Cartella Stampa
Iniziative Oceaniche 2015
20 anni
#OceanInitiatives
Surfrider Foundation
Europe celebra 20 anni de
Ocean Initiatives
«Quando compriamo qualcosa, è
il mare a pagarne le spese !
Cambiamo le nostre
abitudinidi consumo.
Sommario
p. 5
Edito
p. 6
p. 8
p. 9
p. 11
20ª edizione delle Iniziative Oceaniche: verso un cambiamento sociale
Cambiare il comportamento dei cittadini
Appuntamenti per tutto l’anno
Una mobilitazione cittadina attraverso l’Europa
p. 12
p. 14
p. 16
Le Iniziative Oceaniche: 20 anni di lotta contro i rifiuti marini
Iniziative Oceaniche: sensibilizzare il grande pubblico
Sviluppo del messaggio e ambizioni ambientali
p. 18
p. 20
p. 21
p. 22
Iniziative Oceaniche in pratica
Come organizzare un’Iniziativa Oceanica?
Strumenti pedagogici adeguati alla campagna 2015
Strumenti di comunicazione al servizio delle Iniziative Oceaniche
p. 24
p. 26
p. 27
p. 29
L’impegno di Surfrider contro i rifiuti marini
L’educazione ambientale e l’educazione per uno sviluppo sostenibile al centro dell’impegno di Surfrider
Azioni ambientali per lottare contro i rifiuti marini Azioni di lobbying contro i rifiuti marini
p. 31
p. 32
p. 33
p. 34
p. 35
Allegati
Alcuni gesti quotidiani
Alcuni gesti per ridurre l’uso dei sacchetti di plastica I cinque continenti di rifiuti
Alcune cifre sui rifiuti marini
p. 36
Partner delle Iniziative Oceaniche
p. 37
Contatti
Edito
Nel 1995, il governo francese crea l’evento «Grande pulizia di primavera» al quale
prende parte anche Surfrider. Tuttavia, quando quattro anni più tardi. il governo
francese abbandona la campagna, abbiamo allora deciso di prendere il testimone
di ciò che sarebbe diventato negli anni a seguire l’evento emblematico dell’associazione, oltre che una delle più grandi campagne di sensibilizzazione dei cittadini
realizzate in Europa: le Ocean Initiatives che nel 2015 festeggiano 20 anni.
In seguito, sono state circa 8000 le opere di raccolta di rifiuti organizzate attraverso
i paesi di tutto il mondo, permettendo così di sensibilizzare e mobilitare migliaia di
cittadini nei confronti della problematica dei rifiuti marini.
In 20 anni, le Ocean Initiatives hanno conosciuto un’importante evoluzione, sia in
termini di partecipazione, raccolta, successi delle iniziative pedagogiche, sia a livello
di approccio scientifico al problema dell’inquinamento, comprese azioni di lobbying.
Oggi, esse non sono più costituite esclusivamente da una serie di operazioni di
raccolta di rifiuti e da un progetto di sensibilizzazione, ma rappresentano un vero e
proprio programma di educazione ambientale, incentrato sul tentativo di modificare il
comportamento dei cittadini, lavorando con le industrie e i responsabili delle decisioni politiche.
Questa campagna deve in gran parte del suo successo alla mobilitazione, ogni anno
più consistente, di cittadini preoccupati per la protezione del litorale e degli oceani.
Unendosi a noi, essi ci permettono di agire a livello europeo nel tentativo di trovare
soluzioni reali al problema dei rifiuti marini.
Quest’anno il cittadino si trova più che mai al centro di una campagna che mira a
una vera e propria presa di coscienza delle nostre responsabilità, in quanto consumatori, per quanto riguarda l’inquinamento degli oceani attraverso i rifiuti marini.
Appuntamento dal 19 al 22 marzo 2015 per i 20 anni delle Ocean Initiatives!
Quando compriamo qualcosa, è il mare a pagarne le spese
Cambiamo le nostre abitudinidi consumo
Il team di Ocean Initiatives.
7
20ª edizione delle
Iniziative Oceaniche :
verso un cambiamento sociale
Le Iniziative Oceaniche nascono circa 20 anni fa e
quest’anno hanno un nuovo orientamento. Surfrider
si augura che questa edizione 2015 crei un vero e
proprio cambiamento nel comportamento dei cittadini,
mettendo quest’ultimo al centro della campagna e
spingendosi ancora oltre nella presa di coscienza dei
cittadini. Questa evoluzione va di pari passo con il punto
di forza del programma: la mobilitazione europea e la
scienza partecipativa.
Cambiare il
comportamento dei
cittadini
Appuntamenti per
tutto l’anno
Le Iniziative Oceaniche inizieranno ufficialmente nel
primo week end di primavera, anche se la campagna
si prolungherà per tutto il 2015. Surfrider Foundation
Europe può annunciare fin da subito lo svolgimento di
alcuni degli eventi chiave organizzati e che metteranno
in risalto la campagna 2015 di Iniziative Oceaniche:
Conferenza di Monaco del 10 e 11
marzo 2015
Dopo 20 anni di sensibilizzazione e di
mobilitazione dei cittadini attorno alla
problematica dei rifiuti marini, le Iniziative
Oceaniche si trovano oggi a una svolta
storica. In effetti, non è più possibile
contestare l’inquinamento del litorale
e degli oceani, negando il fatto che
siamo noi i responsabili di tutto questo.
I rifiuti che troviamo sulle spiagge
sono il prodotto del nostro consumo.
Riciclare è sicuramente una delle chiavi
di svolta nella lotta contro questo tipo
di inquinamento ma, allo stesso tempo,
bisognerebbe consumare meglio e fare
acquisti sostenibili.
Portando avanti il suo lavoro di
mobilitazione e di raccolta di
dati scientifici grazie alla scienza
partecipativa, Surfrider si augura di
promuovere una vera dinamica di
cambiamento comportamentale dei
cittadini. E’ questo il motivo per cui i
partecipanti delle Iniziative Oceaniche
diventano veri e propri ambasciatori del
messaggio che si tenta di divulgare.
Grazie alle informazioni e agli strumenti
messi a disposizione, i partecipanti
potranno sensibilizzare le persone a loro
10 più vicine sulla questione dei rifiuti marini
e sul loro impatto ambientale.
Quest’anno, la 20ª edizione desidera
andare oltre le semplici azioni di
raccolta, diversificando gli eventi
organizzati. Ciò si tradurrà, soprattutto,
in una serie di eventi organizzati
all’interno di supermercati con l’obiettivo
di sensibilizzare il consumatore al
momento dell’acquisto o, ancora, per
«Surfrider si augura di promuovere
una vera dinamica di cambiamento
comportamentale dei cittadini.»
promuovere il dispositivo avviato nel
2014 dalle carovane pedagogiche. La
carovana Belen riprenderà dunque
il largo nel 2015 grazie al grande
successo ottenuto lo scorso anno.
