ANNO XLV - N. 4 Sabato 16 Aprile 2005 € 1,50 Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA Eccovi Alassio che innamora il sole. (A. Graf) Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S. Apertura sede: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 18 alle 19. Socio Aderente € 17,50 - Socio Aderente Sostenitore oltre € 20,00 - Socio Effettivo € 20,50 - Socio estero € 22,00 ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 - E-mail: [email protected] Alberghi, ampliamenti e conservazione; questo è l’argomento che ha tenuto banco in questa seduta nel corso di una maratona di cinque ore. Questi gli argomenti iscritti all’O.d.G.: 1°- Interrogazione presentata dal Cons. di minoranza del gruppo “La Vespa” Agostino Testa in merito alla situazione della strada Alassio-Solva. Dopo l’esposizione dell’interrogante sulle condizioni disastrose della suddetta strada, con i conseguenti pericoli per i cittadini che la percorrono, la risposta dell’Assessore Aicardi con la conferma che è già stato redatto progetto esecutivo per intervenire in merito. 2°- Interrogazione presentata dal Consigliere di minoranza gruppo “La Vespa” Agostino Testa in merito a Villa S. Giuseppe, controllo sull’abbattimento di specie arboree nel parco. Risposta dell’Assessore Salvo, che assicura la presenza di un tecnico del Comune incaricato di seguire i lavori, e che le piante esistenti nel parco (circa 10.000 mq), destinato ad uso pubblico, sono state censite ed è previsto l’abbattimento soltanto di alcune specie che verranno sostituite. Sono previste (continua a pagina 2) “Cronaca di un anno di cronaca” presentazione e premi Ancora e sempre sui Corpi Santi Porto Luca Ferrari, opera voluta dal soci: Comune di Alassio e Circolo Nautico “Al Mare” Alassio. La Marina di Alassio S.p.A. società pubblico-privata che mi onoro di rappresentare ad alla quale è affidata la gestione del Porto Luca Ferrari, ritiene di aver adempiuto agli impegni assunti nei confronti dei soci, della collettività, con la realizza- L’annuale festa dei Corpi Santi è sempre stata l’occasione per parlare e scrivere sulle vicende storiche e sul culto prestato alle reliquie dei Santi Martiri della Sardegna. Quest’anno l’argomento è spuntato bellamente senza fatica di ricerca. Sabato 30 ottobre 2004 l’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Giuseppe Mani, riconsacrava solennemente la basilica di San Saturnino in Cagliari. Il restauro del vetusto e diruto complesso, iniziato nel 1978, si era concluso nel 1996. La data del 30 ottobre coincideva con il XVII centenario del martirio di San Saturnino, avvenuto il 30 ottobre del 304. La basilica era sorta nella prima metà del VI secolo, forse per opera dell’imperatore Giustiniano, con un corpo centrale a forma cubica, illuminato da quattro amplissime arcate e sormontato da una bassa cupola a calotta. In seguito furono addossati quattro bracci, che fecero assumere all’edificio la forma di croce. In seguito la chiesa fu ristrutturata e fu portata da una a tre navate di ciascun braccio, scompartite da colonne. Nel 1009 la basilica venne concessa ai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia, che ne effettuarono un radicale restauro, pur mantenendo intatta la sua fisionomia originale. Nel 1300 la chiesa fu coinvolta nelle operazioni militari connesse alla conquista catalano-aragonese della Sardegna. Nel Seicento furono demoliti gli ultimi ruderi, per favorire una campagna di scavi alla ricerca di reliquie di martiri, riutilizzando le pietre di recupero per i restauri della Cattedrale. Nel Settecento l’edificio, già ridotto nella sua forma attuale, venne concesso alla confraternita dei medici e degli speziali con la titolazione ai (continua a pagina 2) (continua a pagina 2) TANIA BOERO, della scuola Media Don Bosco, si aggiudica il primo premio del Concorso per “Un articolo di cronaca” con l’elaborato “Gli anziani” Un pubblico numeroso ed attento era presente il 14 marzo nell’Auditorium della Biblioteca Civica “Renzo Deaglio”, e soprattutto moltissimi giovani per assistere alla presentazione del libro “Cronaca di un anno di cronaca” del Gruppo Cronisti Liguri, ed alla premiazione degli elaborati degli studenti delle scuole medie per il concorso di “Un articolo di cronaca” per l’anno 2004. In apertura della manifestazione, dopo il saluto del Sindaco Arch. Marco Melgrati e della dr. Monica Zioni Ass. alle politiche giovanili, e del Presidente Gruppo Cronisti Liguri dr. Marco Menduni, il dr Alfredo Provenzali, Direttore della Rivista “Cronaca di un anno di Cronaca” nel presentare il volume precisa: «Come è ormai tradizione ecco i dieci componimenti scelti tra i 114 elaborati dagli allievi delle scuole medie statale “Margherita Morteo Ollandini” e della “Don Bosco” dei Salesiani che hanno aderito alla iniziativa (continua a pagina 2) continua a pag. 2 La “solita” foto di gruppo alla fine della manifestazione. (FOTO CICCIONI) ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO Floreat Alaxium Il giorno giovedì 28 aprile 2005 presso la Sede sociale di Via XX Settembre 7, Alassio è convocata L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI alle ore 20.30 in prima convocazione e alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente ORDINE DEL GIORNO 1) Relazione del presidente; 2) Varie ed eventuali. Per i Soci è un dovere morale partecipare all’Assemblea Il Presidente A.V.A. Carlo Cavedini L’AVA, interpretando il sentimento di tutti gli Alassini, saluta e non dimentica il Papa Grande che ci ha lasciato. (FOTO REUTER/MAX ROSS) Alassio: inaugurato il nuovo porto Alla presenza del Ministro Claudio Scajola, del Presidente della Regione Biasotti e delle massime autorità della Provincia, il sindaco Marco Melgrati illustra le fasi impiegate per l’ampliamento del Porto turistico. (FOTO SILVIO FASANO) Discorso del Presidente Marina di Alassio A nome mio personale e della Marina di Alassio S.p.A. porgo il benvenuto alle Autorità religiose, civili e militari, agli illustri Ospiti e a tutti gli astanti. Signor Sindaco, Monsignor Brancaleoni, Signor Prefetto, Signor Presidente la Giunta Regionale, Signor Ministro, desidero Loro ringraziare, per aver conferito con la loro presenza, un significato cosi alto all’odierna cerimonia di inaugurazione dell’ampliamento del 25 Aprile - 60° anniversario della Liberazione La celebrazione della giornata della LIBERAZIONE, a distanza di ben 60 anni da quella data, assume per tutti gli uomini liberi perenne significato storico per i valori incontestabili espressi dalla RESISTENZA, trasferiti nella COSTITUZIONE, purtroppo oggi catastroficamente modificata per imposizione di una maggioranza parlamentare, che tra l’altro rappresenta solo una parte di se stessa, se è vero – come è vero – che al suo interno parlamentari come gli on. Fisichella, Tabacci ed altri si sono dissociati. Non ci può essere Costituzione se la sua base di consenso non trascende le divisioni politiche e prima di tutto la divisione tra maggioranza parlamentare ed opposizione, così come i padri costituenti del 1946/47 hanno dimostrato, avendo saputo trovare quel consenso, pur tra le legittime differenziazioni culturali, politiche, religiose, per dare al Paese una legge fondamentale che reggesse l’equilibrio tra i poteri dello Stato, offrendo ai cittadini le massime garanzie democratiche. (continua a pagina 2) A.N.P.I. CITTÀ DI ALASSIO A.N.P.I. CITTÀ DI LAIGUEGLIA Manifestazione per la ricorrenza della Liberazione La Resistenza, che 59PROGRAMMA: anni fa restituì all’Italia dignità di Paese Libero e democratico, richiama al risveglio della coscienza di ogni democratico ed all’impegno a difendere quei principi antifascisti trsfusi nella Costituzione Repubblicana da ogni palese o subdolo tentativo di stravolgere, insieme alla cultura della legalità, laFiaccolata storia del nostro Paese e dell’intera Europa. Perché tali principi e valori fondati del nostro pacifico libero vivere no si dimentichino! Laigueglia - 24 aprile Alassio - 25 aprile PROGRAMMA ore 9,30 S. Messa di fronte Laigueglia - ore 9al Palazzo Comunale Piazza della Libertà – Saluto dell’Amm.ne Comunale – ore 10,00 Deposizione corone a Monimento e Lapidi dei Caduti. Orazione ufficiale - Deposizione corone alle Alassio - ore 10 lapidi ed ai Monumenti. Premiazione studenti. GIARDINI DI PIAZZALapide DELLA sul LIBERTÀ: Scoprimento pontile Bestoso. • S. Messa officiata dal rev. Mons. Angelo De Canis • Saluto Comunale. oredell’Amm.ne 15,00 • Orazione Ufficiale del prof. Nocola Tranfaglia - Ordinario di Giardini di fronte al PalazzodiComunale Storia Contemporanea all’Università Torino. • Interventi deglidei Studenti degli scolastici, con lettura di Concerto giovani delIstituti Circolo culturale brani dei loro elaborati e premiazione dei vincitori del “Concorso Nuova Arci Brixton con borse di studio” indetto dalla ANPI – Cori Studenteschi. • Scoprimento lapide sul Molo Bestoso in ricordo degli alassini condannati dal Tribunale Speciale fascista al confino. Il Sindaco di Alassio Il Presidente A.N.P.I. Il Sindaco di Laigueglia Arch. Marco Melgrati Dr. Giuseppe Giuliano - ore 15Avv. Claudio Bottelli • Manifestazione dei giovani del Circolo Culturale ARCI - Brixton, con mostra fotografica e concerto BENGA Consiglio Comunale del 22 marzo 2005 Angolo di Daniele La Corte Principato di Imperia! Per diverso tempo, anni fa, diedi voce, tramite il quotidiano per cui lavoro, alla possibilità di un “trasferimento” di Alassio, con Albenga e Ceriale, in provincia di Imperia. Si parlava di “provincia lunga”, dell’opportunità di legare due territori affini dal punto di vista culturale ed economico. Abbracciare la provincia di Imperia per diventarne parte integrante non significava sudditanza, ma confronto. Sono passati anni e, oggi, l’estrema provincia occidentale ligure ha in maniera, neppure tanto silenziosa, politicamente “assorbito” Alassio e il suo comprensorio. La “Baia del Sole” sembra diventata, rispetto al contesto savonese e ora alla stragrande maggioranza della regione, una sorta di principato su cui sventola il vessillo di Forza Italia. La conferma giunge dai voti riportati dalla recente consultazione elettorale. All’ombra del “Muretto” gli azzurri hanno messo insieme il 40,17 % dei consensi contro il 22,34% dell’Ulivo. A Imperia capoluogo, città di residenza del ministro Scajola, l’Ulivo ha vinto con il 27,69% dei suffragi relegando al posto cadetto i berlusconiani, che sono scesi al 24,17%. Ma Forza Italia, pur perdendo consensi, ha mantenuto il primato a livello provinciale imperiese con il 30,68%, davanti al 19,22 dell’Ulivo e al 15,04 di An. Emerge ulteriormente chiaro che l’“imperiesizzazione” di Alassio ha superato ogni pronostico riportando sul podio, diamo a Cesare ciò che è di Cesare, Marco Melgrati. Il sindaco forzista ha sponsorizzato il governatore uscente e per lui ha ottenuto consensi. In fondo l’operazione immagine è riuscita benissimo visto che Biasotti ha inaugurato il nuovo porto alassino, guarda caso pochi giorni prima delle elezioni, e Melgrati, al suo fianco, non si è tirato mai indietro scrivendo anche una missiva agli elettori per sollecitarne i consensi. Il presidente “arancione” non ha raggiunto l’obiettivo e al suo posto si è insediato Claudio Burlando, rappresentante dell’unione di Prodi. E in provincia di Savona, alla quale Alassio appartiene? A Palazzo Nervi siede, ben saldo al suo posto, Marco Bertolotto, rappresentante del centrosinistra. E allora? Siamo a rischio “isolamento”. Non credo però che Regione e Provincia vogliano abbandonare Alassio, anzi... solo Berlusconi teme vendette. Ma l’analisi del voto deve contemplare anche la possibilità di essere considerati “riserva indiana” di Savona e appendice “azzurra” di Imperia dove il territorio provinciale, escluso il capoluogo, è l’unico in Liguria ad aver sorretto, non credo per convinzione, Sua Emittenza, il Cavalier Silvio Berlusconi. Alassio principato di Imperia con pochi “ribelli” che fanno fatica a salire sulle barricate e ai quali, però, conferirei volentieri un premio per il coraggio e l’abnegazione ancora una volta dimostrata nonostante i numeri messi insieme siano appena in doppia cifra, con in comune il 7 finale (indovinello?). Però, tra i tanti personaggi, la figura dominante rimane quella del sindaco che, oserei dire, è ancora solo al comando. Per lui propongo la candidatura al Parlamento. Se l’imperiesizzazione ha permesso ad Alassio di uniformarsi all’estremo ponente, Melgrati oggi è il naturale candidato di Forza Italia alla Camera dei deputati, nel collegio Alassio? Taggia. E Claudio Scajola? Per il bene della sua città e dei suoi affezionati elettori è giusto che il sindaco di Alassio chieda, prima che si faccia di nuovo avanti qualche suo predecessore, la poltrona di onorevole. In fondo, per un ministro concedere spazio a un suo fedelissimo è doveroso. Lui potrà sempre sperare che Berlusconi lo candidi da un’altra parte. 2 «L'ALASSINO» CONSIGLIO COMUNALE DEL 22/3/2005 ANCORA E SEMPRE SUI CORPI SANTI (segue dalla prima pagina) (segue dalla prima pagina) visite guidate autorizzate. 3°- Regolamento per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Approvazione integrazione. La delibera intende esentare le scuole cittadine (istituti statali e paritari legalmente riconosciuti, infanzia, primarie, secondarie di primo grado e istituti superiori) dal pagamento della TARSU. Questa decisione, come spiega l’assessore Calò, vuole evitare eventuali danni erariali alle scuole mettendole al riparo da possibili pignoramenti a seguito dei mancati pagamenti poiché, da anni, il Comune di Alassio ha provveduto alla sospensione delle relative cartelle esattoriali. La proposta ha incontrato l’opposizione dei Consiglieri di Minoranza, che manifestano dubbi sulla legalità del provvedimento. Approvazione quindi da parte della sola maggioranza (13 favorevoli e 4 astenuti). 4°- Deliberazione C.C. n. 24 del 26.04.04 ad oggetto: “Approvazione ai sensi dell’art. 55 della L.R. 36/97 dell’agg.to del Programma Attuattivo del P.U.C. - A pprovazione ai sensi dell’art. 43 della L.R. 36/97 dell’aggiornamento periodico del P.U.C. contenuto nel Programma attuativo”Approvazione integrazioni e modifiche. Deliberazione C.C. n. 47 del 12.08.04 ecc. (omettiamo il seguito per brevità). L’assessore Salvo illustra l’argomento che, nonostante il lungo titolo, riguarda semplici pratiche che comportano rettifiche di schede e documentazioni integrative al Piano Urbanistico Comunale; dopo l’uscita del Sindaco dall’aula, essendo interessato quale progettista in una di queste, inizia la discussione con la richiesta da parte del cons. Testa, con una pregiudiziale, di ritirare il punto all’O.d.G. affinché gli argomenti vengano separati e per maggiori approfondimenti. Richiesta respinta a seguito di votazione e ripresa del dibattito con gli interventi dei consiglieri Testa e Fui che accusano la maggioranza di procedure non lineari, di favoritismi e di arrampicate sugli specchi. Breve replica dell’ass. Salvo e votazione dopo vivace battibecco sul numero legale dei consiglieri, in seguito all’abbandono dell’aula di alcuni di essi. Approvazione con 10 favorevoli e 4 contrari. 5°- Ristrutturazione immobile con realizzazione di autorimesse interrate in Via Mameli in variante contestuale tramite conferenza dei servizi art. 59 legge U.rb. Reg. n. 36/97- PRONUNCIA SULLE OSSERVAZIONIRichiesta Sig.ri Aicardi/Anfossi. Discussione dopo uscita dell’ass.re Aicardi quale parte interessata. Contestazioni da parte dei Consiglieri Testa e Iebole su presunti vincoli, e quali vantaggi per il Comune. Replica di Salvo che non ravvisa alcuna problematica. Aggiunge il Sindaco che, oltre alla rinuncia di un miliardo vecchie lire richieste dai proprietari per mancato utilizzo dell’immobile, vengono regalati al Comune 90 mq. per uso uffici più due posti auto; verrà realizzato inoltre un parcheggio di 30 posti a rotazione. Esito del voto: 12 favorevoli e 3 contrari. 6°- Ampliamento delle strutture alberghiere esistenti, proposta di modifica dell’art. 26.3 P.U.C. (proposta presentata dai Consiglieri di minoranza Fui e Iebole). 7°- Procedimenti di cui all’art. 18 della L.R. n. 9/99- Intervento di sopraelevazione dell’Hotel Ambassador- Richiedente Soc. Costa-Dogliotti s.r.l. - Approvazione variante agli strumenti urbanistici. 8°- Procedimenti di cui all’art. 18 della L.R. n. 9/99 - Intervento di sopraelevazione del Residence Marina - Richiedente Sig.ra Marina Bardellini - Approvazione variante agli strumenti urbanistici. Questi ultimi tre punti hanno scatenato la polemica, scaturita dalla proposta della Minoranza di aumentare il vincolo da dieci a vent’anni, a maggior garanzia del mantenimento della destinazione turistico-alberghiera. Tale richiesta, ha dichiarato il Sindaco Melgrati, potrebbe anche essere accettata, ma richiede un approfondimento legale oltre una norma transitoria per le pratiche in corso al fine di non incorrere in contenziosi legali e amministrativi; a parte il fatto che gli alberghi che chiedono l’ampliamento sono già sottoposti a vigenti norme che impediscono di trasformare la struttura ricettiva. In conclusione non viene approvata la proposta di cui al punto 6°, mentre hanno ottenuto voto favorevole gli altri due punti, con esclusione del gruppo di minoranza che ha votato contro. 25 APRILE alla mente ed al cuore di tutti gli uomini liberi. È con questi intenti, privi di retorica ma pervasi da fondata preoccupazione per l’evidente tentativo trasformastico e deviante di voler equiparare l’antifascismo al fascismo, gli uomini della Resistenza a quelli di Salò, che ci sentiamo obbligati costantemente al richiamo alla “memoria storica”. I Caduti meritano tutti il nostro rispetto – e lo hanno – nella ovvia distinzione per le cause in cui il Loro sacrificio è avvenuto: per tutti il requiescant in pace, distinguendo però chi ha lottato per la riconquista della libertà e della dignità alla Patria ed agli uomini e chi invece ha preferito servire il nazifascismo. Per questo noi il 9 aprile prossimo nel comune di Pieve di Teco ricorderemo il sacrificio di un ragazzo albenganese non ancora quattordicenne, Roberto Di Ferro, staffetta partigiana trucidato dai nazifascisti in quel Comune e crocefisso, insignito della medaglia d’oro al valore militare alla memoria dal Presidente della Repubblica. Per questo noi il 17 aprile prossimo onoreremo le 27 vittime dello spaventoso eccidio nazista di Testico, avvenuto il 15 aprile 1945, dieci giorni prima della Liberazione, nel quale povere intere famiglie di quel pacifico borgo rurale, prelevate dalla chiesa ove assistevano alla messa domenicale, furono barbaramente trucidate senza alcuna ragione. Tra le vittime anche l’Alassino G.B. Oliveri che per lavoro si trovava a Testico. Per questo noi continuiamo a parlare ai nostri ragazzi di tutte le scuole della provincia, perché NON DIMENTICHINO quale fu il prezzo pagato per riconquistare libertà e dignità di uomini dopo oltre vent’anni di dittatura fascista. È per questo che anche quest’anno, come i precedenti, il nostro incontro con gli studenti degli istituti pubblici e privati sta dando preziosi frutti, atteso l’impegno veramente entusiastico con cui è stato accolto il titolo del tema che, concordi i corpi docenti, abbiamo affidato all’attenzione dei ragazzi: “I giovani di oggi incontrano i giovani di ieri, che il 25 aprile di 60 anni fa hanno permesso la costruzione della nuova Italia, sui principi di democrazia, libertà, uguaglianza, legalità e pace”. In questo tema gli studenti degli istituti di AlassioLaigueglia ed Andora (M. Ollandini – (segue dalla prima pagina) Purtroppo oggi abbiamo dovuto assistere solo alla ricerca consapevole della sconfitta dell’avversario politico, con un colpo di maggioranza assestato con forza costituzionale, come eminenti studiosi delle scienze giuridiche costituzionali hanno evidenziato, senza parlare poi della precisa accusa rivolta dal sen. Andreotti e da altri illustri rappresentanti della stessa maggioranza. Su questo importante e vitale argomento, indissolubilmente collegato alla ricorrenza del 60° anniversario della Liberazione, l’ANPI si riserva di ritornare, perché è necessario che i Cittadini sappiano appieno ciò che per tutti comporta tale massacro costituzionale. Oggi come non mai noi e tutti coloro che si riconoscono nei valori fondanti la nostra “democrazia” debbono essere uniti, al di sopra di ogni pur legittima differenziazione ideologica, per difendere quei principi di legalità democratica che la RESISTENZA ci ha trasmesso. La Resistenza è stata un imperativo morale, prima ancora che politico, che conserva ancora oggi tutta la sua attualità, che trasmette perennemente, perché resti vivo nelle coscienze, se non si vuole che il sonno della ragione torni ad obnubilare, insieme con le coscienze, anche le menti. RESISTENZA ed UNITÀ devono essere la guida indiscutibile del nostro agire, se vogliamo impedire che i valori del nostro libero vivere non vengano non soltanto manomessi, ma cancellati. Noi, uomini della Resistenza e dell’Antifascismo, in particolare, abbiamo il dovere morale di rinnovare quella unità di intenti che ci unì oltre 60 anni fa, tale da impedire che il disegno manifesto di chi oggi occupa