La
Voce della Casa
INDICE
Il Presidente
Pag.
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Cronaca
Pag.
4
I nostri volontari
Pag.
15
Pensieri affettuosi per Papa Francesco
Pag.
16
Che cosa oggi tiene accese le stelle
Pag.
21
Convegno nel trentesimo anniversario della
morte di Don Giovanni Moioli
Pag. 24
Il Leone e la Cetra: Don Marco Fusi e
Don Davide Marzo: benvenuti a Vimercate
Pag.
Grazie Giuse
Pag. 26
Il ricordo del Presidente
Pag.
27
RSA Aperta
Pag.
28
Torneo di Burraco a San Giuseppe
Pag.
31
Il bilancio di previsione e le nuove rette
Pag.
32
Dicembre 2014
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Voce della Casa
IL PRESIDENTE
CASA SAN GIUSEPPE E' SCUOLA DI VITA
La Casa San Giuseppe è stata ed è, per me, scuola di vita.
In un mondo in cui si lotta per la ricchezza, il potere, gli onori,
si richiedono efficienza, spregiudicatezza, fama; ci si arroga il
diritto di decidere su tutto, compreso quello di chi merita di
vivere; il debole, il povero, lo svantaggiato possono essere
emarginati, umiliati, guardati con occhio indifferente e
sprezzante.
La Casa Famiglia San Giuseppe si oppone a questa cultura senza alcun clamore, ma
accogliendo, curando, assistendo con rispetto e con amore anziani e persone che malattie
o casi della vita hanno reso fragili e bisognose di sostegno.
Per tale via, sia gli operatori della Casa, sia i visitatori e i famigliari degli Ospiti sono
indotti a guardare e trattare gli anziani con comprensione per le loro debolezze e ad essere
vicini alle loro sofferenze e solitudini.
In questo contesto, il saluto lieto, il gesto amorevole, il discorso attento fanno brillare di
gioia gli occhi dell’anziano, e offrono a noi il dono di dimenticare o di ridimensionare il
peso della vita quotidiana.
Possiamo comprendere così la verità del proverbio dei Tuareg, secondo il quale “la
differenza tra il deserto ed il giardino non fa l’acqua, ma l’uomo”.
Questo è il valore aggiunto che i famigliari degli Ospiti, i visitatori, i responsabili degli
Enti che vigilano sull’attività della Casa San Giuseppe, riconoscono continuamente,
ritenendolo una caratteristica fondamentale dell’ospitalità offerta.
Ma è anche l’impegno più arduo che i Consigli di Amministrazione della Casa San
Giuseppe hanno ritenuto di dover mantenere nel corso degli anni assumendo e gestendo
gli operatori, fornendo servizi, adottando iniziative che tenessero presente non il lucro,
ma benessere dei Residenti e degli Ospiti.
Con questo spirito, recentemente, la nostra Casa sta dimostrando di voler affrontare pure
le diverse esigenze assistenziali che i Responsabili della Regione Lombardia hanno
ritenuto di dover soddisfare anche alla luce del deterioramento della generale situazione
economico-sociale.
Come segnalato nel maggio scorso, la nuova Amministrazione Regionale intende
riformulare l’offerta dei servizi residenziali con percorsi di sostegno ai famigliari degli
anziani ed interventi tecnici a favore di persone colpite da demenza senile da eseguirsi
presso il domicilio degli interessati.
La Casa San Giuseppe è stata tra le poche istituzioni del territorio ad aggiungere,
all’accoglienza tradizionale presso la propria struttura, un’attività di consulenza ai
famigliari e di assistenza tecnica alle persone fragili presso il loro domicilio.
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Gli apprezzamenti degli interessati e dei responsabili dell’ASL hanno confermato la
professionalità, la competenza e la sensibilità dei nostri operatori a beneficio delle persone
che, per malattie, incidenti, degrado psico-fisico, hanno bisogno di attenzione,
comprensione, tenerezza.
La nuova politica della Regione Lombardia, diretta a favorire un’assistenza domiciliare
agli anziani in possesso di una minima autonomia, impone una riflessione anche a noi
sull’opportunità e possibilità di ampliare la rete di servizi offerta dalla casa.
Queste righe che mi fanno aprire le pagine del nostro Notiziario, mi offrono l'occasione
per segnalare un evento del prossimo anno, un momento a cui non avremmo mai voluto
pensare: andrà in pensione una figura storica speciale della San Giuseppe, la Signora Itala
Brambilla che, per oltre quarant'anni, ha lavorato nell'Ufficio Amministrativo della nostra
Fondazione.
Una schiera infinita di anziani, famigliari, amici della Casa, sindaci, amministratori di
sostegno, avvocati, hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare lo zelo, la disponibilità,
lo spirito di servizio, l'amore per gli anziani e per la Casa San Giuseppe che ha animato e
anima l'instancabile attività di “la Itala”.
In tutti questi anni il piglio è stato sempre vivace, deciso, pronto a diventare “ruvido”
quando vedeva intaccato l'interesse dei Residenti e della San Giuseppe: è stata, e lo sarà
sempre -ne siamo tutti sicuri- la chioccia che reagisce con forza quando sorge un pericolo
per i suoi pulcini.
A una persona tanto preziosa, affettuosa e generosa, tutta la gratitudine, stima e simpatia
della nostra Casa, dei residenti, degli amministratori, degli operatori, di tutti insomma,
nella certezza che la sua opera continuerà ancora come “volontaria” e “amica speciale”.
IL PRESIDENTE
Gabriele Sponzilli
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CRONACA
ALCUNI MOMENTI DELLA VITA DELLA CASA
APRILE - “Pagine Vive” con i Ragazzi della Scuola Media di Lesmo
Mercoledì 9 aprile, grazie anche alla fisioterapista Silvia, i ragazzi della Scuola Media Don Milani
di Lesmo sono venuti a trovarci, per farci ascoltare alcune storie tratte dal loro libro di favole,
scritto in occasione della morte per malattia di una loro compagna di classe. I ragazzi hanno
sceneggiato le storie con sottofondo musicale dal vivo. In cambio la voce dell' animatrice Luisa
ha proposto all'ascolto e alla riflessione alcuni brani composti durante il laboratorio di scrittura.
(Luisa e Marcella)
APRILE - Gli Scout nella nostra Casa
Natale con i tuoi e Pasqua con… GLI SCOUT! La Settimana Santa è stata caratterizzata dalla
compagnia di giovani scout sia per l'animazione delle celebrazioni liturgiche, sia per le attività che
ci hanno proposto (giochi, canti, foto… risate a crepapelle!) Gli scout di Vimercate sono venuti a
giocare con noi il Giovedì Santo mattina: che “bei bagaj” e “che bravi!”
Gli scout del gruppo Trezzo-Vaprio sono venuti a stare con noi dal Giovedì Santo pomeriggio al
Sabato Santo sera: pensate... hanno dormito per terra con i sacchi a pelo, hanno fatto da mangiare
sui fornelletti a gas in giardino, hanno pregato nel parco. Con loro abbiamo giocato, cantato, parlato
molto. Per le celebrazioni della Settimana Santa si sono improvvisati cantori e hanno reso gioiose
le funzioni e anche il nostro cuore. (Luisa)
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FESTA DI PRIMAVERA - 8 giugno 2014
Al mattino il tempo sembra quello giusto, una giornata di sole splendente.
La messa è stata animata dalla voce del soprano Tiziana Cisternino, accompagnata al pianoforte dal
Maestro Luca Pavanati con brani di Schubert. Padre Paolo con la sua celebrazione ci ha fatto
iniziare bene la giornata di festa.
In sala cinema abbiamo visitato la Mostra foto-pittorica “INQUADRATURE” a cura di Luisa
Corno e Chiara Maria Rossetti e nelle pagode i mercatini vintage dell’Associazione Volontari.
Poi tutti nel parco per la dimostrazione di Agility, obedience e tricks a cura del centro cinofilo “IL
MIO AMICO HA QUATTRO ZAMPE”.
Alle 11.00 è iniziata la sfilata con gli “Amici di famiglia” con premio all’animale più simpatico ed
al più elegante. La giuria era composta da alcuni ospiti ed operatori.
La festa è ricominciata alle 15.00 con i laboratori naturalistici a cura del Consorzio Parco del
Molgora e sotto il portico con il concerto fantastico del coro AMICI E VOCI.
A chiudere la giornata l’estrazione della sottoscrizione a premi.
La Santa Messa
Rosa S.: “ E’ stata una celebrazione
mondiale, perché è stata molto
significativa dal primo momento
all’ultimo. Padre Paolo ha parlato
dello Spirito Santo ed è stato molto
bravo.”
Alessandra V.: “La soprano è stata molto brava, ha
cantato molto bene, soprattutto l’Ave Maria.”
Carolina V.: “ E’ stata celebrata con tanta devozione ed è stata una cosa eccezionale; molto bravo
anche Frate Paolo.”
Antonia M.: “ Il superiore durante l’omelia ha letto una poesia molto bella e io mi sono messa a
piangere.”
Ersilia: “ La messa è stata sentita con molta devozione.”
Marcellina: “E’ stata la cosa più bella della festa.”
La sfilata degli animali
Savina L.: “ Mi è piaciuto molto vedere i cani; anche la mostra è stata molto bella. Però non terrei
mai in casa i cani.”
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Iride R.: “ Mia figlia ha fatto sfilare il suo cane Fiocco, che ha preso il primo premio. Mi è piaciuta
molto questa esibizione. E c’è stata anche la sfida delle tartarughe; per essere tartarughe erano tanto
veloci.”
Lucia: “ Mi sono piaciuti i cani.”
