L'ingiusto è chi si sente leone e si alza alle prime luci del giorno per divorare la carne altrui. E il vile è chi assiste ogni giorno agli scempi, girandosi perennemente dall'altra parte fino al giorno in cui anch'esso sarà carne da preda. C'è chi da noi si fa pecora o lupo a seconda di chi col sorgere del sole gli sta davanti, e non vuol comprendere che è finito il tempo di essere lupi con i propri simili e voglia o non voglia bisognerà essere semplicemente uomini per sopravvivere ai tempi nuovi che nonostante pecore o lupi comunque arriveranno. DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 02 UNA STORIA DON PISANO IL PRETE ASPROMONTANO CHE AMAVA LE SOTTANE Locri, mazzetta city on Pisano era un prete, mandato a convertire i diavoli dell’Aspromonte di Casalnuovo d’Africo e rimasto imbrigliato nelle trame del maligno, che poi tanto maligno non era. Era un uomo buono, un bravo cristiano, ma amante della sottana quanto dell’abito talare. Si dava da fare procacciando generi alimentari per i figli della miseria calabrese del dopoguerra, e già che c’era un po’ di pane lo portava a casa anche per i figli suoi, carnali. Perché don Pisano oltre che a Dio aveva dato l’amore anche a una donna, con la quale conviveva come se fosse unito in matrimonio. Il suo concubinaggio riempì le bocche e valicò i monti, arrivando alle orecchie vescovili. La Chiesa, inflessibile lo punì. Ma seppur sospeso a divinis, e quindi privato della possibilità di dir messa. Don Pisano mantenne l’abito talare e i diavoli dell’Aspromonte continuarono a considerarlo prete. Fu così che il don giunse un giorno in un ovile e il pastore ospitante si dispiacque di non poter offrire al prete un agnello per onorare la visita, posto che era venerdì e per regola era vietato ai preti mangiare carne in quel giorno. Don Pisano, che i morsi della fame li pativa come tutti i diavoli dell’Aspromonte svelò al pastore la facoltà per i preti di poter mutare una volta all’anno un giorno in un altro. Ed ecco che inscenò una cerimonia che concluse in questo modo “in virtù dei poteri conferitimi dal Supremo, battezzò col nome di Sabato l’odierno venerdì”. (Le chevalier) (CONTINUA DALLA PRIMA) D A 22 anni dall’omicidio di Cecè Grasso in città le estorsioni sono pane quotidiano l 20 Marzo 1989 a Locri veniva ucciso Vincenzo Grasso. Sono passati 22 anni da quel barbaro omicidio, ma in città le estorsioni sono ancora pane quotidiano. C'è chi, in Calabria, all'alba del terzo millennio è convinto che vivere di sgarro sia un atto dignitoso, e mangiare sulle spalle di un commerciante, di un professionista o di chi col proprio sacrificio produce non sia una cosa moralmente riprovevole. Se qualcuno riuscisse a metter sotto una multinazionale, una banca o un plurimiliardario, io avrei detto che è un reato, qualcosa di sbagliato, ma non ci avrei perso tempo per dedicargli un articolo. Può accadere, e da noi è accaduto, che si siano educati i figli a vivere di sgarro e i figli siano cresciuti nella convinzione di agire bene. E allora a questi figli gli si potrebbe anche attenuare la colpa perché non è I semplice eliminare un'educazione che a forza è stata radicata dentro. Ma questi figli dovranno pur crescere e scontrandosi con la realtà e con i dati esterni dovranno prima o poi raggiungere un'età della ragione che non è predeterminata per tutti e varia a seconda delle esperienze. E i figli in errore quando diventeranno padri e avranno raggiunto la piena coscienza del bene e del male, la dovranno smettere con le lezioni sbagliate e insegnare ai propri figli che vivere di sgarro è da meschini non da uomini. A oltre 20 anni dall'omicidio di Cecè Grasso c'è ancora chi a Locri si alza la mattina per estorcere danaro ad attività che, con fatica e sudore, campano a stento. La cultura della mazzetta dilaga inspiegabilmente in questo importante baricentro della Locride, in un modo più sfacciato rispetto ad altri centri. E comunque i balordi del pizzo trovano praterie ospitali soprattutto perchè in citta molti abbassano ancora la testa.. Forever LA COLONNA DI ERCOLE LASCIATE VIVERE FRAFRÀ, PESCATORE DI FRODO JONICO CARTOLINE per LA PADANIA GRAN GRAN GALÀ POPOLARE Mimmo Cavallaro al teatro Cilea di Reggio eno sei. Sabato prossimo, 31 marzo, ore 21.00, nella splendida cornice del teatro Cilea di Reggio Calabria i Taranproject di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea. Duecento concerti all'anno, per una delle tre migliori band di tarantella nel meridione d'Italia. Reggio, la borghese, si dà quindi alla musica popolare e i Tarantaprojet, ne siamo sicuri, faranno vibrare mezza città. Alla Chitarra battente Cavallaro all'organetto Papandrea. Roba forte. Ospite gradito della manifestazione sarà il mitico Otello Profazio legato da un'autentica amicizia e da stima alla band popolare Cauloniese. M isico asciutto e forza nei nervi. F La fibra tutt’altro che robusta dà una nota di eroismo alla sua L’ETNA, OLTRE I BEATLES, VICINO QUEL PROMONTORIO DOVE CAMBIA IL VENTO «Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa volando, in un marzo di polvere di fuoco e come il nonno di oggi sia stato il ragazzo di ieri. Se vuoi ascoltare non solo per gioco il passo di mille pensieri» non chiedere chi erano i Betales, ma vai dove lo Jonio sposa lo Stretto, nel pianeta dell’alba. Prima del promontorio dove cambia il vento, a capo Zefira, giovani onde giocano sulle secche. Oltre si eleva l’Etna, il mare diventa più scuro, più stretto, l’eterno mangiafuoco lo rende comparsa giocando col cielo. (em) DOMENICA sagoma asciugata dal sole. Una nota d’eroismo asciugata dal sole, una moglie, Giuseppe, un figlio di 17 anni, una barca smaltata di un blu ponente e una sciabica. Vi presento Frafrà, pane e mare. Nessuna licenza. Pescatore di frodo sidernese, imbianchino in nero e vittima di chi una licenza ce l’ha. Venti chili di bianchetto alla settimana da gennaio ad aprile sono reato. Per i figli delle marche da bollo da 14 e 62, cento euro al mese col mare sono rughe profonde che squarciano la democrazia perfetta di una Calabria sempre più prossima alla povertà di Dickens. Sulla spiaggia a sud di Siderno, dove albeggia Cala Argentina, Frafrà è nudo senza la sua sciabica, sequestrata la scorsa settimana da una capitaneria a ranghi completi e in alta uniforme. Ma disarmato, con la pazienza dei vecchi pescatori, maestri di sopravvivenza, premedita la vendetta: staccherà il collo a una Caretta Caretta. Dopo la mezza estate, nel buio della notte, quando mamma tartaruga risalirà la spiaggia d’origine per deporre le uova, Frafrà sarà lì, senza licenza di uccidere. 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 03 Parlando di... ATTUALITÀ NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO L’essenza del bergamotto l sole, il mare, l’olio, il vino. Sì, è la solita fiera delle ovvietà, avremmo tutto per stare bene eppure continuiamo a stare male. Ve l’ho spiegato tante volte che questa è la condanna dei paesi colonizzati, e in realtà le nazioni economicamente più sviluppate sono anche quelle meno dotate di ricchezze naturali. La cosa che fa la differenza è la forza bruta, altro che civiltà. Il mondo è dominato da chi possiede l’esercito più efficiente e chi non ci sta all’ordine mondiale imposto si ritrova i marines in casa. Cosa c’entra questo con l’essenza del bergamotto, direte? C’entra, c’entra. Mettete di essere collezionisti di francobolli o monete, qual è il pezzo più pregiato? Quello più raro naturalmente, quello cioè di cui ci sono pochi esemplari. Il bergamotto è questo, un agrume raro che nasce sulla costa ionica e in un tratto della costa libanese, nel resto qualche imitazione, ma sostanzialmente nisba. Ora, il mondo ne potrebbe fare a meno del rado frutto, direte? Fregandosene del fatto che ce lo abbiamo solo noi? Sì e no, è la risposta. Ne può fare a meno, anzi solitamente lo fa sostituendo all’essenza naturale un prodotto chimico in grado di farne le veci. Il guaio è, ed è noto, che la chimica riesce a sostituire spesso la natura ma non può farlo sempre e a volte il subentro produce conseguenze poco piacevoli. Nel caso in questione pare che l’essenza artificiale sia potenzial- I mente cancerogena. E se si tiene conto che il materiale in esame è la base fissante delle fragranze, che con vari marchi, vengono chiamate profumi, si capisce qual è o potrebbe essere il valore economico dell’affare. Da noi ci potrebbero distese di giardini di bergamotto e non ci sono sapete perché’ perché l’industria non può dipendere da un prodotto non brevettabile, che nasce in un territorio limitato avendo, di fatto, un monopolio di natura. Il consorzio per la tutela del bergamotto stima 1500 ettari del nostro territorio destinati alla coltivazione, il prezzo del frutto si è stabilizzato da qualche anno intorno ai 40 euro al quintale e ultimamente i magazzini smaltiscono fino all’ultimo chilo di prodotto. Nella Locride la coltivazione è ridotta al minimo, mentre potrebbe essere uno dei prodotti di punta di una nuova economia verde sempre più in voga nel mondo. Abbiamo un frutto che è o potrebbe diventare d’oro, qualcosa di completamente nostro. Un prodotto sano che non inquina e che permette una miriade d’usi in campo cosmetico, farmaceutico, alimentare. Una realtà che baratteremo per un miraggio nero, si faremo la centrale a carbone a Saline perché noi siamo furbi e dalle nostre parti va sempre di moda quello che in altri posti rifiutano. Questo significa essere una colonia, obbedire agli ordini e preferire l’oro nero a quello verde. SIDERNO Comunione? Per avvicinarsi a Dio serve umiltà Don Cornelio è il parroco della Chiesa “S. Maria di Portosalvo” di Siderno dal 1996, e ci è arrivato dopo un lungo percorso di studi e dopo aver svolto a Mammola ben 22 anni di sacerdozio. Dal 16 Dicembre 2008 è il nuovo Vicario della Diocesi Locri-Gerace. Don Cornelio non è uno qualunque. Ma di questi vestiti istituzionali si spoglia con una leggerezza straordinaria, per essere solo un angelo di Dio. Lui le cose le dice in faccia, con la forza e la convinzione di chi ha nel cuore un amore disarmante, e solo di questo si riveste. Lui vorrebbe che la fede dei Cristiani fosse autentica, vorrebbe che i fedeli andassero a Messa, non solo per le grandi occasioni. Così alla riunione indetta con i genitori dei bambini in procinto di accogliere la Prima comunione, Don Cornelio, con grande atto di umiltà, rimanda tutti “a settembre”. Lui, vuole fortemente formare le amine dei bambini, che evidentemente non sono pronti a ricevere il sacramento, ed io, da mamma, sono rasserenata dalle parole di un grande Messaggero. I bambini non sono pronti, non hanno ancora la giusta consapevolezza per questo passo. E smettiamola di costruire fedi alternative: cattolici doverosi praticanti di soli funerali, cattolici della domenica se non hanno la partita, cattolici a periodi alterni. E smettiamola con la nostra visione personale della fede, le nostre regole, i nostri tempi. Un grande amore richiede sempre un po' di sacrificio. Don Cornelio questo vorrebbe. Che noi lo amassimo questo Dio, come prima cosa. E con inusuale coraggio per un parroco annuncia il messaggio alla comunità. “La Comunione non è una particula ed io non sono un elargitore di particule”: Sacramento rimandato! Paola D’Orsa POLAROID Farfallino o farfallone? Antonio Latella ha segnato con la sua ottima penna, però a lungo limata negli uffici- stampa, le cronache giornalistiche della Calabria. Il sangue, che ribolle, non gli è mai mancato e non gli manca. Da quando è diventato portavoce di Giuseppe Raffa esibisce un aristocratico farfallino. Che con un minimo scarto grafico può leggersi farfallone. Con tanto d’avviso per il Presidente. PAGAMENTO DEBITI SANITÀ Interrogazione al direttore dell’Asp reggina Rosanna Squillacioti DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 04 la Riviera DIAVOLO NERO LA RITRATTAZIONE I capolavori di Marco el campo dei saperi, sia che si tratti di filosofi, di scienziati, di letterati, di capolavori ce n’è uno e uno soltanto. Il capolavoro, uno e uno soltanto, di Dante è la Divina Commedia, di Marx Il Capitale, di Einstein la teoria della relatività, di Manzoni I Promessi sposi. Il loro cervello, spossato da tanta genialità, altri capolavori non è riuscito a produrre. Questa è la regola, che, come ogni regola, richiede l’eccezione. L’eccezione è Marco Minniti, che, nel volger di pochi anni , è riuscito ad arricchire il patrimonio dell’umanità di due capolavori. Il primo capolavoro è stato quello della promozione dell’ex superprefetto Luigi De Sena a senatore della Repubblica sulle morte spoglie di Pietro Fuda, senatore uscente sul cui voto poggiava l’esistenza del governo Prodi. E Pietro Fuda non venne mai meno al suo dovere di lealtà governativa. Ma per Marco Minniti questo non era condizione sufficiente e necessaria per la sua ricandidatura. Un capolavoro di ingratitudine umana e politica. Dio il sesto giorno dopo la creazione del mondo, il suo capolavoro, si riposò. I capo- N Dopo aver contratto un mutuo di euro 400 mila e accertato che in via d'urgenza il governo Monti ha finanziato 200 mila euro per far fronte al massiccio debito di 1 miliardo e 200 euro della sanità calabrese e visti gli strilli ottimistici del governatore Scopelliti sul pagamento dei debiti, chiediamo al Direttore generale dell'Asp reggina Rosanna Squillacioti (foto) in che lavori -capite?- esigono eccezionali sforzi della mente e della mano, e lasciano spossati. I loro autori hanno bisogno di riposo. Ma il deputato Marco Minniti è di una tempra speciale. Non contento e non stancato del primo capolavoro, s’apprestò, con grave strazio delle visceri mentali- il suo genio è viscerale- a partorirne un altro. Ricorderete certamente quello che non si può dimenticare: l’assassinio di Francesco Fortugno. Arrivò a Locri la commissione d’accesso agli atti dell’ospedale. Redasse una relazione, scritta secondo il metodo dell’antico storico romano, Plinio, che, raccontando le guerre puniche, tacque di Annibale e dei generali romani, e lasciò impresso il nome soltanto d’un elefante. Il deputato Marco Minniti la lesse, meditò, digrumò, poi fece esplodere il capolavoro: quella relazione meritava di essere letta in tutte le scuole. Un capolavoro di cultura operativa. Marco Minniti è un intellettuale pregiato. Per questo non poteva mancare di dare il suo contributo di gesticolazione al recente convegno sulla libertà di stampa, organizzato dal PD . E in quella sede, tra le altre cose importanti, una ritrattazione: i commissariamenti sono inutili come quello dell’ospedale di Locri. Ma non aveva detto che la relazione dei commissari, come la Divina Commedia, come I Promessi sposi, meritava d’essere letta nelle scuole? Valli a capire i geni. Sono così geniali da dimenticare quel che dicono e quel che fanno. Ma in questo si manifesta il lato umano di Marco Minniti con il quale si riconnette e si riconcilia con noi, mortali comuni. modo sono state avviate le procedure di pagamenti di beni e servizi. E ancora, a chi devono rivolgersi i creditori per capire qualcosa in più, rispetto alle loro legittime spettanze, dato che sono in tanti quelli che a causa dei rinvii rischiano, e questo lo registriamo settimanalmente, il fallimento. Ciò significa di conseguenza significa la perdita di centinaia di posti di lavoro.(lr) Legione straniera La Legion straniera del magistrato Romano De Grazia, composta da due legionari di fede ristretta a don Ciotti, gli avvocati Matteo Luzza e Giovanna Fronte, e dall'avvocato Claudio Cricenti, vicino a Futuro e Libertà, s'arricchisce ora del nome del vicesegretario regionale dell'Udc, Giuseppe Idà. Siamo ammirati e colpiti dall'umiltà francescana del fresco vicesegretario regionale dello Scudo Crociato, che s'aggiunge ai tre vibonesi come ultima ruota del carro, per dare un contributo alla difesa della democrazia e della legalità, abbattute, come uccelli di passo, a Platì, che, ove fosse stata circondata dalle acque del mare, i pirati di Sua Maestà- son sempre di Sua Maestà i pirati- avrebbero scelto come porto, regno e rifugio. Se non vado errato, il partito di Giuseppe Idà ha un deputato europeo, un presidente del consiglio regionale, assessori regionali e assessori provinciali. Ha iscritti ed elettori. Si trova, cioè, nelle condizioni di potere esprimere una sua lista a Platì. E vi rinuncia. Se non vado errato. Giuseppe Idà è stato candidato alle regionali del 2010 per l'Udc, naturalmente. A Platì ha avuto ……… Naturalmente, puliti. Non capisco perché mai il De Grazia, tenuto a mano da Giuseppe Idà, non abbia cercato tra loro i candidati per Platì e anche il candidato a sindaco. E non capisco perché questo tentativo non sia stato fatto da Giuseppe Idà. Stai a vedere che secondo Romano De Grazia e il suo fedele alleato, Giuseppe Idà, i platiesi possono eleggere, ma non possono essere eletti.. Ma gli elettori infetti possono produrre un sindaco puro? Che, dr. De Grazia, s'è distratto? . DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 05 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 06 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 07 IL CASO TUCCIO EDITORIALE DI RODERIGO DI CASTIGLIA Scimitarre e fioretti l Pdl reggino svicola e replica al gruppo consiliare Pd su questioni del governo reggino, mettendo sulla lavagna dei non irreprensibili : l’adulto Demetrio Naccari Carlizzi, e i giovani Nicola Irto e Giuseppe Falcomatà . Al quale noi vorremmo, invece, che di riprensibile c’è il fatto d’avere scritto un libro, La vendetta immobile ( Città del Sole 2011) a cui ha affidato il compito liberatorio della presenza nella sua vita del padre Italo, grande sindaco di Reggio. Sarà che l’elegante e intonato giovane dirigente del Pd vuole riconsacrare Sigmund Freud il quale consigliava d’uccidere il padre se si vuole progredire. Questo, però, è un argomento che riacciufferemo in altra sede. Contro i rottamatori di ieri e di oggi. E, rientrando in argomento, a noi pare che la risposta del Pdl reggino si inquadri nella logica sfatta di chi, domandato dove andasse, rispose : “ Porto pesci”. La richiesta del gruppo consiliare del Pd era chiara e inequivoca: Luigi Tuccio deve lasciare l’assessorato, avendo una