“VOLONTARI DELL’ AMORE”
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PARTE TERZA
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I MIRACOLI DELLA “FIDUCIA”
e della “piccolezza”
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II Edizione
1
I- I MIRACOLI DELLA FIDUCIA
“L’IMPOSSIBILE POSSIBILITA’ DI DIO”
***
Continuiamo, in questa terza parte, le riflessioni
sulla “fiducia”, che è l’elemento essenziale
della “piccolezza evangelica”.
***
1°- “La fiducia fa miracoli…poiché il buon Dio misura
sempre i suoi doni sulla nostra fiducia”.
Così insegnano i Santi, in particolare S. Teresa di Gesù
Bambino.
La “fiducia in Dio (non ci stanchiamo di ripeterlo), rende
possibile anche ciò che sembra “impossibile”.
E’ stato detto che il nostro Dio è “il Dio
dell’impossibile”.
E’ la Parola di Dio che ci spinge a crederlo:
“Nulla è impossibile a Dio”. (Lc.1,37).
“Tu hai compassione di tutti, perché tutto
tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini”.
(Sap.11,23).
I discepoli erano rimasti “sbigottiti” perché Gesù aveva
detto: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna
di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”,
e gli chiesero: “Ma allora chi mai potrà salvarsi?”
Gesù rispose:
“Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio,
perché tutto è possibile presso Dio” (Mc.10,27),
anche “far passare un cammello per la cruna di un ago”
Quanti “cammelli” sono passati
attraverso quella “cruna” così stretta!
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Non esistono ”presso Dio” situazioni impossibili,
grazie o miracoli impossibili,
sacrifici o eroismi impossibili:
“La Sapienza di Dio può tutto”.(Sap.7,27).
Una sola cosa è “impossibile a Dio”: Non amare noi, con
amore infinito…o accordarci richieste o favori che
possono compromettere la nostra eterna felicità.
Se non credi in questo, non credi veramente in Dio.
Il famoso teologo Karl Barth adopera questa espressione
paradossale: “L’impossibile è possibilità di Dio”.
Soltanto tu puoi bloccare la sua onnipotenza, con la
tua sfiducia o con la falsa fiducia (come spiegheremo più
avanti).
2°- Questa è la più grande gloria che puoi dare a Dio:
“Sperare da Lui anche l’impossibile”.
Non temere di desiderare o di chiedere troppo:
Gli dai maggiore gioia proprio quando gli chiedi quella
forza o quella virtù che ti appare “impossibile”…
ma con la “certezza” di ottenerla.
È il Signore stesso che ci incoraggia a farlo; anzi ci dice
chiaramente che a Lui piace la “fede” che chiede troppo,
che chiede “tutto” (sempre che non sia un male per noi):
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete,
bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede
riceve, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto”.
(Mt.7,7)
Ecco una bella testimonianza di Suor Maria della Trinità:
“Non si deve temere di desiderare troppo, di
chiedere troppo al buon Dio: il restringere i propri
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desideri e le proprie speranze significherebbe
misconoscere la bontà infinita di Dio”.
“Suor Teresa mi diceva che occorre nelle nostre
preghiere imitare gli sciocchi che non sanno dove
fermarsi nelle loro richieste…o i mendicanti che, a
forza di importunare, ottengono ciò che desiderano”.
Con S. Giovanni della Croce essa amava ripetere:
“Si ottiene da Dio tanto quanto si spera”.
Molto incoraggianti sono le parole che Gesù rivolge a
S. Faustina, l’apostola della Misericordia:
“Le grazie della mia misericordia si attingono con
un solo recipiente e questo è la fiducia.
Più un’anima ha fiducia, più ottiene.
Sono di grande conforto per Me le anime che hanno
una fiducia illimitata, e su tali anime riverso tutti i
tesori delle mie grazie”.
“Sono contento quando chiedono molto, poiché è mio
desiderio dare molto, anzi moltissimo.
L’anima che confida nella mia misericordia è la più
felice, perché io stesso ho cura di lei…
Ho una predilezione particolare per l’anima che ha
fiducia nella mia bontà…”.
Ah, se avessimo sempre questa “fiducia”:
“Non abbandonate la vostra fiducia, alla quale è
riservata una grande ricompensa”.(Eb.10,35).
3°- Se la nostra “fiducia” non ci porta a chiedere e a
sperare “l’impossibile”, non è vera “fiducia in Dio”.
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a). Quando ti sembra “impossibile”
superare quell’antipatia o quel rancore…
perdonare quell’umiliazione o quell’ingiustizia…
vincere quella tentazione…
liberarti da certi lacci e da certe cadute…
rimanere fermo nei tuoi propositi…
sopportare quello strazio del cuore…
accettare quella prova o quella situazione difficile…
progredire nell’amore e nella piccolezza”…
ebbene, ripeti al Signore:
“O mio Dio, senza di Te nulla posso;
ma con Te “posso tutto”.
Ripeti spesso la preghiera di Gesù nel Getsemani:
“Padre, tutto è possibile a te: Allontana da me
questo calice! Però sia fatta la tua volontà”.(Mc.14,36)
b)°-
Quando ti senti oppresso da tribolazioni e contrarietà
di ogni genere…e proprio non ne puoi più…
quando tutto ti appare oscuro e senza senso…
e Dio ti appare lontano…
quando ti senti immerso in una profonda tristezza
o nelle tenebre del dubbio e della disperazione…
quando nella tua anima si scatena “la tempesta”
e hai l’impressione di andare alla deriva…
quando nessuna cosa ti va per il verso giusto…
e non riesci a ottenere nulla, a risolvere nulla…
quando tutto sembra crollare attorno a te,
e ti senti irrimediabilmente perduto…
quando qualsiasi preghiera ti riesce impossibile…
proprio allora devi ripetere, con la più ferma convinzione:
“O Signore, confido in te, nel tuo Amore onnipotente!
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Tutto spero da Te, anche “l’impossibile”…
Ti supplico: “Accresci la mia fiducia”!
oppure: “Io sono povero e infelice,
vieni presto, mio Dio:
tu sei mio aiuto e mio salvatore;
Signore, non tardare.” (Salmo 69, 6).
“Quando dicevo: Il mio piede vacilla,
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.
Quand’ero oppresso dall’angoscia,
il tuo conforto mi ha consolato”.”.(Salmo 93,19).
Stai certo che queste sono le preghiere più accette e più
meritorie.
Queste sono le circostanze in cui cresce e si perfeziona in
te “la fiducia”…e l’amore!
4°- Ascolta: Quando la salita si fa più ripida, nella
macchina tu ingrani la marcia più forte.
Così, più sono ripide e insormontabili “le
montagne” (cioè le difficoltà) del tuo cammino spirituale,
e più deve essere forte “la marcia” della tua “fiducia nel
Signore”, senza esitare e senza dubitare .
Così hanno sempre fatto i suoi “servi fedeli,
come Mosè di fronte alle persecuzioni del Faraone,
o nel passaggio del Mar Rosso…
sicuro di essere portato dal suo “braccio potente”…
come Abramo, il quale, “sperando contro ogni speranza,
credette che sarebbe diventato padre di molti popoli.
Egli non dubitò minimamente della promessa di Dio
anzi rimase forte nella fede e diede gloria a Dio”.
(Rom.4,18).
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“Abramo non rinunzia alla speranza che la promessa di Dio
si avveri, nonostante che lui e la moglie Sara siano
diventati vecchi e la benedizione di Dio non si è ancora
realizzata.
Il vero miracolo non sta nel fatto che alla fine la promessa
di Dio si compia, quanto piuttosto nel fatto che Abramo,
pur coi capelli bianchi e le spalle curve, sia rimasto
sempre fiducioso nell’aspettare l’impossibile.
Occorre che prima si esauriscano tutte le possibilità
umane e non ne rimanga neppure una…
Bisogna che prima la realtà umana smentisca tutte le
promesse, bruci tutti i sogni…
si
sperimenta
“la
possibilità
Soltanto
allora
dell’impossibile”:
Quando è passato il tempo, quando non c’è più nulla da
aspettarsi, Dio mantiene puntualmente “la parola”.
(Citazione anonima)
Stupende queste riflessioni!
E tu?…
Fino a quando non giungerai a questa “fiducia” piena e
sicura, proprio nelle cose “impossibili”, non pensare di
poter fare un vero progresso nella vita spirituale.
5°- Rifletti bene: Tutta la tua vita è una catena ininter=
rotta di “prodigi”, che non riuscirai mai a “contare”:
“Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio,
quali disegni in nostro favore:
Se li voglio annunziare e proclamare,
sono troppi per essere contati…
Beato l’uomo che spera nel Signore….”(Salmo 39,6).
Quante “meraviglie” ha operato e continua ad operare il
Signore per te…e tu non te ne accorgi:
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“Quanto sono amabili tutte le sue opere…
Ci sono molte cose nascoste più grandi di queste:
Appena una scintilla se ne può osservare”…
“Neppure i santi del Signore sono in grado di narrare
tutte le sue meraviglie”.(Siracide 42,17).
“Meraviglie” di ordine fisico, e (molto più) di ordine
spirituale:
- Di quanti doni il Signore ti ha arricchito!…
- Da quanti pericoli ti ha liberato…(Non c’è limite nei mali
che ti potrebbero colpire ogni momento).
- Quante disgrazie ha allontanato dalla tua vita:
ti poteva capitare di peggio…di molto peggio.
- Grazie senza fine: questa è la tua vita!
Poche pene…in un oceano di bene!
- Quante volte ti sono venute a mancare le forze…
ma è giunto improvviso il soccorso del Signore e ti sei
“prodigiosamente” ripreso:
“Sono parso a molti quasi un prodigio:
eri tu il mio rifugio sicuro”.(Salmo 70, 7).
- Quante ne combina…quante ne inventa, per tuo amore!
Le comincerai a capire quando guarderai la tua vita
con gli occhi e il cuore di un “bambino” :
Allora ti accorgerai che i miracoli più grandi il
Signore te li ha fatti proprio quando si abbattevano su di
te i mali più gravi…che ti facevano credere abbandonato
e dimenticato da Dio.
6°- I “miracoli” si moltiplicherebbero senza fine, se
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avessimo la “fiducia autentica”, che è
“la fiducia” dei “piccoli”,
i quali sono sicuri dell’amore smisurato del Papà,
si appoggiano solo a Lui, si aspettano tutto da Lui:
“Solo in Dio riposa l’anima mia; da lui la mia
salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza”.
(Salmo 61,1)
La vera “fiducia”, infatti, dipende non dagli avvenimenti
favorevoli, ne dai nostri meriti o dal nostro fervore nella
preghiera, ma dalla certezza che Dio ci ama ed è sempre
con noi, sempre in nostro favore:
“Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme
su chi spera nella sua grazia,
per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame.
L’anima nostra attende il Signore,
egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.
In lui gioisce il nostro cuore
e confidiamo nel suo santo nome.
Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo”. (Salmo 32,16-22).
-Per accrescere questa tua “fiducia” e renderla
illimitata, (come piace al Signore), rifletti su una pagina
stupenda del profeta Osea:
“Ad Efraim io insegnavo a camminare, tenendolo
tra le mie braccia…
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli di
amore; ero per loro come Uno che solleva il suo
bambino alla sua guancia; mi chinavo su di lui per
imboccarlo”. (Osea,11,3).
L’hai capita la particolare tenerezza di Dio per “i piccoli?
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Oh, “la potenza” misteriosa dei “piccoli”…
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i quali, con la loro “fiducia” semplice e ingenua,
insistente e ardita, possono tutto nel “Cuore di Dio”.
Ascolta questo commento di suor Consolata:
“Come è buono Gesù e con quale tenerezza materna
Egli porta fra le sue braccia divine coloro che
bramano conservarsi “piccoli” al suo cospetto.
Questi sono esclusivamente suoi, gli appartengono
totalmente…e Lui può fasciarli o sfasciarli, stringerli
al cuore o lasciarli in un angolo, e poiché, come i
bambini, essi sono indifferenti, può
vestirli di virtù o svestirli a piacimento…
Come si piega verso di loro per appagarne tutti i
desideri…anche se queste anime hanno avuto la
somma sventura di offendere il Signore!
Oh, solo Gesù sa dimenticare tutto…e sa operare
in noi “meraviglie” che sorpassano anche i nostri
desideri più grandi”.
Senti ancora cosa confidava Gesù a suor Consolata:
“I piccoli” sono “la mia debolezza”, ecco tutto!
Alle piccole anime Io dico tutto; non mi rubano
nulla: a Me solo riferiscono lode, onore e gloria”.
“Consolata, io godo, perché posso fare in te tutto
quello che voglio…Tu non hai virtù, non hai meriti,
hai nulla…e faccio Tutto Io in te”.
Sai cos’è che mi attira alla tua anima?
E’ la confidenza cieca, infantile, immensa, senza
limiti che hai in me”.
Chiedila insistentemente questa “fiducia” dei “piccoli”,
fatta di serenità e di umile sicurezza.
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Ripetilo spesso: “Mio Dio, confido e spero
nel tuo onnipotente aiuto!
Ma tu rendi più pura e più salda la mia fiducia”.
-Ascolta ora un consiglio molto utile:
Quando senti crollare dentro di te la fiducia, oltre a
ricorrere al Signore e alla Madonna, chiedi aiuto ad altre
persone che vivono di “fiducia”:
“I piccoli” sanno di avere bisogno di tutto e di tutti…e
perciò vogliono stare sempre uniti spiritualmente tra loro.
7°- Rifletti ancora: La “fiducia” non è una veste da
indossare in certi giorni di festa, non è cioè un
atteggiamento momentaneo, da prendere quando tutto va
secondo i tuoi desideri…
Devi “rivestirti di fiducia” in continuazione.
Devi vivere sempre immerso nella “fiducia in Dio”…
come il pesce immerso nel mare,
come il bimbo nel grembo della madre.
Fuori di essa non puoi vivere, né lottare, né vincere.
Tutta la tua vita deve essere intessuta di “fiducia”,
soprattutto nelle circostanze più sfavorevoli:
“Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà
sostegno, mai permetterà che il giusto vacilli”.
(Sal.54,23)
Gesù stesso disse un giorno a Suor Consolata Betrone:
“Ricorda sempre che in seno alla Chiesa, tu devi
essere “la confidenza” (cioè la fiducia).
Confidenza eroica in Gesù e Maria, in qualunque
stato di desolazione, aridità, tentazione, debolezza”.
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“Oggi il cielo della tua anima è bello come il
cielo della natura. Ma fra poco, su questo bel cielo
di amore e di confidenza scenderanno le fitte
tenebre”.
“Dammi la gioia di fidarti di me in qualunque ora
tenebrosa abbi a trovarti…Nei giorni fruttuosi della
prova potrai mostrare a Dio coi fatti il tuo amore e
la tua confidenza in Lui…Fidati di me, e ripeti
sempre:
“Mio Dio, ti amo e confido in Te!”
“Non temere mai di nulla, confida in Gesù
totalmente, solo e sempre in Gesù, anche quando
scenderanno le tenebre di morte sulla tua
anima…oh allora più intensamente ripetimi:
“Gesù, più non ti vedo, più non ti sento…
Ma io mi fido di te e confido in Te!
Credo fermamente nel tuo amore per me”.
Ed essa, immersa in un abisso di “tenebre” e di
sofferenze, che rasentava la disperazione, ripeteva:
“O mio Dio, ho gettato l’ancora della mia fiducia
nell’abisso profondo della tua Misericordia,
malgrado la mia grande miseria”…
E ancora:
“Gesù, voglio, con la tua grazia, restare in pace
e sorridere sempre, qualunque sia lo stato
dell’anima mia”.
Poi, rivolgendosi alla Madonna:
“Mamma, nelle tue mani depongo il mio voto
(o la mia promessa) di confidare nel buon Dio,
nella sua misericordia, sempre, in qualunque stato
abbia a trovarsi l’anima mia”.
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Ripetila spesso, anche tu, questa preghiera meravigliosa e
salutare: Vedrai quanto “fiducia” ti infonderà!
8°- Potrebbe giovarti non poco l’insegnamento
incoraggiante che ci dà il seguente aneddoto:
Un incendio aveva invaso tutte le stanze e le scale di un
grande palazzo. Un bambino, rimasto in casa tra le fiamme,
corre al balcone gridando aiuto.
Il papà e la mamma dalla strada lo invitano a buttarsi giù;
ma il bambino, mezzo morto dalla paura, ripeteva:
“No, non posso buttarmi, io non vi vedo, non vedo nulla”.
E il papà a lui: “Ti vediamo noi. Non ti preoccupare…salta
e buttati giù: Cadrai sulle nostre braccia”…
E il bambino fu salvo.
La “fiducia”, più è grande, e più ci spinge a fare
“violenza” al Cuore di Dio, con dolce “insistenza” e
instancabile pazienza.
Non mettiamo limiti alla nostra “fiducia”:
ed Egli non metterà limiti ai suoi favori.
Stupende le parole di Gesù a S. Faustina:
“Impegnati ad una totale fiducia nella mia bontà
e io mi impegno a darti tutto ciò di cui hai bisogno.
