Cartella Stampa Iniziative Oceaniche 2015 20 anni #OceanInitiatives Surfrider Foundation Europe celebra 20 anni de Ocean Initiatives «Quando compriamo qualcosa, è il mare a pagarne le spese ! Cambiamo le nostre abitudinidi consumo. Sommario p. 5 Edito p. 6 p. 8 p. 9 p. 11 20ª edizione delle Iniziative Oceaniche: verso un cambiamento sociale Cambiare il comportamento dei cittadini Appuntamenti per tutto l’anno Una mobilitazione cittadina attraverso l’Europa p. 12 p. 14 p. 16 Le Iniziative Oceaniche: 20 anni di lotta contro i rifiuti marini Iniziative Oceaniche: sensibilizzare il grande pubblico Sviluppo del messaggio e ambizioni ambientali p. 18 p. 20 p. 21 p. 22 Iniziative Oceaniche in pratica Come organizzare un’Iniziativa Oceanica? Strumenti pedagogici adeguati alla campagna 2015 Strumenti di comunicazione al servizio delle Iniziative Oceaniche p. 24 p. 26 p. 27 p. 29 L’impegno di Surfrider contro i rifiuti marini L’educazione ambientale e l’educazione per uno sviluppo sostenibile al centro dell’impegno di Surfrider Azioni ambientali per lottare contro i rifiuti marini Azioni di lobbying contro i rifiuti marini p. 31 p. 32 p. 33 p. 34 p. 35 Allegati Alcuni gesti quotidiani Alcuni gesti per ridurre l’uso dei sacchetti di plastica I cinque continenti di rifiuti Alcune cifre sui rifiuti marini p. 36 Partner delle Iniziative Oceaniche p. 37 Contatti Edito Nel 1995, il governo francese crea l’evento «Grande pulizia di primavera» al quale prende parte anche Surfrider. Tuttavia, quando quattro anni più tardi. il governo francese abbandona la campagna, abbiamo allora deciso di prendere il testimone di ciò che sarebbe diventato negli anni a seguire l’evento emblematico dell’associazione, oltre che una delle più grandi campagne di sensibilizzazione dei cittadini realizzate in Europa: le Ocean Initiatives che nel 2015 festeggiano 20 anni. In seguito, sono state circa 8000 le opere di raccolta di rifiuti organizzate attraverso i paesi di tutto il mondo, permettendo così di sensibilizzare e mobilitare migliaia di cittadini nei confronti della problematica dei rifiuti marini. In 20 anni, le Ocean Initiatives hanno conosciuto un’importante evoluzione, sia in termini di partecipazione, raccolta, successi delle iniziative pedagogiche, sia a livello di approccio scientifico al problema dell’inquinamento, comprese azioni di lobbying. Oggi, esse non sono più costituite esclusivamente da una serie di operazioni di raccolta di rifiuti e da un progetto di sensibilizzazione, ma rappresentano un vero e proprio programma di educazione ambientale, incentrato sul tentativo di modificare il comportamento dei cittadini, lavorando con le industrie e i responsabili delle decisioni politiche. Questa campagna deve in gran parte del suo successo alla mobilitazione, ogni anno più consistente, di cittadini preoccupati per la protezione del litorale e degli oceani. Unendosi a noi, essi ci permettono di agire a livello europeo nel tentativo di trovare soluzioni reali al problema dei rifiuti marini. Quest’anno il cittadino si trova più che mai al centro di una campagna che mira a una vera e propria presa di coscienza delle nostre responsabilità, in quanto consumatori, per quanto riguarda l’inquinamento degli oceani attraverso i rifiuti marini. Appuntamento dal 19 al 22 marzo 2015 per i 20 anni delle Ocean Initiatives! Quando compriamo qualcosa, è il mare a pagarne le spese Cambiamo le nostre abitudinidi consumo Il team di Ocean Initiatives. 7 20ª edizione delle Iniziative Oceaniche : verso un cambiamento sociale Le Iniziative Oceaniche nascono circa 20 anni fa e quest’anno hanno un nuovo orientamento. Surfrider si augura che questa edizione 2015 crei un vero e proprio cambiamento nel comportamento dei cittadini, mettendo quest’ultimo al centro della campagna e spingendosi ancora oltre nella presa di coscienza dei cittadini. Questa evoluzione va di pari passo con il punto di forza del programma: la mobilitazione europea e la scienza partecipativa. Cambiare il comportamento dei cittadini Appuntamenti per tutto l’anno Le Iniziative Oceaniche inizieranno ufficialmente nel primo week end di primavera, anche se la campagna si prolungherà per tutto il 2015. Surfrider Foundation Europe può annunciare fin da subito lo svolgimento di alcuni degli eventi chiave organizzati e che metteranno in risalto la campagna 2015 di Iniziative Oceaniche: Conferenza di Monaco del 10 e 11 marzo 2015 Dopo 20 anni di sensibilizzazione e di mobilitazione dei cittadini attorno alla problematica dei rifiuti marini, le Iniziative Oceaniche si trovano oggi a una svolta storica. In effetti, non è più possibile contestare l’inquinamento del litorale e degli oceani, negando il fatto che siamo noi i responsabili di tutto questo. I rifiuti che troviamo sulle spiagge sono il prodotto del nostro consumo. Riciclare è sicuramente una delle chiavi di svolta nella lotta contro questo tipo di inquinamento ma, allo stesso tempo, bisognerebbe consumare meglio e fare acquisti sostenibili. Portando avanti il suo lavoro di mobilitazione e di raccolta di dati scientifici grazie alla scienza partecipativa, Surfrider si augura di promuovere una vera dinamica di cambiamento comportamentale dei cittadini. E’ questo il motivo per cui i partecipanti delle Iniziative Oceaniche diventano veri e propri ambasciatori del messaggio che si tenta di divulgare. Grazie alle informazioni e agli strumenti messi a disposizione, i partecipanti potranno sensibilizzare le persone a loro 10 più vicine sulla questione dei rifiuti marini e sul loro impatto ambientale. Quest’anno, la 20ª edizione desidera andare oltre le semplici azioni di raccolta, diversificando gli eventi organizzati. Ciò si tradurrà, soprattutto, in una serie di eventi organizzati all’interno di supermercati con l’obiettivo di sensibilizzare il consumatore al momento dell’acquisto o, ancora, per «Surfrider si augura di promuovere una vera dinamica di cambiamento comportamentale dei cittadini.» promuovere il dispositivo avviato nel 2014 dalle carovane pedagogiche. La carovana Belen riprenderà dunque il largo nel 2015 grazie al grande successo ottenuto lo scorso anno. Queste carovane propongono diverse attività con lo scopo di sensibilizzare le persone, in maniera ludica o