Intorno ai Bambini
notiziario scuole dell’infanzia ffiissm
m ccoom
moo ee ssoonnddrriioo
notFism
iziarComo
io secSondrio
uole dell’infanzia
Notiziario scuole dell’infanzia
Edizione inviata anche
via e-mail
095
14 set 2009
X Congresso Nazionale
Fism
Roma 17-20 giugno 2009
Mensile
delle Scuole
dell’Infanzia Fism di
Como e Sondrio
Spedizione
Poste Italiane S.p.A.
Spediz. in abbonamento
DL 353/2003 (conv. in
L.27/02/2004 n.46)
art.1, comma 2 - DCB
COMO
Editore
Fism Como
Viale C. Battisti, 8
22100 COMO
Direttore
responsabile
Agostino Clerici
.
Comitato
di redazione
Claudio Bianchi
Pres.te Fism Como;
Giuliana Bartesaghi
Pres.te Fism Sondrio;
Antonio Piffaretti
vice pres.te, redattore
Registrato
presso il Tribunale di
Como con decreto
n. 14 del 10.10.2002
Stampa
Salin s.r.l.
Prestampa e Stampa
Olgiate Comasco CO
Redazione
Como
Fism Como
Viale C. Battisti, 8
22100 COMO
tel. 031.300.057
fax 031. 299.525
[email protected]
Redazione
Sondrio
Fism Sondrio
Via Fracaiolo, 3
Casella Postale 62
Posta Centrale
23100 SONDRIO
tel. 0342.219183
fax 0342.514965
[email protected]
1
15 aprile 2009 - INTORNO AI BAMBINI - 092
X Congresso Nazionale Fism - Roma
X CONGRESSO NAZIONALE FISM 2009 LE SCUOLE DELL’INFANZIA FISM ALLA SFIDA DEL FUTURO
LE RAGIONI, LE SCELTE, LE ATTESE
Roma, 17 al 20 giugno 2009
A 35 anni dalla sua istituzione la Federazione italiana scuole materne (FISM) si è riunita a Roma dal 17 al 20
giugno 2009 per il X Congresso nazionale "Le scuole dell'infanzia FISM alla sfida del futuro".
Le 8000 scuole dell'infanzia paritarie della FISM sono capillarmente diffuse ìn tutte le regioni e province, in 4800
degli 8100 comuni italiani e frequentate da oltre 500.000 bambini. Con la legge 62/2000 le scuole paritarie FISM
sono state inserite a pieno titolo nel Sistema Nazionale d' Istruzione.
II congresso è stato aperto il 17 giugno alle 15.30, dopo l'udienza papale al mattino in Piazza S. Pietro, dal Presidente della FISM Redi Sante Di Pol e dal Consulente ecclesiastico don Aldo Basso. È seguita la relazione
congressuale del Segretario nazionale Luigi Morgano e la relazione "Le scuole FISM tra identità ed intercultura”
di Mons. Vincenzo Zani, Sottosegretario della Congregazione per l'educazione cattolica. Durante il congresso
erano previsti gli interventi del Ministro Mariastella Gelmini e del Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Cei,
ma a causa di impegni imprevisti, invece, hanno inviato i loro messaggi.
I lavori sono proseguiti il 18 giugno con la Tavola rotonda "II contributo della Fism alla parità scolastica" coordinata da Luigi Morgano. Hanno partecipato Giuseppe Dalla Torre, Magnifico Rettore della Lumsa, Gianfranco
Garancini, Docente di Storia del Diritto presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Milano e Giuseppe Totaro, Presidente emerito della FISM. Nel pomeriggio Mons. Bruno Stenco, Direttore Unesu - Cei , ha svolto una relazione sul tema " Le scuole dell'infanzia FISM al servizio della società e della Chiesa" alla quale è seguito il dibattito congressuale.
Venerdì 19 giugno è stato fatto il punto sulla formazione del personale e sull'assetto organizzativo della FISM.
Sono intervenuti Antonio Trani, Delio Vicentini e Giannino Zanfisi. Durante il Congresso si sono svolte anche le
elezioni per il rinnovo degli organi della FISM.
II Congresso è stata l'occasione per fare il punto di quanto fatto e di quanto resta da fare per rendere compiuta
nel Paese la parità scolastica. Solo così, infatti, si riconoscerà pienamente il servizio che da 150 anni le scuole
non statali, in gran parte di ispirazione cattolica, rendono ai bambini, alle loro famiglie ed alla società.
IL PAPA ALLA FISM SULLA FORMAZIONE DELL'INFANZIA:
"I VALORI DEL VANGELO FONDAMENTO DELL'EDUCAZIONE"
Infanzia: trasmettere i valori del Vangelo come fondamento dell'educazione. Papa Benedetto XVI
elogia le scuole dell'infanzia paritarie aderenti alla FISM - Federazione Italiana Scuole Materne, i cui
rappresentanti, con il segretario Luigi Morgano, ha ricevuto stamani in udienza in Vaticano.
II Papa ha invitato Morgano e la FISM, riuniti a Roma per il X Congresso, a continuare con decisione l'attività e sviluppare quella capacità di presenza oggi concretizzata in 8.000 scuole (il 70 per
cento delle scuole dell'infanzia paritarie), presenti in 4.800 comuni italiani e "senza le quali - spiega
Morgano - lo Stato annualmente, se volesse sostituirle, dovrebbe spendere poco meno di 4 miliardi
di euro all'anno".
La cifra, peraltro, comprende solo la spesa corrente e non gli investimenti necessari, a partire dagli
edifici. Sono scuole "senza fini di lucro e con carattere popolare, profondamente radicate nelle comunità locali in cui operano". Anche nell'ambito dei servizi per la prima infanzia la Federazione assicura presenze quantitative e qualitative di alto livello, dagli asili nido alle sezioni primavera (sono
circa 1.500 le scuole che gestiscono servizi per la prima infanzia)
GELMINI ALLA FISM: "LA SCUOLA PARITARIA È CONCRETAMENTE PUBBLICA". NO A TAGLI
Questi dati, per il Ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, nel suo messaggio al convenuti al X Congresso della FISM - Federazione Italiana Scuole Materne a 35 anni dalla fondazione, "sono la prova reale che la scuola paritaria è una
scuola concretamente pubblica". "È noto - ha aggiunto Gelmini - quel che è stato fatto dal mio Ministero per il recupero dei
'tagli', ovvero la questione dei 120 milioni di euro con la scorsa finanziaria: voglio anticipare che il mio impegno affinché non
ci siano tagli per la scuola paritaria nella legge finanziaria 2010 sarà massimo". Nel suo intervento il ministro Gelmini si è richiamato anche alle parole di Benedetto XVI sul ruolo dell'istruzione, definito "civile - spiega Gelmini - quasi `laico”, da interpretare secondo il Papa non come difesa di un interesse di parte, ma come contributo prezioso all'edificazione del bene comune dell'intera società italiana. "Ho sempre sostenuto - ha osservato ancora Gelmini - che la scuola paritaria è scuola pubblica e come tale deve essere sostenuta".
MORGANO (FISM): "PIU' PIENAMENTE EUROPEI CON IL RICONOSCIMENTO DELLE PARITARIE"
C'è una crescente disposizione dei nostri ragazzi a vivere in chiave individualista ed egocentrica la loro vita e questo, spiega Luigi Morgano segretario della FISM - Federazione Italiana Scuole Materne (a Congresso a Roma), "sin da piccoli: sia-
2
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
X CONGRESSO NAZIONALE FISM 2009 mo provocati a far attenzione per aiutarli a crescere diventando bambine e bambini capaci di vivere bene la socialità e non
egoisticamente". L'impegno della FISM si colloca in questo solco e viene riconosciuto, pur con accenti diversi, dalla classe
politica che impara a guardare alla parità "come innovazione e risorsa nell'interesse dell'intero sistema scolastico nazionale,
in analogia a quanto già avviene per altri servizi pubblici". "La FISM - conclude Morgano - chiede che anche il nostro Paese
compia finalmente il passo che lo collochi a tutti gli effetti, anche per il suo sistema scolastico, nell'Unione Europea che è di
fatto il nuovo territorio civile di riferimento".
NON SOLO “STATALE” VUOL DIRE PUBBLICO. LIBRO BIANCO SU ESPERIENZE INTERCULTURALI
La distinzione fra scuola pubblica (comprensiva anche del servizio pubblico offerto dalle scuole paritarie) e scuola statale ha
consentito col tempo di superarie barriere ideologiche, arginando quella che Redi Sante Di Poi, presidente della FISM - Federazione italiana scuole materne, definisce una "deriva statalista". Molti gli ostacoli. Purtroppo, osserva Di Poi, "ancora oggi
alcune amministrazioni comunali, per scelte ideologiche o per irresponsabili finalità elettorali, negano o interrompono la convenzione con la scuola paritaria". D'altra parte capita anche che parroci o amministratori cattolici "di fronte a difficoltà economiche, a volte non insormontabili, hanno deciso di chiudere la scuola parrocchiale o le scuole di cui erano presidenti o
amministratori".
Per mons. Vincenzo Zani, sottosegretario alla Congregazione per l'educazione cattolica, accanto al ruolo decisivo della
famiglia nell'educazione, lo Stato ha il dovere di promuovere un approccio interculturale attento al rispetto della dimensione
religiosa, per favorire la coesione sociale e il bene comune. La Congregazione sta peraltro elaborando un libro bianco sulle
esperienze interculturali e ha chiesto alla FISM di segnalare quelle da essa messe in opera.
Per Gianfranco Garancini, docente di storia del diritto dell'ateneo di Milano, quando si è tradotta in legge la riflessione sulla
parità, si è scritto esplicitamente nel nostro ordinamento che, a partire dalla scuola per l'infanzia, anche le scuole non statali
partecipano al sistema nazionale di istruzione, facendo entrare nel nostro ordinamento il concetto di servizio formativo e di
servizio di istruzione.
Oggi, avverte Giuseppe Dalla Torre, magnifico rettore della Lumsa, è necessario un incremento dello sforzo culturale
"guardandosi dagli opposti pericoli di una sussidiarietà intesa come dipendenza dallo Stato e di una cultura del business e
della mera concorrenza nella prestazione di servizi educativi".
Va riconosciuto intanto alla FISM, secondo l'avvocato Giuseppe Totaro che ne è stato primo segretario, di avere contributo
a far diventare dato culturale comunemente diffuso che "un servizio pubblico è tale anche se la sua gestione non è riconducibile ad un ente pubblico o allo Stato". Anche con un risparmio di risorse notevole: la spesa pubblica per allievo nelle scuole
statali per l'infanzia è di 6116 euro, mentre la spesa dello Stato per ciascun studente di scuola non statale é di 584 euro.
"Noi - chiosa don Aldo Basso, consulente ecclesiastico nazionale della FISM - raccogliamo senz'altro l'invito che ci viene
dal Papa e dai vescovi per continuare con rinnovato impegno il servizio educativo a favore dei bambini e delle famiglie che
si rivolgono alle scuole dell'infanzia di ispirazione cristiana".
Non poteva mancare nel confronto al congresso FISM un riferimento al violentissimo terremoto dello scorso 6 aprile che ha
reso inagibili oltre venti scuole della FISM. Attraverso una raccolta fondi, chiedendo la massima collaborazione delle FISM
regionali e provinciali, oltre a contributi più generali di sostegno alla popolazione colpita, è stato attivato anche un intervento
mirato di ricostruzione di alcune scuole dell'infanzia abruzzesi, a partire dalla messa a disposizione di strutture di emergenza
per la ripresa, a breve, dell'attività educativa.
SCUOLA, IDENTIKIT DELLE PARITARIE: 500 MILA BAMBINI, 30 MILA IMMIGRATI E I PROGETTI PER 4300 PICCOLI
DISABILI (All'indomani dell'intervento del Ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini)
Le scuole dell'infanzia della FISM (oltre 500 mila bambini, 8000 scuole paritarie in 4800 degli 8100 comuni italiani), rappresentano il 70 per cento delle scuole paritarie. Sono aperte all'accoglienza di tutti i bambini, senza distinzione di etnia o credo
religioso, e sono impegnate a promuovere l'educazione integrale del bambino secondo una visione cristiana. "Le nostre
scuole - spiega il Segretario nazionale Luigi Morgano - sono e vogliono continuare ad essere scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, con un'identità dichiarata ma rivolta a tutti". In questo quadro, l'incontro crescente con gli "altri", i bambini
stranieri sempre più numerosi nelle scuole, oltre al passaggio dalla tolleranza all'integrazione, "comporta di non cadere
nell'errore di relativizzare l'identità di chi accoglie, come di annullare quella di chi è arrivato: ne risulterebbe, sul piano educativo, un allineamento sul nulla". In 35 anni di attività, la FISM, sottolinea il Presidente Redi Sante Di Poi, "si è impegnata ad
arginare quella deriva statalista che a partire dagli anni '70 tendeva a portare tutta l'offerta formativa, compresa quella per
l'infanzia, all'interno delle strutture del sistema scolastico statale o degli enti locali: lo abbiamo fatto con un modello educativo originale e specifico e soprattutto un termine di confronto anche per altre istituzioni educative per l'infanzia".
SCUOLE PARITARIE FISM: 30 MILA IMMIGRATI
In base ai dati del Ministero per la Pubblica istruzione la scuola non statale per l'infanzia accoglie 36.445 stranieri (5,2%).
Rappresentando le scuole per l'infanzia FISM il 70% delle scuole non statali... il calcolo è presto fatto: gli alunni stranieri che
frequentano le scuole FISM sono circa 30 mila (4,7%).
