Ristrutturazione, ammodernamento Latticini e formaggi Come rinnovare il vostro locale caldi e freddi N. 07/08 ‒ luglio/agosto 2010 buongiorno italia La rivista per i ristoratori italiani in Germania Cocktails Speciale Birra ChefMedia Verlag GmbH, Bechsteinstraße 27, 99423 Weimar PVSt, Deutsche Post AG, Entgelt bezahlt, 61497 Immagine copertina: elenathewise/fotolia € 4,50 (in Germania) Editoriale Cari lettori, sicuramente vi domanderete a chi appartenga il volto nella foto qui alla nostra destra… ecco pronta la risposta: mi chiamo Elena e a partire dall’uscita di luglio/ agosto curerò buongiorno italia in qualità di caporedattrice. Vi potrete rivolgere a me per le vostre proposte o richieste, per menzionare temi che vi stanno a cuore o anche semplicemente se siete interessati al nostro mensile. Buongiorno italia si potrà arricchire grazie al nostro lavoro e al vostro contributo di contenuti interessanti, preziose interviste e inchieste di approfondimento. Il nostro numero di luglio sarà focalizzato su questioni che premono il mondo di ristoratori e gastronomi, quali le opportunità che vi sono per ammodernare e rilanciare il proprio locale, per poi addentrarsi nel mondo dei cocktail, con stuzzicanti idee-ricetta, ed approfondire da ultimo il succulento capitolo del formaggio, permettendoci di carpire qualche informazione in piú al riguardo e fare la conoscenza di aziende interessanti. Lo speciale dell’uscita sarà immancabilmente legato alla birra, la bevanda regina del panorama tedesco che però, sempre di piú, sta divenendo punto di forza della distribuzione commerciale italiana in Germania. E agli interessi ed esigenze degli italiani attivi come gastronomi in Germania buongiorno italia si dedicherà con rinnovato impegno, senza imporre dall’alto argomenti astratti, ma accogliendo nella sua line editoriale le idee ed ascoltando la voce dei “diretti interessati”. La possibilità di stabilire, attraverso la pagina scritta, un filo diretto con tanti altri italiani che da anni vivono e lavorano in Germania è stato uno degli aspetti che piú mi hanno affascinato della mia nuova “mansione”. L’intensa interazione tra Italia e Germania non è stata però, per me, esattamente una “novità dell’ultim’ora”… . Il percorso è curioso, ma non poi cosí originale; tutto è iniziato in un freddo inverno berlinese, il famigerato “semestre Erasmus”... . Sei mesi divenuti un anno, divenuti il master in Interpretazione di conferenza all’università di Heidelberg, divenuti infine l’opportunità di collaborare all’alacre lavoro di una piccola redazione di Weimar… Ma mi sto di nuovo “perdendo in parole”… desisterò, per potervi augurare un piacevole intrattenimento in compagnia di buongiorno italia, un vivo interesse e tanta voglia di “saperne di piú”. Buona lettura! buongiorno italia 07-08/2010 immagini: bi In questo numero Ristrutturazione, ammodernamento 8 | Come rinnovare il vostro locale pagina 8 Cocktails 16 | alcolici e analcolici pagina 16 Latticini e formaggi 34 | caldi e freddi pagina 34 Rubriche Affari Rubriche 3| Editoriale 6| Attualità 7| Qualche idea in più 14 | Consigli legali: mobbing e W-LAN 15 | Ricette: Menù 25 | Speciale: Alte Abtei, Knick`n`clean buongiorno italia 07-08/2010 26 | Speciale birra 38 | Le spezie: la cannella 39 | Caffé: Segafredo 40 | Novità vinicole: vini romagnoli da riscoprire 45 | Il Bel Paese in Germania immagini: Rainer Sturm/pixelio, Günter Menzl/fotolia, siepmannH/pixelio Ristrutturazione, ammodernamento Kunstkopie L’arte a portata di tutti G li affreschi sono da sempre stati una delle forme di pittura muraria più amate in ogni tempo e luogo. Adesso l’azienda Kunstkopie.de rende possibile decorare le pareti dei propri locali con i motivi più famosi della storia dell’arte. Una soluzione che donerà agli interni un tocco di eleganza e spirito avanguardistico. Il catalogo di Kunstkopie.de offre oltre 200.000 riproduzioni di dipinti di oltre 25.000 autori, ordinati in base alla corrente artistica, ai musei di appartenenza, alle tematiche e agli autori. La scelta del formato è vasta, così come il materiale su cui la pittura viene stampata. Sul sito internet dell’azienda di Amburgo è possibile scegliere e ordinare una copia di un famoso affresco, di una foto conosciuta, sia essa moderna o storica. La dimensione la decidono i clienti e il motivo viene stampato su un telo in TNT in cellulosa naturale, che si applica facilmente alla parete. Il TNT stampato in modo digitale offre una riproduzione precisa. Se volete cambiare decorazione potete rimuovere l’affresco a secco senza problemi. Per saperne di più www.kunstkopie.de Rentschler Reven Basta con vapori e odori molesti L a Rentschler Reven-Lüftungssysteme GmbH è nata nel 1980, ma porta con sè una lunga tradizione di famiglia che risale al 1905. In quell’anno il capostipite della attuale generazione, che già si era occupato di ventilazioni e cappe per cucine industriali, fondò una prima fabbrica di acciaio. Negli anni ’80 quindi nacque la seconda ala della ditta, che si occupa del montaggio dei separatori di vapori per