il potere venga definitivamente a compimento. Tutti dobbiamo renderci conto che quando vengono meno gli istituti di garanzia costituzionale, il rischio certo è che la democrazia sia in pericolo, pur senza ritorno al manganello ed all’olio di ricino: sono sufficienti i media a trasmettere la voce del padrone! Indispensabile ed irrinunciabile, quindi, oggi in simile situazione il concetto di “memoria storica”, che la ricorrenza del 25 aprile richiama A.V.A. Sabato 16 Aprile 2005 sti mortali di Gregorio arcivescovo, di Paolo vescovo, di Bonifacio e Cristina, insieme a quelli di altri martiri. Tutto questo avveniva nell’anno 1624. Le reliquie dei “Corpi Santi” furono in seguito trasportate in Alassio e autenticate dal vescovo diocesano Mons. Pier Francesco Costa nel 1628. Un’unica data, sia per l’invenzione (ritrovamento), sia per la traslazione ad Alassio: Santi Cosma e Damiano. Ai primi del Novecento risalgono i primi di una lunga serie di restauri moderni, praticamente conclusi appena otto anni or sono. Il monumento li meritava. Si tratta, infatti, non solo di una chiesa importantissima dal punto di vista religioso, ma anche di una tra le più antiche e tra le più interessanti nel suo genere, nell’intero bacino occidentale del Mediterraneo. Le interessantissime notizie le abbiamo desunte dall’Osservatore Romano del 28 ottobre 2004, redatte dal giovane studioso di archeologia dottor Mauro Dadea, già a noi noto per l’ampio, documentatissimo studio su «Le reliquie di Gregorio, Paolo, Bonifacio e Cristina, i Martiri Sardi di Alassio», apparso sulla rivista Savona Provincia il 2/04/1995. Quando nel V secolo sul luogo di sepoltura di San Saturnino - che a diciannove anni affrontò il martirio sotto l’imperatore Diocleziano, il 30 ottobre del 304 - venne costruita una basilica, nel sottosuolo vennero ricavate delle catacombe. Ivi furono sepolti i resti di moltissimi martiri di quella stessa persecuzione, che erano stati sepolti in proprietà private. Questa ulteriore inumazione era stata eseguita con meticolosa cura. In appositi sepolcri scavati nella terra e in loculi di mattoni sistemarono i resti mortali, contrassegnati dai nomi e dalle qualità personali, incisi sulla calce oppure su lapidi di marmo. Venne così creato un cimitero di Martiri, visitato dai cristiani che vi si recavano per onorare i concittadini che avevano subito il martirio per non rinnegare la fede. Col passare dei secoli la basilica di San Saturnino si era poi ridotta ad un ammasso di rovine e così pure le sottostanti catacombe; nei crolli si era perduto anche l’accesso ad esse. Però se ne era tramandato il ricordo. Fu nel 1614 che l’allora arcivesco- vo di Cagliari, Mons. Francisco de Esquivel, fece intraprendere scavi per esplorare il sottosuolo della diruta basilica, rinvenendo una quantità grande di sepolcri racchiudenti le ossa dei martiri. L’arcivescovo le fece estrarre e collocare nel Santuario dei Martiri, ricavato sotto il presbiterio della cattedrale. Istituto Alberghiero – Istituto Don Bosco) potranno produrre testi (interviste, relazioni, racconti, riflessioni, poesie, canzoni) o immagini e prestazioni multimediali. Il programma per le celebrazioni del 60° anniversario della LIBERAZIONE quest’anno avrà un doppio svolgimento, con la partecipazione delle Amministrazioni comunali di Alassio e Laigueglia. Con la nuova amministrazione laiguegliese, guidata al sindaco dr. Giuseppe Giuliano, si è stabilito in linea di massima di indire una grande manifestazione per la sera del 24 aprile, possibilmente con una fiaccolata, cui parteciperà – ne siamo certi – non solo tutta la popolazione della splendida cittadina marinara, ma anche cittadini ed associazioni extra urbane. Ad Alassio il 25 aprile verrà celebrato nei giardini di fronte al Palazzo Comunale con il seguente programma di massima: • ore 9.30 S. Messa di fronte al Palazzo Comunale • ore 10.00 Orazione ufficiale ed interventi degli studenti – Deposizione corone alle lapidi ed ai monumenti ai Caduti – Premiazione degli studenti e delle classi con consegna dei premi ai vincitori delle borse di studio – Intervento della Schola Cantorum dell’Istituto M. Ollandini – Scoprimento lapide (in sostituzione della precedente) sul pontile Bestoso in memoria dei confinati antifascisti alassini. • ore 15.00 e segg. Giardini di fronte al Palazzo Comunale: concerto dei giovani del circolo culturale Nuova Arci Brixton. La sezione ANPI Alassio-Laigueglia porge pubblico doveroso ringraziamento all’A.V.A. per il generoso contributo che per il secondo anno ha voluto elargire, onde consentire la premiazione agli studenti vincitori delle borse di studio che ogni anno vengono offerte. Siamo certi che alle manifestazioni sopra illustrate grande vorrà essere la partecipazione dei Cittadini, delle forze politiche, delle Associazioni, di tutte le Autorità civili e militari ed in particolare dei nostri giovani, che sono i depositari di domani dei nostri valori resistenziali e civili. ALASSIO: INAUGURATO IL NUOVO PORTO Per il Consiglio Direttivo Sez. ANPI Alassio-Laigueglia Il Presidente Claudio Bottelli La notizia di quell’importante rinvenimento era giunta tempestivamente in Alassio, che giornalmente aveva scambi commerciali con la Sardegna, facendo sorgere nell’animo del dotto sacerdote don Giuliano Giancardi il pio desiderio di venire in possesso di alcune di quelle reliquie. L’occasione si presentò alcuni anni appresso, quando era morto Mons. de Esquivel, che aveva tassativamente proibito che si praticassero nuovi scavi nelle catacombe. Don Giuliano, accompagnato dal di lui nipote, il Padre Francesco Maria cappuccino, e da un suo cognato, si recò appositamente in Cagliari e dall’ allora custode delle catacombe, per intraprendere nuovi scavi nottetempo. Da questi vennero alla luce i re- quella del 1624. Venne solennemente celebrata nella ricorrenza del terzo centenario, nel 1924, passato alla storia per l’imponenza e la fastosità dei festeggiamenti. Dei “Corpi Santi”, venuti dal mare, ricordiamo altre due significative ricorrenze del nostro tempo. Innanzitutto quella dei trecentosettant’anni dall’arrivo nella nostra rada delle Sante Reliquie, celebrata dal 28 maggio al 13 giugno del 1994. L’altra si è recentemente celebrata il 30 maggio 2004, quando, in maniera virtuale, le venerate reliquie dei “Corpi Santi” sono approdate sulla nostra spiaggia, accolte, come in quel lontano giorno, con sentimenti di fede e devozione. Antonio Carossino (segue dalla prima pagina) zione delle opere nei termini prestabiliti. Termini che- mi sia consentito dire - inizialmente apparivano improbabili, atteso che la scadenza era prevista in quattrocento giorni dall’inizio dei lavori. Ciò senza dover accedere ad alcun finanziamento pubblico. Di tutto, meglio Illustrerà il Signor Sindaco. Da parte mia e del Consiglio di Amministrazione della società, nelle persone del comandante Emilio Maggi e del signor Pietro Baldisserri, il ringraziamento a quanti hanno collaborato per raggiungere il sospirato traguardo: al Comune di Alassio, in persona del suo Sindaco, ai membri della Giunta Comunale, al Consigliere Delegato al Demanio, ai Dirigenti ed ai Funzionari Comunali, alla Capitaneria di Porto di Savona, ai Comandanti l’Ufficio Circondariale Marittimo di Alassio, al dott. Franco Orsi, Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Liguria ed ai funzionari addetti, al progettista e direttore dei lavori, Ing. Paolo Gaggero, al responsabile del procedimento, arch. Mirko Marimpietri, al responsabile del cantiere, geom. Luigi Grollero, al nostro consulente ing. Nicoletta Oreggia, all’impresa esecutrice dei lavori Boscolo Tiozzo di Chioggia, al collaudatore ing. Alessandro Chiti, alla Deutsche Bank, che ha finanziato l’opera, all’Associazione Vecchia Alassio e ad alcuni amici della società per l’aiuto datoci, soprattutto fuori dei loro compiti istituzionali; mi riferisco al tenente di vascello Danilo Manconi, a monsignor Angelo De Canis, a don Mario Tedoldi, al Sig. Carlo Cavedini, al ragionier Fabrizio Calò, all’architetto Marco Salvo, al ragionier Gianni Aicardi e, sopratutto all’architetto Marco Melgrati che ci è stato sempre vicino sia nell’opera di ampliamento del porto. sia prima ancora nelle opere di riqualificazione della originaria struttura portuale. Consentitemi ancora un ringraziamento a tutti i dipendenti della Marina di Alassio coordinati dall’insostituibile Direttore, rag. Marino Agnese, che, con la massima abnegazione, hanno collaborato allo sviluppo di questa realtà. A Loro va la mia più sentita riconoscenza per il lavoro svolto e per il risultato concretizzato in questi anni di attività. Con l’augurio e la speranza che a breve e senza intralci burocratici, si possa completare il progetto di riqualificazione del Porto di Alassio con la costruzione delle cale e del molo di sottoflutto, auspico che queste opere possano rappresentare un valido contributo al benessere ed allo sviluppo della Città. Floreat Alaxium! Avv. V. Maglione CRONACA DI UN ANNO DI CRONCA (segue dalla prima pagina) della Associazione “Amici del Borgo Coscia” di Alassio in collaborazione con il “Lions Club Alassio - Baia del Sole” Il compito per i ragazzi era di cimentarsi in “articolo di cronaca” con un elaborato basato su di un episodio o una situazione che li aveva particolarmente colpiti. Un impegno, il concorso tra gli allievi delle scuole inferiori, perseguito con amore e tenacia dal suo ideatore, Emanuele Aicardi, con il contributo e patrocinio dell’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Alassio e dell’APT Riviera delle Palme e con il contributo del Sindacato Bagni Marini di Alassio e della Associazione “VECCHIA ALASSIO”. Compito quanto mai arduo quello della Giuria, composta da Membri dei Cronisti Liguri, chiamata ad individuare nei lavori presentati quelli che in qualche modo meglio rispondessero ai “criteri” del premio, legati ad un carattere di “cronaca”. Un elemento da rimarcare è stato l’alto numero di elaborati (114) partecipanti al concorso, molti caratterizzati da un notevole livello qualitativo il che ha reso più complesso ma confortante il lavoro di valutazione ai fini di una pur necessaria classifica». Il dr. Provenzali termina: «In ogni modo vi presentiamo la nostra scelta, opinabile come ogni selezione, che sottoponiamo al vostro giudizio». Si passa alla premiazione ed i relativi premi sono stati consegnati agli studenti vincitori dal Sindaco di Alassio dr. Arch. Melgrati, dal Presidente Cronisti Liguri dr. Menduni, dall’ Assessore dr .Monica Zioni, dal Dr. Provenzali, dal Vice Questore dr.ssa De Rosa, dal Presidente A.V.A. Cavedini, dal Com.te Stazione CC Di Somma, dal giornalista dr. La Corte, dal giornalista dr. Veccia e da Nello Aicardi (Borgo Coscia - Lions Club Alassio).Ed ecco la classifica: 1) Tania Boero (II Media don Bosco) “Gli anziani” € 516,00 2) Fabiola Pizzo (III Media Ollandini) “Ricordo della Professoressa” € 365,00 3) Antonio Regonini (III B Ollandini) “Per una Città più pulita” € 255,00 4) Giacomo Bogliolo (I Don Bosco) “Una gnoccata più che mai” € 206,00 5) Andrea Baudoino (II C Ollandini) “ll teatro Salvini” € 130,00 6) Giada Lomanto (IIl B Ollandini) “Disgrazia in bicicletta” € 130,00 7) Giovanni Della Valle (I Don Bosco) “Finalmente l’Aurelia Bis” € 130,00 8) Francesca Ricci (I Don Bosco) “ll Fondo Levi” € 130,00 9) Elena Monsù (I D Ollandini) “Ladri in station wagon” € 130,00 10) Paolo Usai (III Don Bosco) “La pesca ad Alassio” € 130,00. Torta di mele Ingredienti per sei persone: un chiodi mele ranette due etti di zucchero, un etto e mezzo di farina, un uovo, una bustina di lievito in polvere, una noce di burro, un bicchierino di rum, poco latte, sale. Il tempo necessario: circa un’ora e un quarto Rompere l’uovo, in una terrina e lavorarlo con un etto e mezzo di zucchero e un pizzico di sale. Incorporarvi a poco a poco la farina; alternandola con un po’ di latte: si dovrà ottenere una pastella semiliquida che si completerà con il lievito e con il liquore, mescolando bene. Aggiungere alla pastella le mele affettate e versare il composto in una tortiera imburrata e infarinata; spolverizzate con lo zucchero rimasto e cuocere in forno a calore medio per circa quaranta minuti. Quando la torta è cotta lasciarla riposare per qualche minuto prima di sformarla. Sabato 16 Aprile 2005 Associazione Nazionale Alpini Spett. Redazione de «L’Alassino» In relazione all’articolo apparso sull’ultimo numero del giornale, in prima pagina, dal titolo “Raduno Alpino” desidero segnalare il nostro concittadino Alpino Calvo Giuseppe, classe 1890, appartenente al “I° Reggimento Alpini Pieve di Teco”, gravemente ferito sull’Ortigara nel 1917 da una scheggia di shrapnel austriaco e decorato di Croce al Merito di Guerra, Distintivo d’Onore e Medaglia Commemorativa coniata nel bronzo nemico. Nell’allegato con foto si evincono alcuni passaggi della convalescenza. È stato Socio Fondatore nel 1924 del Gruppo Alpini Alassio, uno dei gruppi più vecchi della provincia di Savona. Tramite il figlio Lino, filatelico d’eccezione, è giunta a nostre mani una copia del “libretto” intitolato “le Alpino Calvo Giuseppe Classe 1890 canzoni degli Alpini” edito dai fratelli Pozzi e datato 25 febbraio l934-XII in occasione dell’inaugurazione del Gagliardetto del Gruppo avvenuta al compimento del decimo anno di età. Omaggio dell’Azienda di Soggiorno dell’epoca, si tratta di un’interessante raccolta di canti alternati a immagini della nostra bella città. ••• Vi invio anche alcune brevi note sull’Associazione Nazionale Alpini nell’intento di dare almeno una vaga idea ai lettori che non la conoscono, di che cosa si tratta. ANA - Brevi note esplicative L’ANA (Associazione Nazionale Alpini) è una associazione d’arma apartitica e senza finalità di lucro che, oltre a scopi di aggregazione sociale, di difesa dei valori della leva, e quindi di identità delle Truppe Alpine, ricopre e svolge importanti ruoli nella vita pubblica con supporti di mezzi, maestranze e tecnologie di altissimo livello. Mi riferisco in particolare alla Protezione Civile e all’Ospedale da campo aviotrasportabile col suo Gruppo di Intervento Medico Chirurgico al quale recentemente è stata conferita la Medaglia d’argento al Valore Civile (ma chi non ricorda, ad esempio, l’apporto degli Alpini dell’Ana nel terremoto del Friuli o nella più recente alluvione del 2000?). E anche alla solidarietà, ai premi di fedeltà alla montagna, all’attività sportiva, alle manifestazioni a carattere nazionale e alle grandi opere, cito sempre a titolo di esempio l’asilo eretto a Rossosch in Russia, gli immobili del soggiorno alpino per anziani di Costalovara, il rifugio Contrin (Trento), la chiesetta di Santa Maria di Seran-Perati in Albania, il rifugio la Lobbia Alta in Adamello, l’intervento a Ripabottoni (Campobasso) che prevede la trasformazione di un ex-albergo in RSA e un possibile intervento in AsmaraEritrea all’interno di un centro di accoglimento per veterani militari mutilati. L’ANA, che ha la sua sede a Milano, conta circa 380.000 soci, è suddivisa in 110 Sezioni di cui 80 in Italia e 30 all’estero e le Sezioni sono a loro volta suddivise in Gruppi (4.174 in Italia e 105 all’estero). Presidente fino a Giugno 2004 è stato il dottor Giuseppe Parazzini. lombardo ma da sempre ospite illustre e gradito della città di Alassio. Attualmente il presidente è Giuseppe Perona. Vi ringrazio e vi saluto molto Cordialmente Gianni Gaibisso Ndr: E tutti gli “Alpini” Soci dell’AVA si uniscono nel plauso… commosso! Croce Bianca “Gino Montesi” Appuntamento importante per la Croce Bianca “Gino Montesi” di Alassio domenica 22 maggio. Il 2005 segna un traguardo significativo per la Croce Bianca: 55 anni dalla fondazione. Un momento imprescindibile, non solo come punto di arrivo, ma anche come stimolo per continuare l’impegno al servizio di chi ha bisogno. E a cinquantacinque anni di distanza dalla fondazione, lo spirito che muove i volontari è sempre lo stesso: aiutare il prossimo incondizionatamente. Festeggiamenti, quindi per questo importante traguardo raggiunto domenica 22 maggio. Ma festa anche per la nuova sede che verrà ufficialmente inaugurata. Con massicci lavori di ristrutturazione, oggi la Croce Bianca ha cambiato look. La struttura è diventata più moderna e funzionale. Il 22 maggio le porte della sede verranno aperte a tutti coloro che vorranno prendere parte all’inaugurazione e ve- 3 «L'ALASSINO» dere così com’è cambiata. Si tratterà però di una doppia inaugurazione. Con l’occasione verrà tagliato il nastro della nuova automedica di cui si doterà la Croce Bianca per continuare a svolgere al meglio i servizi programmati di trasporto quali dialisi, radioterapia e altri. Ma non finisce qui. Ad Alassio nascerà un altro “muretto”, nipote di quello già esistente. Sarà un angolo a memoria dell’abnegazione delle persone che volontariamente operano per gli altri, giorno e notte, e dove i militi più assidui potranno lasciare la propria firma. Una lunga giornata di festa, quindi, ad Alassio, il 22 maggio, una festa del volontariato che vuole coinvolgere tutta la cittadinanza, i volontari delle associazioni alassine e i volontari delle altre pubbliche assistenze del savonese e non solo. Vi aspettiamo domenica 22 maggio dalle ore 15. Il Consiglio Direttivo Nuovo Presidente all’Associazione Vecchia Laigueglia L’Ass. Vecchia Laigueglia ha nominato il nuovo Presidente, il Sig. Franco Garassino. L’A.V.A. saluta il Presidente uscente, Angelo Marchiano ed augura un “buon cammino” alla nuova guida. Una rara e singolare antologia Dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pontedassio ci è pervenuta la “Antologia del premio di narrativa nelle varietà linguistiche della Liguria” contenente i lavori premiati nella seconda edizione perfezionata nell’anno 2002. Ci è gradito segnalare che in questa tenzone una valida e competente Giuria ha assegnato il primo premio all’opera “TUNU E U LUVU” del noto scrittore e poeta di Dolcedo Giuseppe Cassinelli, nostro Socio, che risiede e vive nella nostra città. Aggiungiamo che questo concorso è oggi l’unico in Italia riservato solo a opere dialettali in prosa. A.V.A. ALASSINI CHE SI FANNO ONORE LAUREE Con una tesi di Laurea dal titolo: “L’Evoluzione della normativa sulla Privacy ed il difficile bilanciamento fra diritti della persona e sicurezza internazionale dopo l’11 settembre” con relatrice la Chiar.ma Professoressa Adriana Gardino ed una Tesina dal titolo: “Italianismi in Inglese ed Anglismi in Italiano, il caso di alcuni termini legati al concetto di Privacy” con relatrice la Chiar.ma Professoressa Gabriella Galliano, si è laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Genova l’Alassina Ilaria Schivo ottenendo il massimo dei voti 110 e Lode. Il voto massimo Le è stato attribuito dalla Commissione di Laurea, oltre che per la accurata preparazione durante tutto il corso di studi, soprattutto per l’attualità della Tesi nella quale Ilaria è riuscita a sviluppare in modo perfetto la legge sulla Privacy in tema di sicurezza internazionale. Alla neo Dottoressa e alla sua famiglia le felicitazioni e le congratulazioni dell’Alassino. ••• La nostra giovane concittadina Morena Peronace si è brillantemente laureata presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Genova sostenendo la seguente tesi: Considerazioni sull’intervento del Comune di Alassio nella promozione delle attività turistiche. Relatore è stato il prof. Renato Midoro. Alla neo dottoressa che intende frequentare un corso di perfezionamento in “Marketing e comunicazione” presso l’Università di Verona vanno i complimenti dell’A.V.A. ••• Presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova, Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica si è laureato,con il massimo dei voti, Daniele Selva, sostenendo la seguente tesi di laurea in Ingegneria Civile: “Vulnerabilità sismica degli edifici scolastici in calcestruzzo armato: indagini diagnostiche e metodi di analisi”. Relatore è stato il Prof. Ing. Sergio Lagomarsino, correlatori gli Ing. Andrea Balbi e Sara Frumento. Al neo ingegnere, che corona con la laurea un corso brillantissimo di studi, l’augurio dell’A.V.A per una carriera professionale proficua. CRONACA DI ANDATE: MESE DI APRILE 2005 Io sto proprio bene! Ancora una volta Vi invidio! Infatti ho saputo che da Voi ad Alassio le Feste Pasquali sono andate benissimo, in termini di turismo, voglio dire, senza nessun inconveniente; e tutto è filato perfettamente e in maniera superlativa. Vi invidio decisamente, perché qui ad Andate, sul lago di Como, le cose sono andate un po’ meno bene: molta gente, va bene (tanti turisti di seconde case, tanti tipo “mordi e fuggi in giornata”) ma, forse appunto per questo, anche qualche inconveniente (e dei soliti, che si ripresentano periodicamente in questi casi). Ad esempio la non perfetta tenuta dell’impianto fognario, che, per protesta contro l’eccessivo carico, in qualche punto si è messo a fare le bizze… e non dico di più per la delicatezza dell’argomento, ma potrei portarvi interviste su profumate esperienze di cittadini, negozianti e turisti. Ad Andate una volta c’era un palazzo nel centro storico, la cui scala veniva popolarmente definita “la scala dei cento… posteri” per