“Il manuale di tirocinio: istruzioni e strumenti. Dalla carta al CD” di Adele Riboni, Coordinatore didattico di Sezione Corso di laurea in Infermieristica sezione di Lodi, Università degli Studi di Pavia di Giuseppina Badiini, Maria Grazia Burla, Mariateresa Cantinotti, Patrizia Crivellaro, Laura De Capitani, Liliana Rossetti, Tutor Universitari Corso di laurea in Infermieristica sezione di Lodi La tradizione formativa del corso di laurea in infermieristica si può far risalire al 1970 con l’apertura della prima Scuola Infermieri professionali a Lodi. Nell’anno accademico 1994/95 si è trasformata in diploma universitario per infermiere come sede distaccata dell’Università di Pavia e successivamente nell’aa 2001/ 2002 in corso di laurea per infermieri. La forte attenzione rivolta all’apprendimento clinico che ci ha sempre caratterizzato nel corso degli anni, ci ha portato a ricercare sempre nuovi strumenti finalizzati a migliorare i risultati del tirocinio clinico degli studenti. Alla luce dei contributi delle scienze cognitive, l’apprendimento in tirocinio si riconosce in un modello integrato che prevede un interscambio continuo tra studente, sede di tirocinio e sede formativa teorica (Castellucci et at. 1997). Questo modello permette altresì allo studente di acquisire conoscenze teoriche certe ma non esaustive, prevedendo così anche la possibilità di apprendimento dall’esperienza. Oggi infatti è riconosciuto che i saperi, nel processo delle conoscenze, vengono organizzati secondo una modalità complessa e sono costituiti dai contenuti, dalle connessioni 48 . N.2/2011 - IO INFERMIERE tra questi e il contributo personale di chi li sperimenta (Demetrio D. 1995). Nel 2003, a seguito di riflessioni legate sia ai mutamenti della formazione sia alle condizioni organizzative aziendali, e in risposta agli input che arrivavano dagli studenti, ci siamo posti l’obiettivo di migliorare l’apprendimento clinico: sussisteva una forte dicotomia tra teoria e tirocinio evidente in ambito organizzativo, contenutistico, metodologico ( tab 1- sezione criticità). Allo scopo di intervenire in merito alla situazione evidenziata, abbiamo provveduto a una riorganizzazione dell’attività del personale infermieristico afferente al Corso di Laurea, sperimentando il doppio ruolo di tutor d’aula e tutor clinico. Sono state identificate le aree di tirocinio e i tutor che vi avrebbero dovuto operare seguendo il criterio della continuità fra insegnamento teorico e applicazione pratica: area di medicina generale dove opera il tutor che riveste la docenza del corso di Infermieristica clinica in medicina; area di chirurgia generale dove opera il tutor che riveste la docenza del corso di Infermieristica clinica in chirurgia; area di medicina specialistica: U.O. Neurologia dove opera il tutor che riveste la docenza del corso di Tecniche di Infermieristica clinica; U.O. Riabilitazione Geriatrica dove opera il tutor che riveste la docenza del corso di i Infermieristica in geriatria. La presenza del tutor all’interno dell‘U.O. ha permesso di correggere alcune delle criticità evidenziate sia nell’ambito organizzativo che contenutistico e metodologico ( tab 1- sezione modifiche). Tab. 1 CRITICITÁ MODIFICHE ASPETTI ORGANIZZATIVI • Assenza di infermieri dedicati in modo continuo alla formazione all’interno delle U.O. sedi di tirocinio • • • Identificazione del tutor d’aula afferente al Corso di Laurea come tutor clinico presente nelle U.O. sedi di tirocinio che opera sia in modo diretto che indiretto per creare occasioni di apprendimento Il tutor è dedicato in modo esclusivo e continuo alla formazione dello studente Stretta interazione con il coordinatore infermieristico e gli infermieri dell’ U.O. • • • • Stretta correlazione fra l’attività clinica e i contenuti della docenza teorica Il tutor viene riconosciuto come garante dell’aggiornamento rispetto all’esecuzione delle tecniche infermieristiche Possibilità di utilizzare lo strumento di pianificazione assistenziale ai fini della riflessione critica Aggiornamento della cartella infermieristica proposta allo studente come strumento didattico per una più agevole applicazione e differenziata per area assistenziale • • • Il tutor ha una formazione mirata che gli consente di individuare e considerare come momenti di apprendimento le diverse situazioni che si presentano durante l’attività clinica quotidiana Il tutor, anche attraverso la compilazione dello