Io stesso divento dipendente dalla tua fiducia:
Se la tua fiducia sarà grande, la mia generosità
non conoscerà limiti”.
Vedrai, proprio quando sembrano fallire tutte le speranze,
irrompono, in maniera inimmaginabile e imprevedibile,
i “miracoli della fiducia”…
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9°- Ma, proprio tutto devi credere “possibile a Lui”.
Se ci credessi veramente, se avessi anche tu questa
“fiducia” dei “piccoli”, che “non dubita” e “non teme”,
allora anche “le meraviglie” descritte nel Libro
Sacro potrebbero realizzarsi nella tua vita
(anche se con modalità diverse).
Qualche piccolo esempio:
“Il Signore Dio è la mia forza,
egli rende i miei piedi come quelli delle cerve
e sulle alture mi fa camminare”. (Abacuc 3,19).
--
“Essi saranno come un giardino irrigato,
non languiranno mai…
i giovani e i vecchi gioiranno.
Io cambierò il loro lutto in gioia…(Ger.31,11).
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“Tu mi doni la forza di un bufalo.
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del libano…
“Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi”…(Salmo 91,11-15).
“Davanti a te le rocce si struggeranno come cera”.
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(Gdt.16,15)
Tutto puoi ottenere…Tutto puoi raggiungere…
Tutto può realizzare Dio nella tua vita:
Egli vorrebbe fare di te un “santo”,
“apostolo”, un “prediletto”…
Sei tu che gli impedisci di colmarti come vorrebbe.
un
Lascia che ti colmi dei suoi doni, oltre i limiti della tua
misera persona.
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Egli non attende altro che il tuo consenso a
“lasciarti amare” e a lasciarlo agire attraverso di te.
Vai a Lui con la semplicità di “un bimbo”:
Gettati nelle sue braccia spalancate…
Basta che gli dica:
“Signore, eccomi, ti offro tutta la mia vita!
Voglio appartenerti interamente:
Serviti di me…Fai di me quello che vuoi…
Usami come vuoi…Io ho piena fiducia in Te”.
E vedrai quali doni “meravigliosi” ti darà in cambio:
Ti colmerà d’amore,
ti vestirà di gioia e di “pace”!
Stupisci…ed esalta le sue “meraviglie senza numero”, le
cose meravigliose che egli compie nella tua vita:
“Tu sei il Dio che opera meraviglie” (Salmo 77,15)
“Grande tu sei e compi meraviglie” (Sal.86,10)
“Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie”(Sal.92)
“Dio fa meraviglie da non potersi contare” (Gb.9,10).
Sembrerebbero un’utopia incredibile tutte queste belle
cose che abbiamo descritte… se non ci fosse la storia
“meravigliosa” di tanti Santi a provarne la possibilità…
e soprattutto se non ci fosse la promessa infallibile
di Dio!
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II – IL MIRACOLO PIU’ GRANDE
1°- Quante grazie…quanti favori…Basta “chiedere con
fiducia”: “Chiedete e vi sarà dato…
“C’è forse un uomo tra voi che, se suo figlio gli
chiede un pane, gli darà un sasso? Oppure se gli
chiede un pesce, gli darà un serpente?
Se dunque voi, anche se cattivi, sapere dare cose
buone, quanto più il Padre vostro che è nei cieli
darà cose buone a quanti gliene fanno richiesta”?
(Mt.7,7)
Attenti però, la preghiera non è una “macchinetta
automatica” (basta mettervi un gettone, ed esce la coca-cola o
qualche altra cosa che vogliamo noi)…
“Fiducia senza limiti” o “fiducia nell’impossibile” non
significa che Dio ci debba concedere sempre tutti i
“miracoli” che chiediamo noi…
(Molto spesso quello che chiediamo noi è
peggio di un “sasso” o di un “serpente”)
o che ci debba sempre liberare da tutti i mali che noi non
vorremmo:
Certe cose che a noi sembrano negative o avverse, si
rivelano provvidenziali e fonte di beni incomparabili.
Proprio perché il Signore ci ama immensamente,
non ci concederà mai quei “miracoli” che potrebbero
ostacolare il nostro vero bene e la nostra eterna felicità;
ma ci concederà sicuramente i “miracoli” più
grandi: quelli che Lui, nella sua infinita Sapienza, ritiene
più importanti e più necessari…anche se noi non glieli
chiediamo.
16
Noi chiediamo un pezzo di vetro rotto (che sembra diamante),
e Dio invece ci dà un diamante autentico, preziosissimo.
Dice un grande scrittore: “Dio non ci toglie mai una gioia,
senza che la sostituisca con una gioia più grande”.
2°- Rifletti, a questo punto, su una verità
fondamentale, importantissima.
Ti lamenti spesso perché il Signore “ti manda la
sofferenza”…o perché “non ti libera dai mali che ti
affliggono”.
No, non te la prendere con Dio:
Non è Lui che ci fa soffrire:
Non è Lui che ci manda i dolori, le disgrazie o le malattie,
per provarci…o per punirci…
perché “Dio è Amore”, “è Gioia” senza fine!
La “croce” non l’ha inventato Lui.
Lui ha “inventato” un grande dono, che è la libertà,
cioè la capacità di scegliere tra il bene e il male,
la possibilità di “amarlo con tutto il cuore”,
senza alcuna costrizione.
(Senza la libertà, noi saremmo come un corridore
che corre da solo…o come una squadra di calcio
che giuoca in campo senza la squadra avversaria).
Il dolore (e qualsiasi male) è “frutto” di una tremenda
ribellione della nostra volontà, che sceglie liberamente il
“frutto avvelenato”…è la tragica conseguenza di una
“rottura”, che si chiama peccato:
una “rottura” che ci stacca da Colui che è la Sorgente
stessa della Vita, dell’Amore, della Luce… facendoci
precipitare in un abisso di tenebra e di disperazione.
17
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I peccati sono come tante “bombe” che scoppiano
(per colpa nostra), provocando innumerevoli rovine.
Fino a quando ci sarà il peccato, ci saranno anche le fatali
conseguenze del peccato…e nessuno le potrà eliminare,
neppure Dio (in un certo senso, che subito spiegheremo).
Dio infatti, è venuto a “farsi uomo”, proprio per liberarci
dal peccato, che è la causa e la radice di tutti i mali.
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Potremmo anche paragonare il peccato a un cortocircuito che provoca tanti incendi e tanti danni…che fa
andare via “la luce”, bloccando ogni cosa…
Non basta spegnere l’incendio:
Bisogna togliere la causa del “corto circuito”.
Per questo Gesù, al paralitico che gli viene portato
innanzi, prima ancora di guarirlo dalla malattia, dice:
“Figlio mio, ti sono perdonati i tuoi peccati”(Mc.2,5).
3°- C’è solo un rimedio contro queste tremende bombe
e contro i mali che esse provocano.
Lui ce l’ha detto: E’ la Croce,
cioè “il dolore accettato per amore”.
(Il peccato mette il proprio piacere al posto di Dio:
Perciò l’antidoto del peccato è il dolore, che è
l’opposto del piacere).
Per questo Lui ha scelto “la Croce” per Se stesso,
abbracciandola con tanto amore:
E cade anche Lui…ferito, dissanguato, ucciso…
Vittima anche Lui di quelle “bombe” micidiali.
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“Se la gente sapesse che Dio soffre con noi e molto
più di noi per tutto il male che devasta la terra , molte
anime cambierebbero”. (Jacques Maritain).
Stupende sono, al riguardo, le affermazioni della Bibbia:
“Il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà la loro iniquità…ha consegnato se
stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti…”(Is.53,11).
“Egli ha preso su di sé i nostri peccati,
e li ha portati con sé sulla croce,
perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per una vita giusta”. (I Pt.2,24).
“A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri
peccati con il suo sangue…a lui la gloria”.(Ap.1,5)
“Per mezzo della sua morte in croce li ha uniti in un
solo corpo (cioè pagani ed ebrei), e li ha messi in
pace con Dio. Sulla croce, sacrificando se stesso,
egli ha distrutto ciò che li separava”.(Ef.2,16).trad.inter.
“Per mezzo della sua morte in croce Dio ha
fatto pace con tutti”.(Col.1,20).
“Tu, o Signore, sei stato immolato e hai riscattato
per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù,
lingua, popolo e nazione, e li hai fatti regnare con
te”…(Apoc.5,9).
E infine alcune bellissime frasi dalla “Lettera agli Ebrei”:
“Ci ha liberato per sempre dai nostri peccati
offrendo il suo sangue per noi” (Ebr.9,12).
“Guardiamo a Gesù: lo vediamo ora coronato di
gloria e di onore a causa della morte che ha
sofferto, perché egli provasse la morte a vantaggio
di tutti”.(Ebr.2,9).
“Così, mediante la propria morte, ha potuto
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distruggere il demonio…e ha potuto liberare quelli
che erano soggetti a schiavitù per tutta la vita”(Eb.2,14).
E’ chiaro perciò:
E’ “la Croce” che ci salva, ci libera, ci purifica, ci
divinizza.
“La Croce” è il segno e la prova più grande dell’amore
---------
(dell’amore di Dio per noi e di noi per Dio);
è “il tesoro” più prezioso, che ci procura
un’eternità di bene;
è la leva più potente che eleva il nostro spirito…
è il maestro più importante della vita spirituale:
“niente ci rende saggi come il dolore”;
è il rimedio sovrano per distaccarci da ciò che è
effimero e per farci vivere di ciò che è essenziale.
è il potente “scudo spaziale” ,
che ci protegge da ogni assalto infernale;
è la “riparazione” più sicura dei nostri peccati
e dei peccati del mondo;
è la collaborazione più efficace per costruire
“il regno di Dio” in noi e nel mondo intero;
ed è ancora di più…è una miniera…è una fonte
inesauribile: non si finisce mai di scoprirla:
la Sua…e la nostra “Croce”.
4°- Potrebbe, per sé, bastare “la Croce di Cristo”:
“Una sola goccia del suo Sangue di Uomo-Dio
è sufficiente a purificare il mondo da ogni colpa”.
Ma il Signore vuole farci partecipi della sua lotta e della
sua vittoria, perché egli (lo ripetiamo)
non ci considera sudditi, ma “alleati”;
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non vuole consolatori, ma “collaboratori”.
Essere suoi “alleati e collaboratori” significa:
aiutarlo nella sua opera di “redenzione”, usando gli stessi
mezzi e strumenti che ha usato Lui:
dolori, sofferenze fisiche e morali,
persecuzioni, umiliazioni, privazioni,
sacrifici e rinunzie di ogni genere…
in una parola, “la Croce”.
L’aveva ripetuto tante volte Gesù stesso:
“Se qualcuno mi vuole seguire, prenda la sua croce
e mi segua”.
L’aveva compreso bene l’Apostolo Paolo:
“Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi
e completo nella mia carne quello che manca ai
patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è
la Chiesa.” (Col. 1, 24).
“E se siamo figli, siamo anche eredi…
se partecipiamo alle sue sofferenze, per partecipare
anche alla sua gloria”. (Rom.8,17).
“Il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con Lui”.
(Rom.6,6)
Giov.Paolo II con un’immagine illuminante ha dichiarato:
“Il nostro soffrire è un grande dono per noi e per
tutti, perché ha alimentato il fiume della Redenzione,
è come un rigagnolo che va ad ingrossare il fiume
del Sangue di Cristo”.
5°- Fratello, hai capito?
Il mondo brucia…l’umanità è in pericolo:
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Ci sono tante anime da salvare…tanti peccati da
riparare, tanto male da combattere ed estirpare…
tanto bene da far fruttificare…
Non servono le belle parole…le sole preghiere e le attività
apostoliche non sono sufficienti:
“senza spargimento di sangue non esiste perdono”
(e non può esserci salvezza). (Eb.9,22).
Non dimenticarlo mai: solo “morendo, il chicco di
frumento produce molto frutto”…(Gv.12,24).
proprio come il Cristo Gesù:
“Morendo sopra il patibolo
Cristo sconfigge la morte”.
“Nasce nel sangue di Cristo
l’aurora di un mondo nuovo”.
“…la morte dona la vita”. (dalla Liturgia Pasquale).
Nella “Croce” “ muore l’uomo vecchio”
e “nasce il mondo nuovo”.
E’ “la Croce” che rende feconda ogni nostra opera.
6°- Sapessi quanti “miracoli” opera la tua “croce”, se la
unisci alla Sua, con totale “abbandono”:
Quando ti senti inondato di gioia e di consolazioni
interiori, sei tu che ricevi.
Al contrario, quando tu soffri, in tutti i sensi, sei tu
che doni, più di quanto possa immaginare:
quanta “luce” tu mandi, quando sei immerso nelle
“tenebre”;
quanto “fuoco” si sprigiona dalla tua anima,
quando è imprigionata nel “ghiaccio
e nell’aridità interiore”;
22
--
quanta “forza” infondi agli altri, quando
ti senti circondato di “debolezza”;
quale “profumo e candore” diffondi, quando sei
tormentato dalle più orrende tentazioni;
quante “conversioni” operano le tue umiliazioni;
quale “slancio apostolico” produce la tua malattia
e la tua immobilità!
Esistono “miracoli” più grandi di questi?…
7°- Non aspettarti perciò che il Signore ti tolga
completamente il peso della croce,
o il tormento della tentazione,
o l’amarezza dell’umiliazione,
anche se (quando ci vuole) questo lo fa.
Il Signore non potrà mai esimere i suoi “amici” dal
portare “la croce della tribolazione”:
sarebbe la perdita più grande, per loro e per il
mondo.
Senti cosa suggerì Gesù un giorno a Suor Consolata:
“Ricordati che uguale alla vetta dell’amore sarà la
vetta del dolore. Io per te ho dato tutto me stesso,
sino alle ultime gocce di sangue…
così tu devi fare per me”.
Qualche giorno dopo:
“Consolata, tu non metti limiti alla tua confidenza in
me e io non metto limiti alle mie grazie…
e ti concedo il dono più grande del mio cuore:
salire con me al Calvario”.
Capisci allora?…Il “miracolo” più grande che egli possa
farti consiste, non nel liberarti dalla Croce, ma nel
23
comunicarti il suo coraggio e la sua forza, perché tu
abbracci la Croce con grande amore, come Lui…
e così ne possa trarre il più grande vantaggio,
per te e per gli altri.
Stanne più che certo: Lui te lo farà, se glielo chiedi con
fiducia, come l’ha concesso a tanti suoi fedeli amici…
Tutti i Santi hanno assaporato la sofferenza e
sostengono che è una bevanda salutare.
S. Gemma: “Sulla croce, o Gesù, ho imparato ad amarti”.
S. Rosa da Lima, seguendo la voce del Salvatore, afferma:
“Quanto più cresce l’intensità dei dolori, tanto più
aumenta l’intimità con Dio, la gloria, la bellezza e la
felicità dell’anima…Oh se i mortali conoscessero tutto
questo, andrebbero essi stessi alla ricerca di fastidi e di
pene, andrebbero questuando molestie e tormenti,
invece che fortune, per conseguire il tesoro inestimabile
della Grazia…Nessuno si lamenterebbe delle croci e dei
dolori che gli toccano in sorte…”
E S. Giovanni della Croce insegna:
“Per accedere ai tesori della Sapienza divina, la porta
è “la croce”…l’anima non può penetrarvi, se non passa
per le strettezze della sofferenza interna ed esterna”.
Pio XI: “A tutti gli uomini auguro la felicità, ma auguro
anche un po’ di sofferenza”.
8°- Perciò ringrazialo e gioisci anche tu, per questo
grande “miracolo”, come c’insegna S.Pietro:
“Fratelli, nella misura in cui partecipate alle
sofferenze di Cristo, rallegratevi…beati voi se venite
insultati per il nome di Cristo”…(I Pt.4,1).
Sì, “rallegratevi sempre”…e con convinzione:
24
“Sono stato sempre insoddisfatto e infelice, perché ero
lontano da Dio. Ma quando mi è venuta questa tremenda
“croce”, ho incontrato Cristo…e ho trovato la gioia”.
Quante confessioni di questo genere:
“la gioia” frutto della “croce”!
Tutto il Vangelo è un inno alla “gioia frutto della croce”.
Le “Beatitudini” non sono parole, sono storia:
la storia più prodigiosa…
la storia vissuta da tanti cristiani che, in mezzo alle
“afflizioni e alle persecuzioni” hanno sperimentato il
grande “miracolo” della “gioia soprannaturale”, che è
ben diversa e più profonda della “gioia sensibile”:
“Siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere
per un po’ di tempo afflitti da varie prove…
come l’oro che si prova col fuoco...”. (I Pt.1,6).
Il grande teologo card. De Lubac affermava:
“Il dolore è il filo con cui è tessuta la stoffa della gioia”.
-Ringrazia il Signore quando hai la salute…quando
non ti manca nulla…
-Ma ringrazialo soprattutto quando hai “la sorte” di
offrire al Signore il tuo dono più bello, che è la sofferenza
accettata per amore…(anche se con le lacrime
dell’amarezza e lo sconforto della solitudine).
