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La Voce
della Valtrompia
n.
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MENSILE D'INFORMAZIONE
Trofeo Aido. Domenica 26 settembre la 13ª edizione della gara di regolarità
Editoriale
Via alla sfida delle auto
storiche per solidarietà
Città vuote
Il percorso toccherà Gardone, Polaveno, Lumezzane e Sarezzo ma
attraverserà anche la Franciacorta, per arrivare in Valsabbia e sul
Garda. Vuole sviluppare la sensibilità alla donazione degli organi
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BS
ANNO II - SETTEMBRE 2010
Il servizio
a pag. 26
Inchiesta: edificazioni selvagge
Case come funghi
Anche in Valle tanti edifici vengono costruiti e poi non venduti.
È quasi impossibile conoscerne il numero. Molte le cause
del fenomeno: in gioco ci sono interessi privati e dei comuni
Il servizio
a pag. 2
Gardone
Storie
Controlli e dialisi in Valle:
donazioni e progetti
ingrandiscono l’offerta
In ricordo di Vitto Piotti,
l’aquila ferita all’ala
e la scultura del ferro
tt pag. 32
tt pag. 11
di Adriano Bianchi
Chiedersi quante case vuote, sfitte o in vendita ci sono in Valtrompia
o in provincia di Brescia in tempo di
crisi economica potrebbe sembrare
retorico e sortire una risposta scontata. Se non ci sono soldi le gente non
compra, le banche non fanno mutui
perchè non ci sono garanzie, soprattutto a chiederli sono i giovani che
sono spesso con un lavoro ancora
precario. Liquidare, quindi, con la crisi un mercato immobilliare che pare
fermo per le difficoltà economiche
delle famiglie potrebbe essere insufficiente. La nostra piccola inchiesta
cerca di fare anzitutto una stima numerica: quante case vuote ci sono?
La risposta è perlomeno imprecisa
perchè i dati risultano contrastanti,
negati, vecchi e comunque approssimativi. Nessuno vuole dire che nei
nostri paesi le case ci sono, ma non
sono abitate. Interessi? Anche questi,
tanti. Quelli dei costrutturi che vogliono continuare a costruire, quelli dei
comuni che con le tasse di urbanizzazione fanno un po’ di cassa, quello
delle agenzie immobiliari che tendono a non svalutare il mercato per poter tenere i prezzi a un certo livello. Il
dato ossevabile da tutti è quello empirico: provate a contare i cartelli con
scritte “vendesi” e “affittasi” in Valle
e vi renderete conto. Suonano come
un appello quasi disperato. In attesa
di tempi migliori le famiglie che possono investono i risparmi nel mattone. I titoli di Stato, infatti, non danno
grandi interessi e gli investimenti finanziari sono rischiosi. Nessuno, poi,
è disponibile ad abbassare i prezzi e
le case costano sempre troppo. Di
mezzo ci va pure l’ambiente con una
cementificazione selvaggia. In questo
si giocano le responsabilità degli amministratori locali soprattutto quando
mettono mano ai piani di governo del
territorio (Pgt). C’è da sperare che abbiano a cuore il nostro vero bene.
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
www.lavocedelpopolo.it
Primo piano
La saturazione del mercato
Anche in Vatrompia, come nell’intera provincia bresciana, ci sono appartamenti e costruzioni edili ancora vuote, invendute, che la storia dell’edilizia recente (vedi l’articolo qui sotto) ha condizionato con un’edificazione selvaggia
e quasi senza controllo. La situazione attuale fotografata a Brescia da Massimo Ziletti, direttore di Probrixia, l’azienda speciale della Camera di commercio per il mercato immobiliare e, nelle pagine a fianco, l’intervista a Mauro
Rizzinelli, imprenditore edile, e i risultati in numeri riguardo alle case in vendita in Valle, secondo le telefonate alle agenzie immobiliari sul territorio. Ne
sono escluse tutte quelle comunali e private.
Fenomeni. La storia del mercato edile, della costruzione selvaggia e gli immobili invenduti nella Provincia
Vendesi casa disperatamente.
Ma non è la trasmissione Sky!
Secondo un calcolo
approssimativo
per difetto
sarebbero 5000
le abitazioni vuote
e migliaia di metri
quadri sul territorio
provinciale
a cura di Massimo Venturelli
Secondo un calcolo approsimativo
(l’approssimazione è per difetto) sarebbero circa 5.000 le abitazioni vuote
sul territorio provinciale. Quello delle
case vuote è solo una parte di un più
ampio processo di edificazione selvaggia che si è sviluppato nel corso dell’ultimo decennio. Alle abitazioni devono
essere sommati le centinaia di migliaia
(probabilmente milioni) di metri quadrati di spazi produttivi e commerciali
inutilizzati distributi dall’Alta Valle Camonica alle più profonde propaggini
della Bassa. Quello dell’edificazione
oltre ogni richiesta è un fenomeno che
risale alle metà degli anni Novanta del
secolo scorso. All’epoca fu la legge
Tremonti (consentiva la detassazione degli utili reinvestiti) a scatenare
la corsa al capannone. Venne poi la
stagione del “mattone bene rifugio”,
della casa come investimento impermeabile a qualsiasi svalutazione. Una
stagione che vide la proliferazione di
imprese edili attratte dal miraggio di
guadagni abbastanza facili. Ma venne
anche la stagione dei primi tagli dei
trasferimenti statali agli enti locali con
comuni grandi e piccoli costretti a inventarsi nuovi modi per far quadrare
i propri bilanci. Più di un sindaco si
rese conto che quello degli oneri di
urbanizzazione (una tassa a carico di
chi realizzava nuove costruzioni) era
un metodo facile e redditizio per far
quadrare i conti comunali. Non ci fu
comune che non si dotò di uno strumento di programmazione urbanisti-
ca segnato da una copiosa previsione
di espansione edilizia. Si tratta di una
partita ancora aperta, una sfida che
molte amministrazioni locali giocano
anche oggi. Qualcosa, però, nel meccanismo si è inceppato se è vero che
tantissime amministrazioni locali hanno dovuto fare i conti con consuntivi
che negli ultimi anni hanno registrato
introiti da oneri più bassi di quelli previsti. Perché il mercato degli immobili
a un certo punto si è fermato e chi doveva costruire ci ha pensato due volte
prima di aprire cantieri per realizzare
abitazioni e strutture destinate a rimanere invendute. C’è stata la crisi certo,
ma c’è stato anche un mercato che ha
raggiunto livelli di saturazione, perché
se alta è la propensione alla casa di
proprietà dei bresciani è anche vero
che sono poche le famiglie che possono permettersi la seconda e la terza casa. E così sempre più numerosi i
cartelli “vendesi” sono apparsi anche
su complessi residenziali per restarvi
mesi e mesi. Tante delle imprese nate
sul miraggio di facili guadagni hanno
dovuto chiudere. C’è un programma in
onda su Sky in cui possessori di immobili chiedono aiuto a due esperti per
vendere la loro casa. Nel Bresciano
avrebbero di che lavorare!
Borsa immobiliare. Parla Massimo Ziletti, direttore di Probrixia, azienda speciale della Camera di commercio
Lievi miglioramenti in un paziente che è comunque critico
La Borsa Immobiliare di Brescia
è un servizio organizzato e promosso
da Probrixia, l’azienda speciale della
Camera di commercio di Brescia, con
l’obiettivo di offrire consulenze professionali nel campo dell’intermediazione immobiliare a beneficio di cittadini, enti pubblici e soggetti privati. Interfacciandosi con i diversi attori della
filiera immobiliare locale (costruttori,
agenzie immobiliari) rappresenta un
osservatorio privilegiato per leggere
la crisi che ha colpito il settore e come
l’eccesso di offerta immobiliare (civile, commerciale o produttiva) possa
incidere sulla stagione di difficoltà.
A illustrare la situazione è Massimo
Ziletti, direttore di Probrixia. I dati in
possesso dell’azienda speciale (che si
riferiscono al 2009) indicano che lo
scorso anno la crisi ha conosciuto un
rallentamento del suo andamento negativo. Pur soffrendo, il settore immobiliare bresciano non ha patito le pene
conosciute nel 2008. “Non si può certo
parlare di inversione di tendenza o di
uscita dalla crisi – ha affermato il direttore di Probrixia –. Al massimo si può
parlare di un leggero miglioramento
in un quadro che è complessivamente ancora grave”. Logico che su tale
situazione incida in modo considere-
Massimo Ziletti
vole anche il gran numero di immobili invenduti in tutta la provincia. Una
considerevole quantità di invenduto
incide anche sul prezzo degli immobili
anche se “nominalmente – sono ancora considerazioni di Ziletti – dal 2008 i
prezzi sono calati non più del 6%”. C’è
per il direttore di Probrixia una quota
di invenduto che rischia di restare tale
per un lungo periodo, a meno di non
essere venduto a prezzi bassi. Si tratta
di quelle abitazioni costruite solo pochi anni fa ma senza l’utilizzo di tecnologie adeguate in tema di risparmio
energetico che sono rese “obsolete “
da altre più recenti.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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I numeri del comune di Marcheno
Le amministrazioni tacciono o quando rispondono dicono di non avere i dati
per conoscere quante siano le case o le strutture produttive inutilizzate. Eppure
anche un osservatore distratto potrebbe tranquillamente ipotizzare che si tratti
di numeri alti, impressionanti. Tutti questi aspetti hanno portato, almeno sino a
quattro anni fa, a una stagione di edificazione selvaggia caratterizzata non solo
dallo straordinario numero di edifici realizzati, poco funzionali alla vita dei suoi
abitanti. Solo il comune di Marcheno ha risposto con una ricerca datata 2001.
Questi i numeri: edifici non utilizzati 75 (su 1003); abitazioni non occupate da
persone residenti 225 (su 1753).
Intervista. Parla Mauro Rizzinelli, imprenditore valtrumplino, da 25 anni nel settore edile e immobiliare
Serve responsabilità e rispetto
di Mauro Toninelli
Ci sono molte case costruite ma
non ancora vendute; qual è la percezione di un costruttore e venditore in questo momento?
Tutta questa offerta c’è perché si è
sbagliato qualcosa. Il costruttore, il
venditore, o comunque chi propone
questo prodotto non ha tenuto conto delle vere esigenze della gente, del
cliente. Non è facile tener conto delle
esigenze del cliente ma è doveroso e
assolutamente necessario. Si deve fare quello che fanno in altri settori industriali, cioè partire con ricerche di
mercato, fare delle anilisi per individuare i veri bisogni. Nel nostro settore questo lo fanno in pochi. In passato
non si è mai fatto perché si è sempre
costruito e venduto senza bisogno di
pensare al cliente. Il costruttore e il
venditore non hanno tenuto conto di
questo quindi oggi ho un bene che non
è vendibile, nonostante le richieste,
che ci sono ancora.
Come si muove un’azienda come la
sua in questo periodo di crisi?
Si muove con attenzione e con prudenza visto il mercato in generale, ma con
idee chiare per quanto riguarda il nostro settore. Nonostante tutto, oggi ci
sono ancora richieste; sembra un paradosso ma tutti i giorni c’è gente che
Mauro Rizzinelli
chiede casa. Procediamo con attenzione, cercando di sviluppare bene le
operazioni che abbiamo e cercando di
evitare gli errori che in passano sono
stati commessi da qualcuno. Non da
sottovalutare analisi e considerazioni
che aiutano a fare in modo che l’operazione immobiliare non abbia invenduto o ne abbia il meno possibile.
Costruzione selvaggia: quanto viene tenuto in considerazione il bi-
sogno dell’ambiente in tutto ciò?
Sicuramente molto poco, questa è
un’altra motivazione sul perché non si
vende. La persona è sensibile a queste
cose. In passato se ne è tenuto conto
poco. Anche qui sbisogna tenere sempre più conto di due ragioni: il rispetto
dell’ambiente e la salute di tutti e per
una questione commerciale; se non si
rispetta un ambiente, la gente lo capisce e tu non vendi.
Si abbassano i prezzi risparmiando
sui materiali di costruzione?
Premetto che per me la crisi non c’è.
Siamo in una situazione di grande
cambiamento e profonda trasformazione, diciamo ancora più particolare
e profonda di quello che la persona in
genere può percepire. Il rischio ci può
essere per chi non fa bene questo lavoro. Ci sono molti improvvisati: dove
questa manca, sicuramente c’è questo
problema, soprattutto quando uno si
basa solo e quasi totalmente sul discorso finanziario. Un conto sono gli
edifici immobli esistenti, quindi uno
per far cassa fa un certo ragionamento; un conto sono gli edifici nuovi, può
essere un rischio che si risolve cercando di capire da chi stai comprando. Ci sono molti operatori che sono
nel mercato immobiliare per ragioni
diverse dal voler soddisfare i bisogni
della gente, per dare una casa. C’è un
ruolo sociale di chi costruisce.
Quanta passione c’è?
Il 99,9%, non il 100 perchè non puoi farlo solo per passione. Tu sai che puoi
condizionare la vita della persone negli anni a venire, i rapporti futuri che
crei... é una grande responsabilità.
Di chi sono le responsabilità della
situazione?
Equamente distribuite tra tutti gli addetti ai lavori. Dobbiamo costruire per
dare risposta ai clienti, rispettando
bisogni, esigenze, ambiente e aspetti
fondamentali.
Agenzie immobiliari. Secondo una stima, difettosa, per le poche risposte, le case invendute sono circa 300
“Vendesi” per le strade della Valle: il numero è un mistero
Vista la difficile ricerca e gli
scarsi risultati ottenuti interrogando gli uffici comunali preposti, come quelli di urbanistica e dei lavori pubblici (vedi box in alto, ndr.)
su quanti edifici e abitazioni vuote
e invendute ci fossero sul proprio
territorio, si è provato ad avere una
minima idea della quantità, interrogando le agenzie immobiliari che in
Valtrompia hanno sede.
Questo, è ovvio, non consegna un
dato definitivo e sicuro, ma una indicazione di massima che esclude
sicuramente tutti i venditori che lavorano in Valle ma non vi risiedo-
no, tutti gli edifici di appartenenza
comunale e di privati.
Un dato dunque non esaustivo, se si
considera inoltre il fatto che anche
le agenzie, quanto i comuni, sono
restie a comunicare il numero di
case in vendita.
Come per le amministrazioni comunali, che forse possono avere l’alibi
del non avere a disposizione questo
calcolo, anche le agenzie non hanno piacere a comunicarlo, per motivi probabilmente sia commerciali che di immagine rispetto al compratore e alla concorrenza.
Unico alibi per i venditori è che la
richiesta sia stata fatta con una telefonata, dichiarando l’intenzione
della ricerca e il nome della testata; procedura e modalità identiche
alle richieste fatte agli uffici comunali. Qualcuno potrebbe non aver
creduto a questa richiesta.
Un numero basso e allo stesso tempo comunque importante: sono circa 300 le case in vendita in Valle,
numero che si basa sulla risposta
di solo quattro agenzie.
Case invendute: la percezione ce
la si può fare solo attraversando la
Valle alla ricerca dei molti “Vendesi” appesi qua e là. Molti.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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La parola
ai lettori
Rotte letterarie
Sopra le profondità d’un Mediterraneo che fu teatro dell’antica vita si schiudono le vicende di un punico di Cartagine transitato per l’Iberia alla conquista di
un'Italia che seppe amare, come emerge dai taccuini di Paolo Rumiz e del suo
“Annibale. Un viaggio”. Andar per paesi conosciuti e vicini oppure inoltrarsi in
terre lontane e smisurate come l’Australia col beffardo sorriso che Bill Bryson
imprime “In un paese bruciato dal sole”. Un rollare vicino e lontano sul ponte
di una goletta d’inchiostro, tornando nel vecchio continente per scoprire sulle
tracce di “Pane nostro” quelle briciole che uniscono Oriente ed Occidente come ha saputo ricordare la penna di Predrag Matvejevic.
IL PEGGIO DELLA VALTROMPIA
L
I nuovi siti web che
nascono già vecchi
LETTERE
Ciò che è nuovo non significa per forza
sia buono, come stanno a dimostrare
molti dei siti web di enti locali della
Valle. Quasi tutti i comuni sono ora online, ma quella che si professa essere la
vetrina per una comunicazione dinamica,
efficace e diretta tra amministratori e
cittadini, spesso diventa un finestrino
appannato oltre il quale si fatica a
scorgere qualcosa. Lustrare le home
page non basta se molti i link rimangono
inattivi o i dati vengono male, poco o per
nulla aggiornati.
Il saluto a don Pietro
Prendiamo l’occasione per scrivere un
saluto al nostro parroco, don Pietro
Minelli, che ha concluso il ministero
nella nostra parrocchia per andare come Fidei Donum in Mozambico. Caro
don Pietro, sono passati solo quattro
anni da quando sei arrivato e, con un
po’ di emozione, ti sei presentato alla comunità di Sant’Andrea di Concesio, rispondendo alla chiamata del vescovo Giulio che ti destinava in mezzo
a noi come nuovo parroco. Ti sei subito fatto conoscere con l’umiltà e la
chiarezza che ti contraddistinguono
citando “Non porto né oro né argento” ma come Pietro vi dico: “Vengo
per portare Cristo” per condividere
con voi una tappa del nostro cammino terreno. In un altro tratto del tuo
saluto di presentazione dicevi “al centro di tutto il nostro agire mettiamo
l’eucaristia”, e crediamo che questa
sia stata la tua stella cometa che ha
guidato e accompagnato ogni scelta e
decisione. Ti abbiamo visto vicino agli
anziani e agli ammalati e ci hai sempre esortato a porre attenzione agli
altri, soprattutto ai più deboli e a chi
stava vivendo un momento di difficoltà. Sei sempre stato presente in mezzo a noi durante le feste in oratorio,
le gite parrocchiali, le feste delle Acli,
le famose gite dei papà, che sono stati momenti di conoscenza e di crescita
per tutti noi, occasioni per sperimentare cosa significhi camminare insieme in gioiosa armonia. La schiera di
chierichetti che sempre ti circonda, gli
adolescenti e i giovani hanno imparato a conoscerti e ad apprezzarti; ti
hanno sentito vicino anche per l’impegno profuso nel progetto di ristrutturazione dell’oratorio di cui il primo
lotto degli spogliatoi appena realizzato è la prova più visibile. Insieme la
comunità ha potuto vivere momenti
di preghiera e di forte spiritualità; rimangono nel cuore e nella mente di
tutti noi la Settimana mariana, con la
presenza della madonnina pellegrina
di Fatima presso la nostra parrocchia,
e la visita del Santo Padre Benedetto
XVI sul fonte battesimale del nostro
concittadino Paolo VI in una piovosa
domenica dello scorso novembre. In
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IL MEGLIO DELLA VALTROMPIA
A Ponte Zanano una
felice area ecologica
Sul confine tra la frazione saretina di
Ponte Zanano e il comune di Gardone
Val Trompia spunta questa ordinata
isola ecologica, dove i cassonetti
stanno disposti entro mura in legno
che ne definiscono bene la posizione e
permettono di dare un decoro al luogo.