artistica, raggiungendo così anche un pubblico più vasto. Quest’anno, gli organizzatori locali sono invitati a mettere a punto anche attività connesse alle raccolte. In collaborazione con la Fondazione Alberto II di Monaco, Tara Expeditions e la Fondazione MAVA, Surfrider organizzerà il 10 e l’11 marzo 2015 una conferenza sul tema dei rifiuti plastici in mare. Ciò rappresenterà l’occasione per fare un rapporto sullo stato di degrado del litorale del Mediterraneo, per instaurare un dialogo con le parti interessate, per identificare e affrontare i punti critici con lo scopo di ridurre l’inquinamento dovuto ai rifiuti acquatici e, infine, per convincere le parti a impegnarsi per trovare delle soluzioni. European Clean Up Day dall’8 al 10 maggio 2015 Creato lo scorso anno su iniziativa della Commissione Europea, questo evento punta a unire tutte le strutture che lottano con il problema dei rifiuti attraverso operazioni di pulizia organizzate in tutta l’Europa. Essendo in stretta relazione con la Commissione Europea, Surfrider è stata scelta per coordinare l’operazione in Francia, Spagna, a Malta e a Cipro. Questo permetterà di portare avanti, oltre agli obiettivi fissati dalla Comunità Europea, una missione educativa attraverso organizzazioni di volontariato. Grande weekend di mobilitazione europea dal 19 al 22 marzo 2015 Come ogni anno, nel primo week end di primavera sarà organizzata una grande mobilitazione di Iniziative Oceaniche. Nei giorni di giovedì 19 e venerdì 20 marzo 2015 le azioni interesseranno le scuole, i servizi parascolastici e le aziende, mentre sabato 21 e domenica 22 le operazioni riguarderanno i club sportivi e il grande pubblico. Durante questo weekend sarà dunque possibile avviare ufficialmente la campagna, concentrando una serie di eventi affinché venga data la massima visibilità a queste giornate di mobilitazione. 11 Una mobilitazione cittadina attraverso l’Europa Le carovane pedagogiche Avviato lo scorso anno, il programma educativo «carovane pedagogiche» permette ai cittadini di raggiungere una consapevolezza riguardo al problema dei rifiuti marini. Tali carovane possono essere incentrate sulla tutela dei litorali, dei fiumi o del mare. Il loro percorso può simbolizzare il ciclo dell’acqua e, dunque, il corso dei rifiuti gettati a terra e poi trasportati fino al mare attraverso fiumi e ruscelli. Tutto questo può prendere forme differenti ed essere rappresentato attraverso l’organizzazione di diversi tipi di eventi complementari. Per la 20ª edizione, tutta l’Europa sarà attraversata da diverse carovane. La carovana RTL : Dal 29 al 31 maggio, si svolgerà una carovana pedagogica in collaborazione con la radio francese RTL. Questa carovana sarà caratterizzata da una serie di trasmissioni radiofoniche lungo tutto il litorale francese, con contenuti editoriali riguardanti la problematica dei rifiuti marini. Tali trasmissioni avranno come obiettivo quello di informare e sensibilizzare il cittadino, ma non solo. Queste avranno, allo stesso tempo, lo scopo di stimolare il cittadino, rendendolo partecipe delle azioni concrete che verranno eseguite sul campo. Essi potranno partecipare ad azioni educative e di sensibilizzazione dirette da Surfrider, a incontri tra i conduttori radiofonici di RTL e il grande pubblico, oppure semplicemente a una delle Iniziative Oceaniche. La carovana marittima BELEM : È stato creato un partenariato con la fondazione BELEM (in collaborazione con IFREMER1 e il CEDRE2) con il tentativo di portare avanti una campagna di osservazione dei rifiuti galleggianti. Il sodalizio con queste due strutture ha come obiettivo quello di raccogliere il maggior numero di informazioni sul tema dei rifiuti galleggianti in mare e attirare l’attenzione dei cittadini sull’attuale problema dell’inquinamento dei mari e degli oceani. La carovana Belgian Coast : Questo progetto nasce grazie allo stretto rapporto creatosi nel corso delle Iniziative Oceaniche 2014 con gli attori locali che vogliono impegnarsi con Surfrider nella costruzione di un progetto di alto livello. Durante l’ECUD verrà organizzata una carovana pedagogica affinché sensibilizzi il grande pubblico coinvolgendolo il più possibile nelle diverse tappe della carovana. La carovana San Sebastian : Questo progetto è sviluppato dal coordinamento «Atlantico del Sud» di Surfrider Foundation Europe, con sede a San Sebastian. L’obiettivo di questa carovana pedagogica consiste nell’organizzare diversi tempi pedagogici lungo il Deba, in provincia di Guipúzcoa, dal comune di Mondragon fino a Deba, cercando di coinvolgere i cittadini del territorio e gli attori locali. La carovana Seine-Normandie : Per tutto il mese di maggio una carovana itinerante si muoverà lungo il bacino idrografico Seine-Normandie. Questa carovana prevede una serie di attività volte a sensibilizzare ed educare gli abitanti delle zone interessate, i quali potranno imparare a conoscere il loro fiume e i suoi problemi.conozcan mejor su río y los retos que plantea. 12 SURFRIDER’S OFFICES SURFRIDER’S CHAPTERS OCEAN INITIATIVES OPERATIONS Surfrider può contare su una rete diversificata capace di diffondere il messaggio dell’associazione in tutta Europa. Ogni rete può adottare e fare sua la campagna. Surfrider International. La mobilitazione delle nostre antenne volontarie Europe, grazie al loro sostegno e al loro impegno, offrono un’eccezionale visibilità. Bixente Lizarazu è al nostro fianco da oltre 15 anni e partecipa ogni anno a una raccolta di rifiuti assieme ad alcuni studenti. Surfrider può contare, allo stesso modo, sul sotegno di altri sportivi o personalità sensibili ai valori di Surfrider, come ad esempio Laury Thilleman (Surf), Nicolas Lunven e Paul Meilhat (Skipper), Aritz Aramburu (Surf) o ancora Grégory Penne e Raphael Filippi (Windsurf), Tony Estanguet (Kayak). Surfrider Foundation Europe può contare oggi sulla propria rete di volontari, le antenne, che si muovono promuovendo il messaggio e i valori dell’associazione sul campo. Queste 36 antenne volontarie sono presenti in 14 paesi europei e, con le loro reti, hanno lo scopo di rendere partecipe il pubblico durante le «Iniziative Oceaniche». La partecipazione di varie reti Surfrider Oggi, le Iniziative Oceaniche, sono una serie di azioni organizzate