suocera terribile, invischiata in complicità con il latitante Domenico Condello, suo genero. Certo, da dimostrare e dico subito che in Italia non esiste il reato di parentela. Come mi sembra apparire nelle dichiarazioni, rese spontaneamente dall’assessore Luigi Tuccio, che ardentemente respinge lontano da sé l’amaro calice, cioé il parentato infausto, che in uno Stato di diritto effettivo non lo rende né infausto né nefasto. In sede politica, è tutt’altra cosa. E a Luigi Tuccio converrebbe fare una seria riflessione. La quale non può incominciare con la dichiarazione che non sapeva. Un rito ormai stucchevole. Accantonato ora dallo stesso utente che ha deciso o è stato deciso a dimettersi. Come ha replicato al documento del Pdl il Pd reggino ? Rinviando lo scioglimento delle accuse mosse a Demetrio Naccari Carlizzi, a Nicola Irto, a Giuseppe Falcomatà in sede giudiziaria. E “siamo I alle solite”, per usare le parole del Pd e del suo gruppo consiliare. Noi non partecipiamo a questo braccio di ferro tra gruppi politici, che menano il can per l’aia, cioè che si difendono o vanno all’attacco rispondendo alle accuse con altre accuse. Ma una accusa non viene distutta da una altra accusa così come un errore non viene corretto da un altro errore. Accusa contro accusa sta significare che aumentano gli accusati, non gli innocenti. Il Centrosinistra da qualche tempo a questa parte educato alla scuola di Antonio Di Pietro, va alla caccia dei sospetti, degli indiziati, dei rinviati a giudizio con casacca istituzionale. Naturalmente, tutti propri del Pdl. I casi sono noti ed è fastidioso ripeterli. Ma per noi sta che i sospetti, gli indagati, i rinviati a giudizio non sono inquilini esclusivi del palazzo del Pdl. E la domanda è queta: perché mai il centrosinistra non chiede le dimissioni da deputata della signora Maria Grazia Laganà rinviata a giudizio per tentata truffa e avvalentesi della facoltà di non risondere? E perché mai il Pd non la dimissiona dagli incarichi di partito, e anzi la immette nel gruppo provinciale di raccordo organizzativo? Curioso, ma non tanto: il Pdl lascia intonsa la detta signora e punta le armi della critica e anche della maldicenza su episodi minori e comunque non certi, non verificati. Per dovere di completezza: a tirare in ballo la signora deputata c’è stato Scopelliti al recente congresso provinciale del Pdl reggino. Ma non ha chiamato in causa il Pd, ma i giornalisti. I quali schiaffano lui in prima pagina e rincattucciano all’interno la deputata. A che gioco state giocando? Al gioco della copertura dei reciproci scheletri? Prima ci rispondete e prima comprenderemo che la vostra non è lotta per la giustizia e la purificazione dei partiti, ma per volgari motivi di cassetta, cioè per gli interessi ristretti neppure dei vostri partiti, ma dei vostri gruppi dirigenti. Duellano a Reggio il Pd e il Pdl. Dietro il fracasso delle scimitarre spuntano i fioretti LUIGI TUCCIO, Addio alle armi. DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 08 la Riviera La madre della compagna dell’Assessore è stata arrestata, perché coinvolta nell’operazione anticrimine diretta a smantellare la rete presunta di favoreggiatori del latitante Domenico Condello. La sinistra reggina ha chiesto le dimissioni . L’ Assessore prima recalcitra, poi getta la spugna. Luigi Tuccio non è Rachida Dati e la Calabria non è la Francia ESSENZIALE ALTRI MONDI Tuccio sarebbe colpevole di relazioni parentali o affettive? Rachida Dati, figlia di un muratore marocchino e di una casalinga algerina, ha diversi fratelli che hanno assaggiato, e continuano a gustare il rancio della galera per reati di droga Rachida Dati, ex Ministro della Giustizia. A destra Roberto Saviano contro il quale, usando la sua dottrina, in tanti in questa settimana hanno puntato il dito . FERNANDO SAGADO ancora, la sinistra calabrese non è quella francese, non è quella europea, forse non è nemmeno sinistra. Anzi spesso ha solo qualcosa di sinistro, lo ha quando si appiattisce su posizioni giustizialiste che non le appartengono idealmente e hanno il solo effetto di privarla di una parte del suo elettorato che ci sta male in una confezione congeniale a Di Pietro. Prendiamo il caso dell’assessore comunale di Reggio, Luigi Tuccio. La vicenda è nota, la madre della compagna dell’assessore è stata arrestata, perché coinvolta nell’operazione anticrimine diretta a smantellare la rete presunta di favoreggiatori del latitante Domenico Condello. Dell’accadimento non ci sarebbe stato nulla da dire, secondo noi, a livello politico, né su quel fatto ci sarebbe stato un nostro interesse giornalistico. L’attenzione nostra nasce invece da tante parole dette a sproposito sulla vicenda, e vista la nostra appartenenza al mondo dei tanti, uniamo le nostre chiacchiere a quelle altrui. All’indomani dell’operazione di polizia, le voci reggine della sinistra hanno chiesto e ottenuto le dimissioni di Tuccio. Il quale prima le ha respinte ai mittenti e poi si è dimesso o più verosimilmente è stato dimissionato E dal Pdl governante. E perché nel reato, ma in virtù di un fatto mai? Aveva commesso un reato che c’è stato, solo successival’assessore? No, semplicemente mente alla retata. Si perché era colpevole di relazioni insieme alle parole inopportune parentali o affettive. A questa a sinistra, le più nocive a Tuccio sinistra facciamo notare una sono state quelle da lui stesso vicenda d’Oltralpe. Rachida pronunciate. L’assessore non Dati, figlia di un muratore era chiamato a rispondere di marocchino e di una casalinga nulla, e se proprio si sentiva in algerina, in Francia si è laurea- dovere di parlare, avrebbe ta, è diventata giudice, poi poli- potuto evitare di farlo nel modo tico e infine ministro della giu- in cui l’ha fatto, ci scusi l’ardire. stizia. Una bella storia, di quelle Prendendo le distanze dalle sue che a sinistra piacciono tanto, relazioni parentali, che in sé in sia alla dirigenza che al suo un mondo normale non sarebpopolo. Con un piccolo inghip- bero peccato. Padrone di farlo è po. Da noi una storia così sareb- ovvio, se così si sentiva di fare. be irrealizzabile. Per colpa Ma dal punto di vista politico, soprattutto della sinistra partiti- quello di una politica ideale, ca e di una parte del suo popo- questo sì sarebbe stato un buon lo. Perché Rachida motivo per chiederDati ha dieci fratelli LA COPERTINA gli di andarsene. Se e diversi di loro la politica fosse idee, hanno assaggiato, e continuano valori, principi, a questi si a gustare, il rancio della galera dovrebbe guardare, non alle francese, per reati di droga. inchieste giudiziarie. Il comuniDa noi, e dico in Calabria, cato di Tuccio, in cui si metteva lasciando stare l’orrido spetta- a confronto l’onorabilità della colo della sinistra in campo propria famiglia in contrapposinazionale, la povera Rachida zione con quella degli arrestati, non sarebbe neppure arrivata parenti della propria compaallo scranno del più piccolo gna, aveva un brutto sapodei nostri Comuni, perché re che in termini ideauna torma di cuori rossi le li avrebbe dovuto avrebbe sbarrato il passo. essere stigmatizzaE questo non è nell’ordito da una sinistra ne naturale delle cose, i d e a l e . stando le cose per ideali Neppure di sinistra. All’assessore Saviano, noto Tuccio le dimissioni si etico castigatosarebbero dovute richiere, ha osato dere non per un fatto che tanto, non ha non c’era, non essendo egli messo in constato coinvolto in nessun modo trapposizione DOMENICA se stesso con suo padre, coinvolto in qualche inchiesta, e ha fatto bene posto che i due, padre e figlio, conducevano ognuno la propria vita e il rapporto affettivo non significa complicità e mai deve essere giustificato. In sostanza, Tuccio non doveva essere attaccato e accusato di nulla, dagli attacchi sbagliati si è difeso nel modo peggiore. Però è anche giusto che io vi faccia una confessione, della vicenda mi importa assai poco. E’ una scusa, la sinistra è il campo che mi appartiene e lo schieramento di Tuccio e le sue idee, bisognerebbe mandarlo a casa contrapponendogli altre idee, quelle che la sinistra istituzionale ha smarrito. Idee abbandonate, che fanno perdere la sinistra da decenni. Una sinistra senza le sue idee che pensa di vincere sbandierando giudici e banchieri, sagrestani e suore laiche. Una malattia che rischia di diventare demenza senile, se non si comprende che i voti si potrebbero prendere da quelli che non vanno a votare da un pezzo, quel grande popolo di sinistra che è contro ogni tipo di sopraffazione e di mafia ma è anche convinta che il potere dipinto di moralismo ed etica giudiziaria non possa essere un potere di sinistra e sia solo un sinistro potere. Ma siamo in Calabria non in Francia, e Tuccio non è Rachida e i nostri (quelli di sinistra) somigliano più a Sarkozy che a Hollande. 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 09 DAGLI ARRESTI PER LE GARE TRUCCATE ALLA SUAP LA COPERTINA DI JIM BRUZZESE La Madafferi L a provincia di Reggio contro un suo monumento. Palazzo Foti il 10 maggio del 2012 si costituirà parte Civile contro l'ex direttore generale. Giuseppe Raffa si sente danneggiato da Elisabetta Madafferi, un burocrate di razza. Di Ardore. Sfuggente, elegante e avvenente ha comandato più segreterie nei comuni calabresi, sapendo sempre il fatto suo, più di chiunque. Competenza e tanto carattere convinsero l'allora presidente Pietro Fuda, che la convocò a quattro occhi nella stanza delle carte, che divenne reggia. Chiese la sua sigla, e lo stesso fece anni dopo un altro presidente. Giuseppe Morabito nel cuore del palazzo, in alto al secondo piano, in fondo al corridoio di sinistra, confermò quella Signora che sapeva far quadrare i conti, più di chiunque. O almeno alla Madafferi i conti sono quadrati e tornati fino a quando all’ orizzonte non è apparso un tribunale in cui si discutono le cause penali. Ed ella, senza forfora sulle spalle, di buona ed eletta educazione, non ha potuto voltare le spalle ai magistrati e, con il cuore in mano, si è inchinata al rinvio a giudizio. Per la miseria! Colei, che era divenuta il motore principale di Piazza Italia;, la burocrate che aveva costituito uno staff rosa in un covo di maschilisti, scortanti altri maschilisti; la donna manager, che avrebbe dovuto invertire la tendenza e confezionarci un mondo professionale meglio strutturato, Elisabetta Madafferi, proprio lei, è stata accusata di peculato I suoi autisti avrebbero confermato un uso improprio che è degenerato in abuso: con la 166 alfa, vetri scuri,130 cavalli , in dotazione della provincia, ma non della segreteria generale, la Madafferi, senza averne diritto, avrebbe utilizzato la comoda berlina, in abbondanti andata e ritorno da Ardore, negli anni 2004-2005. Da qualche giorno il rosa non sorride più alla provincia, è quasi enigmatico. Le rose- si savivono lo spazio d’un mattino. Ma chi doveva Come la Commissione di inchiesta, voluta e nominata dal Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, mette a nudo lo stato dell’ufficio Suap. Leggere per credere . O per non credere? l’accesso comune è posizionata una telecamera a circuito chiuso la cui disponibilità però non consente di discriminare tra coloro che accedono agli altri uffici o al bar interno e coloro che accedono alla SUAP [...]. All’ingresso, aperto a richiesta, opera un dipendente [...] cui è affidato il compito di ammettere il pubblico agli uffici -previo riconoscimento con annotazione su registro- e cui è pure affidato il ritiro della posta e dei plichi di gara, con apposizione del solo timbro di arrivo con data e ora. La verifica ha consentito di evidenziare che il riconoscimento formale del pubblico non è costante, anche in dipendenza dell’afflusso più o meno consistente in occasione delle gare pubbliche [...] e che detta procedura di controllo è resa difficile dall’assenza di CARMELO CARABETTA una barriera fisica che consenta il proel numero scorso de «la gressivo riconoscimento individuale Riviera» in proposito degli delle persone. arresti per gli appalti truccati L’addetto alla “portineria” della SUAP alla Suap scrivevamo, dando ha anche, come detto, il compito di a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ricevere la posta ed i plichi di gara che quel che è di Dio: la dirigente della i vettori consegnano direttamente alla Struttura speciale, dott.ssa Maria SUAP senza che gli stessi transitino dal Blefari, scoperte Protocollo genebuste fuori dalla rale dell’Ente di cassaforte, denunPiazza Italia. ciava prontamente I plichi dovrebbeil fatto alla ro essere immeProcura e altretdiatamente conTanto per elencare: tanto prontamensegnati dal dipente il Presidente dente alle due gli armadi blindati della Provincia, addette che opeGiuseppe Raffa, rano nella stanza sono due, a chiave e nominava una n°3; qui si provvecommissione d’insenza combinazione. de alla protocollachiesta allo scopo zione ed alla elaIl personale , di far luce. borazione, in caso Esattamente -ma spirare del terassegnato alla SUAP, di questo lo scriviamine per la conmo adesso, segna delle buste, è fortemente avendo in mano degli elenchi delle la Relazione domande pervesottodimensionato. d e l l a nute per ciascuna Gli impianti di Commissione al gara. presidente In occasione della videosorveglianza. Raffa- allo scopo verifica e come di verificare “la confermato dagli Dove? Come? sussistenza o meno addetti stessi, di condizioni atteso il flusso ambientali e/o di costante dei plisistemi di sicurezza idonei a garantire per chi, può succedere -come peraltro il futuro l’assoluta regolarità e trasparen- riscontrato in occasione della verifica za delle operazioni di gara”. condotta - che i plichi possano permaQuali sono state le con- nere sulla scrivania dell’addetto alla clusioricezione, prima di essere, ni? Le PRIMO PIANO un po’ alla volta, consesungnati all’Ufficio della proteggiamo, prele- tocollazione. vando testual- Presso quest’ultimo Ufficio, terminate mente dalla le operazioni di registrazione e compiRelazione: lazione degli elenchi, le buste di gara, I LOCALI. “ La contenute in apposite vaschette di plaSUAP è allocata stica, vengono materialmente portate presso il palazzo dagli addetti stessi nella stanza n.10, ex Ferrovìe dello attrezzata con una preesistente porta Stato (via di sicurezza e contenente n° 2 armadi Cimino) con blindati. ingresso di fron- Come riferito dai dipendenti, la porta te alla Procura di accesso a detto locale viene manteGenerale della nuta costantemente chiusa e l’unico Re p u b b l i c a esemplare della chiave (di cui pertanto [...]. non esiste copia) viene custodito ordiCon vista sul- nariamente all’interno di un cassetto N ESSENZIALE DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 10 provvedere ha provveduto? della scrivania del funzionario Santo Placanica (stanza n. 4). Detto cassetto è chiuso a chiave e la chiave stessa è custodita nel primo cassetto senza serratura della medesima scrivania. Gli armadi blindati sono, come detto, due, a chiave e senza combinazione. Uno di questi dispone di due esemplari della stessa chiave contenute nello stesso mazzo, mentre il secondo ha un solo esemplare di chiave. In detto ultimo armadio erano contenute le buste oggetto della denuncia della dottoressa Blefari all’Autorità Giudiziaria di cui in premessa [...]”. ORGANIZZAZIONE INTERNA . L’organizzazione interna della “ Struttura -come indicato dal Dirigente della SUAP– è regolata dalla determinazione n° 2000 del 09.06.2009 e integrata dalla determinazione n°3367 del 21.09.2009. Detti atti danno conto di una regolamentazione attinente le mansioni interne senza specifica individuazione del flusso documentale e di mobilità dei plichi e della singole responsabilità riguardo le procedure di gara”. PROVVEDIMENTI. Sono ritenuti necessari: “ -la sostituzione immediata delle serrature della porta della stanza di custodia degli armadi blindati e delle serrature degli armadi stessi; -una diversa organizzazione della custodia delle predette nuove chiavi che potrebbe consistere -al fine di instaurare un doppio livello di sicurezza- nell’installazione di n° 2 casseforti a muro dotate di sistema di apertura solo a combinazione per contenere una le chiavi di accesso alla stanza degli armadi ed una le chiavi degli armadi medesimi, provvedendo altresì a depositare il secondo esemplare delle chiavi presso la Direzione Generale; -istallazione di un impianto di videosorveglianza posto all’interno dei locali della SUAP, posizionato in modo tale da effettuare il controllo degli ingressi; -ristallazione di un impianto di videosorveglianza posto all’interno dei locale ove sono contenuti gli armadi blindati, posizionato in modo tale da effettuare il controllò e la registrazione degli ingressi; - l’istallazione, dopo il portone d’ingresso deìla Struttura, di una porta a vetri ad apertura automatizzata, per consentire, tramite sportello, da attivarsi nella stanza n° 12 “portineria”, l’ordinato e formale riconoscimento delle persone”. PERSONALE. “-Si segnala, preliminarmente, che il personale assegnato alla SUAP, appare fortemente sottodimensionato rispetto alla mole ed alla delicatezza delle attività di competenza”. CHI PRESIEDE. “ E’ necessaria, inoltre, una netta separazione delle attività puramente amministrative dalle attività di giudizio, quali la partecipazione quale componente di Commissione aggiudicatrice. Sono da evitare, a parere degli scriventi, affidamenti al funzionario della responsabilità amministrativa della procedura di gara, allorquando lo stesso sarà individuato anche come componente della Commissione. Ciò in quanto lo svolgimento del ruolo del responsabile amministrativo della procedura di gara, già previsto nella sopra citata disposizione organizzativa e fondamentale per il monitoraggio e controllo dell’iter procedimentale, si rivela nella realtà impossibile se lo stesso funzionario, sia pure per carenza di personale, svolge il diverso ruolo di componente (o, in qualche caso, di componente/verbalizzante) della Commissione aggiudicatrice. Pare dunque evidente che, per la effettiva funzionalità dell’espletamento delle procedure, occorre che l’attività di componente della Commissione di gara venga svolta con il diretto coinvolgimento degli Enti convenzionati (come peraltro previsto nel testo della Convenzione all’articolo 3) ovvero che l’Ente garantisca, anche con il sistema della nomina a turnazione, la disponibilità di propri dirigenti o funzionali di tutti i Settori dell’Ente, da designare per la costituzione delle singole Commissioni con riferimento alle competenze possedute. Si ritiene necessario, al fine dì garantire l’assoluta trasparenza e sicurezza delle procedure di gara, istituire un percorso di tracciabilità del flusso documentale, mediante l’individuazione del personale per la ricezione, custodia e vigilanza dei plichi, pre e post gara [...]”