Comune di Agrigento
Seduta del Consiglio Comunale del 15 Luglio 2010
PRESIDENTE CALLARI - Iniziamo questa seduta del Consiglio comunale.
Andiamo con l’appello, Segretario.
Il Segretario Generale procede all’appello nominale dei Consiglieri.
PRESIDENTE CALLARI – 17 presenti, 13 assenti, la seduta è valida.
Propongo scrutatori i Consiglieri Calabrese, Calì e De Francisci. Chi è
d’accordo rimanga seduto, chi è contrario si alzi. Approvato all’unanimità dei
presenti, 17 presenti.
Prima di dare via alla lettura e approvazione verbali sedute precedenti c’è una
comunicazione inviatami dal Consigliere Comunale Francesco Alfano: “Il
sottoscritto Francesco Alfano fa presente che a tutt’oggi, a parere dello
scrivente, si abusa delle comunicazioni urgenti, che vengono effettuate all’inizio
di ogni seduta del Consiglio e che confliggono proprio con il carattere di
urgenza che la normativa vigente contempla. Spesso la tipologia delle
comunicazioni non presenta quelle caratteristiche previste dall’Art. 63 del
vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, talvolta
vengono demandati al Presidente compiti e mansioni che lo stesso consigliere
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può
espletare,
rivolgendosi
all’Amministrazione
con
interrogazioni,
interpellanze e quesiti in Question time. In certi casi l’insorgenza di
inconflittualità tra consiglieri inserisce il cosiddetto fatto personale, che apre e
limita una discussione politica che lascia interdetti i presenti, perché non può
essere consentito in tale fase l’inserimento nel dibattito. D’altro canto
l’estensione del numero delle comunicazioni a quelle che non rivestono il
carattere dell’urgenza, modifica la discussione sugli argomenti posti all’ordine
del giorno, che hanno un contenuto propositivo e rilevante perché prevede la
presenza e la partecipazione di ogni consigliere, dei dirigenti e della Giunta
comunale. Per le motivazioni riportate il sottoscritto chiede che venga definito il
concetto dell’urgenza al fine di una corretta partecipazione dei singoli
consiglieri al dibattito democratico”. Io concordo pienamente con quanto
comunicatomi in questa nota dal Consigliere Alfano. D’altronde l’urgenza io la
percepisco quando già il consigliere ha iniziato a parlare e poi un fatto che per il
Presidente potrebbe essere non urgente, per il consigliere lo è. Quindi evitare
questa conflittualità. E poi, Consigliere Alfano, individualmente mi rivolgo a
tutti dicendo: evitiamo di eccedere, di inflazionare queste comunicazioni perché
se lei considera che noi abbiamo in questo momento 38 punti all’ordine del
giorno. Quando si rivolgono a me io non posso che eseguire e quindi l’indomani
mattina far pervenire quelle lettere all’Amministrazione per i quesiti che mi
vengono posti. Concordo con lei e l’ho già detto nelle sedute precedenti che
esiste un Question time, esistono dei punti all’ordine del giorno e come tale
questo può permettere di avere le giuste, le dovute risposte direttamente
dall’Amministrazione presente nelle sedute ordinarie, presentissimi nel
Question time. Quindi io avevo intenzione proprio di rivolgermi all’intero
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Consiglio comunale sul fatto delle comunicazioni personali. È giusto anticipare
la nota che mi è pervenuta dal Consigliere Alfano e mi rimetto al buon senso.
Diversamente andremo a regolamentarla ancora meglio questa situazione per
evitare che ci siano delle disfunzioni in tal senso. (intervento fuori microfono)
Noi magari questo argomento lo tratteremo in avanti, approfondiremo.
Protocollerò questa nota. Quindi, comunicazioni: Consigliere Arnone. È
pervenuto il verbale della riunione che abbiamo avuto sul discorso delle utenze
idriche, sulla bollettazione delle utenze idriche. Io mi sono permesso di fare
delle fotocopie, di modo che tutti i consiglieri possono avere una fotocopia, gli
verrà consegnata presso il proprio posto, per evitare che ci siano confusioni,
appunto per dare la massima pubblicità a quello che è accaduto in quella
riunione. Prego, Consigliere Arnone.
CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io innanzitutto mi rivolgo a lei e al
Direttore Generale, consegnando una richiesta di concessione in uso di un’area
comunale protocollata presso gli uffici comunali il 1 febbraio del 2008, che non
è stata evasa. Con gravissimo disagio dell’utente che ha fatto presentare il
relativo progetto, che ora le rimetterò integralmente, l’utente mi riferisce che è
andato perso. L’area in questione è quell’area che si è di fatto trasformata in un
immondezzaio tra il mare e la rivendita di bibite di Pisciotto a piazzale Aster. A
me pare gravissimo che ancora oggi, grazie all’operato largamente inadeguato
di alcuni dirigenti si possano verificare cose simili, cioè che un cittadino
presenta un progetto, lo protocolla regolarmente agli uffici, non viene assegnato
un responsabile del procedimento, viene smarrito e il cittadino dopo due anni
deve rivolgersi nel nostro caso ad Arnone per dire: ma come funziona questo
Comune di Agrigento. E dicevo l’area interessata è un’area che ha creato un
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ampio scandalo rispetto all’opinione pubblica che frequenta San Leone, perché
un tratto di spiaggia assolutamente fruibile era diventato una discarica di latte,
bottiglie rotte, vetri, sporcizie, immondizie e chi più ne ha più ne metta. Quindi
abbiamo un’area diventata un letamaio e un cittadino interessato a investirci
soldi, a dare soldi al Comune, a dare il contributo alla Agrigento città turistica
che viene profondamente deluso. Io le farò la richiesta, signor Presidente, di
mettere il relativo punto all’ordine del giorno perché voglio accertare come
questo possa verificarsi. E in relazione a quello che ho appena detto, che mette
in causa l’operato di alcuni dirigenti, io le chiedo, anche con la collaborazione
del Direttore Generale, di verificare i tempi nei quali avremo in servizio i nuovi
dirigenti. Io ovviamente non intendo aprire qui né fare valutazioni di carattere
personale nei confronti di alcuni dirigenti, ma ritengo che non sia possibile il
mantenimento di una simile situazione, nella quale dirigenti largamente
incapaci, sui quali nutro profondi dubbi sulla anche onestà, e ritengo che una
serie di azioni di costoro debbano essere verificate in un prossimo futuro dalla
magistratura, dirigenti colpiti da esposti di cittadini che si lamentano del loro
operato, esposti firmati e regolarmente protocollati, talvolta inviati anche a me,
sono nelle posizioni più distanti dall’essere vincitori di concorso e di concorsi
già definiti e ancora non abbiamo l’incarico al vincitore di concorso e un bel
saluto a questo signore e l’utilizzo in un luogo più consono alla sua storia e alle
sue capacità. Credo che anche questo aspetto relativo alla assai positiva
sistemazione dell’intera dirigenza comunale, continuando l’ottimo disegno
portato avanti dal Sindaco Zambuto con nomine come quella del Comandante
dei Vigili Urbani, che sta onorando altamente la città di Agrigento. Credo che
sabato terrà la prima conferenza stampa in ordine all’operato dei Vigili Urbani
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di tutela del territorio e dell’ambiente agrigentino, dimostrando cosa significa
la novità di questa Amministrazione, come dirigenti come il Ragioniere Capo
che hanno concluso il bilancio, dato un grande contributo sulla storia delle
bollette, assunto limpidamente le loro responsabilità, al di là di giochi di parte e
di partito; allora questo disegno, Presidente, ritengo che vada completato e vada
completato nel più breve possibile. Do un annuncio e ho finito: io ritengo di
operare per rilanciare Agrigento città turistica. Ho già assaggiato innanzi ai
bagnanti l’acqua del mare di San Leone, tant’è questa acqua limpida e
cristallina quando non vi sono scarichi abusivi che l’inquinano, perché piaccia o
non piaccia agli imbecilli di turno, e purtroppo questo turno di imbecillità è
molto affollato, noi oggi abbiamo lo smaltimento di 20.000 abitanti che sono
allacciati alle fogne comunali, che finalmente è uno smaltimento non inquinante
e legale, con quindi risultati assolutamente benefici per il mare di San Leone. E
questo va merito alle battaglie degli ambientalisti che mi intesto pienamente, va
merito alla sinergia realizzata tra l’Amministrazione Zambuto, il Sindaco in
prima persona e chi come Girgenti Acque ha investito il denaro nel rifacimento
dei pennelli. Mi vedrete in televisione proiettato per l’intera Sicilia
nell’assaggiare le acque di San Leone e invitare tutti i siciliani a venire a fare il
bagno a San Leone. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Ma l’ha già bevuta l’acqua? Io non
ho visto niente. Allora, consiglieri, sono iscritti Galvano, Cirino e Hamel. Se ci
sono altri iscritti a parlare ora, perché il regolamento prevede nei cinque minuti
dall’inizio delle comunicazioni. Non ci sono altri iscritti per comunicazioni.
Quindi Arnone ha parlato, Galvano, Cirino, Hamel, Calì, Picarella e Amato.
(intervento fuori microfono) Interessante che me lo diciate ora, perché poi non
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posso più accettare, mio malgrado, altri inserimenti di punti per comunicazioni.
Consigliere Galvano Francesco, prego.
CONSIGLIERE GALVANO FRANCESCO – Signor Presidente, signori
della Giunta, signori Consiglieri comunali. Oggi sono molto dispiaciuto da una
questione da me appresa questa mattina. Mi trovavo nella frazione di Villaseta,
in particolare nella via Antonio Mongitore, i residenti si sono rivolti a me come
amministratore comunale della città per sollevare la propria rabbia nei confronti
degli operatori ecologici. Gli operatori ecologici sono della ditta Icos di Gaglio,
di Porto Empedocle. I residenti si lamentavano del fatto che gli operatori
ecologici in buona parte delle vie non passano mai, ogni due settimane,
Presidente, passano nella via Antonio Mongitore, via dell’Autonomia e ogni
giorno passano nel centro commerciale. Nella frazione di Villaseta sono
latitanti, le strade sono invivibili ed emanano odore cattivo. Io personalmente
mi sono sentito preso in causa dalle loro lamentele. Per questa ragione vorrei
che oggi si prendesse un provvedimento in tal senso. È inutile ricordarvi che la
zona di Villaseta, la maggior parte delle abitazioni sono alloggi popolari, abitati
quindi da famiglie estremamente bisognose. È nostro dovere quindi far tutto
quello che rientra nella nostra competenza per rendere meno difficile a tutte
queste famiglie la loro quotidianità. Per non dimenticare la questione
dell’erba… questo lo dico poi all’Assessore. Chiedo inoltre, signor Presidente,
di farsi carico di un altro problema: nella via Empedocle l’illuminazione
pubblica, e lo sa anche il Consigliere Arnone, quando piove, con l’umidità ci
sono dei pali che mancano delle coppe di vetro di protezione, quando piove e
quando c’è parecchia umidità si spengono. Ci sono dei condizionatori in via Bac
Bac, dove c’è il Comune di Agrigento, dove ci sono gli Assistenti Sociali, al
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secondo piano, invece di essere intubati le tubature dei condizionatori, sono
pendenti nel muro, fanno cadere l’acqua addosso alle persone. Queste persone
c’hanno solo un marciapiede a salire. Non hanno nessun altro marciapiede
dall’altra parte. Presidente, si faccia carico di farli sistemare, almeno intubarli
in una tubazione perché ci piove l’acqua. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Forse non ci siamo spiegati, fate il Question time
e vi fate rispondere dagli assessori. Io scrivo, se poi non mi rispondono resta
una non risposta al suo quesito. Quando lei mi coinvolge, domani mattina
partono le note, e ho sempre dimostrato sulla puntualità e celerità delle
comunicazioni. Ma se c’è il Question time, l’assessore è obbligato a venire qui e
glielo spiega. Era quando diceva anche la nota del Consigliere Alfano, fate
Question time. Io la posso inviare la nota e vi ho dato sempre dimostrazione che
lo faccio per farlo sentire a chi non c’è, però non abbiamo una risposta,
consigliere. Io mi immedesimo in lei, capisco che forse non c’era il carattere di
urgenza in questa comunicazione, però ne prendo atto, fate il Question time,
protocollate le cose alla Presidenza del Consiglio… (intervento fuori microfono)
Non è che scrivendolo a me io domani faccia passare i netturbini, ditelo
all’Amministrazione, io mi posso fare carico di fare servizio postale, e non ci
sono problemi e non mi sono mai lamentato, però per avere incisività ditelo
all’Amministrazione. Il Presidente è Presidente e basta. Consigliere Cirino.
CONSIGLIERE CIRINO – Signor Presidente, colleghi Consiglieri. Stasera
abbiamo detto tante cose sulle comunicazioni, Presidente, come evitare di
portare in aula delle esigenze che i cittadini ci fanno conoscere e quindi io
ritengo importante e opportuno le comunicazioni, dobbiamo distinguere, caro
Presidente, una comunicazione dall’altra. Tra l’altro, Presidente, io le chiedo di
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essere più solerte, nel senso di evitare che le comunicazioni diventano lettera
morta, perché se diventano lettera morta, come lei poc’anzi ha fatto capire,
chiaramente possiamo evitare di parlare e perdere tempo. Io capisco che lei a
volte scrive e non arrivano le risposte.
PRESIDENTE CALLARI – Non a volte, sempre io scrivo.
CONSIGLIERE CIRINO – Lei a volte scrive, non le arrivano le risposte.
Questo non vuol dire che noi non possiamo riscrivere e sollecitare le richieste
dei consiglieri comunali, caro Presidente.
PRESIDENTE CALLARI –
Fatelo direttamente all’Amministrazione, si
chiamano interrogazioni e Question time.