È interessante come in alcune zone la richiesta di iscrizione a queste scuole viene da parte di famiglie musulmane. Nel caso
della provincia di Treviso il 10 per cento della popolazione scolastica degli istituti materni privati, per lo più cattolici, si compone di piccoli stranieri, in maggioranza musulmani.
SCUOLE PARITARIE FISM: PROGETTI PER 4300 PICCOLI DISABILI
La FISM ha maturato esperienze di integrazione e sviluppo non solo con i piccoli stranieri, ma anche con i portatori di handicap che sono 4300 sul totale dei 5057 iscritti alle scuole paritarie per l'infanzia.
"Quando si parla di presenza di bambini disabili - osserva Biancamaria Girardi - si pensa subito alla presenza di insegnanti
di sostegno e si vede subito l'onere economico che ne consegue. Forse sarebbe meglio pensare al principio, costituzional-
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
3
X CONGRESSO NAZIONALE FISM 2009 mente garantito, del diritto allo studio, e al diritto all'integrazione scolastica della persona, e rispettare le effettive esigenze
dei singoli bambini che presentano situazioni di difficoltà. Ciò porterebbe ogni scuola ad attrezzarsi per muoversi affinché si
possa operare per la realizzazione di un progetto di vita del bambino e non solo in funzione di un ipotetico 'programma da
realizzare"'. In questa prospettiva la FISM in Lombardia ha attivato un gruppo di lavoro che si occupa degli aspetti riguardanti l'integrazione scolastica di tutti i bambini con vari tipi di differenze e in collaborazione con I'Anci, ha aderito al progetto 'Equity in rete'. La Fism Treviso ha stipulato un accordo con la Provincia, la Conferenza dei Sindaci, le Asl per coordinare e finalizzare gli impegni comuni per l'integrazione.
4
"UN PAESE PIÙ POVERO SENZA IL SERVIZIO PUBBLICO DELLE PARITARIE: ECCO PERCHÉ"
Approvata all'unanimità una mozione al Congresso della Federazione Italiane Scuole Materne.
Le scuole materne FISM, espressione delle comunità in cui operano, sono capillarmente diffuse in tutto il Paese e rispondono a un'essenziale esigenza educativa. A loro - ancor più esplicitamente dopo la legge 62/2000 - è riconosciuto il diritto di
essere sostenute economicamente per il servizio pubblico che svolgono".
Le scuole FISM non sono private, ma paritarie e senza fini di lucro e come tali facenti parte - con le scuole statali e dei comuni - del sistema nazionale d'istruzione: sostenere le scuole dell'infanzia paritarie significa sostenere il servizio pubblico
che esse svolgono".
La FISM, che è per un mix di strumenti per l'attuazione della parità economica in ragione delle plurime e differenziate competenze di Stato, Regioni ed Enti locali, "ribadisce la scelta del finanziamento diretto alle scuole sulla base del numero delle
scuole e delle sezioni funzionanti in misura tale da permettere una gestione, qualitativa ed organizzativa, equipollente a
quella delle scuole statali". Ciò che è urgente "è adeguare il sostegno economico-finanziario alle scuole dell'infanzia paritarie
in modo certo"; un sostegno che è rimasto inalterato dall'anno 2000, nonostante il recupero parziale dei tagli previsti dalla
Finanziaria 2009. Diversamente il sistema delle scuole paritarie "rischia oggettivamente il collasso, soprattutto nelle realtà
più piccole, dove peraltro non ci sono alternative".
Ogni scuola ha, infatti, costi fissi, tra i quali quello per le retribuzioni rappresenta la parte più consistente: tali costi debbono
essere assunti dalla Repubblica per conseguire una effettiva equità dell'accesso al sistema nazionale di istruzione. Solo così
si consente a tutte le famiglie la possibilità di scegliere la scuola a parità di condizioni.
La FISM pertanto chiede che in nome del primato dell'educazione "anche il nostro Paese compia finalmente quel passo che
lo collochi, anche per il suo sistema scolastico, a tutti gli effetti nell'Unione Europea, che è ìl nuovo territorio civile di riferimento".
FISM: "NON OFFRIAMO SLOGAN, MA CONTENUTI, DIDATTICA E RIFERIMENTI SOLIDI"
L'educazione attraverso la scuola cattolica, osserva Mons. Bruno Stenco, direttore Unesu (Ufficio nazionale per l'educazione, la scuola e l'università) della Cei, esprime la capacità della fede cristiana di illuminare la vita quotidiana delle persone, di
offrire motivi di speranza, di costruire il bene comune non solo dei credenti ma di tutti.
Per Delio Vicentini, coordinatore pedagogico, "proporre un progetto educativo cristiano - spiega - non è ripetere uno slogan, ma offrire contenuti e riferimenti valoriali solidi, non in competizione con la scuola statale ma con un contributo specifico
di cui si sente necessità". Le scuole dell'infanzia sono "attentissime alla formazione del personale docente e di coordinamento delle diverse attività", nel pieno convincimento che "i livelli più alti di qualità si assicurano con una sollecitazione permanente e un ascolto personale dei piccoli, come anche dei loro familiari".
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
La nuova Presidenza e Segreteria ed il nuovo Consiglio Nazionale Fism
PRESIDENTE NAZIONALE
SEGRETARIO NAZIONALE
SEGRETARI NAZIONALI AGGIUNTI
REDI SANTE DI POL
MORGANO LUIGI
ANTONIO TRANI
DELIO VICENTINI
CONSIGLIERI ELETTI
SU LISTA REGIONALE
CONSIGLIERI ELETTI
SU LISTA NAZIONALE
PRESIDENTI REGIONALI
BERTOLETTI LUCIANO - Veneta
COZZARIN DINO - Friuli Venezia Giulia
COSSU SR. ELISABETTA - Sardegna
DANIELE FABIO - Puglia
DE FILITTO ROSARIA - Campania
FENOCCHI DANIELA - Marche
FIORINO PAOLO - Calabria
MASSOLI MARTINO - Lombardia
MAZZEO MARIA GRAZIA - Liguria
NOVELLI ARRIGO - Abruzzo
ORIOLI FUINA OLIMPIA - Basilicata
QUADREROLI STEFANO - Umbría
RIGHI CLAUDIO -Toscana
RUSSO GIUSEPPE - Sicilia
SANTAGATA FRANCESCO - Molìse
SAPPA STEFANO - Piemonte
STOPPINI LUCIA - Trentino A.A.
TRANI ANTONIO - Lazio
ZOLI ORIANO - Emilia Romagna
MORGANO LUIGI
ACERBI GIANNI
ARMELLIN LINO
BELLO FRANCO
BIANCHI CLAUDIO
CARMIGNANI CHIARA
DELLA NOCE FRANCESCO
DI GIACOMO RAFFAELE
DOSIO PATRIZIA
FASAN TIZIANO
FONTANELLA ALDO
GIRARDI BIANCAMARIA
IRIDILE LUCA
MONTI GUARNIERI MARIO
PATICCHIO VINCENZO
PERROTTI GIANPAOLO
PESENTI MASSIMO
PIACENTINI MARIA ANNUNZIATA
ROLANDI SILVANO
SARDU MATTEO
SERTORI GIAMBATTISTA
VERSIGLIA ROSANNA
VICENTINI DELIO
ZANFISI GIANNINO
ZANFORLIN ANTONIO
REVISORI DEI CONTI
ALBINI LORENZO
PEROZZO GIUSEPPE
VERDOLIN DINO
ALESSI LEONARDO - Toscana
ARMELLIN LINO - Veneto
BALDASSARRE VITO ANTONIO - Puglia
BALDESSARI GIULIANO - Trentino
BRAIDA PAOLO - Friuli V.G.
CAPODICASA AUGUSTO - Abruzzo
CORNA CASIMIRO - Lombardia
COSSU SR. ELISABETTA - Sardegna
DI POL REDI SANTE - Piemonte
FAGA' MARISA - Calabria
FAILLA GIUSEPPE - Lazio
GALASSO ANGELA - Liguria
IEMMOLA NICOLO' - Sicilia
MARTONE BRUNO - Campania
POLCHI SIMONE - Umbria
PURZIANI DON GESUALDO - Marche
SANTELLA MARIO - Molise
SCIOTTI MARIANNINA- Emilia Romagna
SOAVE EDMONDO - Basilicata
VUILLERMOZ ALFREDO -Valle D'Aosta
PROBIVIRI
BIGNOLI SERGIO
CALEFFI GIORGIO
GAZZI MARIO
Il Segretario Luigi Morgano, nella riunione della segreteria nazionale 8/7/2009, ha attribuito le seguenti deleghe:
CONSIGLIERE
DELEGA
LEONARDO ALESSI
Responsabile del Settore Prima Infanzia e della relativa Commissione tecnica nazionale
BIANCAMARIA GIRARDI
Responsabile del Settore disabilità, stranieri...
MARTINO MASSOLI
Capo delegazione per il CCNL e Responsabile del Centro Servizi nazionale FISM
MARIO SANTELLA
Coordinatore dell’ambito iniziative di solidarietà e/o finalizzate della FISM e Responsabile del
Settore “federalismo fiscale - in rapporto alle scuole FISM”
ANTONIO TRANI
Responsabile del Settore rapporti tra FISM nazionale e FISM provinciali e regionali e della relativa Commissione tecnica nazionale e per quanto attiene Fonder
DELIO VICENTINI
Responsabile del Settore pedagogico e della relativa Commissione tecnica nazionale
GIANNINO ZANFISI
Tesoriere nazionale e Responsabile del Settore gestione scuola e della relativa Commissione
tecnica nazionale.
NB:
In grassetto sono evidenziati i consiglieri lombardi.
La Fism Como è presente con Claudio Bianchi, Consigliere Nazionale e Mario Gazzi Proboviro Nazionale.
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
5
3 - La risposta cristiana ai bambini che formulano
le grandi domande esistenziali e sul mondo
Il Consulente Ecclesiastico Nazionale della Fism, don Aldo Basso, presenta le riflessioni e gli approfondimenti su uno dei
fondamentali aspetti dell’educazione del bambino. Le famiglie e le scuole non possono ignorare questo importante argomento, e tanto meno le scuole Fism: proponendo questo agile testo, già oggetto di studio al Convegno Pedagogico
Nazionale della Fism a Reggio Emilia “La dimensione religiosa dell’educazione del bambino nella scuola dell’infanzia di
ispirazione cristiana” intendiamo offrire alle docenti ed alle famiglie uno strumento di grande valore teorico e pratico.
3a PARTE
L’EDUCATORE CRISTIANO E LE DOMANDE ESISTENZIALI DEI BAMBINI
La prima parte “Le domande di senso dei bambini” è stata pubblicata su “Intorno ai Bambini” n. 082 La seconda parte: “L’educatore cristiano e le domande esistenziali dei bambini”è stata pubblicata su “Intorno ai Bambini” n. 084 È dall’opzione fondamentale tra queste due alternative che derivano come logica conseguenza determinati atteggia‐
menti interiori: di attenzione e rispetto, di umiltà, di accetta‐
zione, di ricerca per chi sente di trovarsi di fronte ad un miste‐
ro o, al contrario, di cinismo, di disperazione e angoscia, di re‐
sa passiva per chi non vede che una semplice tragica assurdi‐
tà. Le riflessioni che precedono fanno prendere coscienza, an‐
cora una volta, quanto nell’opera educativa abbia un ruolo fondamentale la visione antropologica che sta alla base dell’agire dell’educatore. Noi guardiamo alla persona e all’educazione partendo da una visione cristiana. A questo punto della riflessione, dunque, sorge la domanda: come si pone l’educatore cristiano di fronte alle domande di senso dei bambini? Quali ‘risposte’ può dare? A questo riguardo, appaiono illuminanti le parole di Gio‐
vanni Paolo II: “L’opera educativa non può non prendere in considerazione anche la sofferenza e la morte. In realtà, esse fanno parte dell’esperienza umana, ed è vano, oltre che fuor‐
viante, cercare di censurarle e rimuoverle. Ciascuno invece deve essere aiutato a coglierne, nella concreta e dura realtà, il mistero profondo. Anche il dolore e la sofferenza hanno un valore, quando sono vissuti in stretta connessione con l’amore ricevuto e donato”2. Occorre mettersi realisticamente di fronte all’esistenza umana e prendere atto che essa interpella ogni uomo con domande che da sempre egli conserva nel cuore e ne sono a volte il tormento. Soprattutto ognuno di noi si chiede: può l’uomo accettare il lato oscuro e tragico della sua vita? L’educatore cristiano, prestando attenzione a tutti quegli aspetti e ‘accorgimenti’ psicologici che precedentemente sono stati richiamati, è chiamato anzitutto a maturare in sé quei profondi convincimenti che stanno alla base dell’esistenza cri‐
stiana e che la Chiesa costantemente ricorda a tutti. Afferma Benedetto XVI: “La certezza che Cristo è risorto ci assicura che nessuna forza avversa potrà mai distruggere la Chiesa. Ci ani‐
ma anche la consapevolezza che soltanto Cristo può piena‐
mente soddisfare le attese profonde del cuore umano e ri‐
spondere agli interrogativi più inquietanti sul dolore, l’ingiustizia e il male, sulla morte e l’aldilà” 3. Sono illuminanti le parole del filosofo francese J. Guitton1: “Assurdo e mistero sono i due poli opposti tra i quali oscilla il pensiero. Quando esamino me stesso nel profondo, ascolto questa doppia voce. Ma nel perpetuo moto pendolare dell’oscillazione, l’assurdità dell’assurdo mi conduce in dire‐
zione del mistero”. L’assurdo e il mistero sono le due possibili soluzioni dell’enigma che l’esperienza della vita ci propone. Di fronte alle domande che l’esistenza pone a ciascuno, l’educatore cristiano si pone anzitutto come uomo di speranza ‐ quella speranza circa la quale il papa, nella sua enciclica Spe Salvi, propone verità profonde. Scrive, ad esempio: “Noi ab‐
biamo bisogno delle speranze ‐ più piccole o più grandi ‐ che, giorno per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, esse non 2

6
1
8 J. Guitton, L’assurdo e il mistero, Milano, Rusconi,
1968, pp. 10-11
Giovanni Paolo II, enciclica Evangelium vitae, n. 97.
