L'ingiusto è chi si sente
leone e si alza alle prime
luci del giorno per divorare
la carne altrui. E il vile è chi
assiste ogni giorno agli
scempi, girandosi perennemente dall'altra parte
fino al giorno in cui anch'esso sarà carne da preda. C'è
chi da noi si fa pecora o
lupo a seconda di chi col
sorgere del sole gli sta
davanti, e non vuol comprendere che è finito il
tempo di essere lupi con i
propri simili e voglia o non
voglia bisognerà essere
semplicemente uomini per
sopravvivere ai tempi nuovi
che nonostante pecore o
lupi comunque arriveranno.
DOMENICA
25 MARZO 2012
LA RIVIERA
02
UNA STORIA
DON PISANO IL PRETE
ASPROMONTANO
CHE AMAVA LE SOTTANE
Locri, mazzetta city
on Pisano era un prete,
mandato a convertire i diavoli dell’Aspromonte di
Casalnuovo d’Africo e rimasto
imbrigliato nelle trame del maligno, che poi tanto maligno non
era. Era un uomo buono, un
bravo cristiano, ma amante della
sottana quanto dell’abito talare. Si
dava da fare procacciando generi
alimentari per i figli della miseria
calabrese del dopoguerra, e già
che c’era un po’ di pane lo portava
a casa anche per i figli suoi, carnali. Perché don Pisano oltre che a
Dio aveva dato l’amore anche a
una donna, con la quale conviveva
come se fosse unito in matrimonio. Il suo concubinaggio
riempì le bocche e valicò i
monti, arrivando alle orecchie
vescovili. La
Chiesa, inflessibile lo punì. Ma
seppur sospeso
a divinis, e quindi privato della
possibilità di dir messa. Don
Pisano mantenne l’abito talare e i
diavoli dell’Aspromonte continuarono a considerarlo prete. Fu così
che il don giunse un giorno in un
ovile e il pastore ospitante si
dispiacque di non poter offrire al
prete un agnello per onorare la
visita, posto che era venerdì e per
regola era vietato ai preti mangiare carne in quel giorno. Don
Pisano, che i morsi della fame li
pativa come tutti i diavoli
dell’Aspromonte svelò al pastore
la facoltà per i preti di poter mutare una volta all’anno un giorno in
un altro. Ed ecco che inscenò una
cerimonia che concluse in questo
modo “in virtù dei poteri conferitimi dal Supremo, battezzò col
nome di Sabato l’odierno
venerdì”. (Le chevalier)
(CONTINUA DALLA PRIMA)
D
A 22 anni dall’omicidio di Cecè Grasso in città le estorsioni sono pane quotidiano
l 20 Marzo 1989 a Locri veniva ucciso Vincenzo
Grasso. Sono passati 22 anni da quel barbaro
omicidio, ma in città le estorsioni sono ancora
pane quotidiano.
C'è chi, in Calabria, all'alba del terzo millennio è
convinto che vivere di sgarro sia un atto dignitoso, e
mangiare sulle spalle di un commerciante, di un
professionista o di chi col proprio sacrificio produce
non sia una cosa moralmente riprovevole. Se qualcuno riuscisse a metter sotto una multinazionale,
una banca o un plurimiliardario, io avrei detto che è
un reato, qualcosa di sbagliato, ma non ci avrei
perso tempo per dedicargli un articolo. Può accadere, e da noi è accaduto, che si siano educati i figli a
vivere di sgarro e i figli siano cresciuti nella convinzione di agire bene. E allora a questi figli gli si
potrebbe anche attenuare la colpa perché non è
I
semplice eliminare un'educazione che a forza è
stata radicata dentro. Ma questi figli dovranno pur
crescere e scontrandosi con la realtà e con i dati
esterni dovranno prima o poi raggiungere un'età
della ragione che non è predeterminata per tutti e
varia a seconda delle esperienze. E i figli in errore
quando diventeranno padri e avranno raggiunto la
piena coscienza del bene e del male, la dovranno
smettere con le lezioni sbagliate e insegnare ai propri figli che vivere di sgarro è da meschini non da
uomini. A oltre 20 anni dall'omicidio di Cecè
Grasso c'è ancora chi a Locri si alza la mattina per
estorcere danaro ad attività che, con fatica e sudore,
campano a stento. La cultura della mazzetta dilaga
inspiegabilmente in questo importante baricentro
della Locride, in un modo più sfacciato rispetto ad
altri centri. E comunque i balordi del pizzo trovano
praterie ospitali soprattutto perchè in citta molti
abbassano ancora la testa.. Forever
LA COLONNA DI ERCOLE
LASCIATE VIVERE
FRAFRÀ, PESCATORE
DI FRODO JONICO
CARTOLINE per LA PADANIA
GRAN
GRAN GALÀ POPOLARE
Mimmo Cavallaro
al teatro Cilea di Reggio
eno sei. Sabato prossimo, 31 marzo, ore
21.00, nella splendida cornice del teatro
Cilea di Reggio Calabria i Taranproject
di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea.
Duecento concerti all'anno, per una delle tre
migliori band di tarantella nel meridione d'Italia.
Reggio, la borghese, si dà quindi alla musica
popolare e i Tarantaprojet, ne siamo sicuri, faranno vibrare mezza città. Alla Chitarra battente
Cavallaro all'organetto Papandrea. Roba forte.
Ospite gradito della manifestazione sarà il mitico
Otello Profazio legato da un'autentica amicizia e
da stima alla band popolare Cauloniese.
M
isico asciutto e forza nei nervi.
F
La fibra tutt’altro che robusta
dà una nota di eroismo alla sua
L’ETNA, OLTRE I BEATLES,
VICINO QUEL PROMONTORIO
DOVE CAMBIA IL VENTO
«Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che
passa volando, in un marzo di polvere di
fuoco e come il nonno di oggi sia stato il
ragazzo di ieri.
Se vuoi ascoltare non solo per gioco il passo
di mille pensieri» non chiedere chi erano i
Betales, ma vai dove lo Jonio sposa lo
Stretto, nel pianeta dell’alba.
Prima del promontorio dove cambia il
vento, a capo Zefira, giovani onde giocano
sulle secche.
Oltre si eleva l’Etna, il mare diventa più
scuro, più stretto, l’eterno mangiafuoco lo
rende comparsa giocando col cielo. (em)
DOMENICA
sagoma asciugata dal sole.
Una nota d’eroismo asciugata dal
sole, una moglie, Giuseppe, un
figlio di 17 anni, una barca smaltata di un blu ponente e una sciabica. Vi presento Frafrà, pane e
mare. Nessuna licenza.
Pescatore di frodo sidernese,
imbianchino in nero e vittima di
chi una licenza ce l’ha. Venti chili
di bianchetto alla settimana da
gennaio ad aprile sono reato. Per i
figli delle marche da bollo da 14 e
62, cento euro al mese col mare
sono rughe profonde che squarciano la democrazia perfetta di
una Calabria sempre più prossima
alla povertà di Dickens.
Sulla spiaggia a sud di Siderno,
dove albeggia Cala Argentina,
Frafrà è nudo senza la sua sciabica, sequestrata la scorsa settimana
da una capitaneria a ranghi completi e in alta uniforme. Ma disarmato, con la pazienza dei vecchi
pescatori, maestri di sopravvivenza, premedita la vendetta: staccherà il collo a una Caretta
Caretta. Dopo la mezza estate,
nel buio della notte, quando
mamma tartaruga risalirà la spiaggia d’origine per deporre le uova,
Frafrà sarà lì, senza licenza di
uccidere.
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LA RIVIERA
03
Parlando
di...
ATTUALITÀ
NORDICI & SUDICI
DI GIOACCHINO CRIACO
L’essenza del bergamotto
l sole, il mare, l’olio, il vino.
Sì, è la solita fiera delle
ovvietà, avremmo tutto per
stare bene eppure continuiamo
a stare male. Ve l’ho spiegato
tante volte che questa è la condanna dei paesi colonizzati, e in
realtà le nazioni economicamente più sviluppate sono
anche quelle meno dotate di
ricchezze naturali. La cosa che
fa la differenza è la forza bruta,
altro che civiltà. Il mondo è
dominato da chi possiede l’esercito più efficiente e chi non
ci sta all’ordine mondiale
imposto si ritrova i marines in
casa. Cosa c’entra questo con
l’essenza del bergamotto, direte? C’entra, c’entra. Mettete di
essere collezionisti di francobolli o monete, qual è il pezzo
più pregiato? Quello più raro
naturalmente, quello cioè di
cui ci sono pochi esemplari. Il
bergamotto è questo, un agrume raro che nasce sulla costa
ionica e in un tratto della costa
libanese, nel resto qualche imitazione, ma sostanzialmente
nisba. Ora, il mondo ne potrebbe fare a meno del rado frutto,
direte? Fregandosene del fatto
che ce lo abbiamo solo noi? Sì
e no, è la risposta. Ne può fare
a meno, anzi solitamente lo fa
sostituendo all’essenza naturale un prodotto chimico in
grado di farne le veci. Il guaio è,
ed è noto, che la chimica riesce
a sostituire spesso la natura ma
non può farlo sempre e a volte
il subentro produce conseguenze poco piacevoli. Nel
caso in questione pare che l’essenza artificiale sia potenzial-
I
mente cancerogena. E se si
tiene conto che il materiale in
esame è la base fissante delle
fragranze, che con vari marchi,
vengono chiamate profumi, si
capisce qual è o potrebbe essere il valore economico dell’affare. Da noi ci potrebbero
distese di giardini di bergamotto e non ci sono sapete perché’
perché l’industria non può
dipendere da un prodotto non
brevettabile, che nasce in un
territorio limitato avendo, di
fatto, un monopolio di natura.
Il consorzio per la tutela del
bergamotto stima 1500 ettari
del nostro territorio destinati
alla coltivazione, il prezzo del
frutto si è stabilizzato da qualche anno intorno ai 40 euro al
quintale e ultimamente i
magazzini smaltiscono fino
all’ultimo chilo di prodotto.
Nella Locride la coltivazione è
ridotta al minimo, mentre
potrebbe essere uno dei prodotti di punta di una nuova
economia verde sempre più in
voga nel mondo. Abbiamo un
frutto che è o potrebbe diventare d’oro, qualcosa di completamente nostro. Un prodotto
sano che non inquina e che
permette una miriade d’usi in
campo cosmetico, farmaceutico, alimentare. Una realtà che
baratteremo per un miraggio
nero, si faremo la centrale a
carbone a Saline perché noi
siamo furbi e dalle nostre parti
va sempre di moda quello che
in altri posti rifiutano. Questo
significa essere una colonia,
obbedire agli ordini e preferire
l’oro nero a quello verde.
SIDERNO
Comunione?
Per avvicinarsi a
Dio serve umiltà
Don Cornelio è il parroco della Chiesa “S. Maria di
Portosalvo” di Siderno dal 1996, e ci è arrivato dopo un
lungo percorso di studi e dopo aver svolto a Mammola ben
22 anni di sacerdozio. Dal 16 Dicembre 2008 è il nuovo
Vicario della Diocesi Locri-Gerace. Don Cornelio non è
uno qualunque. Ma di questi vestiti istituzionali si spoglia
con una leggerezza straordinaria, per essere solo un angelo
di Dio. Lui le cose le dice in faccia, con la forza e la convinzione di chi ha nel cuore un amore disarmante, e solo di
questo si riveste. Lui vorrebbe che la fede dei Cristiani fosse
autentica, vorrebbe che i fedeli andassero a Messa, non solo
per le grandi occasioni. Così alla riunione indetta con i genitori dei bambini in procinto di accogliere la Prima comunione, Don Cornelio, con grande atto di umiltà, rimanda tutti
“a settembre”. Lui, vuole fortemente formare le amine dei
bambini, che evidentemente non sono pronti a ricevere il
sacramento, ed io, da mamma, sono rasserenata dalle parole di un grande Messaggero. I bambini non sono pronti, non
hanno ancora la giusta consapevolezza per questo passo. E
smettiamola di costruire fedi alternative: cattolici doverosi
praticanti di soli funerali, cattolici della domenica se non
hanno la partita, cattolici a periodi alterni. E smettiamola
con la nostra visione personale della fede, le nostre regole, i
nostri tempi. Un grande amore richiede sempre un po' di
sacrificio. Don Cornelio questo vorrebbe. Che noi lo amassimo questo Dio, come prima cosa. E con inusuale coraggio
per un parroco annuncia il messaggio alla comunità. “La
Comunione non è una particula ed io non sono un elargitore di particule”: Sacramento rimandato!
Paola D’Orsa
POLAROID
Farfallino o farfallone?
Antonio Latella ha segnato con la
sua ottima penna, però a lungo
limata negli uffici- stampa, le
cronache giornalistiche della
Calabria. Il sangue, che ribolle,
non gli è mai mancato e non gli
manca. Da quando è diventato
portavoce di Giuseppe Raffa
esibisce un aristocratico farfallino.
Che con un minimo scarto grafico
può leggersi farfallone. Con tanto
d’avviso per il Presidente.
PAGAMENTO DEBITI SANITÀ
Interrogazione
al direttore
dell’Asp reggina
Rosanna Squillacioti
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la Riviera
DIAVOLO NERO
LA RITRATTAZIONE
I capolavori di Marco
el campo dei saperi, sia che si tratti di filosofi, di scienziati, di letterati, di capolavori ce n’è uno e uno
soltanto. Il capolavoro, uno e uno soltanto,
di Dante è la Divina Commedia, di Marx
Il Capitale, di Einstein la teoria della relatività, di Manzoni I Promessi sposi. Il loro
cervello, spossato da tanta genialità, altri
capolavori non è riuscito a produrre.
Questa è la regola, che, come ogni regola,
richiede l’eccezione. L’eccezione è Marco
Minniti, che, nel volger di pochi anni , è
riuscito ad arricchire il patrimonio dell’umanità di due capolavori.
Il primo capolavoro è stato quello della
promozione dell’ex superprefetto Luigi
De Sena a senatore della Repubblica sulle
morte spoglie di Pietro Fuda, senatore
uscente sul cui voto poggiava l’esistenza
del governo Prodi. E Pietro Fuda non
venne mai meno al suo dovere di lealtà
governativa. Ma per Marco Minniti questo
non era condizione sufficiente e necessaria
per la sua ricandidatura. Un capolavoro di
ingratitudine umana e politica.
Dio il sesto giorno dopo la creazione del
mondo, il suo capolavoro, si riposò. I capo-
N
Dopo aver contratto un mutuo di
euro 400 mila e accertato che in
via d'urgenza il governo Monti
ha finanziato 200 mila euro per
far fronte al massiccio debito di
1 miliardo e 200 euro della
sanità calabrese e visti gli strilli
ottimistici del governatore
Scopelliti sul pagamento dei
debiti, chiediamo al Direttore
generale dell'Asp reggina
Rosanna Squillacioti (foto) in che
lavori -capite?- esigono eccezionali
sforzi della mente e della mano, e
lasciano spossati. I loro autori
hanno bisogno di riposo. Ma il
deputato Marco Minniti è di una
tempra speciale. Non contento e
non stancato del primo capolavoro, s’apprestò, con grave
strazio delle visceri mentali- il
suo genio è viscerale- a partorirne un altro.
Ricorderete
certamente
quello che non si può dimenticare:
l’assassinio
di
Francesco
Fortugno.
Arrivò a Locri la commissione d’accesso agli atti dell’ospedale. Redasse una
relazione, scritta secondo il
metodo dell’antico storico
romano, Plinio, che, raccontando le guerre puniche, tacque di Annibale e
dei generali romani, e lasciò impresso il
nome soltanto d’un elefante. Il deputato
Marco Minniti la lesse, meditò, digrumò,
poi fece esplodere il capolavoro: quella
relazione meritava di essere letta in tutte le
scuole. Un capolavoro di cultura operativa.
Marco Minniti è un intellettuale pregiato.
Per questo non poteva mancare di dare il
suo contributo di gesticolazione al
recente convegno sulla libertà
di stampa, organizzato dal
PD . E in quella sede, tra le
altre cose importanti, una
ritrattazione: i commissariamenti sono inutili come
quello dell’ospedale di
Locri. Ma non aveva
detto che la relazione dei
commissari, come la
Divina
Commedia,
come I Promessi sposi,
meritava d’essere letta
nelle scuole?
Valli a capire i geni. Sono
così geniali da dimenticare
quel che dicono e quel che
fanno. Ma in questo si manifesta
il lato umano di Marco Minniti
con il quale si riconnette e si riconcilia con noi, mortali comuni.
modo sono state avviate le procedure di pagamenti di beni e
servizi. E ancora, a chi devono
rivolgersi i creditori per capire
qualcosa in più, rispetto alle loro
legittime spettanze, dato che
sono in tanti quelli che a causa
dei rinvii rischiano, e questo lo
registriamo settimanalmente, il
fallimento. Ciò significa di conseguenza significa la perdita di
centinaia di posti di lavoro.(lr)
Legione straniera
La Legion straniera del magistrato Romano De Grazia,
composta da due legionari di
fede ristretta a don Ciotti, gli
avvocati Matteo Luzza e
Giovanna Fronte, e dall'avvocato
Claudio Cricenti, vicino a Futuro e
Libertà, s'arricchisce ora del nome
del vicesegretario regionale dell'Udc,
Giuseppe Idà. Siamo ammirati e colpiti dall'umiltà francescana del fresco
vicesegretario regionale dello Scudo
Crociato, che s'aggiunge ai tre vibonesi come ultima ruota del carro, per
dare un contributo alla difesa della
democrazia e della legalità, abbattute,
come uccelli di passo, a Platì, che, ove
fosse stata circondata dalle acque del
mare, i pirati di Sua Maestà- son sempre di Sua Maestà i pirati- avrebbero
scelto come porto, regno e rifugio.
Se non vado errato, il partito di
Giuseppe Idà ha un deputato europeo,
un presidente del consiglio regionale,
assessori regionali e assessori provinciali. Ha iscritti ed elettori. Si trova,
cioè, nelle condizioni di potere esprimere una sua lista a Platì. E vi rinuncia.
Se non vado errato. Giuseppe Idà è
stato candidato alle regionali del 2010
per l'Udc, naturalmente. A Platì ha
avuto ……… Naturalmente, puliti.
Non capisco perché mai il De Grazia,
tenuto a mano da Giuseppe Idà, non
abbia cercato tra loro i candidati per
Platì e anche il candidato a sindaco. E
non capisco perché questo tentativo
non sia stato fatto da Giuseppe Idà.
Stai a vedere che secondo Romano De
Grazia e il suo fedele alleato,
Giuseppe Idà, i platiesi possono eleggere, ma non possono essere eletti..
Ma gli elettori infetti possono produrre un sindaco puro? Che, dr. De
Grazia, s'è distratto? .
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IL CASO TUCCIO
EDITORIALE
DI RODERIGO DI CASTIGLIA
Scimitarre e fioretti
l Pdl reggino svicola e replica al gruppo consiliare Pd su questioni del
governo reggino, mettendo sulla lavagna dei non irreprensibili : l’adulto
Demetrio Naccari Carlizzi, e i giovani
Nicola Irto e Giuseppe Falcomatà . Al
quale noi vorremmo, invece, che di
riprensibile c’è il fatto d’avere scritto un
libro, La vendetta immobile ( Città del
Sole 2011) a cui ha affidato il compito
liberatorio della presenza nella sua vita
del padre Italo, grande sindaco di Reggio.
Sarà che l’elegante e intonato giovane
dirigente del Pd vuole riconsacrare
Sigmund Freud il quale consigliava d’uccidere il padre se si vuole progredire.
