L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd ANNO XXI PERIODICO DI 15-05-2012 10:47 Pagina 1 CONFINDUSTRIA L’AQUILA • POSTE ITALIANE SPA • SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE 70% DCB/AQ L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 2 indice 3 UNA SPINTA ENERGIZZANTE VERSO IL MODELLO L’AQUILA n. 2 MAGGIO 2012 Periodico di Confindustria L’Aquila POSTE ITALIANE SpA Spedizione in Abbonamento Postale 70% DCB/AQ Direttore responsabile Maria Paola IANNELLA Direttore Antonio CAPPELLI Redazione Fabio SPINOSA PINGUE Francesco DE BARTOLOMEIS Paolo GARGANO Carlo IMPERATORE Marco MASCIOCCHI Giovanni SARACINO Nucleo Industriale Campo di Pile Tel. 0862.0862.317938/312769 Fax 0862.317939 www.www.confindustria.aq.it e-mail: [email protected] Realizzazione Studio Grafico Pierpaolo CECCARELLI Via P. Tedeschi, 1 - L’Aquila • 338.6992697 Stampa Nuova IPA - L’Aquila Servizi di Redazione O.S.A. Srl 4 L’IMPORTANZA DEL METODO PARTECIPATO E ALTRE RICETTE PER L’AQUILA COLLOQUIO CON FABRIZIO BARCA 7 9 5 L’AQUILA, UNA TRANSIZIONE SU CUI INVESTIRE BORSA ITALIANA SCEGLIE ELCO PER PARTECIPARE AL PROGETTO ELITE 8 IL NOSTRO IMPEGNO PER LA LEGALITÀ SPECIALE DAL PASSATO 10 11 12 13 ECCELLENZE. PERSONE ECCELLENZE. LUOGHI AGISCI LOCALE, PENSA GLOBALE. LA RIVOLUZIONE DELLA BANDA LARGA VISTA DALL’AQUILA PMI: AGIRE SUBITO SU CREDITO E SEMPLIFICAZIONE 15 14 AZIENDA DEL MESE 16 NEWS GIOVANI IMPRENDITORI: AZIENDE E BANCHE FACCIANO FRONTE COMUNE QUESTO GIORNALE È STAMPATO SU CARTA ECOLOGICA L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 3 Fabio SPINOSA PINGUE Presidente Confindustria L’Aquila il Presidente Una spinta energizzante verso il modello L’Aquila L'OCSE, MOSTRANDO LE BEST PRACTICE DEL MONDO, HA SUGGERITO ALL'AQUILA UN METODO NUOVO: LA CONDIVISIONE DI UNA VISION NELLA QUALE SISTEMA PRODUTTIVO, ECCELLENZE E ATTORI LOCALI LAVORINO INSIEME. LA NOVITÀ? DOBBIAMO FARE DA NOI. ' C è il RISCHIO che malumori, incertezza e delusione ci trascinino nelle sabbie mobili della SFIDUCIA. Una iattura, per una popolazione che invece deve REAGIRE, perché la SCIAGURA che ci ha toccato si trasformi davvero in una OPPORTUNITA'. Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che non è che non ci stiamo riuscendo, non ci stiamo nemmeno PROVANDO a fare il MODELLO L'AQUILA! E' questo che ci strugge. Una bella scossa in questa direzione, una sferzata di energia, è venuta dal recente Forum OCSE/Groningen. Siamo orgogliosi di aver voluto e sostenuto il progetto insieme ai sindacati. Con quei fondi, frutto della solidarietà di datori di lavoro e dipendenti, potevamo “adottare” un monumento o restaurare una fontana… Ci saremmo sentiti la coscienza a posto. Ma volevamo di più, volevamo offrirci una chance, aprire una FINESTRA SUL MONDO e da lì guardare in prospettiva al NOSTRO territorio. Sono arrivati esperti internazionali di economia, urbanistica, sviluppo regionale… Personalità autorevoli e appassionate, “esterni”e quindi in qualche modo fuori da ogni pressione, privi di interessi personali. Ci hanno mostrato dove stiamo sbagliando e quali sono le best practice nel mondo. Ci hanno indicato le tendenze in atto e invitato a PENSARE IN GRANDE. Soprattutto, ci hanno suggerito un METODO nuovo, che sembra antico eppure è l'unica chiave per il successo di una politica seria del territorio: la CONDIVISIONE. Non sono venuti, travestiti da Maghi, a raccontarci “ideone” o segreti alchemici per lo sviluppo, ma hanno cercato di indicarci una direzione alla quale guardare,una VISIONE della città che vogliamo.Ci hanno fatto riflettere sulla necessità di chiedere e puntare sulla ACCOUNTABILITY, cioè la rendicontabilità degli interventi. Insomma, dobbiamo fare da NOI. Questa è la novità dei due giorni. In Europa si investe molto sulle “smart cities”? Ci hanno indicato i VANTAGGI che ha L'Aquila rispetto alle altre città europee che si stanno organizzando in questa direzione senza poter ripensarsi “dalle fondamenta”,dai servizi pubblici essenziali. Ci hanno spinto a valutare il cambio epocale che stiamo vivendo (non una crisi ciclica,ma di sistema) per rilanciare la nostra economia FACENDO MASSA CRITICA intorno alle eccellenze,ripensando l'organizzazione del territorio in funzione delle risorse da valorizzare. E' intervenuto il professor Calafati a parlarci di Governance e Governement, spiegandoci il ruolo nuovo che devono avere le “città” in Europa,raccontandoci quello che sta succedendo in Germania, dove il Comune di Francoforte,che non ha subito calamità naturali, si è allargato al territorio, passando da 500 mila persone a 2 milioni di abitanti (laddove noi siamo fermi alle divisioni delle popolazioni italiche, peligni contro mar- L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 si, vestini contro teatini…). Noi che facciamo? Ci hanno ricordato che Università e imprese devono stare insieme tutti i giorni: i laureifici non servono più… Tutto sotto l'occhio vigile e attento di Fabrizio Barca, il nuovo ministro per le coesione territoriale,“inviato speciale” del governo Monti per L'Aquila. Che ha dato da subito un SEGNALE DI FORTE DISCONTINUITÀ rispetto al passato. Raramente ho incontrato tanta umiltà e disponibilità all'ascolto in una persona impegnata ai massimi livelli istituzionali.Ci ha comunicato il cuore e la passione che il Governo sta mettendo sul terremoto dell'Aquila, facendolo assurgere a questione nazionale.Averlo come " inviato speciale" per noi abruzzesi è anche un impegno, un banco di prova. Saremo in grado di stare al suo passo? Di fare squadra? Di abbassare il tasso di litigiosità? Ha impresso un elettroshock a tutta la governance del terremoto, spiegando che opere CICLOPICHE come queste si affrontano con tutt'altra organizzazione, impostazione, metodologie. Con uno così la ricreazione è finita, finalmente. Non è un politicante. Lui rappresenta quella parte della Pubblica Amministrazione che funziona. E non sarà facile nemmeno per una parte del sistema economico stargli dietro. Il report finale dello studio OCSE/Groningen verrà consegnato a dicembre,ma già la prima parte ha finalmente fatto capire a tutti che senza risorse per lo sviluppo economico, per il mondo delle imprese, senza un territorio competitivo in grado di attrarre investitori ed imprenditori, non c'è ricostruzione che tenga. Possono anche arrivare miliardi di euro, fiumi di denaro, ma non ci sarà futuro per L'Aquila senza un'idea chiara della città che vogliamo ricostruire. Lo abbiamo rappresentato con la copertina di questo numero del NOSTRO periodico: siamo di fronte a un puzzle, in cui ciascuno deve portare il proprio pezzo, ma del quale TUTTI INSIEME dobbiamo costruire e avere in mente l'immagine finale.Un progetto,una vision,in cui sono concatenati vari elementi, tra i quali non possono mancare il coraggio e la qualità delle scelte, la capacità di innovare, la condivisione con gli attori locali. Ora dobbiamo evitare che finita l'attenzione dell'Ocse - e magari “scaduto” il governo Monti -si spengano i riflettori e la ricostruzione ricada nella lentezza della P.A. locale. E' importante che il progetto vada oltre L'Aquila e approdi a livello regionale, sperando che ne contamini tutta la classe dirigente. 