Settimana di sensibilizzazione
alla carità e al volontariato
Valperga, 8 – 15 maggio 2005
Resoconto delle attività
Sommario
Con altri occhi
occhi
Prologo
A cura di Pierluigi Dovis e Don Martino Botero
Introduzione
La Caritas Parrocchiale… una storia giovane
“VO.CI.”
Spettacolo teatrale sul Volontariato Civile.
La Palestra di Piandane
Inaugurazione del progetto a cura dell’associazione Cani da
Soccorso Monte Soglio
Stando in piazza: la festa del volontariato
Giornata del volontariato
La libertà di volare
Incontro-dibattito su handicap, accoglienza e società con Giancarlo
Ferrari e Marisa Bettassa
Le chiavi di casa
Film di Gianni Amelio
Il mondo in casa
Incontro-dibattito su risorse e problematiche dell’immigrazione con
Sergio Durando e Suor Ersilia Giacomello
Altri occhi sul mondo
Cena e serata solidale: storie e sapori da paesi lontani.
Calcio in libertà
Attività per i bambini e i ragazzi
2
Con altri occhi
occhi
delle scuole Materne, Elementari e Medie
“Il mondo in casa”
Mostra fotografica su famiglia, immigrazione e integrazione
Canti e Preghiere
Bilancio economico
Ringraziamenti
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Con altri occhi
occhi
Prologo
Introduzione
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto”
Gv 15,16
È difficile parlare di accoglienza.
Di solito si finisce per considerarla un dovere nei confronti di chi è
diverso, e così facendo si sottolineano le diversità e si moltiplicano
le distanze. Occorre invece riflettere su come ciascuno di noi è
oggetto di accoglienza: l’intera nostra vita, in tal senso, ne è una
continua esperienza; veniamo accolti nel momento della nostra
nascita, nella famiglia che ci è donata, fra gli amici che abbiamo
accanto, nel lavoro di tutti i giorni; veniamo accolti quando
sperimentiamo l’amore di un’altra persona, e nel momento in cui
decidiamo di costruire una nuova famiglia; veniamo accolti - prima di
tutto e senza alcun merito - dal buon Dio, che ci ama e ci sceglie
prima di ogni altra cosa. Pertanto, solo in quanto accolti impariamo
ad accogliere e ne sentiamo la necessità e il dovere: e le nostre
comunità devono essere nello stesso tempo luoghi di accoglienza e
4
Con altri occhi
occhi
scuole in cui si impara ad accogliere.
In questa edizione della Settimana di Sensibilizzazione alla Carità e
al Volontariato abbiamo focalizzato la nostra attenzione su due
aspetti particolari di questo tema tanto vasto: l’handicap e
l’immigrazione. Nell’approfondirli, abbiamo scoperto realtà vicine che
ignoravamo, bisogni che nessuno di noi aveva mai sospettato, e
risorse straordinarie di molte persone di buona volontà che anche
quest’anno ci hanno aiutato a realizzare il nostro sogno e a
raggiungere i nostri obbiettivi.
E davvero un primo sogno si è finalmente concretizzato:
quest’edizione ha visto la nascita dell’Associazione di Volontariato
“Con altri occhi”, vero e proprio braccio operativo della nostra
Caritas Parrocchiale, strumento prezioso nell’organizzazione e nella
gestione delle nostre attività. È il primo frutto di quest’albero ancora
giovane, ma che già allarga le sue radici ed estende le sue fronde in
modo meraviglioso e imprevedibile.
Col vostro aiuto, ne siamo certi, a questo primo frutto seguirà un
raccolto ricco e abbondante.
Buona lettura e a presto.
Gli organizzatori
5
Con altri occhi
occhi
La Caritas Parrocchiale… una storia giovane
“… l’azione e il servizio sono fede che traspare,
vivere in atteggiamento di amore è vivere nella fede” .
Pastoralmente questo principio si può tradurre in uno slogan:
educare alla fede educando alla carità. La finalità dell’azione
pastorale della carità è principalmente quella di far crescere nella
comunità una fede operosa che non si stacca dalla vita concreta, ma
la illumina e guida.
Da questi elementi di fondo nasce nella nostra Diocesi di Torino una
proposta pastorale che può essere espressa attraverso la metafora
evocatrice dei due polmoni: una comunità cristiana, per essere
fedele al vangelo di Gesù, deve poter respirare la carità. Per
respirare a fondo è necessario che entrambi i polmoni respirino
bene.
Fuori dalla metafora: le nostre comunità hanno necessità di coltivare
insieme due attenzioni di fondo: la cura dell’animazione alla carità e
la cura del servizio diretto a chi vive nel disagio (servizo segno).
Questi sono i due polmoni che nella nostra comunità devono
crescere ed interagire.
Il polmone dell’animazione: il compito fondamentale di Caritas
6
Con altri occhi
occhi
Parrocchiale è quello di sensibilizzare, stimolare la comunità, i
gruppi, i volontari operanti in parrocchia e nel territorio. In particolare
Caritas Parrocchiale pone attenzione alle seguenti aree:
-1- la formazione comunitaria;
-2- la promozione umana (lettura del territorio, rapporto con
l’Ente Pubblico);
-3- la promozione del servizio e del volontariato;
-4- l’apertura alla mondialità, alla giustizia e alla pace.
Il polmone del segno di condivisione: il servizio nei confronti delle
persone che vivono nel disagio è lo specifico compito di un gruppo
di volontari (formale o informale, registrato sotto il nome di
associazione o casuale) legato alla comunità parrocchiale da un
progetto di azione condiviso.
In particolare il gruppo pone attenzione alle seguenti aree:
-4- la formazione dei volontari e degli operatori;
-5- la promozione umana (rapporto con l’Ente Pubblico,
progettazione);
-6- la proposta di occasioni concrete per la comunità;
-7- la creazioni di reti d’intervento.
(Tratto dal documento della Caritas Diocesana di Torino “Ricercate
la Carità”)
Queste sono le indicazioni e i suggerimenti della nostra caritas
7
Con altri occhi
occhi
diocesana… e la situazione della nostra comunità?
Per quanto riguarda il “primo polmone” da un paio di anni il gruppo
giovani ha effettuato un cammino di formazione con la Caritas
Diocesana e ha assunto il compito di sensibilizzare la comunità alla
carità, al volontariato, alla mondialità.
Lo strumento principale scelto e utilizzato in questi due anni è “Con
altri occhi”, Settimana di sensibilizzazione alla Carità e al
Volontariato. Questa manifestazione vuole offrire alla comunità
un’occasione di riflessione, di dialogo ed approfondimento su alcune
tematiche che toccano da vicino le nostre famiglie, la nostra realtà
quotidiana, la nostra vita cristiana. Il desiderio più profondo è quello
di aiutarci, come comunità, a guardare alcune situazioni, alcune
problematiche, alcune necessità con occhi diversi, occhi pronti ad
accogliere, e a soccorrere.