industrie. Un lavoro di precisione e di competenza tecnica per cui la ditta REVEN è conosciuta in tutto il mondo. Grazie alla sua lunga esperienza nel campo delle condotte di areazione, REVEN ha sviluppato in questi ultimi anni vari sistemi per migliorare l’impianto di areazione del vostro locale. In particolare vogliamo presentare qui un nuovo 12 filtro per odori da installare in impianti di areazioni orizzontali. Questo nuovo prodotto è indicato proprio per cucine piuttosto piccole dove l’impianto di areazione rimanda nel locale l’aria precedentemente aspirata. Con questo nuovo prodotto della ditta REVEN, facilmente applicabile ai vostri sistemi di areazione, l’aria ritornerà in circolo pulita e depurata dagli odori e dalle particelle di grasso. Per saperne di più www.reven.de immagini Kunstkopie, Reven buongiorno italia 07-08/2010 Consigli legali Consigli legali Mobbing e W-LAN – ecco un paio di utili consigli N ell’articolo di questo mese tratteremo due temi attuali, che riguardano l’imprenditoria. Nella prima parte cercheremo di delineare le possibili reazioni di un datore di lavoro confrontato con il cosiddetto mobbing, mentre nella seconda parte ci occuperemo della nuova sentenza della Corte federale civile per quanto concerne il W-LAN. Alessandro Bellardita Alessandro Bellardita si è laureato in giurisprudenza nel 2005, poi ha svolto un corso di dottorato di ricerca nell‘ambito del diritto commerciale presso l‘università di Mannheim. Attualmente lavora come assistente in uno studio legale specializzato in diritto dell‘economia a Mannheim e svolge il tirocinio presso il tribunale di Darmstadt. 1. Mobbing Il mobbing sul posto di lavoro rappresenta un tema rilevante per tutta l’impresa. Non esiste una definizione univoca di mobbing: in linea generale il mobbing è “un comportamento ripetuto e irragionevole rivolto contro un dipendente o un gruppo di dipendenti tale da creare un rischio per la salute e la sicurezza”. In questa definizione “comportamento irragionevole” sta ad indicare un comportamento che, secondo una persona ragionevole, perseguita, umilia, intimidisce o minaccia. “Comportamento” comprende le azioni di singoli individui o di un gruppo, mentre per “rischio per la salute e la sicurezza” s’intende il rischio alla salute mentale o fisica del lavoratore dipendente. Il mobbing spesso implica uno sviamento o abuso di potere, nel qual caso la vittima del mobbing può incontrare difficoltà nel difendersi. Il mobbing può comportare aggressioni sia verbali che fisiche, così come atti più subdoli come la denigrazione del lavoro di un collega o l’isolamento sociale. Il mobbing – in casi estremi – può manifestarsi in violenza, sia fisica che psicologica. Ma come deve reagire un datore di lavoro confrontato con il mobbing? Ammettiamo, dunque, il caso che un dipendente lamenti al proprio capo alcune azioni di mobbing da parte di un altro dipendente. In questo caso il datore di lavoro dovrebbe ascoltare attentamente quanto riportato dal proprio dipendente e annotarsi quanto sentito (ad esempio nella propria agenda). In seguito dovreb- 14 be cercare di scoprire se quanto riportato ha un fondamento: è alquanto importante sentire l’opinione del dipendente accusato di mobbing per escludere che si possa trattare di un comportamento reciproco. Nel caso in cui, invece, il dipendente colpito da azioni di mobbing dovesse aver ragione, bisogna avvertire l’altro dipendente con una cosiddetta Abmahnung. In questo caso il datore di lavoro deve mostrare al dipendente accusato di comportamento scorretto che una conseguenza possibile delle sue azioni potrebbe essere il licenziamento. Se il datore invece non reagisce o, ancor peggio, non prende sul serio la vittima di mobbing, rischia un’azione legale volta al risarcimento del danno morale e materiale. In casi estremi – ad esempio di violenza fisica – il datore di lavoro può passare subito al licenziamento straordinario; il dipendente colpito dal mobbing diverrebbe un testimone chiave in un eventuale processo. non utilizzano dei collegamenti via cavo per connettere fra loro gli host della rete. In molti locali, bar e ristoranti questa tecnologia viene utilizzata per permettere ai clienti di navigare in rete con il proprio portatile. Secondo una recente sentenza del Bundesgerichtshof (numero d’ordine: I ZR 121/08), coloro che fanno uso del WLAN per viaggiare in internet devono fare il possibile per evitare che altre persone, a loro insaputa, possano collegarsi in rete e, ad esempio, scaricare illegalmente canzoni, film o altri file (ad esempio utilizzando una password). Altrimenti c’è il rischio che colui che detiene il W-LAN possa essere confrontato con azioni legali da parte delle case discografiche. Gli esperti temono che questa sentenza possa voler dire la fine dei cosiddetti «hotspot»: con questo termine ci si riferisce comunemente ad un’intera area in cui è possibile accedere ad internet senza fili senza utilizzare un protocollo fisico di rete specifico. Ref. iur. Alessandro Bellardita Landgericht Darmstadt 2. W-LAN In