Anno della fede Fides christianorum resurrectio Christi est Sant’Agostino ANNO XXX N.3/4 - 2012 - € 5 2012-2013 www.30giorni.it MENSILE SPED. ABB. POST. 45% D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/04 N.46) ART.1, COMMA 1 DCB - ROMA. In caso di mancato recapito rinviare a Ufficio Poste Roma Romanina per la restituzione al mittente previo addebito. ISSN 0390-4539 nella Chiesa e nel mondo Diretto da Giulio Andreotti «Sono molto contento che 30Giorni faccia una nuova edizione di questo piccolo libro contenente le preghiere fondamentali dei cristiani maturatesi nel corso dei secoli. A questo piccolo libro auguro che possa diventare un compagno di viaggio per molti cristiani». dalla presentazione del cardinale Joseph Ratzinger del 18 febbraio 2005 (eletto Papa il 19 aprile 2005 con il nome di Benedetto XVI) CHI PREGA SI SALVA Il piccolo libro, di cui 30Giorni ha già distribuito centinaia di migliaia di copie, contiene le preghiere più semplici della vita cristiana, come quelle del mattino e della sera, e tutto ciò che aiuta a fare una buona confessione FORMATO PICCOLO Tascabile, misura 10,5x15 cm COSTA €1 A COPIA + spese di spedizione FORMATO GRANDE Più leggibile e adatto ad essere lasciato in chiesa sul banco, misura 13,6x19,8 cm COSTA €1,50 A COPIA + spese di spedizione EDIZIONI ESTERE in lingua portoghese, inglese, francese, spagnola, tedesca e cinese. Misura 13,6x19,8 cm COSTA €1 A COPIA + spese di spedizione È possibile richiedere copie sia dell’edizione grande che di quella piccola e delle edizioni estere telefonando al numero verde gratuito oppure scrivendo a 30GIORNI via Vincenzo Manzini, 45 - 00173 Roma o all’indirizzo e-mail: [email protected] don Giacomo Tantardini 27 marzo 1946 – 19 aprile 2012 «Veni ergo Domine Iesu... Ad me veni, quaere me, inveni me, suscipe me, porta me» «Vieni, dunque, Signore Gesù... Vieni a me, cercami, trovami, prendimi in braccio, portami» (Sant’Ambrogio, Expositio in psalmum 118) Chiesa La redazione del mensile 30Giorni nella Chiesa e nel mondo, diretto da Giulio Andreotti, annuncia la scomparsa di don Giacomo Tantardini, avvenuta nella serata di giovedì 19 aprile 2012, a Roma. Sacerdote, anima della nostra rivista insieme al senatore Andreotti che la dirige dal 1993, don Giacomo Tantardini era nato a Barzio (Lecco) il 27 marzo 1946. Battezzato il 31 marzo dello stesso anno, fu cresimato dal beato cardinale Ildefonso Schuster il 7 luglio 1953 e ricevette la prima comunione il 27 maggio 1954. Studiò Teologia nella Facoltà teologica di Milano del Seminario di Venegono. Incontrò don Luigi Giussani e fu ordinato sacerdote dal cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, il 27 giugno 1970. Nei primi anni Settanta conseguì la licenza in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha svolto la sua attività pastorale soprattutto tra gli studenti dell’Università di Roma. Incardinato nella diocesi di Roma, dal 1983 al 1997 è stato parroco di Santa Margherita Maria Alacoque a Tor Vergata e assistente ecclesiastico dell’Università di Tor Vergata. Ha insegnato alla Libera Università San Pio V di Roma, all’Università degli Studi di Padova e alla Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura – Seraphicum – di Roma. Nei primi anni Ottanta, su richiesta di giovani che si convertivano al cristianesimo, ha raccolto in un piccolo libro le preghiere più semplici della vita cristiana e tutto ciò che aiuta a fare una buona confessione. Il piccolo libro dal titolo Chi prega si salva, tradotto nelle principali lingue, viene distribuito in centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo. Il cardinale Joseph Ratzinger il 18 febbraio 2005 ne ha scritto la presentazione. In prima pagina, don Giacomo durante la presentazione del libro, edito da 30Giorni, Montini e Agostino. Sant’Agostino negli appunti inediti di Paolo VI, a Padova, il 25 novembre 2008; qui a destra, don Giacomo durante la messa solenne in occasione del suo quarantesimo anniversario di sacerdozio nella chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro, a Barzio (Lecco), suo paese natale, il 1 agosto 2010. Alla sua sinistra, l‘allora parroco di Barzio, don Alfredo Comi 4 3OGIORNI - 3/4 - 2012 3OGIORNI - 3/4 - 2012 5 Chiesa Fiducia! È la mano di Gesù che conduce tutto… Santa Teresa di Gesù Bambino Nel 2010 don Giacomo festeggiava quarant’anni di sacerdozio. Per ricordare l’evento, don Alfredo Comi, parroco di Barzio fin dai tempi in cui don Giacomo fu ordinato sacerdote, gli scrisse invitandolo, il 1 agosto di quell’anno, nel paese d’origine. Pubblichiamo la lettera di risposta di don Giacomo Roma, giugno 2010 Carissimo don Alfredo, la ringrazio contento dell’invito a ricordare il quarantesimo anniversario della mia ordinazione sacerdotale a Barzio, la prima domenica di agosto, quando nella nostra parrocchia si celebra la festa della Madonna del Rosario. Quanti ricordi traboccanti di commozione e di gratitudine al Signore rinnova la festa della Madonna del Rosario con la processione alla sera per le vie del paese! Quelle feste e 6 3OGIORNI - 3/4 - 2012 quelle processioni sono state forse il momento più lieto e più bello della mia fanciullezza. Come era bella agli occhi di un bambino l’immagine tutta d’oro della Madonna esposta in chiesa e portata in processione! Solo di recente ho saputo dalle mie sorelle che mia mamma, subito dopo il mio battesimo, davanti a quell’immagine aveva offerto alla Madonna il suo primo figlio reso, un istante prima, figlio di Dio. Quante lacrime di gratitudine ha donato alla mia vita quel gesto di mia madre. Vorrei esprimere tutto il cammino di questi quarant’anni di sacerdozio con le parole di sant’Ambrogio: «Omnia igitur habemus in Christo, omnia Christus est nobis / In Cristo abbiamo tutto, Cristo è tutto per noi». Queste parole le ho imparate a memoria nel mio seminario e già allora mi apparivano così belle. È stato il cammino degli anni, con gli incontri di grazia, la rinnovata misericordia per i poveri peccati, i miracoli, a rendere così reale, così bella, così vicina al mio povero cuore la realtà stessa che quelle parole indicano. Così, «a lode e gloria della Sua grazia con la quale ci ha graziati nel Suo Figlio diletto» (san Paolo, Lettera agli Efesini 1, 6), trascrivo le parole di sant’Ambrogio: «In Cristo abbiamo tutto. Ognuno si avvicini a Lui: chi è am- malato a causa dei peccati, chi è come inchiodato dalla sua concupiscenza, chi è imperfetto ma desideroso di progredire con intensa preghiera, chi è già cresciuto in molte virtù. Siamo tutti del Signore e Cristo è tutto per noi. Se desideri risanare le tue ferite, egli è medico; se sei arso dalla febbre, egli è fonte; se ti trovi oppresso dalla colpa, egli è giustizia; se hai bisogno di aiuto, egli è forza; se hai paura della morte, egli è vita; se desideri il paradiso, egli è via; se fuggi le tenebre, egli è luce; se cerchi il cibo, egli è nutrimento. “Gustate dunque e vedete quanto è dolce il Signore. Felice l’uomo che spera in Lui” (Salmo 33, 9)». Con rinnovati sentimenti di gratitudine e di stima, don Giacomo Non stanchiamoci di pregare. La fiducia fa miracoli. Santa Teresa di Gesù Bambino 3OGIORNI - 3/4 - 2012 7 anno XXX In copertina: L’incredulità di Tommaso, Sacro Speco, Subiaco (Roma) Sommario N. 3/4 ANNO 2012 Questo numero di 30Giorni, chiuso in redazione il 20 aprile 2012, è stato ideato, realizzato e rivisto con don Giacomo Tantardini, come sempre 3OGIORNI nella Chiesa e nel mondo Direttore Giulio Andreotti DIREZIONE E REDAZIONE Via Vincenzo Manzini, 45 - 00173 Roma - Italia Tel. +39 06 72.64.041 Fax +39 06 72.63.33.95 Internet:www.30giorni.it E-mail: [email protected] Vicedirettori Roberto Rotondo - [email protected] Giovanni Cubeddu - [email protected] Redazione Alessandra Francioni - [email protected] Davide Malacaria - [email protected] Paolo Mattei - [email protected] Massimo Quattrucci - [email protected] Gianni Valente - [email protected] Grafica Marco Pigliapoco - [email protected] Vincenzo Scicolone - [email protected] Marco Viola - [email protected] Ricerca iconografica Paolo Galosi - [email protected] Collaboratori Pierluca Azzaro, Françoise-Marie Babinet, Pina Baglioni, Marie-Ange Beaugrand, Maurizio Benzi, Lorenzo Bianchi, Lorenzo Biondi, Massimo Borghesi, Lucio Brunelli, Rodolfo Caporale, Lorenzo Cappelletti, Gianni Cardinale, Stefania Falasca, Giuseppe Frangi, Silvia Kritzenberger, Walter Montini, Jane Nogara, Stefano M. Paci, Felix Palacios, Tommaso Ricci, Giovanni Ricciardi Hanno inoltre collaborato a questo numero: il cardinale Georges Cottier, il cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, il patriarca Béchara Boutros Raï Segreteria [email protected] Ufficio legale Davide Ramazzotti - [email protected] 3OGIORNI nella Chiesa e nel mondo è una pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Roma in data 11/11/93, n. 501. La testata beneficia di contributi statali diretti di cui legge 7 agosto 1990, n. 250 Società editrice Trenta Giorni soc. coop. a r. l. Sede legale: Via V. Manzini, 45 - 00173 Roma Consiglio di amministrazione Giampaolo Frezza (presidente) Massimo Quattrucci (vice presidente) Giovanni Cubeddu, Paolo Mattei, Roberto Rotondo, Michele Sancioni, Gianni Valente Direttore responsabile Roberto Rotondo Stampa Arti Grafiche La Moderna Via di Tor Cervara, 171 - Roma Distribuzione in libreria Messaggero distribuzione srl Padova tel. 0498930922 Milano tel. 027490679 Roma tel. 0666166173 UFFICIO ABBONAMENTI E DIFFUSIONE Via V. Manzini, 45 - 00173 Roma Tel. +39 06 72.64.041 Fax +39 06 72.63.33.95 E-mail: [email protected] Dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 18,00 e-mail: [email protected] Abbonamenti Italia € 45; Europa € 60; Africa e Brasile € 25; resto del mondo € 70. Una copia € 5; una copia con libro € 6. Arretrati il doppio del prezzo di copertina Versamenti • C/C postale n. 13974043 intestato a: Cooperativa Trenta Giorni, Via V. 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Mattei Anniversari 84 La propensione della Chiesa alla memoria Intervista con il cardinale Raffaele Farina — di R. Rotondo Rubriche 18 Lettere da tutto il mondo 56 30Giorni in breve CREDITI FOTOGRAFICI Franco Capovilla: p.3; Marco Ganassa: p.5; Getty Images: pp.18,32-33, 35,48-49; Corbis: pp.18-19, 21,22,26,38; Contrasto: pp.28-29,80; Reuters/ Contrasto: pp.30-31; Lessing/Contrasto: pp.36-37; Osservatore Romano: pp.48,4849,49,50-51,53, 63,64,65,66-67,68,91,92, 95; Associated Press/ LaPresse: pp.51,52,59,80, 82,84; Per gentile concessione del Patriarcato di Antiochia dei Maroniti: pp.73,75; Archivi Alinari, Firenze. Per concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: p.78; Paolo Galosi: p.78; Immagini tratte dal catalogo Lux in Arcana. LʼArchivio Segreto Vaticano si rivela, Palombi Editore: pp.84, 85,87,88; Romano Siciliani: p.85. 3OGIORNI - 3/4 - 2012 9 Editoriale Anno della fede ANNO DELLA FEDE Fides christianorum resurrectio Christi est Come editoriale di questo numero pubblichiamo il discorso di Paolo VI ai partecipanti al Simposio sul mistero della risurrezione di Gesù, Roma, 4 aprile 1970 Gentili signori, siamo molto colpiti per le parole piene di affetto e fiducia che il reverendo padre Dhanis ci ha rivolto a nome vostro, e ringraziamo il Signore che ci dona questo incontro con specialisti altamente qualificati nel campo dell’esegesi, della teologia e della filosofia venuti a condividere fraternamente le loro ricerche sul mistero della risurrezione di Cristo. Sì, davvero ci rallegriamo molto per questo Symposium, favorito dall’amabile ospitalità dell’Istituto San Domenico sulla via Cassia e ci felicitiamo con i responsabili e tutti i partecipanti che cordialmente accogliamo qui, felici di esprimere loro, unitamente alla nostra profonda stima, la nostra particolare benevolenza e il nostro più vivo incoraggiamento. Per venire incontro alle vostre attese, vorremmo in tutta semplicità offrirvi ¬ Paolo VI in preghiera al Santo Sepolcro In queste pagine, alcuni affreschi del XIV secolo, Chiesa superiore del Sacro Speco, Subiaco (Roma); nella pagina accanto, Gesù risorto e l’apostolo Tommaso, particolare 3OGIORNI - 3/4 - 2012 11 Editoriale alcuni pensieri che ci suggerisce questo fondamentale tema della risurrezione di Gesù, da voi felicemente scelto come oggetto dei vostri lavori. 1. C’è bisogno forse, tanto per cominciare, di farvi presente l’importanza basilare che Noi attribuiamo a questo studio, al pari di tutti i nostri figli e fratelli cristiani, e, oseremmo dire, ancor più di tutti loro, dato il posto in cui il Signore ci ha collocato in seno alla sua Chiesa, quale testimone e custode privilegiato della fede? Voi ne siete fin troppo convinti! La storia evangelica non è forse tutta centrata sulla risurrezione: senza di essa, che cosa sarebbero gli stessi Vangeli, i quali annunciano la Buona Novella del Signore Gesù? Non si trova forse in essa la fonte di tutta la predicazione cristiana, a cominciare dal primo kerygma, che nasce proprio dalla testimonianza della Risurrezione (cfr. At 2, 32)? Non è forse il perno di tutta l’epistemologia della fede, senza del quale essa perderebbe la sua consistenza, secondo le parole stesse dell’apostolo san Paolo: «Ma se Cristo non è risorto, allora […] è vana la nostra fede» (cfr. 1Cor 15, 14)? Non è forse solo la risurrezione di Gesù a conferire senso a tutta la liturgia, alle nostre “Eucaristie”, coll’assicurare la presenza del Risorto che noi celebriamo nel12 3OGIORNI - 3/4 - 2012 l’azione di grazie: «Annunciamo la tua morte, o Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta» (Anamnesi)? Sì, tutta la speranza cristiana si fonda sulla risurrezione di Cristo, sulla quale si “àncora” la nostra stessa risurrezione con lui. Anzi, siamo fin d’ora risorti con lui (cfr. Col 3, 1): tutta la stoffa della nostra vita cristiana è intessuta di questa incrollabile certezza e di questa realtà nascosta, con la gioia e il dinamismo che ne derivano. 2. Inoltre, non è forse stupefacente che un siffatto mistero, tanto fondamentale per la nostra fede, così prodigioso per la nostra intelligenza, abbia sempre suscitato, insieme all’interesse appassionato degli esegeti, varie forme di contestazione in tutto il corso della storia? Fenomeno che già si manifestò quando ancora era in vita l’evangelista Giovanni, il quale ritenne necessario precisare che l’incredulo Tommaso era stato invitato a toccare con le proprie mani i segni dei chiodi e il costato ferito del Verbo della vita risorto (cfr. Gv 20, 24-29). Come non ricordare, da quel momento in poi, i tentativi, di una gnosi sempre rinascente sotto molteplici forme, di penetrare questo mistero con ANNO DELLA FEDE Le tre Marie al sepolcro ogni risorsa dello spirito umano e cercare di ridurlo alle dimensioni di categorie meramente umane? Tentazione ben comprensibile, certo, e senz’altro inevitabile, ma di cui una temibile china tende a svuotare impercettibilmente tutte le ricchezze e la portata di quello che è innanzitutto un fatto: la risurrezione del Salvatore. Ancora oggi – e non è certo a voi che Noi dobbiamo ricordarlo – vediamo questa tendenza manifestare le sue ultime drammatiche conseguenze giungendo a negare, da parte di fedeli che si dicono cristiani, il valore storico delle testimonianze ispirate o, più recentemente, interpretando in modo puramente mitico, spirituale o morale, la risurrezione fisica di Gesù. Come non avvertire nettamente l’effetto distruttivo in tanti fedeli di queste discussioni deleterie? Ma – Noi lo proclamiamo con forza – ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 13 Editoriale Gesù risorto e Maria Maddalena 14 3OGIORNI - 3/4 - 2012 ANNO DELLA FEDE è senza timore che consideriamo tutto questo, perché, oggi come ieri, la testimonianza «degli Undici e dei loro compagni» è in grado, con la grazia dello Spirito Santo, di suscitare la vera fede: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone» (Lc 24, 34-35). 3. È con questi sentimenti che Noi seguiamo con grande rispetto il lavoro ermeneutico ed esegetico che uomini di scienza qualificati come voi svolgono su questo tema fondamentale. Questo atteggiamento è conforme ai principi e alle norme che la Chiesa cattolica ha stabilito per gli studi biblici; basti qui ricordare le ben note encicliche dei nostri predecessori, la Providentissimus Deus, di Leone XIII, del 1893, e la Divino afflante Spiritu di Pio XII, del 1943, oltre alla recente costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II: non solo vi si trova riconosciuta la giusta libertà di ricerca, ma vi si raccomanda anche lo sforzo necessario di adattare lo studio della Sacra Scrittura alle esigenze d’oggi e di «comprendere in maniera esatta ciò che l’autore sacro ha voluto affermare» (cfr. Dei Verbum, n. 12). Questa prospettiva suscita l’attenzione del mondo della cultura ed è fonte di nuovi arricchimenti per gli studi biblici. Noi siamo felici che sia così. Come sempre la Chiesa si mostra custode gelosa della rivelazione scritta; e oggi si mostra animata da una preoccupazione realistica: conoscere tutto e ponderare tutto con discernimento, interpretando in modo critico il testo biblico. In tal modo la Chiesa, mentre si dota dei mezzi per conoscere il pensiero altrui, cerca di verificare quanto le è proprio e di offrire occasioni di incontri franchi e confortanti a tanti spiriti retti in ricerca. Anzi, la Chiesa stessa incontra le difficoltà inerenti all’esegesi di testi dubbi e difficili, e sperimenta l’utilità di opinioni diverse. Già sant’Agostino osservava: «Utile est autem ut de obscuritatibus divinarum Scripturarum, quas exercitationis nostrae causa Deus esse voluit, multae inveniantur sententiae, cum aliud alii videtur, quae tamen omnes sanae fidei doctrinaeque concordent» (Ep. ad Paulinum 149, 3, 34: PL 33, 644) [È utile d’altronde che a proposito di passi oscuri delle Sacre Scritture, permessi da Dio affinché fossimo indotti a esercitarci nella ricerca, s’incontrino molte opinioni, visto che alcuni vi vedono una cosa, alcuni un’altra, purché la divergenza delle interpretazioni non sia in contrasto con la sana dottrina della fede]. E la Chiesa esorta, sempre sotto la guida di sant’Agostino, a cercare le soluzioni attraverso lo studio unito alla preghiera: «Non solum admonendi sunt studiosi venerabilium Litterarum, ut in Scripturis sanctis genera locutionum sciant […], verum etiam, quod est praecipuum et maxime necessarium, orent ut intelligant» (De doctrina christiana 3, 37, 56: PL 34, 89). [Quanto agli studiosi dei testi sacri, non solo li si deve spingere a co- ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 15 Editoriale noscere i generi letterari in uso nelle Sacre Scritture […] ma anche, e ciò è la cosa principale e più necessaria, a pregare per comprendere]. 