Ecco perché nella scorsa edizione la Settimana Caritas aveva
proposto una serie di incontri sulla famiglia (dall’educazione dei
propri figli fino alla aiuto delle persone malate e anziane).
Quest’anno, invece, il tema scelto è stato quello dell’accoglienza,
con
particolare
attenzione
alle
tematiche
dell’handicap
e
dell’immigrazione.
Per quanto riguarda il polmone del servizio di condivisione, la realtà
educativa del Doposcuola è presente e attiva da quasi dieci anni,
dal 1994, con un obiettore di coscienza e alcuni volontari. Questo
8
Con altri occhi
occhi
tipo di servizio è nato come risposta ai bisogni che emergevano da
famiglie chiuse, ma cariche di problemi che difficilmente avrebbero
accettato altri interventi. Il Doposcuola è un servizio per il recupero
scolastico che offre un aiuto nello svolgimento dei compiti e
nell’acquisizione di un metodo di studio adeguato, venendo incontro
alle personali esigenze e difficoltà di ogni ragazzo. Proprio per
questa ragione il rapporto educatore bambino è di uno a uno, in
modo da favorire lo sviluppo di una relazione educativa, che va al di
là dello svolgimento dei compiti e dello studio, ma coinvolge il
ragazzo nella globalità della sua persona, tenendo conto dei bisogni
latenti e manifesti e delle difficoltà famigliari e affettive del ragazzo.
Il recupero scolastico è inteso non come semplice svolgimento dei
compiti assegnati, ma come momento in cui si individuano le
difficoltà e le carenze, si recuperano competenze perdute o mai
acquisite, si costruiscono percorsi individuali e si inizia un percorso
di valorizzazione personale, possibile solo grazie ad un contatto
continuo e costante con le famiglie dei ragazzi e con gli insegnanti. Il
Doposcuola vuole quindi essere anche uno spazio per la crescita
personale e la socializzazione fra i ragazzini, attraverso il momento
del gioco e della merenda, e attraverso il dialogo, consideriamo
fondamentale sviluppare nei ragazzi la capacità di apertura e di
accoglienza reciproca.
9
Con altri occhi
occhi
Il Doposcuola non è una realtà indipendente, ma è nato all’interno
della Parrocchia e cerca, quindi, di favorire la partecipazione dei
ragazzi alle attività educative e formative che sono proposte dal
Centro Caritas Parrocchiale: Oratorio, Estate Ragazzi, Campi
scuola, accompagnando i ragazzi nel loro cammino di crescita
personale e nelle loro scelte.
Altri servizi sono tuttora in fase di progettazione; in particolare si
intende realizzare:
-8- una raccolta viveri, l’ultima settimana di ogni mese, per
sostenere alcune famiglie della nostra comunità che si
trovano in un momento di difficoltà economica;
-9- un centro di ascolto, per accogliere, accompagnare e
sostenere famiglie o persone (residenti ed immigrati), che si
trovano in situazione di disagio.
Tutte queste realtà sollecitano sicuramente la nostra comunità a
crescere nella solidarietà, nell’unione e nella fede. Cerchiamo
insieme di mantenere vivi i due polmoni della carità, guardando con
altri occhi alle difficoltà e ai bisogni di chi si trova nel disagio e
mettendo al loro servizio le nostre risorse, il nostro tempo e il nostro
affetto.
10
Con altri occhi
occhi
VO.CI.
La Settimana Caritas si è ufficialmente aperta in anticipo mercoledì
4 maggio alle ore 21, presso il Cinema Ambra, con la messa in
scena dello spettacolo teatrale VO.CI., da parte della compagnia
C.A.S.T., con la regia di Enrico Gentina.
La trama è nata da un laboratorio di sei settimane su proposta della
Caritas Piemonte – Valle d’Aosta sul tema del volontariato civile a
360°. Inoltre questa voleva essere un’occasione per pubblicizzare il
servizio civile nazionale, in concomitanza con l’uscita del bando di
concorso per il 2005.
L’affluenza di pubblico è stata molto ridotta, nonostante la pubblicità
effettuata in tutte le scuole superiori della zona.
Al termine della rappresentazione è stato avviato un breve dibattito
sul volontariato, dati anche i contenuti provocatori e accusatori nei
confronti di chi fa il volontario.
“C’è qualcuno che pensa di non poter essere felice se non lo sono
anche gli altri”: questa è la battuta ripetuta più volte per difendere
l’impegno gratuito verso gli altri, indipendentemente dalle proprie
motivazioni religiose, politiche e personali e che fa sì che esso sia
espressione di condivisione della vita di chi ha bisogno.
11
Con altri occhi
occhi
Concludiamo con una frase di Tagore, pronunciata da Luca Astolfi
durante la presentazione dell’iniziativa di VO.CI.:
Dormivo e sognavo
Che la vita era gioia
Mi svegliai e vidi
Che la vita era servizio
Volli servire e vidi
Che servire era gioia.
Scheda di valutazione
valutazione
Obiettivi: sensibilizzare e coinvolgere la popolazione giovanile
valperghese e delle parrocchie dell’Unità Pastorale
Raggiungimento obiettivo: ●○○○○
Osservazioni: difficoltà nel raggiungere personalmente il singolo,
pubblicità non adeguata al target da contattare
12
Con altri occhi
occhi
La Palestra di Piandane
Grazie al bando 2003 del centro servizi per il volontariato VSSP, è
stato possibile realizzare una struttura adatta all’apprendimento
delle tecniche e manovre di sicurezza alpinistica.
Per questo progetto è stata individuata un’area all’interno del parco
naturale regionale di Belmonte (TO) già oggetto di un intervento di
recupero e valorizzazione ambientale realizzato dalla Comunità
Montana Alto Canavese con il cofinanziamento dell’ Unione
Europea.
Sulla parete rocciosa, lunga circa cinquanta metri ed alta dieci, che
fa da fondale all’area in questione i volontari dell’associazione
13
Con altri occhi
occhi
hanno realizzato una serie di ancoraggi fissi, allo scopo di
apprendere e insegnare in sicurezza le tecniche alpinistiche di base,
quali l’uso di imbragature e nodi, le tecniche di calata e recupero e le
manovre di movimentazione di barelle.
Parte importante del progetto è la formazione di due volontari che
hanno conseguito il brevetto di istruttore di arrampicata sportiva.
Sono anche stati acquisiti tutti i materiali necessari allo svolgimento
di corsi di formazione che saranno rivolti alle associazioni operanti
nel settore della protezione civile e alle scuole locali interessate.
Con l’occasione del progetto, l’associazione è stata affiliata allo
CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), quindi si potrà
occupare a pieno titolo di educazione alle attività sportive, nello
specifico all’arrampicata amatoriale, diffondendo così nel pubblico
giovanile la cultura del volontariato e della Protezione Civile
attraverso lo sport e il divertimento.
