ti il p o s s e s s o r e a l e d e ll a F o n d a z i o n e .
sui
c ata stin i
Furono
attuali,
q u in d i f o r m a t e
d e l l e p ia n t e d i m o s t r a t i v e d e l l ’ in t ie r a tenuta di C a s a l in a , r i p o r t a n d o l e ,
a n c h e p e r il c o r p o p r i n c i p a l e di essa, s u lle
carte
to po grafich e
d el­
l ’ i s titu t o m i li t a r e di F i r e n z e (n e l l a s c a l a di 1 a 25,000), in m o d o
p o t e r s e n e s e r v i r e , sia a t a v o l i n o , s ia in c a m p a g n a .
n o te a l l ’ a m m i n i s t r a z i o n e
le
e s t e n s io n i
dei
singoli
da
N o n essen do poi
poderi
e
q u in d i
m a n c a n d o l e la b a s e p e r u lt e r io r i n e c e s s a r i stu di, si d is p o s e p e r c h è g r a ­
d u a t a m e n t e si a d d i v e n i s s e al r i l i e v o di una p ia n ta g e n e r a l e d ella te nuta
n e lla s c a l a di 1 a 2,000, d ir e t t o a d i m o s t r a r e il r i p a r t o d e llo t e r r e fra
i d i v e r s i p r e d i, d i s t i n g u e n d o v i c o n t e m p o r a n e a m e n t e i v a r i
appezza­
m e n ti, c h e c o m p o n g o n o a tt u a l m e n t e c i a s c u n a c o lo n ia . Q u e s to r i l i e v o
fu g i à c o m p le t a t o p e r i p re d i v o c a b o l o
Cerasa e v o c a b o l o
Canneto,
n o n c h é p e r q u e i t e r r e n i contigui,- c h e c o s t i t u is c o n o un s o l c o r p o c o n
q u e lli d e i suddetti d u e p r e d i.
d al c o n fin e sud d e lla
F u in iz ia to il l a v o r o suddetto a p a r t i r e
tenu ta, a n c h e
u r g e n t e di c o s titu i r e un n u o v o
perchè
p red io
in
si v e d r e b b e
q u e lla
p e r e s s o le t e r r e e c c e d e n t i del p r e d i o v o c a b o l o
il
b isogn o
lo c a lità , rip a rte n do-
Canneto ed a s s e g n a n -
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146
done altre contigue disponibili. Stabilito questo rilievo, se ne tra sse poi
partito per re g istra rv i an nualm ente la successione delle coltivazioni
verificatesi nei singoli appezzamenti, registro che si possiede regolare
per i tre ultimi anni ag ra ri.
Indipendentem ente da questo lavoro, che non potrà e s se r com­
pleto, se non tra qualche anno, l’am m inistrazione pose delle norm e
in ordine alle colture succedentisi in tenuta, e si diè p rem ura di
regolarle e di vigilarle, non lasciando altrimenti arbitro il colono
di fare ciò che più gli sareb be sem brato opportuno. Ed oltre alla
vigilanza e direzione delle colture l’ am m inistrazione curò l’attua­
zione dei nuovi piantamenti, lasciati precedentem ente in balìa dei
coloni medesimi. Si addivenne ad una razionale potatura dei gelsi,
che si trovano a migliaia in tenuta ed il di cui prodotto per l’ industria
dei bachi da seta, è un a sorgente di reddito vistoso, non solo p e r
l’ amm inistrazione, ma per tutte le famiglie coloniche e per quelle
dei soci, che attendono a mezzadria all’allevamento medesimo. Quando
si consideri che an nualm ente suolsi m ettere in incubazione oltre un
chilogram m a di semente serica, si può facilmente com prendere quale
risorsa possa trarsi da siffatta industria negli anni non contrastati
dalla inclemenza delle stagioni o dall’azione funesta delle crit­
togame.
Riflettendo anzi che la m a ggior parte delle piantate di gelsi sono
formate da individui di tarda età e molti sono cadenti, ad evitare la
conseguenza della m orte contem poranea di un g ra n num ero di essi,
che tra non molto dovrà verificarsi, si stabilì, non solo di fare le
necessarie sostituzioni, là dove queste occorrevano, ma di procedere
grad atam ente a nuove piantate, tanto sotto forma di alberature quanto
di siepi, e preferentem ente sulla regione collinare, meno affetta
della pianura del Tevere, dagli attacchi della Fersa o di altre crit­
togame. F u ro n o introdotte due varietà nuove di gelsi, la . var. pen­
dala, e quella dei gelsi Cattaneo.
In ordine alle num erose zone boschive esistenti nella tenuta di
Casalina si dispose per una vigilanza più attiva, necessaria ad evi­
ta re i tagli a rbitrari, che si commettevano p e r lo addietro numerosi
nella proprietà. Si regolò pure con disposizioni opportune il taglio
per il legnam e occorrente per i lavori di difesa alle sponde del Te­
vere, anzitutto perchè questi hanno diminuito l’esigenza che una
volta presentavano, in secondo luogo perchè in molti lavori di difesa
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147
si sostituiscono oggi con m aggiore vantaggio gettate o pignoni di
pietrame, ovvero buzzonate di g ro sse ghiaie raccolte sul letto stesso
del Tevere. Si procede pure ad una sfollatura regolare di tutte le
zone boschive, a vantaggio non solo della rinascen za, ma eziandio
delle piante adulte e prosperose. Dopo la pre sa di possesso si addi­
venne ad un solo taglio a dirado nei boschi di Casalina, che fruttò
a ll’am ministrazione un provento strao rdinario di oltre 12,000 lire.
' È stata però richiesta l’ ispezione forestale, perchè addivenga ad un
secondo progetto di taglio, richiedendolo molte piante, che p e r età
van no deperendo.
2.
— C o ltu re .
Le colture o rdinarie nei terreni a mezzadria furono sottoposte
a d una vigilanza, diretta ad impedire abusi dal lato dei coloni e sfrut­
tamento improvvido nei terreni. Approfittando dell’occasione propizia
dello impiego di concimi chimici in estese superfici di suolo, si ebbe
occasione non solo di stabilire con i mezzadri la convenienza o
meno di certe colture e di determinati modi di attuazione di esse, ma
si ebbe campo eziandio di p re n d e r nota esatta nei registri dell’ammi­
nistrazione, sia delle singole colture fatte a scopo dimostrativo o in­
dustriale nei diversi terreni, sia di com parare i risultati ottenuti
nelle differenti regioni della pia n u ra e della collina, e di tra r re
utili am m aestram enti sulle varie esigenze dei diversi terreni in ra p ­
porto alle concimazioni chimiche.
T ra le nuove colture introdotte devono citarsi quelle del tabacco
e della barbabietola da z ucch ero; la prima introdotta a scopo sp eri­
mentale, di accordo con il Ministero delle finanze, nella superficie
minima di due ettari consentita dalla legg e; la seconda in seguito a
convenzione con la fabbrica da zucchero di Rieti ed a titolo di prova
economica di coltura.
Lo stato delle colture sperimentali e dim ostrative stabilite per
l’anno a g ra rio 1894-95 risulta dalla seguente nota tratta dai registri
deH’amm inistrazione (').
(■) Indipendentemente dalle coltivazioni dimostrative e sperimentali, istituite nella
ten u ta di Casalina, la 'Fondazione tien dietro con osservazioni regolari allo andamento di
colture dimostrative nei luoghi seguenti, sempre nei possessi della Fondazione stessa.
T e n u t a d i S. A p o l l i n a r e e M a s s e .
a)
Due campi dimostrativi di due ettari ciascuno per la coltura del frum ento.
ì>) Due campi dim ostrativi di due ettari ciascuno per la coltura delle legum inose
<1894 95) susseguite a quella del frum ento (1893-94).
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■
148
Questo stato fa conoscere non solo l’ importanza dello insieme
delle colture medesime, ma vale eziandio a porre in evidenza l’esten­
sione data alle concimazioni chimiche a titolo di prove dim ostrative
e sperimentali, o direttam ente istituite a scopo di tornaconto, veduti
i risultati vantaggiosi dui lato a gra rio ed economico di colture con­
simili, istituite in precedenza.
C o ltiv a z io n e
a sco p o
in d u s tria le .
A) P er conto del M inistero delle finanze.
1. Tenuta di Casalina in pianura — ettari 2.00 di superficie.
Coltivazione di tre varietà di tabacco: K entuchy, Kentuchy Burley,
Virginia.
B) P er conto della fabbrica di zucchero di R ieti.
1. Tenuta di Casalina in pianura — ettari 0.500 di superficie.
Coltivazione di barbabietole da zucchero.
C) P er conto della D itta F ra telli Ingegnoli di M ilano.
1. Tenuta di Casalina in pianura. — Superficie complessiva
ettari 10.5979. Coltivazione di frumento Noè originario e d ’im porta­
zione diretta.
2. Tenuta di Casalina in pianu ra — Superficie ettari 1.5383.
Coltivazione di frumento F oulard dell’A ustralia.
La preparazione dei terreni per le colture A e B fu eseguita
con aratro Sack, fino alla profondità di 25-30 centimetri.
Tutte le colture precedenti ricevettero una concimazione chimica
determ inata.
Il frum ento originario Noè, nella superficie di ettari 10.5979 fu
P r e s s o P e r u g ia .
a) Coltura industriale di frum ento Noè per la ditta Fratelli Ingegnoli, nella su­
perficie di ettari 2.2531.
b) Coltura sperimentale per conto della stessa ditta di talune varietà di avena e di
una varietà di orzo, diretta a stabilire quale o quali varietà sieno meglio adattabili alla
nostra regione. Superficie interessata ettari 0.1506.
c) Vivajo di oltre tre mila piantine di olivo. Studio comparato di concimazione.
Superficie e tta ri 0.1507.
Cumulando 1’ amm ontare della superficie interessata nella tenuta di Casalina a col­
ture sperimentali, dimostrative ed industriali con quella nella tenuta di S. Apollinare e presso
P erugia, si forma in complesso una superfìcie di ettari 33.7941, che la Fondazione ha nelT esercizio 1894-95 destinato alle colture suddette.
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149
sem inato con la sem inatrice
a m e ric a n a:
la fa vo rita degli a g ri­
coltori.
Cam pi
s p e r i m e n t a l i d i m o s t r a t iv i p e r la c o l t u r a d e l f r u m e n t o .
A) Tenuta di Casalina in pianura — Superficie complessiva et­
tari 1.7502.
B) Tenuta di Casalina in colle — Superficie complessiva et­
tari 0.7020.
In questi campi dimostrativi la superficie coltivata venne divisa a
perfetta metà, som m inistrando in una delle due metà, concime chi­
mico appropriato. Nei due campi dimostrativi viene inoltre sp e ri­
m entato l’effetto, che sul m aggior reddito in frumento, valgono a pro­
d u rre proporzioni crescenti di nitrato, in corrispondenza di quantità
unitarie per ettare di due o di tre quintali, suddividendo perciò i campi
in tre appezzamenti.
Il
frumento seminato nei campi dimostrativi della tenuta di Ca­
salina fu quello di Bieti di l a riproduzione.
In questi campi, allo scopo di far succedere al frumento una le­
gum inosa, che si giovi delle condizioni di aum entata fertilità del suolo,
fu seminato trifoglio in piano, lupinella in colle, e ciò tanto nel campo
concimato quanto in quello che non lo fu. Così la comparazione pro­
s eg uirà utilmente anche per la coltura successiva della leguminosa.
P
rove
colturali
d im o s t r a t iv e
SULLA SIDERAZIONE O INDUZIONE DELL’ AZOTO.
A) Tenuta di Casalina in pianura — Superficie ettari 012334.
B) Tenuta di Casalina in colle — Superficie com plessiva et­
tari 1.2725. Coltura di lupinella.
Metà delle superfici suddette concimate con perfosfato di calcio,
sali potassici e gesso, escludendo naturalm ente concimi azotati; metà
senza concimazione.
P rove
s p e r im e n t a l i
c o m p a r a t iv e
SULLA SIDERAZIONE O INDUZIONE DELL’ AZOTO.
A)
Tenuta di Casalina
mq. 1,600 — Coltura di lupinella.
in
colle — Superfìcie
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complessiva
150
B) Tenuta di Casalina in colle — Superficie complessiva
m q , 588 — Coltura di sulla.
C) Tenuta di Casalina in pianura — Superficie complessiva
mq. 162 — Coltura di lupini.
D) Tenuta di Casalina in pianura — Superficie complessiva
mq. 972 — Coltura di erba medica.
I terreni destinati a queste prove furono acconciamente p re p a ­
rati in autunno. P e r tutte le colture, fu poi suddivisa la superficie
in due parti eguali, som m inistrando concimi chimici in una di esse,
ad esclusione degli azotati, lasciando l’altra nelle condizioni in cui
trovavasi per le comparazioni necessarie.
Queste prove sperimentali sono dirette anzitutto allo studio de­
gli effetti che sulla siderazione o induzione dell’azoto possono e s e r­
citare i diversi concimi chimici, o differenti proporzioni di e s s i; in
secondo luogo a rilevare Fazione che siffatti concimi possono avere
sulla produzione dei tubercoli radicali determinali da battèri, ed a
sua volta l’azione che siffatti tubercoli valgono ad esercitare sulla
induzione, m aggiore o m inore dell’azoto, in relazione colla n atura
dei terreni in cui si sviluppano le leguminose.
'Relativamente alle colture di sulla e di lupini, le prove sp eri­
mentali istituite, oltre allo scopo precedentem ente indicato, hann o
a n che quello di se rv ire allo studio delle cause per cui riesce difficile
e talora impossibile l’adattabilità delle piante suddette ai terreni
della nostra regione.
P
rove
s p e r im e n t a l i
d iv e r s e .
A) Tenuta di Casalina in pianu ra — Superficie complessiva
mq. 128 — Coltura di talune varietà di patate di g ra n reddito. Allo
scopo di scegliere quella o quelle varietà, che meglio si adattano ai
terre n i della n o stra regione.
Indipendentem ente dalle colture testé indicate, iniziate nel 1894
e svolgentisi nel 1895, l’am m inistrazione attende ai risultati delle col­
ture sperimentali dimostrative precedenti, istituite nel 1893 e prose­
guite poi nel 1894 e nel 1895. Queste colture cominciarono con il
frum ento e proseguirono con le leguminose, tanto in terreni di pia­
nu ra quanto in terreni di collina, e ciò allo scopo di stabilire la con­
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151
venienza economica di siffatte colture a base di concimi chimici, pro­
seguite col concetto della siderazione.
I particolari di queste coltivazioni sono qui a ppresso riferiti :
In pianura. — Coltura di frumento originario di Rieti in ettari
4 di estensione, 2 dei quali concimati, 2 n o ; susseguiti da coltura
di trifoglio in due ettari, di lupinella a d u e 'ta g li ( onobrycliis sativa,
var. bifera, di H ork) negli altri due.
I n colle. — Coltura di frumento, di riproduzione locale in ettari
2.0328 di superficie, susseguita da coltura di lupinella ordinaria ( ono brychis satina, var. communis di Alefeld.) con concimazione chimica
nella metà della superfìcie, senza concimazione chimica nell’altra.
I
risultati ottenuti finora da queste coltivazioni dimostrative sono
-stati notevoli, sia dal punto di vista del tornaconto, sia da quello del­
l’aumento di fertilità del suolo.
In complesso le colture sperim entali e dimostrative hann o inte­
ressato od interessano la superfìcie di ettari 23.1340, ed è a notarsi che
•queste coltivazioni sono state istituite senza re c a re alcun disturbo
alle condizioni di mezzadria in vigore per tutta la tenuta, e ciò che
più monta hanno interessato ed interessano cosiffattamente i coloni,
■che la m aggior parte di essi richiede con insistenza all’a m m in istra-zione, che si estendano ai loro campi i benefici delle concimazioni
chim iche e gli effetti salutari della siderazione, secondo i Sistemi
Ville-Solari.
Non v’ha dubbio che proseguendo gra du ata m e nte nell’indirizzo
intrapreso, un sensibile miglioramento v e rrà a risentirsi nel reddito
della tenuta di Casalina.
3.
— M eccanica a g r a r ia .
L ’introduzione di attrezzi e di macchine a g ra rie nella tenuta è a n ­
d a ta aum entando per quanto è stato possibile. Fu ron o nelle diverse ope­
razioni usate trebbiatrici a vapore di proprietà dell’amministrazione,
sia per frumento sia per frumentone.
L a semina del frumento nei campi dimostrativi e sperimentali e
nei campi costituiti a scopo di coltura industriale fu eseguita colla
se m in a tric e am ericana la fa vo rita degli agricoltori e la preparazione
precedente del terreno si effettuò con l’erpice Acme. L a preparazione
dei terreni per i lavori di rinnuovo ebbe luogo in molti casi con
a r a tr i Eckert. Si effettuò l’introduzione di. un m ag gior num ero di
■aratri volta orecchio e di ripuntatori.
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152
4.
— A llevam ento
d eg li anim ali.
E quini. — Si attese all’allevamento degli equini con le m ag ­
giori cure possibili. 11 Ministero istituì una stazione di monta in
Casalina nel 1891 destinandovi uno stallone di puro s an gu e orientale
di nome Negib. Questo stallone compiè la monta delle cavalle fat­
trici deH’amministrazione e quelle dei privati. Pe r quanto si riferisce
alla Fondazione i prodotti ottenuti furono nel numero seguente, ri­
partilo per ciascuno degli anni susseguenti alla monta :
1891
1892
1893
1894
— primo anno di monta
— maschii G femmine 5
»
6
»
5
—
0
4
»
4
—
■1R
1 A.
In totale trenta poliedri.
L ’amministrazione ritirò dai coloni i prodotti di un anno di età,
ritenendoli poi a mano diretta ed allevandoli secondo le migliori n or ­
me. Il concetto che vien seguito in questo allevamento per quanto
concerne le polledre, si è quello di distribuirle ai coloni raggiunta
l ’età opportuna, in sostituzione delle vecchie cavalle, parte delle quali
si addiinostrarono già infeconde. Codeste polledre di mezzo s a n g u e
orientale, montate poi da uno stallone di puro s a ng u e orientale, da­
r a n n o prodotti con a/i di sangue orientale, sensibilmente migliori e
più perfetti di quelli finora ottenuti. Di tal guisa la razza di Casa­
lina a nd rà perfezionandosi maggiormente.
Ri guardo ai poliedri è stato stabilito di selezionarli, allevando
a stalloni quelli che per forme, per robustezza, per caratteri esteriori
non lasciano nulla a desiderare, destinando gli altri a cavalli di ri­
monta per l’esercito. La Commissione governativa per l’acquisto de­
gli stalloni nel Regno, visitò nel 1894 l’allevamento di Casalina. Su
quattro poliedri intieri ad essa presentati, tre ricevettero l’affidamento
per l’acquisto, che si-verificherà nell’agosto del 1895.
I risultati economici dello allevamento equino di Casalina sono
stati finora passivi ; nel 1895 s ’ incominceranno ad avere degli ele­
menti di attività, cadendo in quest’anno la prima vendita degli stalloni,
quella dei poliedri per 1’ esercito, e restituendosi ai coloni le polledre
di oltre tre anni. Finora non si han no quindi che i risultati tecnici
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153
dello allevamento, e questi a giudizio d egl’intelligenti sono veram ente
significanti (‘).
Bovini. — Intorno all’allevamento dei bovini la migliorìa intro­
dotta in tenuta è stata quella di p rocurare l’ allevamento di buoni riproduttori, senza ricorrere allo acquisto di essi in Val di Chiana od
altrove. E questo allevamento ha portato buoni risultati, riuscendosi
per esso ad eliminare non solo forti spese per l’acquisto dei ripro­
duttori, che sul mercato hanno sem p re prezzi assai elevati, ma ezian­
dio a rialzare il credito della tenuta, ,che direttamente ha provve­
duto ad un servizio indispensabile per sè, utile anche ai privati,
perchè la stazione tori da monta, è al servizio della tenuta e del
pubblico.
Suini. — L ’ allevamento dei suini si è effettuato con verri di
razze locali nella regione collinare e montuosa.
Nel 1895 si avrà in esercizio una stazione di suini da monta
per la pianura, con verri Jorkshire, e cctserlini.
Ovini. — Intorno allo allevamento degli ovini poco è stato ef­
fettuato a migliorarlo e vi s arà provveduto nel 1895.
Il
M inistero di agrico ltura, industria e commercio inviò a soc­
cida in tenuta, un g re g g e di montoni e pecore au stralian e costituito
di sessantotto capi, ma il suo allevamento, ostacolato da una m alat­
tia, che se infierisce negli ovini, non si arre sta , se non dopo averli
distrutti, si è andato decimando sem pre più, fino a ridursi a pochi
capi superstiti. 11 g re g g e australiano portò dall’Abruzzo i germ i
della cachessia palustre, che si manifestarono sem pre più con effetti
funesti nei montoni e pecore, che costituivano il gregge.
Nei due ultimi anni furono effettuati degl’ incrociamenti tra m on­
toni australiani e pecore di razze locali, ottenendosi due serie di me­
ticci, finora abbastanza prosperi ed offrenti un sensibile miglioramento
nella qualità e nello spessore del vello.
5 . — I n d u s t r ie
a g r a r ie .
Limitato è stato l’aiuto che l’am m inistrazione ha potuto d are al
miglioramento delle industrie ag ra rie e ciò a cagione delle gravi
sp ese che ha dovuto sostenere per altri titoli.
(i) Vedi Annali di Agricoltura, 1894 — Provvedimenti a vantaggio della produzione
equina negli anni 1893-94 — Roma, Bertero, 1894, p. 16 e seguenti.
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154
D'altra parte il materiale tecnico occorrente per un impianto r a ­
zionale e completo di un oleifìcio, secondo i m oderni progressi in
questo ram o delle industrie ag rarie, avrebbe importato u n ’ applica­
zione di somme non lievi, tanto più che il locale che a ciò potrebbe
destin arsi richiederebbe miglioramenti ed ampliamenti. Riguardo alla
vinificazione è stato pure impossibile di provvedere il m ateriale tecnico
occorrente e di ap prestare i locali convenienti, non solo p e r le r a ­
gioni di sopra indicate, ma anche perchè alle operazioni della vini­
ficazione si attende con le dovute norm e e col materiale tecnico n e ­
cessario nella tinaia e cantina di P erugia. L e industrie ag rarie della
fabbricazione dell’olio e della vinificazione attendono quindi nello a v ­
venire l’attuazione di quei miglioramenti, che secondo i moderni pro­
g re ssi sonosi ottenuti in queste diramazioni delle industrie agrarie.
