PERIODICO DELLA PARROCCHIA SALESIANA SANTA CROCE DI VERONA essere comunit à t Pasqua 2011 anno XXX n. 157 www.santacrocevr.it PARROCCHIA S. CROCE - TEL. 045 526243 - VERONA - VIA GUIDO D’AREZZO – Direttore responsabile: Bartolomeo Videsott - Consiglio di Redazione: Renzo Tonin, tel. 045530485; R. Bellamoli, E. Zuppini - Impaginazione grafica: R. Tonin, Z. Cisamolo, A. Santi - Pubblicità: Carlo Montresor, tel. 045 532190 - (Autorizzazione N. 480 in data 15/2/1980 del Presidente Tribunale di Verona) fiorisce la Vita I l dolore è un’esperienza ricorrente nella nostra vicenda umana. E’ di casa, nella nostra vita, la croce. Anche Gesù l’ha sperimentata, aspra, amara, cruda. Dio ne ha fatto un segno evidente che è davvero vicino a noi. Capisce la nostra esperienza. Il realismo delle piaghe, del dolore e della morte di Gesù sono per il Vangelo la prova più forte dell’Incarnazione. Cristo entra proprio nel nostro orizzonte quando beve il calice delle lacrime. Diventa veramente nostro fratello quando muore e il suo cadavere è fatto scivolare in una tomba. Ci è pienamente vicino quando sperimenta il silenzio del Padre e vive nella più terribile oscurità interiore, come efficacemente si esprime padre David M.Turoldo in uno dei suoi Canti ultimi (1991): “No, credere a Pasqua non è giusta fede: troppo bello sei a Pasqua! Fede vera è al venerdì santo quando Tu non c’eri lassù! Quando non una eco risponde al suo alto grido e a stento il Nulla dà forma alla tua assenza”. Gesù crocifisso diventa, così, il simbolo di ogni dolore. Ma, nonostante ciò, lo percepiamo, proprio questo immenso dolore, vissuto da Gesù innocente, fa sbocciare, impercettibile ma reale, il segno di liberazione e speranza per tutti gli uomini. L’architetto della chiesa di S. Croce Per interessamento del fratello don Michele, nell’atrio principale della nostra chiesa è stata collocata una targa che ricorda Saveria Paglialunga (1930-2008) l’architetto della nostra chiesa. Mese di Maggio Nel mese di maggio è consuetudine recitare il rosario in vari posti della Parrocchia che culmina con la celebrazione di una santa messa durante il mese. I gruppi delle famiglie che organizzano il momento di preghiera sono pregati di notificarlo in Parrocchia, per un più efficace coordinamento di questo omaggio a Maria. Inserto “EDUCATORI DI VITA” Un ragazzo creativo EDUCARE ALLA CREATIVITÀ Con l’amore di Gesù, anche la morte celebra la vita! La Pasqua non sboccia d’improvviso, insperata come un colpo di fortuna. Essa affonda le sue radici nella notte oscura del Venerdì Santo, che le fa da grembo. Anche Gesù è inghiottito dal buio del sepolcro, in quell’oscurità sconfinata. Niente ha più senso. Sepoltura di Dio e del suo terribile mistero: non un barlume pur minimo di luce. Solo buio che alimenta la notte, ancora più nera. Niente ha più senso. Solo è rimasta la frantumazione dei passi che vanno verso il nulla. L’orizzonte è vuoto. Il cuore espropriato da ogni promessa. C’è, però, una donna che cammina “di buon mattino, quando era ancor buio”, racconta il vangelo di Pasqua. Essa va, nell’alba nascente, al giardino di Giuseppe d’Arimatea. Non c’è logica nel suo andare: poteva essere un ulteriore “tradimento” sancire la ‘definitività’ della delusione e della sconfitta. Non c’è logica in quella donna: il sepolcro sigillato, la pietra inamovibile, le guardie… Non a caso gli uomini (i discepoli), in nome della razionalità e della prudenza, hanno preferito rimanere nel Cenacolo. Ma nel momento in cui l’alba ruba spazio alla notte e la luce ridà consistenza a cose e persone, Maria di Magdala ritorna per segue a pag. 3 essere comunità Carissimi, osservando la chiesa parrocchiale mi sembra che ne nasca un’immagine efficace per esprimere ciò che è la nostra comunità: tenda piantata in un territorio per rendere visibile la Chiesa, attraverso la testimonianza di persone concrete, l’annuncio del Vangelo tra la gente. Essa è casa, mano, sguardo, parola di conforto, ascolto, cordiale accoglienza di Gesù per le persone del luogo. La tenda è un bene per l’uomo. Cammina con il popolo. Si trasferisce secondo le esigenze della famiglia per tutto il tempo necessario. Tessuta da mani esperte ha bisogno di una terra che l’accolga. Di uno spazio per estendersi. Riesce a rendersi agibile su ogni terreno. Lo spazio recuperato lo utilizza non per sé, ma perché si trasformi in abitazione per la famiglia e per chi ne fa richiesta. Chiunque può entrare e può uscire, per curiosità o per bisogno, per fermarsi qualche istante o per passare la notte al riparo, conversare, mangiare, riposarsi. Non ci sono recinti. Le serrature non servono. Garantisce l’onestà della gente e il suo buon servizio. Riparati dentro non si è impediti di udire il passo degli abitanti o la voce dei vicini. Si sente la pioggia picchiettare, il sibilo del vento e il calore del sole. Non è accogliente per la roba che c’è dentro, che è indispensabile. La sua migliore accoglienza è data dal calore umano di chi la frequenta. Anche il passante occasionale si trova presto a casa sua. 2 INFORMANDO La cosa più bella è che Dio ce l’ha donata per mezzo del suo Figlio. “E il Verbo si fece carne. E piantò la sua tenda in mezzo a noi. E allora noi vedemmo la sua gloria”. La nostra parrocchia è la tenda che Gesù ha piantato nel borgo Santa Croce. La nostra tenda-chiesa ha come sostegno principale la raffigurazione dell’esaltazione della santa Croce. Un’immagine che descrive la storia del venire di Dio tra di noi, il suo amore infinito che passa attraverso il sacrificio. E la croce fa fiorire risurrezione. Dono e compito per noi. In questo tempo pasquale, culmine di tutto l’anno liturgico, siamo invitati confrontarci sul nostro essere tenda del Signore, aiutati dalla ricca simbologia evocata sopra: l’essere pellegrini, cordialmente ospitali, aperti, comunità semplice e accogliente, in perenne contemplazione-verifica dell’amore