Rosa: “ I cani hanno dimostrato di saper obbedire e,
nelle attività, sono stati molto bravi. E poi è stato bello
vedere la presenza di famigliari e tanti bambini.”
Pranzo
Maria: “Ottimo pranzo, composto da ravioli ai quattro
formaggi, faraona farcita, macedonia, caffè e gelato.”
Il coro Amici e Voci
Marcellina: “E’ stato speciale perché non è stata una cosa
usuale: è stato molto particolare e hanno fatto dei canti non
comuni.”
Rosa: “ Prima hanno fatto delle
canzoni per i giovani, poi canzoni per i meno giovani.”
Marcellina: “Il coro è stato speciale.”
Angela: “ Il coro era meraviglioso.”
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La mostra, i laboratori del Parco Molgora e l’estrazione della lotteria
Iride: “ C’era tantissima gente.” I bambini hanno fatto un laboratorio sui 5 sensi e si sono divertiti
molto; in seguito c’è stata la vendita delle torte e degli oggetti fatti dai volontari.
Marcellina: “ Era tutta da ammirare.”
Esmeralda: “ Sono venuti i miei nipoti e
giocavano alle capriole.”
Commenti e ringraziamenti
Felicita: “ Abbiamo passato una bellissima giornata.”
Iride F.: “ E’ stata una festa bellissima; non c’era mai stata una festa del genere al mio paese.”
Ersilia: “ Il coro è stato molto bravo.”
Felicita: “ Il soprano era molto brava”.
Antonia: “ Il soprano aveva una voce splendida.”
Battistina: “ La festa è stata molto bella.”
Angela: “ La festa è stata bellissima.”
Agnese: “ La festa è stata magnifica.”
Giuseppe: “ E’ stato molto bello il canto dell’usignolo fatto dal soprano.”
Piera: “ La festa è stata bellissima.”
Pierina: “Mi è piaciuta moltissimo.”
Giuseppina: “ E’ stato tutto molto bello.”
Mariuccia: “ La festa è stata eccezionale; il soprano ha cantato meravigliosamente.”
Savina: “ Sono stata molto meravigliata dalla giuria e dalla sfilata dei cani.”
Rosa C.: “Ho fatto parte della giuria, ma mio nipote mi suggeriva.”
Iride: “ Quando ha cantato il soprano avevo la pelle d’oca.”
Ersilia: “ Ringrazio il direttore di Amici e Voci.”
Ringraziamo il Signore per la splendida giornata.
Ringraziamo i volontari, gli organizzatori e gli operatori.
Ringraziamo i nostri parenti che hanno partecipato.
(Luisa: pensieri scritti al laboratorio di scrittura)
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GIUGNO - SETTEMBRE - Pomeriggi danzanti
A partire da sabato 21 giugno fino al 22 settembre, la stagione estiva alla Casa Famiglia San
Giuseppe è stata caratterizzata dai pomeriggi musicali. Ogni lunedì pomeriggio, vari artisti e gruppi
musicali ci hanno sollevato l’umore e lo spirito con walzer, tanghi, mazurche, fox trot, rumba, cha
cha cha, beguine… e quest’anno il gruppo di ballerini è andato aumentando.
Non occorreva saper ballare, ma lasciarsi incantare dal ritmo e dall’energia che la musica
sprigionava per tutto il pomeriggio. Non mancava mai il coro improvvisato degli ospiti a sostenere
l’artista durante il canto. E gli “stonati” si sono divertiti ad ammirare lo spettacolo che si formava
in pista, grazie anche alla collaborazione preziosa di volontari, amici e parenti.
Questi pomeriggi hanno fatto incontrare persone di diverse età e di ogni condizione psico-fisica
attraverso il potere espressivo e comunicativo proprio della danza e della musica. (Anna e
Marcella)
GIUGNO – Giornata dell'ammalato
Seconda domenica di Giugno: la giornata non è bellissima… A dire il vero piove, ma noi siamo
pronte e aspettiamo i Volontari Unitalsi per recarci alla S.Messa organizzata a San Maurizio per la
giornata del malato. Stefano arriva puntuale con il pulmino e partiamo per la chiesa Cardinal
Ferrari. La S.Messa è stata celebrata da don Michele Di Nunzio che ci ha donato un pochino di
consolazione per le nostre sofferenze. Gli amici dell’Unitalsi, in primis Beppe Giunteri, ci hanno
accolti con la loro consueta affabilità e simpatia. È sempre molto bello pregare insieme, fare
merenda, ritrovare volti conosciuti… e farci coccolare da dame e barellieri. (Luisa)
LUGLIO – Gita sul battello
Giovedì 17 luglio, complice una bellissima giornata di sole, alcuni ospiti, animatrici, educatrice,
fisioterapista, operatori e volontari hanno trascorso una splendida mattinata sul battello Addarella
alla scoperta dei suggestivi paesaggi del fiume Adda. Dopo un piccolo fuori programma (un
carrellino finito in acqua ma subito ripescato), l’escursione è proseguita tra canti, risate, barzellette
e racconti autobiografici riferiti a quei paesaggi: tanti i ricordi legati al fiume, alcuni piacevoli e
divertenti, altri malinconici. Per rendere ancora più festosa la traversata non poteva di certo
mancare una genuina merenda a base di pane e salame, alimento per eccellenza delle gite sia del
passato
che
del
presente!
E’
stata
davvero una bella
mattinata: immergersi
nella natura ogni tanto
riempie il cuore e libera
la mente! (Anna)
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LUGLIO – Visita all'asilo Oplà
Per diversi mesi abbiamo ricevuto la graditissima visita dei bambini dell’asilo nido Oplà di
Ruginello: abbiamo giocato, “ lavorato”, raccontato vecchie storie e riso insieme a loro. In quelle
occasioni abbiamo allestito la sala cinema con tappetoni, palloni, birilli e cuscini in modo da
rendere l’ambiente allegro e sicuro e creare un’atmosfera ludica e gioiosa.
Mercoledì 23 luglio gli ospiti che hanno partecipato
agli incontri, i volontari, animatrice e educatrice si
sono recati in visita all’asilo nido per una merenda
mattutina offerta dai loro piccoli amici. Seduti
all’ombra del
bellissimo giardino interno
dell’asilo, nonni e bambini hanno condiviso
giochi, storie, canzoni e biscotti mentre i volontari
si sono scatenati con balli e filastrocche. E’ stato
davvero emozionante vedere con quanta
spontaneità e freschezza i bambini hanno accolto
quest’allegra invasione! ( Stefania)
AGOSTO – Festa di Vimercate
Lunedì 4 agosto 2014: Festa con Nora ed Enrico
Enrico Ronchi fisarmonicista e Nora Pagani volontaria ci hanno aiutato a mantenere viva la festa
legata a Santo Stefano, patrono di Vimercate. Durante la mattina ci siamo scambiati ricordi legati
alla fiera che da giovani aspettavamo con desiderio e con molteplici curiosità... e abbiamo
osservato le trasformazioni della stessa negli anni.
Ma nonostante i cambiamenti del tempo, a noi è piaciuto far merenda con pane e salame, salatini e
tanti buoni biscotti cantando sulle note dei walzer di Enrico. (Marcella)
AGOSTO - I ragazzi dell'oratorio a Casa San Giuseppe
Dall’era contadina alla modernità i ragazzi dell’oratorio sono sempre quelli… Passano e ripassano
gli anni, ma i giovani sono ancora quelli che vogliono far festa. Durante le vacanze estive si
ricordano sempre degli anziani di San Giuseppe e fra una scorribanda e l’altra vengono a trovarci.
Gli oratori hanno spesso regalato agli anziani della Casa non solo pavimenti neri ma uno spettacolo
di spensieratezza. Quale grande opportunità è la giovinezza! Orgogliosi della loro età si incantano a
volte con timore nel vedere che anche da anziani ci si
diverte. Ed è peccato mortale pensarla diversamente.
(Anna)
AGOSTO – 100 anni di Angelo Viganotti
Meno 3, meno 2, meno 1…..100!!! sì, avete capito
bene: dopo il meno uno viene il 100. Il cento dei 100
anni raggiunti dal nostro Angelo Viganotti. Con
Angelo abbiamo iniziato a fare il conto alla rovescia
di quanti giorni mancavano al suo compleanno già da
maggio, ma gli ultimi giorni sono stati da
“cardiopalma”.
Ed ecco è anche giunto il 27 agosto: Angelo era emozionatissimo, e la sua famiglia e noi insieme
con lui. Angelo ha indicato alla figlia il suo “personale menù”: 7 crostate, da bere per tutti e… tanta
allegria! E questi ingredienti ci sono stati tutti grazie anche alla famiglia, agli ospiti, al personale e
ai tanti amici che sono venuti per l’occasione. Pensate un po’…. Qualche giorno prima Angelo era
stato intervistato dal Giornale per questo traguardo e ha detto che qui si trova bene ma che, a volte,
si demoralizza perché non riesce a fare più le cose da solo. Ringraziamo Angelo per la sua visione
positiva della vita, per la sua volontà a fare, per l’affetto che ci dona… e, come si usa dire, altri 100
di questi giorni (e sempre con le crostate buonissime della figlia Rosanna!) (Luisa )
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AGOSTO-SETTEMBRE
6, 13 e 20 agosto; 3, 10 e 17 settembre 2014: yoga senior... per rilassare mente e corpo
Aspettavamo il caldo per iniziare all’aperto, sotto i pini, una nuova attività: Yoga per anziani.
Ma il caldo chi l’ha visto? Noi no, ma non ci siamo scoraggiati! Dopo un primo incontro sotto il
portico, ci siamo adattati a sperimentare gli esercizi di yoga nella sala cinema. Tutto nuovo, sia per
noi operatori sia per gli ospiti: una nuova forma di movimento legato alla respirazione con
l’obiettivo di rilassare mente e corpo.