il grande numero di abitanti che popolava l’edificio. Qui ad Andate, evidentemente, nelle va- canze pasquali i… posteri da 12 mila sono diventati molte migliaia di più e taluni nostri impianti di deiezione risalgono a prima della guerra mondiale (la seconda) e parecchi anche a… prima della prima, per cui sono cose che uno si può aspettare tranquillamente, come diceva quel contadino di Soglio che tagliava il ramo di fico seduto sullo stesso, ma non dalla parte del tronco. Il fatto è che Voi, fortunati mortali di Alassio avete un sindaco architetto. E che cosa c’è di più perfetto di questo? Perfino i teologi chiamano Dio “il grande architetto”, e quindi si può dire che abbiate in uso la perfezione divina. Invece il sindaco di Andate è solo ingegnere. E che cosa fa nel momento del bisogno l’ingegnere? È ovvio: si ingegna. Si ingegna di farci star meglio che può; per esempio tranquillizzandoci su tutto; come quando dichiara ai giornali che la frana avvenuta dove si sta trasformando l’ex parco di una villa-collegio in tante belle e comode abitazioni, è una frana dovuta alla colpa di nessuno, e che anzi è venuta provvidenzialmente, così potremo allargare la strada preesistente; e così ci rassicura tutti e dormiamo tranquilli; come aveva fatto quando quei vili giudici della “bandiera celestina” non avevano concesso ad Andate il suddetto stendardo per la pulizia del lago, e il nostro ingegnere aveva scoperto che avevano fatto ciò solo per noncuranza o distrazione. Io mi trovo bene ad Andate, molto meglio di Voi ad Alassio. Perché sono sicuro che se arrivasse sul lago lo tsunami, il mio ingegnere mi convincerebbe che si tratta di ponentino un po’ sostenuto o, come dicevano i nostri allegri anziani di una “maestralata persa”; sì, proprio “persa”, e io, bambino, mi chiedevo chi l’avrebbe trovata questa maledettissima bufera di maestrale. E chi se ne va più da questo paese? E chi se ne va più dalla futura Montecarlo? Chiediamo una riforma costituzionale (tanto nel caos di questi giorni nessuno si accorgerebbe di un articoletto in più) e trasformiamo Andate in un ducato. Il nome del duca lo so già io. Luca Caravella ELEZIONI REGIONALI 2005 Uniti nell’Ulivo - Alassio Le recenti elezioni regionali hanno dimostrato che il “progetto unitario” dell’Unione raccoglie ampi consensi sia a livello Regionale – dove il centro sinistra riconquista la Liguria – sia a livello Nazionale, dimostrando che la politica del centro destra ed il berlusconismo hanno creato enormi contraddizioni al Paese con una disparità sociale senza precedenti. I Cittadini hanno dimostrato di non essere completamente assoggettati al potere e hanno punito coloro che con false promesse, politiche arroganti volte al mantenimento delle poltrone, usano il comando per interessi personali. In Liguria la pesante sconfitta del centro destra, ed in particolare di Forza Italia, ne è una dimostrazione evidente. Il recupero dell’Ulivo in numero di voti espresso il tutta la Regione si è evidenziato anche ad Alassio, dove il centro sinistra conquista un +6% che però non è stato sufficiente a imprimere quel cambio di tendenza ravvisato in quasi tutta la Regione. La parziale tenuta del centro destra a livello locale potrebbe creare un isolamento per Alassio; noi dell’Ulivo, comunque, lavoreremo affinché questo non avvenga, e, nonostante le opposte fazioni politiche, invitiamo tutti ad una attenta riflessione e ad un confronto democratico e civile sulle importanti scelte effettuate sul territorio come il depuratore, spostamento a monte del tracciato ferroviario ecc… Nessuno può e deve arrogarsi il diritto di imporre scelte che vengono ingiunte dall’alto meramente per logiche di potere. È necessario intervenire con urgenza per difendere e rilanciare la nostra economia locale che vede so- prattutto la categoria dei commercianti, dei giovani e degli anziani i più colpiti. Non possiamo più nasconderci: Alassio non è più quel Paese florido che consente e distribuisce benessere a chiunque. Ad Alassio si sente la crisi ma non è solo con le grosse speculazioni edilizie, che arricchiscono i soliti noti, che si può far ripartire un’economia. Noi lavoreremo per questo a partire da oggi; lavoreremo perché siamo una forza politica importante in tutto il territorio regionale e nazionale e sapremo farci supportare nelle sedi appropriate che abbiamo riconquistato. Agli Elettori dell’Ulivo va quindi un particolare ringraziamento e garantiamo da adesso il nostro impegno per una vittoria alle prossime elezioni comunali del 2006. Uniti nell’Ulivo Alassio: ripascimento spiagge È iniziata stamattina la terza fase dei lavori per il ripascimento delle spiagge della località Sant’Anna, della località Monti e Mare e soprattutto del tratto compreso tra il Pontile Bestoso e l’Hotel Milano nel cuore della Baia di Alassio. Dopo essere stato raccolto dagli scavi di Piazza Partigiani, il materiale inerte (circa 300.000 metri cubi) era stato infatti accuratamente sottoposto ad una apposito trattamento di grigliatura e purificazione(Il Comune ha in proposito sostenuto i costi del trattamento di € 50.000). Analizzato dall’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) la sabbia risultante dai trattamenti è stata dichiarata e certificata idonea per il ripascimento della spiaggia della Baia. Parte è stata destinata al ripascimento della spiaggia che dall’ampliamento del Porto Luca Ferrari si allunga fino a Punta Murena. Parte è stata invece por- tata nei pressi del campeggio Monti e Mare. Da inizio mese, i camion stanno scaricando altra sabbia davanti alla spiaggia che dal Pontile Bestoso arriva all’Hotel Milano. Ulteriore intervento rispetto al già testato BMS (Beach Management System) «Per quanto riguarda il BMS – spiega il Consigliere Comunale incaricato al Demanio, Dott. Rocco Invernizzi – la sperimentazione ha evidenziato un sensibile apporto di sabbia che però si è depositata in altezza e non in profondità. Procederemo quindi con la sperimentazione “a singhiozzo” per verificare l’opportunità di riposizionare le tubature aspiranti. Nel frattempo non solo l’intervento iniziato oggi e che si protrarrà per alcuni giorni, ma anche nel prossimo futuro la posa di sacchi di polipropilene a costruire una sorta di diga soffolta». In programma c’è poi, anche il rifacimento della berma del Pontile Bestoso. Alassio Donna invita tutte le donne di Alassio ad entrare come socie nel comitato Per informazioni rivolgersi a: Caterina Cosso (Nuccia) presso l’Hotel Panama (0182-645916) Alessandra Aicardi presso l’Hotel Kontiki (0182-640928) Vitaloni Rita (Joan) presso la Profumeria Joan (0182-640436) Francesca Ieria presso l’Hotel Aida (0182-644085) L’incontro avverrà mercoledì 27 aprile presso l’Hotel Aida - Via F. Gioia 25, ore 21,00 «Il ripascimento della zona centrale della spiaggia alassina – ha aggiunto il Presidente dell’Associazione Bagni Marini, Geom. Ernesto Schivo – è certo opera meritoria visti soprattutto i problemi endemici della profondità dell’arenile in questo tratto. È ovvio che si debba anche procedere a difendere gli arenili e mi sembra che l’intenzione dell’Amministrazione sia quella di utilizzare ogni mezzo possibile a tutela del nostro patrimonio». m.r. 4 «L'ALASSINO» Lettere del pubblico Ragazzi di Moglio: appello al Sindaco Egregio Signor Sindaco, a nome dei ragazzi e bambini di Moglio volevo rinnovare l’appello per le condizioni di quello che è l’unico luogo di svago per noi. Pensiamo che abbiamo il diritto come i ragazzi di Alassio, Laigueglia ed Albenga ad avere un campetto decente. A Moglio altro non c’è che questo piccolo spazio in asfalto per il nostro divertimento. È per questo che le chiediamo gentilmente di trovare una alternativa. Probabilmente potreste incontrare qualche difficoltà nel trovare il terreno necessario per quello che dovrà essere il nostro campetto. Esigiamo, allora, un radicale cambiamento dell’attuale luogo ricreativo. La zona in cui esso è posto non è appropriato, i vicini si lamentano delle pallonate che rovinano gli orti, e speso capita che il pallone cada in strada causando pericolo per colui che deve recuperarla. Questa lettera è purtroppo firmata da ragazzi dai 14 ai 22 anni, perché di bambini ai “Giardini” se ne vedono sempre meno, viene visto da loro poco invitante, di conseguenza trascorrono gran parte della loro giornata davanti ai videogiochi. A me questo fatto causa tristezza, proprio perché io e i miei amici siamo cresciuti nei Giardini, e teniamo molto al loro mantenimento e miglioramento, di modo che possa catturare nuovamente l’attenzione dei più piccoli. Tra le più importanti problematiche del campetto, rien- tra sicuramente il fondo. Esso è completamente in asfalto che provoca evidenti lesioni quando si cade accidentalmente. Il nostro sogno sarebbe un terreno in erba, ma se questo non fosse possibile, chiediamo, almeno, una copertura in un materiale migliore. L’altro problema sono le reti. Sono anni che il comune, anche sotto la precedente amministrazione, provvede alle recinzioni con reti scadenti, o perlomeno non adatte. Essendo fatte a rettangolini si rompono facilmente. Supponiamo che il meglio siano reti di fili di ferro fatte a rombi (come quelle che si trovano nella zona inferiore del campetto o ai lati), e da una rete di corda che arrivi fin o in fondo. Questa rete deve estendersi su tutta la superficie delle due sponde di recinzione. Abbiamo inoltre due fontanelle delle quali non ne funziona nemmeno una. Gentile Sindaco, questi nostri giardini non sarebbero neanche un campetto se non avessimo disegnato le strisce bianche per terra e pitturando le porticine sulle reti. Fino ad ora ci siamo arrangiati, ma penso che sia giunto il momento che il comune si occupi di noi ascoltando le nostre richieste. Attendiamo con ansia un decisivo intervento, ed una risposta. Le saremmo molto grati. La ringraziamo per l’interessamento. Jan Casella e molte altre firme Errore del notaio: “alloggio all’asta” Nel 1982 mio padre Luigi Zunino aveva acquistato un alloggio a Calizzano (provincia di Savona), regolarmente pagato con assegni alla presenza di un notaio di Millesimo. Fatte ricerche da parte dello studio notarile, non venivano trovate ipoteche e sull’atto veniva inserita la solita frase di rito “esente da gravami, ipoteche, liti, ecc…”. Invece sull’appartamento era stata iscritta precedentemente una ipoteca a favore della Banca San Paolo di Torino, la quale aveva concesso al costruttore un mutuo Fiduciario risultato in seguito non pagato. Tale ipoteca gravava in realtà non solo sull’alloggio di proprietà di mio padre, ora defunto, ma su tutto il complesso immobiliare. Solo di recente e casualmente, sono venuto a conoscenza dell’esistenza dell’esecuzione immobiliare a danno del mio appartamento, per un debito non di mia pertinenza. Sono partite tutte le azioni legali, con l’aiuto di tre avvocati, contro il costruttore,il notaio e la banca che non mi aveva mai comunicato nulla sull’esistenza del mutuo, poiché tutto è andato in prescrizione tranne il mio debito nei confronti della banca, il mio appartamento in questi giorni andrà all’asta e se non ci saranno altre offerte dovrò ricomprarlo al prezzo più alto di quello che aveva pagato mio padre, oppure lo perderò. Con questo mio sfogo, voglio dire a tutti coloro che sono in procinto di acquistare un alloggio di controllare personalmente anche in seguito che non esistano delle ipoteche sugli immobili acquistati. Già 280.000 famiglie, sono cadute in questa truffa immobiliare. Gianni Zunino Ringraziamento Desideriamo esprimere, attraverso il nostro giornale, un vivo ringraziamento a tutto il personale medico e infermieristico del reparto di fisiatria dell’Ospedale di Alassio, che con competenza, professionalità e squisita garbatezza svolge il proprio lavoro. Cordialmente. Maria e Marco Restani Sabato 16 Aprile 2005 riceviamo e pubblichiamo (le lettere anonime non vengono pubblicate) Solidarietà maremoto Oasi di sabbia rossa Presto anche noi ad Alassio avremo la nostra bella oasi di sabbia rossa, tipo sahariana, forse con un bel palmeto per proteggere i bagnanti dai raggi solari. Là dove un artista inglese, il Perrot intorno al 1838, tratteggiò a disegno un angolo suggestivo della Liguria, riprendendo in un anfratto pescatori di fronte all’Isola Gallinara (disegno poi riprodotto in una splendida litografia), la dove erano scogli e risacca, ora l’opera umana (o disumana) sta creando un avamposto di sfruttamento intensivo dell’arenile, già così prepotentemente attuato nel golfo di Alassio. L’oasi di sabbia rossa sta sorgendo la dove una curva ad ampio raggio della strada statale tra Alassio ed Albenga, poco prima della discoteca “Le Vele”, prese il nome, negli anni cinquanta, di “curva della spazzatura” o “di Angìn” perché colà, vicino ai terreni di Angelo Vigo, veniva scari- In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome (leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione. cata la spazzatura che poi i contadini di Albenga prendevano per ingrassare i loro terreni. Poco oltre, in direzione di Albenga, raccontano – ma non so se sia vero – che in quegli anni l’Assessore alla nettezza urbana del Comune di Alassio fece scaricare per molto tempo i rifiuti in mare, facendo risparmiare alla collettività il costo del trasporto alla discarica. Encomiabile, ma dicono anche che sul terrapieno formato dai rifiuti scaricati in mare si iniziò la costruzione di quel complesso che oggi si chiama “La Carrettera”. In conclusione: la storia insegna. Il progetto approvato, forse anche col parere favorevole dell’ASL, parla di ripascimento “stagionale”. Ma la gente è proprio miope come l’ASL e non vede cosa si sta facendo? Faccio seguito all’articolo comparso su «L’Alassino» del mese di febbraio, dove si scriveva che la raccolta di fondi, da parte dell’Unione degli Exallievi di Don Bosco di Alassio, a favore delle popolazioni del Sudest dell’Asia, colpite dallo tsunami, continuava. Ebbene, all’inizio di marzo, è stato effettuato un altro bonifico di € 4.030,00 a favore del VIS, organo salesiano preposto alla distribuzione dei soccorsi e a fine marzo sono stati raccolti altri € 2.800,00, tra le offerte raccolte durante le S. Messe del giorno di Pasqua e ospita 350 famiglie di pescatori che non hanno più nulla, fornendo cibo e assistenza medica e psicologica. Che cosa succederà quando l’emozione rallenterà e i media del pianeta non parleranno più di noi? Noi Salesiani rimarremo in prima linea... ...Abbiamo insegnato ai ragazzi del nostro centro come produrre mattoni e quali tecniche adoperare per realizzare abitazioni a basso costo. Sappiamo che non potremo fermarci per anni…». E da Mons. Joseph Prathan, vescovo salesiano di Surat Thani, in Tailandia: «Oggi abbiamo portato coperte, vestiti, offerte giunteci da Ex allievi di varie parti. Queste ultime somme, aggiungendosi a quelle raccolte in gennaio, portano ad un totale di € 18.710,00, cifra che ci rende veramente orgogliosi della nostra iniziativa, soprattutto perché queste offerte sono andate interamente ai superstiti dell’immane disastro. Ora che i riflettori delle TV e dei media si sono spenti su quel territorio, sono pochi a sapere che le perdite umane hanno superato le 300.000 unità e che per i superstiti ci vorranno anni per raggiungere un minimo di normalità. Riceviamo da Don Anthony Humer Pinto, ispettore salesiano della visitatoria dello Sri Lanka: «La situazione è indescrivibile. Il Centro Don Bosco riso materiali edili... Ma non basta mai. La devastazione sembra infinita. Ho costituito un centro di soccorso per le vittime che lavora in collaborazione con il Governo». Ecco dove sono andate le offerte che noi abbiamo raccolto e inviate al VIS. A questo proposito mi piace ricordare che il dott. Bertolaso, responsabile in Italia della Protezione Civile, è un exallievo salesiano: egli ha affidato al VIS il coordinamento degli aiuti fra quelle popolazioni. E ad Alassio gli Exallievi di Don Bosco, residenti e i gentili ospiti hanno ascoltato quel grido di dolore. Grazie a tutti! Con i migliori saluti. Angelo Patetta …e non è il primo caso!!! Al mensile «L’Alassino» Alassio Sono Lidia Morbiolo affittuaria dell’alloggio sito in via Mazzini 48 al 4° piano ed è ormai già da diverso tempo che le mie condizioni di salute non mi permettono più di fare sforzi e fatiche come, ad esempio, arrivare al quarto piano della mia abitazione a piedi e magari con le borse della spesa in mano. Purtroppo sono costretta a ricorrere al vostro giornale per far conoscere a tutti il comportamento dei proprietari del palazzo dove vivo che, pur disponendo dell’ascensore, non me lo fanno usare solo perché la mia proprietaria non ha pagato la quota per l’istallazione. Mi sono rivolta al Sindaco il quale a sua volta si è rivolto ai proprietari e all’amministrazione ma queste persone hanno fatto finta di nulla e non vogliono permettermi di usare l’ascensore neppure pagandogli un affitto! A volte a causa della mia condizione di persona anziana con problemi di salute sono costretta a rimanere a casa per giorni e giorni perché non posso usare le scale e nessuno si preoccupa di me! Il Comune era disposto ad aiutarmi a pagare la quota di affitto per l’utilizzo dell’ascensore ma anche questa soluzione non è stata accolta dai condomini. L’Ufficio Legale del Comune con l’Avv. Contri ed il Sindaco Melgrati hanno anche cercato la soluzione di un’ordinanza urgente, date le mie condizioni precarie di salute, ma questo stratagemma ha trovato resistenze dalla Prefettura di Savona che trova tale provvedimento non conforme ai poteri dell’amministrazione comunale. Orbene mi rivolgo a Voi, vi leggo sempre con piacere ed interesse, affinché pubblichiate questa mia, con la speranza che possa sortire compassione in qualcuno, far conoscere tale situazione anche agli altri cittadini e che possa quindi un giorno poter arrivare a casa senza troppo penare. Vi ringrazio Lidia Morbiolo Vesti la giubba e la faccia infarina È passata la Pasqua su cui tutti avevamo riposto la speranza di risorgere in una epoca di pace. Ancora una volta non si è avverato il miracolo e, come clown, nascondendo le lacrime, riprendiamo il cammino in un tunnel dove il buio pare non possa diradarsi mai. Mentre facciamo lo sforzo di sognare un futuro roseo, un chiodo arrugginito nel cervello ci riporta al passato. Guerre, emigrazioni, fame, risparmi su- «Alassio 1000 anni» dati, ma ci confortava conoscere su tutto la verità che si diceva “una sola”. Oggi ci sono falsi in bilancio, false testimonianze, false notizie in bellavista e non ci si vergogna più. C’è tanta confusione, gli anziani non possono dimenticare i Vangeli dei loro tempi, mentre i giovani cercano di sopravvivere in qualche modo solo perché è anche giusto che la speranza sia l’ultima a morire. Fernanda Limoni… e arzigogoli Anche la Signora Patrizia Armato ci ha gentilmente scritto, segnalandoci notizie interessanti sugli strani limoni del giardino della Signora Boggetti. Antonio Tassara Federazione Italiana Ex Allievi di Don Bosco Le siamo grati per l’interessamento che ribadisce quanto da noi pubblicato sul numero di Marzo u.s. de «L’Alassino». La lotta agli acari va effettuata da dicembre a febbraio. Dal Borgo alla Città, la tua lunga e ancor giovane VITA par non temere la vecchiaia. Il tuo grande recondito antico AMORE sboccia come una ROSA, ad ogni tua PRIMAVERA. Dai tuoi primi innamorati che dalla TORRE di VEGLIASCO fino al mare seppero inondare questa terra di un amore profondo e sincero, trasmettendo ancor oggi a noi una POTENZA e una SENSIBILITÀ che non invecchia e non muore; ma come il vero “AUTENTICO AMORE” ci aiuterà e ci solleverà dalla nostra debole e fragile UMANITÀ. Dal Borgo alla Città, MILLE ANNI di una REALTÀ nella POESIA bellissima, intramontabile, torna presente nel RICORDO. Dalla culla alla VITA adulta: ALASSIO, racconta il suo glo- rioso e lungo passato, con tristezza, ma con tanta SPERANZA e AMORE, consegna a noi questo passato, per un futuro ancor più glorioso, nella certezza che noi faremo TESORO di quella stessa speranza e amore congeniale degli ALASSINI. Noi consegneremo a nostra volta, ai nostri successori rinnovato e immutato il fervore di: BONTÀ e di GIOIA che nato dal BORGO non potrà morire nella CITTÀ; ma si espanderà alle altre città della nostra amata e bella ITALIA. Che il MONDO si unisca a questa speranza, a questa gioia e a questo AMORE, affinché REALTÀ e POESIA siano sempre IMMORTALI, come L’AMORE e la VERITÀ. Sauro Palagi Sabato 16 Aprile 2005 5 «L'ALASSINO» Rimme da noscia tèra UNA RISPOSTA PER CHIARIFICARE Un ricordo per... Don Giorgio Colajacomo direttore Istituto Salesiano Sittu e büsciu (Dialetto alassino) So fòme e me raxiùi, porca miseria… E se quarcùn u vô pistòme i pei nu staggu sittu mancu si m’amassan. E cumbattu decisu pe-e me idee cun ün vucabulòriu de parolle che messe in fira u giru i fan du mundu. L’ünicu ch’u me fa restò de stüccu, impalüccàu cumme ‘na figa secca, cu-a bucca auverta e cun u nòsu ansciù e ch’u me fa sto sittu cumme ün cüccu pe du bellu s’u vô e nu me busticcu u cavadenti u l’è, scì, u l’è u dentista. Lei u po’ ciacaro, parlò, discùre; tütte quellu ch’u vô u po’ dì e ridì e mi, cu-a bucca auverta e restu lì cumme ün luruccu nesciu e abelinàu! In veritài a gh’è n’autra persuna pezu che a guòrdia o che ün carabiné e quandu a nu l’intende de raxiun a pòrla, a pòrla e mi e nu possu dì mancu ün “beh!”