La Voce della Casa INDICE Il Presidente Pag. 2 Cronaca Pag. 4 I nostri volontari Pag. 15 Pensieri affettuosi per Papa Francesco Pag. 16 Che cosa oggi tiene accese le stelle Pag. 21 Convegno nel trentesimo anniversario della morte di Don Giovanni Moioli Pag. 24 Il Leone e la Cetra: Don Marco Fusi e Don Davide Marzo: benvenuti a Vimercate Pag. Grazie Giuse Pag. 26 Il ricordo del Presidente Pag. 27 RSA Aperta Pag. 28 Torneo di Burraco a San Giuseppe Pag. 31 Il bilancio di previsione e le nuove rette Pag. 32 Dicembre 2014 1 25 La Voce della Casa IL PRESIDENTE CASA SAN GIUSEPPE E' SCUOLA DI VITA La Casa San Giuseppe è stata ed è, per me, scuola di vita. In un mondo in cui si lotta per la ricchezza, il potere, gli onori, si richiedono efficienza, spregiudicatezza, fama; ci si arroga il diritto di decidere su tutto, compreso quello di chi merita di vivere; il debole, il povero, lo svantaggiato possono essere emarginati, umiliati, guardati con occhio indifferente e sprezzante. La Casa Famiglia San Giuseppe si oppone a questa cultura senza alcun clamore, ma accogliendo, curando, assistendo con rispetto e con amore anziani e persone che malattie o casi della vita hanno reso fragili e bisognose di sostegno. Per tale via, sia gli operatori della Casa, sia i visitatori e i famigliari degli Ospiti sono indotti a guardare e trattare gli anziani con comprensione per le loro debolezze e ad essere vicini alle loro sofferenze e solitudini. In questo contesto, il saluto lieto, il gesto amorevole, il discorso attento fanno brillare di gioia gli occhi dell’anziano, e offrono a noi il dono di dimenticare o di ridimensionare il peso della vita quotidiana. Possiamo comprendere così la verità del proverbio dei Tuareg, secondo il quale “la differenza tra il deserto ed il giardino non fa l’acqua, ma l’uomo”. Questo è il valore aggiunto che i famigliari degli Ospiti, i visitatori, i responsabili degli Enti che vigilano sull’attività della Casa San Giuseppe, riconoscono continuamente, ritenendolo una caratteristica fondamentale dell’ospitalità offerta. Ma è anche l’impegno più arduo che i Consigli di Amministrazione della Casa San Giuseppe hanno ritenuto di dover mantenere nel corso degli anni assumendo e gestendo gli operatori, fornendo servizi, adottando iniziative che tenessero presente non il lucro, ma benessere dei Residenti e degli Ospiti. Con questo spirito, recentemente, la nostra Casa sta dimostrando di voler affrontare pure le diverse esigenze assistenziali che i Responsabili della Regione Lombardia hanno ritenuto di dover soddisfare anche alla luce del deterioramento della generale situazione economico-sociale. Come segnalato nel maggio scorso, la nuova Amministrazione Regionale intende riformulare l’offerta dei servizi residenziali con percorsi di sostegno ai famigliari degli anziani ed interventi tecnici a favore di persone colpite da demenza senile da eseguirsi presso il domicilio degli interessati. La Casa San Giuseppe è stata tra le poche istituzioni del territorio ad aggiungere, all’accoglienza tradizionale presso la propria struttura, un’attività di consulenza ai famigliari e di assistenza tecnica alle persone fragili presso il loro domicilio. . 2 La Voce della Casa Gli apprezzamenti degli interessati e dei responsabili dell’ASL hanno confermato la professionalità, la competenza e la sensibilità dei nostri operatori a beneficio delle persone che, per malattie, incidenti, degrado psico-fisico, hanno bisogno di attenzione, comprensione, tenerezza. La nuova politica della Regione Lombardia, diretta a favorire un’assistenza domiciliare agli anziani in possesso di una minima autonomia, impone una riflessione anche a noi sull’opportunità e possibilità di ampliare la rete di servizi offerta dalla casa. Queste righe che mi fanno aprire le pagine del nostro Notiziario, mi offrono l'occasione per segnalare un evento del prossimo anno, un momento a cui non avremmo mai voluto pensare: andrà in pensione una figura storica speciale della San Giuseppe, la Signora Itala Brambilla che, per oltre quarant'anni, ha lavorato nell'Ufficio Amministrativo della nostra Fondazione. Una schiera infinita di anziani, famigliari, amici della Casa, sindaci, amministratori di sostegno, avvocati, hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare lo zelo, la disponibilità, lo spirito di servizio, l'amore per gli anziani e per la Casa San Giuseppe che ha animato e anima l'instancabile attività di “la Itala”. In tutti questi anni il piglio è stato sempre vivace, deciso, pronto a diventare “ruvido” quando vedeva intaccato l'interesse dei Residenti e della San Giuseppe: è stata, e lo sarà sempre -ne siamo tutti sicuri- la chioccia che reagisce con forza quando sorge un pericolo per i suoi pulcini. A una persona tanto preziosa, affettuosa e generosa, tutta la gratitudine, stima e simpatia della nostra Casa, dei residenti, degli amministratori, degli operatori, di tutti insomma, nella certezza che la sua opera continuerà ancora come “volontaria” e “amica speciale”. IL PRESIDENTE Gabriele Sponzilli 3 La Voce della Casa CRONACA ALCUNI MOMENTI DELLA VITA DELLA CASA APRILE - “Pagine Vive” con i Ragazzi della Scuola Media di Lesmo Mercoledì 9 aprile, grazie anche alla fisioterapista Silvia, i ragazzi della Scuola Media Don Milani di Lesmo sono venuti a trovarci, per farci ascoltare alcune storie tratte dal loro libro di favole, scritto in occasione della morte per malattia di una loro compagna di classe. I ragazzi hanno sceneggiato le storie con sottofondo musicale dal vivo. In cambio la voce dell' animatrice Luisa ha proposto all'ascolto e alla riflessione alcuni brani composti durante il laboratorio di scrittura. (Luisa e Marcella) APRILE - Gli Scout nella nostra Casa Natale con i tuoi e Pasqua con… GLI SCOUT! La Settimana Santa è stata caratterizzata dalla compagnia di giovani scout sia per l'animazione delle celebrazioni liturgiche, sia per le attività che ci hanno proposto (giochi, canti, foto… risate a crepapelle!) Gli scout di Vimercate sono venuti a giocare con noi il Giovedì Santo mattina: che “bei bagaj” e “che bravi!” Gli scout del gruppo Trezzo-Vaprio sono venuti a stare con noi dal Giovedì Santo pomeriggio al Sabato Santo sera: pensate... hanno dormito per terra con i sacchi a pelo, hanno fatto da mangiare sui fornelletti a gas in giardino, hanno pregato nel parco. Con loro abbiamo giocato, cantato, parlato molto. Per le celebrazioni della Settimana Santa si sono improvvisati cantori e hanno reso gioiose le funzioni e anche il nostro cuore. (Luisa) 4 La Voce della Casa FESTA DI PRIMAVERA - 8 giugno 2014 Al mattino il tempo sembra quello giusto, una giornata di sole splendente. La messa è stata animata dalla voce del soprano Tiziana Cisternino, accompagnata al pianoforte dal Maestro Luca Pavanati con brani di Schubert. Padre Paolo con la sua celebrazione ci ha fatto iniziare bene la giornata di festa. In sala cinema abbiamo visitato la Mostra foto-pittorica “INQUADRATURE” a cura di Luisa Corno e Chiara Maria Rossetti e nelle pagode i mercatini vintage dell’Associazione Volontari. Poi tutti nel parco per la dimostrazione di Agility, obedience e tricks a cura del centro cinofilo “IL MIO AMICO HA QUATTRO ZAMPE”. Alle 11.00 è iniziata la sfilata con gli “Amici di famiglia” con premio all’animale più simpatico ed al più elegante. La giuria era composta da alcuni ospiti ed operatori. La festa è ricominciata alle 15.00 con i laboratori naturalistici a cura del Consorzio Parco del Molgora e sotto il portico con il concerto fantastico del coro AMICI E VOCI. A chiudere la giornata l’estrazione della sottoscrizione a premi. La Santa Messa Rosa S.: “ E’ stata una celebrazione mondiale, perché è stata molto significativa dal primo momento all’ultimo. Padre Paolo ha parlato dello Spirito Santo ed è stato molto bravo.” Alessandra V.: “La soprano è stata molto brava, ha cantato molto bene, soprattutto l’Ave Maria.” Carolina V.: “ E’ stata celebrata con tanta devozione ed è stata una cosa eccezionale; molto bravo anche Frate Paolo.” Antonia M.: “ Il superiore durante l’omelia ha letto una poesia molto bella e io mi sono messa a piangere.” Ersilia: “ La messa è stata sentita con molta devozione.” Marcellina: “E’ stata la cosa più bella della festa.” La sfilata degli animali Savina L.: “ Mi è piaciuto molto vedere i cani; anche la mostra è stata molto bella. Però non terrei mai in casa i cani.” 5 La Voce della Casa Iride R.: “ Mia figlia ha fatto sfilare il suo cane Fiocco, che ha preso il primo premio. Mi è piaciuta molto questa esibizione. E c’è stata anche la sfida delle tartarughe; per essere tartarughe erano tanto veloci.” Lucia: “ Mi sono piaciuti i cani.” Rosa: “ I cani hanno dimostrato di saper obbedire e, nelle attività, sono stati molto bravi. E poi è stato bello vedere la presenza di famigliari e tanti bambini.” Pranzo Maria: “Ottimo pranzo, composto da ravioli ai quattro formaggi, faraona farcita, macedonia, caffè e gelato.” Il coro Amici e Voci Marcellina: “E’ stato speciale perché non è stata una cosa usuale: è stato molto particolare e hanno fatto dei canti non comuni.” Rosa: “ Prima hanno fatto delle canzoni per i giovani, poi canzoni per i meno giovani.” Marcellina: “Il coro è stato speciale.” Angela: “ Il coro era meraviglioso.” 