informatica, “wireless local area network”, termine abbreviato in W-LAN, indica una “rete locale senza fili” che sfrutta la tecnologia wireless. Con la sigla W-LAN si indicano, dunque, genericamente tutte le reti locali di computer che immagini: bi buongiorno italia 07-08/2010 Cocktails Il ritorno dello SpriZz La bevanda del Nordest italiano L o sprizz è un aperitivo alcolico bevuto in prevalenza nel Veneto, nel Friuli-Venezia-Giulia e in particolare nelle aree di Padova, Venezia e Trieste. Oggi bere lo sprizz è divenuto un rituale popolare che coinvolge giovani ed anziani e lo sprizz è senza dubbio l’aperitivo piú gettonato del Nord Italia. Ma facciamo un passo indietro. Sembra che un ruolo chiave nella diffusione dello Sprizz l’abbiano avuto i soldati austriaci insediati nell’area friulano-veneta alla fine del diciannovesimo secolo. I militari, per dissetarsi, avevano l’abitudine di allungare con acqua i vini locali ritenuti forse troppo alcolici. Fu inaugurata cosí una consuetudine che arriva fino ai giorni nostri. Questa arte di miscelare il vino bianco con l’acqua frizzante si è diffusa non solo in tutta Italia; essa sta iniziando ad attecchire anche all’estero. Per alcuni il termine “sprizz” deriverebbe dal verbo “spritzen”, che significa spruzzare, il gesto appunto di allungare il vino con l’acqua. Lo sprizz viene anche denominato “spriss”, “spriz” o “sprisseto”. Per quanto riguarda la preparazione bisogna sottolineare che ogni città possiede la propria variante, a sua volta interpretata liberamente dai barman. Per esempio, nelle province di Vicenza, Verona, Treviso vige la regola del classico spritzer, mentre tutto cambia a Vene- zia, dove i turisti di tutto il mondo possono gustare, magari seduti a piazza San Marco, uno spritzer allungato con Aperol, Select o Campari con una scorza di limone. La gradazione alcolica varia dai 15 ai 45 gradi, di solito non supera i 18. Ricordo di aver bevuto a Padova uno spritzer a base di prosecco, selz e Aperol (ricetta classica dei bar padovani): sicuramente una combinazione piacevole... peccato per il prosecco! Complemento naturale dello sprizz è lo Sponcetto, proveniente dalla Serenissima ed originariamente a base di pesce. Trattasi di piccole porzioni di cibo cotto infilzate da un lungo stecchino di legno. Alcuni esempi di accompagnamento sono le acciughe sottolio, le code di scampi, la polenta arrostita e le olive ripiene. Cari lettori: quasi dimenticavo di dirvi che ben presto lo sprizz sarà venduto in fusto, quindi servito alla spina. Adesso lascio a voi immaginare quante critiche e complimenti abbiano inondato in questi giorni i blog di internet! Ma è proprio anche questo ad essere espressione di quel popolo di giovani e meno giovani amanti del semplice, frizzante, glorioso aperitivo italiano. Salvatore Testa le interviste di buongiorno italia Giuseppe Rizzo & The Qube I ntervista a Giuseppe Rizzo, che nel suo ristorante ha introdotto l’innovativa macchina per cocktail “The Qube”. Come mai avete deciso di comprare “The Qube”? Che vantaggi offre realmente questa macchina per cocktail dall’aspetto cosí avveniristico e moderno? Abbiamo deciso di comprare The Qube a seguito del rinnovamento del locale, che abbiamo fatto nel marzo di quest’anno. È in quel momento che abbiamo pensato di inserire anche i cocktail nell’offerta del nostro Café. Per fare bene i cocktail, si sa, è necessario avere un abile barista in grado di miscelare opportunamente gli ingredienti e che conosca bene i diversi tipi di coktail possibili. Noi non volevamo peró assumere ulteriore personale ed abbiamo trovato in questa macchina la soluzione perfetta per fare ciò buongiorno italia 07-08/2010 che volevamo, i cocktail, senza assumerci l’onere di uno o piú baristi alle nostre dipendenze. Ed è stata un’idea vincente: la macchina “fa i cocktail”, mentre il personale può occuparsi indisturbatamente di caffè e gelati, ovvero di quello che è il nostro segmento principale di attività. Non che la macchina i cocktail “li faccia da sola”! Ma agevola il nostro lavoro in maniera non indifferente: è necessario programmarla per il tipo di cocktail desiderato ed inserire gli ingredienti a mano: gli ingredienti vengono memorizzati dalla macchina, che stabilisce opportunamente la dose, dopodichè avviene il mixaggio del cocktail; da ultimo, il cameriere shakera e guarnisce il cocktail a mano. Mentre lui fa questo, nella macchina viene giá mixato il cocktail successivo, e cosí via. Puó immaginare quanto questo acceleri ed agevoli il lavoro! immagini: Cafè In Giuseppe Rizzo nel suo Café In Quanti tipi di cocktail permette di preparare questa macchina? Un numero minore di ciò che potrebbe fare una persona? Che capacità ha? La macchina, se opportunamente programmata, può fare in realtà innumerevoli tipi di cocktail. Gli spazi consentiti (continua a pagina 18) 17 Cocktails (continua da pagina 17) per le bottiglie con gli ingredienti sono di fatto dodici, è quindi possibile realizzare i cocktail che la combinazione di questi ingredienti consente. Cambiando però gli ingredienti