L’articolazione e le
caratteristiche
dell’istruttoria
A cura di
Dr.FRANCESCO CODAZZI
L’articolazione dell’istruttoria
•
•
individuazione corretta del soggetto
richiedente il credito
utilizzo di fonti informative
per
la valutazione del merito di credito
ai fini della concessione del credito
Le caratteristiche dell’istruttoria
L’istruttoria deve caratterizzarsi per la completezza dei documenti
e delle informazioni e per la chiarezza di analisi e di giudizio a
supporto dell’affidamento, ovverosia:
• deve esplicitare la presenza di tutti gli elementi per definire con
accuratezza il merito di credito del cliente,
• deve riportare la precisa illustrazione delle anomalie e delle
eventuali carenze emergenti dalla lettura delle informazioni e la
indicazione delle opportunità per la banca della operazione
proposta.
La banca a tale scopo deve acquisire tutta la necessaria
documentazione per effettuare una adeguata valutazione del
merito creditizio del prenditore sotto il profilo patrimoniale e
reddituale anche al fine di determinare una corretta
remunerazione del rischio assunto.
Le caratteristiche dell’istruttoria
In particolare le Istruzioni di vigilanza prevedono che, "in
relazione alla particolare importanza che lo scrutinio del merito
del credito riveste ai fini di una corretta gestione aziendale", sia
dedicata particolare cura allo svolgimento dell'istruttoria per la
concessione degli affidamenti e alla revisione successiva delle
informazioni acquisite.
Inoltre, "considerata (...) la necessità che tutti gli affidamenti
(...) vengano concessi su espressa richiesta, si dispone che tale
circostanza risulti da formale documentazione, debitamente
sottoscritta dagli interessati" che indichi l'importo richiesto, la
durata, le garanzie offerte. La banca dovrà acquisire la
documentazione necessaria alla valutazione, che quanto meno
dovrà essere costituita dall'ultimo bilancio approvato. Per le
imprese facenti parte di gruppi, è altresì richiesta una
dichiarazione sui collegamenti patrimoniali o contrattuali. Oltre
alla documentazione suddetta, cui si attribuisce "carattere
minimale", le banche sono tenute ad acquisire ogni ulteriore
elemento atto "a rendere il livello di approfondimento della
istruttoria dei fidi adeguato all'entità e al grado di rischio dei
finanziamenti da concedere".
Le caratteristiche dell’istruttoria
A tale fine la banca
acquisisce
 documentazione giuridica
 documentazione contabile,
 documentazione integrativa
e svolge
 accertamenti ed indagini informative
Le caratteristiche dell’istruttoria
A
Identificazione del cliente ed accertamento delle relative
capacità negoziali, secondo i principi giuridici generali.
Esame tecnico delle risultanze contabili per
B
• verifica della solidità patrimoniale e degli equilibri
finanziari ed economici
• accertamento della capacità di merito creditizio
Le modalità
di
valutazione
Le modalità di valutazione
Le modalità di valutazione sono
ovviamente differenziate innanzitutto
in funzione della tipologia della
clientela, soggetto privato o impresa,
essendo, in questo ultimo caso, il
processo molto più articolato e
strutturato.
Le modalità di valutazione
Il soggetto privato nella generalità dei casi manifesta una esigenza
finanziaria di dimensioni non rilevanti, in quanto per lo più finalizzata a
sostenere investimenti ed acquisti ben definiti, e, soltanto in taluni casi
( ad esempio, acquisto immobili) di importi più significativi.
In ogni caso l’istruttoria bancaria è abbastanza semplificata (salvo gli
specifici accertamenti tecnici e legali propri del credito fondiario), in
quanto l’indagine bancaria mira ad individuare la capacità di reddito e
di rimborso del richiedente sulla scorta della documentazione acquisita
e delle informazioni assunte.
La banca, perciò, esamina
•
la consistenza del reddito percepito
•
•
•
la continuità nel tempo del reddito stesso
l’esistenza di eventuali ulteriori fonti continuative di reddito
la verifica di qualsiasi onere a decurtazione del reddito
Le modalità di valutazione
Per il soggetto impresa vengono in rilievo:
Analisi qualitative :
 la struttura e l'andamento del settore in cui opera l'impresa,
 le caratteristiche generali e le politiche di gestione della
impresa stessa
 la fondatezza dei suoi programmi futuri
Analisi quantitative:
 analisi di bilancio
 tecniche dei quozienti e dei flussi finanziari
Analisi
della
impresa
(alcune
domande)
Tipo di organizzazione aziendale
Qualità del management / titolari
Andamento attuale e prospettico del
settore di appartenenza
Inserimento dell’azienda nel settore
Principali concorrenti
Grado di dipendenza verso clienti e
fornitori
…
Equilibrio della struttura patrimoniale e
finanziaria
Adeguato livello di redditività
Costanza nel tempo della redditività
Redditività aziendale in linea con
l’andamento del settore
…
Le analisi qualitative
Le decisioni di affidamento devono attivare percorsi estimativi
capaci di cogliere il grado di connessione che si determina tra
dinamiche macro ambientali, evoluzione del mercato settoriale,
scenario competitivo ed attitudine dell'impresa a generare
risorse in misura adeguata agli impegni di rimborso.
Ai fini di un’adeguata conoscenza del soggetto- impresa, il
gestore deve acquisire le opportune informazioni anche su
tutti gli aspetti concernenti la struttura, l’organizzazione, il
settore ed i mercati dell’impresa .. .
ad esempio,
Le analisi qualitative
ASSETTO PROPRIETARIO
per
• conoscere il profilo storico dell’azienda e le
principali vicende che l’hanno caratterizzata
• per valutare possibili problemi di continuità,
soprattutto nei casi nei quali significativa parte del
valore aziendale è rappresentata dalla presenza e
dalla esperienza di una o più figure (soci o titolari)
con scarse o nulle possibilità e prospettive di
successione in ambito familiare.
Le analisi qualitative
GESTIONE
per
capire chi ha il potere in azienda, chi può
decidere il futuro aziendale
Nelle imprese minori, generalmente, proprietà dell’impresa
e potere decisionale coincidono. Con l’aumentare delle
dimensioni aziendali, si va verso una divaricazione tra
proprietà e l’effettivo potere decisionale e di gestione
Quando in un’impresa non è chiaro chi ha il potere di
decidere o quando il potere è molto frazionato, si è in
presenza di un’azienda che può presentare un potenziale
grado di rischio, in quanto questa situazione non permette
la necessaria velocità decisionale che invece il mercato
richiede.
Le analisi qualitative
ORGANIZZAZIONE
AZIENDALE
per
Conoscere:
• l’organizzazione tecnica ( elementi fisici e materiali
connessi all’attività aziendale -lay-out di impianti,
macchinari ed attrezzature, organizzazione dei
magazzini e dei processi logistici, ecc.-);
• l’organizzazione umana (sistemi relazionali che
operano in azienda e i sistemi di comunicazione e di
circolazione delle informazioni -ad esempio,
organizzazione per funzioni o per divisioni -)
Le analisi qualitative
ATTIVITA’ AZIENDALE
per
verificarne la funzionalità in relazione alla localizzazione
dell’impresa
La scelta del luogo ove far sorgere un’impresa è, in taluni casi,
vincolata da esigenze tecniche: si pensi, per esempio, alle
industrie minerarie, alle cave, ecc., nel caso delle piccole
imprese a carattere artigianale le considerazioni personali o
familiari influenzano l’ubicazione dell’azienda,nel caso delle
imprese di media e grande dimensione, viene, infine, data
particolare attenzione ai fattori che rendono la localizzazione
della impresa in una data zona più conveniente rispetto ad
un’altra.
Sono perciò prese in considerazione la vicinanza dei mercati di
approvvigionamento delle materie prime, la vicinanza dei
mercati di sbocco, la presenza di manodopera qualificata, la
presenza di infrastrutture adeguate ecc.
Le analisi qualitative
ATTIVITA’ AZIENDALE
per
comprenderne anche l’ impatto sulle strutture
formali del bilancio.
E’ abbastanza evidente che le singole poste di
bilancio, ancor prima della struttura complessiva
dello stesso, non possono che essere diverse a
seconda che ci si trovi in presenza di un’impresa di
tipo manifatturiero piuttosto che di tipo finanziario
Le analisi qualitative
MERCATO AZIENDALE
per
conoscere la struttura dell’offerta dell’impresa, la stagionalità
dell’offerta, la tipologia di clientela, le caratteristiche della
produzione, ecc.
Le informazioni hanno risvolti a livello di bilancio.
Basti pensare, ad esempio, ad un’impresa con produzioni
stagionali: in tali casi, infatti, se il bilancio chiude al 31 dicembre,
lo stato dei conti in tale epoca potrebbe non rappresentare nel
modo più trasparente possibile la situazione aziendale, in quanto
la data di chiusura del bilancio potrebbe “impattare” in pieno con
il periodo di bassa stagione, in cui le vendite stanno languendo, e
l’impresa è occupata nella gestione del proprio portafoglio clienti e
quindi l’equilibrio delle poste di bilancio potrebbe non essere
quella ottimale.
Le analisi qualitative
SETTORE
per
inquadrare l’ impresa nel settore specifico di
riferimento
E’ ovvio che le ripercussioni del settore sull’azienda
possono essere più o meno forti a seconda del grado di
sensibilità che l’impresa ha nei confronti del suo
scenario esterno.