In mancanza del contatto diretto con la natura, mentre eseguivamo gli esercizi, sullo schermo ci
hanno accompagnato immagini e suoni. Fiori di svariati colori ci riempivano la vista, la “voce”
degli uccelli, dei grilli, del vento e dell’acqua ci aiutavano a ritrovare lentezza e armonia. La
respirazione profonda ci ha permesso il rallentamento del ritmo e di recuperare lo stato di armonia
individuale con la natura. Abbiamo sperimentato la meditazione senza evidenziare particolari
difficoltà, con la conseguente rievocazione di ricordi legati alla individuale esperienza di vita, oltre
che di sensazioni piacevoli e positive.
Al respiro lento e profondo, alle tecniche immaginative, alla concentrazione, ai suoni si è aggiunto
l’olfatto con la sensazione di sentire l’odore di ciò che stavamo guardando, ascoltando o
immaginando: un bosco, un prato fiorito, un mare in burrasca, un ruscello di montagna, un tramonto
sul mare.
Al termine della seduta di Yoga, una tisana al tiglio, rilassante, con miele millefiori, una tisana della
fortuna (tè verde e tè nero, petali di girasole, di rosa e di fiordaliso) e una tisana con mele e cannella
chiudevano l’esperienza sensoriale.
Il progetto “Yoga Senior”, insieme con il piacere di sperimentare una nuova attività, ha messo in
evidenza la necessità negli anziani di “respirare” in spazi nuovi e ogni volta sorprendenti che
placano l'ansia e ridimensionano il ritmo della vita quotidiana.
(La fisioterapista Elena e l'animatrice Marcella)
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LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE
23 luglio, 6 e 20 agosto, 3 e 17 settembre : Cocktail Party!
Cinque serate alla scoperta dell’improvvisazione teatrale. Una quindicina di partecipanti hanno
interpretato i personaggi reali e di fantasia delle storie che le animatrici Luisa e Marcella hanno
proposto durante tale attività.
Utilizzando la voce, la mimica, la fantasia e il bagaglio delle esperienze, la commedia teatrale è
approdata nella nostra estate con naturalezza. Felicita e Marcellina nei panni dei novelli sposini,
Giuseppe il fidanzato, Ersilia l’infermiera, Guido il medico, Angela la madre e la cameriera,
Savina la perpetua, Rosa il parente e Iride l’anziano in casa di riposo, la volontaria Antonella il
curato, la volontaria Ezia la moglie…
Le trame sono state pensate per affrontare varie tematiche o esperienze di vita; la più significativa
trattava il tema del ricovero in RSA. Tale argomento ha dato modo di affrontare insieme la
difficoltà della vita in RSA, il tema della scelta di cura, i costi che pesano sulla famiglia, il non
essere più autosufficienti, la perdita delle facoltà di scelte con la famiglia... Tutti i partecipanti
hanno espresso pensieri e scambiato esperienze e riflessioni.
Alla fine di ogni incontro teatrale, aiutati da Stefania, è arrivato il
cocktail, ogni volta diverso e fantasioso, accompagnato da dolci
biscotti. (Marcella, Luisa e Stefania)
SETTEMBRE – Una festa di compleanni...
molto speciale
Il mese di Settembre è forse il mese che amo di più per il clima ancora mite e gli splendidi colori
della natura e non poteva smentirsi nemmeno quest’anno... Nel vocabolario non c’è una parola che
consenta di esprimere l’emozione provata il giorno in cui si sono festeggiati i compleanni e
insieme gli anniversari di nozze di alcuni nostri volontari della Casa. Con gli occhi lucenti, le
coppie hanno ricevuto una dedica musicale, una sinfonia che ci ha condotti col cuore a immaginare
il giorno del loro sì e gli anni della gioia e della fatica. A dire il vero c’è stata un po’ di fatica a
portare l’ amore in pubblico, ma il breve momento di festa ha regalato soddisfazioni ben più grandi
e restituito agli sposi una sorta di riconoscenza. Auguri, auguri, auguri. (Anna)
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OTTOBRE - Giovedì 2 Ottobre 2014, Santi Angeli Custodi: Festa dei nonni
Il primo momento bello della giornata è stata l’omelia del Padre Guardiano Umberto durante la
Messa degli Angeli Custodi, e nella nostra mente si sono depositate un paio di frasi: “Essere servi
significa esser utili a qualcun altro” e “Essere come bambini per lasciarci guidare” .
Il secondo momento è stato quello del pomeriggio, con lo spettacolo offerto dal Coro Insieme
Cantando, dal titolo “Le musiche del cinema”. Lo spettacolo, ideato dall’animatrice Marcella, è
scaturito dall’incontro di due tipi di arte, la canzone e il cinema, per stimolare, allo stesso tempo,
campo visivo, percezione e orecchio. Le canzoni, che hanno fatto parte delle colonne sonore di
film che andavano dagli anni Trenta fino al 1997, sono state scelte ed arrangiate dal Maestro del
Coro Roberto Acciuffi . Grazie al prezioso aiuto di Andrea Modena, che ha curato la parte grafica
ed i testi, e l’ accompagnamento della fisarmonicista Mariangela, sempre presente al fianco del
Coro, lo spettacolo ha creato un' atmosfera densa di attenzione, ascolto, e piacere.
Un ringraziamento speciale ai bassi Aldo, Daniele, Emilio, Egidio, Eugenio, Franco, Michele e
Sergio (ultimo ingaggio del coro); ai contralti Antonella, Carla, Céline, Gabriella, Giovanna, Giulia,
Laura, Liliana, Itala e Romana ; ai soprani Alvezia, Dina, Gioconda, Giulio, Ilda, Laura, Marcella,
Maria Pia, Mina, Rosanna e Silvana. (Marcella)
OTTOBRE – DUO 131 - Saggio di violoncello e pianoforte
Sabato 4 ottobre: che pomeriggio ricco di piacevoli sorprese! È ritornato il DUO 131, composto dal
Violoncellista Carlo Sala e dal Maestro Luca Pavanati, per regalarci l’esecuzione di alcuni brani di
musica classica, tra i quali la Vergine degli Angeli, Va pensiero, l’intermezzo della Cavalleria
Rusticana e alcuni di musica leggera come Jamme, Rosamunda, O mia bela Madunina.
Inutile dire quanta vivacità ci ha portato il grande Maestro ed il suo allievo. Carlo Sala ha dedicato
alle signore presenti in sala “La vita è bella”, dichiarando di confidare nell’aiuto del Signore quando
la vita non appare più così bella ma porta numerose difficoltà legate all’età che avanza.
Poi, a sorpresa, si è aggiuntp al duo il signor Carlo Cigoli, un amico di Carlo, ed insieme ci hanno
regalato la canzone con scenetta del mulitta (occhi sgranati e risate inaspettate) e l’esecuzione di
un brano natalizio (piva piva..) suonato dall’amico al violino con un bicchiere pieno d’acqua
appoggiato sullo stesso. Applausi divertiti
ed incantati. Dulcis in
fundo, i tre musicisti
si sono esibiti facendo cantare tutta la
platea con la canzone
simbolo di chiusura
delle nostre feste: “O
mia bela Madunina”.
(Marcella)
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La
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OTTOBRE – Domenica 26 Ottobre – Festa d’autunno e pranzo in famiglia
Alle 7.30 Attilio è stato il primo ad arrivare insieme ad Itala e, come al solito, ha preparato la
rotonda per la S. Messa ed il coro.
I coristi sono arrivati alle 8.30 per il ripasso e il riscaldamento delle voci, mentre gli ospiti si
affollavano davanti alle porte chiuse della rotonda.
Padre Umberto ha celebrato la Santa Messa in una rotonda gremita fino all’inverosimile e, al
termine, la dott.ssa Baio ci ha portato i saluti del Consiglio di Amministrazione.
Disperse le ultime note della fisarmonica e del pianoforte, ci siamo poi spostati a visitare il
mercatino organizzato dai volontari e a scoprire in quale tavolo avremmo pranzato.
Alla spicciolata sono arrivati i parenti e gli amici e, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo finalmente
gustato le lasagne e via via tutto il fantastico pranzo. Grande ovazione hanno ottenuto il sorbetto,
l’ananas e il tiramisù.
Finito l’abbondante pranzo, i più resistenti sono andati in rotonda per lo spettacolo del gruppo
Vaprio Folk. Con il libretto dei canti in mano abbiamo cantato a squarciagola canzoni
folkloristiche insieme con i parenti e gli amici.
Il tutto è stato condito da caldarroste fumanti e buonissime.
(Luisa, Anna, Marcella, Stefania)
“Ci siamo vestiti bene; ho messo un foulard che
arriva da Parigi” (Antonia M.)
“Io mi sono vestita bene per l’occasione” (Iride R.)
“Per l'occasione ho messo su una camicetta che
arriva da Parigi” (Paola R.)
“Ho pianto tutta la santa Messa per il canto del
Coro che era commovente” (Antonia M.)
“Mi ha impressionato il Frate ” (Iride R.)
“Un Frate speciale: ha detto cose moderne” (Paola R.)
“Molto bella come festa. Anche mio genero, che è molto critico, ha detto che è stata bella” (Lice T.)
“Per me è stato il terzo anno, ma quest’anno è stato bellissimo” (Rosa C.)
“Buono ed abbondante, cucinato molto bene il pranzo, soprattutto il tiramisu” (Guido N.)
“Mi è piaciuto il sorbetto e anche l’ananas” (Celestina G.)
“ E' stata una festa meravigliosa” (Anna V.)