-Spremi da ogni tua “croce” tutta l’essenza preziosa
che contiene, cerca di non farne perdere neppure una
goccia…A tale proposito Suor M. Consolata diceva:
“Non manifesterò a nessuno le mie sofferenze fisiche,
morali e spirituali…con cura gelosa nasconderò tutto
sotto il sorriso. perché siano tutte donate al Signore”.
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E San Paolo della Croce: “L’anima amante gioisce nel
suo dolore e fa festa nel suo doloroso amore…e non si
lamenta, né di dentro né di fuori…in un silenzioso penare,
senza appoggio a creatura alcuna… La festa della croce
si fa penando e tacendo con volto ilare e sereno”.
9°- Il buon Dio non può privarci di questo “tesoro” così
prezioso
(come nessuna mamma priverebbe il suo figlio della
medicina che lo guarisce o dei rimedi che gli prolungano
e gli migliorano la vita).
Ma, nel suo onnipotente Amore, fa di tutto per alleviare i
nostri dolori, addolcire le nostre amarezze, adattare e
dosare con cura le nostre sofferenze…
e mentre Egli venne trascinato, percosso e maltrattato con
la più brutale violenza…
con noi Egli usa tutta la sua infinita tenerezza,
e ci adagia delicatamente sulla nostra “croce”…
assicurandoci che verrà presto il suo potente aiuto:
“Il Dio di ogni grazia…dopo una breve sofferenza,
Egli stesso vi ristabilirà, vi confermerà e vi renderà
forti e saldi”. (I Pt.5,10).
Anche se tu giungessi al massimo livello di sofferenza e
di angoscia, stanne più che certo, verrà “Egli stesso”, più
presto di quanto pensi, a consolarti e “ristorarti”:
“O voi tutti che siete affaticati e oppressi,
venite a me, e io vi ristorerò…il mio giogo infatti è
dolce e il mio carico leggero”. (Mt.11,28).
Come vedi, nessuno è più “fortunato” di te…
I veri infelici e “sfortunati” sono invece coloro che
soffrono lontani da Dio: senza di Lui anche le croci più
leggere sembrano enormi macigni che li schiacciano…
26
anche le più piccole contrarietà provocano immense
tragedie .
10°- Se tutto quello che hai sentito finora, in te non si
realizza, il motivo non può essere che questo:
La tua non è vera “fiducia”, cioè non è “fiducia in Dio”,
ma fiducia in te stesso:
Senza rendertene conto, tu continui ad appoggiarti a
qualche altra cosa che non è Dio…(per esempio):
al tuo fervore (nella preghiera);
al tuo impegno convulso e frenetico (nelle attività);
al tuo ragionamento (nella lotta contro le tentazioni);
ai tuoi assilli (nelle tribolazioni)…
Tu non speri tutto da Lui…ma dalla tua intelligenza, dalla
tua bravura, dal tuo “saper fare”…
Tu non credi in Lui come dovresti…
e metti dei limiti alle Sue “possibilità” senza limiti.
La tua è la fiducia dei “sapienti e degli intelligenti”,
fatta di calcoli e di ragionamenti:
Se ci vedi chiaro, se ci trovi una ragione evidente, allora
la tua “fiducia” in qualche modo resiste…altrimenti
crolla tutto.
No, così “la fiducia” non funziona e non può produrre i
suoi benefici effetti.
27
III - IL GRANDE PERICOLO
1°- Ecco allora qual’ è il vero problema della vita
cristiana, dal quale dipendono e al quale sono
collegati tutti gli altri:
“Confidare in Dio”…o
“confidare in noi stessi” ?
Questo è il punto cruciale di tutta la vita spirituale.
E’ la Parola di Dio che ci svela questo formidabile
“segreto” di santità
che è la ”fiducia in Dio”…
e ci mette in guardia contro quella che è l’insidia più
grave e più pericolosa:
“la fiducia in noi stessi”:
a)
“Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è sua fiducia (o sicurezza). (Ger.17,7).
E il Salmo 117: “E’ meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo” (= in se stesso).
b). (al contrario):
“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo”
(cioè in se stesso). (Ger.17,5).
2°- Anche satana sa tutto questo, forse meglio di noi.
La battaglia decisiva, nella quale egli si accanisce
maggiormente, è proprio la battaglia della “fiducia”:
-Quando “l’avversario” riesce a strappare o
indebolire in un’anima la “fiducia in Dio” e ad
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accrescerle la fiducia in se stessa, allora è sicuro di avere
il sopravvento in qualsiasi tentazione, su qualsiasi
campo, anche in quello che l’anima riteneva più sicuro.
-Quando invece l’anima, anziché cadere in questa
trappola, si aggrappa a Dio con una “fiducia” illimitata,
e non guarda più a se stessa e alle proprie forze,
allora ottiene sicuramente tanta forza e tanta perseveranza,
da riportare vittoria anche nelle lotte più terribili:
“Il Signore è la difesa della mia vita…
Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia”. (Salmo 26).
e ancora: “Signore, beato l’uomo che in te confida…
Beato chi trova in te la sua forza”. (Salmo 83, 4.10).
3°- Se vuoi veramente andare avanti nella vita spirituale,
non c’è altra strada all’infuori di questa:
--
a)- Fiducia totale e incondizionata in Dio:
“Tutto posso in Colui che mi dà forza”.(Fil.4,13).
--
b)- Sfiducia (relativa) in te stesso:
“Senza di me non potete fare nulla”. (Gv.15,5).
In un inno allo Spirito Santo diciamo:
“Senza la tua forza nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa”.
Più andrai avanti e più ti renderai conto del bene immenso
che ti procura la “fiducia in Dio”…
e del danno enorme che ti provoca “la fiducia in te stesso”.
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4°- Un esempio eloquente di questa fiducia distorta
(che è la fiducia in se stesso),
l’abbiamo nell’episodio evangelico della tempesta del
mare di Tiberìade, quando Pietro ottenne dal Signore di
“camminare sulle acque”.(Mt.14,28).
All’inizio tutto andava a “gonfie vele”:
Pietro camminava sicuro “sopra l’acqua del mare”,
proprio come Gesù. Ma, quando cominciò a infuriare la
tempesta e i cavalloni si fecero più minacciosi, ebbe
paura…e cominciò ad affondare.
Povero Pietro!.. Ma perché ebbe paura?
Perché confidava più in se stesso, che in Gesù:
Pietro si fidava troppo di sé, quasi che camminare
sopra il mare calmo fosse anche frutto della sua abilità.
Avrà forse dimenticato che camminare sopra il mare
calmo è già un miracolo straordinario, che solo Dio può
fare.
Anche noi lo dimentichiamo facilmente:
Quando le difficoltà sono poche, pensiamo che
“siamo capaci” di farcela…
Quando invece le difficoltà aumentano, pensiamo
che non ce le facciamo, e ci agitiamo…e ci scoraggiamo.
No, Pietro, (no, fratello), qualsiasi riuscita, sia nelle
prove più difficili, che in quelle più facili, non è valentia
dell’uomo, ma dono gratuito di Dio:
“Non che da noi stessi siamo capaci di pensare
qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra
capacità viene da Dio” (sempre e in tutto). (II Cor. 3,5).
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5°- Ed ecco la grande lezione che ci dà questo episodio:
a). Chi ha piena “fiducia in Dio “
non guarda a sé, ma a Lui solo;
non conta sulle proprie forze o sul proprio fervore
(sempre insufficienti),
ma sull’efficacia della Sua Grazia:
Perciò non teme nulla…e non si scoraggia mai…
perché sa che l’intervento miracoloso di Dio non è
condizionato dalla violenza della tempesta,
ma dalla nostra “fiducia in lui”:
Colui che ci fa il miracolo di farci camminare
“sopra le acque tranquille”, ci farà anche il miracolo
di farci camminare su “acque tempestose”.
Dobbiamo essere certissimi che egli ci darà tanta forza,
quanta ce ne occorre per vincere sia le piccole che le
grandi battaglie…
La Sua forza è proporzionata alla violenza della lotta:
più aumentano le difficoltà, e più ce ne dà.
b). Al contrario, chi pone la sua fiducia in se stesso,
ha tutta la ragione di avere paura, perché si appoggia
su una fragile “canna”...
e diventa insicuro e incostante, come qualsiasi cosa che è
poggiata su una base instabile e traballante.
31
IV. SVALUTAZIONE…o “ELEVAZIONE
DELL’ UOMO” ?
1°-- Forse questa insistenza “sulla sfiducia in se stesso”
ti sembrerà eccessiva…frutto di un pessimismo esasperato
che squalifica l’uomo.
Niente affatto; anzi possiamo dimostrare, che è
proprio il contrario:
Per questa via l’uomo viene innalzato molto più di
quanto sembri.
Cominciamo con due argomenti inoppugnabili:
a). Non dimenticare che sei creatura.
Nulla c’è di tuo in te…tutto hai ricevuto dal Creatore:
“Ho detto a Dio: Sei tu il mio Signore, senza di te
non ho alcun bene”. (Salmo 15, 2).
Tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che siamo è “Grazia”:
“non viene da noi, ma è dono di Dio; né viene dalle
opere, perché nessuno possa vantarsene”. (Ef.2,8).
Perciò, se tutto riceviamo da Dio, da noi “nulla” siamo,
“nulla” abbiamo, “nulla” possiamo:
“Dammi la sapienza, che siede accanto a te…
perché io sono uomo debole,
incapace di comprendere la giustizia e le leggi.
Anche il più perfetto tra gli uomini, privo della tua
sapienza, sarebbe stimato un nulla”. (Sap.9, 6).
“Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui,
come niente e vanità sono da lui ritenute”. (Is.40,17).
“Si, sono un soffio i figli di Adamo,
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una menzogna tutti gli uomini, insieme sulla bilancia
sono meno di un soffio”. (Sal.61,10).
E nel Nuovo testamento:
“Se qualcuno pensa di essere importante, mentre
invece non è nulla, inganna se stesso”. (Gal.6,3).
“Se hai qualcosa, non è forse Dio che te l’ha data?
Perché te ne vanti, come se fossi stato tu a
conquistarla?”. (I Cor.4,7).
b).
E c’è un’altra ragione che ci rende ancora più
convinti della sfiducia in noi stessi:
Dio ha creato l’uomo dotato di facoltà e di talenti
meravigliosi, (“a sua immagine e somiglianza”), che lo
rendono capace di operare tutto il bene possibile.
Ma queste nostre grandiose capacità sono rimaste
danneggiate gravemente da un tremendo “incidente”,
(cioè il peccato), che ha provocato la rottura con “la
Fonte” di ogni bene.
Per conseguenza, funzionano in maniera distorta e
pericolosa:
“Più fallace di ogni altra cosa è il cuore e
difficilmente guaribile; chi lo può conoscere?
(Ger.17,9).
“Le mie colpe mi opprimono e non posso più vedere,
sono più dei capelli del mio capo, il mio cuore
viene meno: degnati, Signore, di liberarmi”.
(Salmo 39,13)
“Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene…”(Salmo13,3).
Anche nel bene che facciamo quanto inquinamento,
quante imperfezioni…quante storture:
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“Siamo divenuti tutti come cosa impura; come
panno immondo sono tutti i nostri atti di
giustizia”. (Isaia, 64, 5).
Chissà quante volte avrai ripetuto anche tu il lamento
angoscioso di Paolo (Rom.7,14):
“Io sono un essere debole, schiavo del peccato.
Non riesco nemmeno a capire quello che faccio:
infatti non faccio quello che voglio, ma quello che
detesto…Io so che in me, cioè nella mia carne, non
abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma
non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il
bene che voglio, ma il male che non voglio…
Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io
a farlo, ma il peccato che abita in me”
…Nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove
guerra alla legge della mia mente e mi rende
schiavo della legge del peccato che è nelle mie
membra…Oh me infelice! La mia condizione di
uomo peccatore mi trascina verso la morte:
Chi mi libererà?…Rendo grazie a Dio, che mi
libera per mezzo di Gesù Cristo.”
E’ un grido lacerante…è una realtà sconvolgente…
un mistero vero e proprio: “misterium iniquitatis”!
-- Nel Vangelo, Gesù conferma chiaramente questa verità:
“Senza di me non potete fare nulla”.
“Nulla”, capisci?…
“Nulla”, cioè, di buono, di costruttivo, di duraturo.
Anche le doti più brillanti, “senza di lui”, sono “moneta
falsa” (Is.2,16): servono solo a farci gonfiare d’orgoglio
e a farci combinare guai d’ogni genere.
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Osserva S.Teresa di G.Bambino:
“Vorresti che il tuo cuore fosse una fiamma (d’amore).
Ma non appena il Signore ci mostra un poco la
fiamma, subito arriva l’amor proprio, come un
vento fatale che tutto spegne”.
Esagerazioni?
Basta guardare la storia e la vita di tutti i giorni, per
convincerci di questa verità.
Quale deformazione nelle coscienze, quanta malizia
e ipocrisia, quanta falsità ed egoismo:
“Si ostinano nel fare il male,
si accordano per nascondere tranelli…
meditano iniquità, attuano le loro trame:
un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso”.(Sal.63, 6).
(Potremmo portare tanti altri argomenti…ma li
tralasciamo per non prolungare e complicare
la nostra riflessione).
2°- A questo punto vogliamo rispondere ad una
obiezione, molto seria e ricorrente:
Dicono alcuni:
“Tutte queste affermazioni possono diventare pericolose
per lo sviluppo della personalità:
La fiducia in se stesso, infatti, è assolutamente
necessaria per vivere e per agire;
mentre la sfiducia in se stesso può essere molto
dannosa:
accresce la paura, la depressione, i sensi di colpa,
spegne ogni slancio, blocca ogni iniziativa…
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Sì, è vero: la fiducia in se stesso è assolutamente
necessaria per avere una personalità equilibrata ed
efficiente.
Ma è proprio la spiritualità della “piccolezza
evangelica” che ci dà la vera fiducia in noi stessi…
Nessuna filosofia o psicologia te ne può dare tanta:
Fiducia stabile e sicura, perchè fortemente motivata.
3°- Ecco qual è il motivo della vera fiducia in se stesso:
“Da te, tu sei nulla e nulla puoi.
Ma, con Lui e in Lui, tu puoi tutto…come Lui!
Gesù stesso ce lo assicura:
“Ve lo assicuro: Chi crede in me
compirà le opere che io compio
e ne farà di più grandi”. (Gv.14,12).
E’ straordinario…è meraviglioso:
Tu…alla pari con Dio…perché così vuole l’Amore!
L’Amore, infatti “o trova simili o rende simili”:
L’ infinitamente “piccolo” diventa simile
all’ infinitamente Grande…
senza venirne schiacciato o assorbito!
Né c’è bisogno di argomentazioni teologiche per
dimostrarlo.
La storia di tanti Santi lo dimostra in maniera
incontrovertibile: Hanno compiuto opere grandiose e
meravigliose, inconcepibili per la mente umana!
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Ed erano creature “piccolissime”, che sentivano di
essere “gli ultimi”.
4°- Vedi, quando tu “ti lasci vivere” dagli altri, la tua
personalità viene annullata o soffocata.
Quando, invece, tu lasci che sia “Cristo a vivere in te”, tu
diventi partecipe della sua vita e della sua forza, perché tu
e Lui diventate “una cosa sola”,
come “il tralcio” è una cosa sola con “la vite”,
come “le membra del corpo” sono una cosa sola
con “il capo”.
Dio non si sostituisce a te, ma ti riempie di Sé;
non annulla le tue doti naturali, ma le compenetra
delle sue perfezioni divine…
Come l’esile filo della lampada, investito dalla corrente
elettrica, diventa luce, senza perdere nulla di sé, così
anche tu, unito a Gesù, diventi “Luce” come Lui:
“Voi siete la luce del mondo”, Egli ci ripete.
Tu non ci perdi nulla, perché Dio non ti toglie nulla, anzi
ti aggiunge tutto:
In te (pianta selvatica) innesta la sua stessa Vita:
e tu puoi produrre i suoi stessi frutti…
In te, (povera creatura) inserisce tutto ciò che è Lui:
i suoi sentimenti, i suoi pensieri, la sua forza…
e tu puoi operare il bene come Lui.
Nel tuo cuore malato trapianta il suo Cuore divino:
e tu puoi amare come Lui.
Non vuole abbattere il tuo “io” per il trionfo di “Dio”:
-Vuole, piuttosto, far morire “l’uomo vecchio” che è in te,
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per fare rivivere “l’uomo nuovo” divinizzato in Cristo.
Vuole esaltare il tuo vero “io” immergendolo in Dio.
Vuole liberarti dalle brutture e putrefazioni della tua
“carne corrotta”, per fare brillare in te “la luce del
suo volto” e l’incanto della sua bellezza.
Non è stupendo tutto questo?
-
5°- Credi fermamente che Dio è capace di trasformare
uno “straccio d’uomo” (quale sei tu) in un
“capolavoro” di amore e di santità (quale è Lui)!
