Impaginato Mascolo 13.5.2004 18:15 Pagina 1 Festival Luoghi Immaginari 2004 2° Festival itinerante per la Regione Piemonte Incantesimi musicali delle stagioni, della vita della natura Antonio Vivaldi “ Le Quattro stagioni ” op.8 Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’aria” C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du Vent d’ été” Astor Piazzolla 25 maggio, Asti - ore 21,00 (Chiesa di San Paolo) 26 maggio, Omegna ore 21,00 - (Forum) 28 maggio, Novi Ligure * ore 21,00 (Teatro Ilva) “Invierno porteño” Violinista - Roberto Ranfaldi * (Primo Violino di spalla dell‘ Orchestra Sinfonica Nazionale RAI di Torino) Violinista - Luca Marziali (Primo Violino di spalla dell’ Orchestra da Camera delle Marche) Voce recitante: Elisa Daglio Danzatrice: Lorena Niro 29 maggio,S.Maria Maggiore ore 21,00 - (Teatro Comunale) 30 maggio, Acqui Terme * ore 21,30 - (Teatro Ariston) 17 luglio, Casale Monf.to ore 21,15 (Piazza Mazzini) - Complesso Ospite 2004 - Orchestra Filarmonica di Lodi • 18 luglio, Scopello • ore 18,00 - (Palagiors) Direttore Raffaele Mascolo / Sergej Ferulov • Progetto Ambientale a cura del Dott.Agr. Carlo Bidone Ministero della Giustizia dell ’ Ordine Nazione dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali Comune di Casale Monferrato Comune di Omegna Provincia di Vercelli Provincia di Alessandria Comune di Acqui Terme Provincia del Verbano Cusio e Ossola Comune di Santa Maria Maggiore Comune di Novi Ligure Provincia di Asti Comune di Scopello Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 1 I Luoghi dell’ Arte uoghi 2004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 2 2° Festival Itinerante per la Regione Piemonte 25 maggio Asti 26 maggio Chiesa di San Paolo, ore 21.00 (nall’ ambito della Settimana Ministeriale della Cultura) Forum, ore 21,00 Omegna 28 maggio Teatro Ilva, ore 21.00 Novi Ligure 29 maggio Santa Maria Maggiore 30 maggio Acqui Terme 17 luglio Casale Monferrato 18 luglio Teatro Comunale, ore 21,00 Teatro Ariston, ore 21.30 (nell’ ambito della Cerimonia di Premiazione del “Premio Lettererario Internazionale Acquiambiente” 5a Edizione Piazza Mazzini, ore21,15 Palagiors, ore 18,00 Scopello uoghi Con il Contributo di Assessorato alla Cultura 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 3 I Luoghi dell’ Arte Itinerario artistico-musicale attraverso il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della Regione Piemonte 004 Fare riscoprire o addirittura fare scoprire al grande pubblico i capolavori del patrimonio culturale-musicale e le bellezze paesaggistico-ambiantali del Piemonte nella loro più completa ed autentica natura, attraverso quegli elementi dalla quale l’opera musicale trae ispirazione e che immediatamente conducono l’ascoltatore verso una più profonda comprensione e valorizzazione di entrambi. Il tema che ci condurrà attraverso il Piemonte, le sue province, le sue bellezze naturalistiche ed il suo patrimonio artistico, sarà quello delle stagioni; le stagioni della musica, della vita e della natura. Gli artisti chiamati a dare vita a questa seconda edizione del Festival sono di assoluto prestigio internazionale, basterà scorrere questo libretto per rendersi conto del loro valore che è tra le priorità di “I Luoghi Immaginari”, parallelamente all’ originalità delle sue proposte tematiche. Abbiamo scelto come sede dei nostri concerti chiese, teatri e palazzi, certi che la musica sia un eccellente mezzo per valorizzare i luoghi d’arte e paesaggi. Rinnoviamo il nostro sincero ringraziamento a tutti coloro che credono e sostengono questa manifestazione con il progetto culturale che la ispira. Ci auguriamo che il grande successo con cui si chiuse la scorsa edizione di “Luoghi Immaginari” sia di buon auspicio per la presente e per raggiungerenuovi luoghi e nuovi paesaggi della nostra regione. mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 4 Incantesimi Musicali delle Stagioni della Vita e della Natura L’ imitazione della natura costituisce da sempre una pratica musicale diffusa (se non è addirittura l’ ispiratrice stessa della musica ) trovando ampio sviluppo nel repertorio clavicembalistico del ‘700 di Rameau o ancora prima nel 1661 con un balletto di Lully chiamato “Le stagioni” (quelle di A.Vivaldi sono del 1725) per proseguire nel corso del tempo sotto lo stesso titolo con un oratorio di Haydn, con brani pianistici di Ciaikovskij e Glazunov attraverso J.Cage per giungere alle “Cuatro estaciones portenas” di Astor Piazzolla e ai recenti esiti di “ Come ad attraversare gli intervalli dell’aria” di Fabrizio Casti. Sono proprio “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi i primi esempi di concerti e musica autenticamente “a programma” e oseremmo dire di quattro “affreschi sonori” che ritraggono momenti della natura attraverso la percezione temporale della musica. I “sonetti dimostrativi” che accompagnavano nel 1725 la prima edizione de “Le Quattro stagioni”, dei quali la paternità vivaldiana non è certa, sono quattro, uno per ogni stagione e si riferiscono a precisi momenti della partitura, con indicazioni descrittive accurate apposte dal compositore, come: “Canto degl’ uccelli”*, “Scorrono i fonti”*, “Il caprar che dorme”*, “L’ubriaco che dorme”* o “La caccia” ed altre, con strabiliante corrispondenza tra immagini e musica dalle quali non è assolutamente possibile prescindere per un’interpretazione autentica. Questa riflessione ci induce ad affiancare all’esecuzione musicale, la lettura dei sonetti affidandola ad una voce recitante, affinchè l’ascoltatore possa recepire immediatamente la corrispondenza parola-immagine-suono, con tutte le suggestioni che ne scaturiranno. L’intento programmatico vivaldiano viene attuato tramite un “descrittivismo” strumentale che trova il suo punto di equilibrio nella distribuzione dei vari pesi e combinazioni strumentali che non hanno però intento didascalico. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 5 Le sue scelte ed intuizioni poetiche si coagulano intorno a melodie limpide e plastiche come nel “Largo” della Primavera che “incarna” il sonno del capraro *“Il capraro che dorme”, mentre il tutti dei violini evoca il fruscio delle foglie *“Mormorio di frondi e pianti” e la viola l’abbaiare del cane *“Il cane che grida”. I riferimenti oltre che ad immagini esteriori come i venti, i temporali o gli uccelli, toccano anche, nella parte conclusiva corde interiori come il sonno o il * “Passar al foco dì quieti e contenti”.La scelta di un autore come Astor Piazzola con le Estaciones portenas composte tra il 1965 e il 1970 nasce dall’esigenza di cogliere e ascoltare il pensiero di un autore della fine del novecento e quindi una visione ed una sensibilità più vicine a quella attuale. Le Estaciones sono “portenas” perchè il tango nasce nel porto, quello di Buenos Aires, una zona quindi ricca di scambi culturali e intreccio di popoli, ambiente nativo da cui il tango si sviluppa diventando un coacervo di ritmi e danze ispaniche, sudamericane e africane. Il materiale tematico è lirico e nel contempo angoloso, celando un’intrinseca aggressività che identifica il tango come musica di rabbia. Vi troviamo anche l’uso del contrappunto e della fuga elaborate con strutture ardite dell’avanguardia con “allusioni” al celebre canone di Pachelbel. Riportiamo un’affermazione dello stesso Piazzolla che sintetizza la sua poetica con queste parole: “Il mio tango incontra il presente” 004 Raffaele Mascolo mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 6 “Come ad Attraversare gli Intervalli dell’Aria” per voce recitante e orchestra d’archi (1998) di Fabrizio Casti. Concepita in un solo movimento la composizione non è da considerarsi un dialogo fra la voce recitante e l’orchestra ma piuttosto l’unione di due mondi sonori complementari. Il contrasto fra fasi sonore continue e discontinue e il tentativo di mediare fra i due termini informano la composizione. Gli iniziali strati sonori degli archi come un magma prima statico poi instabile dove compaiono nuove strutturazioni di tempo e ritmo, accentuazioni diverse su cui, a poco a poco, la voce recitante si inserisce. Il poema di Lucrezio, la frantumazione di questo testo, anche violenta, brandelli di testo tratti dal testo, dai periodi, dalle frasi, dalle parole, dalle sillabe ed infine i fonemi. Dal discontinuo sorge il continuo, gli eventi sono ripetuti modificati in diversi caratteri come il timbro, le distanze fra le entrate. Sciami di glissandi degli archi seguono un movimento discendente esteso ed articolato con energia, un parlato sempre più complesso e movimentato in cui piccole fluttuazioni inducono altre fluttuazioni fino alla perdita del dettaglio. Brandelli di testo, disposti linearmente, associati a suoni lunghi o brevi, con pause o senza (nel tempo); suoni relativamente brevi distribuiti fra gli strumenti gravi incastrati fra un continuo di suoni tenuti. Il costante aumento della densità, del numero degli strumenti usati, il costante crescendo dinamico: primo breve ed evidente intervento della voce recitante sola. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 7 Brandelli di testo, sovrapposti, associati a registri acuti o gravi che slittano da una voce all'altra e che anticipano e prolungano ricomponendolo pezzi di testo (nello spazio). Strutture musicali come suoni isolati; ampliamento dello spazio acustico usato dalla voce recitante; l’orchestra che lentamente si disintegra, la voce recitante che lentamente si sostituisce all’ orchestra; lungo ed articolato intervento della voce recitante sola. Brandelli di testo: sovrapposti, associati a registri acuti o gravi che slittano, che anticipano e prolungano ricomponendolo pezzi di testo (nello spazio); sistemati su diversi piani sonori (dai quali si nasconde o evidenzia il significato), che formano costellazioni disordinate dalle quali emergono e trasmettono senso. Poi il silenzio, i rumori, le tensioni, i passi, l'aria, i respiri, il fiato e poi ancora la voce che parla in modo sempre uguale, sempre simile e sempre diverso. A volte, quando viene pronunciato a bassa voce suscita più echi di un grido come i passi della pioggia o il rumore del vento. 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 8 Asti 25 maggio ore 21:00 Chiesa di San Paolo (nell’Ambito della Settimana Ministeriale della Cultura) PROVINCIA DI ASTI Antonio Vivaldi “Le Quattro Stagioni” op.8 Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’ètè” Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Luca Marziali (Primo Violino di spalla dell’Orchestra da Camera delle Marche) Voce recitante - Elisa Daglio (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Raffaele Mascolo uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 9 Omegna 26 maggio ore 21:00 Forum “Le Quattro Antonio Vivaldi Stagioni” op.8 COMUNE DI OMEGNA Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) PROVINCIA C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’ètè” DEL VERBANO CUSIO OSSOLA Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Luca Marziali (Primo Violino di spalla dell’Orchestra da Camera delle Marche) Voce recitante - Elisa Daglio ; Danzatrice - Loredana Niro (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Raffaele Mascolo 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 10 Novi Ligure 28 maggio ore 21:00 Teatro Ilva COMUNE DI NOVI LIGURE Antonio Vivaldi “Le Quattro Stagioni” op.8 Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’ètè” Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Roberto Ranfaldi (Primo Violino di spalla dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI di Torino) Voce recitante - Elisa Daglio ; Danzatrice - Loredana Niro (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Raffaele Mascolo uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:37 Pagina 11 S. M. Maggiore 29 maggio ore 21:00 Teatro Comunale Antonio Vivaldi “Le Quattro Stagioni” op.8 Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) PROVINCIA C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’ètè” VERBANO CUSIO OSSOLA DEL Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Luca Marziali (Primo Violino di spalla dell’Orchestra da Camera delle Marche) Voce recitante - Elisa Daglio ; Danzatrice - Loredana Niro (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Raffaele Mascolo 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 12 Acqui Terme 30 maggio ore 21:30 Teatro Ariston COMUNE DI ACQUI TERME (nell’ambito della Cerimonia di premiazione del “Premio Letterario Internazionale Acquiambiente” 5ª Edizione) Antonio Vivaldi “Le Quattro Stagioni” op.8 Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’ètè” Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Roberto Ranfaldi (Primo Violino di spalla dell’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI di Torino) Voce recitante - Elisa Daglio ; Danzatrice - Loredana Niro (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Raffaele Mascolo uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 13 Casale Monferrato 17 luglio ore 21:15 Piazza Mazzini “Le Quattro Antonio Vivaldi Stagioni” op.8 COMUNE DI CASALE MONFERRATO Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’ètè” Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Luca Marziali (Primo Violino di spalla dell’Orchestra