ANNO XLV - N. 4
Sabato 16 Aprile 2005
€ 1,50
Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA
Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf)
Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S.
Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Aderente € 17,50 - Socio Aderente Sostenitore oltre € 20,00 - Socio Effettivo € 20,50 - Socio estero € 22,00
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Alberghi, ampliamenti e conservazione; questo è l’argomento che ha tenuto banco in questa seduta nel corso di una maratona di cinque ore.
Questi gli argomenti iscritti
all’O.d.G.:
1°- Interrogazione presentata
dal Cons. di minoranza del gruppo “La Vespa” Agostino Testa in
merito alla situazione della strada Alassio-Solva.
Dopo l’esposizione dell’interrogante sulle condizioni disastrose della suddetta strada,
con i conseguenti pericoli per i
cittadini che la percorrono, la risposta dell’Assessore Aicardi
con la conferma che è già stato
redatto progetto esecutivo per
intervenire in merito.
2°- Interrogazione presentata
dal Consigliere di minoranza
gruppo “La Vespa” Agostino
Testa in merito a Villa S. Giuseppe, controllo sull’abbattimento
di specie arboree nel parco.
Risposta dell’Assessore Salvo, che assicura la presenza di
un tecnico del Comune incaricato di seguire i lavori, e che le
piante esistenti nel parco (circa
10.000 mq), destinato ad uso
pubblico, sono state censite ed
è previsto l’abbattimento soltanto di alcune specie che verranno sostituite. Sono previste
(continua a pagina 2)
“Cronaca di un
anno di cronaca”
presentazione
e premi
Ancora e sempre
sui Corpi Santi
Porto Luca Ferrari, opera voluta
dal soci: Comune di Alassio e
Circolo Nautico “Al Mare”
Alassio.
La Marina di Alassio S.p.A.
società pubblico-privata che
mi onoro di rappresentare ad
alla quale è affidata la gestione
del Porto Luca Ferrari, ritiene di
aver adempiuto agli impegni
assunti nei confronti dei soci,
della collettività, con la realizza-
L’annuale festa dei Corpi
Santi è sempre stata l’occasione
per parlare e scrivere sulle vicende storiche e sul culto prestato alle reliquie dei Santi
Martiri della Sardegna.
Quest’anno l’argomento è
spuntato bellamente senza fatica di ricerca. Sabato 30 ottobre
2004 l’Arcivescovo di Cagliari,
Mons. Giuseppe Mani, riconsacrava solennemente la basilica
di San Saturnino in Cagliari. Il restauro del vetusto e diruto complesso, iniziato nel 1978, si era
concluso nel 1996. La data del
30 ottobre coincideva con il XVII
centenario del martirio di San
Saturnino, avvenuto il 30 ottobre del 304.
La basilica era sorta nella prima metà del VI secolo, forse per
opera dell’imperatore Giustiniano, con un corpo centrale a forma cubica, illuminato da quattro amplissime arcate e sormontato da una bassa cupola a
calotta. In seguito furono addossati quattro bracci, che fecero assumere all’edificio la forma
di croce. In seguito la chiesa fu
ristrutturata e fu portata da una
a tre navate di ciascun braccio,
scompartite da colonne.
Nel 1009 la basilica venne concessa ai monaci benedettini di
San Vittore di Marsiglia, che ne
effettuarono un radicale restauro, pur mantenendo intatta la
sua fisionomia originale. Nel
1300 la chiesa fu coinvolta nelle
operazioni militari connesse alla conquista catalano-aragonese della Sardegna. Nel Seicento
furono demoliti gli ultimi ruderi,
per favorire una campagna di
scavi alla ricerca di reliquie di
martiri, riutilizzando le pietre di
recupero per i restauri della
Cattedrale. Nel Settecento l’edificio, già ridotto nella sua forma
attuale, venne concesso alla
confraternita dei medici e degli
speziali con la titolazione ai
(continua a pagina 2)
(continua a pagina 2)
TANIA BOERO, della scuola
Media Don Bosco, si aggiudica
il primo premio del Concorso
per “Un articolo di cronaca”
con l’elaborato “Gli anziani”
Un pubblico numeroso ed attento era presente il 14 marzo
nell’Auditorium della Biblioteca
Civica “Renzo Deaglio”, e soprattutto moltissimi giovani per
assistere alla presentazione del
libro “Cronaca di un anno di cronaca” del Gruppo Cronisti Liguri, ed alla premiazione degli elaborati degli studenti delle scuole medie per il concorso di “Un
articolo di cronaca” per l’anno
2004.
In apertura della manifestazione, dopo il saluto del Sindaco
Arch. Marco Melgrati e della dr.
Monica Zioni Ass. alle politiche
giovanili, e del Presidente Gruppo Cronisti Liguri dr. Marco
Menduni, il dr Alfredo Provenzali, Direttore della Rivista “Cronaca di un anno di Cronaca” nel
presentare il volume precisa:
«Come è ormai tradizione ecco i dieci componimenti scelti
tra i 114 elaborati dagli allievi
delle scuole medie statale “Margherita Morteo Ollandini” e della “Don Bosco” dei Salesiani che
hanno aderito alla iniziativa
(continua a pagina 2)
continua a pag. 2
La “solita” foto di gruppo alla fine della manifestazione. (FOTO CICCIONI)
ASSOCIAZIONE
VECCHIA ALASSIO
Floreat Alaxium
Il giorno giovedì 28 aprile 2005
presso la Sede sociale
di Via XX Settembre 7, Alassio
è convocata
L’ASSEMBLEA ORDINARIA
DEI SOCI
alle ore 20.30 in prima convocazione e
alle ore 21.00 in seconda convocazione
con il seguente
ORDINE DEL GIORNO
1) Relazione del presidente;
2) Varie ed eventuali.
Per i Soci è un dovere morale
partecipare all’Assemblea
Il Presidente A.V.A.
Carlo Cavedini
L’AVA, interpretando il sentimento di tutti gli Alassini, saluta e non dimentica il Papa Grande che ci ha lasciato.
(FOTO REUTER/MAX ROSS)
Alassio: inaugurato il nuovo porto
Alla presenza del Ministro Claudio Scajola, del Presidente della Regione
Biasotti e delle massime autorità della Provincia, il sindaco Marco Melgrati illustra le fasi impiegate per l’ampliamento del Porto turistico. (FOTO SILVIO FASANO)
Discorso del Presidente Marina di Alassio
A nome mio personale e della
Marina di Alassio S.p.A. porgo il
benvenuto alle Autorità religiose, civili e militari, agli illustri
Ospiti e a tutti gli astanti.
Signor Sindaco, Monsignor
Brancaleoni, Signor Prefetto,
Signor Presidente la Giunta
Regionale, Signor Ministro, desidero Loro ringraziare, per
aver conferito con la loro presenza, un significato cosi alto
all’odierna cerimonia di inaugurazione dell’ampliamento del
25 Aprile - 60° anniversario della Liberazione
La celebrazione della giornata della LIBERAZIONE, a distanza di ben 60 anni da quella data,
assume per tutti gli uomini liberi perenne significato storico
per i valori incontestabili
espressi dalla RESISTENZA, trasferiti nella COSTITUZIONE,
purtroppo oggi catastroficamente modificata per imposizione di una maggioranza parlamentare, che tra l’altro rappresenta solo una parte di se stessa, se è vero – come è vero – che
al suo interno parlamentari come gli on. Fisichella, Tabacci ed
altri si sono dissociati.
Non ci può essere Costituzione se la sua base di consenso
non trascende le divisioni politiche e prima di tutto la divisione
tra maggioranza parlamentare
ed opposizione, così come i padri costituenti del 1946/47 hanno dimostrato, avendo saputo
trovare quel consenso, pur tra
le legittime differenziazioni culturali, politiche, religiose, per
dare al Paese una legge fondamentale che reggesse l’equilibrio tra i poteri dello Stato, offrendo ai cittadini le massime
garanzie democratiche.
(continua a pagina 2)
A.N.P.I.
CITTÀ DI ALASSIO
A.N.P.I.
CITTÀ DI LAIGUEGLIA
Manifestazione
per la ricorrenza della
Liberazione
La Resistenza, che 59PROGRAMMA:
anni fa restituì all’Italia dignità di Paese
Libero e democratico, richiama al risveglio della coscienza di
ogni democratico ed all’impegno a difendere quei principi antifascisti trsfusi nella Costituzione Repubblicana da ogni palese o
subdolo tentativo di stravolgere, insieme alla cultura della legalità, laFiaccolata
storia del nostro Paese e dell’intera Europa.
Perché tali principi e valori fondati del nostro pacifico libero
vivere no si dimentichino!
Laigueglia - 24 aprile
Alassio - 25 aprile
PROGRAMMA
ore 9,30
S.
Messa
di
fronte
Laigueglia - ore 9al Palazzo Comunale
Piazza
della
Libertà – Saluto dell’Amm.ne Comunale –
ore
10,00
Deposizione corone a Monimento e Lapidi dei Caduti.
Orazione ufficiale - Deposizione corone alle
Alassio
- ore
10
lapidi ed
ai Monumenti.
Premiazione studenti.
GIARDINI
DI PIAZZALapide
DELLA sul
LIBERTÀ:
Scoprimento
pontile Bestoso.
• S. Messa officiata dal rev. Mons. Angelo De Canis
• Saluto
Comunale.
oredell’Amm.ne
15,00
• Orazione Ufficiale del prof. Nocola Tranfaglia - Ordinario di
Giardini
di
fronte
al PalazzodiComunale
Storia Contemporanea all’Università
Torino.
• Interventi
deglidei
Studenti
degli
scolastici,
con lettura di
Concerto
giovani
delIstituti
Circolo
culturale
brani
dei
loro
elaborati
e
premiazione
dei
vincitori del “Concorso
Nuova Arci Brixton
con borse di studio” indetto dalla ANPI – Cori Studenteschi.
• Scoprimento lapide sul Molo Bestoso in ricordo degli alassini
condannati
dal Tribunale
Speciale
fascista al confino.
Il Sindaco
di Alassio
Il Presidente
A.N.P.I.
Il Sindaco di Laigueglia
Arch. Marco Melgrati
Dr. Giuseppe Giuliano
- ore 15Avv. Claudio Bottelli
• Manifestazione dei giovani del Circolo Culturale ARCI - Brixton,
con mostra fotografica e concerto
BENGA
Consiglio Comunale
del 22 marzo 2005
Angolo
di
Daniele La Corte
Principato
di Imperia!
Per diverso tempo, anni fa, diedi
voce, tramite il quotidiano per cui
lavoro, alla possibilità di un “trasferimento” di Alassio, con Albenga e
Ceriale, in provincia di Imperia. Si
parlava di “provincia lunga”,
dell’opportunità di legare due territori affini dal punto di vista culturale ed economico. Abbracciare la
provincia di Imperia per diventarne
parte integrante non significava
sudditanza, ma confronto. Sono
passati anni e, oggi, l’estrema provincia occidentale ligure ha in maniera, neppure tanto silenziosa, politicamente “assorbito” Alassio e il
suo comprensorio. La “Baia del
Sole” sembra diventata, rispetto al
contesto savonese e ora alla stragrande maggioranza della regione,
una sorta di principato su cui sventola il vessillo di Forza Italia. La conferma giunge dai voti riportati dalla
recente consultazione elettorale.
All’ombra del “Muretto” gli azzurri
hanno messo insieme il 40,17 % dei
consensi contro il 22,34% dell’Ulivo.
A Imperia capoluogo, città di residenza del ministro Scajola, l’Ulivo
ha vinto con il 27,69% dei suffragi relegando al posto cadetto i berlusconiani, che sono scesi al 24,17%. Ma
Forza Italia, pur perdendo consensi, ha mantenuto il primato a livello
provinciale imperiese con il 30,68%,
davanti al 19,22 dell’Ulivo e al 15,04
di An. Emerge ulteriormente chiaro
che l’“imperiesizzazione” di Alassio
ha superato ogni pronostico riportando sul podio, diamo a Cesare ciò
che è di Cesare, Marco Melgrati. Il
sindaco forzista ha sponsorizzato il
governatore uscente e per lui ha ottenuto consensi. In fondo l’operazione immagine è riuscita benissimo visto che Biasotti ha inaugurato
il nuovo porto alassino, guarda caso pochi giorni prima delle elezioni,
e Melgrati, al suo fianco, non si è tirato mai indietro scrivendo anche
una missiva agli elettori per sollecitarne i consensi. Il presidente “arancione” non ha raggiunto l’obiettivo
e al suo posto si è insediato Claudio
Burlando, rappresentante dell’unione di Prodi. E in provincia di
Savona, alla quale Alassio appartiene? A Palazzo Nervi siede, ben saldo
al suo posto, Marco Bertolotto, rappresentante del centrosinistra.
E allora? Siamo a rischio “isolamento”. Non credo però che Regione e Provincia vogliano abbandonare Alassio, anzi... solo Berlusconi teme vendette. Ma l’analisi del voto
deve contemplare anche la possibilità di essere considerati “riserva indiana” di Savona e appendice “azzurra” di Imperia dove il territorio
provinciale, escluso il capoluogo, è
l’unico in Liguria ad aver sorretto,
non credo per convinzione, Sua
Emittenza, il Cavalier Silvio Berlusconi.
Alassio principato di Imperia con
pochi “ribelli” che fanno fatica a salire sulle barricate e ai quali, però,
conferirei volentieri un premio per
il coraggio e l’abnegazione ancora
una volta dimostrata nonostante i
numeri messi insieme siano appena
in doppia cifra, con in comune il 7 finale (indovinello?). Però, tra i tanti
personaggi, la figura dominante rimane quella del sindaco che, oserei
dire, è ancora solo al comando. Per
lui propongo la candidatura al
Parlamento. Se l’imperiesizzazione
ha permesso ad Alassio di uniformarsi all’estremo ponente, Melgrati
oggi è il naturale candidato di Forza
Italia alla Camera dei deputati, nel
collegio Alassio? Taggia. E Claudio
Scajola? Per il bene della sua città e
dei suoi affezionati elettori è giusto
che il sindaco di Alassio chieda, prima che si faccia di nuovo avanti
qualche suo predecessore, la poltrona di onorevole. In fondo, per un
ministro concedere spazio a un suo
fedelissimo è doveroso. Lui potrà
sempre sperare che Berlusconi lo
candidi da un’altra parte.
2
«L'ALASSINO»
CONSIGLIO COMUNALE DEL 22/3/2005
ANCORA E SEMPRE SUI CORPI SANTI (segue dalla prima pagina)
(segue dalla prima pagina)
visite guidate autorizzate.
3°- Regolamento per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei
rifiuti solidi urbani interni. Approvazione integrazione.
La delibera intende esentare le
scuole cittadine (istituti statali e paritari legalmente riconosciuti, infanzia, primarie, secondarie di primo
grado e istituti superiori) dal pagamento della TARSU. Questa decisione, come spiega l’assessore Calò,
vuole evitare eventuali danni erariali alle scuole mettendole al riparo da
possibili pignoramenti a seguito dei
mancati pagamenti poiché, da anni,
il Comune di Alassio ha provveduto
alla sospensione delle relative cartelle esattoriali. La proposta ha incontrato
l’opposizione
dei
Consiglieri di Minoranza, che manifestano dubbi sulla legalità del provvedimento. Approvazione quindi da
parte della sola maggioranza (13 favorevoli e 4 astenuti).
4°- Deliberazione C.C. n. 24 del
26.04.04 ad oggetto: “Approvazione
ai sensi dell’art. 55 della L.R. 36/97
dell’agg.to del Programma Attuattivo
del P.U.C. - A pprovazione ai sensi
dell’art. 43 della L.R. 36/97 dell’aggiornamento periodico del P.U.C. contenuto nel Programma attuativo”Approvazione integrazioni e modifiche. Deliberazione C.C. n. 47 del
12.08.04 ecc. (omettiamo il seguito
per brevità).
L’assessore Salvo illustra l’argomento che, nonostante il lungo titolo, riguarda semplici pratiche che
comportano rettifiche di schede e
documentazioni integrative al
Piano Urbanistico Comunale; dopo
l’uscita del Sindaco dall’aula, essendo interessato quale progettista in
una di queste, inizia la discussione
con la richiesta da parte del cons.
Testa, con una pregiudiziale, di ritirare il punto all’O.d.G. affinché gli
argomenti vengano separati e per
maggiori approfondimenti. Richiesta respinta a seguito di votazione e
ripresa del dibattito con gli interventi dei consiglieri Testa e Fui che
accusano la maggioranza di procedure non lineari, di favoritismi e di
arrampicate sugli specchi. Breve replica dell’ass. Salvo e votazione dopo vivace battibecco sul numero legale dei consiglieri, in seguito
all’abbandono dell’aula di alcuni di
essi. Approvazione con 10 favorevoli e 4 contrari.
5°- Ristrutturazione immobile con
realizzazione di autorimesse interrate in Via Mameli in variante contestuale tramite conferenza dei servizi
art. 59 legge U.rb. Reg. n. 36/97- PRONUNCIA SULLE OSSERVAZIONIRichiesta Sig.ri Aicardi/Anfossi.
Discussione
dopo
uscita
dell’ass.re Aicardi quale parte
interessata. Contestazioni da parte
dei Consiglieri Testa e Iebole su presunti vincoli, e quali vantaggi per il
Comune. Replica di Salvo che non
ravvisa alcuna problematica.
Aggiunge il Sindaco che, oltre alla rinuncia di un miliardo vecchie lire richieste dai proprietari per mancato
utilizzo dell’immobile, vengono regalati al Comune 90 mq. per uso uffici più due posti auto; verrà realizzato inoltre un parcheggio di 30 posti a
rotazione. Esito del voto: 12 favorevoli e 3 contrari.
6°- Ampliamento delle strutture alberghiere esistenti, proposta di modifica dell’art. 26.3 P.U.C. (proposta presentata dai Consiglieri di minoranza
Fui e Iebole).
7°- Procedimenti di cui all’art. 18
della L.R. n. 9/99- Intervento di sopraelevazione dell’Hotel Ambassador- Richiedente Soc. Costa-Dogliotti s.r.l. - Approvazione variante agli
strumenti urbanistici.
8°- Procedimenti di cui all’art. 18
della L.R. n. 9/99 - Intervento di sopraelevazione del Residence Marina
- Richiedente Sig.ra Marina Bardellini
- Approvazione variante agli strumenti urbanistici.
Questi ultimi tre punti hanno scatenato la polemica, scaturita dalla
proposta della Minoranza di aumentare il vincolo da dieci a
vent’anni, a maggior garanzia del
mantenimento della destinazione
turistico-alberghiera. Tale richiesta, ha dichiarato il Sindaco Melgrati, potrebbe anche essere accettata,
ma richiede un approfondimento legale oltre una norma transitoria per
le pratiche in corso al fine di non incorrere in contenziosi legali e amministrativi; a parte il fatto che gli alberghi che chiedono l’ampliamento
sono già sottoposti a vigenti norme
che impediscono di trasformare la
struttura ricettiva.
In conclusione non viene approvata la proposta di cui al punto 6°,
mentre hanno ottenuto voto favorevole gli altri due punti, con esclusione del gruppo di minoranza che
ha votato contro.
25 APRILE
alla mente ed al cuore di tutti gli uomini liberi.
È con questi intenti, privi di retorica ma pervasi da fondata preoccupazione per l’evidente tentativo trasformastico e deviante di voler
equiparare l’antifascismo al fascismo, gli uomini della Resistenza a
quelli di Salò, che ci sentiamo obbligati costantemente al richiamo alla
“memoria storica”.
I Caduti meritano tutti il nostro rispetto – e lo hanno – nella ovvia distinzione per le cause in cui il Loro
sacrificio è avvenuto: per tutti il requiescant in pace, distinguendo
però chi ha lottato per la riconquista della libertà e della dignità alla
Patria ed agli uomini e chi invece ha
preferito servire il nazifascismo.
Per questo noi il 9 aprile prossimo nel comune di Pieve di Teco ricorderemo il sacrificio di un ragazzo albenganese non ancora quattordicenne, Roberto Di Ferro, staffetta
partigiana trucidato dai nazifascisti
in quel Comune e crocefisso, insignito della medaglia d’oro al valore
militare alla memoria dal Presidente della Repubblica.
Per questo noi il 17 aprile prossimo onoreremo le 27 vittime dello
spaventoso eccidio nazista di Testico, avvenuto il 15 aprile 1945, dieci giorni prima della Liberazione,
nel quale povere intere famiglie di
quel pacifico borgo rurale, prelevate dalla chiesa ove assistevano alla
messa domenicale, furono barbaramente trucidate senza alcuna ragione. Tra le vittime anche l’Alassino
G.B. Oliveri che per lavoro si trovava a Testico.
Per questo noi continuiamo a parlare ai nostri ragazzi di tutte le scuole della provincia, perché NON DIMENTICHINO quale fu il prezzo pagato per riconquistare libertà e dignità di uomini dopo oltre vent’anni
di dittatura fascista.
È per questo che anche quest’anno, come i precedenti, il nostro incontro con gli studenti degli istituti
pubblici e privati sta dando preziosi frutti, atteso l’impegno veramente entusiastico con cui è stato accolto il titolo del tema che, concordi i corpi docenti, abbiamo affidato
all’attenzione dei ragazzi:
“I giovani di oggi incontrano i giovani di ieri, che il 25 aprile di 60 anni fa hanno permesso la costruzione
della nuova Italia, sui principi di democrazia, libertà, uguaglianza, legalità e pace”. In questo tema gli studenti degli istituti di AlassioLaigueglia ed Andora (M. Ollandini –
(segue dalla prima pagina)
Purtroppo oggi abbiamo dovuto
assistere solo alla ricerca consapevole della sconfitta dell’avversario
politico, con un colpo di maggioranza assestato con forza costituzionale, come eminenti studiosi
delle scienze giuridiche costituzionali hanno evidenziato, senza parlare poi della precisa accusa rivolta dal sen. Andreotti e da altri illustri rappresentanti della stessa
maggioranza.
Su questo importante e vitale argomento, indissolubilmente collegato alla ricorrenza del 60° anniversario della Liberazione, l’ANPI si riserva di ritornare, perché è necessario che i Cittadini sappiano appieno ciò che per tutti comporta tale
massacro costituzionale.
Oggi come non mai noi e tutti coloro che si riconoscono nei valori
fondanti la nostra “democrazia”
debbono essere uniti, al di sopra di
ogni pur legittima differenziazione
ideologica, per difendere quei principi di legalità democratica che la
RESISTENZA ci ha trasmesso.
La Resistenza è stata un imperativo morale, prima ancora che politico, che conserva ancora oggi
tutta la sua attualità, che trasmette
perennemente, perché resti vivo
nelle coscienze, se non si vuole che
il sonno della ragione torni ad obnubilare, insieme con le coscienze,
anche le menti.
RESISTENZA ed UNITÀ devono
essere la guida indiscutibile del nostro agire, se vogliamo impedire che
i valori del nostro libero vivere non
vengano non soltanto manomessi,
ma cancellati.
Noi, uomini della Resistenza e
dell’Antifascismo, in particolare,
abbiamo il dovere morale di rinnovare quella unità di intenti che ci unì
oltre 60 anni fa, tale da impedire che
il disegno manifesto di chi oggi occupa il potere venga definitivamente a compimento.
Tutti dobbiamo renderci conto
che quando vengono meno gli istituti di garanzia costituzionale, il rischio certo è che la democrazia sia
in pericolo, pur senza ritorno al
manganello ed all’olio di ricino: sono sufficienti i media a trasmettere
la voce del padrone!