crocifisso che tutti attrae nel suo caldo abbraccio e invia ciascuno a testimoniare il suo sorriso e la disponibile vicinanza che salva. Sia questo il nostro reciproco augurio per questo tempo di Grazia. Seguiamo la croce gloriosa di Gesù, eterno pellegrino sulle nostre strade che sempre appare per augurarci la pace e mostrarci le mani che recano i segno del suo amore. Buona pasqua! il vostro parroco Don Guido 8 MAGGIO A VENEZIA CON IL PAPA ISCRIVERSI AL PIÙ PRESTO IN PARROCCHIA PARTENZA IN TRENO DA VERONA: PORTA NUOVA MESTRE RITORNO DA MESTRE ARRIVO A VERONA P.TA NUOVA ORE 5,45 ORE 7,15 ORE 15,52 ORE 17,53 ANDATA E RITORNO: EURO 10 PER CHI HA COMPIUTO 12 ANNI ANAGRAFE PARROCCHIALE BATTESIMI Col Sacramento del Battesimo sono stati accolti nella Comunità dei Credenti: 5) TOMMASO di Sacco Paolo e Carradore Claudia 6) LUCA di Bertagnoli Gianpaolo e Lipari Maria 7) LUCA di Pollini Enrico e Valentini Annamaria 8) ALBERTO di Adami Alessandro e Montolli Sara 9) ALESSIA di Quinzi Riccardo e Cristini Martina 10) LINDA RITA di Valbusa Paolo e Ceschi Luisa 11) CLAUDIO di Di Domenico Guido e Rovaci Adele 12) FEDERICO LINO di Ederle Davide e Anzi Chiara DEFUNTI Con la liturgia Esequiale abbiamo consegnato nelle mani del Padre Misericordioso per la vita eterna: 14) ZANETTI ORINZIA, in Maffizzoli, a. 87, deceduta il 18 febbraio 15) RIGONI NICOLETTA, a. 43, deceduta il 1° marzo 16) CAVAZZOLA ELLIA, a. 88, deceduta il 7 marzo 17) PERCARA SILVIA, a. 86, deceduta 1’8 marzo 18) POLTRINIERI NORMA, a. 98, deceduta il 15 marzo 19) ABATI GINA, a. 90, deceduta il 20 marzo 20) BAZZOCCHI GIOVANNA, in Marchiotto, a. 63, deceduta il 25 marzo 21) IERARDI QUARTA LUCIA, vedova Montorio, a. 89, deceduta il 25 marzo 22) SMERINI ROSETTA, vedova Marangoni, a. 85, deceduta il 29 marzo essere comunità Celebrazioni Liturgiche in S. Croce Feriale Lodi e Vespri: 8 - 18,30 Rosario: 8,45 S. Messe: 7 - 8,30 - 18 Festivo S. Messe: Sabato: Domenica: 18 - 19 7,30 - 9,30 - 10,45 - 12 - 18 Parrocchia S. Marco Evangelista Tel. 045 529901 Feriale da Lunedì a Mercoledì Giovedì Venerdì e Sabato Domenica ore 8,00 ore 18,30 ore 8,30 - 10,00 - 11,15 Parrocchia S. Giuseppe f.m. Tel. 045 525276 Feriale da Lunedì a Venerdì Sabato Domenica ore 8,00 e 18,30 ore 18,30 ore 8,30 - 10,00 - 11,30 - 18,30 Parrocchia S. Pio X Tel. 045 526696 Feriale da Lunedì a Venerdì Sabato Domenica ore 8,30 e 18,30 ore 18,30 ore 8,30 - 10,00 - 11,30 - 18,30 ore 8,20 ore 18,00 ore 8,30 - 11,00 Parrocchia S. Maria Addolorata Tel. 045 521571 Feriale da Lunedì a Sabato Domenica ore 8,30 e 18,00 ore 8,00 - 10,00 - 11,15 - 18,00 Parrocchia di Montorio Tel. 045 557017 Feriale da Lunedì a Sabato Domenica PARROCCHIA S.CROCE - Anno Pastorale 2011 ORIENTAMENTI COMUNITÀ SALESIANA don GUIDO NOVELLA, parroco don GIANLUCA BRISOTTO, vicario, incaricato Oratorio Centro Giovanile don LUIGI LONARDI, don OTTORINO CARIOLATO, don GIANNI PELLINI, don SERGIO PIGHI Canonica: via G. d’Arezzo 27 - tel 045.526243 - fax 045.8400690 • SUORE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE suor CARLINA PRANDIN, direttrice suor MARIA FASSON - suor FRANCESCA GIACHETTO Casa delle Suore: Canonica, via G. d’Arezzo 27 - 045.8485441 • ORGANISMI DI COORDINAMENTO PASTORALE CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Coordinatore: Bante Mauro via Pergolesi 13 - 045.525274 CONSIGLIO PER GLI AFFARI ECONOMICi Coordinatore: Aldrighetti Paolo via Belvedere 60/c - 045.521095 S. VINCENZO Coordinatore: Roncari Ottorino via Montorio 27 - 045.8403566 UFFICIO PARROCCHIALE Parrocchia S. Felice Extra Tel. 045 529459 Feriale da Lunedì a Venerdì Sabato Domenica INFORMANDO 3 ore ore ore ore 8,30 e 18,00 7,00 - 9,00 - 11,00 - 18,00 10,00 Ponte Florio 10,30 Trezzolano Nella sua Morte cercare Lui, il Maestro, dovunque egli si trovi o in qualunque modo vi voglia mostrare. Disponibile a un ulteriore strazio, ma con il cuore che pre-sente gli eventi. Lo cerca al di là di ciò che la ragione o i sensi vedono. La fede-fiducia, incomincia sempre dove l’umano ha detto l’ultima parola. Lei, quella donna, è aperta alle meraviglie dell’impossibile. E l’impossibile accade: un angelo le dice che la morte ha cessato di esi- • Ogni mattina (10 -12 eccetto il giovedì) c’è un sacerdote a disposizione. • Certificati: se ne può fare richiesta anche per telefono. • Matrimonio: per preparare i documenti si chiede appuntamento per telefono. I documenti hanno una validità di sei mesi. Il percorso di preparazione al sacramento annuale è aperto a tutti. • Battesimi: la richiesta del Battesimo per i figli si fa al Parroco almeno un mese prima della celebrazione. Ordinariamente si celebra in forma comunitaria. • Ammalati: sia per quelli giacenti in casa che per i degenti in ospedale, è gradita la segnalazione in Parrocchia per poter svolgere una cura pastorale. • Benedizione e visita alle famiglie: si svolge per tutto l’arco dell’anno. Se la si desidera per qualche ragione particolare, telefonare al Parroco. ORATORIO-CENTRO GIOVANILE Orario apertura Sala giochi: • quotidiano: ore 15,00 -19,00 • festivo: sabato ore 15,00 -19,00 domenica ore 15,30 -19,00 Prenotazione Campi da gioco e sale: don Gianluca Brisotto - tel. 045.8403147 fiorisce la Vita stere. In quel momento esplode il giorno pieno e la notte s’è del tutto ritirata. Cristo è risorto! Ogni pensiero, progetto, azione, speranza, amore ha trovato in Lui il suo compimento. Le cose di prima sono passate. Gesù risorto asciuga le lacrime. Fiorisce il sorriso sui volti. Lui fa nuove tutte le cose. Anche le nostre morti quotidiane sono sconfitte: tutto lievita di risurrezione e fermenta il destino eterno. segue dalla prima pagina Il mondo è percorso dalla vita, la storia dalla speranza: l’uomo, piccolo e solo, sente, tocca l’infinito di una figliolanza eterna. Cristo è risorto! L’annuncio gioioso fiorisca sui nostri volti e sia testimoniato dalla vita. È il reciproco augurio che