3 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 4 Fabrizio BARCA Ministro per la coesione Territoriale Ricostruzione L’importanza del metodo partecipato E ALTRE RICETTE PER L’AQUILA COLLOQUIO CON FABRIZIO BARCA FABRIZIO BARCA, CLASSE 1954, TORINESE DI NASCITA, È MINISTRO PER LA COESIONE TERRITORIALE, INCARICATO DAL GOVERNO PER LO SVILUPPO E LA RICOSTRUZIONE DELL'AQUILA Quando era ancora al ministero, lei è stato tra i fautori del progetto OCSE/Università di Groningen. Sindacati e Confindustria hanno dato all'Aquila un segnale di grande intelligenza, affidando a OCSE e Università di Groningen un ruolo che è da manuale: come soggetti esterni al territorio, possono svolgere una funzione importante. In parte, apportando idee innovatrici; in parte ripetendo o amplificando cose che si sapevano ma che da loro vengono con l'indipendenza di giudizio e la serenità che solo degli esterni, privi di interessi diretti o indiretti nel territorio, possono avere. Il segnale che è venuto da loro ha tre aspetti interessanti: l'accento, parlando di ricostruzione della città e dei centri storici in particolare, sulla qualità della vita in quei centri e quindi sull'opportunità di “ri-funzionalizzare” la città e il suo territorio; l'individuazione di una serie di risorse che il territorio offre e che non appaiono adeguatamente utilizzate, specificamente nell'interazione tra ricerca (Laboratori del Gran Sasso e Università) e imprese; la proposta metodologica di individuare un modello partecipativo, che includa i cittadini IMPEGNATI, le persone di talento e le istituzioni del territorio in un dialogo più frequente e costruttivo. Il passaggio sulla “FUNZIONALIZZAZIONE del centro a nuovi modi di vivere, me- stieri e professioni” ha acceso una polemica. Si teme che celi o possa legittimare il temuto cambio di destinazione d'uso degli edifici, rischiando di trasformare L'Aquila in una sorta di villaggio turistico ricostruito “nello stile” dell'originale. Si tratta di dare la possibilità a quei cittadini del centro storico che riterranno concreto e conveniente innalzare la qualità della ricostruzione delle loro abitazioni. In concreto, si riferisce a nuovi modi di vivere in tema di enegia, ciclo dei rifiuti, mobilità, digitalizzazione... Sono convinto che la città deve essere innovata per tor- Fabrizio BARCA Laurea in Scienze statistiche e demografiche a Roma, Master a Cambridge, visiting professor al M.I.T. di Boston e alla Stanford University della California, Barca ha insegnato in mezza Italia (anche alla Bocconi) e ha scritto saggi sull'impresa, le società, il capitalismo. Già alto dirigente nell'amministrazione pubblica (era direttore generale al ministero dell'Economia), di lui si dice che sia stato “scoperto” da Carlo Azeglio Ciampi. Proviene infatti dal Servizio studi della Banca d'Italia, da dove approdò alla guida del dipartimento per le Politiche di sviluppo e coesione dell'Ocse (è stato Consigliere speciale del Commissario Europeo per la politica regionale). E' un esperto di politiche di sviluppo regionale, tra i fautori della prima ora del federalismo. Con Giuseppe De Rita e lo stesso Ciampi fu tra i promotori della NPR (la Nuova Politica Regionale per il Sud, che lanciò i Patti territoriali, la programmazione negoziata dello sviluppo). Al riguardo, nel 2009 confessò però che “ogni tentativo di manipolare l'economia e la società del Mezzogiorno con sussidi, gabbie salariali, imposte differenziali o esenzioni d'imposta è destinato ad attrarre le imprese e le teste peggiori, a richiamare investimenti e imprenditori “incassa e fuggi”. L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 4 nare ad attrarre. E per attrarre non solo studenti che si accontentano di un letto a castello e una scrivania, ma professionalità in cerca di specializzazione, formatori, intelligenze creative e nuovi -o vecchi - talenti. MA SONO I CITTADINI A DOVERLO VOLERE. La ricerca ha individuato molte criticità. I cittadini aquilani scontano un deficit di competenza, l'inadeguatezza di una classe di politici, amministratori o anche funzionari pubblici locali e/o nazionali? Questo terremoto è un'esperienza inedita per gravità, per tutti. Nel costruire il ritorno all'ordinario dobbiamo sapere che il compito è altissimo. Dobbiamo offrire competenza ma soprattutto costruire e mettere a regime una metodologia che favorisca la trasparenza e la partecipazione. Abbiamo scelto la strada del dialogo coi cittadini. Non perché non ci fossero state assemblee anche prima, ma perché questo dialogo si era affievolito, allentato. Vogliamo invece replicare gli incontri. E favorire la diffusione e il monitoraggio delle informazioni, non solo in rete ma anche attraverso una micro URP ad hoc. E' importante che anche gli anziani o chi non ha ancora disponibilità o dimestichezza con la rete abbia accesso alle informazioni sull'andamento delle pratiche o ai dati sull'entità, la destinazione e l'esito dei fondi destinati alla ricostruzione. E' un'esigenza dei cittadini aquilani, ma anche di tutti gli altri. C'è la sensazione che ridisegnare un edificio o un centro storico sia più “facile” che ridisegnare un tessuto economico. Che cosa possono aspettarsi le imprese e che cosa possono fare? Stiamo sbloccando circa 90 milioni, una parte dei quali sarà riservata al centro della città. Poi bisognerà lavorare sulla attrattività e quindi sulla formazione di intermediari tra ricerca e impresa. A differenza dell'area del Sangro/Aventino, all'Aquila abbiamo riscontrato grandi difficoltà di dialogo tra imprese e ricerca - che è molto grave, se si considera la presenza sul territorio di un Ateneo e dei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso. A margine del recente incontro per il Patto di Sviluppo, lei ha accennato alla possibilità di riconsiderare l'Abruzzo nell'ambito delle scelte strategiche italiane. Il patto per lo sviluppo è una novità per l'Italia. L'Abruzzo è all'avanguardia. Ha saputo trovare un accordo con le parti, redarre un documento di convergenza, individuare delle strategie che, cosa inusuale, combinano innovazione e inclusione sociale. Nel campo della sanità, della scuola, dell'infanzia, dell'assistenza agli anziani… Sono COLPITO, soprattutto perché la regione ha capito che L'Aquila può fare da volano per la ripresa dell'economia di tutto il territorio. L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 5 Antonio CAPPELLI Direttore Confindustria L’Aquila il Direttore L’AQUILA, una transizione su cui investire ALCUNE RIFLESSIONI E UNA PRECISAZIONE A MARGINE DEL FORUM OCSE/GRONINGEN ochi mesi fa Siemens ha modificato la sua organizzazione a livello mondiale, inaugurando a fianco delle sue 3 aree tradizionali di business (energia, industria, helthcare) una quarta, che se vogliamo è una ristrutturazione interna ma che indica un preciso trend, specificamente dedicata a “Infrastructure & Cities”. Si tratta della risposta organizzativa di una grande azienda agli studi sui megatrend, i quali ci dicono da tempo che crescono l’inurbamento delle popolazioni, il loro invecchiamento e la domanda di benessere eco-sostenibile. La questione è tanto più interessante se si pensa che la “green economy” è oggi uno dei pochi P settori trainanti dell’economia. Anche nei momenti più duri della crisi, come dimostrano i dati del 2° Osservatorio congiunturale sulla piccola impresa green in Italia ha retto alla recessione con performances migliori delle altre sia in termini di produzione che di fatturato e di ordini, e per il primo semestre 2012 si prevedono andamenti positivi – soprattutto per l’export e l’occupazione. Veniamo a casa nostra, L’Aquila, Abruzzo. Siamo arrivati ormai al terzo anniversario di quel 6 aprile del 2009 che ha bruscamente deviato le nostre vite. Mentre il tessuto sociale ed economico cerca faticosamente di riorganizzarsi o anche solo di sopravvivere, si parla molto di ricostruzione, all’Aquila. Da tre anni si parla quasi so- Intervento finale del Presidente del Consiglio Monti e i ministri Profumo, Cancellieri, Barca lo di quello. Troppo, ma forse non ancora abbastanza. L’ultimo contributo è venuto dallo studio, promosso dalle organizzazioni regionali e provinciali di Confindustria, CGIL, CISL e UIL nell’ambito del progetto “Verso il 2030 – Sulle ali dell’Aquila”, affidato all’OCSE ed all’Università di Groningen, in Olanda. Su questo Progetto ritengo vada fatta un po’ di chiarezza perché, complice anche il momento elettorale,ognuno lo ha immaginato e sognato secondo il proprio punto di vista e i propri “desiderata”. L’idea è partita nell’autunno del 2010 quando, discutendo fra le organizzazioni regionali e provinciali di Confindustria, CGIL, Cisl e Uil in merito alla destinazione di un fondo (oltre 7 milioni di euro) raccolto, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, grazie alla solidarietà nei confronti dell’Aquila di Imprese e Lavoratori, si decise di destinarne una piccola parte ad un Progetto di ricerca di alto livello mirato alla rinascita dei territori così duramente colpiti,destinando il resto a finanziamenti di progetti (ne sono stati individuati ben sette) di ricerca ed innovazione che fossero stati in grado di garantire, a L’Aquila ed ai Comuni del cratere, sviluppo ed occupazione. Il progetto “Verso il 2030 – Sulle ali dell’Aquila”, che si sposava perfettamente con un progetto cui stavano già lavorando la DPS del MISE e l’OCSE, fu messo a punto con la preziosa collaborazione del Dott. Fabrizio Barca, allora alto Dirigente del MEF, e si decise di affidarne tutta la parte operativa al Prof. Phil McCann, dell’Università di Groningen, che selezionò un gruppo di ricercatori di altissimo livello