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Voce della Casa
“Tutte le persone che sono qui alla casa e i
loro famigliari hanno gradito il pranzo, una
cosa splendida” (Marcellina M.) “E' stato
molto bello, speciale, perché è avvenuto due
giorni dopo il mio compleanno” (Sandra V.)
“Una festa ed un pranzo che ho gustato con i
miei” (Angela G.)
“Era bello l’atrio sistemato così” (Rosa C.)
“Complimenti alla cucina ed alle animatrici e
agli operatori che ci hanno servito” ( Iride R.)
OTTOBRE - lunedì 29 –
100 anni di Limonta Graziosa
Ci prepariamo tutti seduti in cerchio, emozionati e felici. Alle 15.30 i parenti arrivano con due
bellissime torte e pasticcini per festeggiare insieme agli amici del nucleo i 100 anni di Graziosa.
Le candeline vengono accese e... tutti in posa per la foto ricordo. A sentire cantare in coro “tanti
auguri”, Graziosa grida: “ Ho fame!!” Ecco forse il segreto dei cent’anni: avere sempre un buon
appetito. Una buonissima fetta di torta, accompagnata da Tango delle capinere, Parlami d’amore
Mariù e Santa Lucia ci permettono di far nascere un applauso sentito. Un ringraziamento speciale
ai famigliari che hanno organizzato la festa. (Marcella)
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I NOSTRI VOLONTARI
VOLONTARIATO E' CARITA' CRISTIANA, AMORE PER LA VITA,
OCCASIONE DI CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE.
Mi chiamo Ezia, sono una signora in pensione che abita a Ruginello molto vicino alla Casa
Famiglia San Giuseppe.
Conoscevo bene questa Casa e frequentavo la sua Chiesetta per le Messe. Conoscevo anche la sua
realtà e molti dei suoi ospiti; ma l'incontro con la Signora Brioschi Carla e con la Signora Gioconda
fu fondamentale per la mia scelta di aderire alla Associazione Volontari della Casa.
Proprio in questi giorni ricorre il sesto anniversario del mio “ingresso ufficiale” nella Casa Famiglia
come volontaria.
I ricordi sono tanti nella mia mente, come le emozioni. Il mio percorso mi ha portato a condividere i
pensieri, le emozioni, i problemi dei residenti, a conoscere una realtà di affetti che si sono poi
mantenuti nel tempo.
Molte famiglie si sono legate a noi volontari e agli operatori dell'istituto, e molte volte mi capita di
incontrare figli/nipoti/parenti dei residenti che ci ringraziano per la nostra presenza e per la nostra
vicinanza ai loro cari.
Tutto questo mi riempie il cuore di felicità e rispondo a loro che veramente è molto di più quello
che noi riceviamo da loro che quello che doniamo: non è una frase fatta, ma è proprio la realtà.
La nostra Presidente Gioconda Cominotto è una persona che si dedica con grande impegno e grande
amore cristiano per questa Associazione di Volontariato. Io sono orgogliosa di poterle essere di
aiuto nelle attività che giornalmente svolgiamo.
La mia frequentazione man mano più assidua della Casa mi ha fatto apprezzare anche l'operato di
tutti coloro che a vario titolo lavorano nel nostro Istituto, e posso dire che anche questo mi
emoziona: ho visto con quanta dolcezza, pazienza e riservatezza tutti cercano di fare in modo che i
residenti stiano bene, sereni e attivi.
Mi permetto di consigliare a tutti una esperienza nel volontariato, perché essa è carità cristiana,
amore per la vita, occasione di crescita personale e spirituale. (Ezia Redaelli)
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PENSIERI AFFETTUOSI PER PAPA FRANCESCO
DA ALCUNE PERSONE ANZIANE, OSPITI DELLA CASA FAMIGLIA S. GIUSEPPE
Roma, 8 settembre 2014
Festa Natività di Maria SS.
Alla cortese attenzione di
Sua Santità Papa Francesco
Sono suor Barbara Limonta della Congregazione delle Suore di Carità
dell'Assunzione, a Roma. Le animatrici della Casa Famiglia S. Giuseppe, di
Vimercate, mi hanno chiesto di fare da tramite per fare avere al Santo Padre
alcuni pensieri per lui scritti dalle ospiti della casa famiglia durante il
laboratorio di scrittura. Ho cercato di scegliere alcuni pensieri che ho scritto
con il computer ma vi allego anche tutti gli originali; può sicuramente far
piacere a papa Francesco sentire queste parole!
Alcune mie zie sono ricoverate in questa struttura che è nata in un ambiente
cattolico nel tempo della guerra inizialmente a favore degli orfani e poi per gli
anziani della zona; veramente è una casa dove le persone sono volute bene e
vivono il tempo della loro vecchiaia in un clima lieto e operoso. Ogni mattina
partecipano alla santa messa e ogni giorno nei reparti si recita il santo
Rosario.
Chiedo di poter far pervenire a loro la benedizione di papa Francesco e magari
qualche rosario benedetto.
Assicurando la mia preghiera fedele e devota, porgo i più distinti ossequi.
Suor Barbara Limonta
L'indirizzo è:
Animatrici Marcella e Luisa
Casa Famiglia S. Giuseppe
Via G. Cantore, 7
20871 Vimercate (MB)
tel 039.669122
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"Caro papa Francesco, volevo chiederle di fare il possibile per tenere uniti tutti i popoli il più
possibile per poter evitare anche le guerre. Le chiedo di provare a riportare la "società" come lo era
un tempo, con un concetto di fratellanza più forte. La gioventù di una volta era più unita e si
ritrovava in oratorio per passare il tempo in compagnia, quello era tempo speso bene rispetto a
come lo occupano i ragazzi di oggi. Concludo chiedendole di pregare per la gioventù di oggi e che
tu li possa guidare verso una buona strada, verso un futuro migliore."
"Caro papa Francesco, sorreggimi, La amo tanto. Quando ascolto la sua parola, lascio tutto per
ascoltarla meglio. Lei è bravissimo nello spiegare la parola di Dio, nel parlare di Gesù. Protegga i
miei figli, che sono la mia vita."
"Caro papa Francesco, io sono una sua ammiratrice. Quando ti ho visto in televisione ho sentito un
batticuore soprattutto quando sei stato eletto e ti sei presentato a noi, la tua semplicità e quello che
hai detto mi hanno commossa."
"Caro Papa Francesco, la ringraziamo prima di tutto per tutto quello che fa per la Chiesa e vorrei
una preghiera per tutti i miei famigliari e tutte le persone malate nella casa san Giuseppe e nel
mondo. Mi piacerebbe che venisse a trovarci a san Giuseppe, mi farebbe molto piacere ...”
"Caro papa Francesco, io vorrei chiederti di tenermi sempre per mano come un papà tiene per mano
sempre il proprio figlio per insegnargli a spendere il meraviglioso dono della vita amando il creato e
le creature."
"Caro Papa, ... quando la vedo per televisione sono molto contenta perchè lei mi dà molto
coraggio."
"Caro Papa Francesco, ringrazio per avere la possibilità di rivolgerti il mio pensiero. Io ti ammiro
per la tua semplicità e umiltà e so che sei molto sensibile verso le persone anziane e disabili. Io
spero che le parole che provengono dal tuo cuore possono convincere le persone che non agiscono
per il bene della società. Ti chiedo preghiere per me e per tutto il mondo, soprattutto per i giovani
che hanno davanti una vita, solo così potremo avere un po' di benessere. Grazie."
"Caro papa, è sempre stato buono, ha sempre pensato alle sue pecorelle. Preghi perchè ci faccia
stare calmi e conduca bene le sue pecorelle. Ce ne sono dentro di buone e cattive e noi ci teniamo
quelle buone. - Chissà sel dorm de nott a pensà a tuscoss - (chissà se dorme di notte a pensare a
tutto!). Le auguro di pregare per i giovani in particolare."
"Prego per il Papa, a protezione dei nostri nipotini".
"Caro papa Francesco, le voglio molto bene, e prego per lei, che è un papa completo."
"Carissimo Papa, sono contenta che lei sia il nostro Papa. E' una persona molto buona e
comprensiva che attira a sè tanta gente. Le chiedo di pregare per tutto il mondo ed in particolare per
i bambini che crescono.”
"Caro papa, ..... io prego per te affinchè il Signore ti protegga sempre."
"Caro papa, io sono un po' sorda e non riesco a sentire bene quello che dici però so quello che mi
raccontano, cioè che sei molto sensibile e vicino alle persone che soffrono, quindi anche io ti prego
di ricordarmi nelle tue preghiere perchè sono una persona di 88 anni, che vive in una casa di riposo.
Ti ringrazio per le preghiere che mi dirai."
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"Caro Papa Francesco, sono una persona di 90 anni lei può immaginare le mie condizioni. Le sono
grata e le chiedo delle preghiere per i miei famigliari e per me. La ringrazio di vero cuore."
"Caro papa Francesco, sono molto contenta che lei sia venuto in Italia e raccomando i miei
famigliari."
"Caro papa Francesco, io ti vorrei chiedere di pregare tanto per mio figlio perchè bestemmia in
continuazione e quando gli dico di andare a confessarsi mi dice di pensare per la mia anima e per la
sua ci pensa lui e a me questa cosa mi fa molto male. Anche un'altra cosa ti chiedo: di farmi
camminare perchè mi trovo all'ospizio e questa casa a me non va, vorrei andare a casa mia e poi
morire. Grazie delle sue belle prediche e delle sue belle parole."
"Sono contenta di inviare questa lettera al caro papa perchè lo penso molto e perchè prega anche per
tutto il mondo; io sono ricoverata a san Giuseppe di Vimercate e tutti i giorni vado a messa e prego
sempre che Dio lo tenga in vita. Io ero in una famiglia numerosa di 10 fratelli e mio papà mi diceva
che i PAPA dovrebbero essere tutti santi dopo la loro morte per tutto quello che fanno per tutto il
mondo".