E q ue st’a ttesa è subordinata alla sistemazione generale dell’edi­
ficio della Rocca di Casalina, secondo un piano regolatore, il pro­
getto del quale è preordinato alla destinazione del locale per i lau­
reandi delle Scuole a gra rie superiori.
Caseificio. — Miglioramenti vennero effettuati in qu e st’industria,
valendosi dell’ opera di un giovane casaro di Casalina, inviato con
b o rse ministeriali ai corsi di caseificio nella scuola di S c e m i e
p resso la regia Stazione di caseificio in Lodi.
6. — M a g a z z e n i .
Opportuni miglioramenti furono attuati nei magazzeni della te­
nu ta, diretti ad a ssic u ra re m aggiorm ente la conservazione dei generi
e d a se g u irn e con le dovute norm e di contabilità i movimenti.
7.
— C o lo n i e s o c i.
L e condizioni economiche delle famiglie coloniche, sono cattive o
cattivissim e in colle; generalm ente buone in pian ura. Quindi debito
colonico nella regione collinare, credito colonico nella pianura.
Buono in generale il m orale dei colon i; intelligenti e prestanti
nel lavoro ; mossi sovente, specialmente i coloni della pianu ra, da un
lodevole sentimento di emulazione, sia p e r l’esecuzione dei lavori del
suolo, sia p e r il migliore allevamento degli animali.
Le condizioni degli operai giornalieri di Casalina sono dipendenti
da quelle dell’am m in istra z io n e ; buone negli anni di raccolti copiosi,
in cui può d estinarsi una som m a p e r lavori di bonifici; cattive o cat­
tivissime negli altri. Codesti operai e giornalieri abitano nelle case del­
l ’am m inistrazione, ognuna dell,e quali ha a n nessa una superficie di ter­
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155
reno, tenuta generalm ente ad orto. Gli operai e giornalieri tengono
animali a soccida con l’am m inistrazione e generalm ente 'vivono col
prodotto del lavoro, e h’essi compiono per l’am m inistrazione m e­
desim a.
8.
— L ’am m inistrazione è venuta in soccorso dei coloni col­
l’istituzione di una società contro la mortalità del bestiam e; con l’a s ­
sicurazione dai pericoli e dai danni de g l’incendi dei prodotti a g ra r i,
degli stram i e foraggi, delle m asserizie ed attrezzi, e h ’ essi po sse g ­
gono.
L ’ am m inistrazione prevalendosi poi dello aiuto favorito dalla
B anca di P eru g ia , ha p ure prom osso l’ istituzione di una cassa ru ra le
di prestiti secondo i principi di W ollem borg, della quale possono farne
parte i coloni, i soci, gli operai- di Casalina e tutti i dipendenti
dall’ amministrazione.
Quando questa cassa ru r a le a v rà superato il primo tempo di
esercizio e si troverà in essa, queH’andam ento regolare che deve as­
s ic u ra rn e lo sviluppo ed i v a n ta g g i p e r la classe ru ra le p e r cui fu
istituita, l’ am ministrazione c u re rà l’istituzione di u n a cooperativa di
consum o a benefìcio dei medesim i coloni e soci, che utilizzano i v a n ­
taggi della cassa ru ra le di prestiti di Casalina.
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157
CAPITOLO X.
Studi e proposte per l’ordinamento dell’Istituto agrario.
SOMMARIO — 1. Prim i studi per la Scuola di viticoltura ed enologia, che precedettero
e seguirono la legge 10 luglio 1887 — 2. Insegnamento viticolo ed enotecnico in prepara­
zione nel 1890 e nel 1891, e predisposizione per il tirocinio pratico a Casalina — 3. Rap­
porto del Direttore generale dell’agricoltura al Ministro per la costituzione della Scuola
di viticoltura ed enologia in Perugia e relativo R. Decreto del 21 gennaio 1802 — 4. P ro­
poste per le applicazioni pratiche dei laureandi delle Scuole superiori di agricoltura alla
Casalina — Ordinamenti del Consiglio per l’ istruzione agraria. Studi della Commissione
speciale. R. Decreto e proposte definitive determ inanti 1’ attuazione del tirocinio pratico
dei laureandi — 5. Difficoltà che si oppongono alla attuazione della Scuola decretata.
Proteste e ricorsi contro la legalità dei Decreti costituenti 1’ ente morale : Fondazione
per l’ istruzione agraria e il E. Istituto annesso. Rifiuto della Giunta pel bilancio di con­
sentire i rispettivi stanziamenti — 6. Sollecitazioni del Municipio di Perugia per 1’ aper­
tu ra della decretata Scuola e per la possibile fusione con essa del locale regio Istituto
Tecnico. Suo proposito di presentare ricorso al Re — 7. Studi e progetto cìel Ministero
di agricoltura, inteso a favorire le istanze del Municipio di Perugia per la fusione dej
due istituti, accettato in massima dal Comune, che ritira il ricorso al Re. Difficoltà
opposte al progetto stesso dal Ministero dell’ istruzione — 8. Proposta della Scuola svperiore di agricoltura a Perugia , sopprimendo quelle di Milano e Portici. Opposizione
della Camera e raccomandazione di ulteriori studi — 9. Nuovo progetto per u n Istituto
agronomico speciale — 10. Proposta ripresentata più concreta della Scuola superiore di
agricoltura a Perugia; ultim e variazioni.
1.
— Furono accennate nel proemio brevemente le proposte che,
riguardanti la istituzione in Perug ia della Scuola enologica dell’ Italia
centrale, precedettero e seguirono la promulgazione della legge del
10 luglio 1887, relativa all’ex Ba'dia de’ Benedettini. Però qui giova
ferm are attenzione m aggiore sui desideri, sui voti e sugli intendi­
menti in proposito manifestati, risalendo a tempo anche più lontano,
e cioè alle prime disposizioni del Ministero di agricoltura, intese ad
sttivarey secondo un progetto di m assima, scuole pratiche e speciali
di agricoltura nel R egno, meglio atte ad in terp retare i bisogni delle
varie regioni.
Il Prefetto dell’ Um bria, comunicò al M inistero gli intendi­
menti di quel Consiglio provinciale, per la istituzione nella provincia
s te ssa di una Scuola enologica, con nota del 17 febbraio 1879, così
espressi :
12
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158
« Informato come da cotesto Ministero s’intenda prom uovere
nel R egno la fondazione di Scuole enologiche, il Consiglio prov in ciale, nella su a adunanza del 17 decem bre 1878, incaricò la Deputazione di fare le pratiche n ecessarie affinchè l’ Umbria, la quale
per la n atu ra e le condizioni di suolo si p resta mirabilmente alla
coltivazione della vite, potesse essere dotata di una di dette scuole,
mezzo potente per il p rog resso dell’agricoltura.
« L a Deputazione pertanto si rivolge a cotesto onorevole Mini­
ci stero p e r conoscere se sia possibile, ed a quali condizioni, otte« n ere l’impianto di questa scuola nella Provincia ».
Poi con nota dell ’8 maggio successivo il Prefetto medesimo si­
gnificò :
« Nella sua adunanza dell’S a ndante la Deputazione provinciale
« ha delegato il sign or conte Paolano M anassei a ra p p re se n ta re
« questa Provincia nella Commissione che s a r à chiam ata a discu­
te tere dell’attuazione di una Scuola di viticoltura, enologia e pomo« logia nell’ Italia centrale ».
Nella nota indi del 15 seguente e del 9 agosto successivo m a ­
nifestò ripetutam ente le p rem ure della Deputazione provinciale, p e r
a v e re dal Ministero le istruzioni di m assim a ad effettuare la am^
bita scuola e perchè fosse data la preferenza all’ Umbria fra le altre
provincie della media Italia.
Il M inistro di agricoltura con nota del 18 agosto, rispondeva
al Prefetto della Provincia di Perug ia in questi termini :
« Ho gradito lo zelo addim ostrato da cotesta onorevole Deputa­
ti zione provinciale, nel far chiedere a mezzo della S. V. a questo
« M inistero lo stato delle pratiche relative alla Scuola di viticoltura
« ed enologia da im piantarsi nell’ Italia c entrale; e pregiomi p a rte « ci parie che per circostanze di poco momento non si è ancora sta ­
li bilito il giorno della riunione dei commissari provinciali, e che
« nulla è cangiato di quanto fu disposto a n te rio rm e n te ....................».
Decorsi circa due anni, dopo la ricordata corrispondenza con
la Deputazione provinciale, il Comizio circondariale annesso alla So­
cietà econom ico-agraria di P e r u g ia , chiedeva al Ministro di a g ri­
coltura l’impianto nell’Um bria e p resso il capo-luogo, di una Scuola
di viticoltura ed enologia, con lettera del 5 maggio 1881 ; la quale
se m b ra utile qui rip o rta re in parte :
« Il Consiglio direttivo di questo Comizio agrario, nell’adunanza
«
«
«
«
«
«
Università degli studi di Perugia
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159
«
«
«
«
di oggi, deliberava rivolgersi a codesto benem erito Ministero dell’agricoltura affinchè P e ru g ia sia prescelta fra le altre località
dell’Italia centrale p e r istituirvi una Scuola di enologia e viticoltura.
.......................................................................................................................
« Le favorevoli condizioni di suolo e di clima di questa bella
« plaga d ’ Italia per la coltura della vite, il notevole risveglio che si
,« p resenta per tale coltivazione, non chè per l’industria della fab« bricazione del vino, per p arte di molti distinti proprietari, sono
« argom enti tali che codesto M inistero apprezzerà convenientem ente,
« p e r concedere a questa parte della nostra Provincia una delle
« Scuole di viticoltura e di enologia che si dovrebbero istituire nel« l’Italia centrale ».
E il Comizio nella stessa nota indicò pure il luogo adatto a
tale scuola.
A questa esplicita dichiarazione del Comizio a g ra rio di P e rug ia
il Ministro rispondeva, in data 7 luglio successivo:
« Con compiacenza appresi i nobili propositi di cotesla r a p p re se n « tanza agricola per far sorgere nella Provincia, e più precisam ente
« a Collelungo, la Scuola pratica di viticoltura ed enologia, che do« vrebbe istituirsi, in base al piano ministeriale, nell’ Italia centrale ».
Dimostrò indi il Ministro, nella medesima lettera, la necessità che
i propositi del Comizio siano conformi a quelli dell’Amministrazione
provinciale, e che si sappia in quale m isura la Provinicia stessa con­
c orra, unitam ente al Municipio, nella spesa all’uopo richiesta.
Tre anni più tardi, nulla essendosi per anche deciso sulla
scelta del luogo ove istituire la Scuola enologica dell’ Italia media, non
bene definite tuttora essendo le proposte delle altre provincie inte­
ressate , il Comizio a g ra rio di P eru gia rinnovò le sue istanze al M i ­
nistero perchè all’ Umbria fosse data la preferenza.
Questa volta avvalorò la propria dom anda indicando la oppor­
tunità, che all’uopo sa reb be offerta dalla locale ex Badia di S. Pietro.
11 presidente del Comizio agrario , in data 27 ottobre 1885, scri­
veva : « F in o dal 17 novembre 1884 lo scrivente in nome di questo
« Comizio rivolgeva preghiera alla S. V. Illma perchè si compiacesse
« e ste rn a re il suo autorevole p a re re in ordine alla possibile devo« luzione di una parte del patrimonio dell’Abbazia *di S. Pietro in
« P erug ia, tuttora esistente, a favore di una Scuola di viticoltura ed
« enologia da fondarsi in questa città o nelle sue vicinanze.
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160
« La S. V. in data 31 gennaio 1885, rispondeva in proposito,
facendo riflettere che p e r risolvere la questione sarebb e stato opportano di attendere l’approvazione del disegno di legge., allora
in esame al Senato, per 1’ ordinam ento generale delle scuole p ra tiche e speciali di a g ric oltu ra del Regno.
« E ssendo stato questo disegno approvato nei mesi decorsi, lo
« scrivente si permette ora di p re g a re la S. V. di rito rn a re sulla
« questione, che, senza aggravio diretto dello Stato, potrebbe perm et« tere un utile increm ento all’agricoltura in questa regione e spe« cialmente della viticoltura ed enologia ».
A tale nota fu risposto con lettera del 2 novembre successivo,
e si dichiarò: « È sem p re negli intendimenti di questo M inistero di
« fondare una Scuola di viticoltura ed enologia nell’ Italia centrale ».
Indi, affermatasi, per la legge del 10 luglio 1887, n. 4799 (serie 3a),
la destinazione del patrimonio dell’ex Badia di S. Pietro in Perugia
ad un istituto d’ istruzione, il Ministro di agricoltura, udito il Consi­
glio dell’istruzione a g ra ria , accordava pieno favore ai voti della P r o ­
vincia, del Comizio agrario e della città di P erug ia, siccome rivelasi
dalla segu en te nota, in data 29 ottobre 1887, al Prefetto dell Umbria:
« È a conoscenza della S. V. che varie provincie dèli Italia
a centrale furono dal 1880 dal M inistero invitate ad inviare in Roma
« appositi delegati per proporre di comune accordo la sede meglio
« adatta di una Scuola di viticoltura e di enologia. Sa pure che di­
ti verse adunanze andarono deserte e che nell’ultima avuta nel 12
« luglio 1886, veduta la impossibilità di concordarsi in una qualsiasi
« proposta, si deliberava, sulla mozione dei delegati delle Provincie
« di Pesaro e di Ancona, che fossero gli atti rassegn ati al Ministero,
« per le sue risoluzioni. Ed il Ministero sottopose, come preveniva
« la legge del 6 giugno 1885, gli atti al Consiglio della istruzione
«
«
«
«
« a g ra ria.
« Dal tempo in cui rim asero le trattative nello stato di cui sop ra
« un a nuova condizione di cose venne dalla legge del 10 luglio 1887,
« la quale dispone, per scopi d ’istruzione a g ra ria , dei beni della
« Badia di S. Pietro in P e ru g ia , goduti, per effetto del decreto 11
« decem bre 1860 del R. Commissiario dell’ Umbria, dai Benedettini
« Cassinesi, finché non fossero ridotti in numero minore di tre. L ’an« zidetta legge stabilisce che, al verificarsi della condizione ora a c « cennata, i beni dell’ Abbazia devono e sse re costituiti in ente mo—
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Biblioteca di agraria Mario Marte
161
« ra le autonomo e destinati al mantenimento di un istituto d ’istru ­
ii zione agraria da fondarsi nella città di P erugia, sotto la diretta
« ed esclusiva dipendenza dello Stato.
« Poiché a dunque devesi porre opera a cre a re sui beni dell’Ab« bazia di S. Pietro un istituto ag rario , il Consiglio si fece il quesito
« se non fosse stato opportuno e conveniente di ordinare l’ istituto
« stesso in Scuola di viticoltura e di enologia dell’ Italia centrale.
« L a Provincia di P e rug ia era già fra quelle chiam ate a costi­
li tuire il consorzio per la scuola ste ssa , onde dovrebbe riten e rsi
« che offrisse sede adatta alla istituzione anzidetta. Ciò nonostante
« il Consiglio volle prendere ad esam e anche questo lato della que­
ll stione, e, dopo passate in r a s se g n a le condizioni dell’ industria eno« logica nella regione interessata alla nuova scuola, riconobbe l’op« portunità della scelta.
« Sotto il punto di vista finanziario prevalse nel Consiglio il con« celto di doversi evitare che nuovi aggravi pesino sulle provincie,
« quando si possa altrimenti r a g g iu n g ere l’ intento desiderato, come
« si verifica nel caso attuale di S. Pietro, le cui attività sono tali da
« riuscire sufficienti a fare frante alle spese di m antenim ento della
« nuova istituzione.
« P e r tutte queste considerazioni il Consiglio si avvisava, ed io
« accolgo l’ avviso, che a scuola di viticoltura e di enologia p e r 1’ I« talia centrale sia da o rg an izzare l’istituto ag rario, che deve, se « condo le disposizioni di legge, so rg e re sui beni dell’Abbazia di
« S. Pietro.
« Di ciò dò comunicazione alla S. V., affinchè ne faccia parte
« all’amministrazione di codesta Provincia e dei Comuni, che si in« teressavano allo impianto della scuola stessa ».
Il Prefetto dell’Umbria rispose, in data 1° decem bre dell’ a nn o
medesimo, alla nota del Ministro in questi termini :
« L ’onorevole Deputazione provinciale dell’ Umbria m ’incarica
« di esprim ere alla E. V. i più vivi ringraziam enti per la decisione
« p resa di fondare in P erugia, coi beni dell’ Abbazia di S. Pietro, la
« Scuola regionale di viticoltura ed enologia ».
Quindi fu fatto uno studio di massima sull’ordinam ento economico
della nuova scuola, in rapporto alle notizie, che allora si avevano,
delle entrate del patrimonio ex abbaziale di S. Pietro in P eru gia, e
dei rispettivi locali ; dalla rend ita stessa dovendosi tr a r r e tutti i mezzi
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162
finanziari all’uopo richiesti, secondo le disposizioni stabilite. Così si
pose in sodo che al m antenim ento della scuola enologica desiderata,
da iniziarsi per ora col solo corso inferiore, sarebb e risultata neces­
sa ria una somma annua non m inore di lire 30,000, e che un a pari
som m a, p er una volta tanto, si dovrebbe provvedere alle spese d ’i­
stituzione. P e r modo che si previde doversi disporre, per il primo
a nn o di vita del proposto istituto, di un fondo di cassa m ontante a
lire 60,000, fornito, per intiero, dalle rendite dell’ ex Badia.
2. — R im asero però sospesi gli studi in attesa degli avvenimenti,
pe r oltre due anni, riprendendosi poi, appena furono compiute le
operazioni, della pre sa di p ossesso del p a trim onio ex abbaziale. Ma
le condizioni finanziarie del patrimonio stesso, oberato di debiti, e
in varie forme da molti contrastato, obbligarono a soprassiedere.
F u disposto infrattanto dal Ministero, che diecinove giovinetti, i
quali formavano, fin dal tempo dell’ amm inistrazione monastica, una
colonia libera annessa alla colonia dei m inorenni corrigendi, si con­
s e rv a sse ro e costituissero il nucleo degli allievi per il novello istituto;
informando l’istruzione di quei giovanetti ai progranami delle scuole
enologiche governative.
Nel principio del 1892 il Ministero di agricoltura promosse il
regio decreto d ’ istituzione della scuola di viticoltura ed enologia del­
l’ Italia centrale. La scuola enologica non era l’ unica istituzione
alla quale si m irava. Infatti nel decreto, come si vedrà di seguito,
si ponevano le basi di una futura estensione anche ad altre parti
dello in segnam ento agrario.
In pari tempo il Ministero di agricoltura aveva volto anche il
pensiero alla opportunità di un tirocinio pratico per gli allievi delle
scuole a g ra rie superiori nel vasto tenimento della Casalina.
3. — Nel rapporto, in data 22 luglio 1891, del Direttore generale
dell’agricoltura al Ministro, per la costituzione della scuola di viticol­
tura ed enologia in Perugia, notato un breve riassunto storico di
quanto era succeduto dopo l’emanazione della legge 10 luglio 1887,
e degli ostacoli opposti al libero svolgimento dell’azione del Governo
nelle operazioni della presa di possesso, come delle condizioni am ­
m inistrative e finanziarie diffìcili superate, e dei provvedimenti dati
p e r affrettare l’attuazione completa della legge medesima, si legge:
« Nel frattempo però, e m entre si dava mano alla liquidazione
■a della p assata gestione, sbarazzando la nuova di molti oneri di p e r-
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«
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«
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«
sonale non più necessari, si dava opera ad a ss ic u ra re il servizio
di officiatura del tempio ; si provvedeva per la esecuzione di im portanti opere di difesa alle sponde del Tevere entro la tenuta di
Casalina, e si venivano mano mano utilizzando tutti gli elementi
disponibili per iniziare la scuola futura, ordinando :
« a) La costituzione di un primo nucleo di giovani allievi, già
ricoverati nel riformatorio, ai quali vengono impartite nozioni elementari per porli in grado di e s se re inscritti allievi regolari al
primo corso della scuola ;
« b) L a costituzione nei terreni dello istituto di un vivaio di
viti am ericane e di un vigneto di uve da tavola ;
« c) La costituzione di un deposito di m acchine ed attrezzi per
la enologia, per la distillazione e per 1’ oleificio ;
« d) La istituzione nella tenuta di Casalina di una stazione
di monta equina, destinandovi uno stallone governativo di p. s.
orientale, riconosciuto meglio idoneo p e r le 27 cavalle fattrici esi­
stenti nella tenuta.
« Queste disposizioni, e gli accertam enti della situazione economica del patrimonio consentono oggi di procedere alla regolare
costituzione della scuola.
« Questa, sebbene abbia patrimonio a sè (sulle entità e n atura
del quale si dirà più innanzi) e per conseguenza voglia essere
eretta in ente ..morale, è indubbiam ente scuola governativa, e come
tale dev’essere disciplinata dalle norm e generali della legge o rg a nica 6 giugno 1885, n. 3141, in quanto esse sono applicabili, così
p er a ss ic u ra re la regolarità della gestione contabile ed am m inistrativa, come per ciò che r ig u a rd a il perso nale insegnante, aul­
m inistrativo e tecnico, che a v rà necessariam ente classificazione nei
ruoli del personale delle altre scuole speciali di agricoltura dipendenti da questo Ministero.
« È antico quanto vivo il desiderio che agli insegnam enti i quali
oggi si impartiscono nelle scuole superiori di agricoltura, unico vi­
vaio dei futuri nostri professori di a g ra ria , possa esse re dato più
ampio complemento di applicazione pratica in appropriato podere.
« La tenuta Casalina, com presa nel patrimonio dell’ex Badia di
S. Pietro, estesa oltre 1,582 ettari, suscettibile di variate colture,
con ampio casam ento, si presterebbe mirabilmente allo scopo, tanto
che è sorto spontaneo il disegno di utilizzarla, senza il minimo
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«
«
«
«
«
pregiudizio economico per l'istituto agrario di Perugia, a vantaggio dei laureandi delle nostre scuole superiori, che (a tenore di
norme da dettarsi) dovrebbero, per un determinato periodo di tempo, applicare nelle terre di Casalina le teorie imparate dalla cattedra, completando utilmente il corredo delle lore cognizioni.
« A questi concetti si informano le disposizioni del disegno di
« decreto che ho l’onore di sottoporre alla E. V. per la fondazione
■i in Perugia della scuola di viticoltura ed enologia ».