Queste carovane propongono diverse
attività con lo scopo di sensibilizzare le
persone, in maniera ludica o artistica,
raggiungendo così anche un pubblico
più vasto. Quest’anno, gli organizzatori
locali sono invitati a mettere a punto
anche attività connesse alle raccolte.
In collaborazione con la
Fondazione Alberto II di Monaco,
Tara Expeditions e la Fondazione
MAVA, Surfrider organizzerà il 10
e l’11 marzo 2015 una conferenza sul tema dei rifiuti
plastici in mare. Ciò rappresenterà l’occasione per
fare un rapporto sullo stato di degrado del litorale del
Mediterraneo, per instaurare un dialogo con le parti
interessate, per identificare e affrontare i punti critici
con lo scopo di ridurre l’inquinamento dovuto ai rifiuti
acquatici e, infine, per convincere le parti a impegnarsi
per trovare delle soluzioni.
European Clean Up Day dall’8 al
10 maggio 2015
Creato lo scorso anno su iniziativa della
Commissione Europea, questo evento punta
a unire tutte le strutture che lottano con il problema
dei rifiuti attraverso operazioni di pulizia organizzate
in tutta l’Europa. Essendo in stretta relazione con la
Commissione Europea, Surfrider è stata scelta per
coordinare l’operazione in Francia, Spagna, a Malta e
a Cipro. Questo permetterà di portare avanti, oltre agli
obiettivi fissati dalla Comunità Europea, una missione
educativa attraverso organizzazioni di volontariato.
Grande weekend di
mobilitazione europea
dal 19 al 22 marzo 2015
Come ogni anno, nel primo week end di primavera
sarà organizzata una grande mobilitazione di Iniziative
Oceaniche. Nei giorni di giovedì 19 e venerdì 20
marzo 2015 le azioni interesseranno le scuole, i
servizi parascolastici e le aziende, mentre sabato 21 e
domenica 22 le operazioni riguarderanno i club sportivi
e il grande pubblico. Durante questo weekend sarà
dunque possibile avviare ufficialmente la campagna,
concentrando una serie di eventi affinché venga data la
massima visibilità a queste giornate di mobilitazione.
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Una mobilitazione
cittadina attraverso
l’Europa
Le carovane pedagogiche
Avviato lo scorso anno, il programma educativo
«carovane pedagogiche» permette ai cittadini di
raggiungere una consapevolezza riguardo al problema
dei rifiuti marini. Tali carovane possono essere
incentrate sulla tutela dei litorali, dei fiumi o del mare.
Il loro percorso può simbolizzare il ciclo dell’acqua e,
dunque, il corso dei rifiuti gettati a terra e poi trasportati
fino al mare attraverso fiumi e ruscelli. Tutto questo
può prendere forme differenti ed essere rappresentato
attraverso l’organizzazione di diversi tipi di eventi
complementari. Per la 20ª edizione, tutta l’Europa sarà
attraversata da diverse carovane.
La carovana RTL :
Dal 29 al 31 maggio, si svolgerà una carovana
pedagogica in collaborazione con la radio francese
RTL. Questa carovana sarà caratterizzata da una
serie di trasmissioni radiofoniche lungo tutto il litorale
francese, con contenuti editoriali riguardanti la
problematica dei rifiuti marini. Tali trasmissioni avranno
come obiettivo quello di informare e sensibilizzare il
cittadino, ma non solo. Queste avranno, allo stesso
tempo, lo scopo di stimolare il cittadino, rendendolo
partecipe delle azioni concrete che verranno eseguite
sul campo. Essi potranno partecipare ad azioni
educative e di sensibilizzazione dirette da Surfrider, a
incontri tra i conduttori radiofonici di RTL e il grande
pubblico, oppure semplicemente a una delle Iniziative
Oceaniche.
La carovana marittima BELEM :
È stato creato un partenariato con la fondazione
BELEM (in collaborazione con IFREMER1 e il CEDRE2)
con il tentativo di portare avanti una campagna di
osservazione dei rifiuti galleggianti. Il sodalizio con
queste due strutture ha come obiettivo quello di
raccogliere il maggior numero di informazioni sul tema
dei rifiuti galleggianti in mare e attirare l’attenzione dei
cittadini sull’attuale problema dell’inquinamento dei
mari e degli oceani.
La carovana Belgian Coast :
Questo progetto nasce grazie allo stretto rapporto
creatosi nel corso delle Iniziative Oceaniche 2014 con
gli attori locali che vogliono impegnarsi con Surfrider
nella costruzione di un progetto di alto livello. Durante
l’ECUD verrà organizzata una carovana pedagogica
affinché sensibilizzi il grande pubblico coinvolgendolo il
più possibile nelle diverse tappe della carovana.
La carovana San Sebastian :
Questo progetto è sviluppato dal coordinamento
«Atlantico del Sud» di Surfrider Foundation Europe, con
sede a San Sebastian. L’obiettivo di questa carovana
pedagogica consiste nell’organizzare diversi tempi
pedagogici lungo il Deba, in provincia di Guipúzcoa,
dal comune di Mondragon fino a Deba, cercando di
coinvolgere i cittadini del territorio e gli attori locali.
La carovana Seine-Normandie :
Per tutto il mese di maggio una carovana itinerante si
muoverà lungo il bacino idrografico Seine-Normandie.
Questa carovana prevede una serie di attività volte
a sensibilizzare ed educare gli abitanti delle zone
interessate, i quali potranno imparare a conoscere il
loro fiume e i suoi problemi.conozcan mejor su río y los
retos que plantea.
12
SURFRIDER’S OFFICES
SURFRIDER’S CHAPTERS
OCEAN
INITIATIVES
OPERATIONS
Surfrider può contare su una rete diversificata capace
di diffondere il messaggio dell’associazione in tutta
Europa. Ogni rete può adottare e fare sua la campagna.
Surfrider International.
La mobilitazione delle nostre antenne
volontarie
Europe, grazie al loro sostegno e al loro impegno,
offrono un’eccezionale visibilità. Bixente Lizarazu
è al nostro fianco da oltre 15 anni e partecipa ogni
anno a una raccolta di rifiuti assieme ad alcuni
studenti. Surfrider può contare, allo stesso modo,
sul sotegno di altri sportivi o personalità sensibili ai
valori di Surfrider, come ad esempio Laury Thilleman
(Surf), Nicolas Lunven e Paul Meilhat (Skipper), Aritz
Aramburu (Surf) o ancora Grégory Penne e Raphael
Filippi (Windsurf), Tony Estanguet (Kayak).
Surfrider Foundation Europe può contare oggi sulla
propria rete di volontari, le antenne, che si muovono
promuovendo il messaggio e i valori dell’associazione
sul campo. Queste 36 antenne volontarie sono presenti
in 14 paesi europei e, con le loro reti, hanno lo scopo
di rendere partecipe il pubblico durante le «Iniziative
Oceaniche».