CONSIGLIERE CIRINO - Lei purtroppo ha un compito importantissimo,
quello di presiedere il Consiglio comunale e di ascoltare tutte le problematiche
che vengono portate innanzi dai consiglieri comunali. Purtroppo ha un compito
gravoso e quindi ritengo che fino a oggi l’ha portato avanti con grande onestà e
sono convinto che continuerà a portarlo avanti. E a tal proposito mi inserisco in
una comunicazione che avevo fatto lo scorso Consiglio comunale e avevo
portato a conoscenza il Consiglio comunale di quella recinzione obbrobriosa
che insiste sulla spiaggia della Pubblica Sicurezza. Sono trascorsi quasi 15
giorni e quella mia iniziativa, quella mia richiesta, quella mia comunicazione a
quanto pare è rimasta lettera morta. Io non voglio fare il Question time stasera
nei suoi confronti, Presidente Callari, ma è doveroso che io mi rivolga a lei in
qualità di Presidente, vorrei sapere se lei ha fatto questa richiesta
all’Amministrazione o a Girgenti Acque di sollecitare lo spostamento di questa
recinzione obbrobriosa, cioè io ritengo che questa sia è una comunicazione
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importantissima, perché ne va di mezzo il turismo agrigentino; ci sono tanti
bagnanti che si lamentano, non solo agrigentini, ma anche turisti, quindi ritengo
che è doveroso che questa iniziativa venga portata avanti. Ho visto che
l’assessore, il Vice Sindaco Muglia ha preso gli appunti, ma ritengo che
l’Amministrazione in tal senso è rimasta sorda e cieca, se ne è stracatafottuta,
scusate l’espressione volgare, se ne è fregata, quindi è rimasta cieca e sorda,
signor Vice Sindaco, e noi parliamo di turismo ad Agrigento e lei va ogni sera a
fare iniziative culturali, ma non capisco a cosa servono queste iniziative
culturali che lei porta avanti. Presidente, le rubo un altro minuto perché mi
rifaccio al discorso dei colleghi per quanto riguarda la pulizia delle strade. Io
vorrei capire chi è che è preposto ad organizzare la pulizia delle strade con i
nostri operatori. Vediamo che in tutta la città, signor Vice Sindaco, tutte le vie
principali della città vengono spazzate quasi ogni giorno, sottolineo quasi ogni
giorno, mentre le strade limitrofe non vengono spazzate, non vengono pulite
quasi mai. Io in queste mattine mi trovavo a San Leone e vedevo che c’erano
moltissimi operatori, moltissimi netturbini che erano fermi al piazzale Aster e
verso il lungomare che pulivano solo il piazzale Aster e il lungomare, ma se lei
si distanziava di 50 metri vedeva tutte le traverse sporche e piene di sporcizia.
Io ritengo che l’Amministrazione e lei nell’istituzione di Presidente del
Consiglio debba invogliare l’Amministrazione a un maggiore controllo e il Vice
Sindaco Muglia si dovrebbe informare chi è questo signore che predispone il
servizio per gli operatori ecologici, nel senso che, caro Vice Sindaco Muglia, lei
si dovrebbe fare dire chi è questo signore, questo dirigente che fa l’ordine di
servizio per questi operatori ecologici e dopo di che dargli una bacchettata nelle
mani, perché non è possibile che spazzano sempre la stessa via, faccia in modo
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che spazzino tutte le vie della città, perché i nostri concittadini pagano la
spazzatura sia che abitano nel lungomare o nel viale della Vittoria o sia che
abitano nelle traverse adiacenti. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Hamel, prego.
CONSIGLIERE HAMEL – La mia è una brevissima comunicazione alla
Presidenza del Consiglio ma anche ai cittadini in generale. Riguarda un piccolo
problema. In questi giorni sono recapitate le notifiche da parte dell’AIPA
relativamente alla spazzatura del 2009 che non è stata pagata. Si tratta della
spazzatura appunto dell’anno 2009 che molti contribuenti non hanno pagato
perché erano in condizioni economiche di difficoltà, avevano qualche problema
a pagarla. Tra l’altro contemporaneamente poi è arrivata quella del 2010.
Volevo informare i cittadini che fossero interessati a questo problema, che è
possibile con l’AIPA in situazioni di bisogno e in ogni caso con un minimo di
giustificazione è possibile avere la rateizzazione della notifica che è stata fatta
della spazzatura del 2009 da parte dell’AIPA. Basta recarsi all’ATO Gesa e
presentare una istanza apposita e viene rateizzata almeno in quattro rate e
quindi dà un po’ di respiro. Siccome in questo periodo c’è una sorta di assalto
delle bollette nei confronti dei cittadini, questo per quanto riguarda spazzatura,
stiamo parlando, è un minimo di possibilità di respiro e di sollievo che si può
avere. Volevo dare questa comunicazione se c’erano degli utenti che magari
non sapevano che c’era questo meccanismo di rateizzazione.
PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Calì.
CONSIGLIERE
CALÌ
–
Grazie,
signor
Presidente,
signori
dell’Amministrazione, colleghi Consiglieri. Io intervengo dopo l’ultima seduta
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del Consiglio comunale ove ho mandato quelle immagini del pennello a mare
che perdeva. Sono dispiaciuto di tutto ciò che è nato dopo, censure, boicottaggi,
addirittura si parla di un clan di idioti che pensa che il mare è inquinato, come
se io venissi qui a denunciare quello che succede a mare, tanto per mettere
tensione tra i cittadini, tra l’Amministrazione e Girgenti Acque. Per carità, non
è questa la mia intenzione, e chi mi conosce lo sa bene. Certo che, quando si
rompe qualcosa, e l’Amministrazione, perché l’Amministrazione ha una pecca,
e quel mio intervento era diretto proprio a loro, e l’Amministrazione non ha
segnalato a tempo debito il pennello rotto e quindi il divieto temporaneo della
balneazione per il tempo necessario alla sostituzione, io sono costretto a
intervenire perché nelle piagge adiacenti la rottura, l’ultima che c’è stata, oltre
ad andare a mare i miei nipoti e i vostri figli, va a mare metà Agrigento. Quindi
io non tutelo i miei interessi né metto zizzanie, tutelo gli interessi dell’intera
collettività che ha il diritto di sapere se dove va a mare è pulito. Poi, chiudo la
parentesi, per quanto concerne l’ultima censura, Presidente, ancora mi deve
informare se le immagini erano state censurate, non ne so niente perché non mi
sono più informato, perché sono cose che veramente lasciano il tempo che
trovano. E poi vorrei fare un ultimo assunto: io non ho nulla contro né Girgenti
acque e né nessun ente che gestisce cosa pubblica. Ho specificato l’ultima
volta, e forse qualcuno non ha sentito, che se il pennello si è rotto, per carità, si
può rompere, si può rompere il pennello soprattutto perché si tratta di pennelli
delicati, visto che si trovano sotto l’acqua, ma certo non è accettabile le repliche
che ho subito in queste due settimane di boicottaggi o di attentati, come se
fossimo degli attentatori. Il pennello poteva essere rotto. Girgenti Acque devo
dire che finalmente lo ha realizzato dopo 30 anni. Va dato merito a questo, però
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va dato atto pure che l’Amministrazione in questi casi deve tempestivamente
informare gli agrigentini dell’impossibilità della balneazione a San Leone,
anche per il tempo necessario per le riparazioni. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Picarella, prego.
CONSIGLIERE PICARELLA - Presidente, io debbo segnalare che c’è una
sintonia perfetta fra l’organo dirigente e l’Amministrazione. Che voglio dire?
Come si verifica il bilancio preventivo che a tutt’oggi ancora non è stato
approvato, dell’anno scorso, così la Giunta…. allora non c’è bisogno che viene
in Consiglio, resterà in Giunta, così come il preventivo, il bilancio preventivo
che non so cosa dobbiamo approvare il bilancio preventivo, la programmazione
della (...) così è per le determine dirigenziali. Mio figlio che ci legge bene nel
computer, gli arrivano l’altro giorno tutte le determine dirigenziali a partire dal
2009, gennaio, febbraio. Ma che senso ha il Consigliere che vede una determina
di un anno fa? Se vuole fare un atto ispettivo, che senso ha di poter fare la
censura, l’intervento, l’interrogazione, la presa d’atto. No, a sacco d’ossa
elencano, non si sa, c’è il nominativo solo, non è che li mettono tutti assieme.
Così, l’hai mandato? Mandalo. Questo io lo rivolgo all’Amministrazione e ai
dirigenti perché subito quando si fanno le determine, i consiglieri debbono
essere a conoscenza di quello che fanno, al fine… vi è la necessità di qualche
consigliere di fare un atto ispettivo di controllare quello che fanno. Che senso
ha dopo otto mesi che uno va a vedere un pagamento, un acquisto, una
determinazione, un incarico che dà a altri, esterni. Noi sappiamo che tutto è
nelle mani dei dirigenti. Se noi sconosciamo tutto questo, come possiamo
intervenire
e
dare
un
contributo
qualitativo,
un
contributo
serio
all’Amministrazione? Perché non è possibile che noi possiamo continuare in
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questo modo. Dopo anni vediamo, controlliamo, facciamo, non sappiamo se c’è
copertura finanziaria, fanno determine e basta, non si sa più se sono legittimati a
farlo, se quando hanno fatto la determina vi era l’importo, vi era tutto. No,
invece così verifichiamo, si verifica alcune volte che vi è l’acquisto, poi c’è
l’illecito arricchimento dell’Amministrazione, il debito fuori bilancio viene in
questo Consiglio, tutto,
nessuno è responsabile, mentre gli amministratori
prima di questa legge Bassanini, ricordo che gli amministratori erano in
pericolo di qualunque atto facevano, la magistratura elencava, qua non vediamo
niente, i dirigenti fanno quello che vogliono. Io non dico… è giusto che
facciano quello che ritengono più opportuno, ma debbono immediatamente
informare il Consiglio comunale, mandare le delibere alla Presidenza o a
chicchessia in modo che noi possiamo vigilare sull’operato della dirigenza di
questo Comune. Noi vediamo incarichi, contro incarichi, pagamenti, contratti,
vediamo tutto, ma lo vediamo dopo 8 mesi, dopo 9 mesi quando già gli effetti
sono stati prodotti. Per cui io, caro Presidente, mi rivolgo a lei che queste cose
non c’è bisogno che debbono essere ancora sollecitate o dette, ma di fare una
disposizione appena c’è la riunione dei capigruppo di dire che i dirigenti entro
tre giorni, appena viene pubblicata, devono mandare la copia alla Presidenza,
all’attenzione dei consiglieri se ne vogliono fare uso di queste cose. Per cui io
l’ultima volta che ho parlato nell’ultimo Consiglio comunale ebbi a dire che
nella salita Coniglio, dove c’è quel gabinetto, c’è uno steccato indecoroso. Ebbi
a dire che l’Amministrazione doveva provvedere a levarlo, altrimenti il
sottoscritto lo levava di motu proprio, levava questa vergogna che c’è nella
salita Coniglio, perché non fa niente, non c’è, non ripara niente, eccetera. Però
uno parla, ma c’è l’orecchio dei mercanti, levano solo il Telamone, hanno
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levato finalmente il Telamone, non c’è costato niente, nessuno ha pagato questo
obbrobrio che ha fatto, non ci sono responsabili di questa vergogna che si è
verificata nella città di Agrigento e i soldi delle persone che vengono a visitare
Agrigento sono serviti per il Telamone. Questo era. Chi l’ha pagato allora io?
Gli operai chi li ha pagati nessuno? Non si sa. (intervento fuori microfono)La
Regione chi è Cappiddazzo? Significa la Regione siamo noi, il denaro
pubblico… Io ho concluso raccomandando la Presidenza che queste determine,
siccome voglio esercitare il mio ruolo ispettivo, che tutte le determine siano
inviate alla Presidenza perché i consiglieri ne possano fare uso per il controllo e
per il proprio diritto.
PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Amato, e poi abbiamo finito con le
comunicazioni.
CONSIGLIERE AMATO – Grazie, Presidente, signori Assessori, consiglieri
colleghi. In premessa vi dico che io non avevo previsto di fare nessuna
comunicazione perché è raro che io possa fare le comunicazioni se queste non
ritengo che abbiano un carattere di urgenza. A proposito di questo argomento
poi alla fine dirò anche quello che è il mio pensiero, però dopo un intervento di
un consigliere che mi ha preceduto non posso sicuramente stare zitto, perché
sono convinto che non si può difendere il turismo ad Agrigento dicendo delle
menzogne a noi stessi e alla città e possibilmente al turista che viene. Non è
vero che il mare di San Leone è limpido. E questa è una cosa che mi fa rabbia,
perché io a San Leone d’estate ci vivo, dovrei anche andare a mare, una cosa
mi è capitata stamattina. Io stamattina sono andato per la prima volta quest’anno
a mare e mi ha fatto attirare l’attenzione su una cosa una consigliere comunale
che, non dico il nome perché non è manco presente e quindi non mi pare il caso,
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che a 20 - 25 metri dalla riva c’era una chiazza di schiuma maleodorante e
molto ma molto sospetta, che altro che andare… io consiglio i consiglieri e gli
altri chi vogliono sfidare altre persone a bene l’acqua a non berla, perché si
ammaleranno. Noi ce ne siamo tornati a casa. Non facciamo un favore a
nessuno, né al Sindaco che non ha colpe, né a Girgenti Acque che comunque in
qualche modo deve riparare questo problema, né sicuramente alla cittadinanza,
se gli diciamo che il mare è perfetto, pulito; attenzione, stiamo attenti, perché
così si rovina una città. Io sono tra quelli che non si può vantare, lo dico da
amministratore, e forse qualche colpa in passato ce l’ho pure io, da
amministratore, da medico, da cittadino, non mi posso vantare di scaricare un
pennello a mare che io pago Pasqualino. Sapete perché Pasqualino? Sapete
quell’aneddoto di quella persona che gli nasce il figlio, va all’Anagrafe per
dichiarare il figlio. Dicono: ma come si chiama? E si è confuso: provvisorio
Pasquale. E restò Pasquale per tutta la vita. I pennelli sono nati per essere una
cosa transitoria ed è da più di dieci anni che ci teniamo i pennelli, per non dire
quanto ci sono costati, manutenzione, pennelli nuovi, quanti depuratori
avremmo potuto fare. Il problema è questo: io non voglio dire è colpa di questo,
è colpa di quello, non mi interessa. Io sono convinto che in tutti questi anni, e
sicuramente mi assumo anche io la responsabilità che qualcosa in più nelle
scelte politiche avremmo potuto fare. Io spero che ognuno di noi apra la propria
coscienza e io devo dire stamattina la coscienza l’ho aperta ancora di più
quando ho visto quella macchia a San Leone, nella spiaggetta vicino il pennello,
anche perché sono convinto che tutte le volte che il pennello perde, non è che ci
telefona e ci avvisa. E non solo noi ci accorgiamo che il pennello perde, è una
cosa provvisoria, ma non lo dico io, lo hanno detto personalmente a me anche i
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dirigenti di Girgenti Acque, lo hanno detto a me e principalmente andatelo a
chiedere agli abitanti di via della Gioconda, agli abitanti della zona del
Villaggio Mosè di fronte a Papino, che gli è stata negata la possibilità di
allacciarsi alle fogne comunali, proprio perché non si sentivano di caricare
ancora di più gli scarichi al pennello al mare. E fuori, alle riunioni a microfoni
spenti hanno detto: se volete risolvere questo problema, dovete finire… lo
hanno detto i dirigenti di Girgenti Acque, non lo dico io che faccio il medico.