Omelia al 4° Convengo Ecclesiale di Verona (19 ottobre
2006).
3
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
bastano. Questa grande speranza può essere solo Dio, che abbraccia l’universo e che può proporci e donarci ciò che, da soli, non possiamo raggiungere. Proprio l’essere gratificato di un dono fa parte della speranza. Dio è il fondamento della speranza ‐ non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine: ogni singolo e l’umanità nel suo insieme. Il suo regno non è un aldilà imma‐
ginario, posto in un futuro che non arriva mai; il suo regno è presente là dove Egli è amato e dove il suo amore ci raggiun‐
ge. Solo il suo amore ci dà la possibilità di perseverare con o‐
gni sobrietà giorno per giorno, senza perdere lo slancio della speranza, in un mondo che, per sua natura, è imperfetto. E il suo amore, allo stesso tempo, è per noi la garanzia che esiste ciò che solo vagamente intuiamo e, tuttavia, nell’intimo aspet‐
tiamo: la vita che è ‘veramente’ vita”1. “Diciamolo ora in mo‐
do molto semplice: l’uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta privo di speranza. Visti gli sviluppi dell’età moderna, l’affermazione di S. Paolo citata all’inizio [l’apostolo ricorda a‐
gli Efesini come, prima del loro incontro con Cristo, fossero “senza speranza e senza Dio nel mondo”: Ef 2,12] si rivela molto realistica e semplicemente vera”2. Partendo da queste considerazioni, è facile comprendere come l’educatore cristiano ha bisogno ‐ come dice ancora Be‐
nedetto XVI ‐ di “entrare in un contatto vivo con Dio ‐ con il Signore Gesù, il Dio vivente; che in noi si rafforzi l’organo volto a Dio; che portiamo in noi stessi la percezione della sua ‘squi‐
sitezza’. Ciò dà anima anche al nostro operare... Ritengo... che dovremmo impegnarci soprattutto: nell’ascolto del Signore, nella preghiera, nella partecipazione intima ai sacramenti, nell’imparare i sentimenti di Dio nel volto e nelle sofferenze degli uomini, per essere cosi contagiati dalla sua gioia, dal suo zelo, dal suo amore e per guardare con Lui, e partendo da Lui, il mondo”3. In un dialogo tra il filosofo cattolico J. Guitton e lo scrittore francese, ateo, J. Lanzmann4 troviamo questo scam‐
bio di considerazioni: G.: Lei vorrebbe, se ho ben capito, che Dio la ascolti, che pren‐
da atto dei suoi interrogativi. L.: Vorrei che rispondesse agli interrogativi che si pongono tutti, credenti e non credenti. G.: Dunque, che la ascolti. L.: No, che ci risponda. G.: Se Dio esiste, non ha l’obbligo di rispondere. Ma se l’uomo esiste, ha il dovere di ascoltare” Arriviamo così a definire con sicurezza il punto di inizio dal quale deve prendere avvio il dialogo che si svolge tra il bambi‐
no che interroga e l’adulto che risponde: l’uomo deve anzitut‐
to imparare a fare silenzio e ad ascoltare Colui che ha voluto parlare senza essere costretto da nessuno che Lo interpellava. Per rispondere occorre saper prima ascoltare. 1
Ibidem, n. 31.
Ibidem, n. 23.
3
Omelia della Santa Messa con l’Episcopato della Svizzera, 7
novembre 2006.
4
J. Guitton - J. Lanzmann, Quello che credeva al cielo e quello che non
ci credeva, Milano, Gribaudi, 1995, p. 65).
2
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
Oltre al richiamo degli atteggiamenti di fondo con i quali l’educatore cristiano si pone di fronte alle domande esisten‐
ziali dei bambini, è opportuno fare altre due annotazioni. Una prima considerazione riguarda i riferimenti religiosi che si possono fare quando si vuole rispondere a queste do‐
mande. Naturalmente ognuno di noi ha un suo particolare at‐
teggiamento nei confronti della religione, ma ciò non toglie che i contenuti di essa debbano essere presentati in modo corretto, per quanto è possibile. È risaputo come molto spes‐
so si ricorre alla fantasia per presentare i contenuti religiosi ai bambini. Ora, il ricorso alla fantasia è senz’altro lecito purché essa venga usata quando può essere usata. Non si deve fanta‐
sticare sulla fede. Non dobbiamo usare la fantasia per imma‐
ginare ciò che non è immaginabile, altrimenti potremmo fuor‐
viare seriamente la comprensione dei contenuti della religio‐
ne. Occorre essere quindi molto cauti nel far ricorso alla fan‐
tasia quando si tratta di descrivere ciò che non è immaginabi‐
le, in quanto Dio, l’inferno, il paradiso non possono essere immaginati. Si potrebbe obiettare: ma, allora, cosa diciamo ai bambini? Occorre usare e riformulare per i bambini le espres‐
sioni che usa la Bibbia. Che cos’è ad esempio il paradiso? La Bibbia dice: è stare con Gesù, essere in compagnia con lui nell’amore e nella gioia. Non si devono dire cose sbagliate neppure ai bambini per nessun motivo. L’adulto si dovrà sfor‐
zare di dire la verità, una verità adattata alle capacità infantili e quindi comprensibile, uno spunto di verità, ma non cose sbagliate, perché ciò significherebbe ingannare il bambino. E tutti noi sappiamo quanto certi discorsi sentiti da piccoli, certe rappresentazioni deformanti i reali contenuti religiosi riman‐
gano anche nell’età adulta e si dimostrino assai resistenti ad ogni successivo tentativo di chiarificazione e correzione. Un esempio classico di quanto ho appena detto potrebbe essere i discorsi che si fanno ai bambini sull’angelo custode: si parla di ‘far piacere all’angelo custode’, si dice che lui ‘piange se siamo cattivi’ ecc... Si tratta di storielle e pura fantasia, e noi non ab‐
biamo il diritto di giocare sulla vita del bambino, anche se pic‐
colo. L’unica cosa che la religione cristiana dice al riguardo è che ci sono degli Esseri, che noi chiamiamo angeli, che si prendono cura di noi; sappiamo che Dio, anche attraverso questi Esseri ‐ che non possiamo immaginare ‐ si prende cura di noi, ha cura della nostra vita, si preoccupa della nostra vita, del nostro bene. Questa è la verità che propone la religione cristiana. E se si dovesse obiettare che è poca cosa, che per raccontarla al bambino bisogna ‘infiorarla’ e rivestirla di ele‐
menti fantastici, allora si deve rispondere che ci si deve accon‐
tentare di dire quello che sappiamo, e non dobbiamo preoc‐
cuparci di dire di più di quello che sappiamo. Anche questo occorre insegnare ai bambini: che non sappiamo tutto di tut‐
to, ma che pure con dei problemi non risolti possiamo impara‐
re a vivere nella serenità e nella fiducia. Una seconda considerazione. Spesso i problemi posti dai bambini sollevano interrogativi per i quali è obiettivamente difficile ‐ o anche impossibile ‐ dare una risposta immediata, e ciò a prescindere dall’età di chi li pone. D. Bonhoeffer dice: “Di fronte alla sofferenza mi sembra più saggio fare silenzio e non tentare di risolvere quello che è senza soluzione”. Non è indif‐
ferente per un educatore fare questo rilievo: il rendersi conto che non si è sempre e comunque ‘obbligati’ a trovare subito 7
una risposta e una soluzione per ogni problema rende l’educatore più sereno e rilassato. In certi casi, l’aiuto migliore che l’adulto può offrire ad un bambino che si interroga di‐ fronte ad una situazione tragica della vita può essere un ab‐
braccio tenero ed affettuoso accompagnato da poche parole che dicano la fiducia di sentirsi comunque sempre nelle mani e nel cuore di Dio. stro]. Nella medesima linea, l’etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell’utilitarismo, con l’esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stes‐
so... Non è difficile vedere come questo tipo di cultura rappre‐
senti un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesi‐
Rimangono sempre vere le parole di B. Bettelheim, il quale ci ricorda che “il compito più importante e anche il più difficile per chi alleva un bambino è quello di aiutarlo a trovare un si‐
gnificato alla vita”. Offrire risposte in un tempo di disorientamento Non si può non fare almeno un accenno, in conclusione, al contesto socioculturale in cui si colloca oggi la riflessione sul tema delle domande di senso. Si tratta di un clima culturale segnato da profondi e rapidi mutamenti e da una profonda crisi dei valori tradizionali. È un tempo di smarrimento e di sradicamento, da questo punto di vista, e gli educatori ne av‐
vertono il disagio: genitori ed insegnanti vivono all’interno di un pluralismo culturale ed ideologico che li rende spesso in‐
certi sui fini educativi da perseguire e sui mezzi da adottare per raggiungerli. Molti orientamenti della cultura contemporanea sembra‐
no condurre alla negazione di qualsiasi significato o valore, che sia stabile e trascenda l’esperienza soggettiva. Ne deriva una forma esasperata di pluralismo, nel quale la richiesta di un ‘senso’ per l’esistenza tende a cercare le risposte non tanto nei valori universali e assoluti, che di per sé rimandano alla trascendenza e alla dimensione religiosa della vita, quanto piuttosto nelle esperienze vissute e nei bisogni personali. La cultura contemporanea presenta, come afferma Bene‐
detto XVI, “autentici valori... come la conoscenza scientifica e lo sviluppo tecnologico, i diritti dell’uomo, la libertà religiosa, la democrazia”1; nello stesso tempo, però, egli fa un esplicito richiama a quella “cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita. Ne deriva una nuova ondata di il‐
luminismo e laicismo, per la quale sarebbe razionalmente va‐
lido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostante. Così Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sem‐
bra divenuto superfluo, anzi estraneo. In stretto rapporto con tutto questo, ha luogo una radicale riduzione dell’uomo, con‐
siderato un semplice prodotto della natura, come non real‐
mente libero e di per sé suscettibile di essere trattato come ogni altro animale. Si ha così un autentico capovolgimento del punto di partenza di questa cultura, che era una rivendicazio‐
ne della centralità dell’uomo e della sua libertà [corsivo no‐
mo ma più in generale con le tradizioni religiose e morali dell’umanità... [e non può] rispondere alle domande fonda‐
mentali sul senso e sulla direzione della nostra vita [corsivo nostro]”2. H. Jonas, filosofo e storico delle religioni, alcuni anni fa de‐
nunciava con parole taglienti i limiti di una società autosuffi‐
ciente eppure intrinsecamente vacua e molle: “Io tremo da‐
vanti a questa situazione: oggi il massimo potere si unisce al massimo vuoto; il massimo di capacità va insieme col minimo sapere riguardo agli scopi ultimi della vita”. Noi siamo convinti che si aiutano le persone non solo for‐
nendo loro i mezzi per vivere, ma anche le ragioni per vivere. Scrive Gaspare Barbiellini Amidei3: “Un’educazione che can‐
celli alla radice gli eterni interrogativi dell’uomo ‐ perché vivo? perché soffro? perché devo affrontare il male? perché il male? ‐ poggia su un terreno mediocre e friabile. Non è questione di credere o non credere. Tanto meno è questione di un’educazione religiosa oppure atea, confessionale oppure laica: c’è un’educazione degradata che procede facendo finta che il tema non esista, che non ci sia dolore né morte, non ci sia nulla da pensare se non ciò che cade sotto la banale quoti‐
diana esperienza”. E G. Ravasi commenta: “Aveva ragione il filosofo danese Kierkegaard quando scriveva: ‘la nave è in mano ormai al cuoco di bordo e le parole che trasmette il me‐
gafono del comandante non riguardano più la rotta ma che cosa si mangerà domani’. Gli educatori devono ritrovare il co‐
raggio di deporre qualche volta il grembiule e il cappello da cuoco per insegnare ai figli non solo a guardare ma anche a contemplare, non solo a vedere ma anche a capire, non solo a sentire ma anche ad ascoltare il segreto delle cose e della vi‐
ta”4. Don Aldo Basso, Consulente Ecclesiastico Nazionale della Fism 2
Ibidem.
Come insegnare l’educazione ai vostri figli, Torino, Piemme, 1994:
introduzione.
4
Avvenire, del 11.2.1995
3
Discorso del Santo Padre Benedetto XVI al 4° Convegno Ecclesiale Nazionale Italiano.
1
8
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
Corso di formazione per docenti e coordinatrici sulla disabilità
Circ 39-09 C del 24 agosto 2007
CORSO DI FORMAZIONE DI BASE PER COORDINATRICI E DOCENTI SULLA
“INTEGRAZIONE / INCLUSIONE DEI BAMBINI DISABILI NELLE SCUOLE
DELL’INFANZIA PARITARIE - FISM COMO”
Anno Scolastico 2009-2010
L’argomento proposto dalle Coordinatrici di Zona e dal Coordinamento Provinciale FISM Como potrebbe
apparire circoscritto a quelle Scuole dell’Infanzia che già accolgono bambini con disabilità. Nulla di più errato. È nella nostra identità ed ispirazione cristiana l’accogliere prima questi bambini.