Ogni settore ha caratteristiche particolari che debbono
essere attentamente considerate nel processo di analisi
per meglio approfondire il significato delle evidenze di
bilancio
Le analisi qualitative
SETTORE
per
•stimare le prospettive di crescita del settore ovvero la
qualificazione del ciclo di vita del prodotto nelle fasi di
introduzione, sviluppo, maturità e declino per i riflessi in
ordine al fabbisogno e/o generazione di fondi,
•apprezzare sia l’intensità della tensione concorrenziale,
attraverso il grado di concentrazione e di differenziazione, sia
la forza dei settori contigui (prodotti sostitutivi, clienti,
fornitori, potenziali entranti),
•individuare la strategia scelta dall’azienda (bassi costi di
produzione, differenziazione dei prodotti, etc.)
•esaminare la posizione dell’azienda nel settore, ovvero se sia
su livelli di dominio o di marginalità
Le analisi quantitative
Il coacervo di informazioni di carattere qualitativo sussidia
l’esame dell’assetto economico, finanziario e patrimoniale
condotto attraverso l’esame storico e prospettico dei dati di
bilancio, ovvero attraverso l’analisi quantitativa.
L’analisi quantitativa mira a completare il profilo globale della
impresa per evidenziare l’attuazione delle scelte aziendali in
ordine al fabbisogno ed alle misure di copertura finanziaria
tramite:
•l’analisi dell’equilibrio finanziario,
•l’osservazione della solidità patrimoniale,
•l’analisi della dinamica della redditività,
•l’analisi della dinamica dei flussi.
analisi di bilancio
Il bilancio:
strumento di
informazione
Il bilancio: strumento di informazione
L’amministrazione di una impresa si realizza
attraverso una complessa attività che si sostanzia
nei momenti essenziali della:
•gestione
•organizzazione
•rilevazione
Il bilancio: strumento di informazione
L’organizzazione mira a creare le basi strutturali per rendere possibile
lo svolgimento della gestione, a modificarle in relazione ai mutamenti
di mercato, a predisporre gli organi operativi e le loro funzioni.
La gestione consiste nell’insieme delle scelte aziendali dirette al
perseguimento del fine per il quale l’impresa è condotta
La rilevazione consegue la traduzione in termini quantitativi e
qualitativi dei vari fenomeni aziendali (con scopo di controllo,
attraverso le scritture elementari che consistono in annotazioni di fatti
aziendali sulla scorta di documenti -ad esempio, le fatture- che sono a
corredo delle varie operazioni e, non ultimo, di determinare il risultato
economico di esercizio attraverso annotazioni sistematiche che
consentono di pervenire alla formazione del bilancio )
trova
riflesso
Le operazioni di gestione sono
rilevate nella loro espressione
qualitativo - monetaria
porta alla
formazione
Che nei suoi dati monetari di sintesi
•
è volto ad esprimere i risultati economici e
reddituali, finanziari e patrimoniali della gestione
trascorsa
• fornisce informazioni di supporto al processo
decisionale interno
•é un documento obbligatorio per legge che fornisce
informazioni elaborate da coloro che dall’esterno
evidenziano esigenze conoscitive
si esplicita, dunque, come un modello
quantitativo della gestione e della struttura
aziendale
In definitiva, il bilancio, quale modello della gestione, è
uno strumento di apprezzamento tanto più efficace
quanto più è in grado di esprimere i diversi aspetti e le
dimensioni della gestione stessa, quanto più il suo
contenuto è significativo delle operazioni svolte, del loro
comporsi in processi, della loro derivazione da strategie
e, in generale, della realtà aziendale.
Il Bilancio
nello Stato Patrimoniale fissa la
situazione, alla data di bilancio, delle
componenti attive e passive del
patrimonio della società e ne indica il
loro saldo (patrimonio netto)
nel Conto economico indica i ricavi
realizzati e i costi sostenuti nel corso
dell’esercizio e, come differenza tra i
ricavi e i costi, l’utile conseguito o la
perdita subita.
nella Nota Integrativa fornisce le
informazioni, i chiarimenti ed i dettagli
necessari per la corretta e migliore
comprensione dei primi due documenti del
bilancio.
LO STATO PATRIMONIALE art. 2424 c.c.
PASSIVO
ATTIVO:
A)
Patrimonio netto
A)
Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con
separata indicazione della parte già richiamata
B)
Immobilizzi, con separata indicazione di quelle concesse
in locazione finanziaria:
II. Riserva da sovrapprezzo delle azioni
I.
Immobilizzazioni immateriali
IV. Riserva legale
II.
Immobilizzazioni materiali
V.
I.
III. Riserva di rivalutazione
III. Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione,
per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro
l’esercizio successivo
C)
VII. Altre riserve.
indicate
Rimanenze
IV.
D)
Disponibilità liquide
Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su
prestiti
Distintamente
VIII. Utili (perdite) portati a
nuovo
II. Crediti, con separata indicazione, per ciascuna
voce,degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo
III. Attività finanziarie che non costituiscono
immobilizzazioni
Riserve statutarie
VI. Riserve per azioni
proprie in portafoglio
Attivo circolante
I.
Capitale
IX.
B)
Utili (perdite) dell’esercizio
Fondi per rischi e oneri
C)
Trattamento di fine rapporto di lavoro
subordinato
D)
Debiti, con separata indicazione, per
ciascuna voce, degli importi esigibili
oltre l’esercizio successivo
E)
Ratei e risconti, con separata indicazione
dell’aggio su prestiti
IL CONTO ECONOMICO art. 2425 c.c.
A) Valore della produzione:
1) ricavi delle vendite e delle prestazioni;
2) variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;
3) variazione dei lavori in corso su ordinazione;
4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
5) altri ricavi e proventi con separata indicazione dei contributi in conto esercizio.
B) Costi della produzione:
6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci;
7) per servizi;
8) per godimento di beni di terzi;
9) per il personale:
a) salari e stipendi,
b) oneri sociali,
c) trattamento di fine rapporto,
d) trattamento di quiescenza e simili,
e) altri costi;
10) ammortamenti e svalutazioni:
a) ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali,
b) ammortamenti delle immobilizzazioni materiali,
c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni,
d) svalutazione dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide;
11) variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
12) accantonamenti per rischi;
13) altri accantonamenti;
14) oneri diversi di gestione.
Differenza tra valore e costi della produzione (A-B)
C) Proventi ed oneri finanziari
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie
E) Proventi e oneri straordinari
Risultato prima delle imposte (A- B+-C+-D+-E);
imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate
UTILE (PERDITE) DELL’ESERCIZIO.
LA NOTA INTEGRATIVA
Il D.Lgs. n. 6/2003 ha attribuito un peso crescente al ruolo
informativo della nota integrativa, quale documento
esplicativo, nonché integrativo specifico dei dati di bilancio.
La nota integrativa deve indicare, ad esempio: i movimenti delle
immobilizzazioni, specificando per ciascuna voce il costo; le
precedenti rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni; l’elenco delle
partecipazioni, possedute direttamente o indirettamente; il numero
e le caratteristiche degli altri strumenti finanziari emessi dalla
società, con l’indicazione dei diritti patrimoniali e partecipativi che
conferiscono e delle principali caratteristiche delle operazioni
relative; i finanziamenti effettuati dai soci alla società, con la
separata indicazione di quelli con clausola di postergazione rispetto
agli creditori; i dati relativi ai patrimoni destinati ad uno specifico
affare; …
GLI ALLEGATI AL BILANCIO D’ ESERCIZIO
•
•
•
•
•
Relazione del collegio sindacale
Relazione sulla gestione
Relazione del soggetto incaricato del controllo contabile
Copie dei bilanci delle società controllate
Prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo
bilancio delle società collegate
• Copia del verbale di approvazione del bilancio
• Elenco dei soci o azionisti
• Informazioni e prospetti richiesti dalle norme tributarie
Il Bilancio in forma abbreviata
Le imprese (che non hanno emesso titoli negoziati in mercati
regolamentati ) possono redigere il bilancio in forma abbreviata
quando, nel primo esercizio o, successivamente per due esercizi
consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti:
a)totale attivo netto di stato patrimoniale €3.125.000,00;
b) ricavi vendite e prestazioni €6.250.000,00;
c)dipendenti occupati in media durante l’esercizio n. 50
!
I limiti indicati ai punti sub a) e b), gia innalzati dalla direttiva
2003/38/CE (in corso di recepimento nel nostro ordinamento
giuridico) rispettivamente a euro 3.650.000 ed a euro 7.300.000,
sono stati nuovamente aumentati dalla direttiva 46/2006/CE, a euro
4.400.000 (totale dello stato patrimoniale) ed a euro 8.800.000
(importo netto del volume d’affari).
Il Bilancio in forma abbreviata
Bilancio impresa X al 31 dicembre 2004
• Totale attivo: € 3.100.000
• Fatturato: € 6.500.000
• Numero medio dipendenti: 42
Bilancio impresa X al 31 dicembre 2005
• Totale attivo: € 3.500.000
• Fatturato: € 6.200.000
• Numero medio dipendenti: 42
In entrambi gli esercizi non sono superati due dei tre limiti
previsti dall’art. 2435-bis cod. civ. per cui l’impresa X può
redigere il bilancio in forma abbreviata per l’esercizio 2005.
Il Bilancio consolidato
Il bilancio consolidato espone la situazione patrimoniale e
finanziaria ed il risultato economico di un gruppo di imprese, viste
come "un'unica impresa".
Il bilancio consolidato costituisce quindi lo strumento per poter
comprendere la realtà reddituale, patrimoniale e finanziaria del
gruppo inteso come entità diversa dalle singole società che lo
compongono: le imprese legate da vincoli partecipativi, in
quanto operanti nell'ambito di un gruppo economico,
conservano la loro autonomia giuridica, ma subiscono una più
o meno rilevante influenza nella gestione economica.