strumento di pianificazione e discussione dei casi clinici, organizza momenti di approfondimento e rielaborazione delle attività svolte, al fine di consolidarne l’apprendimento e di stimolare da parte dello studente lo sviluppo del pensiero critico Il tutor, come valutatore, ha una formazione mirata, una visione complessiva del percorso di apprendimento dello studente, e, grazie alla presenza in U.O., riesce a motivare la valutazione con esempi facilmente riconducibili a situazioni contingenti al tirocinio ASPETTI CONTENUTISTICI • Incoerenza tra le attività svolte dallo studente in tirocinio e i suoi obiettivi di apprendimento • Esecuzione delle tecniche infermieristiche senza garanzie rispetto ai riferimenti dell’EBN • Mancato utilizzo dello strumento di pianificazione assistenziale studiato nel percorso teorico • Proposta di uno strumento di pianificazione poco aderente alla realtà e quindi di difficile applicazione ASPETTI METODOLOGICI • Infermieri individuati come riferimento per gli studenti in tirocinio senza una formazione mirata • Tirocinio inteso come svolgimento di attività senza momenti di rielaborazione ed approfondimento • Valutazione frammentaria e, a volte, legata a singoli episodi che non permette allo studente di percepire le aree di miglioramento IO INFERMIERE - N.2/2011 . 49 Grazie all’esperienza maturata con l’applicazione del nuovo modello organizzativo abbiamo colto alcuni aspetti lacunosi che riguardavano il passaggio di informazioni e, più in generale, la comunicazione tra sede formativa – sede di tirocinio – studente. Negli anni 2006/2007, abbiamo concentrato l’attenzione proprio sulla modalità di comunicazione sempre con lo scopo di migliorare la qualità del tirocinio . Comunicare significa propriamente condividere, mettere qualcosa in comune con gli altri, si tratta di un processo a due direzioni che ha come risultato un significato condiviso o una comprensione comune tra il mittente ed il ricevente, capirne il meccanismo di funzionamento, permette di migliorarla (Jackobson,R). L’atto della comunicazione ha lo scopo di trasmettere messaggi (Jackobson, R 1982) e può essere così rappresentato: CONTESTO MESSAGGIO EMITTENTE ----------------------------- RICEVENTE CONTATTO CODICE L’ emittente invia un messaggio al ricevente; tale messaggio si riferisce ad un contesto (verbale o suscettibile di verbalizzazione) ed è espresso con un codice comune a un ricevente mediante un contatto che avviene attraverso un canale fisico (questo contatto permette la comunicazione stessa). Ai fini di una comunicazione efficace è necessario analizzare tutti degli elementi che compongono questo puzzle. In modo particolare: - il messaggio è il cuore del processo comunicativo. Nello schema è rappresentato dalla linea che congiunge il mittente e il ricevente in modo bidirezionale (feed back); è importante considerare che il messaggio non necessariamente è ciò che il mittente intende, piuttosto è ciò che il ricevente percepisce. - il codice è l’elemento che permette al ricevente di decifrare il messaggio e la sua conoscenza deve essere comune. - il canale è l’elemento che permette al messaggio di “passare“ dal mittente al ricevente. Esistono molteplici canali, e ognuno di essi presenta vantaggi e 50 . N.2/2011 - IO INFERMIERE svantaggi, quindi la scelta del canale deve essere funzionale alle caratteristiche di tutti gli altri elementi del sistema. Alla luce di tali aspetti la nostra esperienza di tirocinio clinico ci ha portato a evidenziare che la progettazione e l’organizzazione non sono sufficienti a prevenire situazioni problematiche. Le difficoltà prevalentemente riscontrate durante il tirocinio sono state: - la possibilità, da parte degli studenti, di interpretare in modo soggettivo i messaggi a loro trasmessi e, da parte dei tutor, di non dare risposte univoche in risoluzione ai problemi legati al tirocinio per la mancanza di regole scritte (a es. assenze, cambi turni, pause, orari, mensa, locazione spogliatoi ecc); - l’eventualità che lo studente non ritirasse in tempo utile, presso la sede universitaria, il materiale di tirocinio precedentemente preparato rendendone difficile la consegna nei diversi presidi ospedalieri e con oneroso dispendio di risorse umane ed economiche per la preparazione dello stesso; - scorretta trasmissione di messaggi dagli studenti alle persone di riferimento in quanto, comunicazioni trasmesse di norma all’inizio dell’anno