Certo, l’armonia ambientale di cassonetti
a scomparsa e strutture lignee che è
possibile trovare in Trentino è un passo
più avanti, ma l’intenzione di rendere
gradevole la zona è da ammirare.
Bollettini parrocchiali
Radio Voce
Con l’inizio della nuova stagione sportiva torna il contenitore della domenica
“Diretta Sport” a partire dalle 14.35. Oltre al Brescia Calcio, segui l’intero campionato del Lumezzane (Lega Pro) con
collegamenti dal Comunale e in trasferta. A fine gara le interviste e i commenti
dagli spogliatoi anche di Rodengo Saiano, Montichiari e Feralpi Salò.
Questa è la copertina di “Crescere insieme”, l’ultimo numero del giornale
della comunità di Lumezzane Fontana. Si apre con l’editoriale di don Italo
Lombardi che fa una riflessione sul significato della comunità alla luce della
Lettera pastorale “Tutti siano una cosa
sola” del vescovo Luciano Monari.
fm 88.3 88.5
Brescia e Provincia
questo anno, che è anche l’Anno sacerdotale, hai voluto cogliere il vero
senso dell’essere sacerdote e hai risposto con obbedienza e carità al richiamo della missione. Hai pronunciato il tuo “Eccomi” e ti sei messo nuovamente in gioco accettando questa
nuova chiamata nella diocesi di Pemba in Mozambico. Ti aspetta una terra
lontana e dove certamente le difficoltà non mancheranno, ma siamo certi
che l’agire verso gli altri sempre nel
nome di Dio non può che darti la speranza, la forza e la capacità di affrontare ogni situazione. Ora, è con senso
di affettuosa amicizia che la comunità
tutta ti vuole esprimere sincera gratitudine e ti augura ogni bene con le
parole di mons. Tonino Bello “Cosa
vuole da te il Signore? Egli vuole che
dovunque tu vada, ovunque tu esprima fatica, ovunque metta in atto la
tua esistenza, possa sentirsi il profumo di Cristo”. Continueremo a esserti
vicino nella preghiera e nelle opere, ci
stringiamo a te in un profondo e commosso abbraccio.
La comunità di S. Andrea
di Concesio
Quanto viene pubblicato in queste pagine è da attribuirsi unicamente alla responsabilità dei firmatari delle lettere. Nelle lettere è necessario indicare in modo leggibile nome, cognome,
indirizzo e numero di telefono di chi scrive per renderne possibile l’identificazione. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare, senza alterarne il senso, i contributi ritenuti troppo
lunghi (massimo 1500 battute). La pubblicazione di una lettera non implica la condivisione del suo contenuto da parte della direzione del giornale. Non saranno pubblicate lettere già
apparse su altri organi di stampa. Scrivete a “La Voce della Valtrompia”, via Callegari, 6 - 25121 Brescia o via mail a [email protected].
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Lumezzane
Il progetto Cartabimbo
Il progetto Cartabebè avviato dall’amministrazione comunale lo scorso novembre per favorire l’acquisto di prodotti destinati ai bambini fino a un anno si trasforma e diventa Cartabimbo. In pratica, viene esteso lo sconto (variabile tra
10% e 15%) per i genitori che hanno figli fino a 6 anni, includendo i bambini nati dal 2004 (6° compleanno entro il 31 dicembre 2009) sino all’1 novembre 2009.
Aderiscono all’iniziativa tre farmacie, alcuni negozi e due ambulanti del mercato. Per avere la Cartabimbo i genitori devono presentarsi all’Ufficio relazioni col
pubblico al piano terra del municipio, dalle ore 9 alle 13, dal lunedì al venerdì
(tel. 030.8929268).
Personaggio. Maestro di musica alla “Schola Cantorum” saretina, da anni all’organo come fece il padre Luigi
L’abile organista Angelo Ghidini
Un lumezzanese che ha condotto una vita nel segno della musica e ha scoperto una musica nel segno della vita
di Angelo Seneci
Angelo Ghidini “La Rossa”, lumezzanese doc, organista e da anni
maestro della “Schola Cantorum”
di Sarezzo è un personaggio che ha
lasciato e continua a lasciare un segno nel mondo della musica anche
lumezzanese. Lumezzane e la musica, un binomio che ha prodotto un
personaggio come Giacinto Prandelli, scomparso qualche mese fa. A lui
e a un altro, meno conosciuto, bravo cantante classico, Almiro Sala, il
nostro personaggio ha voluto fare un
tributo, abbellendo le due funzioni
funebri in un duo con Alfiero Ghidini, tenore valgobbino e membro del
circolo lirico bresciano. Un momento che ha visto la grande soddisfazione dei presenti, alcuni dei quali increduli della bravura dei due.
“La passione per la musica – dice
Angelo, figlio di Luigi “La Rossa”,
Angelo Ghidini all'organo
organista a Sant’Apollonio negli
anni Cinquanta – l’ho cresciuta in
famiglia. Fin dall’età di 14 anni ho
studiato pianoforte dagli organisti
parrocchiali bresciani per quattro
anni, sotto la guida del maestro Giulio Tonelli. Sono stato organista nella
frazione lumezzanese di Valle per un
anno e mezzo, chiamato dall’allora
parroco Don Roberto Guenzati e dal
1972 al 1974 sono stato organista a
San Sebastiano con l’indimenticato
Don Silvio Perini. Nel 1982, visto il
rifacimento dell’organo a Sant’Apol-
lonio, sono stato nominato organista
titolare e l’anno successivo ho fatto
rinascere la corale S. Cecilia. Dal
1996 sono organista titolare a Sarezzo e maestro della scuola di canto”.
Angelo Ghidini, si dimentica di dirci
che è anche compositore e autore di
arrangiamenti. “La comunità lumezzanese – ha scritto l’assessore alla
Cultura Lucio Facchinetti – sente la
musica come espressione sociale,
prima ancora che artistica. Lumezzane si può fregiare di un riconoscimento positivo (ma riduttivo) quando se ne ricorda l’operosità imprenditoriale. Quest’immagine è certo la
più conosciuta ma non la sola. Potremmo pensarla come la faccia di
un prisma del quale musica e canto
sono altre componenti”.
Ghidini è stato protagonista quasi
dieci anni fa della direzione di un
grande concerto al teatro Odeon,
che riscosse grande successo. Sarebbe possibile ripensare a un evento di
quel genere oggi?
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Lumezzane. In ottobre una settimana di iniziative per ospiti, operatori e amici
Le Rondini preparano
la festa per la comunità
Dal 16 al 22 del mese
prossimo seminari,
incontri e manifestazioni;
non mancheranno
la pesca e la mostra
dei manufatti
fatti in casa
di Angelo Compagnoni
Avrà luogo in ottobre, esattamente
dal 16 al 22, l’iniziativa “Le Rondini in
festa”, settimana di incontri, seminari
e manifestazioni per tutti coloro che, a
vario titolo, sono coinvolti, più o meno
direttamente, nella vita della residenza
per anziani di Lumezzane.
Una serie di iniziative destinate agli
ospiti, anche a parenti, operatori, volontari e all’intera comunità valgobbina: lo scopo è quello di avvicinarsi
sempre più al mondo degli anziani e
delle loro famiglie, offrendo spunti e
riflessioni, momenti di confronto e di
verifica. A tal proposito, il programma
si aprirà sabato 16 ottobre alle 9 con
un seminario dal titolo “Il corpo familiare – la famiglia coinvolta nella Residenza Sanitaria Assistenziale”, tenuto
dal dott. Silvano Corli. Nel pomeriggio
Un momento di animazione
la S. Messa e l’intervento delle autorità
locali. Martedì 19 ottobre, dalle 14, il
dott. Pietro Vigorelli, medico e psicoterapeuta, sarà relatore dell’incontro
dal titolo “È possibile comunicare con
il malato di Alzheimer?”, dove verranno proposte tecniche specifiche, terapie e modalità per interagire e per
una migliore comunicazione con chi è
colpito da tale malattia. “Le Rondini in
festa” significa voglia di stare insieme,
serate danzanti, veri e propri spettacoli che vedranno protagonisti gli ospiti
stessi della residenza: nello specifico,
ricordiamo lo spettacolo “Il profumo
dei sensi”, che si terrà lunedì 18 ottobre dalle ore 15. Non mancheranno la
pesca, la mostra dei manufatti realizzati in casa e tanto altro. Una settimana, dunque, carica di significati per la
Fondazione “Le Rondini”, patrimonio
della laboriosa Lumezzane.
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Una nuova nomina
per la caccia
La nuova stagione venatoria, per
quanto riguarda l’amministrazione
valgobbina, ha un nuovo responsabile, nominato dal sindaco Silverio Vivenzi nella persona di Gianbattista
Gnali. Geometra, residente a Lumezzane Fontana, consigliere comunale
al terzo mandato, prima per Forza Italia e ora per il Pdl. L’amministrazione,
che non ha più l’assessorato alla Caccia, istituisce parallelamente una figura equiparata. “La sera stessa della nomina – dice Gianbattista Gnali –
ho richiesto alla giunta una delibera a
sostegno dell’approvazione della legge sulla caccia in deroga e sull’apertura dei centri di cattura dei richiami vivi. Cosa che è stata fatta. Nel mese di
agosto ho incontrato i presidenti delle associazioni venatorie presenti sul
territorio di Lumezzane per cercare di
farmi un’idea delle esigenze e di ciò
che s’aspettano dal Comune. Mi ha
fatto piacere aver ricevuto da tutti i
presidenti la disponibilità a una collaborazione costruttiva. Le cose da fare
sono molte e spero di avere sia il tempo sia le risorse finanziarie adeguate
per poterle fare”. L’incarico in materia venatoria è stato delegato a Gnali
in forza dell’esperienza in campo amministrativo e venatorio. Il neo incaricato dovrà approfondire e seguire per
conto del primo cittadino le tematiche
connesse alla valorizzazione e manutenzione dei sentieri e delle pozze di
montagna, oltre che delle problematiche relative al ripopolamento della
selvaggina sul territorio. “Mi attendo
– sottolinea il sindaco – che mi riferisca su possibili iniziative da intraprendere e sono certo che non deluderà la
mia fiducia”. La realtà venatoria valgobbina è formata da circa 1200 doppiette, che fino alla precedente amministrazione facevano riferimento a un
assessore specifico (Alvise Zobbio prima e Carlo Seneci poi). Non potendo
nominare un nuovo assessore, dal momento che in giunta sono già sette, il
primo cittadino ha quindi deciso di affidare un incarico specifico. (a.s.)
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Sport. Il progetto tra Valtrompia e Valsabbia nelle parole di Claudio Zanchigiani
Con il rugby le scuole
educano allo sport
Quattromila
gli studenti delle scuole
che saranno coinvolti
nel progetto
dal titolo:”Educazione
allo sport, al benessere,
alla salute
e alla legalità”
di Angelo Seneci
Il nome è ambizioso: “Educazione
allo sport, al benessere, alla salute e
alla legalità”. Si rivolge ai ragazzi in
età scolare di Valtrompia e Valsabbia. A lanciarlo, ormai otto anni fa, è
stata l’associazione Rugby Lumezzane, mentre ora è affidato allo Junior
Rugby Lumezzane. Da quest’anno anche l’appoggio del Ministero di Istruzione, università e ricerca e lo scorso
maggio è stato firmato un protocollo
d’intesa con l’ufficio scolastico provinciale. L’obiettivo principale è far
conoscere il rugby ai giovani, ma nel
tempo il progetto si è andato trasformando, connotandosi sotto l’aspetto
sociale. “Il solo aspetto sportivo – ricorda Claudio Zanchigiani, presidente
dello Junior Rugby Lumezzane – non è
e non era più sufficiente per costruire
e alimentare una società sportiva che
fosse in grado di formare e mantenere
I ragazzi dello Junior Rugby Lumezzane in ritiro ad agosto
sul territorio la continuità negli anni a
venire. Abbiamo ampliato il territorio
su cui lavorare, poi abbiamo preparato il nostro personale a lavorare con
i giovani di diverse età; infine, attraverso le strutture presenti sul territorio, abbiamo avviato un percorso di
formazione anche per i nostri formatori”. Il progetto interessa il periodo
2010-2013 e si rivolge a 32 istituti scolastici. Istituto capofila è il lumezzanese “Vittorio Bachelet” di Sant’Apollonio. Il costo stimato è di 70mila euro
annui. Nell’anno scolastico 2010/2011
sarà attuato nei tre istituti comprensivi di Lumezzane. In tutto saranno 4000
i giovani studenti coinvolti. Diversi i
moduli studiati, in base all’età degli
alunni. Il primo approccio al progetto
è già iniziato a fine agosto con un ritiro
di sette giorni per i giovani atleti dello Junior Rugby, che hanno trascorso
una settimana in una struttura messa
a disposizione gratuitamente dal comune di Gardone Val Trompia e dalla
cooperativa “Il Graffio”. Con loro anche quattro ragazzi napoletani, inviati dal Ministero dell’Istruzione: Ciro,
Giosuè, Carmine e Giuseppe, accompagnati dalla professoressa Rosanna
e dalla collaboratrice scolastica Tommasina. “Il prossimo anno – conclude
Zanchigiani – toccherà ad altri giovani, provenienti dal depresso quartiere
Scampia”. Anche questo rappresenta
la Lumezzane di oggi.
9
Il 30 settembre
"Armonie e sapori"
Spesso è dalla condivisione che può
nascere qualcosa di solido, com’è stato nell’intento del Comitato del commercio formalmente costituito a Lumezzane lo scorso luglio. “Con questo comitato – dice Rosanna Saleri, assessore alle Attività produttive e pari
opportunità in Comune – vogliamo
riunire i commercianti del nostro paese, creando una rete che permetta
a ciascuno di scambiare informazioni
con gli altri e interloquire con l’amministrazione comunale”. Il comitato intende rivalutare il commercio di
Lumezzane e per farlo ha organizzato per giovedì 30 settembre l’evento
“Armonie e sapori” al quale saranno
presenti 64 dei 400 esercenti valgobbini. L'iniziativa ha ricevuto il patrocinio di Provincia di Brescia e Comunità montana di Valle Trompia. “Durante quella serata – spiega Claudio Cola,
presidente del Comitato commercianti – avremo pasticceri, ristoratori, alimentaristi ma anche parrucchieri ed
estetiste. La manifestazione è un modo per farci conoscere a tutta la comunità e dare un segnale anche a chi per
il momento ha deciso di non aderire
al comitato, anche se negli ultimi giorni, già un’altra ventina di negozianti si
è interessata alla cosa, manifestando
l’intenzione di entrare a farne parte”.
Giovedì 30 settembre dalle ore 19 alle
24 la strada che da via Matteotti passa
per via Garibaldi, piazza Diaz e giunge sino alla Torre Avogadro sarà chiusa al traffico. “Un serpentone pedonale – prosegue Claudio Cola – lungo
un percorso arricchito dalla presenza
di associazioni sportive, musicali, culturali di Lumezzane e un itinerario gastronomico di cui godere acquistando
a 15 euro il coupon della manifestazione presso gli esercenti che aderiscono oppure la serata stessa, anche
se 600 dei 1.500 previsti sono già stati venduti”. Per informazioni www.
comune.lumezzane.bs.it e cliccare su
“Calendario eventi”.
Ambiente. In fase di risoluzione l’assestamento del movimento franoso che da diversi anni grava sulla frazione
Il punto sulla frana in Valle
I lavori per arrivare alla soluzione
della frana di Via Brescia in Valle sono continuati in agosto e le previsioni
fanno pensare che entro fine settembre potrebbero essere finiti. Il condizionale è d’obbligo quando si deve intervenire per risolvere i problemi posti dalla natura, in particolare quelli
di Valle, relativi all’annosa questione
della nota frana, spesso oggetto di polemica in consiglio comunale. I lavori,
cominciati a inizio agosto, dovevano
concludersi lo stesso mese, ma le giornate di pioggia l’hanno impedito. Il periodo scelto è stato peraltro corretto,
visto che il flusso del traffico veicolare
è ridotto per la chiusura feriale delle
attività lavorative. Allo stato attuale
sono stati posizionati i micropali ed è
stata realizzata la soletta di cemento
armato di ancoraggio poggiata proprio su di essi. In settimana verrà posizionata la trave dove, entro quindici
giorni, verranno posti i tiranti verso
nord. Tutto questo dovrebbe portare
a impedire futuri cedimenti su tutto il
fronte franoso precedente che li aveva
causati. Il costo complessivo dell’intervento è di 180mila euro. In parallelo
sono proseguiti i lavori di drenaggio
e perforazione, con la posa in opera
dei tubi drenanti l’acqua presente nel
sottosuolo. Tutta l’operazione interessa la parte nord della collina, mentre la
parte sottostante continuerà ad essere
trattata con tecniche di ingegneria naturalistica descritte dal progetto risalente al biennio 2004-2005. (a.s.)
La collina interessata dalla frana
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Alta Valle
11
Marcheno e i pannelli solari
Anche a Marcheno il fotovoltaico entra nei piani di adeguamento di alcuni
edifici pubblici, che entro la fine dell’anno saranno attivati. Gli immobili interessati: municipio, elementari “Tito Speri” e medie “Francesco Bertussi”,
scuola dell’infanzia “Padre Luigi Fausti” e palestra di Brozzo. Con una spesa
totale di circa 160mila euro e mutuo ventennale, gli interventi avverranno
simultaneamente. Sull’edificio comunale 104 pannelli, mentre 22 i moduli
previsti per le scuole, 14 per la materna e 42 alla palestra di Brozzo. Un progetto che renderà sotto l’aspetto ambientale ed economico: tra incentivi,
contributo del gestore e ricavi per l’energia ceduta la spesa avrà costo zero.
Storie. Ricordare a dieci anni dalla sua scomparsa l’alpino, scultore e poeta del ferro che amava Lavone
Vitto Piotti, l’aquila ferita all’ala
dopo una discesa in parapendio
L‘amore per l’Alta
Valle l’ha sempre
accompagnato
condizionandone
le scelte, come l’amore
per la montagna,
il volo e la scultura
poetica del ferro
di Edmondo Bertussi
Era una sera grigia e triste quel fine settembre 2000 a Lavone, piena di
alpini coi loro gagliardetti venuti per
l’ultimo alzabandiera al loro consigliere provinciale Vitto Piotti, scultore
del ferro. L’ aquila trafitta in volo che
precipita con l’ala spezzata del suo
monumento ai caduti è lì, vicina alla
chiesa: lui, caduto e ferito a fine agosto all’arrivo di una dolce discesa dalla Maddalena coll’amato parapendio,
era nella bara coperta dal tricolore e
sopra il suo cappello con la penna e il
fregio dorato di maggiore. Dopo dieci anni guardi le sue opere e cresce la
malinconia.