da gruppi di volontari. A Surfrider, dunque, non resta che ricoprire un ruolo orientato sempre più verso la mobilitazione e il supporto dei volontari. Tra gli organizzatori troviamo una serie di reti diversificate: I privati, la rete educativa: scuole e servizi parascolastici, le strutture sportive ,le associazioni e le associazioni ambientali, le imprese, le istituzioni pubbliche, la rete Surfrider: le antenne volontarie, gli uffici, la sede e la rete Ambasciatori impegnati al fianco di Surfrider Gli ambasciatori di Surfrider Foundation 13 Iniziative Oceaniche 20 anni di lotta contro i rifiuti marini Le «Iniziative Oceaniche» rappresentano il principale programma di sensibilizzazione di Surfrider Foundation Europe nella lotta contro i rifiuti marini. Esso ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso questa problematica, attraverso l’organizzazione di operazioni di raccolta di rifiuti su spiagge, laghi, fiumi e fondali marini. Quest’anno, «Iniziative Oceaniche» festeggia la sua 20a edizione. Ciò rappresenta un’occasione per ricordare la storia e l’evoluzione di una delle più grandi campagne di sensibilizzazione europee. Iniziative Oceaniche : Sensibilizzare ed educare l’opinione pubblica sulla problematica legata ai rifiuti marini. Dal 1990, anno della sua nascita, Surfrider Foundation Europe mette la lotta contro i rifiuti marini al centro dei suoi progetti e dei suoi programmi. Le Iniziative Oceaniche 2015, giunte alla loro 20a edizione, rappresentano l’emblema di una presa di coscienza cittadina di fronte alle conseguenze ambientali derivate dall’inquinamento generato dai rifiuti acquatici. Tutto ebbe inizio nel 1995 dalla creazione da parte del governo francese delle «Pulizie di primavera». Surfrider Foundation Europe ai tempi non era che un semplice partecipante all’iniziativa. Tuttavia, quando quattro anni più tardi il governo francese abbandonò la campagna, Surfrider fu allora il testimone di ciò che sarebbe diventato negli anni a seguire l’evento emblematico dell’associazione, oltre che una delle più grandi campagne di sensibilizzazione dei cittadini realizzate in Europa. In 20 anni, le «Iniziative Oceaniche» hanno conosciuto un’importante evoluzione, sia in termini di partecipazione, raccolta, successi delle iniziative pedagogiche, che a livello di approccio scientifico al problema dell’inquinamento, comprese azioni di lobbying. Oggi, le «Iniziative Oceaniche» non sono più costituite esclusivamente da una serie di operazioni di raccolta di rifiuti e da un progetto di sensibilizzazione sulla tematica, ma rappresentano un vero e proprio programma di educazione ambientale, incentrato sul tentativo di modificare il comportamento dei cittadini. 2006 1995 durante la campagna «Stop the 2009 Le Iniziative Oceaniche Michel Barnier (allora ministro francese dell’ambiente) dà inizio 2001 a un progetto chiamato «Grandi invasion» di Iniziative Oceaniche. macro rifiuti. Prima di quest’anno, pulizie di primavera», con lo internazionale. Organizzate es- momento in poi, i partecipanti essi venivano considerati esclu- scopo di sensibilizzare il maggior clusivamente in Francia a partire sono invitati a fare un bilancio sivamente come un «fastidio per Surfrider lancia la campagna contenenti la richiesta di vietare numero di persone possibile sulle dal 1995, le «Iniziative Ocea- della situazione, permettendo la vista». E’ a questo punto allora « il sacchetto di plastica non è i sacchetti di plastica monou- problematiche legate all’inquina- niche» sono ogni anno sempre così di quantificare e qualificare che viene portata avanti una obbligatorio » , con il tentativo so. Lo stesso giorno, l’Unione mento e alla tutela dell’ambiente. più numerose e organizzate da i rifiuti ritrovati. Le fondamenta petizione che mira al riconosci- di convincere i commercianti a Europea annuncia delle misure 2015 Surfrider prese naturalmente un numero sempre più crescente di questa nuova iniziativa furono mento dei macro rifiuti come veri smettere di distribuire sacchetti per ridurre in Europa l’utilizzo di In occasione del 20° compleanno parte al progetto. di paesi. gettate assieme all’associazione e propri fattori inquinanti. di plastica nei propri negozi. articoli di consumo usa e getta. di Iniziative Oceaniche, Surfrider 2003 Vengono dunque inviate 22583 lettere a Janez Potocnick, com2011 missario europeo per l’ambiente, 2008 2010 2012 Segna una svolta per l’associa- L’operazione «Pulizie di primave- Le Iniziative Oceaniche pren- Surfrider lancia una grande Surfrider si unisce alla campagna La campagna di Iniziative Ocea- zione, quando il Governo decide ra» prende ufficialmente il nome dono una nuova forma. Dato campagna contro la plastica e lanciata da Surfrider Foundation niche «gettare per terra significa di non organizzare più altre di «Iniziative Oceaniche». Questa che l’80% dei rifiuti presenti per l’eliminazione dei sacchetti US «Rise Above Plastics», che ha gettare in mare» si focalizza sulla pulizie annuali. Surfrider, forte scelta avviene dopo la modifica nell’oceano proviene dall’entro- di plastica monouso. In effetti, dal come obiettivo sensibilizzare i provenienza dei rifiuti prodotti dei 4 anni di mobilitazione cres- del programma, il quale non si terra, vengono ormai organizzate 70% al 90% dei rifiuti ritrovati in cittadini sull’uso della plastica sulla terra (l’80% dei rifiuti acqua- cente, sceglie allora di divenirne occupava più esclusivamente di raccolte anche lungo gli argini mare sono composti da materiale monouso e sull’effetto devas- tici provengono dall’entroterra) e il promotore. Quell’anno viene svolgere operazioni di pulizia ma dei fiumi, dei laghi e dei ruscelli. plastico. Per la prima volta il nu- tante che il suo utilizzo può sul fatto che questa problematica organizzata a Biarritz l’ «Iniziativa era incentrato soprattutto sulla Il cittadino che vive all’interno mero di operazioni di raccolta dei avere sull’ecosistema marino e riguarda tutti noi. Oceanica», un salone intera- sensibilizzazione all’educazione è portato in questa maniera a rifiuti raggiunge quota 1000. terrestre. mente dedicato alla questione ambientale. Surfrider comincia prendere coscienza delle proprie della protezione del litorale. dunque a produrre del materiale responsabilità riguardo la ques- pedagogico proprio, aggiornato tione dell’inquinamento degli poi di anno in anno. oceani, oltre che dei fiumi. 