4. Ma torniamo al tema che è l’oggetto del vostro Symposium. Ci sembra che l’insieme delle analisi e delle riflessioni giunga a confermare, con l’aiuto di nuove ricerche, la dottrina che la Chiesa riconosce e professa per quanto concerne il mistero della Risurrezione. Come notava con finezza e delicatezza il compianto Romano Guardini in una acuta meditazione di fede, i racconti evangelici sottolineano «spesso e con forza che Cristo risorto è diverso da come era prima della Pasqua e dagli altri uomini. La sua natura, nei racconti, ha qualcosa di strano. Il suo avvicinarsi sconvolge, riempie di spavento. Mentre in precedenza “veniva” e “andava”, ora si dice che “appariva” “all’improvviso”, accanto ai viandanti, che “spariva”» (cfr. Mc 16, 9-14; Lc 24, 31-36). Le barriere corporee non esistono più per lui. Non è più legato alle frontiere dello spazio e del tempo. Si muove con una libertà nuova, sconosciuta sulla terra, ma allo stesso tempo viene affermato con forza che Egli è Gesù di Nazareth, in carne e ossa, quello che ha vissuto precedentemente con i suoi, e non un fantasma». Sì, «il Signore è trasformato. Egli vive in 16 3OGIORNI - 3/4 - 2012 un modo diverso da prima. La sua esistenza presente è per noi incomprensibile. Eppure è corporea, contiene Gesù tutto intero [...] anzi, attraverso le sue piaghe, contiene tutta la sua vita vissuta, la sorte che egli ha subito, la sua passione e la sua morte». Non si tratta dunque soltanto della sopravvivenza gloriosa del suo io. Siamo in presenza di una realtà profonda e complessa, di una vita nuova, pienamente umana: «La penetrazione, la trasformazione di tutta la vita, compreso il corpo, per la presenza dello Spirito Santo […] Noi realizziamo questo cambiamento d’asse che si chiama fede e che, invece di pensare Cristo in funzione del mondo, fa sì che si pensi il mondo e tutte le cose in funzione di Cristo […] La Risurrezione sviluppa un germe da sempre presente in lui». Sì, diremo con Romano Guardini: «La Risurrezione e la trasfigurazione ci sono necessarie per comprendere veramente cos’è il corpo umano […] in realtà, soltanto il cristianesimo ha osato porre il corpo nelle profondità più recondite di Dio» (R. Guardini, Le Sei- ANNO DELLA FEDE gneur, trad. R. P. Lorson, vol. II, Alsatia, Paris 1945, pp. 119-126). Davanti a questo mistero siamo tutti presi dall’ammirazione e colmi di stupore, proprio come davanti ai misteri dell’Incarnazione e della nascita verginale (cfr. san Gregorio Magno, Hom. 26 in Ev., lettura del breviario della Domenica in Albis). Lasciamoci quindi introdurre, con gli apostoli, nella fede in Cristo risorto che solo può darci la salvezza (cfr. At 4, 12). E siamo anche pieni di fiducia, nella sicurezza della Tradizione che la Chiesa garantisce con il suo magistero, la Chiesa che incoraggia lo studio scientifico e al tempo stesso continua a proclamare la fede degli apostoli. Cari signori, queste poche semplici parole al termine dei vostri dotti lavori non volevano peraltro che incoraggiarvi a proseguirli in questa stessa fede, senza mai perdere di vista il servizio al popolo di Dio, completamente rigenerato «mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva» (1Pt 1, 3). E noi, a nome di colui «che è morto ed è tornato alla vita», questo «testimone fedele e il primogenito dei morti» (Ap 2, 8; 1, 5), vi impartiamo di tutto cuore, come pegno di copiose grazie per la fecondità delle vostre ricerche, la nostra apostolica benedizione. Tratto da 30Giorni del gennaio 2008 L’incredulità di Tommaso 3OGIORNI - 3/4 - 2012 17 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o PERÙ MONASTERO SANTA CLARA 30Giorni ci permette di essere aggiornate sulla nostra Chiesa Cusco, 3 gennaio 2012 Signor direttore, nel porgerle un cordiale saluto di pace e bene, a nome di tutte le suore clarisse della città di Cusco, ed esprimendo l’augurio che abbia trascorso felici feste di Natale e che in questo 2012 sia colmato delle benedizioni di Nostro Signore, desideriamo ringraziarla per la rivista che amabilmente ci inviava fino a circa sei mesi fa. Rinnovo le mie felicitazioni per il grande lavoro che realizzate con la rivista 30Giorni, che è uno strumento ricco di informazioni, che ci permette di essere continuamente aggiornate sulla nostra Chiesa. Tuttavia, con la presente, le comunico che purtrop- La sala del Cenacolo o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o CUBA Abbiamo ricevuto Quien reza se salva per le comunità povere che visitiamo L’Avana, 8 gennaio 2012 Caro signor Giulio Andreotti, pace e salute! Le scrivo questa lettera per ringraziarla di tutto cuore della sua attenzione per noi e, in particolare, per le comunità povere di cui ci occupiamo e che visitiamo. Abbiamo ricevuto presto e in buono stato i due pacchetti contenenti i libri Quien reza se salva. Ieri, 7 gennaio, abbiamo iniziato l’Anno giubilare mariano per i quattrocento anni del ritrovamento in mare della benedetta statua della Madonna della Caridad del Cobre e il 26 marzo avremo la visita di papa Benedetto XVI per due giorni. Non vogliamo disturbarla, ma quando può inviarci qualche aiuto, sappia che è cosa molto gradita di cui ne abbiamo bisogno. Senza denaro per pagare ma con un cuore riconoscente in Cristo, le rinnoviamo i nostri ringraziamenti. Le offro la mia casa quando vorrà venire. Grazie e benedizioni, Sergio León Mendiboure BANGLADESH XAVERIAN HOUSE In queste pagine, alcune immagini dei luoghi della Passione di Gesù a Gerusalemme; sopra, una panoramica del Monte degli Ulivi La messa vale molto più dei miei buoni pensieri Dhaka, 8 gennaio 2012 po da circa sei mesi non riceviamo più la prestigiosa rivista ed essendo grande desiderio di tutte le suore continuare a riceverla per quest’anno, le chiedo di continuare ad inviarcela. Se fosse necessario fare qualcosa a tale scopo, le chiedo di comunicarcelo. Porgiamo gli auguri perché continui il successo della rivista, chiedendo sempre all’Altissimo di benedire l’opera che lei realizza. La saluto fraternamente in Cristo, Francesco e Chiara, in attesa di una sua risposta. Cari amici della redazione di 30Giorni, un cordiale augurio di buon anno. Secondo il vostro invito celebrerò una santa messa per don Tantardini, anche perché mi sento in debito per le sue illuminanti meditazioni su sant’Agostino. Ora sto stampando in bengalese una edizione delle Confessioni. Spesso ho pensato a lui. Ma la messa vale molto di più dei miei buoni pensieri, perché ci mette in contatto diretto con il nostro intercessore presso il Padre. la badessa suor Leocadia Sallo Huaman padre Silvano Garello 3OGIORNI - 3/4 - 2012 19 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o FILIPPINE CARMELITANE DEL MONASTERO SAINT JOHN OF THE CROSS Molte grazie per il dono di Who prays is saved Ozamiz City, 8 gennaio 2012 Festa del Battesimo del Signore. Gentile senatore Andreotti, siano lodati Gesù Cristo e Maria, nostra benedetta Madre! Un felice nuovo anno colmo di grazie a lei, ai suoi famigliari e ai suoi collaboratori di 30Days! Molte grazie per il dono di Who prays is saved, da noi richiesto per poterlo offrire come omaggioricordo per l’imminente ricorrenza dei cinquant’anni di fondazione del nostro Carmelo, il 3 ottobre di quest’anno. Abbiamo ricevuto le diciotto scatole, perfettamente imballate e intatte, appena poco prima di Natale. Grazie infinite per la generosa e sollecita risposta alla nostra richiesta. Siamo rimaste davvero commosse, e profondamente, dal loro arrivo quale dono speciale d’amore per noi in questo Natale. Al momento, in particolar modo qui da noi, a Mindanao, siamo tutti impegnati a darci pena e fare il possibile per aiutare con abiti usati e ogni altra forma di solidarietà la nostra popolazione, vittima del terribile tifone che ha colpito parte del nostro Paese. Alcune comunità sono state completamente spazzate via dall’improvviso arrivo delle acque alluvionali, violente e rapide, che in alcune zone hanno raggiunto i nove metri e una velocità tale da cogliere di sorpresa molti che non hanno potuto far niente e sono stati trascinati via e annegati. A tutt’oggi non mangiamo pesce per i moltissimi cadaveri dispersi nei nostri mari ancora in attesa di essere recuperati. 20 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Il Signore vi ricompensi con mille benedizioni per la vostra carità, gentilezza, generosità e bontà. Voi e la vostra opera dentro e per la Chiesa siete ormai parte importante dei nostri sentimenti e delle nostre preghiere. Nella nostra prima lettera accennavo alla speranza di far tradurre Who prays is saved in cebuano per quelli della nostra gente che si sentono più a loro agio a pregare nel dialetto locale. A voi non crea problemi se lo facciamo tradurre, vero? Non siamo però sicure che il progetto possa andare in porto, visto che al momento non abbiamo nessuno disposto a finanziarne la pubblicazione. Ad ogni modo, rimettiamo tutto nelle mani amorevoli di Dio. Dio benedica lei, i suoi famigliari e i suoi collaboratori di 30Days, gentile senatore Andreotti. Ancora una volta grazie per tutto quello che avete fatto per noi. Per quanto riguarda la nostra campana, un amico ingegnere ci ha assicurato che è possibile farne fondere una di discreta qualità per il nostro monastero qui nelle Filippine. La terremo informata sulla vicenda. Ogni benedizione dal Signore e dalla nostra Beata Vergine del Carmelo. A nome della reverenda madre e della comunità, suor Mary Therese, ocd CANADA MISSIONARIE DI CRISTO RE 30Giorni per le nostre sorelle in Benin e Costa D’Avorio Montréal, Québec, 10 gennaio 2012 Signor direttore, con queste poche righe desideriamo ringraziarla sinceramente per la sua fedeltà nell’inviarci la bella rivista 30Giorni nella Chiesa e nel mondo che ci mette al corrente dell’irraggiamento, degli impegni e dell’attualità della Chiesa universale nel mondo. Siamo una congregazione esclusivamente missionaria, che opera accanto ai più poveri in diversi o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o Chiesa dell’Agonia, nei pressi del Monte degli Ulivi Paesi; può capire, quindi, quanto ci interessi la sua rivista. Vorremmo che le nostre suore che sono in Benin e Costa d’Avorio potessero beneficiare delle notizie della sua bella pubblicazione. Potrebbe gentilmente inviarla anche a loro, come fa con noi, ogni mese? Se la risposta è positiva, potremmo mandarle il loro indirizzo postale. Cogliamo l’occasione per augurarle un anno di felicità e pace. Il Signore la guidi sempre. Ancora una volta, grazie del suo gesto di gratuità. In unione di preghiera, la superiora generale suor Claudette Morin, mcr ITALIA CLARISSE CAPPUCCINE DEL MONASTERO SAN GIUSEPPE Le nostre preghiere alla Vergine Immacolata per la guarigione di don Giacomo Tantardini Capriate San Gervasio, Bergamo, 10 gennaio 2012 Aderiamo volentieri all’invito di pregare per don Giacomo Tantardini ed eleviamo le nostre umili suppliche alla Vergine Immacolata per impetrarle la grazia della guarigione. ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 21 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o BRASILE SCUOLA PROFESSIONALE PIAMARTINA JOÃO XXIII Il Signore benedica il vostro impegno “nella Chiesa e nel mondo” Ponta Grossa, Paraná, 11 gennaio 2012 Approfittiamo per ringraziare della bellissima rivista 30Giorni che ci offre una panoramica a largo raggio della vita ecclesiale e sociale! Grazie, anche per il libretto e il cd dei bellissimi canti gregoriani! Con ricordo orante, suor Mariangela e sorelle clarisse cappuccine Ulivi nel giardino del Getsemani 22 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Pregiatissima redazione di 30Giorni, da anni la nostra missione sta ricevendo 30Giorni, nell’edizione portoghese e, assieme alla mia comunità religiosa, vengo a esprimere la più viva riconoscenza. Io personalmente mi trovo in Brasile da trentasette anni, impegnato con la comunità religiosa Piamartina nell’accoglienza e formazione umana, cristiana e professionale di bambini, adolescenti e giovani provenienti dalle classi più povere, orfani e con situazioni familiari disastrose, spesso addirittura tragiche. Mentre ringrazio per il dono della rivista, che riceviamo regolarmente, vorrei chiedervi di aggiornare il nostro indirizzo. o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o Grazie per la vostra cortese attenzione. Con i migliori auguri di buona continuazione nel nuovo anno da poco iniziato, saluto cordialmente chiedendo al Signore di benedire il vostro impegno “nella Chiesa e nel mondo”. Con grande stima, padre Livio Bosetti re per l’invio il nuovo indirizzo che allego qui di seguito. Ho lasciato il ministero episcopale circa otto anni fa. Grazie a Dio sono ancora in grado di offrire il mio servizio alla gente in alcune parrocchie nei fine settimana e a svolgere attività di formazione di fede per adulti durante la settimana. Queste attività mi fanno sentire felice e utile. monsignor Peter Chung Hoan Ting, arcivescovo emerito di Kuching UGANDA COMBONIANE DEL LACOR HOSPITAL Who prays is saved è una vera benedizione per i malati Gulu, 16 gennaio 2012 La chiesa della Flagellazione MALAYSIA ARCIDIOCESI DI KUCHING È un piacere leggere la vostra eccellente rivista Kuching, Sarawak, 13 gennaio 2012 Gentile direttore, le scrivo per esprimere i miei sentiti ringraziamenti a lei e all’editore per l’invio, ogni mese da anni ormai, di una copia omaggio della vostra eccellente rivista. È un piacere leggerla e di solito la passo poi a un parroco per la biblioteca della sua parrocchia perché anche altri possano leggerla. Sarei grato di continuare a ricevere 30Days. Avendo cambiato abitazione, le chiedo di utilizza- Onorevole senatore Andreotti, con questa mia voglio informarla di aver ricevuto cinquanta copie dei piccoli libri Who prays is saved, che ritengo un immenso dono. Non so descriverle la grande gioia per l’opportunità di fare contenti tanti malati ricoverati nel nostro ospedale, che spesso chiedono riviste, giornali, libretti di argomento religioso per riempire il tempo che non passa mai. Molti di loro sono persone colte, cristiani convinti che sanno attirare, convincere, trasmettere il vero significato della preghiera. Anch’io ritengo Who prays is saved una vera benedizione, giunta tramite la sua carità. Voglia gradire il mio sincero e doveroso grazie, che in realtà è ben poco, ma le prometto la mia preghiera e quella dei beneficiandi. Con sincero affetto e tanta riconoscenza, rinnovo il mio sincero e doveroso grazie e l’augurio di buon anno 2012. suor Romilde Spinato P.S. Dimenticavo di ringraziarla per la bellissima rivista 30Giorni in italiano e in inglese che arriva puntualmente. Voglia il Signore ricompensarla ampiamente! 3OGIORNI - 3/4 - 2012 23 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o BRASILE DIOCESI DI AMPARO Auguro che 30Giorni riceva sempre le grazie di Dio Amparo, San Paolo, 20 gennaio 2012 ANGOLA DOMENICANE DEL MONASTERO MÃE DE DEUS Grazie per Quem reza se salva che abbiamo distribuito ai poveri Kuito, Bié, 16 gennaio 2012 Stimatissimo nel Signore signor Giulio Andreotti, riceva il nostro cordiale saluto nel Signore. Auguriamo salute e serenità a lei, a tutti i suoi collaboratori e alla sua famiglia, sperando che il nuovo anno 2012 le abbia portato la gioia e la benedizione di Dio nostro Signore. La nostra comunità, per grazia di Dio nostro Padre provvidente, ha cominciato il nuovo anno con rinnovato entusiasmo, confidando nella Sua misericordia, per i giorni futuri. Abbiamo trascorso i giorni di Natale con grande letizia comunitaria, per la presenza del Dio-con-noi. Gli abbiamo chiesto di darci la grazia della fedeltà e di farci permanere sempre nel suo amore. Le scriviamo solo per ringraziarla di aver accolto la nostra richiesta di libretti Quem reza se salva, dei quali ci sono arrivate 84 copie che abbiamo già distribuito a tutti i poveri del nostro quartiere e della parrocchia di São José. La ringraziamo del suo impegno e lavoro, per diffondere la dottrina della nostra fede in modo molto accessibile alla gente semplice del popolo di Dio; preghiamo perché non le manchino mai la fortezza e l’amore nella dedizione a una così bella missione nella Vigna del Signore che è la Santa Chiesa. Le assicuro il nostro ricordo costante nella preghiera. Sempre uniti nella preghiera, suor Maria Reis do Espírito Santo Uno scorcio della Via Dolorosa 24 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Pregiato direttore Andreotti, le auguro molta pace. È stato per me motivo di grande gioia ricevere puntualmente la rivista 30Giorni nella Chiesa e nel mondo, perché così ho avuto la possibilità di seguire da vicino il cammino della nostra Chiesa nelle diverse parti del mondo. o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o FRANCIA ABBAYE NOTRE-DAME SAINT-EUSTASE L’umanità di Cristo è la nostra felicità è un dono splendido Eyres-Moncube, 20 gennaio 2012 Caro signore, un grande ringraziamento per i due pacchi contenenti ognuno un buon numero di copie della meditazione L’umanità di Cristo è la nostra felicità. È uno splendido dono che potremo, a nostra volta, donare a sacerdoti e laici attorno a noi. Le assicuriamo la nostra preghiera riconoscente. la badessa suor Françoise Marie MESSICO MONASTERO VISITACIÓN DE SANTA MARÍA Grazie per 30Días Guadalajara, Jalísco, 22 gennaio 2012 La piccola cappella della terza stazione della Via Crucis Auguro che questo mezzo di comunicazione riceva sempre le grazie di Dio per continuare a realizzare la volontà del Signore nel campo dell’evangelizzazione, aiutando i fratelli a seguire le vie indicate da Dio. Ora, in qualità di emerito, mi è stato chiesto di assumere l’impegno di accompagnare la pastorale sanitaria nel Regional Sul I, ed è stata una cosa molto positiva per me, per poter continuare a dare un aiuto in quello che posso, nonostante l’età. Mi auguro che abbia trascorso un felice Natale e che il 2012 sia un anno di prosperità. monsignor Francisco José Zugliani, vescovo emerito di Amparo Stimatissimo senatore Giulio Andreotti e collaboratori di 30Días, salutiamo molto cordialmente tutti voi augurandovi pace e gioia in Cristo, nostro Sommo Bene. Con la presente, desideriamo ringraziarvi per la carità che ci fate inviandoci gratuitamente la rivista e i supplementi che arrivano puntualmente. Attraverso il vostro splendido lavoro professionale e cristiano diffondete il Vangelo di Cristo che illumina sorprendentemente il mondo e l’uomo di oggi e ci rende coscienti della nostra condizione di essere sale e luce per il mondo. In questa novena per la celebrazione di san Francesco di Sales, nostro santo fondatore e patrono dei giornalisti, vi porgiamo le nostre felicitazioni e, nella nostra vocazione contemplativa, preghiamo per voi in modo particolare, perché cresciate nello zelo per la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Vi chiediamo di pregare per la pace e la giustizia nel nostro Paese. Molto fraternamente a nome della superiora, reverenda madre María Esther Vallejo 3OGIORNI - 3/4 - 2012 25 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o nostra preghiera quotidiana, affinché il Signore le conceda di lavorare ancora a lungo nella Sua vigna e per il bene di tanti monasteri. Con gratitudine le porgiamo i nostri più deferenti saluti. suor Maria Geltrude dell’Immacolata, ocd ITALIA CARMELITANE SCALZE DEL MONASTERO DI SAN SILVESTRO UNGHERIA Assicuriamo la nostra preghiera per don Giacomo Tantardini Pescara, 22 gennaio 2012 Onorevole senatore, le siamo molto riconoscenti per la rivista 30Giorni che ci fa pervenire puntualmente ogni mese. La troviamo molto interessante e anche stimolante sotto tutti gli aspetti. La ringraziamo anche per il libretto che ultimamente vi è stato accluso, L’umanità di Cristo è la nostra felicità, meditazione di don Giacomo Tantardini per il quale assicuriamo la nostra preghiera affinché il Signore gli doni la guarigione completa dal suo male. Infine ci permettiamo di chiederle in dono il cd dei Canti della Tradizione perché a noi non è arrivato. Ricordandola nelle nostre preghiere, la ringraziamo sentitamente per tutto il bene che ci vuole. suor Maria Geltrude dell’Immacolata, ocd Pescara, 3 febbraio 2012 Onorevole senatore, la ringraziamo sentitamente per averci fatto pervenire, con tanta sollecitudine, il libretto e il cd I canti della Tradizione. Il tutto ci potrà servire per migliorare sempre più la nostra lode a Dio, secondo gli orientamenti della Chiesa. Stia pur certo che lei sarà sempre presente nella A destra, la piccola cappella della quarta stazione della Via Crucis; nella pagina accanto, il luogo dove venne fissata la croce sul monte Calvario, attualmente dentro la Basilica del Santo Sepolcro 26 3OGIORNI - 3/4 - 2012 CARMELITANE DEL MONASTERO TOUS LES SAINTS Bellissima la meditazione sul mistero del Natale Magyarszék, 23 gennaio 2012 Cari amici, preghiamo di tutto cuore per la guarigione di don Giacomo Tantardini, di cui ci avete inviato la bellis- o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o gratuito della rivista durante questo anno che sta per finire. Grazie alle letture spirituali e ai chiari articoli presenti nella rivista, ho potuto conoscere il cristianesimo fedele alla Tradizione della Chiesa. Durante questi anni di formazione nel seminario, ho potuto sperimentare le parole di sant’Ambrogio: «Non potes sequi Christum nisi ipse te attrahat / non puoi seguire Cristo se lui stesso non ti attrae». Grazie per la vostra generosità e memoria del Signore nel mondo. Prego il Signore per voi e per don Giacomo in cui Cristo risplende e ci permette di riconoscerlo in chi si è lasciato irradiare dalla sua bellezza. In Cristo e Maria Vergine, Jorge Inaldi Heredia Lagos, seminarista P.S. Stimati amici, vorrei chiedervi un grande favore: quello di inviarmi, se potete, alcune copie – se possibile settanta – di Quien reza se salva, per donarle a un gruppo di giovani che si preparano alla cresima e con i quali farò un ritiro. Attendo una risposta. COLOMBIA sima meditazione sul mistero del Natale. Il Signore lo aiuti in questa dura prova della malattia e gli dia forza e pace del cuore perché possa vivere le sue sofferenze offrendole in unione con quelle di Gesù per la salvezza di molti e perché guarisca, se questa è la volontà di Dio, per continuare a servirlo con tutto il cuore sulla nostra terra. In comunione di preghiera, a nome di suor Ágnes, nostra priora, suor Colette-Marie CILE SEMINARIO METROPOLITANO «Non puoi seguire Cristo se lui stesso non ti attrae» Concepción, 23 gennaio 2012 Stimati amici di 30Giorni, nel salutarvi mi permetto di ringraziarvi per l’invio DIOCESI DI SINCELEJO Chiedo la meditazione di don Giacomo Tantardini sulla santa Pasqua Sincelejo, 24 gennaio 2012 Stimato signor Andreotti, un cordiale saluto per l’anno nuovo nello spirito del Natale, spirito di pace, di speranza e di salvezza umana. Ho avuto l’opportunità di conoscerla personalmente quando ero studente al Collegio Pio Latino a Roma. Anzi, qualche volta sono stato invitato al Congresso della Democrazia cristiana che si svolgeva lì. È stata un’opportunità importante per stabilire relazioni con quest’ottica “carismatica”, propria del suo tempo, al fine di essere presenza incisiva nel mondo politico a favore del bene comune. Credo che all’esperienza della Democrazia cristiana sia mancato il fatto di trarre lezione e di ispirarsi a modelli nuovi di partecipazione cristiana per poter incidere nel mondo delle realtà “temporali”. ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 27 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o Ricevo regolarmente la rivista 30Días e ne seguo il pensiero, ne assimilo i punti di vista e subito la passo ad altri perché ne possano trarre profitto. Spero di riceverla sempre. Di recente mi è arrivato il numero 6 del 2011, attraverso il quale sono venuto a sapere di una meditazione di don Giacomo Tantardini sulla santa Pasqua. Vorrei sapere come posso averla, dato che ho visto commenti molto positivi e, del resto, conosco l’autore da tempo. Mi scusi se rivolgo a lei questa richiesta, ma ho voluto cogliere l’occasione per salutarla personalmente. Il Signore ci benedica tutti, Nel Beltrán Santamaría, vescovo di Sincelejo REPUBBLICA CENTRAFRICANA MISSIONARI COMBONIANI Gioia per il dono di Qui prie sauve son âme Bangui, 27 gennaio 2012 Gentilissimo senatore Andreotti, ho appena ricevuto cinquanta copie di Qui prie sauve son âme e vorrei riuscire a esprimerle la gioia che ho provato ricevendo questo bel dono, che mi è giunto tanto più gradito in quanto mi ha sorpreso la prontezza della risposta favorevole. Grazie, senatore. Possa lei sentire in sé tanta gioia quanta ne ho provata io, e quanta ne proveranno i catechisti del territorio affidatomi quando, venendo per la sessione di formazione, si vedranno mettere in mano questo libretto bello e utile. E possa questa gioia accompagnare lei e i suoi collaboratori lungo tutto questo nuovo anno. Approfitto di quest’occasione anche per ringraziarla ancora per la rivista 30Jours che leggiamo 28 3OGIORNI - 3/4 - 2012 sempre con interesse, io e i confratelli della mia comunità, come anche i missionari di passaggio. Proprio oggi un confratello mi mostrava un numero di 30Jours di cinque anni fa, certamente perdutosi in qualche ufficio postale, e di cui decantava un articolo. Ancora grazie per tutto il bene che fa a noi e a tanti come noi. Il Signore la benedice di certo e io Lo prego di darle tante grazie abbondanti. padre Gianantonio Berti, mcci o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o GRECIA Vorrei ricevere 30Giorni presso il mio eremo sul Monte Athos Monte Athos, 30 gennaio 2012 Signor Giulio Andreotti, direttore, ho fatto conoscenza con 30Giorni (in inglese) nell’arcivescovado ortodosso di Atene, dove sono stato ieromonaco. Ora sono al Monte Athos, dove abito da solo in un eremo, vicino al monastero di Karakallou. Po- Una panoramica della città vecchia di Gerusalemme trebbe farmi sapere le varie possibiltà per ricevere 30Giorni? Vorrei abbonarmi all’edizione in lingua francese, ma so leggere anche in italiano. Vi ringrazio per le informazioni. Vi assicuro la mia fraterna preghiera davanti all’icona di Cristo amico nostro Salvatore. Con rispetto, Lui sia nostra gioia! padre Iakovos 3OGIORNI - 3/4 - 2012 29 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o NICARAGUA PARROCCHIA SANTA CRUZ Quien reza se salva sarà di grande aiuto per la gente povera Casares, 6 febbraio 2012 Stimati amici, abbiamo ricevuto le cinquecento copie di Quien reza se salva, che avete voluto generosamente inviarci. Sono arrivate in pochi giorni. Vi ringraziamo immensamente. Saranno di grande aiuto per la gente di qui, bambini e adulti, che non ha mezzi economici. Preghiamo per voi e per la vostra opera. Ricordateci davanti al Signore. padre Balbino Rodríguez Lorenzana CROAZIA DIOCESI DI PARENZO E POLA Preghiamo perché i sacerdoti siano santi secondo il Cuore di Gesù Pola, 8 febbraio 2012 Stimatissimo onorevole Giulio Andreotti, le sono riconoscente per la sua rinomata rivista 30Giorni che mi spedisce da anni, ultimamente in italiano, lingua che intendo meglio del tedesco. Anch’io stimo e leggo la rivista ricca di informazioni da varie parti del mondo, articoli e studi di teologia, storia della Chiesa e pastorale. Ne sono riconoscente e ho celebrato la santa messa per la guarigione miracolosa di don Giacomo Tantardini, se è volontà del Signore che lo conservi ancora in questo mondo. Essendo io stato nell’opera pastorale in Europa, America Latina e in Cina come missionario fidei donum, pregherei che mi inviaste una copia in italiano e due in cinese del piccolo libro Chi prega si salva. Sono 30 3OGIORNI - 3/4 - 2012 stato in Cina otto anni come padre spirituale in un seminario Redemptoris Mater per il popolo cinese. Ho fondato anche a Pola un simile seminario che ha dato in quindici anni cinquantadue preti e tre diaconi. È uno dei frutti del cammino neocatecumenale. Sono lieto che poco tempo fa siano stati fondati seminari simili a Trieste e a Sarajevo. In Istria siamo partiti da zero. Nel seminario minore di Pazin, dove ero direttore spirituale, c’erano trecento seminaristi: alla fine solo uno, che aveva come unico compagno il cane da guardia. Preghiamo per questi e per tutti i seminaristi e preti nel mondo, affinché siano preti santi secondo il Cuore di Gesù. Dio benedica lei e i suoi collaboratori nell’opera di evangelizzazione in tutto il mondo. Con ossequi, la mia benedizione. Antonio Bogetić, vescovo emerito di Parenzo e Pola o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o ITALIA PASSIONISTE DEL MONASTERO TINELLA L’umanità di Cristo è la nostra felicità Costigliole d’Asti, 11 febbraio 2012 Stimatissimo senatore Andreotti, ad multos annos! Con questo augurio-preghiera che si attualizza nel corso dei giorni per lei e per gli insigni collaboratori, mentre la ringraziamo per la rivista 30Giorni, ci sembra ancora doveroso esprimerle una gamma di sentimenti che vanno dalla profonda stima per la sapiente e acuta competenza con cui la dirige, alla cordiale e sincera ammirazione per la misura alta della sua personalità morale e spirituale che intravvediamo e respiriamo nell’editoriale et in reliquis... È una vera gioia avere tra le mani una rivista così prestigiosa: veste tipografica distinta, repertorio fotografico bellissimo e articoli di alto contenuto per formazione, informazione, cultura, e ricchi di stimoli esaurienti per ampliare la conoscenza del mistero ecclesiale e del nostro povero mondo, che è pur sempre assetato di Dio. Un vero “organo”, ora che è infiorato dalle note gregoriane di cui noi usufruiamo ferialmente per la liturgia eucaristica e per quella delle ore canoniche nelle feste e solennità! Grazie del dono, e grazie, se oso ancora insistere, perché questa “preziosità” abbia il primato anche nelle parrocchie. Ma ecco, ora, il motivo di questa missiva: notificare al reverendo don Giacomo la nostra vicinanza spirituale, in questa pausa di più intensa partecipazione alla Passione del Signore, memori delle parole di san Paolo ai Filippesi: «A noi è stata concessa la grazia non solo di credere in Gesù ma anche di soffrire per Gesù». ¬ Uno scorcio della città vecchia di Gerusalemme con la Basilica del Santo Sepolcro L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o MALAWI CLARISSE DEL MONASTERO DI MARIA REGINA E MADRE DI MISERICORDIA Siamo sopraffatte dalla gioia per la meditazione sul Natale Lilongwe, 11 febbraio 2012 Lo affidiamo alla Vergine Madre, perché lo avvolga nel suo verginale e materno amore e lo guarisca, così che possa continuare il suo prezioso mistero-ministero sacerdotale e diffondere, tramite il dono della parola, la conoscenza di Gesù! Ho letto con un gaudio inesprimibile il supplemento al numero 11 del 2011, la meditazione L’umanità di Cristo è la nostra felicità. Oserei chiederne delle copie, se fosse possibile, per farne dono e suscitare l’attrattiva di Gesù. Grazie! È troppo bello, bellissimo, straordinario nell’esposizione, è una stupenda mistica di interiorità. Si percepisce un fascino, una certa unzione che non ci si stanca di leggere e rileggere. Sembra che sia lo stesso autore a leggere quelle espressioni, tanta è la luce e la dolcezza che infondono nel cuore. Grazie! Il Signore doni a don Giacomo sempre più luce e unzione spirituale con la salute pur tanto necessaria. La Vergine Maria ci immetta nel mistero e ci lasci nel mistero per esserne sedotte. Religiosi saluti e “frullo d’ali” di note gregoriane... suor Maria Virginia Sivolella Costigliole d’Asti, 19 febbraio 2012 Illustrissimo senatore Giulio, è con molta gioia ed emozione che ringrazio del “copioso e prezioso” regalo giunto così tempestivamente in una data solenne per la nostra congregazione: “commemorazione della Passione” con santa messa e ufficio proprio e, per di più, anniversario del mio battesimo! La gratitudine più bella sarà segnata dalla celebrazione di una santa messa il 29 corrente mese per le sue intenzioni e per la guarigione del reverendo don Giacomo. Distinti saluti come fiori profumati! Devotissima, suor Maria Virginia Sivolella 32 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Gentile signor Andreotti, desideriamo esprimerle la nostra più sincera gratitudine per la rivista 30Days che ci avete inviato finora. I suoi contenuti, che toccano tutto il mondo, sono molto profondi e arricchenti, e in particolar modo l’ultimo numero di novembre 2011 con il messaggio del Papa sulla fede. È davvero pieno di nutrimento sostanzioso per la riflessione. Le suore imparano molto da questa rivista. Grazie infinite! Siamo state inoltre sopraffatte dalla gioia di trovarvi allegato il libretto con la meditazione sul Natale dal titolo The humanity of Christ is our happiness, che coincide perfettamente con ciò che fanno le clarisse di tutto il mondo, celebrando gli ottocento anni dalla consacrazione della madre santa Chiara, ossia: «Guardatelo! Contemplatelo!», secondo l’invito di santa Chiara a sant’Agnese di Le cupole della Basilica del Santo Sepolcro o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o Boemia. Il vostro dono è quindi anche un evento storico per noi. Per tutti questi doni, ci sentiamo davvero in debito con voi e siamo unite a voi nelle nostre preghiere, che recitiamo anche per la guarigione di don Giacomo Tantardini. Con gratitudine, vostre in Cristo, e 9 professori, gradirei far recapitare anche lì una copia dell’edizione inglese di 30Days: è il seminario dell’Immacolata Concezione di Maria di Bùi Chu. Credo che i seminaristi ne saranno felicissimi. Ancora grazie. Vi benedicano Gesù e Maria, monsignor Joseph Hoàng Van Tiem, vescovo della diocesi di Bùi Chu suor Miriam Chidzanja e comunità VIET NAM AUSTRALIA DIOCESI DI BÙI CHU DIOCESI DI ARMIDALE 30Days per il nuovo seminario Grazie per 30Giorni Bùi Chu, 11 febbraio 2012 Tamworth, 14 febbraio 2012 Gentile signor Andreotti, sono monsignor Joseph Hoàng Van Tiem, sdb, vescovo della diocesi di Bùi Chu, e le mando i miei migliori saluti. Moltissime grazie per l’invio della vostra rivista 30Days. È davvero stupendo leggerla, con i suoi vari articoli su temi religiosi e sociali. Dal momento che ho un nuovo seminario maggiore con 59 seminaristi Salve, sua eccellenza Luc Matthys, vescovo della diocesi di Armidale, nel New South Wales, Australia, si è ritirato a riposo. Gradirebbe continuare a ricevere 30Giorni. Grazie. Gabrielle Kelly, assistente personale del vescovo Michael Kennedy L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o CILE COMUNITÀ MISSIONARIA SAN MARTÍN DE PORRES Grazie per il cd dei canti gregoriani (come sono belli!) Ovalle, 16 febbraio 2012 Sia benedetto Dio che tanto ci ama. Illustrissimo senatore, mi auguro che la presente la trovi in buona salute assieme a tutti coloro che collaborano con lei alla pub- blicazione di 30Días. Abbiamo ricevuto i cd con i canti gregoriani (come sono belli!) e li abbiamo distribuiti in altre missioni, così i ragazzi saranno in condizione di cantarli durante la messa. La ringraziamo infinitamente per la sua generosità e per l’immensa gentilezza di inviarci gratuitamente 30Días. I suoi articoli sono molto interessanti e sono in molti che, per la propria edificazione, li leggono ogni mese. Durante il tempo santo della Quaresima faremo delle visite domiciliari in molte case di persone lontane dalla Chiesa e ci piacerebbe dare loro del materiale utile. Per questo chiedo a vostra eccellenza di inviarci, se possibile, trenta copie di Quien reza se salva per poterlo regalare a queste famiglie. Prego il Signore e la sua santissima Madre per tutti voi, fratello Pedro Galvez Rojo La Pietra dell’Unzione all’interno della Basilica del Santo Sepolcro o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o BRASILE Una Via Crucis per le strade di Gerusalemme COMISSÃO NACIONAL DOS PRESBÍTEROS, CNBB A humanidade de Cristo é a nossa felicidade per la nostra comunità Betim, Minas Gerais, 1 marzo 2012 Illustre signor Giulio Andreotti, siano lodati Gesù e Maria Santissima. Le sono immensamente grato per la gentilezza con cui mi invia regolarmente la rivista 30Dias che è molto apprezzata dalla comunità. Lavoro molto con le famiglie e per Natale intensifichiamo il lavoro perché il tempo di Natale è propizio per la pastorale familiare. Per questo anno 2012 vorremmo utilizzare come testo base per le nostre meditazioni sul Natale la riflessione di don Giacomo Tantardini A humanidade de Cristo é a nossa felicidade, pubblicata da 30Dias. Mi rivolgo a lei, signor Andreotti, per chiederle, se è possibile, di inviarci cinquanta copie di questo libretto per il nostro lavoro di quest’anno con la speranza che possa soddisfare la nostra richiesta. In attesa di una risposta positiva, invio la mia benedizione sacerdotale, da estendere a tutti i collaboratori di 30Dias. Conti sempre sulle mie preghiere. Con i miei saluti, padre Leutenberg Sousa Neto 3OGIORNI - 3/4 - 2012 35 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o SUDAFRICA CARMELITANE DEL MONASTERO CARMEL OF SAINT JOSEPH Grazie infinte per la meravigliosa rivista che ci conserva nella fede Cape Town, 4 marzo 2012 La pace di Cristo! Gentile signor Andreotti, con cuore colmo di gratitudine desideriamo ringraziarla per il così generoso invio della rivista 30Days. Per un certo periodo ci siamo chieste chi fosse il generoso benefattore e ci perdoni, quindi, se abbiamo tardato così tanto a esprimerle la nostra gratitudine. Grazie infinite per la sua meravigliosa rivista che ci conserva nella fede, con i suoi articoli sulla storia antica e le illustrazioni d’arte antica e moderna, e gli articoli sulla fede di ogni parte del mondo. Grazie infinite da tutte noi. Vi portiamo tutti nella nostra preghiera, chiedendo ogni grazia per l’ottimo lavoro che svolgete. Insieme alla nostra benedetta Madre Maria, preghiamo perché Dio continui a benedire la vostra opera. suor Catherine of Christ, ocd SPAGNA CARMELITANE DEL MONASTERO DI CUERVA Grazie per Quien reza se salva che abbiamo distribuito in ospedale Cuerva, 8 marzo 2012 Stimato signor direttore, Dio ricompensi con abbondanti benedizioni lei e tutti i membri che lavorano nella rivista 30Días per 36 3OGIORNI - 3/4 - 2012 la generosità che avete mostrato nell’inviarci le copie del libretto Quien reza se salva prima in spagnolo e poi in inglese. La coincidenza ha voluto che lo stesso giorno in cui abbiamo ricevuto il libretto Quien reza se salva in spagnolo, avevamo una suora di 91 anni ricoverata e abbiamo colto l’occasione per distribuire il libretto ad altre persone che avevano parenti ricoverati; erano le persone stesse a chiederci di regalare loro il libro e sono state contente di riceverlo. Bisogna dire che queste persone non andavano a messa e la suora che assisteva la nostra anziana consorella ha ap- o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o profittato dell’occasione per fare apostolato. Come si può vedere ancora una volta, Dio dai mali trae il bene per la salvezza delle anime. La mia madre priora vorrebbe mandarle una piccola somma per i libretti ricevuti; le saremmo grate se potesse indicarci come inviarla. Per quanto riguarda i libretti in inglese, ci sono persone che parlano questa lingua e verranno dati a loro. Uniti nella preghiera, buona Pasqua di Risurrezione. le sue sorelle del Carmelo di Cuerva, ocd MALTA AGOSTINIANI DEL PRIORATO SAINT THOMAS DI VILLANOVA Ho tradotto Chi prega si salva in lingua maltese Pietà, 13 marzo 2012 Ho appena ricevuto la rivista 30Giorni, che trovo sempre interessante, e, da agostiniano, oggi ho letto con particolare attenzione l’articolo sulla Città di Dio di padre Cipriani. Di questa stupenda opera di sant’Agostino esiste una traduzione in maltese di Val V. Barbara, con un’introduzione del professore agostiniano padre Salvino Caruana. Sono da sempre appassionato delle opere di sant’Agostino e ho tradotto in maltese il libro scritto dallo scomparso padre agostiniano John Rottel, tradotto anche in portoghese, quando ero in Brasile, per le edizioni Vice’s. Vorrei chiedervi di inviare la rivista e il libretto Quem reza se salva ai nostri padri in Brasile, all’indirizzo che ho allegato. Spero che la mia traduzione in maltese del libretto Chi prega si salva vada in stampa. Grazie per tutto. Buona Pasqua e in bocca al lupo per il futuro. Vostro padre Paul Aquilina, osa ARGENTINA MISSIONARI SCALABRINIANI Grati per Chi prega si salva Rosario, 15 marzo 2012 Onorevole Giulio Andreotti, da tempo ricevo 30Giorni. In passato le ho inviato i miei ringraziamenti (a quel tempo vivevo nella città di Córdoba, dove ricevevo la rivista; ora sono a Rosario, trecento chilometri da Buenos Aires). Il motivo per cui torno a dirle grazie è sia per me che per coloro ai quali mostro e commento ¬ Il Santo Sepolcro 3OGIORNI - 3/4 - 2012 37 L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o PANAMÁ PARROCCHIA SAN JERÓNIMO Cinquecento copie di Quien reza se salva Las Cumbres, 24 marzo 2012 30Giorni. Lo presto solo a chi so che poi me lo restituisce. C’è gente veramente grata. In particolare le segnalo l’effetto positivo prodotto da due articoli: sul peccato originale (sant’Agostino) e sulla fede (don Giussani), 30Giorni n. 12, anno 2011. Direi che hanno provocato entusiasmo e gioia per la competenza, profondità teologica e spiritualità degli argomenti, così vitali e cari alla vita del cristiano. Grazie, onorevole, e se posso ricompensarla, sarà certamente con la preghiera, in compagnia della mia gente. Cari fratelli, un saluto da padre Konrado Sang, parroco della parrocchia di San Jerónimo, Panamá. Con questa desidero chiedere l’invio di cinquecento copie del libro Quien reza se salva, che ci è necessario per la formazione dei partecipanti al corso per la prima comunione e per la cresima. Nel ringraziarvi, vi prego di comunicarci, al più presto possibile, la vostra disponibilità ad inviarci questo materiale. padre Konrado Sang padre Italo Serena, scalabriniano SPAGNA CLARISSE DEL MONASTERO SANTA CLARA Quien reza se salva per i nostri visitatori Huesca, 26 marzo 2012 Pace e bene nel Signore. Siamo una comunità di suore clarisse di Huesca, Spagna. Vorrei chiedervi la gentilezza di inviarci alcune copie del libro Quien reza se salva, che è molto adatto per essere regalato alle persone che vengono in chiesa da noi. Ci direte come pagarlo. Vorremmo anche farvi i nostri complimenti per la rivista 30Días che ci inviate con tanta generosità ogni mese. È una bella rivista, con articoli interessanti, profondi e attuali. Piace a tutte le suore che la leggono con profitto. Nostro Signore vi ricompensi di tutto. Noi continuiamo a pregare molto perché il Signore vi benedica con abbondanza e continui ad aiutarvi perché possiate diffonderla sempre. Colgo l’occasione per augurarvi una santa e felice Pasqua di Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Uniti nel Signore, fraternamente. suor Teresita del Niño Jesús, osc L’interno della Basilica del Santo Sepolcro o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o • L e t t e re d a t u t t o i l m o n d o La redazione di 30Giorni suggerisce un piccolo gesto di carità che non costa nulla: devolvere il cinque per mille all’Associazione Piccola Via onlus COME SI EFFETTUA LA DONAZIONE DEL CINQUE PER MILLE: basta scrivere il codice fiscale dell’ASSOCIAZIONE PICCOLA VIA ONLUS 9 7 5 9 0 9 9 0 5 8 2 nel CUD o nel Modello 730 o nel Modello Unico e firmare nell’apposito rigo Il testimone è colui che offre il proprio corpo R I F L E S S I O N I S U L M I S T E R O E L A V I TA D E L L A C H I E S A del cardinale Georges Cottier, op teologo emerito della Casa Pontificia Leggendo L’Osservatore Romano, sono rimasto colpito da un articolo scritto dal cardinale Kurt Koch e pubblicato lo scorso 27 gennaio con una titolazione piuttosto singolare. L’articolo si intitolava Ecclesiologia lunare. E recensiva il volume del cardinale Walter Kasper Chiesa cattolica. Essenza, realtà, missione, recentemente pubblicato in Italia dalla editrice Queriniana. Nei passi del libro valorizzati anche dalla recensione ho trovato spunti che mi sembrano preziosi, soprattutto in vista dell’Anno della fede e del prossimo sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. Il titolo della recensione del cardinale Koch rinvia a un’analogia tradizionale applicata alla Chiesa già dai Padri dei primi