Questo, però, è un argomento che riacciufferemo in altra sede. Contro i rottamatori di ieri e di oggi.
E, rientrando in argomento, a noi pare
che la risposta del Pdl reggino si inquadri
nella logica sfatta di chi, domandato dove
andasse, rispose : “ Porto
pesci”.
La
richiesta del
gruppo consiliare del Pd era
chiara e inequivoca:
Luigi
Tuccio
deve
lasciare l’assessorato, avendo
una suocera terribile, invischiata in complicità con il latitante Domenico
Condello, suo genero. Certo, da dimostrare e dico subito che in Italia non esiste
il reato di parentela. Come mi sembra
apparire nelle dichiarazioni, rese spontaneamente dall’assessore Luigi Tuccio, che
ardentemente respinge lontano da sé l’amaro calice, cioé il parentato infausto,
che in uno Stato di diritto effettivo non lo
rende né infausto né nefasto.
In sede politica, è tutt’altra cosa. E a Luigi
Tuccio converrebbe fare una seria riflessione. La quale non può incominciare con
la dichiarazione che non sapeva. Un rito
ormai stucchevole. Accantonato ora
dallo stesso utente che ha deciso o è stato
deciso a dimettersi.
Come ha replicato al documento del Pdl
il Pd reggino ? Rinviando lo scioglimento delle accuse mosse a Demetrio Naccari
Carlizzi, a Nicola Irto, a Giuseppe
Falcomatà in sede giudiziaria. E “siamo
I
alle solite”, per usare le parole del Pd e
del suo gruppo consiliare.
Noi non partecipiamo a questo braccio di
ferro tra gruppi politici, che menano il can
per l’aia, cioè che si difendono o vanno
all’attacco rispondendo alle accuse con
altre accuse. Ma una accusa non viene
distutta da una altra accusa così come un
errore non viene corretto da un altro
errore. Accusa contro accusa sta significare che aumentano gli accusati, non gli
innocenti.
Il Centrosinistra da qualche tempo a
questa parte educato alla scuola di
Antonio Di Pietro, va alla caccia dei
sospetti, degli indiziati, dei rinviati a giudizio
con
casacca
istituzionale.
Naturalmente, tutti propri del Pdl. I casi
sono noti ed è fastidioso ripeterli. Ma per
noi sta che i sospetti, gli indagati, i rinviati a giudizio non sono inquilini esclusivi
del palazzo del Pdl. E la domanda è
queta: perché mai
il centrosinistra
non chiede le
dimissioni
da
deputata
della
signora
Maria
Grazia Laganà rinviata a giudizio per
tentata truffa e
avvalentesi della
facoltà di non
risondere? E perché mai il Pd non la
dimissiona dagli incarichi di partito, e anzi
la immette nel gruppo provinciale di raccordo organizzativo? Curioso, ma non
tanto: il Pdl lascia intonsa la detta signora e punta le armi della critica e anche
della maldicenza su episodi minori e
comunque non certi, non verificati.
Per dovere di completezza: a tirare in
ballo la signora deputata c’è stato
Scopelliti al recente congresso provinciale del Pdl reggino. Ma non ha chiamato
in causa il Pd, ma i giornalisti. I quali
schiaffano lui in prima pagina e rincattucciano all’interno la deputata.
A che gioco state giocando? Al gioco
della copertura dei reciproci scheletri?
Prima ci rispondete e prima comprenderemo che la vostra non è lotta per la giustizia e la purificazione dei partiti, ma per
volgari motivi di cassetta, cioè per gli interessi ristretti neppure dei vostri partiti,
ma dei vostri gruppi dirigenti.
Duellano a Reggio il Pd
e il Pdl. Dietro il
fracasso delle scimitarre
spuntano i fioretti
LUIGI TUCCIO, Addio alle armi.
DOMENICA
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LA RIVIERA
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la Riviera
La madre della compagna dell’Assessore è stata arrestata, perché coinvolta
nell’operazione anticrimine diretta a smantellare la rete presunta di
favoreggiatori del latitante Domenico Condello. La sinistra reggina ha chiesto le
dimissioni . L’ Assessore prima recalcitra, poi getta la spugna.
Luigi Tuccio non è Rachida Dati
e la Calabria non è la Francia
ESSENZIALE
ALTRI MONDI
Tuccio sarebbe colpevole
di relazioni parentali o
affettive? Rachida Dati,
figlia di un muratore
marocchino e di una
casalinga algerina, ha
diversi fratelli che hanno
assaggiato, e continuano a
gustare il rancio della
galera per reati di droga
Rachida Dati, ex
Ministro della Giustizia.
A destra Roberto
Saviano contro il
quale, usando la sua
dottrina, in tanti in
questa settimana
hanno puntato il dito .
FERNANDO SAGADO
ancora, la sinistra
calabrese non è
quella francese, non
è quella europea,
forse non è nemmeno sinistra. Anzi spesso ha solo
qualcosa di sinistro, lo ha quando si appiattisce su posizioni
giustizialiste che non le appartengono idealmente e hanno il
solo effetto di privarla di una
parte del suo elettorato che ci
sta male in una confezione congeniale a Di Pietro.
Prendiamo il caso dell’assessore
comunale di Reggio, Luigi
Tuccio. La vicenda è nota, la
madre della compagna dell’assessore è stata arrestata, perché
coinvolta nell’operazione anticrimine diretta a smantellare la
rete presunta di favoreggiatori
del
latitante
Domenico
Condello. Dell’accadimento
non ci sarebbe stato nulla da
dire, secondo noi, a livello politico, né su quel fatto ci sarebbe
stato un nostro interesse giornalistico. L’attenzione nostra nasce
invece da tante parole dette a
sproposito sulla vicenda, e vista
la nostra appartenenza al
mondo dei tanti, uniamo le
nostre chiacchiere a quelle
altrui.
All’indomani dell’operazione di
polizia, le voci reggine della sinistra hanno chiesto e ottenuto le
dimissioni di Tuccio. Il quale
prima le ha respinte ai mittenti
e poi si è dimesso o più verosimilmente è stato dimissionato
E
dal Pdl governante. E perché nel reato, ma in virtù di un fatto
mai? Aveva commesso un reato che c’è stato, solo successival’assessore? No, semplicemente mente alla retata. Si perché
era colpevole di relazioni insieme alle parole inopportune
parentali o affettive. A questa a sinistra, le più nocive a Tuccio
sinistra facciamo notare una sono state quelle da lui stesso
vicenda d’Oltralpe. Rachida pronunciate. L’assessore non
Dati, figlia di un muratore era chiamato a rispondere di
marocchino e di una casalinga nulla, e se proprio si sentiva in
algerina, in Francia si è laurea- dovere di parlare, avrebbe
ta, è diventata giudice, poi poli- potuto evitare di farlo nel modo
tico e infine ministro della giu- in cui l’ha fatto, ci scusi l’ardire.
stizia. Una bella storia, di quelle Prendendo le distanze dalle sue
che a sinistra piacciono tanto, relazioni parentali, che in sé in
sia alla dirigenza che al suo un mondo normale non sarebpopolo. Con un piccolo inghip- bero peccato. Padrone di farlo è
po. Da noi una storia così sareb- ovvio, se così si sentiva di fare.
be irrealizzabile. Per colpa Ma dal punto di vista politico,
soprattutto della sinistra partiti- quello di una politica ideale,
ca e di una parte del suo popo- questo sì sarebbe stato un buon
lo. Perché Rachida
motivo per chiederDati ha dieci fratelli LA COPERTINA gli di andarsene. Se
e diversi di loro
la politica fosse idee,
hanno assaggiato, e continuano valori, principi, a questi si
a gustare, il rancio della galera dovrebbe guardare, non alle
francese, per reati di droga.
inchieste giudiziarie. Il comuniDa noi, e dico in Calabria, cato di Tuccio, in cui si metteva
lasciando stare l’orrido spetta- a confronto l’onorabilità della
colo della sinistra in campo propria famiglia in contrapposinazionale, la povera Rachida zione con quella degli arrestati,
non sarebbe neppure arrivata parenti della propria compaallo scranno del più piccolo
gna, aveva un brutto sapodei nostri Comuni, perché
re che in termini ideauna torma di cuori rossi le
li avrebbe dovuto
avrebbe sbarrato il passo.
essere stigmatizzaE questo non è nell’ordito da una sinistra
ne naturale delle cose,
i d e a l e .
stando le cose per ideali
Neppure
di sinistra. All’assessore
Saviano, noto
Tuccio le dimissioni si
etico castigatosarebbero dovute richiere, ha osato
dere non per un fatto che
tanto, non ha
non c’era, non essendo egli
messo in constato coinvolto in nessun modo
trapposizione
DOMENICA
se stesso con suo padre, coinvolto in qualche inchiesta, e ha
fatto bene posto che i due,
padre e figlio, conducevano
ognuno la propria vita e il rapporto affettivo non significa
complicità e mai deve essere
giustificato. In sostanza, Tuccio
non doveva essere attaccato e
accusato di nulla, dagli attacchi
sbagliati si è difeso nel modo
peggiore. Però è anche giusto
che io vi faccia una confessione,
della vicenda mi importa assai
poco. E’ una scusa, la sinistra è
il campo che mi appartiene e lo
schieramento di Tuccio e le sue
idee, bisognerebbe mandarlo a
casa contrapponendogli altre
idee, quelle che la sinistra istituzionale ha smarrito. Idee
abbandonate, che fanno perdere la sinistra da decenni. Una
sinistra senza le sue idee che
pensa di vincere sbandierando
giudici e banchieri, sagrestani e
suore laiche.
Una malattia che rischia di
diventare demenza senile, se
non si comprende che i voti si
potrebbero prendere da quelli
che non vanno a votare da un
pezzo, quel grande popolo di
sinistra che è contro ogni tipo di
sopraffazione e di mafia ma è
anche convinta che il potere
dipinto di moralismo ed etica
giudiziaria non possa essere un
potere di sinistra e sia solo un
sinistro potere. Ma siamo in
Calabria non in Francia, e
Tuccio non è Rachida e i nostri
(quelli di sinistra) somigliano
più a Sarkozy che a Hollande.
25 MARZO 2012
LA RIVIERA
09
DAGLI ARRESTI PER LE GARE TRUCCATE ALLA SUAP
LA COPERTINA
DI JIM BRUZZESE
La Madafferi
L
a provincia di Reggio contro un suo monumento.
Palazzo Foti il 10 maggio del 2012 si costituirà parte
Civile contro l'ex direttore generale. Giuseppe Raffa
si sente danneggiato da Elisabetta Madafferi, un burocrate
di razza. Di Ardore. Sfuggente, elegante e avvenente ha
comandato più segreterie nei comuni calabresi, sapendo
sempre il fatto suo, più di chiunque. Competenza e tanto
carattere convinsero l'allora presidente Pietro Fuda, che la
convocò a quattro occhi nella stanza delle carte, che divenne
reggia. Chiese la sua sigla, e lo stesso fece anni dopo un
altro presidente. Giuseppe Morabito nel cuore del palazzo,
in alto al secondo piano, in fondo al corridoio di sinistra,
confermò quella Signora che sapeva far quadrare i conti, più
di chiunque. O almeno alla Madafferi i conti sono quadrati
e tornati fino a quando all’ orizzonte non è apparso un
tribunale in cui si discutono le cause penali.
Ed ella, senza forfora sulle spalle, di buona ed eletta
educazione, non ha potuto voltare le spalle ai magistrati e,
con il cuore in mano, si è inchinata al rinvio a giudizio. Per
la miseria!
Colei, che era divenuta il motore principale di Piazza Italia;,
la burocrate che aveva costituito uno staff rosa in un covo di
maschilisti, scortanti altri maschilisti; la donna manager, che
avrebbe dovuto invertire la tendenza e confezionarci un
mondo professionale meglio strutturato, Elisabetta
Madafferi, proprio lei, è stata accusata di peculato
I suoi autisti avrebbero confermato un
uso improprio che è degenerato in abuso: con la 166 alfa,
vetri scuri,130 cavalli , in dotazione
della provincia, ma non della
segreteria generale, la
Madafferi, senza averne
diritto, avrebbe utilizzato la
comoda berlina, in
abbondanti andata e
ritorno da Ardore,
negli anni 2004-2005.
Da qualche giorno il rosa
non sorride più alla
provincia, è quasi
enigmatico. Le rose- si savivono lo spazio d’un
mattino.
Ma chi doveva
Come la Commissione
di inchiesta, voluta e
nominata dal Presidente
della Provincia,
Giuseppe Raffa, mette
a nudo lo stato
dell’ufficio Suap.
Leggere per credere .
O per non credere?
l’accesso comune è posizionata una
telecamera a circuito chiuso la cui disponibilità però non consente di discriminare tra coloro che accedono agli altri uffici o al bar interno e coloro che accedono
alla SUAP [...].
All’ingresso, aperto a richiesta, opera
un dipendente [...] cui è affidato il
compito di ammettere il pubblico agli
uffici -previo riconoscimento con
annotazione su registro- e cui è pure
affidato il ritiro della posta e dei plichi
di gara, con apposizione del solo timbro di arrivo con data e ora.
La verifica ha consentito di evidenziare che il riconoscimento formale del
pubblico non è costante, anche in
dipendenza dell’afflusso più o meno
consistente in occasione delle gare
pubbliche [...] e che detta procedura di
controllo è resa difficile dall’assenza di
CARMELO CARABETTA
una barriera fisica che consenta il proel numero scorso de «la gressivo riconoscimento individuale
Riviera» in proposito degli delle persone.
arresti per gli appalti truccati L’addetto alla “portineria” della SUAP
alla Suap scrivevamo, dando ha anche, come detto, il compito di
a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ricevere la posta ed i plichi di gara che
quel che è di Dio: la dirigente della i vettori consegnano direttamente alla
Struttura speciale, dott.ssa Maria SUAP senza che gli stessi transitino dal
Blefari, scoperte
Protocollo genebuste fuori dalla
rale dell’Ente di
cassaforte, denunPiazza Italia.
ciava prontamente
I plichi dovrebbeil
fatto
alla
ro essere immeProcura e altretdiatamente conTanto per elencare:
tanto prontamensegnati dal dipente il Presidente
dente alle due
gli armadi blindati
della Provincia,
addette che opeGiuseppe Raffa,
rano nella stanza
sono
due,
a
chiave
e
nominava
una
n°3; qui si provvecommissione d’insenza combinazione. de alla protocollachiesta allo scopo
zione ed alla elaIl personale ,
di
far
luce.
borazione, in caso
Esattamente -ma
spirare del terassegnato alla SUAP, di
questo lo scriviamine per la conmo
adesso,
segna delle buste,
è fortemente
avendo in mano
degli elenchi delle
la
Relazione
domande pervesottodimensionato.
d e l l a
nute per ciascuna
Gli impianti di
Commissione al
gara.
presidente
In occasione della
videosorveglianza.
Raffa- allo scopo
verifica e come
di verificare “la
confermato dagli
Dove?
Come?
sussistenza o meno
addetti
stessi,
di
condizioni
atteso il flusso
ambientali e/o di
costante dei plisistemi di sicurezza idonei a garantire per chi, può succedere -come peraltro
il futuro l’assoluta regolarità e trasparen- riscontrato in occasione della verifica
za delle operazioni di gara”. condotta - che i plichi possano permaQuali sono state le con- nere sulla scrivania dell’addetto alla
clusioricezione, prima di essere,
ni? Le PRIMO PIANO un po’ alla volta, consesungnati all’Ufficio della proteggiamo, prele- tocollazione.
vando
testual- Presso quest’ultimo Ufficio, terminate
mente
dalla le operazioni di registrazione e compiRelazione:
lazione degli elenchi, le buste di gara,
I LOCALI. “ La contenute in apposite vaschette di plaSUAP è allocata stica, vengono materialmente portate
presso il palazzo dagli addetti stessi nella stanza n.10,
ex Ferrovìe dello attrezzata con una preesistente porta
Stato
(via di sicurezza e contenente n° 2 armadi
Cimino)
con blindati.
ingresso di fron- Come riferito dai dipendenti, la porta
te alla Procura di accesso a detto locale viene manteGenerale della nuta costantemente chiusa e l’unico
Re p u b b l i c a esemplare della chiave (di cui pertanto
[...].
non esiste copia) viene custodito ordiCon vista sul- nariamente all’interno di un cassetto
N
ESSENZIALE
DOMENICA
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LA RIVIERA
10
provvedere ha provveduto?
della scrivania del funzionario Santo
Placanica (stanza n. 4). Detto cassetto è chiuso a chiave e la chiave stessa
è custodita nel primo cassetto senza
serratura della medesima scrivania.
Gli armadi blindati sono, come detto,
due, a chiave e senza combinazione.
Uno di questi dispone di due esemplari della stessa chiave contenute
nello stesso mazzo, mentre il secondo
ha un solo esemplare di chiave. In
detto ultimo armadio erano contenute
le buste oggetto della denuncia della
dottoressa
Blefari
all’Autorità
Giudiziaria di cui in premessa [...]”.
ORGANIZZAZIONE INTERNA .
L’organizzazione interna della “
Struttura -come indicato dal
Dirigente della SUAP– è regolata
dalla determinazione n° 2000 del
09.06.2009 e integrata dalla determinazione n°3367 del 21.09.2009.
Detti atti danno conto di una regolamentazione attinente le mansioni interne senza specifica individuazione del
flusso documentale e di mobilità dei
plichi e della singole responsabilità
riguardo le procedure di gara”.
PROVVEDIMENTI. Sono ritenuti
necessari:
“ -la sostituzione immediata delle
serrature della porta della stanza di
custodia degli armadi blindati e delle
serrature degli armadi stessi;
-una diversa organizzazione della
custodia delle predette nuove chiavi
che potrebbe consistere -al fine di
instaurare un doppio livello di sicurezza- nell’installazione di n° 2 casseforti a muro dotate di sistema di
apertura solo a combinazione per
contenere una le chiavi di accesso
alla stanza degli armadi ed una le
chiavi degli armadi medesimi, provvedendo altresì a depositare il
secondo esemplare delle
chiavi presso la Direzione
Generale;
-istallazione di un
impianto di videosorveglianza posto all’interno
dei locali della SUAP,
posizionato in modo
tale da effettuare il controllo degli ingressi;
-ristallazione di un
impianto di videosorveglianza posto all’interno
dei locale ove sono contenuti gli armadi blindati,
posizionato in modo tale
da effettuare il controllò e la
registrazione degli ingressi;
- l’istallazione, dopo il portone d’ingresso deìla Struttura,
di una porta a vetri ad apertura automatizzata, per consentire, tramite sportello, da
attivarsi nella stanza n° 12
“portineria”, l’ordinato e
formale riconoscimento
delle persone”.
PERSONALE.
“-Si segnala, preliminarmente, che il personale
assegnato alla SUAP,
appare fortemente sottodimensionato rispetto alla
mole ed alla delicatezza
delle attività di competenza”.
CHI PRESIEDE. “ E’ necessaria,
inoltre, una netta separazione delle
attività puramente amministrative
dalle attività di giudizio, quali la partecipazione quale componente di
Commissione aggiudicatrice. Sono
da evitare, a parere degli scriventi, affidamenti al funzionario della responsabilità amministrativa della procedura
di gara, allorquando lo stesso sarà individuato anche come componente della
Commissione.
Ciò in quanto lo svolgimento del
ruolo del responsabile amministrativo della procedura di gara, già previsto nella sopra citata disposizione
organizzativa e fondamentale per il
monitoraggio e controllo dell’iter
procedimentale, si rivela nella realtà
impossibile se lo stesso funzionario,
sia pure per carenza di personale,
svolge il diverso ruolo di componente (o, in qualche caso, di componente/verbalizzante) della Commissione
aggiudicatrice.