Quelli erano tecnici e lavorano in questo modo. L’hanno detto loro: se volete
risolvere questo problema, dovete finire il depuratore del Villaggio Peruzzo.
PRESIDENTE CALLARI –
Grazie. Abbiamo finito le comunicazioni.
Andiamo al 2° punto all’ordine del giorno. Prego.
Punto N. 2 all’O.d.G.: “Lettura e approvazione verbali sedute precedenti”.
SEGRETARIO GENERALE – Abbiamo diversi verbali da leggere. Come al
solito diamo lettura dell’oggetto e degli estremi della deliberazione. Se ci sono
osservazioni o richieste di chiarimento siamo a disposizione nel farle. Le
delibere che si sottopongono alla lettura e approvazione sono le seguenti:
“Delibera
N.
51
del
27/04/2010,
Inizio
lavori,
Nomina
scrutatori,
Comunicazioni; delibera 52 del 27/04/2010, Integrazione Art. 31, norme di
attuazione PRG, Rinvio lavori; delibera N. 53 del 04/05/2010, Inizio lavori,
Nomina scrutatori; delibera N. 54 del 04/05/2010 Surroga Consigliere comunale
dimissionario signor Putrone Giuseppe, provvedimenti e approvazione; delibera
N. 55 del 04/05/2010 Surroga consigliere comunale dimissionario signor
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Spinnato Gianluca, provvedimenti e approvazione; delibera N. 56 del
04/05/2010 Presentazione nuova Giunta, dibattito, scioglimento seduta; delibera
N. 57 del 12/05/2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera
N. 58 del 12/05/2010 Lettura e approvazione verbali sedute precedenti; delibera
N. 59 del 12/05/2010 Approvazione Regolamento istitutivo Consulta giovanile,
prelievo e approvazione; delibera N. 60 del 12/05/2010 Ordine del giorno
degrado viale delle Dune di San Leone a firma del Consigliere Salsedo,
prelievo, dibattito, approvazione, rinvio lavori; delibera N. 61 Inizio lavori e
nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 62 del 18/05/2010 Regolamento
sul procedimento amministrativo sul diritto di informazione e accesso agli atti,
prelievo e approvazione; delibera N. 63 del 18/05/2010 Ordine del giorno
esame situazione tratto via Empedocle prospiciente il palazzo Riggio a firma del
Consigliere Arnone, dibattito, sospensione, trattazione e rinvio prossima seduta;
delibera N. 64 del 18/05/2010 Ordine del giorno corretto e pertinente utilizzo
degli immobili comunali per manifestazioni organizzate e autorizzate
dall’Amministrazione comunale a firma del Consigliere Cordova, dibattito,
approvazione e atto di indirizzo; delibera N. 65 del 18/05/2010 Riconoscimento
legittimità debito fuori bilancio Nobile Francesco contro Comune di Agrigento,
esame e approvazione;
delibera N. 66 del 18/05/2010 Riconoscimento
legittimità debito fuori bilancio, procedimento RG 200/07 Esame e
approvazione; delibera N. 67 del 18/05/2010 Riconoscimento legittimità debito
fuori bilancio, procedimento N. 31/94 RG anno 2007 esame e approvazione;
delibera N. 68 del 18/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio
procedimento RG 33/90/07 esame e approvazione; delibera N. 69 del
20/05/2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 70 del
17
20/05/2010 Sostituzione componente dimissionario V Commissione consiliare,
prelievo e approvazione; delibera N. 71 del 20/05/2010 Sostituzione
componente dimissionario II Commissione consiliare permanente, prelievo e
approvazione; delibera N. 72 del 20/05/2010 Esame istanza tratto via
Empedocle prospiciente palazzo Riggio a firma del Consigliere Arnone,
prosecuzione dibattito, rinvio lavori; delibera N. 73 del 20/05/2010 Inizio
lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 74 del 25/05/2010
Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio procedimento N. 26/78/2007,
Esame e approvazione; delibera N. 75 del 25/05/2010 Riconoscimento
legittimità debito fuori procedimento 136/2009 Esame e approvazione; delibera
N. 76 del 25/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio
procedimento RG 691/2009 esame e approvazione; delibera N. 77 del
25/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio RG 14.49/2008
Esame e approvazione, rinvio lavori; delibera N. 78 del 3/06/2010 Inizio lavori,
nomina scrutatori, comunicazioni, sospensione, rinvio seduta per mancanza del
numero legale; delibera N. 79 del 4/06/2010 Inizio lavori, scioglimento seduta
per mancanza del numero legale; delibera N. 80 del 15 giugno 2010 Inizio
lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 81 del 15 giugno 2010
Richiesta proroga scadenza lavori della Commissione speciale di indagine e
settore servizi sociali, prelievo e approvazione; delibera N. 82 del 15 giugno
2010 Approvazione atto di indirizzo indizione conferenza di servizi
completamento depuratore Villaggio Peruzzo a firma dei componenti della II
Commissione consiliare, rinvio lavori; delibera N. 83 del 17 giugno 2010 Inizio
lavori, nomina scrutatori, sospensione lavori, rinvio seduta per mancanza
numero legale; delibera N. 84 del 22 giugno 2010 Inizio lavori, nomina
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scrutatori, comunicazioni; delibera N. 85 del 22 giugno 2010, ordine del giorno
proposto dal Consigliere Hamel per l’annullamento delle bollette servizio idrico
ai nuovi criteri di ricalcolo della fatturazione a firma del Consigliere Arnone,
prelievo, dibattito, approvazione documento unitario, rinvio lavori; delibera N.
86 del 25 giugno 2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, dibattito su bozza di
legge in merito problematiche espropri immobili siti interno Parco
archeologico, scioglimento seduta; delibera N. 87 del 29/06/2010 Seduta di
Question time”.
PRESIDENTE CALLARI – Ci sono chiarimenti che riguardano questo punto
all’ordine del giorno, appunto l’approvazione dei verbali sedute precedenti.
Nessuno mi fa indicazioni di intervenire, vuol dire che hanno chiare tutte le
situazioni. Segretario, diamo via per appello nominale per l’approvazione dei
verbali delle sedute precedenti. Invito i consiglieri a rientrare in aula. Prego,
Segretario.
Il Segretario Generale procede alla votazione per appello nominale.
PRESIDENTE CALLARI –
21 presenti, 20 voti favorevoli, 1 astenuto, i
verbali delle sedute precedenti vengono approvati. C’è il Consigliere Picarella
che vuole fare un prelievo, ne ha facoltà. Prego.
CONSIGLIERE PICARELLA - Presidente, io chiedo che sia prelevato il N.
25 all’ordine del giorno a mia firma, che si tratta di una transazione fra il
Comune e l’ex Crea.
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PRESIDENTE CALLARI – Il Consigliere Picarella ha chiesto il prelievo del
25° punto all’ordine del giorno: “Esame transazione del 28 ottobre 2008 fra la
società Crea S.r.l. e il Comune di Agrigento, atto pubblico del 14 giugno 66 a
firma del Consigliere Picarella”. Questo è un prelievo che metto a votazione del
Consiglio comunale. Lo facciamo per appello nominale: chi è d’accordo dica sì,
chi è contrario dica no.
Il Segretario Generale procede alla votazione per appello nominale.
PRESIDENTE CALLARI – 22 presenti, 20 voti favorevoli, 2 astenuti, il 25°
punto è stato prelevato favorevolmente dal Consiglio comunale.
Punto N. 25 all’O.d.G.: “Esame transazione del 28 ottobre 2008 fra la
società Crea S.r.l. e il Comune di Agrigento, atto pubblico del 14 giugno 66
a firma del Consigliere Picarella”.
PRESIDENTE CALLARI –
Mi permetto leggere e sottolineo e invito i
consiglieri alla massima attenzione perché sto leggendo l’articolo 56 del
regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Adunanze segrete:
“L’adunanza del Consiglio comunale si tiene in forma segreta quando vengono
trattati argomenti che comportano apprezzamenti delle capacità, moralità,
correttezza o esaminati fatti e circostanze che richiedano valutazioni delle
qualità morali e delle capacità professionali di persone”. Quindi, questo punto
20
all’ordine del giorno può essere interessato da questo caso, dico può essere
perché conosciamo tutti gli atti che noi abbiamo inviato alla Procura, noi come
Amministrazione, anche io come Presidenza, nonché sull’ordine del giorno
presentato dal Consigliere Picarella. Articolo 56, 3° comma: “Quando nella
discussione di un argomento, quindi può iniziare la discussione, in seduta
pubblica siano introdotte valutazioni sulla moralità, correttezza, capacità e
comportamenti di persone, e allorché l’andamento della discussione, pur non
riguardando singole persone per motivi di ordine morale e/o di interesse
pubblico, possa ritenere dannosa per il Comune o per i terzi la sua discussione
pubblica, il Presidente invita i consiglieri a chiuderla senza ulteriori interventi.
Il Consiglio su proposta però motivata di almeno cinque consiglieri può
deliberare a maggioranza di voti il passaggio in seduta segreta per continuare il
dibattito. Il Presidente del Consiglio, prima di autorizzare la ripresa dei lavori,
dispone che le persone estranee al Consiglio, escluse quelle di cui al successivo
comma, escano dall’aula, successivo comma, cioè 4 comma dell’articolo 56.
Durante le adunanze segrete possono restare in aula oltre i componenti del
Consiglio, il Sindaco e i suoi componenti della Giunta, il Segretario Generale, il
Vice Segretario Generale e il responsabile del servizio Presidenza, Consiglio
comunale, vincolati al Segreto di ufficio”. Quindi se dovesse accadere che noi
durante la trattazione trattiamo comportamenti e apprezzamenti sulle capacità e
moralità, se andiamo in seduta segreta, tutti coloro che sono titolati a rimanere
all’interno dell’aula, sono tenuti al vincolo del segreto di ufficio. Il mio invito,
dopo quello che ho letto, Consigliere, lei parli dei fatti perché al momento in
cui parla di moralità, comportamento e correttezza di persone, io la interrompo
perché così è scritto nel regolamento. (intervento fuori microfono) Benissimo,
21
quando anche voi me lo fate rilevare, anche voi me lo dovreste fare rilevare che
si fanno apprezzamenti, io devo interrompere. Consigliere Saeva, la trattazione
riguarda persone non del Consiglio e non fatti politici, non sono fatti politici, è
su questo che io voglio soffermarmi. Poi tra di noi moralità… Consigliere
Picarella, lei può esporre il suo punto all’ordine del giorno liberamente, prego.
CONSIGLIERE PICARELLA - Signori Consiglieri, è giusto che si espone il
punto all’ordine del giorno con la massima serenità ed è giusto che il Consiglio
e la città siano a conoscenza dei fatti accaduti. Il riferimento è agli edifici
cosiddetti Crea, situati al viale della Vittoria, dove erano ubicati gli uffici del
Comune di Agrigento, l’Ufficio Anagrafe, Stato Civile, e poi c’era mi pare i
Servizi culturali, elettorale, eccetera. Ebbene, per abbreviare le cose e
accorciare il discorso perché è troppo lungo, che parte dal 1947, il Comune di
Agrigento era proprietario di 3 mila metri quadrati di terreno circa al viale della
Vittoria e che io possiedo la delibera, il Consiglio, le deliberazioni, eccetera,
ebbene, ha fatto una transazione dopo avere fatto la scelta, perché c’erano altre
ditte che pretendevano questo lotto di terreno. Ebbene, la transazione fu transata
nel fatto che il costruttore o la società doveva realizzare degli edifici e doveva
dare tutti i
pianterreni di questi edifici, corrispondenti a circa 900 metri
quadrati. Di questo come sapete i tempi come allungano in questa città, non si è
fatto niente. Dopo 20 anni, nel 66, si fa una transazione tra il Comune di
Agrigento e la ditta costruttrice. Nella transazione hanno stralciato tutto il
passato,
lo sbancamento, la strada che doveva venire sopra. C’è un atto
pubblico del 66 trascritto, una transazione. Ebbene, fu chiarito definitivamente,
transato che il Comune di Agrigento doveva ricevere tutti i locali al piano terra
dell’estensione di circa 900 metri quadrati, con l’esclusione delle scale e
22
dell’androne eccetera. (intervento fuori microfono) La prima transazione, quella
che è sempre valida. Questa transazione fu fatta, l’edificio fu realizzato, ma su
questa realizzazione i costruttori perdevano tempo ad assegnare questi locali.
Questi locali non venivano assegnati, malgrado erano completi in quello stato,
non venivano assegnati al Comune. Il costruttore vendeva gli appartamenti nei
piani un superiori, eccetera, tanto è vero, debbo evidenziare, hanno fatto quello
che hanno ritenuto opportuno perché doveva essere un edificio intanto 23 metri
di altezza e hanno raggiunto 26 e 50. Io c’ho la licenzia edilizia del 30/10/1967.
