PERIODICO DELLA PARROCCHIA SALESIANA SANTA CROCE DI VERONA
essere
comunit à
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Pasqua 2011
anno XXX
n. 157
www.santacrocevr.it
PARROCCHIA S. CROCE - TEL. 045 526243 - VERONA - VIA GUIDO D’AREZZO – Direttore responsabile: Bartolomeo Videsott - Consiglio di Redazione: Renzo Tonin, tel. 045530485; R. Bellamoli,
E. Zuppini - Impaginazione grafica: R. Tonin, Z. Cisamolo, A. Santi - Pubblicità: Carlo Montresor, tel. 045 532190 - (Autorizzazione N. 480 in data 15/2/1980 del Presidente Tribunale di Verona)
fiorisce la Vita
I
l dolore è un’esperienza ricorrente nella nostra vicenda
umana. E’ di casa, nella nostra vita, la croce. Anche Gesù
l’ha sperimentata, aspra, amara, cruda. Dio ne ha fatto un segno evidente che è davvero vicino a noi. Capisce la nostra esperienza.
Il realismo delle piaghe, del dolore e della morte di Gesù sono per il Vangelo la prova più forte dell’Incarnazione. Cristo entra proprio nel nostro orizzonte quando beve il calice delle lacrime. Diventa veramente nostro fratello quando muore e il suo cadavere è fatto scivolare in una tomba. Ci è pienamente vicino
quando sperimenta il silenzio del Padre e vive nella più terribile
oscurità interiore, come efficacemente si esprime padre David
M.Turoldo in uno dei suoi Canti ultimi (1991):
“No, credere a Pasqua non è giusta fede:
troppo bello sei a Pasqua!
Fede vera è al venerdì santo quando Tu non c’eri lassù!
Quando non una eco risponde al suo alto grido
e a stento il Nulla dà forma alla tua assenza”.
Gesù crocifisso diventa, così, il simbolo di ogni dolore.
Ma, nonostante ciò, lo percepiamo, proprio questo immenso
dolore, vissuto da Gesù innocente, fa sbocciare, impercettibile
ma reale, il segno di liberazione e speranza per tutti gli uomini.
L’architetto della chiesa di S. Croce
Per interessamento del fratello don Michele,
nell’atrio principale della nostra chiesa è stata
collocata una targa che ricorda Saveria
Paglialunga (1930-2008) l’architetto della nostra chiesa.
Mese di Maggio
Nel mese di maggio è consuetudine recitare il rosario in vari posti della Parrocchia
che culmina con la celebrazione di una santa
messa durante il mese.
I gruppi delle famiglie che organizzano il
momento di preghiera sono pregati di notificarlo in Parrocchia, per un più efficace coordinamento di questo omaggio a Maria.
Inserto “EDUCATORI DI VITA”
Un ragazzo creativo
EDUCARE ALLA CREATIVITÀ
Con l’amore di Gesù, anche la morte celebra la vita!
La Pasqua non sboccia d’improvviso, insperata come un colpo di fortuna. Essa affonda le sue radici nella notte oscura del
Venerdì Santo, che le fa da grembo. Anche Gesù è inghiottito dal
buio del sepolcro, in quell’oscurità sconfinata.
Niente ha più senso. Sepoltura di Dio e del suo terribile mistero: non un barlume pur minimo di luce. Solo buio che alimenta la notte, ancora più nera.
Niente ha più senso. Solo è rimasta la frantumazione dei passi che vanno verso il nulla. L’orizzonte è vuoto. Il cuore espropriato da ogni promessa.
C’è, però, una donna che cammina “di buon mattino,
quando era ancor buio”, racconta il vangelo di Pasqua. Essa va,
nell’alba nascente, al giardino di Giuseppe d’Arimatea.
Non c’è logica nel suo andare: poteva essere un ulteriore “tradimento” sancire la ‘definitività’ della delusione e della sconfitta. Non c’è logica in quella donna: il sepolcro sigillato, la pietra
inamovibile, le guardie… Non a caso gli uomini (i discepoli), in
nome della razionalità e della prudenza, hanno preferito rimanere nel Cenacolo.
Ma nel momento in cui l’alba ruba spazio alla notte e la luce
ridà consistenza a cose e persone, Maria di Magdala ritorna per
segue a pag. 3
essere comunità
Carissimi,
osservando la chiesa parrocchiale mi sembra che ne nasca
un’immagine efficace per esprimere ciò che è la nostra comunità:
tenda piantata in un territorio per
rendere visibile la Chiesa, attraverso la testimonianza di persone
concrete, l’annuncio del Vangelo
tra la gente. Essa è casa, mano,
sguardo, parola di conforto, ascolto, cordiale accoglienza di Gesù
per le persone del luogo.
La tenda è un bene per l’uomo.
Cammina con il popolo. Si trasferisce
secondo le esigenze della famiglia per
tutto il tempo necessario. Tessuta da
mani esperte ha bisogno di una terra
che l’accolga. Di uno spazio per
estendersi. Riesce a rendersi agibile
su ogni terreno.
Lo spazio recuperato lo utilizza
non per sé, ma perché si trasformi in
abitazione per la famiglia e per chi ne
fa richiesta. Chiunque può entrare e
può uscire, per curiosità o per bisogno, per fermarsi qualche istante o
per passare la notte al riparo, conversare, mangiare, riposarsi.
Non ci sono recinti. Le serrature
non servono. Garantisce l’onestà della gente e il suo buon servizio.
Riparati dentro non si è impediti di
udire il passo degli abitanti o la voce
dei vicini. Si sente la pioggia picchiettare, il sibilo del vento e il calore
del sole. Non è accogliente per la roba che c’è dentro, che è indispensabile. La sua migliore accoglienza è data
dal calore umano di chi la frequenta.
Anche il passante occasionale si
trova presto a casa sua.
2
INFORMANDO
La cosa più bella è che Dio ce
l’ha donata per mezzo del suo
Figlio. “E il Verbo si fece carne. E
piantò la sua tenda in mezzo a noi. E
allora noi vedemmo la sua gloria”.
La nostra parrocchia è la tenda che
Gesù ha piantato nel borgo Santa
Croce. La nostra tenda-chiesa ha come sostegno principale la raffigurazione dell’esaltazione della santa
Croce.
Un’immagine che descrive la storia del venire di Dio tra di noi, il suo
amore infinito che passa attraverso il
sacrificio.
E la croce fa fiorire risurrezione.
Dono e compito per noi.
In questo tempo pasquale, culmine
di tutto l’anno liturgico, siamo invitati confrontarci sul nostro essere tenda
del Signore, aiutati dalla ricca simbologia evocata sopra: l’essere pellegrini, cordialmente ospitali, aperti, comunità semplice e accogliente, in perenne contemplazione-verifica dell’amore crocifisso che tutti attrae nel suo
caldo abbraccio e invia ciascuno a testimoniare il suo sorriso e la disponibile vicinanza che salva.