e riprogrammando la macchina è possibile realizzare le piú disparate combinazioni ed infinite varietà di cocktail. Noi proponiamo 30 tipi di cocktail differenti, una riprogrammazione consentirebbe anche di realizzare una linea di cocktail analcolici. Se la quantità e varietà dei cocktail viene garantita, si può dire lo stesso per la qualità? Certamente sí, e questo è uno dei grandi vantaggi consentiti da The Qube: il Long Island di oggi è il Long Island di domani, e quello di dopodomani, ecc…. ovvero, il sapore del cocktail non dipende dall’abilità o dall’estro del barista, ma è sempre lo stesso, e ciò The Qube lo può garantire ogni volta. Certo, se venissero adoperati ingredienti di seconda quali- tà lo stesso cocktail ne risentirebbe; proprio per questo noi impieghiamo esclusivamente ingredienti di primissima scelta. Ciò garantisce cocktail di ottima qualità, in nulla inferiori a quelli che un bravo barista potrebbe creare. Interessante, ma forse anche complicato? Assolutamente no: The Qube è facilissima da adoperare, chiunque potrebbe imparare ad usarla, easy per il personale e per i “non addetti ai lavori”. Basta scegliere il cocktail: The Qube indica con che ingredienti va preparato, il dosaggio, nonché da’ indicazioni e proposte su come decorarlo alla fine. Normali operazioni da bar in questo modo incredibilmente agevolate. E in termini piú concreti? Permette The Qube anche un effettivo guadagno? Inserire i cocktail nel menú incrementa di per sè i guadagni, com’è ovvio, e sicuramente va tenuto conto dei costi derivanti dall’acquisto di nuovi prodotti connesso alla presenza di una nuova macchina, dei costi di manutenzione e di pulizia. Ad ogni modo, l’”alleggerimento” in termini di stress e quantità e qualità di lavoro che The Qube consente fanno sí che vi siano dei buoni guadagni, in grado di ammortizzare ogni spesa. In sintesi, The Qube porta solo vantaggi. Oltre ad essere utile, The Qube sembra proprio essere una bella macchina: come reagisce la gente a questo riguardo? Abbiamo posto The Qube in una parte in vista del caffè, è l’orgoglio del caffè e noi ci teniamo ad essere gli unici ad averla. La gente reagisce incuriosita, fa domande, è colpita dalle luci al led di cui noi l’abbiamo dotata, con i suoi colori blu brillante e rosso è un “accessorio” chic che si inserisce perfettamente in quello che vuol essere un locale “in”. Elena Guglielmin HAgola Per tutte le esigenze del bar keeper H agola rinnova completamente i suoi banconi da cocktail introducendo 4 nuovi modelli base. Si vanno ad inserire nelle linee “first class” e “business class” e sono caratterizzati da una grande flessibilità nel design, nonché sono facili da integrare in banconi già esistenti. I modelli della ditta sono complessivamente 6 e portano i nomi esotici di Florida, Hawaii, Georgia, Arizona, California e Virginia. Altezza e profondità sono conformi agli standard Hagola, cosí come la disposizione dei singoli componenti, che si può adattare alle esigenze individuali: · vaschetta isolante per ghiaccio tritato finemente e ghiaccio in cubetti · sistema di lavaggio per bicchieri costituito da spazzole · lavello · tagliere · ripiani concavi su diversi livelli per l’inserimento di bicchieri o bottiglie · contenitore per i rifiuti · superficie per la disposizione degli ingredienti (come limone e limetta) Oltre a ciò Hagola può consegnare su ordinazione un banco di protezione antistante, ovvero una superficie che separa e protegge il bancone dall’esterno e che rappresenta un ripiano ulterio- 18 re su cui poter disporre mixer e bottiglie. Che si tratti di moduli aperti per contenere i bicchieri, ceste per bicchieri o di ripiani a piú livelli per contenere le bottiglie, i banconi da cocktail Hagola sono pensati per soddisfare tutte le esigenze del bar keeper. Possono essere dotati di rotelle per il vostro servizio di catering o per l’impiego mobile ed essere consegnati con o senza banco di protezione antistante. Come i banconi da cocktail della Hagola siano perfettamente adattabili alle vostre esigenze lo potete osservare alle fiere, in Germania e all’estero, a cui l’azienda di Goldenstedt è regolarmente rappresentata. Per saperne di più www.hagola.de immagini: Stölzle Lausitz, Hagola buongiorno italia 07-08/2010 Cocktails ricetta Bernard Massard Q uesto cocktail unisce ad arte i sapori tropicali del cocco e del mango al gusto rinfrescante del lime e a delicate note di zenzero. Quattro aromi ora molto in voga che vengono combinati in un cocktail anche esteticamente apprezzabile. Il bicchiere viene decorato all’estremità superiore con della crema al riso sof- fiato e mascarpone e servito su un vassoio di vetro su cui vengono disposti un Raffaello, del mango ed un fiore a decorare. Ricetta per il “long drink alla frutta 2010” Ingredienti: • • • • • Preparazione: 3 cl di frullato di cocco 4 cl di rum 2 cl di succo di lime/limetta fresco 3 falde sottili di zenzero succo di frutta al mango Granini Decorazione: mascarpone/panna • un Raffaello, mango • un fiore Porre gli ingredienti e i cubetti di ghiaccio