A Lavone era nato nel ’35 figlio di Mario, bancario a Brescia e Mercedes
Smalis, austriaca di Bressanone, secondogenito e con tre sorelle, Cecilia,
Vitto Piotti col suo paracadute
Maria e Pucci. A Lavone si è sempre
sentito a casa: vi tornava sempre dopo essere stato in giro per il mondo. Lì
si sentiva immerso nei secoli della sua
gente, riannusava nell’aria l’odore del
ferro delle miniere fuso a Rebecco nel
forno del 1600. Diplomato ragioniere,
dopo naia e accademia con gli alpini
il corso a Pisa di paracadutismo e il
brevetto civile di pilota si era impiegato in una ditta di Brescia. Resiste due
anni: gli mancano i boschi, gli spazi
delle vette. Si rifugia a Lavone, dove
la sorella Cecilia era sposa: di là dal
fiume fa il contadino, alleva animali,
scappa sulla Corna Blacca per giorni
intieri a sentire il canto dei galli, a scrivere poesie… Un amico fabbro gli fa
conoscere la lavorazione del ferro: è
una folgorazione.
Nella casa paterna allestisce il suo primo laboratorio, a piano terra. I ragazzi
dopo la scuola vanno a spiare meravigliati Vitto che racchiude spazio a me-
moria, in forma chiara nella sua mente, saldando chiodo su chiodo, guardando fiamma ossidrica e ferro nella
stretta fessura della maschera, come
un guerriero con la celata abbassata:
bisonti, alpini, fiori. La ricca borghesia
lo scopre. Espone in gallerie famose
in Italia e all’estero. Fa grandi monumenti a Lumezzane come a Ausburg.
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Spirito inquieto allarga gli orizzonti,
conosce l’associazione Mato Grosso,
vola sulle crode andine coi condor, va
in Perù a insegnare la sua arte ai ragazzi di una missione... Ma se chiedevi
uno sconto scopriva i denti in sorriso
da scoiattolo di montagna allargando
gli occhi come quelli del gufo, civetta o
barbagianni, attirati dai lumi incrociati
di due pile nell’oscurità del bosco, che
faceva osservare, come nelle fiabe, ai
suoi bambini Paola e Andrea. Poi “per
la bella mamma dai lunghi capelli neri…” regalava un ferrigno fiore di croco. A Lavone, in fregio alla provinciale,
poco davanti alla chiesa, veglia nella
sera una sua maternità, puledrina e cavalla. L’ombra del tramonto fa severo
e inquieto lo sguardo abbassato verso
la piccola che solleva in alto la testa,
quasi una preghiera. Vi cogli il tremore
di tutte le madri della terra: pura arte e
poesia, un concetto universale fermato nell’attimo di un gesto.
Collio e Bovegno: la Val Grigna al centro di un progetto di rivalutazione e "sotto i riflettori"
Anche i comuni di Collio e Bovegno continuano a collaborare al Progetto di valorizzazione della vasta area della Val
Grigna (compresa appunto nei territori
dei suddetti comuni della Valtrompia e
in quelli di Artogne, Gianico, Esine, Berzo Inferiore, Bienno e Prestine in Val Camonica) predisposto dall’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle
Foreste) a partire dal 17 settembre 2007,
data in cui si è raggiunto un Accordo di
Programma per la realizzazione del progetto in argomento, che coinvolge la Regione Lombardia, la Provincia di Brescia,
le Comunità montane di Valle Trompia e
Valle Camonica e i comuni interessati. La
nascita di questo consorzio si pone come scopo di promuovere e valorizzare a
più livelli il territorio della Valle del torrente Grigna, sia dal punto di vista materiale che immateriale, favorendo e tutelando lo sviluppo del settore agricolo
e forestale del territorio in questione. È
in questo contesto che nel mese di settembre si è lavorato presso il comune di
Collio alla realizzazione di un documentario riguardante la vita e il lavoro del
più tenace alpeggiatore, il signor Paolo
Zanardini, alla malga Croce. Il reportage
sarà presentato al pubblico tra circa due
mesi (ed è stato realizzato da Andrea Richini e Biagio Piccardi dell’Ersaf di Breno,
dalla studentessa universitaria Alessandra Bonomini, che ha scattato le foto, e
da Alessandro Romele e Lara Angoli, che
hanno girato le immagini) ed è finalizzano alla promozione nonché all’esaltazione e al riconoscimento di coloro che, pur
consapevoli delle innumerevoli difficoltà
della vita in montagna, continuano a credere nella loro attività. Ma i comuni di
Collio e Bovegno saranno presenti anche
nella "Leggenda di San Glisente", primo
libro della collana "I Quaderni della Val
Grigna", che si prepone di divulgare quel
che è il patrimonio territoriale della Val
Grigna, sia quello turistico e produttivo,
sia quello artistico e religioso. (a.m.)
La troupe con Paolo e Rita Zanardini
alla malga Croce
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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A Marcheno un corso di Storia
Sagra della polenta
Il Dipartimento di studio del Territorio della Valle Trompia in collaborazione
con Comunità montana, Provincia di Brescia, Comune di Marcheno e Sibca
promuove un percorso di Storia in cinque incontri gratuiti, con relatori Lionello Anelli, Massimo Galeri e Carlo Rizzini. Gli incontri si terranno alle 20.30
nella Sala consiliare del Comune di Marcheno da venerdì 1 ottobre (introduzione alla storia, sua percezione e costruzione); l'8 lezione sulle fonti fotografiche, il 15 focus sulle fonti archivistiche e il 22 su quelle diaristiche. Chiusura il 29 ottobre con una panoramica sugli strumenti della ricerca. Info alla
biblioteca di Marcheno (030.8960174, [email protected]).
Domenica 17 ottobre in piazza S. Barbara a San Colombano si terrà la “1ª
Sagra della Polenta” col patrocinio di
Regione Lombardia, Pro Loco Collio,
Provincia di Brescia, Comunità motana e Comune di Collio. Dalle 10 l’antico piatto dell’Alta Valle cucinato dai
ristoratori locali in vari modi: taragna,
cusa, rustìda, fritta, polenta e làt.
Collio. La vetta tra Valtrompia e Valsabbia ha ritrovato il suo splendore e sancito il gemellaggio col Cai Vestone
Il ritorno ad antico splendore
della Croce sulla Corna Blacca
di Edmondo Bertussi
Anche la malconcia croce sulla cima della Corna Blacca (mt. 2005) è ora
restaurata e ritta sulla vetta che domina Valtrompia e Valsabbia, come era
nel 1964 quando vi fu collocata. L’aveva realizzata il Gruppo Escursionisti
Valsabbino, dedicandola al cappellano alpino mons. Giuseppe Bonomini,
scomparso l’anno prima, il 28 luglio
1963, mentre era in “servizio”: stava salendo in una bella mattina con un chierichetto da Pinzolo alla chiesetta alpina del Rifugio XII Apostoli nel Gruppo
del Brenta per celebrarvi una messa di
suffragio ai caduti della montagna. Era
di Collio, cofondatore nel 1960 della
locale sottosezione del Cai. Questa,
nel 50° anniversario, emblematicamente lascia tra i “segni” duraturi nel
tempo della “memoria” storica e alpinistica dell’Alta Valle anche questo
restauro, aggiungendolo alla ristampa
anastatica del volumetto “Pregare è
salire” di mons. Giuseppe Bonomini, al
recupero del “Sentiero dei Minatori”,
allo splendido volume (oltre 400 pagine con più di 500 fotografie) di Fabio
La croce della Corna Blacca (mt. 2005) prima e dopo il restauro
Lazzari e Loris Zanirato “Quassù le nuvole sono come pensieri che volano”
in vendita nelle cartolibrerie di Collio
e San Colombano. Si ritrovarono sulla
cima allora le “colonne” salite da Forno d’Ono, Bagolino, Anfo, Baremone,
Pezzeda, Maniva. In vetta il parroco di
Vestone don Angelo Pozzi celebrò la
Messa e benedisse la croce cha ha ai
suoi piedi una apposita custodia metallica, custodia da sempre del libretto
delle firme. Era malconcia e piegata,
con la base semicrollata. Emblematicamente col restauro, il Cai Collio ha
ricambiato il gesto dei valsabbini di
allora in onore di mons. Bonomini: le
due delegazioni del Cai Collio e Vestone (erede del vecchio Gruppo Escursionisti) guidate dai reggenti Oreste
Mozzoni ed Edoardo Zanolini, in collegamento radio con la parrocchiale
di Collio hanno seguito la S. Messa,
ricevuto la benedizione di don Fabrizio Bregoli e sancito il gemellaggio a
rinsaldare antichi rapporti di amicizia.
Subito hanno messo in campo un impegno comune: il recupero del Sentiero dei Minatori nel tratto valsabbino sul quale, partiti dalla S. Aloisio di
Collio e scavallato il passo sotto l’Ario,
muli e minatori portavano il minerale
al Forno d’Ono.
Lavone. Intervento di adeguamento per la scuola che serve i comuni di Irma, Marmentino, Pezzaze e Tavernole
Progetto di controllo completo alla scuola media consortile
Ha preso il via un’opera di adeguamento completo alle normative della
scuola media consortile di Lavone.
Sorse per iniziativa della Comunità
montana e comuni di Irma, Marmentino, Pezzaze e Tavernole negli anni
Novanta. Lo spopolamento aveva reso ingestibili in Alta Valle tanti edifici
scolastici: si scelse l’area in Lavone,
baricentrica al bacino d’utenza. Da allora oltre 100 studenti la frequentano
e i comuni contribuiscono al funzionamento. Dopo l’edificio scolastico,
in due lotti (2003 e 2007), è stata realizzata la palestra: 800 mq al coperto,
impianto sportivo da 1,5 milioni a ser-
vizio di tutta la zona. La scuola dopo
vent’anni aveva bisogno di una “revisione generale”. Il progetto, redatto
dall'ufficio tecnico della Comunità coordinato dall’arch. Fabrizio Veronesi, è
finanziato interamente da un contributo Inail di 251mila euro ottenuto dalla
Comunità montana, proprietaria: per
apposita convenzione alla fine avrà in
carico la manutenzione straordinaria,
i comuni pro quota quella ordinaria.
Ha vinto l’appalto la ditta Cargnoni
Impianti srl di Marcheno. Asvt curerà la razionalizzazione della centrale
di riscaldamento. In particolare, i lavori interessano le facciate (ripristi-
La media consortile di Lavone
no e protezione mattoncini a vista),
pluviali, danni di infiltrazioni. Saranno completati i corrimano sulle scale, cambiati porte e infissi interni e le
vetrate con quelle antisfondamento,
revisionati gli impianti antincendio.
Verrà sostituita tutta la linea generale
degli impianti elettrici, integrata la rete
di terra e protezione contro i fulmini
esistente, riqualificato tutto l’esterno.
Inoltre, si aggiunge un servizio igienico a norma per disabili.
Si prevede la fine dei lavori entro il 30
novembre: sono state adottate le misure necessarie per l’attività scolastica
in piena sicurezza. (e.bert.)
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Marmentino. In Alta Valle recuperate e risistemate tornano a vivere in una nuova concezione di benessere
Oltre 208 mila euro per fare
risplendere malghe e alpeggi
La sistemazione
e il recupero
nell’ambito
dello Sviluppo
Rurale e Regionale
è patrocinata
dalla Regione
Lombardia
e dalla Comunità
montana della Valle
di Alberto Maffina
Nell’ambito dello Sviluppo Rurale
e Regionale del 2007-2010, patrocinato
dalla Regione Lombardia e dalla Comunità montana di Valle Trompia, si
pongono i finanziamenti richiesti e solo in parte ottenuti dal Comune di Marmentino per il recupero e la rivalutazione di alcuni fabbricati rurali presenti sul territorio. Grazie a un contributo
totale di 208.500 euro di cui 164.304
provenienti dalla Regione, è ormai in
fase avanzata la realizzazione di nuovi
locali per la lavorazione, la conservazione e la vendita di prodotti caseari in
località Croce che risulta anche essere il toponimo della malga in questione ai piedi del monte Ario. La malga
è oggetto di recupero perché ritenuta
sostanzialmente poco funzionale, e
inoltre i locali esistenti di lavorazione
e conservazione dei prodotti caseari
risultano da tempo oggetto di prescrizioni da parte del locale servizio veterinario dell’Asl, in particolare per il
locale di lavorazione che presenta un
annoso problema in ordine al focolare
di cottura unitamente alla promiscuità
con i locali abitativi del mandriano e la
stalla. Il progetto intende prevedere la
soluzione di tali problemi, intendendo
realizzare un nuovo corpo di fabbrica, situato in adiacenza al porticato,
nel quale saranno inseriti tutti i locali
e i servizi idonei a una corretta lavorazione casearia, al fine di permettere
una giusta gestione dell’intero ciclo di
produzione casearia: dalla mungitura,
conservazione (stagionatura e pulizia)
e anche alla vendita diretta dei prodotti ai viandanti e ai frequentatori della
suddetta zona montana. Questa nuova struttura sarà sul lato nord-est del
porticato al fine di una adeguata esposizione, che garantisca il minor riscaldamento e quindi il mantenimento di
condizioni di temperature idonee alla
conservazione dei prodotti. Il tutto in
conformità con le nuove leggi igienicosanitarie. Per di più il nuovo edificio
sarà dotato di un impianto elettrico e
di forza motrice prodotto da pannelli
fotovoltaici e di un impianto di smaltimento acque bianche e nere, con
fossa chiarificatrice e successivo pozzo assorbente. Un ottimo progetto al
passo con i tempi, nel pieno rispetto
dell’ambiente e della natura che trasuda di correttezza gestionale e mostra un entusiastico interesse per attività millenarie che vengono salvate
dall’estinzione e riproposte come valide e sfruttabili anche per il futuro, per
il benessere e la valorizzazione di aree
rurali e montuose che sembravano destinate a essere dimenticate. Il progettista, il geometra Romeo Sosta, afferma di sentirsi fautore di questo tentativo di rivalutazione e promozione di
nuove realtà agricole che possono incrementare l’economia del territorio e
che cercano di inserire i comuni della
Valtrompia in un circuito produttivoturistico dal quale era esclusa. Molti
altri sono gli interventi che il comune di Marmentino ha in programma,
in conformità alla frase che sta scritta all’interno dell’edificio comunale:
‘concordia res parvae crescunt’. Tentando appunto di ottenere questo spirito di armonia, non solo tra i concittadini ma anche tra uomini territorio
e natura, si richiedono ulteriori finanziamenti per il recupero della malga
Pian del Bene, del complesso rurale in
località Molino (dove si auspicano una
restaurazione dei locali esistenti e la
creazione di un agriturismo efficiente
e aggiornato alle vigenti normative) e
la sistemazione della malga Barettino,
proprietà del Comune, situata in prossimità con la località Vaghezza quasi
al confine con Pertica Alta.
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
www.lavocedelpopolo.it
Media Valle
Sarezzo, la cronoscoalata a Sant'Emiliano
Domenica 17 ottobre ci sarà la 19ª edizione della cronoscalata (5,8 chilometri) dai 250 metri di Sarezzo ai 1.102 del santuario di Sant’Emiliano.
Patrocinata dal Comune di Sarezzo e organizzata da Unione Atletica Valtrompia e Gam (Gruppo autonomo montano), che gestisce santuario e annesso punto di ristoro, la gara prevede due percorsi: per i ragazzi fino a
14 anni partenza di massa dalla chiesetta in Valle di Sarezzo; per tutti gli
altri ogni 30 secondi dalla piazza Cesare Battisti. Iscrizioni entro il 14 ottobre presso Domenico Quaresmini (tel. 030.801398, cell. 338.3889487) o
mandando un’e-mail a [email protected].
Impresa. Nelle parole dell’imprenditore saretino la storia di una curiosa e vincente idea avuta nel gennaio 2010
Massimo Cinelli e l’avventura
delle cerniere pari a gioielli
L’idea del quarantenne
di Sarezzo è aver creato
un nuovo marchio:
“Secret Jewels”
con cui trasforma
in collane e braccialetti
le “zip”; costi dai 25
ai 70 euro
di Andrea Alesci
Spesso dal disordine e dall’intuizione possono nascere curiose idee
che si trasformano imprevedibilmente
in qualcosa di concreto e collaudato.
È il caso di Massimo Cinelli, giovane
imprenditore 40enne che, nell’ufficio
all’interno della piccola azienda di famiglia avviata nel 1968 dal padre Franco, ha creato un nuovo marchio (Secret Jewels), trasformando semplici
cerniere in braccialetti e collane.
Nata come produttrice di stampi per
casalinghi, la Cinelli Franco & C. snc,
a partire dal 1993 ha aggiunto alla sua
attività il lavoro di incisione su armi e
dal 2008 la nuova esperienza nel campo delle cerniere. “Con le lavorazioni
su fucili e pistole – dice Massimo Cinelli – abbiamo iniziato un’importante
attività di decorazione e siamo ormai
Massimo Cinelli e una delle cerniere-braccialetto
in contatto con tutti gli armieri della
Valle; due anni fa l’idea delle cerniere
di concerto con la Lanfranchi di Palazzolo, inserendo pietre preziose nelle zip da fornire a importanti griffe di
moda. Poi, a gennaio di quest’anno,
mentre me ne stavo nel piccolo caos
del mio ufficio l’idea: trasformare le
cerniere in un oggetto di gioielleria a
sé stante. Tutte le cerniere vengono
solitamente prodotte già con l’inserto
di stoffa incorporato, la novità è con-
sistita nel levarlo e lavorare sull’abbellimento dell’oggetto”.
L’impegno è cominciato a farsi gravoso e nella piccola officina di via Galilei adesso gli addetti sono 12 (otto
alle macchine e quattro per il lavoro
gestionale). “Ora siamo a pieno regime – prosegue Cinelli – e abbiamo già
prodotto tre linee differenti visibili
sul sito web www.secrejewels.it: la
‘Rainbow’ che è più colorata e cerca
di intercettare i gusti dei più giovani;
‘Prestige’ e ‘7 vizi capitali’ che puntano al mercato di media-alta gioielleria, con prezzi che vanno dai 25 euro sino a un massimo di 70 euro per
i prodotti più raffinati. Devo dire che
siamo molto soddisfatti di come sta
andando il nuovo ramo della nostra
attività e anche al recente salone del
Macef di Milano abbiamo riscontrato
un successo incredibile. Nei prossimi
mesi – continua l’imprenditore saretino – saremo letteralmente in giro
per il mondo, avendo già chiuso contratti con clienti in Francia, Spagna,
Svezia e Stati Uniti d’America, dove
voleremo giusto alla fine del mese di
settembre per una fiera a New York City. Pensiamo all’estero ma già in Italia
possiamo contare su circa duecento
clienti, dai negozi fashion alle gioiellerie, con due rivenditori in provincia
di Brescia, ossia Granati (in città) e
Tranquilli (a Salò). Speriamo di riuscire a rispettare i piani finanziari che
abbiamo predisposto, con una previsione di fatturato 2011 nell’ordine del
milione di euro”.
Pensa in grande Massimo Cinelli e
sinora la formula vincente di Secret
Jewels sembra dargli ragione, anche
puntando sulla giocosa confezione dei
prodotti, del tutto simile a una provetta ospedaliera. Una realtà che nel difficile momento economico è riuscita a
ritagliarsi uno spazio tutto nuovo con
la forza dell’intuizione.