Sia questo il nostro reciproco
augurio per questo tempo di
Grazia.
Seguiamo la croce gloriosa di
Gesù, eterno pellegrino sulle nostre
strade che sempre appare per augurarci la pace e mostrarci le mani
che recano i segno del suo amore.
Buona pasqua!
il vostro parroco Don Guido
8 MAGGIO A VENEZIA CON IL PAPA
ISCRIVERSI AL PIÙ PRESTO IN PARROCCHIA
PARTENZA IN TRENO DA VERONA:
PORTA NUOVA
MESTRE
RITORNO DA MESTRE
ARRIVO A VERONA P.TA NUOVA
ORE 5,45
ORE 7,15
ORE 15,52
ORE 17,53
ANDATA E RITORNO: EURO 10 PER CHI HA COMPIUTO 12 ANNI
ANAGRAFE
PARROCCHIALE
BATTESIMI
Col Sacramento del Battesimo
sono stati accolti
nella Comunità dei Credenti:
5) TOMMASO di Sacco Paolo e Carradore Claudia
6) LUCA di Bertagnoli Gianpaolo e Lipari Maria
7) LUCA di Pollini Enrico e Valentini Annamaria
8) ALBERTO di Adami Alessandro e Montolli Sara
9) ALESSIA di Quinzi Riccardo e Cristini Martina
10) LINDA RITA di Valbusa Paolo e Ceschi Luisa
11) CLAUDIO di Di Domenico Guido e Rovaci Adele
12) FEDERICO LINO di Ederle Davide e Anzi Chiara
DEFUNTI
Con la liturgia Esequiale
abbiamo consegnato nelle mani del Padre
Misericordioso per la vita eterna:
14) ZANETTI ORINZIA, in Maffizzoli, a. 87, deceduta il
18 febbraio
15) RIGONI NICOLETTA, a. 43, deceduta il 1° marzo
16) CAVAZZOLA ELLIA, a. 88, deceduta il 7 marzo
17) PERCARA SILVIA, a. 86, deceduta 1’8 marzo
18) POLTRINIERI NORMA, a. 98, deceduta il 15 marzo
19) ABATI GINA, a. 90, deceduta il 20 marzo
20) BAZZOCCHI GIOVANNA, in Marchiotto, a. 63, deceduta il 25 marzo
21) IERARDI QUARTA LUCIA, vedova Montorio, a. 89,
deceduta il 25 marzo
22) SMERINI ROSETTA, vedova Marangoni, a. 85, deceduta il 29 marzo
essere comunità
Celebrazioni Liturgiche in S. Croce
Feriale
Lodi e Vespri: 8 - 18,30
Rosario:
8,45
S. Messe:
7 - 8,30 - 18
Festivo
S. Messe: Sabato:
Domenica:
18 - 19
7,30 - 9,30 - 10,45 - 12 - 18
Parrocchia S. Marco Evangelista
Tel. 045 529901
Feriale
da Lunedì a Mercoledì
Giovedì Venerdì e Sabato
Domenica
ore 8,00
ore 18,30
ore 8,30 - 10,00 - 11,15
Parrocchia S. Giuseppe f.m.
Tel. 045 525276
Feriale
da Lunedì a Venerdì
Sabato
Domenica
ore 8,00 e 18,30
ore 18,30
ore 8,30 - 10,00 - 11,30 - 18,30
Parrocchia S. Pio X
Tel. 045 526696
Feriale
da Lunedì a Venerdì
Sabato
Domenica
ore 8,30 e 18,30
ore 18,30
ore 8,30 - 10,00 - 11,30 - 18,30
ore 8,20
ore 18,00
ore 8,30 - 11,00
Parrocchia S. Maria Addolorata
Tel. 045 521571
Feriale
da Lunedì a Sabato
Domenica
ore 8,30 e 18,00
ore 8,00 - 10,00 - 11,15 - 18,00
Parrocchia di Montorio
Tel. 045 557017
Feriale da Lunedì a Sabato
Domenica
PARROCCHIA S.CROCE - Anno Pastorale 2011
ORIENTAMENTI
COMUNITÀ SALESIANA
don GUIDO NOVELLA, parroco
don GIANLUCA BRISOTTO, vicario, incaricato Oratorio Centro Giovanile
don LUIGI LONARDI, don OTTORINO CARIOLATO,
don GIANNI PELLINI, don SERGIO PIGHI
Canonica: via G. d’Arezzo 27 - tel 045.526243 - fax 045.8400690
• SUORE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE
suor CARLINA PRANDIN, direttrice
suor MARIA FASSON - suor FRANCESCA GIACHETTO
Casa delle Suore:
Canonica, via G. d’Arezzo 27 - 045.8485441
• ORGANISMI DI COORDINAMENTO PASTORALE
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
Coordinatore: Bante Mauro
via Pergolesi 13 - 045.525274
CONSIGLIO PER GLI AFFARI ECONOMICi
Coordinatore: Aldrighetti Paolo
via Belvedere 60/c - 045.521095
S. VINCENZO
Coordinatore: Roncari Ottorino
via Montorio 27 - 045.8403566
UFFICIO PARROCCHIALE
Parrocchia S. Felice Extra
Tel. 045 529459
Feriale
da Lunedì a Venerdì
Sabato
Domenica
INFORMANDO
3
ore
ore
ore
ore
8,30 e 18,00
7,00 - 9,00 - 11,00 - 18,00
10,00 Ponte Florio
10,30 Trezzolano
Nella sua Morte
cercare Lui, il Maestro, dovunque egli
si trovi o in qualunque modo vi voglia
mostrare. Disponibile a un ulteriore
strazio, ma con il cuore che pre-sente
gli eventi. Lo cerca al di là di ciò che
la ragione o i sensi vedono.
La fede-fiducia, incomincia sempre dove l’umano ha detto l’ultima parola.
Lei, quella donna, è aperta alle
meraviglie dell’impossibile.
E l’impossibile accade: un angelo
le dice che la morte ha cessato di esi-
• Ogni mattina (10 -12 eccetto il giovedì) c’è un sacerdote a
disposizione.
• Certificati: se ne può fare richiesta anche per telefono.
• Matrimonio: per preparare i documenti si chiede appuntamento per telefono. I documenti hanno una validità di sei
mesi. Il percorso di preparazione al sacramento annuale è
aperto a tutti.
• Battesimi: la richiesta del Battesimo per i figli si fa al
Parroco almeno un mese prima della celebrazione.
Ordinariamente si celebra in forma comunitaria.
• Ammalati: sia per quelli giacenti in casa che per i degenti
in ospedale, è gradita la segnalazione in Parrocchia per
poter svolgere una cura pastorale.
• Benedizione e visita alle famiglie: si svolge per tutto l’arco dell’anno. Se la si desidera per qualche ragione particolare, telefonare al Parroco.