Il Progetto Formativo che inizierà a COMO il 03 ottobre 2009 è rivolto a tutte le Coordinatrici e Docenti
delle nostre Scuole dell’Infanzia con le seguenti
FINALITÀ E OBIETTIVI:
Motivare l’attenzione educativa ai più bisognosi secondo i più alti principi umani e cristiani.
Riconoscere le caratteristiche fondamentali ed i bisogni formativi dei bambini con disabilità.
Riconoscere i riferimenti essenziali della normativa, della modulistica e delle caratteristiche soggettive dei
bambini disabili.
Riconoscere e utilizzare la modulistica come strumento funzionale all’integrazione.
Esaminare metodi e strategie didattiche specifici: alcuni esempi di buone esperienze in atto.
Il Corso avrà i seguenti
CONTENUTI :
Riferimento alle Indicazioni per il curricolo della scuola dell’infanzia.
Alcuni concetti fondamentali: Tipologie generali di handicap, integrazione / inclusione, il Bambino disabile
ed i suoi bisogni formativi.
La normativa come risorsa: L. 104/92.
Il docente di sostegno: funzione e professionalità.
La modulistica (DF – PDF – PEI) come strumento di integrazione / inclusione.
Dal progetto educativo personalizzato all’elaborazione del PEI: esempi di interventi metodologico / didattici
nelle sezioni dell’Infanzia.
e le seguenti
MODALITÀ OPERATIVE:
Esplicitazione da parte delle relatrici di contenuti specifici, metodi e strategie didattiche.
Interazione comunicativa per richieste di chiarimenti, approfondimenti e proposte.
Esplicitazione e/o messa a punto di esempi di integrazione / inclusione.
Eventuale attuazione di laboratori per la personalizzazione degli interventi metodologico / didattici (NB:
questa modalità formativa può essere attivata con una presenza di corsisti non superiore a 20/25).
Certo che vorrete dedicare la necessaria attenzione educativa alla proposta formativa, riscontrando le conseguenti adesioni, porgo gli auguri per l’imminente avvio del nuovo anno scolastico 2009-2010.
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
9
Destinatari
Articolazione
dei corsi
Sede
Quota di partecipazione
Coordinatrici e Docenti delle scuole dell’infanzia FISM.
La non adesione al corso di formazione/aggiornamento deve essere esplicita e l’opzione ad altri
corsi deve essere preventiva, motivata ed autorizzata dal Responsabile della Scuola.
Il corso avrà una durata complessiva di 12 ore (3 ore per ciascuno dei 4 incontri).
Auditorium don Guanella, Via Tommaso Grossi, 18 – Como –
AMPIO PARCHEGGIO INTERNO
€ 70,00 a persona
Presidente Provinciale FISM-Como: p.i. cav. Claudio Bianchi
Coordinatore pedagogico FISM Como Dr. Martino Lironi
Vice coordinatrice pedagogica FISM Como e Responsabile Progetto: Dr.ssa Carmela Falsone
Sabato 03 ottobre 2009: ore 8.30 – 11.30
Antonio Piffaretti, vice presidente provinciale
 Saluti e apertura anno formativo FISM Como 2009-2010
Carmela Falsone - Responsabile del Progetto, Vice coordinatrice Pedagogica FISM Como
 Presentazione del corso.
Maria De Agostini - Responsabile settore disabili FISM Provinciale di Como, Coordinatrice di
scuola dell’infanzia.
 La disabilità nelle scuole dell’infanzia FISM Como.
Maria Assunta Civitavecchia - Esperta, Formatrice e Coordinatrice CTRH c/o Istituto Comprensivo Como Lago, attivato dall’U.S.P. di Como.
 Normativa come risorsa, L.104/92, modulistica (DF - PDF - PEI), ruolo del docente
di “sostegno” e dell’assistente educatore.
Calendario
e sedi
degli incontri
Sabato 10 ottobre 2009: ore 8.30 – 11.30
Giulia Ferrario - Docente scuola dell’infanzia - formatrice.
 Riferimenti al Curricolo della scuola dell’infanzia, professionalità del docente di sostegno e di sezione, tipologie e caratteristiche del bambino disabile, con riferimento
all’I.C.F.
Sabato 21 novembre 2009: ore 8.30 - 11.30
Claudio Bianchi - Presidente FISM Como
 Equity in rete.
Bianca Maria Girardi - Responsabile settore disabili e stranieri della FISM Nazionale – membro della Commissione Pedagogica Nazionale della FISM.
 L’accoglienza dei bambini diversamente abili nelle scuole dell’infanzia FISM: bisogni e risorse.
Sabato 28 novembre 2009 ore 8.30 - 11.30
Giulia Ferrario - Docente scuola dell’infanzia, formatrice.
 1° parte: Strategie e strumenti per l’integrazione, i principi attivi di una buona prassi
d’integrazione scolastica.
 2° parte: esperienze progettuali e scelte pedagogico / didattiche per attuare
l’integrazione nella scuola dell’infanzia.
L’attestato di partecipazione rilasciato dalla FISM COMO in quanto soggetto accreditato dal Ministero
Attestato di dell’Istruzione ad offrire formazione, costituisce documento di certificazione dell’attività di formazione
partecipazione e aggiornamento delle insegnanti riconosciuto dalle competenti autorità scolastiche.
10
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
“…ma nella nostra scuola non abbiamo disabili !”
Con questa motivazione, espressa telefonicamente o comunicata per iscritto in questi primi giorni di settembre, alcune delle scuole federate giustificano la richiesta di poter non partecipare al Corso di formazione provinciale
2009/2010 organizzato dalla FISM di Como. Ci sembra un’obiezione da non sottovalutare, e dunque meritevole di
una ragionata risposta, anzi di ben due risposte, poiché - più o meno velatamente – nel quesito si leggono due domande:
1. È il caso che il personale docente segua un corso su un argomento per il quale non risultano in loco - allo
stato attuale dei fatti e delle situazioni - possibilità di applicazione sul campo?
2. È obbligatorio partecipare al corso annuale di formazione/aggiornamento indetto ogni anno dalla FISM,
se lo si ritiene in quel momento non pertinente?
Per maggior trasparenza, analizziamo separatamente i due quesiti, benché fra essi vi sia stretta connessione, tale
da rendere valide anche per la seconda domanda le risposte date alla prima, e viceversa.
E veniamo alla prima questione. Premessa utile: la scelta dell’argomento non è frutto di una decisione d’autorità,
ma è stata fatta su una terna di proposte avanzate dal Collegio Provinciale delle Coordinatrici di zona. Queste
ultime, a loro volta, hanno dato voce alle esigenze e richieste raccolte nelle assemblee del personale docente e si
sono riferite alle difficoltà di non poche sezioni e scuole le quali, tra i frequentanti, accolgono un certo numero di
alunni disabili; numero che, a livello provinciale, raggiunge un totale consistente. Per queste scuole è innegabile la
sussistenza dell’interesse (e della necessità) di conoscere la problematica, almeno nei suoi principali aspetti teorici
e pratici. Ma per le altre non direttamente toccate dal problema, serve a qualcosa entrare nel merito? Ci sia consentito un paragone. Le attuali disposizioni sulla sicurezza prevedono che in tutte le strutture pubbliche, e segnatamente nelle scuole, sia esposto il piano di evacuazione, si collochino gli estintori e la segnaletica delle vie di fuga, si individuino i punti di raccolta e si effettuino periodicamente delle simulazioni di allarme antincendio. Il senso di responsabilità fa sì che nessuno si sottrae all’ottemperanza a tali indicazioni, invocando la giustificazione
che “tanto lì non c’è mai stato alcun incendio in tanti anni di funzionamento della struttura”. Analogamente per
quanto attiene la presenza e l’integrazione dei disabili, il passato e il presente non servono a dare la garanzia che
la situazione non abbia a verificarsi in futuro. E proprio come per gl’incendi, non sembra consigliabile, né prudente attendere il bisogno concreto per una preparazione, che è doverosa sotto ogni punto di vista a partire da
quello umano e passando per quello professionale, fino a quello - per noi irrinunciabile - cristiano. Non ci si può
far trovare del tutto impreparati ad accogliere un disabile qualunque sia il livello di gravità, a maggior ragione, se
si vuole realmente non soltanto contribuire al suo inserimento, ma collaborare alla sua effettiva integrazione; cosa
che è lo scopo sostanziale dell’azione scolastica. Né pare superfluo aggiungere che la deontologia professionale
impone al corpo docente di curare il costante arricchimento culturale (impegno che ovviamente esige il supporto e
l’incoraggiamento degli organismi gestionali di ciascuna scuola), nell’ottica di perseguire il miglioramento della
qualità della scuola come ricaduta della elevazione e dell’affinamento di professionalità delle insegnanti.
Sul secondo interrogativo, si vorrebbe evitare di tornare con ulteriori considerazioni, poiché si è già intervenuti a
chiarire il concetto, più di una volta. Si fa pertanto rinvio ai contenuti del testo “Appartenenza e partecipazione”
(Edizione novembre 2004 – inserto di “Intorno ai bambini” n° 56) nonché all’articolo titolato “Identità, appartenenza e promozione”, apparso sul n° 90 del citato “Intorno ai Bambini” alla pag. 4, dei quali invitiamo alla lettura
o rilettura. In essi non si annunciava la sussistenza di un obbligo sancito con regolamento formale per la partecipazione a iniziative di aggiornamento provinciale di matrice FISM, ma si affermava testualmente: “L’adesione a
una struttura (nel nostro caso alla Federazione Provinciale FISM) comporta accettazione di diritti e doveri previsti dal “patto”stipulato, con disponibilità a riconoscere priorità alle iniziative, alle offerte, alle proposte presentate alle scuole federate e promosse nel loro interesse. Si realizza così l’appartenenza sostanziale, ben più pregnante e ricca di efficacia rispetto a quella semplicemente formale. È evidente che priorità non significa esclusività, poiché ogni scuola conserva la propria libertà di percorrere anche altre vie – non alternative o sostitutive –
che integrano quelle proposte dalla struttura centrale. Le ragioni della precedenza da riservare a queste ultime
dovrebbero essere evidenti, specie per quelle iniziative che hanno forte spessore qualitativo e qualificante, in
quanto – nel caso della FISM – ogni progetto ha sempre una chiara base formativa connessa con l’identità cristiana, su cui si innestano i contributi tecnici e pratici. Ed è raro che nelle proposte di agenzie esterne si tocchi
questa dimensione, per noi irrinunciabile”.
Formuliamo un caldo invito affinché ciascuno rifletta su quanto riportato sopra e ne tragga responsabilmente le
conclusioni.
Claudio Bianchi, Presidente Provinciale Fism Como
Martino Lironi, Coordinatore pedagogico-didattico provinciale Fism Como
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
11
Corsi di formazione e aggiornamento sostitutivi ex libretto sanitario
La FISM Provinciale di Como, con l’intento di supportare le scuole associate, propone i percorsi formativi
specificati nella tabella seguente, organizzati in collaborazione con l’A.S.L. provinciale di Como con la quale ha sottoscritto apposita convenzione.
Il Presidente Provinciale
f.to Cav. p. i. Claudio Bianchi
A
FORMAZIONE INIZIALE
Il personale recentemente assunto, e/o pertanto privo della necessaria formazione igienico – sanitaria sostitutiva del libretto sanitario richiesta dalla L.R. n.12/03, nonché le persone che non hanno
provveduto all’aggiornamento igienico-sanitario nell’ultimo quinquennio hanno l’obbligo della formazione iniziale.
DATA
CORSO n.
17 ottobre 2009
ore 8.30 – 12.30
Durata 4 ore
70
B
FORMAZIONE INIZIALE
SEDE INCONTRI
Centro Pastorale Card. Ferrari
V.le Battisti, 8 - COMO
AGGIORNAMENTO BIENNALE
Il personale che ha frequentato il corso di formazione igienico – sanitario nel 2006 o in anni precedenti (entro il quinquennio) è tenuto invece all’aggiornamento biennale.
DATA
CORSO n.
17 ottobre 2009
ore 9.00 – 12.00
Durata 3 ore
71
Destinatari
Test di valutazione
AGGIORNAMENTO BIENNALE
SEDE INCONTRI
Centro Pastorale Card. Ferrari
V.le Battisti, 8 - COMO
Le cuoche e le aiuto cuoche, il personale ausiliario coinvolto nella preparazione/distribuzione dei pasti e nella pulizia degli ambienti, le insegnanti (limitatamente a quelle che collaborano alla distribuzione dei pasti)
È prevista la compilazione di un questionario di accesso e, al termine del percorso formativo, un
test di valutazione finale concernente l’apprendimento delle nozioni trasmesse.
Le scuole saranno informate sull’esito del test finale di verifica dell’apprendimento.
Docenti
Personale medico dell’ASL Provinciale di Como
A parziale concorso delle spese è richiesto un contributo pro capite di:
Costi
-
A) formazione
€ 40.00 (quaranta) per persona;
B) aggiornamento € 35,00 (trentacinque) per persona;.
L’attestato ha valore comprovante la formazione del personale prevista dalla Risoluzione CE
Attestato di
n.852/04 e della L.R. n.12/03. Deve essere conservato nel dossier dell’autocontrollo igienicopartecipazione
sanitario.
12
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
Sezioni Primavera anno scolastico 2009-10
Vi partecipiamo, per le debite conseguenti valutazioni, il testo della circolare dell’U.S.R. del. 9 sett 2009
Oggetto: Sezioni Primavera 2009/2010
Si fa seguito alla nota prot. 11797 del 14.07.2009 di questo Ufficio relativa all’attivazione anche per l’a.s.