La partecipazione di varie reti Surfrider
Oggi, le Iniziative Oceaniche, sono una serie di azioni
organizzate da gruppi di volontari. A Surfrider, dunque,
non resta che ricoprire un ruolo orientato sempre più
verso la mobilitazione e il supporto dei volontari. Tra gli
organizzatori troviamo una serie di reti diversificate: I
privati, la rete educativa: scuole e servizi parascolastici,
le strutture sportive ,le associazioni e le associazioni
ambientali, le imprese, le istituzioni pubbliche, la rete
Surfrider: le antenne volontarie, gli uffici, la sede e la rete
Ambasciatori impegnati al fianco di
Surfrider Gli ambasciatori di Surfrider Foundation
13
Iniziative Oceaniche
20 anni di lotta contro i rifiuti marini
Le «Iniziative Oceaniche» rappresentano il principale
programma di sensibilizzazione di Surfrider Foundation
Europe nella lotta contro i rifiuti marini. Esso ha come
obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica
verso questa problematica, attraverso l’organizzazione
di operazioni di raccolta di rifiuti su spiagge, laghi, fiumi e
fondali marini. Quest’anno, «Iniziative Oceaniche» festeggia la sua 20a edizione. Ciò rappresenta un’occasione
per ricordare la storia e l’evoluzione di una delle più grandi campagne di sensibilizzazione europee.
Iniziative Oceaniche :
Sensibilizzare ed educare
l’opinione pubblica sulla
problematica legata ai rifiuti
marini.
Dal 1990, anno della sua nascita, Surfrider Foundation
Europe mette la lotta contro i rifiuti marini al centro
dei suoi progetti e dei suoi programmi. Le Iniziative
Oceaniche 2015, giunte alla loro 20a edizione,
rappresentano l’emblema di una presa di coscienza
cittadina di fronte alle conseguenze ambientali derivate
dall’inquinamento generato dai rifiuti acquatici.
Tutto ebbe inizio nel 1995 dalla creazione da parte del
governo francese delle «Pulizie di primavera». Surfrider
Foundation Europe ai tempi non era che un semplice
partecipante all’iniziativa. Tuttavia, quando quattro anni
più tardi il governo francese abbandonò la campagna,
Surfrider fu allora il testimone di ciò che sarebbe
diventato negli anni a seguire l’evento emblematico
dell’associazione, oltre che una delle più grandi
campagne di sensibilizzazione dei cittadini realizzate in
Europa.
In 20 anni, le «Iniziative Oceaniche» hanno
conosciuto un’importante evoluzione, sia in termini
di partecipazione, raccolta, successi delle iniziative
pedagogiche, che a livello di approccio scientifico
al problema dell’inquinamento, comprese azioni di
lobbying. Oggi, le «Iniziative Oceaniche» non sono più
costituite esclusivamente da una serie di operazioni di
raccolta di rifiuti e da un progetto di sensibilizzazione
sulla tematica, ma rappresentano un vero e proprio
programma di educazione ambientale, incentrato sul
tentativo di modificare il comportamento dei cittadini.
2006
1995
durante la campagna «Stop the
2009
Le Iniziative Oceaniche
Michel Barnier (allora ministro
francese dell’ambiente) dà inizio
2001
a un progetto chiamato «Grandi
invasion» di Iniziative Oceaniche.
macro rifiuti. Prima di quest’anno,
pulizie di primavera», con lo
internazionale. Organizzate es-
momento in poi, i partecipanti
essi venivano considerati esclu-
scopo di sensibilizzare il maggior
clusivamente in Francia a partire
sono invitati a fare un bilancio
sivamente come un «fastidio per
Surfrider lancia la campagna
contenenti la richiesta di vietare
numero di persone possibile sulle
dal 1995, le «Iniziative Ocea-
della situazione, permettendo
la vista». E’ a questo punto allora
« il sacchetto di plastica non è
i sacchetti di plastica monou-
problematiche legate all’inquina-
niche» sono ogni anno sempre
così di quantificare e qualificare
che viene portata avanti una
obbligatorio » , con il tentativo
so. Lo stesso giorno, l’Unione
mento e alla tutela dell’ambiente.
più numerose e organizzate da
i rifiuti ritrovati. Le fondamenta
petizione che mira al riconosci-
di convincere i commercianti a
Europea annuncia delle misure
2015
Surfrider prese naturalmente
un numero sempre più crescente
di questa nuova iniziativa furono
mento dei macro rifiuti come veri
smettere di distribuire sacchetti
per ridurre in Europa l’utilizzo di
In occasione del 20° compleanno
parte al progetto.
di paesi.
gettate assieme all’associazione
e propri fattori inquinanti.
di plastica nei propri negozi.
articoli di consumo usa e getta.
di Iniziative Oceaniche, Surfrider
2003
Vengono dunque inviate 22583
lettere a Janez Potocnick, com2011
missario europeo per l’ambiente,
2008
2010
2012
Segna una svolta per l’associa-
L’operazione «Pulizie di primave-
Le Iniziative Oceaniche pren-
Surfrider lancia una grande
Surfrider si unisce alla campagna
La campagna di Iniziative Ocea-
zione, quando il Governo decide
ra» prende ufficialmente il nome
dono una nuova forma. Dato
campagna contro la plastica e
lanciata da Surfrider Foundation
niche «gettare per terra significa
di non organizzare più altre
di «Iniziative Oceaniche». Questa
che l’80% dei rifiuti presenti
per l’eliminazione dei sacchetti
US «Rise Above Plastics», che ha
gettare in mare» si focalizza sulla
pulizie annuali. Surfrider, forte
scelta avviene dopo la modifica
nell’oceano proviene dall’entro-
di plastica monouso. In effetti, dal
come obiettivo sensibilizzare i
provenienza dei rifiuti prodotti
dei 4 anni di mobilitazione cres-
del programma, il quale non si
terra, vengono ormai organizzate
70% al 90% dei rifiuti ritrovati in
cittadini sull’uso della plastica
sulla terra (l’80% dei rifiuti acqua-
cente, sceglie allora di divenirne
occupava più esclusivamente di
raccolte anche lungo gli argini
mare sono composti da materiale
monouso e sull’effetto devas-
tici provengono dall’entroterra) e
il promotore. Quell’anno viene
svolgere operazioni di pulizia ma
dei fiumi, dei laghi e dei ruscelli.
plastico. Per la prima volta il nu-
tante che il suo utilizzo può
sul fatto che questa problematica
organizzata a Biarritz l’ «Iniziativa
era incentrato soprattutto sulla
Il cittadino che vive all’interno
mero di operazioni di raccolta dei
avere sull’ecosistema marino e
riguarda tutti noi.
Oceanica», un salone intera-
sensibilizzazione all’educazione
è portato in questa maniera a
rifiuti raggiunge quota 1000.
terrestre.
mente dedicato alla questione
ambientale. Surfrider comincia
prendere coscienza delle proprie
della protezione del litorale.
dunque a produrre del materiale
responsabilità riguardo la ques-
pedagogico proprio, aggiornato
tione dell’inquinamento degli
poi di anno in anno.
oceani, oltre che dei fiumi.