nello shaker, agitare energicamente e versare il tutto in un bicchiere da long drink. Colmare il bicchiere con succo di frutta Granini al mango. • Per saperne di più: www.bernard-massard.de Courvoisier Cocktail al Cognac: classici e moderni C ourvoisier presenta due ricette per cocktail che valorizzano al meglio il sapore del cognac, cosí esclusivo e ricco di aromi: “Courvoisier Cognac Summit”, piú complesso da preparare e realizzato utilizzando una spezia “in” come lo zenzero e “Courvoisier Cognito”, ideale varietà di cocktail estiva, leggera e rinfrescante. Courvoisier Cognac Summit Ingredienti: la buccia di 1 fettina di limone 4 sezioni sottili di zenzero fresco • 6 cl di Courvoisier Exclusif • 12 cl di limonata • 1 fettina lunga e sottile di cetriolo • Ingredienti: 3,5 cl di Courvoisier Exclusif 8-10 foglie di menta fresca • 1/3 di un cucchiaino da bar riempito con sciroppo di zucchero • 1 goccio di succo di limone • 10 cl di succo di mela • • Preparazione: • Preparazione: Sistemare in un tumbler la buccia di limone e la fettina di zenzero. Versarvi Courvoisier Exclusif. Premere leggermente il contenuto verso il fondo. Riempire il tumbler fino a metà di cubetti di ghiaccio. Mescolare per 5 secondi con un cucchiaino da bar. Aggiungere la limonata e la fettina di cetriolo. Mescolare brevemente e servire. 22 Courvoisier Cognito Porre Courvoisier Exclusif, le foglie di menta, il succo di limone e lo sciroppo di zucchero in uno shaker, mixare e versare il contenuto in un bicchiere da long drink. Aggiungere ghiaccio e riempire il bicchiere con succo di mela. Guarnire il margine del bicchiere con sottili fettine di limone e di mela. Per saperne di più: www.courvoisier.com www.beamglobal.de immagini: Bernard Massard, Courvoisier buongiorno italia 07-08/2010 Speciale Il tricolore sventola a Bad Herrenalb Alte Abtei di Giordano Tirabassi A Bad Herrenalb, paesino della Foresta nera tra Karlsruhe e Baden Baden, Giordano Tirabassi dall’ottobre 2009 è il nuovo gestore del ristorante Alte Abtei. Giordano ci racconta che il ristorante è sempre stato sotto la gestione di ristoratori tedeschi. Dall’ambiente noto infatti la mano di un architetto del BadenWürttemberg: tutto in legno, dal tetto al pavimento, un grande bancone al centro in memoria dei vecchi tempi ormai passati, quando i turisti venivano dalle lontane città del Nord per rilassarsi nella bellissima Foresta o per fare delle cure termali, e passavano intere serate al bancone mangiando e bevendo birra locale. Ma torniamo ai nostri giorni. Giordano sottolinea che lui è un “vero italiano” proveniente dalla regione delle Marche e che nel suo locale cerca di far conoscere ai suoi clienti le delizie marchigiane. Al che mi incuriosisco e chiedo a Giordano di darmi qualche dritta. Lui risponde dicendomi che le Marche sono la regione dei crostacei in assoluto; nel suo menú non possono mai mancare un antipasto e un primo piatto a base di pesce. Specialità della casa sono le mezze maniche (pasta di grano duro) allo scoglio (frutti di mare freschi), ma non mancano bistecche alla fiorentina, filetti e entrecote di manzo accompagnati da verdure fresche di stagione; Giordano infatti ama molto anche la carne. Mi siedo e ordino una fiorentina e un buon bicchiere di vino rosso della casa. Aspettando mi guardo un po’ intorno: i muri sono ricchi di quadri che raffigurano monaci cappuccini che bevono birra da grandi boccali... ma ecco che arriva la carne! Buon appetito... . Dopo aver mangiato, Giordano si racconta un po’, dicendomi che dopo aver frequentato la scuola alber- ghiera di Macerata ha subito cominciato a fare le stagioni in riviera romagnola; dopo tante esperienze nel centro Italia approda in Germania, dove ormai risiede da qualche anno. L’apertura del ristorante si rivela difficile a causa della crisi globale e delle reticenze iniziali della popolazione locale, che si chiede ancora oggi come “Alte Abtei” possa essere un locale italiano... . Giordano però è ambizioso e motivato, pronto ad affrontare una nuova stagione estiva. Ringrazio del pranzo ed auguro a Giordano buon lavoro e tanti soldi in cassa! Salvatore Testa Knick´n´clean ® maxi system Mai piú muffa nel frigorifero C hi non conosce il problema? Due giorni in frigo e le fragole appena comprate sono già da cestinare. Ma da cosa dipende? La risposta a questa domanda è molto semplice: ben 11,4 milioni di germi si annidano in appena un centimetro quadrato di spazio, 100.000 volte in piú dei batteri che si possono trovare in una toilette! Ciò spiega come mai i generi alimentari vadano a male molto piú velocemente di quanto ci si aspetti. Tenere pulito il frigo al suo interno è assolutamente necessario, ma riduce la presenza dei germi solo in maniera ridotta. Basta aprire il frigo una volta, introdurvi nuovi alimenti o entrare in contatto con gli stessi e il numero dei batteri presenti aumenta esponenzialmente. Le soluzioni tradizionali proposte dagli altri produttori di sistemi refrigeranti si sono rivelate metodi in grado di risolvere il problema dei germi negli scomparti