professionale, provenienti dalle Università di tutto il mondo. Lo scopo del Progetto è quello, dopo una prima fase di studio del territorio e di un approfondito ascolto dei principali Stakeholders e della cittadinanza, di fornire proposte per facilitare la predisposizione di un piano di sviluppo locale a lungo termine che incoraggi la costruzione di una regione Europea robusta, formata dall’esperienza di una transizione bloccata e che ha visto il suo Capoluogo colpito da un forte shock, ragionando a fondo sulle scelte strategiche collettive da attuare e disegnando gli strumenti più efficienti per realizzarle. Le stesse proposte potranno essere funzionali alla costruzione di modelli di policy da utilizzare nei casi di shock che potrebbero, malauguratamente, colpire le regioni d’Italia, d’Europa e del Mondo con caratteristiche simili alla nostra, e per fornire importanti lezioni sulle strategie da adottare per SEGUE A PAG. L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 5 6 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 6 L’Aquila, una transizione su cui investire superare in modo robusto e definitivo quanto accaduto. La presentazione finale dei risultati del Progetto è, comunque, prevista entro la fine del corrente anno. I risultati della prima fase di studio sono stati presentati ad Assergi lo scorso 17 marzo, in un incontro aperto alla cittadinanza. Un’occasione speciale, importante per l’autorevolezza degli organismi e delle personalità intervenute,per la fiera partecipazione degli aquilani (ancorché amareggiati, in parte delusi, a volte scoraggiati, sempre combattivi) e per la forte sensazione di essere per una volta uniti in cerca di soluzioni condivise per cercare la via di un nuovo sviluppo per il territorio. C’erano le imprese,i sindacati,i cittadini,le istituzioni. Erano inoltre state invitate e sono intervenute più di 300 persone in rappresentanza del governo e delle istituzioni locali,il Ministro Fabrizio Barca e illustri professori ed esperti italiani e stranieri. C’erano altri due Ministri dell’attuale Governo (Francesco Profumo – Ricerca, Educazione e Innovazione, e Anna Maria Cancellieri - Interni) e alla fine è arrivato perfino il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Capo del Governo, Mario Monti.Perché tanto interesse? Perché L’Aquila potrebbe essere un banco di prova della spinta alla modernizzazione delle città europee, un banco di prova a costi limitati e potenzialmente attrattivo nei confronti degli investitori europei. Ed è qui che il discorso si ricollega ai temi della “green economy” (e della “green tech”, volendo) e alle recenti scelte del management della Siemens cui si accennava prima. La discussione ha preso il via da un interessante documento, presentato il 17 marzo scorso dal gruppo di ricerca OCSE-Università di Groningen (e disponibile sul sito www.confindustria.aq.it), intitolato “Rendere le regioni più forti in seguito a un disastro naturale”. Nello specifico, una delle proposte è quella di far rientrare L’Aquila nel piano Ue-OCSE per le c.d. “città intelligenti” (quelle cioè “digitalizzate” ma anche innovative ed “eco-sensibili” sul piano energetico, dei trasporti, dell’organizzazione del ciclo dei rifiuti e via dicendo). L’Ue ha messo in campo diversi miliardi di euro per convincere almeno 30 città europee a diventare “smart”, cioè “intelligenti” nel senso prima accennato, entro il 2030. E lo stesso sta facendo il Governo italiano. E’ un passaggio fondamentale, una voce importante dell’agenda digitale europea, su cui l’Unione investe molto. Una città “intelligente” è quella che investe sul futuro, cogliendo l’opportunità di coniugare la rivoluzione urbana con quella digitale e la nuova consapevolezza ecologica con le risorse che appartengono alla società dell’informazione moderna. Insomma, è una città che innova e lo fa non solo nel rispetto dell’ambiente ma anzi nell’ottica della sua valorizzazione. E sono già diverse le città europee e italiane (Torino, Genova, Bari…) che cercano di attrezzarsi per diventare “smart” e prendere così questo “treno per il futuro”. Per molti aspetti L’Aquila sarebbe il laboratorio ideale della “smart city” così configurata. • perché deve essere ripensata dalle fondamenta, dai servizi essenziali; L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 6 • perché ha due vocazioni naturali, entrambe specifiche e che peraltro la caratterizzavano già prima del sisma: al turismo e alla ricerca universitaria; • perché ha già messo in campo professionalità, valutazioni, studi e progetti utili allo scopo. Certamente, l’impresa non è facile, e non sono mancati gli scettici (qualcuno anche “a prescindere”). Il dibattito è aperto ma certamente la proposta ha il merito di individuare una Strategia, un piano, una visuale dietro la ricostruzione. Utile a ricostruire la città e contestualmente pensare (o ri-pensare) al suo rilancio, in chiave sociale, culturale ed economica. Il forum di Assergi ha rinnovato un dibattito destinato a durare: L’Aquila com’era o come vogliamo che sia? (e soprattutto: siamo capaci di volerla tutti allo stesso modo?). La strategia individuata dal governo centrale sembra quella del dialogo, dell’informazione e della condivisione. Il dubbio vero, però, rimane: saremo capaci di individuare - e sostenere - una strategia “smart” di ripresa e sviluppo del territorio aquilano? Ai posteri la sentenza. L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 7 PROGETTO ELITE Adriano FERUGLIO Creative&Executive Mng. ADX digital studio srl - HiTech&communication Imprese e territorio Borsa Italiana sceglie Elco per partecipare al Progetto Elite C’È UNA SOLA AZIENDA ABRUZZESE TRA LE PRIME 30 SELEZIONATE DA BORSA ITALIANA PER PARTECIPARE AL PROGETTO ELITE. E’ LA ELCO SPA, CON SEDE A CARSOLI (AQ) ondata nel 1970, specializzata in circuiti stampati per sistemi elettronici, la ELCO impiega circa 330 dipendenti, vanta un fatturato pari a 24 milioni di Euro e già aveva suscitato l’interesse del Fondo Italiano di Investimento (entrato nel capitale sociale con un investimento diretto di 5 milioni di euro). Nel corso della sua storia ELCO è riuscita a trasformarsi da micro impresa familiare in una realtà manageriale con attività internazionali. Adriano Feruglio è CEM di ADX srl, società di Comunicazione del gruppo. Siete stati segnalati come una delle 30 PMI Italiane che "hanno un progetto ambizioso di crescita sostenibile". Questo nuovo riconoscimento dimostra che Elco è un partner con cui condividere opportunità di crescere e che l’industria italiana se ne sta accorgendo. E’ un premio al nostro management. Il Fondo prima e ora Borsa Italiana dimostrano di credere e condividere il percorso di strategia solcato dalla Direzione in questi ultimi difficili anni. F Il vostro processo di internazionalizzazione è iniziato nel 2005. Il settore delle schede per circuiti stampati ha attraversato nell’ultimo decennio un forte processo di consolidamento. Contestualmente Elco ha rafforzato la propria presenza produttiva e commerciale in Italia e Francia, dove vengono realizzati i prodotti tecnologicamente più avanzati ed a più elevato valore aggiunto, ottimizzando il livello di servizio e garantendo un’elevata velocità di consegna. Contemporaneamente abbiamo avviato un processo di internazionalizzazione produttiva in Cina (per le sole produzioni standard ad elevati volumi). Insomma, non abbiamo paura della concorrenza, perché ad essa rispondiamo con l’internazionalizzazione, con la nostra capacità di essere competitivi nel settore che ci siamo dati come mission di gruppo, quello delle Strategie di Innovazione Tecnologica. Siamo riusciti a mantenere e consolidare la nostra posizione nel settore del PCB non solo incrementando le opportunità di servizio e di tecnologia di prodotto, ma anche lavorando sulla capacità di immaginare il futuro e proiettarci in esso. Questa attenzione a percepire quali potessero essere gli scenari futuri in un settore molto maturo L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 P resentata lo scorso 12 aprile a palazzo Mezzanotte, ELITE è un’iniziativa con la quale Borsa Italiana - insieme ai partner istituzionali MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), Confindustria, ABI, Bocconi e Academy - si propone di sostenere la crescita delle PMI italiane più dinamiche e meritevoli, aiutandole a diventare più competitive e più visibili e attraenti per gli investitori. Come? Offrendo loro una piattaforma di strumenti e servizi pensata per aiutarle a reperire capitali e cogliere nuove opportunità di visibilità e networking. Con lo scopo finale, ovviamente, di avvicinare le PMI italiane ai mercati finanziari. Le trenta società scelte, selezionate tra oltre cento candidature, sono eterogenee per dimensioni, settori di appartenenza e localizzazione geografica ma accomunate da un valido progetto di crescita. Il range di fatturato varia da 9 a 405 milioni con una media di 78 milioni di Euro e con un tasso di crescita medio anno su anno del 20%. Coprono svariati settori - tra cui moda, design, food, elettronica, energie rinnovabili, telecomunicazioni, logistica, diagnostica, imbarcazioni - e sono così distribuite geograficamente: 10 in Lombardia, 6 in Campania, 4 in Toscana, 5 in Veneto e Friuli, 3 in Emilia Romagna,1 in Abruzzo e 1 in Liguria. Alla luce dell’alto riscontro ottenuto nella prima fase del progetto, Borsa Italiana sta valutando l’apertura di una seconda finestra di ingressi in ELITE già a ottobre di quest’anno. Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili all’indirizzo: www.borsaitaliana.it/elite/homepage/elite.htm e difficile come il nostro, è stata finora la nostra carta vincente. Su quale futuro state lavorando? Il gruppo ha diversificato la propria offerta, articolandosi nelle 3 società: ElcoPCB, Elco Sun (che si occupa di energie rinnovabili) e ADX (tecnologia e comunicazione), che presto si chiamerà ELCommunication. Tutte le società perseguono in modo unitario la stessa mission e lo fanno attraverso 3 parole chiave intorno alle quali costruiremo anche i prossimi 5 anni del gruppo: strategia, tecnologia e innovazione. Negli ultimi dieci anni, sotto la guida di Carlo Guidetti, Amministratore Delegato ed azionista di riferimento, abbiamo incrementato i volumi di vendita, sia attraverso uno sviluppo organico delle attività,sia tramite acquisizioni,divenendo il secondo operatore in Italia ed uno dei primi quindici in Europa nel settore, in termini di fatturato. E non abbiamo intenzione di fermarci qui. 7 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:47 Pagina 8 Annamaria CASINI Delegata per la Legalità Etica Direttivo Confindustria L’Aquila Il nostro impegno per la legalità LA BATTAGLIA PER LA LEGALITÀ È UNA BATTAGLIA PER LO SVILUPPO NON C’È FUTURO PER LE IMPRESE SENZA UNA CONCORRENZA LIBERA E LEALE l Protocollo di legalità sottoscritto il 29 febbraio scorso tra Confindustria L’Aquila e Prefettura si inquadra in un più ampio discorso di cultura d’impresa orientato verso la responsabilità sociale, nasce dalla consapevolezza che il ruolo dell’imprenditore non può prescindere da valutazioni sulle ricadute che la propria azione ha nel contesto in cui opera. L’Associazione ha sottoscritto quell’impegno ben sapendo che la posta in gioco non è solo etica o morale; in discussione c’è il futuro stesso delle nostre aziende, perché l’illegalità penalizza il mercato, alimenta la concorrenza sleale e in definitiva divora risorse e impoverisce il tessuto economico e sociale del territorio. L’Aquila ha un sistema imprenditoriale prevalentemente sano ed è un’azione di responsabilità del sistema associativo mettere in atto azioni tese a preservare il suo territorio da infiltrazioni mafiose e malavitose in un momento in cui la ricostruzione può indubbiamente attirare appetiti illeciti.Aderire al protocollo vuol dire per le imprese farsi parte attiva e realizzare un filtro nei confronti di possibili infiltrazioni criminali, impegnandole a colloquiare con imprese sane. Oggi gli obiettivi prioritari, soprattutto nel nostro territorio sono dunque rafforzare la prevenzione per garantire i principi di libertà di impresa e concorrenza leale e contrastare le infiltrazioni malavitose; potenziare i presidi di gover- I nance e rafforzare la collaborazione tra imprese e pubblica autorità per rendere efficaci i controlli e i monitoraggi contro infiltrazioni malavitose. Ovviamente, il Protocollo va inquadrato nell’ambito di tutta una serie iniziative di natura normativa che promuovono la legalità nel mondo imprenditoriale, avviate nel recente passato proprio partendo dalla delicata realtà aquilana. Mi riferisco alle “White List” tenute dalle Prefetture abruzzesi per le imprese del settore edile e al “rating antimafia” nel rapporto con il credito proposto da Antonello Montante di Confindustra Sicilia e allo studio del Governo perchè divenga legge. Timidi tentativi dello Stato di riconoscere il valore sociale della legalità nell’azione imprenditoriale, purtroppo ancora troppo deboli per dare degli effettivi frutti - soprattutto a confronto con le numerose difficoltà che le imprese devono oggi affrontare per stare sul mercato. Siamo ancora lontani da un sistema che realmente premi le imprese virtuose ed è purtroppo difficile estirpare la diffusa convinzione che il rispetto delle regole crei costi e svantaggi competitivi rispetto alle imprese furbe che riescono ad eludere la legge. Il patto con le imprese deve impegnare le autorità preposte a realizzare un sistema premiante e corsie preferenziali per coloro che fanno della legalità il loro stile imprenditoriale sostenendone anche i costi. Il nostro impegno non si ferma alla fir- L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 8 ma del Protocollo. Come associazione, continueremo l’attività di diffusione della cultura della legalità e della responsabilità sociale d’impresa (nelle sue varie declinazioni) attraverso la promozione di eventi, incontri e materiali divulgativi. Stiamo pensando a una sezione apposita dedicata a questi temi sul nostro sito web. Prenderemo inoltre iniziative atte a promuovere, presso le imprese associate, l'adozione di regole per disciplinare la scelta responsabile dei propri partner, subappaltatori e fornitori. Infine, stiamo lavorando all’integrazione del codice etico di Confindustria L’Aquila. Vogliamo recepire in esso alcuni principi vitali nella lotta all’illegalità: espulsione/sospensione associati; dovere di denuncia; eleggibilità del presidente dopo 1 anno dalla cessazione della carica… Parliamo di espellere le imprese associate i cui amministratori risultino condannati, con sentenza passata in giudicato, per delitti contro la pubblica amministrazione ovvero per i delitti di cui all’art. 10, comma 7, lett. a e b, del D.P.R. n. 252/1998 e all’art. 51, comma 3-bis, c.p.p. (reati di mafia e contro la PA, corruzione). E stiamo anche valutando la possibilità, da parte dell’associazione, di costituirsi parte civile nei procedimenti penali avviati nei confronti di amministratori di imprese per i reati suddetti. Nelle prossime settimane definiremo gli aspetti operativi di queste importanti novità. L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 9 Dieci anni fa pubblicammo sul nostro periodico un intervento di Donato Lombardi, già Presidente dell’Unione Provinciale Industriali di L’Aquila e di Confindustria Abruzzo. Fa un certo effetto rileggerlo oggi e scoprirlo d’attualità come allora. Ve lo riproponiamo. Speciale dal passato Salviamo il lavoratore, ma chi salva l’azienda? e vogliamo considerare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori un argomento importante ma collaterale, allora possiamo evitare di parlarne ora e rimandare la cosa più in là, insieme ad altre importanti. Se la riteniamo, invece, strategica, punto di partenza e di arrivo, allora essa merita la massima considerazione. L’Italia è il quinto o sesto paese al mondo per importanza economica e solo il trentatreesimo quanto a competitività: una buona responsabilità va attribuita alla eccessiva e nociva rigidità delle norme che regolano il rapporto di lavoro. E’ vero, nel mondo del lavoro c’è stato, nel passato, un momento in cui il rapporto era squilibrato e a tutto nocumento del lavoratore dipendente; la spiccata voglia di lavorare degli italiani e il forte senso del risparmio, a ben pensare, sono conseguenza e retaggio di tanta precarietà. A Napoli si diceva: “metto i soldi da parte per quando tengo o raffreddore”, poi la situazione si è evoluta ed è arrivato lo statuto dei lavoratori: una vera conquista di civiltà nel lavoro. Oggi, proprio quello Statuto che in passato ha dato più dignità al lavoratore rischia di provocare danni alla società superiori ai vantaggi che fin qui ha prodotto. Mi riferisco in particolar modo alla facoltà data al Giudice, in caso di controversia, di imporre il reintegro