"Sua Santità, la Sua presenza tra noi è stata di grande gioia. Ha rallegrato tutto il mondo. Vorrei
dirle che ogni persona, quando si parla di lei, vorrebbe venire a Roma personalmente per
abbracciarla e per dirle il nostro Grazie! Per ora non posso venire a Roma però sarà mia premura
farlo quando sarà possibile. Spero di rimettermi presto! Quando lei appare in televisione tutte le
persone presenti si bloccano ad ascoltarla. Aspettiamo la Sua benedizione specialmente per le
persone sofferenti tra le quali ci sono anch'io. Un abbraccio fortissimo."
"Carissimo papa Francesco, mi piacerebbe venire a Roma a trovarti. Mi emoziono sempre quando ti
vedo in televisione, perchè sei una persona forte, dobbiamo ringraziare il Signore che ci ha dato un
Papa come te."
"Sono una persona anziana che vive in una casa di riposo a Ruginello. Ti ho visto in televisione e
devo dire che quello che ho sentito nella tua omelia mi ha commosso e mi hai fatto piangere, perchè
sono molto emotiva. Sono contenta che tu sia il nostro nuovo Papa e la tua figura mi scalda il
cuore."
"Caro Papa Francesco, ben arrivato fra noi! L'augurio prima di tutto è che Dio ci dia la forza di
reagire in tutto quanto il suo cuore le dà. Innanzitutto la salute principale... a dire la verità subito il
mio cuore ha sussurrato gioia, amore e soprattutto fiducia. Ringrazio di cuore, sua per sempre. Dio
la ricolmi di ogni bene."
"Caro papa, sono una persona in carrozzina da circa 10 anni, ti ho visto in televisione e mi sono
commossa per come ti ho visto vicino alle persone come me, cioè molto affettuoso e mi piacerebbe
venirti a trovare ma non posso. Ti saluto e ti chiedo preghiere."
"Caro papa, non ti vedo però sento il desiderio di vederla. Prego tutti i giorni. Alla sera quando vado
a letto dico il rosario per i poveri, i disoccupati, mio marito e la mia famiglia. Sono contenta di stare
qui. E' ora di andare in Paradiso. Sono sola con i nipoti."
"Caro Papa Francesco, dopo la Sua elezione, quando si è affacciato alla Sua "finestra" del Vaticano,
ci ha conquistato con il suo semplice "Buona sera", ci è sembrato l'incontro con un amico speciale. I
suoi discorsi arrivano diritti al cuore di ognuno di noi, sembra di conoscerti da tanto tempo. Seguo
con interesse le sue benedizioni domenicali e quello che ci trovo giusto, dobbiamo tutti impegnarci
a vivere una vita rispettando gli altri e noi stessi, essere sempre corretti e avere una vita coerente
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con le nostre scelte di vita cristiana e religiosa. Ci è stato detto "Ama il prossimo tuo come te
stesso", è un segreto da applicarlo e vivere bene. Con affetto".
"Caro Papa Francesco, Lei mi piace molto perchè è buono, docile e ci tiene a tutto. Però io vorrei
che non portasse qui tanta gente straniera perchè qui c'è già tanta miseria. La miseria è dura per tutti
ed io vorrei una vita migliore per tutti".
"Carissimo papa, mi permetto di esprimerti la mia semplice gioia per sentire i tuoi ricordi per le
persone vecchie ricoverate all'Istituto S. Giuseppe a Oldaniga di Vimercate. Io ho accettato questo
istituto con il coraggio di accettare per il suo incoraggiamento che sempre fa alla televisione. Sono
sempre scoraggiata e affido questo scoraggiamento perchè il Signore lo consoli e la incoraggi per la
grande responsabilità e le tante preoccupazioni che l'aiuti a vivere con serenità. Desidererei che
appena le è possibile venga a trovarci. Sarebbe una grande gioia per me e le mie compagne
nell'istituto. Prego per lei che il Signore le dia sempre tanta consolazione e forza di affrontare la sua
vocazione di papa. Ciao Francesco!”
"Reverendo Padre, sono contenta che Lei sia arrivato tra noi: l'Uomo giusto per tutti noi! E' una
meraviglia vederLa quando passa con la sua papa-mobile e si ferma ad abbracciare i bambini e gli
infermi. Questo mi è stato molto caro. C'è una folla potente per vedere Lei ed io sono contentissima
nel vedere questa amicizia speciale che tutti le vogliono bene. Io vorrei avere, per cortesia, una
Grazia: sono una donna anziana di 88 anni e avrei bisogno di farmi star bene ed anche i miei
famigliari. La prego sempre. In fede."
"Caro Papa, sono molto contenta che lei sia venuto dall'Argentina. La settimana scorsa mi è nato un
pronipote che hanno chiamato Francesco come lei. Le chiedo di pregare per lui perchè abbia una
vita bella e che sia bravo."
"Caro papa Francesco, la stimo molto, fa tanto per la chiesa."
"Caro papa Francesco, le auguro di rimanere fra noi per tanti anni per donarci la pace e la
tranquillità. Io sono la mamma di una famiglia brava e buona e la seguiamo come esempio. Mi
piacerebbe molto averla un giorno fra di noi alla Casa San Giuseppe."
"Carissimo papa Francesco, sono praticante di religione cattolica. La stimo molto come Papa e
Capo della Chiesa. Ammiro molto i suoi discorsi pratici che considero poi anche italiani, date le sue
origini. Il suo messaggio arriva forte alle persone alle quali dimostra di essere molto attaccato.
I NOSTRI FRATI CAPPUCCINI
OGNI MATTINA CI PORTANO GESÙ SULL'ALTARE
Da settembre aria nuova in convento a Oreno: sono arrivati Padre Umberto Cuni Berzi con
l'incarico di Guardiano del Convento, e poi Padre Maurizio Fiorini e Padre Edoardo Stucchi.
A tutti e tre un caloroso benvenuto e l'augurio di un buon apostolato anche presso la nostra
Casa. Un saluto a Padre Paolo Giavarini e a Padre Carlo Poloni che sono stati inviati ad
esercitare il loro ministero in altra sede.
(Luisa)
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CHE COSA OGGI TIENE ACCESE LE STELLE?
DI QUESTO C'E' BISOGNO NEL PROSSIMO NATALE: ANCORA UNA VOLTA DI
REAGIRE AL PESSIMISMO E APRIRSI ALLA SPERANZA.
Nell'iconografia classica e anche del Rinascimento (celebri
il gruppo scultoreo del Bernini e il quadro nelle stanze di
Raffaello a Roma) ricorre spesso la raffigurazione di Enea
che, fuggendo da Troia in fiamme, porta sulle spalle
Anchise, il padre anziano e ammalato. Enea, teneva anche
vicino il figlio Ascanio, il quale camminava con le proprie
gambe ma a passi diseguali.
Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica tra il
1999 e il 2006, ha scritto recentemente una riflessione
molto personale e partecipata, dal titolo A un giovane
italiano. Nella quale definisce quella dei nostri giovani
una generazione derubata del futuro.
Secondo Ciampi l'immagine di Enea dovrebbe evocare il
difficile compito degli adulti di traghettare la società, alla
ricerca di nuovi approdi dove rifondarla, su basi nuove,
prendendosi carico della generazione precedente e del suo
peso, e accompagnando la generazione successiva, appunto
come fece Enea.
Per inciso ricordo che la Casa San Giuseppe, in origine (il
granello di senape), era una
Casa Famiglia che
“accoglieva e custodiva ” - per usare una espressione cara a
papa Francesco - vecchi soli e bambini di famiglie povere.
Ma questa icona di Enea, che certo valeva un tempo, cosa vale oggi?
Dice Philippe Ariès, storico medievalista francese della famiglia:
“Un tempo il giovane cercava la compagnia del maggiore di età, che fosse in grado di portarlo
nell'ambito mondo degli adulti.
Oggi tale promozione non è più ricercata, anzi è temuta. Sono piuttosto gli adulti che imitano gli
adolescenti. Oggi tiene banco la competizione tra gli anziani e i giovani”.
La società dei nostri giorni ama la giovinezza come mito, ma non ama i giovani.
In questi ultimi decenni il nostro Paese ha ampiamente ceduto alla tentazione di dar fondo all'eredità
dei decenni precedenti, si è accontentato di consumare la ricchezza accumulata, anche in termini di
capitale sociale, invece di investire sul futuro. Con la crescita verticale del debito pubblico ha così
scaricato sulle generazioni successive i costi di questa dissipazione. Saranno i giovani a doversi
fare carico di pagare questo debito.
“I giovani, dunque, oggi muovono dalla consapevolezza che senza un lavoro, senza la responsabilità
di una propria famiglia, senza un sistema in grado di fornire un aiuto nei momenti critici, le parole
libertà, partecipazione, diritti, doveri - che furono la sintesi del programma di conquiste politiche,
sociali, economiche dei loro genitori - rischiano di restare pure espressioni verbali.” Questa l'amara
conclusione di Ciampi.
Ugualmente la società oggi non ama i vecchi. Il vecchio impersona il tempo, e il tempo è
diventato il nemico da combattere.
La vecchiaia con la morte è diventata un tabù, ha soppiantato il sesso, che non è più un tabù, ma è
un feticcio, un idolo.
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Come l'oscurità talvolta viene definita come assenza della luce, così la vecchiaia è definita come
assenza della giovinezza. E’ un’immagine negativa, e più si cerca la fontana dell’eterna giovinezza
e più quell’immagine si rafforza.
