Comune di Agrigento Seduta del Consiglio Comunale del 15 Luglio 2010 PRESIDENTE CALLARI - Iniziamo questa seduta del Consiglio comunale. Andiamo con l’appello, Segretario. Il Segretario Generale procede all’appello nominale dei Consiglieri. PRESIDENTE CALLARI – 17 presenti, 13 assenti, la seduta è valida. Propongo scrutatori i Consiglieri Calabrese, Calì e De Francisci. Chi è d’accordo rimanga seduto, chi è contrario si alzi. Approvato all’unanimità dei presenti, 17 presenti. Prima di dare via alla lettura e approvazione verbali sedute precedenti c’è una comunicazione inviatami dal Consigliere Comunale Francesco Alfano: “Il sottoscritto Francesco Alfano fa presente che a tutt’oggi, a parere dello scrivente, si abusa delle comunicazioni urgenti, che vengono effettuate all’inizio di ogni seduta del Consiglio e che confliggono proprio con il carattere di urgenza che la normativa vigente contempla. Spesso la tipologia delle comunicazioni non presenta quelle caratteristiche previste dall’Art. 63 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, talvolta vengono demandati al Presidente compiti e mansioni che lo stesso consigliere 1 può espletare, rivolgendosi all’Amministrazione con interrogazioni, interpellanze e quesiti in Question time. In certi casi l’insorgenza di inconflittualità tra consiglieri inserisce il cosiddetto fatto personale, che apre e limita una discussione politica che lascia interdetti i presenti, perché non può essere consentito in tale fase l’inserimento nel dibattito. D’altro canto l’estensione del numero delle comunicazioni a quelle che non rivestono il carattere dell’urgenza, modifica la discussione sugli argomenti posti all’ordine del giorno, che hanno un contenuto propositivo e rilevante perché prevede la presenza e la partecipazione di ogni consigliere, dei dirigenti e della Giunta comunale. Per le motivazioni riportate il sottoscritto chiede che venga definito il concetto dell’urgenza al fine di una corretta partecipazione dei singoli consiglieri al dibattito democratico”. Io concordo pienamente con quanto comunicatomi in questa nota dal Consigliere Alfano. D’altronde l’urgenza io la percepisco quando già il consigliere ha iniziato a parlare e poi un fatto che per il Presidente potrebbe essere non urgente, per il consigliere lo è. Quindi evitare questa conflittualità. E poi, Consigliere Alfano, individualmente mi rivolgo a tutti dicendo: evitiamo di eccedere, di inflazionare queste comunicazioni perché se lei considera che noi abbiamo in questo momento 38 punti all’ordine del giorno. Quando si rivolgono a me io non posso che eseguire e quindi l’indomani mattina far pervenire quelle lettere all’Amministrazione per i quesiti che mi vengono posti. Concordo con lei e l’ho già detto nelle sedute precedenti che esiste un Question time, esistono dei punti all’ordine del giorno e come tale questo può permettere di avere le giuste, le dovute risposte direttamente dall’Amministrazione presente nelle sedute ordinarie, presentissimi nel Question time. Quindi io avevo intenzione proprio di rivolgermi all’intero 2 Consiglio comunale sul fatto delle comunicazioni personali. È giusto anticipare la nota che mi è pervenuta dal Consigliere Alfano e mi rimetto al buon senso. Diversamente andremo a regolamentarla ancora meglio questa situazione per evitare che ci siano delle disfunzioni in tal senso. (intervento fuori microfono) Noi magari questo argomento lo tratteremo in avanti, approfondiremo. Protocollerò questa nota. Quindi, comunicazioni: Consigliere Arnone. È pervenuto il verbale della riunione che abbiamo avuto sul discorso delle utenze idriche, sulla bollettazione delle utenze idriche. Io mi sono permesso di fare delle fotocopie, di modo che tutti i consiglieri possono avere una fotocopia, gli verrà consegnata presso il proprio posto, per evitare che ci siano confusioni, appunto per dare la massima pubblicità a quello che è accaduto in quella riunione. Prego, Consigliere Arnone. CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io innanzitutto mi rivolgo a lei e al Direttore Generale, consegnando una richiesta di concessione in uso di un’area comunale protocollata presso gli uffici comunali il 1 febbraio del 2008, che non è stata evasa. Con gravissimo disagio dell’utente che ha fatto presentare il relativo progetto, che ora le rimetterò integralmente, l’utente mi riferisce che è andato perso. L’area in questione è quell’area che si è di fatto trasformata in un immondezzaio tra il mare e la rivendita di bibite di Pisciotto a piazzale Aster. A me pare gravissimo che ancora oggi, grazie all’operato largamente inadeguato di alcuni dirigenti si possano verificare cose simili, cioè che un cittadino presenta un progetto, lo protocolla regolarmente agli uffici, non viene assegnato un responsabile del procedimento, viene smarrito e il cittadino dopo due anni deve rivolgersi nel nostro caso ad Arnone per dire: ma come funziona questo Comune di Agrigento. E dicevo l’area interessata è un’area che ha creato un 3 ampio scandalo rispetto all’opinione pubblica che frequenta San Leone, perché un tratto di spiaggia assolutamente fruibile era diventato una discarica di latte, bottiglie rotte, vetri, sporcizie, immondizie e chi più ne ha più ne metta. Quindi abbiamo un’area diventata un letamaio e un cittadino interessato a investirci soldi, a dare soldi al Comune, a dare il contributo alla Agrigento città turistica che viene profondamente deluso. Io le farò la richiesta, signor Presidente, di mettere il relativo punto all’ordine del giorno perché voglio accertare come questo possa verificarsi. E in relazione a quello che ho appena detto, che mette in causa l’operato di alcuni dirigenti, io le chiedo, anche con la collaborazione del Direttore Generale, di verificare i tempi nei quali avremo in servizio i nuovi dirigenti. Io ovviamente non intendo aprire qui né fare valutazioni di carattere personale nei confronti di alcuni dirigenti, ma ritengo che non sia possibile il mantenimento di una simile situazione, nella quale dirigenti largamente incapaci, sui quali nutro profondi dubbi sulla anche onestà, e ritengo che una serie di azioni di costoro debbano essere verificate in un prossimo futuro dalla magistratura, dirigenti colpiti da esposti di cittadini che si lamentano del loro operato, esposti firmati e regolarmente protocollati, talvolta inviati anche a me, sono nelle posizioni più distanti dall’essere vincitori di concorso e di concorsi già definiti e ancora non abbiamo l’incarico al vincitore di concorso e un bel saluto a questo signore e l’utilizzo in un luogo più consono alla sua storia e alle sue capacità. Credo che anche questo aspetto relativo alla assai positiva sistemazione dell’intera dirigenza comunale, continuando l’ottimo disegno portato avanti dal Sindaco Zambuto con nomine come quella del Comandante dei Vigili Urbani, che sta onorando altamente la città di Agrigento. Credo che sabato terrà la prima conferenza stampa in ordine all’operato dei Vigili Urbani 4 di tutela del territorio e dell’ambiente agrigentino, dimostrando cosa significa la novità di questa Amministrazione, come dirigenti come il Ragioniere Capo che hanno concluso il bilancio, dato un grande contributo sulla storia delle bollette, assunto limpidamente le loro responsabilità, al di là di giochi di parte e di partito; allora questo disegno, Presidente, ritengo che vada completato e vada completato nel più breve possibile. Do un annuncio e ho finito: io ritengo di operare per rilanciare Agrigento città turistica. Ho già assaggiato innanzi ai bagnanti l’acqua del mare di San Leone, tant’è questa acqua limpida e cristallina quando non vi sono scarichi abusivi che l’inquinano, perché piaccia o non piaccia agli imbecilli di turno, e purtroppo questo turno di imbecillità è molto affollato, noi oggi abbiamo lo smaltimento di 20.000 abitanti che sono allacciati alle fogne comunali, che finalmente è uno smaltimento non inquinante e legale, con quindi risultati assolutamente benefici per il mare di San Leone. E questo va merito alle battaglie degli ambientalisti che mi intesto pienamente, va merito alla sinergia realizzata tra l’Amministrazione Zambuto, il Sindaco in prima persona e chi come Girgenti Acque ha investito il denaro nel rifacimento dei pennelli. Mi vedrete in televisione proiettato per l’intera Sicilia nell’assaggiare le acque di San Leone e invitare tutti i siciliani a venire a fare il bagno a San Leone. Grazie, Presidente. PRESIDENTE CALLARI – Grazie a lei. Ma l’ha già bevuta l’acqua? Io non ho visto niente. Allora, consiglieri, sono iscritti Galvano, Cirino e Hamel. Se ci sono altri iscritti a parlare ora, perché il regolamento prevede nei cinque minuti dall’inizio delle comunicazioni. Non ci sono altri iscritti per comunicazioni. Quindi Arnone ha parlato, Galvano, Cirino, Hamel, Calì, Picarella e Amato. (intervento fuori microfono) Interessante che me lo diciate ora, perché poi non 5 posso più accettare, mio malgrado, altri inserimenti di punti per comunicazioni. Consigliere Galvano Francesco, prego. CONSIGLIERE GALVANO FRANCESCO – Signor Presidente, signori della Giunta, signori Consiglieri comunali. Oggi sono molto dispiaciuto da una questione da me appresa questa mattina. Mi trovavo nella frazione di Villaseta, in particolare nella via Antonio Mongitore, i residenti si sono rivolti a me come amministratore comunale della città per sollevare la propria rabbia nei confronti degli operatori ecologici. Gli operatori ecologici sono della ditta Icos di Gaglio, di Porto Empedocle. I residenti si lamentavano del fatto che gli operatori ecologici in buona parte delle vie non passano mai, ogni due settimane, Presidente, passano nella via Antonio Mongitore, via dell’Autonomia e ogni giorno passano nel centro commerciale. Nella frazione di Villaseta sono latitanti, le strade sono invivibili ed emanano odore cattivo. Io personalmente mi sono sentito preso in causa dalle loro lamentele. Per questa ragione vorrei che oggi si prendesse un provvedimento in tal senso. È inutile ricordarvi che la zona di Villaseta, la maggior parte delle abitazioni sono alloggi popolari, abitati quindi da famiglie estremamente bisognose. È nostro dovere quindi far tutto quello che rientra nella nostra competenza per rendere meno difficile a tutte queste famiglie la loro quotidianità. Per non dimenticare la questione dell’erba… questo lo dico poi all’Assessore. Chiedo inoltre, signor Presidente, di farsi carico di un altro problema: nella via Empedocle l’illuminazione pubblica, e lo sa anche il Consigliere Arnone, quando piove, con l’umidità ci sono dei pali che mancano delle coppe di vetro di protezione, quando piove e quando c’è parecchia umidità si spengono. Ci sono dei condizionatori in via Bac Bac, dove c’è il Comune di Agrigento, dove ci sono gli Assistenti Sociali, al 6 secondo piano, invece di essere intubati le tubature dei condizionatori, sono pendenti nel muro, fanno cadere l’acqua addosso alle persone. Queste persone c’hanno solo un marciapiede a salire. Non hanno nessun altro marciapiede dall’altra parte. Presidente, si faccia carico di farli sistemare, almeno intubarli in una tubazione perché ci piove l’acqua. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Forse non ci siamo spiegati, fate il Question time e vi fate rispondere dagli assessori. Io scrivo, se poi non mi rispondono resta una non risposta al suo quesito. Quando lei mi coinvolge, domani mattina partono le note, e ho sempre dimostrato sulla puntualità e celerità delle comunicazioni. Ma se c’è il Question time, l’assessore è obbligato a venire qui e glielo spiega. Era quando diceva anche la nota del Consigliere Alfano, fate Question time. Io la posso inviare la nota e vi ho dato sempre dimostrazione che lo faccio per farlo sentire a chi non c’è, però non abbiamo una risposta, consigliere. Io mi immedesimo in lei, capisco che forse non c’era il carattere di urgenza in questa comunicazione, però ne prendo atto, fate il Question time, protocollate le cose alla Presidenza del Consiglio… (intervento fuori microfono) Non è che scrivendolo a me io domani faccia passare i netturbini, ditelo all’Amministrazione, io mi posso fare carico di fare servizio postale, e non ci sono problemi e non mi sono mai lamentato, però per avere incisività ditelo all’Amministrazione. Il Presidente è Presidente e basta. Consigliere Cirino. CONSIGLIERE CIRINO – Signor Presidente, colleghi Consiglieri. Stasera abbiamo detto tante cose sulle comunicazioni, Presidente, come evitare di portare in aula delle esigenze che i cittadini ci fanno conoscere e quindi io ritengo importante e opportuno le comunicazioni, dobbiamo distinguere, caro Presidente, una comunicazione dall’altra. Tra l’altro, Presidente, io le chiedo di 7 essere più solerte, nel senso di evitare che le comunicazioni diventano lettera morta, perché se diventano lettera morta, come lei poc’anzi ha fatto capire, chiaramente possiamo evitare di parlare e perdere tempo. Io capisco che lei a volte scrive e non arrivano le risposte. PRESIDENTE CALLARI – Non a volte, sempre io scrivo. CONSIGLIERE CIRINO – Lei a volte scrive, non le arrivano le risposte. Questo non vuol dire che noi non possiamo riscrivere e sollecitare le richieste dei consiglieri comunali, caro Presidente. PRESIDENTE CALLARI – Fatelo direttamente all’Amministrazione, si chiamano interrogazioni e Question time. CONSIGLIERE CIRINO - Lei purtroppo ha un compito importantissimo, quello di presiedere il Consiglio comunale e di ascoltare tutte le problematiche che vengono