secoli, ripresa anche nel Medioevo: quella secondo cui la natura della Chiesa si può cogliere usando la figura della luna. La luna porta la luce nella notte, ma la luce non viene da lei, viene dal sole. Così è la Chiesa: essa porta la luce al mondo, ma questa luce che porta non è sua. È la luce di Cristo. «La Chiesa», commenta il cardinale Koch nella sua recensione, «non deve voler essere sole, ma deve rallegrarsi di essere luna, di ricevere tutta la sua luce dal sole e di farla risplendere dentro la notte». Nel ricevere la luce da Cristo la Chiesa vive tutta la sua pienezza di letizia, «giacché essa», come confessò Paolo VI nel Credo del popolo di Dio, «non possiede altra vita se non quella della grazia». Alla vigilia dell’Anno della fede, l’immagine della luna aiuta a cogliere anche quali siano la natura della Chiesa e l’orizzonte proprio della sua missione. Il paragone con la luna non va preso come una marginalizzazione della missione della Chiesa. La Chiesa è a suo modo responsabile della luce di Cristo che è chiamata a riflettere. Quella luce non va oscurata. La Chiesa deve riverberare, e non appannare o spegnere in sé quel riflesso. Come fa la luna durante la notte, essa deve diffondere la luce di Cristo nella notte del mondo che, lasciato a sé stesso, rimarrebbe nel peccato e nell’ombra della morte. Come annotava sempre Paolo VI nel suo discorso d’apertura della seconda sessione del Concilio ecumenico Vaticano II: «Quando il la- ¬ In queste pagine, alcune formelle del X secolo del portale della chiesa di San Zeno, a Verona; qui a sinistra, la deposizione dalla croce 3OGIORNI - 3/4 - 2012 41 L’Ultima cena, particolare voro di santificazione interiore sarà stato compiuto, la Chiesa potrà mostrare il suo volto al mondo intero, dicendo queste parole: Chi vede me, vede Cristo, così come il divin Redentore aveva detto di sé: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Gv 14,9)». L’immagine della luna aiuta anche a cogliere la dinamica propria della missione a cui la Chiesa è chiamata. Come lo stesso Paolo VI riconosceva già nell’esortazione apostolica Evangelii nuntiandi (1975): «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri», e se ascolta i maestri «lo fa perché sono dei testimoni». Nietzsche ha parlato di «diffidenza metodica». Per questo, soprattutto nei nostri tempi, la modalità più consona e più disarmante con cui la luce della parola di Dio si offre al mondo è quella della testimonianza. Anche a questo riguardo l’immagine della luna suggerisce spunti di riflessione e conforto. Il testimone è per definizione un teste, uno che testifica qualcosa di altro da sé, senza aggiungere cose sue. Anche la testimonianza di fede cristiana non coincide con un proprio darsi da fare, un aggiungere impegni ulteriori alle cose della vita. Tanto meno significa fare propaganda o proselitismo per certe idee. Il testimone è colui che offre il proprio corpo, mette a disposizione la concretezza della propria condizione umana affinché in essa agisca e risplenda la grazia del Signore. Proprio come fa la luna, sul cui corpo opaco si riflette la luce irradiata dal sole. «Vi esorto fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale»: così scrive san Paolo nella Lettera ai Romani (12,1). E come ha suggerito Benedetto XVI nella sua recente Lectio divina tenuta al Seminario romano maggiore, proprio l’offerta del nostro corpo, del nostro vivere quotidiano è la condizione per cui «il nostro corpo unito al corpo di Cristo diventa gloria di Dio, diventa liturgia», e il corpo stesso diventa «la realizzazione della nostra adorazione». L’azione della grazia sulle vite dei testimoni si manifesta nella santità, che proprio per questo non è una conquista riservata a pochi, ma una possibilità reale che si affaccia sulle vite concrete di tutti i battezzati, come ha suggerito anche il beato Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Novo millennio ineunte. La santità è ciò che meglio esprime l’intimo mistero della Chiesa. 42 3OGIORNI - 3/4 - 2012 La realtà che permette l’incontro degli uomini con Cristo è la vita stessa dei suoi discepoli. Che non sono attivisti di un messaggio estrinseco rispetto alle proprie vite. Come insegna il Concilio Vaticano II, la grazia opera su di loro in modo che la ricchezza del suo dono non può essere trattenuta e quasi sequestrata in maniera egoistica, come un possesso da cui escludere gli altri. Piuttosto, essa si comunica gratuitamente per forza propria, splendendo nel fulgore della fede, della speranza e della carità che rende testimonianza a Cristo nella vita stessa dei cristiani: «fide, spe, caritate fulgentes», come è scritto al paragrafo 31 della Lumen gentium. Ha detto una volta don Luigi Giussani: «Il vero annuncio lo facciamo attraverso quello che Cristo ha perturbato nella nostra vita, avviene attraverso la perturbazione che Cristo realizza in noi: noi rendiamo presente Cristo attraverso il cambiamento che Cristo opera in noi. È il concetto di testimonianza». Il testimone è colui che mette a disposizione la concretezza della propria condizione umana affinché in essa agisca e risplenda la grazia del Signore. Proprio come fa la luna, sul cui corpo opaco si riflette la luce irradiata dal sole. Per la Chiesa, come per ogni singolo cristiano, questa offerta del proprio corpo e della propria condizione perché in essi agisca e risplenda la grazia del Signore si esprime come domanda, cioè come preghiera Ciò che vale per il singolo battezzato, vale anche per la Chiesa. La Chiesa non ha da inventarsi nulla. Come fa la luna col sole, essa mette solo a disposizione il proprio corpo perché la grazia possa riflettersi in esso. Quando la Chiesa pretende di attestare sé stessa, non appare né attraente né allietata e consolata dal Signore. E an- che le vicende ecclesiali finiscono fatalmente per essere contrassegnate da quella «vanagloria che è contro di me e mi rende infelice» a cui ha accennato Benedetto XVI nel suo ultimo incontro coi parroci di Roma. Per la Chiesa, come per ogni singolo cristiano, questa offerta del proprio corpo e della propria ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 43 La luna porta la luce nella notte, ma la luce non viene da lei, viene dal sole. Così è la Chiesa: essa porta la luce al mondo, ma questa luce che porta non è sua. È la luce di Cristo. Nel ricevere la luce da Cristo la Chiesa vive tutta la sua pienezza di letizia, «giacché essa», come confessò Paolo VI nel Credo del popolo di Dio, «non possiede altra vita se non quella della grazia» condizione perché in essi agisca e risplenda la grazia del Signore si esprime come domanda, cioè come preghiera. Proprio perché è semplice mettere a disposizione, tale offerta ha come forma propria la domanda cioè la preghiera. A questo proposito, vanno registrate le parole dal cardinale Kasper nel finale del suo libro, quando scrive che «la Chiesa del futuro sarà soprattutto una Chiesa di oranti». Nell’invocazione della preghiera che domanda, ma anche nella preghiera di lode, attestiamo la nostra dipendenza da Dio. In essa l’accento non è messo sulla suggestione ma sul fatto che siamo graziati. Essendo delle creature libere, la nostra libertà si compie nella soddisfazione di accogliere il dono, così che portino frutto in noi le sue risorse di per sé da noi impensabili. La testimonianza dei cristiani e la missione della Chiesa si realizzano in un contesto che è spesso segnato da contrarietà e opposizioni. Sono le sofferenze apostoliche, di cui già parlava san Paolo. In molti Paesi occidentali vediamo il sorgere di movimenti anticristiani aggressivi. Cresce la negazione della fede. Cresce anche la Chiesa, ma i cristiani soffrono persecuzioni in tante parti del mondo. Tutto questo non deve sorprenderci. I Vangeli, le Lettere di san Paolo e anche l’Apocalisse già ci dicono che la persecuzione fa parte della condizione della Chiesa sulla terra. E con l’ultimo Concilio la Chiesa ha ritrovato in maniera più intensa quello che ha sempre saputo e vissuto nei suoi santi come Francesco d’Assisi: il fatto cioè che davanti a difficoltà e persecuzioni c’è una maniera evangelica, vorrei quasi dire uno “stile” evangelico di reagire: quello descritto nelle Beatitudini. Invece, un certo modo di rispondere alle avversità continua ad avere come prospettiva ultima quella che si è espressa in passato nelle Crociate. Capita di sentire discorsi che prendono spunto dalle persecuzioni o dalla cosiddetta “cristianofobia” per rilanciare strategie di battaglia. Mentre le vicende stesse della storia hanno chiarito ormai a tutti che la pro44 3OGIORNI - 3/4 - 2012 spettiva della Crociata rappresenta una mondanizzazione e una strumentalizzazione del cristianesimo, e il suo esaurirsi ha rappresentato una liberazione e un vantaggio per la Chiesa. Inoltre, è sempre fuorviante pensare che ci siano epoche più amate da Dio rispetto ad altre. Si tratta di una tentazione millenaristica che non corrisponde all’autentico sensus fidei. Dio ama anche il nostro tempo, con tutti i suoi problemi. Piuttosto che ripiegarsi in nostalgie utopiche e ingannevoli, occorre guardare a quelli che il Concilio Vaticano II ha definito come i segni dei tempi. Ad esempio, gli intensi fenomeni migratori in atto rappresentano una circostanza concreta per sperimentare davvero – e forse per la prima volta in maniera così intensa – l’universalità del Vangelo. Oggi un europeo, per incontrare e conoscere un cinese, non deve più fare diecimila chilometri. I cinesi, gli indiani, gli arabi li incontra abitualmente nelle metropoli e nei paesi della sua nazione. La situazione è per certi versi simile a quella vissuta e abbracciata da sant’Agostino, quando l’arrivo di nuove genti segnò la fine di una certa fase storica, ma aprì nuove possibilità di diffusione alla forza disarmata dell’annuncio cristiano. A tale riguardo, sono un conforto per tutti proprio le parole suggerite da Benedetto XVI negli ultimi tempi. Quando il Papa ripete che «la Chiesa non esiste per sé stessa, non è il punto d’arrivo, ma deve rinviare oltre sé, verso l’alto, al di sopra di noi», e quando aggiunge che «la Chiesa non si autoregola, non dà a sé stessa il proprio ordine, ma lo riceve dalla Parola di Dio, che ascolta nella fede e cerca di comprendere e di vivere», tali espressioni usate proprio nell’omelia per la festa della Cattedra di San Pietro colgono con realismo di sguardo amoroso e appassionato il mistero stesso della Chiesa. E possono aiutare tutti a intuire i pericoli e le possibilità che nelle attuali circostanze segnano il cammino della Chiesa nel tempo. q La deposizione dalla croce 3OGIORNI - 3/4 - 2012 45 Viaggi pastorali Cuba La visita di un Papa conciliatore e i suoi frutti Papa Benedetto a Cuba nella cronaca scritta per 30Giorni dal cardinale arcivescovo di San Cristóbal de La Habana del cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino a visita apostolica di papa Benedetto XVI a Cuba si è svolta nel contesto della celebrazione dei quattrocento anni dalla scoperta dell’immagine della Vergine della Carità nelle acque del mare vicino alla costa settentrionale della regione orientale dell’isola. L’immagine fu portata fra le montagne a sud della regione dove ci sono miniere di rame; da questo, la devozione popolare alla Virgen del Cobre. La visita del Papa a Cuba è stata preceduta da un pellegrinaggio missionario di un’immagine della Vergine della Carità L Il cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino accoglie Benedetto XVI all’aeroporto internazionale “José Martí” dell’Avana, a Cuba, il 27 marzo 2012 48 3OGIORNI - 3/4 - 2012 In questa pagina, alcune immagini della messa celebrata da Benedetto XVI in Plaza de la Revolución a L’Avana, il 28 marzo; a destra, il saluto del presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri cubano, Raúl Modesto Castro Ruz, al termine della cerimonia molto venerata dal nostro popolo, che ha percorso più di trentamila chilometri attraverso campi, città, villaggi e nuovi insediamenti umani. Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a vere e proprie manifestazioni di fede. Ciò che colpiva non erano le moltitudini, anche se straordinariamente numerose, ma era contemplare i volti, vedere i gesti di pietà di uomini e donne, giovani, adulti e bambini che si inginocchiavano, alzavano le braccia, si facevano il segno della croce con le lacrime agli occhi, e gridavano: «Viva la Madonna» al passaggio dell’immagine. È stata una grande missione nazionale che ci ha permesso di evangelizzare nelle piazze, nei giardini, per le strade con macchine dotate di altoparlanti, distribuzione di volantini eccetera. Abbiamo constatato, in questa missione, che la fede è presente in una percentuale molto alta di cubani. Alla fine della missione, nel dicembre del 2011, è stata annunciata la visita del Santo Padre a Cuba. La notizia è stata ricevuta con una gioia straordinaria. La sua presenza è venuta a confermare questa fede del nostro popolo, a chiarirla con la sua parola. La visita del Santo Padre al santuario della Vergine della Carità a El Cobre è stata molto significativa e altamente apprezzata da tutti. Il Papa, nelle sue parole, fin dal suo arrivo nel nostro Paese, ha fatto notare che veniva come Pellegrino della Carità «per confer- ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 49 Viaggi pastorali Cuba mare nella fede i miei fratelli e incoraggiarli nella speranza». Erano le parole giuste ed erano sentite con emozione da tutti quelli che avevano, come me, la fortuna di accogliere il Successore di Pietro. Il Santo Padre ha voluto sottolineare che la sua visita era in continuità con quella del beato Giovanni Paolo II. Quella visita pastorale cambiò la vita della Chiesa a Cuba. La Chiesa cattolica ebbe allora le sue prime manifestazioni pubbliche e le prime trasmissioni televisive di cerimonie cattoliche. Il mondo intero e gli stessi cubani compresero che la Chiesa era viva, che aveva continuato a essere presente in tanti anni di difficoltà e di silenzio. Dopo quell’evento si cominciò a celebrare il Natale come festa civile, vi furono interventi radiofonici di vari vescovi in alcune date importanti; la copertura mediatica della morte e dei funerali di Giovanni Paolo II fu veramente impressionante. Da quel momento cominciano a farsi frequenti le apparizioni del Papa alla televisione per Natale, Pasqua e in altre occasioni, come la Via Crucis del Venerdì Santo; le pubblicazioni della Chiesa si diffondono e sono molto apprezzate. Dopo quella visita, viene permesso l’ingresso nel Paese al personale religioso, sacerdoti e donne e uomini consacrati, e la Chiesa ha la possibilità di celebrare pubblicamente la fede con processioni e altre cerimonie. Sono aperte “case di preghiera” in centinaia di luoghi, dove i fedeli si riuniscono per la catechesi, la celebrazione della santa messa e altre attività. La Chiesa aspira ora a rendere sistematica la sua presenza nei media, soprattutto alla radio e alla televisione. La Chiesa, in questi ultimi anni, ha incrementato la sua attività sociale attraverso la Caritas, che ha un grande volontariato nazionale. In caso di uragani, l’intervento della Caritas è effica50 3OGIORNI - 3/4 - 2012 A destra, Benedetto XVI presiede la santa messa nella solennità dell’Annunciazione del Signore, in occasione del quarto centenario del ritrovamento della statuetta della Virgen de la Caridad del Cobre. La piccola scultura lignea, rinvenuta nel 1606 da tre pescatori nelle acque della Bahía de Nipe e conservata nel Santuario nazionale, è stata per l’occasione esposta in Plaza Antonio Maceo a Santiago de Cuba il 26 marzo Il Papa, nelle sue parole, fin dal suo arrivo nel nostro Paese, ha fatto notare che veniva come Pellegrino della Carità «per confermare nella fede i miei fratelli e incoraggiarli nella speranza» ce e rapido nella distribuzione di aiuti che arrivano dai Paesi stranieri e di quanto la Chiesa a Cuba porta in queste circostanze. La Caritas ha molte mense nelle chiese parrocchiali e altri locali per persone della terza età. Ha anche asili nido per bambini da uno a cinque anni, appartenenti a famiglie irregolari, in diverse località del Paese. Questa attività assistenziale della Caritas è molto apprezzata dalla popolazione. Due anni fa la Chiesa, di fronte ai conflitti sorti con le mogli dei carcerati, che manifestavano perché i propri mariti fossero liberati, si rivolse al gover no per esprimere la sua preoccupazione e fu invitata a mediare con quelle donne, a chiedere loro che formulassero le proprie richieste e desideri. Fra le altre cose, esse proposero al cardinale che i mariti fossero mandati in un altro Paese perché era «preferibile essere separati dal mare piuttosto che dalle grate del carcere». Queste proposte furono portate a conoscenza del governo che decise la scarcerazione di cinquantatré detenuti nella primavera del 2003, facendoli uscire dal Paese verso la Spagna, che li accolse con i loro familiari. Dei cinquantatré scarcerati, dodici rimasero a Cuba per loro desiderio e, in seguito, uno di essi si recò negli Stati Uniti. Si andò avanti fino alla liberazione di oltre centoventi detenuti per motivi politici. Alcuni di questi erano stati in carcere per diversi anni. L’arcivescovado dell’Ava- La visita di un Papa conciliatore e i suoi frutti Sotto, fedeli cubani per le strade di Santiago de Cuba attendono il passaggio di Benedetto XVI in Plaza Antonio Maceo, il 26 marzo na riceve richieste da parte di familiari di detenuti e, se si tratta di casi di prigionieri per motivi di coscienza o per motivi politici, abbiamo la possibilità di presentarli alle autorità. Dopo la scarcerazione del numero di prigionieri sopra citato non sono stati presentati nuovi ricorsi di questo genere. Dobbiamo ricordare che la pastorale carceraria, che si occupa di ogni genere di prigionieri, è ben organizzata: si lavora con le famiglie dei detenuti, vi sono visite regolari in carcere, con catechesi e celebrazioni dell’Eucaristia. Papa Benedetto XVI era informato sullo sviluppo della vita della Chiesa dopo la visita del beato Giovanni Paolo II. Per questo ha voluto camminare sulle orme lasciate da quel viaggio pontificio. Nella sua omelia a L’Avana, il Papa ha toccato il tema della verità, l’unica sulla quale – ha detto – è possibile fondare un’etica che sia accettata da tutti. Ha annunciato Gesù Cristo come la verità e ha fatto notare, fedele allo spirito del suo pontificato, le perplessità dell’uomo di fronte alla verità, come Pilato che «aveva davanti a sé la Verità» e non la vedeva in Cristo. Il Papa ha insistito sulla razionalità della fede davanti a quanti arbitrariamente oppongono fede e ragione. Tutte queste precisazioni acquistano una rilevanza particolare da noi. Ha indicato nella verità il fondamento della libertà e ha fatto riferimento ai passi che sono stati fatti a Cuba rispetto alla libertà religiosa, auspicando che si estendano sempre di più le sue possibilità. In proposito, ha fatto riferimento sia alla partecipazione della Chiesa nel campo dell’educazione sia a quella dei cristiani nella costruzione della società. Il Papa ha chiesto – al momento del congedo – che nessuno si senta impedito a prendere parte a questo appassionante compito «per limitazione delle proprie libertà fondamentali, né si senta esonerato da esso per negligenza o carenza di mezzi materiali». Il Papa invitava così tutti i cubani a partecipare alla costruzione di «una società di ampi orizzonti, rinnovata e riconciliata», superando qualsiasi difficoltà e ostacolo in questo impegno. Ha augurato che la luce del Signore, che ha brillato con fulgore nei giorni della sua presenza fra noi, non si spenga e aiuti tutti a rafforzare la concordia e a «far fruttificare il meglio dell’anima cubana, i suoi valori più nobili, sui quali è possibile fondare una società rinnovata e riconciliata». Il Santo Padre ha precisato che la situazione che Cuba vive «risulta aggravata dalle misure economiche restrittive imposte dal di fuori del Paese, che pesano negativamente sulla popolazione». Riassumendo, il Papa ha fatto un appello per eliminare, nella dimensione nazionale e internazionale, «posizioni inamovibili e punti di vista unilaterali», proponendo di non fermarsi nel cammino del dialogo paziente e sin¬ cero che genera speranza. 