ci doniamo. È il nostro impegno. La Pasqua esploderà. In pienezza. Il Dio della vita ci farà respirare pace e gioia nel Vivente risorto. Don Guido 4 essere comunità NEL SOCIALE La Comunità dei Giovani e Don Sergio Pighi D on Sergio Pighi dall’autunno 2008 è venuto a vivere con i confratelli salesiani nella nostra Parrocchia lasciando alle spalle una vita intera dedicata alla Comunità dei Giovani da lui fondata dove adesso ricopre un ruolo di super-visore affinché le scelte della Comunità siano rispettose delle finalità della Comunità stessa. Un attimo prima della presente intervista, Don Sergio con calore e fermezza chiariva a tre extracomunitari, certamente di sua conoscenza, che quello non era il momento dell’appuntamento concordato e che non potevano venire a ruota libera. E così anche nella nostra Parrocchia in lui permane questa sua sensibilità verso i meno fortunati e mi dice: “ Non diciamo di loro ‘poverini’ perché abbasseresti la loro dignità che comunque va riconquistata se, a causa delle loro traversie, fosse venuta meno”. La sua famiglia, padre madre e tre fratelli, viveva a S. Massimo. Per un certo periodo fu accolto nella sua famiglia anche Antonio, il futuro don Antonio Mazzi della congregazione di Don Calabria, suo cuginetto da parte del padre, morto prematuramente. Il papà di Sergio era contrario che il figlio diventasse prete perché intendeva avviarlo alla pratica edilizia, alla costruzione di strade in Somalia o che diventasse un geometra del Comune di Verona dove lui stesso lavorava. A sedici anni lascia la sua famiglia, a diciassette entra nel noviziato salesiano qui a Verona e nel 1959 a Monteortone è consacrato prete. Si laurea in lettere classiche e in psicologia e comincia a insegnare latino e greco negli istituti salesiani di Este e di Trento. Fa esperienza come prete operaio e segue il gruppo “Operazione Mato Grosso” di Don Ugo De Censi. Il gruppo s’impegnava nella raccolta degli stracci e del ferro vecchio e così sostenere la costruzione di una casa accoglienza per bambini di genitori lebbrosi (mentre i genitori si curavano in un ospedale (Brasile) due preti salesiani custodivano i bimbi che rimanevano senza parenti). Nel 1972 in un afoso e caldo luglio la sera, dopo ‘aver fatto raccolta’ tutto il giorno, durante la messa serale un giovane offre la sua preghiera a favore di alcuni giovani che aveva visto dormire all’aperto nei giardini della stazione di Porta Nuova: non erano né barboni, né stranieri, ma erano comunque i ‘nostri figli’ spesso con storie di droga sulle spalle. Don Sergio a questo punto del nostro colloquio con passione mi ricorda l’art. diciannove della Costituzione Salesiana: “Il Salesiano è chiamato ad avere il senso del concreto ed è attento ai segni dei tempi, convinto che il Signore si manifesta anche attraverso le urgenze del momento e dei luoghi…. La risposta tempestiva a queste necessità lo induce a seguire il movimento della storia e ad assumerlo con la creatività e l’equilibrio del Fondatore, …”. E fu così che iniziò l’accoglienza di questi ragazzi sbandati in una soffitta abitabile in via Regaste S. Zeno. I suoi superiori lo trasferirono da Este a Verona affinché potesse seguire questa missione e intanto insegnava lettere al corso di ragioneria presso l’Istituto don Bosco di via Provolo. La Comunità dei Giovani cresceva e affinava negli anni i suoi progetti di sostegno in favore di giovani, uomini e donne con problemi sociali e famiglie spesso poco educanti. Ora può contare su sessanta operatori-dipendenti, duecento ragazzi e giovani, e sulla gestione di dodici appartamenti sempre in affitto perché la Comunità ha scelto di non possedere beni immobiliari. Un giorno, mi racconta, che un giovane aveva messo un foglio infilato tra le braccia di un crocefisso e che lui, seccato, apostrofa il fatto, come gesto poco rispettoso di quel segno. Mentre si accingeva a gettarlo via, nota che il foglio era scritto e che conteneva un’invocazione-preghiera di un ragazzo della Comunità. Nel concludere le mie quattro righe, anche se di Don Sergio si potrebbero dire tantissime altre cose, desidero ricordare questa bella testimonianza. Renzo Tonin Via Crucis della nostra chiesa È stato stampato recentemente un libretto con le belle immagini della Via Crucis della nostra chiesa, dipinte dall’iconografo Italo Forieri. Un simpatico sussidio, curato nella sua grafica che, attraverso le immagini ed il testo essenziale ed incisivo, aiuta a penetrare il mistero del dolore umano assunto da Gesù, nel quale solo la sofferenza viene trasfigurata per far fiorire speranza. “Entro in chiesa a guardarti appeso a una croce; quante domande e quanti perché. Eppure sono stato in croce come te. Bastonato e deriso come te. Solo i buchi sono diversi. I tuoi te li hanno fatto, i miei me li sono fatti da solo. Tu sei ancora attaccato alla croce. Io giorno dopo giorno porto la mia croce. Tua madre ha pianto, la mia sta ancora piangendo. Tu sei morto, io sto morendo. Tutto il mondo Ti ama e soffre per te ma chi per me? Là fuori i più stanno a guardare. Io sono un drogato, un ladro, un disperato ma non sono Giuda. Sollevano il pollice verso il basso contro di noi, ma Tu sei buono e perdoni tutti. Loro mi condannano ed io mi sento già condannato. Vuoi che io esca e paghi Te le mie colpe? Ho tanta paura, sono condannato, disperato. Voglio chiederti di essere mio amico, perché oggi sono solo. Spero che Tu mi possa aspettare nell’angolo, là in fondo per guardarmi nel buio della strada… Adesso vedo e sento che fuori c’è un amico che mi aspetta: TU”. 