6 La Voce della Casa La mostra, i laboratori del Parco Molgora e l’estrazione della lotteria Iride: “ C’era tantissima gente.” I bambini hanno fatto un laboratorio sui 5 sensi e si sono divertiti molto; in seguito c’è stata la vendita delle torte e degli oggetti fatti dai volontari. Marcellina: “ Era tutta da ammirare.” Esmeralda: “ Sono venuti i miei nipoti e giocavano alle capriole.” Commenti e ringraziamenti Felicita: “ Abbiamo passato una bellissima giornata.” Iride F.: “ E’ stata una festa bellissima; non c’era mai stata una festa del genere al mio paese.” Ersilia: “ Il coro è stato molto bravo.” Felicita: “ Il soprano era molto brava”. Antonia: “ Il soprano aveva una voce splendida.” Battistina: “ La festa è stata molto bella.” Angela: “ La festa è stata bellissima.” Agnese: “ La festa è stata magnifica.” Giuseppe: “ E’ stato molto bello il canto dell’usignolo fatto dal soprano.” Piera: “ La festa è stata bellissima.” Pierina: “Mi è piaciuta moltissimo.” Giuseppina: “ E’ stato tutto molto bello.” Mariuccia: “ La festa è stata eccezionale; il soprano ha cantato meravigliosamente.” Savina: “ Sono stata molto meravigliata dalla giuria e dalla sfilata dei cani.” Rosa C.: “Ho fatto parte della giuria, ma mio nipote mi suggeriva.” Iride: “ Quando ha cantato il soprano avevo la pelle d’oca.” Ersilia: “ Ringrazio il direttore di Amici e Voci.” Ringraziamo il Signore per la splendida giornata. Ringraziamo i volontari, gli organizzatori e gli operatori. Ringraziamo i nostri parenti che hanno partecipato. (Luisa: pensieri scritti al laboratorio di scrittura) 7 La Voce della Casa GIUGNO - SETTEMBRE - Pomeriggi danzanti A partire da sabato 21 giugno fino al 22 settembre, la stagione estiva alla Casa Famiglia San Giuseppe è stata caratterizzata dai pomeriggi musicali. Ogni lunedì pomeriggio, vari artisti e gruppi musicali ci hanno sollevato l’umore e lo spirito con walzer, tanghi, mazurche, fox trot, rumba, cha cha cha, beguine… e quest’anno il gruppo di ballerini è andato aumentando. Non occorreva saper ballare, ma lasciarsi incantare dal ritmo e dall’energia che la musica sprigionava per tutto il pomeriggio. Non mancava mai il coro improvvisato degli ospiti a sostenere l’artista durante il canto. E gli “stonati” si sono divertiti ad ammirare lo spettacolo che si formava in pista, grazie anche alla collaborazione preziosa di volontari, amici e parenti. Questi pomeriggi hanno fatto incontrare persone di diverse età e di ogni condizione psico-fisica attraverso il potere espressivo e comunicativo proprio della danza e della musica. (Anna e Marcella) GIUGNO – Giornata dell'ammalato Seconda domenica di Giugno: la giornata non è bellissima… A dire il vero piove, ma noi siamo pronte e aspettiamo i Volontari Unitalsi per recarci alla S.Messa organizzata a San Maurizio per la giornata del malato. Stefano arriva puntuale con il pulmino e partiamo per la chiesa Cardinal Ferrari. La S.Messa è stata celebrata da don Michele Di Nunzio che ci ha donato un pochino di consolazione per le nostre sofferenze. Gli amici dell’Unitalsi, in primis Beppe Giunteri, ci hanno accolti con la loro consueta affabilità e simpatia. È sempre molto bello pregare insieme, fare merenda, ritrovare volti conosciuti… e farci coccolare da dame e barellieri. (Luisa) LUGLIO – Gita sul battello Giovedì 17 luglio, complice una bellissima giornata di sole, alcuni ospiti, animatrici, educatrice, fisioterapista, operatori e volontari hanno trascorso una splendida mattinata sul battello Addarella alla scoperta dei suggestivi paesaggi del fiume Adda. Dopo un piccolo fuori programma (un carrellino finito in acqua ma subito ripescato), l’escursione è proseguita tra canti, risate, barzellette e racconti autobiografici riferiti a quei paesaggi: tanti i ricordi legati al fiume, alcuni piacevoli e divertenti, altri malinconici. Per rendere ancora più festosa la traversata non poteva di certo mancare una genuina merenda a base di pane e salame, alimento per eccellenza delle gite sia del passato che del presente! E’ stata davvero una bella mattinata: immergersi nella natura ogni tanto riempie il cuore e libera la mente! (Anna) 8 La Voce della Casa LUGLIO – Visita all'asilo Oplà Per diversi mesi abbiamo ricevuto la graditissima visita dei bambini dell’asilo nido Oplà di Ruginello: abbiamo giocato, “ lavorato”, raccontato vecchie storie e riso insieme a loro. In quelle occasioni abbiamo allestito la sala cinema con tappetoni, palloni, birilli e cuscini in modo da rendere l’ambiente allegro e sicuro e creare un’atmosfera ludica e gioiosa. Mercoledì 23 luglio gli ospiti che hanno partecipato agli incontri, i volontari, animatrice e educatrice si sono recati in visita all’asilo nido per una merenda mattutina offerta dai loro piccoli amici. Seduti all’ombra del bellissimo giardino interno dell’asilo, nonni e bambini hanno condiviso giochi, storie, canzoni e biscotti mentre i volontari si sono scatenati con balli e filastrocche. E’ stato davvero emozionante vedere con quanta spontaneità e freschezza i bambini hanno accolto quest’allegra invasione! ( Stefania) AGOSTO – Festa di Vimercate Lunedì 4 agosto 2014: Festa con Nora ed Enrico Enrico Ronchi fisarmonicista e Nora Pagani volontaria ci hanno aiutato a mantenere viva la festa legata a Santo Stefano, patrono di Vimercate. Durante la mattina ci siamo scambiati ricordi legati alla fiera che da giovani aspettavamo con desiderio e con molteplici curiosità... e abbiamo osservato le trasformazioni della stessa negli anni. Ma nonostante i cambiamenti del tempo, a noi è piaciuto far merenda con pane e salame, salatini e tanti buoni biscotti cantando sulle note dei walzer di Enrico. (Marcella) AGOSTO - I ragazzi dell'oratorio a Casa San Giuseppe Dall’era contadina alla modernità i ragazzi dell’oratorio sono sempre quelli… Passano e ripassano gli anni, ma i giovani sono ancora quelli che vogliono far festa. Durante le vacanze estive si ricordano sempre degli anziani di San Giuseppe e fra una scorribanda e l’altra vengono a trovarci. Gli oratori hanno spesso regalato agli anziani della Casa non solo pavimenti neri ma uno spettacolo di spensieratezza. Quale grande opportunità è la giovinezza! Orgogliosi della loro età si incantano a volte con timore nel vedere che anche da anziani ci si diverte. Ed è peccato mortale pensarla diversamente. (Anna) AGOSTO – 100 anni di Angelo Viganotti Meno 3, meno 2, meno 1…..100!!! sì, avete capito bene: dopo il meno uno viene il 100. Il cento dei 100 anni raggiunti dal nostro Angelo Viganotti. Con Angelo abbiamo iniziato a fare il conto alla rovescia di quanti giorni mancavano al suo compleanno già da maggio, ma gli ultimi giorni sono stati da “cardiopalma”. Ed ecco è anche giunto il 27 agosto: Angelo era emozionatissimo, e la sua famiglia e noi insieme con lui. Angelo ha indicato alla figlia il suo “personale menù”: 7 crostate, da bere per tutti e… tanta allegria! E questi ingredienti ci sono stati tutti grazie anche alla famiglia, agli ospiti, al personale e ai tanti amici che sono venuti per l’occasione. Pensate un po’…. Qualche giorno prima Angelo era stato intervistato dal Giornale per questo traguardo e ha detto che qui si trova bene ma che, a volte, si demoralizza perché non riesce a fare più le cose da solo. Ringraziamo Angelo per la sua visione positiva della vita, per la sua volontà a fare, per l’affetto che ci dona… e, come si usa dire, altri 100 di questi giorni (e sempre con le crostate buonissime della figlia Rosanna!) (Luisa ) 9 La Voce della Casa AGOSTO-SETTEMBRE 6, 13 e 20 agosto; 3, 10 e 17 settembre 2014: yoga senior... per rilassare mente e corpo Aspettavamo il caldo per iniziare all’aperto, sotto i pini, una nuova attività: Yoga per anziani. Ma il caldo chi l’ha visto? Noi no, ma non ci siamo scoraggiati! Dopo un primo incontro sotto il portico, ci siamo adattati a sperimentare gli esercizi di yoga nella sala cinema. Tutto nuovo, sia per noi operatori sia per gli ospiti: una nuova forma di movimento legato alla respirazione con l’obiettivo di rilassare mente e corpo. In mancanza del contatto diretto con la natura, mentre eseguivamo gli esercizi, sullo schermo ci hanno accompagnato immagini e suoni. Fiori di svariati colori ci riempivano la vista, la “voce” degli uccelli, dei grilli, del vento e dell’acqua ci aiutavano a ritrovare lentezza e armonia. La respirazione profonda ci ha permesso il rallentamento