Scheda di valutazione
Obiettivo:
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni:
14
Con altri occhi
occhi
Stando in piazza: la festa del volontariato
Domenica 8 maggio si è svolta per le strade di Valperga una
giornata dedicata alle associazioni di volontariato del territorio in
collaborazione con i commercianti del paese.
Più di trenta associazioni di volontariato della zona (Canavese, Valli
di Lanzo, Torino e cintura) hanno animato le strade e le piazze di
Valperga fin dalla mattina, allestendo degli stand in cui hanno
15
Con altri occhi
occhi
raccontato con parole, immagini, oggetti e suoni gli scopi delle loro
attività.
Il pomeriggio è stata animato dalla simulazione di intervento della
Croce Bianca e Rossa, dalla dimostrazione dei cani da soccorso
Montesoglio, dal “Gruppo delle 10 regole” che ha proposto in Piazza
della Chiesa un intervento-spettacolo, spiegando concretamente le
modalità e le finalità del loro lavoro di animazione teatrale con
disabili. Inoltre i giocolieri e Mario il giocattolaio hanno fatto divertire i
più piccoli con giochi antichi e nuovi. Infine Didiè e Karsten ci hanno
intrattenuto piacevolmente con la loro musica.
Positiva è stata la partecipazione dell’Associazione Commercianti,
che ha voluto collegare la manifestazione “Mercanti in Piazza” con la
Giornata del Volontariato, garantendoci così un supporto logistico
importante e un prezioso incremento di visibilità; positiva è apparsa
anche la volontà di continuare la collaborazione, inventando delle
iniziative che permettano ai commercianti di aiutare e sostenere la
cultura del volontariato e della gratuità.
Un aspetto importante, che già era emerso nella scorsa edizione, è
la possibilità che le associazioni presenti hanno avuto di entrare in
contatto fra di loro, di conoscersi, di scambiare informazioni, di
progettare collaborazioni: un accenno di quella “rete” che si vuole
creare nel mondo del volontariato locale.
Discreta la partecipazione della gente, penalizzante è stata la
16
Con altri occhi
occhi
concomitanza con altre iniziative nei paesi vicini; particolarmente
scarsa è stata la presenza dei giovani, che cercheremo di
coinvolgere al meglio nelle prossime edizioni con iniziative
specifiche.
La manifestazione si è conclusa con una serata di festa e di
beneficenza alla discoteca K11 animata da i gruppi dei Babemalà e
…, e da Radio Gran Paradiso.
Un ringraziamento particolare ai centri servizi VSSP e Idea solidale
che hanno contribuito alla realizzazione della giornata.
Elenco delle associazioni presenti all’iniziativa
APICE
A.V.U.L.S.S.
Disabili
Rivarolo
Volontariato in
0124/2912
ospedale
4
Aiutiamoli a
Castellamo
Affidamento
0124/5152
vivere
nte
temporaneo
19
Amici dei
Moncalieri
Missioni
Rivarolo
Servizi
bambini
ASA Coop
Service
C.A.V. (Centro
di aiuto alla
17
347/33702
26
Cuorgnè
Aiuto mamme
0124/6571
in difficoltà
77
Con altri occhi
occhi
vita)
Cani da
Busano
Soccorso
soccorso
335/23614
8
Montesoglio
Caritas
Rivarolo
0124/2857
7
Casa degli
Cuorgnè
Disabili
amici di
335/83707
68
Francesco
Casa di Andrea
Chiesanuov
Emigranti
a
Croce Bianca
Valperga
340/28197
94
Soccorso
0124/6162
21
Croce Rossa
Rivarolo
Soccorso
0124/2500
0
FIDAS
Valperga
Donatori di
338/97284
Salassa
sangue
70
Pertugio
Forum uno
Orbassano
Affidamento
temporaneo
GOMNI
Agliè
Missioni
0124/3301
83
18
Con altri occhi
occhi
Gruppo
Feletto
Missioni
missionario
0124/4903
15
Legamondo
Missioni
333/24733
71
L’Oruko Baba
Makanissa
Cuorgnè
Rivarolo
Commercio
338/94710
equosolidale
12
Missioni
347/33702
26
Mappamondo
Mastropietro
Progetto
Rivarolo
Valperga
Oglianico
Commercio
347/33099
equosolidale
27
Tossicodipen-
0124/6177
denza
14
Missioni
0124/3483
Colombia
Pro-rett ricerca
30
Castellamo
Disabili
nte
Protezione
Rivara
92
Soccorso
Civile
San Vincenzo
333/79639
0124/3126
3
Cuorgnè
Anziani, poveri
0124/6571
77
Sempre voglia
di cavallo
19
Disabili
Con altri occhi
occhi
Volare alto
Rocca
Disabili
011/92402
57
Scheda di valutazione
Obiettivo: sensibilizzare al volontariato e far conoscere le varie
realtà associative
Raggiungimento obiettivo: ●●○○○
Osservazioni: non si riesce a coinvolgere la popolazione, si devono
trovare strumenti nuovi e più efficaci per presentarsi
Obiettivo: mettere in contatto e favorire la collaborazione tra le
associazioni
Raggiungimento obiettivo: ●●●●○
Osservazioni: importante la rete di dialogo e aiuto che sta
nascendo nel territorio tra le varie realtà di volontari
20
Con altri occhi
occhi
La libertà di volare
Lunedì 9 maggio presso l’Auditorium delle scuole medie di Valperga
si è tenuto l’incontro “la libertà di volare” al quale hanno contribuito
portando la loro testimonianza le associazioni Pro-Rett ricerca, la
Casa degli amici di Francesco e Volare Alto.
Queste associazioni si occupano di supportare le famiglie di disabili.
La serata era finalizzata a far incontrare famiglie con situazioni
diverse e con diverse esperienze per condividerle e per presentare
loro alcune associazioni cui è possibile appoggiarsi.
L’incontro è stato aperto dalla testimonianza dell’esperienza di
Fiorenza Faletti mamma di Francesco, ragazzo autistico che negli
anni è riuscito a raggiungere un livello di comunicazione che è
andato via via migliorando e che gli ha permesso di mettere a frutto
le sue doti; oggi comunica infatti attraverso la scrittura facilitata da
una tastiera e la pittura. Il progetto della Casa degli amici di
Francesco e dell’associazione Pro-Rett ricerca, che si occupa di
bambini con la sindrome di Rett, affine all’autismo, è quello di creare
un casa in cui i bambini possono imparare a relazionarsi con il
mondo attraverso varie attività. Esse partono dall’acquisizione di un
metodo di comunicazione allo svolgimento di attività manuali che gli
consentono di mettere a frutto le loro capacità.
Marisa Bettassa, psicologa, e Giancarlo Ferrari, suo marito
21
Con altri occhi
occhi
psicoterapeuta, hanno raccontato con semplicità ed umorismo la
loro vita di persone disabili che hanno saputo superare le loro
difficoltà fisiche raggiungendo obiettivi importanti per la vita di ogni
persona
quali
la
laurea
e
il
matrimonio.