A questo rapporto seguì il parere favorevole del Consiglio di
Stato', in data 23 ottobre 1891, e fu indi promosso il regio decreto,
pubblicato il 21 gennaio 1892, qui appresso trascritto :
« UMBERTO
I.
« PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
« R E D’ IT A L IA .
«
«
«
«
«
«
«
«
«
fi
«
«
« Veduta la legge 10 luglio 1887, n. 4799 (serie 3») ;
« Veduto il decreto di pari data, n. XXII, col quale il patrimonio di S. Pietro in Perugia è costituito in ente morale autonomo
sotto la diretta ed esclusiva autorità dello Stato e con la denominazione di Fondazione per V istruzione agraria in P eru gia ;
« Veduta la legge 6 giugno 1885, n. 3141 (serie 3«), per l’ordinamento delle scuole pratiche e speciali di agricoltura ;
« Udito il parere del Consiglio per l’ istruzione ag ra ria ;
« Udito il parere del Consiglio di Stato;
« Sulla proposta del Ministro di agricoltura, industria e commere io ;
« Abbiamo decretato e decretiamo :
« Art. 1. In conformità di quanto dispone l’articolo 1 della legge del 10 luglio 1887, n. 4799, ed il decreto di pari data, circa la
Fondazione per l’istruzione agraria in Perugia, è fondato in questa
città un istituto agrario inteso principalmente all’ insegnamento
della viticoltura e della enologia ed a formare, mercè l’ insegnamento teorico-pratico di tutto ciò che riguarda la coltivazione della
vite e la fabbricazione del vino, individui atti :
« a) all’esercizio pratico della coltura della vigna, e della preparazione e conservazione dei vini;
« b) alla direzione di aziende e società enologiche.
/
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«
«
«
«
«
«
ci
«
fi
«
«
«
«
«
« Art. 2. In armonia agli scopi sopra indicati, la scuola avrà
due corsi : uno inferiore, l’altro superiore.
« Art. 3. La durata dei corsi in ciascuno dei due gradi di insegnamento, le materie da insegnarsi, la distribuzione di esse nei
singoli anni, le norme per l’ammissione e per gli esami, il numero e lo stipendio degli insegnanti sono determinati da apposito re golamento.
« Art. 4. Le spese per l’impianto ed il mantenimento della scuola
saranno a carico della Fondazione per l’ istruzione agraria in Pe­
rugia.
« Art. 5. L ’amministrazione della scuola sarà condotta con le
norme della legge e del regolamento sull’ amministrazione e con­
tabilità generale dello Stato.
« Art. 6 . La nomina, i diritti e i doveri degli insegnanti della
scuola di viticoltura ed enologia in Perugia sono disciplinati dalle
disposizioni della legge 6 giugno 1885, n. 3141.
« Art. 7. Con successivi decreti, e in vista dei mezzi dei quali
si potrà disporre, sarà provveduto alT ordinamento di altri insegnamenti agrari oltre quelli propri della scuola di viticoltura e di
enologia.
« O rd in ia m o che il p r e s e n te d ec reto, m u n ito del sigillo dello
« Stato, sia in se rto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei d ec reti del
« R e g n o d ’Italia, m a n d a n d o a c h iu n q u e spetti di o s s e r v a r l o e di farlo
« osservare.
« Dato a Roma, addì 21 gennaio 1892.
« UMBERTO
« Di R
« Visto — I l guardasigilli : B.
C him irri
udinì
».
Giunti i fatti ordinativi del Governo a questi termini ; costituito
l’ente — Fondazione per Vistruzione agraria in Perugia — e nomi­
nato il suo rappresentante, emesso il regio decreto che istituisce
presso la Fondazione medesima V Istituto agrario con speciale indi­
rizzo all’insegnamento della viticoltura ed enologia, il Ministero di agri­
coltura prese intelligenze col regio Amministratore della Fondazione
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Biblioteca di agraria Mario Marte
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per concretare nel più breve tempo possibile l’attuazione del decretato
istituto.
4.
— In pari tempo si svolsero le proposte per rivolgere il pos­
sesso. della Casalina a profitto degli allievi delle regie scuole su­
periori di agricoltura.
Fu invitato il regio Amministratore della Fondazione a presentare
proposte in proposito, sulle quali il Consiglio della istruzione agra­
ria, nella sua adunanza del 30 maggio 1892, emise giudizio in mas­
sima favorevole e nominò una sotto-commissione nel proprio seno,
per studiare, recandosi pure sul luogo, l’ importante argomento.
La Commissione, nella quale fu compreso anche il regio Ammini­
stratore della Fondazione, fu sopra luogo nel successivo settembre,
e poco appresso riferiva il risultato dei compiuti studi (').
Un anno dopo il Ministero di agricoltura promuoveva il regio de­
creto che stabiliva per le scuole superiori di agricoltura di Milano e
di Portici la durata del corso di quattro anni, dei quali uno di tiro­
cinio pratico. — Questo documento qui si riporta :
« UMBERTO
I.
« PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
« RE
D ’ IT A L IA .
« Visti i nostri decreti 15 luglio 1888, ri. 5606 (serie 3a), e 29
« agosto 1889, n. 6423 (serie 3a) ;
« Udito l’avviso del Consiglio per l’ istruzione a g raria;
« Sulla proposta del nostro Ministro di agricoltura, industria e
« commercio ;
« Abbiamo decretato e decretiamo :
« Art. 1. Il corso degli studi delle scuole superiori di agricoltura
« di Milano e di Portici avrà la durata di' quattro anni, dei quali
« uno di tirocinio pratico..
« Art. 2. Con appositi decreti del nostro Ministro di agricoltura,
« industria e commercio saranno determinate le norme per dare ef« fetto alla precedente disposizione.
(1)
V. Annali di agricoltura, 1894, T. 203, Parte II — Scuole superiori di agricol­
tu ra — Consiglio per la istruzione agraria, p. 590 a 644.
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« Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello
« Stato, sia inserito nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
« del Regno d’ Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e
« di farlo osservare.
« Dato a Torino, 18 novembre 1893.
« UMBERTO
« L
acava
».
Al decreto fecero seguito le proposte approvate dal Consiglio per
l’istruzione agraria, sul modo con cui dovrà essere regolato il tiro­
cinio pratico nella tenuta della Casalina. Le quali pure giova qui
riportare :
« 1.» La tenuta della Casalina sarà ordinata per modo da servire
« a scopo d’insegnamento pratico agrario superiore e perciò la Fon­
te dazione terrà la tenuta medesima in amministrazione diretta, con
« l’intento di ottenere il massimo prodotto netto ; ed a tale effetto
« destinerà ogni anno una parte delle rendite della Fondazione^ non
« superiore ad un terzo, pel miglioramento del capitale fondiario e
« per l’aumento del capitale di esercizio.
« 2.° La tenuta di Casalina sarà condotta da un direttore di a« zienda di provata esperienza e dottrina, coadiuvato da un perso­
ti naie subalterno di sua fiducia e di sicura abilità tecnica.
« La nomina del direttore sarà fatta dal Ministero, udita la Fon« dazione.
« La nomina del personale tecnico sarà fatta dalla Fondazione,
« udito il direttore.
« Il direttore dell’ azienda cercherà fino da principio di trarre
« profitto dalle speciali attitudini degli apprendisti.
« 3 ° I laureandi praticanti avranno residenza obbligatoria nella
« tenuta di Casalina, nei locali della Rocca.
« 4.° I laureandi praticanti dovranno osservare le disposizioni
« stabilite da un regolamento interno, che assicuri la disciplina e la
« continua assistenza dei giovani alle applicazioni pratiche, agli orfi dinari lavori tecnici ed amministrativi dell’ azienda, ed alle confe« renze, per modo che essi traggano reale profitto.
« 5.° Per 1’ alloggio che è obbligatorio nella tenuta, ciascun alunno
« pagherà una modica retta da stabilirsi.
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« 6 .° Oltre i laureandi delle scuole superiori d’ agricoltura, potranno essere ammessi nella tenuta di Casalina, altri apprendisti
agrari, i quali dovranno corrispondere una tassa da determinarsi.
Il numero di questi apprendisti sarà fissato dal direttore del—
l’ azienda, d’ accordo con la Fondazione.
« Sarà in facoltà di approfittare della residenza àpprestata nella
« Rocca della Casalina, quando vi siano locali disponibili.
k 7.° La Fondazione provvederà a ridurre la Rocca della C a sa ­
le lina in modo da diventare un conveniente alloggio privato e col­
ei lettivo per i praticanti.
« 8 .° La Fondazione dovrà provvedere, con una somma annua
« da stabilirsi, alla compra dei libri per una biblioteca agraria, ed
« all’ acquisto di tutti gli strumenti scientifici e tecnici necessari per
« la produzione della tenuta ed utili per la pratica dei giovani.
« 9.° La tenuta affidata al direttore dovrà offrire esempi di
« conduzione agraria utili per alunni provenienti dalle varie parti
« d’ Italia, ma esempi, economicamente compatibili colle condizioni
« locali ».
Venne poi col decreto e con le indicate proposte inviate dal
Ministro ai direttori delle scuole superiori di agricoltura, ' in data
21 novembre 1893, la circolare n. 856; nella quale, dopo avere con­
siderato taluni effetti dell’ insegnamento agrario superiore, come
oggi attivato, forse non bastevolmente corrispondenti all’ aspettativa
del paese, il Ministro medesimo dichiarò :
« A questa necessità di completare l’ insegnamento scientifico
« accennava la stessa Commissione incaricata di proporre, nell’anno
« 1888, il riordinamento delle scuole superiori di Milano e Portici,
« quando dichiarava dover essere intento precipuo di questi istituti
« lo impartire una istruzione, per quanto possibile completa, agli
« agronomi.
« A questo io mirava allorché proposi, il 30 maggio 1892, al
« Consiglio per l’ istruzione agraria, il quesito riguardante il modo
« di utilizzare a scopo d’ insegnamento pratico, per i laureandi delle
« scuole stesse, una tenuta appartenente alla Fondazione per l’ istru« zione agraria in Perugia, costituita dal patrimonio dell’ ex Badia
« di S. Pietro. Ed il Consiglio nelle adunanze del corrente mese,
« nel prendere ad esame il quesito, aveva innanzi a sè le proposte
«
«
«
«
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« di una sotto-commissione, che il quesito aveva esaminato dopo
« un’ accurata visita fatta sul luogo ».
Poi riferì :
« Nella pianura teverina, a due ore di carrozza da Perugia,
« trovasi la maggiore possessione, detta Casalina, vasta oltre 1,500
« ettari, formati in grande parte da terreni in pianura, che il Tevere
« attraversa nello sviluppo di circa 9 chilometri, e da terreni in col*« lina a vigneti, ad oliveti e a boschi, quasi tutti in un corpo.
« Questa tenuta, bisognevole di fondamentali miglioramenti, può
« offrire ai laureandi delle scuole superiori di agricoltura esempi
« molteplici di trasformazioni nell’ordinamento dei terreni, nella si—
« stemazione idraulica, nell’alternarsi delle colture, nell’ allevamento
« del bestiame, nell’esercizio delle industrie del caseificio, dell’ eno« logia, dell’oleificio,<e su quanto altro interessa l’economia agraria.
« Ma v’ ha di più. Nei pressi di Perugia si trova l’ampio e mo« numentale edificio della ex Badia, circondato da altra tenuta di
« circa 85 ettari, di cui fanno parte estesi vigneti ed oliveti ; onde
« tutto conduce a far rilevare la opportunità del partito che.è stato
« preferito, il quale, determinato essenzialmente dallo stato di cose
« dianzi accennato, avrebbe potuto essere diverso, se tutto l’ inse« gnamento si trovasse concentrato in Perugia ».
5.
— Ma, se a riguardo della destinazione della Casalina le di­
sposizioni del Governo e deH’Amministratore della Fondazione affi­
darono di approdare a buoni risultati, le trattative per l’ istituzione
della scuola agraria in Perugia dovettero da inattese difficoltà essere
interrotte e sospese.
Appena pubblicali i regi decreti, che costituivano la Fondazione
per l’ istruzione agraria in Perugia e istituivano presso la medesima
la scuola di viticoltura ed enologia, e, appena indi nominato il regio
Amministratore dell’ente, si ritenne da alcuni che tali decreti non
rispondessero con giustezza ai concetti informativi della legge.
Si accusò il Governo di avere avocato-a sè l’ente « Fondazione
per l’ istruzione agraria in Perugia » quale un istituto alla sua imme­
diata dipendenza. Si dimostrò la ragione dell’accusa nel fatto che la
legge col suo primo articolo dichiarò doversi il patrimonio della
soppressa Casa religiosa dei Benedettini Cassinesi di S. Pietro in
Perugia costituire in ente morale autonomo ; mentre poi, con le suc­
cessive parole: e destinato al mantenimento di un istituto d’ istru -
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
170
sione agraria, da fon darsi nella città di Perugia, sotto la diretta
ed esclusiva autorità dello Stato, intese che l’istituto soltanto fosse
alla dipendenza governativa.
Si accusò poi di avere ristretto e specializzato il concetto dell’i­
stituto agrario da fondarsi, determinandone la forma in una vera e
propria scuola di viticoltura ed enologia ; mentre la legge lasciò in
proposito ogni larghezza di significato, e la relativa discussione alla
Camera dei deputati provocò esplicite dichiarazioni del Ministro di
agricoltura, rassicuranti che l’istituto proposto non avrebbe pregiu­
dicato la questione della scuola enologica dell’ Italia centrale (vedi
proemio). Quindi vennero presentati reclami alla Camera dei deputati
e poi un ricorso al Re, per Vannullamento dei decreti contestali.
La Giunta del bilancio, per l’esercizio 1892-93, soppresse le due
partite in introito e in esito, di lire 30,000 ciascuna, che il Ministero
di agricoltura,' dopo la pubblicazione dei due decreti, propose, preve­
dendo in tale somma la entrata utilizzabile della Fondazione, e pro­
ponendosi di spenderne altrettanto per la scuola (*). La Giunta giu­
stificò la presa determinazione e propose fossero ritirati i decreti
stessi, non approvando l’operato del Ministero p e r non avere prov­
veduto ai termini della legge del 1887, ed invitò il Governo a re­
golarizzare questa situazione, non corrispondente alla legge.
Nella relazione presentata alla Camera il 24 maggio 1892 dal­
l’ onorevole Visocchi sul bilancio di previsione del Ministero di agri­
coltura, industria e commercio per l’ esercizio finanziario 1892-93 (2),
relativamente ai due decreti, per la Fondazione agraria e per la scuola
enologica in Perugia, è detto:
« Or essendosi verificata la suddetta restrizione dei componenti
« la Casa sunnominata, il Ministero dell'agricoltura e commercio ha
« emanato nel 21 gennaio 1892 due decreti per l’attuazione della detta
« legge, portanti l’uno il numero X X II e l’ altro il numero XXXIX.
« Col primo di essi si stabilisce la costituzione dell’ ente morale e
« la sua amministrazione. Questa è ordinato debba farsi per mezzo
« d’ impiegati nominati dal Ministero e da esso solo dipendenti: le
(1) V. nota di variazioni allo stato di previsione della spesa del Ministero di agricol­
tu ra, industria e commercio per 1’ esercizio finanziario 1892-93.
(2) Atti parlamentari — Camera dei deputati — Legislatura XVIII — 1» sezione 1892
— Documenti — Disegni di Legge e Relazioni — p. 28.
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«
«
«
«
«
somme occorrenti al mantenimento dell’ Istituto d’istruzione agraria
debbono dall’ Amministratore prendersi dalle rendite realizzate, e
versarsi bimestralmente anticipate al Tesoro e s ’ inscrivono nel
bilancio dell’ entrata, e per contropartita entrano nell’esito del Ministero d’agricoltura, che paga quindi le spese del detto Istituto.
« Le somme occorx*enti per la conservazione della parte monu« mentale ed artistica dell’Abbazia, parimente versate al Tesoro,
« stanno poi fra gli esiti del bilancio del Ministero dell’ istruzione
« pubblica, il quale alla fine paga effettivamente le dette spese di
« conservazione !
« L ’ente interessato Municipio di Perugia, che rinunziò al quarto
« dei beni della detta Badia, a lui spettante, non è stato udito nella
« formazione di tali norme, come la legge prescriveva, nè entrerà
« nemmeno a sapere quel che si faccia neH’amministrazione del così
« detto autonomo ente morale !
« Col secondo dei citati decreti poi la fondazione di un Istituto
« per l’istruzione agraria è.ristretta ad una scuola di enologia, si­
li mile alle altre esistenti nel Regno !
« Or si dura fatica a persuadersi come, essendo capitata una
« tanto favorevole occasione di poter cioè disporre per fare un grande
« istituto agrario dJun grande edificio demaniale posto in vasto po« dere di quasi 2 ,0 0 0 èttari di terreno, con una rendita annua di
« forse 40,000 lire o più, situato nel centro d’ Italia e presso a d u n a
« cospicua città avente 1’ Università libera, gli egregi ingegni, ches
« con tanta sollecitudine e sapere curano nel Ministero le cose del­
ti l’agricoltura, si sieno ristretti a proporre niente di meglio che una
« ripetizione di scuole d’ enologia, di cui in Italia abbiamo già pa« recchie lodevolissime ! ' E ra questa l’occasione di fondare nella parte
« centrale d ’ Italia un Istituto d’ istruzione agraria teorica e pratica
« completo, perfetto, da non invidiare nulla ai più celebri istituti
« agrari del mondo, e la Giunta del bilancio, unendo la sua voce ai
« molti reclami che alla Camera e fuori si son levati alla lettura,
« di quei decreti (‘), chiede al Ministero la riforma di essi e la fon-
fi) « Vedi interrogazione Faina, Atti Parlamentari 4 marzo 1S92, e giornale V Eco« nomista, aprile 1892. I reclam i del Municipio di Perugia non sono pubblicati, m a esi« stono di fatto, come all’ ordine del giorno della Camera è iscritta l'interpellanza dei
« deputati Faina e Fani su tal proposito, che è da discutere ».
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« dazione nella Casa suddetta d’un Istituto agrario teorico e pratico,
« tanto in Italia necessario e desiderato per la istruzione dei figli
« de’ proprietari o benestanti, fosse anche bisogno di aggregarvi la
« spesa di alcuna delle scuole viciniori o di quelle meno utili e meno
« frequentate. Raccomanda anche che sia possibilmente meglio ri« spettala l’autonomia ed il decentramento dell’ente e non sia reso
« tanto complicato l’organismo della sua amministrazione. E, perchè
« a ciò sia senza indugi provveduto, e non si prendano impegni non
« corrispondenti al detto scopo, la Giunta propone di posporre per
« ora l’ iscrizione in questo bilancio del capitolo 19 bis colla somma
« di lire 30,000 che è proposta'colla 2 » nota di variazione, curando,
« in pari tempo, di sopprimere la contropartita che con altra nota
« di variazione è proposta nel bilancio d’entrata. Nel bilancio d’as« sestamento poi potranno agevolmente iscriversi rettificati ambo i
« capitoli che son pari nell’entrata e nella spesa ».
Più tardi il ricorso al Re, perchè venissero annullati i decreti
stessi, fu presentato dall’onorevole Principe Granito di Belmonte,
con data di Roma 31 maggio 1893.
Ma il Consiglio di Stato, con parere emesso nel giorno 11 agosto
dello stesso anno, giudicò inammissibile il ricorso al Re.
6.
— 11 Municipio di Perugia, appena pubblicati i decreti del
21 gennaio 1892, si interessò vivamente per la attuazione dell’ istituto
agrario decretato, e il Consiglio comunale, in adunanza del 5 marzo
dell’anno stesso, a voti unanimi, adottava la risoluzione che segue:
« Considerando che l’ interesse particolare della città, innestan« dosi a quello generale del miglioramento agricolo, esige che la
« nuova Scuola agraria di S. Pietro abbia sollecita la sua pur mo« desta attuazione, dette formale incarico alla Giunta di curare che
« non sia più oltre differita l’ attuazione medesima in armonia coi
« bisogni, con le tradizioni, e con le pratiche esigenze dell'agricol« tura dell’ Italia centrale e specialmente dell’ Umbria, facendo voti
« che si concili e si armonizzi l’ istituzione agraria con quella tecnica
« di secondo grado ».
Di questa deliberazione il Sindaco dava notizia al Ministero di
agricoltura con lettera del 16 aprile successivo, aggiungendo: « An« che in nome della Giunta faccio vivissima preghiera all Eccellenza
« Vostra, perchè quanto prima possa addivenirsi all’ apertura della
« Scuola superiore di viticoltura ed enologia. E tale è il vivo desi-
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Biblioteca di agraria Mario Marte
173
« derio, non solo dell’ intiera cittadinanza, ma eziandio della popo­
li lazione della Provincia Umbra, che attende con ansietà la fonda­
li zione della desiderata Scuola, desiderio ed impazienza ben legit« timi, quando si consideri, 1’ utile non solo materiale, ma istruttivo,
« che recherà il novello istituto agrario, di cui l’ Italia centrale è
« priva, e che fino dal marzo 1890 i beni del vasto patrimonio del­
ti l’ex Monastero di S. Pietro furono devoluti allo Stato, appunto per
« il mantenimento di un istituto agrario, giusta quanto venne stabi­
li lito col regio decreto 10 luglio 1887.
« Ora che, di seguito all’altro regio decreto del 21 gennaio p. p.,
« il patrimonio sopra indicato fu costituito in ente morale autonomo,
« e venne eletto il suo Amministratore, non è a dubitare che non
« potrà tardare l’apertura della Scuola, e confido che 1’ Eccellenza
« Vostra vorrà far sì che i legittimi voti di questa popolazione siano
« quanto prima appagati ».
A questa nota il Ministero di agricoltura, in data 26 del mede­
simo mese, rispose, significando: 1 .° che, per quanto ebbe a dichia­
rare altra volta, è inconciliabile con la decretata Scuola Vistruzione
tecnica di secondo g r a d o ; 2." che l’apertura della Scuola stessa si
sarebbe confidato di effettuare nel novembre prossimo al più presto;
ma che le condizioni finanziarie del patrimonio della Fondazione,
oberalo di debiti successivamente crescenti, mettevano grave sgo­
mento ; 3." che tuttavia la Scuola venne preparata col convitto ag ra­
rio conservato, con conferenze e istruzioni pratiche, nelle vigne e
cantine annesse, in ogni maniera migliore dal Governo agevolate;
essendosi pure nel frattempo iniziati miglioramenti agrari e zootecnici
nel maggiore tenimento dipendente.