15 20 2014 20 14 13 20 12 20 11 20 20 10 possa andare ancora oltre e per- 20 09 spera che questa nuova edizione 20 08 MerTerre. 20 06 19 20 03 scienza partecipativa. Da questo 20 01 La campagna diventa sempre più 99 La campagna si concentra sui 19 95 migliorano e viene integrata la 1999 16 2013 Viene lanciata una petizione mettere un reale cambiamento sociale mettendo il cittadino al centro della campagna. 17 Un programma in costante evoluzione L’evoluzione del ruolo di Surfrider: «da partecipante a esperto» In 20 anni, Surfrider ha saputo sviluppare delle competenze reali in materia di rifiuti marini, sia nel campo della ricerca che nell’azione locale o nella creazione e diffusione di strumenti pedagogici. Con il trascorrere degli anni, l’associazione è diventata l’organizzatrice di una delle più grandi aggregazioni tra cittadini in Europa, con la produzione di materiale e strumenti pedagogici propri, conferendo alla campagna una dimensione ambientale arricchita dal lavoro sulla problematica. E’ così che le Iniziative Oceaniche si sono subito presentate come l’operazione emblematica e con maggior risalto, di Surfrider. Surfrider ha saputo allora adattare il proprio messaggio alle nuove problematiche, come quello dei mezzi «Surfrider ha saputo allora adattare il proprio messaggio alle nuove problematiche» filtranti, delle microsfere di plastica o, dal 2008, risalire all’origine dei rifiuti marini estendendo le azioni di raccolta ai laghi e ai fiumi. I progetti ambientali dell’associazione vengono presentati durante le Iniziative Oceaniche e informano, allo stesso tempo, i cittadini. Iniziative Oceaniche: il cittadino europeo nel cuore del programma La mobilitazione cittadina è il perno centrale del programma di Iniziative Oceaniche. Senza le migliaia di cittadini europei che si mobilitano da 20 anni a questa parte, questo evento non avrebbe avuto certamente le stesse dimensioni che può vantare oggi. Se nel 2009 Surfrider organizzava circa la metà delle raccolte, oggi l’associazione si augura innanzitutto di concentrarsi sulla creazione di strumenti pedagogici, sulla mobilitazione e sul supporto dei volontari. Il cittadino è divenuto ormai il cuore della campagna stessa, diventando a sua volta una cassa di risonanza del messaggio di Surfrider. Dal 2006, il cittadino partecipa all’elaborazione di un database quantitativo e qualitativo grazie alla scheda bilancio. I dati raccolti, gestiti e condivisi con le principali strutture che si occupano di questo tema, ci permettono di comprendere maggiormente la problematica dei rifiuti, riuscendo in questo modo a lottare nel migliore dei modi. Un importante lavoro di influenza sugli esponenti della politica Con il trascorrere del tempo, Surfrider ha visto aumentare in modo considerevole il numero dei propri simpatizzanti, arrivando a contarne oggi quasi 12.000 in tutta Europa. Dalla creazione del programma, sono state organizzate 7699 raccolte di rifiuti grazie a migliaia di cittadini che si sono così impegnati accanto a Surfrider per lottare contro i rifiuti marini. La mobilitazione e il sostegno di questi cittadini permette all’associazione di portare le proprie rivendicazioni ai decisori politici, in Francia e nel resto d’Europa, conferendo una legittimità innegabile alle proprie lotte e rivendicazioni. Quando sensibilizzare non basta, bisogna agire e trovare delle soluzioni. Il lobbying è una di queste soluzioni. Questo lavoro «invisibile», fatto di relazioni, discussioni e a volte persuasioni, ha permesso a Surfrider di provare la sua legittimità e la sua esperienza. Con il trascorrere degli anni, Surfrider ha saputo affinare il suo messaggio e le sue campagne ambientali per portare a buon fine le proprie azioni di lobbying. L’associazione ha saputo concentrare le proprie lotte per riuscire ad andare avanti nel migliore dei modi, ottenendo i risultati sperati. E’ ovviamente il caso della lotta contro i sacchetti di plastica monouso. Per merito soprattutto della mobilitazione dei cittadini europei nelle ultime edizione di Iniziative Oceaniche, Surfrider sta per conoscere una delle più belle vittorie della sua storia, con un divieto dell’utilizzo di questi sacchetti, a partire dal 2016 e in tutto il territorio francese, oltre ad una vera presa di coscienza sul problema reale che deriva da questi oggetti di consumo. «Quando sensibilizzare non basta, bisogna agire e trovare delle soluzioni..» 2010 Sono 42.000 le firme raccolte dalla petizione sul riconoscimento dei macro rifiuti come fonti di inquinamento. Nello stesso anno è stato adottato il disegno di legge «Grenelle 2, impegni nazionali per l’ambiente», che riconosce i rifiuti come inquinanti marini. 2013 Vengono inviate 22.583 lettere a Janez Potocnick, commissario europeo per l’ambiente, contenenti la richiesta di vietare i sacchetti di plastica monouso. La Commissione Europea annuncia il mese stesso delle misure per diminuire i sacchetti di plastica. 2014 IN 2014, CLEAN-UP OPERATIONS WERE ORGANIZED BY 18 La Francia vota ufficialmente il divieto dei sacchetti di plastica usa e getta, a partire dal 1° gennaio 2016. 81% 19% VOLUNTEERS SURFRIDER COUNTRIES WHICH ORGANIZED AT LEAST ONE CLEAN UP OPERATION IN 2014 19 Le Iniziative Oceaniche nella pratica Le Iniziative Oceaniche nel 2014... 43.366 persone si sono riunite in 28 paesi del mondo per organizzare 1271 raccolte di rifiuti su spiagge, laghi, fiumi e fondali marini. 2833 m3 di rifiuti raccolti su spiagge, laghi, fiumi e fondali marini durante la 19a edizione di Iniziative Oceaniche. 