5 essere comunità GIOVANILE a cura della Redazione dell’ORATORIO CENTRO GIOVANILE SANTA CROCE ...lascia anche tu il segno... [email protected] FESTA DEI GIOVANI 2011: KEBAB PER TUTTI C ome ogni anno, numerosissimi sono stati i giovani, più di 5.000, provenienti da tutta Italia alla festa dei Giovani, che ha avuto luogo il 27 febbraio 2011 a Jesolo (Venezia), e ovviamente non poteva mancare l’imbattibile simpatia del nostro oratorio, che ha portato tanta gioia ma soprattutto moltissima operosità, impegnandosi dietro un bancone per vendere irresistibili Kebab. Mettersi alla prova con un vero e proprio panino turco? Per alcuni è stata la realizzazione del sogno della propria vita, per altri un’inevitabile occasione per divertirsi con la giusta compagnia, ma soprattutto per mostrare il proprio amore verso le comunità salesiane e Don Bosco. Ma la Festa dei Giovani è stato molto altro. Ospite eccezionale di questa edizione è stato Pietro Sarubbi “il Barabba” del film The Passion (regia di Mel Gibson), il quale, dopo l’esperienza sul grande schermo, ha provato una forte conversione, descritta dallo stesso attore nel libro “La passione di Barabba”. Sarubbi ha vissuto molte esperienze in campo professionale e personale che lo hanno reso un personaggio molto amato e proprio per questo, le sue parole sono state ascoltate con rigorosa attenzione da tutti i giovani presenti. Infine, tanti percorsi da vivere attraverso i numerosi stand per sperimentare l’incontro, per fare nuove e significative esperienze con i giovani, per vedere il mondo da un’altra prospettiva. Tante opportunità per esprimere le proprie capacità ed incontrare e confrontarsi con altre persone. Un’indimenticabile festa della gioventù con artisti di strada, sfizi e golosità, ballo, musica, mercatini e molto altro ancora.… un’occasione di divertimento per tutti, immagino anche per te! Silvia essere comunità 6 GIOVANILE TRA SCALPI, ROTOLONI E PIRAMIDI UMANE 27 Marzo 2011 Ragazzi in festa a J e s o l o “Venite a suonare le note del Maestro e vedrete che musica!!!” Questa la frase che invitava tutti i ragazzi del Triveneto il 27 marzo alla Festa dei Ragazzi 2011, l’annuale appuntamento a Jesolo che attendevamo con ansia. Quest’anno però per noi di terza media la festa è iniziata già il sabato: con tanta voglia di divertirci e un vero spirito da leader abbiamo colto al volo l’occasione di stare “dietro le quinte”, preparando le danze, il coro per la messa e allestendo il palazzetto. Dopo qualche ora di meritato riposo a Mestre, eravamo di nuovo pronti ad unirci agli altri 4000 ragazzi! 4000 strumenti che insieme formano una bellissima orchestra, diretta da un grande Maestro…ma come fare a trovare le note della nostra armonia? Per conquistarle…giochi in spiaggia!!! Tra scalpi, piramidi umane, rotoloni nella sabbia e tante risate, non c’è alcun dubbio…è stato un bellissimo concerto! FESTA dello SPORT Dal 2 al 5 giugno l’Oratorio in collaborazione con l’Ares Calcio e la Pgs organizza la festa dello sport e dell’Oratorio. Oltre a tornei di varie discipline sportive si potrà partecipare a tre serate di festa nello spirito dell’Oratorio. 7 essere comunità GIOVANILE Lo STAFF dell’ORATORIO da sinistra: Tommaso Padovani, Riccardo Vitale, don Gianluca Brisotto, Francesca Finetto, suor Francesca Giacchetto.... I compiti dello staff sono molteplici ma soprattutto sono: • ASSISTENZA AI RAGAZZI; • ANIMARE IL CORTILE DELL’ORATORIO; • TENERE IN ORDINE GLI AMBIENTI; • PROGRAMMARE EVENTI, INIZIATIVE e ATTIVITÀ VARIE ad esempio la prossima festa dello sport e il grest 2011... Riccardo segue i ragazzi che suonano in sala prove. Tommaso organizza i tornei in oratorio. Francesca svolge assistenza in oratorio. Lavoriamo bene insieme, anche se ogni giorno Tommaso & Riccardo ne combinano di tutti i colori... dalla macchina di don Ottorino contro il muro (Tommaso) e a far saltare la corrente in oratorio per provare la macchina del fumo (Riccardo)... Ciao lo STAFF ORATORIO essere comunità 8 NELLA LITURGIA In primavera, alla corte del Re, 60 cavalieri hanno ricevuto la SANTA CRESIMA Domenica 13 Marzo Cunego Deborah Cunego Veronica Danzi Lorenzo De Beni Luca Deramundo Nicolò Foscarin Massimiliano Garisto Ella Gatti Sara Gheza Alessia Giarraputo Stefano Guerra Beatrice Guerra Mattia Ladeira Cecilie Kiesse Maccadanza Sofia Marconi Matteo Mascalzoni Elisa Nicolis Gaia Pecoraro Armando Pisani Giacomo Piebani Sofia Pomari Chiara Prati Matteo Quarta Gabriele Rappanello Giovanni Ricciardi Giorgia Rodrigues Isabella Salgaro Martina Scramoncin Amedeo Spiazzi Alessandro Scandola Camilla Tosi Sara Totè Leonardo Turrini Samuel Venturi Giulio Zanolini Luca Tringale Andrea GIOIELLERIA OTTICA GASPARINI V I E N I A F A R E U N C O N T R O L L O V I S I V O G R AT U I T O VIA C. FINCATO 172/A - VERONA - TEL. 045 521150 COMPRO ORO COMPRO ORO Bakiu Elisabeta Bellorio Valentina Venturi Giada Bertoldi Luca Warnakulasooriya Sahara Brigantini Alice Bragantini Giulia Bragantini Gloria Brignoli Michela Carello Nicolò Cegan Francesca Cipriani Alessia Conte Davide Conti Alessandro Corradini Christian Cottini Ismaele Cracco Pietro Crisotti Gaia Cunego Damiano Un GRAZIE alle Ditte inserzioniste che concorrono alla pubblicazione di questo Bollettino. 14 SINCERO ESSERE COMUNITÀ CONVENZIONATO U.L.S.S. medicazione premaman tutto prima infanzia alimenti biberon passeggini e corsetteria Via Montorio, 82 - Verona - Tel. 045975988 Trattamenti esclusivi per la cura e bellezza del capello hiere cc Parru Renzo Orari Martedì-Mercoledì-Giovedì 8-12,30 / 15-19,30 Venerdì 8-19,30 orario continuato Sabato 8-18 orario continuato 37131 VERONA Via Montorio 41 Tel. 045529577 È GRADITO L’APPUNTAMENTO STILISTA UNISEX ESSERE COMUNITÀ 9 IMPRESA EDILRAMA di RAMA geom. 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La presenza delle mafie è ricondotta a due fattori: il primo è riferito alla legge, molto discutibile, degli anni ’60 sul soggiorno obbligato dei boss nel nord Italia, il secondo riguarda il fatto che Verona si trova al centro del ricco nord-est. Da noi, a differenza del sud Italia, ra- ramente si arriva al “morto”, ed è molto più vantaggioso investire e quindi riciclare gli ingenti guadagni derivanti dai traffici illeciti ( droga, rifiuti, edilizia) nel circuito dell’economia legale, acquisendo immobili, partecipazioni aziendali o attraverso operazioni finanziarie mediante la collaborazione o il silenzio di professionisti compiacenti. Il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, in un convegno a Verona ha affermato: “Un sistema di piccole e medie imprese, come quello tipico di molte aree della regione veneta, non può assolutamente considerarsi immune dal pericolo di infiltrazioni mafiose”. Stessa opinione è quella del Procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia. L’associazione Libera fondata da don Luigi Ciotti nel 1995 promuove la cultura della legalità attraverso percorsi e progetti che coinvolgono tutti gli aspetti della vita sociale, dalla scuola all’imprenditoria, dallo sport all’informazione. Dal giugno del 2009 Libera è pre- Alcuni dati del Ministero degli Interni Beni confiscati presenti nel Veneto . . . 84 Beni confiscati presenti nella provincia di Verona 25 (dati dell’agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati) Morti per droga a Verona nel 2009 . . . . . . . . . . 8 (primi nel Veneto) Numero operazioni antidroga a Verona (anno 2009) . . . . . . . . .219 Chili di cocaina sequestrati (anno 2009) . 37 Chili di eroina . . . . . . . . . 7 Chili di hashish . . . . . . . .118 sente anche a Verona: l’obiettivo di Libera Verona è diffondere la cultura della legalità, “(…dobbiamo avere il coraggio di metterci la faccia e di dire a voce alta da che parte stiamo”…) lavorando con scuole, associazioni e gruppi sensibili al tema della lotta alle mafie. Ha ricevuto fin dall’iIL TERRITORIO SI COINVOLGE: iniziative svolte dalla Cooperativa “La Rondine”nel teatro nizio il supporto dell’Associazione Villa Buri Onlus parrocchiale di Negrar e dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Verona alla Gran Guardia. e il costante sostegno nel territorio di tanti gruppi tra cui Acli, Arci, Banca Etica e Lega mbiente, vive in stretto contatto con coordinamenti e presìdi che operano in tutto il Veneto e si appoggia anche all’associazione Avviso Pubblico (www.Avvisopubblico.it) Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie che dal 1996 mette in rete amministratori di Comuni, Province e Regioni per promuovere azioni di prevenzione e contrasto all’infiltrazione mafiosa nel governo degli enti locali offrendo percorsi di formazione e buone prassi amministrative. Gianmarco Salgari Referente Provinciale associazione Libera Un SINCERO GRAZIE alle Ditte inserzioniste che concorrono alla pubblicazione di questo Bollettino. ELETTRICITÀ FASCINA Riparazione piccoli elettrodomestici di tutte le marche IMPIANTI ELETTRICI - VENDITA MATERIALE ELETTRICO - LAMPADARI VIA COLONNELLO FINCATO, 64/A VERONA - TEL. 045526109 i Fiori di Paola ESSERE COMUNITÀ 11 www.puntogomme.net tel. 045 8868126 VERONA VIA MONTORIO, 78/A - TEL. 045976103 Via C. Fincato, 262 - VERONA - Tel. 045525448 EMPORIO MATERIALE ELETTRICO IMPIANTI ELETTRICI LAMPADARI jeans giubbini camicie casuals UOMO - DONNA - BAMBINO - BABY IDEE PER LA TESTA ANALISI DEL CAPELLO CON TECNICHE AVANZATE UNAE VIA MONTORIO, 57 - VERONA - TEL. 045 52 61 88 VERONA VIA C. G. 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Non sarà tuttavia abolita la forma societaria dei gestori del servizio idrico né lo strumento della gara come procedura per la loro individuazione. 2) Il secondo quesito propone l’abrogazione (cioè si vota SÌ per eliminare-abolire l’articolo interessato, si vota NO se s’intende mantenerlo) dell’art. 154 del d. legs. n. 152/2006; i promotori del referendum, sottolineano come l’obbligo della remunerazione sia “assolutamente scollegato da qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio” e la sua abolizione dovrebbe impedire la possibilità di gestione a scopo di lucro dei servizi idrici, facendo venire meno l’interesse dei privati a parteciparvi, nell’impossibilità di ottenere profitti. M R I due temi referendari dell’acqua BENE COMUNE E ono state raccolte a supporto dei quesiti referendari 1.400.000 firme: il triplo di quelle formalmente necessarie! Ciò conferma la rilevanza del tema dell’acqua nella percezione dell’opinione pubblica: acqua=fonte vita, acqua=bene comune primario, acqua pubblica e diritto all’accesso all’acqua potabile per tutti. Il 12 gennaio scorso la Corte Costituzionale ha approvato due dei tre quesiti referendari. Si andrà a consultazione nei giorni 12 e 13 giugno 2011. Il primo quesito riguarda la “modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica“ e il secondo quesito , la “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”. Gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su due visioni opposte in merito alla natura dei servizi idrici: intensificare processi che hanno lo scopo di far guadagnare (mercificazione) o mantenere la gestione pubblica comunale dove è più possibile qualità e controllo. Il decreto Ronchi, convertito in legge dal Parlamento nel novembre 2009, riprende l’art. 23 bis della legge n. 133 del 2009 e introduce per gli enti locali l’obbligo di ricorrere alla gara per l’affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica tra cui quelli idrici – a favore di società di capitali “comunque costituite”. Tra queste, il decreto Ronchi, inserisce la forma obbligatoria della società mista, con scelta del socio privato attraverso procedure a evidenza pubblica e con una partecipazione non inferiore al 40% del capitale. Per contrastare il decreto Ronchi dove è chiaro l’intento della privatizzazione, più di cento consigli comunali e provinciali, hanno approvato delibere e ordini del giorno in cui dichiarano i servizi idrici “privi di rilevanza economica”, con l’obiettivo di sottrarli all’obbligo di gara e di ingresso di capitali privati. Il referendum si propone di ricreare le condizioni giuridiche e istituzionali per un governo pubblico dell’acqua. Il