3OGIORNI - 3/4 - 2012 51 Viaggi pastorali Cuba Il Papa ha fatto riferimento ai cambiamenti di modello socioeconomico necessari a Cuba e ha detto che noi cristiani dobbiamo appoggiare questa ricerca «con pazienza e in modo costruttivo, evitando traumi» Nelle sue prime parole su Cuba, sull’aereo che lo conduceva in America, il Papa ha fatto riferimento ai cambiamenti di modello socioeconomico necessari a Cuba e ha detto che noi cristiani dobbiamo appoggiare questa ricerca «con pazienza e in modo costruttivo, evitando traumi». È un giusto suggerimento, perché qualsiasi salto brusco o violento produce traumi sociali che lasciano impronte negative nei popoli. Il Santo Padre, fedele al suo programma fondamentale come Successore di Pietro – quello che ha presentato ai cardinali riuniti per il conclave quando ha spie52 3OGIORNI - 3/4 - 2012 gato di aver scelto il nome di Benedetto perché il suo ultimo antecessore che aveva portato questo nome era stato un Pontefice conciliatore – è venuto a Cuba facendo veramente onore al progetto conciliatore del suo pontificato, e lo ha fatto senza tacere la verità, con chiarezza e all’altezza programmatica del suo sommo ministero. Sentiamo fin d’ora che l’orma del suo passo ha segnato il popolo cubano, profondamente colpito dalla mitezza e dalla bontà riflesse nelle parole e nei gesti di papa Benedetto XVI, che rappresentano una benedizione speciale per tutta la nazio- Fedeli cubani accolgono festosamente l’arrivo di Benedetto XVI in Plaza Antonio Maceo a Santiago de Cuba, il 26 marzo ne cubana e per ciascuno di noi. Questa visita del Santo Padre nell’Anno giubilare mariano di Cuba ci incoraggia e ci dà forza nella celebrazione dell’Anno della fede che il Successore di Pietro propone con tanta sollecitudine alla Chiesa universale. Sarà un’occasione speciale per approfondire la fede che abbiamo constatato essere viva nel cuore dei nostri fratelli cubani. Rimane, dunque, un profondo sentimento di gratitudine e di speranza nella nostra Chiesa a Cuba e in tutto il nostro popolo per la visita di papa Benedetto XVI, e un ricordo commosso per la sua presenza fra noi. q PAPA BENEDETTO AI BAMBINI MESSICANI Prima di recarsi a Cuba dal 26 al 29 marzo, papa Benedetto XVI ha voluto incontrare i bambini durante la sua visita pastorale in Messico, svoltasi dal 23 al 26 marzo. Ecco il suo intervento, tenuto sabato 24 marzo in Plaza de la Paz, a Guanajuato, capitale dell’omonimo Stato messicano Cari bambini, sono felice di potervi incontrare e di vedere i vostri volti allegri che riempiono questa bella piazza. Voi occupate un posto molto importante nel cuore del Papa. E in questo momento desidero che lo sappiano tutti i bambini del Messico, particolarmente quelli che sopportano il peso della sofferenza, lʼabbandono, la violenza o la fame, che in questi mesi, a causa della siccità, si è fatta sentire fortemente in alcune regioni. Grazie per questo incontro di fede, per la presenza festosa e la gioia, che avete espresso con i canti. Oggi siamo pieni di giubilo, e questo è importante. Dio vuole che siamo sempre felici. Egli ci conosce e ci ama. Se lasciamo che lʼamore di Cristo cambi il nostro cuore, allora noi potremo cambiare il mondo. Questo è il segreto della felicità autentica. Questo luogo nel quale ci ritroviamo ha un nome che esprime lʼanelito presente nel cuore di tutti i popoli: “la pace”, un dono che proviene dallʼAlto. «La pace sia con voi» (Gv 20, 21). Sono le parole del Signore risorto. Le ascoltiamo in ogni messa, e oggi risuonano di nuovo qui, con la speranza che ciascuno si trasformi in seminatore e messaggero di quella pace per la quale Cristo donò la sua vita. Il discepolo di Gesù non risponde al male con il male, bensì è sempre strumento del bene, araldo del perdono, portatore di allegria, servitore dellʼunità. Gesù vuole scrivere in ognuna delle vostre vite una storia di amicizia. Abbiatelo, allora, come il migliore dei vostri amici. Egli non si stancherà di dirvi di amare sempre tutti e di fare il bene. Voi lo ascolterete, se avrete sempre un rapporto assiduo con Lui, che vi aiuterà anche nelle situazioni più difficili. Benedetto XVI si affaccia dal balcone centrale del Palazzo presidenziale di Guanajuato per un saluto e una benedizione ai bambini Sono venuto perché sentiate il mio affetto. Ciascuno di voi è un regalo di Dio per il Messico e per il mondo. La vostra famiglia, la Chiesa, la scuola e chi ha responsabilità nella società devono lavorare uniti perché voi possiate ricevere come eredità un mondo migliore, senza invidie né divisioni. Per questo, desidero levare la mia voce invitando tutti a proteggere e accudire i bambini, perché mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia. Voi, miei piccoli amici, non siete soli. Contate sullʼaiuto di Cristo e della sua Chiesa per condurre uno stile di vita cristiano. Partecipate alla messa domenicale, alla catechesi, a qualche gruppo di apostolato, cercando luoghi di preghiera, fraternità e carità. Così vissero i beati Cristobal, Antonio e Giovanni, i piccoli martiri di Tlaxcala, che conoscendo Gesù, al tempo della prima evangelizzazione del Messico, scoprirono che non esiste tesoro più grande di Lui. Erano piccoli come voi, e da loro possiamo imparare che non esiste età per amare e servire. Avrei il desiderio di trattenermi più tempo con voi, ma devo già andarmene. Continueremo a rimanere uniti nella preghiera. Vi invito, allora, a pregare sempre, anche a casa; così sperimenterete la gioia di parlare con Dio in famiglia. Pregate per tutti, anche per me. Io pregherò per voi, perché il Messico sia un focolare nel quale tutti i suoi figli vivano in serenità e armonia. Vi benedico di cuore e vi invito a portare lʼaffetto e la benedizione del Papa ai vostri genitori e fratelli, così come a tutti gli altri che vi sono cari. Che la Vergine vi accompagni. Molte grazie, miei piccoli amici! Benedetto XVI accolto da alcuni bambini al suo arrivo all’aeroporto di Guanajuato, il 23 marzo © Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana 3OGIORNI - 3/4 - 2012 53 Sviluppo mercati esteri per piccole e medie imprese Assistenza operativa su mercati esteri Predisposizione Company Profiles Strategie e organizzazione d’impresa Creazione filiere di processo e prodotto Libia Square, 2 - 20135 Milan, Italy [email protected] Ph.: +39.335.7458197 VAT #: 07111340959 Spicchi Spicchi Spicch 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3 PAPA La Confessione è “via“ per la nuova evangelizzazione Fedeli in fila davanti al confessionale di san Pio da Pietrelcina Il 9 marzo Benedetto XVI è intervenuto all’annuale corso sul Foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica. Riportiamo parte del suo discorso, pubblicato sull’Osservatore Romano del 10 marzo: «In che senso allora la Confessione sacramentale è “via” per la nuova evangelizzazione? Anzitutto perché la nuova evangelizzazione trae linfa vitale dalla santità dei figli della Chiesa, dal cammino quotidiano di conversione personale e comunitaria per conformarsi sempre più profondamente a Cristo. E c’è uno stretto legame tra santità e Sacramento della Riconciliazione, testimoniato da tutti i santi della storia. La reale conversione dei cuori, che è aprirsi all’azione trasformante e rinnovatrice di Dio, è il “motore” di ogni riforma e si traduce in una vera forza evangelizzante. Nella Confessione il peccatore pentito, per 56 3OGIORNI - 3/4 - 2012 l’azione gratuita della misericordia divina, viene giustificato, perdonato e santificato, abbandona l’uomo vecchio per rivestirsi dell’uomo nuovo. Solo chi si è lasciato profondamente rinnovare dalla Grazia divina, può portare in sé stesso, e quindi annunciare, la novità del Vangelo [...]. La nuova evangelizzazione, allora, parte anche dal confessionale! Parte cioè dal misterioso incontro tra l’inesauribile domanda dell’uomo, segno in lui del Mistero Creatore, e la misericordia di Dio, unica risposta adeguata al bisogno umano di infinito. Se la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione sarà questo, se in essa i fedeli faranno reale esperienza di quella misericordia che Gesù di Nazareth, Signore e Cristo, ci ha donato, allora diverranno essi stessi testimoni credibili di quella santità, che è il fine della nuova evangelizzazione». hi Spicchi Spicchi Spicchi 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI Chiesa/1 Bertello, la fede dei semplici e i miracoli di Gesù «Ci sono due modi per avvicinarsi a Gesù: con l’approccio dei “sapienti”, che mettono in dubbio le sue parole, o con quello della gente semplice, che dà testimonianza dei miracoli di Cristo e ha gli occhi per vedere l’Atteso». Così il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in un’omelia durante una messa celebrata nella chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo. Le parole del porporato sono state riprese sull’Osservatore Romano del 4 aprile. le impresa di salvare, attraverso le proprie categorie, Gesù Cristo e la Sua Parola. Ma in questa immagine siamo rappresentati anche noi, ogni qual volta, con i nostri piani pastorali, con i nostri progetti e dibattiti, avulsi da una vera fede, pretendiamo di spiegare a Gesù Cristo chi Egli è. Cleopa, il suo compagno di cammino – e dopo di loro i discepoli di ogni tempo –, alla fine esprimono tutta la loro desolazione e sfiducia nei confronti di Gesù e del suo operato; le parole dei due e l’uso del tempo imperfetto risultano inequivocabili: “… noi speravamo che fosse Lui a liberare Israele; con tutto ciò sono passati tre giorni…” (Lc 24, 21). Quando la fede viene meno, o non è più in grado di sostenere e fecondare la vita dei discepoli, allora ogni discorso teologico, ogni piano pastorale o copertura mediatica appaiono insufficienti. E noi ci troviamo nella stessa condizione dei due discepoli di Emmaus, incapaci d’andar oltre le loro logiche, i loro stati d’animo, scoprendoci prigionieri delle loro paure. Teniamo conto di tutto ciò alla vigilia dell’incipiente Anno della fede». Sacro Collegio/1 La morte dei cardinali Sánchez, Daoud e Aponte. Gli ottant’anni di Quezada ed Egan Il 9 marzo è scomparso il cardinale filippino José T. Sán- chez, 92 anni, prefetto emerito della Congregazione per il Clero. Il 7 aprile è venuto meno il porporato siriano Ignace Moussa Daoud, 81 anni, patriarca emerito di Antiochia dei Siri e prefetto emerito della Congregazione per le Chiese orientali. Il 10 aprile è morto il cardinale latinoamericano Luis Aponte Martínez, 89 anni, arcivescovo emerito di San Juan de Puerto Rico. L’8 marzo ha compiuto ottant’anni il cardinale Rodolfo Quezada Toruño, arcivescovo emerito di Città del Guatemala, mentre il 2 aprile ha raggiunto la medesima età il porporato Edward M. Egan, arcivescovo emerito di New York. Al 20 aprile quindi il Collegio cardinalizio conta ¬ Chiesa/2 Moraglia e l’anno della fede Il 25 marzo il nuovo patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, si è insediato nella nuova sede episcopale. Nella sua prima messa si è soffermato sul brano del Vangelo riguardante la Cena di Emmaus. Ne riportiamo un passaggio: «I due pellegrini – Cleopa e il compagno di strada – stanno camminando con Gesù risorto e sono tristi perché, per loro, è ancora morto; a un determinato momento, pretendono, addirittura, di spiegare proprio a Lui che cosa era successo nei giorni precedenti, in Gerusalemme [...]. Pare di intravedere, in questo goffo tentativo, l’immagine di certa teologia, più volenterosa che illuminata, tutta dedita all’ardua e improbabi- Gesù risorto con i due discepoli di Emmaus, Duccio di Buoninsegna, Museo dell’Opera del Duomo, Siena 3OGIORNI - 3/4 - 2012 57 Spicchi Spicchi Spicch 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3 ANNO DELLA FEDE Messori: la fede è solo «scommettere» sulla risurrezione di Gesù stiano, è questo, e solo questo: “scommettere” Su Sette del 5 aprile (supplemento settimanale (per usare il termine di Pascal, grande devoto e del Corriere della Sera) è apparso un interessangrande matematico) sulla verità dei Vangeli, che te articolo a firma di Vittorio Messori. Ne riproci narrano del sepolcro vuoto, il terzo giorno, e poniamo alcuni passaggi: «Domenica di Pasqua. delle apparizioni del Crocifisso per ben quaranta Per la fede, è l’evocazione della risurrezione di giorni [...]. Questo è il fondamento. Tutto il resto quel Gesù, crocifisso tre giorni prima, che – pronon è che conseguenza e commento, per quanto prio uscendo dal sepolcro – mostra di essere il indispensabile e importante. Ed è proprio a queCristo, il Messia annunciato dai profeti e atteso sto fondamento, a questa semplicità che Joseph da Israele. Molti, anche tra i credenti, hanno diRatzinger esortava a tornare, in tutto il quarto di menticato che, per secoli, in confronto alla Pasecolo in cui fu “prefetto della fede“. Ora, da pasqua il Natale fu una festa secondaria e che, anpa, vuole aiutare a ritornarci, con l’aiuto dell’ancora oggi, le Chiese orientali danno maggior rino apposito che dicevamo [...]. Il cristianesimo salto liturgico alla Epifania, segno della manifenon è una sapienza, non è un’etica, una cultura, stazione di quel Messia a tutte le genti. E quanti, un complesso di norme di vita, per quanto sagge. pur tra coloro che praticano la messa, ricordano È anche questo, ma in modo derivato, perché nel che la domenica si chiama così (Dies Domini, suo nucleo essenziale è una storia, è un racconto giorno del Signore) perché è il rinnovamento, vero, che culmina nella Risurrezione». cinquattaquattro volte l’anno, di quel “giorno dopo il sabato“ in cui avvenne il Grande Evento? [...]. San Paolo, autore Maria Maddalena e l’altra Maria al sepolcro, da scrittura sintetica e nervosa, paropera della Comunità della Riconciliazione-Santa Teresa di Gesù bambino, Borgo Pio, Roma la chiaro, ammonendo i cristiani di Corinto: “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la mia predicazione ed è vana anche la vostra fede… Se noi abbiamo avuto speranza in Lui soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini”. Perché ridire oggi queste cose? Ma per ricordare che quella fede, cui Benedetto XVI ha deciso di dedicare un apposito anno di riflessione e di riscoperta, quella fede è assai più semplice di quanto non sembri a molti. E ben meno complessa di quanto abbiano rischiato di farci dimenticare anche uomini di Chiesa, sommergendoci di parole dette e scritte, di enunciati teologici, di prescrizioni morali. Credere, per un cri58 3OGIORNI - 3/4 - 2012 hi Spicchi Spicchi Spicchi 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI 210 membri, di cui 123 elettori in un eventuale conclave. Il 17 maggio compie 80 anni il cardinale Miloslav Vlk, arcivescovo emerito di Praga. MEDIO ORIENTE Grossman: «Perché dico no alla guerra all’Iran» Una manifestazione Sacro Collegio/2 per le strade di Tel Aviv, Le dimissioni del cardinale Turcotte a Montréal Il 20 marzo sono state accolte le dimissioni del cardinale Jean-Claude Turcotte, 76 anni il prossimo giugno, da arcivescovo di Montréal in Canada. Al suo posto è stato nominato monsignor Christian Lépine, sessant’anni, dal luglio 2011 ausiliare della medesima arcidiocesi. Cristianesimo L’umiltà di Benedetto XVI Filippo Di Giacomo, sull’Unità del 28 marzo, ha firmato un interessante articolo sul recente viaggio del Papa in America Latina (Messico e Cuba), in particolare sulla calorosa accoglienza a lui riservata in questo continente. Conclude Di Giacomo: «Agli inizi degli anni Sessanta, Yves Congar insegnava che il peccato più grande che i cattolici possano compiere verso il Successore di Pietro consiste nel trasformarlo in idolo, nel renderlo oggetto di “papolatria”, nel far credere che solo ciò che viene dall’alto della gerarchia è cattolico. In realtà, il Papa “è Pietro” quando riesce a confermare nella fede chiunque gli sia fratello nell’unico Battesimo. Benedetto XVI ha confidato che si recava in Messico e a Cuba “per imparare”: è un bel modo di fare il Papa». ¬ contro l’ipotesi di un attacco preventivo israeliano agli impianti nucleari iraniani, il 24 marzo 2012 Un’interessante riflessione su un possibile attacco preventivo all’Iran è apparsa sulle colonne della Repubblica del 12 marzo a firma di David Grossman. Così il noto romanziere israeliano: «L’Iran, come si sa, non è solo un Paese fondamentalista ed estremista. Ampie fasce della sua popolazione sono laiche, colte e progredite. Numerosi rappresentanti del suo vasto ceto medio hanno manifestato con coraggio e a rischio della propria vita contro un regime religioso e tirannico che detestano. Non sto dicendo che una parte del popolo iraniano provi simpatia per Israele ma un giorno, in futuro, queste persone potrebbero governare l’Iran ed essere forse più propense a Israele. Una tale possibilità sfumerebbe tuttavia se Israele attaccasse l’Iran raffigurandosi come una nazione arrogante e megalomane, un nemico storico contro il quale lottare strenuamente, anche agli occhi dei moderati iraniani. Questa eventualità è più o meno pericolosa di un Iran nucleare? E cosa farà Israele se a un certo punto anche l’Arabia Saudita deciderà di volere armi nucleari e le otterrà? Sferrerà un altro attacco? E se anche l’Egitto, sotto il nuovo governo, sceglierà questa strada? Israele lo bombarderà? E rimarrà per sempre l’unico Paese della regione autorizzato ad avere armi nucleari?». Così conclude Grossman: «Un simile attacco sarebbe azzardato, sconsiderato, precipitoso e potrebbe cambiare completamente il nostro futuro, non oso nemmeno immaginare come. Anzi, no: lo posso immaginare, ma la mano si rifiuta di scriverlo [...]. Penso al fatto che in una situazione tanto ambigua e controversa l’unica cosa certa talvolta è la paura. Sarebbe allettante aggrapparvisi, consentirle di consigliarci e guidarci, percepire il palpito familiare che noi israeliani riconosciamo. Sono sicuro che chi è a favore di un attacco all’Iran lo giustifica sostenendo che in questo modo si eviterà la possibilità di un incubo peggiore in futuro. Ma chi ha il diritto di condannare a morte così tante persone solo in nome di un timore che potrebbe non concretizzarsi mai?». Titolo dell’articolo: Perché dico no alla guerra all’Iran. 3OGIORNI - 3/4 - 2012 59 Spicchi Spicchi Spicch 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3 CHIESA La predilezione di Dio «per ciò che è piccolo» «“Le grandi cose iniziano sempre in un Gesù e i bambini, Luca Ch’en, grano di senape e i movimenti di massa Galleria d’arte contemporanea hanno sempre una breve durata”. Pro Civitate Christiana, Assisi Questa frase scritta per descrivere le esigenze di una nuova evangelizzazione da papa Benedetto XVI, quando era ancora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, mette bene a fuoco ciò che sta a cuore a Joseph Ratzinger in quanto teologo, vescovo e papa». Questo l’incipit di un articolo del cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, apparso sull’Osservatore Romano dello scorso 15 aprile. Così, per il porporato, il Santo Padre pone a «principio basilare» dell’agire di Dio nella storia proprio la «predilezione per ciò che è piccolo». E spiega: «Il granello di senape non è solo un paragone della speranza cristiana, ma evidenzia anche che il grande nasce dal piccolo non per mezzo di stravolgimenti rivoluzionari e neppure perché noi uomini ne assumiamo la regia ma perché ciò avviene in modo lento e graduale, seguendo una dinamica propria. Di fronte a esso l’atteggiamento cristiano può solo essere di amore e pazienza, che è il lungo respiro dell’amore. [...] Al contrario noi uomini siamo sempre tentati di prendere il particolare per il nape il Papa sottolinea che l’azione nella Chiesa tutto, di scambiare il finito per l’infinito e, di conse- dovrebbe avere come punto di riferimento il suo guenza, porre l’accento, nel paragone di Gesù, sul- mistero e non esigere di trarne subito un grande alla crescita; vorremmo, con nervosa impazienza, bero. La Chiesa è al tempo stesso granello di senaavere molto velocemente un grande albero robusto pe e albero e il Papa lo sottolinea precisando che: e, se necessario, contribuirvi con le nostre mani, “Forse noi dovremmo, la Chiesa dovrebbe trovarsi nel nostro sforzo di scorgere subito un risultato di davanti a grandi prove (1Ts 1, 6) per imparare di tutto rispetto, e nella pastorale rischiamo di nuovo di cosa vive anche oggi, vive per la speranza confondere la cura di anime con la preoccupazione del granello di senape e non per la forza dei suoi per il numero [...]. Con il paragone del grano di se- progetti e delle sue strutture”». 60 3OGIORNI - 3/4 - 2012 hi Spicchi Spicchi Spicchi 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI IN BREVE 3OGIORNI Stati Uniti Brzezinski: una guerra contro l’Iran avrebbe conseguenze devastanti «“Che cosa prevede sull’evoluzione della Primavera araba?”