e sulle pareti interne dei frigoriferi solo parzialmente. Nella lotta ai germi Knick´n´clean® maxi system può dare invece un contributo essenziale: la sua efficienza è provata dal Dipartimento di agraria dell’Università di Hannover. Knick´n´clean® maxi system va applicato alla parebuongiorno italia 07-08/2010 te superiore del frigorifero: 3 giorni e germi, spore e batteri sono sconfitti, senza alterare minimamente in questo ad esempio le colture presenti negli joghurt o la preziosa muffa di formaggi come il gorgonzola. Knick´n´clean® maxi system va cambiato una volta al mese e libera persino vecchi impianti refrigeranti da muffe, germi ed odori in maniera permanente. La freschezza dei generi alimentari ne risulta garantita per periodi decisamente piú lunghi: le vostre fragole si conserveranno per ben dieci giorni! Questo effetto “miracoloso”, possibile grazie allo stesso principio attivo che viene impiegato in Germania per garantire la potabilità dell’acqua è stato riconosciuto col Premio per l’industria 2009 nella categoria “biotecnologia”. Per saperne di più: www.knicknclean.de immagini: Salvatore Testa, Knick `n` Clean 25 speciale birra una storia antica La birra, una bevanda amata da secoli L a storia della birra è molto antica, come quella del vino e del pane. Per millenni la fabbricazione di questa bevanda ha fatto parte dell’attività casalinga e si ritiene che sia stata una donna ad averla inventata, forse in maniera casuale, “maneggiando” cereali in cucina. Dal momento che per produrla occorrono basse temperature, in Europa i primi popoli produttori e consumatori furono quelli del Nord. I Celti nelle loro scorribande dalla Gallia alla Britannia, all’Irlanda, sia prima che dopo la battaglia tracannavano corni e corni di birra, facendola conoscere alle terre che invadevano. In seguito, durante il periodo medievale, la birra approdò nei monasteri, dove venne prodotta in grandi quantità ad uso dei monaci e dei pellegrini. Furono proprio i monaci che cominciarono a mettere ordine nella produzione dettando le norme igieniche e codificandone le tecniche. La birra doveva essere prodotta tra il giorno di San Michele (29 Settembre) e quello di San Giorgio (23 Aprile), per evitare che il mosto, a causa del caldo, inacidisse prima di fermentare. In Italia i primi estimatori furono gli Etruschi: nei banchetti consumavano la “pavakh”, una bevanda moderatamente alcolica, fatta inizialmente con segale e farro e poi con frumento e miele. I Romani, pur preferendo il vino, non disdegnavano la “ bionda” che tanto piaceva alle popolazioni non latine. Giulio Cesare nei suoi “Commentarii” racconta che i Celti iniziavano e concludevano ogni trattativa con una pozione di birra. Il suo successore Ottaviano Augusto ne esaltava le virtù terapeutiche, da lui stesso sperimentate e nell’83 d.C. il governatore romano della Britannia, Agricola, trasformò con l’aiuto di tre mastri birrai la sua residenza in una birreria 26 con mescita. Quando nel 476 d.C. cadde l’Impero Romano d’Occidente e Visigoti, Ostrogoti e Longobardi presero il potere, la birra divenne la bevanda preferita di popolo e regnanti anche in Italia. Durante il Medioevo il consumo di birra continuò a crescere specialmente al Nord, dove continue erano le incursioni dei Lanzichenecchi. I principali consumatori di birra erano gli uomini, mentre le donne potevano assumerla solo sotto controllo medico. Nel 1494, in pieno Rinascimento, l’imperatore Massimiliano d’Asburgo sposò Bianca Maria Visconti, la nipote del duca di Milano Ludovico il Moro e, per festeggiare le nozze, offrì a tutti i milanesi un boccale dello spumeggiante liquido. Fino a quel momento la birra in Italia era perlopiú di importazione. Importante per la produzione nel nostro Paese fu la scoperta scientifica fatta a metà ‘700 dal biologo Lazzaro Spallanzani, che notò come il lievito era in grado di produrre fermentazione grazie alla presenza degli enzimi. Da questa scoperta prese inizio una produzione artigianale concentrata al Nord. Il 22 maggio 1789 gli Stati sardi concessero a Giovanni Baldassarre Ketter di Nizza di Monferrato il permesso di produrre birra: fu la prima vera e propria fabbrica di birra italiana. Dopo solo due anni, egli cedette l’attività a Giovanni Debernardi, il quale ottenne la licenza di commercializzare la bevanda in tutto il Piemonte. La birra cominciava ad essere così diffusa, che i Savoia nel 1814 decisero di tassarla. In quel periodo furono molte le fabbriche di birra che sorsero in Italia: nel 1829 Franz Wuhrer aprí la sua a Brescia. La famiglia Wuhrer produceva birra in Austria dal 1600. La birra Wuhrer ebbe subito grande successo e il nipote di Franz, Pietro junior, dopo un periodo trascorso all’estero in cui apprese le tecniche di lavorazione della birra tornò in Italia e di anno in anno ne raddoppiò la produzione. immagini: Moretti, Julián Rovagnati/fotolia Anche in Val Chiavenna si svilupparono numerose fabbriche grazie alla presenza di acqua di qualità, ingrediente fondamentale per la birra, e grazie alle grotte naturali, che