La licenza edilizia tra l’altro dice chiaramente: piano cantinato che non ci
doveva essere il piano cantinato. Voi che siete di Agrigento e avete visionato
questi locali, sapete che si gira di dietro e si va sotto, mentre questi della licenza
era con esclusione (con patto) stabilito che non doveva esserci realizzato lo
scantinato, tanto è vero che si doveva fare l’impietramento, il vespaio o il solaio
che poi è chiarito qua il piano cantinato sia interamente eliminato. Io lo dico
piano appunto perché sia trascritto, ed è una licenzia edilizia rilasciata il
30/10/1967. Allora non c’erano nemmeno i modelli ed era quattro pagine con
tutte le condizioni, l’ufficiale sanitario, (...)
l’eliminazione sia fatto che il
palazzo Sciascia resti, un sacco di condizioni, ma la condizione principale che
doveva raggiungere 23 metri e l’ultimo piano doveva essere arretrato e il
cantinato non doveva essere realizzato, perché essendo proprietario del piano
terra, il Comune poteva circolare anche nella parte di dietro per andare in questi
locali. C’è una serie di corrispondenza richiesta possesso dei locali. Allora il
Comune con determinazione del Prefetto, io lascio perché le carte sono del
Prefetto, ha requisito non solo i pian terreni ma ha requisito pure l’ammezzato
del piano primo. Allora il Comune, una volta che l’ha requisito, ha avuto il
23
possesso di questi locali, con provvedimento prefettizio. Allora la Crea ha fatto
ricorso dicendo: sì per il piano terra sì, ma il primo piano che è mio non c’entra.
E allora ci fu un contenzioso. Quale fu il contenzioso? Io cerco di spiegarlo
adagio adagio, anche perché debbo riferirlo ai magistrati questo. Forse stasera
mi ascoltano. E allora siccome doveva dare tutti i pianterreni, perché fu
sequetrato pure l’ammezzato? Siccome i pianterreni erano del Comune, tutti i
pianterreni laterali per andare nell’ammezzato, siccome i locali erano del
Comune, i pianterreni, hanno preso 40 metri quadrati di locali e hanno fatto
l’ingresso a primo piano se ha del Comune, di conseguenza l’accesso sopra è
andata… di conseguenza poi di requisizione dei locali della Crea sono stati
requisiti, cioè il Prefetto ha lasciato il primo piano dicendo che è stato… era
preso in possesso del… e allora con un verbale di consegna del 71 ci fu un
verbale di consegna che il costruttore ha consegnato ufficialmente tutti i locali
al piano terra. Di conseguenza il Comune, avendo i locali al piano terra, ha
avuto il possesso di questi locali tutti e ne ha fatto uso per uso istituzionale. E ci
fu un verbale nel 71, preso in consegna dei locali, io vado perché c’è troppa
carta… le requisizioni dei locali della Crea, le requisizioni che il Prefetto poi gli
ha restituito il piano terra. E allora ci fu delle cause con (...) conclusionali, il
Comune di Agrigento, cioè l’impresa costruttrice ha fatto delle cause al
Comune di Agrigento, dicendoci: tu mi hai dato questa costruzione, io ti dovevo
dare 900 metri quadrati di locali circa, non ha detto tutto il…
PRESIDENTE CALLARI – In che periodo questo, consigliere? Per capire un
po’ cronologicamente?
CONSIGLIERE PICARELLA - Nel 74. E allora ti dovevo dare questo qua e
allora ci fu una causa, in questa causa la Crea perde la causa contro il Comune
24
di Agrigento. Il Comune aveva ragione perché era proprietario di tutti i locali al
piano terra. Poi c’è “in nome del popolo italiano”, la transazione che fu fatta nei
confronti del Comune che si è preso tutto il piano terra. Ricorso, Sindaco,
Prefettura, eccetera. Corro perché le carte sono troppe, decisioni contro il
Prefetto di Agrigento nei confronti… L’ufficio tecnico che pure ha speso soldi,
perché li ha rifiniti lui, il Comune gli ha messo… Ecco, infatti c’è, nell’83 poi
che cosa succede? Il Comune ha vinto due cause, primo grado e secondo grado.
Dice: piaccia al Tribunale, il costruttore fa una nuova causa e inizia una nuova
transazione e dice: dimenticando che i due gradi di giudizio erano già stati
superati, come se nulla fosse inizia, lo dice lo stesso lui: la superficie di 900
circa e precisamente quei magazzini che corrispondono a quelli risultanti dal
progetto; di tenere, dichiara, tutti i restanti magazzini facenti parte dell’edificio,
viale della Vittoria, di metri quadrati, cioè lui dice: che oltre 900 ci sono ancora
400 metri quadrati, dice che erano 1300 metri quadrati. Invece poi andiamo a
vedere che tutti quelli 900 non ci arrivano. A lui hanno detto questo. Di
conseguenza cosa avviene? Che il Sindaco nell’83 atto di citazione, il Comune
cita, la persona del Sindaco viene citata. Andiamo noi nelle carte, Sindaco,
Sindaco, dichiarazioni, rinnovo atto di precetto nell’83, perché lui come se
nulla fosse riinizia una causa contro il Comune di Agrigento. E allora intima
precetto a D’Alessandro, secondo progetto, Scifo… ecco, e si costituiscono…il
Sindaco… contro il Comune di Agrigento, esce una sentenza nell’84: sentenza
che dice… vediamo se io la trovo, che riesco a interpretarla, che un Pretore
onorario di Canicattì come non ha tenuto conto di nessuna cosa che già c’è stata
in giudicato, che era stato già giudicato… 95, Comune di Agrigento. La verità
giuridica è stata confermata dalla sentenza del Tribunale di Agrigento… con la
25
relativa che si è la prova evidente che inequivocabilmente la società Crea era
tenuta a corrispondere al Comune tutta la superficie del piano terra di entrambi i
fabbricati, costruiti dalla Crea e che quindi la superficie indicata in transazione
orientativamente di metri quadrati 900 circa e la piena proprietà di tutti i locali
al piano terra, stabilendo soltanto l’esclusione di androni e scale di accesso così
come previsto nell’originale progetto. Questa tutta una documentazione, ora
accorciamo. Tra l’altro poi viene ripetuto che ha chiesto al Tribunale la
condanna del Comune a rilasciare 400 metri quadrati di magazzino dell’edificio
denominato Crea, significativo che il procuratore della Crea ha chiesto un
ulteriore rinvio al fine di contattare l’altro avvocato, eccetera. Cioè loro
sostenevano che oltre ai 900 metri quadrati di locali vi erano altri 400 metri
quadrati di locali. Per questo io l’altra volta mi sono lasciato a fare
apprezzamenti in nome del popolo italiano. Esce la sentenza e la sentenza dice:
di ritenere e dichiarare che l’azione promossa non poteva essere iniziata in
quanto coperta di giudicato. Ritiene dichiarare in ogni caso che l’azione, avente
carattere prettamente obbligatorio, è improcedibile perché coperta di
prescrizione, svolgimento del processo. Di tutto questo la sentenza non ne fa
nessun cenno e dice il Comune… dice
che la Crea ha diritto oltre che
dell’affitto di quei locali in più di 400 metri quadrati di cose, ha diritto la
proprietaria dei locali al piano terra degli edifici siti nel viale della Vittoria,
circa metri quadrati 187. Erano 400 e diventarono 187. Accoglie la domanda e
per l’effetto ordina al Comune di Agrigento di immettersi la Crea in possesso
della parte dei locali, piano terra al viale della Vittoria, di sua proprietà, circa
eccedenti ai 900 metri quadrati di proprietà, eccedenti, significa quelli in più,
dice il Pretore, non discute del giudicato, eccetera. Di tutto questo cosa avviene?
26
Questo si riferisce nel 2003. Questi proprietari incominciano a sollecitare questo
Comune di Agrigento di fare una transazione. Ebbene, la transazione non ci
riesce. Questo Comune di Agrigento il 22 gennaio del 2004 fa una determina e
dice: ci dobbiamo appellare immediatamente perché è una vergogna questa
cosa. E ci fu una determina fatta nel 2004, parla la sentenza, questa determina è
firmata dalla dottoressa Filippa Inglima Modica e responsabile è la Vecchio.
Propone per le motivazioni riportate in premessa integralmente, sotto il profilo
dell’interesse dell’ente di autorizzare la proposizione dell’appello dinanzi alla
Corte di Palermo, avverso la sentenza del Tribunale di Agrigento, conferire
l’incarico in rappresentanza del Comune di Agrigento nel (...) giudizio di
appello a uno dei funzionari specialisti avvocati dipendenti di questo ente con
incarico di chiedere all’atto di appello la sospensiva di esecuzione. Cioè di
conseguenza ci fu una determinazione che non ha avuto seguito. Fu ferma,
l’hanno deliberato, fu fatto e non va. La stessa determina la troviamo in un atto
deliberativo di Giunta, la Giunta municipale di Agrigento propone appello
contro la sentenza di Palermo. Tra l’altro debbo segnalare che era presente in
questa delibera l’attuale Sindaco Zambuto nella veste di Assessore al
Patrimonio e al Bilancio. E fanno l’appello, deliberano la delibera e mettono la
stessa determina che fu fatta a gennaio a giugno, dopo sette mesi la stessa
determina e fanno l’appello. Facendo l’appello nel 2004 tutto era regolare, dice
facciamo l’appello. E allora io debbo relazion… nel mese del 2004 il legale
rappresentante della Crea si è costituito a comparire davanti alla Corte
d’Appello di Palermo, in merito al giudizio di appello promosso dall’ente
avverso la sentenza del Tribunale di Agrigento, il Comune nella persona del
Sindaco era stato autorizzato a promuovere il giudizio di appello con determina
27
sindacale nel 2004 e con la deliberazione della Giunta municipale 61/2004.
Nell’atto di appello il legale del Comune motiva abbondantemente e quindi
formula una serie di richieste tra cui l’inammissibilità dell’azione promossa
dalla Crea, perché coperta di giudicato: a) parere del difensore del Comune a
decidere sentenza 2003, non
ha minimamente motivato il rigetto
dell’esecuzione preliminare sollevata dal Comune relativa al giudicato
precedente, ivi compresa la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Palermo
aveva respinto una precedente azione promossa dalla S.p.A. Crea, tendente alla
riduzione delle contro prestazioni dovute del Comune, in esecuzione del
contratto di permuta, la dichiarazione del Comune quale proprietario dell’intera
superficie dei locali a piano terra dell’edificio al viale della Vittoria, costruito su
un terreno di proprietà e ceduto in permuta con contratto del 47. Il legale
sostiene nel ricorso che nell’atto di transazione tra il Comune e la S.p.A. Crea è
specificato che la Crea si è impegnata quale corrispettivo della cessione del
terreno a trasferire al Comune la superficie di tutto il piano terra con esclusione
dell’androne, dell’alloggio del portiere. L’inammissibilità dell’azione proposta
dalla S.p.A., perché il suo amministratore non era legittimato a stare in giudizio;
l’improcedibilità dell’azione giudiziaria da parte della Crea per prescrizioni. La
Crea appare, non un senso in termini, eccetera, l’Amministrazione non può
contraddirsi ed invece è obbligata a rispettare le indicazioni tecniche del proprio
settore legale ed è quindi obbligata ad insistere nell’azione d’appello, salvo che
vigendo lo stesso settore non dimostri argomentazioni inoppugnabili o
sprovvedute. Conclusivamente la promessa di transazione deve essere avanzata
dal settore, eccetera.
C’è una relazione. Ora viene il bello, il Comune di
Agrigento mette in vendita i locali al viale della Vittoria con esclusione
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arbitrariamente dei due locali nel lato ovest degli edifici, della superficie di
circa 170 metri quadrati. Ha messo in vendita quegli atti con esclusione dei due
locali, uno in un edificio e uno nell’altro.
PRESIDENTE CALLARI – Siamo nell’anno?
CONSIGLIERE PICARELLA - Ora, pochi anni fa, ora lo diciamo quando,
nel 2007 - 2006.
PRESIDENTE CALLARI – Nel 2006 questo avviene.