. “Dipende dal fatto se sarà evitato o meno il conflitto con l’Iran. Una guerra tra Usa e Iran, conseguente a un attacco militare israeliano contro l’Iran, avrebbe conseguenze devastanti nella regione, spingendo gli Stati Uniti in una guerra con molte somiglianze, purtroppo, con la recente campagna militare in Iraq. Tornare alle politiche solitarie e unilaterali seguite dal secondo presidente Bush sarebbe molto controproducente”». Così Zbigniew Brzezinski, già consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Jimmy Carter, in un’intervista rilasciata alla Stampa il 5 marzo. Italia/1 Confermato Bagnasco alla Cei Il 7 marzo il Papa ha confermato il cardinale Angelo Bagnasco, 69 anni, dal 2006 arcivescovo di Genova, come presidente della Cei per un secondo quinquennio. Italia/2 nato sacerdote nel 1982 per la diocesi di Nocera Inferiore – Sarno, dal maggio 2005 arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi – Conza – Nusco – Bisaccia, è stato nominato arcivescovo di Sorrento – Castellammare di Stabia. Il 4 aprile monsignor Francesco Milito, 64 anni, dal 1972 sacerdote per la diocesi di Rossano – Cariati e dal 2007 vicario episcopale per l’ecumenismo e la cultura per la medesima diocesi, è stato nominato vescovo di Oppido Mamertina – Palmi. Nuovi vescovi a Sorrento e Oppido Mamertina Diplomazia Il 10 marzo monsignor Francesco Alfano, 56 anni, ordi- Il 10 marzo l’arcivescovo sardo Mario Roberto Cassa- Nuovo nunzio in Sudafrica ri, 68 anni, è stato nominato nunzio in Sudafrica, Botswana, Namibia e Swaziland. Arcivescovo dal 1999, dopo essere stato nunzio in Africa, dal febbraio 2008 era rappresentante pontificio in Croazia. Il 17 marzo Cassari è stato nominato anche nunzio in Lesotho. Il 24 marzo l’arcivescovo siciliano Santo Gangemi, cinquant’anni, nominato a gennaio nunzio nelle Isole Salomone, è stato nominato nunzio anche in Papua Nuova Guinea. Mentre il 14 aprile l’arcivescovo polacco Marek Solczynski, 51 anni, nominato lo scorso novembre nunzio in Georgia e a dicembre in Armenia, è stato nominato rappresentante pontificio anche in Azerbaigian. q INFORMAZIONE PUBBLICITARIA Pe r s c o p r i r e l a C h i e s a s e g u i t e La traccia L’insegnamento di Benedetto XVI SOTTOSCRIVO UN ABBONAMENTO ANNUALE A La traccia A € 45 (11 NUMERI+COPERTINA PER RILEGARE L’ANNATA) , CHE INVIERETE AL SEGUENTE NOMINATIVO: L’unico mensile in Italia che raccoglie tutti i discorsi e i documenti completi del Santo Padre. Encicliche, viaggi pastorali, messaggi e lettere, traduzioni in italiano dei discorsi in lingua straniera. Ogni volume è corredato di tre indici: cronologico, per temi e per nomi. Ogni anno, in omaggio, la copertina per rilegare i volumi e l’indice generale. Indirizzo ………………………………………………………… Città ………………………………………… Prov. …………… Cap. ………………… Tel. ……………………………………… Indicare con una croce la modalità di pagamento scelta: q Invio in busta chiusa il coupon compilato e l’assegno non trasferibile di € 45 intestato a: I.GE.I. s.r.l. " nelle librerie cattoliche. Cognome ………………………………………………………… " La traccia è in vendita Nome……………………………………………………………… q Attendo vostro avviso (inviare solo il coupon compilato) q Versamento sul c/c postale n. 17007030 intestato a: I.GE.I. s.r.l. Compilare, ritagliare e spedire a: I.GE.I. s.r.l. - Via Vincenzo Manzini, 45 - 00173 Roma Tel. (06) 72.64.041 PASQUA 2012 Surrexit Christus spes mea Brani tratti dalle omelie e dai discorsi di papa Benedetto XVI per la celebrazione della Santa Pasqua Gesù risorto e Maria Maddalena, Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova 62 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Il linguaggio di Colui che è veramente bambino «I discepoli, la cui vicinanza Gesù cercò in quell’ora di estremo travaglio come elemento di sostegno umano, si addormentarono presto. Sentirono tuttavia alcuni frammenti delle parole di preghiera di Gesù e osservarono il suo atteggiamento. Ambedue le cose si impressero profondamente nel loro animo ed essi le trasmisero ai cristiani per sempre. Gesù chiama Dio “Abbà”. Ciò significa – come essi aggiungono – “Padre”. Non è, però, la forma usuale per la parola “padre”, bensì una parola del linguaggio dei bambini – una parola affettuosa con cui non si osava rivolgersi a Dio. È il linguaggio di Colui che è veramente “bambino”, Figlio del Padre, di Colui che si trova nella comunione con Dio, nella più profonda unità con Lui». Omelia del Giovedì Santo, messa in Coena Domini, 5 aprile 3OGIORNI - 3/4 - 2012 63 I cristiani con il loro inginocchiarsi entrano nella preghiera di Gesù «Luca, invece, ci dice che Gesù pregava in ginocchio. Negli Atti degli Apostoli, egli parla della preghiera in ginocchio da parte dei santi: Stefano durante la sua lapidazione, Pietro nel contesto della risurrezione di un morto, Paolo sulla via verso il martirio. Così Luca ha tracciato una piccola storia della preghiera in ginocchio nella Chiesa nascente. I cristiani, con il loro inginocchiarsi, entrano nella preghiera di Gesù sul Monte degli Ulivi. Nella minaccia da parte del potere del male, essi, in quanto inginocchiati, sono dritti di fronte al mondo, ma, in quanto figli, sono in ginocchio davanti al Padre. Davanti alla gloria di Dio, noi cristiani ci inginocchiamo e riconosciamo la sua divinità, ma esprimiamo in questo gesto anche la nostra fiducia che Egli vinca». Omelia del Giovedì Santo, messa in Coena Domini, 5 aprile 64 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Brani dalle omelie e dai discorsi di papa Benedetto XVI La luce rende possibile la vita. Rende possibile l’incontro «Che cosa intende dire con ciò il racconto della creazione? La luce rende possibile la vita. Rende possibile l’incontro. Rende possibile la comunicazione. Rende possibile la conoscenza, l’accesso alla realtà, alla verità. E rendendo possibile la conoscenza, rende possibile la libertà e il progresso. Il male si nasconde. La luce pertanto è anche espressione del bene che è luminosità e crea luminosità. È giorno in cui possiamo operare. Il fatto che Dio abbia creato la luce significa che Dio ha creato il mondo come spazio di conoscenza e di verità, spazio di incontro e di libertà, spazio del bene e dell’amore. La materia prima del mondo è buona, l’essere stesso è buono. E il male non proviene dall’essere che è creato da Dio, ma esiste solo in virtù della negazione. È il “no”». Omelia della Veglia pasquale, Sabato Santo, 7 aprile PASQUA 2012 Surrexit Christus, spes mea «“Surrexit Christus, spes mea / Cristo, mia speranza, è risorto” (Sequenza pasquale). Giunga a tutti voi la voce esultante della Chiesa, con le parole che l’antico inno pone sulle labbra di Maria Maddalena, la prima a incontrare Gesù risorto il mattino di Pasqua. Ella corse dagli altri discepoli e, col cuore in gola, annunciò loro: “Ho visto il Signore!” (Gv 20, 18). Anche noi, che abbiamo attraversato il deserto della Quaresima e i giorni dolorosi della Passione, oggi diamo spazio al grido di vittoria: “È risorto! È veramente risorto!”». Messaggio Urbi et orbi, Santa Pasqua, 8 aprile Con Lui posso sperare che la mia vita sia piena «Ogni cristiano rivive l’esperienza di Maria di Magdala. È un incontro che cambia la vita: l’incontro con un Uomo unico, che ci fa sperimentare tutta la bontà e la verità di Dio, che ci libera dal male non in modo superficiale, momentaneo, ma ce ne libera radicalmente, ci guarisce del tutto e ci restituisce la nostra dignità. Ecco perché la Maddalena chiama Gesù “mia speranza”: perché è stato Lui a farla rinascere, a donarle un futuro nuovo, un’esistenza buona, libera dal male. “Cristo mia speranza” significa che ogni mio desiderio di bene trova in Lui una possibilità reale: con Lui posso sperare che la mia vita sia buona e sia piena, eterna, perché è Dio stesso che si è fatto vicino fino a entrare nella nostra umanità». Messaggio Urbi et orbi, Santa Pasqua, 8 aprile Brani dalle omelie e dai discorsi di papa Benedetto XVI Victimae paschali Victimae paschali laudes immolent christiani. Agnus redemit oves: Christus innocens Patri reconciliavit peccatores. Mors et vita duello conflixere mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus. Dic nobis, Maria, quid vidisti in via? Sepulchrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis: angelicos testes, sudarium et vestes. Surrexit Christus spes mea: praecedet suos in Galilaeam. Scimus Christum surrexisse a mortuis vere: tu nobis, victor Rex, miserere. Amen. Alleluia. 3OGIORNI - 3/4 - 2012 67 PASQUA 2012 Nel cuore della Vergine Maria, la madre di Gesù, la fiammella è rimasta accesa in modo vivo anche nel buio della notte «Con la morte di Gesù, sembrava fallire la speranza di quanti confidavano in Lui. Ma quella fede non venne mai meno del tutto: soprattutto nel cuore della Vergine Maria, la madre di Gesù, la fiammella è rimasta accesa in modo vivo anche nel buio della notte». Messaggio Urbi et orbi, Santa Pasqua, 8 aprile 68 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Brani dalle omelie e dai discorsi di papa Benedetto XVI Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui «Cari fratelli e sorelle! Se Gesù è risorto, allora – e solo allora – è avvenuto qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo. Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo». Messaggio Urbi et orbi, Santa Pasqua, 8 aprile Se Cristo non è risorto, vuota è anche la vostra fede «Cari fratelli e sorelle! Buona giornata a voi tutti! Il lunedì dopo Pasqua è in molti Paesi una giornata di vacanza, in cui fare una passeggiata in mezzo alla natura, oppure andare a visitare parenti un po’ lontani per ritrovarsi insieme in famiglia. Ma vorrei che fosse sempre presente nella mente e nel cuore dei cristiani il motivo di questa vacanza, cioè la Risurrezione di Gesù, il mistero decisivo della nostra fede. Infatti, come scrive san Paolo ai Corinzi, “se Cristo non è risorto, vuota è allora la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede” (1Cor 15, 14). Perciò in questi giorni è importante rileggere le narrazioni della risurrezione di Cristo che troviamo nei quattro Vangeli, e leggerle con il nostro cuore. Si tratta di racconti che, in modi diversi, presentano gli incontri dei discepoli con Gesù risorto, e ci permettono così di meditare su questo evento stupendo che ha trasformato la storia e dà senso all’esistenza di ogni uomo, di ognuno di noi». Lunedì dell’Angelo, dopo il Regina Coeli, 9 aprile L a Q.S.A. Srl e l’ ITALSERVIZI Srl sono società di servizi alle aziende per la sicurezza e la salute dei lavoratori, promosse da un gruppo di medici specialisti in medicina del lavoro, che progettano e realizzano sistemi di gestione aziendale di sicurezza sul lavoro comprendenti la sorveglianza sanitaria, le indagini ambientali per i rischi da sostanze chimiche, fisiche e biologiche e tutti gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/2008. Q.S.A. e ITALSERVIZI forniscono la loro consulenza ad oltre 200 aziende distribuite in tutto il territorio nazionale attraverso unità mobili di Medicina del Lavoro dotate di tutte le apparecchiature strumentali necessarie e sono supportate nelle loro attività da docenti delle Università “La Sapienza”, “Tor Vergata”, “Cattolica” di Roma e dell’Università di Pisa. I loro clienti principali sono l’Agenzia delle Entrate, l’Agip Petroli, la Confcooperative, la Coop, la Televisione Sat2000, la Finmeccanica, il Comitato Tecnico Paritetico della Cassa Edile di Roma e Provincia, l’Accademia Nazionale dei Lincei e l’Italgas. Q.S.A. e ITALSERVIZI organizzano, con l’Università La Sapienza, i corsi di idoneità allo svolgimento delle funzioni di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione ai sensi del 195/03. Q.S.A. e ITALSERVIZI sono iscritte all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell'Istruzione, dell'Universita e della Ricerca. La Q.S.A. è certificata ISO 9001:2000 BVQI dal 24.11.2004. Via F. Antolisei, 25 • 00173 Roma Tel. 06.72996391/2 • 06.7230065 Fax 06.7235273 • 1782202852 QSA Qualità Salute Italservizi s.r.l. 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Anche in vista di questo appuntamento, pubblichiamo l’omelia di sua beatitudine Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti, in occasione della Pasqua del Signore 72 3OGIORNI - 3/4 - 2012 In occasione della festa di Pasqua, invio i miei migliori auguri alla direzione di 30Giorni e ai lettori della rivista. Ringrazio la direzione per aver voluto pubblicare questa omelia, che ho pronunciato in occasione della messa di Pasqua al patriarcato maronita di Bkerke. Mi auguro che possa fornire ai lettori un contributo di crescita spirituale. Béchara Boutros Raï patriarca di Antiochia dei Maroniti e di tutto l’Oriente «Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui» (Mc 16, 6) a verità della morte di Cristo e della sua sepoltura, le sue apparizioni e il sepolcro vuoto, tutto ciò conferma la sua Risurrezione. Figlio di Dio fatto carne, Gesù è morto davvero sulla croce per la redenzione dei peccati di tutta l’umanità. Per mezzo del suo sangue, ha riconciliato Dio con ciascun uomo, affinché noi viviamo la riconciliazione con Dio e gli uni con gli altri. È risorto per la nostra giustificazione (Rm 4, 25) e per donarci la vita nuova, che è la vita divina in noi. È questa la portata dell’annuncio dell’angelo alle donne, all’alba della domenica della Risurrezione: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui» (Mc 16, 6). A nostra volta, noi annunciamo L questa notizia al mondo intero: Cristo è risorto! È veramente risorto! Eccellenza, presidente Michel Suleiman, siamo lieti che lei sia in prima fila tra i fedeli in questa festa della Risurrezione dai morti del Signore Gesù. In mezzo a questi fedeli ci sono ministri, deputati, presidenti di municipalità, sindaci e altre personalità della vita pubblica e del settore privato. A lei, signor presidente, e a tutti i presenti vorremmo esprimere il nostro augurio più sincero che Cristo Signore, risuscitato dai morti, vi possa donare in abbondanza le sue grazie, la sua pace, la sua gioia, e che doni al Libano e ai Paesi arabi, oggi in crisi, di ritrovare l’unità, la stabilità e una pace giusta e generalizzata. La sua presenza in questa sede patriarcale aggiunge gioia e letizia al carattere sacro di questa festa. Siamo altrettanto felici del fatto che, in virtù della sua fede nella gloriosa Risurrezione di Cristo dai morti, sorgente della risurrezione dei cuori, lei possa operare, in quanto guida della Repubblica, per la risurrezione del Paese dalle rovine della guerra come dagli inciampi della vita politica, economica e sociale. Lei sta cercando inoltre di abbattere i muri della discordia e della divisione, ispirando uno spirito di fratellanza e di collaborazione fondato sulla cittadinanza e l’appartenenza a un Paese che ha bisogno del contributo di tutti i suoi figli e di tutte le sue componenti per rinascere al progresso e alla stabilità. In questo lei realizza ciò a cui Gesù Cristo ci invita con la sua morte e la Il patriarca Béchara Boutros Raï durante la messa di Pasqua, 8 aprile, a Bkerke, Beirut sua Risurrezione, e ciò che esprime l’apostolo Paolo: «Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo […] colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo […] per mezzo della sua carne […]. Per mezzo della croce, ha distrutto l’inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. […] Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 73 PASQUA 2012 concittadini dei santi e familiari di Dio» (Ef 2, 13-19). Insieme a lei, signor presidente, e insieme a tutti gli uomini di buona volontà, noi operiamo, come Chiesa, per l’unità del popolo libanese con tutte le sue confessioni e le sue componenti, lontani da qualunque divisione e inimicizia, lontani da qualsiasi posizione unilaterale e di parte. Il valore di questo Paese sta nella sua pluralità culturale, religiosa e politica, cuore della democrazia fondata sulla convivenza nell’eguaglianza dei diritti e dei doveri di fronte alla legge, sul rispetto della diversità a tutti i livelli, sulla promozione delle libertà civili, e in particolare quelle d’opinione, d’espressione e di fede, e sulla garanzia dei diritti fondamentali dell’uomo. Insieme a lei noi operiamo per evitare il coinvolgimento del nostro Paese nella logica delle alleanze e dei patti regionali o internazionali su base politica, religiosa o confessionale. Il Libano, in ragione della sua conformazione geografica e politica, è chiamato a essere neutrale. In questo modo il Libano può essere un fattore di stabilità nella regione, e un’oasi di incontro e dialogo per le culture e le religioni, più impegnato nella difesa della causa [così in francese; in arabo “nelle questioni”, ndr] dei Paesi arabi e della comunità internazionale per stabilire pace e giustizia, affrontare la violenza e il terrorismo, promuovere i valori della modernità, giocando un ruolo di ponte tra Oriente e Occidente. Nell’esortazione apostolica Una nuova speranza per il Libano si legge: «La costruzione della società è un’opera comune a tutti i libanesi» (§ 1). Non bisogna allora escludere, dimenticare o eliminare nessuno. Le diverse scelte politiche devono rimanere una ricchezza e un mezzo per raggiungere il bene comune, da cui deriva il bene di ogni persona. Le scelte politiche non sono forse declinazioni diverse dell’arte del possibile? Nessuna scelta politica può ve- 74 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Una delle miniature del Vangelo di Rabbula raffigurante la crocifissione e la risurrezione di Gesù Cristo, Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze. Il testo dei Vangeli in lingua siriaca, compilato probabilmente nel 586, è l’unico codice miniato della Siria paleocristiana sopravvissuto fino ai giorni nostri. A partire dall’XI secolo il documento è stato custodito dai patriarchi maroniti di Antiochia, che alla fine del XV secolo lo donarono alla famiglia dei Medici di Firenze nir presa per assoluta. Tutte le scelte sono relative, perché adottano i mezzi migliori per attuare dei principi generali e delle tradizioni nazionali, al servizio del bene comune, del cittadino libanese, della società e della nazione. Si chiede solo che le scelte rimangano fedeli ai principi generali e alle tradizioni nazionali, così come agli obiettivi delle scelte stesse. «Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui» (Mc 16, 6). È questa la testimonianza dell’angelo alle donne. Ma la Risurrezione è, in origine, la testimonianza di Dio riguardo a Gesù Cristo, testimonianza confermata dall’apostolo Pietro: «Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno, noi tutti ne siamo testimoni» «Se Cristo non è risorto, vuota è anche la vostra fede» (At 2, 32; 10, 38-40); e da Paolo all’Areopago di Atene: «Dio ne ha dato a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti» (At 17, 31). Garanzia della nostra risurrezione spirituale – grazie alla penitenza – e fisica – grazie alla risurrezione della carne. Garanzia della verità di Cristo e dell’autenticità della sua persona e della sua missione. Questa garanzia si perpetua nel mondo per l’azione dello Spirito Santo che «convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato» (Gv 16, 8-11). Secondo Paolo, la Risurrezione di Cristo è la base su cui si edifica la fede cristiana: «Se Cristo non è risorto, vuota è anche la vostra fede […] noi siamo falsi testimoni […] siamo da compiangere più di tutti gli uomini» (1Cor 15, 14-15 e 19). Per mezzo della sua Risurrezione Cristo è diventato la nostra pace (cfr. Ef 2, 14), il fondamento della nostra condizione di figli di Dio, e la fraternità tra gli uomini. Dopo la sua Risurrezione, Cristo ha usato spesso le parole “fraternità”, “pace” ed “essere figli di Dio”. A Maria Maddalena che piangeva davanti al sepolcro la mattina della domenica di Risurrezione, Cristo appare e le dice: «Va’ dai miei fratelli e di’ loro: io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20, 17). Tramite Cristo tutti gli uomini sono divenuti fratelli, e tramite Cristo figlio del Dio eterno tutti i credenti sono divenuti figli di Dio. Noi crediamo a questa nuova identità, la insegniamo e operiamo per la sua realizzazione. Ogni volta che Cristo appariva ai suoi discepoli durante i quaranta giorni, li salutava dicendo: «La pace sia con voi!» (Gv 20, 19 e 26); con questo saluto donava loro sicurezza e pace interiore, cancellava la paura dai loro cuori, manifestava i segni e li confortava nella loro missione. La pace di Cristo è la cultura che predichiamo, la scelta che sempre manteniamo, perché la condizione di figli di Dio si traduce in azioni e iniziative di pace, secondo la parola di Cristo Signore: «Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 9). La Risurrezione di Cristo dai morti è la garanzia della risurrezione dei cuori dalla morte del peccato e dal male. Cristo è vivo: è presente nella Chiesa e agisce nel mondo fino alla fine dei tempi (cfr. Mt 28, 20). Presente e attivo per mezzo della sua parola viva, del suo corpo e del suo sangue nel sacramento dell’Eucaristia, della grazia dei sacramenti, del suo Spirito vivo e santo che realizza tra i fedeli i frutti della Redenzione e della Salvezza. Cristo risuscitato dai morti è vicino a ogni uomo, contemporaneo a ogni uomo. È il Signore «che è, che era e che viene» (Ap 1, 4); è colui che la Chiesa, colui che tutti i credenti invocano ogni giorno: «Vieni, Signore Gesù!» (Ap 22, 20). A Te lode e gloria nei secoli dei secoli. Amen. Cristo è risorto! È veramente risorto! q A sinistra, il patriarca durante la santa messa di Pasqua alla presenza delle massime autorità civili libanesi; sopra, un momento della processione del giorno di Pasqua 3OGIORNI - 3/4 - 2012 75 Letteratura Dante Il cardinale a casa del poeta «Ho la netta impressione che anche da posizioni radicalmente lontane venga una domanda sincera alla Chiesa: che torni a parlare della sostanza del suo messaggio, che torni insomma a parlare di Dio. E Dante in questo può esserci