Sarezzo: a ottobre l’inaugurazione di una nuova parte della Rsa
La lunghezza media della vita si allunga,
i ritmi cambiano e le cure che bisogna
prestare a chi invecchia si fanno più intense. Così, in tutta la Valle, aumentano
le richieste per ospitare gli anziani in
strutture come le Rsa, che sappiano accoglierli e trattarli. “La nostra realtà – dice
il sindaco Massimo Ottelli – è una delle
più consolidate nel tempo e da oggi può
disporre a tutti gli effetti di una nuova
ala, che inaugureremo ufficialmente
all’inizio del mese di ottobre”.
Una nuova ala entro la quale sono stati
ricavati una sala da pranzo, un bagno
assistito, servizi per il personale, cucinetta, bagno per gli ospiti, un soggiorno e
cinque nuove camere con due letti ciascuna, portando il numero totale degli
ospiti a 75, di cui 48 accreditati (graduatoria Asl), 10 al centro diurno e 17 di sollievo (soggiorno temporaneo). “L’ultima
grande ristrutturazione della Rsa “Madre Teresa di Calcutta” – prosegue Ottelli
– avvenne tra il 1993 e il 1995 e l’intervento attuale ha concluso in modo definitivo il prospetto sud della struttura.
L’ampliamento è servito a creare nuovi
posti di sollievo che sopperissero alla significativa richiesta del territorio e costituisce il primo passo di un ragionamento
più ampio che andrà fatto sulla Rsa, con
l’intenzione di usufruire del terreno che
arriva sino alla vicina Villa Usignolo”. Un
intervento che ha comportato per l’amministrazione una spesa di circa 250mila
euro, ma con il ribasso (32%) avuto dalla ditta appaltatrice, di poco inferiore ai
200mila euro, contando che degli arredi
si è fatta carico la Timken di Villa Carcina
(multinazionale impegnata nelle attività di rilevanza sociale) con un finanziamento di 53mila euro. “Una volontà di
migliorare costantemente la casa di riposo – chiude il primo cittadino di Sarezzo – che è sempre stata espressione dal
vicesindaco Giuseppe Paonessa, il quale
da più di vent’anni se ne occupa, portandola a livelli qualitativi importanti”.
La Rsa “Madre Teresa di Calcutta”
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Inzino. Nel 50° dell’Associazione Madonna del Castello eventi sino a dicembre
Il Settembre Inzinese
lungo un anno intero
Le origini risalgono
al curato don Nicola
Bragadina e ora gode
del patrocinio
di Provincia,
Comunità Montana e
Comune di Gardone
di Lia Micale
Mezzo secolo è trascorso da quando il curato don Nicola Bragadina diede slancio alla frazione di Inzino, fondando con intraprendenza e tenacia
tutta valtrumplina la “Associazione
Madonna del Castello”. Era il 1960 e
nello statuto stavano scritte come allora la finalità: “Obiettivo dell’associazione è sempre stato di condecorare
con manifestazioni esterne (culturali, folcloristiche, ricreative, sportive)
le tradizionali festività della Madonna del Castello della Valle di Inzino,
a completamento e in armonia con le
iniziative di carattere spirituale promosse dall’autorità religiosa”.
Così, è arrivato anche quest’anno l’appuntamento con il “Settembre Inzinese”, patrocinato da Provincia di Brescia, Comunità montana di Valle Trom-
Il santuario della Madonna del Castello a Inzino
pia e Comune di Gardone. Consueto
ma speciale e parte di un percorso di
eventi promossi sin dalla primavera e che proseguirà sino a fine 2010.
“Nell’anno del 50° – spiega il presidente dell’Associazione Ladislao Mattiuzzo –, oltre a condecorare la lunga festa
del ‘Settembre inzinese’ (quest’anno
dal 4 settembre al 9 ottobre), abbiamo voluto che ogni mese tutti potessero ricordare l’importante cammino
compiuto sin qui, con l’ultimo evento
previsto a dicembre e dedicato alla
mostra personale del pittore Massimo
Zuppelli”. Un Settembre Inzinese animato dal volontariato puro, che ogni
anno cerca di rendere più ricca la festa
dedicata alla Vergine Maria e, col piccolo surplus economico, intende raccogliere somme per la manutenzione
del santuario. Info programma www.
comune.gardonevaltrompia.bs.it.
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Gardone punta
sul fotovoltaico
Anche Gardone Val Trompia punta
sull’energia del sole, avviando un piano di finanziamento di 275mila euro
per la posa di pannelli fotovoltaici: interessati dall’iniziativa l’immobile che
fa da caserma dei Carabinieri (previa
rimozione della copertura in amianto), le scuole di Magno e quelle di Inzino (via Monte Guglielmo), con un risparmio sui costi energetici per l’amministrazione di circa 23mila euro.
“L’incentivo derivante dalla gestione
degli impianti fotovoltaici – dice il sindaco Michele Gussago – coprirà l’investimento iniziale privato. L’amministrazione comunale interverrà con
5mila euro per dieci anni, il restante
sarà a carico dell’azienda privata vincitrice del bando, che così beneficerà
dell’energia prodotta. Un intervento
con il quale intendiamo impegnarci
per migliorare la qualità ambientale
e che va a sommarsi all’adesione ratificata quest’estate al Patto dei sindaci per andare oltre gli impegni fissati
dalla Comunità Europea per il 2020 di
riduzione delle emissioni di CO2 attraverso l’attuazione di un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile”. Da anni
uno degli obiettivi del Comune di Gardone è la caserma di via Bellini, costituita da tre corpi realizzati in tempi diversi (anni Sessanta, Ottanta e Novanta). “Una volta sostituita la copertura
in eternit con materiale isolante del tipo a sandwich – prosegue il primo cittadino –, verificheremo le condizioni
della struttura portante; poi, realizzeremo le canalizzazioni di distribuzione
degli impianti esistenti, una copertura
con adeguata impermeabilizzazione
e barriera a vapore, quindi poseremo
lungo i 680 metri quadrati di tetto il
campo fotovoltaico, andando infine a
sostituire la lattoneria, raccordando i
pluviali nuovi e realizzando una linea
vita per l’accesso alle antenne utilizzate dal Comando dei Carabinieri”. Un
intervento da tempo nell’agenda degli amministratori gardonesi. L’inizio
dei lavori all’approssimarsi del 2011.
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
www.lavocedelpopolo.it
Bassa Valle
Il 45° del discorso di Paolo VI all'Onu
Nel corso della XI Settimana montiniana, martedì 28 settembre al teatro parrocchiale di S. Vigilio si terrà una tavola rotonda curata dalle Acli bresciane dal titolo “Il magistero sociale di Paolo VI: l’uomo, i diritti, il lavoro, l’economia”, con
Roberto Rossini a moderare le relazioni di Anna Chiara Valle (direttrice della rivista Madre) e Laura Valgiovio (segretaria provinciale Fim-Cisl). Un percorso di
riflessione che verrà completato con la serata di venerdì 1 ottobre in biblioteca:
“Storie di diritti umani negati: il genocidio armeno”, con l’intervento del professor Baykar Sivazliyan, docente dell’Università di Milano e presidente dell’Unione
armeni d’Italia.
Concesio. Al via la XI Settimana Montiniana con la mostra “Oltre l’attesa” e il 45° del discorso all’Onu
Ricordare le profezie di Paolo VI
di Andrea Alesci
Era il 4 ottobre 1965 quando Paolo VI pronunciava il suo discorso nel
palazzo di vetro dell’Onu a New York.
E la XI Settimana montiniana, proprio
nel 45° anniversario di quell’evento, intende ricordarne la viva presenza e le
intense parole in alcuni appuntamenti
(vedi box sopra) all’interno del suo ricco programma. “Ricordare le profezie
di quel Giovanni Battista Montini che
fu papa Paolo VI – dice il presidente
della Settimana montiniana, Claudio
Fiorini – è la missione che Comune e
parrocchie di Concesio portano avanti
da undici anni, quest’anno nello spazio
di cinque settimane fino a domenica 17
ottobre”. Una Settimana montiniana
che si è aperta l’11 settembre con una
mostra d’arte promossa dall’associazione per l’arte “Le Stelle”: visitabile
sino al 3 ottobre (ore 16/19, escluso il
lunedì) e allestita nella chiesa di S. Andrea a Concesio e nella galleria Ucai in
vicolo S. Zenone a Brescia, la mostra
“Oltre l’attesa” è stata realizzata dallo
scultore altoatesino Hermann Josef
Runggaldier, capace di levigare nelle
sue opere in legno, bronzo, terracotta
e vetroresina corpi di donne e uomini
bloccati nell’istante del pensiero, in
Un’immagine di Paolo VI all’Onu nell'ottobre del 1965
XI Colloquio Internazionale di Studi
Si svolgerà a Concesio nel nuovo Centro
studi dell’Istituto Paolo VI con la partecipazione di studiosi provenienti da tutto il mondo, l’XI Colloquio internazionale di Studio dell’Istituto Paolo VI, dedicato a un tema di grande attualità: “Verso
la civiltà dell’amore. Paolo VI e la costruzione della comunità umana”. È la prima volta che i lavori di un Colloquio si
svolgono nella moderna cornice delle
strutture erette accanto alla Casa natale di papa Montini, dove storia e memoria si incontrano. Storici, teologi e filosofi, sotto la direzione dI S. E.za il Card.
Paul Poupard, affronteranno questo affascinante problema nel colloquio di
Concesio dal 24 al 26 settembre, cercando di mostrare come la societas christiana medievale si sia andata articolando e
poi sviluppando nella “civiltà cristiana”
del Novecento. Il significato del concetto di “civiltà dell’amore” nel pensiero di
Montini verrà indagato in tutte le sue
implicazioni sociali, civili e religiose, fino
al suo recepimento nella società. In un
contesto sempre più globalizzato come
quello attuale, per riprendere un concetto della Caritas in veritate.
una ricerca sull’uomo che fa tornare
alla mente le parole di papa Paolo VI,
quando si riferiva all’opera d’arte come “potenziale veicolo di un messaggio religioso, [che quando si fa] cristiano parla di un Dio che si è incarnato
prendendo forma umana e vivendo e
morendo da uomo”.
Sabato 25 settembre il “Premio della
Bontà Paolo VI”, quest’anno assegnato a mons. Giancarlo Maria Bragantini,
già vescovo di Locri e ora arcivescovo di Campobasso-Boiano per la sua
lotta contro la malavita organizzata;
mentre domenica 26 sarà una giornata particolare: alle 9 presso la chiesa
della Pieve S. Messa presieduta dal
cardinale Paul Poupard, alle 16 pellegrinaggio al santuario della Madonna
delle Grazie a Brescia con la celebrazione del vescovo Luciano Monari e
chiusura alle 21 col concerto in onore
di Giuditta Alghisi (madre di Paolo VI)
nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a
Verolaveccchia. “Crediamo in Paolo
VI – riferisce don Dino Osio, parroco
della Pieve –, crediamo nel suo magistero, nella sua santità e vogliamo
renderne viva l’esemplarità, specie
nel saper cogliere il valore rivelatore
dell’arte, che celebreremo il 17 ottobre
nella giornata di chiusura con le visite
guidate alla Collezione Paolo VI e alla
casa natale del Papa”.
Bovezzo. Il Comune investe un milione di euro per porre pannelli solari a scuole, Centro diurno e bocciodromo
Nuove energie rinnovabili
con le celle fotovoltaiche
Il paese alle porte della Valtrompia
si prepara a trasformare alcune superfici dei suoi edifici pubblici in tavole
dove accogliere i raggi del sole e trasformarli in energia rinnovabile. Un
progetto di grossa portata che impegnerà l’amministrazione con un investimento di poco superiore al milione
di euro e i cui lavori sono già stati appaltati alla ditta bresciana Energeco,
vincitrice del bando che prevedeva il
vincolo di collegarsi al Gestore servizi
elettrici entro il 15 dicembre.
“Il progetto – spiegano l’assessore ai
Lavori pubblici Mario Folli e il tecnico
comunale Maurizio Ventura – è stato
fatto dall’ingegnere Giovanni Palmisano e riguarda il bocciodromo al ‘Parco
2 Aprile’, il Centro diurno per anziani
(via Paolo VI), la scuola media e la
palestra (via Canossi) ed elementari,
materne e nido (via Veneto). Una superficie totale di circa 3.000 metri quadrati grazie alla quale saremo in grado
di produrre una potenza massima di
283 kW, sufficiente a garantire l’autonomia energetica degli edifici”.
La spesa per la realizzazione degli impianti sarà interamente sostenuta dalla società “Patrimonio Bovezzo Srl”,
Elaborazione grafica degli impianti fotovoltaici sul bocciodromo
società partecipata al 100% dal Comune di Bovezzo e guidata dall’amministratore delegato Paolo Di Pasqua.
Un intervento che verrà realizzato in
tempi abbastanza brevi e che abbraccia gli edifici scolastici nell’ottica di un
educazione al risparmio energetico a
partire dai più giovani. “L’investimento
fatto è oneroso – dice il sindaco Antonio Bazzani –, ma abbiamo intrapreso
volentieri questa sfida, perché la tecnologia del fotovoltaico ci permette di
utilizzare energia rinnovabile nel tempo abbattendo contemporaneamente i
costi di gestione (un risparmio nell’ordine dei 150mila euro annui). I pannelli sono già arrivati dalla Germania, nel
corso di questo mese verranno posizionati e per la fine dell’anno 2010 contiamo di attivare la connessione”.
La Voce della Valtrompia
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Nave, il concorso letterario "Parlano i sensi"
Un bando per il bar
L'Assessorato alla Cultura del Comune di Nave tramite la Biblioteca comunale propone la 4ª edizione del concorso letterario “Parlano i sensi”, diviso in
due sezioni: la prima riservata ai racconti e intitolata “Il gusto dei sapori - Il
gusto della vita” prevede la categoria giovani (medie e superiori) e adulti;
la seconda, invece, è dedicata a tutti coloro che abbiano compiuti i 18 anni
d’età e vogliano cimentarsi nella poesia in dialetto bresciano. Termine ultimo per l’invio del materiale sabato 16 ottobre 2010. Info presso la biblioteca
di Nave (e-mail [email protected], tel. 030.2537486) o consultare il regolamento sul sito web www.comune.nave.bs.it.
C’è tempo fino al 30 settembre per
depositare in Comune la domanda
di partecipazione che consente di
gestire dal’1 gennaio 2010 il nuovo bar e piccolo ristorante del parco
“2 Aprile”. Info all’Ufficio segreteria (030.2111.215/236) dal lunedì al
venerdì ore 9.00/12.30 oppure sito
web www.comune.bovezzo.bs.it.
Concesio Sant’Andrea. Il nuovo parroco arriva il 3 ottobre nella comunità; lascia Muscoline e Castrezzone
Don Antonio Franceschini:
si parte dal contatto umano
di Luciano Zanardini
Don Antonio Franceschini è il nuovo parroco di Concesio Sant’Andrea.
Succede a don Piero Minelli, che ha
fatto ritorno in Mozambico. Don Antonio lascia alle spalle una bella esperienza vissuta a Muscoline (nove anni) e Castrezzone (cinque anni). Un
servizio ai “confini” della diocesi: non
bisogna dimenticare che le parrocchie limitrofe appartengono alla diocesi di Verona. Immersi nel paesaggio
delle colline moreniche, siamo in una
realtà semituristica, che ha sofferto e
soffre un po’ un complesso di inferiorità, ma – come sottolinea il parroco
– piangersi addosso è più facile che
lavorare”. In presenza di un campanilismo marcato, don Franceschini
ha cercato di unire due realtà divise:
“Nell’ottica delle unità pastorali, tutto
può sembrare così scontato, ma non
è così: serve pazienza e tempo per
raggiungere gli obiettivi prefissati”.
Ha ereditato un lungo parrocchiato:
il suo primo obiettivo, quindi, è stato
quello di superare una fase tradizio-
La Parrocchiale di Concesio Sant’Andrea e don Antonio Franceschini
nalista. “Abbiamo cercato – spiega
don Antonio – di coinvolgere sempre di più le famiglie” grazie anche
all’ausilio dei centri di ascolto e del
percorso di catechesi. La mission pastorale è proprio quella di aiutare la
comunità a essere matura e autonoma e non incentrata necessariamente
sulla figura del presbitero.
Don Franceschini, forte della sua
esperienza, farà il suo ingresso nella comunità valtrumplina domenica
3 ottobre alle 15.30. La parrocchia di
Sant’Andrea Apostolo venne istituita
nel 1961 e ufficialmente riconosciuta con apposito decreto nel 1962. Il
distaccarsi della rettoria di Sant’Andrea dalla parrocchia della Pieve si
rese necessario in conseguenza dello sviluppo edilizio degli anni del dopoguerra e dell’espandersi della popolazione. Nel 1988 si iniziava così la
costruzione della nuova chiesa che
veniva consacrata nel 1990 da mons.
Bruno Foresti, vescovo di Brescia. Il
lavoro sulle unità pastorali portato
avanti a Muscoline e Castrezzone sarà un buon biglietto da visita per incentivare la collaborazione delle parrocchie del Comune di Concesio.
Valle del Garza. Dal 30 settembre al 4 ottobre iniziative per festeggiare la ricorrenza del patrono
A Muratello di Nave l’oratorio è dedicato a San Francesco
Il 4 ottobre viene celebrata la
memoria liturgica di colui che fu
proclamato nel 1939 patrono principale d’Italia da Papa Pio XII: San
Francesco d’Assisi. Anche l’oratorio di Muratello non perde occasione per festeggiare la ricorrenza e
organizza così una festa patronale.
Ricordiamo infatti che l’edificio è
intitolato al santo, per celebrarne
la memoria.
Il 30 settembre alle 20 aprirà così le
danze uno spettacolo allestito dai
ragazzi del Cag (Centro di aggregazione giovanile), seguito alle 21
da momenti di esibizione musicale offerti dalla rinomata scuola di
ballo Spazio Danza. Venerdì 1 ottobre, a partire dalle 21 avrà luogo
una serata animata da Paolo Facci,
che farà ballare i presenti sulle note della scatenata musica anni Sessanta, Settanta e Ottanta.
Il giorno seguente sarà la volta del
pescarese Alex Morselli, che farà
danzare gli appassionati del ballo
liscio a partire dalle 21.
Per i più golosi immancabile l’appuntamento, domenica 3 ottobre
alle 12, con lo spiedo d’asporto, seguito alle 17 dalla corsa delle botti.
Per chiudere in bellezza la serata,
ancora canti e balli con il liscio di
Emanuela e Bicchio, sempre alle
L’affresco dedicato a San Francesco
21. La serata di chiusura inizierà
alle 20.30 sulle note del ballo liscio
di Gino de Gonzales, proseguirà sino alle 22.30 con l’estrazione della lotteria e culminerà alle 23 con
uno spettacolare lancio delle lanterne volanti.