ORATORIO-CENTRO GIOVANILE
Orario apertura Sala giochi:
• quotidiano: ore 15,00 -19,00
• festivo: sabato
ore 15,00 -19,00
domenica ore 15,30 -19,00
Prenotazione Campi da gioco e sale:
don Gianluca Brisotto - tel. 045.8403147
fiorisce la Vita
stere.
In quel momento esplode il giorno
pieno e la notte s’è del tutto ritirata.
Cristo è risorto! Ogni pensiero,
progetto, azione, speranza, amore ha
trovato in Lui il suo compimento. Le
cose di prima sono passate. Gesù risorto asciuga le lacrime. Fiorisce il
sorriso sui volti. Lui fa nuove tutte le
cose.
Anche le nostre morti quotidiane
sono sconfitte: tutto lievita di risurrezione e fermenta il destino eterno.
segue dalla prima pagina
Il mondo è percorso dalla vita, la
storia dalla speranza: l’uomo, piccolo
e solo, sente, tocca l’infinito di una figliolanza eterna.
Cristo è risorto!
L’annuncio gioioso fiorisca sui nostri volti e sia testimoniato dalla vita.
È il reciproco augurio che ci doniamo.
È il nostro impegno. La Pasqua
esploderà. In pienezza.
Il Dio della vita ci farà respirare pace e gioia nel Vivente risorto.
Don Guido
4
essere comunità
NEL SOCIALE
La Comunità dei Giovani
e Don Sergio Pighi
D
on Sergio Pighi dall’autunno 2008 è
venuto a vivere con i confratelli salesiani nella nostra Parrocchia lasciando alle spalle una vita intera dedicata alla Comunità dei Giovani da lui fondata dove
adesso ricopre un ruolo di super-visore affinché le scelte della Comunità siano rispettose
delle finalità della Comunità stessa.
Un attimo prima della presente intervista, Don Sergio con calore e fermezza chiariva a tre extracomunitari, certamente di sua
conoscenza, che quello non era il momento
dell’appuntamento concordato e che non potevano venire a ruota libera.
E così anche nella nostra Parrocchia in lui
permane questa sua sensibilità verso i meno
fortunati e mi dice: “ Non diciamo di loro
‘poverini’ perché abbasseresti la loro dignità
che comunque va riconquistata se, a causa
delle loro traversie, fosse venuta meno”.
La sua famiglia, padre madre e tre fratelli, viveva a S. Massimo. Per un certo periodo
fu accolto nella sua famiglia anche Antonio,
il futuro don Antonio Mazzi della congregazione di Don Calabria, suo cuginetto da parte del padre, morto prematuramente.
Il papà di Sergio era contrario che il figlio
diventasse prete perché intendeva avviarlo
alla pratica edilizia, alla costruzione di strade
in Somalia o che diventasse un geometra del
Comune di Verona dove lui stesso lavorava.
A sedici anni lascia la sua famiglia, a diciassette entra nel noviziato salesiano qui a
Verona e nel 1959 a Monteortone è consacrato prete. Si laurea in lettere classiche e in
psicologia e comincia a insegnare latino e
greco negli istituti salesiani di Este e di
Trento. Fa esperienza come prete operaio e
segue il gruppo “Operazione Mato Grosso”
di Don Ugo De Censi. Il gruppo s’impegnava nella raccolta degli stracci e del ferro vecchio e così sostenere la costruzione di una casa accoglienza per bambini di genitori lebbrosi (mentre i genitori si curavano in un
ospedale (Brasile) due preti salesiani custodivano i bimbi che rimanevano senza parenti).
Nel 1972 in un afoso e caldo luglio la sera, dopo ‘aver fatto raccolta’ tutto il giorno,
durante la messa serale un giovane offre la
sua preghiera a favore di alcuni giovani che
aveva visto dormire all’aperto nei giardini
della stazione di Porta Nuova: non erano né
barboni, né stranieri, ma erano comunque i
‘nostri figli’ spesso con storie di droga sulle
spalle.
Don Sergio a questo punto del nostro
colloquio con passione mi ricorda l’art. diciannove della Costituzione Salesiana: “Il
Salesiano è chiamato ad avere il senso del
concreto ed è attento ai segni dei tempi, convinto che il Signore si manifesta anche attraverso le urgenze del momento e dei luoghi….
La risposta tempestiva a queste necessità lo
induce a seguire il movimento della storia e
ad assumerlo con la creatività e l’equilibrio
del Fondatore, …”.
E fu così che iniziò l’accoglienza di questi ragazzi sbandati in una soffitta abitabile in via Regaste S. Zeno. I suoi superiori lo
trasferirono da Este a Verona affinché potesse seguire questa missione e intanto insegnava lettere al corso di ragioneria presso
l’Istituto don Bosco di via Provolo. La
Comunità dei Giovani cresceva e affinava
negli anni i suoi progetti di sostegno in favore di giovani, uomini e donne con problemi
sociali e famiglie spesso poco educanti. Ora
può contare su sessanta operatori-dipendenti,
duecento ragazzi e giovani, e sulla gestione
di dodici appartamenti sempre in affitto perché la Comunità ha scelto di non possedere
beni immobiliari.
Un giorno, mi racconta, che un giovane
aveva messo un foglio infilato tra le braccia
di un crocefisso e che lui, seccato, apostrofa
il fatto, come gesto poco rispettoso di quel
segno. Mentre si accingeva a gettarlo via, nota che il foglio era scritto e che conteneva
un’invocazione-preghiera di un ragazzo della Comunità.
Nel concludere le mie quattro righe, anche
se di Don Sergio si potrebbero dire tantissime
altre cose, desidero ricordare questa bella testimonianza.
Renzo Tonin
Via Crucis della nostra chiesa
È stato stampato recentemente
un libretto con le belle immagini della Via Crucis della nostra chiesa, dipinte dall’iconografo Italo Forieri.
Un simpatico sussidio, curato
nella sua grafica che, attraverso le
immagini ed il testo essenziale ed
incisivo, aiuta a penetrare il mistero del dolore umano assunto da
Gesù, nel quale solo la sofferenza
viene trasfigurata per far fiorire
speranza.
“Entro in chiesa a guardarti
appeso a una croce; quante domande e quanti perché.
Eppure sono stato in croce
come te. Bastonato e deriso come te.
Solo i buchi sono diversi. I
tuoi te li hanno fatto, i miei me li
sono fatti da solo.
Tu sei ancora attaccato alla
croce. Io giorno dopo giorno
porto la mia croce.
Tua madre ha pianto, la mia
sta ancora piangendo. Tu sei
morto, io sto morendo.
Tutto il mondo Ti ama e soffre per te ma chi per me? Là fuori i più stanno a guardare.
Io sono un drogato, un ladro,
un disperato ma non sono
Giuda.