. Staggu sittu, sai, perché e nu gh’ho a forsa e u ben de replicò. chi a l’è? Ma annimadde, i no-u savé?… e bèn, v’ou diggu mi…A l’è me muié. Tommaso Schivo ZITTO E TACI: Le mie ragioni, me le fo, accidenti!… / E se qualcuno vuol pestarmi i piedi / non taccio neppure se mi uccidono. / Io combatto deciso per le mie idee / con un vocabolario di parole / che messe in fila il giro fan del mondo. / L’unico che mi fa restar di stucco. / e impalato come un fico secco, / a bocca aperta e con il naso in su / e che mi fa tacere come un “cucco” / fin che vuol, se lui vuole e non mi nuovo / è il cavadenti, sì, il dentista è. // Lui può cianciare, chiacchierar, discutere; / dire e ridire può ciò che lui vuole /mentre io, a bocca aperta, resto lì / come un allocco stupido e insensato!/ Ma in verità c’è ancora una persona / peggio che guardia o che carabiniere / e quando non intende di ragione / lei parla, parla ed io non posso dire / neanche un “beh!”. Sto zitto, sai, perchè / forza non ho neppur di replicare! / Ma chi è? Ma suvvia, non lo capite? / Ebbene, ve lo dico…Ma è mia moglie! Pescoèi a l’ostaia (Parlata varazzina - SV) Töe de legno, lûcide da-e gommiae e pregne de vin inversòu in scatti de fûrbissia pe ‘na scobba arrobâ co-in lampo de malissia. Pescoéi a l’ostaia. Pe ammassâ o tempo e parlâ de véi, quande o mâ o l’ëa pin de barche e de voxi e tanti nommi no ëan ancon scrïti in scë croxi… Pescoéi a l’ostaia. Doppo o parlâ o silensio, l’euggio incollòu a-o gotto ch’o mande riflessi de lûxe e o se perde in neutti de lampare. …Ûn ricordo ch’o brûxe. Mario Traversi PESCATORI DELL’OSTERIA: Tavole di legno, / lucide per le gomitate / e impregnate di vino rovesciato / in scatti di furbizia / per una scopa rubata / con un lampo di malizia…/ Pescatori all’osteria. / Per ammazzare il tempo e parlare di ieri, / quando Il mare / era pieno di voci / e tanti nomi / non erano ancora scritti sulle croci… / Pescatori all’osteria. / Dopo il parlare il silenzio, / l’occhio incollato al bicchiere / che manda riflessi di luce / e si perde in notti di lampare / …Un ricordo che brucia È giusto si sappia L’Associazione Vecchia Alassio ritiene doveroso comunicare alla città (anche se la notizia ha già percorso molte delle nostre contrade) che due nostri benemeriti concittadini (i conosciutissimi coniugi Brusa) per onorare la memoria del loro unico figlio prematuramente scomparso, hanno donato all’Ospedale pediatrico ligure-europeo Gaslini di Genova una moderna e costosissima attrezzatura per una difficile e particolare cura dei bambini. È vero che il Vangelo ci insegna a donare senza che la mano sinistra sappia ciò che fa la destra (come hanno fatto loro), ma Rubrichetta mensile in questo caso la notizia del fatto eccezionale è trapelata ed è giusto, e doveroso che si sappia. Pertanto, a nome di tutti i nostri concittadini, vogliamo formulare un plauso particolare ed un sentito e commosso ringraziamento a questa famiglia colpita così duramente da un destino crudele. Possa, domani, il sorriso di tanti bimbi, rinati alla vita grazie anche a loro, compensarli almeno in parte per questo atto filantropico e generosissimo che fa onore anche alla città che essi così nobilmente hanno rappresentato con il loro sacrificio. t.s. per A.V.A. Come direttore dell’Opera Salesiana di Alassio sento la necessità di un intervento di chiarificazione sull’ipotesi di costruzione di parcheggi interrati nella nostra proprietà. Non entro negli aspetti tecnici del problema: alle difficoltà (che mi paiono francamente esasperate) risponderanno i professionisti nelle sedi competenti. È palese che con gli strumenti tecnici disponibili oggi è possibile garantire la sicurezza, purché si sia disposti a pagarne il costo, e questa è la nostra ferma intenzione: ne è garanzia lo stesso iter delle autorizzazioni e delle perizie, giustamente rigoroso. Non ci sono soltanto i timori comprensibili dei vicini; le prime preoccupazioni sono degli stessi salesiani, per la stabilità della loro chiesa (patrimonio della città) e delle stesse loro camere, ben più vicine allo scavo. Vorremmo rassicurare che si adotteranno tutti gli strumenti tecnici per garantire la sicurezza. Ci siamo sempre mossi ricercando le migliori relazioni con la città, ci sentiamo parte della comunità alassina, legati ad essa da una lunga storia. Non dimentichiamo che san Giovanni Bosco ricevendo il 20 settembre 1870 dal Municipio di Alassio l’incarico di provvedere all’istruzione e all’educazione dei giovani alassini si è impegnato a questo cammino di coinvolgimento e di servizio. Proprio per questo vogliamo continuare, sino a che le forze ce lo consentono, il nostro servizio educativo nella scuola e nell’oratorio. LE MOTIVAZIONI DEL PROGETTO Sono quelle di reperire risorse per mettere a norma l’edificio scolastico, come spiego in dettaglio. Certamente non c’è nessun intento speculativo: ci è dispiaciuto che qualcuno lo abbia detto o pensato, dimenticando centotrentacinque anni di un servizio educativo generoso e disinteressato. È evidente poi che, se dall’operazione restasse un utile, sarebbe impiegato dal nostro Centro mondiale a favore dei paesi poveri dell’Africa, in terra di missione o per le vittime dello tsunami (come stiamo facendo già con efficacia d’intesa con i salesiani del posto). Dare continuità alla scuola anzitutto è il nostro obiettivo. Forse non a tutti è chiaro il servizio che i Salesiani fanno alla città mantenendo una scuola di prestigio sul piano didattico, caratterizzata in senso educativo, un liceo che è anche centro di innovazione e di cultura, promozione, d’intesa col Comune e con la Biblioteca comunale, di iniziative culturali per la città. Speriamo sia apprezzato il fatto della disponibilità che mostriamo in ogni occasione nell’offrire le nostre strutture per le più varie iniziative cittadine. È noto, sono statistiche ufficiali, che allo Stato ogni alunno costa più di 5.500 euro; le nostre rette sono invece poco più della metà per il liceo e di un terzo per la media: si aggiungono i rimborsi del bonus dello Stato e del buonoscuola della Regione che vanno direttamente alle famiglie, determinando un dimezzamento ulteriore della retta ed ancora gli sconti praticati dalla direzione per chi trova difficoltà a sostenere i costi. Non riceviamo nessun aiu- Anno 1939/40 - C’era una volta l’Oratorio… to diretto dallo Stato o dalla Regione, dobbiamo pagare noi gli stipendi del personale, dei docenti in particolare, dato il ridotto numero di salesiani. Andiamo avanti perché noi salesiani non percepiamo stipendio e mettiamo tutto in comune, dalle pensioni alle attività estive. Andiamo avanti per l’aumento costante di iscritti e del bacino di utenza della scuola che ha appena raddoppiato la prima media e continua nel trend positivo per il liceo, innovativo nelle sue proposte (la patente europea di informatica, le certificazioni esterne per le lingue, la cultura d’impresa: tutte novità che costano alla nostra scuola). Ci sono le strutture da mantenere: in una corretta amministrazione, la retta dovrebbe sopperire al loro periodico rin- Stato (più precisamente i Comuni sino alla scuola media, le Province per le superiori), per le scuole pubbliche paritarie come la nostra (che non è privata, non è un diplomificio ma si adegua a tutti gli standard e controlli previsti), no. Che il problema sia drammatico lo si constata dalle continue proroghe che lo Stato concede a se stesso, quattro in sei anni, dalla prima scadenza del 31 dicembre 1999, fissata dall’art. 1 bis del Dl n.542/1996 alla più recente, datata 1° marzo 2005 che sposta al 30 giugno 2006 l’ultimo limite. Gli edifici scolastici in Italia sono circa 42.000: soltanto un quarto è in regola con la certificazione relativa alla prevenzione incendi. Solo il 57,5% possiede la certificazione completa di agibilità statica; alme- novo tramite le quote di ammortamento: così non è. In particolare, il problema diventa grave quando nuove leggi esigono interventi costosi, straordinari. Tutti ammirano gli ambienti della nostra scuola, l’ordine e la pulizia, l’aggiornamento delle strutture e la loro funzionalità. GARANTIRE LA SICUREZZA DELLA SCUOLA Eppure, queste strutture devono essere messe a norma secondo il Decreto legislativo n. 626/1994: tra muri ignifughi, porte tagliafuoco, spostamento di porte e di pareti, attrezzature d’emergenza si fa in fretta ad arrivare a diverse decine di migliaia di euro. Dove reperire queste risorse? Per le scuole pubbliche statali interviene lo no tre edifici scolastici su sette hanno bisogno di interventi urgenti. Lo riporta Il Sole-24 Ore del 5 marzo 2005 sulla base dell’indagine annuale di Legambiente. Province e Comuni non hanno le risorse per provvedere. E noi? Ci siamo chiesti dove reperirle, abbiamo cercato ogni tipo di soluzioni alternative e con dispiacere abbiamo accettato di subire lavori in casa per uno o due anni pur di provvedere. Lo abbiamo già sperimentato e sappiamo cosa significhi. Dare sicurezza e continuità alla scuola: questo è il motivo dei box progettati. Ci pare poi che togliere dalla strada qualche decina di auto sia cosa utile, come il mantenere il parcheggio a rotazione di cui tanti si servono. Ma, se non avessimo da mettere a norma la scuola, rinunceremmo volentieri ai box. Queste strutture poi, sia scolastiche sia di accoglienza, vogliamo contemporaneamente migliorarle. RINNOVARE L’ORATORIO In particolare è per noi centrale l’oratorio, geniale intuizione di Don Bosco. Un tempo i ragazzi si accontentavano di poco: uno stanzone, due calcetti e un ping-pong, un cortile bitorzoluto per l’affiorare delle radici dei platani e per i cubetti di porfido, ideali per ferirsi in caso di caduta. In qualche modo, si può ancora andare avanti così. Ma è giusto? E qui permettete la mia meraviglia. Sento exoratoriani nostalgici dei bei tempi andati (e mi fa piacere che ricordino l’ambiente umano, caldo di amicizia e di proposte dei salesiani loro educatori) ma li vedo chiusi alle esigenze dei ragazzi d’oggi, loro figli o nipoti. Li vedo contestare i progettati campi in erba sintetica che vogliamo mettere a disposizione gratuita dei ragazzi perché sacrificano i platani, tra l’altro ormai malati. È bello che ci sia un po’ di verde e certo non ci rinunceremo, con altro tipo di piante, così come è stato nel passato (abbiamo una pianta del 1758 che mostra aranci e olivi invece dei platani). Mi pare però pretesto o miopia quello di non vedere le opportunità di aggregazione che si vogliono creare per i giovani, la cui esigenza è stata ben evidenziata dall’indagine recente sui ragazzi di Alassio curata dal nostro psicologo prof. Gaetano Barletta d’intesa col Comune e con le scuole di Alassio. Tanto è evidente la volontà di rinnovare ed adeguare gli ambienti dell’oratorio con l’operazione parcheggi che ci stiamo preoccupando di allestirne di provvisori, durante i lavori, nel cortile delle bandiere, ed anche questi lavori costano: una nuova salagiochi, il campo in erba sintetica per il calcio e la pallavolo, gli spogliatoi a servizio del campo. Questa volontà di servizio ai giovani di Alassio vorremmo ci fosse riconosciuta. 6 «L'ALASSINO» Sabato 16 Aprile 2005 FRAMMENTI DI STORIA NOSTRANA (a cura di Tommaso Schivo) La parola alle immagini di Mimmo Ottonello CAP. 38° - PARLIAMO UN PO’ DI CLIMA Abbiamo precisato nei capitoli precedenti che i Liguri più liguri fra tutti gli antichi Liguri (che bello ripetere più volte insieme questo nostro nome!…), preferirono restare ancorati alla loro”patria” accanto al mare, anche se le strade in sostanza non c’erano ed era difficile crearne, anche se le colline erano aride e riarse, scarsa la terra coltivabile e spesso sotto la minaccia di mareggiate improvvise .Del resto ciascuno ama la sua terra, abbiamo anche detto, come la sua “casa”... “parva sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta tamen meo aere domus…”, una casa modesta, ma che per me va bene e che non dà fastidio a nessuno ed è linda e pulita, una casa che è nata col sudore della mia fronte…. Lo aveva scritto sul cancelletto Ludovico Ariosto seicento anni fa, quando si era potuto costruire una abitazione tutta sua. Così accadde anche ai nostri progenitori, anche se una parte di attrazione, direi di “calamita” potente veniva loro offerta dal clima particolarmente gradevole della nostra latitudine in ogni parte dell’anno. Manzoni scrisse che anche in Lombardia “il cielo è bello, quando è...bello”, ma da noi le giornate annuali senza sole (spesso persino invocate per un po’ di pioggia) sono davvero poche e il cielo è un grande cristallo azzurro che ti prende e ti affascina e il mare, ah il mare... Voglio solo citare una frase di Camillo Sbarbaro che dice tutto… “Ah il mare! A nominarlo entra nei miei pensieri, folata che forza un’imposta”. Il clima fu certamente decisivo anche nella storia del nostro popolo e si dà il caso che proprio nei documenti manoscritti degli “Arrivi di mare” del primo Ottocento, più di una volta si legge che una nave facente rotta nel Mediterraneo settentrionale ed Occidentale approdò nella rada di Alassio per sfuggire al tempo cattivo o alla furia furibonda dei venti, sia in gennaio che in giugno... una “cala” tranquilla la nostra, come in una (lasciatemi citare il magnifico verso latino-italico di Catullo) “recondita quiete”. D’altra parte fra Nizza e Vado, già nei secoli passati, erano segnalate fra le migliori e più sicure “rade” del Ponente, quelle di Ospedaletti e del golfo di Alassio e Laigueglia. Il clima fu ed è tuttora una delle maggiori prerogative della nostra terra ligure. Il Bertolotti, nel suo libro più volte citato, ne fa una espressa menzione: “Dolce havvi il clima, né poetica iperbole è il dire che l’assidua primavera ha regno nelle sue prode. L’inverno vi dura due mesi soltanto. Il de della notte; le piogge annue si aggirarono in media sui 737 mm con temperatura media annuale di 16,’58,come solo a Taormina, in Italia. L’anno meno piovoso fu il 1908, quello più piovoso il 1916. Naturalmente l’apporto dell’Osservatorio è da sottolineare per lo studio del clima; risale al 1882 con gli studi di don Baudo, poi di don Scotti, che pubblicò i dati del 1° sessantennio (sino al 1941). Nella seconda metà del ’900 Foto 1 - SS.1 BIS ma che bestia è? Ha a che vedere qualcosa con le SS di hitleriana memoria? In tutti i Paesi del mondo (quelli con la P maiuscola, cioè gli Stati), le strade si indicano ANCHE con il nome della località verso la quale portano. Ad Alassio no, si indicano solo con il nome della strada stessa. E dove porta questa strada? Boh, tantalè, chi vuole la percorrerà e vedrà. Che bell’esempio di fresco pressappochismo. E poi, scusate, ma le SS, cioè le Strade Statali, non è forse vero che non esistono più, ma da tempo sono diventate SP, cioè provinciali? È un inezia comunque. Mettiamoci nei panni dell’ignaro turista che si trova davanti al dilemma: ma questa SS1 cos’è e dove porta? “Ivi consce che l’inverno è mitissimo”. (DISEGNO DI GIBBA). viaggiatore che scorre la doppia Riviera può agevolmente dalle piante far concetto della maggiore o minore benignità della temperatura invernale”. E aggiunge una riflessione assai significativa: “Ove mira i limoni tenuti in aperto campo, ivi conosce che l’inverno è mitissimo” (pag. 20-2I). Clima particolarmente gradevole e mite, dunque, ma ciò non toglie che qualche volta anche da noi si siano verificate burrasche e stagioni impietose, tanto da annullare la fatica Scuola di musica al Don Bosco Presso la Sala Consigliare del Comune di Alassio ha avuto luogo, il 24 marzo u.s., la presentazione della rassegna musicale INALASSIO 2005, giunta quest’anno alla 4a edizione. Alla presenza del Sindaco Arch. Marco Melgrati e dell’Assessore alla Cultura Dott. Monica Zioni, la Direttrice della Scuola di musica Don Bosco M° Eleonora Mantovani, ac- di lunghi periodi e di intere generazioni. Ritorniamo alla “storia” del Bertolotti per quanto riguarda il ‘700 e il principio dell’800. “L’istoria serba ricordi, come di orrendi flagelli, di certi inverni freddi” e li cita espressamente, uno per uno. Furono gli anni 1709, ’49, ’62, ’89 e ’92 e del secolo successivo sottolinea i terribili inverni del 1813-1820 e del 1830. E forse, non ci furono solo quelli! Molta colpa di ciò va data ai venti, a quelli più furibondi, la tramon- compagnata da un folto gruppo di allievi musicisti, ha illustrato l’attività didattica della scuola ed il programma delle manifestazioni che si terranno nel prossimo mese di giugno. Questa edizione avrà come protagonisti Patrick e Serena, noti personaggi del Grande Fratello, che si esibiranno negli spettacoli. A.V.A. Nel numero scorso dell’Alassino a pag. 9 la planimetria pubblicata non era del Campo sportivo, che qui sotto riproduciamo, ma del futuro teatro. Ci scusiamo per l’involontario errore. tana, lo scirocco e il libeccio. Diversi dati interessanti sul nostro clima (in particolare di quello alassino) ci sono stati lasciati anche da don Pietro Scotti, salesiano, nel suo libro “Alassio, baia del sole” del 1967. Da lui riportiamo qualche dato: su 60 anni controllati giornalmente dall’Osservatorio don Bosco, oltre 40 non ebbero mai neppure un’ora una temperatura sotto lo zero; solo in 4 anni, e per breve durata, si arrivò a -4; negli altri solo da 0,2 a -2 e solo nelle ore più fred- curarono l’Osservatorio don Colombini sino al 1974 e da allora il Preside dell’Istituto, don Tedoldi. Tutti i dati (determinati dal barografo, barometro, psicrometro, termometro, anemometro, pluviografo, eliofanografo ecc.) vengono registrati giornalmente e comunicati a Genova, a Roma e al nostro Giornale, “L’Alassino”. In sostanza un paradiso climatico Alassio. Ringraziamo il buon Dio che ha disposto di farci nascere e di farci vivere qui! I Saracin (i pirati) Era quello il tempo in cui il grido di allarme “mamma, li turchi!” riecheggiava sulle coste pugliesi ogni volta all’approssimarsi delle galee ottomane. Terribile ed autentico flagello la presenza dei pirati levantini, che interessava gran parte delle coste europee del Mediterraneo. Anche la nostra regione soffriva per le scorrerie di pirati provenienti da altri lidi e ciò a dispetto dei grossi barchi da guerra genovesi che, navigando di stretta bolina su e giù per il golfo ligure con le vedette, intirizzite dal freddo, in permanenza sulle coffe di trinchetto, facevano del loro meglio per proteggere le più deboli municipalità rivierasche. Numerosi relitti di navi affondate o costrette a gettar si in secca, sparsi alla rinfusa sulla costa, erano la prova della punizione inflitta per aver cercato di forzare il blocco. Tuttavia un grido di allarme talvolta riecheggiava nell’intrico dei caruggi anche ad Alassio quando le scolte dall’alto della torre e di santa Croce, avvistavano le vele barbaresche affacciarsi minacciose da dietro la Gallinara. Il suono delle campane a martello chiamava a raccolta tutti gli Alassini validi. Quel suono incessante, imperioso raggiungeva e scuoteva anche i più paurosi. Allora vecchi, donne e bambini venivano messi al sicuro sulla collina, mentre artigiani, bottegai, pescatori, contadini armati solo di picche e forconi, si radunavano al torrione dove, al comando di un capitano coraggioso, si trasformavano in combattenti decisi fermamente a difendere la propria terra. Succedeva talvolta che gli assalitori si limitassero ad una semplice e incruenta scorreria: la profanazione di un oratorio, un paio di barche di pescatori date alle fiamme, la ruberia di diversi bari lotti di acqua dolce. Ma il più delle volte purtroppo i pirati miravano alla cattura di ragazze giovani e carine per condurle nei loro ginecei, oppure riuscivano a realizzare il sequestro di eminenti cittadini per cui poter poi chiedere riscatti. Allora la lotta si faceva cruenta, sanguinosa, senza esclusione di colpi. Quando le vele degli assalitori riprendevano il vento, fili di fumo nero si levavano dai vuoti bivacchi sulla spiaggia, mentre nelle case gli echi dei lamenti salivano verso l’alto e si perdevano nell’aria triste e immobile. Allora si contavano i morti, i feriti e quelli, ahimè, fatti schiavi! Col passare degli anni numerose sono state le prove che la cittadinanza alassina ha dovuto affrontare per garantirsi la sopravvivenza. Guerre, incursioni di pirati epidemie terremoti e miseria. Ad onta di tutto ciò la brava gente nostrana ha affrontato con coraggio tutte le prove, uscendone ogni volta a testa alta, fiera di essere di buona razza alassina. Ogni volta mugugna ma sa riprendersi con coraggio e tanta voglia di continuare ad esistere. Vincenzo Moirano Foto 2 - Via Diaz, angolo Corso Dante. Bell’esempio di insegna di locale pubblico da tempo vistosamente fasciata e inutile. Quanto dovrà restare ancora così? Nessuno si preoccupa di farla rimuovere? ••• Per questo mese basta, non vogliamo annoiare i nostri lettori con le solite foto di cassonetti straripanti di ogni ben di Dio, pavimentazioni sconnesse, aiuole desertiche, perdite di acque potabili e quant’altro; nulla di nuovo sotto il sole. Tutto come prima, anzi peggio. Cioè no, forse meglio: perché in realtà queste cose che fotografiamo non esistono, se non nella nostra malata immaginazione… NOTA AI LETTORI: È possibile acquistare in sede i volumi alassini editi dall’A .V.A .. Un dono scelto bene e utile… Sabato 16 Aprile 2005 7 «L'ALASSINO» “Maccaia” - Marzo 2005 Sarà questa “l’isola che non c’è”? Chef doc di Alassio Alassio: Allochis Danilo, Vergaro Leonigio e Maulini Sergio, chef DOC Tre Alassini professionisti della ristorazione, hanno ben figurato in importanti manifestazioni di cucina. Si tratta degli chef Allochis Danilo, Maulini Sergio e del maitre Vergaro Leonigio, che dopo i successi dello scorso anno agli “Internazionali d’Italia” organizzati dalla città di Carrara, nel corso dei quali i tre avevano portato a casa una medaglia d’argento e una di bronzo per la categoria buffet, quest’ anno, si sono ripetuti e mi- Dall’Istituto Culturale Argentino Ligure Bs.As., 18.03.2005 Carissimi Amici dell'AVA. Il coniglietto saltellante, col suo cestino pieno di uova pasquali, porti a Voi e alle Vostre Famiglie tante sorprese gradevoli per una felice Pasqua. Flavio Perazzo Istituto Culturale Argentino Ligure Ai Liguri Argentini ed al loro Presidente Ing. Flavio Perazzo… Tutte le sorprese giunte con i vostri auguri pasquali sono state “Sorprendenti” e grati ricambiamo auguri di ogni bene a Lei ai Liguri e alla terra Argentina. Il Presidente, i Soci e gli amici dell’A.V.A. Carlo Cavedini gliorati completando il podio, conquistando l’oro per Vergaro, e il bronzo per Maulini nella categoria artistica di sculture in, o margarina, mentre Allochis meritava la medaglia d’argento per la cucina mediterranea. Vergaro si era poi anche imposto nelle gare di Arma di Taggia, Ischia e Sirmione per la preparazione di piatti “alla lampada”, mentre Allochis era giunto secondo al concorso Internazionale organizzato dalla città di Bologna. Maulini e Vergaro sono rispettivamente chef e maitre presso l’Hotel dei Fiori mentre Allochis è lo chef del Ristorante La Prua. Che dolce… il ricordo della prof Educare i giovani, soprattutto di questi tempi, non è sicuramente un compito facile, nondimeno il ruolo di un insegnante può essere di vitale importanza e segnare, nel bene e nel male, la vita. Lo scorso luglio è venuta a mancare a soli cinquant’anni, Maria Gandolfo, professoressa di lettere alla Scuola Media di Alassio. Il lavoro che lei ha svolto nel corso degli anni, di sicuro, non è stato vano. I suoi alunni, indubbiamente, ricordano al capacità che aveva di far amare le materie letterarie ma, soprattutto, la sua carica d’umanità, la voglia di lavorare anche nei momenti più difficili e la certezza che su di Lei si poteva sempre contare. Al concorso “Cronaca di un anno di Cronaca”, il secondo premio è stato aggiudicato a Fabiola Pizzo, terza media, con il pezzo che voglio riportare integralmente e che rappresenta una dimostrazione che il tempo speso per gli altri non è sprecato e che di certo l’insegnamento che “Maria” ha lasciato non potrà morire mai. «Un anno fa c’era stato affidato dalla nostra Professoressa di Lettere questo concorso: “Cronaca di un anno di Cronaca”. Non è mai facile cercare un argomento con tutto quello che succede in un anno! La scelta, purtroppo, quest’anno è stata spontanea, perché a luglio è venuta a mancare la nostra Professoressa di Lettere Maria Gandolfo. Il mio ricordo di Lei è fatto di piccole cose ma cariche di significato e a parte tutto ciò che ci ha insegnato della letteratura italiana, della grammatica o di storia e geografia, è stata una donna con una carica di umanità infinita. Anche se era pronta a riprenderci quando sbagliavamo, eravamo sempre difesi se qualcuno al di fuori della classe aveva subito un torto. Era solita promuovere iniziative di beneficenza come quella a favore di una bimba che aveva perso i genitori, cui noi abbiamo provveduto con una piccola somma per farle trascorrere una Pasqua felice. Non ci ha mai parlato della sua malattia anche se ne eravamo al corrente e ci accorgevamo della fatica che faceva. L’unica cosa che ci aveva richiesto era l’inchiostro scuro perché non vedeva bene, anche se compensava ciò con un buon udito. A noi ragazzi sembra ingiusto morire a cinquant’anni, ma contro la morte nulla si può fare. «Ovunque Tu sia, cara Professoressa non ti dimenticare di noi e noi non lo faremo con Te e seguiremo i Tuoi insegnamenti nel nostro cammino scolastico’ Fabiola Pizzo». Un complimento alla giovane Fabiola con l’augurio di continuare su questa strada di cronista; un grazie a Maria, mia compagna di gioventù per ciò che ha fatto nella vita e, infine, un abbraccio a tutti i suoi familiari nella certezza che le parole di Fabiola leniranno un poco il loro dolore. Piera Olivieri Ragazzi del Leo Club Raccolta fondi in favore della Croce Bianca “Gino Montesi” di Alassio Il Leo Club Alassio è una associazione costituitasi appena due anni fa ma già notevolmente attiva per sensibilizzare le problematiche del nostro territorio Composto da giovani tra i 14 e i 28 anni, i Leo in due anni di vita hanno svolto decine di “service” di volontariato. L’ultimo nostro “service” l’abbiamo svolto domenica 6 marzo 2005, dove in piazza Matteotti abbiamo effettuato una raccolta di fondi in favore della Croce Bianca “Gino Montesi” di Alassio, chiedendo un’offerta per l’acquisto di confezioni di mimose da noi confezionate. La vendita di questi fiori ha permesso di raccogliere 400 euro. Il ricavato della manifestazione è stato consegnato con enorme piacere e grande soddisfazione collettiva nella mani del presidente della Croce Bianca. Nella stessa serata c’è stato un incontro tra il presidente della pubblica assistenza e i giovani Leo, per avvicinare i ragazzi a questa encomiabile opera di volontariato. Ringraziandovi dello spazio che ci avete concesso e sperando di risentirci a breve per raccontarVi altri nostri servizi offerti alla collettività, Vi porgiamo i nostri più distinti saluti. I ragazzi del Leo Club L’ANGOLO DEL PERCHÉ 11 «Incontrarci in questo luogo bellissimo è un appuntamento al quale non possiamo proprio mancare». «È vero. Mai come in questo momento vitale di quest’epoca un po’ particolare, i veri Alassini riescono a “chiamarsi fuori”, ad assentarsi a non partecipare a queste giornaliere assemblee che affrontano i grandi temi di Alassio e del suo futuro. È vero: il confronto con “l’altro” è indispensabile…». «Anche se l’autru u l’è in gund… in pelandrun, in aturante?». «Il confronto con l’altro è in questo caso non solo un dettato etico, è soprattutto la possibilità di chiarirsi idee ancora molto confuse, su tutti i fronti ma con riguardo, principalmente, ai rapporti con l’ambiente, il clima e la natura in genere». «Ho capito; vuoi dire che non si possono mettere mano a progetti che impattano fortemente un equilibrio naturale che ha fatto di Alassio la Perla della Riviera Ligure, conosciuta dai vacanzieri e dai viaggiatori di tutto il mondo per la sua spiaggia di sabbia pulita e fina, per la limpidità delle suo mare, per la bontà e l’abbondanza dell’acqua che scorre dai rubinetti dentro a tutte le case e (sic!) dalle docce degli stabilimenti balneari e dalla colorazione perpetuamente verde dell’anfiteatro collinare, senza, almeno, consultare la Storia». «A u ghe semmu…: Ti veui parlò du depuratore, de l’arena du scovu du Grandhutel da bittò a bagnu, de l’aigua de Crovauna ch’a sgure in tu fussau sensa che i Arascin i ne sciorte a beve, da scoggiera davanti au Turiun ch’a po’ ch’a veggne sempre ciù perché in giru arena u nu gh’è ne ciù, du salamme cin da destrigo pe’ u longu da Galleria ai Sere centu me- tri fora da razza du mò, de l’urdine de purtò l’arena cun a ruspa da bagnu a-a marina pè issò u livellu da e fò vegnì a battigia cumme ina sghiella e fò funzionò, cuscì, i tubbi che hammu messu davanti a via Tirin…». «Tra di noi, nell’Angolo del Perché, la polemica non ha senso». «Destra, Sinistra… la Politica è valida solo se si fa il bene di Alassio e degli Alassini…». «È vero, è vero! Sto leggendo “Atlante d’Acqua”, un archivio dei saperi tradizionali ideato dall’Architetto Laureano dove sono citate alcune tecniche tradizionali per la difesa dell’ambiente e del territorio, ancora modernissime. Pensate che nell’arcipelago indiano delle Andamane, sulla direttrice dello Tsunami, le tribù degli Onge e dei Sentinellesi, che hanno conservato i loro stili di vita ed i loro antichi rapporti con la spiaggia e il mare, non hanno avuto vittime. Invece in molte zone devastate dalla “grande Onda”, i metodi di costruzione in riva al mare e i sistemi di difesa contro l’erosione erano stati abbandonati per seguire nuove tecniche, frutto di prove accurate su prototipi e modellini, la catastrofe è andata oltre le proprie dimensioni». «Il vero mistero è in ciò che si vede non nell’invisibile…». «E dagghela… ti dì sempre cumme qullu la. In t’à noscia marina u nu besoggna fò de musse… autru che». «È vero; la natura non concede test o prove sperimentali e le prove con i modellini… queste poi non interessano neanche più i bambini: fanno solo pensare alla speculazione, alle “Jobbe” e alle mazzette». «Per quelli che non lo sanno: nella pratica di mare, la scienza ha dato, solo conferma all’esperienza e la tecnica e la tecnologia hanno permesso solo di risparmiare tempo, diminuire il numero degli operatori qualificati e di far guadagnare di più gli imprenditori del settore». «Anche noi ad Alassio, visto che tutta l’economia del paese è legata al turismo del quale spiaggia e mare sono gli elementi portanti, perché non cominciamo a redigere un nostro “Atlante d’acqua”? La vita è troppo breve per sopportare il peso degli errori altrui». «Ste parolle u l’ha dite quellu la… sta a sentì quellu che diggu mi: chi… i nu miran mancu ciù e futugrafie vegge; figurite si stan a lesse o a sentì parlò. Basta che u nu secce insegnè o aucattu e poi: tuttu a postu… tantu fra sciscianta/settant’anni e nu ghe semmu ciù e qulli chi ghe sun i s’arrangeran…». «Ma se lo avessero fatto i nostri Nonni?». «Dall’alto dei suoi novantanni mio Nonno Luigin Maraian “Reordu” aveva un mucchio di cose da raccontare: tutte cose che poi ho esperimentato vivendo sul mare. Molte volte mi sono trovato a risolvere difficoltà nuove o eventi imprevisti come se li avessi già esperimentati e risolti. Eppure era la prima volta che li incontravo davanti alla mia prora. È vero, una volta anzianità era sinonimo di saggezza e di ricchezza. Oggi la vecchiaia non è più un valore, soltanto una perdita di quel valore universale riconosciuto che è la giovinezza. Pensare che, in fondo, invecchiare è il contrario di morire». I partecipanti ad una delle numerose gite, fuori Alassio, dei corsi di Attività motoria per la terza età organizzate dall'assesorato alle Politiche Sociali. Angolo del perché 11 – continua Invio questa foto perché mi pare renda giustizia alla grande poesia della nostra città, che non manca di esprimersi n ogni stagione. Alassio, 3/3/2005. Dante Schivo MIROSA BELLOMO 8 «L'ALASSINO» Sabato 16 Aprile 2005 In occasione del suo 80° COMPLEANNO INCONTRI CULTURALI “Parliamo di…” Meritato riconoscimento a Gibba Organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio, Biblioteca Civica e Liceo Don Bosco La prestigiosa rivista cinematografica Cinema d’essai ligure edita dall’AGIS (Associazione degli esercenti cinematografici) che viene distribuita nelle sale di spettacolo, ha dedicato un lusinghiero articolo a firma di Claudio Bertieri (giornalista specializzato) al nostro illustre concittadino Francesco Guido, in arte Gibba, socio A.V.A. e collaboratore de L’Alassino, in occasione del suo ottantesimo compleanno; che gli è giunto a sorpresa, perciò ancor più gradito, grazie all’amico prof. Beppe Rizzo, noto appassionato di cinematografia e anch’egli socio A.V.A. e nostro collaboratore. L’articolista, dopo un cenno sugli esordi di Gibba giovanissimo a Cinecittà, ne ripercorre l’attività dal periodo successivo alla seconda guerra mondiale fino ai nostri giorni. Ricorda che, tornato da Roma ad Alassio, con alcuni amici e collaboratori (Giannetto Beniscelli in particolare) diede vita all’Alpha Circus, piccolo “stabilimento” per la produzione di cartoni animati, realizzando due shorts pubblicitari e nel ’47 il cortometraggio L’ultimo sciuscià, unico esempio di cartone animato neorealistico. Continua descrivendo la successiva attività di Gibba, fra luci ed ombre: il ritorno a Roma, la realizzazione in tempi successivi di due lungometraggi, sempre a cartoni animati, Il racconto della giungla e Il nano e la strega; le sigle di trasmissioni televisive e inserti per film. Ecco un brano emblematico dell’articolo: «…Con quella sua aria disincantata, pronto alla battuta ironica, demitizzante, sempre curvato sulla convinzione di un mestiere che prima di tutto è passione, gli è riuscito di attraversare felicemente le stagioni quanto mai ardue dell’animazione nazionale alternando i fogli di acetato alle tavole disegnate per i giornalini, alle vignette umoristiche e ad altri impegni creativi. Un narratore per immagini, dunque, completo, che per carattere e temperamento ha sempre lasciato agli altri di porsi in primo piano, considerando il proprio lavoro solo un “rispettabile” artigianato, un’occasione per guardare la società con un occhio privilegiato, grazie alla naturale felicità con cui gli riesce di tradurre in segni quanto lo colpisce o lo incuriosisce.» E la conclusione: «Beh, tutto considerato, penso che Gibba meriterebbe da parte dei suoi corregionali ben più di queste poche righe augurali.» Complimenti ed auguri da parte di tutti noi dell’A.V.A. C.B. A Pasciun du Segnù nella versione di Antonio Boscione La sera di venerdì 18 marzo, u.s. nella Chiesa parrocchiale di S. Maria Immacolata, al borgo Coscia organizzata con la collaborazione dei Padri Cappuccini e degli “Amici del Borgo Coscia” si è svolta la ormai tradizionale recita della Passione di Gesù, scritta in dialetto alassino. In questa edizione della manifestazione, i cui inizi risalgono al 1982, è stata ripresa la mirabile traduzione poetica scritta dal poeta alassino Antonio Boscione. Nell’opera l’animo sensibile dell’autore ha saputo rivisitare il fatto storico della passione di Cristo rivivendolo “dall’interno” ed accentuando i motivi umani e psicologici della vicenda, con una resa teatrale e drammatica veramente toccante. Gli Amici del Borgo Coscia hanno saputo coinvolgere nel lavoro sia attori della Compagnia dialettale Alassina sia nuovi giovani componenti che si sono cimentati positivamente nella recita. Guidati dalla regia di Augusto Soldi hanno dato vita alla “Pasciun” i seguenti attori: Giuliana Basso, Francesco Di Cerbo, Fabio Di Cerbo, Nino Brusco, Pierino Bogliolo, Nino Moirano, Mimmo Bogliolo, Augusto Bogliolo, Laura Armato, Rina Benvenuto e l’autore Antonio Boscione, La Corale San Francesco, diretta magistralmente da Fra Remo Lupi e accompagnata all’organo dal maestro Mauro Borri, ha eseguito negli intervalli vari canti religiosi, riuscendo a creare una atmosfera di intensa spiritualità. Ha presentato, tracciando anche la storia delle edizioni precedenti della Passione, Andrea Gallea. È certamente piacevole e interessante ascoltare l’estensore di un dizionario, non solo per l’ovvia proprietà di linguaggio, ma per la profonda conoscenza della lingua e elle parole che la compongono. In tale contesto abbiamo seguito con attenzione la conferenza del professor Vittorio Coletti il primo aprile scorso in un affollatissimo auditorium del Collegio Don Bosco. «Ligure di Pontedassio, docente di Lingua Italiana all’Università di Genova, collaboratore di altre università italiane e straniere e di giornali e riviste. Molte le sue pubblicazioni e i suoi interventi nella stesura di dizionari, che confluirono nella pubblicazione di uno suo (con un coautore): il “Sabatini-Coletti”». Questa la presentazione fatta dal prof. Guido Sanlorenzo che passa poi il microfono all’oratore. Prof. Vittorio Coletti: «Quanti vocaboli ha la lingua italiana? In genere si studia la grammatica anziché il lessico, perché è infinito; d’altra parte nascono continuamente parole nuove. È stato calcolato che in inglese si contano fra i tre e i cinque milioni di parole (ma ne vengono usate una minima percentuale). Il dizionario italiano “dell’uso” più corposo (il GRADIT) conta 250.000 vocaboli. Quello più grande in assoluto, il “Battaglia” della UTET, ne conta circa 300.000. Di questa enorme mole di parole se ne usano solo una piccola parte, circa 2.050 e per il 90% sono sempre le stesse. In casi eccezionali si arriva ad usarne 2.500, altre 2.000 si usano pochissimo, ma se ne sa il significato, in tutto si arriva a circa 6.000, comprese quelle usate in settori specialistici (circa il 4%). Carlo Bertolino A Laigueglia: nasce un comitato cittadino I neo eletti Presidenti delle Associazioni Albergatori e Commercianti, si riuniscono costantemente, da un paio di mesi, discutendo di possibili progetti per affrontare la crisi. Unendo le loro forze e coinvolgendo anche l’Associazione Bagni Marini e l’Amministrazione Comunale nelle loro iniziative, hanno dimostrato fin da subito di conoscere il significato della parola “sinergia” nonché un grande spirito di colla- del pubblico» sostiene il Consigliere Laureri, mostrando uno spot pubblicitario sulla cittadina da presentare alle prossime fiere in Svizzera e Germania. Si propongono perciò nuove infrastrutture: un porticciolo da ubicarsi a ponente, un centro di talassoterapia in zona San Sebastiano e parcheggi collinari nonché sotterranei. Intanto a breve termine si progetta un ideale habitat a misura di famiglia, ma soprattutto a misura di ritratto di Dorian Gray” autore Oscar Wilde. Per un arcano sortilegio il protagonista resta sempre giovane e bello nonostante la sua vita dissoluta perché in vece sua invecchia e subisce i segni del tempo e del Male commesso, il suo ritratto dipinto su tela. Dorian Gray quando se ne accorge da una piega malvagia attorno alla bocca formatasi sul dipinto, lo nasconde, lo continua a vedere imbruttirsi e incarognirsi vieppiù ad ogni sua malefatta. Quando alla fine vede che il ritratto è diventata un’orrida figura ripugnante e grondante il sangue delle sue vittime, disgustato e pieno di rimorso non potendo sostenere oltre la terribile vista trafigge con un pugnale il ritratto ed ecco la catarsi:Dorian cade morto trafitto dal suo pugnale e il suo viso assume l’orribile sembiante che prima era dipinto mentre il ritratto ritorna bello e puro come era all’inizio, simbolo della purificazione dell’anima col pentimento. Quanti di noi guardandosi allo specchio la mattina fissandosi negli occhi provano la paura di vedere ciò che vide Dorian Gray nel proprio ritratto e ne traggono forza per tenersi lontano dal Male per continuare a vedersi belli e puri di cuore, per continuare a sentirsi dire dallo specchio: “Ti sei in brovu garsùn”. Silvio Viglietti Alassio: l’arte dell’illustratrice Zanardi Antonella Zanardi vive da alcuni anni nella splendida cornice delle alture di Alassio. L’artista, nota al pubblico soprattutto come illustratrice, è originaria del Veneto, ma ormai alassina d’adozione. E proprio la luce ed i colori della Riviera ed in particolare di Alassio sono alla base dell’ispirazione dell’artista padovana che vive ed ha il proprio studio nella zona denominata San Bernardo. «Prediligo la paesaggistica ed il figurativo – dice la Zanardi – ma non legati strettamente ai canoni classici. Nel corso degli anni ho realizzato opere ispirate anche al gusto dell’avanguardia e della sperimentazione». Diplomatasi al Liceo artistico “Martini” di Savona si è prima orientata verso la tecnica mista ed ha poi realizzato disegni ed illustrazioni per libri e racconti. «In questi ultimi tempi – aggiunge la Zanardi – nei lavori che realizzo sto dando maggior risalto all’aspetto cromatico e plastico e mi sto orientando verso un nuovo modo di concepire l’arte». Dotata di grande gusto e sensibilità Antonella Zanardi, che è molto riservata ed ama stare lontano dagli appuntamenti mondani, sta preparando una importante personale a Sorrento che senz’altro verrà accolta con grande successo da pubblico e critica. Molto apprezzata da due sue grandi colleghe, le artiste lombarde e “breriane” Alda Fabbrica e Lucia Casti, ha in progetto anche di realizzare un Murales ad Arnasco. Opere della Zanardi sono esposte in importanti collezioni private ed ha anche illustrato il volume “Tra le nebbie del Bacchiglione” scritto dal romanziere alassino Roberto Giannantonio, suo compagno nella vita. Claudio Almanzi Per le scuole in arrivo sgravi tariffari L. C. Dorian Gray Ieri ho incontrato un amico che mi ha detto: “Te diggu che ti sei propriu in brovu garsùn”. Tornando a casa meditavo questo complimento gratificante domandandomi se fosse vero, e ogni mattina, guardandomi allo specchio mentre mi rado la barba, me l’ho richiedo insistentemente. Avete mai provato a farvi questa domanda guardandovi allo specchio? Infatti molte persone si limitano a controllare se il viso è stato ben pulito, se ci sono residui di sapone o altro; se si notano rughe o piccoli punti neri sulla pelle tanto poco estetici, se i capelli sono ben pettinati, se il rossetto per le donne non sbava o non ci siano ciglia arruffate; ma pochissimi