Indispensabile ed irrinunciabile,
quindi, oggi in simile situazione il
concetto di “memoria storica”, che
la ricorrenza del 25 aprile richiama
A.V.A.
Sabato 16 Aprile 2005
sti mortali di Gregorio arcivescovo, di Paolo vescovo, di
Bonifacio e Cristina, insieme a
quelli di altri martiri.
Tutto questo avveniva
nell’anno 1624. Le reliquie dei
“Corpi Santi” furono in seguito
trasportate in Alassio e autenticate dal vescovo diocesano
Mons. Pier Francesco Costa nel
1628. Un’unica data, sia per l’invenzione (ritrovamento), sia
per la traslazione ad Alassio:
Santi Cosma e Damiano. Ai primi del Novecento risalgono i
primi di una lunga serie di restauri moderni, praticamente
conclusi appena otto anni or sono. Il monumento li meritava. Si
tratta, infatti, non solo di una
chiesa importantissima dal
punto di vista religioso, ma anche di una tra le più antiche e tra
le più interessanti nel suo genere, nell’intero bacino occidentale del Mediterraneo.
Le interessantissime notizie
le abbiamo desunte dall’Osservatore Romano del 28 ottobre
2004, redatte dal giovane studioso di archeologia dottor
Mauro Dadea, già a noi noto per
l’ampio, documentatissimo studio su «Le reliquie di Gregorio,
Paolo, Bonifacio e Cristina, i
Martiri Sardi di Alassio», apparso sulla rivista Savona Provincia il 2/04/1995. Quando nel
V secolo sul luogo di sepoltura
di San Saturnino - che a diciannove anni affrontò il martirio
sotto l’imperatore Diocleziano,
il 30 ottobre del 304 - venne costruita una basilica, nel sottosuolo vennero ricavate delle catacombe. Ivi furono sepolti i resti di moltissimi martiri di quella stessa persecuzione, che erano stati sepolti in proprietà private. Questa ulteriore inumazione era stata eseguita con meticolosa cura. In appositi sepolcri scavati nella terra e in loculi
di mattoni sistemarono i resti
mortali, contrassegnati dai nomi e dalle qualità personali, incisi sulla calce oppure su lapidi
di marmo. Venne così creato un
cimitero di Martiri, visitato dai
cristiani che vi si recavano per
onorare i concittadini che avevano subito il martirio per non
rinnegare la fede.
Col passare dei secoli la basilica di San Saturnino si era poi ridotta ad un ammasso di rovine
e così pure le sottostanti catacombe; nei crolli si era perduto
anche l’accesso ad esse. Però se
ne era tramandato il ricordo. Fu
nel 1614 che l’allora arcivesco-
vo di Cagliari, Mons. Francisco
de Esquivel, fece intraprendere
scavi per esplorare il sottosuolo
della diruta basilica, rinvenendo una quantità grande di sepolcri racchiudenti le ossa dei
martiri. L’arcivescovo le fece
estrarre e collocare nel
Santuario dei Martiri, ricavato
sotto il presbiterio della cattedrale.
Istituto Alberghiero – Istituto Don
Bosco) potranno produrre testi (interviste, relazioni, racconti, riflessioni, poesie, canzoni) o immagini e
prestazioni multimediali.
Il programma per le celebrazioni
del 60° anniversario della LIBERAZIONE quest’anno avrà un doppio
svolgimento, con la partecipazione
delle Amministrazioni comunali di
Alassio e Laigueglia. Con la nuova
amministrazione laiguegliese, guidata al sindaco dr. Giuseppe Giuliano, si è stabilito in linea di massima di indire una grande manifestazione per la sera del 24 aprile, possibilmente con una fiaccolata, cui
parteciperà – ne siamo certi – non
solo tutta la popolazione della
splendida cittadina marinara, ma
anche cittadini ed associazioni extra urbane.
Ad Alassio il 25 aprile verrà celebrato nei giardini di fronte al
Palazzo Comunale con il seguente
programma di massima:
• ore 9.30 S. Messa di fronte al
Palazzo Comunale
• ore 10.00 Orazione ufficiale ed
interventi degli studenti –
Deposizione corone alle lapidi ed ai
monumenti ai Caduti – Premiazione
degli studenti e delle classi con consegna dei premi ai vincitori delle
borse di studio – Intervento della
Schola Cantorum dell’Istituto M.
Ollandini – Scoprimento lapide (in
sostituzione della precedente) sul
pontile Bestoso in memoria dei confinati antifascisti alassini.
• ore 15.00 e segg. Giardini di fronte al Palazzo Comunale: concerto
dei giovani del circolo culturale
Nuova Arci Brixton.
La sezione ANPI Alassio-Laigueglia porge pubblico doveroso ringraziamento all’A.V.A. per il generoso contributo che per il secondo anno ha voluto elargire, onde consentire la premiazione agli studenti vincitori delle borse di studio che ogni
anno vengono offerte.
Siamo certi che alle manifestazioni sopra illustrate grande vorrà essere la partecipazione dei Cittadini,
delle forze politiche, delle
Associazioni, di tutte le Autorità civili e militari ed in particolare dei
nostri giovani, che sono i depositari
di domani dei nostri valori resistenziali e civili.
ALASSIO: INAUGURATO IL NUOVO PORTO
Per il Consiglio Direttivo
Sez. ANPI Alassio-Laigueglia
Il Presidente
Claudio Bottelli
La notizia di quell’importante
rinvenimento era giunta tempestivamente in Alassio, che giornalmente aveva scambi commerciali con la Sardegna, facendo sorgere nell’animo del dotto
sacerdote don Giuliano Giancardi il pio desiderio di venire in
possesso di alcune di quelle reliquie. L’occasione si presentò
alcuni anni appresso, quando
era morto Mons. de Esquivel,
che aveva tassativamente proibito che si praticassero nuovi
scavi nelle catacombe. Don
Giuliano, accompagnato dal di
lui nipote, il Padre Francesco
Maria cappuccino, e da un suo
cognato, si recò appositamente
in Cagliari e dall’ allora custode
delle catacombe, per intraprendere nuovi scavi nottetempo.
Da questi vennero alla luce i re-
quella del 1624. Venne solennemente celebrata nella ricorrenza del terzo centenario, nel
1924, passato alla storia per
l’imponenza e la fastosità dei festeggiamenti.
Dei “Corpi Santi”, venuti dal
mare, ricordiamo altre due significative ricorrenze del nostro tempo. Innanzitutto quella
dei trecentosettant’anni dall’arrivo nella nostra rada delle
Sante Reliquie, celebrata dal 28
maggio al 13 giugno del 1994.
L’altra si è recentemente celebrata il 30 maggio 2004, quando,
in maniera virtuale, le venerate
reliquie dei “Corpi Santi” sono
approdate sulla nostra spiaggia,
accolte, come in quel lontano
giorno, con sentimenti di fede e
devozione.
Antonio Carossino
(segue dalla prima pagina)
zione delle opere nei termini prestabiliti. Termini che- mi sia consentito dire - inizialmente apparivano improbabili, atteso che la
scadenza era prevista in quattrocento giorni dall’inizio dei lavori.
Ciò senza dover accedere ad alcun finanziamento pubblico. Di
tutto, meglio Illustrerà il Signor
Sindaco.
Da parte mia e del Consiglio di
Amministrazione della società,
nelle persone del comandante
Emilio Maggi e del signor Pietro
Baldisserri, il ringraziamento a
quanti hanno collaborato per
raggiungere il sospirato traguardo: al Comune di Alassio, in persona del suo Sindaco, ai membri
della Giunta Comunale, al Consigliere Delegato al Demanio, ai
Dirigenti ed ai Funzionari Comunali, alla Capitaneria di Porto
di Savona, ai Comandanti l’Ufficio
Circondariale Marittimo di Alassio, al dott. Franco Orsi, Assessore al Territorio e Ambiente
della Regione Liguria ed ai funzionari addetti, al progettista e direttore dei lavori, Ing. Paolo
Gaggero, al responsabile del procedimento, arch. Mirko Marimpietri, al responsabile del cantiere, geom. Luigi Grollero, al nostro
consulente
ing.
Nicoletta
Oreggia, all’impresa esecutrice
dei lavori Boscolo Tiozzo di
Chioggia, al collaudatore ing.
Alessandro Chiti, alla Deutsche
Bank, che ha finanziato l’opera,
all’Associazione Vecchia Alassio
e ad alcuni amici della società per
l’aiuto datoci, soprattutto fuori
dei loro compiti istituzionali; mi
riferisco al tenente di vascello
Danilo Manconi, a monsignor
Angelo De Canis, a don Mario
Tedoldi, al Sig. Carlo Cavedini, al
ragionier Fabrizio Calò, all’architetto Marco Salvo, al ragionier
Gianni Aicardi e, sopratutto
all’architetto Marco Melgrati che
ci è stato sempre vicino sia
nell’opera di ampliamento del
porto. sia prima ancora nelle opere di riqualificazione della originaria struttura portuale.
Consentitemi ancora un ringraziamento a tutti i dipendenti della
Marina di Alassio coordinati
dall’insostituibile Direttore, rag.
Marino Agnese, che, con la massima abnegazione, hanno collaborato allo sviluppo di questa
realtà.
A Loro va la mia più sentita riconoscenza per il lavoro svolto e
per il risultato concretizzato in
questi anni di attività.
Con l’augurio e la speranza che
a breve e senza intralci burocratici, si possa completare il progetto di riqualificazione del Porto di
Alassio con la costruzione delle
cale e del molo di sottoflutto, auspico che queste opere possano
rappresentare un valido contributo al benessere ed allo sviluppo della Città.
Floreat Alaxium!
Avv. V. Maglione
CRONACA DI UN ANNO DI
CRONCA (segue dalla prima pagina)
della Associazione “Amici del
Borgo Coscia” di Alassio in collaborazione con il “Lions Club
Alassio - Baia del Sole”
Il compito per i ragazzi era di
cimentarsi in “articolo di cronaca” con un elaborato basato su
di un episodio o una situazione
che li aveva particolarmente
colpiti.
Un impegno, il concorso tra
gli allievi delle scuole inferiori,
perseguito con amore e tenacia
dal suo ideatore, Emanuele
Aicardi, con il contributo e patrocinio dell’Assessorato alle
politiche giovanili del Comune
di Alassio e dell’APT Riviera delle Palme e con il contributo del
Sindacato Bagni Marini di
Alassio e della Associazione
“VECCHIA ALASSIO”.
Compito quanto mai arduo
quello della Giuria, composta da
Membri dei Cronisti Liguri, chiamata ad individuare nei lavori
presentati quelli che in qualche
modo meglio rispondessero ai
“criteri” del premio, legati ad un
carattere di “cronaca”.
Un elemento da rimarcare è
stato l’alto numero di elaborati
(114) partecipanti al concorso,
molti caratterizzati da un notevole livello qualitativo il che ha
reso più complesso ma confortante il lavoro di valutazione ai
fini di una pur necessaria classifica». Il dr. Provenzali termina:
«In ogni modo vi presentiamo la
nostra scelta, opinabile come
ogni selezione, che sottoponiamo al vostro giudizio».
Si passa alla premiazione ed i
relativi premi sono stati consegnati agli studenti vincitori dal
Sindaco di Alassio dr. Arch.
Melgrati, dal Presidente Cronisti Liguri dr. Menduni, dall’ Assessore dr .Monica Zioni, dal Dr.
Provenzali, dal Vice Questore
dr.ssa De Rosa, dal Presidente
A.V.A. Cavedini, dal Com.te
Stazione CC Di Somma, dal giornalista dr. La Corte, dal giornalista dr. Veccia e da Nello Aicardi
(Borgo Coscia - Lions Club
Alassio).Ed ecco la classifica:
1) Tania Boero (II Media don
Bosco) “Gli anziani” € 516,00
2) Fabiola Pizzo (III Media
Ollandini) “Ricordo della Professoressa” € 365,00
3) Antonio Regonini (III B
Ollandini) “Per una Città più pulita” € 255,00
4) Giacomo Bogliolo (I Don
Bosco) “Una gnoccata più che
mai” € 206,00
5) Andrea Baudoino (II C
Ollandini) “ll teatro Salvini”
€ 130,00
6) Giada Lomanto (IIl B
Ollandini) “Disgrazia in bicicletta” € 130,00
7) Giovanni Della Valle (I Don
Bosco) “Finalmente l’Aurelia
Bis” € 130,00
8) Francesca Ricci (I Don
Bosco) “ll Fondo Levi” € 130,00
9) Elena Monsù (I D Ollandini)
“Ladri in station wagon”
€ 130,00
10) Paolo Usai (III Don Bosco)
“La pesca ad Alassio” € 130,00.
Torta di mele
Ingredienti per sei persone:
un chiodi mele ranette
due etti di zucchero, un etto e mezzo di farina, un uovo,
una bustina di lievito in polvere, una noce di burro, un
bicchierino di rum, poco latte, sale.
Il tempo necessario: circa un’ora e un quarto
Rompere l’uovo, in una terrina e lavorarlo con un etto
e mezzo di zucchero e un pizzico di sale. Incorporarvi
a poco a poco la farina; alternandola con un po’ di
latte: si dovrà ottenere una pastella semiliquida
che si completerà con il lievito e con il liquore, mescolando bene. Aggiungere alla pastella le
mele affettate e versare il composto in una
tortiera imburrata e infarinata;
spolverizzate con lo zucchero rimasto
e cuocere in forno a calore medio per circa
quaranta minuti. Quando la torta è cotta
lasciarla riposare per qualche minuto
prima di sformarla.
Sabato 16 Aprile 2005
Associazione Nazionale
Alpini
Spett. Redazione
de «L’Alassino»
In relazione all’articolo apparso sull’ultimo numero del giornale, in prima pagina, dal titolo
“Raduno Alpino” desidero segnalare il nostro concittadino
Alpino Calvo Giuseppe, classe
1890, appartenente al “I°
Reggimento Alpini Pieve di
Teco”, gravemente ferito
sull’Ortigara nel 1917 da una
scheggia di shrapnel austriaco e
decorato di Croce al Merito di
Guerra, Distintivo d’Onore e
Medaglia Commemorativa coniata nel bronzo nemico. Nell’allegato con foto si evincono alcuni passaggi della convalescenza. È stato Socio Fondatore
nel 1924 del Gruppo Alpini
Alassio, uno dei gruppi più vecchi della provincia di Savona.
Tramite il figlio Lino, filatelico
d’eccezione, è giunta a nostre
mani una copia del
“libretto” intitolato “le
Alpino Calvo Giuseppe
Classe 1890
canzoni degli Alpini” edito dai
fratelli Pozzi e datato 25 febbraio l934-XII in occasione
dell’inaugurazione del Gagliardetto del Gruppo avvenuta al
compimento del decimo anno
di età. Omaggio dell’Azienda di
Soggiorno dell’epoca, si tratta
di un’interessante raccolta di
canti alternati a immagini della
nostra bella città.
•••
Vi invio anche alcune brevi
note sull’Associazione Nazionale Alpini nell’intento di dare
almeno una vaga idea ai lettori
che non la conoscono, di che cosa si tratta.
ANA - Brevi note esplicative
L’ANA (Associazione Nazionale Alpini) è una associazione
d’arma apartitica e senza finalità di lucro che, oltre a scopi di
aggregazione sociale, di difesa
dei valori della leva, e quindi di
identità delle Truppe Alpine, ricopre e svolge importanti ruoli
nella vita pubblica con supporti
di mezzi, maestranze e tecnologie di altissimo livello. Mi riferisco in particolare alla Protezione Civile e all’Ospedale da campo aviotrasportabile col suo
Gruppo di Intervento Medico
Chirurgico al quale recentemente è stata conferita la Medaglia
d’argento al Valore Civile (ma
chi non ricorda, ad esempio,
l’apporto degli Alpini dell’Ana
nel terremoto del Friuli o nella
più recente alluvione del
2000?). E anche alla solidarietà, ai premi di
fedeltà alla montagna, all’attività sportiva,
alle manifestazioni a
carattere
nazionale
e
alle
grandi
opere, cito sempre
a titolo di
esempio
l’asilo eretto a Rossosch in Russia, gli immobili del soggiorno alpino per anziani di Costalovara,
il rifugio Contrin (Trento), la chiesetta di Santa Maria
di Seran-Perati in Albania, il rifugio la Lobbia Alta in Adamello, l’intervento a Ripabottoni (Campobasso) che
prevede la trasformazione di
un ex-albergo in RSA e un possibile intervento in AsmaraEritrea all’interno di un centro
di accoglimento per veterani
militari mutilati.
L’ANA, che ha la sua sede
a Milano, conta circa
380.000 soci, è suddivisa
in 110 Sezioni di cui 80
in Italia e 30 all’estero e
le Sezioni sono a loro
volta suddivise in
Gruppi (4.174 in Italia e 105
all’estero). Presidente fino a
Giugno 2004 è stato il dottor
Giuseppe Parazzini. lombardo
ma da sempre ospite illustre e
gradito della città di Alassio.
Attualmente il presidente è
Giuseppe Perona.
Vi ringrazio e vi saluto molto
Cordialmente
Gianni Gaibisso
Ndr: E tutti gli “Alpini” Soci
dell’AVA si uniscono nel plauso… commosso!
Croce Bianca “Gino Montesi”
Appuntamento importante
per la Croce Bianca “Gino
Montesi” di Alassio domenica 22
maggio. Il 2005 segna un traguardo significativo per la Croce
Bianca: 55 anni dalla fondazione.
Un momento imprescindibile,
non solo come punto di arrivo,
ma anche come stimolo per continuare l’impegno al servizio di
chi ha bisogno. E a cinquantacinque anni di distanza dalla fondazione, lo spirito che muove i volontari è sempre lo stesso: aiutare il prossimo incondizionatamente. Festeggiamenti, quindi
per questo importante traguardo raggiunto domenica 22 maggio. Ma festa anche per la nuova
sede che verrà ufficialmente
inaugurata. Con massicci lavori
di ristrutturazione, oggi la Croce
Bianca ha cambiato look. La
struttura è diventata più moderna e funzionale. Il 22 maggio le
porte della sede verranno aperte
a tutti coloro che vorranno prendere parte all’inaugurazione e ve-
3
«L'ALASSINO»
dere così com’è cambiata. Si tratterà però di una doppia inaugurazione. Con l’occasione verrà
tagliato il nastro della nuova automedica di cui si doterà la Croce
Bianca per continuare a svolgere
al meglio i servizi programmati di
trasporto quali dialisi, radioterapia e altri. Ma non finisce qui. Ad
Alassio nascerà un altro “muretto”, nipote di quello già esistente.
Sarà un angolo a memoria
dell’abnegazione delle persone
che volontariamente operano
per gli altri, giorno e notte, e dove i militi più assidui potranno lasciare la propria firma. Una lunga
giornata di festa, quindi, ad
Alassio, il 22 maggio, una festa
del volontariato che vuole coinvolgere tutta la cittadinanza, i volontari delle associazioni alassine e i volontari delle altre pubbliche assistenze del savonese e
non solo. Vi aspettiamo domenica 22 maggio dalle ore 15.
Il Consiglio Direttivo
Nuovo Presidente
all’Associazione
Vecchia Laigueglia
L’Ass. Vecchia Laigueglia ha
nominato il nuovo Presidente, il
Sig. Franco Garassino.
L’A.V.A. saluta il Presidente
uscente, Angelo Marchiano ed
augura un “buon cammino” alla
nuova guida.
Una rara e singolare
antologia
Dall’Assessorato alla Cultura
del Comune di Pontedassio ci è
pervenuta la “Antologia del
premio di narrativa nelle varietà linguistiche della Liguria”
contenente i lavori premiati nella seconda edizione perfezionata nell’anno 2002.
Ci è gradito segnalare che in
questa tenzone una valida e
competente Giuria ha assegnato il primo premio all’opera “TUNU E U LUVU” del noto scrittore
e poeta di Dolcedo Giuseppe
Cassinelli, nostro Socio, che risiede e vive nella nostra città.
Aggiungiamo che questo concorso è oggi l’unico in Italia riservato solo a opere dialettali in
prosa.
A.V.A.
ALASSINI CHE
SI FANNO ONORE
LAUREE
Con una tesi di Laurea dal titolo: “L’Evoluzione della normativa sulla Privacy ed il difficile bilanciamento fra diritti della persona e sicurezza internazionale
dopo l’11 settembre” con relatrice la Chiar.ma Professoressa
Adriana Gardino ed una Tesina
dal titolo: “Italianismi in Inglese
ed Anglismi in Italiano, il caso di
alcuni termini legati al concetto
di Privacy” con relatrice la
Chiar.ma Professoressa Gabriella Galliano, si è laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche
presso l’Università degli Studi di
Genova l’Alassina Ilaria Schivo
ottenendo il massimo dei voti
110 e Lode.
Il voto massimo Le è stato attribuito dalla Commissione di
Laurea, oltre che per la accurata
preparazione durante tutto il
corso di studi, soprattutto per
l’attualità della Tesi nella quale
Ilaria è riuscita a sviluppare in
modo perfetto la legge sulla
Privacy in tema di sicurezza internazionale.
Alla neo Dottoressa e alla sua
famiglia le felicitazioni e le congratulazioni dell’Alassino.
•••
La nostra giovane concittadina Morena Peronace si è brillantemente laureata presso la Facoltà di Economia e Commercio
dell’Università di Genova sostenendo la seguente tesi: Considerazioni sull’intervento del Comune di Alassio nella promozione delle attività turistiche. Relatore è stato il prof. Renato Midoro. Alla neo dottoressa che intende frequentare un corso di
perfezionamento in “Marketing e
comunicazione” presso l’Università di Verona vanno i complimenti dell’A.V.A.
•••
Presso la Facoltà di Ingegneria
dell’Università degli Studi di
Genova, Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica
si è laureato,con il massimo dei
voti, Daniele Selva, sostenendo
la seguente tesi di laurea in
Ingegneria Civile: “Vulnerabilità
sismica degli edifici scolastici in
calcestruzzo armato: indagini
diagnostiche e metodi di analisi”. Relatore è stato il Prof. Ing.
Sergio Lagomarsino, correlatori
gli Ing. Andrea Balbi e Sara
Frumento. Al neo ingegnere, che
corona con la laurea un corso
brillantissimo di studi, l’augurio
dell’A.V.A per una carriera professionale proficua.
CRONACA DI ANDATE: MESE DI APRILE 2005
Io sto proprio bene!
Ancora una volta Vi invidio!
Infatti ho saputo che da Voi ad
Alassio le Feste Pasquali sono andate benissimo, in termini di turismo, voglio dire, senza nessun inconveniente; e tutto è filato perfettamente e in maniera superlativa. Vi invidio decisamente, perché qui ad Andate, sul lago di
Como, le cose sono andate un po’
meno bene: molta gente, va bene
(tanti turisti di seconde case, tanti tipo “mordi e fuggi in giornata”)
ma, forse appunto per questo, anche qualche inconveniente (e dei
soliti, che si ripresentano periodicamente in questi casi). Ad
esempio la non perfetta tenuta
dell’impianto fognario, che, per
protesta contro l’eccessivo carico, in qualche punto si è messo a
fare le bizze… e non dico di più
per la delicatezza dell’argomento, ma potrei portarvi interviste
su profumate esperienze di cittadini, negozianti e turisti. Ad
Andate una volta c’era un palazzo
nel centro storico, la cui scala veniva popolarmente definita “la
scala dei cento… posteri” per il
grande numero di abitanti che
popolava l’edificio. Qui ad
Andate, evidentemente, nelle va-
canze pasquali i… posteri da 12
mila sono diventati molte migliaia di più e taluni nostri impianti di deiezione risalgono a
prima della guerra mondiale (la
seconda) e parecchi anche a…
prima della prima, per cui sono
cose che uno si può aspettare
tranquillamente, come diceva
quel contadino di Soglio che tagliava il ramo di fico seduto sullo
stesso, ma non dalla parte del
tronco.