CONSIGLIERE PICARELLA - 2006 – 2007. Il Comune che cosa fa? Mette
all’asta e vende questi locali, con esclusione di quei 2 che non ha messo in
vendita e ha venduto i locali per una superficie. Siccome, ecco, entro a far
sentire ai Comuni tutta la superficie dei due edifici non arriva a 900 metri
quadrati. Siccome la sentenza dice quello in più, e allora ha venduto sub… 136
metri quadrati nel primo palazzo, nel secondo palazzo 61, più 61 e ha venduto
250 metri quadrati di locali in un edificio. Nell’altro ha venduto 240 metri
quadrati, lasciando inalterati questi due edifici. Ma siccome c’era la pressione,
significa il Comune ha venduto 250 metri quadrati uno e 240 un altro. E allora
che cosa avviene? Avviene la pressione della transazione, perché dice si è di
più, invece non era di più, eccetera. E io ho la transazione che è fresca, fresca,
fatta da questa Amministrazione e ci sono cose gravissime che io leggo in
confronto con atti pubblici. E allora che cosa dice la transazione? Io lo leggo
piano piano perché venga registrato piano piano, esattamente nella seconda
pagina che la pendenza era successiva a definire con atto di transazione con il
notaio Calogero Baldacchino di Agrigento, del 14 giugno 66, che è l’atto che io
ho citato, repertorio eccetera. È trascritto ai numeri, eccetera, eccetera, ad
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Agrigento, il 4 luglio eccetera; che con detto atto la Crea si obbliga a costruire
sulla predetta area edificabile due edifici di civile abitazione e a trasferire al
Comune, sentite, dice la transazione, a trasferire al Comune la metà di tutti i
locali a piano terra per una estensione complessiva di metri quadrati 900, dice la
metà, 900. Siccome cita l’atto, c’ho l’atto che lui cita, vediamo che cosa dice
questo atto. Le stesse cose: in corrispettivo la società Crea cede e trasferisce al
Comune in piena proprietà tutti i locali a piano terra di entrambi gli edifici, cioè
nella transazione hanno scritto una cosa diversa, dell’estensione entrambi di
edifici e complessiva di circa metri quadrati 900, cioè mentre lui cita la metà,
l’atto dice tutti. Questa è la differenza, poi fa una transazione: riconosce,
riconosce, riconosce. Che cosa riconosce? Che quei due locali che si trovavano
nel lato ovest degli edifici, uno verso il manicomio, diciamo l’ospedale, l’altro
prima, la Crea si è preso quello prima che ha quattro saracinesche anziché tre,
mentre al Comune con la transazione gli hanno dato l’altro meno valoroso che
non l’hanno venduto, con tre saracinesche, eccetera. Ma c’è di più, che fatta la
transazione io ho gli atti pubblici di tutti, chi ha transato… (intervento fuori
microfono) No, fici la transazione. (intervento fuori microfono) Primo grado,
appellata là. L’ho letta. Per cui che cosa è avvenuto? Che hanno fatto la
transazione. Il Comune che doveva prendere 900 metri quadrati, ne ha preso
250 – 500 e l’altro 970, 650. Cioè no 900 metri quadrati, perché quello ha
descritto metà nell’atto pubblico. Ma c’è di più, rilevo che subito dopo meno di
un mese questo immobile che fu transato, fu venduto per un atto pubblico che io
ho qua per 840 mila euro. Ma c’è di più, oltre a questo c’è anche la comica, che
il Comune che ha venduto questi locali, il notaio di Porto Empedocle Fanara, il
Comune lo vende perché ha bisogno dei soldi. Quali soldi? Ci sono depositati
30
presso il Notaio 424 mila euro e qualche cosa, dal Notaio Fanara, perché c’è un
creditore che si chiama Sinatra mi pare, che ha fatto un esposto contro terzi e ha
sequestrato. Cioè di conseguenza il Comune ha venduto, soldi non ne prende e
qua il Sindaco in questi giorni ha fatto per vedere come deve prendere questi
soldi, per (...) debiti fuori bilancio. Il problema è chiaro, è stato fregato al
Comune di Agrigento un immobile di circa 1 milione di euro, tra l’altro nella
transazione che qualcuno voleva vedere, io gliela posso far vedere, che è una
cosa scritta diversa. Mentre la transazione dice la metà e cita quella
transazione, la transazione dice tutto il piano terra, anche la sentenza. Ma se tu
misuri e io c’ho gli atti pubblici di quanti metri quadrati sono, che tutti arrivano
a 900 metri quadrati compresi i locali, i magazzini che andavano al primo piano
per la Commissione provinciale di controllo, che erano del Comune, cioè il
Comune ha preso 250, 650 metri quadrati di locali, anziché di 900. Tra l’altro
mi risulta che questa transazione era sollecitata da tanto tempo e da tutti e
quando andò in Giunta il Segretario, non è lui, è un altro, è scappato. Io, siete
tutti d’accordo, ma noi non condividiamo questi fatti. (intervento fuori
microfono) Non c’era lei, la prima transazione, no questa, e non fu fatta, non
c’era lei, tranquillo che non c’era, forse era Assessore il Presidente, per cui noi
verifichiamo che il Comune ha dato l’area edificabile di due grossi edifici e noi
sappiamo a Bologna che i Comuni fanno permute e gli danno il 25%
dell’edificato, a noi ci hanno dato il 3% con un sacco di guai di cause, tra
l’altro somme fatte, eccetera. Per cui io, caro Presidente, questa cosa non so
l’iter che fa, perché su questo fatto siccome l’ultima volta che ho parlato che ci
fu un Pretore, ho parlato, sono andato fuori dai limiti, siccome la competenza
quando si parla di magistrati e io non ho avuto niente a dire di quello che ha
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fatto, non sapevo, la Questura di Agrigento, la Digos mi ha invitato per andare
a Caltanissetta come competenza e io sono come teste, ce l’ha il giudice questo
qua, un magistrato di Caltanissetta di cui c’ha il fascicolo. Io ci sono stato, ho
detto che preleverò il punto all’ordine del giorno, mi hanno fatto capire che
sono aggiornati di alcune cose. Tra l’altro dopo questa mia, appena viene
trascritta interamente, con tutto questo carteggio ci vado perché mi vogliono
vedere, sentire, eccetera, perché di queste cose noi siamo a conoscenza da
tempo. Io, Presidente, siccome qua quando ho detto quella cosa, il Segretario mi
ha detto la mandi alla Procura della Repubblica, come se io fossi uno, un
tangentopoli che io mi preoccupavo della Procura della Repubblica. Di
conseguenza io ho risposto, sono stato già sentito e mi debbo risentire con
documenti perché non è possibile che il Comune di Agrigento possa essere in
questo modo a regalare immobili a terzi su queste considerazioni. Per cui io
termino sperando che la mia illustrazione sia stata esauriente nel massimo.
Tuttavia prego i consiglieri nel fare le valutazioni che questo Consiglio
comunale ora si vendono altri immobili, speriamo che i soldi non vengono
depositati dai Notai e vengono sequestrati, perché vende per non prendere soldi,
cioè queste vendite sono state inutili e inutili sono depositati dal Notaio che ce
l’ha in un libretto il Notaio, 424 mila euro depositati presso il Notaio Fanara,
eccetera. E non è che lo dico io, è scritto per atto pubblico che sono depositati lì.
(intervento fuori microfono) Non lo so, l’hanno fatto, perché non hanno voluto
aspettare la sentenza del Tribunale di Palermo, di 2° grado, quando già era
aggiudicato. Io ho terminato, Presidente.
PRESIDENTE CALLARI – Grazie, Consigliere. Nelle more che scendono la
delibera perché nel fascicolo non c’era e non ho un potuto dare conoscenza,
32
notizia di questa delibera, si apprestano ad andarla a prendere, diversamente
non possiamo andare avanti se non siamo a conoscenza di questa delibera. Io
informo che la Crea in data, io l’ho protocollata il 23 giugno, mi invia una nota,
quindi al Presidente del Consiglio comunale di Agrigento: “Odierna seduta del
Consiglio comunale”, che era quella in cui l’interrogazione del Consigliere
Carmelo Picarella è intervenuto sulla transazione Crea S.r.l. contro il Comune
di Agrigento, immobile palazzo Crea. “In relazione all’oggetto la scrivente
desidera rendere noto alla Signoria Vostra e se da Ella
ritenuto del caso
all’intero Consiglio comunale, di avere già conferito mandato al proprio legale
di fiducia, Avvocato Roberto Gambino del Foro di Agrigento di perseguire in
ogni sede il Consigliere Carmelo Picarella in ordine alle affermazioni del
medesimo già diffuse recentemente agli organi di stampa locale, reputate
gravemente diffamatorie nei confronti della società. Firmato il socio Stefano
D’Alessandro”. Ci sono altre cose che devo leggere che sono di notevole
importanza. Il 7 giugno c’è una nota del Segretario Generale, dottore Carmelo
Burgio che scrive: “Al Sindaco e per conoscenza al Presidente del Consiglio, al
dirigente dell’ufficio Legale, al dirigente ufficio Patrimonio, al dirigente dottore
Giovanni Lattuca. Oggetto: Richiesta Consigliere Picarella, inserimento punto
all’ordine del giorno, esame transazione del 28 ottobre 2008 fra la società Crea
S.r.l. e il Comune di Agrigento”. È atto pubblico del 14 giugno 1966. Con
riferimento alla nota del Presidente del Consiglio comunale N. 415 protocollo
della Presidenza del 3 giugno 2010 relativa all’oggetto, informo la Signoria
Vostra, cioè il Sindaco, per conoscenza al Presidente, che “A seguito di
precedente intervento del Consigliere Picarella, il quale nella seduta del
Consiglio comunale del 12 maggio 2010, relativamente alla questione
33
transazione Crea, aveva parlato di un Pretore di Canicattì che aveva detto che lo
hanno pagato e ritenuto il Comune complice di una truffa, con nota protocollo
29.606 del 17 maggio 2010, ho trasmesso alla Procura della Repubblica lo
stralcio del rapporto di stenotipia della seduta consiliare del 12 maggio 2010,
nonché copia della deliberazione della Giunta comunale 58 del 17 luglio 2008,
avente ad oggetto causa Comune contro Crea S.r.l., fascicolo 503, definizione
transattiva”. Questa è una nota del 7 giugno. L’8 giugno faccio una nota io e
scrivo al Sindaco e al Direttore Generale. Inserimento al 27° punto all’ordine
del giorno del Consiglio comunale sull’argomento proposto dal Consigliere
Carmelo Picarella, esame transazione, questa fa riferimento alla nota che io le
avevo comunicato: “Con nota del Direttore Generale, io qua lo cito, 5.4.5, ed è
quella, mi è stata comunicata l’avvenuta trasmissione alla Procura della
Repubblica dello stralcio del rapporto di stenotipia della seduta consiliare del 12
maggio 2010, in uno con la copia della deliberazione della Giunta comunale 58
del 17.07, avente per oggetto causa Comune contro Crea S.r.l., eccetera. In
ragione del tenore dell’intervento effettuato in aula del Consigliere Carmelo
Picarella sulla transazione di cui sopra. Ottemperando a quanto previsto nel
regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, su specifica richiesta
del Consigliere Carmelo Picarella in atti 414 del 3/06, si è provveduto a inserire
un apposito punto all’ordine del giorno sul superiore argomento. Alla luce di
quanto sopra, ritengo opportuno trasmettere alla Procura della Repubblica copia
della richiesta avanzata dal Consigliere Comunale Carmelo Picarella, tanto per
ogni valutazione da parte delle Signorie Loro”. L’8 giugno mi scrive il Sindaco,
che poi è lo stesso giorno: “Al Presidente del Consiglio comunale, al dirigente
del Settore II e per conoscenza al Direttore Generale. Richiesta inserimento. Nel
34
prendere atto di quanto comunicato dalla Signoria Vostra con la nota 415 del
03/06 e della nota del Direttore Generale 545 del 07/06, si dà incarico al
dirigente del Settore Legale di trasmettere alla Procura della Repubblica di
Agrigento tutta la documentazione riguardante la transazione definitiva con la
società Crea S.r.l., con deliberazione di Giunta comunale 58 del 17/07/2008. Al
Presidente
del
Consiglio
viene
rimessa
ogni
valutazione
in
ordine
all’inserimento del punto all’ordine del giorno e alla trattazione in seduta aperta,
attesa la trasmissione degli atti agli organismi giurisdizionali sopra citati. Si fa
riserva di esercitare le azioni opportune per la tutela del buon nome
dell’Amministrazione comunale e dei funzionari interessati”. Voi avete visto in
che modo io mi sono comportato sulla scorta dell’articolo del regolamento che
ho appena letto. “Alla Procura della Repubblica, transazione Crea”. È una nota
che firmo io: “Si ritiene opportuno per ogni valutazione di dovere trasmettere a
codesta Autorità giudiziaria la fotocopia della richiesta avanzata dal Consigliere
Carmelo Picarella di inserimento dei punti all’ordine del giorno, quella di cui si
parla ora, quindi ho inviato questa nota alla Procura della Repubblica di
Agrigento. Mi dice il Segretario che il dirigente degli Affari Legali ha già
trasmesso tutti gli atti alla Procura della Repubblica. Consigliere Arnone, prego.
CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io intendo chiedere una breve
sospensione dei lavori per potere acquisire gli atti che avremmo dovuto avere a
nostra disposizione e che per un disguido spiacevole, ma banale, in questo
momento non abbiamo. Mi limito però a puntualizzare per i cittadini che ci
seguono alcuni aspetti che mi appaiono meritevoli di essere rimarcati. La
transazione che è stata tirata qui in ballo, da quello che ho compreso, è relativa a
un contenzioso che già aveva visto una sentenza di condanna del Comune di
35
Agrigento. Quindi, ora lo vedremo meglio. Se il Comune di Agrigento era stato
condannato a perdere 500 e con la transazione sta perdendo 300, mi pare che la
transazione sia complessivamente vantaggiosa per il Comune di Agrigento.
Infatti voglio vedere la delibera e gli atti per comprendere se il Comune era
stato condannato a pagare 500 e con la transazione diamo 800, siamo in
presenza di una transazione in danno all’ente. Se invece la condanna di 1° grado
era di pagare 500 e con la transazione abbiamo una riduzione a 300, fare la
transazione è nell’interesse pubblico. Poi ho visto la reazione che mi piace
rimarcare perché viene a smentire una notizia evidentemente, gravemente
contraria al vero e che ha certamente impressionato chi ha sentito l’intervento
che mi ha preceduto, la reazione è quella del Direttore Generale che ha detto
che assolutamente non era vero che il Segretario Comunale non voleva essere
presente all’approvazione della delibera della transazione. Da quello che ho
compreso la delibera della transazione è stata posta in essere, approvata in
presenza sua, dottore Burgio, se è…
PRESIDENTE CALLARI –
Forse si riferiva al Segretario di prima,
Consigliere Picarella? (intervento fuori microfono) Al Segretario di prima…
CONSIGLIERE ARNONE – In tutta questa vicenda dobbiamo dare una
informazione corretta al Consiglio e all’intera città.
PRESIDENTE CALLARI – Quindi il suo intervento per mozione d’ordine è
corretto, nel senso che lei ha proposto di vedere gli atti, in questo momento non
sono resi pubblici da questa Presidenza.
CONSIGLIERE ARNONE – Perfettamente, voglio rimarcare e ho concluso,
quindi che la transazione in questione realizzata dall’Amministrazione Zambuto
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nel luglio del 2008 è stata realizzata nel modo più lineare possibile, alla
presenza del Segretario Generale che è qui, come direbbe mia nonna, sano e
chinu di vita, che ci può dire se ha assistito a fatti impropri o non consoni ed è
stata istruita da dirigenti del Comune sui quali nessuno ha sollevato dubbi, anzi
per quanto mi riguarda, sulla loro correttezza, efficienza e moralità ho sempre
messo personalmente le mani sul fuoco. Quindi è necessario completare la
trattazione dell’argomento, verificando ciò che prevede la delibera approvata
dall’Amministrazione Zambuto e alla presenza del Direttore Generale e ciò che
prevedeva la sentenza cui fa riferimento la transazione, perché i fatti relativi
all’Amministrazione Piazza rispetto alla quale lei, come dice Picarella, lei era
Assessore, possono essere di interesse di questo Consiglio comunale, ne
possiamo discutere, ma sono altri e diversi rispetto alla transazione del 2008.
Quindi chiedo questa breve sospensione.