Pare dunque evidente che, per la
effettiva funzionalità dell’espletamento
delle procedure, occorre che l’attività di
componente della Commissione di
gara venga svolta con il diretto coinvolgimento degli Enti convenzionati
(come peraltro previsto nel testo della
Convenzione all’articolo 3) ovvero che
l’Ente garantisca, anche con il sistema
della nomina a turnazione, la disponibilità di propri dirigenti o funzionali di
tutti i Settori dell’Ente, da designare per la costituzione delle singole Commissioni con riferimento alle competenze possedute.
Si ritiene necessario, al fine
dì garantire l’assoluta trasparenza e sicurezza delle procedure di gara, istituire
un percorso di tracciabilità del flusso
documentale,
mediante l’individuazione del personale per la ricezione, custodia e vigilanza dei plichi,
pre e post gara
[...]”.
Come anche il più
sbadato dei lettori avrà
modo di capire, c’era
un disastro. La dott.sa
Maria Grazia Blefari,
prima ancora della
denuncia dovuta alla
Procura, non avrebbe
dovuto
far nota al
P r e s i d e n t e
del’Amministrazione provinciale? L’ha fatto? Non
tocca a noi proseguire le
indagini. Ma un giornalismo senza peli sulla lingua,
cioè non funzionale né alla
maggioranza né alla minoranza che poco s’oppone,
richiede che si metta subito
fine alle celebrazione di
modelli di virtù civica, che
non hanno fondamento né
in cielo né in terra
DOMENICA
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LA RIVIERA
11
Parlando
di
GENOVA: POLISTENA PRESENTE
L'Amministrazione Comunale di Polistena ha partecipato alla Giornata
dell'impegno e della Memoria a Genova, organizzata ogni anno a cavallo del 21 marzo, dall'associazione Libera. La delegazione polistenese,
formata dal Sindaco di Polistena Michele Tripodi, dal vicesindaco con
delega alla difesa della legalità Marco Policaro, dai vigili urbani
Domenico Spanò e Rocco Anile, ha sfilato in corteo con il gonfalone di
rappresentanza, unico dalla Calabria.
ATTUALITÀ
La nota rivista nazionale Spiagge d'Italia conferisce l'Oscar Life Style al lidoTahiti di Palmi
Palmi tra le spiagge più belle d’Italia
La rivista nazionale di settore
"Spiagge d'Italia" ha assegnato otto
Oscar agli imprenditori italiani più
meritevoli che operano nel comparto balneare. Accanto a località storicamente rinomate quali Jesolo,
Lignano Sabbiadoro e rodi
Garganico, un premio speciale è
andato allo stabilimento Tahiti di
Palmi, diretto dal giovane imprenditore Domenico Parisi. Il riconoscimento assegnato al Lido Tahiti è tra
i più ambiti. L'Oscar Life Style, un
premio altamente simbolico che
individua lo stabilimento balneare
italiano che meglio sa abbinare animazione, sport, sicurezza, rispetto
per l'ambiente, confort e bellezze
paesaggistiche. Situato di fronte allo
Scoglio dell'Isola e dinanzi all'antica
Torre di Donna Canfora in località
Pietrenere di Palmi, il Tahiti punta
tutto sullo splendore dei luoghi, sulla
musica ed il fitness, oltre che su vero
e proprio angolo privè, che pone il
lido al centro della movida estiva palmese.
L'Amministrazione Provinciale di
Reggio Calabria intende porgere il
proprio plauso ad una realtà positiva
ed ha, pertanto, indetto una cerimonia di premiazione per giorno 19
Marzo 2012 alle ore 12:00, presso la
Sala Biblioteca del Palazzo Storico
della Provincia. A premiare il giovane imprenditore palmese sarà il
Presidente Giuseppe Raffa unitamente con il Presidente del
Consiglio Antonio Eroi, nonché
insieme al Vicepresidente del
Consiglio Provinciale Giuseppe
Saletta ed al Consigliere Giovanni
Barone, entrambi eletti nel collegio
di
riferimento
di
Palmi.
Parteciperanno con i loro qualificati
interventi il Vice Presidente della
Giunta Giovanni Verduci in qualità
di delegato alla Tutela Delle Coste,
RIZZICONI
I LAVORATORI DELL’OPERA S.
FRANCESCO D 'ASSISI AMAREGGIATI
DAL RINVIO DELLA CAUSA AL 2013
l'Assessore Domenico Giannetta
con delega alle Attività Produttive,
l'Assessore Eduardo Lamberti Castronuovo come Assessore alla
Legalità. Altresì hanno assicurato la
loro presenza l'Assessore Giovanni
Calabrese delegato allo Sviluppo
Aree Costiere e Portualità,
l'Assessore Giuseppe Pirrotta con
delega all'Urbanistica, l'Assessore
all'Agricoltura Gaetano Rao e
l'Assessore ai Trasporti Mario
Candido. Giunge così, dunque, un
giusto riconoscimento, dunque, ad
una eccellenza imprenditoriale della
nostra terra motivo di sicuro vanto e
lustro a livello nazionale.
L'appuntamento con la conferenza
stampa è per lunedì ore 12 presso la
sala della biblioteca del Palazzo storico della provincia.
[email protected]
Lunedì 12 Marzo 2012 si è tenuta
l’ennesima discussione delle causa
pendente per 13 lavoratori della
famigerata Opera S.Francesco
d'Assisi di cui 3 licenziati nell'anno
precedente a seguito di un licenziamento collettivo conclusosi nel
mese di maggio 2011. Il Giudice
della sezione lavoro del Tribunale
di Palmi dopo aver nominato un
Ctu per i conteggi delle 5 mensilità
del 2008 e una mensilità 2009 si
sarebbe dovuto ritirare per dare
una sentenza, ma dato che la controparte datoriale in un primo
momento avrebbe accettato il
foglio turni dei lavoratori ma dopo
POLISTENA
La ex Banca Popolare
di Pasquale Valensise
MARIA BOETI
Era la Banca del popolo, la ex Banca Popolare di
Polistena, ma era anche la banca di don Pasqualino
Valensise. Era stata fondata da lui e da altri pochi soci
con l' intento di venire incontro ai bisogni dei borghesi quanto dei contadini.
Quando in famiglia non si possedevano i soldi per
comprare quattro mura a Valensise ci si rivolgeva per
il prestito, da lui dipendeva lo sfarzo per far fronte alle
spese di un matrimonio di una figlia o per la compra
di un terreno o per mille altre esigenze. Lui capiva, e
accordava prima della riunione, anche se con le labbra
non si pronunciava, era il suo cuore a dire «si». Questo il profilo che riemerge dal passato, se parli
con qualunque cittadino polistenese, riguardo Valensise.
Ma, in una soleggiata mattina di luglio tutto svanì. Da una Giulia bianca scesero alcuni banditi
che facendo irruzione nella banca portando morte e distruzione. Si disse, a prima voce:
«Valensise, con l' orgoglio tipico degli uomini di valore non avrebbe mai ceduto la cassaforte». Lui
che con tanto stile conduceva una vita campestre quanto nobile diviso fra famiglia e banca se ne
andò dal mondo terreno a testa alta. Ora, a distanza di circa quarant'anni, il consigliere d'opposizione Piero De Pasquale, suggerisce che agli eroi morti alla Popolare venga intestata la Sala di
Palazzo Sigillò. Ma si è chiesto se sarebbe giusto
parlare con la figlia, Mariannina Valensise, per
conoscere attraverso lei la figura del padre?! Chi vi
scrive, l' estate scorsa, è stata ospite nella loro tenuta di campagna e può affermare con certezza che la
bellezza d'animo di questa figlia è indescrivibile. La
prima cosa che di lei ti colpisce è la signorilità tipica
delle persone d'alto rango poi, la saggezza che si
sprigiona dai suoi splendidi occhi azzurri. Parla dei
suoi compagni di scuola, ne ricerca l' amicizia,
eppure erano figli di contadini, che con lei hanno
frequentato le Elementari a Fontana Piazza.
E chi ha dimenticato fra gli anziani della città quell'
orribile rapina del 5 luglio '71 che falciò la vita a
Pasquale Valensise, Francesco Iemma, Giovanni Garcea, Francesco Saraceno?! Di certo, nessuno! Nel presente, Piero De Pasquale si fa garante affinché vengano ricordate queste vittime e,
pur attribuendo a suo nonno la posizione di socio-fondatore ci chiediamo: lo fa per scopi politici? Ci auguriamo che così non sia, altrimenti il sentimento di umana pietà non avrebbe senso di
esistere. E, se invece della Sala fosse una via o una piazza non sarebbe uguale?! Intanto, iniziare
a colloquiare con Mariannina, questo, perché convinti che certe richieste debbono essere coltivate e portate a maturazione facendole partire dal cuore, lasciando perdere per una volta la politica…
REGGIO CALABRIA
Alla ricerca del
tempio perduto
ANTONIO CORMACI
embra l'incipit di un romanzo di fantasia, di uno di quei film fantastorici costruiti sulla ricerca di un tesoro
antico, millenario, perduto. Antico, millenario e perduto sono tuttavia aggettivi
che si collocano perfettamente all'interno di questa "storia" che non è di fantasia ma è meravigliosamente reale e tangibile. I bronzi di Riace hanno dato la
consapevolezza al mondo archeologico
italiano che il Mediterraneo che bagna
le coste calabresi e siciliane sia un tesoro
di inestimabile valore pronto ad essere
scoperto e che ancora nasconde tante
sorprese. Una di queste è stata scoperta
giusto 5 anni fa, nelle acque profonde
corrispondenti al sommerso promontorio di Calamizzi (anticamente detto
"Promontorio Artemisio"), al largo della
foce
del
torrente
Calopinace.
Anticamente questo promontorio, sommerso in seguito ad un maremoto nei
primi del '500, ospitava un tempio dedicato alla dea Artemide Facelide. La con-
S
il conteggio provvisorio e il venir
fuori del resoconto si sarebbe
opposta, quindi, di conseguenza
anche la parte lesa dei lavoratori
ha fatto un passo indietro contestando questo particolare precisando che dalla turnazione siano
maturati delle maggiorazioni vedi
(Festività, straordinari ecc.). Da
qui è scaturito un rinvio che va a
discapito di quei lavoratori che
ribadiscono che vogliono solo quello che gli compete, hanno lavorato
dignitosamente. Per esigere questo
diritto se non in un aula di tribunale dove?
Giuseppe Ierace
ferma di ciò è stata data dagli studi che
sono stati fatti sul basamento, trovato
inabissato nelle acque dello Stretto. Ma
la cosa che più ha colpito è che è stato
appurato con un minimo margine di
errore che questo tempio è stato la sede
della prima predica italiana di San
Paolo. Le Sacre Scritture ci danno conferma dell'effettivo passaggio di San
Paolo da Reggio e il pezzo di colonna oggi conservato in Cattedrale - sulla
quale si è palesato il miracolo divino
della fiaccola che continuava ad ardere
sebbene non ci fosse più cera, deriverebbe solo proprio da questo tempio.
Notevole è anche l'importanza storica di
questa scoperta. La tradizione racconta
infatti che l'oracolo di Delfi disse ai
greci, guidati da Antimnestos, o
Arimnestos, di fondare la nuova polis in
Italia alla foce del fiume Apsias (l'attuale Calopinace), accanto al Pallantion. La
nuova polis avrebbe mantenuto il nome
di Rhegion, datole da Iokastos, figlio di
Eolo, che l'aveva fondata subito dopo la
guerra di Troia. Ed è per questo che
dopo 3000 anni la città mantiene ancora
il nome di Reggio. Un'altra piccola
curiosità per concludere. Sembra proprio che gli ingegneri reggini del '500
non fossero poi così tanto preparati.
Infatti nel 1547, per difendere un porto
importantissimo quale era quello di
Reggio (l'unico porto naturale della
Calabria insieme a Crotone) dalle scorribande dei Turchi, gli spagnoli avevano
esortato i Reggini a costruire una fortezza proprio in quel di Calamizzi. Tuttavia
lo spazio non c'era e gli ingegneri hanno
deciso di deviare il corso del fiume
Apsias (il Calopinace) attraverso la
costruzione di due grandi argini ancora
oggi perfettamente visibili. Dopo questa
sciagurata operazione, punta Calamizzi
sprofonda in mare, portandosi con sé il
tempio che è stato restituito alla memoria solo nel 2007.
DOMENICA
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LA RIVIERA
12
la Riviera
Intervista * sul viaggio a Bruxelles
VOX MAGISTRATUUM,
VOX DEORUM.
ET VOX POPULI ?
metto la mia amata traduzione di poesie dal
Grecanico, per trattare l’argomento principe di questa settimana: la sentenza di primo grado dell’operazione “Crimine”. Immagino che tutti, ma proprio
tutti, avvocati compresi, si aspettassero una sentenza
dura allineata, più o meno, alle richieste dei pubblici ministeri.
Così non è stato, e si sprecano gli articoli e le opinioni sui perché e sui per come così non è stato. Al di là delle dichiarazioni
di facciata della procura reggina, traspare chiara la delusione
per una sostanziale sconfitta. E’ palese anche la soddisfazione
di settori dell’avvocatura, sorpresi, perché abituati ormai da
anni a essere il tappetino delle procure. Rincuorati, dicono agli
imputati e ai loro famigliari, all’unisono: abbiamo quasi vinto.
In appello e in cassazione la vittoria sarà completa. Lo scrivono
anche nell’euforia di una specie di rivincita morale della categoria. La Riviera, con un articolo del dell’editore (Tre quarti e
una gassosa), ironizza sulla sentenza. Il direttore editoriale tratta un argomento veramente interessante. Pasquino Crupi,
pone attenzione alla nomina del nuovo procuratore capo di
Reggio Calabria (Una cinquina per un trampolino). La gente
per strada ha anche le sue opinioni. Alcuni dicono che è in
corso una guerra interna alla magistratura per la nuova nomina del procuratore capo di Reggio Calabria. In questa logica,
una vittoria schiacciante dei Sostituti attuali del processo
“Crimine”, sarebbe stato il segnale che proprio uno di loro
avrebbe avuto lo poltrona tanto ambita. Con questa momentanea sconfitta, si aprirebbero altri scenari, più morbidi. Altri
dicono che sia in corso in Italia una “normalizzazione”. Cioè si
dice, che la sovrastruttura politico-economica che guida il
Paese abbia deciso di togliere potere alle procure più avanzate
nella lotta alle mafie. In pratica si vogliono ridimensionare i
“professionisti dell’antimafia”, non rappresentati soltanto da
alcuni magistrati, ma da settori politici e culturali, che dalle
sentenze di alcune procure traggono la forza per le loro azioni
e rivendicazioni. Si cita in questi giorni, a sostegno di tale teoria, la sentenza dell’Utri, il comportamento della procura generale della cassazione, e la necessità di Berlusconi di uscire
indenne dai processi in corso. Si dice che in un momento di
“cambiamenti per il Paese”, con le elezioni politiche alle porte,
è necessario un indebolimento politico di “nemici particolari”
che vanno messi all’angolo per essere certi che la guida del
Paese non cambi di mano. Queste sono alcune opinioni. Si
arriva finanche ad ipotizzare che in momenti di crisi economica e sociale come questa, conviene avere fuori i capi più moderati dell’organizzazione “ndranghetistica, capi con cui si può
sempre trattare, ovviamente nella logica della “normalizzazione”. Oppure, che un’eventuale condanna peserebbe come un
macigno sul santuario Polsi, che rischia di essere marchiato in
via definitiva come il vero cuore pulsante della criminalità calabrese dentro e fuori la regione, (uno schiaffo importante alla
Chiesa). Il resto, a partire dalla teoria verticistica della criminalità calabrese, fino a giungere alla colpevolezza o meno degli
imputati, si dice sia un fatto secondario, esclusivamente di folklore. Cibo per il circo mediatico insomma. Per completezza è
necessario dire che tale argomento interessa gente di una certa
età, dai quaranta ai settanta, di una certa cultura, oltre ovviamente agli imputati e ai loro famigliari. La maggior parte dei
giovani pare invece disinteressata, prova soltanto a cercare un
lavoro. Poco importa l’integrità della porta a cui bussare per
ottenerlo. La morale, l’etica è roba per ricchi, per gente che ha
una posizione. Roba per le élite che amano chiudersi nelle
torri d’avorio a discutere di argomenti frivoli. Per gli altri non
c’è tempo, né voglia, neanche possibilità di ragionare di questi
argomenti. Chi sono poi questi “ndranghetisti, e l’operazione
“Crimine” che sarà mai ? Nonna, hai dieci euro da darmi ?
Vincenzo Carrozza
S
Proprio in Belgio noi siamo stati il popolo che ha lasciato più sangue nelle miniere di
Marcinelle o di Mattemarch, che ha fuso più acciaio nelle fonderie tedesche, che ha
costruito le dighe sulle montagne svizzere. Bene, questa è la Calabria. Se molto abbiamo da
imparare, abbiamo anche qualcosa da dare agli altri popoli.
Intervista a Ilario Ammendolia
“esempio di buon governo”
di Rosario Vladimir Condarcuri
ESSENZIALE
INCAPACI
...di spendere i fondi
assegnati alla regione. Una
costante calabrese triste,
considerati i numeri: oltre
l’80%. Incapaci dunque di
presentare progetti
adeguati alle nostre
esigenze, come sottolinea il
sindaco Ammendolia.
Incapaci, eppure bisognosi.
Cosa mi può dire sul suo viaggio a Bruxelles?
Ho avuto l’opportunità di parlare nella sede
del Parlamento europeo a Bruxelles, ospite
del gruppo dei socialisti & democratici. Sono
invitato quale sindaco di Caulonia, Comune
considerato, unitamente ad altri, esempio di
buon governo nel mezzogiorno d’Italia.
Ritengo che bisogna avere sempre il senso
della misura così come penso che la parola
buongoverno sia stata pronunciata spesso a
sproposito ed un po’ di parsimonia non guasterebbe.
Forse anche un poco di autoironia farebbe
bene!
Perché, secondo te, Caulonia è stata individuta come esempio di buongoverno?
Probabilmente che abbiamo realizzato strade, piazze, servizi in tempi complessivamente accettabili in una Regione in cui si restituiscono oltre l’80% dei fondi per incapacità di spesa. Che abbiamo difeso il
Comune con strenua determinazione nelle
liti pendenti salvandolo dalla bancarotta?
Anche questo mi sembra normale!
Quindi?
Così, ho molto esitato prima di parlare, poi
ho preso la parola per un intervento di
meno di cinque minuti solo per tentare di
dire in quella sede che siamo stanchi che
qualcuno ci dica sempre come noi calabresi
dovremmo essere ciò che non siamo. Non
c’è occasione in cui qualcuno non trovi il
modo di dirci che dovremmo essere precisi
come i tedeschi, patrioti come i francesi,
avere il senso civico come gli inglesi, la
civiltà degli scandinavi, la puntualità degli
svizzeri.
C’è del vero, noi avremmo molto da imparare dagli altri popoli partendo però da un
fatto che noi non intendiamo rinnegarci
come calabresi. Noi siamo stanchi del fatto
che qualcuno ci abbia collocato nella “fila
degli asini” come scolari indolenti, svogliati,
ottusi.
Ci offendiamo e ci indigniamo quando
qualcuno ci dice che siamo per il 27%
mafiosi.
C’è una verità in queste cose ?