del ritmo e di recuperare lo stato di armonia individuale con la natura. Abbiamo sperimentato la meditazione senza evidenziare particolari difficoltà, con la conseguente rievocazione di ricordi legati alla individuale esperienza di vita, oltre che di sensazioni piacevoli e positive. Al respiro lento e profondo, alle tecniche immaginative, alla concentrazione, ai suoni si è aggiunto l’olfatto con la sensazione di sentire l’odore di ciò che stavamo guardando, ascoltando o immaginando: un bosco, un prato fiorito, un mare in burrasca, un ruscello di montagna, un tramonto sul mare. Al termine della seduta di Yoga, una tisana al tiglio, rilassante, con miele millefiori, una tisana della fortuna (tè verde e tè nero, petali di girasole, di rosa e di fiordaliso) e una tisana con mele e cannella chiudevano l’esperienza sensoriale. Il progetto “Yoga Senior”, insieme con il piacere di sperimentare una nuova attività, ha messo in evidenza la necessità negli anziani di “respirare” in spazi nuovi e ogni volta sorprendenti che placano l'ansia e ridimensionano il ritmo della vita quotidiana. (La fisioterapista Elena e l'animatrice Marcella) 10 La Voce della Casa LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE 23 luglio, 6 e 20 agosto, 3 e 17 settembre : Cocktail Party! Cinque serate alla scoperta dell’improvvisazione teatrale. Una quindicina di partecipanti hanno interpretato i personaggi reali e di fantasia delle storie che le animatrici Luisa e Marcella hanno proposto durante tale attività. Utilizzando la voce, la mimica, la fantasia e il bagaglio delle esperienze, la commedia teatrale è approdata nella nostra estate con naturalezza. Felicita e Marcellina nei panni dei novelli sposini, Giuseppe il fidanzato, Ersilia l’infermiera, Guido il medico, Angela la madre e la cameriera, Savina la perpetua, Rosa il parente e Iride l’anziano in casa di riposo, la volontaria Antonella il curato, la volontaria Ezia la moglie… Le trame sono state pensate per affrontare varie tematiche o esperienze di vita; la più significativa trattava il tema del ricovero in RSA. Tale argomento ha dato modo di affrontare insieme la difficoltà della vita in RSA, il tema della scelta di cura, i costi che pesano sulla famiglia, il non essere più autosufficienti, la perdita delle facoltà di scelte con la famiglia... Tutti i partecipanti hanno espresso pensieri e scambiato esperienze e riflessioni. Alla fine di ogni incontro teatrale, aiutati da Stefania, è arrivato il cocktail, ogni volta diverso e fantasioso, accompagnato da dolci biscotti. (Marcella, Luisa e Stefania) SETTEMBRE – Una festa di compleanni... molto speciale Il mese di Settembre è forse il mese che amo di più per il clima ancora mite e gli splendidi colori della natura e non poteva smentirsi nemmeno quest’anno... Nel vocabolario non c’è una parola che consenta di esprimere l’emozione provata il giorno in cui si sono festeggiati i compleanni e insieme gli anniversari di nozze di alcuni nostri volontari della Casa. Con gli occhi lucenti, le coppie hanno ricevuto una dedica musicale, una sinfonia che ci ha condotti col cuore a immaginare il giorno del loro sì e gli anni della gioia e della fatica. A dire il vero c’è stata un po’ di fatica a portare l’ amore in pubblico, ma il breve momento di festa ha regalato soddisfazioni ben più grandi e restituito agli sposi una sorta di riconoscenza. Auguri, auguri, auguri. (Anna) 11 La Voce della Casa OTTOBRE - Giovedì 2 Ottobre 2014, Santi Angeli Custodi: Festa dei nonni Il primo momento bello della giornata è stata l’omelia del Padre Guardiano Umberto durante la Messa degli Angeli Custodi, e nella nostra mente si sono depositate un paio di frasi: “Essere servi significa esser utili a qualcun altro” e “Essere come bambini per lasciarci guidare” . Il secondo momento è stato quello del pomeriggio, con lo spettacolo offerto dal Coro Insieme Cantando, dal titolo “Le musiche del cinema”. Lo spettacolo, ideato dall’animatrice Marcella, è scaturito dall’incontro di due tipi di arte, la canzone e il cinema, per stimolare, allo stesso tempo, campo visivo, percezione e orecchio. Le canzoni, che hanno fatto parte delle colonne sonore di film che andavano dagli anni Trenta fino al 1997, sono state scelte ed arrangiate dal Maestro del Coro Roberto Acciuffi . Grazie al prezioso aiuto di Andrea Modena, che ha curato la parte grafica ed i testi, e l’ accompagnamento della fisarmonicista Mariangela, sempre presente al fianco del Coro, lo spettacolo ha creato un' atmosfera densa di attenzione, ascolto, e piacere. Un ringraziamento speciale ai bassi Aldo, Daniele, Emilio, Egidio, Eugenio, Franco, Michele e Sergio (ultimo ingaggio del coro); ai contralti Antonella, Carla, Céline, Gabriella, Giovanna, Giulia, Laura, Liliana, Itala e Romana ; ai soprani Alvezia, Dina, Gioconda, Giulio, Ilda, Laura, Marcella, Maria Pia, Mina, Rosanna e Silvana. (Marcella) OTTOBRE – DUO 131 - Saggio di violoncello e pianoforte Sabato 4 ottobre: che pomeriggio ricco di piacevoli sorprese! È ritornato il DUO 131, composto dal Violoncellista Carlo Sala e dal Maestro Luca Pavanati, per regalarci l’esecuzione di alcuni brani di musica classica, tra i quali la Vergine degli Angeli, Va pensiero, l’intermezzo della Cavalleria Rusticana e alcuni di musica leggera come Jamme, Rosamunda, O mia bela Madunina. Inutile dire quanta vivacità ci ha portato il grande Maestro ed il suo allievo. Carlo Sala ha dedicato alle signore presenti in sala “La vita è bella”, dichiarando di confidare nell’aiuto del Signore quando la vita non appare più così bella ma porta numerose difficoltà legate all’età che avanza. Poi, a sorpresa, si è aggiuntp al duo il signor Carlo Cigoli, un amico di Carlo, ed insieme ci hanno regalato la canzone con scenetta del mulitta (occhi sgranati e risate inaspettate) e l’esecuzione di un brano natalizio (piva piva..) suonato dall’amico al violino con un bicchiere pieno d’acqua appoggiato sullo stesso. Applausi divertiti ed incantati. Dulcis in fundo, i tre musicisti si sono esibiti facendo cantare tutta la platea con la canzone simbolo di chiusura delle nostre feste: “O mia bela Madunina”. (Marcella) 12 La Voce della Casa OTTOBRE – Domenica 26 Ottobre – Festa d’autunno e pranzo in famiglia Alle 7.30 Attilio è stato il primo ad arrivare insieme ad Itala e, come al solito, ha preparato la rotonda per la S. Messa ed il coro. I coristi sono arrivati alle 8.30 per il ripasso e il riscaldamento delle voci, mentre gli ospiti si affollavano davanti alle porte chiuse della rotonda. Padre Umberto ha celebrato la Santa Messa in una rotonda gremita fino all’inverosimile e, al termine, la dott.ssa Baio ci ha portato i saluti del Consiglio di Amministrazione. Disperse le ultime note della fisarmonica e del pianoforte, ci siamo poi spostati a visitare il mercatino organizzato dai volontari e a scoprire in quale tavolo avremmo pranzato. Alla spicciolata sono arrivati i parenti e gli amici e, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo finalmente gustato le lasagne e via via tutto il fantastico pranzo. Grande ovazione hanno ottenuto il sorbetto, l’ananas e il tiramisù. Finito l’abbondante pranzo, i più resistenti sono andati in rotonda per lo spettacolo del gruppo Vaprio Folk. Con il libretto dei canti in mano abbiamo cantato a squarciagola canzoni folkloristiche insieme con i parenti e gli amici. Il tutto è stato condito da caldarroste fumanti e buonissime. (Luisa, Anna, Marcella, Stefania) “Ci siamo vestiti bene; ho messo un foulard che arriva da Parigi” (Antonia M.) “Io mi sono vestita bene per l’occasione” (Iride R.) “Per l'occasione ho messo su una camicetta che arriva da Parigi” (Paola R.) “Ho pianto tutta la santa Messa per il canto del Coro che era commovente” (Antonia M.) “Mi ha impressionato il Frate ” (Iride R.) “Un Frate speciale: ha detto cose moderne” (Paola R.) “Molto bella come festa. Anche mio genero, che è molto critico, ha detto che è stata bella” (Lice T.) “Per me è stato il terzo anno, ma quest’anno è stato bellissimo” (Rosa C.) “Buono ed abbondante, cucinato molto bene il pranzo, soprattutto il tiramisu” (Guido N.) “Mi è piaciuto il sorbetto e anche l’ananas” (Celestina G.) “ E' stata una festa meravigliosa” (Anna V.) 13 La Voce della Casa “Tutte le persone che sono qui alla casa e i loro famigliari hanno gradito il pranzo, una cosa splendida” (Marcellina M.) “E' stato molto bello, speciale, perché è avvenuto due giorni dopo il mio compleanno” (Sandra V.) “Una festa ed un pranzo che ho gustato con i miei” (Angela G.) “Era bello l’atrio sistemato così” (Rosa C.) “Complimenti alla cucina ed alle animatrici e agli operatori che ci hanno servito” ( Iride R.) OTTOBRE - lunedì 29 – 100 anni di Limonta Graziosa Ci prepariamo tutti seduti in cerchio, emozionati e felici. Alle 15.30 i parenti arrivano con due bellissime torte