2009/2010 delle Sezioni Primavera e si informa che la prossima riunione della Conferenza Unificata è prevista per la fine di settembre.
Qualora nella predetta seduta si raggiunga l’intesa per la prosecuzione delle attività, si assicura la piena disponibilità dell’Ufficio scrivente, d’intesa con la Regione, a confermare tempestivamente le Sezioni Primavera funzionanti nell’a.s. 2008/2009, che abbiano mantenuto i requisiti previsti.
Il dirigente Giuliana Pupazzoni
Domande di lavoro - Curricoli
Sono giacenti presso la segreteria della Fism Como, diversi curricoli e domande di lavoro (docenti e personale ausiliario). I relativi curricoli sono consultabili presso la segreteria provinciale.
Ultimo aumento contrattuale dal 1° settembre 2009
Si ricorda che dal 1° settembre 2009 dovrà essere applicato l’ultimo aumento contrattuale al personale dipendente con contratto Fism. (ved. tabella su “Intorno ai Bambini” n. 084.
Il sito web della Fism Como
È in costruzione il sito web della Fism
Como. Con questo nuovo strumento sarà
possibile mettere in linea, a disposizione
delle scuole, le circolari, le notizie, il materiale pedagogico didattico, documenti
vari nonché tutti i moduli che si rendono
necessari.
Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile una stretta collaborazione tra
la segreteria provinciale e le coordinatrici
di zona e le scuole associate. In particolare se qualche volontario appassionato di
web editing desiderasse offrire la sua collaborazione sarà ben accetto.
Le scuole e soprattutto i collegi docenti di zona hanno un loro specifico spazio web che potrà e dovrà essere utilizzato
come strumento di informazione tra (calendario degli incontri, verbali, programmazione, presentazione di progetti realizzati) e per un proficuo scambio di esperienze. Sarà cura della Fism Como presentare il sito in un prossimo incontro.
A Dio, Angelo Caldera
Il sig. Angelo Caldera, papà di Luigi Caldera, consigliere provinciale della Fism Como, è ritornato alla casa
del Padre.
Il presidente Claudio Bianchi e tutta la Federazione Italiana Scuole Materne – Fism Como sono vicini nella
preghiera a Luigi ed ai suoi famigliari.
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
13
Adempimenti di avvio anno scolastico 2009-10: entro il 30 settembre 2009
Circ n.41/09 CS del 07 settembre 2009
Si tratta della rilevazione obbligatoria di inizio anno che il gestore della scuola, entro il 30 settembre, deve
obbligatoriamente inviare, solo per posta cartacea e sottoscritta in originale dal Legale Rappresentante,
al seguente indirizzo:
Ufficio Scolastico per la Lombardia - Direzione Generale, Ufficio III, - Parità scolastica,
Via Ripamonti, 85, - 0141 Milano.
Ecco qualche istruzione utile alla compilazione (che comunque è semplice e pressoché uguale a
quella del precedente anno, con l’aggiunta della rilevazione dei dati relativi alla natura giuridica
dell’ente gestore e ai contratti di lavoro).
ATTENZIONE: la sezione primavera (quindi bambini e personale) ed i nidi sono esclusi dalla presente
rilevazione
La rilevazione consta di quattro Modelli:
1. Scheda riepilogativa;
2. Modello A/1 (per le scuola dell’infanzia);
3. Modello B – monitoraggio contratti
4. Modello C – dichiarazione natura giuridica ente gestore
1. Scheda riepilogativa:
nessuna particolare difficoltà
2. Modello A/1:

per alunni stranieri, privi di cittadinanza italiana, si intendono tutti i bambini nati in Italia o
all’estero da genitori entrambi stranieri.
3. Modello B – monitoraggio contratti:

Nel primo riquadro, per tipologia si intende naturalmente “Scuola dell’infanzia”

Nel secondo riquadro è necessario indicare sempre il nome della coordinatrice anche se nella
scuola è attiva una sola sezione e quindi la coordinatrice può coincidere con la docente. Ricordiamo che la coordinatrice può avere altro titolo di studio non abilitante all’insegnamento, purché
“non inferiore a quello previsto per il personale docente” (D.M. 267/07, art.1 comma h) ad esempio: laurea in Scienze dell’Educazione, Pedagogia o altro titolo inerente l’area specifica. In questo
caso barrare NO ( senza insegnamento ).

Nel terzo riquadro:
o
nella prima colonna (insegnamento prestato) indicare: Titolare di sezione, oppure insegnanti
jolly o altro sempre inerenti alla sfera degli insegnamenti (ad esempio “inglese, musica”,
ecc.).
o
La seconda colonna non interessa le scuole dell’infanzia.
o
Nella quinta colonna (Abilitazione posseduta) indicare “sì” per tutte le docenti titolari di sezione e insegnanti Jolly (che ovviamente abbiano il titolo di studio previsto).
o
Chi è in possesso anche dell’abilitazione statale indichi classe di concorso e data.
14
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
ASSOLUTAMENTE IMPORTANTE:
Il numero dei docenti titolari di sezione non deve mai essere inferiore al numero delle sezioni
funzionanti. I docenti (e gli insegnanti jolly) sono abilitati all’insegnamento nelle suole paritarie
se in possesso del diploma di scuola o istituto magistrale conseguito entro l’anno scolastico
2001-2002 o laurea in Scienze della Formazione primaria con indirizzo scuola dell’infanzia.

Per la sesta e settima colonna vedere le note a piè di pagina del Modello.
4. Modello C – Dichiarazione natura giuridica ente gestore
N.B. Assolutamente importante ai fini dell’ottenimento dei contributi: Compilare la Dichiarazione
nel riquadro A, contrassegnando con una x la voce interessata.
Per comodità si ricorda che:
-
le ex IPAB che per Statuto hanno l’assemblea dei soci sono tutte associazioni riconosciute di cui
all’art. 14 e segg. Codice Civile;
-
le associazioni non riconosciute di cui all’art. 36 del codice civile, sono le associazioni di fatto (anche
se hanno statuto);
-
le ex IPAB governate da un consiglio di amministrazione, senza soci, sono tutte fondazioni di cui
all’art. 14 segg. CC;
-
le scuole gestite da parrocchie e congregazioni religiose sono tutte enti ecclesiastici di confessioni religiose.
Le nostre scuole, in quanto enti senza fini di lucro, non devono naturalmente prendere in considerazione il riquadro B.
Alla circolare inviata via e-mail sono allegati:
- Scheda riepilogativa
Dichiarazioni sezioni funzionanti
- MODELLO A_1 :
- MODELLO B:
Monitoraggio contratti lavoro personale docente
- MODELLO C:
Dichiarazione natura giuridica dell’Ente Gestore
NOTA IMPORTANTE:
Si invitano le scuole a voler inviare copia dei 4 allegati di cui sopra, per conoscenza,
anche alle rispettive FISM Provinciali di Como e Sondrio.
X Congresso
Nazionale Fism:
I nuovi Consiglieri
Nazionali
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
15
Revisione assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola
Circ n.35-09 CS del 22 luglio 2009 avente per oggetto DPR 81/2009 e DPR 89/2009
È stato pubblicato il DPR 81/09, G.U. 02/07/09 (Norme per la riorganizzazione della rete scolastica…), il
quale stabilisce che le sezioni di scuola dell’infanzia devono avere un numero di bambini non inferiore a 18 e
non superiore a 26. Possiamo affermare che non riguarda le scuole paritarie.
Importante invece il DPR 89/2009 G.U. 15/07/09 (Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo) che, in realtà, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia
non dice nulla di nuovo rispetto a quanto già emanato con la Circolare MIUR n. 4 del 18 gennaio 2009:


vengono confermati gli anticipi per bambini nati fino al 30 aprile dell’anno di riferimento;
vengono confermate le sezioni primavera.
Casimiro Corna, Presidente Fism Lombardia

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 20 marzo 2009, n. 89
Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia
e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
EMANA
il seguente regolamento:
Art. 1. - Previsioni generali
1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 28 marzo 2003, n. 53; dal decreto legislativo 19 febbraio 2004,
n. 59; dal capo IV del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; dall'articolo 1, commi 1 e 7 del decreto-legge
7 settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176, la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione sono disciplinati dal presente regolamento.
2. Il presente regolamento provvede, anche attraverso modifiche delle disposizioni legislative vigenti, ad introdurre, nell'organizzazione e nel funzionamento della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, misure
di riorganizzazione e qualificazione, al fine di assicurare migliori opportunità di apprendimento e di crescita educativa, e dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione.
3. In sede di prima attuazione del presente regolamento, e comunque per un periodo non superiore a tre anni
scolastici decorrenti dall'anno scolastico 2009-2010, si applicano le Indicazioni nazionali di cui agli allegati A, B,
C e D del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, come aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo di cui al
decreto del Ministro della pubblica istruzione in data 31 luglio 2007. Con atto di indirizzo del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono individuati i criteri generali necessari ad armonizzare gli assetti pedagogici, didattici ed organizzativi agli obiettivi previsti dal presente regolamento.
4. Nel corso del triennio scolastico 2009/2010 - 2011/2012, l'eventuale revisione delle Indicazioni nazionali, di
cui al comma 3, da adottarsi mediante regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, è effettuata, sulla base degli esiti di apposito monitoraggio sulle attività poste in essere dalle istituzioni scolastiche, affidato all'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica (ANSAS) e all'Istituto
nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI).
Art. 2. - Scuola dell'infanzia
1. La scuola dell'infanzia accoglie bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre dell'anno scolastico di riferimento.
2. Su richiesta delle famiglie sono iscritti alla scuola dell'infanzia, le bambine e i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. Al fine di garantire qualità pedagogica, flessibilità e specificità dell'offerta educativa in coerenza con la particolare fascia di età interessata, l'inserimento dei
bambini ammessi alla frequenza anticipata è disposto alle seguenti condizioni:
a) disponibilità dei posti;
b) accertamento dell'avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;
16
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
c) disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell'agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle
diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;
d) valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell'accoglienza.
3. Analogamente è prevista la possibilità, previo accordo in sede di Conferenza unificata, di proseguire nelle iniziative e negli interventi relativi all'attivazione delle «sezioni primavera», ai sensi dell'articolo 1, commi 630 e
634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, stabilendo gli opportuni coordinamenti con l'istituto degli anticipi,
nell'ambito delle risorse finanziarie destinate allo scopo a legislazione vigente.
4. L' istituzione di nuove scuole e di nuove sezioni avviene in collaborazione con gli enti territoriali, assicurando la coordinata partecipazione delle scuole statali e delle scuole paritarie al sistema scolastico nel suo
complesso.
5. L'orario di funzionamento della scuola dell'infanzia è stabilito in 40 ore settimanali, con possibilità di estensione fino a 50 ore. Permane la possibilità, prevista dalle norme vigenti, di chiedere, da parte delle famiglie,
un tempo scuola ridotto, limitato alla sola fascia del mattino, per complessive 25 ore settimanali.
Tali
orari sono comprensivi della quota riservata all'insegnamento della religione cattolica in conformità all'Accordo
che apporta modifiche al Concordato lateranense e relativo Protocollo addizionale, reso esecutivo con legge 25
marzo 1985, n. 121, ed alle conseguenti intese. Le istituzioni scolastiche organizzano le attività educative per la
scuola dell'infanzia con l'inserimento dei bambini in sezioni distinte a seconda dei modelli orario scelti dalle famiglie.
6. Le sezioni della scuola dell'infanzia con un numero di iscritti inferiore a quello previsto in via ordinaria, situate in comuni montani, in piccole isole e in piccoli comuni, appartenenti a comunità privi di strutture educative
per la prima infanzia, possono accogliere piccoli gruppi di bambini di età compresa tra i due e i tre anni, la cui
consistenza è determinata nell'annuale decreto interministeriale sulla formazione dell'organico. L'inserimento di
tali bambini avviene sulla base di progetti attivati, d'intesa e in collaborazione tra istituzioni scolastiche e i comuni interessati, e non può dar luogo a sdoppiamenti di sezioni.
Art. 3. - Primo ciclo di istruzione
1. L'istituzione e il funzionamento di scuole statali del I ciclo devono rispondere a criteri di qualità ed efficienza
del servizio, nel quadro della qualificazione dell'offerta formativa e nell'ambito di proficue collaborazioni tra
l'amministrazione scolastica e i comuni interessati anche tra di loro consorziati.
Art. 4. - Scuola primaria
1. Sono iscritti alla scuola primaria le bambine e i bambini che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre
dell'anno scolastico di riferimento.
2. Possono, altresì, essere iscritti alla scuola primaria, su richiesta delle famiglie, le bambine e i bambini che
compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento.
Omissis
Art. 5. - Scuola secondaria di I grado
Art. 6. - Norme finali
Omissis
Omissis
Art. 7. – Abrogazioni
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) articolo 1, comma 630, quarto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
b) articolo 6 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;
c) articolo 12, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59.
2. È altresì abrogata ogni altra disposizione comunque incompatibile con quelle del presente regolamento.