accademico venivano trascurate/dimenticate (n. telefonici, indirizzi e.mail ecc.); - nello studente si evidenziava, a volte, quanto non fosse chiaro il ruolo del tutor all’interno dell’ambito clinico del tirocinio. Allo scopo di sopperire a tali difficoltà, a partire dal 2008 è nata l’idea di scrivere un insieme di norme aventi lo scopo di regolamentare i comportamenti e le attività del tirocinio dando origine al “Manuale di tirocinio” che è stato presentato ai Coordinatori di U.O. e agli Assistenti di Tirocinio fornendo loro uno stralcio dei punti salienti di tale strumento. “Il Manuale” è un documento che risponde alle esigenze di trasparenza e chiarezza nelle relazioni tra formatori e studenti, regolando i rapporti tra: - l’università che attraverso i tutor s’impegna a monitorare e controllare l’esperienza formativa; - i servizi che, attraverso il tutor e assistenti al tirocinio, s’impegnano a seguire gli studenti nelle attività proposte e negli orari concordati - gli studenti che s’impegnano a svolgere responsabilmente quanto proposto. Ciò consente allo studente sin dall’inizio di essere consapevole delle finalità del suo percorso, degli obiettivi da raggiungere, del regolamento a cui fare riferimento, di possedere gli strumenti e le istruzioni utili per un uso corretto, numeri di telefono e indirizzi email; ai formatori permette di dare risposte comuni, univoche, oggettive e obiettive. La consistenza del materiale raccolto nel Manuale di Tirocinio ci ha condotto alla scelta di proporre uno strumento informatizzato, quale un CD riscrivibile, che ha presentato notevoli vantaggi: • buona fruibilità da parte degli studenti • facilità nella consultazione • possibilità di revisione periodica senza dispendio di materiale • facilità di riproduzione e di poter raggiungere anche numeri elevati di studenti • possibilità di compilazione degli strumenti informatizzati ed invio telematico al tutor • facile archiviazione e consultazione anche a distanza di tempo • risparmio sia in risorse umane che economiche Il CD si compone di due parti: il manuale del tirocinio e gli strumenti operativi. 1.1 Manuale Il tirocinio clinico: • è un momento professionalizzante, rappresenta per lo studente un’occasione importante di apprendimento dall’esperienza … omissis… • Permette la trasmissione di una cultura professionale legata ad una pratica in evoluzione, quale è quella infermieristica, attraverso un percorso definito per obiettivi che integrano, arricchiscono, verificano gli apprendimenti teorici. • Permette di acquisire competenze cliniche e relazionali non altrimenti raggiungibili …omissis ….(dal manuale di tirocinio 2010) Gli obiettivi del tirocinio1, prendendo avvio dalle premesse generali, sono stati articolati in base ai bisogni assistenziali ma differenziati per complessità crescente per anno di corso. Lo studente può prendere visione del suo percorso educativo clinico consultando la sezione relativa del manuale. Esempi di obiettivi I° anno II° Anno III° Anno raccogliere i effettuare ossi- gestire la CPAP dati relativi al genoterapia bisogno di respirare raccogliere i dati eseguire l’ECG relativi al bisogno di mante nere la funzione cardiocircolatoria rilevare la PVC Il tutor è un infermiere che in qualità di facilitatore e guida del percorso formativo teorico-pratico, predispone e gestisce i progetti di tirocinio prevedendo e promuovendo momenti di analisi e di valutazione del trend formativo. ..omissis .. (dal manuale di tirocinio 2010) Il ruolo e le funzioni del tutor clinico come professionista esperto della disciplina sono dichiarate e dettagliate nel paragrafo successivo del documento; questo consente allo studente di averne consapevolezza e di calibrare le sue aspettative poiché sono evidenti i ruoli di orientamento al mondo professionale, di tutela dei tirocinanti e sostegno all’apprendimento esperienziale (Castellucci e at 1997). “La frequenza al tirocinio clinico programmato è obbligatoria per tutti gli studenti iscritti nei tre anni di corso e sarà articolata in esperienze in Unità Operative (UO). Sono previste altresì attività formative complementari propedeutiche e di approfondimento (attività d’aula, laboratori pre-clinici e di approfondimento, ecc.)