Ma i propositi del Governo e i giusti voti del Municipio di Pe­
rugia non poterono effettuarsi con la desiderata sollecitudine; cosic­
ché il Municipio di Perugia, dolente del nuovo indugio, ebbe deli­
berato anche di presentare ricorso al Re.
Il Municipio di Perugia, interprete delle lamentanze della città e
sollecitato dal bisogno di provvedere più adatti locali all’istituto tecnico,
non si acchetò, e richiamò il suo antico proposito di collocare l’isti­
tuto medesimo nel casamento ex monastico della Fondazione, unen­
dolo alla Scuola agraria proposta.
Così alcuni delegati del Comune vollero conferire con la Com­
missione del Consiglio dell’ istruzione agraria, venuta in Perugia nel
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Biblioteca di agraria Mario Marte
174
settembre del 1892, e significarono alla medesima il desiderio della
•città, perchè l’ Istituto tecnico locale potesse fondersi nell’ istituto
agrario erigendo, presso la Fondazione, facendosi dai rappresentanti
del Municipio stesso questa proposta, concretata dal consigliere dot­
tor Rocchi :
« Se i redditi del patrimonio fossero tali da permettere la fon« dazione di un Istituto superiore sarebbesi corrisposto ai desideri
« generali ; ma poiché i redditi sono limitati, crede che sarebbe op« poptuno di utilizzare quanto già esiste. L ’Istituto tecnico, sebbene
« sia governativo, è a carico dell’Amministrazione comunale.
« Utilizzandosi il materiale scientifico dell’istituto, che potrebbe
« aver sede nell’Abazia, il Municipio continuerebbe a contribuire
« nella attuale misura, per sopperire agli insegnamenti che s ’ im« partiscono ora nel quadriennio.
« Il patrimonio poi supplirebbe con le proprie rendite per farne
« una istituzione completa » (*).
La Commissione governativa prese atto delle dichiarazioni e
proposte esposte dalla rappresentanza comunale di Perugia e le ri­
ferì nel proprio rapporto.
7.
— Nei primi giorni dell’ anno 1893 una rappresentanza
del Municipio di Perugia col Sindaco recavasi a conferire per­
sonalmente presso il Direttore generale dell’agricoltura a Roma, in­
torno alle ultime proposte fatte dal Municipio medesimo per la fusione
dell’ istituto tecnico con la Scuola agraria decretata nella Fondazione;
e alle vive raccomandazioni in proposito e alle rinnovate offerte fu
risposto con la promessa di imprendere relativi studi.
Il Ministero intraprese studi all’uopo, e formulò anche un primo
progetto d'Istituto agronomico, che poteva essere fine a sé stesso e
valere di passaggio immediato alle Scuole superiori, essendone le
licenze conseguite di valore pari a quelle degli istituti tecnici e dei
licei. Tale Istituto avrebbe rappresentato l’ insieme delle due istitu­
zioni, Istituto tecnico e Scuola agraria, senza essere di queste so­
stanzialmente variata la interna costituzione. Ne fu pure proposto un
bilancio di massima per il montare complessivo di circa lire 80,000 ;
nel quale il Municipio contribuirebbe con la stessa somma oggi as-
(>) V. Annali di agricoltura, 1894, V. 203 — Parte seconda, p. 627.
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175
segnata all’ Istituto tecnico ; obbligato poi a cedere alla nuova isti­
tuzione tutto il materiale didattico e scientifico dell’ Istituto tecnico
medesimo, che in quella verrebbe compreso.
Senza entrare ora nei particolari di questo progetto giovi con­
siderare che sarebbe rimasto l’ Istituto tecnico quale attualmente,
con tutti i rispettivi ordinamenti, emanati dal Ministero della pub­
blica istruzione, ma limitandone le sezioni esistenti ad una, a quella
di agrimensura, aggiuntevi- però altre due speciali agrarie.
Il Ministero di agricoltura manifestò al Sindaco di Perugia, con
nota dell ’ 8 agosto 1893, a grandi linee il proprio disegno in propo­
sito, perchè fosse inteso sul medesimo l’avviso dell’Amministrazione
comunale; e sembra utile qui riportare da quella nota'queste consi­
derazioni :
« La cessione in uso temporaneo dei locali dell’Abazia per al« luogarvi 1’ Istituto tecnico non potrebbe in alcun modo avvenire,
« anche perchè questo Ministero, di fronte alla legge 10 luglio 1887,
« ha l’obbligo di dar vita ad una nuova istituzione agraria. Ricorre
« alla mente invece il disegno di una adatta fusione dei due istituti,
« per modo da formare un complesso, che si imponga per larghezza
« di mezzi didattici e dimostrativi e valga a richiamare da varie parti
« del Regno giovani che vogliano dedicarsi agli studi agrari.
« L’Istituto tecnico ha attualmente tre sezioni — quelle di agri« mensura, di ragioneria e di fisico-matematica.
« Il nuovo Istituto agrario potrebbe avere del pari tre sezioni,
« quelle: di agrimensura, di agronomia ed una di viticoltura ed
« enologia, in singoiar modo destinata a sviluppare i due importanti
« rami dell’industria agraria.
« Queste tre sezioni avrebbero, rispetto al grado d’insegnamento,
« il livello dello Istituto tecnico, dovendo il nuovo Istituto agrario
« occupare un posto nell’insegnamento agrario secondario. Cosicché
« dalle due prime si conseguirebbe rispettivamente il titolo di agri« mensore e di perito-agronomo, ottenendosi dall’altra diploma di
« enotecnico.
« Dovrebbe per tal guisa il Comune rinunciare alle sezioni di
« fisico-matematica e di ragioneria, ma ne sarebbe largamente com« pensato dalla importanza che la nuova istituzione indubbiamente
« assumerebbe.
« E, poiché si tratta di accennare a grandi linee un concetto
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«
«
«
«
«
«
«
«
«
generale, salvo a vedere più oltre i modi di applicarlo, esprimesi
da alcuni l’avviso che all’istituto agrario dovrebbe essere annesso
un convitto. — Chi sostiene quest’idea crede che il convitto varrebbe ad attrarre giovani provenienti da famiglie agiate, le quali,
lontane da centri ove l’istruzione agraria si impartisce, o aliene
dal lasciare i giovani troppo presto affidati a loro stessi, approfitterebbero di questo mezzo per far loro compiere il corso tecnico,
dal quale si accederebbe anche alle Scuole superiori di agricoltura.
« La Fondazione per l’istruzione agraria provvederebbe colle
« proprie rendite al mantenimento dell’istiluto, a cui vantaggio il Co­
li mune dovrebbe però corrispondere la quota che attualmente paga
« per l’istituto tecnico.
« Il materiale didattico e dimostrativo da questo ora posseduto
« servirebbe alla nuova istituzione.
« Questo progetto dovrebbe preventivamente trovare adesione
« presso il Ministero della pubblica istruzione da cui l’ Istituto tecnico
« dipende.
« Questo Ministero dovrebbe, dopo concretato in più precisi ter« mini il disegno, e dopo l’adesione del Ministero della pubblica
o istruzione, sentire l’avviso del Consiglio per la istruzione agraria,
« ma prima di far ciò desidera che la S. V. interpelli sull’ impor« tante tema il Consiglio comunale e me ne esprima il parere.
« È mio convincimento che con le due istituzioni divisate,
« quella che avrebbe sede nell’ istituto agrario situato nella ex Badia
« e l’altra che funzionerebbe nella tenuta di Casalina, si darebbe
« vita ad un importante centro di studi e di larghe esperienze agra« rie, e si preparerebbe col tempo adatto campo per l’attuazione
« di più ampi disegni ».
Il Municipio di Perugia accolse con gradimento un tale progetto
e ritirò il ricorso al Re, trasmesso al Prefetto; ma ebbe insistito
perchè all’istituto tecnico venissero conservate le due altre sezioni
« fisico-matematica e ragioneria ».
Intanto fu comunicato il disegno medesimo al Ministero dell istru­
zione; il quale dichiarò, con nota del 23 novembre 1893 che, conce­
dendo il trasporto della sede del regio Istituto tecnico di Perugia nei
locali della Fondazione agraria, ed essendo disposto ad aggiungervi
la sezione di agronomia, purché a questa venisse assegnato apposito
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podere da amministrarsi a cura della direzione dell’istituto stesso,
vuole che rimanga immutata la completa autonomia dell’Istituto
tecnico, libero da ogni ingerenza delle altre autorità della F onda­
zione e conservatavi la sezione di commercio e ragioneria.
Questa risposta ebbe per risultato la rinunzia al progetto che
si vagheggiò.
Così il Ministro di agricoltura, dolente di non essere venuto ad
accordi col Collega della istruzione, doveva al medesimo dichiarare,
con nota del 26 decembre successivo, « che, qualora codesto Dica« stero non desista dai propri intendimenti accogliendo il concetto
« di utilità generale, che informò le proposte contenute nella lettera
« 10 ottobre 1893, numero 22820, si dovrà troncare ogni trattativa ».
Ora giova riferire le dichiarazioni del Ministro di agricoltura,
on. Lacava, alla Camera, nella tornata del 20 giugno 1893, conti­
nuando la discussione del bilancio del proprio Ministero per 1’ eser­
cizio finanziario 1893-94, in risposta alle osservazioni fatte dall’ onorevole Visocchi, intorno all’insegnamento agrario (') :
« L ’ onorevole Visocchi ha parlato anche delle cuole superiori,
« ed ha accennato ad un concetto che è stato da me accettato : cioè
« che gli allievi delle scuole superiori trovino dopo l’ insegnamento
« anche un campo pratico in cui esercitarsi. Sono io il primo a
« riconoscere che, nel riordinamanto dell’ insegnamento agrario, do« vrà a questo bisogno provvedersi ; e forse la scuola che 1’ onore« vole Visocchi vuole si fondi a Perugia, potrà essere appunto
« l’ istituto pratico di cui egli è così caldo sostenitore. E vero che
« nulla si è più fatto per fondare la scuola di P eru g ia; ma l’ ono« revole Visocchi stesso ne ha detta la ragione. Infatti, nel bilancio
« dell’ anno passato, era proposto uno stanziamento di 30,000 lire
« per il mantenimento di una scuola speciale di enologia a Perugia,
« che doveva far parte di quel complesso di istituzioni agrarie che
« debbono sorgere in quella città. Ma la Commissione del bilancio
« si oppose a quello stanziamento, ed io non continuai nelle pratiche
« iniziate, in attesa che si compissero gli studi sull’ ordinamento
« dell’insegnamento agrario.
(i) Atti parlam entari — Camera dei Deputati — Legislatura XVIII — prim a Sessione
— Discussioni — n. 135 — p. 5118.
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« L ’ onorevole Visocchi ha lamentato, e giustamente, una lacuna
« che è nel nostro insegnamento agrario ; ma anche di questa la­
ti cuna spero che si darà carico il Consiglio di agricoltura. La la« cuna consiste in questo : che dalle scuole pratiche non si passa
« alle scuole superiori; manca quindi un grado intermedio ».
8.
— Ma, nel cominciare dell’anno 1894, il nuovo Ministrò di
agricoltura, studiò la opportunità di istituire presso la Fondazione
per la istruzione agraria una completa Scuola superiore di agri­
coltura, sopprimendo quelle di Milano e Portici, ed in questo senso
presentò proposte alla Camera in sede di bilancio.
Nella relazione della Giunta del bilancio sullo stato di previsione
della spesa del Ministero di agricoltura, industria e commercio per
l’esercizio finanziario 1894-95, presentata alla Camera nella seduta del
3 maggio 1894 (') dal relatore Giovanelli, si fecero queste dichia­
razioni :
« Correlativa alla istituzione di una stazione agraria in Portici
« ed allo stanziamento analogo di bilancio nel disegno ministeriale
« si è la eliminazione dello assegno pel mantenimento della scuola
« superiore di agricoltura di Portici, che verrebbe anche eliminato
« per la identica scuola di Milano.
« Propone il Ministero di creare, con la eliminazione di queste
« due scuole, una nuova superiore di agricoltura teorica e pratica
« nell’ex Badia di S. Pietro in Perugia.
« In varie occasioni, ma specialmente nelle successive discus« sioni sul bilancio del Ministero di agricoltura, industria e com« mercio, si sollevarono vive ed animate discussioni circa le scuole
« superiori di agricoltura di Milano e di Portici: ed a non meno im« portante discussioni diede luogo la proposta fatta e poi ritirata per
« l’impianto di una scuola superiore agraria in Perugia.
« Si prese in esame l’ insegnamento in tali scuole impartito, se
« ne censurò l’indirizzo piuttosto teorico, si lamentò la deficienza di
« adatti poderi sperimentali, e con vivaci parole taluno dei nostri
« colleghi lamentava lo scarsissimo numero degli accorrenti-a rice« vere l’insegnamento nelle scuole medesime e massime a seguirne
« sino al termine i corsi di s t u d i o .............................................................
(1) Atti parlamentari — Camera dei deputati — Legislatura XVIII — Sessione 1892-94
— N. 280 - A - p. 13.
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« La spesa totale per queste due scuole ascende a lire 242,000
« annue, e la sua ingenza darebbe forse diritto a sperarne più utili
« e copiosi risultati.
« Il Ministero propone l'abolizione delle due scuole, e colla isti« tuzione contemporanea della scuola superiore di Perugia nella Badia
« di S. Pietro, realizzerebbe la diminuzione di una spesa annua per
« lo Stato e crederebbe raggiungere lo scopo, cotanto vagheggiato,
« della creazione di una vera scuola pra4ica superiore di agricoltura,
« perchè il podere della Badia misura la estensione di ettari 2,360.61
« di terreno, in parte ora tenuti a campi seminati, a prati e pascoli,
« a vigne, ad oliveti ed a boschi. Questi terreni per una superficie
« di circa ottanta ettari sono situati in attiguità all’ampio fabbricato
« esistente in città, e pel resto trovansi annessi agli altri fabbricati
« che con essi formano il vastissimo tenimento della Badia, situato
« ad alcuni chilometri di distanza da Perugia.
« Abbondano vastissimi fabbricati nella Tenuta con pochissima
« spesa adattabili ad uso di scuola ; la estensione dei terreni som« ministrerebbe il mezzo di praticarvi le più svariate colture speri« mentali proprie delle varie regioni italiane, salvo qualcuna delle
« parti più meridionali d’Italia: pare insomma che non facciano in
« tale località difetto i requisiti per l’impianto di una scuola con at« tinenti poderi-modello adibiti alle varie colture.
« Il Consiglio superiore di agricoltura più volte esaminò la que« stione e la risolse favorevolmente all’impianto della nuova scuola
« in Perugia con l’esplicito e recente suo voto del 9 novembre scorso.
« Non si dissimulò il Ministero che forse potesse parere grave
« a due grandi Provincie del Regno il vedere soppresse le due scuo« le; ma la importanza stessa delle due Provincie affidò il Ministero
« che non si sarebbe data dalla loro rappresentanza troppa impor« tanza ad una lesione di un interesse tenue...........................................
« Parvero alla vostra Commissione degne di seria considerazione
« le ragioni per le quali il Ministero propose la soppressione delle
« preaccennate scuole, quando si venisse nel pensiero di tenere le
« scuole superiori pratiche di agricoltura distinte dalle universitarie;
« forse converrebbe meglio la istituzione di una scuola superiore
« unica fornita di doviziosa suppellettile, con acconci fabbricati ed
« estesi campi destinati alle varie colture per gli opportuni speri« menti, che non la istituzione di più scuole mantenute con sacrifizi
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« gravissimi del Governo e degli enti locali, e pur troppo non ri« spondenti nei loro risultati alle speranze di chi le ha istituite e
« col prodotto di pubbliche gravezze le mantiene ».
Poi, dopo varie considerazioni anche d’ordine finanziario, conclude
il relatore :
« Non può la Giunta disconoscere che l’intento del Ministro pro« ponente sia lodevolissimo. Una volta riconosciuto degno di prefe« renza il sistema delle scuole superiori agrarie autonome e sepa« rate dalle facoltà universitarie, non può non arridere alla mente
di chiunque il pensiero di istituire una simile scuola in Perugia,
e ove l’ insegnamento pratico, nella quasi totalità delle colture attua­
te bili nel suolo italiano, può andare congiunto all’insegnamento tèo« rico, ed ove la vastità dei fabbricati esistenti può permettere, con
« non troppo grave spesa, la istituzione delle scuole, dei laboratori
« e fors’anco di un convitto a beneficio degli studiosi che vi potranno
« accorrere dalle varie parti d’ Italia.
« Ma a parere della Giunta non avrebbe alcun sensibile danno
« il bilancio e nessuno ne avrà l’insegnamento agrario se si man­
te tenesse ancora per un anno lo stato odierno di cose.
« Nel corso di questo esercizio e del venturo l’onorevole Mini­
le stro potrà applicare alla risoluzione del problema ed alla proposi­
ti zione di una importante e coraggiosa riforma di tutto il sistema
et di istruzione agraria l’ingegno suo, e così con un disegno di legge
te speciale, meglio che in sede di bilancio, disciplinare in modo or­
ti ganico la istruzione agraria, in guisa che serva a chi abbisogna
te di acquistare le più ovvie nozioni per norma opportuna al suo la­
te voro, a chi occorra un più ampio corredo di cognizioni per la di­
ce rezione dell’industria agricola nelle varie sue branche, ed a chi
ee infine desideri di perfezionarsi nelle scienze agrarie nelle varie
<e loro ramificazioni, vuoi per applicare i dettami della scienza al­
te l’ industria, vuoi per dedicarsi all’insegnamento delle agrarie di­
ti scipline.
« Non può tacersi che intanto dovrebbero pure modificarsi le di­
te sposizioni dei due citati decreti 21 gennaio 1892, avanti menzionati,
« e particolarmente quelle dettate allo scopo di istituire in Perugia
« una scuola di enologia.
« 11 tema che in tal guisa si presenta allo studio di chi è pre« posto alla direzione della agricoltura è degno della più eletta mente,
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«
«
«
«
«
e la vostra Giunta confida che l’onorevole M inistro non v o rrà
perciò sollevare recisa ed invincibile opposizione e che ad una
legge speciale o rganica si lasci il compito di disciplinare la m a te ria, m antenendo intatto, invariato l’o rganam ento attuale ed i corrispondenti assegni di bilanci come vi proponiamo di deliberare ».
La Camera nella seduta del 5 giugno 1894, annuente il Ministro
di agricoltura e commercio, accettò le conclusioni della Giunta del
bilancio.
E qui pure giova riferire quanto dichiarò lo stesso Ministro di
agricoltura, onorevole Boselli, allora dimissionario, alla Camera (')
in risposta alla interrogazione dell’ onorevole Ottavi, a proposito
deila scuola superiore di agricoltura da istituirsi in P e ru gia e della
corrispondente soppressione delle scuole superiori di Milano e
Portici (*).
>< Veniamo ora alla scuola di Perugia. Poiché la questione si è
«r sollevata ne parlerò brevemente ed una sola volta alla Cam era,
« poiché è bene che i morti non parlino troppo. L a Commissione
« del bilancio ha fatta la proposta che p e r un anno le cose rim a n ­
ti gano come sono, e nella situazione politica attuale, a me pare che
« il miglior partito cui io possa appigliarmi sia quello di lasciare
<« intatta la questione a chi v e rrà dopo di m e ; intanto difenderò il
« concetto da cui io era stato mosso recandovi innanzi la proposta
« tanto contrastata.
« Da una parte abbiamo una legge la quale assicura a P e rug ia
« il diritto di avere uno stabilimento a g rario superiore. A Perugia
« vi è un grandioso locale circondato da circa 80 ettari di terreno,
« a qualche ora di distanza una tenuta magnifica che m isura circa
« ettari duemila, e che si presta a tutte lé varietà di coltura
« Quale è la condizione dello insegnam ento ag rario superiore
« nelle scuole che dipendono dal Ministero di agrico ltura? Qui e fuori
« si è detto e ripetuto, anche in documenti d ’uomini assai compe« tenti, che visitarono con im parziale esam e codeste scuole, ed h a n n o
« assistito come com m issari agli esami in esse dati, che gli allievi
« che uscivano da Milano e da Portici, m ancavano di pratica e che
« questa pratica non si poteva fare nè a Portici nè a Milano che
(l) Vedi Atti Parlamentari — Camera dei deputati — Legislatura XVIII — Discus­
sioni — 2» tornata del 5 giugno 1891 — pag. 9783.
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«
«
«
«
«
«
«
«
mancano di aziende. E fu detto e ripetuto che, questa mancanza
d’ istruzione pratica allontanava dalle scuole i figli dei proprietari.
Da ciò mille progetti per riparare a questa deficienza e da ciò la
proposta di conservare le due scuole di Portici e di Milano, come
sono oggi, e di aggiungere un quarto anno di pratica nei terreni
di Perugia. Così gli alunni avrebbero dovuto peregrinare da una
località in un’altra, correre il pericolo di udire dalla cattedra una
teoria e di ascoltarne un’altra sul terreno.
« P er queste e per altre molte ragioni che non occorre ricor« dare, il Consiglio della istruzione agraria, del quale ha parlato
« l’onorevole Ottavi, nel mese di novembre, pur accettando il con« cetto del quarto anno, votava un ordine del giorno col quale propo« neva di concentrare tutto lo insegnamento agrario a Perugia.
« Se ci facciamo ad esaminare i dati sulle frequenze delle due
« scuole questa proposta appare pienamente giustificata. Milano
« in 7 anni non è stata frequentata che da un numero di circa 60
« allievi ordinari, dei quali se ne laurearono soli 41. Portici da nu« mero 130 alunni, dei quali solamente 61 laureati. Non si può nè
« si deve escludere che dalle dette scuole sieno usciti valenti pro« fessori ed abili amministratori di aziende, ma il numero è molto
« scarso e la spesa di mantenimento è rilevante. La mia proposta
« si raccomandava quindi per ragioni didattiche, perchè assicurava
« un migliore ordinamento dell’insegnamento agrario e realizzava
« una non spregievole economia.
« Suffragato così dal voto di uomini tecnici tanto competenti,
« animato dal proposito delle economie, che ritengo debba essere
« oggi la suprema legge delle nostre deliberazioni, e volli provarlo
« coi fatti, venni a proporvi di sopprimere le due scuole oggi esi« stenti e di fondarne una sola a Perugia. Per verità io avrei cre« duto che si potesse dire di me: omne tulit punctum, ma mi sono
« ingannato. E poiché sono sorte difficoltà e si è posto innanzi la
« necessità di nuovi studi, specialmente per risolvere quistioni di
« rapporti con gli enti locali, io mi acconcio, sebbene un poco a
« malincuore, alla proposta della Giunta del bilancio di lasciare
« tutto impregiudicato.