e pasticcini per festeggiare insieme agli amici del nucleo i 100 anni di Graziosa. Le candeline vengono accese e... tutti in posa per la foto ricordo. A sentire cantare in coro “tanti auguri”, Graziosa grida: “ Ho fame!!” Ecco forse il segreto dei cent’anni: avere sempre un buon appetito. Una buonissima fetta di torta, accompagnata da Tango delle capinere, Parlami d’amore Mariù e Santa Lucia ci permettono di far nascere un applauso sentito. Un ringraziamento speciale ai famigliari che hanno organizzato la festa. (Marcella) 14 La Voce della Casa I NOSTRI VOLONTARI VOLONTARIATO E' CARITA' CRISTIANA, AMORE PER LA VITA, OCCASIONE DI CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE. Mi chiamo Ezia, sono una signora in pensione che abita a Ruginello molto vicino alla Casa Famiglia San Giuseppe. Conoscevo bene questa Casa e frequentavo la sua Chiesetta per le Messe. Conoscevo anche la sua realtà e molti dei suoi ospiti; ma l'incontro con la Signora Brioschi Carla e con la Signora Gioconda fu fondamentale per la mia scelta di aderire alla Associazione Volontari della Casa. Proprio in questi giorni ricorre il sesto anniversario del mio “ingresso ufficiale” nella Casa Famiglia come volontaria. I ricordi sono tanti nella mia mente, come le emozioni. Il mio percorso mi ha portato a condividere i pensieri, le emozioni, i problemi dei residenti, a conoscere una realtà di affetti che si sono poi mantenuti nel tempo. Molte famiglie si sono legate a noi volontari e agli operatori dell'istituto, e molte volte mi capita di incontrare figli/nipoti/parenti dei residenti che ci ringraziano per la nostra presenza e per la nostra vicinanza ai loro cari. Tutto questo mi riempie il cuore di felicità e rispondo a loro che veramente è molto di più quello che noi riceviamo da loro che quello che doniamo: non è una frase fatta, ma è proprio la realtà. La nostra Presidente Gioconda Cominotto è una persona che si dedica con grande impegno e grande amore cristiano per questa Associazione di Volontariato. Io sono orgogliosa di poterle essere di aiuto nelle attività che giornalmente svolgiamo. La mia frequentazione man mano più assidua della Casa mi ha fatto apprezzare anche l'operato di tutti coloro che a vario titolo lavorano nel nostro Istituto, e posso dire che anche questo mi emoziona: ho visto con quanta dolcezza, pazienza e riservatezza tutti cercano di fare in modo che i residenti stiano bene, sereni e attivi. Mi permetto di consigliare a tutti una esperienza nel volontariato, perché essa è carità cristiana, amore per la vita, occasione di crescita personale e spirituale. (Ezia Redaelli) 15 La Voce della Casa PENSIERI AFFETTUOSI PER PAPA FRANCESCO DA ALCUNE PERSONE ANZIANE, OSPITI DELLA CASA FAMIGLIA S. GIUSEPPE Roma, 8 settembre 2014 Festa Natività di Maria SS. Alla cortese attenzione di Sua Santità Papa Francesco Sono suor Barbara Limonta della Congregazione delle Suore di Carità dell'Assunzione, a Roma. Le animatrici della Casa Famiglia S. Giuseppe, di Vimercate, mi hanno chiesto di fare da tramite per fare avere al Santo Padre alcuni pensieri per lui scritti dalle ospiti della casa famiglia durante il laboratorio di scrittura. Ho cercato di scegliere alcuni pensieri che ho scritto con il computer ma vi allego anche tutti gli originali; può sicuramente far piacere a papa Francesco sentire queste parole! Alcune mie zie sono ricoverate in questa struttura che è nata in un ambiente cattolico nel tempo della guerra inizialmente a favore degli orfani e poi per gli anziani della zona; veramente è una casa dove le persone sono volute bene e vivono il tempo della loro vecchiaia in un clima lieto e operoso. Ogni mattina partecipano alla santa messa e ogni giorno nei reparti si recita il santo Rosario. Chiedo di poter far pervenire a loro la benedizione di papa Francesco e magari qualche rosario benedetto. Assicurando la mia preghiera fedele e devota, porgo i più distinti ossequi. Suor Barbara Limonta L'indirizzo è: Animatrici Marcella e Luisa Casa Famiglia S. Giuseppe Via G. Cantore, 7 20871 Vimercate (MB) tel 039.669122 16 La 17 Voce della Casa La Voce della Casa "Caro papa Francesco, volevo chiederle di fare il possibile per tenere uniti tutti i popoli il più possibile per poter evitare anche le guerre. Le chiedo di provare a riportare la "società" come lo era un tempo, con un concetto di fratellanza più forte. La gioventù di una volta era più unita e si ritrovava in oratorio per passare il tempo in compagnia, quello era tempo speso bene rispetto a come lo occupano i ragazzi di oggi. Concludo chiedendole di pregare per la gioventù di oggi e che tu li possa guidare verso una buona strada, verso un futuro migliore." "Caro papa Francesco, sorreggimi, La amo tanto. Quando ascolto la sua parola, lascio tutto per ascoltarla meglio. Lei è bravissimo nello spiegare la parola di Dio, nel parlare di Gesù. Protegga i miei figli, che sono la mia vita." "Caro papa Francesco, io sono una sua ammiratrice. Quando ti ho visto in televisione ho sentito un batticuore soprattutto quando sei stato eletto e ti sei presentato a noi, la tua semplicità e quello che hai detto mi hanno commossa." "Caro Papa Francesco, la ringraziamo prima di tutto per tutto quello che fa per la Chiesa e vorrei una preghiera per tutti i miei famigliari e tutte le persone malate nella casa san Giuseppe e nel mondo. Mi piacerebbe che venisse a trovarci a san Giuseppe, mi farebbe molto piacere ...” "Caro papa Francesco, io vorrei chiederti di tenermi sempre per mano come un papà tiene per mano sempre il proprio figlio per insegnargli a spendere il meraviglioso dono della vita amando il creato e le creature." "Caro Papa, ... quando la vedo per televisione sono molto contenta perchè lei mi dà molto coraggio." "Caro Papa Francesco, ringrazio per avere la possibilità di rivolgerti il mio pensiero. Io ti ammiro per la tua semplicità e umiltà e so che sei molto sensibile verso le persone anziane e disabili. Io spero che le parole che provengono dal tuo cuore possono convincere le persone che non agiscono per il bene della società. Ti chiedo preghiere per me e per tutto il mondo, soprattutto per i giovani che hanno davanti una vita, solo così potremo avere un po' di benessere. Grazie." "Caro papa, è sempre stato buono, ha sempre pensato alle sue pecorelle. Preghi perchè ci faccia stare calmi e conduca bene le sue pecorelle. Ce ne sono dentro di buone e cattive e noi ci teniamo quelle buone. - Chissà sel dorm de nott a pensà a tuscoss - (chissà se dorme di notte a pensare a tutto!). Le auguro di pregare per i giovani in particolare." "Prego per il Papa, a protezione dei nostri nipotini". "Caro papa Francesco, le voglio molto bene, e prego per lei, che è un papa completo." "Carissimo Papa, sono contenta che lei sia il nostro Papa. E' una persona molto buona e comprensiva che attira a sè tanta gente. Le chiedo di pregare per tutto il mondo ed in particolare per i bambini che crescono.” "Caro papa, ..... io prego per te affinchè il Signore ti protegga sempre." "Caro papa, io sono un po' sorda e non riesco a sentire bene quello che dici però so quello che mi raccontano, cioè che sei molto sensibile e vicino alle persone che soffrono, quindi anche io ti prego di ricordarmi nelle tue preghiere perchè sono una persona di 88 anni, che vive in una casa di riposo. Ti ringrazio per le preghiere che mi dirai." 18 La Voce della Casa "Caro Papa Francesco, sono una persona di 90 anni lei può immaginare le mie condizioni. Le sono grata e le chiedo delle preghiere per i miei famigliari e per me. La ringrazio di vero cuore." "Caro papa Francesco, sono molto contenta che lei sia venuto in Italia e raccomando i miei famigliari." "Caro papa Francesco, io ti vorrei chiedere di pregare tanto per mio figlio perchè bestemmia in continuazione e quando gli dico di andare a confessarsi mi dice di pensare per la mia anima e per la sua ci pensa lui e a me questa cosa mi fa molto male. Anche un'altra cosa ti chiedo: di farmi camminare perchè mi trovo all'ospizio e questa casa a me non va, vorrei andare a casa mia e poi morire. Grazie delle sue belle prediche e delle sue belle parole." "Sono contenta di inviare questa lettera al caro papa perchè lo penso molto e perchè prega anche per tutto il mondo; io sono ricoverata a san Giuseppe di Vimercate e tutti i giorni vado a messa e prego sempre che Dio lo tenga in vita. Io ero in una famiglia numerosa di 10 fratelli e mio papà mi diceva che i PAPA dovrebbero essere tutti santi dopo la loro morte per tutto quello che fanno per tutto il mondo". "Sua Santità, la Sua presenza tra noi è stata di grande gioia. Ha rallegrato tutto il mondo. Vorrei dirle che ogni persona, quando si parla di lei, vorrebbe venire a Roma personalmente per abbracciarla e per dirle il nostro Grazie! Per ora non posso venire a Roma però sarà mia premura