… omissis…” (dal manuale di tirocinio 2010) Una parte preponderante è dedicata alla descrizione delle regole cui attenersi durante il percorso clinico. Sono enunciati infatti il significato, le modalità e la tempistica della valutazione; gli item dettagliati di valutazione sono resi noti e discussi con gli studenti prima del tirocinio clinico e sono consultabili nel manuale. Si intende per tirocinio sia l’attività clinica sia le attività di laboratorio realizzate in aula. 1 IO INFERMIERE - N.2/2011 . 51 Sono altresì elencate le norme legate alla frequenza (la sezione indica anche le modalità di recupero delle assenze) e alla gestione della divisa. Lo studente, durante il tirocinio, è tenuto a produrre elaborati (raccolte dati, cartelle infermieristiche e relazioni scritte) e a consegnarli in base alle indicazioni date dai tutor in conformità al piano degli obiettivi e secondo modalità e termini definiti … omissis …(dal manuale di tirocinio 2010) L’importanza del ragionamento clinico è ulteriormente stimolata dalla analisi dei casi clinici e dalla compilazione dello strumento che varia in relazione all’anno di corso (raccolta dati al primo anno e cartelle complete gli anni successivi) e alla tipologia della sede di tirocinio (cartelle infermieristiche differenziate nelle unità di degenza e relazioni di tirocinio nei servizi). Durante il periodo di tirocinio ed eventualmente in altri momenti saranno previste attività di laboratorio e/o d’aula quali: sessione di briefing e di debriefing, PBL, esercitazioni, ecc.. La frequenza al tirocinio integrativo è obbligatoria in quanto parte integrante dell’esperienza formativa,….omissis… (dal manuale di tirocinio 2010) L’importanza formativa di questa tipologia di tirocinio come attività preparatoria a quello clinico ci ha spinto ad inserire all’interno del manuale un paragrafo dedicato. 1.1.1 Istruzioni per l’uso degli strumenti del tirocinio Questa sezione fornisce agli studenti una traccia esemplificativa di come dovranno essere compilati gli strumenti operativi (raccolta dati, cartella infermieristica, relazione di tirocinio). Questi esempi non vogliono essere esaustivi ma costituiscono il completamento del percorso teorico iniziato in aula attraverso l’utilizzo di metodologie didattiche pianificate ad hoc (ragionamento clinico vs metodo dei casi). Per ogni strumento troviamo la descrizione dettagliata delle componenti e un esempio di compilazione. Vedi esempi di compilazione 1 - 2 - 3 - 4 Sono riportate anche le modalità di compilazione di altri strumenti che hanno una valenza diversa scheda delle attività come diario di tirocinio - questionario di gradimento dell’esperienza di tirocinio, foglio presenze etc… 52 . N.2/2011 - IO INFERMIERE 1.1.2 Adempimenti dello studente Lo studente trova chiaramente indicate: - Modalità e tempistica di consegna della documentazione del tirocinio clinico. - Modalità di tutorato e valutazione degli elaborati. - Sedi di tirocinio del triennio e riferimenti per contattare tutor e presidi ospedalieri della provincia. 1.2 Strumenti operativi In questa sezione vengono sinteticamente descritti gli strumenti più significativi 1.2.1 Scheda delle attività Questa scheda raggruppa tutte le attività assiStenziale correlate agli obiettivi dell’anno di corso. L’identificazione dettagliata di azioni e atti assistenziali è derivata da una ricognizione delle offerte formative delle sedi di tirocinio adattata alle finalità del tirocinio clinico. Allo studente viene chiesto di compilare la scheda specificando per ogni voce se tale azione è stata osservata, eseguita con o senza supervisione oppure non sperimentata. Gli scopi dello strumento sono essenzialmente tre: - consentire allo studente di evidenziare per iscritto le attività sperimentate ed il livello di autonomia raggiunto; - dare l’opportunità al tutor di ristrutturare il percorso formativo fornendo le occasioni di apprendimento per le attività che risultano poco o per nulla sperimentate; - Programmare le future esperienze di tirocinio per consentire agli studenti la sperimentazione di attività nuove. 1.2.2 Questionario di gradimento L’area di indagine del questionario riguarda la percezione dello studente rispetto all’esperienza di tirocinio nel suo complesso, le aree individuabili sono: - Coerenza obiettivi didattici e offerta formativa. - Ruolo del tutor/assistente al tirocinio nel percorso formativo. - Coerenza teoria – prassi. - Integrazione nell’équipe assistenziale e collaborazione con i compagni. - Grado di soddisfazione complessivo. Lo scopo del questionario è rilevare la qualità dell’offerta formativa della unità operativa, lo strumento è anonimo e la compilazione è a discrezione dello studente. 