portate innanzi dai consiglieri comunali. Purtroppo ha un compito gravoso e quindi ritengo che fino a oggi l’ha portato avanti con grande onestà e sono convinto che continuerà a portarlo avanti. E a tal proposito mi inserisco in una comunicazione che avevo fatto lo scorso Consiglio comunale e avevo portato a conoscenza il Consiglio comunale di quella recinzione obbrobriosa che insiste sulla spiaggia della Pubblica Sicurezza. Sono trascorsi quasi 15 giorni e quella mia iniziativa, quella mia richiesta, quella mia comunicazione a quanto pare è rimasta lettera morta. Io non voglio fare il Question time stasera nei suoi confronti, Presidente Callari, ma è doveroso che io mi rivolga a lei in qualità di Presidente, vorrei sapere se lei ha fatto questa richiesta all’Amministrazione o a Girgenti Acque di sollecitare lo spostamento di questa recinzione obbrobriosa, cioè io ritengo che questa sia è una comunicazione 8 importantissima, perché ne va di mezzo il turismo agrigentino; ci sono tanti bagnanti che si lamentano, non solo agrigentini, ma anche turisti, quindi ritengo che è doveroso che questa iniziativa venga portata avanti. Ho visto che l’assessore, il Vice Sindaco Muglia ha preso gli appunti, ma ritengo che l’Amministrazione in tal senso è rimasta sorda e cieca, se ne è stracatafottuta, scusate l’espressione volgare, se ne è fregata, quindi è rimasta cieca e sorda, signor Vice Sindaco, e noi parliamo di turismo ad Agrigento e lei va ogni sera a fare iniziative culturali, ma non capisco a cosa servono queste iniziative culturali che lei porta avanti. Presidente, le rubo un altro minuto perché mi rifaccio al discorso dei colleghi per quanto riguarda la pulizia delle strade. Io vorrei capire chi è che è preposto ad organizzare la pulizia delle strade con i nostri operatori. Vediamo che in tutta la città, signor Vice Sindaco, tutte le vie principali della città vengono spazzate quasi ogni giorno, sottolineo quasi ogni giorno, mentre le strade limitrofe non vengono spazzate, non vengono pulite quasi mai. Io in queste mattine mi trovavo a San Leone e vedevo che c’erano moltissimi operatori, moltissimi netturbini che erano fermi al piazzale Aster e verso il lungomare che pulivano solo il piazzale Aster e il lungomare, ma se lei si distanziava di 50 metri vedeva tutte le traverse sporche e piene di sporcizia. Io ritengo che l’Amministrazione e lei nell’istituzione di Presidente del Consiglio debba invogliare l’Amministrazione a un maggiore controllo e il Vice Sindaco Muglia si dovrebbe informare chi è questo signore che predispone il servizio per gli operatori ecologici, nel senso che, caro Vice Sindaco Muglia, lei si dovrebbe fare dire chi è questo signore, questo dirigente che fa l’ordine di servizio per questi operatori ecologici e dopo di che dargli una bacchettata nelle mani, perché non è possibile che spazzano sempre la stessa via, faccia in modo 9 che spazzino tutte le vie della città, perché i nostri concittadini pagano la spazzatura sia che abitano nel lungomare o nel viale della Vittoria o sia che abitano nelle traverse adiacenti. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Hamel, prego. CONSIGLIERE HAMEL – La mia è una brevissima comunicazione alla Presidenza del Consiglio ma anche ai cittadini in generale. Riguarda un piccolo problema. In questi giorni sono recapitate le notifiche da parte dell’AIPA relativamente alla spazzatura del 2009 che non è stata pagata. Si tratta della spazzatura appunto dell’anno 2009 che molti contribuenti non hanno pagato perché erano in condizioni economiche di difficoltà, avevano qualche problema a pagarla. Tra l’altro contemporaneamente poi è arrivata quella del 2010. Volevo informare i cittadini che fossero interessati a questo problema, che è possibile con l’AIPA in situazioni di bisogno e in ogni caso con un minimo di giustificazione è possibile avere la rateizzazione della notifica che è stata fatta della spazzatura del 2009 da parte dell’AIPA. Basta recarsi all’ATO Gesa e presentare una istanza apposita e viene rateizzata almeno in quattro rate e quindi dà un po’ di respiro. Siccome in questo periodo c’è una sorta di assalto delle bollette nei confronti dei cittadini, questo per quanto riguarda spazzatura, stiamo parlando, è un minimo di possibilità di respiro e di sollievo che si può avere. Volevo dare questa comunicazione se c’erano degli utenti che magari non sapevano che c’era questo meccanismo di rateizzazione. PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Calì. CONSIGLIERE CALÌ – Grazie, signor Presidente, signori dell’Amministrazione, colleghi Consiglieri. Io intervengo dopo l’ultima seduta 10 del Consiglio comunale ove ho mandato quelle immagini del pennello a mare che perdeva. Sono dispiaciuto di tutto ciò che è nato dopo, censure, boicottaggi, addirittura si parla di un clan di idioti che pensa che il mare è inquinato, come se io venissi qui a denunciare quello che succede a mare, tanto per mettere tensione tra i cittadini, tra l’Amministrazione e Girgenti Acque. Per carità, non è questa la mia intenzione, e chi mi conosce lo sa bene. Certo che, quando si rompe qualcosa, e l’Amministrazione, perché l’Amministrazione ha una pecca, e quel mio intervento era diretto proprio a loro, e l’Amministrazione non ha segnalato a tempo debito il pennello rotto e quindi il divieto temporaneo della balneazione per il tempo necessario alla sostituzione, io sono costretto a intervenire perché nelle piagge adiacenti la rottura, l’ultima che c’è stata, oltre ad andare a mare i miei nipoti e i vostri figli, va a mare metà Agrigento. Quindi io non tutelo i miei interessi né metto zizzanie, tutelo gli interessi dell’intera collettività che ha il diritto di sapere se dove va a mare è pulito. Poi, chiudo la parentesi, per quanto concerne l’ultima censura, Presidente, ancora mi deve informare se le immagini erano state censurate, non ne so niente perché non mi sono più informato, perché sono cose che veramente lasciano il tempo che trovano. E poi vorrei fare un ultimo assunto: io non ho nulla contro né Girgenti acque e né nessun ente che gestisce cosa pubblica. Ho specificato l’ultima volta, e forse qualcuno non ha sentito, che se il pennello si è rotto, per carità, si può rompere, si può rompere il pennello soprattutto perché si tratta di pennelli delicati, visto che si trovano sotto l’acqua, ma certo non è accettabile le repliche che ho subito in queste due settimane di boicottaggi o di attentati, come se fossimo degli attentatori. Il pennello poteva essere rotto. Girgenti Acque devo dire che finalmente lo ha realizzato dopo 30 anni. Va dato merito a questo, però 11 va dato atto pure che l’Amministrazione in questi casi deve tempestivamente informare gli agrigentini dell’impossibilità della balneazione a San Leone, anche per il tempo necessario per le riparazioni. Grazie, Presidente. PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Picarella, prego. CONSIGLIERE PICARELLA - Presidente, io debbo segnalare che c’è una sintonia perfetta fra l’organo dirigente e l’Amministrazione. Che voglio dire? Come si verifica il bilancio preventivo che a tutt’oggi ancora non è stato approvato, dell’anno scorso, così la Giunta…. allora non c’è bisogno che viene in Consiglio, resterà in Giunta, così come il preventivo, il bilancio preventivo che non so cosa dobbiamo approvare il bilancio preventivo, la programmazione della (...) così è per le determine dirigenziali. Mio figlio che ci legge bene nel computer, gli arrivano l’altro giorno tutte le determine dirigenziali a partire dal 2009, gennaio, febbraio. Ma che senso ha il Consigliere che vede una determina di un anno fa? Se vuole fare un atto ispettivo, che senso ha di poter fare la censura, l’intervento, l’interrogazione, la presa d’atto. No, a sacco d’ossa elencano, non si sa, c’è il nominativo solo, non è che li mettono tutti assieme. Così, l’hai mandato? Mandalo. Questo io lo rivolgo all’Amministrazione e ai dirigenti perché subito quando si fanno le determine, i consiglieri debbono essere a conoscenza di quello che fanno, al fine… vi è la necessità di qualche consigliere di fare un atto ispettivo di controllare quello che fanno. Che senso ha dopo otto mesi che uno va a vedere un pagamento, un acquisto, una determinazione, un incarico che dà a altri, esterni. Noi sappiamo che tutto è nelle mani dei dirigenti. Se noi sconosciamo tutto questo, come possiamo intervenire e dare un contributo qualitativo, un contributo serio all’Amministrazione? Perché non è possibile che noi possiamo continuare in 12 questo modo. Dopo anni vediamo, controlliamo, facciamo, non sappiamo se c’è copertura finanziaria, fanno determine e basta, non si sa più se sono legittimati a farlo, se quando hanno fatto la determina vi era l’importo, vi era tutto. No, invece così verifichiamo, si verifica alcune volte che vi è l’acquisto, poi c’è l’illecito arricchimento dell’Amministrazione, il debito fuori bilancio viene in questo Consiglio, tutto, nessuno è responsabile, mentre gli amministratori prima di questa legge Bassanini, ricordo che gli amministratori erano in pericolo di qualunque atto facevano, la magistratura elencava, qua non vediamo niente, i dirigenti fanno quello che vogliono. Io non dico… è giusto che facciano quello che ritengono più opportuno, ma debbono immediatamente informare il Consiglio comunale, mandare le delibere alla Presidenza o a chicchessia in modo che noi possiamo vigilare sull’operato della dirigenza di questo Comune. Noi vediamo incarichi, contro incarichi, pagamenti, contratti, vediamo tutto, ma lo vediamo dopo 8 mesi, dopo 9 mesi quando già gli effetti sono stati prodotti. Per cui io, caro Presidente, mi rivolgo a lei che queste cose non c’è bisogno che debbono essere ancora sollecitate o dette, ma di fare una disposizione appena c’è la riunione dei capigruppo di dire che i dirigenti entro tre giorni, appena viene pubblicata, devono mandare la copia alla Presidenza, all’attenzione dei consiglieri se ne vogliono fare uso di queste cose. Per cui io l’ultima volta che ho parlato nell’ultimo Consiglio comunale ebbi a dire che nella salita Coniglio, dove c’è quel gabinetto, c’è uno steccato indecoroso. Ebbi a dire che l’Amministrazione doveva provvedere a levarlo, altrimenti il sottoscritto lo levava di motu proprio, levava questa vergogna che c’è nella salita Coniglio, perché non fa niente, non c’è, non ripara niente, eccetera. Però uno parla, ma c’è l’orecchio dei mercanti, levano solo il Telamone, hanno 13 levato finalmente il Telamone, non c’è costato niente, nessuno ha pagato questo obbrobrio che ha fatto, non ci sono responsabili di questa vergogna che si è verificata nella città di Agrigento e i soldi delle persone che vengono a visitare Agrigento sono serviti per il Telamone. Questo era. Chi l’ha pagato allora io? Gli operai chi li ha pagati nessuno? Non si sa. (intervento fuori microfono)La Regione chi è Cappiddazzo? Significa la Regione siamo noi, il denaro pubblico… Io ho concluso raccomandando la Presidenza che queste determine, siccome voglio esercitare il mio ruolo ispettivo, che tutte le determine siano inviate alla Presidenza perché i consiglieri ne possano fare uso per il controllo e per il proprio diritto. PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Amato, e poi abbiamo finito con le comunicazioni. CONSIGLIERE AMATO – Grazie, Presidente, signori Assessori, consiglieri colleghi. In premessa vi dico che io non avevo previsto di fare nessuna comunicazione perché è raro che io possa fare le comunicazioni se queste non ritengo che abbiano un carattere di urgenza. A proposito di questo argomento poi alla fine dirò anche quello che è il mio pensiero, però dopo un intervento di un consigliere che mi ha preceduto non posso sicuramente stare zitto, perché sono convinto che non si può difendere il turismo ad Agrigento dicendo delle menzogne a noi stessi e alla città e possibilmente al turista che viene. Non è vero che il mare di San Leone è limpido. E questa è una cosa che mi fa rabbia, perché io a San Leone d’estate ci vivo, dovrei anche andare a mare, una cosa mi è capitata stamattina. Io stamattina sono andato per la prima volta quest’anno a mare e mi ha fatto attirare l’attenzione su una cosa una consigliere comunale che, non dico il nome perché non è manco presente e quindi non mi pare il caso, 14 che a 20 - 25 metri dalla riva c’era una chiazza di schiuma maleodorante e molto ma molto sospetta, che altro che andare… io consiglio i consiglieri e gli altri chi vogliono sfidare altre persone a bene l’acqua a non berla, perché si ammaleranno. Noi ce ne siamo tornati a casa. Non facciamo un favore a nessuno, né al Sindaco che non ha colpe, né a Girgenti Acque che comunque in qualche modo deve riparare questo problema, né sicuramente alla cittadinanza, se gli diciamo che il mare è perfetto, pulito; attenzione, stiamo attenti, perché così si rovina una città. Io sono tra quelli che non si può vantare, lo dico da amministratore, e forse qualche colpa in passato ce l’ho pure io, da amministratore, da medico, da cittadino, non mi posso vantare di scaricare un pennello a mare che io pago Pasqualino. Sapete perché Pasqualino? Sapete quell’aneddoto di quella persona che gli nasce il figlio, va all’Anagrafe per dichiarare il figlio. Dicono: ma come si chiama? E si è confuso: provvisorio Pasquale. E restò Pasquale per tutta la vita. I pennelli sono nati per essere una cosa transitoria ed è da più di dieci anni che ci teniamo i pennelli, per non dire quanto ci sono costati, manutenzione, pennelli