Sollevano il pollice verso il
basso contro di noi, ma Tu sei
buono e perdoni tutti.
Loro mi condannano ed io mi
sento già condannato. Vuoi che
io esca e paghi Te le mie colpe?
Ho tanta paura, sono condannato, disperato.
Voglio chiederti di essere
mio amico, perché oggi sono
solo.
Spero che Tu mi possa
aspettare nell’angolo, là in fondo
per guardarmi nel buio della
strada…
Adesso vedo e sento che
fuori c’è un amico che mi aspetta: TU”.
5
essere comunità
GIOVANILE
a cura della
Redazione
dell’ORATORIO
CENTRO GIOVANILE
SANTA
CROCE
...lascia anche tu il segno...
[email protected]
FESTA DEI GIOVANI 2011:
KEBAB PER TUTTI
C
ome ogni anno, numerosissimi sono stati i giovani, più di 5.000, provenienti da tutta Italia alla festa
dei Giovani, che ha avuto luogo il
27 febbraio 2011 a Jesolo (Venezia), e ovviamente non poteva
mancare l’imbattibile simpatia
del nostro oratorio, che ha portato tanta gioia ma soprattutto
moltissima operosità, impegnandosi dietro un bancone per vendere irresistibili Kebab.
Mettersi alla prova con
un vero e proprio panino turco? Per alcuni è stata la realizzazione del sogno della
propria vita, per altri un’inevitabile occasione per divertirsi con la giusta compagnia, ma soprattutto per
mostrare il proprio amore
verso le comunità salesiane
e Don Bosco.
Ma la Festa dei Giovani è
stato molto altro. Ospite
eccezionale di questa edizione è stato Pietro Sarubbi “il
Barabba” del film The Passion (regia di Mel Gibson), il
quale, dopo l’esperienza sul
grande schermo, ha provato
una forte conversione, descritta dallo stesso attore
nel libro “La passione di Barabba”. Sarubbi ha vissuto molte
esperienze in campo professionale e personale che lo hanno reso un personaggio molto amato
e proprio per questo, le sue parole sono state ascoltate con rigorosa attenzione da tutti i giovani presenti.
Infine, tanti percorsi da vivere
attraverso i numerosi stand per
sperimentare l’incontro, per fare
nuove e significative esperienze
con i giovani, per vedere il mondo
da un’altra prospettiva. Tante
opportunità per esprimere le
proprie capacità ed incontrare e
confrontarsi con altre persone.
Un’indimenticabile festa della
gioventù con artisti di strada,
sfizi e golosità, ballo, musica,
mercatini e molto altro ancora.… un’occasione di divertimento per tutti, immagino anche per te!
Silvia
essere comunità
6
GIOVANILE
TRA SCALPI, ROTOLONI E PIRAMIDI UMANE
27 Marzo 2011
Ragazzi in festa a J e s o l o
“Venite a suonare le note
del Maestro e vedrete che
musica!!!”
Questa la frase che invitava
tutti i ragazzi del Triveneto il
27 marzo alla Festa dei
Ragazzi 2011, l’annuale
appuntamento a Jesolo che
attendevamo con ansia.
Quest’anno però per noi di
terza media la festa è iniziata
già il sabato: con tanta voglia
di divertirci e un vero spirito da
leader abbiamo colto al volo
l’occasione di stare “dietro le
quinte”, preparando le danze, il
coro per la messa e allestendo il
palazzetto.
Dopo qualche ora di meritato riposo a
Mestre, eravamo di nuovo pronti ad unirci agli
altri 4000 ragazzi! 4000 strumenti che
insieme formano una bellissima orchestra,
diretta da un grande Maestro…ma come
fare a trovare le note della nostra armonia?
Per conquistarle…giochi in spiaggia!!! Tra
scalpi, piramidi umane, rotoloni nella sabbia
e tante risate, non c’è alcun dubbio…è stato
un bellissimo concerto!
FESTA
dello SPORT
Dal 2 al 5 giugno l’Oratorio in
collaborazione con l’Ares Calcio e la
Pgs organizza la festa dello sport e
dell’Oratorio.
Oltre a tornei di varie discipline sportive
si potrà partecipare a tre serate di festa
nello spirito dell’Oratorio.
7
essere comunità
GIOVANILE
Lo STAFF
dell’ORATORIO
da sinistra:
Tommaso Padovani,
Riccardo Vitale,
don Gianluca Brisotto,
Francesca Finetto,
suor Francesca
Giacchetto....
I compiti dello staff
sono molteplici
ma soprattutto sono:
• ASSISTENZA AI RAGAZZI;
• ANIMARE IL CORTILE DELL’ORATORIO;
• TENERE IN ORDINE GLI AMBIENTI;
• PROGRAMMARE EVENTI, INIZIATIVE e ATTIVITÀ VARIE ad esempio la prossima festa dello sport e il grest 2011...
Riccardo segue i ragazzi che suonano in sala prove.
Tommaso organizza i tornei in oratorio.
Francesca svolge assistenza in oratorio.
Lavoriamo bene
insieme, anche se
ogni giorno Tommaso
& Riccardo ne
combinano di tutti i
colori... dalla
macchina di don
Ottorino contro il muro
(Tommaso) e a far
saltare la corrente in
oratorio per provare la
macchina del fumo
(Riccardo)...
Ciao
lo STAFF ORATORIO
essere comunità
8
NELLA LITURGIA
In primavera, alla corte del Re, 60 cavalieri
hanno ricevuto la SANTA CRESIMA
Domenica 13 Marzo
Cunego Deborah
Cunego Veronica
Danzi Lorenzo
De Beni Luca
Deramundo Nicolò
Foscarin Massimiliano
Garisto Ella
Gatti Sara
Gheza Alessia
Giarraputo Stefano
Guerra Beatrice
Guerra Mattia
Ladeira Cecilie Kiesse
Maccadanza Sofia
Marconi Matteo
Mascalzoni Elisa
Nicolis Gaia
Pecoraro Armando
Pisani Giacomo
Piebani Sofia
Pomari Chiara
Prati Matteo
Quarta Gabriele
Rappanello Giovanni
Ricciardi Giorgia
Rodrigues Isabella
Salgaro Martina
Scramoncin Amedeo
Spiazzi Alessandro
Scandola Camilla
Tosi Sara
Totè Leonardo
Turrini Samuel
Venturi Giulio
Zanolini Luca
Tringale Andrea
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Bragantini Giulia
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Carello Nicolò
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10
SUL TERRITORIO
“Non esistono isole felici”
a proposito di mafia, di corruzione, di riciclaggio di denaro sporco
C
osì scriveva la Commissione Parlamentare Antimafia nel 1993:
non esistono isole felici, mentre
nell’ultima relazione del 2009sul sequestro di stupefacenti del Ministero dell’Interno si legge che
“… in Veneto sono presenti organizzazioni sia di matrice mafiosa che camorristica operanti nel settore degli
stupefacenti”. La presenza di queste
organizzazioni criminali nel nostro territorio è altresì confermata dalle ultime
operazioni delle forze dell’ordine. In
una operazione si è scoperto un vero e
proprio arsenale di armi in una pizzeria di Gazzo Veronese e in una seconda
operazione avveniva a Bovolone l’arresto di un pericoloso latitante dell’ndrangheta accusato e condannato per
omicidio.
La presenza delle mafie è ricondotta
a due fattori: il primo è riferito alla legge, molto discutibile, degli anni ’60
sul soggiorno obbligato dei boss nel
nord Italia, il secondo riguarda il fatto
che Verona si trova al centro del ricco
nord-est.
Da noi, a differenza del sud Italia, ra-
ramente si arriva al “morto”, ed è molto più vantaggioso investire e quindi riciclare gli ingenti guadagni derivanti dai
traffici illeciti ( droga, rifiuti, edilizia)
nel circuito dell’economia legale, acquisendo immobili, partecipazioni aziendali o attraverso operazioni finanziarie mediante la collaborazione o il silenzio di professionisti compiacenti.
Il Procuratore nazionale antimafia,
Pietro Grasso, in un convegno a Verona
ha affermato: “Un sistema di piccole e
medie imprese, come quello tipico di
molte aree della regione veneta, non può
assolutamente considerarsi immune dal
pericolo di infiltrazioni mafiose”. Stessa
opinione è quella del Procuratore della
Repubblica di Verona, Mario Giulio
Schinaia.
L’associazione Libera fondata da
don Luigi Ciotti nel 1995 promuove la
cultura della legalità attraverso percorsi e progetti che coinvolgono tutti
gli aspetti della vita sociale, dalla
scuola all’imprenditoria, dallo sport
all’informazione.
Dal giugno del 2009 Libera è pre-
Alcuni dati
del Ministero degli Interni
Beni confiscati
presenti nel Veneto . . . 84
Beni confiscati presenti
nella provincia di Verona 25
(dati dell’agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati)
Morti per droga a Verona
nel 2009 . . . . . . . . . . 8
(primi nel Veneto)
Numero operazioni
antidroga a Verona
(anno 2009) . . . . . . . . .219
Chili di cocaina
sequestrati (anno 2009) . 37
Chili di eroina . . . . . . . . . 7
Chili di hashish . . . . . . . .118
sente anche a Verona: l’obiettivo di
Libera Verona è diffondere la cultura
della legalità, “(…dobbiamo avere il coraggio di metterci la faccia e di dire a voce alta da che parte stiamo”…) lavorando con scuole, associazioni e gruppi sensibili al tema della lotta alle
mafie. Ha ricevuto fin dall’iIL TERRITORIO SI COINVOLGE: iniziative svolte dalla Cooperativa “La Rondine”nel teatro nizio il supporto dell’Associazione Villa Buri Onlus
parrocchiale di Negrar e dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Verona alla Gran Guardia.
e il costante sostegno nel
territorio di tanti gruppi tra
cui Acli, Arci, Banca Etica
e Lega mbiente, vive in
stretto contatto con coordinamenti e presìdi che
operano in tutto il Veneto e
si appoggia anche all’associazione Avviso Pubblico
(www.Avvisopubblico.it)
Enti locali e Regioni per la
formazione civile contro le
mafie che dal 1996 mette in
rete amministratori di
Comuni, Province e Regioni
per promuovere azioni di
prevenzione e contrasto all’infiltrazione mafiosa nel
governo degli enti locali offrendo percorsi di formazione e buone prassi amministrative.
Gianmarco Salgari
Referente Provinciale
associazione Libera
Un SINCERO GRAZIE alle Ditte inserzioniste che concorrono alla pubblicazione di questo Bollettino.
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12
PER L’ACQUA COME
BENE COMUNE PUBBLICO E NON
PER LA SUA MERCIFICAZIONE
E PRIVATIZZAZIONE
S
NEL BENE COMUNE
REFERENDUM
C
IF
AZIONE
IC
1) Con il primo quesito si chiede l’abrogazione (cioè si vota SÌ
per eliminare-abolire l’articolo interessato, si vota NO se
s’intende mantenerlo) dell’art. 23 bis della Legge n.
133/2008, producendo un riequilibrio tra le forme societarie
oggi possibili – pubblica, privata e mista – facendo cadere
l’obbligo per gli enti locali di cedere ai privati la maggioranza
delle quote nelle società per azioni di gestione dell’acqua.
Non sarà tuttavia abolita la forma societaria dei gestori del
servizio idrico né lo strumento della gara come procedura per
la loro individuazione.
2) Il secondo quesito propone l’abrogazione (cioè si vota SÌ per
eliminare-abolire l’articolo interessato, si vota NO se
s’intende mantenerlo) dell’art. 154 del d. legs. n. 152/2006;
i promotori del referendum, sottolineano come l’obbligo della
remunerazione sia “assolutamente scollegato da qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio” e la sua abolizione dovrebbe impedire la possibilità di
gestione a scopo di lucro dei servizi idrici, facendo venire meno l’interesse dei privati a parteciparvi, nell’impossibilità di ottenere profitti.
M
R
I due temi referendari dell’acqua
BENE
COMUNE
E
ono state raccolte a supporto dei quesiti referendari
1.400.000 firme: il triplo di quelle formalmente necessarie! Ciò
conferma la rilevanza del tema dell’acqua nella percezione dell’opinione pubblica: acqua=fonte vita, acqua=bene comune primario,
acqua pubblica e diritto all’accesso all’acqua potabile per tutti. Il
12 gennaio scorso la Corte Costituzionale ha approvato due dei tre quesiti referendari. Si andrà a consultazione nei giorni 12 e 13 giugno 2011.
Il primo quesito riguarda la “modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica“ e il secondo
quesito , la “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”.
Gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su due visioni opposte in merito alla natura dei servizi idrici: intensificare processi che hanno lo scopo di far guadagnare (mercificazione) o mantenere la gestione pubblica
comunale dove è più possibile qualità e controllo.
Il decreto Ronchi, convertito in legge dal Parlamento nel novembre
2009, riprende l’art. 23 bis della legge n. 133 del 2009 e introduce per gli
enti locali l’obbligo di ricorrere alla gara per l’affidamento dei servizi
pubblici locali a rilevanza economica tra cui quelli idrici – a favore di
società di capitali “comunque costituite”.
Tra queste, il decreto Ronchi, inserisce la forma obbligatoria della
società mista, con scelta del socio privato attraverso procedure a evidenza pubblica e con una partecipazione non inferiore al 40% del capitale. Per contrastare il decreto Ronchi dove è chiaro l’intento della privatizzazione, più di cento consigli comunali e provinciali, hanno approvato delibere e ordini del giorno in cui dichiarano i servizi idrici
“privi di rilevanza economica”, con l’obiettivo di sottrarli all’obbligo di gara e di ingresso di capitali privati.