« Date queste spiegazioni all’onorevole Ottavi, prego la Camera,
« nell’ interesse dell’amministrazione che ancora rappresento, di dare
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« la sua approvazione a questo bilancio, ed è preghiera che non ri« guarda ormai più me, ma solo la cosa pubblica ».
11 relatore del bilancio al Senato, senatore prof. Boccardo, nella
tornata del 14 giugno 1894 (') ebbe a significare :
« Per riuscire serio e fecondo, l’insegnamento superiore deifi l’agricoltura richiede, già lo ricordammo più volte, copiosi aiuti
« materiali, e sovratutto vasti spazi per le esperienze e le colture,
« non già con intenti accademici e teoretici, ma pratici ed economici,
« e per l’impianto di stalle, di magazzini, di case coloniche, di lat« terie, di apiarii, ecc.; cose tutte, temiamo, assai difficili ad otte« nersi, nelle presenti condizioni finanziarie, non solo presso tutte
« le diciasette università, ma anche nelle sette od otto maggiori.
« Ma checché di ciò altri voglia pensare, certo è che la que« stione esiste ed è sommamente importante lo studiarla e risolverla.
« Nè può dirsi che intorno ai modi pratici e concreti di attuazione
« del disegno ministeriale per la scuola superiore di Perugia, siasi
-« finora raggiunta quella completa perfezione di studi e di elementi
« che è desiderabile per assicurarne pienamente la riuscita.
« E necessario che il Ministero riprenda, con maggiore energia
« e maturità, lo studio del problema, invocando anche, dove occorra,
« l’efficace cooperazione delle altre amministrazioni dello Stato, e
« specialmente di quella della pubblica istruzione.
« Il funesto dualismo che ha spesso intralciato i progressi del« l’ insegnamento tecnico secondario esercitò eziandio influenza per« niciosa su quelli dell’ insegnamento agrario. Non è a dubitare, per
« esempio, che le maggiori facilità di ammissione alla scuola annessa
« alla Università di Pisa non abbiano sinistramente contribuito a
« diminuire il numero degli inscritti nelle scuole superiori di Portici
« e di Milano, e massime di quest’ultima, ove le condizioni di am« missione si erano giustamente rese più severe.
« Un altro punto di somma importanza richiama tutta l’atten« zione del Ministero, principalmente se si deciderà per l’unica su« periore di Perugia.
« Ed è la necessità di assicurare all’ Istituto una larga dotazione,
« necessità (noi lo diciamo subito) che, nelle presenti condizioni della
(i) Atti Parlamentari — Senato del Regno — Legislatura XVIII, la sessione 1892-94
— Documenti — Progetti di legge e relazioni, num. 244-A, pag. 13.
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«
te
ti
«
«
ti
«
finanza, costituisce il più serio ostacolo all’attuazione di quel se­
ducente disegno. Impercfocchè il possesso di vasti catnpi speri­
mentali non basta, di per sè solo, ad assicurare la buona riuscita
degl’ insegnamenti, quando non sia sussidiato da corrispondente
copioso capitale.
« L ’agricoltura, dice la lingua più filosofica di Europa, è fabbrica di campi (Ackerbau); e nessuna esperienza è praticamente
valida, se riposa unicamente sulle condizioni naturali del suolo, e
non sopra il concorso del lavoro attuale e del lavoro accumulato,
elementi tutti che una buona contabilità rurale deve mettere in
evidenza.
« La difficoltà di trovare questo largo afflusso di capitale po­
trebbe essere di molto diminuita, se fosse imitato il nobile esempio
dato dal signor Ponti a Milano, e se altri ricchi e intelligenti proprietari venissero con lasciti e con donazioni in aiuto della superiore istruzione agraria.
« E, accanto alla largizione del sullodato signore lombardo, siamo lieti di qui ricordare quella, più cospicua ancora, fatta nell’opposto lembo di terra italiana, mercè della splendida Fondazione
Valsavoja in Catania, destinata alla creazione di un grande Istituto
agrario, creazione che noi vorremmo affrettare coi voti.
« Insomma, o sia che si tengano in, vita, ma avviate a più florida e fruttuosa vita, le scuole superiori attuali, come istituti autonomi, o come sezioni di politecnico, sulle traccie di ciò che util—
mente è stato fatto in G erm ania; o sia che l’insegnamento superiore agronomico si concentri in un grande istituto nuovo a Pe­
rugia ; o sia finalmente, che si accolga l’idea di un innesto sui­
l’annosa pianta universitaria, è urgente che lo Stato provveda a
questo supremo bisogno della nazionale economia.
« Parve quindi prudente alla Giunta generale del bilancio di pro­
porre alla Camera dei deputati e a questa il decidere di conservare
ancora per un anno lo stato a t t u a l e .......................................................
«
.......................................................................................................................
«
te
«
«
te Nel proporre al Senato di associarsi al voto che, in conformità di questi propositi, ha dato l’altro ramo del Parlamento, e di
approvare quindi lo stanziamento di lire 242,000 nel capitolo 16,
la Commissione permanente di finanza non crede di potersi astenere dal fare al Ministero le più vive e calde raccomandazioni,
«
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185
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perchè, raddoppiando di cure e di energia, voglia quanto più sol­
lecitamente è possibile predisporre gli elementi necessari al soddisfacimento di uno dei più urgenti ed essenziali bisogni della economia nazionale ».
9.
— Venne indi studiato il progetto di attivare presso la Fonda­
zione agraria in Perugia, un istituto secondario d’istruzione agro­
nomica, a larga base scientifica, alle cui spese dovrebbe provvedere
la Fondazione medesima in molta parte o per intiero.
Tale progetto, basato sulla fiducia che la Fondazione possa al­
l’uopo disporre di una annualità oscillante fra le 40 e 50 mila lire
e di una sufficiente somma per le spese d’impianto, formò, nell’agosto
1894, oggetto di particolare esame.
Si studiò, con riferimenti all’ordinamento attuale della istruzione
agraria negli altri Stati, specialmente in Germania, e considerando
le esigenze dell’istruzione stessa in Italia, la opportunità di un isti­
tuto agrario in Perugia; il quale, colmando la lacuna oggi esistente
fra le scuole pratiche e le scuole superiori di agricoltura, provve­
desse, con largo contributo d’insegnamenti scientifici e applicativi,
ad istruire, nel modo più completo, i figli dei proprietari alla Utile
direzione dei loro poderi.
Sonovi citati adatti esempi d’istituti agronomici tedeschi, la cui
imitazione potrebbe, bene interpetrata nell’ambiente italiano, assicu­
rare effetti felici.
Questo rapporto di maturato studio, presentato dal Direttore ge­
nerale dell’ agricoltura al Ministro, non si può qui riportare, come
pure si vorrebbe, per esteso, dilungandoci di soverchio. Però stimasi
utile riassumerlo nelle parti principali e riportarne le conclusioni.
Fu riaffermata da prima la opportunità di un grande istituto
agrario superiore a Perugia, sopprimendo le due scuole superiori
di agricoltura in Milano e Portici. Indi si studiò se poteva esservi
la convenienza di fondare a Perugia un quarto istituto superiore di
agricoltura nel Regno, conservando le altre tre scuole superiori,
compresa quella universitaria di Pisa, e presto si rilevò la mancanza
di mezzi finanziari all’ uopo, avvalendosi anche di un qualche ausilio,
sebbene limitato, attendibile dalla cooperazione prestata dagli inse­
gnamenti della locale università; dimostrando pure la inopportunità
insegnativa di accrescere il numero delle scuole superiori ; le quali
« debbono essere poche, bene ordinate e largamente provvedute ».
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
186
Si passò poi ad una terza proposta a quella di creare a Perugia
« un insegnamento agrario teorico-pratico, che potrebbe essere di
« avviamento alle scuole superiori, ed anche fine a sè stesso ».
Al quale proposito sembra giovevole riportare testualmente le
stesse considerazioni fatte nel rapporto medesimo, comecché appunto
questa la istituzione oggi forse meglio accettabile. Fu detto: « Sarebbe
« una scuola media, come molte se ne hanno in Germania, ed
« avrebbe essenzialmente carattere regionale. Cotesta scuola, desti« nata a’ figli de’ proprietari, dovrebbe far parte abbastanza larga
« alle materie di coltura generale. Nelle scuole medie di Germania
« s ’insegnano le lingue straniere viventi; la storia, la geografia, le
« matematiche; in alcune, anzi, nel programma d’insegnamento, fi« gurava anche il latino. La fisica, la chimica, la storia naturale,
« l’agraria, l’agrimensura, la zootecnia, la contabilità, il disegno
« sarebbero come le materie speciali. Ma, a differenza delle scuole
« medie tedesche, in quella da istituirsi in Perugia, e che potreb« besi quasi chiamare Liceo agrario, sarebbe ammessa anche la
« pratica ; così da rassomigliare, per questo, alle scuole regionali di
« Francia, quali sono o furono, un tempo, Grignon, Grand Jouan,
« Montpellier e com’è, attualmente, Gembloux, nel Belgio.
« Non è qui il caso di precisare l’ordinamento di un tale istituto
« di carattere secondario. Ma non si azzarda molto nello affermare
« che, assai probabilmente, potrebbe incontrare il gradimento della
« classe più interessata. Certo riempirebbe una lacuna, che tuttora
« sussiste nell’ordinamento delle nostre scuole agrarie, malgrado che
« siasi cercato di colmarla dando alle scuole speciali di viticoltura
« ed enologia, aventi il corso superiore, una più larga base, d’in« segnamento. Con ciò, per altro, pur avendo elevato il livello dello
« insegnamento in codeste scuole, non si è tolto ad esse, nè, real« mente, si voleva lor togliere, quel che di speciale esse hanno, per
« cui si può ben dire che sien tra gli istituti di insegnamento agrario
« che rispondono allo scopo.
« Mentre, in Germania, i giovani licenziati da queste scuole me« die sogliono fare la pratica, più o meno lunga, nelle aziende pri« vate meglio ordinate, a Perugia, invece, si addestrerebbero ne’ rami
« più disparati dell’arte, accudendo, all’allevamento del bestiame, alle
« industrie agrarie in cui si trasformano i prodotti grezzi, nella con\
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Biblioteca di agraria Mario Marte
187
« tabilità e va dicendo. Al che, evidentemente, porgerebbero propizia
« occasione le vaste possidenze della Fondazione.
« Ad un istituto di cotesto genere potrà, forse, darsi vita con
« i mezzi dei quali la Fondazione può disporre. Ma non se n’è ben
« sicuri neppure, perchè, intesa come l’intendiam noi, una siffatta
« scuola porterebbe sempre ad un dispendio più elevato di quello
« che potrebb’essere consentito dalle rendite disponibili. Tutto som« mato, non è da credersi che ad un istituto, come quello che si è
« brevemente lumeggiato, si possa assicurare un’ esistenza prosperosa
« con una somma annua complessiva troppo al disotto delle 100,000
« lire annue. Ma, ad ogni modo, se l’istituto così inteso sorgesse,
« 1’ ausilio del governo non potrebbe mancargli. A colmar la diffe—
« renza fra l’occorrente e il disponibile dovrebbe intervenire il bi­
li lancio dello Stato con un congruo sussidio ».
E a questo punto, non volendo abbandonare il proposito dell’i­
stituto agrario superiore, considerate le strettezze del bilancio, si notò
se non fosse il caso di provvedere sotto altra forma i fondi maggiori,
richiesti alla attuazione meglio utile della scuola superiore di agri­
coltura a Perugia, pure mantenendo quelle di Milano e Portici, si
disse :
« Perchè, per quanto in maniera riassuntiva, l’argomento sia
« trattato in ogni sua parte, non si può, a proposito delle scuole di
« Milano e di Portici, non ricordare come nel periodo anteriore al
« 1888, epoca nella quale furono assunte dal Governo, questo con­
fi correva al mantenimento delle scuole stesse, con l’assegno annuo
« di lire 30 mila per ognuna. Al resto provvedevano, in Milano, la
« Provincia e il Comune, in Portici, la Provincia sola.
« E se si tornasse, per queste scuole, all’antico? E una do­
ti manda come u n ’ altra; ma può rappresentare una certa importanza
« speciale, perocché in essa sia lecito intravvedere una possibile so« luzione del problema relativo alla unificazione dell’ alto insegna­
ti mento agronomico nel modo di sopra accennato.
« Ora lo Stato — come già si è detto — spende, togliendole dal
« bilancio dell’agricoltura, lire 186 mila annue per le dette scuole.
« Restituendo ad esse l’indipendenza, col più modesto contributo di
« lire 30 mila per ciascuna, si avrebbero disponibili, delle 186 mila
« lire anzidette, 126 mila. Di queste 26 mila potrebbero, e dovreb« bero, essere impiegate alla creazione di una Stazione agraria a
Università degli studi di Perugia
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188
«
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«
«
«
Portici, perchè il mezzodì non ne ha alcuna. Resterebbero adunque
100 mila lire, con le quali si potrebbe dar vita in Perugia, pro­
fittando eziandio dei redditi di que’ beni, all’istituto per l’ alto insegnamento agronomico del quale già si detto. Una soluzione come
questa non importerebbe alcun maggiore aggravio al bilancio dello
Stato ».
Venendo indi alle conclusioni del rapporto stesso, queste testual­
mente si riportano:
u Or, quali conclusioni si possono dedurre?
« A nostro avviso queste:
« l.o Che, solamente con la soppressione delle scuole supe« riori di agricoltura di Milano e Portici o col ritornarle alla condi­
ti zione in cui erano prima del 1888, può il Governo, senza aggra« vare il suo bilancio, dar vita, in Perugia, ad un altro istituto
« destinato all’insegnamento agronomico superiore.
« 2.o Che le rendite, delle quali la Fondazione può disporre,
« con o senza 1’ ausilio della Università libera, che in Perugia esiste,
« non possono consentire la creazione, indipendentemente dallo in« tervento del Governo, di un cosiffatto istituto, ove lo si voglia
« completo ed ordinato con serietà di intendimenti.
3.o Che, se l’ entità delle rendite disponibili potrebbe consi« gliare di devolverle a benefizio di un istituto di insegnamento
« agronomico secondario, avente carattere essenzialmente regionale,
« e indirizzo teorico-pratico ad un tempo, non potrebbero, probabil« mente, le rendite stesse supplire a tutte le necessità. Data questa
« soluzione, però, l’intervento del Governo non dovrebbe presentarsi,
« per l’entità del concorso pecuniario, troppo difficile.
« Queste, e non altre, possono essere le finali conclusioni di un
« esame fatto, senza alcun preconcetto, nel solo, vivo desiderio di
« non protrarre ulteriormente la soluzione di una quistione per la quale
« tanto interesse legittimo addimostrano i perugini.
« Che se lo Stato non si può sobbarcare ad una spesa ingente,
« quale sarebbe reclamata dall’ erezione di un istituto superiore (non
« sopprimendosi le altre due scuole già esistenti) e la Fondazione,
« da sola, con i suoi scarsi mezzi, e malgrado l’ eventuale ausilio
« dell’ Università libera, non può, evidentemente, al Governo sosti­
ti tuirsi, per dar vita ad un organismo vitale, non resterebbe che
« pensare a qual cosa di più modesto, ma perciò, non meno utile:
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
189
« la creazione di una scuola agraria mediana, con indirizzo teorico« pratico, e intendimenti regionali ».
Ma con lo stato di previsione della spesa per l’esercizio finan­
ziario 1895-96, alla Camera, nel giorno 10 decembre 1894, fu ripre­
sentata la proposta di fondare a Perugia una scuola superiore di
agricoltura, sopprimendo quelle di Milano e di Portici. La proposta
era giustificata nei seguenti termini:
« Con la nota di variazione del 21 febbraio 1894, numero 280 bis,
« al bilancio 1894-95 il Ministero proponeva la soppressione degli
« stanziamenti inscritti per il mantenimento delle due scuole supe« riori di agricoltura di Portici e di Milano, per dar vita ad un
« nuovo istituto agrario superiore in Perugia, presso la ex Badia di
« S. Pietro.
« Le ragioni allora addotte per sostenere la opportunità di tale
« provvedimento sussistono tuttavia.
« Avvenuto col regio decreto 4 aprile 1886, n. 3824, il passaggio
« delle dette due scuole superiori dalla dipendenza del Ministero della
« pubblica istruzione a quella del Ministero di agricoltura, non si
« trascurò alcuna cura per accrescere importanza agli istituti stessi,
« sia aumentandone la dotazione annua portata da 90 a 115 mila lire
« (successivamente per la scuola superiore di Portici a lire 117,000),
« sia ampliando i mezzi dimostrativi con l’ aggiunta di insegnamenti
« speciali e con il maggiore incremento dato ai gabinetti.
« Nonostante ciò difettarono nei due istituti i mezzi per avva« lorare con la pratica gli insegnamenti tecnici, la qual cosa fu in
« varie occasioni lamentata, anche in Parlamento, onde l’opera delle
« due scuole risulta meno efficace.
« Le modificazioni arrecate all’ordinamento delle scuole supe« riori di agricoltura di Milano e di Portici non valsero a richia« marvi adeguato numero di allievi, nè ad attrarvi specialmente quelli
« appartenenti alla classe degli agricoltori agiati, per i quali le scuole
« superiori di agricoltura traggono in gran parte le ragioni di fun« zionare, e quindi dovettero limitare la propria azione ad una sfera
« assai ristretta, venendo in gran parte meno lo scopo eminentemente
« professionale che erano chiamate a raggiungere.
« La scarsa frequenza degli alunni è dimostrata dalle seguenti
« cifre :
14
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190
1887-88
1888-89
1889-90
1890-91
1891-92
1892-93
1893-94
Milano . . .
26
22
14
15
17
22
33
Portici. . . .
34
59
37
28
44
39
37
«
«
«
«
«
« Verificatasi nell’anno 1890 la condizione posta dalla legge 10
luglio 1887, relativa al patrimonio della ex Badia di S. P ie tro in
P erugia, te m poraneam ente conservato ai P ad ri Cassinesi, in virtù
del decreto 11 dicembre 1860 del regio Commissario per l’ U m bria,
il patrim onio stesso fu costituito in ente morale p e r fondare in
P e ru g ia un Istitu to agrario sotto la diretta ed esclusiva autorità
« dello Stato.
« Del cospicuo patrimonio fanno parte un ampio e monum entale
« edificio, quello della ex Badia, circondato da u n a tenuta di circa
« 85 ettari, ed un vasto possedimento, oltre altri minori, detto Casai lina, della estensione di oltre 1,600 ettari, che si presta eg re g ia« mente p er la su a postura a sv ariate coltivazioni ed allo esercizio
« di molteplici industrie ag rarie.
« Il Consiglio per l’istruzione a g ra ria , invitato a discutere dei
« mezzi più adatti p e r far compiere agli allievi delle scuole superiori
« il tirocinio pratico, di cui lam entasi la deficienza, era d ’avviso che
« il — miglior modo di tr a r r e profitto della Fondazione istituita con
« la legge 10 luglio 1887 e col patrimonio della ex Abbadia dei Be« nedettini Cassinesi di San Pietro fosse quello di co ncentrare in
« P e ru gia l’insegnam ento agrario s u p e r i o r e — . L a Giunta del bilan« ciò, nel suo rapporto sullo stato di previsione della spesa per l’e« sercizio finanziario 1894-95, prendendo ad esam e la proposta sop« pressione delle due scuole superiori d ’agricoltura, opinava che lo
« stanziam ento a favore di questi due istituti fosse m antenuto a n « cora un anno senza v a ria rn e l’ordinam ento, m e n tre che in questo
« tempo il Ministero sarebbesi occupato di risolvere l’ im portante
« questione dell’ insegnam ento ag rario superiore.
<i: Questo concetto della Giunta fu accettato dal Ministero e dalla
'« C am era, anche pel fatto che il M inistero d ’agricoltura rispetto alla
« scuola su periore di Milano era obbligato a far parte del Consorzio
« fra gli istituti di istruzione superiore di quella città, istituito col
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191
« regio decreto 10 novem bre 1875, n. 2787, per la durata di un ven« tennio, che scade col 10 novem bre 1895.
« Un ulteriore esam e dell’im portante quistione ha oggi confer« mato nel M inistero il convincimento che meglio si provveda ai
« veri bisogni molteplici dell’insegnam ento superiore a g ra rio concen« trandolo in un solo istituto, che offra fin dal suo nascere tutte le
« condizioni necessarie p e r re n d e rn e vigorosa e gradita l’esistenza.
• « Di più si conseguirà nel bilancio del Ministero una economia.
« Infatti, stabilito che la soppressione abbia effetto dal 1° novem « bre 1895, si ha che la somm a da portarsi in diminuzione per l’eser« cizio 1895-96 è di lire 161,333.34, corrispondenti a lire 124,000 del
« contributo governativo, lire 30,666.67 della Provincia e del Comune
« di Milano per quella scuola superiore, e lire 6,666.67 per tasse
« scolastiche.
s*
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« P e r questa soppressione vengono a m an care nel bilancio dell’entrata lire 37,333.34 inquantochè il contributo degli enti e le
tasse venivano versate all’ erario.
« P e r il funzionamento della nuova Scuola superiore di Perug ia
dal 1° novem bre 1895 si calcola occorrano lire 86,666.67, di cui
lire 66,666.67 a carico del Governo e lire 20,000 per contributo
della Fondazione per l’ istruzione a gra ria in P erugia, la qual som ma
dovendo essere versata all’ erario si iscrive anche nel bilancio dell’ entrata.
«
« In conseguenza delle variazioni ora indicate si ha per questo
capitolo un a diminuzione di lire 74,666 67, delle quali ra p p re se n tano una economia effettiva lire 57,333.33 sul bilancio della spesa
del Ministero di agricoltura, perchè lire 17,333.34 vengono a m ancare nel bilancio dell’ entrata.
« Rispetto al personale, che in seguito alla soppressione delle
due scuole dovesse esse re collocalo in disponibilità p e r mancanza
di posti nel nuovo istituto, si provvederà chiedendo i fondi necessa ri al Parlam ento. P erò si può fin d ’ora a s s e rire che quasi tutto
il personale che non ha altri uffici potrà tro vare collocamento
nella nuova istituzione. Il M inistero, non potendo fin d ’ora prese n ta re l’organico del nuovo istituto, vi provvederà più tardi con
decreto reale.
