A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela QUADERNO DIDATTICO N°6 PREMESSE PER VOLARE DISTANTE IN ALIANTE……………. (scaletta delle fasi di istruzione/apprendimento….). a cura di Carlo Grinza per l’ASD Volo a Vela Novi Rev. 2 – Febbraio 2014 A.S.D. Volo a Vela Novi Paragrafo Scuola di Volo a Vela Pag. Parte 1………………………………………………………………………………………….1 Premessa….…………………………………………………………………………………..1 Introduzione…………………………………………………………………………………..1 1. 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 2. 2.1 2.2 2.3 2.4 2.5 2.5 2.7 2.8 Pilotaggio basico accurato…...…………………………………………………......1 Guardare fuori………………………………………………………………………....1 Ingresso ed uscita dalla virata…………………………………………………….....2 Volo rettilineo livellato………………....................................................................2 Controllo della velocità………………………………………………………………..3 Il trimmaggio…………………………………………………………………………...3 L’impiego dei comandi………………………………………………………………..3 Esercizi di coordinamento dei comandi…………………………………………….4 Il circuito…………………………………………………………………………………5 Valutazione……………………………………………………………………………..5 Virare prima…………………………………………………………………………….6 Vento…………………………………………………………………………………....6 Capacità minima……………………………………………………………………….6 Guardare fuori………………………………………………………………………….6 L’altezza nella virata finale…………………………………………………………....6 L’impiego dei diruttori in circuito……………………………………………………...7 Controlli in circuito……………………………………………………………………..7 3. L’avvicinamento………………………………………………………………………...7 3.1 3.2 3.3 3.4 3.5 Punto di mira……………………………………………………………………………7 Controllo della velocità………………………………………………………………...8 Regolazione dei diruttori………………………………………………………………8 Un esempio di avvicinamento………………………………………………………...9 La toccata e la corsa d’arresto………………………………………………………10 4. Carico di lavoro/stress……………………………………………………………….10 4.1 4.2 4.3 4.4 Introduzione…………………………………………………………………..............10 Esempio………………………………………………………………………………..10 Analisi…………………………………………………………………………………..10 Evitare forme di affaticamento (o peggio)…………………………………………..11 Pag. i di iii A.S.D. Volo a Vela Novi Paragrafo 5. Scuola di Volo a Vela Pag. Riuscire ad allontanarsi……………………………………………………………..11 5.1 5.2 Alcuni presupposti chiave riguardo le termiche…………………………..............11 Che cosa si può fare per evitare i problemi psicologici e fisici incontrati sopra?......................................................................................13 6. Obiettivi…e consigli………………………………………………………………….14 APPENDICE A-1 A-2 Tema di 50 km per la prova di distanza per il “C” d’argento……………………..A-1 Tema di 50 km con vento da sud……………………………………..…………….A-2 Parte 2…………………………………………………………………………………………15 Premessa….………………………………………………………………………………….15 1. 1.1 1.2 Essere preparati, cioè non diventare il prossimo numero di una statistica..15 Interruzioni……………………………………………………………………………..15 Atteggiamento mentale – di nuovo………………………………………………….16 2. Preparazione – non sprecare l’inverno…………………………………………….16 3. Non tralasciate il vostro equipaggiamento………………………………………..18 APPENDICE B-1 Solo un circuito?………………………………………………………………………B-1 Parte 3………………………………………………………………………………………….21 Premessa….…………………………………………………………………………………..21 1. Pensare positivo………………………………………………………………………21 2. Concentrazione!……………………………………………………………………….23 3. Vincere la sfida mentale……………………………………………………………..25 4. Focalizzazione…………………….………………………………………………...…27 5. Affrontare i propri errori……….…………………………………………..…….…..29 Pag. ii di iii A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela 6. Avere un buon stato d’animo……………...…………………………………..…….…31 7. Addestrando il cervello si ottengono i risultati…...………..………..…….……….34 8. Come pianificare un obiettivo realistico……………………………………………..35 Pag. iii di iii A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Parte 1. Premessa. Dopo aver conseguito la licenza, si è sempre visto, salvo rarissime eccezioni, che il numero di neo brevettati che continua a volare diminuisce di anno in anno. La causa di questa moria sta che la gente, dopo un po’ che fa gli stessi voletti, si stanca e smette. In loro non è scattata la fiammella di vedere come progredire, ed alcune volte nei loro club non c’è la possibilità di crescere. Il fatto è che sia per il neo brevettato che per il suo club è un impegno non indifferente impostare un lavoro di crescita. In ogni caso la cosa più importante è che lui abbia voglia di crescere, in caso contrario è una lotta contro i “mulini a vento”…. Fatta questa premessa, il pilotino d’aliante per crescere e diventare volovelista, dovrà cimentarsi a stare in volo il più possibile in modo da aumentare: la sua capacità di: sopportare la fatica/stress, centrare e salire in qualsiasi termicuccia che trova. Da notare che questi sono solo due dei punti fondamentali per potersi poi muovere fuori dal cono di sicurezza dell’aeroporto, il terzo è la capacità di saper atterrare in modo preciso in spazi delimitati, il quarto: sapere sempre dove si trova. Ma il fattore fondamentale è la testa: cioè la capacità di ragionamento e la lucidità di pensiero anche in condizioni critiche di stress/fatica. Per andare avanti il nostro pilotino deve ricordare: fattore 1: volare il più possibile fattore 2. avere un obiettivo, anche piccolo, in ogni volo facciamo ora un piccolo sistema: 1 x 2 = 2 = crescita 1x0=0 2x0=0 Penso che ogni commento sia superfluo…… Introduzione. In questa sede diamo per scontato che al nostro pilota sia scattata questa fiammella, per cui abbisogna di una scaletta su cui lavorare, sempre coadiuvato da un Tutor. Il Tutor può essere un pilota esperto, che ha fatto gare di rilievo e voli di distanza, ma con capacità didattiche, o meglio ancora, un istruttore che a sua volta abbia già fatto gare e voli di distanza. Perché è meglio un istruttore, specialmente nelle prime fasi? Perché il nostro pilotino può aver acquisito, anche nel breve periodo di attività, dei difetti nel pilotaggio, e solo un istruttore può, con un duro lavoro, il più delle volte, eliminarli. Bisogna ricordare che prima di sognare i voli di distanza bisogna pilotare nel modo corretto e non andare in volo come cani randagi e rischiare di farsi arrestare per vagabondaggio! Inoltre da ora in avanti, se non fatto prima, l’altimetro sarà regolato sul QNH. Per ottenere questo risultato, ripetiamo, è fondamentale che il nostro pilotino si ponga un obiettivo, anche minimo, ogni volta che va in volo. Da quanto detto, costruiamo una scaletta di lavoro: pilotaggio accurato, il circuito e l’atterraggio, centrare le termiche, uscire dal cono di sicurezza dell’aeroporto, saper navigare. L’approccio al volo di distanza si divide in due parti: uno pratico e l’altro mentale. Quello pratico si basa sulla conoscenza basica del territorio dallo studio e preparazione delle carte o dallo studio del territorio tramite supporti informatici come Google Earth; quello mentale: cosa faccio se mi trovo basso qui? Cioè pianificare le quote per potersi portarsi ad un sicuro atterraggio su un aviosuperficie/aeroporto alternato. Così pensato, il volo di distanza diventa la somma di tanti voli in locale. Aggiungo che è più sicuro un volo di distanza ragionato che un volo locale fatto vagabondando - con il rischio di farsi arrestare….... Pag. 1 A.S.D. Volo a Vela Novi 1.1 Scuola di Volo a Vela PILOTAGGIO BASICO ACCURATO Quando si inizia ad imparare a volare, tanto per incominciare, può essere un po’ scoraggiante. Se avete la patente, tornate indietro e pensate a come erano le cose quando cercavate di avere la padronanza sull’impiego della frizione e su come parcheggiare parallelamente al ciglio della strada!! Il volare è un processo simile. Benché all’inizio le cose possono sembrare impossibili, con le giuste istruzioni ed abbondante esercizio, il pilotaggio dell’aliante incomincerà a diventare naturale. Quello che non viene detto è che la capacità di un pilotaggio accurato e di una buona abilità sono una continua sfida anche per la maggior parte dei piloti esperti. Queste poche righe non entrano nei dettagli base di come lavorano i comandi, ecc; si assume che essi siano state assimilati, così da conoscere i termini qui impiegati. Ci sono una quantità di libri, manuali pieni di istruzioni ed insegnamenti, oltre l’ascolto attento su quello che vi hanno detto e continuano a dirvi i vostri istruttori. Quello che mi piacerebbe dare, sono solo alcune piccole informazioni extra che non sempre avete valutato con la giusta attenzione quando dette dal vostro istruttore, o quando lette in qualche manuale. 1.1.1 GUARDARE FUORI Statisticamente ci sono tre principali modi per ammazzarsi in aliante. C’è lo stallo con ingresso in vite vicino al suolo (classica virata scoordinata per entrare in finale, o virate scoordinate vicino ad un pendio), un lancio al verricello sbagliato (non aver seguito diligentemente la procedura per guadagnare qualche metro di quota ad esempio), e lo scontro in volo con un altro aeromobile. Le prime due cause possono venire annullate con un addestramento aggiuntivo per il tempo necessario, se il pilota desidera migliorare e mantenere una giusta dose di sicurezza. Ma l’antidoto per l’ultima causa deve venire introdotto già dall’inizio del vostro addestramento. E’ quasi impossibile ricondurre un pilota a guardare fuori quando è più avanti nella sua carriera di volo. Prego di ACOLTARE ATTENTAMENTE quando il vostro istruttore vi riprende se voi non state guardando fuori a sufficienza all’inizio dell’addestramento, specialmente prima di virare. Questo SALVERA’ la vostra vita e quella degli altri!. 1.1.2 INGRESSO ED USCITA DALLA VIRATA Se voi non impiegate sufficiente timone per entrare in una virata, questo vi potrebbe portare ad un incremento di velocità in virata. Come il vostro istruttore vi ha spiegato, se non impiegate sufficiente timone, nel momento che inclinate, nasce l’imbardata inversa. Questa non solo farà ruotare il muso nel senso contrario all’inclinazione ma anche verso l’alto rispetto all’orizzonte come l’inclinazione aumenta. Se lo notate, facilmente porterete la cloche in avanti per compensare e riguadagnare l’assetto desiderato, così incrementate la velocità. L’opposto avviene se voi date troppo timone (quindi derapate) nell’entrare in virata. In questo caso il muso dell’aliante guarderà verso il basso di più di quello che farebbe per una data velocità. In questo caso voi tirerete la cloche indietro per compensare e riguadagnare l’assetto. Questo condurrà ad una virata derapata molto lenta. Questa situazione è MOLTO PERICOLOSA – state entrando nell’anticamera di un ingresso in vite!!!! Se il vostro controllo della velocità nell’ingresso e/o nell’uscita di una virata è completamente fuori, tenete un occhio al filo di lana e controllate di impiegare il piede e la cloche in modo COORDINATO E CONIUGATO. Questo POTREBBE essere il vostro problema. In ogni caso correggete inizialmente impiegando solo un comando, io consiglio di correggere solo con l’alettone, mantenendo ferma la cadenza, ricordando che la cloche spinge il filo di lana (cloche a destra, il filo va a sinistra, e viceversa), poi mettete a posto l’assetto. 1.1.3 VOLO RETTILINEO LIVELLATO Lasciatemi dire che il volo rettilineo livellato verso un punto fisso e pre-determinato non è facile. Esso è DIFFICILE! Esso dipende dalla vostra capacità di riconoscere se le vostre ali sono parallele, o meno, Pag. 2 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela con l’orizzonte mentre guardate davanti. Voi siete tentati di utilizzare come guida il movimento del muso dell’aliante lungo l’orizzonte riguardo al parallelismo delle ali. Questo può condurre a dei problemi, specialmente se non siete in grado di coordinare anche il più piccolo movimento degli alettoni con il timone. Per esempio: se voi vedete il muso dell’aliante muoversi lungo l’orizzonte, diciamo verso sinistra, istintivamente correggerete con l’alettone destro. Se non impiegate il timone, il muso inizialmente andrà ULTERIORMENTE a sinistra (a causa dell’imbardata inversa), così darete più alettone destro. Dopo una manciata di secondi, il muso dell’aliante fermerà il suo movimento lungo l’orizzonte, e voi centralizzerete gli alettoni. L’imbardata inversa sparisce, ma l’ala destra ora è leggermente più bassa, il muso inizia a spostarsi a destra lungo l’orizzonte. Correggete con un po’ di alettone sinistro ma non coniugandolo con il timone, così il ciclo continua. L’istruttore potrebbe dirvi che siete in sovra-comando, mentre la causa potrebbe essere ancora la mancanza della giusta COORDINAZIONE sui comandi. Se siete poi piuttosto concentrati, forse nervosi e tesi, questo vi può condurre a premere con ambedue i piedi sulla pedaliera. Se sentite che il timone è duro da comandare, CERCATE di rilassarvi (più facile a dirsi che a farsi!!), in questo modo scoprirete come la pedaliera sia diventata improvvisamente leggera!!! Così potete sentire che state premendo sul pedale destro o sinistro….e state… ma questo è MOVIMENTO non semplicemente PRESSIONE. Voi dovete sentire il movimento sulle caviglie e sui piedi. Se voi non siete in grado di dire o non siete sicuri che le ali siano parallele con l’orizzonte guardando sopra il muso dell’aliante, solo OCCASIONALMENTE potete controllare guardando le estremità alari. In ogni caso guardate sempre fuori, tutto intorno a voi, lontano. Ricordatevi di imparare a stare rilassati sui comandi, e come dico sempre ai miei allievi: “ricordati, l’aliante ti parla, ascoltalo”. 1.1.4 CONTROLLO DELLA VELOCITA’ Quando il vostro istruttore vi chiedeva di volare alla velocità normale di volo (che dipende dal tipo di aliante) la cosa importante era volare utilizzando come riferimento primario l’ASSETTO invece dell’anemometro. Dal momento che voi ora utilizzate realmente un particolare tipo di aliante, troverete che potete volare ad una determinata velocità dando solo un occhiata molto occasionale all’anemometro, anche perché, come dovete già sapere, tenere la velocità giusta guardando solo l’anemometro sarà impossibile perché lo strumento arriva sempre in ritardo ed il vostro volo sarà sempre delfinato!. L’atteggiamento giusto e corretto vi permette di guardare maggiormente fuori così da rendersi conto della presenza di altri traffici e selezionare i cumuli migliori! Se durante l’addestramento avete volato con alianti diversi, avrete notato che il normale assetto di volo rilevava leggere differenze. Vi ricordate che avevate la tendenza di volare, con un ASK 21, un poco più veloci se normalmente volavate con un ASK 13, questo perché cercavate la medesima visuale che avevate sull’ASK 13, abbassavate il muso. Questo per ricordarvi di non ripetere il medesimo errore nel caso che al posto di volare sempre con il medesimo aliante con il medesimo carico alare, avete la possibilità di volare con alianti diversi. In questo caso sarà necessario, dopo aver sistemato l’assetto, verificare maggiormente l’anemometro per verificare la velocità. 1.1.5 IL TRIMMAGGIO Ricordatevi, il trim è un vostro amico. Dopo avervi insegnato il trimmaggio, il vostro istruttore può avere espresso le parole “..da ora in poi, volate sempre con l’aliante trimmato..”, non menzionando più il trimaggio fino al momento dell’avvicinamento per l’atterraggio. La regolazione e l’utilizzo è un qualcosa di personale. Personalmente consiglio di volare il più possibile con l’aliante trimmato in ogni fase del volo, cosi che non necessita di concentrarsi sul controllo della velocità tutto il tempo. Questo riduce il carico di lavoro dando più tempo per concentrarsi sugli altri aspetti per ottenere un volo preciso. Penso che questo sia particolarmente vero quando si è in termica – ma alcuni piloti piace termicare con una certa pressione a cabrare sulla cloche. A ciascuno la propria scelta. Pag. 3 A.S.D. Volo a Vela Novi 1.1.6 Scuola di Volo a Vela L’IMPIEGO DEI COMANDI Nel mondo ci sono pochi piloti che volano in modo “naturale”. Normalmente si deve lavorare molto per mantenere uno standard di volo, anche per un istruttore per non trovarsi in imbarazzo con gli allievi! In ogni momento ed in ogni fase del volo, movimenti dolci e progressivi dei comandi sono all’ordine del giorno. Se siete violenti sui comandi o li muovete come per fare la polenta, troverete molta difficoltà nel coordinare in modo accurato i tre comandi. Se siete progressivi e dolci, sarete in grado di controllare se state impiegando la giusta quantità di timone con gli alettoni e mantenere la corretta pressione indietro (se necessario) per mantenere l’assetto. Il tempo speso in volo per impratichirsi nel volo rettilineo e nelle virate sono la chiave per impadronirsi del volo dell’aliante prima di andare avanti con manovre più complicate come il decollo o l’atterraggio. Ricordate che l’apprendimento sarà qualche volta rapido mentre altre volte troverete difficoltà nel fare qualunque progresso. Questo è normale. Rilassatevi, gioite della vista, e magari chiedete al vostro istruttore di dimostrare le cose nuovamente. Sopra tutto, godete del vostro addestramento al volo a vela . Voi vi state imbarcando in una grande e meravigliosa avventura… Come dico sempre ai neo-brevettati:”.. ricordate che la carriera del volovelista è simile alla scala di un pollaio: ripida e scivolosa.. fate un paio di scalini verso l’alto ed ad un certo punto scivolate e vi trovate con il sedere per terra…ma non scoraggiatevi. Fa parte del gioco”. 1.1.7 ESERCIZI DI COORDINAMENTO DEI COMANDI Per impratichirsi sull’impiego coordinato dei comandi è necessario fare molto esercizio. L’esercizio base è l’effettuazione di virate a varie inclinazioni (20°, 40° e sui 60°) mantenendo costante l’assetto e l’inclinazione per tutto il tempo della virata. Ricordate che a bordo non avete alcun strumento che vi dice il valore dell’inclinazione, di conseguenza dovrete impratichirvi nella valutazione visiva. Ricordate e mettete in pratica la regola che dice: se faccio una virata con un certo valore di gradi di inclinazione, lo stesso valore di gradi misurati sul terreno servono per entrare in virata e sempre il medesimo valore, sempre sul terreno, serve per uscire dalla virata. Cosa vuol dire, vuol dire che si imposta una virata con 20° di inclinazione, si spenderà un settore sul terreno di 20° prima di trovarsi in virata stabilizzata a 20° di inclinazione, e di conseguenza, se voglio uscire dalla virata con prua determinata, si dovrà anticipare l’uscita della virata di 20° . Il filo di lana, esso dovrà rimanere al centro, tutto al più leggermente esterno alla virata (leggermente scivolato). Il perché di questo risiede dal fatto che il filo di lana è installato sulla capottina, che si trova ad una certa distanza dal baricentro, di conseguenza quando il filo di lana è al centro sulla capottina, e se noi potessimo mettere e vedere un filo di lana sul baricentro, vedremo che esso sarà leggermente verso l’interno della virata, cioè indicherà una derapata. Una ragione in più per non virare derapati! Dopo che avete ottenuto un buon risultato con le virate, passerete ad effettuare le inversioni di virata, mantenendo uguale l’inclinazione ed assetto sia quando sarete inclinati da una parte che quando passerete dall’altra parte. L’inversione di virata deve essere continua, cioè non dovete fermare la manovra quando uscite per poi entrare nell’altro senso, ma bensì uscite e continuate nella manovra di ingresso dall’altra parte. Il problema maggiore sta appunto in questa fase, perché se non coordinate bene l’escursione del piede con la cloche vedrete il filo di lana che diventa un tergicristallo ed il muso che sale verso l’alto. Ricordatevi che oltre che coordinare il piede con la cloche, voi dovrete, nella fase di uscita, restituire la cloche leggermente in avanti, per poi ri-sostenere il muso quando sarete in virata dalla parte opposta. Dopo che siete riusciti ad ottenere un buon risultato con queste inversioni passate ad un esercizio conclusivo che è quello di avanzare lungo una direttrice effettuando inversioni di 90°. E’ chiaro che dovrete dosare l’inclinazione essendo virate brevi, quindi massimo 30° (vedere Figura 1). Questo esercizio vi fornirà la prova della vostra padronanza sui comandi. All’inizio sembrerà impossibile, ma poi vedrete che pian piano ci riuscirete, ma ricordatevi di non stancarvi mai di farlo, e quando riprendete l’attività ad inizio stagione vi dirà di quanto siete “arrugginiti”. Pag. 4 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela DIRETTRICE USCITA A 45° INGRESSO A 45° Figura 1. Inversioni di virata lungo una direttrice 1.2 IL CIRCUITO Anche in questa parte non desidero trattare le basi del circuito, siccome voi sarete già stati istruiti dai vostri istruttori e fiduciosamente letto libri sull’argomento. Le seguenti righe sono semplicemente informazioni pratiche e consigli. Prima di entrare nel vivo dell’argomento, mi piace dire qualcosa che suona come una strana affermazione: Il circuito è un esercizio di valutazione che non può venire insegnato… Allora come potete imparare? Il solo modo per poter imparare è quello di provare e ricavare esperienza dagli errori, provando in diverse condizioni e diverse direzioni. Il vostro istruttore vi assisterà in modo che voi acquistiate la capacità di tenere sotto controllo cose come: altezza, angolo e distanza dall’area di atterraggio designata. Il vostro istruttore vi lascerà commettere errori in sicurezza, il che può significare che non concluderete l’atterraggio dove avevate previsto, al primo tentativo. Ma dall’elaborazione di cosa è andato storto, lentamente costruirete le vostre capacità di valutazione su che cosa è giusto e su che cosa è sbagliato. Ricordatevi, che se all’inizio vi insegnavano di arrivare sul punto x (che poteva essere una costruzione, un incrocio, o qualunque altra cosa) ad una certa quota, smaltivate la quota ed entravate in sottovento con una certa quota, viravate in base sopra il punto y ad una certa quota ed in finale allineati alla pista, era per darvi delle indicazioni di valutazione, ma non fate l’errore di considerare quei punti sempre validi (situazioni meteo diverse) e neppure continuate ad usarli come facevate all’inizio perché se vi trovate a dover atterrare in un altro campo, o peggio, fare un atterraggio fuori campo, voi non avrete quei punti per impostare l’atterraggio!!! 