. Come anche il più sbadato dei lettori avrà modo di capire, c’era un disastro. La dott.sa Maria Grazia Blefari, prima ancora della denuncia dovuta alla Procura, non avrebbe dovuto far nota al P r e s i d e n t e del’Amministrazione provinciale? L’ha fatto? Non tocca a noi proseguire le indagini. Ma un giornalismo senza peli sulla lingua, cioè non funzionale né alla maggioranza né alla minoranza che poco s’oppone, richiede che si metta subito fine alle celebrazione di modelli di virtù civica, che non hanno fondamento né in cielo né in terra DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 11 Parlando di GENOVA: POLISTENA PRESENTE L'Amministrazione Comunale di Polistena ha partecipato alla Giornata dell'impegno e della Memoria a Genova, organizzata ogni anno a cavallo del 21 marzo, dall'associazione Libera. La delegazione polistenese, formata dal Sindaco di Polistena Michele Tripodi, dal vicesindaco con delega alla difesa della legalità Marco Policaro, dai vigili urbani Domenico Spanò e Rocco Anile, ha sfilato in corteo con il gonfalone di rappresentanza, unico dalla Calabria. ATTUALITÀ La nota rivista nazionale Spiagge d'Italia conferisce l'Oscar Life Style al lidoTahiti di Palmi Palmi tra le spiagge più belle d’Italia La rivista nazionale di settore "Spiagge d'Italia" ha assegnato otto Oscar agli imprenditori italiani più meritevoli che operano nel comparto balneare. Accanto a località storicamente rinomate quali Jesolo, Lignano Sabbiadoro e rodi Garganico, un premio speciale è andato allo stabilimento Tahiti di Palmi, diretto dal giovane imprenditore Domenico Parisi. Il riconoscimento assegnato al Lido Tahiti è tra i più ambiti. L'Oscar Life Style, un premio altamente simbolico che individua lo stabilimento balneare italiano che meglio sa abbinare animazione, sport, sicurezza, rispetto per l'ambiente, confort e bellezze paesaggistiche. Situato di fronte allo Scoglio dell'Isola e dinanzi all'antica Torre di Donna Canfora in località Pietrenere di Palmi, il Tahiti punta tutto sullo splendore dei luoghi, sulla musica ed il fitness, oltre che su vero e proprio angolo privè, che pone il lido al centro della movida estiva palmese. L'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria intende porgere il proprio plauso ad una realtà positiva ed ha, pertanto, indetto una cerimonia di premiazione per giorno 19 Marzo 2012 alle ore 12:00, presso la Sala Biblioteca del Palazzo Storico della Provincia. A premiare il giovane imprenditore palmese sarà il Presidente Giuseppe Raffa unitamente con il Presidente del Consiglio Antonio Eroi, nonché insieme al Vicepresidente del Consiglio Provinciale Giuseppe Saletta ed al Consigliere Giovanni Barone, entrambi eletti nel collegio di riferimento di Palmi. Parteciperanno con i loro qualificati interventi il Vice Presidente della Giunta Giovanni Verduci in qualità di delegato alla Tutela Delle Coste, RIZZICONI I LAVORATORI DELL’OPERA S. FRANCESCO D 'ASSISI AMAREGGIATI DAL RINVIO DELLA CAUSA AL 2013 l'Assessore Domenico Giannetta con delega alle Attività Produttive, l'Assessore Eduardo Lamberti Castronuovo come Assessore alla Legalità. Altresì hanno assicurato la loro presenza l'Assessore Giovanni Calabrese delegato allo Sviluppo Aree Costiere e Portualità, l'Assessore Giuseppe Pirrotta con delega all'Urbanistica, l'Assessore all'Agricoltura Gaetano Rao e l'Assessore ai Trasporti Mario Candido. Giunge così, dunque, un giusto riconoscimento, dunque, ad una eccellenza imprenditoriale della nostra terra motivo di sicuro vanto e lustro a livello nazionale. L'appuntamento con la conferenza stampa è per lunedì ore 12 presso la sala della biblioteca del Palazzo storico della provincia. [email protected] Lunedì 12 Marzo 2012 si è tenuta l’ennesima discussione delle causa pendente per 13 lavoratori della famigerata Opera S.Francesco d'Assisi di cui 3 licenziati nell'anno precedente a seguito di un licenziamento collettivo conclusosi nel mese di maggio 2011. Il Giudice della sezione lavoro del Tribunale di Palmi dopo aver nominato un Ctu per i conteggi delle 5 mensilità del 2008 e una mensilità 2009 si sarebbe dovuto ritirare per dare una sentenza, ma dato che la controparte datoriale in un primo momento avrebbe accettato il foglio turni dei lavoratori ma dopo POLISTENA La ex Banca Popolare di Pasquale Valensise MARIA BOETI Era la Banca del popolo, la ex Banca Popolare di Polistena, ma era anche la banca di don Pasqualino Valensise. Era stata fondata da lui e da altri pochi soci con l' intento di venire incontro ai bisogni dei borghesi quanto dei contadini. Quando in famiglia non si possedevano i soldi per comprare quattro mura a Valensise ci si rivolgeva per il prestito, da lui dipendeva lo sfarzo per far fronte alle spese di un matrimonio di una figlia o per la compra di un terreno o per mille altre esigenze. Lui capiva, e accordava prima della riunione, anche se con le labbra non si pronunciava, era il suo cuore a dire «si». Questo il profilo che riemerge dal passato, se parli con qualunque cittadino polistenese, riguardo Valensise. Ma, in una soleggiata mattina di luglio tutto svanì. Da una Giulia bianca scesero alcuni banditi che facendo irruzione nella banca portando morte e distruzione. Si disse, a prima voce: «Valensise, con l' orgoglio tipico degli uomini di valore non avrebbe mai ceduto la cassaforte». Lui che con tanto stile conduceva una vita campestre quanto nobile diviso fra famiglia e banca se ne andò dal mondo terreno a testa alta. Ora, a distanza di circa quarant'anni, il consigliere d'opposizione Piero De Pasquale, suggerisce che agli eroi morti alla Popolare venga intestata la Sala di Palazzo Sigillò. Ma si è chiesto se sarebbe giusto parlare con la figlia, Mariannina Valensise, per conoscere attraverso lei la figura del padre?! Chi vi scrive, l' estate scorsa, è stata ospite nella loro tenuta di campagna e può affermare con certezza che la bellezza d'animo di questa figlia è indescrivibile. La prima cosa che di lei ti colpisce è la signorilità tipica delle persone d'alto rango poi, la saggezza che si sprigiona dai suoi splendidi occhi azzurri. Parla dei suoi compagni di scuola, ne ricerca l' amicizia, eppure erano figli di contadini, che con lei hanno frequentato le Elementari a Fontana Piazza. E chi ha dimenticato fra gli anziani della città quell' orribile rapina del 5 luglio '71 che falciò la vita a Pasquale Valensise, Francesco Iemma, Giovanni Garcea, Francesco Saraceno?! Di certo, nessuno! Nel presente, Piero De Pasquale si fa garante affinché vengano ricordate queste vittime e, pur attribuendo a suo nonno la posizione di socio-fondatore ci chiediamo: lo fa per scopi politici? Ci auguriamo che così non sia, altrimenti il sentimento di umana pietà non avrebbe senso di esistere. E, se invece della Sala fosse una via o una piazza non sarebbe uguale?! Intanto, iniziare a colloquiare con Mariannina, questo, perché convinti che certe richieste debbono essere coltivate e portate a maturazione facendole partire dal cuore, lasciando perdere per una volta la politica… REGGIO CALABRIA Alla ricerca del tempio perduto ANTONIO CORMACI embra l'incipit di un romanzo di fantasia, di uno di quei film fantastorici costruiti sulla ricerca di un tesoro antico, millenario, perduto. Antico, millenario e perduto sono tuttavia aggettivi che si collocano perfettamente all'interno di questa "storia" che non è di fantasia ma è meravigliosamente reale e tangibile. I bronzi di Riace hanno dato la consapevolezza al mondo archeologico italiano che il Mediterraneo che bagna le coste calabresi e siciliane sia un tesoro di inestimabile valore pronto ad essere scoperto e che ancora nasconde tante sorprese. Una di queste è stata scoperta giusto 5 anni fa, nelle acque profonde corrispondenti al sommerso promontorio di Calamizzi (anticamente detto "Promontorio Artemisio"), al largo della foce del torrente Calopinace. Anticamente questo promontorio, sommerso in seguito ad un maremoto nei primi del '500, ospitava un tempio dedicato alla dea Artemide Facelide. La con- S il conteggio provvisorio e il venir fuori del resoconto si sarebbe opposta, quindi, di conseguenza anche la parte lesa dei lavoratori ha fatto un passo indietro contestando questo particolare precisando che dalla turnazione siano maturati delle maggiorazioni vedi (Festività, straordinari ecc.). Da qui è scaturito un rinvio che va a discapito di quei lavoratori che ribadiscono che vogliono solo quello che gli compete, hanno lavorato dignitosamente. Per esigere questo diritto se non in un aula di tribunale dove? Giuseppe Ierace ferma di ciò è stata data dagli studi che sono stati fatti sul basamento, trovato inabissato nelle acque dello Stretto. Ma la cosa che più ha colpito è che è stato appurato con un minimo margine di errore che questo tempio è stato la sede della prima predica italiana di San Paolo. Le Sacre Scritture ci danno conferma dell'effettivo passaggio di San Paolo da Reggio e il pezzo di colonna oggi conservato in Cattedrale - sulla quale si è palesato il miracolo divino della fiaccola che continuava ad ardere sebbene non ci fosse più cera, deriverebbe solo proprio da questo tempio. Notevole è anche l'importanza storica di questa scoperta. La tradizione racconta infatti che l'oracolo di Delfi disse ai greci, guidati da Antimnestos, o Arimnestos, di fondare la nuova polis in Italia alla foce del fiume Apsias (l'attuale Calopinace), accanto al Pallantion. La nuova polis avrebbe mantenuto il nome di Rhegion, datole da Iokastos, figlio di Eolo, che l'aveva fondata subito dopo la guerra di Troia. Ed è per questo che dopo 3000 anni la città mantiene ancora il nome di Reggio. Un'altra piccola curiosità per concludere. Sembra proprio che gli ingegneri reggini del '500 non fossero poi così tanto preparati. Infatti nel 1547, per difendere un porto importantissimo quale era quello di Reggio (l'unico porto naturale della Calabria insieme a Crotone) dalle scorribande dei Turchi, gli spagnoli avevano esortato i Reggini a costruire una fortezza proprio in quel di Calamizzi. Tuttavia lo spazio non c'era e gli ingegneri hanno deciso di deviare il corso del fiume Apsias (il Calopinace) attraverso la costruzione di due grandi argini ancora oggi perfettamente visibili. Dopo questa sciagurata operazione, punta Calamizzi sprofonda in mare, portandosi con sé il tempio che è stato restituito alla memoria solo nel 2007. DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 12 la Riviera Intervista * sul viaggio a Bruxelles VOX MAGISTRATUUM, VOX DEORUM. ET VOX POPULI ? metto la mia amata traduzione di poesie dal Grecanico, per trattare l’argomento principe di questa settimana: la sentenza di primo grado dell’operazione “Crimine”. Immagino che tutti, ma proprio tutti, avvocati compresi, si aspettassero una sentenza dura allineata, più o meno, alle richieste dei pubblici ministeri. Così non è stato, e si sprecano gli articoli e le opinioni sui perché e sui per come così non è stato. Al di là delle dichiarazioni di facciata della procura reggina, traspare chiara la delusione per una sostanziale sconfitta. E’ palese anche la soddisfazione di settori dell’avvocatura, sorpresi, perché abituati ormai da anni a essere il tappetino delle procure. Rincuorati, dicono agli imputati e ai loro famigliari, all’unisono: abbiamo quasi vinto. In appello e in cassazione la vittoria sarà completa. Lo scrivono anche nell’euforia di una specie di rivincita morale della categoria. La Riviera, con un articolo del dell’editore (Tre quarti e una gassosa), ironizza sulla sentenza. Il direttore editoriale tratta un argomento veramente interessante. Pasquino Crupi, pone attenzione alla nomina del nuovo procuratore capo di Reggio Calabria (Una cinquina per un trampolino). La gente per strada ha anche le sue opinioni. Alcuni dicono che è in corso una guerra interna alla magistratura per la nuova nomina del procuratore capo di Reggio Calabria. In questa logica, una vittoria schiacciante dei Sostituti attuali del processo “Crimine”, sarebbe stato il segnale che proprio uno di loro avrebbe avuto lo poltrona tanto ambita. Con questa momentanea sconfitta, si aprirebbero altri scenari, più morbidi. Altri dicono che sia in corso in Italia una “normalizzazione”. Cioè si dice, che la sovrastruttura politico-economica che guida il Paese abbia deciso di togliere potere alle procure più avanzate nella lotta alle mafie. In pratica si vogliono ridimensionare i “professionisti dell’antimafia”, non rappresentati soltanto da alcuni magistrati, ma da settori politici e culturali, che dalle sentenze di alcune procure traggono la forza per le loro azioni e rivendicazioni. Si cita in questi giorni, a sostegno di tale teoria, la sentenza dell’Utri, il comportamento della procura generale della cassazione, e la necessità di Berlusconi di uscire indenne dai processi in corso. Si dice che in un momento di “cambiamenti per il Paese”, con le elezioni politiche alle porte, è necessario un indebolimento politico di “nemici particolari” che vanno messi all’angolo per essere certi che la guida del Paese non cambi di mano. Queste sono alcune opinioni. Si arriva finanche ad ipotizzare che in momenti di crisi economica e sociale come questa, conviene avere fuori i capi più moderati dell’organizzazione “ndranghetistica, capi con cui si può sempre trattare, ovviamente nella logica della “normalizzazione”. Oppure, che un’eventuale condanna peserebbe come un macigno sul santuario Polsi, che rischia di essere marchiato in via definitiva come il vero cuore pulsante della criminalità calabrese dentro e fuori la regione, (uno schiaffo importante alla Chiesa). Il resto, a partire dalla teoria verticistica della criminalità calabrese, fino a giungere alla colpevolezza o meno degli imputati, si dice sia un fatto secondario, esclusivamente di folklore. Cibo per il circo mediatico insomma. Per completezza è necessario dire che tale argomento interessa gente di una certa età, dai quaranta ai settanta, di una certa cultura, oltre ovviamente agli imputati e ai loro famigliari. La maggior parte dei giovani pare invece disinteressata, prova soltanto a cercare un lavoro. Poco importa l’integrità della porta a cui bussare per ottenerlo. La morale, l’etica è roba per ricchi, per gente che ha una posizione. Roba per le élite che amano chiudersi nelle torri d’avorio a discutere di argomenti frivoli. Per gli altri non c’è tempo, né voglia, neanche possibilità di ragionare di questi argomenti. Chi sono poi questi “ndranghetisti, e l’operazione “Crimine” che sarà mai ? Nonna, hai dieci euro da darmi ? Vincenzo Carrozza S Proprio in Belgio noi siamo stati il popolo che ha lasciato più sangue nelle miniere di Marcinelle o di Mattemarch, che ha fuso più acciaio nelle fonderie tedesche, che ha costruito le dighe sulle montagne svizzere. Bene, questa è la Calabria. Se molto abbiamo da imparare, abbiamo anche qualcosa da dare agli altri popoli. Intervista a Ilario Ammendolia “esempio di buon governo” di Rosario Vladimir Condarcuri ESSENZIALE INCAPACI ...di spendere i fondi assegnati alla regione. Una costante calabrese triste, considerati i numeri: oltre l’80%. Incapaci dunque di presentare progetti adeguati alle nostre esigenze, come sottolinea il sindaco Ammendolia. Incapaci, eppure bisognosi. Cosa mi può dire sul suo viaggio a Bruxelles? Ho avuto l’opportunità di parlare nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, ospite del gruppo dei socialisti & democratici. Sono invitato quale sindaco di Caulonia, Comune considerato, unitamente ad altri, esempio di buon governo nel mezzogiorno d’Italia. Ritengo che bisogna avere sempre il senso della misura così come penso che la parola buongoverno sia stata pronunciata spesso a sproposito ed un po’ di parsimonia non guasterebbe. Forse anche un poco di autoironia farebbe bene! Perché, secondo te, Caulonia è stata individuta come esempio di buongoverno? Probabilmente che abbiamo realizzato strade, piazze, servizi in tempi complessivamente accettabili in una Regione in cui si restituiscono oltre l’80% dei fondi per incapacità di spesa. Che abbiamo difeso il Comune con strenua determinazione nelle liti pendenti salvandolo dalla bancarotta? Anche questo mi sembra normale! Quindi? Così, ho molto esitato prima di parlare, poi ho preso la parola per un intervento di meno di cinque minuti solo per tentare di dire in quella sede che siamo stanchi che qualcuno ci dica sempre come noi calabresi dovremmo essere ciò che non siamo. Non c’è occasione in cui qualcuno non trovi il modo di dirci che dovremmo essere precisi come i tedeschi, patrioti come i francesi, avere il senso civico come gli inglesi, la civiltà degli scandinavi, la puntualità degli svizzeri. C’è del vero, noi avremmo molto da imparare dagli altri popoli partendo però da un fatto che noi non intendiamo rinnegarci come calabresi. Noi siamo stanchi del fatto che qualcuno ci abbia collocato nella “fila degli asini” come scolari indolenti, svogliati, ottusi. Ci offendiamo e ci indigniamo quando qualcuno ci dice che siamo per il 27% mafiosi. C’è una verità in queste cose ? Non è questa la Calabria! Almeno non è questa la nostra Calabria. Certo abbiamo avuto classi dirigenti torpide e subalterne, ma non è questo il popolo calabrese. Ma, proprio in Belgio noi siamo stati il popolo che ha lasciato più sangue nelle miniere di Marcinelle o di Mattemarch, che ha fuso più acciaio nelle fonderie tedesche, che ha costruito le dighe sulle montagne svizzere. Bene, questa è la Calabria. Se molto abbiamo da imparare, abbiamo anche qualcosa da dare agli altri popoli. Noi siamo stati - e