Il referendum si propone di ricreare le condizioni giuridiche e istituzionali per un governo pubblico dell’acqua. Il servizio idrico integrato
viene posto al di fuori delle regole del mercato affidando la gestione dell’acqua ad un soggetto “realmente” pubblico.
Domenica 12
Lunedì 13
Giugno
2011
ACQUA
APPROFONDIMENTO
Per quanti hanno sottoscritto la richiesta di referendum (e come abbiamo visto sono tantissimi quelli che dimostrano sensibilità civica per
un SÌ; anche molte Regioni, Provincie e Comuni
hanno fatto delibere in tal senso), e per singoli cittadini, associazioni, fondazioni, sindacati ed amministratori che vogliono approfondire il tema dell’acqua, inizia il 29 aprile dalle ore 18,30-22 per il 6°
anno della Facoltà dell’acqua, Università del Bene
Comune presso il Monastero Stimmatino di
Sezano (Valpantena) un percorso di formazione
con Riccardo Petrella (emerito prof. dell’Università
cattolica di Lovanio-Belgio; docente di Ecologia
Umana
all’Accademia
di
Architettura
dell’Università della Svizzera Italiana a MendrisioSvizzera) e il dott. Rosario Lembo.
Per iscrizioni e informazioni tel. 347 2256997,
email: [email protected]
Alessandro Mazzer e Paola Libanti
ER
INS
TO
educatori
di vita
Anno X - n° 45
S u p p l e m e n t o a “ E s s e re c o m u n i t à ”
Periodico della Parrocchia Salesiana Santa Croce Verona
n° 157 PASQUA 2011
Devono sentirsi ed essere considerate EDUCATORI DI VITA tutte le persone educatori-genitori-figli-nonni che ogni giorno si
impegnano onestamente nelle loro attività. Questo “Inserto” raccoglie alcune riflessioni ed esperienze per genitori ed
educatori che nascono dal cuore e dal sistema educativo salesiano di Don Bosco, sorprendentemente efficaci, ieri come oggi.
I
IL PUNTO
Sette regole d'oro
per educare
i bambini d'oggi…
«Sono un giovane, dal momento che la
vita comincia a ottant'anni…!».
Giovanni Bollea, l'innovatore della
neuropsichiatria infantile italiana,
classe 1913, avrebbe dunque 18 anni.
L'età giusta per capire cosa vuol dire
essere sotto pressione…
VEDIAMO I SUOI CONSIGLI:
DATEGLI MENO. Hanno troppo,
° non c'è dubbio. Il consumismo fa
scomparire il desiderio e apre le porte alla noia.
QUELLA CHE CONTA È L'INL'IN° TENSITÀ, non la quantità di tempo
passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono
fondamentali. Devono essere dedicati
al colloquio e alle coccole. E non certo
a chiedere dei compiti o dei risultati.
I GIOCHI PIÙ EDUCATIVI so° no quelli che passano attraverso la
fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i
genitori ormai non sanno più inventare.
1
2
3
UN RAGAZZO
Grintoso
Educazione
della volontà
PAGINA I I
COME DARE UN PO’ DI GRINTA
PAGINA I I I
COME CONSERVARE LA GRINTA
DAI TRE AI CINQUE ANNI è
4 ° bene
avviare i bimbi ai lavoretti
a casa, assieme ai genitori. È utile che
sappiano stirare con un piccolo ferro o
attaccare un bottone.
SPORT. Prima di tutto deve esse° re lui a desiderarlo. Meglio se lo fa
in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e
non diventare campioni. Ottime due o
tre ore di palestra alla settimana. Poca
competizione grande beneficio fisico.
5
Documentazioni tratte da pubblicazione Salesiane
a cura di Angelo Santi
PROGRAMMA
EDITORIALE
Per un progetto di un uomo e di una donna totali
Un ragazzo BUONO. Educazione MORALE
Come conservare
volontà e grinta
che si sono mosse
nel ragazzo ...
INCORAGGIATA LA CULCUL6 ° VA
TURA ARTISTICA abituandoli al
bello. Teatro, musica, arti visive creano
il desiderio di migliorare. I soldi spesi per
la cultura sono quelli che rendono di più.
ULTIMO SUGGERIMENTO:
° ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: "la donna a
tre quarti del tempo". Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata
pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz'ora
prima? ... I figli, tornando a casa da
scuola, avrebbero la mamma
meno stressata e più disponibile. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno.
7
Aprile-Maggio 2010
Un ragazzo GENTILE. Educare alle BUONE MANIERE
Estate 2010
Un ragazzo RICCO DENTRO. Educare all’INTERIORITÀ Settembre 2010
Un ragazzo INTELLIGENTE. Educare a PENSARE Natale 2010
Un ragazzo CREATIVO. Educare alla CREATIVITÀ
Un ragazzo GRINTOSO. Educare alla VOLONTÀ
Quaresima 2011
Pasqua 2011
Un ragazzo AMICO DEL BELLO. Educare allo STUPORE
Un ragazzo di PACE. Educare alla PACE
Un ragazzo MONDIALE. Educazione MONDIALE
Un ragazzo AMICO DI DIO. Educazione RELIGIOSA
« La prima felicità
d i u n f a n c i u l l o è i l s a p e re
d i e s s e r e a m a t o » . (DON BOSCO)
COME DON BOSCO
FA M I G L I A c u l l a d e l l a v i t a
II
Un r a g a z z o
super TEST impara a conoscerti
Chi è sicuro di perdere, non inizia neppure la battaglia: incrocia le braccia e, al limite, non le alza neppure per arrendersi!
Volete invece “ammazzare” la volontà di un ragazzo? Continuate a dirgli che è un buono a nulla, o che non ce la farà mai...
... ma io sono
COME DARE UN PO’ DI GRINTA
confrontarti con un
1 Nel
estraneo:
– siamo convintissimi che anche ogÈ INUTILE ILLUDERCI: non è facile esgi i ragazzi saprebbero volere, sasere onesti. Fare il bene costa. Decisaprebbero esser generosi, e più di quanmente più semplice e comodo è vivere a
to non si pensi!
briglia sciolta.
Don Bosco ha scritto: «L'educazione dei
In due parole: senza grinta non si può
fanciulli dovrebbe aver per base la foressere morali. La volontà è il sostegno
mazione della volontà».
della moralità.
L'uomo è un essere che non
Direte: «Ma come dare un
Educandoli
rifiuta l'ostacolo, anzi ama
po' di grinta a questi nostri
confrontarsi con esso. Non è
alla volontà,
benedetti ragazzi, tante volte
vero che, specialmente
così pigri, piatti, seduti?».
i ragazzi d’oggi forse
il fanciullo, va a cacciarsi,
Allora, la volontà parte da
saprebbero
quasi sempre, proprio nei
due precise condizioni:
luoghi più pericolosi?
“volere”
ed
essere
• La PRIMA CONDI– Insomma, il volere non
generosi più
ZIONE è che qualcomanca. L'uomo, resta ancor
sa incanti la mente
di quanto
sempre l'unico essere che
dell'uomo in modo così
ha l'avventura nel sangue.
non
si
pensi.
forte che si senta spinto a deIl guaio è che, specialmente
siderare, volere, amare la
oggi, ci accontentiamo di
volontà che non è altro, in fondo, che
proporre cose “raso terra”;
un pensiero tanto convinto e sicuro
– ognuno, infatti, ha l'altezza e dignità
che trabocca in azione e gli fa uscire di
pari all'altezza e alla dignità di ciò che
bocca la parola “voglio”.
vuole.
Abbiamo compreso, allora, che il primo
Allora ecco alcune considerazioni utili
passo da compiere per dare ossigeno
per noi genitori:
alla volontà è quello di ritornare a par– è sempre così: prima si vede quallare ai nostri ragazzi di giustizia, di
cosa, prima si pensa qualcosa, e poi
lealtà, di solidarietà d'altruismo, di
si vuole. Chi guarda sempre le cime, un
pace…
bel giorno si decide ad abbandonare la
pianura e a salire!
• La SECONDA CONDIZIONE
perché la volontà scatti è che si
creda nella possibilità della
riuscita.
a. ti senti a disagio
b. sfoderi tutte le tue qualità
c. diventi inevitabilmente rosso
...T I
MI
DO!
ragazzo/a che non co2 Un
nosci ti sorride per strada:
a. fai finta di non vederlo
b. rispondi al sorriso ben volentieri
c. ti senti osservato e non sai
cosa fare
capita spesso di sen3 Ti
tirti accaldato, con le mani
sudate, la bocca asciutta?
a. solo in occasioni particolari
b. praticamente mai
c. molto più spesso di quanto si possa
immaginare
dire la tua su un argo4 Devi
mento che hai a cuore:
a. cerchi di spiegarti meglio che puoi
b. affermi la tua tesi con convinzione
c. dici poche parole farfugliando
timidezza può essere
5 La
considerata una virtù?
a. in alcuni casi sì
b. perché no?
c. assolutamente no!
La
– Volete un esempio della forza
timidezza
straordinaria nascosta nella spedi
nostro
ranza, nella fiducia. Eccolo:
I soldati che hanno avuto la figlio non è
fortuna di tornare dalla Se- una condanna
conda guerra mondiale a vita.
narrano che, durante la ri- ... Ma... è poi
tirata sul fronte russo (ben
750 chilometri di steppa a così brutto
arrossire?
40 gradi sotto zero!), fintantoché gli alpini avevano la speranza di uscire dalla sacca e ritornare alla libertà e alla famiglia,
se perduto, allora, anche soldati
lottavano disperatamente ed eroicolossali ed ufficiali che prima avecamente contro la fame, il gelo, il
vano animato eroicamente la resisonno ed ai nemici incalzanti; quanstenza, si toglievano dissennatado, invece, sembrava che tutto fosmente la vita.
*
Per questo ci sentiamo di dire con sicurezza che
chi non sa sorridere, entusiasmare, non può
educare un solo ragazzo!
=
SE VUOI SAPERNE DI PIÙ:
PINO PELLEGRINO, «Educare a tutto campo», Editrice ELLEDICI, pp. 206
ragione religione amorevolezza
FA M I G L I A c u l l a d e l l a v i t a
Educazione
della volontà
Ma quanti sono realmente timidi?
E quanti invece usano l’espressione “ma io sono timido” solo come
paravento quando non sanno come reagire in una situazione che
mette in imbarazzo?
TI
MI
O!
=
=
prodotto dell’orto
6 Ilche
preferisci è:
a. la carota
b. la patata
c. il pomodoro
di queste situa7 Quale
zioni ti rende ansioso?
a. trovarti tra centinaia di persone
sconosciute
b. sbagliare quando sai che non
dovresti
c. stare per ore senza far nulla
Sentirsi a proprio
8 agio
vuol dire:
a. essere rilassati
b. essere in grado di affrontare
qualsiasi situazione
c. stare bene con se stesso e
con gli altri
Ti puoi definire una
9 persona
loquace?
a. in particolari occasioni
b. no, piuttosto taciturno
c. sì, sei un fiume di parole in
piena!
III
Una giornata senza sacrifici è una giornata di sconfitte: la volontà
si allenta; al nemico (pigrizia) troverà facile vincere. Difendi tuo
figlio anche con i sacrifici imposti dalla vita stessa: il lavoro, lo
studio, la professione, i disturbi di salute, la convivenza umana...
COME CONSERVARE LA GRINTA
SÌ, SI TRATTA ORA, di conservare la
– aspettare che tutti si siano serviti;
volontà che si è mossa nel ragazzo.
– salutare per primo;
L'anima umana è stata paragonata ad
– lasciare una merenda;
una coppia di cavalli guidati da un'auriga:
– praticare il digiuno televisivo;
uno dei cavalli è eccellente, buono; l'altro
– non fare telefonate chilometriche…
è riottoso, pigro, caparbio; il difficile comForse qualcuno potrà anche sorridere!
pito dell'auriga sta nello spin• Eppure sono progere il carro della vita dalla
prio questi preziosi
Il
segreto
parte del primo cavallo. È ciò
che tengono a
– con alle spalle un sacrifici
che fa, appunto, il sacrificio.
galla la volontà perché pos• La rinuncia, la morti- collaudo sicuro – sa affrontare il prezzo del vificazione, l'ostacolo,
per conservare vere umano.
Ripetiamo, nessuno sorrida;
fanno l'uomo padrone di sé:
la grinta
qui di seguito vi spieghiamo il
– nella calma si può sviè far crescere perché il sacrificio deve reluppare un talento, ma per
stare nella nostra pedagogia:
forgiare un carattere occorre
la volontà
anche superare delle prove
– deve restare perché il
col sacrificio. "comodismo"
faticose;
è un inganno:
non si può continuare a vive– l'utile è ciò che ti resiste;
re con i denti da latte quando la vita ri– non è la via che è difficile, ma è il
serva sassi;
difficile che è la via!
– deve restare perché solo se faremo
È altresì pericoloso stare a lungo senza
tutti i giorni due cose proprio perché non ci
soffrire. Una giornata senza sacrifici è
piacciono e preferiremmo non farle, reuna giornata di sconfitte: la volontà si alsteremo liberi, padroni di noi stessi;
lenta; il nemico (pigrizia, egoismo, ani– deve restare perché (è una riflesmalità…) troverà più facile vincere.
sione molto fine!) una grande felicità ha
• Che fare, dunque? La risposta è bisogno di grandi ostacoli.
chiara: difendi il figlio anche col sacrificio.