consentivano di conservare la birra in condizioni ottimali. Nel 1837 venne fondata la Zimmermann, fabbrica di birra con sede ad Aosta. Il suo fondatore, Anton Zimmermann, era di Gressoney. Questa fabbrica conobbe un successo immediato, incontrando il gradimento degli abitanti della regione e dei molti turisti che la frequentavano. Nel 1846 nacquero la birreria Menabrea e la Peroni. Il capostipite della famiglia Peroni, Francesco, iniziò la sua attività a Pavia; in seguito il figlio più giovane, Giovanni, lasciò la bottega del padre e si trasferì a Vigevano, dove divenne bottigliere e mise in piedi una piccola fabbrica di birra. Egli andò ad abitare al primo piano dell’edificio e adibí il piano terra a birreria: qui la gente poteva fermarsi fino alle 11.30. Le tasse peró erano però alte e la birra al Nord sembrava diffondersi troppo lentamente per permettere di sostenere i costi di una fabbrica. Fu cosí che nel 1864 Giovanni decise di trasferirsi a Roma, allora un vivace centro mondano con visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero. La capitale avrebbe inoltre funto da ponte per espandersi nel Sud del Paese. In pochi anni i Peroni entrarono in competizione con altri maestri birrai buongiorno italia 07-08/2010 speciale birra e divennero uno dei primi produttori a Roma e dintorni: migliorarono gli impianti di produzione, aprirono una fabbrica del ghiaccio e trasferirono la fabbrica della birra a Borgo Santo Spirito in Vaticano, dove la birreria adiacente era punto di sosta per i visitatori di San Pietro. Nel 1857 aprì i battenti la Forst, due anni dopo la Moretti, nel 1865 la Dreher, nel 1877 la Poretti, nel 1899 la Wunster, nel 1890 la Birra Italia Pilsen, nel 1895 la Birreria Pedavena. Oltre a queste, tra il 1880 e la fine del secolo ne sorsero moltissime altre. Nel 1894 se ne contavano ben 151! Le prime birre “made in Italy” erano “birroni”, ovvero bevande forti ad alta fermentazione, che abitualmente si allungavano con l’acqua per stemperarne il gusto. Gli industriali iniziarono anche a costruire malterie proprie: la prima fu quella di Avezzano, che prese il nome di Malterie Italiane. Nel 1907 prese vita l’Associazione degli Industriali della Birra e il prodotto divenne molto popolare, tanto che la tassazione si fece sempre più pesante ed i produttori furono costretti ad alzare i prezzi. Negli anni Trenta il consumo e la produzione di birra diminuirono e così i birrai italiani realizzarono la prima campagna pubblicitaria collettiva, quella che recitava “Chi beve birra campa cent’anni”. Nel 1924 nacque il baffo Moretti, icona della pubblicità italiana, e dopo il secondo conflitto bellico i consumi tornarono a crescere. Negli anni Cinquanta la televisione con la pubblicità e l’arrivo dei primi frigoriferi nelle case degli italiani contribuirono a far crescere i consumi pro-capite e la produzione. Erano gli anni di Fred Buscaglione e di Ugo Tognazzi e della prorompenbuongiorno italia 07-08/2010 te Anita Ekberg, che compariva accanto alla mora e sensuale Mina con la scritta finale (il cosiddetto payoff), che recitava: “Bionda o bruna, purchè sia birra”. Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati da una crescita lenta, ma costante del consumo di birra, favorita anche dall’ammodernamento delle fabbriche e dall’ingresso di capitali stranieri nel mercato nazionale come l’olandese Heineken, con i marchi Moretti e Dreher, la multinazionale Sab Miller, con Peroni, Nastro Azzurro, Wuhrer e Peroncino, il gruppo Carlsberg, con Poretti, Splűgene Boch e InBer, il primo gruppo birraio al mondo con Beck’s, Stella Artois, Leffe e Tennent’s. Accanto a queste sussistono antiche realtà locali come Forst o la storica Menabrea. Questa bevanda dagli ingredienti naturali e sani è sempre stata sinonimo di sano godimento e la pubblicità promuove questo aspetto, associandone il consumo a momenti e situazioni piacevoli, in cui si sta bene con sè stessi e con gli altri. L’immaginario collettivo maschile è stato conquistato con campagne pubblicitarie caratterizzate dalla presenza di belle donne, preferibilmente bionde, come la birra: da Milli Carlucci a Philippa Lagerbach, a Salvi Stubing, solo per citarne alcune, mentre quello giovane e meno è stato conquistato con un testimonial eclettico come Renzo Arbore, che, sornione, sussurra: “Birra... e sai cosa bevi”; aggiungendo poi: “Meditate, gente, meditate”. Al mondo giovanile ci si è avviciimmagini: Václav Mach/fotolia, nati anche tramite la musica, emblema di comunicazione tra generazioni e culture diverse, che tramite la birra trovano un importante elemento di “feeling”. Ora il settore della birra sta cercando di conquistare anche il target femminile, visto che questa bevanda viene consumata da oltre il 33% della popolazione femminile, che la preferisce al vino in quanto meno alcolica e meno calorica. Il Consorzio Birraviva e l’Università di Perugia stanno studiando un tipo di birra meno forte e più gradevole adatto al pubblico femminile, diminuendo il luppolo, che da’ il gusto amarognolo, e controllandone la fermentazione, con