del lavora- S tore nell’azienda, facoltà che si rivela una forte remora allo sviluppo per moltissime industrie con un organico appena al di sotto di 15 dipendenti. In una economia aperta e mondializzata, questa imposizione costituisce un grosso handicap per le imprese italiane che devono competere con imprese del resto del mondo occidentale, le quali, non avendo tale vincolo, possono molto agevolmente espandere e restringere il numero dei propri addetti a seconda delle necessità del mercato. E’ tempo, anche per l’Italia, di cominciare a capire che, nell’”era della conoscenza”, è necessaria una più ampia flessibilità sul lavoro: essa, favorendo l’occupazione, in definitiva avvantaggia anche lo stesso lavoratore dipendente. Ma come far capire questa opportunità all’insieme dei lavoratori che della sicurezza del posto di lavoro hanno fatto la ragione del proprio esistere? Questo è il problema. E’ un sentimento che più che alla ragione e all’intelletto attiene alla sfera della emotività. Chi vive in questo “dogma” è disposto a non scioperare per motivi salariali o altro, ma è irremovibile quando vede lesi i principi stessi del proprio essere; è capace di ergersi con le bandiere in mano e fare barriera, come quando deve difendere la sua idea politica, la propria squadra di calcio o la salvezza del suo paese. Come rimuovere un sì grande limite? Non basta spiegare che la cosa riguarda solo i nuovi assunti e che in tutti i paesi L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 occidentali tale vincolo non viene applicato. In ognuno rimane la convinzione di dover difendere a tutti i costi il baluardo della inamovibilità. Bisogna far capire al mondo del lavoro che la flessibilità, più che costituire un pericolo per la sicurezza del posto di lavoro (nessun imprenditore ritiene conveniente sbarazzarsi di collaboratori sulla cui formazione ha investito tempo e denaro), rappresenta un allargamento dell’occupazione. Consente al lavoratore non solo di avere maggiori opportunità per scegliersi l’occupazione più soddisfacente, ma anche di acquistare maggiore considerazione e più alta dignità. Insomma più offerta di lavoro c’è e più ampia è la gamma delle opportunità di scelta per chi ha capacità e buona volontà. Saranno sufficienti questa o altre giuste osservazioni e proposte , ivi compresa la ricerca di ammortizzatori compensativi, per convincere il mondo del lavoro a cambiare? Questa è la domanda. Sull’articolo 18 si gioca, comunque, la partita del paese a tutto campo: tra centrodestra e centrosinistra, fra liberismo e statalismo, fra progresso e reazione, fra ammodernamento e arcaismo, fra pragmatismo e populismo, tra un mondo intero che guarda avanti e chi, guardando indietro, è disposto al massimo sacrificio in battaglie di retroguardia verso eroiche sconfitte, condizionato e incoraggiato da cattivi maestri. 9 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 10 Eccellenze PERSONE I GABRILE CIRILLI l comico reso celebre dal popolare Zelig televisivo è nato a Sulmona (AQ) il 12/06/1967. Si è diplomato attore a Roma,presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti. Interprete a tutto tondo, vanta esperienze e collaborazioni in tutti i campi dell'arte.Al cinema ha cominciato con “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni,in tv ha partecipato a fiction e programmi di ogni genere. In teatro ha iniziato con “La Tosca” di Luigi Magni, per la regia di Gigi Proietti,“L'uomo la bestia e la virtù”di Pirandello con Ugo Gregoretti alla regia,il Brechtiano “Madre Coraggio” firmato da Antonio Calenda, che lo volle protagonista giovane nei panni di EILIF, figlio di Madre Coraggio… e poi via fino ai recenti successi:“Chi è Tatiana?!?”(di Gabriele Cirilli e Maria De Luca per la regia di Paolo Magone) con cui ha riempito i teatri in tutta Italia,vinto il premio SIAE 2001 e numerosi altri riconoscimenti (anche uno come miglior spettacolo di contaminazione di stili); “In Giappone sono alto” (di Gabriele Cirilli, Maria De luca, Marco Perrone e Renato Trinca per la regia di Giancarlo Bozzo), “Voglio tornà bambino” (con la supervisione alla regia di Pietro Garinei al Teatro Sistina di Roma),“Citofonare Cirilli-via Pavia 98” e “Donna Gabriella e suoi figli” (terzo incasso della Capitale nella notte di Capodanno, anno 2007). Ha fatto cabaret, programmi radio, doppiaggio, scritto libri.“Chi è Tatiana?!?”,per le edizioni Mondadori, la sua prima fatica letteraria, ha venduto 350.000 copie (!) N GIAMPIERO CONTESTABILE ato ad Avezzano il 27 aprile 1981 Gianpiero Contestabile è un pugile italiano. L'inizio della sua carriera dilettantistica risale al 1993: oltre 80 incontri da dilettante, tre titoli italiani universitari conqui- stati, insieme a una medaglia d'argento ai campionati 2ª serie,una medaglia di bronzo agli assoluti e un quarto posto ai mondiali dilettanti ospitati dalla Turchia. Da professionista, nel 2008 è diventato Campione italiano pesi piuma (57.150 g) battendo il Campione in carica David Chianella per K.O.T.al 2° round. Nel 2009 perde però il titolo, sconfitto da Massimo Morra per KO tecnico al 9 round. Nel 2011 vince il titolo dell'Unione Europea contro il catalano Francisco Urena con verdetto unanime ai punti 111/117 111/117 110/118. N SANDRO VISCA ato a L'Aquila il 19 settembre del 1944, Sandro Visca risiede oggi a Pescara, dove dal 1968 insegna discipline pittoriche nella sezione Accademia del Liceo Artistico Statale. A 18 anni era già presente in mostre di rilievo e nel 1962 fu selezionato per la Biennale Nazionale del Disegno “Premio Recoaro Terme” accanto ad artisti come Casorati, Capogrossi, Guttuso, Morandi. In quegli anni, il suo insegnante di figura disegnata Giuseppe Desiato, diventato in seguito uno dei più autorevoli esponenti della Body Art in Europa, lo scelse insieme ad altri artisti aquilani per formare il “Gruppo 5. Nel 1963, terminati gli studi, si trasferì a Roma dove visse e operò fino al 1967. Artista versatile in campi diversi di attività e di ricerca, fu collaboratore artistico del Teatro Stabile dell'Aquila, per il quale nel 1969 realizzò le scene di Alberto Burri per “L'Avventura di un povero cristiano ” di Ignazio Silone (regia di Valerio Zurlino). Un incontro, quello con Burri, che si tramuta presto in amicizia, tanto che, anche per la passione che li accomuna per la caccia, si frequentano in lunghe settimane ve- L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 10 natorie sia in Umbria che sulle montagne d'Abruzzo. Nel 1973, con un'opera di sette metri, viene invitato nella sezione italiana “Lo spazio vuoto dell'Habitat” della XV Triennale internazionale di Milano. “Nell'opera di Sandro Visca - ha scritto Gino Marotta - affiorano e si manifestano feticci e tabù e ripristini candidi di coltissimi sortilegi, le ferocissime appassionate ricognizioni dei territori passionali di un collettivo etnico che va oltre il Gran Sasso, verso il deserto”. Fin da giovane appassionato frequentatore delle sue montagne, Visca si interessò a studiarne gli aspetti letterari e antropologici, tanto che nel 1975 realizza il film “Un cuore rosso sul Gran Sasso”._Film d'arte corredato da un volume serigrafico presentato da Diego Carpitella e un libro oggetto ” Per un cuore rosso sul Gran Sasso”, eseguito a mano in tiratura limitata, editi dallo studio l'Uovo dell'Aquila. Il rapporto a questo film, nel 1986, invitato dall'Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo a San Paolo del Brasile, dà il titolo al Primo Expo Brasil Italia, “Un coracao vermelho no Gran Sasso”, dove espone una serie di sue opere sul tema. Interessato alla cultura latino-americana, nel 1978 organizza una spedizione in Sudamerica con particolare attenzione agli aspetti popolari del Perù. Per il suo vivo interesse verso la storia dell'uomo e dei rapporti con il luogo e i costumi territoriali, nel 1998 ha attraversato la Gran Sabana Venezuelana da Canaima a Roraima, fino in Brasile e nel 1999, in Africa settentrionale, il deserto tunisino. Sandro Visca, attento esploratore e scrutatore della natura, vive in Abruzzo profondamente legato alle complesse stratificazioni culturali di appartenenza dalle quali ha sempre tratto sottili riferimenti per il suo lavoro. Ciò che rende particolarmente interessante la sua personalità è la costante ricerca tecnologica sia sul piano pratico-pittorico sia su quello dello studio dei vari materiali espressivi. Esperienza che gli ha permesso di recuperare