Per tutta la durata della festa sarà
presente in loco uno stand gastronomico pronto a sfornare trippa,
stinco arrosto, polenta taragna, pizzoccheri e tanto altro, nonché, per
i più piccini, uno scivolo gonfiabile
e bouldering. E ancora, per il divertimento di tutti, sarà presente uno
spazio per la pesca, per il superbingo e uno stand dei fiori. (b.f.)
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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21
Economia
Iniziative
I giovani di AIB
Spettacoli per celebrare il cinquantennale di fondazione
La cultura del lavoro
va in scena in fabbrica
Coinvolte Aso Forge, Greiner, Medtronic e Space Work
Francesco Uberto, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di AIB
La cultura del lavoro va in scena
in “Fabbrica – Il cantiere delle Arti”. Si chiama così l’originale progetto voluto dal Gruppo Giovani
Imprenditori dell’Associazione Industriale Bresciana, per celebrare
il cinquantennale di fondazione.
Tra il 18 settembre e il 4 ottobre,
quattro aziende bresciane - Aso
Forge, Greiner, Medtronic Invatec
CardioVascular, Space Work - diventeranno lo straordinario palcoscenico per performance artistiche di vario genere, tutte però
legate da un unico filo conduttore,
la cultura del lavoro, tratto caratteristico del territorio bresciano.
“Una cultura del lavoro – commenta il presidente del Gruppo Giovani di Aib Francesco Uberto – che
a Brescia ha generato ricchezza,
benessere e posti di lavoro e che
continuerà a farlo. Congiuntamente con il Consiglio direttivo del
Gruppo Giovani, abbiamo prima
immaginato, e quindi lavorato con
passione e intensità, alla preparazione di questa serie di appuntamenti in cui proporremo un’innovativa rassegna di arti performative che verrà ospitata appunto nei
luoghi deputati alla produzione.
Pensiamo che questo sia un evento
di comunicazione d’impresa che a
Brescia non è mai stato proposto.
L’idea – auspica Uberto – è che
questa edizione possa essere un
numero “zero” di una lunga serie,
se, come crediamo, l’apprezzamento del pubblico sarà elevato. L’impegno è stato ciclopico, e siamo
soddisfatti del risultato unico che
abbiamo realizzato con il Festival,
che verrà completato, lunedì 4 ot-
tobre, da un convegno in AIB dal
titolo “Fabbrica. Passaporto per
il Lavoro”.
Una proposta, quella degli imprenditori under 40, accolta con “vivo
interesse” da AIB, come conferma
il direttore Piero Costa: “Anche in
un periodo di crisi e di difficoltà
come quello che stiamo vivendo,
il territorio bresciano resta un testimone importantissimo di cultura del lavoro. Questa iniziativa,
La storia e la realtà di AIB
L'Associazione Industriale Bresciana,
nata il 14 aprile 1897, con il suo secolo
di storia, è la più antica associazione
industriale d’Italia.
Era il 20 novembre 1892 quando fu
presentata la prima proposta di uno
Statuto per la costituzione di un Circolo Commerciale che si facesse “interprete dei vitali interessi del commercio e dell’industria bresciani”. Il
29 gennaio del 1893 fu poi approvato
il primo Statuto sociale e nel 1897 fu
modificato per ribadire l’impegno del
Circolo a favorire “l'incremento e la
tutela del commercio e dell'industria
bresciana”. I soci, protagonisti del decollo industriale della provincia, sono
distinti in effettivi (293), aggregati e
viaggiatori (111) e frequentatori (15)
per un totale di 419. Nel 1907 cambia
ragione sociale e diventa Associazione Commerciale Industriale Bresciana
e dopo aver affrontato il periodo fa-
La sede di Aib
scista e la seconda guerra mondiale,
si impegna con coraggio a guidare la
difficile riconversione industriale del
dopoguerra. Nel 1978 l’AIB lascia la
vecchia sede di via della Posta per trasferirsi nella nuova area direzionale
di Brescia Due. Nei primi anni Novanta emergono temi nuovi, come quello
della sicurezza ambientale, al quale
l’AIB risponde creando Eco 90. Sono
anche gli anni della riorganizzazione
interna dell’Associazione per adeguare la struttura alla nuova domanda di
servizi delle imprese.
Oggi AIB associa circa 1300 imprese
con circa 70mila dipendenti e, accanto
ai compiti di rappresentanza nei confronti delle parti politiche e sociali,
l’Aib svolge funzioni di assistenza alle
imprese attraverso una vasta gamma
di servizi mirati a rendere agevole la
gestione e a costruire una vera e propria cultura imprenditoriale.
attraverso il linguaggio dell’arte,
mira a far comprendere ciò che il
mondo produttivo rappresenta per
questo territorio”.
Carla Bino, ideatrice dell’iniziativa insieme con Piergiorgio Vittorini, spiega: “Il festival, per la prima
volta, cerca di coniugare la produzione economica con la produzione artistica. L’idea alla base del
progetto è quella di far diventare
la fabbrica un luogo drammaturgico, parte integrante e attiva della
performance”.
Il ciclo di spettacoli si aprirà il
18 settembre (replica il 19) negli
stabilimenti di Aso Forge a Castegnato con il concerto “Canto
del Fuoco”. Protagonisti Michel
Moglia con il suo organo di fuoco (uno spettacolare strumento
suonato col fuoco), il sassofonista Javier Girotto e il videomaker
Enrico Ranzanici. Il 22 e il 23 settembre nella sede di Space Work a
Brescia andrà in scena “L’uomo al
centro” di Gabriele Picco, con Enrico Ranzanici, Alessandro Mor e
Carlo Dall’Asta. Il 25 e 26 settembre alla Greiner di Villa Carcina,
sarà la volta di “Ergon – Opera
sintetica per suono, luce, umanità” ideato da Stefano Mazzanti ed
“Equilibri Avanzati”, mentre il 26,
27 e 28 settembre nello stabilimento di Medtronic Invatec CardioVascular a Roncadelle andrà in scena
C.U.O.R.E. della compagnia teatrale “I Sacchi di Sabbia”. I biglietti
(interi: 20 euro, ridotti per under
25 e over 65: 15 euro) sono in vendita nelle singole aziende. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Infofestival: 030.3759792.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Speciale caccia. Le riflessioni d el presidente dell’Associazione cacciatori lombardi Eugenio Casella
Regione Lombardia: no deroga
Sconcerto, delusione e rabbia
ma soprattutto determinazione nel
trovare al più presto una soluzione
condivisa sulle cacce in deroga.
Questi sono gli intendimenti emersi
dalla base dei cacciatori dell’Associazione Cacciatori Lombardi, che
si sono riuniti in assemblea straordinaria, a seguito della mancata
approvazione in regione della legge
sul prelievo in deroga.
La caccia alle specie in deroga è
per la nostra provincia come il Palio per la città di Siena”, dichiara il
presidente Eugenio Casella. “Senza
alcun dubbio un tipo di caccia molto sentito, non solo da chi pratica
la caccia da appostamento, ma anche da chi pratica la forma di caccia vagante.
Una vera e propria passione, esercitata da persone perbene, in gran
parte operai, agricoltori e pensionati, che rinunciano a tante cose
comprese le vacanze estive, che
non chiedono mai nulla se non di
poter cacciare alcune specie di
selvaggina migratoria minuta, per
altro tutte specie dichiaratamente
in aumento, quindi senza nessun
pericolo neanche remoto di estinzione”. Una doccia gelata quindi
quella che ha colpito i cacciatori
martedì 14 settembre”. Acl non accetta di subire passivamente quanto è accaduto in regione e non può
accettare scusanti quali sentenze o
richiami della comunità europea, o
multe a seguito di infrazioni. Non
ci spieghiamo perché la regione
Lombardia si preoccupi solo delle
infrazioni che riguardano la caccia
(per altro non ancora acclarate),
mentre faccia passare in secondo
piano infrazioni vere riguardanti la
sanità i trasporti o i problemi che
riguardano le cave o i rifiuti, con il
silenzio imbarazzante del mondo
animal-ambientalista.
Eugenio Casella
Una decisione, quella del consiglio
regionale, che qualora non venisse
rivista in tempi brevissimi, segnerà
un’inevitabile rottura da parte della maggioranza con l’intero mondo venatorio, visto che molti consiglieri regionali hanno chiesto e
ottenuto consensi elettorali solo
pochi mesi fa.
Acl non promuove richieste improponibili, chiede solo scelte di
buonsenso e supportate da dati
scientifici reali e non artefatti per
commuovere l’opinione pubblica.
Il prelievo di pochissimi esemplari di avifauna, oltre a non comportare nessun danno ambientale darebbe la possibilità a tanta brava
gente di poter esercitare la propria
passione in maniera, quantomeno
accettabile nel rispetto delle tradizioni radicate nel nostro territorio;
purtroppo in Italia la brava gente
e il buonsenso non hanno nessun
diritto. Ho assistito alla discussione in aula della legge sulle specie
in deroga, e quando il consigliere
dell’Italia dei Valori relazionava la
malaugurata pregiudiziale, ha più
volte dichiarato che non si possono ignorare le regole, e ad esempio
dichiarava testualmente: “se in autostrada esiste un limite di 130 Kmh
non si può viaggiare a 180” e su
questo posso concordare, perché
il limite imposto può essere ragionevole. Ma vorrei chiedere all’illuminato consigliere, cosa ne penserebbe se il limite di un’autostrada
a quattro corsie e poco trafficata
senza nessun motivo supportato
scientificamente fosse di 30 Km/h?
Accetterebbe lo stesso questo limite? Dopo aver subito svariati controlli e magari qualche procedimento penale, cosa farebbe? Andrebbe
a piedi o lotterebbe per cambiare
il limite? Di una cosa sono sicuro,
i cacciatori di Acl non andrebbero
mai a piedi.
Infatti anche quest’anno saremo
supercontrollati, oltre alle guardie provinciali ai forestali locali,
alle guardie volontarie alle guardie
ecologiche alle guardie zoofile alle
guardie delle associazioni venatorie, alle guardie delle associazioni
ambientaliste, arriveranno come
sempre, nonostante la crisi e le
promesse, i noti corpi speciali da
Roma, e tutti insieme con la scusa
di combattere il bracconaggio non
faranno altro che da deterrente
all’attività venatoria.
Tutto questo per poi dichiarare sui
siti di appartenenza che i bresciani sono dei barbari e vanno a caccia senza nessun tipo di controllo.
Dove sono i politici che dovrebbero difendere le nostre tradizioni e
la nostre identità? Non serve fare
grandi convegni per capire il motivo della disaffezione che i cittadini
normali hanno verso la politica, basta aprire gli occhi e voler vedere,
non governare con i sondaggi e non
essere succubi dei pregiudizi.
Oltre a fare gli auguri a tutti i cacciatori per l’apertura di domenica,
uniche note positive in questo frangente sono l’impegno preso in commissione per alcune modifiche alla
Legge regionale 26, quali la “questione della permanenza associativa agli ambiti”, i due giorni integrativi per la caccia alla migratoria
nei mesi di ottobre e novembre e
qualche chiarimento per la caccia
con terreno coperto.
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
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Cultura
Comunità Montana,"Fai il pieno di cultura"
In coincidenza delle Giornate europee del patrimonio istituite nel 1988, la
Comunità montana e Sibca (Sistema dei beni culturali e ambientali) aderiscono all’iniziativa messa in opera il 24, 25 e 26 settembre dalla Regione Lombardia in tutte le sue province. Si tratta di “Fai il pieno di cultura”,
giunta alla 3ª edizione e ricca di iniziative in tutte le biblioteche della Valle: la pièce teatrale “Annabela Wharton” al teatro di Lumezzane, l’attività
“I tesori sotto i piedi” a Pezzaze e Bovegno, la conferenza sullo scultore
Aligi Sassu al Maglio di Ome, la presentazione dell’Archivio Bevilacqua a
Villa Glisenti e tanto altro. Info su http://cultura.valletrompia.it. .
Lettura. Il progetto “InBiblioteca” cerca di portare i libri a chi è svantaggiato fisicamente e linguisticamente
La riscoperta della biblioteca
come tesoro di storie narrate
“Il fulcro dell’iniziativa
– dice Mila Pagani,
responsabile
del Sistema bibliotecario
di Valtrompia –
è il prestito a domicilio
di libri, audiolibri
e anche dvd”
di Rosa Casari
Sugli scaffali delle biblioteche valtrumpline i libri riposano in attesa di
chi dia loro vita nella penombra di
un angolo, di chi li prenda a prestito
per leggerli prima di coricarsi, di chi
li ascolti nel cammino delle parole
dette ad alta voce. Questi i propositi
del progetto “In-biblioteca” che, partito la scorsa primavera per concludersi nel maggio 2011 è stato realizzato
da Sibca (Sistema dei beni culturali
e ambientali) e Comunità montana
di Valle Trompia grazie a un bando
congiunto di Fondazione Cariplo e
L'esterno della biblioteca di Gardone Val Trompia
Fondazione Vodafone Italia (finanziamento di 80mila euro su un totale
di 142mila).
“La biblioteca fuori di sé” è il titolo
dell’iniziativa portata avanti da Concesio, Marcheno, Sarezzo e Villa Carcina per rendere fruibile la biblioteca
e i suoi servizi anche a quelle persone che sono impossibilitate ad accedervi, come anziani, invalidi, donne
in gravidanza, malati, bambini in età
prescolare. “Il fulcro dell’iniziativa –
spiega Mila Pagani, responsabile del
Sistema bibliotecario di Valle Trompia – è il prestito a domicilio di libri,
audiolibri e dvd realizzato da alcuni
volontari. Nelle quattro biblioteche
abbiamo realizzato letture teatralizzate e sono tutt’ora in corso o in fase di
avvio dei laboratori di lettura espressiva curati dall’associazione culturale
Treatro, oltre ad alcuni incontri intergenerazionali volti al recupero della
memoria storica, il cui lavoro verrà
esposto nelle aperture straordinarie
future. L’attività di prestito a domicilio vera e propria comincerà, invece,
con il mese di ottobre”.
La seconda iniziativa “Un ponte di libri” coinvolge le biblioteche di Gardone e Lumezzane e la cooperativa Il
Mosaico ed è in fase di conclusione.
“Nei laboratori interculturali rivolti ai
giovani – continua Mila Pagani – sono
state realizzate interviste a migranti
italiani e stranieri, raccolte e scambiate testimonianze e a ottobre i ragazzi
che hanno partecipato ai laboratori e
le donne che hanno svolto i corsi di
alfabetizzazione o quelle interessate a
collaborare con la biblioteca, potranno fare un breve corso di formazione
sulla biblioteca mentre da novembre
le biblioteche coinvolte con la collaborazione delle persone che avranno
frequentato il corso attiveranno un
servizio di ‘mediazione alla biblioteca’ con allestimenti dedicati (scaffali, bibliografie, spazi,realizzazione di
una guida multilingue)”.
Dunque, due delle tre iniziative di
“InBiblioteca” (la terza, “Piccola
grande biblioteca” riguarda eventi e
aperture straordinarie di biblioteche
nei paesi montani) sono ormai a pieno regime.
Concesio. Il servizio realizzato in collaborazione con i Centri anziani entrerà in funzione a partire da ottobre
Il prestito si fa a domicilio con “La biblioteca fuori di sé”
Se i lettori non vanno alla biblioteca sarà la biblioteca ad andare dai lettori. Questo il senso del prestito a domicilio che nel solco de “La biblioteca
fuori di sé” cominceranno a mettere in
atto a ottobre le biblioteche di Marcheno, Sarezzo, Villa Carcina e Concesio
per chi fatica a raggiungere gli spazi bibliotecari. Proprio la realtà concesiana
è riuscita a coinvolgere attivamente i
tre Centri anziani presenti sul territorio che fanno riferimento al Comune
(Costorio, Campagnola, S. Vigilio) più
il Centro Caritas affiliato alla parrocchia della Pieve. “Un giorno alla settimana – illustra l’assessore alla Cultura
Enrica Rizzini – una decina di volontari dei tre centri e due giovani universitarie si incaricheranno di fare il giro
presso gli anziani, cercando di avvicinarli al mondo della biblioteca”.
Le persone svantaggiate fisicamente
e la popolazione anziana sopra i settant’anni hanno bisogno di proposte
arricchenti, e i Centri anziani con il
presidente Angelo Contessi hanno recepito con grande entusiasmo l’iniziativa. “I tre centri – sottolinea l’assessore ai Servizi Sociali Domenica Troncatti – hanno accettato di buon grado
questo esperimento e, oltre al servizio
a domicilio, la biblioteca ha predispo-
La biblioteca comunale di Concesio
sto anche un percorso cinematografico pensato per gli anziani: un film al
mese sino a gennaio 2011, preceduto
da un’introduzione dell’assessore alla
Cultura Enrica Rizzini e di don Dino
Osio, esperto di cinematografia”.
Iniziative collaterali al prestito a domicilio, ma sempre rientranti in quell’avvicinamento della biblioteca ai cittadini. “Con il prestito a domicilio – dice il
bibliotecario Marco Ardesi – ci muoviamo su coordinamento dei Centri anziani, su richieste personali o con un
ventaglio di proposte da parte. L’iniziativa è un volano per risvegliare e rendere saldo l’aspetto della socialità”.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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25
Sarezzo. Dal 16 al 31 ottobre la rassegna di pittori e scultori “Omaggio al poeta della brescianità”
Canossi e le forme del dialetto
Sesto appuntamento
di una rassegna
che è stata inaugurata
l’aprile scorso a Bovegno.
Apertura nel segno
del teatro con una lettura
teatrale dell’associazione
“Sare Arte”
di Andrea Alesci
Mentre l’Unità d’Italia andava compiendosi, in Valtrompia nasceva Angelo Maria Canossi, poeta che nella corrusca lingua dialettale incise i tratti
della gente bresciana, le storie di chi
se ne andava lontano, i luoghi di chi
rimaneva, le leggende di una volta e
quelle commedie quotidiane che rivivono per sempre nella sua “Melodia”.