Il fatto è che Voi, fortunati
mortali di Alassio avete un sindaco architetto. E che cosa c’è di
più perfetto di questo? Perfino i
teologi chiamano Dio “il grande
architetto”, e quindi si può dire
che abbiate in uso la perfezione
divina.
Invece il sindaco di Andate è
solo ingegnere. E che cosa fa nel
momento del bisogno l’ingegnere? È ovvio: si ingegna. Si ingegna
di farci star meglio che può; per
esempio tranquillizzandoci su
tutto; come quando dichiara ai
giornali che la frana avvenuta dove si sta trasformando l’ex parco
di una villa-collegio in tante belle
e comode abitazioni, è una frana
dovuta alla colpa di nessuno, e
che anzi è venuta provvidenzialmente, così potremo allargare la
strada preesistente; e così ci rassicura tutti e dormiamo tranquilli; come aveva fatto quando quei
vili giudici della “bandiera celestina” non avevano concesso ad
Andate il suddetto stendardo per
la pulizia del lago, e il nostro ingegnere aveva scoperto che avevano fatto ciò solo per noncuranza o distrazione. Io mi trovo bene
ad Andate, molto meglio di Voi ad
Alassio. Perché sono sicuro che
se arrivasse sul lago lo tsunami, il
mio ingegnere mi convincerebbe
che si tratta di ponentino un po’
sostenuto o, come dicevano i nostri allegri anziani di una “maestralata persa”; sì, proprio “persa”, e io, bambino, mi chiedevo
chi l’avrebbe trovata questa maledettissima bufera di maestrale.
E chi se ne va più da questo
paese? E chi se ne va più dalla futura Montecarlo? Chiediamo una
riforma costituzionale (tanto nel
caos di questi giorni nessuno si
accorgerebbe di un articoletto in
più) e trasformiamo Andate in
un ducato. Il nome del duca lo so
già io.
Luca Caravella
ELEZIONI REGIONALI 2005
Uniti nell’Ulivo - Alassio
Le recenti elezioni regionali
hanno dimostrato che il “progetto unitario” dell’Unione raccoglie ampi consensi sia a livello Regionale – dove il centro sinistra riconquista la Liguria –
sia a livello Nazionale, dimostrando che la politica del centro destra ed il berlusconismo
hanno creato enormi contraddizioni al Paese con una disparità
sociale senza precedenti. I
Cittadini hanno dimostrato di
non essere completamente assoggettati al potere e hanno punito coloro che con false promesse, politiche arroganti volte
al mantenimento delle poltrone,
usano il comando per interessi
personali.
In Liguria la pesante sconfitta
del centro destra, ed in particolare di Forza Italia, ne è una dimostrazione evidente. Il recupero dell’Ulivo in numero di voti
espresso il tutta la Regione si è
evidenziato anche ad Alassio,
dove il centro sinistra conquista
un +6% che però non è stato sufficiente a imprimere quel cambio
di tendenza ravvisato in quasi
tutta la Regione. La parziale tenuta del centro destra a livello locale potrebbe creare un isolamento per Alassio; noi
dell’Ulivo, comunque, lavoreremo affinché questo non avvenga,
e, nonostante le opposte fazioni
politiche, invitiamo tutti ad una
attenta riflessione e ad un confronto democratico e civile sulle
importanti scelte effettuate sul
territorio come il depuratore,
spostamento a monte del tracciato ferroviario ecc… Nessuno
può e deve arrogarsi il diritto di
imporre scelte che vengono ingiunte dall’alto meramente per
logiche di potere. È necessario
intervenire con urgenza per difendere e rilanciare la nostra
economia locale che vede so-
prattutto la categoria dei commercianti, dei giovani e degli anziani i più colpiti. Non possiamo
più nasconderci: Alassio non è
più quel Paese florido che consente e distribuisce benessere a
chiunque. Ad Alassio si sente la
crisi ma non è solo con le grosse
speculazioni edilizie, che arricchiscono i soliti noti, che si può
far ripartire un’economia. Noi lavoreremo per questo a partire da
oggi; lavoreremo perché siamo
una forza politica importante in
tutto il territorio regionale e nazionale e sapremo farci supportare nelle sedi appropriate che
abbiamo riconquistato.
Agli Elettori dell’Ulivo va
quindi un particolare ringraziamento e garantiamo da adesso il
nostro impegno per una vittoria
alle prossime elezioni comunali
del 2006.
Uniti nell’Ulivo
Alassio: ripascimento spiagge
È iniziata stamattina la terza fase dei lavori per il ripascimento
delle spiagge della località
Sant’Anna, della località Monti e
Mare e soprattutto del tratto
compreso tra il Pontile Bestoso e
l’Hotel Milano nel cuore della
Baia di Alassio.
Dopo essere stato raccolto dagli scavi di Piazza Partigiani, il materiale inerte (circa 300.000 metri
cubi) era stato infatti accuratamente sottoposto ad una apposito trattamento di grigliatura e purificazione(Il Comune ha in proposito sostenuto i costi del trattamento di € 50.000). Analizzato
dall’ARPAL (Agenzia Regionale
per la Protezione dell’Ambiente
Ligure) la sabbia risultante dai
trattamenti è stata dichiarata e
certificata idonea per il ripascimento della spiaggia della Baia.
Parte è stata destinata al ripascimento della spiaggia che
dall’ampliamento del Porto Luca
Ferrari si allunga fino a Punta
Murena. Parte è stata invece por-
tata nei pressi del campeggio
Monti e Mare. Da inizio mese, i camion stanno scaricando altra
sabbia davanti alla spiaggia che
dal Pontile Bestoso arriva all’Hotel Milano. Ulteriore intervento rispetto al già testato BMS (Beach
Management System)
«Per quanto riguarda il BMS –
spiega il Consigliere Comunale incaricato al Demanio, Dott. Rocco
Invernizzi – la sperimentazione
ha evidenziato un sensibile apporto di sabbia che però si è depositata in altezza e non in
profondità. Procederemo quindi
con la sperimentazione “a singhiozzo” per verificare l’opportunità di riposizionare le tubature
aspiranti. Nel frattempo non solo
l’intervento iniziato oggi e che si
protrarrà per alcuni giorni, ma
anche nel prossimo futuro la posa di sacchi di polipropilene a costruire una sorta di diga soffolta».
In programma c’è poi, anche il
rifacimento della berma del Pontile Bestoso.
Alassio Donna
invita tutte le donne di Alassio
ad entrare come socie nel comitato
Per informazioni rivolgersi a:
Caterina Cosso (Nuccia) presso l’Hotel Panama (0182-645916)
Alessandra Aicardi presso l’Hotel Kontiki (0182-640928)
Vitaloni Rita (Joan) presso la Profumeria Joan (0182-640436)
Francesca Ieria presso l’Hotel Aida (0182-644085)
L’incontro avverrà mercoledì 27 aprile
presso l’Hotel Aida - Via F. Gioia 25, ore 21,00
«Il ripascimento della zona centrale della spiaggia alassina – ha
aggiunto il Presidente dell’Associazione Bagni Marini, Geom.
Ernesto Schivo – è certo opera
meritoria visti soprattutto i problemi endemici della profondità
dell’arenile in questo tratto. È ovvio che si debba anche procedere a difendere gli arenili e mi sembra che l’intenzione dell’Amministrazione sia quella di utilizzare
ogni mezzo possibile a tutela del
nostro patrimonio».
m.r.
4
«L'ALASSINO»
Lettere del pubblico
Ragazzi di Moglio:
appello al Sindaco
Egregio Signor Sindaco,
a nome dei ragazzi e bambini
di Moglio volevo rinnovare
l’appello per le condizioni di
quello che è l’unico luogo di
svago per noi. Pensiamo che
abbiamo il diritto come i ragazzi di Alassio, Laigueglia ed
Albenga ad avere un campetto
decente. A Moglio altro non c’è
che questo piccolo spazio in
asfalto per il nostro divertimento. È per questo che le
chiediamo gentilmente di trovare una alternativa. Probabilmente potreste incontrare
qualche difficoltà nel trovare il
terreno necessario per quello
che dovrà essere il nostro campetto. Esigiamo, allora, un radicale cambiamento dell’attuale luogo ricreativo. La zona
in cui esso è posto non è appropriato, i vicini si lamentano
delle pallonate che rovinano
gli orti, e speso capita che il
pallone cada in strada causando pericolo per colui che deve
recuperarla. Questa lettera è
purtroppo firmata da ragazzi
dai 14 ai 22 anni, perché di
bambini ai “Giardini” se ne vedono sempre meno, viene visto da loro poco invitante, di
conseguenza trascorrono gran
parte della loro giornata davanti ai videogiochi. A me questo fatto causa tristezza, proprio perché io e i miei amici siamo cresciuti nei Giardini, e teniamo molto al loro mantenimento e miglioramento, di modo che possa catturare nuovamente l’attenzione dei più piccoli. Tra le più importanti problematiche del campetto, rien-
tra sicuramente il fondo. Esso
è completamente in asfalto
che provoca evidenti lesioni
quando si cade accidentalmente. Il nostro sogno sarebbe
un terreno in erba, ma se questo non fosse possibile, chiediamo, almeno, una copertura
in un materiale migliore. L’altro problema sono le reti. Sono
anni che il comune, anche sotto la precedente amministrazione, provvede alle recinzioni
con reti scadenti, o perlomeno
non adatte. Essendo fatte a rettangolini si rompono facilmente. Supponiamo che il meglio
siano reti di fili di ferro fatte a
rombi (come quelle che si trovano nella zona inferiore del
campetto o ai lati), e da una rete di corda che arrivi fin o in
fondo. Questa rete deve estendersi su tutta la superficie delle due sponde di recinzione.
Abbiamo inoltre due fontanelle delle quali non ne funziona nemmeno una.
Gentile Sindaco, questi nostri giardini non sarebbero
neanche un campetto se non
avessimo disegnato le strisce
bianche per terra e pitturando
le porticine sulle reti.
Fino ad ora ci siamo arrangiati, ma penso che sia giunto il
momento che il comune si occupi di noi ascoltando le nostre richieste. Attendiamo con
ansia un decisivo intervento,
ed una risposta. Le saremmo
molto grati. La ringraziamo per
l’interessamento.
Jan Casella e molte altre firme
Errore del notaio:
“alloggio all’asta”
Nel 1982 mio padre Luigi
Zunino aveva acquistato un alloggio a Calizzano (provincia
di Savona), regolarmente pagato con assegni alla presenza
di un notaio di Millesimo. Fatte
ricerche da parte dello studio
notarile, non venivano trovate
ipoteche e sull’atto veniva inserita la solita frase di rito
“esente da gravami, ipoteche,
liti, ecc…”.
Invece sull’appartamento
era stata iscritta precedentemente una ipoteca a favore della Banca San Paolo di Torino, la
quale aveva concesso al costruttore un mutuo Fiduciario
risultato in seguito non pagato.
Tale ipoteca gravava in
realtà non solo sull’alloggio di
proprietà di mio padre, ora defunto, ma su tutto il complesso
immobiliare.
Solo di recente e casualmente, sono venuto a conoscenza
dell’esistenza dell’esecuzione
immobiliare a danno del mio
appartamento, per un debito
non di mia pertinenza.
Sono partite tutte le azioni
legali, con l’aiuto di tre avvocati, contro il costruttore,il notaio e la banca che non mi aveva mai comunicato nulla
sull’esistenza del mutuo, poiché tutto è andato in prescrizione tranne il mio debito nei
confronti della banca, il mio
appartamento in questi giorni
andrà all’asta e se non ci saranno altre offerte dovrò ricomprarlo al prezzo più alto di
quello che aveva pagato mio
padre, oppure lo perderò.
Con questo mio sfogo, voglio
dire a tutti coloro che sono in
procinto di acquistare un alloggio di controllare personalmente anche in seguito che
non esistano delle ipoteche sugli immobili acquistati.
Già 280.000 famiglie, sono cadute in questa truffa immobiliare.
Gianni Zunino
Ringraziamento
Desideriamo esprimere, attraverso il nostro giornale, un
vivo ringraziamento a tutto il
personale medico e infermieristico del reparto di fisiatria
dell’Ospedale di Alassio, che
con competenza, professionalità e squisita garbatezza svolge
il proprio lavoro.
Cordialmente.
Maria e Marco Restani
Sabato 16 Aprile 2005
riceviamo e pubblichiamo
(le lettere anonime non vengono pubblicate)
Solidarietà maremoto
Oasi di sabbia rossa
Presto anche noi ad Alassio
avremo la nostra bella oasi di
sabbia rossa, tipo sahariana,
forse con un bel palmeto per
proteggere i bagnanti dai raggi
solari.
Là dove un artista inglese, il
Perrot intorno al 1838, tratteggiò
a disegno un angolo suggestivo
della Liguria, riprendendo in un
anfratto pescatori di fronte
all’Isola Gallinara (disegno poi riprodotto in una splendida litografia), la dove erano scogli e risacca, ora l’opera umana (o disumana) sta creando un avamposto di sfruttamento intensivo
dell’arenile, già così prepotentemente attuato nel golfo di
Alassio.
L’oasi di sabbia rossa sta sorgendo la dove una curva ad ampio raggio della strada statale tra
Alassio ed Albenga, poco prima
della discoteca “Le Vele”, prese il
nome, negli anni cinquanta, di
“curva della spazzatura” o “di
Angìn” perché colà, vicino ai terreni di Angelo Vigo, veniva scari-
In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome
(leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione.
cata la spazzatura che poi i contadini di Albenga prendevano
per ingrassare i loro terreni.
Poco oltre, in direzione di
Albenga, raccontano – ma non so
se sia vero – che in quegli anni
l’Assessore alla nettezza urbana
del Comune di Alassio fece scaricare per molto tempo i rifiuti in
mare, facendo risparmiare alla
collettività il costo del trasporto
alla discarica. Encomiabile, ma
dicono anche che sul terrapieno
formato dai rifiuti scaricati in mare si iniziò la costruzione di quel
complesso che oggi si chiama
“La Carrettera”.
In conclusione: la storia insegna.
Il progetto approvato, forse
anche col parere favorevole
dell’ASL, parla di ripascimento
“stagionale”.
Ma la gente è proprio miope
come l’ASL e non vede cosa si sta
facendo?
Faccio seguito all’articolo
comparso su «L’Alassino» del
mese di febbraio, dove si scriveva che la raccolta di fondi,
da parte dell’Unione degli
Exallievi di Don Bosco di
Alassio, a favore delle popolazioni del Sudest dell’Asia,
colpite dallo tsunami, continuava.
Ebbene, all’inizio di marzo, è
stato effettuato un altro bonifico di € 4.030,00 a favore del
VIS, organo salesiano preposto alla distribuzione dei soccorsi e a fine marzo sono stati
raccolti altri € 2.800,00, tra le
offerte raccolte durante le S.
Messe del giorno di Pasqua e
ospita 350 famiglie di pescatori
che non hanno più nulla, fornendo cibo e assistenza medica
e psicologica. Che cosa succederà quando l’emozione rallenterà e i media del pianeta non
parleranno più di noi? Noi
Salesiani rimarremo in prima
linea... ...Abbiamo insegnato ai
ragazzi del nostro centro come
produrre mattoni e quali tecniche adoperare per realizzare
abitazioni a basso costo.
Sappiamo che non potremo fermarci per anni…».
E da Mons. Joseph Prathan,
vescovo salesiano di Surat
Thani, in Tailandia: «Oggi abbiamo portato coperte, vestiti,
offerte giunteci da Ex allievi di
varie parti.
Queste ultime somme, aggiungendosi a quelle raccolte
in gennaio, portano ad un totale di € 18.710,00, cifra che ci
rende veramente orgogliosi
della nostra iniziativa, soprattutto perché queste offerte sono andate interamente ai superstiti dell’immane disastro.
Ora che i riflettori delle TV e
dei media si sono spenti su
quel territorio, sono pochi a
sapere che le perdite umane
hanno superato le 300.000
unità e che per i superstiti ci
vorranno anni per raggiungere
un minimo di normalità.
Riceviamo da Don Anthony
Humer Pinto, ispettore salesiano della visitatoria dello Sri
Lanka: «La situazione è indescrivibile. Il Centro Don Bosco
riso materiali edili... Ma non basta mai. La devastazione sembra infinita. Ho costituito un
centro di soccorso per le vittime
che lavora in collaborazione
con il Governo».
Ecco dove sono andate le offerte che noi abbiamo raccolto
e inviate al VIS. A questo proposito mi piace ricordare che
il dott. Bertolaso, responsabile in Italia della Protezione
Civile, è un exallievo salesiano:
egli ha affidato al VIS il coordinamento degli aiuti fra quelle
popolazioni.
E ad Alassio gli Exallievi di
Don Bosco, residenti e i gentili
ospiti hanno ascoltato quel
grido di dolore. Grazie a tutti!
Con i migliori saluti.
Angelo Patetta
…e non è il primo caso!!!
Al mensile «L’Alassino»
Alassio
Sono Lidia Morbiolo affittuaria
dell’alloggio sito in via Mazzini 48
al 4° piano ed è ormai già da diverso tempo che le mie condizioni di salute non mi permettono
più di fare sforzi e fatiche come,
ad esempio, arrivare al quarto
piano della mia abitazione a piedi e magari con le borse della
spesa in mano. Purtroppo sono
costretta a ricorrere al vostro
giornale per far conoscere a tutti
il comportamento dei proprietari del palazzo dove vivo che, pur
disponendo dell’ascensore, non
me lo fanno usare solo perché la
mia proprietaria non ha pagato
la quota per l’istallazione. Mi sono rivolta al Sindaco il quale a
sua volta si è rivolto ai proprietari e all’amministrazione ma queste persone hanno fatto finta di
nulla e non vogliono permettermi di usare l’ascensore neppure
pagandogli un affitto! A volte a
causa della mia condizione di
persona anziana con problemi di
salute sono costretta a rimanere
a casa per giorni e giorni perché
non posso usare le scale e nessuno si preoccupa di me!
Il Comune era disposto ad aiutarmi a pagare la quota di affitto
per l’utilizzo dell’ascensore ma
anche questa soluzione non è
stata accolta dai condomini.
L’Ufficio Legale del Comune con
l’Avv. Contri ed il Sindaco Melgrati hanno anche cercato la soluzione di un’ordinanza urgente,
date le mie condizioni precarie di
salute, ma questo stratagemma
ha trovato resistenze dalla
Prefettura di Savona che trova tale provvedimento non conforme
ai poteri dell’amministrazione
comunale.
Orbene mi rivolgo a Voi, vi leggo sempre con piacere ed interesse, affinché pubblichiate questa mia, con la speranza che possa sortire compassione in qualcuno, far conoscere tale situazione
anche agli altri cittadini e che possa quindi un giorno poter arrivare
a casa senza troppo penare.
Vi ringrazio
Lidia Morbiolo
Vesti la giubba
e la faccia infarina
È passata la Pasqua su cui tutti avevamo riposto la speranza
di risorgere in una epoca di pace. Ancora una volta non si è avverato il miracolo e, come
clown, nascondendo le lacrime,
riprendiamo il cammino in un
tunnel dove il buio pare non possa diradarsi mai.
Mentre facciamo lo sforzo di
sognare un futuro roseo, un
chiodo arrugginito nel cervello
ci riporta al passato. Guerre,
emigrazioni, fame, risparmi su-
«Alassio 1000 anni»
dati, ma ci confortava conoscere su tutto la verità che si diceva
“una sola”. Oggi ci sono falsi in
bilancio, false testimonianze,
false notizie in bellavista e non ci
si vergogna più. C’è tanta confusione, gli anziani non possono
dimenticare i Vangeli dei loro
tempi, mentre i giovani cercano
di sopravvivere in qualche modo solo perché è anche giusto
che la speranza sia l’ultima a
morire.
Fernanda
Limoni… e arzigogoli
Anche la Signora Patrizia
Armato ci ha gentilmente scritto, segnalandoci notizie interessanti sugli strani limoni del
giardino della Signora Boggetti.
Antonio Tassara
Federazione Italiana
Ex Allievi di Don Bosco
Le siamo grati per l’interessamento che ribadisce quanto
da noi pubblicato sul numero
di Marzo u.s. de «L’Alassino».
La lotta agli acari va effettuata
da dicembre a febbraio.
Dal Borgo alla Città, la tua
lunga e ancor giovane VITA
par non temere la vecchiaia. Il
tuo grande recondito antico
AMORE sboccia come una ROSA, ad ogni tua PRIMAVERA.
Dai tuoi primi innamorati
che dalla TORRE di VEGLIASCO fino al mare seppero
inondare questa terra di un
amore profondo e sincero,
trasmettendo ancor oggi a noi
una POTENZA e una SENSIBILITÀ che non invecchia e
non muore; ma come il vero
“AUTENTICO AMORE” ci aiuterà e ci solleverà dalla nostra
debole e fragile UMANITÀ.
Dal Borgo alla Città, MILLE
ANNI di una REALTÀ nella
POESIA bellissima, intramontabile, torna presente nel RICORDO.
Dalla culla alla VITA adulta:
ALASSIO, racconta il suo glo-
rioso e lungo passato, con tristezza, ma con tanta SPERANZA e AMORE, consegna a noi
questo passato, per un futuro
ancor più glorioso, nella certezza che noi faremo TESORO
di quella stessa speranza e
amore congeniale degli ALASSINI.
Noi consegneremo a nostra
volta, ai nostri successori rinnovato e immutato il fervore
di: BONTÀ e di GIOIA che nato
dal BORGO non potrà morire
nella CITTÀ; ma si espanderà
alle altre città della nostra
amata e bella ITALIA.
Che il MONDO si unisca a
questa speranza, a questa
gioia e a questo AMORE, affinché REALTÀ e POESIA siano
sempre IMMORTALI, come
L’AMORE e la VERITÀ.
Sauro Palagi
Sabato 16 Aprile 2005
5
«L'ALASSINO»
Rimme da noscia tèra
UNA RISPOSTA
PER
CHIARIFICARE
Un ricordo per...
Don Giorgio Colajacomo
direttore Istituto Salesiano
Sittu e büsciu
(Dialetto alassino)
So fòme e me raxiùi, porca miseria…
E se quarcùn u vô pistòme i pei
nu staggu sittu mancu si m’amassan.
E cumbattu decisu pe-e me idee
cun ün vucabulòriu de parolle
che messe in fira u giru i fan du mundu.
L’ünicu ch’u me fa restò de stüccu,
impalüccàu cumme ‘na figa secca,
cu-a bucca auverta e cun u nòsu ansciù
e ch’u me fa sto sittu cumme ün cüccu
pe du bellu s’u vô e nu me busticcu
u cavadenti u l’è, scì, u l’è u dentista.
Lei u po’ ciacaro, parlò, discùre;
tütte quellu ch’u vô u po’ dì e ridì
e mi, cu-a bucca auverta e restu lì
cumme ün luruccu nesciu e abelinàu!