nuovi, quanti depuratori avremmo potuto fare. Il problema è questo: io non voglio dire è colpa di questo, è colpa di quello, non mi interessa. Io sono convinto che in tutti questi anni, e sicuramente mi assumo anche io la responsabilità che qualcosa in più nelle scelte politiche avremmo potuto fare. Io spero che ognuno di noi apra la propria coscienza e io devo dire stamattina la coscienza l’ho aperta ancora di più quando ho visto quella macchia a San Leone, nella spiaggetta vicino il pennello, anche perché sono convinto che tutte le volte che il pennello perde, non è che ci telefona e ci avvisa. E non solo noi ci accorgiamo che il pennello perde, è una cosa provvisoria, ma non lo dico io, lo hanno detto personalmente a me anche i 15 dirigenti di Girgenti Acque, lo hanno detto a me e principalmente andatelo a chiedere agli abitanti di via della Gioconda, agli abitanti della zona del Villaggio Mosè di fronte a Papino, che gli è stata negata la possibilità di allacciarsi alle fogne comunali, proprio perché non si sentivano di caricare ancora di più gli scarichi al pennello al mare. E fuori, alle riunioni a microfoni spenti hanno detto: se volete risolvere questo problema, dovete finire… lo hanno detto i dirigenti di Girgenti Acque, non lo dico io che faccio il medico. Quelli erano tecnici e lavorano in questo modo. L’hanno detto loro: se volete risolvere questo problema, dovete finire il depuratore del Villaggio Peruzzo. PRESIDENTE CALLARI – Grazie. Abbiamo finito le comunicazioni. Andiamo al 2° punto all’ordine del giorno. Prego. Punto N. 2 all’O.d.G.: “Lettura e approvazione verbali sedute precedenti”. SEGRETARIO GENERALE – Abbiamo diversi verbali da leggere. Come al solito diamo lettura dell’oggetto e degli estremi della deliberazione. Se ci sono osservazioni o richieste di chiarimento siamo a disposizione nel farle. Le delibere che si sottopongono alla lettura e approvazione sono le seguenti: “Delibera N. 51 del 27/04/2010, Inizio lavori, Nomina scrutatori, Comunicazioni; delibera 52 del 27/04/2010, Integrazione Art. 31, norme di attuazione PRG, Rinvio lavori; delibera N. 53 del 04/05/2010, Inizio lavori, Nomina scrutatori; delibera N. 54 del 04/05/2010 Surroga Consigliere comunale dimissionario signor Putrone Giuseppe, provvedimenti e approvazione; delibera N. 55 del 04/05/2010 Surroga consigliere comunale dimissionario signor 16 Spinnato Gianluca, provvedimenti e approvazione; delibera N. 56 del 04/05/2010 Presentazione nuova Giunta, dibattito, scioglimento seduta; delibera N. 57 del 12/05/2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 58 del 12/05/2010 Lettura e approvazione verbali sedute precedenti; delibera N. 59 del 12/05/2010 Approvazione Regolamento istitutivo Consulta giovanile, prelievo e approvazione; delibera N. 60 del 12/05/2010 Ordine del giorno degrado viale delle Dune di San Leone a firma del Consigliere Salsedo, prelievo, dibattito, approvazione, rinvio lavori; delibera N. 61 Inizio lavori e nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 62 del 18/05/2010 Regolamento sul procedimento amministrativo sul diritto di informazione e accesso agli atti, prelievo e approvazione; delibera N. 63 del 18/05/2010 Ordine del giorno esame situazione tratto via Empedocle prospiciente il palazzo Riggio a firma del Consigliere Arnone, dibattito, sospensione, trattazione e rinvio prossima seduta; delibera N. 64 del 18/05/2010 Ordine del giorno corretto e pertinente utilizzo degli immobili comunali per manifestazioni organizzate e autorizzate dall’Amministrazione comunale a firma del Consigliere Cordova, dibattito, approvazione e atto di indirizzo; delibera N. 65 del 18/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio Nobile Francesco contro Comune di Agrigento, esame e approvazione; delibera N. 66 del 18/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio, procedimento RG 200/07 Esame e approvazione; delibera N. 67 del 18/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio, procedimento N. 31/94 RG anno 2007 esame e approvazione; delibera N. 68 del 18/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio procedimento RG 33/90/07 esame e approvazione; delibera N. 69 del 20/05/2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 70 del 17 20/05/2010 Sostituzione componente dimissionario V Commissione consiliare, prelievo e approvazione; delibera N. 71 del 20/05/2010 Sostituzione componente dimissionario II Commissione consiliare permanente, prelievo e approvazione; delibera N. 72 del 20/05/2010 Esame istanza tratto via Empedocle prospiciente palazzo Riggio a firma del Consigliere Arnone, prosecuzione dibattito, rinvio lavori; delibera N. 73 del 20/05/2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 74 del 25/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio procedimento N. 26/78/2007, Esame e approvazione; delibera N. 75 del 25/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori procedimento 136/2009 Esame e approvazione; delibera N. 76 del 25/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio procedimento RG 691/2009 esame e approvazione; delibera N. 77 del 25/05/2010 Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio RG 14.49/2008 Esame e approvazione, rinvio lavori; delibera N. 78 del 3/06/2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni, sospensione, rinvio seduta per mancanza del numero legale; delibera N. 79 del 4/06/2010 Inizio lavori, scioglimento seduta per mancanza del numero legale; delibera N. 80 del 15 giugno 2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, comunicazioni; delibera N. 81 del 15 giugno 2010 Richiesta proroga scadenza lavori della Commissione speciale di indagine e settore servizi sociali, prelievo e approvazione; delibera N. 82 del 15 giugno 2010 Approvazione atto di indirizzo indizione conferenza di servizi completamento depuratore Villaggio Peruzzo a firma dei componenti della II Commissione consiliare, rinvio lavori; delibera N. 83 del 17 giugno 2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, sospensione lavori, rinvio seduta per mancanza numero legale; delibera N. 84 del 22 giugno 2010 Inizio lavori, nomina 18 scrutatori, comunicazioni; delibera N. 85 del 22 giugno 2010, ordine del giorno proposto dal Consigliere Hamel per l’annullamento delle bollette servizio idrico ai nuovi criteri di ricalcolo della fatturazione a firma del Consigliere Arnone, prelievo, dibattito, approvazione documento unitario, rinvio lavori; delibera N. 86 del 25 giugno 2010 Inizio lavori, nomina scrutatori, dibattito su bozza di legge in merito problematiche espropri immobili siti interno Parco archeologico, scioglimento seduta; delibera N. 87 del 29/06/2010 Seduta di Question time”. PRESIDENTE CALLARI – Ci sono chiarimenti che riguardano questo punto all’ordine del giorno, appunto l’approvazione dei verbali sedute precedenti. Nessuno mi fa indicazioni di intervenire, vuol dire che hanno chiare tutte le situazioni. Segretario, diamo via per appello nominale per l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. Invito i consiglieri a rientrare in aula. Prego, Segretario. Il Segretario Generale procede alla votazione per appello nominale. PRESIDENTE CALLARI – 21 presenti, 20 voti favorevoli, 1 astenuto, i verbali delle sedute precedenti vengono approvati. C’è il Consigliere Picarella che vuole fare un prelievo, ne ha facoltà. Prego. CONSIGLIERE PICARELLA - Presidente, io chiedo che sia prelevato il N. 25 all’ordine del giorno a mia firma, che si tratta di una transazione fra il Comune e l’ex Crea. 19 PRESIDENTE CALLARI – Il Consigliere Picarella ha chiesto il prelievo del 25° punto all’ordine del giorno: “Esame transazione del 28 ottobre 2008 fra la società Crea S.r.l. e il Comune di Agrigento, atto pubblico del 14 giugno 66 a firma del Consigliere Picarella”. Questo è un prelievo che metto a votazione del Consiglio comunale. Lo facciamo per appello nominale: chi è d’accordo dica sì, chi è contrario dica no. Il Segretario Generale procede alla votazione per appello nominale. PRESIDENTE CALLARI – 22 presenti, 20 voti favorevoli, 2 astenuti, il 25° punto è stato prelevato favorevolmente dal Consiglio comunale. Punto N. 25 all’O.d.G.: “Esame transazione del 28 ottobre 2008 fra la società Crea S.r.l. e il Comune di Agrigento, atto pubblico del 14 giugno 66 a firma del Consigliere Picarella”. PRESIDENTE CALLARI – Mi permetto leggere e sottolineo e invito i consiglieri alla massima attenzione perché sto leggendo l’articolo 56 del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Adunanze segrete: “L’adunanza del Consiglio comunale si tiene in forma segreta quando vengono trattati argomenti che comportano apprezzamenti delle capacità, moralità, correttezza o esaminati fatti e circostanze che richiedano valutazioni delle qualità morali e delle capacità professionali di persone”. Quindi, questo punto 20 all’ordine del giorno può essere interessato da questo caso, dico può essere perché conosciamo tutti gli atti che noi abbiamo inviato alla Procura, noi come Amministrazione, anche io come Presidenza, nonché sull’ordine del giorno presentato dal Consigliere Picarella. Articolo 56, 3° comma: “Quando nella discussione di un argomento, quindi può iniziare la discussione, in seduta pubblica siano introdotte valutazioni sulla moralità, correttezza, capacità e comportamenti di persone, e allorché l’andamento della discussione, pur non riguardando singole persone per motivi di ordine morale e/o di interesse pubblico, possa ritenere dannosa per il Comune o per i terzi la sua discussione pubblica, il Presidente invita i consiglieri a chiuderla senza ulteriori interventi. Il Consiglio su proposta però motivata di almeno cinque consiglieri può deliberare a maggioranza di voti il passaggio in seduta segreta per continuare il dibattito. Il Presidente del Consiglio, prima di autorizzare la ripresa dei lavori, dispone che le persone estranee al Consiglio, escluse quelle di cui al successivo comma, escano dall’aula, successivo comma, cioè 4 comma dell’articolo 56. Durante le adunanze segrete possono restare in aula oltre i componenti del Consiglio, il Sindaco e i suoi componenti della Giunta, il Segretario Generale, il Vice Segretario Generale e il responsabile del servizio Presidenza, Consiglio comunale, vincolati al Segreto di ufficio”. Quindi se dovesse accadere che noi durante la trattazione trattiamo comportamenti e apprezzamenti sulle capacità e moralità, se andiamo in seduta segreta, tutti coloro che sono titolati a rimanere all’interno dell’aula, sono tenuti al vincolo del segreto di ufficio. Il mio invito, dopo quello che ho letto, Consigliere, lei parli dei fatti perché al momento in cui parla di moralità, comportamento e correttezza di persone, io la interrompo perché così è scritto nel regolamento. (intervento fuori microfono) Benissimo, 21 quando anche voi me lo fate rilevare, anche voi me lo dovreste fare rilevare che si fanno apprezzamenti, io devo interrompere. Consigliere Saeva, la trattazione riguarda persone non del Consiglio e non fatti politici, non sono fatti politici, è su questo che io voglio soffermarmi. Poi tra di noi moralità… Consigliere Picarella, lei può esporre il suo punto all’ordine del giorno liberamente, prego. CONSIGLIERE PICARELLA - Signori Consiglieri, è giusto che si espone il punto all’ordine del giorno con la massima serenità ed è giusto che il Consiglio e la città siano a conoscenza dei fatti accaduti. Il riferimento è agli edifici cosiddetti Crea, situati al viale della Vittoria, dove erano ubicati gli uffici del Comune di Agrigento, l’Ufficio Anagrafe, Stato Civile, e poi c’era mi pare i Servizi culturali, elettorale, eccetera. Ebbene, per abbreviare le cose e accorciare il discorso perché è troppo lungo, che parte dal 1947, il Comune di Agrigento era proprietario di 3 mila metri quadrati di terreno circa al viale della Vittoria e che io possiedo la delibera, il Consiglio, le deliberazioni, eccetera, ebbene, ha fatto una transazione dopo avere fatto la scelta, perché c’erano altre ditte che pretendevano questo lotto di terreno. Ebbene, la transazione fu transata nel fatto che il costruttore o la società doveva realizzare degli edifici e doveva dare tutti i pianterreni di questi edifici, corrispondenti a circa 900 metri quadrati. Di questo come sapete i tempi come allungano in questa città, non si è fatto niente. Dopo 20 anni, nel 66, si fa una transazione tra il Comune di Agrigento e la ditta costruttrice. Nella transazione hanno stralciato tutto il passato, lo sbancamento, la strada che doveva venire sopra. C’è un atto pubblico del 66 trascritto, una transazione. Ebbene, fu chiarito definitivamente, transato che il Comune di Agrigento doveva ricevere tutti i locali al piano terra dell’estensione di circa 900 metri quadrati, con l’esclusione delle scale e 22 dell’androne eccetera. (intervento fuori microfono) La prima transazione, quella che è sempre valida. Questa transazione fu fatta, l’edificio fu realizzato, ma su questa realizzazione i costruttori perdevano tempo ad assegnare questi locali. Questi locali non venivano assegnati, malgrado erano completi in quello stato, non venivano assegnati al Comune. Il costruttore vendeva gli appartamenti nei piani un superiori, eccetera, tanto è vero, debbo evidenziare, hanno fatto quello che hanno ritenuto opportuno perché doveva essere un edificio intanto 23 metri di altezza e hanno raggiunto 26 e 50. Io c’ho la licenzia edilizia del 30/10/1967. La licenza edilizia tra l’altro dice chiaramente: piano cantinato che non ci doveva essere il