da Camera delle Marche) Voce recitante - Elisa Daglio ; Danzatrice - Loredana Niro (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Sergej Ferulov 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 14 Scopello 18 luglio ore 18:00 Palagiors COMUNE DI SCOPELLO Antonio Vivaldi “Le Quattro Stagioni” op.8 Fabrizio Casti “Come ad attraversare gli intervalli dell’ aria” (per voce recitante e orchestra d’archi) C. Debussy / R. Mascolo “Pour invoquer Pan, dieu du vent d’Ètè” Astor Piazzolla “Invierno porteño” Violinista - Luca Marziali (Primo Violino di spalla dell’Orchestra da Camera delle Marche) Voce recitante - Elisa Daglio ; Danzatrice - Loredana Niro (Complesso Ospite 2004) Orchestra Filarmonica di Lodi Direttore - Raffaele Mascolo uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 15 Gli artisti del Festival uoghi 004 2004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 16 Raffaele Mascolo Dopo essersi diplomato in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano, si è perfezionato all’ "Accademia Musicale Pescarese", alla "Fondazione Arturo Toscanini" di Parma ed alla "Hochschule für Musik F. Liszt" a Weimar con maestri quali Azio Corghi, Guido Maria Guida, Donato Renzetti e Günter Kahlert. Ha inoltre studiato musica da camera sotto la guida di Franco Rossi a Verona e Giuseppe Garbarino presso l’Accademia Chigiana in Siena. Ha svolto un’intensa attività concertistica, prendendo parte a numerosi festivals internazionali quali “Festival Cervantino” (Città del Messico), “Settembre Musica” di Torino, “Festival Verdi” e “Mozart e Milano” di Milano, manifestazioni del “Festival Pucciniano” di Torre del Lago, “Suntory Hall” di Tokyo, “Altin Portakali Film Festivali” di Antalya (Turchia) “Rive Gauche” di Torino, “Traiettorie Sonore” di Como, “Accademia Filarmonica” a Bologna (Sala Mozart), “Galleria Toledo” di Napoli, Teatro Sociale di Como, Piccolo Regio di Torino, Teatro alle Vigne di Lodi, Teatro Alfieri di Asti, “NovecentoMusica” di Milano, “Tonhalle” di Zurigo e “Konzerthouse” di Freiburg. Ha diretto varie orchestre ed ensemble come direttore ospite tra le quali: “Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte”, “Orchestra G. Cantelli”, “Orchestra Sinfonica G. Puccini” di Milano, “Orchestra Sinfonica d’ Italia”, “Orchestra del Ghelikon Opera” di Mosca, “Orchestra del Teatro dell’ Opera di Celiabinsk”, “Orchestra della Compagnia d'Opera Italiana”, “Bulgarian Symphony Orchestra”, “Orchestra Filarmonica di Craiova”, “Orchestra del Teatro dell’ Opera di Città del Messico”, “Orchestra Classica”, “ Ensemble Europeo Antidogma Musica”, “Serenata Ensamble”, “Ensemble Musica/Realtà”. Dal 2002 è fondatore e direttore principale dell’ Orchestra Filarmonica di Lodi. Ha collaborato con importanti solisti, personalità artistiche e istituzioni tra cui Francesco De Angelis, (Primo violino di spalla dell’ Orchestra del Teatro alla Scala di Milano) Maurizio Ben Omar, Alberto Colla, Ivana Monti, Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Dal 1993 al 1995 é stato direttore dell’ensemble contemporaneo “Traiettorie Sonore” e dal 1995 è l’assistente del Maestro Guida collaborando ad alcune produzioni con l’ orchestra del “ Teatro Regio” e “Orchestra Filarmonica” di Torino. Nel 1997 ha diretto al “Festival Cervantino” di Città del Messico un programma dedicato a Gyorgy Ligeti, Pierre Boulez e Luciano Berio. Come Maestro assistente dell’ “Orchestra Guido Cantelli” di Milano, ruolo che ha ricoperto dal 1997 al 2000, nel 1998 ha preso parte all’opera “Falstaff” di Antonio Salieri alla Brooklyn Academy of Music di New York mentre il suo debutto con la stessa avviene nella Stagione 1998-99 presso la Sala “G. Verdi” del Conservatorio di Milano. Attualmente è docente di Pianoforte presso l’ Accademia “F. Gaffurio” di Lodi e Direttore Artistico del “Campus musicale estivo” in Valsesia dell’ Accademia delle Arti A. e P. Gilardi. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 17 Recentemente ha debuttato a Mosca presso il “Ghelikon - Opera” in “Pagliacci” di R. Leoncavallo e all'Opernjy Teatro di Celiabinsk con “Barbiere di Siviglia” di G. Rossini e nel 2003 ha collaborato con il Teatro dell”Opera di Mexico City per l’ opera di R. Wagner “L’ oro del Reno”.Ha registrato per la rete culturale della tv messicana (Canale 22), per l’ etichetta Konsequenz e per Radio Vaticana. Collabora in qualità di docente con i Conservatori Statali di Musica “N. Rota” di Monopoli e “G. F. Ghedini” di Cuneo; attualmente è docente presso il Conservatorio Statale di Musica“G. Pierluigida Palestrina” di Cagliari. Sergej Ferulov Si è formato al Conservatorio di Stato “M. Mussorsky” di Ekaterinburg sotto la guida di Mark Paveman e al Conservatorio di Stato “N.Rimski-Korsakov” di San Pietroburgonella classe del famoso Professor Ilya Musin, insegnante di grandi direttori russi come Yuri Termirkanov, Valery Gergiev e Vladimir Bychkov. Ferulev è tuttora considerato il più brillante esponente della scuola di direzione d’orchestra di San Pietroburgo. La sua intensa attività lo ha portato nei più importanti teatri del suo paese fin dal 1979, anno in cui il Ministero della Cultura gli conferisce il riconoscimento come miglior direttore d’orchestra. Nel 1999 ottiene un’altra prestigiosa onoreficienza: il titolo di “Figura onoraria delle Arti della Federazione Russa”. Da allora la sua carriera si apre anche all’estero e Ferulev dirige in Francia, Cina, Germania, Modavia, Lituania e Kazachistan. Il suo repertorio è vastissimo e comprende sinfonie, opere e balletti. Ha diretto, in 30 anni, più di 1.500 concerti e opere, lavorando con i più grandi solisti russi come i pianisti Emil Giles, Lazar Berman, Elisso Virsaladze e Dimitri Bashkirov; i violinisti Oleg Fagan, Tatyana Gridenko e Grigori Gislin; i violoncellisti Natalya Gutman e Vladimir Tonka. È apprezzato per l’altissimo livello tecnico e per la precisione ed espressività del gesto. Pur avendo una solida formazione classica, non si è chiuso al reperorio del nostro secolo e alle avnguardie. È anzi stato il primo a dirigere composizioni di autori contemporanei russi e ucraini. Ha insegnato per 20 anni al Conservatorio di Dones (Ucraina) e attualmente è docente di direzione d’orchestra al Conservatorio degli Urali. 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 18 Luca Marziali Diplomato con il massimo dei voti e lode presso il Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro, frequenta la Scuola di "Alto Perfezionamento Musicale" di Saluzzo con i Maestri R. Pasquier, A. Stefanato e P. Amoyal, con il quale prosegue gli studi presso il Conservatorio Superiore di Losanna. Successivamente è allievo dei Maestri P. N. Masi e C. Rossi all'Accademia "Incontri con il Maestro" di Imola. Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, Luca Marziali svolge intensa attività concertistica sia in veste solistica che cameristica. Primo violino dell' “Orchestra da Camera delle Marche", collabora con le più importanti istituzioni orchestrali italiane. Roberto Ranfaldi Ha iniziato lo studio del violino con M. Ferraris, nel 1982 è a Boston, vincitore di una borsa di studio per seguire i corsi di E. Rosenblyth, presidente della sezione archi del New England Conservatory. Nel 1983 si esibisce come solista in tournèe con la Schweizer Streichorchester di Engelberg (Svizzera). Conseguito il diploma nel 1984, con il massimo dei voti, presso il conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria, si perfeziona con C. Romano prima a Ginevra e poi presso l'Accademia Internazionale "L. Perosi" di Biella. Nel 1989 entra a far parte dell'Orchestra Sinfonica di Torino della RAI; dal 1995 è violino di spalla dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Ha suonato sotto la direzione di Bichkov, Chailly, Gergiev, Giulini, Kitaenko, Inbal, Muti, Pretre, Sawallisch, Sinopoli, Tate, compiendo numerose tournèe in Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti e Svizzera. È stato invitato a collaborare come violino di spalla dall'Orchestra Filarmonica della Scala, dall'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dall'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, dalla Fenice di Venezia ed altre. Svolge attività didattica presso l'Accademia Internazionale "Perosi" di Biella e la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo ed è spesso chiamato in qualità di componente di giurie di concorsi nazionali ed internazionali. In qualità di solista, si è esibito in numerosi concerti, accompagnato dall'orchestra di cui è "spalla" e, di recente, dalla European Union Chamber Orchestra. In campo cameristico, oltre ad essere primo violino del Quartetto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, è tra i fondatori del New Arca Trio di Torino. Recentemente ha inciso un CD con musiche di Furtwaengler edito dalla Fonè. Suona un violino di E. Rocca del 1903. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 19 Fabrizio Casti Si è diplomato in Composizione con Franco Oppo, ha studiato Musica Elettronica con Alvise Vidolin ed ha poi trascorso alcuni periodi di formazione al CSC di Padova. È Presidente dell’ Associazione Spaziomusica che si occupa della produzione, della promozione e della diffusione della musica contemporanea e responsabile di Spaziomusica-Ricerca centro che svolge attività di ricerca sonologica, musicologica, etnomusicologica e teorica finalizzata alla composizione di opere musicali. La sua musica è stata eseguita in Festival quali Musica Presente e Metafonie (Teatro alla Scala) e il Festival “Guido Cantelli” a Milano, Nuova Consonanza, Musica Verticale, RomaEuropa Accademia di Francia a Roma, Internazionale Ferienkurse a Darmstadt, De Ijsbreker ad Amsterdam, Syracuse University a New York, International Festival of Contemporany Music a Warsavia, St Cut's ad Edimburgo, Dal Niente e She-the Nature of love a Londra, Sibelius Academy a Helsinky, Synthèse a Bourges, Festival internazionale di Musica Contemporanea a Montevideo, Buenos Aires, Bilbao, Madrid, Chisinau, Bucarest, Città del Messico, Atsughi, Berna, Tokio. Svolge un lavoro di indagine intorno alle relazioni e le interazioni esistenti fra la musica ed il suono in sè (inteso in termini organologici, con l’ uso di mezzi elettronici, e gestuali attraverso le modalità esecutive), la metodologia della composizione (con riferimento ai processi cognitivi e musicali) e altre forme culturali e sociali. Sue musiche sono incise su Compact Disk dalla ECM, dalla Nuova Fonit-Cetra, da Spaziomusica, dalla LIMEN e dalla Nuova Era e pubblicate da RaiTrade, Ut Orpheus e da Ricordi. Insegna Elementi di Composizione Musicale presso il Conservatorio Statale di Musica di Cagliari. 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 20 Amici della Musica “A.Schmid” Lodi Orchestra Filarmonica di Lodi (complesso ospite 2004) L’ Orchestra Filarmonica di Lodi è una formazione di recente costituzione ed è composta da musicisti di chiara fama, le cui prime parti provengono da importanti e prestigiose orchestre italiane (Orchestra Filarmonica della Scala, Orchestra Nazionale della RAI, I Pomeriggi Musicali) ed europee (E.Y.C.O., Mahler Chamber Orchestra ecc) collaborando con importanti direttori (Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Lorin Maazel ed altri) esibendosi al Festival di Wexford (Irlanda), Londra (Wigmore Hall), Vienna (Musikverein) con il compito di trasmettere, ai giovani musicisti che li affiancano, l’ esperienza accumulata nelle loro carriere e lo stile interpretativo peculiare degli autori che meglio rappresentano questo organico con una predilezione per quegli autori che rappresentano la tradizione di Lodi e della Lombardia per esteso, promuovendo la storia, l’ arte e la ricchezza del territorio in cui opera ponendosi come ambasciatrice di Lodi e della sua provincia portandone le risorse, le bellezze sconosciute, le potenzialità turistiche ed economiche in giro per l’Italia e il mondo. Numerosi i concerti già tenuti presso il Teatro alle Vigne di Lodi, per le manifestazioni estive di Lodi al Sole, al Teatro Alfieri di Asti, Teatro Ariston di Acqui Terme, Teatro Ilva di Novi Ligure. Altro obiettivo importante è quello di contribuire ad innalzare il livello musicale tramite la qualità dell’ offerta musicale avvalendosi di un primo violino di spalla come Aldo Campagnari e di un primo quale Luca Avanzi, sia tramite un approfondito lavoro di preparazione dei professori d’orchestra, asse portante del progetto, sia tramite programmi che vengono replicati sul territorio provinciale e regionale creando una sorta di circuito orchestrale, lezioni - concerto, conferenze e manifestazioni artistiche di diversa natura. Lo spirito più affascinante nella realizzazione di un repertorio risiede nella ricerca di quell’anima nascosta, di quell’esperienza narrata dal compositore con il proprio caleidoscopico mondo di suoni. La ricerca nella realizzazione di repertori concertistici, risiede nell’affinità di intenti espressivi che alcune composizioni, pur lontane tra loro nel tempo, riescono a suggerire ad un ascolto attento. Questi innumerevoli percorsi di affinità espressive vogliono essere obiettivo della ricerca estetica dell’ Orchestra Filarmonica di Lodi. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 21 I musicisti dell’ orchestra Violini primi Dimitri Chichlov Marco Corsini Marina Sveva Ceritali Aida Gonzales Margherita Graczjk Vitaliano De Rossi Violini secondi Massimiliano Re Tatiana Reut Roberta Corvi Elisabetta Fanzini Laura Collamati Viole Irina Balta Marco Cavallone Mikail Kliatcko Violoncelli Andrea Anzalone Giacomo Grava Contrabbasso Alberto Lo Gatto Clavicembalo Silvia Fantoli / Cesarina Compagnoni Maestro collaboratore Simone Barbato 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 22 Profilo Professionale Carlo Bidone Carlo Bidone è un Dottore Agronomo che si occupa di ambiente, paesaggio e territorio. Dopo la laurea ha frequentato diversi corsi di specializzazione e ha effettuato esperienze di lavoro all’estero nei campi della ricerca scientifica e della progettazione. Svolge attività professionale nella progettazione e direzione lavori di parchi, aree verdi, rimboschimenti, recuperi di frane e aree degradate; si occupa di pianificazione e progettazione di aree vaste e di bacini, consulenze per i problemi della gestione del verde. Il suo studio professionale si occupa anche di servizi per le produzioni agricole e per i prodotti agroalimentari, curando in particolare gli aspetti agroambientali. Ha anche svolto diversi incarichi di progettazione di interventi di sistemazione idraulica in ambiente rurale con metodi di ingegneria naturalistica, anche in collaborazione con diverse figure professionali. È consigliere del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo del quale ha presieduto la commissione per la formazione del Piano d’Area. È presidente della Commissione Regionale per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Ambientali e Paesistici sezione decentrata di Alessandria. Ha tenuto diversi seminari nell’ambito dei corsi post-laurea in Parchi, Giardini e Aree verdi dell’Università di Torino. Gestisce uno studio professionale ad Alessandria con il dott. agr. Massimo Badino e diversi collaboratori. Attualmente è presidente della Federazione degli Ordini dei dottori agronomi-forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 23 “ Sonetti ” La Primavera Giunt’è la Primavera e festosetti La salutan gl’ augei con lieto canto, (Canto degl’uccelli)* E i fonti allo spirar de Zeffiretti ( Scorrono i fonti)* Con dolce mormorio scorrono intanto. Vengon coprendo l’aer di nero ammanto E lampi e tuoni ad annunziarla eletti, Indi tacendo questi gl’augelletti. Tornan di nuovo al lor canoro incanto: (Canto d’uccelli)* E quindi sul fiorito ameno prato Al caro mormorio di fronde e piante Dorme l’caprar col fido can a lato. (Il capraro che dorme)* Di pastoral zampogna al suon festante Danzan ninfe e pastor nel tetto amato Di Primavera all’apparir brillante. (Danza pastorale)* L’ Estate Sotto dura stagion dal sole accesa Langue l’uom, langue ‘l gregge ed arde il pino; (Languidezza per il caldo)* Scioglie il cucco la voce, (Il cucco) e tosto intesa Canta la tortorella e ‘l gardelino. (La tortorella)* (Il gardellino)* Zeffiro dolce spira, (Zeffiretti dolci)* ma contesa Muove Borea (Vento Borea )* improvviso al suo vicino; E piange il pastorel perchè (Il pianto del villanello)* sospesa Teme fiera borasca e ‘l suo destino. Toglie alle membra lasse il suo riposo Il timore dei lampi e tuoni fieri E de’ mosche e mossoni il stuol furioso. Ah che pur troppo i suoi timor son veri: Tuona e fulmina il ciel, e grandioso Tronca il capo alle spiche e a’ grani alteri. (Tempo impetuoso d’ estate)* 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 24 “ Sonetti ” L’ Autunno Celebra il villanel con balli e canti Del felice raccolto il bel piacere, (Ballo e canto de’ villanelli)* E del liquor di Bacco accesi, (L’ubriaco)* tanti Finiscono col sonno il loro goder. (L’ubriaco che dorme)* Fa ch’ogn’uno tralasci e balli e canti L’ aria, che temperata da piacer, E la stagion, ch’invita tanti e tanti D’un dolcissimo sonno al bel goder. (Ubriachi dormienti)* I cacciator all nov’alba Con corni, schioppi e cani escono fuore; (La caccia)* Fugge la belva e seguono la traccia; (La fiera che fugge)* Già sbigottita e lassa al gran rumore (Schioppi e cani)* De’ schioppi e cani, ferita minaccia Languida di fuggir, ma oppressa muore. (La fiera fuggendo muore)* L’ Inverno Agghiacciato tremar tra nevi algenti Al severo spirar d’orrido vento; (Orrido vento)* Correr battendo i piedi ogni momento; (Correr e batter li piedi per il freddo)* E pel soverchio gel batter i denti; (Batter li denti)* Passar’ al foco i dì quieti e contenti Mentre la pioggia fuor bagna ben cento; Camminar sopra ‘l ghiaccio (Il ghiaccio)* e a passo lento Per timor di cader girsene intenti; (Camminar piano e con timore)* Gir forte, sdrucciolar, cader a terra; (Cader a terra)* Di nuovo ir sopra ‘l giaccio e correr forte (Correr forte)* Sin ch’il giaccio si rompe e si disserta; (Il giaccio si rompe)* Sentir uscir dalle ferrate porte (Il vento Sirocco)* Sirocco, Borea e tutti i venti in guerra: (Il vento Borea e tutti li venti)* Quest’é ‘l verno, ma tal che gioia apporte. * Indicazioni poste da A.Vivaldi sulla partitura. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 25 “ Come ad attraversare gli intervalli dell’aria ” Testi tratti dal “De rerum natura” di Tito Lucrezio Caro ... ogni volta che i raggi trapelano e infondono la luce del sole nell’ oscurità delle stanze: vedrai molti corpi minuscoli vorticare in molteplici modi nel vuoto nella luce stessa dei raggi, e come in un eterna contesa muovere contrasti e battaglie scontrandosi a torme, senza mai trovar pace, continuamente agitati da rapidi congiungimenti o effrazioni; cosi che puoi arguire quale sia l’ eterno agitarsi degli elementi primordiali delle cose nell’ immenso vuoto; per quanto un piccolo fenomeno può offrire l’immagine di grandi eventi e una traccia per la loro conoscenza... esistono moti nascosti e invisibili alla materia... corpi ... colpiti da urti invisibili, che cambiano strada, e indietro respinti rimbalzano di qui di là intorno in tutte le direzioni (libro II - 114-132) ... quando avremo veduto che nulla può nascere dal nulla, allora già più agevolmente di qui noi potremo scoprire l’ oggetto delle nostre ricerche, da cosa abbia vita ogni essenza, e in qual modo ciascuna si compia senza opera alcuna di dèi. (libro II - 155-168) ... l’animo ... richiede di conoscere a pieno, essendo infinito lo spazio oltre i muri del mondo, cosa esista lassù, dove intenda scrutare la mente, dove il libero balzo dell’ animo voli spontaneo... per noi in ogni senso è dovunque, ... non v’è limite al tutto ... Ne può in nessun modo apparire verosimile, laddove lo spazio si apre dovunque infinito e i germi di numero innumero e di somma