15
20
2014
20
14
13
20
12
20
11
20
20
10
possa andare ancora oltre e per-
20
09
spera che questa nuova edizione
20
08
MerTerre.
20
06
19
20
03
scienza partecipativa. Da questo
20
01
La campagna diventa sempre più
99
La campagna si concentra sui
19
95
migliorano e viene integrata la
1999
16
2013
Viene lanciata una petizione
mettere un reale cambiamento
sociale mettendo il cittadino al
centro della campagna.
17
Un programma in
costante evoluzione
L’evoluzione del ruolo di Surfrider: «da
partecipante a esperto»
In 20 anni, Surfrider ha saputo sviluppare delle
competenze reali in materia di rifiuti marini, sia nel
campo della ricerca che nell’azione locale o nella
creazione e diffusione di strumenti pedagogici. Con
il trascorrere degli anni, l’associazione è diventata
l’organizzatrice di una delle più grandi aggregazioni tra
cittadini in Europa, con la produzione di materiale e
strumenti pedagogici propri, conferendo alla campagna
una dimensione ambientale arricchita dal lavoro sulla
problematica. E’ così che le Iniziative Oceaniche si
sono subito presentate come l’operazione emblematica
e con maggior risalto, di Surfrider.
Surfrider ha saputo allora adattare il proprio messaggio
alle nuove problematiche, come quello dei mezzi
«Surfrider ha saputo allora adattare il proprio
messaggio alle nuove problematiche»
filtranti, delle microsfere di plastica o, dal 2008,
risalire all’origine dei rifiuti marini estendendo le azioni
di raccolta ai laghi e ai fiumi. I progetti ambientali
dell’associazione vengono presentati durante le
Iniziative Oceaniche e informano, allo stesso tempo, i
cittadini.
Iniziative Oceaniche: il cittadino europeo nel cuore del programma
La mobilitazione cittadina è il perno centrale del
programma di Iniziative Oceaniche. Senza le migliaia di
cittadini europei che si mobilitano da 20 anni a questa
parte, questo evento non avrebbe avuto certamente le
stesse dimensioni che può vantare oggi.
Se nel 2009 Surfrider organizzava circa la metà delle
raccolte, oggi l’associazione si augura innanzitutto di
concentrarsi sulla creazione di strumenti pedagogici,
sulla mobilitazione e sul supporto dei volontari. Il
cittadino è divenuto ormai il cuore della campagna
stessa, diventando a sua volta una cassa di risonanza
del messaggio di Surfrider.
Dal 2006, il cittadino partecipa all’elaborazione di
un database quantitativo e qualitativo grazie alla
scheda bilancio. I dati raccolti, gestiti e condivisi
con le principali strutture che si occupano di questo
tema, ci permettono di comprendere maggiormente
la problematica dei rifiuti, riuscendo in questo modo a
lottare nel migliore dei modi.
Un importante lavoro di influenza
sugli esponenti della politica
Con il trascorrere del tempo, Surfrider ha visto
aumentare in modo considerevole il numero dei propri
simpatizzanti, arrivando a contarne oggi quasi 12.000
in tutta Europa.
Dalla creazione del programma, sono state organizzate
7699 raccolte di rifiuti grazie a migliaia di cittadini che
si sono così impegnati accanto a Surfrider per lottare
contro i rifiuti marini. La mobilitazione e il sostegno di
questi cittadini permette all’associazione di portare le
proprie rivendicazioni ai decisori politici, in Francia e nel
resto d’Europa, conferendo una legittimità innegabile
alle proprie lotte e rivendicazioni.
Quando sensibilizzare non basta, bisogna agire e
trovare delle soluzioni. Il lobbying è una di queste
soluzioni. Questo lavoro «invisibile», fatto di relazioni,
discussioni e a volte persuasioni, ha permesso
a Surfrider di provare la sua legittimità e la sua
esperienza.
Con il trascorrere degli anni, Surfrider ha saputo
affinare il suo messaggio e le sue campagne ambientali
per portare a buon fine le proprie azioni di lobbying.
L’associazione ha saputo concentrare le proprie lotte
per riuscire ad andare avanti nel migliore dei modi,
ottenendo i risultati sperati. E’ ovviamente il caso della
lotta contro i sacchetti di plastica monouso. Per merito
soprattutto della mobilitazione dei cittadini europei
nelle ultime edizione di Iniziative Oceaniche, Surfrider
sta per conoscere una delle più belle vittorie della sua
storia, con un divieto dell’utilizzo di questi sacchetti,
a partire dal 2016 e in tutto il territorio francese, oltre
ad una vera presa di coscienza sul problema reale che
deriva da questi oggetti di consumo.
«Quando sensibilizzare non basta, bisogna agire e
trovare delle soluzioni..»
2010
Sono 42.000 le firme raccolte dalla petizione sul riconoscimento dei macro rifiuti come fonti di inquinamento. Nello stesso anno è stato adottato il disegno di legge «Grenelle 2, impegni nazionali per l’ambiente», che riconosce i rifiuti come inquinanti marini.
2013
Vengono inviate 22.583 lettere a Janez Potocnick, commissario europeo per l’ambiente, contenenti la
richiesta di vietare i sacchetti di plastica monouso. La Commissione Europea annuncia il mese stesso
delle misure per diminuire i sacchetti di plastica.
2014
IN 2014, CLEAN-UP OPERATIONS WERE
ORGANIZED BY
18
La Francia vota ufficialmente il divieto dei sacchetti di plastica usa e getta, a partire dal 1° gennaio 2016.
81%
19%
VOLUNTEERS
SURFRIDER
COUNTRIES WHICH ORGANIZED AT LEAST
ONE CLEAN UP OPERATION IN 2014
19
Le Iniziative Oceaniche nella pratica
Le Iniziative Oceaniche nel 2014...
43.366 persone si sono riunite in 28 paesi del mondo per
organizzare 1271 raccolte di rifiuti su spiagge, laghi, fiumi
e fondali marini.
2833 m3 di rifiuti raccolti su spiagge, laghi, fiumi e fondali
marini durante la 19a edizione di Iniziative Oceaniche.
21.632 cittadini impegnati nella scienza partecipativa
con il riempimento delle schede bilancio.
Come organizzare
un’Iniziativa
Oceanica ?
Strumenti pedagogici
dedicati alla
campagna 2015
Le Iniziative Oceaniche sono indirizzate a tutti coloro che desiderano fare qualcosa
contro i rifiuti marini. Nessun vincolo di età o di provenienza geografica o di mezzo.