piano cantinato. Voi che siete di Agrigento e avete visionato questi locali, sapete che si gira di dietro e si va sotto, mentre questi della licenza era con esclusione (con patto) stabilito che non doveva esserci realizzato lo scantinato, tanto è vero che si doveva fare l’impietramento, il vespaio o il solaio che poi è chiarito qua il piano cantinato sia interamente eliminato. Io lo dico piano appunto perché sia trascritto, ed è una licenzia edilizia rilasciata il 30/10/1967. Allora non c’erano nemmeno i modelli ed era quattro pagine con tutte le condizioni, l’ufficiale sanitario, (...) l’eliminazione sia fatto che il palazzo Sciascia resti, un sacco di condizioni, ma la condizione principale che doveva raggiungere 23 metri e l’ultimo piano doveva essere arretrato e il cantinato non doveva essere realizzato, perché essendo proprietario del piano terra, il Comune poteva circolare anche nella parte di dietro per andare in questi locali. C’è una serie di corrispondenza richiesta possesso dei locali. Allora il Comune con determinazione del Prefetto, io lascio perché le carte sono del Prefetto, ha requisito non solo i pian terreni ma ha requisito pure l’ammezzato del piano primo. Allora il Comune, una volta che l’ha requisito, ha avuto il 23 possesso di questi locali, con provvedimento prefettizio. Allora la Crea ha fatto ricorso dicendo: sì per il piano terra sì, ma il primo piano che è mio non c’entra. E allora ci fu un contenzioso. Quale fu il contenzioso? Io cerco di spiegarlo adagio adagio, anche perché debbo riferirlo ai magistrati questo. Forse stasera mi ascoltano. E allora siccome doveva dare tutti i pianterreni, perché fu sequetrato pure l’ammezzato? Siccome i pianterreni erano del Comune, tutti i pianterreni laterali per andare nell’ammezzato, siccome i locali erano del Comune, i pianterreni, hanno preso 40 metri quadrati di locali e hanno fatto l’ingresso a primo piano se ha del Comune, di conseguenza l’accesso sopra è andata… di conseguenza poi di requisizione dei locali della Crea sono stati requisiti, cioè il Prefetto ha lasciato il primo piano dicendo che è stato… era preso in possesso del… e allora con un verbale di consegna del 71 ci fu un verbale di consegna che il costruttore ha consegnato ufficialmente tutti i locali al piano terra. Di conseguenza il Comune, avendo i locali al piano terra, ha avuto il possesso di questi locali tutti e ne ha fatto uso per uso istituzionale. E ci fu un verbale nel 71, preso in consegna dei locali, io vado perché c’è troppa carta… le requisizioni dei locali della Crea, le requisizioni che il Prefetto poi gli ha restituito il piano terra. E allora ci fu delle cause con (...) conclusionali, il Comune di Agrigento, cioè l’impresa costruttrice ha fatto delle cause al Comune di Agrigento, dicendoci: tu mi hai dato questa costruzione, io ti dovevo dare 900 metri quadrati di locali circa, non ha detto tutto il… PRESIDENTE CALLARI – In che periodo questo, consigliere? Per capire un po’ cronologicamente? CONSIGLIERE PICARELLA - Nel 74. E allora ti dovevo dare questo qua e allora ci fu una causa, in questa causa la Crea perde la causa contro il Comune 24 di Agrigento. Il Comune aveva ragione perché era proprietario di tutti i locali al piano terra. Poi c’è “in nome del popolo italiano”, la transazione che fu fatta nei confronti del Comune che si è preso tutto il piano terra. Ricorso, Sindaco, Prefettura, eccetera. Corro perché le carte sono troppe, decisioni contro il Prefetto di Agrigento nei confronti… L’ufficio tecnico che pure ha speso soldi, perché li ha rifiniti lui, il Comune gli ha messo… Ecco, infatti c’è, nell’83 poi che cosa succede? Il Comune ha vinto due cause, primo grado e secondo grado. Dice: piaccia al Tribunale, il costruttore fa una nuova causa e inizia una nuova transazione e dice: dimenticando che i due gradi di giudizio erano già stati superati, come se nulla fosse inizia, lo dice lo stesso lui: la superficie di 900 circa e precisamente quei magazzini che corrispondono a quelli risultanti dal progetto; di tenere, dichiara, tutti i restanti magazzini facenti parte dell’edificio, viale della Vittoria, di metri quadrati, cioè lui dice: che oltre 900 ci sono ancora 400 metri quadrati, dice che erano 1300 metri quadrati. Invece poi andiamo a vedere che tutti quelli 900 non ci arrivano. A lui hanno detto questo. Di conseguenza cosa avviene? Che il Sindaco nell’83 atto di citazione, il Comune cita, la persona del Sindaco viene citata. Andiamo noi nelle carte, Sindaco, Sindaco, dichiarazioni, rinnovo atto di precetto nell’83, perché lui come se nulla fosse riinizia una causa contro il Comune di Agrigento. E allora intima precetto a D’Alessandro, secondo progetto, Scifo… ecco, e si costituiscono…il Sindaco… contro il Comune di Agrigento, esce una sentenza nell’84: sentenza che dice… vediamo se io la trovo, che riesco a interpretarla, che un Pretore onorario di Canicattì come non ha tenuto conto di nessuna cosa che già c’è stata in giudicato, che era stato già giudicato… 95, Comune di Agrigento. La verità giuridica è stata confermata dalla sentenza del Tribunale di Agrigento… con la 25 relativa che si è la prova evidente che inequivocabilmente la società Crea era tenuta a corrispondere al Comune tutta la superficie del piano terra di entrambi i fabbricati, costruiti dalla Crea e che quindi la superficie indicata in transazione orientativamente di metri quadrati 900 circa e la piena proprietà di tutti i locali al piano terra, stabilendo soltanto l’esclusione di androni e scale di accesso così come previsto nell’originale progetto. Questa tutta una documentazione, ora accorciamo. Tra l’altro poi viene ripetuto che ha chiesto al Tribunale la condanna del Comune a rilasciare 400 metri quadrati di magazzino dell’edificio denominato Crea, significativo che il procuratore della Crea ha chiesto un ulteriore rinvio al fine di contattare l’altro avvocato, eccetera. Cioè loro sostenevano che oltre ai 900 metri quadrati di locali vi erano altri 400 metri quadrati di locali. Per questo io l’altra volta mi sono lasciato a fare apprezzamenti in nome del popolo italiano. Esce la sentenza e la sentenza dice: di ritenere e dichiarare che l’azione promossa non poteva essere iniziata in quanto coperta di giudicato. Ritiene dichiarare in ogni caso che l’azione, avente carattere prettamente obbligatorio, è improcedibile perché coperta di prescrizione, svolgimento del processo. Di tutto questo la sentenza non ne fa nessun cenno e dice il Comune… dice che la Crea ha diritto oltre che dell’affitto di quei locali in più di 400 metri quadrati di cose, ha diritto la proprietaria dei locali al piano terra degli edifici siti nel viale della Vittoria, circa metri quadrati 187. Erano 400 e diventarono 187. Accoglie la domanda e per l’effetto ordina al Comune di Agrigento di immettersi la Crea in possesso della parte dei locali, piano terra al viale della Vittoria, di sua proprietà, circa eccedenti ai 900 metri quadrati di proprietà, eccedenti, significa quelli in più, dice il Pretore, non discute del giudicato, eccetera. Di tutto questo cosa avviene? 26 Questo si riferisce nel 2003. Questi proprietari incominciano a sollecitare questo Comune di Agrigento di fare una transazione. Ebbene, la transazione non ci riesce. Questo Comune di Agrigento il 22 gennaio del 2004 fa una determina e dice: ci dobbiamo appellare immediatamente perché è una vergogna questa cosa. E ci fu una determina fatta nel 2004, parla la sentenza, questa determina è firmata dalla dottoressa Filippa Inglima Modica e responsabile è la Vecchio. Propone per le motivazioni riportate in premessa integralmente, sotto il profilo dell’interesse dell’ente di autorizzare la proposizione dell’appello dinanzi alla Corte di Palermo, avverso la sentenza del Tribunale di Agrigento, conferire l’incarico in rappresentanza del Comune di Agrigento nel (...) giudizio di appello a uno dei funzionari specialisti avvocati dipendenti di questo ente con incarico di chiedere all’atto di appello la sospensiva di esecuzione. Cioè di conseguenza ci fu una determinazione che non ha avuto seguito. Fu ferma, l’hanno deliberato, fu fatto e non va. La stessa determina la troviamo in un atto deliberativo di Giunta, la Giunta municipale di Agrigento propone appello contro la sentenza di Palermo. Tra l’altro debbo segnalare che era presente in questa delibera l’attuale Sindaco Zambuto nella veste di Assessore al Patrimonio e al Bilancio. E fanno l’appello, deliberano la delibera e mettono la stessa determina che fu fatta a gennaio a giugno, dopo sette mesi la stessa determina e fanno l’appello. Facendo l’appello nel 2004 tutto era regolare, dice facciamo l’appello. E allora io debbo relazion… nel mese del 2004 il legale rappresentante della Crea si è costituito a comparire davanti alla Corte d’Appello di Palermo, in merito al giudizio di appello promosso dall’ente avverso la sentenza del Tribunale di Agrigento, il Comune nella persona del Sindaco era stato autorizzato a promuovere il giudizio di appello con determina 27 sindacale nel 2004 e con la deliberazione della Giunta municipale 61/2004. Nell’atto di appello il legale del Comune motiva abbondantemente e quindi formula una serie di richieste tra cui l’inammissibilità dell’azione promossa dalla Crea, perché coperta di giudicato: a) parere del difensore del Comune a decidere sentenza 2003, non ha minimamente motivato il rigetto dell’esecuzione preliminare sollevata dal Comune relativa al giudicato precedente, ivi compresa la sentenza con la quale la Corte d’Appello di Palermo aveva respinto una precedente azione promossa dalla S.p.A. Crea, tendente alla riduzione delle contro prestazioni dovute del Comune, in esecuzione del contratto di permuta, la dichiarazione del Comune quale proprietario dell’intera superficie dei locali a piano terra dell’edificio al viale della Vittoria, costruito su un terreno di proprietà e ceduto in permuta con contratto del 47. Il legale sostiene nel ricorso che nell’atto di transazione tra il Comune e la S.p.A. Crea è specificato che la Crea si è impegnata quale corrispettivo della cessione del terreno a trasferire al Comune la superficie di tutto il piano terra con esclusione dell’androne, dell’alloggio del portiere. L’inammissibilità dell’azione proposta dalla S.p.A., perché il suo amministratore non era legittimato a stare in giudizio; l’improcedibilità dell’azione giudiziaria da parte della Crea per prescrizioni. La Crea appare, non un senso in termini, eccetera, l’Amministrazione non può contraddirsi ed invece è obbligata a rispettare le indicazioni tecniche del proprio settore legale ed è quindi obbligata ad insistere nell’azione d’appello, salvo che vigendo lo stesso settore non dimostri argomentazioni inoppugnabili o sprovvedute. Conclusivamente la promessa di transazione deve essere avanzata dal settore, eccetera. C’è una relazione. Ora viene il bello, il Comune di Agrigento mette in vendita i locali al viale della Vittoria con esclusione 28 arbitrariamente dei due locali nel lato ovest degli edifici, della superficie di circa 170 metri quadrati. Ha messo in vendita quegli atti con esclusione dei due locali, uno in un edificio e uno nell’altro. PRESIDENTE CALLARI – Siamo nell’anno? CONSIGLIERE PICARELLA - Ora, pochi anni fa, ora lo diciamo quando, nel 2007 - 2006. PRESIDENTE CALLARI – Nel 2006 questo avviene. CONSIGLIERE PICARELLA - 2006 – 2007. Il Comune che cosa fa? Mette all’asta e vende questi locali, con esclusione di quei 2 che non ha messo in vendita e ha venduto i locali per una superficie. Siccome, ecco, entro a far sentire ai Comuni tutta la superficie dei due edifici non arriva a 900 metri quadrati. Siccome la sentenza dice quello in più, e allora ha venduto sub… 136 metri quadrati nel primo palazzo, nel secondo palazzo 61, più 61 e ha venduto 250 metri quadrati di locali in un edificio. Nell’altro ha venduto 240 metri quadrati, lasciando inalterati questi due edifici. Ma siccome c’era la pressione, significa il Comune ha venduto 250 metri quadrati uno e 240 un altro. E allora che cosa avviene? Avviene la pressione della transazione, perché dice si è di più, invece non era di più, eccetera. E io ho la transazione che è fresca, fresca, fatta da questa Amministrazione e ci sono cose gravissime che io leggo in confronto con atti pubblici. E allora che cosa dice la transazione? Io lo leggo piano piano perché venga registrato piano piano, esattamente nella seconda pagina che la pendenza era successiva a definire con atto di transazione con il notaio Calogero Baldacchino di Agrigento, del 14 giugno 66, che è l’atto che io ho citato, repertorio eccetera. È trascritto ai numeri, eccetera, eccetera, ad 29 Agrigento, il 4 luglio eccetera; che con detto atto la Crea si obbliga a costruire sulla predetta area edificabile due edifici di civile abitazione e a trasferire al Comune, sentite, dice la transazione, a trasferire al Comune la metà di tutti i locali a piano terra per una estensione complessiva di metri quadrati 900, dice la metà, 900. Siccome cita l’atto, c’ho l’atto che lui cita, vediamo che cosa dice questo atto. Le stesse cose: in corrispettivo la società Crea cede e trasferisce al Comune in piena proprietà tutti i locali a piano terra di entrambi gli edifici, cioè nella transazione hanno scritto una cosa diversa, dell’estensione entrambi di edifici e complessiva di circa metri quadrati 900, cioè mentre lui cita la metà, l’atto dice tutti. Questa è la differenza, poi fa una transazione: riconosce, riconosce, riconosce. Che cosa riconosce? Che