PRESIDENTE CALLARI – Consiglieri, già il dottore Sinaguglia è andato a
prendere presso i suoi uffici la delibera di che trattasi. Più che votarla ritengo
che sia doveroso da parte mia non potere continuare in questo momento i lavori
perché voi o qualsiasi consiglieri non può prendere…
SEGRETARIO GENERALE –
Io intervengo soltanto per dare atto
dell’operato degli uffici che in maniera repentina, senza alcun ripensamento, nel
momento in cui è stato sollevato un minimo dubbio sull’operato e senza che
nessuno lo chiedesse, hanno trasmesso tutti gli atti alla Procura della
Repubblica, per cui se ci sono delle cose che si ritengono di censurare nei
confronti dell’operato degli uffici, questo lo faranno gli organi a ciò deputati.
Noi stessi, senza che nessuno lo facesse, abbiamo trasmesso tutto, e non solo,
volevo dare l’indicazione che è pervenuta pure qui alla Presidenza che il
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dirigente del settore Affari Legali, l’Avvocato Rita Salvago, ha trasmesso alla
Procura della Repubblica analiticamente tutti questi documenti: nota 478 a
firma del Sindaco avente per oggetto richiesta inserimento transazione del 66,
Notaio Baldacchino; sentenza 1030/2003 del Tribunale di Agrigento; nota 551
Gabinetto del 21/09/2007, avente per oggetto giudizio d’appello società Crea
Comune di Agrigento, chiusura bonaria controversi; nota del 26/09/2007,
avente per oggetto giudizio d’appello società Crea e Comune di Agrigento,
chiusura bonaria, nota protocollo 3688, settore 2 e relativo allegato; nota 92 del
settore 3 del 14/02/2008 avente oggetto causa Crea offerta di transazione, causa
in appello; nota protocollo 306 del 27/02/2008, transazione, contratto raccolta
N. 29.526, stipulato il 28/10/2008 il Notaio Pusateri di Agrigento, tra l’ente e la
Crea in persona del suo legale rappresentante”. Questo è tutto quello che è stato
fatto. Io debbo informarvi che la deliberazione che riguarda la transazione è una
deliberazione del 17 luglio 2008, la N. 58, adottata sulla base delle relazioni
degli uffici, le quali appunto davano atto che con sentenza del Giudice di
Agrigento, il Comune era stato condannato alla restituzione di un bene di pari
circa 180 metri quadri alla società Crea e in più il Comune era stato condannato
a un indennizzo nei confronti della società, somma che già il Consiglio
comunale aveva messo in bilancio; questo Consiglio comunale credo che aveva
previsto tra le somme da prevedere in bilancio e invece la transazione alla fine
si conclude con un criterio di suddivisione a metà dei 187 metri quadri e il
Comune… in altri termini lo schema di transazione prevede, vi dico come si
conclude, ci sono state delle stime fatte dagli uffici. Allora, la Crea riconosce il
Comune proprietario dei locali a piano terra degli edifici siti in Agrigento, viale
della Vittoria, della superficie di metri quadri 900. Qualcuno poco fa ha detto
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che non erano 900. Presidente, io voglio dire quello che dicono gli atti, poi
quello che dicono i pensieri degli altri lo diranno nelle sedi opportune. Io dico
quello che dicono gli atti. Gli atti dicono questo, che: la Crea riconosce il
Comune proprietario dei locali a piano terra degli edifici siti in Agrigento viale
della Vittoria ai numeri 145 e 193 della superficie di metri quadri 900, giusto
atto, il Notaio Baldacchino del 66. Il Comune riconosce la Crea proprietaria dei
locali al piano terra degli edifici siti in Agrigento, viale della Vittoria ai N. 145
e 193 di metri quadri 187, lato ovest, come da planimetria che si allega sub B,
quale parte eccedente i locali del Comune a decorrere dal 31/08/80, giusta
sentenza del Tribunale 1030 del 2003. La Crea rinuncia. Alle domande svolte in
primo grado e all’appello incidentale proposto attraverso la sentenza del
Tribunale di Agrigento, alla metà dell’indennità di occupazione riconosciuta dal
Tribunale di Agrigento in danno del Comune a decorrere dall’1/08/80 pari a
774.000,69 euro mensili, oltre gli interessi locali e comunque determinate
complessive euro 213.484,12. Alle spese legali riconosciute dal Tribunale di
Agrigento in suo favore e in danno del Comune, escluso interessi e accessori, a
euro 3156. La Crea riconosce al Comune quale compensazione per la rinuncia
alle proprie pretese la somma di euro 193.306,72, equivalente alla metà della
proprietà dei metri quadri 187 e al netto dell’indennità di occupazione
riconosciuta alla Crea per l’altra metà per come determinato con la nota del
Comune protocollo 34.623 dell’1/07/2008. Il Comune rinuncia. Alle domande
svolte in primo grado e all’appello principale proposto avverso la sentenza, a
pretendere la proprietà dei 187 metri quadri, in contestazione già specificati.
Premessa e fatte salve le superiori reciproche rinunce, la Crea si obbliga a
corrispondere al Comune la detta somma a saldo e stralcio di euro 193.306,72
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che sarà versata contestualmente alla sottoscrizione del presente atto e
separatamente quietanzata, mentre il Comune si obbliga a trasferire il possesso
dei locali siti al piano terra del viale della Vittoria di metri quadri 187, eccedenti
metri quadri 900 di proprietà del Comune, che restano e sono di proprietà del
Comune i 900 metri quadri. Questo è quello. Io su questo non voglio più
parlare, anche perché su questa transazione io ho espresso parere favorevole e
siccome ci sono state delle ingiuste attenzioni e modi poco… che possono
offendere la dignità professionale, ognuno per la nostra parte faremo le azioni
che crediamo. Quindi chiederemo anche di essere sentiti, oltre ad avere mandato
gli atti. Io a questo punto rientro nei miei panni di Segretario Generale, le
chiedo come si conclude questo punto all’ordine del giorno?
PRESIDENTE CALLARI –
Diceva il Segretario, cioè alla fine della
discussione: cosa il Consiglio comunale è chiamato a fare? Lei preparerà un
ordine del giorno oppure semplicemente… (intervento fuori microfono)
Consigliere Picarella, tutti vogliono intervenire. Segretario, per quello che ho
capito, viene messo in evidenza l’argomento e basta, non è che c’è nulla da
votare. Si mette a conoscenza i consiglieri nella seduta pubblica del Consiglio
comunale questa problematica, mi sembra di avere capito così, anche per avere
un concetto di quello che siamo portati a fare. (intervento fuori microfono) Il
Consigliere Picarella fuori microfono ha detto che tutti gli atti devono essere
inviati alla Procura di Caltanissetta, e non quella di Agrigento, perché è
competente. Lo dice lui, io ho fatto sentire quello che lui mi ha invitato a dire
fuori microfono. Allora, se riteniamo che siamo a conoscenza degli atti, in
questo momento è scesa la delibera di che trattasi… (intervento fuori
microfono) L’ha già letta il Segretario. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.
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Venga qui e venga a dire cosa dobbiamo leggere che si differenzia da quello
che ha detto e ha letto il Segretario Generale in seduta.
SEGRETARIO GENERALE – Io non sono consigliere comunale e non posso
controbattere e dibattere, io ho dato lettura di un atto. L’atto che ho letto è l’atto
ufficiale dell’Amministrazione, non ci sono altre… io ho letto l’atto allegato
alla deliberazione. Consigliere Picarella, lei si rivolga agli organi inquirenti.
Questa è la premessa, lei deve andare nella parte dispositiva.
Nella parte
dispositiva c’è quello che le ho detto io.
PRESIDENTE CALLARI –
Lo chiariamo, lei fa un’eccezione sull’atto di
transazione stipulato nel 2008 dal Notaio Pusateri.
SEGRETARIO GENERALE – Quello che lui dice sono le premesse di un
atto. L’atto di transazione alla fine io sono andato a leggervi l’articolato della
transazione e l’atto nell’articolato dice le stesse cose che vi ho letto prima. La
Crea riconosce al Comune i proprietari dei locali al piano terra degli edifici in
Agrigento, viale della Vittoria, sono le stesse e non può essere che siano parole
diverse da quelle che vi ho letto, perché quello è allegato all’atto deliberativo,
quindi la parte dispositiva è quella. Il Comune riconosce dei 187, se volete lo
rileggiamo tutto d’accapo così come è, e sono le stesse parole, non può essere
diversamente perché il funzionario non avrebbe potuto firmare. Consigliere
Picarella, lei ha qualche dubbio che siano state fatte delle azioni non in favore
del Comune? Si è rivolto alla Procura. (intervento fuori microfono) Lei sta
scherzando? Presidente, io lo faccio per piacere di… e allora: atto di
transazione, questo è l’atto allegato alla deliberazione che si approva, questo è
uno schema dell’atto che viene approvato dalla Giunta. Se lei si mette lì, e se lo
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legge parola per parola. Consigliere Picarella, lei confonde le premesse con
l’articolato, che sono due cose diverse.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE CALLARI – Non aggiunga niente se non il fatto di avere letto
la transazione allegata alla delibera, se poi si differenzia per come dice il
consigliere, da me non accertato, così come dice lei, verificherà il Consigliere
anche sulla scorta di quello che le ha detto ed eventualmente si prosegue in altre
sedi. (intervento fuori microfono) Lo so che gli atti sono stati trasmessi, ma il
Consiglio comunale può essere portato a fare parlare un ordine del giorno di un
consigliere che lo propone. Allora, ha preso conoscenza, Consigliere Arnone?
Perfetto, ha avuto qualche minuto per leggere la delibera. Prego, Consigliere
Arnone, ha chiesto di parlare, ne ha facoltà, prego.
CONSIGLIERE ARNONE – Io ritengo ovviamente assolutamente legittimo
che qui dentro si esaminino le transazioni e ritengo ulteriormente importante
che si distinguano le competenze amministrative da quelle giudiziarie. I giudici
riterranno se vi sono reati penali e noi dobbiamo valutare se ci sono danni al
Comune, responsabilità amministrative, censure da muovere ai dirigenti che si
sono occupati della vicenda. Per prima cosa rilevo da avvocato un aspetto che
non riesco a comprendere, che è quello della competenza del Tribunale di
Caltanissetta della vicenda che ci occupa. Il Tribunale di Caltanissetta è
competente solo se vi è una responsabilità di un magistrato, se non vi sono
responsabilità di magistrati, non si comprende che c’entri il Tribunale di
Caltanissetta. E il Tribunale di Caltanissetta, da quello che si capisce, dovrebbe
essere competente perché qualcuno dei magistrati che si sono occupati di questa
vicenda avrebbero commesso dei fatti di reato. Tutta la vicenda mi appare
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francamente ridicola perché leggo che la sentenza del Tribunale di Agrigento è
del 2003 e quindi stiamo parlando di fatti che sono, ammesso che ci fossero
responsabilità penali, ampiamente prescritti. Quindi non si comprende neanche
in questo caso di che cosa si debba occupare la Procura di Caltanissetta, perché
ammesso e non concesso per assurdo che nel 2003 il Giudice che ha emesso
questa sentenza, che non so chi sia, si è fatto corrompere da qualcuno, grazie a
Burlusconi il suo reato è già prescritto da un paio di anni almeno. Quindi mi
pare un’altra balla spaziale quella che tutta la vicenda interessi la magistratura
di Caltanissetta. Andando nel merito di quelle che sono le nostre competenze, io
ci tengo che si chiarisca se funzionari e politici di questo Comune si sono
comportati correttamente o in modo illecito intelligentemente o da imbecilli.
Perché dico da imbecilli? Perché un assessore comunale che approva una
delibera può essere una persona onesta, ma completamente obnubilata, cretina,
come è capitato con note sentenze su cui non mi dilungo, perché si fa a
ingannare su fatti clamorosi dai dirigenti comunali, portano le delibere con
imbrogli a mai finire e l’assessore, come se fosse un cucco, cade nella delibera
dell’imbroglio, la firma e la rende esecutiva. Per esempio, e questo mi preme
chiarire con il Direttore Generale se vi è un vantaggio economico consistente o
al contrario uno svantaggio economico tra quello che aveva deciso il Tribunale
e quella che è la transazione. Perché normalmente come si fa la transazione? Io
ti devo dare 300, posso fare l’appello, rinunzio a fare l’appello e tu invece che
di 300 ti accontenti di 200. Questa è la normale transazione che facciamo spesso
noi avvocati nell’interesse del cliente che difendiamo. Quindi, quello che
dobbiamo comprendere assieme adesso, perché lei conosce meglio di me la
vicenda, Direttore Generale, è quanto è che il Comune doveva dare in denaro
43
alla Crea secondo la sentenza e quanto è che effettivamente darà dopo la
transazione. E
mi pare innanzitutto importante capire questo. La sentenza
condannava il Comune a pagare alla Crea la somma di un milione e mezzo al
mese a partire dal 1 agosto 80? Mi risponde di sì. Quindi noi avremmo dovuto
dare quasi 30 anni di affitti per 1500 per 10 mesi 15 milioni, quindi all’anno
sono 18 milioni, per dieci anni 180 milioni, per 20 anni 360 milioni, per 30 anni
192 mila euro, più gli interessi.
PRESIDENTE CALLARI – I milioni sono di lire.
CONSIGLIERE ARNONE – Sì, i milioni sono di lire, più gli interessi. Questo
alla luce della sentenza. Direttore Generale, la transazione dimezza questa
somma da quello che comprendo io? È utile, lei ha dato un parere, perché se
avesse avuto la transazione per tempo…
SEGRETARIO GENERALE – Io non credo che debba rispondere su queste
cose, mi scusi, Consigliere, non è una mancanza di rispetto nei confronti dei
consiglieri comunali. Io credo che tutti gli atti che noi… dice il vantaggio o lo
svantaggio? Ma lei pensa che se non ci fosse stato un vantaggio del Comune i
dirigenti avrebbero dato un parere? Se pensa questo, ci sono gli altri organismi.
Lei se vuole fare una inchiesta amministrativa la faccia ma non questa sera.
CONSIGLIERE ARNONE – Mi perdoni, il mio problema è…
SEGRETARIO GENERALE – Io dico solo questo, che gli atti sono stati
trasmessi da parte nostra e abbiamo preteso che venissero trasmessi perché la
questione ha offeso moltissimo la dignità dei dirigenti e quindi poi ognuno farà
le proprie azioni in maniera personale. Dopo di che già il fatto che se ne parli in
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seduta pubblica. Io ho pregato il Presidente del Consiglio di fare svolgere la
seduta in seduta segreta.