una presenza ridotta di anidride carbonica. Si è pensato addirittura di dare alla nuova bevanda un sapore fruttato con l’aggiunta di pesche, ciliege o limoni nei serbatoi di stagionatura, pur sempre garantendo una birra naturale e senza conservanti. I produttori di bevande alcoliche inoltre lavorano alla realizzazione di ambienti di consumo come pub e bierstube “a misura di donna”. A garanzia degli estimatori di questa bevanda, le aziende produttrici aderenti ad Assobirra, l’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto, hanno imboccato volontariamente la strada della rintracciabilità delle materie prime e della certificazione sull’assenza di O.G.M. e di qualsiasi contaminante nel prodotto. Inoltre hanno adottato una “Alcohol policy” attraverso la quale il settore invita ad un consumo moderato e responsabile di birra. Non più di tre bicchieri da circa 0,25 cl consigliano gli esperti! Elena lanzi Biergartenmöbel Robert-Bunsen-Str. 30 · D-64579 Gernsheim Tel.: +49 (0) 62 58 -9 4979-0 · Fax: 949 79-10 w w w. konway - n o e s i n g e r. d e 27 speciale birra weizen, kölsch, märzen, pils, altbier, schwarzbier e berliner weisse Una bevanda nazionale, tante varietà regionali I n Germania ci sono piú di 5000 tipi diversi di birra! Molti di questi sono diffusi solamente a livello regionale, non ci è possibile pertanto presentarli tutti. Ecco quindi di seguito uno spaccato delle birre piú significative prodotte sul mercato tedesco. WEIZEN Originaria della Baviera, è ormai diffusa in tutta la Germania. Può essere di colore cristallino (chiara senza lievito) o dall’aspetto leggermente opalescente (con lievito), ha un gusto fruttato ed è decisamente frizzante. La Weizen con lievito può essere chiara o scura e va servita decisamente fresca. KÖLSCH Viene prodotta a Colonia, è una birra ad alta fermentazione di colore giallo chiaro e con un buon tenore di luppolo. Viene servita tradizionalmente in alti boccali cilindrici per birra Kölsch da 0.2 l, i cosiddetti “Kölsch-Stangen”. MÄRZEN Diffusa soprattutto nella Baviera e nel Baden-Württemberg, ha un sapore morbido, maltato ed è di grande bevibilità. Il nome deriva dal mese di marzo, in cui veniva prodotta birra particolarmente forte che potesse conservarsi più a lungo, dal momento che fino a settembre non era più possibile fabbricarne. Va bevuta ad una temperatura di 8, 9 °C. PILS Birra di colore oro carico con schiuma dal perlage finissimo. Questo tipo di birra venne prodotto per la prima il giorno di San Martino del 1842 fa dal bavarese Josef Groll nella città ceca di Pilsen. Va bevuta ad una temperatura di 8 C°. ALTBIER È di colore ambrato abbastanza carico, con un buon tenore di luppolo e viene prodotta principalmente nella zona del Basso Reno e nella città di Düsseldorf. Viene fabbricata grazie a metodi tra- dizionali antichi, che consentono fermentazione e maturazione ad alte temperature. Viene bevuta in bicchieri di forma piuttosto tozza da 0.2 l o in boccali per Altbier ad una temperatura che è compresa tra 8 e 10 C°. SCHWARZBIER La birra scura è una birra molto strutturata negli aromi e nel gusto. La fermentazione avviene con lievito a bassa fermentazione utilizzando particolari malti scuri tostati. La birra scura era in passato una delle birre piú bevute in Germania. Va servita in boccali per Schwarzbier ad una temperatura di 8 C°. BERLINER WEIssE Birra leggera, ad alta fermentazione prodotta nella Regione metropolitana di Berlino-Brandenburgo. Ha un sapore acidulo, che viene attenuato grazie allo sciroppo al lampone o al Waldmeister. Ottimo rinfrescante nelle calde giornate estive. DLG VERLAG La birra: per conoscerla e apprezzarla V olete sapere tutto sulla birra? DGL Bier Guide 2010 è ciò che fa per voi! Nelle duecento pagine di questo utile libretto non vengono solo presentate le migliori birre tedesche e le più prestigiose birrerie, ma anche la storia e i segreti della birra, insieme a gustose ricette per stupire i vostri ospiti con molti piatti prelibati. I tedeschi amano la birra, é cosa risaputa, ed è quindi importante che anche i gastronomi italiani imparino a conoscerne i suoi segreti. Buona lettura! DLG-Bier-Guide 2010. Der Genussführer für deutsche Bierkunst ISBN 978-3-7690-0748-0 € 9,90 www.dlg-verlag.de “Beer & Bar” della Stölze Lausitz Eleganti bicchieri multifunzione Q uattro sono i nuovi tipi di bicchiere introdotti dalla Stölzle Lausitz nella sua serie „Beer & Bar “: bicchieri multifunzione adatti ai diversi tipi di bevanda: birra, long drink, aperitivo, succo di frutta o acqua. Il carattere multifunzionale è determinato dalla particolare forma, con accenni al classico boccale da birra, ma anche al bicchiere da long drink o al calice. 28 Le novità portano il nome di “Salsa”, dal diametro maggiore, “Rumba”, con profilo “a gradini”, “Samba”, dalla linea particolarmente armonica e Acapulco, il bicchiere per cocktail dal profilo arcuato. Ulteriori informazioni le potete trovare al sito www.stoelzle-lausitz.com immagini: spinetta/fotolia, DLG Verlag, Stölze Lausitz buongiorno italia 07-08/2010