Dio e l’uomo non si pongono in opposizione,
ma in comunione, in una intimità d’amore indescrivibile:
L’uomo in Dio e Dio nell’uomo,
in una “nuova ed eterna alleanza”, dove (in un certo
senso) “Dio si annienta” per innalzare l’uomo. (Fil.2,7).
E’ inaudito!
E lo chiami “pessimismo” tutto questo splendore
sovrumano?
No, non puoi
considerare una “svalutazione”
dell’uomo quella che è invece una vertiginosa elevazione
e sublimazione dell’uomo stesso.
(Oh, ma come è possibile che in tanti libri e in tante
prediche si parla sempre di tante cose secondarie e
marginali, che lasciano indifferenti gli uomini
d’oggi…
e non si parla quasi mai di queste verità di fuoco,
che potrebbero infiammare d’amore tanti cuori…
e capovolgere tante vite?
38
Quando smetteremo di tradire o nascondere la Verità?)
6°- Attenzione: questo mettere insieme la “sfiducia” e,
nello stesso tempo, “la fiducia” in se stesso, può sembrare
una contraddizione e può provocare un po’ di confusione.
E’ bene perciò essere molto chiari:
Vedi, la “fiducia” in te stesso puoi e devi averla solo
se in te “vive Cristo”.
Il motivo della tua “fiducia” deve essere Lui, non tu:
non le tue doti brillanti…o il tuo “saper fare”.
“Se uno rimane unito a me e Io a lui, produce molto
frutto” (Gv.15,5)…”molto”, capisci?
Quindi “molta fiducia” in te stesso: “Tutto posso”…
ma solo “in Lui che mi dà forza”.
Se, al contrario, vivi staccato da Lui, tu diventi “un tralcio
secco”: “Se uno non rimane unito a me, è gettato via
come i tralci che diventano secchi e vengono
bruciati”. (Gv.15,6).
Se “non rimani unito a Lui”, più sono grandi le tue
capacità, e più diventi pericoloso…
(Una macchina che sbanda provoca tanto più danni,
quanto più grossa è la sua cilindrata o la sua velocità).
7°- Se l’uomo confida in Dio più che in se stesso, merita
la massima “fiducia”:
la fiducia degli altri…la fiducia di se stesso…
e soprattutto “la fiducia” di Dio.
Sì, Dio ha fiducia nell’uomo,
(più di quanto l’uomo ne abbia in se stesso)
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e gli affida compiti divini che sono “impossibili
all’uomo”.
E’ giunto perfino ad affidare “la divina maternità
del suo Figlio fatto Carne” ad una “Donna” poverissima,
che confidava solo in Lui e gli aveva consegnato
interamente la sua vita:
“Maria di Nazareth”…
Colei che è la “piena di Grazia”,
perché totalmente vuota di sè.
8°- Questo deve essere, perciò, il grande proposito di
ogni cristiano:
Progredire sempre più nella fiducia assoluta in Dio
e nella sfiducia (relativa) in se stesso.
Solo così la promessa di Gesù (“Niente vi sarà
impossibile”) diventerà una consolante realtà.
Quando il principio e il fondamento della nostra
“fiducia” sarà Dio solo, allora diventeremo “colonne”
incrollabili…
altrimenti resteremo sempre “canne sbattute dal vento”.
Ecco la preghiera più insistente che dobbiamo fare:
“O Signore, tu solo puoi darmi questa “fiducia”
piena, totale, assoluta: te la chiedo, come l’unica
cosa che io bramo!
******
Tutto quello che abbiamo detto in queste pagine,
ora dobbiamo renderlo più esplicito, applicandolo ai vari
ambiti della vita spirituale, in particolare
A). la Preghiera
+ B). l’attività
C). la lotta
+ D). le cadute.
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VII . “FIDUCIA” NELLA PREGHIERA
(LA FIDUCIA PIU’ NECESSARIA)
L’insidia della falsa fiducia (che è la fiducia in se stessi)
si nasconde soprattutto nella preghiera.
Forse noi abbiamo idee poco chiare sulla preghiera,
(anche se i libri che trattano della preghiera sono
innumerevoli…e tutti validissimi):
Non abbiamo capito bene qual’ è la sua essenza, la sua
sorgente e il suo funzionamento.
In queste poche pagine faremo alcune osservazioni su uno
dei tanti aspetti della preghiera: un aspetto fondamentale,
ma poco considerato. Eccolo:
1°- La sorgente della Grazia, e quindi della preghiera , è
Cristo, come egli stesso afferma:
“Io sono l’acqua viva”.
“Io sono la via, la verità e la vita”.
“Io sono la luce del mondo”.
“Io sono il pane vivo disceso dal cielo”.
La vera preghiera è quella che Cristo compie in noi, per
mezzo del suo Spirito.
Dal momento che “è Lui che vive in noi”, possiamo
benissimo affermare:
“Non sono più io che prego, ma Cristo prega in me”.
La preghiera che facciamo noi, potremmo paragonarla ad
un canale (o un tubo) che, partendo da Lui, fa scorrere in
noi “l’acqua viva” della Grazia.
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Non è il “canale” (cioè la nostra preghiera) che
produce “l’acqua viva”, ma è Dio, è il Suo amore che
costruisce in noi questo canale, che ci porta l’acqua viva”.
-Poco o nulla otterremo dalla nostra preghiera, se non
è inserita nella sua (come una lampada non si illumina, se
non si inserisce nella linea elettrica che è collegata alla
centrale).
-Tutto invece potremo ottenere dalla preghiera di
Cristo, come ci ha detto Lui stesso:
“Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome,
egli ve la darà”. Finora non avete chiesto nulla nel
mio nome: Chiedete e otterrete, perché la vostra
gioia sia piena”. (Gv.16,23).
Noi abbiamo troppa fiducia nella nostra preghiera:
Pensiamo che la preghiera è una cosa che possiamo
produrre noi con i nostri sforzi…
Siamo convinti che la validità e l’efficacia della
preghiera dipende dal fervore che riusciamo a sentire nel
nostro cuore, o dalle parole espressive e commoventi che
gli sappiamo dire.
Quante belle preghiere noi recitiamo durante la
giornata…tutte piene di ardore e di fervore…
Eppure molto spesso non otteniamo quella forza di cui
abbiamo bisogno…e la nostra vita spirituale resta sempre
anemica e infruttuosa…e regredisce, anziché progredire
(nonostante tutte quelle “belle preghiere”)…
perché la nostra non è vera preghiera:
non ci unisce a Dio, non ci immerge nel suo Amore,
non accresce la nostra “fiducia in Lui”…
perché è fondata sulla fiducia in noi stessi.
42
La nostra preghiera è troppo piena di noi…è tutta
intessuta di ragionamenti, di sentimentalismo, di sforzi
sensibili, di tensione interiore…
non ci può mettere in comunicazione con Dio,
non ci fa “ascoltare” i suoi desideri e i suoi progetti,
ma i nostri:
Perciò non potrà mai fare crescere la nostra vita spirituale.
Siamo come una “bottiglia chiusa” che galleggia
nell’immensità del mare, senza che una sola goccia
d’acqua riesca a penetrare in essa.
E’ Cristo, è la sua preghiera questo immenso
“oceano” nel quale abbiamo “la vita” ,
la sua “vita”, la sua santità, il suo amore:
Basterebbe “togliere il tappo” che tiene chiusa “la
porta” del nostro cuore, per esserne invasi e riempiti
interamente.
Questo “ doppio tappo” è la sfiducia in Dio,
è la fiducia in noi stessi e nella nostra preghiera:
Questo è il vero nemico della vita spirituale!
2°- Riflettiamo ancora:
Noi non potremmo entrare in comunicazione con Dio
(che è l’Assoluto, l’Infinito, il Trascendente)
se non avesse preso Lui l’iniziativa…
E’ Lui, “il Dio dell’alleanza”, che ha iniziato questo
rapporto d’amore con l’uomo…
E’ Lui che “ci ha amato per primo”:
“Non siamo stati noi ad amare Dio,
ma è lui che ha amato noi!” (I Giov.4,10).
Ed è sempre Lui che comincia:
43
Noi non potremmo parlare a Lui, senza che prima Lui
parli a noi.
E’ Cristo che supplica noi “bussando”, mendicante
d’Amore, “alla porta” del nostro cuore:
“Ecco, io sto alla porta e busso…”(Apoc.3,20)
e ci invita ad “aprirgli”…per “saziarci delle delizie della
sua Cena”: “Se qualcuno ascolta la mia voce e mi
apre la porta, Io verrò da lui, cenerò con lui ed egli
con me”.
(Oh, quale dolce intimità…quale ineffabile bontà!)
Pregare, dunque, è “aprirci a Cristo”…
farlo entrare in tutti “gli appartamenti” della nostra anima,
in tutti i settori della nostra vita…
e stare sempre “in ascolto di Lui”…
e fare ogni cosa con Lui e per Lui!
Torrenti d’amore e di Grazia ci scorrono accanto:
Basta “aprirgli la porta”…e si riverseranno in noi
le “meraviglie” ineffabili della Vita Trinitaria.
3°- La vera preghiera è dialogo con Dio:
Ma, che dialogo è il nostro, se non gli diamo la
possibilità di parlare?…
La nostra preghiera è “monologo” più che “dialogo”.
Se non facciamo silenzio dentro di noi, Dio non può
parlare:
Silenzio della bocca…silenzio della mente…
Silenzio del cuore e degli affetti…
Più daremo spazio al silenzio, e più potremo ascoltare Lui
che parla nel silenzio.
Ascolta questa riflessione del celebre Giovanni Climaco:
44
“Che la vostra preghiera ignori la prolissità e la
molteplicità delle parole: una sola parola del
pubblicano ha commosso la misericordia di Dio; una
sola parola piena di fiducia ha salvato il ladrone”.
-- E’ necessaria la “preghiera di supplica o di domanda”,
sì; ma non c’è bisogno di ricorrere a discorsi lunghi e a
formule complicate. Gesù ci ha parlato chiaro:
“Quando pregate, non sprecate tante parole, come
fanno i pagani, i quali credono di venire ascoltati a
forza di parole…Il Padre vostro sa di quali cose
avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”.
(Mt.6,7).
Sì, “il Padre nostro sa” e legge il nostro cuore e i nostri
desideri: nulla tu hai da dirgli che Lui non sappia.
--
E’ bella la “preghiera di lode”, ed è doverosa;
ma non basta:
Tutte le nostre lodi non accrescono la sua gloria.
4°- Ama stare in silenzio...soprattutto quando preghi
davanti al “Tabernacolo”.
Potrai fare anche tu l’esperienza indescrivibile del
contadino d’Ars: “Io lo guardo” e “Lui mi guarda”…
Oh, la dolcezza di quello sguardo!
In nessun altro posto ne gusterai tanta.
Giov.Paolo II ci spinge sempre a “ripartire da Cristo,
dalla contemplazione del suo volto”…
-Ripetigli spesso: ”Il tuo volto, Signore, io cerco,
Non nascondermi il tuo volto”.(Sal.26,8).
45
“Il tuo volto”, cioè la tua vera fisionomia così misteriosa
e affascinante:
Un Dio tutto amore…tutto tenerezza e misericordia!
Un Dio così accogliente…e accondiscendente…
Scendere fino a questo livello così profondo di intimità:
“Gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra”. (Salmo 15,11)
E’ troppo bello…fino a sembrare eccessivo, incredibile!
Spesso, quando preghi, ti sentirai come invitato da
Lui stesso a rifugiarti nel suo Cuore…a lasciarti stringere
“come un bambino” tra “le sue braccia”.
Non è sentimentalismo questo, no; è la realtà di un
Amore che supera infinitamente la commovente tenerezza
della mamma o la dolce intimità degli sposi.
-- Tendi anche tu a questa forma di preghiera.
Puoi chiamarla come vuoi:
“Preghiera di semplice sguardo” …oppure
“Preghiera del cuore”…(sono sfumature teoriche).
--
Potremmo anche chiamarla:
“Preghiera dei piccoli”.
Solo coloro che si fanno “piccoli” sono capaci di vera
preghiera (la preghiera in cui prega lo Spirito), perchè
“i piccoli” sanno di non sapere nulla e di non potere
nulla…
e perciò, anche quando pregano, si abbandonano
all’azione e alla guida dello Spirito Santo.
Solo “i piccoli” ne sono capaci, perché si affidano a Lui,
e non al proprio ragionamento o al fervore sensibile.
46
E’ proprio nel rapporto con Dio (e perciò nella preghiera)
che si manifesta più necessaria “la piccolezza”:
“Lasciar parlare Lui…Lasciarsi amare…
Lasciarsi abbracciare e condurre da Lui”!
Di quante effusioni e “rivelazioni” è portatore questo
“amore passivo e contemplativo” dei “piccoli”!
Solo “ai piccoli, infatti, il Padre rivela le sue cose” :
“…e le hai rivelate ai piccoli”(Mt.11,25).
A suor Consolata Gesù diceva: “Sebbene la mia
grandezza sia inconcepibile, ho rapporti di intimità
soltanto con i piccoli”…perché nei piccoli posso
fare tutto ciò che voglio: abbracciarli, nutrirli,
vestirli degli abiti più belli…senza che essi me lo
impediscono. Dimmi, tu sai con quanta cura e
quanto amore una mamma fa il vestitino al suo
bimbo, vi mette proprio tutto il cuore.
Ora, se il bimbo non la lasciasse fare, perché il
vestitino…vuol farlo lui, contristerebbe la mamma”.
Stupenda questa immagine…e molto significativa.
L’errore in cui cadono tante anime buone è quello di
credere di essere loro a santificarsi…e perciò vogliono
fare loro “il vestitino” (a loro modo), anziché lasciarlo
fare a Gesù:
e gli guastano tutto, persino la preghiera.
No, “il vestitino” (cioè la preghiera o la santità) non
lo puoi fare tu, non lo sai fare: Lascia fare a Lui.
Senti ancora cosa dice Dio stesso a suor Consolata,
per frenarla nei suoi “impeti amorosi”:
“Ama con calma, senza fare violenza al cuore:
lascia che l’amore consumi dolcemente…se tu, al
contrario, vuoi forzare il tuo cuore ad amarmi con impeto
47
e con veemenza, questo, sfinito, non avrà più la forza di
proseguire il suo canto d’amore”…
e ancora: “Lasciami fare…e vedrai che faccio tutto
bene Io. Vedi, Consolata, la santità è oblio di te stessa in
tutto: Non pensare più a te stessa, alla santità da
raggiungere, ai tuoi difetti, alle tue miserie presenti e
future, al tempo che non trovi per arrivare a tutto”…
“I piccoli non si preoccupano di nulla, perché in
loro tutto fa Gesù”…
Questa è “vera fiducia”…e vera preghiera!
5°- E’ bene ripeterlo: la vera preghiera non è frutto dei
nostri sforzi, ma è un dono dello “Spirito”, che
dobbiamo chiedere continuamente, “nel nome di Gesù”;
ed egli ce lo concederà. Così S. Paolo (Rom.8,26):
“Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza,
perché noi non sappiamo neppure come dobbiamo
pregare, mentre lo Spirito stesso prega Dio per noi
con sospiri che non si possono spiegare a parole”.
-La validità della nostra preghiera non dipende da
noi, dall’intensità del fervore che sentiamo, ma dai meriti
di Cristo.
La preghiera di Cristo ti salva, non la tua:
non saranno le tue sentite espressioni o le tue “fiammate
d’amore” a portare in te la luce, la forza e la pace, ma la
preghiera che Cristo fa in te.
Perciò, che t’importa se non riesci a pregare,
se la tua preghiera è fredda o distratta…
se non riesci a dire nulla o a sentire nulla…
48
Anzi, proprio allora la tua preghiera diventa più valida e
più efficace, perché così sei spinto maggiormente a
confidare in Lui,
anziché in te stesso e nella tua preghiera.
Offri al Signore queste sofferenze interiori…ma offrile
con gioia: (“O Signore, per te e per le anime”).
“Sappi che le preghiere e gli atti d’amore compiuti
con tedio, con noia e come per forza (a causa di certe
condizioni fisiche o spirituali), possono valere come dieci e
anche come cento atti d’amore compiuti nel fervore
sensibile”. (Suor Consolata).
-Al contrario, più ti attacchi al fervore e alle
consolazioni sensibili, e meno vale la tua preghiera.
Sembra incredibile, ma è così.
Stiamo attenti a questo pericolo, sempre incombente:
Ogni sforzo che facciamo, per moltiplicare le nostre
parole, per trovare belle espressioni, o per “sentire” il
calore e la gioia della preghiera, è come un “tappo” che
va a bloccare il flusso della sua Grazia e impedisce al suo
Amore di fare irruzione nella nostra vita.
6°. Vedi quante insidie si incontrano nel cammino
spirituale!
Sembrerà strano, l’ostacolo principale alla nostra vita di
preghiera possono diventare le nostre stesse preghiere:
Proprio la preghiera, che è la sorgente della vita
spirituale, potrebbe ostacolarne il progresso.