« P e r gli esercizi successivi si a v rà che, eliminato dal bilancio
il contributo del Governo in lire 69,000 p e r la scuola di Milano
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Biblioteca di agraria Mario Marte
.
192
«
«
«
«
• «
«
ed in lire 117,000 per quella di Portici, si dovrà iscrivere la
som m a di lire 80,000 per il m antenim ento della scuola di P eru gia
e quindi sul complessivo contributo di lire 186,000 per le due
scuole, si realizzerà una economia di lire 106,000 che si rid u rrà
a lire 86,000, se si lien conto della spesa n ecessaria per il m a n tenimento di un a Stazione a g r a ria a Portici.
« Nel bilancio dell’ en trata scompariscono i contributi della Pro« vincia e del Municipio di Milano per quella scuola superiore in
« lire 46,000, e si iscriverà il contribuito della Fondazione per l’ i « struzione a gra ria di P e rug ia in lire 30,000.
« Cosicché la dotazione del nuovo istituto in P erugia, p e r questo
« primo periodo di vita, viene costituita in lire 110,000.
« Ma la condizione del patrim onio è tale da far ritenere che il
« contributo della Fondazione possa in un tempo non lontano ele« varsi a lire 60,000.
« E d invero, se alla pre sa di possesso del patrimonio, nell’anno
« 1890, le operazioni di stim a a ssicu raro no una rendita netta di
« lire 31,255.82, il bilancio consuntivo ultimo dell’ anno 1893 fece
« salire la rendita stessa a lire 48,000.
« Tenendo poi conto che le passività g ravanti il patrimonio sono
« costituite in parte anche da dotazioni vitalizie, che si vanno succes« sivam ente estinguendo, m en tre si compiono opere di bonificamento,
« che migliorano il patrimonio, si può tra rre la 'deduzione che non
« sia lontano il giorno in cui la rendita netta possa ra g g iu n g e re la
« som m a più sopra indicata.
« Nei primi anni d ’ esercizio del nuovo istituto è necessario
« pertanto lim itare il contributo della Fondazione a lire 30,000, p e r« chè la tenuta di Casalina, dipendente dalla Fondazione e destinata
« al tirocinio pratico degli allievi della scuola superiore, abbisogna
« di notevoli miglioramenti fondiari.
« In proposito in teressa ricordare che la Commissione incaricata
« dal Consiglio p e r la istruzione a g ra ria di studiare l’ ordinam ento
« della Casalina a scopo d ’ insegnam ento pratico a g ra rio superiore
« propose, ed il Consiglio medesimo approvò, che ogni anno fosse
« destinata — una parte delle rend ite della Fondazione, non s u p e « riore ad */3, pel miglioramento del capitale fondiario e p e r l’ a u « m ento del capitale di esercizio — .
« Quindi il bilancio della nuova scuola, se in principio s a r à co-
Università degli studi di Perugia
Biblioteca di agraria Mario Marte
193
« stituito da lire 110,000, potrà ra g g iu n g e re la cifra di lire 140,000
« (80,000 il Governo e 60,000 la Fondazione).
« Supposto per un istante che la legge del 10 luglio 1887 non
« fosse intervenuta a costituire in ente morale il patrimonio, dal
« quale dovrà t ra r r e in p a rte vita l’ istituto a gra rio sotto la diretta
« ed esclusiva autorità dello Stato, e che si fosse invece applicata
« la legge 7 luglio 1866, il patrimonio stesso sarebbe passato p e r 3/*
'« allo Stato e per 1/ i al Comune di Perugia.
« Alla presa di possesso, nell’anno 1890, il patrimonio attivo,
« non com presa la parte monum entale, era valutato a lire 2,937,050.75.
« Quindi, ripartendo questo valore nelle proporzioni testé indicate,
« lo Stato vi avrebbe avuto diritto per lire 2,202,788.07 ed il Comune
« per lire 734,262.68; conseguentem ente anche la rendita netta, cal« colata allora in lire 31,255.82, sa re bb e stata ripartita p e r lifi re 23,441.87 (3/ 4) al Governo e per lire 7,813.95 (‘/ J al Comune
« di Perugia.
« Ma all’applicazione di questa legge rinunciò il Comune di Pe« ru g ia con la deliberazione consigliare del 3 giugno 1887,, allo scopo
« di prom uovere la legge 10 luglio dello stesso anno.
« Dunque lo Stato, in seguito à questa legge ed al nuovo stan­
fi ziamento proposto nel bilancio, interviene in due modi a benefizio
« del nuovo istituto, cioè con la rinunzia ai 3/ 4 delle rendite del pa« trimonio ex abbaziale che gli sarebb ero spettati p e r la legge del 7
« luglio 1866, valutati ora in lire 23,441.87, e con il contributo di
« lire 80,000 proposto, e così con una somm a di oltre 100,000 lire.
« In te re ssa infine considerare che il monumento nazionale a n « nesso alla Fondazione a g r a r ia di P eru gia, il cui capitale artistico
« non venne compreso nella riportata valutazione del patrim onio, fu,
« in conseguenza delle stim e fatte alla presa di possesso del 1890,
« considerato, per il solo m ateriale artistico, del valore di lire 962,780,
« valore che non offre alcuna rendita. Anzi per provvedere alla cu« stodia ed alla manutenzione del medesimo, il patrimonio della Fonfi dazione è gravato della annualità di lire 3,000.
« Dalle fatte considerazioni em erge, che 1’ ingerenza dello Stato,
« come dall’articolo 1 della legge 10 luglio 1887, non può intendersi
« esercitata solam ente sull’ istituto a grario, ma sull’ intero patrimonio
« ad esso totalmente devoluto. Difatti, non solo tutte le rendite uti—
« lizzabili del patrimonio ex-abbaziale occorrono a m an ten ere l ’ is ti-
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194
«
«
ci
«
«
tuto a gra rio prescritto dalla legge, ma, per trad u rre nel modo più
ampio il concetto della legge stessa, è duopo che il Governo sta ­
bilisca nel proprio b ila n c io 'u n largo contributo, perchè l’ istituto
medesimo assum a tutta quella im portanza, che è nei voti e nei
desideri di tutti.
« Che se poi alla legge del 10 luglio 1887 si volesse d are un
« significato restrittivo, dovrebbe il Governo invocare dal P a rlam e n to
« provvedimenti speciali, i quali assicurino quella ingerenza che è
« correspettivo della concessione che fa ».
Con la nota di variazione, però, allo stato di previsione, di cui
sopra, presentata il 15 giugno ultimo, si ristabilirono, al capitolo 16,
gli stanziamenti per le scuole superiori di agricoltura a Milano e
Portici nella pristina somm a di lire 242,000, con questa dic hia ra­
zione :
« Le condizioni parlam entari avendo impedito che la discussione
« del bilancio avvenisse nei primi mesi dell’ anno, m an chereb be il
« tempo necessario a disporre quanto occorre perchè la soppressione
« delle due scuole superiori di a gricoltura di Milano e di Portici
« possa a v er luogo senza interruzione di studi, il che non potrebbe
« verificarsi se non provvedendo contem poraneam ente all’ o rd in a« mento di quella di Perugia. Il tempo che ci separa dal m ese di
« novem bre prossim o è così breve da non p erm ettere di provvedere
« a tutto ciò.
« Conviene quindi rim a n d are ancora di un anno il riordinam ento
« dello insegnam ento a g ra rio superiore, come pure la soppressione
« delle anzidette scuole e l’ordinam ento del nuovo istituto di P e rug ia ».
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195
CA PITOLO XI.
Resoconti am m inistrativi (‘)
SOMMARIO — 1. R isultati am m inistrativi del primo anno di esercizio 1890-91 — 2. Ri­
sultati amm inistrativi del secondo anno di esercizio 1891-92 — 3. Situazione economica
nel momento dell’ istituzione della Fondazione agraria — 4. Osservazioni sul riassunto
del conto Cassa del terzo anno di esercizio 1892-93 — 5. Osservazioni sul riassunto del conto
Cassa del quarto anno di esercizio 1893 — 6. Osservazioni sul riassunto del conto Cassa
del quinto anno di esercizio 1894 — 7. Riepilogo sommario del quinquennio di amm ini­
strazione — 8. Condizione finanziaria al principio del 1893 in rapporto con il preventivo
dell1annata.
1.
— Il risultato generale del primo anno di esercizio am m ini­
stra tivo del patrimonio, devoluto all’ istituto a grario, in conseguenza
delle gra v i sp ese stra o rd in a rie richieste nell’ atto di passaggio del
patrim onio medesimo, fu poco confortevole, avendosi un a resta n z a
inferiore alla preesistente pel valore di lire 3,928.09, quantunque il
bilancio finanziario risultasse attivo, e rim a n esse un residuo di c a ssa
•e di magazzino rilevante.
Infatti rim anevano alla fine dell’ esercizio:
D enari in cassa p e r ..................................
Generi in magazzino p e r .......................
formando il totale di
.
.
.
L.
.
.
L. 76,872.74
3,340.91
73,531.83
Valga a d are di questo risultato più esatta ragione il conteggio
riassuntivo qui appresso riportato :
(i) I docijmenti giustificativi dei resoconti annuali, come lo svolgimento particola­
reggiato di ciascuno di essi, trovansi sia presso il Ministero di agricoltura industria &
Commercio, sia presso l’amm inistrazione della Fondazione.
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196
R estanze al 2 7 febbraio 1890, tempo della presa di possesso :
a) A m m inistrazione c e n tra le ;
re sto di c a s s a .............................................. L. 6,601.54
rim an en za di m agazzino.............................» 24,244.—
b) F a tto ria di C asalina ;
re sto di c a s s a .............................................. » 1,780.24
rim an en za di m a g a z z in o ............................ » 47,155.05
c) T en u ta di S. A pollinare ;
rim an en za di m a g a z z in o ............................ » 1,020.—
--------------
L. 80,800.83'
D etratte le restanze al 29 febbraio 1891 :
a) A m m inistrazione c e n tra le ;
re sto di c a s s a ..............................................L . 2,125.25
rim an en za di m agazzino.............................» 3,004.83
b) F atto ria di C asalina ;
re sto di c a s s a ..............................................» 1,215.66
rim a n e n z a di m ag azzin o .............................» 69,507.—
e) T en u ta di S. A p o llin a re;
rim an en za di m ag azzin o .............................» 1,020.—
-------------Differenza in m eno
.
.
.
L. 76,872.74
L.
3,928.09
L a differenza risu lta ta dim ostrò che, sebbene si chiudesse la con­
tab ilità g en e ra le del patrim onio con u n a attività di lire 76,872 74, a
profitto d ell’ a n n a ta su ccessiva, alle passiv ità occorse n e ll’ esercizio
m edesim o, non b a sta ro n o le e n tra te verificatesi nel corso dell’an n o ,
e si dovette co n su m are p a rte dei resid u i attivi, in d an aro e gen eri,
d ell’esercizio p recedente. L ’A m m inistrazione rim ase tuttavia con una
sa ld a consistenza di c assa e m agazzino p er provvedere ai successivi
bisogni.
N è deve o m ettersi di c o n sid e rare che, se in qu esta prim a a n ­
n a ta non si fossero dovute sosten ere le sp ese stra o rd in a rie richie­
ste dal p assag g io del patrim onio, poteva av ersi la rendita netta di
esercizio nel m o n tare di alm eno lire 20,000.
I resoconti a conferm a della fatta dim ostrazione econom ica sono
alle g a ti a questo volum e e distin ti coi num eri 1 e 2.
In rap p o rto con siffatti resoconti em erge la conseguenza, che p e r
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197
il nuovo esercizio 1891-92 fu possibile di preventivare una situazione
finanziaria migliore, dalla quale fosse risultala la restanza attiva
proporzionale alle spese necessarie per l’ attuam ento dell’ istituto
a grario. Così il preventivo medesimo rivelò (con un bilancio di cassa
in lire 134,753.32, cui, aggiun ta la rim anenza attiva in g eneri
p re sso 1’ am m inistrazione centrale, m ontante a lire 3,004.83, avevasi
la somma di lire 137,758.15), la possibilità di disporre in favore della
scuola erigenda l’ annualità di lire SO,000. E la rim anenza poi di
magazzino del possesso m aggiore, condotto in amm inistrazione, v a ­
lutata in lire 69,507, offerto avrebbe ogni mezzo opportuno alle spese
d ’ istituzione, alle quali già in parte si provvide con l’ assetto del
convitto agrario.
Alle previsioni i fatti dettero la più ampia ragione.
2.
— Nel secondo esercizio 1891-92 dell’amministrazione del pa­
trimonio devoluto all’istituto agrario , essendo state minori le passività
strao rdinarie, i te rre n i am m inistrati d irettam ente offrirono m a g g io re
produzione, talune spese relative al pagam ento di debiti, v e n n e ro
rim a n d a te essendo per e sse pendenti questioni, che richiedevano
studi ulteriori e l’intervento del ra ppre se nta nte giuridico dell’ente
costituito. Si ebbe così un sopravanzo dell’annualità, tutto com preso,
di lire 60,187.79; che viene dim ostrato dal ria ssu n to computistico
seguente :
Rim anenza al 28 febbraio 1 8 9 2 :
a) Amministrazione c e n tra le ;
rim anenza in d a n a r o .............................L.
8,498.84
id.
di m a g a z z i n o ....................... » 21,870.39
b) Fatto ria di C a sa lin a ;
rim anenza in d a n a r o .............................»
4,010.14
id.
di m a g a z z i n o ....................... » 102,396.16
c) Tenuta di S. A pollinare;
rim anenza di m a g a z z i n o ....................... »
285.—
---------------- L. 137,060.53
Detratte le rim anenze di cassa e di magazzino
esistenti al 28 febbraio 1891, montanti a .......................» 76,872.74
Risultò la rim anenza in più di
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L.
60,187.79
198
I resoconti am m inistrativi allegati alla p resente relazione ai n u ­
meri 3 e 4, dim ostrano i particolari tutti di codesto risultato finale
dell’esercizio 1891-92.
Ottima quindi si presentava la situazione finanziaria per il 3° e se r­
cizio del patrimonio destinato alla Fondazione p e r l’ istruzione a g r a ­
ria in P e ru g ia , che appunto si esordiva ad ente autonomo col pro ­
prio A m m inistratore responsabile, in seguito ai decreti del 21 gennaio
e 27 febbraio 1892.
3. — Il nuovo A m m inistratore entrò in funzioni il 1° marzo 1892,
propriam ente alla ch iu sura del secondo esercizio am m inistrativo.
P re se in consegna la cassa, verificò la consistenza dei magazzini,
s ia presso l’am m inistrazione centrale, sia presso le tenute di Ca­
salina e di S. Apollinare ; impiantò i re gistri di am m inistrazione s e ­
condo le norm e prescritte dalla legge e regolamento p er la contabi­
lità dello S tato ; stabilì per quanto si potè conoscere con la dovuta
esattezza, e salvo variazioni ulteriori, lo stato dei residui attivi e
passivi, che all’atto dell’immissione in ufficio deH’A m m inistratore si
trovavano non soddisfatti. Da questo esam e preliminare, indispensabile
p er regolare l’ ulteriore andam ento am m inistrativo, ebbe a rilevarsi
subito, che il sopravanzo degli esercizi precedenti sa re bb e rim a­
s to sensibilmente diminuito, anzitutto p e r 1’ am m ontare dei residui
passivi, della cui esistenza si era semplicemente fatta menzione, ma
non erano stati precisati nel loro am m ontare ; in secondo luogo pel
fatto che il sopravanzo stesso, costituito dai generi in magazzino,
non poteva rig uardasi come disponibile nella sua intierezza, poiché
u n a parte non trascurab ile di esso, doveva se rv ire nell’esercizio che
a n d a v a ad incominciare, p e r prestazioni a conto c orrente colonico e
per conto bestiame. Tenuto conto di codeste due cause di dim inu­
zione, si potè però fin dalle prim e ritenere, che il sopravanzo am m i­
nistrativo, che sa re b be rim asto sem pre disponibile, avrebbe raggiunto
certam en te lire 30,000, quante cioè eran o state già computate nel
bilancio proventivo per far fronte alla istituzione della scuola.
Osservazioni generali sul resoconto dell’Am m inistrazione centrale
per l’esercizio 1892-93.
4. — L ’andam ento am ministrativo dell’esercizio 1892-93 è a ddim o strato nei suoi particolari e nel suo risultato finale dal riassunto
d e l conto c assa, esposto nell’ allegato n. 5.
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199
Da codesto specchio riassuntivo rilevasi a prim a giunta come lo
svolgimento delle partite di en trata e di spesa si trovi com parato
con i corrispondenti articoli del preventivo, modificati dagli a sse sta ­
m enti resi indispensabili d ura n te l’esercizio. E m e rg e poi dallo spec­
c hio medesimo come l’ eccedenza attiva dell’esercizio sia ra p p re se n ­
tata da lire 48,676.49 costituita dal resto di cassa in lire 15,030.59
o dall’eccedenza attiva dei residui in lire 33,645.90.
I residui attivi appartenenti agli esercizi anteriori a quello a cui
s i riferisce il resoconto, contribuirono non sólo a form are il s o p r a ­
vanzo di c assa, ma a sopperire eziandio alle necessità deH’annualitè,
ciò che ebbe a verificarsi per una som ma di lire 45,486.26. E que­
sto avvenne, come av v e rrà in tutti gli esercizi posteriori, perchè l’Amm inistrazione non ha cespiti di en trata esclusivamente costituiti da
versam en ti in denaro fissi ed invariabili, ma sibbene trae principale
alimento dai prodotti del suolo, che non si rendono commerciabili
ed utilizzabili, senonchè in parte nella seconda metà dell’ esercizio a
cui si riferiscono, in parte nell’ esercizio ulteriore. Da ciò la neces­
s i tà che in ogni esercizio l’ am m inistrazione viva nel primo tempo
coi residui accumulati nell’esercizio precedente.
Ponendo in confronto nella parte attiva, la somma definitiva pro­
veniente dal bilancio preventivo e da quello di a ssestam ento, con la
cifra dell’ incasso realizzato e da realizzarsi, si ha una differenza
d ’ introito in meno del previsto di lire 78,269.72.
Questo incasso in meno si dovè in parte al fatto di a v e r pre­
ventivato sulla base di riferimenti, riconosciuti poi non esatti, un red ­
dito probabile della tenuta di Casalina, superiore a quello realizza­
bile. L' am m anco d ’ introito si dovè poi per altra parte a generi ri­
m asti invenduti alla fine dell’esercizio nei m agazzini; a generi so m ministrati in conto c orrente colonico ed in conto bestiam e ed a p a r ­
tite d ’ incasso, come quella di un taglio a dirado nei boschi di C asa­
lina (lire 12,000), non realizzata nell’esercizio.
U gualm ente ponendo in confronto nella parte passiva, la risu l­
tanza finale delle spese con il totale del bilancio preventivo e di
quello di assestam en to si ha, che si spesero in meno lire 44,902.55.
Ora dall’ introito minore sottraendo l’esito minore, si ottiene una dif­
ferenza finale di incasso, che ascende a lire 33,367.17.
P e r tal guisa l’ecoHomia nelle spese, realizzata nell’ a nnualità
com pensò in g ra n parte la notata differenza d’introito e lo ridu sse
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200
ad u n a cifra, che trovasi costituita dalle prestazioni dei g eneri e dal
fatto non prevedibile della non realizzazione n ell’an n ata di un n o te-vole cespite di e n tra ta , di so p ra ricordato.
Residui. — In o rdine ai residui si osserv a che l’ am m ontaredelle som m e da in c a ssa rsi esclusivam ente dell’ an n u alità ascen d e­
vano a ...................................................................................... L. 100,671.77
di contro ad una som m a re sta ta a p a g arsi, p u re esclu­
siv am en te dell’ an n u alità, d i ..............................................» 79,498.69
e perciò u n ’eccedenza attiva dell’annualità in . . .
a cui ag g iungendo 1’ eccedenza dei residui re sta ti
an co ra a riscu o tersi dell’ esercizio 1891-1892 e re ­
tro
............................................................... L. 16,517.86
su quelli re sta ti an co ra a pag arsi del­
l’esercizio 1891-92 e re tro
. . . .
»
4,045.04
---------------
L.
21,173.08
»
12,472.82:
si ha u n ’ eccedenza attiv a di resid u i sul risu ltato fin aie dell’esercizio 1891-92 i n ..............................................L. 33,745.90
av v erten d o che q u e st’eccedenza è in g ra n parte deriv an te da un ac­
curato accertam en to dei resid u i fatti n ell’esercizio.
Resto di cassa. — Il resto di cassa al 28 febbraio 1893 ascen ­
deva a ............................................................................................ L- 15,040.59
m e n tre quello al 28 febbraio 1892 ascendeva a . .
»
8j498.84
e perciò si ebbe u n ’eccedenza su ll’esercizio 1891-92 in
L.
6,531.75
Dal resoconto non app arisce la re sta n z a dei g en eri in m agaz­
zino alla fine dell’esercizio 1892-93. C onseguentem ente questo ele­
m ento am m in istrativ o , che non interessò la c a ssa, è bene che qui
ap p resso venga rip o rtato .
La re sta n z a dei g en eri in m agazzino alla fine dell’ esercizio
1891-92 ascendeva a
......................................................... L. 124,825.34
m en tre quella risu lta n te alla fine dell’esercizio 1892-93
ra g g iu n g e v a ................................................................................ » 94,771.89
perciò una differenza in m eno di
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L.
30,053 45.
201
Siffatta diminuzione fu cagionata, non solo da u n a m ag gior ven ­
dita, ma anche dal prezzo ribassato dei generi medesimi. E la m a g ­
g io r vendita fu curata perchè il provento di 30,000 lire circa, che
ra p p re se n ta la differenza, sopperì al p agam ento di oltre lire 19,000
di residui passivi, relativi agli esercizi precedenti e costituì per oltre
lire 6,500 l’eccedenza del resto di cassa, in confronto con quello del­
l’esercizio precedente.
In conclusione, dai dati suesposti chiaro apparisce come le con­
dizioni dell’esercizio 1892-93 si trovino in confronto con quelle del­
l’esercizio precedente :
1 ,° M aggiori
p e r u n ’eccedenza di residui attivi i n .............................L.
p er u n ’eccedenza di cassa i n ..............................................»
e perciò per un totale di
33,645.90
6,531.75
. . .
L.
40,177.65
.