Sono
fondatori
dell’associazione Volare Alto che mira alla creazione di una rete di
volontari che assistano il portatore di handicap nel suo percorso di
vita anche quando venga a trovarsi senza una famiglia che si occupi
di lui. Marisa e Giancarlo vivono infatti da soli in una casa grazie
all’aiuto di volontari che gli permettono di condurre una vita serena.
Il loro sogno è che una vita come la loro possa essere condotta da
altri.
Agli interventi delle associazioni è seguito un dibattito in cui i
partecipanti all’incontro hanno potuto condividere le loro esperienze.
Tra le varie domande proposte durante la discussione si è chiesto
che cosa fosse possibile fare in concreto per questi ragazzi. A
partire poi dal queste riflessioni è nata una collaborazione tra gli
animatori dell’oratorio di Valperga e l’associazione “Amici di
Francesco” che ha permesso di accogliere durante l’Estate Ragazzi
alcuni bambini autistici.
22
Con altri occhi
occhi
Scheda di valutazione
Obiettivo: incontro fra le famiglie di disabili
Raggiungimento obiettivi: ●●○○○
Osservazioni: il tema scelto coinvolge la sfera privata delle famiglie:
è questo probabilmente il motivo per cui molte di esse pur
presentando problemi affini a quelli trattati hanno preferito non
partecipare.
Obiettivo: condivisione delle esperienze
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni: le famiglie che hanno partecipato all’incontro hanno
raccontato la loro storia ponendo domande alle associazioni
presenti.
23
Con altri occhi
occhi
Ero forestiero e mi avete accolto…
Nella serata del martedì si è svolta presso la Chiesa parrocchiale di
Valperga l’incontro con Don Domenico Machetta che ci ha permesso
di approfondire il tema della accoglienza attraverso l’ascolto della
Parola. L’incontro ci ha aiutato ad andare al centro, alla fonte di ogni
accoglienza umana: ve ne offriamo un breve sunto, con i passaggi
che riteniamo essere stati più significativi.
L’accoglienza è innanzitutto offerta di se stessi agli altri e a Cristo:
“offrite le vostre sofferenze e queste spine al Signore…”
Il primo segno dell’accoglienza di Dio si manifesta nello schema
trinitario; implica tre persone unite e distinte sotto lo stesso Dio:
“Padre, Figlio e Spirito Santo sono pura accoglienza”.
L’uomo prima di accogliere un altro uomo deve sentirsi accolto,
accolto da un Dio Padre, misericordioso e pronto ad abbracciare
ogni suo figlio; accolto dal Figlio Cristo Gesù crocifisso per salvarci;
accolto da un vento leggero, lo Spirito d’amore che sempre ci
accompagna.
Allora l’accoglienza potrà essere rivolta ad ogni uomo in quanto
“creato da Dio, amato da Dio e redento dal sangue di Cristo… io
accolgo te così come sei perchè Dio ha accolto me”.
La nostra accoglienza ci permette di entrare e dimorare nel “grande
mistero dell’amore”. Amore che non dura pochi istanti ma che
24
Con altri occhi
occhi
diviene eterno.
“Carissimi, amiamoci gli uni gli altri perché l’amore è da Dio:
chiunque ama è generato Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha
conosciuto Dio perché Dio è amore. In questo si è manifestato
l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel
mondo per noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore:non
siamo stati noi ad amare Dio ma è lui che ha amato noi e ha
mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli
altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri Dio
rimane in noi e l’amore di Lui è perfetto in noi. Da questo si conosce
che noi rimaniamo in lui ed Egli in noi: Egli ci ha fatto dono del suo
spirito e noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha
mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque
riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio.
Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi.
Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui…
Noi amiamo, perche Egli ci ha amato per primi”.
(1Gv 4, 7-6; 19)
I sacramenti, in particolare Il battesimo e la cresima, ci rendono
“persone in grado di accogliere”, sono gli strumenti di cui dobbiamo
“attrezzarci” per rimanere ancorati all’amore trinitario.
25
Con altri occhi
occhi
Le chiavi di casa
La diversità. Quella del protagonista handicappato che vede il
mondo da una sua ingenua distorsione della realtà e quella del
regista che interpreta il mondo attraverso focali personali, iter
testimoniato da tutta una carriera.
Le chiavi di casa sostituiscono, nel film di Gianni Amelio, il Nati due
volte di Giuseppe Pontiggia (peraltro citato esplicitamente da
Charlotte Rampling in un dialogo con Kim Rossi Stuart). Chiavi utili
per aprire quale serratura? Sicuramente quella fisica della casa
romana del giovane Andrea Rossi, certamente quella del cuore del
padre che aveva vissuto senza aver visto nel figlio lo scorrere del
suo sangue, probabilmente quella dell’anima di noi spettatori che
assistiamo, inerti, al progressivo sbocciare del dolore e della gioia
dietro il coraggio della quotidianità. Gianni Amelio, già autore di
lungometraggi di rara densità e significatività, come Il ladro di
bambini, Lamerica e Così ridevano, continua il suo cammino mirante
all’asciugamento del suo cinema verso un che di essenziale, di non
detto, di suggerito. Compunto e sinceramente partecipe, l’autore
trova in un trio di interpreti perfetti il giusto contraltare alla sua
visione del senso ultimo del libro di Pontiggia (alla cui memoria il film
fa riferimento in chiusura). Charlotte Rampling, da simbolo
semischeletrico dell’estetica anni ’70 diventa madre strozzata
26
Con altri occhi
occhi
dall’amore e dalla sua stessa forza. Andrea Rossi – il film è dedicato
anche a lui – vive il suo universo con aderenza commovente e
intensa. Kim Rossi Stuart, oltre alla casuale ma quasi fatale
omonimia col figlio della fiction, sfodera semitoni e pause in grado di
rendere lucidamente il dramma dell’affetto trattenuto e del rimorso.
La pellicola ha il potere di procedere per sottrazione. Non accumula
accadimenti o logorrea. Narra. E la mano quasi invisibile del regista
punta a eclissarsi dietro l’evidenza significante del racconto stesso.
Al centro dell’inquadratura compare il silenzioso dimenarsi della vita
e ci si dimentica che un occhio esperto governi un materia così
delicata e suscettibile di accuse di melodramma. Amelio non spiega,
espone. Non dice, suggerisce. Autore antispettacolare per scelta,
plasma un film che magari è diseguale, talora irrisolto e fin troppo
sospeso, ma di certo dice qualcosa in modo delicato eppure in
grado di lasciare il segno. La sceneggiatura, scritta a sei mani dallo
stesso filmmaker insieme a Sandro Petraglia e Stefano Rulli, va a
indagare senza voyeurismo nella diversità e ne sottolinea la
capacità di produrre amore se accettata e capita. Non ci sono
velleità escatologiche nella messa in scena dell’opera, ma un
lancinante desiderio di trovare la normalità dietro l’apparente
differenza e l’anormalità dietro la superficiale uguaglianza.