1.2.3 Raccolta dati, cartella infermieristica e relazione di tirocinio “Apprendere la professione infermieristica richiede assai più di una semplice memorizzazione di fatti. Gli infermieri utilizzano l’esperienza, unitamente alle nuove informazioni, per assumere decisioni, elaborare nuove idee e risolvere problemi. Per trasferire le conoscenze teoriche del nursing all’esercizio professionale, è necessario utilizzare il pensiero critico: un’attività mentale intenzionale, mediante la quale si elaborano e si valutano idee e si formulano giudizi2” Pensiero critico e processo di nursing Da Wilkinson J.M., (2002) Processo infermieristico e pensiero critico, Milano, CEA, pg 34 modificata L’acquisizione da parte degli studenti del pensiero critico applicato al processo di assistenza passa necessariamente attraverso la sua applicazione a casi reali. Valutazione Identificazione dei BAI Pensiero Raccolta critico Formulazione e classificazione dei dati degli obiettivi Scelta ed attuazione delle AI A tal fine sono stati costruiti strumenti coerenti sia con lo stimolo al pensiero critico sia con il modello assistenziale (linguaggio disciplinare) guida delle lezioni teoriche nonché modello assistenziale aziendale. Gli strumenti sono diversificati in relazione alle competenze teoriche dell’anno di corso. Raccolta dati La struttura dello strumento prevede 9 schede di raccolta dati relative ai bisogni innati. Ogni scheda è organizzati con una parte dedicata: - alle abitudini domiciliari della persona che rappresentano la risposta fisiologica/autonoma al bisogno; - alle condizioni pre-esistenti che evidenziano il bisogno di assistenza infermieristica; - alla rilevazione dei parametri e all’utilizzo delle scale di valutazione validate (disponibili per lo studente attraverso link); - all’individuazione delle manifestazioni/problemi (espressione della capacità di sintesi e di critica dello studente); - alla prescrizione delle extra-finalità (primo esercizio di pianificazione). Vedi esempio di compilazione 1 Cartelle infermieristiche Le cartelle documentano le varie fasi del processo di assistenza secondo il modello delle prestazioni e, come anche l’autrice suggerisce, sono differenziate per area assistenziale (medica, chirurgica e critica). Troviamo 9 schede che riportano la concretizzazione del processo per ogni bisogno innato contenente: - raccolta dati destrutturata - definizione dell’obiettivo assistenziale in forma predefinita - pianificazione guidata con definizioni delle principali azioni e atti infermieristici della prestazione relativa - pianificazione del monitoraggio (come per la raccolta dati con parametri e scale e relativo modulo di sintesi) - la necessità intervento di altri professionisti/operatori (FUT e scheda attribuzione attività OSS) - prescrizione di un intervento educativo - valutazione di efficacia degli interventi prescritti. Per ogni bisogno è prevista una scheda di aggiornamento avente la stessa struttura sopra riportata. Cantarelli contempla nella sua formulazione teorica anche due bisogni definiti indotti ai quali corrispondono prestazioni ad autonomia limitata dove l’infermiere agisce con alta interdipendenza con altri professionisti. La teorica individua comunque uno spazio di autonomia rappresentato dalla funzione educativa finalizzata all’autogestione della terapia e delle procedure diagnostiche della persona. Sono state inserite due schede per i bisogni di procedure diagnostiche e terapeutiche simili alle precedenti e allegati il modulo delle procedure diagnostiche (elenca le indagini cui la persona è sottoposta durante la presa in carico) e il foglio unico di terapia (in forma settimanale o giornaliera). La scheda di dimissione/trasferimento infermieristica – l’infermiere come professionista è tenuto alla sua compilazione – completa la struttura della cartella e fornisce un quadro sintetico delle condizioni della persona al termine della presa in carico. Vedi esempio di compilazione 2 Wilkinson J.M., (2002) Processo infermieristico e pensiero critico, Milano, CEA, pg 33 2 IO INFERMIERE - N.2/2011 . 