»
30,053.45
e migliorate quindi com plessivam ente per la som m a di
L.
10,124.20
2.° M inori
p e r una diminuzione di g eneri in magazzino in
.
Sopravanzo am m inistrativo. — Indipendentem ente poi dai
confronti suddetti si crede opportuno di far o sse rv a re , che se al s o ­
pravanzo di cassa d i ......................................................... L. 48,676.49
si aggiungono le re sta n z e dei generi nei magazzini al
28 febbraio 1893 i n ............................................................... » 94,771.89
si ha che il sopravanzo am m inistrativo dell’esercizio
1892-93 cumulato con quello degli esercizi precedenti
--------------asc e se al 28 febbraio 1893 a .............................................. L. 143,448.38
P e rò le restanze dei generi in magazzino non possono mai nella
loro interezza realizzarsi, perchè buona p a rte di esse vengono som m inistrate ai coloni in conto vitto ed in conto bestiame. È vero che
le som ministrazioni in conto vitto ra p p rese n ta n o un credito per l’Am­
m inistrazione, ma codesto credito, a meno che non si verifichino a n ­
n a te di abbondanti ricolti, è difficilmente o almeno lentam ente realiz­
zabile, cosichè dell’ a m m o ntare del credito stesso, 1’ am m inistrazione
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202
può fare poco assegn am ento. In quanto poi alle somministrazioni
p er conto bestiame, la quota complessiva dei generi som m inistrati, si
trasform a in reddito dell’ industria del b’estiame, ma oltreché in que­
sto reddito lordo figurano altri elementi, che lo costituiscono, è poi
se m p re tardo a verificarsi, e dovendo p erc o rre re lo stadio di colture
o quello dell’ in gra sso , non si realizza mai nella m isura presunta.
Osservazioni generali sul resoconto dell’Am m inistrazione centrale
per l’ esercizio 1893.
5.
— Lo specchio riassuntivo del conto Cassa (allegato n. 6) è
redatto secondo lo stesso modello dell’ esercizio precedente (allegato
n. 5). Devesi soltanto prem ettere che allo scopo di far coincidere la
gestione am m inistrativa con i termini e la d urata dell’ anno civile,
si propose al Ministero, e si ottenne, che il quarto esercizio am m i­
nistrativo fosse di soli dieci mesi. P e r cui l’esposizione contabile di
codesto esercizio è relativa al periodo di tempo di soli dieci mesi,
dal 1° m arzo al 31 decem bre 1893.
U n ’ altra osservazione gen erale occorre premettere. I residui at­
tivi e passivi figurano nel resoconto come aggiun te con il bilancio
di assestam ento, perchè non erano n a tu ra lm e n te accertati nel mo­
mento della redazione del preventivo ; nè potevano figurare in que­
sto preventivo i residui dell’esercizio 1891-92, perchè quel resoconto
e ssendo stato riferibile alla sola annualità, non lasciò iscritti residui
p e r gli esercizi futuri.
Dallo specchio riassuntivo dell’ allegato n. 6 em erge, come l’ ec­
cedenza attiva dell’esercizio, sia ra p p re se n ta ta da lire 54,812.56 co­
stituita dal resto di c a ssa di lire 11,760.47 e dall’ eccedenza attiva
dei residui in lire 43,052.09.
I
residui attivi a ppartenenti agli esercizi anteriori a quello a cui
si riferisce il resoconto contribuirono non solo a form are il so p ra ­
vanzo di cassa, m a a sopperire eziandio alle necessità dell’a nnualità,
ciò che ebbe a verificarsi p e r una som m a di lire 65,587.63. E que­
s to a vvenne p e r le stesse ragion i esposte a riguardo del resoconto
antecedente.
Ponendo ora in confronto nella p arte attiva, la som m a definitiva
proveniente dal bilancio preventivo e da quello di assestam ento, con
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203
la cifra dell’ incasso realizzato e da realizzarsi, si ha una differenza
d ’ introito in meno del preventivo di lire 138,495.97.
Questo incasso in meno si dovè per quanto r ig u a rd a i generi alle
identiche ragioni esposte pel resoconto antecedente ; e p e r lire 65,000
ad una cifra figurativa, perchè, come si verifica anche nella p a rte
passiva, fu p e r e rro re stanziata d,i nuovo, a bilancio, la som m a di
lire 65,000, m entre figurava già sui residui esistenti al 1° m arzo 1893.
*
A co rreg g e re l’e rro re si dovè n a tu ralm en te elim inare siffatta ci­
fra o dai residui o dall’annualità e da ciò il conseguente incasso in
meno.
Ponendo in confronto nella parte passiva, la risultanza finale
delle spese, con il totale spese rappresentato nel bilancio preventivo
ed in quello di assestam ento si ha, che si spesero in meno lire 93,916.40
di cui per lire lire 65,000 valgono le ste sse ragioni testé esposte
nella parte attiva. Ora dall’introito minore, sottraendo l’esito minore,
si ottiene una differenza finale di incasso, che ascende a lire 44,579.57.
P e r tal guisa l’ economia nelle spese realizzata nell’ annualità
compensò in g r a n p arte la notata differenza d’ introito e la rid u sse
ad u n a cifra, che trovasi costituita dalle prestazioni dei generi e dal
fatto non prevedibile del sem pre crescente rinvilìo dei prezzi dei
principali generi di produzione.
Residui. — In ordine ai residui si osserv a che l’ am m on tare
delle som me da incassare, esclusivam ente dell’annualità, ascendevano
a ..................................................................................................L. 97,358.44
di contro ad una somma restata a pagarsi, pure escluvam ente dell’ annualità, d i ................................................... » 81,104.94
e perciò u n ’ eccedenza attiva dell’ annualità di . . .
a cui aggiungendo l’eccedenza dei residui restati a n ­
cora a riscuotersi, provenienti dall’ esercizio 1892-93
e retro, d i ....................................................L. 33,424.89
su quelli restati ancora a p agarsi del­
l ’esercizio 1892-93 e retro . . . .
»
6,626.30
---------------
L.
16,253.50
L.
26,798.59
si h a u n ’eccedenza attiva d i .............................................. L.
Università degli studi di Perugia
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43,052.09
204
O ra se da questa eccedenza attiva dei residui,, alla fine dell’ e­
sercizio 1893 i n ..................................................................... L . 43,052.09
si so ttrae l’eccedenza attiva che risu ltav a al 28 feb­
b raio 1893 i n .......................................................................... ” 33,645.90
si ha che l’eccedenza attiva dei residui dell’esercizio
--------------1893 superò quella dell’esercizio precedente d i. . . L .
9,406.19
Resto di cassa. — Il resto di cassa al 28 febbraio 1893 ascen­
dev a a
...................................................................................... L. 15,030.59
m en tre quello al 31 decem bre 1893 ascendeva a . .
» 11,760.47
e quindi si ha una differenza in m eno di
. . . .
L.
3,2/0.12
L ’am m o n tare di q uesta dim inuzione nel resto di c a ssa , in con­
fronto con l’esercizio precedente, trovasi com pensata, com e si vedrà,
d a una m aggiore re sta n za di g en eri in m agazzino.
R estanza generi. — Dal resoconto non app arisce la re stan z a
dei g en eri in m agazzino alla fine dell’ esercizio 1893. C onseguente­
m ente questo elem ento am m inistrativo, che non in te re ssò la cassa,
vien e qui ap p resso rip ortato.
L a re sta n z a dei g eneri in m agazzino alla fine dell’esercizio 1893
ra g g iu n g e v a ................................................................................ L. 100,051.91
m en tre quella risu ltan te alla fine dell’esercizio 1892-93
ascen d ev a a
..........................................................................
94,771.89
e quindi u n a re sta n z a m aggiore di generi in m agaz--------------zino, in confronto con quella dell’esercizio precedente di L.
5,280.02
In conclusione dai dati suesposti chiaro ap p arisce, come le con­
dizioni dell’ esercizio 1893 si trovino in confronto con quelle dell’ e ­
sercizio p recedente :
1.° M aggiori
p e r u n ’eccedenza di residui attivi i n .............................L .
9,406.19
p e r un aum ento di g eneri in m agazzino in . . .
.
»
5,280.02
e perciò p e r u n totale di
. . .
...................................L-
14,686.21
•
2.° M inori
p e r una dim inuzione di resto di cassa in
. . . .
e m igliorate quindi com plessivam ente p e r la som m a di
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»
3,270.12
L.
11,416,09_
205
E questo miglioramento si ottenne non ostante molte opere di
bonifica compiute nella parte fondiaria, terreni e fabbricati, molte
migliorìe a g rarie , tanto relative alle colture, quanto alla meccanica
a g ra ria ed all’allevamento del bestiame, sebbene la durata dell’e se r­
cizio fosse di soli dieci mesi, e non ostante il rinvilìo dei prezzi dei
generi di m aggiore importanza, la di cui vendita ra p p re se n ta per
q u e s t’am m inistrazione il m aggiore cespite di entrata.
Indipendentemente poi dai confronti suddetti si crede oppor­
tuno di far osse rva re che se al sopravanzo dell’ esercizio 1893
i n .................................................................................................. L. 54,812.50
si aggiungono le restanze dei generi in m agazzino al
31 decembre 1893 i n ............................................................... » 100,051.91
si ha che il sopravanzo am m inistrativo dell’esercizio
1893, cumulato con quello degli esercizi precedenti,
--------------a sc ese al 31 decem bre 1893 a ........................................ L. 154,864.47
Osservazioni generali sul resoconto dell’Am m inistrazione centrali
per l’esercizio 1894.
6.
— Lo specchio riassuntivo del co nto-cassa (allegato n. 7) è
redatto secondo lo stesso modello dei due ultimi esercizi precedenti.
Devesi soltanto prem ettere che figurano nel preventivo di questo
esercizio i residui determinati colla chiusura del resoconto dell’ e se r­
cizio 1892-93; perchè quando fu redatto il preventivo pel 1894, non
poteva esse re chiuso il consuntivo del 1893, e quindi l’impossibilità
di farvi figurare residui, che a questo esercizio si riflettevano.
Dei residui del 1892-93 una parte vennero poi estinti du ra n te l’e­
sercizio 1893, quindi la necessità di eliminarli dal bilancio per il 1894,
p er mezzo della colonna « dim inuite ». Colla chiusu ra poi del con­
suntivo dell’ esercizio 1893 risultarono residui appartenenti all’a n n u a ­
lità dell’ esercizio stesso, da ciò la necessità di aggiungerli al p re ­
ventivo, nella colonna « aggiunte ».
Dallo specchio riassuntivo dell’ allegato n. 7 em erge, come l’ ec­
cedenza attiva dell’ esercizio sia rappre se nta ta da lire 23,042.33, costi­
tuita dal resto di cassa di lire 4,132.79 e dall’eccedenza attiva dei r e ­
sidui in lire 18,909.54.
I residui appartenenti agli esercizi anteriori a quello a cui si
15
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206
riferisce il resoconto, contribuirono non solo a fo rm are il resto di
c assa, ma a sopperire eziandio alle necessità dell’annualità, ciò che
ebbe a verificarsi p e r una som m a complessiva di lire 84,254.41.
Ponendo ora in confronto nella p a rte attiva, la somma definitiva
proveniente dal bilancio preventivo e da quello di assestam ento, con
la cifra dell’ incasso realizzato, si ha una differenza d ’ introito in
m eno del preventivo di lire 100,137.51. E questo avvenne per le
ste sse ragioni esposte a rigu ard o dei resoconti antecedenti, a g g iu n ­
gendosi che per la scarsezza delle raccolte dell’ a n na ta , vennero di
molto diminuiti gl’ incassi sui generi nel secondo sem estre.
Il minore incasso si dovè pure per lire 65,000 al fatto, che, es­
sendosi addivenuti nel 1894, ad una convenzione con il ra p p re se n tan te
degli ex usufruttu ari per la tacitazione dei diritti di usufrutto nella
som ma complessiva, com prese le spese di registro, di lire 60,621.26,
da p agarsi in due rate, un a nel 1894^ l’a ltra nel 1895, p arv e al Mi­
nistero più opportuno e conveniente, che siffatto pagam ento si effet­
tu asse con i sopravanzi degli anni precedenti, di quello che col con­
tr a r r e un mutuo a breve od a lunga scadenza. Negli esercizi precedenti,
quando i sopravanzi non permettevano u n ’applicazione così forte di
somma da co rrispondere alla tacitazione dei diritti di usufrutto, si
era invece pensato di co n tra rre allo scopo u n m u tu o ; tantoché l’im­
porto di esso trovasi bilanciato in tre annate, unitam ente alla quota
di am m ortam ento p e r capitale ed interessi.
Ponendo ora in confronto nella p arte passiva la risultanza finale
delle spese, con il totale sp ese rappresen tato nel bilancio preventivo
ed in quello di assestam ento, si ha che si spesero in meno lire 68,725.94,
di cui lire 65,000 sono dovute all’ eliminazione della partita corrispon­
dente, in conseguenza della tacitazione dei diritti di usufrutto, con
mezzo diverso da quello, prim a proposto, della contrattazione di un
mutuo. Ora, dall’ introito minore sottraendo 1’ esito minore, si ottiene
u n a differenza totale di incasso di lire 31,411.57. P e r tal guisa l’econo­
mia nelle spese realizzata nell’ a nn ualità compensò in g ra n parte la
notata differenza in principio e la ridu sse ad una cifra, che trovasi
costituita in parte dalle prestazioni dei generi, in parte dalle sc a rs e
raccolte.
R esidui. — In ordine ai residui si osse rv a che il m ontare
delle som me da incassare, esclusivam ente dell’ annualità, ascende-
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207
■va a ............................................................................................L.
di contro ad una somma re sta ta a pagarsi, pure esclu­
sivam ente d e ll'a n n u a lità , d i ..............................................»
e perciò u nJ eccedenza attiva deH’annualità di
a cui, aggiungendo l’ eccedenza dei residui restati a n ­
cora a riscuotersi, provenienti dall’ esercizio 1893 e
re tro d i ......................................................... L. 31,199.13
su quelli restati a pagarsi dell’ e s e r­
cizio stesso 1893 e retro in . . .
» 22,450.96
---------------
17,941.40
7,780.03
»
10,161.37
»
8,748.17
si ha u n ’ eccedenza attiva d i .............................................. L.
18,909.54
Ora, se dall’ eccedenza attiva dei residui, che risultava alla fine
dell’ esercizio 1893 i n ......................................................... L. 43,052.09
si sottrae l’ eccedenza attiva al 31 decembre 1894 in
» 18,909.54
si h a che 1’ eccedenza attiva dei residui dell’ esercizio
1894 diminuì su quella dell’ esercizio 1893 di . . .
L. 24,142.55
R e s t o d i c a s s a . — Il resto di cassa al 31 decembre 1893 ascen­
deva a ...................................................................................... L. 11,760.47
m entre quello al 31 decembre 1894 ascendeva a .
»
4,132.79
e quindi si ha una differenza in meno di
. . . .
L.
7,627.68
Restanza generi. — Dal resoconto non apparisce la restanza
dei generi in magazzino alla fine dell’ esercizio 1894. Conseguente­
mente questo elemento am m inistrativo, che non interessò la cassa,
viene qui appresso riportato:
La restanza dei generi in magazzino alla fine dell’esercizio 1893
r a g g i u n g e v a .......................................................................... L. 100,051.91
m en tre quella risultante al 31 decemb. 1894 ascendeva a » 49,638.77
e quindi una restanza m inore di generi con quella
--------------dell’esercizio precedente d i .............................................. L. 50,413.14
In conclusione dai dati suesposti chiaro ap parisce come le r is u l­
t a n z e finali dell’esercizio 1894 si trovino, in confronto con quelle del­
l ’esercizio precedente, realizzate in meno, per u n ’ eccedenza mi->
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208
nore di residui i n ................................................................... L.
un minor resto di cassa i n ................................................. »
una minore restanza di generi in magazzino in .
24,142.55
7,626.68
.
»
e quindi per un totale d i ....................................................... L .
50,413.14
82,183,37
Indipendentemente poi dai confronti suddetti si crede opportuno
di far osservare, che se al sopravanzo dell’ eser­
cizio 1894 i n ................................................................................L .
si aggiungono le restanze dei generi in magazzino
al 31 decembre 1894 i n ............................................................. »
23,042.33
49,638.77
si ha che il sopravanzo amministrativo dell’ eser­
cizio 1894, cumulato con quello degli esercizi prece-
----------------
denti, restò al 31 decembre 1894 uguale a . . . .
L.
72,681.10
S e non si fossero effettuate nell’ esercizio 1894 le applicazioni stra­
ordinarie, non previste in bilancio, di lire 30,711.38 a titolo di l a rata
per la tacitazione dei diritti di usufrutto, di lire 17,833.66 a titolo di
maggiore scorta di capitale a bestiame nella tenuta di S . Apollinare e
M asse (per altrettanta somma di cui si trovò nel 1892 eccedente
il capitale stesso in confronto di quello riconsegnato), il sopravanzo
amministrativo del 1894, non ostante un’ annata disastrosa sotto tutti
i punti di vista, si sarebbe elevato a lire 121,226 14.
7 . — Nel seguente specchio vengono raccolti i risultati del pri­
mo quinquennio di amministrazione :
PASSIVITÀ
ATTIVITÀ
Resto
di
ESERCIZIO
Totale
Residui
Annualità
Residui
Annualità
1S90-91 (1)
80,800 83
151,958 57
232,759 40
5,334 67 224,0S3 82
1891-92 (1)
76,934 74
164,199 43
241,134 17
3,865 83 224,759
105,911
106,802 67 103,201 42
210,004 09
1894
170,352 75 120,194 37
290,537 12 71,794
Totali L.
04 144,812
18
250,723 22 24,221
1892-93
1893
Totale
229,418 149
Cassa
3,340 91
36
228,625 19 12,508 98
52
2 3 5 ,6 9 2 '6 3
15,030 59
185,042
55
198,243 62
11,760 47
18 214,610
15
286,404 33
4,132 79
11 211,471
13,201 07
1,225,158 j 00
1,178,384 26
(1) Sono state fuse le entrate e le spese del conto speciale di Casalina con il reso­
conto dell’ amministrazione centrale (allegati 1, 2, 3, 4) per mettere in corrispondenza
questi due resoconti con gli ultimi tre. S’ intende che fu tolto dai totali entrate e spese
del conto-cassa della tenuta di Casalina, il montare dei versamenti fatti dall’ Agente al­
l ’amministrazione centrale, perché già compresi nel resoconto di questa.
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209
Il totale delle attività del quinquennio è ra p p r e ­
sentato dalla somma d i ....................................................L 1,225,158.—
Al totale suddetto, togliendo il m ontare dei resti di
cassa dei primi quattro esercizi, perchè vi figurano due
volte (una nel totale degl’ incassi, u n ’altra nei resi­
dui al principio dell’esercizio seguente) eguale a . . »
43,640.95
*si ottiene l’incasso effettivo del quinquennio in . . L. 1,182,517.05
Dal totale dell’incasso togliendo quello delle spese
p agate net quinquennio., ascendente a .............................» 1,178,384.26
si ha il resto di cassa alla fine del quinquennio,
4,132.79
ascendente a .......................................................................... L.
Però, come si osservò in altra parte di questa relazione, il so p ra ­
vanzo am m inistrativo risultante alla fine del quinquennio è costituito,
oltre che dal resto di cassa suddetto, dall’eccedenza attiva dei resi­
dui in lire 18,909.54 e dalle restanze di magazzino in lire 49,638.77,
quindi p e r un totale di lire 72,681.10.
Lo specchio seguente pone in rilievo le somme prelevate dai
residui per sopperire ai bisogni delle singole annualità, riflettendo
che *F am m inistrazione nei primi sei mesi di ogni anno deve di ne­
cessità vivere coi residui dell’esercizio precedente, finché i nuovi
raccolti non giungono a provvedere ai bisogni dell’ annualità :
ANNUALITÀ
Eccedenza
ESERCIZIO
Incassate
passiva
Pagate
Restanza
di generi
alla line dell’esercizio
SU PER A N O
le spese
i residui
77
224,083
82
72,125
25
73,531
83
1,406
58
1891-92
164,199 43
224,759
36
60,559
93
124,825
34
64,265
41
1892-93
245,483 95
290,060
21
45,486
26
94,771
89
49,285 63
»
| »
1893
200,559
86
266,147
49
65,587
63
100,051
91
34,464
28
»
] »
1894
138,135 77
222,390
18
84,254
41
49,638
77
1890-91 1)
191,958
>
*
»
| »
! »
34,615 164
Dallo specchio medesimo si rileva, che bastarono non solo a loro
stesse le prime quattro annualità, ma altresì lasciarono alla fine, una
eccedenza di generi in magazzino, che aumentò il sopravanzo esi(i) Si noti che i generi esistenti in magazzino nell’atto della presa di possesso, ascen­
devano a lire 72,419.05.
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210
stente al principio di ogni esercizio. L a quinta annualità soltanto
non bastò a sè stessa ed i residui concorsero alle necessità della
gestione con la somma di lire 34,615.64. Questo risultato si dovè
a scarsissim e raccolte dei prodotti a g ra ri, al rinvilìo sem pre cre ­
scente nel prezzo dei generi, ai bisogni strao rd in ari, in cui l’amm i­
nistrazione si venne a trovare per v enire in aiuto ai coloni dipen­
denti, in un anno di mancati o fallili raccolti, e finalmente al fatto
che si provvide coi fondi di c a ssa all’estinzione parziale di un onere
patrimoniale, qual’ è quello del pagam ento dei diritti per l’usufrutto.
Infatti quest’ultima cagione influì sensibilm ente sul m on tare
dei residui applicati all’annualità, poiché la quota pagata nel 1894, a
saldo della prima rata per tacitazione dei diritti di usufrutto, ascese a
lire 19,853.20, cosicché la prestazione complessiva dei residui all’a n ­
nualità, ascendente, come sopra si è veduto, a
L. 34,615.64
» 19,853.20
dim inuita d i ....................................................................
riduce a ......................................................................................L. 14,762.44
la prestazione fatta dai residui alle occorrenze indispensabili dell’anno.
Come risulta dagli specchi delle raccolte dei principali generi
nel quinquennio, il tracollo nei prodotti scarsi dell’a n n a ta fu datq dal
mosto, la quantità del quale fu assolutam ente m eschina. E questo
triste risultato non si conobbe nella sua intierezza e non si prev i­
d ero a dovere le conseguenze che potevano derivarn e, se non che
nell’ottobre del 1894, quando il bilancio aveva già ricevuto la m aggiore
applicazione, e quando le maggiori economie non potevano più com­
pe n sare le perdite subite per i mancati raccolti.