siamo ancora per tanta parte - un popolo ospitale, accogliente, tenace, incline all’utopia, solidale. Questo è il nostro patrimonio che non dobbiamo disperdere. Ritorniamo alla prima domanda, in cosa consiste il buongoverno a Caulonia? In tante cose e tuttavia per noi non è solo costruire piazze e dispensare servizi. Cosa che abbiamo fatto! Noi dobbiamo aiutare il nostro popolo a rialzare la testa, a prendere nelle mani il proprio destino, cambiare il corso di una storia che ci ha visto sconfitti. In questo senso Caulonia è una piccola scintilla. Questo abbiamo cercato di fare in questi anni, tra mille difficoltà ed avvertendo tanta solitudine intorno a noi. Questo è il nostro “buongoverno” soprattutto la capacità di non disperdere un patrimonio ideale ed umano, di lotte di popolo per una umanità più giusta. DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 13 Parlando LADOS, vi doniamo il nostro grafico di... Che schifo. Noi che dell'editoria ne abbiamo fatto una scelta di vita queste cose proprio non le possiamo sopportare. A la Riviera, mentre i giornalisti procacciano notizie e gli opinionisti si esprimono, i grafici e gli editori controllano con cura impaginazione e stampa del prodotto. Una cura maniacale, è vero, perché l'amore per la professione e per la nostra terra ce lo impone. Per noi non c'è redenzione, e non possiamo far finta di non aver visto il libretto proposto dalla L.A.Do.S. Locride, associazione donatori di sangue. Lo stesso porta come titolo “Una goccia per la vita” e vuole essere un invito alla donazione. Un invito alla fuga più che altro. Illeggibile, improponibile, ed è inammissibile che un argomento tanto delicato si presenti in questa veste. Avvalendosi tra l'altro di pubblici finanziamenti. E questo accade a tanti prodotti del nostro settore, purtroppo, troppe volte solo abbozzati, che offendono profondamente noi che con queste cose ci lavoriamo quotidianamente. L'abito non farà il monaco, ma neppure con gli stracci si otterranno inversioni di tendenza. ROSARIO VLADIMIR CONDARCURI Locride ANTONELLA ITALIANO Legge 104 del 5 febbraio 1992, articolo 3 comma 3: “Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici”. Una situazione di disabilità grave necessita, dunque, di personale specializzato e di priorità assoluta di interventi, questo si evince dalla legge. Ma allora cosa avrà confuso il sindaco di Caulonia, Ilario Ammendolia, che fa distinzione tra disabile over/under 65 anni, ma non distingue il personale specializzato dai collaboratori domestici? Così si batte e si ribatte a suon di comunicati stampa e di giornali. Da un lato l’associazione Commatre, costituita l’autunno scorso a Gioiosa da genitori di bambini disabili, e dall’altro il sindaco Ammendolia e i suoi bandi di concorso. E galeotto fu proprio un bando, prodotto da 19 comuni del Distretto socio sanitario nord, grazie a risorse attribuite agli enti locali dal fondo per la non-autosufficienza del 2009. Un concorso in cui non viene richiesto un curriculum vitae, né un colloquio. Legittimo il disappunto di Simona Coluccio, presidente di Commatre: «Chiediamo che ELEZIONI RINNOVO R.S.U. CISL, PRIMATO NELLA SCUOLA E NEL P.I. Impegno, dedizione totale alla causa e passione, pagano sempre L'elettorato della Scuola e del P.I. di Reggio e dell'hinterland, chiamato a rinnovare le R.S.U. ha tributato ampi consensi ai candidati delle liste Cisl, premiando e, nel contempo, rilanciando l'azione dell'organizzazione cislina guidata da Bonanni. Il plebiscito di consensi attesta ancora una volta ed in modo inequivocabile il forte radicamento della Cisl in tutti i comparti del lavoro pubblico e della scuola reggina. I numeri non lasciano adito a dubbi: 126 liste presentate in 134 Enti pubblici e 128 in 134 istituti scolastici hanno prodotto un incremento dell'1,4% sui voti e del 2,6% sui seggi nel comparto della Funzione Pubblica e di 2.840 voti (pari ad oltre il 30% dei voti) nel settore CISL-Scuola. Tutto ciò è il segno tangibile della piena condivisione da parte dei lavoratori dei valori fondanti della Cisl. A tutti i candidati, eletti e non, ai dirigenti sindacali, ai lavoratori iscritti e non, a questo straordinario e variegato patrimonio umano, che non ha esitato a scendere in campo in una fase storica estremamente complicata permettendo cosi alla CISL Funzione Pubblica di restare l'organizzazione con maggior consensi e alla CISL Scuola di diventare la prima organizzazione nel suo comparto, rivolgiamo un GRANDE ed AFFETTUOSO GRAZIE. Questo successo responsabilizza ancora di più il nostro ruolo di sindacato libero a tutela del lavoro pubblico e di tutti i lavoratori, veri protagonisti in tutti gli enti e istituti scolastici. Domenico Serranò Caulonia contro Gioiosa: Sindaco non viviamo su Marte siano assunte figure professionali adeguate alle nostre esigenze, come logopedisti, educatori ed operatori professionali, gente che abbia esperienza nel settore e, soprattutto, forti motivazioni etiche. Il solo bisogno economico non può essere sufficiente come requisito. Vi invitiamo ad annullare l’avviso pubblico di selezione». Ribatte Ammendolia: «Si invita l’associazione ad approfondire meglio le conoscenze in merito all’effettiva attività del distretto, anche attraverso un contatto più diretto con lo stesso, evitando inutili e superficiali polemiche che non aiutano, certo, a costruire una giusta rete di solidarietà intorno al disagio del territorio». Il Sindaco, inoltre, precisa che queste figure di aiuto domestico sono assunte solo per i disabili anziani, mentre ai bambini altri bandi assegneranno del personale tecnico. Offensivo è dir poco. Ma sindaco, i disabili non dovrebbero essere disabili, senza distinzione d’età? Si indignano per questo i genitori di Commatre, loro che queste cose le conoscono bene, e non in teoria: «Nessuno è mai venuto nelle nostre case a verificare il grado di soddisfacimento, né con un questionario, né con un sondaggio telefonico, né con strumenti. Rendeteci edotti, gentilmente, delle modalità con la quali avremmo espresso questo apprezzamento, può essere che non ce ne siamo accorti o ce ne siamo completamente dimenticati. Siamo invece pronti a portare in un pubblico confronto la testimonianza di tantissime famiglie che affermano che dell’assistenza, così come intesa da voi, non hanno che farsene». E pubblico confronto sia. BOVALINO: ARRIVANO 5,4 MILIONI DI EURO Il sindaco Mittiga rimanda il Consiglio Comunale, previsto per martedì 20 marzo, a venerdì 23 marzo. L'opposizione insorge, ma è un assente giustificato. Lo dimostra il finanziamento ottenuto dalla Regione. opposizione sta perdendo colpi. E' evidente se le rimostranze verso il sindaco Mittiga si accendono per avere rinviato il consiglio di “ben” tre giorni, da martedì 20 marzo a venerdì 23 marzo. “Un gesto di grave irriverenza politica ed istituzionale” secondo la minoranza. Imperdonabile. Così l'opposizione si spende in comunicati stampa, apostrofando “l'atteggiamento” del Sindaco come “caratteristico di chi è erroneamente convinto che, con la cosa pubblica e gli interessi della comunità, si possa indecorosamente continuare a giocare”. E, ancora, definendo il rinvio “un maldestro tentativo per distogliere l'attenzione della stampa, dei consiglieri di opposizione e dei cittadini dai veri problemi della comunità, al fine di dirottarla verso polemiche tra la stessa”. Ma dov'era Tommaso Mittiga quel famoso martedì? Sembra che il “maldestro” sindaco e i suoi “maldestri” assessori, Delfino e Ferrò, si siano recati all'incontro a Palazzo Alemanni, organizzato dalla Regione, per parlare di bonifica dei siti ad alto rischio. Il Comune di Bovalino, dunque, è stato convocato dal presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, insieme ad altri 17 comuni calabresi. Dichiara l'assesso- L' DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 14 Crinò: dimissioni in corso la Riviera Pietrò Crinò, sindaco di Casignana, lascia la presidenza di AssoComuni locridea. Preferisce concentrarsi sull'amministrazione del suo comune e sulla vicenda giudiziaria nel quale è indagato, affinché sia fatta luce sulla verità. «Alle tante preoccupazioni che nascono in una zona di grandissimo disagio come la Locride - precisa Crinò - si aggiunge quest'altra delicata questione, di un sindaco che si prodiga tanto per aiutare a risolvere la questione della emergenza rifiuti e che si trova a dover rispondere alle contestazioni degli inquirenti, tenuti giustamente ad esercitare un controllo di legalità». Locri: Lombardo, lo Stato non è un bancomat ANTONELLA ITALIANO Siamo sconcertati dall'atteggiamento del sindaco Lombardo, e da quel “tanto paga lo Stato” contro cui combattiamo e per cui gli italiani sono, oggi, in seria crisi economica. La questione sembrava di facile soluzione all'inizio, si trattava solo di mettere in comunicazione logistica la nuova caserma dei Carabinieri di Locri con l'attuale Palazzo di giustizia, morfologicamente diviso da un lotto di terreno. La ditta proprietaria del lotto chiese per l'esproprio, di circa 420 mq, ben 130,00 euro al mq. A pagare è il Provveditorato delle opere pubbliche: niente sconti per lo Stato, dunque. Ma arriviamo al Consiglio, indetto per valutarne l'attuazione: Monteleone vorrebbe cogliere la palla al balzo e anche Sainato sembra favorevole, ma sottolinea che il prezzo, anche se non a carico del bilancio comunale, risulta eccessivo. La valutazione dell'area è decisamente troppo alta. Lo stesso pensano i consi- glieri Passafaro, Macrì, Calabrese. Il sindaco, irremovibile, invita invece ad approvare. Il fattore “tanto paga lo Stato” la fa da padrone. Francesco Macrì, interviene, per riportare i “favorevoli” alla ragione: «La valutazione - afferma il consigliere - andava fatta con metodi di calcolo assolutamente diversi che avrebbero assicurato all'ente un costo inferiore. Teniamo conto che il prezzo, praticato dalla Provincia, è di 22,50 euro al mq. Circa un quinto rispetto a quanto previsto dal tecnico comunale per il terreno in questione. Così facendo, inoltre, si crea un precedente pericoloso per le future procedure espropriative». Sainato, perplesso, invita la maggioranza a ritirare il punto all'ordine del giorno e ad approfondire meglio la situazione. Risolve la diatriba Brugnano: «L'obiettivo del deliberato è di effettuare una variante allo strumento urbanistico per la realizzazione dell'opera, mentre l'aspetto della spesa è un “dettaglio” finanziario». Sarà l'ente Provveditorato a procedere alla realizzazione dell'opera e a pagare l'area a qualsiasi prezzo. Via le remore, dunque, e voto favorevole del gruppo di maggioranza. Approvato! E ben vengano gli 80 mila euro in più se tanto non li sborsa il Comune. La storia insegna, del resto, che è cosa consueta. Altro valido esempio di furbata comunale furono infatti i parcheggi realizzati ad Ardore, non al centro o in prossimità di esso, bensì alla fine del paese. Laddove esiste solo la statale 106. A cosa servano nessuno l'ha mai capito, a parcheggiare no di certo. E poi, diciamocelo su, mica pagava il Comune. Risponde Riccardo Ritorto Egr. direttore, avrei potuto far cadere nel vuoto il sarcasmo e l’ironia con i quali dalle righe (La Riviera 18/03/2012, pag. 21) del giornale da Lei diretto, paventava una mia familiarità, a dir poco visionaria, con una politica di stampo comunista. La mia piena attività di amministratore della cosa pubblica non mi consente di dar sfogo a congetture o deduzioni sul perché, considerando che con grande impegno e sacrificio ogni mio sforzo è rivolto a seguire con minuziosa attenzione tutti i passaggi della complessa macchina amministrativa ma è tempo che mi ponga un interrogativo, perché stimolato dai continui messaggi criptici che colgo dalla lettura del Suo settimanale e che, costantemente, sono rivolti a screditare e gettare il seme della malafede sulla conduzione della carica di primo cittadino da me assunta. Per essere chiari. Non si cercano lusinghe gratuite o il non essere obiettivi e critici contravvenendo al principio della libertà di stampa ma l’infondatezza delle accuse gratuite prima o poi finiranno per diventare sterili e ripetitive. Ci siamo lasciati “convenendo” , ci ritroviamo “dissentendo”. Dissentendo da quella ingiusta e petulante provocazione nell’attribuirmi una formazione culturale che è stata coltivata in casa altrui quando, incredibilmente, si dimenticava che nella vita e nella formazione culturale ho avuto il privilegio di godere degli insegnamenti di mio padre Rocco. E’ assurdo pensare che al politico gli tocchi sapere solo della storia che lo accomuna per colori ed ideologie al passato ed al presente, la storia è storia. Caro Direttore, nel voler modellare la verità come si modella la plastilina si commettono due errori. Il primo è che alla lunga si perda di credibilità. Il secondo è che se le sciocchezze fatte possono essere riparate, quelle dette sono irrimediabili. (Riccardo Ritorto) Che fine ha fatto... LISA? re Pugliano nell'incontro tenutosi a Catanzaro: «Parte finalmente in Calabria l'attività di bonifica del territorio per disinquinare e ridare in uso ai calabresi spazi che non mettano a rischio la salute dei cittadini. Abbiamo voluto far condividere, ai Comuni interessati, gli interventi messi in campo dalla Regione sui 18 siti ad alto rischio, con l'utilizzo di 400 mila euro recuperati dal bilancio regionale per consentire l'adeguamento dei progetti del decreto legislativo 163/2006 e, quindi, rendere appaltabili i lavori». Il sindaco Mittiga, nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di creare una cabina di regia, coordinata da Gualtieri, direttore generale dell'ambiente, con il compito di seguire le amministrazioni comunali nel percorso di finanziamento: dalla progettazione alle procedure di appalto, fino alle esecuzioni delle opere. La proposta del Sindaco bovalinese ha trovato il consenso dell'assessore Pugliano, di Gualtieri e degli altri comuni, e ha ottenuto il finanziamento per la bonifica del torrente Bonamico e del torrente Careri, un finanziamento di 5,4 milioni di euro. Checché ne pensi l'opposizione, alla causa pubblica questo “maldestro” rinvio del Consiglio non ha potuto che giovare. A.I. Chi si ricorda di Lisa, all'anagrafe Annalisa Panetta? Si esibì con “Sempre” al festival di Sanremo nel 1998, aggiudicandosi il terzo posto, di seguito uscì “Oceano”, da allora il silenzio per lei. Nel 2010 ritorna con un nuovo singolo, “Grido”, un album, “Io rispetto a ieri”, ed un tour. Un lavoro che riassume gli anni del suo silenzio artistico, la sua crescita interiore e le tappe della sua carriera, ma senza dimenticare l'amore, la guerra e l'omosessualità. Dal 2010 più niente, e se non fosse stata ospite questo 18 febbraio su Rai Uno a “Mattino in famiglia” con Timperi, e il 19 febbraio su Rai Due a “Settenote” con Marzullo, forse ci sarebbe sfuggita anche stavolta. Quanto durerà? DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 15 Un regalo per festeggiare la Pasqua, uova pasquali finemente abbellite con originali ornamenti, personalizzabili nelle forme, colori e sorpresa. Il tutto rigorosamente artigianale e realizzabile con cioccolato bianco, fondente e al latte. Gioiosa Jonica Via Lazio, 46 info: 0964 51542 A Pasqua i clienti potranno scegliere fra vari tipi di uova di cioccolato, fondenti o al latte, decorati o classici, per la gioia di adulti e bambini, per una Pasqua all’insegna della qualità edella maestria scultorea! Siderno Via Amendola, 115 info: 339 2610405 Per una Pasqua speciale dona l’unicità di un uovo artgianale, che sia di cioccolato extra fondente o al latte, l’imperativo è essere originali con decorazioni in zucchero, cioccolato di diverso colore, disegni, scritte e piccoli pulcini. Roccella Jonica Via XXV Aprile info: 0964 863028 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 16 L’attenta selezione delle materie prime e la bravura dei maestri pasticceri assicurano al cliente un risultato di eccellenza, anche grazie ad un confezionamento di alta qualità, per un impatto estetico sempre vincente. M.na di Gioiosa Jonica P.zza Zaleuco info: 0964 416463 Le uova di cioccolato, dai molteplici gusti, racchiusi in bellissime confezioni regalo sono autentici capolavori di cioccolato di alta pasticceria, prodotte artigianalmente utilizzando solo le migliori miscele di cioccolato purissimo. Caulonia Marina Piazza Bottari, 1 info: 0964 82993 Una vasta scelta di uova pasquali di ogni misura e per ogni gusto realizzate seguendo le antiche esclusive ricette ereditate e confezionate accuratamente da mani esperte nell’arte del decoro. Uova decorate a mano sulla base anche di specifiche richieste. Bianco Piazza Marconi, 3 info: 0964 911338 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 17 A proposito Gemellaggio tra la Città di La Plata e Bivongi di... 701,399 abitanti insieme Nell'occasione del "Primo incontro dei Bivongesi nel Mondo" si é firmato un Gemellaggio tra la cittá di La Plata (700.000 abitanti) e Bivongi. Nella Foto, il Sindaco di La Plata, Dott. Pablo Bruera, il Sindaco di Bivongi Sr. Ernesto Riggio, Mons. Ilario Franco, Il Presidente e Vice del Centro "Bivongesi" Dott. Egidio Melia e Avv. Antonio Pisano, Ivan Leotta ed ilDirettore di Collettivitá Sr. Mauricio Castro. SVILUPPO L’Expo 2015 è un affare politico-imprenditoriale e non mafioso nel senso più meridionale del termine. Tangenti e corruzione, la Lombardia torna a essere la terra di mani pulite, quella della Milano da bere. Politica, grande imprenditoria, finanza immorale. Ovvero mafia del nord Ecco chi comanda a Milano ANTONIO CORMACI ESSENZIALE uattro presidenti del consiglio regionale, indagati uno dietro all’altro. Di tutti i colori politici. Pd, PDL, LEGA. Davide Boni chiude il cerchio, gli affari quelli veri sono tutti appannaggio della politica. La cementificazione, quella importante, dalla ex area Falck, a Santa Giulia a Porta Vittoria resta di competenza dei grandi immobiliaristi, tipo Coppola o Pasini. L’expo 2015 è un affare politico-imprenditoriale. Sulla cessione delle azioni SEA del Comune di Milano riemerge, dopo aver dormito, un fascicolo giudiziario che riguarderebbe Gamberale e nientemeno che Pisapia. Tangenti e corruzione, la Lombardia