Organizzare un’Iniziativa Oceanica è semplicissimo :
Ogni anno, Surfrider fornisce gratuitamente un kit a ogni organizzatore
di Iniziative Oceaniche, con il fine di dare il maggiore supporto
possibile all’organizzazione del suo evento. Questo kit, inviato
per posta, contiene anche gli elementi essenziali per permettere
all’organizzatore di inserire la raccolta dei rifiuti all’interno di un
contesto pedagogico. Gli strumenti pedagogici cambiano ogni anno
con il fine di rispondere nel migliore dei modi agli obiettivi di Surfrider,
ovvero la sensibilizzazione, il rispetto dell’ambiente, o ancora
l’ecosostenibilità.
Visita il sito Internet dedicato all’evento: www.oceaninitiatives.org
Iscrivi la tua raccolta e scarica la guida dell’organizzatore: essa ti
guiderà passo dopo passo nell’organizzazione del tuo evento e nella
realizzazione delle iniziative
Dopo l’iscrizione, riceverai un kit contenente uno strumento pedagogico
completo, alcuni strumenti di sensibilizzazione destinati ai partecipanti,
una sacca in tessuto ecologico, sacchi per l’immondizia, manifesti e
adesivi.
Per l’organizzazione e lo svolgimento della vostra giornata farai
riferimento alla guida dell’organizzatore.
Al termine del tuo evento, non dimenticare di partecipare alla raccolta di
dati, sia utilizzando l’applicazione per smartphone «Marine Litter Watch»,
sia riempiendo la scheda bilancio, direttamente sul sito di Iniziative
Oceaniche. Su questo sito avrai inoltre la possibilità di pubblicare foto e
commenti sulla giornata.
22
Quest’anno, per permettere ai partecipanti di trasmettere il
messaggio della campagna, è stato rivisitato il contenuto del kit.
Oltre allo strumento pedagogico, ai sacchi per la raccolta e ai
manifesti di Young&Rubicam, l’organizzatore riceverà una sacca in
tessuto ecologico con lo stemma di Surfrider Foundation Europe,
un modo per ringraziare l’organizzatore dell’iniziativa, ma non solo.
Riutilizzando la sacca, l’organizzatore potrà diffondere il messaggio di
«Iniziative Oceaniche» non solo per un pomeriggio, ma anche in altre
occasioni.
Quest’anno i partecipanti saranno dei veri e propri divulgatori del
messaggio dell’associazione. Per questo, ogni partecipante riceverà
una serie di adesivi incentrati sulla sensibilizzazione. Questi adesivi
dovranno essere attaccati su dei supporti strategici, affinché essi
siano visibili dal maggior numero di persone possibile. Il partecipante
diventa in questo modo un divulgatore a lungo termine del messaggio
di sensibilizzazione delle Iniziative Oceaniche.
23
Strumenti di
comunicazione
al servizio delle
Iniziative Oceaniche
Con l’obiettivo di mobilitare e informare il maggior numero di persone,
sono stati messi in campo dei mezzi di comunicazione moderni e
funzionali.
Una comunicazione moderna e «social».
Saranno presenti sui social network con una pagina Facebook
Surfrider Foundation Europe e un account Twitter con l’hastag
dedicato alla campagna: #OceanInitiatives. In questo modo le
persone potranno condividere foto e impressioni sulle Iniziative
Oceaniche.
Il blog di Surfrider Foundation Europe, così come la pagina Facebook,
resteranno il luogo privilegiato per la pubblicazione delle novità
dell’associazione e delle Iniziative Oceaniche.
Infine, il sito Internet delle Iniziative Oceaniche, online dal 2009, è
stato totalmente rivisitato. Da oggi la piattaforma è più accessibile e
più intuitiva. L’organizzatore, così come i partecipanti delle raccolte,
possono trovare al suo interno numerose informazioni e avere
accesso a un’area riservata. Un’area nuova, ricca di informazioni,
capace di garantire una reale interazione con il team di Iniziative
Oceaniche.
Young & Rubicam e Surfrider, una relazione che
dura...
Da oltre 10 anni, Surfrider lavora in collaborazione con l’agenzia
pubblicitaria Young & Rubicam. Ogni anno, quest’ultima crea le
campagne di comunicazione delle Iniziative Oceaniche dando una
maggiore visibilità all’evento e ottenendo un grande successo, sia con
il pubblico che con i professionisti.
Nuovi strumenti di comunicazione per la 20ª
edizione
Per i 20 anni delle Iniziative Oceaniche, Surfrider presenterà due nuovi
strumenti.
Il primo è un libretto che traccia la storia delle Iniziative Oceaniche,
mettendo in risalto i momenti chiave che hanno reso queste ultime
l’evento emblematico di Surfrider Foundation Europe. Quest’ultimo
sarà disponibile sia su supporto cartaceo che in versione online.
Verrà anche realizzata un’esposizione. Essa rappresenterà
un’occasione per ritornare sui 20 anni di Iniziative Oceaniche, ma
sotto un aspetto più materiale e visivo. Questa esposizione verrà
inaugurata il 10 marzo 2015 a Biarritz, nella sede dell’associazione,
ma potrà essere visitata in seguito anche in tutti gli altri uffici:
Bordeaux, Brest, Bruxelles, Marsiglia, Parigi oppure San-Sebastian.
24
Logo delle Ocean Initiatives
L’impegno di
Surfrider Foundation Europe
contro i rifiuti marini
Dalla sua creazione, Surfrider Foundation Europe, ha
messo la lotta contro i rifiuti acquatici al centro della
propria missione. Con il passare degli anni, l’associazione
ha saputo guadagnare in esperienza, passando da puri
e semplici osservatori dell’inquinamento del litorale e
degli oceani veri e propri esperti della problematica. E’
possibile ritrovare quest’ultimo aspetto nel programma
di educazione, nei progetti ambientali, oppure nelle azioni di lobbying in Francia e presso le Istituzioni europee.
L’educazione ambientale
e per uno sviluppo
sostenibile al centro
dell’impegno di Surfrider
Surfrider Campus : sensibilizzare, formare, educare
Creato nel 2010, il Surfrider Campus rappresenta uno
spazio di sensibilizzazione orientato allo scambio di conoscenze e competenze sull’ambiente. Questo centro
di educazione e di formazione allo sviluppo sostenibile
è un luogo di azioni culturali e pedagogiche, di scoperta e di approfondimento sulle differenti tematiche
Azioni ambientali per
lottare contro i rifiuti
acquatici
Riverine Input : capire l’origine dei rifiuti acquatici
di lavoro dell’associazione: qualità dell’acqua e salute,
rifiuti marini, trasporti e infrastrutture marittime, artificializzazione del litorale, patrimonio e onde.
Sono diverse le attività proposte durante l’anno, orientate verso l’arte ma anche verso la scienza o lo sport.
Grazie a questa varietà di interessi, ognuno può trovare
l’attività a lui più consona in funzione della sua età e dei
suoi centri di interesse, siano essi sotto forma di esposizione, atelier creativo, conferenza o attività sportiva.