21.632 cittadini impegnati nella scienza partecipativa con il riempimento delle schede bilancio. Come organizzare un’Iniziativa Oceanica ? Strumenti pedagogici dedicati alla campagna 2015 Le Iniziative Oceaniche sono indirizzate a tutti coloro che desiderano fare qualcosa contro i rifiuti marini. Nessun vincolo di età o di provenienza geografica o di mezzo. Organizzare un’Iniziativa Oceanica è semplicissimo : Ogni anno, Surfrider fornisce gratuitamente un kit a ogni organizzatore di Iniziative Oceaniche, con il fine di dare il maggiore supporto possibile all’organizzazione del suo evento. Questo kit, inviato per posta, contiene anche gli elementi essenziali per permettere all’organizzatore di inserire la raccolta dei rifiuti all’interno di un contesto pedagogico. Gli strumenti pedagogici cambiano ogni anno con il fine di rispondere nel migliore dei modi agli obiettivi di Surfrider, ovvero la sensibilizzazione, il rispetto dell’ambiente, o ancora l’ecosostenibilità. Visita il sito Internet dedicato all’evento: www.oceaninitiatives.org Iscrivi la tua raccolta e scarica la guida dell’organizzatore: essa ti guiderà passo dopo passo nell’organizzazione del tuo evento e nella realizzazione delle iniziative Dopo l’iscrizione, riceverai un kit contenente uno strumento pedagogico completo, alcuni strumenti di sensibilizzazione destinati ai partecipanti, una sacca in tessuto ecologico, sacchi per l’immondizia, manifesti e adesivi. Per l’organizzazione e lo svolgimento della vostra giornata farai riferimento alla guida dell’organizzatore. Al termine del tuo evento, non dimenticare di partecipare alla raccolta di dati, sia utilizzando l’applicazione per smartphone «Marine Litter Watch», sia riempiendo la scheda bilancio, direttamente sul sito di Iniziative Oceaniche. Su questo sito avrai inoltre la possibilità di pubblicare foto e commenti sulla giornata. 22 Quest’anno, per permettere ai partecipanti di trasmettere il messaggio della campagna, è stato rivisitato il contenuto del kit. Oltre allo strumento pedagogico, ai sacchi per la raccolta e ai manifesti di Young&Rubicam, l’organizzatore riceverà una sacca in tessuto ecologico con lo stemma di Surfrider Foundation Europe, un modo per ringraziare l’organizzatore dell’iniziativa, ma non solo. Riutilizzando la sacca, l’organizzatore potrà diffondere il messaggio di «Iniziative Oceaniche» non solo per un pomeriggio, ma anche in altre occasioni. Quest’anno i partecipanti saranno dei veri e propri divulgatori del messaggio dell’associazione. Per questo, ogni partecipante riceverà una serie di adesivi incentrati sulla sensibilizzazione. Questi adesivi dovranno essere attaccati su dei supporti strategici, affinché essi siano visibili dal maggior numero di persone possibile. Il partecipante diventa in questo modo un divulgatore a lungo termine del messaggio di sensibilizzazione delle Iniziative Oceaniche. 23 Strumenti di comunicazione al servizio delle Iniziative Oceaniche Con l’obiettivo di mobilitare e informare il maggior numero di persone, sono stati messi in campo dei mezzi di comunicazione moderni e funzionali. Una comunicazione moderna e «social». Saranno presenti sui social network con una pagina Facebook Surfrider Foundation Europe e un account Twitter con l’hastag dedicato alla campagna: #OceanInitiatives. In questo modo le persone potranno condividere foto e impressioni sulle Iniziative Oceaniche. Il blog di Surfrider Foundation Europe, così come la pagina Facebook, resteranno il luogo privilegiato per la pubblicazione delle novità dell’associazione e delle Iniziative Oceaniche. Infine, il sito Internet delle Iniziative Oceaniche, online dal 2009, è stato totalmente rivisitato. Da oggi la piattaforma è più accessibile e più intuitiva. L’organizzatore, così come i partecipanti delle raccolte, possono trovare al suo interno numerose informazioni e avere accesso a un’area riservata. Un’area nuova, ricca di informazioni, capace di garantire una reale interazione con il team di Iniziative Oceaniche. Young & Rubicam e Surfrider, una relazione che dura... Da oltre 10 anni, Surfrider lavora in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Young & Rubicam. Ogni anno, quest’ultima crea le campagne di comunicazione delle Iniziative Oceaniche dando una maggiore visibilità all’evento e ottenendo un grande successo, sia con il pubblico che con i professionisti. Nuovi strumenti di comunicazione per la 20ª edizione Per i 20 anni delle Iniziative Oceaniche, Surfrider presenterà due nuovi strumenti. Il primo è un libretto che traccia la storia delle Iniziative Oceaniche, mettendo in risalto i momenti chiave che hanno reso queste ultime l’evento emblematico di Surfrider Foundation Europe. Quest’ultimo sarà disponibile sia su supporto cartaceo che in versione online. Verrà anche realizzata un’esposizione. Essa rappresenterà un’occasione per ritornare sui 20 anni di Iniziative Oceaniche, ma sotto un aspetto più materiale e visivo. Questa esposizione verrà inaugurata il 10 marzo 2015 a Biarritz, nella sede dell’associazione, ma potrà essere visitata in seguito anche in tutti gli altri uffici: Bordeaux, Brest, Bruxelles, Marsiglia, Parigi oppure San-Sebastian. 24 Logo delle Ocean Initiatives L’impegno di Surfrider Foundation Europe contro i rifiuti marini Dalla sua creazione, Surfrider Foundation Europe, ha messo la lotta contro i rifiuti acquatici al centro della propria missione. Con il passare degli anni, l’associazione ha saputo guadagnare in esperienza, passando da puri e semplici osservatori dell’inquinamento del litorale e degli oceani veri e propri esperti della problematica. E’ possibile ritrovare quest’ultimo aspetto nel programma di educazione, nei progetti ambientali, oppure nelle azioni di lobbying in Francia e presso le Istituzioni europee. L’educazione ambientale e per uno sviluppo sostenibile al centro dell’impegno di Surfrider Surfrider Campus : sensibilizzare, formare, educare Creato nel 2010, il Surfrider Campus rappresenta uno spazio di sensibilizzazione orientato allo scambio di conoscenze e competenze sull’ambiente. Questo centro di educazione e di formazione allo sviluppo sostenibile è un luogo di azioni culturali e pedagogiche, di scoperta e di approfondimento sulle differenti tematiche Azioni ambientali per lottare contro i rifiuti acquatici Riverine Input : capire l’origine dei rifiuti acquatici di lavoro dell’associazione: qualità dell’acqua e salute, rifiuti marini, trasporti e infrastrutture marittime, artificializzazione del litorale, patrimonio e onde. Sono diverse le attività proposte durante l’anno, orientate verso l’arte ma anche verso la scienza o lo sport. Grazie a questa varietà di interessi, ognuno può trovare l’attività a lui più consona in funzione della sua età e dei suoi centri di interesse, siano essi sotto forma di esposizione, atelier creativo, conferenza o attività sportiva. Ogni anno, sono oltre 25.000 le persone che visitano il Surfrider Campus, di cui l’80% composto da studenti. Il Surfrider Campus si trova a Biarritz, ma non solo. Sono presenti dei Campus anche a Bres, Bordeaux, San Sebastian, Bruxelles, Parigi e Marsiglia. «Ogni anno, sono oltre 25.000 le persone che visitano il Surfrider Campus, di cui l’80% composto da studenti.» Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha osservato che l’80% dei rifiuti trovati sulle spiagge e negli oceani è di origine continentale. Sebbene i fiumi siano stati identificati come un importante vettore d’introduzione dei rifiuti provenienti dall’interno e diretti verso il mare, attualmente non esistono molti studi di ricerca sulla quantità e la composizione dei rifiuti di origine continentale trasportati dai corsi d’acqua. Ecco perché Surfrider ha scelto di lanciare il progetto «Riverine Input» Dal 2013, questo progetto ha come obiettivo la realizzazione di uno studio dei rifiuti del bacino versante del fiume Adour. Con l’applicazione di un protocollo scientifico su sette luoghi di prelievo, Surfrider cerca di quantificare e caratterizzare i rifiuti presenti con il fine di delimitare le zone interessate da questo tipo di inquinamento e di stabilire così i compartimenti più toccati da questo fenomeno. Ciò rappresenta un primo passo verso la lotta contro i detriti marini e verso l’adozione di misure appropriate per evitare ogni nuova introduzione nell’ambiente marino, affinché venga limitato l’impatto sull’ambiente, la salute umana e sull’economia locale. Una volta tirate le prime conclusioni, queste ultime permetteranno d’influenzare le autorità decisionali. Oltre a questo, l’associazione lavora sul problema assieme ai rappresentanti delle comunità: comuni, sindacati fluviali, Agenzia dell’acqua, praticanti delle attività in acque vive e pescatori. 7 PUNTI DI PRELIEVO Anglet, Port de Bayonne, Dax Mont-de-Marsan, Aire-sur-Adour, Pau, Campan. 1 PRELIEVO AL MESE 40 RACCOLTE FINO AD ORA 30.000 RIFIUTI RACCOLTI E CATALOGATI Sviluppare la scienza partecipativa a livello europeo Strumenti pedagogici multipli Surfrider mette i suoi differenti strumenti a disposizione dei rappresentanti del mondo dell’educazione: professori, animatori, istruttori e tutti i pedagoghi che desiderano impegnarsi nell’educazione ambientale e nello sviluppo sostenibile. Ocean Report Ocean Report, servizio composto da quattro video dedicati alle quattro tematiche dell’associazione. Ovvero, qualità dell’acqua e salute; rifiuti marini; trasporto e infrastrutture marittime; artificializzazione delle coste. Dalle montagne all’Oceano Molto apprezzato dal grande pubblico, «Dalle Montagne all’Oceano» è un film pedagogico sul ciclo dell’acqua. Il libretto di Puffo Surfista Ludico e pedagogico, il «Libretto di Puffo Surfista» è a disposizione del mondo dell’educazione. 28 Dal 2006, gli organizzatori delle raccolte sono invitati da Surfrider a compilare una scheda bilancio che permette di raccogliere numerosi dati riguardanti i rifiuti marini. Inspirate a protocolli scientifici già esistenti e pensate per ottenere un bilancio ambientale, più precisamente riguardo l’aspetto qualitativo e più performante a livello di quantificazione, esse consentono ai cittadini di avere un impatto più consapevole nella raccolta e all’associazione di creare un database. Quest’anno Surfrider vuole spingere questo progetto di scienza partecipativa ancora più lontano, partecipando al programma «Marine Little Watch». Marine Little watch è un’applicazione per smartphone che permette di quantificare i rifiuti. In questo modo potrà essere possibile raccogliere i dati a livello europeo. Essa punta a sostenere e completare le operazioni organizzate nel quadro di monitoraggio messo in campo dalla Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino. Grazie a «Marine Little Watch», sarà possibile aggiungere al database dell’Agenzia Europea dell’Ambiente i dati sulle raccolte di rifiuti che verranno effettuate. Ciò permetterà di creare una presa di coscienza del cittadino e, allo stesso tempo, di aggiungere informazioni preziose sui rifiuti plastici. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di creare un entusiasmo cittadino attorno alla problematica dei rifiuti plastici oltre a cercare di mettere in risalto le reti di cittadini di tutta Europa, dando loro la possibilità di interagire reciprocamente. In questo modo, gli organizzatori delle Iniziative Oceaniche avranno la possibilità sia di partecipare a un’operazione di monitoraggio, grazie a «Marine Little Watch», sia di raccogliere i dati attraverso la compilazione della scheda bilancio. 29 Azioni di lobbying contro i rifiuti marini L’applicazione del protocollo OSPAR nella raccolta dei rifiuti in Bretagna e in Spagna Dal 2010, i membri dell’antenna Finisterre, in cooperazione con Surfrider Bretagna, procedono alla raccolta di rifiuti sulla spiaggia di Porsmilin à Locmaria Plouzané in Bretagna, seguendo uno specifico protocollo scientifico, al fine di creare un database scientifico riguardante i rifiuti marini. Queste raccolte OSPAR, realizzate a livello europeo, permettono di raccogliere dati affidabili, i quali rappresentano le fondamenta indispensabili per la corretta tutela dell’ambiente: conoscere meglio l’inquinamento ed i pericoli da esso derivanti, significa saperlo combattere meglio. Grazie al suo successo, il protocollo di raccolta differenziata e di quantificazione viene oggi ripetuto in Spagna dalla sede Surfrider di San Sebastian, con l’integrazione dei dati negli inventari nazionali. Lottare contro le microsfere di plastica Surfrider si occupa da diversi anni del problema delle microsfere di plastica presenti soprattutto in certi prodotti cosmetici. Queste microsfere pongono due problemi. Innanzitutto un problema ambientale: le stazioni di depurazione non hanno l’equipaggiamento per filtrare queste microsfere nelle acque reflue. Esse finiscono dunque negli oceani e nei fiumi, contribuendo in questa maniera all’inquinamento dovuto alla plastica. Diventa allora impossibile eliminarle, non sono biodegradabili e, in alcuni casi, vengono anche ingerite dagli animali. Da qui deriva il secondo problema, rappresentato