In veritài a gh’è n’autra persuna
pezu che a guòrdia o che ün carabiné
e quandu a nu l’intende de raxiun
a pòrla, a pòrla e mi e nu possu dì
mancu ün “beh!”. Staggu sittu, sai, perché
e nu gh’ho a forsa e u ben de replicò.
chi a l’è? Ma annimadde, i no-u savé?…
e bèn, v’ou diggu mi…A l’è me muié.
Tommaso Schivo
ZITTO E TACI: Le mie ragioni, me le fo, accidenti!… / E se qualcuno
vuol pestarmi i piedi / non taccio neppure se mi uccidono. / Io combatto deciso per le mie idee / con un vocabolario di parole / che messe in fila il giro fan del mondo. / L’unico che mi fa restar di stucco. / e
impalato come un fico secco, / a bocca aperta e con il naso in su / e
che mi fa tacere come un “cucco” / fin che vuol, se lui vuole e non mi
nuovo / è il cavadenti, sì, il dentista è. // Lui può cianciare, chiacchierar, discutere; / dire e ridire può ciò che lui vuole /mentre io, a
bocca aperta, resto lì / come un allocco stupido e insensato!/ Ma in
verità c’è ancora una persona / peggio che guardia o che carabiniere
/ e quando non intende di ragione / lei parla, parla ed io non posso dire / neanche un “beh!”. Sto zitto, sai, perchè / forza non ho neppur di
replicare! / Ma chi è? Ma suvvia, non lo capite? / Ebbene, ve lo dico…Ma è mia moglie!
Pescoèi a l’ostaia
(Parlata varazzina - SV)
Töe de legno,
lûcide da-e gommiae
e pregne de vin inversòu
in scatti de fûrbissia
pe ‘na scobba arrobâ
co-in lampo de malissia.
Pescoéi a l’ostaia.
Pe ammassâ o tempo e parlâ de véi,
quande o mâ
o l’ëa pin de barche e de voxi
e tanti nommi
no ëan ancon scrïti in scë croxi…
Pescoéi a l’ostaia.
Doppo o parlâ o silensio,
l’euggio incollòu a-o gotto
ch’o mande riflessi de lûxe
e o se perde in neutti de lampare.
…Ûn ricordo ch’o brûxe.
Mario Traversi
PESCATORI DELL’OSTERIA: Tavole di legno, / lucide per le gomitate
/ e impregnate di vino rovesciato / in scatti di furbizia / per una scopa rubata / con un lampo di malizia…/ Pescatori all’osteria. / Per ammazzare il tempo e parlare di ieri, / quando Il mare / era pieno di voci / e tanti nomi / non erano ancora scritti sulle croci… / Pescatori
all’osteria. / Dopo il parlare il silenzio, / l’occhio incollato al bicchiere / che manda riflessi di luce / e si perde in notti di lampare / …Un ricordo che brucia
È giusto si sappia
L’Associazione Vecchia Alassio ritiene doveroso comunicare alla città (anche se la notizia
ha già percorso molte delle nostre contrade) che due nostri
benemeriti concittadini (i conosciutissimi coniugi Brusa) per
onorare la memoria del loro unico figlio prematuramente scomparso, hanno donato all’Ospedale pediatrico ligure-europeo
Gaslini di Genova una moderna
e costosissima attrezzatura per
una difficile e particolare cura
dei bambini.
È vero che il Vangelo ci insegna a donare senza che la mano
sinistra sappia ciò che fa la destra (come hanno fatto loro), ma
Rubrichetta mensile
in questo caso la notizia del fatto eccezionale è trapelata ed è
giusto, e doveroso che si sappia.
Pertanto, a nome di tutti i nostri
concittadini, vogliamo formulare un plauso particolare ed un
sentito e commosso ringraziamento a questa famiglia colpita
così duramente da un destino
crudele.
Possa, domani, il sorriso di
tanti bimbi, rinati alla vita grazie
anche a loro, compensarli almeno in parte per questo atto filantropico e generosissimo che fa
onore anche alla città che essi
così nobilmente hanno rappresentato con il loro sacrificio.
t.s. per A.V.A.
Come direttore dell’Opera
Salesiana di Alassio sento la necessità di un intervento di chiarificazione sull’ipotesi di costruzione di parcheggi interrati
nella nostra proprietà.
Non entro negli aspetti tecnici del problema: alle difficoltà
(che mi paiono francamente
esasperate) risponderanno i
professionisti nelle sedi competenti. È palese che con gli
strumenti tecnici disponibili
oggi è possibile garantire la sicurezza, purché si sia disposti
a pagarne il costo, e questa è la
nostra ferma intenzione: ne è
garanzia lo stesso iter delle autorizzazioni e delle perizie, giustamente rigoroso.
Non ci sono soltanto i timori
comprensibili dei vicini; le prime preoccupazioni sono degli
stessi salesiani, per la stabilità
della loro chiesa (patrimonio
della città) e delle stesse loro
camere, ben più vicine allo scavo. Vorremmo rassicurare che
si adotteranno tutti gli strumenti tecnici per garantire la sicurezza. Ci siamo sempre mossi ricercando le migliori relazioni con la città, ci sentiamo
parte della comunità alassina,
legati ad essa da una lunga storia. Non dimentichiamo che
san Giovanni Bosco ricevendo
il 20 settembre 1870 dal
Municipio di Alassio l’incarico
di provvedere all’istruzione e
all’educazione dei giovani alassini si è impegnato a questo
cammino di coinvolgimento e
di servizio. Proprio per questo
vogliamo continuare, sino a
che le forze ce lo consentono, il
nostro servizio educativo nella
scuola e nell’oratorio.
LE MOTIVAZIONI
DEL PROGETTO
Sono quelle di reperire risorse per mettere a norma
l’edificio scolastico, come
spiego in dettaglio. Certamente
non c’è nessun intento speculativo: ci è dispiaciuto che qualcuno lo abbia detto o pensato,
dimenticando centotrentacinque anni di un servizio educativo generoso e disinteressato. È
evidente poi che, se dall’operazione restasse un utile, sarebbe
impiegato dal nostro Centro
mondiale a favore dei paesi poveri dell’Africa, in terra di missione o per le vittime dello tsunami (come stiamo facendo già
con efficacia d’intesa con i salesiani del posto).
Dare continuità alla scuola
anzitutto è il nostro obiettivo.
Forse non a tutti è chiaro il servizio che i Salesiani fanno alla
città mantenendo una scuola di
prestigio sul piano didattico,
caratterizzata in senso educativo, un liceo che è anche centro
di innovazione e di cultura,
promozione, d’intesa col
Comune e con la Biblioteca comunale, di iniziative culturali
per la città. Speriamo sia apprezzato il fatto della disponibilità che mostriamo in ogni occasione nell’offrire le nostre
strutture per le più varie iniziative cittadine.
È noto, sono statistiche ufficiali, che allo Stato ogni alunno
costa più di 5.500 euro; le nostre rette sono invece poco più
della metà per il liceo e di un
terzo per la media: si aggiungono i rimborsi del bonus dello
Stato e del buonoscuola della
Regione che vanno direttamente alle famiglie, determinando
un dimezzamento ulteriore della retta ed ancora gli sconti praticati dalla direzione per chi
trova difficoltà a sostenere i costi. Non riceviamo nessun aiu-
Anno 1939/40 - C’era una volta l’Oratorio…
to diretto dallo Stato o dalla
Regione, dobbiamo pagare noi
gli stipendi del personale, dei
docenti in particolare, dato il ridotto numero di salesiani.
Andiamo avanti perché noi salesiani non percepiamo stipendio e mettiamo tutto in comune, dalle pensioni alle attività
estive. Andiamo avanti per l’aumento costante di iscritti e del
bacino di utenza della scuola
che ha appena raddoppiato la
prima media e continua nel
trend positivo per il liceo, innovativo nelle sue proposte (la
patente europea di informatica, le certificazioni esterne per
le lingue, la cultura d’impresa:
tutte novità che costano alla
nostra scuola).
Ci sono le strutture da mantenere: in una corretta amministrazione, la retta dovrebbe
sopperire al loro periodico rin-
Stato (più precisamente i
Comuni sino alla scuola media,
le Province per le superiori),
per le scuole pubbliche paritarie come la nostra (che non è
privata, non è un diplomificio
ma si adegua a tutti gli standard
e controlli previsti), no.
Che il problema sia drammatico lo si constata dalle continue proroghe che lo Stato concede a se stesso, quattro in sei
anni, dalla prima scadenza del
31 dicembre 1999, fissata
dall’art. 1 bis del Dl n.542/1996
alla più recente, datata 1° marzo 2005 che sposta al 30 giugno
2006 l’ultimo limite.
Gli edifici scolastici in Italia
sono circa 42.000: soltanto un
quarto è in regola con la certificazione relativa alla prevenzione incendi. Solo il 57,5%
possiede la certificazione completa di agibilità statica; alme-
novo tramite le quote di ammortamento: così non è. In particolare, il problema diventa
grave quando nuove leggi esigono interventi costosi, straordinari. Tutti ammirano gli ambienti della nostra scuola, l’ordine e la pulizia, l’aggiornamento delle strutture e la loro funzionalità.
GARANTIRE LA SICUREZZA
DELLA SCUOLA
Eppure, queste strutture devono essere messe a norma secondo il Decreto legislativo n.
626/1994: tra muri ignifughi,
porte tagliafuoco, spostamento di porte e di pareti, attrezzature d’emergenza si fa in fretta
ad arrivare a diverse decine di
migliaia di euro. Dove reperire
queste risorse? Per le scuole
pubbliche statali interviene lo
no tre edifici scolastici su sette
hanno bisogno di interventi urgenti. Lo riporta Il Sole-24 Ore
del 5 marzo 2005 sulla base
dell’indagine annuale di
Legambiente. Province e Comuni non hanno le risorse per
provvedere. E noi?
Ci siamo chiesti dove reperirle, abbiamo cercato ogni tipo di soluzioni alternative e
con dispiacere abbiamo accettato di subire lavori in casa per
uno o due anni pur di provvedere. Lo abbiamo già sperimentato e sappiamo cosa significhi.
Dare sicurezza e continuità
alla scuola: questo è il motivo
dei box progettati.
Ci pare poi che togliere dalla
strada qualche decina di auto
sia cosa utile, come il mantenere il parcheggio a rotazione di
cui tanti si servono.
Ma, se non avessimo da mettere a norma la scuola, rinunceremmo volentieri ai box.
Queste strutture poi, sia scolastiche sia di accoglienza, vogliamo contemporaneamente
migliorarle.
RINNOVARE L’ORATORIO
In particolare è per noi centrale l’oratorio, geniale intuizione di Don Bosco. Un tempo i
ragazzi si accontentavano di
poco: uno stanzone, due calcetti e un ping-pong, un cortile
bitorzoluto per l’affiorare delle
radici dei platani e per i cubetti
di porfido, ideali per ferirsi in
caso di caduta. In qualche modo, si può ancora andare avanti così. Ma è giusto?
E qui permettete la mia meraviglia. Sento exoratoriani nostalgici dei bei tempi andati (e
mi fa piacere che ricordino
l’ambiente umano, caldo di
amicizia e di proposte dei salesiani loro educatori) ma li vedo
chiusi alle esigenze dei ragazzi
d’oggi, loro figli o nipoti. Li vedo contestare i progettati campi in erba sintetica che vogliamo mettere a disposizione gratuita dei ragazzi perché sacrificano i platani, tra l’altro ormai
malati. È bello che ci sia un po’
di verde e certo non ci rinunceremo, con altro tipo di piante,
così come è stato nel passato
(abbiamo una pianta del 1758
che mostra aranci e olivi invece
dei platani). Mi pare però pretesto o miopia quello di non vedere le opportunità di aggregazione che si vogliono creare
per i giovani, la cui esigenza è
stata ben evidenziata dall’indagine recente sui ragazzi di
Alassio curata dal nostro psicologo prof. Gaetano Barletta
d’intesa col Comune e con le
scuole di Alassio.
Tanto è evidente la volontà
di rinnovare ed adeguare gli
ambienti dell’oratorio con
l’operazione parcheggi che ci
stiamo preoccupando di allestirne di provvisori, durante i
lavori, nel cortile delle bandiere, ed anche questi lavori costano: una nuova salagiochi, il
campo in erba sintetica per il
calcio e la pallavolo, gli spogliatoi a servizio del campo.
Questa volontà di servizio ai
giovani di Alassio vorremmo ci
fosse riconosciuta.
6
«L'ALASSINO»
Sabato 16 Aprile 2005
FRAMMENTI DI STORIA NOSTRANA
(a cura di Tommaso Schivo)
La parola alle immagini
di Mimmo Ottonello
CAP. 38° - PARLIAMO UN PO’ DI CLIMA
Abbiamo precisato nei capitoli precedenti che i Liguri più
liguri fra tutti gli antichi Liguri
(che bello ripetere più volte insieme questo nostro nome!…),
preferirono restare ancorati alla loro”patria” accanto al mare,
anche se le strade in sostanza
non c’erano ed era difficile
crearne, anche se le colline erano aride e riarse, scarsa la terra coltivabile e spesso sotto la
minaccia di mareggiate improvvise .Del resto ciascuno
ama la sua terra, abbiamo anche detto, come la sua “casa”...
“parva sed apta mihi, sed nulli
obnoxia, sed non sordida, parta tamen meo aere domus…”,
una casa modesta, ma che per
me va bene e che non dà fastidio a nessuno ed è linda e pulita, una casa che è nata col sudore della mia fronte….
Lo aveva scritto sul cancelletto Ludovico Ariosto seicento anni fa, quando si era potuto
costruire una abitazione tutta
sua.
Così accadde anche ai nostri
progenitori, anche se una parte
di attrazione, direi di “calamita” potente veniva loro offerta
dal clima particolarmente gradevole della nostra latitudine
in ogni parte dell’anno. Manzoni scrisse che anche in
Lombardia “il cielo è bello,
quando è...bello”, ma da noi le
giornate annuali senza sole
(spesso persino invocate per
un po’ di pioggia) sono davvero
poche e il cielo è un grande cristallo azzurro che ti prende e ti
affascina e il mare, ah il mare...
Voglio solo citare una frase di
Camillo Sbarbaro che dice tutto… “Ah il mare! A nominarlo
entra nei miei pensieri, folata
che forza un’imposta”.
Il clima fu certamente decisivo anche nella storia del nostro
popolo e si dà il caso che proprio nei documenti manoscritti
degli “Arrivi di mare” del primo
Ottocento, più di una volta si
legge che una nave facente rotta nel Mediterraneo settentrionale ed Occidentale approdò
nella rada di Alassio per sfuggire al tempo cattivo o alla furia
furibonda dei venti, sia in gennaio che in giugno... una “cala”
tranquilla la nostra, come in
una (lasciatemi citare il magnifico verso latino-italico di
Catullo) “recondita quiete”.
D’altra parte fra Nizza e
Vado, già nei secoli passati,
erano segnalate fra le migliori e
più sicure “rade” del Ponente,
quelle di Ospedaletti e del golfo
di Alassio e Laigueglia. Il clima
fu ed è tuttora una delle maggiori prerogative della nostra
terra ligure.
Il Bertolotti, nel suo libro più
volte citato, ne fa una espressa
menzione: “Dolce havvi il clima, né poetica iperbole è il dire
che l’assidua primavera ha regno nelle sue prode. L’inverno
vi dura due mesi soltanto. Il
de della notte; le piogge annue
si aggirarono in media sui 737
mm con temperatura media annuale di 16,’58,come solo a
Taormina, in Italia. L’anno meno piovoso fu il 1908, quello più
piovoso il 1916.
Naturalmente
l’apporto
dell’Osservatorio è da sottolineare per lo studio del clima; risale al 1882 con gli studi di don
Baudo, poi di don Scotti, che
pubblicò i dati del 1° sessantennio (sino al 1941).
Nella seconda metà del ’900
Foto 1 - SS.1 BIS ma che bestia è? Ha a che vedere qualcosa con le SS di
hitleriana memoria? In tutti i Paesi del mondo (quelli con la P maiuscola, cioè
gli Stati), le strade si indicano ANCHE con il nome della località verso la quale portano. Ad Alassio no, si indicano solo con il nome della strada stessa. E
dove porta questa strada? Boh, tantalè, chi vuole la percorrerà e vedrà. Che
bell’esempio di fresco pressappochismo. E poi, scusate, ma le SS, cioè le
Strade Statali, non è forse vero che non esistono più, ma da tempo sono diventate SP, cioè provinciali? È un inezia comunque. Mettiamoci nei panni
dell’ignaro turista che si trova davanti al dilemma: ma questa SS1 cos’è e dove porta?
“Ivi consce che l’inverno è mitissimo”. (DISEGNO DI GIBBA).
viaggiatore che scorre la doppia Riviera può agevolmente
dalle piante far concetto della
maggiore o minore benignità
della temperatura invernale”. E
aggiunge una riflessione assai
significativa: “Ove mira i limoni
tenuti in aperto campo, ivi conosce che l’inverno è mitissimo” (pag. 20-2I).
Clima particolarmente gradevole e mite, dunque, ma ciò
non toglie che qualche volta
anche da noi si siano verificate
burrasche e stagioni impietose, tanto da annullare la fatica
Scuola di musica al Don Bosco
Presso la Sala Consigliare del
Comune di Alassio ha avuto
luogo, il 24 marzo u.s., la presentazione della rassegna musicale INALASSIO 2005, giunta
quest’anno alla 4a edizione.
Alla presenza del Sindaco
Arch. Marco Melgrati e dell’Assessore alla Cultura Dott.
Monica Zioni, la Direttrice della
Scuola di musica Don Bosco
M° Eleonora Mantovani, ac-
di lunghi periodi e di intere generazioni. Ritorniamo alla “storia” del Bertolotti per quanto riguarda il ‘700 e il principio
dell’800. “L’istoria serba ricordi, come di orrendi flagelli, di
certi inverni freddi” e li cita
espressamente, uno per uno.
Furono gli anni 1709, ’49, ’62,
’89 e ’92 e del secolo successivo
sottolinea i terribili inverni del
1813-1820 e del 1830. E forse,
non ci furono solo quelli! Molta
colpa di ciò va data ai venti, a
quelli più furibondi, la tramon-
compagnata da un folto gruppo
di allievi musicisti, ha illustrato
l’attività didattica della scuola
ed il programma delle manifestazioni che si terranno nel
prossimo mese di giugno.
Questa edizione avrà come
protagonisti Patrick e Serena,
noti personaggi del Grande
Fratello, che si esibiranno negli
spettacoli.
A.V.A.
Nel numero scorso dell’Alassino a pag. 9 la planimetria pubblicata non era
del Campo sportivo, che qui sotto riproduciamo, ma del futuro teatro. Ci scusiamo per l’involontario errore.
tana, lo scirocco e il libeccio.
Diversi dati interessanti sul nostro clima (in particolare di
quello alassino) ci sono stati lasciati anche da don Pietro
Scotti, salesiano, nel suo libro
“Alassio, baia del sole” del
1967. Da lui riportiamo qualche
dato: su 60 anni controllati
giornalmente dall’Osservatorio don Bosco, oltre 40 non ebbero mai neppure un’ora una
temperatura sotto lo zero; solo
in 4 anni, e per breve durata, si
arrivò a -4; negli altri solo da 0,2 a -2 e solo nelle ore più fred-
curarono l’Osservatorio don
Colombini sino al 1974 e da allora il Preside dell’Istituto, don
Tedoldi.
Tutti i dati (determinati dal
barografo, barometro, psicrometro, termometro, anemometro, pluviografo, eliofanografo
ecc.) vengono registrati giornalmente e comunicati a Genova, a Roma e al nostro Giornale,
“L’Alassino”. In sostanza un paradiso climatico Alassio.
Ringraziamo il buon Dio che ha
disposto di farci nascere e di
farci vivere qui!
I Saracin (i pirati)
Era quello il tempo in cui il grido
di allarme “mamma, li turchi!” riecheggiava sulle coste pugliesi ogni
volta all’approssimarsi delle galee
ottomane. Terribile ed autentico
flagello la presenza dei pirati levantini, che interessava gran parte delle coste europee del Mediterraneo.
Anche la nostra regione soffriva
per le scorrerie di pirati provenienti da altri lidi e ciò a dispetto
dei grossi barchi da guerra genovesi che, navigando di stretta bolina su e giù per il golfo ligure con le
vedette, intirizzite dal freddo, in
permanenza sulle coffe di trinchetto, facevano del loro meglio
per proteggere le più deboli municipalità rivierasche. Numerosi relitti di navi affondate o costrette a
gettar si in secca, sparsi alla rinfusa sulla costa, erano la prova della
punizione inflitta per aver cercato
di forzare il blocco. Tuttavia un
grido di allarme talvolta riecheggiava nell’intrico dei caruggi anche ad Alassio quando le scolte
dall’alto della torre e di santa
Croce, avvistavano le vele barbaresche affacciarsi minacciose da
dietro la Gallinara. Il suono delle
campane a martello chiamava a
raccolta tutti gli Alassini validi.
Quel suono incessante, imperioso
raggiungeva e scuoteva anche i
più paurosi. Allora vecchi, donne
e bambini venivano messi al sicuro sulla collina, mentre artigiani,
bottegai, pescatori, contadini armati solo di picche e forconi, si radunavano al torrione dove, al comando di un capitano coraggioso,
si trasformavano in combattenti
decisi fermamente a difendere la
propria terra. Succedeva talvolta
che gli assalitori si limitassero ad
una semplice e incruenta scorreria: la profanazione di un oratorio,
un paio di barche di pescatori date alle fiamme, la ruberia di diversi bari lotti di acqua dolce.
Ma il più delle volte purtroppo i
pirati miravano alla cattura di ragazze giovani e carine per condurle nei loro ginecei, oppure riuscivano a realizzare il sequestro di
eminenti cittadini per cui poter
poi chiedere riscatti.
Allora la lotta si faceva cruenta,
sanguinosa, senza esclusione di
colpi. Quando le vele degli assalitori riprendevano il vento, fili di fumo nero si levavano dai vuoti bivacchi sulla spiaggia, mentre nelle
case gli echi dei lamenti salivano
verso l’alto e si perdevano
nell’aria triste e immobile. Allora
si contavano i morti, i feriti e quelli, ahimè, fatti schiavi!
Col passare degli anni numerose sono state le prove che la cittadinanza alassina ha dovuto affrontare per garantirsi la sopravvivenza.
Guerre, incursioni di pirati epidemie terremoti e miseria. Ad onta di tutto ciò la brava gente nostrana ha affrontato con coraggio
tutte le prove, uscendone ogni volta a testa alta, fiera di essere di
buona razza alassina.
Ogni volta mugugna ma sa riprendersi con coraggio e tanta voglia di continuare ad esistere.
Vincenzo Moirano
Foto 2 - Via Diaz, angolo Corso Dante. Bell’esempio di insegna di locale pubblico da tempo vistosamente fasciata e inutile. Quanto dovrà restare ancora
così? Nessuno si preoccupa di farla rimuovere?
•••
Per questo mese basta, non vogliamo annoiare i nostri lettori con le solite foto di cassonetti straripanti di ogni ben di Dio, pavimentazioni sconnesse,
aiuole desertiche, perdite di acque potabili e quant’altro; nulla di nuovo sotto il sole. Tutto come prima, anzi peggio. Cioè no, forse meglio: perché in
realtà queste cose che fotografiamo non esistono, se non nella nostra malata immaginazione…
NOTA AI LETTORI:
È possibile
acquistare in sede
i volumi alassini
editi dall’A .V.A ..