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Di quanti doni, di quanta luce interiore rimaniamo privi, a
causa di tante nostre preghiere, che non sono vera
preghiera, ma sentimentalismo o golosità spirituale.
Dobbiamo convincerci, una buona volta, che
bisogna relativizzare tutto, persino le nostre preghiere:
E’ Cristo la nostra preghiera,
perché “è Lui la nostra vita”.
Fuori di Lui, ogni nostra preghiera (come ogni nostra
attività) è come un “tralcio secco staccato dalla vite”:
Non può produrre alcun “frutto buono”.
7°- Non ci stanchiamo di ripeterlo e di meditarlo:
La preghiera che piace di più al Signore, e che
“produce molto frutto” è quella che parte da Lui ed è
prodotta da Lui:
Non conta quello che gli vuoi dire tu,
ma quello che Lui vuole dire a te;
non interessa quello che tu gli dai,
ma quello che tu ricevi da Lui.
Nulla tu hai da donargli che non ti abbia dato Lui:
Tu vorresti esprimergli tutto l’amore che senti per Lui;
ma, l’amore vero te lo dona Lui, non è un prodotto tuo.
Sai cos’è che lo appaga e lo attira maggiormente?
Il tuo desiderio di ricevere, di ricevere tutto da Lui.
La sola cosa che è tua (e che puoi perciò donargli) è la tua
“povertà”, “debolezza” e incapacità.
Dio non guarda ai nostri meriti o alle nostre virtù
(che poi non sono nostri ma suoi);
non viene attratto dai nostri sforzi,
ma dall’abisso della nostra “povertà”.
50
Così è stato per tutti i Santi…in particolar modo per
Maria santissima:
“Egli ha guardato alla povertà della sua serva”…
(Lc.1,48).
Egli cerca in te “fame” da saziare, miseria da arricchire,
ferite da sanare, “debolezza” da fortificare:
“Il Signore risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite”. (Sal.146,3).
Solo il tuo “vuoto” lo attira:
Più sei “povero e vuoto di te stesso”,
e più Dio si dona a te…e ti riempie “di sé”.
8°- Certo questo tipo di preghiera non nasce “dall’oggi
al domani” (come si suole dire).
Necessita di esercizi…di esperienze…di costanza.
Possono, in qualche modo, essere utili le cosiddette
“scuole di preghiera”; ma non pensare che abbiano un
effetto automatico.
Certe “tecniche” di orazione che vengono inculcate
potrebbero giovare ad alcuni…ma non puoi contarci
troppo, come se la preghiera fosse opera umana.
Per imparare a pregare bene bisogna, soprattutto,
frequentare la “scuola dello Spirito Santo”, il grande
“Maestro e Regista” della preghiera.
Lo Spirito ti chiede, innanzitutto, (come abbiamo
ripetuto) di non attaccarti alla tua preghiera,
ma solo alla preghiera di “Cristo che vive in te”.
Ma, dove la vai a cercare “la preghiera di Cristo”?
51
Come “un fiume” essa scorre nella tua anima:
un “fiume d’acqua viva”, che ti purifica e ti ristora,
anche quando tu “non la senti”.
Basta aprire la “saracinesca” del tuo spirito…
e “credere in Lui, (anziché in te):
“Chi crede in me…fiumi d’acqua viva sgorgheranno
dal suo seno”.(Gv.7,38).
Non devi perciò fare alcuno sforzo per “spremere” la
preghiera dal tuo cervello o dal tuo cuore…
né devi “sforzarti di non fare sforzi”…
E non tentare di forzare la porta del suo Cuore,
che è sempre aperta.
Devi, piuttosto, “spalancare il tuo cuore a Cristo”…
fermare i tuoi pensieri, le tue parole e i tuoi affetti…
per dare più spazio a Lui, alla sua preghiera,
(come abbiamo detto prima).
La preghiera che Cristo fa in te è fatta di umile ascolto,
di attenzione amorosa, di silenzio adorante…
“La vera orazione è un atto di attenzione e di
consenso a Dio”. (J.Lafrance).
Se tu non taci, non puoi sentirlo, non puoi acconsentirgli.
Presentati a Lui, non come un foglio già scritto, ma come
un “foglio bianco” sul quale Egli può scrivere o
fotocopiare tutto quello che gli serve.
(Immagina quale risultato avremmo se volessimo
fotocopiare uno scritto importantissimo su un foglio già
scritto prima: Quale pasticcio…non ci capiremmo nulla.
Così sono tanti nostri rapporti con Dio: fotocopie fatte su
fogli già scritti interamente da noi.
52
”Bisogna cominciare col fare opera di sgombro, per
diventare, quanto più possibile, puliti e aperti”.(citazione).
Diceva Papa Giovanni XXIII: “O Signore, l’anima
mia si trova dinanzi a Voi come una pagina bianca:
scrivetevi tutto quello che Vi piace”.
9°- Tutto quello che abbiamo tentato di dire sulla
preghiera potrà sembrare esagerato e confusionario,
perché (si potrebbe pensare) qualsiasi preghiera è accetta
a Dio, anche la più imperfetta…o la più strana:
“Dio guarda al cuore, non alle forme”.
Sì, in parte questo è vero, soprattutto all’inizio del
cammino spirituale:
Dio si contenta di qualsiasi tentativo, di qualsiasi
forma di preghiera, purchè gli si apra il cuore.
Tuttavia, dobbiamo convincerci che, se tutta la nostra vita
di Fede è un cammino (un cammino in avanti, s’intende),
deve esserlo soprattutto la nostra preghiera che ne è la
sorgente:
non può perciò restare sempre ferma allo stesso
punto, alle stesse forme e agli stessi metodi…
ma deve progredire sempre più.
Tutto cambia, progredisce e si rinnova nella nostra vita…
La nostra preghiera, invece, è sempre uguale, fissa e
impenetrabile a qualsiasi raggio o soffio dello Spirito.
10°- Ma il progresso nella preghiera si realizza solo nella
semplificazione e nell’impoverimento.
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Man mano che vai avanti, la preghiera diventa sempre più
povera di ragionamenti, di affetti e di consolazioni
sensibili: le parole diminuiscono perché va crescendo “la
Parola”…e tu ti rendi conto di non sapere più pregare:
più vai avanti e più ti riesce difficile pregare come prima.
(Nello stesso tempo, però, aumenta in te il desiderio
e il bisogno di stare sempre in preghiera).
Non preoccuparti: è segno che la tua preghiera
progredisce, anche se non ti soddisfa.
(Molto spesso, la preghiera che piace di meno a te
è quella che piace di più a Dio).
11°- Coraggio, dunque…e rendigli grazie!
Ricorda ciò che insegnano i grandi dottori della
Chiesa e “maestri della preghiera”.
S. Giovanni della Croce:
“La vera orazione si fa sempre di notte”…
“di notte”: cioè quando sei nel “buio totale”…
e non hai la sensazione di pregare…
(perché, in realtà, non stai pregando tu,
ma in te sta pregando il suo Spirito).
Lo stesso ci dice il Salmo 15,7:“Benedico il Signore che mi ha
dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce”.
S. Teresa di G. Bambino:
“Pregavo senza saperlo”, senza accorgermi…
E il celebre maestro di spiritualità Cassiano:
“La preghiera è pura quando non si ha la
consapevolezza di pregare”.
Si prega come si respira…tutta la vita diventa un
atteggiamento costante di unione amorosa con Dio.
54
B). FIDUCIA nell’ ATTIVITA’
1°- Questa poca “fiducia in Dio”,
aggravata dalla troppa fiducia in noi stessi,
la dimostriamo anche quando lavoriamo e operiamo il
bene, persino nelle nostre attività più sante e benefiche.
Due sono i modi in cui si esprime questa nostra falsa
fiducia:
A) la presunzione e B) lo scoraggiamento.
Tutti e due, pur essendo opposti, hanno la stessa origine:
Guardare a se stessi, più che a Dio…cioè
confidare in sé, più che in Dio.
A). La presunzione.
Quando ci sentiamo spinti dall’onda dell’entusiasmo
o del successo, allora crediamo di essere gli artefici
insostituibili della salvezza del mondo…
e ci tuffiamo nel lavoro con uno slancio imprudente,
trascurando qualsiasi altro dovere, come il raccoglimento,
il silenzio, la preghiera e persino il necessario riposo.
Quanta agitazione nella nostra attività…
Quanta fretta…quante tensioni e preoccupazioni…
come se il risultato dipendesse da noi, dal nostro
instancabile attivismo.
B). Lo scoraggiamento:
Al contrario, quando viene meno in noi l’euforìa e
l’entusiasmo naturale, oppure vediamo crescere attorno a
noi incomprensioni, difficoltà ed ostacoli d’ogni genere,
55
allora ci lasciamo sopraffare dal pessimismo e dallo
scoraggiamento,
e piantiamo ogni cosa…
oppure ci trasciniamo pesantemente, portando avanti solo
le iniziative più facili e più gratificanti, senza gioia e
senza calore.
Anche qui, è chiaro che confidiamo in noi stessi,
più che nella potenza della Grazia, la quale agisce in noi
proprio quando ci sentiamo più deboli e impotenti.
A)°- Ed ecco la risposta al primo errore (la presunzione).
Ce la dà S. Paolo:
“Io ho piantato, Apollo ha innaffiato,
ma è Dio che ha fatto crescere.
Perciò chi pianta e chi innaffia non contano nulla:
Chi conta è Dio che fa crescere”.(I Cor.3,6).
1°- Se, dunque, per dedicarti all’azione, non trovi il
tempo per il raccoglimento e l’orazione, è segno evidente
che hai poca fiducia in Dio
e troppa fiducia in te stesso e nelle tue capacità.
Hai ragione (apparentemente): Ci sono montagne di bene
da compiere e di opere preziose da realizzare…
Ma, mettitelo bene in mente:
Il bene, che il Signore vuole da te, non dipende dal
tuo ardore ed entusiasmo, ma dalla tua unione con Dio...
non è proporzionato alle ore di lavoro che fai o al
tempo che vi impieghi, ma alla tua “fiducia in Lui”.
Ancora tu osi credere che basta la tua intelligenza
per comprendere quali sono le vie e i metodi da seguire…
56
e la tua buona volontà per riuscire a realizzare bene
qualsiasi opera.
Povero stolto!…Come non riesci a renderti conto
che, senza Dio, tu non puoi nulla:
“Senza di me non potere fare nulla”.
Tutto da Lui devi aspettarti…
nulla da te, dal tuo acume intellettuale o dalla tua bravura.
L’esperienza, a poco a poco, ti farà toccare con mano
quanto sia vera, anche nella tua vita, la constatazione di
San Pietro:“Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo
preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”…
E presero una quantità enorme di pesci”.(Lc.5,5).
2°- Se vuoi che il tuo lavoro sia illuminato e fecondo,
deve partire da Dio, dalla sua ispirazione, dalla
meditazione della sua parola.
La preghiera, quella vera,
(fatta di silenzio e di ascolto di Dio) deve diventare
- l’asse portante di tutta la tua giornata,
(non uno dei tanti doveri da compiere),
- il centro e la sorgente da cui scaturiscono le tue attività,
- il perno attorno al quale ruotano tutte le tue occupazioni.
Vedrai come il tuo lavoro ci guadagnerà in
profondità, in precisione e in efficacia.
E anche tu ci guadagnerai in gioia e serenità
interiore ed esteriore.
Meditiamo spesso il meraviglioso Salmo 126:
“Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
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Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici, nel sonno”.
Sì, “nel sonno”, quando cioè non siamo capaci di fare
nulla, neppure di pregare, di pensare o di risolvere
qualsiasi cosa …
purchè ci abbandoniamo serenamente, come
“piccoli bimbi, tra le sue braccia”.
3- Certamente, sarà necessario dare al Signore la tua
massima collaborazione, trafficando i talenti che ti ha
dato, valorizzando tutti i doni e i carismi che continua a
darti.
Anche nella sua vita terrena Gesù chiedeva la
collaborazione delle persone che avevano bisogno di lui:
come, ad esempio, nelle nozze di Cana…(Gv.2,5)
nella moltiplicazione dei pani…(Mt.14,16)
nella pesca miracolosa…(Lc.5,5).
4- Ma la prima e più importante collaborazione che
esige è quella della piena e totale “fiducia in Lui”.
E’ scontato tutto questo e non si può dimenticare.
Eppure, nella pratica, com’è facile dimenticarsene!
(Come un tecnico che costruisse un impianto elettrico
perfetto, e si dimenticasse di collegarlo con la centrale:
è da lì che viene tutta la potenza dell’energia elettrica).
Solo Dio è la “centrale” potentissima, da cui proviene
ogni energia soprannaturale.
Chi compie il miracolo, chi può cambiare la realtà
e i cuori degli uomini è Lui.
58
Chi può moltiplicare le nostre energie e ingigantire
le nostre forze è Lui, soltanto Lui.
Solo Lui può far diventare strumento di salvezza anche le
cose “più piccole” e insignificanti, come “lo sputo”
“la saliva”(Mc.7,33), o addirittura “il fango”.(Gv.9,6).
Quando riuscirai a riconoscere la sproporzione
abissale tra la piccola parte che puoi fare tu e le “grandi
cose” che “l’Onnipotente” vuole fare attraverso di te,
allora “i miracoli della “fiducia” diventeranno la
trama di tutta la tua storia.
Medita queste stupende parole del Salmo 32:
“Il re non si salva per un forte esercito,
né il prode per il suo grande vigore.
Il cavallo non giova per la vittoria,
con tutta la sua forza non potrà salvare.
Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia…
L’anima nostra attende il Signore,
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
In lui gioisce il nostro cuore
e confidiamo nel suo santo nome.
Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo”. (Sal.32,16).
--------
(N.B. Leggi, a questo proposito, il libretto “Parla o Signore”
da pag.28 a pag.35.)
--- -----
B)-
Ed ora qualche riflessione sul secondo errore,
il più pericoloso per la vita cristiana , cioè
lo scoraggiamento.
59
1°- Sono troppo grandi i bisogni materiali e spirituali
dell’umanità, è vero.
Troppo gravi sono i pericoli morali che minacciano di
farci perdere i valori portanti del vivere umano,
è verissimo.
Come è verissimo che l’avanzata del male appare a
volte inarrestabile…e i nemici del bene sembrano molto
più decisi e più agguerriti dei “buoni”.
Ma, chi confida nel Signore sa bene che “la Sua potenza
si manifesta pienamente nella debolezza”(2 Cor.12,9)
e che “la debolezza di Dio è più forte degli uomini”…
(1Cor.1,25)
sa bene che la “fiducia in Dio” è l’arma vincente contro
qualsiasi nemico:
“Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo il
mondo: la nostra fede”. (1 Giov.5,4).
E perciò, con ardore inesauribile, s’impegna a portare
avanti tutte le opere che la Chiesa propone e che il mondo
d’oggi ha bisogno.
Nulla e nessuno lo può bloccare o scoraggiare,
quando è Dio che lo vuole.
Anzi, più aumentano le difficoltà e le persecuzioni,
e più cresce il coraggio e l’impegno…sicuro che è proprio
questo il segno e la prova di essere “ i testimoni” del
Crocifisso-Risorto.
Fortunatamente ci sono ancora di questi cristiani
fiduciosi e coraggiosi…
2-
Ma, purtroppo, molti cristiani cosiddetti praticanti
non hanno capito niente di tutto questo…
60
e si fermano, lungo il cammino, sconsolati e delusi, come
“i discepoli di Emmaus”, senza speranza:
“Noi speravamo”…(Lc.24,13).
Questa è la vera speranza”.
“Sperare contro ogni speranza”:
No, non possiamo fermarci a rimpiangere il passato…
o a sognare un futuro che ancora non ci appartiene,
mentre tante anime corrono verso il precipizio.
Satana e i suoi alleati combattono accanitamente e
mietono vittime in ogni momento, in ogni età e in ogni
ambiente…
in ogni parte del mondo nascono opere diaboliche,
che seminano corruzione e morte…
Verrebbe da ripetere con “il Maestro”:
“I figli delle tenebre sono più prudenti dei figli della luce”.
E noi, che abbiamo l’Alleato più potente del mondo
(Non temete: Io ho vinto il mondo”),
abbiamo ancora “il coraggio di scoraggiarci”…
e abbandoniamo “le armi” che egli ci mette a
disposizione: quelle che farebbero tremare tutte le
potenze dell’inferno.
3- Ecco l’arma veramente “intelligente” e invincibile,
“la fiducia in Dio”, la “fiducia” autentica, piena, totale:
quella dei “piccoli” che guardano a Lui solo:
“Sognare l’impossibile”…
“Tentare l’impossibile”…
“Realizzare l’impossibile”!
“Chi non si aspetta l’impossibile non lo realizzerà mai”.
(Democrito)
61
Più un’opera ci appare “impossibile”,
e più dobbiamo buttarci, insieme con Lui, nel mare
tempestoso della storia.
Diversamente, la nostra non sarebbe “fiducia in Dio,
ma fiducia in noi stessi.