1.2.1 VALUTAZIONE Allo scopo di poter valutare il circuito, vi serve sapere che cosa è il punto di mira per un circuito riuscito. Esso è importante per arrivare alla virata finale, allineato con la pista ad una quota giusta ed alla distanza giusta per quella quota. Non avendo un motore, dovrete mantenere un buon margine di sicurezza riguardo alla quota e distanza. Questo significa che se voi incontrate discendenza, potete ancora portare a termine un sicuro risultato. Per un aeroplano a motore il circuito ha una diversa importanza: quello di favorire un ordinato flusso di traffico intorno all’aeroporto. I vostri istruttori vi diranno di non usare l’altimetro in circuito. E c’è una buona ragione per questo. Il vostro altimetro è piuttosto inutile quando valutate un atterraggio fuori campo, dato che normalmente siete ignari sull’elevazione del campo scelto. Noi vogliamo insegnarvi ad atterrare in qualunque luogo con qualsiasi elevazione solo tramite la valutazione visiva. Voi potreste arguire che non avrete mai nessuna intenzione di fare un fuori campo. Io potrei controbattere a quello che dite, dicendo che: se volate in aliante abbastanza a lungo, un giorno, vi potreste trovare in una situazione dove non avete altra scelta! Così, senza l’uso dell’altimetro, valutate quando iniziare il circuito prendendo come riferimento la dimensione di cose conosciute al suolo (presumendo che esse siano allo stesso livello della pista), e nella stessa area d’atterraggio. Questa regola generale può venire perfezionata se vi abituate a visualizzare e misurare gli Pag. 5 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela angoli fra l’orizzonte ed il suolo, così per avere la certezza di avere la quota giusta dovreste vedere il vostro punto di mira, quando vi trovate al suo traverso, con un angolo di circa 20°. A questo punto incominciate porvi delle domande: “siamo alla distanza giusta per la quota che abbiamo? Il quadro che ci siamo fatti sembra buono?” – se abbiamo valutato a suo tempo bene i 20° per partire per l’atterraggio, non ci saranno problemi, la virata in base si imposta quando vediamo il punto di mira dietro di noi con un angolo compreso tra i 30 – 45° max. in presenza di nessun vento significativo – Non perdere mai di vista il punto di mira che vi siete imposti!!!! – per questa ragione non superare mai i 45° - “Siamo alla giusta quota per effettuare la virata in finale?” – a questo punto dovreste vedere il punto di mira con un angolo di circa 10°, cioè la metà di quando lo avete preso. ATTENZIONE: ripeto che questi valori sono validi in aria calma od in presenza di venti non significativi – . Ricordate che il punto di mira non è il punto di toccata! Esso è il punto dove infilate il muso del vostro aliante se non fate il raccordo!!!!! 1.2.2 VIRARE PRIMA Non bisogna avere vergogna nel virare prima od atterrare in un area alternata, se disponibile, in modo da mantenere le cose accurate e sicure. Una volta a terra intatti, c’è tempo di analizzare le ragioni del perché non si è potuto completare il circuito usuale. Queste potrebbero essere state: una quota iniziale valutata male, o semplicemente a causa di una discendenza. In ogni caso se vi accorgete che avete virato in base troppo presto, potete correggere l’errore effettuando la base non perpendicolarmente al prolungamento dell’asse pista, ma leggermente divergente al campo, ed incominciare ad impiegare i diruttori in modo da portarvi alla quota giusta per la virata finale. Non effettuate mai virate di 360° per perdere quota!!! 1.2.3 VENTO Spesso quando si inizia a pianificare un circuito dopo un volo di addestramento corto, è comodo assumere che il vento sia rimasto invariato da quando siete decollati. Molto spesso è vero, ma è pericoloso contrarne l’abitudine. Ricordate: assicuratevi sempre che il vento provenga da dove voi pensate che era, prima di decidere la vostra area d’atterraggio. Il controllo della manica a vento e, dove presente, l’informazione radio sul vento, è importante! E visto che abbiamo accennato al controllo della manica a vento, ricordo che l’effettuazione dei controlli relativi a tutte la fasi del volo, è vitale! 1.2.4 CAPACITA’ MINIMA Voi potete vedere l’esperto del club atterrare dopo un lunghissimo finale senza alcuna virata. Questo lascia nessun margine d’errore se l’energia (velocità e quota) è bassa. Quei piloti certamente avranno altre opzioni in mente – una è quella di atterrare in un campo prima di entrare in aeroporto! Voi dovete pianificare di effettuare una parte del braccio sottovento in modo da assicurarvi un buon avvicinamento. Se ritornate verso l’aeroporto con meno energia di quella pianificata, dovete revisionare la vostra pianificazione per mantenere le cose in sicurezza. A questo punto è meglio eseguire un avvicinamento diretto senza effettuare un circuito, ma dovete analizzare le ragioni che vi hanno spinto a fare questo, dopo l’atterraggio. ATTENZIONE: Prima o poi vi troverete senza altre possibilità! 1.2.5 GUARDARE FUORI Già precedentemente abbiamo parlato dell’importanza nel guardare fuori (para 1.1) e qua ne parliamo di nuovo – una buona osservazione esterna equivale ad una vita più sicura. Voi molto probabilmente state guardando l’aeroporto da parecchio, specialmente l’area d’atterraggio mentre pianificate il circuito. Ricordatevi anche di guardare il cielo intorno a voi, così spesso come guardate l’aeroporto. In particolare avrete un alto carico di lavoro nel tratto base ed nella virata finale, perché in queste aree di cielo ristrette, c’è un alto rischio di collidere contro altri se non li avete notati prima. Prima di virare in finale, osservare attentamente tutto intorno a voi! Dal momento che avete iniziato la virata in finale, concentratevi nell’eseguire la virata in modo accurato mantenendo una buona osservazione esterna. Ricordate: filo di lana al centro!!!! Quando l’area d’atterraggio compare davanti al vostro muso, allora concentratevi sull’allineamento e nel contrastare l’eventuale scarroccio dovuto a vento al traverso. 1.2.6 L’ALTEZZA DELLA VIRATA FINALE Il vostro istruttore vi dirà che dovreste virare in finale non sotto i 100 mt stimati sul terreno! Comunque, Pag. 6 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela se avete imparato a valutare gli angoli, vedrete che l’angolo con cui voi vedete il vostro punto di mira sarà circa la metà di quello che avevate valutato in sottovento, quando lo avevate preso. Ci sono un mucchio di buone ragioni legate alla sicurezza per questo – chiedetelo al vostro istruttore. C’è un'altra ragione per questo. Questo vi dà, come allievi, TEMPO quando incominciate i vostri controlli di avvicinamento ed atterraggio. (ed il tempo per fare le cose sembra non bastare mai quando si è allievi!!). Io quando sto istruendo, consiglio ai miei allievi di pianificare la virata in finale un po’ più alti di 100 mt. 150 mt non è una quota eccessiva, e ci da l’opportunità di virare un po’ più distante e dà il tempo per aprire i diruttori ed impostare la corretta velocità. Come si fa sapere che abbaiamo virato alla quota giusta? Questo viene con la capacità di valutazione, e questa nostra capacità la possiamo calibrare se vediamo il nostro punto di mira rimanere fermo sulla capottina. 1.2.7 L’IMPIEGO DEI DIRUTTORI IN CIRCUITO Le opinioni sull’impiego dei diruttori in circuito e nella virata finale si dividono. Personalmente penso che, essendo i diruttori un comando di volo, se voi avete la necessità di estrarli, estraeteli. Comunque, è essenziale che voi non prendiate l’abitudine di usare i diruttori prima o durante la virata in finale. Prima di aprire i diruttori, pensate: “..è veramente necessario buttare via energia qui?” Attenzione: i dispositivi per perdere quota per atterrare ce ne possono essere di diversi tipi: Negli alianti attuali sono comunemente impiegati i diruttori che creano una larga quantità di resistenza con una certa perdita di portanza ed è necessario un chiaro movimento a picchiare per mantenere la velocità. In alcuni alianti di legno e tela sono installati gli spoilers che hanno un effetto simile ma di debole efficacia e di solito causano un leggero movimento picchiante quando vengono aperti. In altri alianti è montato il flap/diruttore, che permette atterraggi ripidi e lenti, in questo caso prestare molta attenzione alla velocità perché la velocità indicata di stallo è minore di quella in configurazione pulita, e se siete lenti, nel chiuderli potete stallare!!!! 1.2.8 CONTROLLI IN CIRCUITO Non c’è niente come i controlli in sottovento per occupare la mente. Voi sarete già abbastanza impegnati a guardare fuori, far volare l’aliante, pianificare il vostro circuito senza doversi ricordare tutta un serie di controlli. Questo è il primo gradino da superare dove voi siete sottoposti a stress/fatica. E’ il primo gradino che dovete superare e che fa alzare la vostra asticella sulla vostra capacità di reagire in questa situazione. Quindi è essenziale entrare in un ordine mentale di controllare che l’aliante sia preparato per l’atterraggio prima di iniziare il sottovento. Non sottovalutate questa fase, ricordate che i controlli sono vitali, se vi accade di dimenticarli, fatevi una ragione perché la prossima volta non accada più, se invece prendete questo brutto vizio, ricordate che non andrete lontano…. Eseguire un circuito corretto è piuttosto come essere un brillante musicista. L’interpretazione di una persona è diversa da quella di un'altra. In assoluto non c’è nessun “circuito perfetto”. C’è solo un buon circuito, quello che termina con un sicuro atterraggio – preferibilmente in aeroporto! 1.3 L’AVVICINAMENTO L’effettuare un avvicinamento ed un atterraggio corretto può portare ad una soddisfacente conclusione del volo, ma troppo spesso diventa semplicemente un mezzo per riportare al suolo l’aeroplano. Ancora oggi personalmente trovo che un bel avvicinamento ed atterraggio eseguito in modo sicuro, fermandomi proprio dove volevo senza usare eccessivamente il freno sulla ruota sia un’ esperienza delle più piacevoli. Io la trovo piacevole perché farlo bene è DIFFICILE!!! Quanto mi piacerebbe che ogni pilota che legge queste righe si ponesse queste quattro domande dopo il prossimo volo: • Sono atterrato dove volevo? • Quanto diruttore ho impiegato; era il finale troppo piatto o troppo ripido? • Mi sono avvicinato troppo agli ostacoli al suolo? • Ho mantenuto la corretta la velocità fino alla richiamata? Pag. 7 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela 1.3.1 PUNTO DI MIRA Ci sono molti libri che spiegano che cosa è e come si usa il punto di mira. Qui lasciatemi dire solo come posizionarlo in modo sicuro. Posizionate il vostro punto di mira in modo tale che un atterraggio lungo o corto si concluda più con un auto-rimprovero che con un crash. C’è un mucchio di incidenti dove un prato bagnato od un vento meno intenso di quanto il pilota pensava hanno portato il pilota collidere contro qualcosa. Se voi scegliete di fermarvi davanti al vostro carrello, prendete il vostro punto di mira in modo tale che dovrete solamente rullare un po’ oltre (e non finirci dentro), nel caso che arriviate un po’ lunghi. Parimenti – non pianificate il vostro avvicinamento troppo vicino ad ostacoli. E’ molto difficile valutare la distanza laterale, e cosa impedisce che vi fermate contro qualcuno che guida o cammina entro la vostra traiettoria non visto perché era nascosto dal vostro carrello? Ora stabilite dove volete che l’aliante si fermi e, da quel punto, calcolate dove mettere il punto di mira. Usando la vostra conoscenza dell’aliante e quali condizioni influenzano le sue prestazioni di avvicinamento ed atterraggio (pendenza del campo, direzione ed intensità del vento, velocità al suolo, efficacia dei diruttori, freno sulla ruota/pattini, superficie) valutate: • quanto andrà lontano l’aliante una volta al suolo? • quanto volerà ancora l’aliante in effetto suolo effettuato il raccordo? La tecnica del punto di mira funziona solo quando velocità ed assetto dell’aliante sono stabili. Se desiderate accelerare abbassando leggermente il muso, ad esempio, il punto di mira si sposterà verso l’alto sulla capottina mentre abbassate il muso. Questo non necessariamente significa che andrete lunghi. Aspettate che velocità ed assetto si stabilizzino prima di controllare lo spostamento del punto di mira. Ricordate che a noi interessa il suo spostamento – non la posizione. 1.3.2 CONTROLLO DELLA VELOCITA’ Gli istruttori parlano sempre sul controllo della velocità durante l’avvicinamento, ma perché? La velocità è una misura di energia – energia cinetica. Infatti questa energia è pari al quadrato della velocità così se voi raddoppiate la velocità, essa diventerà quadrupla. Per questa ragione qualche chilometro in più fa una grossa differenza per quanto và lontano l’aliante galleggiando in effetto suolo dopo il raccordo. Se la velocità è bassa, il maggior problema è quello che durante l’avvicinamento voi vi avvicinate allo stallo. Anche solo avvicinarsi alla velocità di stallo è brutto, perché una volta vicini, la resistenza indotta aumenta in modo esagerato, rallentandovi ancora di più, ed incrementa la resistenza…..IMMAGINATEVI UN PO’ IL RISULTATO!!! Così qual è la velocità da selezionare per l’avvicinamento? Ci sono così tante variabili, come i tipi di aliante, la conformazione dell’aeroporto, le condizioni meteo (tanto per dirne una: ad Aosta in certe condizioni di vento l’avvicinamento lo si faceva a 150 km/h) che è impossibile dettare una regola. La corretta velocità è di solito ricavata dall’esperienza e dal Manuale di Volo dell’aliante. Comunque state attenti – il Manuale di Volo può fornire la velocità minima per la richiamata; l’esperienza suggerisce che questa è spesso troppo bassa anche nelle migliori condizioni perché non vi lascia alcuna quantità di energia di riserva. Il miglior modo di agire è quello di avere una lunga chiacchierata con un istruttore esperto…. E’ quasi impossibile mantenere completamente un’accurata velocità in una giornata turbolenta – a voi necessita mantenere un certo margine – ma c’è la necessità di essere fermi come una roccia verso il limite inferiore in modo da non permettere mai alla velocità di scendere sotto. Così voi potrete dire quando criticate il vostro avvicinamento che:”c’è un po’ di vento, così imposto 110 Km/h, 100Km/h è assolutamente la velocità minima, e 120 Km/h è un pò troppo.” 1.3.3 REGOLAZIONE DEI DIRUTTORI I vostri istruttori vi hanno spinto ad impiegare solo da 1/2 diruttori a 2/3 durante l’avvicinamento. E’ importante capire che questo è uno scopo; non un esigenza. Se voi pensate che il gradiente del vento sia più forte negli ultimi 30 mt di quello supposto, oppure incontrate discendenza durante l’avvicinamento, allora Pag. 8 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela dovete ridurre l’estensione dei diruttori, e nel dubbio, chiudeteli. Non dimenticate una cosa fondamentale – voi non avete un motore, di conseguenza avete solo una chance. La peggior cosa da superare è sprofondare verso una siepe od alberi o qualunque cosa che è sulla vostra soglia pista alla velocità di stallo. Se ad ogni avvicinamento impiegate molto poco diruttore, specialmente alla fine del medesimo, vuol dire che state impiegando una tecnica sbagliata. Essa è sbagliata perché vi lascia in mano solo poca energia di riserva per affrontare discendenza od altri fenomeni meteorologici che richiedono energia per superarli; pensate a quanto siete vicini al suolo in un avvicinamento piatto rispetto ad uno ripido. Di contro, se abitualmente impiegate la completa, o quasi, estensione dei diruttori ad ogni avvicinamento, un giorno potrete trovarvi ad infilarvi dentro una siepe durante un atterraggio in campo. Voi dovete impratichirvi ad usare il giusto equilibrio. Gli istruttori vi hanno insegnato di impiegare i diruttori per controllare l’angolo di discesa e l’elevatore per controllare la velocità. Di conseguenza, se la velocità è pericolosamente bassa vicino al suolo, dovete ridurre la loro estensione o chiuderli completamente, per permettere all’aliante di accelerare più facilmente. Fate attenzione di non usare questa “tecnica” ad ogni avvicinamento. Se questo avviene vuol dire che avete fatto qualcosa di sbagliato prima dell’avvicinamento. Se vi trovate ad eseguire il raccordo con una piccola quantità di diruttore, il rischio di innescare PIO (Pilot Induced Oscillation – Oscillazioni indotte dal pilota) è alto. Raccordate e mantenete (questo prenderà parecchio tempo) ed una volta che l’aliante è al suolo, estrarre completamente i diruttori per impedirgli di decollare di nuovo. Se state effettuando un atterraggio in un campo e la siepe sopravento appare minacciosa, non avete altra possibilità che aprire i diruttori durante il raccordo. Voi dovete eseguire la manovra in modo dolce, perché in caso contrario, vi troverete ad effettuare un atterraggio pesante. Ricordatevi di non “giocare” con i diruttori, aprendoli e chiudendoli, perché questo fa cambiare l’assetto, e di conseguenza la velocità. 1.3.4 UN ESEMPIO DI AVVICINAMENTO Così vediamo un avvicinamento ed analizziamolo nelle sue fasi. Ipotizziamo una giornata con turbolenza e vento, ma volabile, di conseguenza scegliamo effettuare l’avvicinamento a 110 Km/h con un minimo di 100 Km/h. Effettuiamo il circuito assicurandoci di effettuare la virata in finale nel punto corretto per il vento presente. Diamo un accurata occhiata tutto intorno prima di effettuare la virata in finale mentre controlliamo il nostro punto di mira. Controlliamo la velocità – è scesa a 105 km/h – abbassiamo il muso per riprendere il corretto valore di 110 km/h. Velocità ed assetto sono costanti – cosa succede al punto di mira? Bene – si sta muovendo leggermente verso il basso sulla capottina; stiamo andando lunghi senza diruttori (se esso è fermo; o se più verosimilmente esso si muove verso l’alto sulla capottina; necessità controllare le opzioni di atterrare corti; abbiamo pianificato il nostro circuito molto male). Valutiamo allora quando aprire i diruttori..