Un dono
scelto bene e utile…
Sabato 16 Aprile 2005
7
«L'ALASSINO»
“Maccaia” - Marzo 2005
Sarà questa “l’isola che non c’è”?
Chef doc di Alassio
Alassio: Allochis Danilo,
Vergaro Leonigio e Maulini
Sergio, chef DOC
Tre Alassini professionisti della
ristorazione, hanno ben figurato
in importanti manifestazioni di cucina.
Si tratta degli chef Allochis
Danilo, Maulini Sergio e del maitre
Vergaro Leonigio, che dopo i successi dello scorso anno agli
“Internazionali d’Italia” organizzati dalla città di Carrara, nel corso
dei quali i tre avevano portato a
casa una medaglia d’argento e una
di bronzo per la categoria buffet,
quest’ anno, si sono ripetuti e mi-
Dall’Istituto Culturale
Argentino Ligure
Bs.As., 18.03.2005
Carissimi Amici dell'AVA.
Il coniglietto saltellante, col suo
cestino pieno di uova pasquali,
porti a Voi e alle Vostre Famiglie
tante sorprese gradevoli per una
felice Pasqua.
Flavio Perazzo
Istituto Culturale
Argentino Ligure
Ai Liguri Argentini ed al loro
Presidente Ing. Flavio Perazzo…
Tutte le sorprese giunte con i
vostri
auguri pasquali sono state
“Sorprendenti” e grati ricambiamo auguri di ogni bene a Lei ai
Liguri e alla terra Argentina.
Il Presidente, i Soci
e gli amici dell’A.V.A.
Carlo Cavedini
gliorati completando il podio,
conquistando l’oro per Vergaro, e
il bronzo per Maulini nella categoria artistica di sculture in, o margarina, mentre Allochis meritava
la medaglia d’argento per la cucina mediterranea.
Vergaro si era poi anche imposto nelle gare di Arma di Taggia,
Ischia e Sirmione per la preparazione di piatti “alla lampada”,
mentre Allochis era giunto secondo al concorso Internazionale organizzato dalla città di Bologna.
Maulini e Vergaro sono rispettivamente chef e maitre presso
l’Hotel dei Fiori mentre Allochis è
lo chef del Ristorante La Prua.
Che dolce… il ricordo della prof
Educare i giovani, soprattutto di
questi tempi, non è sicuramente un
compito facile, nondimeno il ruolo
di un insegnante può essere di vitale
importanza e segnare, nel bene e nel
male, la vita.
Lo scorso luglio è venuta a mancare a soli cinquant’anni, Maria
Gandolfo, professoressa di lettere
alla Scuola Media di Alassio. Il lavoro che lei ha svolto nel corso degli
anni, di sicuro, non è stato vano. I
suoi alunni, indubbiamente, ricordano al capacità che aveva di far
amare le materie letterarie ma, soprattutto, la sua carica d’umanità, la
voglia di lavorare anche nei momenti più difficili e la certezza che su di
Lei si poteva sempre contare.
Al concorso “Cronaca di un anno
di Cronaca”, il secondo premio è stato aggiudicato a Fabiola Pizzo, terza
media, con il pezzo che voglio riportare integralmente e che rappresenta una dimostrazione che il tempo
speso per gli altri non è sprecato e
che di certo l’insegnamento che
“Maria” ha lasciato non potrà morire mai.
«Un anno fa c’era stato affidato
dalla nostra Professoressa di
Lettere questo concorso: “Cronaca
di un anno di Cronaca”. Non è mai facile cercare un argomento con tutto
quello che succede in un anno! La
scelta, purtroppo, quest’anno è stata spontanea, perché a luglio è venuta a mancare la nostra Professoressa di Lettere Maria Gandolfo. Il
mio ricordo di Lei è fatto di piccole
cose ma cariche di significato e a
parte tutto ciò che ci ha insegnato
della letteratura italiana, della grammatica o di storia e geografia, è stata
una donna con una carica di umanità infinita. Anche se era pronta a riprenderci quando sbagliavamo, eravamo sempre difesi se qualcuno al
di fuori della classe aveva subito un
torto. Era solita promuovere iniziative di beneficenza come quella a favore di una bimba che aveva perso i
genitori, cui noi abbiamo provveduto con una piccola somma per farle
trascorrere una Pasqua felice. Non
ci ha mai parlato della sua malattia
anche se ne eravamo al corrente e ci
accorgevamo della fatica che faceva. L’unica cosa che ci aveva richiesto era l’inchiostro scuro perché
non vedeva bene, anche se compensava ciò con un buon udito. A noi ragazzi sembra ingiusto morire a cinquant’anni, ma contro la morte nulla si può fare.
«Ovunque Tu sia, cara Professoressa non ti dimenticare di noi e noi
non lo faremo con Te e seguiremo i
Tuoi insegnamenti nel nostro cammino scolastico’ Fabiola Pizzo».
Un complimento alla giovane
Fabiola con l’augurio di continuare
su questa strada di cronista; un grazie a Maria, mia compagna di gioventù per ciò che ha fatto nella vita
e, infine, un abbraccio a tutti i suoi
familiari nella certezza che le parole
di Fabiola leniranno un poco il loro
dolore.
Piera Olivieri
Ragazzi del Leo Club
Raccolta fondi in favore
della Croce Bianca
“Gino Montesi” di Alassio
Il Leo Club Alassio è una associazione costituitasi appena
due anni fa ma già notevolmente attiva per sensibilizzare le
problematiche del nostro territorio Composto da giovani tra i
14 e i 28 anni, i Leo in due anni di
vita hanno svolto decine di “service” di volontariato.
L’ultimo nostro “service” l’abbiamo svolto domenica 6 marzo
2005, dove in piazza Matteotti
abbiamo effettuato una raccolta
di fondi in favore della Croce
Bianca “Gino Montesi” di
Alassio, chiedendo un’offerta
per l’acquisto di confezioni di
mimose da noi confezionate.
La vendita di questi fiori ha
permesso di raccogliere 400 euro. Il ricavato della manifestazione è stato consegnato con
enorme piacere e grande soddisfazione collettiva nella mani
del presidente della Croce
Bianca.
Nella stessa serata c’è stato
un incontro tra il presidente
della pubblica assistenza e i giovani Leo, per avvicinare i ragazzi a questa encomiabile opera di
volontariato. Ringraziandovi
dello spazio che ci avete concesso e sperando di risentirci a
breve per raccontarVi altri nostri servizi offerti alla collettività, Vi porgiamo i nostri più distinti saluti.
I ragazzi del Leo Club
L’ANGOLO DEL PERCHÉ 11
«Incontrarci in questo luogo bellissimo è un appuntamento al quale non possiamo proprio mancare».
«È vero. Mai come in questo momento vitale di quest’epoca un po’
particolare, i veri Alassini riescono
a “chiamarsi fuori”, ad assentarsi a
non partecipare a queste giornaliere assemblee che affrontano i grandi temi di Alassio e del suo futuro.
È vero: il confronto con “l’altro” è
indispensabile…». «Anche se l’autru u l’è in gund… in pelandrun, in
aturante?». «Il confronto con l’altro
è in questo caso non solo un dettato etico, è soprattutto la possibilità
di chiarirsi idee ancora molto confuse, su tutti i fronti ma con riguardo, principalmente, ai rapporti con
l’ambiente, il clima e la natura in genere». «Ho capito; vuoi dire che non
si possono mettere mano a progetti che impattano fortemente un
equilibrio naturale che ha fatto di
Alassio la Perla della Riviera
Ligure, conosciuta dai vacanzieri e
dai viaggiatori di tutto il mondo per
la sua spiaggia di sabbia pulita e fina, per la limpidità delle suo mare,
per la bontà e l’abbondanza dell’acqua che scorre dai rubinetti dentro
a tutte le case e (sic!) dalle docce
degli stabilimenti balneari e dalla
colorazione perpetuamente verde
dell’anfiteatro collinare, senza, almeno, consultare la Storia». «A u
ghe semmu…: Ti veui parlò du depuratore, de l’arena du scovu du
Grandhutel da bittò a bagnu, de l’aigua de Crovauna ch’a sgure in tu fussau sensa che i Arascin i ne sciorte a
beve, da scoggiera davanti au
Turiun ch’a po’ ch’a veggne sempre
ciù perché in giru arena u nu gh’è ne
ciù, du salamme cin da destrigo pe’
u longu da Galleria ai Sere centu me-
tri fora da razza du mò, de l’urdine
de purtò l’arena cun a ruspa da bagnu a-a marina pè issò u livellu da e
fò vegnì a battigia cumme ina sghiella e fò funzionò, cuscì, i tubbi che
hammu messu davanti a via
Tirin…». «Tra di noi, nell’Angolo
del Perché, la polemica non ha senso». «Destra, Sinistra… la Politica è
valida solo se si fa il bene di Alassio
e degli Alassini…». «È vero, è vero!
Sto leggendo “Atlante d’Acqua”, un
archivio dei saperi tradizionali
ideato dall’Architetto Laureano
dove sono citate alcune tecniche
tradizionali per la difesa dell’ambiente e del territorio, ancora modernissime. Pensate che nell’arcipelago indiano delle Andamane,
sulla direttrice dello Tsunami, le
tribù degli Onge e dei Sentinellesi,
che hanno conservato i loro stili di
vita ed i loro antichi rapporti con la
spiaggia e il mare, non hanno avuto
vittime. Invece in molte zone devastate dalla “grande Onda”, i metodi
di costruzione in riva al mare e i sistemi di difesa contro l’erosione
erano stati abbandonati per seguire nuove tecniche, frutto di prove
accurate su prototipi e modellini,
la catastrofe è andata oltre le proprie dimensioni». «Il vero mistero è
in ciò che si vede non nell’invisibile…». «E dagghela… ti dì sempre
cumme qullu la. In t’à noscia marina
u nu besoggna fò de musse… autru
che». «È vero; la natura non concede test o prove sperimentali e le
prove con i modellini… queste poi
non interessano neanche più i
bambini: fanno solo pensare alla
speculazione, alle “Jobbe” e alle
mazzette». «Per quelli che non lo
sanno: nella pratica di mare, la
scienza ha dato, solo conferma
all’esperienza e la tecnica e la tecnologia hanno permesso solo di risparmiare tempo, diminuire il numero degli operatori qualificati e di
far guadagnare di più gli imprenditori del settore». «Anche noi ad
Alassio, visto che tutta l’economia
del paese è legata al turismo del
quale spiaggia e mare sono gli elementi portanti, perché non cominciamo a redigere un nostro
“Atlante d’acqua”? La vita è troppo
breve per sopportare il peso degli
errori altrui». «Ste parolle u l’ha dite
quellu la… sta a sentì quellu che diggu mi: chi… i nu miran mancu ciù e
futugrafie vegge; figurite si stan a lesse o a sentì parlò. Basta che u nu
secce insegnè o aucattu e poi: tuttu a
postu… tantu fra sciscianta/settant’anni e nu ghe semmu ciù e qulli
chi ghe sun i s’arrangeran…». «Ma
se lo avessero fatto i nostri
Nonni?». «Dall’alto dei suoi novantanni mio Nonno Luigin Maraian
“Reordu” aveva un mucchio di cose da raccontare: tutte cose che poi
ho esperimentato vivendo sul mare. Molte volte mi sono trovato a risolvere difficoltà nuove o eventi
imprevisti come se li avessi già
esperimentati e risolti. Eppure era
la prima volta che li incontravo davanti alla mia prora. È vero, una volta anzianità era sinonimo di saggezza e di ricchezza. Oggi la vecchiaia non è più un valore, soltanto
una perdita di quel valore universale riconosciuto che è la giovinezza. Pensare che, in fondo, invecchiare è il contrario di morire».
I partecipanti ad una delle numerose gite, fuori Alassio, dei corsi di Attività
motoria per la terza età organizzate dall'assesorato alle Politiche Sociali.
Angolo del perché 11 – continua
Invio questa foto perché mi pare renda giustizia alla grande poesia della nostra città, che non manca di esprimersi n ogni stagione. Alassio, 3/3/2005.
Dante Schivo
MIROSA BELLOMO
8
«L'ALASSINO»
Sabato 16 Aprile 2005
In occasione del suo
80° COMPLEANNO
INCONTRI CULTURALI
“Parliamo di…”
Meritato riconoscimento a Gibba
Organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune
di Alassio, Biblioteca Civica e Liceo Don Bosco
La prestigiosa rivista cinematografica Cinema d’essai ligure
edita dall’AGIS (Associazione degli esercenti cinematografici)
che viene distribuita nelle sale di
spettacolo, ha dedicato un lusinghiero articolo a firma di
Claudio Bertieri (giornalista
specializzato) al nostro illustre
concittadino Francesco Guido,
in arte Gibba, socio A.V.A. e collaboratore de L’Alassino, in occasione del suo ottantesimo
compleanno; che gli è giunto a
sorpresa, perciò ancor più gradito, grazie all’amico prof. Beppe
Rizzo, noto appassionato di cinematografia e anch’egli socio
A.V.A. e nostro collaboratore.
L’articolista, dopo un cenno
sugli esordi di Gibba giovanissimo a Cinecittà, ne ripercorre l’attività dal periodo successivo alla
seconda guerra mondiale fino ai
nostri giorni. Ricorda che, tornato da Roma ad Alassio, con alcuni amici e collaboratori (Giannetto Beniscelli in particolare)
diede vita all’Alpha Circus, piccolo “stabilimento” per la produzione di cartoni animati, realizzando due shorts pubblicitari e
nel ’47 il cortometraggio L’ultimo sciuscià, unico esempio di
cartone animato neorealistico.
Continua descrivendo la successiva attività di Gibba, fra luci ed
ombre: il ritorno a Roma, la realizzazione in tempi successivi di
due lungometraggi, sempre a
cartoni animati, Il racconto della giungla e Il nano e la strega; le
sigle di trasmissioni televisive e
inserti per film.
Ecco un brano emblematico
dell’articolo: «…Con quella sua
aria disincantata, pronto alla
battuta ironica, demitizzante,
sempre curvato sulla convinzione di un mestiere che prima di
tutto è passione, gli è riuscito di
attraversare felicemente le stagioni quanto mai ardue dell’animazione nazionale alternando i
fogli di acetato alle tavole disegnate per i giornalini, alle vignette umoristiche e ad altri impegni
creativi. Un narratore per immagini, dunque, completo, che per
carattere e temperamento ha
sempre lasciato agli altri di porsi
in primo piano, considerando il
proprio lavoro solo un “rispettabile” artigianato, un’occasione
per guardare la società con un
occhio privilegiato, grazie alla
naturale felicità con cui gli riesce
di tradurre in segni quanto lo colpisce o lo incuriosisce.» E la conclusione: «Beh, tutto considerato, penso che Gibba meriterebbe
da parte dei suoi corregionali
ben più di queste poche righe augurali.»
Complimenti ed auguri da parte di tutti noi dell’A.V.A.
C.B.
A Pasciun du Segnù nella
versione di Antonio Boscione
La sera di venerdì 18 marzo,
u.s. nella Chiesa parrocchiale di
S. Maria Immacolata, al borgo
Coscia organizzata con la collaborazione dei Padri Cappuccini e
degli “Amici del Borgo Coscia” si
è svolta la ormai tradizionale recita della Passione di Gesù, scritta in dialetto alassino. In questa
edizione della manifestazione, i
cui inizi risalgono al 1982, è stata
ripresa la mirabile traduzione
poetica scritta dal poeta alassino
Antonio Boscione. Nell’opera
l’animo sensibile dell’autore ha
saputo rivisitare il fatto storico
della passione di Cristo rivivendolo “dall’interno” ed accentuando i motivi umani e psicologici
della vicenda, con una resa teatrale e drammatica veramente
toccante. Gli Amici del Borgo
Coscia hanno saputo coinvolgere nel lavoro sia attori della
Compagnia dialettale Alassina
sia nuovi giovani componenti
che si sono cimentati positivamente nella recita. Guidati dalla
regia di Augusto Soldi hanno dato vita alla “Pasciun” i seguenti
attori: Giuliana Basso, Francesco
Di Cerbo, Fabio Di Cerbo, Nino
Brusco, Pierino Bogliolo, Nino
Moirano, Mimmo Bogliolo, Augusto Bogliolo, Laura Armato, Rina
Benvenuto e l’autore Antonio
Boscione, La Corale San Francesco, diretta magistralmente da
Fra Remo Lupi e accompagnata
all’organo dal maestro Mauro
Borri, ha eseguito negli intervalli
vari canti religiosi, riuscendo a
creare una atmosfera di intensa
spiritualità. Ha presentato, tracciando anche la storia delle edizioni precedenti della Passione,
Andrea Gallea.
È certamente piacevole e interessante ascoltare l’estensore di
un dizionario, non solo per l’ovvia
proprietà di linguaggio, ma per la
profonda conoscenza della lingua
e elle parole che la compongono. In
tale contesto abbiamo seguito con
attenzione la conferenza del professor Vittorio Coletti il primo aprile scorso in un affollatissimo auditorium del Collegio Don Bosco.
«Ligure di Pontedassio, docente di Lingua Italiana all’Università
di Genova, collaboratore di altre
università italiane e straniere e di
giornali e riviste. Molte le sue pubblicazioni e i suoi interventi nella
stesura di dizionari, che confluirono nella pubblicazione di uno
suo (con un coautore): il “Sabatini-Coletti”». Questa la presentazione fatta dal prof. Guido Sanlorenzo che passa poi il microfono all’oratore.
Prof. Vittorio Coletti: «Quanti
vocaboli ha la lingua italiana? In
genere si studia la grammatica anziché il lessico, perché è infinito;
d’altra parte nascono continuamente parole nuove. È stato calcolato che in inglese si contano
fra i tre e i cinque milioni di parole (ma ne vengono usate una minima percentuale). Il dizionario
italiano “dell’uso” più corposo (il
GRADIT) conta 250.000 vocaboli.
Quello più grande in assoluto, il
“Battaglia” della UTET, ne conta
circa 300.000. Di questa enorme
mole di parole se ne usano solo
una piccola parte, circa 2.050 e
per il 90% sono sempre le stesse.
In casi eccezionali si arriva ad
usarne 2.500, altre 2.000 si usano
pochissimo, ma se ne sa il significato, in tutto si arriva a circa
6.000, comprese quelle usate in
settori specialistici (circa il 4%).
Carlo Bertolino
A Laigueglia: nasce
un comitato cittadino
I neo eletti Presidenti delle
Associazioni Albergatori e
Commercianti, si riuniscono
costantemente, da un paio di
mesi, discutendo di possibili
progetti per affrontare la crisi.
Unendo le loro forze e coinvolgendo anche l’Associazione
Bagni Marini e l’Amministrazione Comunale nelle loro iniziative, hanno dimostrato fin da
subito di conoscere il significato della parola “sinergia” nonché un grande spirito di colla-
del pubblico» sostiene il Consigliere Laureri, mostrando uno
spot pubblicitario sulla cittadina da presentare alle prossime
fiere in Svizzera e Germania.
Si propongono perciò nuove
infrastrutture: un porticciolo
da ubicarsi a ponente, un centro di talassoterapia in zona San
Sebastiano e parcheggi collinari nonché sotterranei. Intanto a
breve termine si progetta un
ideale habitat a misura di famiglia, ma soprattutto a misura di
ritratto di Dorian Gray” autore
Oscar Wilde.
Per un arcano sortilegio il protagonista resta sempre giovane e
bello nonostante la sua vita dissoluta perché in vece sua invecchia e subisce i segni del tempo e
del Male commesso, il suo ritratto
dipinto su tela. Dorian Gray quando se ne accorge da una piega
malvagia attorno alla bocca formatasi sul dipinto, lo nasconde, lo
continua a vedere imbruttirsi e incarognirsi vieppiù ad ogni sua
malefatta. Quando alla fine vede
che il ritratto è diventata un’orrida figura ripugnante e grondante
il sangue delle sue vittime, disgustato e pieno di rimorso non potendo sostenere oltre la terribile
vista trafigge con un pugnale il ritratto ed ecco la catarsi:Dorian
cade morto trafitto dal suo pugnale e il suo viso assume l’orribile sembiante che prima era dipinto mentre il ritratto ritorna bello e
puro come era all’inizio, simbolo
della purificazione dell’anima col
pentimento.
Quanti di noi guardandosi allo
specchio la mattina fissandosi negli occhi provano la paura di vedere ciò che vide Dorian Gray nel
proprio ritratto e ne traggono forza per tenersi lontano dal Male
per continuare a vedersi belli e
puri di cuore, per continuare a
sentirsi dire dallo specchio: “Ti
sei in brovu garsùn”.
Silvio Viglietti
Alassio:
l’arte
dell’illustratrice
Zanardi
Antonella Zanardi vive da alcuni anni nella splendida cornice
delle alture di Alassio.
L’artista, nota al pubblico soprattutto come illustratrice, è originaria del Veneto, ma ormai alassina d’adozione.
E proprio la luce ed i colori della Riviera ed in particolare di
Alassio sono alla base dell’ispirazione dell’artista padovana che vive ed ha il proprio studio nella zona denominata San Bernardo.
«Prediligo la paesaggistica ed il
figurativo – dice la Zanardi – ma
non legati strettamente ai canoni
classici. Nel corso degli anni ho
realizzato opere ispirate anche al
gusto dell’avanguardia e della
sperimentazione».
Diplomatasi al Liceo artistico
“Martini” di Savona si è prima
orientata verso la tecnica mista
ed ha poi realizzato disegni ed illustrazioni per libri e racconti.
«In questi ultimi tempi – aggiunge la Zanardi – nei lavori che realizzo sto dando maggior risalto
all’aspetto cromatico e plastico e
mi sto orientando verso un nuovo
modo di concepire l’arte».
Dotata di grande gusto e sensibilità Antonella Zanardi, che è
molto riservata ed ama stare lontano dagli appuntamenti mondani, sta preparando una importante personale a Sorrento che
senz’altro verrà accolta con grande successo da pubblico e critica.
Molto apprezzata da due sue
grandi colleghe, le artiste lombarde e “breriane” Alda Fabbrica e
Lucia Casti, ha in progetto anche
di realizzare un Murales ad
Arnasco.
Opere della Zanardi sono esposte in importanti collezioni private ed ha anche illustrato il volume
“Tra le nebbie del Bacchiglione”
scritto dal romanziere alassino
Roberto Giannantonio, suo compagno nella vita.
Claudio Almanzi
Per le scuole in
arrivo sgravi tariffari
L. C.
Dorian Gray
Ieri ho incontrato un amico
che mi ha detto: “Te diggu che ti
sei propriu in brovu garsùn”.
Tornando a casa meditavo questo complimento gratificante domandandomi se fosse vero, e
ogni mattina, guardandomi allo
specchio mentre mi rado la barba, me l’ho richiedo insistentemente. Avete mai provato a farvi
questa domanda guardandovi allo specchio?
Infatti molte persone si limitano a controllare se il viso è stato
ben pulito, se ci sono residui di sapone o altro; se si notano rughe o
piccoli punti neri sulla pelle tanto
poco estetici, se i capelli sono ben
pettinati, se il rossetto per le donne non sbava o non ci siano ciglia
arruffate; ma pochissimi o nessuno credo si sofferma a osservare i
propri occhi fissando il nero della
pupilla per scendere nell’interno
della propria anima, nell’IO subconscio che pare sonnecchi e invece attende di essere riscoperto
e risvegliato per parlarci direttamente e realmente. Ci si limita a
guardare di sfuggita che attorno
all’occhio non ci siano arrossamenti che necessitino di un collirio, o se ci siano antiestetiche borse da stanchezza.