Art. 8. - Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
17
Centro Servizi Fism: Aggiornamento Primo Soccorso
Como, 10 settembre 2009 AI LEGALI RAPPRESENTANTI,
ALLE COORDINATRICI ED
AL PERSONALE DIPENDENTE
DELLE SCUOLE PARITARIE FISM
DELLE PROVINCE DI COMO E DI SONDRIO
Con specifica professionalità e ad esclusivo beneficio delle nostre scuole, il Centro Servizi Fism Como richiama l’attenzione a dirigenti e personale dipendente. In merito alle disposizioni previste dal D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, coordinato con il D.Lgs. 3 agosto 2009 n. 106, comunico che sono aperte le iscrizioni al corso di: Aggiornamento Primo Soccorso
Il corso di aggiornamento al primo soccorso è rivolto ai lavoratori che fanno parte della squadra di addetti al primo soccorso, che abbiano già frequentato il corso completo di 12 ore e che sono tenuti a svolgere un aggiornamento periodico, nello specifico ogni 3 anni (art. 37, comma 9 – D.Lgs. 81/2008).
VENERDÌ 16 OTTOBRE 2009 ORE 15,00
PRESSO IL CENTRO C. FERRARI DI VIA C. BATTISTI 8 – COMO – AULA “A. MORO”
Il corso terminerà alle ore 19,00
A tutti i partecipanti verrà rilascia regolare certificazione a valenza di legge.
Quota di Partecipazione al corso per:
RAPPRESENTANTI
DELLE SCUOLE ASSOCIATE AL
CENTRO SERVIZI FISM COMO
€ 140,00 + I.V.A. 20%
RAPPRESENTANTI
DELLE SCUOLE GIÀ CLIENTI
RAPPRESENTANTI
DELLE SCUOLE NON ASSOCIATE AL CENTRO SERVIZI FISM E NON CLIENTI INTEGRA
INTEGRA (NON ASSOCIATE AL CSFISM)
€ 150,00 + I.V.A. 20%
€ 160,00 + I.V.A. 20%
Si ricorda che tra gli obblighi specifici del Datore di Lavoro vi sono quelli per i quali l’azienda deve provvedere obbligatoriamente, affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione e formazione sui rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro
connessi all’attività, sulle procedure relative al primo soccorso, alla lotta antincendio, sui nominativi dei lavoratori incaricati a formare
le squadre di primo soccorso e antincendio, sulle misure di protezione e prevenzione adottate.
Nel ringraziare per l’attenzione, porgo i miei più cordiali saluti.
18
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
RICHIESTA
DI
ISCRIZIONE AL CORSO
La presente richiesta di iscrizione, sottoscritta e debitamente compilata dalle scuole interessate al corso previsto dal D.Lgs 9 aprile
2008 n. 81, deve essere inviata entro mercoledì 14 ottobre 2009 a mezzo fax intestato a:
Centro Servizi FISM Como – Via C. Battisti 8 – 22100 COMO
Fax: 031 243.223
Per maggiori informazioni contattare:
GAZZI Dott. Daniele
– Coordinatore incaricato dal Centro Servizi Fism
–
Tel. N°:
347. 6058676
Utilizzare una scheda per ogni persona. DATI DEL PARTECIPANTE
Cognome e Nome
Data di nascita
Codice Fiscale
POSIZIONE RICOPERTA
DATI AMMINISTRATIVI
La fattura dovrà essere intestata a:
Denominazione della Scuola
Indirizzo
CAP
-
Città
- Prov.
Cod. Fisc. / Partita IVA
E-mail
Tel.
Fax
QUOTA DI PARTECIPAZIONE E MODALITA’ DI PAGAMENTO
PER I RAPPRESENTANTI DELLE SCUOLE ASSOCIATE AL CENTRO SERVIZI FISM……
PER I RAPPRESENTANTI DELLE SCUOLE GIÀ CLIENTI INTEGRA ……………………
PER I RAPPRESENTANTI DELLE SCUOLE NON ASSOCIATE AL CENTRO SERVIZI FISM
la quota di partecipazione al corso è di € 140,00 + I.V.A. 20%.
la quota di partecipazione al corso è di € 150,00 + I.V.A. 20%.
la quota di partecipazione al corso è di € 160,00 + I.V.A. 20%.
Ad ogni partecipante in più oltre il primo verrà applicato uno sconto del 20%.
IL PAGAMENTO:
in contanti
o con Assegno bancario non trasferibile o circolare intestato a: Centro Servizi Fism – Como, sarà regolarizzato entro
30 giorni dall’emissione della fatturazione, presso gli uffici del Centro Servizi Fism Como;
[SOLO PER LE SCUOLE ADERENTI AL CENTRO SERVIZI FISM COMO]: Si autorizza l’addebito della relativa quota nella prossima fattura dei servizi resi.

PRIVACY
Informativa ai sensi dell’art. 13 D.Lgs 30.06.2003, n. 196 e succ. modificazioni.
Ai sensi del D.Lgs n. 196/2003 le informazioni fornite verranno trattate per finalità di gestione amministrativa dei corsi (contabilità, logistica, formazione elenchi). I dati potranno essere utilizzati per la creazione di
un archivio ai fini dell’invio (via e-mail, fax o a mezzo posta) di proposte per corsi ed iniziative di studio future della FISM o Centro Servizi Fism Como. Potrete accedere alle informazioni in nostro possesso ed
esercitare i diritti di cui all’art. 7 della legge (aggiornamento, rettifica, integrazione, cancellazione, trasformazione o blocco dei dati trattati in violazione di legge, opposizione al trattamento dei dati, ecc) inviando
una richiesta scritta al titolare del trattamento all’indirizzo indicato nel riquadro contenuto sotto il paragrafo “ISCRIZIONE”.
Qualora non desideri la diffusione dei dati personali (nome, qualifica, azienda, e-mail) agli altri partecipanti del corso, barri la casella riportata qui a fianco

Firma per accettazione (apporre il timbro della scuola ed inviare fax al Centro Servizi Fism al n. 031 243 223 )
Data
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
19
Centro Servizi Flash: luglio - agosto 2009
LUGLIO
-
AGOSTO
2009
In questa rubrica vengono pubblicate alcune notizie di interesse generale o specifico, rivolte ad Amministratori, Personale della scuola e Genitori.
L’informazione può essere divulgata o esposta in bacheca leggibile da tutti.
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA PER I CITTADINI.
Con D.P.C.M. sono state definite le modalità di rilascio e
utilizzo della casella di posta elettronica certificata (PEC)
assegnata ai cittadini per facilitare la richiesta di provvedimenti ed atti alle pubbliche amministrazioni, come previsto
dal DL 185/2008. L'utilizzo della PEC da parte dei cittadini
che ne faranno richiesta avrà effetto equivalente alla notificazione per mezzo posta.
(D.P.C.M. 6 maggio 2009, G.U. 25/05/2009, n. 119)
MULTA
PER IL PEDONE CHE ATTRAVERSANO LA STRADA
FUORI DALLE STRISCE PEDONALI E SE VIENE INVESTITO
LA COLPA È SUA.
Pedoni attenzione. D'ora in avanti chi ha la cattiva abitudine
di attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali può rischiare una multa. E in caso di incidente la colpa è sempre
sua. Il monito arriva dalla Corte di Cassazione ed è tassativo: i pedoni vanno sempre multati. Nella sentenza i supremi
Giudici spiegano inoltre che, nel caso in cui il pedone abbia
attraversato fuori dalle strisce e sia rimasto vittima di un incidente, la colpa e' sempre sua. Per violazioni del codice
della strada, conclude poi la Corte, ''la mancata indicazione
della norma che prevede la sanzione contestata non comporta di per sé la nullità della contestazione della violazione
dove l'interessato sia stato posto in condizione di conoscere
il fatto addebitato e la contestazione sia stata idonea a garantire l'esercizio del diritto di difesa''.
CASSAZIONE:
SOLO DA MAGGIORENNI SI È LIBERI DI
SCEGLIERE TRA IL COGNOME DI MAMMA E PAPÀ.
Per poter scegliere liberamente se chiamarsi con il cognome
di mamma o di papà bisogna attendere di essere maggiorenni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione occupandosi
del caso di un ragazzo di Salerno che per ben 19 anni si era
chiamato con i nomi alterni dei due genitori. Detto così può
apparire tutto molto semplice ma per il giovane l'iter giudiziario è stato lungo e difficile. Solo ora la Corte di Cassazione gli ha dato il via libera per decidere liberamente e di
recarsi quindi all'anagrafe per avvalersi ''autonomamente e
personalmente dei rimedi ammini-strativi in tema di cambiamenti e modificazioni del nome e del cognome'' così
come disposto dall'ordinamento dello stato civile in base del
Dpr 396 del 2000.
20
CASSAZIONE: I FIGLI HANNO DIRITTO AL MANTENIMENTO
FINCHÈ NON TROVANO LAORO STABILE.
Finché i figli non hanno trovato un lavoro sicuro hanno diritto a essere mantenuti. Lo afferma la Corte di Cassazione
chiarendo che diversamente il mantenimento può essere sospeso solo se si dimostra che i propri figli sono scansafatiche. Anche l'attività da precario non basta per esimere i genitori da tale obbligo Insomma per dire stop al mantenimento bisogna aspettare che i figli trovino un lavoro con una
concreta prospettiva di continuità, altrimenti si deve dimostrare che i figli sono degli scansafatiche e che, pur posti
nelle condizioni di addivenire all'autosufficienza, non ne
abbiano tratto profitto per loro colpa. La Corte (sentenza
8227/2009) spiega così alle coppie separate come bisogna
regolarsi con il manteni-mento dei propri figli. Il caso esaminato riguarda un padre separato che non voleva più mantenere le figlie ultraventenni dato che si erano già avviate ad
un'attività lavorativa adeguata ai loro titoli di studio e che
erano anche titolari di un conto corrente. Ciascuna delle figlie poi possedeva anche una macchina…
SVILUPPO ECONOMICO: IN ARRIVO IL BONUS GAS PER LE
FAMIGLIE.
Sarà operativo dal prossimo novembre il bonus Gas: secondo quando rende noto il ministero dello Sviluppo economico, la misura che andrà a sostegno di alcune categorie
di reddito, potrà essere richiesto presentando domanda al
proprio comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune, come ad esempio
i centri di assistenza fiscale CAF. Le domande presentate
entro il 30 aprile del 2010 avranno valore retroattivo fin dal
primo gennaio 2009. Per quanto riguarda le categorie di
reddito che saranno ammesse a usufruire del reddito, ci sono le famiglie con un ISEE che non superi i 7500 euro,
mentre per i nuclei famigliari con 4 o più figli a carico,
l’ISEE non dovrà essere superiore ai 20000 euro. E' possibile scaricare la modulistica dal sito www.autorita.energia.it
e da
www.sviluppoeconomico.gov.it.
È stato anche attivato dall'Autorità per l'energia un callcenter al numero verde 800.166.654 (ore 8-18, lunedìvenerdì) per tutte le informazioni necessarie.
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
CASSAZIONE:
È
REATO
DISINTERESSARSI
DELL’EDUCAZIONE DEI FIGLI.
Anche l'educazione dei figli deve essere considerata uno
degli obblighi di assistenza a cui è tenuto un genitore. Rischia pertanto una condanna penale il padre separato che si
disinteressa degli aspetti educativi del figlio e delle vicende
relative alla sua vita. Sulla scorta di questo principio i giudici della Cassazione hanno convalidato una sentenza di
condanna a due mesi di reclusione inflitta ad un padre proprio per il suo accertato disinteresse nei confronti del figlio
minore. La denuncia era partita dalla ex moglie che tra l'altro aveva anche lamentato il fatto che il suo ex marito aveva
omesso di versargli 200 Euro di mantenimento. Dopo la
condanna dei giudici di merito il caso è finito in Cassazione
dove il padre ha sostenuto di non aver avuto modo di difendersi giacché gli si era contestato il fatto di essersi sottratto
agli obblighi di assistenza (reato punito dall'articolo 570 del
codice penale) mentre la condanna era stata inflitta per il
fatto di essersi disinteressato dell'educazione e delle vicende
relative a vita del figlio. La Suprema Corte (sentenza
30747/2009) ha respinto il ricorso evidenziando che il padre
è stato correttamente condannato a norma dell'articolo 570
sia perché è venuto meno agli obblighi di assistenza nei
confronti del minore sia perché si è "disinteressato completamente a tutte le vicende riguardanti il figlio, venendo anche meno al dovere di educazione, che rientra tra gli obblighi di assistenza cui si riferisce l'art. 570 c.p.". In considerazione della gravità della condotta del è stata respinta anche la richiesta di concessione delle attenuanti.
RIDUZIONE DEL PERSONALE? NON BASTANO SPIEGAZIONI
SUPERFICIALI E INCOMPLETE.
La Corte di Cassazione (sentenza 16776/2009) ha ricordato
che "non essendo richiesto, per la legittimità del licenziamento collettivo, la giusta causa od il giustificato motivo,
l'effettiva garanzia per il lavoratore licenziato è proprio di
tipo procedimentale, nel senso che il datore di lavoro è tenuto a comunicare i motivi che determinano la situazione di
eccedenza, le ragioni per le quali ritiene di non potere adottare misure diverse atte a porre rimedio alla predetta situazione, il numero, la collocazione aziendale ed i profili personali del personale eccedente". Per questo come spiega la
Corte nella parte motiva della sentenza, "se il datore di lavoro omette di effettuare tale comunicazione ovvero pone in
essere una comunicazione superficiale o incompleta che
non consente al sindacato di effettuare alcun consapevole
controllo sulle ragioni della programmata riduzione del personale, il licenziamento è inefficace".
MINISTERO DEL LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI:
LE
NUOVE
REGOLE
PER
L’ALIMENTAZIONE
DELL’INFANZIA.