o nessuno credo si sofferma a osservare i propri occhi fissando il nero della pupilla per scendere nell’interno della propria anima, nell’IO subconscio che pare sonnecchi e invece attende di essere riscoperto e risvegliato per parlarci direttamente e realmente. Ci si limita a guardare di sfuggita che attorno all’occhio non ci siano arrossamenti che necessitino di un collirio, o se ci siano antiestetiche borse da stanchezza. Far risalire in superficie dall’intimo la vera natura del “S’è medesimo è difficile e a volte vertigine e paura. C’è un libro che vi consiglio rileggere e che dovreste avere nella vostra biblioteca; si intitola “Il Vittorio Coletti: “Vocabolario di italiano e dizionari italiani” INCONTRI CON L’ARTISTA Rappresentazione borazione e maturità, trovando intesa ed interessi comuni. Con tali principi, il 15 marzo 2005 alle ore 15.00, presso le Opere Parrocchiali di Laigueglia, convocata dalle Associazioni di categoria, si riunisce la cittadinanza: direttori di banca, impiegati, albergatori, commercianti, bagnini, ex dirigenti APT, esperti di marketing turistico, intere famiglie, uomini e donne, giovani ed anziani; un centinaio di persone circa. Sono assenti gli Amministratori Comunali. Siedono in cattedra il Presidente dell’Associazione Albergatori, Massimiliano D’Apolito, la Presidente dell’Associazione Commercianti, Eliana Narizzario, il Vice Presidente dell’Associazione Bagni Marini, Livio Lovisone ed il Consigliere Comunale, Franco Laureri; moderatore dell’assemblea è il signor Angelo Marchiano, indiscusso esperto di turismo. Aprono la discussione i Presidenti di categoria riassumendo le opinioni dei loro associati, espresse in un questionario compilato precedentemente. Tutti si sentono coinvolti ed il dibattito è vivace: si parla di crisi, si discute su progetti passati, alcuni mai realizzati, e nascono nuove proposte. Le idee non mancano: emergono piani di lavoro a breve e a lungo termine. «Per rilanciare il turismo bisogna modernizzarsi, mettersi al passo con le nuove esigenze bimbi: un villaggio turistico con giochi ed intrattenimenti. Di conseguenza si rendono necessari anche cospicui investimenti. Il signor Marchiano propone la creazione di un consorzio composto al 50% dal Comune e 50% dalle Associazioni di categoria e banche. Il Direttore della CARISA, presente al dibattuto, si è reso disponibile ad una collaborazione. Alle ore 18.00 si scioglie l’assemblea e affinché tali sforzi non siano stati vani e le idee dei cittadini arrivino agli amministratori comunali, il Consigliere Laureri, ne ha pazientemente raccolto, con il suo portatile, una documentata testimonianza da presentare in Consiglio Comunale; inoltre è stato istituito un comitato cittadino che si preoccuperà di monitorare la realizzazione dei vari progetti. “La carne al fuoco” è davvero tanta e la cittadinanza osserverà con molta attenzione l’operato dei suoi rappresentanti. Da oggi in questa cittadina rivierasca si respirano nuove energie, nuovi stimoli, il vento sta spingendo questo piccolo scrigno verso lontani orizzonti; i Laiguegliesi ora guardano con altri occhi al loro avvenire ed attendono fiduciosi, perché qui fortunatamente si è capito che gli interessi della comunità sono semplicemente gli interessi di ognuno. Simona Casagrande A sorpresa, nel corso del Consiglio Comunale di Alassio convocato nella serata di ieri, la proposta di delibera relativa all’integrazione del Regolamento per l’applicazione della Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani, ha trovato l’opposizione dei consiglieri di minoranza. «A sorpresa - commenta l’Assessore al Bilancio, Rag. Fabrizio Calò - perché sinceramente non ci aspettavamo che un’iniziativa che poteva arrecare solo vantaggio alle scuole cittadine (istituti statali e paritari legalmente riconosciuti – dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado, istituti superiori) sia stata di fatto ostacolata». Spieghiamo meglio. «È vero che le scuole dovrebbero pagare la TARSU – spiega ancora l’Assessore Calò - ma è anche vero che lo Stato si è da sempre impegnato con apposita normativa e appositi contributi a coprire le spese di tale tassa. I tempi dello Stato, però coincidono raramente con quelli delle scadenze e spesso i contributi pervenuti non corrispondono a quanto invece dovuto». Da anni il Comune di Alassio procede quindi con il sospendere le cartelle. «Per questo motivo – aggiunge l’Assessore – si è pensato di esentare direttamente le scuole cittadine dal pagamento della Tarsu, anche per evitare eventuali danni erariali agli istituti stessi derivanti da ipotetici pignoramenti (magari degli stessi banchi degli alunni…) causati da mancati pagamenti». «La proposta – conclude – ha trovato il consenso dei Consiglieri di Maggioranza grazie al voto dei quali ha potuto essere approvata, nonostante l’inspiegabile e strumentale astensione dei Consiglieri di Minoranza». m.r. Sacra in Moglio Tra le varie manifestazioni e commemorazioni relative al periodo Pasquale svoltesi nella nostra Città, anche quest’anno, come già quello scorso, Moglio ha voluto dare un consistente e significativo apporto presentando, nella Chiesa Parrocchiale di S. Sebastiano ed in forma del tutto originale la “Passione e la morte di Gesù”, rappresentazione sacra in tre tempi, nove scene, un prologo e un epilogo - tratta dai quattro vangeli - nella versione in lingua dell’omonima “Passione” dialettale di Gianni Croce. Tale trasposizione è stata voluta dall’autore al fine di coinvolgere nell’interpretazione della stessa il maggior numero possibile di parrocchiani, non tutti padroni del dialetto e l’idea ha raggiunto in pieno il suo scopo. Ma quello che più ha impressionato, convinto e al tempo stesso commosso il numeroso pubblico che la sera del 22 marzo u.s. ha gremito la chiesa è stato l’imponente allestimento scenico, consistente, tra l’altro, in un maxischermo sul quale, a seconda delle varie scene previste dal testo, sono apparse immagini relative alle stesse sia con riproduzioni di quadri famosi che dei luoghi dove l’azione si svolse e come oggi appaiono. Crudi “flash” di vita contemporanea hanno sottolineato la reale attualità che, da sempre, il messaggio evangelico ci propone, valorizzando ancor più l’opera e il concreto impegno degli interpreti. Pure apprezzati i brani musicali eseguiti dalla cantoria parrocchiale. Al termine della “Rappresentazione” il Parroco don Gianni Tabbò ha voluto ringraziare il Comune di Alassio per la collaborazione, il numeroso pubblico per la sua presenza, il Prof. Andrea Gallea quale presentatore della serata, l’autore, gli interpreti (qui non elencati per motivi di spazio) i componenti della cantoria e, in particolare Giuseppe Croce quale ideatore e realizzatore delle immagini proiettate nonché Ennio Croce e Aldo Ansaldi per l’impegno profuso alla buona riuscita della recita. Tradizionale concerto del Venerdì Santo nella Chiesa dei P.P. Cappuccini Ventisette edizioni sono un bel traguardo per un concerto. Lo ha raggiunto quello del Venerdì Santo organizzato ogni anno dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio, A.P.T., Biblioteca Civica e Circolo Amici della Musica “Primo Campana”, nella parrocchia di S. Maria Immacolata (Cappuccini). Quest’anno si è esibito il Coro Polifonico “Laeti Cantores” di Quiliano, diretto dal giovane Maestro Angelo Mulé. Il “Laeti Cantores” è assai numeroso, conta circa cinquanta elementi, ha acquisito notorietà e prestigio: ha eseguito concerti in San Pietro in Vaticano, ad Assisi, a Busseto e in Germania. Il M° Mulé ha conseguito una notevole esperienza presso il Coro della Cattedrale di S. Lorenzo a Genova. Preceduto da una “Barcarola” del contemporaneo compositore Poujoule, eseguita dalla giovane chitarrista Fausta Crispino; il Coro, all’occorrenza con voci solistiche (Soprano e Mezzo soprano) e accompagnamento di Organo, Pianoforte e Flauto), ha cantato brani di Vivaldi (Credo); Pergolesi (Stabat Mater); tre Cantate e una sonata per solo Organo di Bach; l’Ave Verum e il Laudate Dominum di Mozart; il Cantique de Jean Racine di Fouré e il Requiem di Puccini. Perfetto l’affiatamento e notevole la resa musicale che hanno suscitato l’entusiasmo del numeroso pubblico presente, tanto da ottenere come “bis” il Requiem di Rossini. Un particolare ringraziamento ai rev. Padri Cappuccini per la loro cortese ospitalità. C. B. Sabato 16 Aprile 2005 9 «L'ALASSINO» L’EMOZIONE DI UN GRANDE CORO Il celebre MONTE CAURIOL in concerto sabato 16 aprile alle 21 in S. Ambrogio Per la quarta volta, dal 1990 ad oggi, il noto complesso genovese è ospite della nostra città. Nelle passate edizioni (90-95-00) si festeggiavano, con questo appuntamento, gli anniversari della Corale Alassina. Quest’anno il concerto è stato programmato e voluto dall’ Amministrazione Comunale per la qualità della manifestazione da un punto di vista culturale e di richiamo turistico e di appassionati del settore. Inoltre l’appuntamento coincide con il raduno Alpino organizzato dal Gruppo di Alassio per il giorno successivo al quale il Coro dona un ottimo corollario. Proprio per questo motivo la direzione artistica dello stesso ha deciso di dedicare tutto un tempo ai canti degli Alpini e della guerra. La seconda parte, più eterogenea, passerà dai più suggestivi canti della montagna a canti di lavoro, di emigrazione, di amore, toccando diverse regioni italiane. Ricordiamo che in occasione dell’incontro del 6 gennaio 2000 il maestro Armando Corso ha posto a nome del Coro la firma sulla piastrella che fa bella mostra di sé sul Muretto e che da qualche tempo tre alassini si fanno onore tra le file del Monte Cauriol. IL CORO MONTE CAURIOL Il coro Monte Cauriol nacque a Genova durante l’anno accademico 1949/50 ad opera di alcuni studenti della Facoltà di Ingegneria che, appassionati di montagna, si riunivano a cantare le canzoni già rese note dal Coro della SAT di Trento, capostipite di questo genere musicale. I consensi degli amici e le richieste di primi concerti incoraggiarono i giovani coristi e li spinsero a proseguire nella loro attività. Fu così che, sorretto dall’entusiasmo e dalla passione, il Coro pur lavorando e basandosi sul classico repertorio SA T, indispensabile palestra di studio e approfondimento musicale, andò formandosi un inconfondibile stile e un personale repertorio, frutto di efficace ricerca da parte dei singoli elementi e delle armonizzazioni del direttore Armando Corso. Infatti, fin da allora il giovane maestro, uniformandosi al gusto dei musicisti che componevano per conto della SAT, creò armonizzazioni prive di fronzoli polifonici ed artificiosità di sorta, badando a non travisare lo spirito originario del canto popolare, che deve sempre risultare semplice e spontaneo. In più le sue creazioni risentono - pur in tono misurato - di quel po’ di brio, di estro, di improvvisazione legati alla pratica del Jazz, altra sua grande passione musicale. È interessante e piacevole constatare come, a cinquant’anni di distanza, quelle prime esperienze si mantengano sempre fresche ed attuali, oltre che in perfetta sintonia con le sue più recenti produzioni. Il giovane maestro proporrà inoltre un modo interpretativo molto caldo e pieno di effetti, a volte un po’ goliardico ma estremamente immediato, che verrà subito condiviso ed eseguito dai coristi: nascerà così l’inconfondibile “stile Cauriol”. All’interno del Coro la montagna non la si canta solamente, la si vive anche con intensità in compagnia, durante le vacanze, si scia, si sale sulle Torri del Vajolet e sul Catinaccio, vengono scalati il Sassolungo e la Cima Grande di Lavaredo, oltre a diverse scalate nel gruppo del Bianco. Citiamo uno tra i mille curiosi aneddoti che caratterizzano la vita del Cauriol: nel lontano ‘55 un corista, Luciano Cardellino e la fidanzata Nuccia Gaetani decidono di sposarsi sulla vetta del Cervino; non avendo ottenuta la necessaria autorizzazione dal Vescovo di Aosta, il 16 agosto si uniscono in matrimonio in Valtournanche, assistiti da due testimoni d’eccezione, le celebri guide alpine Luigi Carrel il vecchio e Camillo Pellissier. La sera stessa si preparano corde, picozze e zaini per il rituale “viaggio di nozze” con destinazione il Cervino in cima al quale due giorni dopo brinderanno felici alla nuova unione! In tempi più recenti spiace ricordare avvenimenti più tristi come la prematura perdita di un corista, Gian Bandiera, sulle montagne austriache o del caro amico del Coro e grande alpinista Gianni Calcagno sul Mc Kinley. Memorabile invece la manifestazione a Genova in onore ai trionfatori del K2, accompagnata da numerosi canti del Coro che tanti anni dopo ha avuto anche l’onore di essere presente all’inaugurazione del nuovo rifugio Margherita sulla punta Gnifetti (m. 4554) nel gruppo del Monte Rosa. L’8 agosto l999 le guide alpine di Courmayeur hanno intitolato una “via attrezzata” che dagli alpeggi dell’ Amouva porta al rifugio Cesare Dalmazzi sul gruppo del Bianco. Il 20 luglio 2000 alle ore 16,00 sull’impervia parete nord del Cauriol è stata aperta una nuova via intitolata “Via Coro Monte Cauriol”. Insomma una perfetta simbiosi che comunque non ha intaccato la versatilità e l’eclettismo del Coro. Nato per cantare le montagne, ha ben presto esteso il repertorio ad altri temi: dai canti di montagna è passato alla fonte più vicina, i motivi della naja. Poi è sconfinato nel folclore: una vena ricchissima che racchiude i tesori del patrimonio tradizionale delle regioni italiane e straniere, con teneri e gustosi grandi capitoli che sono le canzoni dell’amore, le ballate d’osteria, il tema del lavoro ed i lamenti dell’emigrante. Infine è straripato in un genere caro al gusto di tutti, al rimpianto, alla nostalgia: i canti natalizi, dai quali si estrapola la suggestione delicata delle composizioni religiose e degli spirituals. Ogni genere impone criteri interpretativi diversi. una differente metodologia di esecuzione che il Coro ha sempre cercato di affrontare contando sul fortunato equilibrio che deriva dalla sua duplice natura: goliardica e rigorosa. Ne è testimonianza l’ampia discografia che racchiude in 11 long playing con l’RCA e 7 compact disc circa 300 canzoni edite anche su due canzonieri. Attualmente il noto complesso (sempre diretto dall’ing. Armando Corso) è fondato da circa 60 elementi di cui abitualmente a rotazione 38-40 partecipano ai concerti. Definito scherzosamente “coro degli ingegneri di montagna” per via delle sue origine avvenute appunto alla Facoltà di Ingegneria è considerato da pubblico, stampa e critica, un modello di riferimento nello specifico settore. (Da ricordare il I° posto al Concorso Nazionale di Novara, aggiudicato da una prestigiosa giuria composta da Silvio Pedrotti, Massimo Mila, Aladar Janes, Andrea Mascagni, Toni Ortelli). Oggi il coro è formato oltre che dagli “storici” ingegneri anche da molti medici, avvocati, dirigenti ma anche da studenti, artigiani, impiegati, persone eterogenee per estrazione, interessi, cultura, età ma tutti accomunati dalla stessa passione per il canto, per la montagna e soprattutto da una splendida amicizia. Il repertorio del Coro è prevalentemente composto da canzoni di origine popolare ed eventualmente d’autore, che abbiano comunque mantenuto nel tempo peculiari caratteristiche di genui- nità e freschezza, ritenendo che il filtro della tradizione orale compia nel tempo un’opera di limatura e riduzione all’essenziale, conferendo incisività alle melodie ed ai testi ripresi o tramandati; pertanto in conformità a questi, il Coro ha sempre preferito eseguire armonizzazioni che si richiamano al canto corale spontaneo. Solo con molta parsimonia vengono inseriti effetti armonici più sofisticati, comunque accettabili in quanto preposti a valorizzare con coerenza interpretativa lo spirito originario del testo poetico e melodico. In altre parole il Coro Monte Cauriol ha sempre cercato di aderire appieno allo schietto spirito popolare del canto di montagna. ARMANDO CORSO. Armando Corso è nato a Genova nel 1929, dopo gli studi classici si è laureato in Ingegneria Meccanica e Ingegneria Navale. Ha insegnato alla Libera Università di Roma ed è docente alle Facoltà di Ingegneria delle Università di Genova e Milano. È stato Dirigente dell’Italsider e Dirigente dell’ Italimpianti, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Ricerca Operativa, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Italiana per l’automazione e membro del Consiglio Direttivo dell’ Associazione Italiana di Studio del Lavoro, dell’ Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale, dell’ Associazione Italiana Controllo Qualità, della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana e delle Associazioni Genovesi Società di Letture e Conversazioni Scientifiche, Centro Ligure per la produttività e Club Dirigenti Vendite e Marketing. E’ membro della Operational Research Society of America. È membro del Comitato di redazione della rivista Impianti e dal 1975 Direttore responsabile della rivista Italimpianti. Ha collaborato alla Enciclopedia della Azienda Italiana ed effettuato una quarantina di pubblicazioni tecniche e organizzative. Ha presentato memorie a convegni e seminari nazionali ed internazionali e in- BOCCE segnato presso l’ISEO e numerosi corsi di formazione aziendale per società di Genova, Milano, Trieste, Ivrea. In campo musicale è pianista jazz dal 1947, oltre come solista, ha suonato con numerosi complessi nazionali rappresentando l’Italia al Festival Internazionale di Breda, Olanda. Ha costituito il Mìssisippi River Trio e attualmente dirige anche il quintetto Mìssisippi Minstreal che nel 1982 ha ricevuto il premio Liguria per il Jazz. Ha partecipato a centinaia di concerti e decine di Festival nazionali ed internazionali, radio e teletrasmissioni con i maggiori Jazzisti del mondo tra i quali citiamo: Max Kamisky, Bud Freeman, Bill Coleman, Bill Davisons, Billy Butterfield, Eddy Miller, Oscar Klein, Bennie Morton, Joe Venuti. Ha inciso con Albert Nicolas e Bobby Hackett. Ha collaborato, al clavicembalo e alla spinetta, con la piccola Camerata Genovese. Ha collaborato con l’Orchestra della RAI. Ha dato concerti come solista di pianoforte e fisarmonica. Ha fondato e dirige dal 1989 il Trio Vaudeville. Ha fondato e dirige dal 1978 il Coro misto Cinque Terre che esegue canti di tutto il mondo. È membro del C.D. e presidente della Commissione Artistica dell’Associazione Cori Liguri. Fa parte della Commissione Artistica della FE.N.I.A.R.CO. (Federazione Nazionale Associazioni Regionali Corali) Nel 1949/50 ha fondato in seno all’Università di Genova il Coro Alpino Monte Cauriol che tuttora dirige. IL MONTE CAURIOL Il monte Cauriol si trova nella catena del Lagorai in Vai di Fiemme e fu teatro di sanguinose battaglie durante la guerra 1915/18 alla quale presero parte anche gli Alpini Liguri del Battaglione Pieve di Teco. In occasione dei vari anniversari di attività il Coro ha festeggiato questi avvenimenti proprio in Val di Fiemme a Ziano con ascensione sul caro MONTE con la fraterna collaborazione degli amici zianesi. Targa d’Oro: i risultati finali 359 formazioni al via per un totale di 1.436 giocatori provenienti da tutta Italia Conto alla rovescia per il trofeo “Targa d’Oro”. Il 12 e il 13 marzo scorso si sono affrontati nelle fasi iniziali sui campi di Andora, Garlenda, Albenga, Ceriale, Borghetto Santo Spirito e Loano, poi ad Alassio, sui campi della Bocciofila Alassina. Oltre 29 i quintali di bocce che hanno rotolato sui campi di Alassio e località limitrofe dalle ore 8 di mattina di sabato 12. Le statistiche di quest’anno: 359 le formazioni al via per un totale di 1.436 giocatori. Sono 20 i comitati provinciali e 165 le società rappresentate. Va alla Sommarivese (CN) un plauso per il maggior numero di formazioni iscritte: 10 quadrette. La società San Daniele del comitato di Udine, invece, è quella proveniente da più lontano. Un nuovo traguardo è stato superato quest’anno: quello delle formazioni straniere iscritte, che sono sette. La gara si è articolata in 358 incontri e un calcolo attendibile stima in 57.280 le bocce giocate Dopo i primi due turni del mattino sono parecchie le formazioni titolate messe fuori dalla competizione. Per citarne alcune: la Tubosider di Piero Amerio, la Chierese di Guaschino, le Nitri di Fassone e Ducourtil. Nel terzo e quarto turno continua la marcia dei soliti noti: con Ferrero (Suini) e Tubosider (Gamba) passano il turno tra le altre anche Valmerula (Agnesini e Ressia) e Carcarese (Bianchi). La finalissima si è disputata domenica sera alle 21 sul campo centrale della sede della A.B. Alassina e ha visto di fronte La Perosina di Manzo (A) Carrera (A) Calvetti (A) Collet (A) e la BRB di Ivrea con Avetta (A) Risso (A) Birolo (A) Bellazzini (C). Attento e numeroso il pubblico anche durante la finale. Dopo la presentazione delle squadre e del direttore di gara la partita ha preso il via. Nella prima mano Carrera manca il pallino salvezza ma BRB non approfitta: Risso colpisce la sua e Avetta centra il bersaglio solo con la seconda; segnano 3 punti gli eporediesi. La giocata successiva termina con Birolo che batte il punto di Manzo, portandosi sul 4-0. Perosina spreca nel terzo tiro quando, dopo due boc- ciate