quei due locali che si trovavano nel lato ovest degli edifici, uno verso il manicomio, diciamo l’ospedale, l’altro prima, la Crea si è preso quello prima che ha quattro saracinesche anziché tre, mentre al Comune con la transazione gli hanno dato l’altro meno valoroso che non l’hanno venduto, con tre saracinesche, eccetera. Ma c’è di più, che fatta la transazione io ho gli atti pubblici di tutti, chi ha transato… (intervento fuori microfono) No, fici la transazione. (intervento fuori microfono) Primo grado, appellata là. L’ho letta. Per cui che cosa è avvenuto? Che hanno fatto la transazione. Il Comune che doveva prendere 900 metri quadrati, ne ha preso 250 – 500 e l’altro 970, 650. Cioè no 900 metri quadrati, perché quello ha descritto metà nell’atto pubblico. Ma c’è di più, rilevo che subito dopo meno di un mese questo immobile che fu transato, fu venduto per un atto pubblico che io ho qua per 840 mila euro. Ma c’è di più, oltre a questo c’è anche la comica, che il Comune che ha venduto questi locali, il notaio di Porto Empedocle Fanara, il Comune lo vende perché ha bisogno dei soldi. Quali soldi? Ci sono depositati 30 presso il Notaio 424 mila euro e qualche cosa, dal Notaio Fanara, perché c’è un creditore che si chiama Sinatra mi pare, che ha fatto un esposto contro terzi e ha sequestrato. Cioè di conseguenza il Comune ha venduto, soldi non ne prende e qua il Sindaco in questi giorni ha fatto per vedere come deve prendere questi soldi, per (...) debiti fuori bilancio. Il problema è chiaro, è stato fregato al Comune di Agrigento un immobile di circa 1 milione di euro, tra l’altro nella transazione che qualcuno voleva vedere, io gliela posso far vedere, che è una cosa scritta diversa. Mentre la transazione dice la metà e cita quella transazione, la transazione dice tutto il piano terra, anche la sentenza. Ma se tu misuri e io c’ho gli atti pubblici di quanti metri quadrati sono, che tutti arrivano a 900 metri quadrati compresi i locali, i magazzini che andavano al primo piano per la Commissione provinciale di controllo, che erano del Comune, cioè il Comune ha preso 250, 650 metri quadrati di locali, anziché di 900. Tra l’altro mi risulta che questa transazione era sollecitata da tanto tempo e da tutti e quando andò in Giunta il Segretario, non è lui, è un altro, è scappato. Io, siete tutti d’accordo, ma noi non condividiamo questi fatti. (intervento fuori microfono) Non c’era lei, la prima transazione, no questa, e non fu fatta, non c’era lei, tranquillo che non c’era, forse era Assessore il Presidente, per cui noi verifichiamo che il Comune ha dato l’area edificabile di due grossi edifici e noi sappiamo a Bologna che i Comuni fanno permute e gli danno il 25% dell’edificato, a noi ci hanno dato il 3% con un sacco di guai di cause, tra l’altro somme fatte, eccetera. Per cui io, caro Presidente, questa cosa non so l’iter che fa, perché su questo fatto siccome l’ultima volta che ho parlato che ci fu un Pretore, ho parlato, sono andato fuori dai limiti, siccome la competenza quando si parla di magistrati e io non ho avuto niente a dire di quello che ha 31 fatto, non sapevo, la Questura di Agrigento, la Digos mi ha invitato per andare a Caltanissetta come competenza e io sono come teste, ce l’ha il giudice questo qua, un magistrato di Caltanissetta di cui c’ha il fascicolo. Io ci sono stato, ho detto che preleverò il punto all’ordine del giorno, mi hanno fatto capire che sono aggiornati di alcune cose. Tra l’altro dopo questa mia, appena viene trascritta interamente, con tutto questo carteggio ci vado perché mi vogliono vedere, sentire, eccetera, perché di queste cose noi siamo a conoscenza da tempo. Io, Presidente, siccome qua quando ho detto quella cosa, il Segretario mi ha detto la mandi alla Procura della Repubblica, come se io fossi uno, un tangentopoli che io mi preoccupavo della Procura della Repubblica. Di conseguenza io ho risposto, sono stato già sentito e mi debbo risentire con documenti perché non è possibile che il Comune di Agrigento possa essere in questo modo a regalare immobili a terzi su queste considerazioni. Per cui io termino sperando che la mia illustrazione sia stata esauriente nel massimo. Tuttavia prego i consiglieri nel fare le valutazioni che questo Consiglio comunale ora si vendono altri immobili, speriamo che i soldi non vengono depositati dai Notai e vengono sequestrati, perché vende per non prendere soldi, cioè queste vendite sono state inutili e inutili sono depositati dal Notaio che ce l’ha in un libretto il Notaio, 424 mila euro depositati presso il Notaio Fanara, eccetera. E non è che lo dico io, è scritto per atto pubblico che sono depositati lì. (intervento fuori microfono) Non lo so, l’hanno fatto, perché non hanno voluto aspettare la sentenza del Tribunale di Palermo, di 2° grado, quando già era aggiudicato. Io ho terminato, Presidente. PRESIDENTE CALLARI – Grazie, Consigliere. Nelle more che scendono la delibera perché nel fascicolo non c’era e non ho un potuto dare conoscenza, 32 notizia di questa delibera, si apprestano ad andarla a prendere, diversamente non possiamo andare avanti se non siamo a conoscenza di questa delibera. Io informo che la Crea in data, io l’ho protocollata il 23 giugno, mi invia una nota, quindi al Presidente del Consiglio comunale di Agrigento: “Odierna seduta del Consiglio comunale”, che era quella in cui l’interrogazione del Consigliere Carmelo Picarella è intervenuto sulla transazione Crea S.r.l. contro il Comune di Agrigento, immobile palazzo Crea. “In relazione all’oggetto la scrivente desidera rendere noto alla Signoria Vostra e se da Ella ritenuto del caso all’intero Consiglio comunale, di avere già conferito mandato al proprio legale di fiducia, Avvocato Roberto Gambino del Foro di Agrigento di perseguire in ogni sede il Consigliere Carmelo Picarella in ordine alle affermazioni del medesimo già diffuse recentemente agli organi di stampa locale, reputate gravemente diffamatorie nei confronti della società. Firmato il socio Stefano D’Alessandro”. Ci sono altre cose che devo leggere che sono di notevole importanza. Il 7 giugno c’è una nota del Segretario Generale, dottore Carmelo Burgio che scrive: “Al Sindaco e per conoscenza al Presidente del Consiglio, al dirigente dell’ufficio Legale, al dirigente ufficio Patrimonio, al dirigente dottore Giovanni Lattuca. Oggetto: Richiesta Consigliere Picarella, inserimento punto all’ordine del giorno, esame transazione del 28 ottobre 2008 fra la società Crea S.r.l. e il Comune di Agrigento”. È atto pubblico del 14 giugno 1966. Con riferimento alla nota del Presidente del Consiglio comunale N. 415 protocollo della Presidenza del 3 giugno 2010 relativa all’oggetto, informo la Signoria Vostra, cioè il Sindaco, per conoscenza al Presidente, che “A seguito di precedente intervento del Consigliere Picarella, il quale nella seduta del Consiglio comunale del 12 maggio 2010, relativamente alla questione 33 transazione Crea, aveva parlato di un Pretore di Canicattì che aveva detto che lo hanno pagato e ritenuto il Comune complice di una truffa, con nota protocollo 29.606 del 17 maggio 2010, ho trasmesso alla Procura della Repubblica lo stralcio del rapporto di stenotipia della seduta consiliare del 12 maggio 2010, nonché copia della deliberazione della Giunta comunale 58 del 17 luglio 2008, avente ad oggetto causa Comune contro Crea S.r.l., fascicolo 503, definizione transattiva”. Questa è una nota del 7 giugno. L’8 giugno faccio una nota io e scrivo al Sindaco e al Direttore Generale. Inserimento al 27° punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale sull’argomento proposto dal Consigliere Carmelo Picarella, esame transazione, questa fa riferimento alla nota che io le avevo comunicato: “Con nota del Direttore Generale, io qua lo cito, 5.4.5, ed è quella, mi è stata comunicata l’avvenuta trasmissione alla Procura della Repubblica dello stralcio del rapporto di stenotipia della seduta consiliare del 12 maggio 2010, in uno con la copia della deliberazione della Giunta comunale 58 del 17.07, avente per oggetto causa Comune contro Crea S.r.l., eccetera. In ragione del tenore dell’intervento effettuato in aula del Consigliere Carmelo Picarella sulla transazione di cui sopra. Ottemperando a quanto previsto nel regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, su specifica richiesta del Consigliere Carmelo Picarella in atti 414 del 3/06, si è provveduto a inserire un apposito punto all’ordine del giorno sul superiore argomento. Alla luce di quanto sopra, ritengo opportuno trasmettere alla Procura della Repubblica copia della richiesta avanzata dal Consigliere Comunale Carmelo Picarella, tanto per ogni valutazione da parte delle Signorie Loro”. L’8 giugno mi scrive il Sindaco, che poi è lo stesso giorno: “Al Presidente del Consiglio comunale, al dirigente del Settore II e per conoscenza al Direttore Generale. Richiesta inserimento. Nel 34 prendere atto di quanto comunicato dalla Signoria Vostra con la nota 415 del 03/06 e della nota del Direttore Generale 545 del 07/06, si dà incarico al dirigente del Settore Legale di trasmettere alla Procura della Repubblica di Agrigento tutta la documentazione riguardante la transazione definitiva con la società Crea S.r.l., con deliberazione di Giunta comunale 58 del 17/07/2008. Al Presidente del Consiglio viene rimessa ogni valutazione in ordine all’inserimento del punto all’ordine del giorno e alla trattazione in seduta aperta, attesa la trasmissione degli atti agli organismi giurisdizionali sopra citati. Si fa riserva di esercitare le azioni opportune per la tutela del buon nome dell’Amministrazione comunale e dei funzionari interessati”. Voi avete visto in che modo io mi sono comportato sulla scorta dell’articolo del regolamento che ho appena letto. “Alla Procura della Repubblica, transazione Crea”. È una nota che firmo io: “Si ritiene opportuno per ogni valutazione di dovere trasmettere a codesta Autorità giudiziaria la fotocopia della richiesta avanzata dal Consigliere Carmelo Picarella di inserimento dei punti all’ordine del giorno, quella di cui si parla ora, quindi ho inviato questa nota alla Procura della Repubblica di Agrigento. Mi dice il Segretario che il dirigente degli Affari Legali ha già trasmesso tutti gli atti alla Procura della Repubblica. Consigliere Arnone, prego. CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io intendo chiedere una breve sospensione dei lavori per potere acquisire gli atti che avremmo dovuto avere a nostra disposizione e che per un disguido spiacevole, ma banale, in questo momento non abbiamo. Mi limito però a puntualizzare per i cittadini che ci seguono alcuni aspetti che mi appaiono meritevoli di essere rimarcati. La transazione che è stata tirata qui in ballo, da quello che ho compreso, è relativa a un contenzioso che già aveva visto una sentenza di condanna del Comune di 35 Agrigento. Quindi, ora lo vedremo meglio. Se il Comune di Agrigento era stato condannato a perdere 500 e con la transazione sta perdendo 300, mi pare che la transazione sia complessivamente vantaggiosa per il Comune di Agrigento. Infatti voglio vedere la delibera e gli atti per comprendere se il Comune era stato condannato a pagare 500 e con la transazione diamo 800, siamo in presenza di una transazione in danno all’ente. Se invece la condanna di 1° grado era di pagare 500 e con la transazione abbiamo una riduzione a 300, fare la transazione è nell’interesse pubblico. Poi ho visto la reazione che mi piace rimarcare perché viene a smentire una notizia evidentemente, gravemente contraria al vero e che ha certamente impressionato chi ha sentito l’intervento che mi ha preceduto, la reazione è quella del Direttore Generale che ha detto che assolutamente non era vero che il Segretario Comunale non voleva essere presente all’approvazione della delibera della transazione. Da quello che ho compreso la delibera della transazione è stata posta in essere, approvata in presenza sua, dottore Burgio, se è… PRESIDENTE CALLARI – Forse si riferiva al Segretario di prima, Consigliere Picarella? (intervento fuori microfono) Al Segretario di prima… CONSIGLIERE ARNONE – In tutta questa vicenda dobbiamo dare una informazione corretta al Consiglio e all’intera città. PRESIDENTE CALLARI – Quindi il suo intervento per mozione d’ordine è corretto, nel senso che lei ha proposto di vedere gli atti, in questo momento non sono resi pubblici da questa Presidenza. CONSIGLIERE ARNONE – Perfettamente, voglio rimarcare e ho concluso, quindi che la transazione in questione realizzata dall’Amministrazione Zambuto 36 nel luglio del 2008 è stata realizzata nel modo più lineare possibile, alla presenza del Segretario Generale che è qui, come direbbe mia nonna, sano e chinu di vita, che ci può dire se ha assistito a fatti impropri o non consoni ed è stata istruita da dirigenti del Comune sui quali nessuno ha sollevato dubbi, anzi per quanto mi riguarda, sulla loro correttezza, efficienza e moralità ho sempre messo personalmente le mani sul fuoco. Quindi è necessario completare la trattazione dell’argomento, verificando ciò che prevede la delibera approvata dall’Amministrazione Zambuto e alla presenza del Direttore Generale e ciò che prevedeva la sentenza cui fa riferimento la transazione, perché i fatti relativi all’Amministrazione Piazza rispetto alla quale lei, come dice Picarella, lei era Assessore, possono essere di interesse di questo Consiglio comunale, ne possiamo discutere, ma sono altri e diversi rispetto alla transazione del 2008. Quindi chiedo questa breve