il colore attraverso le materie e di acuire sempre di più una tensione straniante nel suo discorso immaginifico. L'impegno nella conoscenza dei mezzi che adopera in pittura è altrettanto evidente nell'esecuzione manuale delle sue sculture di pezza del 1969-70 e soprattutto nelle opere cucite degli ultimi anni. Visca è, per dirla con Tito Spini, come uno sciamano, cuce parole e stoffe, costruisce oggetti rituali per il “volo” e dall'alto spazio raggiunto, scruta nelle pieghe della storia il futuro. L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 11 TUTTI LI CONOSCIAMO MA NON LI APPREZZIAMO - VALORIZZIAMOLI Eccellenze LUOGHI Bestie da soma è un'opera di Teofilo Patini del 1886. Nato a Castel di Sangro (AQ), Patini studiò Filosofia e poi Belle Arti a Napoli (dove morì nel 1906). Fu pittore, letterato, filosofo. Famoso per il suo impegno sociale e politico, raccontò su tela la dura vita dei contadini abruzzesi nella seconda metà dell'Ottocento. Bestie da soma (4,40 metri x 2,60) rientra nella c.d “trilogia sociale” dell'artista. Vi sono rappresentante tre generazioni di donne colte in un momento di pausa dal duro lavoro della raccolta della legna per l'inverno, due abbigliate secondo il costume da lavoro tipico di Roccapia (Cinquemiglia), la terza con gli abiti di festa di una contadina castellana dell'epoca. Il dipinto, uno dei più famosi di Patini, era conservato fino al 2009 nel Palazzo di Governo dell'Aquila. Dopo il terremoto è stato esposto per il G8 e poi trasferito nella Pinacoteca di Castel di Sangro (AQ), dove oggi è possibile ammirarlo. Cattedrale Valvense di San Pelino (Corfinio) Costruita tra il 1075 e il 1124, la basilica sorse sulla tomba di S. Pelino, vescovo di Brindisi, martire al tempo di Luciano l'Apostata, nel sepolcreto sito nei pressi della città di Corfinium (AQ), antica capitale dei popoli italici insorti contro Roma. Fu il vescovo Trasmondo, prediletto del grande pontefice Gregorio VII, come viene attestato nel Cronicon Casauriense, a promuoverne la rifondazione, utilizzando le maestranze che avevano da poco edificato S. Liberatore alla Maiella. La formulazione dell'impianto a tre navate spartite da possenti pilastri in pietra squadrata, trovò nel tempio valvense una delle più efficaci applicazioni regionali: l'impostazione basilicale, ritmata da pilastri anziché dalle consuete colonne, nacque dall'unione di elementi prettamente meridionali con altri di derivazione lombarda, all'insegna di una grande chiarezza d'insieme e di una notevole armonia delle proporzioni. In questo senso, le fondazioni di Valva e di Sulmona, entrambe realizzate da maestranze benedettine, rappresentarono una vera novità ed un polo di riferimento per gran parte dell'architettura regionale. La Necropoli di Fossa (AQ) Necropoli protostorica di grande importanza, scoperta casualmente negli anni '90 e oggi sede di un Parco archeologico di recentissima istituzione. Occupa una vasta area (quasi 2000 mq) a ridosso della riva settentrionale del fiume Aterno e comprende numerose sepolture di epoche diverse, dalle tombe circolari dell'età del Ferro a quelle degli antichi Vestini (col loro corredo per l'aldilà) fino alle sepolture di epoca romana, lussuose tombe a camera in cui sono stati rinvenuti splendidi letti funebri d'osso e avorio scolpiti (nell'attesa di essere collocati in situ, i reperti sono custoditi - e visitabili - nella vicina Abbazia Fortificata di San Spirito d'Ocre, che merita in ogni caso una visita). Ad oggi a Fossa sono state scoperte ed esplorate, incontaminate, più di 500 sepolture, databili a partire dal IX sec a.C. fino al al I sec d.C. La necropoli è soprannominata la “piccola Stonehenge” per la sua rilevanza a livello storico ed archeologico ma anche perché intorno ad alcune tombe di uomini adulti, disposte in posizione verticale (con altezze che in ordine decrescente vanno dal 50 cm ai 4 metri), sono state rinvenuti monoliti in forma di menhirs, il cui significato è a tutt'oggi oggetto di studio. L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 11 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 12 Danilo FALZITTI Chief Executive Officer & Chief Visionary Officer ZeroCould srl Imprese e Territorio Agisci locale, pensa globale LA RIVOLUZIONE DELLA BANDA LARGA VISTA DALL’AQUILA COLLOQUIO CON DANILO FALZITTI ggi è impensabile avviare un'attività senza strumenti di comunicazione che mettano in contatto la propria azienda col mondo. Servizi che ormai hanno un peso pari all'allaccio dell'acqua, del gas e della corrente elettrica. Se una forma di pecorino locale è acquistata in Finlandia a un prezzo triplo di quanto costa qui in Italia, un pastore di successo pensa solo a far bene il formaggio e per il resto si affida ad un System Integrator come noi e ad un corriere internazionale; sono pochi i pastori che regalano i loro pregiatissimi formaggi alle grandi catene di distribuzione che li acquistano quasi al prezzo di costo. Faccio questo esempio perché è stato l'ultimo nostro successo. Purtroppo il pastore è romano e non abruzzese. La locuzione "Nemo propheta in patria" all'Aquila calza alla perfezione. Molti operatori lamentano serie difficoltà per innovare le loro aziende. La banda larga appare disponibile a macchia di leopardo e non sempre in modo efficace. Una percezione diffusa ma errata. L'Aquila e in particolar modo il Nucleo Industriale di Bazzano, Monticchio e Pile sono forniti, grazie ai nostri investimenti, da un'infrastruttura in fibra ottica in grado di erogare servizi di connettività internet fino a 100 Megabit/sec e una seconda infrastruttura wireless con tecnologia HiperMax capace di fornire servizi internet fino a 40 Megabit/sec.Siamo competitivi rispetto ai gestori tradizionali e forniamo connessioni a in- O ternet super veloci, servizi di telefonia VoIP, servizi di HelpDesk (le aziende da remoto avrebbero un tecnico IT a loro disposizione 24 ore su 24), servizi di risk assesment relativi alla sicurezza informatica delle reti aziendali, Videosorveglianza su IP (con questo tipo di telecamere da qualsiasi parte del mondo da una connessione internet si ha una vista della propria azienda, si possono osservare i processi produttivi, la gestione del magazzino ecc....). Siamo in grado di sviluppare per le aziende qualsiasi tipo di software dal semplice sito internet al portale più complesso in grado di gestire rapporti con clienti, fornitori e rete commerciale, oppure studiare i pro- cessi di automazione dei cicli di produzione ottimizzandone la produttività. Possiamo proporre quanto di più innovativo oggi è presente sul mercato, essendo golden partner di grandi brand internazionali (Apple, Cisco System, Motorola, Mobotix, Huawei, Google). In più, grazie alla partnership con l'Università dell'Aquila, siamo in grado insieme di sviluppare e studiare qualsiasi soluzione richiesta. Avete appena firmato una convenzione con Confindustria. Ci sono vantaggi per i soci? La convenzione sarà attivata a breve. Prevediamo varie agevolazioni in termini di sconti sui prezzi di listino dei servizi, dallo sconto pari al valore dell'IVA corrente, al costo bloccato per l'intero periodo del piano industriale di un'azienda (in questo modo l'imprenditore può inserire i costi IT come un valore fisso al riparo di eventuali sorprese), ai pacchetti di assistenza premium on site gratuiti… Ci piacerà presentarle singolarmente ad ogni imprenditore in modo da adattarle alle particolari esigenze di ciascuno. Il vostro fatturato cresce nonostante la crisi. Il terremoto ci ha fatto perdere il 76% del fatturato nel 2009/2010, di contro però grazie all'erogazione di servizi di connessione internet in forma gratuita in tutti i campi tenda e nell'area del cratere sismico - ci ha permesso di farci conoscere al di fuori della Regione. Molte aziende e liberi professionisti venuti per prestare soccorso o per lavorare hanno avuto l'opportunità di testarci quali partner tecnologici e da allora non ci hanno più abbandonato; anzi,ci hanno adottato anche nelle loro sedi nazionali. Oggi cresciamo del 15% annuo, grazie alla diversificazione e al fatto di non essere legati al territorio. E' qui che incontriamo le maggiori difficoltà. Ancora non riusciamo a comunicare quali importanti risorse siamo in grado di offrire non solo alle aziende ma anche alle amministrazioni locali. La ZeroCould ogni 100.000 euro/anno di fatturato genera due posti di lavoro; se la Provincia dell'Aquila o la