abissale volteggiano in mille maniere sospinti da moto perpetuo, che solo questo cielo e questa terra sono stati creati, e che fuori di essa tanti corpuscoli basilari non producano nulla; soprattutto perchè questo mondo è opera della natura, e i corpuscoli urtandosi a caso per forza spontanea, variamente, senza ordine o frutto, e invano addensati, riuscirono infine a formare a un tratto quei nuovi aggregati che divenissero per sempre la base delle grandi sostanze, la terra, il mare, il cielo, le specie viventi. (libro II - 1044-1063) ... c’é in esse anche il vuoto... il vuoto intangibile e immateriale, senza il quale per nessuna ragione le cose potrebbero spostarsi; e infatti, ciò che è proprio peculiare dei corpi, resistere e opporsi, accadrebbe in ogni occasione in ogni elemento: nulla potrebbe procedere, poichè nulla offrirebbe spazio all’avvio del moto. (libro I - 329-339) Mentre la vita umana giaceva sulla terra, turpe spettacolo, oppressa dal grave peso della religione, che mostrava il suo capo dalle regioni celesti con orribile aspetto incombendo dall’alto sugli uomini, per primo un uomo ... ardì sollevare gli occhi mortali a sfidarla, e per primo drizzarlesi contro: non lo domarono le leggende degli dèi, né i fulmini, né il minaccioso brontolio del cielo; anzi tanto più ne stimolarono il fiero valore dell’animo, cosi che volle infrangere per primo le porte sbarrate dell’ universo. (libro I 62-71) ...quante favole sanno inventare, tali da poter sconvolgere le norme della vita, e turbare ogni tuo benessere con vani timori! 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 26 “ Come ad attraversare gli intervalli dell’aria ” Testi tratti dal “De rerum natura” di Tito Lucrezio Caro ... se gli uomini vedessero la sicura fine dei loro travagli, in qualche modo potrebbero contrastare le superstizioni e insieme le minacce ... infatti ignorano quale sia la natura dell’ animo, se sia nata o al contrario si insinui in coloro che nascono, e perisca insieme con noi distrutta dalla morte. (libro I - 104-114) ... priva di nome; ma nulla esiste più nobile e sottile di essa, e neanche costituito da particelle più piccole e levigate: è questa a diffondere per prima i moti sensitivi delle membra... si muove per prima, costituita da minuscoli elementi; poi il calore e l’invisibile forza del vento, poi l’aria accolgono i moti: poi tutto è in movimento ... ma non è senza pena che il dolore può penetrare fin qui, ne un pungente male insinuarsi, senza che tutto sia sconvolto al punto che manchi luogo alla vita (libro III - 241-255) e le parti dell’anima s’involino per tutti i fori del corpo. A tal punto devono essere stimolati in noi numerosi elementi, prima che le particelle basilari dell’anima, ... sentano che sono scossi i diversi semi e prima che, fatta ressa di questi intervalli, possano urtarsi, aderire fra loro e rimbalzare a vicenda. Ma è l’animo a tenere ben stretti i serrami della vitae a dominare l’esistenza assai più della forza dell’anima... ... senza la mente e l’animo, nessuna parte dell’anima può restare nelle membra neanche per un breve attimo, ma docile segue la sua sorte e si disperde nell’aria e lascia le fredda (libro III - 391-404) membra nel gelo della morte.... provenienti da ogni parte vagano dovunque e in molti modi innumerevoli simulacri sottili, i quali facilmente si congiungono fra loro nell’aria, quando s’incontrano, al pari di ragnatele o di foglie d’oro... sono di una trama molto più sottile di quelli che invadono gli occhi e stimolano la vista, poichè penetrano .. e stimolano al suo interno (libro IV - 724-732) la lievissima essenza dell’animo eccitandone il senso... ... i suoni e le voci si odono quando, insinuandosi nelle orecchie, abbiano colpito il senso... anche la voce e il suono sono di essenza corporea, ... possono colpire i sensi... la voce ... raschia la gola e il grido che erompe rende più ruvida la trachea: ... gli elementi primi della voce, sorti in grandissima quantità ... raschiano lo sbocco orale. Non v’è dubbio che le voci e le parole consistano in elementi corporei, così da poter ferire. Neanche ti sfugge quanta parte del corpo sottragga ... un parlare continuo fino all’ombra della tenebrosa notte, protratto poi dal sorgente chiarore dell’alba, ... se effuso con altissimo tono di voce. L’ asprezza della voce ... dall’asperità dei suoi elementi, ... (libro IV - 524-543) la sua levità dalla loro levità ... qualsiasi cosa esistente per sè, o agirà su un'altra, o dovrà lasciare che le altre agiscano su di lei, o sarà tale che in essa le cose possano esistere e spostarsi... niente può agire e subire se non abbia corpo, né offrire spazio se non sia libero e vuoto. (libro I - 440-444) uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:38 Pagina 27 “ Come ad attraversare gli intervalli dell’aria ” Testi tratti dal “De rerum natura” di Tito Lucrezio Caro Cosi ci pare che l’ombra si muova nel sole e segua i nostri passi e imita i gesti, ... facendo seguito ai moti e ai gesti dellíuomo... null’altro può essere che aria vuota di luce. (libro IV - 364-379) ... ma se sia o no la medesima luce, e se l’ombra che prima era in un luogo si sposti in un altro ... gli occhi non conoscono la natura delle cose ... non attribuire a difetto degli occhi ciò che è colpa della mente. (libro IV - 381-386) Qui non si poteva scorgere allora il disco del sole che alto volava pieno di splendore, né le stelle del vasto firmamento, né il mare, né il cielo, né infine la terra, né l’aria, né alcun’altra cosa simile alle nostre, ma quasi un’improvvisa tempesta, un’ insorta congerie di elementi seminali di ogni specie, il cui discorde tumulto sconvolgeva gli intervalli, le vie, le connessioni, i pesi, gli urti, gli incontri, i moti, producendo confuse battaglie, poichè, per le forme dissimili e le varie figure, non potevano in tal modo restare tutti congiunti, e neanche produrre fra loro movimenti concordi. (libro V - 432-442) ... di quanto ricopre lo slancio immenso del cielo, una parte la occupano gli avidi monti e le selve abitate dalle fiere, una parte la ingombrano rupi e desolate paludi e il mare che vasto separa le rive delle terre... quasi due parti il calore rovente e l’assidua caduta delle nevi le tolgono ai mortali. Ciò che resta del suolo, la natura se lasciata a se stessa, ... coprirebbe di rovi senza l’opera dell’uomo, avvezzo, per durare la vita, a partire sul forte bidente e a fendere la terra affondando nelle sue viscere l’aratro. (libro V - 200-211) ... prendono corpo quando i loro numerosi semi, volando in questo superno spazio di cielo, d’un tratto s’aggregano, i più scabri, ... che possano intrecciarsi