L'anziano è diventato oggettivamente scomodo. Se lavora, usurpa il posto al giovane, se non
lavora e campa a lungo, pesa sulla Previdenza, se si ammala e si cronicizza, aggrava gli oneri dei
servizi sociali e sottrae tempo libero ai famigliari.
Uno dei limiti fondamentali del moderno è quello di ritenere che basti garantire il “generale” per
soddisfare l' “individuale”. Questo significa che la vecchiaia designa sempre meno un' età della vita
e viene sempre più a coincidere con uno “spazio sociale”, con un territorio in cui vengono messe in
opera strategie di intervento: dall'assistenza (pensioni, salute, ricoveri) al tempo libero (università
degli anziani, crociere, viaggi, soggiorni).
Certo queste strategie hanno portato a rimandare il tempo della condizione di vecchio fragile, a
rendere più lontana la morte fisica. Nella prima metà del secolo scorso poveri e lavoratori di solito
morivano abbastanza presto, consumati dalla fatica e dagli stenti, da una nutrizione inadeguata, da
uno stile di vita poco sano. In questo senso la condizione del vecchio e soprattutto del grande
vecchio è fortemente migliorata.
Ma... la morte non arriva con la vecchiaia, “arriva con la dimenticanza” (Gabriel Garcia Marquez).
Abbiamo più o meno tutti l'idea che la vecchiaia un tempo fosse circondata da un certo prestigio e
da un'aura di saggezza (come avviene ancora oggi nelle poche superstiti civiltà tradizionali).
Come dice Ariès, in questo tipo di società era fondamentale il trasferimento di saperi e di mestieri
da una generazione all'altra; le varie attività presupponevano un patrimonio di conoscenze e abilità
che i giovani non potevano acquisire se non apprendendolo da chi li aveva preceduti.
Oggi non è più così: si sa che anche una persona adulta e pienamente attiva può fare molta fatica a
tenersi al corrente con le nuove tecnologie che da nuove diventano obsolete nel giro di pochi anni.
Alla venerazione e all'attenzione di un tempo, tra la vecchiaia e le altre età è subentrato ora un
rapporto di tipo socio/economico, di costi/benefici, anche con dei risvolti competitivi.
Sotto questo profilo l’anziano non solo non è dimenticato, ma è diventato oggettivamente
comodo. E' un’occasione primaria di business per l’industria farmaceutica, biomedica, turistica,
alberghiera. Tramite i fondi pensione le lobby finanziarie dell'occidente controllano gran parte
del risparmio mondiale. Il voto degli anziani e dei pensionati è determinante alle elezioni, in Italia
come altrove. Per prolungare il tempo di senescenza si delegano le badanti e si assediano le
residenze, possibilmente quelle chiuse.
La conclusione di questa analisi è che giovani e vecchi sono i destinatari della cultura dello
scarto, le vittime del culto esclusivo del “qui ed ora”.
Allora dobbiamo concludere che l'immagine di Enea sia un'icona datata, non più
proponibile?
Certo il cielo sopra di noi è diventato più buio, l'orizzonte più incerto.
Ma scrutando il cielo buio si intravvedono delle stelle che cercano di illuminarlo.
San Giuseppe vorrebbe essere una di queste stelle, una piccolissima stella. In mezzo alle difficoltà,
e andando un po' controcorrente, cerca di rispettare lo spirito dell'icona di Enea. Facendo crescere il
granello di senape, si sforza di mantenere viva la vicinanza fra gli anziani e i loro famigliari e di
promuovere incontri fra le generazioni, fra giovani e vecchi, attraverso uno stile aperto, attraverso il
volontariato, e le iniziative di convivialità dedicate e riservate proprio a questi incontri. Ma come
San Giuseppe ci sono tante altre piccole stelle luminose.
E se ci sono le stelle, cosa le tiene accese?
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Mutuiamo questa domanda dal titolo di un libro recente di Mario Calabresi.
Davanti alla crisi del nostro tempo, le stelle le tiene accese la speranza. I giovani non si lascino
rubare la speranza, come dice papa Francesco. “Oggi abbiamo bisogno di guardarci intorno per
riconoscere le molte testimonianze che possono aiutarci a vedere nella notte, a non credere che le
tenebre hanno vinto la luce. Dobbiamo recuperare queste testimonianze anche ricomponendo i
frammenti di un tempo passato nel quale si faceva fatica a vivere, ma nel quale era sempre accesa
una speranza nel futuro. Abbiamo bisogno di capire se il declino e il pessimismo siano una
condizione a cui noi abitanti di questo tempo non possiamo più sottrarci, per scoprire se sotto la
superficie della paura o del cinismo esistano ancora energie fresche, attese di cambiamento e
passioni da far emergere nell'incontro fra generazioni ”.
E allora perché non pensare alla vecchiaia come a una nuova fase dell’esistenza umana e non
soltanto come alla decadenza che ci attende dopo la giovinezza? Con la consapevolezza che
l'anziano non deve essere solo: deve poter comunicare, condividere i propri bisogni e desideri, le
esperienze e le paure, le mancanze e le scoperte: incontrarsi con i coetanei certo, ma anche con la
generazione più giovane. Il dialogo tra le generazioni può essere un potentissimo fattore
umanizzante. Senza questo dialogo la civiltà contemporanea rischia di diventare una somma di
solitudini, e di perdere la coscienza della nobiltà delle sue radici.
Di questo c’è bisogno nel nostro prossimo Natale: ancora una volta di reagire al pessimismo e
aprirsi alla speranza. Il cristiano, in particolare, è sostenuto in questo non solamente da un
importante impulso umano, ma dal fatto che Dio ha squarciato i cieli ed è venuto ad abitare in
mezzo a noi.
“Sia la luce della stella Cometa, dice Calabresi, a guidare il cammino degli uomini, la loro fantasia,
i loro sogni, per insegnarci a non tenere la testa bassa, nemmeno quando è buio». E, aggiungiamo
noi, ci insegni a riguardare con tenerezza l'icona di Enea.
Ing. Leonardo Zanetto
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CONVEGNO NEL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA
MORTE DI DON GIOVANNI MOIOLI
Vimercate - Sabato 4 Ottobre 2014 nella Chiesa di Santo Stefano
Introduzione di Don Mirko Bellora, Parroco e Decano di Vimercate
Don Mirko ha introdotto i lavori presentando dapprima i
relatori d'eccezione che sono convenuti: Prof.ssa DORA
CASTENETTO, responsabile del Centro Giovanile Moioli
per lo studio della Teologia Spirituale: “Don Giovanni Moioli
uomo spirituale”; Prof. Mons. PIERANGELO SEQUERI,
Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale: “In
Cristo. La lezione di Giovanni Moioli”; Mons. PEPPINO
MAFFI, Responsabile della Formazione permanente del
clero: “Don Giovanni Moioli educatore”; Prof. Mons.
CLAUDIO STERCAL, Ordinario di Teologia Spirituale e
curatore dell'edizione “Il senso di un'Opera omnia”; Sua
Eminenza il Card. ANGELO SCOLA a concludere i lavori.
Qui di seguito, poi, le candide e accese parole di don Mirko.
Il mio compito è solo quello di introdurre il convegno, cioè di
dare inizio al “ricordo teologico” di un prete, di un maestro,
un amico, caro a tutti noi, don Giovanni Moioli, nel
trentesimo anniversario della sua morte.
Elias Canetti (scrittore bulgaro morto a Zurigo nel 1994, premio Nobel per la letteratura nel 1981)
ha scritto: “Ogni cosa che ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la
fisionomia di colui che me l'ha spiegata e, nel ricordo, è rimasta legata alla sua immagine”.
Così è capitato a me. Don Giovanni Moioli è stato mio padre spirituale a Venegono in quinta
ginnasio, professore di teologia per tre anni e affettuoso difensore durante la mia licenza in teologia.
Don Giovanni è stato per me un vero in-segnante, cioè uno che ha lasciato un segno nella mia vita.
Seminarista di quinta ginnasio mi dicevo: “Così si parla di Dio! Questo, ci crede!”
Indimenticabili i suoi occhi e la dolcezza persuasiva della sua parola nella predicazione: si
trasfigurava nel volto, nella voce.
La sua teologia, anche se allora in gestazione - eravamo negli anni 1967/1970 - una gestazione a
tratti complessa, e certe ore erano micidiali, è stato un incontro formidabile con una teologia orante
e amante.
Capite allora la mia grande
gioia di aprire, come parroco
di Vimercate, città della
nascita e della morte di don
Giovanni, questo convegno
reso prestigioso dalla presenza
del nostro cardinale Angelo
Scola e dalla presenza di così
eccellenti oratori.
Ringrazio veramente tutti voi
per la vostra presenza qui a
Vimercate, in questa stupenda
chiesa dedicata a Santo
Stefano, e ci auguriamo un
pomeriggio
splendido
e
fecondo.
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IL LEONE E LA CETRA
DON MARCO FUSI e DON DAVIDE MARZO:
BENVENUTI A VIMERCATE
Un calorosissimo benvenuto a don Marco Fusi e a don Davide Marzo.
Pensando a loro, sentiti i loro nomi, prima ancora di incontrarli, mi sono venuti in mente subito un
leone e una cetra: il leone che simboleggia l'evangelista Marco e la cetra di Davide. Parto da queste
risonanze per fare a loro gli auguri.
A don Marco auguro di essere l'evangelista che porta il suo nome, che sa raccontare Gesù a
ognuno di noi, che ci indica che cosa significa essere i suoi discepoli...
Sii anche tu, don Marco, un leone, un leone narratore della straordinaria bellezza di Gesù e del suo
Vangelo, Gesù che si sedeva in mezzo alla sua gente e narrava e incantava...