sospensione. PRESIDENTE CALLARI – Consiglieri, già il dottore Sinaguglia è andato a prendere presso i suoi uffici la delibera di che trattasi. Più che votarla ritengo che sia doveroso da parte mia non potere continuare in questo momento i lavori perché voi o qualsiasi consiglieri non può prendere… SEGRETARIO GENERALE – Io intervengo soltanto per dare atto dell’operato degli uffici che in maniera repentina, senza alcun ripensamento, nel momento in cui è stato sollevato un minimo dubbio sull’operato e senza che nessuno lo chiedesse, hanno trasmesso tutti gli atti alla Procura della Repubblica, per cui se ci sono delle cose che si ritengono di censurare nei confronti dell’operato degli uffici, questo lo faranno gli organi a ciò deputati. Noi stessi, senza che nessuno lo facesse, abbiamo trasmesso tutto, e non solo, volevo dare l’indicazione che è pervenuta pure qui alla Presidenza che il 37 dirigente del settore Affari Legali, l’Avvocato Rita Salvago, ha trasmesso alla Procura della Repubblica analiticamente tutti questi documenti: nota 478 a firma del Sindaco avente per oggetto richiesta inserimento transazione del 66, Notaio Baldacchino; sentenza 1030/2003 del Tribunale di Agrigento; nota 551 Gabinetto del 21/09/2007, avente per oggetto giudizio d’appello società Crea Comune di Agrigento, chiusura bonaria controversi; nota del 26/09/2007, avente per oggetto giudizio d’appello società Crea e Comune di Agrigento, chiusura bonaria, nota protocollo 3688, settore 2 e relativo allegato; nota 92 del settore 3 del 14/02/2008 avente oggetto causa Crea offerta di transazione, causa in appello; nota protocollo 306 del 27/02/2008, transazione, contratto raccolta N. 29.526, stipulato il 28/10/2008 il Notaio Pusateri di Agrigento, tra l’ente e la Crea in persona del suo legale rappresentante”. Questo è tutto quello che è stato fatto. Io debbo informarvi che la deliberazione che riguarda la transazione è una deliberazione del 17 luglio 2008, la N. 58, adottata sulla base delle relazioni degli uffici, le quali appunto davano atto che con sentenza del Giudice di Agrigento, il Comune era stato condannato alla restituzione di un bene di pari circa 180 metri quadri alla società Crea e in più il Comune era stato condannato a un indennizzo nei confronti della società, somma che già il Consiglio comunale aveva messo in bilancio; questo Consiglio comunale credo che aveva previsto tra le somme da prevedere in bilancio e invece la transazione alla fine si conclude con un criterio di suddivisione a metà dei 187 metri quadri e il Comune… in altri termini lo schema di transazione prevede, vi dico come si conclude, ci sono state delle stime fatte dagli uffici. Allora, la Crea riconosce il Comune proprietario dei locali a piano terra degli edifici siti in Agrigento, viale della Vittoria, della superficie di metri quadri 900. Qualcuno poco fa ha detto 38 che non erano 900. Presidente, io voglio dire quello che dicono gli atti, poi quello che dicono i pensieri degli altri lo diranno nelle sedi opportune. Io dico quello che dicono gli atti. Gli atti dicono questo, che: la Crea riconosce il Comune proprietario dei locali a piano terra degli edifici siti in Agrigento viale della Vittoria ai numeri 145 e 193 della superficie di metri quadri 900, giusto atto, il Notaio Baldacchino del 66. Il Comune riconosce la Crea proprietaria dei locali al piano terra degli edifici siti in Agrigento, viale della Vittoria ai N. 145 e 193 di metri quadri 187, lato ovest, come da planimetria che si allega sub B, quale parte eccedente i locali del Comune a decorrere dal 31/08/80, giusta sentenza del Tribunale 1030 del 2003. La Crea rinuncia. Alle domande svolte in primo grado e all’appello incidentale proposto attraverso la sentenza del Tribunale di Agrigento, alla metà dell’indennità di occupazione riconosciuta dal Tribunale di Agrigento in danno del Comune a decorrere dall’1/08/80 pari a 774.000,69 euro mensili, oltre gli interessi locali e comunque determinate complessive euro 213.484,12. Alle spese legali riconosciute dal Tribunale di Agrigento in suo favore e in danno del Comune, escluso interessi e accessori, a euro 3156. La Crea riconosce al Comune quale compensazione per la rinuncia alle proprie pretese la somma di euro 193.306,72, equivalente alla metà della proprietà dei metri quadri 187 e al netto dell’indennità di occupazione riconosciuta alla Crea per l’altra metà per come determinato con la nota del Comune protocollo 34.623 dell’1/07/2008. Il Comune rinuncia. Alle domande svolte in primo grado e all’appello principale proposto avverso la sentenza, a pretendere la proprietà dei 187 metri quadri, in contestazione già specificati. Premessa e fatte salve le superiori reciproche rinunce, la Crea si obbliga a corrispondere al Comune la detta somma a saldo e stralcio di euro 193.306,72 39 che sarà versata contestualmente alla sottoscrizione del presente atto e separatamente quietanzata, mentre il Comune si obbliga a trasferire il possesso dei locali siti al piano terra del viale della Vittoria di metri quadri 187, eccedenti metri quadri 900 di proprietà del Comune, che restano e sono di proprietà del Comune i 900 metri quadri. Questo è quello. Io su questo non voglio più parlare, anche perché su questa transazione io ho espresso parere favorevole e siccome ci sono state delle ingiuste attenzioni e modi poco… che possono offendere la dignità professionale, ognuno per la nostra parte faremo le azioni che crediamo. Quindi chiederemo anche di essere sentiti, oltre ad avere mandato gli atti. Io a questo punto rientro nei miei panni di Segretario Generale, le chiedo come si conclude questo punto all’ordine del giorno? PRESIDENTE CALLARI – Diceva il Segretario, cioè alla fine della discussione: cosa il Consiglio comunale è chiamato a fare? Lei preparerà un ordine del giorno oppure semplicemente… (intervento fuori microfono) Consigliere Picarella, tutti vogliono intervenire. Segretario, per quello che ho capito, viene messo in evidenza l’argomento e basta, non è che c’è nulla da votare. Si mette a conoscenza i consiglieri nella seduta pubblica del Consiglio comunale questa problematica, mi sembra di avere capito così, anche per avere un concetto di quello che siamo portati a fare. (intervento fuori microfono) Il Consigliere Picarella fuori microfono ha detto che tutti gli atti devono essere inviati alla Procura di Caltanissetta, e non quella di Agrigento, perché è competente. Lo dice lui, io ho fatto sentire quello che lui mi ha invitato a dire fuori microfono. Allora, se riteniamo che siamo a conoscenza degli atti, in questo momento è scesa la delibera di che trattasi… (intervento fuori microfono) L’ha già letta il Segretario. Vediamo di fare un po’ di chiarezza. 40 Venga qui e venga a dire cosa dobbiamo leggere che si differenzia da quello che ha detto e ha letto il Segretario Generale in seduta. SEGRETARIO GENERALE – Io non sono consigliere comunale e non posso controbattere e dibattere, io ho dato lettura di un atto. L’atto che ho letto è l’atto ufficiale dell’Amministrazione, non ci sono altre… io ho letto l’atto allegato alla deliberazione. Consigliere Picarella, lei si rivolga agli organi inquirenti. Questa è la premessa, lei deve andare nella parte dispositiva. Nella parte dispositiva c’è quello che le ho detto io. PRESIDENTE CALLARI – Lo chiariamo, lei fa un’eccezione sull’atto di transazione stipulato nel 2008 dal Notaio Pusateri. SEGRETARIO GENERALE – Quello che lui dice sono le premesse di un atto. L’atto di transazione alla fine io sono andato a leggervi l’articolato della transazione e l’atto nell’articolato dice le stesse cose che vi ho letto prima. La Crea riconosce al Comune i proprietari dei locali al piano terra degli edifici in Agrigento, viale della Vittoria, sono le stesse e non può essere che siano parole diverse da quelle che vi ho letto, perché quello è allegato all’atto deliberativo, quindi la parte dispositiva è quella. Il Comune riconosce dei 187, se volete lo rileggiamo tutto d’accapo così come è, e sono le stesse parole, non può essere diversamente perché il funzionario non avrebbe potuto firmare. Consigliere Picarella, lei ha qualche dubbio che siano state fatte delle azioni non in favore del Comune? Si è rivolto alla Procura. (intervento fuori microfono) Lei sta scherzando? Presidente, io lo faccio per piacere di… e allora: atto di transazione, questo è l’atto allegato alla deliberazione che si approva, questo è uno schema dell’atto che viene approvato dalla Giunta. Se lei si mette lì, e se lo 41 legge parola per parola. Consigliere Picarella, lei confonde le premesse con l’articolato, che sono due cose diverse. (intervento fuori microfono) PRESIDENTE CALLARI – Non aggiunga niente se non il fatto di avere letto la transazione allegata alla delibera, se poi si differenzia per come dice il consigliere, da me non accertato, così come dice lei, verificherà il Consigliere anche sulla scorta di quello che le ha detto ed eventualmente si prosegue in altre sedi. (intervento fuori microfono) Lo so che gli atti sono stati trasmessi, ma il Consiglio comunale può essere portato a fare parlare un ordine del giorno di un consigliere che lo propone. Allora, ha preso conoscenza, Consigliere Arnone? Perfetto, ha avuto qualche minuto per leggere la delibera. Prego, Consigliere Arnone, ha chiesto di parlare, ne ha facoltà, prego. CONSIGLIERE ARNONE – Io ritengo ovviamente assolutamente legittimo che qui dentro si esaminino le transazioni e ritengo ulteriormente importante che si distinguano le competenze amministrative da quelle giudiziarie. I giudici riterranno se vi sono reati penali e noi dobbiamo valutare se ci sono danni al Comune, responsabilità amministrative, censure da muovere ai dirigenti che si sono occupati della vicenda. Per prima cosa rilevo da avvocato un aspetto che non riesco a comprendere, che è quello della competenza del Tribunale di Caltanissetta della vicenda che ci occupa. Il Tribunale di Caltanissetta è competente solo se vi è una responsabilità di un magistrato, se non vi sono responsabilità di magistrati, non si comprende che c’entri il Tribunale di Caltanissetta. E il Tribunale di Caltanissetta, da quello che si capisce, dovrebbe essere competente perché qualcuno dei magistrati che si sono occupati di questa vicenda avrebbero commesso dei fatti di reato. Tutta la vicenda mi appare 42 francamente ridicola perché leggo che la sentenza del Tribunale di Agrigento è del 2003 e quindi stiamo parlando di fatti che sono, ammesso che ci fossero responsabilità penali, ampiamente prescritti. Quindi non si comprende neanche in questo caso di che cosa si debba occupare la Procura di Caltanissetta, perché ammesso e non concesso per assurdo che nel 2003 il Giudice che ha emesso questa sentenza, che non so chi sia, si è fatto corrompere da qualcuno, grazie a Burlusconi il suo reato è già prescritto da un paio di anni almeno. Quindi mi pare un’altra balla spaziale quella che tutta la vicenda interessi la magistratura di Caltanissetta. Andando nel merito di quelle che sono le nostre competenze, io ci tengo che si chiarisca se funzionari e politici di questo Comune si sono comportati correttamente o in modo illecito intelligentemente o da imbecilli. Perché dico da imbecilli? Perché un assessore comunale che approva una delibera può essere una persona onesta, ma completamente obnubilata, cretina, come è capitato con note sentenze su cui non mi dilungo, perché si fa a ingannare su fatti clamorosi dai dirigenti comunali, portano le delibere con imbrogli a mai finire e l’assessore, come se fosse un cucco, cade nella delibera dell’imbroglio, la firma e la rende esecutiva. Per esempio, e questo mi preme chiarire con il Direttore Generale se vi è un vantaggio economico consistente o al contrario uno svantaggio economico tra quello che aveva deciso il Tribunale e quella che è la transazione. Perché normalmente come si fa la transazione? Io ti devo dare 300, posso fare l’appello, rinunzio a fare l’appello e tu invece che di 300 ti accontenti di 200. Questa è la normale transazione che facciamo spesso noi avvocati nell’interesse del cliente che difendiamo. Quindi, quello che dobbiamo comprendere assieme adesso, perché lei conosce meglio di me la vicenda, Direttore Generale, è quanto è che il Comune doveva dare in denaro 43 alla Crea secondo la sentenza e quanto è che effettivamente darà dopo la transazione. E mi pare innanzitutto importante capire questo. La sentenza condannava il Comune a pagare alla Crea la somma di un milione e mezzo al mese a partire dal 1 agosto 80? Mi risponde di sì. Quindi noi avremmo dovuto dare quasi 30 anni di affitti per 1500 per 10 mesi 15 milioni, quindi all’anno sono 18 milioni, per dieci anni 180 milioni, per 20 anni 360 milioni, per 30 anni 192 mila euro, più gli interessi. PRESIDENTE CALLARI – I milioni sono di lire. CONSIGLIERE ARNONE – Sì, i milioni sono di lire, più gli interessi. Questo alla luce della sentenza. Direttore Generale, la transazione dimezza questa somma da quello che comprendo io? È utile, lei ha dato un parere, perché se avesse avuto la transazione per tempo… SEGRETARIO GENERALE – Io non credo che debba rispondere su queste cose, mi scusi, Consigliere, non è una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri comunali. Io credo che tutti gli atti che noi… dice il vantaggio o lo svantaggio? Ma lei pensa che se non ci fosse stato un vantaggio del Comune i dirigenti avrebbero dato un parere? Se pensa questo, ci sono gli altri organismi. Lei se vuole fare una inchiesta amministrativa