Tante poesie che prenderanno corpo
in forma di dipinti e sculture nella mostra itinerante “Omaggio al poeta della
brescianità” dal 16 al 31 ottobre a Sarezzo. “Siamo molto contenti di poter
ospitare questa mostra dedicata allo
scrittore triumplino – dice l’assessore
alla Cultura del comune saretino, Valentina Pedrali –, che con le sue parole è riuscito a dare dignità letteraria al
criptico dialetto bresciano, portando
spesso sul palco tutta la durezza di una
vita bresciana quasi dimenticata”. Sa-
“Èl presepio dè Giacumì” di Tiziana Cherubini e “Èl grisantemo” di Pieraldo Tellaroli
Una rassegna itinerante
La mostra “Omaggio al poeta della brescianità” patrocinata da Provincia di Brescia, Comunità montana di Valle Trompia, Comuni di Bovegno, Gardone, Verolavecchia e “Fondazione Angelo Canossi
- Centro culturale professor Aldo Cibaldi”
di Bovegno, è promossa e coordinata da
Anna Bietti e Maurizio Rottini dell’associazione culturale “Accademia del Gàmber” di Gambara. Una mostra itinerante
che fa il giro di diversi comuni bresciani:
dopo Bovegno, Verolavecchia e Gardone
Val Trompia, Leno, Gambara, toccherà ai
territori di Ghedi (25 settembre - 3 ottobre), Sarezzo (16-31 ottobre) e Manerbio
(4-18 dicembre) fare da cornice all'evento. “L’idea – illustra Anna Bietti – è nata
l’anno scorso a Gambara durante la festa d’agosto dedicata alla Madonna della Neve, per la quale ormai da tre anni organizziamo come associazione culturale
una mostra nel parco del castello. Di qui
lo spunto per un’esibizione che girasse la
provincia, facendo perno sul comune senso di appartenenza a una terra trasmesso dalla forza viva di quel dialetto con cui
il Canossi dava voce alla brescianità”. Un
‘esibizione lunga otto mesi in ricordo di
un poeta che nel 1867 nacque nel piccolo
paese di Bovegno, morendovi ottantuno
anni più tardi fra i ciclamini di quella Cà
de le bàchere dove “gh’è l’aria dè montagna / e i fiu e j-usilì, / e ‘l cör quand chè ‘l
scaragna / èl vé sö ché a guarì”.
bato 16 ottobre alle 18 presso la rinnovata sede di Palazzo Avogadro (Piazza
Caduti a Zanano) l’inaugurazione ufficiale sarà aperta da una lettura teatrale a cura dell’associazione “SareArte”, prima di poter ammirare le trenta
opere realizzate da altrettanti artisti
bresciani (pittori e scultori) e pronte
a rendere omaggio al poeta della brescianità Angelo Maria Canossi.
Sesto appuntamento di una rassegna
che è stata inaugurata l’aprile scorso
a Bovegno, nel paese natale del poeta, l’esibizione annovera anche quattro
pittori triumplini: i gardonesi William
Fantini (La gloria) e Tiziano Calcari
(La pöa) e i saretini William G. Vezzoli (Turna al tò paesèl) e Luana Resinelli (Esperienza e speranza). “Scopo
dell’iniziativa – dice Anna Bietti, presidente dell’Accademia del Gàmber e
organizzatrice dell’evento – è rendere
omaggio all’opera di Canossi e al contempo dare risalto al dialetto bresciano, lingua troppo spesso considerata
‘minore’ quando invece può essere
una preziosa risorsa per travasare
la memoria del passato alle giovani
generazioni. Angelo Maria Canossi –
continua Anna Bietti – è l’esponente
più illustre nel campo della poesia
bresciana dialettale, i suoi scritti sono
rimasti come modelli per le regole di
scrittura e la rassegna è un’occasione
unica per approfondire la conoscenza
del dialetto, come materia e sostrato di
un vissuto storico”. Per informazioni
sulla mostra visitare il sito web www.
comune.sarezzo.brescia.it.
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
www.lavocedelpopolo.it
Trofeo Aido. Domenica 26 settembre la 13ª edizione della gara di regolarità lunga 190 chilometri
La sfida delle vetture storiche
tra Valtrompia, pianura e lago
La gara delle auto
toccherà Gardone,
Polaveno, Lumezzane
e Sarezzo
ma attraverserà
anche la Franciacorta,
per arrivare
sul Garda e Valsabbia
di Lia Micale
Sfileranno gli industriosi centri
triumplini di Gardone, Polaveno,
Lumezzane e Sarezzo le vetture
che il prossimo 26 settembre gareggeranno nella 13ª edizione del
“Trofeo Aido”. Una disfida di regolarità lungo 190 chilometri di asfalto, attraversando nella mattinata di
domenica le ubertose colline che
cingono la Franciacorta, correndo
nella pianura sino all’altezza di Palazzolo e poi risalendo verso Monticelli Brusati. Un momento di gara al quale farà seguito la seconda
manche pomeridiana: dal paesaggio
fatto di verdi vitigni agli argini del
Mella attraverso Castelmella, Azzano, Urago, poi il passaggio nella
cittadina di Montichiari, la risalita
a fianco del Benaco con Soiano e
Roè Volciano fin verso la Valsabbia
e l’arrivo nella piazza Cesare Battisti di Sarezzo.
Inserito nel programma del “Settembre inzinese”, il trofeo è una
gara di regolarità per auto storiche
costruite fino al 1961, pronte a sfidarsi in 25 prove cronometrate, con
Un’immagine dell'edizione 2009
Orari ed eventi
Sabato 25 settembre dalle ore 15 alle
ore 18 si terranno le verifiche tecniche e sportive presso l’oratorio S. Giovanni Bosco di Gardone Val Trompia
(solo su prenotazione e solo per equipaggi con licenza Csai, Commissione
sportiva automobilistica italiana). Domenica 26 settembre verifiche sportive e tecniche sempre all’oratorio gardonese e alle 10.15 la partenza della
prima vettura. Alle 12.30 sosta pran-
zo presso il ristorante “Lo sparviere”
ospiti della famiglia Gussalli Beretta
a Monticelli Brusati, sede d’arrivo del
primo settore. Alle ore 14 partenza
prima vettura per il percorso pomeridiano e alle ore 18 l’arrivo previsto
a Sarezzo. Alle ore 19.15 pranzo con
spiedo presso il Teatro tenda allestito
nel campo dell’oratorio di Inzino e a
seguire classifiche e premiazioni per
gli equipaggi più meritevoli.
tre controlli orari e quattro controlli
timbro. “Da quest’anno – dice il presidente Aido Luigi Bernardelli – il
Comitato organizzatore ha deciso di
proporre ogni volta un ‘tema competitivo’ diverso per la gara: la corrente edizione è stata riservata alle
vetture ‘Tipo Sport’. Una gara che
reca nel nome (‘Trofeo Aido Monica Giovanelli e Gran Premio Annalisa Gnutti’) il ricordo di due giovani
vite e con l’Aido si fa carico di salvarne altre, radicando nella gente
la cultura della solidarietà legata
alla donazione di organi a scopo di
trapianto terapeutico”.
Aperte per tutta l’estate, le iscrizioni si sono chiuse venerdì 17 settembre senza comportare alcun costo
per gli equipaggi. Comunque, date
le finalità benefiche della manifestazione, è data facoltà agli equipaggi,
al momento delle verifiche, di elargire una somma a discrezione per
le iniziative del Trofeo Aido.
Realizzata con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di
Brescia,Comunità montana di Valle Trompia, Comuni di Gardone Val
Trompia, Sarezzo, Palazzolo, Lumezzane e Rotary Club Valtrompia,
la gara ha effettuato anche quest’anno una sorta di gemellaggio con il
“Gran Premio Nuvolari” disputato dal 17 al 19 settembre scorso a
Mantova. Dunque, gli equipaggi che
prenderanno parte a entrambe le
manifestazioni concorreranno per
la classifica finale del “Gran Premio
Annalisa Gnutti”, grazie alla somma
dei punteggi assegnati ai primi dieci di ciascuna gara (rispettivamente
25, 20, 15, 12, 10, 6, 4, 3, 2, 1).
Informazioni sui siti web www.trofeoaido.org e www.gpnuvolari.it.
Trofeo Aido. Un evento e due iniziative di solidarietà con gli Ospedali di Brescia e Gardone Val Trompia
Una corsa tra passione sportiva e ideali dell’altruismo
La competizione agonistica nasce nel 1997 da un’idea del Gruppo
Aido di Gardone Val Trompia e intitolato a “Monica Giovanelli”, morta
in un incidente nel gennaio del 1995
e poi donatrice di organi. Cresciuta
per promuovere e diffondere gli ideali della donazione degli organi, grazie al prezioso contributo della Scuderia Brescia Corse, la gara è diventata una manifestazione che diverte
i partecipanti e stupisce coloro che
hanno avuto la fortuna di assistervi.
La corsa è diventata sempre più ricca,
lunga e impegnativa e gli sponsor sem-
pre più interessati a essere presenti in
una manifestazione che consente di
realizzare progetti di carattere sociale.
“Grazie al Trofeo Aido e alla generosità
della gente – dice Cesare Giovanelli, vice presidente dell’Associazione Solidarietà Sport Cultura ‘Monica Giovanelli’
– abbiamo potuto avviare due iniziative oltremodo importanti: ossia una
borsa di studio di 10mila euro che permetta a un medico di essere presente
tutta la settimana presso il reparto di
Emodialisi diretto dal prof. Cancarini
all’ospedale di Gardone Val Trompia;
in secondo luogo, in collaborazione
La partenza 2009 a Bovegno
con gli Spedali Civili di Brescia, finanziamo iniziative che favoriscano la
donazione del cordone ombelicale da
parte delle puerpere all’atto del parto,
al fine di ottenere, dal sangue cordonale estratto, il materiale contenente cellule staminali emopoietiche”. Un trofeo che rappresenta una delle iniziative più lodevoli della sezione Aido di
Gardone Val Trompia per raccogliere
fondi e sensibilizzare la gente, unendo
la passione sportiva per auto storiche
agli ideali dell’altruismo e alla possibilità offerta dalla donazione degli organi: far rinascere una vita.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Sale della Comunità. Ultimo capitolo per la saga targata Dremworks, per la regia di Mike Mitchell
VOCESAS
Le fatiche dell’orco Shrek
contro il perfido Tremotino
Nove anni,
un Oscar
e 3 milioni di dollari
sono solo alcuni
dei numeri del successo
delle storie ambientate
nel paese di Molto,
molto lontano
di Mauro Toninelli
È difficile credere che le vicende di un branco di personaggi disegnati al computer, che portano al
cinema frotte di bambini e ragazzi,
possano svelare la grandezza della
propria vita, soprattutto di coppia,
senza rimpiangere il proprio passato, fatto di libertà e di non responsabilità. Eppure è così.
Con tutta la verve, recuperata rispetto al precedente capitolo, e la
rivisitazione dei personaggi classici delle fiabe che ha contraddistinto questa “saga”. Torna al cinema
Shrek con il quarto capitolo della
sua storia targata Dreamworks e
con la regia di Mike Mitchell.
Nel mezzo di una crisi dovuta alla
sua vita di padre e marito, tra pappe e pannolini, Shrek incontra il
malefico Tremotino che gli offre la
possibilità di rivivere per un giorno la vita da orco che ora si trova
a rimpiangere.
Contratto magico che cela un inganno. Shrek si ritrova in una realtà parallela in cui Tremotino (in
originale Rumpelstiltskin, così si
Fiona in versione guerriera
spiega la R delle sue insegne) è il
re del regno di Molto Molto Lontano, lui non esiste, i suoi amici non
lo conoscono; Ciuchino lavora per
le streghe, il Gatto (doppiato anche
nella versione italiana da Antonio
Banderas) non indossa più gli stivali ed è vistosamente sovrappeso;
Fiona aspetta ancora il vero amore, non nella torre, ma alla testa
del movimento rivoluzionario orchesco. Tutto ciò che aveva è andato perduto.
“Shrek e vissero felici e contenti”
è la degna conclusione di un percorso che in nove anni ha saputo
vincere un Oscar, guadagnare 3 mi-
Programmazione
Su queste pagine le programmazione delle Sale della Comunità della
Valtrompia. La programmazione
potrebbe subire talvolta delle variazioni. Informazioni aggiornate e notizie sul sito www.lavocedelpopolo.
it oppure www.vocesas.it. Poco alla
volta tutte riapriranno i battenti.
NAVE - SAN COSTANZO:
The Blind Side: giovedì 7 ottobre
ore 20.30; Shrek e vissero felici e
contenti: domenica 10 ottobre ore
14.30, 17.00, 20.30.
liardi di dollari e mutare completamente il modo di guardare alle favole classiche.
Fuochi d’artificio per quest’ultimo
capitolo che riprende tutte le caratteristiche del primo, rigiocando ulteriormente anche con personaggi
ormai assodati nel corso degli anni,
come succede per la stessa Fiona,
che in “Shrek e vissero felici e contenti” nei panni di una guerriera risulta essere convincente, credibile
e affascinante (per quanto un orco
femmina possa esserlo) tanto quanto lo era nei capitoli precedenti. Eccezionale, come sempre, il Gatto
anche in questa versione large.
Festival del cinema di Venezia. La giuria guidata da Tarantino premia con il Leone d’oro il film “Somewhere”
La vita inceppata: padre e figlia nel film di Sofia Coppola
I primi quattro minuti del film di
Sofia Coppola “Somewhere”, Leone
d’oro a Venezia, riprendono, con la camera fissa e i soli rumori d’ambiente,
una Ferrari che gira in tondo su una
strada sterrata sperduta chissà dove.
L’ultima immagine, invece, di quest’interessante pellicola, che ricalca il bellissimo “Lost in Translation”, vede la
stessa Ferrari fermarsi e il guidatore,
il protagonista del film, scendere e
proseguire a piedi il suo tragitto con
il sorriso sulle labbra. Ecco, l’inizio e
la fine di “Somewhere” racchiudono
perfettamente tutto il senso dell’ope-
ra di questa giovane figlia d’arte, ormai
completamente matura nella sua poetica cinematografica. E il senso del
film è quello di raccontare la storia di
un loop esistenziale, un girare su se
stesso del protagonista, un giovane
attore hollywoodiano che vive in hotel, tra feste e divertimenti, completamente spaesato, fino al momento in
cui qualcosa interrompe questa spirale
autodistruttiva. Più che qualcosa, qualcuno, cioè Cleo, la figlia dodicenne. Sofia Coppola è la regista che meglio ha
saputo raccontare, negli ultimi anni,
il disagio delle giovani generazioni, il
Sofia Coppola sul set di “Somewhere”
sentirsi completamente fuori posto, fino ad ora soprattutto di giovani donne
(Scarlett Johansson di “Lost in Translation”, Maria Antonietta dell’omonimo film, le giovani sorelle de “Il giardino delle vergini suicide”), in un mondo
troppo desocializzato e dominato da
false comunicazioni, la solitudine di
persone che non si conoscono e non si
riconoscono nei modelli imposti dalla
società esterna. La regista ha uno stile
inconfondibile che si basa sul silenzio,
il non detto, il creare atmosfere visive
e sonore dominate dalla lentezza e dal
realismo. (p.d.t.)
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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L'offerta delle scuole superiori in Valle
Servizio civile
Per i ragazzi che decidono di proseguire gli studi superiori in Valtrompia esistono varie realtà. A Lumezzane l’Istituto “F. Moretti” (rbs.provincia.brescia.
it/iismoretti/) con liceo scientifico, istituto tecnico (economico e tecnologico),
istituto professionale. A Gardone c’è l’Istituto “C. Beretta” (www.iiscberetta.
it) con Liceo (scientifico, linguistico, tecnologico, scienze umane), Itis (meccanica, elettronica, informatica, chimica e biotecnologie) e Ipsia (meccanica,
manutenzione e assistenza tecnica). Infine, l’Istituto “Primo Levi” di Sarezzo
(www.primolevi-bs.it), che offre corsi di geometri, ragioneria, periti aziendali, professionale commerciale e sociale, liceo artistico.
Sono diverse le opportunità per chi
volesse svolgere un anno di servizio
civile volontario presso qualche ente
locale: comuni di Sarezzo, Villa Carcina, Bovezzo, Lumezzane, Gardone
Val Trompia, Lodrino e il settore cultura della Comunità montana di Valle
Trompia. Scadenza dei bandi il 4 ottobre. Info sui rispettivi siti web.
Provincia. Presente e futuro della scuola bresciana; parla l’Assessore alla pubblica istruzione Aristide Peli
Grande attesa per l’anno zero
delle superiori con la riforma
l’assessorato affidato all’assessorato
di Aristide Peli, deve prendersi cura.
“In tema di offerta formativa – afferma
Peli – di concerto con la Regione abbiamo deciso di mantenere tutti gli indirizzi stabiliti lo scorso mese di marzo, anche se più di uno non ha riscontrato particolare gradimento presso
gli studenti. L’anno scolastico servirà
anche per far conoscere l’offerta formativa superiore soprattutto in campo
tecnico”. Per l’assessore Peli Brescia,
realtà a forte vocazione produttiva, deve riscoprire la formazione tecnica. Si
tratta di una preoccupazione che nel
Bresciano avvertono da più parti. Da
anni le realtà imprenditoriali chiedono un maggior raccordo con il mondo
della scuola che, a sua volta, va invocando la possibilità di far compiere ai
propri studenti esperienze formative
in azienda. Nelle intenzioni dell’assessore Peli c’è il desiderio di giungere a
una sintesi delle richieste: “La scuola
moderna deve formare i suoi studenti all’elasticità, deve fornire loro, oltre
alle conoscenze, anche la capacità di
misurarsi con un mondo del lavoro
che da anni non è più caratterizzato
dal posto fisso per tutta la vita”. Anche su questo fronte la Provincia sta
lavorando alacremente.
a cura di VoceMedia Pubblicità
Alle attese di studenti, insegnanti e
famiglie si aggingono quest’anno anche quelle della Provincia.
“Quello che si è aperto il 13 settembre – afferma Aristide Peli, assessore
provinciale all’Istruzione – è anche per
noi un anno zero perché si vede l’avvio
della riforma della scuola secondaria
voluta dal ministro Gelmini”. La Provincia, infatti, ha avuto una parte attiva nella riorganizzazione sostanziale e
formale delle superiori ridisegnate dal
Ministro bresciano. Legittimo, quindi,
che il titolare delle deleghe in materia
di istruzione di Palazzo Broletto guardi
con un minimo di apprensione a questo nuovo “start up”. Gran parte degli
sforzi dell’amministrazione provinciale sono stati assorbiti dagli interventi
di manutenzione e di messa a norma
degli edifici scolastici. La Provincia è
infatti proprietaria delle strutture che
ospitano gli istituti superiori. Dalla
Valle Camonica alla Bassa e da est a
ovest, passando ovviamente per la città, sono qualcosa come cinquanta gli
edifici di cui Palazzo Broletto, tramite
L'assessore all'Istruzione Aristide Peli
Scuola. I nuovi percorsi di studio attivati all’Istituto “Carlo Beretta” nelle parole del preside Luciano Tonidandel
La riforma scolastica e i nuovi corsi degli istituti gardonesi
La riforma scolastica muove
nell’ottica delle semplificazione degli
indirizzi e di un più saldo rapporto col
mondo del lavoro. In Valtrompia l’Istituto d’istruzione superiore “Carlo Beretta” fa da paradigma ai cambiamenti applicati, contando su liceo, istituto
tecnico e istituto professionale.