Auguro ai tanti giovani di Vimercate e Burago, grazie a te, di incontrare lo stesso incanto!
A don Davide auguro lo stile del giovane Davide suonatore di cetra. Si narra nel primo libro di
Samuele (16, 14-23) che il re Saul, spesso turbato da uno spirito cattivo, ritrovava la pace quando
Davide suonava per lui la sua cetra.
Mi piace pensare che ogni persona abbia bisogno di un “suonatore di cetra”, perché la vita
quotidiana, con tutte le sue fatiche, possa tornare a risplendere. Davide era il giovane della cetra, ma
anche l'uomo che danzava davanti all'Arca di Dio. Ti auguro di essere un prete felice di Dio e degli
uomini, specialmente nel tuo servizio difficile ma affascinante nella scuola.
A entrambi auguro di saper essere preti così: “Il prete è il ministro dell'inquietudine, il
dispensatore di una sete e di una fame nuove”.
(card. Emmanuel Suhard, vescovo di Parigi, morto il 30 maggio 1949)
don Mirko Bellora
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GRAZIE GIUSE
«Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore.
Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono».
(Apocalisse 14, 13)
Lo scorso 31 ottobre la
Signora
Giuse
Carini
Inzaghi ha raggiunto in
Paradiso il marito Antonio
Inzaghi e la nonna Bice
Molina Cremagnani.
Cittadina benemerita della
Città di Vimercate, città
che ha illustrato non solo
con la personale dedizione
alle varie attività di
solidarietà e di beneficenza, ma anche con la
preziosa ricerca storica nel
suo libro “Portiamoci a
Vimercato”, la signora Giuse ha circondato di affetto specialissimo anche la Casa Famiglia San
Giuseppe nel nome e per conto delle finalità dichiarate e attuate dalla nonna Bice Molina
Cremagnani, fondatrice di questa nostra Casa.
Alla nonna Bice, Giuse fu legatissima e ben lo rivelano anche i suoi due libri dedicati alla
fondatrice: “Una donna tra due secoli - Bice Cremagnani Molina, 1875-1951” e “Bice Molina
Cremagnani e la Casa Famiglia San Giuseppe”; ma lo hanno rivelato anche i suoi continui
riferimenti alla saggezza e allo spirito di carità della nonna nelle numerose occasioni di dibatto
durante le riunioni consiliari.
Insomma la signora Giuse Carini, che poco più di un anno fa aveva lasciato la carica di consigliere
nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione al figlio Beppe, non ha risparmiato energie ogni
volta che si è trattato di lavorare per la nostra Casa, di aiutarla e di sostenerla a diverso titolo.
“O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senz'acqua.
<...>
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.” (Salmo 42, 2-3)
Cara Giuse, ora che vedi il volto di Dio, raccomanda a Lui la nostra Casa.
Tu, però, ci mancherai.
(Gli amici di Casa San Giuseppe)
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IL RICORDO DEL PRESIDENTE
GIUSE CARINI: UNA PRESENZA COSTANTE DISCRETA, ATTENTA
A nome del Consiglio di Amministrazione, della Direzione, degli operatori, dei volontari
della Casa S Giuseppe, desidero esprimere la nostra partecipazione al dolore dei
famigliari per la scomparsa della cara Signora Giuse Carini.
La Giuse era la nipote della Signora Bice Cremagnani, fondatrice della nostra Casa San
Giuseppe. Come molti sanno, la Signora Bice Cremagnani fu donna di rara qualità, di
intelligenza, di fede e di amore e, grazie a queste doti, non volle realizzare un ricovero,
un asilo per anziani, ma una Casa Famiglia, un'oasi di pace, un focolare di carità, dove
gli anziani fossero assistiti affettuosamente, nel rispetto della dignità della persona, come
in famiglia. L'ospite, diceva la Signora Bice Cremagnani, deve sentirsi accolto, non
ricoverato, parte di una famiglia che lo cura e lo accetta nella sua fragilità e debolezza.
Questo spirito e questo ideale sono stati fatti propri, mantenuti e vissuti con grande
dedizione, continuità e coerenza da Giuse Carini che è stata una presenza costante,
discreta ma attenta nel Consiglio di Amministrazione e sopratutto una Consigliera
fedele allo spirito della Casa voluto dalla sua nonna.
Ogni volta, con lo stile educato, gentile, quasi umile che la contraddistingueva, ha
ricordato che le decisioni tecniche, organizzative, economiche dovevano essere
adottate nell'interesse e per il benessere degli Ospiti, così come richiesto e desiderato
dalla fondatrice.
Di questo prezioso impegno ed esempio della Carini noi ci sentiamo e saremo sempre
gelosi custodi ed interpreti. D’altra parte, siamo sicuri che dal Cielo Lei continuerà a
seguirci ed aiutare con la preghiera.
Ma siamo altresì sicuri che anche il figlio Beppe, che ha preso il suo posto nel Consiglio
di Amministrazione continuerà a mantenere viva la fiamma di amore e di fede che animò
la Fondatrice prim ,e sua madre dopo, a beneficio dei nostri amati ospiti.
Il presidente
Gabriele Sponzilli
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RSA APERTA
PROGETTI INDIVIDUALI COSTRUITI PER LE NECESSITA'
DELLA PERSONA E DELLA FAMIGLIA
Negli scorsi numeri di questo
notiziario, più volte è stato
richiamato come negli ultimi anni
stia emergendo sul territorio una
diversa domanda di assistenza da
parte delle persone anziane e delle
loro famiglie. Domanda che si
presenta sia in termini di richiesta di
servizi sempre più flessibili a livello
territoriale, sia di aiuto e sostegno
che vadano oltre l’accoglienza in
ricovero che non sempre è possibile
sia per ragioni di disponibilità di
posti sia per motivi di carattere
economico.
Questa evoluzione è stata ben
rilevata
anche
dagli
organi
istituzionali (Regione in primis) che,
attraverso i propri atti normativi, sta
intervenendo
nell’ottica
di
modificare l’attuale rete dei servizi
chiamati a rispondere ai bisogni dei
disabili e dei malati cronici. Nella
prima fase di avvio dell’attuale legislatura regionale, la Direzione Generale Famiglia e Solidarietà
Sociale ha adottato diversi provvedimenti a favore dello sviluppo e della evoluzione del sistema di
welfare lombardo. Alcuni provvedimenti hanno un profondo impatto sulla rete di offerta dei servizi
che va trasformandosi e adattandosi ai nuovi bisogni emergenti. D’altra parte si tenga conto che il
30% dei pazienti lombardi è costituito da persone affette da patologie croniche, per le quali la
collettività impiega oltre il 70% delle risorse complessivamente disponibili sul Fondo Socio
Sanitario appostato nel bilancio regionale. Ci si rende subito conto di come una tale ingente quantità
di risorse debba essere impiegata con attenzione e nell’ottica di massimizzare i benefici per la più
ampia fascia possibile di utenti.
D’altra parte è sicuramente condivisibile anche la necessità rilevata da Regione Lombardia di
mettere in campo azioni che coinvolgano i diversi comparti sanitari, socio-sanitari e sociali,
finalizzate alla ricomposizione di interventi che oggi sono ancora in massima parte frammentati,
spostando l’attenzione dai servizi alla persona ed alla famiglia.
La Casa San Giuseppe, nel suo piccolo, aveva già avvertito questi mutamenti nei bisogni del
territorio e, con semplici ma significativi progetti, negli scorsi anni aveva anticipato le linee di
indirizzo verso le quali oggi sembrano orientati anche gli organi istituzionali. Vale la pena ricordare
in tal senso il Progetto “Di casa in Casa… di Casa in casa” poi seguito dal Progetto A4: esperienze
finanziate con il prezioso contributo della Fondazione di Comunità di Monza e Brianza, che – al di
là delle specificità delle singole azioni – avevano come obiettivo quello di “esportare” le
competenze nate e cresciute nella Casa nell’ambito dell’assistenza agli anziani e di fornire risposte
flessibili e mirate alle esigenze delle persone che negli anni si sono rivolte alla Casa con le loro
difficoltà ed i loro problemi.
Casa San Giuseppe ha quindi accolto con entusiasmo le recenti Delibere Regionali che invitavano
gli enti gestori delle Residenze Sanitarie Assistenziali ad istituire nuovi servizi a favore di persone
anziane e delle loro famiglie. Senza sottovalutare la “fatica” che tali aperture richiedono a tutta
l’organizzazione (e di cui si parlerà di seguito), bisogna rilevare come in tali provvedimenti
28
La
Voce della Casa
regionali si possa cogliere l’occasione per enti come la Casa Famiglia San Giuseppe (ben radicati
nel territorio) di esprimere al meglio il ruolo di vicinanza e centralità rispetto ai bisogni della
popolazione.
L’esperienza di questi primi mesi ci conferma che l’adesione ai progetti proposti da Regione
Lombardia ha permesso alla Casa di incontrare ed aiutare situazioni di grave disagio (sociale, fisico,
psicologico, morale, spirituale…): situazioni che la Casa difficilmente riusciva ad intercettare e
supportare fornendo i tradizionali servizi di residenzialità e semiresidenzialità. Situazioni che però proprio per la loro particolarità - richiedono che la Casa, nel rispetto della sua missione, si impegni
mettendo a disposizione tutte le capacità e competenze di cui dispone.
Non si sottovaluti poi anche l’aspetto più meramente “economico”. Sempre più ci si sta rendendo
conto che la residenzialità – per quanto sia una forma di assistenza preziosa e molto spesso
necessaria e insostituibile – risulti particolarmente onerosa sia per lo Stato che per il singolo
cittadino che non sappiamo se nel futuro saranno in grado di sostenerla. Se la Casa vuole assicurarsi
un futuro più certo e soprattutto se lo vuole assicurare ai propri lavoratori (oggi circa 150 persone)
deve prepararsi a differenziare le proprie forme di offerta di servizi così come lo farebbe qualsiasi
altra “azienda” sana ed attenta al proprio futuro.