Comunque sia, la consistenza dei residui potè far fronte non solo
alla deficienza dell’ annualità in lire 14,762.44, ma provvedere al
saldo della prim a quota dei diritti di usufrutto in lire 19,853.20, ad
a u m e n ta re il capitale patrimoniale di lire 17,833.66, per aggiunta di
sc o rta bestiame alla tenuta di S. Apollinare, a lasciare, ancora in be­
neficio degli esercizi futuri, a cominciare dal 1895, una somma no ­
tevole, corrispondente a lire 72,681.10.
A dim ostrare le condizioni assolutam ente disastro se dell’ an nata
1894 valgano i due specchi seguenti, che riassum ono la quantità e
il valore delle raccolte per i generi principali di produzione, tanto
nella tenuta di Casalina per tutto il quinquennio, quanto in quella
di S. Apollinare p e r il triennio ultimo.
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I. — Stato
nel quinquennio 1890-94
e loro ammontare a prezzo di magazzino.
riassuntivo delle raccolte annuali dei principali generi prodotti nella tenuta di Casalina
211
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212
II. — Stato riassuntivo delle raccolte annuali dei generi prodotti
• nella tenuta di tS. Apollinare nel triennio 1892-94 e loro am ­
montare a presso di magazzino.
18 9 4
18 9 3
18 9 2
GENERI
Importo
Quantità
Grano. . . . El. 524 955
G ranturco . .
»
Olio
>
. . . .
Mosto. . . .
Imp. ann. L.
170
26
Im porto
Quantità
Quantità
Im porto
8,399128 Et. 624
90
9,998 40
383
10
5,363 40
445
35
3,650 80
212
74
1,701,92
10 179S
971 89
4 14S9
373 40
1,872 86 »
■j
>
4 5264
234
30
408 28 »
2,797 30 >
135
13,477 72
84
1,833 84
16,454 93
53
21
1,596| >
9,034|72
Reddito medio. — Dai risultati della gestione del quinquennio
1890-95 possono dedursi elementi utili per stabilire il reddito medio
ann uo della Fondazione, sul quale poter fare gli opportuui asseg nagnam enti per l’ avvenire.
I dati seguenti si riferiscono ai cespiti di attività a n n u a le :
Tenuta di C a s a lin a ....................................................
L. 110,000.—•
Idem di S. A pollinare....................................................»
20,000.—
Vigneto e terre a m ano propria presso P erugia.
»
2,500.—
Indu stria della cantina in P e r u g i a ....................... »
4,000.—
Tenute e terren i diversi in affìtto.............................»
13,065 —
Affìtto di un frantoio da olive, e di una piccola
casa in P e r u g i a .....................................................................»
270.—
Interessi sui titoli di c r e d i t o .................................. »
353.40
Idem sui censi a t t i v i ................................................... »
1,067.72
Attività a n n u a m e d i a ....................................................L. 151,256.12
Di contro all’ am m on tare presunto di codesta attività media a n ­
n u a , sta l’ am m ontare della passività, che può dividersi in due titoli
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213
d iv ersi: il prim o relativo agli oneri dell’am m inistrazione, fissi ed in­
variabili, .il secondo relativo ad attribuzioni di spese stabilite per
approssim azione o soggette p er loro n a tu ra a variazioni.
T
itolo
I.
C anoni, censi, oneri diversi p e rp e tu i....................... L .
C ongrue alle p a r r o c c h ie ..............................................»
M onum ento n a z io n a le ....................................................»
Officiatura del tem pio, legati p i i ............................. »
12,524.06
9,655.41
4,500.—
2,120.80
L.
28,800.27
T i t o l o II.
Im p o ste ................................................................................L- 40,000.—
Pensioni ai m onaci su p erstiti (legge 10 luglio 1887)
»
1,600.—
A ssegni v i t a l i z i ............................................................... »
1,400.—
A ssicurazione contro i danni degl’ incendi. . .
»
700.—
R iparazioni nei fondi ru stici, su lla base del 4 °/0
del reddito presu n to , q del reddito ricavabile dallo af­
fitto, come viene stabilito per la tassa di m anom orta.
R eddito p r e s u n t o .................................. L. 132,500
»
certo, p er affitto . . . .
» 13,065
Totale
. . . .
L. 145,565 al 4 "/. 5,822.60
R iparazioni p er i fabbricati sulla base del 15 "/<,
del reddito im ponibile, co nsiderato (come per la tassa
di m anom orta) nel m ontare di lire 4,523 ....................... »
678.45
R iparazioni a tre opifici (frantoi da olive) sulla
base del 30 •/• del reddito im ponibile di lire 600 (co­
m e p er la tassa di m a n o m o rta )........................................»
180.—
M anutenzione n orm ale delle sponde del T evere
nella tenuta di C asalina, nonché delle sponde del N e­
sto re in ten u ta di S. A p o llin a re ........................................ »
3,500.—
S pese di am m in istrazio n e (personale, offici) . . » 15,000.—
S pese di conduzione delle te rre a m ano pro p ria
»
5,000.—
L.
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73,881.05
214
Riassunto.
Titolo l.° — Oneri i n v a r i a b i l i .................................. L. 28,800.27
»
2.° — Oneri presunti o v ariabili. . . . »
73,881.05
Totale della passività a n n u a .................................. L. 102,681.32
Deducendo ora dal m ontare dell’ attività media
a n n u a i n ...................................................................................... L. 151,256.12
il m ontare della passività ann ua i n .............................» 102,681.32
si ha la differenza i n ......................................................... L. 48,574.80
che ra p p re se n ta il reddito medio annuo, netto, della Fondazione
a g ra ria .
M entre questo reddito ra p p re sen ta il risultato della parte ordi­
n a ria a nnu ale dell’ am m inistrazione, si verificano d ’ altro lato dei
cespiti stra o rd in a ri di attività, che, aum entando il reddito suddetto,
possono m igliorare le condizioni dell’am m inistrazione medesima. Que­
sti cespiti stra o rd in a ri però, non possono per loro natura e sse r te­
nuti in conto nello stabilire il reddito medio della F ondazione; con­
seguentem ente, si mette in vista la possibilità di ottenerli, ma non
se ne tiene calcolo tra gli elementi normali della rendita stessa.
L a rendita netta media dell’annualità, ascendente come sopra si
è veduto, a lire 4-8,574.80, avrebbe dovuto o rm are un sopravanzo
alla fine del quinquennio di quasi 250,000 lire. Deve però riflettersi
che l’applicazione dei mezzi disponibili è stata nel quinquennio di
molto superiore alla norm ale, ed i bisogni straordinari, imprevisti
ed imprevedibili, diminuirono sensibilmente il sopravanzo, che in
condizioni normali del patrimonio sareb be stato presumibile di avere.
A dimostrazione di ciò basti il con siderare la seguente nota di spese
verificatesi per i corrispondenti titoli nel quinquennio, titoli che non
figurano nelle passività normali, o se vi figurano, richiesero appli­
cazioni m aggiori di fondi. Si com prenderà facilmente da codesto
esam e come in circostanze anormali deH’am m inistrazione non si po­
teva ottenere quel sopravanzo, che dal reddito medio annuale si sa­
rebbe potuto dedurre.
Le applicazioni strao rdinarie di somme verificatesi nei cinque
esercizi, il di cui m ontare ha concorso a dim inuire notevolmente il
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215
sopravanzo alla fine del quinquennio, possono rip a rtirsi nelle tre se­
guenti categorie :
— Eccedenza di talune spese di carattere ordinario.
a) L av o ri al T evere. E ccedenza di spese sul m ontare com­
C a t e g o r i a 1 .»
plessivo delle cinque a n n u alità (3,500 X 5 = 17,500) in
b) S pese di m anutenzione nella proprietà fon­
d iaria. E ccedenza di sp ese sul m o ntare com plessivo
delle cinque an n u alità (6,281.01 X 5 = 31,405.05) in
Totale
.
.
.
.
L.
16,415.52
»
16,488.87
L.
32,904.39
— Spese di carattere straordinario.
a) P rim a quota p ag ata p er la tacitazione dei diritti d ’ u su -
C a t e g o r i a 2.®
f r u t t o ...........................................................................................
L.
30,711,38
»
10,641.21
»
»
»
))
23,000.—
36,628.30
53,270.—
5,422.18
b) A m m ontare dei debiti lasciati dagli ex u su ­
fruttuari .........................................................
c) S pese ab b iso g n ate p er rim ettere in condi­
zione di norm ale m anutenzione le chiese ed i fabbri­
cati p arrocchiali e p e r fo rn ire le prim e degli arred i
sacri o c c o r r e n t i ...................................................
et) M antenim ento del riform atorio per otto m esi
e) Scuola e convitto a g ra rio per quattro anni
f ) Spese abbisognate per la presa di possesso
Totale
. . . .
L. 159,673.07
C a t e g o r i a 3 .8 — Spese relative ad aumento di capitale p a tr i­
moniale.
a) A um ento di capitale a bestiam e nella tenuta di S. Apolli-
n a re e M a s s e ..........................................................................
b) M acchine a g ra rie ed en o tecniche; attrezzi
diversi, vasi vin ari, recipienti en o te cn ic i.......................
c) A pparecchi, u tensili di laboratorio e libri .
d) M o b i l i .....................................................................
e) Bonifici diversi alla pro p rietà fondiaria
T otale
. . . .
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L.
17,833.66
#
»
»
12,800.—
1,600.—
3,000.—
37,495.03
L.
72,728.69
ìi
216
Ora l’ importo delle somm e di queste tre categorie, ascen­
de a ........................................................................................... L*. 265,306.15
e questo cumulato con il sopravanzo effettivo alla
fine dell’esercizio 1894 i n ..............................................»
72,681.10
dà una
da cui,
generi
perchè
som m a d i ............................................................... L. 337,987.25
sottraendo il m ontare del fondo di cassa e dei
di m agazzino trovati alla pre sa di possesso,
estraneo alle rendite del quinquennio, in .
»
80,800,83
si ottiene una la risultanza d i ........................................ L. 257,186.42
che rap presen tereb be il sopravanzo del quinquennio, se le diverse
categorie di spese di sopra indicate, non ne avessero richiesto una
forte applicazione.
Questo sopravanzo non si allontana di molto da quello che risul­
terebbe prendendo cinque volte la rendita netta media delle annualità,
ascendente a lire 242,874.00.
8 . — 11 risultato ultimo del resoconto am m inistrativo 1894 dà
un sopravanzo di lire 72,681.10; se a questo si aggiun ge il s o p ra ­
vanzo minimo di lire 30,000, che si ha fiducia di ottenere dall’e se r­
cizio 1895, si forma un totale di lire 102,681.10, che costituirà l’ecce­
denza attiva alla fine dell’ esercizio 1895. Da questa eccedenza attiva,
che possiamo r id u rre alla cifra rotonda di lire 100,000, bisogna però
d e tra rre la somma di lire 30,000, che restan o a p agarsi nel 1895 per
la tacitazione dei diritti di usufrutto, quindi una restanza disponibile
attiva non im pegnata di lire 70,000. Ammettendo pure che si debba
a p rire l’ istituto a g ra rio nel novem bre 1895, la cifra disponibile suddetta
di lire 70,000 potrebbe ripartirsi in u n fondo norm ale per il m anteni­
mento dello istituto, corrispondente a lire 30,000, com’è stabilito ripe­
tutamente nei bilanci di previsione del M inistero di agricoltura, indu­
stria e commercio, (vedi pag. 192), ed in un fondo straordinario, occor­
ren te per l’impianto dello istituto medesimo, eguale a lire 40,000. Con
ciò verrebbe esaurito ogni sopravanzo am m inistrativo degli esercizi
precedenti a tutto il 1895; m a si avverta, che, m entre il fondo straordi­
nario potrebbe esse re impiegato entro l’esercizio c orrente 1895 (am­
mettiamo anche nella sua intierezza, m entre è presumibile che abbisogni
in meno) la cifra di lire 30,000, la quale resterebb e im pegnata nell’eser­
cizio 1895, non sa reb be usufruita, se non che per l’ aliquota corrispon­
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dente a due soli mesi dell’esercizio in corso, per dieci mesi nell’esercizio
successivo. Con ciò si avrebbe il vantaggio negli esercizi futuri d 'im p e ­
g n a r e sem pre in antecedenza la som m a occorrente per il m a n te n i­
mento dello istituto, ponendo così questo stanziam ento al riparo
dalle oscillazioni, che potrebbero derivare, sia dai mancati o falliti
raccolti dell’ anno avvenire, sia dal rinvilìo del prezzo dei generi di
magazzino. Sarebbe insomma 1’ esercizio precedente, che farebbe
fronte con l’impegno annuo di lire 30,000 all’esercizio successivo,
p e r il norm ale m antenim ento dello istituto agrario.
Credesi opportuno di notare ancora, che la previsione sul reddito
dell’esercizio 1895 in lire 30,000 è state presa nella cifra minima, a p ­
punto per rim a n e re nella certezza della realizzazione. Ogni eccedenza
sopra questa cifra, costituirà del resto un sopravanzo attivo a v a n ta g ­
gio dell’esigenze degli esercizi futuri. Ed è bene rilevare, che, salvo
casi fortuiti ed imprevedibili, la proprietà della Fondazione a g ra ria
trovasi ora in condizione di norm ale m anutenzione; co nseguentem ente
non richiede più quegli stanziam enti onerosi, che addìmandò ai bi­
lanci decorsi e che furono necessari per ricondurla alle condizioni
normali, in cui attualmente si trova. E bene rilevare che gli oneri
stra ordina ri, che si a ggiunsero agli ordinari in questi primi cinque
anni di esercizio, sono quasi totalmente eliminati, e che, sebbene le
passività ordinarie sieno grav osissim e, pure p e r le condizioni in cui
oggi si trovano stabilite, rap p re se n tan o e ra p p res e n te ra n n o una cifra
costante, al riparo di quei sovraccarichi, che finora v ennero a v eri­
ficarsi e che oberarono 1’ am ministrazione. Conseguentem ente le con­
dizioni attuali di questa fanno ritenere :
1.° che sulla base del sopravanzo am m inistrativo esistente e
su quello che a n d r à a verificarsi nell’ esercizio in corso, si può
senza dubbio alcuno provvedere fin d ’ora allo im pianto ed al primo
anno di m antenim ento dell’ istituto a g r a r i o ;
2.° che le migliorate condizioni della proprietà fondiaria, p e r­
m etterann o di economizzare, come già si è verificato, quelle forti
spese, le quali abbisognarono nei primi esercizi non solo per m ettere
la proprietà stessa in condizioni di n orm ale m anutenzione, m a p e r
far fronte alle nuove e g ra v o se passività, che si manifestarono nei
primi anni di funzionamento della Fondazione. Con ciò s a rà possi­
bile di destin are siffatte economie ad opportuni stanziam enti p e r opere
di bonificazione o p e r aumento di capitale patrimoniale.
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.218
3.° che le cure incessanti, che l’am m inistrazione impiega ed
im piegherà, p e r favorire l’aumento del reddito nei possessi dipen­
denti, m iglioreranno sem pre più le condizioni economiche della F o n ­
dazione, e perm etterann o tra non molto di disporre annualm en te a
beneficio dello istituto a grario, di un aiuto anche più considerevole di
quello in antecedenza indicato.
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CONCLUSIONE
1.° L e condizioni della presa di possesso del patrimonio ex a b baziale di S. Pietro in P erugia, destinato per legge ad un istituto
a g ra rio , si verificarono il 26 febbraio 1890. L e ragioni tutte determ i­
nanti questa pre sa di possesso da parte del Governo, furono dimo­
stra te nel Proemio.
2.° La presa di p ossesso risultò laboriosa e contrastata da
non poche difficoltà e da diritti pretesi sulla proprietà. Nel capi­
tolo I, ove sono indicate particolareggiatam ente tutte le relative
operazioni, e le circostanze nelle quali i fatti medesimi si compierono,
fu posto in rilievo lo stalo patrimoniale, allora rivelatosi, dell’ex Ab­
bazia, indicandone tutte le condizioni speciali delle relative dipen­
denze, anche nei rapporti esteriori del patrimonio.
3.° F r a i diritti più fortemente sostenuti stavano quelli del­
l’usufrutto, sollevati dai monaci superstiti, p e r mezzo del loro ra p ­
prese n ta nte legale. Questi diritti, di cui è speciale indicazione nel
capitolo II, furono causa di lunghe controversie giuridiche, le quali
vennero risolute solamente nel m aggio 1894, con l'a g g ra v io del p atri­
monio, passato all’ istituto a g ra rio , di oltre lire 60,000.
4.° Altra gra v e difficoltà em erse dai rapporti, che, per i mo­
naci usufruttuari, beneficiati da un a legge speciale, vennero a s t a ­
bilirsi con l’am m inistrazione del Fondo-Culto, fino a quando la legge
del 10 luglio 1887 determinò la destinazione del patrimonio, goduto
dagli usufruttuari, ad un istituto agrario. Nel lungo periodo di tempo,
per il quale si m antenne in vigore la concessione di godimento del
patrim onio ai monaci, questi ricorsero di sovente al Fondo per il
Culto, im plorandone soccorsi, sotto forma di prestili. Donde segui­
rono questioni parecchie con l’am m inistrazione stessa del F on do
p er il Culto; le quali, rim aste irresolute al m omento della p resa
■di p o sse ss o , crearono seri imbarazzi alla nuova am m inistrazione
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p e r essere portate a compimento. P e r ia m aggiore parte le contro­
versie medesime furono risolute nel 1893. Nel capitolo III fu data
r a g io n e particolare delle relative condizioni, come delle conseguenti
risoluzioni, i n conseguenza delle prestazioni fatte dal Fondo per il
Culto il patrimonio dell’ ex Abbazia diminuì di lire 43,074.85.
5.° 11 fatto della dipendenza dal patrimonio ex abbaziale di 19
parrocchie determinò una serie lunghissim a di contestazioni, di litir
e di trattative laboriose, per giungere ad un assestam ento definitivo,
affrancando le parrocchie m edesime da tale dipendenza, con un o n e re
costante sul bilancio dell’istituto. Questo assestam en to si verificò
g ra d u a ta m e n te per le diverse parrocchie, come è dimostrato nel ca­
pitolo I V ; avendo grav alo nel decorso quinquennio le rendite del pa­
trimonio stesso, di considerevoli passività straord in arie. Oggi non ri­
m ane che p assare al sub-economato otto delle diecinove parrocchie,
già dipendenti dall’ ex Abbazia.
6.° P e r disposizione di legge l’ istituto a g ra rio ebbe a n c h e
l ’obbligo di provvedere alla conveniente custodia del M onumento­
nazionale, annesso al fabbricato dell’ex Abbazia in P erugia. Le mo­
dalità relative alla conservazione, alla m anutenzione e alle riparazioni
ordinarie e stra o rd in a rie del M onumento sono indicate nel capitolo V.
Molti lavori furono attivati, altri sono in corso.
7.° Nella presa di possesso, passato alla dipendenza d e ll'isti­
tuto d ’istruzione ag ra ria il riformatorio di corrigendi, che, con alcuni
allievi liberi, formava la colonia agricola, istituita dai monaci, furo­
no presi accordi presso il Ministero de ll'interno, per la eliminazio­
ne del riformatorio medesimo, trattenendo il limitato numero dei gio­
vanetti liberi beneficiati, a nucleo del convitto da annettersi all’ isti­
tuto ag rario. 11 convitto venne ordinato didatticamente a corso infe­
rio re di scuola enologica, e conservato in tali condizioni finché, pei
ristre tto nu m ero dei giovani si riconobbe la convenienza di non con­
tin u a rn e il mantenim ento. Nel capitolo VI si è data dim ostrazione
particolareggiata del cessato riformatorio e della esistenza tempo­
ranea del convitto agrario.
8.° In attesa che l’ istituto a g rario fosse in regolare esercizio
si curò di concorrere all’incremento dell’agricoltura con opera in se ­
gnativa, con sperienze diverse e con industrie speciali. Quanto fu
operato in questo indirizzo trovasi esposto nel capitolo V II.
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9.° La constatazione della proprietà fondiaria, quale indicala
alla presa di possesso, rivelò le condizioni generali del patrimonio.
Queste si affermarono, per molta parte, relativam ente sconfortevoli,
tanto negli stabili u rbani quanto negli stabili ru stic i; ed ebbero r i ­
chiesti solleciti provvedimenti, per riparazioni indispensabili e costose.
Nel capitolo Vi l i sono indicati p articolareggiatam ente lo stato patri­
moniale, i provvedimenti presi, i lavori eseguiti.
10.° Di tutte le aziende a g ra rie della Fondazione, più im por­
tante, p er ampiezza di superficie e per entità di prodotti, è quella di
Casalina. Questa, am m in istrata d ire tta m e n te , ha formato oggetto
delle cure maggiori, intese a migliorarla e ad o rd in a rn e il funzio­
nam ento utile. Quanto venne eseguito a tale fine è indicato nel c a ­
pitolo IX.
11.° N ell’ interesse di rivelare quanto fu operato relativam ente
a ll’istituto agrario, da attivarsi secondo le prescrizioni di legge, nel
capitolo X si fece la storia degli studi, che p rep araron o la devolu­
zione del patrimonio ex abbaziale a questo istituto, e che la seguirono
fino al decreto 21 gennaio 1892, per il quale fu stabilita l’ a pertura
della scuola a g ra ria medesima, con particolare indirizzo alla viticol­
tura ed alla enologia. Si notarono indi le r a g i o n i / i fatti e le nuove
proposte, che non perm isero l’attuazione del decreto stesso, e che al­
la rga rono la importanza dell’ istituto da fondarsi, nell’ intendimento
che fosse una vera e propria Scuola superiore di agricoltura.
12.° Come ultima parte di questo rapporto, nel capitolo X I, si
vollero p re se n ta re i risultati dei resoconti am m inistrativi del quin­
quennio, seguiti da apposite osservazioni e dalla rivelazione dello
stato economico al principio del 1895; constatando come oggi le con­
dizioni finanziarie della Fondazione per l’ istruzione a g r a ria in P e ­
ru gia, poste in più regolare assetto, e liberate dalle maggiori passi­
vità patrimoniali, possano, anco ra meglio di prim a, consentire 1’ a t tuamento lungam ente atteso dell’ istituto agrario.
Perugia, 1» luglio 1S95.
I l regio A m m inistratore
G iu s e p p e B e ll u c c i .
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