Far risalire in superficie dall’intimo la vera natura del “S’è medesimo è difficile e a volte vertigine
e paura.
C’è un libro che vi consiglio rileggere e che dovreste avere nella vostra biblioteca; si intitola “Il
Vittorio Coletti: “Vocabolario di italiano e dizionari italiani”
INCONTRI CON L’ARTISTA Rappresentazione
borazione e maturità, trovando
intesa ed interessi comuni.
Con tali principi, il 15 marzo
2005 alle ore 15.00, presso le
Opere Parrocchiali di Laigueglia, convocata dalle Associazioni di categoria, si riunisce la
cittadinanza: direttori di banca,
impiegati, albergatori, commercianti, bagnini, ex dirigenti APT,
esperti di marketing turistico,
intere famiglie, uomini e donne,
giovani ed anziani; un centinaio
di persone circa. Sono assenti
gli Amministratori Comunali.
Siedono in cattedra il Presidente dell’Associazione Albergatori, Massimiliano D’Apolito,
la Presidente dell’Associazione
Commercianti, Eliana Narizzario, il Vice Presidente dell’Associazione Bagni Marini, Livio
Lovisone ed il Consigliere Comunale, Franco Laureri; moderatore dell’assemblea è il signor
Angelo Marchiano, indiscusso
esperto di turismo.
Aprono la discussione i
Presidenti di categoria riassumendo le opinioni dei loro associati, espresse in un questionario compilato precedentemente.
Tutti si sentono coinvolti ed il
dibattito è vivace: si parla di crisi, si discute su progetti passati, alcuni mai realizzati, e nascono nuove proposte. Le idee non
mancano: emergono piani di lavoro a breve e a lungo termine.
«Per rilanciare il turismo bisogna modernizzarsi, mettersi
al passo con le nuove esigenze
bimbi: un villaggio turistico con
giochi ed intrattenimenti.
Di conseguenza si rendono
necessari anche cospicui investimenti. Il signor Marchiano
propone la creazione di un consorzio composto al 50% dal
Comune e 50% dalle Associazioni di categoria e banche. Il
Direttore della CARISA, presente al dibattuto, si è reso disponibile ad una collaborazione.
Alle ore 18.00 si scioglie l’assemblea e affinché tali sforzi
non siano stati vani e le idee dei
cittadini arrivino agli amministratori comunali, il Consigliere
Laureri, ne ha pazientemente
raccolto, con il suo portatile,
una documentata testimonianza da presentare in Consiglio
Comunale; inoltre è stato istituito un comitato cittadino che
si preoccuperà di monitorare la
realizzazione dei vari progetti.
“La carne al fuoco” è davvero
tanta e la cittadinanza osserverà con molta attenzione
l’operato dei suoi rappresentanti.
Da oggi in questa cittadina rivierasca si respirano nuove
energie, nuovi stimoli, il vento
sta spingendo questo piccolo
scrigno verso lontani orizzonti;
i Laiguegliesi ora guardano con
altri occhi al loro avvenire ed
attendono fiduciosi, perché qui
fortunatamente si è capito che
gli interessi della comunità sono semplicemente gli interessi
di ognuno.
Simona Casagrande
A sorpresa, nel corso del
Consiglio Comunale di Alassio
convocato nella serata di ieri, la
proposta di delibera relativa
all’integrazione del Regolamento per l’applicazione della Tassa
Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani, ha trovato l’opposizione dei
consiglieri di minoranza.
«A sorpresa - commenta
l’Assessore al Bilancio, Rag.
Fabrizio Calò - perché sinceramente non ci aspettavamo che
un’iniziativa che poteva arrecare solo vantaggio alle scuole cittadine (istituti statali e paritari
legalmente riconosciuti – dell’infanzia, primarie, secondarie di
primo grado, istituti superiori)
sia stata di fatto ostacolata».
Spieghiamo meglio.
«È vero che le scuole dovrebbero pagare la TARSU – spiega
ancora l’Assessore Calò - ma è
anche vero che lo Stato si è da
sempre impegnato con apposita
normativa e appositi contributi a
coprire le spese di tale tassa. I
tempi dello Stato, però coincidono raramente con quelli delle
scadenze e spesso i contributi
pervenuti non corrispondono a
quanto invece dovuto».
Da anni il Comune di Alassio
procede quindi con il sospendere le cartelle.
«Per questo motivo – aggiunge
l’Assessore – si è pensato di
esentare direttamente le scuole
cittadine dal pagamento della
Tarsu, anche per evitare eventuali danni erariali agli istituti
stessi derivanti da ipotetici pignoramenti (magari degli stessi
banchi degli alunni…) causati da
mancati pagamenti».
«La proposta – conclude – ha
trovato il consenso dei Consiglieri di Maggioranza grazie al
voto dei quali ha potuto essere
approvata, nonostante l’inspiegabile e strumentale astensione
dei Consiglieri di Minoranza».
m.r.
Sacra in Moglio
Tra le varie manifestazioni e
commemorazioni relative al periodo Pasquale svoltesi nella nostra Città, anche quest’anno, come già quello scorso, Moglio ha
voluto dare un consistente e significativo apporto presentando,
nella Chiesa Parrocchiale di S.
Sebastiano ed in forma del tutto
originale la “Passione e la morte di
Gesù”, rappresentazione sacra in
tre tempi, nove scene, un prologo
e un epilogo - tratta dai quattro
vangeli - nella versione in lingua
dell’omonima “Passione” dialettale di Gianni Croce. Tale trasposizione è stata voluta dall’autore al
fine di coinvolgere nell’interpretazione della stessa il maggior numero possibile di parrocchiani,
non tutti padroni del dialetto e
l’idea ha raggiunto in pieno il suo
scopo. Ma quello che più ha impressionato, convinto e al tempo
stesso commosso il numeroso
pubblico che la sera del 22 marzo
u.s. ha gremito la chiesa è stato
l’imponente allestimento scenico,
consistente, tra l’altro, in un maxischermo sul quale, a seconda delle varie scene previste dal testo,
sono apparse immagini relative
alle stesse sia con riproduzioni di
quadri famosi che dei luoghi dove
l’azione si svolse e come oggi appaiono. Crudi “flash” di vita contemporanea hanno sottolineato la
reale attualità che, da sempre, il
messaggio evangelico ci propone,
valorizzando ancor più l’opera e il
concreto impegno degli interpreti. Pure apprezzati i brani musicali eseguiti dalla cantoria parrocchiale.
Al termine della “Rappresentazione” il Parroco don Gianni
Tabbò ha voluto ringraziare il
Comune di Alassio per la collaborazione, il numeroso pubblico per
la sua presenza, il Prof. Andrea
Gallea quale presentatore della
serata, l’autore, gli interpreti (qui
non elencati per motivi di spazio)
i componenti della cantoria e, in
particolare Giuseppe Croce quale
ideatore e realizzatore delle immagini proiettate nonché Ennio
Croce e Aldo Ansaldi per l’impegno profuso alla buona riuscita
della recita.
Tradizionale concerto
del Venerdì Santo
nella Chiesa
dei P.P. Cappuccini
Ventisette edizioni sono un
bel traguardo per un concerto.
Lo ha raggiunto quello del
Venerdì Santo organizzato ogni
anno dall’Assessorato alla
Cultura del Comune di Alassio,
A.P.T., Biblioteca Civica e Circolo Amici della Musica “Primo
Campana”, nella parrocchia di S.
Maria Immacolata (Cappuccini).
Quest’anno si è esibito il Coro
Polifonico “Laeti Cantores” di
Quiliano, diretto dal giovane
Maestro Angelo Mulé.
Il “Laeti Cantores” è assai numeroso, conta circa cinquanta
elementi, ha acquisito notorietà
e prestigio: ha eseguito concerti in San Pietro in Vaticano, ad
Assisi, a Busseto e in Germania.
Il M° Mulé ha conseguito una notevole esperienza presso il Coro
della Cattedrale di S. Lorenzo a
Genova.
Preceduto da una “Barcarola”
del contemporaneo compositore Poujoule, eseguita dalla giovane chitarrista Fausta Crispino; il Coro, all’occorrenza con
voci solistiche (Soprano e
Mezzo soprano) e accompagnamento di Organo, Pianoforte e
Flauto), ha cantato brani di
Vivaldi (Credo); Pergolesi
(Stabat Mater); tre Cantate e
una sonata per solo Organo di
Bach; l’Ave Verum e il Laudate
Dominum di Mozart; il Cantique
de Jean Racine di Fouré e il
Requiem di Puccini.
Perfetto l’affiatamento e notevole la resa musicale che hanno
suscitato l’entusiasmo del numeroso pubblico presente, tanto da ottenere come “bis” il
Requiem di Rossini.
Un particolare ringraziamento ai rev. Padri Cappuccini per
la loro cortese ospitalità.
C. B.
Sabato 16 Aprile 2005
9
«L'ALASSINO»
L’EMOZIONE DI UN GRANDE CORO
Il celebre MONTE CAURIOL in
concerto sabato 16 aprile alle 21
in S. Ambrogio
Per la quarta volta, dal 1990 ad
oggi, il noto complesso genovese
è ospite della nostra città. Nelle
passate edizioni (90-95-00) si festeggiavano, con questo appuntamento, gli anniversari della
Corale Alassina. Quest’anno il
concerto è stato programmato e
voluto dall’ Amministrazione
Comunale per la qualità della manifestazione da un punto di vista
culturale e di richiamo turistico e
di appassionati del settore.
Inoltre l’appuntamento coincide
con il raduno Alpino organizzato
dal Gruppo di Alassio per il giorno successivo al quale il Coro dona un ottimo corollario. Proprio
per questo motivo la direzione
artistica dello stesso ha deciso di
dedicare tutto un tempo ai canti
degli Alpini e della guerra. La seconda parte, più eterogenea, passerà dai più suggestivi canti della
montagna a canti di lavoro, di
emigrazione, di amore, toccando
diverse regioni italiane. Ricordiamo che in occasione dell’incontro del 6 gennaio 2000 il maestro Armando Corso ha posto a
nome del Coro la firma sulla piastrella che fa bella mostra di sé
sul Muretto e che da qualche
tempo tre alassini si fanno onore
tra le file del Monte Cauriol.
IL CORO MONTE CAURIOL
Il coro Monte Cauriol nacque a
Genova durante l’anno accademico 1949/50 ad opera di alcuni
studenti della Facoltà di Ingegneria che, appassionati di montagna, si riunivano a cantare le
canzoni già rese note dal Coro
della SAT di Trento, capostipite
di questo genere musicale. I consensi degli amici e le richieste di
primi concerti incoraggiarono i
giovani coristi e li spinsero a proseguire nella loro attività. Fu così
che, sorretto dall’entusiasmo e
dalla passione, il Coro pur lavorando e basandosi sul classico
repertorio SA T, indispensabile
palestra di studio e approfondimento musicale, andò formandosi un inconfondibile stile e un
personale repertorio, frutto di efficace ricerca da parte dei singoli elementi e delle armonizzazioni
del direttore Armando Corso.
Infatti, fin da allora il giovane
maestro, uniformandosi al gusto
dei musicisti che componevano
per conto della SAT, creò armonizzazioni prive di fronzoli polifonici ed artificiosità di sorta,
badando a non travisare lo spirito originario del canto popolare,
che deve sempre risultare semplice e spontaneo. In più le sue
creazioni risentono - pur in tono
misurato - di quel po’ di brio, di
estro, di improvvisazione legati
alla pratica del Jazz, altra sua
grande passione musicale. È interessante e piacevole constatare
come, a cinquant’anni di distanza, quelle prime esperienze si
mantengano sempre fresche ed
attuali, oltre che in perfetta sintonia con le sue più recenti produzioni. Il giovane maestro proporrà inoltre un modo interpretativo molto caldo e pieno di effetti, a volte un po’ goliardico ma
estremamente immediato, che
verrà subito condiviso ed eseguito dai coristi: nascerà così l’inconfondibile “stile Cauriol”.
All’interno del Coro la montagna
non la si canta solamente, la si vive anche con intensità in compagnia, durante le vacanze, si scia,
si sale sulle Torri del Vajolet e sul
Catinaccio, vengono scalati il
Sassolungo e la Cima Grande di
Lavaredo, oltre a diverse scalate
nel gruppo del Bianco. Citiamo
uno tra i mille curiosi aneddoti
che caratterizzano la vita del
Cauriol: nel lontano ‘55 un corista, Luciano Cardellino e la fidanzata Nuccia Gaetani decidono di
sposarsi sulla vetta del Cervino;
non avendo ottenuta la necessaria autorizzazione dal Vescovo di
Aosta, il 16 agosto si uniscono in
matrimonio in Valtournanche,
assistiti da due testimoni d’eccezione, le celebri guide alpine
Luigi Carrel il vecchio e Camillo
Pellissier. La sera stessa si preparano corde, picozze e zaini per
il rituale “viaggio di nozze” con
destinazione il Cervino in cima al
quale due giorni dopo brinderanno felici alla nuova unione! In
tempi più recenti spiace ricordare avvenimenti più tristi come la
prematura perdita di un corista,
Gian Bandiera, sulle montagne
austriache o del caro amico del
Coro e grande alpinista Gianni
Calcagno sul Mc Kinley. Memorabile invece la manifestazione a
Genova in onore ai trionfatori del
K2, accompagnata da numerosi
canti del Coro che tanti anni dopo ha avuto anche l’onore di essere presente all’inaugurazione
del nuovo rifugio Margherita sulla punta Gnifetti (m. 4554) nel
gruppo del Monte Rosa. L’8 agosto l999 le guide alpine di
Courmayeur hanno intitolato
una “via attrezzata” che dagli alpeggi dell’ Amouva porta al rifugio Cesare Dalmazzi sul gruppo
del Bianco. Il 20 luglio 2000 alle
ore 16,00 sull’impervia parete
nord del Cauriol è stata aperta
una nuova via intitolata “Via
Coro Monte Cauriol”. Insomma
una perfetta simbiosi che comunque non ha intaccato la versatilità e l’eclettismo del Coro.
Nato per cantare le montagne, ha
ben presto esteso il repertorio ad
altri temi: dai canti di montagna è
passato alla fonte più vicina, i
motivi della naja. Poi è sconfinato nel folclore: una vena ricchissima che racchiude i tesori del
patrimonio tradizionale delle regioni italiane e straniere, con teneri e gustosi grandi capitoli che
sono le canzoni dell’amore, le
ballate d’osteria, il tema del lavoro ed i lamenti dell’emigrante.
Infine è straripato in un genere
caro al gusto di tutti, al rimpianto, alla nostalgia: i canti natalizi,
dai quali si estrapola la suggestione delicata delle composizioni religiose e degli spirituals.
Ogni genere impone criteri interpretativi diversi. una differente
metodologia di esecuzione che il
Coro ha sempre cercato di affrontare contando sul fortunato
equilibrio che deriva dalla sua
duplice natura: goliardica e rigorosa. Ne è testimonianza l’ampia
discografia che racchiude in 11
long playing con l’RCA e 7 compact disc circa 300 canzoni edite
anche su due canzonieri. Attualmente il noto complesso (sempre diretto dall’ing. Armando
Corso) è fondato da circa 60 elementi di cui abitualmente a rotazione 38-40 partecipano ai concerti. Definito scherzosamente
“coro degli ingegneri di montagna” per via delle sue origine avvenute appunto alla Facoltà di
Ingegneria è considerato da pubblico, stampa e critica, un modello di riferimento nello specifico
settore. (Da ricordare il I° posto
al Concorso Nazionale di Novara,
aggiudicato da una prestigiosa
giuria composta da Silvio
Pedrotti, Massimo Mila, Aladar
Janes, Andrea Mascagni, Toni
Ortelli). Oggi il coro è formato oltre che dagli “storici” ingegneri
anche da molti medici, avvocati,
dirigenti ma anche da studenti,
artigiani, impiegati, persone eterogenee per estrazione, interessi, cultura, età ma tutti accomunati dalla stessa passione per il
canto, per la montagna e soprattutto da una splendida amicizia.
Il repertorio del Coro è prevalentemente composto da canzoni di
origine popolare ed eventualmente d’autore, che abbiano comunque mantenuto nel tempo
peculiari caratteristiche di genui-
nità e freschezza, ritenendo che il
filtro della tradizione orale compia nel tempo un’opera di limatura e riduzione all’essenziale, conferendo incisività alle melodie ed
ai testi ripresi o tramandati; pertanto in conformità a questi, il
Coro ha sempre preferito eseguire armonizzazioni che si richiamano al canto corale spontaneo.
Solo con molta parsimonia vengono inseriti effetti armonici più
sofisticati, comunque accettabili
in quanto preposti a valorizzare
con coerenza interpretativa lo
spirito originario del testo poetico e melodico.
In altre parole il Coro Monte
Cauriol ha sempre cercato di
aderire appieno allo schietto spirito popolare del canto di montagna.
ARMANDO CORSO. Armando
Corso è nato a Genova nel 1929,
dopo gli studi classici si è laureato in Ingegneria Meccanica e
Ingegneria Navale. Ha insegnato
alla Libera Università di Roma ed
è docente alle Facoltà di Ingegneria delle Università di Genova
e Milano. È stato Dirigente
dell’Italsider e Dirigente dell’
Italimpianti, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana
Ricerca Operativa, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Italiana per l’automazione e membro del Consiglio Direttivo dell’ Associazione Italiana di Studio del
Lavoro, dell’ Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale,
dell’ Associazione Italiana Controllo Qualità, della Federazione
Relazioni Pubbliche Italiana e
delle Associazioni Genovesi
Società di Letture e Conversazioni Scientifiche, Centro Ligure
per la produttività e Club Dirigenti Vendite e Marketing. E’
membro della Operational
Research Society of America. È
membro del Comitato di redazione della rivista Impianti e dal
1975 Direttore responsabile della
rivista Italimpianti. Ha collaborato alla Enciclopedia della Azienda Italiana ed effettuato una quarantina di pubblicazioni tecniche
e organizzative. Ha presentato
memorie a convegni e seminari
nazionali ed internazionali e in-
BOCCE
segnato presso l’ISEO e numerosi corsi di formazione aziendale
per società di Genova, Milano,
Trieste, Ivrea.
In campo musicale è pianista
jazz dal 1947, oltre come solista,
ha suonato con numerosi complessi nazionali rappresentando
l’Italia al Festival Internazionale
di Breda, Olanda. Ha costituito il
Mìssisippi River Trio e attualmente dirige anche il quintetto
Mìssisippi Minstreal che nel 1982
ha ricevuto il premio Liguria per
il Jazz. Ha partecipato a centinaia
di concerti e decine di Festival
nazionali ed internazionali, radio
e teletrasmissioni con i maggiori
Jazzisti del mondo tra i quali citiamo: Max Kamisky, Bud
Freeman, Bill Coleman, Bill
Davisons, Billy Butterfield, Eddy
Miller, Oscar Klein, Bennie
Morton, Joe Venuti. Ha inciso
con Albert Nicolas e Bobby
Hackett. Ha collaborato, al clavicembalo e alla spinetta, con la
piccola Camerata Genovese. Ha
collaborato con l’Orchestra della
RAI. Ha dato concerti come solista di pianoforte e fisarmonica.
Ha fondato e dirige dal 1989 il
Trio Vaudeville. Ha fondato e dirige dal 1978 il Coro misto Cinque
Terre che esegue canti di tutto il
mondo. È membro del C.D. e presidente della Commissione Artistica dell’Associazione Cori
Liguri. Fa parte della Commissione
Artistica
della
FE.N.I.A.R.CO. (Federazione
Nazionale Associazioni Regionali
Corali)
Nel 1949/50 ha fondato in seno
all’Università di Genova il Coro
Alpino Monte Cauriol che tuttora dirige.
IL MONTE CAURIOL
Il monte Cauriol si trova nella
catena del Lagorai in Vai di
Fiemme e fu teatro di sanguinose battaglie durante la guerra
1915/18 alla quale presero parte
anche gli Alpini Liguri del
Battaglione Pieve di Teco. In occasione dei vari anniversari di
attività il Coro ha festeggiato
questi avvenimenti proprio in
Val di Fiemme a Ziano con
ascensione sul caro MONTE con
la fraterna collaborazione degli
amici zianesi.
Targa d’Oro: i risultati finali
359 formazioni al via per un totale
di 1.436 giocatori provenienti da tutta Italia Conto alla rovescia per il trofeo “Targa d’Oro”.
Il 12 e il 13 marzo scorso si sono affrontati nelle fasi iniziali sui campi di
Andora, Garlenda, Albenga, Ceriale,
Borghetto Santo Spirito e Loano, poi
ad Alassio, sui campi della
Bocciofila Alassina.
Oltre 29 i quintali di bocce che
hanno rotolato sui campi di Alassio
e località limitrofe dalle ore 8 di mattina di sabato 12.
Le statistiche di quest’anno: 359 le
formazioni al via per un totale di
1.436 giocatori. Sono 20 i comitati
provinciali e 165 le società rappresentate. Va alla Sommarivese (CN)
un plauso per il maggior numero di
formazioni iscritte: 10 quadrette. La
società San Daniele del comitato di
Udine, invece, è quella proveniente
da più lontano. Un nuovo traguardo è
stato superato quest’anno: quello
delle formazioni straniere iscritte,
che sono sette. La gara si è articolata
in 358 incontri e un calcolo attendibile stima in 57.280 le bocce giocate
Dopo i primi due turni del mattino
sono parecchie le formazioni titolate
messe fuori dalla competizione. Per
citarne alcune: la Tubosider di Piero
Amerio, la Chierese di Guaschino, le
Nitri di Fassone e Ducourtil.
Nel terzo e quarto turno continua
la marcia dei soliti noti: con Ferrero
(Suini) e Tubosider (Gamba) passano il turno tra le altre anche
Valmerula (Agnesini e Ressia) e
Carcarese (Bianchi).
La finalissima si è disputata domenica sera alle 21 sul campo centrale della sede della A.B. Alassina e
ha visto di fronte La Perosina di
Manzo (A) Carrera (A) Calvetti (A)
Collet (A) e la BRB di Ivrea con
Avetta (A) Risso (A) Birolo (A)
Bellazzini (C).
Attento e numeroso il pubblico anche durante la finale. Dopo la presentazione delle squadre e del direttore di gara la partita ha preso il via.