da una questione di salute pubblica. In effetti, le microsfere ingerite dagli animali possono entrare nella catena alimentare, catena di cui l’essere umano costituisce l’ultimo anello. Grazie alle tecnologie moderne, le associazioni Plastic Soup Foundation e North Sea Foundation lottano ogni giorno per vietare l’utilizzo di queste microsfere di plastica all’interno dei prodotti cosmetici. E’ stata creata un’applicazione Smartphone che permette al cittadino di scannerizzare i prodotti che si hanno intenzione di acquistare e di sapere se questi ultimi contengono o meno microsfere di plastica. Surfrider è membro della coalizione di ONG che fanno della campagna «Beat the microbead». A essa spetta il compito di raccogliere i dati francesi per l’applicazione e, a questo scopo, svilupperà nel 2015 una campagna in cui verranno coinvolte le antenne volontarie. Surfrider, partner europeo fondamentale per la tematica dei rifiuti marini Da oltre 10 anni, Surfrider intraprende delle azioni di lobbying per colmare le numerose lacune, presenti ancora oggi nel campo legislativo francese ed europeo, sui rifiuti marini. Volendo andare oltre la semplice posizione di «contestatore», Surfrider ha subito assunto la posizione di informatore e motore di mobilitazione cittadina con lo scopo di suscitare nell’opinione pubblica, e nei luoghi decisionali, una vera e propria presa di coscienza delle questioni e delle soluzioni disponibili riguardo i vari dibattiti sull’ambiente. Oggi, Surfrider rappresenta un partner europeo indispensabile se si vuole discutere di queste tematiche. Nel corso degli anni passati, questo lavoro influente Surfrider, oggi, è un partner europeo di fondamentale importanza per quanto riguarda la problematica dei rifiuti marini. ha portato i suoi frutti con alcuni progressi, soprattutto riguardo i sacchetti di plastica usa e getta. Riconoscere i rifiuti marini come causa di inquinamento dell’ambiente marino Attiva nel campo della protezione della qualità delle acque, Surfrider si è battuta per diversi anni affinché i rifiuti marini fossero considerati seriamente per determinare lo stato ecologico e la qualità dell’acqua nei fiumi e negli oceani. Nel 2009, nei due testi legislativi, i rifiuti marini non erano più considerati come inquinanti nei più importanti testi di legge. La Direttiva Quadro sulle Acque non affrontava più la problematica mentre, per quanto riguarda la Direttiva sulle Acque di balneazione, quest’ultima considerava i macrorifiuti come semplice «fastidio visivo» e non come inquinante, nel senso ecologico del termine. In seguito a questo, Surfrider ha lanciato una petizione consegnata nel 2010 alla commissaria europea per gli Affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki. Forte delle 42.000 firme raccolte, questa petizione rivendicava il riconoscimento dei rifiuti come una vera e propria fonte di inquinamento. Lo stesso anno, un emendamento nella legge Grenelle 2 introduce nel diritto francese la Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino. La parola «rifiuto» è stata introdotta al testo legale. Una parola che cambia tutto dato che, da quel momento, i rifiuti (e non i macrorifiuti) sono riconosciuti come inquinanti marittimi suscettibili di provocare effetti negativi alle risorse viventi e agli ecosistemi marini. Dal 2011, Surfrider partecipa all’attuazione della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (DCSMM). Questa Direttiva rappresenta il primo testo applicabile in Europa che inserisce i rifiuti marini nella lista degli indicatori che permettono di definire il buono stato ecologico delle acque marine. 30 31 Allegati Ritorno sul successo della campagna di lobbying contro i sacchetti di plastica usa e getta Vero e proprio simbolo della nostra società consumistica, i sacchetti di plastica usa e getta rappresentano una delle cause maggiori di inquinamento degli oceani, provocando danni irreversibili all’ambiente marino. Questi sacchetti sono particolarmente preoccupanti, tanto più se volano sotto l’effetto del vento e si frammentano velocemente nell’ambiente. Di fronte a questi problemi, Surfrider conduce dal 2009 un importante lavoro di lobbying per cambiare la legge in materia, sia a livello francese che a livello europeo. 32 2011 2013 Ella campagna «il sacchetto di In occasione della campagna di Iniziative Oceaniche «Stop the invasion», Surfrider lancia plastica non è obbligatorio», oltre una campagna di lobbying che chiede di vietare i sacchetti di plastica usa e getta in 250 commercianti si impegnano Europa a non distribuire più sacchetti di Novembre 2013 : 22 583 lettere vengono inviate alla commissione europea per chiedere di plastica. vietare i sacchetti di plastica monouso. La Commissione Europea annuncia il mese stesso 2012 delle misure per diminuire i sacchetti di plastica. Campagna di Iniziative Oceaniche «Rise above plastics» 08 lug 2014 10 ott 2014 contro la plastica Lancio della campagna «Ban the La Francia vota ufficialmente il divieto dei sacchetti bag» in occasione della giornata di plastica usa e getta, a partire dal 1° gennaio 2016 25 giu 2014 mondiale senza sacchetti di La Francia annuncia il voto di un questo modo, chiedere al sindaco emendamento nella legge biodi- e ai commercianti di vietare versità che prevede il divieto dei i sacchetti di plastica. A oggi, 17 dic 2014 sacchetti di plastica monouso sono 1.600 i messaggi inviati e Gli Stati membri dell’Unione Europea firmano un 16 le città europee che vi hanno accordo che mira a ridurre il consumo dei sacchetti aderito. di plastica leggera in Europa. plastica. I cittadini possono, in 33 L’axe majeur de la campagne : «Alcuni Réduisons, gestiRéutilisons, Recyclons et Refusons » quotidiani Alcuni gesti per ridurre l’uso dei sacchetti di plastica A immagine della traccia carbone, ogni consumatore ha una sua traccia plastica. Essa misura la quantità di plastica utilizzata in un determinato periodo. Anche se è impossibile (e senza dubbio irrealizzabile) eliminare totalmente la plastica dalla nostra vita, possiamo adottare delle misure per ridurre il consumo di plastica inutile. Smettiamola di utilizzare le bottiglie d’acqua in plastica! Compriamo alimenti sfusi, ciò contribuirà a ridurre la quantità In quasi