4°- Certo, non bisogna andare “in cerca di cose grandi”
o sensazionali…perchè l’amore è fatto soprattutto di
“piccole cose”.
Ma Gesù ci ha anche detto che tante “piccole cose”,
compiute in unione con lui, possono formare opere
immense, superiori ad ogni immaginazione o previsione:
“Se avrete fiducia in me, compirete opere più grandi
di quelle che ho compiuto io”.(Gv.14,12).
Questo bisogna sempre sognare:
“opere più grandi”…
“più grandi” dei nostri stessi sogni…
“più grandi” delle nostre capacità e possibilità umane…
perché “la forza dell’Amore” è “più grande”…
“la potenza della debolezza” è “più grande”.
Vogliamo ricordare alcune delle parole profetiche con le
quali il Santo Padre (l’otto ottobre 2000) ha affidato alla
Madonna il nuovo Millennio:
“Siamo uomini e donne di un’epoca straordinaria, tanto
esaltante quanto ricca di contraddizioni. L’umanità
possiede oggi strumenti d’inaudita potenza: può fare di
questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di
macerie….
Oggi, come mai nel passato, l’umanità è a un bivio. E,
ancora una volta, la salvezza è tutta e solo nel tuo figlio
Gesù…
62
O Madre, fa’ che, grazie all’impegno di tutti,
le tenebre non prevalgano sulla luce”.
Ecco cosa ci vuole: “l’impegno di tutti”.
Ecco quello che manca: “l’impegno di tutti”: di tutti
coloro che affollano i nostri gruppi e le nostre adunanze…
-Molti s’impegnano troppo poco: per paura o per
sfiducia “sotterrano i talenti ricevuti dal Padrone”…
-Molti s’impegnano, sì, ma confidano troppo “nei
carri e nei cavalli”…(cioè nelle proprie forze…nel proprio
gruppo…nei discorsi della “sapienza umana”, nelle
tecniche e nei mezzi moderni)…e troppo poco in Dio.
Stupendo, al riguardo, è il Salmo 19:
“Chi si vanta dei carri e chi dei cavalli,
noi siamo forti nel nome del Signore nostro Dio.
Quelli si piegano e cadono,
Ma noi restiamo in piedi e siamo saldi”. (Sal.19,8).
Ascoltiamo ancora S.Paolo:
“Io venni in mezzo a voi in debolezza…la mia parola e il
mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di
sapienza…perché la vostra fede non fosse fondata sulla
sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”. (I Cor.2,1).
Questo necessita oggi: Cristiani incandescenti, dalla
fede travolgente “fondata sulla potenza dello Spirito”
“e non su abili discorsi di sapienza”…decisi a donarsi
perdutamente a Cristo, a “giocarsi tutto” per Lui…
non guardando più a se stessi, ma “confidando
ciecamente in Lui”…”impegnati” a diventare “tutti
Uno nel suo Amore” !
Coraggio, o cristiani: “Avanti…con fiducia”!
63
“FIDUCIA” NELLA “LOTTA”
1°- “La vita dell’uomo sulla terra è una continua lotta”,
soprattutto per coloro che vogliono “servire il Signore”:
“Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
preparati alla tentazione”.(Sir.1,2).
E’ un combattimento senza tregua contro i tre
principali nemici di Dio e dello spirito, che sono:
1)° i l demonio; 2)° il mondo 3)° la carne.
Non è una disgrazia la tentazione; anzi, può essere un
mezzo di grazia e di santificazione, una “beatitudine”:
“Beato l’uomo che sopporta la tentazione”.(Gc.1,12)
Anche i più grandi Santi sono stati tentati, anzi più di noi,
persino con combattimenti violentissimi, che procuravano
loro tanta sofferenza e tribolazione.
Gesù stesso accettò di essere “tentato dal diavolo”...
anche per insegnarci come dobbiamo lottare e vincere la
tentazione:
“Gesù rimase nel deserto quaranta giorni, mentre
Satana lo assaliva con le sue tentazioni”.
(Mc.1,13 + Lc.4,2 + Mt.4,1)
2°- Coraggio, dunque!
Anche tu, che vuoi amare il Signore ed essergli
fedele in tutto, sarai sempre tentato, in tutti i modi…
e in tutti i campi:
tentazioni contro la fede, contro la speranza e contro
la carità;
tentazioni di superbia, di avarizia, di invidia, di odio,
di rancore…di sospetti e giudizi “temerari”…
e soprattutto di scoraggiamento e di disperazione.
64
Anche le tentazioni della “carne” (cioè della lussuria o
impurità) spesso si fanno così violente e allettanti, che ti
sembra di non poterti più liberare dai suoi numerosi
tentacoli.
E per di più, c’è “il mondo” che ti avvolge da ogni
parte…e ti seduce con le sue ammalianti attrattive.
-In certi periodi proprio non ne puoi più:
Le tentazioni non ti lasciano in pace neppure durante la
preghiera; anzi, spesso, proprio mentre preghi ti
tormentano maggiormente.
-A volte ti sembra di avere tutti i motivi per
considerare perdute le tue battaglie spirituali.
Perciò ti arrendi subito:
-- “tanto, è sicuro che non potrai resistere…
presto o tardi, dovrai sicuramente cedere”.-(Così ti vuole far credere satana).
3°- No, fratello, non è così; anzi è proprio il contrario:
Tu hai tutti i motivi per rendere grazie a Dio
proprio per i tanti demoni che ti assediano
e per le terribili tentazioni che ti tormentano.
-- “Ma io vorrei esserne liberato, per potere servire il
Signore nella gioia e nella pace interiore”.--
Certo, è importante quello che tu dici…
Ma il Signore non può esimerti dalla lotta, non può
impedire che tu venga tentato; in certi periodi potrebbe
anzi permettere che la battaglia si scateni più furibonda,
perché vuole che tu cresca nella vita spirituale e
produca “più frutto”.
65
Gesù stesso ce l’ha assicurato:
“…Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché
porti più frutto” (Gv.15,1).
Certo, è una “potatura” molto dolorosa “la tentazione”.
Ma, ne vale la pena. Abbi “fiducia”:
Se Lui permette che tu venga sbattuto dalle onde
limacciose della tentazione, sicuramente lo fa in vista di
un bene infinitamente più grande di quello che tu possa
immaginare:
Sono davvero incalcolabili i vantaggi e i tesori
spirituali che si guadagnano, per sé e per gli altri.
4°- Ti invito a riflettere sui motivi che possono
infonderti maggiore “fiducia” e “pace” quando sei
tentato:
a). Satana sferra i suoi attacchi più violenti proprio
contro coloro che egli teme maggiormente, coloro
che lo contrastano e gli strappano tante anime con la loro
vita e col loro apostolato:
ad essi non darà mai tregua.
Ritieni perciò un buon segno, se sei molto tentato…
Piuttosto che affliggerti, dovresti rallegrarti, per il fatto di
essere il suo peggiore nemico.
Tra gli innumerevoli inganni a cui il diavolo ricorre
per farti cadere nella sua rete, uno dei più frequenti è
questo:
Ad ogni pensiero o desiderio peccaminoso che ti mette in
mente, cerca di convincerti che, per il solo fatto che l’hai
pensato, sei già caduto in peccato; per cui (così ti imbroglia)
è inutile continuare a resistere e a lottare.
b).
66
Quante volte satana ci fa credere “peccato” ciò che
non lo è, per portarci a questa conclusione falsa:
--“Ormai che sei caduto, non ti resta altro che continuare a
peccare”—
No, è falso:
Il peccato non consiste nel pensiero, ma nella volontà.
L’aveva capito bene S. Bernardetta di Lourdes:
“Il peccatore è colui che ama il peccato”
(non colui che fa il peccato).
I cosiddetti “peccati di pensiero o di desiderio” non sono
affatto peccato, se la volontà non vi acconsente:
Qualsiasi pensiero ti viene in mente (impurità, orgoglio,
odio, invidia, vendetta, dubbi, giudizi, disperazione),
anche se alla tua natura piace, non fai peccato fino a
quando la tua volontà dice: “no, non lo voglio”.
Non aver paura: il demonio (e con lui il peccato) non
può entrare nella tua anima, se tu non gli apri i tre
famosi “cancelli”, che sono:
1)°. “la materia” (cioè un’azione proibita o comandata dalla legge);
2)°.“l’avvertenza”(la coscienza deve accorgersi che è un peccato);
3)°.“il consenso” (la volontà deve essere decisa a farlo).
Come vedi, è molto difficile, (anzi è quasi impossibile)
fare un peccato, quando la volontà non lo vuole.
Non cadere perciò nella trappola e non scoraggiarti mai,
disprezza la tentazione, grida di gioia e “canta vittoria”:
“Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore”…
Dona, Signore, la tua salvezza,
dona, Signore, la tua vittoria”. (Salmo 117,12.25).
“Tu sei per me rifugio, torre salda davanti all’avversario”.
67
c).
Più sono violente le tentazioni, e più crescono in te
le virtù cristiane, soprattutto “l’umiltà” e la fiducia”,
che sono la sola condizione perché tu possa progredire,
senza insuperbire.
Scrive un autore: “La carne” ti tira in basso, perché lo
spirito non ti faccia “innalzare” e insuperbire…
in tal modo la tua debolezza custodirà la tua virtù”.
Proprio così: la tentazione colpisce a morte “l’amor
proprio” e allontana da te la presunzione, perché ti
ricorda la tua bassezza…e ti impedisce di attribuire a te
stesso il bene che c’è in te…così che ogni tentazione ti dà
una spinta formidabile verso la santità…
Perciò, più alta è la perfezione e la missione a cui sei
chiamato, e più saranno violente le tentazioni e le prove a
cui sarai sottoposto:
“Perché non montassi in superbia, mi è stata messa
una spina nella carne, come un messaggero di
satana incaricato di schiaffeggiarmi…(2 Cor.12,7).
Se tu non accetti di essere tentato, è segno che non vuoi la
santità.
Coraggio, dunque:
Anziché farti prendere dal tormento e dalla paura,
ringrazia il Signore…che sta sempre vicino a te e ti
assicura la vittoria:
“Il Signore è una torre fortissima;
il giusto vi si rifugia ed è al sicuro”.
“Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore?
Se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.(Salmo 26).
d°- Più aumentano le tentazioni, e più aumentano i tuoi
68
“meriti”…perché le tentazioni sono le croci che
ti fanno soffrire di più.
Ah se potessi comprendere quanto bene ti procura il
demonio con tutte le sue tentazioni…
e quale enorme “capitale” ti sta facendo accumulare,
proprio per questi suoi attacchi che ti rendono davvero
“martire” della fedeltà a Dio.
I meriti che tu guadagni con le tentazioni si
trasmettono anche alle altre membra del “Corpo mistico”,
comunicando ad esse maggiore forza e coraggio.
Gioisci: La tentazione può diventare il più forte
mezzo di santificazione e di redenzione, per te e per altri.
5°- Perché dunque ti scoraggi?
Ciò che conta è che lui non ti faccia mancare la sua forza,
che è sempre proporzionata alla violenza della tempesta:
più questa si fa pericolosa
e più cresce “la potenza” della sua Grazia.
Ascolta queste affermazioni rassicuranti del “Maestro”
a S. Paolo (e anche a te):
“Tre volte ho supplicato il Signore che
l’allontanasse da me (la tentazione di satana). Ma egli
mi ha risposto: Ti basta la mia grazia. (2 Cor. 12, 8).
E ancora:
I settantadue discepoli tornarono pieni di gioia
dicendo: “Signore, anche i demoni si sottomettono a noi
nel tuo nome”. Gesù disse loro: ”Io vedevo satana
precipitare dal cielo come un fulmine. Ecco, io vi ho dato
il potere di calpestare serpenti e scorpioni e di
annientare ogni resistenza del nemico.
69
Niente vi potrà fare del male”.(Lc.10,17).
Non ti basta questo per restare “tranquillo”?
6°- La parola di Dio ci dà tanti preziosi insegnamenti
sulla “tentazione”…per spingerci a “resistere”
e a lottare con “fiducia”:
“Noi conosciamo le macchinazioni di Satana,
e non vogliamo essere le sue vittime”.(2 Cor.2,11).
Gesù stesso ci mette in guardia contro la strategia del
demonio, il quale
“quando esce da un uomo…dice:
Ritornerò nella mia casa da cui sono uscito.
Venuto la trova spazzata e adorna. Allora va,
prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui ed essi
entrano in quella persona e vi alloggiano:
e la condizione di quell’uomo diventa peggiore della
prima”. (Lc.11,24).
-- “Allora non c’è proprio nulla da fare?…non c’è alcuna
speranza di fronte allo strapotere di satana? –
No, non devi aver paura! Gesù ti assicura:
“…se arriva uno più forte di lui (cioè del demonio),
lo vince e gli strappa via l’armatura nella quale
confidava”.(Lc.11,22).
Colui che è “più forte di lui” è già arrivato…e sta sempre
con te, combatte al tuo fianco…e ti comunica la sua forza.
Perché dunque ti scoraggi e ti abbatti tanto, di fronte
alle tentazioni?
La vittoria è sicura…ma solo per chi combatte:
“Per questo mi affatico e mi impegno nella lotta,
70
sostenuto dalla forza che egli mi dà”.(Col.1,29). (trad.in)
Non si può pretendere l’aiuto del Signore, se noi non
vogliamo “impegnarci nella lotta contro il peccato…
combattendo con “le armi che Lui ci dà”:
“Non avete ancora resistito fino al sangue nella
vostra lotta contro il peccato”. (Eb.12,4).
“Prendete le armi che Dio vi dà, per poter resistere
contro le manovre del diavolo…(Ef.6,11-18).
7°- Due sono “le armi” della lotta e della vittoria,
raccomandati da Gesù stesso e dagli Apostoli:
a)° La “vigilanza” e b)° La “preghiera”:
“Vegliate e pregate, per non cadere nella tentazione,
perché lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.
(Mt.26,41)
a). La “vigilanza” è assolutamente necessaria in tutte le
attività della vita umana:
Quando mangiamo…o camminiamo…o guidiamo…
o adoperiamo qualsiasi mezzo…
guai se lo facessimo con gli occhi chiusi o distrarri: quanti
danni…per noi e per gli altri!
A maggior ragione è necessaria la “vigilanza” nella vita
dello spirito, dove i mali e i pericoli sono meno evidenti
ma più seducenti:
“Vigila su te stesso, per non cadere anche tu in
tentazione”. (Gal.6,1).
“Siate temperanti e vigilate, perché il vostro
nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro
cercando chi divorare. Ma voi resistetegli, saldi
nella fede (o fiducia in Dio”). (I Pt.5,6).
“Non dormiamo come gli altri, ma restiamo svegli”(Ts.5,5)
71
--
La “vigilanza” poi ci spinge alla “mortificazione”
del corpo, dei sensi, del cuore e della mente.
Guai all’autista (che sei tu) che perdesse il controllo
nella guida della macchina più potente e più veloce
del mondo, che è la tua persona:
“Sapete che gli atleti, durante i loro allenamenti, si
sottopongono a una rigida disciplina, per avere in
premio una corona che presto appassisce…
Perciò io mi sottopongo a dura disciplina e cerco di
dominarmi, per non essere squalificato…”(I Cor.9,24)
E ancora Paolo: “Quelli che appartengono a Gesù Cristo
hanno fatto morire con lui sulla croce il loro
egoismo, con le passioni e i desideri che esso
produce”. (Gal.5,24). (traduz. interconf.)
“La preghiera.
Ne abbiamo già parlato tanto…ma ascolta
quest’ultima esortazione:
Quando nelle tentazioni ti senti mancare “la fiducia”,
ripeti (tra le tante altre) qualcuna di queste preghiere
ispirate dell’Antico Testamento:
“Volgiti a me e abbi misericordia:
dona al tuo servo la tua forza”.(Salmo 85,16).
“Quando dicevo: il mio piede vacilla,
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto”.(Salmo 93,18)
“Mostrami i prodigi del tuo amore,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
proteggimi all’ombra delle tue ali,
di fronte ai nemici che mi accerchiano.”(Salmo 16,6).
e ancora: “Tu sei per me rifugio,
torre salda davanti all’avversario.
b).
72
Dimorerò nella tua tenda per sempre,
all’ombra delle tue ali troverò riparo”.(Sal.60,4)
“Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te mi rifugio; mi rifugio all’ombra delle tue ali,
finchè sia passato il pericolo”. (Salmo 56,2).
“Signore, mio Dio, forza della mia salvezza,
proteggi il mio capo nel giorno della lotta”.(Sal.139,8)
Infine quest’ultima, così drammatica…e incoraggiante:
“Salvami, o Dio: l’acqua mi giunge alla gola.
Affondo nel fango e non ho sostegno;
sono caduto in acque profonde e l’onda mi travolge.
…Ma io innalzo a te la mia preghiera…
Per la grandezza della tua bontà, rispondimi…
Salvami dal fango, che io non affondi,
liberami dai miei nemici e dalle acque profonde…
Volgiti a me nella tua grande tenerezza…
Sono in pericolo: presto, rispondimi”. (Salmo 68)
8°- Oltre alla “Parola di Dio”, l’esperienza dei Santi e
di tanti cristiani ci confermano nella certezza
della vittoria.