…Appena un altro secondo o due,…..Ora! Apriamo i diruttori per 2/3 della loro completa estensione mentre abbassiamo il muso per compensare la resistenza extra. Bene – la velocità e la pendenza sono stabilizzate così possiamo controllare lo spostamento del punto di mira. Seccatura – si sta muovendo verso l’alto sulla capottina, stiamo andando corti. Chiudiamo un po’ i diruttori e solleviamo leggermente su il muso per mantenere la velocità costante. Cosa sta facendo ora il punto di mira? Continua a muoversi verso l’alto ma più lentamente, così chiudiamo ancora un po’ i diruttori mentre manteniamo la velocità, e controlliamo quanto diruttore abbiamo fuori – quasi niente, così questo ci condurrà ad un avvicinamento piatto in una giornata di vento forte - non è cosa vogliamo! Noi oggi abbiamo valutato male la parte iniziale di questo avvicinamento, così chiudiamo completamente i diruttori per permetterci di effettuare un avvicinamento più ripido più vicini al suolo. Ahh, così va meglio – velocità ancora buona. Ora stiamo per finire la quota, togliamo gli occhi dal punto di mira e velocità, e ci Pag. 9 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela concentriamo sul raccordo guardando lontano. Considerazioni: ricordatevi che più il vento è forte, più vicino alla soglia pista si deve effettuare la virata in base, maggiore deve essere la quota e più alta la velocità, solo così potete fare un avvicinamento ripido in sicurezza. Cosa abbiamo imparato da questo avvicinamento? • Che inizialmente abbiamo valutato male quando aprire i diruttori. • Che abbiamo mantenuto e controllato in modo sicuro la velocità. • Che abbiamo corretto l’iniziale errore di valutazione ed eseguito un avvicinamento più ripido vicino al suolo. • Che la prossima volta su quell’aliante ed in quelle condizioni, noi dobbiamo aspettare un po’ di più prima di aprire i diruttori. • Che il controllo dell’avvicinamento è difficile da eseguire bene e richiede al pilota auto critica e pratica! 1.3.5 LA TOCCATA E LA CORSA D’ARRESTO Questa è una fase delicata che, se non svolta correttamente, può portare a danni, e non solo in fuori campo, ma anche atterrando in aeroporto. Ricordate che l’aliante deve toccare con la minima energia possibile, cioè velocità, con il muso leggermente alto sull’orizzonte. Addestratevi a fare questo sul vostro aeroporto, cioè in ambiente noto, tutte le volte che andate in volo. Così facendo la corsa d’arresto sarà breve e non si corre il rischio di rimbalzare per poi impattare con il muso. Questo accade perché al momento della toccata avete ancora notevole energia, con un assetto che fa sì che le ali siano ancora molto portanti, l’urto tenderà a farvi andare avanti con la cloche, inoltre avrete la tendenza a chiudere i diruttori peggiorando la situazione. Ricordate: quando l’aliante tocca il suolo sui due punti (coda e ruota principale) ha un assetto cabrato con l’angolo d’incidenza vicino a quello critico ed offre molta resistenza, di conseguenza avrà una velocità piuttosto bassa; voi dovete semplicemente mantenere la cloche a cabrare, diruttori tutti fuori e mantenere la direzione con la pedaliera. E’ molto importante che vi addestrate a fare ciò, perché un atterraggio fuori campo può essere sempre in agguato. 1.4 CARICO DI LAVORO/STRESS E’ SORPRENDENTE QUANTI PILOTI, QUANDO SONO SOTTO STRESS, VIRANO DERAPATI (con il filo di lana diretto all’interno della virata!) ED UN EGUALE SORPRENDENTE PROPORZIONE PERMETTE ALLA VELOCITA’ DI SCENDERE. 1.4.1 INTRODUZIONE Quali sono gli elementi comuni che portano il pilota ad essere fortemente caricato/stressato? Ce ne sono a dozzine! Sfortunatamente non tutte le volte ci accorgiamo di trovarci in questa situazione, così siamo particolarmente vulnerabili agli incidenti. 1.4.2 ESEMPIO Come possiamo evitare questi incidenti? Lasciatemi iniziare raccontandovi una storia. Essa non è una storia vera, ma volendo scommettere molti piloti si sono trovati in una situazione non molto diversa. Date un occhiata agli asterischi e pensate su come avreste agito voi, poi leggetela: “Un pilota effettua un traino basso e tenta di veleggiare un po’ distante sottovento all’aeroporto. La salita non lavora, così riprende il volo orizzontale per ritornare all’aeroporto. Ha appena la quota sufficiente per ritornare e realizza che ci sono limitate opzioni di campi atterrabili tra lui e l’aeroporto. C’è un bel campo di stoppie più lontano dal sottovento – via verso casa. * Bene – potrebbe probabilmente infilarsi in uno dei piccoli prati sulla strada verso casa, ma essi potrebbero avere i raccolti piuttosto alti in questa stagione dell’anno. * Ma chi se ne frega – vada per quelli in qualsiasi modo. Fortunatamente l’aria è ok sulla strada verso casa, così arriva basso ma arriva. Davanti c’è una pista che è sicura per l’atterraggio, ma è dalla parte opposta all’attività e di dove c’è il carrello. Questo richiederà poi un mucchio di tempo nel camminare per andare prendere la macchina con l’attrezzatura per rimorchiare l’aliante – potrebbe appena infilarsi in un circuito più stretto rispetto a quello normale ed atterrare più vicino alle proprie cose. Pag. 10 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela *Ma chi se ne frega – vada per quello, non si sente così basso…..Oops ora lo è per davvero dopo aver passato una discendenza, ma virare per entrare subito, sembrerà veramente stupido e bloccherà le operazioni di decollo. *Ma chi se ne frega – si sente il migliore. Sbalordisce girando la virata in finale a 30 mt ed atterrando vicino alla linea dei carrelli. Grande! 1.4.3 ANALISI Come vi sentite? Bene? O vi sentite leggermente “sciocchi” per i rischi presi abusando un po’ troppo delle vostre capacità? Avevate controllato il filo di lana e la velocità nell’eseguire quelle ultime virate, o vi eravate fissati ad osservare fuori sotto l’ala il mondo che passava sibilando molto vicino? Questo è il modo di come avvengono gli incidenti dovuti a stallo e vite, ma a noi tutti è capitato questo od abbiamo visto altri in simili circostanze – vero? Diamo un’altra occhiata allo scenario di cui sopra. Come potreste evitare l’ovvia situazione rischiosa? Voi dovreste chiedervi in primo luogo “quante sono le possibilità che io possa planare indietro con una quota di scorta sufficiente?”. Se la risposta è 50/50, allora potreste chiedervi “quante sono le possibilità di essere in grado effettuare un atterraggio corto fuori campo con successo?”. Anche queste potrebbero essere 50/50. Così se aggiungete ambedue i rischi troverete che c’è una buona possibilità di rompere l’aliante e forse crearvi dei danni fisici. Se prendete la medesima decisione del pilota di cui sopra, diciamo 10 volte nella vostra carriera di volovelisti, vi metterete nella situazione di rompere più di un aliante. Perché non imparare dagli errori degli altri e cercare un bel prato e bersi una birra mentre si aspetta il recupero? Questo non dovrebbe essere un recupero lungo in ogni caso! Vi eviterete allora di prendere tutte le altre decisioni e spaventi che in ogni caso potrebbero capitarvi se decideste di proseguire. Se invece voi decideste di andare avanti, non andate oltre. Atterrate in aeroporto appena possibile, tirate un sospiro di sollievo e incominciate a camminare! 1.4.4 EVITARE FORME DI AFFATICAMENTO (O PEGGIO) Date un occhiata ai seguenti punti per vedere come evitare di diventare il prossimo pilota incidentato: • Cercare di pianificare il vostro volo in modo tale da non venire distratti nel far volare l’aliante in modo accurato od in caso contrario sarete così sovraccaricati e venite meno dall’accorgervi che state per stallare od entrare in vite! Come potete fare questo? Bene! – alcuni di voi possono aver sentito un piccolo detto in aviazione: Il pilota superiore impiega la sua capacità di giudizio superiore per evitare quelle situazioni che richiedono le sue superiori capacità. Questa non è la classica pianificazione mentre si è a terra – questo è in volo per evitare lo stress. Voi potete anche chiamare questo volare in modo difensivo. • Se vi necessita impiegare capacità superiori malgrado la pianificazione fatta con cura: le possedete? Quando sotto pressione è bene sapere che le capacità di pilotaggio si deteriorano. State controllando la vostra coordinazione? E la velocità? Un sorprendente numero di piloti effettuano virate derapate (danno troppo piede) quando sono stressati. Un eguale sorprendente proporzione permette alla velocità di scendere lentamente quando diventa alto il carico di lavoro. Se non siete sicuri, cercate l’opinione di un istruttore – loro saranno in grado di fornirvi esercizi in grado di migliorare il vostro pilotaggio basico. • Io so cosa state pensando: “come faccio a non riconoscere che sto per stallare ed entrare in vite? – E’ ovvio”. Bene a me è successo e posso dire che non è ovvio quando avete fatto confusione e state cercando di girare una virata in finale dentro un campo piccolo. Posso dirvi perché essendo stato vicino ad entrare in vite. Mi sono salvato perché ero addestrato a stalli e viti con il mio aliante. Tutto quello che dovetti fare fu rilasciare la pressione indietro sulla cloche e dare più inclinazione. Ma ci sono andato vicino. Ricordatevi di non contraddire mai un comando in volo, così non entrerete mai in vite (…ricordate: L’aliante vi parla, ascoltatelo). Se voi possedete un aliante che non è approvato a fare la vite, cosa si deve fare? Imparate a sentire i sintomi portandolo fino al punto di far cadere un ala e rimettetelo spostando in avanti la cloche. In questo modo imparate a conoscere il suo comportamento, e nel caso che un giorno vi servisse un qualcosa di più, voi saprete riconoscere i sintomi di una situazione pericolosa e saprete come comportarvi. 1.5 RIUSCIRE AD ALLONTANARSI….. Non sempre è facile allontanarsi dopo uno sgancio basso. Queste righe forniscono alcuni consigli preziosi. Pag. 11 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Certamente voi avete ascoltato un pilota del club atterrato dopo uno sgancio basso raccontare che c’erano soltanto discendenze. Avete visto in precedenza un pilota effettuare uno sgancio basso in un pomeriggio di una buona giornata ed atterrare appena dopo e, totalmente incavolato, fare i bagagli ed andare a casa avendo avuto una giornata di m….? Dopo tutto il cielo sembra fantastico – loro devono essere completamente incompetenti per fallire l’aggancio in un giorno come questo!. Il fatto è che questa è una cosa molto difficile da fare, specialmente se sono state date qua e la alcune idee sbagliate. Io cercherò di darvi alcune idee che ho raccolto negli anni. 1.5.1 ALCUNI PRESUPPOSTI CHIAVE RIGUARDO LE TERMICHE • Planando verso una termica aspettarvi discendenza, e poi aria turbolenta. Però alcune volte non è così. • Se a metà pomeriggio di una giornata che sembra minacciare temporale, con una base nube a 1500 mt, è piuttosto verosimile che la termica sotto la nube non parta dal terreno, specialmente se la nube è grossa e matura. Questo significa che qualche volta, trovandovi sugli 800 ÷ 1000 mt sotto la nube, non trovate alcuna ascendenza. Quando siete bassi, come in questa situazione, è meglio osservare un buon innesco al sole vicino all’aeroporto, oltre che le nubi. Voi dovreste conoscere i buoni inneschi intorno al vostro aeroporto, in caso contrario chiedete ai piloti più esperti. • Se guardate in alto verso l’avanti, diciamo sui 70°, il punto dall’aspetto più promettente della nube e siete a 1200 mt, voi siete effettivamente (se il mio calcolo è corretto) a solo 450 mt distante dal punto osservato – e per osservare 70° verso l’alto, dovete tirarlo su di un bel po’ il vostro collo!! Il guardare verticalmente verso l’alto richiede un certo sforzo, ma è essenziale se dovete identificare la vostra posizione sotto la nube. E’ assai comune che i piloti guardino verso l’alto (non sufficientemente) e credere di essere sotto il punto scuro della nube quando invece sono ancora chilometri (va bene ho esagerato – centinaia di metri) lontani da esso! • Quando un’ala si solleva, virate leggermente più avanti da quella parte, molto probabilmente troverete il valore migliore (o minor discendenza) di quello che trovereste virando dalla parte opposta. Sempre “andare contro” a qualunque influenza esterna che faccia sollevare un’ala. • Non virate nella fascia di turbolenza che causa una repentina ed elevata indicazione istantanea sul variometro, ma non veritiera. E’ facile finire di volare in discendenza a causa di uno qualunque o più fattori menzionati sopra. Considerate la Figura 2 sottostante. Effettuate uno sgancio a 400 mt. Planate dritti verso la nube n° 1 ed incontrate discendenza, la cosa giustamente vi secca nel caso di tornare indietro verso il circuito, così state già incominciando a pensare di volare verso la nube n° 2; questa deve essere meglio di tutte vista la discendenza sotto questa qua! Guardate verso l’alto (ma non a sufficienza) per controllare di essere sotto la nube – ci siete. Guardate di nuovo verso il basso e vi accorgete che non avete le ali in piano ma state virando lentamente verso la nube n° 2. Ah bene, pensate, cercherò poi sotto quella. Avvicinandosi alla seconda nube guardate verso l’alto, e vi accorgete ora che siete a 300 mt – ancora tutto in discendenza! Accostate pian piano verso la terza nube, ma vi accorgete che state arrivando al punto di essere troppo bassi per effettuare il circuito, così cercate senza determinazione – guardate su – siete sotto la nube, ancora discendenza – allora andate verso il circuito, così vi concentrate meglio per l’atterraggio……. Pag. 12 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Nube n° 1 Nube n° 2 Ascendenza Discendenza Ascendenza Discendenza Vento Nube n° 3 Ascendenza Discendenza Figura 2. “Vagabondare” sotto le termiche 1.5.2 CHE COSA SI PUO’ FARE PER EVITARE I PROBLEMI PSICOLOGICI E FISICI INCONTRATI SOPRA? • Non attendete i giorni con base nube alta, cercate sempre buone ascendenze sotto nubi mature, anche se un vostro amico sta salendo bene qualche centinaio di metri, od in alcuni casi solo decine di metri più alto da qualche altra parte. • Di contro, specialmente se siete più vicini al terreno che alla base nube, ricercare gli inneschi sul terreno, valutando il vento . Vi è mai capitato di sperimentare un soffione di una ascendenza come virate in finale sul vostro aeroporto – dopo tutta quella discendenza incontrata durante il volo? Anche i campi in erba sono spesso gentili quando ben drenati paragonati con la campagna circostante. Altri inneschi possono includere (ma non limitatamente a quelli) bordi di laghi, boschi nel pomeriggio, parcheggi, campi marroni (specialmente con macchinari agricoli operanti), intersezioni di autostrade, bordi delle città, hangars, zone industriali, ecc. • Attendersi discendenza e turbolenza che circonda LA MAGGIOR PARTE del cuore delle termiche. • Se voi sentite un intenso colpo e nello stesso tempo il vario mostra un valore positivo, questo è dovuto probabilmente da una raffica orizzontale. Ignoratela, continuate a volare ed aspettate un moderato sollevamento SEGUITO da un indicazione di salita sul variometro (c’è tutta una teoria dietro questo – che ha rapporto con l’energia totale, ma non è il soggetto di queste righe). • Guardate VERTICALMENTE verso l’alto. Assicuratevi che siate sotto il migliore punto osservato della nube. (Non dimenticate di tenere un occhio fuori per altri alianti anche guardando verticalmente verso l’alto). • Virare sempre verso l’ala che si solleva – anche solo per qualche grado se non vi aspettate ancora l’ascendenza. Avrete maggiori possibilità di trovare il nocciolo. Pag. 13 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela • Se volate attraverso della discendenza nella vostra ricerca di una termica, ricordate dove essa si trova per non volarci di nuovo attraverso se non avete trovato – la discendenza sfortunatamente dura qualche minuto! • Ricordate che la ricerca per prima cosa deve sempre avvenire sopravento. • Pianificate al suolo, ma non fatevi condizionare da esso. Il cielo può sembrare molto diverso dall’estremità del cavo. Puntate l’aliante nella richiesta direzione una volta sganciato. Un – 2 m/s di discendenza possono rubarvi una quantità di quota se siete occupati a regolare il trim, retrarre il carrello, settare il computer mentre volate nella direzione opposta di dove vi aspettate l’ascendenza! • Sopra qualsiasi cosa non dimenticate la vostra consapevolezza – conoscete la vostra posizione riferita all’aeroporto e ricordate che se volate attraverso una grossa estesa discendenza per andare via, voi potete doverci volare attraverso di nuovo nella via di ritorno! Se non potete pensare ad ogni cosa nel modo migliore, cercate appena in sottovento all’aeroporto (naturalmente ad una quota e distanza ragionevole). 1.6 OBBIETTIVI…E CONSIGLI Nelle due Appendici che seguono sono stati inseriti due temi di 50 km in triangolo riferiti alla prova di distanza per l’insegna del “C” d’Argento. Questo è il vostro primo obiettivo che vi farà mettere in pratica tutto quello che avete appreso e maturato fino ad ora. Vi ricordo che l’insegna del “C” d’Argento si compone di tre prove: la distanza di 50 km tra due punti, un guadagno di quota di 1000 metri (dalla quota di sgancio), ed un volo di durata di almeno 5 ore. Due di queste prove possono venire effettuate durante un singolo volo. Al conseguimento dell’insegna del “C” d’Argento ne seguono altre, quella d’Oro, i tre Diamanti ed il Diploma dei 1000 km. Ora per conquistare l’insegna d’Oro bisogna eseguire un volo di 300 km, un guadagno di quota di 3000 mt ed un volo di 5 ore, anche qui due prove possono venire effettuate durante un singolo volo. Come potete vedere c’è una notevole differenza tra fare un volo di 100 km per il “C” d’Argento ed un volo di 300 km per l’Oro. Non è sensato il pensare di farlo appena dopo. Voi dovete imparare a conoscere il territorio, i punti d’innesco delle termiche, i punti atterrabili, ed aver maturato la capacità di poter effettuare voli di circa 6 ore senza trovarvi completamente esauriti. Quindi vi consiglio di pianificare il percorso dei 300 km sulla carta, poi su quella direttrice incominciare a fare voli di 150 km all’inizio e poi aumentare progressivamente la distanza fino al traguardo dei 300 km. Così avete modo di conoscere il territorio e la sua meteorologia, e soprattutto incrementare la vostra capacità psico/fisica per effettuare voli di notevole durata. Così l’avventura continua………ma questa è un'altra storia…… Pag. 14 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela APPENDICI A1: Tema dei 50 km – prova di distanza per insegna “C” d’Argento A2: Tema dei 50 km alternativo in presenza di vento da sud Pag. A-1 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela TEMA: Novi ► Voghera (aeroporto) ► Acqui Terme (città) ► Novi km tot.: 106,4 Lato valido per la prova di distanza del “C” d’Argento: Voghera (aeroporto) ► Acqui Terme (città) km: 52.7 per 235° Efficienza considerata: 20 Plafond considerato: 1.500 mt QNH NOTA - La sequenza dei piloni è fatta da nord/est verso sud/ovest per volare lungo il percorso del sole nel tratto più lungo. - Nulla vieta di farlo in direzione contraria, se al mattino si nota che le condizioni promettono meglio a sud/ovest. In questo caso attenzione a quando caricate il tema nell’inserire la corretta sequenza dei piloni. Preparazione: Studiare il percorso a tavolino e mentre si prepara la carta, memorizzare alcuni punti caratteristici lungo il percorso facilmente riconoscibili. Carta geografica con orografia evidente, scala 1:200.000 (Touring Club od affini) preparata come segue: - cerchi concentrici distanziati di 10 km con centro su Novi - applicare goniometro adesivo su Novi e prolungare le radiali fondamentali 360°/180°, 45°/225°, 90°/270° e 135°/315° - evidenziare le aviosuperfici - piegare la carta in modo che la zona interessata sia di facile consultazione - delle aviosuperfici preparare un semplice libretto scaricando dall’Avio Portolano i dati (fogli in formato A5) Logger: - caricare: il nome del pilota, l’aliante ed il tema GPS/Palmare/Computer: - dovranno venire utilizzati il meno possibile ma dato che uno scopo del volo è di imparare a navigare con la carta , in ogni caso, dello strumento che impiegate dovete avere una buona conoscenza, impostato correttamente in modo da “pistolare” il meno possibile in volo. Pag. A-2 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Svolgimento: 1) presumiamo una giornata con: a) vento assente, o leggera brezza dai quadranti settentrionali, b) cumuli, più o meno sviluppati, all’inizio sui 1.300 mt QNH e che durante la giornata si alzano sui 1.600/1.700 mt QNH, c) uno sgancio a 600 mt (QFE) sulle colline a sud di Novi, o nei pressi. 