27
Con altri occhi
occhi
Scheda di valutazione
Obiettivo: affrontare il tema della settimana in modo indiretto;
raggiungere persone che non partecipano agli incontri
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni: migliorabili gli aspetti organizzativi
28
Con altri occhi
occhi
Il mondo in casa: risorse e problematiche
dell’immigrazione
“...gli umani non sono solo se stessi: essi sono anche l’ambiente in
cui sono nati, il focolare della città o della fattoria dove hanno
imparato a fare i primi passi, i giochi che hanno rallegrato la loro
infanzia, i racconti degli anziani che hanno ascoltato, il cibo che
hanno mangiato, le scuole che hanno frequentato, i poeti che hanno
letto, il Dio che hanno adorato” (Maugham, “La lama del rasoio”).
La serata di giovedì, dal titolo “Il Mondo in casa” , svoltosi presso
l’auditorium della scuola media, aveva come tema conduttore
l’accoglienza dell’immigrato. L’obiettivo della serata è stato quello di
coinvolgere famiglie immigrate che vivono accanto a noi, nel nostro
paese e, a volte, nelle nostre case cercando di creare occasioni di
incontro, accoglienza, dialogo e collaborazione per lavorare in una
dimensione interculturale e favorire l’integrazione. Un altro obiettivo
è stato quello di sensibilizzare la comunità all’accoglienza dello
straniero.
Abbiamo
avuto
l’opportunità
di
riflettere
sulle
problematiche e sulle risorse derivanti dal fenomeno migratorio e dal
conseguente pluralismo culturale ormai diffuso anche in Canavese.
Nel corso della serata sono stati diversi gli interventi che hanno
permesso di rendere la discussione ricca di contenuti e di spunti per
29
Con altri occhi
occhi
la riflessione. Il primo ad intervenire fornendo un ampia visione del
tema dell’immigrazione e dell’intercultura è stato Sergio Durando,
uno dei responsabili di Caritas Migrantes, un servizio che nel
Comune di Torino offre un spazio informativo e di prima accoglienza
per gli immigrati. Sergio Durando è anche il presidente di
un’associazione salesiana di animazione interculturale e collabora
con il Centro Intercultuale del Comune di Torino, in qualità di
formatore. Grazie all’intervento di Sergio è stato possibile avere un
quadro globale della situazione politica e sociale italiana, di Torino e
della provincia rispetto al fenomeno migratorio, immaginando una
prospettiva interculturale.
Suor Ersilia Giacomello, responsabile del famulato cristiano di
Favria, si occupa della formazione delle donne straniere, che arrivate
in Italia, intendono lavorare come colf nelle case delle persone
anziane e ammalate. L’intervento di suor Ersilia ha permesso di
comprendere qual è il ruolo delle donne e quali sono i punti sui quali
si fonda il tipo di formazione proposto dal famulato.
Infine è stata molto toccante la testimonianza di Marina, una donna
di origine rumena, residente in Italia da tre anni che ha raccontato la
storia del suo viaggio: le emozioni legate alla separazione dalla
propria terra e dalla propria famiglia, le difficoltà dell’inserimento in
una nuova realtà e la gioia dell’essersi sentita accolta.
La serata è stata molto interessante, c’è stata una notevole
30
Con altri occhi
occhi
partecipazione di stranieri nel pubblico e di realtà territoriali che
lavorano con stranieri, immigrati e rifugiati politici. Si è creato uno
spazio vivo di incontro e di dialogo tra persone portatrici di culture
diverse che hanno raccontato un po’ delle loro storie e messo in
comune un po’ del loro bagaglio personale e culturale.
Scheda di valutazione
Obiettivo: favorire un clima di dialogo interculturale finalizzato
all’integrazione degli immigrati, creare delle collaborazioni con
famiglie immigrate che vivono sul territorio, mediante uno spazio di
incontro, dialogo, ascolto delle storie dell’altro
Raggiungimento degli obiettivi: ●●●●○
Obiettivo: Sensibilizzare la comunità all’accoglienza dell’immigrato
Raggiungimento degli obiettivi: ●●●○○
Osservazioni: Il secondo obiettivo è stato in parte raggiunto in altri
interventi fatti nel corso della settimana
31
Con altri occhi
occhi
Altri occhi sul mondo
Un momento di festa e di gioia è stata la cena solidale che,
quest’anno, si è tenuto presso il campo sportivo all’interno del
padiglione fornito da “Idea Solidale” e ha visto protagonisti alcune
famiglie provenienti da paesi lontani.
Grazie alla collaborazione con la Pro-Loco è stato possibile offrire
un menù multietnico con cibi provenienti da diverse nazioni.
Hanno partecipato alla serata numerose famiglie di Valperga e
altrettante famiglie straniere abitanti in Canavese. Questo ha
permesso di vivere un momento di aggregazione, di incontro e di
conoscenza grazie anche ad alcune testimonianze dei presenti.
Un grande ringraziamento a tutti per la grande generosità! Il ricavato
della serata (2.370 €)
sosterrà i numerosi progetti del Centro
Caritas e dell’Associazione di volontariato “Con altri occhi”. Questa
serata è stata infine l’occasione per concludere in modo festoso una
settimana di appuntamenti e di grande emozioni per tutti coloro che
hanno organizzato e partecipato agli eventi.
32
Con altri occhi
occhi
33
Con altri occhi
occhi
“In una scuola materna, frequentata da molti bambini maghrebini, le
maestre hanno deciso un giorno di preparare il couscous. Hanno
cercato la ricetta "originale" per cucinarlo secondo la tradizione. I
bambini erano contentissimi. Poi una maestra ha chiesto a un
piccolo marocchino:
"Ti piace?"
"Sì"
"E' come quello che fa tua mamma?"
Quello di mia mamma è più buono perchè mette uno strato di
couscous e uno di tortellini, uno di couscous..."
Oggi quel bambino ha disegnato con le sue parole un'altra
bellissima metafora della cultura”.
Scheda di valutazione
Obiettivo: coinvolgimento di famiglie immigrate
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Obiettivo: creare un momento di incontro e di scambio
interculturale
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni: buona partecipazione della comunità e di famiglie
immigrate che hanno portato uno breve ma significativa
testimonianza
34
Con altri occhi
occhi
Calcio in libertà
Domenica 15 maggio la Settimana di Sensibilizzazione al
Volontariato e alla Carità si è conclusa con la solenne celebrazione
dell’Eucaristia con la partecipazione dell’intera comunità e con un
mini torneo a baraonda di calcio nel pomeriggio, all’interno del
Campo sportivo del Comune.
Si è nuovamente scelto di giocare per accogliere chi si è conosciuto
nei vari incontri, per rendere concreto, informale e fraterno ciò che si
era detto nelle varie serate. Sono state coinvolte così una
quarantina di persone in campo e un numero discreto di tifosi
all’esterno.