CONSIGLIERE ARNONE – Non ci sono stati giudizi negativi, di atti
amministrativi stiamo parlando.
SEGRETARIO GENERALE – Non c’è apprezzamento, quando si parla della
classe dirigente non c’è apprezzamento.
CONSIGLIERE ARNONE – Se no non possiamo tenere nessuna seduta
aperta. Se parlassimo di nomi e cognomi…
SEGRETARIO GENERALE – Io mi rifiuto di intervenire sull’argomento, ho
detto quello che pensavo, ho letto gli atti tecnici. Le risposte tecniche sono lì
negli atti deliberativi. Dopo di che ci sono gli altri organismi che molto
seriamente sanno fare il proprio dovere.
CONSIGLIERE ARNONE – Sì, io ritengo che noi qua dentro, anche a tutela
della professionalità e della dignità di chi si è occupato della vicenda, dobbiamo
essere messi in condizioni di giudicare. Il mio problema è soltanto uno, se
mentre il collega Picarella parlava, avesse avuto la delibera tra le mani, non le
avrei rivolto queste domande. Poiché la delibera è abbastanza corposa, leggerla
tutta e comprendere le risposte alle singole questioni che pone, richiede un
minimo di sforzo. Lei ce l’ha chiara ed evidente. Siccome io ho individuato
quali sono le questioni, verrebbe molto semplice dire: in effetti la sentenza ha
condannato a pagare 600 mila euro e la transazione ha ridotto i 600 mila euro
alla cifra che a lei viene facile dire e a me…
PRESIDENTE CALLARI –
Ha finito di intervenire? Se no facciamo
intervenire…
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CONSIGLIERE ARNONE – Se mi consente di sospendere l’intervento e
concluderlo dopo…
SEGRETARIO GENERALE – Premesso che se fossimo stati informati che
questo punto sarebbe stato trattato, poiché aveva un punto 25 all’ordine del
giorno, per cui ritenevamo che questa sera il Consiglio comunale non lo
trattasse. Se fossimo stati informati, data la delicatezza del punto, saremmo
venuti qua con tutti i funzionari e con le sentenze e con le carte in mano.
CONSIGLIERE ARNONE – Ma è sufficiente la delibera che fa fede fino a
querela di parte.
SEGRETARIO GENERALE – Noi abbiamo qui la delibera, ma sarebbe stato
il funzionario, perché alla fine il funzionario, io ho espresso poi un parere, ma il
funzionario che ha redatto l’atto di transazione che ha stimato, sono altri
funzionari, ed è giusto che potessero avere anche loro una voce.
(intervento fuori microfono)
CONSIGLIERE ARNONE – Ma è ovvio…
SEGRETARIO GENERALE – Certo che doveva fare l’appello, Consigliere
Picarella, che cosa dice? La smetta, per carità, di fare queste illazioni, queste
che fa sono illazioni.
CONSIGLIERE ARNONE – Come fa la transazione se non fa l’appello?
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE CALLARI – Facciamo l’intervento ognuno… ed evitiamo.
Consigliere Saeva, se il Segretario è in grado di dare dei chiarimenti e poi
interviene lei.
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SEGRETARIO GENERALE – La sentenza del Tribunale di Agrigento ha
condannato il Comune di Agrigento a restituire il bene di 187 metri eccedenti in
900 metri, e poi al risarcimento della somma di lire 1 milione e mezzo, oltre
interessi legali a partire dal 1 agosto 80. Il contenzioso tra il Comune di
Agrigento si chiude con un vantaggio enorme credo io per il Comune di
Agrigento, perché il Comune di Agrigento non solo ritorna nella metà della
proprietà del bene, ma non deve dare più quelle cifre che sono state messe in
sentenza, per cui mi pare supportato da elementi veramente così presi, suffragati
non so da quale… (intervento fuori microfono) Noi restituiamo un bene, poi ci
sono altri elementi che si dice che il Comune abbia regalato questo bene, 800
mila euro è stato oggetto… noi l’abbiamo messo all’asta per 732 mila euro per
ben due volte, non abbiamo ricevuto nessuna offerta. Viene riproposto adesso
nel piano delle alienazioni con lo stesso valore, perché è quello il valore che
abbiamo ritenuto. Dico che non è stato... Quindi qualcuno che anziché comprare
quello, poteva comprare quello del Comune, non c’erano problemi. Ma come
dico io sono veramente in imbarazzo a trattare di questo argomento in questa
seduta consiliare. Se volete ci chiedete, vi facciamo una relazione e vi
trasmettiamo tutti gli atti così come abbiamo fatto alla Procura, perché ritengo
che non dobbiamo difenderci di niente. Quindi, noi vi trasmettiamo gli atti e ve
li daremo con tutte le relazioni, con tutte le valutazioni fatte dall’ufficio, perché
è un atto questo che è stato molto complesso, che ha visto un giudizio che credo
che dal punto di vista della tecnica amministrativa sia un atto veramente
apprezzabile e quindi come tale ve li trasmetteremo e voi avrete modo di
valutare. Il valore dell’immobile che noi abbiamo valutato è stato di 794.750,00
euro. Il 50% del valore è pari quindi a 426… il valore globale degli interessi
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ammontava a 426 mila euro, quindi abbiamo transato tutto al 50%. E come dico
il vantaggio è stato notevole per il Comune, checché ne dica qualcuno. E di
questo noi faremo relazione agli inquirenti che ci chiederanno, ai quali senza
che nessuno ci avesse chiesto niente, abbiamo già trasmesso tutti gli atti. Io
credo che questo possa bastare al Consiglio comunale per dire o per subire le
angherie di interrogazioni e cose su fatti che poi…
CONSIGLIERE ARNONE – Direttore, una domanda: quanti metri quadrati
abbiamo restituito e quanti ne prevedeva la sentenza di restituire?
SEGRETARIO GENERALE – Non sono in grado di poterle rispondere in
questo momento.
CONSIGLIERE ARNONE – Direttore, io non apprezzo l’atteggiamento che
lei ha, perché il Consiglio comunale è molto sereno nel valutare quelle che sono
accuse che a me appaiono assolutamente pretestuose e infondate, per cui non è
che c’è chi si deve difendere, abbiamo gli atti amministrativi. Siamo in grado di
valutarli. La sua professionalità, correttezza e sagacia non è minimamente
messa in discussione. Dalla lettura della delibera abbiamo un’apprezzata
dirigente dell’ufficio Legale che spiega per quale motivo la transazione è
vantaggiosa per l’ente, il giudizio espresso nel corpo della delibera è tra l’altro
confermato da lei, quindi io credo che da questa seduta del Consiglio comunale
emerga l’assoluto profilo positivo di chi svolge funzioni istituzionali
nell’amministrazione attiva e da parte della dirigenza che ha istruito e proposto
questa transazione e da parte della Giunta che ha approvato la deliberazione. E
chi ci ascolta comprende il profilo assolutamente arraffazzonato delle accuse
che sono state mosse fino a questo momento. Se si parla persino che la Giunta
municipale in deroga a qualsivoglia principio dovrebbe rispondere di questa
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transazione davanti alla Procura di Caltanissetta, siamo veramente alle cose
semplicemente risibili, prive di qualsivoglia fondatezza. Per quanto mi riguarda
io esprimo pubblicamente un giudizio di condanna nei confronti di chi per mere
sue personali esigenze di immagine va portando avanti da mesi a questa parte, e
sono più soggetti, campagne di stampa su temi assolutamente privi di
qualsivoglia consistenza, su temi smentiti dalle carte, su temi che non hanno
minimamente le gambe per reggersi, tanto per dare il segnale alla gente che si è
politicamente vivi e attivi. Questa vicenda della critica a questa transazione si
muove esattamente in questa direzione, come altre vicende che la cittadinanza
ha potuto seguire in questi giorni e su cui ovviamente non mi dilungo, per cui
per quanto mi riguarda, e credo di essere interprete dell’intero Consiglio
comunale, non c’è nessuna ulteriore valutazione da esprimere, se non di
prendere atto che la Giunta ha recepito nell’interesse della cittadinanza
agrigentina una proposta di transazione a favore del Comune di Agrigento,
regolarmente proposta a tutti gli effetti dagli uffici. Per quanto riguarda
l’eventuale pignoramento delle somme effettuato da un creditore, io non ho
difficoltà a dire di avere bloccato con la mia autorevolezza un pignoramento di
600 mila euro al Comune di Agrigento, dicendo al creditore: ne hai diritto, il
Comune ha una situazione di carenza di liquidità seria, vediamo di accordarci,
non fare il pignoramento, verrai pagato a poco a poco. Purtroppo, avendo una
situazione di carenza di liquidità che stiamo ereditando da chi ha dissestato il
Comune di Agrigento, i creditori che vengono a pignorare le somme sono una
cosa all’ordine del giorno, rispetto alla quale non c’è da dare colpe a questa
Amministrazione, perché non è che il Ragioniere Capo ha la bacchetta magica e
può trasformare la polvere in denaro, in euro da dare ai creditori, la situazione è
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quella che è, per cui il Comune subisce pignoramenti, dobbiamo fare di tutto per
subirne il meno possibile perché sono sempre spese in più in danno della
cittadinanza. Quindi, io concludo, esprimo la mia valutazione nettamente
positiva rispetto alla limpidezza che è venuta fuori in ordine a questa
transazione dell’anno 2008, ribadisco aspetti risibili come quello della Procura
di Caltanissetta che indaga in violazione di ogni regola di competenza…
PRESIDENTE CALLARI – Io quello che dico ai presenti è che all’interno di
noi consiglieri comunali, Segretario Generale, Presidente, c’è un uomo. Io ho
visto in questo momento la suscettibilità di una persona che si impegna per
questo Comune al di sopra del Direttore Generale e del Segretario proprio con
impegno. E in questo momento il fatto che lui stesso difende da solo l’atto
senza la presenza dei dirigenti, ha dato particolarmente fastidio non solo a lui,
ma anche a me, perché i dirigenti che hanno dato i pareri non ci sono, non ci
sono perché era il 25° punto e quindi non era previsto. Siccome il Consiglio si
è espresso di prelevare, io non posso fare altro che trattare il punto, Segretario.
Se non ci sono altri atti e dobbiamo esserne a conoscenza con la presenza dei
dirigenti possiamo evitare, tanto è stata data pubblicità sull’argomento e anche
l’autorità giudiziaria ne è a conoscenza, per cui do la parola al Consigliere
Saeva.
CONSIGLIERE SAEVA – Grazie, Presidente, colleghi Consiglieri, signori
della Giunta. Io, Presidente, vorrei fare innanzitutto un preambolo, vorrei
contestare il modo in cui si sta svolgendo la trattazione di questo punto e
capisco benissimo l’imbarazzo del Segretario Generale nel doversi trovare in
una posizione scomoda, nel senso che non siamo in una aula di Tribunale, ma
non scomoda per gli atti che lui ha posto in essere, in quanto penso che avendoli
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posti in essere ed essendo io garantista e non avendo la cultura del sospetto,
penso che avendoli posto in essere, Direttore, io penso che lei abbia pensato
facendo quell’atto, fino a prova contraria, che quell’atto fosse vantaggioso per il
Comune di Agrigento. Penso che sia stato fatto questo e penso anche che anche
i dirigenti che abbiano proposto quell’atto, l’abbiano fatto in assoluta
buonafede. Fino a prova contraria io la penso almeno così. Però il Consigliere
Picarella, avendo superato da poco la maggiore età, nessuno gli può vietare di
inserire un punto all’ordine del giorno che lui, a torto o a ragione, ritiene abbia
prodotto un danno per questo ente. Sui modi, sui termini utilizzati posso anche
non essere in sintonia con quanto abbia detto, ma siccome ognuno è
responsabile di ciò che dice, il Consigliere Picarella si è assunto pienamente le
proprie responsabilità e di questo gliene va dato atto, nel bene e nel male. Io
penso che anche il Consigliere Picarella stia agendo in buona fede e poi se
quello che lui ha detto e le affermazioni anche pesanti che ha fatto non
corrisponderanno al vero, si assumerà la responsabilità delle affermazioni che
egli stesso ha fatto. Detto questo, ribadisco che sia legittimo da parte di ogni
Consigliere sollevare delle questioni che egli ritiene possano avere causato un
danno a questo ente. E non bisogna né difendere a tutti i costi
l’Amministrazione né attaccarla per partito preso. Già i compiti del consigliere
comunale si vanno svuotando di funzioni. Se leviamo anche quello che è il
controllo che può esercitare ognuno di noi, si svuoterebbe quella che è la
funzione. Io intervengo perché non penso che si debba arrivare a una
conclusione, non penso che bisogna giudicare l’operato di dirigenti che fino a
prova contraria, ma non siamo noi che dobbiamo stabilire se è stato prodotto un
danno all’ente in questo momento, ma visto che la vicenda è stata attenzionata
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da parte della Procura della Repubblica, che sicuramente saprà ben agire, e
anche il Comune ha inoltrato tutti gli atti affinché fosse chiara la situazione,
penso che farà le proprie valutazioni e agirà nel modo più corretto possibile a
tutela dell’ente e a tutela anche di chi ha esposto la questione, se vi saranno
responsabilità soggettive anche da parte di chi ha sollevato la vicenda, ognuno
si assumerà le proprie responsabilità. Volevo soltanto dire questo, Presidente.
PRESIDENTE CALLARI – Prego, chiarisca e completiamo la discussione
perché mi sembra che nessun altro è interessato a parlare.