2) si fa la massima quota, diciamo sui 1.200/1.300 mt QNH guardando il cielo verso Voghera. A questo punto possiamo avere due possibilità in funzione di quello che vediamo davanti: la strada lungo le colline o la strada lungo la pianura. NOTA Attenzione a non fare deviazioni di rotta superiori a 20° 2a) Pianura, verso Tortona: i) con 1300 mt QNH punt6iamo verso Tortona seguendo in grandi linee l’autostrada verso Nord puntando i cumuli. ii) Possiamo spendere 300 mt di quota in planata prima di trovare un'altra ascendenza, cioè facciamo 6 km e dovremo trovarci dalle parti di Corti di Villa dove dovremo di nuovo salire. iii) Se non troviamo nulla nei paraggi si torna indietro, se si risale di nuovo sui 1300/1400 mt QNH si punta verso Tortona/cumuli davanti. Se si vedono chiari indizi di ascendenza (cumuli) possiamo spendere 500 mt, pari a 10 km, prima di trovare un’ascendenza (avremo circa 600/700 mt sul terreno a circa 12 km da Novi ed a circa 5 Km dall’aviosuperficie di Tortona). iv) Risaliamo a 1300/1400 mt QNH. Se non si risale si va sulla aviosuperficie di Tortona. v) A questo punto si dovrà piegare a destra sui 60° per andare sull’aeroporto di Voghera, che sarà a circa 12,5 km. Possiamo spendere 500 mt in planata prima di doverci fermare a fare il pieno e dovremo trovarci dalle parti di Casalnoceto. vi) Si fa la massima, e visto che siamo andati avanti con la giornata, supponiamo ora un plafond di 1500/1600mt QNH, e si parte a girare l’aeroporto che dista circa 6-7 km NOTA DI SICUREZZA Porre molta attenzione nella navigazione nella zona collinare, le colline sono alte sui 400/500 mt, ma non sottovalutatele. I sottoventi possono essere molto intensi 2b) Colline, verso Voghera: i) con 1300 mt QNH puntiamo verso Cassano che disterà circa 6-7 km dove si dovrà arrivare con 900/100mt QNH minimo per poter tornare indietro se non si trova nulla. Qui si deve fare la massima quota, facendo attenzione che ora l’elevazione del terreno aumenta ma facendo anche salire il plafond. Supponiamo di fare 1500 mt QNH. ii) Al top guardiamo avanti per decidere se costeggiare le colline od andare in rotta. La scelta deve venire fatta osservando attentamente il cielo davanti. La presenza di cumuli ben formati con base piatta ci deve guidare nella scelta. iii) se scegliamo di andare in rotta, sui 30°, abbiamo l’aeroporto di Vohera a 22 km. Di conseguenza, dalle parti di Cerreto Grue, circa 10 km in rotta, prima di attraversare la valle che porta al Monte Ceselli, bisogna fare di nuovo la massima, supponiamo di nuovo 1500 mt QNH. NOTA DI SICUREZZA In questa zona siamo a 10 km dall’aviosuperficie di Tortona, 11 km dall’aeroporto di Voghera e 15 km dall’aeroporto di Novi Pag. A-3 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela iv) Attraversiamo la valle e puntiamo sul monte Ceselli che è alto sui 470 mt e Volpedo dove dovremo trovare l’ultima termica prima dell’aeroporto di Voghera e girarlo. Il logger ci indicherà quando giriamo il pilone di partenza v) Se scegliamo di andare lungo le collin eci comporteremo come per il percorso pianificato per la pianura. 3) Girato il pilone dell’aeroporto di Voghera si deve andare ad Acqui Terme. Il primo pezzo di ritorno fino a Novi è il percorso inverso fatto dalla pianura per arrivare a Voghera. Si devono fare le stesse termiche. 4) Giunti a Novi, sulle colline a sud della città, dobbiamo rifare 1500mt o più su il plafond si è alzato. Acqui Terme dista 22 km per 250° circa.. lungo questa rotta dobbiamo individuare i cumuli migliori, ce ne serve uno sull’autostrada per Genova (10 km da Novi, 6 km dall’aviosuperficie di Francavilla Bisio e 2-3 km dall’aviosuperficie Mantovana)), uno sul fiume Bormida. NOTA DI SICUREZZA Sul Bormida si è in completa sicurezza perchè si è a 20 km da Novi e quasi sopra all’aviosuperficie di Acqui. 5) In questa zona si deve rifare di nuovo almeno 1500 mt. Memorizzare la posizione della termica ed andare a girare il pilone di Acqui città. Il loggger ci dirà quando siamo sul pilone, a questo punto rotta di rientro puntando l’ultima ascendenza fatta. 6) Sulla termica precedente si rifarà la massima quota, che se è 1500 mt o più ci permette di tornare a casa in planata con la quota per fare il circuito. In caso contrario rifate la strada dell’andata con le relative termiche. NOTA DI SICUREZZA Non eseguire mai planate con ingresso a zero sul campo. Rischiate di spiaccicarvi la faccia su un condominio!!!! . Pag. A-4 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Pag. A-5 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Pag. A-6 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Parte 2. Premessa. Nella prima parte di questo quaderno abbiamo parlato di come crescere volovelisticamente, ponendosi degli obiettivi, e volando. Ma quando sopraggiunge la cattiva stagione, tardo autunno/inverno, viene difficile volare, cosa fare? Noi non andiamo in letargo come gli orsi, quindi sfruttiamo questo periodo morto, volovelisticamente parlando, per prepararsi alla prossima stagione. Se in questo periodo vi impigrite, tutto quello che avete acquisito nell’anno precedente rischia di andare perso, quindi su con il morale e vediamo come comportarci. La stagione morta può contribuire lo stesso ad espandere il vostro pensiero e le vostre conoscenze nel campo del volo a vela. Attenzione al seguente paragrafo, perché purtroppo è una triste realtà, e lo metto davanti all’argomento che andremo poi a trattare come un WARNING. 2.1 ESSERE PREPARATI, CIOE’ NON DIVENTARE IL PROSSIMO NUMERO DI UNA STATISTICA….. . Ogni anno, all’inizio della stagione, una decina di piloti decollano con un aliante che non è pronto per volare! Fortunatamente molti casi si sono conclusi con nessun o quasi danni per l’aliante. Sfortunatamente, nella maggior parte degli anni, qualcuno si faceva anche male. Le cause principali sono relativamente molto semplici, esempio: • Al montaggio: sbagliare a collegare un componente, od un comando, correttamente. • Ispezione giornaliera: cose vitali non controllate od omesse completamente. • Controllo positivo dei comandi: eseguito in modo non corretto od omesso completamente. • Controlli pre-decollo: capottina o diruttori non bloccati, zavorra non assicurata. • Atterraggi con carrello retratto. Molti alianti moderni hanno le connessioni automatiche per i comandi; questo non pone il pilota al riparo da sbagliare nell’assicurare le ali od il piano di coda. Problemi con ali, piano di coda, o l’elevatore sono una delle principali ragioni di morti. Dimenticare nastri o aggeggi di blocco comandi è un po’ come giocare con la roulette russa – con quanta attenzione voi li cercate durante l’ispezione giornaliera? Problemi meno gravi succedono se non bloccate una capottina, l’importante che non abbia l’apertura nella direzione del vento o laterale, o non avete assicurato una carenatura o non avete tolto il tail dolly. Questi non sono gravi per voi ma lo possono essere per il vostro portafoglio. Voi potete pensare che non sarete mai così disattenti da commettere simili errori, sbagliato, anche piloti molto esperti, incluso campioni ed istruttori li hanno fatti. Il primo passo per evitare errori è riconoscere che essi possono accadere a chiunque di noi se non prestiamo sufficiente attenzione. Nel tentativo di capire meglio questo problema vediamo se esiste una situazione/condizione stagionale negli errori di preparazione/montaggio/procedure dell’aliante. Forse non sorprenderà vedere che questo problema tipicamente inizia a Marzo con un picco ad Aprile, scemando durante la rimanenza dell’anno. Di conseguenza essere particolarmente vigili all’inizio stagione quando voi potete essere fuori allenamento e, oserei dire, un po’ disorganizzati. Sarebbe giusto una buona idea ora andare a rileggere con cura il Manuale di Volo del vostro aliante e rimettere in memoria le cose che potete aver dimenticato, in particolare il Capitolo sul montaggio/controlli. 2.1.1 INTERRUZIONI C’è una miriade di piccoli punti da espletare per preparare correttamente un aliante al volo. Generalmente noi ricordiamo di eseguire ciascuno di essi attraverso una procedura di routine. Se la vostra procedura viene interrotta o fatta in ordine sparso, è molto facile che qualcosa di vitale venga dimenticato. Pag.15 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Così non interrompere mai un pilota mentre sta montando il suo aliante, o facendo l’ispezione giornaliera o durante i controlli nell’abitacolo. Se venite interrotti mentre state facendo uno di questi lavori, ritornate a farli dall’inizio, ricontrollando ciascun punto della procedura per assicurarvi che nulla sia stato dimenticato. Se non riuscite a fare qualcosa nel giusto momento nella vostra normale procedura (esempio: non riuscite ad infilare una spina di sicurezza), evitate di dire a voi stessi: “lo faccio più tardi” perché sarà facile che ve ne dimentichiate del tutto! Se non potete farlo in quel momento, scrivete una nota su un pezzo di carta e mettetelo bene in vista, in modo da non andare in volo senza prima aver espletato quel compito. 2.1.2 ATTEGGIAMENTO MENTALE- DI NUOVO! Dato che noi non siamo infallibili, diventa essenziale che ogni cosa venga controllata. I controlli convenzionali includono l’ispezione giornaliera, controllo montaggio indipendente, controllo positivo delle superfici di comando, e controlli di pre-decollo nell’abitacolo. E’ importante che questi controlli vengano eseguiti con il giusto atteggiamento mentale. Se voi siete già convinti che il vostro aliante è pronto per volare, questo atteggiamento vi può condurre a diversi evidenti errori – come dimenticarvi di montare il piano di coda….. La stessa cosa vale in volo e quando si entra in circuito. Ricordatevi di fare i controlli, così si evita di vedere: alianti che atterrano senza carrello, tutto va quasi bene in una pista in erba, ma sull’asfalto……., alianti che atterrano lunghissimi, o finiscono nella rete fondo campo perché il pilota tirava la leve dei flaps invece che i diruttori…… 2.2 PREPARAZIONE – NON SPRECARE L’INVERNO Questo paragrafo fornisce dei suggerimenti con lo scopo di migliorare la vostra preparazione per la stagione che verrà; qualunque siano le vostre ambizioni. Si – questo è il periodo giusto per pensare al prossimo anno di termiche. Qualunque siano le vostre idee, è sempre bene cercare di stare allenati a volare. Ci sono vari modi per farlo durante l’inverno, e non tutti legati all’impiego di un aliante puro. Potreste affrontare le basse temperature con un motore ed un riscaldamento – vedi un motoaliante…. Io credo che la maggior parte di voi lo faccia alla fine della stagione dai primi di Ottobre in avanti. Ricordatevi che, anche se voi fate dei voli con l’istruttore all’inizio della nuova stagione, non sarete così svegli come dovreste essere. Non rintanatevi in un angolo avendo raggiunto i vostri più o meno ambiziosi traguardi durante la stagione, non si è mai finito di rincorrere i sogni……..ricordatevelo! Mantenersi in allenamento facendo stalli, viti e ripassando le procedure d’emergenza vi prepareranno veramente bene per la stagione che verrà. Gli istruttori ci sono – in un freddo ed umido aeroporto in Gennaio pensando che diavolo sto facendo io qui! Sia che voi vogliate volare in locale o che vogliate incontrare le gioie del volo di distanza nella prossima stagione, perché non considerare i seguenti suggerimenti? • Tenersi allenati durante l’inverno. Se voi non pensate stare sempre dentro il recinto del campo, perché non provate un po’ di motoaliante. Fate riferimento all’Appendice B !. • Ponetevi alcuni semplici obiettivi. Voi potreste chiedere ad un istruttore di darvi qualcosa da focalizzare ogni volo. Forse potreste così migliorare le vostre capacità di volo e diventare un pilota veramente accurato. • Se possedete un aliante, questo è il periodo per portarlo preparato alla nuova stagione di termiche. Sarà il vostro aliante pronto per fine Marzo, o sarà ancora in manutenzione quando i tuoi amici del club incominciano a macinare centinaia di chilometri? • Il vostro carrello sopraviverà per un'altra stagione, o questo è l’inverno che lo inchioderà? • Se volate con gli alianti del club, potete aiutare a rendere il vostro aliante preferito sicuramente pronto? Potreste aiutare a fare manutenzione. Se l’aliante ha un uscita per alimentare un PDA od un GPS, è compatibile con quello che usate? • Siete in grado di volare in presenza di venti forti? L’inverno è il periodo giusto per impratichirsi, in modo di essere in grado di gestire queste situazioni in estate. Pag. 16 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Avete intenzione di conseguire qualche insegna o fare qualche volo particolare di distanza la prossima stagione? • Vi state preparando per il volo pianificandolo, ora che potete? • Avete guardato la carta e pianificato il volo? Conoscete realmente che cosa significano tutti i simboli sulla carta e se potete o meno volare in essi? Siete sicuri riguardo le Altitudini, Altezze e Livelli di Volo? Potete utilizzare Google Earth per simulare il volo e notare i punti atterrabili, aviosuperfici, ecc. (prestate attenzione però all’età delle immagini) o meglio ancora il simulatore Condor. • Sapete usare correttamente il Vario ed il GPS del vostro aliante? • Potreste volare il vostro tema su di un motoaliante con un istruttore. • Sono pronti tutti i vostri kit elettronici? Avete fatto l’aggiornamento degli Spazi Aerei e dei Piloni? • Sapete a memoria cosa vi serve veramente nell’abitacolo prima di compiere quel volo? Non sarebbe meglio preparare una check list? • Il vostro club richiede un check annuale? Fatelo adesso! • Siete sicuri che siete in grado di atterrare in un prato relativamente piccolo, o ne cercate uno buono per atterrare? Addestratevi con un motoaliante – è divertente! • Sapete come procurarvi i NOTAM? Ve li potete procurare rapidamente senza fare confusione? Potete aiutare nel sistemare il computer del club? Può darsi che semplicemente vi piaccia incontrare l’atmosfera sociale del club. L’atmosfera generale è una delle cose più importanti per ravvivare un club – non importa la grandezza. • Potresti organizzare un party di lavoro per promuovere un progetto del club con successivamente alcune birre? • Potresti persuadere un pilota locale esperto a parlare della sua esperienza, od organizzare una lezione sulle insegne? • Se siete voi un pilota esperto, potreste guidare alcuni dei membri meno esperti attraverso gli argomenti citati sopra? • Rileggete i testi di meteorologia, tecnica di pilotaggio, il manuale del vostro aliante o quello che vi piace usare del club? Questi sono suggerimenti ed idee, ma soprattutto, ora è il periodo giusto per sbrigare tutti quei lavori noiosi di casa a meno che non vogliate veramente farli durante un bel sabato pomeriggio di una assolata estate……………. Il Club ha in programma o fa annualmente un corso di volo a vela per neo brevettati e non per accrescere le vostre capacità di volo in modo di crescere e progredire? • In caso affermativo, agganciate chi sarà il vostro tutor e coordinate con lui la vostra scaletta per la prossima stagione, come prepararvi, cosa fare, e, se avete dei dubbi, parlatene, questo è il periodo per non lasciare che delle ombre diventino problemi. • In caso negativo, siete in grado, o avete voglia, di coinvolgere altre persone come voi che vogliono crescere, per fare in modo che il vostro club istituisca una tale didattica? Pag. 17 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela 2.3 NON TRALASCIATE IL VOSTRO EQUIPAGGIAMENTO Se vi volete intromettere in una qualunque conversazione nel bar di un qualunque campo di volo a vela, la scelta degli argomenti spazia, tra quelli che stanno chiacchierando, su: aeroplani/alianti, carrelli, accessori, strumenti, sistemi per fare la pipì, voli, loggers, PDAs…. e la lista potrebbe continuare a lungo, molto a lungo.. Quando ho pensato di scrivere queste righe mi sembrava di essere al bar del club dopo un volo, molto interessante! Carrello di trasporto dell’aliante Dato che a suo tempo mi si era staccato un assale del carrello, fortunatamente era un due sono state conseguenze, il carrello è un importante parte del vostro equipaggiamento manutenzione; assali, gomme, impianto elettrico, ecc.. Se voi volate con un aliante del importante che essi siano efficienti. Voi dovete essere sicuri che loro faranno egregiamente il venirvi a recuperare nel caso di un fuori campo. Il carrello è una necessaria seccatura! assi e non ci che richiede club è molto loro lavoro di Così giù a lavorare. Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di come prepararci per la stagione che arriva. Qui invece specificatamente parliamo di come preparare il vostro equipaggiamento per la stagione che verrà. Aliante Non importa quale aliante voi avete, esso deve essere nelle migliori condizioni possibili. La ragione non è solo perché salirà meglio, si pilota meglio e planerà meglio, ma perché volare su un aliante ben sistemato che conoscete è la cosa migliore che ci possa essere. Dare al vostro fidato destriero una lavata – tappate le prese statiche e dinamiche! E dato che ci siete fate un bel trattamento di lucidatura con una buona cera naturale (senza silicone). E’ sorprendente come anche il gelcoat più vecchio possa sembrare meglio dopo una bella lucidatura. Attenzione che usando una lucidatrice elettrica si possono fare danni, così prima di impiegarla, leggete bene le istruzioni.. Assicuratevi che tutte le sigillature siano integre, struttura della capottina e comandi. Questo non da solo all’aliante le migliori prestazioni ma rende l’abitacolo più silenzioso e piacevole. Rende anche i comandi più efficaci dando quella leggera maggior autorità sul timone o sugli alettoni. I variometri elettrici e meccanici collegati all’antenna di compensazione (TE) funzionano bene? Io ho volato un mucchio di alianti con impianti ad energia totale completamente inesistenti – io non so come i proprietari od i soci del club possano fare del volo a vela con questi mezzi! In caso di dubbio sul loro corretto funzionamento effettuate una prova di tenuta per vedere se ci sono perdite nell’impianto (vedere i Quaderni Didattici N° 10 e N° 11). Dalla mia esperienza, la maggior parte dei difetti possono venire risolti con qualche minuto di lavoro ed un pò di conoscenza. Acqua (per l’aliante e per il pilota) Un'altra piccola frustrazione è mettere l’acqua nell’aliante. Funziona correttamente l’impianto? Usate taniche e pompa? Comunque, non fatevi condizionare riguardo l’acqua quando si presenta davanti a voi un fantastico giorno. Chiedete a qualche affermato pilota di Classe Club se lui è preoccupato dal non caricare acqua e probabilmente vi risponderà che ne fa piuttosto a meno allenandosi per queste competizioni “secche”! Di solito i piloti evitano di bere in volo per evitare di fare pipì. Ricordatevi che ciò è potenzialmente pericoloso. Un “Camelbak” pieno d’acqua è ideale. Se presumete che il volo sarà breve e lo riempite parzialmente, o prendete solo una piccola bottiglia d’acqua questo limiterà veramente la durata del vostro volo. Riempitelo completamente, o prendete una bottiglia grande di acqua. PDA e GPS Ora questo è un soggetto un po’ complicato. In ogni caso attenzione a scegliere l’opzione meno costosa, potrebbe essere un falso risparmio. Per quanto ne so i PDA sono abbastanza inclini a difetti – se vi interessa solo un PDA, procuratevene uno decente e montatelo in modo che lavori correttamente. Assicurarlo con un Pag. 18 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela apposito supporto e collegatelo alla batteria dell’aliante. Se non siete in grado – cerca qualcuno che farà un buon lavoro dandovi una mano. Ricordarsi di installare le cose in modo appropriato, e che non impediscano lo sgancio d’emergenza della capottina. Queste cose sono inutili se gli spazi aerei e i punti di virata non sono aggiornati. Procuratevi l’ultimo aggiornamento e caricatelo. Smettete di leggere queste righe ed andate subito a farlo! I programmi – c’è realmente solo poca scelta in questi giorni – sono realmente un soggetto di discussione nel bar, specialmente se qualcuno vi può guidare nell’installazione e funzionamento. Imparare ad usare questi programmi a terra. Se siete veramente depravati, potete collegare il PDA ad un simulatore di volo per impratichirvi. Assicuratevi di sapere sempre dove siete dalla vostra carta in ogni momento. Usare la mappa mobile solo per aiutarvi ad identificare la vostra posizione, ed usare la carta per controllare la posizione ed altezza degli spazi aerei, ecc. Abbiate alcune regole empiriche per ricavare il vento e la planata finale, e sappiate come regolare l’altimetro per gli spazi aerei e la planata finale. Dico questo perché il vostro PDA vi tradirà nel momento che meno ve l’aspettate! GPS – se voi usate un GPS standard senza cartografia mobile, di nuovo assicuratevi sempre di sapere dove siete tramite la carta. E’ molto facile volare attraverso gli spazi aerei seguendo un “goto”. Batterie Le normali batterie al piombo sigillate da 7 Ampere/ora (che significa molto grezzamente che quando nuove loro forniscono 1 Ampere di carico per 7 ore) che si impiegano sugli alianti non durano per sempre. E’ veramente un falso risparmio cercare di farle durare più a lungo di (dicono) 4 anni (2 per gli alianti del club). Esse costano relativamente poco, e ci sono differenti tipi disponibili, ma in pratica io ho trovato solo leggere differenze. Fate in modo di non trovarvi mai, per risparmiare, nella condizione di non poter parlare per radio o di avere il vario elettrico off. Carte – aeronautiche e stradali Tutti noi sappiamo che ci servono carte aeronautiche aggiornate, ma è anche una buona idea avere una carta stradale da usare in caso di fuori campo per guidare la squadra di recupero. Inoltre è sempre bene avere un piccolo libretto (formato A5) con inserite le mappe delle aviosuperfici delle zone interessate dal vostro volo (ricavabile dall’Avioportolano). La carta aeronautica deve venire preparata con cerchi concentrici spaziati di 10 chilometri con centro su aeroporti con goniometro autoadesivo. Questo renderà più sicura la scelta di un alternato piuttosto che un atterraggio fuori campo. Piccolo dettaglio, oggi ci sono degli smart phone che hanno un eccellente programma cartografico che può fissare con precisione il campo dove siete finiti. Telefono Cellulare Portatevi dietro sempre un telefono cellulare, carico. Vi potrebbe servire per telefonare per farvi venire a prendere in caso di fuoricampo. Esempio: se non sapete esattamente dove siete, dal GPS ricavate la vostra posizione e la comunicate alla squadra di recupero che la può inserire nel GPS della macchina. Ma attenzione la maggior parte dei GPS d’aliante fornisce la posizione in gradi, e decimi di primo mentre quelli della maggior parte delle auto funzionano in gradi, primi e secondi. Paracadute – ripiegato in modo confortevole Voi non volete pensare neanche fugacemente che il vostro paracadute non possa aprirsi in caso di necessità. Se ne avete uno vostro, seguite le istruzioni del costruttore riguardo il ripiegamento ed immagazzinamento. Un pilota a suo agio è un pilota che prende le decisioni giuste ed in sicurezza, così cercate di avere un paracadute che renda questo possibile. Io sbianco quando vedo i paracaduti del club tenuti male e sporchi dal demenziale comportamento dei soci. Pag. 19 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela PLB Il Personal Locator Beacon viene attivato manualmente dal pilota in caso d’emergenza dove non c’è altro modo per chiedere aiuto. Tutti impiegano satelliti per ritrasmettere il segnale ai centri di soccorso, ed alcuni hanno un GPS per fissare con precisione la vostra posizione, e mandare questi dati all’elicottero di soccorso. Tenetelo addosso a voi, ad esempio vicino alla maniglia d’apertura del paracadute, in modo che sia accessibile in qualunque circostanza. Logger Non ha alcuna importanza che tipo di logger voi abbiate, cacciatene uno dentro l’aliante almeno in ogni volo veleggiato. Così voi potete poi controllare che esso abbia registrato correttamente il volo e sapere come usarlo quando serve. Sapere quali sono certificati dalla FAI – alcuni non possono venire usati per le insegne od i record – i tipi EW B necessitano essere collegati a determinati ricevitori Garmin per essere approvati. Se state pensando di comperare un logger per il vostro aliante, sappiate che alcuni tipi di FLARM ne hanno uno incorporato. Se vi servono informazioni per metterne uno su un aliante, ci sono molte opzioni oggigiorno, chiedete in giro. Dispositivi e sistemi per fare pipì in volo Soluzioni ce ne sono di vari tipi e forme, ma sono un problema altamente personale. Quello che va bene per uno, non va bene per un altro. Io personalmente uso i sacchetti per surgelare alimenti, sperimentate quello che più vi si addice. Assicuratevi di avere sempre quello che vi serve, perché è spiacevole rovinarsi un bel volo perché si deve atterrare per dover fare la pipì. Per le donne ci sono altri problemi, ma se vanno su Goggle sul sito “Female pilot in-flight relief” possono trovare la loro opzione. Berretto – non troppo grande ma neanche troppo piccolo Un berretto decente è più importante di quanto creda la maggioranza. Esso serve ad abbattere l’abbagliamento e riduce il rischio di scottature al naso ed al collo! Voi potete pensare che i piloti d’aliante sembrano chiaramente “un po’ stupidi” indossando quei berretti flosci che potete vedere nei campi di volo, ma essi vanno realmente ad aggiungere del confort nell’abitacolo. Procuratene uno con un bordo che sia grande a sufficienza per proteggervi dal sole, ma non troppo grande da impedire od ostacolare l’osservazione esterna, specialmente verso l’alto. Altri indumenti La temperatura dentro agli abitacoli della maggior parte degli alianti è variabile, ma non così infinitamente. In un caldo giorno d’estate, renderete probabilmente l’abitacolo abbastanza meno caldo aprendo la ventilazione, ma in ogni caso è molto difficile raffreddarlo. In inverno, il processo è inverso – potete facilmente renderlo un po’ meno freddo per via del calore generato dal vostro corpo. In estate vestitevi leggeri, ma ricordate il problema delle scottature. In inverno, indossate molti strati – sarà improbabile che sentiate troppo caldo. Assicuratevi sempre di poter agire liberamente sui comandi. Pag. 20 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela APPENDICI B1: Circuiti Pag. B-1 A.S.D. Volo a Vela Novi B1 Scuola di Volo a Vela SOLO UN CIRCUITO? Mentre si sognano voli di lunga distanza durante il periodo invernale, la realtà è che se le condizioni meteo lo permettono, si possono fare solo dei circuiti. Non disperate, usateli per aumentare la vostra capacità! Ricordatevi sempre che un buon atterraggio inizia con un circuito corretto. Io divento molto inc….to quando chiedo a piloti che so con scarsa attività di volo ed esperienza: “Voli oggi?” e loro rispondono: “Per fare solo una planata, no!”. E mentre forse metà del tempo speso per fare “appena un altra planata” può essere un po’ noioso, lo si può rendere remunerativo concentrandosi a migliorare la tecnica d’atterraggio, dato che possono sbagliare piuttosto malamente non essendo in grado di gestirlo correttamente, così nei club diventa obbligatorio se hanno lasciato passare un po’ troppo tempo. Se è un giorno che permette di fare solo circuiti, cosa posso fare per accrescere la mia esperienza? E’ proprio per quella esperienza che ci manca se un circuito viene sbagliato – per una cattiva valutazione da parte vostra su qualcosa. Così approfittane, prendete un istruttore ed eseguite qualcuno di questi voli: • Circuito alto e troppo vicino La causa è di solito dovuta all’inesperienza ed alla scarsa attività di volo. Così uno diventa più “conservativo” del solito. Fotografatevi mentalmente come appare il campo, la dimensione degli oggetti e la posizione. • Circuito basso e troppo distante Ma non così basso è lontano da non poter rientrare in campo! Anche qui prendete mentalmente un immagine di come appaia il campo, la dimensione degli oggetti e la posizione. • Circuito molto, molto basso La causa, come anche per quello precedente, è che ci si è attardati a cercare una termica o di centrarla senza notare che scendevate ed eravate distanti dal campo. • Circuito da posizione casuale e difficile Lasciate che l’istruttore decida di farvi partire da un punto completamente diverso intorno all’aeroporto e vi chieda di impostare un circuito ed atterraggio. Come vi comportate con un scenario nuovo? Siete fiduciosi sulle vostre capacità nell’impostare un nuovo circuito su un area familiare? • Casuale presenza di discendenza L’istruttore simulerà un improvvisa discendenza lungo il circuito tramite i diruttori. Il vostro compito non sarà di chiuderli, bensì effettuare un circuito di conseguenza. • Altimetro ed anemometro coperti Eccellente pratica che vi obbliga a tenere la testa fuori dall’abitacolo. • Atterraggio con vento al traverso Pratica che vi permetterà di volare invece di stare a terra in presenza di simile situazione. • Ripasso di stalli e viti Siete sicuri di ricordare le corrette procedure per la rimessa? • Scivolata Vi ricordate come si fa? La sapete fare come manovra? • Sganci d’emergenza a varie quote (bassa, media ed alta) Siete pronti ad affrontare un’emergenza in decollo? Vi ricordate la procedura? Pag. B-2 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela • Atterraggi di precisione Siete in grado di toccare in un punto scelto in precedenza sulla pista e fermarvi in uno spazio ragionevole? Ottima pratica per eventuali atterraggi fuori campo. • Simulazioni reali di atterraggi fuori campo Utilizzando un motoaliante, simulare atterraggi su campi da voi scelti impostando correttamente un circuito e simulando l’atterraggio. Questi sono alcuni esempi di come spendere il periodo invernale. Dopo tutto, un circuito non è solo un decollo ed un atterraggio, ma è l’opportunità di perfezionare le vostre capacità. In caso contrario, quando ritornerà la primavera cosa farete? Data l’intensità del vento, probabilmente non dovevo fare la virata in finale sopra il punto abituale. Pag. B-3 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Parte 3. Premessa. Nelle precedenti due parti abbiamo visto la parte tecnica, la parte logistica ed un po’ di psicologia. Ora in questa terza parte andiamo a vedere in sommi capi l’approccio mentale. I paragrafi che seguono sono tratti dalla rivista inglese di volo a vela “Sailplane & Gliding” che ha pubblicato una serie di articoli ricavati dal libro di Bernard Eckey “Advanced Soaring Made Easy”. 3.1 PENSARE POSITIVO Ogni cosa in aliante viene eseguita per una ragione. Non c’è alcuna eccezione a questa regola. Fare qualcosa per nessuna particolare ragione è fare assegnamento sulla buona sorte piuttosto che su una buona gestione. Prendere decisioni rapide seguite da sollecite azioni, di solito, fa la differenza tra la cosa giusta e quella sbagliata. Però nel nostro sport le scelte sono raramente ben chiare e necessita che benefici e conseguenze vengano soppesati con cura. Avete notato come i piloti di volo a vela sono continuamente alla ricerca di informazioni? La ragione è semplice e non necessita di una grande elaborazione! Se noi non vogliamo fare affidamento sulla buona sorte, la nostra capacità decisionale deve venire supportata da osservazioni di prima classe ed da una accurata valutazione di tutte le informazioni disponibili. Senza andare a dire che una azione sollecita è una logica conclusione. Nel volo a vela non si deve mai permettere che l’indecisione abbia il sopravvento. I vantaggi della raccolta d’informazioni si estende anche a livello subconscio. Con il maturare dell’esperienza, centinaia di voci extra ed apparentemente insignificanti vengono osservate ed immagazzinate in modo subconscio. Lontano dall’essere inutili, loro aiutano molto il nostro intuito – il nostro “senso di coraggio” così per dire. Pesantemente influiscono sull’intuito quando il pensiero razionale non da una linea d’azione chiara, è un marchio di fabbrica delle persone fortunate ed è particolarmente comune tra i piloti di volo a vela di successo. Anche le più grandi menti di tutti i tempi ammettono liberamente che il pensiero razionale era accompagnato da intuizioni riguardo alcune delle più grandi scoperte o ritrovati della storia. Comunque stare attenti – non lasciare mai che l’intuito domini fatti e pensieri logici e non confondere l’intuizione con decisioni impulsive, che vengono spesso prese in fretta e con rabbia a causa di mancanza di alternative. Come fa applicare tutto ciò un pilota che si prepara ad un veleggiamento locale? L’osservare un po’ di decolli e gli alianti nelle vicinanze, fumi od uccelli che veleggiano fa parte del processo di osservazione quanto notare le aree di ascendenza o di forte discendenza. Indicazioni come queste sono vitali e devono venire memorizzate. Altri importanti indizi sono forniti dalla manica a vento, la vegetazione e l’orografia. Questo è particolarmente importante quando l’intensità e direzione del vento hanno un forte effetto sulle fonti locali di ascendenza e sui conosciuti punti di innesco. Ogni possibile suggerimento deve venire preso in considerazione compresi quelli attinti dalle conoscenze locali e dalle passate esperienze. Più osservazioni, più informazioni! La capacità decisionale durante il contesto di una competizione assume totalmente un diverso significato. Le osservazioni devono diventare più ampie con un ordine di grandezza che include una stima sulle condizioni di volo fino a circa 50 km davanti. Solo i piloti che tengono i loro occhi fuori dall’abitacolo possono valutare correttamente le condizioni meteo ed il terreno e di conseguenza riescono ad adattare la loro tattica di volo. Ben prima di arrivare vicino ad un punto di virata si dovranno considerare le condizioni di volo sul prossimo tratto ed includere un buon accertamento sulle nuvole in questo processo. La concentrazione dovrà essere al suo massimo livello, specialmente quando entrano in gioco considerazioni tattiche. Solide conoscenze ed esperienze rendono questo lavoro più facile, ma rimanere intensamente concentrati per cinque o sei ore al giorno per un periodo di 10 – 15 giorni è invece un lavoro molto duro. Nessuna meraviglia che anche piloti esperti si piegano sotto la pressione e spesso rendono molto meno sotto lo stress della competizione. La pressione può essere parte del volo competitivo ma non deve condurre a ridurre l’osservazione ed alterare la capacità decisionale. Se ciò avviene, è molto facile confondere la cattiva sorte con scelte decisionali sbagliate. Pag. 21 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Nel briefing vengono fornite ai piloti varie informazioni, compresi fatti avvenuti ed in particolare le informazioni meteo. Ma nelle competizioni ad alto livello, l’interpretazione dei dati meteo viene spesso lasciata ai piloti. Quindi uno studio delle carte sinottiche con una stima autonoma sulle possibili variazioni delle condizioni di veleggiamento dovrà diventare parte di ogni processo di osservazione pre–decollo. Considerazioni come queste dettano il lasso di tempo a disposizione per sfruttare le migliori condizioni di veleggiamento ed hanno un forte impatto con l’ora ottimale di partenza. Una frequente rivalutazione delle decisioni è di vitale importanza. I piloti migliori valutano continuamente le azioni precedenti per sapere se sono state corrette o meno. Vediamo ora qualche esempio riguardante la parte del volo in termica: cioè la salita: • Adattare l’inclinazione • Correggere l’asseto • Usare più o meno timone • Regolare la velocità • Controllare la posizione dei flaps (se applicabile) • Valutare nuovamente l’intensità della termica • Decidere quando lasciare la termica Se non si rivalutano le decisioni prese più o meno ogni 15 secondi mentre si è in termica, probabilmente si rimarrà indietro. Il vincitore di una prova (o di una competizione completa) è di solito il pilota che spende meno tempo nel salire. Eseguendo un esercizio simile nel volo di crociera, cioè nella planata tra una termica e la successiva, la lista dovrebbe contenere voci come: • Variare la rotta per sfruttare la miglior fascia energetica dell’atmosfera (uso del netto variometro) • Girare intorno alle zone sovrasviluppate (temporali) • Regolare la velocità in funzioni di aree di salita o di discendenza • Deviare per esempio verso aree marcate da uccelli che spiralano • Bypassare zone acquitrinose • Essere in grado di variare la velocità di crociera in vista di miglioramento o deterioramento delle condizioni Naturalmente non aspettatevi che tutte le decisioni prese siano esatte. Ma se si vuole migliorare, si deve tendere a lavorare al meglio possibile su questo aspetto del vostro modo di volare ed a mirare ad ottenere la più alta percentuale di decisioni corrette che è possibile. Oggi, la qualità dell’equipaggiamento e l’abilità dei piloti migliori sono quasi identici, ma anche al livello di un campionato del mondo si vedrà una significativa differenza di punti sul foglio della classifica alla fine della competizione. Quindi è giusto così sospettare che il fattore determinante è una brillante capacità decisionale. La signora fortuna può favorire un pilota in qualche occasione, ma avete notato come i soliti piloti hanno tutte le fortune? Il maggior numero di decisioni da a loro le migliori probabilità di ottenere le cose giuste – e così hanno più fortuna! Ed in fine una perla di saggezza! Prendere nessuna decisione è la decisione peggiore che un pilota d’aliante possa fare. Pensare avanti Quando imparavate a volare, certamente gli istruttori vi dicevano di aspettarvi l’inaspettato. Un altro traffico che appare nel cielo blu, cambiamento delle condizioni meteo, una raffica in coda improvvisa in corto finale, per menzionarne alcuni. Se si è preparati all’imprevisto, meglio si può far fronte all’insorgere di situazioni difficili. Fare un passo alla volta ed essere sempre mentalmente preparati per la prossima fase del volo o per la prossima decisione che deve venire presa. Questo pensare avanti è assolutamente necessario per un volo a vela sicuro e di successo. Più presto si inizia a pensare alla prossima decisione, migliori saranno le possibilità che essa venga presa correttamente. Essere mentalmente “un passo avanti” spesso fa la differenza tra successo ed insuccesso. Pag. 22 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Facciamo un esempio: si è in una forte ascendenza sotto un grande cumulo e ci si avvicina rapidamente alla base. Si hanno quindi pochi secondi prima di dover lasciare la termica e decidere sulla prossima mossa. Se non fatto in precedenza vi siete privati la possibilità di scegliere in modo calcolato l’opzione migliori su quelle disponibili perché si è lasciato passare troppo tempo. In altre parole, se si fosse iniziato il processo decisionale ben prima di raggiungere la base nube ne sareste usciti molto meglio. Si sarebbe potuto vedere la nube più promettente lungo la rotta ed avere più possibilità di trovare la prossima forte termica senza ritardi. Inoltre si sarebbe potuto prendere in considerazione i problemi relativi alla navigazione, scegliendo la rotta ottimale in funzione dell’orografia. Poche affannose decisione “ad hoc” difficilmente possono essere buone decisioni così come le decisioni istantanee non potranno quasi mai essere perfette. 