53 Relazione di tirocinio La relazione di tirocinio è lo strumento che evidenzia la capacità dello studente di applicare il ragionamento clinico nei contesti operativi dove, per loro caratteristica distintiva, non è adeguato usare le cartelle infermieristiche cioè il Pronto Soccorso e la SO. Lo strumento è costituito da tre parti: - Breve descrizione della storia clinica - Interventi assistenziali elencati seguendo la sequenza cronologica con cui sono stati effettuati - Descrizione delle motivazioni scientifiche sottese a tali interventi (correlazioni con la fisiopatologia, riferimenti a EBN,ecc.) (dal manuale di tirocinio 2010). Vedi esempio di compilazione 3 1.2.4 Griglia della patologia Lo scopo dello strumento è quello di approfondire la patologia principale del paziente preso in carico facendo emergere la correlazione tra la teoria e la realtà del caso clinico. Si compone di: - Definizione della patologia - Eziologia - Segni e sintomi - Indagini diagnostiche - Trattamento terapeutico Gli ultimi quattro punti richiedono oltre alla definizione teorica anche la contestualizzazione con il caso preso in esame. Vedi esempio di compilazione 4 ESEMPIO DI COMPILAZIONE 1 Bisogno di Mantenere la Funzione Cardio-Circolatoria Data …28/04/08……. 1. Abitudini a domicilio Assume perle di mirtillo per capillari dilatati post-gravidici agli arti inferiori. Mangia tanta liquirizia ……………. ……………………………………………………………………………………………………………………………… 2. Condizione Pre-Esistente (Al Domicilio) Ipertensione Arteriosa Pace-Maker Terapie Specifiche …………………………………... …………………………………………………………… Postura Obbligata ……………………………………. Ausili: MAD Cuscini Antidecubito Archetto …………………………………………………… Altro ……………………………………………………. 4. Parametri Pa ………………………………………………………… Tc ……38.5°C……………………………………………. Colore Della Cute Colore Delle Mucose Condizione Della Cute T° della Cute Integrità della cute Valutazione rischio LDD 5. Manifestazioni/dati alterati/condizioni vincolanti Cianosi Disidratazione cutanea Edemi ………………………………………………….. Ferita chirurgica …Femore destro……………. Rischio lieve di ldd…………………………….. Arrossamento talloni e gomito sinistro 6. Extra-finalità PA Polso Integrità cutanea Compressione cutanea 54 . N.2/2011 - IO INFERMIERE 3. Condizione Pre-Esistente (Dal Ricovero) Ipertensione Arteriosa Pace-Maker Terapie Specifiche …CLEXANE 6000UI/die……... …………………………………………………………… Postura Obbligata ……………………………………. Ausili: MAD Cuscini Antidecubito Archetto …………………………………………………… Altro ……………………………………………………. Polso ……………………………………………………. Nella Norma Alterato Nella Norma Alterato Nella Norma Alterata Nella Norma Alterata Nella Norma Alterata Punteggio …15…… Scala di …Braden…………… Iperpiressia……………………………………….. Cute del viso arrossata………………….. ………………………………………………………….. ………………………………………………………….. ………………………………………………………….. ………………………………………………………….. TC Colorito Cutaneo Stato idratazione Altro…………………………………………… ESEMPIO DI COMPILAZIONE 2 Bisogno di alimentazione e idratazione Data/ora 16/07/08 ore 10.15 Prima raccolta dati PIANIFICAZIONE Firma Peso 75 Kg, Altezza 165 cm, BMI 28 (sovrappeso 1° grado). E’ diabetica in terapia con ipoglicemizzanti orali. Le è stata prescritta una dieta ipoglucidica dal centro antidiabetico L.D. (tre pasti al giorno più due spuntini) che la paziente non segue. Attualmente diabete in fase di scompenso per cui le è stata prescritta la terapia insulinica. La pz., a causa della frattura di femore, dovrà consumare i pasti a letto. Il bisogno sarà soddisfatto medianti azioni aventi finalità di: I_________G________SO_________C_________S Insegnare a scegliere e preparare una dieta rispettando gusti e prescrizioni Frequenza ………………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… Informare/mantenere il digiuno Frequenza ………………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… Favorire l’assunzione di cibi e bevande: stimolare l’appetito far assumere la posizione adeguata fornire gli strumenti necessari offrire da bere imboccare mettere la protesi ……………………. Frequenza ……3/5……/die Dal …16/07……. Al …19/07………… Firma ……L.D.…………… Fornire diete: ipoglucidica ipocalorica (Kcal ……………..) iposodica ipolipidica ipoproteica semisolida ……………………. Frequenza ……3/5…………/die Dal ……16/07……. Al …Dimissione...Firma ……L.D.…………… Rieducazione neuromotoria all’alimentazione Frequenza …..…………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… Posizionare SNG (tipo……………………) Frequenza ………………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… Somministrare la NE attraverso: SNG (Tipo di nutrizione e velocità di somministrazione …………..………………………….) PEG (Tipo di nutrizione e velocità di somministrazione ………………..