torna a essere la terra di mani pulite, quella della Milano da bere. La ndrangheta rimane un fenomeno di criminalità pura che si occupa delle cose terribili che le sono consone, soprattutto la droga, restando lontana dai business economici di alto livello. La ndrangheta non è entrata nei grandi affari limitandosi a fornire manodopera e mezzi a basso costo nella realizzazione delle grandi opere o a procacciare voti agli amici nelle tornate elettorali. A Milano comanda, come ha sempre fatto, la politica, la grande imprenditoria, la finanza immorale. La ndrangheta non è entrata in borsa, si è fatta un giro per via Montenapoleone e poi è andata nel posto che solitamente le è riservato, San Vittore. E a Castelli e Maroni, che qualche mese fa volevano cacciare i calabresi dalla Lombardia, qualcuno dovrebbe andare a dire di buttare fuori dalla gestione pubblica certa politica lombarda. Q LOGICHE EMERGENZIALI Negli anni ottanta l’emergenza italiana aveva un nome terribile, terrorismo. Un La ndrangheta non è entrata nei grandi affari limitandosi a fornire manodopera e mezzi a basso costo nella realizzazione delle grandi opere o a procacciare voti agli amici nelle tornate elettorali. La ndrangheta non è entrata in borsa, si è fatta un giro per via Montenapoleone e poi è andata nel posto che solitamente le è riservato, San Vittore. fenomeno devastante che aveva seminato di morti la penisola, assorbendo totalmente l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica, delle forze investigative e giudiziarie, del dibattito politico. Una stagione paurosa alla cui ombra e nel silenzio hanno pascolato ingrassandosi a dismisura le mafie, la corruzione politica, il debito pubblico, l’evasione fiscale. Il mostro unico era il terrorismo, tutti avevano occhi solo per esso e nessuno vedeva la miriade di mostriciattoli che proliferavano indisturbati. Finiti gli anni di piombo e crollati i blocchi ideologici russo-americani, a Milano esplose d’improvviso la questione morale, nata per finto caso con le forme di un mariuolo socialista di nome Mario Chiesa, beccato con le mani nella marmellata. Una tempesta giudiziaria si abbatté sulla politica ma non fece in tempo a spazzarla via, perché ecco esplodere una nuova emergenza nazio- “BOSS DEL NORD.” Davide Boni, Giuliano Pisapia e Vito Gamberale IN BREVE Il capro espiatorio del ministro Castelli Cosa Nostra? Cosa Loro!!! La preoccupazione del viceministro sugli appalti (occhiello); Expo, Castelli: fuori i calabresi (titolo). Così il 26 marzo scorso “la Padania” quotidiano leghista si vestì graficamente per demolire una razza. Sparò alla cieca sui calabresi padroni secondo il ministro degli appalti per l’Expo. Giorno dopo giorno stanno emergendo invece altre versioni e gruppi di potere rifatti Con questo titolo di copertina il 3 Aprile del 2011“la Riviera” rispose al quotidiano “La Padania” che pubblicò in primo piano le preoccupazioni dell’allora viceministro ministro Castelli riguardo l’infiltrazioni dei calabresi nei lavori dell’Expo 2015 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 18 la Riviera Delegazione comunale in avanscoperta in Piemonte Stignano alla conquista dell’Italia Giorno 11 e 12 marzo una delegazione comunale, guidata dal Sindaco, si è recata in Piemonte a Giaveno e Santena, per svolgere incontri organizzativi e sopralluoghi logistici relativi al prossimo svolgimento di iniziative rivolte agli emigrati stignanesi e riconducibili ad un progetto con la Scuola Secondaria di primo grado - Plesso di Stignano - ed alle celebrazioni del Bicentenario del Comune. EDITORIALE DI MARIA ELENA FILIPPONE Ecco chi comanda al Nord n Emilia, Liguria, Veneto, Umbria, Toscana il malaffare dilaga. Vasco Errani, governatore dell’Emilia, è indagato per falso ideologico in atto pubblico, insieme con la direttrice degli Affari Istituzionali della Regione Filomena Terzini e al direttore del settore Agricoltura, Valtiero Mazzotti. Questi ultimi sono indagati anche di favoreggiamento nei confronti di Giovanni Errani. In Umbria un ex sindaco in manette con altri componenti della Giunta per associazione a delinquere finalizzata all’abuso di ufficio e altri reati. Al presidente del consiglio regionale Goracci viene contestato anche il reato di violenza sessuale. In Veneto nell’ultimo anno gravi casi di corruzione hanno squassato prima la Provincia e poi il Comune di Venezia. In entrambi i casi si sono scoperti giri di denaro per accelerare le pratiche, modificare le volumetrie degli edifici, agevolare ristrutturazioni, a partire da quelle degli alberghi. Per non parlare della vicenda in cui è implicato Lino Brentan, amministratore delegato dell’autostrada Padova-Venezia, su cui grava l’accusa di avere commesso pesanti I nale, con le bombe di Palermo, Milano, Roma, Firenze deflagrò nella penisola il pericolo mafia. visione venne nuovamente fugato, un nuovo mostro era nato all’ombra dei mostri pregressi. ED ECCO “COSA NOSTRA” UN NUOVO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE Tutti si riempirono bocche, occhi e orecchie con i mostri dei Riina e dei Provenzano. I boss finirono in galera, e si arrivò nel terzo millennio con la mafia al fresco e si tornò a guardare alla nazione scoprendo un paese sull’orlo del fallimento, con una corruzione politica più in voga che mai, un’evasione fiscale da record mondiale, uno stop economico inamovibile. Ancora una volta all’ombra del mostro emergenziale erano cresciuti dei mostriciattoli micidiali. E con l’Italia al collasso iniziarono a venire alla luce i saccheggi infiniti di infiniti ladri che in ogni settore avevano fatto man bassa di beni. Ma ecco che il momento della presa La ndrangheta un male assoluto da un nome strano e impronunciabile nato alle falde dell’Aspromonte. La nuova emergenza si chiama ndrangheta e tutti ci riempiamo tutto di essa. Giornali, tv, libri, sociologi, politici, scrittori, cinematografari, popolo. Tutti ne sono pieni. E la ndrangheta è un mostro, è certo, come lo erano il terrorismo, la mafia. Però è anche successo che non abbiamo mai saputo se le stragi terroristiche, vedi Brescia o Bologna, siano state effettivamente tali. Sta anche succedendo che forse stiamo per scoprire che le stragi di Capaci e via D’Amelio tanto mafiose non lo sono. E si finirà per scoprire un giorno, che gli affari, quelli veri, in questa nazione li hanno fatti le banche, i partiti, i grandi gruppi imprenditoriali. E alla fine questa nazione mai nata finirà nel terzo mondo, perché se la saranno mangiata in tanti fra corruttori, evasori, turpi banchieri, multinazionali d’arrembaggio. La ndrangheta aveva in mano il nord questo l’ultimo assunto della logica emergenziale, solo che ora negli affari ci sono finiti i leghisti, i pidiellini, i pidini. Boni, Penati, Errani e anche il nome di Pisapia fa capolino nelle inchieste mentre la ndrangheta di Oppedisano prende forme meno pericolose e più folcloristiche nelle sentenze dei tribunali. La ndrangheta è un mostro ne siamo convinti anche noi, però sappiamo per esperienza che un giorno fuori dalle brume dell’emergenza scopriremo un paese mostruoso. Pioggia di miliardi al Nord. L’inutile e mal funzionante aeroporto di Malpensa e un treno ad altà velocità per la futura Tav Quattro Quattro presidenti del consiglio regionale, indagati uno dietro all’altro. Di tutti i colori politici. Pd, Pdl LEGA. Filippo Penati, Davide Boni, Franco Nicoli Cristiani, Pier Gianni Propserini 37 miliardi 72 mila miliardi, evidenziando mila, delle vecchie lire così suddivisi: 20 miliardi per la Tav, 11 per L’Expo;7 per l’aeroporto di Malpensa. Un mare di danaro gestito in esclusiva da politici e affaristi del Nord DOMENICA 25 irregolarità, con relativo scambio di valigette di soldi (addirittura in Slovenia), nella concessione di numerosi appalti. Sono passati vent’anni da Mani pulite, ma in Veneto siamo in piena Tangentopoli. In Toscana la Guardia di Finanza di Firenze ha eseguito una serie di perquisizioni nella casa romana di Vito Gamberale, l’AD del fondo F2i, e negli uffici della società nell’ambito di un’inchiesta della procura fiorentina che ipotizza il reato di corruzione per la bretella autostradale Lastra a Signa-Prato, mai realizzata. Una perquisizione è stata disposta anche nei confronti dell’ex assessore regionale della Toscana, Riccardo Conti, attuale responsabile dei Trasporti per il Pd in Regione. In Liguria dopo l’arresto di Francesco Bellavista Caltagirone si attende una tempesta giudiziaria per i lavori di costruzione del porto turistico d’Imperia. La descrizione di un quadro disastroso delle corruttele e del malaffare sarebbe infinita, perché coinvolge il nord nella sua interezza e ancora una volta nei grandi affari c’è la politica e la grande imprenditoria. MARZO 2012 LA RIVIERA 19 La www.larivieraonline.com gerenza [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano. Lettere, note e schermaglie SIDERNO: BOTTA E RISPOSTA I QUADRISILLABI DELL'UFFICIO STAMPA A LORO USO E CONSUMO Dopo la risposta del direttore (la Riviera dell'11 marzo 2012) “Si scomoda l'ufficio stampa del Comune di Siderno”, sulla vicenda che riguarda l'elezione della presidente della Commissione Pari Opportunità di Siderno, siamo costretti a tornare sull'argomento. E' assai ricorrente, diremmo canonico: quando non si hanno argomenti e neanche l'ombra di un qualsiasi elemento sul quale imbastire una confutazione, una critica o una smentita, si ricorre all'ingiuria. Glielo diciamo subito, direttore, e sarebbe pure inutile, tanto lei lo sa, ma lo stesso vogliamo rassicurarla: l'ufficio stampa del Comune di Siderno, checché lei vada cianciando, non è né tremebondo, né ventriloquo. Né si è “scomodato”, come invece ha fatto lei nella infelice difesa del suo editore, a smentire le tante false affermazioni contenute nel suo giornale a proposito della elezione dell'avvocato Jolanda Diano a presidente della Commissione Pari opportunità. Ha fatto soltanto ciò che è nelle sue mansioni, sia per un motivo squisitamente etico, sia per impedire che crasse bugie vengano diffuse e perché verità sia fatta su un argomento che dal suo nascere è stato sempre chiarissimo e si è dipanato alla luce del sole. Sicuramente non è ancora chiaro a lei, e non sappiamo se per difetto di informazione da parte dei suoi giornalisti, o per una precisa volontà redazionale di avere le traveggole e sciorinare corbellerie senza pudore nei confronti della Amministrazione Comunale di Siderno. Non si spiega altrimenti la sua affermazione: “Jolanda Diano è stata eletta Presidente dalle Associazioni ma nella Commissione Pari Opportunità ci è arrivata con il voto del Consiglio Comunale”. Ma sta scherzando? Ma da dove le è arrivata questa bufala? E pure ci pare di poter essere testimoni che in tutti i Consigli Comunali fin qui celebrati da questa A. C. mai è venuta a mancare la presenza di un rappresentante del suo giornale, quindi sui loro svolgimenti dovrebbe essere ben informato. E allora come spiegare una simile corbelleria che non sta né in cielo né in terra? Superficialità, banalità, semplice difetto di comprendonio, o c'è dell'altro? I componenti l'Ufficio Stampa I componenti l' Ufficio Stampa non hanno avuto l'amabilità di far seguire il participio sostantivato con il loro nome e cognome. Potrei, per ciò stesso, decidere di non pubblicare il comunicato, considerandolo anonimo. Ma questo non faccio per non privare le nostre lettrici e i nostri lettori d'un capolavoro di cialtroneria giornalistica , pagata a un tanto al rigo. Ad essere precisi: mensilmente circa 900 euro lordi per ciascuno. Sprecati, visto il numero non grande di comunicati sfornati. Evidentemente, Siderno, popolosa come una città africana, indaffarata come un bazar arabo, ricca d’eventi come l’Afghanistan, abbisogna di due quadrisillabi. Un quadrisillabo sarebbe bastato. Ma è nota la grande umanità di Riccardo Ritorto, e dubitare del suo ruolo nella elezione dell’avv. Diano sarebbe come pretendere di staccare l’ombra di Banco da Macbet. È l’impresa cui si sono applicati i componenti. I quali mi assicurano che non sono ventriloqui. Orbene, i quadrisillabi non hanno capito questa elementare verità: che i componenti d'un qualunque ufficio stampa hanno come unico compito quello di tradurre fedelmente la parola orale del sindaco in parola scritta, cioè in un comunicato . Per metafora, questa operazione va sotto il nome di ventriloquio. Se i componenti l'Ufficio Stampa, come traspare dalle loro ciondolanti parole e da come si slanciano in difesa dell’avv. Jolanda Diano, né consigliere né assessore, hanno l'ambizione di battere le vie dell'autonomia mentale dal Sindaco e dall’' Amministrazione comunale , non rimane loro che dimettersi. Ma è più facile che l'Etna erutti zollette di zucchero che non già le loro dimissioni dal detto Ufficio. I quadrisillabi mi rassicurano ancora che non sono trememebondi. Io, leggendoli, avevo pensato che fosse il delirium tremens a farli ragionare per come ragionano . Si perdonano tante cose a chi soffre d'una malattia che non dà quiete. I quadrisillabi negano di patirne. Allora è da natura che nasce la loro vocazione al ventriloquio , ed è la natura che rende traballante la loro testa e strisciante, come vermi, la loro penna. Che, mai sazia di contumelie, osa impalare Rosario Condarcuri al quale va dato merito di avere creato in Siderno un'impresa editoriale senza della quale , tra l’altro, i quadrisillabi non sarebbero diventati neppure componenti l'Ufficio stampa. Fatta eccezione per il quadrisillabo, elevato a ragione al quadrato, RISPONDE il direttore PLATÌ, GIU Carissimo direttore, come mi aspettavo da lei, da quel poco che la conosco, il suo schierarsi in difesa del paese che mi ha dato i natali, ed a cui sono profondamente legato, anche se non ci abito ormai da diversi anni, non può che farmi piacere. Le fa onore il suo impegno, perché lei è una delle poche voci (purtroppo) che ancora si leva per difendere i diritti di una comunità spesso bistrattata, sempre più sola ed emarginata un po' da tanti, troppi ormai. Assisto quasi rassegnato all'ennesima occasione persa di presentare in modo positivo una comunità che non si discosta più di tanto da quasi tutti i paesi della nostra costa calabrese. Scopro con disgusto che ancora ci si “sbaglia” anche nell'esporre ed evidenziare dati purtroppo negativi (e quale paese non ne possiede al giorno d'oggi?) di Platì; come il dato diffuso dai media nazionali che il 2,7 per cento della popolazione calabrese che ha avuto guai giudiziari (percentuale presente anche in altre regioni e comunità italiane), diventa quasi per magia, un 27 per cento a cui qualcuno ha levato una virgola, con l'intento di assegnare ad 1 su quattro calabresi, unitamente ai bambini di Platì naturalmente, la patente di delinquente! Tanto da indurre in un impeto salvifico, e a dichiarare la candidatura alle comunali per l'elezione a Sindaco di Platì, il giudice Romano De Grazia, calabrese di Lamezia Terme, affiancato da quelle che si autodefiniscono “liste pulite” formate da persone appartenenti al Centro Studi Lazzati e al COISP, nessuno di loro residenti nel paese .Un giudice in pensione che ha i meriti nell'aver fatto il suo percorso professionale con abnegazione e passione, che ha IGNORANZA O DISTRUZIONE PROGRAMMATA DELLO STATO? Abolire le Regioni sprecone e inefficienti Nel periodo post tangentopoli, nel nostro Paese, sono state approvate tante leggi nuove nel tentativo di recepire nuove istanze sociali, comprese le modifiche costituzionali, ma le conseguenze sono state catastrofiche. Non c’è dubbio che nel 1992 lo Stato andava riformato. Non voleva essere questo il messaggio di mani pulite? Allora il maggiore scandalo era rappresentato dal finanziamento illegale dei partiti. Sono stati tutti smantellati, sebbene fossero radicati nel territorio, e, al loro posto sono subentrati dei partiti larva, separati dalla società. Un referendum ha negato loro il finanziamento pubblico. Ma nonostante ciò il finanziamento è ritornato sotto forma di rimborso elettorale. E che rimborso! Ma il vero male non sta in questo, ma nella sua entità: supera il costo d'una campagna elettorale d'un Presidente degli Stati Uniti d'America e non ci sono controlli. Le inchieste giudiziarie in corso ci dimostrano dove finiscono i soldi pubblici. Non si tratta certo di abolire i partiti bensì di disciplinarli con una legge, che assieme ai finanziamenti dimezzati rispetto ad oggi, preveda l'obbligo di rispettare la democrazia interna, la legalità e la trasparenza nella gestione economica. La stessa cosa occorre fare per i Sindacati. Ma questi temi non interessano la nostra partitocrazia. Ma non parliamo delle tante cose da fare, bensì delle riforme fatte. Per esempio, del cambio del titolo V della Costituzione che ha posto allo stesso livello Stato, Regioni, Province e Comuni. Con tale riforma epocale gli Enti locali acquistano uguale importanza, diventano entità autonome e spariscono persino i controlli di legittimità. Così amministratori di Regioni, Province, Comuni, Consorzi, Comunità montane possono agire senza rispondere nemmeno alla magistratura perché il momento gestionale viene sottratto alla politica ed affidato ad una burocrazia improvvisata di nomina politica. Un regalo fatto da Bassanini agli amministratori per sottrarli agli interventi dei magistrati? Sembrerebbe di sì. Certo da questo momento in poi la corruzione, già dilagante, rompe ogni argine, tracima ed invade l'intero sistema amministrativo pubblico. La Corte dei Conti quest'anno ha stimato il danno delle consulenze inutili in due miliardi e mezzo di euro. Siamo arrivati alla grande abbuffata per oltre duemilacinquecento consulenti, ed un mare di debiti travolge quasi tutti gli enti locali. Le Regioni, sia quelle a statuto speciale, sia quelle dotate del potere conferito loro dal cambio del tit. V della Costituzione, sono diventate tanti piccoli Staterelli e divorano grandi risorse pubbliche per mantenere le Caste locali. Basta leggere i bilanci delle Regioni per rendersi conto dei costi della politica. In questo contesto le Regioni servono per mantenere se stesse. Ci sono anche quelle virtuose, ma sono poche. Tra le tante riforme assurde quella che ha affossato le finanze pubbliche e ci porterà al modello greco, è quella della sanità, fiore all'occhiello del nostro Paese fino a venti anni fa. Chi ha avuto l'idea insana di affidare alla politica, nella fattispecie alle Regioni, il servizio sanitario nazionale? La salute dei cittadini, bene supremo, può essere legata alle esigenze politiche di Amministratori regionali, spesso ignoranti e senza scrupoli? Tutto assurdo ma drammaticamente vero. Come mai nessun partito chiede di rivedere la legge sul servizio sanitario? Tutti sanno che la sanità pubblica inghiotte enormi risorse ed offre un pessimo servizio: dalla Calabria alla Sardegna, dalla Sicilia al Lazio, dal Piemonte alla Puglia. Noi calabresi abbiamo il peggiore servizio sanitario ma paghiamo le tasse più alte. Si dice, hanno il potere di eliminare col voto chi non ha saputo amministrare. Ma in pratica non è così. In Calabria gli elettori si rendono conto che la gestione di Chiaravalloti ha affossato la sanità, assieme alla Calabria. Ed hanno cambiato registro votando Loiero, ma la situazione si aggrava ancora. Hanno cambiato di nuovo votando Scopelliti. E qui non servono parole, basta leggere le cronache quotidiane dei giornali locali e nazionali. Risultato? Da “La furca” siamo passati “ A lu palu” per usare una metafora dell'Abate Martino. L'attuale classe politica è al governo della Regione da circa venti anni. Scopelliti prima di diventare Presidente della Giunta era Presidente del Consiglio Regionale, non stava sulla luna. Che fare? Io proporrei di abolire le Regioni. Almeno quelle sommerse dai debiti, che offrono servizi indecenti e non garantiscono sviluppo. Il Governo del Prof. Monti, condizionato dai partiti casta, che ci hanno portato sull'orlo del fallimento e hanno perso la fiducia della gente, tenterà di cambiare qualcosa ? Bruno Chine DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 20 HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo. Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili. PUBBLICITÀ la Riviera Per richieste di pubblicità rivolgersi a: Pi Greco Comunication srl info 0964342679 G LI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. EDITORE - La Riviera S.r.l. Sede legale - Via dei Tigli, 27 - 89048 Siderno (RC) 0964383478 ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane KAPPADUE di RUGGERO CALVANO LA MASCHERA pure il merito di aver voluto fortemente una legge che è stata approvata dopo 18 anni dalla presentazione, ma che sinceramente, in questo caso, credo si sia mosso forse un po' frettolosamente non conoscendo le problematiche del paese e credendo che a Platì non ci fossero persone e forze sane da potersi candidare nelle prerogative e nei valori di “libertà, democrazia e giustizia”. A Platì ci sono ancora molti giovani, professionisti e laureati, una comunità che ancora crede nei valori tradizionali, che sapranno esporsi e mettersi al servizio del loro paese con la voglia di fare bene per la loro comunità, senza perdere di vista i valori democratici che devono essere da guida per tutti gli amministratori della cosa pubblica. Ormai è da troppo tempo che questo piccolo paesino aspromontano è nell'occhio del ciclone, sempre e solo per notizie negative, che purtroppo accadono anche in altri posti. Per carità non per consolarci nel “mal comune mezzo gaudio ”ma stranamente quando si tratta di Platì mi sembra che si dia troppo risalto solo agli episodi poco edificanti, a volte rigirando la solita frittata, come nel caso della bufala del comune che (grazie ad un errore del computer), allestiva un'area per i latitanti nella fiumara locale, notizia che persino La Repubblica ogni tanto ristampa. C'è un tessuto culturale e sociale, ancora pieno di valori nella tradizione di onestà e lavoro in questa comunità; non è appestata la gente di Platì, che ancora vuole credere che ci sia un futuro per le nuove generazioni che si fanno avanti, chiedendo solo il diritto al rispetto e la possibilità di poter avere un lavoro per dimostrare a tutti che l'emancipazione è un traguardo possibile. Anche se a volte guardandomi intorno e osservando tanti particolari, oltre alla stella gialla cucita sul petto, mi sembra di trovarmi nella fattoria di Orwell, in cui tutti gli animali sono uguali, ma alcuni siano più “uguali” degli altri…..e che Platì stia diventando come monsieur De Malaussène di Pennacchiana memoria….. Domenico Catanzariti Tutto giusto. Ma importante è proseguire nella battaglia per restituire a Platì il suo vero volto. Giù la maschera, e a me pare che il magistrato Romano De Grazia, al di là delle sue intenzioni, gliela voglia riattacare. Ritratti * LOQUI E SPROLOQUI di Diego Cataldo di Filomena Cataldo LELE NUCERA Attore Un altro poeta in silenzio Sul sito ufficiale di Tonino Guerra c'è scritto “ alle 8:30 della mattina del 21 marzo 2012, in piazza Ganganelli, a Santarcangelo, nella casa di Tonino Guerra, è entrato il silenzio”. Firmato la moglie e il figlio. Così è annunciata la morte del poeta romagnolo. Persona singolare, autoironica, fedelmente vicina al popolo nonostante camminasse con in giganti. Tonino Guerra usava la sua lingua madre, il dialetto romagnolo, per raccontare la quotidianità, l'intimità e la finitezza umana. E sapeva sempre di originale, nonostante la dialettalità sia propria di molti uomini poeti. Di lui ho ammirato l'ironia verso sé e gli altri. E non voglio ricordarlo senza farne uso. In un suo aforisma si legge «Tutte le volte che preparo un pacco, finisce che mi trovo chiuso dentro». «Questa volta» - aggiungo io ( e che il Maestro non me ne voglia) «difficilmente uscirò allo scarto». AFRICO e CASALINUOVO Don Stilo e la vera storia dell'esodo. Avrei preferito lasciare in pace i morti ma se questi , ricorrendo a vecchie menzogne, sono portati da altri come esempi di vita per perpetuare falsi miti, diviene doveroso informare i giovani della verità. di Rocco Palamara su www.larivieraonline.com La Calabria al tempo dei gelsomini Ha ottenuto il Globo d'oro 2002 come miglio attore esordiente. Prossima l'uscita i film dove è protagonista: “RITURNELLA" regia di Francesca Garcea 2007 e “IL GERME DEL MELOGRANO” regia Silvana Strocchi. Protagonista in “L'ABBUFFATA” regia di Mimmo Calopresti;“DISTRETTO DI POLIZIA” regia di monica Vullo e Riccardo Mosca 2004, protagonista di episodio e in “GENTE DI MARE” RAI Fiction 2005 regia di Vittorio De Sisti 2006. Protagonista di pubblicità e documentari. Lele è un vero Signore. C'era un tempo in Calabria in cui si andava a letto e la frescura della sera era dipinta dall'aroma dei gelsomini, e ci si alzava al mattino con una fragranza dolce sul palato che sapeva di vaniglia. Vivevamo nei profumi a ogni stagione. Soprattutto sulla costa ionica, che non per nulla era detta riviera dei gelsomini. Lungo la nostra terra correvano interminabili file di serpi verdi. Serpenti profumati sui quali d'estate stavano chine migliaia di donne calabresi, intente a colmare di fiori sacchi di stoffa bianca. Era un tempo in cui le nostre donne si sobbarcavano il peso di nutrire torme di figli messi al mondo con dolore. Le donne allora erano l'asse portante della famiglia. Poi venne il tempo in cui diventarono donne di ndrangheta e anche le zagare smisero di profumare divenendo il nome di storiche operazioni antimafia. Le file dei gelsomini sparirono e le sere e le albe furono orbate di profumo, lasciando al suo posto una terra puzzolente. Una Locride che continua a puzzare, di disperazione, di speranze tradite, di tanfo di nafta di treni fatiscenti che continuano a portare altrove il profumo della speranza. Sono poetico e nostalgico questa settimana. Volevo semplicemente parlarvi del gelsomino, della sua possibilità di essere sfruttato a fini economici, della infinità varietà dei suoi usi in profumeria, in erboristeria. Un fiore e un profumo che quando la Calabria era abitata da titani appartenevano agli dei. Ora che la Locride è calpestata solo da lillipuziani non c'è spazio per il IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI UNA NUOVA IMPORTANTE FIGURA ALEGGIA NEL MONDO DELL'INFORMAZIONE Studio Aperto su Rai Due, anche detto Tg2, l'ha scovata e la tira fuori dopo ogni bestialità che accade in questo pallido e complicato mondo. Affonda la Concordia? Zidane da una testata a Materazzi? Michele Misseri soffre di aerofagia? Il vostro cane sembra triste e non vi spiegate il motivo? Mettete sul tg2, perché da qualche mese ormai, c'è Rosario Sorrentino, il neurologo! Vi spiegherà qualsiasi cosa incutendovi un'angoscia che mai avreste avuto sintonizzandovi da un'altra parte. Vi persuaderà su un peggio che non è mai abbastanza visto che lì fuori sono tutti pazzi da temere. Vi indurrà ad accettare la vostra condizione, fortunata e vantaggiosa, di cassa integrati con tre figli a carico e una moglie scappata di casa con un giamaicano, a cui comunque dovete passare gli alimenti. Lo farà con lo sguardo concentrato a bucare il video e un camice bianco che gli da un tocco di professionalità, ulteriore elemento di presunta giustezza morale. Terrà inalterato il suono della voce per tutto il dialogo, un po' come Max Pezzali. Il neurologo del tg2 è pericoloso, io ve lo dico, non state a sentirlo, anche perché ho scoperto che è specializzato nella cura degli attacchi di panico che, ad ascoltarlo per troppo tempo, è lui stesso a creare. È tutto il contrario di quello di cui avremmo bisogno, in una fase così critica. Non ci serve intristire una realtà che non ha bisogno di ulteriori drammatiche e strumentalizzate evidenze. Ci vorrebbe Nino Frassica e non lui, a commentare i fatti che viviamo ogni giorno. DOMENICA profumo. Le nostre donne, per luogo nordico comune, sono diventate di ndrangheta e non ci vanno più a raccogliere i fiori e allora i gelsomini sono spariti. I serpenti verdi non ci sono più e i nostri magnifici giardini sono diventati lande desolate. E con chi vogliamo prendercela se non con noi stessi che alla sana fatica per una terra deliziosa abbiamo preferito la puzza d'olio industriale delle fabbriche del nord. Noi che abbiamo mollato il profumo della vaniglia per il lezzo da polveri sottili di lontane città. Volevo essere economico questa settimana e proseguire il discorso sull'economia verde che vi faccio da un po', per indicarvi strade ecologiche di progresso. Ma sono anziano, dormo poco. Mi sono svegliato all'alba e mi arrivato alle narici un profumo antico, che una volta era perenne in questa terra. E allora non me la sento di darvi consigli, perché a lavar la testa all'asino si perde il tempo e il sapone. Voi non ritornerete mai a curvare la schiena per raccogliere gelsomini, perché vi siete convinti che i profumi stanno solo in profumeria. Non c'eravate al tempo delle sere e delle albe profumate. Resterete nella puzza e continuerete a elemosinare sussidi, che la voglia di zappare per la vostra terra e il vostro futuro non ce l'avete più. Annunci Io KUMAR KAMAL, Figlio di Sig.Tirth Ram Residenza a, VILLAGE NANGAL, PHILLAUR, Distt. JALANDHAR, PUNJAB, INDIA, adesso Residenza in (Italia) dichiaro che cambio il nome in OWAAN KAMAL Nota bene. Cell. 3275614038 KAMAL KUMAR S\O TIRTH RAM R\O VILLAGE NANGAL, PHILLAUR, Distt. JALANDHAR, PUNJAB, INDIA HAVE CHANGED MY NAME FROM KAMAL KUMAR TO KAMAL OWAAN. CONCERNED PLEASE NOTE. CELL.3275614038 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 21 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 22 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 23 A proposito di... Sport Juventus-Inter, una delle partite per antonomasia nella storia della Serie A e, in assoluto, uno degli appuntamenti più seguiti anche oltre confine, in occasione del quale ogni tifoso delle due squadre, anche il più lontano all'estero, si sente interista o juventino più di sempre, al 100% e senza discussioni. Juve vs Inter Esigenze legate alla chiusura del giornale al venerdì, impediscono di conoscere il risultato di Milan-Roma di ieri sera, qualunque sia stato il responso della sfida di San Siro non c'è però alcun dubbio che la domenica calcistica odierna sarà incentrata per fascino e per interessi di classifica su Juventus-Inter, una delle partite per antonomasia nella storia della Serie A e, in assoluto, uno degli appuntamenti più seguiti anche oltre confine, in occasione del quale ogni tifoso delle due squadre, anche il più lontano all'estero, si sente interista o juventino più di sempre, al 100% e senza discussioni. Rivalità sportive a parte, Juve-Inter di stasera, sarà una gara fondamentale soprattutto per la classifica bianconera: al di là del verdetto di Milan-Roma, per il gruppo di Antonio Conte il risultato da cui non si può prescindere è la vittoria. A 10 giornate dal temine il sogno scudetto impone un ruolino di marcia senza soste e 3 punti in più o in meno possono segnare il limite tra remota speranza o concreta realtà. Sul piano puramente tecnico, i giocatori e il modulo scelti dai due tecnici faranno poca differenza, allo stato attuale il divario di 15 punti in classifica è il limpido specchio della differenza di valori tra le due squadre, per l'Inter smentire lo scontato pronostico avverso potrebbe essere allora più “gustoso”, anche perché uno stop alle ambizioni juventine coinciderebbe con l'opportunità, forse l'ultima stagionale, di regalare ai suoi tifosi uno dei pochi veri sorrisi in un annata di lacrime amare. Prima della gara della Juventus Stadium, nel pomeriggio in primo piano saranno NapoliCatania e Lazio-Cagliari: il Napoli, fresco di qualificazione alla finale di Coppa Italia (complimenti pure alla Juve, l'altra meritata finalista della competizione), sulle ali dell'entusiasmo con cui sono state allontanate le ombre post Chelsea, proverà a consolidare le proprie ambizioni di terzo posto al cospetto di un Catania per il quale ormai sono stati spesi i migliori aggettivi e che a Napoli si presenterà con la consapevolezza e la tranquillità dei più forti, i presupposti giusti per una partita ricca di emozioni e bel gioco. Meno avvincente invece potrebbe essere invece LazioCagliari: problemi più di gioco e di gestione di squadra che di classifica, hanno convinto Cellino a un drastico (e, tra le parti, polemico) cambio di allenatore. Fuori Ballardini, dentro Ficcadenti: con una nuova guida in panchina, l'esigenza primaria del Cagliari sarà ritrovare serenità e un buon risultato, per il nuovo mister il gioco brillante potrà pazientare ancora. Da parte sua, alla Lazio non sono concessi passi falsi: con Udinese e Napoli ormai alle calcagna, non vin- cere equivarrebbe dire addio, almeno provvisoriamente, al terzo posto, un obbiettivo solo poche settimane fa ampiamente alla portata ma sul quale ora non in tanti, anche tra i suoi stessi tifosi, sarebbero disposti a scommettere. Sugli altri campi, sarà interessante seguire come Genoa e Fiorentina si presenteranno a uno scontro diretto se non proprio salvezza (i punti di vantaggio sul Lecce terz'ultimo sono 7 per i grifoni e 6 per i viola: non pochi, ma neanche tantissimi…), certamente di bassa classifica, un'evenienza difficilmente immaginabile a inizio stagione. Altrettanto sicuro però è che non meglio se la passano oltre che Lecce, Novara e Cesena (le ultime tre della graduatoria), pure Siena e Parma: i bianconeri toscani sono appaiati alla Fiorentina, gli emiliani si trovano un punto sotto, per entrambi vale il concetto relativo ai viola, urgono punti al più presto altrimenti potrebbero essere guai. Se Parma-Cesena e Chievo-Siena saranno due sfide delicate e dal risultato tutt'altro che scritto, ancor di più lo sarà Lecce-Novara: una vittoria non darebbe loro alcuna garanzia di salvezza a nessuna delle due squadre, chi sbaglia però è praticamente out in modo definitivo, per cui c'è poca scelta, vincere o vincere. Meno tensioni e paure accompagneranno invece Atalanta-Bologna, la partita che chiude il quadro della giornata. Bergamaschi e bolognesi hanno già fatto il loro dovere (soprattutto i primi), un risultato così così muterebbe di poco la classifica e per nulla i giudizi positivi: complimenti a Colantuono e Pioli, belle espressioni di calcio italiano che vale e diverte. Buon campionato a tutti. Angelo Letizia Napoli - Juventus: Pulcinella contro Gianduia Cavani contro Vucinic, Mazzarri contro Conte, pizza contro bagna cauda: tutto questo è Napoli - Juventus, ultimo atto del trofeo Tim, o se preferite, Coppa Italia, che si disputerà il prossimo 20 maggio nella finale a partita secca all'Olimpico di Roma. I bianconeri arrivano in finale dopo aver eliminato ai supplementari un Milan mai domo per merito di una perla del montenegrino; i partenopei grazie al 2-0 con cui hanno ribaltato l'1-2 di Siena. La Juventus alla ricerca della decima Coppa Italia, ma soprattutto con la voglia di alzare al cielo un trofeo che manca da un po' di tempo; il Napoli per iniziare a vincere qualcosa di importante dopo la rincorsa di due anni all'élite del calcio che conta. Vanno in finale due squadre speculari, con un gioco veloce e aggressivo, capaci di ripartenze fulminanti, che hanno nel proprio allenatore un Pigmalione dei giorni nostri. Conte e Mazzarri hanno tanto in comune, a partire dal modo in cui gestiscono il gruppo e la partita. Sempre pronti a difendere a spada tratta la propria squadra, sono dei condottieri, dei leader capaci di farsi seguire in tutto e per tutto dai propri giocatori. A pensarci bene sono loro i veri protagonisti, vivendo ad alta intensità la partita: urlano, gesticolano, si sbracciano, incitano il proprio pubblico: due attori nati. Ma Napoli - Juventus è anche la sfida tra vari campioni in campo: da una parte El Matador, che a suon di gol è diventato un campionissimo con una continuità sotto rete mostruosa, dall'altra Mirko Vucinic, tutto genio e sregolatezza dei bianconeri, capace di alternare prestazioni opache a giocate strepitose (chiedere ad Amelia). E poi c'è la velocità di Lavezzi contro la tenacia di Chiellini, le accelerazioni di Hamsik contro le geometrie di Pirlo, Buffon - tornato il numero uno al mondo - contro De Sanctis, sempre più decisivo nella retroguardia napoletana. Sono tanti, anche per chi non sarà spettatore interessato, i motivi per assistere alla prossima finale di Coppa Italia. La vittoria potrebbe essere un lasciapassare