Nella prima mano Carrera manca il
pallino salvezza ma BRB non approfitta: Risso colpisce la sua e Avetta
centra il bersaglio solo con la seconda; segnano 3 punti gli eporediesi. La
giocata successiva termina con
Birolo che batte il punto di Manzo,
portandosi sul 4-0. Perosina spreca
nel terzo tiro quando, dopo due boc-
ciate in quadro di Manzo ed una di
Carrera, Collet colpisce una sola su
due e Calvetti non vince con due bocce l’accosto di Risso: 5-0. Anche la
quarta mano, seppur equilibrata, volge a favore del BRB: doppietto colpito sia da Risso che da Avetta, mentre
Carrera ne sbaglia 1. Il parziale va sul
6-0. Altra occasione di rimonta persa
da Perosina nella quinta mano quando due errori in accosto di Carrera e
uno di Manzo fanno si che un doppietto di Birolo recuperi un errore di
Avetta. Bellazzini aggiunge e si porta
sul 8-0. Nella giocata seguente è un
accosto azzardato del BRB che costringe al salvataggio sul pallino di
Carrera, dopo una bocciata sbagliata
sulla boccia. Si ripete il tiro e questa
volta è Avetta che, dopo aver sbagliato la bocciata nella boccia, si salva sul pallino. Si ripete quindi nuovamente la mano e questa volta un errore di Risso ed uno di Avetta costringono quest’ultimo al bis sul pallino. Riparte di nuovo il gioco che si
sbilancia a favore del BRB; Carrera
sbaglia la bocciata al pallino e concede un punto agli avversari che giungono sul 9-0. Poi un buon tiro della
Perosina permette alla quadretta di
Manzo di conquistare due punti e
portare il parziale a 9-2. Non si tratta
però dell’inizio di una rimonta, infatti nella mano successiva la quadretta
di Ivrea grazie a due belle bocciate di
Risso si aggiudica i 4 punti che la separavano dall’ambitissima Targa
d’Oro. Il punteggio finale è dunque di
13-2 a favore della B.R.B. di Ivrea che
si aggiudica il 52° trofeo Targa d’Oro
Città di Alassio, in poco meno di due
ore di gioco.
Non accenna a diminuire l’entusiasmo con cui anche quest’anno la
Bocciofila Alassina si ci ha offerto
una nuova edizione, la cinquantaduesima, del Trofeo “Targa d’Oro
Città di Alassio”.
Si tratta di una manifestazione
sportiva che in questi anni ha saputo diventare un punto di riferimento,
ha saputo entrare nel novero delle
tradizioni della nostra città, e non
solo. In questi anni ha infatti saputo
crescere, richiamando da tutto il
mondo ad Alassio i più grandi appassionati di bocce, una disciplina
sportiva che, a dispetto delle convinzioni più comuni, appassiona
tanti ad ogni età.
M.R.
Studenti alassini quarti ai Campionati Italiani
Alassio for Africa
Proseguono i preparativi per
la cena benefica “Alassio for
Africa” organizzata da Piero
Ottobelli e Max Quadrelli presso il ristorante del Diana Grand
Hotel in favore del villaggio e
della scuola di S. Kizito in
Ruanda. La data scelta è il 12
maggio. Grande ospite d’onore
sarà Nicola Savino, tra l’altro voce di Radio DeeJay. Durante la
serata si svolgerà anche una
grande lotteria, legata ai biglietti venduti per il galà. I premi, tutti splendidi sono moltissimi.
Primo premio un quadro del pittore Chino Bert e poi premi de
“La Sfinge”, del pittore Elio
Brossa, del negozio Tezel,
dell’antiquario Alciati, di Esse 2,
Carosello, Tortuga. Sponsor “Il
Fornaio”, “Pasta fresca Angelo e
Bruna” e il bar della Stazione.
Erroneamente nel numero scorso de “L’Alassino” era stato detto che avrebbe partecipato anche il pittore Mario Berrino.
Non è così in questo caso, anche
se il Maestro Berrino, in molte
altre occasioni, ha aiutato il villaggio di S. Kizito donando le
sue splendide opere. Per informazioni e per acquistare i biglietti (a numero chiuso) si può
contattare il numero 347
1175577.
Grande giornata
S.O.M.S. di Alassio
Un altro anno è passato ed ecco
la grande giornata per l’Assemblea annuale ed il fraterno Convivio dei Soci e simpatizzanti della SOMS di Alassio, il 3 aprile,
all’Hotel Aida, sempre degno della sua fama e della tradizione.
Presente il Sindaco, Arch. Marco Melgrati, neo-Socio onorario
(con l’Ass. dott. Loretta Zavaroni)
il quale ha rivolto il suo saluto
sempre cordiale all’Assemblea. Il
Presidente, Geom. Enzo Barbera,
ha ricordato i Soci defunti ed ha
chiesto un minuto di raccoglimento per onorare la morte del
Papa grande Giovanni Paolo II. Ha
quindi porto il suo saluto ai
Presidenti delle società consorelle di Moglio e Solva, al Presid.
A.V.A. e a tutti gli intervenuti per
dare la parola a Claudio Gavaldo
ed a Paolo Pezzolo che hanno letto la relazione annuale approvata
all’unanimità. Sono state consegnate le medaglie d’oro ai nuovi
Soci pensionati ed il brindisi finale ha chiuso la simpatica annuale
cerimonia sociale e conviviale apprezzatissima. Va aggiunto che,
con la solita simpatia d’ogni anno
la Signora Jole Barbera, a nome
della SOMS e del marito, ha donato a tutte le Signore presenti un
grazioso omaggio.
A.V.A.
Due studenti dell’istituto alberghiero di Alassio si sono piazzati al
quarto posto nella finale del Cocktails Contest Nazionale svoltosi a
Varallo Sesia.
Si tratta di Serena Simone e di
Matteo Pesce che hanno ottenuto i
brillanti piazzamenti nelle categorie
“Non solo grappa” e “Con grappa”.
Alla manifestazione hanno partecipato quasi duecento concorrenti
provenienti da tutta Italia ed appartenenti a 60 istituti alberghieri.
Ad accompagnare i ragazzi
dell’Istituto Secondari Superiore di
Alassio sono stati il tecnico Italo
Bellino e la docente di sala e bar
Agnese Bove: «Ogni anno il numero
dei partecipanti ed il livello della manifestazione – dice la Bove – sono
sempre più elevati. Serena e Simone
sono stati molto bravi e sono riusciti a piazzarsi ai piedi del podio».
Per partecipare alla finale, che si è
svolta al Teatro Civico di Varallo
Sesia, i due studenti alassini hanno
dovuto superare le qualificazioni
che si sono svolte nelle Distillerie
Francoli di Ghemme, in provincia di
Novara, l’azienda che da quindici anni sponsorizza la manifestazione.
C.A.
Società di Mutuo Soccorso “Fratellanza” di Moglio
VENERDÌ 29 APRILE 2005
Presso la sede Sociale di via Mazzini n° 4 – Moglio è convocata
L’ASSEMBLEA GENERALE
ORDINARIA DEI SOCI
Alle ore 20,30 in prima convocazione
Alle ore 21,00 in seconda convocazione
Con il seguente ordine del giorno:
• bilancio chiuso al 31/12/2004;
• accettazione domande nuovi soci;
• fusione per incorporazione con la cooperativa
“Progresso” Mogliese s.r.l., delibere conseguenti;
• varie ed eventuali
Si confida in una numerosa partecipazione
Il Presidente
F. Airaldi
10
«L'ALASSINO»
Bressani, Celon e Poli
nella Volvo Cup
Lorenzo Bressani, Nicola Celon
e Daniele Poli si sono aggiudicati
ad Alassio, nelle rispettive classi,
la vittoria nella settimana velica
internazionale valida anche come
prima prova del Circuito mondiale della Volvo Cup.
Con queste regate veliche di
Altura è finalmente ritornata la
grande vela ad Alassio.
La città del muretto ha ripreso
così ad ospitare di nuovo importanti appuntamenti dopo la lunga
chiusura che ha consentito l’ampliamento del porticciolo Luca
Ferrari.
Ecco le classifiche. Beneteau
25: l) “Fra Martina” Lorenzo Bressani (armatore: Edoardo Pavesio, Circolo Nautico al mare di
Alassio), 3 penalità; 2) “Biotipi”
Savino Formentini (Savino Formentini Y.C. Sanremo), 8; 3)
“Jahapli Federico Battello (Alessandro Novi Y.C. Italiano), 9. Melges 24: l) “Aleali” Nicola Celon
(armatore: Ezio Amadori, Fraglia
vela Desenzano), 9 penalità; 2)
“BSI” Gabriele Benussi (Massimo
Bernasconi C.C. Domaso), 9; 3)
“Ballalinda” Gianni Sommariva
(Alessandro Zampori CNAM
Alassio), 13.
H 22: l) “Welcome” Daniele Poli
(armatore: Roberto Spata,
Circolo della vela Como), 8 pen.;
2) “Vitamina H” Tiziano Radin
(Tiziano Radin Circolo Vela
Como), 9; 3) “Black” Roberto
Spata (Antonio Castelli Circolo
Vela Como), 13.
Con la Volvo Cup sono tornate
anche a regatare le barche
dell’Alassio Sailing Team, le quattro barche targate Circolo Nautico al Mare Alassio, con gli
armatori Claudio Betti, Alessandro Zampori, Andrea Magni e
Gianluca Grisoli.
Grande la presenza di campioni: Lorenzo Bressani, triestino
“Velista dell’Anno” della classe e
pluricampione mondiale, Carlina
Ubertalli, campionessa d’inverno su Melges 24, nonché Edoardo
e Vanni Pavesio campioni invernali su Beneteau 25, Paolo Semeraro, olimpionico, velaio di D’Alema, Nicola Celon, olimpionico a
Sidney 2000, Paolo Cian, timoniere e tattico su “Mascalzone Latino” all’America’s Cup, Dado Gorla plurimedagliato alle olimpiadi
su classe “Star” e Roberto Martinez, tattico su Azzurra nell’America’s Cup, Tommaso Chieffi,
campione mondiale su 470 e
olimpionico nella medesima classe, gli olimpionici Matteo Ivaldi,
Diego Negri, Pietro e Gianfranco
Sibello e Sandro Montefusco.
Presenti anche i fortissimi Marco Augelli, Roberto Benamati,
Andrea Fornaro, Roberto Spata,
lo svizzero Daniel Shroff e Luca
Valerio.
Claudio Almanzi
Kitesurf
Nuova attività sportiva
Chi desidera prendere visione del “Regolamento per lo svolgimento dell’attività di navigazione con aquilone (kitesurf)
nel circondario marittimo di
Alassio”, oltre che in Capitaneria di Porto, può consultarlo
presso la Sede A.V.A.
Errate corrige
Nel numero de «L’Alassino»
del mese di marzo u.s. a pag. 7,
nell’articolo: “Più che una promessa per lo sport Alassino” il
nome dell’atleta non è Mario
Abate ma EMANUELE Abate.
Sabato 16 Aprile 2005
AMPLIAMENTO PORTO “LUCA FERRARI” DI ALASSIO
Situato a nord-est della città, ai
piedi di Capo S. Croce, il Porto di
Alassio è da sempre protetto da
un lungo molo foraneo a 3 gomiti,
banchinato all’interno e dominato dalla caratteristica “Cappelletta” la Cappella Votiva intitolata ai Caduti del Mare.
Nella prima versione comprendeva due moli di sottoflutto, una
banchina piazzale e alcuni pontili galleggianti. Tutti i moli e le
banchine erano dotati di bitte e
anelli di ormeggio.
L’idea della costruzione del
Porto è degli Anni ’50 sotto
l’Amministrazione del Sindaco
Francesco Torre. I lavori iniziarono nel 1953, opera dell’Amministrazione Comunale guidata
dal Sindaco Luigi Balduzzi. Fu terminata e operante, dopo un’interruzione dei lavori dovuta ad
una forte mareggiata che distrusse parte della diga foranea, nel
1956 e fu intitolata a Luca Ferrari,
celebre navigatore alassino, scopritore di nuove terre nelle Indie
Orientali.
Nel 1963 fu ultimata l’edificazione dello stabile che attualmente ospita la sede dell’Ufficio
Circondariale Marittimo e del
Circolo Nautico Al Mare.
Con l’ingresso nel gennaio del
2002 della Marina di Alassio SpA
(80% Comune di Alassio e 20%
Circolo Nautico al Mare) è iniziata una serie di lavori volti alla riqualificazione del porto: la ristrutturazione dei servizi igienici
– ne sono stati aggiunti alcuni nella zona della scuola vela – e della
diga foranea che si è arricchita di
una passeggiata rialzata con tanto di corrimano e panchine; la dotazione, per ogni posto barca, di
apposite colonnine con gli attacchi per luce e acqua.
Nuovi anche gli uffici della
Capitaneria, del Circolo Nautico
e della stessa Marina di Alassio e
nuovi i servizi come la centralina
meteorologica, il servizio di noleggio di biciclette e il parcheggio
a rotazione che ha di fatto aperto
il Porto di Alassio anche al pubblico esterno.
Spazio anche ai privati: accanto al tradizionale bar-tavola calda da sempre al servizio dei dipartisti si sono aggiunti un bar,
un ristorante e una discoteca.
Il 15 dicembre del 2003 è stato
poi consegnato il cantiere per
l’ampliamento del porto nella zona del molo di sottoflutto: lavori
per i quali erano stati preventivati mille giorni di attività, conclusi
invece in poco più di un anno.
Ma veniamo all’ampliamento
che ha lasciato sostanzialmente
inalterata la situazione relativamente alla superficie compresa
tra il litorale, il molo sottoflutto e
il molo sopraflutto, ma è andato
ad intervenire in una ulteriore
area immediatamente a nord della precedente struttura, racchiusa tra il litorale, un nuovo molo
sottoflutto e il molo sottoflutto
sull’area precedentemente occupata dalla Scuola di Vela, che è
stata trasferita un centinaio di
metri più avanti in direzione
Albenga. L’intera spiaggia è stata
infatti sorbonata e spostata in
quella direzione a ridosso della
nuova diga.
L’intervento ha permesso il rinascimento di un ulteriore tratto
di spiaggia che dalla nuova dislocazione della Scuola Vela si
estende fino alla suggestiva
Punta Murena.
L’opera è stata prevista conforme al preesistente e completa di
tutti i servizi su una superficie
complessiva di oltre 23.500 mq.
Nuovi ormeggi, circa centotrenta, nuovi parcheggi, 80 per le
auto e 60 per le moto, e sostanzialmente un nuovo look per una
struttura sotto molti punti di vi-
sta, fondamentale per l’economia della città.
Un progetto finalizzato ad una
maggiore sicurezza dell’intero
approdo, con criteri che corrispondono ad altrettante valutazioni di funzionalità.
In particolare i pontili galleggianti hanno reso lo spazio acqueo adattabile ad esigenze variabili, connesse con i mutevoli
indirizzi del mercato nautico in
termini di lunghezza, larghezza e
pescaggio.
I servizi di banchina previsti,
acqua potabile ed energia elettrica, sono adeguati alle attuali esigenze del diportismo nautico.
Sempre nell’ambito dei servizi
ai diportisti, unico in Liguria, tra i
primi su tutto il territorio nazionale, il Porto di Alassio si è inoltre dotato di una stazione di aspirazione delle acque nere e di sentina, posizionato sul molo “sud”.
Si tratta di un impianto di moderna concezione che va a soddisfare una delle esigenze fondamentali dei natanti.
In tutta la progettazione, poi si
è tenuto conto dell’impatto ambientale, dei percorsi, dei servizi
e di ogni elemento fruibile dal
pubblico. Una particolare attenzione quindi anche alle barriere
architettoniche: i parcheggi sono
separati dal bordo della banchina da una successione discreta
di aiuole, la pavimentazione di
bordo banchina è rugosa, sui percorsi non sono presenti scalini,
l’accesso ai pontili avviene tramite pedana leggermente inclinata
senza risalti in ambo i sensi opportunamente studiati per l’accesso delle sedie a rotelle.
Un occhio di riguardo anche alla sicurezza con un nuovo sistema
di telecamere a circuito chiuso.
Alla fine dei lavori verrà iscritta
ipoteca sulle stesse a favore di
Deutsche Bank e, su richiesta del
Comune, si procederà allo scarico della fideiussione.
Con l’ingresso di Deutsche
Bank nel Porto di Alassio, la struttura si è anche dotata di un prezioso sportello Bancomat e di tre
totem informativi attraverso cui
è possibile accedere ad ogni sorta di informazione relativa al
Porto stesso.
In concomitanza all’ampliamento del Porto e alla realizzazione di un nuovo molo di sottoflutto sono iniziati anche i lavori
di consolidamento della Diga
Foranea. La difesa della scogliera
ammassata sull’esterno della diga si era negli anni assottigliata e
le mareggiate avevano fatto scivolare i massi mentre il continuo
moto ondoso li aveva erosi. L’intervento che ha comportato un
trasferimento di circa 24.400 tonnellate di materiale sassoso è servito e servirà quindi a rafforzare
la diga per fronteggiare le mareggiate di libeccio e scirocco.
550.000 euro la base d’asta di
questo ulteriore intervento reso
possibile grazie al finanziamento
della Regione Liguria che ha coperto il 65% dei costi e della
Marina di Alassio (che ha coperto il restante 35%). Con un ribasso d’ asta del 4% (per un totale di
542.800 euro di spesa)si è aggiudicata l’ appalto la ditta C.E.M. di
Napoli, la stessa che già ha portato avanti i lavori di ampliamento del Porto su subappalto della
Boscolo Tiozzo di Chioggia.
Quello che viene inaugurato
dunque non è solo un ampliamento ma una nuova concezione
di un Porto che da sempre è legato a grandi tradizioni sportive,
do il Circolo Nautico Al Mare.
Erano momenti pionieristici,
ma la passione era veramente
tanta, le barche naturalmente
tutte in legno erano per la maggiore con vela Tarchia e venivano varate e alate dalla spiaggia a
forza di braccia. Le prime regate,
le prime sfide con la partenza che
veniva data dalla punta del pontile Bestoso con un cannoncino
che segnalava il momento
dell’inizio della regata. Man mano che passavano gli anni il Cnam
diventava sempre più importante e sempre più Alassini si cimentavano in virate e strambate, e
basta guardare alcune foto di
quegli anni per notare subito, come il mare della baia del sole, fosse animato e punteggiato da decine e decine di imbarcazioni a
vela, sicuramente molto più di
oggi.
Dopo la guerra i primi campioni che ancora oggi possiamo incontrare, tra di loro il famosissimo “Zio Pino” Zucchinetti prima
sui Dinghy 12p e poi sul mitico
5.50 su cui insieme ai fratelli
Carattino di Varazze prese parte
ai Giochi Olimpici ad Acapulco in
rappresentanza dell’Italia. Chi
non ricorda le grandi battaglie
sui Dinghy costruiti dal mitico
maestro d’ascia “Settimin” tra i
vari Nanin Sibelli, Lillo Gaibisso
pluri Campione Italiano, Armando Boscione, Pierino Vaccarezza, Franco Azzini, Bubi Solari
e poi ancora sul Finn con Sergio
Gaibisso (l’attuale Presidente
della federazione Italiana Vela e
Presidentissimo del CNAM per
molti anni), Piero Marchiano,
Ninni Basso e tanti altri, per arrivare poi agli anni 60/70 quando le
imbarcazioni moderne e lo spostamento della sede sociale dal
Un intervento importante anche dal punto di vista economico
preventivato in 4 milioni di Euro.
In proposito è stato stipulato
tra Deutsche Bank, Marina di
Alassio e Comune di Alassio un finanziamento di 3,8 milioni di
Euro destinato all’ampliamento
del porto turistico “Luca Ferrari”
di Alassio. Il finanziamento è rappresentato da un mutuo di durata ventennale a tasso fisso, a fronte del quale il Comune ha rilasciato in favore di Deutsche Bank una
fideiussione fino ad un ammontare massimo di 1 milione di Euro.
La garanzia avrà validità sino alla
scadenza del secondo esercizio
finanziario successivo a quello di
entrata in funzione delle opere.
veliche e turistiche.
Oggi sono undici (cinque in più
rispetto al 2002) le persone impegnate a tempo pieno per la gestione del Porto: un servizio operativo 24 ore su 24 e 365 giorni
l’anno.
Una struttura che necessitava
non solo di un intervento tecnico
ma anche organizzativo.
Oggi accanto ai nuovi posti
barca, ai nuovi posti auto, ai nuovi servizi ritroviamo l’antica tradizione sportiva e velica: una tradizione che affonda le sue radici
lontano nel tempo.
Era il 3 Giugno del 1925 quando
un gruppo di appassionati del
mare di Alassio e della Vela decisero di unirsi in sodalizio fondan-
lungomare al Porticciolo Luca
Ferrari hanno portato il Circolo
Nautico ad essere uno dei Club
Nautici più importanti d’Europa.
Con l’organizzazione del Campionato Mondiale classe Flying
Dutchman nel 1968 il CNAM ha
spiccato il volo e le numerose attestazioni di stima per la perfetta
organizzazione ne hanno sancito
l’importanza sia sotto l’aspetto
sportivo che quello turistico.
Dopo questo grande evento altre grandi manifestazioni internazionali sono state organizzate
con perfetta efficienza dal CNAM
Alassio, i Campionati Mondiali
delle Classi Finn e FD nel 1987, gli
Europei di Soling, di Star di 2.4
con il nostro Pluricampione
Italiano Marco Turbiglio per arrivare al fantastico Europeo Open
della Classe Tornado del 2000, oltre all’organizzazione di tantissimi Campionati Italiani e Regate
Preolimpiche di varie classi e alle
importantissime regate d’altura
come la Settimana Internazionale
di Alassio riservata agli IMS e alle
classi Monotipo.
Tanti altri Campioni sono stati
formati dalla Scuola Vela del
Cnam dal 1969 nella spiaggetta
del porticciolo sui mitici Optimist, a parte gli Olimpionici sul
Tempest a Monaco 1972 Giampiero Dotti e Francesco Sibello, perché già bravi su altre classi, possiamo ricordare: Carlo Ripamonti, i fratelli Cattaneo, Ernesto
Dotti, Gianni e Agostino Sommariva Olimpionici e pluri campioni,
Gigi Galleani, Dado Garassino,
Nanni Maglione, Fabrizio Priolo,
Bruno Broccanello, Alessandro
Zampori, Andrea Magni, Marco
Marchesi, Michela Bruzzone, le
sorelle Massone, Claudio Betti,
Roberta Zucchinetti Campionessa Europea e Vice Campionessa Mondiale, gli Olimpionici
ad Atlanta e Campioni del Mondo
della classe Tornado Walter e
Marco Pirinoli per arrivare agli
Olimpionici di Atene i Campioni
italiani Pietro e Gianfranco Sibello
sul 49er a Michele Carbone a
Giorgio Poggi Campione Italiano
Laser di Distretto e ancora agli armatori plurivittoriosi in campo internazionale come Carla Ubertalli
Silva, i fratelli Pavesio i fratelli
Cogni, Mario Nattero, il Dott.
Mogna col fido Giorgio Migueles
Pereira, personaggi federali oltre
al già citato Presidente Gaibisso
all’Allenatore Federale e Coordinatore della Squadra Olimpica ai
giochi di Atlanta e Sydney Rinaldo
Agostini e al Tecnico Federale
Manfredo Audisio oltre agli
Istruttori Federali Cristina Tarello
e Flavio Pogliano, e a dirigenti regionali come il Vice Presidente
della 1 Zona Ennio Pogliano.
La vela in primo piano, dunque, ma anche la scuola sub, il diving, la pesca.
Ma nei progetti della Marina di
Alassio c’è ancora molto.
L’idea infatti per un prossimo
futuro è quella di dotare le colonnine luce e acqua anche di un servizio Wi-Fi , ovvero di un collegamento senza fili per la connessione ad Internet. Si stanno cercando i locali per fornire ai diportisti
una sorta di mini market o una serie di distributori automatici di
generi di prima necessità. Si sta
pensando anche a una lavanderia automatica…
Nel frattempo è già in atto la
progettazione di nuove cale per i
pescatori e per gli artigiani specializzati nel settore che andranno a collocarsi sul nuovo molo di
sottoflutto, anche a protezione
dei venti da nord. Qui troverà
spazio una nuova ulteriore sede
della Scuola Vela del Circolo
Nautico con un accesso direttamente dalla spiaggia.