• Tra gioia e sacrificio, infatti,
I sacrifici si possono dividere in due
vi è come un rapporto di gegruppi: quelli passivi e quelli attivi.
mellaggio. La felicità cresce sulla
I sacrifici PASSIVI sono i sacrifici impianta che ha le radici a forma di croce.
posti dalla vita stessa: il lavoro, lo studio,
Non è forse vero che una vita troppo fala professione, i disturbi di salute, la concile diventa presto una vita noiosa?
vivenza umana…
Dobbiamo dare ragione a Gandhi: «La
I sacrifici ATTIVI sono i sacrifici cerstoria del mondo sta lì a dimostrare che
cati, voluti, preparati da noi stessi.
non vi sarebbe alcunché di romantico
Qualche esempio? Ecco:
nella vita, se non esistessero i rischi».
– saltare giù dal letto, elettricamente,
E Don Bosco, soleva raccomandare ai
al primo squillo della sveglia;
suoi ragazzi: «Mortificatevi sopportan– mangiare le cose che normalmente
do con carità e pace qualche piccolo dinon ci piacciono;
fetto dei vostri compagni».
*
Stiamo andando verso
una cultura che
cerca di risparmiare
ai nostri ragazzi
qualsiasi disagio
di qualsiasi tipo…
Maggioranza di a: TIMIDO AD INTERMITTENZA. Sei un timido a intermittenza, o meglio fai il timido quando ti conviene. Infatti solo
quando ti senti un pesce fuor d’acqua manifesti i sintomi della timidezza per giustificarti. In
questo caso è meglio parlare di insicurezza e
cautela: fai il timido quando non ti vuoi esporre e mettere in gioco. Sii te stesso anche quando non sai come andrà a finire.
Maggioranza di b: ROSSO POMODORO.
Quando si vuole definire la timidezza basta
pensare a te. Diventi facilmente rosso, ogni situazione particolare ti mette in ansia e non ti
senti quasi mai a tuo agio. Comportandoti così non riesci a esprimere completamente le
tue potenzialità e le tue qualità. Quando stai
per confonderti e bloccarti prova a pensare a
quello che potresti essere se non ti facessi vincere dalla timidezza e sfodera il tuo vero io.
Maggioranza di c: FALSO TIMIDO. Timido
te? Mai definizione sarebbe più impropria.
Riesci a sentirti sempre nel luogo giusto al momento giusto. E quando dici di essere timido,
sai che stai mentendo spudoratamente, anzi
alcune volte sei addirittura sfrontato. È bello
saper essere se stesso, ma attenzione a non
assumere atteggiamenti esagerati, la discrezione è sempre benvenuta.
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Mezzano porta a Fiera di Primiero. Situato nella splendida Valle Di Primiero, a pochi chilomentri dai centri sciistici di San Martino di Castrozza, Passo Cereda e
Passo Rolle, La casa si trova a 750 metri sul livello del
mare, ma in poco meno di mezz’ora si possono raggiungere in auto i 2000 metri di passo Rolle e in funivia
i 2700 del Monte Rosetta.
IV
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al 13 agosto
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Caro Aprile
A
piedi o di corsa tra i ciliegi fioriti lungo il progno o per le limpide risorgive di Montorio, in bici sulle strade di San Felice e della bassa
Valpantena, con le prime giornate di primavera è scoppiato il movimento all’aperto. I cultori della salute attraverso il movimento sono all’apparenza sempre più numerosi. In inverno si incontrano nelle palestre o sui campi di sci, chiusi come da sepali del bocciolo nelle loro tute e giacche a vento, ma con i primi tepori si aprono coi
colori variopinti delle magliette leggere. Gli indizi della
nuova stagione sono anche questi.
Accompagnano e favoriscono l’euforia che la natura col sole, la luce e i colori trasmette da sé. C’è una
felicità nel fare qualcosa che appassiona e di utile al corpo e allo spirito. Dischiudersi, uscir fuori è proprio della
natura e delle persone in aprile. Se febbraio è corto e maledetto, se a marzo “solo un mato va descalzo” ad aprile
ci si può anche scoprire sia nel senso di vivere più fuori
sia nel senso di alleggerire i vestiti.
La primavera con i cambiamenti che porta con sé
(temperature più alte, più ore di luce) rende più piacevole
stare fuori di casa e di conseguenza, per le persone in salute e che sono libere di uscire all’aperto, aumentano le oc-
Hotel situato in una posizione panoramica a 1414 m.
Raggiungibile in 2 ore. Struttura bellissima con camere
con bagno, sale da gioco, spazio all’aperto per giocare.
Collocata in una posizione splendida, poco lantana da
Bressanone, ideale per raggiungere le località più interessanti dell’Alto Adige.
Esperienza di vacanze per famiglie per vivere, genitori
e figli, la gioia condividere il gioco, le passeggiate, la riflessione lo stare insieme in allegria.
Un’esperienza indimenticabile sui passi di Gesù.
Nazaret, Cana, Tabor, Cafarnao, il monte delle
Beatitudini, Gerico, Giordano, Amman, Monte Nebo,
Petra, Betlemme, Betania, il Monte degli ulivi e
Gerusalemme con il fascino della città santa, memoria
vivente di millenni di storia.
Luoghi di cara memoria. Racconto tessuto di natura,
antiche vestigia, gente, e tensioni mai esaurite.
Esperienza forte di riscoperta della fede.
casioni di relazioni sociali. È sufficiente, per esempio, uscire sul balcone che magari si vede il vicino di casa e si scambiano due chiacchere. Soprattutto per gli anziani che vivono soli in casa, una passeggiata ai giardini è un’opportunità
non solo per fare un po’ di movimento ma anche per trovare altre persone. Anche gli ammalati però possono trarre
giovamento dalla maggiore quantità di luce.
La valenza positiva attribuita alla luce risale all’antichità ed è molto popolare come si può ritrovare in
alcuni modi di dire, ad esempio “Ho rivisto la luce dopo
tanto tempo”. Oggi la scienza conferma i benefici del sole in giuste dosi per la salute e l’umore. Ansia e depressione traggono beneficio dai raggi solari che producono
un effetto euforizzante. Infatti, numerosi eventi fisiologici sono regolati dall’alternarsi della luce e del buio. La
luce arriva a determinate regioni cerebrali che regolano
la produzione, ad esempio, della melatonina e della serotonina, che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del tono dell’umore.
Lo stato d’animo delle persone che soffrono di sintomi depressivi dimostra di vivere un periodo di miglioramento proprio in concomitanza all’arrivo della bella
stagione che porta con sé anche l’aspettativa della
Pasqua e delle festività primaverili.
Roberto Bellamoli
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Pasqua 2011 - salesiani nord/est