Ogni anno, sono oltre 25.000 le persone che visitano il
Surfrider Campus, di cui l’80% composto da studenti. Il
Surfrider Campus si trova a Biarritz, ma non solo. Sono
presenti dei Campus anche a Bres, Bordeaux, San
Sebastian, Bruxelles, Parigi e Marsiglia.
«Ogni anno, sono oltre 25.000 le persone che visitano il Surfrider Campus, di cui l’80% composto da
studenti.»
Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha osservato che l’80% dei rifiuti
trovati sulle spiagge e negli oceani è di origine continentale. Sebbene i fiumi siano
stati identificati come un importante vettore d’introduzione dei rifiuti provenienti
dall’interno e diretti verso il mare, attualmente non esistono molti studi di ricerca
sulla quantità e la composizione dei rifiuti di origine continentale trasportati dai
corsi d’acqua. Ecco perché Surfrider ha scelto di lanciare il progetto «Riverine
Input»
Dal 2013, questo progetto ha come obiettivo la realizzazione di uno studio dei
rifiuti del bacino versante del fiume Adour. Con l’applicazione di un protocollo
scientifico su sette luoghi di prelievo, Surfrider cerca di quantificare e
caratterizzare i rifiuti presenti con il fine di delimitare le zone interessate da questo
tipo di inquinamento e di stabilire così i compartimenti più toccati da questo
fenomeno. Ciò rappresenta un primo passo verso la lotta contro i detriti marini
e verso l’adozione di misure appropriate per evitare ogni nuova introduzione
nell’ambiente marino, affinché venga limitato l’impatto sull’ambiente, la salute
umana e sull’economia locale.
Una volta tirate le prime conclusioni, queste ultime permetteranno d’influenzare
le autorità decisionali. Oltre a questo, l’associazione lavora sul problema assieme
ai rappresentanti delle comunità: comuni, sindacati fluviali, Agenzia dell’acqua,
praticanti delle attività in acque vive e pescatori.
7 PUNTI DI PRELIEVO
Anglet, Port de Bayonne, Dax
Mont-de-Marsan,
Aire-sur-Adour, Pau, Campan.
1 PRELIEVO AL MESE
40 RACCOLTE FINO AD ORA
30.000 RIFIUTI RACCOLTI E
CATALOGATI
Sviluppare la scienza partecipativa a livello europeo
Strumenti pedagogici multipli
Surfrider mette i suoi differenti strumenti a disposizione dei rappresentanti del mondo dell’educazione: professori, animatori, istruttori e tutti
i pedagoghi che desiderano impegnarsi nell’educazione ambientale e
nello sviluppo sostenibile.
Ocean Report
Ocean Report, servizio composto da quattro video dedicati alle quattro tematiche dell’associazione. Ovvero, qualità dell’acqua e salute;
rifiuti marini; trasporto e infrastrutture marittime; artificializzazione
delle coste.
Dalle montagne all’Oceano
Molto apprezzato dal grande pubblico, «Dalle Montagne all’Oceano» è
un film pedagogico sul ciclo dell’acqua.
Il libretto di Puffo Surfista
Ludico e pedagogico, il «Libretto di Puffo Surfista» è a disposizione
del mondo dell’educazione.
28
Dal 2006, gli organizzatori delle raccolte sono invitati da
Surfrider a compilare una scheda bilancio che permette
di raccogliere numerosi dati riguardanti i rifiuti marini.
Inspirate a protocolli scientifici già esistenti e pensate
per ottenere un bilancio ambientale, più precisamente
riguardo l’aspetto qualitativo e più performante a
livello di quantificazione, esse consentono ai cittadini
di avere un impatto più consapevole nella raccolta e
all’associazione di creare un database.
Quest’anno Surfrider vuole spingere questo progetto di
scienza partecipativa ancora più lontano, partecipando
al programma «Marine Little Watch». Marine Little
watch è un’applicazione per smartphone che permette
di quantificare i rifiuti. In questo modo potrà essere
possibile raccogliere i dati a livello europeo. Essa punta
a sostenere e completare le operazioni organizzate nel
quadro di monitoraggio messo in campo dalla Direttiva
Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino. Grazie
a «Marine Little Watch», sarà possibile aggiungere
al database dell’Agenzia Europea dell’Ambiente i
dati sulle raccolte di rifiuti che verranno effettuate.
Ciò permetterà di creare una presa di coscienza
del cittadino e, allo stesso tempo, di aggiungere
informazioni preziose sui rifiuti plastici. L’obiettivo
di questa iniziativa è quello di creare un entusiasmo
cittadino attorno alla problematica dei rifiuti plastici
oltre a cercare di mettere in risalto le reti di cittadini
di tutta Europa, dando loro la possibilità di interagire
reciprocamente.
In questo modo, gli organizzatori delle Iniziative
Oceaniche avranno la possibilità sia di partecipare
a un’operazione di monitoraggio, grazie a «Marine
Little Watch», sia di raccogliere i dati attraverso la
compilazione della scheda bilancio.
29
Azioni di lobbying
contro i rifiuti marini
L’applicazione del protocollo OSPAR
nella raccolta dei rifiuti in Bretagna e
in Spagna
Dal 2010, i membri dell’antenna Finisterre, in cooperazione con Surfrider Bretagna, procedono alla raccolta
di rifiuti sulla spiaggia di Porsmilin à Locmaria Plouzané
in Bretagna, seguendo uno specifico protocollo scientifico, al fine di creare un database scientifico riguardante i rifiuti marini. Queste raccolte OSPAR, realizzate
a livello europeo, permettono di raccogliere dati affidabili, i quali rappresentano le fondamenta indispensabili
per la corretta tutela dell’ambiente: conoscere meglio
l’inquinamento ed i pericoli da esso derivanti, significa
saperlo combattere meglio. Grazie al suo successo, il
protocollo di raccolta differenziata e di quantificazione
viene oggi ripetuto in Spagna dalla sede Surfrider di
San Sebastian, con l’integrazione dei dati negli inventari nazionali.
Lottare contro le microsfere di plastica
Surfrider si occupa da diversi anni del problema delle
microsfere di plastica presenti soprattutto in certi
prodotti cosmetici. Queste microsfere pongono due
problemi. Innanzitutto un problema ambientale: le
stazioni di depurazione non hanno l’equipaggiamento
per filtrare queste microsfere nelle acque reflue. Esse
finiscono dunque negli oceani e nei fiumi, contribuendo
in questa maniera all’inquinamento dovuto alla plastica.
Diventa allora impossibile eliminarle, non sono biodegradabili e, in alcuni casi, vengono anche ingerite dagli
animali. Da qui deriva il secondo problema, rappresentato da una questione di salute pubblica. In effetti, le
microsfere ingerite dagli animali possono entrare nella
catena alimentare, catena di cui l’essere umano costituisce l’ultimo anello.