L’obbiettivo è quello di liberare il piazzale dalle vetuste costruzioni in lamiera che fino ad
oggi ospitavano pescatori e artigiani. Non solo: sopra le cale sarà
possibile realizzare una nuova
passeggiata con belvedere sul
porto.
Per quanto riguarda la “nuova”
spiaggia si prevede inoltre la realizzazione di un “Porto a Secco”
per barche di misure ridotte.
Mentre restano operativi i due
cantieri con mezzi di sollevamento per imbarcazioni fino a 35 tonnellate.
I lavori prenderanno il via al
termine della stagione estiva per
concludersi nei primi mesi del
2006.
M.R.
Sabato 16 Aprile 2005
ERA IL 9 FEBBRAIO
Dell’anno 1849, quando si iniziava un’avventura che sarebbe durata poco, esattamente sino al 4 luglio di quello stesso
anno ma che avrebbe posto le
basi per la formazione dei futuri stati democratici a forma repubblicana.
L’antefatto è da far coincidere con il 26 dicembre quando il
Governo dello Stato Pontificio
fece approvare dai deputati la
convocazione in Roma della
Costituente degli Stati Romani;
due giorni dopo il Parlamento
era sciolto e le nuove elezioni,
le prime a suffragio diretto e
universale, erano indette per il
21 gennaio 1849.
Il Papa, da Gaeta, dove si era
rifugiato, emanando un divieto
a tutti i buoni cristiani di partecipare alle elezioni, definite atto sacrilegio, diede il colpo definitivo al partito dei moderati.
Infatti chi disertò le urne?
Proprio coloro che, ancora sensibili all’autorità pontificia o
memori delle aperture che Pio
IX aveva dimostrato all’inizio
del suo regno, sentivano in coscienza di dover rispettare il divieto; ma in tal modo la
Costituente divenne di fatto
un’assemblea rivoluzionaria.
Il 5 febbraio si inaugurava in
Roma, con un discorso di
Armellini, la Costituente, che
dopo soli quattro giorni di lavori, con 120 voti favorevoli, 10
contrari e 12 astenuti, proclamava: “Il Papato è decaduto di
fatto e di diritto dal governo
temporale dello Stato Romano.
Il Pontefice avrà tutte le guarentigie necessarie per l’ indipendenza nell’esercizio della
sua potestà spirituale. La forma del governo dello Stato
Romano sarà la democrazia pu-
ra, e prenderà il glorioso nome
di Repubblica Romana.
La Repubblica Romana
avrà col resto d’Italia le relazioni che esige la nazionalità
comune”.
Proclamata la Repubblica, bisognava darle un governo e
l’Assemblea scelse per la forma
del Triumvirato, affidando il
potere esecutivo ad Armellini,
Montecchi e Saliceti, avvocati i
primi due, professore di diritto
e mazziniano convinto il terzo.
Il Triumvirato era affiancato da
un Ministero, a capo del quale
fu nominato ancora monsignor
Muzzarelli, e che ebbe agli interni Aurelio Saffi, il forlivese
già protagonista dei moti del
’31.
Ora che la struttura legislativa ed esecutiva era completa,
la nuova Repubblica iniziava effetivamente la sua vita, scon-
trandosi col più incancrenito
problema ereditato dallo Stato
Pontificio: la situazione disastrosa delle finanze pubbliche.
Così il 21 febbraio l’Assemblea votò un provvedimento che suscitò enorme scalpore: l’incameramento dei beni
ecclesiastici. Si trattava di somme ingenti, tra beni immobili,
mobili, depositi in danaro, arredi sacri preziosi, il cui valore
complessivo si calcolava attorno ai 120 milioni di scudi. Ma
non era ancora una cifra sufficiente e si dovettero attuare altre misure, prima delle quali un
prestito forzoso e si istituiva il
corso forzoso per la moneta
cartacea, prevedendo pene severe per chi rifiutava in pagamento Buoni del Tesoro o banconote della Banca Romana.
A seguito del telegramma di
Goffredo Mameli “Roma repub-
UOMINI DIVERSI 28
a cura di Dante Schivo
Ad un illustre Alassino di grande ingegno, Gerolamo Gastaldi,
che si rapportò con lui, Francoise
Marie Arouet de Voltaire così rispondeva: «C’est dommage, que
le gens qui pensent soient dispersès, tandis que le sots sont rassemblés en foul». («È vero peccato
che le persone che sanno pensare siano lontane, mentre gli stupidi sono riuniti in folle»). Questa
ironica ma simpatica risposta
dell’illustre pensatore francese,
erede della gloria del Corneille e
del Racine ci ricollega al tema del
nostro discorso riproponendoci
la particolarità dei Liguri, “Uomini diversi” che senza riunirsi in
folla hanno “saputo pensare”
nell’interesse economico e culturale dei popoli e delle Nazioni
che, spesso, il Volere di Dio, di
volta in volta, proponeva. Basta
girare il mondo d’oggi per accorgersene! Anche se in Patria questi meriti sembrano sconosciuti,
ci sono nel mondo talmente tanti
segni e così evidenti che da soli
giustificherebbero anche un eccessivo senso della propria superiorità, della propria differenza dagli altri. Si può dire ogni piccolo borgo della Liguria ha dato
un contributo notevole alla civiltà. Non basterebbe un libro
per citarne per intero gli esempi.
Ve ne propongo alcuni esempi. Il
nome di Recco, stampato orgogliosamente nel quadrante, lo abbiamo visto negli orologi di chiese e palazzi del Brasile, del Cile,
dell’Uruguay, dell’Argentina e
persino nella torre campanaria
di Curupayti, nel Paraguay. «Paso
de Recco». È un canale navigabile (Unico tuttora) che da l’accesso alle navi di buon tonnellaggio
per i porti costieri della riviera
del Paranà e lo si deve al Cap.
Gian Battista Massone che, nel
1850 in piena epoca del tiranno
Juan Manuel De Rosas, ha fondato una regolare linea di navigazione tra Buenos Ayres e i porti
dell’interno del grande fiume. A
questo illustre paesano seguace
di Nicolosio da Recco scopritore
delle Is. Canarie, si devono le uniche carte nautiche esistenti (e
tuttora in uso… È bello leggerne
in calce il nome preceduto dal ligure borgo d’origine!).Così
com’è sempre grande è la commozione di leggere a Milazzo la
lapide dei tre purissimi eroi morti combattendo, contro le truppe
borboniche per la libera Italia:
Giacomo Erede e Giuseppe Poggi
(dei carabinieri genovesi) e di
Carlo Giuseppe Olivari di Recco
cap. di mare, garibaldino, morti il
20 luglio 1860 (queste sono le cose da vedere e da meditare!). Ma
andiamo avanti seguendo il filo
della memoria. Il più grande “vaqueano” (si pronuncia “vacchiano”) del canale di Magellano,
“primo piloto”, pilota del canale
per 25 anni, capo-palombaro e armatore di velieri che ancor oggi,
per la sua fama fa inorgoglire gli
italiani che transitano l’arcipelago “Fueguino” fu un autentico
“sestrino” il Cap. Antonio Pesce
.Il vero fondatore della marina da
guerra Argentina fu il genovese
Giuseppe Muratori Capitano di
mare, amico di Giuseppe Garibaldi. Arrivato ad essere il primo
Ammiraglio Argentino continuò,
fino alla morte 1869 a parlare genovese. Parleremo ancora a lungo di questi grandi uomini che
tanto operarono spaziando in
campi d’azione diversi facendo
sempre risaltare la diversità della loro etnia pur orgogliosamente
fieri di essere i veri rappresen-
tanti della Nazione Italiana.
Questi umili figli di Liguria quando si trovano all’estero si sentivano dei veri rappresentanti della Patria e senza consultarsi con
nessuno, ma rispondendo soltanto all’innato senso di dignità
personale, si ergevano a Consoli,
esigendo, se occorreva, soddisfazioni e riparazioni. Come
quando il cap. Giacomo Filippo
Repetto di Camogli, Comandante
del piroscafo “Grimaldo”, domandò e ottenne dal re Kamehameda, alle Haway, l’omaggio di
ventun colpi di cannone alla bandiera d’Italia. Come
Nino Bixio, quando al comando del “Goffredo Mameli”, esigette ed ottenne, in Australia il saluto alla sua bandiera. Come avvenne al Cap. Gio Batta Serra di
Bonassola quando ad Haiti, esigette ed ottenne dalle truppe del
Generale Lecompte, la riparazione del presentat-arm. Come era
già avvenuto ad Antonio Ansaldo
da Camogli, anch’egli vecchio
Capitano di Mare, quando
all’Assuncion del Paraguay ottenne dai governi coalizzati del
Brasile, Uruguay e Argentina il
solenne saluto di riparazione alla
bandiera italiana, oltraggiata dai
marinai di una lancia da guerra.
O come fece il Cap. Chiappara
dei Cavi di Lavagna quando, per
primo arrivò a Bangckok. O come il Cap. Vincenzo Rocca di
Loano, che nel 1876, navigando
con l’ “Erminia” nell’interno della fiumara di Nec-che-see, ove
non si era mai azzardato nessuno capitano europeo, s’impose
alle autorità e ai pirati cinesi, difendendo ed imponendo la nostra bandiera italiana a suon di
schioppettate. Tutti nel mondo
conoscevano la sagacia, la capa-
cità e l’intelligenza di capire e risolvere situazioni, l’acume, la
perspicacie e il profondo senso
dell’onestà dei Liguri. La loro parola, in campo commerciale valeva un contratto e forse più.
Quanti bastimenti partirono per
il Danubbio senza che il Capitano Armatore passasse dallo
spedizioniere a firmare il contratto! Si sapeva che il nolo era a
Novanta lire nuove del Piemonte; c’era stata la rituale
stretta di mano, e la parola di un
Fravega, di un Rocca, di Garassino, di un Piaggio o di un
Casareto valeva di più di cento
contratti. Ma questi grandi uomini erano legati alla terra lontana non solo dal ricordo. Sempre
avevano la consapevolezza di
aver lasciato “al timone” delle
loro case e dei loro “scagni” delle grandi donne, abili nello sbrigare gli affari dell’uomo quando
questi era per mare, abilissime
nel preparagli i ravioli di grasso
e di magro quando era a terra. Se
i tempi erano stati cattivi o se
era avvenuto qualche sinistro,
era lei l’“armatrice”, la “capitana” o la “nostroma” che consolava, che tranquillizzava le povere mogli dei marinai che le capitavano in casa alla domenica
mattina dopo la S. Messa. Se il
“barco” ritardava “la capitana”
dava gli acconti e, quando i figli
dei marinai ricevavano “Il
Battesimo”, “La Comunione” o
“La Cresima” era la donna più alta in grado a fare da Madrina. E
quando alla domenica, questi
bambini, capitavano nella casa
della Signora Madrina, trovavano sempre il cioccolato fumante
ed il canestrello; era di rito.
UOMINI DIVERSI 28 – Continua
LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI
CAROLINA FERRARA
VED. LA GROTTA
22/3/1995 - 22/3/2005
Cara mamma, sono passati dieci anni, il tuo ricordo affettuoso,
la tua presenza spirituale sono rimasti con sempre vivi nel nostro
cuore. Il vuoto della tua scomparsa resterà incolmabile.
I tuoi cari
•••
11
«L'ALASSINO»
COSIMO CALÒ
«Caro Mino, a un anno dalla
tua dipartita, dalle pagine di
questo giornale, tuo cognato
Mario con le tue cognate e rispettivi figli, ti ricordiamo con
affetto immutato e ci uniamo ai
tuoi cari: Lucia e figli Patrizia,
Mauro e Fabrizio con le rispettive famiglie in un grande caldo
abbraccio».
MARGHERITA AMBRA FILIPPA DOLCEMASCOLO
GATTO
IN SCANDELLARI
18/4/2004 - 18/4/2005
«Quest’anno, al primo maggio ricorre il quarto anniversario che tu
ci hai lasciati, noi abbiamo sempre
vivo il tuo ricordo nel nostro cuore.
Tommaso, Rosi, Giusi, sorelle, cognati e nipoti tutti».
•••
MESE DI MARZO 2005
18 aprile 1999 – 18 aprile 2005
ALTOMONTE Antonia
anni 71
CAPOCHIANI Giovanni
anni 77
CASTIGLIONE Domenico
anni 72
DE ALESSANDRIS Elvira
anni 96
FORZANI Edoardo
anni 81
FREGHETTI Olga
anni 79
GARBACCIO Imelda
anni 92
MULASSO Giuseppe
anni 88
ODDONE Guido
anni 83
PATRONE Giuseppe
anni 93
PICCARDO Domenico
anni 60
PICCIOLINI Libero
anni 81
SALVATICO Rita
anni 89
TATTO Ancilla
anni 84
VISCIANO Antonio
anni 78
L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite
condoglianze ai loro familiari.
L’alba trascolora in pieno
giorno. La profusione della sua
luce mi coinvolge. Galleggio trasognata nel disorientamento.
Ogni risveglio ancora accentua la Tua assenza. La nostalgia si allinea alla luminosità del
sole.
La mente si rifugia nelle nuvole nel mondo dei ricordi. Rivivo
tutto quello che m’hai dato. Poi,
faticosamente m’adeguo al nuovo giorno senza Te…
Una vedova
Non si è ancora spenta la eco
della prematura scomparsa di
AMBRA MARGHERITA in SCANDELLARI, avvenuta nell’aprile
dello scorso anno. La ricordano
a quanti la conobbero e le vollero bene il marito Angelo, la figlia
Patrizia, il genero Giovanni, i nipoti Enrico,Gianluca e Davide
con tutti i parenti e gli amici.
•••
blica, venite” recapitatogli a
Londra, il 5 marzo Mazzini è a
Roma. Il 29 marzo con un cambiamento al vertice della Repubblica, Montecchi e Saliceti
lasciarono il Triumvirato, sostituiti da Saffi e Mazzini.
In un discorso davanti al
Parlamento Mazzini aveva detto: Noi vogliamo fondare la
Nazione: noi non cerchiamo solamente lo sviluppo del diritto
repubblicano, del benessere
del Popolo nello Stato Romano;
ma tentiamo un’opera unificatrice; noi guardiamo all’ Italia
dalle Alpi al mare.
E più avanti: Noi vogliamo
fondare la Repubblica.
E per Repubblica non intendiamo una mera forma di governo, un nome, un’opera di rivalsa da partito che vince su
partito vinto. Noi intendiamo
un principio; intendiamo un
grado di educazione conquistato dal popolo; un programma di
educazione da svolgersi; un’
istituzione politica atta a pro-
durre un miglioramento morale. Noi intendiamo per Repubblica il sistema che deve sviluppare la libertà, l’eguaglianza, l’associazione.
Il 30 giugno, di fronte all’impossibile di resistere oltre in
Roma, respinta la sua proposta
di uscire con l’esercito e trasferire altrove la guerra, Mazzini si
dimette con gli altri triumviri
perché dichiara di essere stato
eletto a difendere, non a sotterrare la Repubblica.
La Repubblica Romana era finita; le baionette francesi, in
mano ai figli della rivoluzione
restaurarono sul trono di Roma
il Papa Re.
Doverosa precisazione: ad eccezione del discorso di Mazzini,
tutto il resto è tratto dal saggio di
Paolo Deotto intitolato: La repubblica Romana: un’utopia del
1849 che farà l’Italia unita.
Tratto dal sito internetwww.cronologia.it/storia.
Giuseppe Cotta
12
«L'ALASSINO»
Specie ittiche della
Baia del Sole
Sabato 16 Aprile 2005
LA GROTTA INCONTRA…
a cura dell'Osservatorio Don Bosco
MARZO 2005
Triglia di scoglio
(Mullus surmuletus) - (Tréa)
È quella che si cattura in rada
sia in prossimità delle scogliere
che sui bassi fondali sabbiosi.
Lunghezza massima cm 30, peso
300 gr. Ha il profilo del capo un
po’ convesso e la sua colorazione è mutevole perché, per mimetizzarsi, può cambiare colore
con rapidità. Dall’occhio al pe-
duncolo codale ha sempre presente una fascia longitudinale
rossa con fondo giallo. In allarme i lati si colorano in colore
carminio madreperlaceo. Ha
carne ottima. Si pesca con canna da lancio.
Esca: verme - Armatura: a/b/c
Amo: 8/14 - Filo: 015/022
TRIGLIA
Dal 19 al 30 marzo “LA GROTTA” Don Bosco-Alassio ha incontrato Luigia D’ambrosio,
Rosamaria Domma, Christel
Grunewald, Laura Milano.
Molti visitatori hanno incontrato le loro opere e hanno avuto l’opportunità di assistere alle dimostrazioni delle varie tecniche.
La Grotta ringrazia particolarmente l’A.V.A., il suo PRESIDENTE, la Sig. Luciana Grollero e
tutti i Soci per la generosità e la
DISEGNO DI PATRIZIA PEZZUOLO
Le ceramiche di Laura Milano.
gentilezza della loro ospitalità.
Nell’occasione di questa mostra, Don Gino Berto, che ha
“battezzato” la Grotta, ci ha do-
Valide terapie dei nonni
La cicoria, caffè dei poveri
Cichorium intybus (a radiccia)
Questa erba dalle radici amari
era già citata nei papiri 4000 anni fa.
Da allora i medici fitoterapisti rimasero fedeli a questa pianta spontanea.
Secondo Galeno la cicoria, dal
lattice amaro, è amica del fegato.
Essendo assolutamente innocua
rientrò nella composizione di uno
sciroppo tradizionale prescritto
per i bambini.
Fu anche utilizzata nella cura
dell’anemia, dell’astenia, del diabete, dell’ittero e della stitichezza.
A fine alimentare, già nel XVII se-
colo, l’uomo iniziò a coltivarla nei
suoi orti dando origine a più varietà
commestibili come, per esempio, il
radicchio e l’indivia. La pianta verde è ancora utilizzata per la preparazione di un surrogato del caffè.
Quando nel parlare si citava questa pianta mia nonna esclamava:
“Beatti i paddri da noscia storia
ch’i mangiovan e raixe da cicoria”.
(Beati i padri della nostra storia
che mangiavan le radici della cicoria).
Pessö
Meteorologia
Alassina
Il Decoupage di Christel Grunewald.
È stato un bellissimo incontro, realizzato grazie al sostegno della dottoressa Loretta
Zavaroni, motore instancabile,
Assessore all’Associazionismo
e Volontariato.
Un grande grazie all’Associazione Nazionale Alpini nella persona del capogruppo Silvio
Gervasoni che con pazienza e
disponibilità ci ha aiutato ad allestire la mostra di cui ci resta
una bellissima documentazione
fotografica grazie all’abilità
dell’amico Enzo Bogliolo.
Rosamaria Domma.
nato questa frase:
«…semina le più piccole cose, i
nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
Ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra».
Grazie a tutti!
Marzo 2005 ha confermato le sue proverbiali caratteristiche: “pazzerello… un po’
brutto e un po’ bello”; ci ha fatto veder e di
tutto: dalla rispettabile nevicata del 3 (difficilmente misurabile perché sparpagliata irregolarmente dal vento), ma in bela mostra sulla spiaggia, elegantemente ammantata di bianco; all’insolita e persistente nebbia arrivata come bianca valanga dal mare e che si è insediata nel nostro golfo per quasi
una settimana. Anche le temperature minime e medie hanno
evidenziato al volubilità del mese ( ma di queste ne parleremo nella sintesi di tutti i dati) Eccoli:
Pressione (media mensile): 759,0 mmHg; gli “sbalzi” nelle
tre decadi: da 755,1 mmHg nella prima; a 763,0 mmHg nella seconda e poi di nuovo giù a 758,8 mmHg nella terza.
Umidità (media mensile): 65%; l’umidità media nella prima
decade: 42%; nella seconda: 74%; 77% nella terza. Lo scarto
più vistosto di umidità è stato registrato nella prima decade
con minimo assoluto prossimo allo zero (!) alle ore 20 del
giorno 6, in opposizione al massimo assoluto 100% registrato qualche giorno prima (3 marzo) alle ore 8.
Precipitazioni: 17,6 millimetri così distribuiti: 6,0 millimetri ricavati dalla fusione della neve caduta il giorno 3; 11,6 millimetri nella terza decade: quantità notevolmente inferiore alle medie stagionali.
Vento: qualche dato che possa evidenziare le “stranezze”
del mese: si passa da giorni con vento forte (specie nella prima decade) che ha dato una media di 256 Km. percorsi ogni
giorno (610 Km. percorsi il giorno 3), a una media di 113 Km.
al giorno registrati il 22 marzo): e proprio nei primi giorni di
questa decade Alassio si è vista ovattata da insolita nebbia
del mese.
Giorni sereni: 16
Giorni coperti: 7
Eliofania totale: 173,0 ore al mese, con una media giornaliera di 5,6 ore. Sorprende l’andamento dalle ore di sole nelle
tre decadi: 7,0 ore ogni giorno (mediamente) nella prima decade; 6,6 ore nella seconda; si scende a 3,4 ore nelle terza decade, quando, alle ore 12,33 del giorno 20 entravano “decisamente” nella primavera astronomica.
Per comprendere meglio i capricci del nostro mese, riporto, come ultimo dato, l’andamento della temperatura. Valore
medio mensile: 11,5 °C. Medie decadali: 6,6 °C nella prima decade; 12,8 °C nella seconda; 14,9 °C nella terza decade. La media giornaliera più bassa è in data 3 marzo (giorno della nevicata) con 2,7 °C. Come già detto, nello stesso giorno i nostri
termometri e termografi sono scesi fino a 0,0 °C, ma mai sotto questo valore. Gli altri valori della temperatura hanno avuto oscillazioni in più o in meno di giorno fino al valore massimo toccato il 31 del mese con circa 18 °C.
Comunque, il mese “pazzerello” è venuto, ha fatto e è passato, laciandoci il desiderio di godere una serena primavera.
Il Direttore dell’Osservatorio
Prof. Don Natale Tedoldi
Caterina
Ringraziamento alla Sig.ra Faulhaber
Abbiamo ricevuto un piccolo
generoso dono dalla Signora
Luciana Faulhaber, alcune mini
fotografie dell’antica Alassio…
MOSTRE ALLA SALA CARLETTI
Vogliamo ringraziarla: faranno
parte dell’ormai ricco archivio
fotografico della nostra Associazione.
Sede A.V.A. - Via XX Settembre, 7
Fiocco Azzurro
Anzi molto azzurro in casa Caviglia!
È nato (il 18 marzo u.s.) SAMUELE CAVIGLIA
lo annunciano, felici, i genitori Francesca e
Antonio, i nonni Cesare,Sina, ed Enrica ed anche i
bisnonni FELICISSIMI Nino e Pina. E a proposito di
Nino, bisnonno d.o.c., l’A.V.A. ricorda ai lettori
ch’egli è uno dei sei Soci fondatori ancor vivi e vegeti…
Auguri doppi, anzi, tripli e quadrupli dunque…
22-30 Aprile
UNITRE
Mostra dei lavori di laboratorio
1-7 Maggio
ASTRID HAMMOND
Mostra di pittura
8-15 Maggio
“ALASSIO BIMBI”
Esposizione dei lavori
16-30 Maggio LUIGI SANGIOVANNI
Mostra di pittura
Un momento dell’inaugurazione.
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ne «L'Alassino»
del mese successivo.
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Aprile - Associazione Vecchia Alassio