farlo quando sarà possibile. Spero di rimettermi presto! Quando lei appare in televisione tutte le persone presenti si bloccano ad ascoltarla. Aspettiamo la Sua benedizione specialmente per le persone sofferenti tra le quali ci sono anch'io. Un abbraccio fortissimo." "Carissimo papa Francesco, mi piacerebbe venire a Roma a trovarti. Mi emoziono sempre quando ti vedo in televisione, perchè sei una persona forte, dobbiamo ringraziare il Signore che ci ha dato un Papa come te." "Sono una persona anziana che vive in una casa di riposo a Ruginello. Ti ho visto in televisione e devo dire che quello che ho sentito nella tua omelia mi ha commosso e mi hai fatto piangere, perchè sono molto emotiva. Sono contenta che tu sia il nostro nuovo Papa e la tua figura mi scalda il cuore." "Caro Papa Francesco, ben arrivato fra noi! L'augurio prima di tutto è che Dio ci dia la forza di reagire in tutto quanto il suo cuore le dà. Innanzitutto la salute principale... a dire la verità subito il mio cuore ha sussurrato gioia, amore e soprattutto fiducia. Ringrazio di cuore, sua per sempre. Dio la ricolmi di ogni bene." "Caro papa, sono una persona in carrozzina da circa 10 anni, ti ho visto in televisione e mi sono commossa per come ti ho visto vicino alle persone come me, cioè molto affettuoso e mi piacerebbe venirti a trovare ma non posso. Ti saluto e ti chiedo preghiere." "Caro papa, non ti vedo però sento il desiderio di vederla. Prego tutti i giorni. Alla sera quando vado a letto dico il rosario per i poveri, i disoccupati, mio marito e la mia famiglia. Sono contenta di stare qui. E' ora di andare in Paradiso. Sono sola con i nipoti." "Caro Papa Francesco, dopo la Sua elezione, quando si è affacciato alla Sua "finestra" del Vaticano, ci ha conquistato con il suo semplice "Buona sera", ci è sembrato l'incontro con un amico speciale. I suoi discorsi arrivano diritti al cuore di ognuno di noi, sembra di conoscerti da tanto tempo. Seguo con interesse le sue benedizioni domenicali e quello che ci trovo giusto, dobbiamo tutti impegnarci a vivere una vita rispettando gli altri e noi stessi, essere sempre corretti e avere una vita coerente 19 La Voce della Casa con le nostre scelte di vita cristiana e religiosa. Ci è stato detto "Ama il prossimo tuo come te stesso", è un segreto da applicarlo e vivere bene. Con affetto". "Caro Papa Francesco, Lei mi piace molto perchè è buono, docile e ci tiene a tutto. Però io vorrei che non portasse qui tanta gente straniera perchè qui c'è già tanta miseria. La miseria è dura per tutti ed io vorrei una vita migliore per tutti". "Carissimo papa, mi permetto di esprimerti la mia semplice gioia per sentire i tuoi ricordi per le persone vecchie ricoverate all'Istituto S. Giuseppe a Oldaniga di Vimercate. Io ho accettato questo istituto con il coraggio di accettare per il suo incoraggiamento che sempre fa alla televisione. Sono sempre scoraggiata e affido questo scoraggiamento perchè il Signore lo consoli e la incoraggi per la grande responsabilità e le tante preoccupazioni che l'aiuti a vivere con serenità. Desidererei che appena le è possibile venga a trovarci. Sarebbe una grande gioia per me e le mie compagne nell'istituto. Prego per lei che il Signore le dia sempre tanta consolazione e forza di affrontare la sua vocazione di papa. Ciao Francesco!” "Reverendo Padre, sono contenta che Lei sia arrivato tra noi: l'Uomo giusto per tutti noi! E' una meraviglia vederLa quando passa con la sua papa-mobile e si ferma ad abbracciare i bambini e gli infermi. Questo mi è stato molto caro. C'è una folla potente per vedere Lei ed io sono contentissima nel vedere questa amicizia speciale che tutti le vogliono bene. Io vorrei avere, per cortesia, una Grazia: sono una donna anziana di 88 anni e avrei bisogno di farmi star bene ed anche i miei famigliari. La prego sempre. In fede." "Caro Papa, sono molto contenta che lei sia venuto dall'Argentina. La settimana scorsa mi è nato un pronipote che hanno chiamato Francesco come lei. Le chiedo di pregare per lui perchè abbia una vita bella e che sia bravo." "Caro papa Francesco, la stimo molto, fa tanto per la chiesa." "Caro papa Francesco, le auguro di rimanere fra noi per tanti anni per donarci la pace e la tranquillità. Io sono la mamma di una famiglia brava e buona e la seguiamo come esempio. Mi piacerebbe molto averla un giorno fra di noi alla Casa San Giuseppe." "Carissimo papa Francesco, sono praticante di religione cattolica. La stimo molto come Papa e Capo della Chiesa. Ammiro molto i suoi discorsi pratici che considero poi anche italiani, date le sue origini. Il suo messaggio arriva forte alle persone alle quali dimostra di essere molto attaccato. I NOSTRI FRATI CAPPUCCINI OGNI MATTINA CI PORTANO GESÙ SULL'ALTARE Da settembre aria nuova in convento a Oreno: sono arrivati Padre Umberto Cuni Berzi con l'incarico di Guardiano del Convento, e poi Padre Maurizio Fiorini e Padre Edoardo Stucchi. A tutti e tre un caloroso benvenuto e l'augurio di un buon apostolato anche presso la nostra Casa. Un saluto a Padre Paolo Giavarini e a Padre Carlo Poloni che sono stati inviati ad esercitare il loro ministero in altra sede. (Luisa) 20 La Voce della Casa CHE COSA OGGI TIENE ACCESE LE STELLE? DI QUESTO C'E' BISOGNO NEL PROSSIMO NATALE: ANCORA UNA VOLTA DI REAGIRE AL PESSIMISMO E APRIRSI ALLA SPERANZA. Nell'iconografia classica e anche del Rinascimento (celebri il gruppo scultoreo del Bernini e il quadro nelle stanze di Raffaello a Roma) ricorre spesso la raffigurazione di Enea che, fuggendo da Troia in fiamme, porta sulle spalle Anchise, il padre anziano e ammalato. Enea, teneva anche vicino il figlio Ascanio, il quale camminava con le proprie gambe ma a passi diseguali. Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica tra il 1999 e il 2006, ha scritto recentemente una riflessione molto personale e partecipata, dal titolo A un giovane italiano. Nella quale definisce quella dei nostri giovani una generazione derubata del futuro. Secondo Ciampi l'immagine di Enea dovrebbe evocare il difficile compito degli adulti di traghettare la società, alla ricerca di nuovi approdi dove rifondarla, su basi nuove, prendendosi carico della generazione precedente e del suo peso, e accompagnando la generazione successiva, appunto come fece Enea. Per inciso ricordo che la Casa San Giuseppe, in origine (il granello di senape), era una Casa Famiglia che “accoglieva e custodiva ” - per usare una espressione cara a papa Francesco - vecchi soli e bambini di famiglie povere. Ma questa icona di Enea, che certo valeva un tempo, cosa vale oggi? Dice Philippe Ariès, storico medievalista francese della famiglia: “Un tempo il giovane cercava la compagnia del maggiore di età, che fosse in grado di portarlo nell'ambito mondo degli adulti. Oggi tale promozione non è più ricercata, anzi è temuta. Sono piuttosto gli adulti che imitano gli adolescenti. Oggi tiene banco la competizione tra gli anziani e i giovani”. La società dei nostri giorni ama la giovinezza come mito, ma non ama i giovani. In questi ultimi decenni il nostro Paese ha ampiamente ceduto alla tentazione di dar fondo all'eredità dei decenni precedenti, si è accontentato di consumare la ricchezza accumulata, anche in termini di capitale sociale, invece di investire sul futuro. Con la crescita verticale del debito pubblico ha così scaricato sulle generazioni successive i costi di questa dissipazione. Saranno i giovani a doversi fare carico di pagare questo debito. “I giovani, dunque, oggi muovono dalla consapevolezza che senza un lavoro, senza la responsabilità di una propria famiglia, senza un sistema in grado di fornire un aiuto nei momenti critici, le parole libertà, partecipazione, diritti, doveri - che furono la sintesi del programma di conquiste politiche, sociali, economiche dei loro genitori - rischiano di restare pure espressioni verbali.” Questa l'amara conclusione di Ciampi. Ugualmente la società oggi non ama i vecchi. Il vecchio impersona il tempo, e il tempo è diventato il nemico da combattere. La vecchiaia con la morte è diventata un tabù, ha soppiantato il sesso, che non è più un tabù, ma è un feticcio, un idolo. 