Grazie alle tecnologie moderne, le associazioni Plastic
Soup Foundation e North Sea Foundation lottano ogni
giorno per vietare l’utilizzo di queste microsfere di plastica all’interno dei prodotti cosmetici. E’ stata creata
un’applicazione Smartphone che permette al cittadino
di scannerizzare i prodotti che si hanno intenzione di
acquistare e di sapere se questi ultimi contengono o
meno microsfere di plastica. Surfrider è membro della
coalizione di ONG che fanno della campagna «Beat
the microbead». A essa spetta il compito di raccogliere
i dati francesi per l’applicazione e, a
questo scopo, svilupperà nel 2015 una
campagna in cui verranno coinvolte le
antenne volontarie.
Surfrider, partner europeo fondamentale per la tematica dei rifiuti marini
Da oltre 10 anni, Surfrider intraprende delle azioni di
lobbying per colmare le numerose lacune, presenti
ancora oggi nel campo legislativo francese ed europeo,
sui rifiuti marini. Volendo andare oltre la semplice
posizione di «contestatore», Surfrider ha subito assunto
la posizione di informatore e motore di mobilitazione
cittadina con lo scopo di suscitare nell’opinione pubblica, e nei luoghi decisionali, una vera e propria presa
di coscienza delle questioni e delle soluzioni disponibili
riguardo i vari dibattiti sull’ambiente.
Oggi, Surfrider rappresenta un partner europeo indispensabile se si vuole discutere di queste tematiche.
Nel corso degli anni passati, questo lavoro influente
Surfrider, oggi, è un partner europeo
di fondamentale importanza per quanto riguarda
la problematica dei rifiuti marini.
ha portato i suoi frutti con alcuni progressi, soprattutto
riguardo i sacchetti di plastica usa e getta.
Riconoscere i rifiuti marini come causa di inquinamento dell’ambiente
marino
Attiva nel campo della protezione della qualità delle
acque, Surfrider si è battuta per diversi anni affinché i
rifiuti marini fossero considerati seriamente per determinare lo stato ecologico e la qualità dell’acqua nei
fiumi e negli oceani.
Nel 2009, nei due testi legislativi, i rifiuti marini non
erano più considerati come inquinanti nei più importanti
testi di legge. La Direttiva Quadro sulle Acque non affrontava più la problematica mentre, per quanto riguarda la Direttiva sulle Acque di balneazione, quest’ultima
considerava i macrorifiuti come semplice «fastidio
visivo» e non come inquinante, nel senso ecologico del
termine.
In seguito a questo, Surfrider ha lanciato una petizione
consegnata nel 2010 alla commissaria europea per gli
Affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki. Forte delle
42.000 firme raccolte, questa petizione rivendicava il
riconoscimento dei rifiuti come una vera e propria fonte
di inquinamento. Lo stesso anno, un emendamento
nella legge Grenelle 2 introduce nel diritto francese la
Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.
La parola «rifiuto» è stata introdotta al testo legale. Una
parola che cambia tutto dato che, da quel momento, i
rifiuti (e non i macrorifiuti) sono riconosciuti come inquinanti marittimi suscettibili di provocare effetti negativi
alle risorse viventi e agli ecosistemi marini.
Dal 2011, Surfrider partecipa all’attuazione della
Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino
(DCSMM). Questa Direttiva rappresenta il primo testo
applicabile in Europa che inserisce i rifiuti marini nella
lista degli indicatori che permettono di definire il buono
stato ecologico delle acque marine.
30
31
Allegati
Ritorno sul successo della
campagna di lobbying
contro i sacchetti di plastica
usa e getta
Vero e proprio simbolo della nostra
società consumistica, i sacchetti di
plastica usa e getta rappresentano una
delle cause maggiori di inquinamento
degli oceani, provocando danni
irreversibili all’ambiente marino.
Questi sacchetti sono particolarmente
preoccupanti, tanto più se volano sotto
l’effetto del vento e si frammentano
velocemente nell’ambiente. Di fronte a
questi problemi, Surfrider conduce dal
2009 un importante lavoro di lobbying
per cambiare la legge in materia, sia a
livello francese che a livello europeo.
32
2011
2013
Ella campagna «il sacchetto di
In occasione della campagna di Iniziative Oceaniche «Stop the invasion», Surfrider lancia
plastica non è obbligatorio», oltre
una campagna di lobbying che chiede di vietare i sacchetti di plastica usa e getta in
250 commercianti si impegnano
Europa
a non distribuire più sacchetti di
Novembre 2013 : 22 583 lettere vengono inviate alla commissione europea per chiedere di
plastica.
vietare i sacchetti di plastica monouso. La Commissione Europea annuncia il mese stesso
2012 delle misure per diminuire i sacchetti di plastica.
Campagna di Iniziative Oceaniche «Rise above plastics»
08 lug 2014
10 ott 2014
contro la plastica
Lancio della campagna «Ban the
La Francia vota ufficialmente il divieto dei sacchetti
bag» in occasione della giornata
di plastica usa e getta, a partire dal 1° gennaio 2016
25 giu 2014
mondiale senza sacchetti di
La Francia annuncia il voto di un
questo modo, chiedere al sindaco
emendamento nella legge biodi-
e ai commercianti di vietare
versità che prevede il divieto dei
i sacchetti di plastica. A oggi,
17 dic 2014
sacchetti di plastica monouso
sono 1.600 i messaggi inviati e
Gli Stati membri dell’Unione Europea firmano un
16 le città europee che vi hanno
accordo che mira a ridurre il consumo dei sacchetti
aderito.
di plastica leggera in Europa.
plastica. I cittadini possono, in
33
L’axe majeur de la campagne :
«Alcuni
Réduisons,
gestiRéutilisons, Recyclons et Refusons »
quotidiani
Alcuni gesti per
ridurre l’uso dei
sacchetti di plastica
A immagine della traccia carbone, ogni consumatore ha una sua traccia plastica. Essa misura la quantità di plastica
utilizzata in un determinato periodo. Anche se è impossibile (e senza dubbio irrealizzabile) eliminare totalmente la
plastica dalla nostra vita, possiamo adottare delle misure per ridurre il consumo di plastica inutile.
Smettiamola di utilizzare le bottiglie d’acqua in plastica!
Compriamo alimenti sfusi, ciò contribuirà a ridurre la quantità
In quasi tutti i casi, l’acqua del vostro rubinetto è altrettanto sicura, se
totale di imballaggi consumati.
non di più, dell’acqua distribuita nelle bottiglie in plastica monouso.
Al posto dell’acqua nelle bottiglie di plastica, possiamo comprare una
bottiglia riutilizzabile e riempirla ogni volta che ne abbiamo bisogno.
RÉDUIRE NOTRE CONSOMMATION
RidurreDE
il nostro
consumo
di prodotti
di plastica,
PRODUITS
PLASTIQUE
et plus
soprattutto
quelli usa
(sacchetti,
particulièrement
ceuxe àgetta
usage
unique
(sacs,bottiglie...)
bouteilles, etc.)