in quadro di Manzo ed una di Carrera, Collet colpisce una sola su due e Calvetti non vince con due bocce l’accosto di Risso: 5-0. Anche la quarta mano, seppur equilibrata, volge a favore del BRB: doppietto colpito sia da Risso che da Avetta, mentre Carrera ne sbaglia 1. Il parziale va sul 6-0. Altra occasione di rimonta persa da Perosina nella quinta mano quando due errori in accosto di Carrera e uno di Manzo fanno si che un doppietto di Birolo recuperi un errore di Avetta. Bellazzini aggiunge e si porta sul 8-0. Nella giocata seguente è un accosto azzardato del BRB che costringe al salvataggio sul pallino di Carrera, dopo una bocciata sbagliata sulla boccia. Si ripete il tiro e questa volta è Avetta che, dopo aver sbagliato la bocciata nella boccia, si salva sul pallino. Si ripete quindi nuovamente la mano e questa volta un errore di Risso ed uno di Avetta costringono quest’ultimo al bis sul pallino. Riparte di nuovo il gioco che si sbilancia a favore del BRB; Carrera sbaglia la bocciata al pallino e concede un punto agli avversari che giungono sul 9-0. Poi un buon tiro della Perosina permette alla quadretta di Manzo di conquistare due punti e portare il parziale a 9-2. Non si tratta però dell’inizio di una rimonta, infatti nella mano successiva la quadretta di Ivrea grazie a due belle bocciate di Risso si aggiudica i 4 punti che la separavano dall’ambitissima Targa d’Oro. Il punteggio finale è dunque di 13-2 a favore della B.R.B. di Ivrea che si aggiudica il 52° trofeo Targa d’Oro Città di Alassio, in poco meno di due ore di gioco. Non accenna a diminuire l’entusiasmo con cui anche quest’anno la Bocciofila Alassina si ci ha offerto una nuova edizione, la cinquantaduesima, del Trofeo “Targa d’Oro Città di Alassio”. Si tratta di una manifestazione sportiva che in questi anni ha saputo diventare un punto di riferimento, ha saputo entrare nel novero delle tradizioni della nostra città, e non solo. In questi anni ha infatti saputo crescere, richiamando da tutto il mondo ad Alassio i più grandi appassionati di bocce, una disciplina sportiva che, a dispetto delle convinzioni più comuni, appassiona tanti ad ogni età. M.R. Studenti alassini quarti ai Campionati Italiani Alassio for Africa Proseguono i preparativi per la cena benefica “Alassio for Africa” organizzata da Piero Ottobelli e Max Quadrelli presso il ristorante del Diana Grand Hotel in favore del villaggio e della scuola di S. Kizito in Ruanda. La data scelta è il 12 maggio. Grande ospite d’onore sarà Nicola Savino, tra l’altro voce di Radio DeeJay. Durante la serata si svolgerà anche una grande lotteria, legata ai biglietti venduti per il galà. I premi, tutti splendidi sono moltissimi. Primo premio un quadro del pittore Chino Bert e poi premi de “La Sfinge”, del pittore Elio Brossa, del negozio Tezel, dell’antiquario Alciati, di Esse 2, Carosello, Tortuga. Sponsor “Il Fornaio”, “Pasta fresca Angelo e Bruna” e il bar della Stazione. Erroneamente nel numero scorso de “L’Alassino” era stato detto che avrebbe partecipato anche il pittore Mario Berrino. Non è così in questo caso, anche se il Maestro Berrino, in molte altre occasioni, ha aiutato il villaggio di S. Kizito donando le sue splendide opere. Per informazioni e per acquistare i biglietti (a numero chiuso) si può contattare il numero 347 1175577. Grande giornata S.O.M.S. di Alassio Un altro anno è passato ed ecco la grande giornata per l’Assemblea annuale ed il fraterno Convivio dei Soci e simpatizzanti della SOMS di Alassio, il 3 aprile, all’Hotel Aida, sempre degno della sua fama e della tradizione. Presente il Sindaco, Arch. Marco Melgrati, neo-Socio onorario (con l’Ass. dott. Loretta Zavaroni) il quale ha rivolto il suo saluto sempre cordiale all’Assemblea. Il Presidente, Geom. Enzo Barbera, ha ricordato i Soci defunti ed ha chiesto un minuto di raccoglimento per onorare la morte del Papa grande Giovanni Paolo II. Ha quindi porto il suo saluto ai Presidenti delle società consorelle di Moglio e Solva, al Presid. A.V.A. e a tutti gli intervenuti per dare la parola a Claudio Gavaldo ed a Paolo Pezzolo che hanno letto la relazione annuale approvata all’unanimità. Sono state consegnate le medaglie d’oro ai nuovi Soci pensionati ed il brindisi finale ha chiuso la simpatica annuale cerimonia sociale e conviviale apprezzatissima. Va aggiunto che, con la solita simpatia d’ogni anno la Signora Jole Barbera, a nome della SOMS e del marito, ha donato a tutte le Signore presenti un grazioso omaggio. A.V.A. Due studenti dell’istituto alberghiero di Alassio si sono piazzati al quarto posto nella finale del Cocktails Contest Nazionale svoltosi a Varallo Sesia. Si tratta di Serena Simone e di Matteo Pesce che hanno ottenuto i brillanti piazzamenti nelle categorie “Non solo grappa” e “Con grappa”. Alla manifestazione hanno partecipato quasi duecento concorrenti provenienti da tutta Italia ed appartenenti a 60 istituti alberghieri. Ad accompagnare i ragazzi dell’Istituto Secondari Superiore di Alassio sono stati il tecnico Italo Bellino e la docente di sala e bar Agnese Bove: «Ogni anno il numero dei partecipanti ed il livello della manifestazione – dice la Bove – sono sempre più elevati. Serena e Simone sono stati molto bravi e sono riusciti a piazzarsi ai piedi del podio». Per partecipare alla finale, che si è svolta al Teatro Civico di Varallo Sesia, i due studenti alassini hanno dovuto superare le qualificazioni che si sono svolte nelle Distillerie Francoli di Ghemme, in provincia di Novara, l’azienda che da quindici anni sponsorizza la manifestazione. C.A. Società di Mutuo Soccorso “Fratellanza” di Moglio VENERDÌ 29 APRILE 2005 Presso la sede Sociale di via Mazzini n° 4 – Moglio è convocata L’ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEI SOCI Alle ore 20,30 in prima convocazione Alle ore 21,00 in seconda convocazione Con il seguente ordine del giorno: • bilancio chiuso al 31/12/2004; • accettazione domande nuovi soci; • fusione per incorporazione con la cooperativa “Progresso” Mogliese s.r.l., delibere conseguenti; • varie ed eventuali Si confida in una numerosa partecipazione Il Presidente F. Airaldi 10 «L'ALASSINO» Bressani, Celon e Poli nella Volvo Cup Lorenzo Bressani, Nicola Celon e Daniele Poli si sono aggiudicati ad Alassio, nelle rispettive classi, la vittoria nella settimana velica internazionale valida anche come prima prova del Circuito mondiale della Volvo Cup. Con queste regate veliche di Altura è finalmente ritornata la grande vela ad Alassio. La città del muretto ha ripreso così ad ospitare di nuovo importanti appuntamenti dopo la lunga chiusura che ha consentito l’ampliamento del porticciolo Luca Ferrari. Ecco le classifiche. Beneteau 25: l) “Fra Martina” Lorenzo Bressani (armatore: Edoardo Pavesio, Circolo Nautico al mare di Alassio), 3 penalità; 2) “Biotipi” Savino Formentini (Savino Formentini Y.C. Sanremo), 8; 3) “Jahapli Federico Battello (Alessandro Novi Y.C. Italiano), 9. Melges 24: l) “Aleali” Nicola Celon (armatore: Ezio Amadori, Fraglia vela Desenzano), 9 penalità; 2) “BSI” Gabriele Benussi (Massimo Bernasconi C.C. Domaso), 9; 3) “Ballalinda” Gianni Sommariva (Alessandro Zampori CNAM Alassio), 13. H 22: l) “Welcome” Daniele Poli (armatore: Roberto Spata, Circolo della vela Como), 8 pen.; 2) “Vitamina H” Tiziano Radin (Tiziano Radin Circolo Vela Como), 9; 3) “Black” Roberto Spata (Antonio Castelli Circolo Vela Como), 13. Con la Volvo Cup sono tornate anche a regatare le barche dell’Alassio Sailing Team, le quattro barche targate Circolo Nautico al Mare Alassio, con gli armatori Claudio Betti, Alessandro Zampori, Andrea Magni e Gianluca Grisoli. Grande la presenza di campioni: Lorenzo Bressani, triestino “Velista dell’Anno” della classe e pluricampione mondiale, Carlina Ubertalli, campionessa d’inverno su Melges 24, nonché Edoardo e Vanni Pavesio campioni invernali su Beneteau 25, Paolo Semeraro, olimpionico, velaio di D’Alema, Nicola Celon, olimpionico a Sidney 2000, Paolo Cian, timoniere e tattico su “Mascalzone Latino” all’America’s Cup, Dado Gorla plurimedagliato alle olimpiadi su classe “Star” e Roberto Martinez, tattico su Azzurra nell’America’s Cup, Tommaso Chieffi, campione mondiale su 470 e olimpionico nella medesima classe, gli olimpionici Matteo Ivaldi, Diego Negri, Pietro e Gianfranco Sibello e Sandro Montefusco. Presenti anche i fortissimi Marco Augelli, Roberto Benamati, Andrea Fornaro, Roberto Spata, lo svizzero Daniel Shroff e Luca Valerio. Claudio Almanzi Kitesurf Nuova attività sportiva Chi desidera prendere visione del “Regolamento per lo svolgimento dell’attività di navigazione con aquilone (kitesurf) nel circondario marittimo di Alassio”, oltre che in Capitaneria di Porto, può consultarlo presso la Sede A.V.A. Errate corrige Nel numero de «L’Alassino» del mese di marzo u.s. a pag. 7, nell’articolo: “Più che una promessa per lo sport Alassino” il nome dell’atleta non è Mario Abate ma EMANUELE Abate. Sabato 16 Aprile 2005 AMPLIAMENTO PORTO “LUCA FERRARI” DI ALASSIO Situato a nord-est della città, ai piedi di Capo S. Croce, il Porto di Alassio è da sempre protetto da un lungo molo foraneo a 3 gomiti, banchinato all’interno e dominato dalla caratteristica “Cappelletta” la Cappella Votiva intitolata ai Caduti del Mare. Nella prima versione comprendeva due moli di sottoflutto, una banchina piazzale e alcuni pontili galleggianti. Tutti i moli e le banchine erano dotati di bitte e anelli di ormeggio. L’idea della costruzione del Porto è degli Anni ’50 sotto l’Amministrazione del Sindaco Francesco Torre. I lavori iniziarono nel 1953, opera dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Luigi Balduzzi. Fu terminata e operante, dopo un’interruzione dei lavori dovuta ad una forte mareggiata che distrusse parte della diga foranea, nel 1956 e fu intitolata a Luca Ferrari, celebre navigatore alassino, scopritore di nuove terre nelle Indie Orientali. Nel 1963 fu ultimata l’edificazione dello stabile che attualmente ospita la sede dell’Ufficio Circondariale Marittimo e del Circolo Nautico Al Mare. Con l’ingresso nel gennaio del 2002 della Marina di Alassio SpA (80% Comune di Alassio e 20% Circolo Nautico al Mare) è iniziata una serie di lavori volti alla riqualificazione del porto: la ristrutturazione dei servizi igienici – ne sono stati aggiunti alcuni nella zona della scuola vela – e della diga foranea che si è arricchita di una passeggiata rialzata con tanto di corrimano e panchine; la dotazione, per ogni posto barca, di apposite colonnine con gli attacchi per luce e acqua. Nuovi anche gli uffici della Capitaneria, del Circolo Nautico e della stessa Marina di Alassio e nuovi i servizi come la centralina meteorologica, il servizio di noleggio di biciclette e il parcheggio a rotazione che ha di fatto aperto il Porto di Alassio anche al pubblico esterno. Spazio anche ai privati: accanto al tradizionale bar-tavola calda da sempre al servizio dei dipartisti si sono aggiunti un bar, un ristorante e una discoteca. Il 15 dicembre del 2003 è stato poi consegnato il cantiere per l’ampliamento del porto nella zona del molo di sottoflutto: lavori per i quali erano stati preventivati mille giorni di attività, conclusi invece in poco più di un anno. Ma veniamo all’ampliamento che ha lasciato sostanzialmente inalterata la situazione relativamente alla superficie compresa tra il litorale, il molo sottoflutto e il molo sopraflutto, ma è andato ad intervenire in una ulteriore area immediatamente a nord della precedente struttura, racchiusa tra il litorale, un nuovo molo sottoflutto e il molo sottoflutto sull’area precedentemente occupata dalla Scuola di Vela, che è stata trasferita un centinaio di metri più avanti in direzione Albenga. L’intera spiaggia è stata infatti sorbonata e spostata in quella direzione a ridosso della nuova diga. L’intervento ha permesso il rinascimento di un ulteriore tratto di spiaggia che dalla nuova dislocazione della Scuola Vela si estende fino alla suggestiva Punta Murena. L’opera è stata prevista conforme al preesistente e completa di tutti i servizi su una superficie complessiva di oltre 23.500 mq. Nuovi ormeggi, circa centotrenta, nuovi parcheggi, 80 per le auto e 60 per le moto, e sostanzialmente un nuovo look per una struttura sotto molti punti di vi- sta, fondamentale per l’economia della città. Un progetto finalizzato ad una maggiore sicurezza dell’intero approdo, con criteri che corrispondono ad altrettante valutazioni di funzionalità. In particolare i pontili galleggianti hanno reso lo spazio acqueo adattabile ad esigenze variabili, connesse con i mutevoli indirizzi del mercato nautico in termini di lunghezza, larghezza e pescaggio. I servizi di banchina previsti, acqua potabile ed energia elettrica, sono adeguati alle attuali esigenze del diportismo nautico. Sempre nell’ambito dei servizi ai diportisti, unico in Liguria, tra i primi su tutto il territorio nazionale, il Porto di Alassio si è inoltre dotato di una stazione di aspirazione delle acque nere e di sentina, posizionato sul molo “sud”. Si tratta di un impianto di moderna concezione che va a soddisfare una delle esigenze fondamentali dei natanti. In tutta la progettazione, poi si è tenuto conto dell’impatto ambientale, dei percorsi, dei servizi e di ogni elemento fruibile dal pubblico. Una particolare attenzione quindi anche alle barriere architettoniche: i parcheggi sono separati dal bordo della banchina da una successione discreta di aiuole, la pavimentazione di bordo banchina è rugosa, sui percorsi non sono presenti scalini, l’accesso ai pontili avviene tramite pedana leggermente inclinata senza risalti in ambo i sensi opportunamente studiati per l’accesso delle sedie a rotelle. Un occhio di riguardo anche alla sicurezza con un nuovo sistema di telecamere a circuito chiuso. Alla fine dei lavori verrà iscritta ipoteca sulle stesse a favore di Deutsche Bank e, su richiesta del Comune, si procederà allo scarico della fideiussione. Con l’ingresso di Deutsche Bank nel Porto di Alassio, la struttura si è anche dotata di un prezioso sportello Bancomat e di tre totem informativi attraverso cui è possibile accedere ad ogni sorta di informazione relativa al Porto stesso. In concomitanza all’ampliamento del Porto e alla realizzazione di un nuovo molo di sottoflutto sono iniziati anche i lavori di consolidamento della Diga Foranea. La difesa della scogliera ammassata sull’esterno della diga si era negli anni assottigliata e le mareggiate avevano fatto scivolare i massi mentre il continuo moto ondoso li aveva erosi. L’intervento che ha comportato un trasferimento di circa 24.400 tonnellate di materiale sassoso è servito e servirà quindi a rafforzare la diga per fronteggiare le mareggiate di libeccio e scirocco. 550.000 euro la base d’asta di questo ulteriore intervento reso possibile grazie al finanziamento della Regione Liguria che ha coperto il 65% dei costi e della Marina di Alassio (che ha coperto il restante 35%). Con un ribasso d’ asta del 4% (per un totale di 542.800 euro di spesa)si è aggiudicata l’ appalto la ditta C.E.M. di Napoli, la stessa che già ha portato avanti i lavori di ampliamento del Porto su subappalto della Boscolo Tiozzo di Chioggia. Quello che viene inaugurato dunque non è solo un ampliamento ma una nuova concezione di un Porto che da sempre è legato a grandi tradizioni sportive, do il Circolo Nautico Al Mare. Erano momenti pionieristici, ma la passione era veramente tanta, le barche naturalmente tutte in legno erano per la maggiore con vela Tarchia e venivano varate e alate dalla spiaggia a forza di braccia. Le prime regate, le prime sfide con la partenza che veniva data dalla punta del pontile Bestoso con un cannoncino che segnalava il momento dell’inizio della regata. Man mano che passavano gli anni il Cnam diventava sempre più importante e sempre più Alassini si cimentavano in virate e strambate, e basta guardare alcune foto di quegli anni per notare subito, come il mare della baia del sole, fosse animato e punteggiato da decine e decine di imbarcazioni a vela, sicuramente molto più di oggi. Dopo la guerra i primi campioni che ancora oggi possiamo incontrare, tra di loro il famosissimo “Zio Pino” Zucchinetti prima sui Dinghy 12p e poi sul mitico 5.50 su cui insieme ai fratelli Carattino di Varazze prese parte ai Giochi Olimpici ad Acapulco in rappresentanza dell’Italia. Chi non ricorda le grandi battaglie sui Dinghy costruiti dal mitico maestro d’ascia “Settimin” tra i vari Nanin Sibelli, Lillo Gaibisso pluri Campione Italiano, Armando Boscione, Pierino Vaccarezza, Franco Azzini, Bubi Solari e poi ancora sul Finn con Sergio Gaibisso (l’attuale Presidente della federazione Italiana Vela e Presidentissimo del CNAM per molti anni), Piero Marchiano, Ninni Basso e tanti altri, per arrivare poi agli anni 60/70 quando le imbarcazioni moderne e lo spostamento della sede sociale dal Un intervento importante anche dal punto di vista economico preventivato in 4 milioni di Euro. In proposito è stato stipulato tra Deutsche Bank, Marina di Alassio e Comune di Alassio un finanziamento di 3,8 milioni di Euro destinato all’ampliamento del porto turistico “Luca Ferrari” di Alassio. Il finanziamento è rappresentato da un mutuo di durata ventennale a tasso fisso, a fronte del quale il Comune ha rilasciato in favore di Deutsche Bank una fideiussione fino ad un ammontare massimo di 1 milione di Euro. La garanzia avrà validità sino alla scadenza del secondo esercizio finanziario successivo a quello di entrata in funzione delle opere. veliche e turistiche. Oggi sono undici (cinque in più rispetto al 2002) le persone impegnate a tempo pieno per la gestione del Porto: un servizio operativo 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Una struttura che necessitava non solo di un intervento tecnico ma anche organizzativo. Oggi accanto ai nuovi posti barca, ai nuovi posti auto, ai nuovi servizi ritroviamo l’antica tradizione sportiva e velica: una tradizione che affonda le sue radici lontano nel tempo. Era il 3 Giugno del 1925 quando un gruppo di appassionati del mare di Alassio e della Vela decisero di unirsi in sodalizio fondan- lungomare al Porticciolo Luca Ferrari hanno portato il Circolo Nautico ad essere uno dei Club Nautici più importanti d’Europa. Con l’organizzazione del Campionato Mondiale classe Flying Dutchman nel 1968 il CNAM ha spiccato il volo e le numerose attestazioni di stima per la perfetta organizzazione ne hanno sancito l’importanza sia sotto l’aspetto sportivo che quello turistico. Dopo questo grande evento altre grandi manifestazioni internazionali sono state organizzate con perfetta efficienza dal CNAM Alassio, i Campionati Mondiali delle Classi Finn e FD nel 1987, gli Europei di Soling, di Star di 2.4 con il nostro Pluricampione Italiano Marco Turbiglio per arrivare al fantastico Europeo Open della Classe Tornado del 2000, oltre all’organizzazione di tantissimi Campionati Italiani e Regate Preolimpiche di varie classi e alle importantissime regate d’altura come la Settimana Internazionale di Alassio riservata agli IMS e alle classi Monotipo. Tanti altri Campioni sono stati formati dalla Scuola Vela del Cnam dal 1969 nella spiaggetta del porticciolo sui mitici Optimist, a parte gli Olimpionici sul Tempest a Monaco 1972 Giampiero Dotti e Francesco Sibello, perché già bravi su altre classi, possiamo ricordare: Carlo Ripamonti, i fratelli Cattaneo, Ernesto Dotti, Gianni e Agostino Sommariva Olimpionici e pluri campioni, Gigi Galleani, Dado Garassino, Nanni Maglione, Fabrizio Priolo, Bruno Broccanello, Alessandro Zampori, Andrea Magni, Marco Marchesi, Michela Bruzzone, le sorelle Massone, Claudio Betti, Roberta Zucchinetti Campionessa Europea e Vice Campionessa Mondiale, gli Olimpionici ad Atlanta e Campioni del Mondo della classe Tornado Walter e Marco Pirinoli per arrivare agli Olimpionici di Atene i Campioni italiani Pietro e Gianfranco Sibello sul 49er a Michele Carbone a Giorgio Poggi Campione Italiano Laser di Distretto e ancora agli armatori plurivittoriosi in campo internazionale come Carla Ubertalli Silva, i fratelli Pavesio i fratelli Cogni, Mario Nattero, il Dott. Mogna col fido Giorgio Migueles Pereira, personaggi federali oltre al già citato Presidente Gaibisso all’Allenatore Federale e Coordinatore della Squadra Olimpica ai giochi di Atlanta e Sydney Rinaldo Agostini e al Tecnico Federale Manfredo Audisio oltre agli Istruttori Federali Cristina Tarello e Flavio Pogliano, e a dirigenti regionali come il Vice Presidente della 1 Zona Ennio Pogliano. La vela in primo piano, dunque, ma anche la scuola sub, il diving, la pesca. Ma nei progetti della Marina di Alassio c’è ancora molto. L’idea infatti per un prossimo futuro è quella di dotare le colonnine luce e acqua anche di un servizio Wi-Fi , ovvero di un collegamento senza fili per la connessione ad Internet. Si stanno cercando i locali per fornire ai diportisti una sorta di mini market o una serie di distributori automatici di generi di prima necessità. Si sta pensando anche a una lavanderia automatica… Nel frattempo è già in atto la progettazione di nuove cale per i pescatori e per gli artigiani specializzati nel settore che andranno a collocarsi sul nuovo molo di sottoflutto, anche a protezione dei venti da