Le squadre sono state formate dai giovani dell’oratorio, dai ragazzi
dell’Associazione Mastropietro (una comunità terapeutica per
tossicodipendenti), dai ragazzi dell’Associazione Casa di Andrea
(una comunità per minori rifugiati politici) e da una numerosa
famiglia ecuadoriana.
L’esperienza di condivisione avvenuta in questo modo, mescolando
anche i giocatori, ha favorito la relazione e la conoscenza reciproca,
stimolati dalla pura passione non competitiva per il calcio. Il
pomeriggio sportivo si è poi concluso con la premiazione dei
partecipanti e un allegro rinfresco.
35
Con altri occhi
occhi
Scheda di valutazione
Obiettivo:
concludere
la
settimana
con
un’occasione
per
coinvolgere le persone conosciute con un momento di aggregazione
informale
Raggiungimento obiettivo: ●●●●○
Obiettivo Coinvolgere ragazzi di Valperga non direttamente
coinvolti nelle attività
Raggiungimento obiettivo: ●○○○○
36
Con altri occhi
occhi
Attività per i bambini e i ragazzi delle scuole
materna, elementare e media
∗∗∗
“Bayo na bino!”
Così Christian, un bimbo che vive nel Congo, saluta i bimbi della
Scuola Materna di Valperga.
Anche i bimbi della Scuola Materna sono stati coinvolti in un
progetto durante la settimana Caritas. Abbiamo cercato di inserirci in
una delle attività che le insegnati portano avanti nel corso dell’anno.
I bambini stanno scoprendo i Paesi del Mondo viaggiando tutti
insieme su un aereo. Nel mese di maggio l’aereo è partito per
l’Africa alla scoperta di questo continente.
Il nostro intervento aveva l’obiettivo di mostrare come vive un bimbo
in Africa, mettendo a confronto con la loro esperienza personale. Il
metodo è stato quello della visione di un filmato girato in Congo. I
bambini hanno sperimentato anche come le mamme africane
portano sulla schiena i bambini mentre vanno a lavorare nei campi.
L’attività è stata stimolante e ha permesso ai bambini di riflettere sul
tema della mondialità in maniera semplice.
37
Con altri occhi
occhi
Inoltre i bambini sono stati invitati ad una serata dedicata alle storie
dal mondo. La serata è stata animata da un gruppo di ragazzi delle
superiori. Una delle animatrici, vestita da donna africana, “Mama
Malaika”, ha raccontato le storie dall’Africa.
Scheda di valutazione
Obiettivi: mostrare, attraverso la visione di un filmato, come vive un
bimbo in Africa, e fare un confronto con l’esperienza personale dei
nostri bambini.
Raggiungimento obiettivi: ●●●○○
∗∗∗
Tutti (o quasi…) alla festa di Arit
L’Orso Arit, che i bambini hanno già conosciuto l’anno scorso, ha
fatto ritorno alle elementari di Valperga durante la Settimana Caritas:
anche quest’anno aveva bisogno dell’aiuto dei bambini. Con loro si
è affrontato il tema della disabilità, in quanto all’interno della Scuola
Elementare sono presenti alcuni bambini portatori di handicap.
Gli obiettivi sono stati quelli di far sperimentare, nel limite del
possibile, le difficoltà, gli ostacoli e le necessità che queste persone
possono incontrare nella loro vita di tutti i giorni, in modo da poterle
38
Con altri occhi
occhi
comprendere e offrire loro il nostro aiuto.
L’ attività: mediante l’ ausilio di un grande libro illustrato l’Orso Arit
ha raccontato ai bambini di aver organizzato una grande festa di
compleanno. Tutti gli animali del bosco avrebbero dovuto recarsi alla
festa ma purtroppo proprio i suoi due migliori amici: la talpa e la
tartaruga non sono riusciti a raggiungere la tana.
“Perché non sono venuti alla mia festa?” ha chiesto Arit ai bambini.
Tutti insieme hanno cercato di rispondere a questa domanda: per far
questo i bambini hanno affrontato un percorso ad ostacoli che
simulava la strada che la tartaruga e la talpa avrebbero dovuto
percorrere per giungere alla festa.
39
Con altri occhi
occhi
Una prima volta lo hanno percorso da soli bendati e subito sedie,
materassi, corde… si sono mostrati insormontabili. In un secondo
momento, invece, affrontandolo tutti insieme e aiutandosi l’uno con l’
altro si sono accorti che il percorso era meno difficoltoso da
percorrere.
I bambini hanno quindi alla fine dell’incontro consigliato all’Orso Arit
di organizzare un’altra festa e di far accompagnare la talpa e la
tartaruga dagli altri animali, in modo che potessero aiutarli nel
superare gli ostacoli che avrebbero trovato lungo il cammino.
Scheda di valutazione
Obiettivo: sperimentare e comprendere le difficoltà e gli ostacoli
delle persone disabili.
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni: I bambini si sono mostrati molto attenti all’attività
partecipando e mettendosi in gioco attivamente.
∗∗∗
Un progetto per le scuole medie: La valigia dell’uomo
40
Con altri occhi
occhi
La nostra valigia ha la capacità di raccontare qualcosa di noi è una
valigia da aprire e da mettere in comune con chi è accanto a noi.
Questo bagaglio che ciascuno di noi porta con sé rappresenta la
propria memoria, le proprie origini e radici, la propria identità ricca di
vicende personali, e racchiude emozioni, sentimenti e ricordi. Non si
tratta della valigia della sopravvivenza, ma di un bagaglio che
trasportiamo inconsapevolmente: il bagaglio della nostra storia e
cultura personale.
La scuola media di Valperga, che raccoglie ragazzi provenienti
anche da alcuni paesi limitrofi, è costituita da 6 classi di circa 25
alunni ciascuna. La percentuale di stranieri nella scuola è dell’ 8%,
quasi tutti da parecchi anni in Italia. Non ci sono particolari necessità
dovute a difficoltà linguistiche, ma il problema riscontrato dagli
insegnanti è di natura culturale e di convivenza in aula. Dopo aver
incontrato gli insegnanti che si sono resi disponibili nel collaborare
nella realizzazione del progetto, è stato programmato un intervento
di due ore in ciascuna classe. Le finalità del progetto riguardavano
principalmente la conoscenza di temi come identità e diversità
partendo dalla conoscenza di sé e della propria identità personale e
con uno sguardo di attenzione ai momenti quotidiani di incontro con
l’altro.
Modalità di realizzazione del progetto: L’attività iniziale consisteva
41
Con altri occhi
occhi
nel formare un cerchio attorno ad un mucchio formato da borse,
valigie, zaini, sacche, borsoni... Ognuno dei ragazzi era chiamato a
turno ad alzarsi e a prendere quello che poteva essere l’oggetto che
più lo rappresentava. Obiettivo di questa prima attività: riflettere su di
sé, scegliere e comunicare agli altri qualcosa di personale.
