COMUNIONE E MISSIONE SERVIZIO DI SPIRITUALITÀ MISSIONARIA A CURA DEL CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO - TRENTO comunione e missione - redazione: via s.g.bosco 7, 38100 trento - direttore: carlo speccher direttore responsabile: agostino valentini - ccp 13870381 - registrazione presso il tribunale di trento n. 178 n.6 giugno 2006 - periodico mensile dell’opera diocesana per la pastorale missionaria di trento anno XXXV - Poste Italiane s.p.a. - Sped. in abb. postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 2 - DCB Trento - Taxe perçue - Tassa riscossa Trento - contiene I.R. Giugno 2006 335 lettera di comunione Carissimi amici, nella Messa del giorno di Pentecoste così preghiamo con la Colletta: “O Padre, che nel Mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo”. Noi crediamo veramente che la Pentecoste non è un avvenimento del passato, ma lo Spirito Santo è il dono di Gesù Risorto che ci viene dato continuamente e in abbondanza. A noi, che tocchiamo con mano che lo Spiri1 SOMMARIO Lettera di comunione pag. 1 Appunti di spiritualità missionaria “Io, il Signore e il Maestro, lavo i piedi a voi” pag. 5 Videocassette pag. 9 Incontro gruppi missionari a S.Romedio pag. 10 Traccia per la preghiera di gruppo pag. 11 Voci dai gruppi pag. 15 Voci dalla missione pag. 17 Appuntementi gruppi missionari pag. 19 ACCRI pag. 20 Libri pag. 22 Arrivi e partenze missionari pag. 23 to del Risorto guida la missione della Chiesa, sono di incoraggiamento le parole di Gesù: “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza… Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, …”. Nella preghiera rivolta al Padre dobbiamo invocare il dono dello Spirito che sempre ci sarà concesso come Gesù, buon Pastore, ci ha promesso. L’attività del CMD per l’anno pastorale 2005-2006 va verso la conclusione. Il pellegrinaggio alla Madonna del Lares (vicino a Tione) in maggio con le incaricate della diffusione della stampa missionaria, è stato un momento di preghiera, di scambio, di amicizia, ma anche un riflettere insieme sul come possiamo aiutare a migliorare l’informazione e la formazione dei gruppi missionari tramite le riviste e gli altri mezzi di comunicazione sociale. 2 Martedì e mercoledì 30 e 31 maggio al Centro Mariapoli di Cadine noi del CMD con alcuni collaboratori per l’animazione religiosi e laici, ci siamo ritirati per definire il programma dell’attività per il prossimo anno pastorale. È nostro sincero desiderio cercare di migliorare sempre più il nostro servizio in Diocesi per aiutare la nostra Chiesa di Trento a essere fedele alla sua vocazione missionaria in questo mondo che cambia. In vista di questa verifica e programmazione abbiamo giudicato importante conoscere i gruppi missionari parrocchiali e decanali e la loro attività, chiedendo ai responsabili dei gruppi di rispondere ad alcune domande riguardo a questi aspetti: la vita del gruppo, l’animazione nel decanato e nella parrocchia, i rapporti con le missioni (ad gentes), proposte per l’Assemblea Missionaria Diocesana che si terrà a Trento domenica 17 settembre. Il 27 e 28 maggio si è svolta in piazza Fiera a Trento la 7a Festa dei Popoli, di cui vi parlerò più dettagliatamente sul prossimo numero di CeM. Restano però ancora degli appuntamenti importanti: uno è il pellegrinaggio a S. Romedio con gli animatori missionari; con loro troveremo anche un momento per fare una verifica sull’animazione missionaria nei gruppi e nelle parrocchie in questo anno 2005/06. Tutto questo ci servirà per fare la programmazione dell’attività del CMD per il prossimo 2006/07. Un momento bello e importante sarà per noi l’incontro annuale con i missionari rientrati in Trentino per un periodo di meritato riposo. Questo appuntamento, al quale sarà presente anche il nostro Arcivescovo, ci aiuta a rinsaldare l’amicizia con coloro che hanno lasciato il Trentino e la nostra Chiesa madre in nome di Gesù Cristo per portare in tutto il mondo il Suo Vangelo. Durante questo incontro potremo ascoltare a viva voce le gioie e le difficoltà, le speranze e le fatiche della loro vita missionaria e ricevere 3 suggerimenti e consigli per migliorare sempre di più il rapporto tra loro e il CMD in modo che sentano sempre più vivo il legame con la nostra Diocesi. Si sta concludendo in questi giorni il corso di formazione di quaranta giovani che faranno l’esperienza estiva presso i nostri missionari. Sarà per ognuno di loro un momento forte di maturazione e di arricchimento umano e spirituale. Nel mese di luglio andrò in Ecuador e Perù per visitare i nostri missionari che operano in questi Paesi e vi farò in seguito un breve resoconto… In maggio ci siamo incontrati con i CMD del Triveneto al Santuario