Imprese obbligate a redigere il bilancio consolidato
• SOCIETA’ PER AZIONI
• SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI
• SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA
(che controllano imprese )
• GLI ENTI PUBBLICI ECONOMICI
• LE SOCIETA’ COOPERATIVE
• LE SOCIETA’ DI MUTUA ASSICURAZIONE
(che controllano spa, sapa o srl)
Soggetti esclusi dall’obbligo
• SOCIETA’DI PERSONE
• ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI
• IMPRENDITORI INDIVIDUALI
Il Bilancio consolidato
ESCLUSIONE DALL’OBBLIGO DI REDAZIONE DEL
BILANCIO CONSOLIDATO: limiti quantitativi
a) euro 12.500.000 totale degli attivi;
b) euro 25.000.000 totale dei ricavi di vendita;
c) 250 dipendenti.
Esonero se per 2 esercizi consecutivi due dei tre limiti non sono superati.
Motivazione dell’esonero in nota integrativa del bilancio d’esercizio.
Esonero non consentito se la controllante o una delle controllate sono
quotate.
Il Bilancio consolidato
AREA DI CONSOLIDAMENTO: IMPRESE CONTROLLATE
• art. 2359 n.1: maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria
• art. 2359 n. 2: voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nella
assemblea ordinaria
AREA DI CONSOLIDAMENTO: CASI DI ESCLUSIONE
• imprese controllate con attività eterogenea rispetto a quella del gruppo ( si
tratta di attività marcatamente dissimili, tali che le voci di bilancio
assumerebbero significato diverso, ad esempio, debiti di finanziamento di
imprese industriali e debiti verso i depositanti di una banca)
• partecipata detenuta esclusivamente allo scopo delle successiva alienazione:
scopo immediato e non eventuale( normalmente la partecipazione è iscritta
nell’attivo circolante)
Il Bilancio consolidato
Nel bilancio consolidato le singole imprese vengono assimilate a
filiali di un'unica grande società.
Da ciò derivano due importanti caratteristiche:
(a) le singole attività e passività ed i singoli componenti del conto
economico dell'impresa capogruppo o controllante vanno
sommati alle corrispondenti attività e passività ed ai
corrispondenti componenti del conto economico delle controllate.
(b) gli elementi patrimoniali ed economici che hanno natura di
reciprocità, e che quindi non hanno rilevanza, ossia non hanno
alcun significato, quando le società vengono considerate come
un'unica impresa, vanno eliminati dal bilancio consolidato, con lo
scopo di evidenziare solo i saldi e le operazioni tra il gruppo ed i
terzi.
Il Bilancio consolidato
La redazione del bilancio consolidato di Gruppo comporta, fra le altre scelte,
quella del metodo di consolidamento e la necessità di individuare il trattamento
delle interessenze di terzi al patrimonio netto ed al risultato d'esercizio, tanto in
termini di valore quanto in termini di rappresentazione.
Il metodo di consolidamento integrale è quello a cui fa riferimento la normativa italiana ed è
quello più in uso.
Con questo concetto la metodologia di consolidamento (detta "consolidamento integrale")
prevede che il valore delle partecipazioni di controllate viene sostituito ai valori integrali
dell'attività e passività costi e ricavi della controllata.
Gli interessi degli azionisti di minoranza vengono evidenziati su una sola linea di bilancio nel
patrimonio netto (capitale sociale e riserve di terzi) e utili/perdite degli azionisti di minoranza.
Gli utili intersocietari se realizzati dalla controllante verso la controllata sono eliminati
integralmente. Se realizzati dalla controllata nei confronti della sua controllante vengono
eliminati solo per la parte di competenza della controllata.
Un esempio di consolidamento integrale
Bilancio società controllante Alfa
Crediti
400
Partecipazione (100%)
100
Totale
500
Capitale sociale
Debiti
Totale
200
300
500
Bilancio società Beta controllata al 100% da Alfa
Crediti
1000
Capitale sociale
Magazzino
500
Debiti
Totale
1500
Totale
100
1400
1500
Bilancio consolidato
Crediti
Magazzino
Totale
200
1700
1900
1400
500
1900
Capitale sociale
Debiti
Totale
Nota:
Nel consolidamento con il metodo integrale per la formazione del
consolidato si aggiungono i valori per il loro intero importo eliminando il valore
della partecipazione e la corrispondente quota del capitale sociale della
controllata.
Il Bilancio consolidato
Ai fini della valutazione di un gruppo di imprese, senza dubbio un
primo esame dell’andamento complessivo del gruppo deve essere
effettuato attraverso la lettura e la interpretazione del bilancio
consolidato, che, però, costituisce un bilancio complementare, sia
nei confronti di quello della società capogruppo, sia nei confronti
dei bilanci delle società controllate.
Va, invero, sottolineato che i valori del bilancio consolidato non
riflettono le peculiari condizioni delle singole società del gruppo,
ma forniscono dati la cui utilità informativa va interpretata con
queste limitazioni, in quanto può accadere che la cattiva
situazione finanziaria di una o più società del gruppo sia
compensata, nel bilancio consolidato, dalla buona situazione
finanziaria di altre società del gruppo stesso.
Il Bilancio consolidato
Il bilancio consolidato non può che dare un’indicazione di
massima, ma non esaustiva, sullo effettivo andamento del
gruppo.
E' ovvio come le condizioni caratterizzanti il rischio economico e finanziario di
gruppo condizionano in senso positivo o negativo l'area di intensità di rischio
riferibile alle singole unità subordinate.
Risulta evidente l'impatto sul rischio riferibile alle unità periferiche dei vari
fattori di natura quantitativa propri del gruppo, quali la politica di
autofinanziamento attuata, l'andamento delle vendite, la azione di economie o
diseconomie di scala, l'evoluzione della produttività, l'elasticità della struttura
economica e finanziaria e degli elementi di ordine qualitativo, quali la
potenzialità finanziaria della proprietà, la rilevanza di depositi a collaterale degli
esponenti del gruppo, la qualità del management o il livello tecnologico degli
impianti e così via.
Il che conferma la necessità di un giudizio combinato sia sulla singola unità che
sull'intero gruppo . . .
Il Bilancio consolidato
Ad esempio
L'analisi evidenzia un giudizio favorevole sull'azienda e sfavorevole sul
gruppo.
Ora, pur potendo godere di autonomia finanziaria, l'unità subordinata può
rischiare di vedere erodere il proprio equilibrio per decisione della
capogruppo, che impone di prestare il suo sostegno finanziario ad altre unità
del gruppo ed in tal caso appare arduo stimare per la azienda affidata le
possibilità di mantenersi solvibile ed il tempo oltre il quale l'accentuarsi del
rischio può diventare insostenibile per la banca.
Il giudizio per quanto favorevole espresso sull'assetto economico e finanziario
della singola azienda appare caratterizzato da una situazione di precarietà.
La cautela è d'obbligo nella valutazione delle eventuali circostanze che
potrebbero rappresentare condizioni favorevoli alla conservazione dello
equilibrio da parte dell'unità in esame in un contesto di vulnerabilità del
gruppo.
Il Bilancio consolidato
Ad esempio
L'analisi esprime un giudizio sfavorevole sull'azienda e favorevole sul
gruppo.
Il rischio della banca si fonda sulla sola appartenenza al gruppo, che
può anche abbandonare l'unità insolvente.
In tale circostanza l'importanza strategica della partecipata (grado di
coesione), l'esperienza circa la correttezza di comportamento della
casa-madre, l'entità complessiva dei fidi concessi al gruppo possono
attutire un giudizio negativo, a maggior ragione se a fronte della
assunzione di un impegno (fidejussione o lettera di patronage
vincolante) da parte della capogruppo (di cui, ovviamente, andrà
vagliata la posizione nella mappatura del gruppo per determinare la
consistenza dell'area del gruppo da questa ultima controllata).
Il Bilancio consolidato
Quindi la valutazione del credito all'entità gruppo nel suo complesso
o a livello di affiliata deve essere condotta con una visione unitaria ed
integrata dell'intero agglomerato mediante un'analisi che tragga dal
consolidamento delle informazioni relative alle singole unità utili
indicazioni sulle interdipendenze finanziarie ed operative fra le
componenti del gruppo.
Non a caso la Vigilanza evidenzia la opportunità di “procedere con
particolare cautela nella concessione di finanziamenti di importo
rilevante, valutando con rigore il merito creditizio e l'evoluzione della
situazione economico - finanziaria, in modo tale da pervenire alla
conoscenza globale della clientela (individuazione costante del
perimetro di gruppo), della sua capacità di rimborso, della qualità
economica dei progetti intrapresi, dei fattori anche congiunturali che
possono interferire sull’ andamento dei rischi”.