3.2 CONCENTRAZIONE ! La concentrazione è l’arte di focalizzare la cosa corretta al momento giusto. Poche altre aree sono così importanti. La vera sicurezza di un volo dipende in larga misura dall’abilità del pilota nello stare concentrato fino a che l’aeroplano non è ritornato al suolo, o meglio, non è dentro l’hangar. Durante alcuni voli non ci si può rilassare neppure per un minuto, mentre in altri ci si può permettere anche di ammirare il panorama. La necessità di concentrarsi completamente dipende anche se si sta volando competitivamente o se si sta facendo un volo locale per piacere. Questa differenza non implica il non avere concentrazione durante i voli in locale, ma solo che il volo in locale richiede in nessun momento l’elevata concentrazione richiesta durante un volo di distanza o competitivo. Il necessario livello di concentrazione dipende anche molto dai vari momenti del volo. A parte il decollo e l’atterraggio, viene richiesta la massima concentrazione quando si è bassi e quando necessita una termica. Mantenere un alto livello di concentrazione per un lungo periodo è molto difficile. Per questo motivo, durante i voli di distanza diventa importante regolare la concentrazione e risvegliarne il livello. La maggioranza dei piloti non ha problemi di concentrazione se il tema di volo procede come pianificato. Si vola in automatico. La mente è libera di focalizzarsi su più ampie vedute e ci si sente rilassati nel sapere di avere la situazione accuratamente sotto controllo. Gli scienziati chiamano ciò ”Stato Ideale delle Prestazioni”. In altre parole, purché ogni cosa proceda in modo pianificato, si entra in una forma mentale che assicura il mantenimento di un appropriato livello di concentrazione. Questo avviene senza nessuna grande fatica da parte dell’individuo. Ma le cose possono cambiare rapidamente quando si è distratti o stressati. Distrazioni esterne dovute ad altre persone, l’ambiente, problemi all’equipaggiamento, preparazione incomplete, ecc., sono così dannose esattamente come le distrazioni interne provocate dalla propria mente come le emozioni, bagaglio mentale, e simili. Non appena che il nostro livello stimolato cambia (o siamo molto nervosi o ci sentiamo particolarmente ansiosi), usciamo dal nostro “Stato Ideale delle Prestazioni”. Le cose diventano anche peggio quando lo stress – il nostro più grande nemico – prende il sopravvento. Capire cosa causa lo stress è vitale quando si deve far fronte ad esso e gestirlo con successo. Lo stress si presenta in due stadi: ● Stadio 1 – Improvviso. Improvvisamente compare per una nostra reazione a qualcosa. Il volo a vela è pieno di esempi. Se, per esempio, si sperimenta una discendenza molto forte e si presenta un allarmante segnale di fuoricampo (magari in una zona impervia) scatterà automaticamente lo stadio 2. ● Stadio 2 – Stimolato. Il nostro corpo reagisce istantaneamente liberando una complessa combinazione di ormoni. Questi assicurano che tutto il sangue disponibile venga diretto ai nostri muscoli e rende il nostro corpo pronto per una risposta adeguata. Solo un po’ di sangue viene lasciato per il cervello, il che significa che le capacità mentali ed il livello di concentrazione si accoppiano malamente con il tema di volo in corso. Si diventa sovraccarichi e di solito si sperimenta un’altamente significativa perdita in prestazioni. Pag. 23 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Tutte le persone hanno i loro propri modi di concentrazione o modi caratteristici nel focalizzare un lavoro in corso. Per esempio, alcuni piloti lavorano bene sotto pressione mentre altri non padroneggiano molto bene le esigenze della situazione e diventano facilmente confusi o sovraccaricati. Le situazioni di sovraccarico avvengono quando troppe cose si presentano nel medesimo tempo ed i piloti sono incerti sulle priorità da considerare. Innumerevoli pensieri balzano nelle loro teste e ci sono troppi punti da considerare insieme. Per un pilota inesperto, il compito di dare delle priorità può diventare facilmente troppo complicato ed è facile che striscino fuori vecchie e cattive abitudini o nascano errori. Per tanto, i piloti esperti sono meno inclini a patire le situazioni di sovraccarico. Loro possono ignorare informazioni irrilevanti e bloccare le distrazioni mentre eseguono soluzioni sperimentate durante simili situazioni in passato. Alcuni piloti eccezionali hanno acquisito l’abilità di commutare la loro mente su uno stretto tipo di concentrazione e focalizzarsi su niente altro che ad una risposta per una specifica situazione. Pensiero analitico e l’abilità di uscire con soluzioni alternative è una capacità molto importante nel volo a vela e riesce utile in situazioni dove serve dirigere l’ attenzione verso richieste operative critiche. Dopo che una particolare situazione è stata risolta soddisfacentemente, questi piloti possono tornare di nuovo ad una focalizzazione più ampia. Superfluo dire che le persone che posseggono la tecnica di adattare il loro livello di concentrazione come richiesto dalle situazioni, incrementano di gran lunga le loro possibilità di una prestazione superiore. Regolazione dei livelli di concentrazione a specifiche situazioni di volo I piloti esperti sanno che anche lunghi periodi di tranquillità riescono a riguadagnare i brevi periodi di scarsa concentrazione. Loro sanno anche che picchi di concentrazione non sono sempre richiesti. Dopo una buona salita ad una quota confortevole, o quando le condizioni davanti danno nessuna ragione di ansietà, possono e devono rilassarsi un po’. In situazioni come queste si può riaffermare a se stessi che si ha la situazione sotto controllo. Dopo aver trimmato l’aliante si può mangiare qualcosa, bere o semplicemente trovare il tempo per fare un riporto di posizione. La situazione è fondamentalmente differente quando in volo ci si trova in una qualunque situazione delicata. In queste circostanze sono richiesti alti livelli di concentrazione e dobbiamo impiegare tecniche di controllo del pensiero e capacità di controllo degli stimoli come descritto sotto. Rilassamento Cosa si può fare per evitare un eccessivo incremento di tensione e come ci si può rilassare o rimanere rilassati durante situazioni critiche in volo? Una delle prime cose che accadono al nostro corpo in una situazione stressante è un irrigidimento dei muscoli. Al medesimo tempo c’è un rilascio di adrenalina ed un incremento nel rateo di respirazione per sopperire alla richiesta extra di ossigeno. Sebbene il nostro corpo risponda automaticamente, noi dobbiamo concentrare la nostra attenzione verso queste funzioni. Qua sotto vengono descritti due metodi collaudati: ● Controllo della respirazione. Questo ha grande importanza per rilassarsi. Le persone che si trovano bene con loro stesse ed il mondo, respirano lentamente, profondamente e ritmicamente. Fortunatamente si può controllare la respirazione e quindi si può, per brevi periodi di tempo, scavalcare le funzioni automatiche del corpo e prendere un controllo consapevole di esso respirando profondamente e lentamente dal naso. Ci concentriamo davvero sul movimento del nostro torace ed inaliamo molto profondamente, ma non forzato e non affrettato. Mentre si respira lentamente, contare fino a cinque e quando l’inalazione è completa si fa una pausa di circa due secondi. Mentre si esala molto lentamente attraverso il naso, contare di nuovo fino a cinque. L’esalazione dovrebbe prendere almeno lo stesso tempo dell’inalazione. Naturalmente serve ripetere l’esercizio per alcune volte e quando si sentono i primi risultati positivi è utile dire a se stessi che la respirazione è diventata calma, profonda e regolare. Periodicamente possono venire in mente pensieri inopportuni ad interrompere l’armonioso flusso di questa tecnica. Questo è quasi normale. Riconcentrarsi semplicemente sul respirare lentamente (e sul contare) e riprendere l’esercizio da dove lo si è lasciato. Dopo solo un breve periodo di tempo ci si troverà marcatamente rilassati e con il livello di tensione significativamente ridotto. Pag. 24 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela ● Progressivo rilassamento muscolare. Essendo l’obiettivo il rilassamento, si devono rilassare i muscoli che si sono contratti, ma questo metodo è meno adatto da impiegare in un aeroplano dato che prende più tempo e potrebbe quindi diventare un problema di sicurezza. Per questa ragione esso dovrà venire solo impiegato prima del volo od in biposto. La tecnica richiede una deliberata messa in tensione di gruppi di muscoli fino a quando si sente la tensione generata. Dopo circa 6 – 8 secondi si nota chiaramente il suo effetto. Ora rilassiamo quel particolare gruppo di muscoli mentre facciamo attenzione alla contrastante sensazione fisica. Ripetendo l’esercizio alcune volte e facendo ciò sulle altre parti del corpo (specialmente i muscoli delle spalle e del collo) è certo che condurrà ad un rilassamento mentale che di volta in volta permetterà di regolare la concentrazione ed i livelli di stimolazione. Come per qualunque altra attività umana, queste tecniche devono venire praticate e ripetute per avere dei benefici quando la situazione diventa dura. Senza una precedente pratica a terra, i piloti troveranno difficile adempiere correttamente a questi suggerimenti e potrebbero non ottenere i risultati desiderati. Comunque, voglio assicurarvi che i risultati varranno lo sforzo di pazienza e l’impegno dei piloti. Il volo a vela è niente altro che una raccolta di informazioni da cui tirare le giuste conclusioni ed agire con adatte decisioni. Essere in grado di gestire un grande numero di parametri in una volta è di vitale importanza per l’accrescimento delle prestazioni. Un pilota che è in grado di concentrarsi in modo focalizzato tenendo fuori eventuali distrazioni è ben predisposto per il successo oltre che ha volare in modo sicuro. Una ragione perché il volo di durata di 5 ore rimane parte delle prove per conseguire il “C” d’argento è quello di testare la capacità di resistenza mentale. Se i piloti di volo a vela pensano ad altro invece che a quello che devono fare, non sono concentrati sufficientemente. Fluttuazioni nella concentrazione possono spesso venire causate da cattiva nutrizione o disidratazione, di conseguenza per prima cosa prestate la massima attenzione a questi fattori. 3.3 VINCERE LA SFIDA MENTALE I piloti di volo a vela non pianificano mai per sbagliare, ma si sa che alcuni di loro sbagliano nel pianificare. “Assicurati di essere sempre mentalmente al top”, è il consiglio che si da ad un pilota alla sua prima gara. “E’ giusto questo?” si potrebbe pensare “ la psicologia dello sport può essere la chiave vincente del successo dei più affermati atleti, ma si può applicare realmente al volo a vela?” Bene, andiamo a vedere. Se si pensa che il gioco mentale sia solo importante negli altri sports, o che si possa applicare nel volo a vela solo nelle competizioni più importanti, è meglio ripensarci! Volare in aliante richiede solo un minimo sforzo fisico, ma richiede un lungo ed interrotto sforzo mentale. Non c’è alcuna differenza se si sta facendo un volo di distanza od un volo in una importante competizione, necessita sempre essere mentalmente un passo avanti. La psicologia nello sport è importante quanto le capacità pratiche – specialmente in situazioni difficili o stressanti. Perciò si andrà ora ad imparare come dominare i nostri processi mentali, emozioni e sensazioni! I piloti di volo a vela non pianificano mai per sbagliare, ma si sa che alcuni di loro sbagliano nel pianificare. Se è vero che la differenza tra un sogno ed un obiettivo raggiunto è la pianificazione, allora serve considerare alcuni metodi di pianificazione ed aiutare come sviluppare un piano tagliato su misura per ciascuno pilota. In altre parole, prima pianificare il lavoro e poi lavorare secondo la pianificazione. Molto probabilmente si avrà più successo con programmi pianificati ed addestramenti personalizzati che con sessioni di allenamento casuali e del momento. Dato che il volo a vela è uno sport stagionale ed associato alle incertezze delle condizioni meteorologiche ed alla rara disponibilità di addestratori, serve pianificare a medio – lungo termine con molta attenzione. Consideriamo il caso di un pilota ambizioso appena brevettato che mostra alcune debolezze (o problemi) nel volo a vela. L’addestratore dovrà mettere insieme un piano di addestramento mirato a migliorare ulteriormente le capacità e le conoscenze teoriche del pilota. Sviluppato in stretta cooperazione con l’allievo, Pag. 25 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela la pianificazione deve ruotare attorno ai vari problemi che si possono avere tra allievo ed addestratore e viceversa. Esso dovrà anche includere proposte per impratichirsi su particolari abilità ed una tempistica di volo(i) addestrativo(i). Perché è necessario impegolarsi in tutte queste cose? Bene qui ci sono una serie di buone ragioni: ● Un piano mette chiaramente di fronte ad un obiettivo sia l’allievo che l’addestratore. ● Creerà una condizione di incremento prestazionale. ● Permette all’allievo di misurare i suoi progressi. ● Mette una tempistica per il raggiungimento degli obiettivi. ● Favorisce l’auto-soddisfazione e la confidenza. ● Permette un facile adattamento nel caso si sviluppino situazioni non previste o se si incontra una stagione volovelisticamente povera. Per prima cosa mettere su carta il piano addestrativo pensato. Ma oltre che metterlo su carta è bene tenerlo in un posto in evidenza. Così esso può venire aggiornato regolarmente a scadenze programmate, se non giornalmente, ricordando al pilota quale è il suo obiettivo e la preparazione necessaria per ottenerlo. Non stupitevi, sono disponibili programmi di addestramento standard e piani dettagliati per incrementare le prestazioni per quasi tutti gli sports, meno che per il volo a vela. Il libro “Advanced Soaring Made Easy” di Bernard Eckey cerca di sopperire a questa lacuna dettagliando un programma che si sviluppa in un arco di tre anni. Il primo passo è di mettere un obiettivo al pilota in fondo al piano per ogni stagione volovelistica. Attenzione che esso è determinato dal pilota in addestramento e non dall’addestratore. Problemi finanziari, familiari e altro sul tempo disponibile, possono venir meglio gestiti dal pilota in addestramento e sebbene le raccomandazioni dell’addestratore dovrebbero tenere in considerazione le possibilità di un pilota in addestramento, esse sono solo quello – cioè mere raccomandazioni. Il passo successivo è inserire i “mezzi” per raggiungere gli obiettivi stagionali. Questo è dove l’insegnamento dell’addestratore è più valutabile. Basato sul livello capacitivo del pilota in questione l’addestratore dovrà fornire non solo la tempistica ma se possibile anche la sequenza dei diversi obiettivi intermedi. Dopo tutto questo, il pilota e l’addestratore hanno un programma per un continuo sviluppo del pilota con direttiva e centro. Ora serve solo svolgere il programma di addestramento così cucito, controllarlo e modificarlo se e quando le circostanze lo imponessero. Pensiero positivo Fare in modo di non avere successo è semplice, tutto quello che serve fare è permettere alla persona di scivolare in una disposizione d’animo negativa. Se ci si trova in una situazione difficile e si decide che tutto è troppo difficile, o che la sfida che si presenta è troppo grande, si entra rapidamente in un sentiero di incapacità. La paura di sbagliare impedisce la realizzazione del nostro potenziale. Se si cade in questo e si teme la sconfitta, si ha già perso prima ancora di incominciare. Ci si auto-infligge l’infelicità - si è ceduto al potere del pensiero negativo. Così, in ogni modo, una forma mentale negativa deve venire commutata in una positiva e questo è vero specialmente se si vuole avere successo nel volo a vela, perché un atteggiamento negativo o disfattista va a braccetto con misere prestazioni. Non si deve lasciare indugiare il pensiero negativo troppo a lungo – non si ha tempo da perdere. Ed in ogni caso tutto questo non si applica a chi è fortunato avendo un atteggiamento mentale positivo. Se è il vostro caso, congratulazioni. Siete fatti per vincere e potete proprio passare oltre queste righe. Pag. 26 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Solo nel caso che si scivoli in una forma mentale negativa, sentitevi liberi di leggere questo. Una forma mentale negativa può venire commutata in una forma positiva con pianificazione, buona dose di forza di volontà e determinazione. A condizione di fare questo correttamente e si è realisti, non solo si migliorerà il volo a vela ma si cambia anche la vita in meglio. Certamente, un giusto atteggiamento mentale darà molti benefici anche oltre lo sport scelto, impattando positivamente su molti altri aspetti della vita di tutti i giorni. Sicuramente, questo è un sufficiente incentivo per dare energia, ma la domanda è da dove partire. Bene, il primo passo è l’essere realisti. Non ci si può aspettare di battere un record del mondo al prossimo tentativo o diventare il prossimo campione del mondo di volo a vela in una notte. Tutto ciò non è ragionevole e perciò costretto a dare delle delusioni. Essere più realisti e regolarsi verso obiettivi raggiungibili. Per esempio, un pilota ai primi voli da solo può avere come scopo di veleggiare per un ora e più, ma per i piloti più esperti un obiettivo appetibile potrebbe essere un tema di 500 km. Ma qualunque cosa si abbia intenzione di fare, si deve credere nelle proprie capacità ed essere determinati a raggiungere l’obiettivo. Si sa benissimo che è più facile a dirsi che a farsi, ma il successo non si ottiene con accomodanti atteggiamenti amichevoli. Per salire la scala del successo, non si può avere un atteggiamento mentale negativo. Sicuramente, tutti hanno dei momenti di scoraggiamento di tanto in tanto, ma come ci si comporta con esso è più importante. Serve che la mente abbia un atteggiamento positivo ed indirizzato verso il successo. Ogni volta che un pensiero negativo entra nella mente bisogna rispondere con uno positivo. Concentrarsi sul raggiungimento e focalizzarsi sul risultato positivo. Questo è tutto riguardo al pensiero positivo. Nel adottare un pensiero positivo, non solo ci si motiva ma, simultaneamente, si motivano anche gli altri intorno. Si crea totalmente una nuova atmosfera che genera risultati, realizzazione e che fa sì che altri piloti vogliano entrare in quest’ordine di idee. Il pensiero positivo deve venire combinato con la capacità di risoluzione dei problemi e sapere che la soluzione alla maggioranza dei problemi e quella di dividerli in problemi più piccoli. Procedere semplicemente, superare un piccolo ostacolo alla volta e pensare a che cosa si impara mentre si leggono queste righe. Ora non ci sono più scusanti – queste righe contengono tutto ciò che si deve sapere. Se ci si imbatte in un ostacolo, è la volta di ricordare i relativi suggerimenti o consigli e dopo ricavare le soluzioni. Se si va nella giusta direzione, si deve solo tenere il passo. Se la soluzione al problema non viene in mente immediatamente, rileggere le parti relative contenute nel libro di cui sopra o queste semplici righe, ma, qualunque cosa si faccia, si deve fare in modo da non abbandonare mai di pensare in modo positivo. Parlare a se stessi e riaffermare chi è che gestisce la sfida e superare la prova a bandiere spiegate. Impratichirsi a parlare con se stessi non è aria fritta – ma è essenziale per guadagnare la struttura mentale necessaria per il successo. Rimpiazzare i pensieri negativi con altrettanti positivi in qualunque occasione si presenti. Mentre si vola in locale, credere nelle conoscenze e capacità apprese per cercare una termica e lavorare per salire con successo. Se in un volo di distanza, avere la forza di volontà e la determinazione di fare il tema anche in condizioni povere. Comportasi in modo positivo non una volta, neanche due, ma ogni volta che si è in un aliante. 