Mariano di Pietralba: il momento più importante è stato la celebrazione della Messa, presieduta da mons. Pietro Brollo, vescovo di Udine e concelebrata da tutti i sacerdoti; erano presenti anche delle suore e laici che lavorano nei CMD. Dopo il pranzo, momento di condivisione gioiosa, ci siamo recati ad Aldino paese natale di don Luis Lintner, prete fidei donum martire e abbiamo pregato sulla sua tomba. È stato ucciso con due colpi di pistola sparati da un ragazzo a Salvador Bahia in Brasile il 16 maggio 2002. Era in Brasile da 22 anni inviato dalla Chiesa di Bolzano e Bressanone per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo. A fianco dei poveri era diventato insieme a loro seme di liberazione, in un impegno continuo di annuncio e di difesa dei diritti umani. I poveri erano diventati la sua guida spirituale: “Il prossimo è il luogo di Dio… e nei riguardi del nostro prossimo noi dobbiamo occuparci innanzitutto di coloro che, in qualsiasi modo, sono diventati poveri”. Don Lintner, come dimostrano le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto, ha sperimentato la vita tra i poveri come un ricco dono di Dio. Sicuramente anche don Luis è il seme caduto in terra che muore per maturare frutti di grazia per la missione di tutta la Chiesa. don Carlo 4 Appunti di spiritualità missionaria “IO, IL SIGNORE E IL MAESTRO LAVO I PIEDI A VOI” GV. 13,1-17 Con estrema delicatezza, la lavanda dei piedi celebra l’amore di Gesù per il Padre e per i suoi discepoli fino all’estremo, fino alla fine. Gesù, con questo gesto semplice, ma fortemente anticonformista, ci spiega il senso di tutta la sua vita: si è spogliato della sua natura divina per incarnare quella umana. Questo brano evangelico inizia con una indicazione temporale: “prima della festa di Pasqua”; gli ultimi giorni della vita di Gesù, cioè tutto quello che Gesù sa, dice e fa, si snoda nel contesto della grande festa della Pasqua giudaica, nella quale Israele fa memoria di come Dio lo ha liberato e lo ha reso Suo popolo eletto, Sua proprietà per sempre. È nel cuore di questa festa ebraica che Gesù compirà la Sua Pasqua, il passaggio da questo mondo al Padre. Gesù conosce la Sua ora, è l’ora del Padre, è l’ora di ritornare al Padre, però attraverso la passione e la morte ed in questo passare vuole esprimere ancora una volta ed ora per l’ultima volta, quanto ama i “suoi” con il gesto supremo del dono della Sua vita; ed in quei “suoi”, sono presenti tutti coloro che liberamente aderiscono alla Sua Parola. Nella lavanda dei piedi ai discepoli, Gesù, con il dono totale di sè, mostra il grande amore del Padre che Lui per primo ha ricevuto. 5 “Durante la cena”, quindi in un’atmosfera pasquale, di intimità, di comunione e di fraternità sulla quale però pesa l’ombra del tradimento: “non tutti siete puri”; è all’opera anche Satana. L’incredulità accompagna sempre l’appello di Gesù a credere. Nel cenacolo si anticipa il dramma della croce, dove Gesù e Satana si affrontano, si scontrano, lottano. Con questa consapevolezza in cuore, Gesù si dona: lava i piedi ai discepoli dopo aver deposto la veste ed essersi cinto con l’asciugamano. Gesù si mette il vestito da servo, trasforma se stesso in schiavo: “pur essendo di natura divina … spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo”. In Israele, il compito di lavare i piedi spettava alle donne e agli ultimi degli schiavi; si faceva prima del pasto come segno di accoglienza, di ospitalità. Gesù lo compie durante il pasto, in un momento insolito, fuori posto. Gesù vuole dare a questo gesto un nuovo valore simbolico, anche perché lo realizza in un luogo ben determinato, nel cenacolo riservato solo ai suoi, a chi è discepolo. Con questa azione da schiavo, Lui, il Maestro e Signore, sembra introdurre i suoi discepoli in una speciale e più profonda comunione con Lui: “se non ti lavo tu non sarai veramente unito a me”. Pietro, che rappresenta un po’ ciascuno di noi, con le sue parole e i suoi atteggiamenti, dà l’opportunità a Gesù di spiegare a tutti il Suo mistero d’amore. Pietro, vedendo che Gesù prende il posto dello schiavo, si scandalizza, si spaventa, si ribella, non può accettare di vedere Gesù chinato su di lui, prostrato ai suoi piedi. Pietro non capisce più niente: se Gesù è il Messia tanto atteso, il potente, il condottiero, … non può prendere il posto dello schiavo. Gesù sembra prendere per mano Pietro e scusarlo per la sua incomprensione, 6 sa bene che il Suo gesto è profondamente carico di mistero ed allora lo rassicura: “quello che io faccio tu ora non lo capisci, lo capirai dopo”. A Pietro è richiesto solo di lasciar fare al Signore, di lasciarsi amare, salvare da Lui e obbedire al Maestro. Pietro, per paura di non