per costruire qualcosa di importante. Il Napoli, dopo l'era Maradona, potrebbe aprire un ciclo, la Juventus, dopo l'anonimato degli ultimi anni, per tornare ad essere la Juventus, la Vecchia Signora. D'altronde, se sette anni fa, l'Inter divenne poi quella del Triplete con la conquista della tanto bistrattata Coppa Italia, fossi in un tifoso juventino, anche per scaramanzia, un pensierino ce lo farei. E' la finale più giusta, è la finale fra due squadre che vogliono tornare ad essere regine in Italia. E fa un certo effetto, che in tempi di revisionismo risorgimentale, si sfidino Piemontesi e Napoletani. Massimo Petrungaro DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 24 la Riviera Peppe Galluzzo, un autentico fuoriclasse Ci incontriamo in quella specie di tribuna stampa dello stadio di Siderno qualche minuto prima della gara che i biancoazzurri dovranno disputare con il Castrovillari dove Peppe Galluzzo ha allenato qualche anno fa lasciando un ottimo ricordo. Da qualche settimana il trainer sidernese, con un glorioso trascorso di calciatore del Milan, e tantissime altre squadre professionistiche, ha affiancato il primo responsabile tecnico degli “squali” Massimo Drago nella conduzione tecnica del Crotone, in serie B. Un impegno particolarmente ambito ed impegnativo che lo porta sistematicamente a dover star fuori per quasi tutta la settimana ma quando può mister Galluzzo si reca volentieri allo stadio per seguire il “suo” Siderno “con la speranza- ci dichiara- di poter ottenere al più presto la salvezza perché lo merita la città, la dirigenza e la tifoseria biancoazzurra”. Il fisico sempre asciutto a testimonianza di uno stile di vita ineccepibile ma anche l’educazione e la simpatia lo rendono anche fuori dal campo un autentico “fuoriclasse” . Lui il calcio lo ha vissuto veramente però a differenza di tanti altri non se la tira ed è rimasto sempre con quell’aria umile di quel bravo ragazzo che ammiravo quando, sin da bambino, sentivo parlare di lui a “tutto il calcio minuto per minuto” . Quando segnava lui soprattutto in occasione delle partite casalinghe del Siderno si udiva chiaro e forte un autentico “boato” proprio per sottolineare le prodezze di un allora giovane talento locale che con tantissimi sacrifici si stava imponendo all’attenzione nazionale . Alla radio dicevano: “ha segnato Galluzzo” e noi aspettavamo la “Domenica Sportiva”, fino a tarda sera, per vedere in tv i gol di quell’attaccante prodigio che saltava in aria più in alto di tutti. Galluzzo, lo ricordiamo, è entrato nella storia per essere stato il primo giocatore pagato 1 miliardo delle vecchie lire in serie B. Lo acquistò il Bari, uno smacco per i rivali del Lecce che allora veniva gestito da un altro sidernese illustre, Mimmo Cataldo. Quanti ricordi e quante emozioni. Ma ritorniamo a parlare del tecnico Galluzzo e della sua esperienza a Crotone. “ Non posso non ringraziare la società pitagorica ed in particolare la dirigenza ed il diesse Peppe Ursino per avermi dato la possibilità di poter lavorare con Massimo Drago. “Stimo molto Massimo e cerco di stare vicino alla squadra in un momento in cui serve la vittoria per tirarsi fuori da una ingarbugliata situazione di classifica-ci dichiara- la squadra però ha tutte le capacità e la volontà giusta per tirarsi fuori dalla mischia prima possibile e la partita contro l’Albinoleffe probabilmente dirà molto in prospettiva futura”. “Anche a Gubbio siamo riusciti ad ottenere un punto importante, ci manca però la vittoria, i 3 punti, e non appena riusciremo a conseguirla voleremo”. Gli chiediamo qualcosa sui giovani del Crotone e chi di loro potrebbe sfondare in serie A e lui ci nomina: “Alessandro Florenzi (allenare l’ex capitano della Roma Primavera è un qualcosa di spettacolare) ma anche Sansone, Belec , Vinetot, Migliore, Djuric, Mazzotta, Eramo De Giorgio, Ciano, tutti giocatori voluti fortemente dall’ottimo diesse Peppe Ursino al quale debbo moltissimo”. In tutti questi anni il direttore Ursino con il sostegno dei fratelli Vrenna, insieme a tutta la società, ha operato benissimo e con pochissime risorse( segno di grande competenza) è riuscito ad ottenere risultati importanti mettendo in “vetrina” fior di calciatori che a Crotone riescono, per tutta una serie di motivi, a trovare la voglia e gli stimoli giusti per farsi notare e quindi lanciarsi definitivamente nel calcio che conta” . E allora non rimane che fare il tifo per lui e per il Crotone sperando che alla fine i rossoblu possano centrare l’obiettivo salvezza. lr Il Marina di Gioiosa Jonica prepara il derby di domenica In tutta la locride cresce l'attesa per il derby di oggi pomeriggio tra il Gioiosa Jonica dell'ex Cosimo Silvano e il Marina di Gioiosa di Gigi Caridi. All'andata hanno prevalso i biancorossi grazie ad una gara perfetta . In casa giallorossa intanto continua il silenzio stampa che è stato prolungato dalla società fino al termine della stagione. I giocatori del Marina di Gioiosa hanno lavorato intensamente in prospettiva derby , Denaro e compagni sono reduci dalla vittoria a tavolino 3-0 contro il San Luca che domenica al comunale non si è presentato . In tutto l'ambiente giallorosso la sfida di oggi ha una importanza particolare tutti si augurano che sia una bella giornata di sport e che vinca il migliore . Il Marina di Gioiosa che recupera quasi tutti gli infortunati e anche alcuni squalificati si presenterà con una formazione quasi al completo con i rientri di Gianluca Scattarreggia e capitan Mimmo Ieraci entrambi potrebbero essere della partita .Il Gioiosa Jonica riabilitato dalla cura Silvano è reduce da una importante vittoria esterna contro la Mamertreselicese confermando ancora una volta la bontà del- Gara addestramento cani l'organico riuscendo con largo anticipo ad ottenere una meritata salvezza . Il Progetto Gioiosa Jonica avviato dalla società da qualche anno in questa stagione non era iniziato sotto i migliori auspici (prima l'abbandono forzato di Rocco Logozzo l'allenatore della promozione per infortunio)e ancora la gestione Quattrone ma con il Gioiosa che navigava in zona retrocessione per cui è stata necessaria una sterzata che non tardava ad arrivare .La società chia- mava al timone l'esperto Silvano in panchina e con la squadra ritoccata in tutti i reparti ecco subito i risultati positivi che hanno rilanciato in alto la compagine cara al presidente Rossi. Per quanto riguarda la partitissima di questo pomeriggio si prevede il pubblico delle grandi occasioni , i due tecnici Gigi Caridi e Cosimo Silvano decideranno la formazione soltanto pochi minuti prima del fischio di inizio della gara. Nicodemo Barillaro Domenica 18 marzo 2012 si è svolta in Gerace presso la zona addestramento cani "La Pendinella" la prima gara sociale di prova su pernice rossa. Numerosi sono stati i cacciatori che hanno partecipato alla competizione diretta dall'arbitro reggino Francesco Lugarà come numeroso era il pubblico presente. La splendida giornata di sole ha contribuito alla perfetta riuscita della manifestazione che si è conclusa con la premiazione delle due categorie di partecipanti. Per la categoria "cinofili" il primo classificato è stato Antonino Martino, il secondo Santo Marcianò, il terzo Giuseppe Panuccio tutti da Reggio Calabria. Per la categoria "cacciatori" il primo classificato è stato Salvatore Lizzi da Siderno, il secondo Piero Audino da Bianco ed il terzo Giuliano Zucco da Siderno. I premi sono stati consegnati dal presidente dell'associazione "La Pendinella" Giuseppe Fiordaliso e dal segretario Michele Orlando. Subito dopo la gara i presenti si sono rilassati assaporando il pranzo organizzato in loco dall'associazione "la Pendinella" che ringrazia tutti i partecipanti, pubblico compreso DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 25 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 26 DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 27 A proposito Prosciugato il miraggio di... turistico di Siderno Un miraggio, l'ennesimo miraggio turistico. Presente in tutti i programmi elettorali degli ultimi 20 anni, la diga, nel deserto mentale degli amministratori cittadini, ha rappresentato una vocazione: il super valore aggiunto del sviluppo turistico della stella dello Jonio. Ora non ha più acqua, è quasi sabbia. Vai a vedere che qualcuno, dopo aver visto i grattacieli nel deserto di Dubai, ha pensato bene PRIMA di toglierle il tappo. Schiumazza Cultura e società Il premio “La rivolta di un popolo” di Silvio Mavilla DOPO Biblioteca Meridionalista * Donne di mare sulle onde della luna La rivoluzione letteraria di Assunta Scorpiniti PASQUINO CRUPI “La rivolta di un popolo”, di Silvio Mavilla -Iiriti Editore- vincitore del primo premio nella categoria Archivio storico del contest del Premio Libro Fotografico 2012 FIOF. Un riconoscimento prestigioso che sottolinea il valore documentario degli scatti del fotografo reggino, commentati da testimonianze di alcuni dei protagonisti del tempo, a conferma della professionalità di un pur molto giovane Silvio Mavilla. Il premio, è stato accompagnato dalla seguente motivazione: “Un libro che trasmette forti emozioni grazie a inediti e sapienti scatti fotografici che documentano un momento della storia di Reggio Calabria in cui il popolo tutto, ed in particolare le donne in presenza massiccia, ha protestato per il riconoscimento dei propri diritti.” Scuola L’I.T.A.S. per i professionisti di domani Pensate che paradosso. L’Italia è bagnata da tre parti del mare. Ciò che le merita la definizione di penisola. Il mare non bagna Napoli (1963) è il titolo di un grande romanzo di Anna Maria Ortese. E non c’è dubbio che non bagna, cioè non attira, i nostri scrittori e narratori, che sia d’altura, sia di pianura rifuggono dalle sue salse onde. Il solo a farvi eccezione con I Malavoglia è Giovanni Verga, che, pur avendo raggiunto sul mare la sua gloria, ritorna al mondo contadino con Mastro Don Gesualdo. Comunque, aveva indicato la via del mare. I neorealisti la disattesero, forse convinti che l’unica classe lavoratrice fossero gli operai e i contadini. E il mare scomparve nella letteratura narrativa, cedendo le sue onde vibranti alle navi da crociera, degne solo di cronache giornalistiche. Al di sopra di Napoli, il mare ebbe l’onore delle belle lettere in Sull’Oceano (1889). Risulta, poi, che dal De Amicis e dal Verga a scendere il solo scrittore che abbia impostato un romanzo sul mare sia stato Corrado Alvaro con l’opera, appunto, intitolata Il mare (1934). Poi, più nulla. La nostra è letteratura contadinesca, è letteratura della terra, che produce terrazzani ed emigranti. I quali attraversano il mare senza accorgersene, cioè senza che i loro descrittori lo descrivano: da Francesco Perri a Saverio Strati. Fatta eccezione per Giuseppe Gangemi ne La Signora di Ellis Island (2011) e pr Gioacchino Criaco in American taste (2011). Ma non c’è stato chi abbia raccontato i lavoratori e –figurarsi- le lavoratrici del mare. Qui, in Italia. Bene, questa astenia è stata interrotta da Assunta Scorpiniti, giovane e matura narratrice. Della quale si può dire che sul tema del mare ha una sua originalità assoluta. Poiché lei, per prima, ha raccontato quello che nessun altro ha raccontato: non il mare come spettacolo della natura, ma il mare come fonte di vita e fatica, vita e morte, e le donne del mare, che suppliscono ai mariti in guerra e ai mariti sepolti nella nuda terra. Giovanni Verga le aveva lasciate a terra e a casa ad attendere i mariti. Assunta Scorpiniti le ha imbarcate MI RITORNI IN MENTE... LOCRI Il valore della memoria, ricordi che servono a raccontare un passato ricco di vivacità culturale seguendo le tradizioni. Umberto Ferraro, docente presso il liceo classico di Locri, pubblicista, giornalista, fondatore del "Giugno Locrese". Ha raccontato la Locride sui giornali locali e nazionali,dando visibilità a questa terra anche attraverso le corrispondenze Rai. (Domenico logozzo) La Locretta era una fabbrica di bibite, fiore all'occhiello nella Locri del boom economico. Gassosa, aranciata chinotti in bottiglietta e... la famosa gazzosa locretta con pallina? Il personaggio A Marina di Gioiosa Jonica è presente una nuova realtà scolastica: l'I.T.A.S Istituto Tecnico Attività Sociali. L’istituzione dell’I.T.A.S. è possibile grazie alle innovazioni apportate dalla normativa riguardante l'autonomia scolastica e dalla nuova configurazione che, in base alla riforma, la scuola italiana assumerà a partire dal prossimo anno scolastico. E precorrendo sapientemente i tempi, l'Istituto Perigeo, è già in grado di offrire agli studenti una scelta in più, nuova e fortemente connotata, in quanto, già dalla denominazione dell'istituto stesso e dalle discipline curriculari si desumono l'indirizzo e le finalità di questo corso di studi. L'Istituto Perigeo si pone, quindi, come elemento di raccordo tra le aspirazioni dei nostri giovani di migliorare la qualità della vita nel nostro territorio e la nascita di una compagine di futuri professionisti del sociale destinati a spendere le loro competenze al servizio della comunità. Umberto Ferraro Il cortile ( Nel ricordo di mio padre morto all'inizio dell'estate del 1974) Più non allieta il profumo del tiglio il cortile in cui assorto sedevi, alta la fronte in rugosi pensieri. -Gaio correva, tra bionde trecce, il mio sogno di bimbaFugge il verde dagli occhi… Sgretola l'oleandro ovattato sentore nel riposto cortile dove ora contendo La foto è stata scattata a Gioiosa Jonica,nel all'austero agrifoglio, corso della Rassegna Nazionale del Folk, è del settembre 1969, la giovane ragazza in cos- dell'estate mancata, tume gioiosano,Teresa Fammartino,e il il legnoso sospiro. prof.Umberto Ferraro Daniela Ferraro ©2012 L’azienda La Locretta Quando si parla della Locretta ritornano in mente tante belle cose ... ricordi d'infanzia allietati da bibite sane, anche se forse il must era la marmellata. Qualcosa che non si dimentica neanche dopo 50 anni. Che mito. DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 28 Locride è solidarietà la Riviera Oggi a Locri la manifestazione «Araldo del Sorriso, testimone di carità» «Educare alla solidarietà in un mondo che cambia». Nella giornata di oggi a partire dalle 11 con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo dell’Aquila Mons. Giovanni D’Ercole,(foto) nella Parrocchia di Moschetta, prenderà inizio la manifestazione denominata Araldo del sorriso, testimone di carità. Diversi gli appuntamenti previsti dal programma con i mariti e i fratelli, in luogo dei mariti. Lavoratrici del mare e sul mare. Questo nessuno lo aveva mai descritto. Anche gli scrittori veristi o neorealisti svagano e si distraggono. E sono vittime del madonnismo, procedente dal settentrionale Alessandro Manzoni. Altri dirà della pagina curata di Assunta Scorpiniti dove si sente la musica della prosa di Corrado Alvaro. Altri dirà della sociologia di sentimento della Scorpiniti che si serra al narrato. A ma interessa qui dire che con le sue donne di mare, con quel mare, visto da riva dai bambini e dalle bambine, Assunta Scorpiniti provoca una rivoluzione letteraria. Voi, che mi leggete, pensate che esageri. Nient’affatto. Quand’è che si produce una rivoluzione letteraria? Quando – e ce l’ insegna Francesco De Sanctis- si introduce nella pagina della letteratura italiana un nuovo ceto sociale. Da questo lato, la prima rivoluzione epocale fu provocata dal Manzoni con l’introduzione degli umili, la seconda da Vincenzo Padula (non il Verga) con i primitivi, la terza da Italo Svevo con i travet, la quarta da Francesco Perri con gli emigranti. E la quinta da Assunta Scorpiniti con le donne di mare. Alla letteratura italiana mancava questo ceto, che la rendeva mutilata, zoppa. Assunta Scorpiniti ha risarcito questa mutilazione. Cariati, che odora di sale e di sudore, che richiede sale, resterà nella storia per Lei. * Il libro della Scorpiniti- narratrice, saggista, giornalista- Sulle onde del mare( Ferrari, Paludi di Cosenza 2012) ha a vuto già un balzo europeo on la sua presentazione a Bruxeles l’8 marzo. redatto dall’associazione “Nuova evangelizzazione – onlus» del pastore don Giuseppe Giovinazzo. La manifestazione si concluderà alle otto e mezzo della sera nel teatro giovanile Salesiani di Locri con uno spettacolo d’animazione della scuola di danza Ballando Ballando e con il tradizionale Ballo del Cavalluccio. Locri Una marmellata made in Calabria per una prima colazione davvero speciale L'unione fa la forza anche sul mercato del lavoro. La conferma è data dall'intesa tra Frujt, SAOR e Coldiretti che promuovono l'utilizzo dei nostri agrumi sotto forma di marmellata, nei bar in Calabria, per la realizzazione di alcuni dolci tipici, come il famoso cornetto alla marmellata. È questo l' idea della SAOR, Azienda di Gioiosa Jonica guidata da Rocco Criserà, della Frujt presidente Francesco Macrì, e della Coldiretti Calabria, presidente Pietro Molinaro, per dare la giusta importanza agli agrumi. L'obiettivo è quello di far crescere il comparto agrumicolo attraverso l'uso degli agrumi, per la produzione dei Cornetti Artigianali. Prodotti lavorati a mano, nelle pasticcerie calabresi che, nella variante alla marmellata con l'arancia, il bergamotto, il mandarino, il mix di agrumi e molto altro, valorizzeranno un'eccellenza tutta made in Calabria. Il lancio dell'iniziativa è previsto per martedì 27 presso il Bar Riviera di Locri, dove siamo tutti invitati ad “assaggiare” il cornetto, con un ripieno prodotto e trasformato in Calabria, ascoltando l'idea e le proposte degli ideatori. L’ANGOLO DI PARRELLO DOV’È LA PACE... E così anche Franco Lamolinara è stato ucciso. Centinaia di italiani civili e militari ogni anno vengono ammazzati. Da oltre un decennio, noi italiani ci sforziamo di portare la pace nel mondo. Contemporaneamente, però, tante persone di altri paesi europei e non, entrano in Italia liberamente e alcuni di questi, a volte, uccidono a loro piacimento. Gli abitanti di Perugia e dintorni, hanno iniziato a formare ronde e, la notte armati in casa, a fare dei turni di veglia. “Non c'è pace tra gli ulivi”, recitava un film del passato; noi, oggi, nelle grandi e piccole città, ma soprattutto nelle zone di campagna e rurali, non abbiamo libertà. Con dolorosa rassegnazione. Franco Parrello La prima calabrese laureata. Nel 1921 “A quel tempo - ha raccontato lei stessa in un'intervista concessa in occasione del suo centesimo compleanno - le ragazze di buona famiglia dovevano essere educate a casa. Figuriamoci se era loro permesso andare da sole a Roma a frequentare l'Università!”