21 La Voce della Casa Come l'oscurità talvolta viene definita come assenza della luce, così la vecchiaia è definita come assenza della giovinezza. E’ un’immagine negativa, e più si cerca la fontana dell’eterna giovinezza e più quell’immagine si rafforza. L'anziano è diventato oggettivamente scomodo. Se lavora, usurpa il posto al giovane, se non lavora e campa a lungo, pesa sulla Previdenza, se si ammala e si cronicizza, aggrava gli oneri dei servizi sociali e sottrae tempo libero ai famigliari. Uno dei limiti fondamentali del moderno è quello di ritenere che basti garantire il “generale” per soddisfare l' “individuale”. Questo significa che la vecchiaia designa sempre meno un' età della vita e viene sempre più a coincidere con uno “spazio sociale”, con un territorio in cui vengono messe in opera strategie di intervento: dall'assistenza (pensioni, salute, ricoveri) al tempo libero (università degli anziani, crociere, viaggi, soggiorni). Certo queste strategie hanno portato a rimandare il tempo della condizione di vecchio fragile, a rendere più lontana la morte fisica. Nella prima metà del secolo scorso poveri e lavoratori di solito morivano abbastanza presto, consumati dalla fatica e dagli stenti, da una nutrizione inadeguata, da uno stile di vita poco sano. In questo senso la condizione del vecchio e soprattutto del grande vecchio è fortemente migliorata. Ma... la morte non arriva con la vecchiaia, “arriva con la dimenticanza” (Gabriel Garcia Marquez). Abbiamo più o meno tutti l'idea che la vecchiaia un tempo fosse circondata da un certo prestigio e da un'aura di saggezza (come avviene ancora oggi nelle poche superstiti civiltà tradizionali). Come dice Ariès, in questo tipo di società era fondamentale il trasferimento di saperi e di mestieri da una generazione all'altra; le varie attività presupponevano un patrimonio di conoscenze e abilità che i giovani non potevano acquisire se non apprendendolo da chi li aveva preceduti. Oggi non è più così: si sa che anche una persona adulta e pienamente attiva può fare molta fatica a tenersi al corrente con le nuove tecnologie che da nuove diventano obsolete nel giro di pochi anni. Alla venerazione e all'attenzione di un tempo, tra la vecchiaia e le altre età è subentrato ora un rapporto di tipo socio/economico, di costi/benefici, anche con dei risvolti competitivi. Sotto questo profilo l’anziano non solo non è dimenticato, ma è diventato oggettivamente comodo. E' un’occasione primaria di business per l’industria farmaceutica, biomedica, turistica, alberghiera. Tramite i fondi pensione le lobby finanziarie dell'occidente controllano gran parte del risparmio mondiale. Il voto degli anziani e dei pensionati è determinante alle elezioni, in Italia come altrove. Per prolungare il tempo di senescenza si delegano le badanti e si assediano le residenze, possibilmente quelle chiuse. La conclusione di questa analisi è che giovani e vecchi sono i destinatari della cultura dello scarto, le vittime del culto esclusivo del “qui ed ora”. Allora dobbiamo concludere che l'immagine di Enea sia un'icona datata, non più proponibile? Certo il cielo sopra di noi è diventato più buio, l'orizzonte più incerto. Ma scrutando il cielo buio si intravvedono delle stelle che cercano di illuminarlo. San Giuseppe vorrebbe essere una di queste stelle, una piccolissima stella. In mezzo alle difficoltà, e andando un po' controcorrente, cerca di rispettare lo spirito dell'icona di Enea. Facendo crescere il granello di senape, si sforza di mantenere viva la vicinanza fra gli anziani e i loro famigliari e di promuovere incontri fra le generazioni, fra giovani e vecchi, attraverso uno stile aperto, attraverso il volontariato, e le iniziative di convivialità dedicate e riservate proprio a questi incontri. Ma come San Giuseppe ci sono tante altre piccole stelle luminose. E se ci sono le stelle, cosa le tiene accese? 22 La Voce della Casa Mutuiamo questa domanda dal titolo di un libro recente di Mario Calabresi. Davanti alla crisi del nostro tempo, le stelle le tiene accese la speranza. I giovani non si lascino rubare la speranza, come dice papa Francesco. “Oggi abbiamo bisogno di guardarci intorno per riconoscere le molte testimonianze che possono aiutarci a vedere nella notte, a non credere che le tenebre hanno vinto la luce. Dobbiamo recuperare queste testimonianze anche ricomponendo i frammenti di un tempo passato nel quale si faceva fatica a vivere, ma nel quale era sempre accesa una speranza nel futuro. Abbiamo bisogno di capire se il declino e il pessimismo siano una condizione a cui noi abitanti di questo tempo non possiamo più sottrarci, per scoprire se sotto la superficie della paura o del cinismo esistano ancora energie fresche, attese di cambiamento e passioni da far emergere nell'incontro fra generazioni ”. E allora perché non pensare alla vecchiaia come a una nuova fase dell’esistenza umana e non soltanto come alla decadenza che ci attende dopo la giovinezza? Con la consapevolezza che l'anziano non deve essere solo: deve poter comunicare, condividere i propri bisogni e desideri, le esperienze e le paure, le mancanze e le scoperte: incontrarsi con i coetanei certo, ma anche con la generazione più giovane. Il dialogo tra le generazioni può essere un potentissimo fattore umanizzante. Senza questo dialogo la civiltà contemporanea rischia di diventare una somma di solitudini, e di perdere la coscienza della nobiltà delle sue radici. Di questo c’è bisogno nel nostro prossimo Natale: ancora una volta di reagire al pessimismo e aprirsi alla speranza. Il cristiano, in particolare, è sostenuto in questo non solamente da un importante impulso umano, ma dal fatto che Dio ha squarciato i cieli ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. “Sia la luce della stella Cometa, dice Calabresi, a guidare il cammino degli uomini, la loro fantasia, i loro sogni, per insegnarci a non tenere la testa bassa, nemmeno quando è buio». E, aggiungiamo noi, ci insegni a riguardare con tenerezza l'icona di Enea. Ing. Leonardo Zanetto 23 La Voce della Casa CONVEGNO NEL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI DON GIOVANNI MOIOLI Vimercate - Sabato 4 Ottobre 2014 nella Chiesa di Santo Stefano Introduzione di Don Mirko Bellora, Parroco e Decano di Vimercate Don Mirko ha introdotto i lavori presentando dapprima i relatori d'eccezione che sono convenuti: Prof.ssa DORA CASTENETTO, responsabile del Centro Giovanile Moioli per lo studio della Teologia Spirituale: “Don Giovanni Moioli uomo spirituale”; Prof. Mons. PIERANGELO SEQUERI, Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale: “In Cristo. La lezione di Giovanni Moioli”; Mons. PEPPINO MAFFI, Responsabile della Formazione permanente del clero: “Don Giovanni Moioli educatore”; Prof. Mons. CLAUDIO STERCAL, Ordinario di Teologia Spirituale e curatore dell'edizione “Il senso di un'Opera omnia”; Sua Eminenza il Card. ANGELO SCOLA a concludere i lavori. Qui di seguito, poi, le candide e accese parole di don Mirko. Il mio compito è solo quello di introdurre il convegno, cioè di dare inizio al “ricordo teologico” di un prete, di un maestro, un amico, caro a tutti noi, don Giovanni Moioli, nel trentesimo anniversario della sua morte. Elias Canetti (scrittore bulgaro morto a Zurigo nel 1994, premio Nobel per la letteratura nel 1981) ha scritto: “Ogni cosa che ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la fisionomia di colui che me l'ha spiegata e, nel ricordo, è rimasta legata alla sua immagine”. Così è capitato a me. Don Giovanni Moioli è stato mio padre spirituale a Venegono in quinta ginnasio, professore di teologia per tre anni e affettuoso difensore durante la mia licenza in teologia. Don Giovanni è stato per me un vero in-segnante, cioè uno che ha lasciato un segno nella mia vita. Seminarista di quinta ginnasio mi dicevo: “Così si parla di Dio! Questo, ci crede!” Indimenticabili i suoi occhi e la dolcezza persuasiva della sua parola nella predicazione: si trasfigurava nel volto, nella voce. La sua teologia, anche se allora in gestazione - eravamo negli anni 1967/1970 - una gestazione a tratti complessa, e certe ore erano micidiali, è stato un incontro formidabile con una teologia orante e amante. Capite allora la mia grande gioia di aprire, come parroco di Vimercate, città della nascita e della morte di don Giovanni, questo convegno reso prestigioso dalla presenza del nostro cardinale Angelo Scola e dalla presenza di così eccellenti oratori. Ringrazio veramente tutti voi per la vostra presenza qui a Vimercate, in questa stupenda chiesa dedicata a Santo Stefano, e ci auguriamo un pomeriggio splendido e fecondo. 