essere accolto, accetta che Gesù gli lavi i piedi come gesto di purificazione e non come simbolo di un dono totale. Non è ancora capace di tale amore. Al momento della croce, tutti scapperanno, tranne le donne ed il discepolo che Gesù amava; Pietro imparerà più tardi ad essere servo, grazie al dono dello Spirito Santo. Accogliere la lavanda dei piedi significa lasciarsi compenetrare da Gesù, diventare suoi discepoli; Lui attraverso il Suo gesto, il Suo piegarsi su di noi, ha eliminato le distanze e ci ha resi capaci di fare altrettanto, anzi ci ha detto: “Se dunque, io il Signore e Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. Come il Figlio Gesù fa ciò che vede fare dal Padre, così i discepoli sono spinti a fare ciò che hanno visto fare dal Maestro. In questo “fare” si intrecciano forti relazioni d’amore e il discepolo, anche se dopo un cammino a volte faticoso come quello di Pietro, rimane conquistato, trasformato dall’amore di Dio. Lavandoci i piedi Gesù prende possesso di noi, ci mette in cuore il bisogno di ripetere il suo gesto di amore gli uni agli altri. “Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica”. Gesù ci consegna la beatitudine del fare. Il discepolo è chiamato a passare all’azione, alla concretezza, a vivere la sequela attraverso il servizio, a esprimere in mille forme e gesti questo amore estremo che si è ricevuto e che fa vivere. 7 Il lavare i piedi gli uni agli altri diventa la legge della comunità dei discepoli, la norma e lo stile della loro vita. Quanto più mi lascio lavare i piedi da Gesù, tanto più conosco il Padre e sono capace di fare della mia vita un servizio ai fratelli fino al dono supremo dell’amore. È qui che ha origine la missione dentro il cuore di chi è disposto a lasciare tutto per l’annuncio del Vangelo o per la promozione dell’uomo in qualsiasi angolo della terra. Questo amore di Dio, vissuto fino all’estremo da Gesù e riversato in abbondanza in noi, diventa quel pungolo che ci spinge a vincere l’egoismo e ad andare verso l’altro nella gratuità, con l’atteggiamento umile, semplice e disponibile del servo. La lavanda dei piedi ci rivela un Dio che in Gesù si mette all’ultimo posto; l’autorità si fa servizio e mostra la radicalità del Vangelo che è pienezza di vita, misericordia, grazia, mitezza e pace. 8 VIDEO DVD VIDEO DVD VIDEO DVD VIDEO DVD VIDEO a disposizione presso il centro missionario (non in vendita) BURUNDI: UN FUTURO DI SPERANZA 40 anni di volontariato Lvia nel paese. Il video racconta la storia dell’impegno dell’LVIA, ONG italiana in Burundi, che interviene nell’igiene, educazione all’igiene, acqua, agricoltura. SIDA-SERVICE: DAL PREGIUDIZIO AL SERVIZIO Attività del Sida-Service, associazione di volontariato che cerca di rispondere alla sfida dell’aids in Guinea Bissau, attraverso lezioni ai ragazzi, attività di cura, assistenza e accompagnamento malati. CON IL MOZAMBICO: MEDICI CON L’AFRICA A BEIRA Associazione del CUAMM che opera in Mozambico dal 1978. Lavorano nell’ospedale di Beira, nei distretti sanitari territoriali, formazione dei futuri medici nella facoltà di medicina all’università cattolica Mozambicana. MISSIONARI DI PERIFERIA: GLI STIMMATTINI IN PARAGUAY L’esperienza dei padri nelle periferie della capitale Assuncion, a fianco digente povera. durata: 85’ - codice LM 13 9 Incontro con gli animatori dei gruppi missionari decanali e parrocchiali domenica 11 giugno a S. Romedio Anche quest’anno al termine del cammino di formazione realizzato al CMD, gli animatori missionari si ritrovano in amicizia per verificare le attività svolte e rinsaldare il loro impegno per la Missione. L’incontro sarà a SFRUZ in Val di Non, ospiti degli amici animatori di Sfruz e Smarano; al pomeriggio è prevista la visita al Santuario di S. Romedio per la Celebrazione dell’Eucaristia. Programma della giornata ore 08.30 partenza da piazza Dante TRENTO ore 10.00 arrivo a Sfruz ore 10.15 riflessione e lavori di gruppo ore 12.30 pranzo ore 14.30 visita al Santuario di S.Romedio ore 15.00 Celebrazione eucaristica ore 16.30 Ritorno L’arrivo a Trento è previsto per le ore 18.00 circa. 10 NEL CUORE DELLA MISSIONE TRACCIA PER LA PREGHIERA (272) L’AMORE ATTRAVERSO IL SERVIZIO Canto: “È bello lodarti” È bello cantare il Tuo amore, è bello lodare il Tuo nome, è bello cantare il Tuo amore, è bello lodarti Signore, è bello cantare a Te. Tu che sei l'amore infinito, che neppure il cielo può contenere, ti sei fatto uomo, Tu sei venuto qui, ad abitare in mezzo a noi, allora... Tutti: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Guida: Il Vangelo ci presenta Gesù che, nella lavanda dei piedi, sceglie di mettersi a servizio dei suoi amici in modo semplice, povero, scandaloso e nello stesso tempo dà a ciascuno di noi una consegna “fate come io ho fatto a voi”. Lett. 1: Dal Vangelo di Giovanni 13 1-17 Era ormai vicina la festa ebraica della Pasqua. Gesù sapeva che era venuto per lui il momento di lasciare questo mondo e tornare al Padre. Egli aveva sempre amato i suoi discepoli che erano nel mondo, e li amò sino alla fine. All’ora della cena, il diavolo aveva già convinto Giuda, figlio di Simone Iscariota, a tradire Gesù. Gesù sapeva di aver avuto dal Padre ogni potere; sapeva pure che era venuto da Dio e che a Dio ritornava. Allora si alzò da tavola, si tolse la veste e si legò un asciugamano intorno ai fianchi, versò acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli. Poi li asciugava con il panno che aveva intorno ai 11 fianchi. Quando arrivò il suo turno, Simon Pietro disse: “ Signore, tu vuoi lavare i piedi a me?”. Gesù rispose: “Ora tu non capisci quello che io faccio; lo capirai dopo”. Pietro replicò: “No , tu non mi laverai mai i piedi!”. Gesù ribatté: “Se io non ti lavo, tu non sarai veramente unito a me”. Simon Pietro gli disse: “Signore, non lavarmi soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo”. Gesù rispose: “Chi è già lavato non ha bisogno di lavarsi altro che i piedi. E’ completamente puro. Anche voi siete puri ma non tutti”. Infatti, sapeva già chi lo avrebbe tradito. Per questo disse: “Non tutti siete puri”. Gesù terminò di lavare i piedi ai discepoli, riprese la sua veste e si mise di nuovo a tavola. Poi disse: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate Maestro e Signore, e fate bene perchè lo sono. Dunque, se io , Maestro e Signore, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Io vi ho dato un esempio perchè facciate come io ho fatto a voi. Breve pausa Spunti di riflessione Il servizio Il lavare i piedi, era compito dei servi e degli schiavi; il gesto di Gesù desta quindi meraviglia e provoca la reazione di Pietro. Gesù che si spoglia delle sue vesti e si cinge di un grembiule, dà un’immagine sconvolgente di Dio. Egli non è un sovrano che risiede nel cielo, ma si presenta come servo dell’umanità per innalzarla a livello divino. Da questo servizio divino scaturisce per la comunità dei credenti quella libertà che nasce dall’amore e solo la libertà crea vero amore. Il servizio che i credenti rendono all’uomo ha lo scopo di instaurare rapporti di uguaglianza e libertà come conseguenza del servizio reciproco. Gesù con il suo gesto mostra che qualsiasi dominio o sopravvento sull’uomo è contrario all’atteggiamento di Dio che serve l’uomo per elevarlo a sé. Nella Chiesa non può esserci superiorità di un uomo sull’altro, perché nella comunità fondata da Gesù ciascuno è a servizio degli altri, sull’esempio del 12 Maestro. L’amore verso i fratelli chiede di tradursi in accoglienza fraterna, ospitalità, cioè in servizio permanente. La resistenza Pietro resiste, l’idea del Maestro lo disorienta e lo porta a protestare. Per Pietro ognuno deve ricoprire il suo ruolo, non è possibile una comunità o una società basata sull’uguaglianza. Non è accettabile che Gesù abbandoni la sua posizione di superiorità per rendersi uguale ai suoi discepoli. Non accettando il servizio d’amore del suo Maestro, Pietro non comprende cosa sia il vero amore. Se non è disposto a condividere la dinamica dell’amore che si manifesta nel servizio reciproco, non può condividere l’amicizia con Gesù e rischia, davvero, di autoescludersi. Il testamento dell’amore Nell’ultima cena, Gesù consegna a noi il testamento dell’amore, fatto “carne e cibo”, amore fatto servizio ed infine fatto stile di vita. “Io vi do un comandamento nuovo - dice Gesù quella sera e oggi - amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi”. All’amore ricevuto da Cristo, deve seguire il nostro verso i nostri fratelli, un amore che si fa trovare pronto a donarsi sulla strada della vita. Tentati da tante forme di egoismo, dobbiamo attingere a Cristo per rispondere alla ragione profonda per cui Dio ci ha creati: lasciarsi amare ed amare. Guida: Vogliamo andare alle radici profonde della fede e rinnovare la nostra scelta di sequela del Signore, consapevoli del grande dono ricevuto e della presenza costante del Signore accanto a noi. E’ questa fede che ci fa superare il senso di paura e di incertezza che possono nascer in noi. Recitiamo a cori alterni il Salmo 137 in forma attualizzata. Coro 1: Ti ringrazio Signore, per il dono della fede. Credo in te, con rinnovata convinzione per scelta personale. Coro 2: Voglio vivere con coerenza la mia fede, anche a costo di allontanarmi dalla comune mentalità. Coro 1: Davanti a te, Signore, percepisco la bellezza e la gratuità del tuo dono 13 e la mia grande debolezza e povertà. per questo ti rinnovo il mio impegno. Coro 2: E’ maturata in me una scelta di fede, perchè ho scoperto che mi ami più di quanto avevo mai pensato. Coro 1: Ti ho chiesto luce e forza e tu me le hai date facendomi rinascere il gusto della vita. Coro 2: Vorrei che tutti gli uomini ti conoscessero veramente Signore ed imparassero ad ascoltare la tua parola di pace. Coro 1: Il tuo amore per gli uomini è immenso, Signore, suo metro di misura è l’attenzione che hai per i più poveri. Coro 2: Nelle lotte che devo affrontare per essere coerente con la fede ti sento al mio fianco amico fedele che mi infonde sicurezza. Coro 1: E’ duro il cammino della fede e spesso mi sento incoerente. Stammi vicino, Signore, con l’amore paziente che ti distingue. Coro 2: Guidami con forza e saggezza; dona stabilità alle mie scelte e porta a compimento in me l’opera che hai iniziato. Tutti: Gloria al Padre.... Guida: Con fiducia preghiamo il Padre di donarci la forza del Suo Spirito perchè possiamo vivere con coerenza il comandamento dell’amore sull’esempio di Gesù. Padre Nostro... Canto: “Ti ringrazio o mio Signore” Ti ringrazio, o mio Signore, per le cose che sono nel mondo, per la vita che tu mi hai donato, per l'amore che tu nutri per me. Alleluia, o mio Signore, alleluia, o Dio del cielo. Alleluia, o mio Signore, alleluia, o Dio d'amore. Quando il cielo si tinge d'azzurro, io ti penso e tu sei con me. Non lasciarmi vagare nel buio, nelle tenebre che la vita ci dà. 14 Il gruppo missionario di Riva - S. Maria Assunta, ha recentemente pubblicato, in ricordo di una delle promotrici morta poco più più di un anno fa, un libretto con la descrizione dettagliata di tutte le attività del gruppo. Ci sembrava una cosa utile, anche per gli altri gruppi, quella di pubblicizzare questo libretto attraverso la presentazione del parroco don Giovanni Binda. R ingrazio vivamente il Gruppo Missionario di S. Maria Assunta di Riva per questa bella pubblicazione, destinata ad illustrare sinteticamente l’opera evangelizzatrice dei missionari rivani sul fronte della povertà e del sottosviluppo. Accanto a questi moderni eroi della fede e della carità, dei quali la nostra comunità può andare orgogliosa, risalta in queste pagine anche l’opera generosa e costante del Gruppo Missionario, che da molti decenni lavora instancabilmente per la promozione dell’ideale missionario e per l’aiuto concreto ai Missionari. Persone animate da autentica carità cristiana, si sono prodigate a continuare questa preziosa attività nell’ambito parrocchiale e cittadino; fra le tante ricordiamo in particolare Maria Contini e, da ultima, l’indimenticabile Ortensia Torboli Barbera. Ortensia ci ha lasciato un grande esempio di fede cristiana, vissuta in semplicità e di servizio umile, discreto e disinteressato alle Missioni: a Lei va il nostro struggente ricordo e la nostra viva riconoscenza. 15 Confidiamo, insieme a sr. Elena che anche per il popolo sudanese avvenga la “risurrezione” tanto agognata. A nche quest’anno ci siamo incamminati con Gesù verso la Pasqua. Lo seguiamo sulla via della Croce per poi partecipare alla sua risurrezione. S’incontrano ogni giorno difficoltà e contraddizioni ma tutto sta nel saper accettare con un atteggiamento di amore ciò che ci si presenta. La Risurrezione è il trionfo della Vita di Gesù, Vita di intera donazione e servizio, d’intimità con il Padre. La Risurrezione è il trionfo di tutti noi che abbiamo creduto e sperato e ci siamo fidati della sua Parola. La sua parola è Vita che noi condividiamo col popolo a cui siamo stati mandati. Il Papa ci dice ancora una volta che “Dio è amore”. C’è tanto male nel mondo ma c’è anche chi, dopo aver capito il messaggio, sa pure far partecipi i fratelli. Vorrei ancora una volta ringraziare tutti quelli che si prodigano nell’alleviare i disagi di chi si trova nella necessità e che dopo aver intravisto uno spiraglio di luce si ritrova ancora nelle medesime condizioni. Voglio dire che dopo la firma della pace in Sudan non c’è stato nessun cambiamento. La gente è ancora accampata nel deserto mentre desidera ritornare sul proprio territorio per la ricostruzione. L’egoismo di una parte distrugge la buona volontà e la disponibilità dell’altra. Le ragazze della scuola di Omdurman continuano i loro studi e si preparano per quando potranno prendere posti di responsabilità, quando sarà ristabilita la giustizia. Preghiamo il Signore che muova i cuori dei responsabili di questa situazione e finalmente tutti possano sedere ad una mensa e saziarsi dei beni della terra. Auguri vivissimi ed una preghiera per tutti voi. Sr. Elena Filippi - di Albiano Sudan - Comboniana 16 Fr. Gianni è ritornato alla sua prima destinazione missionaria Awasa, città che dopo un lungo