Certo questa attenzione a nuovi servizi e a nuove realtà di bisogno sociale, comporta anche notevoli
difficoltà. Anzitutto bisogna rilevare come i provvedimenti normativi stiano chiedendo alle strutture
residenziali di aumentare la propria “flessibilità” nell’offerta dei servizi. Tale richiesta si scontra e
deve trovare necessariamente una sintesi rispetto ad un contesto normativo generale che non è
affatto flessibile: pensiamo alle rigidità del mercato del lavoro, alla precisione (quasi maniacale)
delle norme su accreditamento ed autorizzazione al funzionamento, alla specificità dei controlli
socio-sanitari cui la Casa è soggetta. Tutto questo contesto – giusto, legittimo e tutelante per
l’utenza – mal si concilia però con le esigenze specifiche delle singole persone, non sempre (anzi
quasi mai!), riconducibili ad una risposta formalizzabile nell’ambito dei servizi esistenti che la
Regione stessa definisce appunto insufficienti ed inadatti a far fronte ai bisogni emergenti.
Ma maggiore flessibilità significa anche un maggior impegno da parte di tutti i lavoratori della
Casa; impegno non solo fisico ma anche mentale. Frequenze frazionate per poche ore alla
settimana, interventi domiciliari che si intrecciano con quelli residenziali, presa in carico di interi
contesti famigliari e non solo di singoli anziani, richiedono notevoli impegno e capacità. Va quindi
un plauso a tutti gli operatori della Casa che – a diverso titolo e nelle varie mansioni – sono stati
coinvolti in queste nuove attività intraprese dalla Fondazione.
Dei diversi nuovi servizi “inventati” dalla Regione nell’ultimo anno, la Casa San Giuseppe ha
deciso di attivare quello denominato RSA APERTA e normato dalla Delibera della Giunta Regione
Lombardia n. 856 del 25 ottobre 2013 e dalla successiva Circolare Regionale n. 1 del 15/01/2014.
La RSA APERTA, così come definita dalla norma regionale, è la “presa in carico integrata della
persona affetta da demenza/Alzheimer o altre patologie di natura psicogeriatrica, da parte delle
RSA in una logica multi servizi. L’azione si concretizza in un’evoluzione flessibile dei
servizi/interventi/prestazioni erogabili dalle RSA, in una logica di multi servizi, per una presa in
carico integrata della persona residente al proprio domicilio in un' ottica di mantenimento e
miglioramento del benessere”.
Ma nel concreto cosa significa essere un utente di RSA APERTA? Che servizi possono essere
offerti? Come è organizzata l’effettiva attuazione della normativa?
La Delibera Regione X/856 prevede Piani Individualizzati di Cura (PIC), stilati e verificati
periodicamente dalla ASL. I Piani costituiscono i riferimenti generali per la progettazione della
Cura: specificano la durata, la tipologia di servizi richiesti, il luogo in cui si svolgeranno (domicilio
o RSA); tocca poi agli operatori della Casa, in collaborazione con i famigliari, dare vita e sostanza a
tale progettualità.
Spesso la conoscenza con il nuovo utente avviene a domicilio; a seconda della situazione alcuni
partecipanti dell’équipe multi professionale della RSA (medico, psicologa, infermiera, operatore
assistenziale, fisioterapista, animatrice) si recano presso l’abitazione per rendersi conto delle
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La
Voce della Casa
effettive problematiche e risorse dell’anziano e della sua famiglia. Si può così osservare come è
vissuta la quotidianità, quali sono gli interessi e le potenzialità; è possibile venire incontro al disagio
dei famigliari, spesso provati da lunghi periodi di assistenza. E’ offerta una consulenza ad ampio
spettro che consente una visione più globale e meno frammentata, ricollocando il soggetto anziano
al centro del percorso di cura; è così possibile aiutare i famigliari ad orientarsi tra documentazioni e
normative, fornire consulenza sulle migliori modalità di relazione con l’anziano. L’attenzione è
rivolta anche alla situazione clinica dell’anziano, alla gestione di eventuali disturbi del
comportamento e di altri sintomi facilmente associati alla demenza, in pieno rispetto dei servizi
territoriali già attivati (ADI cioè Assistenza Domiciliare Integrata, SAD cioè Servi di Assistenza
Domiciliare) e in accordo con i Medici di Famgilia. Spesso le consulenze si rivolgono all’igiene
degli ambienti domestici, talvolta con intervento diretto del personale dell’équipe.
La normativa contempla inoltre la possibilità di scegliere la cosiddetta “semiresidenzialità”, ovvero
la frequenza presso la RSA per più ore durante la giornata e per più giorni la settimana. In alcuni
casi, dopo la rivalutazione, gli interventi domiciliari si sono trasformati in semiresidenzialità.
Per gli utenti del servizio semiresidenziale è prevista la presenza di operatori dedicati, e
l’integrazione con le attività già in atto nella casa. Vengono garantiti tutti i servizi previsti nel Piano
di Assistenza, come ad esempio il servizio di igiene alla persona, il servizio pasti, attività
riabilitative e ricreative.
Gli ospiti della RSA Aperta sono coinvolti in attività di stimolazione cognitiva, di animazione
musicale, di fisioterapia o comunque in passeggiate (anche nel parco, se il tempo lo consente),
momenti ricreativi e stimolanti la socializzazione.
Periodicamente, insieme all’operatrice esperta che da pochi mesi collabora con la Casa, si
organizzano sedute di Gruppo Validation, particolarmente utili e gradite.
L’attuazione di questa nuova normativa vede la collaborazione non solo degli operatori dedicati, ma
anche di tutti gli operatori dei reparti, che supportano i diversi momenti della giornata dei nuovi
“ospiti”. E’ un’occasione per tutti gli operatori di dimostrare professionalità e flessibilità, adattando
metodi e strategie alle nuove richieste e necessità.
I primi riscontri e le prime verifiche effettuate indicano miglioramenti (sul piano cognitivo, sociorelazionale, comportamentale) dei singoli anziani e una migliore qualità di vita anche dei famigliari.
Daniela Bertazzoni – Medico
Rita D’Alfonso – Psicologa
Roberto Zini – Direttore
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La
Voce della Casa
TORNEO DI BURRACO A SAN GIUSEPPE
Nel pomeriggio di sabato 8
Novembre si è svolto un torneo di
burraco
per
beneficenza
organizzato dall’ Associazione di
Volontariato Casa Famiglia San
Giuseppe – Onlus che ha
richiamato presso la Rotonda della
Casa decine e decine di giocatori.
E' stato un grande evento: si è
raggiunto il numero di 68
partecipanti ( 17 tavoli )
appassionati di questo gioco di
carte, molto in voga in questo
momento in tutta Italia.
Silenzio e concentrazione hanno
contraddistinto la riuscita del
torneo.
Alla fine tutti sono stati contenti ed
hanno gradito il ricco buffet offerto dall’ Associazione.
Dopo le premiazioni delle prime 7 coppie classificate, tutti sono tornati alle loro case, chiedendo di
ripetere in futuro questa piacevole esperienza di gioco. (Michele)
Qui di seguito i nominativi delle prime sette coppie classificate:
1° Bruno Arlati - Sissa Biella
2° Scotti - Loredana
3° Franca Comotti - Georges Clocanas
4° Tina Gherardi - Loredana Boselli
5° Colantuoni - Sergio
6° Manuela Meda - Silvia Gritti
7° Maria Pia Spadaccini - Gabriella Di Valentin
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La
Voce della Casa
IL BILANCIO DI PREVISIONE
E LE NUOVE RETTE
Pubblichiamo di seguito la sintesi del Bilancio di Previsione del prossimo anno e la conseguente
determinazione delle rette per il 2015.
Preventivo
2015
COSTI
Preventivo
2014
Consuntivo
2013
538.000
538.000
445.450
SERVIZI
1.780.000
1.775.000
1.723.744
PERSONALE
2.845.000
2.765.000
2.795.615
350.000
350.000
283.385
ONERI DIVERSI DI GESTIONE
51.500
49.000
40.578
ONERI FINANZIARI E PATRIMONIALI
21.500
31.000
19.226
5.000
5.000
4.718
MATERIE PRIME CONSUMO E MERCI
AMMORTAMENTI
IMPOSTE E TASSE
250.608
Altre voci a riconciliazione consuntivo 2013
5.591.000
TOTALE COSTI
Preventivo
2015
RICAVI
5.513.000
5.563.322
Preventivo
2014
Consuntivo
2013
PROVENTI DA UTENTI
3.468.000
3.410.000
3.422.490
CONTRIBUTI DA ENTI PUBBLICI
2.110.000
2.090.000
2.109.045
PROVENTI DA BENEFATTORI
2.000
2.000
3.378
PROVENTI DA TERZI
1.000
1.000
9.788
10.000
10.000
9.768
ALTRI PROVENTI DELL'ATTIVITA'
-
PROVENTI FINANZIARI E PATRIMONIALI
-
5.591.000
TOTALE RICAVI
5.513.000
8.853
5.563.322
Retta residenti ordinari
1° semestre
71,00
2° semestre
71,50
Retta residenti Nucleo Protetto
1° semestre
74,00
2° semestre
74,50
Retta ospiti temporanei
75,50
Quota fissa CDI
350,00
Quota giornaliera CDI (h. 17)
10,50
Quota giornaliera CDI (h. 19)
14,50
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Notiziarioi Dicembre 2014