3.4 FOCALIZZAZIONE Quando ci si innamora veramente di uno sport come il volo a vela, crescerà anche un appetito quasi insaziabile di incrementare le proprie conoscenze sull’argomento. Più si apprende sul volo a vela, più si vuole impararne e si sviluppa una spirale ascendente di conoscenze. Molti piloti imparano meglio dalla lettura, dettagliate spiegazioni e lezioni, mentre altri imparano principalmente dalla pratica. Senza badare al metodo, è necessario e vitale acquisire conoscenza per avere successo. Dopo aver raggiunto un livello avanzato si può imparare senza istruttori od addestratori. Diventare indipendenti dagli altri conoscendo a fondo l’arte dell’autoeducazione porterà al successo. La strada del successo non è mai dritta e spesso piena di buche. Sbagliare è un elemento di apprendimento e ritornare indietro è criticamente importante. Non c’è nulla di sbagliato nel fare un errore occasionale purché lo si ammetta, imparare da esso, e sforzarsi a migliorare. Nessun volovelista è arrivato al successo senza perseveranza e vari errori lungo la sua carriera. Pag. 27 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Confidenza e sovra confidenza (presunzione) Una ferma confidenza nelle proprie abilità è indubbiamente di massima importanza per avere successo in qualunque sport, ma quando ci si riferisce al volo a vela diventa di particolare importanza. Senza fare distinzione se si guarda allo sport con occhio competitivo od ricreativo essa mostra di volta in volta di nuovo che successo e una salutare dose di confidenza vanno a braccetto. Detto questo, si è pronti ad aggiungere che ci si può aspettare piloti confidenti solo se l’abilità eguaglia il compito di quel momento. Mancanza di confidenza nelle proprie capacità di volo durante i primi voli da solo renderà improbabile tenere l’aliante in aria per un certo periodo di tempo. Egualmente, un pilota di distanza con insufficiente confidenza girerà indietro al primo problema o frequentemente atterrerà fuori campo. La confidenza si sviluppa soltanto con ripetuti e regolari successi. Sfortunatamente, questo aspetto psicologico del nostro sport è spesso sottovalutato. Come possono i piloti poco confidenti intraprendere la strada del successo? Elenchiamo qualche suggerimento per i primi voli da solo: ● Scegliere di volare quando le condizioni non sono troppo difficili – niente è più scoraggiante di eseguire tre circuiti consecutivi mentre i vostri amici, sul medesimo aliante, nella parte migliore della giornata, stanno su per delle ore allontanandosi. ● Chiedere al vostro addestratore (od ad un pilota di provata competenza) di volare con voi in biposto, condividere il volo e copiare le tecniche di veleggiamento che hanno avuto successo. ● Quando volate in monoposto, seguite un pilota di provata capacità e prendete mentalmente nota su dove lui localizza le ascendenze e come le centra. Per piloti di distanza che stanno crescendo, i seguenti suggerimenti possono essere d’aiuto nell’incrementare la loro confidenza: ● Deliberatamente spostarsi appena oltre il cono di sicurezza del vostro aeroporto (ma entrando nel cono di sicurezza per un altro campo!!). Il ritorno è il salto che darà un profondo contributo ad incrementare il livello di confidenza. Questa azione instillerà facilmente un reale senso di compimento e fiduciosamente vi incoraggia a ripeterla alla prima occasione propizia. ● Volare nei giorni dove gli altri piloti scelgono di spendere il pomeriggio nella club house. Tenere l’aliante staccato dal suolo aiuterà il vostro livello di confidenza e vi renderà in grado di aver meglio fiducia sulla vostra capacità e giudizio. ● Non fare mai lo stesso errore due volte. Non è solo la cosa più stupida che uno può fare ma è anche la ragione più frequente di disappunto con conseguente perdita di confidenza. ● Analizzare i voli che hanno avuto meno successo anche con maggiore pignoleria rispetto a quelli che ne hanno avuto in modo da evitare le decisioni che hanno portato ad un risultato indesiderato. Ora riportiamo brevemente indietro l’attenzione sulla sovra confidenza (presunzione). Ci sono piloti, che dopo un o due voli di successo, pensano ormai di conoscere tutto. Nelle loro menti si forma il concetto di essere pronti per voli di lunga distanza e credono che ormai i vari records non saranno più sicuri appena potranno avere un aliante competitivo. A questi piloti serve solamente un aiuto come per i più timidi perché se non incontrano il successo desiderato possono ritirarsi dallo sport molto presto. Però, quando la sovra confidenza diventa presunzione e si coniuga con il trascurare la sicurezza, deve suonare un campanello d’allarme. Un atteggiamento come “Le regole sono fatte per gli altri” e “Io sono troppo bravo, non mi accadrà mai un incidente” è un sicura ricetta per il disastro. Un pilota confidente può correttamente valutare le proprie capacità e limiti, e qualche volta dire “NO” in una situazione marginale. Questo non significa una ammissione di inadeguatezza, ma bensì di un comportamento maturo, responsabile e realistico. Pag. 28 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Impegno Ora e dopo ci si deve prendere da parte e chiedersi se l’impegno profuso è grande come dovrebbe essere In campo aeronautico ci sono molte e diverse attività, ma per diverse buone ragioni uno sceglie il volo a vela. Ma il volo a vela è uno sport che porta via tempo e spesso famiglia od amici fanno pressione perché si dedichi più tempo per loro, od ad altre attività che non sia il volo a vela. Sfortunatamente per molti, non si ha molto tempo libero e quindi spesso si è costretti ad un delicato lavoro di equilibrio. Comunque, specialmente durante l’addestramento dopo il decollo da solista, è assolutamente essenziale mettere il volo a vela in cima alle priorità fino a che non si raggiunga un livello di capacità tale da permettere un ritorno rapido e senza problemi quando desiderato. Mancare di impegnarsi ed anteporre altro al volo a vela, è spesso la ragione di lenti progressi od anche di abbandoni. Fare due passi avanti ed uno indietro è indesiderabile in qualunque sport, ma nel volo a vela è altamente controproducente. Bisogna essere rapidi a capitalizzare le opportunità per aumentare le capacità – questa è un importante e critica fase durante la prima fase della carriera volovelistica. Ogni tanto bisogna prendersi da parte e chiedersi se l’impegno che si mette è grande quanto dovrebbe essere. L’impegno per raggiungere e progredire viene influenzato sia da fattori esterni che interni. Ruoli, addestratori, amici, compagni di corso ed una moltitudine di altre persone sono i primi esempi di influenze esterne. Se si socializza con piloti esperti ci si mette in un ambiente che probabilmente alzerà il proprio livello di impegno. Mescolarsi con le persone che hanno ottenuto le massime realizzazioni produrrà ulteriori benefici sul proprio livello di impegno e fornirà ulteriori opportunità di apprendimento. Anche esperienze positive o successi inaspettati possono energizzarvi e diventare stimoli estremamente potenti. Incontrare di persona un campione di volo a vela ed imparare da lui, sicuramente influenzerà positivamente il vostro impegno nel volo a vela. Per quanto riguarda i fattori interni che possono influenzare il vostro impegno, li dovrete estrarre dal vostro essere interiore. Di solito, la più forte e consistente forma di motivazione ed impegno nasce dentro di voi. L’impegno è qualcosa di personale ed è in relazione a cosa uno desidera disperatamente di avere. Di conseguenza il nostro “fuoco interiore” è uno stimolo molto più grande di qualunque altro stimolo esterno. Se si mantiene l’obiettivo (la crescita volovelistica) in evidenza nella mente e ci si concentra ad incrementare le capacità attraverso un regolare e progressivo addestramento, si supererà qualsiasi tentazione di distrazione. Finalmente si verrà ricompensati dalle molte esperienze meravigliose che il volo a vela offre a chi acquisisce capacità e conoscenze sopra la media. Possedere ed accrescere l’impegno ad un più alto livello e quello che i nostri piloti al top fanno in preparazione di gare internazionali e voli record. Questo è quello che fa questi piloti diversi da molti altri, non la fortuna. Raggiungere il top si ottiene semplicemente facendo le cose con più perfezione e professionalità di qualunque altro. Il nostro sport tende a ricompensare i piloti che si impegnano profondamente con voli meravigliosi. 3.5 AFFRONTARE I PROPRI ERRORI Per imparare dagli errori bisogna prima realizzare che si stanno commettendo Nessuna persona è perfetta, così nessuno è immune a fare errori. Non c’è in giro un pilota che non abbia decollato con il trim regolato male, un interruttore nella posizione sbagliata o con la frequenza radio sbagliata. Tali errori possono accadere a chiunque, ma essi dovrebbero anche essere la motivazione a migliorare la nostra attenzione ed ad imparare da tali sviste. Pag. 29 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Fare un errore la prima volta è altamente educativo per alcuni di noi, ma regolarmente si incontrano persone che ripetono i medesimi errori. Albert Einstein una volta disse: “E’ difficile credere quante poche persone imparano perfino dalle più devastanti esperienze”. Come istruttore da lungo tempo non posso che sottolineare tale affermazione. Perché si ritorna alle medesime azioni sbagliate anche quando si è deciso di non ripetere mai più il medesimo errore? Perché è così difficile mantenere i propri propositi e perché è cosi duro cambiare vecchie abitudini e modi di pensare? Perché ci sono piloti che ripetono i medesimi errori anche dopo che sono caduti nella medesima trappola? Lo psicologo dello sport Rainer Krumm ha studiato problemi come questi e la sua risposta è stata pubblicata in un libretto dal titolo “Self-coaching for pilots”. In accordo con Krumm, la risposta giace nei modelli di comportamento profondamente radicati nel nostro cervello. I comportamenti acquisiti in precedenza vengono selezionati automaticamente se il cervello li giudica appropriati per certe situazioni. Questo va bene, è una cosa giusta, il cervello decide in modo autonomo senza alcuna informazione conscia. Senza dubbio l’evoluzione ha adottato questa strategia per una ragione, ma se si vuole cambiare questi comportamenti, od adottare una reazione diversa in certe circostanze, bisogna essere consapevoli della riluttanza che ha il cervello ad effettuarla. Altrimenti si ricadrà nel vecchio modo di fare le cose ed una procedura già consolidata seguirà il suo corso. In aviazione necessitano entrambe – sia l’azione in modo automatico sia l’azione controllata da decisioni consapevoli. Qualsiasi tentativo di eliminare le reazioni automatiche potrebbe essere altamente controproducente dato che la sicurezza del volo dipende largamente da azioni rapide da parte del pilota. La lezione che si impara da tutto automaticamente sono positivi, ma per reazione non voluta. In questi casi, si condurre la capacità decisionale in una modi standard. questo è ovvia. Di principio, i modi di comportamento eseguiti contro ostacolano grandemente la capacità di cambiare qualunque devono applicare rigide contromisure e consapevolmente si deve diversa direzione. In caso contrario, il cervello applicherà di nuovo i E questo ci riporta indietro all’argomento degli errori. Quando si vuole imparare dai propri errori, si deve prima realizzare che si stanno facendo. Questo non è sempre il caso. Gli errori riconosciuti sono relativamente facili da trattare purché si applichi la strategia corretta e si tenga a mente quanto detto sopra. Un aiuto può spesso venire fornito dagli addestratori, istruttori e piloti esperti del club, ma lo studio della letteratura attinente può spesso condurre ad un analisi più profonda del problema e – quello che è più importante – fornire per prima cosa buoni consigli su come prevenirli. Ora focalizziamoci sugli errori che non sono stati riconosciuti come tali. Questi sono, di gran lunga, più difficili da eliminare. Perché si dovrebbe cambiare qualcosa se non si sa cosa si sta facendo di sbagliato? Durante l’addestramento basico si fa assegnamento sull’istruttore per correggere i propri errori ed avere consigli per un rimedio. Comunque, dopo aver conseguito la licenza le cose cambiano fondamentalmente. Ora tocca al neo brevettato identificare e correggere gli errori e le opportunità di avere un aiuto esterno diminuiscono notevolmente. Ma questo non significa che tali opportunità non esistano. Mi viene in mente per prima cosa procurarsi dei ritorni fra i membri del club ed impegnarsi in discussioni e sessioni dedicate. Questo di solito aiuta con l’identificare i punti di rottura, ma aiuta anche gli amici ad alzare la posta e portarli più vicino verso il prossimo successo. Un'altra opportunità e lo scambio di informazioni tra amici piloti; e se si può, si dovrà essere presenti nelle sessioni di addestramento di gruppo. Anche l’addestramento personale offre grandi opportunità per l’avanzamento della capacità e della conoscenza. Esso permette anche all’addestratore ed all’addestrato di focalizzarsi su specifici argomenti e fare fini adattamenti nelle capacità considerate insufficienti o che necessitano di una rifinitura. Nulla di più umano che commettere degli errori. Essere irritati dai propri errori è anche comprensivo, ma che cosa succede dopo è la vera questione. L’esperienza non è quello che succede, ma quali conclusioni si tirano da che cosa è successo. Bisogna essere decisi nell’effettuare dei cambiamenti e si deve essere risoluti nelle proprie decisioni se non si vuole ripetere il medesimo errore. Contrariamente ad una opinione popolare, questo non è possibile senza prima analizzare i propri errori e prendere azioni drastiche come patrocinato in queste righe. Solo allora si può evitare di ripetere i medesimi errori e raccogliere i frutti delle proprie fatiche. Pag. 30 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Analizzare i vostri voli Quante volte avete affrontato una situazione difficile in volo e desiderato avere la giusta risposta per risolverla? “Se solo potessi trovare un suggerimento su quanto ho letto qualche tempo fa,” pensate tra voi, ”ora applicherei rapidamente la giusta soluzione, e le probabilità di uscire dalla mia situazione sarebbero molto migliori”. Se questo vi suona familiare, beh, non siete soli. L’alto carico di lavoro in un volo di distanza, con forse anche l’aggiunta della pressione per la minaccia di un atterraggio fuori campo, fa sì che la situazione sia molto stressante per cui è molto difficile rimanere freddi, focalizzarsi sul problema ed applicare le giuste misure. Quando si ritorna da un volo di questo tipo, si hanno due possibilità. Una è quella di dimenticare rapidamente l’esperienza, l’altra è quella di trovare il tempo per analizzare il volo ed estrarre quello che si poteva fare meglio. In qualche caso, questo coinvolge la ri-lettura di testi ma in altri è giusto una questione di ritornare indietro, riflettendo sul volo e sulle decisioni prese prima di trovarsi nei guai. Molto più spesso di quanto si creda, le ragioni diventano ovvie e sono molto chiare da vedere dopo che sono avvenute. Comunque, in molti casi questo esercizio di andare a fondo delle cose implica lo studio dei tracciati dei loggers, con l’aiuto della cartografia. Come piloti di volo a vela possiamo sforzarsi ad essere perfetti, ma ci si può solo avvicinare. Analizzando ciascun volo e valutando che cosa è andato bene e cosa poteva essere fatto meglio, ci si può avvicinare al volo perfetto. Questa valutazione e controllo delle proprie prestazioni porterà ad un continuo miglioramento. Dato che non siamo nati per volare, siamo molto lenti nell’apprendimento quando esso implica l’acquisizione di nuove capacità. Ma, quanto più ci si avvicina all’ottenimento del proprio obiettivo, ci si deve dare dei periodici controlli per misurare la propria progressione. Questo serve per vedere quello che è stato fatto e se si segue ancora la pianificazione tracciata all’inizio. Sembra tutto così facile e si inizia con le migliori intenzioni verso un obiettivo chiaramente identificato. Ma poi se si entra in un breve periodo di brutto tempo, o ci sono altre distrazioni che vi tengono lontano dal campo di volo per qualche tempo, c’è il rischio di perdere la strada verso l’obiettivo. Questo non sarebbe un problema se si può accedere ad una buona letteratura volovelistica e se si ritiene che queste righe possano servire in futuro per riferimento. Utilizzare queste risorse, se necessario, e prendersi un momento per ri-focalizzare l’obiettivo prima di entrare in un aliante dopo l’interruzione. Io vorrei che voi otteneste tutto il successo che volete perché esso è la più grande motivazione di tutto. Successo equivale divertimento, e quanto più a lungo i piloti di volo a vela si divertono tanto più essi rimangono entusiasmati dal nostro sport e lo rendono più vibrante ed entusiasmante per tutti noi. 3.6 AVERE UN BUON STATO D’ANIMIO Imparare a manipolare il proprio stato d’animo può portare a dei positivi cambiamenti nelle prestazioni. Per grandi imprese, bisogna sentirsi grandi. Non avete mai provato l’esperienza dove avete pensato che quel giorno sarebbe stato meglio stare a letto? Dove troppe cose tendono ad andare storte! Ci si sente “giù” e si conclude che si sta avendo una giornata “no”, ma per contro ci sono anche giorni dove ci si sente “onnipotenti”. Ovviamente la ripartizione è altamente influenzata dal proprio stato emotivo. E’ molto più di una semplice sensazione pensare che è difficile, od addirittura impossibile, cambiare lo stato d’animo in cui siamo, ed alcuni permettono che questo vada a prendere il controllo del proprio stato mentale. Chiaramente c’è una relazione tra come noi ci sentiamo e come noi agiamo. Imparare a manipolare il proprio stato d’animo può portare a dei positivi cambiamenti nelle prestazioni. Per grandi imprese, bisogna sentirsi grandi! Pag. 31 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela La ricerca ha identificato sei stati d’animo dominanti. Separandoli in contributi positivi o negativi nelle prestazioni si trova che: tensione, depressione, rabbia, fatica e confusione sono chiaramente stati d’animo deleteri, mentre il vigore spicca per un contributo estremamente benefico. Se noi sviluppiamo una migliore auto-consapevolezza di questi stati d’animo, possiamo valutare più accuratamente noi stessi ed effettuare con successo dei cambiamenti mentali. Lo scopo di queste righe è vedere di ribaltare uno stato d’animo negativo in uno positivo. Andiamo a vedere uno ad uno questi contributi. Tensione Un provato metodo per combattere la tensione e l’ansietà in un ambiente competitivo sta nel non focalizzarsi sul risultato, ma sul tema del giorno. Il risultato sarà sempre dipendente da alcuni fattori esterni, così come dalla capacità dei concorrenti. Focalizzandosi nell’eseguire al meglio delle nostre capacità, non solo supportiamo una buona condizione di fare bene, ma anche eliminiamo un mucchio di zavorra mentale controproducente. Anche il rilassamento fisico e mentale (vedere para. 3.2 e 3.3) può giocare un grande ruolo nel controllo della tensione ed ansietà. Depressione La depressione è un alterazione nella chimica del cervello ed è un problema di salute che sta seriamente aumentando nella società occidentale. Un pilota che è seriamente depresso non deve volare fino a quando non si è curato. Momentanei periodi nel sentirsi giù o male vengono anche comunemente riferiti come depressione ed è quello che viene considerato in queste righe. I piloti di volo a vela non sono immuni a questi momenti e devono combattere tali inutili stati d’animo mentali per ottimizzare la prestazione. Fortificandosi ascoltando il proprio pezzo di musica favorito o ricordando fatti piacevoli ci permettono di passare sopra a queste indesiderabili sensazioni. Immagini positive di grandi prestazioni passate è anche un buon metodo collaudato