d’aiuto». Incontro con il cardinale Gianfranco Ravasi di Paolo Mattei a quasi cento anni ogni domenica mattina a Roma si sente cantare Dante. È dal 1914 infatti che i più illustri dantisti italiani recitano e commentano la Divina Commedia mescolando le terzine ai rintocchi D delle campane di Trastevere, dove sta il quattrocentesco Palazzetto degli Anguillara, la storica sede della Casa di Dante. Fondata nel 1913 su iniziativa di Sidney Sonnino, allora ministro degli Esteri pro tempore, la Casa di Dante, «asso- Dante Alighieri, affresco di Andrea del Castagno, conservato negli Uffizi di Firenze; sotto, il quattrocentesco Palazzetto degli Anguillara, a Roma, storica sede della Casa di Dante Intervista con il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura ciazione culturale apolitica e senza fini di lucro», da quasi un secolo promuove conferenze e pubbliche letture di opere dantesche e svolge attività «idonee a sostenere gli studi e a illustrare e favorire la migliore conoscenza della vita, dei tempi e delle opere del Poeta», come recita lo Statuto. Lo scorso febbraio ne è diventato presidente il cardinale Gianfranco Ravasi, subentrando al senatore Giulio Andreotti, ora presidente onorario. Il cardinale Ravasi, che ha raccontato di avere accolto con «grande gioia e stupore» l’invito ad accettare la carica, è il presidente del Pontificio Consiglio del- ideale e spirituale generata da due fatti particolari: il primo è la mia passione per la poesia, che coltivo fin dall’adolescenza. Sono sempre stato un grande lettore di poesia, di tutte le matrici, anche straniere. Il secondo fatto è stato, per così dire, un colpo di fortuna: al liceo del seminario di Milano ho avuto un professore di letteratura italiana innamorato di Dante. La sua biblioteca conservava una raccolta sterminata di commenti alle opere del poeta e la sua esegesi liceale era ininterrottamente innervata dalle diverse voci di tali commentatori. Operava per noi, in quel Il cardinale Gianfranco Ravasi con il professor Enrico Malato, durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative della Casa di Dante e del Pontificio Consiglio della Cultura in vista del settimo centenario della morte del poeta (1321-2021), Roma, 7 marzo 2012 la Cultura della Santa Sede, con il quale ha costituito da pochissimo un Comitato scientifico-organizzativo per promuovere le celebrazioni in vista del settimo centenario della morte di Dante, nel 2021. Un’occasione, ha detto il porporato, per «creare sinergie tra istituzioni ecclesiali e civili». Lo abbiamo incontrato per parlare del poeta fiorentino, e non solo. Eminenza, come nasce il suo legame con Dante? G I A N F R A N C O R AVA S I : Non da una competenza propriamente tecnica o accademica, perché i miei studi si sono sviluppati in altro ambito. Si tratta piuttosto di una simbiosi mondo sterminato, una selezione attraverso cui ci proponeva, come un vero appassionato, continue aperture di orizzonte. Gli sono grato perché mi ha insegnato a leggere Dante con amore, ma anche con il rigore che la poesia richiede. Che intende per “rigore”? La poesia non è il linguaggio istintivo e spontaneista dei molti versificatori che compongono liberissime e infinite variazioni su rose e stille di rugiada… La poesia è il massimo della razionalità, è una logica superiore, trascendente, con una sua grammatica, un suo rigore straordinario. Immaginiamo per un momento quanto fossero importanti per Dante la precisione geometrica del verso, il rispetto degli accenti e delle cesure, la scrupolosa ricerca delle rime… Questa accuratezza è imprescindibile anche nella musica. Penso, per esempio, a Bach. Alcune delle sue composizioni possono essere pensate, con un’immagine utilizzata spesso anche per rappresentare la Divina Commedia, come cattedrali. All’inizio di alcune sue opere c’è una “guglia” musicale che torna, alla fine, come parallelismo necessario. Dopo quell’inizio liceale, ha continuato a frequentare l’opera del poeta fiorentino? Sì, ho sempre cercato di preservare delle isole di tempo da dedicare alla lettura dei versi della Commedia. Del resto, in questo senso ho avuto l’esempio illustre di Giovanni Galbiati, mio predecessore alla Biblioteca Ambrosiana. Si era fatto costruire una torretta – che io avrei poi successivamente utilizzato come mio studiolo privato – nella quale ogni giorno saliva per leggere un canto della Commedia. Probabilmente considerava la poesia come un esercizio dell’anima, come una preghiera. Amerà sicuramente Dante anche per la teologia presente nelle sue terzine… Naturalmente. Come ha teorizzato lo scienziato Stephen J. Gould, la teologia e la filosofia, che studiano il “fondamento”, appartengono a un piano di conoscenza trascendente, un piano distinto da quello della conoscenza empirico-scientifica, che si occupa del “fenomeno”, della “scena”. Ecco: la vera poesia si situa sullo stesso livello della teologia e della filosofia. È certamente il caso di Dante, che sa inglobare e trasfigurare nel linguaggio della poesia la teologia e l’esegesi del suo tempo, di cui aveva una conoscenza tecnica molto profonda. In anni più vicini ai nostri, è riuscito a farlo, mutatis mutandis, anche un al- ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 79 Letteratura Dante tro poeta che amo molto, Thomas Stearns Eliot, nei Quattro quartetti. La teologia in Dante celebra la sua grande epifania e tutti i teologi che ignorano Dante come teologo, sbagliano. Del resto, Marie-Dominique Chenu spiegava, nella sua Teologia del XII secolo, quanto sia necessario riservare attenzione alle opere artistiche, non solo letterarie, ma anche plastiche e figurative, perché esse non sono, diceva, «soltanto illustrazioni estetiche, ma dei veri “luoghi” teologici». Mi piacerebbe che si potesse insegnare l’opera di Dante con tale criterio di fondo. Anche per questo sarebbe bello riproporre l’istituzione di una cattedra di Studi danteschi nell’Università Cattolica, come già fece nell’aprile 1965 Paolo VI con la lettera apostolica, data in forma di motu proprio, Altissimi cantus, scritta per i settecento anni dalla nascita del Poeta. Lei ha recentemente osservato come anche nelle scuole l’insegnamento di Dante sia insoddisfacente… Spesso la maniera di presentarlo agli studenti è priva di fascino, di attrattiva. Ma Dante è affascinante e attraente! In questo senso Roberto Benigni con le sue lecturae ha avuto il merito e il coraggio di mostrare come 80 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Dante sappia parlare all’uomo di oggi; è riuscito a far vedere come in una frase egli riesca a dire su realtà così profonde tutto quello che raffinati intellettuali non sarebbero in grado di spiegare nemmeno con migliaia di parole… Il merito di Benigni è stato questo: con una lettura “lineare”, narrativa, e senza troppe chiose, è riuscito a far parlare Dante a milioni di persone. Spesso invece nelle scuole i docenti ne propongono esasperanti interpretazioni filologiche, sottoponendo il testo a una continua e defatigante analisi strutturale… Ricordo la lezione di un critico americano strutturalista, il quale considerava bellissimo il passo della Commedia che stava commentando soltanto perché lo si poteva completamente “smontare”, fare a pezzi, ridurre a figurine da découpage. Che cosa si potrebbe fare di positivo per questo? Si dovrebbe lavorare sulla formazione dei docenti. E gli operatori culturali e della comunicazione dovrebbero cambiare atteggiamento nei confronti del grande pubblico, per il quale spesso nu- A destra, il cardinale Ravasi; sotto, da sinistra, Vittorio Sermonti e Roberto Benigni trono pessimismo, se non disprezzo. Invece non solo Benigni, ma anche Vittorio Sermonti ha dimostrato che c’è per queste cose una sete diffusa e una ricettività molto più profonda di quanto si pensi. Ho assistito qualche tempo fa a una sua lectura Dantis a Santa Maria delle Grazie, a Milano: fuori della chiesa c’erano lunghe file di persone che non erano riuscite a entrare. Anch’io mi sono spesso stupito di quanta curiosità vi sia per temi che vengono considerati normalmente riserve di Intervista con il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura caccia per specialisti. Ricordo con meraviglia la folla silenziosa e attenta che, a Mantova, sotto un sole implacabile, ascoltava una mia conferenza su Qoelet. E le assicuro che non erano professori. Dante, quindi, può ancora parlare al mondo. Dante ha parlato anche alla Chiesa del suo tempo, e spesso con durezza… L’amore per la Chiesa, l’amore per la fede, si può manifestare rare al clero, per cui un animo così devoto alla Chiesa, come quello di Dante, ne doveva essere assai disgustato, quando sappiamo che anche uomini insigni per santità allora le riprovarono severamente?». E Paolo VI, nella lettera Altissimi cantus, nota: «Né rincresce ricordare che la sua voce si sia levata e abbia risuonato duramente contro alcuni pontefici romani, e che abbia ripreso con asprezza istituzioni ecclesiastiche e uomini Pastoralmente parlando, sento necessario in questo periodo ritornare a ribadire – pur senza retorica o enfasi – il senso del bene e del male. Anche in questo, Dante può essere di aiuto. Anche nel dialogo con i non credenti, o con chi è lontano dalla Chiesa? Certo. Il dialogo rischia di morire perché spesso lo si fa sconfinare nel sincretismo o nel fondamentalismo. Purtroppo il con- Sotto, Dante Alighieri e i regni dell’oltretomba, Domenico di Michelino, Santa Maria del Fiore, Firenze L’amore per la Chiesa, l’amore per la fede, si può manifestare anche attraverso la critica appassionata. C’è un esercizio della critica serio, motivato, fondato, che nelle argomentazioni può essere anche discutibile, ma che nasce da un’autentica passione dello spirito anche attraverso la critica appassionata. C’è un esercizio della critica serio, motivato, fondato, che nelle argomentazioni può essere anche discutibile, ma che nasce da un’autentica passione dello spirito. Dante è questo. Benedetto XV, nell’enciclica In praeclara summorum, redatta nell’aprile del 1921 in occasione dei seicento anni dalla morte del poeta, e rivolta ai professori e agli alunni degli istituti letterari e di alta cultura del mondo cattolico, pone questo interrogativo retorico: «Chi potrebbe negare che in quel tempo vi fossero delle cose da rimprove- che furono ministri e rappresentanti della Chiesa». Proprio perché la sua fede non era l’adesione a delle verità razionali, ma l’amore dell’essere intero a Cristo e alla Sua Chiesa, Dante ha potuto introdurre nella Commedia tutta la dimensione morale che la connota, con la sottolineatura della distinzione fra ciò che bene e ciò che è male. Io sono convinto che vi sia oggi bisogno di ritornare a parlare del concetto di male, usando proprio i termini più chiari: colpa, peccato. Il concetto di peccato si è perso, si è stinto in una nebbia incolore, si è estinto. fronto mediaticamente vincente è quello tra credenti con posizioni incredibilmente rigide e i “non credenti dello sberleffo”, per i quali tutto si risolve nella parodia e nello spettacolo. Per questo motivo voglio evitare che le iniziative del Cortile dei Gentili [istituzione del Pontificio Consiglio della Cultura per il dialogo tra credenti e agnostici o atei, ndr] siano condotte da credenti e da non credenti fondamentalisti. Bisogna essere capaci di argomentare e ascoltare senza però recedere di un passo: e questo non è fondamentalismo ma il vero senso ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 81 Letteratura Dante Da sinistra in alto, in senso orario: Benedetto XV, Paolo VI e Benedetto XVI del dialogo. Io – l’ho detto spesso – sono contrario al “duello” perché sono a favore del “duetto”, nel quale le voci, pur se appartenenti ad antipodi sonori, sanno produrre armonia senza dover rinunciare alla propria identità, cioè, per essere concreti, senza scolorirsi in un vago sincretismo ideologico. Mi ha colpito un confronto pubblico che ho avuto di recente, proprio durante un’iniziativa del Cortile dei Gentili, con Gian Enrico Rusconi. Ho avuto la netta impressione che anche da posizioni così radicalmente lontane venga una domanda sincera alla Chiesa: che torni a parlare della sostanza del suo messaggio, che torni insomma a parlare di Dio. Spesso ci si perde dietro a piccoli particolari e non si tiene conto di tutto l’affresco. Anche in questo, Dante, con il suo spirito 82 3OGIORNI - 3/4 - 2012 “sistematico” medievale – un respiro che noi abbiamo perso – può esserci d’aiuto. Lei ha citato Benedetto XV e Paolo VI. Ma anche Benedetto XVI ama Dante… Sì. Lo ricorda già da cardinale, nel suo testo Introduzione al cristianesimo; e poi da papa, in varie occasioni: nell’enciclica Deus caritas est, in un intervento rivolto ai partecipanti a un incontro promosso dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II e poi durante l’Angelus per la festa dell’Immacolata Concezione del 2006, dove, chiedendosi perché tra tutte le donne Dio abbia scelto proprio Maria di Nazareth, cita i versi meravigliosi della preghiera di san Bernardo alla Madonna. «La risposta», dice il Papa, «è nascosta nel mistero insondabile della divina volontà. Tuttavia c’è una ragione che il Vangelo pone in evidenza: la sua umiltà. Lo sottolinea bene Dante Alighieri nell’ultimo canto del Paradiso: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, / umile e alta più che creatura, / termine fisso d’etterno consiglio”». q La Preghiera di san Bernardo a Maria (canto XXXIII del Paradiso), miniatura di Giovanni di Paolo tratta dal codice Yates-Thompson della Divina Commedia, British Library, Londra Anniversari I quattrocento anni dell’Archivio Segreto Vaticano Il registro dei giuramenti di fedeltà a Innocenzo VI redatto, presumibilmente, a partire dal 1356 La propensione della Chiesa alla memoria Intervista con il cardinale bibliotecario Raffaele Farina: perché la Chiesa ha sempre sentito il bisogno di conservare sistematicamente atti e documenti della sua attività La Sala degli Angeli musicanti, nel piano nobile dell’Archivio Segreto Vaticano In queste pagine, alcuni documenti esposti alla mostra Lux in arcana, Musei Capitolini, di Roberto Rotondo l transitus Domini, ovvero il passaggio che lega la Chiesa alla Tradizione e alle sue origini secondo una nota espressione di Paolo VI, è l’aspetto più importante ma anche il meno evidenziato I 84 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Roma, fino al 9 settembre 2012 dell’Archivio Segreto Vaticano. L’archivio centrale della Santa Sede, infatti, è molto più famoso per le sue dimensioni: creato quattrocento anni fa da papa Paolo V nella sede in cui è anche oggi e a cui si accede dal Cortile del Belvedere in Vaticano, raccoglie dodici secoli di storia in ottantacinque chilometri di scaffali. È uno dei centri di ricerche storiche più importanti e celebri al mondo, vi sono conservati Lux in arcana nei primi secoli. L’esi- ciali, formule di giuramento, attemilioni di documenti di genza nasceva dalla ne- stati di consacrazione di chiese o cui moltissimi di valore cessità di tramandare fondazioni di abbazie, papiri ristorico inestimabile e, memoria dell’azione guardanti la corrispondenza inolnaturalmente, è in condella Chiesa nascente trata ai pontefici dagli imperatori tinua crescita. Per capidopo le persecuzioni e d’Oriente, prima, e d’Occidente, re a che cosa serve e codal bisogno “ammini- poi, e altri scritti pastorali e ammime si è formato l’Archistrativo” della Chiesa nistrativi, come ben dimostra il Livio dei papi, abbiamo riromana stessa, che na- ber diurnus Romanorum Pontifivolto alcune domande a turalmente desiderava cum, un antico codice formulario Raffaele Farina, cardi- Il cardinale conoscere i testimoni di cancelleria posseduto dall’Arnale archivista dell’Ar- Raffaele Farina della fede morti per Cri- chivio Segreto Vaticano che risale chivio Segreto Vaticano e bibliotecario di Santa Romana sto (il migliore suo tesoro di fede) e alla fine dell’VIII secolo o all’inizio Chiesa. Il cardinale bibliotecario è l’azione dei pastori e dei fedeli nel- del IX secolo. Quindi non era solo una una specie di patrono della Biblio- l’Urbe. Dal IV secolo in poi l’Architeca Apostolica Vaticana e dell’Ar- vio della Chiesa di Roma si arricchì necessità legata alle funzioni chivio Segreto, mentre la gestione di documenti, codici, libri provin- del papato specialmente ¬ è affidata rispettivamente a due prefetti. Il cardinale Farina, salesiano, storico, esegeta, con una lunga La faccia anteriore del sigillo d’oro esperienza anche come prefetto di papa Clemente VII della Biblioteca Apostolica Vaticana, ci riceve nel suo studio e, prima di iniziare l’intervista, ricorda con piacere il rapporto speciale che lega Benedetto XVI alla Biblioteca e all’Archivio: lo stesso papa Ratzinger, quando venne qui in visita nel 2007, raccontò che quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede chiese più di una volta a Giovanni Paolo II di essere nominato cardinale bibliotecario, e per un periodo fu anche convinto che quello sarebbe stato il suo futuro incarico, ma le cose andarono diversamente e in Biblioteca ci è andato da Papa. atto di abiura di Galileo Galilei e la bolla di deposizione dellʼimperatore La mostra ai Musei Capitolini Eminenza, l’Archivio Segreto ha quattrocento anni ma raccoglie documenti molto più antichi. Perché la Chiesa ha sempre sentito il bisogno di conservare atti e documenti della sua attività in modo così sistematico? RAFFAELE FARINA: Fin dai primissimi tempi della Chiesa di Roma, come ricorda il Liber Pontificalis, i papi usarono custodire nel proprio “scrinium” (archivio) le gesta martyrum, i codici liturgici, le memorie delle consacrazioni episcopali, le donazioni compiute al vescovo di Roma e ai cristiani L’ Federico II. La Regola di Francesco di Assisi e la bolla di canonizzazione di Francesco Saverio, una lettera di Erasmo da Rotterdam e una di Michelangelo Buonarroti. Lux in arcana più che una mostra è unʼimmersione nelle fonti della storia. Cento documenti originali dallʼArchivio Segreto Vaticano, scelti tra codici e pergamene, filze, registri e manoscritti, per la prima volta sono esposti al pubblico per circa sette mesi, dal marzo a settembre 2012, nei Musei Capitolini a Roma. La mostra, organizzata in occasione del quarto centenario della fondazione dellʼArchivio Segreto Vaticano, vuole spiegare e raccontare che cosʼè e come funziona lʼArchivio dei papi e, nel contempo, “rendere visibile lʼinvisibile” e permettere lʼaccesso ad alcune meraviglie documentarie. Sono esposti anche alcuni documenti del periodo la cui consultazione è ancora interdetta agli studiosi, ovvero quello del pontificato di Pio XII contenente fra lʼaltro un resoconto della strage delle Fosse Ardeatine, una rubrica che annota i nomi dei sacerdoti internati a Dachau, un racconto del bombardamento di San Lorenzo fuori le Mura a Roma. R.R. 3OGIORNI - 3/4 - 2012 85 Anniversari I quattrocento anni dell’Archivio Segreto Vaticano L’ Archivio Segreto Vaticano Q uando si parla dellʼArchivio Segreto Vaticano, si parla del moderno archivio della Santa Sede fondato da Paolo V intorno al 1610, nella sede che affaccia sul Cortile del Belvedere dove si trova tuttʼora, sebbene enormemente ingrandita. Ma la storia dellʼarchivio dei romani pontefici affonda in tempi ben più lontani, collegandosi con lʼorigine, la natura, lʼattività e lo sviluppo della Chiesa stessa. Il patrimonio documentario conservato nei grandi depositi copre un arco cronologico di circa dodici secoli (dallʼVIII al XX secolo). Costituito da oltre seicento fondi archivistici, si estende per ottantacinque chilometri lineari di scaffalature, collocate, fra lʼaltro, nel Bunker, un locale su due piani, ricavato nel sottosuolo del Cortile della Pigna dei Musei Vaticani. Da quando papa Leone XIII, nel 1881, ne aprì le porte agli studiosi, lʼArchivio Segreto Vaticano è divenuto un centro di ricerche storiche fra i più importanti e celebri al mondo. Per approfondirne la storia e lʼevoluzione segnaliamo il volume Archivio Segreto Vaticano a cura di monsignor Sergio Pagano (Gangemi editore, 2000). Nel saggio viene spiegata la lunga storia di come fu costituito lʼArchivio, gli archivi che ha incamerato, le vicissitudini e i trasferimenti (come gli anni di stanza a Castel SantʼAngelo oppure il trasferimento forzato dellʼArchivio per ordine di Napoleone e il successivo ritorno a Roma). Sono centinaia gli storici che da tutto il mondo chiedono di consultare lʼArchivio, il quale però ha anche una sua attualità dal punto di vista giornalistico, come rilevò all’esercizio del potere temporale... Alle origini non vi è il potere temporale del papa, che iniziò soltanto con papa Adriano (772795); vi era quindi una preoccupazione memorialistica, pastorale e amministrativa. Con la nascita dello Stato della Chiesa si aggiunse anche una preoccupazione di governo del Patrimonium Petri dipendente dal pontefice. La cosa più importante, come detto, è la propensione primaria della Chiesa a far memoria. Quasi