La scelta della “valigia” come metafora del viaggio non è stata
casuale. Dopo questo primo momento compariva un personaggio
con una valigia in mano a raccontare la lunga e commovente storia
del proprio viaggio. Si trattava di un bambino in viaggio alla ricerca
della madre anch’essa partita per un paese straniero per trovare
lavoro. Dalla valigia uscivano oggetti molto personali e per ciascuno
c’erano molti ricordi. Il personaggio non rivelava sin dall’inizio la
propria nazionalità, erano i ragazzi a dover cercare di capire la sua
origine. Alla fine della storia il bambino scriveva il suo nome sulla
valigia: Marco, un bambino italiano partito per l’America alla ricerca
della propria madre immigrata in quel Paese negli anni ’60.
L’obiettivo di questo momento era quello di spiegare il significato
della “valigia” che ciascuno porta con sé e di creare un’atmosfera
adatta per la riflessione personale sul tema dell’identità.
Dopo questa prima parte i ragazzi venivano chiamati a riempire la
propria valigia con i loro ricordi e con gli oggetti che li
rappresentavano di più. È stata data loro una traccia di riferimento
con un elenco di oggetti di cui solo cinque potevano essere scelti e
42
Con altri occhi
occhi
scritti sul foglio in ordine di importanza.
In un secondo momento i ragazzi venivano divisi in gruppi all’interno
dei quali ciascuno doveva comunicare agli altri i propri oggetti e poi
tutto il gruppo avrebbe dovuto scegliere tre oggetti che più
rappresentavano il gruppo. Veniva dato un tempo per il confronto e
per la discussione e uno dei ragazzi assumeva il ruolo di
osservatore per capire quali dinamiche avvenivano all’interno del
gruppo. Infine in un momento generale di confronto e dialogo,
ognuno poteva esprimere le proprie emozioni nel partecipare
all’attività proposta e le difficoltà nel mettersi in gioco e nel mostrare
qualcosa di personale. La discussione, guidata da un animatore
preparato, seguiva dei criteri per riuscire ad indirizzare i ragazzi
verso la riflessione sui temi dell’identità personale e delle differenze
che ci sono nel gruppo classe e sulle modalità di dialogo e sui ruoli
che ciascuno occupa nella propria classe. Come ultimo momento,
riservato ai ragazzi frequentanti la classe terza, è stata proposta la
visione di una scena del film “Schindler’s List” in cui i nazisti
prendevano le valigie degli ebrei, con i loro nomi scritti sopra e le
ammucchiavano in un luogo, svuotandole del loro prezioso e
personale contenuto. Questo ultimo intervento aveva l’obiettivo di
far comprendere come l’uomo nel corso della storia abbia saputo
cancellare definitivamente delle identità per imporre la teoria della
violenza e della morte.
43
Con altri occhi
occhi
Conclusioni: questa attività, nel suo complesso, ha permesso ai
ragazzi di dialogare tra di loro in maniera diversa e di mettere in
comune dei ricordi e delle emozioni molto personali. Non tutti i
ragazzi hanno deciso di mettersi totalmente in gioco raccontandosi
agli altri, ma la maggior parte di loro ha lavorato in modo positivo e
ha compreso che “importante è il tema della propria identità, ma
fondamentale è il confronto e il dialogo per valorizzare le differenze
personali, che arricchiscono le nostre valigie personali”. Gli
insegnanti presenti durante l’attività hanno fornito un parere positivo
sull’intervento, dichiarando che anche gli alunni che di solito si
mostrano introversi o hanno difficoltà di apprendimento, hanno
partecipato attivamente. Gli studenti si sono sentiti protagonisti e
anche i ragazzi stranieri hanno avuto lo spazio necessario per
“raccontarsi” nel loro essere “portatori di culture differenti”.
44
Con altri occhi
occhi
Scheda di valutazione
Obiettivi: creare uno spazio di incontro, dialogo, ascolto delle storie
dell’altro e di recupero della nostra storia personale.
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni: abbiamo riflettuto sulla possibilità di rendere più
continuativo l’intervento nelle scuole medie perché sia più efficace
nel raggiungimento degli obiettivi e perché il ragazzo si inserisca in
un percorso educativo e di crescita più ampio.
45
Con altri occhi
occhi
“Il mondo in casa”
“Sta accadendo un fatto nuovo in questo piccolo angolo di mondo
che è il Canavese: molte famiglie e singole persone di nazioni
lontane, dette “extracomunitarie”, sono venute ad abitare da queste
parti. Come da sempre le persone si spostano, e alcune volte la
novità spaventa: ma non dovrebbe essere la diversità di colore o di
46
Con altri occhi
occhi
cultura a creare differenze - il bene e il male non hanno
appartenenza Da sempre gli uomini devono conoscersi per imparare a convivere, e
per conoscersi è indispensabile che entrambi si vengano incontro”.
Dal desiderio di incontrare queste persone è nata l’idea di chiedere
loro ospitalità qualche ora per dialogare con loro, ascoltare le loro
storie, fotografare i loro volti e alcuni semplici momenti della loro vita
quotidiana.
Ed ecco che dopo qualche minuto ciò che era “loro” diventa anche
“nostro” e ciò che pensavamo fosse solo “nostro” in realtà può
appartenere anche a “loro”.
Molte cose ci accomunano, altre chi spingono a conoscere, a
confrontarci, sicuramente a crescere.
La raccolta fotografica “Il mondo in casa” nata dalla collaborazione
con il fotografo Piero Nizzia, è stata esposta in Piazza della Chiesa
durante la giornata di domenica, ed è stata poi trasferita presso
l’Auditorium delle Scuole Medie, dove si sono tenuti gli incontri serali.
Tale mostra è il primo frutto di un progetto più ampio realizzato fra le
famiglie di immigrati che vivono nell’alto Canavese, con lo scopo di
agevolare la conoscenza reciproca e di promuovere la cultura
dell’accoglienza e dell’integrazione.
47
Con altri occhi
occhi
Scheda di valutazione
Obiettivo: incontrare e aprire un dialogo con famiglie immigrate
Raggiungimento obiettivi: ●●●●○
Osservazioni: nonostante alcune comprensibili difficoltà, siamo stati
accolti con grande generosità
Obiettivo: sensibilizzare la comunità
Raggiungimento obiettivi: ●●●○○
Osservazioni: occorre portare a termine il progetto e trovare nuovi
spazi ed occasioni rendere visibili la raccolta fotografica e la futura
pubblicazione
48
Con altri occhi
occhi
Con altri occhi
(testi e musiche di D. Montin)
Intro: si- re sol la (2 volte)
re
sol
la
Cammineremo sulle strade che ci hai insegnato
re
sol
la
Portando a tutti il lieto annuncio del tuo ritorno
si-
sol
la
Col cuore che ci ardeva in petto tu ci hai parlato
re
sol
la
si- re sol la
Nel pane che hai spezzato mentre già muore il giorno.