come i vividi ricordi di ambienti piacevoli (per maggiori dettagli vedere il para 3.1 “Pensare positivo”). Rabbia Anche un cattivo stato d’animo indotto dalla rabbia è altamente deleterio per la prestazione nella maggioranza dei piloti. Parlo della maggioranza perché alcuni piloti conosciuti ottengono le prestazioni migliori quando hanno una ragionevole quantità di rabbia. Dato che questa è un eccezione alla regola, non andremo oltre se non dire che l’eventuale rabbia o cattiveria deve venire ben focalizzata e non si deve permettere che diventi un problema di sicurezza. Una tecnica chiamata “posteggio” ha provato essere la soluzione migliore per trattare con la rabbia in un contesto competitivo. Essa permette al pilota di relegarla dietro la mente per trattare con essa più tardi e di ri-focalizzarsi sul tema in corso. Anche un immaginazione giocosa ed una musica dolce sono metodi collaudati per controllare la rabbia. Fatica Ricerche hanno dimostrato che la fatica e la scarsa capacità di prendere decisioni sono strettamente connessi fra loro così come un senso di stanchezza ed uno stato d’animo negativo. Una fatica vera può avere delle ragioni, ma quello che si considera in queste righe è il senso di fatica. Per respingere questi attacchi si devono assumere delle azioni positive, in questo modo si potranno scavalcare queste sensazioni. Semplicemente noi dobbiamo riprendere il controllo sul modo di pensare e ricordare che sentiremo questa fatica quando ci focalizziamo su quanto stanchi ci sentiamo. Concentrandosi su azioni positive e rifocalizzandosi sulle ricompense date da un risultato coronato da successo, possiamo commutare questo stato d’animo negativo in una sensazione di eccitazione e fiduciosa anticipazione. Pag. 32 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Confusione Incertezza e scarsa preparazione sono i maggiori apportatori di confusione nel volo a vela. Questa confusione spesso conduce ad elevati livelli di stimolazione attraverso un incremento di eccitazione e sovra carico interiore. Se tutto ciò diventa eccessivo nella testa del pilota e se l’alto carico di lavoro del tema di volo viene incrementato anche dalla necessità di eseguire una preparazione finale, si avrà una scarsa prestazione indotta da questo stato d’animo. In particolare, i piloti meno esperti che si cimentano in un posto nuovo per la prima volta devono fare attenzione a questa trappola. Vigore Il vigore da un contributo positivo alla prestazione, ma nel volo a vela un suo livello molto basso è altamente controproducente per l’ottenimento. Una mancanza di incentivi od un insufficiente vigilanza possono causare alla mente di vagare od anche di sospendere la sua attività. Il risultato sarà una prestazione deludente od anche inferiore a quella ideale. Tecniche personali infondenti energia, come parlare positivamente a se stessi ad alta voce, possono ristabilire appena la giusta quantità e riportare il pilota nello stato d’animo atto ad ottimizzare la prestazione. Il medesimo problema può nascere quando un pilota è troppo stressato od “inca…to”. In queste situazioni la mente sospende la sua attività essendo incapace di assorbire altro stress. La sola strategia per riattivarla è ridurre il livello di stress rilassandosi o fare una interruzione del tema, parcheggiandosi in una termica tranquilla. Conclusioni La somma di tutto quello che è stato detto sta nel capire lo stato d’animo in cui siamo ed averne il controllo, di conseguenza, l’avere successo, sta nell’abilità di acquisire il giusto atteggiamento mentale. Nessun pilota è così fortunato da avere uno stato d’animo fermo, incluso idoneità psicologica ed emozioni bilanciate. Comunque, sapendo come controllare questi fattori quando necessario, si avrà la giusta acutezza in qualunque situazione. Formula per avere successo Ci sono piloti d’aliante che SPERANO che le cose accadano, altri che ASPETTANO che le cose accadano e pochi che FANNO ACCADERE LE COSE. Voi avete già imparato un bel po’ di cose sulle termiche, il veleggiamento ed il volo di distanza. Vi siete concentrati su in voi stessi ed avete iniziato - e forse avete anche già identificato delle zona d’ombra così avete deciso di concentrarvi per migliorare le vostre capacità su una o due cose in particolare. Siete sulla strada giusta; siete una di quelle persone che fanno accadere le cose. Non spaventatevi se le prime settimane o mesi non daranno risultati immediati. Vi siete imbarcati su una strada lunga e difficile con ogni tipo di ostacolo. Ma se persistete, potete iniziare a vedere i benefici prima di quanto sperate. Voi dovete mettere ogni cosa in ordine per sentirvi fiduciosi, così da aver un atteggiamento molto più positivo quando prenderete posto in un aliante, ed assumendo che abbiate fatto tutto potete aver successo. La prima cosa che serve e darvi dei consigli per mantenervi sulla giusta via. Potete essere fortunati ed avere immediato successo quando cercate qualche suggerimento, ma è più probabile che voi non colpiate l’obiettivo ai primi tentativi. Ci possono essere varie ragioni perché i vostri primi tentativi non hanno colto l’obiettivo, ma è vitale perseverare e provare nuovamente. I vincitori non abbandonano mai ed i disfattisti di certo non vinceranno mai. Abbandonare dopo alcuni tentativi infruttuosi è come abbandonare una lunga prescrizione medica per curare un indisposizione di vecchia data dopo aver preso solo due o tre pillole perché esse non hanno mostrato di dare immediato beneficio. Pag. 33 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Siate sicuri di voi stessi perché siete sulla giusta strada – leggendo queste righe avete acquisito importanti conoscenze fondamentali. Ora voi avere la vostra medicina nel taschino, e se non vi dimenticate di prenderla, il successo vi arriderà. 3.7 ADDESTRANDO IL CERVELLO SI OTTENGONO I RISULTATI Non c’è alcuna ragione perché le capacità maturate nel praticare il volo a vela debbano venire dimenticate quando si scende dall’aliante…... Se chiedessimo agli uomini e donne che sono ai vertici delle classifiche nei loro rispettivi sports come ottengono i loro risultati, essi inflessibili risponderanno con la testa. A questo punto molti erroneamente interpreteranno tale affermazione come una riflessione sull’intelligenza individuale ed alcuni getteranno immediatamente la spugna pensando che il proprio intelletto non sia come il loro. In realtà, l’intelligenza gioca solo un ruolo minore. Quello che realmente fa, è che (in parallelo alle necessarie capacità pratiche) questi atleti hanno lavorato sul loro cervello, più precisamente sulla capacità di trattamento delle informazioni. E questo è quello che andiamo a vedere in questa parte. Il potere dell’immaginazione Il rilassamento mentale è un esercizio della mente che ha lo scopo di addestrare il cervello ad adottare nuovi o differenti metodi di condotta. La teoria dietro a questo è semplice. Incurante se voi lo sperimentiamo o se appena ve lo immaginate, qualunque evento lascerà una significativa impronta nel vostro cervello. E’ quasi come scaricare un nuovo programma in un computer. Quando giocavate da bambini, avete “scaricato” innumerevoli programmi nel vostro cervello, i quali da allora hanno governato la vostra condotta ed imposto il vostro modo di fare. Gli scienziati da tempo sanno che questo ha creato dei collegamenti neurologici nel vostro cervello, i quali vengono successivamente attivati ogni qual volta vengano richieste determinate azioni. E queste azioni avvengono automaticamente e senza alcun intervento da parte vostra. Quando accade qualcosa, non dovete pensare a lungo perché il cervello automaticamente agisce con una risposta consona all’evento dovuta a sequenze neuro-muscolari precedentemente sperimentate. Questa conoscenza può venire applicata a qualunque attività e, particolarmente, nel volo a vela quando si viene ad imparare cose nuove od a ridurre il carico di lavoro mentale. Esempio, il vincitori di una prova durante una competizione di solito riportano che per loro il volo è stato senza difficoltà, che si è svolto con sorprendente facilità e semplicità. Ma perché quel volo è stato facile per qualcuno e difficile per altri? La ragione si trova in una completa preparazione del volo, che include una ripetuta visualizzazione del volo, in altre parole, questi piloti hanno mentalmente svolto la prova con tutte le sue possibili variabili ed opportunità ben prima di salire nei loro alianti. Quello che lavora bene per i piloti da gara dovrebbe andare piuttosto bene anche per voi. La prima cosa da fare è scegliere un posto tranquillo ed eliminare tutte le distrazioni possibili. Mettersi comodi e concentratevi su una situazione dl volo che vi preoccupa. Ora pensate alle ragioni delle vostre preoccupazioni e con cura tirate fuori il modo migliore per superarle. Questa potrebbe essere la parte più dura dell’esercizio, ma dopo averlo fatto, avrete un piano per un migliore linea d’azione per il futuro. Nel contempo avete fatto una buona partenza per un riuscito addestramento mentale. Il passo successivo è quello di chiudere gli occhi ed immaginare questo particolare scenario come visto attraverso i vostri occhi, come percepito dal vostro corpo e come sentito attraverso le vostre orecchie. Prendete tutto il tempo necessario e focalizzatevi su niente altro che su questa parte del volo. Ora è tempo di andare a rendere mentalmente effettiva la nuova e migliorata linea d’azione. Fate questo ripetutamente e, per ricavarne il massimo beneficio, usate mani e piedi per simulare il movimento della cloche e della pedaliera! (come fanno i piloti acrobatici, che prima del volo si ripassano il programma simulandolo con mani e piedi) Durante i primi tentativi questo richiede una notevole quantità di concentrazione ma, come in ogni cosa, gradualmente diventa più facile. Naturalmente, tale esercizio dovrà venire ripetuto molte volte e forse per diversi giorni, od anche settimane. Comunque, non c’è niente altro che potrà darvi dei risultati a medio / lungo termine. Quando il nuovo “programma” verrà completamente assimilato ne ricaverete Pag. 34 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela immediatamente dei vantaggi e non potrà mai più venire cancellato. Le ripetizioni mentali non dovranno solo venire usate per eliminare le zone d’ombra, ma maggiormente per acquisire nuove capacità. Questa sembra logico, ma può condurre a dei problemi quando il vostro particolare programma di addestramento contiene delle pecche. Di conseguenza sarà consigliabile rivolgersi ad un istruttore/coach prima di intraprenderle. Se abbiamo un “manuale” imperfetto, adotteremmo delle procedure sbagliate. Superfluo dire che questo è altamente controproducente. Si può già vedere che le ripetizioni mentali hanno un numero di vantaggi significativi dal momento che esse sintetizzano e rendono automatici i processi mentali e le azioni. Niente è più sorprendente nel vedere che un alto numero di prestazioni al top derivino dall’impiego di questi metodi perché la differenza tra un buon pilota ed uno migliore è la differente energia mentale. Inoltre molti scrivono giù le loro scoperte, le quali aiutano ad assorbire i punti chiave e riducono anche il carico di lavoro in volo. In particolare ne traggono beneficio i piloti che fanno voli di distanza, perché non necessitano di impiegare nessuna capacità mentale nella navigazione o nella tattica di volo. Molto più spesso che no, i loro voli si sviluppano così facilmente che dopo riferiscono che fu un volo senza problemi e tutto era andato come pianificato. Naturalmente, la loro pianificazione era stata costruita durante la rappresentazione mentale. Molti piloti poi, hanno una tendenza a perfezionare capacità che hanno già buone mentre non amano impratichirsi nelle cose dove sono meno esperti. Comunque, ora sappiamo che le cattive abitudini necessitano molto più lavoro e che si può avere più rapidamente ed efficacemente una miglior linea di azione impiegando strategie sulla rappresentazione mentale. Non rinunciate e continuate a ripetere l’esercizio ogni qual volta che si presenti l’opportunità. Completate in modo chiaro il maggior numero di ripetizioni, così quando una prossima volta sorgerà una situazione, voi l’affronterete con la migliore. Riassumendo, il nostro addestramento non deve fermarsi e finire quando noi scendiamo dal nostro aliante. Se siamo onesti, si hanno durante il giorno numerosi periodi inattivi o di pausa che si possono impiegare a dirozzare le nostre capacità con il costruttivo impiego delle tecniche di rappresentazione mentale. Il volo a vela è la nostra passione, non e vero? Se siete come me, non vorrete, chiudendo gli occhi e spendendo qualche minuto, pensare al vostro passatempo preferito? 3.8 COME PIANIFICARE UN OBIETTIVO REALISTICO Nessuno di noi investirebbe, probabilmente, una grande quantità di sforzi su un obiettivo che ha poche o nessuna possibilità di successo. Così il primo passo è quello di fissare un obiettivo realistico – uno che noi sentiamo entro le nostre capacità. Il pilota orientato a dei traguardi tende a porsi obiettivi difficili, ma fattibili, mentre altri tendono a porsi obiettivi molto più facili da raggiungere. Fissare come obiettivo vincere la prossima gara è controproducente, dato che dipende da molti fattori esterni, come la forza degli altri concorrenti, guasti all’equipaggiamento, ed anche le condizioni meteo. Ponetevi un obiettivo che sia interamente entro le vostre capacità. Idealmente tale obiettivo dovrebbe portarvi fuori dalla vostra zona di agio e darvi sicure motivazioni. Ne consegue che serve sviluppare un piano, perché se sbagliate a pianificare voi pianificate di sbagliare. Lasciatemi condividere una mia pianificazione con voi giusto ora. Per prima cosa concentratevi su un particolare aspetto del vostro volo e scegliete quelle conoscenze che pensate lo potrebbero perfezionare. La seconda cosa, SCRIVETELE e mettetele in un posto dove potete vedere questo promemoria almeno una volta al giorno. Una volta fatto questo, dimenticate tutte le altre possibili zone di miglioramento nel vostro volo, la decisione è stata presa mettetevela in testa. Non fatevi distrarre, ma focalizzatevi su questa capacità di miglioramento con l’esclusione temporanea di tutto il resto. Naturalmente, questo non significa che dovete allentare la guardia sulla sicurezza od ignorare le lezioni imparate durante l’addestramento basico, ma significa che dove usare ogni opportunità per incrementare il vostro livello capacitivo su questo particolare aspetto. Facciamo un esempio. Diciamo che avete deciso di lavorare sul vostro angolo di inclinazione. Pag. 35 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Forse avete imparato che potete migliorare il vostro rateo di salita ottimizzando la vostra inclinazione ed avete anche realizzato che termicate con una inclinazione troppo bassa. Ora avete un obiettivo realistico, ed avete completato il primo passo del vostro esercizio. Adesso potete passare allo stadio successivo, dove raccogliete informazioni sull’argomento e vi perfezionate la teoria. Le conoscenze teoriche assicurano che non dobbiate procedere per tentativi ed errori, ma semplicemente applicare quello che piloti molto esperti e stagionati hanno raccolto e scritto nei libri e nelle riviste di volo a vela. Ora avete completato il secondo stadio del vostro esercizio senza ancora esservi seduti nel vostro aliante. Tutto questo non è costato nulla ed avete già assorbito una grande quantità di informazioni per saperne di più. Il terzo stadio è semplice, mettere in pratica quello che avete imparato con la teoria. Applicate che cosa avete identificato come corretto modo d’agire, ma avete anche imparato dai vostri errori. Fate quello che potete, qualche volta ricadrete nelle vostre vecchie cattive abitudini, ma – con un pizzico di riflessione – rapidamente richiamerete in mente che ci sono migliori e maggiori efficienti modi di termicare. Spesso le cattive abitudini sono così profondamente radicate che è troppo facile cedere. Ovviamente potete dirvi che non avete la stoffa giusta. Potrebbe essere che altri piloti possano comportarsi così, ma con la forza di volontà questo può venire superato. Siamo tutti umani e di conseguenza tutti noi facciamo degli sbagli, ma la differenza tra successo ed insuccesso è la tenacia. Non scoraggiarsi mai. Se tornando da un volo di addestramento non avete avuto tempo di sperimentare virate con una maggiore inclinazione, cercate di capire che forse eravate troppo impegnati a cercare di stare per aria. Ci sarà un altra opportunità la prossima settimana, od anche quella dopo - ma non rinunciare, semplicemente decidere di provare di nuovo la prossima volta. Io ho visto piloti d’aliante blasonati che quando facevano un volo d’addestramento, avevano un pezzo di carta appiccicato al pannello strumenti con delle note. Quelle note servivano semplicemente come promemoria per focalizzare un particolare aspetto del loro volo – molto convincente vero. Imparare dagli esperti I piloti che sono notevolmente più performanti di altri stanno ovviamente facendo le cose giuste. Ci possono essere un mucchio di ragioni per questo. Loro possono essere più capaci o più esperti, o possono anche avere accumulato una migliore conoscenza teorica. Ma qualunque sia la causa, sarà sempre una buona idea imparare da loro e lasciare che vi aiutino. Sebbene ci siano alcuni casi isolati dove questi “bigs” si tengono per loro le loro formule vincenti, ma nel complesso i piloti al vertice sono troppo contenti di dividere la loro ricchezza di esperienza con altri e trasmettere le conoscenze accumulate. Potreste dover prendere l’iniziativa nel domandare. Ricordate di essere specifici. Domande come: “Come fai ad essere così veloce?” avranno probabilmente una risposta piuttosto generica e molto probabilmente nessuna grande rilevazione. Se, di contro, si fanno domande molto specifiche aspettatevi una buona probabilità di entrare in una discussione dove si imparerà molto. Essere diplomatici e se necessario ammettere quali sono i vostri punti deboli. Molto spesso di quello che si crede i piloti mostreranno comprensione e di solito emergeranno utili consigli. Anche, come alla maggior parte della gente, ai piloti al vertice piace spesso sottolineare le loro raccomandazioni tramite esempi tratti dai loro voli. Purché si traggano le corrette conclusioni si possono imparare grandi cose – sia che si siano ascoltate storie di successi o di insuccessi. Credere nella vostra abilità per riuscire Questo è forse il mio più importante suggerimento. Voi avete tutti i motivi per credere di aver successo. Più forti siete in questo credo, maggiori sforzi impiegate per liberarvi di alcune abitudini meno desiderabili, e più vorrete persistere contro un ostacolo. Perché non soffermarsi sulle vostre qualità piuttosto che sulle vostre mancanze? Pag. 36 A.S.D. Volo a Vela Novi Scuola di Volo a Vela Essere gli addestratori di se stessi, ed imparare a nutrire il vostro amor proprio. Ricordatevi che ogni volta che lavorate sulle vostre capacità di volo vi state avvicinando di un passo più vicino al vostro obiettivo. Lasciate che vi illumini!!!!! Adottare un nuovo modo di pensare – pensare positivo. Non è di questo che si tratta? Spesso il nostro vecchio io ha abitudini dalle radici profonde, sciocche idee, a riguardo al nostri limiti o forse anche paura di fallire. Una struttura mentale negativa non va bene con il volo a vela. Tuttavia, la possiamo vedere fin troppo spesso al decollo, con manifestazioni tipo: “Con la fortuna che ho, bucherò senz’altro”. Cosa supponete che accada dopo? Si, avete ragione, dopo pochi minuti quel pilota è di ritorno per rimettersi in fondo alla linea di partenza. Tali modi di pensare antiquati possono venire filtrati fuori. I vincitori stanno lontani dagli elementi distruttivi del volo a vela, loro affrontano la vita con un modo di pensare positivo e si concentrano sul buon esito dei risultati. I vincitori non abbandonano mai e chi rinuncia facilmente molto probabilmente non vincerà mai. Pag. 37