nord. Qui troverà spazio una nuova ulteriore sede della Scuola Vela del Circolo Nautico con un accesso direttamente dalla spiaggia. L’obbiettivo è quello di liberare il piazzale dalle vetuste costruzioni in lamiera che fino ad oggi ospitavano pescatori e artigiani. Non solo: sopra le cale sarà possibile realizzare una nuova passeggiata con belvedere sul porto. Per quanto riguarda la “nuova” spiaggia si prevede inoltre la realizzazione di un “Porto a Secco” per barche di misure ridotte. Mentre restano operativi i due cantieri con mezzi di sollevamento per imbarcazioni fino a 35 tonnellate. I lavori prenderanno il via al termine della stagione estiva per concludersi nei primi mesi del 2006. M.R. Sabato 16 Aprile 2005 ERA IL 9 FEBBRAIO Dell’anno 1849, quando si iniziava un’avventura che sarebbe durata poco, esattamente sino al 4 luglio di quello stesso anno ma che avrebbe posto le basi per la formazione dei futuri stati democratici a forma repubblicana. L’antefatto è da far coincidere con il 26 dicembre quando il Governo dello Stato Pontificio fece approvare dai deputati la convocazione in Roma della Costituente degli Stati Romani; due giorni dopo il Parlamento era sciolto e le nuove elezioni, le prime a suffragio diretto e universale, erano indette per il 21 gennaio 1849. Il Papa, da Gaeta, dove si era rifugiato, emanando un divieto a tutti i buoni cristiani di partecipare alle elezioni, definite atto sacrilegio, diede il colpo definitivo al partito dei moderati. Infatti chi disertò le urne? Proprio coloro che, ancora sensibili all’autorità pontificia o memori delle aperture che Pio IX aveva dimostrato all’inizio del suo regno, sentivano in coscienza di dover rispettare il divieto; ma in tal modo la Costituente divenne di fatto un’assemblea rivoluzionaria. Il 5 febbraio si inaugurava in Roma, con un discorso di Armellini, la Costituente, che dopo soli quattro giorni di lavori, con 120 voti favorevoli, 10 contrari e 12 astenuti, proclamava: “Il Papato è decaduto di fatto e di diritto dal governo temporale dello Stato Romano. Il Pontefice avrà tutte le guarentigie necessarie per l’ indipendenza nell’esercizio della sua potestà spirituale. La forma del governo dello Stato Romano sarà la democrazia pu- ra, e prenderà il glorioso nome di Repubblica Romana. La Repubblica Romana avrà col resto d’Italia le relazioni che esige la nazionalità comune”. Proclamata la Repubblica, bisognava darle un governo e l’Assemblea scelse per la forma del Triumvirato, affidando il potere esecutivo ad Armellini, Montecchi e Saliceti, avvocati i primi due, professore di diritto e mazziniano convinto il terzo. Il Triumvirato era affiancato da un Ministero, a capo del quale fu nominato ancora monsignor Muzzarelli, e che ebbe agli interni Aurelio Saffi, il forlivese già protagonista dei moti del ’31. Ora che la struttura legislativa ed esecutiva era completa, la nuova Repubblica iniziava effetivamente la sua vita, scon- trandosi col più incancrenito problema ereditato dallo Stato Pontificio: la situazione disastrosa delle finanze pubbliche. Così il 21 febbraio l’Assemblea votò un provvedimento che suscitò enorme scalpore: l’incameramento dei beni ecclesiastici. Si trattava di somme ingenti, tra beni immobili, mobili, depositi in danaro, arredi sacri preziosi, il cui valore complessivo si calcolava attorno ai 120 milioni di scudi. Ma non era ancora una cifra sufficiente e si dovettero attuare altre misure, prima delle quali un prestito forzoso e si istituiva il corso forzoso per la moneta cartacea, prevedendo pene severe per chi rifiutava in pagamento Buoni del Tesoro o banconote della Banca Romana. A seguito del telegramma di Goffredo Mameli “Roma repub- UOMINI DIVERSI 28 a cura di Dante Schivo Ad un illustre Alassino di grande ingegno, Gerolamo Gastaldi, che si rapportò con lui, Francoise Marie Arouet de Voltaire così rispondeva: «C’est dommage, que le gens qui pensent soient dispersès, tandis que le sots sont rassemblés en foul». («È vero peccato che le persone che sanno pensare siano lontane, mentre gli stupidi sono riuniti in folle»). Questa ironica ma simpatica risposta dell’illustre pensatore francese, erede della gloria del Corneille e del Racine ci ricollega al tema del nostro discorso riproponendoci la particolarità dei Liguri, “Uomini diversi” che senza riunirsi in folla hanno “saputo pensare” nell’interesse economico e culturale dei popoli e delle Nazioni che, spesso, il Volere di Dio, di volta in volta, proponeva. Basta girare il mondo d’oggi per accorgersene! Anche se in Patria questi meriti sembrano sconosciuti, ci sono nel mondo talmente tanti segni e così evidenti che da soli giustificherebbero anche un eccessivo senso della propria superiorità, della propria differenza dagli altri. Si può dire ogni piccolo borgo della Liguria ha dato un contributo notevole alla civiltà. Non basterebbe un libro per citarne per intero gli esempi. Ve ne propongo alcuni esempi. Il nome di Recco, stampato orgogliosamente nel quadrante, lo abbiamo visto negli orologi di chiese e palazzi del Brasile, del Cile, dell’Uruguay, dell’Argentina e persino nella torre campanaria di Curupayti, nel Paraguay. «Paso de Recco». È un canale navigabile (Unico tuttora) che da l’accesso alle navi di buon tonnellaggio per i porti costieri della riviera del Paranà e lo si deve al Cap. Gian Battista Massone che, nel 1850 in piena epoca del tiranno Juan Manuel De Rosas, ha fondato una regolare linea di navigazione tra Buenos Ayres e i porti dell’interno del grande fiume. A questo illustre paesano seguace di Nicolosio da Recco scopritore delle Is. Canarie, si devono le uniche carte nautiche esistenti (e tuttora in uso… È bello leggerne in calce il nome preceduto dal ligure borgo d’origine!).Così com’è sempre grande è la commozione di leggere a Milazzo la lapide dei tre purissimi eroi morti combattendo, contro le truppe borboniche per la libera Italia: Giacomo Erede e Giuseppe Poggi (dei carabinieri genovesi) e di Carlo Giuseppe Olivari di Recco cap. di mare, garibaldino, morti il 20 luglio 1860 (queste sono le cose da vedere e da meditare!). Ma andiamo avanti seguendo il filo della memoria. Il più grande “vaqueano” (si pronuncia “vacchiano”) del canale di Magellano, “primo piloto”, pilota del canale per 25 anni, capo-palombaro e armatore di velieri che ancor oggi, per la sua fama fa inorgoglire gli italiani che transitano l’arcipelago “Fueguino” fu un autentico “sestrino” il Cap. Antonio Pesce .Il vero fondatore della marina da guerra Argentina fu il genovese Giuseppe Muratori Capitano di mare, amico di Giuseppe Garibaldi. Arrivato ad essere il primo Ammiraglio Argentino continuò, fino alla morte 1869 a parlare genovese. Parleremo ancora a lungo di questi grandi uomini che tanto operarono spaziando in campi d’azione diversi facendo sempre risaltare la diversità della loro etnia pur orgogliosamente fieri di essere i veri rappresen- tanti della Nazione Italiana. Questi umili figli di Liguria quando si trovano all’estero si sentivano dei veri rappresentanti della Patria e senza consultarsi con nessuno, ma rispondendo soltanto all’innato senso di dignità personale, si ergevano a Consoli, esigendo, se occorreva, soddisfazioni e riparazioni. Come quando il cap. Giacomo Filippo Repetto di Camogli, Comandante del piroscafo “Grimaldo”, domandò e ottenne dal re Kamehameda, alle Haway, l’omaggio di ventun colpi di cannone alla bandiera d’Italia. Come Nino Bixio, quando al comando del “Goffredo Mameli”, esigette ed ottenne, in Australia il saluto alla sua bandiera. Come avvenne al Cap. Gio Batta Serra di Bonassola quando ad Haiti, esigette ed ottenne dalle truppe del Generale Lecompte, la riparazione del presentat-arm. Come era già avvenuto ad Antonio Ansaldo da Camogli, anch’egli vecchio Capitano di Mare, quando all’Assuncion del Paraguay ottenne dai governi coalizzati del Brasile, Uruguay e Argentina il solenne saluto di riparazione alla bandiera italiana, oltraggiata dai marinai di una lancia da guerra. O come fece il Cap. Chiappara dei Cavi di Lavagna quando, per primo arrivò a Bangckok. O come il Cap. Vincenzo Rocca di Loano, che nel 1876, navigando con l’ “Erminia” nell’interno della fiumara di Nec-che-see, ove non si era mai azzardato nessuno capitano europeo, s’impose alle autorità e ai pirati cinesi, difendendo ed imponendo la nostra bandiera italiana a suon di schioppettate. Tutti nel mondo conoscevano la sagacia, la capa- cità e l’intelligenza di capire e risolvere situazioni, l’acume, la perspicacie e il profondo senso dell’onestà dei Liguri. La loro parola, in campo commerciale valeva un contratto e forse più. Quanti bastimenti partirono per il Danubbio senza che il Capitano Armatore passasse dallo spedizioniere a firmare il contratto! Si sapeva che il nolo era a Novanta lire nuove del Piemonte; c’era stata la rituale stretta di mano, e la parola di un Fravega, di un Rocca, di Garassino, di un Piaggio o di un Casareto valeva di più di cento contratti. Ma questi grandi uomini erano legati alla terra lontana non solo dal ricordo. Sempre avevano la consapevolezza di aver lasciato “al timone” delle loro case e dei loro “scagni” delle grandi donne, abili nello sbrigare gli affari dell’uomo quando questi era per mare, abilissime nel preparagli i ravioli di grasso e di magro quando era a terra. Se i tempi erano stati cattivi o se era avvenuto qualche sinistro, era lei l’“armatrice”, la “capitana” o la “nostroma” che consolava, che tranquillizzava le povere mogli dei marinai che le capitavano in casa alla domenica mattina dopo la S. Messa. Se il “barco” ritardava “la capitana” dava gli acconti e, quando i figli dei marinai ricevavano “Il Battesimo”, “La Comunione” o “La Cresima” era la donna più alta in grado a fare da Madrina. E quando alla domenica, questi bambini, capitavano nella casa della Signora Madrina, trovavano sempre il cioccolato fumante ed il canestrello; era di rito. UOMINI DIVERSI 28 – Continua LUTTI CITTADINI, NECROLOGI e ANNIVERSARI CAROLINA FERRARA VED. LA GROTTA 22/3/1995 - 22/3/2005 Cara mamma, sono passati dieci anni, il tuo ricordo affettuoso, la tua presenza spirituale sono rimasti con sempre vivi nel nostro cuore. Il vuoto della tua scomparsa resterà incolmabile. I tuoi cari ••• 11 «L'ALASSINO» COSIMO CALÒ «Caro Mino, a un anno dalla tua dipartita, dalle pagine di questo giornale, tuo cognato Mario con le tue cognate e rispettivi figli, ti ricordiamo con affetto immutato e ci uniamo ai tuoi cari: Lucia e figli Patrizia, Mauro e Fabrizio con le rispettive famiglie in un grande caldo abbraccio». MARGHERITA AMBRA FILIPPA DOLCEMASCOLO GATTO IN SCANDELLARI 18/4/2004 - 18/4/2005 «Quest’anno, al primo maggio ricorre il quarto anniversario che tu ci hai lasciati, noi abbiamo sempre vivo il tuo ricordo nel nostro cuore. Tommaso, Rosi, Giusi, sorelle, cognati e nipoti tutti». ••• MESE DI MARZO 2005 18 aprile 1999 – 18 aprile 2005 ALTOMONTE Antonia anni 71 CAPOCHIANI Giovanni anni 77 CASTIGLIONE Domenico anni 72 DE ALESSANDRIS Elvira anni 96 FORZANI Edoardo anni 81 FREGHETTI Olga anni 79 GARBACCIO Imelda anni 92 MULASSO Giuseppe anni 88 ODDONE Guido anni 83 PATRONE Giuseppe anni 93 PICCARDO Domenico anni 60 PICCIOLINI Libero anni 81 SALVATICO Rita anni 89 TATTO Ancilla anni 84 VISCIANO Antonio anni 78 L’A.V.A. da queste colonne esprime ancora una volta le più sentite condoglianze ai loro familiari. L’alba trascolora in pieno giorno. La profusione della sua luce mi coinvolge. Galleggio trasognata nel disorientamento. Ogni risveglio ancora accentua la Tua assenza. La nostalgia si allinea alla luminosità del sole. La mente si rifugia nelle nuvole nel mondo dei ricordi. Rivivo tutto quello che m’hai dato. Poi, faticosamente m’adeguo al nuovo giorno senza Te… Una vedova Non si è ancora spenta la eco della prematura scomparsa di AMBRA MARGHERITA in SCANDELLARI, avvenuta nell’aprile dello scorso anno. La ricordano a quanti la conobbero e le vollero bene il marito Angelo, la figlia Patrizia, il genero Giovanni, i nipoti Enrico,Gianluca e Davide con tutti i parenti e gli amici. ••• blica, venite” recapitatogli a Londra, il 5 marzo Mazzini è a Roma. Il 29 marzo con un cambiamento al vertice della Repubblica, Montecchi e Saliceti lasciarono il Triumvirato, sostituiti da Saffi e Mazzini. In un discorso davanti al Parlamento Mazzini aveva detto: Noi vogliamo fondare la Nazione: noi non cerchiamo solamente lo sviluppo del diritto repubblicano, del benessere del Popolo nello Stato Romano; ma tentiamo un’opera unificatrice; noi guardiamo all’ Italia dalle Alpi al mare. E più avanti: Noi vogliamo fondare la Repubblica. E per Repubblica non intendiamo una mera forma di governo, un nome, un’opera di rivalsa da partito che vince su partito vinto. Noi intendiamo un principio; intendiamo un grado di educazione conquistato dal popolo; un programma di educazione da svolgersi; un’ istituzione politica atta a pro- durre un miglioramento morale. Noi intendiamo per Repubblica il sistema che deve sviluppare la libertà, l’eguaglianza, l’associazione. Il 30 giugno, di fronte all’impossibile di resistere oltre in Roma, respinta la sua proposta di uscire con l’esercito e trasferire altrove la guerra, Mazzini si dimette con gli altri triumviri perché dichiara di essere stato eletto a difendere, non a sotterrare la Repubblica. La Repubblica Romana era finita; le baionette francesi, in mano ai figli della rivoluzione restaurarono sul trono di Roma il Papa Re. Doverosa precisazione: ad eccezione del discorso di Mazzini, tutto il resto è tratto dal saggio di Paolo Deotto intitolato: La repubblica Romana: un’utopia del 1849 che farà l’Italia unita. Tratto dal sito internetwww.cronologia.it/storia. Giuseppe Cotta 12 «L'ALASSINO» Specie ittiche della Baia del Sole Sabato 16 Aprile 2005 LA GROTTA INCONTRA… a cura dell'Osservatorio Don Bosco MARZO 2005 Triglia di scoglio (Mullus surmuletus) - (Tréa) È quella che si cattura in rada sia in prossimità delle scogliere che sui bassi fondali sabbiosi. Lunghezza massima cm 30, peso 300 gr. Ha il profilo del capo un po’ convesso e la sua colorazione è mutevole perché, per mimetizzarsi, può cambiare colore con rapidità. Dall’occhio al pe- duncolo codale ha sempre presente una fascia longitudinale rossa con fondo giallo. In allarme i lati si colorano in colore carminio madreperlaceo. Ha carne ottima. Si pesca con canna da lancio. Esca: verme - Armatura: a/b/c Amo: 8/14 - Filo: 015/022 TRIGLIA Dal 19 al 30 marzo “LA GROTTA” Don Bosco-Alassio ha incontrato Luigia D’ambrosio, Rosamaria Domma, Christel Grunewald, Laura Milano. Molti visitatori hanno incontrato le loro opere e hanno avuto l’opportunità di assistere alle dimostrazioni delle varie tecniche. La Grotta ringrazia particolarmente l’A.V.A., il suo PRESIDENTE, la Sig. Luciana Grollero e tutti i Soci per la generosità e la DISEGNO DI PATRIZIA PEZZUOLO Le ceramiche di Laura Milano. gentilezza della loro ospitalità. Nell’occasione di questa mostra, Don Gino Berto, che ha “battezzato” la Grotta, ci ha do- Valide terapie dei nonni La cicoria, caffè dei poveri Cichorium intybus (a radiccia) Questa erba dalle radici amari era già citata nei papiri 4000 anni fa. Da allora i medici fitoterapisti rimasero fedeli a questa pianta spontanea. Secondo Galeno la cicoria, dal lattice amaro, è amica del fegato. Essendo assolutamente innocua rientrò nella composizione di uno sciroppo tradizionale prescritto per i bambini. Fu anche utilizzata nella cura dell’anemia, dell’astenia, del diabete, dell’ittero e della stitichezza. A fine alimentare, già nel XVII se- colo, l’uomo iniziò a coltivarla nei suoi orti dando origine a più varietà commestibili come, per esempio, il radicchio e l’indivia. La pianta verde è ancora utilizzata per la preparazione di un surrogato del caffè. Quando nel parlare si citava questa pianta mia nonna esclamava: “Beatti i paddri da noscia storia ch’i mangiovan e raixe da cicoria”. (Beati i padri della nostra storia che mangiavan le radici della cicoria). Pessö Meteorologia Alassina Il Decoupage di Christel Grunewald. È stato un bellissimo incontro, realizzato grazie al sostegno della dottoressa Loretta Zavaroni, motore instancabile, Assessore all’Associazionismo e Volontariato. Un grande grazie all’Associazione Nazionale Alpini nella persona del capogruppo Silvio Gervasoni che con pazienza e disponibilità ci ha aiutato ad allestire la mostra di cui ci resta una bellissima documentazione fotografica grazie all’abilità dell’amico Enzo Bogliolo. Rosamaria Domma. nato questa frase: «…semina le più piccole cose, i nonnulla. Semina e abbi fiducia: Ogni chicco arricchirà un piccolo angolo della terra». Grazie a tutti! Marzo 2005 ha confermato le sue proverbiali caratteristiche: “pazzerello… un po’ brutto e un po’ bello”; ci ha fatto veder e di tutto: dalla rispettabile nevicata del 3 (difficilmente misurabile perché sparpagliata irregolarmente dal vento), ma in bela mostra sulla spiaggia, elegantemente ammantata di bianco; all’insolita e persistente nebbia arrivata come bianca valanga dal mare e che si è insediata nel nostro golfo per quasi una settimana. Anche le temperature minime e medie hanno evidenziato al volubilità del mese ( ma di queste ne parleremo nella sintesi di tutti i dati) Eccoli: Pressione (media mensile): 759,0 mmHg; gli “sbalzi” nelle tre decadi: da 755,1 mmHg nella prima; a 763,0 mmHg nella seconda e poi di nuovo giù a 758,8 mmHg nella terza. Umidità (media mensile): 65%; l’umidità media nella prima decade: 42%; nella seconda: 74%; 77% nella terza. Lo scarto più vistosto di umidità è stato registrato nella prima decade con minimo assoluto prossimo allo zero (!) alle ore 20 del giorno 6, in opposizione al massimo assoluto 100% registrato qualche giorno prima (3 marzo) alle ore 8. Precipitazioni: 17,6 millimetri così distribuiti: 6,0 millimetri ricavati dalla fusione della neve caduta il giorno 3; 11,6 millimetri nella terza decade: quantità notevolmente inferiore alle medie stagionali. Vento: qualche dato che possa evidenziare le “stranezze” del mese: si passa da giorni con vento forte (specie nella prima decade) che ha dato una media di 256 Km. percorsi ogni giorno (610 Km. percorsi il giorno 3), a una media di 113 Km. al giorno registrati il 22 marzo): e proprio nei primi giorni di questa decade Alassio si è vista ovattata da insolita nebbia del mese. Giorni sereni: 16 Giorni coperti: 7 Eliofania totale: 173,0 ore al mese, con una media giornaliera di 5,6 ore. Sorprende l’andamento dalle ore di sole nelle tre decadi: 7,0 ore ogni giorno (mediamente) nella prima decade; 6,6 ore nella seconda; si scende a 3,4 ore nelle terza decade, quando, alle ore 12,33 del giorno 20 entravano “decisamente” nella primavera astronomica. Per comprendere meglio i capricci del nostro mese, riporto, come ultimo dato, l’andamento della temperatura. Valore medio mensile: 11,5 °C. Medie decadali: 6,6 °C nella prima decade; 12,8 °C nella seconda; 14,9 °C nella terza decade. La media giornaliera più bassa è in data 3 marzo (giorno della nevicata) con 2,7 °C. Come già detto, nello stesso giorno i nostri termometri e termografi sono scesi fino a 0,0 °C, ma mai sotto questo valore. Gli altri valori della temperatura hanno avuto oscillazioni in più o in meno di giorno fino al valore massimo toccato il 31 del mese con circa 18 °C. Comunque, il mese “pazzerello” è venuto, ha fatto e è passato, laciandoci il desiderio di godere una serena primavera. Il Direttore dell’Osservatorio Prof. Don Natale Tedoldi Caterina Ringraziamento alla Sig.ra Faulhaber Abbiamo ricevuto un piccolo generoso dono dalla Signora Luciana Faulhaber, alcune mini fotografie dell’antica Alassio… MOSTRE ALLA SALA CARLETTI Vogliamo ringraziarla: faranno parte dell’ormai ricco archivio fotografico della nostra Associazione. Sede A.V.A. - Via XX Settembre, 7 Fiocco Azzurro Anzi molto azzurro in casa Caviglia! È nato (il 18 marzo u.s.) SAMUELE CAVIGLIA lo annunciano, felici, i genitori Francesca e Antonio, i nonni Cesare,Sina, ed Enrica ed anche i bisnonni FELICISSIMI Nino e Pina. E a proposito di Nino, bisnonno d.o.c., l’A.V.A. ricorda ai lettori ch’egli è uno dei sei Soci fondatori ancor vivi e vegeti… Auguri doppi, anzi, tripli e quadrupli dunque… 22-30 Aprile UNITRE Mostra dei lavori di laboratorio 1-7 Maggio ASTRID HAMMOND Mostra di pittura 8-15 Maggio “ALASSIO BIMBI” Esposizione dei lavori 16-30 Maggio LUIGI SANGIOVANNI Mostra di pittura Un momento dell’inaugurazione. Gli articoli e le lettere devono pervenire alla Redazione entro la fine di ogni mese per la pubblicazione ne «L'Alassino» del mese successivo. A.V.A. Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori. La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce. DIREZIONE: Cons. Dirett. A.V.A. RESPONS.: Fausto Buffarello EDITORE: A.V.A. TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla Viale Martiri della Libertà, 30-40 Tel. 0182 50.412/3 - Albenga Telefax 0182 50.412 REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen. di Savona n. 149 del 30-5-1962 ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975 (già R.N.S. n. 9806) LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11 Foto della testata: Socio Luigi Lanfredi Associato all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana