3 - 2012 1/2012 Newsletter a cura di Laura Mariani Area Welfare - Politiche abitative CGIL nazionale In collaborazione con Giuliana Giovannelli e Alessandra Graziani del Centro Studi FILLEA nazionale In questo numero: ■ Nel 2012 i costi legati all'abitazione sono aumentati del 7,1%, con una crescita superiore rispetto a quella registrata negli anni precedenti. Oltre ai rincari con i quali le famiglie hanno già dovuto fare i conti (elettricità, gas, acqua) e all'IMU, che soprattutto nei grandi centri urbani ha rappresentato un forte aggravio economico per i cittadini, per il 2013 si prospetta un onere aggiuntivo: la TARES, tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, che dovrà, oltre che coprire l’importo delle attuali tasse per i rifiuti, garantire la copertura totale dell’onere sostenuto per l’annesso servizio e assicurare un introito aggiuntivo per finanziare i cosiddetti “Servizi indivisibili” prestati dagli Enti Locali. I costi della casa risultano sempre più insostenibili: l'Unione Europea, nel suo Rapporto 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, conforma quanto la CGIL ha più volte denunciato circa l'iniquità di un'imposta che ha gravato sui cittadini senza guardare ai redditi e senza una reale corrispondenza ai valori di mercato degli immobili, vista il non aggiornamento del Catasto e la semplice “rivalutazione” delle rendite con coefficienti fissi. ■ Bruxelles apre alla possibilità di introdurre, in futuro, una serie di obblighi vincolanti in materia di efficienza energetica per i Paesi dell'Unione Europea. La Commissione Ambiente ha infatti ratificato alcuni emendamenti alla bozza della Direttiva europea sull'efficienza energetica con l'obiettivo di rafforzare il Sistema di scambio delle emissioni. Alla luce del decreto del Ministero dello Sviluppo economico 22 novembre 2012 che ha modificato alcuni punti delle "Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici" contenute nel D.M. 26 giugno 2009, l’’ANCE ha elaborato una nota di approfondimento per fare il punto sulle nuove norme. ■ POLITICHE ABITATIVE: Tassazione sulla casa (TARES, nuova tassa sui rifiuti; IMU, Rapporto 2012 su Occupazione e sviluppi sociale dell'Unione europea) - DAI TERRITORI: Emilia Romagna: stanziamento fondi per l'acquisto di alloggi Erp e richiesta al Governo di copertura danni per il sisma a prima casa; Friuli Venezia Giulia: stanziamento fondi per social housing: Lombardia: edilizia popolare con edificio confiscato alla criminalità organizzata; Umbria: convenzione Regione-Gepafin-banche per i mutui prima casa. ■ ABITARE SOSTENIBILE: Risparmio energetico (emendamenti alla bozza della Direttiva sull'efficienza energetica della Commissione Ambiente; Rapporto della Corte dei Conti europea su fondi per l'efficienza energetica; Valutazioni ANCE su certificazione); DAI TERRITORI: Emilia Romagna: prima certificazione ClimAbita Lombardia; Piemonte: prima casa popolare passiva; Toscana: alloggi bio con protezione sismica ■ STUDI E RICERCHE: Costi per l'abitazione, aumenti 2012 (ISTAT); Affitti “parziali” (Immobiliare.it); Rapporto per le Tecknocittà (Censis). ■ BUONE PRATICHE DI INNOVAZIONE SOSTENIBILE - Eco Quartiere Quattropassi a energia quasi zero a Villorba-Partecipato, ecosostenibile, condiviso, Treviso Politiche abitative newsletter 3-2013 La Newsletter si articola nell’approfondimento di quattro sezioni tematiche: le sezioni Politiche Abitative e Abitare Sostenibile di cui si evidenziano le news a carattere nazionale e regionale, la sezione Studi e Ricerche che seleziona i report relativi ai temi precedenti e la sezione Buone pratiche di Innovazione Sostenibile, che mostra esempi di realizzazioni sostenibili. Politiche abitative La TARES, nuova tassa sui rifiuti La nuova tassa prevista dal decreto Salva Italia che sostituirà TARSU e TIA, interessa chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti, ma peserà in modo particolare sulle famiglie numerose e sulle imprese. Il pagamento, che doveva iniziare a gennaio 2013, potrebbe slittare a luglio. La TARES, tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, prevista già un anno fa dal Decreto Salva-Italia, andrà a sostituire la vecchia TARSU o, nei Comuni che la prevedevano, la più recente TIA. La TARES è dovuta da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo un bene immobile suscettibile di produrre rifiuti urbani. L'importo della TARES sarà più oneroso della TARSU e della TIA, poiché dovrà, oltre che coprire l’importo delle attuali tasse per i rifiuti, dovrà garantire la copertura totale dell’onere sostenuto per l’annesso servizio e assicurare un introito aggiuntivo pari a 30 centesimi a metro quadro (che potrà essere innalzato dai Comuni fino a 10 centesimi in più) per finanziare i cosiddetti “Servizi indivisibili” prestati dagli Enti Locali (illuminazione pubblica, manutenzione delle strade, polizia locale, aree verdi). In realtà i Comuni incasseranno quello che incassavano con la vecchia TARSU o con la TIA: i 30 centesimi aggiuntivi per metro quadro dovranno essere versati allo Stato (pena una decurtazione dai trasferimenti erariali dello stesso importo) e incrementi locali possono derivare dall'aumento dei 30 centesimi a metro quadro a 40. Per il 2013, l’importo totale è stato suddiviso in 4 rate. Il pagamento della prima, con scadenza a gennaio, ha visto un primo slittamento ad aprile. Un ulteriore rinvio è contenuto in un emendamento al DL rifiuti approvato in Commissione Ambiente del Senato che, se confermato, porterà la scadenza al primo luglio. Laddove i comuni decidessero di applicare l’aumento di 10 centesimi, a dicembre ci sarà il conguaglio, con un meccanismo simile a quello dell'IMU, che ha visto in larga parte i Comuni usufruire del margine di agibilità loro concesso. Oltre all’incremento di 30-40 centesimi che peserà su tutti in maniera indiscriminata, si aggiunge il cambiamento legato alla redistribuzione del carico in base alla tipologia di nucleo familiare. Da stime effettuate le famiglie numerose subiranno un incremento del 30%. TARES Tassa comunale sui rifiuti e sui servizi Il dato finale varierà da città a città, e dipenderà dalla situazione finanziaria del Comune e dai profili che l'amministrazione deciderà di utilizzare per profilare le richieste sulle diverse categorie di contribuenti. Il Comune, infatti, può prevedere riduzioni tariffarie, nella misura massima del 30%, in casi particolari (abitazioni con unico occupante; tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all’estero; fabbricati rurali ad uso abitativo). Il consiglio comunale può deliberare ulteriori agevolazioni, iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa, ma la copertura è deve essere assicurata da risorse diverse. La CGIL ritiene che su alcuni punti la discussione sulla TARES debba essere riaperta. Innanzitutto, stante il cambiamento di redistribuzione del carico in base alla tipologia familiare e quindi ai rifiuti effettivamente prodotti (elemento positivo in quanto teso ad incentivare la raccolta differenziata, la riduzione di rifiuti alla fonte e un maggior recupero), permane la necessità di salvaguardare nuclei disagiati e/o numerosi con riduzioni e forme di esenzione, superando la norma che i Comuni debbano, per questa finalità, attingere ad altre proprie risorse. Altro punto riguarda la maggiorazione dovuta al finanziamento dei “servizi indivisibili” prestati dagli enti locali, che dovrebbero essere garantiti dalla tassazione generale e che evidenzia, peraltro, una “espropriazione” ai Comuni del gettito previsto. Infine occorre evitare che anche in questo caso, come già accaduto per l'IMU, la possibilità data ai Comuni di maggiorazioni (per la TARES 10 centesimi per metro quadro) che possono confluire nelle proprie casse, si traduca in aumenti generalizzati, per impedire che gravi sui cittadini il carico degli interventi pubblici. Ue: l'IMU deve essere più equa e progressiva Mentre in Italia la questione dell'Imu è uno dei temi caldi al centro della campagna elettorale, a pesare in queste ore nel dibattito è l'analisi sull'argomento che l'Unione Europea fornisce nel suo Rapporto 2012 su Occupazione e sviluppi sociali. L'analisi fornita dall'Unione europea sull'IMU conforma quanto la CGIL ha più volte denunciato circa l'iniquità di un'imposta che ha gravato sui cittadini senza guardare ai redditi e senza una corrispondenza ai valori di mercato, stante il non aggiornamento del Catasto e la semplice “rivalutazione” delle rendite con coefficienti fissi. Secondo l'Ue l'IMU deve essere modificata in senso più progressivo in modo da renderla più equa e con un effetto redistributivo, sottolineando che in Italia “le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla diseguaglianza e sembrano aumentare leggermente la povertà”. Il rapporto ricorda che l'imposta è stata introdotta nel 2012 “a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni e basata sull'effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione”. Bruxelles riconosce alcuni aspetti di equità: la forte differenziazione del tasso di imposizione tra prima e seconda casa, la deduzione di 200 euro per la prima abitazione e le deduzioni supplementari in caso di figli a carico. Tuttavia, questo non basta a renderla veramente equa: “altri aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati in modo da aumentarne la progressività”. L'aumento del 60% dei valori del reddito catastale si configura come “un aumento proporzionale e non progressivo legato al reale valore di mercato degli immobili, e che quindi non riduce le disuguaglianze di reddito”. L'Ue inoltre suggerisce di “introdurre deduzioni non basate sul reddito” ma sul valore, e di “migliorare la definizione di residenza principale e secondaria” Emilia Romagna: stanziati 25 milioni di euro per l'acquisto di alloggi Erp Politiche abitative: dai territori La Regione ha stanziato 25 milioni di euro per l’acquisto di appartamenti, già realizzati e disponibili sul mercato, da destinare ai nuclei familiari il cui alloggio di edilizia residenziale pubblica loro assegnato è diventato inagibile a causa del terremoto. Nei 17 Comuni destinatari dei fondi regionali, individuati in base a diversi criteri di priorità, gli alloggi a disposizione per un eventuale acquisto sono circa 500 selezionati a seguito di una manifestazione di interesse promossa dalla Regione. Il programma di intervento e le risorse sono contenute in due deliberazioni emanate dalla Giunta regionale. Nella ripartizione delle risorse ai Comuni: a Crevalcore sono stati assegnati 1.063.636 euro (pro vincia di Bologna); a Cento 1.263.736 euro, a Mirabello 500 mila euro, a Bondeno 500.000 euro, a Sant'Agostino 500 mila euro (provincia di Ferrara); a San Possidonio 2.327.373 euro, a Mirandola 2.327.373 euro, a Finale Emilia 1.755.944 euro, a Cavezzo 2.327.373 euro, a Novi di Modena 2.127.373 euro, a San Felice sul Panaro 2.127.373 euro, a Concordia sulla Secchia 2.127.373 euro, a Camposanto 1.555.944 euro, a Carpi 692.307 euro e a Bomporto 692.307 euro (provincia di Modena). Le priorità con cui sono stati ripartiti i fondi ai Comuni hanno tenuto conto: della percentuale di abitazioni classificate con danno ‘E’; di un elevato numero di alloggi pubblici danneggiati; della percentuale di famiglie che percepiscono il Cas superiore al 10%; della presenza di tendopoli fino alla chiusura completa dei campi; del ricorso alla soluzione dell’allestimento dei moduli prefabbricati (cosiddetti Pmar). Emilia Romagna: per prima casa contatti con Governo Il presidente della Regione e commissario alla Ricostruzione, Vasco Errani ha posto al Governo il tema della copertura al 100%, per la prima casa, dei danni provocati dal sisma, dichiarando che “su questo Regione e Governo stanno facendo le necessarie valutazioni''. Per quanto riguarda i soggetti deboli la Regione in ogni caso sta facendo valutazioni di compatibilità per aiutare a sostenere la totalità dell'intervento. Friuli Venezia Giulia: oltre 20 milioni per il social housing Passi avanti per il social housing in Friuli Venezia Giulia. È stato sottoscritto nei giorni scorsi l’accordo di programma tra la Giunta Regionale e il Ministero delle infrastrutture per l’attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa. Come comunicato dalla Regione, per la soluzione della tensione abitativa ci sono sul piatto oltre 20 milioni di euro. Sul totale, 7,9 milioni sono stati messi a disposizione dal Ministero e verranno destinati alla realizzazione, all’acquisi zione o al recupero di alloggi da adibire all’edilizia sociale. Interventi che saranno gestiti dalla direzione regionale La vori Pubblici. Grazie alle risorse, si legge nel comunicato diffuso dalla Regione, si potranno mobilitare risorse maggiori, per un totale di 20,8 milioni di euro. Si arriva a questa cifra aggiungendo al finanziamento statale le quote in cofinanziamento dei beneficiari, cioè Ater e privati, selezionati con un bando regionale. In generale, secondo i Piani della Regione, l’attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa avverrà lungo due linee direttrici. Da una parte le Ater, che avranno il compito di incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Dall’altra i privati, che con correranno all’attuazione dei programmi integrati di promozione di edilizia residenziale sociale. Lombardia: edificio confiscato alla criminalità organizzata A Lecco sono stati consegnatii agli assegnatari, a dicembre, gli alloggi oggetto di un’intervento di ristrutturazione condotto dall’Aler di Lecco sull’immobile a due piani in località Torre de’ Busi confiscato alla criminalità organizzata. L'intervento di grande valore simbolico, è stato reso possibile dalla stretta collaborazione tra i molteplici interlocutori istituzionali impegnatisi a vario titolo in questo progetto, attuato con il contributo diretto di Aler Lecco, Regione Lom bardia e Provincia di Lecco. L’edificio di Torre de’ Busi diventa così l’emblema della volontà congiunta delle istituzioni di riappropriarsi a favore della comunità locale di un bene che la criminalità organizzata aveva realizzato con risorse illegalmente accumulate, destinandolo a nuova vita con finalità spiccatamente sociali. Le quattro famiglie che abite ranno negli alloggi di edilizia residenziale pubblica ricavati attraverso il progetto di ristrutturazione attuato dall’Aler di Lecco saranno, nei fatti, testimoni concreti del successo dell’azione dello Stato e delle Istituzioni (e dunque del Pae se) contro la criminalità organizzata. Umbria: convenzione Regione-Gepafin-banche per i mutui prima casa Anche Crediumbria, la banca di credito cooperativo umbra, ha aderito alla nuova convenzione tra Gepafin e gli istitu ti bancari che garantisce tassi di interesse ridotti sui mutui ipotecari contratti per l’acquisto della prima casa al fine di soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie meno abbienti e di particolari categorie sociali. Grazie alla decisione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessorato alle politiche abitative, di assegnare un ulteriore milione di euro e portare così complessivamente a due milioni di euro il fondo a disposizione di Gepafin, potranno raddoppiare gli interventi a favore delle famiglie che sono alle prese con l’acquisto della prima casa ed hanno bisogno di ricorrere a mutui. La Convenzione, operante dal 2006, tra Regione e Gepafin e successivamente tra Gepafin e banche, permetterà di soddisfare la richiesta di altre duecento domande, in aggiunta alle 190 finanziate fino ad oggi. E grazie al moltiplicatore concordato con gli istituti bancari, il milione di euro aggiuntivo potrà consentire di fornire garanzie per circa venti milioni di investimenti abitativi. Abitare sostenibile Risparmio energetico: UE ipotizza obblighi vincolanti Sono stati ratificati alcuni emendamenti alla bozza della Direttiva sull'efficienza con l'obiettivo di tagliare i consumi del 20% e far risparmiare all'Europa 50 miliardi di euro l'anno. Bruxelles apre alla possibilità di introdurre, in futuro, una serie di obblighi vincolanti in materia di efficienza energetica per i Paesi dell'Unione Europea. La Commissione Ambiente ha infatti ratificato alcuni emendamenti alla bozza della Direttiva europea sull'efficienza energetica. L'obiettivo, spiegano le fonti, è quello di rafforzare l'Et, il Sistema di scambio delle emissioni. Tra gli emendamenti approvati dalla Commissione, quello per una riduzione del 2,25% annuo delle emissioni dello stock edilizio pubblico. Una gestione più razionale dei consumi energetici è l'unica via per giungere a ridurre i gas serra, questo il credo del Parlamento Europeo, che con la Direttiva recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale punta a tagliare i consumi del 20%, facendo risparmiare all'Europa 50 miliardi di euro l'anno. Se la Commissione si è per la prima volta dimostrata possibilista su misure obbligatorie, è stata sottolineata l'importanza di lasciare ai governi nazionali la facoltà di sottrarsi ad impegni troppo vincolanti su determinati target energetici, considerando i singoli casi nazionali. Fondi europei per l'efficienza energetica La Corte dei Conti Europea ha esaminato i risultati dei 5 miliardi spesi dai Paesi membri in efficienza energetica in Italia, Repubblica Ceca e Lituania. Il giudizio è negativo: gli obiettivi di investimento in termini di costi-benefici, che dovrebbero idealmente realizzare il massimo risparmio energetico al minimo costo, non sono stati raggiunti. Secondo la Corte dei Conti “Nessuno dei progetti controllati è stato oggetto di una valutazione del fabbisogno e neppure di un'analisi delle potenzialità di risparmio energetico in relazione agli investimenti”, gli Stati membri hanno fondamentalmente utilizzato questi fondi per rinnovare edifici pubblici, mentre il risparmio energetico era, nel migliore dei casi, una finalità secondaria”. Anche se i progetti hanno prodotto le realizzazioni fisiche previste, il costo in relazione al risparmio energetico è risultato eccessivo (in media il periodo di recupero dell'investimento è di circa 50 anni, con punte di 150 anni). La causa risiederebbe nelle scelte programmatiche degli Stati membri: in alcuni casi, tra cui l'Italia, gli audit energetici non erano obbligatori; in altri (Repubblica Ceca) consideravano opzioni di investimento costose. In 18 dei 24 progetti sottoposti al controllo della Corte, non è stato possibile calcolare il risparmio finale in modo attendibile. Nel periodo 2007-2011, a Italia, Repubblica Ceca e Lituania erano stati allocati 1.199,3 milioni di euro, di cui 417 milioni sono arrivati in Italia, attraverso due programmi: “Basilicata” e “Energy IOP”. La Corte rileva che per la Basilicata l'unico criterio utiliz- zato per la scelta dei progetti era stato il rapporto tra quantità di energia risparmiabile e costo finanziabile, senza considerare lo stato degli edifici: senza previsione di audit energetici, non è stato possibile definire se le soluzioni fossero in linea con criteri di costi-benefici. In “Energy IOP” i progetti selezionati dovevano contenere tecnologie e materiali innovativi e di pronto utilizzo, mentre energia risparmiata e rapporto con i costi non erano un fattore determinante. Il risultato è stato che il periodo stimato di rientro dell'investimento è di 288-444 anni. La raccomandazione finale della Relazione chiede alla Commissione di “subordinare la concessione di finanziamenti per misure di efficienza energetica a un’adeguata valutazione del fabbisogno, a un regolare monitoraggio, all’impiego di indicatori di performance confrontabili, nonché all’uso di criteri trasparenti per la selezione dei progetti e a costi di investimento standard per unità di energia da risparmiare, con un periodo massimo accettabile di rimborso non attualizzato dell’investimento”. Un'ammonizione indiretta per l'Italia: i fondi europei non solo vanno spesi, ma vanno spesi bene: per gli obiettivi previsti e massimizzando i risultati. Certificazione energetica: L'Ance fa il punto In merito di certificazione energetica degli edifici, il decreto del Ministero dello Sviluppo economico 22 novembre 2012 ha modificato alcuni punti delle "Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici" contenute nel D.M. 26 giugno 2009. L'Ance ha fatto il punto sulle nuove norme segnalando: ■ l’eliminazione della possibilità di autodichiarazione in classe G per gli edifici esistenti di superficie utile inferiore o uguale a 1000 m2, di scadente qualità energetica; ■ l’esclusione dall’obbligo di certificazione energetica in caso di compravendita di ruderi, immobili venduti nello stato di scheletro strutturale e altri immobili in cui non è necessario garantire un comfort abitativo; ■ l’obbligo per amministratori di stabili e responsabili di impianti di fornire a condomini o certificatori incaricati tutte le informazioni e i dati edilizi e impiantistici necessari alla realizzazione della certificazione energetica, compreso il libretto per la climatizzazione. L’Ance sottolinea che le Linee guida si applicano a Regioni e Province autonome che non abbiano adottato propri strumenti di certificazione energetica degli edifici e perdono la loro efficacia nel momento in cui dovessero entrare in vigore gli strumenti attuativi regionali di certificazione energetica. Regioni e Province autonome che hanno già provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE sono tenute ad assicurare un graduale ravvicinamento dei propri strumenti alle Linee guida. Emilia Romagna: prima certificazione ClimAbita Abitare sostenibile: dai territori Certificata con il nuovo sistema la nuova scuola media di Sant'Agostino. Prefabbricazione in legno, tecnologia antisismica e sostenibilità ambientale. È la prima "scuola energy più" in Italia, ossia il primo edificio scolastico che produce più energia di quanta ne consumi. Si tratta della nuova scuola media di Sant'Agostino nel cuore dell'Emilia colpita dal sisma del maggio 2012, che ha ottenuto nel dicembre scorso la prima certificazione energetica pubblica del sistema ClimAbita, la nuova certificazione energetica e ambientale a 360° istituita da Norbert Lantschner, in passato fondatore e direttore dell'Agenzia CasaClima. Costruita dall'azienda altoatesina Wolf Haus, la nuova scuola, che sostituisce completamente la precedente struttura scolastica distrutta dalle scosse, è un edificio di oltre 1500mq che accoglierà 250 studenti. Nel dicembre scorso gli ingegneri e i consulenti della Fondazione ClimAbita hanno effettuato l'ultimo audit all'interno della scuola, chiamata Futura per la tecnologia di prefabbricazione in legno impiegata, che le ha permesso di conseguire la massima certificazione energetica e ambientale rilasciata da ClimAbita. La struttura si caratterizza anche per la sostenibilità ambientale, sia per quanto riguarda la vivibilità degli spazi interni adibiti nell'edificio, sia per il contesto urbano che sorgerà attorno alla scuola, progettato in maniera che i servizi pensati sia per gli studenti che per gli abitanti del quartiere siano realmente sostenibili. Grazie all'eliminazione delle dispersioni termiche e agli alti standard di efficienza energetica, il nuovo edificio scolastico può vantare un fabbisogno di energia termica per il riscaldamento invernale di soli 29,6 kWh/mq all'anno. Lombardia: Milano, al via il piano di efficienza energetica per 38 edifici comunali È stata approvata lo scorso 28 dicembre dalla Giunta comunale di Milano la prima fase esecutiva del Piano per l'Effi cientamento delle proprietà comunali, a seguito della convenzione tra Provincia e Comune di Milano e della rinnovata adesione al "Patto dei Sindaci". La delibera stabilisce i 38 edifici comunali, tra scuole, biblioteche, palestre, pisci ne, che saranno sottoposti a miglioramenti energetici. La priorità nella scelta degli edifici è stata data alle scuole sul territorio comunale (nidi, materne, elementari, medie). Più in generale, i 38 stabili sono stati selezionati dal Settore Politiche Ambientali e da Amat in base a diversi criteri: dall'anno di costruzione a quello dell'installazione degli im pianti, dalla presenza di impianti a gasolio ai consumi energetici attuali, dalla possibilità di utilizzare fonti rinnovabili (in particolare l'energia solare) alle necessità di manutenzione, fino alla vicinanza a reti di teleriscaldamento. La convenzione tra Provincia e Comune prevede che venga predisposta (da un comitato composto da personale dei due Enti e da Amat) la documentazione per dare l'avvio alla gara ad evidenza pubblica, a cura della Provincia di Milano per conto del Comune, per individuare le società Esco (Società di Servizi Energetici) che interverranno sugli edifici selezionati. I progetti di riqualificazione energetica che saranno presentati dalle Esco saranno poi selezionati, oltre che per l'aspetto economico, in base a riduzione delle emissioni di Co2, compatibilità del design globale degli interventi rispetto alle strutture esistenti, servizi offerti (manutenzione e risoluzione problemi), servizi di informazione e comunicazione all'utenza, qualità dei materiali utilizzati e disponibilità di parti di ricambio una volta conclusi i lavori. Per coprire il 75% dei costi di riqualificazione di edifici pubblici (circa 400 in totale) di Comuni della Provincia di Milano che hanno aderito al "Patto dei Sindaci", la Banca Europea per gli Investimenti si è impegnata a erogare un pre stito di 65 milioni di euro, che verranno concessi direttamente alle Esco. La convenzione ha validità fino alla scaden za del contratto tra Provincia di Milano e BEI (ottobre 2013, salvo proroghe). La delibera stabilisce, infine, le linee di indirizzo alla base del protocollo di intesa tra il Comune di Milano, la Provincia di Milano e la Società Expo 2015, perché siano messi in campo progetti coordinati di compensazione ambientale a livello locale, riguardanti l'efficienza energetica e la generazione di energia da fonti rinnovabili. Le strategie e i primi interventi di compensazione prevedono il contributo della Società Expo 2015 proprio a questo Piano per l'Efficientamento delle Proprietà Comunali, la condivisione di piani attuativi per la qualità dell'aria, la ridu zione di emissioni di Co2, l'individuazione di nuovi edifici (seguendo gli stessi criteri utilizzati da Comune di Milano e Amat per questi primi 38), la contribuzione a fondo perduto per il progetto 2012 del Piano per l'Efficientamento delle Proprietà Comunali fino al 25% del programma di investimento delle Esco affidatarie Piemonte: prima casa popolare passiva a Torino Nasce a Ciriè la prima casa popolare “passiva” un progetto innovativo sviluppato da Atc e Comune di Ciriè, in collaborazione con l’Environment Park di Torino. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Piemonte che ha stanziato circa 2 milioni di euro, con un cofinanziamento di Atc, per un totale di 2 milioni e 500 mila euro. La casa passiva ospiterà 14 nuovi alloggi, da destinare agli anziani, nella zona di via Gazzera, all’interno del Programma di Recupero Urbano “Villaggio Sant’Agostino”, su di un’area che ha una superficie di circa 1.700 mq. I criteri di costruzione permetteranno quindi una forte riduzione dei consumi energetici e anche la destinazione d’uso, rivolta in prevalenza ad un’utenza anziana, renderà questa nuova abitazione una casa della “sostenibilità”. Toscana: 26 alloggi bio con protezione sismica E' stato appena inaugurato a Sesto Fiorentino l’edificio di 26 alloggi realizzato con criteri bioclimatici e di elevata efficienza energetica, Classe B. L’edificio è uno dei primi in Italia ad essere dotato del sistema di protezione sismica denominato Friction Pendulum Sistem (FPS), un dispositivo di isolamento che interposto tra le strutture portanti in elevazione e quelle del piano interrato consente di ridurre sensibilmente gli effetti prodotti dal sisma. Studi e ricerche Costi per l'abitazione aumentati nel 2012 L'Istat ha pubblicato i dati dei prezzi al consumo per le famiglie relativi al 2012, fornendo un quadro in cui i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza sono aumentati in media del 4,3%. Gli aumenti maggiori riguardano l'abitazione. Nel mese di dicembre 2012, rispetto a dicembre 2011, i Indice dei prezzi al consumo - Var. % 2012/2011 maggiori tassi di crescita sono stati registrati per le voci Prodotti alimentari e bevande analcoliche Abitazione, acqua, elettricità, combustibili (+6,4%) e Tra- Bevande alcoliche e tabacchi sporti (+4,6%) che, nella media del 2012, raggiungono Abbigliamento e calzature rispettivamente i valori di +7,1% (+5,2% nel 2011) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili +8,5% (6,2% nel 2011). Mobili, articoli e servizi per la casa L’inflazione nel 2012 si è attestata al 3,0%, dopo il 2,8% Servizi sanitari e spese per la salute del 2011. In un quadro con forte indebolimento della do- Trasporti manda delle famiglie di beni e servizi, la dinamica dei Comunicazioni prezzi al consumo ha risentito in primo luogo delle ten- Ricreazione spettacoli e cultura sioni sui prezzi delle materie prime importate, in partico- istruzione lare quelle energetiche. Al netto dei prodotti energetici, Servizi ricettivi e ristorazione la crescita dei prezzi al consumo nel 2012 è risultata Altri beni e servizi Indice generale pari al 2,1% (stessa variazione rilevata nel 2011). 2,5 5,9 2,6 7,1 2,1 0,0 6,5 -1,5 0,4 2,2 1,5 2,3 3,0 Affitti “parziali”: +26,5% in 2 anni Gli italiani che per fa quadrare i bilanci decidono di affittare una porzione della propria casa sono aumentati del 14% nell’ultimo anno, del 26% negli ultimi 24 mesi. Nel mercato dell'affitto aumenta notevolmente la tipologia di “locazione parziale”: se prima veniva messo in locazione l’intero appartamento, da dividere magari tra più studenti o lavoratori, oggi il 26% delle offerte di affitto è rappresentato da singole stanze all’interno dell’abitazione del proprietario. E' quanto emerge da una rilevazione effettuata da Immobiliare.it. Il reddito mensile, a seconda delle città, può variare dai 170 fino ad oltre 500 euro e vengono preferiti, come emerge dagli annunci, i lavoratori con settimana corta, meno “invadenti” di soggetti presenti in pianta stabile. Altro fatto che spinge la formula della coabitazione è che, si stima, in oltre il 50% dei casi i contratti non sono registrati, consentendo la massima flessibilità tra le parti. L’offerta in aumento è un volano per la crescita della domanda che, secondo le rilevazioni, nel corso del 2012 è raddoppiata, passando dal 9% al 18%. In particolare, per la prima volta i lavoratori superano gli studenti nella richiesta di affitto condiviso (58% contro 42%). Il fenomeno degli affitti “parziali” non si limita solo al mercato residenziale, ma è ancora più marcato nel settore degli uffici dove, nell’ultimo anno, l’offerta è più che raddoppiata. A concedere in locazione stanze ad uso ufficio sono soprattutto imprenditori o piccole società che, per ragioni diverse (soprattutto, nel 56% dei casi, per riduzione del personale), ritengono di avere spazi disponibili all’interno dei loro immobili operativi e li offrono, quasi sempre arredati, ad altri imprenditori o freelance. Rapporto "Per le TeknoCittà" Crescono le reti domestiche (il 66,2% delle case urbane connesse con l'Adsl, il 44,4% con il Wifi). Due terzi degli italiani che vivono in città consapevoli dei vantaggi della raccolta differenziata. Boom di pendolari: un milione in più in cinque anni. Il Rapporto del Censis fornisce una fotografia dei comportamenti dei cittadini che vivono nei centri urbani e mostra come grazie alle tecnologie stanno cambiando radicalmente gli stili di vita urbani. Alcuni risultati: ■ Il 66,2% delle abitazioni in città è in rete grazie all'Adsl, nel 44,4% c'è il Wifi domestico, nel Nord l'8,7% delle case è connesso alla rete in fibra ottica, nel Sud l'1,4%. ■ Il 9% delle famiglie italiane che vivono in città ha effettuato un intervento in casa per la sostituzione degli infissi, sugli impianti di riscaldamento o raffrescamento, per la ristrutturazione degli spazi interni. Il 7% ha intenzione di effettuare questi interventi nel prossimo triennio. Nel 70% dei casi l'importo della spesa sostenuta è inferiore a 10.000 euro, nel 23% è tra 10.000 e 20.000 euro. ■ Tra i cittadini che dichiarano di avere intenzione di acquistare un'abitazione nel 2013, il 32,7% ricerca un al- loggio ad elevate prestazioni energetiche (in classe A o B); il 33,8% ricerca comunque un'abitazione di media efficienza. Nei centri con una popolazione tra 10.000 e 50.000 abitanti, la percentuale di persone interessate a un'abitazione ad elevate prestazioni sale al 40%, contro il 25% delle grandi città. ■ Dal 2007 a oggi i pendolari sono aumentati di un milione. In Italia questi sono 14.195.000, pari al 23,4% della popolazione con più di 14 anni. Il numero delle persone che si recano giornalmente, per motivi di lavoro o di studio, in un comune diverso da quello di residenza è in forte aumento. Nel 2007 erano 13.149.000, pari al 22,2% della popolazione italiana. Si registra quindi un incremento di un milione di pendolari in cinque anni, che rende ancora più critico lo storico ritardo del Paese sul fronte dell'organizzazione della mobilità urbana e regionale in modo razionale ed efficiente. Abitare sostenibile Sezione Buone pratiche di Innovazione Sostenibile: schede tecniche con esempi di realizzazioni sostenibili. Eco Quartiere Quattropassi a energia quasi zero a VillorbaPartecipato, ecosostenibile, condiviso,Treviso Tipologia di intervento: Il primo Ecoquartiere Quattro passi è composto da 8 unità abitative immerse nel verde, in un parco condiviso, completato anche da un orto e un frutteto. Sulla soglia del borgo una “casa comune” per attività comuni ed eventi pubblici: questa ospita inoltre la centrale termica a pellet che riscalda tutto l’insediamento, l’impianto fotovoltaico e solare termico. Il borgo è esclusivamente ciclopedonale. Caratteristiche di sostenibilità: Comfort termico, Comfort acustico, Risparmio energetico, Risparmio risorsa idrica, Utilizzo materiali bioedili Descrizione: un nuovo modello abitativo, un quartiere ad energia zero, progettato dagli abitanti, dove la mobilità sostenibile, le fonti rinnovabili e la partecipazione atti va, costruiranno il futuro villaggio. Anche in Italia da alcuni anni si sta evolvendo il concetto di Green city, che ha già dato vita ad eccellenti esempi concreti: un esem pio virtuoso, è l’eco-quartiere “Quattro Passi” di Treviso, uno dei primi e esempi di cohousing italiano, dove i futuri cittadini sono chiamati in prima persona ad interve nire e partecipare alla realizzazione del progetto, con un ruolo giocato dai futuri abitanti fondamentale per la corretta realizzazione del Quartiere (per tradurre in fase operativa questo concetto è stato elaborato un ricco calendario d’incontri tra abitanti, promotori e tecnici, indispensabile ai professionisti per tradurre concretamente le esigenze dei cittadini) e per iniziare un percorso di formazione alla sostenibilità per gli abitanti (il fruitore del quartiere non si limita ad abitarvi, ma lo vive e lo rispetta). Partendo da questo concetto il quartiere si trasforma in un elemento dinamico, gestito completamente dai cittadini. La particolarità forse più interessante di questo esperimento, è l’inesistenza di limiti legati al territorio, tutte le aree dismesse potrebbero essere dei potenziali insediamenti di cohousing. La sostenibilità dell’intervento si lega anche a quest’aspetto, spesso trascurato nelle nostre metropoli: il consumo del territorio senza regole, privilegiando i nuovi interventi piuttosto che una riqualificazione in chiave sostenibile dell’esistente. Così il quartiere Quattro passi diventa un’alternativa consapevole, un nuovo stile di vita, un’abitare attivo in un comunità sensibile ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico. Tre i concetti chiave: la sca la urbana rappresentata dall’eco-quartiere, la scala domestica rappresentata dall’eco-casa e la scala di vicinato rappresentata dal cohousing. Innovazione di progetto e di processo: la prima fase di pianificazione del progetto è forse la fondamentale in tema di cohousing: i futuri cittadini attraverso incontri organizzati con progettisti, costruttori e tecnici, prendono parte attivamente alla definizione degli spazi della città, della pianificazione dei servizi, delle aree comuni, delle abitazioni, entrando a far parte di un meccanismo integrato che trasferisce la buona riuscita del progetto, direttamente ai residenti. Anche il sistema della mobilità è stato adeguatamente tenuto in considerazione: uutti gli spazi sono serviti da piste ciclabili, percorsi pedonali, con l’obiettivo di limitare al massimo l’utilizzo del mezzo privato, generando una rete di trasporto pubblico elettrica ed un sistema di car-sharing. Gli spazi privati sono affiancati ad una valida progettazione di servizi pubblici e aree verdi, il futuro cuore pulsante del quartiere. Negli ultimi anni la componente tecnolo gica si è quasi completamente fusa all’idea di costruzione ecocompatibile, legata alla certificazione energetica. Nel progetto per l’eco quartiere di Treviso, i progettisti TamAssociati, hanno fatto un ulteriore passo avanti, non sottovalutando l’importanza delle tecniche tradizionali. Così l’innovazione low tech è affiancata al recupero di uno stile costruttivo pronto a durare nel tempo e fatto su misura per i futuri abitanti: flessibilità degli spazi, modularità della costruzioni, contenimento dei costi di costruzione e gestione, sono le azioni alla base del processo, che culmina nella realizza zione di case autosufficienti dal punto di vista energetico. La certificazione energetica ha un ruolo determinante nell’ EcoQuartiere di Treviso, fondamentale per la riduzione delle emissioni di CO2 e per il contenimento dei consumi. Le costruzioni sono dotate di pannelli fotovoltaici, micro eolico, caldaie a biomassa, tetti giardino e recupero delle acque piovane e soprattutto, di una modularità e flessibilità nella costruzione, che lascia ai fruitori finali, la possibilità di personalizzare gli spazi nel tempo. Fonti utilizzate per questo numero: ISTAT, ANCE, Siti internet: federalismo.sspa, edilportale, casaeclima, lavori pubblici, qualenergia, infobuild energia, Fonte scheda “Abitare sostenibile”: sito internet rinnovabili.it