L’analisi
di bilancio
L’analisi di bilancio: finalità
Comprendere
l’andamento della gestione
globale dell’impresa
Diagnosticare
lo stato di salute
dell’impresa
Migliorare la visibilità
sul futuro destino
dell’impresa
L’analisi di bilancio: finalità
IL NOSTRO SCOPO E’ LEGGERE LA
GESTIONE ATTRAVERSO IL BILANCIO
Negli aspetti della :
• Solidità = attitudine a mantenere una posizione di equilibrio
strutturale, necessaria al mantenimento in vita dell’impresa nel
lungo periodo
• Liquidità = attitudine a fronteggiare gli impegni a breve con le
risorse disponibili nel breve
• Redditività = capacità di generare nel tempo una
remunerazione soddisfacente del capitale investito
trova riflesso nel
•Redditività
•Gestione corrente
•Gestione finanziaria
necessità di una
valida lettura per
“farlo parlare”
informazioni su
per questa lettura
occorre una
L’analisi di bilancio: metodologia
• Riclassificazione dello Stato patrimoniale e
del conto economico
• Analisi strutturale
• Determinazione degli indici
• Analisi dei flussi finanziari
• Analisi prospettica
L’analisi di bilancio: riclassificazione
• Cosa significa: processo di riordine dei
dati di bilancio
• Perché si riclassifica: per evidenziare
aggregati di valori significativi
L’analisi di bilancio: riclassificazione
Stato patrimoniale
Criterio finanziario: le Attività e le Passività
vengono analizzate secondo il profilo
monetario in funzione della loro liquidità o
esigibilità
Attività
Future entrate
Passività
Future uscite
L’analisi di bilancio: riclassificazione
Stato patrimoniale
IMPIEGHI
FONTI
V
I
M
E
Z
Z
I
Capitale
immobilizzato
II
Attivo realizzabile
III
Attivo disponibile
VI
di
E
S
E
R
C
I
Z
I
O
IV
Attivo liquido
VII
Patrimonio
Netto
Passività
consolidate
Passività
correnti
M
E
Z
Z
I
di
T
E
R
Z
I
Qualche prima osservazione
L’esame dell’operatore bancario sull’aggregato del capitale
immobilizzato tenderà ad accertare la proprietà degli immobilizzi tecnici
in capo all’impresa, l’adeguatezza alle necessità della gestione,
l’eventuale obsolescenza od il grado di sfruttamento degli stessi; ed
ancora la congruità e la finalità degli investimenti finanziari nel contesto
aziendale ed infine i riflessi sulla gestione degli immobilizzi
commerciali.
Tale esame può naturalmente offrire elementi per la definizione di
interventi di credito di medio-lungo termine o per operazioni di leasing.
Qualche prima osservazione
L’esame dell’operatore bancario sull’aggregato del capitale circolante
tenderà ad accertare, ad esempio:
• quanto al magazzino, la congruità rispetto al fatturato,
all’ammontare degli acquisti e ai debiti verso fornitori ed ancora la
sua rotazione espressa in giorni e la composizione qualitativa delle
giacenze;
• quanto ai crediti, la relativa composizione qualitativa e
quantitativa o le caratteristiche della clientela (ripartizione
geografica; mercato diretto di consumo o indiretto dei dettaglianti o
grossisti), la congruità rispetto alle vendite e l’andamento nel tempo.
L’osservazione di tale aggregato sarà utile ai fini, anche, della
determinazione di forme tecniche del credito da concedere per
acquisto di merci ovvero per mobilizzare i crediti
Qualche prima osservazione
Anche l’osservazione del fondo per trattamento di fine
rapporto può offrire dati interessanti in ordine alla verifica
della congruità degli accantonamenti ed i suoi eventuali utilizzi
se fisiologici od eccessivi (vi sono stati licenziamenti ?)
Qualche prima osservazione
In merito alle voci dei debiti l’addetto bancario esaminerà la
relativa congruità ed economicità in relazione all'attività
dell’impresa ed al rigiro finanziario con termini di raffronto
sul fatturato o sull'ammontare degli acquisti e verificherà i
dati dello indebitamento bancario con le rilevazioni delle
Centrali dei Rischi.
Non si dovrà trascurare l’analisi della voce relativa ai
finanziamenti dei soci.
L’analisi strutturale di bilancio
Stato patrimoniale
La riclassificazione dell’attivo e del passivo
permette già di esprimere considerazioni di primo
interesse per l’analisi di bilancio quanto alla
armonizzazione ed alla coerenza qualitativa e
quantitativa della struttura delle fonti con quella
degli impieghi.
L’analisi strutturale di bilancio
• Attività fisse
• Passività consolidate
• Mezzi propri
• Attività correnti
• Passività esigibili
Si evincono chiaramente i fattori che permettono di esplicitare un giudizio di
positività della salute aziendale: a fronte dei mezzi correnti di esercizio
(capitale circolante) le necessarie risorse possono essere raccolte a breve
(passivo corrente ) e, allo stesso modo, a fronte di investimenti fissi la
correlata provvista deve presentare una compatibilità di scadenza
L’analisi strutturale di bilancio
Ogni diversa configurazione di assetto deve essere valutata con attenzione
giacché può determinare effetti di rilievo sui profili patrimoniali e sulle
conseguenti perfomance economiche
Nell’ipotesi in cui l’azienda abbia
finanziato con debiti a breve una
massa di investimenti a medio e
lungo termine, la rischiosità dello
squilibrio può essere colta
immaginando le negative
conseguenze di una richiesta di
immediato rientro delle esposizioni
bancarie o di un mutamento dei
tassi
Nell’ipotesi in cui l’impresa abbia
finanziato non solo l’attivo fisso ma
anche parte di quello corrente con
finanziamenti a lungo, pur potendosi
intravedere una posizione di cautela
con la acquisizione di una provvista
anticipata, tenuto conto che tali
forme di finanziamento prevedono
procedure complesse e vincoli di
garanzie, la configurazione non
appare quale naturale evoluzione dei
profili gestionali ed operativi.
L’analisi di bilancio: riclassificazione
Conto economico
Sulla base della distinzione di diverse aree di gestione, i ricavi ed i costi
vengono raggruppati in categorie omogenee per ottenere la conoscenza
dei redditi di area.
I ricavi e i costi vengono scritti in forma “scalare” per ottenere la
conoscenza di margini parziali.
In questo modo è possibile comprendere il processo formativo del
reddito, che, partendo dai risultati parziali delle diverse aree
gestionali, permette di arrivare a conoscere il reddito netto generato
dall’attività aziendale.
IL CONTO ECONOMICO art. 2425 c.c.
A.
Valore della produzione
- B.
Costi della produzione
Risultato della gestione caratteristica
+/- Risultato della gestione finanziaria:
=
C.
Proventi e oneri finanziari
D.
Rettifiche di valore di attività finanziarie
Risultato della gestione ordinaria
+/- Risultato della gestione straordinaria
E.
Proventi e oneri straordinari
=
Utile prima delle imposte
-
Gestione tributaria
imposte sul reddito dell’esercizio
=
Utile netto di esercizio
L’analisi di bilancio: riclassificazione
Conto economico
•Gestione caratteristica
Viene quindi virtualmente
segmentato in aree specifiche con
connessi indicatori sintetici di
reddito particolare per maturare
un giudizio sulle modalità di
formazione del valore economico
della impresa.
La strutturazione a valore
aggiunto individua il valore della
produzione abbinandovi tutte le
voci di costo pertinenti, di modo
che sia rappresentato l’effettivo
incremento di valore economico
prodotto dalla gestione
caratteristica.
•Risultato operativo
•Gestione finanziaria
•Risultato della gestione finanziaria
•Gestione straordinaria
•Risultato ante imposte ( o corrente)
•Gestione fiscale
•Reddito (perdita) d’esercizio
L’analisi strutturale di bilancio
Conto economico
Un’area riguarda la gestione caratteristica d’impresa, con ciò intendendo il
complesso dei ricavi e dei costi attinenti alla attività economica tipica
d’impresa attraverso l’approvvigionamento dei diversi fattori produttivi, lo
svolgimento del processo di trasformazione ed il naturale collocamento dei
prodotti sul mercato.
Un’area riflette i contenuti della gestione finanziaria ed accoglie gli effetti
economici delle decisioni di copertura dei fabbisogni e degli impieghi
finanziari, riguarda cioè in particolar modo l’attività di approvvigionamento di
fonti finanziarie a titolo di credito.
Un’area riguarda la gestione straordinaria e recepisce le manifestazioni di
costo o di ricavo, che hanno natura non saltuaria, ma comunque carattere
accessorio rispetto all’attività principale e tipica d’impresa.
Un’area sintetizza le risultanze della gestione fiscale, che viene di norma
alimentata dalle sole componenti di natura tributaria
Qualche prima osservazione
Una prima attenzione dovrà essere dedicata al valore aggiunto
che viene determinato dalla somma di tutte le entrate monetarie
contabilizzate a fronte dell’uscita fisica di prodotti cui è rivolta
l’attività d’impresa, diminuita di tutte le componenti di uscita
monetaria conseguenti alla immissione nel processo produttivo
dei beni e/o servizi reali acquisiti da terze economie.
Non è difficile, perciò, riconoscere nel valore aggiunto un risultato
economico intermedio atto alla rappresentazione della sistematica
capacità d’impresa di remunerare in senso lato i fattori immessi
nei processi produttivi e, nella fattispecie, quelli connessi al
capitale investito (attraverso gli ammortamenti), al lavoro
prestato da dipendenti, al capitale raccolto a titolo di credito
(attraverso gli interessi) o a titolo di rischio (attraverso i
dividendi), ed ai servizi sociali ottenuti (attraverso le imposte).
L’analisi di Bilancio: gli indici
L’interpretazione del bilancio si esprime attraverso
una serie di indici ( o ratios), ognuno dei quali è in
grado di fornire la lettura puntuale di un segmento
specifico della situazione aziendale
il valore
segnaletico
degli indici
deriva dal confronto dei
valori assunti nel tempo
dalla stessa e nello spazio
(confronti con altre imprese
appartenenti allo stesso
settore)
CLASSIFICAZIONE DEGLI INDICI
Indici per l’analisi della gestione
corrente e della liquidità
Indicatori di struttura
- Capitale circolante netto
Indici per l’analisi della situazione
finanziaria
- Indice di indebitamento
- Indice di copertura delle immob.
- Durata media dei crediti
- Durata media dei debiti
- Giacenza media delle scorte
- Indice di disponibilità
- Indice di liquidità
Indici per l’analisi della
redditività
- Redditività del capitale netto - Redditività del capitale
investito
- Redditività delle vendite
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale
e finanziario
DOMANDE DA
PORSI:
L’AZIENDA E’ SOLIDA
PATRIMONIALMENTE?