la faccia ma non questa sera. CONSIGLIERE ARNONE – Mi perdoni, il mio problema è… SEGRETARIO GENERALE – Io dico solo questo, che gli atti sono stati trasmessi da parte nostra e abbiamo preteso che venissero trasmessi perché la questione ha offeso moltissimo la dignità dei dirigenti e quindi poi ognuno farà le proprie azioni in maniera personale. Dopo di che già il fatto che se ne parli in 44 seduta pubblica. Io ho pregato il Presidente del Consiglio di fare svolgere la seduta in seduta segreta. CONSIGLIERE ARNONE – Non ci sono stati giudizi negativi, di atti amministrativi stiamo parlando. SEGRETARIO GENERALE – Non c’è apprezzamento, quando si parla della classe dirigente non c’è apprezzamento. CONSIGLIERE ARNONE – Se no non possiamo tenere nessuna seduta aperta. Se parlassimo di nomi e cognomi… SEGRETARIO GENERALE – Io mi rifiuto di intervenire sull’argomento, ho detto quello che pensavo, ho letto gli atti tecnici. Le risposte tecniche sono lì negli atti deliberativi. Dopo di che ci sono gli altri organismi che molto seriamente sanno fare il proprio dovere. CONSIGLIERE ARNONE – Sì, io ritengo che noi qua dentro, anche a tutela della professionalità e della dignità di chi si è occupato della vicenda, dobbiamo essere messi in condizioni di giudicare. Il mio problema è soltanto uno, se mentre il collega Picarella parlava, avesse avuto la delibera tra le mani, non le avrei rivolto queste domande. Poiché la delibera è abbastanza corposa, leggerla tutta e comprendere le risposte alle singole questioni che pone, richiede un minimo di sforzo. Lei ce l’ha chiara ed evidente. Siccome io ho individuato quali sono le questioni, verrebbe molto semplice dire: in effetti la sentenza ha condannato a pagare 600 mila euro e la transazione ha ridotto i 600 mila euro alla cifra che a lei viene facile dire e a me… PRESIDENTE CALLARI – Ha finito di intervenire? Se no facciamo intervenire… 45 CONSIGLIERE ARNONE – Se mi consente di sospendere l’intervento e concluderlo dopo… SEGRETARIO GENERALE – Premesso che se fossimo stati informati che questo punto sarebbe stato trattato, poiché aveva un punto 25 all’ordine del giorno, per cui ritenevamo che questa sera il Consiglio comunale non lo trattasse. Se fossimo stati informati, data la delicatezza del punto, saremmo venuti qua con tutti i funzionari e con le sentenze e con le carte in mano. CONSIGLIERE ARNONE – Ma è sufficiente la delibera che fa fede fino a querela di parte. SEGRETARIO GENERALE – Noi abbiamo qui la delibera, ma sarebbe stato il funzionario, perché alla fine il funzionario, io ho espresso poi un parere, ma il funzionario che ha redatto l’atto di transazione che ha stimato, sono altri funzionari, ed è giusto che potessero avere anche loro una voce. (intervento fuori microfono) CONSIGLIERE ARNONE – Ma è ovvio… SEGRETARIO GENERALE – Certo che doveva fare l’appello, Consigliere Picarella, che cosa dice? La smetta, per carità, di fare queste illazioni, queste che fa sono illazioni. CONSIGLIERE ARNONE – Come fa la transazione se non fa l’appello? (intervento fuori microfono) PRESIDENTE CALLARI – Facciamo l’intervento ognuno… ed evitiamo. Consigliere Saeva, se il Segretario è in grado di dare dei chiarimenti e poi interviene lei. 46 SEGRETARIO GENERALE – La sentenza del Tribunale di Agrigento ha condannato il Comune di Agrigento a restituire il bene di 187 metri eccedenti in 900 metri, e poi al risarcimento della somma di lire 1 milione e mezzo, oltre interessi legali a partire dal 1 agosto 80. Il contenzioso tra il Comune di Agrigento si chiude con un vantaggio enorme credo io per il Comune di Agrigento, perché il Comune di Agrigento non solo ritorna nella metà della proprietà del bene, ma non deve dare più quelle cifre che sono state messe in sentenza, per cui mi pare supportato da elementi veramente così presi, suffragati non so da quale… (intervento fuori microfono) Noi restituiamo un bene, poi ci sono altri elementi che si dice che il Comune abbia regalato questo bene, 800 mila euro è stato oggetto… noi l’abbiamo messo all’asta per 732 mila euro per ben due volte, non abbiamo ricevuto nessuna offerta. Viene riproposto adesso nel piano delle alienazioni con lo stesso valore, perché è quello il valore che abbiamo ritenuto. Dico che non è stato... Quindi qualcuno che anziché comprare quello, poteva comprare quello del Comune, non c’erano problemi. Ma come dico io sono veramente in imbarazzo a trattare di questo argomento in questa seduta consiliare. Se volete ci chiedete, vi facciamo una relazione e vi trasmettiamo tutti gli atti così come abbiamo fatto alla Procura, perché ritengo che non dobbiamo difenderci di niente. Quindi, noi vi trasmettiamo gli atti e ve li daremo con tutte le relazioni, con tutte le valutazioni fatte dall’ufficio, perché è un atto questo che è stato molto complesso, che ha visto un giudizio che credo che dal punto di vista della tecnica amministrativa sia un atto veramente apprezzabile e quindi come tale ve li trasmetteremo e voi avrete modo di valutare. Il valore dell’immobile che noi abbiamo valutato è stato di 794.750,00 euro. Il 50% del valore è pari quindi a 426… il valore globale degli interessi 47 ammontava a 426 mila euro, quindi abbiamo transato tutto al 50%. E come dico il vantaggio è stato notevole per il Comune, checché ne dica qualcuno. E di questo noi faremo relazione agli inquirenti che ci chiederanno, ai quali senza che nessuno ci avesse chiesto niente, abbiamo già trasmesso tutti gli atti. Io credo che questo possa bastare al Consiglio comunale per dire o per subire le angherie di interrogazioni e cose su fatti che poi… CONSIGLIERE ARNONE – Direttore, una domanda: quanti metri quadrati abbiamo restituito e quanti ne prevedeva la sentenza di restituire? SEGRETARIO GENERALE – Non sono in grado di poterle rispondere in questo momento. CONSIGLIERE ARNONE – Direttore, io non apprezzo l’atteggiamento che lei ha, perché il Consiglio comunale è molto sereno nel valutare quelle che sono accuse che a me appaiono assolutamente pretestuose e infondate, per cui non è che c’è chi si deve difendere, abbiamo gli atti amministrativi. Siamo in grado di valutarli. La sua professionalità, correttezza e sagacia non è minimamente messa in discussione. Dalla lettura della delibera abbiamo un’apprezzata dirigente dell’ufficio Legale che spiega per quale motivo la transazione è vantaggiosa per l’ente, il giudizio espresso nel corpo della delibera è tra l’altro confermato da lei, quindi io credo che da questa seduta del Consiglio comunale emerga l’assoluto profilo positivo di chi svolge funzioni istituzionali nell’amministrazione attiva e da parte della dirigenza che ha istruito e proposto questa transazione e da parte della Giunta che ha approvato la deliberazione. E chi ci ascolta comprende il profilo assolutamente arraffazzonato delle accuse che sono state mosse fino a questo momento. Se si parla persino che la Giunta municipale in deroga a qualsivoglia principio dovrebbe rispondere di questa 48 transazione davanti alla Procura di Caltanissetta, siamo veramente alle cose semplicemente risibili, prive di qualsivoglia fondatezza. Per quanto mi riguarda io esprimo pubblicamente un giudizio di condanna nei confronti di chi per mere sue personali esigenze di immagine va portando avanti da mesi a questa parte, e sono più soggetti, campagne di stampa su temi assolutamente privi di qualsivoglia consistenza, su temi smentiti dalle carte, su temi che non hanno minimamente le gambe per reggersi, tanto per dare il segnale alla gente che si è politicamente vivi e attivi. Questa vicenda della critica a questa transazione si muove esattamente in questa direzione, come altre vicende che la cittadinanza ha potuto seguire in questi giorni e su cui ovviamente non mi dilungo, per cui per quanto mi riguarda, e credo di essere interprete dell’intero Consiglio comunale, non c’è nessuna ulteriore valutazione da esprimere, se non di prendere atto che la Giunta ha recepito nell’interesse della cittadinanza agrigentina una proposta di transazione a favore del Comune di Agrigento, regolarmente proposta a tutti gli effetti dagli uffici. Per quanto riguarda l’eventuale pignoramento delle somme effettuato da un creditore, io non ho difficoltà a dire di avere bloccato con la mia autorevolezza un pignoramento di 600 mila euro al Comune di Agrigento, dicendo al creditore: ne hai diritto, il Comune ha una situazione di carenza di liquidità seria, vediamo di accordarci, non fare il pignoramento, verrai pagato a poco a poco. Purtroppo, avendo una situazione di carenza di liquidità che stiamo ereditando da chi ha dissestato il Comune di Agrigento, i creditori che vengono a pignorare le somme sono una cosa all’ordine del giorno, rispetto alla quale non c’è da dare colpe a questa Amministrazione, perché non è che il Ragioniere Capo ha la bacchetta magica e può trasformare la polvere in denaro, in euro da dare ai creditori, la situazione è 49 quella che è, per cui il Comune subisce pignoramenti, dobbiamo fare di tutto per subirne il meno possibile perché sono sempre spese in più in danno della cittadinanza. Quindi, io concludo, esprimo la mia valutazione nettamente positiva rispetto alla limpidezza che è venuta fuori in ordine a questa transazione dell’anno 2008, ribadisco aspetti risibili come quello della Procura di Caltanissetta che indaga in violazione di ogni regola di competenza… PRESIDENTE CALLARI – Io quello che dico ai presenti è che all’interno di noi consiglieri comunali, Segretario Generale, Presidente, c’è un uomo. Io ho visto in questo momento la suscettibilità di una persona che si impegna per questo Comune al di sopra del Direttore Generale e del Segretario proprio con impegno. E in questo momento il fatto che lui stesso difende da solo l’atto senza la presenza dei dirigenti, ha dato particolarmente fastidio non solo a lui, ma anche a me, perché i dirigenti che hanno dato i pareri non ci sono, non ci sono perché era il 25° punto e quindi non era previsto. Siccome il Consiglio si è espresso di prelevare, io non posso fare altro che trattare il punto, Segretario. Se non ci sono altri atti e dobbiamo esserne a conoscenza con la presenza dei dirigenti possiamo evitare, tanto è stata data pubblicità sull’argomento e anche l’autorità giudiziaria ne è a conoscenza, per cui do la parola al Consigliere Saeva. CONSIGLIERE SAEVA – Grazie, Presidente, colleghi Consiglieri, signori della Giunta. Io, Presidente, vorrei fare innanzitutto un preambolo, vorrei contestare il modo in cui si sta svolgendo la trattazione di questo punto e capisco benissimo l’imbarazzo del Segretario Generale nel doversi trovare in una posizione scomoda, nel senso che non siamo in una aula di Tribunale, ma non scomoda per gli atti che lui ha posto in essere, in quanto penso che avendoli 50 posti in essere ed essendo io garantista e non avendo la cultura del sospetto, penso che avendoli posto in essere, Direttore, io penso che lei abbia pensato facendo quell’atto, fino a prova contraria, che quell’atto fosse vantaggioso per il Comune di Agrigento. Penso che sia stato fatto questo e penso anche che anche i dirigenti che abbiano proposto quell’atto, l’abbiano fatto in assoluta buonafede. Fino a prova contraria io la penso almeno così. Però il Consigliere Picarella, avendo superato da poco la maggiore età, nessuno gli può vietare di inserire un punto all’ordine del giorno che lui, a torto o a ragione, ritiene abbia prodotto un danno per questo ente. Sui modi, sui termini utilizzati posso anche non essere in sintonia con quanto abbia detto, ma siccome ognuno è responsabile di ciò che dice, il Consigliere Picarella si è assunto pienamente le proprie responsabilità e di questo gliene va dato atto, nel bene e nel male. Io penso che anche il Consigliere Picarella stia agendo in buona fede e poi se quello che lui ha detto e le affermazioni anche pesanti che ha fatto non corrisponderanno al vero, si assumerà la responsabilità delle affermazioni che egli stesso ha fatto. Detto questo, ribadisco che sia legittimo da parte di ogni Consigliere sollevare delle questioni che egli ritiene possano avere causato un danno a questo ente. E non bisogna né difendere a tutti i costi l’Amministrazione né attaccarla per partito preso. Già i compiti del consigliere comunale si vanno svuotando di funzioni. Se leviamo anche quello che è il controllo che può esercitare ognuno di noi, si svuoterebbe quella che è la funzione. Io intervengo perché non penso che si debba arrivare a una conclusione, non penso che bisogna giudicare l’operato di dirigenti che fino a prova contraria, ma non siamo noi che dobbiamo stabilire se è stato prodotto un danno all’ente in questo momento, ma visto che la vicenda è stata attenzionata 51 da parte della Procura della Repubblica, che sicuramente saprà ben agire, e anche il Comune ha inoltrato tutti gli atti affinché fosse chiara la situazione, penso che farà le proprie valutazioni e agirà nel modo più corretto possibile a tutela dell’ente e a tutela anche di chi ha esposto la questione, se vi saranno responsabilità soggettive anche da parte di chi ha sollevato la vicenda, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Volevo soltanto dire questo, Presidente. PRESIDENTE CALLARI – Prego, chiarisca e completiamo la discussione perché mi sembra che nessun altro è interessato a parlare. CONSIGLIERE PICARELLA - Ci sono confusioni, questo è il discorso. Io ho detto all’inizio tutte queste, le transazioni, il guadagno del Comune e non guadagno del Comune. Nel 2003 ci fu la sentenza contro il