24 La Voce della Casa IL LEONE E LA CETRA DON MARCO FUSI e DON DAVIDE MARZO: BENVENUTI A VIMERCATE Un calorosissimo benvenuto a don Marco Fusi e a don Davide Marzo. Pensando a loro, sentiti i loro nomi, prima ancora di incontrarli, mi sono venuti in mente subito un leone e una cetra: il leone che simboleggia l'evangelista Marco e la cetra di Davide. Parto da queste risonanze per fare a loro gli auguri. A don Marco auguro di essere l'evangelista che porta il suo nome, che sa raccontare Gesù a ognuno di noi, che ci indica che cosa significa essere i suoi discepoli... Sii anche tu, don Marco, un leone, un leone narratore della straordinaria bellezza di Gesù e del suo Vangelo, Gesù che si sedeva in mezzo alla sua gente e narrava e incantava... Auguro ai tanti giovani di Vimercate e Burago, grazie a te, di incontrare lo stesso incanto! A don Davide auguro lo stile del giovane Davide suonatore di cetra. Si narra nel primo libro di Samuele (16, 14-23) che il re Saul, spesso turbato da uno spirito cattivo, ritrovava la pace quando Davide suonava per lui la sua cetra. Mi piace pensare che ogni persona abbia bisogno di un “suonatore di cetra”, perché la vita quotidiana, con tutte le sue fatiche, possa tornare a risplendere. Davide era il giovane della cetra, ma anche l'uomo che danzava davanti all'Arca di Dio. Ti auguro di essere un prete felice di Dio e degli uomini, specialmente nel tuo servizio difficile ma affascinante nella scuola. A entrambi auguro di saper essere preti così: “Il prete è il ministro dell'inquietudine, il dispensatore di una sete e di una fame nuove”. (card. Emmanuel Suhard, vescovo di Parigi, morto il 30 maggio 1949) don Mirko Bellora 25 La Voce della Casa GRAZIE GIUSE «Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono». (Apocalisse 14, 13) Lo scorso 31 ottobre la Signora Giuse Carini Inzaghi ha raggiunto in Paradiso il marito Antonio Inzaghi e la nonna Bice Molina Cremagnani. Cittadina benemerita della Città di Vimercate, città che ha illustrato non solo con la personale dedizione alle varie attività di solidarietà e di beneficenza, ma anche con la preziosa ricerca storica nel suo libro “Portiamoci a Vimercato”, la signora Giuse ha circondato di affetto specialissimo anche la Casa Famiglia San Giuseppe nel nome e per conto delle finalità dichiarate e attuate dalla nonna Bice Molina Cremagnani, fondatrice di questa nostra Casa. Alla nonna Bice, Giuse fu legatissima e ben lo rivelano anche i suoi due libri dedicati alla fondatrice: “Una donna tra due secoli - Bice Cremagnani Molina, 1875-1951” e “Bice Molina Cremagnani e la Casa Famiglia San Giuseppe”; ma lo hanno rivelato anche i suoi continui riferimenti alla saggezza e allo spirito di carità della nonna nelle numerose occasioni di dibatto durante le riunioni consiliari. Insomma la signora Giuse Carini, che poco più di un anno fa aveva lasciato la carica di consigliere nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione al figlio Beppe, non ha risparmiato energie ogni volta che si è trattato di lavorare per la nostra Casa, di aiutarla e di sostenerla a diverso titolo. “O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua. <...> Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode.” (Salmo 42, 2-3) Cara Giuse, ora che vedi il volto di Dio, raccomanda a Lui la nostra Casa. Tu, però, ci mancherai. (Gli amici di Casa San Giuseppe) 26 La Voce della Casa IL RICORDO DEL PRESIDENTE GIUSE CARINI: UNA PRESENZA COSTANTE DISCRETA, ATTENTA A nome del Consiglio di Amministrazione, della Direzione, degli operatori, dei volontari della Casa S Giuseppe, desidero esprimere la nostra partecipazione al dolore dei famigliari per la scomparsa della cara Signora Giuse Carini. La Giuse era la nipote della Signora Bice Cremagnani, fondatrice della nostra Casa San Giuseppe. Come molti sanno, la Signora Bice Cremagnani fu donna di rara qualità, di intelligenza, di fede e di amore e, grazie a queste doti, non volle realizzare un ricovero, un asilo per anziani, ma una Casa Famiglia, un'oasi di pace, un focolare di carità, dove gli anziani fossero assistiti affettuosamente, nel rispetto della dignità della persona, come in famiglia. L'ospite, diceva la Signora Bice Cremagnani, deve sentirsi accolto, non ricoverato, parte di una famiglia che lo cura e lo accetta nella sua fragilità e debolezza. Questo spirito e questo ideale sono stati fatti propri, mantenuti e vissuti con grande dedizione, continuità e coerenza da Giuse Carini che è stata una presenza costante, discreta ma attenta nel Consiglio di Amministrazione e sopratutto una Consigliera fedele allo spirito della Casa voluto dalla sua nonna. Ogni volta, con lo stile educato, gentile, quasi umile che la contraddistingueva, ha ricordato che le decisioni tecniche, organizzative, economiche dovevano essere adottate nell'interesse e per il benessere degli Ospiti, così come richiesto e desiderato dalla fondatrice. Di questo prezioso impegno ed esempio della Carini noi ci sentiamo e saremo sempre gelosi custodi ed interpreti. D’altra parte, siamo sicuri che dal Cielo Lei continuerà a seguirci ed aiutare con la preghiera. Ma siamo altresì sicuri che anche il figlio Beppe, che ha preso il suo posto nel Consiglio di Amministrazione continuerà a mantenere viva la fiamma di amore e di fede che animò la Fondatrice prim ,e sua madre dopo, a beneficio dei nostri amati ospiti. Il presidente Gabriele Sponzilli 27 La Voce della Casa RSA APERTA PROGETTI INDIVIDUALI COSTRUITI PER LE NECESSITA' DELLA PERSONA E DELLA FAMIGLIA Negli scorsi numeri di questo notiziario, più volte è stato richiamato come negli ultimi anni stia emergendo sul territorio una diversa domanda di assistenza da parte delle persone anziane e delle loro famiglie. Domanda che si presenta sia in termini di richiesta di servizi sempre più flessibili a livello territoriale, sia di aiuto e sostegno che vadano oltre l’accoglienza in ricovero che non sempre è possibile sia per ragioni di disponibilità di posti sia per motivi di carattere economico. Questa evoluzione è stata ben rilevata anche dagli organi istituzionali (Regione in primis) che, attraverso i propri atti normativi, sta intervenendo nell’ottica di modificare l’attuale rete dei servizi chiamati a rispondere ai bisogni dei disabili e dei malati cronici. Nella prima fase di avvio dell’attuale legislatura regionale, la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale ha adottato diversi provvedimenti a favore dello sviluppo e della evoluzione del sistema di welfare lombardo. Alcuni provvedimenti hanno un profondo impatto sulla rete di offerta dei servizi che va trasformandosi e adattandosi ai nuovi bisogni emergenti. D’altra parte si tenga conto che il 30% dei pazienti lombardi è costituito da persone affette da patologie croniche, per le quali la collettività impiega oltre il 70% delle risorse complessivamente disponibili sul Fondo Socio Sanitario appostato nel bilancio regionale. Ci si rende subito conto di come una tale ingente quantità di risorse debba essere impiegata con attenzione e nell’ottica di massimizzare i benefici per la più ampia fascia possibile di utenti. D’altra parte è sicuramente condivisibile anche la necessità rilevata da Regione Lombardia di mettere in campo azioni che coinvolgano i diversi comparti sanitari, socio-sanitari e sociali, finalizzate alla ricomposizione di interventi che oggi sono ancora in massima parte frammentati, spostando l’attenzione dai servizi alla persona ed alla famiglia. La Casa San Giuseppe, nel suo piccolo, aveva già avvertito questi mutamenti nei bisogni del territorio e, con semplici ma significativi progetti, negli scorsi anni aveva anticipato le linee di indirizzo verso le quali oggi sembrano orientati anche gli organi istituzionali. Vale la pena ricordare in tal senso il Progetto “Di casa in Casa… di Casa in casa” poi seguito dal Progetto A4: esperienze finanziate con il prezioso contributo della Fondazione di Comunità di Monza e Brianza, che – al di là delle specificità delle singole azioni – avevano come obiettivo quello di “esportare” le competenze nate e cresciute nella Casa nell’ambito dell’assistenza agli anziani e di fornire risposte flessibili e mirate alle esigenze delle persone che negli anni si sono rivolte alla Casa con le loro difficoltà ed i loro problemi. Casa San Giuseppe ha quindi accolto con entusiasmo le recenti Delibere Regionali che invitavano gli enti gestori delle Residenze Sanitarie Assistenziali ad istituire nuovi servizi a favore di persone anziane e delle loro famiglie. Senza sottovalutare la “fatica” che tali aperture richiedono a tutta l’organizzazione (e di cui si parlerà di seguito), bisogna rilevare come in tali provvedimenti 28 La Voce della Casa regionali si possa cogliere l’occasione per enti come la Casa Famiglia San Giuseppe (ben radicati nel territorio) di esprimere al meglio il ruolo di vicinanza e centralità rispetto ai bisogni della popolazione. L’esperienza di questi primi mesi ci conferma che l’adesione ai progetti proposti da Regione Lombardia ha permesso alla Casa di incontrare ed aiutare situazioni di grave disagio (sociale, fisico, psicologico, morale, spirituale…): situazioni che la Casa difficilmente riusciva ad intercettare e supportare fornendo i tradizionali servizi di residenzialità e semiresidenzialità. Situazioni che però proprio per la loro particolarità - richiedono che la Casa, nel rispetto della sua missione, si impegni mettendo a disposizione tutte le capacità e competenze di cui dispone. Non si sottovaluti poi anche l’aspetto più meramente “economico”. Sempre più ci si sta rendendo conto che la residenzialità – per quanto sia una forma di assistenza preziosa e molto spesso necessaria