servizio idrico integrato viene posto al di fuori delle regole del mercato affidando la gestione dell’acqua ad un soggetto “realmente” pubblico. Domenica 12 Lunedì 13 Giugno 2011 ACQUA APPROFONDIMENTO Per quanti hanno sottoscritto la richiesta di referendum (e come abbiamo visto sono tantissimi quelli che dimostrano sensibilità civica per un SÌ; anche molte Regioni, Provincie e Comuni hanno fatto delibere in tal senso), e per singoli cittadini, associazioni, fondazioni, sindacati ed amministratori che vogliono approfondire il tema dell’acqua, inizia il 29 aprile dalle ore 18,30-22 per il 6° anno della Facoltà dell’acqua, Università del Bene Comune presso il Monastero Stimmatino di Sezano (Valpantena) un percorso di formazione con Riccardo Petrella (emerito prof. dell’Università cattolica di Lovanio-Belgio; docente di Ecologia Umana all’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana a MendrisioSvizzera) e il dott. Rosario Lembo. Per iscrizioni e informazioni tel. 347 2256997, email: [email protected] Alessandro Mazzer e Paola Libanti ER INS TO educatori di vita Anno X - n° 45 S u p p l e m e n t o a “ E s s e re c o m u n i t à ” Periodico della Parrocchia Salesiana Santa Croce Verona n° 157 PASQUA 2011 Devono sentirsi ed essere considerate EDUCATORI DI VITA tutte le persone educatori-genitori-figli-nonni che ogni giorno si impegnano onestamente nelle loro attività. Questo “Inserto” raccoglie alcune riflessioni ed esperienze per genitori ed educatori che nascono dal cuore e dal sistema educativo salesiano di Don Bosco, sorprendentemente efficaci, ieri come oggi. I IL PUNTO Sette regole d'oro per educare i bambini d'oggi… «Sono un giovane, dal momento che la vita comincia a ottant'anni…!». Giovanni Bollea, l'innovatore della neuropsichiatria infantile italiana, classe 1913, avrebbe dunque 18 anni. L'età giusta per capire cosa vuol dire essere sotto pressione… VEDIAMO I SUOI CONSIGLI: DATEGLI MENO. Hanno troppo, ° non c'è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia. QUELLA CHE CONTA È L'INL'IN° TENSITÀ, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati. I GIOCHI PIÙ EDUCATIVI so° no quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i genitori ormai non sanno più inventare. 1 2 3 UN RAGAZZO Grintoso Educazione della volontà PAGINA I I COME DARE UN PO’ DI GRINTA PAGINA I I I COME CONSERVARE LA GRINTA DAI TRE AI CINQUE ANNI è 4 ° bene avviare i bimbi ai lavoretti a casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro o attaccare un bottone. SPORT. Prima di tutto deve esse° re lui a desiderarlo. Meglio se lo fa in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e non diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione grande beneficio fisico. 5 Documentazioni tratte da pubblicazione Salesiane a cura di Angelo Santi PROGRAMMA EDITORIALE Per un progetto di un uomo e di una donna totali Un ragazzo BUONO. Educazione MORALE Come conservare volontà e grinta che si sono mosse nel ragazzo ... INCORAGGIATA LA CULCUL6 ° VA TURA ARTISTICA abituandoli al bello. Teatro, musica, arti visive creano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più. ULTIMO SUGGERIMENTO: ° ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: "la donna a tre quarti del tempo". Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz'ora prima? ... I figli, tornando a casa da scuola, avrebbero la mamma meno stressata e più disponibile. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno. 7 Aprile-Maggio 2010 Un ragazzo GENTILE. Educare alle BUONE MANIERE Estate 2010 Un ragazzo RICCO DENTRO. Educare all’INTERIORITÀ Settembre 2010 Un ragazzo INTELLIGENTE. Educare a PENSARE Natale 2010 Un ragazzo CREATIVO. Educare alla CREATIVITÀ Un ragazzo GRINTOSO. Educare alla VOLONTÀ Quaresima 2011 Pasqua 2011 Un ragazzo AMICO DEL BELLO. Educare allo STUPORE Un ragazzo di PACE. Educare alla PACE Un ragazzo MONDIALE. Educazione MONDIALE Un ragazzo AMICO DI DIO. Educazione RELIGIOSA « La prima felicità d i u n f a n c i u l l o è i l s a p e re d i e s s e r e a m a t o » . (DON BOSCO) COME DON BOSCO FA M I G L I A c u l l a d e l l a v i t a II Un r a g a z z o super TEST impara a conoscerti Chi è sicuro di perdere, non inizia neppure la battaglia: incrocia le braccia e, al limite, non le alza neppure per arrendersi! Volete invece “ammazzare” la volontà di un ragazzo? Continuate a dirgli che è un buono a nulla, o che non ce la farà mai... ... ma io sono COME DARE UN PO’ DI GRINTA confrontarti con un 1 Nel estraneo: – siamo convintissimi che anche ogÈ INUTILE ILLUDERCI: non è facile esgi i ragazzi saprebbero volere, sasere onesti. Fare il bene costa. Decisaprebbero esser generosi, e più di quanmente più semplice e comodo è vivere a to non si pensi! briglia sciolta. Don Bosco ha scritto: «L'educazione dei In due parole: senza grinta non si può fanciulli dovrebbe aver per base la foressere morali. La volontà è il sostegno mazione della volontà». della moralità. L'uomo è un essere che non Direte: «Ma come dare un Educandoli rifiuta l'ostacolo, anzi ama po' di grinta a questi nostri confrontarsi con esso. Non è alla volontà, benedetti ragazzi, tante volte vero che, specialmente così pigri, piatti, seduti?». i ragazzi d’oggi forse il fanciullo, va a cacciarsi, Allora, la volontà parte da saprebbero quasi sempre, proprio nei due precise condizioni: luoghi più pericolosi? “volere” ed essere • La PRIMA CONDI– Insomma, il volere non generosi più ZIONE è che qualcomanca. L'uomo, resta ancor sa incanti la mente di quanto sempre l'unico essere che dell'uomo in modo così ha l'avventura nel sangue. non si pensi. forte che si senta spinto a deIl guaio è che, specialmente siderare, volere, amare la oggi, ci accontentiamo di volontà che non è altro, in fondo, che proporre cose “raso terra”; un pensiero tanto convinto e sicuro – ognuno, infatti, ha l'altezza e dignità che trabocca in azione e gli fa