in lievi modi e ... rimanere uniti fra loro compressi dall’aria... l’addensarsi ... queste si aggregano e si uniscono fra loro e in tale coesione si accrescono e sono portate dai venti, al punto che infine ne sorge ... tempesta. (libro VI - 451-459) 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 28 Esempi musicali dimostrativi tratti dalla partitura d’orchestra Esempio tratto da “La Primavera” luoghi immaginari 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Esempi musicali dimostrativi tratti dalla partitura d’orchestra Esempio tratto da “La Primavera” 004 Pagina 29 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 30 Esempi musicali dimostrativi tratti dalla partitura d’orchestra Esempio tratto da “La Primavera” luoghi immaginari 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 31 “ L’ Ambiente” Gli elementi ispiratori de “Le Quattro stagioni” uoghi 004 2004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 32 “ L’ Ambiente” Gli elementi ispiratori de “Le Quattro stagioni” Gli uccelli Cosa aggiungere alla definizione del canto degl’uccelli che ci ha dato in musica Antonio Vivaldi? Il musicista ci fa pensare alle circa 200 specie che nidificano in Piemonte e che rendono questa regione tra le più ricche al mondo per il numero di specie e per la biodi versità. Qui gli studiosi hanno recentemente scoperto colonie svernanti dello Strillozzo, una specie di Emberigidae assai rara in Piemonte e, secondo le conoscenze scientifiche precedenti, svernante solo al sud del bacino del mediterraneo. È caratterizzato da un canto caratteristico, un trillo prima lento poi veloce, che varia da colonia a colonia come se gli uccelli utilizzassero tra loro una serie di dialetti che variano da zona a zona, ma che non variano al variare degli ecosistemi nei quali si trovano. La presenza invernale dello strillozzo, che vive solo in zone umide con canneti, è indicatrice di una accresciuta naturalità e di una maggiore disponibilità di habitat naturali della nostra Regione. I fonti Tra le ricchezze del nostro territorio c’è anche l’acqua e per chi abita nella parte alpina ciò è scontato: il principale fiume d’Italia nasce in Piemonte, poi c’è il lago Maggiore che è un’immensa risorsa naturale ma conferisce al paesaggio un aspetto unico con la sua varietà di fiori e piante, di brezze e di profumi, di chiese antiche e di ville con ineguagliabili giardini; e poi gli altri fiumi e laghi, ciascuno con paesaggi, storie e caratteristiche diverse. Ma anche per l’acqua la ricchezza non sta solo nella quantità ma anche nella qualità, intesa soprattutto come diversità dei fonti: dal Nord scendono i grandi fiumi ricchi d’acqua in estate, dal Sud scendono i torrenti copiosi in inverno e asciutti in estate; i torrenti tortuosi e scavati nelle rocce, in mezzo a sparsi gruppi di querce, offrono paesaggi diversi in ogni stagione e sono spesso la gioia dei canoisti o dei pescatori. In base alle dimensioni dei materiali in alveo, fini o ghiaiosi, alla pendenza del fondo e alla portata d’acqua stagionale del corso, si creano diverse condizioni di vita acquatica con tipiche specie ittiche e di flora spondale. Il capraro L’immagine che Vivaldi ci dà del personaggio e di ciò che sta attorno, il fido cane, la zampogna, non appartiene più al nostro modo di vivere e non ci resta che raffigurarla nella musica, nella poesia, nella pittura e nelle altre arti che fino a cent’anni or sono ce l’hanno riportata. Ma a cosa ci rimanda questa immagine? Chi di noi è particolarmente sensibile alla propria salute e al proprio benessere sa bene qual è il primo prodotto delle capre: il latte ad alta digeribilità. Inoltre caratteristico è il sapore dei formaggi, infatti se le capre vivono nei prati fioriti delle nostre colline e montagne, accontentandosi di un pasto frugale, ci danno formaggi come la nostra robiola che sono unici e irripetibili. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 33 Il pino Quale bella immagine ci descrive Vivaldi con il pino e tutto il mondo che ci sta sotto! La pineta è un bosco “ricreativo” perchè è facile da percorrere essendo quasi privo di cespugli; sovente si sviluppa “a macchie” tra i boschi di latifoglie e crea un gioco di luci e tonalità di verde assai suggestivo, con ampi spazi vuoti che diventano “finestre” sul panorama. Sono diverse le specie di pino diffuse e ben note, ma l’immagine caratteristica del pino spontaneo sulla cima delle colline o delle basse montagne, dove pascolano le capre, è fornita dal Pino silvestre, un grande albero a rapida crescita, che colonizza i terreni erosi, abbandonati e degradati, lasciando col tempo lo spazio alle altre piante di latifoglie. Queste ultime trovano il loro habitat solo dopo la preparazione che il Pino silvestre ha compiuto. È infatti diffuso tra le quercie (la roverella in particolare), tra i faggi, le betulle e i castagni. L’incendio poi è un accanito nemico dei boschi, specie di quelli del Piemonte meridionale ma bastano pochi pini che lasciano ogni anno a terra le loro vecchie pigne per assicurare la nascita rapida di un grannumero di piccoli pini che provvederanno a ricoprire le pendici nude con un nuovo manto verde che si evolverà poi verso un bosco maturo. Il cucco Il Cuculus canorus è famoso perchè da piccolo “ruba” il nido agli altri uccelli infatti la madre depone imitando la forma e il coloe delle uova dei proprietari del nido a cui affida la cura dell’unico uovo e del suo piccolo; le femmine nate insieme ad altri uccelli andranno ad o videporre sempre in nidi della specie adottiva. Il suo canto, in particolare per il maschio, è il tipico cuu-cuu con maggior forza sulla prima sillaba, tanto imitato dagli orologiai. È un uccello che, per l’atteggiamento durante il volo e per il colore delle piume, imita altri uccelli rapaci, in particolare lo sparviero. È diffuso ovunque in Europa e si nutre di larve di farfalle notturne contribuendo a proteggere la frutta e gli ortaggi da queste ultime. Purtroppo nei nostri ambienti è in forte regressione sia a causa della riduzione del cibo, sia a causa della riduzione delle specie di uccelli che lo ospitano nei loro nidi. Durante il corteggiamento il cuculo compie un caratteristico inseguimento in volo mentre il maschio emette a gran voce il suo cuu-cuu e la femmina gli col suo canto. 