…………………….) Frequenza ………………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… ………………………… Frequenza ………………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… Monitorare l’apporto alimentare: Rilevare il peso corporeo Rilevare altezza BMI……………. Valutare l’emesi Bilancio idrico Valutare il grado di disfagia Diario alimentare ………………………… Frequenza ………………/die Dal ………………. Al ………………….. Firma ………………………… o o Applicare procedure terapeutiche Eseguire procedure diagnostiche Attribuzione OSS Intervento educativo… A partire da oggi , istruire la paziente sull’importanza di seguire la dieta prescritta Data/ora 19/07/08 ore 8.00 Valutazione Firma I_________G________SO_________C_________S Oggi intervento chirurgico…………………..………………… M.B. IO INFERMIERE - N.2/2011 . 55 ESEMPIO DI COMPILAZIONE 3 Si inserisce per completezza uno stralcio di relazione di tirocinio relativa ad un intervento ernia inguinale alloplastica Il paziente giunge nel blocco operatorio: identifico Lo Previsto anche dalla raccomandazione n.3 e dal ministero della salute; è importante sempre chiedere l’identità al paziente per evitare errori Compilo la cartella operatoria La funzione legale della “cartella operatoria” (documento sanitario di natura giuridico) è quella di servire a documentare fatti inerenti all’attività svolta dall’infermiere e alla regolarità delle operazioni amministrative alle quali è addetto. È fondamentale che tale documento venga redatto e conservato con la massima cura e diligenza, poiché in caso di processo tutta la documentazione viene sequestrata dall’autorità giudiziaria e diventa importante per la ricostruzione dei fatti. Mi accerto che il paziente sia a stomaco vuoto L’induzione dell’anestesia generale provoca la depressione dei riflessi faringei e laringei per cui è possibile che in caso di vomito, indotto dall’anestesia, esso venga inalato determinando la polmonite ab ingestis (EBN). Ci sono comunque delle evidenze contro il digiuno in quanto una revisione sistematica effettuata dalla Cochrane Library nel 2004 ha evidenziato che il digiuno non assicura lo stomaco vuoto (lo svuotamento gastrico richiede tempi diversi a seconda del cibo che si assume) e che ci sono delle persone che sono di per sé predisposte alla polmonite da inalazione. (solitamente per altri interventi bisogna accertarsi che il paziente abbia eseguito anche una pulizia intestinale adeguata secondo il protocollo) (Ciò è importante per evitare uno spandimento del contenuto intestinale in caso di perforazione del viscere. La preparazione intestinale risulta utile per prevenire la stipsi post-operatoria legata alla difficoltà di movimento e/o agli effetti dei farmaci antidolorifici (EBN) e per evitare che ci sia una fuoriuscita di feci e urine sul campo operatorio dovuta al rilassamento della muscolatura e alla paralisi intestinale che l’anestesia induce.) Effettuo eventualmente la tricotomia necessario) a livello del sito (se chirurgico In realtà, secondo l’EBN (Joanna Briggs Institute for evidence dased nursing), la tricotomia non diminuisce il rischio di infezione della ferita chirurgica, anzi si rischia di creare dei micro tagli che si possono infettare, creare delle allergie/irritazioni cutanee (se si usano creme depilatorie). È comunque “comoda” in quanto con la cute glabra le medicazione aderisce meglio. Il paziente entra in sala operatoria: ……… 56 . N.2/2011 - IO INFERMIERE ESEMPIO DI COMPILAZIONE 4 “Approfondimento della patologia principale del paziente preso in carico” Patologia EMORRAGIA CEREBRALE Definizione Rappresenta la rottura di un vaso cerebrale con spandimento di sangue in un’area del cervello Cause L’emorragia intracerebrale deriva di solito dalla rottura di un vaso arteriosclerotico esposto per lungo tempo all’insulto dell’ipertensione arteriosa o reso ischemico da un trombo locale. Talvolta la causa può essere rappresentata da un violento trauma cranico che determina lo sbattimento del parenchima cerebrale contro le pareti ossee del cranio con la conseguente lesione di un vaso. Meno frequentemente la causa può essere un aneurisma congenito o altre malformazioni vascolari. Cause nel caso preso in esame Dagli esami obiettivi, strumentali e da un’accurata anamnesi, la causa dell’emorragia intracerebrale occorsa alla paziente trova spiegazione nella sua storia di ipertensione arteriosa cronica Segni e sintomi Di solito l’esordio dell’emorragia cerebrale è brusco con cefalea seguita da deficit neurologici che peggiorano rapidamente. le emorragie molto estese danno emiparesi e deviazione della rima