Comune. Dopo un anno i nostri uffici hanno letto la sentenza, affitti del 2003, tutto questo. E di tutto questo, tutti gli uffici del Comune hanno proposto l’appello. Se l’ufficio del Comune, tutti, Salvago, Modica Filippa, tutti gli uffici… l’appello perché non è possibile questo scandalo, lo dico nella determinazione, che cosa è cambiato da questa deliberazione che hanno dato l’incarico a quando ci fu la transazione? È cambiato qualcosa? No, non è cambiato niente, perché la sentenza era sempre quella che diceva che doveva dare 900 metri quadrati in sub, eccetera, ha cambiato tutto, eccetera. Gli stessi non hanno messo la firma quelli della prima volta. C’è una sola firma del dirigente, non c’è la firma dell’avvocato, non c’è la firma della dottoressa Inglima, nella transazione c’è la firma solo del dirigente del Patrimonio e non dell’ufficio Legale. Questo voglio chiarire io, che tutto è stato più conveniente. Ma era pure più conveniente nel 2004. Perché non l’hanno fatto nel 2004 e l’hanno fatto nel 2008? Ma nel 2004 c’era questo stesso Sindaco, era Assessore al Patrimonio. E dico: ma che cosa è 52 cambiato dal 2004 al 2008. Le condizioni alle sentenze sono identiche, non cambia niente. Si propone l’appello, tutto a un tratto facciamo l’accordo. E poi dice in più ai 900 metri quadrati. Io affermo con atti pubblici che tutti e due le costruzioni, compreso quello che gli abbiamo dato, hanno una superficie di 820 metri quadrati. Affermo che viene registrato la superficie di 2 edifici è, compreso quello che abbiamo dato in permuta, 820 circa, può essere 823 con atti pubblici, l’ufficio del Territorio scritto nel (...) cioè era 900 tutta la superficie, vengono a mancare 80 metri quadrati che sono due magazzini che hanno fatto l’ingresso per accedere al primo piano. I nominativi dovevano essere pure del Comune e non sono stati dati. Tra l’altro tutta questa permuta, tutti questi soldi, questo affitto, tutte queste chiacchiere e queste cose, una sentenza, la perdevamo la sentenza. La sentenza doveva avere il suo corso. Noi abbiamo sentenze. Non facciamo le transazioni per uno che si rompe una gamba per mille euro e facciamo una transazione per un milione di euro. Questa è la verità, facciamo le transazioni, per altri ci costituiamo e non dovremmo costituirci. Il fatto è che il Comune si contraddice con se stesso, primo appello, i funzionari che hanno proposto l’appello nella seconda volta non hanno firmato, non c’è la firma della dottoressa Inglima, non c’è la firma dell’Avvocato Salvago, c’è la firma del dirigente del Patrimonio, il tecnico del Patrimonio. Ho voluto chiarire questo. Tuttavia io sono ben documentato di tutto questo e ci dice a questi che mi minacciano, che già fanno nelle sedi legali, la Crea, eccetera, che mi minaccia, che dice… che lo faccia con urgenza perché aspetto, io gli posso fornire la carta bollata se gli serve. 53 PRESIDENTE CALLARI – Va bene, Consigliere, lasciamo perdere le polemiche, ognuno si difende le proprie posizioni. Mi sembra giusto. Il Consigliere Arnone anche un chiarimento per par condicio. CONSIGLIERE ARNONE – Io comprendo che le dà fastidio, Consigliere De Francisci, che io possa parlare… (intervento fuori microfono) PRESIDENTE CALLARI – Un chiarimento ha voluto. Faccia questo chiarimento. (intervento fuori microfono) Per quanto riguarda il Consigliere Picarella, prima ha esposto e adesso è intervenuto. Vediamo che dice il regolamento. Io ho detto, e ha voluto chiarimento e l’ha detto anche il Vice Presidente, sta intervenendo perché prima ha relazionato. Non ho parlato che non è in regola. Mi è stato chiesto di un chiarimento sulla scorta degli interrogativi e degli atti che ha letto il Consigliere Arnone e io mi assumo la responsabilità e ho detto che poteva parlare. Lei mi fa questa eccezione e vediamo un pochino di… CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, io posso anche chiedere il rinvio del punto e parlo in sede di dichiarazione di voto e le tolgo pure dall’imbarazzo visto che… PRESIDENTE CALLARI – Se c’è voto, Consigliere, se non c’è voto, anche che chiede il rinvio. CONSIGLIERE ARNONE – Certo, le chiedo il rinvio… cioè se qua dentro abbiamo… lo valuteranno i cittadini se meritano alcuni di ritornare qua dentro. PRESIDENTE CALLARI – Vediamo un pochino se c’è la possibilità, perché con il nuovo regolamento. Se mi chiamano per questa eccezione, leggiamo cosa 54 dice ed eventualmente andiamo avanti. Prego tutti di scusarmi se sbaglio, magari è nella foga… CONSIGLIERE ARNONE – La gente vuole comprendere se alcune cose sono vere o non sono vere, molto brevemente. Invece che spettacolo diamo? Che qui c’è qualcuno che non deve fare parlare ad altro. PRESIDENTE CALLARI – Un attimo, Consigliere, se il regolamento lo prevede, io lo faccio parlare legittimamente. Se non lo prevede… CONSIGLIERE ARNONE – Presidente, uno fa il Presidente perché interpreta il regolamento, dirige i lavori, comprende qual è l’andazzo che vi è, quale è l’interesse dell’ente, se di rimanere nei sospetti o di consentire che alcune cose vengano chiarite, cioè tutto questo è del Presidente. PRESIDENTE CALLARI – Consigliere Arnone, io mi sono assunto la responsabilità a farla parlare. CONSIGLIERE ARNONE – Infatti la ringrazio. PRESIDENTE CALLARI – Siccome c’è una eccezione e non sono a casa mia, c’è un regolamento, eventualmente lei farà quello che ha detto dopo, chiede il rinvio e in fase di dichiarazione di voto parla, non ci posso fare niente, io mi trovo in questo momento tra l’incudine e il martello. Segretario, mi sembra che non c’è la possibilità… CONSIGLIERE ARNONE – …ma con il buonsenso, può chiedere di farmi dare la parola per due minuti che in due minuti chiudo ed evitiamo di perdere tempo. 55 PRESIDENTE CALLARI – Non mi è concesso, non è possibile, Segretario, mi sembra di avere letto… SEGRETARIO GENERALE – L’ordine di discussione segue quello che è stato detto poco fa, nel senso che c’è un relatore, poi si fanno gli interventi, conclude, questo che è stabilito dalle… PRESIDENTE CALLARI – Quindi lei, Consigliere Arnone, non può intervenire. Ci sono altri consiglieri che vogliono intervenire? CONSIGLIERE ARNONE – Io chiedo il rinvio del punto e lo chiedo ora prima che lei fa intervenire ad altri. PRESIDENTE CALLARI – Tanto nessuno voleva intervenire. Lei chiede il rinvio del punto all’ordine del giorno. (intervento fuori microfono) PRESIDENTE CALLARI – Io l’ho detto, Consigliere Calabrese, io ho detto: d’altronde non c’è nessuno che si è iscritto a parlare. Poi se il Consigliere Arnone dice: io lo dico prima, non ha importanza, di fatto non c’è nessuno. Sorvoliamo su queste cose. Quindi lei ha fatto la proposta di rinvio del punto. Segretario, lo mettiamo a votazione del Consiglio comunale. Chi è d’accordo dica sì, chi è contrario… per dichiarazione di voto il Consigliere Arnone cinque minuti. Siamo per dichiarazione di voto, per votare il rinvio della trattazione del punto. Prego. CONSIGLIERE ARNONE – Io chiedo di rinviare il punto per acquisire l’atto di appello perché credo che su cose di questa importanza la gente abbia il diritto di farsi una opinione puntuale su come funzionano le cose. E credo che sia indecente politicamente, al di là di tutti i regolamenti, tentare di impedire che il 56 dibattito abbia la sua piena apertura, perché il punto non è per alcuni che debbano parlare loro, il punto per alcuni è che la gente non debba sapere come stanno le cose. Allora, io ritengo di avere il dovere nei confronti dei cittadini di spiegare cosa è una transazione e che una transazione si fa esattamente dopo che vi è un atto di appello. Per questo chiedo il rinvio, per acquisire l’atto di appello. Se non vi fosse stato l’appello del Comune, non vi era giuridicamente, tecnicamente la possibilità di fare la transazione, perché avremmo avuto una sentenza passata in giudicato che condannava l’ente a sborsare una barca di quattrini e la storia finiva lì. Non è che puoi fare una transazione su una sentenza passata in giudicato. Questo come dire per legge e per elementari regole giuridiche che qua dentro si ritiene di potere presentare alla gente come cose folli, non è folle, è elementare regola giuridica che per fare una transazione su una sentenza, la sentenza deve essere appellata. Ed è normalissimo comportamento di ottimo avvocato, prima presentare l’atto di appello e poi sulla base dell’atto di appello provare, mediante una transazione, di conseguire in tutto e in parte le ragioni del cliente che tutela. E quindi, contrariamente a quello che si è detto, l’avvocatura comunale si è comportata in modo egregio e brillante. Prima ha fatto l’atto di appello, contestando interamente la sentenza di condanna del Comune, dopo avere fatto l’atto di appello addetto al privato, se non vuoi aspettare i tempi e la decisione dell’appello, che potrebbe essere a te sfavorevole, perveniamo a un accordo e quindi rinviare per ottenere l’acquisizione dell’atto d’appello è assolutamente utile al fine di raggiungere questo ulteriore elemento di chiarezza. Non solo, ma noi abbiamo qui le relazioni degli uffici e ritengo che le relazioni degli uffici siano anche le relazioni degli avvocati contrariamente a quello che si è detto da 57 parte del Consigliere Picarella, perché quando leggiamo che l’ufficio Legale del Comune all’uopo consultato ha espresso il parere, significa che gli avvocati del Comune hanno valutato l’ipotesi di transazione come un’ipotesi di transazione positiva. Ancora, ma sempre negli atti che abbiamo qui, vi è scritto, e mi avvio poi a concludere, che sulla scorta della relazione dell’ufficio, il Direttore Generale, in ragione della propria competenza si esprimeva in ordine a promuovere la conciliazione e la transazione delle liti nell’interesse dell’ente ed evidenziava che nella fattispecie ricorrono le ragioni per addivenire a una transazione nella considerazione che esistono evidenti elementi di incertezza e che il vantaggio per l’ente trova fondamento nel forte rischio di danno che si presume deriverà all’ente in caso di conferma della sentenza di primo grado. Quindi, signor Presidente, noi abbiamo, contrariamente a quello che abbiamo sentito fino a questo momento, una chiarezza assoluta in ordine a questo atto deliberativo, per cui io insisto per chiedere l’acquisizione dell’atto di appello e a questo punto anche dei pareri dell’ufficio Legale in modo da smentire drasticamente le cose non vere in danno ai funzionari di questo Comune che sono state dette da questi microfoni poc’anzi. PRESIDENTE CALLARI – Per dichiarazione di voto il Consigliere Calabrese. CONSIGLIERE CALABRESE – Grazie signor Presidente, colleghi Consiglieri, signori della Giunta, signori tutti. Io ritengo di essere contrario all’accantonamento di questo punto, al rinvio, a quello che si vuole fare, in quanto già si è discusso abbastanza. Siccome noi non siamo né un’aula di Tribunale, né giudici, visto che da quello che abbiamo appreso e sentito stasera pare che vi siano diverse Procure interessate, quella di Agrigento, quella di 58 Caltanissetta, credo che altri faranno chiarezza su chi dice le verità, su chi dice le menzogne, a noi poco importa. È stato fatto un ragionamento qua dentro, qualcuno ha avanzato determinate ipotesi, altri le contestano. Siccome noi non dobbiamo esprimere nessuna sentenza in merito, esprimo il mio voto contrario per la semplice ragione che come lei ben sa, Presidente e colleghi Consiglieri, abbiamo un ordine del giorno che conta 38 punti iscritti all’ordine del giorno. Abbiamo perso una serata nel dibattere questo unico punto. Ce ne restano altri 37. Quindi vuol dire che rinviando questo punto che non arriverà a niente, perché noi non dobbiamo emettere nessuna sentenza, impegneremo un’altra serata per discutere di cosa? Quindi, Presidente, io preannuncio il mio voto contrario per liberare il Consiglio da questo punto; altri organi istituzionali faranno chiarezza su questo, quindi preannuncio il mio voto contrario per far sì che il Consiglio si possa occupare dei problemi seri che vive la città. Grazie. PRESIDENTE CALLARI – E intento aggiungere che il punto di richiesta di inserimento del punto all’ordine del giorno da parte del Consigliere Picarella finisce, per tale ragione vi prego di inserire il punto all’ordine del giorno per chiarire questi fatti scandalosi di truffa ai danni della città. Penso che la chiarezza ci sia, non viene richiesto nulla di votare. Per cui, Segretario, metto in votazione per appello nominale la richiesta di accantonare il punto di che trattasi. La richiesta del Consigliere Arnone è quella di accantonare il punto e di rinviare la trattazione. (intervento fuori microfono) Il rinvio del punto per acquisire l’atto di appello. È una richiesta di Arnone. Per lei il punto è chiaro, dice il consigliere? Per lei è chiaro. Il Consigliere Arnone ritira il rinvio, non ci sono interventi, per cui reputo il 25° punto all’ordine del giorno esaurito. 59 Abbiamo finito di trattare, nessuno deve più intervenire. Nessuno mi ha fatto un cenno. Non c’è nessun rinvio, il Consigliere Arnone ha ritirato. Sentiti i capigruppo e se c’è qualcuno che non è d’accordo me lo dica, io dico la volontà di questa riunione che abbiamo fatto è che la seduta viene aggiornata a martedì prossimo come da calendario. Votiamo il rinvio della seduta: chi è d’accordo dica sì, chi è contrario dica no. Il Segretario Generale procede alla votazione per appello nominale. PRESIDENTE CALLARI – 16 presenti, 16 voti favorevoli, la seduta viene aggiornata a martedì prossimo come da calendario. 60