. Ma Concetta Pontorieri, calabrese di buona famiglia, aveva carattere e sapeva che fare dei suoi sogni. Era nata nel 1897 a Rombiolo, un piccolo paese arrampicato sulle falde del monte Poro, vicino a quella che allora si chiamava Monteleone Calabro e oggi Vibo Valentia. Penultima di dieci figli, quando aveva sette anni, rimase orfana del padre, grande proprietario agricolo e sindaco del paese. Ea decisa a studiare. Voleva andare all'Università. Il che significava, tra l'altro, lasciare casa e paese. Era il 1916 e in famiglia successe il putiferio. Vinse lei. Uno dei fratelli, prima di partire lui stesso per la Grande guerra, la accompagnò a Roma, alla Sapienza. Pare l'abbia salutata dicendole: “Avrei preferito accompagnarti al tuo funerale". Tra le prime cinque donne iscritte in quella Università, e per di più in una disciplina scientifica, Scienze naturali, Concetta Pontorieri prima donna calabrese - si laureò a Torino nel 1921 e in quell'Ateneo iniziò la carriera accademica. Collaborò con il prof. Vaccari partecipando anche alla fondazione dell'Orto botanico di Chanus, sul Passo del Piccolo San Bernardo, oggi in territorio francese. Di idee trotskiste e precorritrice del femminismo, decise poi di passare all'insegnamento nelle scuole italiane superiori all'estero. L'amore per i viaggi la portò a lavorare a Zurigo, Bucarest e Sofia, dove fu ammessa alla corte della regina Giovanna. A Sofia, Concetta Pontorieri conobbe il violinista Boris Arghirov. Un amore che la madre avrebbe commentato in dialetto: “Girau, girau girau e ppoi cu' pigghiau ? Nu sunaturi 'i violinu”(ha viaggiato, viaggiato, viaggiato e poi chi ha sposato ? Un suonatore di violino). Seguì il marito, divenuto primo violino dell'Orchestra del Cairo, nella città egiziana dove insegnò nella scuola italiana e dove nacque la sua unica figlia, Giovanna, e rientrò in Italia quando Boris Arghirov ebbe lo stesso incarico all'Accademia di Santa Cecilia a Roma. Continuò ad insegnare Scienze nelle Scuole superiori, ricevendo, a fine carriera, la Medaglia d'Oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Anche vedova continuò a viaggiare e non tralasciò mai di tornare spesso sotto il monte Poro. E' morta, in Versilia, nel 2004, a 107 anni. M. F. Nota. Nel dibattito, che si infittisce sul web, in riferimento alle figure femminili cui intitolare le strade, il nome di Concetta Pontorieri è emerso in una discussione avviata da Pino Macrì per valorizzare la prima donna laureata in Italia, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia (Padova, 1678) Da Zoomsud.it LE NOTE di MARA RECHICHI Basta pisci picciuli! “Signor Presidente della Corti, oggi siamo in quista magnifica Aula per dirimere la quistioni che da qualichi jorno tutti ci attanaglia. Infatti, pochi giorni addietro, la Commissaria europea p’i l’affari marittimi e la pesca, la signura Maria Damanaki, mannò a diri al nostro illustre scrittori Andrea Camilleri che il di lei collega Commissario, non propriu veru e proprio collega, che ebbe vita dalle di lui, dello scrittori, penna e machina da scrivìri, abusa tanticchia a manciari pisciteddi nichi nichi, ‘u biancumangiari; e quisto non veni visto dalla Commissaria come un bonu esempio di osservanza di li leggi vigenti che tutelano i pisci picciuli e danno libertà di catturari i pisci grossi. Ora, Signor Presidenti della Corti, è vero che noi tutti simu conoscenti di la situazioni dell’ecosistema del Mediterraneo, che va preservato nei so‘ quilibri e che non devi siri rovinato; ragioni avi la Commissaria quando dice che il suo collega Commissario, non priciso intifico collega, mangiando quisti pisciteddi che ancora non raggiungirono l’età della riproduzioni, incidi supra la conservazione delle risorsi ittiche. Ma…! Ma comu si fa a pinsari a un Commissario Montalbano che si priva del prijo di mangiare un pugnu di pisciteddi facendoci prijare puru a nui autri? Sarebbi comu quando vi veni di leggiri un’autra scrittrice siciliana che dell’arte della cucina ha fatto il filo conduttori dei suoi successi. Potresti voi mai fari a menu di accanoscere il giusto grado di agrodolce di quella squisitizza della caponata di melanzani priparata da Anciluzza, l’Assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa? E tanti altri esempi litterari vi potrei fari ma mi fermu subito qui. Mi pari, Signor Presidenti della Corti, che sia megghju un Camilleri quasi foraleggi chi una Beniditta fimmina Parodi che ci dice come fari la pastella per assassinare i pisciteddi. A meno che la signora Commissaria, non voliva diri al suo collega Commissario, non prorio collega, che è meglio lasciar perdere i pesci piccoli e dirigere i suoi gusti verso i pesci grossi, più difficili da acchiappari!” DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 29 Parlando di Cinema OROSCOPO ILOSOFIA REGGINA ARIETE dal 21 marzo al 20 aprile 17 marzo, festa della nascita dello stato italiano: Io non festeggio Le occasioni per distinguervi di certo non mancheranno. Abbiate cura di voi stessi e sappiate attendere il momento giusto per compiere le scelte giuste. Abbiamo riassunto in 10 punti chiave il perchè un meridionale non può festeggiare la ricorrenza del 17 Marzo, festa della nascita dello stato italiano. L'unità d'Italia si fece sulle nostre spalle, sul nostro sangue, sul nostro territorio: è arrivato il momento che la gente conosca la vera storia. Forse solo allora, l'Italia intera avrà più rispetto del nostro popolo. NON FESTEGGIO perché quando l'esercito piemontese, capeggiato da Garibaldi, invase il sud lo fece solamente per scongiurare il rischio di bancarotta delle finanze savoiarde, già dissestate; 1. NON FESTEGGIO perchè al momento dell'unità d'Italia, il Regno delle due Sicilie possedeva un patrimonio di 443,3 milioni di lire oro (il più alto tra tutti gli stati preunitari italiani e corrispondente al 65,7% di tutta la moneta circolante della penisola), possedeva la terza flotta navale d'Europa, aveva primati nell'ambito dei trasporti, infrastrutture, energia, telecomunicazioni e soprattutto economici da far invidia al resto d'Europa; 2. NON FESTEGGIO perché, dopo l'Unità, tutti i più importanti poli industriali del sud furono smantellati dai piemontesi per trasferirne gli apparati, TORO dal 21 aprile al 20 maggio Finalmente trarrete profitto da tutto quello che avete seminato. Evitate di dare troppa confidenza a chi conoscete da poco, siate sicuri di voi stessi. GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno Un periodo a voi assolutamente favorevole. Mettete pure in discussione posizioni che tenete da lungo tempo, e cercate di essere più elastici. prima, e le produzioni, poi, al nord; 3. NON FESTEGGIO perchè per conquistare le ricchezze del sud, fu consumata la PRIMA PULIZIA ETNICA della civiltà occidentale, con oltre 1 MILIONE di MERIDIONALI TRUCIDATI senza contare tutte LE NOSTRE MADRI e SORELLE STUPRATE; 4. NON FESTEGGIO perchè l'appena nato STATO ITALIANO costruì il PRIMO LAGER DELLA STORIA EUROPEA, “FENESTRELLE”, deportando poveri contadini ed ex soldati borbonici a morire di stenti e vessazioni perpetrati da chi si reputava un liberatore; 5.NON FESTEGGIO perché, dopo l'Unità, le terre promesse inizialmente al popolo per il proprio sostentamento furono concesse, con l'inganno, La Storia violata CANCRO dal 22 giugno al 22 luglio Siete al centro dell'attenzione. Cercate di non attirare su di voi l'invidia, ma siate assecondanti qualora sappiate di avere le possibilità di esserlo. “Ognuno vale non in quanto è, ma in quanto produce”. E' l'iscrizione che un visitatore legge oggi su un muro, entrando a Fenestrelle, fortezza ubicata sulle montagne piemontesi dove, dal 1860 al 1870, furono deportati i migliaia di meridionali che si opposero all'unità d'Italia e alla colonizzazione piemontese LEONE VALERIO RIZZO DEL SITO BRIGANTI dal 23 luglio al 23 agosto Gli storici continuano a voler ignorare una storia piena di dolore, disperazione e di morte che da quasi 150 anni aspetta di essere scritta sui testi scolastici. L'esempio più emblematico di questa continua censura storica è il Lager di Fenestrelle. Ma facciamo un piccolo passo indietro, cosa ha comportato l'Unità d'Italia? Le cifre ufficiali, anche se molto sotto-valutate, sono terrificanti: 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1 milione di morti. Una vera e propria repressione consumata all'indomani dell'Unità d'Italia dai Savoia e forse la si può definire come la prima pulizia etnica dell'epoca moderna, operata sulle popolazioni meridionali, dettata dalla Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti. Se queste argomentazioni ci indignano, niente può farci venire il ribrezzo più delle vicende che hanno Fate progetti per il lungo periodo. La vostra lucidità sarà un’utile guida in decisioni che potranno cambiare in meglio molte circostanze. VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre Imparate a non dare tutto per scontato, nè da parte vostra nè da parte del prossimo, e abbiate cura della vostra immagine in pubblico. coinvolto il forte di Fenestrelle dal 1860 al 1870. In quel periodo si concretizzò il primo campo di sterminio della storia moderna, in esso trovarono la morte più di 8.000 soldati del Regno delle Due Sicilie, ai quali va aggiunto un numero imprecisato di letterati, preti, briganti e miseri contadini. Ma tutto ciò continua ad essere ignorato dalle menti illustri della storiografia “ufficiale” italiana e dai letterati; addirittura sul sito dell'Amministrazione Provinciale la fortezza viene presentata come “Monumento simbolo della Provincia di Torino “ (con tanto di foto in notturna per decantarne implicitamente la bellezza), mentre sul sito ufficiale ai già noti possidenti terrieri ed alle nascenti mafie locali che sostituirono le autorità borboniche con protervia e violenza; 6. NON FESTEGGIO perché solo dopo l'Unità d'Italia la gente del sud iniziò ad emigrare per poter vivere dignitosamente mentre chi restò venne etichettato come “brigante” ed ucciso solo perchè patriota del sud; 7. NON FESTEGGIO perché gli emigranti del sud che decisero di partire verso le Americhe, dopo l'Unità, furono beffati oltre che danneggiati in quanto tassati ulteriormente per finanziare l'emigrazione dei loro omologhi del nord verso l'Europa; 8. NON FESTEGGIO perchè dopo aver lasciato il sud nelle mani della mafia locale e costretto a vivere di solo latifondismo, le famiglie furono inoltre “derubate” delle braccia agricole per andare a morire in prima linea al fronte durante la prima guerra mondiale…tanto, è gente del sud, non ci “serve”; 9. NON FESTEGGIO perché sui libri di storia ho sempre letto un'altra storia in cui il sud, prima dell' Unità, viene descritto come un luogo selvaggio e incivile, povero, in mano a tiranni ed il nord come un posto di grande modernità e cultura e, soprattutto, ricco. VOGLIAMO GIUSTIZIA PER IL NOSTRO POPOLO, VOGLIAMO CHE VENGA RISCRITTA LA STORIA PER COME E' AVVENUTA. del Forte, si invita alla devoluzione del 5 per mille! Sempre sul sito De Amicis scrive: “Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle”. Si chiude con “Guardiano immobile e supremo della nostra indipendenza e del nostro onore”. E' la pura esaltazione dell' inferno! Ora immaginate se invece di Fenestrelle si parlasse di Auschwitz, e con in mente il nome del famoso lager nazista rileggete le parole di De Amicis appena sopra riportate!! Noi popolo meridionale abbiamo l'obbligo morale di dire tutte le verità sulla cieca e razzista politica di aggressione che i Savoia e i Piemontesi hanno fatto nelle nostre meravigliose regioni! Di seguito riporterà la vera storia, quella che non troverete mai nei testi scolastici dei vostri figli, leggetela con attenzione e con una lacrima nel cuore, come quella che avevo io mentre la trascrivevo. Sul sito www.facebook.com/o.Briganti.o BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI dal 23 settembre al 22 ottobre dal 23 ottobre al 22 novembre dal 23 novembre al 21 dicembre dal 22 dicmbre al 20 gennaio dal 21 gennaio al 19 febbraio dal 20 febbraio al 20 marzo Riflettete sul da farsi. Tante le incertezze che andrebbero chiarite con razionalità e non affidandosi alla sorte nè ai consigli spesso non disinteressati degli altri. Prestate attenzione alle situazioni in cui sarete coinvolti, e date il giusto peso a chi vi sta a fianco. Evitate compagnie e consigli di chi potrebbe distogliervi dai vostri obiettivi. Sembra che bastiate a voi stessi, ma spesso potrebbe accadere che vi sbagliate. Cercate la vita sociale quanto è necessario ed evitate la clausura. L'entusiasmo che vi anima in questo periodo è davvero forte e sembra non lasciarvi in ogni occasione. Non sottovalutate le vostre possibilità! Cercate soddisfazione anche dalle piccole cose e non sentiate la necessità di dover fare per forza qualcosa per divertirvi e sentirvi in forma. DOMENICA 25 Non sentitevi in colpa per qualche piccola distrazione che sarà senz'altro ricreativa e meritevole. Non trascurate i vostri affetti e la vostra famiglia. MARZO 2012 LA RIVIERA 30 CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Posti in piedi in paradiso/ 22.00 10 regole per innamorarsi/ sabato e domenica ore 16.00 - 18.00 - 20.00 da lunedì solo 18.00 - 20.00 CINEMA GOLDEN Roccella J,info:333/ 7672151 Ti stimo fratello/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Quasi amici/ 18.00 Posti in piedi in paradiso/ 20.00 - 22.00 CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Ti stimo fratello/ 16.00 - 19.15 - 21.30 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Ti stimo fratello/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Magnifica presenza/ dalle 18.10 - 20.20 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 The raven/ 18.30 - 20.40 - 22.50 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala De Curtis E’nata una star?/ 18.45 - 20.35 - 22.45 Sabato e domenica anche 17.15 Moto GP/ 4 aprile ore 21.00 Reggio C.,info:0965/ 898168 Quasi amici/ 18.00 - 20.00 - 22.00 Blob of the week in diretta via satellite in digitale con Valentino Rossi Sala Sordi Ghost rider,spirito di vendetta (in 3D)/ 19.00 - 21.00 - 23.00 Sabato e domenica anche 17.15 Sala De Sica L’altra faccia del diavolo/ 19.15 - 21.00 - 22.45 Sabato e domenica anche 17.30 Sala Mastroianni Posti in piedi in paradiso/ 18.10 - 20.25 - 22.40 la Riviera AL CINEMA Amici Miei Super Mimmo: “Surici mi hai provocato e io t’ ho magnato” Un saluto caloroso a tutti i lettori de “La Riviera” da parte del vostro amatissimo Tony White Tanti auguri alla nostra Mara Rechichi per aver conseguito questo splendido risultato... Ti aspettiamo in redazione per festeggiare insieme La natura vi ha regalato la fortuna di essere in due, la maggiore età vi insegnerà ad amare questo ancora di più. Auguri Antonio e Cristina per il vostro 18° compleanno, e che quei sogni, oggi ancora acerbi, siano la vostra vita di domani. Mimmo “The King of Sbarra” Fabio D’ Agostino “The King of Beach” Cosimo Pellegrino ha diffidato La Riviera per aver pubblicato la sua foto affianco a quella di Davide Scarfò, in quanto a suo dire, Davide capisce di calcio quanto una tartaruga di spread. Ha preteso, inoltre, il ritiro di tutte le copie della scorsa settimana e le pubbliche scuse da parte di questa testata. Grazie alle denunce e agli allarmi di scrittori e giornalisti calabresi, l'Emilia Romagna si è accorta per tempo del pericolo orribile che stava correndo. Grassa e tronfia come sempre stava inopinatamente per finire nelle voraci grinfie del mostro calabrese. La ndrangheta la stava per di Benjamin Bowson divorare la rossa regione operaia. Fortuna che le penne calabresi hanno suonato la sirena e acceso le luci su un fenomeno criminale che avrebbe tolto la pace ai tranquilli emiliani. Che poi, ammettiamolo, tanto tranquilli non erano perché da Bologna era partito il DC 9 dell'Itavia abbattuto sui cieli di Ustica e quella ferita brucia ancora. Come brucia dolorosamente la piaga mortale che ha raso al suolo la stazione di Bologna e nulla ancora si sa su chi e perché ha spento decine di vite innocenti. Un passato assordante che lancia ancora echi sul presente. Si non erano poi tanto tranquilli gli emiliani se per dieci, o forse più, anni hanno avuto le strade percorse dalla famigerata uno bianca che ha lasciato sull'asfalto decine di vite. E non erano incidenti stradali e al volante della fiat non c'era un guidatore sballato, c'erano i poliziotti della squadra volanti della questura centrale di Bologna. E il giudice che all'epoca ha condotto le indagini è in edicola, in questi giorni, con un libro che denuncia gli insabbiamenti dell'inchiesta che secondo lui ha lasciato in libertà la maggior parte dei responsabili, perché a sparare non c'erano soltanto i fratelli Savi. Gli assassini per lui sono ancora liberi. No, non è tranquilla l'Emilia in mano alle cooperative da sempre, che vive di ospedali, di università e di Parmalat, e che ha visto finire in procura, e non per denunciare ma denunciato, il suo politico più illustre Vasco Errani. Non è tranquilla l'Emilia che svegliata dagli allarmi si era prontamente mossa per scoprire la ndrangheta e la bomba, la bufera, l'ha trovata la questura. Ha trovato un mostro senza coppola e lupara, ma in divisa d'ordinanza. L'ha trovato nuovamente in questura, in quella che era la sezione dei Savi, intesi come fratelli, la squadra volanti. Si cercava il bubbone e lo si è trovato. Cinque poliziotti arrestati, indagini che scavano in questura e in tribunale. Un'ispezione ministeriale che promette disastri. Ah quanto siete magnifici, e quanto siete arroganti voi calabresi con questa pretesa di essere i migliori nel campo del male e invece siete dei piccoli insulsi dilettanti col vizio di spacciare pomodori al mercato. La verità dell’Iride Dalla uno bianca alla pantera nera DOMENICA 25 MARZO 2012 LA RIVIERA 31