Regione si comportassero come fa per esempio il Trentino Alto Adige con Brennercom - azienda simile alla nostra - potremmo generare nuovi posti di lavoro, offrendo servizi altamente innovativi e superiori rispetto a quelli adottati attualmente e a costi inferiori.Ma soprattutto vogliamo rivolgerci ai colleghi imprenditori.Troppo spesso ci troviamo di fronte a un tessuto imprenditoriale nepotistico: il sito internet me lo fa mio nipote, la rete informatica me la gestisce mio cugino che quando finisce SEGUE A PAG. L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 12 13 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 13 Guido CANTALINI Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria L’Aquila PMI Agire subito su credito e semplificazione IL COMITATO PMI DI CONFINDUSTRIA L'AQUILA CHIEDE DI CONTARE DI PIÙ: DENTRO E FUORI CONFINDUSTRIA. PERCHÉ IL MOMENTO È DRAMMATICO E C'È BISOGNO DI UN'AZIONE RAPIDA E INCISIVA SU TRE TEMI FONDAMENTALI: CREDITO, BUROCRAZIA, VISIONE STRATEGICA l sistema bancario fa un'abbondante raccolta (depositi), ha ricevuto cospicui aiuti di stato per coprire le perdite dovute ad investimenti sbagliati e disinvolta finanza creativa; tuttavia eroga nuovi crediti col contagocce. Le pastoie burocratiche ingessano le PMI e non consentono quella rapidità di decisioni e di azioni che occorrono in questo momento turbolento dell'economia. Infine, non andremo da nessuna parte senza una lucida visione strategica: dobbiamo avere le idee chiare sul percorso da fare in questa crisi sistemica. Per il nostro territorio bisogna lavorare sulle infrastrutture, indispensabili per rendere competitive le imprese. Per questo motivo nel recente incontro con i candidati sindaci del territorio abbiamo posto le questioni che riteniamo vitali. I 1. Quali misure pensate di adottare per agevolare lo sviluppo delle pmi? 2. In questi giorni abbiamo avuto notizia che la CARISPAQ verrà fusa in BPER e la direzione sarà spostata a Modena. L'utile netto è di 8 milioni: il fatto non è in conflitto con la decisione di concentrare il vertice decisionale al di fuori del territorio e con la stretta creditizia che sta strangolando le imprese? Qual è la vostra posizione al riguardo? 3. Qual è la vostra proposta per l'utilizzo delle aree ex ITALTEL? L'area di Aquila Sviluppo è stata acquisita dal comune: come pensate di gestirla e di attrarre in quell'area degli investimenti? 4. Ad oggi il decreto esplicativo per l'utilizzo dei famosi 90 ml di euro ex Zona Franca Urbana (ZFU) non è stato emanato: cosa ne pensate? DA PAG. 12 Al momento in cui scriviamo non sappiamo ancora come andranno le elezioni, ma i quesiti rimangono sul tavolo e dalla loro soluzione dipenderà il nostro futuro. Le PMI sono al collasso: il pilastro portante dell'economia italiana si sta sgretolando per carenza di ossigeno (il credito) e per l'asfissiante sistema burocratico che allunga i tempi e sfianca gli imprenditori. Solo sostenendo le PMI l'economia italiana potrà ripartire,a patto,ovviamente,che le PMI riescano a crescere: in struttura, dimensione,patrimonio ed innovazione - le chiavi di volta per un successo stabile e duraturo. Il Comitato PMI è impegnato a mettere al centro dell'azione politica le questioni suddette, dentro e fuori Confindustria. Agisci locale, pensa globale la sua giornata di lavoro passa a vedere i problemi sui miei PC Server… Non importa se un servizio non funziona bene o è poco performante, l'importante è che abbia un costo prossimo allo zero. Beh, è ora di cambiare mentalità, se davvero vogliamo far rinascere e crescere il nostro territorio ma soprattutto innovare le aziende. Ci tenete alle vostre radici aquilane. Molto. Per questo, da bravi abruzzesi dalla testa dura, abbiamo fatto tesoro delle difficoltà incontrate lungo il cammino, quando le banche ci guardavano con diffidenza, e abbiamo deciso di lanciare - insieme con altri imprenditori e liberi professionisti - la costituzione di una BCC locale Banca dell'Aquila. Nel comitato promotore c'è il mio socio Stefano Miconi, noto commercialista e consulente finanziario. Confidiamo nel progetto e l'impegno profuso è forte. E' un sogno, ma se riusciamo a realizzarlo libereremo finalmente il territorio dai freni che oggi bloccano i giovani e la crescita delle aziende locali.A breve, inoltre, annunceremo un'altra importante novità: stiamo lavorando a un'idea innovativa che ha già suscitato interesse fuori dall'Italia. Sentirete ancora parlare di noi, ve lo prometto. L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 13 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 14 T. C. TECHNOLOGIES & COMMUNICATION SRL Via Cavour, 74 - 67050 Avezzano (AQ) - Tel./Fax 0863.509119 [email protected] • [email protected] • PROGETTAZIONE ELEMENTI DI RETE • QUADRI ELETTRICI - CABLAGGIO • REALIZZAZIONE IMPIANTI DI FONIA E DATI • IMPIANTI DI REFRIGERAZIONE E CONDIZIONAMENTO • SISTEMI DI ALIMENTAZIONE ELETTRICA, INCLUSE RICICLABILI • IMPIANTI TECNOLOGICI PER CASELLI AUTOSTRADALI • MANUTENZIONE EDILE • SERVIZI AZIENDALI Azienda del mese Da Avezzano, una sfida al mondo e una risorsa per le aziende locali Piera Fracassi, ingegnere, un marito e due figli, subito dopo la laurea si è scoperta una vocazione da imprenditrice. E' stata la logica conseguenza dei miei studi. Eravamo in due, nel 2005, io e quello che poi sarebbe diventato mio marito. Ci guidava non solo la passione ma la piena consapevolezza che il settore delle telecomunicazioni è cruciale per lo sviluppo economico del territorio e del paese. Oggi tra i vostri principali clienti ci sono nomi importanti: la RAI, la Società che gestisce la Strada dei Parchi, Telecom Italia, ma anche Vodafone, Wind… Siamo cresciuti e non intendiamo fermarci, nonostante la crisi congiunturale che penalizza l'economia globale. TC Italy conta attualmente 55 dipendenti ed ha tra i suoi clienti molte aziende leader a livello internazionale. Operiamo prevalentemente in Italia, e serviamo alcuni mercati esteri. L'azienda si è strutturata in base al mercato servito, ma è pronta a “riconfigurarsi” in funzione di nuove esigenze operative. Soprattutto, siamo sempre pronti a cogliere le nuove opportunità legate alle reti fonia dati ad alte prestazioni ed alle smart grid. Lei è sposata ed ha due figli. E' anche impegnata nel Comitato Piccola Industria L'Aquila e delegata al comitato regionale. E, ovviamente, lavora in azienda. Come riesce a conciliare l'attività imprenditoriale e l'impegno associativo con la vita privata? Posso dire con orgoglio che ai miei figli non tolgo nulla: viviamo insieme il mio lavoro come un gioco, anche quando sono in trasferta. In effetti capita spesso, soprattutto adesso che stiamo esportando sia in Francia che in Algeria e Tunisia. Loro viaggiano insieme a me. Prendere l'aereo e il treno è un divertimento, visitare nuovi posti è sempre stimolante e divertente. Porto con me mia madre, che lavora in azienda, e mia zia, così nel momento dei miei incontri loro mi aspettano in qualche parco gioco…e ti assicuro non torniamo mai a mani vuote: sempre con un contratto in più…e con dei souvenir che ci ricorderanno sempre queste belle giornate! Mio marito, invece ha un ruolo tecnico. Gestisce insieme all'Ing. Maurizio Castrucci, nostro direttore generale, tutta la parte organizzativa e tecnica (gestione del personale, acquisti…). Tra noi c'è forte complicità e questa divisione del lavoro ci permette di vivere serenamente. L'impresa è una parte di noi, quasi una propaggine della nostra famiglia. Ci chiede tanto ma ci restituisce molto in termini di gratificazioni personali. Ho la fortuna di lavorare in un campo che ho scelto, assecondando le mie inclinazioni naturali. C'è poi un altro aspetto che mi fa amare il mio lavoro e che si collega al mio impegno in Confindustria. Credo nel valore sociale del fare impresa. Per me è un modo per stare dentro la comunità in cui vivo sentendomi parte di qualco- L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 14 sa di positivo. Come imprenditrice e come donna sento molto l'importanza di quello che facciamo per il territorio che ci ospita: possiamo creare benessere,possibilità di lavoro,risorse.Avverto la responsabilità di costruire un ambiente sano e sereno per il futuro dei miei figli e credo che dobbiamo impegnarci ogni giorno a sfatare il mito degli imprenditori volti solo al profitto delle proprie aziende.In azienda abbiamo una psicologa specializzata,la dott.ssa Antonella