Non è questa la Calabria! Almeno non è
questa la nostra Calabria.
Certo abbiamo avuto classi dirigenti torpide
e subalterne, ma non è questo il popolo
calabrese.
Ma, proprio in Belgio noi siamo stati il
popolo che ha lasciato più sangue nelle
miniere di Marcinelle o di Mattemarch, che
ha fuso più acciaio nelle fonderie tedesche,
che ha costruito le dighe sulle montagne
svizzere.
Bene, questa è la Calabria. Se molto abbiamo da imparare, abbiamo anche qualcosa
da dare agli altri popoli. Noi siamo stati - e
siamo ancora per tanta parte - un popolo
ospitale, accogliente, tenace, incline all’utopia, solidale. Questo è il nostro patrimonio
che non dobbiamo disperdere.
Ritorniamo alla prima domanda, in cosa
consiste il buongoverno a Caulonia?
In tante cose e tuttavia per noi non è solo
costruire piazze e dispensare servizi. Cosa
che abbiamo fatto! Noi dobbiamo aiutare il
nostro popolo a rialzare la testa, a prendere
nelle mani il proprio destino, cambiare il
corso di una storia che ci ha visto sconfitti.
In questo senso Caulonia è una piccola scintilla. Questo abbiamo cercato di fare in questi anni, tra mille difficoltà ed avvertendo
tanta solitudine intorno a noi.
Questo è il nostro “buongoverno” soprattutto la capacità di non disperdere un patrimonio ideale ed umano, di lotte di popolo
per una umanità più giusta.
DOMENICA
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Parlando
LADOS, vi doniamo il nostro grafico
di...
Che schifo. Noi che dell'editoria ne abbiamo fatto una scelta di vita queste cose proprio non le possiamo sopportare. A la Riviera, mentre i giornalisti procacciano
notizie e gli opinionisti si esprimono, i grafici e gli editori controllano con cura impaginazione e stampa del prodotto. Una cura maniacale, è vero, perché l'amore
per la professione e per la nostra terra ce lo impone. Per noi non c'è redenzione, e non possiamo far finta di non aver visto il libretto proposto dalla L.A.Do.S.
Locride, associazione donatori di sangue. Lo stesso porta come titolo “Una goccia per la vita” e vuole essere un invito alla donazione. Un invito alla fuga più che
altro. Illeggibile, improponibile, ed è inammissibile che un argomento tanto delicato si presenti in questa veste. Avvalendosi tra l'altro di pubblici finanziamenti. E
questo accade a tanti prodotti del nostro settore, purtroppo, troppe volte solo abbozzati, che offendono profondamente noi che con queste cose ci lavoriamo quotidianamente. L'abito non farà il monaco, ma neppure con gli stracci si otterranno inversioni di tendenza. ROSARIO VLADIMIR CONDARCURI
Locride
ANTONELLA ITALIANO
Legge 104 del 5 febbraio 1992, articolo 3
comma 3: “Qualora la minorazione, singola o
plurima, abbia ridotto l’autonomia personale,
correlata all’età, in modo da rendere necessario
un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità
determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici”. Una situazione di
disabilità grave necessita, dunque, di personale specializzato e di priorità assoluta di interventi, questo si evince dalla legge. Ma allora
cosa avrà confuso il sindaco di Caulonia, Ilario
Ammendolia, che fa distinzione tra disabile
over/under 65 anni, ma non distingue il personale specializzato dai collaboratori domestici?
Così si batte e si ribatte a suon di comunicati
stampa e di giornali. Da un lato l’associazione
Commatre, costituita l’autunno scorso a
Gioiosa da genitori di bambini disabili, e dall’altro il sindaco Ammendolia e i suoi bandi di
concorso. E galeotto fu proprio un bando, prodotto da 19 comuni del Distretto socio sanitario nord, grazie a risorse attribuite agli enti
locali dal fondo per la non-autosufficienza del
2009. Un concorso in cui non viene richiesto
un curriculum vitae, né un colloquio.
Legittimo il disappunto di Simona Coluccio,
presidente di Commatre: «Chiediamo che
ELEZIONI RINNOVO
R.S.U. CISL, PRIMATO
NELLA SCUOLA E NEL P.I.
Impegno, dedizione
totale alla causa
e passione,
pagano sempre
L'elettorato della Scuola e del P.I. di Reggio e
dell'hinterland, chiamato a rinnovare le R.S.U.
ha tributato ampi consensi ai candidati delle
liste Cisl, premiando e, nel contempo, rilanciando l'azione dell'organizzazione cislina guidata da Bonanni. Il plebiscito di consensi attesta ancora una volta ed in modo inequivocabile il forte radicamento della Cisl in tutti i comparti del lavoro pubblico e della scuola reggina.
I numeri non lasciano adito a dubbi: 126 liste
presentate in 134 Enti pubblici e 128 in 134
istituti scolastici hanno prodotto un incremento dell'1,4% sui voti e del 2,6% sui seggi nel
comparto della Funzione Pubblica e di 2.840
voti (pari ad oltre il 30% dei voti) nel settore
CISL-Scuola.
Tutto ciò è il segno tangibile della piena condivisione da parte dei lavoratori dei valori fondanti della Cisl. A tutti i candidati, eletti e non,
ai dirigenti sindacali, ai lavoratori iscritti e non,
a questo straordinario e variegato patrimonio
umano, che non ha esitato a scendere in
campo in una fase storica estremamente complicata permettendo cosi alla CISL Funzione
Pubblica di restare l'organizzazione con maggior consensi e alla CISL Scuola di diventare la
prima organizzazione nel suo comparto, rivolgiamo un GRANDE ed AFFETTUOSO
GRAZIE.
Questo successo responsabilizza ancora di più
il nostro ruolo di sindacato libero a tutela del
lavoro pubblico e di tutti i lavoratori, veri protagonisti in tutti gli enti e istituti scolastici.
Domenico Serranò
Caulonia contro Gioiosa:
Sindaco non viviamo su Marte
siano assunte figure professionali adeguate
alle nostre esigenze, come logopedisti, educatori ed operatori professionali, gente che abbia
esperienza nel settore e, soprattutto, forti
motivazioni etiche. Il solo bisogno economico
non può essere sufficiente come requisito. Vi
invitiamo ad annullare l’avviso pubblico di
selezione». Ribatte Ammendolia: «Si invita
l’associazione ad approfondire meglio le conoscenze in merito all’effettiva attività del distretto, anche attraverso un contatto più diretto con
lo stesso, evitando inutili e superficiali polemiche che non aiutano, certo, a costruire una giusta rete di solidarietà intorno al disagio del territorio». Il Sindaco, inoltre, precisa che queste
figure di aiuto domestico sono assunte solo per
i disabili anziani, mentre ai bambini altri bandi
assegneranno del personale tecnico. Offensivo
è dir poco. Ma sindaco, i disabili non dovrebbero essere disabili, senza distinzione d’età? Si
indignano per questo i genitori di Commatre,
loro che queste cose le conoscono bene, e non
in teoria: «Nessuno è mai venuto nelle nostre
case a verificare il grado di soddisfacimento, né
con un questionario, né con un sondaggio
telefonico, né con strumenti. Rendeteci edotti,
gentilmente, delle modalità con la quali
avremmo espresso questo apprezzamento,
può essere che non ce ne siamo accorti o ce ne
siamo completamente dimenticati. Siamo
invece pronti a portare in un pubblico confronto la testimonianza di tantissime famiglie che
affermano che dell’assistenza, così come intesa
da voi, non hanno che farsene». E pubblico
confronto sia.
BOVALINO:
ARRIVANO
5,4 MILIONI
DI EURO
Il sindaco Mittiga rimanda il
Consiglio Comunale, previsto
per martedì 20 marzo, a
venerdì 23 marzo.
L'opposizione insorge, ma è un
assente giustificato.
Lo dimostra il finanziamento
ottenuto dalla Regione.
opposizione sta perdendo colpi. E'
evidente se le rimostranze verso il
sindaco Mittiga si accendono per
avere rinviato il consiglio di “ben”
tre giorni, da martedì 20 marzo a
venerdì 23 marzo. “Un gesto di grave irriverenza politica ed istituzionale” secondo la minoranza. Imperdonabile. Così l'opposizione si
spende in comunicati stampa, apostrofando
“l'atteggiamento” del Sindaco come “caratteristico di chi è erroneamente convinto che, con la
cosa pubblica e gli interessi della comunità, si
possa indecorosamente continuare a giocare”.
E, ancora, definendo il rinvio “un maldestro
tentativo per distogliere l'attenzione della stampa, dei consiglieri di opposizione e dei cittadini
dai veri problemi della comunità, al fine di
dirottarla verso polemiche tra la stessa”. Ma
dov'era Tommaso Mittiga quel famoso martedì? Sembra che il “maldestro” sindaco e i suoi
“maldestri” assessori, Delfino e Ferrò, si siano
recati all'incontro a Palazzo Alemanni, organizzato dalla Regione, per parlare di bonifica dei
siti ad alto rischio. Il Comune di Bovalino, dunque, è stato convocato dal presidente della
Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, insieme
ad altri 17 comuni calabresi. Dichiara l'assesso-
L'
DOMENICA
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MARZO 2012
LA RIVIERA
14
Crinò:
dimissioni
in corso
la Riviera
Pietrò Crinò, sindaco di Casignana, lascia la presidenza di
AssoComuni locridea. Preferisce concentrarsi sull'amministrazione del
suo comune e sulla vicenda giudiziaria nel quale è indagato, affinché
sia fatta luce sulla verità. «Alle tante preoccupazioni che nascono in
una zona di grandissimo disagio come la Locride - precisa Crinò - si
aggiunge quest'altra delicata questione, di un sindaco che si prodiga
tanto per aiutare a risolvere la questione della emergenza rifiuti e che
si trova a dover rispondere alle contestazioni degli inquirenti, tenuti
giustamente ad esercitare un controllo di legalità».
Locri: Lombardo,
lo Stato non
è un bancomat
ANTONELLA ITALIANO
Siamo sconcertati dall'atteggiamento del sindaco Lombardo, e da quel “tanto paga lo
Stato” contro cui combattiamo e per cui gli italiani sono, oggi, in seria crisi economica. La
questione sembrava di facile soluzione all'inizio, si trattava solo di mettere in comunicazione logistica la nuova caserma dei Carabinieri
di Locri con l'attuale Palazzo di giustizia,
morfologicamente diviso da un lotto di terreno. La ditta proprietaria del lotto chiese per
l'esproprio, di circa 420 mq, ben 130,00 euro al
mq. A pagare è il Provveditorato delle opere
pubbliche: niente sconti per lo Stato, dunque.
Ma arriviamo al Consiglio, indetto per valutarne l'attuazione: Monteleone vorrebbe cogliere
la palla al balzo e anche Sainato sembra favorevole, ma sottolinea che il prezzo, anche se
non a carico del bilancio comunale, risulta
eccessivo. La valutazione dell'area è decisamente troppo alta. Lo stesso pensano i consi-
glieri Passafaro, Macrì, Calabrese. Il sindaco,
irremovibile, invita invece ad approvare. Il fattore “tanto paga lo Stato” la fa da padrone.
Francesco Macrì, interviene, per riportare i “favorevoli” alla ragione: «La valutazione - afferma il consigliere - andava fatta con metodi di calcolo assolutamente diversi che avrebbero assicurato all'ente un costo inferiore.
Teniamo conto che il prezzo, praticato
dalla Provincia, è di 22,50 euro al mq.
Circa un quinto rispetto a quanto previsto dal tecnico comunale per il terreno in
questione. Così facendo, inoltre, si crea un
precedente pericoloso per le future procedure espropriative». Sainato, perplesso,
invita la maggioranza a ritirare il
punto all'ordine del giorno e ad
approfondire meglio la situazione. Risolve la diatriba
Brugnano: «L'obiettivo
del deliberato è di effettuare una variante allo
strumento urbanistico
per la realizzazione
dell'opera, mentre l'aspetto della spesa è
un “dettaglio” finanziario». Sarà l'ente
Provveditorato
a
procedere alla realizzazione dell'opera
e a pagare l'area a
qualsiasi prezzo. Via le remore, dunque, e voto
favorevole del gruppo di maggioranza.
Approvato! E ben vengano gli 80
mila euro in più se tanto non li
sborsa il Comune. La storia
insegna, del resto, che è cosa
consueta. Altro valido esempio di furbata comunale furono infatti i parcheggi realizzati ad Ardore, non al centro o
in prossimità di esso, bensì
alla fine del paese. Laddove
esiste solo la statale 106. A
cosa servano nessuno l'ha mai
capito, a parcheggiare no
di certo. E poi,
diciamocelo su,
mica pagava il
Comune.
Risponde Riccardo
Ritorto
Egr. direttore,
avrei potuto far cadere nel vuoto il sarcasmo e l’ironia con i quali dalle righe (La
Riviera 18/03/2012, pag. 21) del giornale da
Lei diretto, paventava una mia familiarità,
a dir poco visionaria, con una politica di
stampo comunista. La mia piena attività di
amministratore della cosa pubblica non mi
consente di dar sfogo a congetture o deduzioni sul perché, considerando che con
grande impegno e sacrificio ogni mio sforzo è rivolto a seguire con minuziosa attenzione tutti i passaggi della complessa macchina amministrativa ma è tempo che mi
ponga un interrogativo, perché stimolato
dai continui messaggi criptici che colgo
dalla lettura del Suo settimanale e che,
costantemente, sono rivolti a screditare e
gettare il seme della malafede sulla conduzione della carica di primo cittadino da me
assunta. Per essere chiari. Non si cercano
lusinghe gratuite o il non essere obiettivi e
critici contravvenendo al principio della
libertà di stampa ma l’infondatezza delle
accuse gratuite prima o poi finiranno per
diventare sterili e ripetitive.
Ci siamo lasciati “convenendo” , ci ritroviamo “dissentendo”. Dissentendo da
quella ingiusta e petulante provocazione
nell’attribuirmi una formazione culturale
che è stata coltivata in casa altrui quando,
incredibilmente, si dimenticava che nella
vita e nella formazione culturale ho avuto
il privilegio di godere degli insegnamenti
di mio padre Rocco. E’ assurdo pensare
che al politico gli tocchi sapere solo della
storia che lo accomuna per colori ed ideologie al passato ed al presente, la storia è
storia. Caro Direttore, nel voler modellare la verità come si modella la plastilina si
commettono due errori. Il primo è che
alla lunga si perda di credibilità. Il secondo
è che se le sciocchezze fatte possono essere riparate, quelle dette sono irrimediabili. (Riccardo Ritorto)
Che fine ha fatto...
LISA?
re Pugliano nell'incontro tenutosi a Catanzaro:
«Parte finalmente in Calabria l'attività di bonifica del territorio per disinquinare e ridare in uso
ai calabresi spazi che non mettano a rischio la
salute dei cittadini. Abbiamo voluto far condividere, ai Comuni interessati, gli interventi messi
in campo dalla Regione sui 18 siti ad alto
rischio, con l'utilizzo di 400 mila euro recuperati dal bilancio regionale per consentire l'adeguamento dei progetti del decreto legislativo
163/2006 e, quindi, rendere appaltabili i lavori».
Il sindaco Mittiga, nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di creare una cabina di
regia, coordinata da Gualtieri, direttore generale dell'ambiente, con il compito di seguire le
amministrazioni comunali nel percorso di
finanziamento: dalla progettazione alle procedure di appalto, fino alle esecuzioni delle opere.
La proposta del Sindaco bovalinese ha trovato
il consenso dell'assessore Pugliano, di Gualtieri
e degli altri comuni, e ha ottenuto il finanziamento per la bonifica del torrente Bonamico e
del torrente Careri, un finanziamento di 5,4
milioni di euro. Checché ne pensi l'opposizione,
alla causa pubblica questo “maldestro” rinvio
del Consiglio non ha potuto che giovare.
A.I.
Chi si ricorda di Lisa, all'anagrafe
Annalisa Panetta? Si esibì con
“Sempre” al festival di Sanremo nel
1998, aggiudicandosi il terzo posto, di
seguito uscì “Oceano”, da allora il silenzio per lei. Nel 2010 ritorna con un
nuovo singolo, “Grido”, un album, “Io
rispetto a ieri”, ed un tour.
Un lavoro che riassume
gli anni del suo silenzio
artistico, la sua crescita
interiore e le tappe della
sua carriera, ma senza
dimenticare l'amore, la
guerra e l'omosessualità. Dal 2010 più niente,
e se non fosse stata ospite questo 18 febbraio
su Rai Uno a
“Mattino in famiglia”
con
Timperi, e il 19
febbraio su Rai
Due
a
“Settenote” con
Marzullo, forse ci
sarebbe sfuggita
anche
stavolta.
Quanto durerà?
DOMENICA
25 MARZO 2012
LA RIVIERA
15
Un regalo per festeggiare la
Pasqua, uova pasquali finemente
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DOMENICA
25
MARZO 2012
LA RIVIERA
16
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DOMENICA
25
MARZO 2012
LA RIVIERA
17
A proposito Gemellaggio tra la Città di La Plata e Bivongi
di...
701,399 abitanti insieme
Nell'occasione del "Primo incontro dei Bivongesi nel Mondo" si é firmato un
Gemellaggio tra la cittá di La Plata (700.000 abitanti) e Bivongi. Nella Foto, il
Sindaco di La Plata, Dott. Pablo Bruera, il Sindaco di Bivongi Sr. Ernesto
Riggio, Mons. Ilario Franco, Il Presidente e Vice del Centro "Bivongesi" Dott.
Egidio Melia e Avv. Antonio Pisano, Ivan Leotta ed ilDirettore di Collettivitá
Sr. Mauricio Castro.
SVILUPPO
L’Expo 2015 è un affare politico-imprenditoriale e
non mafioso nel senso più meridionale del termine.
Tangenti e corruzione, la Lombardia torna a essere la terra
di mani pulite, quella della Milano da bere. Politica, grande
imprenditoria, finanza immorale. Ovvero mafia del nord
Ecco chi
comanda
a Milano
ANTONIO CORMACI
ESSENZIALE
uattro presidenti del consiglio
regionale, indagati uno dietro
all’altro. Di tutti i colori politici. Pd, PDL, LEGA. Davide
Boni chiude il cerchio, gli affari quelli veri
sono tutti appannaggio della politica. La
cementificazione, quella importante,
dalla ex area Falck, a Santa Giulia a Porta
Vittoria resta di competenza dei grandi
immobiliaristi, tipo Coppola o Pasini.
L’expo 2015 è un affare politico-imprenditoriale. Sulla cessione delle azioni SEA
del Comune di Milano riemerge, dopo
aver dormito, un fascicolo giudiziario che
riguarderebbe Gamberale e nientemeno
che Pisapia. Tangenti e corruzione, la
Lombardia torna a essere la terra di
mani pulite, quella della Milano da bere.
La ndrangheta rimane un fenomeno di
criminalità pura che si occupa delle cose
terribili che le sono consone, soprattutto
la droga, restando lontana dai business
economici di alto livello. La ndrangheta
non è entrata nei grandi affari limitandosi a fornire manodopera e mezzi a basso
costo nella realizzazione delle grandi
opere o a procacciare voti agli amici nelle
tornate elettorali. A Milano comanda,
come ha sempre fatto, la politica, la grande imprenditoria, la finanza immorale.
La ndrangheta non è entrata in borsa, si
è fatta un giro per via Montenapoleone e
poi è andata nel posto che solitamente le
è riservato, San Vittore. E a Castelli e
Maroni, che qualche mese fa volevano
cacciare i calabresi dalla Lombardia,
qualcuno dovrebbe andare a dire di buttare fuori dalla gestione pubblica certa
politica lombarda.