e insostituibile – risulti particolarmente onerosa sia per lo Stato che per il singolo cittadino che non sappiamo se nel futuro saranno in grado di sostenerla. Se la Casa vuole assicurarsi un futuro più certo e soprattutto se lo vuole assicurare ai propri lavoratori (oggi circa 150 persone) deve prepararsi a differenziare le proprie forme di offerta di servizi così come lo farebbe qualsiasi altra “azienda” sana ed attenta al proprio futuro. Certo questa attenzione a nuovi servizi e a nuove realtà di bisogno sociale, comporta anche notevoli difficoltà. Anzitutto bisogna rilevare come i provvedimenti normativi stiano chiedendo alle strutture residenziali di aumentare la propria “flessibilità” nell’offerta dei servizi. Tale richiesta si scontra e deve trovare necessariamente una sintesi rispetto ad un contesto normativo generale che non è affatto flessibile: pensiamo alle rigidità del mercato del lavoro, alla precisione (quasi maniacale) delle norme su accreditamento ed autorizzazione al funzionamento, alla specificità dei controlli socio-sanitari cui la Casa è soggetta. Tutto questo contesto – giusto, legittimo e tutelante per l’utenza – mal si concilia però con le esigenze specifiche delle singole persone, non sempre (anzi quasi mai!), riconducibili ad una risposta formalizzabile nell’ambito dei servizi esistenti che la Regione stessa definisce appunto insufficienti ed inadatti a far fronte ai bisogni emergenti. Ma maggiore flessibilità significa anche un maggior impegno da parte di tutti i lavoratori della Casa; impegno non solo fisico ma anche mentale. Frequenze frazionate per poche ore alla settimana, interventi domiciliari che si intrecciano con quelli residenziali, presa in carico di interi contesti famigliari e non solo di singoli anziani, richiedono notevoli impegno e capacità. Va quindi un plauso a tutti gli operatori della Casa che – a diverso titolo e nelle varie mansioni – sono stati coinvolti in queste nuove attività intraprese dalla Fondazione. Dei diversi nuovi servizi “inventati” dalla Regione nell’ultimo anno, la Casa San Giuseppe ha deciso di attivare quello denominato RSA APERTA e normato dalla Delibera della Giunta Regione Lombardia n. 856 del 25 ottobre 2013 e dalla successiva Circolare Regionale n. 1 del 15/01/2014. La RSA APERTA, così come definita dalla norma regionale, è la “presa in carico integrata della persona affetta da demenza/Alzheimer o altre patologie di natura psicogeriatrica, da parte delle RSA in una logica multi servizi. L’azione si concretizza in un’evoluzione flessibile dei servizi/interventi/prestazioni erogabili dalle RSA, in una logica di multi servizi, per una presa in carico integrata della persona residente al proprio domicilio in un' ottica di mantenimento e miglioramento del benessere”. Ma nel concreto cosa significa essere un utente di RSA APERTA? Che servizi possono essere offerti? Come è organizzata l’effettiva attuazione della normativa? La Delibera Regione X/856 prevede Piani Individualizzati di Cura (PIC), stilati e verificati periodicamente dalla ASL. I Piani costituiscono i riferimenti generali per la progettazione della Cura: specificano la durata, la tipologia di servizi richiesti, il luogo in cui si svolgeranno (domicilio o RSA); tocca poi agli operatori della Casa, in collaborazione con i famigliari, dare vita e sostanza a tale progettualità. Spesso la conoscenza con il nuovo utente avviene a domicilio; a seconda della situazione alcuni partecipanti dell’équipe multi professionale della RSA (medico, psicologa, infermiera, operatore assistenziale, fisioterapista, animatrice) si recano presso l’abitazione per rendersi conto delle 29 La Voce della Casa effettive problematiche e risorse dell’anziano e della sua famiglia. Si può così osservare come è vissuta la quotidianità, quali sono gli interessi e le potenzialità; è possibile venire incontro al disagio dei famigliari, spesso provati da lunghi periodi di assistenza. E’ offerta una consulenza ad ampio spettro che consente una visione più globale e meno frammentata, ricollocando il soggetto anziano al centro del percorso di cura; è così possibile aiutare i famigliari ad orientarsi tra documentazioni e normative, fornire consulenza sulle migliori modalità di relazione con l’anziano. L’attenzione è rivolta anche alla situazione clinica dell’anziano, alla gestione di eventuali disturbi del comportamento e di altri sintomi facilmente associati alla demenza, in pieno rispetto dei servizi territoriali già attivati (ADI cioè Assistenza Domiciliare Integrata, SAD cioè Servi di Assistenza Domiciliare) e in accordo con i Medici di Famgilia. Spesso le consulenze si rivolgono all’igiene degli ambienti domestici, talvolta con intervento diretto del personale dell’équipe. La normativa contempla inoltre la possibilità di scegliere la cosiddetta “semiresidenzialità”, ovvero la frequenza presso la RSA per più ore durante la giornata e per più giorni la settimana. In alcuni casi, dopo la rivalutazione, gli interventi domiciliari si sono trasformati in semiresidenzialità. Per gli utenti del servizio semiresidenziale è prevista la presenza di operatori dedicati, e l’integrazione con le attività già in atto nella casa. Vengono garantiti tutti i servizi previsti nel Piano di Assistenza, come ad esempio il servizio di igiene alla persona, il servizio pasti, attività riabilitative e ricreative. Gli ospiti della RSA Aperta sono coinvolti in attività di stimolazione cognitiva, di animazione musicale, di fisioterapia o comunque in passeggiate (anche nel parco, se il tempo lo consente), momenti ricreativi e stimolanti la socializzazione. Periodicamente, insieme all’operatrice esperta che da pochi mesi collabora con la Casa, si organizzano sedute di Gruppo Validation, particolarmente utili e gradite. L’attuazione di questa nuova normativa vede la collaborazione non solo degli operatori dedicati, ma anche di tutti gli operatori dei reparti, che supportano i diversi momenti della giornata dei nuovi “ospiti”. E’ un’occasione per tutti gli operatori di dimostrare professionalità e flessibilità, adattando metodi e strategie alle nuove richieste e necessità. I primi riscontri e le prime verifiche effettuate indicano miglioramenti (sul piano cognitivo, sociorelazionale, comportamentale) dei singoli anziani e una migliore qualità di vita anche dei famigliari. Daniela Bertazzoni – Medico Rita D’Alfonso – Psicologa Roberto Zini – Direttore 30 La Voce della Casa TORNEO DI BURRACO A SAN GIUSEPPE Nel pomeriggio di sabato 8 Novembre si è svolto un torneo di burraco per beneficenza organizzato dall’ Associazione di Volontariato Casa Famiglia San Giuseppe – Onlus che ha richiamato presso la Rotonda della Casa decine e decine di giocatori. E' stato un grande evento: si è raggiunto il numero di 68 partecipanti ( 17 tavoli ) appassionati di questo gioco di carte, molto in voga in questo momento in tutta Italia. Silenzio e concentrazione hanno contraddistinto la riuscita del torneo. Alla fine tutti sono stati contenti ed hanno gradito il ricco buffet offerto dall’ Associazione. Dopo le premiazioni delle prime 7 coppie classificate, tutti sono tornati alle loro case, chiedendo di ripetere in futuro questa piacevole esperienza di gioco. (Michele) Qui di seguito i nominativi delle prime sette coppie classificate: 1° Bruno Arlati - Sissa Biella 2° Scotti - Loredana 3° Franca Comotti - Georges Clocanas 4° Tina Gherardi - Loredana Boselli 5° Colantuoni - Sergio 6° Manuela Meda - Silvia Gritti 7° Maria Pia Spadaccini - Gabriella Di Valentin 31 La Voce della Casa IL BILANCIO DI PREVISIONE E LE NUOVE RETTE Pubblichiamo di seguito la sintesi del Bilancio di Previsione del prossimo anno e la conseguente determinazione delle rette per il 2015. Preventivo 2015 COSTI Preventivo 2014 Consuntivo 2013 538.000 538.000 445.450 SERVIZI 1.780.000 1.775.000 1.723.744 PERSONALE 2.845.000 2.765.000 2.795.615 350.000 350.000 283.385 ONERI DIVERSI DI GESTIONE 51.500 49.000 40.578 ONERI FINANZIARI E PATRIMONIALI 21.500 31.000 19.226 5.000 5.000 4.718 MATERIE PRIME CONSUMO E MERCI AMMORTAMENTI IMPOSTE E TASSE 250.608 Altre voci a riconciliazione consuntivo 2013 5.591.000 TOTALE COSTI Preventivo 2015 RICAVI 5.513.000 5.563.322 Preventivo 2014 Consuntivo 2013 PROVENTI DA UTENTI 3.468.000 3.410.000 3.422.490 CONTRIBUTI DA ENTI PUBBLICI 2.110.000 2.090.000 2.109.045 PROVENTI DA BENEFATTORI 2.000 2.000 3.378 PROVENTI DA TERZI 1.000 1.000 9.788 10.000 10.000 9.768 ALTRI PROVENTI DELL'ATTIVITA' - PROVENTI FINANZIARI E PATRIMONIALI - 5.591.000 TOTALE RICAVI 5.513.000 8.853 5.563.322 Retta residenti ordinari 1° semestre 71,00 2° semestre 71,50 Retta residenti Nucleo Protetto 1° semestre 74,00 2° semestre 74,50 Retta ospiti temporanei 75,50 Quota fissa CDI 350,00 Quota giornaliera CDI (h. 17) 10,50 Quota giornaliera CDI (h. 19) 14,50 32