tutti i casi, l’acqua del vostro rubinetto è altrettanto sicura, se totale di imballaggi consumati. non di più, dell’acqua distribuita nelle bottiglie in plastica monouso. Al posto dell’acqua nelle bottiglie di plastica, possiamo comprare una bottiglia riutilizzabile e riempirla ogni volta che ne abbiamo bisogno. RÉDUIRE NOTRE CONSOMMATION RidurreDE il nostro consumo di prodotti di plastica, PRODUITS PLASTIQUE et plus soprattutto quelli usa (sacchetti, particulièrement ceuxe àgetta usage unique (sacs,bottiglie...) bouteilles, etc.) RÉUTILISER OBJETSvecchi vieux o etregalarli usagés a RiutilizzareLES gli oggetti ou les DONNER autour de soi qualcuno Passiamo al digitale ! Acquistando la nostra musica e i nostri video in forma elettronica, eviteremo la produzione di dischi e confe- Smettiamola di utilizzare sacchetti per la spesa di plastica. Ogni anno, nel mondo vengono utilizzati oltre un miliardo di zioni in plastica, imballati nel cellophane. sacchetti di plastica. Grazie alla loro leggerezza e consistenza, possono essere facilmente trasportati dal vento. Preferiamo l’utilizzo di buste riutilizzabili. Scegliamo di utilizzare contenitori riutilizzabili per i nostri «monouso». molto meno nocivi per il pianeta. Compriamo una tazza da viaggio riutilizzabile per il caffè, Cerchiamo imballaggi alternativi. Molti articoli come le il tè e tutte le altre bevande. Pensiamo a tutti i coperchi (così come tutti i bevande gassate, i detergenti, le lettiere per gatti, ecc., vengono offerti bicchieri di carta cerata) risparmiati. con un imballaggio sostitutivo (come l’alluminio o il cartone) che può alimenti. Sono come i sacchetti di plastica, sono facili da utilizzare e essere facilmente riciclato rispetto alla plastica. RECYCLER SES DÉCHETS, en complément à la réduction de notre consommation, même s’il ne s’agit pas lài de la solution Riciclare propri rifiuti la plus durable, le recyclage ayant un coût environnemental 34 Diciamo «no» alle confezioni preimballate monoporzione, agli imballaggi eccessivi e ad altre plastiche REFUSER L’OMNIPRÉSENCE DU PLASTIQUE Rifiutare l’onnipresenza della plastica nelle nostre dans nos vies en évitant les produits survite evitando i prodotti imballati: il miglior rifiuto è emballés : le meilleur déchet, c’est celui quello che non viene prodotto! qu’on ne produit pas Compriamo e vendiamo cose usate. 7 %PTTJFSEF1SFTTFr*OJUJBUJWFT0DÊBOFTr4VSGSJEFS'PVOEBUJPO&VSPQF Numerosi articoli di uso Ricicliamo ! Nel caso in cui dobbiamo utilizzare della plastica, ricor- corrente possono essere spesso trovati di seconda mano, riducendo diamoci di riciclarla. In questo modo, potremo allungare il ciclo della così l’utilizzo di plastica. vita di molta quantità di plastica, fabbricando oggetti utili e cool ! 35 I cinque continenti di rifiuti Il fenomeno dei continenti di rifiuti è stato scoperto nel 1997 e crea oggi non poche preoccupazioni. La combinazione delle correnti marine provocate dalla forza di Coriolis porta al verificarsi del fenomeno dei vortici oceanici. In queste zone di alta pressione, i venti sono deboli e le correnti ruotano in un senso o in un altro in base all’emisfero. I detriti si ritrovano allora intrappolati in questi sistemi e formano ciò che chiamiamo «continenti di rifiuti». I continenti di rifiuti hanno un impatto indiscutibile sulla fauna e sulla flora. Queste zone ad alta concentrazione di particelle solide (che non formano per questo una superficie compatta) contribuiscono alla trasformazione degli oceani in una «zuppa di plastica», provocando lo sviluppo di microbi e lo spostamento di alcune specie invasive. Las basuras marinas en cifras 1DIMILIONE UCCELLI MARINI & 100 000 TARTARUGHEV muoiono ogni anno per ingestione o in un 267 ESPECIES groviglio di rifiuti plastici. EN EL MUNDO (IFREMER Report, 2010) SE VEN AFECTADAS POR ESTA LACRA Es la horquilla en la que se sitúan I rifiuti presenti in mare sono per de los 100 millones de toneladas di plastica riciclata ogni anno. las tasas de reciclaje de materias il 60-90% composti da plastica. de plástico producidos cada (5 Gyres, Algalita Foundation) plásticas para la producción de (Ocean Initiatives and UNEP) año terminan en los océanos. energía en Europa. En Noruega y (Greenpeace) en Suiza superan el 80 %. (Informe del PNUMA, 2011) di rifiuti plastici vengono di sacchetti di plastica riversati ogni secondo nei utilizzati nel mondo ogni nostri oceani. Tutti provocati MILIARDI dall’uomo anno (Rise Above plastics) de materias plásticas: es lo que utiliza cada año una persona en Europa occidental y en Norteamérica. (PNUMA, 2011) 956 A 42 826 PEDAZOS DE PLASTICO POR KM2 se recogieron en hora y media arrastrando una red de superficie especial. Ni siquiera los territorios más alejados de toda civilización 3,43 MILLONES DE KM 2 1/3 DI EUROPA escapan a la contaminación de 36 los residuos plásticos. En septiembre de 2011, científicos del Instituto de Investigación Marina Algalita de California, 6 VECES MÁS PLÁSTICO QUE DE PLANCTON en la base de la cadena alimentaria: es lo que se encuentra el océano. (Algalita) 46 000 TROZOS DE PLÁSTICO a bordo de la expedición Tara por 2,5 km² de océano en una Oceans, anunciaron que el océa- profundidad de unos 30 metros. no Antártico es también víctima (Media de PNUMA en junio de 2006) 250 MILLONES de microfragmentos de plástico de la contaminación por residuos contaminan el mar Mediterráneo. plásticos. (Expédition Méd) 37 I partner di Iniziative Oceaniche Contatti Per qualsiasi richiesta o informazione aggiuntiva, non esitare a contattarci ! Comunicazione Emilie CHAVAROCHE Responsabile della comunicazione [email protected] +33(0)5 59 23 23 47 +33(0)6 08 10 58 02 Thibaut Fichers Comunicazioni e relazioni con la stampa [email protected] +33(0)5 24 67 12 42 Organizzazione/ Coordinamento Aines ARIZMENDI Responsabile del progetto Iniziative Oceaniche [email protected] +34.943.577.878 Benjamin Van Hoorebeke Capo del progetto Iniziative Oceaniche [email protected] +33(0)4 88 04 32 98 +33(0)6 12 17 17 29 Ambiente Cristina BARREAU Responsabile del programma Rifiuti Marini [email protected] +33(0)5 59 23 54 99 38 39 Surfrider Foundation Europe 33 allée du Moura 64200 Biarritz Tel. +33(0) 5 59 23 54 99 www.surfrider.eu Funded by the European Union.