Q
LOGICHE EMERGENZIALI
Negli anni ottanta l’emergenza italiana
aveva un nome terribile, terrorismo. Un
La ndrangheta non è
entrata nei grandi affari
limitandosi a fornire
manodopera e mezzi a basso
costo nella realizzazione delle
grandi opere o a procacciare
voti agli amici nelle tornate
elettorali.
La ndrangheta non è
entrata in borsa, si è fatta un
giro per via Montenapoleone
e poi è andata nel posto che
solitamente le è riservato,
San Vittore.
fenomeno devastante che aveva seminato di morti la penisola, assorbendo
totalmente l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica, delle forze investigative e giudiziarie, del dibattito politico.
Una stagione paurosa alla cui ombra e
nel silenzio hanno pascolato ingrassandosi a dismisura le mafie, la corruzione
politica, il debito pubblico, l’evasione
fiscale. Il mostro unico era il terrorismo,
tutti avevano occhi solo per esso e nessuno vedeva la miriade di mostriciattoli
che proliferavano indisturbati. Finiti gli
anni di piombo e crollati i blocchi ideologici russo-americani, a Milano esplose
d’improvviso la questione morale, nata
per finto caso con le forme di un
mariuolo socialista di nome Mario
Chiesa, beccato con le mani nella marmellata. Una tempesta giudiziaria si
abbatté sulla politica ma non fece in
tempo a spazzarla via, perché ecco
esplodere una nuova emergenza nazio-
“BOSS DEL NORD.” Davide Boni, Giuliano Pisapia e Vito Gamberale
IN BREVE
Il capro espiatorio
del ministro Castelli
Cosa Nostra?
Cosa Loro!!!
La preoccupazione del viceministro
sugli appalti (occhiello); Expo, Castelli:
fuori i calabresi (titolo). Così il 26
marzo scorso “la Padania” quotidiano
leghista si vestì graficamente per
demolire una razza. Sparò alla cieca
sui calabresi padroni secondo il
ministro degli appalti per l’Expo. Giorno
dopo giorno stanno emergendo invece
altre versioni e gruppi di potere rifatti
Con questo titolo di copertina
il 3 Aprile del 2011“la Riviera”
rispose al quotidiano “La
Padania” che pubblicò in primo
piano le preoccupazioni dell’allora
viceministro ministro Castelli
riguardo l’infiltrazioni dei calabresi
nei lavori dell’Expo 2015
DOMENICA
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LA RIVIERA
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la Riviera
Delegazione comunale in avanscoperta in Piemonte
Stignano alla conquista dell’Italia
Giorno 11 e 12 marzo una delegazione comunale, guidata dal Sindaco, si
è recata in Piemonte a Giaveno e Santena, per svolgere incontri organizzativi e sopralluoghi logistici relativi al prossimo svolgimento di iniziative
rivolte agli emigrati stignanesi e riconducibili ad un progetto con la Scuola
Secondaria di primo grado - Plesso di Stignano - ed alle celebrazioni del
Bicentenario del Comune.
EDITORIALE
DI MARIA ELENA FILIPPONE
Ecco chi comanda al Nord
n Emilia, Liguria,
Veneto, Umbria,
Toscana il malaffare dilaga. Vasco
Errani, governatore
dell’Emilia, è indagato
per falso ideologico in
atto pubblico, insieme
con la direttrice degli
Affari Istituzionali
della Regione
Filomena Terzini e al
direttore del settore
Agricoltura, Valtiero
Mazzotti. Questi ultimi
sono indagati anche di
favoreggiamento nei
confronti di Giovanni
Errani. In Umbria un
ex sindaco in manette
con altri componenti
della Giunta per associazione a delinquere
finalizzata all’abuso di
ufficio e altri reati. Al
presidente del consiglio regionale Goracci
viene contestato anche
il reato di violenza sessuale. In Veneto nell’ultimo anno gravi casi
di corruzione hanno
squassato prima la
Provincia e poi il
Comune di Venezia.
In entrambi i casi si
sono scoperti giri di
denaro per accelerare
le pratiche, modificare
le volumetrie degli edifici, agevolare ristrutturazioni, a partire da
quelle degli alberghi.
Per non parlare della
vicenda in cui è implicato Lino Brentan,
amministratore delegato dell’autostrada
Padova-Venezia, su cui
grava l’accusa di avere
commesso pesanti
I
nale, con le bombe di Palermo,
Milano, Roma, Firenze deflagrò nella
penisola il pericolo mafia.
visione venne nuovamente fugato, un
nuovo mostro era nato all’ombra dei
mostri pregressi.
ED ECCO “COSA NOSTRA”
UN NUOVO SPECCHIETTO
PER LE ALLODOLE
Tutti si riempirono bocche, occhi e
orecchie con i mostri dei Riina e dei
Provenzano. I boss finirono in galera,
e si arrivò nel terzo millennio con la
mafia al fresco e si tornò a guardare
alla nazione scoprendo un paese sull’orlo del fallimento, con una corruzione politica più in voga che mai, un’evasione fiscale da record mondiale, uno
stop economico inamovibile. Ancora
una volta all’ombra del mostro emergenziale erano cresciuti dei mostriciattoli micidiali. E con l’Italia al collasso
iniziarono a venire alla luce i saccheggi infiniti di infiniti ladri che in ogni settore avevano fatto man bassa di beni.
Ma ecco che il momento della presa
La ndrangheta un male assoluto da un
nome strano e impronunciabile nato
alle falde dell’Aspromonte. La nuova
emergenza si chiama ndrangheta e
tutti ci riempiamo tutto di essa.
Giornali, tv, libri, sociologi, politici,
scrittori, cinematografari, popolo.
Tutti ne sono pieni. E la ndrangheta è
un mostro, è certo, come lo erano il
terrorismo, la mafia. Però è anche successo che non abbiamo mai saputo se
le stragi terroristiche, vedi Brescia o
Bologna, siano state effettivamente
tali. Sta anche succedendo che forse
stiamo per scoprire che le stragi di
Capaci e via D’Amelio tanto mafiose
non lo sono. E si finirà per scoprire un
giorno, che gli affari, quelli veri, in questa nazione li hanno fatti le banche, i
partiti, i grandi gruppi imprenditoriali.
E alla fine questa nazione mai nata
finirà nel terzo mondo, perché se la
saranno mangiata in tanti fra corruttori, evasori, turpi banchieri, multinazionali d’arrembaggio. La ndrangheta
aveva in mano il nord questo l’ultimo
assunto della logica emergenziale, solo
che ora negli affari ci sono finiti i leghisti, i pidiellini, i pidini. Boni, Penati,
Errani e anche il nome di Pisapia fa
capolino nelle inchieste mentre la
ndrangheta di Oppedisano prende
forme meno pericolose e più folcloristiche nelle sentenze dei tribunali. La
ndrangheta è un mostro ne siamo convinti anche noi, però sappiamo per
esperienza che un giorno fuori dalle
brume dell’emergenza scopriremo un
paese mostruoso.
Pioggia di miliardi al Nord. L’inutile e mal funzionante aeroporto di Malpensa e un treno ad altà velocità per la futura Tav
Quattro
Quattro presidenti del consiglio regionale,
indagati uno dietro all’altro. Di tutti i colori politici.
Pd, Pdl LEGA. Filippo Penati, Davide Boni,
Franco Nicoli Cristiani, Pier Gianni Propserini
37 miliardi
72 mila miliardi, evidenziando mila,
delle vecchie lire così suddivisi: 20
miliardi per la Tav, 11 per L’Expo;7 per
l’aeroporto di Malpensa. Un mare di
danaro gestito in esclusiva da politici
e affaristi del Nord
DOMENICA
25
irregolarità, con relativo scambio di valigette
di soldi (addirittura in
Slovenia), nella concessione di numerosi
appalti. Sono passati
vent’anni da Mani
pulite, ma in Veneto
siamo in piena
Tangentopoli. In
Toscana la Guardia di
Finanza di Firenze ha
eseguito una serie di
perquisizioni nella casa
romana di Vito
Gamberale, l’AD del
fondo F2i, e negli uffici
della società nell’ambito di un’inchiesta della
procura fiorentina che
ipotizza il reato di corruzione per la bretella
autostradale Lastra a
Signa-Prato, mai realizzata. Una perquisizione è stata disposta
anche nei confronti
dell’ex assessore regionale della Toscana,
Riccardo Conti, attuale responsabile dei
Trasporti per il Pd in
Regione.
In Liguria dopo l’arresto di Francesco
Bellavista Caltagirone
si attende una tempesta giudiziaria per i
lavori di costruzione
del porto turistico
d’Imperia. La descrizione di un quadro
disastroso delle corruttele e del malaffare
sarebbe infinita, perché coinvolge il nord
nella sua interezza e
ancora una volta nei
grandi affari c’è la politica e la grande
imprenditoria.
MARZO 2012
LA RIVIERA
19
La
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la Riviera
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Locri (RC)
n. 1 del 19/06/1998
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Francesca Rappoccio, Mario
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Andronaco, Isabella Galimi ,Maria
Teresa D’Agostino, Giovanna
Mangano.
Lettere, note e schermaglie
SIDERNO: BOTTA E RISPOSTA
I QUADRISILLABI DELL'UFFICIO
STAMPA A LORO USO E CONSUMO
Dopo la risposta del direttore (la Riviera
dell'11 marzo 2012) “Si scomoda l'ufficio
stampa del Comune di Siderno”, sulla
vicenda che riguarda l'elezione della presidente della Commissione Pari
Opportunità di Siderno, siamo costretti
a tornare sull'argomento. E' assai ricorrente, diremmo canonico: quando non
si hanno argomenti e neanche l'ombra di
un qualsiasi elemento sul quale imbastire una confutazione, una critica o una
smentita, si ricorre all'ingiuria. Glielo
diciamo subito, direttore, e sarebbe pure
inutile, tanto lei lo sa, ma lo stesso vogliamo rassicurarla: l'ufficio stampa del
Comune di Siderno, checché lei vada
cianciando, non è né tremebondo, né
ventriloquo. Né si è “scomodato”, come
invece ha fatto lei nella infelice difesa del
suo editore, a smentire le tante false
affermazioni contenute nel suo giornale
a proposito della elezione dell'avvocato
Jolanda Diano a presidente della
Commissione Pari opportunità. Ha fatto
soltanto ciò che è nelle sue mansioni, sia
per un motivo squisitamente etico, sia
per impedire che crasse bugie vengano
diffuse e perché verità sia fatta su un
argomento che dal suo nascere è stato
sempre chiarissimo e si è dipanato alla
luce del sole. Sicuramente non è ancora
chiaro a lei, e non sappiamo se per difetto di informazione da parte dei suoi giornalisti, o per una precisa volontà redazionale di avere le traveggole e sciorinare corbellerie senza pudore nei confronti della Amministrazione Comunale di
Siderno. Non si spiega altrimenti la sua
affermazione: “Jolanda Diano è stata
eletta Presidente dalle Associazioni ma
nella Commissione Pari Opportunità ci
è arrivata con il voto del Consiglio
Comunale”.
Ma sta scherzando? Ma da dove le è
arrivata questa bufala? E pure ci pare di
poter essere testimoni che in tutti i
Consigli Comunali fin qui celebrati da
questa A. C. mai è venuta a mancare la
presenza di un rappresentante del suo
giornale, quindi sui loro svolgimenti
dovrebbe essere ben informato. E allora
come spiegare una simile corbelleria che
non sta né in cielo né in terra?
Superficialità, banalità, semplice difetto
di comprendonio, o c'è dell'altro?
I componenti l'Ufficio Stampa
I componenti l' Ufficio Stampa non hanno avuto l'amabilità di far seguire il
participio sostantivato con il loro nome e cognome. Potrei, per ciò stesso, decidere di non pubblicare il comunicato, considerandolo anonimo. Ma questo
non faccio per non privare le nostre lettrici e i nostri lettori d'un capolavoro di
cialtroneria giornalistica , pagata a un tanto al rigo. Ad essere precisi: mensilmente circa 900 euro lordi per ciascuno. Sprecati, visto il numero non grande
di comunicati sfornati. Evidentemente, Siderno, popolosa come una città africana, indaffarata come un bazar arabo, ricca d’eventi come l’Afghanistan,
abbisogna di due quadrisillabi. Un quadrisillabo sarebbe bastato. Ma è nota la
grande umanità di Riccardo Ritorto, e dubitare del suo ruolo nella elezione dell’avv. Diano sarebbe come pretendere di staccare l’ombra di Banco da Macbet.
È l’impresa cui si sono applicati i componenti. I quali mi assicurano che non
sono ventriloqui. Orbene, i quadrisillabi non hanno capito questa elementare
verità: che i componenti d'un qualunque ufficio stampa hanno come unico
compito quello di tradurre fedelmente la parola orale del sindaco in parola
scritta, cioè in un comunicato . Per metafora, questa operazione va sotto il nome
di ventriloquio. Se i componenti l'Ufficio Stampa, come traspare dalle loro
ciondolanti parole e da come si slanciano in difesa dell’avv. Jolanda Diano, né
consigliere né assessore, hanno l'ambizione di battere le vie dell'autonomia
mentale dal Sindaco e dall’' Amministrazione comunale , non rimane loro che
dimettersi. Ma è più facile che l'Etna erutti zollette di zucchero che non già le
loro dimissioni dal detto Ufficio. I quadrisillabi mi rassicurano ancora che
non sono trememebondi. Io, leggendoli, avevo pensato che fosse il delirium tremens a farli ragionare per come ragionano . Si perdonano tante cose a chi
soffre d'una malattia che non dà quiete. I quadrisillabi negano di patirne. Allora
è da natura che nasce la loro vocazione al ventriloquio , ed è la natura che rende
traballante la loro testa e strisciante, come vermi, la loro penna. Che, mai sazia
di contumelie, osa impalare Rosario Condarcuri al quale va dato merito di
avere creato in Siderno un'impresa editoriale senza della quale , tra l’altro, i quadrisillabi non sarebbero diventati neppure componenti l'Ufficio stampa. Fatta
eccezione per il quadrisillabo, elevato a ragione al quadrato,
RISPONDE il direttore
PLATÌ, GIU
Carissimo direttore,
come mi aspettavo da lei, da quel poco
che la conosco, il suo schierarsi in difesa del paese che mi ha dato i natali, ed
a cui sono profondamente legato,
anche se non ci abito ormai da diversi
anni, non può che farmi piacere. Le fa
onore il suo impegno, perché lei è una
delle poche voci (purtroppo) che ancora si leva per difendere i diritti di una
comunità spesso bistrattata, sempre
più sola ed emarginata un po' da tanti,
troppi ormai. Assisto quasi rassegnato
all'ennesima occasione persa di presentare in modo positivo una comunità
che non si discosta più di tanto da quasi
tutti i paesi della nostra costa calabrese.
Scopro con disgusto che ancora ci si
“sbaglia” anche nell'esporre ed evidenziare dati purtroppo negativi (e quale
paese non ne possiede al giorno d'oggi?) di Platì; come il dato diffuso dai
media nazionali che il 2,7 per cento
della popolazione calabrese che ha
avuto guai giudiziari (percentuale presente anche in altre regioni e comunità
italiane), diventa quasi per magia, un
27 per cento a cui qualcuno ha levato
una virgola, con l'intento di assegnare
ad 1 su quattro calabresi, unitamente ai
bambini di Platì naturalmente, la
patente di delinquente! Tanto da
indurre in un impeto salvifico, e a
dichiarare la candidatura alle comunali per l'elezione a Sindaco di Platì, il
giudice Romano De Grazia, calabrese
di Lamezia Terme, affiancato da quelle
che si autodefiniscono “liste pulite”
formate da persone appartenenti al
Centro Studi Lazzati e al COISP, nessuno di loro residenti nel paese .Un
giudice in pensione che ha i meriti nell'aver fatto il suo percorso professionale con abnegazione e passione, che ha
IGNORANZA O DISTRUZIONE PROGRAMMATA DELLO STATO?
Abolire le Regioni sprecone e inefficienti
Nel periodo post tangentopoli, nel nostro Paese, sono
state approvate tante leggi nuove nel tentativo di
recepire nuove istanze sociali, comprese le modifiche
costituzionali, ma le conseguenze sono state catastrofiche. Non c’è dubbio che nel 1992 lo Stato andava
riformato.
Non voleva essere questo il messaggio di mani pulite?
Allora il maggiore scandalo era rappresentato dal
finanziamento illegale dei partiti. Sono stati tutti smantellati, sebbene fossero radicati nel territorio, e, al loro
posto sono subentrati dei partiti larva, separati dalla
società. Un referendum ha negato loro il finanziamento pubblico. Ma nonostante ciò il finanziamento è ritornato sotto forma di rimborso elettorale. E che rimborso! Ma il vero male non sta in questo, ma nella sua
entità: supera il costo d'una campagna elettorale d'un
Presidente degli Stati Uniti
d'America e non ci sono controlli. Le inchieste giudiziarie in
corso ci dimostrano dove finiscono i soldi pubblici. Non si tratta
certo di abolire i partiti bensì di disciplinarli
con una legge, che assieme ai finanziamenti dimezzati rispetto ad oggi,
preveda l'obbligo di rispettare la
democrazia interna, la legalità e la
trasparenza nella gestione economica.
La stessa cosa occorre fare per i
Sindacati. Ma questi temi non interessano la nostra partitocrazia. Ma
non parliamo delle tante cose da fare,
bensì delle riforme fatte. Per esempio, del cambio del
titolo V della Costituzione che ha posto allo stesso livello Stato, Regioni, Province e Comuni. Con tale riforma
epocale gli Enti locali acquistano uguale importanza,
diventano entità autonome e spariscono persino i controlli di legittimità. Così amministratori di Regioni,
Province, Comuni, Consorzi, Comunità montane possono agire senza rispondere nemmeno alla magistratura perché il momento gestionale viene sottratto alla
politica ed affidato ad una burocrazia improvvisata di
nomina politica. Un regalo fatto da Bassanini agli
amministratori per sottrarli agli interventi dei magistrati? Sembrerebbe di sì. Certo da questo momento in
poi la corruzione, già dilagante, rompe ogni argine,
tracima ed invade l'intero sistema amministrativo pubblico. La Corte dei Conti quest'anno ha stimato il
danno delle consulenze inutili in due miliardi e mezzo
di euro. Siamo arrivati alla grande abbuffata per oltre
duemilacinquecento consulenti, ed un mare di debiti
travolge quasi tutti gli enti locali. Le Regioni, sia quelle
a statuto speciale, sia quelle dotate del potere conferito
loro dal cambio del tit. V della Costituzione, sono
diventate tanti piccoli Staterelli e divorano grandi
risorse pubbliche per mantenere le Caste locali. Basta
leggere i bilanci delle Regioni per rendersi conto dei
costi della politica. In questo contesto le Regioni servono per mantenere se stesse. Ci sono anche quelle virtuose, ma sono poche. Tra le tante riforme assurde
quella che ha affossato le finanze pubbliche e ci porterà
al modello greco, è quella della sanità, fiore all'occhiello del nostro Paese fino a venti anni fa. Chi ha avuto
l'idea insana di affidare alla politica, nella
fattispecie alle Regioni, il servizio sanitario nazionale? La salute dei
cittadini, bene supremo,
può essere legata alle esigenze
politiche
di
Amministratori regionali, spesso
ignoranti e senza scrupoli? Tutto assurdo
ma drammaticamente vero. Come mai nessun
partito chiede di rivedere la legge sul servizio sanitario? Tutti sanno che la sanità pubblica inghiotte
enormi risorse ed offre un pessimo servizio: dalla
Calabria alla Sardegna, dalla Sicilia al Lazio, dal
Piemonte alla Puglia. Noi calabresi abbiamo il peggiore servizio sanitario ma paghiamo le tasse più
alte.