“Nel nostro istituto – dice il preside
Luciano Tonidandel – seguiamo il metodo galileiano: sperimentare ed elaborare. La riforma punta all’uso degli
strumenti e noi abbiamo la responsabilità nel fornire ai ragazzi più competenze che mirino all’applicazione del
sapere. Il docente deve mettere ordine
nelle conoscenze, creare dei collegamenti, far scoprire ai ragazzi quali sono
le proposte di applicazione di queste
conoscenze, sviluppando i diversi talenti e schiudendo loro un nuovo panorama”. Un adeguamento del modo
di insegnare che si adatta anche alla
modifica degli indirizzi di studio. “Al
liceo scientifico “F. Moretti” – prosegue Tonidandel – abbiamo deciso di
inserire il liceo linguistico, che partirà con l’insegnamento di spagnolo, inglese e tedesco; il tradizionale avrà più
ore di matematica e fisica e ci sarà il
corso di Scienze applicate, l’alter ego
del vecchio liceo tecnologico che c’era
Il liceo “F. Moretti” di Gardone
all’Itis. Per quanto riguarda il liceo di
scienze umane abbiamo aumentato il
numero di materie a carattere economico. Per l’Itis confermiamo i corsi di
meccanica, elettronica e informatica,
ma la grossa novità è rappresentata
dalle biotecnologie a indirizzo sanitario per dare competenze che consentano di affrontare corsi universitari di
farmacia, chimica e tecnico di laboratorio. L’Ipsia verrà gestita dalla Regione come tutti gli istituti professionali:
gli studi saranno di cinque anni, però,
abbiamo introdotto anche l’operatore meccanico triennale; continua con
successo il corso Tima per armaioli”.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
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Salute. Nella ricostruzione mammaria la scelta è fra chirurgia conservativa o intervento di mastectomia
Curare il cancro alla mammella
di Claudio Codignola
Specialista in chirurgia
Il cancro della mammella può essere trattato con tecniche chirurgiche: chirurgia conservativa (2/3 dei
casi) e mastectomia (1/3). La scelta
dell’intervento più demolitivo (mastectomia) deriva dalla paura della
recidiva, mentre chi opta per la chirurgia conservativa pensa all’aspetto
cosmetico finale. Attualmente, però,
anche per le pazienti sottoposte a
intervento di mastectomia esistono
opzioni di ricostruzione mammaria
che garantiscono un risultato estetico valido.
Scopo della ricostruzione è ristabilire un adeguato volume mammario e
mantenere una buona qualità di vita,
senza alterare la prognosi o la possibilità di diagnosticare recidive in sede di ricostruzione; infatti, la maggiore conseguenza della mastectomia è
l’effetto psicosociale della menomazione fisica ed estetica, che può comportare ansietà, depressione, effetti
negativi sull’immagine corporea e
nella vita sessuale della paziente. La
ricostruzione della mammella ristabilisce l’immagine corporea, migliora la vitalità, la femminilità, la sessualità delle pazienti, concorrendo
a migliorare il senso di benessere e
la qualità di vita.
La decisione di scegliere o rifiutare
la ricostruzione mammaria va dalla
paziente dopo aver valutato e considerato le possibili opzioni. È stato
dimostrato che la soddisfazione della
paziente per la decisione presa è più
elevata quando è stata adeguatamente informata e quando il suo livello di
coinvolgimento nella scelta è in linea
con aspettative e desideri.
La ricostruzione mammaria consiste di due fasi: ristabilimento del volume mammario e ricostruzione del
complesso areola-capezzolo. La ricostruzione del volume mammario
avviene mediante l’uso di impianti,
cioè tessuto della paziente. La scelta
della tecnica è dettata da numerosi
fattori: la forma e la grandezza della
mammella nativa, la localizzazione
e il tipo di cancro, la disponibilità di
tessuti intorno alla mammella e in altre sedi l’età della paziente, i fattori
di rischio medici della paziente e il
tipo di terapia cui la paziente dovrà
essere sottoposta dopo l’intervento.
La ricostruzione del complesso areola-capezzolo è solitamente realizzata
una volta completate sia la ricostruzione del volume mammario sia la
terapia adiuvante. Nelle pazienti sottoposte a ricostruzione monolaterale
è possibile, in questa fase, intervenire chirurgicamente sulla mammella
controlaterale per migliorare la simmetria delle mammelle (riduzione,
aumento o lifting mammario). La
ricostruzione della mammella può
essere fatta in concomitanza con
l’intervento di mastectomia, oppure
in due tempi. La ricostruzione immediata con impianto è appropriata
per quelle rare pazienti che hanno
un seno piccolo, non ptosico e una
porzione adeguata di cute e muscolo
in buono stato, in modo da permettere il posizionamento dell’impianto. Lo svantaggio maggiore è che il
risultato cosmetico solitamente non
è mai buono come quello nelle ricostruzioni in due tempi e in molti casi
si rende necessaria l’esecuzione di
una procedura chirurgica di revisione a distanza. Per le ricostruzioni in
due tempi si posiziona un espansore
tissutale in posizione sottomuscolare
(solitamente sotto il muscolo grande
pettorale) al termine della mastectomia. Nel successivo periodo postoperatorio si procede a una serie di
riempimenti sino al completamento dell’espansione (di solito dopo 68 settimane); in tal modo si ottiene
un rilassamento e un modellamento
della porzione muscolare del torace,
pronto per l’inserimento dell’impian-
to definitivo mediante successivo intervento chirurgico. Il volume mammario può essere ripristinato anche
con i tessuti della paziente (addome,
dorso, gluteo, anche). In tutti i casi, si
traspone un lembo di tessuto al torace per ricostruire volumetricamente
la mammella.
In seguito al grande interesse destato dalle ricerche sulle cellule staminali si è reso disponibile un ulteriore
metodo ricostruttivo che utilizza tessuto autogeno. In particolare, sono
state scoperte cellule staminali del
tessuto adiposo, nelle zone corporee
dove questo è più presente. Queste
cellule sarebbero in grado, una volta “trasposte” in altre parti del corpo, di generare tessuto adiposo, che
nel caso della mammella permette
di raggiungere un volume mammario adeguato.
32
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
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Gardone. Parla il professor Cancarini, direttore dell’Unità operativa di nefrologia del presidio di Brescia
Controlli e dialisi anche in Valle
Grazie a una donazione
dell’Aido della cittadina
valtrumplina da ottobre
sarà disponibile
un medico tutti i giorni;
questo si aggiunge
all’ingrandimento
del centro dialisi
finanziato dalla Regione
che porterà la capienza
a 64 pazienti
di Mauro Toninelli
Anche a Brescia e in Valtrompia ci
sono malati che necessitano di dialisi e cure specifiche di nefrologia. Una
storia che parte da lontano.
Nel 1970 il professor Maiorca da Parma è arrivato a Brescia e ha fondato al
Civile la divisione di nefrologia e dialisi. Nonostante la presenza in città la
richiesta era molta e in crescita e in più
“c’era anche la necessità di dare una
risposta territoriale ai pazienti” dice il
professor Giovanni Cancarini, direttore dell’Unità operativa di nefrologia
degli Spedali Civili di Brescia.
È così che nascono spontaneamete
Darfo e Esine o sotto lo stimolo del
professor Maiorca i centri di Desenzano (da qui è nato anche Gavardo),
Il Centro di assistenza dell'Ospedale di Gardone
Leno (poi Leno-Manerbio) e Chiari;
a Brescia nasce il Ronchettino per i
bambini, poi trasferito, e ora è la nefrologia del presidio di Montichiari.
“Ognuno dei reparti ha poi aperto delle succursali – dice il direttore – chiamati Centri assistenza limitata; c’è
l’infermiera e non è necessaria la presenza del medico il quale però va regolarmente a visitare i pazienti. Noi abbiamo aperto Gardone per rispondere
all’esigenza dei malati della Valle”.
I pazienti dializzati sono circa 900 per
ogni milione di abitanti “A Brescia c’è
un ingresso annuale di circa 150 pazienti nuovi. Il lavoro che dobbiamo
fare – sottolinea ancora il professor
Cancarini – è aiutare chi ha bisogno
ma, soprattutto, lavorare sulla prevenzione. Un anno fa è partito un progetto
promosso dalla Regione che si chiama
‘Rete nefrologica lombarda’, che mi
hanno incaricato di dirigere. Faccia-
mo incontri per condividere risultati
con i medici di medicina generale per
scoprire il più precocemente possibile i sintomi, trattarli e evitare la dialisi. Questa terapia garantisce una soppravvivenza lunga ma con una qualità
di vita non brillantissima.”. Comprensibile la sottolineatura del medico se
si pensa che la dialisi va fatta tre volte
alla settimana. Per pazienti anziani la
dialisi è l’unica soluzione, invece per i
giovani esiste la possibilità di trapianti che “facciamo a Brescia dal 1979 e
fino ad ora più di 1.300 con ottimi risultati. La parte chirurgica è stata eseguita prima dall’equipe del professor
Lo Iacono e poi negli ultimi vent’anni
dall’equipe del professor Stefano Maria Giulini. I trapianti necessitano di
un ottimo lavoro da parte nostra e anche di altri laboratori, microbiologia,
radiologia, anatomia patologica: è un
lavoro di equipe ospedaliera e non di
un solo reparto”, chiosa Cancarini. A
Gardone esiste un centro nato, all’inizio, grazie alla donazione di macchinari da parte del Lions Valtrompia. Input
che ha permesso la realizzazione di un
centro che raccoglie 40 pazienti “ma è
saturo – dice il dottor Cancarini –. La
Regione Lombardia ha stanziato soldi
per potenziare l’ospedale di Gardone,
tra cui un progetto per aumentare la
capienza a 16 posti letto”. Ogni letto
tratta 4 pazienti nelle ore della giornata, arrivando così a una disponibilità di
64 pazienti trattabili. “Appena arrivano i soldi, si parte attivando anche un
ambulatorio di nefrologia. Ora il medico va a Gardone ma non tutti i giorni. Noi facciamo almeno un controllo
settimanale a paziente. Il centro dialisi
è senza medico, in teoria, ma facciamo
in modo che ci sia 6 mezze giornate”.
Efficienza e passione per rispondere
ai bisogni di un territorio. A questo
progetto approvato dalla Regione si
affianca la donazione dell’Aido di Gardone Valtrompia che ha chiesto di potenziare l’assistenza. “Da metà ottobre
un pomeriggio alla settimana ci sarà
un medico a fare visite nefrologiche
per i pazienti valtrumplini. I medici
che salgono a Gardone sono gli stessi di Brescia, che arrivano al presidio
valtrumplino fuori dal loro orario lavorativo. Se la cosa funzionasse dovrebbe essere formalizzata. Tutto questo in
attesa che venga allargato il centro. In
quel caso il medico sarà sempre lì” dice il professor Cancarini. Unione tra
istituzione ospedaliera, volontà e generosità della gente valtrumplina.
CENTRALINO 03089331
Via Giovanni, XXIII Gardone Val Trompia (BS)
ORARIO VISITA PARENTI
nei giorni feriali ore 13.00 - 14.00 e 18.45 - 20.00
nei giorni festivi ore 10.00 - 11.00, 14.30 - 16.00 e 18.45 - 20.00
ORARI VISITA PARENTI NEI REPARTI DI OSTETRICIA
nei giorni feriali ore 13.15 - 14.15 e 19.00 - 20.00
nei giorni festivi ore 10.00 - 11.00, 14.30 - 15.30 e 19.00 - 20.00
PRENOTAZIONI ATTIVITA’ AMBULATORIALE
- telefoniche 0308933500 da lunedi a venerdi ore 8,30 – 12,30 e 13,00 - 15,00
- allo sportello da lunedi a giovedi ore 7,30 – 17,00 e venerdi ore 7,30 – 16,00
- numero verde regionale 800.638.638 dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato
Per disdire numero verde 800.620.760 (24 ore su 24)
SERVIZIO PRELIEVI
I prelievi ematici vengono effettuati senza prenotazione dal Lunedì al Sabato dalle ore 7.00 alle ore 10.00 (escluso i festivi)
RICHIESTA CARTELLE CLINICHE
Ufficio Accettazione – 2° piano – ingresso Ospedale
dal lunedì al venerdi dalle ore 7,30 alle ore 16,00 tel. 030.8933.344
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
E-mail:
valtrompiavocemedia.it
33
Salute. Le badanti, le infermiere e le baby sitter sono delle figure professionali sempre più preziose
Personale diplomato e qualificato
per la cura di malati e di anziani
L’associazione Mano nella
Mano si occupa anche
dell’assistenza legale,
contatta le famiglie e
stipula i contratti. Fra le
novità, il Pronto Soccorso
per servizi piccoli ma utili
di Maria Teresa Marchioni
Elena Toma è nata in Romania.
Arriva a Ghedi una decina di anni fa,
in visita ai genitori, che per motivi di
lavoro si erano trasferiti in Italia e
decide di fermarsi qua. In Romania
Elena frequentava l’università di Bucarest per diventare giornalista. “Qui
mi sono iscritta all’Università cattolica – racconta – al corso di Scienze
linguistiche per la comunicazione e
l’impresa. Nel 2007 mi sono laureata. Conosco quattro lingue: romeno,
inglese, spagnolo e italiano. Attualmente lavoro al tribunale di Brescia
come traduttrice. Di solito vengo
chiamata quando ci sono imputati
stranieri o interrogatori che devono
essere sostenuti in lingua straniera”.
Elena, però, fa dell’altro: a Ghedi, infatti, ha creato la fondazione di Mano
nella Mano, che si occupa di recluta-
Una badante al lavoro
Un impegno a 360°
Il fenomeno delle badanti è molto
diffuso. La famiglia tipo che richiede
questo servizio di assistenza lo fa per
la persona anziana o anche per la persona invalida. La badante lavora tutti i
giorni della settimana, e, a volte, anche
di notte. Difficilmente le donne italiane facevano questo tipo di scelta. Oggi il fenomeno della badante sta interessando anche molte donne italiane.
L’assicura la fondatrice dell’associazione Mano nella Mano, Elena Toma, originaria della Romania. “Questa asso-
ciazione – riferisce la signora Toma – è
stata creata appositamente per accompagnare il cammino delle persone che
cercano lavoro e delle famiglie che hanno dei bisogni. Noi assistiamo gli uni e
gli altri offrendo servizio di assistenza.
Persone, italiane o straniere, senza alcuna differenza”. Elena Toma si occupa
anche dell’assistenza legale, contatta le
famiglie e stipula i contratti. Mano nella Mano si trova a Ghedi in via Garibaldi
18, telefono 339.-7138683. Informazioni anche a [email protected].
associazione
re badanti, infermiere, collaboratrici
domestiche e baby sitter. Il tutto in
piena regola. Se straniere, infatti, le
aspiranti lavoratrici devono avere le
carte a posto, a cominciare dal permesso di soggiorno. Chi le assume,
infatti, lo deve fare seguendo tutte le
regole: assicurare, versare contributi
e previdenza. “Queste sono le condizioni di chi vuole rivolgersi a noi – garantisce Elena Toma –. Noi facciamo
i colloqui per verificare se le persone
hanno le competenze, poi seguiamo
la parte burocratica, facciamo le buste paga e via dicendo. Offriamo un
servizio completo”. “Ho deciso di fondare questa associazione – continua
Elena Toma – perché conosco bene
la realtà delle donne che cercano un
impiego come badanti. È un settore
del quale le nostre agenzie del lavoro
non si occupano. Conoscendo sia le
lingue straniere che la realtà, mi sono
attivata per fondare questo sodalizio,
che non ha scopo di lucro e persegue
la finalità di promozione sociale”. Attualmente l’associazione ha cinque
soci e ha all’attivo circa 200 contatti: 200 figure professionali pronte ad
essere inserite nel mondo del lavoro.
“Mi occupo personalmente di selezionare le persone – precisa la signora
Toma –. Chi è interessato a un lavoro
sostiene un colloquio; alla fine della
chiacchierata decido se è idoneo al
tipo di lavoro”.
L’associazione
Mano nella Mano
offre un serio e professionale
servizio di assistenza
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
E-mail:
valtrompiavocemedia.it
35
Per il Lume 3 punti di penalità
Sport
Dopo un inizio di campionato scoppiettante in Lega Pro, il giudice sportivo ha
deciso, in seguito al ricorso fatto dall’Alessandria, di non omologare il risultato
della sfida del 5 settembre vinta dai valgobbini per 1-0 contro i grigi piemontesi.
L’Alessandria ha quindi ottenuto la vittoria a tavolino per 0-3 a causa di un errore della dirigenza rossoblù: nonostante l’attaccante lumezzanese Ferrari avesse
avvisato la propria dirigenza di dover scontare un turno di squalifica, dovuto a
un’ammonizione ricevuta con la maglia del Montichiari nell’ultima finale scudetto di Serie D, la società ha deciso di farlo scendere in campo. Il caso non è ancora
chiuso; la Procura Federale ha aperto un’ inchiesta che potrebbe portare altri
due punti di penalizzazione e una squalifica per il bomber Ferrari
Lumezzane. L’intervista al ventunenne esterno destro della squadra valgobbina e di origini lumezzanesi
Andrea Lo Iacono: quando nelle
vene scorre il sangue rossoblù
Da piccolo il pallone
era il suo migliore amico
e ora è il suo strumento
di lavoro. Dopo un anno
di esperienza a Melfi
è tornato a giocare
nella squadra di casa
e del cuore
di Alessio Andreoli
Da piccolo il pallone era il suo migliore amico, ora è diventato il suo attrezzo da lavoro. Con i piedi fa magie
e a soli 21 anni fa infiammare i tifosi
del Lumezzane con le sue cavalcate
sulla fascia destra. Stiamo parlando
di Andrea Lo Iacono, l’unico lumezzanese che veste la maglia rossoblù.
Nonostante la giovane età Lo Iacono
è un giocatore d’esperienza con grandi aspettative, come ha potuto dimostrare sul campo nella scorsa stagione,
disputata in Seconda Divisione con la
casacca del Melfi.
Nato e cresciuto a Lumezzane sei
il simbolo di questa squadra. È una
dura responsabilità rappresentare
Andrea Lo Iacono mentre sfoglia “La Voce della Valtrompia”
i colori della tua città?
Da lumezzanese sono veramente orgoglioso di vestire la maglia rossoblù. Il fatto di giocare nella squadra
della mia città è per me una grande
responsabilità che mi dona forza e stimoli per continuare a crescere e dare
il meglio di me.
Ogni volta che entri in campo i tifosi ti osannano.
Sono molto felice e li ringrazio dell’appoggio che mi danno. Li conosco da
molto tempo e posso dire che sono
tutti dei bravi ragazzi! Con loro ho un
ottimo rapporto!
La scorsa stagione l’hai trascorsa giocando nel Melfi a più di 800
chilometri da Lumezzane. È stato
difficile partire?
Andare a Melfi è stata una scelta di
vita che mi ha ripagato sia sul piano
dell’esperienza come uomo sia sul
campo. Lasciare Lumezzane è stata
una decisione veramente ardua, che
A Concesio campionesse di palladolcevolo
Sono in pochi ad essere al corrente che
in Valtrompia ci sono le campionesse
mondiali di Palladolcevolo. Sono un
gruppo di signore, quasi tutte nonne
e in età da pensione, che da parecchi
anni si dilettano a Palladolcevolo. Giocano con una palla leggera anche per
salvaguardare dita, occhiali e dentiere;
la rete è più bassa; si può lasciar fare
un rimbalzo; non c’è panchina ma tutte giocano, facendo i turni; non c’è un
arbitro e in casi dubbi si rigioca il punto; sono rarissimi gli infortuni. Il gioco
è così amichevole che al termine non
ci si ricorda neppure chi ha vinto. E
anche se un po’ stanche, dopo un’ora
e mezza di palestra, appena giunte a
casa cercano di celare la fugace forma
cucinando. L’attività, oltre che piacevole, ritempra anche il corpo e lo spirito.