Il Ministero del Lavoro, Salute e delle Politiche sociali, di
concerto con quello dello Sviluppo economico, hanno reso
noto di aver stabilito che, a partire dal 22 luglio scorso gli
alimenti per lattanti e quelli di proseguimento destinati alla
prima infanzia possono essere messi in commercio solo se
conformi alle disposizioni fissate nel decreto 82/2009 ema-
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
nato, in attuazione della direttiva 2006/141/CE. Il regolamento (pubblicato in G.U. n. 155 del 7 luglio scorso), stabilisce quindi le prescrizioni relative non solo alla commercializzazione ma anche alla produzione, compo-sizione, etichettatura e pubblicità di tali alimenti. È prevista un'attività
di monitoraggio sui prezzi di vendita degli alimenti per lattanti e una campagna sulla corretta alimentazione dei più
piccoli, tesa a valorizzare l'allatta-mento al seno, favorendo
una corretta informazione al riguardo e l'adozione di corsi
preparatori. Prevista, infine, un'attenta vigilanza affinché, al
momento della dimissione dai reparti maternità, non vengano forniti in omaggio prodotti e materiali in grado di interferire con l'allattamento al seno, e sarà contrastata ogni
forma di pubblicità, anche occulta, di comportamenti che
sconsigliano il ricorso al latte materno.
AUTOVELOX SOLO IN DOTAZIONE ALLA POLSTRADA.
Stop alla gestione degli autovelox a società private; mai più'
pattuglie nascoste per la rilevazione della velocità; massima
tutela della privacy": sono soltanto alcuni dei contenuti della direttiva del ministro dell'Interno Roberto Maroni, sottolineati in una nota dalla Polizia di Stato, "volta a garantire
un'azione coordinata di prevenzione e contrasto dell'eccesso
di velocità sulle strade, emanata proprio a ridosso dei rientri
dalle vacanze". La direttiva inviata ai Prefetti e agli organi
di polizia stradale - si ricorda - mira a "disciplinare l'utilizzo
degli strumenti di controllo della velocità ispirandosi a criteri di efficienza e trasparenza. L'obiettivo è la prevenzione
sulle strade, in vista del traguardo fissato dalla Commissione Europea di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime per incidenti stradali. La direttiva affida ai Prefetti il
compito di monitorare sul territorio il fenomeno della velocità e di pianificare le attività di controllo, avvalendosi del
contributo delle conferenze provinciali permanenti, dove
sono rappresentati tutti i soggetti pubblici interessati alla
materia". In particolare, "dovranno essere individuati i punti
critici per la circolazione dove si registrano più incidenti
(con riferimento al biennio precedente) e dovrà essere previsto il diffuso impiego della tecnologia di controllo remoto, che consente il controllo di tutti i conducenti che passano in un determinato tratto di strada con contestazione successiva della violazione. La Polizia Stradale, quale Specialità della Polizia di Stato, attuerà il coordinamento operativo
dei servizi con il compito anche di monitorare i risultati
dell'attività di controllo svolta da tutte le forze di polizia e
dalle polizie locali". Questi i contenuti principali della direttiva: gestione delle apparecchiature solo dagli operatori di
Polizia; controllo periodico di funzionalità degli apparecchi;
modalità di segnalazione della presenza delle postazioni di
controllo improntate alla massima trasparenza; modalità di
accertamento e contestazione delle violazioni in materia di
velocità, tenendo conto che non e' sempre richiesto il fermo
del veicolo per contestare la violazione; tutela della riservatezza: le foto o le riprese video devono essere trattate solo
da personale degli organi di polizia incaricati al trattamento
e alla gestione dei dati.
21
Nuovo statuto provinciale Fism Como – 28 aprile 2009
Federazione Italiana Scuole Materne (FISM) Provincia di COMO
STATUTO PROVINCIALE FISM-COMO - 28 aprile 2009
TITOLO I
NORME GENERALI
ART. 1 - COSTITUZIONE, SEDE,
DURATA
1. La Federazione Provinciale delle Scuole dell’Infanzia non Statali della Provincia di Como, denominata
2.
3.
4.
5.
6.
7.
“FEDERAZIONE ITALIANA SCUOLE MATERNE, (F.I.S.M.) – COMO” e nel prosieguo del presente atto viene
richiamata in forma abbreviata: FISM-Como, è l'organismo associativo, promozionale e rappresentativo delle
Scuole dell'Infanzia non statali, paritarie e non, operanti nella Provincia/Diocesi di Como che si qualificano autonome e orientano la loro attività all'educazione integrale della personalità dei Bambini e delle Bambine,
in una visione cristiana dell'uomo, del mondo e della vita.
La FISM COMO aderisce alla F.I.S.M. Federazione Italiana Scuole Materne (fondata a Roma il 1° marzo 1974
promossa dalla C.E.I.) ed alla FISM Regionale della LOMBARDIA.
La FISM COMO aggiorna il proprio STATUTO a quello tipo della Fism Nazionale ed in continuità con i fini statutari “dell’Associazione Scuole Materne non statali della Provincia di Como” costituita con atto rep.6248/74
dott. A. Cornelio, aggiornato con atto 12.02.2000 rep.110759/22550 dott. F. Peronese con cui si è costituita la
“FEDERAZIONE PROVINCIALE DELLE SCUOLE MATERNE NON STATALI DELLA PROVINCIA DI COMO,
FISM Como”.
La sede è in COMO - Viale Cesare Battisti, 8
La FISM Como non ha fini di lucro.
La sua durata è illimitata e può essere sciolta dall’Assemblea Generale secondo le prescrizioni riportate all’art. 24
Le scuole dell'infanzia, asili nido (gestiti da Enti privati/pubblici, religiosi o comunque non statali, nonché associazioni, fondazioni, ecc.) aderenti alla FISM Como possono promuovere aggregati e distinti servizi di accoglienza per bambini di età inferiore a quella prevista per l'ammissione alla scuola dell'infanzia e/o asili nido comunque servizi, nell'ambito del sistema per la prima infanzia, operanti e previsti in Regione Lombardia per una
sempre migliore attenzione educativa al servizio della famiglia.
ART. 2 - OBIETTIVI
1. La FISM Como, con riferimento al Magistero della Chiesa Cattolica, fa propri i principi contenuti nelle dichiara-
zioni dell'O.N.U., della Comunità Europea sui Diritti dell'Infanzia e quelli sanciti dalla Costituzione Italiana.
2. In particolare propugna ed attua:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
I diritti fondamentali di libertà e uguaglianza;
Il diritto alla libertà di espressione e di educazione spirituale e religiosa;
Il diritto dei genitori ad istruire ed educare i figli e ad essere agevolati nell’adempimento dei compiti educativi;
Il diritto alla libertà di Educazione;
Il diritto di enti pubblici e privati ad istituire Scuole ed Istituti di Educazione;
Il dovere dello Stato di assicurare alle Scuole non Statali piena libertà e ai loro Bambini un trattamento paritario a quello dei Bambini delle scuole statali operanti in Italia.
ART. 3 - RAPPRESENTANZA
1. La FISM Como potrà aderire, in rappresentanza degli Enti associati, ferma restante la propria autonomia statu-
taria, amministrativa e patrimoniale, a quelle associazioni, società ed enti che perseguano scopi analoghi o che
favoriscano la migliore realizzazione degli scopi della Federazione.
2. La FISM Como potrà instaurare rapporti nelle forme che il Consiglio Direttivo riterrà opportune, con altri enti a
qualsiasi livello, aventi finalità analoghe.
22
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
ART. 4 - STRUTTURA DELLA FEDERAZIONE E CONTENUTI DEL PATTO FEDERATIVO
1. La FISM Como ha struttura democratica.
2. I componenti e gli Organi della Federazione prestano la propria attività istituzionale in modo volontario e gratuito.
3. È esclusa ogni forma di distribuzione, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione, tra le scuole aderenti,
4.
5.
6.
7.
nonché fondi di riserva o capitale durante la vita dell'associazione, salvo che la destinazione e la distribuzione
siano imposte per legge.
Alla Federazione aderiscono le singole scuole dell'infanzia autonome paritarie e non, operanti nella Provincia di
Como tramite il rappresentante legale dell'Ente amministratore/gestore o suo delegato.
Per far parte della FISM Como, la singola scuola dell'infanzia deve presentare domanda di ammissione; la domanda deve contenere l'impegno a rispettare lo Statuto della Federazione e le delibere degli Organi federali,
l'impegno al versamento delle quote sociali e l'accettazione dei fini e degli scopi della Federazione.
L'accettazione della domanda è deliberata dal Consiglio Direttivo Provinciale.
L'adesione di una scuola alla FISM è incompatibile con l'adesione ad altre associazioni di categoria, escluse
FIDAE e AGIDAE.
ART. 5 - FINALITÀ DELLA STRUTTURA PROVINCIALE
1. La FISM Como si propone fini di servizio, coordinamento, tutela e rappresentanza delle scuole dell’infanzia ade-
renti.
2. In particolare:
a) promuove ed aiuta la costituzione di nuove scuole dell'infanzia autonome e di nuovi servizi all'infanzia;
b) procura alle scuole aderenti direttamente o indirettamente servizi, assistenza pedagogica, didattica, legale,
finanziaria, amministrativa e fiscale;
c) promuove occasioni di approfondimento dell'ispirazione cristiana/cattolica delle scuole;
d) predispone opportuni mezzi d'informazione destinati alle scuole aderenti;
e) rappresenta le scuole aderenti nei rapporti con le autorità civili, religiose, giudiziarie ed amministrative;
f) realizza un coordinamento pedagogico-didattico, fra le diverse scuole associate,al fine di migliorare la formazione permanente di quanti operano, il loro assetto organizzativo e gestionale;
g) coordina l’attività degli associati che ne facciano richiesta per collaborare nella gestione delle scuole e migliorare il servizio alle famiglie;
h) organizza iniziative di studio e corsi di formazione ed aggiornamento per Genitori,Educatrici/ori ed Amministratori delle scuole dell’Infanzia,alfine di favorire una più adeguata formazione specifica;
i) favorisce le forme di volontariato organizzato perché siano di valido supporto per il raggiungimento dei fini istituzionali delle singole scuole associate;
j) sollecita, con adeguata azione ai diversi livelli, procedimenti legislativi ed interventi economici a favore delle
scuole aderenti;
k) informa e sensibilizza l'opinione pubblica intorno al servizio reso dalle scuole aderenti.
3. La FISM Como realizza i suoi scopi e le sue finalità attraverso gli strumenti ritenuti più idonei, tra i quali la stampa di libri e pubblicazioni, la produzione e la distribuzione editoriale e strumenti multimediali nonché in stretta
collaborazione con il Centro Servizi Fism Como, per
4. l’acquisto di beni o fornitura di servizi destinati agli associati.
ART. 6 – RISPETTO DELLE AUTONOMIE STATUTARIE.
1. La FISM Como garantisce alle scuole aderenti la propria autonomia statutaria ed amministrativa, ne rispetta e
difende la autonomia patrimoniale, nonché la personalità morale e giuridica.
ART. 7 - CESSAZIONE DI APPARTENENZA ALLA FEDERAZIONE
1. Le singole Scuole dell'infanzia aderenti cessano di far parte della FISM Como:
a) per chiusura della scuola;
b) per rinuncia comunicata per iscritto alla Federazione con un preavviso di almeno tre mesi;
c) per il venir meno dei requisiti di cui all'articolo 3;
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
23
d) per cancellazione deliberata dal competente Organo a seguito di inosservanza delle norme statutarie e delle
deliberazioni degli Organi statutari; contro la cancellazione è ammesso ricorso al Collegio dei Probiviri.
2. L’associato dimissionario è tenuto alla regolarizzazione del versamento della quota associativa per l’intero periodo di adesione alla Federazione provinciale e non ha diritto al rimborso delle quote versate.
ART. 8 - COMUNITÀ EDUCANTE
1. La FISM COMO promuove la partecipazione dei Genitori dei Bambini iscritti, degli Educatori e degli Operatori
nella singola Scuola dell'infanzia.
ART. 9 - ESERCIZIO FINANZIARIO
1. L'esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
2. Il bilancio, predisposto dal Consiglio Direttivo deve essere approvato dall’Assemblea Ordinaria entro e non oltre
quattro mesi dalla chiusura dell’Esercizio.
3. Esso deve essere depositato presso la sede della FISM Como almeno otto giorni precedenti la seduta per poter
essere consultato da ogni associato.
ART.10 – CONSULENTE ECCLESIASTICO
1. Il Vescovo della Diocesi di Como provvede alla nomina di un Consulente Ecclesiastico.
2. Si fa garante presso le Autorità Ecclesiastiche, unitamente al Consiglio Direttivo, di verificare e mantenere nel
tempo l’identità Educativo-religiosa cristiano-cattolica delle scuole dell’infanzia e/o asili nella conformità degli Insegnamenti della Chiesa Cattolica.
ART.11 - PATRIMONIO SOCIALE
1. Con deliberazione del Consiglio Direttivo, la FISM Como determina annualmente o di volta in volta, ove se ne
presenti la necessità, l’importo delle quote associative, anche mediante l’applicazione di criteri differenziati, in
relazione alla categorie degli enti associati stessi ed in funzione delle iniziative pedagogico/didattico/amministrative loro rivolti.
2. Le quote e i contributi associativi di cui al precedente comma sono intrasmissibili e non rivalutabili.
3. Il patrimonio della FISM Como è costituito:
- dalle quote associative delle scuole aderenti;
- da eventuali contributi di Enti pubblici e privati;
- da eventuali proventi di gestione;
- da lasciti, acquisti, donazioni, beni mobili ed immobili.