Si dice, hanno il potere di eliminare col voto chi non ha
saputo amministrare. Ma in pratica non è così. In
Calabria gli elettori si rendono conto che la gestione di
Chiaravalloti ha affossato la sanità, assieme alla
Calabria. Ed hanno cambiato registro votando Loiero,
ma la situazione si aggrava ancora. Hanno cambiato di
nuovo votando Scopelliti. E qui non servono parole,
basta leggere le cronache quotidiane dei giornali locali
e nazionali. Risultato? Da “La furca” siamo passati “ A
lu palu” per usare una metafora dell'Abate Martino.
L'attuale classe politica è al governo della Regione da
circa venti anni. Scopelliti prima di diventare Presidente
della Giunta era Presidente del Consiglio Regionale,
non stava sulla luna. Che fare? Io proporrei di abolire le
Regioni. Almeno quelle sommerse dai debiti, che
offrono servizi indecenti e non garantiscono sviluppo. Il
Governo del Prof. Monti, condizionato dai partiti casta,
che ci hanno portato sull'orlo del fallimento e hanno
perso la fiducia della gente, tenterà di cambiare qualcosa ?
Bruno Chine
DOMENICA
25
MARZO 2012 LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Francesco Laddarina, Ian
Zimirri, Giuseppe Patamia,
Alessandra Bevilacqua,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
Valentina Elia, Antonio
Cormaci, Mario Labate,
Giulio Romeo, Ilario
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Caccamo, Giuseppe
Fiorenza, Daniele Mangiola,
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KAPPADUE di RUGGERO CALVANO
LA MASCHERA
pure il merito di aver voluto fortemente una legge che è stata approvata dopo
18 anni dalla presentazione, ma che
sinceramente, in questo caso, credo si
sia mosso forse un po' frettolosamente
non conoscendo le problematiche del
paese e credendo che a Platì non ci fossero persone e forze sane da potersi
candidare nelle prerogative e nei valori di “libertà, democrazia e giustizia”.
A Platì ci sono ancora molti giovani,
professionisti e laureati, una comunità
che ancora crede nei valori tradizionali, che sapranno esporsi e mettersi al
servizio del loro paese con la voglia di
fare bene per la loro comunità, senza
perdere di vista i valori democratici che
devono essere da guida per tutti gli
amministratori della cosa pubblica.
Ormai è da troppo tempo che questo
piccolo paesino aspromontano è nell'occhio del ciclone, sempre e solo per
notizie negative, che purtroppo accadono anche in altri posti. Per carità non
per consolarci nel “mal comune mezzo
gaudio ”ma stranamente quando si
tratta di Platì mi sembra che si dia troppo risalto solo agli episodi poco edificanti, a volte rigirando la solita frittata,
come nel caso della bufala del comune
che (grazie ad un errore del computer),
allestiva un'area per i latitanti nella fiumara locale, notizia che persino La
Repubblica ogni tanto ristampa. C'è un
tessuto culturale e sociale, ancora
pieno di valori nella tradizione di onestà e lavoro in questa comunità; non è
appestata la gente di Platì, che ancora
vuole credere che ci sia un futuro per le
nuove generazioni che si fanno avanti,
chiedendo solo il diritto al rispetto e la
possibilità di poter avere un lavoro per
dimostrare a tutti che l'emancipazione
è un traguardo possibile. Anche se a
volte guardandomi intorno e osservando tanti particolari, oltre alla stella gialla cucita sul petto, mi sembra di trovarmi nella fattoria di Orwell, in cui tutti
gli animali sono uguali, ma alcuni siano
più “uguali” degli altri…..e che Platì
stia diventando come monsieur De
Malaussène di Pennacchiana memoria…..
Domenico Catanzariti
Tutto giusto. Ma
importante è proseguire
nella battaglia per restituire
a Platì il suo vero volto. Giù
la maschera, e a me pare
che il magistrato Romano
De Grazia, al di là delle sue
intenzioni, gliela voglia
riattacare.
Ritratti *
LOQUI E SPROLOQUI
di Diego Cataldo
di Filomena Cataldo
LELE NUCERA
Attore
Un altro poeta
in silenzio
Sul sito ufficiale di
Tonino Guerra c'è
scritto “ alle 8:30 della
mattina del 21 marzo
2012, in piazza
Ganganelli, a
Santarcangelo, nella
casa di Tonino Guerra, è entrato il
silenzio”. Firmato la moglie e il
figlio. Così è annunciata la morte
del poeta romagnolo. Persona singolare, autoironica, fedelmente
vicina al popolo nonostante camminasse con in giganti. Tonino
Guerra usava la sua lingua madre,
il dialetto romagnolo, per raccontare la quotidianità, l'intimità e la
finitezza umana. E sapeva sempre
di originale, nonostante la dialettalità sia propria di molti uomini
poeti. Di lui ho ammirato l'ironia
verso sé e gli altri. E non voglio
ricordarlo senza farne uso. In un
suo aforisma si legge «Tutte le
volte che preparo un pacco, finisce che mi trovo chiuso dentro».
«Questa volta» - aggiungo io ( e
che il Maestro non me ne voglia) «difficilmente uscirò allo scarto».
AFRICO e
CASALINUOVO
Don Stilo e la vera storia dell'esodo.
Avrei preferito lasciare in pace i morti
ma se questi , ricorrendo a vecchie
menzogne, sono portati da altri come
esempi di vita per perpetuare falsi
miti, diviene doveroso informare i
giovani della verità.
di Rocco Palamara
su www.larivieraonline.com
La Calabria al tempo dei gelsomini
Ha ottenuto il Globo d'oro
2002 come miglio attore
esordiente. Prossima l'uscita
i film dove è protagonista:
“RITURNELLA" regia di
Francesca Garcea 2007 e
“IL GERME DEL MELOGRANO” regia Silvana
Strocchi. Protagonista in
“L'ABBUFFATA” regia di
Mimmo Calopresti;“DISTRETTO DI POLIZIA”
regia di monica Vullo e
Riccardo Mosca 2004, protagonista di episodio e in
“GENTE DI MARE” RAI
Fiction 2005 regia di
Vittorio De Sisti 2006.
Protagonista di pubblicità e
documentari. Lele è un
vero Signore.
C'era un tempo in Calabria in
cui si andava a letto e la frescura
della sera era dipinta dall'aroma
dei gelsomini, e ci si alzava al
mattino con una fragranza dolce
sul palato che sapeva di vaniglia.
Vivevamo nei profumi a ogni
stagione. Soprattutto sulla costa
ionica, che non per nulla era
detta riviera dei gelsomini.
Lungo la nostra terra correvano
interminabili file di serpi verdi.
Serpenti profumati sui quali d'estate stavano chine migliaia di
donne calabresi, intente a colmare di fiori sacchi di stoffa
bianca. Era un tempo in cui le
nostre donne si
sobbarcavano il
peso di nutrire
torme di figli
messi al mondo
con dolore. Le
donne allora
erano l'asse
portante della
famiglia. Poi
venne il tempo
in cui diventarono donne di
ndrangheta e
anche le zagare
smisero di profumare divenendo il nome di
storiche operazioni antimafia.
Le file dei gelsomini sparirono e
le sere e le albe furono orbate di
profumo, lasciando al suo posto
una terra puzzolente. Una
Locride che continua a puzzare,
di disperazione, di speranze tradite, di tanfo di nafta di treni fatiscenti che continuano a portare
altrove il profumo della speranza. Sono poetico e nostalgico
questa settimana. Volevo semplicemente parlarvi del gelsomino, della sua possibilità di essere
sfruttato a fini economici, della
infinità varietà dei suoi usi in
profumeria, in erboristeria. Un
fiore e un profumo che quando
la Calabria era abitata da titani
appartenevano agli dei. Ora che
la Locride è calpestata solo da
lillipuziani non c'è spazio per il
IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI
UNA NUOVA IMPORTANTE FIGURA
ALEGGIA NEL MONDO DELL'INFORMAZIONE
Studio Aperto su Rai Due, anche detto Tg2, l'ha scovata e la tira fuori dopo ogni bestialità che accade in
questo pallido e complicato mondo.
Affonda la Concordia? Zidane da una testata a
Materazzi? Michele Misseri soffre di aerofagia? Il
vostro cane sembra triste e non vi spiegate il motivo?
Mettete sul tg2, perché da qualche mese ormai, c'è
Rosario Sorrentino, il neurologo!
Vi spiegherà qualsiasi cosa incutendovi un'angoscia
che mai avreste avuto sintonizzandovi da un'altra
parte. Vi persuaderà su un peggio che non è mai
abbastanza visto che lì fuori sono tutti pazzi da temere. Vi indurrà ad accettare la vostra condizione, fortunata e vantaggiosa, di cassa integrati con tre figli a
carico e una moglie scappata di casa con un giamaicano, a cui comunque dovete passare gli alimenti.
Lo farà con lo sguardo concentrato a bucare il video
e un camice bianco che gli da un tocco di professionalità, ulteriore elemento di presunta giustezza
morale. Terrà inalterato il suono della voce per tutto
il dialogo, un po' come Max Pezzali.
Il neurologo del tg2 è pericoloso, io ve lo dico, non
state a sentirlo, anche perché ho scoperto che è specializzato nella cura degli attacchi di panico che, ad
ascoltarlo per troppo tempo, è lui stesso a creare.
È tutto il contrario di quello di cui avremmo bisogno,
in una fase così critica.
Non ci serve intristire una realtà che non ha bisogno
di ulteriori drammatiche e strumentalizzate evidenze.
Ci vorrebbe Nino Frassica e non lui, a commentare i
fatti che viviamo ogni giorno.
DOMENICA
profumo. Le nostre donne, per
luogo nordico comune, sono
diventate di ndrangheta e non ci
vanno più a raccogliere i fiori e
allora i gelsomini sono spariti. I
serpenti verdi non ci sono più e i
nostri magnifici giardini sono
diventati lande desolate. E con
chi vogliamo prendercela se non
con noi stessi che alla sana fatica
per una terra deliziosa abbiamo
preferito la puzza d'olio industriale delle fabbriche del nord.
Noi che abbiamo mollato il profumo della vaniglia per il lezzo
da polveri sottili di lontane città.
Volevo essere economico questa
settimana e proseguire il discorso sull'economia verde che vi
faccio da un po', per indicarvi
strade ecologiche di progresso.
Ma sono anziano, dormo poco.
Mi sono svegliato all'alba e mi
arrivato alle narici un profumo
antico, che una volta era perenne in questa terra. E allora non
me la sento di darvi consigli, perché a lavar la testa all'asino si
perde il tempo e il sapone. Voi
non ritornerete mai a curvare la
schiena per raccogliere gelsomini, perché vi siete convinti che i
profumi stanno solo in profumeria. Non c'eravate al tempo delle
sere e delle albe profumate.
Resterete nella puzza e continuerete a elemosinare sussidi,
che la voglia di zappare per la
vostra terra e il vostro futuro non
ce l'avete più.
Annunci
Io KUMAR KAMAL, Figlio di
Sig.Tirth Ram Residenza a,
VILLAGE NANGAL,
PHILLAUR, Distt.
JALANDHAR, PUNJAB,
INDIA, adesso Residenza in
(Italia)
dichiaro che cambio il nome in
OWAAN KAMAL Nota bene.
Cell. 3275614038
KAMAL KUMAR S\O TIRTH
RAM R\O VILLAGE NANGAL,
PHILLAUR, Distt.
JALANDHAR, PUNJAB, INDIA
HAVE CHANGED MY
NAME FROM KAMAL
KUMAR TO KAMAL
OWAAN. CONCERNED
PLEASE NOTE.
CELL.3275614038
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A proposito
di...
Sport
Juventus-Inter, una delle partite per antonomasia nella storia della Serie A e, in
assoluto, uno degli appuntamenti più seguiti anche oltre confine, in occasione
del quale ogni tifoso delle due squadre, anche il più lontano all'estero, si sente
interista o juventino più di sempre, al 100% e senza discussioni.
Juve vs Inter
Esigenze legate alla chiusura del
giornale al venerdì, impediscono di
conoscere il risultato di Milan-Roma
di ieri sera, qualunque sia stato il
responso della sfida di San Siro non
c'è però alcun dubbio che la domenica calcistica odierna sarà incentrata
per fascino e per interessi di classifica
su Juventus-Inter, una delle partite
per antonomasia nella storia della
Serie A e, in assoluto, uno degli
appuntamenti più seguiti anche oltre
confine, in occasione del quale ogni
tifoso delle due squadre, anche il più
lontano all'estero, si sente interista o
juventino più di sempre, al 100% e
senza discussioni. Rivalità sportive a
parte, Juve-Inter di stasera, sarà una
gara fondamentale soprattutto per la
classifica bianconera: al di là del verdetto di Milan-Roma, per il gruppo
di Antonio Conte il risultato da cui
non si può prescindere è la vittoria. A
10 giornate dal temine il sogno scudetto impone un ruolino di marcia
senza soste e 3 punti in più o in meno
possono segnare il limite tra remota
speranza o concreta realtà. Sul piano
puramente tecnico, i giocatori e il
modulo scelti dai due tecnici faranno
poca differenza, allo stato attuale il
divario di 15 punti in classifica è il
limpido specchio della differenza di
valori tra le due squadre, per l'Inter
smentire lo scontato pronostico
avverso potrebbe essere allora più
“gustoso”, anche perché uno stop
alle ambizioni juventine coinciderebbe con l'opportunità, forse l'ultima
stagionale, di regalare ai suoi tifosi
uno dei pochi veri sorrisi in un annata di lacrime amare. Prima della gara
della Juventus Stadium, nel pomeriggio in primo piano saranno NapoliCatania e Lazio-Cagliari: il Napoli,
fresco di qualificazione alla finale di
Coppa Italia (complimenti pure alla
Juve, l'altra meritata finalista della
competizione), sulle ali dell'entusiasmo con cui sono state allontanate le
ombre post Chelsea, proverà a consolidare le proprie ambizioni di terzo
posto al cospetto di un Catania per il
quale ormai sono stati spesi i migliori aggettivi e che a Napoli si presenterà con la consapevolezza e la tranquillità dei più forti, i presupposti
giusti per una partita ricca di emozioni e bel gioco. Meno avvincente invece potrebbe essere invece LazioCagliari: problemi più di gioco e di
gestione di squadra che di classifica,
hanno convinto Cellino a un drastico
(e, tra le parti, polemico) cambio di
allenatore. Fuori Ballardini, dentro
Ficcadenti: con una nuova guida in
panchina, l'esigenza primaria del
Cagliari sarà ritrovare serenità e un
buon risultato, per il nuovo mister il
gioco brillante potrà pazientare
ancora.
Da parte sua, alla Lazio non sono
concessi passi falsi: con Udinese e
Napoli ormai alle calcagna, non vin-
cere equivarrebbe dire addio, almeno provvisoriamente, al terzo posto,
un obbiettivo solo poche settimane fa
ampiamente alla portata ma sul
quale ora non in tanti, anche tra i
suoi stessi tifosi, sarebbero disposti a
scommettere.
Sugli altri campi, sarà interessante
seguire come Genoa e Fiorentina si
presenteranno a uno scontro diretto
se non proprio salvezza (i punti di
vantaggio sul Lecce terz'ultimo sono
7 per i grifoni e 6 per i viola: non
pochi, ma neanche tantissimi…), certamente di bassa classifica, un'evenienza difficilmente immaginabile a
inizio stagione. Altrettanto sicuro
però è che non meglio se la passano
oltre che Lecce, Novara e Cesena (le
ultime tre della graduatoria), pure
Siena e Parma: i bianconeri toscani
sono appaiati alla Fiorentina, gli emiliani si trovano un punto sotto, per
entrambi vale il concetto relativo ai
viola, urgono punti al più presto altrimenti potrebbero essere guai. Se
Parma-Cesena e Chievo-Siena saranno due sfide delicate e dal risultato
tutt'altro che scritto, ancor di più lo
sarà Lecce-Novara: una vittoria non
darebbe loro alcuna garanzia di salvezza a nessuna delle due squadre,
chi sbaglia però è praticamente out in
modo definitivo, per cui c'è poca scelta, vincere o vincere. Meno tensioni e
paure accompagneranno invece
Atalanta-Bologna, la partita che
chiude il quadro della giornata.
Bergamaschi e bolognesi hanno già
fatto il loro dovere (soprattutto i
primi), un risultato così così muterebbe di poco la classifica e per nulla i
giudizi positivi: complimenti a
Colantuono e Pioli, belle espressioni
di calcio italiano che vale e diverte.
Buon campionato a tutti.
Angelo Letizia
Napoli - Juventus:
Pulcinella contro Gianduia
Cavani contro Vucinic, Mazzarri contro
Conte, pizza contro bagna cauda: tutto
questo è Napoli - Juventus, ultimo atto del
trofeo Tim, o se preferite, Coppa Italia,
che si disputerà il prossimo 20 maggio
nella finale a partita secca all'Olimpico di
Roma. I bianconeri arrivano in finale
dopo aver eliminato ai supplementari un
Milan mai domo per merito di una perla
del montenegrino; i partenopei grazie al
2-0 con cui hanno ribaltato l'1-2 di Siena.
La Juventus alla ricerca della decima
Coppa Italia, ma soprattutto con la voglia
di alzare al cielo un trofeo che manca da
un po' di tempo; il Napoli per iniziare a
vincere qualcosa di importante dopo la
rincorsa di due anni all'élite del calcio che
conta. Vanno in finale due squadre speculari, con un gioco veloce e aggressivo,
capaci di ripartenze fulminanti, che hanno
nel proprio allenatore un Pigmalione dei
giorni nostri. Conte e Mazzarri hanno
tanto in comune, a partire dal modo in cui
gestiscono il gruppo e la partita. Sempre
pronti a difendere a spada tratta la propria
squadra, sono dei condottieri, dei leader
capaci di farsi seguire in tutto e per tutto
dai propri giocatori. A pensarci bene sono
loro i veri protagonisti, vivendo ad alta
intensità la partita: urlano, gesticolano, si
sbracciano, incitano il proprio pubblico:
due attori nati. Ma Napoli - Juventus è
anche la sfida tra vari campioni in campo:
da una parte El Matador, che a suon di gol
è diventato un campionissimo con una
continuità sotto rete mostruosa, dall'altra
Mirko Vucinic, tutto genio e sregolatezza
dei bianconeri, capace di alternare prestazioni opache a giocate strepitose (chiedere ad Amelia). E poi c'è la velocità di
Lavezzi contro la tenacia di Chiellini, le
accelerazioni di Hamsik contro le geometrie di Pirlo, Buffon - tornato il numero
uno al mondo - contro De Sanctis, sempre
più decisivo nella retroguardia napoletana. Sono tanti, anche per chi non sarà
spettatore interessato, i motivi per assistere alla prossima finale di Coppa Italia. La
vittoria potrebbe essere un lasciapassare
per costruire qualcosa di importante. Il
Napoli, dopo l'era Maradona, potrebbe
aprire un ciclo, la Juventus, dopo l'anonimato degli ultimi anni, per tornare ad
essere la Juventus, la Vecchia Signora.
D'altronde, se sette anni fa, l'Inter divenne
poi quella del Triplete con la conquista
della tanto bistrattata Coppa Italia, fossi in
un tifoso juventino, anche per scaramanzia, un pensierino ce lo farei. E' la finale
più giusta, è la finale fra due squadre che
vogliono tornare ad essere regine in Italia.