In questi anni il livello del loro gioco
è cresciuto tanto che le campionesse
olimpiche della Nico (Nazionale italiana calciatori olimpici) hanno espresso il
desiderio di incontrarle. Per ora la cosa
non si è ancora concretizzata. E per dimostrare che il loro è uno “Sport con
tutti i crismi” l’istruttore ha organizzato un incontro con gli alunni della
scuola media comunale. Per dimostrare che chiunque può giocare a questa
pallavolo addolcita si è lanciata la sfida
sia alla giunta comunale di Concesio
che di Villa Carcina. (g.b.)
La squadra di palladolcevolo
ho dovuto prendere in soli due giorni. Inizialmente ho parlato con i miei
genitori che, smaltito lo stupore e la
sorpresa per la proposta, mi hanno
sempre sostenuto.
A Melfi hai disputato una grande
stagione: 34 presenze e 5 gol.
È stata una bellissima annata. Ringrazio il mister che mi ha dato tanta fiducia e sono stato contento di ripagarlo
sul campo.
Adesso sei di nuovo a casa
Lumezzane è la mia casa e sono contentissimo di essere qua con la mia
famiglia e di giocare in una grande
società. Il rientro in squadra è stato
molto gradevole, grazie al fatto che il
mister, Davide Nicola, è stato un mio
ex compagno di squadra e questo mi
ha aiutato molto.
Il Lumezzane riparte dopo una
grandissima stagione: il trionfo
nella Coppa Italia di categoria e
un ottimo piazzamento in campionato. Hai qualche proposito
per i tifosi?
Noi partiamo con l’obiettivo di raggiungere una salvezza tranquilla. Siamo un gruppo giovane con molta voglia di fare e il clima che respiro nello
spogliatoio mi dà la consapevolezza
che il bellissimo gruppo che abbiamo
creato ci potrà portare grandi soddisfazioni.
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
E-mail:
valtrompiavocemedia.it
Climbing. Cinque i siti in Valtrompia dove salire in sicurezza sulle pareti di falesia
Arrampicata su roccia
per esplorare se stessi
La falesia per l'arrampicata in Val d'Inzino
di Andrea Alesci
Mentre la stagione del caldo scivola verso il pendio dell’autunno, gli
arrampicatori salgono ancora le pareti di roccia che, nell’ombra o riscaldate dal sole, rimangono discoste nei
luoghi silenti dei nostri paesi. “In Valtrompia – dice Claudio Nassini, istruttore, guida alpina e responsabile della palestra di Inzino – esistono molte
vie per chi vuole avvicinarsi a questa
pratica sportiva. A cominciare proprio
da Gardone, risalendo la val d’Inzino,
dove troviamo un’ampia falesia con
oltre cinquanta itinerari e, pur non
prendendo sole il mattino, è ricca di
diedri, placche, fessure e qualche corto strapiombo. E sempre nel comune
di Gardone, andando verso i piani di
Caregno s’incontra nel tranquillo pa-
esaggio alpestre una serie di placche,
raggiungibili calandosi dalle soste attrezzate in cima alla parete; oppure in
cima alla Valtrompia, sulla Cima Caldoline, proprio a fianco della Capanna Tita Secchi, ecco presentarsi una
splendida falesia in quota, suddivisa
in quattro settori e con una roccia a
tratti dolomitica”.
Vie che stanno in un vero e proprio
ambiente montano o appena fuori i
centri abitati, così come capita per
altri due luoghi prediletti dagli arrampicatori. “Anche a Lumezzane – spiega Roberto Parolari, guida alpina e
istruttore alla palestra Vertical One di
Cogozzo – sul limitare tra Valtrompia e
Valsabbia si può abbandonare la strada e salire lungo una strada cementata
per circa un chilometro sino a un cancello verde che chiude la strada: qui,
sulla parete del Monte Ladino esposta
a sud-ovest, il Cai di Villa Carcina ha
esclusiv
a
attrezzato una piccola e piacevole falesia con calcare a tacche e buchi quasi
sempre di ottima qualità. Inoltre – continua Roberto Parolari – anche nella
valle del Garza, appena fuori dall’abitato di Nave c’è una bella falesia, fiancheggiata da un ruscello e circondata
da molta vegetazione. Chiodata negli
anni Novanta e risistemata interamente nel 2005, è a un quarto d’ora di cammino dalla strada statale 237 del Caffaro in direzione Idro, sul sentiero 436
che va verso il monte Conche”.
Rocce che ci preesistono e sulle quali poter intraprendere (insieme a un
istruttore) l’arrampicata o anche soltanto luoghi dove osservare le salite
dei climber esperti nella tranquillità
dell’ambiente montano. Per informazioni su corsi indoor ci sono le palestre di Inzino (Claudio Nassini, cell.
328.2619886) e Cogozzo (Sandro Lombardi, cell. 339.8191172).
100 %
BRESCIA
a cura di Mario Ricci
A PARTIRE DAL 23 AGOSTO
radiovoce.it
Tutti i giorni,
dal lunedì al venerdì
dalle 14 alle 15
37
Rugby Lumezzane:
si riparte dalla B
È sul territorio da 46 anni: era il 1964
quando il Rugby Lumezzane ha preso vita e da allora ad oggi la politica è
rimasta sempre la stessa. Quella di lavorare prevalentemente con i giovani
promuovendo la disciplina del “terzo
tempo” nelle scuole della zona. Questo il biglietto da visita del club, la cui
prima squadra ripartirà dalla serie B il
3 ottobre al Rossaghe contro l’Asd Milano. Inseriti nel girone 1, i valtrumplini hanno cambiato coach: è Daniele
De Martis coadiuvato da Ivan Zanchigiani. Ma non è l’unica novità rispetto alla passata stagione. La squadra è
stata rifondata a causa di partenze e
atleti a fine carriera. “Abbiamo cambiato dieci giocatori – spiega il direttore sportivo Marco Ghidini – cinque dei
quali provenienti dal settore giovanile
e ne andiamo orgogliosi. È un gruppo
prevalentemente classe ’85-’90 e siamo andati a pescare nel bacino della
Valtrompia”. Oltre alla prima squadra
che affronterà per l’ottava stagione la
serie B, ne è stata costituita una di C
al campo Redaelli di Gardone. “È una
sorta di Under21 – aggiunge Ghidini –
con giocatori tornati dai vari prestiti in
società bresciane e qualche elemento
d’esperienza”. Ma il fiore all’occhiello
del Rugby Lumezzane rimane la promozione sul territorio. “Stiamo lavorando con le scuole di Valtrompia, Valsabbia e Valgobbia – conclude Marco
Ghidini – in più abbiamo una società
dedicata al settore giovanile. Si chiama Rugby Junior e racchiude bambini
dal settore Propaganda all’Under18”.
In bocca al lupo, dunque, al Lumezzane che dà appuntamento a tifosi e appassionati per la presentazione ufficiale sabato 25 presso il Centro Commerciale Arcadia. (ma.ric.)
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La Voce della Valtrompia
settembre 2010
Sito:
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COMUNI
BOVEZZO: Edicola di Bussacchini Paola, via Sabbioncelli – Bovezzo - Edicola n° 115 di Rossi, via Donizetti – Bovezzo - Edicola di Cancarini Tiziano, via Le Brede 18 – Bovezzo
COLLIO: Formaggi Trevalli di Zanini Silvio & C. Snc, via Maniva 110/a, San Colombano - L’Erbavoglio di Benecchi Lucia, via Castiglioni 95, Collio
BOVEGNO: Edicola n° 177 di Fontana Giuseppina, via Roma 21, Bovegno
LODRINO: Edicola Bettinsoli Rosetta di Bettinsoli Rosetta, via Roma 6, Lodrino
MARCHENO: Cartoleria Facchini Floriana di Facchini Floriana, via Provinciale 3, Brozzo - Tabaccheria Edicola Ricevitoria di Dusina Giampietro, via Zanardelli 3, Marcheno - Cartoleria Gerardini di Gerardini, via Zanardelli 203, Marcheno
GARDONE VAL TROMPIA: Emporio Stefano di Reboldi Stefano, via Matteotti 18, Inzino - Edicola
“Guido” di Franzini Cesare & C. Snc, via Matteotti, Gardone Val Trompia - Cartoleria Camplani di
Camplani Bruno, piazza Garibaldi 43, Gardone Val Trompia
POLAVENO: “Lindus” di Buffoli Loretta, via Palini 39, San Giovanni di Polaveno - Edicola Belleri
Erminia di Belleri Erminia via Tonetti 4, Gombio
SAREZZO: Edicola di Zubani Adriano Matteo, via Petrarca 3, Ponte Zanano - Edicola di Consoli Michela, via Dante 17, Zanano - Cartoleria Mazza Lucia di Mazza Lucia, piazza Borgo Bailo 12, Sarezzo
- Libreria Il Mosaico di Pedrini Daniele, via Zanardelli 50, Sarezzo - Il Chiosco R.S. di Portesi Ornella, piazzale Europa, Crocevia - Tabacchi Alimentari Beccalossi M. Rosa via Antonini 203, Termine
LUMEZZANE: Tabaccheria Bar Edicola “Mezzaluna” di Cavagna Fausto, via Brescia 12/c, Valle Edicola Gnutti D. di Gnutti D., via Monsuello, San Sebastiano - Edicola Cartoleria di Facchini Sara,
via Trieste 3, Sant’Apollonio - Edicola piazza Portegaia, Sant’Apollonio - Edicola via De Gasperi
NAVE: Edicola di Mombelli Daniela, via Brescia 162 – Nave - Edicola di Nember Savino, via Brescia
12 – Nave - Edicola di Porta Catia, via San Marco – Nave
VILLA CARCINA: Cartoleria di Fusi Cristina, via Tolotti 1, Cogozzo - Privativa Edicola di Rossi Paolo, via Bagozzi 101, Villa Carcina - Edicola Tabaccheria di Maiolini Fabio, Via Marconi 4, Pregno
- Edicola Tabacchi Bettinsoli Lucia di Bettinsoli Lucia, via Garibaldi 156, Carcina - Edicola, via Veneto, Cailina
CONCESIO: Edicola statale, Stocchetta - Edicola Mora Lucia di Mora Lucia, via Europa 306, Costorio - Edicola di Biloni & C. Snc, via Rodolfo da Concesio 67, Concesio - Edicola di Lana Patrizia, via
Roncaglie 19/bis, Concesio - Edicola di Pasotti Luciano, via Rizzardi 12, San Vigilio
BOVEGNO Piazza Zanardelli, 1 - 25061 Bovegno Tel. 030 9259641 - Sito: www.valletrompia.it
BOVEZZO
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2111211 - Sito: www.comune.bovezzo.bs.it
BRIONE
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CAINO
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- Sito: www.comune.caino.bs.it
COLLIO Piazza Zanardelli, 24 – 25060 Collio - Tel.
030 927213 - Sito: www.valletrompia.it
COMUNITA’ MONTANA
Via Matteotti, 327 - 25063 Gardone Val Trompia Tel. 030 833741 - Sito: www.cm.valletrompia.it
CONCESIO
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8966018 - Sito: www.valletrompia.it
MARMENTINO
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NAVE
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POLAVENO
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8940955 - Sito: www.comune.polaveno.bs.it
SAREZZO
Piazza Battisti, 4 - 25068 Sarezzo - Tel. 030 8936211
- Sito: www.comune.sarezzo.bs.it
TAVERNOLE SUL MELLA
Piazza Martiri, 1 - 25060 Tavernole sul Mella - Tel.
030 920108 - Sito: www.valletrompia.it
VILLA CARCINA
L'Erbavoglio di Lana Patrizia in via Roncaglie a Concesio
ANNO II
NUMERO 9 - Settembre 2010
Edizioni Opera Diocesana San Francesco di Sales
Registrazione del Tribunale n. 22/2009 del 21 marzo 2009
Direttore responsabile: Adriano Bianchi
Sede e redazione: Via Callegari, 6 Brescia
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INFORMAGIOVANI
EMERGENZA
CONCESIO
118 (Emergenza sanitaria)
112 (Carabinieri)
113 (Polizia)
115 (Vigili del Fuoco)
117 (Guardia di Finanza)
1515 (Corpo Forestale)
Piazza Paolo VI, 1 - Tel. 030 2184141
LUMEZZANE
Via Umberto Gnutti, 2 - Tel. 030 8920519
NAVE
Via Brescia, 29 c/o biblioteca - Tel. 030 2532753
SAREZZO
Via Bailo, 47 c/o biblioteca - Tel. 030 8907539
VILLA CARCINA
Via Italia, 24 - Tel. 030 8988224
SOCCORSO ALPINO
Bovegno: Tel. 030 926775
La Voce della Valtrompia
settembre 2010
E-mail:
valtrompiavocemedia.it
39
ORARI delle SANTE MESSE (Prefestive e Festive)
BOVEGNO
S. Giorgio: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 10.30 - 16.00
(Graticelle) - 18.30
BOVEZZO
S. Apollonio: Prefestivo: 16.30 (chiesa vecchia) –
18.30 - Festivo: 8.00 (chiesa vecchia) – 9.30 – 11.00
– 18.30
BRIONE
S. Zenone: Prefestivo: 17.00 - Festivo: 10.30 –
17.00
CAINO
S. Zenone: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 – 10.00
– 18.00
COLLIO
Santi Nazaro e Celso: Prefestivo: 18.00 - Festivo:
9.30 (chiesa di Memmo) – 11.00 – 18.00
S. Colombano - S. Colombano Abate: Prefestivo: 17.00 - Festivo: 11.00 – 17.00 - Maniva: Festivo:
15.30 (giugno/settembre)
CONCESIO
S. Andrea - S. Andrea Apostolo: Prefestivo:
18.30 - Festivo: 8.00 – 10.30 – 13.00
Pieve - S. Antonino: Prefestivo: 18.30 - Festivo:
8.00 – 10.30 – 18.30
Costorio - S. Giulia: Prefestivo: 18.00 - Festivo:
8.00 – 10.00 – 11.00 – 18.00
S. Vigilio - Santi Vigilio e Gregorio Magno:
Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 18.00
Concesio - S. Giovanni Battista: Prefestivo:
no: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 – 9.30 – 11.00
– 19.00
Valle - S. Carlo Borromeo: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 8.00 – 10.30
Villaggio Gnutti - S. Giorgio: Prefestivo: 18.00
(Casa di Riposo) - Festivo: 11.00 – 18.00
Gazzolo - S. Antonio di Padova: Prefestivo:
18.00 - Festivo: 8.00 – 9.30 – 11.00 – 18.00
Fontana - S. Rocco: Prefestivo: 19.00 - Festivo:
8.00 – 10.30 – 19.00
Pieve - S. Giovanni Battista: Prefestivo: 18.30 Festivo: 7.30 – 10.00 – 11.00 – 18.30
S. Apollonio - S. Apollonio: Prefestivo: 19.00 Festivo: 7.00 – 8.30 – 10.00 – 11.15 – 19.00
MARCHENO
Santi Pietro e Paolo: Prefestivo: 18.30 (Santuario
della Madonnina) - Festivo: 8.30 – 10.30 – 18.30
Brozzo - S. Michele Arcangelo: Prefestivo:
18.30 - Festivo: 10.00 – 18.30
Cesovo - S. Giacomo: Prefestivo: 19.30
MARMENTINO
Santi Cosma e Damiano: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 11.15
Ville di Marmentino - Santi Faustino e Giovita: Prefestivo: 20.00 - Festivo: 10.00
NAVE
S. Maria Immacolata: Prefestivo: 18.30 - Festivo:
7.30 – 9.30 – 10.45 – 18.00
Muratello - S. Francesco d’Assisi: Prefestivo:
18.00 - Festivo: ore 8.00 – 10.30
8.30 – 18.30 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 17.30
GARDONE VAL TROMPIA
S. Marco: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 8.00 – 10.30
Cortine - S. Marco: Prefestivo: 19.00 - Festivo:
– 18.30
PEZZAZE
S. Apollonio: Prefestivo: 15.45 (Casa di Riposo) –
Inzino - S. Giorgio: Prefestivo: 17.30 (Santuario
Madonna del Castello) – 19.00 - Festivo: 8.30 – 10.30
– 19.00
Magno - S. Martino: Prefestivo: 18.30 - Festivo:
10.00 – 11.15 – 18.30
IRMA
SS. Trinità: Festivo: 8.30
LODRINO
S. Vigilio: Prefestivo: 17.00 (Invico) – 18.00 - Festivo: 8.30 (Invico) – 10.00 – 11.00 - 18.00
LUMEZZANE
S. Sebastiano - Santi Fabiano e Sebastia-
8.00 – 10.30
18.30 - Festivo: 8.00 – 11.00
Lavone - S. Maria Maddalena: Prefestivo: 18.00
- Festivo: 18.00
POLAVENO
S. Nicola Vescovo: Prefestivo: 19.00 - Festivo: 8.00
– 11.00
Gombio - S. Maria della Neve: Prefestivo: 18.00
- Festivo: 10.00 – 18.00 - S. Maria del Giogo: Festivo:
16.00 (maggio/settembre)
S. Giovanni Polaveno - S. Giovanni Battista:
Prefestivo: 17.00 - Festivo: 8.00 – 10.30
La parrocchiale di Marcheno
SAREZZO
Santi Faustino e Giovita: Prefestivo: 18.30 - Festivo: 7.30 – 10.00 – 18.30
Zanano - Regina della Pace: Prefestivo: 18.00
- Festivo: 8.30 (S. Bernardino di Noboli) – 10.30 –
18.30
Ponte Zanano - Cristo Re: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.00 (Maria Madre de Redentore) – 11.00 –
18.30
TAVERNOLE SUL MELLA
Chiesa Parrocchiale - Santi Filippo e Giacomo: Prefestivo: 18.00 - Festivo: 8.30 – 11.00 – 18.00
Cimmo - S. Calogero: Prefestivo: 20.00 - Festivo:
10.30 – 20.00
Pezzoro - S. Michele Arcangelo: Prefestivo:
17.00 - Festivo: 9.30
VILLA CARCINA
Santi Emiliano e Tirso: Prefestivo: 16.00 (Casa di
Riposo) – 18.00 - Festivo: 8.30 – 10.30 – 18.00
Cailina - S. Michele Arcangelo: Prefestivo: 18.00
- Festivo: 8.00 – 10.30 – 18.00
Carcina - S. Giacomo: Prefestivo: 17.00 (Pregno) 18.00 - Festivo: 9.30 - 11.00 - 18.00
Cogozzo - S. Antonio: Prefestivo: 18.00 - Festivo:
8.00 – 10.30 – 18.00
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