uscire di pari all'altezza e alla dignità di ciò che bocca la parola “voglio”. vuole. Abbiamo compreso, allora, che il primo Allora ecco alcune considerazioni utili passo da compiere per dare ossigeno per noi genitori: alla volontà è quello di ritornare a par– è sempre così: prima si vede quallare ai nostri ragazzi di giustizia, di cosa, prima si pensa qualcosa, e poi lealtà, di solidarietà d'altruismo, di si vuole. Chi guarda sempre le cime, un pace… bel giorno si decide ad abbandonare la pianura e a salire! • La SECONDA CONDIZIONE perché la volontà scatti è che si creda nella possibilità della riuscita. a. ti senti a disagio b. sfoderi tutte le tue qualità c. diventi inevitabilmente rosso ...T I MI DO! ragazzo/a che non co2 Un nosci ti sorride per strada: a. fai finta di non vederlo b. rispondi al sorriso ben volentieri c. ti senti osservato e non sai cosa fare capita spesso di sen3 Ti tirti accaldato, con le mani sudate, la bocca asciutta? a. solo in occasioni particolari b. praticamente mai c. molto più spesso di quanto si possa immaginare dire la tua su un argo4 Devi mento che hai a cuore: a. cerchi di spiegarti meglio che puoi b. affermi la tua tesi con convinzione c. dici poche parole farfugliando timidezza può essere 5 La considerata una virtù? a. in alcuni casi sì b. perché no? c. assolutamente no! La – Volete un esempio della forza timidezza straordinaria nascosta nella spedi nostro ranza, nella fiducia. Eccolo: I soldati che hanno avuto la figlio non è fortuna di tornare dalla Se- una condanna conda guerra mondiale a vita. narrano che, durante la ri- ... Ma... è poi tirata sul fronte russo (ben 750 chilometri di steppa a così brutto arrossire? 40 gradi sotto zero!), fintantoché gli alpini avevano la speranza di uscire dalla sacca e ritornare alla libertà e alla famiglia, se perduto, allora, anche soldati lottavano disperatamente ed eroicolossali ed ufficiali che prima avecamente contro la fame, il gelo, il vano animato eroicamente la resisonno ed ai nemici incalzanti; quanstenza, si toglievano dissennatado, invece, sembrava che tutto fosmente la vita. * Per questo ci sentiamo di dire con sicurezza che chi non sa sorridere, entusiasmare, non può educare un solo ragazzo! = SE VUOI SAPERNE DI PIÙ: PINO PELLEGRINO, «Educare a tutto campo», Editrice ELLEDICI, pp. 206 ragione religione amorevolezza FA M I G L I A c u l l a d e l l a v i t a Educazione della volontà Ma quanti sono realmente timidi? E quanti invece usano l’espressione “ma io sono timido” solo come paravento quando non sanno come reagire in una situazione che mette in imbarazzo? TI MI O! = = prodotto dell’orto 6 Ilche preferisci è: a. la carota b. la patata c. il pomodoro di queste situa7 Quale zioni ti rende ansioso? a. trovarti tra centinaia di persone sconosciute b. sbagliare quando sai che non dovresti c. stare per ore senza far nulla Sentirsi a proprio 8 agio vuol dire: a. essere rilassati b. essere in grado di affrontare qualsiasi situazione c. stare bene con se stesso e con gli altri Ti puoi definire una 9 persona loquace? a. in particolari occasioni b. no, piuttosto taciturno c. sì, sei un fiume di parole in piena! III Una giornata senza sacrifici è una giornata di sconfitte: la volontà si allenta; al nemico (pigrizia) troverà facile vincere. Difendi tuo figlio anche con i sacrifici imposti dalla vita stessa: il lavoro, lo studio, la professione, i disturbi di salute, la convivenza umana... COME CONSERVARE LA GRINTA SÌ, SI TRATTA ORA, di conservare la – aspettare che tutti si siano serviti; volontà che si è mossa nel ragazzo. – salutare per primo; L'anima umana è stata paragonata ad – lasciare una merenda; una coppia di cavalli guidati da un'auriga: – praticare il digiuno televisivo; uno dei cavalli è eccellente, buono; l'altro – non fare telefonate chilometriche… è riottoso, pigro, caparbio; il difficile comForse qualcuno potrà anche sorridere! pito dell'auriga sta nello spin• Eppure sono progere il carro della vita dalla prio questi preziosi Il segreto parte del primo cavallo. È ciò che tengono a – con alle spalle un sacrifici che fa, appunto, il sacrificio. galla la volontà perché pos• La rinuncia, la morti- collaudo sicuro – sa affrontare il prezzo del vificazione, l'ostacolo, per conservare vere umano. Ripetiamo, nessuno sorrida; fanno l'uomo padrone di sé: la grinta qui di seguito vi spieghiamo il – nella calma si può sviè far crescere perché il sacrificio deve reluppare un talento, ma per stare nella nostra pedagogia: forgiare un carattere occorre la volontà anche superare delle prove – deve restare perché il col sacrificio. "comodismo" faticose; è un inganno: non si può continuare a vive– l'utile è ciò che ti resiste; re con i denti da latte quando la vita ri– non è la via che è difficile, ma è il serva sassi; difficile che è la via! – deve restare perché solo se faremo È altresì pericoloso stare a lungo senza tutti i giorni due cose proprio perché non ci soffrire. Una giornata senza sacrifici è piacciono e preferiremmo non farle, reuna giornata di sconfitte: la volontà si alsteremo liberi, padroni di noi stessi; lenta; il nemico (pigrizia, egoismo, ani– deve restare perché (è una riflesmalità…) troverà più facile vincere. sione molto fine!) una grande felicità ha • Che fare, dunque? La risposta è bisogno di grandi ostacoli. chiara: difendi il figlio anche col sacrificio. • Tra gioia e sacrificio, infatti, I sacrifici si possono dividere in due vi è come un rapporto di gegruppi: quelli passivi e quelli attivi. mellaggio. La felicità cresce sulla I sacrifici PASSIVI sono i sacrifici impianta che ha le radici a forma di croce. posti dalla vita stessa: il lavoro, lo studio, Non è forse vero che una vita troppo fala professione, i disturbi di salute, la concile diventa presto una vita noiosa? vivenza umana… Dobbiamo dare ragione a Gandhi: «La I sacrifici ATTIVI sono i sacrifici cerstoria del mondo sta