CONSIGLIERE PICARELLA - Ci sono confusioni, questo è il discorso. Io
ho detto all’inizio tutte queste, le transazioni, il guadagno del Comune e non
guadagno del Comune. Nel 2003 ci fu la sentenza contro il Comune. Dopo un
anno i nostri uffici hanno letto la sentenza, affitti del 2003, tutto questo. E di
tutto questo, tutti gli uffici del Comune hanno proposto l’appello. Se l’ufficio
del Comune, tutti, Salvago, Modica Filippa, tutti gli uffici… l’appello perché
non è possibile questo scandalo, lo dico nella determinazione, che cosa è
cambiato da questa deliberazione che hanno dato l’incarico a quando ci fu la
transazione? È cambiato qualcosa? No, non è cambiato niente, perché la
sentenza era sempre quella che diceva che doveva dare 900 metri quadrati in
sub, eccetera, ha cambiato tutto, eccetera. Gli stessi non hanno messo la firma
quelli della prima volta. C’è una sola firma del dirigente, non c’è la firma
dell’avvocato, non c’è la firma della dottoressa Inglima, nella transazione c’è la
firma solo del dirigente del Patrimonio e non dell’ufficio Legale. Questo voglio
chiarire io, che tutto è stato più conveniente. Ma era pure più conveniente nel
2004. Perché non l’hanno fatto nel 2004 e l’hanno fatto nel 2008? Ma nel 2004
c’era questo stesso Sindaco, era Assessore al Patrimonio. E dico: ma che cosa è
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cambiato dal 2004 al 2008. Le condizioni alle sentenze sono identiche, non
cambia niente. Si propone l’appello, tutto a un tratto facciamo l’accordo. E poi
dice in più ai 900 metri quadrati. Io affermo con atti pubblici che tutti e due le
costruzioni, compreso quello che gli abbiamo dato, hanno una superficie di 820
metri quadrati. Affermo che viene registrato la superficie di 2 edifici è,
compreso quello che abbiamo dato in permuta, 820 circa, può essere 823 con
atti pubblici, l’ufficio del Territorio scritto nel (...) cioè era 900 tutta la
superficie, vengono a mancare 80 metri quadrati che sono due magazzini che
hanno fatto l’ingresso per accedere al primo piano. I nominativi dovevano
essere pure del Comune e non sono stati dati. Tra l’altro tutta questa permuta,
tutti questi soldi, questo affitto, tutte queste chiacchiere e queste cose, una
sentenza, la perdevamo la sentenza. La sentenza doveva avere il suo corso. Noi
abbiamo sentenze. Non facciamo le transazioni per uno che si rompe una gamba
per mille euro e facciamo una transazione per un milione di euro. Questa è la
verità, facciamo le transazioni, per altri ci costituiamo e non
dovremmo
costituirci. Il fatto è che il Comune si contraddice con se stesso, primo appello, i
funzionari che hanno proposto l’appello nella seconda volta non hanno firmato,
non c’è la firma della dottoressa Inglima, non c’è la firma dell’Avvocato
Salvago, c’è la firma del dirigente del Patrimonio, il tecnico del Patrimonio. Ho
voluto chiarire questo. Tuttavia io sono ben documentato di tutto questo e ci
dice a questi che mi minacciano, che già fanno nelle sedi legali, la Crea,
eccetera, che mi minaccia, che dice… che lo faccia con urgenza perché aspetto,
io gli posso fornire la carta bollata se gli serve.
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PRESIDENTE CALLARI –
Va bene, Consigliere, lasciamo perdere le
polemiche, ognuno si difende le proprie posizioni. Mi sembra giusto. Il
Consigliere Arnone anche un chiarimento per par condicio.
CONSIGLIERE ARNONE – Io comprendo che le dà fastidio, Consigliere De
Francisci, che io possa parlare…
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE CALLARI –
Un chiarimento ha voluto. Faccia questo
chiarimento. (intervento fuori microfono) Per quanto riguarda il Consigliere
Picarella, prima ha esposto e adesso è intervenuto. Vediamo che dice il
regolamento. Io ho detto, e ha voluto chiarimento e l’ha detto anche il Vice
Presidente, sta intervenendo perché prima ha relazionato. Non ho parlato che
non è in regola. Mi è stato chiesto di un chiarimento sulla scorta degli
interrogativi e degli atti che ha letto il Consigliere Arnone e io mi assumo la
responsabilità e ho detto che poteva parlare. Lei mi fa questa eccezione e
vediamo un pochino di…
CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io posso anche chiedere il rinvio del
punto e parlo in sede di dichiarazione di voto e le tolgo pure dall’imbarazzo
visto che…
PRESIDENTE CALLARI – Se c’è voto, Consigliere, se non c’è voto, anche
che chiede il rinvio.
CONSIGLIERE ARNONE – Certo, le chiedo il rinvio… cioè se qua dentro
abbiamo… lo valuteranno i cittadini se meritano alcuni di ritornare qua dentro.
PRESIDENTE CALLARI – Vediamo un pochino se c’è la possibilità, perché
con il nuovo regolamento. Se mi chiamano per questa eccezione, leggiamo cosa
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dice ed eventualmente andiamo avanti. Prego tutti di scusarmi se sbaglio,
magari è nella foga…
CONSIGLIERE ARNONE – La gente vuole comprendere se alcune cose sono
vere o non sono vere, molto brevemente. Invece che spettacolo diamo? Che qui
c’è qualcuno che non deve fare parlare ad altro.
PRESIDENTE CALLARI – Un attimo, Consigliere, se il regolamento lo
prevede, io lo faccio parlare legittimamente. Se non lo prevede…
CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, uno fa il Presidente perché interpreta
il regolamento, dirige i lavori, comprende qual è l’andazzo che vi è, quale è
l’interesse dell’ente, se di rimanere nei sospetti o di consentire che alcune cose
vengano chiarite, cioè tutto questo è del Presidente.
PRESIDENTE CALLARI –
Consigliere Arnone, io mi sono assunto la
responsabilità a farla parlare.
CONSIGLIERE ARNONE – Infatti la ringrazio.
PRESIDENTE CALLARI – Siccome c’è una eccezione e non sono a casa
mia, c’è un regolamento, eventualmente lei farà quello che ha detto dopo,
chiede il rinvio e in fase di dichiarazione di voto parla, non ci posso fare niente,
io mi trovo in questo momento tra l’incudine e il martello. Segretario, mi
sembra che non c’è la possibilità…
CONSIGLIERE ARNONE – …ma con il buonsenso, può chiedere di farmi
dare la parola per due minuti che in due minuti chiudo ed evitiamo di perdere
tempo.
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PRESIDENTE CALLARI – Non mi è concesso, non è possibile, Segretario,
mi sembra di avere letto…
SEGRETARIO GENERALE – L’ordine di discussione segue quello che è
stato detto poco fa, nel senso che c’è un relatore, poi si fanno gli interventi,
conclude, questo che è stabilito dalle…
PRESIDENTE CALLARI –
Quindi lei, Consigliere Arnone, non può
intervenire. Ci sono altri consiglieri che vogliono intervenire?
CONSIGLIERE ARNONE – Io chiedo il rinvio del punto e lo chiedo ora
prima che lei fa intervenire ad altri.
PRESIDENTE CALLARI – Tanto nessuno voleva intervenire. Lei chiede il
rinvio del punto all’ordine del giorno.
(intervento fuori microfono)
PRESIDENTE CALLARI – Io l’ho detto, Consigliere Calabrese, io ho detto:
d’altronde non c’è nessuno che si è iscritto a parlare. Poi se il Consigliere
Arnone dice: io lo dico prima, non ha importanza, di fatto non c’è nessuno.
Sorvoliamo su queste cose. Quindi lei ha fatto la proposta di rinvio del punto.
Segretario, lo mettiamo a votazione del Consiglio comunale. Chi è d’accordo
dica sì, chi è contrario… per dichiarazione di voto il Consigliere Arnone cinque
minuti. Siamo per dichiarazione di voto, per votare il rinvio della trattazione
del punto. Prego.
CONSIGLIERE ARNONE – Io chiedo di rinviare il punto per acquisire l’atto
di appello perché credo che su cose di questa importanza la gente abbia il diritto
di farsi una opinione puntuale su come funzionano le cose. E credo che sia
indecente politicamente, al di là di tutti i regolamenti, tentare di impedire che il
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dibattito abbia la sua piena apertura, perché il punto non è per alcuni che
debbano parlare loro, il punto per alcuni è che la gente non debba sapere come
stanno le cose. Allora, io ritengo di avere il dovere nei confronti dei cittadini di
spiegare cosa è una transazione e che una transazione si fa esattamente dopo che
vi è un atto di appello. Per questo chiedo il rinvio, per acquisire l’atto di
appello. Se non vi fosse stato l’appello del Comune, non vi era giuridicamente,
tecnicamente la possibilità di fare la transazione, perché avremmo avuto una
sentenza passata in giudicato che condannava l’ente a sborsare una barca di
quattrini e la storia finiva lì. Non è che puoi fare una transazione su una
sentenza passata in giudicato. Questo come dire per legge e per elementari
regole giuridiche che qua dentro si ritiene di potere presentare alla gente come
cose folli, non è folle, è elementare regola giuridica che per fare una
transazione su una sentenza, la sentenza deve essere appellata. Ed è
normalissimo comportamento di ottimo avvocato, prima presentare l’atto di
appello e poi sulla base dell’atto di appello provare, mediante una transazione,
di conseguire in tutto e in parte le ragioni del cliente che tutela. E quindi,
contrariamente a quello che si è detto, l’avvocatura comunale si è comportata in
modo egregio e brillante. Prima ha fatto l’atto di appello, contestando
interamente la sentenza di condanna del Comune, dopo avere fatto l’atto di
appello addetto al privato, se non vuoi aspettare i
tempi e la decisione
dell’appello, che potrebbe essere a te sfavorevole, perveniamo a un accordo e
quindi rinviare per ottenere l’acquisizione dell’atto d’appello è assolutamente
utile al fine di raggiungere questo ulteriore elemento di chiarezza. Non solo, ma
noi abbiamo qui le relazioni degli uffici e ritengo che le relazioni degli uffici
siano anche le relazioni degli avvocati contrariamente a quello che si è detto da
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parte del Consigliere Picarella, perché quando leggiamo che l’ufficio Legale del
Comune all’uopo consultato ha espresso il parere, significa che gli avvocati del
Comune hanno valutato l’ipotesi di transazione come un’ipotesi di transazione
positiva. Ancora, ma sempre negli atti che abbiamo qui, vi è scritto, e mi avvio
poi a concludere, che
sulla scorta della relazione dell’ufficio, il Direttore
Generale, in ragione della propria competenza si esprimeva in ordine a
promuovere la conciliazione e la transazione delle liti nell’interesse dell’ente ed
evidenziava che nella fattispecie ricorrono le ragioni per addivenire a una
transazione nella considerazione che esistono evidenti elementi di incertezza e
che il vantaggio per l’ente trova fondamento nel forte rischio di danno che si
presume deriverà all’ente in caso di conferma della sentenza di primo grado.
Quindi, signor Presidente, noi abbiamo, contrariamente a quello che abbiamo
sentito fino a questo momento, una chiarezza assoluta in ordine a questo atto
deliberativo, per cui io insisto per chiedere l’acquisizione dell’atto di appello e a
questo punto anche dei pareri dell’ufficio Legale in modo da smentire
drasticamente le cose non vere in danno ai funzionari di questo Comune che
sono state dette da questi microfoni poc’anzi.
PRESIDENTE CALLARI –
Per dichiarazione di voto il Consigliere
Calabrese.
CONSIGLIERE CALABRESE –
Grazie signor Presidente, colleghi
Consiglieri, signori della Giunta, signori tutti. Io ritengo di essere contrario
all’accantonamento di questo punto, al rinvio, a quello che si vuole fare, in
quanto già si è discusso abbastanza. Siccome noi non siamo né un’aula di
Tribunale, né giudici, visto che da quello che abbiamo appreso e sentito stasera
pare che vi siano diverse Procure interessate, quella di Agrigento, quella di
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Caltanissetta, credo che altri faranno chiarezza su chi dice le verità, su chi dice
le menzogne, a noi poco importa. È stato fatto un ragionamento qua dentro,
qualcuno ha avanzato determinate ipotesi, altri le contestano. Siccome noi non
dobbiamo esprimere nessuna sentenza in merito, esprimo il mio voto contrario
per la semplice ragione che come lei ben sa, Presidente e colleghi Consiglieri,
abbiamo un ordine del giorno che conta 38 punti iscritti all’ordine del giorno.
Abbiamo perso una serata nel dibattere questo unico punto. Ce ne restano altri
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perché noi non dobbiamo emettere nessuna sentenza, impegneremo un’altra
serata per discutere di cosa? Quindi, Presidente, io preannuncio il mio voto
contrario per liberare il Consiglio da questo punto; altri organi istituzionali
faranno chiarezza su questo, quindi preannuncio il mio voto contrario per far sì
che il Consiglio si possa occupare dei problemi seri che vive la città. Grazie.
PRESIDENTE CALLARI – E intento aggiungere che il punto di richiesta di
inserimento del punto all’ordine del giorno da parte del Consigliere Picarella
finisce, per tale ragione vi prego di inserire il punto all’ordine del giorno per
chiarire questi fatti scandalosi di truffa ai danni della città. Penso che la
chiarezza ci sia, non viene richiesto nulla di votare. Per cui, Segretario, metto in
votazione per appello nominale la richiesta di accantonare il punto di che
trattasi. La richiesta del Consigliere Arnone è quella di accantonare il punto e di
rinviare la trattazione. (intervento fuori microfono) Il rinvio del punto per
acquisire l’atto di appello. È una richiesta di Arnone. Per lei il punto è chiaro,
dice il consigliere? Per lei è chiaro. Il Consigliere Arnone ritira il rinvio, non ci
sono interventi, per cui reputo il 25° punto all’ordine del giorno esaurito.
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Abbiamo finito di trattare, nessuno deve più intervenire. Nessuno mi ha fatto un
cenno. Non c’è nessun rinvio, il Consigliere Arnone ha ritirato.
Sentiti i capigruppo e se c’è qualcuno che non è d’accordo me lo dica, io dico la
volontà di questa riunione che abbiamo fatto è che la seduta viene aggiornata a
martedì prossimo come da calendario. Votiamo il rinvio della seduta: chi è
d’accordo dica sì, chi è contrario dica no.
Il Segretario Generale procede alla votazione per appello nominale.
PRESIDENTE CALLARI – 16 presenti, 16 voti favorevoli, la seduta viene
aggiornata a martedì prossimo come da calendario.
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seduta del Consiglio del 15 luglio 2010