Puoi stare più che sicuro: puoi ottenerla anche tu!
Una sola però è la condizione:
Che la tua “fiducia in Dio” sia vera, piena e
assoluta:
“Io pongo sempre innanzi a me il Signore:
sta alla mia destra, non posso vacillare”.(Sal.15,8) .
E S. Paolo: “Noi combattiamo perché abbiamo riposto la
nostra speranza in Dio”. (I Tim.4,10).
73
9°- A questo punto vorrei rispondere a un dubbio che
forse tormenta anche te. Tu dici:
-- Ma io prego, e prego molto…eppure tante volte
non riesco a vincere la tentazione. --
No, fratello, non è vero, non può essere vero:
Forse, la tua “fiducia in Dio” è imperfetta (o falsa)
e la tua preghiera non è vera preghiera:
La tua preghiera non ti serve a niente, se tu, con la bocca
dici di ricorrere a Dio “con fiducia”…
con i fatti, invece, “ti appoggi”, non “sulla roccia
eterna”, ma su una “fragile canna”, cioè su te stesso,
sulla tua “intelligenza”, sul tuo ragionamento:
Difatti, quando sei assalito dalla tentazione, anziché
cercare subito rifugio nel Signore, ti sforzi di trovare, con
la tua intelligenza, i motivi per convincerti a non cedere.
Ma, ahimè, più perdi tempo a guardare alla bruttezza
del peccato, e più ne resti ammaliato e avvinto.
Il demonio lo sa, e fa di tutto per trattenerti il più a
lungo possibile…fino a che riesce ad afferrarti e a
“divorarti”.
Quante anime cadono in questa tragica astuzia di satana!
-Vedi, satana ha paura solo di quest’arma infallibile
che è la “fiducia o confidenza in Dio”, e fa di tutto per
strapparcela, mettendoci nelle mani l’arma più pericolosa,
che è la fiducia in noi stessi e nella nostra “intelligenza”.
Ecco, dunque, il “pericolo numero uno”:
Guardare a sé, più che a Dio.
Chi guarda a sè conta sulle proprie forze: e perciò, anziché cercare “rifugio solo nel Signore”,
esce fuori da quel “rifugio”, e affronta la tentazione mettendosi a ragionare con essa...
74
-Chi ha “fiducia in Dio” non si ferma neppure un
istante a ragionare con la tentazione…e a cercare nelle
proprie argomentazioni la forza di lottare…ma,
immediatamente, corre “come un bimbo” a rifugiarsi nel
Signore:
“Nella fiducia e nell’abbandono è la vostra forza”.
Egli sa per esperienza che, anche le ragioni più
convincenti non gli daranno mai la forza di vincere:
“Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza”.(Is.45,24).
-Chi guarda solo a Dio e confida nella sua forza,
non può scoraggiarsi e non può arrendersi, perché è sicuro
che, al momento giusto, il Signore verrà a liberarlo e a
dargli la vittoria:“Al Signore appartiene la vittoria”.(Pro.21,31).
Ascolta la Parola di Dio:
“Confida nel Signore con tutto il cuore
e non appoggiarti sulla tua intelligenza”. (Pro.3,5).
La vera intelligenza, quella che vede “oltre”, è
“l’intelligenza dei piccoli”, i quali sperimentano
continuamente la propria “impotenza” e l’assoluta
necessità di ricorrere al papà o alla mamma.
Più aumentano le tentazioni, e più si sente il bisogno di
“farsi piccoli”. Ma ”piccoli” veramente: “piccoli” che
non vogliono ragionare, che non vogliono capire…
”piccoli” che si lasciano amare e difendere dal Papà.
Più ci facciamo “piccoli”, e più cresce la nostra potenza,
che è quella stessa di Dio che ci conduce…
come insegnava Gesù stesso a suor Consolata:
“Voglio che tu sia molto piccola, poiché quando sei piccolina,
ti porto Io nel mio Cuore”. Cosa vuoi di più?
75
VIII. “FIDUCIA” nelle CADUTE
(LA FIDUCIA PIU’ DIFFICLE)
***
La “fiducia in Dio” non può mai venire meno.
Nessun motivo al mondo può autorizzarci a dubitare
dell’amore del Signore e della potenza della sua Grazia.
Forse, l’unico motivo potrebbe essere l’esperienza
amara e umiliante delle nostre ricadute nel peccato.
--
Spesso ci lamentiamo: Come si può continuare ad avere
“fiducia” quando, dopo tanti doni ricevuti e tanti sforzi
per corrispondervi, ci si vede sempre “terra-terra”,
bloccati dalle proprie debolezze…tra mille riprese e
mille ricadute? -Allora siamo tentati di pensare che per noi non ci può
essere alcuna speranza di liberazione e di miglioramento,
e cadiamo continuamente nello scoraggiamento.
No, fratello, non è così; anzi, è proprio il contrario:
Sono proprio le nostre cadute che fanno crescere
maggiormente in noi “la fiducia nell’Amore
misericordioso” del Signore.
Eccoti alcune riflessioni molto pertinenti e incoraggianti:
1°- Innanzi tutto, sei proprio sicuro che le tue cadute
sono una vera sconfitta?
Solo Dio lo sa…Tu sei abituato a vedere le cose in
maniera parziale e unilaterale:
Vedi soltanto quel “metro di terreno” che hai
perduto a causa delle tue cadute…e non ti rendi conto dei
76
“chilometri di terreno” che hai guadagnato, proprio con
quelle cadute…
in zone più importanti e strategiche,
quali “l’umiltà” e la “fiducia in Dio”…
Infatti, nessun’altra esperienza, quanto l’esperienza
ricorrente del peccato, può fare crescere in te la
consapevolezza del tuo “nulla”…e la necessità assoluta di
confidare solo nella “forza di Dio”.
Tu senti lo schianto che provoca in te ogni
peccato…e non ti accorgi di tante virtù che
silenziosamente crescono nella tua anima:
“Un solo albero che si schianta nella foresta
fa più rumore di migliaia di altri alberi che
crescono nel silenzio”.
Rallegrati, perciò, per tutti “gli alberi” delle virtù che
il Signore fa crescere in te, proprio nel terreno della tua
“debolezza”.
Attenti, perciò, a questa pericolosa insidia:
guardare soltanto al male che c’è in noi…e non accorgersi
del bene che il Signore va coltivando silenziosamente in
noi, servendosi anche delle nostre “debolezze”.
Spesso (ci dicono i Santi) i nostri difetti sono come
“un velo” di cui Dio si serve per nascondere ai nostri
occhi il nostro progresso spirituale e mantenerci sempre
nell’umiltà e nella “piccolezza”.
Ascolta S.Teresa di G.Bambino:
“Quale illusione: Non vorremmo mai cadere!
Che importa, Gesù mio, se cado ogni momento:
vedo così la mia debolezza ed è per me un grosso
77
guadagno: Quando ci si vede così miserabili, non si
vuole più stimare se stessi e si guarda solamente
all’unico Diletto”.
(Pensa alla palla da gioco: Più sbatte violenta per
terra, e più rimbalza in alto).
Ascolta ancora queste illuminanti parole che la Santa
rivolge ad una suora (Maria della Trinità) che soffre della
sua “debolezza” e vorrebbe avere maggiore energia per
praticare la virtù:
“…E se il buon Dio la volesse debole e impotente
come un bambino?
Accetti, dunque, di barcollare ad ogni passo,
di cadere perfino, di portare la croce debolmente.
Ami la sua impotenza: la sua anima ne trarrà profitto
più che se lei compisse azioni eroiche, che riempi=
rebbero la sua anima di soddisfazione e di orgoglio”.
Anche tu devi imparare ad accettarti come sei, se vuoi
diventare come Lui ti vuole:
Accetta tutti i tuoi limiti, le tue incapacità, le tue
debolezze…Accetta di non saper amare, di non saper
lottare, di non saper resistere…
Accetta di cadere continuamente, nonostante i tuoi
propositi così fermi.
Ma accetta tutto con serenità e…con gioia.
Voglio, a questo punto, farti assaporare alcune delle
deliziose parole di incoraggiamento che Nostro Signore
rivolgeva alla serva di Dio Suor Consolata Betrone:
“Quando ti accadesse di commettere una qualsiasi
mancanza, non ti rattristare mai, ma vieni, deponila
subito nel mio Cuore, e poi rafforza il proposito sulla
78
virtù opposta, ma con grande calma: Così ogni tua
mancanza sarà un passo avanti”…
(E’ proprio vero…e la storia di ognuno è lì a dimostrarlo:
Ogni nostro peccato può diventare un’esplosione di amore
e una crescita spirituale).
Continua ancora Gesù: “Il turbamento non lasciarlo
entrare mai, mai, mai, perché, se ti turbi, il demonio è
contento, la vittoria sarebbe sua...se ti turbi, sono più
facili le cadute”.
Il lamentarti delle cadute è perdita di tempo”.
E ancora: “Il nemico farà di tutto per scuotere la cieca
fiducia che hai in me…Non lasciare mai, neppure per
un istante, che il nemico penetri nella tua anima con un
pensiero di diffidenza, mai. Credimi solo e sempre
Padre buono e misericordioso!
E quindi imita i bambini i quali, ad ogni lieve
scalfittura a un dito, subito corrono dalla mamma per
farselo fasciare…Ricorda sempre che Io cancellerò e
riparerò le tue infedeltà, così come fa la mamma…
E se quel bimbo, invece di un dito, si rompesse un
braccio o la testa, dimmi, puoi descrivere la tenerezza,
la delicatezza, l’affetto con il quale verrebbe fasciato e
curato dalla mamma?
Quindi mai, mai, mai un’ombra di diffidenza:
La diffidenza mi ferisce nell’intimo del Cuore!”
“Sai cos’è che mi attira alla tua anima? E’ la confidenza
cieca, infantile, immensa, senza limiti, che tu hai in me.
E Suor Consolata rispondeva: “Gesù, voglio restare in
pace e sorridere sempre, qualunque sia lo stato
dell’anima mia...
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E quando cadrò lungo la via, voglio rialzarmi
immediatamente , anche se fosse la millesima volta, e
riprendere il mio cammino, come se nulla fosse stato”.
Con tanta insistenza Gesù ancora la invitava: “Consolata,
narra a tutti la mia condiscendenza ineffabile e la mia
estrema misericordia…di’ al mondo quanto io sono
buono e materno…Che io sia santo tutti lo sanno,
ma che sia buono non tutti lo sanno...
Non fatemi Dio di rigore, mentre Io non sono che Dio
d’amore!…Preferisco essere chiamato: “Amore
immenso”…”Bontà infinita”…
“Le vostre miserie hanno un limite,
ma il mio Amore non ha limiti”…
Oh, potessi scendere in ogni cuore e versarvi a torrenti
le tenerezze del mio amore”!
“Solo l’amore divino può fare: di apostati, apostoli,
di gigli infangati, gigli immacolati,
di ributtanti viziosi peccatori, trofei di misericordia.
Consolati, dunque: Di un misero “straccio”, quale sei tu,
il Signore può fare un “capolavoro di amore e di virtù”!
2°- Una seconda osservazione:
Quando ti capita di rimanere ferito “sul campo di
battaglia”…e ti vedi tutto pesto e sanguinante
(nell’anima)…non devi considerarti un essere infelice e
sfortunato, destinato a rimanere per sempre schiavo del
peccato.
Devi, piuttosto, considerarti un “favorito della
Grazia”, che ti ha preservato da cadute molto più gravi:
80
E’ davvero un “miracolo” straordinario se,
circondato da nemici formidabili, attaccato e
“bombardato” da tutte le parti, in un mondo tutto pieno di
insidie sempre più pericolose, tu non sia precipitato in un
abisso più spaventoso.
Ecco dove vorrebbe farti giungere il demonio:
Vorrebbe farti commettere molte altre iniquità più
aberranti…ma non ci riesce.
Vorrebbe tenerti suo prigioniero, per sempre…
Ma, di fronte alla potenza della “Grazia”, è costretto, suo
malgrado, a ritirarsi e a lasciarti libero.
E ti sembra cosa di poco conto?
Ringrazia e loda continuamente il Signore, con la
“fiducia” più tranquilla e più sicura:
“Ti loderò, Signore Dio mio, con tutto il cuore,
perché grande con me è la tua misericordia:
dal profondo degli inferi mi hai strappato”.
(Salmo 85,12)
“Ho sperato, ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato.
mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude; lode al nostro Dio”.
(Salmo 39,2)
Rifletti ancora: E’ certamente straordinario non cadere;
ma è altrettanto straordinario cadere tante volte e rialzarsi
sempre…riprendendo il cammino con la stessa “fiducia”
e con lo stesso fervore ed entusiasmo.
Non tormentarti, perciò…
e non tentare di pesare tu stesso le tue colpe:
la tua bilancia non funziona, o funziona male.
La “bilancia” di Dio è la sola giusta.
E Lui non si stanca di ripeterti:
81
“Non aver paura; Io ti amo…e ti accetto così come sei…
purchè abbia sempre il desiderio di essere come ti
voglio Io”.
S.Teresa di G.B. ci ripete:
“Sopportare con dolcezza e serenità le proprie
imperfezioni: Ecco la vera santità”.
La stessa santa Teresa, in una lettera alla sorella Celina,
definendosi “la debolezza stessa”, fa queste profonde e
incoraggianti riflessioni:
Gesù, sulla via del Calvario, è caduto tre volte; e tu,
povera bambina, non vorresti cadere cento volte, se
è necessario, per provargli il tuo amore, rialzandoti
con più forza che prima della caduta?!”
E ancora:“Molto spesso, ciò che sembra trascuratezza ai
nostri occhi è, invece, eroico agli occhi di Dio.
Una suora che soffre nell’anima, fa di più,
compiendo il suo lavoro a metà, di un’altra sana e
forte di spirito, che lo fa tutto intero…
Sì, devi essere contento di vederti così fragile…non certo
per l’offesa che fai al Signore, ma per la gioia che gli dai
di vederti tornare, “piccolo piccolo”, al suo “Cuore
misericordioso”…
Dovremmo a questo punto parlare di certe
condizioni particolari (squilibri psichici, disfunzioni
ormonali, tare ereditarie ecc.), che turbano le nostre scelte,
e possono quindi ridurre di molto (e a volte del tutto) la
colpevolezza di certe nostre azioni di per sé gravi.
3°-
82
Ma non c’è spazio qui per trattare di questo
argomento molto complesso; del resto è forse meglio
trattarlo con il proprio direttore spirituale.
Oh, quale mistero inafferrabile è il peccato…
forse quanto il mistero della Grazia e dell’amore divino:
Com’è possibile passare, così presto, (come Pietro)
dalla prontezza a “dare la vita per Gesù”
alla capacità di “rinnegarlo per tre volte”? (Mc.14,29).
Oh “misterium iniquitatis”:
Essere assetati d’Infinito…e “tradirlo” così facilmente,
per buttarsi a bere alle fontane di acqua putrida, che non
disseta!
(Potrebbe essere utile andare a rileggere le parole desolate,
e nello stesso tempo incoraggianti, di “S. Paolo”,
(riportate a pag.32 di questo stesso libretto):
“Non faccio il bene che voglio
e faccio il male che non voglio” (Rom.7,14)…ecc.
Comunque sia, se la tua “fiducia in Lui” giungesse al
massimo, Egli potrebbe liberarti anche da questo groviglio
di disfunzioni e di miserie, così misteriose e angosciose.
4°- Una quarta osservazione, ancora più incoraggiante:
La caratteristica dell’Amore è di donarsi
gratuitamente, cioè senza alcun merito della persona
amata:
C’è più amore quando c’è più gratuità.
Solo l’Amore di Dio è totalmente gratuito, diversamente
dal nostro amore:
Noi cerchiamo e aiutiamo le persone che sono più
meritevoli, anche se hanno minore bisogno.
83
Dio, invece, guarda ai veri bisogni degli uomini, che
sono più grandi proprio in coloro che sono più lontani da
Lui, Fonte di ogni bene e felicità.
Egli considera i nostri peccati come piaghe o ferite
che fanno tanto soffrire l’anima e il corpo.
Perciò, anziché provarne ribrezzo, ne prova compassione.
Per Lui i peccatori non sono nemici,
ma figli infelici…
da amare, abbracciare, curare, consolare.
Più ci vede infelici, (a causa dei nostri peccati),
e più si muove a pietà di noi:
“Il mio Cuore è soggiogato più dalle vostre miserie
che dalle vostre virtù”.
Così confidava Gesù alla serva di Dio Suor Consolata.
Le nostre miserie e debolezze diventano quasi “un titolo”
per ottenere la sua misericordia.
Non è forse per la sua debolezza che “il bimbo” ha
diritto ad essere sostenuto dalla mamma?
Lo stesso avviene nel campo spirituale:
E’ la nostra estrema “debolezza” che ci dà diritto di
contare sulla forza divina;
sono le nostre innumerevoli cadute e miserie che
ci attirano le tenerezze del Cuore di Gesù.