RÉUTILISER
OBJETSvecchi
vieux o
etregalarli
usagés a
RiutilizzareLES
gli oggetti
ou les DONNER
autour
de
soi
qualcuno
Passiamo al digitale ! Acquistando la nostra musica e i nostri
video in forma elettronica, eviteremo la produzione di dischi e confe-
Smettiamola di utilizzare sacchetti per la spesa di
plastica. Ogni anno, nel mondo vengono utilizzati oltre un miliardo di
zioni in plastica, imballati nel cellophane.
sacchetti di plastica. Grazie alla loro leggerezza e consistenza, possono
essere facilmente trasportati dal vento. Preferiamo l’utilizzo di buste
riutilizzabili.
Scegliamo di utilizzare contenitori riutilizzabili per i nostri
«monouso».
molto meno nocivi per il pianeta.
Compriamo una tazza da viaggio riutilizzabile per il caffè,
Cerchiamo imballaggi alternativi. Molti articoli come le
il tè e tutte le altre bevande. Pensiamo a tutti i coperchi (così come tutti i
bevande gassate, i detergenti, le lettiere per gatti, ecc., vengono offerti
bicchieri di carta cerata) risparmiati.
con un imballaggio sostitutivo (come l’alluminio o il cartone) che può
alimenti. Sono come i sacchetti di plastica, sono facili da utilizzare e
essere facilmente riciclato rispetto alla plastica.
RECYCLER SES DÉCHETS, en complément à
la réduction de notre consommation, même
s’il ne s’agit
pas lài de
la solution
Riciclare
propri
rifiuti la plus
durable, le recyclage ayant
un coût environnemental
34
Diciamo «no» alle confezioni preimballate
monoporzione, agli imballaggi eccessivi e ad altre plastiche
REFUSER L’OMNIPRÉSENCE DU PLASTIQUE
Rifiutare l’onnipresenza della plastica nelle nostre
dans nos vies en évitant les produits survite evitando i prodotti imballati: il miglior rifiuto è
emballés : le meilleur déchet, c’est celui
quello che non viene prodotto!
qu’on ne produit pas
Compriamo e vendiamo cose usate.
7
%PTTJFSEF1SFTTFr*OJUJBUJWFT0DÊBOFTr4VSGSJEFS'PVOEBUJPO&VSPQF
Numerosi articoli di uso
Ricicliamo ! Nel caso in cui dobbiamo utilizzare della plastica, ricor-
corrente possono essere spesso trovati di seconda mano, riducendo
diamoci di riciclarla. In questo modo, potremo allungare il ciclo della
così l’utilizzo di plastica.
vita di molta quantità di plastica, fabbricando oggetti utili e cool !
35
I cinque continenti di
rifiuti
Il fenomeno dei continenti di rifiuti è stato scoperto
nel 1997 e crea oggi non poche preoccupazioni. La
combinazione delle correnti marine provocate dalla
forza di Coriolis porta al verificarsi del fenomeno dei
vortici oceanici. In queste zone di alta pressione, i
venti sono deboli e le correnti ruotano in un senso
o in un altro in base all’emisfero. I detriti si ritrovano
allora intrappolati in questi sistemi e formano ciò che
chiamiamo «continenti di rifiuti».
I continenti di rifiuti hanno un impatto indiscutibile sulla
fauna e sulla flora. Queste zone ad alta concentrazione
di particelle solide (che non formano per questo una
superficie compatta) contribuiscono alla trasformazione
degli oceani in una «zuppa di plastica», provocando lo
sviluppo di microbi e lo spostamento di alcune specie
invasive.
Las basuras marinas
en cifras
1DIMILIONE
UCCELLI MARINI
& 100 000
TARTARUGHEV
muoiono ogni anno per ingestione o in un
267
ESPECIES
groviglio di rifiuti plastici.
EN EL MUNDO
(IFREMER Report, 2010)
SE VEN AFECTADAS
POR ESTA LACRA
Es la horquilla en la que se sitúan
I rifiuti presenti in mare sono per
de los 100 millones de toneladas
di plastica riciclata ogni anno.
las tasas de reciclaje de materias
il 60-90% composti da plastica.
de plástico producidos cada
(5 Gyres, Algalita Foundation)
plásticas para la producción de
(Ocean Initiatives and UNEP)
año terminan en los océanos.
energía en Europa. En Noruega y
(Greenpeace)
en Suiza superan el 80 %.
(Informe del PNUMA, 2011)
di rifiuti plastici vengono
di sacchetti di plastica
riversati ogni secondo nei
utilizzati nel mondo ogni
nostri oceani. Tutti provocati
MILIARDI
dall’uomo
anno
(Rise Above plastics)
de materias plásticas:
es lo que utiliza cada
año una persona en
Europa occidental y en
Norteamérica.
(PNUMA, 2011)
956 A 42 826
PEDAZOS DE PLASTICO
POR KM2
se recogieron en hora y media
arrastrando una red de superficie
especial. Ni siquiera los territorios
más alejados de toda civilización
3,43 MILLONES DE KM 2
1/3 DI EUROPA
escapan a la contaminación de
36
los residuos plásticos.
En septiembre de 2011, científicos
del Instituto de Investigación
Marina Algalita de California,
6 VECES MÁS
PLÁSTICO
QUE DE
PLANCTON
en la base de la cadena alimentaria: es lo que se encuentra el
océano.
(Algalita)
46 000
TROZOS DE
PLÁSTICO
a bordo de la expedición Tara
por 2,5 km² de océano en una
Oceans, anunciaron que el océa-
profundidad de unos 30 metros.
no Antártico es también víctima
(Media de PNUMA en junio de 2006)
250
MILLONES
de microfragmentos de plástico
de la contaminación por residuos
contaminan el mar Mediterráneo.
plásticos.
(Expédition Méd)
37
I partner di Iniziative
Oceaniche
Contatti
Per qualsiasi richiesta o informazione aggiuntiva, non
esitare a contattarci !
Comunicazione
Emilie CHAVAROCHE
Responsabile della comunicazione
[email protected]
+33(0)5 59 23 23 47
+33(0)6 08 10 58 02
Thibaut Fichers
Comunicazioni e relazioni con la stampa
[email protected]
+33(0)5 24 67 12 42
Organizzazione/ Coordinamento
Aines ARIZMENDI
Responsabile del progetto Iniziative Oceaniche
[email protected]
+34.943.577.878
Benjamin Van Hoorebeke
Capo del progetto Iniziative Oceaniche
[email protected]
+33(0)4 88 04 32 98
+33(0)6 12 17 17 29
Ambiente
Cristina BARREAU
Responsabile del programma Rifiuti Marini
[email protected]
+33(0)5 59 23 54 99
38
39
Surfrider Foundation Europe
33 allée du Moura
64200 Biarritz
Tel. +33(0) 5 59 23 54 99
www.surfrider.eu
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European Union.
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Cartella Stampa Iniziative Oceaniche 2015 20 anni