E fa un certo effetto, che in tempi di revisionismo risorgimentale, si sfidino
Piemontesi e Napoletani.
Massimo Petrungaro
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LA RIVIERA
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la Riviera
Peppe Galluzzo, un autentico fuoriclasse
Ci incontriamo in quella specie di tribuna
stampa dello stadio di Siderno qualche
minuto prima della gara che i biancoazzurri dovranno disputare con
il
Castrovillari dove Peppe Galluzzo ha allenato qualche anno fa lasciando un ottimo
ricordo. Da qualche settimana il trainer
sidernese, con un glorioso trascorso di calciatore del Milan, e tantissime altre squadre professionistiche, ha affiancato il
primo responsabile tecnico degli “squali”
Massimo Drago nella conduzione tecnica
del Crotone, in serie B. Un impegno particolarmente ambito ed impegnativo che lo
porta sistematicamente a dover star fuori
per quasi tutta la settimana ma quando
può mister Galluzzo si reca volentieri allo
stadio per seguire il “suo” Siderno “con la
speranza- ci dichiara- di poter ottenere al
più presto la salvezza perché lo merita la
città, la dirigenza e la tifoseria biancoazzurra”. Il fisico sempre asciutto a testimonianza di uno stile di vita ineccepibile
ma anche l’educazione e la simpatia lo rendono anche fuori dal campo un autentico
“fuoriclasse” . Lui il calcio lo ha vissuto
veramente però a differenza di tanti altri
non se la tira ed è rimasto sempre con
quell’aria umile di quel bravo ragazzo che
ammiravo quando, sin da bambino, sentivo parlare di lui a “tutto il calcio minuto
per minuto” . Quando segnava lui soprattutto in occasione delle partite casalinghe
del Siderno si udiva chiaro e forte un
autentico “boato” proprio per sottolineare le prodezze di un allora giovane talento
locale che con tantissimi sacrifici si stava
imponendo all’attenzione nazionale . Alla
radio dicevano: “ha segnato Galluzzo” e
noi aspettavamo la “Domenica Sportiva”,
fino a tarda sera, per vedere in tv i gol di
quell’attaccante prodigio che saltava in
aria più in alto di tutti. Galluzzo, lo ricordiamo, è entrato nella storia per essere
stato il primo giocatore pagato 1 miliardo
delle vecchie lire in serie B. Lo acquistò il
Bari, uno smacco per i rivali del Lecce che
allora veniva gestito da un altro sidernese
illustre, Mimmo Cataldo. Quanti ricordi e
quante emozioni. Ma ritorniamo a parlare
del tecnico Galluzzo e della sua esperienza
a Crotone. “ Non posso non ringraziare la
società pitagorica ed in particolare la dirigenza ed il diesse Peppe Ursino per avermi
dato la possibilità di poter lavorare con
Massimo Drago. “Stimo molto Massimo e
cerco di stare vicino alla squadra in un
momento in cui serve la vittoria per tirarsi
fuori da una ingarbugliata situazione di
classifica-ci dichiara- la squadra però ha
tutte le capacità e la volontà giusta per
tirarsi fuori dalla mischia prima possibile e
la partita contro l’Albinoleffe probabilmente dirà molto in prospettiva futura”.
“Anche a Gubbio siamo riusciti ad ottenere un punto importante, ci manca però la
vittoria, i 3 punti, e non appena riusciremo
a conseguirla voleremo”. Gli chiediamo
qualcosa sui giovani del Crotone e chi di
loro potrebbe sfondare in serie A e lui ci
nomina: “Alessandro Florenzi (allenare
l’ex capitano della Roma Primavera è un
qualcosa di spettacolare) ma anche
Sansone, Belec , Vinetot, Migliore, Djuric,
Mazzotta, Eramo De Giorgio, Ciano, tutti
giocatori voluti fortemente dall’ottimo
diesse Peppe Ursino al quale debbo moltissimo”. In tutti questi anni il direttore
Ursino con il sostegno dei fratelli Vrenna,
insieme a tutta la società, ha operato
benissimo e con pochissime risorse( segno
di grande competenza) è riuscito ad ottenere risultati importanti mettendo in
“vetrina” fior di calciatori che a Crotone
riescono, per tutta una serie di motivi, a
trovare la voglia e gli stimoli giusti per farsi
notare e quindi lanciarsi definitivamente
nel calcio che conta” . E allora non rimane
che fare il tifo per lui e per il Crotone sperando che alla fine i rossoblu possano centrare l’obiettivo salvezza.
lr
Il Marina di Gioiosa Jonica
prepara il derby di domenica
In tutta la locride cresce l'attesa per il
derby di oggi pomeriggio tra il Gioiosa
Jonica dell'ex Cosimo Silvano e il
Marina di Gioiosa di Gigi Caridi.
All'andata hanno prevalso i biancorossi grazie ad una gara perfetta . In casa
giallorossa intanto continua il silenzio
stampa che è stato prolungato dalla
società fino al termine della stagione. I
giocatori del Marina di Gioiosa hanno
lavorato intensamente in prospettiva
derby , Denaro e compagni sono reduci dalla vittoria a tavolino 3-0 contro il
San Luca che domenica al comunale
non si è presentato . In tutto l'ambiente giallorosso la sfida di oggi ha una
importanza particolare tutti si augurano che sia una bella giornata di sport e
che vinca il migliore . Il Marina di
Gioiosa che recupera quasi tutti gli
infortunati e anche alcuni squalificati
si presenterà con una formazione
quasi al completo con i rientri di
Gianluca Scattarreggia e capitan
Mimmo Ieraci entrambi potrebbero
essere della partita .Il Gioiosa Jonica
riabilitato dalla cura Silvano è reduce
da una importante vittoria esterna
contro la Mamertreselicese confermando ancora una volta la bontà del-
Gara addestramento cani
l'organico riuscendo con largo anticipo
ad ottenere una meritata salvezza . Il
Progetto Gioiosa Jonica avviato dalla
società da qualche anno in questa stagione non era iniziato sotto i migliori
auspici (prima l'abbandono forzato di
Rocco Logozzo l'allenatore della promozione per infortunio)e ancora la
gestione
Quattrone ma con il Gioiosa che navigava in zona retrocessione per cui è
stata necessaria una sterzata che non
tardava ad arrivare .La società chia-
mava al timone l'esperto Silvano in
panchina e con la squadra ritoccata in
tutti i reparti ecco subito i risultati
positivi che hanno rilanciato in alto la
compagine cara al presidente Rossi.
Per quanto riguarda la partitissima di
questo pomeriggio si prevede il pubblico delle grandi occasioni , i due tecnici Gigi Caridi e Cosimo Silvano
decideranno la formazione soltanto
pochi minuti prima del fischio di inizio
della gara.
Nicodemo Barillaro
Domenica 18 marzo 2012 si è svolta in Gerace presso la zona addestramento cani "La Pendinella" la prima gara sociale di prova su pernice rossa. Numerosi sono stati i cacciatori che hanno partecipato alla
competizione diretta dall'arbitro reggino Francesco Lugarà come
numeroso era il pubblico presente. La splendida giornata di sole ha
contribuito alla perfetta riuscita della manifestazione che si è conclusa con la premiazione delle due categorie di partecipanti. Per la
categoria "cinofili" il primo classificato è stato Antonino Martino, il
secondo Santo Marcianò, il terzo Giuseppe Panuccio tutti da Reggio
Calabria. Per la categoria "cacciatori" il primo classificato è stato
Salvatore Lizzi da Siderno, il secondo Piero Audino da Bianco ed il
terzo Giuliano Zucco da Siderno. I premi sono stati consegnati dal
presidente dell'associazione "La Pendinella" Giuseppe Fiordaliso e
dal segretario Michele Orlando. Subito dopo la gara i presenti si sono
rilassati assaporando il pranzo organizzato in loco dall'associazione
"la Pendinella" che ringrazia tutti i partecipanti, pubblico compreso
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A proposito Prosciugato il miraggio
di...
turistico di Siderno
Un miraggio, l'ennesimo miraggio turistico.
Presente in tutti i programmi elettorali degli ultimi
20 anni, la diga, nel deserto mentale degli amministratori cittadini, ha rappresentato una vocazione:
il super valore aggiunto del sviluppo turistico della
stella dello Jonio. Ora non ha più acqua, è quasi
sabbia. Vai a vedere che qualcuno, dopo aver visto
i grattacieli nel deserto di Dubai, ha pensato bene PRIMA
di toglierle il tappo. Schiumazza
Cultura e società
Il premio
“La rivolta di un popolo”
di Silvio Mavilla
DOPO
Biblioteca Meridionalista *
Donne di mare sulle onde della luna
La rivoluzione letteraria
di Assunta Scorpiniti
PASQUINO CRUPI
“La rivolta di un popolo”, di Silvio Mavilla
-Iiriti Editore- vincitore del primo premio
nella categoria Archivio storico del contest
del Premio Libro Fotografico 2012 FIOF.
Un riconoscimento prestigioso che sottolinea il valore documentario degli scatti del
fotografo reggino, commentati da testimonianze di alcuni dei protagonisti del tempo,
a conferma della professionalità di un pur
molto giovane Silvio Mavilla.
Il premio, è stato accompagnato dalla
seguente motivazione: “Un libro che trasmette forti emozioni grazie a inediti e
sapienti scatti fotografici che documentano
un momento della storia di Reggio
Calabria in cui il popolo tutto, ed in particolare le donne in presenza massiccia, ha
protestato per il riconoscimento dei propri
diritti.”
Scuola
L’I.T.A.S. per i
professionisti
di domani
Pensate che paradosso. L’Italia è bagnata da tre
parti del mare. Ciò che le merita la definizione
di penisola. Il mare non bagna Napoli (1963) è
il titolo di un grande romanzo di Anna Maria
Ortese. E non c’è dubbio che non bagna,
cioè non attira, i nostri scrittori e narratori,
che sia d’altura, sia di pianura rifuggono
dalle sue salse onde. Il solo a farvi eccezione con I Malavoglia è Giovanni Verga,
che, pur avendo raggiunto sul mare la sua
gloria, ritorna al mondo contadino con
Mastro Don Gesualdo. Comunque,
aveva indicato la via del mare. I neorealisti la disattesero, forse convinti che l’unica classe lavoratrice fossero gli operai e
i contadini. E il mare scomparve nella letteratura narrativa, cedendo le sue onde
vibranti alle navi da crociera, degne solo di
cronache giornalistiche. Al di sopra di
Napoli, il mare ebbe l’onore delle belle
lettere in Sull’Oceano (1889). Risulta,
poi, che dal De Amicis e dal Verga a
scendere il solo scrittore che abbia
impostato un romanzo sul mare sia
stato Corrado Alvaro con l’opera,
appunto, intitolata Il mare (1934). Poi,
più nulla.
La nostra è letteratura contadinesca, è letteratura della terra, che produce terrazzani ed
emigranti. I quali attraversano il mare
senza accorgersene, cioè senza che i loro
descrittori lo descrivano: da Francesco
Perri a Saverio Strati. Fatta eccezione per
Giuseppe Gangemi ne La Signora di Ellis
Island (2011) e pr Gioacchino Criaco in
American taste
(2011). Ma non c’è stato chi abbia raccontato i lavoratori e –figurarsi- le lavoratrici del mare. Qui, in Italia.
Bene, questa astenia è stata interrotta
da Assunta Scorpiniti, giovane e matura narratrice. Della quale si può dire
che sul tema del mare ha una sua originalità assoluta. Poiché lei, per prima,
ha raccontato quello che nessun altro
ha raccontato: non il mare come spettacolo della natura, ma il mare come
fonte di vita e fatica, vita e morte, e le
donne del mare, che suppliscono ai
mariti in guerra e ai mariti sepolti
nella nuda terra. Giovanni Verga le
aveva lasciate a terra e a casa ad
attendere i mariti.
Assunta Scorpiniti le ha imbarcate
MI RITORNI IN MENTE... LOCRI
Il valore della memoria, ricordi che servono a raccontare un passato ricco di
vivacità culturale seguendo le tradizioni. Umberto Ferraro, docente presso il
liceo classico di Locri, pubblicista, giornalista, fondatore del "Giugno Locrese".
Ha raccontato la Locride sui giornali locali e nazionali,dando visibilità a questa
terra anche attraverso le corrispondenze Rai. (Domenico logozzo)
La Locretta era una fabbrica di bibite, fiore all'occhiello nella Locri del boom economico. Gassosa,
aranciata chinotti in bottiglietta e... la famosa gazzosa locretta con pallina?
Il personaggio
A Marina di Gioiosa Jonica è presente
una nuova realtà scolastica: l'I.T.A.S
Istituto Tecnico Attività Sociali.
L’istituzione dell’I.T.A.S. è possibile grazie alle innovazioni apportate dalla normativa riguardante l'autonomia scolastica e dalla nuova configurazione che, in
base alla riforma, la scuola italiana assumerà a partire dal prossimo anno scolastico.
E precorrendo sapientemente i tempi,
l'Istituto Perigeo, è già in grado di offrire
agli studenti una scelta in più, nuova e
fortemente connotata, in quanto, già
dalla denominazione dell'istituto stesso e
dalle discipline curriculari si desumono
l'indirizzo e le finalità di questo corso di
studi. L'Istituto Perigeo si pone, quindi,
come elemento di raccordo tra le aspirazioni dei nostri giovani di migliorare la
qualità della vita nel nostro territorio e la
nascita di una compagine di futuri professionisti del sociale destinati a spendere le loro competenze al servizio della
comunità.
Umberto
Ferraro
Il cortile ( Nel ricordo di mio padre
morto all'inizio dell'estate del 1974)
Più non allieta
il profumo del tiglio
il cortile in cui
assorto sedevi,
alta la fronte
in rugosi pensieri.
-Gaio correva,
tra bionde trecce,
il mio sogno di bimbaFugge il verde dagli occhi…
Sgretola l'oleandro
ovattato sentore
nel riposto cortile
dove ora contendo
La foto è stata scattata a Gioiosa Jonica,nel
all'austero agrifoglio,
corso della Rassegna Nazionale del Folk, è
del settembre 1969, la giovane ragazza in cos- dell'estate mancata,
tume gioiosano,Teresa Fammartino,e il
il legnoso sospiro.
prof.Umberto Ferraro
Daniela Ferraro ©2012
L’azienda
La Locretta
Quando si parla della
Locretta ritornano in mente
tante belle cose ... ricordi
d'infanzia allietati da bibite
sane, anche se forse il must era la
marmellata.
Qualcosa che non si dimentica neanche dopo 50 anni.
Che mito.
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Locride è solidarietà
la Riviera
Oggi a Locri la manifestazione «Araldo del Sorriso, testimone di carità»
«Educare alla solidarietà in un mondo che cambia». Nella
giornata di oggi a partire dalle 11 con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo dell’Aquila Mons. Giovanni
D’Ercole,(foto) nella Parrocchia di Moschetta, prenderà inizio
la manifestazione denominata Araldo del sorriso, testimone
di carità. Diversi gli appuntamenti previsti dal programma
con i mariti e i fratelli, in luogo dei mariti.
Lavoratrici del mare e sul mare. Questo nessuno
lo aveva mai descritto. Anche gli scrittori veristi o
neorealisti svagano e si distraggono. E sono vittime del madonnismo, procedente dal settentrionale Alessandro Manzoni.
Altri dirà della pagina curata di Assunta
Scorpiniti dove si sente la musica della prosa di
Corrado Alvaro.
Altri dirà della sociologia di sentimento della
Scorpiniti che si serra al narrato. A ma interessa
qui dire che con le sue donne di mare, con quel
mare, visto da riva dai bambini e dalle bambine,
Assunta Scorpiniti provoca una rivoluzione letteraria.
Voi, che mi leggete, pensate che esageri.
Nient’affatto. Quand’è che si produce una rivoluzione letteraria? Quando – e ce
l’ insegna
Francesco De Sanctis- si introduce nella pagina
della letteratura italiana un nuovo ceto sociale.
Da questo lato, la prima rivoluzione epocale fu
provocata dal Manzoni con l’introduzione degli umili, la seconda da Vincenzo Padula
(non il Verga) con i primitivi, la terza da Italo Svevo
con i travet, la quarta da
Francesco Perri con gli emigranti. E la quinta da
Assunta Scorpiniti con le
donne di mare.
Alla letteratura italiana mancava questo ceto, che la rendeva mutilata, zoppa.
Assunta Scorpiniti ha risarcito questa mutilazione. Cariati,
che odora di sale e di sudore,
che richiede sale, resterà nella
storia per Lei.
* Il libro della Scorpiniti- narratrice, saggista, giornalista- Sulle
onde del mare( Ferrari, Paludi
di Cosenza 2012) ha a vuto già
un balzo europeo on la sua presentazione a Bruxeles l’8 marzo.
redatto dall’associazione “Nuova evangelizzazione – onlus»
del pastore don Giuseppe Giovinazzo. La manifestazione si
concluderà alle otto e mezzo della sera nel teatro giovanile
Salesiani di Locri con uno spettacolo d’animazione della scuola di danza Ballando Ballando e con il tradizionale Ballo del
Cavalluccio.
Locri
Una marmellata
made in Calabria per
una prima colazione
davvero speciale
L'unione fa la forza anche sul mercato del lavoro. La conferma è data dall'intesa tra Frujt, SAOR e Coldiretti che promuovono l'utilizzo dei nostri
agrumi sotto forma di marmellata, nei bar in Calabria, per la realizzazione di alcuni dolci tipici, come il famoso cornetto alla marmellata.
È questo l' idea della SAOR, Azienda di Gioiosa Jonica guidata da Rocco Criserà, della Frujt presidente Francesco Macrì, e della Coldiretti
Calabria, presidente Pietro Molinaro, per dare la giusta importanza agli agrumi.
L'obiettivo è quello di far crescere il comparto agrumicolo attraverso l'uso degli agrumi, per la produzione dei Cornetti Artigianali. Prodotti lavorati a mano, nelle pasticcerie calabresi che, nella variante alla marmellata con l'arancia, il bergamotto, il mandarino, il mix di agrumi e molto altro,
valorizzeranno un'eccellenza tutta made in Calabria. Il lancio dell'iniziativa è previsto per martedì 27 presso il Bar Riviera di Locri, dove siamo tutti
invitati ad “assaggiare” il cornetto, con un ripieno prodotto e trasformato in Calabria, ascoltando l'idea e le proposte degli ideatori.
L’ANGOLO
DI PARRELLO
DOV’È LA PACE...
E così anche Franco Lamolinara è stato ucciso. Centinaia di
italiani civili e militari ogni anno vengono ammazzati. Da
oltre un decennio, noi italiani ci sforziamo di portare la pace
nel mondo. Contemporaneamente, però, tante persone di
altri paesi europei e non, entrano in Italia liberamente e alcuni di questi, a volte, uccidono a loro piacimento. Gli abitanti
di Perugia e dintorni, hanno iniziato a formare ronde e, la
notte armati in casa, a fare dei turni di veglia. “Non c'è pace
tra gli ulivi”, recitava un film del passato; noi, oggi, nelle
grandi e piccole città, ma soprattutto nelle zone di campagna
e rurali, non abbiamo libertà. Con dolorosa rassegnazione.
Franco Parrello
La prima calabrese
laureata. Nel 1921
“A quel tempo - ha raccontato lei stessa in
un'intervista concessa in occasione del suo
centesimo compleanno - le ragazze di buona
famiglia dovevano essere educate
a casa. Figuriamoci se era loro permesso
andare da sole a Roma a frequentare
l'Università!”.