ESISTONO LE
CONDIZIONI DI
EQUILIBRIO
FINANZIARIO?
PRINCIPALI INDICATORI
•INDICATORI DI STRUTTURA
•INDICI PER L’ANALISI DELLA
STRUTTURA FINANZIARIA
•INDICI PER L’ANALISI DELLA
GESTIONE CORRENTE E DELLA
LIQUIDITA’
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale
e finanziario
CALCOLO
INDICATORI DI STRUTTURA
Capitale circolante netto
(CCN)
Attività correnti - passività correnti
INTERPRETAZIONE
•SE IL CCN è > 0
•La Situazione Patrimoniale e
Finanziaria è EQUILIBRATA
•SE IL CCN è < 0
•La Situazione Patrimoniale e
Finanziaria non è EQUILIBRATA
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale
e finanziario
INDICI DI LIQUIDITA’
Indice di disponibilità
Indice di liquidità
CALCOLO
Attività correnti/passività correnti
(Attività correnti magazzino)/passività correnti
Gli indici di liquidità misurano la capacità della
impresa di fronteggiare i debiti a breve termine
attraverso le attività correnti
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale
e finanziario
INTERPRETAZIONE
INDICI DI LIQUIDITA’
Indice di disponibilità
Se = > 2 rileva un’azienda solvibile
Se < 1 rileva una situazione
negativa
Se = > 1 rileva una equivalenza
tra debiti a breve e risorse
disponibili per soddisfarli
Indice di liquidità
Se < 0,5 rileva un segnale di
squilibrio finanziario
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale
e finanziario
INDICI DI SOLIDITA’
CALCOLO
Indice di indebitamento
(leverage )
Totale passività/mezzi propri
Indice di copertura delle
immobilizzazioni
Mezzi propri + Debiti mlt/ immobilizzi
Gli indici di solidità misurano tanto la capacità
dell’impresa di fare fronte agli impegni di più lunga
scadenza quanto l’adeguatezza della struttura
finanziaria ed il livello di indebitamento raggiunto
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale
e finanziario
INTERPRETAZIONE
INDICI DI SOLIDITA’
Se tende a 1 rileva una adeguata
patrimonializzazione.
Indice di indebitamento
Se compreso tra 1 e 3 la
combinazione tra mezzi propri e
mezzi di terzi è ancora sufficiente
Se superiore a 3 rileva una struttura
finanziaria sbilanciata sull’esterno
Se = > 1 rileva una corretta struttura
finanziaria
Indice di copertura
delle immobilizzazioni
Se < 0,5 l’impresa evidenzia un
segnale di scompenso finanziario
Gli indici per l’analisi della gestione corrente
CALCOLO
•Durata media dei crediti
•Crediti v. clienti /ricavi netti x365
•Durata media dei debiti v.
fornitori
•Debiti v. fornitori/Acquisti
netti+spese per prest. di servizi x
365
•Durata media delle scorte
•Scorte nette/ricavi netti x 365
INTERPRETAZIONE
Tali rapporti esprimono l’efficienza
dell’azienda nella gestione del circolante
Gli indici per l’analisi della gestione corrente
Gli indici di rotazione e di durata hanno la funzione di quantificare i tempi
ed i tassi di rinnovamento relativi alle principali voci che costituiscono il
capitale circolante e che contraddistinguono l’intero processo operativo
dell’azienda.
Durata crediti
+
Durata scorte
-
Ciclo operativo
Durata debiti
Tanto più basso sarà il valore, espresso in giorni, del ciclo operativo, tanto
maggiore risulterà la capacità dell’azienda di governare la propria attività operativa
e di conseguenza il processo del capitale circolante.
Il contenimento del ciclo operativo permette di controllare l’incremento del capitale
circolante richiesto dall’attività e presumibilmente di limitare la necessità di dover
ricorrere a nuove coperture finanziarie
Gli indici per l’analisi della redditività
DOMANDE DA
PORSI:
L’AZIENDA E’ IN
GRADO DI
GENERARE UN
REDDITO
SODDISFACENTE E
DURATURO ?
PRINCIPALI INDICATORI
•REDITIVITA’ DEL CAPITALE NETTO
•REDDITIVITA’ DEL CAPITALE
INVESTITO
•REDDITIVITA’ DELLE VENDITE
Gli indici per l’analisi della redditività
CALCOLO
•-Redditività del capitale netto
(ROE)
•(Reddito netto/Capitale netto)x100
•Redditivita’ del capitale
investito (ROI)
•(Reddito operativo/Capitale
investito)x100
•Costo dei mezzi dei terzi
(ROD)
•(Oneri finanziari/mezzi di
terzi)x100
Questi indici rivestono una fondamentale importanza ai fini della valutazione della
capacità aziendale di produrre reddito e della convenienza ad investire
nell’impresa
Gli indici per l’analisi della redditività
Il ROI esprime il risultato della gestione caratteristica e
rappresenta la vera misura della capacità dell’impresa di
produrre reddito.
E’ il risultato che si ottiene dal prodotto dei seguenti indici:
ROI
ROS
(return on sales )
Risultato operativo
Vendite
x
Rotazione
Capitale investito
x
Vendite
Capitale investito
Gli indici per l’analisi della redditività
Le poste che compongono i due indici che confluiscono nel ROI
evidenziano come l’indice principale possa derivare tanto dalla
componente economica rappresentata dal risultato operativo
quanto da quella finanziaria rappresentata dal capitale
investito.
Il ROS esprime la redditività delle vendite, mentre l’indice di
rotazione del capitale investito raffigura la velocità di rotazione
delle risorse aziendali utilizzate nel conseguimento dei ricavi.
Ad un basso livello di ROS
deve corrispondere un’alta
rotazione del capitale investito
Ad una lenta rotazione del
capitale investito deve
corrispondere un’alta redditività
delle vendite
Sono queste le condizioni minime che consentono il
raggiungimento di un ROI soddisfacente
Gli indici per l’analisi della redditività
INTERPRETAZIONE
INDICI DI REDDITIVITA’
Se la Redditività del capitale
netto(ROE) > del tasso di
interesse di investimenti a
basso rischio
La redditivita’ del capitale
investito (ROI)si confronta
con il costo medio dei mezzi
dei terzi (ROD)
•Redditività soddisfacente
•Quanto più il ROI supera il ROD tanto
più l’azienda è economicamente sana
ed efficiente
Una esemplificazione: Società Alfa
200X
200Y
200Z
Quoziente di liquidità
0,71
0,66
0,70
Quoziente di disponibilità
0,80
0.77
0,82
Quoziente di
indebitamento
4,27
4,02
3,66
Copertura di immobilizzi
0,60
0,56
0,69
ROI
5,65%
6,49%
5,53%
ROE
4,00%
5,17%
3,33%
ROD
5,36%
5,84%
5,45%
Durata media crediti
196
173
177
Durata media debiti
163
143
179
Durata media scorte
29
35
36
Ciclo operativo
62
65
34
L’analisi di bilancio per flussi
Questa indagine rivela l’aspetto dinamico dell’analisi, in quanto tende ad
evidenziare l’evoluzione dei flussi di natura finanziaria espressi dall’azienda
nel periodo considerato.
Tale tecnica dettaglia e specifica la natura e la quantità delle informazioni già
ottenute con gli indici.
Ad esempio, se l’analisi per indici segnala, attraverso la diminuzione
dell’indice di indipendenza finanziaria, un maggior indebitamento globale
dell’azienda, l’analisi per flussi è in grado di specificare come hanno influito su
questa modifica l’aumento dei debiti a breve o di quelli a lungo ovvero gli
eccessivi investimenti, etc.
È, cosi ,ancora, se l’indice di liquidità è in aumento, l’analisi per flussi
dettaglia se questa nuova liquidità trae origine dalla gestione corrente (incassi
da clienti superiori ai pagamenti ai fornitori) o da operazioni straordinarie
(erogazione di finanziamenti a medio-lungo termine, versamenti di capitale,
etc.).
L’analisi di bilancio per flussi
Quale è l’origine e l’entità delle nuove fonti di
periodo ? Quale è la destinazione e l’entità dei
nuovi impieghi ?
A tale scopo i flussi vengono suddivisi a seconda dei loro
effetti sulla situazione finanziaria d’azienda in:
FONTI, ovvero, flussi finanziari che incrementano la
disponibilità di risorse;
IMPIEGHI, ovvero, flussi finanziari che assorbono
risorse preesistenti.
L’analisi di bilancio per flussi
L’individuazione dell’uno o dell’altro movimento finanziario è
effettuata esaminando le variazioni intervenute nelle voci di
bilancio secondo il seguente schema concettuale:
Gli impieghi sono segnalati, quindi, da:
• Aumento di attività immobilizzate
• Aumento delle attività correnti
• Riduzione di passività a medio e/o a breve termine
• Diminuzione del capitale proprio
Le fonti, invece, sono evidenziate da:
• Diminuzione dell’attivo fisso
• Diminuzione dell’attivo corrente
• Aumento delle passività a breve e/o a medio termine
• Aumento del capitale proprio
L’analisi di bilancio per flussi
IMPIEGHI
V.A.