Ecco allora “il grande segreto”:
fare di ogni nostra mancanza, (più o meno volontaria)
come il punto di appoggio per rafforzare la nostra
“confidenza nella sua misericordia”:
“Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia,
poichè le mie colpe mi opprimono,
84
sono più dei capelli del mio capo,
il mio cuore viene meno”. (Salmo 39).
E’ proprio la nostra miseria che svela maggiormente
l’immensità del suo “Amore”.
Potremmo (in un certo senso) affermare che, più grande è
la nostra indegnità, e più si realizza “l’Amore
misericordioso e gratuito di Dio”.
Perciò, più hai “debolezze” da presentargli,
e più hai “diritto” al suo “amore misericordioso” e al suo
aiuto onnipotente.
Gesù stesso confidava a S. Faustina:
“Quanto più grande è il peccatore,
tanto maggiore diritto ha alla mia Misericordia”.
S. Teresa di Lisieux era convinta di essere stata colmata di
particolari favori celesti, proprio perché non c’era nel
mondo nessuno più indegna e miserabile di lei:
“L’Onnipotente ha fatto grandi cose” nell’anima
della figlia della sua divina Madre, e la più grande
è di averle mostrato la sua “impotenza”…Mi sento
così miserabile, ma così ricca di tutti i tesori divini”.
Ebbene, rivolgendosi al Signore, Teresa esclamava:
“Oh
Gesù,
quant’è
ineffabile
la
tua
condiscendenza!…Io sento che, se per assurdo, Tu
trovassi un’anima più debole e misera della mia,
(il che non è possibile), ti compiaceresti di colmarla
di favori ancora maggiori, se essa si abbandonasse
con totale fiducia alla tua misericordia infinita”!
5°- Sembrerebbe incredibile tutto questo, ma è proprio
questa la logica dell’Amore:
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Dio, per il fatto stesso che è Infinito Amore, non può
non amare così...(e non può amare più di così).
Basterebbe riflettere sulle parabole e sui gesti di Gesù in
favore dei peccatori più ributtanti, per rimanere rapiti e
commossi fino alle lacrime...
Considera soprattutto la parabola del “Padre
misericordioso”, o del “figliol prodigo” (Lc.15,32).
Scrive don Pino Pellegrino:
Questa parabola è più preziosa di tutte le scoperte,
di tutti i libri, di tutti i film…Non è solo un
capolavoro di bellezza letteraria, è soprattutto una
miniera di “belle notizie”, che ci rivelano “il vero
volto di Dio”.
E’ davvero sconvolgente la “follia d’amore” del nostro
“Padre celeste”:
Accogliere con tanta “festa” un “figlio dissoluto
che ha divorato tutti i Suoi beni con le prostitute”!
Addirittura “si fa più festa in cielo per un peccatore che
si converte che per novantanove giusti”…(Lc.15, 7).
E’ questa “più festa” di Dio per i peccatori che ci
colpisce maggiormente e ci fa rimanere stupefatti!
Non riusciremo mai a capirlo…fino a quando
“l’Amore” non ci apparirà nel suo vero volto, che è
“Misericordia” (cioè compassione per i più miseri):
“L’abisso della nostra miseria
attira l’abisso della sua Misericordia”!
I nostri peccati, anche se grandi e numerosi,
(purchè riconosciuti e detestati),
sono occasione di grande “festa” per Dio e per tutto il
Paradiso !
86
Egli arriva a prendere le difese dei “pubblicani” e delle
“prostitute” , che “gli scribi e i farisei” consideravano
dannati e maledetti da Dio:
“In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi
passano avanti nel regno dei cieli” (Mt.21,30)…
quasi che fossero vittime, più che colpevoli…
malati da curare, più che malvagi da condannare!
Mai nessun “avvocato” ha saputo difenderli come Lui,
che odia tremendamente “il peccato”,
ma ama perdutamente “il peccatore”,
che ne è la prima “vittima”.
Di fronte alla “donna sorpresa in flagrante adulterio”,
preferisce “mettersi contro” la “legge di Mosè”, per
proteggere e liberare quella misera peccatrice;
perché, per Lui, la persona vale più della Legge,
viene prima della Legge:
“Il sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato”…
cioè, la Legge è stata fatta per il bene dell’uomo.
6°- Non c’è davvero alcun limite nella “misericordia”
del nostro Dio:
La sua più grande soddisfazione è quella di “sanare i
feriti, guarire i malati, sostenere chi è debole,
soccorrere chi è misero, sollevare chi è caduto”…
preferendo sempre chi soffre di più, chi ha bisogno di più.
E tra questi, i primi sono certamente coloro che sono
schiavi del peccato.
E perdona…perdona sempre, senza mai rimproverare né
rinfacciare la colpa (Gv. 8,10)…e neppure ritirare i doni e le
grazie divine elargite…(così fece con Pietro…
87
così fa sempre con te)
anzi gode fare “sovrabbondare la Grazia, dove prima
sovrabbondò la colpa”. (Rom.5,20).
Ma…com’è possibile?
Come può prendere le difese anche di coloro che lo
crocifiggono:
“Perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.
Com’è incommensurabile il suo Amore!
Tradito, disprezzato, ferito, calpestato, Egli continua a
sprizzare “Amore e Misericordia” da tutti i pori,
da tutte le piaghe:
- Tu non ti stanchi mai di offenderlo…
e Lui “non si stanca mai” di perdonarti.
- Tu continui a dargli “il bacio del traditore”…
ed Egli continua a darti il bacio di “amico”.
- Tu non smetti di mostrarti ingrato per tanti suoi doni…
e Lui non cessa di avere fiducia in te e di affidarti i
suoi “carismi” più importanti e i suoi “tesori” più
grandi!
Oh, come non si “impazzisce” d’amore per questo
“divino Innamorato”?
7°- Coraggio dunque: Tu sei tentato, spesso, di
allontanarti da Lui, a causa dei tuoi peccati…
Egli, invece, ti aspetta a braccia aperte,
per stringerti forte al suo Cuore…
baciare le tue piaghe…curare ogni tua ferita…
fare “nuova” la tua vita.
Come puoi dunque turbarti o scoraggiarti?
88
Dice S.Teresa di G.Bambino:
“Anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che è
possibile commettere , avrei sempre la stessa
fiducia:
Andrei a gettarmi nelle braccia di Gesù, perché ho
capito com’è fatto il Cuore di Gesù…sentirei che
questa moltitudine di offese scomparirebbe come
Una goccia d’acqua gettata in un braciere ardente”.
La stessa cosa dice S. Faustina nel suo famoso “Diario”:
Gesù le aveva detto: “Incoraggia le anime a una grande
fiducia nella mia Misericordia infinita. L’anima
debole, peccatrice, non abbia timore di avvicinarsi
a Me, e anche se avesse più peccati di tutta la
sabbia della terra, tutto annegherà nell’abisso della
mia Misericordia”.
E ancora, è Gesù che le parla: “Figlia mia, non mi hai
offerto ciò che è veramente tuo: Dammi la tua
miseria, perché essa sola è la tua esclusiva
proprietà. Vedi bene quel che sei da te stessa…
se ti rivelassi tutta la tua miseria, moriresti dallo
spavento… ma non ti spaventare:
Tu hai grandi e inimmaginabili diritti sul mio
Cuore, perché sei una figliola di totale fiducia”.
E S. Faustina: “In quell’istante un raggio di luce ha
illuminato la mia anima, e ho visto tutto l’abisso
della mia miseria. Allora mi sono stretta al S. Cuore
di Gesù con una “fiducia” così grande, che se anche
avessi avuto sulla coscienza tutti i peccati di tutti i
dannati, non avrei perduto la speranza nella Divina
89
Misericordia: “Sì,o Gesù,io mi getterei nell’abisso
della tua Misericordia”.
Tutti i Santi affermano che la più grande offesa che si
possa fare a Dio è la poca “fiducia nel suo Amore
misericordioso”:
“Quindi mai, mai, mai un’ombra di diffidenza.
La diffidenza (o sfiducia) mi ferisce nell’intimo
del Cuore”. (Parole di Gesù a suor Consolata).
“Se noi conserviamo la fiducia in Dio quando ci
sentiamo a posto, e la perdiamo quando cadiamo
nel peccato, allora la nostra non è fiducia in Dio,
ma fiducia in noi”. (S. Teresa di G.B.).
8°- Come vedi, non è come temevi tu:
I maggiori motivi per accrescere la nostra fiducia in Dio
li abbiamo proprio per le nostre cadute.
Certo tu hai ragione di detestare e piangere i tuoi peccati;
ma non devi angosciartene.
Non conosci ancora il “Cuore di Dio”, che è un
“abisso di amore e di tenerezza”.
Egli sa, meglio di te, quanto soffre il tuo cuore:
Il peccato, infatti, “mette in croce” la tua povera anima,
prima ancora che “il Signore”.
Offri a Lui l’angoscia e l’umiliazione che ne provi:
e il tuo peccato diventerà “mezzo di Grazia”!
Il peccato, infatti, ti fa toccare con mano la bontà di Dio,
che è così grande, da far dire a una santa, come S.Teresa:
“Oh, potessi peccare senza offendere nessuno, io
peccherei, perché imparerei meglio a capire
90
il mio Dio”.
Perciò, quando senti più forte il peso della tua fragilità e
l’amarezza del tuo tradimento, corri subito a Lui…
Lasciati abbracciare da Lui…Dagli questa gioia di
stringerti al suo “Cuore misericordioso” per farti sentire i
palpiti del suo ineffabile Amore…
Ed Egli ti consolerà, come lui solo sa fare!
Nessuna gioia può essere paragonata a quella che l’anima
prova quando viene inondata di Amore dopo la caduta.
9°- Tutto questo “miracolo di amore” avviene,
soprattutto, nel “Sacramento della Riconciliazione”
(o Confessione).
Sono pochi, purtroppo, coloro che conoscono questa
“gioia” ineguagliabile.
Tutti oggi riconoscono che questo Sacramento è in
crisi, com’è in crisi il senso del peccato.
Ma pochissimi riescono a fare affezionare le anime a
questo Sacramento…
forse perché neanche noi ministri o “cristiani
praticanti” l’abbiamo scoperto e sperimentato in tutto il
suo commovente splendore.
Certo, in precise circostanze, il perdono si può
ottenere anche con altri mezzi
(come il dolore perfetto o le “opere di misericordia”…).
--
Ma la “Confessione” è un’altra cosa:
91
Gli effetti benefici di questo Sacramento sono troppo
grandi, per potersene privare:
- non è solo lavaggio, liberazione, purificazione…
- non è il Sacramento che serve per prepararsi a ricevere
la Comunione…è anche tutto questo,
ma è qualcosa di più, molto di più:
---
E’ il “Sacramento” della “Misericordia di Dio”;
è l’abbraccio d’amore e di tenerezza del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo…
-- è la vita divina della “Grazia” che si rinnova,
ringiovanisce, riprende vigore,
si riveste di splendore…
-- è un torrente misterioso di pace e di gioia
che si riversa nell’anima!
-- è il Sacramento che solleva, incoraggia, fortifica,
infonde “fiducia”, restaura e perfeziona l’anima,
è una “cura di bellezza” interiore
dagli effetti formidabili!
Vuoi accrescere in te la gioia, la pace e la fiducia?
Qui devi venire: Questa ne è la fonte privilegiata!
In nessun’altra fonte ne troverai tanta…
e così fresca e genuina!
10°- Il Sacramento della Riconciliazione (o Confessione)
è il “miracolo” più grande, “l’invenzione” più
portentosa dell’Amore misericordioso”.
Sì, ci sono altri Sacramenti, quali “l’Eucaristia”, che è
Centro, “Fonte e culmine” della vita della Chiesa.
92
Ma nessun altro Sacramento ci può dare tanta “Grazia
medicinale” per guarirci da tutti i mali spirituali… e farci
ricuperare le energie perdute col peccato…
e con quale celerità!
Pensa un po’: Qualsiasi intervento medico-chirurgico richiede
settimane o mesi di cura e di convalescenza, prima che si
riprenda l’attività ordinaria.
Con la Confessione, invece, la nostra anima, ferita e
lacerata dai peccati, riacquista subito la vita, la pace e la
forza.
Si potrebbe affermare (secondo l’esperienza di tanti
convertiti) che, più sono gravi le ferite dei peccati…e più
è travolgente lo slancio e l’ardore della ripresa…
(anche se non sempre con la stessa immediatezza).
Qui non basta più la teologia dei libri,anche se è necessaria:
Ci deve venire in aiuto l’esperienza pastorale
(dove questi miracoli si vedono e si toccano con mano)
e la storia dei Santi, i quali nella Confessione frequente
hanno indicato il rimedio per tutte le malattie,
le ansie, i “sensi di colpa”,
le angosce spirituali e psichiche.
Le testimonianze (di ieri e di oggi) ci danno conferma
delle “meraviglie senza fine” che opera questo
Sacramento in coloro che lo ricevono con le dovute
disposizioni, che sono:
pentimento sincero;
umile accusa di tutte le proprie colpe
(e non delle colpe degli altri)…
proposito di impegnarsi al massimo nella lotta
contro il peccato,
fiducia senza limiti nella misericordia di Dio, 93
-
frequenza e assiduità nel riceverlo…
Non basta, infatti, confessarsi ogni tanto, per ottenere tutti
questi straordinari effetti:
E’ necessaria la Confessione frequente,
a volte frequentissima, secondo i bisogni e le circostanze.
Sì, come le medicine del corpo, così questa
“medicina dell’anima” richiede assiduità e regolarità.
--
“Ma io cado e ricado sempre”…
E tu continua a sperare e ad aver “fiducia” sempre!
“Miseria” sei, è vero…ma
“miseria che confida in Lui”:
Diverrai, a poco a poco,
“miseria che può tutto in Lui !
Vedrai: proprio quei peccati che ti sembravano invincibili
segneranno l’inizio di un’avanzata inarrestabile!
11°- Perciò, ogni volta che ti senti scoraggiato e
disgustato, a causa della tua debolezza,
corri subito a questa Fonte : la sola che ti disseta e ti
e ti ringiovanisce!
E se ti manca il coraggio e la forza di farlo, grida alla
“Mamma” che ti prenda in braccio e ti conduca Lei stessa
tra le braccia di suo “Figlio”:
Vedrai che lo farà…e sarà “festa”… e ti sentirai
immerso in un oceano di pace, di fiducia, di gioia
indescrivibili!
94
(Oh uomini pazzi e insensati!
Come potete vivere disperati…tra i mali più aberranti…
nella sporcizia e nel fetore più nauseanti…
Come potete rinunziare alla “grande festa” che fa per voi
“il Padre”, ogni volta che vi accostate al “Sacramento
della “Liberazione” e della “Riconciliazione”?)
12°- Ecco allora la conclusione di questo capitolo:
Non scoraggiarti mai. Anche se ti sentissi
sprofondare nell’abisso della disperazione, con un piede
nell’inferno, continua a gridare al Signore tutta la tua
“fiducia” nel suo “Amore senza limiti”.
Oh, i miracoli della “fiducia”:
Sono davvero “incredibili”…inimmaginabili!
Esulta, ringrazia e canta, con le parole ispirate della
Bibbia: “Canterò senza fine la misericordia del Signore”.
95
INDICE
I. “L’impossibile possibilità di Dio”
pag.
2
II. Il miracolo più grande
“
15
III. Il vero problema
“
28
IV. Svalutazione o elevazione dell’uomo? “
32
V. “Fiducia” nella preghiera
“
41
VI. “Fiducia” nell’attività
“
55
VII. “Fiducia” nella lotta
“
64
VIII.”Fiducia” nelle cadute
“
76
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meditazioni, chiedi tante copie di questi libretti e diffondili
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- - - - - - - - -Libretti della stessa collana:
Amore e piccolezza.
Parla o Signore.
Lasciarsi amare da Dio.
Non abbiate paura.
La via più bella e più sicura: La piccolezza evangelica.
Volontari dell’Amore - Parte prima.
Volontari dell’Amore – Parte seconda.
Volontari dell’Amore - Parte terza.
Volontari dell’Amore e della Piccolezza Evan. – Parte quarta.
96
* * *
Attenzione: Il motivo dei frequenti accenni a
suor Consolata Betrone è questo:
Questa Serva di Dio, con i suoi divini messaggi, ha
sviluppato e portato avanti la dottrina evangelica della
“piccolezza” e della “fiducia o confidenza nella
divina Misericordia”, come S.Teresina e S. Faustina.
Le sue parole, perciò, sono molto appropriate al nostro
tema.
Celebre è il suo motto: Gesù Maria vi amo, salvate anime”:
E’ un programma, suggeritole da Gesù stesso, che
comprende tutto, racchiude tutti i propositi…
“che dona la forza di rispondere “sì” ad ogni mia
richiesta di sacrificio”, e di “offrire tutte le azioni e le
sofferenze (piccole e grandi) per salvare le anime”.
(è Gesù che parla così).
* * *
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volontari dell`amore iii