Con altri occhi, un altro cuore fa’ che guardiamo
Al prossimo che incontreremo sul tuo cammino
Donando a tutti a piene mani l’Amore che ci hai dato
Racconteremo al mondo che ti abbiamo incontrato.
re
sol
re sol
Donaci occhi nuovi per guardare
re
sol
si-
la
Piedi saldi per percorrere le tue strade
si-
sol
re
sol
Dacci mani forti per cambiare questi giorni
mi-
sol
la
si- re sol la (si per passaggio a mi)
E un cuore nuovo per amare. (x 2)
49
Con altri occhi
occhi
Al cuore di chi soffre porteremo conforto
Negli occhi di chi piange metteremo un sorriso
All’anima di chi dispera daremo pace
A chi è nella tristezza insegneremo a cantare.
fa
sib
do
Per ogni giorno che ci doni, per ogni istante
fa
sib
do
Per tutti i doni del tuo amore, e le tue parole
re-
sib
do
Per i fratelli che sul cammino ci hai messo accanto
fa
sib
do re- fa sib do
Per ogni volta che tu ci sei stato vicino.
re
sol
la
Insegnaci la Carità che cambia la vita
re
sol
la
Semina nei nostri giorni la tua Parola
si-
sol
la
Dacci sogni e speranze da realizzare
re
sol
la
Riempi delle tue promesse il nostro cuore.
re
sol
re sol …
Donaci occhi nuovi per guardare…
50
Con altri occhi
occhi
mi
la
mi la
Donaci la forza di sperare
mi
la
do#-
si
Donaci una fede salda nelle tue parole
do#-
la
mi
la
Dacci Carità perfetta, dacci un cuore nuovo
fa#-
la
do#-
Con altri occhi per vedere Te
la
si
mi
Con altri occhi per vedere Te.
51
Con altri occhi
occhi
Preghiera comunitaria
Signore Gesù,
tu sei lo sguardo d’Amore del Padre,
fatto uomo affinché Dio
vedesse il mondo con occhi di uomo
e l’uomo vedesse il prossimo
con gli occhi di Dio.
Tu che hai posato il tuo sguardo
sul cieco e sullo storpio,
sul povero e sul sofferente,
sul pubblicano e sulla peccatrice,
a tutti donando salvezza, conforto e perdono:
donaci altri occhi per guardare alle povertà dei fratelli,
donaci piedi saldi per percorrere le strade che ci additi,
donaci mani forti per sostenere chi vacilla,
e donaci un cuore nuovo, per amare
così come Tu hai amato.
Amen.
52
Con altri occhi
occhi
Rosario della Carità
Durante il mese di maggio, che per tradizione è dedicato alla
Vergine Maria, gli abitanti di ogni borgata e frazione di Valperga si
riuniscono per la recita del Santo Rosario. Durante la Settimana
Caritas abbiamo proposto un Rosario particolare in cui abbiamo
meditato i misteri della carità, grazie alla disponibilità di molti giovani
che si sono recati nei vari centri per incontrare la gente e per
condividere questa preghiera.
Primo Mistero: la guarigione del paralitico
Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non
potendo
però
portarglielo
innanzi,
a
causa
della
folla,
scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta
un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù,
vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi
peccati». (Mc 2, 1-12)
Secondo Mistero: il discorso della montagna
“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo
nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri
persecutori. Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro
53
Con altri occhi
occhi
celeste”. (Mt 5, 43-48)
Terzo Mistero: la moltiplicazione dei pani
Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo:
«Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da
mangiare. Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di
Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due
pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». (Gv 6, 1-13)
Quarto Mistero: la parabola del Samaritano
Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è
incappato
54
nei
briganti?».
Quegli
rispose:
«Chi
ha
avuto
Con altri occhi
occhi
compassione di lui». Gesù gli disse: «Và e anche tu fa’ lo stesso».
(Lc 10, 25-37)
Quinto Mistero: la lavanda dei piedi
“Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e
dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho
lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi
ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche
voi”. (Gv 13, 1-15)
55
Con altri occhi
occhi
Preghiera dei bambini
Bilancio
Passivo (P)
Attività scolastiche
Euro
Materiale di cancelleria
Euro
Spese amministrative
81,00 Euro
Rimborso spese Relatori
250,00 Euro
Capannone
Euro
Cena, rinfresco
895,60 Euro
Materiale organizzativo
375,83 Euro
Serate, Incontri, Dibattiti
580,00 Euro
Magliette
Euro
TOTALE
Euro
Attivo (A)
Contributo Comune di Valperga
56
Euro
Con altri occhi
occhi
Contributo Pro-loco
250,00 Euro
Offerte serata K 11
211,60 Euro
Offerte Cinema
74,50 Euro
Offerte Magliette
751,00 Euro
2370,00
Offerte Cena
Euro
TOTALE
,00 Euro
Contributi ai gruppi Missionari (C)
Gruppo Brasile (Rivarolo Canavese)
Euro
Quelli del sacchetto (Pertusio)
700,00 Euro
Jacques Ngakoutou (Rivarolo Canavese)
400,00 Euro
Gruppo Missionario (Feletto)
300,00 Euro
TOTALE
57
1000,00
2400,00
Euro
Con altri occhi
occhi
Totale (A-P-C)
Attivo
Passivo
Contributi
TOTALE
58
6836,00
Euro
4462,64
Euro
2400,00
Euro
-26,64 Euro
Con altri occhi
occhi
La nostra riconoscenza va a…
Per il sostegno e l’aiuto prezioso:
1
la Parrocchia di Valperga
2
il Comune di Valperga e l’assessore Davide Brunasso
3
la Pro loco Valperga-Belmonte e il presidente Gianni Bernardi
4
il preside Bertoldo della scuola media A. Arnulfi
5
il direttore Ardissone della scuola elementare A. Gays
6
i professori e le maestre delle scuole di Valperga
7
le suore e Nennele dell’asilo Luttati
8
la Caritas diocesana di Torino, le Caritas zonali di Rivarolo e di
Ciriè
9
Pierluigi Dovis e Raffaella Capetti per il sostegno e
l’accompagnamento nella progettazione
10 le Associazioni di Volontariato del territorio
Per gli interventi agli incontri:
1
don Domenico Machetta
2
Domiziano Pontone
Per la cena missionaria:
59
Con altri occhi
occhi
1
le botteghe del commercio equo e solidale (Mappamondo di
Rivarolo e L’Orukobaba di Cuorgnè)
E ancora…
1
Piero Nizzia per la mostra fotografica
2
Livio Rolle per il supporto grafico
3
il cinema Ambra
4
Vallelonga per le piante
5
Marco Vallero per le riprese
6
Dario Vacca Cavalotto e la CEI per l’impianto elettrico e acustico
7
8
Fernanda per i costumi
tutti quelli che in mille modi (anche nelle critiche) ci hanno dato
un importante aiuto
Per finire:
60
Con altri occhi
occhi
61
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