Aumento attività correnti:
crediti verso clienti
attività finanziarie a breve termine
rimanenze
Investimenti fissi lordi:
finanziari
immobilizzi tecnici
Rimborso prestiti:
verso banche a breve termine
per finanziamenti
per prestiti obbligazionari
Diminuzione passività e Netto:
passività verso fornitori
fondo liquidazione personale
riduzione capitale sociale
utilizzo fondi rivalutazioni
perdite d’esercizio
TOTALE IMPIEGHI ___________
%
_________
L’analisi di bilancio per flussi
FONTI
Aumento passività correnti:
banche fornitori
altre passività finanziarie a breve
Aumento prestiti a m.l.termine:
finanziamenti
prestiti obbligazionari
Fonti generate all’interno:
fondo svalutazione crediti
fondo ammortamento
fondo indennità licenziamento
altre riserve
utile d’esercizio
Liquidazione di attività :
attività finanziarie
immobilizzi tecnici
crediti correnti
altre attività a breve termine
Altri aumenti del Netto:
capitale sociale
fondo rivalutazioni monetarie
altre passività finanziarie a m.l.termine
TOTALE FONTI
V.A.
________
%
________
L’analisi di bilancio per flussi
Nella struttura degli impieghi si può rilevare ad esempio:
1) una predominanza di investimenti
E' la condizione tipica di aziende in sviluppo che destinano le loro fonti ad incremento del
capitale investito.
Tuttavia occorre distinguere se si tratta di investimenti in immobilizzi (produttivi nel
lungo termine) o in capitale circolante e se è rilevante questo secondo tipo di
investimento ciò potrebbe denotare carenze di gestione (eccesso di scorte, difficoltà di
incassare crediti, ecc.).
L’indagine, in tal caso, sarà supportata dall’esame dello andamento degli indici di
rotazione.
2) una predominanza di rimborso di fonti.
Sarà necessario indagare se si rimborsano fonti di rischio (ai soci) o di debito
(finanziamenti esterni). Nel primo caso la situazione finanziaria risentirà sia della minore
disponibilità di fonti sia del maggior peso delle fonti esterne residue; nel secondo caso,
pur risentendo di minore disponibilità di fonti, l’azienda contribuirà alla sua
ricapitalizzazione comprimendo la incidenza degli oneri finanziari.
In parallelo si potranno così osservare l’indice di indipendenza finanziaria o quello della
incidenza degli oneri finanziari a seconda dei casi.
L’analisi di bilancio per flussi
Nella struttura delle fonti si può, ad esempio, rilevare:
1) una predominanza di fonti esterne
In tal caso andrà distinto il peso delle fonti da soci o da altri
finanziatori: nel primo caso ci si muove verso una positiva
ricapitalizzazione della azienda; nel secondo caso verso
l'indebitamento.
2) una predominanza di fonti da disinvestimento
Non vi è reale aumento di fonti finanziarie immesse nell’azienda, ma
semplicemente un recupero di fonti già precedentemente ottenute.
Se i disinvestimenti avvengono soprattutto sul capitale fisso, ciò può
segnalare un processo di rinnovamento o di contrazione del capitale
investito; con interesse possono essere valutate le riduzioni del
capitale circolante nel caso in cui segnano una maggiore efficienza
gestionale e rotazione dei mezzi investiti purché con benefici sul
reddito d’impresa.
L’analisi prospettica di Bilancio
L’analisi di bilancio, anche se svolta su
dati passati, ha sempre lo scopo di
valutare le prospettive dell’impresa.
Ed invero con l’analisi prospettica ci si
propone di costruire dei documenti in
cui si sintetizza la probabile evoluzione
economica, finanziaria e patrimoniale
dell’impresa nel prossimo esercizio.
L’analisi prospettica di Bilancio
I supporti più usati per tale tipo di analisi sono:
•il piano di previsione o piano di cassa che consente di
individuare i flussi finanziari previsti e determinare il fabbisogno
periodico di copertura di tesoreria,
•il colloquio con l’azienda per approfondire gli aspetti in ordine
alla politica del circolante (struttura della concorrenza e mercati
di sbocco, condizioni di approvvigionamento, tempi di
produzione; condizioni di vendita), alla politica degli
investimenti (progetti di ampliamento, effetti sul fatturato e sui
costi di produzione, etc.),
•la redazione di stati patrimoniali ed economici "pro forma".
IL BILANCIO DI ESERCIZIO
SECONDO I PRINCIPI
CONTABILI NAZIONALI E
INTERNAZIONALI
Il sistema delle regole contabili
Il sistema delle regole contabili per la redazione del
bilancio d’esercizio è centrato sulle norme del
Codice Civile, da ultimo modificate dalla riforma del
diritto societario.
Tale normativa, tuttavia, risulta generica e sintetica.
Infatti, le norme di legge fissano la disciplina
generale e necessitano di integrazioni e
interpretazioni di tipo tecnico, fornite dai Principi
Contabili.
I principi contabili
I modelli dei bilanci sono costruiti sulla base di
regole (PRINCIPI CONTABILI) che rappresentano
convenzioni adottate in un dato contesto storico,
sociale ed economico.
Dalla loro applicazione deriva quindi la
rappresentazione di una realtà,ossia di un ammontare
di reddito e capitale che si può ritenere corretto in
relazione al rispetto delle norme convenzionalmente
adottate per la costruzione del modello.
I principi contabili
I Principi Contabili sono le buone regole della Ragioneria e
dell’Economia Aziendale sulla corretta tenuta della contabilità e
sulla formazione dei bilanci.
I Principi Contabili Italiani si applicano a tutte le imprese, a
prescindere dalle loro dimensioni.
Nella gerarchia delle fonti, i Principi Contabili sono subordinati sia
alle leggi che ai regolamenti e non possono, dunque, essere in
contrasto con essi.
I principi contabili hanno dunque:
•una funzione integrativa, laddove le norme di legge risultino
“insufficienti”
•una funzione interpretativa delle norme di legge in chiave
tecnica. La legge, infatti, fissa i principi generali e rinvia
implicitamente a regole tecniche per l’applicazione pratica
I principi contabili internazionali
Con la progressiva globalizzazione dei mercati, è emersa la
esigenza che la informazione economico-finanziaria deve poter
essere fruita in ambiti che trascendono quelli dei singoli Stati:
occorre cioè che gli operatori economici siano in grado di
interpretare e comparare i bilanci delle diverse imprese e ciò sta
portando ad una progressiva armonizzazione degli standard
contabili.
I principi contabili internazionali rappresentano una sorta di
linguaggio comune volto a consentire alle imprese di tutto il
mondo di confrontarsi fra loro in modo agevole e chiaro a
prescindere dai rispettivi Paesi di provenienza.
I principi contabili internazionali
Dalla normativa comunitaria alla normativa nazionale
Direttiva Ce n. 65/2001
Regolamento Ce n. 1606/2002
Direttiva Ce n. 51/2003
D. lgs. n. 394 / 2003
D. lgs. n. 38 / 2005
I principi contabili internazionali
Bilancio consolidato
a) le società quotate, ossia società
emittenti strumenti finanziari
ammessi alla negoziazione in
mercati regolamentati di qualsiasi
stato membro dell’unione europea,
diverse dalle imprese di
assicurazione;
b) le società aventi strumenti
finanziari diffusi tra il pubblico,
diverse dalle imprese di
assicurazione;
c) le banche, le società finanziarie
capogruppo dei gruppi bancari
iscritti nell’albo, le società di
intermediazione mobiliare (sim), le
società di gestione del risparmio
(sgr), le società finanziarie iscritte
nell’albo, gli istituti di moneta
elettronica (imel);
Bilancio d’esercizio
Facoltà
Obbligo
dal 2005
dal 2005
Obbligo
dal 2006
I principi contabili internazionali
d) le imprese di assicurazione;
e) le società controllate, ossia le
società incluse nel bilancio
consolidato redatto dalle società
precedenti, diverse da quelle che
possono redigere il bilancio in
forma abbreviata ex art. 2435 bis
c.c. e diverse da quelle indicate
alle lettere precedenti;
f) le società che redigono il
bilancio consolidato, diverse da
quelle indicate alle lettere
precedenti e diverse da quelle che
possono redigere il bilancio in
forma abbreviata ex art. 2435 bis
c.c.;
g) le società rimanenti, diverse da
quelle che possono redigere il
bilancio in forma abbreviata ex
art. 2435 bis c.c.
Bilancio consolidato
Bilancio d’esercizio
Obbligo dal 2005
Obbligo dal 2006
solo se quotate
Facoltà dal 2005
Facoltà dal 2005
===========
Facoltà dal 2005
se controllate
dalle società di cui
alla lettera f)
Il modello di bilancio civilistico
Il legislatore italiano ha stabilito con esattezza e in
modo uniforme contenuto e struttura del bilancio per
tutte le imprese costituite nella forma giuridica di
società di capitali
Fanno eccezione le imprese che svolgono determinate
attività per le quali sono previsti contenuti e strutture
specifici che meglio si adattano alle loro particolari
realtà aziendali
Il modello di bilancio civilistico
BILANCIO
STATO PATRIMONIALE
CONTO ECONOMICO
OBIETTIVO
REDDITO
REALIZZATO
PRUDENZA
TUTELA
CREDITORI
Il modello di bilancio civilistico
I postulati di bilancio sono principi fondamentali di carattere
generale, linee guida che gli amministratori devono
assumere come riferimento nella redazione del bilancio
d’esercizio con lo scopo di fornire informazioni corrette sulla
situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della
azienda
clausola generale
postulati
di
bilancio
principi di redazione
Il modello di bilancio civilistico
CLAUSOLA GENERALE
(ART. 2423)
CHIAREZZA
VERITA’
CORRETTEZZA
“Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve
rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione
patrimoniale e finanziaria della società e il risultato
economico dell’esercizio (art. 2423 c. c.)”