TITOLO II
ORGANI E LORO ATTRIBUZIONI
ART. 12 - ORGANI DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE
1. Gli Organi della FISM Como sono:
-
-
-
24
L'ASSEMBLEA GENERALE PROVINCIALE DELLA FISM COMO: composta dal legale rappresentante per ogni
scuola aderente o suo delegato. Partecipano all’Assemblea con diritto di voto anche i componenti del Consiglio Direttivo in carica.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO, nominato direttamente dall’Assemblea, ad eccezione del Consulente Ecclesiastico
nominato dal Vescovo di Como, è composto complessivamente da cinque(5) a nove(9) componenti compresi il Presidente, due Vice-Presidenti e il Consulente Ecclesiastico.
Inoltre, fanno parte per diritto eventuali CONSIGLIERI NAZIONALI FISM residenti nella provincia.
IL PRESIDENTE: eletto dal Consiglio Direttivo fra i suoi componenti;
IL SINDACO: eletto dall'Assemblea;
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
- IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI: composto da tre componenti eletti dall’Assemblea, di cui il più anziano di età con
funzione di Presidente.
2. Tutti i componenti durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
ART. 13 - L'ASSEMBLEA PROVINCIALE
1. L 'Assemblea provinciale Ordinaria FISM Como:
- valuta la situazione morale, educativa, giuridica e finanziaria della Federazione ed eventualmente degli Associati e formula possibili proposte al Consiglio Direttivo;
- approva il bilancio annuale della FISM Como;
- approva l’operato del Consiglio Direttivo in ordine all’accettazione o esclusione degli Associati;
- elegge i componenti del Consiglio Direttivo, ogni quattro anni;
- elegge il Sindaco ogni quattro anni;
- elegge il Collegio dei Probiviri, ogni quattro anni;
- elegge i Delegati al Congresso Nazionale FISM.
2. All’Assemblea Straordinaria spetta deliberare circa le modifiche al presente statuto e lo scioglimento anticipato
della FISM Como.
ART. 14 – CONVOCAZIONE ASSEMBLEA FISM COMO
1. La convocazione Ordinaria o Straordinaria dell’Assemblea Provinciale FISM Como ha luogo mediante avviso
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
scritto contenente la data, l’ora, il luogo e l'ordine del giorno degli argomenti da trattare, da recapitarsi ai singoli
associati e da affiggersi all’albo della sede, almeno otto giorni prima della riunione.
La convocazione avviene a mezzo posta ordinaria, elettronica, ovvero con altro sistema idoneo a farne conoscere il contenuto.
I verbali delle delibere assembleari devono essere esposti a disposizione per almeno quindici giorni presso la
sede.
L'Assemblea si riunisce almeno una volta all'anno in seduta ordinaria dietro convocazione del Presidente del
Consiglio Direttivo; è altresì convocata dallo stesso ogni qualvolta ne venga ravvisata la necessità. Deve essere
inoltre convocata su richiesta di almeno un terzo degli associati. Le sedute dell'Assemblea sono presiedute e dirette dal Presidente, il quale nomina un segretario e nel caso siano previste votazioni, l’Assemblea nomina due
scrutatori.
La seduta è valida quando è presente la maggioranza degli associati. Non raggiungendo la maggioranza, la riunione è valida dichiarandola in seconda convocazione, dopo un'ora dall'orario fissato, qualunque sia il numero
degli associati presenti.
Le deliberazioni vengono assunte a maggioranza semplice dei presenti. Gli associati possono essere rappresentati da altri associati delegati di altre Scuole dell'infanzia/materne con delega scritta.
Nel caso di un rappresentante di più scuole da parte di un'unica persona, questa potrà esprimere tanti voti
quante sono le scuole che le rappresenta.
Un Associato non può portare più di tre deleghe.
Ogni Associato ha diritto al voto e dispone di un solo voto.
ART. 15 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO
1. Il Consiglio Direttivo FISM Como si riunisce di norma ogni trimestre e:
dà esecuzione alle deliberazioni dell'Assemblea provinciale;
accetta e dichiara cessazione degli associati a norma dell'art. 5;
determina le quote associative annuali;
redige il bilancio da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea provinciale;
propone gli atti di straordinaria amministrazione da sottoporre ad approvazione dell’Assemblea Provinciale;
delibera le convocazioni Ordinaria e Straordinaria dell'Assemblea;
svolge una funzione di riferimento e di coordinamento delle scuole aderenti;
sollecita aiuti finanziari e sovvenzioni da parte di Enti pubblici e privati in favore degli associati;
promuove tutte quelle iniziative di carattere pedagogico-didattico, assistenziale, amministrativo, economico,
contabile e fiscale che saranno ritenute necessarie ed opportune per il potenziamento della FISM Como e
dei singoli Associati destinate alla migliore qualità dei servizi offerti alle scuole Associate;
- assume,sospende, licenzia il personale dipendente FISM Como;
- delibera sui contratti di locazione, fornitura e somministrazione.
-
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
25
2. Alle riunioni del Consiglio Direttivo partecipa il Sindaco, ed è invitato il Collegio dei Probiviri.
3. La riunione è valida quando è presente la metà più uno dei Componenti del Consiglio Direttivo; le deliberazioni
sono validamente assunte con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti
4. Le votazioni sono palesi, salvo quelle relative a questioni concernenti persone che debbono avvenire con voto
segreto.
5. In caso di parità di voti prevale quello del Presidente.
6. Il Consiglio Direttivo è responsabile dinanzi all’Assemblea Provinciale FISM Como.
ART. 16 – PREROGATIVE E FUNZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO.
1. Il Consiglio Direttivo elegge nel proprio seno il Presidente, i 2 Vice-presidenti e il Segretario-Tesoriere.
2. Salvo che la FISM Como disponga di un Segretario, il verbale delle adunanze viene redatto, di norma, a cura
del Consigliere incaricato dal Presidente a fungere da Segretario e deve essere firmato dal Presidente e dal
Segretario.
3. Il Consiglio Direttivo può invitare a partecipare alle proprie riunioni esperti nelle diverse materie.
4. Il Consiglio Direttivo è responsabile dinnanzi all'Assemblea provinciale.
5. I componenti del Consiglio Direttivo restano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
ART. 17 – CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
1. Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma ogni tre mesi ovvero ogni qualvolta il Presidente ne ravvisi la necessità.
2. Il Consiglio è altresì convocato dal Presidente provinciale su richiesta di almeno un terzo dei componenti; in tal
caso la riunione dovrà avvenire entro un mese dalla richiesta.
3. Le sedute del Consiglio sono valide quando è presente la maggioranza dei consiglieri in carica.
ART. 18 – SURROGA DEI COMPONENTI IL CONSIGLIO DIRETTIVO.
1. Nel caso di dimissioni o di vacanza dei componenti del Consiglio Direttivo subentrano, nell'ordine, i primi dei
non eletti; in mancanza di non eletti per cooptazione da parte del Consiglio Direttivo ratificata dall'Assemblea
nella successiva adunanza.
2. Nel caso di dimissioni del Consiglio Direttivo il Presidente provinciale rimarrà in carica per l'ordinaria amministrazione con l'obbligo di convocare l'Assemblea provinciale entro tre mesi per l’elezione del nuovo Consiglio
Direttivo.
ART. 19 – IL PRESIDENTE FISM COMO
1. Il Presidente del Consiglio Direttivo esercita tutte le funzioni che gli sono conferite dalle leggi e dal presente
Statuto e che gli siano delegate dall’Assemblea Generale.
2. Il Presidente è il legale rappresentante della FISM Como. Egli gode di tutti i poteri di ordinaria amministrazione.
Convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo; vigila e dirige l'attività della Federazione; convoca l'Assemblea; firma la corrispondenza e gli atti d'ufficio; provvede ai pagamenti; cura l'esecuzione delle deliberazioni
del Consiglio Direttivo.
3. In casi di urgenza esercita i poteri del Consiglio salvo ratifica, da parte di questo, alla riunione successiva.
4. Il Presidente può delegare permanentemente alcune proprie funzioni ai 2 Vice-Presidenti o ad altro Componente del Consiglio. In sua assenza le funzioni di Presidente sono esercitate dal Vice-presidente all’uopo delegato
ad esclusione delle funzioni già delegate.
Art. 20 – IL SEGRETARIO TESORIERE
1. Il Segretario della FISM Como, se non Consigliere, partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo e
dell’Assemblea Provinciale senza diritto di voto.
2. Redige i verbali dell' Assemblea e del Consiglio Direttivo; cura la corrispondenza; dirama gli avvisi di convoca-
zione del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea provinciale su incarico del Presidente provinciale; è responsabile
della regolare tenuta degli atti e dei registri; cura le entrate e le uscite della Federazione, provvede e conserva i
26
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
libri dell'ufficio, riscuote e quietanza i contributi ordinari e straordinari e provvede al pagamento di tutte le spese
della gestione in sintonia con il Presidente; cura l'inventario dei beni della Federazione provinciale; predispone il
bilancio da presentare all'esame del Consiglio; espleta tutte le pratiche che per legge riguardano l'attività della
FISM Como
3. Le funzioni di Segretario possono essere remunerate secondo i criteri stabiliti dal Consiglio direttivo.
Art. 21 – IL SINDACO
1. Il Sindaco vigila sulla regolarità degli atti della FISM Como ed esercita i poteri previsti dagli artt. 2403 e seguenti
del Codice Civile.
2. Cura il corretto svolgimento delle spese, sorveglia la gestione amministrativa della FISM Como e ne riferisce in
Assemblea in occasione della approvazione del bilancio di ogni esercizio.
3. Il Sindaco resta in carica quattro anni ed è rieleggibile
Art. 22 – IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
1. Il Collegio dei Probiviri giudica ex bono et aequo e senza formalità di procedura tutte le eventuali controversie
tra gli Associati, relative al rapporto associativo, o tra essi e FISM Como.
2. I componenti del Collegio dei Probiviri restano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
ART. 23 – MODIFICHE STATUTARIE
1. Lo Statuto può essere modificato su proposta del Consiglio Direttivo o di un terzo dei componenti dell'Assem-
blea provinciale FISM Como con apposita deliberazione, preventivamente iscritta all'ordine del giorno, da parte
dell'Assemblea provinciale sia ordinaria che straordinaria, presenti non meno dei due terzi degli associati e con
deliberazione presa a maggioranza assoluta dei presenti.
Art. 24 – SCIOGLIMENTO DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE
1. La FISM Como può essere sciolta dall’Assemblea Generale con la presenza di almeno i 2/3 degli Enti associati ed
il voto favorevole dei 4/5 dei suoi componenti, con arrotondamento ad unità inferiore, per volontà degli associati o
per cause legate ad iniziative o programmi contrastanti o non pertinenti alle attività enunciate nel presente atto.
2. La proposta di scioglimento è deliberata dal Consiglio Direttivo, nella pienezza dei poteri e non in regime di prorogati o, o da un terzo degli associati.
ART. 25 – DESTINAZIONE DEL PATRIMONIO.
1. In caso di scioglimento il patrimonio della FISM Como residuato dalla liquidazione di ogni passività verrà posto
a disposizione dell’Ordinario Diocesano di Como per la devoluzione ad Associazione/i aventi finalità analoghe.
2. I criteri e le modalità di devoluzione sono proposte dal Consiglio Direttivo all’Assemblea unitamente alla delibera
che stabilisce l'estinzione della FISM Como, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3 comma 190 della
Legge 23 dicembre 1996 n. 662, e successive integrazioni o modificazioni e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
ART. 26 - NORME CONCLUSIVE
1. Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento allo Statuto nazionale della FISM ed alle norme
della legge italiana/regionale in materia.
Como,28 aprile 2009
Il Presidente FISM-Como, f.to p.i.cav. Claudio BIANCHI
Adottato con votazione unanime dall’Assemblea Provinciale FISM-Como il 28.04.2009.
Repertorio 158155/34198 notaio Francesco Peronese di Como.
095 - INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009
27
È dall’asilo che
comincia la benedizione di una
parrocchia
Giovanni XXIII
Dal X Congresso Nazionale Fism – Roma, 17-20 giugno 2009
I delegati Lombardi al Congresso
Sommario
X Congresso Nazionale Fism ....................................................................................................................... 1 Roma 17-20 giugno 2009 ............................................................................................................................. 1 X Congresso Nazionale Fism - Roma .......................................................................................................... 2 La nuova Presidenza e Segreteria ed il nuovo Consiglio Nazionale Fism.................................................... 5 3 - La risposta cristiana ai bambini che formulano le grandi domande esistenziali e sul mondo ................ 6 Corso di formazione per docenti e coordinatrici sulla disabilità .................................................................. 9 “…ma nella nostra scuola non abbiamo disabili !” .................................................................................... 11 Corsi di formazione e aggiornamento sostitutivi ex libretto sanitario ........................................................ 12 Sezioni Primavera anno scolastico 2009-10 ............................................................................................... 13 Domande di lavoro - Curricoli ................................................................................................................... 13 Ultimo aumento contrattuale dal 1° settembre 2009 .................................................................................. 13 Il sito web della Fism Como ....................................................................................................................... 13 A Dio, Angelo Caldera ............................................................................................................................... 13 Adempimenti di avvio anno scolastico 2009-10: entro il 30 settembre 2009 ............................................ 14 Revisione assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola ................................................... 16 Centro Servizi Fism: Aggiornamento Primo Soccorso.............................................................................. 18 Centro Servizi Flash: luglio - agosto 2009 ................................................................................................ 20 Nuovo statuto provinciale Fism Como – 28 aprile 2009 ............................................................................ 22 Sommario ................................................................................................................................................... 28
28
INTORNO AI BAMBINI – 14 set 2009 - 095
Scarica

Intorno ai Bambini - Federazione Italiana Scuole Materne Como