calvario sta progredendo verso una situazione più vivibile. È da due mesi che mi trovo ad Awasa, vecchia e nuova missione, la cui destinazione ho accettato ben volentieri dato che questa città è situata a 1.400 mt ed essendo nel cuore del Sidamo. Anzitutto vorrei specificare che nel lontano ’74 fu appunto la mia prima destinazione di missione quando avevo trent’anni di età. In quel tempo Awasa era solo un piccolo centro dove vivevano i soli Sidamo, popolo di pastori e coltivatori. Al mio primo arrivo l’imperatore Haile Selassie era ancora lui a guidare questa nazione ma cominciava a serpeggiare il malcontento tra gli studenti e militari per il sistema feudale e per i continui scontri etnici (“rivoluzione bianca”). Il 12 settembre l’imperatore è arrestato e il potere viene assunto da un comitato militare, il DERG. Parlamento e Costituzione sono sospesi e viene proclamato lo stato socialista. Poco dopo il capo e 60 esponenti del neo partito vengono trucidati (“rivoluzione rossa”). Nel marzo ’75 è abolita la monarchia e viene istituita la Repubblica. Uno dei primi atti è la riforma agraria che toglie le terre ai latifondisti per distribuirle ai contadini, cessa l’epoca feudale e inizia lo sforzo della produzione collettiva rafforzando l’alleanza con le nazioni a quel tempo comuniste quali l’Unione Sovietica e Cuba. C’erano diverbi etnici e guerriglie interne fino a scatenarsi in vere guerre anche con l’Eritrea e la Somalia che non tolleravano ed erano scontente del regime. Le guerre, una serie di gravi siccità e l’annullamento del lavoro privato fanno in modo che la fame, malattie e morte dilagano. É in questo quadro di miseria che anche sul campo religioso la situazione era alquanto tetra e nebulosa. Milioni di morti e migliaia di rifugiati 17 è il risultato di questo periodo 19741982 tempo del mio primo turno in Awasa da dove poi venni trasferito, per avvicendamento, a Verona. Cosa ho trovato oggi? Con la caduta del Derg nel 1992 il nuovo regime, che ereditava una nazione orfana della regione più settentrionale, l’Eritrea, ha dato ampie autonomie a tutte le altre regioni, instaurando una Repubblica federale, con il diritto all’autodeterminazione teoricamente fino alla possibile indipendenza dal potere centrale. Di questa autonomia hanno goduto e godono tutte le regioni della nazione: i Sidamo, con la loro popolazione di oltre 3 milioni di abitanti, stanno sperimentando una presa progressiva di responsabilità nei vari campi amministrativi e politici. Così i quadri del potere sono sempre più rappresentati da gente locale del Sud dell’Etiopia, in particolare di Sidamo, appunto. Il clima che si respira è questo: l’autorità è in mano alla gente che quando siamo arrivati era dedita alla pastorizia e alle altre attività di una vita ed organizzazione molto semplici mentre i quadri politici ed ammini- strativi erano appannaggio della cosiddetta “tribù dominante”, gli Amara, che avevano conquistato militarmente la regione nella seconda metà del 19° secolo. In questo contesto anche la Capitale della Regione Sidamo, Awasa, si è munita degli uffici competenti e si è fatta una bella cittadina, non più dei soli Sidamo, ma anche arricchita dalla cultura delle diverse etnie vicine. Nel campo ecclesiale stiamo passando, analogamente, da una chiesa missionaria degli inizi ad una “Chiesa locale”, nella quale i cristiani assumono le loro responsabilità e il clero giovane inizia ad assumere la guida pastorale dei fedeli. A nostra volta, noi missionari venuti da altrove, aiutiamo questa Chiesa a maturarsi e a diventare autosufficiente sotto ogni aspetto, il che richiederà ancora tantissimo e moltissime cure. Mentre da voi fa ancora freddo, qua il termometro segna 35 gradi e di notte 20 gradi. La polvere che si respira penetra in tutti i pori e veramente è fastidiosa. Sono più di 5 mesi che non piove e siamo in attesa delle pic18 cole piogge... oggi comunque è nuvoloso e si spera che siano nuvole di pioggia le quali compaiono da ormai due giorni e penso che siano quelle giuste. Mi trovo bene sia con la salute che con il lavoro. Sono in mezzo alla gente e questo mi dà molta soddisfazione. Sono via dalle scartoffie, dai resoconti finanziari, dagli uffici e dai negozi dove il mio lavoro mi chiama- va in aiuto ai missionari in trincea impossibilitati a venire in Addis Abeba. Spero che il buon Dio mi aiuti sempre e così aiuti te, don Carlo, nel tuo importante lavoro di diffusione della Buona Novella e del pensiero dei tanti missionari trentini sparsi nel mondo. Fr. Gianni Smalzi - di Vermiglio Etiopia - Comboniano APPUNTAMENTI GRUPPI MISSIONE (decanale o interparrocchiale) Arco/Oltresarca Arco (conv. Cappuccini) lunedì Cavalese/Predazzo Predazzo lunedì Cembra