Il modello di bilancio civilistico
PRUDENZA
COMPETENZA
PRINCIPI
REDAZIONE
CONSIDERAZIONE
RISCHI E PERDITE
CONOSCIUTE DOPO
LA CHIUSURA
DELL’ ESERCIZIO
PREVALENZA
SOSTANZA
CONTINUITA’
COSTANZA NEI CRITERI DI
VALUTAZIONE
Il modello di bilancio civilistico
Analizzando le regole di costruzione emergono le
caratteristiche fondamentali, quali in particolare:
 rilevanza del principio della prudenza;
 inderogabilità del costo quale criterio base delle
valutazioni di bilancio;
focalizzazione dell’ informazione sul reddito di esercizio.
Il modello di bilancio IAS
BILANCIO
STATO PATRIMONIALE
CONTO ECONOMICO
RENDICONTO FINANZIARIO
OBIETTIVO
PREVISIONE DEI
FLUSSI DI CASSA
INFORMAZIONE
PER GLI
INVESTITORI
Il modello di bilancio IAS
IMPRESA IN FUNZIONAMENTO
COMPETENZA
ASSUNTI
COMPRENSIBILITA’
PRINCIPI
DI
REDAZIONE
CARATTERISTICHE
SIGNIFICATIVITA’
COMPARABILITA’
PREVALENZA
SOSTANZA
RAPPRESENTAZIONE
FEDELE
ATTENDIBILITA’
Il modello di bilancio IAS
I principi internazionali delineano, innanzitutto, un modello di
bilancio tendenzialmente a “valori correnti”, caratterizzato:
da un inferiore livello di prudenza, poiché le valutazioni al
valore corrente eliminano “riserve di valore” presenti nel
modello a costi storici;
dalla possibilità di distribuire utili non ancora realizzati,ma
rilevati in bilancio sulla base del valore corrente di attività di
pronto realizzo;
da una maggiore variabilità dei risultati di bilancio e dell’
ammontare di patrimonio netto.
La struttura del bilancio civilistico
A norma dell’ art. 2423 C.C. il bilancio di esercizio si
compone di tre documenti:
Stato Patrimoniale;
Conto Economico;
Nota Integrativa.
La relazione sulla gestione degli amministratori,
richiesta dall’ art.2428 C.C. non fa invece parte del
bilancio, ma ne rappresenta un semplice allegato,al
pari della eventuale relazione del collegio sindacale e
del soggetto incaricato del controllo contabile.
La struttura del bilancio IAS
Il modello di bilancio IAS è invece composto da:
Stato Patrimoniale;
Conto Economico;
Prospetto delle variazioni di patrimonio netto;
Rendiconto finanziario;
Note esplicative.
Lo IAS incoraggia inoltre le imprese a presentare una
relazione degli amministratori sull‘ andamento
economico e finanziario dell’ impresa.
Lo stato patrimoniale
Secondo i principi contabili nazionali, é il prospetto contabile deputato a
esporre il patrimonio aziendale alla data di riferimento,cioè, la situazione
patrimoniale dell’ azienda e la sua situazione finanziaria”: lo schema
previsto dall’ art. 2424 c. c. è idoneo a fornire un’ informativa completa
per ciò che concerne il profilo patrimoniale,ovvero delle attività(esposte
secondo il criterio di destinazione) e delle passività (raggruppate in base
alla natura delle fonti di finanziamento).
I principi contabili internazionali, a differenza della disciplina civilistica e
dei principi contabili nazionali, che si limitano a descrivere lo schema
dello S.P. senza definire le caratteristiche dei relativi elementi,
propongono una definizione dei concetti di attivo, passivo e patrimonio
netto.
Le attività vengono considerate come risorse controllate dall’impresa,
dalle quali sono attesi benefici futuri. Le passività vengono definite come
obbligazioni attuali dell’ impresa nascenti da operazioni svolte in passato
il cui regolamento porterà alla fuoriuscita di risorse. Il patrimoni netto
viene definito, residualmente, come la differenza tra elementi attivi e
elementi passivi
Il conto economico
Secondo i principi contabili nazionali, é il prospetto contabile
deputato a fornire un’ espressiva rappresentazione e
dimostrazione delle operazioni di gestione, mediante una sintesi
dei componenti positivi e negativi di reddito che hanno
contribuito a determinare il risultato economico conseguito,
raggruppati in modo da fornire significativi risultati intermedi” .
I principi contabili internazionali propongono una precisa
definizione dei concetti di “costo” e “ricavo”.
I costi rappresentano decrementi di benefici economici ascrivibili
all’ esercizio, che si concretizzano nel deflusso, nella
svalutazione di attività o nell’ incremento di passività. Per contro,
i ricavi rappresentano incrementi di benefici economici ascrivibili allo
esercizio,che trovano manifestazione nella forma di afflusso,
rivalutazione di attività o di decremento di passività.
Il prospetto delle variazioni del
patrimonio netto
Lo IAS prevede che faccia parte integrante del bilancio di esercizio
anche un documento che evidenzi le variazioni intervenute nelle poste
di patrimonio netto nel periodo amministrativo a cui si riferisce il
bilancio, mentre il legislatore italiano impone l’ evidenziazione di
informazioni equivalenti nell’ ambito della Nota Integrativa.
Lo IAS richiede che tale prospetto sia costituito di due parti.
La prima deve evidenziare l’ utile o la perdita dell’ esercizio, le voci
relative ad oneri o proventi di cui altri principi contabili richiedono l’
imputazione a patrimonio netto
La seconda deve illustrare le operazioni sul capitale con i soci ed
eventuali distribuzioni di capitale agli azionisti ed il saldo degli utili o
delle perdite accumulati all’ inizio dell’ esercizio ed i movimenti
intervenuti nell’esercizio.
La nota integrativa
Secondo i principi contabili nazionali, è il documento deputato a
illustrare e supportare i dati esposti nello stato patrimoniale e
nel conto economico, per la loro natura sintetici e quantitativi,
attraverso informazioni esplicative, supplementari e
complementari.
Nei principi contabili internazionali, la nota integrativa viene
sostituita dalle “note di bilancio” , le cui funzioni coincidono con
quelle assegnate al documento descrittivo nel modello
nazionale.
La relazione sulla gestione
Nella disciplina civilistica la relazione sulla gestione deve
informare “sulla situazione della società e sull’ andamento della
gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha
operato, anche attraverso imprese controllate,con particolare
riguardo ai costi, ai ricavi, agli investimenti” .
I principi contabili internazionali, pur non imponendone la
redazione, incoraggiano le imprese a presentare, oltre al bilancio,
un documento denominato relazione degli amministratori, allo
scopo di illustrare quei profili della realtà aziendale che non
possono trovare adeguata rappresentazione nei prospetti contabili
e nelle note integrative.
Il rendiconto finanziario
Secondo i principi contabili nazionali, pur non essendo esplicitamente
menzionato dalla nostra disciplina civilistica, il rendiconto finanziario
rappresenterebbe, nei rapporti di comunicazione aziendale col mondo
eterno, un documento informativo di fondamentale importanza.
I principi contabili internazionali riconoscono al rendiconto finanziario il
ruolo di elemento costitutivo del bilancio e ne prescrivono la redazione
obbligatoria.
Per ciò che concerne la struttura la disciplina IAS individua tre sezioni:
la sezione operativa che corrisponde all’ area della gestione reddituale,
la sezione degli investimenti, e la sezione delle fonti, che somma in sé i
flussi derivanti dai movimenti sia delle passività in senso stretto,sia delle
voci di patrimonio.
Il raffronto
Il bilancio civilistico prevede una illustrazione dello Stato patrimoniale rigida
e di tipo misto:
• Attività (sono classificate in base alla destinazione economica): un’attività
è rilevata tra le immobilizzazioni se la durata di utilizzo o di scadenza
riguarda un periodo non breve o tra l’attivo circolante se l’attivo è destinato a
realizzarsi entro un breve periodo
• Passività (sono classificate in base alla natura): Fondi per rischi ed oneri
che rappresentano le passività indeterminate nell’importo o nella data di
sopravvenienza e debiti che sono le passività certe o determinate nella data
di sopravvenienza
Il bilancio IAS non prevede una illustrazione rigida:
• Un’attività corrente deve essere classificata nell’attivo corrente quando
rientra nel ciclo operativo dell’impresa o nel periodo amministrativo annuale.
• Una passività corrente deve essere classificata nel passivo corrente quando
Dovrebbe essere estinta nel normale corso del ciclo operativo dell’impresa
oppure l’estinzione è dovuta entro dodici mesi dalla data di bilancio
Il raffronto
Il conto economico nel bilancio civilistico si articola in uno
schema che si presenta nella forma espositiva scalare che
meglio si presta ad evidenziare i risultati parziali della gestione.
I principi IAS richiedono sempre ed obbligatoriamente
un’analisi dei ricavi e costi sia per destinazione che per natura.
• OPERAZIONI A MEDIO-LUNGO
TERMINE
• I MUTUI
• Definizione:Art.1813 del c.c.
• “Il mutuo è il contratto col quale una parte
consegna all’altra una determinata
quantità di denaro o di altre cose fungibili,
e l’altra si obbliga a restituire altrettante
cose della stessa specie e qualità”
• I mutui possono essere:
• Chirografari (non assistiti da garanzia
reale o assistiti da garanzie personali, es.
fidejussione)
• Ipotecari: se assistiti da ipoteca su beni
immobili o mobili iscritti in pubblici registri)
• Ipoteca: definizione: art.2808 c.c.
• “L’ipoteca attribuisce al creditore il potere
di espropriare, anche in confronto del
terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia
del suo credito e di essere soddisfatto, con
preferenza, sul prezzo dall’espropriazione”
• Sono capaci di ipoteca:
1. Beni immobili che sono in commercio
con le loro pertinenze
2. L’usufrutto dei beni stessi
3. Il diritto di superficie
4. Il diritto del concedente e dell’enfiteuta e
quello del concedente sul fondo
enfiteutico
• Grado dell’ipoteca:
• La priorità della data (il grado) risulta
dall’ordine di presentazione.