labiale. La perdita di coscienza è comune e può manifestarsi anche entro i primi minuti. altri sintomi comuni sono la nausea, il vomito, il delirium, le crisi epilettiche. Oltre il 50% circa dei pazienti muore nei primi giorni (se l’emorragia è molto estesa). chi sopravvive ha un ripristino della coscienza e dei deficit neurologici non appena il sangue si riassorbe. Segni e sintomi nel caso preso in esame La paziente accusava disturbi neurologici come: emiparesi(molto leggera) agli arti di sx, rima labiale deviata, leggera nausea nei primi giorni. tali sintomi sono regrediti quasi totalmente in giro di 3,4 giorni di degenza. Indagini diagnostiche Di solito è difficile distinguere clinicamente le piccole emorragie dalle lesioni ischemiche. La tecnica di scelta è la TAC. anche la RMN è di aiuto per la diagnosi differenziale. Indagini diagnostiche nel caso preso in esame La paziente ha eseguito in reparto la tac encefalo urgente e la tac di controllo dopo alcuni giorni di degenza. Trattamento terapeutico I trombolitici e gli anticoagulanti sono controindicati. Per la cefalea può essere necessario somministrare un ipnotico e una benzodiazepina per alleviare l’ansia. La nausea ed il vomito richiedono la somministrazioni di liquidi per via endovenosa e di proclorperazina durante i primi giorni. Talvolta è necessaria l’evacuazione chirurgica. Trattamento terapeutico nel caso preso in esame La paziente ha proseguito la terapia antiipertensiva che seguiva già al domicilio con atenololo e candesartan. A ciò è stato associato il lorazepam per mitigare eventuali stati d’ansia. IO INFERMIERE - N.2/2011 . 57 CONCLUSIONI Il CD del tirocinio…… È di facile uso, fornisce sicurezza per la possibilità di avere sempre a portata di mano il materiale e le informazioni che necessitano durante tutto il percorso di tirocinio. Completo di ogni informazione e alla portata di tutti perché informatizzato. Andrebbe strutturata meglio la scheda di patologia. Mi sembra una buona cosa perché ci permette di avere a portata di mano il materiale di cui abbiamo bisogno, in particolare le scale di valutazione e le cartelle che sono già pronte per essere compilate. L’unica difficoltà che incontro è nella compilazione del foglio unico di terapia settimanale. … In questo modo si sono espressi gli studenti del secondo e terzo anno invitati a dare un personale giudizio sui contenuti del CD. Sono stati compilati 36 moduli sui 55 distribuiti ed i risultati sono sintetizzati in tabella 2. Tab.2 POSITIVITÁ CRITICITÁ L’interpretazione dei dati raccolti, evidenzia la risoluzione quasi totale delle difficoltà citate precedentemente ed in particolare: • tutti gli studenti ora sono in possesso del CD già dal primo anno di corso, • i messaggi sono chiari e di univoca interpretazione, • il ruolo del tutor è esplicitato e formalizzato, • sono stati notevolmente ridotti gli sprechi di materiale cartaceo e l’impiego di risorse umane per la produzione di fotocopie. Bibliografia Wilkinson J.M., (2002), Processo infermieristico e pensiero critico, Milano, CEA • Castellucci A. et at. (1997), Viaggi guidati, Milano, FrancoAngeli • Cantarelli M., (1996), Il modello delle prestazioni infermieristiche, Milano, Masson • Gamberoni L. et at., (2009), Apprendimento clinico, riflessività e tutorato, Napoli, EdiSES • Sasso L., (2003), Il tutor per le professioni sanitarie, Roma, Carocci Faber • Guilbert J.J., (2002), Guida pedagogica, Bari, Edizioni dal Sud • Demetrio D., (1995), “L’educazione nella vita adulta”, Roma, La Nuova Italia Scientifica • Busnelli A., (2008), “La natura educativa dell’assistenza infermieristica nell’esercizio della funzione di guida di tirocinio” , Milano, Università degli Studi di Milano SUGGERIMENTI Utile Difficile la compilazione Andrebbero strutturate meglio le del foglio unico di terapia schede di patologia e di terapia Chiaro Spesso ci si dimentica di averlo Sarebbe utile la suddivisione di cartelle per anno di corso Completo Potrebbero essere inseriti i protocolli aziendali Semplice Il contenuto del CD potrebbe essere inserito nell’area riservata agli studenti (sito universitario) Esauriente Andrebbe ampliata la sezione relativa alle istruzioni per l’uso Comodo da trasportare Si potrebbero aggiungere le informazioni per scrivere la tesi Durevole Facile da usare Preciso Veloce da consultare Ben strutturato Disponibilità di materiali e di informazioni Non superfluo 58 . N.2/2011 - IO INFERMIERE