canonica lunedì Condino Baitoni mercoledì Denno canonica martedì Fassa Pera (canonica) lunedì Lomaso Dorsino martedì Mattarello oratorio giovedì Mori Cornè martedì Ossana Peio (canonica) lunedì Primiero venerdì Riva d. Garda Varone (Verbiti) martedì Rovereto Beata Giovanna mercoledì Tione Breguzzo (Casa Serena)venerdì Trento centro missionario martedì Trento S. Chiara ora di adorazione miss. martedì 5 5 5 14 13 26 20 8 13 5 2 20 14 9 6 6 giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno giugno ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore ore 20.00 20.15 20.30 20.30 20.30 20.30 20.30 20.30 20.15 20.30 20.30 20.30 20.30 20.30 20.30 15.00 19 Associazione di Cooperazione CRistiana Internazionale IL SENSO CRISTIANO DEL NOSTRO IMPEGNO DI COOPERAZIONE E VOLONTARIATO INTERNAZIONALE L’incontro dei soci dell’ACCRI con don Carlo Molari sul senso cristiano del nostro impegno di cooperazione e volontariato internazionale, è stato di grande stimolo e ci ha lasciato molti spunti di riflessione. Desideriamo condividerne alcuni. E’ importante che al centro della nostra azione non ci sia costantemente il nostro io, con la nostra buona volontà, il nostro impegno, le nostre motivazioni. Questo orizzonte, che definiamo “morale”, basato soprattutto sul dovere, per quanto positivo, non è sufficiente a motivare e qualificare una scelta di volontariato cristiano. La spiritualità cristiana si caratterizza infatti per un continuo riferimento a Dio, principio e fonte di ogni cosa. Che cosa significa ciò e che cosa significa esercitare la fede quando si è impegnati nelle nostre attività? La fede è abbandono fiducioso a Dio, fare riferimento a Dio significa dunque abbandonarsi a lui con grande fiducia (Concilio Vaticano II). Abbandonarsi fiduciosamente a Dio con lo sguardo rivolto a Gesù implica due convinzioni di fondo che a loro volta implicano atteggiamenti di vita corrispondenti: significa credere che esiste un Bene sommo, una Vita piena, una Giustizia perfetta che non sono della storia, non originano dalle creature, ma “sono”; significa credere che questo Bene, questa Verità, questa Giustizia può entrare nel nostro percorso e alimentarlo. 20 Avere fede in Dio, dunque, significa compiere una scelta, certi che la forza della vita ci consente di accogliere novità mai vissute, così da riuscire a consegnare vita anche ai fratelli. Non è un risultato che si ottiene in un istante, è il risultato di un lungo cammino e di una lunga esperienza. Abbiamo bisogno di tempo: ciò che diventiamo, lo diventiamo solo nel tempo. Questo è un punto da tenere presente come volontari cristiani: ci sono momenti in cui diventiamo noi stessi incontrando i nostri fratelli e ci sono momenti in cui i nostri fratelli acquisiscono la loro identità più profonda per mezzo nostro, ossia per “ciò che di Dio” siamo capaci di comunicare. Se la creatura non vuole, Dio non si esprime. Questo assegna all’uomo una grande responsabilità all’interno della vita: quella di diventare ambito della creazione di Dio, cioè di una creazione più grande di quella che riusciamo ad esprimere. Non è facile acquisire la coscienza di essere creature, ma è questo il fondamento della dimensione spirituale: incominciare a ritenere che non si è al centro, che non siamo noi ad operare, che l’azione di Dio in noi è più grande di noi. Se, facendo del bene, ci poniamo come principio, come centro, come soggetto, vogliamo un riconoscimento, una ricompensa, comunichiamo un dono diverso. Il messaggio che trasmettiamo dipende dall’atteggiamento con cui ci poniamo ed influisce sul dono che facciamo. La gratitudine non è la risposta ad un diritto, è un atto gratuito: se l’amore non è gratuito, la risposta non è gratuita. Non è facile vivere questo atteggiamento, anche se la filosofia di oggi che si sviluppa anche in una dimensione laica, parla di dono. 21 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 123456789012345678901234567890121234567890 MAde in africa Storie di un continente che rinasce, di Pozzi Anna, Monti, 2000 Proseguiamo il nostro percorso di approfondimento sul tema dell’Africa, con il libro “Made in Africa Storie di un continente che rinasce”, il cui spirito va riassunto nella seguente frase: “Salvare l’Africa con gli Africani si può. Gli Africani hanno le capacità, le conoscenze, le abilità. Ed hanno anche un loro modo di crescere, di concepire lo sviluppo. Hanno i loro tempi.” A pronunciare questa frase è un sudanese, Mark Oloya, un membro della comunità Koinonia di Nairobi. Un’idea la sua, che risuona in tutto il libro, invitandoci a guardare l’Africa e gli Africani con uno sguardo e un cuore davvero nuovi. Koinonia è una comunità di laici africani, che di questa loro origine sono