• E’ ammesso il pari grado
• L’ipoteca diventa inefficace con
l’estinguersi del debito sottostante
• La cancellazione è l’atto formale che
decreta l’estinzione del credito garantito
• L’ipoteca si prescrive decorsi 20 anni dalla
sua iscrizione (salvo proroga)
Le immobilizzazioni materiali
I principi contabili nazionali illustrano le caratteristiche proprie delle
immobilizzazioni materiali evidenziandone la natura contabile , ossia il
fatto che si tratta di costi anticipati o sospesi comuni a più periodi
amministrativi, la natura fisica, consistente nella caratteristica della
materialità e la natura economica, consistente nella strumentalità .
Nei principi contabili internazionali (IAS 16 ) la definizione dei beni
della specie non si differenzia, da quella dei principi contabili
nazionali, in quanto essi identificano “immobili, impianti e macchinari
sono attività materiali che sono possedute dall’ impresa per essere
utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi e ci si
attende siano utilizzate per più di un esercizio.”
Secondo le norme ed i principi nazionali, tali immobilizzazioni devono
essere iscritte al costo di acquisto,se acquisite esternamente, o di
produzione, se realizzate internamente.Nel costo di acquisto si
computano i costi accessori.
Anche ai sensi dello IAS 16, devono essere inizialmente valutate al
costo ( nel quale sono però incluse anche le spese stimate per lo
smantellamento, per la rimozione dell’ attività e la bonifica del
luogo)
Il leasing
Secondo le norme ( d. lgs 6/2003) ed i principi contabili nazionali, il
leasing viene configurato nello stato patrimoniale del locatore nella
voce Immobilizzazioni e nella Nota Integrativa del bilancio del
locatario si devono riportare tutte le informazioni necessarie per
poter riesporrre l’ operazione con il metodo finanziario .
Secondo il metodo finanziario (previsto dall’IAS 17) la
contabilizzazione del leasing finanziario avviene riportando nello
stato patrimoniale tra le Immobilizzazioni il valore del bene al costo
sostenuto, e riportando il debito verso la società di leasing; mentre
nel conto economico viene riportato l’ammortamento del costo ed i
relativi oneri finanziari.
Le rivalutazioni
La normativa civilistica è fortemente ancorata al criterio del costo
storico che rappresenta il limite massimo di iscrizione delle
immobilizzazioni, che possono essere oggetto di rivalutazione solo nei
casi in cui specifiche disposizioni legislative lo prevedano.
I principi contabili internazionali, pur indicando quale trattamento
contabile di riferimento quello del costo, accetta , quale criterio
alternativo la possibilità di procedere alla rivalutazione del costo storico
sino al loro fair value,al netto degli ammortamenti.
L’ applicazione di tale opzione determina il passaggio ad un sistema
fondato sui valori correnti che deve essere costantemente aggiornato
con rivalutazioni periodiche dei cespiti. La frequenza dell’
aggiornamento del valore dipende dalle oscillazioni dei relativi valori
correnti.
I parametri di stima del fair value sono: a) per terreni e fabbricati, il
prezzo di mercato; b) lo stesso vale per impianti e macchinari dove
esista un valore di mercato o in caso contrario, il costo di sostituzione
ammortizzato.
Le rimanenze di magazzino
Il codice civile enuncia il fondamentale principio di valutazione al
“minore fra costo e valore di realizzazione” : le rimanenze devono
essere valutate al costo di acquisto o produzione interna,senza
possibilità di operare maggiori valutazioni, ma con l’ obbligo di
procedere alla loro svalutazione nel caso in cui il valore di realizzazione
desumibile dall’ andamento del mercato sia inferiore.
Quanto al costo di acquisto, costituito dal prezzo di acquisto
maggiorato degli oneri accessori di diretta imputazione, le indicazioni
dei principi contabili nazionali ed internazionali sono sostanzialmente
identici.
Ed allo stesso modo può dirsi per il valore di realizzo che deve essere
desunto dall’ andamento del mercato.
Le rimanenze di magazzino
I principi contabili nazionali precisano che l’ applicazione del criterio
del costo è agevole quando i beni sono chiaramente individuabili,
mentre se le rimanenze sono costituite da beni fungibili per i quali
risulti impossibile seguire contabilmente la formazione del
costo,occorre individuare metodi convenzionali di imputazione dei
costi: a) media ponderata; b) Fifo (first in first out); c) Lifo (last in
first out). Si ammette un ulteriore metodo, il “lifo a scatti”, che
rappresenta lo standard di riferimento per le valutazioni delle
rimanenze ai fini fiscali
I principi contabili internazionali (IAS 2 ) indicano quali
trattamenti contabili di riferimento,il fifo e la media
ponderata,ammettendo il lifo solo quale criterio alternativo.
I crediti
Secondo il codice civile ed i principi contabili nazionali, i crediti
devono essere iscritti in bilancio al presumibile valore di
realizzo.
Nei principi contabili internazionali non esiste un apposito
principio che tratti dei crediti, che devono essere considerati
“attività finanziarie” e in quanto tali valutati al fair value.
Il patrimonio netto
Il Patrimonio netto è trattato nei principi contabili nazionali, che
ne effettuano un esame circa la funzione e le modalità di
formazione delle singole voci.
Nei principi contabili internazionali, non esiste alcun principio
che si occupi specificamente del patrimonio netto.
Il conto economico
Ai fini della distinzione fra i componenti ordinari ed i componenti straordinari del
reddito di esercizio, secondo il codice civile e i principi contabili nazionali, per
qualificare straordinario un componente reddituale,è necessaria l’ estraneità della
fonte del provento o dell’ onere rispetto alla gestione ordinaria.
Il principio contabile individua le cause di estraneità alla gestione ordinaria nella
estraneità all’ attività ordinaria dell’ impresa, allo esercizio di riferimento e negli
aspetti tecnico-contabili
I principi contabili internazionali prevedono che ai fini della distinzione fra
componenti ordinari e straordinari rilevi solo la estraneità alla gestione ordinaria
dell’ impresa e non anche la estraneità del componente all’ esercizio di
riferimento o la sua derivazione da aspetti tecnico-contabili.
Tali due ultime circostanze danno luogo all’ adozione di modalità di
contabilizzazione,non ammissibili nel nostro ordinamento, che hanno l’ effetto di
non far concorrere il componente reddituale alla formazione del risultato dell’
esercizio corrente.
• FINANZIAMENTI A MEDIO-LUNGO
TERMINE
• MUTUI
• Definizione: art.1813 c.c
• “Il mutuo è il contratto col quale una parte
consegna all’altra una determinta quantità
di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra
si obbliga a restituire altrettante cose della
stessa specie e qualità”
• MUTUI:
• Chirografari (quelli non assistiti da
garanzie reali)
• Ipotecari se assistiti da garanzia ipotecaria
• IPOTECA. Definizione: art.2808 c.c
• “L’ipoteca attribuisce al creditore il potere
di espropriare, anche in confronto del
terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia
del suo credito e di essere soddisfatto, con
preferenza, sul prezzo dall’espropriazione”
• L’ipoteca può avere per oggetto sia i beni
del debitore, sia i beni di un terzo (terzo
datore di ipoteca.
• La garanzia si può costituire:
• Su beni immobili
• Su beni mobili registrati
• I beni restano nella sfera giuridica
patrimoniale del proprietario
• Sono capaci di ipoteca immobiliare:
• Beni immobili che sono in commercio con
le loro pertinenze
• L’usufrutto dei beni stessi
• Il diritto di superficie
• Il diritto del concedente e dell’enfiteuta e
quello del concedente sul fondo enfiteutico
• GRADO DELL’IPOTECA
• Ordine di presentazione quale appare nel
“registro generale d’ordine”
• E’ possibile l’iscrizione di ipoteche con pari
grado
• L’ipoteca si estingue per estinzione del
credito garantito
• Cancellazione atto formale che ne attesta
l’estinzione
• Prescrizione decorsi 20 anni dalla data di
iscrizione
DECRETO BERSANI BIS D.L.2/4/2007n.7,art.6
Le legge prevede la estinzione automatica
dell’ipoteca a garanzia di un mutuo dopo
30 giorni dalla sua estinzione, senza che
sia necessaria l’autentica notarile
dell’assenso alla cancellazione.
E’ sufficiente la comunicazione della Banca
alla Conservatoria e al debitore.
• CREDITO FONDIARIO
• Definizione: art. 38 T.U.B.
• “Il Credito fondiario ha per oggetto la
concessione, da parte di banche, di
finanziamenti a medio e lungo termine garantiti
da ipoteca di primo grado su immobili” “ nonché
l’ipotesi in cui la presenza di precedenti iscrizioni
ipotecarie non impedisce la concessione dei
finanziamenti
• “Le ipoteche a garanzia dei finanziamenti
non sono soggette a revocatoria
fallimentare quando siano state iscritte
dieci giorni prima della pubblicazione della
sentenza dichiarativa di fallimento”
•
•
•
•
Legge fallimentare art. 67 lettera c):
“Non sono soggetti all’azione revocatoria
…….
le vendite a giusto prezzo d’immobili ad
uso abitativo, destinati a costituire
l’abitazione principale dell’acquirente o di
suoi parenti e affini entro il terzo grado”
• Art.40 T.U.B.
• “I debitori hanno facoltà di estinguere
anticipatamente, in tutto o in parte, il
proprio debito”
• Art.7 D.L 7/2007 (Legge Bassanini)
• E’ fatto divieto di prevedere penali in
caso di estinzione, totale o parziale, del
mutuo richiesto per l’acquisto della
prima casa
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L`analisi di Bilancio