lì a dimostrare che cati, voluti, preparati da noi stessi. non vi sarebbe alcunché di romantico Qualche esempio? Ecco: nella vita, se non esistessero i rischi». – saltare giù dal letto, elettricamente, E Don Bosco, soleva raccomandare ai al primo squillo della sveglia; suoi ragazzi: «Mortificatevi sopportan– mangiare le cose che normalmente do con carità e pace qualche piccolo dinon ci piacciono; fetto dei vostri compagni». * Stiamo andando verso una cultura che cerca di risparmiare ai nostri ragazzi qualsiasi disagio di qualsiasi tipo… Maggioranza di a: TIMIDO AD INTERMITTENZA. Sei un timido a intermittenza, o meglio fai il timido quando ti conviene. Infatti solo quando ti senti un pesce fuor d’acqua manifesti i sintomi della timidezza per giustificarti. In questo caso è meglio parlare di insicurezza e cautela: fai il timido quando non ti vuoi esporre e mettere in gioco. Sii te stesso anche quando non sai come andrà a finire. Maggioranza di b: ROSSO POMODORO. Quando si vuole definire la timidezza basta pensare a te. Diventi facilmente rosso, ogni situazione particolare ti mette in ansia e non ti senti quasi mai a tuo agio. Comportandoti così non riesci a esprimere completamente le tue potenzialità e le tue qualità. Quando stai per confonderti e bloccarti prova a pensare a quello che potresti essere se non ti facessi vincere dalla timidezza e sfodera il tuo vero io. Maggioranza di c: FALSO TIMIDO. Timido te? Mai definizione sarebbe più impropria. Riesci a sentirti sempre nel luogo giusto al momento giusto. E quando dici di essere timido, sai che stai mentendo spudoratamente, anzi alcune volte sei addirittura sfrontato. È bello saper essere se stesso, ma attenzione a non assumere atteggiamenti esagerati, la discrezione è sempre benvenuta. essere comunità NEL SENTIRSI BENE per adulti e famiglie dal 7 al 14 agosto Mezzano di Primiero (TN) PER ADULTI L’Istituto Salesiano Santa Croce si trova a Mezzano, in zona Molaren, sulla strada panoramica che da Mezzano porta a Fiera di Primiero. Situato nella splendida Valle Di Primiero, a pochi chilomentri dai centri sciistici di San Martino di Castrozza, Passo Cereda e Passo Rolle, La casa si trova a 750 metri sul livello del mare, ma in poco meno di mezz’ora si possono raggiungere in auto i 2000 metri di passo Rolle e in funivia i 2700 del Monte Rosetta. IV dal 6 al 13 agosto Maranza (BZ) PER FAMIGLIE dal 19 al 26 agost o Terra Santa e Petra PELLEGRINAGGIO Caro Aprile A piedi o di corsa tra i ciliegi fioriti lungo il progno o per le limpide risorgive di Montorio, in bici sulle strade di San Felice e della bassa Valpantena, con le prime giornate di primavera è scoppiato il movimento all’aperto. I cultori della salute attraverso il movimento sono all’apparenza sempre più numerosi. In inverno si incontrano nelle palestre o sui campi di sci, chiusi come da sepali del bocciolo nelle loro tute e giacche a vento, ma con i primi tepori si aprono coi colori variopinti delle magliette leggere. Gli indizi della nuova stagione sono anche questi. Accompagnano e favoriscono l’euforia che la natura col sole, la luce e i colori trasmette da sé. C’è una felicità nel fare qualcosa che appassiona e di utile al corpo e allo spirito. Dischiudersi, uscir fuori è proprio della natura e delle persone in aprile. Se febbraio è corto e maledetto, se a marzo “solo un mato va descalzo” ad aprile ci si può anche scoprire sia nel senso di vivere più fuori sia nel senso di alleggerire i vestiti. La primavera con i cambiamenti che porta con sé (temperature più alte, più ore di luce) rende più piacevole stare fuori di casa e di conseguenza, per le persone in salute e che sono libere di uscire all’aperto, aumentano le oc- Hotel situato in una posizione panoramica a 1414 m. Raggiungibile in 2 ore. Struttura bellissima con camere con bagno, sale da gioco, spazio all’aperto per giocare. Collocata in una posizione splendida, poco lantana da Bressanone, ideale per raggiungere le località più interessanti dell’Alto Adige. Esperienza di vacanze per famiglie per vivere, genitori e figli, la gioia condividere il gioco, le passeggiate, la riflessione lo stare insieme in allegria. Un’esperienza indimenticabile sui passi di Gesù. Nazaret, Cana, Tabor, Cafarnao, il monte delle Beatitudini, Gerico, Giordano, Amman, Monte Nebo, Petra, Betlemme, Betania, il Monte degli ulivi e Gerusalemme con il fascino della città santa, memoria vivente di millenni di storia. Luoghi di cara memoria. Racconto tessuto di natura, antiche vestigia, gente, e tensioni mai esaurite. Esperienza forte di riscoperta della fede. casioni di relazioni sociali. È sufficiente, per esempio, uscire sul balcone che magari si vede il vicino di casa e si scambiano due chiacchere. Soprattutto per gli anziani che vivono soli in casa, una passeggiata ai giardini è un’opportunità non solo per fare un po’ di movimento ma anche per trovare altre persone. Anche gli ammalati però possono trarre giovamento dalla maggiore quantità di luce. La valenza positiva attribuita alla luce risale all’antichità ed è molto popolare come si può ritrovare in alcuni modi di dire, ad esempio “Ho rivisto la luce dopo tanto tempo”. Oggi la scienza conferma i benefici del sole in giuste dosi per la salute e l’umore. Ansia e depressione traggono beneficio dai raggi solari che producono un effetto euforizzante. Infatti, numerosi eventi fisiologici sono regolati dall’alternarsi della luce e del buio. La luce arriva a determinate regioni cerebrali che regolano la produzione, ad esempio, della melatonina e della serotonina, che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del tono dell’umore. Lo stato d’animo delle persone che soffrono di sintomi depressivi dimostra di vivere un periodo di miglioramento proprio in concomitanza all’arrivo della bella stagione che porta con sé anche l’aspettativa della Pasqua e delle festività primaverili. Roberto Bellamoli