fieri e che da questo, dalle loro origini, partono per interrogarsi e cercare di ricostruire un’Africa a loro misura. Koinonia è nata nel 1991, ispirata da un prete italiano, il comboniano Renato Sesana che in Africa, prima nello Zambia e poi in Kenya, viveva dal 1971. La comunità ha un avvio difficile e in questo l’appoggio di padre Sesana- ribattezzato padre Kizito dagli Africani- è fondamentale, ma una volta iniziato a camminare, procederà con le sue forze e si svilupperà in un modo, quello dell’impegno nel sociale e nella comunicazione, che all’inizio non era assolutamente previsto né voluto. Attualmente i suoi membri stabili sono dieci ma altri quattro sono i progetti importanti che da Koinonia sono nati e che senza questa non esisterebbero: c’è Kivuli una casa per i bambini di strada di Nairobi, Anita’s home un progetto che tenta di ridare una famiglia alla bambine di strada, molto meno visibili dei maschietti ma vittime di esperienze altrettanto terribili. Poi c’è Amani People’s Theatre, un teatro terapeutico ed educativo che coinvolge bambini di strada ma anche gruppi di adulti. Un’esperienza che viene portata avanti grazie alla passione di alcuni membri di Koinonia e ad alcuni volontari-artisti che usano il linguaggio teatrale per aiutare i bambini a superare, esorcizzandoli nella finzione, le loro paure e le frustrazioni e cercando, per gli adulti, una via non violenta alla risoluzioni dei conflitti. 22 E c’è ancora Africa Peace Point, un’associazione nata nel 1998 per tentare di mettere in rete tutte le esperienze – e sono tante! – che in Africa si occupano di pace, in vario modo e a vari livelli. Koinonia è sostenuta in Italia da Amani, (che in lingua kishwali significa pace, www.amaniforafrica.org) un’associazione fondata tra gli altri da padre Kizito e che opera solo su base volontaria. Tra scene di ordinaria disperazione e sprazzi di luce, Made in Africa si legge in un soffio, lasciandoci dentro alcuni interrogativi e, per fortuna, una manciata di speranza. Per ulteriori riferimenti inerenti l’Africa, la sua cultura, il ruolo della donna nello sviluppo del continente e gli strumenti didattici esistenti sia per la scuola che per i gruppi di catechesi, il Centro di Documentazione ha preparato, in occasione della mostra bibliografica “Africa, voci di donne” ospitata dalla Biblioteca Comunale di Borgo Valsugana dal 29 maggio al 1 giugno, una guida alla mostra, disponibile presso il CMD. 444 ARRIVI E PARTENZE DEI MISSIONARI 4 4 4 sono arrivati: dal Brasile il Cameroun dal Mozambico dal Mozambico d. p. p. fr. Walter Collini Sergio Janeselli Lodovico Festi Carlo Moggio sono partiti per: il Brasile fr. Francesco Abram il Brasile d. Ezio Berteotti il Brasile d. Luigi Giuliani l’Eritrea p. Flavio Paoli l’Etiopia sr. Giuseppina Scrinzi la R. D. Congo p. Mariano Prandi la R. D. Congo p. Renzo Travaglia la Romania p. Fabio Volani il Togo p. Bruno Gilli Incardinato Concezionista Cappuccino Cappuccino di Pinzolo di Tn-S.Apollinare di Savignano di Mocenigo Gesuita Diocesano Diocesano Pavoniano Comboniana Comboniano Dehoniano G. Murialdo Comboniano di Fondo di Stravino di Romeno di Nanno di Nogaredo di Varignano di Cavedine di Volano di Albiano 23 MARTEDÌ 20 GIUGNO Incontro con i Missionari presenti in Diocesi “IL RIENTRO DALLA MISSIONE: TIMORI, SPERANZE E ILLUSIONI” presso il Seminario Maggiore Trento, corso 3 Novembre 46 Programma: ore 8.45: ritrovo incontro di fraternità e comunione ore 12: S.Messa presieduta dall’Arcivescovo mons. Luigi Bressan ore 13: pranzo ore14-16:comunicazioni È gradita la partecipazione dei parroci delle comunità di origine dei missionari. Foto di gruppo con i missionari presenti all’incontro dello scorso anno Il fascicolo è espressione del gruppo “COMUNIONE E MISSIONE” del Centro Missionario Diocesano - via s. Giovanni Bosco 7/1, 38100 Trento - tel. 0461 891270, fax 0461 891277 Il gruppo è composto da: giulio andreatta - francesca boldrin - lucia borzaga - maddalena brugnara - tatiana brusco - adelmo calliari - franco castellan - mariapia ciurletti - laura edine - giovanni esti - evaristo fia - antonio filosi - celestino luchi - gianluigi lutteri - celestino miori - carmine giacomozzi - rita passerini - ada pezzè - claudio righi - carlo speccher - ilaria e gianmarco tomasi - loredana valentini - marco turri - lorenza wegher - sr. agata wojcik - maddalena zorzi opera diocesana per la pastorale missionaria, via s.giovanni bosco 7, trento - c.c.postale 13870381 cassa rurale della valle dei laghi, sarche: cin=V, abi=08132, cab=34442, c/c 12/10/00338 24 e-mail: [email protected] - internet: www.arcidiocesi.trento.it/missioni composizione: centro missionario diocesano - stampa: grafiche argentarium, trento