istintiva, direi, alla cura e alla custodia di ciò che la collega alla sua origine. Anche il manoscritto anticamente veniva considerato una specie di reliquia. L’Archivio ha avuto varie vicissitudini prima dello spo- 86 3OGIORNI - 3/4 - 2012 Uno scorcio del deposito dell’Archivio Segreto anni fa il famoso vaticanista Benny Lai, il quale scrisse che lʼArchivio permette di approfondire la conoscenza delle strutture e del metodo di lavoro degli uffici vaticani, di penetrarne lʼintimità. La corrispondenza diplomatica fra la Segreteria di Stato e i nunzi apostolici, al di là del valore dei temi trattati, infatti, illumina il modo di pensare e di agire che il succedersi degli anni non ha sostanzialmente modificato. Inoltre la consultazione dei documenti conservati allʼArchivio non serve solo a chiarire i problemi storici, grandi o piccoli che siano, a studiare sotto diverse angolazioni le fasi della formazione della civiltà occidentale o la perenne questione di fondo dei rapporti fra Chiesa e Stato; a volte dalle vecchie carte, che molti si ostinano a considerare morto passato, emergono vicende umane che il tempo non è riuscito a sclerotizzare. R.R. stamento nell’attuale sede. La costituzione di un archivio centrale nel XVII secolo fu dovuta anche alle esigenze della nascente scienza archivistica? Le ragioni che possono aver influito sono diverse. Resta il fatto che i pontefici del XVI e XVII secolo tentarono a più riprese di riunire in un solo luogo, ben vigilato, i documenti della Santa Sede: operarono in tal senso Paolo IV (15551559), san Pio V (1566-1572), Sisto V (1585-1590), Clemente VIII (1592-1605) senza riuscirvi per svariate ragioni. Vi riuscì invece Paolo V Borghese che all’inizio del 1612 fece confluire nelle sale attigue al Salone Sistino della Biblioteca Vaticana, abitate fino a quel tempo dal cardinal nipote, i nuclei documentari provenienti da diversi punti del Palazzo Apostolico e dal vecchio Archivio di Castel Sant’Angelo. L’Archivio è anche stato definito un oceano, ma c’è un settore più importante degli altri? Tutte le carte d’archivio sono equivalenti in sé stesse, perché tutte appartengono a un unicum che lega e tiene insieme le pratiche; valutare o svalutare qualcuna di esse significherebbe decretarne inevitabilmente la sua salvezza o il suo accantonamento. Questo negli archivi non si opera mai. Tutti gli scritti sono importanti e tutti hanno una loro ragione, che li vincola gli uni agli altri. Ciò non vuol dire che alcuni celebri atti della storia Lux in arcana A sinistra, una pagina del volume del processo di Galileo Galilei con la sua firma; sotto, pergamena della lettera del califfo Abu Hasfs ‘Umar al-Murtada a Innocenzo IV: nella missiva il sovrano marocchino chiede al Pontefice che il nuovo vescovo inviato in Marocco sia uomo dallo spirito lucido e che si sforzi di evitare ogni male colpiscano più di altri la fantasia o la mente dello storico. Che importanza ha oggi l’Archivio Segreto Vaticano per la Chiesa e il Papa? Che ruolo svolge? L’Archivio Segreto Vaticano conserva gli atti dei pontefici romani e della loro Curia, praticamente senza soluzione di continuità, dall’XI secolo fino ad oggi. Da qui la sua ovvia importanza. Il ruolo dell’Archivio è prima di tutto “amministrativo”, in quanto serve all’azione del Pontefice e degli organismi della Curia romana per lo studio dei precedenti di questioni e situazioni. In questo senso l’Archivio serve principalmente e primariamente al Sommo Pontefice e alla Segreteria di Stato. Il suo ruolo è poi anche di custode della memoria della Santa Sede. L’Archivio riceve periodicamente i versamenti di parte degli archivi della Curia romana (fatte alcune eccezioni), così come l’abbondante materiale documentario delle varie rappresentanze pontificie nel mondo. Non crede che l’attualità dell’Archivio dal punto di vista giornalistico sia anche la possibilità di approfondire la conoscenza delle strutture e del metodo di lavoro degli uffici vaticani? La corrispondenza diplomatica tra la Segreteria di Stato e i nunzi apostolici, al di là dei temi trattati, illumina nei più minuti dettagli un modo di pensare e agire che il succedersi degli anni e dei pontificati non ha sostanzialmente modificato… Certo, ma c’è anche un altro aspetto che è poco studiato: la Chiesa, dalla fine delle persecuzioni, ha preso l’impronta della riforma dello Stato voluta da Diocleziano e da Costantino, sia nella divisione geografica in diocesi, sia nell’imitazione della cancelleria imperiale. A volte gli storici sottovalutano il fatto che le cancellerie avevano una loro politica e che su certi temi avevano anche un certo potere decisionale. Così per capire i comportamenti di alcuni papi del passato bisogna tener conto anche della Segreteria di Stato, della Curia. Quante persone lavorano nell’Archivio? L’ordinario governo dell’Archivio è affidato dal Pontefice al suo prefetto, che è coadiuvato dal viceprefetto, dal segretario generale, da archivisti, scrittori, addetti e impiegati ai vari livelli: in tutto cinquantaquattro persone. Un numero esiguo, se si confronta con il personale di altri archivi di Stato paragonabili in certo modo all’Archivio Segreto Vaticano. Si spera che in futuro tali forze possano aumentare, secondo le compatibilità di bilancio della Santa Sede, che per l’Archivio Segreto Vaticano e per la sua apertura gratuita agli studiosi di tutto il mondo investe già una rilevante somma. Oggi quanto è importante per gli studiosi l’Archivio e quanto viene valorizzato? Quali sono le epoche storiche che vengono più consultate? L’importanza dell’Archivio Segreto Vaticano per i solidi studi storici è ovvia. Quasi nessun saggio storico serio, tanto in Europa, quanto nelle parti del mondo in cui la Chiesa cattolica è stata presente, può ignorare l’Archivio Segreto Vaticano; e così accade nei fatti, perché al nostro Archivio ricorrono ogni anno più di duemila ricercatori da tutto il mondo. Le epoche più studiate oscillano secondo gli interessi storiografici del tempo: fino alla metà del Novecento prevaleva senza dubbio il Medioevo e l’Età moderna; dalla metà del Novecento e tanto più negli ultimi ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 87 Anniversari I quattrocento anni dell’Archivio Segreto Vaticano decenni è molto indagata anche l’epoca contemporanea, fino alla morte di Pio XI (febbraio 1939). Quali sono stati i Papi di epoca moderna che hanno maggiormente valorizzato l’Archivio Segreto? A mia conoscenza hanno valorizzato molto le fonti dell’Archivio per il loro magistero o per il loro governo ordinario Pio XI, Pio XII, il beato Giovanni XXIII (che si recò in visita più volte) e Paolo VI. Molta attenzione riserva all’Archivio l’attuale nostro pontefice Benedetto XVI. L’Archivio Segreto Vaticano è tra i più accessibili al mondo eppure gode di un’immeritata fama secondo la quale è un luogo dove vengono nascosti chissà quali segreti e documenti scomodi per la Chiesa. Perché questo preconcetto che si concretizza nella richiesta pressante di aprire sempre nuovi settori e fondi? Questa domanda mi è stata rivolta numerose volte, ma solo da persone che non sono addentro alle ricerche storiche o prive della reale conoscenza dell’Archivio. La favola di oscure trame che in esso si ordirebbero deriva dal suo nome: Archivio Segreto Vaticano. Quel «segreto», che dice semplicemente archivio «privato» (come era l’Archivio segreto degli Estensi, dei Gonzaga, degli Sforza eccetera) è letto nell’immaginazione popolare o di alcuni romanzieri come “misterioso”, oscuro. Forse nessun archivio al mondo è più “aperto” dell’Archivio Segreto Vaticano, che mette a disposizione dei ricercatori i suoi circa 630 fondi da più d’un secolo. Oltre all’apertura alla consultazione dei documenti relativi al pontificato di Pio XII, quali altri progetti si prevedono nei prossimi anni? I progetti sono tanti, ma i mezzi economici per attuarli piuttosto modesti, almeno per ora. In questi ultimi decenni, sotto la prefettura 88 3OGIORNI - 3/4 - 2012 La bolla di canonizzazione di Francesco Saverio di monsignor Sergio Pagano, si sono realizzate tre nuove sale di studio, tre nuovi laboratori, si è passati alla fotografia digitale, alla informatizzazione di procedure amministrative, si sono incrementate di molto le collane di pubblicazioni dell’Archivio. Oltre a ciò, si vorrebbe nel futuro procedere alla informatizzazione delle domande di consultazione dei documenti e si vorrebbe incrementare la riproduzione digitale degli oltre duemila indici o inventari dell’Archivio. E forse altro ancora, con l’aiuto di Dio. Per ciò che concerne i documenti del pontificato di Pio XII, tornando alla sua domanda, è quasi sicuro che tra meno di due anni saranno disponibili. Quanto i documenti conservati nell’Archivio e nella Biblioteca Apostolica Vaticana sono di aiuto per la Chiesa nell’affrontare i problemi attuali? Questa è una domanda che fa riferimento alla teologia oltre che alla storia. Per esempio, durante il Concilio Vaticano II, per il tema della riforma liturgica, lo studio dei testi antichi conservati nella Biblioteca fu importantissimo. Venne sfatato anche il mito che il Medioevo fosse un’epoca buia, mentre, al contrario, dal punto di vista della liturgia e della pietà popolare, fu invece un’epoca ricchissima. In generale, penso che riscoprire le ricchezze della Tradizione nel corso dei secoli fa crescere la Chiesa. Un po’ come nella storia della nostra vita personale. Ciò che abbiamo fatto di bene non viene cancellato. Così è anche per la Chiesa. Rinnovamento è anche guardare indietro alla Chiesa antica come modello di riforma, alla Chiesa come Corpo di Cristo senza macchia e senza rughe. Conservare comporta anche un arricchimento. q I canti gregoriani più semplici che i fedeli sono invitati a imparare e cantare secondo l’intenzione della costituzione del Concilio Vaticano II sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium È possibile scaricare gratuitamente sia il CD che il LIBRETTO sul nostro sito internet www.30giorni.it nell’area download Si possono inoltre richiedere altre copie del cd e del libretto, al prezzo di 2 euro più spese di spedizione, telefonando al numero verde gratuito oppure scrivendo a: 30GIORNI, via Vincenzo Manzini, 45 - 00173 Roma o all’indirizzo e-mail: [email protected] Cd e libretto sono disponibili anche in lingua francese, inglese, portoghese, spagnola e tedesca con le stesse modalità CRISTIANESIMO «Dio, come bambino, mendica, per così dire, il nostro amore» L’omelia di papa Benedetto XVI in occasione della santa messa per il suo ottantacinquesimo compleanno Cappella Paolina, lunedì, 16 aprile 2012 CRISTIANESIMO illuminista del XIX secolo, in una povertà difficilmente immaginabile. La prigione, che era stata abbandonata perché troppo insalubre, diventò, alla fine – dopo qualche esitazione –, la dimora della famiglia, nella quale ella trascorse l’infanzia. Non c’era la possibilità di avere formazione scolastica, solo un po’ di catechismo per la preparazione alla Prima comunione. Ma proprio questa fanciulla semplice, che nel suo cuore era rimasta pura e schietta, aveva il cuore che vede, era capace di vedere la Madre del Signore e in Lei il riflesso della bellezza e della bontà di Dio. A questa fanciulla, Maria poteva mostrarsi e attraverso lei parlare al secolo e oltre il secolo stesso. Bernadette sapeva vedere, con il cuore puro e genuino. E Maria le indica la sorgente: lei può scoprire la sorgente, acqua viva, pura e incontaminata; acqua che è vita, acqua che dona purezza e salute. E attraverso i secoli, ormai, quest’acqua viva è un segno da parte di Maria, un segno che indica dove si trovano le sorgenti della vita, dove possiamo purificarci, dove troviamo ciò che è incontaminato. In questo nostro tempo, in cui vediamo il mondo in tanto affanno, e in cui prorompe la necessità dell’acqua, dell’acqua pura, questo segno è tanto più grande. Da Maria, dalla Madre del Signore, dal cuore puro viene anche l’acqua pura, genuina, che dà la vita, l’acqua che in questo secolo – e nei secoli che possono venire – ci purifica e ci guarisce. Penso che possiamo considerare quest’acqua come un’immagine della verità che ci viene incontro nella fede: la Benedetto XVI con il cardinale decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano, verità non simulata, ma incondopo l’indirizzo di saluto all’inizio della messa di ringraziamento per l’ottantacinquesimo genetliaco del Pontefice taminata. Infatti, per poter viSignori cardinali, cari fratelli nell’episcopato e nel sacerdozio, cari fratelli e sorelle! Nel giorno del mio compleanno e del mio Battesimo, il 16 aprile, la liturgia della Chiesa ha posto tre segnavia che mi indicano dove porta la strada e che mi aiutano a trovarla. In primo luogo, c’è la memoria di santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes; poi, c’è uno dei santi più particolari della storia della Chiesa, Benedetto Giuseppe Labre; e poi, soprattutto, c’è il fatto che questo giorno è sempre immerso nel mistero pasquale, nel mistero della Croce e della Risurrezione, e nell’anno della mia nascita è stato espresso in modo particolare: era il Sabato Santo, il giorno del silenzio di Dio, dell’apparente assenza, della morte di Dio, ma anche il giorno nel quale si annunciava la Risurrezione. Bernadette Soubirous, la ragazza semplice del Sud, dei Pirenei, tutti la conosciamo e la amiamo. Bernadette è cresciuta nella Francia 92 3OGIORNI - 3/4 - 2012 «Dio, come bambino, mendica, per così dire, il nostro amore» L’apparizione della Vergine di Lourdes a santa Bernadette in un’antica immaginetta vere, per poter diventare puri, abbiamo bisogno che ci sia in noi la nostalgia della vita pura, della verità non travisata, di ciò che non è contaminato dalla corruzione, dell’essere uomini senza macchia. Ecco che questo giorno, questa piccola santa è sempre stata per me un segno che mi ha indicato da dove proviene l’acqua viva di cui abbiamo bisogno – l’acqua che ci purifica e che dà la vita –, e un segno di come dovremmo essere: con tutto il sapere e tutte le capacità, che pure sono necessari, non dobbiamo perdere il cuore semplice, lo sguardo semplice del cuore, capace di vedere l’essenziale, e dobbiamo sempre pregare il Signore affinché conserviamo in noi l’umiltà che consente al cuore di rimanere chiaroveggente – di vedere ciò che è semplice ed essenziale, la bellezza e la bontà di Dio – e di trovare così la sorgente dalla quale viene l’acqua che dona la vita e purifica. Poi c’è Benedetto Giuseppe Labre, il pio pellegrino mendicante del XVIII secolo che, dopo diversi tentativi inutili, trova finalmente la sua vocazione di pellegrinare come mendicante – senza niente, senza alcun appoggio e non tenendo per sé nulla di quel che riceveva se non ciò di cui aveva assolutamente bisogno –, pellegrinare attraverso tutta l’Europa, a tutti i santuari dell’Europa, dalla Spagna fino alla Polonia e dalla Germania fino alla Sicilia: un santo veramente europeo! Possiamo anche dire: un santo un po’ particolare che, mendicando, vagabonda da un santuario all’altro e non vuole fare altro che pregare e con ciò rendere testimonianza a quello che conta in questa vita: Dio. Certo, non rappresenta un esempio da emulare, ma è un segnavia, un dito teso verso l’essenziale. Egli ci mostra che Dio da solo basta; che al di là di tutto ciò che può esserci in questo mondo, al di là delle nostre necessità e capacità, quello che conta, l’essenziale è conoscere Dio. Egli da solo basta. E questo «solo Dio», egli lo indica a noi in modo drammatico. E al tempo stesso, questa vita realmente europea che, da santuario a santuario, abbraccia l’intero continente euro- ¬ 3OGIORNI - 3/4 - 2012 93 CRISTIANESIMO E poi, infine, c’è il mistero pasquale. Nello stesso giorno in cui sono nato, grazie alla premura dei miei genitori, sono anche rinato dall’acqua e dallo Spirito, come abbiamo appena ascoltato nel Vangelo. In primo luogo, c’è il dono della vita che i miei genitori mi hanno fatto in tempi molto difficili, e per il quale li devo ringraziare. Ma non è scontato che la vita dell’uomo in sé sia un dono. Può veramente essere un bel dono? Sappiamo che cosa incombe sull’uomo nei tempi bui che si troverà davanti – anche in quelli più luminosi che potranno venire? Possiamo prevedere a quali affanni, a quali terribili eventi potrà essere esposto? È giusto dare la vita così, semplicemente? È responsabile o è troppo incerto? È un dono problematico, se rimane a sé stante. La vita biologica di per sé è un dono, eppure è circondata da una Benedetto Giuseppe Labre in preghiera nel Colosseo, dipinto di autore anonimo del XIX secolo conservato a Roma, grande domanda. Diventa un venella cappella di via dei Serpenti 2, sorta nella casa in cui il santo morì ro dono solo se, insieme a essa, si può dare una promessa che è peo rende evidente che colui che si apre a più forte di qualunque sventura che ci possa Dio non si estranea dal mondo e dagli uomi- minacciare, se essa viene immersa in una ni, bensì trova fratelli, perché da parte di Dio forza che garantisce che è un bene essere uocadono le frontiere, solo Dio può eliminare mo, che per questa persona è un bene qualle frontiere perché grazie a Lui siamo tutti siasi cosa possa portare il futuro. Così, alla solo fratelli, facciamo parte gli uni degli altri; nascita va associata la rinascita, la certezza rende presente che l’unicità di Dio significa, che, in verità, è un bene esserci, perché la al contempo, la fratellanza e la riconciliazio- promessa è più forte delle minacce. Questo è ne degli uomini, l’abbattimento delle frontie- il senso della rinascita dall’acqua e dallo Spire che ci unisce e ci guarisce. Così egli è un rito: essere immersi nella promessa che solo santo della pace proprio in quanto è un san- Dio può fare: è bene che tu ci sia, e ne puoi to senza alcuna esigenza, che muore povero essere certo, qualsiasi cosa accada. A partire da questa certezza ho potuto vivere, rinato di tutto eppure benedetto con ogni cosa. 94 3OGIORNI - 3/4 - 2012 «Dio, come bambino, mendica, per così dire, il nostro amore» dall’acqua e dallo Spirito. Nicodemo chiede al Signore: «Un vecchio può forse rinascere?». Ora, la rinascita ci è donata nel Battesimo, ma noi dobbiamo continuamente crescere in essa, dobbiamo sempre di nuovo lasciarci immergere da Dio nella sua promessa, per essere veramente rinati nella grande, nuova famiglia di Dio che è più forte di tutte le debolezze e di tutte le potenze negative che ci minacciano. Perciò questo è un giorno di grande ringraziamento. Il giorno in cui sono stato battezzato, come ho detto, era Sabato Santo. Allora si usava ancora anticipare la Veglia Pasquale nella mattinata, alla quale sarebbe seguito ancora il buio del Sabato Santo, senza l’Alleluia. Mi sembra che questo singolare paradosso, questa singolare anticipazione della luce in un giorno oscuro, possa essere quasi un’immagine della storia dei nostri giorni. Da un lato, c’è ancora il silenzio di Dio e la sua as- senza, ma nella Risurrezione di Cristo già c’è l’anticipazione del «sì» di Dio, e in base a questa anticipazione noi viviamo e, attraverso il silenzio di Dio, sentiamo il suo parlare, e attraverso il buio della sua assenza intravvediamo la sua luce. L’anticipazione della Risurrezione nel mezzo di una storia che si evolve è la forza che ci indica la strada e che ci aiuta ad andare avanti. Ringraziamo il buon Dio perché ci ha donato questa luce e lo preghiamo affinché essa possa rimanere sempre. E in questo giorno ho motivo di ringraziare Lui e tutti coloro che sempre di nuovo mi hanno fatto percepire la presenza del Signore, che mi hanno accompagnato affinché io non perdessi la luce. Mi trovo di fronte all’ultimo tratto del percorso della mia vita e non so cosa mi aspetta. So, però, che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità; che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo. E questo mi aiuta a procedere con sicurezza. Questo aiuta noi ad andare avanti, e in questa ora ringrazio di cuore tutti coloro che continuamente mi fanno percepire il «sì» di Dio attraverso la loro fede. Alla fine, cardinale decano, un cordiale ringraziamento per le sue parole di fraterna amicizia, per tutta la collaborazione in tutti questi anni. E un grande grazie a tutti i collaboratori dei trent’anni in cui sono a Roma, che mi hanno aiutato a portare il peso della mia responsabilità. Grazie. Amen. Benedetto XVI, con il fratello Georg, in visita alla chiesa parrocchiale di Sankt Oswald, a Marktl am Inn, suo paese natale, dove si trova il fonte presso il quale venne battezzato il 16 aprile 1927, il giorno stesso della sua nascita © Copyright 2012 Libreria Editrice Vaticana 3OGIORNI - 3/4 - 2012 95 solo belltron scandisce il tempo e unisce le persone only belltron keeps people together and on time with the sound of “bells” • seul belltron rythme le temps et rassemble les cens • solo belltron marca el tiempo y une a las personas The Worldwide Sound of Bells and Voices www.belltron.com • Tel.: +39.0861.753521