Ma Concetta Pontorieri, calabrese di buona
famiglia, aveva carattere e sapeva che fare dei
suoi sogni.
Era nata nel 1897 a Rombiolo, un piccolo
paese arrampicato sulle falde del monte Poro,
vicino a quella che allora si chiamava
Monteleone Calabro e oggi Vibo Valentia.
Penultima di dieci figli, quando aveva sette
anni, rimase orfana del padre, grande proprietario agricolo e sindaco del paese.
Ea decisa a studiare. Voleva andare
all'Università. Il che significava, tra l'altro,
lasciare casa e paese. Era il 1916 e in famiglia
successe il putiferio. Vinse lei.
Uno dei fratelli, prima di partire lui stesso per
la Grande guerra, la accompagnò a Roma,
alla Sapienza. Pare l'abbia salutata dicendole:
“Avrei preferito accompagnarti al tuo funerale".
Tra le prime cinque donne iscritte in quella
Università, e per di più in una disciplina scientifica, Scienze naturali, Concetta Pontorieri prima donna calabrese - si laureò a Torino nel
1921 e in quell'Ateneo iniziò la carriera accademica. Collaborò con il prof. Vaccari partecipando anche alla fondazione dell'Orto botanico di Chanus, sul Passo del Piccolo San
Bernardo, oggi in territorio francese.
Di idee trotskiste e precorritrice del femminismo, decise poi di passare all'insegnamento
nelle scuole italiane superiori all'estero.
L'amore per i viaggi la portò a lavorare a
Zurigo, Bucarest e Sofia, dove fu ammessa
alla corte della regina Giovanna.
A Sofia, Concetta Pontorieri conobbe il violinista Boris Arghirov. Un amore che la madre
avrebbe commentato in dialetto: “Girau,
girau girau e ppoi cu' pigghiau ? Nu sunaturi 'i
violinu”(ha viaggiato, viaggiato, viaggiato e poi
chi ha sposato ? Un suonatore di violino).
Seguì il marito, divenuto primo violino
dell'Orchestra del Cairo, nella città egiziana
dove insegnò nella scuola italiana e dove nacque la sua unica figlia, Giovanna, e rientrò in
Italia quando Boris Arghirov ebbe lo stesso
incarico all'Accademia di Santa Cecilia a
Roma. Continuò ad insegnare Scienze nelle
Scuole superiori, ricevendo, a fine carriera, la
Medaglia d'Oro del Ministero della Pubblica
Istruzione.
Anche vedova continuò a viaggiare e non tralasciò mai di tornare spesso sotto il monte
Poro.
E' morta, in Versilia, nel 2004, a 107 anni.
M. F.
Nota. Nel dibattito, che si infittisce sul web, in
riferimento alle figure femminili cui intitolare
le strade, il nome di Concetta Pontorieri è
emerso in una discussione avviata da Pino
Macrì per valorizzare la prima donna laureata
in Italia, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
(Padova, 1678)
Da Zoomsud.it
LE NOTE
di MARA RECHICHI
Basta pisci picciuli!
“Signor Presidente della
Corti, oggi siamo in quista
magnifica Aula per dirimere
la quistioni che da qualichi
jorno tutti ci attanaglia.
Infatti, pochi giorni addietro, la Commissaria europea p’i l’affari
marittimi e la pesca, la signura Maria
Damanaki, mannò a diri al nostro illustre
scrittori Andrea Camilleri che il di lei collega Commissario, non propriu veru e
proprio collega, che ebbe vita dalle di lui,
dello scrittori, penna e machina da scrivìri, abusa tanticchia a manciari pisciteddi
nichi nichi, ‘u biancumangiari; e quisto
non veni visto dalla Commissaria come
un bonu esempio di osservanza di li leggi
vigenti che tutelano i pisci picciuli e
danno libertà di catturari i pisci grossi.
Ora, Signor Presidenti della Corti, è vero
che noi tutti simu conoscenti di la situazioni dell’ecosistema del Mediterraneo,
che va preservato nei so‘ quilibri e che
non devi siri rovinato; ragioni avi la
Commissaria quando dice che il suo collega Commissario, non priciso intifico
collega, mangiando quisti pisciteddi che
ancora non raggiungirono l’età della
riproduzioni, incidi supra la conservazione delle risorsi ittiche. Ma…! Ma comu si
fa a pinsari a un Commissario
Montalbano che si priva del prijo di mangiare un pugnu di pisciteddi facendoci
prijare puru a nui autri? Sarebbi comu
quando vi veni di leggiri un’autra scrittrice siciliana che dell’arte della cucina ha
fatto il filo conduttori dei suoi successi.
Potresti voi mai fari a menu di accanoscere il giusto grado di agrodolce di quella
squisitizza della caponata di melanzani
priparata da Anciluzza, l’Assaggiatrice di
Giuseppina Torregrossa? E tanti altri
esempi litterari vi potrei fari ma mi fermu
subito qui. Mi pari, Signor Presidenti
della Corti, che sia megghju un Camilleri
quasi foraleggi chi una Beniditta fimmina Parodi che ci dice come fari la pastella per assassinare i pisciteddi. A meno
che la signora Commissaria, non voliva
diri al suo collega Commissario, non prorio collega, che è meglio lasciar perdere i
pesci piccoli e dirigere i suoi gusti verso i
pesci grossi, più difficili da acchiappari!”
DOMENICA
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Parlando
di
Cinema
OROSCOPO
ILOSOFIA
REGGINA
ARIETE
dal 21 marzo
al 20 aprile
17 marzo, festa della nascita
dello stato italiano:
Io non festeggio
Le occasioni per distinguervi
di certo non mancheranno.
Abbiate cura di voi stessi e
sappiate attendere il momento
giusto per compiere le scelte
giuste.
Abbiamo riassunto in 10 punti chiave il perchè un
meridionale non può festeggiare la ricorrenza del
17 Marzo, festa della nascita dello stato italiano.
L'unità d'Italia si fece sulle nostre spalle, sul nostro
sangue, sul nostro territorio: è arrivato il momento
che la gente conosca la vera storia. Forse solo allora, l'Italia intera avrà più rispetto del nostro popolo.
NON FESTEGGIO perché quando l'esercito piemontese, capeggiato da Garibaldi, invase il sud lo
fece solamente per scongiurare il rischio di bancarotta delle finanze savoiarde, già dissestate;
1. NON FESTEGGIO perchè al momento dell'unità d'Italia, il Regno delle due Sicilie possedeva un
patrimonio di 443,3 milioni di lire oro (il più alto tra
tutti gli stati preunitari italiani e corrispondente al
65,7% di tutta la moneta circolante della penisola),
possedeva la terza flotta navale d'Europa, aveva primati nell'ambito dei trasporti, infrastrutture, energia, telecomunicazioni e soprattutto economici da
far invidia al resto d'Europa;
2. NON FESTEGGIO perché, dopo l'Unità, tutti i
più importanti poli industriali del sud furono smantellati dai piemontesi per trasferirne gli apparati,
TORO
dal 21 aprile
al 20 maggio
Finalmente trarrete profitto da tutto quello che avete
seminato. Evitate di dare
troppa confidenza a chi
conoscete da poco, siate
sicuri di voi stessi.
GEMELLI
dal 21 maggio
al 21 giugno
Un periodo a voi assolutamente favorevole. Mettete
pure in discussione posizioni che tenete da lungo
tempo, e cercate di essere
più elastici.
prima, e le produzioni, poi, al nord;
3. NON FESTEGGIO perchè per conquistare le
ricchezze del sud, fu consumata la PRIMA
PULIZIA ETNICA della civiltà occidentale, con oltre 1 MILIONE di
MERIDIONALI TRUCIDATI senza contare tutte LE
NOSTRE MADRI e
SORELLE STUPRATE;
4. NON FESTEGGIO
perchè l'appena nato
STATO
ITALIANO
costruì
il
PRIMO
LAGER DELLA STORIA
EUROPEA,
“FENESTRELLE”,
deportando poveri contadini
ed ex soldati borbonici a morire di stenti e vessazioni perpetrati
da chi si reputava un liberatore;
5.NON FESTEGGIO perché, dopo l'Unità,
le terre promesse inizialmente al popolo per il proprio sostentamento furono concesse, con l'inganno,
La Storia violata
CANCRO
dal 22 giugno
al 22 luglio
Siete al centro dell'attenzione.
Cercate di non attirare su di
voi l'invidia, ma siate assecondanti qualora sappiate di
avere le possibilità di esserlo.
“Ognuno vale non in quanto è, ma in quanto produce”. E' l'iscrizione che un
visitatore legge oggi su un muro, entrando a Fenestrelle, fortezza ubicata sulle
montagne piemontesi dove, dal 1860 al 1870, furono deportati i migliaia di
meridionali che si opposero all'unità d'Italia e alla colonizzazione piemontese
LEONE
VALERIO RIZZO DEL SITO BRIGANTI
dal 23 luglio
al 23 agosto
Gli storici continuano a voler ignorare una storia
piena di dolore, disperazione e di morte che da
quasi 150 anni aspetta di essere scritta sui testi scolastici. L'esempio più emblematico di questa continua censura storica è il Lager di Fenestrelle.
Ma facciamo un piccolo passo indietro, cosa ha
comportato l'Unità d'Italia? Le cifre ufficiali, anche
se molto sotto-valutate, sono terrificanti: 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1
milione di morti. Una vera e propria repressione
consumata all'indomani dell'Unità d'Italia dai
Savoia e forse la si può definire come la prima pulizia etnica dell'epoca moderna, operata sulle popolazioni meridionali, dettata dalla Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti.
Se queste argomentazioni ci indignano, niente può
farci venire il ribrezzo più delle vicende che hanno
Fate progetti per il lungo periodo. La vostra lucidità sarà
un’utile guida in decisioni che
potranno cambiare in meglio
molte circostanze.
VERGINE
dal 24 agosto
al 22 settembre
Imparate a non dare tutto per
scontato, nè da parte vostra
nè da parte del prossimo, e
abbiate cura della vostra
immagine in pubblico.
coinvolto il forte di Fenestrelle dal
1860 al 1870. In quel periodo si concretizzò il primo campo di sterminio
della storia moderna, in esso trovarono la morte più di 8.000 soldati del
Regno delle Due Sicilie, ai quali va
aggiunto un numero imprecisato di
letterati, preti, briganti e miseri contadini.
Ma tutto ciò continua ad essere ignorato dalle menti illustri della storiografia “ufficiale” italiana e dai letterati;
addirittura
sul
sito
dell'Amministrazione Provinciale la
fortezza viene presentata come
“Monumento simbolo della Provincia
di Torino “ (con tanto di foto in notturna per decantarne implicitamente
la bellezza), mentre sul sito ufficiale
ai già noti possidenti terrieri ed alle nascenti mafie
locali che sostituirono le autorità borboniche con
protervia e violenza;
6. NON FESTEGGIO perché solo dopo l'Unità
d'Italia la gente del sud iniziò ad emigrare per poter
vivere dignitosamente mentre chi restò venne etichettato come “brigante” ed ucciso solo perchè
patriota del sud;
7. NON FESTEGGIO perché gli emigranti del sud
che decisero di partire verso le Americhe, dopo
l'Unità, furono beffati oltre che danneggiati in quanto tassati ulteriormente per finanziare l'emigrazione
dei loro omologhi del nord verso l'Europa;
8. NON FESTEGGIO perchè dopo aver lasciato il
sud nelle mani della mafia locale e costretto
a vivere di solo latifondismo, le famiglie
furono inoltre “derubate” delle braccia agricole per andare a morire in
prima linea al fronte durante la
prima guerra mondiale…tanto,
è gente del sud, non ci “serve”;
9. NON FESTEGGIO perché
sui libri di storia ho sempre
letto un'altra storia in cui il sud,
prima dell' Unità, viene descritto come un luogo selvaggio e
incivile, povero, in mano a tiranni ed il nord come un posto di
grande modernità e cultura e,
soprattutto, ricco.
VOGLIAMO GIUSTIZIA PER IL
NOSTRO POPOLO, VOGLIAMO CHE
VENGA RISCRITTA LA STORIA PER COME
E' AVVENUTA.
del Forte, si invita alla devoluzione del 5 per mille!
Sempre sul sito De Amicis scrive: “Uno dei più
straordinari edifizi che possa aver mai immaginato
un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie
a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di
costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di
sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca
o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare
un'invasione di popoli, o per contener col terrore
milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle”. Si chiude con
“Guardiano immobile e supremo della nostra indipendenza e del nostro onore”. E' la
pura esaltazione dell' inferno! Ora
immaginate se invece di Fenestrelle
si parlasse di Auschwitz, e con in
mente il nome del famoso lager
nazista rileggete le parole di De
Amicis appena sopra riportate!!
Noi popolo meridionale abbiamo
l'obbligo morale di dire tutte le
verità sulla cieca e razzista politica
di aggressione che i Savoia e i
Piemontesi hanno fatto nelle nostre
meravigliose regioni! Di seguito
riporterà la vera storia, quella che
non troverete mai nei testi scolastici dei vostri figli, leggetela con
attenzione e con una lacrima nel
cuore, come quella che avevo io
mentre la trascrivevo.
Sul sito
www.facebook.com/o.Briganti.o
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
Riflettete sul da farsi. Tante le
incertezze che andrebbero
chiarite con razionalità e non
affidandosi alla sorte nè ai
consigli spesso non disinteressati degli altri.
Prestate attenzione alle situazioni in cui sarete coinvolti, e
date il giusto peso a chi vi sta
a fianco. Evitate compagnie e
consigli di chi potrebbe distogliervi dai vostri obiettivi.
Sembra che bastiate a voi
stessi, ma spesso potrebbe
accadere che vi sbagliate.
Cercate la vita sociale quanto è necessario ed evitate la
clausura.
L'entusiasmo che vi anima
in questo periodo è davvero forte e sembra non
lasciarvi in ogni occasione.
Non sottovalutate le vostre
possibilità!
Cercate soddisfazione
anche dalle piccole cose e
non sentiate la necessità
di dover fare per forza
qualcosa per divertirvi e
sentirvi in forma.
DOMENICA
25
Non sentitevi in colpa per
qualche piccola distrazione
che sarà senz'altro ricreativa e
meritevole. Non trascurate i
vostri affetti e la vostra famiglia.
MARZO 2012
LA RIVIERA
30
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
Posti in piedi in paradiso/
22.00
10 regole per innamorarsi/
sabato e domenica ore
16.00 - 18.00 - 20.00
da lunedì solo 18.00 - 20.00
CINEMA GOLDEN
Roccella J,info:333/ 7672151
Ti stimo fratello/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
Quasi amici/ 18.00
Posti in piedi in paradiso/
20.00 - 22.00
CINEMA GARIBALDI
Polistena,info:0966/ 932622
Ti stimo fratello/
16.00 - 19.15 - 21.30
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
Ti stimo fratello/
18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
Magnifica presenza/
dalle 18.10 - 20.20 - 22.30
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
The raven/
18.30 - 20.40 - 22.50
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala De Curtis
E’nata una star?/
18.45 - 20.35 - 22.45
Sabato e domenica anche 17.15
Moto GP/ 4 aprile ore 21.00
Reggio C.,info:0965/ 898168
Quasi amici/
18.00 - 20.00 - 22.00
Blob of the week
in diretta via satellite in digitale
con Valentino Rossi
Sala Sordi
Ghost rider,spirito di
vendetta (in 3D)/
19.00 - 21.00 - 23.00
Sabato e domenica anche 17.15
Sala De Sica
L’altra faccia del diavolo/
19.15 - 21.00 - 22.45
Sabato e domenica anche 17.30
Sala Mastroianni
Posti in piedi in paradiso/
18.10 - 20.25 - 22.40
la Riviera
AL CINEMA
Amici Miei
Super Mimmo: “Surici mi hai
provocato e io t’ ho magnato”
Un saluto caloroso a tutti i lettori de “La Riviera”
da parte del vostro
amatissimo Tony White
Tanti auguri alla nostra
Mara Rechichi per aver
conseguito questo
splendido risultato...
Ti aspettiamo
in redazione per
festeggiare insieme
La natura vi ha regalato la fortuna di essere in due, la maggiore età vi insegnerà ad amare questo
ancora di più. Auguri Antonio e Cristina per il vostro 18° compleanno, e che quei sogni, oggi ancora acerbi, siano la vostra vita di domani.
Mimmo
“The King of Sbarra”
Fabio D’ Agostino
“The King of Beach”
Cosimo Pellegrino ha diffidato La Riviera per
aver pubblicato la sua foto affianco a quella di
Davide Scarfò, in quanto a suo dire, Davide capisce di calcio quanto una tartaruga di spread. Ha
preteso, inoltre, il ritiro di tutte le copie della
scorsa settimana e le pubbliche scuse da parte di
questa testata.
Grazie alle denunce e agli allarmi di scrittori e giornalisti calabresi, l'Emilia Romagna si è accorta per tempo del pericolo orribile che stava correndo. Grassa e tronfia come sempre stava inopinatamente per finire nelle voraci grinfie del mostro calabrese. La ndrangheta la stava per
di Benjamin Bowson divorare la rossa regione operaia. Fortuna che le penne calabresi hanno suonato la sirena e
acceso le luci su un fenomeno criminale che
avrebbe tolto la pace ai
tranquilli emiliani. Che
poi, ammettiamolo, tanto
tranquilli non erano perché da Bologna era partito il DC 9 dell'Itavia abbattuto sui cieli di Ustica e quella ferita brucia ancora. Come brucia
dolorosamente la piaga mortale che ha raso al suolo la stazione di Bologna e nulla ancora si sa su chi e perché ha spento decine di vite innocenti. Un passato assordante che lancia ancora echi sul presente. Si non erano poi tanto tranquilli gli emiliani se per dieci, o forse più, anni hanno
avuto le strade percorse dalla famigerata uno bianca che ha lasciato sull'asfalto decine di vite. E non erano incidenti stradali e al volante della
fiat non c'era un guidatore sballato, c'erano i poliziotti della squadra volanti della questura centrale di Bologna. E il giudice che all'epoca ha condotto le indagini è in edicola, in questi giorni, con un libro che denuncia gli insabbiamenti dell'inchiesta che secondo lui ha lasciato in libertà la
maggior parte dei responsabili, perché a sparare non c'erano soltanto i fratelli Savi. Gli assassini per lui sono ancora liberi. No, non è tranquilla
l'Emilia in mano alle cooperative da sempre, che vive di ospedali, di università e di Parmalat, e che ha visto finire in procura, e non per denunciare ma denunciato, il suo politico più illustre Vasco Errani. Non è tranquilla l'Emilia che svegliata dagli allarmi si era prontamente mossa per
scoprire la ndrangheta e la bomba, la bufera, l'ha trovata la questura. Ha trovato un mostro senza coppola e lupara, ma in divisa d'ordinanza.
L'ha trovato nuovamente in questura, in quella che era la sezione dei Savi, intesi come fratelli, la squadra volanti. Si cercava il bubbone e lo si è
trovato. Cinque poliziotti arrestati, indagini che scavano in questura e in tribunale. Un'ispezione ministeriale che promette disastri. Ah quanto
siete magnifici, e quanto siete arroganti voi calabresi con questa pretesa di essere i migliori nel campo del male e invece siete dei piccoli insulsi
dilettanti col vizio di spacciare pomodori al mercato.
La verità dell’Iride
Dalla uno bianca alla pantera nera
DOMENICA
25 MARZO 2012
LA RIVIERA
31
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