Mattiucci, per risolvere i conflitti aziendali. Ci teniamo al benessere dei dipendenti. Io ho due bambini,per i quali voglio un futuro sereno in un territorio sano. Sono ancora piccoli, un maschio e una femmina, rispettivamente di 4 e 2 anni. Di fianco al mio ufficio c'è una stanzetta per i miei bimbi, con fasciatoio, lettini e giochi. E' utile come sala giochi anche per i figli dei dipendenti o gli altri bambini che intervengono agli eventi che organizziamo per le famiglie. Per quest'estate abbiamo un obiettivo: inaugurare un “giardino estivo aziendale”. L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 15 Pierluigi PANUNZI Presidente Giovani Imprenditori Confindustria L’Aquila Giovani imprenditori Aziende e Banche facciano fronte comune IL GRUPPO GIOVANI DI CONFINDUSTRIA L’AQUILA STA PORTANDO AVANTI UNA SERIE DI INIZIATIVE VOLTE A FAVORIRE L’INCONTRO TRA ISTITUTI DI CREDITO E IMPRESE PER AGEVOLARE IL DIALOGO TRA LE DUE ISTITUZIONI. TRA QUESTE INIZIATIVE RIENTRA ANCHE L’ACCORDO SOTTOSCRITTO IN DATA 18 APRILE 2012 TRA CONFINDUSTRIA L’AQUILA E BANCA DELL’ADRIATICO NATO AL FINE DI POTENZIARE L’ATTIVITÀ DI DIALOGO TRA IMPRESE E BANCA CON PREVISIONE DI UN PLAFOND PARI A 600 MILIONI DI EURO. e aree contenute nell’accordo riguardano: crescita dimensionale, valorizzazione del capitale umano, creazione di reti d’impresa, innovazione e ricerca e internazionalizzazione. Si tratta di un accordo particolarmente importante per lo sviluppo del nostro territorio in un momento molto difficile nel quale le imprese si trovano a dover far fronte a difficoltà sempre crescenti per accedere al credito. E’ fondamentale perciò assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie nei confronti di tutte le attività economiche che pure registrando tensioni presentano comunque prospettive economi- L che positive. E’ fondamentale poi promuovere uno scambio di informazioni in modo tale da permettere alle imprese di non arrivare in ritardo rispetto ai mutamenti che le banche stanno compiendo in questo periodo. L’obiettivo è quindi quello di creare le condizioni per il superamento delle attuali situazioni di criticità e portare il sistema produttivo verso un’inversione del ciclo economico. Per fare questo è necessario avviare un processo di comunicazione tra banca e impresa volto alla riduzione delle asimmetrie informative; il focus è quello di migliorare il processo di valutazione del merito creditizio attraverso una più approfondita conoscenza del busi- L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 ness dell’impresa e soprattutto delle prospettive industriali valutando oltre ai numeri anche le organizzazioni e il sempre più importante fattore del capitale umano. Con l’auspicio di creare sempre nuovi punti di confronto il Gruppo Giovani spinge perché vengano tenuti in considerazione strumenti alternativi di concessione del credito. Non mancano start up e giovani che puntano all’innovazione che però devono essere necessariamente sostenuti da imprenditori lungimiranti e banche coraggiose. Chiediamo quindi agli istituti di credito di partecipare con coraggio a venture capital, incubatori di imprese e business angels con l’obiettivo comune di trovare spunti innovativi per realizzare nuovi business. Il Gruppo Giovani di Confindustria l’Aquila organizzerà per il prossimo 8 maggio un importante evento con i maggiori istituti di credito italiani (Unicredit, BNL, Banca dell’Adriatico, MPS, BCC Roma) al fine di approfondire le attuali dinamiche che regolano il mercato del credito soprattutto in considerazione delle azioni che gli istituti bancari intenderanno intraprendere nella fase recessiva in cui versa l’economia italiana. Tutte queste iniziative rappresentano una risposta concreta alle richieste delle imprese; in momenti di difficoltà come questi aziende e banche devono far fronte comune: è necessaria una collaborazione aperta e trasparente; solo su queste basi potranno nascere le idee e le soluzioni più utili ed efficaci. 15 L'INDUSTRIALE_2_12_01.qxd 15-05-2012 10:48 Pagina 16 newsnewsnewsnews CONFINDUSTRIA E LEGAMBIENTE U VOGLIONO PREMIARE Il Direttivo “itinerante” a SCANNO LE IMPRESE ABRUZZESI n’impresa green lavora per l’ambiente e lo considera un fattore interno di riduzione dei costi e di migliore competitività. In Abruzzo l’economia verde rappresenta un fattore strategico, in grado di rigenerare interi comparti del manifatturiero di punta e non solo. Tante piccole e medie imprese hanno già colto l’opportunità offerta dalla green economy. Adesso è venuto il momento di premiarle! Confindustria Abruzzo, con il patrocinio di Legambiente Abruzzo e i golden sponsor CAR.DA e MA&D, lancia il Premio Confindustria Abruzzo Green, per le imprese abruzzesi orientate alla green economy. Avete sviluppato un processo, un prodotto o un servizio che prevedono una riduzione del consumo di acqua o di altre risorse non rinnovabili? Che riducono l’inquinamento o la produzione di rifiuti? Che gestiscano strategicamente gli scarti? Che riducano l’impatto ambientale legato alle materie prime e/lavorate o rendano più efficiente l’uso delle risorse? Che usino risorse rinnovabili o valorizzino e rigenerino risorse locali? Se vi riconoscete in una di queste innovazioni “green” o ritenete comunque che la vostra attività abbia qualcosa da insegnare in tema di eco-efficienza, allora fate valere il vostro merito. Una giuria di esperti (nomi e curricula sono consultabili sul sito) premierà le 3 aziende prime classificate per le 3 categorie (Processo, prodotto o servizio). Possono partecipare tutte le realtà imprenditoriali (private, cooperative e consortili) di piccole, medie e grandi dimensioni, che operano nei settori secondario e terziario. Sono escluse le aziende agricole ma non quelle che operano nel settore agro-industriale. La partecipazione è gratuita. La scadenza è stata prorogata al 30 giugno 2012. Il Premio dà diritto all’uso del logo Premio Confindustria Abruzzo Green 2012 per un anno per promuovere la propria immagine di azienda virtuosa. Le schede saranno pubblicate sul sito di Confindustria Abruzzo e saranno raccolte in una pubblicazione sulle “Buone Prassi in Abruzzo per l’innovazione e la sostenibilità ambientale”. “E’ una delle principali iniziative previste nell’ambito del Progetto Green elaborato da Confindustria Abruzzo” - ha spiegato Fabio Spinosa Pingue, Presidente di Confindustria L’Aquila e Responsabile di Confindustria Green – “Nasce come riconoscimento per le realtà virtuose che adottano e sviluppano processi, prodotti e servizi eco-efficienti, ma è solo la punta di un iceberg di un progetto che vuole rappresentare soprattutto un'occasione straordinaria di confronto tra imprese, ricercatori e mondo ambientalista su soluzioni e modelli organizzativi per costruire una mentalità green condivisa”. N uove modalità e nuova gestione con la Presidenza Pingue, che ha deciso di rendere itineranti i Direttivi dell’Associazione: “Confindustria deve essere dove sono gli imprenditori, sul Territorio, in mezzo alle aziende e ai loro problemi, opportunità e progetti. Dobbiamo porre all’attenzione pubblica le questioni che ci riguardano, perché quello che tocca l’impresa ricade su tutti, nessuno escluso. Basta essere chiusi nel Palazzo di vetro come i nobili di due secoli fa”. L’obiettivo è ancora la valorizzazione delle aree interne attraverso il loro enorme patrimonio di ricchezza e di ospitalità. Per questo l’ultimo Direttivo di Confindustria L’Aquila si è riunito a Scanno e la scelta dell’Hotel del Lago come sede non è stata casuale. L’Hotel, infatti, è condotto da un imprenditore del turismo che a Scanno ha cambiato le carte in tavola attraverso la trasformazione di una semplice località con stazione sciistica in un centro turistico a doppia stagionalità: “essere riusciti a dare un flusso turistico doppio, estivo oltre che invernale, è fondamentale perché l’obiettivo è quello di mettere a regime le strutture per l’intero anno” – dice Emanuele Paulone. “Oltre a gestire gli impianti sciistici e l’Hotel, abbiamo da poco ultimato un Resort che metterà a disposizione del territorio di Scanno un centro benessere completo di ogni segmento del welness, insomma ci sarà una ricaduta per tutti gli operatori del sistema. Abbiamo investito di tasca nostra, quindi scelto di restare privati ma di comportarci come Istituzioni, cioè con un interesse diretto alla comunità nella quale viviamo”. L’INDUSTRIALE / MAGGIO 2012 16