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 34 “ L’ Ambiente” Gli elementi ispiratori de “Le Quattro stagioni” La Borea Il gelido vento del nord, sinonimo della Tramontana temuta tanto dagli agricoltori quanto dagli animali e dalle piante, viene descritto bene da Antonio Vivaldi che lo contrappone in musica allo Zeffiro, il vento di Ponente che è un movimento leggero dell’aria, un soffio gentile in cui cantano la tortorella e ’l gardellino. A fine giugno, quando il grano matura, si sente nei campi il suono delle spighe che, mosse dal vento, sbattono le une contro le altre (sono circa 600 spighe in un metro quadrato sorrette tutte alla stessa altezza – 80 cm circa – dagli steli o culmi). La Borea asciuga le spighe favorendo talvolta la maturazione, ma spesso accelerandola troppo e impedendo che la farina si accumuli nei chicchi di grano o cariossidi; se poi spira impetuosa porta sulle campagne lampi e tuoni fieri e con questi la grandine che Tronca il capo alle spiche e a’ grani alteri, provocando gravissimi danni alla coltivazione. Bacco Arriva l’autunno ed ecco che la campagna si riempie di colori, suoni e profumi rassicuranti, primi fra tutti quelli connessi alla raccolta dell’uva che da sempre infonde un senso di benessere, di gioia, di allegria. Il paesaggio autunnale provoca sempre emozioni, anche dove non ci sono i vigneti: i boschi assumono colori più caratteristici che contrastano al tramonto con i corsi d’acqua, la pianura mostra i colori delle colture prossime alla raccolta, gli orti sembrano mosaici di fini tessere colorate e i frutteti alternano i colori vivi delle frutta sullo sfondo intenso del fogliame. Il suono della vendemmia, l’immagine della pigiatura tradizionale ci portano alla mente i vini che hanno reso celebre il nostro territorio e la nostra gente nel mondo. Sicuramente vini famosi e importanti ma anche un patrimonio di vitigni autoctoni e di popolazioni di viti, cioè di biodiversità che ci dà tanti vini diversi e tutti con le proprie caratteristiche ben differenziate, una risorsa importante per la nostra ricchezza culturale nell’era della globalizzazione e del l’omologazione dei sapori. La caccia È un’immagine antica, quella della caccia alle fiere, che l’uomo organizzava con strumenti (corni schioppi e cani) meno precisi di quelli odierni. È l’altra faccia dell’autunno, quello tumultuoso e violento, che si inserisce come un flash sui festosi baccanali, ma che descrive la gioia del ritorno a casa, del pericolo affrontato e scongiurato, della stagione della vita che porta il meritato riposo a chi ha tanto lottato. Le nostre campagne, tramontati gli antichi pericoli delle fiere, sono oggi insidiate dagli squilibri ecologici: piante esotiche che soffocano la flora tipica e, successivamente, provocano frane, erosioni ed esondazioni per la loro incapacità di trattenere il suolo; animali indesiderati e distruttori come i cinghiali o, meglio, i loro incroci col maiale, i porcastri che infestano i boschi e le coltivazioni, ma non dimentichiamo l’invasione delle nutrie e, tra gli ultimi insetti arrivati, la Cameraria che in estate defoglia regolarmente tutti gli ippocastani. È vero che la natura tende sempre a raggiungere un equilibrio tra le diverse specie di esseri viventi e anche con gli elementi del “regno minerale”, ma è pur vero che in un ambiente naturale fortemente condizionato dall’uomo, come è la nostra campagna, un fattore di squilibrio ecologico provoca quasi sempre un fenomeno di “blocco ecologico” dal quale la natura non ne esce se non con un altro intervento dell’uomo che rimuove il fattore stesso di squilibrio. uoghi 20 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 35 Le nevi algenti Vivaldi descrive l’inverno con freddo, pioggia, neve e ghiaccio. È una natura silente che si riposa, e che si carica di nuova vitalità per il periodo successivo. D’inverno il freddo annulla molte malattie delle piante, uccide le spore di funghi dannosi, uccide tante larve di insetti che si nutrono delle piante e dei frutti. Il freddo poi regola gli ormoni della fioritura e della fruttificazione di molte piante: senza freddo non si producono frutti. La pioggia cade più abbondante in inverno (ad eccezione delle Alpi) e ricarica le falde, le sorgenti, i fonti per le nostre necessità estive. L’acqua è un bene che diventa sempre più raro e richiede sempre più una gestione attenta da parte dell’uomo: prima di tutto dovrebbe scorrere nei suoi alvei naturali dove origina un “ecosistema” e un eventuale prelievo dovrebbe essere fatto nelle vicinanze della restituzione (l’acquedotto dovrebbe attingere poco prima dello scarico del depuratore) in modo da garantire il deflusso naturale in tutti i corsi; questi ultimi dovrebbero essere anche controllati e mantenuti in ordine, soprattutto a monte, per permettere corretti accumuli e deflussi d’acqua durante i periodi di nubifragio al fine di evitare traumatiche alluvioni. Ecosistema e paesaggio L’ascolto de “Le Quattro Stagioni” ha evidenziato una precisa descrizione della natura e del paesaggio. Quest’ultimo è uno scenario talvolta immutato, talvolta mutevole in cui l’uomo svolge le proprie attività: Vivaldi ci fa immaginare le campagne di un tempo, modellate con sapienza dai contadini che nel corso della storia hanno arricchito i terreni con diverse specie di piante tra cui i fruttiferi, gli ortaggi, i cereali, i foraggi e vi hanno introdotto gli animali domestici; hanno poi delineato i fossi, le strade e i confini dei campi con le siepi e i filari creando una diversità di paesaggi già a partire da piccole porzioni di territorio. Ogni paesaggio, o meglio, ogni elemento che compone il paesaggio, è il risultato di un ecosistema, sia esso naturale o modificato dall’uomo; i confini tra un ecosistema e un altro sono gli ecotoni: linee o fasce immaginarie di confine per una o più specie in cui si registra la più elevata biodiversità. Gli ecotoni sono quindi, per le persone, i siti in cui si trovano il maggior numero di animali, di frutta, di erbe e di quanto cioè ci piace osservare e raccogliere in campagna. 004 mmaginari Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 36 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 37 Con il patrocinio e il contributo di: Assessorato alla Cultura Ministero della Giustizia Consiglio dell ’ Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali S.MARIA MAGGIORE OMEGNA SCOPELLO CASALE MONFERRATO NOVI LIGURE ASTI ACQUI TERME mmaginari uoghi Provincia del Verbano Cusio Ossola Comune di Omegna Comune di Santa Maria Maggiore Provincia di Vercelli Comune di Scopello Comune di Casale Monferrato Provincia di Asti Comune di Acqui Terme Provincia di Alessandria Comune di Novi Ligure 2004 [email protected] Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 38 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 39 Stamperia d’ Arte Maccagno Alessandria, Via Verona 75 - Tel 0131 223758 Impaginato Mascolo 18.5.2004 15:39 Pagina 40 I Luoghi dell’ Arte uoghi 2004 mmaginari